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'' ESERCITO E NAZIONE,, RIVISTA MENSILE DELL'ESERCITO l'!AlelANO · Direttore : "
.à.LBERTO . BALDJl'{I
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Direzione e À.mministrarione , Roll.A. - :Va NAPOLI (Palazzo del ~ o della Guel'fa)
. Esce
tn fascicoli mensili riccamente illustrciti, di
circa 80 pagine
e tratta i seguenti argo"fenti.:
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Storia generale e' militare • • • 'Ordinament~ dell'Esereito Formaziop.e ed impiego delle varie armi e specialità nella b'attaglia - Tecnica , dei materiali bellici e loro uso - R:ifornimén:ti dei mezzi di vita 'l,e di · lotta alle forze combattenti • • • .Cenni sulle altre ' forze armate • • • Statistica, Eeononiia politica e Politica generale '• • • Questioni' oolo·, niali • • • Geografia e topografia • • • :t.e Belle · Arti e la guerra • • • · Avvenime,nti politici del mese • • • Educazione fisica e Sports • • • N otizfo · i'. su gli Eeerclti esteri • • • Riass'11lto di quanto si scrive di importante nelle principali pubblicazioni nostrane e straniere • • • Bil>liografia • • • Vita degli Ufficiali m Congedo • • • Notiziario della Mi1m.a
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COLONIE • ·~ ~ LI~ 12 ~LL'ÈpTERO
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('l) CBIJIDERB OVBTO AB~AMBN'l'O A TRAVERSO GLI ORGANI 1'ELL~ U. N, O. C. l
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MANUALETTI DI TECNICA l\1ILITARE
editi dalla Rivista "
ESERCITO E NAZIONE ,,
· IL TIRO A PUNTAMENTO INDIRETTO ·
-CON LA MITRAGLIATRICE PESANTE MOD. 14 (con 31 illustrazioni)
Colonnello di fanteria Annellini Chiappi
ROMA ISTITUTO POLIGRAFICO DELLO STATO
1934-XIII
INDICE PREMESSA CAPO
I. -
GENERALrrÀ .•••••••.••...•.....•.•.•.••••......••••••• ; •. •••.•••
1. - Puntamento. CAPO
Il. -
2. - Direzione . -
Pag.
3
»
3
•
5
3. - Angolo di tiro.
0l'ERAZI0N1 PRELIMINARI PER LA l'REPARAZIONE DEL TIRO.,,.,.
4. - Riòognizione del settore di azione e scelta della posjzione da occupare con le mitragliatrici - 5. - D e terminazione d el punto di stazione dell 'arma base. - 6. - Scelta del falso scopo. CAPO
III. -
OPERAZIONI PER PREPAR.A.RJJ: IL TIRO IN DillEZlONE •. , •• , , . , , ••
7
7. - Scelta e determinazione del piano di bnse. - 8. - Formazione del fascio p arallPlo. - 9. - Determinazione dell'angolo di direzione. -10. - Convergenza del tiro.- 1 I. - Distribuzione del fuoco· nel senso della fronte. 12. - Sicurezza laterale. · CAl'O
IV, -'--
OPERAZIONI PElt l'REPAR-ARE IL TIBO IN ELEVAZIONE ••.•.•••.••
16
13. - Determinazione dell'angolo cli t iro. - 14. - Correzione dei dati di tiro. - 15. - Verifica d ella possibilità d el tiro al disopra di ostacoli o al disopra di truppe amiche. - 16. - Problemi d ell'ostacolo risolti con le traiettorie grafiche. CAPO
V. -
ESECUZIO~TE DEL TIRO •••••.•.•..••••.••••....•••••••••.•••••.
22
17. - Generalità. - 18. - Osservazione d el tiro. - 19. - Correzioni durante il tiro . - 20. - Condotta del fuoco. - 21. - Tiri di notte.
ALLEGATI ALLEGATO
»
1. 2. 3. 4. 5.
-
6. -
• »
7. -
8. »
9. -
Definizioni. Tavola di tiro numerica della mitragliatrice pesante mod. 14. Procedimenti per il calcolo delle correzioni del momento. Foglietto di tiro. Tàbella dei calcoli fatti per le correziorù, espresse in °0 in od in - , da apportare all'angolo di i;iro in funzion e della distanza topografica e della tempemturtt. Tabella dei calcoli fatti per le correzioni, espresse in °0 in od in -, d .i, apportarfl all' angolo di tiro in funzione d ella distanza. topografica e della pressione at!Ilosfn:ica. Tabella dei calcoli fatti per la d et erminazione d elle correzioni d Pl momento (Pspre::;se in °0 ) da apportare all'angolo di tiro in r elazione alla distanza di t iro ed alla v elocità e direzione della componente longitudinale d el vento. Tabella d ei calcoli fatti per la determinazione d elle correzioni del momento (cRpresse in °0 ) da apportare all'angolo di tiro in relazione alla distanza di tiro ed al consumo delle canne. T abeJla dei calcoli fatti per la d eterminazione delle correzioni d el momento (espresse in °0 ) da apportare all'angolo di direzione in relazione alla diiat.anza di tiro ed alla v elocità e direzione della componente trasversale del vento.
+ +
Proprietà riservata - Proibita la riproduzione anche parziale (71032991 R oma, 1935 - Xlll - I stituto Poligrafico dello Stnto _P. V.
PREMESSA 1. - Il t iro delle mitragliatrici a puntamento indiret to vien·e eseguito, alle grandi distanze, p er battere bersagli defilati alla vista rispetto alla fp osizione delle mitraglia trici. N elle condizioni suespresse il t iro a · puntamen to indiret.to consente: a) fuoco a massa su un d terminato obi ettivo a scopo d i neidralizzazione o di rlistruzione ·di b ersagli animati; b) fuochi a massa, o razionalmente distrib1ùti, su zone di un a certa ampiezza per interdi-rne l'accesso o la p er=nenza al nemico; e) manovra di fuoco - entr o 1m limitato settore orizzontale - con lo scopo -li spostare, con r elativa rapidità, i _fasci di proiettili da un obiettivo ad un a lt ro. 2. - D ata la rilevante dispersione e la scarsa tensione di t-raiettoria alle grandi distanze, il tiro a puntamento indiretto richiede - p er ottenere 1ma sufficiente efficacia l'impiego di numerose armi . L a compagnia mitraglieri rappresenta, in linea di massima, il più piccolo raggruppamento di anni p er il tiro a p1mtamento indiretto. La compagnia mitraglieri dei battaglioni _di primo scaglion e non viene mai impiegata a puntamento indiretto, potendo le sue armi trovare sempre infin:ite occasioni p er un p-iù utile e t·edditizio impi.ego a puntam ento dir etto . Soltanto . le compagnie mitraglieri dei battaglioni di secondo soaglione e dei battaglioni m itracrlieri posson_o impiegare le armi a puntamento indiretto. 3. - Un impiego prolungato, e su vasti obiettivi, delle armi a puntamento indiretto , impone un consumo ingen t issimo di munizion i e cli materiali (canne); azioni a fuoco prolungato faci litano - salvo p a rticolari favorevoli condizioni di' copertura - l'osservazione dei reparti mitraglieri da p a rte degli aerei, r endendo possib il e all 'a.rtiglieria nomi.ca di prend erH sotto il proprio fuoco. 4. - Per ottener e buoni risulta ti con questa forma d'impiego ocoo:rre, da parte dei quaari una perfetta conoscenza dei p roced imenti t ecnici, da parte d ei quRdri e d ella truppa un costant~ esercizio di applicazion e pratica. La prima si ottiene con lo studio costante della tecnica del tir o, il secondo si ma ntiene con con tinui esercizi pratici sul terr eno, in bianco ed a proiett ile .
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GENERALITÀ 1. - Puntamento. - Il puntamento dicesi diretto quando viene eseguito mirando al segno; dicesi indiretto quando vien e eseguito mirando ad un. pm1to naturale od artifi ciale - d ifferente d al sogno - d etto Jatso-scopo . Questo può essei·e u n punto b en distinto del t erreno e segnato s ulla ca rta, oppure un disco, mia palina od altro oggetto simil e, che si dispone in posizione con veniente . Con i m ezzi di oui attua lmente cli spongono i r eparti mitraglieri, il tiro a puntam ento indiretto r ichied e l'impiego della. carta topografica a grande scala [(50.000 o m eg lio 25.000) (2)]. ( 1) Nel presen t o cat>it olo sono espos te, in ,m brevis~irno quaùro sintetloo ed organ ico, tutte lo o perazioni occorrenti per la prepara;, ione del Uro a punta ,uento in,liretto , Pl'esci ndondo da ll' ordine cronolog ico segnito, noi sue<Jessivi capitoli, [Jer la ùescri ;,,ione particola t'egg ia t a ùelle varie op era.zion i. Per le definizioni, veùi (a llegato 1. (2 ) Por la uesori»ione e por l'uso dei mater ia.li occorrenti per la preparazion e del t iro si rimanda. a. quanto è ùetto n egli a..ticoli a • e ·l" della • Istruzione sul t iro d elle m itragliatrici• e d iz. I 918 .
-4Il puntamento indiretto comprende d ue operazioni distinte : a) dare la direzione; b) dare l'angolo di tiro; ognuna d elle quali implfra la risoluzione di p robl emi topografici o di t iro, e l'attuazione di particolari procedimenti. 2. - Direzione. - I d ati di tiro vengono sempre riferiti all'arma di base. Puntare l'arma di base in direziono vuol dire disporne il piano d i tiro n ella. direzione d el bersaglio (B ); ciò si ottiene dirigendo l'arma ad un falso scopo (FS) e facendola quindi · _ ruotar~ di un angolo (d), preventivamente d et erminato, uguale a 5 /r qgello formato dalla congiungente arma-falso scopo (0-FS) con il I piano dj tiro (OB) (v. fig. 1). / Il puntamento in direzione richiede, i:;alvo casi paiticolari, ; la risoluzione d ei seguentj p roblemi topografici: I a) determinazione, sulla èait.a, del punto di.(stazione delI l'arma base; I b ) scelt a, sul terreno (o sulla d I carta), e determinazione, sulla carta I I (o sul terreno), di un falso scopo natuI ra le; oppure d eter mi.na.z ione d el punto I d el teneno ove collocare un falso scopo artificiale; e) d et ermiu azione, sulla carta, Fig . 1. della posizione d el b ersaglio e conseguente valutazione dell'u.ngolo di dfrezione (d) e della distanza (OB); e d el seguente problema di tiro: d) valu~azione, in ·r elazione o.ila distanza d el bersoglio, dello scostament,o da dare al prn1tamento per corréggere la l'ig . 2. derivazion e e gli effetti dello. componente trasversale del vento. Per il puntamento di più armi occorre inoltre un'operazione complemen tare p er ottenere che i piani cli tiro d elle altre armi (0'-0") risu ltino disposti in fascio parallelo al piano di tiro d ell'arma b ase ((O - v. fig . 2) (1) 3. - Angolo di tiro. - L'angolo di tiro si dà s_empre p er mezzo d el qùadrant e a livello. Dare l 'angoÌo di t_iro ad un'arma vuol dire disporre l'arma in modo che il suo ·a sse risulti inclinato di d etto angolo sull'orizT zonte . Tale inclinazione (i) è uguale a ll 'angolo di elevazione ri chiesto per la distanza orizzontale dello obiettivo, più o m eno l'angolo di T Fig . 3.
sito (e) d el b ersaglio (v. fig . 3: i= rt. + E), (V. fig. 4 : Ì = rt. - €), p er lu. determinazione d el1' angolo cli tiro occorrono pertanto le seguen t i operazioni : a) misu mre o stimare la di stanza dell'obiettivo;
(1) Questa. operazione complementare.
t,a,
\~ ~o ~---+-- - -'---,,---- - - - ---'"s;::--- -
cronologicamen te,
Fig. 4.
cara ttere p relimi na re; sostanzia lmente ò operar.Ione
-5 b) calcolare, per tutte le armì, le correzioni, da apportare a detta distanza, dipen· • d enti ·dalle condizioni atmosferiche d el momento (temperatura - pressione - in_tensità. e direzione del vento ) e, per ogni singola arma, quelle dipendenti dal logorio d elle canne; e) ricavare dalla tavola di tiro l'angolo di elevazione della distanza corretta.; d ) misurare o calcolare l'angolo cl.i sito; e) per mezzo del quadrante a livello dare ad ogni arma l'angolo di tÌI'o risultante.
II
OPERAZIONI PRELIMINARI PER LA PREPARAZIONE DEL TIRO 4. - Ricognizione del settore di · azione e scelta della posizione da occupare con le mitragliatrici. - In base agli oi;dini superiori che stabiliscono gli scopi da raggiungere, il coman•
dante del r aggruppamento di com pagnie mìtr:aglieri ripartisce fra queste i singoli obiettivi od il settore di azione, fissando approssimativamente la zona di postazione di ogni compagnia (1). Il comandante di compagnia, inquadrata od isolata, deve riconoscere il proprio settore di azione e procedere quindi alla s?eltà della posizione da ·.o ccupare con le armi, La ricognizione del settore di azione - da compiersi col sussidio della carta ha i seguenti scopi, determinare sul terreno e sulla carta gli obiettivi' fissati o p1;es~ti; verificare l 'ubicazione e l'entità degli ostacoli che possono imp·e dire ·i] tiro d elÌ,i armi; determìnar e l 'ubicazione delle sistemazioni difensive nemiche e nostre e quella delle nostre truppe allo scoperto; scegliere una o più zone coperte o defilate che, per la loro distanza dagli obiettivi, dagli ostacoli e dalle truppe amiche, consentano efficace azione di t iro a puntamento indiretto . · La posizione da occuparsi con le armi d eve - possibilm ento - rispondere a i seguenti requisiti: essere a distanza tale dagli obiettivi da consentire efficace azione di fuoco (fino ai 2500 metri); avere un defilamento che consen ta azione di fuoco in profondi.t à nel t ratto fra gli obiettivi e le tmppe amiche (ostacolo non t roppo alto nè troppo vicino alle armi ; armi non addossate alle truppe amic):ie); essere copert-a per impedire l'osservazione aerea nemica , essere accessibile ai rifornimenti munizioni; essere sufficientemente pianeggiante, ampia, ed orientata in modo tale da consent.ire di disporre le armì secondo un allin eamen to parallelo alla fronte del settore di aziorie · e di disporle all'incirca alla medesima quota; avere nelle adiacenze un buon osservatorio tattico (vigilanza dei presunti Òbiettivi per il tempestivo intervento d'iniziativa); consentire una facile e sicura determìnazione della posizione d ell'arma di base, e infine offrire possibilità d'impianto di collegamenti multipli con i comandi di battaglione eventualmente interessati all'azione della compagnia e col comando superiore dal quale è ordinato l'impiego della compagnia a puntamento indiretto. 5. - Determinazione del punto di stazione dell'arma base. - Se il punto di stazione n on è di per sè esattamente determinabile sulJa carta e sul terreno, la determinazione è possibile solo se esistono punti caratteristici del terreno, bene individuabili sulla carta, ai quali riferirsi (2). (1) Raggruppamento di compagnie mitraglieri potrebbe intendersi un; complesso organico (baUa· gl!one mitraglieri) od occasionale cbe agisce a puntamento indiretto sotto lu dii:ezionc di un sojo com an· · dante. (2) La determina7.ione esatta del punto di stazione è condiziono indispensabile per ottenere buoni risultati nel tiro a puntrunento indiretto; err-ori di una certa entità possono ln.fluiro sensibilmente sulle. gittata e sulla direzione del til'o . Qualora non si possa Rtabilire con esattezza tale punto riferendosi a · particolari topogre.flci molto e,idcnti e riportnti sulla carta , si doH à possibilmente compiere l'autode ter·ruinazlone scrvem1osi di un goniometro (della sexione cannoni o di 1-eparti viciniori di artiglieria) e sol · ta.11to in mancanze. di tale mezzo servirsi dei procedimenti descritti nel p1·e~ente paragrafo Quando la. determinazione del punto di stazione è stata compiuta con uno di tali procedimenti, acquista particolare importanza l'osservazione del tiro per le correzioni che risultera nno necessario. 2- I t tiro a puntament o i11direlto, ecç.
