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Il Generale Efisio Marras Addetto Militare a Berlino

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STATO

MAGGIORE

DELL 'ESERCITO

UFFICIO STORICO

SERGIO PELAGALLI

IL GENERALE EFISIO MARRAS ADDETTO MILITARE A BERLINO (1936- 1943)

Roma 1994


PROPRIETÀ LETTERARIA Tulli i clirilli rist:rvati Vietata anche la riproduzione parziali: St:n:rn autorizzazi(mc © Copyright by Sta to Maggiori:: <.l ell'Es!!rci10 Ufficio Storico - Roma 1994


PRESENTAZIONE

La pubblicazione di un'opera caratterizzata anche solo in parte da una certa vena biografica, potrebbe risultare estranea o quanto meno eccezionale rispetto alla linea editoriale che l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore de/l'Esercito persegue ormai da tempo. Un'attenta lettura di questo volume, peraltro, pone in evidenza che la connotazione di eccezionale è ben meritata e dall'uomo, il Generale Marras, e dall'attività da lui svolta nella veste di Addetto Militare a Berlino, nel cruciale periodo che va dal 1936 al 1943. L'uomo, di una statura morale e di una capacità professionale certamente ad altissimo livello, ha operato sempre nel corso della sua carriera militare con acume, K,enerosità, competenza, nell'esclusivo interesse delle Forze Armate e del proprio Paese, giungendo a ricoprire per indiscussi meriti i prestigiosi incarichi di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e Capo di Stato Maggiore della Difesa nell'immediato dopoguerra. L'attivilà, Addetto Militare presso l'Ambasciata d-'/talia a Berlino dal 1936 al 1943, assume un'importanza straordinaria per evidenti motivi quali il particolare periodo in cui si è svolta, l'atmosfera che ha caratterizzato i rapporti italo-tedeschi, l'importanza di un lavoro, quello appunto dell'Addetto Militare, poco conosciuto e, spesso, giudicato in modo superficiale. li «cartegiio Marras», inoltre, ha un valore del tutto particolare, in quan-

to costituisce raro esempio nel suo genere, considerata l'assenza negli archivi militari di documentazione che illustri l'attività e l'opera svolta dagli Addetti Militari italiani accreditati presso i Governi dei paesi esteri dopo ili anni venti. Al Generale Pelagal/i il merito di aver dato organicità al carteggio e di aver saputo evidenziare l'opera svolta da questo brillante Generale italiano che ha avuto l'occasione di assistere ai principali eventi politico-militari della sua epoca da un punto di osservazione particolarmente privilegiato: l'Ambasciata d'Italia a Berlino. TL CAPO UFFICIO

(Col. a.s. SM Stefano ROMANO)


IL PROTAGONISTA

A partire dagli anni venti del nostro secolo, non sono più reperibili, negli archivi militari, le comunicazioni degli addetti militari presso le rappresentanze diplomatiche all'estero. I motivi sono da ricercare nella distruzione bellica degli archivi del ministero della guerra. fl "carteggio Marras" assume perciò un'importanza eccezionale, tenui o conto della personalità dell'ufficiale e dell'osservatorio privilegiato da cui egli era in grado di avere una visione panoramica dei problemi bellici di quasi tutti i teatri d'operazione. Si tratta d'una mole di documenti inediti che testimonia l'enorme lavoro compiuto e che Marras donò negli anni 1972-1973 all'ufficio storico dello stato maggiore dcll'esercitoCI>, affinché fossero utilizzati o per la relazione ufficiale della seconda guerra mondiale o in quakht: lavoro che li ordinasse organicamente salvaguardandone il contenuto di originalità <2>. Questo libro si prefigge di seguire la seconda strada indicata. li generale Efisio Luigi Marras nasce a Cagliari il 2 agosto 1888, frequenta l'accademia militare di Torino ed è nominato sottotenente d'artiglieria nel 1908. Tenente nel 19 I I, dall'aprile del I 912 presta servizio a Rodi, prima all'ufficio informazioni del comando della 6a divisione speciale e poi al 19° reggimento d'artiglieria da campagna. Gli viene attribuito un encomio solenne (successivamente commutato in croce di guerra al valor militare) perché "portò ordini al comandante della batteria trattenendosi al fuoco con calma esangue freddo ammirevoli finché tutte le operazionifossero eseguite". Promosso capitano alla vigilia dell ' entrata in guerra, è rimpatriato ed inviato al fronte con il 37° reggimento d'artiglieria da campagna. Da comandante di batteria, ottiene una medaglia d'argento al valor militare perché "in posizione avanzata, rimasto ferito per lo scoppio di un proiettile nemico, recavasi al posto di medicazione solo al termine dell'azione ed in seguito ad ordine del suo comandante di reggimento. Nei giorni successivi, nonostante il dolore prodottogli dalla ferita, adempiva serenamente al suo servizio con zelo ed attività ammirevoli, dando a tutti prova di alto sentimento del dovere". Frequenta nel 1915-16 il corso pratico di stato maggiore, classificandosi primo su 144 ufficiali. Dal marzo 1916 all'aprile 1917 è in Albania, prima con il 37° reggimento d'artiglieria e, successivamente, all'ufficio operazioni


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Il ?,enerale Efisio Marras

del corpo d'occupazione. Dal febbraio 1918 è destinato alla segreteria della commissione d'inchiesta sugli avvenimenti militari dell'ottobre-novembre 1917 (Caporetto). Dal gennaio 1920 al dicembre 1921, con il grado di maggiore, viene inviato alla scuola di guerra di Torino; presta successivamente servizio all'ufficio operazioni dello stato maggiore dell'esercito. Fra il 1925 e il 1926 frequenta l'istituto di guerra marittima di Livorno, è promosso tenente colonnello ed assolve successivamente anche l'incarico d'insegnante di storia e arte militare terrestre all'accademia navale. Nel 1929 diviene capo ufficio del capo di stato maggiore generale (Badoglio) e, per i particolari meriti acquisiti nell'assolvimento di tale incarico, è promosso colonnello nel 1931, a 42 anni. Comandante di reggimento per tre anni, il 16 ottobre 1936 viene nominato addetto militare a Berlino, accreditato anche per la Danimarca, la Svezia e la Lituania e, per quest'ultima, anche per l'aeronautica. Sostituisce il tenente colonnello di stato maggiore Giuseppe Mancinelli, anch'egli destinato, nel dopoguerra, a raggiungere il vertice delle forze armate. Generale di brigata dal l luglio 193-; , è confermato nell'incarico fino al 1° luglio 1939 allorché è sostituito dal generale Mario Roau.a, che rimarrà nella capitale tedesca per soli cinque mesi perché nominato sottocapo di stato maggiore dell'esercito. Marras assume la carica di comandante dell'artiglieria del corpo d'armata di Roma e, subito dopo, quella di capo di stato maggiore della 5" armata in Libia, alle dipendenze di Italo Garibaldi. È nominato nuovamente addetto militare presso l'ambasciata d'Italia a Berlino agl'inizi di dicembre su espresso desiderio dell'ambasciatore Attolico, come fa sapere lo ·stesso Marras in una sua lettera di accompagnamento di alcune cartelle di documenti all'ufficio storico<3l. Il 1° luglio 1940 è promosso al grado di generale di divisione e da I novembre è nominato ufficiale di collegamento con il comando supremo tedesco con la qualifica di "generale italiano presso il quartiere generale delle forze armate germaniche'' (Italianischer Generai beim Hauptquartier der deutschen Wehrmacht) in via di reciprocità con quanto applicato all'addetto militare tedesco a Roma (generale Enna von Rintelen)C4>. Dal 1° aprile 1942 è accreditato anche presso il governo della Slovacchia. Permanendo nei medesimi incarichi, il 1° gennaio 1943 diviene generale di corpo d'armata. A partire da un certo momentoC5>, Marras ritiene opportuno custodire nella sua cassaforte copia dei documenti e delle comunicazioni importanti, costituendo la cosiddetta ''raccolta'', indicazione che spesso si trova sui documenti stessi(0). Va subito rilevato che, nell' attività sempre febbrile degli uffici dell'addetto militare, non tutti i documenti rivestono importanza; siO


li protagonista

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curamente meritano attenzione le relazioni riassuntive, alcune monografie e in genere le carte con un asterisco rosso. Assolto l'incarico del maresciallo Badoglio di conferire direttamente con Hitler alla fine di luglio 1943, Marras si rende conto che la situazione sta per giungere a una decisiva e inevitabile svolta. Comincia pertanto a mandare a Roma al comando supremo i documenti più importanti, alleggerendo in pari tempo il persona le dell'ufficio mediante invii in licenza. Prevedendo che nel momento dell'emergenza dovrà distruggere tutto, come effettivamente farà nella notte sul 9 settembre, affi da la " raccolta" sistemata in una valigia al lenente Pasquale Zambelli , inviato in licenza a Guglionesi (Campobasso). Questi adempie con mollo scrupolo e rischio l'incarico affidatogli, dato che Guglionesi è attraversata dalla guerra ed egli è costretto alla clandestinità per sfuggire alla cattura. Al termine della guerra, restituisce a Marras la valigia con i documenti. Il 13 settembre 1943 è arrestato dalla Gestapo (Geheime Staatspolizei, polizia politica segreta). Dopo il processo , è internato nel campo di concentramento di Sachsenh:mscn, nella zona di Ora1ùenburg (una sessantina di clùlomelri da Berlino), dove alloggia nella medesima baracca in cui aveva vissuto il figlio di Stalin, che s'era ucciso lanciandosi contro il reticolato elcllrificato!7>. li 31 marzo 1944 è tradotto in Ita lia, consegnalo alle autorità repubblicane e rinchiuso prima nelle carceri militari di Verona e poi in quelle di Gavi (Alessandria). Da qui evade e si rifugia in Svizzera. Terminato il conflitto, il 20 maggio 1945 è desti nato per venti mesi al III comando militare territoriale di Milano. Il 1° febbraio 1947 è nominato capo di stato maggiore dell'esercito e, dal 1° dicembre 1950, capo di stato maggiore della difesa. Lascia l'esercito nell'aprile 1954, dopo 48 anni di servizio milita re. È deceduto nel gennaio l 99 I , a lla bell' età di quasi I 03 anni. I documenti di carattere organico dcIJa "raccolta" erano stati per la quasi totalità forniti dagli allora capita ni Fasano e Perego, che avevano frequentato uno dopo l'altro i corsi della scuola di guerra tedesca (Kriegsakademie); entrambi ufficiali di prim'ordine, prematuramente scomparsi dopo la guerra. Perego era stato, fino al 9 settembre I 943, addetto militare aggiunto a Berlino, succedendo al colonnello Da miano Badini. Alcune comunicazioni non presenti nella " raccolta" possono essere rintracciate all'archivio storico diplomatico del nùnistero degli esteri<8>. È noto infaui che l'addetto milita re, o ltre a una sua specifica dipendenza tecnica, è contemporaneamente consulente in materia militare del capo della rappresenta nza diplomatica. Sono richieste particolari doti personali affinché queste due "vesti" non collidano; a tal proposito, risulta che Marras


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TI generale Efisio Marras

sia stato in ottimi rapporti sia con Bernardo Attolico, ambasciatore a Berlino dal luglio 1935 al maggio 1940, sia con Dino Alfieri fino al luglio 1943. Quest'ultimo, in particolare, giudica così Marras: "Ufficiale intelligente, colto, preparato, che seppe sempre mantenere un atteggiamento molto dignitoso ed indipendente verso i tedeschi"; "Ufficiale schivo da ogni atteggiamento che non fosse chiaro e diritto" t 9l. All'archivio centrale dello stato di Roma sono inoltre conservate le comunicazioni giornaliere di Marras relative alla campagna di Francia l10>. Gli atti del processo al generale, infine, sono conservati nell'archivio militare tedesco di Friburgo in Brisgovia. Le notizie trasmesse da Marras, a parte quelle comunicate ufficialmente ("con molta misura") dal comando supremo delle forze armate tedesche (Oberkommando der Wehrmacht - OKW) e dallo stato maggiore dell'esercito (Oberkommando des Heeres - OKH), risultano da contatti personali, suoi e dei suoi dipendentit 11 >. Ottime le sue relazioni con l'ammiraglio Canaris, dal quale riceve in varie occasioni notizie riservate, talvolta con la raccomandazione di non trasmetterle per telegrafo (evidentemente la nostra cifratura era malsicura). Ottime del pari le relazioni con l'addeu.o militare francese generale Renondeau, con quello belga colonnello Goethals e con l'olandese colonnello Sas. Questi due ultimi gli forniscono, nel periodo novembre 1939 - maggio 1940, notizie particolareggiate sullo schieramento tedesco al fronte occidentale. Marras li ricorda con molta simpatia, insieme con i loro ambasciatori. Al colonnello Goethals, in particolare, ha occasione di mettere in evidenza l'importanza delle Ardenne. "Ho avuto la massima cura" - continua Marras - "di tenere hen informato il comando supremo sulla situazione e di esprimere le valutazioni in modo più realistico possibile: Ritengo, senza falsa modestia, di esserci riuscito. A fine 1940, ancora nella piena euforia della campagna lampo in Polonia, pur apprezzando in pieno quei risultati, affermavo essere troppo presto per ritenere sicura la vittoria finale tedesca. Pensavo sempre all'immancabile intervento degli Stati Uniti. Dopo i/fallimento dell'offensiva tedesca in Russia nell'ottohre-dicembre 1941, considerai la guerra perduta per la Germania. Quando nella campagna estivo-autunnale del 1942 lo sforzo offensivo tedesco si rivolse verso le due direzioni divergenti di Stalingrado e del Caucaso mi fu facile prevedere un grande insuccesso. Ritenni dannoso, dopo l'invfo del CSIR, l'ampliamento della nostra partecipazione con l'invio dell'ottava armata e in particolare del corpo d'armata alpino. Delle forze armate tedesche ho sempre molto apprezzato l'organizzazione, l'armamento, l'addestramento, la disciplina. Con molti ufficiali ho trat-


li prolagoniçta

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tenuto relazioni veramente amichevoli. Per altro ero molto urtato dalla più o meno latente scarsa considerazione nei nostri riguardi e dallo spirito di violenza e di rapina, da me ripetutamente deplorato nella campagna di Grecia e in quella di Russia e manifestatosi ampiamente anche nell'Africa settentrionale. Il mio lavoro si svolgeva in circostanze molto difficili per l'estrema riservatezza del nostro alleato, sospettoso e infido, e la mancanza di una rete informativa. Qualche maggiore facilità ho incontrato p er alcune notizie di carotiere organico. Oggi si posseggono molti dati dei documenti stessi tedeschi e si potranno riscontrare non poche inesattezze nei dati da me forniti e in alcuni apprezzamenti delle situazioni, ma bisogna riferirsi alle condizioni sopra accennate ed alle inevitabili incertezze nelle quali si trova chi non possiede lutti gli elementi" .

(I) Esso è ora custodito nell'archivio dell'ufficio storico dello stato maggiore dell 'esercito (/\USSME) e consta di nove fald oni numerati dal 42 al 50. (2) Lettera di Marras in data 22 giugno 1973 all'allora i:apo dell'ufficio storico, colonnello Rinaldo Cruccu ( AUSSME 42). (3) Marras a ufficio storico, 15 luglio 1972 (AUSSME 42). (4) AUSSME 50/ 3 (9/ Segr. - 3 ottobre 1940). (5) Lettera di Marras citata alla nota (2). (6) I documenti originali, inviati da Marras al SlM, furono distrutti 1'8 settembre 1943 (Maurizio Dm,LONI, Uno come tanti, Roma 1948, p . 143). (7) Annotazione a matita di Marras sulla lettera indirizzatagli dal colonnello von Mellen thin, capo del dipartimento addetti militari dello stato m aggiore dell' esercito, in data 15 febbraio 1943 (AUSSME 46/ 3). Secondo un 'altra versione, il fi glio di Stalin sarebbe riuscito a sfuggire alla prigionia, raggiungendo in Italia le formazioni partigiane e morendo in combattimento. (8) Ministero degli Affari Esteri - Affari politici, Germania, buste da 31 (1936) a 77 (1 943). Pubblicate, per gli anni 1939-1941, in MAE - Documenti diplomatici italiani, ottava serie (volumi 12 e 13) e nona serie (volumi <la 1 a 7). Da ora in avanti : MAE - DDI , Vlll/ 12, e così via . (9) Dino ALPITIRT, Due dilla/ori di fronte, Milano 1948, pp . 86 e 242. (10) Archivio centrale dello stato, segreteria particolare <lei duce, carteggio riservato, 567 ter, busta 191. (11) Lettera <li Marras citata alla nota (2).


I CONTATTI INIZIALI

Nella primavera del 1936 il colonnello Marras, comandante del 6° reggimento d'artiglieria pesante campale di Modena, riceve le direttive per una serie di conversazioni da svolgere nel mese di luglio a Berlino per avviare una colla borazione militare con la Germania. Contatti preliminari in tal senso s'erano già avuti in febbraio e in maggio. Dal 25 al 28 febbraio, una personalità militare italiana (forse il generale Federico Baistrocchi, sottosegretario di stato alla guerra e capo di stato maggiore dell'esercito) incontra a Berlino le più alte autorità militari e politiche e riferisce poi direttamente a Mussolini, capo del governo e ministro della guerra(I>. Il programma prevede numerose visite, quasi tutte a militari e generalmente per pochi minuti. Non è compreso il ministro delle forze armate (generale von Blombcrg)(2>; lo è, invece, l'allora ambasciatore von Ribbentrop, stretto collaboratore del Fuhrer. HitJcr è fautore della collaborazione con l'Italia, ma alcuni suoi subordinati sono tuttora alquanto riluttanti. È pertanto opportuna - suggerisce Canaris all'ospite italiano - un po' di propaganda, falla di persona. "Risposi che io non ero lì per fare della propaganda. Noi non avevamo chiesto e non chiedevamo nulla. Avevamo semplicemente esposto delle idee, nell'interesse comune, futuro. Queste idee erano state accettate ed io non ero venuto a Berlino per trattare l'applicazione pratica. Accellavo, ad ogni modo, di vedere le persone indicatemi, e di illustrare loro, occasiona/mente, le idee di cui sopra, ma chiedevo di trattare le grandi linee direttamente con il generale von Blomberg. Mezz'ora dopo, questi (che mi avevano detto assente da Berlino), mi riceveva"<3>. Alcuni si dimostrano alquanto disorientati nei riguardi dell'Italia, pensando che sia strettamente legata alla Francia e intimamente incline verso l' Inghilterra (nonostante le divergenze determinate dalla guerra d'Etiopia). Giudicano l'amicizia italiana verso la Francia cosl naturale che, pur allentata ora in buona fede, ritornerà, sempre in buona fede, non appena risolto il conflitto attuale (litigi d'innamorati). Si stenta perciò a comprendere che "conduciamo la politica che più ci aggrada, in piena indipendenza". Qualcuno, poi, diffida di noi e attribuisce i nostri passi attuali a chissà quali manovre.


