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Il tiro a puntamento diretto

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ESERCITO E N AZI0NE ,, ·RIVISTA MENSILE DELL'ESERCITO ITALIANO Direttore:

ALBERTO

BALDIN1

Esce in fascjcoU mensili riccamente illustrati, di circa 80 pagine e tratta i seguenti argomenti: Storia generale e militare • • • Ordinamento dell'Esercito - Formazione ed impiego .d elle varie armi e specialità nella· .battaglia - Tecnica d · materiali bellici e loro uso - Rifomimenti dei mezzi di vita e di lotta aUe forze combattenti ·• • • Cenni sulle· ·altre forze cl1'lllate . • • • Statistica, Economia politica e Politica generale • • • Questioni coloniali a , • • .Geografo, e topografia • • • Le Belle Arti e la guerra • • • Avvenimenti politici del mese• • ·•Educazione fisica e Sports • • • Notizie su gli Eserciti esteri • • 111 Riassunto di. quanto si scrive di importante · nelle p:dnoipali pubblicazioni no.strane e straniere • • • Bibliografia • • • Vita degli U11ìeiali in Congedo • • • Notiziario della Milizia

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Per gli Ufficiali inscritti all'UNIONE NAZIONALE UFFICIALI IN CONGEDO D'ITALIA (1) ... •. t ' ·Lire 26

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(1) CB1EDERE QUESTO ABBONAMENTO A TRAVERSO GU ORGANI DELV U. N, U, C. I;

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MANUALETTI DI TECNICA MILITARE

etifif dalla

Rivista

"ESERCITO E NAZIONE"

IL TIRO A PUNTAMENTO DIRETTO -

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CON LA MITRAGLIATRICE PESANTE MOD. 14 (con 38 illustrazioni)

Colonnel!o'fdi fanteria Armellini Chiappi. 4

. R OMA ISTITUTO POLIGRAFI CO DELLO STA'IO

1934 - XIII


lNDICE

CAPO I.

-

Caratteristiche me{;Caniche della mitragliatrice che hanno influenza sul tiro . ... .. ... .. .... . ....... .. . . . . .. .. . . .. .. . . . ... : . . . . .

Pag.

3

II. -

L'alzo ed il punfamento .. . ......... .. . .. . .. . ....... .. ...... .

5

CA.Po III. -

Esecuzione del tiro a puntamento diretto .. ..... . ... ... . . ...... . (Generalità - Impiego dell'alzo e puntamento - Puntamento Direzione del puntamento - Errore d'alzo e giustezza del tiro Osservazione del tiro - L'aggiustamento del tiro - Regime di tiro - Distribuzione dei colpi in profondità - Distribuzione frontale dei colpi)

8

CAPO

IV. -

Efficacia della mit·raglia/Jrice nel tiro a puntamento diretto ... .• , •

17

CAPO

V. -

Oonsidemzioni, sull'impiego delle armi nel combatthnento .•......

19

GA.Po VI. -

Tiro al. disopra ed at/Jraverao gl'intervalli delle tmppe amiche. . . . . .

20

Tiro al disopra delle truppe amiche ....................... .. . . (GJJ elementi della sicurezza in terreno parallelo alla linea di mira - La sicurezza in terreno vario - Veri.fica delle condizioni di sicurezza)

20

Tiro attraverso gl'intervalli delle· truppe amiche ... ....... . ..... (Sicurezza verticale - .sicurezza laterale)

29

CAPO

Proprietà riservq,ta - Proibita la riproduzione, anche parziale.

(7103207) Roma, 1934-XIII_-J Jatituto P')!igrafl.oo dello Stato • G . C.


I CARATTERISTICHE ·MECCANICHE DELLA MITRAGUATRICE CHE HANNO INFLUENZA SUL TIRO Il tiro de11a mitragliatrice pesante è fortemente influenzato da due fattori esclusivi dell'arma a funziona mento autom1ttico incavalcata su di un sostegno e cioè·: Vibrazioni d el complesso arma-trenniede dipendenti dalla rapidissima successione dei colpi consentita; dal funzionamento automat.ico (mitragliatrice pesante mod. 14 ·_ celerità 500 colpi circa a i l' pari a poco più di 8 colpi al l"). Osci!la.z ione d ell 'arma. nel piano verticale, dipen dente dal sistema e dallo stato d'uso dei congegni che uniscono l'arma al sostegno e dalle variazioni della pressione esercitata d a l tiratore sulla testata dell'arma stessa. Il fenomeno v ibratorio influisce aumentando l 'ampiezza del cono di dispersione costituente il fascio d elle tra.iettorie, rispetto al fascio che si otterrebbe nel tiro a colpo per colpo; aumenta così la dispersione del tiro. Tale aumento cli dispersione, minimo nel senso laterale, è abbastanza sensibile nel senso dell'altezza (rosa verticale) ed in qu ello d ella profondità (rosa orizzontale); il tiratore può ridurre gli effetti delle vibrazioni esercitando, sulla testata dell'arma, una pressione costante <li data entità. · ' L'altezza e la nrofondità delle rose ottenute senza esercitare pressione alcuna sulla testata dell'arma raggiungono, di massima, dimensioni circa doppie di quelle che si ottengono esercitando una uressione forte e costante. L'aumento di dispersione in senso laterale è trascurabile. In sintesi : Il fenomeno vibratorio - insufficientemente neutralizzato dal tiratore produce variazioni nella precisione del tiro fino a ridurla a metà (1). Il fenomeno oscilla- - - - 0' torio rivest e importanza ben maggiore in quanto che può influire, in misura notevolissima, sulla giustezza del tiro (2), ed in Flg. 3. misura rilevante anche sulla preoisione. La incostanza della pressione esercitata dal tiratore costituisce la principale causa degli errori di giustezza. Sia a-b l'inclinazione dell'arma ottenuta,~durante i l puntamento in O, esercitando una data pressione sulla testata dell'arma (Y. fig. 3). {1) Precilrione: è la ca.ratterlatlca del tiro r elativa alle dimensioni della rosa. (v. flg . 1) . Ferma rimanendo lldarghezza, il raddoppiamento dell'a ltezza (o rlella _'pro!ondità) della ~osa dimezza la precisione.

n ···_-_o LJ -·Tìro ;reciso

lìro 17oco frE:ciso Flg. 1.

(O)

L:JG llro gfustll

77ro fOCojiusto

Flg. 2.

(2) Giustezza del tiro è la oaratterlstic.-. r elativa alla posizione del centro della rosa rispetto al punto mirato sul bersaglio (v. flg. 2).


-

4-

Qualunque sia l'entità di questa pressione la linea di mira risulterà diretta al segno (0). Se al mmnento dli esegu.i re la ra.ffeca la pressione aumenta o dinùrnrisce, il tiro s~ sposterà rispettivamente in alto (O') od in passo (O") . Se all'atto~el ptmtamento la pressione era la massima e l'arma risultava puntata in O' cessando, all'inizio d ella raffica, ogni pl·essione, il tiro si sposterà in basso (O"}; se, invece, durante il puntamento non si esercitava alcuna pressione e l'anna era diretta in O", eseguendo la raffica con la pressione massima, il tiro si sposterà I in alto (O'). · \ I L'angolo O'AO" dicesi angolo di traballamento; esso I \~ varia da arma ad arma a secondo. dello stato d 'uso del o ' c:i o: (\J col}gegno dell'a rco d entato, e segua, a pprossimativaI 1-~ o ~~ mente, il linùte delle variazioni di giustezza che una data I~ arma può dare variando la pressione in . testata. I Come è noto, l'arma che abbia 12° 0 di angolo di tra· I balla.mento viene inviata alla fabbrica d'armi per le \ I necessarie riparazioni. \ Su di un b ersaglio verticale, un errore di giustezza di 12° 0 sposta il centro della rosa (in alto od in basso), r .. ... l. rispetto al punto m irato, di m . 7,20 e di m. 12 rispettiJ vamente alle distanze di 600 e di 1000 metri (1) . L'errore di giustezza in gittata, per una va.ria.zion e Fig. 4. angolare di 12°0 , raggiunge i seguenti limiti:

b'

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·x··

\

b'J

Obiettivo a 600 met1i : 12° 0 in più _a umento di gittata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . m . 320 12° 0 m meuo:_diminuzione di gittata~...... .... .. .. .. » 600 circa (2) Obiettivo a 1000 meflri :

=

12° 0 più aumento di gittata .. .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 215 circa 12°0 m m eno diminuzione di gittata.. . . . . . . . . . . . . . . . » 270 circa. Fra questi estremi, v eramente uotev.o li, stanno i minori errori di giustezza che possono commettersi con le infinite variazioni che il tiratore può dare !!,lii!, uressionersulla testata. Quanto sopra va riferito, di massima, ad una raffica isolata e non molto prolungata. Quando si t,ratti di _un tiro continuo, o di ripetute raffiche. il fenomeno oscillatorio può esercitare la sua inflùenza anche sulla precisione del tiro, oltre che sulla giustezza . Dalla figura 3_:appare ~vidente che se durante il tiro, o da una r affica all'altra, il tiratore varia. in misura sempre diversa, la pressione scila testa.ta, l'arma assumerà. varie inclina.zioni entro l' angolo O'AO" ed i colpi si distribuiranno in altezza - ed in profondità entro uno spazio molto maggiore. La fignra 4 può dare u n'idea approssimativa dell'aumento massimo che può subire l'altezza. della rosa verticale per arma con l 2° 0 di traballamento.

(1) Applicazione della form1ùa: d (m .)

= a•• x)D (Km.)

7_,20 = 12 X 0,6 12 = 12 X 1 (2) In pratloa, su un terreno varallelo alla linea di mira, la diminuzione reale ò minore. essendo l'arma eo:i,raelevata'frlspotto al terreno stesso. Le diminuzioni di gittata teorie be, EO J'l a 111 m tet e, 1-.onno riferii e, pertanto, all'orizzonte dell'arma; e polchè l'angolo di elevazione per la gittata di ' 600 è di _14,•• e (l'angolo per la gittata di 100 è di 5° 0 _risulta che per una diminuzione di 12°0 , rispetto -o! 14•• [richiesti dalla gittata di 600, si avrà una gittata molto Inferio r e a lOOi metri; in altre :pa role i proictt.i, poco dopo U!,(litl dalla cbocca . dell'arma, passeranno al disotto dell'ori22ontc ( dell'aima s teEEo, ,ma ,'.cndranno suì terreno alquanto più lontano perchò la bocca dell'arma, a causa d el [ginocchiello, 1·!sulta s opraelevata dal terreno,


-

5-

Ad esempio, per la distanza di 600 metri, alla quale l'altezza di m. 3,20, l'altezza stessa aumenterebbe all'incirca nella seguente Tratto O'O" = 12° 0 della distanza ........ .' ....... = Tratto O'b' = metà altezza rosa che ha per centro O' = Tratto O"b" = metà altezza rosa che ha per centro O" = TOTALE • , .

della rosa verticale è misuni.: m. 7,20 ~ 1,60 » 1,60

= m. 10,40

.Rispetto a quella tabulare, l'altezza diventa 3,2 volte maggiore. Anche la profondità d ella rosa orizzontale diventa, in conseguenza, tre volte maggiore di quella tabulare (m. 475 circa invece di m. 148). Verificandosi integralmente l'ipotesi rappresentata con la figura 4 non ai ha errore di giustezza p erchè il centro della rosa (O) non ha subìto spostamenti. Tenendo però presente quanto si è esposto in precedenza circa l'influenza del fenomeno oscillatorio sulla giustezza del tiro, ed o~ervando la figura 3, è agevole dedurre che se le variazioni di pressione anzichè avere origine dalla biset,trice AO dell'augolo O'AO" hanno origine da uno d ei lati dall'angolo stesso, si verificherà un rilevante errore di giustezza verso l'alto o verso il basso. Riassumendo : Il fenomeno oscillatorio, in ,concorso con le varia.zioni di pressione esercitata dal tire.tore sulla testata dell'arma, può portare a rilevantissimi errori di giustezza nella raffica isolata; ad una rilevante diminuzione di precisiontl e ad un notevole errore di giustezza µel tiro prolungato, continuo od a raffiche. Da quanto si è Ìin qui esposto emerge tutta l'importanza dell'addestramento del mitragliere al buon maneggio dell'arma, che consiste essenzialmente nel mantenere sull'arma. una pressione sensibile ma non eccessiva (1) e nel far si che tale pressione non subisca variazioni d'intensità fra il momento del puntamento e l'inizio del fuoco e, tanto meno, durante il tiro. Da ciò si può deduTre che la mitragliatrice, pur essend-0 una macchina, dà un rendimento che è strettamente dipendente dalla capacità di chi la maneggia,

II L'ALZO ED IL PUNTAMENTO Il puntamento con la mitragliatrice _pesante, inteso coroe direzione della linea di mira al bersaglio, non differisce da quello eseguito con il fucile (2). Praticamente, il puntamento con la mi_tragliatrice - a pa.r te quantorigua,rdamar:iovra dei congegni di elevazione e di direzione - risulta facilitato, essendo l'arma incavalcata. su di un sostegno anzichè sorretta. dalle braccia del tiratore. A distanza esatta di alzo, in condizioni di ambiente pa-ri a quelle tabulari (temperat=a. pressione - vento) e con l'arma munita di canna nuova e fredda, il puntamento esatto, {1J Una e ccessiva pressione affatica il tiratote c non può essere mantenuta a IUDgo. L'eccesso di pressione esercita alt re influenze dannose, come l' ai.!ondamento graduale della gamba posteriore del tl'epplede, e prov oca fl essioni della gumba stessa spostando il tiro verso l'alto. (2) • Puntare • UD'arma naJ v uol dire fare as sumere all'arma la dh·ezione e l'inclinazione necessarie perchè la traiettoria descritta dal proietto passi pc! I ~ segno da colpire. ;_;...--d·. L tn I E . . Nel tiro a puntam ento _d ti ,_ ___1 cl 1an_, Lmea di n//ra __ diretto la direzione e l' incliuazioue ,vengono ottemlte graduando l'alzo alla tacca appro priata (h) e d·i rigendo la visuale occh io-tacca d'n.lzo (h) - miFig . 5.

del~~n . to assi:-- . naai1!en__:.--- . , /prO U . . ) . di t,r.9/evaz1ane L,nea ·....: · oo la -=:..:::::-

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Il tfro à intntamento diretto, ecc.