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-6Vi sono vari procedimenti; si fa cenno dei più comuni: a) determinazione per coordinate pol,ari. - Mis~razioni di distanze e di aJ goli riferite a punti individua.bili (almeno 2 punti di cui uno vicino ed acccessibile); b) autodeterminazione mediante l,a mitragliatrwe. - Misurazione di angoli' (I) ot~nuti con visuali dall'arma di base a punti lontani (almeno 3 punti); c) autodeterminazione mediante la bussol,a goniometrica. - Misurazione di angoli compresi fra la direzione del N. magnetico e visuali a punti lontani (almeno 2 punti). - · ESEMPIO DI DETERMINAZIONE PER COORDINATE POLARI (2). -Sia a un punto d el terrene• scelto per coUocarvi la mitragliatrice base, b la spalletta di un ponte, e un bivio (v. fig. 6)~ I) si dispone in a una palina, in b (o in e) una mitragliatrice; 2) si punta l'arma in e (o in b) muovend• il treppiede, arma. bloccata ad una graduazione conveniente della lastrina; 3) fermo il treppiede si sblocca la mitragliatrice,. si traguarda in a e si legge sulla. lastrina l'ampiezza. angolare (~) corrispondente; Fig . 6. 4) si misura esattamente sul t erreno la distanza, b-a (oppure e-a) (che non dev'essere mai inferiore ai 50 metri); 5) si riporta sulla carta topografica, a. mezzo del rapportatore lucido di direzione~ l'angolo cba (oppure bea) e la distanza b-a (appure e-a) ridotta in iscala, segnando con UB.t puntino il punto di stazione a. ESEMPIO DI AUTODETERMINAZIONE MEDIANTE LA. MlTRA.GLlATRICE (3). Scegliero 3 punti quanto più è possibile lontani dall'arma, ma non troppo ravvicinati l'uno, all'altro. Questa condizione esclude certamente che la misurazione e degli angoli formati dalle visuali che hanno origine comune n el punto .... di stazione e passanti p er i tre punti precisati, possa essere compresa entro il limitato settore di direzione della lastrina graduata. Collocata una mitragliatrice nel punto di stazione (St) si misurano, col procedimento ili cui alla nota. 1 di q u esta pagina, due angoli A St B e B St C (v. fig. 7). J,'ig. 7.
(1) Per la misurru:ione di angoli può servire, con sufficiente O:pprossìmazione, la. lastrina graduata. di direzione della roitragliatrice; per angoli fino ai 360° 0 una sola battut.a, per angoli maggiori occorronoauccessive battute elle riescono molto approssìm~te, purchè si abbi.a l 'avvertenza dl fissare in terra nn picohetto, olle segni il prolungamento dell'asse di rotazione dell'arma, attorno al quale avverr-anno i 11ari· ll1J0Stamenti deÌ treppiede; ogni battuta dove essere ma terializzata. con paline, costituenti base per la successiva. battut.a; il valòre dell'angolo sarò. uguale alla. so=a dei valori parziali ottenuti con le varie battut~ Esempio (v. tig. o). - · L'arma in .d bloccata a 980 muovendo il treppiede viene puntata in o; fermo il treppiede si sblocca l'arma o si fa ruotare fino a elle l'indice di direzione segna 620; si ba. cos!J un angolo (M.dO) di 360° 0 ; la direzione .4.ill viene materializzata mediante 1 palina a B f1 e non meno di 50 metri dalla mitragliatrice; è però pruclente mettere sullo stesso pia.nodi direzione 2 paline anzichè 1. Riportare l'a rma alla grad\la:r.ionc 980 e blocco.ria; muovendo il treppiede punta.ria. in M, sbloccare e, fermo il treppiede, far ruotal"O ancora l'a rma flochè risulti puntata. in B o leggere sulla lastrina la graduazione segnata. dall'indice (ad es . 830); il valore dell'angolo 111.AB sarà di 150° 0 (980-830); l'angolo 04.B sarà pertanto di 510° 0 (360 + 150);: lo stesso procecUmeuto se occorressero altre battute. Al fine di ridurre a l minimo gli errori nella misura degli angoli mediante le battute· di m itragliatr ice è opporl;uno prendere come ar ma di ba.se, per servirsene nelle misura-· zioni, q.uclla che ba la lru,trina gradu_iita più esatta. All'uopo è bene, una volta taJ1to, controllare l'a mpic,za angolare io • 0 della lastrina con il gonio metro della sez ione can. noni e ad ogni modo tenere sem pre •:onta (per og ni battuta) dell'e rrore rilevato da l 620 controllo . Presso le Scuole oen t ra,l i mili tari, cou ufllciali a i qua li si era impartita una . 9811 brev'i,isi ma istruzion e s i sono ottenu t i ri8ultati molto soddis-raccnti. Ad esempio, in una Fig. 6. misu razione, co mprendent e 5 battute per un totale di 2400° 0 , clifl'crenze fl'a 2° 0 e 4•• rispetto n,Ua misumzione eseguita col goniometro . (2) I reparti che hao110 i!l distrib uzione li , cerchio di d ir ezione• applicheranno il procedimentoriportato a pa~. 18 della , t~truzione so l cerctl io d i direzione •: • Detor minaziooe di un punto per coordinate polari,, Tale proc.idimeot o è sostanzialmente uguale a quello sopra descri tto. (8) n procodiruento sopra.descritto può comr>iors l più a.govolmaote e più celermente con il • cerchiodi direzione• ••• Vedl e autodeterminazione• a pag. 19 della. • Istruzione sul cerchio di direzione•.
_: 7 -
Per mezzo del rapportatore lucido di direzione si tracciano su rm foglio di carta lucida tre rette che formino fra loro i due angoli A St B e B St O; si colloca il foglio sulla carta topografica ben stesa e, per tentativi, si fanno passare le tre rette per i punti A, B e O; senza spostare menomamen~e il lucido, forare con uno spillo il vertice; il corrispondente foro sulla carta topografica segna il punto di St. ESEMPIO DI AUTODETERl'>llNAZIONE MEDIANTE LA :BUSSOLA GONIOMETRICA (1):
Analogo
a quello precedente; terza direttrice è il nord geografico (v. fig. 8). Dal punto di stazione si traguarda ' successivamente, con la bussola, 8'. due punti caratteristici A lontani A e B e si leggono sul disco graduato gli a.n goli che il nord magnetico (NM) forma rispettivamente con la direttrice passante pel punto A (ad es. 25°) e con la direttrice pa<,sante pel punto B (ad es. 105°). Sia, ad ·esempio la declinazione magnetica del luogo di 10°; mediante il rapportatore lucido di direzione si tracciano su di un foglio di carta lucida tre rette St-NG; St-A; St.B che comprendano fra. loro due angoli; uno di 25° meno la d eclinazione magnetica. del luogo (25°-10°), l'altro di 105° meno la. declinazione stessa. (105°-10°). Posto il lucido sulla cana topografica ben stesa, mantenendo, con l'aiuto di una squadra, la retta St-NG ht< . " · normale al lato superiore deUa carta, per tentativi si fanno pMSare le due rette estreme per i punti A e B; se la retta St-NG si è mantenuta normale al lato superiore della. carta, cioè parallela ai meridiani, il vertice dei due angoli, come col procedimento b, segnerà il punto di stazione. 6. - Scelta del falso scopo. - Quando occorra per )a preparazione del tiro u:n falso scopo naturale, questo deve essere ubicato in modo che sia ben visibile almeno dalla mitragliatrice base e non molto discosto dalla zona d'azione assegnata al reparto. Deve inoltre essere il più lontano possibile (intorno ai 2 chilometri); se trovasi ad almeno 9 o 10 chilometri, ed è vie.ibile da tutte le armi, evita ogni operazione per disporre le armi stesse in fascio parallelo, poichè in questo caso si otterrà, praticamente, il parallelismo puntando senz'altro tutte le armi al falso scopo.
IU
OPERAZIONI PER PREPARARE IL TIRO IN DIREZIONE
(2~
7. - Scelta e determinazione del piano di base. - Quando i bersagli sono individuati e si d ebba senz'altro aprire il fuoco su di essi, la direzione del falso scopo (FB) può servire come pia.no di base pUl'chè (v. figg. 9 e 10): se i b ersagli (B-B'-B") sono tutti da un lato, essa formi con la direttrice del bersaglio pitt lontano un angolo uguale o minore di quello concesso dalla lastrina di direzione, cioè 36000; (1) Per la descrizione ed impiego della bussola goniometrica consultare il n. 23 della • Istruzione sul tiro delle mitraglintrici, ediz. 1918.
(2) Sono allo studio od in esperimento congegni per la preparazione del tiro o. puntamento indiretto. Con tali congt:gni saranno rese più facil i, rapide od esatte le opernzion per dare alle armi il parallelismo, la direzione e l'angolo di tiro, e quelle per la determinazione del piano di base. Il loro impiego non modifica però sostanzialmente i proceclimenti che sono descritti nel manuale.
-8-
se i bersagli sono ripartiti a destra (B -B' ) ed a sinistra (B") di essa, l'anpolo formato dalle direttrici dei due bersagli estremi (B-B") sia uguale o minore di 360°0 • Quando i bersagli non siano ancora stati determiB B' nati, ma sia stato soltanto assegnato il settore d'a.,.ione, f i3 e' è opportuno determinare e tracciare sul terreno un i B' / B' ' piano di base che passi, all'incirca, pel centro del I FS 7 f \ ! I settore stesso. (1 ). Su tale piano verrà orientata la mitragliatl·ice base e verrà formato il fa.scio parallelo. \ ' :I I(' FS \ I I l 1 La determinazione ed il t racciamento del piano di ', ~360 base possono ottenersi con i seguenti procedimenti : I I a) ddrettamente (se il centro d el settore d'azione I I 1 I I è visibile da una posizione retrostante alla stazione di I I ' I ,,' \I ;/ tiro ). ·un operatore si porta sulla posizione da cui :::i \\1-,/1,. / scorgono l'a= di base ed un punto caratteristico \!I ,1. I, del t erreno, situato presso il centro del settore d'azione ,,1; as segnato al r eparto, tenendo davanti l'occhio un filo t a piombo, si sposta, a destra od a sinistra, fino a che llig. 10. Fig. 9. filo, arma e punto del t erreno non siano su~ medesimo allineamento; fa quindi piantare su détto allineamento, due o più paline a non meno di ro. 50 l'una dall'altra e dall'arma e da questa visibili; l'arma punta.t a sull'allineamento deDe paline risulta orientata sul piano di ba e. re b) ddrettamente (se il centro del settore è visibile dalla I sommità dell'ostacolo ant,istante). Due operatori F ed F' si porI 1 tano sull'ostacolo e si dispongono, rivolti l'uno contro l'altro, separati da una conveniente distanza, in modo che (v. fig. 11); F possa vedere F' ed il centro O; F' possa vedere li' e l'arma. Dopo di che l'operatore F si sposta gradualmente verso la parte dove vede il centro O rispetto ad F' mentre F', spostandosi I alla sua volta, cerca di portarsi o mantenersi sull'allineamento F-B. !e Fig. 11. Continuando in questi spostamenti i due operatori, il centro O ed il bersaglio B finiranno col trovarsi sullo stesso allineamento. I due operatori piantano una palina, e tragua;rdando, controllano J'aJJineamento e. se del caso, lo rettificano. Se l'arma base vede le due paline il piano dj base risulta[materializza.t o; in -caso contrario si piantano sull'alli1iearoento da F verso B altn paline fino aci averne 2 visibili dall'arma; ·e) mediante misura sulla carta dell'angolo che il piano di ba,se forma con la direzione di un falso scopo (naturale) o con altra direzione cognita (nord geografico). 1° Caso: Appoggiandosi alla direzione del fal.so scoptJ (v. :6.g. 12). 250'' È n ecessario disporre di un particolare topografico (F11) bene individu"abile sul terreno e sulla carta, posto, possibilmente, a non gra.n de distanza dal b centro del settore e visibile dall'arma di base. Sulla carta topografica si tracciano le rette Str-Fs ed St-0 congiungenti il punto cli stazione dell'arma base, rispettivamente con il falso scopo e con 'il centro del settore di azione, quindi, col rapportatore, si m:isura l'angolo Fs-St-0 (sia ad es. 250° 0 ). . I Muovendo opportunatamente il treppiede dell'arma base postata in St, I I 900 '-<550' si punta su Fs con l'arma bloccata ad una opportuna graduazione della lastrina (ad es. 650° 0 ); poscia, lasciando fermo il treppiede, si sblocca e si Fig. 12. fa ruotare l'arma nel senso opportuno (nel caso dell'esempio verso destra; se il Fs fosse a destra del piano di base, rotazione dell'arma verso sirrlstra) di una quantità. pari al valore dell'angolo misurato sulla carta (come da es. 250° 0 ).
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(IO
0
(1) Qua-ndo il settore di azione superi l'ampiezza. di 360° 0 converrà determinare e t raccia.re snl t-eneno più piani di base.
-9L'arma, risulterà puntata al centro del settore e l'indice scgne1·à una graduazione uguale al1a somma od alla differenza (Fs a destra del piano di base) d ella graduazione iniziale, più o roeno il valore dell'angolo misurato sulla carta (nell'esempio 900 = 650 + 250). · Bloccata l'arma si dispongono davanti ad essa, ed alla maggior distanza possibile, due paline (a - b) per materializzare sul terreno l'allineàmento arma ba.se - centro del settore. Per determinare la graduazione con la NM NG quale punta-re al falso scopo tenere conto del \ IJJedinaziane e' e valore dell'angolo misurato sulla carta e della \,cr posizione del Fs rispetto al centro del settore di azione. Quando l'ampiezza dell'angolo sia, maggiore dei 360° 0 consentiti dalla lastrina graduata, occorrerà eseguire diverse battute col procedimento descritto alla nota 1 a. pa,g. ·n . 6; in questo caso è indispensabile servirsi di una arma ben tarata ed eseguire le operazioni con la massima accuratezza a causa della influenza decisiva che Cn'Ol'i sensibili di direzione esercitano sul risultato del tiro . A seconda che il Fs risulti a sinistra o a destra del centro del settore di azione, converrà 320°+ \\l eseguire il primo puntamento con l'indice spo - ~ --, misurazione sol/a carta stato verso la destra o la sinistra della gradua- -------sol tef'f'eno zione (nell'esempio Fs a sinistra del centro del Fig. 13. settore, indice verso l'estremitl-t. d estra della lastrina graduata) in modo da poter dispoI're, per la successiva operazione, di tutta. l'ampi ezza del settore consentito dalla lastrina di direzione. 2° çaso: Appoggiandosi al meridiano geografico (v. fig. 13}. - Il procedimento è a.'1.alogo al precedente; in ma.ncanza di falsi scopi naturali ci si riferisce al nord geografico. Si tracciano sulla carta il meridiano (St-NG} del punto di Rtazione e la àirettrice passante dal punto · di stazione pel centro del settore d'azione (O oppure G'} e si misura l'angolo compreso fra cli essi (ad es. p er O = 40° per O' = 320°). Dal punto di stazione, mediante la bussola goniometrica, si legge un angolo uguale a lla somma di queI!o misurato Rnlla carta più la declinazione magnetica d el luogo (per O= 40 + 10; per ']' = 320 + 10). Mediante due paline, :,i materializza f'U[ terreno, lungo la visuale tacca del pris:::na - linea di collimazione d ~lla bussola, la direzione del piano di base (St-0 oppure St-0') . 8. - Formazione del fascio parallelo. - È un'operazione indispensabile che consente di: a} ·distribuire il fascio delle traiettorie su di una fronte all'incir<'a eguale (1) a quella occupata dalle armi; b) rendere possibili i mpidi sposta.menti del fuoco di tutte le mitragliatrici sui singoli bersagli variando, di volta in volta, la direzione dei piani cli tiro mediante la enunciazione di un solo angolo cli direzione comune a tutte ,le armi. Vi sono va.r i procedimenti; si enunciano i più comuni, 1) Procedimento dell'angolo di parallelismo (2). - Richiede t.1n falso scopo n,atm·ale (1) Con l'ini.erva-l lo di m. 10, fra arma. ed a.rm8, una coJnpagnia mitragli eri sn 12 a.rmi batte un fronte par! a.gli 11 intervalli, ed inoltre, sia. a destl'a sia a sinistra di tale fronte, un tratto uguale all'ampiezza della. ùispersione intera.te, corrispondente a.Ila distan,a di th-o, delle mitraglititriei estreme. E.~em.pio: A. m. J.000 : 11 X 10 = m . 110 + (3,2 X 2) = m. 116,4 ; A. m. 1500 : 11 X 10 = m. 110 + (·1,6 X 2) = m . 119,2; A. m. 2000 : 11 x 10 = m.' no + (5,4 x 2) = m. 120,s, eco. (2) CiJia.ma ·i angolo ùi pata!lelismo quello sotto il quaae ,lai Falso scopo si vede l' intenTallo ira. due a,·mi una delle qu11li è l'atm'l. di base; esso perto.uto è uguale all'angolo di converg-en>,a fot·mato dalla. linea di mic,L delle duo tirm; p untate al falsn scopo. Il valore dell'angolo di parailelisino (a••) si r icava. dalla.
formula:
.
d (rn.) D(Krn.)