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Il generale Efisio Marras

Il generale von Stiilpnagel, delegato da von Blomberg a trattare della collaborazione militare, afferma che: - lo stato maggiore tedesco non ha fiducia nell'amicizia inglese (affermazione altrettanto decisa è fatta anche da Canaris); - le forze armate russe hanno tentato, dopo l'avvento del nazismo, di riprendere i contatti d'un tempo con quelle tedesche. Ragioni politiche hanno consigliato di rifiutare perché non era stata mantenuta la promessa di astenersi da propaganda comunista in Germania. Ad ogni modo, il patto francosovietico ha posto inequivocabilmente in campi avversi Germania e Russia e ha legato la sorte della Polonia a quella della Germania; - la Germania ha bisogno di espandersi al di fuori dell'Europa (colonie, mandati oppure facilitazioni commerciali per le industrie tedesche). Ma l'Inghilterra non concederà nulla di simile; - le forze armate tedesche sono potenziate secondo un programma organico e saranno pronte nel 1938; - è interesse reciproco dell'Italia e della Germania che la collaborazione militare che sta per iniziarsi si svolga, il più a lungo possibile, in segreto. Sel:omlo von Ribbentrop, incaricato dei rapporti politici generali, alleali naturali dell'Italia non possono essere Francia e Inghilterra, "paesi ricchi, satolli e soddisfatti" il cui unico programma è di mantenere queste loro condizioni . L'Italia, come la Germania, ha bisogni e aspirazioni in contrasto con questo programma c l'atteggiamento franço-inglese nel conflitto etiopico ne è la prova lampante. L'Italia è reduce da "due cattive esperienze", quella del fronte di Stresa (ossia d'essersi aggregata al campo anglo-francese) e quella degli amichevoli rapporti politici e commerciali con la Russia, che però non aveva minimamente rinunciato alla propaganda comunista nd nostro paese e alla lotta decisa contro il fascismo. "Pazzesco" è l'atteggiamento della Francia che, ossessionata da un inesistente pericolo tedesco, ritiene di poter allearsi con i sovietici "senza esserne infettata". Secondo Parigi, i sovietici si stanno imborghesendo: errore grave, perché essi mirano soltanto alla rivoluzione mondiale. D'altra parte, se la Russia diventasse padrona del Reich, la situazione della Francia, a contatto diretto con una potenza di tal genere, sarebbe molto peggiore dell'attuale. Ma quest'ipotesi non si realizzerà perché la Germania (che non vuole la guerra, ma non la teme) lotterebbe con le unghie ed i denti, fino all'ultimo uomo, e finirebbe per arrestare i sovietici. L'Inghilterra è considerata, fino a prova contraria, amica della Germania, suscettibile di giovare al paese: non dev'essere urtata. Le operazioni in Africa Orientale non hanno indebolito la posizione militare italiana in Europa. A Ribbentrop, collaboratore immediato del Fuhrer, il rappresentante


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italiano ritiene di dover spiegare ancora più decisamente che agli altri il nostro punto di vista, che - assicura - è quello del duce in persona . "Noi non chiediamo nulla, e sbrigheremo le attuali faccende da soli. Vi affacciamo soltanto delle idee, in vista d'una solidarietà morale che riteniamo sin d'ora reale, e che avvenimenti futuri potranno probabilmente trasformare in solidarietà materiale. In questo ultimo caso legami politici potrebbero essere conclusi in un batter d 'occhio, ma non così legami militari efficienti, i quali presuppongono una preventiva collaborazione. Che è quella che vi abbiamo proposto. Se accettate, queste proposte, bene; se non le accettate, va bene lo stesso." Ribbentrop, in risposta, osserva che così i tedeschi " avevano inteso ed intendevano le cose e che le nostre proposte erano, come noto, già state accettate". L'ammiraglio Canaris, delegato da von Blomberg a trattare la collaborazione informativa, comunica che, secondo gli ordini del Fuhrer, il servizio germanico non lavora, né da solo né con altri, contro Inghilterra, Polonia e Jugoslavia con le quali si vogliono mantenere buoni rapporti. Da parte italiana si osserva che le medesime ragioni sono valide per noi ne.i confronti della Francia. Accettalo 4uesto punto di vista, Canaris comunica che i suoi servizi, pur non essendo particolarmente diretti contro l' Inghilterra e la Jugoslavia, "osservano" la prima e "lavorano in pieno" contro la Piccola Intesa (di cui fa parte la seconda), e che egli farà conoscere pertanto anche le notizie che acquisirà sui suddetti due paesi (modo curioso di mettere in atto le direttive del Fuhrer! N.d.A.). La collaborazione italo-tedesca s'inizierà col confronto delle notizie in possesso delle due parti, in modo da stabilire una piattaforma di base comune. Circa i patti franco-italiani, il rappresentante italiano ne chiarisce significato e portata. lnfalti, i tedeschi ritenevano che: - gli accordi Roma (gennaio 1935), quelli di Stresa e quello BadoglioGamelin fossero una cosa sola o, qua nto meno, in immediata relazione; - in seguito all'accordo Badoglio-Gamelio, noi avessimo tolto dalla frontiera francese truppe da deslinare a quella a ustriaca. I tre accordi sono tre cose separate. Gli accordi di Roma hanno portato a una distensione nei rapporti italofrancesi. Per le operazioni in Africa Orientale era stato perciò naturale (dopo un primo contingente preso dal centro-sud) trarre due divisioni (Assietla e Cosseria) dall'Italia settentrionale e precisamente daJla frontiera allora più sicura. Tranne che per il periodo delle grandi manovre, nessuna unità era stata trasferita dalla frontiera francese a quella austriaca. Anzi, da quest'ultima erano state tolte successivamente, senza sostituzione, le divisioni Trento e Val Pusteria. L'accordo Badoglio-Gamelio non ha nulla a che fare con tutto ciò. È solo uno studio tecnico-militare a garanzia dell' indipendenza


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austriaca, pubblicamente assunta da Italia, Francia e Inghilterra. Esso considera lo schieramento alla frontiera austriaca di due divisioni francesi a fianco di forze italiane. Non sono previste in esso eventuali azioni conlro la Germania. L'accordo (o meglio lo studio) ha valore solo se si realizzano precise premesse politiche (che non si sono realizzate). In assenza di Himmler, il rappresentante italiano s'incontra con il Gruppenfuhrer Heydrich, "un giovanotto di 28-30 anni" vicecapo della Gestapo, in vista di possibili accordi per una lotta comune contro il comunismo. Secondo Heydrich, il bolscevismo, la socialdemocrazia, il giudaismo (per i tedeschi) e la framassoneria costituiscono vasti e pericolosi organismi internazionali, che agiscono agli ordini d'un unico ente. È elemenlo di grave in feriorilà operare contro di essi divisi, con direzioni e procedimenti diversi da paese a paese. Pertanto, le polizie segrete politiche dei paesi sicuramente anticomunisti devono opporre al nemico comune un fronte unico, sia nella difesa sia nell'attacco. Occorre, in altre parole, contrapporre allo stato maggiore sovversivo (Komintern) uno stato maggiore dell'ordine che coordini l'azione delle singole polizie (attualmente quelle germanica, italiana, ungherese, polacca, finlandese). li personale direttivo - annota l'ufficiale italiano - tutto delle SS, fa un'ottima impressione; quello che accompagna e spiega sembra recitare una lezione imparala a memoria, non scevra di esagerazioni e luoghi comuni. L'ultimo giorno di permanenza a Berlino, von Blomberg, presi gli ordini dal Fiihrer, dichiara che il governo tedesco: · - è d'accordo senza riserve per una collaborazione informativa e controinformativa, per lo sludjo c lo sviluppo in comune di armi, munizioni, mezzi e materiali bellici e. relative modalità d'impiego, per lo scambio di ufficiali a scopo addestrativo; - accella l'idea di studi e piani operativi in comune, che risponde ai desideri tedeschi. Peraltro, la conclusione del patto franco-russo esclude la possibilità d' un connitto limitato al fronte est (ossia, quel caso cui noi italiani pensavamo di limitarci in primo tempo); inollrc il Fi.ihrer preferisce che piani operativi concreti siano preceduti da altri passi, nella forma segreta seguila finora, sulla via del riavvicinamento politico. La relazione si conclude con impressioni sull'esercito e sul paese (BerlinoFrancoforte sul Meno). "Gli alti ufficiali del ministero e degli stati maggiorifanno ottima impressione. I generali sono giovani, sulla cinquantina: gente alta, secca, senza pancia, di tipo sportivo. Niente mucchi di carte sui tavoli; nessuno che attende nelle anticamere; corridoi deserti; personale d'ordine ridotto al minimo (per lo più donne); silenzio da convento. Tanto i capi che i loro accoliti lavorano alla svelta, a base di specializzazioni, rispettando


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rigidamente gli orari. Molta più souplesse di idee e di procedimenti che nell'esercito imperiale, e molto meno senso di casta. Truppa in perfettissimo ordine, ma anch 'essa assai meno rigida e più vivace di quella d'anteguerra. Non più code ai negozi di burro, grassi, uova. Non si avverte mancanza di viveri. Locali pubblici, di tutti i generi, affollati, meno i grandi alberghi. Idem i negoz i; la gente sp ende. Treni delle grandi linee a metà vuoti. Però solito esodo, suburbano e sportivo, del sabato pomeriggio. Nella capitale espressione del pubblico raccolta, seria, grigia (assai più che nella Berlino anteguerra). È difficile determinare se quest'atteggiamento derivi dalla coscienza di una missione, o se sia la conseguenza di una rassegnazione. Poche SS in giro; pochissime SA. Queste due milizie, dal punto di vista militare puro hanno perso decisamente d'importanza." I successivi colloqui, dal 18 al 21 maggio, mantengono un carattere interlocutorio <41. Il tenente genera le Keitel, capo di gabinetto di von Blomberg, accoglie la missione italiana (colonnello dell'esercito, forse d'artiglieria, non identificato, capitano di vascello dc Courten<5l, colonnello pilota Senzadenari) ed esprime la sua ammirazione per le operazioni compiute in Africa Orientale, che forniranno molti insegnamenti sull'impiego delle nuove armi e dell'aviazione, sull'organizzazione e funzio namento dei servizi logistici e sull' esecuzione di grandi traspo rti ollremare. Nella sostanza, risultati concreti si raggiungono solo nel settore della colla borazione addestrativa mediante scambi di urficiali. Gl'italiani saranno destinati: - a un corso biennale alla Kriegsakademie di Berlino che forma gli ufficiali di stato maggiore; - a corsi semestrali alle scuole di fanteria (Doberitz) e artiglieria (.lutcborg); - a comandi di grande unità (divisione di fanteria, divisione motomeccanizzata <6J, brigata mista da montagna); - alla Landesaufnahme (servizio gcocartografico) e, successivamente, a qualche Vermessungsbatterie (batteria topografica per l'artigli eria). In luglio, entra in scena a Berlino il colonnello Marras, incaricato delle conversazioni insieme con i già noti capitano di vascello dc Courten ecolonnello pilota Senzadenari. " Per parte mia - scrive Marras in un autografo in data 10 novembre 1972 - conferii con l'allora colonnello Keitel che occupava un posto di molto rilievo nello stato maggiore dell'esercito". Evidentemente, la lontananza nel tempo dell'episodio (36 anni) contribuisce a rendere impreciso il ricordo di Marras. Keitel infatti era all 'epoca tenente generale (e non colonnello) e capo di gabinetto del mhùstro delle forze armate (e non in servizio allo stato maggiore dell'esercito).


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Nella riunione dell'8 lugiio<7l sono definiti gli scambi di ufficiali tra i due paesi; i tedeschi hanno difficoltà di trovare persone che parlino l'italiano. Rimane in sospeso per l'anno in corso il servizio nei comandi di grandi unità. Marras lo interpreta (giustamente, è da ritenere) come desiderio di evitare nostri osservatori in posti che consentano di seguire il febbrile lavoro di ampliamento dell'esercito. Lo stato maggiore tedesco invita una missione italiana alle esercitazioni di settembre in Sassonia, le più importanti dell'anno; ad esse assisterebbe, oltre a noi, solo una missione ungherese. Gli addetti militari dei vari stati saranno invece invitati alle esercitazioni nello Spessart. In cambio, lo stato maggiore tedesco chiede d'inviare una sua missione alle grandi manovre italiane in Irpinia. Lo stato maggiore tedesco concorda circa lo scambio di notizie nel campo tecnico, senza esclusioni e con la massima libertà, e riguardo ai procedimenti d'impiego . . I colloqui hanno dato l'impressione di "molta franchezza, cordialità, precisione. È stato ripetutamente messo in rilievo il rincrescimento di dover limitare gli ufficiali da inviare presso il nostro esercito a causa della ristrettezza numerica dei quadri e la scarsità di conoscitori della lingua italiana. Segno più appariscente di collaborazione l'accettazione dello scambio di ufficiali presso le scuole di guerra, che nelle conversazioni di maggio era sembrato il punto più dijficile" . Ammonisce Marras nella sua conclusione: "ove i nostri orientamenti politici attuali non fossero ben sicuri, riterrei della massima importanza - per evitare ogni futuro appunto_ circa nostra sincerità - che venisse dichiarato esplicitamente che tali accordi sono legati alla situazione politica e che non implicano alcun impegno al riguardo di quest'ultima e che pertanto nel loro sviluppo futuro potrebbero subire modificazioni in dipendenza della situazione politica". Marras, giunto a Berlino in ottobre, si mette immediatamente in luce. Già nel febbraio 1937, l'ambasciatore Attolico riferisce che il maresciallo von Blomberg, ministro delle forze armate, durante un pranzo, gli "aveva parlato spontaneamente del nostro addetto militare colonnello Marras Jacendogli di lui le più grandi lodi e specificando che, in pochissimo tempo, egli aveva saputo acquistarsi qui una posizione di prim'ordine, sia per la sua competenza sia per le sue doti personali di tatto, squisita correttezza ed affabilità" es>. Questi giudizi sono tanto più significativi in quanto derivano da un'iniziativa personale del maresciallo, in assenza del diretto interessato. Altre parole di vivo elogio per Marras sono espresse dallo stesso maresciallo in una successiva occasioneC9l.


I contatti iniziali

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(I) Relazione sui conlalli avuti a Berlino nei giorni 25-28 febbraio 1936, non firmala (AUSSME 44/4). (2) Sarà nominato feldmaresciallo il 20 aprile. (3) Per inciso, è questo, nelle relazioni italo-tedesche, il primo esempio in cui un atteggiamento fermo, sorretto da logiche argomentazioni, ottiene un risultato positivo (N.d.A.). (4) Relazione, non firmata, in data 25 maggio 1936 (AUSSME 44/ 4). (5) Già addetlo navale a Berlino fino al 19 febbraio 1936. (6) Si tratta di una delle tre Panzerdivision, all'epoca in esperimento. (7) AUSSME 44/4. (8) Ministero degli Affari Esteri, Archivio Storico - Affari politici, Genuania, busta 40, fascicolo I ( 1937). D'ora in avanti sarà utilizzata la dizione abbreviata MAE - Germania 40/ 1 (1937), telespresso n. 81 - 24 febbraio 1937. (9) MAE - Germania, 40/1 (1937), lelespresso n.240077 - 18 novembre 1937.


IL RIARMO TEDESCO

L'avvento al potere del nazionalsocialismo (gennaio 1933) ha segnato in Germania l'inizio della ricostituzione delle forze armate. Un febbrile lavoro sta trasformando il piccolo esercito professionale (Reichswehr) imposto dai trattali di pace in un organismo poderoso, pur non ancora completo in ogni sua parte. Secondo la legge di reclutamento del 1935, i cittadini tedeschi maschi sono soggetti all'obbligo personale del servizio militare dal 18° al 45° anno (55° per la Prussia Orientale), che comprende una ferma di leva di due anni preceduta da sei mesi di servizio del lavoro obbligatorio (Arbeitsdienst). In guerra, al di là degli obblighi di servizio, ogni cittadino tedesco (uomo o donna) è tenuto a prestare la propria opera per la patria. Gl'iscritti di leva vengono chiamati alle armi nell'anno solare in cui compiono il 20° anno di età, nella seconda quindicina d'ottobre. Gli ebrei non prestano servizio militare. Gli arruolamenti volontari sono consentiti tra il J7° e il 25° anno d'età. Il personale in congedo è raggruppato nelle seguenti categorie: - Reserve (riserva): pienamente idonei che abbiano compiuto almeno due mesi di ferma; dal congedamento al 35° anno d'età; - Ersatzreserve (riserva di complemento): idonei o limitatamente idonei che abbiano prestato meno di due mesi di servizio o nessun servizio (riformati o appartenenti a categorie speciali); dal congedamento (per i primi) al 35 ° anno d'età (per tutti); - Landwehr (milizia mobile): dal 35° al 45° anno d'età; - Landsturm (milizia territoriale): dal 45° anno fino al limite d'età che sarà fissato dal ministero per il caso di guerra o di speciali necessità. Nel marzo 1937, le autorità militari tedesche si prefiggono come primo obiettivo l'approntamento di 35 divisioni attive e 18 di riserva, queste ultime di efficienza analoga alle prime. I corpi d'armata verrebbero mobilitati, di massima, su due divisioni attive e una di riserva (ll. A queste divisioni di prima linea si aggiunge un numero imprecisabile di divisioni di Landwehr, costituite con personale che ha avuto un'istruzione militare ridotta (presso speciali formazioni di addestramento: Ergiinzungseinheit) o di classi anziane. Si tende a rendere tali unità di Landwehr sempre più mobili e operative.