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eseguito con la tacca d'alzo corrispondente alla distanza del bersaglio, dovr ebbe consentll'e di colpire il punto mirato. La distanza del bersaglio, corretta per le condizioni del momento (ambientali e d ella canna), costituisce il dato di tiro, che viene materializzato mediante la g1-aduazione d'alzo. Soltanto se il dato di tiro è esatto, l'esattezza del puntamento viene valorizzata; se il dato non è esatto, con un puntamento giusto non si corregge l'errore. In sintesi: Dati di tiro esat,ti richiedono puntamento della massima esattezza e viceversa. Quanto sopra fa astrazione dalla influenza che esercita sulla giustezza del tiro il traballamento d ell'arma in concorso con le variazioni di pression~ da. parte del tiratore. È ovvio che queste ultime, essendo indipendenti rlal puntamento (inclinazione dell'ar~ prima dello sparo), possono portare - anche nel caso di puntamento iniziale e dati di tiro esatti - ad er~ori di giustezza più o m eno rilevanti, come si è detto nel precedente Capo I. In condizioni di ambiente e di canne non normali la graduazione d'alzo, oltre che della distanza topografica del bersaglio deve - come si è accennato - tenere conto d elle variazioni d elle condizioni ambientali e dello stato d'uso d ella canna. L'influenza di queste va riazioni, rilevan te alle grandi e sensibile alle m edie, è quasi trascurabile alle brevi distanze (non oltre i 6-700 m etri); sta di fatto però che la valutazione delle variazioni, nel combattimento alle brevi e rnedie distanze è, praticamente, quasi inattuabile. A ciò si aggiunge la difficoltà di apprezzare le distanze con una buona approssimazione. In sostanza, il dato di tiro esatto può considerarsi praticamente eccezionale. Esiste infì.Ùe un'alt ra causa che incide in misura rilevante sulla possibilità di ottener e il dato di tiro esatto e questa riguarda le imperfezioni d ei segni di mira. Come è noto (I), «le elevazioni che l'arma assume nel puntamento con l'alzo sono, in genere, insufficien.ti »; in qualche ca.so possono essere anche esuberanti. L[l, sconcordanza fra le elevazioni date dall'alzo e quelle date dalla. tavola di tiro è, di massima, di carattere costruttivo, in parte può dipendere dallo stato d 'uso dell'arma e dei segni di mira (2) . rlno (o) al segno da colpire. Rispetto a tale v isuale - ohiamata linea di mira - l'arma assume una inclinazione (a) detta angolo di elevazione, Conviene rilevare fin da ora ohe l 'angolo di elevazione (a ) è ug uale lill'imgolo di mira (m), compreso tra.il primo tratto (h.-0) della lln ea. di mira. e l'a.sse della. canna (a-0). Effettivamente la sommità del mirino non boincide oon Il punto O, che rappresenta l'origine del tìro , la diJ!erenza è però talmente piccola - in relazione alle dlstanze di tiro - da consentire di oonsiderare oome angoli opposti al vertice, e quindi uguali, l'angolo di mira e l 'angolo di elevazione. (1) N. 1 oircola.re 3000. Alle armi che man mano ven::ono i nvia te alla r evislone presso la. fabb rica d'armi, viene a pportata · UDa rettifica alla tacca d'alzo (v. nota. in calce a ll'Allegato 6). (2) Non è da ritonero ohe tali difetti siano esolus ivl dello nostra. m itrag·lia.trice. Ad esempio, la r ecentissima , Instruotion pour !es unités de nrltralleuses, (ed. 1984), preaorfve diverse prove di verifica dell'a,·ma (giustezza - traballa.monto - canna - ohlusura oulatta). La verifica di giustezza viene eseguita. con le eoguon ti modalità: arma su proprio treppiede ; bersaglio . a 200 metri con barllozzo di 0,25 ; punta.monto al limite inferiore del barilo zzo ; assest.1.mcnto preventìvo dell'at'ma sul treppiede e dol treppiede sul t erreno modiant.e un tiro di 4 caricatori ; una serie di l2 colpi in un'nnloa. raffica; soart.e.re i due punti più lontani do.I segno mirato ; determinare U punto m edio dei rimanenti 10 colpi. Il p unto m edio d~ve risulta.re a meno di 60 centimetri sopra o rn centinwtr i sotto, e 50 centimetri a destra od a i.iniatra del punto mirato . In sostanza, lo eca.r,o di giustezza verticale ammesso in + è pari a ~·· della distanza, ~e è in - a 2.. ; t n altri t ermini, sono considerate entramb e atte al servizio due armi che dit?erisca.no fra loro por u no scarto di giust ezza di 6° 0 • Per a pprezzare In reale entità di questo soa,·to giova tenero presente che la mitragliatrice franC<"lsc, avendo una grande tensione di traiettoria, ha angoli di proiezione molto piccoli (500 metri, a ngolo 6° 0 ,5; IOOO metri, angolo 17° 0 ,5; 1500 metri, angolo 35° 0 ). L'istruzione tedesca prescrive l'esecuzione di tiri di collaudo richiamando· in m odo speciale l ' atten· zlone sulla Importanza di tali tiri ohe hanno lo scopo di , stabilire il comportamento dell'arma in modo da oonoscorne gll eventuali difetti ed eliminarli , . .Anche l'istruzione inglese si preoccupa molto delle im perfezioni d elle armi dando norme partloolareg· giate pel controllo degli angoli di elevaztone ed affermando ohe , ouni sforzo si de'Ve fare p er controllare le oorrezloni necessat'ie pe1· alcune distanze, guaii 600 , 1000, 1500 e 2000 yards •.


-7I dati di correzione riportati al n. 2 d ella circolare 3000 devono però considerarsi oome dei massimi e non sono certo applicabili - come alcuni hanno ritenuto - a tutte le armi. • Ciò trova conferma nella prescrizione della lettera b) del n. 5 della stessa. circolare in base alla quale si deve verificare il comportamento di ogni arma per determina.r e «gli alzi più convenienti p er le varie distanze». Un procedimento pratico per la detorminazione degli alzi appropriati (non oltre m. 1000) può es:oere il seguente: Bersaglio : cartellone di m. 5 X 5 (1). Distanza reale di tiro 200 metri, qualunque graduazione di alzo si vogUa verificare. Puntamento al limite inferiore di un barilozzo, impiegando la graduazione d'alzo da controllare (5 - .6 - 7, ecc.). Serie di 25 colpi sparati con una sola raffica. Ciascuna arma 4 serie (in tota.Le), eseguite da 2 tiratori. Per ogni serie determmare la posizione d el centro della rosa, scartando il colpo più lontano dal gruppo, e misurare l'ordinata (dista nza verticale) del cent,ro ste.sso dal punto mirato (limite inferiore del barilozzo ). Ricavare la media delle ordinate ottenute nellfl 4 serie. Lo specchio allegato 1 riporta alcuni valori dell'ordinata media del centro della rosa che si possono ottenere, con ciascuna tacca d'alzo, sul cartellone posto a 200 metri ed in corrispondenza a tali valori l'indicazione dell'alzo più appropriato da impiegare quando si spara alla distanza r eale indicata dalla tacca sottoposta a verifica. Avvertenze importanti : Impiegare canna nuova e fredda, gua1nitura già sistemata p er qualche tiro precedente. Sistemare bene il treppiede sul terreno, ed eseguire una prima raffica fuori bersaglio per completarne la sistemazione. I tiratori non dovranno premere eccessivamente sulla testata dell'arma. Nelle due raffiche, da eseguirsi da ciascun tirato1·e, la pressione dovrà avere uguale intensità e, durante ciascuna raffica, non dovrà essere variata. È bene avvertire che il risultato di tale veri.fica non può raggiungere un estremo grado di esattezza perchè il risultato stesso è influenzato dalle irregolarità di comportamento dei tiratori che non è possibile eliminare del tutto. Il risultato della verifica servirà p erò a determinare, con sufficiente approssima-zione, l'alzo più appropriato per le distanze alle quali trova più frequente impiego il tiro a puntamento diretto, così da evitare, nei casi in cui sia nota la distanza d~ll'obiettivo «che il tiro sia iniziato con dati grossolanamente errati,, (2). Riassumendo quanto si è detto circa l'alzo ed il puntamento si può cosi concludere: Il dato esatto di tiro è praticamente irraggiungibile per le seguenti cause: Apprnzzamento errato delle distanze di tiro; Condizioni di ambient e e stato d'uso delle canne; Difetti costruttivi d ei segni di mira o dipendenti doJlo stato d'uso di e,ssi. Le cònseguenze della inesattezza del dato di tiro (gradua.zione d'a.lzo) non possono, in alcun modo, essere neutralizzate dall'esattezza d el puntamento. Per le ra:gioni esposte nel Capo I il dato di tiro ed il punt,am ento esatti possono assicurare la necessaria giustezza del tiro soltanto se il tiratore sa impiegare l'arma in modo da neutralizzare l'influenza dannosa del traballamento . Da quanto si è esposto soprn si potrebbe tra.rre la conclusione che non si d ebbarichiedere al mitragliere una gra.nde abilità nel puntamento; nulla di più errato in quanto che, se .è vero che esistono molt i fattori negat,ivi che possono annullare l'influenza che l'esatto (1) Il barilozzo verrà. applicato quanto più in basso è possibile, t enuto co nto ùei valor i ma.salmi delle ordi.ru.1fo riportate nello specchio .Allegato 1. Pel controllo degli alzi 9 e 10 occorrerà che Il cartellone sia alto almeno m . 6,50. (2) N. 3 Circolare 3000. Il r endimento pratico dell'a,lzo, <letermina,to col procedimento sopradescritto, dipenderà, naturalmente, dall'abilità dei singoli ti1·atori nel puntamento e nel saper neutralizzare l'in fluenza ohe l'angolo di traballamento può esercitare sulla-giustezza del tiro (v . Capo I) .


8 -

puntamento può esercitare sulla giustezza del tiro, nessuna ragione giustifica di aggiungere a. tali fattori anche quello della imprecisione ed incostanza del puntamento. Ma l'importanza essenziale del puntam ento, a.i fini dell'accrescimento dell'efficacia del tiro, emergerà

da quanto verrà esposto a proposito dell'aggiustamento del tiro.

III ESECUZIONE DEL TIRO A PUNTAMENTO DIRETTO l. - Generalità. - Le mitragliatrici p esanti trovano normale impiego alle piccole ed alle medie distanze, per mezzo del puntamento diretto. Questo può essere impiegato, eccezionalmente, anche alle grandi distanze, non oltre i 2000 metri; di ma.ssima il tiro alle grandi distanze, anche a l disotto dei 2000 m etri, conviene sia eseguito col puntam ento indiretto. Di notte e con nebbia le mitragliatrici, sia isolaté che raggruppate, eseguono tiro preparato anche su brevi distanze.

2. - Impiego dell'alzo e puntam~nto. - Il t iro a puntamento diretto viene eseguito dando all'alzo la graduazione corrispondente al.la dist~1.nza del bersaglio misurata, o stimata, sulla. 1inea di sito, tenendo conto d el comp ortamento di giustezza. dell'arma risultante dalle verifiche periodiche (v. Capo II). Speci~ alle medie distanze, e quando l'osservazione del biro risulta difficile od impossibile, si dovrà. tenere conto approssimativo delle principali cause che influiscono sulla traiettoria ed in particolar modo del logorio della canna ( 1). 3. - Puntamento. - Il puntamento con la mitragliatrice, inteso come direzione d ella linea di mira, non differisce, sostanzialmente, da quello che è nel fucile. Gli errori di puntamento con la mitragliatrice più che neg11 errori dì collimazionè della linea di mira :._ di massima contenuti in limiti molto ristretti - risiedono nelle variazioni di pressione che il t iratore esercita sulla testata d ell'ar ma dopo eseguito il puntamento ed, all'atto d'iniziare la raffica, ed in quelle che si verificano durante il tiro. ,. Consegue da ciò la necessità che il tiratore venga addestrato a manten ere la stessa pressione sull'arma sia mentre effettua il puntamento sia mentre inizia e prosegue il tiro. 4. - Direzione del puntamento. - SU: bersagli m olto bassi (uomini a terra - mitrag liatric in postazione -:- feritoie) al limite inferiore del b ersaglio. Su bersagli alti (uomini in piedi od a cavallo) a metà altezza del bersaglio. Questa prescrizione tende .ad utilizza re l 'enot·e battuto in più oltre alJ'errore battuto in meno (2). (1) l'er il logorio della cu.ona. ò su fll ciente tener conto dei seguentl valori approssimativi del raooorciamento di gittata: R accorciamento approssimativo di gittata (ettometri) per colpi sparati Distanze di t il'o

500 800 1000

2000

3000

4000

5000

6000

1/2

1/2 1/2 1

1/2

1/2 1/2

1 1 1

1

(2) Dicasi er1·ore battuto l'errore d'alzo (in m.) che per un bersaglio ill data altezza può essere com · messo senza, che tuttavia la. ttaiettoria esca dal bersaglìo . Sia ad e-smnpio (v . .flg. 6) un bersaglio ,li a lt ezza. .d B, o si esegua il puntament o in a a metà altezza. La traiettoria oorrlsvondente aJ· l'alzo graduato esattamente per la distanza del bersaglio , colpirà il punto mirato: ma il bersaglio sarà colpito, sia pure non n el punto mirato, da tutte le oltre traiettor ie comprese fra quella che sfiora il limite in ferior e e quella cbe sfiora il limite supeFl11 •. O.


9-

Su bersagli molto alti conviene puntare al limite inferiore soltanto quando s·i abbia l'as. solJ,tta certezza che il bersaglio si trova a distanza minore di quella della gittata dell'alzo impie· gato, o quando si tratti di b ersagli in movimento verso l'arma su terreno parallelo alla linea di mira. fu questi due casi si utilizza al massimo l'errore battuto in m eno dalla traiettoria media; nel secondo caso, dato l'andamento d el t erreno, l'errore battuto èoincide, praticamente, col tratto di terreno al disopra del quale la traiettoria è radente rispetto aU 'altezza del bersaglio (1); questo tratto comprenderà tutta la traiettoria quando questa in nessun punt-0 s'innalzi al disopra d el t erreno più dell'altezza del b ersaglio (ordinata massima minore d ell'altezza del bersaglio). 5. - Errore d'alzo e giustezza di tiro. - Nell'impiego pratico delle armi in combattimento l'alzo impiegato (le cui tacche vanno di 100 in 100 metri) ben raramente coinciderà con la distanza. corretta (2) ; inoltre, la giustezza d el tiro risentirà, in misura più o meno rilevante, dell'azione d el tiratore (v . Capo I e II}.

riore del b ersaglio. Quest o t raiettorie corrispondono a due a lzi errati ch e han.no UJl errore, jJ massimo ammissibile, uno in più e l'altro in meno. Dicesi errore battuto in più, il tl'a t to O D, errore battuto in. meno 11 t r atto E C. Ove glì error i fossero ancora mag· glori, le t r a.iett orie non toccherebbero più il bersaglio. Se varia.la. posizione d el punto mirato, l'error e battuto in più e l'errore battuto in meno va.rio.no di conseguenza. Evidentemente, qllil.nto più tesa è la Fig. 7. traiettoria, tanto maggiori sono gli enori battuti, a. paritò. di altre condizioni (altezza del bersaglio, posizione del punto mimto, ecc.) e perciò minore ò la. necessità di a.vere un alzo molto approssim!)to . Inversamen te se consideriamo una sola traiettoria (v ." fig. 7) vediamo che un bersaglio di una data altezza che si spo~ti sulla linea di mirn può esser e colpito lungo tutto il tratto O O'. Detto tratto è diviso

o Fig. S. in d ue parti: O D , che può essera con sìclerato errore battuto in p iù pei· la posizione A B del hc ,·saglio,e D O' che p u ò essere considerato errore btittu to in meno per la posizione A' B ' del b er saglio. L'errore battuto essendo riferito a.Jla l i nea di m.ira è indipendente dalle forme del terreno e non vt, quindi confuso col concett.o di , spazio b attu t o , che viene riferì to al terreno. Rispetto · al cono di dispersione delle t r a iettorie l'errore lm t.tuto Ju meno va riferito alla tl'aiettorla su periore e comprenrle anche la met.'t dell a r osa orizzonta le (complessivamente il tratto S ·m.) quello in più va · rlforito alla traiettoria, inforiore e com prende an che osso la m età e b' dell u rosn orizzontalo (complessivamente il tratt-0 S·m') ; quello totale comprende la somma dei due precedenti (v. 6g. Il). (1) La coincidenza fra e rrore battuto e tratto nel qua.le la · Flg. o. traiettoria è radente non è a ssol uta dato che la ho'lCa dcli' arma risulta alquanto sopraelevata dal tel·reno (v. fig. O) . Per bersaglio di altezza ab= a' ù': a' S = errore battuto ,la llu traiettor ia OOS. a S = tra.tto d'. terreno t,I disopra del quale la tra iettoria è rad ente. (2) Distanza topografica corretta in base alle condizioni del momento ed ullo stato d'uso delle oaJine.