= a••
In cui: d m. è l'intervallo, espresso in metri, fra l'arma che si considera e l'arma ba.se; D (Km.) la. distanza tra arma. base e Fs cspres.sa in cbilo,:netri.
-10-
eompreso nel settore di azione della compagnia (v. fig. 14). Siano M 1 ed M 3 due armi postate rispettivamente a. destra ed a sinistra dell'arma dibase M 2; tutte e t e puntate al medesimo segno A 2 (Fs). L e linee di mira M,-A 2 ed M 3 -A 2 convergeranno in À 2 formando, eon la. dire zione M 2 -A 2 , l'angolo di convergenza cz. Per disporre le linee di mira delle a rmi M 1 ed .1VI . 3 parallele alla linea di mira dell'arma. base M 2, occorre far ruota1·e le prime due armi, verso l'esterno, (fermo il t reppiede) <li un A,
-[entro tlrotazione
r2 /~
dell'arma
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\\""'Lastrina3raduata .
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800
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Fig. 14
Fig. 15.
angolo cz' uguale ad cz (cz ed cz' angoli a lterni :int erni risp etto alle r ette parallele 1v1 1-A 1 , M,-A 2 , 111"3-A 3 , tagliate dalle trasversali MrA 2, M 3-A 2 ). L'angolo di convergenza in A 1 viene detto comunemente angolo di parallelismo. Ove si t engano presenti lo sch ema del m ovimento di rotazione dell'arma sul proprio treppiede e la disposizione delle gra duazjoni sulla lastrina (crescenti da destra verso sinistra
.. .
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At · 800 Fig. 111.
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FJg. 17.
(v. fìg. 15) è agevole comprendere che ad uno spostamento angolare della volata dell 'arma verso sinistra, corrisponderà un pari.spostamento angolare della t estat a verso destra, e viceversa.. Sia. l'arma di base postata in St puntata al falso _scopo con l'indice alla graduazione 800 e l'angolo di convergenza in Fs (angolo di p a;rallelismo) sia di 10°0 ; volendo disporre le due armi A 1 ed A 3, rispettivamente a dest ra ed a sinistra dell'arma di bas e, parallele a questa e con l'indice alla stessa gradua.z ione 8.00 (v. fig. 16), basterà punta.re al Fs l'arma di destra (A 1 ) con l'indice alla graduazione 800-10 (790) e quella di sinistra (A 3 ) con l'indice alJa graduazione. 800 + 10 (810} perchè, facendo ruotare le armi stesse, verso l'e.~terno, di UJJ. angolo di 10° 0 esse risultino parallele all.'arma di base e con l'indice alJa graduazione di 800. Esempio (v. fig. 17): distanza Fs· arma base m . 2000; int ervallo fra le armi m, 10.
-
11 -
Jntervallo tielle singole armi da quel la di base e relativo angolo di parallelismo: a rmi di d estra : M
2
intervallo m. 10 ..... ........ .... ......... parallelismo
m." 10
500
km. 2 m . 20 1000 kI 1 intervallo m. 20 ... . ................... .. . parallelismo km. 2 = a rmi di sinistra: m . 10 M 4 intervallo m. 10 ... ........ . .. .. . . .. .. ... . . parallelismo km. 2 = 500 m. 20 111\ intervallo m. 20. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . parallelismo km . 2= 1000 Graduazion i delle a rmi puntate a l Fs.: a rma M 3 (base) . .. .. . .. . .. .. . .. . .... .... ..... ..... = 800° 0 M 2 di destra . .... ,. : ... . ........ ... ......... . = 800° 0 5 = 795° 0 0 M 1 di destia .......... . ... .. .... ... .. . ....... = 800° - 10 = 790° 0 lv!., di sinistra. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . = 800°0 + 5 = 805° 0 M 5 di sinistra .......... . .. . . . . .. ...... ..... .. = 800° 0 + 10 = 810° 0 Determi.nat,a la graduazione di ogni arma, il procedimento pratico è il seguente: a) bloccare l'arma base ad 800 (o ad altra opportuna graduazione) e, muovendo il treppiede, puntarla al Fs; b) bloccare tutte ·le a rmi alla. risp ettiva gradtm.zione (800 angolo di parallelismo) -e, m uovendo il treppiede , puntarle al Fs; · e) sbloccare tutte le armi, meno quella di bage e, fermo il treppiede, far segnare nll'in• <lice la graduazione 800°0 comune a tutte le armi e bloccare nuovamente. L e armi risult'eranno parallele. 2) Procedimento delle paline (o del triangolo isoscele ). - Richiede, sul davanti della linea. delle armi, uno spazio profondo nn centinaio di metri e abbastanz a pianeggiante; ci si ricorre quando, per m ancanza di falso scopo naturale, non si possa impiegare il pl'Ocedimento d ell'angolo di parallelismo. Sia la mitragliatrice base sul punto di sta, zione (St) ed orient.ata nel piano di base ad una opportuna graduazione (es. 800°~)- Si pianta una palina (la p.) a circa 50 met1'i dall'arma, sulla dfrettl'ice d el piano di base (v. fig. 18). Si colloca la prima arma da disporre parallela, all'intervallo voluto dall'arma di base (es. arma d i destra in ..lli - intervallo 10 metri), e si 10.p misura esattamente la distanza da quest'arma alla palina 1a . p. Sulla direttrice del pia1w di ba..'le, ed a partire d alla palina l"' p ., si riporta una distanza uguale a quella misurata tra M ed 1a p, piant ando una seconda palina (2a p.). St Si è fo1·mato in tal mod o un triangolo isoscele - - -m~10 - (M - l"p - 2'-p) in cui !àp-M.-2•-p è uguale a 1 l"P-2ap-M. Bloccata l'arma ad 800°0 , e muo800 ~<?_,_' -,-t>onerazione I ' · { vendo il tréppied e, si punta in 2a.p; si sblocca e , \,ò,1) I fermo il treppiede, si punta in 1ap e si legge · ~ 2o._ . .'!. la graduzione (ad es. 700° 0 ); si blocca l'arma a do 0 3~.. '! . . questa graduazione e muovendo il treppiede si g 4°:_ . --- )~ punta nuovamente alla 2"p; si sblocca e, fermo F ig . 18. il treppiede, RÌ riporta l'indice snlla graduazione 800° 0 • L'arma 1·isulta parallela a quella di base. Per ciascuna delle armi si ripete l 'operazione appoggiandosi, per il colloca.mento dell e palin e ia e 2•, alla direzione giÀ, stabilita dall'ar ma adiacente.
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12-
3) Procedimento degli all'ineam,eiiti nor,n:ili. - È un pr<fedimen to speditivo da impiegarsi Quando non si verifichino le condizioni per applicare uno dei due pr'ocedimenti p ecedenti; occorre però che le misurazioni di angoli e di distanze siano curate p er evitare errori sensibili. ,, Si tratta di tracoiare sul terreno un allineamento normale al Jl_ _ _ ~ --'--- ~ piano di base. Occorre uno squadro prisma o qualunque altro stru'I m ento che consenta di determinare angoli retti; in difetto può I , servire una funicella da zappatore per formare un triangolo I rettangolo con i lati rispettivamente di 3-4-5 metl'i. I ndividuata con paline (p - p') la traccia del p iano di base sul terreno, si di' spone il triangolo di corda col cateto di 3 metri lungo detta fF traccia; tenendo ben tesi i lati del triangolo s'individua sul terreno, rn.aterializzandolo con paline, l'allineamento p' - p" prolungandolo quanto occorre (v. fig. 19). Su tale allineam ento, a partire da p', I si p rende una dista.n za p' - m uguale all'intervallo fra l'arma di base-e l'arma 11([ e si pianta la palina 111,. l Le due armi, bloccate alla stessa graduazione e puntate rispe·tF ig. 19. ti vamente in p, ed in m, risultano parallele. In modo analogo si procede per le a ltre armi . 4) Procedimento della bussola. - Si ricorrerà all'impiego clella bussola goniometrica quando non sia possibile far uso di falso scopo (procedimento dell'angolo di parallelismo). o quando non si possa adottare a ltro procedimento più speditivo. Dal puuto di stazione dell'arma. di base A 2 si m isurn, mediante la bussola, l'angolo cht3 la direzione del piano di base A 2-P 2 forma con il nord P, 3 2 magnetico e si p rende nota dell'angolo; successiva men~e si fa stazione nella postazione delle altr:e \ <>p~ p, arrm A 1 , A 3 -ecc. e leggendo sulla bussola un angolo \ ·e- · ~ . · · Il d · o v o B c\.-13 di am~rn~w pan à que _o p~ece _entemente rmsut, \ ~ · ~~ rato, s1 pianta una coppia d1 paline (Pc"Pi; P 3-p 3; "è'. ~ ·~ . o~ ~ ecc.) ~ulle visuali tacca del prisma - linea di ~'<O'\ ~-~~ = ·-- ~ ·~ collimazione del coperchio. Ciascuna di tali visuali ~\ -<è o,_ · ~ - -formerà, con la direzione del norcl magnetico, un %\ ,g ~ angolo di uguale valore Be tutte le visuali mate~-A.3 1A2 rializzate con le paline, risult eranno parallele fra m ru-!5 m ,iJ./5 m 1!!-t5 ~ - m w-15 loro (v. fig. 20). .Fig. 20. '
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9. - Determinazione dell'angolo di direzione. - Si - traccia] sulla carta topografica l'allineamento che, partendo dal pun.to di stazione (St) coincide col piano di base, e quelli che passano per il centro dei vai·i bersagli (A, B, G).Si misma col rapp ortatore l'ampiezza. angolare compresa fra la traccia del piano di base e la congiungente l'arma di base con i singoli bersagli e so ne prende nota (v. fig. 21). Ad esempio, siano A, B, C, i centri dei Iiersagli da battere. Segnati sulla carta topo~ grafica gli allineamenti St-A, St-B, St-Fs ed St-C, si misurano col rapportatol'e lucido gli angoli: F's-St-A (angolo di direzione poi· battoi'e il bersaglio A, ad es. 18000 ); l'angolo Fs-St-B (angolo di direzione per battere il b ersaglio B, ad -es. 130°0 ); l'angolo F's-St-C (angolo cli direzione p er battere il bersaglio G, ad es. 150° 0 ) . • · Siano le armi disposte in fascio orientate sul piano di base St-Fs, alla graduazione 800 della lastrina di dire,-;ione. Per battere il bersaglio A tutte le armi verranno portate alla gradua zione· 980 (800 + 180) per battere il bersaglio B le armi verranno portate alla graduazione 930 (800 + 130); per battere infine il bersaglio O, tutte le arini dovranno segnare la graduazione 650 (800-150). I,i questo modo il fascio parallelo risulterà, volta a volta,_ spostato tutto Fig. 21.
-
13 -
verso il b rsaglio da battere e ciò m ediante semplice enunciazione di un angolo di direzione 'unico p er tutte le armi d el reparto All'angolo di d irezione va apportata la correzione di scostamento per la d erivazione. Il valore dello scostamento viene ricavato dalla tavola di tiro numerica (col. 4); e poichè la derivazione si manifesta da· sinistra verso destra, la correzione a.ssume sempre il segno negativo. La correzione per la derivazione viene sommata algebricamente a quella relativa alla componente laterale del vento por ricavare la correzione complessiva da apportare all'angolo di direzione.
to. - Convergenza del tiro. - Potrà talvolta occorrere di dover concentrare il tiro su di una fronte più ristretta di quella ohe normalmente occupa una compagnia mitraglieri ( intsrvallo di m. 10 fra arma ed arma). È n ecessario, in questo caso, far descrivere a un certo numero di armi un angolo di convergenza tale d a consentire il concentramento del fuoco di tutto il r eparto sulla fronte da battere. È opportuno eseguire la convergenza d el tiro per plotoni, anzichè per singole armi. Ogni plotone, meno quello considerato di base,dovrà modiI iìcare l'angolo di direzione, previsto p er il plo~ I .::.::;1 tone base, di un angolo di convergenza (in + <\li od in - a seconda che si tratti di plotone a sinistra od a destra del plotone di base) di valore -ta:ito maggiore quanto maggiore è l'intervallo fra ogni plotone e quello di base. Sia, ad esempio, 7p!ot. A-B la fronte di un b ersaglio, distante 2 chilo800 800 metri su cui si vuole concentrare il tiro della com800 - 1°tempo 830 815 '185- ?.· " pagnia già disposta con le armi - a IOmetl'i d'in· -tervallo - in fascio parallelo, alla. graduazione Fig. 22. ·800, e sia il 2° plotone quello di base (v. fig. 22). Si misura l'intervallo (dm) fra il centro di ciascuno d ei plotoni 1°, 3° e 4° ed il centro . t-e Ia nota r e1aztone . ( Dd (km.)= (m.) del 2° plotone e, m e d 1a.n a 00 ) s1· calcola l'angolo di converI
rjht
,genza dei plotoni 1°, 2° e 3°, essendo D(Km) la distanza arma base - centro del bersaglio. 3 1° plotone intervallo m. 30 ......... ... . . ·_ . . . . . . . . . convergenza = 1500 2 30 30 plotone intervallo m. 30 ..... - . - . . . ... . . ... .. .. - convergenza = 15° 0
°
2
4° plotone intervallo m. 60 ........ ..... . ..... . __.. _ convergenza
60
2
= 3000
T enuto cont o del verso secondo cui crescono o diminuiscono le graduazioni della lastrina, .-'il 1° plotone (a d estra del plotone di base) dovrà diminuire di 15°0 la graduazione inizi ale {800--15) il 3° ed il 4° plotone (a sinistra d el plotone cli base) dovranno au mentare, rispettivamente di 15° 0 e di 30° 0, la graduazione iniziale (800+15; 800 +30). Sbloccate le armi d ei plotoni 1°, 3° e 4° e bloccatele nuovamente alle graduazioni : 785 (1° plotone), 815 (3° plotone ), 830 (4° plotone), le armi di ciascun plotone risulteranno ancora in fa.scio pamllelo, m a i 4 fasci tutt i convergenti sul b ersaglio A -B. Per avere di nuovo tutte le armi d ella compagnia in fascio parallelo basterà sbloccarle e rimetterle tutte a lla graduazione 800. Volendo ùn concentramento più ristretto, si opem nello stesso modo, calcolando p er ò l'angolo di convergen za di ciascuna arma, rispetto .all'arma base; in que~to caso tutte le armi ,d ella compagnia convergeranno in un punto. 11. - Distribuzione del fuoco nel senso della fronte. - Nel caso si d ebba distribuire il fuoco su di una fronte sensibilmente maggiore di quella occupata dalla compagnia con intervalli normali di in. 10 fra le armi, si può operare in due modi : 1) Mediante 8UCCessivi spostamenti dell'intero fa$cio delle traiettorie. ~ Si divide la -fronte da battere in due o più tratti, ciascuno di ampiezza. all'incirca uguale alla fronte della 3 -
Il tiro a puntamento indiretto, ecc.