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Sono probabilmente in corso di costituzione unità destinate al presidio delle opere della fortificazione permanente. Per la copertura delle frontiere sono previsti reparti confinari mobilitati localmente, con quadri in parte permamenti. Vi sono compresi il personale doganale e quello forestale. Quattro mesi più tardi<2>, viene fatto un nuovo e forte passo avanti in fatto di motorizzazione: - le tre divisioni corazzate già esistenti sono riunite in un corpo d'armata soprattutto allo scopo di studiarne l'impiego, fissarne la dottrina e dare unità d'indirizzo all'addestramento; - sta per essere costituita a titolo sperimentale una brigata leggera (leichte Brigade), motomcccanizzata, destinata ad assumere le funzioni di esplorazione strategica già assegnata alla "cavalleria d'esercito" (Heereskavallerie) d'anteguerra; - quattro divisioni di fanteria saranno motorizzate: prevale l'idea d'un loro impiego al seguito delle divi sioni corazzate per sfrullarc il successo o costituire riserva; - prosegue la costituzione di battaglioni mitraglicri motorizzati, da assegnare alle divisioni a seconda delle necessità; - è in corso la costituzione di reggimenti carri medi di corpo d'armata, comprendenti carri di 15 tonnellate definiti "d'appoggio de/la fanteria"; - ogni corpo d'armata dispone d'un batta,glionc pionieri motorizzato e d'un gruppo collegamenti motorizzato; - i reggimenti d'artiglieria pesante motorizzati sono messi in tempo di pace alle dipendenze delle ·divisioni; hanno armamento vario in modo che il personale possa essere addestrato sui diversi materiali; in guerra saranno assegnati all'artiglieria d'armata o di corpo d'armata. Non è escluso che le quattro divisioni di fanteria da motorizzare vengano in seguito sostituite. È probabile la costituzione d'un XIV e forse anche d'un XV corpo d'armata. È possibile, ancora, che vengano creati nuclei per le grandi unità di riserva, da costituire con le classi giovani già istruite e di efficienza quasi uguale a quella delle unità attive. ln ogni corpo d'armata sono in funzione dei Landwehrlager, nei quali sono richiamati per addestramento elementi delle classi anziane che hanno partecipato alla guerra. I risultati sono ottimi. In sintesi: - viene incrementata la motorizzazione. Le tre divisioni corazzate e le quattro motorizzate costituiranno un'importante massa di manovra. A questi elementi occorrerà aggiungere la brigata leggera destinata a moltiplicarsi; - entro il 1° ottobre 1937, sarà attualo al completo ii programma delle


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36 divisioni di fanteria e 3 corazzate. È da prevedere che venga iniziata una nuova fase più o meno larvata di ampliamento; - è da presumere che si sia proceduto di pari passo all'allestimento delle divisioni di riserva e di quelle di Landwehr; - hanno avuto forte sviluppo i carri armati e i mezzi anticarro. Nel medesimo mese di luglio, una legge colpisce con un'imposta speciale tutti i cittadini tedeschi che per qualsiasi ragione si sottraggono all'obbligo del servizio militare<3>. L'imposta è concepita come un compenso per i vantaggi materiali di cui questi cittadini godono a confronto di quelli che servono la patria rimanendo sotto le armi per due anni. In tal modo, si ritiene di contribuire a una più equa ripartizione degli aggravi che il programma militare del governo fa pesare sulla popolazione. Agl'inizi di dicembre, si ha la conferma dei provvedimenti preannunziati ed anche di altri attuati nel frattempo f4l, e precisamente: creazione del XIII corpo d'armata (Norimberga); - trasformazione di quattro divisioni di fanteria in motorizzate; - costituzione d'una brigata leggera e d'una nuova brigata corazzata, di battaglioni di fanteria e di gruppi d'artiglieria per il completamento delle divisioni e di reggimenti già esistenti; - potenziamento della brigata da montagna, con un terzo reggimento di cacciatori da montagna, ass umendo in pratica l'organico d'una divisione. Le quattro divisioni ora motorizzate saranno molto probabilmente ricostituite entro il 1938. La brigata leggera è una grande unità sperimentale, destinata in seguito a moltiplicarsi con le modifiche eventualmente suggerite dalla pratica; suo compito essenziale sembra essere l'esplorazione strategica. La nuova brigata corazzata, ora dislocata nei dintorni di Berlino, sarà trasferita a Stoccarda. Non si sa ancora se sia destinata a costituire una nuova divisione corazzata ovvero rappresenti un futuro supporto di corpo d'armata. I reggimenti di fanteria, in via largamente approssimativa, sono per il 75% su tre battaglioni: quelli mancanti saranno disponibili entro il 1938. Circa l' artiglieria, i gruppi mancanti (quasi la metà di quelli previsti) saranno formati nell'anno prossimo . Alla fine del 1937, l'esercito tedesco dispone di: - quatlro comandi di gruppo (Gruppenkommando) i quali hanno evidentemente una funzione superiore a quella d'un comando d'armata; uno di essi ha alle dipendenze tutte le grandi unità corazzate e motorizzate formando una specie di armée de choc< 5>;


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13 comandi di corpo d'armata e un comando delle truppe corazzate equiparato ai primi; - 39 divisioni (32 di fanteria, 4 di fanteria motorizzata, 3 corazzate); - 4 brigate (una corazzata, una leggera motomeccanizzata, una da montagna, una autonoma di cavalleria della Prussia Orientale). Nessuna notizia, nemmeno approssimativa, sullo stato attuale delle divisioni di riserva, di quelle di Landwehr e deJle unità di confine. A questo punto, s'inserisce la grave e clamorosa crisi negli alti gradi dell'esercito. Nel corso del mese di gennaio 1938, nell'ambiente degli addetti militari e in quelli privati si fanno insistenti le voci d'un allontanamento del maresciallo von Blomberg, ministro delle forze armate, e del generale von Fritsch, comandante dell'esercito. Il matrimonio del primo, vedovo da alcuni anni e con 4 figli adulti, con una signorina di 28 anni, di modesta condizione sociale c alquanto "chiacchierata", suscita impressione sfavorevole nel pubblico e negli ambienti militari <6>. Il ritiro del secondo sarebbe determinato secondo alcuni da divergenze di vedute col primo o, secondo a ltri , da contrasti col partito. La sua lunga assenza per ragioni di salute pot rebbe aver accentuato qualche tendenza a lui contraria. Come suo eventuale successore, si parla del generale von Rcichcnau, in ottime relazioni con il partito e che ha avuto negli anni precedenti una carriera molto rapida grazie alla quale è il più giovane comandante di corpo d'armataC1>. Questi è definito in varie occasioni "intrigante", "ambizioso','. La stampa svedese lo prevede al posto di von Blomberg csJ. Nelle previsioni, anche il generale Gòring sembra destinato ad incarichi di maggiore rilievo (ministro delle forze armate?). La stampa tedesca tace. Agl'inizi di febbraio le sostituzioni sono ritenute sicure. Gli ambienti militari si mantengono molto riservati, peraltro con diffuso senso d'imbarazzo e di preoccupazione<9>. Tra le circostanze che hanno alimentato le voci e dato ad esse credito: la mancata riunione del Reichstag il 30 gennaio; - l'assenza dei due alti ufficiali alla fiaccolata del medesimo giorno; - la malattia di von Fritsch, da molti ritenuta un mezzo per appartarsi, e il suo annullamento con forte anticipo d'importanti inviti già da tempo inviati a ministri, ambasciatori e addetti militari. La sostituzione sarebbe determinata da contrasti più o meno latenti fra la tendenza moderatrice dei militari e il partito. Sta di fatto che finora


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von Blomberg sembrava avere un'assoluta prevalenza e che il Fuhrer s'è attenuto generalmente al suo parere nelle questioni più importanti. Una di esse riguarda i Werhrwirtschaftsfiihrer, titolo dato ai direttori e ai tecnici delle industrie belliche più importanti, con particolari funzioni ai fini della mobilitazione. Sembra che tale questione, devoluta finora alla competenza del ministero delle forze armate il quale dispone d'un organo incaricato alla mobilitazione delle industrie di guerra (Wehrwirtschaftsstab), sia stata con atto di autorità avocata a sé dal generale Goring, in qualità d'incaricato del dicastero dell'economia e del piano quadriennale. Ciò si desumerebbe dalla recente costituzione del consiglio dell'economia di guerra (Wehrwirtschaftsrat), posto alla dipendenza di Goring e costituito da tutti i Wehrwirtschaftsfiihrer. Sta anche di fatto che l'autorità di von Blomberg sull'aeronautica ha potuto finora esercitarsi solo in misura limitata. La soluzione che si delinea sembra sia: Goring ministro della guerra (ossia delle forze armate) e generale von Reichenau comandante dell'esercito. Quest'ultimo provvedimento comporterebbe probabilmente le dimissioni del generale von Bcck , capo di stato maggiore dell'esercito . Sarebbe anche possibile la sostituzione del generale Keitcl, fidato e diretto collaboratore di von Blomberg. Tali cambiamenti non mancherebbero di fare impressione sull'esercito che, condotto dagli attuali capi, ha acquistato nella vita dello stato un posto preponderante. È merito di von Blomberg aver saputo orientare l'esercito in senso nazionalsocialista, in una misura che tuttavia, forse anche per contrasti personali, non appare ora sufficiente. Non è da nascondere d'altra parte che il recente matrimonio del maresciallo ne ha diminuito il prestigio, data l'umile origine della signorina e la notevole differenza d'età, pur senza tenere conto di voci maligne che ora circolano sulla sposa. Il generale von Fritsch, da parte sua, è sembrato finora il più alieno da compromessi di carattere politico e perciò godeva e gode d'un grande favore tra i vecchi ufficiali, pur essendo alquanto temuto per il suo rigore. Nei riflessi dell'Italia, un cambiamento con capi più vicini al partito può forse portare una migliore aderenza degli clementi militari alla politica dell'asse, ma anche rinforzare tendenze nazionalistiche estreme, specie nei riguardi dell'Austria. Von Reichenau sarebbe un annessionista convinto. Si tenga presente che von Blomberg ha sostenuto finora una parte moderatrice. Gli addetti militari inglese e polacco non nascondono il loro rincrescimento per un eventuale allontanamento degli attuali capi. Ventiquattr'ore più tardi, la crisi è risolta con la pubblicazione del decreto del 4 febbraio con cui, fra l'a1tro< 10>:


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il Fiihrer assume il comando (Befeh/gewalt) delle forze armate e pone alle sua dirette dipendenze l'Oberkommando der Wehrmacht (comando superiore delle forze armate), derivato dal precedente Wehrmachtaml (ufficio forze armate); - il capo dell'Oberkommando der Wehrmacht esercita anche le funzioni già di competenza del ministro della guerra, allo scopo di assicurare la preparazione unitaria della difesa nazionale in tutti i campi; - è istituto un "consiglio segreto di gabinetto", del quale entrano a far parte anche il capo dell'Oberkommando der Wehrmacht ed i comandanti dell'esercito, della marina e dell'aeronautica. Il maresciallo von Blomberg ed il colonnello generale von Fritsch sono collocati a riposo per ragioni di salute. La lettera di ringraziamento del Fiihrer a von Fritsch per l'opera prestata nel passato quinquennio di ricostituzione delle forze armate è particolarmente asciutta. Sono stati inoltre messi a riposo, fra gli altri, un comandante d'armata, due di corpo d'armata, quello delle truppe corazzate e l'ispettore della cavalleria. Ad essi farà seguito, pochi mesi dopo, l'allontamento di von Beck, capo di stato maggiore dell'esercito (sostituito dal generale Halder). Nell'ambiente degli addetti militari si afferma con insistenza che da 400 a 800 ufficiali sarebbero stati allontanati dal servizio attivo e alcuni arrestati. Tali ufficiali apparterrebbero in notevole proporzione alla categoria dei richiamati. Il generale d'artiglieria Wilhelm Keitel, già C.:!PO del Wehrmachtamt, diventa Chef des Oberkommandos der Wehrmacht. Egli acquista importanza di prim'ordine quale coordinatore delle tre forze armate, esercitando, alle dipendenze dirette del Fiihrer e pur senza averne il titolo, le funzioni di ministro della guerra. Keitel assicura la continuità, evitando le scosse che potevano essere trasmesse dall'introduzione di nuovi elementi. Ammogliato, con quattro figli di cui due ufficiali, 56 anni, figlio d'un proprietario terriero, di lunga preparazione professionale, di vedute moderne e chiare, di procedimenti semplici e pronti, dotato di molto tatto. Godeva la completa fiducia di von Blomberg ma è probabilmente meno anglofilo di questi. Per le funzioni finora esercitate, s'è assicurato molte relazioni nel campo politico. Marras lo conosce dal maggio 1936, allorché furono presi i primi accordi per scambi di ufficiali e di notizie fra i due eserciti. Allora appariva bene orientato verso gl'italiani. Nei successivi incontri s'era dimostrato sempre accogliente, franco, pronto a facilitare le relazioni <11 J. Comandante dell'esercito, in sostituzione di von Fritsch, diventa il colonnello generale Walther von Brauchitsch, 57 anni, figlio d'un generale di cavalleria. Marras afferma lapidariamente: "Non lo conosco"0 2l.


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Non sono state così confermate le voci d'una nomina di Goring a ministro delle forze armate. Egli ha ricevuto il titolo di Generalfeldmarschall, ma né quello di "maresciallo dell'aria" né il comando delle forze armate. È possibile che con ciò il Fiihrer abbia voluto eliminare i contrasti sorti tra lui e von Blomberg - dietro il quale stava von Fritsch, tenace assertore dell'indipendenza dell'esercito dalla politica - tenuto anche conto dell'ostilità che avrebbe incontrato nell'esercito e forse anche nella marina la nomina di Goring. IIFiihrer, in sostanza, si sarebbe ispirato alla soluzione già adottata in Ita1ia< 13>, assumendo "direttamente e personalmente" il comando e lasciando all'esercito la funzione preponderante nell'an1bito delle forze armate . È significativo che il generale von Reichenau, del quale s'era fatto con insistenza il nome e che sarebbe potuto diventare capo dell'Oberkommando der Werhmacht essendo già stato capo del Wehrmachtamt, sia stato nominato comandante d'un gruppo di corpi d'armata. S'è voluto probabilmente evitare l'inserimento d' una persona nota per le sue relazioni politiche. Commentando a caldo i provvedimenti, Marras li ritiene di grande significato, ma inseriti in un naturale sviluppo del nazionalsocialismo. Si accentua il carattere unitario, concentrando le forze politiche, economiche e militari. Forze armate e partito sono più strettamente collegati grazie all'assunzione diretta del comando delle forze armate da parte del Fiihrer. Alti ufficiali dirigono importanti settori economici, segno evidente dell'importanza assunta in Germania dall'economia militare. Il processo di fusione delle forze armate e del partito acquista chiara forma organica. li principio direttivo dello stato nazionalsocialista rinforza il suo carattere unitario, tanto nella parte militare quanto in quella politica. Naturale conseguenza delle innovazioni militari e dei cambiamenti di persone sarà una vivificazione delle forze armate tedesche nello spirito del partito e, viceversa, il partito si sentirà più responsabile per l'opera e il morale delle forze armate. Qualche giornale aggiunge che questo è forse il gesto più autoritario e significativo del nazismo. Scopo di questa politica, già accennato nel proclama di capodanno del Fuhrer: rafforzamento della nazione in tutti i campi. Un esame più approfondito del decreto del Fiihrer sul comando delle forze armate induce Marras ad alcune considerazioni <14>. Non vengono apportate innovazioni di principio. Il comando unico esisteva già per il fatto dell'unificazione dei dicasteri militari nel ministero della guerra (Reichskriegsministerium) che disponeva come stato maggiore e organo ministeriale comune dell'ufficio forze armate (Wehrmachtamt): forse era dubbio piuttosto se e in quale misura esso esercitasse effettiva autorità anche sull'aeronautica.


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Anche gli organi rimangono sostanzialmente gli stessi. Keitel assume il rango di ministro, con una più precisa attribuzione di funzioni che mira ad assicurargli autonomia ed effettiva unità di comando. Gli è stata affidata la preparazione unitaria della difesa nazionale in tutti i campi, forse per combattere le tendenze autonome dell'aeronautica e i poteri assunti da Goring nel campo della mobilitazione industriale. Solo la pratica potrà dire se ciò si otterrà.

A bocce ferme, i provvedimenti del 4 febbraio appaiono sensazionali per il brusco cambiamento di persone e lo stato di crisi divenuta rapidamente acuta< 15J_ Le cause profonde risiedono nel contrasto fra gli elementi più dinamici del partito e le tendenze conservatrici presenti nell'esercito, nella diplomazia e nell'economia. Nella crisi attraversata dal nazismo nel giugno 1934, la vittoria era in definitiva toccata all'esercito, che era riuscito ad eliminare l'ala estrema di Rohm. D'allora, von Blomberg era diventato sempre più influente, tanto che nessun provvedimento importante era preso senza il suo parere . Tale influenza era dovuta al fatto che egli aveva aderito fin dall'inizio al nazismo e cercato di affiatare l'esercito col partito, incontrando le resistenze di von Fritsch, profondamente avverso a ogni ingerenza politica, rigido ma apprezzato per la sua energia più che per le doti intellettuali (16>. Dal canto loro, elementi del partito che faceyano capo a Goring cercavano di prevalere presso Hitler. In particolare, Goring, che mal tollerava la posizione militare più elevata di von Blomberg, aspirava e indubbiamente aspira ancora alla suprema carica militare e trova probabilmente appoggio in ufficiali dell'esercito che potrebbero avere per esponente il generale von Reichenau. Circa le cause che hanno determinato il crollo di von Rlomberg, sono ipotizzabili un suo gesto risolutivo per prevalere su Goring, occasionato forse dalla costituzione del consiglio dei WehrwirtschaRsfiihrer, ovvero un contrasto acuto con von Fritsch o ancora il timore del Fiihrer d'un colpo di stato da parte dell'esercito. Può esser forse intervenuto Himmler, capo delle SS e della Gestapo, ossia delle forze armate del partito. Egli potrebbe aver dato notizia di questo presunto colpo di stato e affrettato le decisioni, che sembrano esser state prese prima del 30 gennaio (negli ultimi giorni era circolata anche la voce d'una possibile nomina di Himmlcr al posto di von Blombcrg). Comunque sia, il Fiihrer "che normalmente si mantiene in un campo alquanto astratto, ha trovato come già nel 1934, l'energia per una pronta decisione", che ha portato a una soluzione d'equilibrio.


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Alle forze armate, e all'esercito in particolar modo, è assicurata la continuità d'indirizzo tecnico, mentre le ripercussioni d'ordine morale sono state limitate. Gli ampi poteri conferiti all'Oberkommando der Wehrmachl (OKW) rendono disagevole la posizione di Goring che, come comandante dell'aviazione, sarebbe agli ordini di Keitel. Il generale von Beck mantiene la carica di capo di stato maggiore dell'esercito; ciò non sarebbe stato forse possibile se il comando dell'esercito fosse stato affidato a von Reichenau. Infine, l'ingresso degli alti comandanti militari nel consiglio segreto di gabinetto ne aumenta l'influenza sulle più importanti decisioni. La caduta di von Blomberg e di von Fritsch è stata rapida e completa. Nessuna nomina onorifica che in tali circostanze salva le apparenze. Qualche mese più tardi, però, von Fritsch è riabilitato e nominato dal Fuhrer comandante onorario del 12° reggimento d'artiglieria, scelto, nel mese di settembre, per rappresentare l'arma al X congresso annuale del partitonazionalsocialista di Norimberga !17 >. Al generale, celibe, è assegnata una villa molto isolata, compresa entro i limiti del campo di manovre e di tiro di Hcrgen (Hannover). Le unità in addestramento hanno frequenti occasioni d'incontrarlo durante le sue passeggiate a cavallo. L'occasione della crisi sarebbe stata il matrimonio di von Blomberg che ha provocato il risentimento dell'esercito. Di esso si sarebbe fatto esponente von Fritsch recandosi dal Fiihrer insieme con due altri generali per imporre l'allontanamento del maresciallo. Tale passo collettivo è sembrato contrario alla disciplina militare e considerato un'indebita ingerenza nelle attribuzioni del Fiihrer. Questi avrebbe ricevuto dal maresciallo von Mackensen il consiglio di allontanare tutti. La soluzione adottata incontra la generale approvazione, anche perché mantiene intatto il prestigio dell'esercitol18l. Qualche giornale francese mette in relazione gli allontanamenti con un preteso gesto di forza meditato da von Fritsch o addirittura con un tentativo di restaurazione monarchica. Questa tendenza, viceversa, ha perduto terreno anche nell'esercito. Gli ambienti mililari si mantengono riservati, ma la crisi ha suscitato molta impressione. Da essa Hitler sembra uscire rafforzato, perché il suo energico intervento lo toglie dal piano dell'azione generica ed alquanto astratta che fa ritenere talvolta che egli abbia delegato la maggior parte dei suoi poteri ai collaboratori. Egli ha dato la sensazione reale della sua autorità e della sua funzione unificatrice; inoltre egli acquista il prestigio derivante dall'assunzione del comando delle forze armate. Una sua più diretta ingerenza nelle cose militari potrà favorire l'avvicinamento alla politica dell'asse. Nel partito infatti si ha in generale una migliore comprensione dell'Italia


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nuova, mentre nella massa degli ufficiali permane scarsa fiducia in un eventuale concorso italiano. Per contro, l'elemento militare, preoccupato di evitare complicazioni, ha finora trattenuto Hitler da gesti audaci, ciò che può costituire una remora, nei riguardi dell'azione in Austria, per gli elementi nazionalisti. Una conversazione con un ufficiale del ministero della guerra appartenente alla vecchia aristocrazia terriera ci 9J offre a Marras la possibilità di conoscere alcuni retroscena della vicenda. Sarebbe stato preferibile per l'esercito se avesse vinto von Fritsch, il quale s'è sacrificato. Il suo ventilato arresto è una voce infondata (la notiziariportala da Marras riguarda forse la falsa accusa di omosessualità?). Nell'esercito vi è stata e vi è tuttora una forte preoccupazione nei confronti d'una penetrazione politica, alla quale la massa degli ufficiali è ostile. La situazione è considerata non definita e delicata. Dopo i clamorosi provvedimenti del 4 febbraio, il Fiihrer, nel discorso del 20 dello stesso mese, annuncia, senza fornire particolari, che la Germania rafforzerà il proprio esercito "per la necessità di prevenire ogni con.r;eguenza che potrebbe derivarle dalla campagna denigratrice e pru11oc:atrice condotta entro il Reich dalla stampa straniera" 20 • A giudizio di Marras, che aveva già previsto l'incremento del riarmo, Hitler tenta così di giustificare di fronte al mondo i successivi sviluppi quantitativi delle forze armate gennaniche che contraddicono le sue stesse assicurazioni del marzo 1935 di voler limitare le divisioni a 36. Infatti sono già in atto, appena mascherati con denominazioni impròprie (brigata da montagna, brigate corazzate), provvedimenti di ampliamento che nel futuro porteranno probabilmente alla costituzi9ne di nuovi corpi d'armata fino al XVIII compreso (è un giudizio personale di Marras), senza alterare l'attuale numero totale di 36 divisioni di fanteria che verrebbero assegnate ad ogni corpo d'armata in numero di due anziché di tre. A tal proposito, Marras ritiene "almeno per il momento, esagerato" il numero totale di 52 divisioni cui si arriverebbe in breve tempo secondo il quotidiano Temps del 24 febbraio (nella realtà, questo traguardo era praticamente raggiunto alla jine del 1938.'). Le linee direttrici del potenziamento dell'esercito riguardano: - l'intensificazione dei lavori di fortificazione sia alla frontiera occidentale sia a quella orientale; - probabile raddoppio dei reggimenti carri armati fino ad avere per ogni corpo d'am1ata una brigata corazzata che in guerra potrà dar vita a divisioni; - possibile costituzione palese di altre divisioni corazzate, oltre alle tre già in vita; - costituzione del XIV e del XV corpo d'armata e, probabilmente, di quattro nuove divisioni di fanteria in sostituzione di quelle recentemente motorizzate.