-

10-

Consegue da ciò che il tiro verrà normalmente iniziato con lUl errore di gittata più o meno rilevante. I Perché il tiro r isulti esattamente centrato (massima efficacia) occorre che la traiettoria media raggiunga il bersaglio (B) (v. fig. 10); per avere una sufficiente efficacia occorre che il bersaglio sia almeno compreso entro la striscia d el 50 % (B' B") (v. fig. 10). · ' Dalla figu ra lO risulta evidente che basta uno scarto in gittata pari a mezza stri::;cia perchè il b ersaglio sia sottratto alla striscia del 50 % (bersaglio B' scarto in meno; b ersaglio B" scarto in più) . · Alle di5tanze di 500-800-1000 metri la profondità della striscia longitudinale è, ri:;;pettivamente, di circa m. 38-33-28 ciò vuol dire che con scarto di gittata rispettivamente

~B'

o

,

I

I I

,

~- strisci_a 50°/o~ '

'

~-½- ~ ½- .:

F lg. 10.

di 19-16,50 e 14 metri (valori d elle m ezze striscie) i l bersag lio resta fuori daìla striscia del 50 % (1). Ove si tengano presenti: l'entità degli errori che si po,qsono commettere n ella scelta dell'alzo appropriato; l 'entità della influenza dannosa che può essere esercitata dal tiratore, soggetto alle emozioni del combattimento; è facile d edurre che ben raramente il tiro verrà inizia to con un sufficiente grado di giustezza; il più delle volte, si avranno errori di giustezza di tale entità ,che annullerebbero ogni efficacia del tiro se non vi fosse qualche mezzo per correggere gli errori stessi. Questo mezzo risiedf' nella osservazione e n ell'aggiustamento del tiro. fattori essenziali della efficacia del tiro a pnntamento diretto alle brevi e medie dist anze. Il tiro a puntamento diretto dovrà pertanto basarsi sull'osservazione e sull'aggiustamento. 6. - Osservazione del tiro. - La possibilità dell'osservazione dipende dalla distanza, del bersaglio, dalle condizioni di luce, dalla natura del t erreno, dalla vegetazione. Di massima, salvo che in terreno fittamente coperto, l'osservazione del tiro può sempre compiersi ad occhio nudo, abbastanza a gevolmente, fino ai 600-700 metri circa: dai 700 ai 1000 metri conviene impiegare il binoccolo. Scopo dell'osservazione è quello di individuare il tratto di terreno su cui cade la parte piti densa del fascio e di apprezzare lo scarto in gittata ed in direzione, rispet'to all'obiettivo, del nocciolo più denso dei colpi. Quando, ·per la natura o per la copertura d el terreno, tale osservazione sia impossibile occorre almeno osse'rvare il comportiunento dei bersagli animati sui quali viene diretto il fuoco, poichè da tale comportamento spesso si potrà. dedurre se il tiro è aggiustato (uomini in movimento che si arrestano o si sparpagliano - mitra.· glia.trici che cessano improvvisamente il fuoco - uomini a terra che cercano di ripararsi maggiormente, ecc.). 7. - L'aggiustamento del tiro. - In base ai risultati dell'osservazione il tiro della' mitragliatrice d eve essere opportunamente aggiustato. · AGGIUSTAMENTO IN nmEZIONE. Se lo scarto in direzione dipende da errore del ·puntiunento iniziale l'aggiustamento viene eseguito mediante rettifica del puntiunento. (l) È bene avver tire ohe la protondità dello strisce longitudinali diminuisce con l'aumentare della distanza di tiro fin verso i 1500 metri per poi aumonta.ro grailualmente e costantemente ' alle distanze supe.

riori (v. Tavola di tiro Allegato 2) ,


ll

Se lo scarto dipende da influenze atmosferiche (vento trasversale) l'aggiustamento viene eseguito puntando fuori del bersaglio, dal lato opposto e ad una distanza pari a quella dello scarto. · Quando le condizioni del combattimento lo consentano, si può apprezzare il valore dello scarto laterale in °0 , servendosi del reticolo del binoccolo o di un doppio decimetro, p!;lr dare l'opportuna correzione ':1'1 puntamento con la graduazione della lastrina di direzione. AGGIUSTAMEN'l'O rn GI'l'TATA. In terreno pianeggiante o sensibilmente parallelo alla. linea cli mira, l'apprezzamento degli scarti in gittata risulta difficile, sia per quanto riguarda l'entità sia per quanto riguarda i l senso dello scarto. Sotto quest'ultimo aspetto si può facilmente incorr~re in grav-i enori quando l'apprezzamento si basi su qualch e colpo estremo della rosa orizzontale. In terreno vario, quando la linea di mira forma col terreno su cui poggia il bersaglio un sensibile angolo d'incidenza, l'osservazione e l'ape prezzamento del senso dello scarto riescono molto agevoli; non così l 'apprezzamento dell'entità dello scarto (1 ). Flg . 12. Ad esempio: Sia OB la linea cii mira di un'ar· ma puntata in B, e EM il prolungamento della linea stessa attravel'Bo il terreno su cui poggia il bersaglio (v. fig. 12). , L a traiettoria 0GB' risulta lunga rispetto al b ersaglio B ma lo scartò in gittata misuxato aul terreno (tratto BB') è minore dello scarto misumto sul prolungamento della linea di mira (Bb') che rappresenta il vero errore d'alzo. La traiettoria OC' b" B" risulta invece corta rispetto al bersaglio B ma anche in questo caso lo scarto misurato sul terreno (B" B ) è minore dell'errore cli a~zo misurato sulla linea di mira (b" B). La differenza. fra scarto sul teneno ed errore d'alzo cresce con l'aumentare della pend enza d el terreno e con l'aumentare della tensione della traiettoria. (1) Angolo d'incidenza. è quello compreso tm la. linea. di mira (praticamente coinoidente cou la linea dJ sito) o la linea che segna l'a.ndament-o del terreno presso l'obiettivo. L'angolo d'Incidenza. (i) varia 0-0! variare della pendenza del terreno (p) e col variare del valore e del segno dell'angolo rli sho (•) (v. flg . ll). Infatti: pe1· sito zero i = p perchè opposto a l vertico; per sìto positivo p = • + i (essendo p este.rno al triangolo OB'B) da cui: i = •p - • per sito negativo i= p + • (essendo i esterno al triangolo OBB").

j ·

\_inea

01

rn

i,à ts1tG

linea di mira sito zero)

Fig. 11 .


-

12-

È bene osservare che la figura 12 non dà. un'idea dell'entità. di tali differenze; ciò dipende dal fatto che le traiettorie non sono riportate con una stessa scala per e altezze e per le distanze e quindi risultano molto curve. Ad esempio: su terreno con p endenza 300° 0 ed alla distanza di 600 metri un errore d'alzo di 100 metri in porta. ad uno scarto, mis·urato sul terreno, di appena m. 7. Mal si apporrebbe pertanto chi, vedendo cadere il nocciolo della. rosa. a. 7 µi. etri dal bersaglio, ritenesse di avere sufficientemente aggiustato il tiro. Circa la pendenza del terreno conviene t ener presente che essa va considerata. non nel suo valore assoluto, ma in r elazione alla linea di mira (angolo di incidenza della J,inea di mira col t erreno); quindi può esistere un rilevante angolo d'incidenza anche se il bersaglio poggia su terreno orizzontale, purchè Flg. 1S. l'arma sia sopraelevata (v. fìg. 13). Vi sono diversi procedimenti per l'aggiustamento in gittata e ciascuno di essi risponde a una. diversa. esigenza. È opportuno precisa.re fin da ora che l'aggiusta.me~to del tiro a puntamento diretto va oonsidera.to sempre - anche con i procedimenti apparentemente più metodici - come operazione assolut,amente sped;itiva, da compiersi il più rapidamente possibi le, per no,n snaturare l'impiego d·i queste armi nel tiro a puntamento diretto basato sulla irr1;mediatezza d'interventi. La comunanza di principii fondamentali con alcuni procedimenti di aggiustamento d elle artiglierie non deve indurre ad « a.rtiglierizzare » le opera.zioni d'osservazione e di aggiusta.mento con le mitragliatrici (osservatori staccati e collegati con m ezzi a filo - impiego di strumenti, sa.Ivo il binoccolo ); se la. sostanza. della cosa è identica, le modalità. di esecuzione sono ben differenti in quanto che agli ettometri delle distanze di tiro d ella. mitragliatrice corrispondono i chifometri delle distanze di tiro d elle artiglierie. 11 tiratore difficilmente può osserva.re il proprio t iro; l'osservazione spetta, in primo luogo, a.i serventi ed al ca.po squadra, che sono a contatto del tiratore, ed al comandante del plotone. L'aggiustamento viene eseguito mediante raffiche di circa 20 colpi. Raffiche più piccole rendono difficile l'osservazione e si risolvono in un maggiore spreco di cartucce.

+

a) Aggiustamento mediante movi·TT!,8nti del volantino senza correzioni d'alzo. - S'inizia il tiro con un alzo approssimativo ma, p er -..facilitare l'osservazione, possibilmente corto. Con successive piccole variazioni d'inclinazione dell'arma ottenute, senza modificare l'alzo, mediante piccoli movimenti del volantino, si ripetono le raffiche fino a portare il nocciolo della rosa sul bersaglio. Questo .p rocedimento è molto speditivo perchè non richie,de ulterwri puntamenti in elevazione (può richiedere qualche rettifica in direzione} essendo sufficiente 0!>3ervare il risultato delle successive raffiche. ' Ad aggiustamento compiuto la linea di mira non cadrà più sul bersaglio; risulterà più alta, se le variazio ni di elevazione tenderanno nel complesso ad allungare il tiro, risulterà più bassa. nel caso contra.rio (1). Può convenire, ed anzi è opportuno, - a.cl aggiustamento compiuto - dli ricavare l'alzo giusto per l'obiettivo battuto. Ferma l'arma. (mantenendo cioè la stessa. inclinazione che aveva a -tiro aggiustato e mantenendo la stessa pressione sulla testata), si sposta il cursore dell'alzo in alto od in basso fìnchè la linea di mira ca.de sul bersaglio, e si p rende nota d ella gradua-

(1) Quando s'impiega questo prooed.lmento occorre contmstaro la :tendeuza dei tiratori a. voler rettificare ll puutamento dopo aver girato Il volantlno. Occorre pertauto spiegare loro che, esseudo variata. l'inclina.zlone deH'arma e non essendo stata modifloata !ti graduazione d'a.lzo, la. linea di mira non coincide più con 11 bersaglio. ' Qualunque !ll.Sistenza. nel. voler rettificare il puntamento in elevazione Bi risolve in perdita di tempo q":i'"ando non induca il tiratore a muovere nuovamente il volantino, In senso contrario, annullando con loiò la. pre · cedente correzione.


zione d'alzo. Se il cm·sore risulta nello spazio fra due tacche si tiene conto d el mezzo ettometro (es . 7,5) (1). Dovendosi riprend ere il fuoco contro lo stesso obiettivo, dopo aver eseguito il tiro contro altri bersaglì, basterà riportare l'alzo alla graduazione precedentemente trovata e, purchè ia pressione sulla testata non vari sensibilmente da quella di prima ed il puntamento sia esatto, il tiro risulterà sufficientemente aggiustato (2). Eventualmente qualche piccola correzione sarà fatta col volantino. · La verifica d'alzo sopradescritta è operazione che personale bene addestrato può compiere in 10 -,- 15". Essa riveste importanza grandissima perchè dà modo, nei successivi interventi contro un obiettivo precedentemente battuto; dJi agire di sorpresa. b) Aggiustwmento mediante va.r iazioni d'alzo. - È un procedimento più metodico di quello precedente; può convenire quando l'osservazione, sebbene non impossibile, risulti, specie nelle immediate adiacenze d el bersaglio, poco agevole. S'inizia il tiro di aggiustamento con alzo sicuramente corto; appena osservato il tiro si aumenta l'alzo di un ettp• metro puntando nuovamente al bersaglio e così di seguito fino a d avere tiro lungo; dopo di che si fissa l'alzo fra le due u.ltime grc.duazioni irnpiegate. Ad . esempio: alzo 6 corto; alzo 7 corto; alzo 8 lungo; aggiustamento: .alzo 7,5. Qualche piccola r ettifica col volantino consentirà un aggiustamento più esatto. Anch e per questo procedimento ha importanza capitale la costanza di pressione da. paru del' tiratore. c) Aggiustamento mediante movimento continuo del volantino, - Il tiro viene iniziato molto corto e, senza cessare il fuoco, si aumenta progressivamente l'elevazione finchè la scia di polvere traccfota sul t erreno dal fascio, che man mano si sposta, raggiunge il bersaglio (3), È un procedimento molto speditivo, par ticolarmente adatto contro bersagli alti che .muovono nel o contro il verso del tiro. · Richiede grande abilità nel personale (il volantino può essere mosso dal servente di sinistra) che d eve, con estrema prontezza, cessare il movimento del volantino non appena giudica che il tiro sia aggiustato. A questo proposito è bene rilevare che non bisogna attendere che il fascio raggiunga il bersaglio p er arrestare il movimento del volantino perchè in questo caso il tiro di effi• cacia. risulterebbe cer• tamente lungo. Ad e sempio, eseguendo il tiro contro il b ersaglio B posto a 600 metri dall'arma, la durata d ella trai ettoria è di l",4; se il movimento del volantino viene a cessare quando l'osser-. F!g. 14. vatore vede arrivar e i colpi in B è ovvio che i colpi partiti in quel momento arriveranno dopo l",4 ma con gittata maggiore perchè ottenuta con l'aumento di elevazione verificatosi in quella frazione di Occorrerà p ertanto che il movimento del vola.ntino cessi quando i colpi sono in b' (v. fig. 14).

foro.pc;,

(1) - Mancando le graduazioni di ½ ettometro il cursore non potrà fissarsi saldamente durante il tiro. Ciò Importa. poco. _ In un'eventuale riprem del fuoco contro l'oliletti,o è sufficiente che il cursore r estifermo a 7,5 nell'ape• razione di puntamento. (2) In questa opera zione acquista gronde importanza l'abilità dei tiratori nel puntnmento: se il tiratore h incostante nel puntamento - a parità di pressione sulla testata - il tiro risulterà lungo o corto. (3) A differenza degli altri procedimenti richiede t iro continuo dell'intiero caricatore.

_s_-

Il tiro a p_ttntamento àfretto, ecc.