-
14 -
compagnia; tali tratti verranno battuti successivamente. comincia ndo dalla d stra (o dalla sinistra ) mediante opportuna variazione dell'angolo _di direzione . I Esempio: sia ab la fronte occupata dalle 12 armi di uno. compagnia di.sposta in fascio parall elo, con intervallo di m. 10 fra le armi, alla graduazione di 800, e si debba battere 1; fronte AO (m . 220) doppia della fronte occupata dalla compagnia, distante 2 chilometri (v. fig. 23). La fronte da batter e viene suddivisa in due tratti AB e BC; il tratto AB vie11e battuto con i procedimenti normali: p er il tratto BC s(calcola, m ediante la nota relazione 11 = 5500) il valore dell'angolo che tutte le armi dovranno portare in aumento ( m. km. 2 • (od in diminuzione nel ritorno dal tratto ~BO al tratto A B) alla graduazione iniziale (800 + 55 =855).
?
A--···· -··· --- --· --m.110- · --· - ·· -- ·· · - ··-B----- --·· ··· -----m. 110 ----·- --··· -- --···· ~C /
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[è ig. 23.
Battuto il tratto AB, per breve durata (non superiore ai 30"), si trasporta, subito dopo,. il fascio ~ul tratto BO mediante la enunciazione della variazione angolare facendo segnare a tutte le armi la graduazione di 855 (8QO + 55). Dopo altri 30" di fuoco si rip~rta il fascio su AB (grad~azione 800) e così di seguito, ove occorra proseguire il fuoco. 2) Ripartendo i l tiro uniformemente su tutta la fronte con fuoco falciante (angolo di diver· genza). a) la fronte da battere viene suddiviso. in tanti tratti uguali quante sono le arr:ni; b) il fascio parallelo viene spostato verso l'estrema d estra (o sinistra) della, fronte <la batt-ere; l'arma di d estra (o di sinistro.) diventa l'arroa base; , c) ogni armo. diverge il proprio asse, da quello dell'arma di base, di una quantità angolare pal'i a tante volte l'angolo di divergenza quant-i sono gl'intervalli che la separano dall'arma di base; in .tal rnodo l'asse di ogni arma verrà diretto all'estremità. destra (o sinistra) del tratto di fronte assegnatole (comma a). L'angolo di divergenza viene calcolato con la relazione:
I (m .)- i (m.) , Distanza fronte da battere (in km.) in cui: I (m.) = ampiezza tratto di fronte assegnato ad ogni arma; i (m.) le armi. d) Si determina l'angolo di falciamento mediante la nota relazione:
I (m.) D istanza front e da battere (in km.)
=
intervallo fra
00
Ogni arma distribuirà il fuoco sul tratto assegnatole falciando entro un tale angolo.
-15 -
Esempio (v. :6.g. 24): sia ab la fronte cocupata dalle 12 armi di una compagnia disposta in fa.scio parallelo con intervallo di m . 10 fra le armi, alla graduazione di 800; e si debba. bat. tere la fronte OD ampia m. 220 alla distanza di 2 chilometri. A) fronte assegnata ad ogni arma:
m . 220 _ - m. 18 ,3 12
B) Primo tempo. - Spostare il fascio parallelo all'estrema destra della intera fronte da battere. Se il tratto AB corrisponde, come nell'esempio, alla parte centrale del fronte da. battere, lo spostamento da fa.re corrisponde a l tratto BD = m. 55. L'arma di destra dov rà
:- - - - ms5 - -- - A- - - -- - - - - m.110 ... . - - - ....
e: 183
18.J
.,.
103 ; 10,3
1s3
1e.3
1a3 1e.3
---B· -----m.55 - . -- -,D
1a,3
10.3
103
1a.3 i
I I \ \
I \
\ \
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'j
I \
\
I
765 770 775 180 785 7.90 7J5 800805810 Bi5 820 F ig . 2!.
pertanto spostare il proprio asse dal ptmto B al punto D descrivendo l'angolo B-b-D; tutte le altre armi de8criveranno un angolo dl ·uguale vaiorf, e cioè: m, 55 . · km. = 27° 0 (praticamente 30°0) 2
Tutte le armi dovraruw portare l'indice sulla gradua.z ione 830 (800 + 30) ed il fascio parallelo risulterà. spostato verso l'estrer:ga destra della fronte da. battere; l'arma A 1 (nuova arrna di base ) risulterà puntata in D, limite estr emo della fronte stessa. C) Secondo tompo. Dare l'angolo di divergenza:
m .-18,3-m. 10 -- - - = km. 2
.
(
.
4° 0 praticamente 5oo
)
Le mitra!?liatrici verranno spo8tate di una graduazione (in meno) pari all'angolo di diver• genza, calcolato per ciascuna in relazione al numero degli intervalli che la sepa~ano dall'ar ma di base. Arma A 1 (base) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . resta alla graduazione 83000 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . graduazione 825° 0 (830- 5 ) Arma À2 .. . .. .. ... . .. . . ... . . .. . ... . •. . · graduazione s200° (830-IO) Arma A 3 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . gradua-z ione s15° 0 (830-15) Arma A,
,-
16-
e cosi di seguito per le altre armi. Dopo questa operazione le armi non risulteranno più in fascio parallelo ma ciascuna puntata verso l'estrema destra del tratto di fronte segnatole. m. 18.3 . D) Terzo tempo. - Dare l'angolo di falciamento: km. = 9°0 (praticamente 100°). 2 Ogni mitragliatrice, essendo puntata all'estrentjtà. destra. del tratto di fronte assegnatole, falcierà. verso sinistra entro un settore di 10°0 e quind.I dovrà fissare i cursori in modo che il falciamento sia compreso fra. la graduazione ottenuta applicando l'angolo di divergenza. (secondo tempo) e la graduazione stessa diminuita di 10°0 • Arma base falciamento da 830 a 820; arm a A 2 falciamento da 825 a 815, ecc. 12. - Sicurezza laterale. - Nel caso si debba eseguire tiro fiancheggiante, rispetto ad un tratto della fronte amica, converrà osservare i seguenti limiti minimi di sicurezza (v. fig. 25). Il limite interno (m -n) del rettangolo di dispersione sul tenano, considerato di profondità t ripla del rettangolo tabulare, deve distare dal margine anteriore d ella fronte amica (tratto · a-b) di almeno 200 metri. La traiettoria interna del fascio deve passare discosta da qualunque punto (es. punto e) della fronte amica nel tratto (b-d), daRettangolo ti, 1hpe1 .!ione svi terreno vanti a l quale non cadono proiett,I tili, di almeno 50° 0 d ella distanza arma. e punto in questione (es. "'a~;:;~-,.,-,.~ca~:-, ,~'-, ,-~-"77-,lì._, d' punto e) della fronte stessa (pur· chè, beninteso, la posizione del bersaglio e delle truppe amiche Fig. 25. non sia tale da consentire il tiro al disopra di esse). È ovvio che le due condizioni sopraccennate devono coesistere. E così. nel caso della figura, per notare osservare la sicurezza di 50°0 rispetto al punto più avanzato (e) ciel trntto b-d, occorrerebbe àistanziare~1maggiormente il rettangolo di dispersione sul terreno nspetto al tratto di fronte a-b. · Nella preparazione di tiri del genere dovrà curarsì in modo particoìare ìa correzione di direzione relativa alla, componente trasversal e del vento. Quando t a le componente superi i 4 + 5 m etri al l" con direzione dall'esterno verso la fronte amica, converrà, indipendentemente, dalla correzione di direzione, aumentare alquanto i dati di sicnrezza sopraindicati .
;/iiiii:i?:!jfifilt~~~;fvitif
IV
OPERAZIONI PER PREPARARE IL TIRO IN ELEVAZIONE 13, - Determinazione dell'angolo di tiro. - · Comprende: misurazione' della distanza orizzontale d el bersaglio e determinazione -del corrispondente angolo d'elevazione; calcolo o misurazione dell'angolo di sito. La distanza del b ersaglio viene generalmente misurata sulla carta a grande scala (50.000 o meglio 25.000) oppure misurata col telemetro (1). DaUa .tavola di tiro numerica (alleg. 2) si ri ~ava l'angolo di elevazione (et) corrispondente alla distanza del b ersaglio (col. 2 e 3). L'angolo di sito (E) viene determinato col calcolo ricavando dalla carta topografica il dislivello eiiistente fra arma base e bersaglio e applicando la nota r elazione :
in cui: d
=
d (metri) = D (km.) dislivello; D = distanza orizzontale.
f:DO
(1) Le conclizioni nelle quali trova Impiego 11 tiro a puntamento indiretto coUBontiranno, con fre• quenza, di rlohiedere - in mancanza di carta topografica - il concorso di reparti di artiglieria. vicini, provvisti di teleU:etro, per le mi8ure di qualche distanza. Sono allo studio ed in esperimento anche vari tipi d1 telemetri per funteria.
-
17 -
In mancanza di carta topografica il sito verrà determinato con misurazione diretta mediante il goniometro della sezione cannoni per fanteri a con i procedimenti di cui alla • Istruzione sul puntamento e tiro per le sezioni cannoni da 65/17 per fanteria», pag. 22, comma 30. L'angolo di tiro risulter à uguale alla somma a lgebrica dell'angolo di elevazione e dell'angolo di sito (1) e cioè : i = cc±c:: La djlterminazione dell'angolo di til-o - nota la distanza orizzontale del bersaglio ed il dislivello fra ,bersaglio ed arma base - può anche essere fatta, in modo speditivo, servendosi della tavola di tt;aiettorie gra.fiche, operando nel seguente modo (v. fig. 26): Sull'asse orizzontale che passa per l'origine del tiro (O) si prende (nella scala della tavola per le ascisse) un tratto (Ob) cor92°'-- - . - - - - - ~ rispondente alla distanza orizzon{~ 8100 - - - - -
tale del b ersaglio (ad es. 1550 m.); ~ § 7100 ~~62°0 dall'estremità di questo tratto si -ti 5400 innalza, o si abbassa (s'innalza p er sito positivo, si apbassa per sito negativo) una normale sulla quale si prende (alla scala delle o- --- -10~~0- -,,~00- - ~- --,--J...-c---~ e=-=---'"=--'":-~c---~ tavole per le ordinate) un tratto (b-B) corrispondente al dislivello Fig. 26. bersaglio arma base (ad es . m. 15). La traiettoria che passa per la estrenµtà (B) di tale tratto è qu ella che permette di colpire il bersaglio; l 'angolo di elevazione segnato p er tale traiettoria non è altro che l'a.n golo di tiro che ci occorre. Infatti, con tale procedimento, si risolve contemporaneam ente il problema dell'angolo di elevazione e quello del sito, in quanto che la traiettoria trovata richiede un angolo di elevazione uguale alla somma dell'angolo di elevazione della distanza orizzontale del bersaglio più o meno l'angolo di sito, uguale cioè a.ll'angolo di tiro ricercato. Se - come nella figura - nessuna traiettoria passa per il punto B, la traiettoria ricenata viene determina.t a per interpolazione e l'angolo di tiro si ricava, per interpolazione, dalle due traiettol'ie fra le quali è compreso il punto B. Nel caso d ell'esempi9: traiettoria 1650, angolo di tiro = 760_o. L'impiego della tavola di traiettorie grafiche è conveniente - perchè speditivo - sol· tanto se non si debbano apportare correzioni di qualche entità ai dati tabula1·i.
o--•------ _,_________ _,_,
14, - CoI?°ezione dei dati di tiro. - Le tavole di tiro (numerica e grafica) sono compilate sulla. base di : temperatura 15°, pressi one 750 mm., canne nuove, vento nullo. V a1·iando qualcuno di tali elementi è necessario.correggere l'angolo di elevazione. È opportuno distinguere n ettamente il concetto di variazione dal concetto di correzione. Per un dato angolo di elevazione, e quindi p er una data distanza topografica, variando qu a lcuno degli elementi sopraindicati, si ha una variazione, in più od in meno, nella gittata. Per neutralizzare tale variazione occorre applicare alla distanza topografica una correzione di u guale valore in meno od in più; cioè di segno contrario a quello della variazione. La tavo la di t iro numerica indica, p er ciascuno d egli elementi, il valore delle variazioni in funzion e d ella distanza orizzonta.le di tiro; le variazioni risultano in metri e sono riferite ali 'unità di misura [(1° di temperatura- I mm. di prei,sione - 1 metro di velocità di vento I metro di velocità inziale ) (Alleg. 2)). L'entità della variazione del momento va pertanto calcolata in r elazione al valore unitario della variazione stessa ed al numero ,di unità di cui varia l'elemento (temperatura, pres· sione, Pcc.) che si conside1-a. i = a + •. per sito negativo i= a - •· 1 Dato che spesso l'1tngolo di sito verrà r icavato col co..Joolo c quind i in ° 0 , è opportuno, per risparmio d i operazioni, che l'a.ogolo di elevazione corrotto sia rioavato in °0 • , I reparti muni ti a ncora cli quadranti a. livello in gradi e decimi di grado, dall'angolo d.! tiro in ca.veranno, con u na sola trasformazione, il valore dell'angolo in gradi e decimi (tavola di riduzione). (1) Per sito positivo
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18 -
La variazione complessiva è d ata dalla somma a lgebrica delle variazion.i dipendenti dai singoli elem enti; essa rappresenta il valore d ella variazione di gittata in conseghenza d elle • vaci nzioni d ei vari elementi rispetto ai dati t ubula.r i sopra ripo1tati. La correzione complessiva (di vàlore pari ma di segno contrario a quello d ella variazione complessiva ) viene applicata alla distanza orizzontale. Esempio: d ist anza di tiro. m . 2000; t emp eratura. 5° ._(cioè -10° rispetto ai 15 tabulari); p ressione 760 =· (cioè + 10 mm. rispetto ai 750 tabulari); vento a favore. 2 m etri a l l ". Variazioni parziali r iferite alla distanza di 2000 metri: per 1° di temperatura in meno variazione in meno~ m . 3.70; p er 10° = - m. 37; per 1 mm. di pressione in più variazione in meno - m . 1,40; per 10 mm.= - m. 14; per l m . di vento a favore variazione in più + m. 7,80; per 2 m . = + m. 15,60. Variazione complessiva: - (37 + 14) + 15,80 = - 35,20. Correzione complessiva da apportare alla distanza topografica + m . 35,20. Distanza topografica corretta: m. 2035,20· L'angolo di elevazione da impiegarsi (ricavarlo dalle tavole di tiro, per interpolazione) sarà p ertanto quello della distanza di 2035 anzichè quello di 2000. All'angolo di elevazione verrà poi aggiunto (o sottratto ) l'angolo di sito per ricavare l'angolo di tiro. Nell'Allegato 3 sono esposti i procedimenti per la correzione d ei dati di tiro mediante l'impiego della tavola di tiro . In apposito « foglietto di tiro» (Alleg . 4) viene riportato un e sempio completo di determina.z ione dei dati di tiro e di calcolo delle correzion.i d el morr:ento. L'impi ego di un «foglietto di tiro» simile all'Allegato 4 facilita l 'esecu zione dei calcoli e può evitare errori; conviene per tanto che, p er ogni b ersaglio, sia compilato un " foglietto di tiro» Nell'Allegato 3 sono anche esposti i procedimenti per la correzione d ei dati di tiro m ediante l'impiego di a-pposite tabelle (Allegati 5, 6, 7, 8, e 9) che èontengono i calcoli fatti per le correzioni dt:1 momento. L 'impiego di tali tabelle è sempre consigliabile p erchè più speditivo e facile dell'imp:ego d ella tavola di tiro. 15. - Verifica della possibilità del tiro al disopra di ostacoli o al disopra di truppe amiche. Quando si deve seguiJ:e il tiro a l disopra .::,i ostacoli o di truppe amiche, occorre verificare, nel primo caso, che le traiettorie inferiori d el fm,do non vengano intercettate dagli ostacoli stessi, n el secondo caso, che siano osservati i limiti di sicG:!:ezza prescritti p er il tiro al disopra delle truppe amich e. · 1) Tiro al disopra di ostacoli. - Si tratta di verificare se la tra i.;~+.oria media del fascio relativa alla distanza ed alla posizione d_el b ersaglio richfode un a ngolo di t irc maggiore, od almer.:: 11guale, a quello richiesto dalla traiettoria che passa al disopm dell'ost acolo ad un'a]. tezza pari al doppiG ::!ella m ezza rosa vè rticale corrispondente alla distanza d ell'osta,eoio stesso; tale condizione esiste quand:: l'ordinata. d ella traiettoria media ottenuta con l'angolo di tiro impiegato, misurata alla distanza àp!!':;~+-acolo, sia alm eno uguale alla SOllllllO, dell 'altezza dell'ostacolo e d el valore di 4 F' (1). P er compiere tale veJ·ifica si possono seguire due procedimer.t,i· A) Confronto dell'angolo di tiro relat-ivo al bersaglio con l'anga!'J , di tiro relativo all'ostacolo. 1o) determi no.re l'angolo di tiro necessario per colpire il bersaglio. 20) d et erminare l'angolo di tiro necessario per colpire il punto più alto d ell'ostacolo ed auméntare tale angolo d el valore - espresso in °0 d ella distanza d ell'ostacolo stesso del doppio dell'altezza d ella m ezza rosa vert icale r elativa a.Ha distanza d ell'ostacolo; 3°) confrontare i due valori. Se l'angolo di tiro necessario p er colpire il bersaglio è maggiore , od ahneno ugua le a ll'angolo di tiro n ecessario per colp ire l'ost a colo (aumenta to come d etto sopra), il tiro è possibile.