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(I) 463 - 17 marzo 1937 (AUSSME 45/ 1). (2) 1126 - 15 luglio 1937 (AUSSME 45/1). (3) Regia Ambasciata d'Italia - Berlino: telespresso n. 3581 in data 24 luglio 1937 (MAE, Germania, 38/2, 1937). (4) 1786 - 1° dicembre 1937 (AUSSME 45/1). (5) 463, cit.. (6) 87 - 13 gennaio 1938 (AUSSME 47/ 1). (7) 91 - 14 gennaio 1938 (AUSSME 47/ 1). (8) 185 - 31 gennaio 1938 (AUSSME 47/1). (9) 202 - 4 febbraio 1938 (AUSSME 47/ 1). (10) 203 - 5 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (11) 219 - 6 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (12) 218 - 7 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (13) 220 - 7 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (14) 221 - 7 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (15) 225 - 8 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (16) 250 - 10 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (17) Regia Ambasciata d'Italia: telespresso n. 6538 in data 15 sellembre 1938 (MAE, Germania, 39/2, 1937 - 38). (1 8) 336 - 25 febbraio 1938 (AUSSME 47/1). (19) 250, cii .. (20) 336, cit ..


AUSTRIA, SUDETI, CECOSLOVACCHIA E ALTRI

Il 12 marzo 1938 il nuovo stato maggiore tedesco pone all'attivo la seconda grande operazione, che fa seguito all'occupazione della zona smilitarizzata della Renania (marzo 1936). L'invasione dell'Austria, avvenuta ufficialmente su richiesta del nuovo cancelliere austriaco (Seyss - Inquart), avrebbe fine appena possibile. Si prospetta la soluzione del ritiro di Miklas e della nomina di Hitler a presidente della repubblica austriaca, la quale avrebbe un proprio cancelliere federale. Questa nomina sarebbe facilitata dal fatto che Hitler ha anche la cittadinanza austriaca. Sarebbe così mantenuta formalmente l'indipendenza austriaca con una specie di unione personale tra Germania ed Austria. "Personalmente" - scrive Marras C1) - "sono molto scettico al riguardo, perché penso che la Germania voglia togliere anche l'ultimu possibilità di eventuali future difficoltà". Egli ha ragione: I' A nschluss nella forma di pura annessione ridurrà l'Austria alla semplice provincia della '' Marca Orientale" (Ostmark). Semplice marcia militare come in Renania, l'occupazione dell'Austria è stata però un modello di rapidità, precisione e conseguimento della sorpresa. La "campagna sorridente" (lachender Feldzug), come qualche giornale l'ha giustamente definita, ha colmato d'orgoglio gli ambienti militari, sorpresi essi stessi della rapidità e della completezza del successo. Questo è dovuto in primo luogo alla felice scelta del momento politico, sintetizzabile nella persuasione che nessuno si sarebbe mosso in favore dell'Austria. Non è il caso di parlare di errori di Schuschnigg, perché è certo che la Germania era decisa a raggiungere i propri obiettivi qualunque fosse l'operato del cancelliere austriaco, sfruttando il momento opportuno per risolvere alla radice il problema. Realisticamente, allo stato attuale non interessa tanto soffermarsi sulla soppressione dell'indipendenza austriaca, che era forse un evento fatale, ma esaminare piuttosto gli avvenimenti dal punto di vista degli ammaestramenti militari. Le operazioni erano predisposte da lungo tempo. Gli ordini esecutivi sarebbero stati diramati nel pomeriggio del 10 marzo. Nella notte sul\' I l sono stati distribuiti i precetti personali e quelli per quadrupedi e autoveicoli. I movimenti delle truppe si sono iniziati nella stessa notte, cosicché il mattino del 12 vi era già un primo concentramento di forze al confine austro-tedesco.


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Il generale J::flsio Marras

Misure precauzionali sono state adottate contemporaneamente alle altre frontiere (ad esempio, uno schieramento di artiglierie contraerei nella zona di Friedrichshafen, sul lago di Costanza). Per il conseguimento della sorpresa è stato fondamentale il livello degli effettivi dei reparti combattenti (75% di quello di guerra), immediatamente impiegabili. Richiami e requisi zioni riguardano, viceversa, elementi ausiliari e dei servizi. Il corpo di occupazione (oltre 100.000 uomini) comprenderebbe: - il VII corpo d'armata di Monaco (7a e 27a divisione, brigata da montagna); - il Xlll corpo d 'armata di Norimberga (forse non al completo perché alcuni suoi elementi sarebbero trattenuti alla frontiera cecoslovacca), con parte della 23" divisione di Potsdam; - una divisione corazzata (probabilmente ]a 2 3 ) . La radunata è stata resa più facile dalla parziale motorizzazione delle divisioni. L'aeronautica ha inviato da 100 a 300 velivoli, numerosi reparti d'artiglieria contraerei e il reggimento speciale Hermann Goring. Con le forze d'occupaz.ione vi sono numerose truppe di pulizia e le due Standarte SS di Berlino (guardia personale del Fuhrer) e di Monaco, compresi i cosiddetti Totenkopfverband (reparti testa di morto), destinati normalmente a guardia dei campi di concentramento. Quest'abbondanza di forze di polizia - commenta Marras - può prestarsi a ovvie considerazioni circa i me. todi d'occupazione. Il 13 marzo tutto è finito, senza nemmeno un colpo di fucile. La rapidità del successo ha superato le previsioni delle autorità militari. "Non credevamo che fossero tanto pochi i veri seguaci di Sc:huschnigg" - confessano allo stato maggiore. Di qui anche la rapidità delle disposizioni politiche che hanno condotto ali 'annessione pura e semplice senz'alcuna formula di compromesso c alcun riguardo a precedenti impegni circa l'indipendenza del1' Austria. La Germania ha ottenuto un indubbio aumento di potenza e di prestigio. Al suo interno s'è consolidata la tendenza estrema dopo la crisi del 4 febbraio e questo successo ha ratto completamente dimenticare all'esercito l'allontanamento di capi rispettati. Verso l'esterno, questa Germania ingrandita e potentemente armata esercita pressione e influenza crescenti sui piccoli stati confinanti assicurandosi il controllo del bacino danubiano e perciò della via verso la penisola balcanica. Lo strumento militare, tuttora in crisi di sviluppo, non pone ancora la Germania in grado di sostenere una guerra mondiale, ma d'altra parte le condizioni interne della Francia e della Russia hanno escluso la possibilità d' un loro intervento. I risultati ottenuti confermano la Germania hitleriana


Austria, Sudeti, Cecoslovacchia e altri

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nella linea politica militare: massimo sviluppo degli armamenti per approfittare, con la minaccia della violenza, d'ogni possibile occasione. Prossimi obiettivi: Cecoslovacchia, corridoio polacco, Memel. Ciò viene confermato dal forte discorso di Goring (13 marzo) in occasione della commemorazione dei caduti in guerra (2l: - la Germania si considera custode e protettrice di tutti i tedeschi anche fuori dei confini del Reich; - le forze armate saranno sviluppate come garanzia della pace mondiale; - l'Austra - traspare dal discorso - sarà presto fusa con la Germania. Nei confronti dell'Italia, la lettera del Fuhrer (peraltro non pubblicata dai giornali tedeschi) fornisce un'assicurazione esplicita per l'Alto Adige. Sul suo valore effettivo non conviene fare molto assegnamento. È caratteristico della mentalità tedesca torcere con cavilli e sofismi le situazioni e creare in se stessi una psicosi che li fa attribuire agli avversari l'inosservanza degli accordi. Non si dimentichi che nella Feldherrnhalle di Monaco, la grande loggia degli eroi, tra gli scudi dedicati alle terre irredente figura anche quello del Sudtirol. La stampa tedesca ha poi riportato l'episodio delle parole di saluto pronunciate al confine del Brennero dal tenente colonnello Schorner, comandante del 98" reggimento di cacciatori da montagna, che vi aveva preceduto le sue truppe con un piccolo distaccamento motorizzato; ha altresì ricordato "con guslo mollo discutibile" (commenta Marras) che l'ufficiale era stato decorato nel 1917 dell'Ordre pour le mérite per la conquista del M atajur. Schorncr - aggiunge Marras - è ben noto. Già allo stato maggiore dell'esercito, irredentista ed espansionista, molto appoggiato a elementi politici e al contorno di Goring, si atteggia ad amico dell'Italia, ma ne è in realtà uno spregiatore. Carte etniche che mettevano in evidenza la situazione dell'Alto Adige risultano ritirate dalla circolazione in Austria alla fine del mese successivo, ma sarebbero ancora in vendita cartoline illustrate di propaganda riproducenti tale situazioneC3 >. Sta di fatto che il tradizionale sentimento d'inimicizia verso l'Italia si va rafforzando per effetto dell' appartenenza ad uno stato militarmente forte come la Germania. Nelle vetrine sono in mostra numerose pubblicazioni sulla guerra italo-austriaca C4l. Nella popolazione austriaca si nota scarso entusiasmo (specie in prossimità del vecchio confine) e un'aria generale di depressione. Tutti hanno adottato il saluto nazista, il tradizionale Griiss Gott sembra scomparso. Visibili in molti il sospetto e la preoccupazione. Lo scellino è soppiantato dal marco. Numerosi arresti e deportazioni nel campo di concentramento di Dachau (Baviera). Colpisce l'abbondanza di forze di polizia, di SS e di elementi della legione austriaca; molti nuclei di polizia in movimento con autocarri, con lo scopo evidente di farsi vedere dappertutto, anche per mezzo di concerti bandistici.


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li generale Efisio Murras

A Vienna si vedono poche uniformi austriache; predominanti quelle tedesche e chiaramente riconoscibili gli elementi austriaci che hanno ricevuto l'uniforme germanica. I provvedimenti per una rapida assimilazione del!' Austria si succedono a ritmo accelerato. Il primo è stato l'incorporamento dell'esercito austriaco in quello tedesco<5>. Le truppe federali che avevano preso parte alla rivista del 15 marzo portavano già tutte sul petto il distintivo del Reich (croce uncinata sovrastata da un'aquila) e sull'elmetto i colori germanici. Il nuovo giuramento di fedeltà è stato fatto prestare fin dal 14 marzo. Durante il soggiorno nel vecchio territorio, alcuni reparti austriaci sono stati rivestiti con l'uniforme tedesca: provvedimento giudicato da qualcuno troppo violento, ma - secondo il colonnello von Tippelskirch, capo dell'ufficio csleri<6> si ritiene preferibile procedere decisamente sulla via dell'unificazione anziché "tagliare la coda del gatto un pezzo alla volta". L'addetto militare aggiunto ungherese a Berlino, giudicato da Marras "attivo e ben orientato" C1>, ritiene che l'Ungheria intratterrà relazioni di ottimo vicinato con la Germania, divenuta sua confinante( ... "ma la precedente esistenza d'uno stato cuscinelto presentava indubbi vantaggi"). La soluzione della questione cecoslovacca è certamente tra gli obiettivi tedeschi; in tal caso l'Ungheria potrebbe riacquistare il territorio cecoslovacco ad oriente del March/ Morava - alto Oder (Moravia settentrionale e Slovacchia). Su quest'ultimo argomento, l'organo ufficiale del ministero degli esteri tedesco afferma che "anche per l'Ungheria esistono questioni di nazionalità non ancora risolte, pe,: il cui chiarimento o soluzione sono stati finora compiuti vani sforzi''. La Germania si propone perciò di sfruttare il suo aumentalo ascendente per assumere la tutela dell'Ungheria, ad esempio con un'unione doganale. L'occupazione dei Sudeti costituisce un altro grande successo per la politica energica di rapida realizzazione, inaugurata dopo la crisi del 4 febbraio 18>. Il discorso tenuto dal Fuhrer al Reichstag il 23 febbraio può essere ormai considerato come il preannunzio di questa nuova politica che proclama il diritto della Germania a interessarsi di tutti i nuclei di razza tedesca viventi fuori del Reich ed in modo particolare dei dieci milioni di tedeschi d 'Austria e Cecoslovacchia. Concetto fondamentale dell'azione politica tedesca, raggiunto ormai un sufficiente grado di preparazione militare, è di approfittare della favorevole congiuntura politica per ottenere i massimi risultati con una più o meno larvata ma forte pressione militare. La favorevole congiuntura è rappresentata dalla regressione militare e


Austria, Sudeti, Cecoslovacchia e altri

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politica della Russia sovietica, dalla crisi interna della Francia, dalla deficienza di armamenti e dalle incrininature della struttura imperiale dell'Inghilterra, dall'amicizia dell'Italia. Per l'occupazione dell'Austria, la sorpresa aveva posto l'Europa nel breve volgere di due giorni di fronte al fatto compiuto impedendo ogni reazione. Nel caso dei Sudeti, invece, la politica tedesca deve dimostrarsi più cauta, almeno inizialmente, e avveduta. Da una parte, s'intensifica la propaganda fra i tedeschi dei Sudeti e si guida l'azione di Henlein evitando un intervento diretto della Germania, dall'altro si proclama il diritto all'autodecisione posto a base dell'armistizio del 1918; si evita di parlare di annessione, lasciando che trattative e discussioni si svolgano intorno al problema dell'autonomia. Gradualmente, intanto, si produce un'indiretta pressione militare per mezzo di provvedimenti destinati ad apparire più gravi della realtà per il segreto con cui vengono circondati. La diplomazia franco-inglese vigila e cerca d'arrestare l'azione tedesca, facendo apparire che un intervento militare contro la Cecoslovacchia provocherebbe un conflitto. Per la Germania, il problema riguarda solo i due stati direttamente interessati e "può e deve" essere risolto pacificamente; in ogni caso, le forze armate tedesche sono in grado di contenere qualsiasi offensiva alla fronte occidentale. In realtà, nessuna delle due parti vuole arrivare a uno scontro europeo, cui entrambe si sentono impreparate: è una larvata reciproca intimidazione nella quale rimarrà vittorioso chi saprà persistere più a lungo nel gioco. Dopo le crisi di maggio e di sellembre, con gli accordi di Monaco, Inghilterra e Francia '' hanno perduto la partita di fronte a un avversario che ha saputo spingere la sua azione con grande spirito di decisionejino all'ultimo rischio'' . Si può ritenere che subito dopo l'occupazione dell'Austria, lo stato maggiore tedesco abbia posto mano all'aggiornamento dei piani contro la Cecoslovacchia e parallelamente abbia cominciato ad attuare alcune predisposizioni 9. Durante la crisi del 21 maggio, la Germania aveva mantenuto la massima calma di fronte alla parziale mobilitazione cecoslovacca e all'energico intervento inglese. Ma da quel momento il Fiihrer aveva deciso di risolvere entro il I ottobre la questione sudetica. Studi e predisposizioni dello stato maggiore s'intensificano in modo che l'esercito possa essere al più presto in condizione d'iniziare le operazioni al primo cenno. Naturalmente occorre tener conto delle possibilità d'un connitto non limitato alla sola Cecoslovacchia, ossia d'una guerra europea, non desiderata dalla Germania. Le predisposizioni riguardano essenzialmente: - la difesa della frontiera occidentale; O


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Il generale Efisio Marras

il riordinamento militare del territorio auslriaco; la preparazione di grandi unità di riserva e la graduale mobilitazione occulta. I lavori di fortificazione alla frontiera occidentale, ancora in uno stadio arretralo (più arretrato di quanto il Fuhrer ritenesse) sono stati accelerati, impiegandovi manodopera e materiali a massa (da 400.000 a 500.000 uomini, a partire dalla fine di maggio). Il sistema completo delle fortificazioni comprende circa 17 .000 opere, costituenti una fascia profonda da 40 a 50 km lungo tutta la frontiera occidentale, da Basilea all'Olanda. Questo sistema difensivo trova un raddoppio nella fascia arretrata, gia costruita in precedenza, lungo la linea Vogelsberg-Odenwald-Meno. I lavori sono eseguiti senza interruzione giorno e nolle; la mano d'opera è in parte reclutata e lrasferita d'autorità da ogni regione del Reich. La massa degli operai lavora per 66 ore settimanali e alcuni specializzati fino ad 84. A compenso di queste prestazioni, sono mollo curati l'alloggio e il vitto. Nonostante tale intenso lavoro, l'organizzazione difensiva alla fine di settembre ha un grado sufficiente di consistenza solo nei settori più importanti . 11 riordinamento militare del territorio austriaco riguarda soprattutto il passaggio del suo esercito da otto divisioni (sette di fanteria e una celere) a effettivi ridotti a cinque (due di fanteria, due da montagna e una leggera) a organici di guerra . Nonoslanlc un lungo addestramento, le nuove unità alla fine di settembre sono ancora decisamente inferiori al livello d'efficienza di quelle del vecchio Reich. Un altro aspetlo irnportanlc è il sollecito riattamento della rete stradale e ferroviaria nella Bassa Austria, che deve non solo costituire base di partenza per la Moravia, ma consentire anche rapidi collegamenti col vecchio terrilorio e facili arroccamenti. I lavori interessano soprattutto la ferrovia Passau-Wels, menlre 70.000 operai sono impiegati sulle strade . La formazione delle grandi unità di riserva e la mobilitazione occulta dell'esercito costituiscono l'aspetto più interessante delle predisposizioni mili tari. La segretezza è imposla non solo dalla necessità di celare l'entità e i particolari della preparazione, ma anche dall'opporlunità di secondare l'azione politica la quale è diretta a dimostrare che un intervento militare è stato non deciso a priori, ma determinato dalla soluzione interna del territorio sudetico. Dopo la crisi del 21 maggio, occorreva evitare ogn'indizio che potesse rivelare una mobilitazione di cui si negava l'esistenza. Qualche tempo dopo, viceversa, la Germania ha interesse a lasciar diffondere l'impressione d'uno strumento militare anche superiore al reale, per favorire un'azione intimidatrice diretta a trattenere Francia e Inghilterra da un intervento. Per giustificare richiami e requisizioni che potrebbero far credere prematuramente a una mobilitazione, viene comunicato sulla slampa che - analogamente a quanto già fatto all'estero da molti anni -