La profondità del tratto b' B varia con la pendenza del terreno, con la distanza di tiro e con la v elocità di movimento del volantino. Trattandosi pe1·ò di bersagli alti (\lomini in piedi) anche un piccolo ritardo nella cessazione del movimento del volantino non può annullare l'efficacia d el tiro, specie alle brevissime distanze, a causa della g rande te sione di t-raiettoria. L'apprezzamento giusto richiede grande pratica ed addestramento. d) A ggiustamento mediante trasporto di tiro. - È un procedimento che a prima vista può sembrare complicato; in pratica, non richiedendo calcoli di sorta, non offre speciali difficoltà specie p erchè le operazioni saranno dirette, di massima, dal comandante d el plotone o, almeno. dal comandante di squadra. Questo procedimento ha impqrtanza fondarnentale per awreseere il rendimento pratico delle armi; esso infatti trov a, impiego n oi seguenti casi quando iL terreno su cui è posto il bersaglio non consente in alcun rnodo l'osservazione del tiro; quando Bij voglia colpire di sorpresa un bersaglio (ad esempio, mitragliatrice nemica particolarmente d annosa) senza richiamare la sua attenz·ione con l'aggiustamento diretto; ciò può dar modo di colpire di sol·presa il personale dell'arma avversaria prima ohe possa ripararsi. Condizione essenziale per l'applicazione del procedimento è che entro un raggio ristretto a partire d all'obiettivo (40750 metri) esista qualche piccolo tratto di t erreno (anche xocce friabili) su cui si possa eseguire l'aggiustamento; per semplicità questo t ratto di terreno si potrebbe chiamare « ob iettivo di fede ». Si possono dare due casi: a) che l'obiettivo di fede (b) sia sulla stessa curva di livello dell'obiettivo (B) (v. fig. 15). In questo caso, aggiuFlg. 15. stato il tiro in b con un procedimento qualsiasi, non r esta che spostare il puntamento in dire7ione su B (l); b) che l'obiettivo di fede (b) sia spostato lateralmente ed a quota diversa dall'obiettivo (B) (v. fig. 16). Le operazioni da compiersi sono le seguenti: 1° si aggiusta il tiro su b con un procedimento qualsiasi; Flg. 16. 2° si esegue la verifica dell'alzo (v. lettera arfdel presente numero 7); 3° si stima la. differenza fra la distanza arma - [b e la distanza arma - Be si conegge l'alzo in r elazione alla differenza stimata Jcorrezione in più od in meno a seconda,_che l'obiet tivo di fede è più in basso o più i11 alto dell'obiettivo); 4° si sposta il puntamento in direzione e sito su B. Le operazioni pris'' ma, seconda e quarta non escono da quelle che sono r ichiest e dal l'impiego normale dell'arma e che ogni graduato o solda-to tiratore deve sapere compiere. La terza operaF!g. 17. zione, di competenza del comandante di plotone ed eventualmente del capo squadra, è l'unica che offra un elemento d'incertezza essendo affidata all'appr ezzamento individuale. L'errore che può commettersi in tale apprezzamento non può mai essere molt·o rilevante. Infatti (v. fig. 16 e 17): Sia OB la linea di sito dell'obiettivo da battere ed OB' la linea di sito d el punto B' posto sulla curva di livello di b ma sul piano cli tiro di B. (1) Ciò perchè, date le premesse, praticamente B e b distano pressochè u gualmente dall'arma.


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15 ._

Puntando in B con lo stesso alzo impiegato ad aggiustamento compiuto su b, i colpi, anzichè in B, cadranno in B" essendo OB" = OB' = Ob, ma se l'aJzo verrà aumentato in .relazione all'aumento di distanza B"B, i colpi aniveranno in B. Se la pendenza d el terreno non è molto rilevante, il tratto B"B è di poco minore del t ratto B 'B misurato sul terreno; quest'ultimo può stimarsi facilmente a vista. Se la pendenza del terreno è molto fo rte (in montagna si può avere anche una parete verticale) il tratto B"B è trascurabile e la disl;anza OB può considerarsi praticamente uguale alla distanza OB'; infatti, arrivando al limite, parete verticale, il punto B si confonde con B". Comunque, applicando il procedimento entro i limiti indicati nella figura 16, la diffe. renza fra la distanza OB e la distanza OB' - e conseguentemente la varfuzione dì alzo -non potrà superare il ½ ettometro; gli errori dì apprezzamento saranno pertanto trascurabili e ad ogni modo molto minori di quelli che si possono commettere nella st1'.ma della intera distanza OB. In numerose esperienze svolte in terreno vario presso le Scuole centrali militari, il procedimento ha dato risultati ottimi, anche ·e ntro limiti maggiori di quelli indicati . Ufficiali dei corsi, dopo poche spiegazioni e dopo aver visto una sola volta applicare prat,icamente il procedimento, sono riusciti a compierlo impiegando m eno di l'. L'operazione più lunga è quella dell'agg.iustamenfo sull'obiettivo di fede, che può richiedere un tempo maggiore o minore a seconda della minore o maggiore visibilità dei punti di caduta delle pallottole. Le altre tre operazioni non richiedono.in m edia, più di 8+10" ciascuna. Anche per questo aggiustamento occorre che la pressione esercitata sulla testata dell'arma nel tiro contro l'obiettivo sia uguale a quella esercitata n ell'aggiustamento sull'obiet,• tivo di fede e che i puntamenti s1:ano costanti ed esatti (1). L'addestra.mento del personal e ad applicare i varì procedimenti d i aggiustamento può compiersi impiegando limitati quantitativi di munizioni; ciò dipende dal fatto che tale spec$ di addestramento riguarda più il personale che deve osservat·e il tiro (capo squadra e serventi) che il tiratore. È pertanto -possibile eseguire gli esercizi di aggiustamento con pochi tiri a.Ilo presenza, di tutto il personale, e, mediante int,errogazioni individuali, richiedere, per ogni operazione, l'apprezzamento di eia.senno sulle osservazioni fotte. Il tiro può considerarsi bone aggiustato quando la parte più d ensa del polverio (o frammenti di roccia o zolle di terra umida) sollevato dalle pallottole risulta aZquanto dietro il bersaglio e a distanza da questo più o meno ril evante a seconda d ella maggiore o minore altezza d el bersaglio, d ella minore o maggiore inclinazione d el terreno rispetto alla linea di mira (2) e della minore o maggiore distanza. cli tiro. Per b ersagli molto bassi {uomini a t erra) l'aggiustamen.to ~i ha quando il bersaglio stesso risulta nel mezzo del polverio solleva.to dalle pA.llottole . Per ber,;agli alti (uomini in piedi) l'aggiustamento può considerarsi buono quando cadono avanti al bersa.glio - a seconda della minore o maggiore distanza di t iro - da 1/5 ad 1/3 dei colpi. I nfatti, dovendosi tendere a portare la traiettoria media a m età altezza del bel'Saglio, il nocciolo del fas cio deve cadere dietro il bersaglio stesso, e soltanto Ulla piccola parte dei colpi avanti; questa parte dovrà essere tanto minore guanto minore è la distanza di tiro. Alle minori distanze la rosa verticale è m eno alta e quindi, a t,iro centrato, può essere t-u tta compresa nell'altezza d el b ersaglio; a maggiori distanze l'altezza della rosa supera. notevolmente l'altezza del bersag lio e - come nella figura 18 - a tiro centrato, una parte notevole della falda inferiore del fascio deve cadere avanti al b ersaglio (parte tratteggiata). Durante l'esecuzione del t.fro di efficacia si deve continuare ad osservare il tiro allo scopo di manten ere il fascio sull'obiettivo (ad es. nella ripetizione di numerose raffiche di neu tralizzazione su di Ull'arma n emica) . (1) Nel postare l'a.r ma conviene sistemarla in modo che l'asse trasversale risulti ori~zonta.le. (2) Da ciò la necc.ssità che.i quadri abbfan,o perfetta conoscenza del grado di tewione della traiettoria alle val:ie cUsta.nze di tiro per avere uu'id<èla dei valori delle ordinate i:iferitc alla linea (li mira o riferite terreno iucl!uato.


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16 -

Gli scarti di gittata da una raffica all'altra dipendono, di massima, da variazioni di pres• sione sulla testata dell'arma; l'aggiustamento verrà ottenuto nuovamente ritornando alla pressione iniziale. Talvolta la causa di scarti molto rilevanti risiede n ell'affondamento gradu ale delle gambe anteriori, o di quella posteriore, nel terreno; oppure nello scorrimento delle tre gambe su terreno roccioso sul quale gli arpioni non fanno presa. In questi casi conviene sistemare bene il treppiede e ripetere l'aggiustamento .

Fig. 18.

8. - Regime di tiro. - Il regime normale di fuoco della mitragliatrice, nel tiTo a puntam~nto diretto, è quello delle raffiche di 20 + 25 colpi sia per l'aggiustamento sia per il tiro a efficacia. Eccezionalmente si può eseguire il tiro continu; (praticamente è un fuoco a raffiche di un intero caricatore di 50 colpi) quando si tratti di tiro, già aggiustato, contro bersagli densi e di apparizione temporanea. Il tiro a piccole raffiche - 5 -;- 6 colpi - può convenire, a t iro già aggiustato, per mantenere a lungo la neutralizza.z ione di un Pl emento nemico, 1·isparmiando cartu cce. 9-. - Distribuzione dei colpi in profondità. - Il fuoco d ella singola arma non deve essere distribuito in profondità mediante variazioni d~ pressione sulla · testata dl,ll'arma pérchè l'aumento della profondità d ella rosa, anche per un traballamento non rilevante, sarebbe ecces.~ivo e la scarsa densità della rosa annullei·ebbe ogni effi(J8,cia. Quando; per la difficoltà di osservare i punti di caduta delle pq,llottole, si ritenga opportuno aumentare la dispersione in profondità allo scopo di osservare gli effetti del tiro sul ber• saglio, conviene eseguire successive raffiche variando per ciascuna l'inclina.z ione d ell'arma mediante piccoli movimenti del volantino. In altri casi può convenire d'impiegare contro lo stesso bersaglio 2 armi, o l'intero plotone , con alzi scalati di 100 metri fra le armi.

10. - Distribuzione fronfale dei colpi, - Nel senso frontale i colpi possono .. essere distribuiti seguendo due procedimenti : a) Col fuoco falciante. b) Col fuoco manovrato. Il falciamento si ottiene sbloccando il congegno cli direzione e muovendo l'arma, molto lentamente, da destra a sinistra e viceversa. cioè Rpostando il tiro da un'estremità all'altra della fronte del bersaglio Durante il falciamento l'arma deve esse1·e bloccata fr1. elevazione ed l bottoni cursori devono essere fissati in modo da conten~re il falciamento' entro i limiti frontali del bersaglio. Questa specie di fuoco disperde molto i col,pi nel senso fròntale ed aumenta sensibilmente anche la rl,ispersione in profondità, a causa della difficoltà di mantenere una pressione costante sulla testata dell'a.rma. · È opportuno pertanto eseguire Ja. falciata ent1·0 limiti molto ristretti non maggiori di: 50° 0 per distanze non superiori a 500 metri; 40° 0 per distanze non superiori a 800 metri, 30°0 per distanze non superiori a 1000 m etri. Si tenga presente che lll1 falciamento molto ampio è incompatibile con il caricatore di 50 colpi. Il falciamento può trovare utile impiego ~ontro bersagli continui i cui elementi non siano eccessivamente intervallati fra loro (reparto in formazione distesa con gli uomini a 2-;- 3 metri d'intervallo).


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17 -

Il fuoco manovrato consiste nell'esecuzione di piccole raffich.e successive (di massima di una diecina cli colpi) concentrate su ciascuno degli elementi di cui si compon e il bersaglio (ad es. reparto a gruppi, largamente intervallati, con gli uomini di ogni gruppo abbastanza raccolti). Questa specie di fuoco può eseguirsi sia ad arma bloccata sia ad arma · sbloccata in direzione, ma sempre bloccata in elevazione. Per il tiro ad arma bloccata in direzione occorre grande abilità, da pa.:rte del tiratore, n elle operazioni -di bloccaggio e sbloccaggio, per spostare molto rapidamente il tiro da un elemento all'altro del bersaglio; ad a rma sbloccata in direzione gli spostamenti risultano più rapidi ma l'efficacia d el tiro diminuisce di molt,o. Una forma di fuoco manovrato è quella che un'arma può eseguir e _contro va.ri obiettivi distribuiti su fronte relativamente ampia (ad es. 2 mitragliatrici avversarie largament e intervallate). In questi casi, oltre allo spostamento in direzione, può essere necessaria qualche variazione di inclinazione dell'arma, per gittata e per sito, ciò che richiede, nel pa.,;;saggio da un obiettivo all'altro, la manovra del volantino e l'aggiustamento speditivo del tiro. Questa specie di fuoco può trovare impiego - alle piccole distanze - quando ogni arma debba far front e a più a rmi nemiche o quando si tratti di arrestare l'avanzata di gruppi largamente spaziati frontalmente e sfalsati in profondità; essa richied e nel personale grande sicurezza e rap·idità di maneggio di tutti i congegni di piinteria e grande abilità nell'aggiustamento speditivo d el tiro (1). -

IV EFFICACIA DELLA MITRAGLIATRICE NEL TIRO A PUNTAMENTO DIRETTO I dati ed i rilievi che seguono riguar dano l'efficacia pe.rcentua.le d ella singola a rma. Nel tiro con più armi, su di uno stesso b ersaglio, ammesso che tutte le armi ragr;iungano il massimo grado di aggiustatezza, l'efficacia pet·centnale non varia da quella ottenuta con la singola arm a; si ha invece un aumento di efficacia assoluta (totale dei colpi messi sul ber• saglio) essendo questa direttamente proporzionale a l numero di arrni impiegate ed alla quanl;ità di colpi sparati d a ogni arma. Con diverso ·grado di agg.iustatezza fra le singole armi, l'etficac-ia percentttale dimi'.nuisce; l'efficacia assoluta risulterà, invece, cli massinm, maggiol'e di quella della singola arma, ma· inferiore a quella che si ottiene da più armi che abbiano x·aggiunto il massimo grado di ag· giustatezza . (1) Per addestrare i mitmglleri a l nianeggio sicuro e ra.pido dei co,igeg,.i di punteria si può ricorrere a 1 segu ente procedimento cbo non rì cblede impiego di cartucce e può svolgers i nel cortile della caserm.o., Si dispone un cartellone di m. 4 x 2 (oppure due bersagli N. 1 o. contatto), su cui sono di segnati vari barìloz,;i numerati (v . fig. 19), a 30-40 metri da.Jl' arma. L'istruttore, fa tta puntare l'a rma s u <li un barilozzo chiama un numero . il tiratore deve rttpidamente spostare il puntamento sul barilozzo c hiamato. Gli esercizi vanno svolti gradua.Jmente r ichiedendo da pprhna spostamenti soltanto in dlrezioue o soltanto in elevazione, di am· piezza sempre crescen te, in seguito richiedendo SPQStameuti com· m4 binati in elevazione cd in dirc~ione. Fig . 10. _-\.d ogni spostamento compiuto, l'ist ru ttore ha mo do di con · trollare l'esattezza do! puntamento. Cronometrando i to~.pi, e dando forma di gara o.ll'esercizlo, si suscita l"emulazioue fra i tiratori. Scopo da raggiungere : Ottenere elle il tirator e nel muovere il volantino, la leva di bloccaggio ed i bottoni cursori non abbia incertezze e riesca. a compiere le vario operazioni con assoluta sicurezza e con grande celerità. Personale bene addestrato deve poter compiere lo spostamento più ampio - ad es. d al N. 1 al N. 11 in 4 7 5" al massimo, sbloccando all'inizio e bloccando alla fine dell'operazione.


-18 Il diagramma Allegato 3 indica, per le distanze da 200 a 1000 metri, l'efficacia media -che si ottiene con un 'arma, contro vari tipi di bersagli di guerra, a tiro praticamente ag, giustato. Il diagramma Allegato 4 indica invece le variazioni di efficacia, alle varie distanze e per i vari bersagli, in relazione all'errore di aggiustamento contenuto nel limite di 1 striscia in più od in meno. L'esame del cliagramma Allegato 3 consenté i seguenti rilievi: L'efficacia decresce rapidamente dalle brevissime distanze (2 +300) fino al limite delle brevi (5+600; per uomini in piedi fino a 700), per diminuire poi più lentamente oltre tale limite. Attribuendo il valore 1 alla efficacia che si ottiene alla distanza di 200 metri, i valori per le distanze di 600 e di 1000, sono quelli che risultano dal seguente prospetto: EI•' FIC A CI.A. percen tnale alle distanze di tiro

SPECilJJ DI BERSAGLIO

m.