Esempio: cli,;to.nza orizzontale d el b ersaglio .... . . . .... ... ... ..... .. . . . . dislive~0 bersaglio-arma base ....... . . . .. . . . . .. . .. . .. .. . . ... . distanza arme. Òià.3c:? -o.;;tacoìo ....... ... . .......... ... . ....... . dislivello ostacolo-arma base ... . ........ . . . . ........... . .... . altezza mezza rosa verticale, alla distanza di 400 metri, X 2 (4 F') (1) F'
= a ltezza
striscia v erticale contcn'ent.c il 50 % del colpi.
m. 2000
+ +
fil,
m. m. m.
100 400 50 I ,60
-
19 -
Angolo di tiro r elativo al bersaglio: elevazione per distanza m. 2000 .. . ...... ........... . sito del b ersaglio km 100) . . ... ... . . .. . . .. . . .. ... .. .
.
. (m.
2
117° 0 (tavola di tiro) 5000
Angolo di tiro b ersaglio .. . Angolo di ti ro r elativo all'ostacolo: elevazione p er distanza m. 400 •.. . . .. .... . ....... . . · d e11' ostaco lo kui. m . 500, . . .•... ... . . .. . .. ... . . . . . ·. sito
12500
d e li a m ezza l'Osa ra dd oppiata · m . l 0, ,GO km. 4 Angolo di tiro m,t~colo .. .
13800
4
· a ltezza, lll
00
,
167°0 9° 0 (tavola d i tiro)
Il tiro è possibile p erchè l'angolo cli tiro occorrente p er colpire il b ersaglio (1 67°-0 ) è m aggio1·e d ell'angolo di tiro r elativo all'ostacolo (138°0). B) Confronto dell'altezza dell'ostacolo. aumentata dell'altezza della mezza rosa vertioole raddoppiata, con l'ordinata della traiettori-0. m edia che pcw sa pel bersaglio, misurata alla distanza dell'ostacolo stesso (1) . 1° si d et ermina l'angolo di tiro n ecessario per colp ire il bersaglio; 2° dalla tavola di tiro si ricava la gittata d~lla traiettoria ohe r ichied e un angolo di elevazione di valore pari a quello dell'angolo di tiro sòpraindicato; · 3° dalla tabella delle ordinate, o mediante il calcolo, si determina l'altezza della ordinata della traiettoria trovata p er ascissa pari alla distanza orizzontale arma baseostacolo . · 40 si confronta l'altezza d ella ordinata con l'altezza d ell'ostacolo aumentata come si è accennato p r ecedentemente.
Esempio: distanza orizzontale del b ersaglio .. ... ........ . . . .. . .. . dislivello bersaglio-arma base .. .. ... .. . . . .. .. . ..... . .. . distanza orizzontale d ell'ostacolo . . . .. . . . . . . . . .. . ....... . dislivello ostacolo -arma base .... . . . , .... .. . . ...... . .. . . altezza della mezza rosa verticale raddoppiata a 500 metri Angolo di tiro r elativo al bersaglio: elevazione per distanz;a m. 2200 . .. •.... . . . . ... . .. : .. . sito del b ersaglio
e:~. !~2) ..... ....... .... ... ... ..
m. 2200
+ +
m, m.
ro. m.
90 500 70 2,40
148° 0 (tavola di tfro) 4100
18900 Angolo di tiro bersaglio . . . traiettoria che richiede 18 9° 0 di elevazione m. 2400 (circa) ru , 87,50 ordinata della traiettoria di 2400 misur ata a 500 m. dall'arma somma dell'altezza d ell'ostacolo .e della ½ rosa raddoppiata m . 72,40 (70 + 2,40) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il tiro è possibile p erchè l'ordinata d ella t raiettoria di 2400 (m. 87,50) supera l'alt ezza. dell'ostacolo aumenta ta d ell'al t ezza d ella mezza rosa raddoppiata (m . 72,40). (1 ) Per applica.re quosto procedimento occorre disporre della tavola delle ordinate oppure è necesoario 1·icava re, col calcolo, il valor e della ordinata. Un procedimento molto spe ditivo cbe dà risultati sufficien temente a p proesimntl, per r ico.vare il valor e delle ordinate ,. noti i valori d.eoli anooli di elevazione, è quello cbe risulta dalla seguente relazione:
y = (aX - a•l x; In cui: l'ord innt a cbe si ricerca; ax è l'angolo dl elevazione occorrente per là. traiettol'ia di cui si vuole oonoecer e 1ma ordinata; X è l'ascissa della ordinata d a determin a r e; a% è l'angolo di elevazione occorrente per la traiettoria di gitt ata x; a·r ed "' sono espressi in °0 sotto forma di frazione decimale. Esempio: Determinare l'ordinata della traiettoria di 2400 metri (X) misurata a. 500 metrl (x) dall'arma, 11 è
aX
= 186• 0 0
Il= (0,186 -
0,011) X 500 =
=
0,186
a• = 11° = 0,011 0,178 X 500 = m. 87,50.
-
20-
2) T iro al disopra d·i truppe amiche disposte sull'ostacolo. - Si tratta di-verificare se la traiettoria m edi.a che passa per il b ersaglio J'ichiede un angolo di t iro maggiore od a.lmeno uguale, a. quello r ichi esto dall'alzo di sicm ezza previsto dalla circolare 3000, tenuto conto della distanza e della quota delle t1·uppe arniche rispetto all'arma (1). Anche per qu esta verifica si possono· impiegare due p rocedimenti simili a quelli descritti per il tiro aì disopra di ostacoli. A - Confronto dell'angolo di unzzar,te o. . S/e!larma ti1·o ri chie1,to per colpire i l bersagli.o ""m7lJu m.2oao con l'angolo di tiro relativo all'alzo d· i sicurezza (v . fig. 27). F lg . 2i . 1) determinare l'angolo di tiro per colpire il-bersaglio (B). 2) d et erminare l'angolo cli tiro (TOS') d ella traiettoria. che ha una gittata corrispondente a ll'alzo di sicurezza di 1600 metri (0-S') misurata sulla linea di sito delle T. A., 3} Confrontare i valori dei 2 angoli di t iro. - Se quello necessario per colpire il bersaglio è maggiore od almeno uguale a ll'altro, il tiro è possibile. E sempio : m . 2000 distanza orizzontale del bersaglio ... .. .. .. .. . ....... . .. . . . + m. 100 dislivello b ersaglio - arma base ... . ...... . . . . . ... . . ... . . . m . 400 dist.anza orizzontale arma base-truppe amiche .... .. . ·.... . . + m. 50 dislivello truppe arniche - arma base ..... . . . .. .. . . . .... . . Angolo r elat.ivo a l bersaglio: elevazione distanza m . 2000 .... . . . . .. . . . .... . ..... .
m . 100 ) . ....... .. . ..... . . . . .. .. . . d e 1 b ersaglio . (~ sito !Ull,
-
11700 (tavola di tiro)
5000
-
Angolo di ti ro bersagliff ...
] 6 ìOO
Angolo di tiro relativo all'alzo di sicurezza (alzo di sicurezza per T. A. a 400 metri dall'arma = m . 1600): 7100 (tavola di tiro) elevazione alzo di sicur ezza 1600 . .. . . .. . .. .. . .. .
m:
5 ' ( -.m s1't o d e Il e truppe amiche - .- -
o·)
.
125° 0 .. · · . , · · · · · · · · · · · · km. 0,4 Angçlo di tiro d ella. traiettoria di sicurezza . . . 196° 0 Il tiro non risulta po~ibile p erchè l'angolo di tiro richiesto dal bersaglio ( lti7° 0 ) è minore di quello richiesto dalla sicurezza d elle T. A. (196° 0 ). Dalla. figura. 27 r isulta. infatti evidente che la. traiettoria OS' S, che soddisfa o.li r.ondizioni di sicurezza (gittato. 1600 m et ri sulla.linea di sito d elle trn ppe amiche' - 11ugolo rii tir<> I 96° 0 ), passa al disopra d el b ersaglio. P er colpire il b ersaglio OCCOrI'l'l'f'bbf' . pertnnto, tlimi1111i• re l'angolo di tiro (TOS), ma la traiettoria cosi ottenuta non potr..,bbo ruggiungere 111, giitn1 n di 1600 metri sulla linea di sito delle.T. A. e quindi non r.orrisponderebbe a,Il'alzo di sicurezza e potrebbe risultare p ericolosa. per le truppe amiche. (1) Gli ailli di sicur ezza previsti dttlla circolare 3000 (n. 8) per il 'tiro a pnnto,men to di retto. 0 <'r.,..uno anche per il tiro a puntamento indiretto; essi offrono una garanzia notevolmente maggiore di Qnclla cl11ta dagli alzi corrispondenti (alle n-ltezze di sicurezza previst e dalla , Jstruzioo e sul tirn ,lellc mit1·nglintrici • (ediz . 1918). Ad. esemmo: trnppc a m iche' a m. 500, a m . 1100, a m . JilOO dalle armi; alzi di slcttrezza prescritt i d alla circolare 3000, rispett ivamente m . I GOO , m . 1700. m. 2200: altezze di sionrezza. p reviste da.Ila , Istruzione sul tiro delle mitrnglia t r ioi ,, r lspctti\111JJ1cu 1,o in. la m. 22, m . 48; lo a lt.e~~e di sicurezza di cui sopra corrispondono a lle ordiuat.e, misurato alla d;otanza dello t.rn!lre a.miche dall'n.rma, rispettivamente deJÌe seguenti traiettorie (alzi): m . 1200, m. 14.00, m . 1900, valori qucsLI moito Interior i a quelli degli alzi di sicurezza della circolare 3000.
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21 -
B - Confronto fra l'altezza dell'ordinata della traiettoria che passa per i l bersaglio, • misurata alla distanza delle T. A. dall'arma, e la soni,ma della quota delle T. A. più l'ordinata della flraiettoria dell'alzo di sicurezza. 1) Determinare, per ascissa. uguale alla d istanza orizzontale arma-T. A., l'ordinata della traiettotja che passa per il bersaglio (B); 2) sommare il dislivello delle T. A. rispetto all'arma con l'altezza della ordinata della traiettoria corrispondente all'alzo di sicurezza misura.ta alla distanza delle T. 'A. dall'ar ma; 3) confrontare i valori ottenuti con le operazioni 1 a. e 2"'; se il valore ottenuto con !'.operazione l"' è uguale o maggiore d ell'altro, il tiro è possibile. Esempio: distanza orizzontale del bersaglio ...... . .... .. .... . ...... . dislivello b ersaglio-arma base .. .. . . . .. . ... ... . . ... . .. . .. . distanza orii zonta.le T. A .. ......... . . . . . . . . .. .. . . ... .... . dislivello T. A.-arma base ....... . ... ... .. . . : ..... ... . . . . . alzo di sicurezza p er T. A. a 500 metri .. ... . ... ..... . ... . Ordinata traiettoria che passa per il bersaglio: elevazione per distanza m . 2400. .. . ..... . . ... . ......
=
sito del bersaglio ( ~.];~) ....... ·. . . . . . . . . . . . . . . . .
+ +
m. 2400 100 m . 500 lil. 60 m. 1600 m.
186° 0 (tavola di tiro) 4200
Angolo di tfro bersaglio. . . 228° 0' Tmiettoria corrispondente ad angolo di elevazione di 228° 0 = m. 2600 (circa) (tavola rli tiro) Ordinata. della t raiettoria di 2600 metri ·misurata a 500 metri dall'arma = m. 110 (1). · Somma quota T. A . + ordinata a lzo di sicurezza: quota T. A ....... . . ............... . .. . .... . . . . . ... ... . + m. 60 ordinata traiettoria 1600 per a cissa m . 500 . .... .. . ... . . . + m. 30 (1) Totale .. .
m. 90
Il tiro è possibile perchè la traiettoria che colpisce il bersaglio passa al disopra delle truppe amiche ad un'altezza .(m. 110) maggiore della ·somma quota T . A . + ordinata dell'alzo di sicmezza (m. 90). 16. - Problemi dell'ostacolo risolti con le traiettorie grafiche. - Anche i problemi dell'ostacolo e del til'o a.l disopra di truppe amiche si possono risolvere speditamente con la tavola delle traiettorie grafiche sempre che non si debbano apportare sensibili correzioni ai dati del momento . A) T-iro àl disopra dell'ostacolo. - Sulla tavola delle traiettorie grafiche si determina e si segna, coÌ p rocedimento descritto a pagine 16 e 17, w1 punto (A) che abbia l'ascissa uguale alla distanza orizzontale arma-ostacolo e come ordinata il dislivello d ell'ostacolo rispetto all'arma aumentato dell'altezza della mezza rosa vf'rtfoal e raddoppiata (v. fìg . 28). Analogamente i:;i determina e si segna un punto ( B oppure B') che abbia per ascissa )n rlistanza 11.rma obiettivo e p er ordinata il dislivello del bersagl io rispetto all'arma.. diS/a112a arma·ostaco,o - _, • ··- :, - • - ,: oò,ettivtJ B- · · - - - - - - - - -' Ciò fatto si può constatare direttamente - - - • - - • - - .. - B' - - - - - - - - - - - _, se la traiettoria chil passa per l'obiettivo (B oppure B') passa al di<;ot to o al disopra d el Flg . 28, . punto che rappr<'senta la sommit.À, dell'o~tacolo; nel primo caso il tiro non è possibile, n el secondo caso sì. Nell'esempio della figura il tiro non è possibile contro l'obiett,ivo B ma è possibile contro l'obiett ivo B'. · (1) Dalla tabella delle ordinate, oppure ricavata col calcolo, come detto alla nota 1 a pagina 10.
-
22-
B) Tiro al disopra di trwppe amiche disposte sull'ostacolo. - Il procedimento è analogo a quello precedente. I L'ordinata del punto A. è uguale alla so=a dell'altezza dell'ostacolo più il va1ore d ell'ordinata · d ell'alzo di sicurezza misurata a lla distanza d elle truppe amiche dall'arma.
V
ESECUZIONE DEL TIRO 17. - Generalità. - Per assicurare continuità di fuoco, specie p er un tiro prolungato, occone che le a rmi siano in condizioni di perfetto funzionamento (pulizia-lubrificazioneacqua nel manicottÒ}; che un co11ve!liente numero di caricatori carichi sia presso le armi e che sia organizzato il servizio di caricamento di altri caricatori e~di riforn.imento di caricatori carichi. P er ottener e buoni risultati daJ tiro occorre che le armi siano bene sistemate sul t erreno; è indicato l'im piego di croci d'appoggio (v. nota 2 a pag. 3) e di sacchetti a terra sulle gambe del treppiede; in mancanza di tali m ezzi, battere bene il t erreno dove devono far presa ·g li arpioni d elle gambe d el treppiede. Durante le sost-e d el tiro si dovrà: verificare il parallelismo (o la convergenza o la divergenza delle armi}; verificare il puntamento in direzione ed in elevazione delle armi; verificare · il funzionamento delle armi. Dovendo riprendere il fuoco dopo parecchio temoo da Quando furono stabilite le correzioni da apportare ai . dati di tiro, verificare gli elementi che determinarono tali correzioni.