A ustri<1, Sudeli, Cecoslo vacchi<1 e altri

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saranno costituite e addestrate per brevi periodi, in turni successivi, grandi unità di riserva. In tal modo si provvede anche, nelle unità allivc, al completamento di veicoli e quadrupedi, alla costituzione di unità logistiche e alla sostiluzione dei forti nuclei d'inquadramento ceduti alle unità di riserva. Le grandi unità così costituite non rispondono però al concetto che di "riserva" si ha in Germania. Esse dovrebbero infatti essere formate di massima con le classi istruite più rcccntcmcntc congedate, in modo da ottenere un'efficienza analoga a quelle delle unità permanenti. Nella primavera scorsa, peraltro, la Germania disponeva d'una sola classe in congedo che aveva prestato il servizio biennale dopo la guerra; gli altri clementi istruiti provenivano dalla Reichswehr o dalla polizia oppure dalle "unità E" (Ergiinzungseinheii) dopo sole otto settimane di servizio ovvero ancora dagli excombattenti della grande guerra. Dovendosi utilizzare nel modo migliore tutti gli elementi istruiti, si è addivenuti a un frammischiamento di elementi di varia provenienza adibendo ciascuno a incarichi corrispondenti al livello d'istruzione militare e all'età. Si sono così osservati anche in unità attive ull.racinquantcnni impiegati come conduttori di automezzi o conducenti di carreggio a redini lunghe; analogamente, elementi giovani provenienti dalle unità E come portamunizioni, ausiliari, portaordini . Si trai.I.a eerLamen l.c d'un ripiego temporaneo, perché il concetto fondamentale della "riserva" appare imrnul.ato. Sta di fatto che le grandi unità di nuova costituzione sono dette " d 'istruzione" (Ubungsdivision) c non " di risen,a". Tutte le minori unità "d'istruzione" dispongono di nuclei d'inquadramento provenienti dalle unità attive, mentre le grandi unità hanno anche reggimenti o battaglioni attivi. Per quanto riguarda il numero delle divisioni "d'istruzione", la cifra più attendibile è di 21, chiamate in turni successivi di 7, ma molto probabilmente tutte alle armi al momento finale della crisi. Secondo dichiarazioni private dello stesso Fuhrer, la Germania aveva alle armi due milioni di uomini (probabilmente compresa l' aeronautica) . Secondo altra fonte attendibile, il totale delle divisioni alle armi sarebbe di 84, e precisamente: - 50 attive (34 di fanteria, 4 motorizzate, 4 corazzate, 5 leggere, 3 da mon tagna); - 21 "d'istruzione"; - 13 tra Landwehr e truppe di fortezza. La mobilitazione è eseguita gradualmente e in forma per quanto possibile occulta. La radunata è in parte mascherata in parte eseguita con rapidità nell'imminenza dell'azione. Un certo numero di grandi unità è tenuto in permanenza a portata non soltanto della frontiera cecoslovacca, ma anche di quella occidentale, sia celandole nei campi d'istruzione sia facendole esercitare nelle zone di frontiera. E poiché non è precisato il momento d'inizio


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li generale l:,fisiu Marras

delle operazioni, alcune grandi unità sono avvicendate in maniera che il rientro nelle guarnigioni contribuisca a dare all'interno e all'estero un'impressione di tranquillità. A partire da un certo momento, v'è stata una radunata parziale alle frontiere interessate, mascherata in parte nei campi d'istruzione, mentre per le altre unità erano predisposti i movimenti. Sembra che i movimenti ferroviari dovessero aver inizio entro dodici ore dall'ordine. Risulta anche che per celare i movimenti è stato fatto largo uso di trasporti automobilistici su itinerari interdetti al traffico normale. Circa la ripartizione delle forze, sarebbero state lasciate alla frontiera occidentale circa 12 divisioni attive e truppe di fortezza di entità non precisata, alla frontiera orientale le unità della Prussia Orientale e quelle di Landwehr. Le forze destinate a operare contro la Cecoslovacchia sono state raggruppate in 5 armate. La loro forza complessiva è valutata da Marras in 35 divisioni. Il Fiihrer ne aveva dichiarate in privato 40, secondo la stampa ne parteciparono all'occupazione soltanto 30. Un tale numero di divisioni, viste le circostanze nelle quali avvenne l'occupazione, era chiaramente esuberante, ma occorre tener conto che alcune erano probabilmente incomplete e che, d'altra parte, si voleva compiere una manifestazione di forza per dimostrare ai tedeschi dei Sudct.i e a ll 'opinione pubblica mondiale che l'esercito germanico sarebbe stato in condizione di superare rapidamente un'eventuale resistenza cecoslovacca. Lo schieramento per le operazioni preve~cva: - I" armata (colonnello generale von Rundstedt), dall'alta Slesia e dal saliente di Glatz verso la Moravia settentrionale; - 3 a armata (colonnello generale List), dalla Lusazia (tra F.lba e Oder) in direzione di Praga (da nord); - 4a armata (generale d'ariglieria von Reichenau) dalla zona al limite tra Baviera e Sassonia verso Praga (da ovest); - armata speciale (colonnello generale von Leeb), dalla Baviera meridionale attraverso la Selva Boema verso nord-est; - 5a armata (colonnello generale von Ilock), dall'Austria verso la Moravia meridionale (Brunn/Brno) . Anche le forze aeree impiegate sono state imponenti. S'è parlato di 3500 velivoli, anche se lo sviluppo degli avvenimenti ne ha reso superfluo l'impiego. Il comunicato ufficiale parla di soli 500 apparecchi. Sono poi da aggiungere le artiglierie contraerei e la difesa aerea, entrambe dipendenti dall'aeronautica, messe in funzione con la totalità dei loro mezzi. Era stata anche approntata una speciale formazione di aviazione destinata all'aviosbarco nelle retrovie d'una divisione ridotta e d'un battaglione paracadutisti . L'esperimento fu poi eseguito su scala minore comprendendovi anche


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aliquote della Standarte SA Feldherrnhalle di Monaco (cui sono state concesse le armi dopo la sanguinosa crisi del luglio 1934). A differenza dell'impiego autonomo durante l'occupazione dell'Austria, in questa circostanza le SS (compresi i "reparti testa di morto", comunemente adibiti alla sorveglianza dei campi di concentramento) e la polizia sono state poste alle dipendenze dell'esercito. Completata l'occupazione, !-ìono ritornate alla dipendenza normale e hanno assunto i servizi d'ordine. A queste formazioni sono da aggiungere gl'irrcgolari del Freikorps (corpo volontario dei Sudeti) costituito da Henlein negli ultimi giorni di settembre. I suoi nuclei, non ben controllati, hanno agito spesso in maniera autonoma, commettendo soprusi e dando occasione a incidenti. Violenze e occupazioni abusive sarebbero state compiute anche dalle SS. Gli osservatori militari e civili sono stati colpiti dall'ordine e disciplina cli movimento osservati dalle truppe tedesche durante le operazioni di occupazione. La marcia delle numerose colonne, comprese quelle motorizzate, s'è compiuta senza alcun intoppo e con regolarità anche nelle zone montuose e nonostante la presenza di carreggi, quadrupedi e autoveicoli di requisizione. Ciò, in contrasto con quanto s'era verificato durante l'occupazione dell'Austria, in cui ingorghi e imprevidenze avevano rallentato i movimenti e provocato disordine. Deve pertanto ritenersi che la lezione di quelle operazioni non sia andata perduta . I reparti già austriaci della 3" divisione da montagna al ritorno dalle operazioni di occupazione non si presentavano in modo brillante: è da presumere che non avessero ancora raggiunto un grado d'addestramento pari a quello delle unità del vecchio Reich. Negl'intendimenti tedeschi, in caso di resistenza, le operazioni contro la Cecoslovacchia sarebbero state condotte con violenza e rapidità, in modo da non dar tempo alle potenze occidentali d'intervenire e svincolare in breve tempo parte delle forze impegnate. Era opinione corrente che le operazioni non sarebbero durate più di quindici giorni. Il sistema di fortificazioni cecoslovacche comprendeva 10.000 opere, delle quali circa 350 di grande sviluppo, ottime, "perfettamente paragonabili a quelle della linea Maginot", a giudizio di alti ufficiali e ciel Fiihrer stesso. Certo, la loro capacità di resistenza era meno buona in alcuni settori, anche perché molte sono state costruite affrettatamente dopo la crisi di maggio. Alcune avevano ancora la struttura in calcestruzzo non rivestita e mascherata, e in molti settori la sistemazione difensiva non aveva la necessaria profondità. Ma le probabilità di successo delle truppe tedesche risiedevano nelle condizioni morali dell'esercito cecoslovacco, ormai profondamente toccato dalla crisi portata nel paese dal lungo agitarsi della questione sudetica, dalla baldanza dcgl'irrcdcnti, dagli affrettati rimaneggiamenti organici imposti dal-


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TI generale Efisio Marras

lo scarso affidamento che davano i militari di razza tedesca, dal contegno incerto della Francia e dell'Inghilterra e dalla sensazione che le potenze alleate non sarebbero intervenulc. Un ufficiale cecoslovacco ha detto amaramente a Marras: "Avevamo un bellissimo esercito e ottime fortificazioni. Con questo esercito avremmo dovuto combattere contro la Germania ovvero stare al suo fianco. La politica ci ha condotto alla soluzione peggiore: cedere senza combattere''. L'aver potuto occupare senza comballere il territorio sudelico non è stato probabilmente gradito da qualche militare tedesco. "L'esercito del terzo Reich avrebbe potuto cogliere senza eccessivi sforzi una vittoria che avrebbe illuminato con la sua aureola le nuove tradizioni". Ma agli occhi dell'osservatore attento lo sforzo compiuto dall'organizzazione militare tedesca ha dato al mondo una prova di capacità e potenza indiscutibili, dimostrandosi strumento poderoso al servizio d'una politica risoluta e avveduta. Lo strumento militare è stato e sarà ancora la base dell'azione politica tedesca. "Tra la Germania, che desiderava e tuttora desidera evitare una guerra mondiale e il blocco Francia-Inghilterra che teme tale guerra si è svolta una lotta d'intimidazione reciproca non priva di bluff nella quale ha vinto - come sempre - chi s'è dimostrato più deciso e ha saputo protrarre l'intimidazione fino al!'ultimo'' <10>. I risultati ottenuti a Monaco - non ancora noti nei particolari - oltrepassano forse quanlo inizialmente sperato., ma non rappresentano ancora la soluzione definitiva, che può essere costituita soltanto dall'annessione del quadrilatero boemo fino alla congiungente Ratibor-Presburgo/Bratislava. Comunque, oltre all'aumento di territorio, di risorse, di popolazione, l'occupazione dei Sudeti ha portato alla Germania un aumento di prestigio e d'influenza e dato nuove più ampie possibilità alla politica d'espansione e d'egemonia. Nei dirigenti s'è rafforzato il convincimento che occorra intensificare gli armamenti e serrare i tempi per sfruttare al massimo la crisi delle polcnzc occidentali: si pensa all'Ucraina, alle minoranze tedesche negli stati baltici, alle risorse granarie e petrolifere romene. Nella dichiarazione franco-tedesca si vuol vedere un tacito riconoscimento del diritto della Germania all'espansione verso oriente. Si guarda con diffidenza la Polonia e si considera ormai il sud-esl europeo campo d'influenza germanica. Marras prevede che, risolto il problema cecoslovacco, la politica germanica passerà alle altre questioni pendenti (corridoio polacco, Schleswig, Danzica, MemeJf 1n), in allesa d'una futura più generale espansione. "La Germania vinta nel 1918 ha ormai l'aspetto e la potenza d'una grande nazione vincitrice".


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Il 14 marzo 1939, la Slovacchia si proclama indipendente: un intervento germanico appare difficilmenle evitabile, in relazione alla probabile intensificazione delle rappresaglie contro i cittadini di razza Ledesca da parte dei cechi. Questi, infalti, attribuiscono il movimento autonomo slovacco alla propaganda tedesca(l 2>. Si delinea l'cvcnlualità dell'occupazione di tutto il Lcrritorio ceco in attesa d'una sua nuova sistemazione. Sembra esclusa, a tal proposito, un'occupazione definitiva della Boemia e della Moravia perché contraria ai principi nazionalsocialisti di rispetto delle nazionalità. Non è invece da escludere l'occupazione definitiva d'un ampio corridoio tra Austria e Slesia il quale comprenderebbe Briinn/Brno, Olmiitz/ Olomouc e l'isola etnica di Jglau/Jihlava: questa soluzione risponderebbe alle esigenze militari ed economiche Ledesche, ridurrebbe lo stato ceco a un'enclave nel territorio germanico e lo separarebbe dalla Slovacchia. Il nuovo stato non disporrebbe di forze annate e sarebbero così "definitivamente stroncate le velleità di Praga che pretenderebbe ancora di assumere una funzione di potenza antitedesca" (sono parole del generale von Tippclskirch). Nel frattempo, truppe ungheresi hanno occupato alcmù villaggi carpato-ucraini, allo scopo di assicurare meglio la protezione di Munkacz/Munkacevu/Mukaccvo< 13l stabilendo un contatto diretto con la Polonia. Una simile possibilità non danneggerebbe la Germania - è sempre opinione di von Tippelskirch "in quanto le comunicazioni con la Romania possono più agevolmente ottenersi attraverso un 'Ungheria amica anziché per il d(fficile terreno carpatoucraino, dove sarebbero molto esposte all'azione di una Polonia o di un 'Ungheria eventualmente nemiche". L'incvilabilità d'un intervento militare tedesco è comunicata da von Tippelskirch a Marras nelle prime ore del pomeriggio del 14 marzo, nel corso d'un colloquio richiesi.o dall'ilaliano: i movimenti delle truppe in territorio ceco s'iniziano la sera stessa <14>. li governo nazista, approfittando della favorevole congiunlura politica, ha centrato un altro obiettivo della sua politica d'espansione. A meno di sei mesi dall'occupazione dei Sudeti, la Germania è riuscita praticamente ad annettersi Boemia e Moravia e ad assumere in forma ancora non precisata la protezione del nuovo stato slovacco. In tal modo, ha spinto un profondo cuneo offensivo verso sud-est. La situazione derivante dagli accordi di Monaco era senza dubbio transitoria, ma appare sorprendente la rapidità con la quale i tedeschi l'hanno fatta precipitare, risolvendola poi con un gesto di forza. Infatti, l'azione tedesca dopo Monaco s'è sviluppata mediante: - intensa propaganda fra i nuclei tedeschi rimasti in Cecoslovacchia, i quali aumentavano di giorno in giorno le loro pretese; - alimentazione del separatismo slovacco, sino a fargli assumere un carattere di rivolta contro il governo di Praga;


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enfatizzazione di violenze contro gli elementi tedeschi abitanti in territorio ceco, che negli ultimi giorni viene presentato come già in preda al disordine. Il presidente cecoslovacco, convocato da Hitler, pone il suo paese senza condizioni sotto la protezione della Germania: le truppe tedesche iniziano l'invasione ripartite in due armate appoggiate da 900 aerei e destinate all'occupazione, rispettivamente, della Boema e della Moravia, completata il 16 marzo. Tutti i poteri sono assunti dalle autorità militari. Risulta che l'occupazione sarà estesa in territorio slovacco fino alla zona dei Piccoli Carpazi-Carpazi Bianchi che assicurano una più solida frontiera militare. La richiesta di protezione della Slovacchia potrebbe dar adito a un'eventuale occupazione. Con decreto del Fiihrer del 16 marzo, i territori occupati appartengono ora alla Grande Germania (Grossdeutschland) ed assumono la denominazione di "Protettorato di Boemia e Moravia", autonomo con propria amministrazione, sottostando però alle direttive politiche, militari cd economiche del N.eich. li capo del Protettorato gode degli OI}ori che spettano a un capo cli stato. Deve avere la fiduci a del Fuhrer. TI Reich è rappresentato a Praga da un "protettore del Reich in Boemia e Moravia" , che ha ampie facoltà di controllo e d'intervento. li Proteltorato è rappresentai.o a Berlino da un ministro. Il Reich assume gli affari esteri, la difesa militare (sono consentite solo formazioni di sicurezza interna e di polizia) e il controllo delle comunicazioni. Gli abitanti di razza teçlesca diventano citLadini del Reich. Il Protettorato appartiene all'area doganale del Reich. Importanti le considerazioni di Marras. Al concetto deJla tutela della nazionalità tedesca si aggiunge ora quello dell'occupazione degli "spazi vilali" per la Germania, che apre in futuro ampie possibilità d'intervento. La Germania controlla ora direttamente altri 49.000 kmq con 6.800.000 abitanti: forma così una massa di 85 milioni di persone, che esercitano un peso assai rilevante nell'Europa centrale e sudorientale. Inoltre, essa accorcia le sue frontiere di 500 km e assorbe completamente le industrie di guerra ceche. Dagli avvenimenti escono rinforzate le tendenze estreme del nazismo, decise a sfruttare a fondo la favorevole congiuntura politica. Le preoccupazioni di qualcuno per il persistere in futuro dell'attuale politica di forza è soverchiata dalla soddisfazione, dall'orgoglio e dalle ambizioni - sempre in aumento - dei dirigenti (anche militari) e delle classi medie. Nessun limite sembra ormai porsi all'espansione germanica verso oriente e sud-est: rivendicazioni nei confronti della Polonia, mire d'occupazione dell'Ucraina e d'uno sbocco sul mar Nero, accaparramento delle riserve alimentari e petrolifere romene. "Soltanto attraverso tale espansione e non con le colonie la Germania risolverà i suoi problemi economici. Si sviluppano in so-


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stanza sempre più le tendenze a un'egemonia continentale e in particolare nella Mitteleuropa e nel bacino danubiano, come pure nella penisola balcanica". I recenti avvenimcnLi si presentano agli occhi delle masse tedesche nel quadro dei soli interessi germanici, a differenza di quelli del settembre scorso (Sudeti), nei quali l'amicizia italiana era apparsa indispensabile per il conseguimento di quei successi. Perché la Germania ha consentito in questa circostanza la costituzione d'una frontiera comune fra Ungheria e Polonia? Soprattutto - a detta dello stato maggiore tedesco - in quanto le comunicazioni con la Romania sono meglio assicurate attraverso un'Ungheria amica anziché per la ristretta striscia montuosa subcarpatica. Può non essere estraneo il desiderio di mosl.rarc all'Ungheria l'influenza dell'amicizia tedesca. È anche da tenere presente che un'eventuale operazione militare tedesca verso l'Ucraina trova limitazioni partendo dai Carpazi: meglio attivare una propaganda disgregatrice nell'Ucraina polacca. Ancora una volta le forze armate si sono dimostrate strumento essenziale della politica di forza, in grado di conseguire in ogni momento la sorpresa gra,-.ic alla disponibilità di grandi unità su piede prossimo a quello di guerra . "Gli avvenimenti recenti" - conclude Marras - "costituiscono un nuovo monito per tutti i piccoli stati che intorno alla Germania ne paventano la potenza, di<Jsimulandola sotto le parvenze d 'una politica d 'equilibrio. La Germania, assisa al centro de/1'1:!.:uropa, rappresenta con la sua massa, con la sua orP,anizzazione e con il suo apparecchio militare un peso che deve essere attentamente considerato da amici e nemici, per lo sviluppo di ogni attività politico-militare". Nei confronti della Slovacchia osi, la Germania assume la protezione (Schutz) dell'indipendenza politica e dell'integrità territoriale del nuovo stato. A tale scopo, mantiene presidi militari nella zona compresa tra il confine col Protettorato ed il margine orientale dei Piccoli Carpazi, dei Carpazi Bianchi e dei monti Javcrnik, assicurandosi un'ottima frontiera militare che raggiunge il fiume Waag/Vah e potrebbe non escludere la stessa occupazione di Presburgo/Bratislava. Forze militari e politica estera del governo slovacco saranno "in stretto accordo" con la Germania. Il significato dello stato di protezione (Schutz) corrisponde alla normale accezione del termine: viceversa, quello riferito alla Boemia e Moravia (Protektorat) rappresenta una forma larvata di annessione.