200

Uomini in piedi.

.1

m. 600

m. 1000

0,68 (circa 2/3)

0,28 (circa 1/4)

Uomini a terra.

l

0,28 (circa 1/4)

0,16 (circa 1/6)

Mitragliatrice .

l

0,23 (circa 1/4)

0,16 (circa 1/6)

Il diagramma Allegato 4 consente i seguenti rilievi: L'errore in più ·nell'aggiustamento (bersaglio ad 1 striscia in meno, cioè tiro lungo) riesce vantaggioso alle brevissime distanze (grande t ensione di traiettoria), gualun.que sia l'altezza del b ersaglio e ovunque sia diretta la linea di mira. Oltre i limiti delle brevissime distanze, e fin verso gli 800 metri, l'errore in più assicura ancora dei vantaggi se il puntamento è diretto al limite inferiore del bel'Saglio e questo è abbastanza alto (mitragliatrice in postazione). Con puntamento a metà altezza d el bersaglio (uomini in piedi), o al limite inferiore ma su bersaglio poco alto (uomini a terra), ·il vantaggio dell'aggiustamento lungo cessa più rapidamente e presto si tramuta in una sensibile diminuzione di efficacia. L'errore in meno nell'aggiustamento (bersaglio ad 1 striscia in più, cioè tiro corto) . produce costantem~nte una rilevante diminuzione di efficacia fino al punto da annullare ogni efficacia, all e distanze.di 6-;- 700 metri per bersagli bassi, ed a 1000 metri p er b ersagli alti. Tenufo conto che la profondità delle stl·isce longitudinali del 50 % d ei colpi diminuisce sensibilmente con l'aumentare della distanza di tiro (a 200, 600 e 1000 metri la striscia è profonda rispettivamente 50 metri, 37 metri e 28 m etri) si può dedurre che se gli errori di q,ggiustamentÒ, anzichè ragguagliati ai valori-d elle rispettive sti·isce, vengono riferiti a valori assoluti ed uguali, le diminuzioni. di efficacia, col cl·escere delle distanze, risulteranno rilevantissime . Ad esempio : Bersaglio: mitragliatrice in posta.z ione. Efficacia, a tiro aggiustato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Efficacia, a tiro aggiustato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pt·ofondità striscia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Profondità striscia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Efficacia p er errore di aggiustamento di una stdscia in meno: bersaglio ad 1 striscia in più, cioè tiro corto . . . bersaglio a d 1 striscia in piu, cioè tiro corto . . .

a a a a

200 600 200 600

22 %; 5 %; 50 m etri; 37 metri;

m etri metri metri m etri

a 200 metri a 600 motri

=

7 0,5

%; %-

È evidente che se nel tiro a 600 metri l'aggiustamento, anzichè di una striscia (m. 37), fosse enato di m. 50 (errore u gual e, in valore assoluto, a quello d ella striscia a 200 metri ) si p erderebbe anche quel m odesto 0,5 % e l'efficacia risulterebbe nulla.


-19 -

Conviene inoltre tenere presente che, n.urnentando la distanza di tiro, aumentano le difficoltà dell'osservazione ed è quindi più facile commettere errori di aggiustamento molto maggiori, in valore assoluto, di quelli che si co=ettono a distanze più ravvicinate. In sostanza, con l'aumentare delle distanze, l'efficacia diminuisce, praticamente, in un rapporto ben maggiore di quello che risulta.. dallo specchietto a pag. 18.

V

CONSIDERAZIONI SULL'IMPIEGO DELLE ARMI NEL COMBAtl'IMENTO Nel combattimento offensivo si dovrà tendere costantemente a diminuire le distanze di tiro - mediante opportuni sbalzi - man mano che la situazione lo consente; il progressivo accrescimento di efficacia risponde alla esigenza di assicurare ai reparti avanzati, sottoposti a perdite sempre più gravi man mano che serrano sotto al nemico, un'azione di accompagnamento sem pre più valida. Sarebbe, infatti, assurdo ritenere di poter assicurare un efficace accompagnamento lasciando le armi in postazione a 1000 metri quando i reparti avanzati fossero giunti, ad esempio, a 400 metri dal nemico. Ciò equivarrebbe a pretendere che l'efficacia delle arn:u dell'attacca11te nel tiro contro le armi nemiche in posta.z ione a 1000 metri (efficacia percentuale a tiro aggiustato 3,5% (possa reggere il confronto con l'efficacia che le armi nemiche possono ottenere contro i reparti avanzati dell 'attaccante giunti a 400 metri, sia.110 essi appostati (efficacia percentuale su uomini a terra 6%) od in movimento (efficacia per· centuale su uomini in piedi 14 % ), , Alle piccole ed alle minori delle medie distanze l'efficacia p ercentuale - a tiro esattamente aggfustato - anche su bersagli molto bassi e radi è molto notevole e può considerarsi tatticamente sufficiente (1). Un gruppo di uomini che avanza e che raccoglie il 5 % dei colpi (ad 800 metri) - ciò che equival e alla p erdita -di un uomo per ogni raffica di 20 colpi - può considerarsi in breve distrutto e ad ogni modo non più in condizioni di avanzare dopo la p erdita di un uomo o due. Una mitragliatrice, in postazione ad 800 metri, che venga investita da raffiche perfettamente aggiustate (efficacia percentuale 5 %: v. diagra=a Allegato 3) può considerarsi neutralii,zata finchè essa è investita, a brevi intervalli, da raffiche successive. Si può da ciò d edurre che, a titro aggiustato, l'efficacia assoluta di un'arma sui singoli elementi di un bersaglio complesso (2) sia più che sufficiente; non vi è pertanto convenienza a. concentrare il .tiro di più armi su uno stesso elemento (gruppo di uomini - mitragliatrice in postazione ); le armi del plotone si ripartirnm10 invece fra loro gli elementi d el bersaglio. Il concentramento del tiro di più armi su uno stesso elemento è causa di ritardo nel! 'aggiustamento del tiro dovendosi questo - per ovvie ragioni dipendenti dalla difficoltà dell'osservazione contemporanea dei colpi di più armi - esegrnre per arma singola. Quando le condizioni di luce, la natura del terreno od il mascheramento dell'obiettivo non consentano una buona osservazione, e l'aggiustamento del tiro su un bersaglio fisso (mitragliatrice in postazione · gruppi di uomini a terra) risulti impossibile o estremamente impreciso, può convenire di concentrare il tiJ:o di più a nni anche contro uno stesso elemento (speoialmente mitragliatrice in postazione). La maggiore dispersione dipend ente dal diverso comportamento di giustezza delle singole armi e dei singoli tiratori aumenta le probabilità che il b ersaglio sia compreso nelle. rosa dei colpi. (1)

I dati dei dingra=i conformano, sostanzialmente, le indicazioni dell'Addestramento fanteria 1929

(N. 79) circa l'efficacla della mitragliatrice pesante. (2) Reparto fuoiJìeri in formazione dJ stesa ed u. gruppi, un repu.rto mi traglicri con le u.nni in posta• zionc a convenienti intervalli possono considerarsi come bersagli complessi i cui elementi sono ! gruppi e Je' singolo armi.


,

-20-

In questi casi si può impiegare un alzo unico oppure p iù alzi scalati di 1 ettometro. Impiegando più alzi aumentano maggior m ente le probabilità di comprendere il b er • saglio nella rosa complessiva m a diminuisce notevolmente la densità del tiro e quindi l'efficacia percentuale. Il concentramento del tiro di più armi su uno stesso elemen to di bersaglio (1) va pertanto considerato eccezionale p erch è poco economico. T ale forma. d'impiego non risponde , nemmeno tatticam ente, alle n ecessità del combat• timento odierno. Ad esempio, se nel settore assegnato a d un plotone mitraglieri esistono 2 o 3 mitragliatrici nemiche, pesij,nti o l eggere, con viene - ai fini d ell'accompagnamento - neutralizzarle contemporaneamente, anzichè una alla volta. A questo .proposito è opportuno t ener presente che Ia distruzion e di tutti i serventi di un'arma b ene postata è molto difficile e che gli effetti di neu tralizzazione del fuoco di mitragliat rice sono temporanei ; essi durano fi.nch è l'arma nemica è sottoposta all'azione di raffiche successive. Il concentramento di più armi contro una sola a rma avversaria, m entre consentirebbe alte alt1·e armi nemiche di sparare, non impedfrebbe a lla p r ima di rip rendere il fuqco appena cessata su di essa l'azione di neutralizzazione.

VI TIRO AL DISOPRA ED ATTRAVERSO GL'INTERVALLI DELLE TRUPPE AMICHE Nell'azione offensiva le mitragliatrici in postazione devono proseguire il fuoco di accompagnamento mentre i reparti fucilier i avanzano; n ell'azione difensiva lo schiera1~ento cÌ~lle armi pesanti, in profondità, impone di post are una parte di quest e a rmi a tergo d egli elementi avanzati. Consegue da ciò che il tiro al disopra ed a ttraverso g l'intervalli delle truppe amich e costituisce la forma d'impiego normale deUe m iti'agliatrici pesanti .

Tiro al disopra delle T. A.

(2).

GLI ELEMEN TI DELLA SICUREZZA' IN TERRENO PARALLE LO ALLA LINEA DI MIRA. Nella esecuzione d el t iro al disopra d elle T . A. occorre evitare.che le traiettorie inferiori del cono di dispersione colpiscano le truppe stesso e che tali traiett or ie, passando troppo basse,

Fig . 20.

producano negli uomini un'impressione di timore. Ciò si ottien e fac endo passare la traiettoria. m edia d el oono di dispersione ad una a ltezza (TA-0), al disopm delle T. A., ritenuta sufficiente (v. fig. 20). Il tratto TA-0, che si suole chiamar e altezza di sicurezza, viene (1) È bene precisare, ancora una volta., cbe qui si tratta do! tiro a puntamento diretto alle piccole e medie distanze e non di t!rl a m assa a grandi distanze cbe vailllo considerati sotto altri aspetti. (2) Per brevità , le trappe amiobe verra nno indicate, di massima, con le lettere T. A.


-

21 -

calcolato, in .sede di compilazione di norme regolamentari, tenendo conto, per ogni distanza di T. A. dall'arma (0-TA), della dispersione massima del cono di dispersione, delle eventuali massime variazioni angolari cui può essere soggetto l'angolo di eleva.zione a causa dell'angolo di traballamento eventualmente non contenuto dal tiratore, e di un certo margine in più, molto abbondante, per togliere alle truppe amiche ogni impressione di pericolo anche nel caso che, per colpa del tiratore, l'inclinazi.one iniziale dell'arma venisse diminuita dell'intero valore dell'angolo di traba.I)amento . L'altezza di sicurezza TA-C non è altro che l'ordinata della traiettoria 0GB, inisurata alla distanza 0-TA dall'arma; la traiettoria 0GB è quella che si ottiene qua,ndo l'arma (a-0) assume un angolo d'inclinazione T-0-TA; tale angolo d'inclinazione può essere ottenuto graduando l 'alzo ad una data tacca FJ, e prn1tando direttamente alle T. A. (1). La tacca d'alzo H, essendo quella che ci consente di ottenere la traiettoria 0GB, che passa al disopra d elle T. A. dell'altezza di sicurezza TA-C, prende il nome di alzo di sicurezza, 1·ispetto alle truppe amiche poste alla distanza 0-TA dall'arma. Esistono quindi strette relazioni, di causa ad effetto, fra la tacca di alzo Ii (causa) e la traiettoria 0GB e l'ordinata T A -C (effetti). In terreno parallelo alla linea di mira (0-TA.-B) il tratto T A-B risulta, evidentemente, uguale alla differenza fra il tratto OB (gittata dell'alzo di sicurezza) ed il t ratto 0-TA (distanza delle T. A. dall'arma); il tratto T A-B dicesi d,i stanza d'i sicurezza. Per le varie distanze di T. A. dall'arma sono stabiliti i corrispondenti alzi di sicurezza e cioè (2): TA TA TA TA

a I 00 m etri , alzo di sicurezza 1800; a 200 metri, alzo di sicurezza 1700; da 300 a 1000 metri, alzo cli sicurezza 1600; oltre i 1000 metri, alzo cli sicm·ezza uguale alla distanza d elle T. A . + 600 metri.

Da tale prospetto risulta che vi sono alcune distanze cli T. A. che richiedono uno stesso alzo di sicurezza (1 600); che alcune distanze di T. A. richiedono un alzo di sicurezza maggiore di quello richiesto per distanze maggiori di T. A. (alzo 1700 per T. A. a 200 > alzo 1600 p er T. A. a 300 ed oltre; alzo 1800 per T . A. a 100 m etri > alzo 1700 e cli alzo 1600). Da ciò si può dedurre che l'alzo di sicurezza maggiore e l'alzo di sicurezza comune a più d-istanze di T . A. garantiscono queste nei successivi loro spostamenti in avanti, fino al punto in oui la distanza d·i T. A. dall'arma raggiunge il massimo compatib·ile con ta.Ze alzo. E così si avra: Alzo di sicùr ezza 1800. T. A. possono avanzar e da 100 metri avanti al l'arma ,fuw a 1200 metri (massima distanza delle T. A . dall'arma compatibile con l'alzo di sicurezza 1800} (1) Nella figura 2.0 la linea di mira H-0-1.'A. (pwt!camente coincidente con In. linea di sito O·B) è coll3!derata orizzont;i,lo o le T. A.. risultano pertanto sull 'ol'izzonte dell'arma (terreno orizzonta.le) . Noi caso delia figura l'inclinazione rlell'arma (T·O·TA) coincide con l'anuol o rli elevazione dato dall'alzo FI.

T

T Angolo tl elèvaz//Jne

,.

e

·~

D

}175alo rii elevae;one e orizzonte

B Flg, 21.

Fig. 22.

Entro i limiti di una larga applicazione del principio d! rigidità do!la traiettoria tutto quello ç,he viene esposto relativamente al caso di torrono parallelo alla linea di sito ha pieno valore anche so il terreno stesso è comunque inclinato sull'orizzonte: nel caso di terreno lnollnato l'angolo T -0-T A è da considerarsi sempl'e oome angolo di eleva.ziono . (v. figg. 21 e 22) (2.) Gli alzi di sicurezza devono considerarsi aumenta.ti di 100 m e t ri ogni 8° 0 di angolo di traballamento in più dei 6 (N. 2.2. ciloolare 3000).