18. - Osservazione del tiro. - Senvpre che possibile il reparto Tllltraglieri (compagnia isolata e unità di più compagnie} d eve disporre di uno o più -osservatorii ava nza.ti. Tali osservatorii devono: trovarsi, possibilmente, a non più di 500 metri dagli obiettivi da battere; essere collegati con mezzi celeri e sicuri (md.io-telefono-razzi) con il reparto mitraglieri; essere muniti di binocolo e di carta topografica alla, stessa scala di quella usata dai reparti; disporre di personale capace di apprezzare e richiedere le correzioni di tiro; La funzione degli osservatorii è dùplice : tattica e t ecnica. Devono osservare gli obiettivi stabiliti, ed eventualmente determinarne d ei nuovi, per ricbiedeme tempestivamente su di essi il fuo co "dei reparti. Per b ene esplicare tale ftmz:one è necessario, specie in difen siva, che gli osserv-atodi si mantengano in diretto collegamento, oltre che con i comandi dai quali l'unità mitraglieri dipende, anche con i reparti fucilieri viciniori l)er conoscerne' le necessità e rappresentarle ai repa-rti rnitraglieri. D urante l'esecuzione del tiro devono osservarne gli effetti (polverio n elle zone di caduta d ei p roiè ttili, comportamento d ei bersagli animati i:zotto il fuoco} per segnalare ai repa.rti mitraglieri le eventuali correzioni da appor tare al ti r o. 19. - Correzioni durante il tiro. ..:..... Gli osservat~ri apprezzano gli scarbi di gittatà e di direzione in metri e li comunicano alla stazione di tiro. Il comandante d el reparto trasforma gli scarti in conezioni espresse in °0 , in aumento o in diminuzione all'angolo di tiro o all'angolo di direzione e comunica senz'altro i nuovi dati ai comandanti di plotone che pt·ovvedono a correg gere i dati iniziali di tfro d elle armi dipendenti. Esem;pio: Distanza arma base-bersaglio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . m. 2000 C(
•••• ••• •••• • • • • • • • • • • ••• • • ••• •• • •• • • • • • • • ••••• •
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11700 5000 16700
n ooo 8lQOO
-
23-
L'osservatorio dopo il primo minuto di fuoco comunica che il nocciolo più denso dei •colpi è corto di circa m. 100 e a destra del bersaglio di circa m. 30. Correzione in giUata. - D alla tavola di tiro numerica (colom1a 10) si rieava che l rnillesimo di variazione nell'.elevazione per la distanza di m. 2000 fo variare la gittata di m. 8, e poichè sono 100 i metri da con ggere: . m. 100 : 8 = 12° 0,5 (valore della correzione in più da dare all'angolo di tiro). 167° 0 (iniziale) + 12° 0,5 (correzione in gittata) = 179° 0,5 (i corretto). · · m. 30 = 15° 0 (va1ore · d e lia col'l'ezwne · d a appo .....care in · · · d1,rez1,one. Oorrezione 1,n km. 2 meno alla graduazione di direzione delle armi per corregger e il tfro in direzione). Direzione preced ente s1000 - 1500 = 795° 0 (graduazione. d ella lastrina). 20. - Condotta del fuoco. - La condotta del fuoco si propone di proporzionare la inten· sità del fuoco allo scopo tattico da raggiungere adottando le modalità di t iro che consen· tano di ottenere il massimo risultato col minore impiego di mezzi (armi, munizioni, personale). Per una data fronte e profondità da battere la intensità d el fuo.co dipende dal variare di uno o più dei seguenti elem enti: numero d elle aJ·mi impiegat e; numero di armi che sparano in r apporto a quelle che riposano; celerità di tiro; dist ribuzione del fuoco. Di massima . una compagnia su 12 aJ·mi può battere , con sufficiente densità - ad armi blo-ccate - un tratto di t erreno di circa 120 m etri di fronte corrispondenti alla fronte delJa compa.gnia con le armi intervallate di l O metri più la dispersione laterale d elle armi estreme, p er una profondità pari alla striscia longitudinale d el 50 %, elemento quest'ultimo variabile con la distanza di ti~·o e con la pendenza del terreno. Una fronte più ampia può essere battuta con pari ed uniforme densità con i procedimenti di divergenza preceden· temente d escritti, aumentando contemporaneamente la celerità di tiro, sopprimendo le pause· di fuoco che normalmente, a turno, le armi devono osservare. Ad ogni modo la fronte che si può battere con suffici ent e densità non deve, di massima, superare il d_o ppio d eJla fronte normale del reparto; fronti più a m p ie d evono essere ripartite in trat"i da batkrsi con le modalità indicate nel n . 11, caso 1°. Allo scopo di dare riposo alle armi (raffreddamento canna, lubrificazione d ell'arma, eliminazione di piccoli inconvenienti, riposo d el personale, controllo dei dati di tfro) in ogni plotone il fuoco viene eseguito da due armi su tre. L'arma in riposo apre senz'altro il fuoco non appena una delle altre due o per turno di fuoco compiuto, o per 'inceppamenti, debba cessarlo. Il turno in ogni plotone può essere stabilito secondo il seguente schema_ in cui N rappresenta la metà del nun::iero dei caricatori da spararsi di seguito da ogni arma: l" ARMA :N" (caricatori) . . ..... .... . . . N (ca ricatori) .. . . .. . . ...... .. ....... . .. . . . .. . . . . . . . . .. .. ...... . . .. ... (caJ:icatori) .. .. ...... . . ... . N (caricatori) N (cs.ricatol'i).. ..... . .. . ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (caricatori) N (caricatori) ... ........... N (caricatori) . ........ _. .... .. ...... . . . . . - . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . N (caricatori) ... .. ... .. ...... N (cm·icatori)
Inceppandosi un'-4rma, quella in r iposo a p!'e il fuoco e si r egola come se fo ;,se in turno regolare; l'arma inceppata, r lentra in . turno apper1a una d elle altre due cessa il fuoco. P er i tiri prolungati la cel erità di tiro è no1-malmem ,e quel;a di 100 colpi al minuto primo, eccezionalmente di 150 colpi. Per i tixi di b!'s ve durata, al massimo 2 --é- 3 minuti primi, la celerità può arrivare ai 200 colpi; in via eccezionale ai 300 colpi. Quando la fronte da battere sia all°'incirca uguale a quella normale del r eparto, la distribuzione del fuoco nel senso frontale è data dalla dispersione laterale dei colpi. Il falciamento viene impiegato: quando la fronte del reparto è maggiore di quella normale (intervallo fra le armi maggiore di 10 m et ri ); · quando ìa fronte da batter"-' è maggiore di quella del r eparto e si app!ichi il procedi-mento di divergenza di cui al n . 11 caso 2°.
-
24 -
Trattandosi di battere un obiettivo di profondità maggiore di quella d ella striscia longitudinale (calcolata quest'ultima in relazione alla pendenza del terreno) il fuo o può essere distribuito in profondità m ediante l'impiego di 2 alzi (misurati col qua<lrante a livello) scalati di 100 metri a cavallo d eJ..ìa distanza esatta (D) dell'obiettivo, come da schema: D
+ 50
l O Plotone D
m . 3° Plot one
+ m.
50
asse dell'obbiettivo D-
50 m. 4° P lotone
2° Plotone D - m . 50
,-- - - - -- - -.,--------~
,------ - --~- -- - - - --~
4° P lotono Alzo D - 50 m .
20 Plotone Alzo D-50 m.
3° Plotone Alzo D + 50 m.
10 Plotone Alzo D + 50 m.
In questo caso l'am piezza d ella fronte da battere d eve essere ridotta alla metà di quella prevista p er i vari casi precedentem ente indicati ed i plotoni che formano coppia battono il tratto frontal e comune mediante il procedimento di convergenza (n. 10). 21. - Tiri di notte. - Di notte il t iro a puntamento indiretto può essere eseguito m ediante preparazione fatta di giorno. Occorre curare in particola re modo la stabilità d el treppiede e pertanto i tiri dovi·anno eseguirsi soltanto entro il settore dato dalla lastrina di direzione. Sarà opportuno che ogni arma possa controllare il parallelismo con la direzione di base m ediante un segno luminoso. Ogni plotone dovrà disporre di una lampadina elettrica t,ascabile . Se il reparto non è d efilato da un os~acolo rilevante è opportuno mascherare la vampa mediante diaframmi di frasche di conveniente altezza e a distanza di qualche diecina di metri dalle armi. N on si dO'-'Tanno trascurare le correzioni da apporta.r e all'angolo di tiro dipendenti d alle notevoli variazioni di t emp era.tura e pressione che si verificano di notte .
-
25 -
ALLEGATO 1. DEFINIZIO'NI (I)
ORIGINE DELLA TRAIETTORIA [v. fig. 29 (0)]. al . momento d ello sparo. LINEA DI Tmo (OT). il tiro. PIANO DI TIRO. -
È il centro della bocca della canna
Prolungamento dell'asse d ella canna dell'a-rma disposta per
Piano verticale che contiene la linea di t iro.
ORIZZONTE DELL'ARMA. l'arma.
Piano orizzontale che passa per il centro della bocca del-
Fig . 20 .
LINEA DI PROIEZIONE (OP). - È la linea che segna il prolungamento dell'asse della. canna dell'arma al momento dello sparo. (Può essere al disopra - come in figura - o al disotto della linea di tiro ). LINEA DI SITO (OB oppure OB'), - (Praticamente coincidente con la. linea di mira.). La retta che congiunge il centro della bocca d ell'a rma con un punto del t erreno (Bo B') contro il quale si dirige il tiro. ANGOLO DI TIRO (TOO). - È l'angolo formato dalla linea di tiro cori l'orizzon te dell'arma. (Si indica con la lettera i). ANGOLO DI PROIEZIONE (POC). - È l'angolo formato dalla linea di proiezione con l'orizzonte d ell'arma. [Si indica con la lettera <p (fi)]. ANGOLO DI RU.EVAMENTO (POT). - È l'angolo formato dalla linea di proiezione con la linea d i tiro. [Si indica con la lettera ç (ro)]. Può essere positivo o negativo a seconda . che la linea di proiezione si trova sopra o sotto alla linea di tiro. fu'l"GOLO DI SITO (BOC opp\+re B'OC). - È l'angolo formato dalla linea di sito con l'orizzonte dell'arma.. Può essere positivo (BOC) o negativo (B'OC) a seconda che il punto su cui si dirige il tiro è a l disopra o al clisotto dell'orizzonte dell'arma. [Si indica con la. lettera e (epsilon)]. ANGOLO DI ELEVAZIONEI(TOB oppure TOB'). - È l'angolo che la linea di tiro forma con la linea di sito. [Si indica con lettera cx (alfa)]. L'angolo di èlevazione viene anche
detto alzo. (1) Le definizioni sono rioa.va.te, in parte, da.Ila. !recente btruzione sul tiro dell'artiolieria, in quanto applicabili a.I tiro delle mitra.glintrloi.
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26 -
PuN'.ro Dr OADUTA (O). - È il punto in cui la traiettoria incontra l'orizzonte dell'arma. (P uò non esist ere se l'angolo di tiro è n egativo). , . ANGOLO DI CADUTA (RCO) • .È l'angolo acu to che la tangente alla traiettoria n el punto di caduta forma con l'orizzonte dell'arma. [Si indica con lettera w (omega)]. PUNTO D I AERffO
(B o B'). -
È il punto in cui la traiettoria incontra il terr eno.
ANGOLO DI ARRffO (QBO oppure Q'B'O). nel punto di arrivo forma con la linea di sito.
È l'angolo che la tangente alla traiettoria.
ANGOLO D'n.IPATTO (QBS oppure Q'B'S'). È l'angolo che la tangent e al!A. traiettoria nel punto di arrivo forma con la super;ficie del terreno. Tra alcuni degli angoli sopra menzionati esistono le seguenti relazioni:
i
= a.+
e; a
=i-
e; e
=i-
a.
<p=i + ç in cui
ç
ed s conservano ciascuno il proprio segno.
TRAJETTORIA (OO'CB) (v. fig. 30). dal centro di gravità del proietto.
È la linea curva, concava verso il basso, percol'!!a.
GITTATA (OB). È la distanza del punto di caduta (B) dall 'origin e del tiro (O). Si indica con la lettera X . ORDINATA (A'C') DI UN PUNTO O' DELLA TRAIETTORIA. È l'altezza del punto stesso al disopra dell'orizzonte. [Si indica con la lettera y (h in figura 30)). ASCISSA (OA') DI UN PUNTO O' D E LLA TRAIETTORIA. È la distanza orizzontale del punto stesso dall'origine del tiro. [Si indica con la lettera. x (x' in figura 30)). V ERTICE DELLA T RAIETTORIA (O). È il punto più alto della traiettoria . E sso divide la t raiettoria in due rami, ascendente (00 ) e discendente (OB). ORDINATA MASSIMA (AC ) DETTA ANCHE ALTEZZA d el vertice d ella traiettoria. (Si indica con la lettera y).
DELLA TRAIETTOJUA. -
È l'ordinata
PRINCIPIO DI RIGIDTTÀ D ELLA TRAIE'I':tORIA . P er angoli di elevazione fino a 100 e pe1 angoli di sito compresi fra l 0° e - 5° s·i ammette che la traiettoria non subisca def o·r mazioni · praticamente sensibili . In b~e a tale principio si viene ad ,ammettere che, entro i limiti suddetti, per un dato angolo di elevazione, la gittata e l'ordinata. massima, misurate sulla linea di sito siano uguaJj alla gittata · ed aU'ordinata. mm,sima misurate sÙll'orizzont e dAll'arma. In base a quanto sopra si viene anche ad ammettere:
a ) che per una data distanza cli tiro (distanza misurata sulla linea di sito) i va lori degli angoli di elevazione e di arrivo, sono indipendenti dalla quota d el bersaglio; b) cho per t raiettorie di pari gittata, sull'orizzonte e sulla linea di -sito, l'ascissa (x') e l'ordinata (h) di un punto qualunque· (O') della t raiettoria conserveranno gli stessi valori.
Nell'impiego delle mitragliatrici, anche a puntamento indiretto, il p r incipio cli rigidità d ella. traie ttoria trova ampia applicazione nella determinazione d ell'angolo di t iro, per ber sagli al disopra o al disotto dell'orizzonte dell'arma, e nella risoluzione del problema d el tiro al disopra di ostacoli e dl quello del tiro al disopra d elle t ruppe amiche. Nella risoluzione di quest'ultimi problemi, trattandosi di verificare le possibilità di tiro con la rga approssima'l,ione, l'applicazione del p rincipio di rigidità. della. t raiettoria può estend ersi sensibilmente oltre i limiti sopra indicati (1). ALZO DI SICUREZZA . È !'a.rigolo di elevazione corrispondente alla minima distanza d i · tiro (0-B), misurata sulla linea di sito delle truppe amiche (O-A') alla quale può trovarsi un obiett.ivo (B) p erchè la sicurezza de.Jle truppe amiche stesse (A') sia garantita.
(1) Come applicazione del principio di rigidità della t raiettoria , la retta O.il'B, cbe nella figura so è indicata come orizzonte dell' arm a , v a invece considerata come linea di s ito dolle truppe amiche A'. 0
-
27 -
ALTEZZA DI SICUREZZA. - È l'ordina ta (h) della ·~raiettoria, ottenuta con l'alzo di . sicurezza, ·misurata a l disoprJJ, della linea di sito delle truppe amiche con ascissa la distanza arma-truppe amich e (O-A')._ DISTANZA DI SICUREZZA. - È la distan za (D), misurata sulla linea rii sito .delle truppe amiche, fra le trnppe amiche stesse, ed il pw1to (B) in cui la traiettoria media, ottenuta e.o n l'alzo di sicru·ezza, taglia e e' la linea di sito predetta. La distanza di sicu rezza è uguale alla differenza fra la gittata ottenuta. con l'alzo di sicurezza, ~·- - - - X' -----. misurata sulla linea di B" sito delle truppe amiche, ~ - -- - ~'------D ________, e la distanza delle truppe .- -- - - - -- - - X - - -- - - - - - - - - - + amiche stesse dall'arma (D = OB-OA'). F lg. so. DISTANZA DI SICU · REZZA REALE. - È la di. stanza A 'B' , oppure A'B", fra le truppe amiche ed un obiettivo situato rispettivamente al disopra o al disotto della linea di sito d ell e truppe amiche st,esse. · Per obiettivo al disopra, la distanza di sicurezza reale è minore della distanza di si curezza teorica, per obiettivo al disotto è maggiore. (A 'B' < A'B; A ' B" > A 'B). l \ 1~
L'entità della differenza, rispetto alla distanza di sicurezza teorica, è in relazione alla entità d el dislivello - positivo o negativo - dell'obiettivo rispetto alla linea di sito delle truppe amic?e· Am,1A DI BASE. - . Quella che serve di base p er le opera.zioni di preparazione d el t iro. Di massima si sceglie come ar rµa di base quella che è al centro od immediatamente a destra del centro del reparto a seconda che il numero delle armi è dispari o pari. PIANO DI BASE. - È il piano vert.icale che passa p er l 'arma d i base e per il centro del sett ore di azione (o per il falso scopo) a l quale vengono riferite le direzioni dei vari bersagli. ANGOLO DI DIREZIONE. - È l'angolo che l'asse dell'arma, disposta per battere un dato bersaglio, forma col piano di base o con un piano a quèsto parallelo .