La situazione internazionale e gli attuali rapporti di forze sembrano incoraggiare il Fuhrer, dopo gli ampi successi ottenuti negli ultimi mesi, a sfruttare a fondo la favorevole situazione 06). Per le prossime iniziative, potrebbe non essere più sufficiente una semplice "dimostrazione" di forza; c'è il pericolo di un conflitto europeo.


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Obiettivo essenziale che sembra profilarsi per la politica di espansione tedesca è l'Ucraina. Per arrivarvi, bisogna passare attraverso il territorio polacco, provocando sicuramente una resistenza armata. Risolti i problemi austriaco e cecoslovacco, appaiono perciò in primo piano le rivendicazioni nei confronti della Polonia (corridoio e minoranze tedesche nella Polonia occidentale). La rete stradale ai con fini è continuamente migliorata; in particolare, un tronco di autostrada dovrebbe unire, vero corridoio nel corridoio, la Prussia Orientale al resto della Germania 0 7l. Dinanzi alle esitazioni polacche, i tedeschi avrebbero deciso di procedere senz'altro alla costruzione, in territorio germanico, dei due tronchi destinati a essere in seguito congiunti. Peraltro, un complesso d'indizi lascia ritenere che il Fuhrer voglia astenersi da una guerra finché non saranno completati lo strumento militare e la preparazione economica della nazione. Ciò non esclude che la Germania intensifichi l'azione politica per realizzare paci ficamcnt:e successi anche nei con fronti della Polonia, evitando una guerra prematura. Si discorre di ottenere dalla Polonia il corridoio in cambio della Lituania, che verrebbe così sacrificata . La guerra sarebbe affrontata a oriente solo al momento opportuno, a seguito di propaganda disgregatrice nell'Ucraina polacca, e mantenendo la difensiva sulla fronte occidentale (Westwa/1) . Le ripercussioni dei recenti avvenimenti sulle relazioni tedesco-polacche sono state immediate: problemi che quindici g1orni or sono apparivano ancora lontani, si presentano oggi in primo piano (ts). A prescindere dal movimento nazionalista ucraino, alimentato dalla Germania ma ancora non maturo, questi problemi hanno per oggetto: Danzica; - il corridoio polacco; - la PosnaniaC 19l_ La prima è già oggi praticamente in mano alla Germania: un ritorno al Reich non muterebbe sensibilmente lo stato di fatto. Ben diversa è la situazione nei riguardi del corridoio e della Posnania. Si può supporre che la Germania, in primo tempo, ammassi forze alla frontiera polacca e proponga al governo di Varsavia di risolvere pacificamente la questione del corridoio analogamente a quanto ha fatto la Lituania per Memel. Ma l'addetto militare polacco assicura Marras che la Polonia si opporrebbe con le armi, in quanto si rende conto che la cessione del corridoio condurrebbe fatalmente a breve scadenza a quella della Posnania e allo sviluppo del movimento ucraino. D'altra parte, occorre tener presente che, di fronte a un deciso atteggia-


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mento polacco, la Germania potrebbe essere indotta a rimandare la decisione, per evitare nella situazione attuale una grande guerra europea. Appaiono così tutte le difficol~à attuali della Polonia, la quale vede l'inefficacia del patto di amicizia con la Germania, sente la minaccia tedesca e in pari tempo esita a farsi impegnare da Francia e Inghilterra in un nuovo accordo, che potrebbe accelerare la crisi. Dopo l'annessione di Memel, si percepisce uno stato di tensione tedescopolacco, dovuto alle notizie di fonte britannica su concentramenti di forze tedesche contro la Polonia (ZOJ. Agl' inizi di aprile, questo stato di tensione sembra, almeno momentaneamente, attenuato; la soluzione dei due problemi sembra aver perduto il carattere d'immediatezza. La Polonia avrebbe fatto conoscere il suo fermo intendimento di opporsi con la forza anche a un intervento militare nel territorio di Danzica, concentrando nel contempo unità alla frontiera occidentale e nella zona del corridoio. In pari tempo, Francia e Inghilterra cercano di attirare nella propria orbita Polonia e Romania assicurando loro un appoggio militare che peraltro sembra problematico come tempestività ed efficacia. La minaccia tedesca alla Polonia appare alquanto allentata, ma il disappunto della Germania è evidente. La situazione è ritenuta molto simile alla crisi del maggio scorso , durante la quale il Fiihrer maturò la decisione d'intervenire in Cecoslovacchia. J! irritazione si appunta ora contro l'Inghilterra: Berlino non riconoscerà la preminenza degl'interessi navali inglesi se Londra non concederà alla Germania libertà d'azione nel continente. Lo stato maggiore tedesco smentisce qualsiasi concentramento di forze ai confini polacchi e cita come prova il fatto che 12-15 divisioni sarebbero ancora impegnate nel Protettorato. Sta di fatto, peraltro, che alcune di queste grandi unità, e in particolare quelle provenienti dalla Slesia, sono rientrate nel loro territorio . Viene poi segnalato un afflusso continuo di riservisti ai depositi dei corpi d'armata di frontiera e a quelli della Prussia orientale. All'addetto militare polacco risulta che una seconda divisione corazzata sia stata avvicinata alla frontiera. Il medesimo addetto militare conferma che la Polonia intende opporsi con la forza a un intervento militare tedesco a Danzica e assicura che sono in gran parte già attuate le predisposizioni militari cautelative. Egli valuta le forze mobilitatibili tedesche a circa cento divisioni, delle quali una ventina di efficienza scadente e ritiene che nel complesso circa 25 divisioni sarebbero immobilizzate su altre frontiere. "A queste forz e la Polonia può opporre due milioni di uomini istruiti meglio della massa attuale tedesca e bene inquadrati''. Nelle conversazioni militari italo-tedesche tra i generali Keitel e Pariani <21>, svoltesi ad fnnsbruck il 5 e 6 aprile 1939, si parla apertamente di


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guerra <22). Un futuro conflitto con Francia e Inghilterra è ritenuto inevitabile. Le migliori possibilità per l'asse si avrebbero iniziando una guerra insieme e di sorpresa in un momento favorevole. Questo si potrebbe verificare "fra qualche anno", quando cioè gli armamenti italiani e tedeschi raggiungeranno '' una più completa efficienza'' e quelli inglesi saranno '' ancora incompleti". Sono da tenere in considerazione due eventualità: guerra di rapida decisione ovvero di lunga durata. È in ogni caso di grande importanza assicurare i rifornimenti dagli stati balcanici, mantenendo l'indipendenza di Romania, Bulgaria e Iugoslavia e collaborando allo sviluppo delle loro economie. L'Ungheria è considerata amica. L'appoggio reciproco tra Italia e Germania non dovrà limitarsi al campo militare, ma estendersi anche a quello economico; in particolare, dovranno essere migliorate le comunicazioni ferroviarie tra i due paesi. Questione delicata e di grande rilievo è quella d'un comando unico in caso di guerra di coalizione. Per ora, è sufficiente affermare che occorrerà un piano unico e il più stretto collegamento tra i comandi delle due forze armate. O l'interessi della Germania sono rivolti verso est e quelli dell'Italia verso il Mediterraneo, ma in una prima fase del conflitto si manifesterà una compenetrazione nella penisola balcanica; successivamente, l'espansione tedesca potrà seguire anche la linea dei paesi baltici, secondo interessi esclusivamente germanici . Quanto tocca il Mediterraneo è viceversa di esclusivo interesse italiano. Da parte tedesca, la situazione politico-militare è così giudicata. La Polonia è ritenuta incerta. È da presumere che l'Inghilterra farà ogni sforzo per attirarla nella sua orbita e sostituirla alla crollata Cecoslovacchia nella funzione antigermanica. È da ritenere che in caso di conflitto la Polonia attenderà per pronunziarsi e si getterà poi dalla parte ove siano maggiori speranze di raccogliere un bottino. Essa però deve tener conto della vicinanza dei sovietici e del pericolo della propaganda comunista. La Russia sovietica viene considerata incapace d' un intervento militare attivo, soprattutto per effetto dell'avvenuta eliminazione della maggior parte dei quadri elevati. Occorreranno molti anni per ricostituirli . L'occupazione della Boemia e della Moravia e l'assunzione della protezione della Slovacchia si sono rese indispensabili per ragioni di carattere militare. Le venti divisioni impiegate sono ora disponibili per altri teatri di operazioni. La Francia possiede un esercito molto solido, bene armato e con ingenti scorte di mobilitazione. Essa peraltro ha perduto lo spirito aggressivo: non prenderà iniziativa d'una guerra né contro la Germania né contro l'Italia. È certo, invece, che reagirà a minacce contro la sua integrità territoriale,


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nella metropoli e nelle colonie. Aviazione e marina francesi sono giudicate buone; la seconda, anzi, migliore che nel 1914, benché non abbia personale al livello delle altre due forze armate. L'Inghilterra rappresenta ancora in campo marittimo la prima potenza del mondo, ma anche le forze terrestri ed aeree sono potenti. Si può ritenere che l'Inghilterra interverrà certamente a fianco della Francia in quanto si sente toccata nei propri interessi vitali: il crollo della Francia segnerebbe infatti la fine d'ogni influenza inglese sul continente europeo . Circa lo strumento militare tedesco, il numero delle divisioni mobilitabili (rispetto alle 51 attuali) è di circa 100, delle quali però una ventina di Landwehr (con classi molto anziane, già combattenti della grande guerra). Nel 1940, le 100 divisioni saranno viceversa per metà "di riserva", cioè con la stessa efficienza di quelle attive. Non sussisteranno più le divisioni di Landwehr, sostituite da grandi unità territoriali, impiegabili anche per la difesa di fronti secondarie. Il gettito delle nuove classi andrà a favore delle divisioni di riserva, che aumenteranno, dal 1940, a un ritmo di 7-8 l'anno, almeno entro un certo limite di tempo. ln caso di guerra, i corpi d'armata verranno riuniti in armate e queste in gruppi d'armate: eventualmente, saranno costituiti anche comandi di teatro di operazioni. A titolo d'esempio, è stata citata la possibilità che le forze operanti alla frontiera occidentale diano vita a tre gruppi d'armate: Reno superiore, Palatinato, Reno inferiore, con sforzo principale in corrispondenza del Palatinato. La Germania non è ancora in condizioni d'affrontare in piena efficienza una guerra europea di rapida decisione o anche di lunga durata. Per la prima mancano ancora le artiglierie pesanti, per la seconda adeguate riserve di materiali. Soltanto ora si comincia a produrre a pieno ri tmo . La marina è in ritardo: attualmente si costruisce in tutti i cantieri disponibili, con l'obiettivo di raggiungere una buona efficienza entro tre o quattro anni. Si pensa che, in caso di guerra, la marina tedesca dovrà assolvere i seguenti compiti: - impedire alla flotta sovietica l'uscita dal golfo di Finlandia; - forzare il prevedibile blocco inglese del Mare del Nord, nella Manica e tra Scozia e Norvegia; - ostacolare i rifornimenti all'Inghilterra; - difendere le coste nazionali dalla frontiera olandese a Memel. Per questi compiti, la Germania deve disporre di: - navi da battaglia; - incrociatori adatti alla guerra di corsa, robustamente armati e protetti e dotati di larga autonomia; - sommergibili in numero rilevante.


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La Germania si mantiene per ora nei limiti degli accordi navali con l'Inghilterra. È da prevedere peraltro che il problema debba essere ripreso in esame, forse verso la fine di quest'anno, in quanto le nuove costruzioni inglesi e soprattutto l'eventuale esigenza di navi superiori a 35.000 tonnellate potrebbero rendere necessario un nuovo incremento delle forze navali tedesche. Queste dispongono attualmente di circa 80.000 uomini, destinati a raddoppiarsi nei prossimi anni. L'aeronautica tedesca (60% da bombardamento, 250Jo da caccia, 150/o da osservazione), si trova ora in fase di sostituzione dei materiali. Si lavora intensamente per aumentarla e, parallelamente, per preparare nuovi piloti, in vista d'un sensibile balzo in avanti nei prossimi anni. In sviluppo anche l'artiglieria contraerei, che è assegnata in parte all'esercito (di massima, un gruppo per ogni corpo d'armata), in parte al comando superiore dell'aeronautica con funzione di riserva ed in parte preponderante alla difesa di zone industriali e di altre aree sensibili. Quest'ultima aliquota comprende attualmente 20 reggimenti, destinarsi a quintuplicarsi in caso di guerra con personale residente in zona. Soltanto ora le fabbricazioni di guerra funzionano a pieno rendimento. Le difficoltà riguardano particolarmente i carburanti sintetici, la gomma artificiale, il rame e la bauxite. Si stanno sfruttando appieno nuovi giacimenti di minerali ferrosi. Altri problemi riguardano il riordinamento dei trasporti ferroviari e la costruzione di nuovo materiale rotabile. In questo momento la Germania subordina- ogni esigenza alla preparazione della guerra. La nazione è sottoposta a un grande sforzo finanziario e a un conseguente stato di tensione che non potrà essere prolungato indefinitamente: raggiunto un determinato grado d'efficienza, converrà affrontare il conflitto decisivo. Se impegnata nel momento favorevole, a massa e di sorpresa, potrà aversi una guerra di rapido corso, ma bisognerà in ogni caso assicurare i rifornimenti anche per un conflitto di lunga durata garantendo a Italia e Germania pari possibilità di resistenza: armi vittoriose non dovranno cedere per difficoltà economiche.

(1) 433 - 12 marzo 1938 (AUSSME 45/1 ). (2) 436 - 13 marzo 1938 (AUSSME 45/1). (3) 731 - 26 aprile 1938 (AUSSME 45/1). (4) Stupisce a lquanto quest'insistenza di Marras sull'ostilità verso gl'italia ni, che appare viceversa del tutto 11aturale dopo una guerra perduta (N.d.A.). (5) 489 - 21 marzo 1938 (AUSSME 45/ 1).


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(6) 527 - senza data (appunto a mano: dopo il 26 marzo) (AUSSME 45/1). (7) 447 -·16 marzo 1938 (AUSSME 45/1). (8) Riassunto sull'attività politico-militare, ottobre 1938 (AUSSME 47/3). (9) L'occupazione militare del territorio sudelico - ottobre 1938 (AUSSME 47/ 3). (10) 1599 - 22 settembre 1938 (AUSSME 47/3) . (11) Oggi Klaipeda, in Lituania. (12) 582 - 14 marzo 1939 (AUSSME 47/3). (13) Ora in Ucraina. (14) 598 - 17 marzo 1939 (AUSSME 47/3). (I 5) 662 - 24 marzo 1939 (AUSSME 47 / 3). (16) 608 - 18 marzo 1939 (AUSSME 47/3). (17) R. Ambasciata d'Italia- Berlino: telespresso n. 0561/158 in data 9 febbraio 1937 (MAE, Germania, 38/2, 1937). (18) 674 - 25 marzo 1939 (AUSSME 47/ 3). (19) Regione storica della Polonia centroccidentale, con capitale Poznan (Posen, per i tedeschi). (20) 751 - 3 aprile 1939 (AUSSME 47/3). (21) Sottosegretario di stato alla guerra e capo di stato maggiore dell'esercito. {22) MAE - DDl, VIII/ 13, appendice III, pp. 422-429.