-

22-

+

I

~ssendo, per guest'ultima distanza di T. A., richkst-0 l'alzo di 1800 (1200 600) ed essendo richiesto, per le distanze intermedie, un alzo di i;icurezza minore. Alzo di sicurezza 1700. T. A. possono avan zare da 200 metri avanti all'arma fino a 1100 metri (massima distanza delle T. A. dall'arma compatibile con l'alzo di sicurezza 1700) per considerazioni analoghe (T. A. a 1100 metri, aJzo di sicurezza 1700). Alzo di sicurezza I6UU._,'l.'. A. possono a,vanzare da 300 metri avanti all'arma fino a 1000 metri (massima distanza delle T. A . dall'arma compatibile con l'alzo di sicurezza 1600) essendo "l'alzo di 1600 comune a tutte le distanze intermedie (T. A . da 300 a 1000 m etri dall'arma). Tenuto conto che per T. A . a più di 1000 metri l'alzo di sicurezza è sempre ugua le alla distanza delle T. A. stesse aumentata di 600 metri, si può concludere che, qualunque sia

o -'~ ~ - - - - m. 600- - :- -

+--:

'

:.... - - - - -m.600- - - - -:- - --l

~- ---- m6oo- .,..- - - --: Ffg . 23.

l'alzo di sicurezza impiegato, le truppe amiche possono sempre spingersi fino a 600 metri dall'obiettivo , ed, in ultima analisi, che ogni alzo di sicurezza comporta una distanza mimma di sicurezza di 600 metri. Questa conclusione non deve p erò indurre in errore col far J'iten ere che la distanza di sicurezza da osservare nel tiro al disopra delle T. A. sia sempre quella di 600:metl'i. Se invece q.i prendere in considerazione la distan za di sicurezza in r e la zione alla possibilità di avanzata delle T. A. verso l'obiettivo, si considera la posizione dell'obiettivo r-ispett,o alla posizione delle truppe amiche in un ::dato momento, risulta evidente ohe la distanza di si curezza deve - in ogni momento -- rispondere alla'_condizione di essere ugitale alla differenza fra la gittata dell'alzo di si:curezza e la distanza delle truppe amiche dall'arma nel momento considerato. Ad esempiò : L'alzo di sicurezza. 1600 consente alle t,n1ppe amiche di avanzare n el tratto fra i 300 m e tri ed i 1000 m etl'i di distanza dall'a rm a ma richiede che l'obiettivo sia almeno a. 1600 metri dall'arma; È< ovvio quindi che quando le truppe amiche sono a 30Ò m etri dall'arma l'alzo di sicurezza impone una distanza .di sicurezza di 1300 metri (1600-300): auando le T. A . sono 400 metri una distanza di sicurezza di 1200 m etri (1600-400) e così d1 seguito finchè le T . A . non siano giunte a 1000 m etri e la distanza di sicurezza non sia scesa a 600 metri. In altri t ermini, quando le T. A. sono a 300 metri dall'arma. si potrà tirare contro un obiettivo a 1300 metri dalle T. A. od oltre, ma non a distanza minore; quando le T. A . sono a 400 metri dall'arma l'obiettivo dovrà esser e a 1200 metri o più dalle T. A. e così di seguito. In sintesi, la distanza di sicurezza scende fino ad un minimo di 600 metri - comune a tutti gli alzi di sicurezza - per effetto del movimento in avanti delle T. A.," ma, in ne.9su.n momento, può scendere al disotto di quella risultante dalla seguente uguaglianza: distanza sicurezza =;e distanza d'alzo di sicurezza - distanza T . A. dall'arma. E sempi (v. fig. 23): Con l'alzo di sicurezza 1800 le T. A. possono avanzare da T A 100 fino ad S 1200, mentre sì tira su B 180o; quando le T . A . sono a TA 100 non è p erò possibile tirare su B'1700 6 tanto meno su B"1,;o0 p erchè manca la distanza d1 s10urezza essendo questi due obiettivi a distanza minore di quella della gittata dell'alzo di sicurezza prescritto · per T. A. a 100 m etri dall'arma.

a:


-

23 -

Con alzo 1700 le TA2oo possono avanzare fino ad S'uoo m entre si t ira su B\700 , su B, 800 ed oltre; quando le T. A. sono in TA2oo non è però possibile tira.r e su B'\,., 00 perchè manca la distanza di sicurezza. Con alzo 1600 le T A 300 possono a vanzare fino ad S" 1000 mentr e si tira su B" 16ij 0 , su B\ 100 , su B 1800 ed oltre: quando le T. A. sono in TA ~00 non è pe1·ò possibile tirare su un obiettivo più vicino alle T. A. di B" perchè mancherebbe la distanza di sicu rezza. In p1·atica, la verifica della possibilità del tiro a l disopra di T A in terreno parallelo alla linea di mira., richiederà l'apprezzamento deJJa distanza delle T. A. dall'arma e la, stima della distanza dell'obiettivo dall'arma; se la distanza dell'obiettivo dall'arma è uguale o superiore alla distanza dell'alzo di sicurezza prescritto p er -Ja distam:a delle T. A. dall'arma, il t iro è possibile, in caso diverso non è possibile. Le condizioni richieste per la sicurezza delle T. A . in t erreno parallelo alla linea di mim consentono i seguenti rilievi circa le possibilità ed il rendimento dell'accompa.g namento m ediante tiri al disopra delle T . A. stesse svolti in tali condizioni: a) se le truppe amiche si ·trovano vicine alle armi (100-é---300 m etri circa) si possono mantenere buoni collegamenti fra T. A. e reparti mitragli.eri; per contro, le distanze di sicurezza raggiungono profondità talmente rilevanti (T. A. a 100 m etri distanza di sicurezza 1700; T. A. a 300 metri dis1;anza di sicurezza 1300) da togliere all'azione di accompagnamento ogni aderenza con le necessità dei reparti avanzati ; b) se le T. A . sono molto_lontane dalle armi (800 -,-1000 metri ed oltre), manca ogni possibilità di stretto collegamento fra armi e T. A.; diminuisce invece notevolmente la profondità di distanza di sicurezza ma, anche quando questa scende al irlJillmo (m. 600), essa è ancora tale da non consentire sufficiente aderenza fra il fuoco e le T. A . avanzanti. e) Qualunque sia la posizione delle T. ·A. (vicine o lontane dalle armi) gli alzi di sicurezza impongono distanze di tiro talmente rilevanti (alzo minimo di sicurezza 1600) da escludere una sufficiente efficacia del tiro a puntamento diretto eseguito da pie· coli elementi mitra Flg . 24. gliet·i . Consegue da qu_anto sopra che il tiro, a puntamento diretto, al disopra d elle T. A., a in terreno parallelo alla linea di mira sarà d'impiego eccezionale. _,r,,'l.\''" \ \ · ~·.;; LA SICUREZZA IN TEURENO VARIO . - In t erreno vario si possono verificare i seguenti Flg . 25, casi, schematizzati con le figure 24, 25,

-------------:;;Y - ~~

26 e 27.

Il caso della figura 24 esclude l'impiego dell'arma a puntamento diretto perchè le T. A. vengono a trovarsi al disopra della linea di sito dell'obiettivo (OB). Le altre figure, attraverso varie forme di terreno, costituiscono un caso unico, avendo un elemento comune : T A al disotto della linea di sito dell'obùttivo. Figura 25 - Obiettivo (B) sull'orizzonte dell'arma e T A al disotto di tale orizzonte. Figura 26 - Obiettivo e T A al disotto dell'orizzonte dell'arma, ma obiettivo allo stesso livello (B), oppure più in basso (B') delle T. A. Figura 27 - Obiettivo al disopra delI'orizzont_e dell'arma e truppe amiche sul-

.Fig.26,

Flg. 27.


-

24-

l'orizzonte d ell'arma (TA), oppure al disopra (TA') o a l disotto (TA") d~ll'orizzonte stesso. Concludendo, in terreno vario, escluso il caso della figura 24, le T. A. saranno Be'/'/1/[Jre più o meno al di,sotto della linea di sito dell'obiettivo . L'esistenza di questa condizione agevola molto la soluzione t ecnico-tattica d el tiro al disopra delle T. A. perchè, come si dimostrerà più avanti, mentre restano inalterate le garanzi e

B''

' ' ''

'·,

\ _\

arma

B·1

Flg. 2S.

mo = H a a' S

= = = = =

T A-C

=

h

n.sse dell'arma a·i sposta por il tiro; alzo corrispc,ndente a.Ila dl5tanza reale dell'oblettlvo (0 ·13) (l); alzo corrispondente alla dl stanza di alzo di slcnrezza (0-B') (1); angolo tli elevazione ottenuto con al1.0 h puntan do in J3 (1); angolo di elevazione ottenuto con al zo H puntando in 7'.A (l); angolo dl sito del punto B B'Ipponendo la retta 0·2'.A orizzo utnle ; qualu nque sia l'inclinaz ione della retta 0·1'A l ' ang,1!0 S è se:npre quello compreso fra le d~e li nee di ,nlrn ottenute, rispettivamente , con a lzo h ed ul?.o H e dirette, rispettivamente, in B eri Jn T A ; a ltezza dl slonrezza .

date dagli alzi di sicu1·ezza, è possibile avvicinare le armi alle T. A., ridurre le dista.nze di t iro e diminuire, in misura molto rilevante, la profondità - misu rata sul terreno - delle distanze di sicurezza. Sia m-0 l'asse d ell'a rma, disposta per il tiro, con l'inclinazione e/che si ottiene graduando l'alzo alla tacca H e puntando sulle T .A. poste sull 'orizzonte d ell'arma (v. fìg . 28) (i valori degli angoli di elevazione ottenuti con le varie tacche d'alzo sono riportati nell'Allegato 5). Se il terreno ..fosse parallelo alla linea d i mira (0-'.l:'A-B'), la traiettoria 0-0-B-B' incontrerebbe la linea di mira in B', essendo il tratto 0-B' uguale alla distànza d ell'alzo d i sicurezza (ad esempio alzo H = 16 il tratto 0-B' = 1600 m etri). Se il t erreno oltre le T .A. cioè il tratto TA-B' , p otesse ruotare verso l'alto con centro di rotazione in T A è evidente che, r estando inalterata la inclina zione a' dell'arma, la traiettoria ottenuta con alzo H (ad. es. m . -1600) sar ebb e intercett ata dal terreno TA-B", nel punto B, ma la sicurezza delle T.A. non verrebbe m enoma.mente diminuita d ato che l'altezza di sicurezza TA-0 rester ebbe inalterata.. Consegue da quanto sopra che un obiettivo B posto sul terreno TA-B" potrà essere colpito, senza che sia pregiudicata la sicur ezza d elle T .A. impiegando l'alzo H e puntando alle T.A. perchè la traiettoria ott enuta con tale a lzo è qu ella stessa che salvaguarda le . T .A. anch e.se il t erreno O.TA .B' è parallelo ·aua linea di mira. Ma il punto B pu6 cs.~ere anche colpito graduando l'alzo con la tacca h corr1,sponclente alla &[stanza 0-B (misurata sulla stessa linea di s ito 0-B) (2) e puntando direttamente sit B . Con ~ale puntamen to si viene a dare a ll 'arma la stessa inclinazione (a'), al disopra della linea 0 .TA, data precedentemente con l'alzo H, ma ottenuta, in qu esto caso , con la somma d egli angoli S (B-0-TA angolo di sito del punto B) ed a (T-0-B angolo di eleva• zione alzo h). (1) P er le r elazioni che esistono fra alzo, angolo dl mira e angolo di elevazione. vedi nota. 2 a pa g. 5. (2) .A.pplioozlone del principio di rigidità della traiettoria . ·


In altri termini, mentre s'impiega materialmente l'alzo h (corrispondente alla distanza dell'obiettivo) in sostanza, mediante l 'aggiui1ta dell'angolo di sito S, si viene ad utilizzare un angolo di tiro uguale all'angolo di elev.azione (o:') dato dall'alzo H, cioè dall'alzo di :.icurezza. La figura 28, avendo carattere dimostrativo, non è in scala; le altezze sono infatti in una scala molto maggiore di quella delle distanze e quindi la traiettoria risulta, in :figura, molto più curva di quello che dovrebbe essere. Malgrado ciò, osservando la figura, si possono far e le seguenti constatazioni: a) la distanza 0-B è notevolmente minore d ella distanza 0-B'; si d educe da ciò che in terreno vario è possibile eseguire il tiro al disopra delle T.A. contro obiettivi a distanze notevolmente minori di quell e indicate dagli alzi di sicurezza; · b) il tratto TA-B è molto minore del tratto TA-B'; si d educe da ciò che in te:çreno vario le distanze di sicm·ezza - misurate sul terreno - subiscono delle rilevanti riduzioni che consentono una maggiore aderenza fra l'azione di accompagnamento ed i reparti avanzati. e) il tratto Q.TA non ha subito variazioni .ma poichè - entro i limiti delle possibilità offerte dal terreno - la scelta d elle postazioni dipende da noi, saJ;·à sempl·e possibile <limi· nuire la distanza delle armi dalle T.A. (ciò che equivale a clim.inuire anche la distanza arma-obiettivo) rendendo più intimi i contatti fra mitragli eri e fucilieri ed aumentando l 'efficacia del tiro . L e di1ninuzioni di profondità delle distanze di sicurezza, rispetto a quelle che si hanno in terreno parallelo alla linea di sito dell'obiettivo, sono molto rilevanti. Lo specchio Allegato 6 1·ipo1·ta alcuni dati ricavati graficamente e confermati dal calcolo e dall'esperienza pratica di tiro. Dall'esame dello specchio si deduce: 0, parità di distanza d elle T.A. dall'arma la distanza di sicurezza diminuisce con l'aumentare della pendenza del terreno; per una data pendenza del terreno la profondità <l'ella distanza di sicurezza diminuisce - di massima - col diminuire delle distanze delle T .A. dall'arma; la distanza arma-obi ettivo risulta tanto minore quanto minore è la dista.n za arma· truppe amiche e quanto maggiore è la p endenza del terreno (I). La figura 28 rappresenta il caso in cui le T.A. sono sull'orizzonte dell'arma e l'obiettivo è sopraelevato rispett,.1 alla T. A . . e rispetto all'a1ma. Entro i limiti dell'applicazione del principio di rigidità della traiettoria, tutte le conside· razioni fatte precedentemente conservano il loro pieno valore, qualunque sia la quota delle T .A. rispetto all'a.rma e quella d ell'obiettivo rispetto alle T.A. ed all'arma, sempre clu; sia soddisfatta la c.ondizione che le T.A. si trovimo al di sotto della linea di sit~ dell'o. biettivò {v. figg .,25, 26 e 27). _Consegue da ciò che l'inclinazione del terreno non va riferita all'orizzonte, ma alla linea di mira diretta all'obiettivo, e cioè in relaz10ne all'angolo d'in· cidenza com preso fra la linea di' mira ed il terreno. Per una data reale pendenza del terreno (riferit,a all'orizzonte), l'angolo d'incidenza è maggiore o mi nore a seconda che l'arma sia ad una quota maggiore o minore rispetto all'obiettivo (v. fig. 29; i> i'). La figura 29 dimostra come, per uno stesso valore (S) dell'angolo B-0-TA (B-0'-TA') (vedi angolo S della figura 28), con l'aumentare dell'angolo di incidenza si ha una diminuzione di profondità della distanza di sicurezza - (TA·B

<

TA'-B).

In ultima analisi, a parità di ogni altra condizione, il maggiore o mino1·e dominio del· l'arma influisce sulla profondità reale della distanza di sicurezza. Ciò si spiega. facilmente quando si considerino i due casi limite: t erreno par1,J,llelo alla linea di mira: angolo d'incidenza zero; profondità di distanza di sicurezza massima, pari cioè alla differenza fra la distanza d'alzo di sicui·ezZa e la distanza arma·T.A.;

(1)

Infatti, la distanza arma-obiettivo non differisce molto, anche in terreno vario, dalla somma:

distanza arma·T..à.

+ distanza

di sicurez:ta.


terreno norma.le alla linea di mira (pa.rete verticale) angolo d'incidenza 90° distanza di sicurezza zero perchè questa si confonde con l'altezza. di sicurezza (v. fì . 30; praticamente 0-B = 0-TA).

o'·,r .t;,.

I

1, > I

B¾1':4= B~TA'(rer costruzione) TA-B

< TA'-8 Fig. 29.