ALLEGATO
2.
TAVOLA DI TIRO NUMERICA DELLA MITRAGLIATRICE PÈSANTE MOD. 14 .
Angoll di elevaz!oue
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2
100 200 300 400 500 600 700 800 000 1000 1100 1200 1800 1400 1500 1600 1700 1800
rnoo
2000
0°17' 0°20· 0°:24'
0°30' 0°37' 0°,t'l' 0°5r' 1°11' 1°24 ' 1°41' 1°58' 2•1s· 2°39' 3°02' 3'2D' 8°50 ' 1 °33' ,5 °11' 5°51' 6°35'
2100 2200 2300 2400 2500 2600 2700
7°26' 8°20' 0°20' 10•28' 11 °42' 13°03'
!?800
16°05' 17°fi0' 19°61'
2900 3000 V - 600
V~ 31 0
m/•.
1
n1.
- 4- - 5--
3
fi
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G 7
1 1
o
11 14
17 21 25 30 35 ,n 47 54 62 71 81 02 104
117
l
J l
2
2 2
3 3 3 4
,, r, 5 6
o 7 7
57 117 170 230 285 300 420 4\>0 550 (;]2 070 736
705 854 918 980 1018 1108 1170 1230
132 148
8
12!J5
Il
160
10
1355 TH5 l -177 1540 1000
186 208 282 258 28 6 817 353
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. I 3
Ynrlazlonl di gittata corrispondenti a
+_g ~..,
.E:
:==:
!
~p,
St,rlsce contenenti !I 50% delle · palJottole
Coordinate del vortice
11
12 13 1-1 15 16
17 A11golo
ll105
1725 178'i 18 50
m.
- - 6
m.
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m.
7
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o, 10
O, 6 Q, o
O, 15 0,22
1, 4
o, 2 ()
2, O 3, S 4,6
O, 8G 0,44 O, 58 o, 67 .o. 76
5, O 7,8 10, 1 14, 3 18, 1 22,0 27, 7 33. 8 • 42. 2 51, S
62,0 75, S
HO, l
1oe, ,i 127, 1 . 151, O 180, 0 2H,3 252J 3 296, O 346, 5 401, 2 468, O
di rllovl\mento
m.
.;
O, 81 0,% l, 10 1, 30 1, r,o 1, 75 l, 116 2, 25 2, 55 2, 85 S, 20
3, GO
4,0r,
4, 5 5 5, 20
6, 00 7, 05 s, 35 fJ, 95 11, òO 14, 3'1 -15'.
51, 0 50,8 . 48, 6 40, 8 38. 2 37,0 35, Q 38, O 30, O 28,0 25,0 23, 5 21, 7 21, 4 22, 6 24, O 26,0 2!!, 0 82, O 36,8 so,o 43, 4 48, 5 56, 4 GLO 70, 3 70, (I !' 3,0 .ll , o 136, O
0,-1 0,2
o, s o, 6
o, 4
0, 8 1, O 1, 2 1, 4 1, 6 1, 7 I, Il 2, J 2, 5 8,2 4, O 5, 1 6,8 8, 5 11,0 14, O lR, O 23, S 30,5 40, O 53,0 70, 5
05, 5 133, O 101, O
68, O 50,0 45,0 ,J O, O 35, O 31, O 27, O 24, O 21, 0 19,0 17, O 15, 6 14, 5 13, 5 12, 5 11 , 5 10, 5 I), 5
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r, 03Q'
0°37' 7°55' 0°23' ll'0-1' 12°52' l ·t 0 5l' 17°00'
1o•at' 22°30' 25°30' 20°07' 32°05' 37°00' 11°30' d. 0°3 1' 52°11' 58°03'
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Condìzion1 atrnosferic be a c ui corri-spond e la tavola: Pression e ba rome tr ica ~ 750 mm.; Temperatura = 15° C.
-
29 ALJ:.EGATO
3,
PROCEDIMENTI PER IL CALCOLO DELLE CORREZIONI DEL MOMENTO À) Il\1PillGANDO LA TAVOLA DI TIRO NUMERICA .
Le condizioni bal:istiche ed atmosferiche d el momento in cui si eseguisce il tiro (condizioni del momento) possono differire notevolmente da quelle cui si riferisce la tavola di tiro (condizioni tabulari). Le variazioni d i gittata che ne conseguono si possono elimiQ nal'e mediante correzioni preventive da applicare all'angolo di elevazione relativo alla distanza topografica del bersaglio e, per qu anto riguarda il vento trasversale, mediante co1·rezùme alla direzione di tiro. Le condizioni balistiche sono: stato d'uso ·delle canne; temperatura delle canne. Le condizioni atmosferiche sono: temperatura dell'aria; pressione atmosferica; velocità e direzione del vento. Le condizioni balistiche influiscono sulla velocità iniziale del proietto; le condizioni atmosferiche sul moto del proietto lungo la traiettoria. Per apporta.re le correzioni del momento occorre pertanto conosce1·e, almeno approssimativamente, di quanto variano le condizioni balistiche ed atmosferiche- del momento ri,;;petto alle condizioni tabulari. La tavola di t iro ind ica, in valore assoluto, per ciascuna delle condizioni d el momento (?ol. 11, 12, 13 e 14), le variazioni di gittata in funzione della ilistanza di tiro, riferite alla urutà (metro. perla velocità iniziàle -grado, pel' la temperatura-mm., per la pressione-metro, per la componente longitudinale del vento); per quanto riguarda il vento la tavola di tiro inilica anche (col. 15) le variazioni in direzione, in funzione della dista:r!.za cli t,iro, e p er ogni metro di velocità della componente trasversale . Qui cli seguito si riportano i procedimenti per il calcolo delle correzioni del momento mediante l'uso delle tavole di tiro. P er evitare possibili errori ili calcolo, nei quali può incorrere anche personale provett o nell'orgasmo della pt·ep a razione affrettata del tiro, conviene distinguere nettamente il concetto ili variazione da quello cli correzione. Si proc-;dérà, pertanto, prima al calcolo della variazione complessiva di gittata cui va soggetta la. traiettoria per- effetto delle variazioni nelle condizioni del momento; poscia si trasformerà, mediante im'unica operazione, tale variazione convplessiva in una correzione complessiva di valore assoluto uguale rna di segno contrario, da apportare alla distanza orizzontale del b'èr,qag_lio; d\tl}a distanza in tal modo corretta si ricaverà l'angolo di elevazionP- corretto.
Stato d'uso delle canne. - Man mano che la canna si consuma, in conseguenza del numero. dei colpi sparati, . diminuisce la velocità iniziale con la quale il proietto esce dalla bocca dell'arma .e, conseguentemente, diminuisce la gjttata. Il consumo d elle canne varia ancho,i secondo il regime di fuoco con cui furono sparati i colpi; in pratica è sufficiente riferin,i soltanto al numero dei colpi sparati. In linea approssimativa si può ritenere che oer ogni 1000 colpi sparati la velocità iniziale diminuisce di 15 metri . La variazione di gittata (sempre negativa) si ricava moltiplicando il numero dei ,metri di iliminuzione ili velocifa iniziale per il dato de!la colonna 11 della tavola di tiro ·(preso col segno negativo) relativo alla cli.stanza di tiro . Esempio: distanza m. - 2000; canna che ha sparato 3000 colpi; diminuzione velocità iu[;iale 3 X 15 = 45. m etri; variazione di gittata della traiettoria cli 2000 m . per un metro in meno di velocità iniziale: - rn. 1,4. variazione di gittata in r elazione al reale consumo della canna - m. 1,4 X 45 = - rn. 63 correzione m. 63; distanza corretta: m . 2063 (2000 6,3). La (Jeterininazione dell'angolo di elevazione va pertanto _riferita alla distanza di 2063 metri anzichè a quella di 2000 metri. Temperat-ur0- delle canne. - Anche la temperatura delle canne influisce sulla velocità iniziale. L'entità , e · forse anche il senso di tale influenza, in funzione dAll'entità d el grado él.i temperatura nor:. sembrano ancora scientificamente e sperimentalmente bene accertati, D'altra parte l'apprezzamento del grado de lla temperatura dell e canne non è praticamente
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+
-
30 -
possibile in combattimento. Infatti, la temperatma varia con il numero dei colpi sparati, ma anche col regime di fuoco; essa diminuisce rapidamente non appena sosteso il fuoco. Nell'impiego pratico delle armi non conviene pertanto calcolare le variazio~ dipendenti da questo fattore.
Pressione atmosferica. - La gittata relativa ad un dato angolo di elevazione varia, in più o<l in meno, a seconda che la pressione atmoclerica è minore o maggiore di quella tabulare (750 mm.). L a colonna 12 della tavola di tiro riporta i valori di tali var.i azioni, per ogni mm. di pressione, in funzione d elle distanze di tiro. La variazione di gittata del momento si ottiene moltiplicando il valore assoluto della ' differenza fra la pressione del ~omento e la pressione tabularn, per il valore della variazione unitaria segnata a colonna 12 della tavola di tiro preso, quest'ultimo valore, col segno contrario a quello della çlifferenza predetta. La correzione da apportare alla distanza topografica del bersaglio sarà uguale in valore assoluto, ma di segno contrario, alla vari,a,zione. Esempio: distanza orizzonta.le bersaglio m. 2000; pressione 775 =.; differ enza di pressione da quella tabulare 775-750 = + 25 mm.; variazione di gittata per ogni mm. di pressione in+ di quella tabula.re alla distanza di 2000 m . (col. 12 tavola di tiro) = -m. 1,40; variazione di gittata reale mm. 25 x -m. 1,40 .= - m . 35; correzione da apportare alla distanza del bersaglio = -t, m. 35; distanza corr~tta = 2035. La determinazione dell'angolo di elevazione va pertanto riferita alla distanza di m. 2035 e non a quella di m . 2000. Il d ato della pressione barometrica viene comunicato ai r eparti giornalmente, e se occorre piJ volte al giorno, dai comandi rnperioJ·i; il dato è riferito ad una det e1minata quota Qualunque r eparto di artiglieria è in grado di fornire il dato di pressione. Una sufficiente approssimazione della pressione del momento, riferita alla quota della posizione occupataj;liI reparto mitraglieri, nota la pressione ad altra quota, può aversi applicando la seguente regola pratica: Ad ogni 100 metri di differenza di altitudine, in più o in meno, corrisponde una differenza di pressione in meno od in più di: 9 mm. circa se si tratta di altitudini comprese fra O e 600 m etri; 8 mm. circa per altitudini comprese fra 600 e 1800 metFi; 7 mm. circa per altitudini comprese .- fra 1800 e 3000 metri. ' Esempio: pressione (nota) a q. 500= mm. 775; pressione (da determinare) a q. 1000 = = mm. 735.
Temperatura ambiente. - La gittata relativa ad un dato angolo di elevazione varia in più od in meno a. seconda che la temperatura ambiente è maggiore o minore di quella tabulare. La colonna 13 della tavola di tiro riporta i valori di tali vari,i,zioni per ogni grado di temperatura., in funzione della distanza di tiro. La variazione di gittata del momento si ottiene moltiplicando il valore assoluto della differenza. fra la temperatura d el momento e la temperatura tabulare, per il vaJore della variazione unitaria segnata a colonna 13 della tavola di t.iro, preso quest'ultimo valore con lo stesso segno della differenza predetta. L a correzione da apportare alla distanza topografica sarà uguale, in valore assoluto, ma di segno contrario, alla variazione. Esempio : distanza orizzontale bersaglio m. 2200 ; tempera.t ura - 5° ; differenza di temperatura da. quella tabulare 15 - (-5) = 20°; variazione di gittata per ogni grado di temperatura in meno di quella tabulare per la distanza di 2200 metri (col. 13 tavola di tiro) = - m 4,20; variazione di gittata reale 20 x - m. 4,20 = - m, 84; corr~zione da apportare alla distanza del bersaglio = + m, 84; distanza corretta = m. 2284. La determinazione dell'angolo di elevazione va pertanto riferita alla distanza di m. 2284 anzichè a quella di m. 2200. TI dato di temperatura ambiente viene comunicato · giornalmente, ed anche più volte al giorno. dai comandi superiori ed è riferito ad una data quota. Qu,i.lnnque reparto di
-
31 -
artiglieria può fornire il dato di temperatura. Una sufficiente approssimazione della tem · peratura del ·momento, riferita alla quota d ella po'lizione occupata dal repa.rto, nota la temperatura ad altra quota, può ottenersi applicando la seguente regola pratica: ad ogni 100 m etri di differenza di altitudine in, p,;ù od in rneno corrisponde una dif• fer enza di t emperatura di ci.rea mezzo grado centigrado, in rneno od in piu. Esempio ; T emperatura (nota ) a q. 500 = 22°; T emperatu ra (da determinare ) a q. 1000 = 19°,5.
Vento. - Il vento influisce con la sua velocità e con la sua direzione sia sulla gittata sia sulla direzione del tiro. La direzione del vento può essere: a) n el verso d el tiro (aumento di gittata); b) nel verso contrario al tiro (accorciamento di gittata); Grafico per I a determinazione delle· variazioni di gittata e di direzione, espresse in metri, In funzione della velocità delle componenti del vento.
Norme per l'uso del grafico 1. - I raggi tratteggiati segnano la direzione del vento rispetto alla direziono del tiro. I valori angolari segnati aul raggi stessi, vanno riferiti, 1,er il I e II quadrante alla metà superiore, per U III e IV quadrante alla metà inferiore del diametro che segna la direzione del t iro. 2. - Le frecce segnate, fuori clr· conferenza, alle estremità dei r aggi , in· dicano le direzioni d elle componenti, traaversalo e longitudinale, del vento ; le cifre presso le frecct- esprimono, tn valore ed in segno, il coefficiente pel quale si deve moltiplicare il numero dei metri di velocità del vento per ricavare i valori In metri ed il segno delle compon.,ntl
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,tesse. 3. - Moltiplicando il valore delle componenti, col proprio segno, per i valori delle variazioni unitnrie riportate nelle colonne 14 e 15 d ella tavola di tiro, si d etenninano le 'Variazioni, rispettivamente di gittata e di direzione, dalle quali è possibile ricavare le rispettive C01"1'ezilmi. Per la direzione, la cor• rezione in metr i cosi ottenuta deve poi e88ere trasformata In valori angolari (millesim i della distan za).