L'ORDINAMENTO MILITARE TEDESCO NEL 1939

In un voluminoso documento di 439 pagine, ultimato poco prima del rientro in Italia nel luglio 1939, Marras riunisce organicamente le sue conoscenze sull'ordinamento militare del paese ospite 0 >. Le principali caratteristiche dell'organismo militare tedesco, quale si presenta alla fine del 1938, sono le seguenti: - il paese dispone d'un poderoso nerbo di circa 50 divisioni attive che per la loro costituzione organica di pace - quasi identica a quella di guerra - sono immediatamente impiegabili; - la ferma di 2 anni consente di mantenere a un livello pressoché costante la forza di queste grandi unità, sottraendola alle fluttuazioni derivanti da periodi di forza massima e di forza minima; consente inoltre un accurato a ddestramento, reso ancora più proficuo dalla preparazione militare che il soldato riceve durante i precedenti sei mesi di servizio del lavoro obbligatorio (Arbeitsdienst); - tutto il materiale di cui l'esercito dispone è moderno e di costruzione recente; risponde perciò ai requisiti tecnici e tattici che gli studi e le esperienze del dopoguerra hanno suggerito quali più rispondenti alle esigenze della lotta moderna; - i criteri di larghezza e lungimiranza che hanno informato e informano le infrastrutture dell'esercito (caserme, scuole, stabilimenti militari d'ogni genere e, soprattutto, campi d'istruzione e d'esperienze), non solo rispondono largamente alle esigenze di vita e di addestramento in pace, ma sono anche in grado di far fronte a particolari esigenze operative e logistiche del tempo di guerra; - il tradizionale spirito militare del paese, congiunto all'educazione politica che il governo nazionalsocialista si sforza di diffondere nelle masse, fanno si che al problema della potenza militare possano essere dedicati i maggiori sforzi, come al fattore primo e indispensabile per il trionfo e la grandezza del nuovo Reich. Sacrifici d'ogni genere sono perciò imposti al paese per potenziare sempre più l'organismo militare. Il paese risponde disciplinatamente, adattandosi alla necessità assoluta di dare il più possibile per il raggiungimento di questo scopo. Il punto dubbio è quello delle riserve. È difficile precisare che cosa l'esercito sia attualmente in grado di fare in questo campo per portare nella lotta la massa del popolo in armi. Sembra che, per deficienza di riserve istruite


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e di armi e materiali di riserva, la Germania possa ora fare assegnamento soltanto su una parte del potenziale umano di cui dispone; aliquota comunque non proporzionata alla massa delle grandi unità attive. Esistono inoltre deficienze quantitative d'artiglieria pesante campale e pesante, quantitative e qualitative di alcuni materiali (carri armati, automezzi da combattimento "ovunque", mezzi di trasporto per alcune speciali unità delle trasmissioni) e soprattutto quantitative di quadri ufficiali. li lavoro febbrile intrapreso nel 1933 non accenna ad affievolirsi anche dopo i recenti successi internazionali ottenuti dalla Germania; procede anzi più intenso che mai nell'esercito e nel paese. Mentre si accelerano i lavori di fortificazione alla frontiera occidentale e si provvede al riordinamento militare nei territori ex austriaco e sudetico, si provvede a dare un'istruzione militare, sia pure abbreviata, soprattutto a quelle classi che nel dopoguerra sono sfuggite al servizio di leva e si spinge al massimo la produzione industriale di materiali bellici d'ogni specie. Anche se l'organismo militare tedesco di oggi non può ancora dirsi completo, non v'è dubbio che le sue lacune si faranno sempre meno sensibili e che, col ritmo attuale di ricostruzione, non occorrerà più gran tempo perché il nuovo esercito raggiunga il grado di potenza e solidità che poteva vantare nel 1914, ma con masse superiori e con armamento ed equipaggiamento moderni e più abbondanti. L'esercito tedesco comprende: - 6 comandi di gruppo d'esercito (Heeresgruppe) (1 ° Berlino,, 2° Francoforte sul Meno; 3° Dresda, 4° Lipsia, 5° Vienna, 6° Hannover); - 18 comandi di corpo d'armata, di cui XIV e XV di truppe motorizzate, XVI di truppe corazzate, XVII e XVIII dell'ex esercito austriaco; 51 divisioni, delle 'quali: - 35 di fanteria (comprese due ex austriache); - 3 da montagna (di cui due ex austriache); - 4 di fanteria motorizzata; - 4 leggere (motomeccanizzate), compresa una austriaca; - 5 corazzate; una brigata di cavalleria. Inoltre, reparti di frontiera imprecisati raggruppati sotto un comando di corpo d'armata di frontiera e comandi di zona. La forza alle armi è di circa 900.000 uomini, di cui 200.000 a ferma speciale. Per le questioni di carattere territoriale e per il reclutamento, il Reich è ripartito in 15 circoscrizioni di corpo d'armata (Wehrkreis); ognuna porta il numero del corpo d'armata attivo stanziato nel corrispondente territorio. Per il reclutamento, ogni Wehrkreis è ripartito in ispettorati di mobi-


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litazione, distretti militari e uffici di presentazione per la milizia mobile. Gl'ispettorati di mobilitazione (Wehrersatzinspektion), 37 in totale, sovrintendono alle operazioni di reclutamento (escluso quello degli ufficiali), di controllo e richiamo di tutto il personale in congedo e di precettazione di quadrupedi, carri e automezzi, entro i limiti del territorio di propria competenza. Ogn'ispettorato di mobilitazione è ripartito in distretti militari (Wehrbezirkskommando). Questi sono in totale 303. Per il personale residente all'estero esiste uno speciale distretto a Berlino . Da ogni distretto, escluso quello per i residenti all'estero, dipendono più uffici di presentazione della milizia mobile ( Wehrmeldeamt) . Questi sono, in totale, 647. Il corpo d'armata è composto da: comando; - due o più divisioni; - supporti tattici (un reggimento d'artiglieria motorizzato, un reggimento o gruppo d'artiglieria contraerei, un batlaglionc mitraglicri, un battaglione pionieri motorizzato, un gruppo anticarro, un gruppo esplorante motorizzato, un gruppo collegamenti motorizzato, una squadriglia da ricognizione su 9 velivoli); - unità logistiche per i soli supporti tattici (due autocolonne per rifornimenti, una per carburanti, un plotone rifornimenti per servizi di fanteria, un plotone officina). La divisione di fanteria (lnfanteriedivision) è dotata di spiccata autonomia, tattica e logistica. Comprende: - comando; - tre reggimenti di fanteria, ciascuno su tre battaglioni, una compagnia pezzi per fanteria, una compagnia anticarro, un plotone montato e una colonna leggera per rifornimenti. Ogni battaglione è costituito da tre compagnie fucilieri e una compagnia armi pesanti; - un gruppo anticarro, su quattro compagnie (una di mitragliere da 20 mm; tre di pezzi da 37, che presto diventeranno quallro); - un gruppo esplorante, su tre squadroni (uno di cavalieri, uno di carri esploranti corazzati, uno anticarro motorizzato); un reggimento d'artiglieria su quattro gruppi; un gruppo osservatori d'artiglieria; un battaglione pionieri; un gruppo collegamenti; unità logistiche. È un complesso di 18.000 uomini, 5.000 cavalli e 900 automezzi. I reggimenti di fanteria, largamente dotati di armi pesanti, dispongono


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in proprio di artiglieria d'accompagnamento, armi anticarro, reparto esplorante (il plotone montato). L'artiglieria divisionale comprende bocche da fuoco leggere (tre gruppi di obici da 105) e pesanti campali (un gruppo misto di cannoni da 105 e obici da 150); dispone inoltre d'un gruppo osservatori d'artiglieria su tre batterie (fonotelemetristi, fototelemetristi, topografi). Accanto a questi due blocchi di forze (uno di fanteria, l'altro d'artiglieria), che ne costituiscono il nucleo principale, la divisione ha in sé altre considerevoli aliquote di truppe e servizi che le consentono di far fronte da sola alle prevedibili esigenze d'un'azione tattica complessa e a difficoltà e ostacoli per i quali, di solito, è necessario l'intervento delle grandi unità superiori. La situazione attuale delle 35 divisioni di fanteria è caratterizzata come segue: - fanteria: al completo di uomini, armi e materiali; quasi al completo di quadrupedi; è in corso la distribuzione della mitragliatrice unificata modello 34 e dei lanciabombe; - artiglieria: in avanzato corso di distribuzione il tipo più moderno di bocche da fuoco (modello 18); sensibili deficienze di quadri, cavalli cd clementi del carreggio; - gruppi anticarro: completi del materiale da 37; appena inizia ta la distribuzione di quello da 20 mm; - gruppi esploranti : sono assegnati in pace solo ad alcune divisioni; i rimanenti saranno costituiti dai Kaval/erieregimeni; - gruppi collegamenti: completi; - battaglioni pionieri: in corso di distribuzione il nuovo materiale da ponte modello C; - servizi: deficienze nei mezzi di trasporlo. Nonostante le manchevolezze segnalate, le 35 divisioni di fanteria sono pressoché sul piede di guerra, salvo che per la parte logistica, e completabili mollo rapidamente all'emergenza. La divisione da montagna (Gebirgsdivision) comprende: comando; tre reggimenti di cacciatori da montagna (Gebirgsjdger); un reggimento d'artiglieria da montagna; un gruppo collegamenti; un battaglione pionieri; servizi. Una divisione da montagna ha preso vita dalla precedente brigata del corpo d'armata di Monaco. Le altre due sono state formate dopo l'occupazione dell'Austria con truppe da montagna dislocate in Tirolo, Carinzia e Stiria. Attualmente hanno costituzione organica divcr~a, probabilmente per


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temporanee deficienze di materiali, quadrupedi e artiglierie. Per ora, sembra che una sola divisione abbia tre reggimenti di cacciatori da montagna; le altre ne avrebbero due soltanto. Circa l'artiglieria, si hanno notizie sicure solo del reggimento, su tre gruppi someggiati di cannoni da 75, della divisione appartenente al corpo d'armata di Monaco. Non ancora ben precisati risultano anche gli organici delle altre unità divisionali. È probabile che parte dei materiali di dotazione per questi reparti e servizi sia ancora in fase di studio o di realizzazione e che, di conseguenza, gli organici attuali siano suscettibili di radicali modificazioni. I reparti già costituiti si presentano efficienti e ben addestrati. Il materiale alpinistico è di prima qualità; il corredo e l'quipaggiamento perfettamente adatti; i muli (in parte di provenienza americana e italiana) robusti e ben curati. L'addestramento sciistico e alpinistico e la permanenza invernale in alta montagna d'interi reparti danno al personale un'ottima preparazione fisica e morale, perfettamente rispondente alle esigenze delle truppe alpine. La divisione motorizzata (motorisierte Division) costituisce "massa di manovra" a disposizione del comando supremo o dei comandi cli grandi unità strategiche, da impiegare soprattutto in interventi rapidi o nello sfruttamento del successo. Ha costituzione organica identica alle divisioni di fanteria, ma possiede in proprio gli automezzi (circa 3.000) occorrenti per tutte le unità. La divisione leggera (leichte Division) comprende : comando; un reggimento esplorante motorizzato; un gruppo anticarro; un battaglione motociclisti; un battaglione carri armati autotrainabili; un reggimento d'artiglieria motorizzato; un gruppo collegamenti; un battaglione pionieri; servizi. Riceverà anche un gruppo d'artiglieria contraerei leggero e una squadriglia da ricognizione su nove velivoli. La divisione leggera è una grande unità celere costituita da elementi diversi ma tutti in grado di procedere su strada alla medesima velocità. Può essere lanciata, rapidamente e di sorpresa, all'attacco di obiettivi lontani, portando al combattimento truppe riposate e libere da impedimenta. Può inoltre spiegare rapidamente le proprie forze su ampia fronte ovvero riunirle di nuovo in breve tempo. I compiti che s'intende normalmente affidarle sono gli stessi prima devoluti alla cavalleria: esplorazione strategica, sicurezza,


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impiego in battaglia. I servizi organicamente assegnati alla divisione le assicurano la necessaria autonomia logistica. Sarà tuttavia frequente l'esigenza di avere al seguito immediato larghe scorte di munizioni e carburanti, appoggiandosi per il rimanente alle risorse del teatro di operazioni. Da tergo, però, dovranno essere previsti rifornimenti a domicilio. In Germania, studi e addestramento sui carri armati erano stati progressivamente ripresi alcuni anni dopo la guerra, ricorrendo ad artifizi e ripieghi per eludere le clausole del trattato di Versailles<2>. Ricevettero però un forte impulso soltanto dopo la nomina del generale Lutz a ispettore delle truppe motorizzate (aprile 193 l). Nell'estate 1932, furono eseguite sotto la sua direzione esercitazioni di cooperazione d'un gruppo di carri con un reggimento di fanteria. Nello stesso anno, furono impiegati per la prima volta gruppi esploranti motorizzati e un battaglione motociclisti. Con l'avvento del nazionalsocialismo, la motomeccanizzazione aveva compiuto rapidi progressi. Il 1 ° luglio 1934 veniva creato il comando delle truppe corazzate (Kommando der Panzertruppen), affidato al gemaak Lutz. Nell'autunno 1935 venivano eseguite grandi esercitazioni sperimentali con l'impiego di carr.i e costituite tre divisioni corazzate. Ncll 'aprile del 1937, era stato creato un "comando di gruppo" (Gruppenkommando), equivalente a un comando d'armata, affidato al generale von Ilrauchitsch, col compito di dirigere l'addestramento e l'impiego d_clle tre divisioni corazzate e delle quattro motorizzate costituite successivamente. Quanto riguarda i carri armati e, in generale, le truppe corazzate è tuttora circondato da grande riservatezza. Marras espone quanto ha desunto da manovre, conversazioni, osservazioni e fonti varie. Nel periodo iniziale della costituzione delle unità corazzate, lo stato maggiore tedesco, dopo aver preso in esame le istruzioni inglesi, francesi e russe, decise di attenersi, in attesa d'un'esperienza propria, alle direttive contenute nella regolamentazione inglese. Ciò, nella considerazione che questa istruzione del 1927 lasciava libertà di successivi sviluppi, che sembravano invece preclusi dai regolamenti francesi troppo attaccati allora a un rigido collegamento dei carri con la fanteria. Partita quindi dalla concezione inglese, la dottrina tedesca s'è venuta a mano a mano differenziando per alcune caratteristiche proprie, senza peraltro assumere ancora una linea definita, in quanto si manifesta tuttora, come altrove, il contrasto fra due tendenze fondamentali: - quella che vede nei carri anzitutto un'arma ausiliaria della fanteria e perciò, senza escluderne un impiego a massa con compiti autonomi, si preoccupa principalmente della cooperazione carri-ranteria;


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quella che considera questa concezione inattuabile per le differenti possibilità di movimento della fanteria e dei carri per i quali la celerità è indispensabile per sottrarsi all'offesa avversaria. L'attuale ordinamento dei carri armati lascia aperta la via a entrambe le tendenze, in quanto comprende divisioni corazzale eminentemente atte a compiti autonomi e all'impiego a massa, e unità (reggimenti in primo tempo, brigate in seguito) assegnate ai corpi d'armata. La divisione corazzata (Panzerdivision) consta ora di: - comando; - una brigata corazzata, su due reggimenti carri armati (ognuno su due battaglioni); - una brigata motorizzata (Schiitzenbrigade), su un reggimento fucilieri motorizzato e un battaglione motomitraglicri; un gruppo anticarro; - un gruppo esplorante motorizzato; - un reggimento d'artiglieria motorizzato, su due gruppi obici leggeri da 105; un gr uppo <.:ollt:gtum:uli <.:oraaalu;

- un bat.taglione pionieri; - un gruppo d'artiglieria contraerei leggero, su tre batterie motorizzate di cannoni da 20 mm (12 pezzi per batteria); - una squadriglia. da ricognizione per l'esercito, su nove velivoli; - servizi, completamente motorizzati. Con la creazione della divisione corazzata s'è mirato a una grande unità capace sia di assolvere compiti autonomi sia di agire con aliquote proprie in appoggio diretto della fanteria. Il nerbo della divisione è costituito dalla brigala corazzala: in complesso, circa 500 carri armati, di cui 3/ 4 leggeri e 1/4 medi. La brigata motorizzata deve seguire i carri per sfruttarne e completarne il successo. Il gruppo anticarro è destinato ad agire essenzialmente a favore della brigata motorizzata e degli altri reparti non corazzati della divisione. Il gruppo esplorante motorizzato ha come compito essenziale l'esplorazione tattica. L'artiglieria divisionale, con l'attuale organizzazione, trova difficoltà ad agire in stretta cooperazione con la brigala corazzata, essendo più legata alle strade. Spesso il suo intervento a favore dei carri risulta perciò tardivo; cosicché assai più di frequente coopererà con la brigata motorizzata. Il gruppo collegamenti, rispetto a quello delle divisioni di fanteria, presenta una nella preponderanza dei mezzi radio su quelli a filo. Concetto fondamentale è che tutti i mezzi di collegamento sono installati su veicoli: a cingoli nella brigata corazzata, a ruote negli altri casi. Gli apparati radio devono assicurare in ogni caso i collegamenti e non subire disturbi; perciò frequenze diverse da quelle in uso negli altri reparti dell'eser-


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cito. Il battaglione pionieri deve intervenire essenzialmente a favore della brigata corazzata nel superamento di ostacoli (corsi d'acqua, terreni paludosi, zone minate). Dovrebbe perciò essere organizzato in modo da poter seguire da vicino la brigata e avere le medesime velocità operativa, protezione e mobilità in terreno vario. Al momento, pare non risponda a questa funzione. La colonna pontieri del battaglione è dotata di materiale da ponte sufficiente per il passaggio dei carri leggeri e medi. I servizi organicamente assegnati alla divisione le assicurano la necessaria autonomia logistica. Sarà tuttavia frequente l'esigenza, come per la divisione leggera, di avere al seguito immediato larghe scorte di munizioni e carburanti, appoggiandosi per il rimanente alle risorse del teatro di operazioni. Da tergo, però, dovranno essere previsti rifornimenti a domicilio. Alla fine del 1938, sono disponibili 5 divisioni corazzate, delle quali tre riunite nel XVI corpo d'armata. Esiste inoltre un numero imprecisato di reggimenti carri armati, in via di progressivo completamento, con i quali si vorrebbe arrivare all'assegnazione d'un reggimento (successivamente, d'una brigata) a ogni corpo d'armata. L' efficienza di queste unità non sembra ancora elevata, soprattutto per quanto riguarda materiali, clollrina d'impiego e addestramento. Circa il materiale, il carro leggero (armato di mitragliatrice cal. 7 ,9 oppure con una mitragliatrice e una mitragliera calibro 20) è tecnicamente scadente. Frequenti gl'inconvenienti al motore e ai cingoli che immobilizzano, in ogni esercitazione, da l 10 al 20% dei ('.arri. Inoltre, una notevole aliquota è del tipo più antiquato, con torretta fissa . I carri medi (armati con cannone da 37 o da 75) sono di tipo e costruzione più recenti, ma non ancora distribuiti nella misura prevista dalle formazioni organiche. La visibilità dall'interno dei carri è molto limitata, la temperatura ambiente molto elevata (arriva ai 50°-55°). Gli automezzi da combattimento della brigata motorizzata (destinati al trasporto delle compagnie fucilieri motorizzate) sono di tipo parzialmente "ovunque", su ruote gommate, e possiedono pertanto limitate possibilità di movimento in terreno vario. Non offrono inoltre protezione al personale, mancando di corazzatura, cosicché è sentita la necessità della loro sostituzione con materiale più adatto (semicingolati parzialmente corazzati), del tipo di quello in dotazione ai dragon porté francesi. La dottrina d'impiego non è chiaramente definita. Si manifesta tuttora assai netto il contrasto fra due tendenze: - quella che vede nei carri un'arma ausiliaria della fanteria; - quella, viceversa, che sostiene la necessità d'un impiego autonomo e a massa di grandi unità corazzate. La prima tendenza trova naturalmente fautori negli ufficiali di grado