Da quanto si è fin qui esposto resta dimostrato che il tiro al 'di sopra delle T . trova le maggiori possibilità d'applicazione nel terreno vario, essendo possibile ridurre le distanze di tiro, diminuire la profondità delle distanze di sicurezza, mantenere le ar.mi ravvicinate alle T.A., ciò che in sostanza significa Fig . so. assicurare all'azione del fuoco di accompagnamento la maggiore efftcacia balistica e la maggiore aderenza alle necessità dei reparti da accompagnare. VERIFIOA DELLE CONDIZIO:NI DI SICUREZZA. Le modalità per tale verifica sono quelle chiaramente esposte al n. 9 e terzo alinea n . 11 della circolare 3000. Un sommario esame di queste modalità varrii a dimostrare . la grande semplicità e la pratica esattezza del procedimento (1) . L e operazioni da compiersi sono le seguenti (v. fìg. 28):

a) « puntar(:) l'arma al bersaglio (B) con l'alzo (h) corrispondente .alla distn.nza (0-B) del bersaglio medesimo ». Con questa operazione si viene a disporre l'asse d ell'arma secondo la r etta m-0 il cui prolungamento (linea. di. tiro OT) formerà con la linea di mira 0 -B, diretta al bersaglio, l'angolo e, equivalente al valore dell'angolo di elevazione dato dalla tacca a.'alzo h. b) «fissare l' a.rma,,. Questa operazione serve a mantenere l'arma, per tutto il r esto del procedimento, con la medesima inclinazione ottenuta con l'operazione a); e) «segnare sul cursore l'alzo di sicurezza (H) che corrisponde alla distanza delle T.A. dall'arma e traguardare"· Fissando il cursore alla graduazione H non si è alterata menoma.mente l'inclinazione dell'arma e quindi il mirino_(O) 1·esta dove era; risulta invece alquanto sollevata, rispetto alla precedente graduazione h, la tacca d ell'alzo. Supponendo che fa, precedente linea di mira h-0-B sia materializzata con una retta rigida, l'avere spostato il punto ,~ in H equivale a far nwtare la linea stessa intorno al perno, O,

(1) Qnanto vione esposto qui di segn\to serve a spiegare e a dare mlrmtamente ragione dei p~ocedimento; nell'applica,7,tone pratica il procedimento non richiede calcoli di sorta.


ciò che porta ad abbassare la linea di mira e a disporla secondo la direzion·e H-0-TA (v. r elazione fra angolo di mira ed angolo di elevazione a pagina 5 Nota 2) . · L a nuova linea di mira formerà, con la precedente, l'angolo S (B -0 -TA). · La somma d ell'angolo S e dell 'angolo e1. ci dànno però l'angolo rt.' che non è alt-ro che l'angolo di elevazione corrispondente alla tacca d'alzo H. Il pm1to 'l'A rappresenta il punto d'incontro d ella linea di mira dell'alzo H (alzo di sicurezza) con il terreno . Supponiamo che in T A vi siano delle truppe amiche; è evidente che puntando in 'l'A con la graduazione H si otterrà la traiettoria OCBB' che è quella di sicurezza perch~ passa al disopra delle T.A. del tratto TA-C, couispondente all'altezza di sicurezza.. Verificandosi tale ipotesi si potrà. concludere che il tfro contro i I bersaglio B, al di sopra cli T .A. è possibile perchè pur impiegandosi materialmente l'alzo h, rispetto alle T.A. è come se si impi egasse l 'alzo H che è quello di sicurezza . La figura 31, integrando quanto si è rap· presentato con la figura 28, p ermette di completare la dimostrazione: Siano (v. fig. 31) le F ig. 31. rette OB ed OB' le linee di mira ottenute, rispettivamente, con alzo h e con alzo H come nella figura 28; per le ragioni già esposte, la sicurezza delle truppe o.miche in T A risulta garantita. quando si spari contro B impiegando l'alzo h . Supponiamo che dalle operazioni di verifica risulti che la linea di mira dell'alzo H vada a incontrare il terreno in T A' anzichè in TA, e cioè al di so/.to delle truppe amiche. In questo caso si dovrà concludere che il tiro al disopra di TA non è possibile perchè l'angolo S compreso fra le visuali OB (arma-obiettivo) e 0-'11 A (arma -truppe amiche) è minore dell'a.ngolo S' compreso fra la linea di mira dell'alzo h dirntta in B e la linea di mira dell'alzo H, cioè minore (v. fig. 28) della differenza (a' - a) fra i valori angolari dati dai due alzi. In sostanza , il -dislivello relativo fra le T.A. e l'obiettivo ci dà un angolo S di tale ampiezza che, sommato con l'angolo rt. non è sufficiente a darci l'o.ngolo a' di cui abbiamo bisogno (in questo caso a' = e1. + S'}. Supponiamo . invece cho dalle operazioni di verifico. risulti che la linea di mi.ra d ell'alzo H vada ad incontrare il terreno in T A" a.n7.ichè in T A; si potrà senz 'altro conclud ere che il tiro al disopra di T A contro l'obiettivo B è possibil e perchè l'a.ngoio S compreso fra le visuali OB (arma-obiettivo) e 0 -'l'A (arma-truppe amiche) è m aggiore d ell'angolo S" compreso fra la linea di mira dell'alzo h diretta in B e la linea d i mira dell'alzo H , cioè maggiore (v. fig. 28) d ella differenza (a' - a) fra i valori angolari dati dai due alzi. In sostanza, il dislivello relativo fra le T .A". e l'obiettivo ci dà lm angolo S di 1;ale a mpiezza che, sommato con l'angolo a dà un angolo che è maggiore dell'angolo e1.' di cui abbiamo bisogno (in q Ltesto caso a' = a + S"). Verificandosi questa ipotesi è ovvio che le truppe amiche da TA possono ancora avanzal·e fino a TA', che rappresenta il limite minimo di distanza di sicurezza. I n sintesi, con l'operazione di verifica prescritta dal N . .9 della. circolare 3000, si constata se il vctlore dell'angolo S, compreso fra ,ie visitali arma-obiettivo ed arma-T A è uguale, maggiore o minore dell"angolo S' (oppure S") (v. figg . 31 e 28) i l ·quale rappresenta la di fferenza (a' - a) fra il valore angolare dell'alzo di sicurezza ed il valore dell'alzo corri spondente alla reale distanza dell'obiettivo; se è uguale o maggiore si può eseguire il tiro, se è inferiore non si può eseguire.


Questa conclusione suggerisce un procedim,ento di verifica speditivo, pratico e sufficientemente esatto, che può compiersi senza richiedere l'impiego dell'arma, purchè siano noti i valori della differenza (o:' - o:) . Talì valori sori.o riportati nello specchio AIIE>gato 7, il cui impiego risult dal seguente esempio: obiettivo a 600 metri dall'arma; TA al disotto della linea di sito dell'obiettivo e ad una distanza che richi,e da l'alzo <li sicurezza 1600: ad esempio a 500 metri; • angolo di elevazione (o:) dell'alzo 600 = 9° 0 ; angolo di elevazione (o:') dell'alzo 1600 = 63° 0 ; differenza. (oc' - o:) fra i du e valori angolari: 63 - 9 = 54° 0 • Se l'angolo compreso fra la visuale arma-obiettivo e la visuale arrna-T. A. è maggiore od uguale a 54° 0 il tiro p1tò eseguirsi . Il valore di ta.Ie angolo può stimarsi, con s.uffi-

~01- l - -- o

<11 a=.--::::.. ··,:i, · ,:

-

5400

---j&-r--

m.LJSll

-,

l

- .-

Fig, 82.

ciente approssimazione, p er m ezzo del reticolo del binoccolo oppure con lill doppio decimetro (v. fìg. 32). T enendo il doppio d ecimetro a cm . 50 dall'occhio, ogni millimetro corrisponde ad un valore angolare di 2° 0 • Nel caso dell'esempio, traguardare in modo che lo O (zero) d el doppio decimetro cada sull'obiettivo (B) e l'lmghia d el pollìce sia fissata al mm. 27; il tiro può eseguirsi se le T.A. risultano al disotto del mm. 27. Per T A il tiro è possibile; per T A' non è possibile (v. .àg. 32). Lo specchio Allegato 7 riporta i calcoli fatti d elle differenze o:' - cx in funzione delle distanze -di TA (fino a 900 metri) e d~lle distanze di obiettivo (fino a 1000 metri). Stimata la distanza dell'obiettivò e stimata la distanza delle T.A. la tabella fornisce il valore oc' - o: da controilarsi come è indicato con la figura 32. I valori riportati nell'Allegato 7 sono riassunti nello) specchio Allegato 8 che offre i seguenti vantaggi: fornisc e elementi con sufficiente approssimazione, essendo i valori angolari (a' -o:) arrotondati, di massima, per eccesso; qualche valore è arrotondato, per difetto ma per di:ffe1·enze minime; ' la disposizione d elle cifre è t a le da consentire, con un limitato sforzo di memoria, di ricordare esattamente la loro posizione, ciò che dà modo di avere sempre presenti i valori che occorrono o, quanto meno, di ricostruire a m emoria lo specchio. La possibilìtà di avere presenti in ogni momento i valori a.' - a. è della più grande importanza per i quadri mitraglieri. Nel combattimento offensivo le postazioni da prendersi nei successivi spostamenti devono rispondere, fra l'altro, alla condizione di consentire il tiro al disopra delle T.A. contro glì obiettivi che interessano i reparti da accompagnare. Di massima, la scelta delle postazioni sarà di competenza del comandante d el plotone il quale, precedendo le armi, p otrà eseguire i necessari accertamenti senza servirsi di un'arma purchè abbia pr~seriti i valori approssimativi a. 1 - o:. È anzi opportuno che le armi, durante tale verifìca, siano tenute al riparo, ad esempio dietro un rilievo; ciò varrà a


-

29-

risparmiare al i,ersonale la fatica, e le eventuali perdite, d ei vari spostamenti che fossero ric,hiesti dalla ricerca di una. postazione più adatta.. Messe le armi in postazione, converrà che ogni arma ripeta. la verifica con il norma.le procedimento del n. 9 della circolare 3000.

Tiro attraverso gl'intervalli delle T. A. Per il tiro attraverso gl'intervalli si richiedono due garanzie di sicurezza; una nel senso verticale, ed una nel senso latemle. 8IOUREZZA VERTIOALE, Ha lo scopo di evitare che le traiettorie più basse del fascio urtino contro il terreno a. tergo dell'intervallo (a-b), al disopra del qua.le si deve esegui.re il tiro; ciò, per non provocare rimbalzi pericolosi per le T.A. (v. fig. 33). Questa garanzia è sostanzialmente identica a quella richiesta per il tiro OBIETTIVO a l disopra delle T.A. dalla quale differisce soltanto B quantitativa.mente. Gli alzi di sicurezza. assumono p ertanto valori notevolmente minori di quelli previsti per il tiro al disopra delle T.A. e sono stabiliti in relazione alla distanza arma-intervallo (I). Per intervallo fino a 100 m etri alzo di sicurezza 100 + 600 = m. 700. i b - TI - - ----1 Per intervallo da 200 a 600 metri alzo di sicuT.4.di dnistra TA.didesira · rezza = distanza a rma-intervallo + metri 500. P er intervallo da 700 metri ed oltre alzo di sicurezza = distanza. arma-intervallo + m etri 400. Ad esempio: Intervallo a. 300 metri. Alzo di sicurezza m. 800 (300 + 500). Flg . 83. Intervallo a 800 metri. Alzo di sicurezza m. 1200 (800+400). Consegue da ciò che in terreno parallelo alla linea di mira il tiro può essere eseguito soltanto contro obiettivi a distanza non minore di quella dell'alzo di sicurezza. In terreno vario le condizioni si modificano, analogamente a quant-0 si è esposto circa il tiro al disopra delle T .A., in relazione al maggiore o minore dislivello relativo fra la linea di sito dell'obiettivo e l'intervallo delle T.A. -Pertanto le dimostrazioni (figure comprese), esposte precedentemente per il tiro al disopra d elle T .A., sono in tutt-0 e per tutto - salvo nella. entità d el grado di sicurezza richiesto - appliéabili al tiro attraverso gl'intervalli d elle T.A.

t

I

t

SICU".REZZA LATERALE. Ha. 1 scopo di evitare che le traiettorie estreme, di d éstra. o di sinistra., del cono di dispersione possano colpire le ali interne d ei reparti d elimitanti l'intervallo. Questa sicurezza è ottenuta quando la direttrice del tiro passa ad una distanza. dalle ali interne dei reparti superiore alla la;rgbezza. della metà destra o sinistra d el cono di disp el·sione. 1n pratica., anzichè riferirsi a. misure lineari, ci si riferisce a misure angolari, più facili a prendersi con l'arma stessa. I valori angolari prescritti, detti settori di sicurezza laterale, sono notevolmente più ampi della larghezza della m ezza rosa. P er intervallo di T.A. fino a. 100 metri dall'arma, settore di sicurezza = 100°0 • Per intervallo di T .A. oltre i 100 metri dall'arma settore di sicurezza = 50° 0 •

(1) Quando l'arma. abbia nn angolo di tra.bnllnmento superiore a.i 6°• i valori degli angoli di sicurezza. vanno aumentati nella seguente misura.: 100 metri ogni 8° 0 di traballamento oltre i IJ 00 se l'alzo di sicurezza norma.le è uguale o superiore a 1400 metri; 100 metri ogni 6° 0 d.1 tra.balla.mento oltre I 6••, l)er ,.1z1 norma.li tra. 1000 e 1400 metr i: 100 metri ogni 4° 0 di tra.balla.monto, oltre i 6° 0 , per alzi di sicurezza. normali tm 700 e 1000 metri .


-

30-

La figura 34 rappresenta le condizioni di sicurezza laterale pel tiro attraverso l'intervallo a b. distante più di 100 metri dall'arma, esegmto da un'arma postata in O (settori di sicurezza 50°0 ) . Dalla figura 34 risulta che il tiro è possibile soltanto quMdo l'ampiezza dell'intero intervallo ò almeno pari a l00°o (50° 0 + 5000) B della distanza arma-intervallo. In sostanza l'ampiezza minima lineare dell'inter-

B' vallo a·

/

/

0

della rlistanza arma-intervallo

(-¼-

per inte~vallo a meno di 100 metri · dall'arma).

/ \ . 8/

è di

\

È opportuno precisare che l'ampiezza lineare (a b) d ell'intervallo non va considerata nel suo va-

lore assoluto , ma rispetto alle visuali (oa: ob) condotte dall'arma alle ali interne dei reparti d elimitanti l'intervallo. Nel caso della figura 34 è evidente che l'inter-O' vallo a b consente il tiro contro l'obiettivo B per arma postata in B O ma non con sente il tiro con· \ I tro l'obiettivo B' br \~ Flg, 8!. per arma posta1 \ ta in O' essendo 1, \ so·· l'angolo a' O' b' < di 100° 0 ; infatti, per O'P =OP il -/, tratto a' b', compreso fra le due visuali partenti da \ I I ' p' ,' ,' O', è notevolmente mip.ore del tratt-0 a b, compreso \ 3/)"" fra le due visuali partenti da C . I 1 "'\ Quanto sopra conferma la necessità <li control• 2P lare le condizioni di sicurezza sempre in base ai vaF!g. 35. .lori angolari e non in base all'ampiezza lineare d el·1' intervallo. Per una data ampiezza d'intervallo, l'esistenza o meno delle condizioni di sicurezza ·dipend e dalla distanza arma-intervallo. •B' "' Sia (v. fig. 35) ab l'intervallo fra le truppe amiche •B" B• B \ ' e P la posizione dell'arma. I I \ <.io•·1 I so., Se i settori BPb e BPa sono minori, ad esem-~\ J'et~ore di _,r=-..J .. ( _ __ pio, di 50° 0 basterà sposta.re l'arma in P' per aumen---a"ÒI\ ,..1 azwne I- lb .tare l'ampiezza d~i settori stessi. \"' I / /: L'azione di accompagnamento delle mitraglia,~, '-f:I trici, non può legal'l'i ad un unico obiettivo, occorre ,~, '11 ·;;;1 pertanto che le armi possano disporre di un certo \t1 h~ Bellore &i azione per poter , battere diversi obiettivi ~ f.~I \~\ ,5/1 (B-B'-B" -B"') (v. fì.g. 36). \ I // Consegue da ciò che l'ampiezza d ell'interva llo dovrà essere molto m aggiore di quella minima risul~ I/ tante dalla somma dei due Bettori di Bicurezza. Per controllare se n el tiro contro un dato obietFig. so. tivo esiste la sicurezza laterale voluta, si punta contro l'obiet.tivo (ad es. B) e si legge la gradua.z ione della lastrina di direzione_; si sposta quindi i l puntamento all'ala interna a del reparto più vicino alla direzione di tiro, e si controlla sulla lastrina se lo spostamento di graduazione è mag• giore cli 50°0 (o di 10000). · 50•• I

,,

'0

\1 // v o

L'azion e di accompagnamento delle mitragliatrici pesanti non può basarsi, in combattimento, eull'esi9tenza. di intervalli prestabiliti nel numero e nell'ampiezza.