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A
-1
Fig . 31.
o) tras versale, da d estra a sinist;ra o da sinist.ra a destra; tende e spostare il tiro rispèttivarnente a sinistra ed a destra; d) obliquo risp.e tt_o alla direzione del tiro; in questo caso occorre considerare le componenti del vento, una longitudinal e (nel o contro il verso del tiro) l'altra trasversale (da. destra a sinistra o da sinistra a destra). La velocità del vento e quella delle componenti vengono espresse in m/s, cioè col numero dei metri che il vento p ercorre in l".
sue
-
32 -
Per la valutazione delle correzioni dipendenti dal vento occorre pertanto de terminare: a) velocità del vento; b) direzione del vento (1 ). La direzione del vento può essere determinata, con approssimazione prat,icamente sufficiente, materializzando sul terreno - mediante paline collegate con una funicella - un b1·eve tratto d ella direzione d el tiro, ed apprezzando ad occhio il valore dell'angolo con il quale un corpo molto leggero (carta, bioccolo di cotone, ecc.) .abbandonato al vento, taglia la direzione stessa. Determinata la velocità e la direzione d el vento, il grafico ·riportato alla pagina prece· dente consente di ricavarn, rapid·a mente, la velocità dell e componenti del vento stesso. Esempio: distanza di tko = rn. 2000: angolo 30°; vento quadrante II; ) velocità m . 8 al l". Con ezione per la componente longitudinale: componente longitudinale = m. 8 X ( + 0,85) = + m. 6,80; varia zione di gittata per 1 m . di vento, alla distanza di m. 2000 = m. 7,80 (col. 14 tavola di tiro); variazione di gitta ta p er velocità di + m. 6,80 nel verso d el tiro, a 2000 metri = m. G,80 X 7,80 = + m . 53; , correzione = - m. 53; distanza corretta = m. 1947. L'angolo di elevazione verrà p ertanto riferito alla distanza di m. 1947 anzichè a quella di m. 2000. Correzione per la componente trasversale: éomponente trasversale = m. 8 x (- 0,50) = - m . 4; ·variazione di direzione p er 1 metro di vento alla d istanza di m . 2000 = m. 5 (col. 15 tavola di tiro); variazione di direzione per la velocità. di vento di - m. 4 (da destra a sinistra) per la distanza di 2000 m etri = - m . 4 x 5 = - m. 20; correzione di direzione in m. = + m . 20; . d1' dir·ez10ne . . 00 = m.-20 = ...L 1000 correzrone m
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L'angolo di direzione relativo al bersaglio dovrà pertanto essere aumentato di 10°0 • « Foglietto di . tiro" (Alleg. 4) cont,iene un esempio completo di determinazione e di cor1·ezione dei dati di tiro, mèdiante l'impiego della tavol a di tiro.
n
B) I MPIEGANDO LE TABELLE DEI OALCOLI FATTI. (Allegati 5, 6, 7, 8 e 9).
"
Correzione in elevazione. - Si procede dapprima alla determinazione déll'angolo di tiro in base ai dati tabulari. Dalle tabelle allegati 5, 6, 7 e 8 ~i ricava il valore assoluto - espresso in °0 ed i 1 aegno delle singole correzioni relative alle condizioni del momento; la somma algebrica di tali correzioni viene sommata algebricamente al valore d ell'angolo di tiro per ricavare l'angolo di t1ro corretto. (1) La velocità e la direzione de l vento s l possono determina re a bba ndona ndo a conveniente a ltezza dal suolo, un oggetto leggerissimo (piume • pezzetti cli carta sottili) e misurando lo spazio da esso percorso 0
In un de terminato tempo che bisognerà ridurre al l", a pplicando la fonm1la V B = spazio; t = tempo). In modo empirico la. velocik'L del veuto si desume osserva n do gli alberi. Leggero movimento delle fog lie, velocità rl! m. 5 al l". Forte movimento delle foglie, velocità di m. 8 al l". Movimento dei piccoli rami veloc ità di circa m. 10 al l ". Movimento dei grossi rami velocità di circa m . 15 a l l". Movimento dei tronchi velocità d i c irca m . 20 al l".
= t
(i n cui
v
= velMità ;
-
33 -
Correzione in direzione . - Al valore dell'angolo di direzione, n ecessario per colpire il bersaglio, si sommano algebricamente il valore dello scostamento per Ja d erivazione (col. 4 tavola di t iro) e quello d ello scostamento per la componente trasversale del vento (All eg . .9); si ricava così il valore dell'angolo di direzione corretto.
ESE MPIO COMPLETO DI DETERMINAZIONE E DI CORREZIO!'.E DEI DATI DI TIRO, IMPIEGANDO LE TABELLE DEI CALCOLI FATTI Bersaglio n . 2 (valloncello fra q . 270 e q. 260). - Distanza orizzon tale del b ersaglio, m . 2350 . - Dislivello (±) del bersaglio rispetto alla stazione di tiro: - m . 50. - Piano di base A (palina n . 3). - Direzione d el piano di base (graduazione lastrina) 750. - Angolo di dfrezione [valore angolo compre.;;o fra il piaJ10 di base e Ja direzione del bersaglio (l)] =
+ 12qoo.
PREPARA.ZIO:NE PUNTAllIBNTO IN ELEVAZIONE.
+ 176° 0
E levazion e per distanza di rn. 2350 . .. . . . . ... . . . .. ... . - 50 Sito 2,35 = .... . . . ..... .. . . . .... . ...... .. ... .. . . .. . Temperatura - 5°; conezione (tabella n. 5) .. ... . . ... . . Pressioni' 730 mm.! correzione (tabella n. 6).... . . .. . ... Vento + 5 m. (comp. longit.); correzione (tabella n. 7) .. .
2100 1500
=
500 900 3500
Tot a li .. . . . Angolo di tiro corretto (somma algebrica} .... .
155oo
Correzione angolo di tiro per logorio canne (tabell a n . 8) : 1° plotone colpi spa.rati 1000 correziom, .. . .. . . . . .. ........ . . . . . . 2° 30
))
»
2000 2000 1000
»
••. . • .• •• • . .... .... . • .. ••
. .. . . . . .. ......... . . . .. . .
Angolo di tiro definitivam:ente corretto: 10 plot,one ...... ... .. ... .. . . . ... .. ..... .... . ... ... . 20
»
.• ••• . .• .... . . • •.••.. .. .... •• . •. .. •. .. .
19)00
15900 15300 16300 15900
(15500 (15500 (15500 (155 90
+ + + +
400 300 300 400
+ 400) + go,>r +
300)
+ 400)
Pll.EPARAZION'.E PUNTAJ\1ENTO IN DIBEZIONE.
Angolo di direzione ... ... .. .. . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scostamento derivazione correzione.. . .. .... . . . . . . . . . . . . Vento -m. 4 (comp. trasver.) correzion,e (tabella n . 9) T otali . . . . .
+ 12000
=
10°0 1200 10°0
132°0
Angolo di direzione corret to (somma algebrica.).. . . . Graduazione lastnna 872 (750
+ 122).
(1) L'angolo di illrezione assume valore positivo o neoati110 a seconda che l'obiett ivo si trovi a destra od a sini,<lra del piano di base.
-
34 ALLEGATO
4.
'
FOGLIETTO DI TIRO
Bersaglio n. 2 (quadrivio sbocco nord-est del villaggio X). - Distanza orizzontale.: m. 2250. Dislivello (±) del bersaglio rispetto alla stazione di tiro = m. + 90. - Piano di base: A (campanile villaggio X) (oppure palina n ... ). - Direzione piano base (graduazione lastrina):' 800. - Angolo di direzione (valore compreso fra il piano di base e la direzione del bersaglio) = + 160°0 (1).
A)
!
CONDIZIONI DEL MOMENTO,
!
Temperatura: - 2° d ifferenza rispetto al dato tabulare (±) .. . .. ... ·. Pressione: 725 mm. differenza rispetto al dato tabulare (±) .. . ... . . Vento: velocità m. al l" componente longitudinale (±J . . ....·.. (graftoo angolo 15° deli'al· · . legato SJ quadrante IV componente trasversale (±) . . ... .... . B)
=
-17
-25 -m. 8
= +m.
2
PREPARAZIONE PUNTAMENTO IN ELEVAZIONE,
Distanza orizzontale del bersaglio ............................. . Vari~ioni del momento (pel calcolo servirsi dello specchietto D): + temperatura: .... ... .. .... ........... . ..... . m. 74 pressione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . m. 40 componente longitudinale del vento . ....... . .. m. 76 Totali.. .
=
m. 2250
40
m. 150
Variazione complessiva(±) (somma algebrica)... m. llO Correzione (±) .................................. . ...... . . ... .
+m. llO
Distanza corretta per le condizioni atmosferiche .. ......... ... . .
m. 2360
Elevazione per distanza m. 2360 (tavola di tiro) ... . . . ... .. ... .... . Sito del bersaglio
(k:: :,~
=
) .... ........... ..... . .. . . ... ... .... . 5 Angolo di tiro corretto (somma algebrica) .. .
l 7800
4000
+
21800
Impiegand~ cann_e logore occorre calcolare , per ogni a=, la variazione dipendente dalla diminuzione di velocità iniziale e apportare la conseguente correzione alla distanza, Dalla distanza corretta ricavare l'angolo di tiro corretto p or ciascuna arma (specchietto E).
'
C) PREPARAZIONE PUNTAllffiNTO IN DIREZIONE.
Angolo di direzione ........................... .. ...... . .. . ..... . D erivazione (sPmpre nPgativa) ....... .. ........... . Componente tra sv<.> rsale · del vento (pcl calcolo servirsi d 01lo spf'cchfr,tto D) . . ...................... . . .
900
Somma algebrica (deriva zione e componente dd vento)
- 4° 0
+
16000
+ 500
+ 15600
Angolo di direzione corretto (somma algebrica) . .. Gm duazione lastrin8. pinn0 di base ........ . .... . .. . .... . . . . . . . . . . . . Angolo di direzione corretto (±)-.................................. Direzione p er il tiro (graduazione la.strin a ). ..
=
+
800 156 956
(1) L'angolo dl dlre~ione nssume valore positivo o neuatioo a. seconda che l'obiettivo si trovi a destr<z
od a.
Bini.<dra
del piano di base.
-
35 -
D) SPECCB.IETrO PER IL C.ALCOLO DELLE VARIAZIONE DEL l\fOMENTO.
(I da.ti delle colon.no 4 e 5 d evono riportarsi rispèttivamflnte nei p10spetti B "' C riguardanti la preparazione del puntamento in elevazione ed in direzione) Variazioni unitario relative alla dìstaru:a di m. 22GO
CONDIZIONI D EL
Differenze rispetto alle condizioni tabulari
(l) (2)
2
3
Variazioni di gitta.lo.
Variazlon·t di direzione d el momento (metrl)
MOMENTO
- I
+
Temperatura .... . . .. ..... .
17
Pressione . .. .. •. .. . . ..•...
25
Vento (componente longitudinale) ............... .
8
-
74
4.35
+
40
1, G -
Vento (componente troa verse.le) . . ...•... •.•••.•.
+
5
76
~5
+
2
13
~4
Variazione, In ••, per lo. componente tra.s· ve1·sale del vento ..•....• : •.. ... ......... . .. (1) Per distanze di tiro comprendenti una frazione di ettometro, la variazione unitario. d eve rlca· va.rsi per interpolazione. (2) .Alle variazioni unita.de relative alla t.,mperatura ed a.I v ento dt>ve attribuirsi lo stesso segno :risultante a colonna 2. Allo. varla.zion~ unitaria rf\10.tlva alla preAsione deve attribulrsì li sogno contrario. (3) Moltiplico.re i valori assoluti dello. colonna 2 per ,I valori della eolpnna 3 presi, questi ultimi, col loro segno.
E)
SPECCHIETTO PEL CALCOLO DELLE VARIAZIONI DIPENDENTI DAL LOGORIO DELLE CANNE E PEH LA CORREZIONE DEFINITIVA D ELL'ANGOLO DI TIRO DELLE SINGOLE ARML
(Da compilarsi al momento del tiro in base alle rea li condi:doni delle canne). ARMI
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Correzione per logorio canne ( + )
El,,vazione per dlso.anzo. oorret· ta (°') ••.•. ·· '·· . ............... . Angolo di sito ('•) . ...•... .... ,. . .Angolo di tiro corretto (") ..... .
84
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Distanza corre tta per le condi· zlon I atmosfe r1ot1t, metri ( pro· spet to B) .... ....... .... .. .... . .
D1st.o.nza col'l'etta . ........ ..... .. ·
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280
ALLEGATO 5,
TABELLA DEI CALCOLI FATTI PER LE CORREZIONI, ESPRESSE IN °0 IN + OD IN -, DA APPORTARE ALL'ANGOLO DI TIRO IN FUNZIONE DELLA DISTANZA TOPOGRAFICA E DELLA TEMPERATURA
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Per distanze comprendenti una fraziono <li ettometro ricavare la correzione per i nterpolazione. dente a quello del termometro. - Il segno + o - delle tinche è qnello da e.ttrihni rsi a llo. correzione . Esempio: distanza t opografica 2350; tempcmtnra - 5°; correzion e + 16°'.
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ALLEGATO
6.
TABELLA DEI CALCOLI FATTI PER LE CORREZIONI, ESPRESSE IN °0 IN + OD IN -, DA APPORTARE ALL'ANGOLO DI TIRO IN FUNZIO NE DELLA DISTANZA TOPOGRAFICA E DELLA PRESSIONE ATMOSFERICA -1 o
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Per distan ze comprnndenti frazion i di ettometro e p er pressioni intermedie a quelle indicate, riravare la ·cor rezione per interpolazione. sono quelli dati dalla lettura del barometro . - li segnò + o - dello tinche è quello da attribuirsi a lla CoN"ezione, Esempio: DiRtanza t opografioa m. 2350; pressione mm. 730; correzione - o••.
10 12
I valori dello pressioni
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7.
ALLEGATO
TABELLA DEI CALCOLI FATTI PER LA DETERMINAZIONE DELLE CORREZIONI DEL MOMENTO (ESPRESSE IN °0 ) DA APPORTARE ALL'ANGOLO DI TIRO IN· RELAZIONE ALLA DISTANZA DI TIRO ED ALLA VELOCITÀ E DIREZIONE DELLA C0/11PONENTE LONGITUDINALE DEL VENTO COM PONENTE
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Por d istanze comprendenti una fraz ione di ettometro ricavare h~ correzione PN' inte,·polazione. - Il segn o dal g rafico dell 'Allegato 3. - Il segn o + o - di ogni ftnca è quello ohe deve r.ttrib uirsi alla cor-rezione. Esempio : d istanza topografica m . 2360; componente longitu àlnale' + m. 5; coneziono - 0°0 ,
o
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32 ' 34
attribuito alla componente è qu ello che si ricava
-
39 -
8.
ALLEG ATO
TABELLA DEI CALCOLI FATTI PER LA DETERMINAZIONE DELLE CORREZIONI DEL MOMENTO (ES PRESSE IN °0 ) DA APPORTARE ALL'ANOOLO DI TIRO IN RELAZIONE ALLA DISTANZA DI TIRO ED AL CONSUMO DELLE CANNE
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18 19
--
Per cUstanze comprendenti nna frazione d i ettometro e p er n umel'o d i colpi s 1,arati di 500 in 600, ;,!cavare la correzione per interpolazione. - La co rr ezione ha sem pre il segno +.
Esempio : d istanza topogt•a fica m. 2350: colpi spa rati 2000; cor rezione
+ 7°
0•
ALLEGATO
9,
TABELLA DEI CALCOLI FATTI PER LA DETERMINAZIONE DELLE CORREZIONI DEL MOMENTO (ES PRESSE IN o 0 ) DA APPORTARE ALL'ANGOLO DI DIREZIONE IN RELAZIONE ALLA DISTANZA DI TIRO ED -ALLA VELOCITÀ E DIREZIONE DELLA COMPON ENTE TRASVERSALE DEL VENTO COMPONENTE
D I STANZE
TRASVHRSALE
DEL VENTO
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da destra a sinistra <--eli (- )
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Manualetti di C~tura Militare di "ESERCITO ENAZIONE,, SERIE SPECIALE
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VII. -
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LA FRONTIERA TALO..SVIZZERA - Da Cima di Cpgn al Piz Lot. ,f, ' ' '
IX. -
LA FRONTIERA ITALO-AUSTRIACA - Dal Piz Lat' alla Vetta ·1d ' 1'8lia. '. X....... LA FRONTIERA ITALO-AUSTRIACA -Dalla Vetta d'Italia , a Monte .FOAIO. ·
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LA FRONTIERA ITALO.- ,JUGOSLAVA - La zona di confine in g ~ e . : LA FRONTIERA ITALO.-JVGOSLAVA - La linea del cou&oe . ~ '"Giulio.
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per fintera serie di 12 Maéualetti .è ridotte , a • • • • • •
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