-

31-

Le fluttuazioni del combattimento e l'andamento d el terreno faramw si che inter. valli esistenti all'inizio, si restringeranno o si chiuderanno, m entre si apriranno nuovi :ihtervalli. Nell'assolvimento del loro compito sono pertanto le armi che, quando occorra, dei:ono -eseguire spostamenti laterali od in avanti, più o m eno grandi, per ricercare o r,er ristabilire le condizioni di sicurezza necessarie. In terreno vario potranno esistere larghi intervalli, imposti dalle forme del terreno, fra i plotoni, od almeno fra 1e compagnie avanzate; sono questi gl' intervalli di oui dovranno approfittare le mitragliatrici per mantenere oll'a· zione di accompagnamento l'aderenza necessaria che non fosse possibile ottenere con il tiro al disopra delle T. A. In terreno vario si presentano condizioni in cui il tiro .assume contemporaneamente il carattere di tiro attraverso gl'intervalli e di tiro al disopra delle T.A. Ad esempio (v. fìg. 37) il tiro eseguito contro B dal. l'arma postata in P assume l'aspetto di tiro attraverso gli intervalli p er le truppe amiche in a che si t rovano quasi sulla linea di sito dell'obiettivo, ma ha le caratteristiche -di tiro al disopra delle T.A. per le T.A. in b, che si trovano più _in basso.

Flg. 87.

In sintesi: Il tiro attraverso gl'intervalli non può svolgersi secondo uno schema presta·bilito, ma a. seconda d elle condizioni del momento, sempre variabili ; tali condizioni possono i>ssere conveni entemente modificate mediante oppo:rtuni spostamenti d elle armi . Quando ,esistano condizioni proibitive per il tiro al disopra e per il tiro attraverso gl'intervalli 1 le mitragliatrici non debbono esitare a portarsi sulla linéa stessa del areparto avanzat,o, -col qua.le d evono cooperare, e preferibilmente fuori d'una delle sue a.li» (1).

UJ Ultimo alinea n. 240 dell'Addestram~to fanteria 102!1.


-

32 ALLEGATO

1.

-Specchio indicante gli alzi appropriati per le distanze da 500 a 1000 m'!tri in ,relazione alla ordinata del c~ntro della rosa - rispetto al punto mirato - ottenuta con la mitragliatrice pesante Mod. 14 sul cartellone a 200 m~tri.

To.oon d'alzo impiegata nel tfro

Ordinata del centl'o della rosa

contro oattellone a 200 metri

rispetto a.I punto ml.rato

.Alzo :appropl'lato per la clistauza

reale corrispondente a q ue!la del la tacca di oul a colonna 1

I

1

2

5

6

7

8 '·

9

10

1,30

5

0,85

5½

0,40

6

o

6½

2,25

6

1, 90

6½

1,52

7

1,10

7½

3, 10

7

2, 05

7½

2,20

8

1,75

8%

3,80

8

3, 40

8½

3

!I

2,50

9½

4,70

9

4, IO

' 9½

3,60

10

5,90

10

5, 40

10½

4, 90

Il

4,30

11 ½

"

1° Esempio ; Verifica alzo 5. Media ordina t a. ottenuta a 200 m etri con a lzo 5; m. 0,85 - a lzo a ppro priato per la distanza di 500 metri con quell'arma: 5 ½20 ·E sen1pi0 : V eri fica alzo 8. Med ia ordinata ot t enuta a 200 m etri con alzo 8 : m . 3 - alzo a p p10-· priato per la distanza di 800 m etri con quell'arma: 9.


ALLE GATO•

2.

TAVOLA DI TIRO NUMERICA DELLA MITRAGLIATRICE PESANTE MOD. 14 FINO ALLA DISTANZA DI 1000 METRI. .A.NGOJ.I DI ELEVAZIONE

DIBTANZE

Millesimi

S TRJSOE CONTENENTI IL 50

COORDINATE DEL VERTICE

.A.scisse

Ordinato

convenzionali

%

m.

.. 2

V ARIA7,IONI

DURATA

secondi Ad ogni milleBI· Millesimi mo in + odln e - ·noli' angolo convenzionali deoi'mi di seoond.o di tiro

Longi'tudinale

Verticale

E

Il

F'

6

7

8

m.

m.

I

--

3

4

5

m.

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m.

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51

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68

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10

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4

0,4

0, 3

45

7

0,6

40,8

0,4

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10

0,9

38,2

0, 6

35

16

.l, 1

100 ...........

5

57

200 ... . .......

(}

117

0,6

0,15

300 . . ....... . .

7

170

0,9

0,22

43,6

400 .... .. . . . . .

9

230

1, 4

0,29

500 .. .. .. .. .. .

11

285

2

0,36

-

.A.NGOLJ DI O'"ADUTA

GITTATA

l'.,atemJe

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1

DELLE PALLO'l"l'OLlll

J

600 . ... ..... ..

14

360

3,3

0,44

37

0,8

31

22

1,4

700 .. . . . ......

17

420

4,6

0,58

35

1 -

27

29

1,7

800 ... . ..... ..

2l

490

5,9

0,67

33

24

37

2 -

900 .... .......

25

550

7,8

o, 76

39,9

1, 2 ' 1,4

21

46

2,4

1000 ..........

30

612

10, 1

0,84

28

I, 6

19

57

2.8

I V = 660 m/s. Angolo di rilevamento = -15'. Condizioni atmosferiche a cui oonisponde la tavola: P tessione barometrica = 750 m/m. Temperatura = 15° C.


ALLEGATO 3.

30

D1/l.GRAMM4. lCDRRETTD) DEI % DE I COLPI DI LANCIO

%

OT JTN UTI' .SU VA RJ TIPI DI BERS~GLID DI GUERRA CON TIRO A RAF FICHE DI . 25 - 30 CO L PI A TIRO E5ATTAME~TE

CENTRATO. 22

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.


-

35 ALLEGATO

4.

DIAGRAMMA [Cmff-ìETTD)DEl.%DEJ COLPI DI LANCIO OTTENUTI SU VARI BERSAGLI DI GUERRA CDL TfRD A RAFFICHE DI 25-30 COLPI A TIRO ESATTAMENTE CENT~ATO ED A HRO NON A551U5TATD PER ERRORE DI UNA STRIS[ÌA IN + (TIRO LUNGO) O DI UNA STRI.SC IA IN - (TIRO CORTO).- . . e;>

% 35

(Esf!erimze s//olte ne_gli a!7!7i 1.931-1.93217res.m_ ti pdfljo110 t!e/ Coma/ltlo Jwo!f.' Cmtra!J lfi/J!ar1 . &zirJ!le esperienze17er Faflteria.) -

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300

100

500

600

700

800

800

DISTANZE DI TIRO (in metri)

· ···-··· tiro centralo_. . ìlBersaglio.-!Jru;Jf!O 1lvomio1 a terra, rlisterSi .......... errore 1Jtnsc1a m+ 1ij allo scof7erto. · DI"' O O {:,,. r >---i. }-i•

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;o;, -

Nota. - Il centramento del tiro. è rifer ito al Iimi t,e inferiore del bersaglio per il' g~uppo di servent i e per il gruppo rii uomini a t erra, a metà. a ltezza d el bersaglio peril gruppo di uomini in · piedi.


5.

ALLEGATO

SPECCHIO INDICANTE ì VÀLORI, ÌN °0 , DEGi..ì ANGOLI DI ÉLÈVÀZIONE

(o: 00 ) CHE SI OTTENGONO CON LE VARIE TACCHE

DI ALZO

DE,LLA MITRAGLIATRICE PESANTE MODELLO 914. . --

I I Tacche d'alzo .

... ..... .

I

2

i5

6

7

8

9

10

Il

12

13

14

15

16

17

18

19

20

\,

I

.

ì

I I

Valore del!' angolo in

00

2, 5

5

9

12

16,5

20,13

25

.

30

36

42

55

4'l

63

7]

79

97

88

~

'

11

-

I

Aota. '_ A imtt e le armi che vengono man mano inviate alla fabbrica d'armi per la revisione viene sopraeleva·ta la tace:., d'alzo di circa mm. 1, 5. Per le armi così modificate tutti i va lori in °0 dell'angolo o: s 'intendono aumentnt,i, in cifra t ondn., di 200.


AI,LEOA'ro .6.

Specch io indicante la profondità reale della distanza di sicurezza (m surata sul terreno) in funzione della distanza arm1 - T. A. e dell'angolo d'incidenza della linea di mira, diretta all'obiettivo, con il terreno.

DIBTAN~E

Profondità reale della distanza di slcurezzu. per angolo d'incid enza di

NO 'I' E .ARMA- 'J.'. A .

200""

40000

600"

m.

m.

m.

m.

1

2

3

4

100

40

20

15

200

70

35

25

300

90

45

30

400

120

60

40

500

140

,70

50

600

155

80

155

700

160

80

60

800

170

85

60

900

170

85

60

6

I dati delle colonne ~3-4 sono arrotondati. Le profondità d elle distan.z e di sicurozza sono state r icavate in baso al seguente sohema, applicando il_teorema d ei seni;

Fig. 38.

DS- dscn (a.'- a. ) . .. _ . lll Cu1. seni d = distanza Anna-T. A. (col. 1 d ello specchio); (,x' - a.) = differenza fra i valoei degli an goli di elevazione r ispettivamente d ell 'alzo di sicurozza e d ell 'alzo d ell'obiettivo, prendendo come distanza d ello obiettivo quella d elle T. A . aumentata d i 100 m etri (V. specchio Allegato 7). D S = dista nza Nale di sicurezza (valori r iportati n elle col. 2-3-4) ; i = angolo d 'incidenza d ella linea di mira col] terreno (intest.a.zione delle colonne 2-3-4 d ello specchio). Esempio : d = m . 400 ; a' - a. = oS 00 ; son 58° 0 = 0,057 ; i = 2.0 0°0 ; son 200° 0 = 0, 195; 057 400 DS= = m. 116,9 ; arrotondando = 120. 0

~g;


ALLE GATO

7.

SPECCHIO INDICANTE I VALORI, IN °0 , DEGLI ANGOLI (oc' - a) COMPRESI FRA LA VISUALE 'ARMA-OBIETTIVO (ALZO DELL'OBIETTIVO a) E LA VISUALE DATA DALL'ALZO DI SICUREZZA (a') APPLICANDO IL PROCED IM ENTO DEL N, 9 DELLA CIRCOLARE 3000. a obiettivo obiettivo oc Distanza T .A. alzo sicurezza in

200 oc

oo

oc'

300

300

400

oc 300

oc 500

76

74

74

68

66

66

500

* 600 a 900

~

100

76

oc' 7900

200 ?7100

/ .

I 70

l i 62

300 58 58 ! 54 oc' 5300 i 400 i 54 58 a' 5300 500 * t -;_, 0300 * --------------------·-··-·-----------···---····----····-·····---··"···---···----···---·-······--······-·····------·-·---···----···-+ 54

I

600 oc' 0300

700 oc' 5300

800 oc' 5300

900 oc' 5300

800 or,

l(ìOO

900

1000

a 20° 0

oc 250°

67

63

59

51

59

55

51

46

51

47

43

38

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'·

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700 ~

/

i:,,:, (X)

51

47

43

38

51

47

43

38

51

47

43

38

47

43

38

43

38

-

38

N.B. - Le condizioni di sicurezza richieste per il tiro al disopra d elle T. A. sono soddisfatte quando p er una data distanza di T.A. d1:1li'arma e per una data distanza di obiettivo l'angolo compreso fra le v.i suali arma-obiettivo ed ar ma-T . A. è 1 gL,ale o ·maggiore del valore angolare indicato dallo specchio.


-

39ALLEGATO

8.

Procedimento speditivo per detennioare i valori approssimativi, in °0 , degli angoli (cx' - cxJ compresi fra la visuale diretta all'obiettivo (alzo dell'obiettivo cx) e la linea di mira data dall'alzo di sicurezza ' (cx') (applicando il procedimento del n. 9 della èircolare 3000) in funzione delle distanze delle T. A. dall'arma e delle distanze degli o biettivi:

DISTANZA DELL'OBIETTIVO DALL'ARMA D ISTANZA DRLLE

T. .<\..

DALL'ARMA

da 100 a 500 met1:i

metri

(1)

da

aoo

a ooo metri

a 1000 metri (3)

(2i

100 m etri (1)

80

(2)

70

(3)

60

(4)

200 metr i (2)

70

(3)

60

(4)

50

(5)

da 300 a 900 metri (3) .......

60

(4)

50

(5 )

40

(6)

I val ori d ella t a bella possono facilmente fc'Ssere rieordati tenendo presente: a) L e distanze deHe~T. A. dall'arma. sono ripa1·tite in 3 gruppi caratteristici (1. 2 - 3); b) Le distanze d ell'obiettivo sono ripartite in tre gruppi anche caratteristici (1 - 2 - 3) ; e) I va lori degli angoli (o:.' - o:.) de t en ere a m ente sono in t utto 5 (80° 0 - 7Qoo - 600 - 5000 - 4Qoo), decrescenti di 1000 in 10°0 , in relazione a ll'aumento dei valori delle distanze rlegli obiettivi (da sinistra a destra) ed all'a ument o dei valod delle distanz delle T. A. d a ll'a rma. (dall'alto in basso). Per queste sue caratteristiche la tabella può essere compilata a m emoria, in ogni m omento, con grande facilità.. Infatti, sommando successivamente il numero dist-i ntivo di ciascu n gruppo d i distanze dell'obiettivo si hanno i seguenti valori , così disposti: 2

3 4

3 4 5

4 5

6

La disposizione d elle cifre si presta ad applicare una regola mnemonica che consente, con un po' di esercizio, di ricavare a m emoria i valori a' - a. I valori in millesimi dell'angolo cx' - cx (valore massimo 80° 0 ) , diminuiscono di 10 in 10 con l' aumentare del valore d elle somme d ei n umeri distintivi dei gruppi: 2 = sempre a 8Q 0 o 7000 3 =

4;= -.

6

=

•

ijQOO

•

4QOO

5000

Con un po' d i esercizio è agevole ricordare i totali d elle somme date dai vari accoppiamenti dei gruppi ed i valori angolari relativi . P er l'impiego pratico il procedimento mnemonico risulta dal seguente !(Sempio : Dista nza obiettivo m . 700 = N. distintivo del gruppo . . . . . . . . . . . . 2, » T. A. » 200 = • . .. .. .. .. .. . 2 TOTALE . . .

Totale 2 ) 3 4

sooo 7QOO

60°o valore ricercato .

4


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VID. -

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