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più elevato e nella fanteria; della seconda sono tenaci assertori i comandanti delle truppe corazzate, i quali non vedono di buon occhio l'assegnazione di carri armati ai corpi d'armata e alle divisioni perché ciò porterebbe ad un loro "sminuzzamento". Le maggiori autorilà militari, infine, osteggiano le dottrine che vorrebbero presentare il carro armato come l'arma dell'avvenire, dalle illimitate possibilità, indispensabile ormai per garantire successo all'attacco. Si fa rilevare che, se l'avversario ha avuto solo 24 ore di tempo per sistemarsi a difesa, l'efficacia dei cannoni anticarro e delle mine è tale da compromettere ogni attacco di carri che non sia condotto a grandi masse: in conclusione, la fanteria può e deve fare a meno anche del carro. In complesso, è diffusa l'opinione che in questo campo le truppe corazzate debbano ancora fare molto prima di arrivare a una solida dottrina d'impiego. L'addestramento risente di questa e di altre manchevolezze. È lamentata la mancanza di regolamenti d'arma precisi, tali da orientare sicuramente la condotta d'ognuno; l'addestramento alla cooperazione con le altre armi e specialmente con la fanteria sembra ancora agl'inizi; la stessa scuola di pilotaggio è troppo facilitata dal terreno piano e uniforme in cui di massima si svolge, cosicché difetta lo "spirito acrobatico carrista". In complesso, quindi, alJo stato attuale delle cose, le unità corazzate tedesche non sembrano ancora all'altezza dei compiti che potrebbero essere chiamate ad assolvere. Questa valutazione di Marras, pur basata su dati reali, è destinata a essere clamorosamente smentita meno di IO settimane dopo la data di stesura della monografia (24 giugno 1939). È in ogni caso stupefacente la rapidità con cui è stato posto riparo alle manchevolezze di materiali e soprattutto di dottrina d'impiego, tanto da far assumere alle grandi unità corazzate il ruolo di protagoniste nella guerra lampo (Blitzkrieg). La cavalleria dell'esercito tedesco comprende due diversi tipi di reparti: - la brigata di cavalleria (Reiterbrigade) della Prussia Orientale, su due reggimenti a cavallo (Reiterregiment); - 16 reggimenti di cavalleria (Kavallerieregiment), destinati a costituire i gruppi esploranti per divisione di fanteria, a composizione mista (cavalieri, ciclisti, reparti motorizzati). Il cavaliere tedesco è ben addestrato all'esplorazione e sicurezza e alla resistenza a lunghi percorsi, meno agile dell'italiano, più rigido in sella, più pesante, meno "assieme" con il cavallo. L'ostacolo è, di solito, malamente affrontalo, con poco riguardo per uomini e quadrupedi. I cavalli sono ottimi e provengono tutti da depositi di allevamento nazionali. I compiti affidati in passato alle grandi unità di cavalleria sono oggi de-


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voluti alle divisioni leggere. Per la sola Prussia Orientale, in considerazione della sua speciale situazione geografico-militare, è ancora previsto l'impiego d'una brigata di cavalleria. Soltanto i corpi d'armata e le divisioni dispongono di artiglierie organiche, che possono essere rinforzate dai comandi superiori. Il comando di corpo d'annata decide di volta in volta se l'artiglieria organica o in rinforzo debba essere tenuta alla sua diretta dipendenza (per le azioni di controbatteria e interdizione lontana) ovvero ripartita fra le divisioni dipendenti. In sostanza, come già attuato durante la "guerra mondiale", l'artiglieria è di massima impiegata nel quadro divisionale. La situazione può così riassumersi: - le artiglierie per le divisioni attive sono quasi al completo; il materiale di vecchio tipo è stato sostituito quasi dappertutto; - le pesanti presentano ancora le maggiori deficienze: sono pochi i gruppi motorizzati di cannoni da 149 e da 240 e di mortai da 120; - le grandi unità di riserva saranno presumibilmente armate con bocche da fuoco di modello meno recente, non più in dotazione alle grandi unità attive. In condusione: - l'artiglieria tedesca difetta ancora soprattutto di ufficiali, di materiali pesanti campali e pesanti e di quadrupedi. Le bocche da fuoco, gli strumenti di puntamento e i mezzi in generale sono però ottimi e di tipo modernissimo; - i reparti sono addestrati a una condotta elastica, manovriera e audace, per ottenere una spiccat~ aderenza alle esigenze del combattimento e soprattutto spostamenti rapidi ed efficaci a favore della fanteria impegnata nell'azione. L'artiglieria contraerei (Hakartillerie) è alle dipendenze dell'aeronautica. Dispone di pezzi pesanti (cannoni da 88 mm e superiori) e leggeri (cannoni da 37 e 20 mm) ed è ordinata in reggimenti di supporto di armata e di corpo d 'armata. I pionieri (Pioniertruppen) comprendono battaglioni del genio delle specialità artieri, minatori e pontieri assegnati alle divisioni e ai corpi d'armata. Hanno come compiti essenziali la creazione cd eliminazione di sbarramenti e ostacoli e il gittamento di ponti. Le truppe delle trasmissioni (Nachrichtentruppen) costituiscono, diversamente dall'esercito italiano, specialità distinta dai pionieri. Sono ordinate in gruppi su due o tre compagnie (telegrafisti e radio), organicamente assegnati ai comandi di grande unità. Il personale è in genere bene acide-


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strato all'impiego pratico dei mezzi, che sono moderni e abbondanti, in grado di soddisfare tempestivamente tutte le richieste, pur mantenendo in ogni momento un'aliquota di riserva. Le truppe chimiche, per ragioni di segretezza, sono ancora mascherate sotto la denominazione di Nebeltruppen (reparti nebbiogeni). Al momento ancora agl'inizi, si svilupperanno prevedibilmente con rapidità. Le unità logistiche di campagna sono accentrate all'armata e alla divisione, che costituiscono anelli della catena funzionale logistica. Il corpo d'armata dispone dei soli servizi occorrenti per i suoi supporti. I servizi del!' esercito mobilitato sono i seguenti: sanitario (Sanitiitsdienst); veterinario ( Veteriniirdienst); di vettovagliamento ( Verwaltungsdienst); di rifornimento (Nachschubdienst); postale (Feldpostdienst); di polizia (Ordnungsdiensl). Dagli stabilimenti territoriali in patria, i materiali e i mezzi sono trasportati nei parchi e magazzini d'armata o loro "frazioni" schierate in posizione più avanzata. Qui si riforniscono le colonne divisionali per tenere a numero le dotazioni dei posti di distribuzione divisionali, dove i reparti fanno capo con i loro mezzi. Oltre all'esercito regolare, esistono: - la polizia; - le formazioni militari del partito nazionalsocialista. La prima assolve compiti d'ordine e di sicurezza interni anche in caso di guerra. Comprende: - la polizia in uniforme (Ordnungspolizei); - la polizia di sicurezza (Sicherheitspolize1). Fanno capo entrambe a Himmlcr. Alla polizia in uniforme sono devoluti l'ordine pubblico e la disciplina del traffico stradale e del movimento nei porti e lungo le vie acquee. È unica in tutto il Reich e conta 180.000 uomini militarmente organizzati, armati ed equipaggiati. Il servizio di polizia militare è espletato dalla Feldgendarmerie (gendarmeria mobilitata). La Sicherheitspolizei (120.000 agenli) comprende la polizia segreta (geheime Staatspolizei - Gestapo) e la polizia criminale (Kriminalpolizet) incaricata deJJa repressione della delinquenza. La posizione delle formazioni militari del partito nazionalsocialista non è chiara come quella della polizia e la loro attività non sembra benvista dalle autorità militari. Queste, gelose custodi delle proprie tradizionali prero-


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gativc, intendono sia lasciato all'esclusiva competenza delle forze armate tutto ciò che riguarda l'addestramento militare e l'impiego delle armi e non vedono di buon occhio ingerenze esterne in questi campi e lo sviluppo di attività collaterali indipendenti. Esse ritengono inoltre che soltanto le forze armate siano in grado di fare del cittadino un buon soldato e di guidarlo al combattimento. Nessun organismo a carattere militare, per quanto animato da entusiasmo, può dirsi saldo e come tale funzionare ove non sia inquadrato da ufficiali e sottufficiali effettivi, di lunga pratica e sperimentata capacità. I comandanti e gl'istruttori non s'improvvisano, come non s'improvvisano i reparti; l'addestramento dev'essere unitario, accurato, metodico e svolto da chi ha veste e responsabilità per farlo. Dal canto loro, le formazioni del partito reagiscono contro l'intransigente mentalità dell'esercito e mirano a mantenere e rafforzare le loro posizioni d'indipendenza, facendo valere principalmente la loro missione nazionalsocialista di educazione del popolo, di fusione delle classi, di organizzazione di tutte le allività sociali per i fini che il partito si propone. Oi qui il contrasto che cova latente. Non v'è dubbio però che, attraverso le organizzazioni giovanili, il servizio del lavoro e le formazioni che inquadrano militarmente gli <idulti, il partito lavora per l'efficienza militare della nazione. Le formazioni militari del partilo nazionalsocialista sono: le SA (Sturmabteilung): reparti d'assalto; - le SS (Schutzstajfel) : reparti di protezione; - l'NSKK (nazionalsozialistisches Krajtfahrerkorps): corpo motorizzato nazionalsocialista. Le SA hanno il compito di educare il popolo alla disciplina, al rispetto delle autorità, all'amor patrio. Costituiscono inoltre forza ausiliaria della polizia. Sono organizzate militarmente e hanno una propria uniforme color cachi sostituita in esercitazione da una grigio azzurra come quella dell'aeronautica. Vi appartengono uomini di tutte le età e condizioni sociali, che si riuniscono in caso di esercitazioni, cerimonie e servizi d'ordine pubblico. La loro forza è di circa 1.200.000 persone. Le SS hanno le stesse funzioni delle SA ma sono composte da elementi fisicamente e politicamente scelti. La loro forza è di circa 200.000 persone, di cui 30.000 in servizio armato permanente. Esistono Standarte (reggimenti) fra i quali la Leibstandarte (guardia del corpo del Filhrer), reggimento di fanteria scelta (altezza minima 1,85), dotato di automezzi e di pezzi per la fanteria. Il corpo motorizzalo nazionalsocialista, automobilistico-motociclistico militarmente organizzato, è incaricalo dell'insegnamento teorico e pratico della guida. Assume particolare importanza per la preparazione premilitare


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e postmilitare. Ha carattere volontario. Di speciale rilievo sono i corsi per la preparazione dei giovani che aspirano a essere arruolati nei reparti motori zzati (di tutte le armi). Tali corsi durano due mesi e vengono detratti dai sei mesi di servizio del lavoro. L' NSKK conta circa 300.000 uomini. Le riserve sono rappresentate da tutti i cittadini tedeschi fino al 45° anno d'età (55° per la Prussia Orientale), che sono obbligati al servizio mili Lare secondo la legge sul reclutamento del 1935. Dal punto di vista dell'addestramento, gli uomini compresi entro questi limiti d'età possono essere attualmente distinti in tre categorie: - i nati fra il 1893 (1883 per la Prussia Orientale) e il 1900 che - per la grande maggioranza - sono stati a suo tempo istruiti e hanno servito alle armi durante la guerra mondiale, ma che di massima non hanno più subito, dopo la fine della guerra, richiami per istruzione. Il personale di queste classi costituisce la massa della Landwehr (milizia mobile); - i nati fra il I 901 e il 1912 che sono sfuggiti quasi completamente al servizio di leva, in conseguenza delle limitazioni imposte dai trattati di pace. Il personale di queste classi costituisce la massa della E,:rntzreserve (riserva di complemento); - i nati fra il 1913 e il 1918 che hanno prestato o stanno prestando il normale servizio militare e sono perciò regolarmente istruiti. All'atto del congedamento passano a far parte della R eserve (riserva). Le autorità militari tendono a disporre in caso di guerra di tutto il personale al quale la legge del 1935 estende gli obblighi di servizio. A tale scopo sono stati adottati i seguenti provvedimenti: - a partire dal 1935, una parte del personale delle classi dal 1906 al 1912 ha subito una chiamata alle armi di 8 settimane, partecipando a un intenso addestramento tecnico-tattico, svolto con criteri pratici e mirante a dare al soldato la conoscenza dei mezzi e dei procedimenti Lattici dell'arma di appartenenza (istruzione teorica e formale quasi del tutto abolita: massimo impulso alle lezioni di tiro e alle esercitazioni dei minori reparti sul terreno). Il personale così istruito si aggira sui 750.000 uomini. In Prussia Orientale, le classi 1911 e 1912 sono state chiamate alle armi e hanno prestato un anno di servizio; la classe 1913 ha prestato due anni di servizio; - per il personale deJle classi dal 190 I al 1905 il periodo di chiamata alle armi sarà di 12 settimane. È prevedibile che entro il 1939 tutto questo personale sarà istruito, sia pure sotto forma di breve chiamata; - per i nati fra il 1893 (1883 per la Prussia Orientale) e il 1900, le autorità di polizia accerteranno le condizioni di salute dei singoli appartenenti a queste classi e i casi di coloro che non hanno prestato ancora alcun servi-


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zio militare. Questi ultimi sarebbero evidentemente chiamati per primi, mentre per i rimanenti idonei il periodo di addestramento verrebbe svolto in secondo tempo. La ricostituzione delle forze armate ha imposto l'adozione dei seguenti provvedimenti eccezionali per far fronte al rilevante fabbisogno di ufficiali: - aumento del gettito annuo delle scuole di reclutamento; - abbreviazione dei corsi di reclutamento e di quelli della scuola di guerra; - contrazione del periodo di permanenza in ciascun grado e, per conseguenza, promozioni rapide; - riammissione al servizio attivo di ufficiali (soprattutto capitani) già in congedo; - passaggio all'esercito di ufficiali già appartenenti a formazioni speciali (soprattutto alla polizia). Il problema quantitativo non può dirsi però ancora risolto. Infatti: - sono insufficienti gli ufficiali di stato maggiore e d'artiglieria e gli ufficiali inferiori; - gli ufficiali di rango più elevato sono in genere eccezionalmente giovani; - la massa degli ufficiali superiori si trova in condizioni d'età corrispondenti all'incirca a quelle degl'italiani, ma con prospettive di più rapide promozioni; - nel grado di capitano vi sono i giovani (28-29 anni), che hanno beneficiato dei nuovi provvedimenti, e gli anziani (39-45 anni), ufficiali combattenti della grande guerra ovvero già in congedo o ancora reclutati dai sottufficiali. I giovani costituiscono ormai la grande maggioranza. Nonostante queste lacune e deficienze, l'ufficiale tedesco, in genere, è assai bene addestrato al pratico impiego del proprio reparto e all'assolvimento delle funzioni inerenti al proprio grado. Per quanto non possieda cultura generale e professionale molto estesa e sia in genere poco propenso a dedicarsi allo studio per accrescerla, è sempre pronto a portare avanti il proprio reparto con buoni risultati. Soprattutto, egli possiede in modo spiccato spirito militare, decisione, tenacia, fiducia nei capi e una sicurezza in sé che non di rado rasenta la presunzione. È cecamente convinto della superiorità assoluta propria, del proprio esercito, dei propri sistemi, tanto da non degnare spesso d'interesse ciò che da altri si pratica. Questa presunzione trova valido appoggio nella solidità dell'organismo militare, nella ricchezza dei mezzi, nella metodica organizzazione, nel regolare funzionamento di ogni ingranaggio, nel prestigio di cui il militare gode. L'ufficiale tedesco disimpegna il suo servizio serenamente; le sue relazioni con superiori, eguali


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e inferiori sono improntate a correttezza di modi e di linguaggio e a una corlesia forse un po' fredda e protocollare, ma sempre uguale. Rarissimi i casi di comandanti di qualsiasi grado che anche nei momenti più critici perdano la calma e trascendano a gesti o con parole d'eccitazione o d'ira: ciascuno esamina freddamente la situazione e adolta i provvedimenti che ritiene necessari, aspettando con calma che le disposizioni emanate abbiano il loro corso. Nel complesso, l'ufficiale tedesco conosce bene il proprio mestiere; è marziale, fiero e sicuro del proprio esercito, per quanto di cultura generale e militare inferiore a quella dell'ufficiale italiano. Gli ufficiali di slato maggiore sono tratti dalle armi combattenti previa frequenza dei corsi della Kriegsakademie di Berlino. Una relazione sull'organizzazione dell'istituto è riportata a parte ed è dovuta al capitano Fasano, primo frequentatore italiano dopo gli accordi di cooperazione italotedeschi del 1936. Il rilevante fabbisogno attuale di ufficiali di stato maggiore per i comandi fa sì che in questi ultimi tempi quasi tutti i frequentatori della Kriegsakademie siano stati ammessi al servizio presso i comandi: cosicché, mentre gli ufficiali superiori di stato maggiore si mostrano in genere colti, ricchi d'esperienza militare, conoscitori perfetti della tecnica dei comandi, preziosi e apprezzati collaboratori dei comandanti, molti dei nuovi ufficiali di stato maggiore, oltre a essere giovani e privi d'esperienza, sono anche poco scelti dal punto di vista qualitativo e hanno preparazione affrettata . L'inconveniente è molto sentito e, anche in questo campo, si tende a lornare al metodo tradizionale di preparazione minuziosa e accurata. È quindi da ritenersi che - venendo a cessare le cause che hanno determinato i provvedimenti organici d'eccezione - anche le deficienze lamentate saranno al più presto eliminate. Presso i comandi, l'ufficiale di stato maggiore assolve lrc dislinli ordini d'incarichi: operazioni, servizi e informazioni. La figura di maggior rilievo è quella del capo ufficio operazioni (capo di stato maggiore presso i comandi di corpo d'armata e superiori: 1° ufficiale di stato maggiore presso i comandi di divisione) il quale, per lradizione e regolamento, possiede attribuizioni mollo estese e finisce, non di rado, col soverchiare la personalità stessa del comandante. In ogni caso, è un collaboratore intimo e influente, cui compete non solo il dovere, ma il diritto di orienlare il comandante e sottoporgli proposte concrete per la soluzione di qualsiasi problema operativo. Gli ufficiali in servizio permanente delle armi combattenti sono reclutati: - dai giovani fra i I 7 e i 24 anni in possesso di diploma di maturità; - dai sottufficiali e militari di truppa che, pur senza il citato titolo di studio, possiedano tuttavia spiccate doti personali.


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Gli aspiranti della prima categoria, risultati fisicamente idonei, sono sottoposti a un esame psicotenico per l'accertamento delle capacità spirituali e della forza di volontà e di carattere. Non vi sono altri esami. Gl'idonei vengono arruolati con la qualità di Fahnenjunker (allievo ufficiale). Il loro addestramento, fino alla nomina a sottotenente, ha la durata complessiva di due anni di cui: - i primi 9 mesi presso un reggimento scelto dall'allievo (con nomina a caporale dopo sei mesi e a sergente dopo nove). A questo sistema è attribuita grandissima importanza ai fini della formazione spirituale e professionale del futuro ufficiale; - i successivi 10 mesi presso una delle cinque accademie militari, che accolgono allievi ufficiali di tutte le armi, con addestramento misto per tutti (nel 1937-38 il gettito complessivo è stato di 2500 ufficiali). II Fahnenjunker entra all'accademia di solito a metà ottobre. Il corso è ripartito in due periodi di 5 mesi, al termine dei quali hanno luogo esperimenti scritti, sotto forma di I.cmi tattici da risolvere. Al termine del primo periodo (cioè verso il 15 ° mese di servizio) l'allievo è nominato Fiilmrich (alfiere), al lern1im: tld 1-;çcondo (verso il 19° mese di servizio) Oberfahnrich (primo alfiere) . L'insegnamento è eminentemente pratico; pochissimo sviluppata è la parte culturale-professionale. Posto assolutamcnl.e preminente è riservato alla tattica della fanteria e alJa topografia: massima uniformità di metodo , linguaggio, trattazione. Curate al massimo graçlo: prontezza nelle decisioni, sintesi quasi scheletrica nell'esposizione, fiducia e sicurezza in se stessi. Gli ultimi 3 o 4 mesi sono trascorsi presso una scuola d'arma. Anche qui, addestramento eminentemente pratico, imposto dalla necessità di dare ai futuri sottotenenti delle singole anni, in limiti di tempi ristrettissimi, la preparazione tecnico-professionale necessaria per assolvere le funzioni del grado. Al termine del corso gli allievi vengono trasferiti in un reggimento dell'arma d'appartenenza, ove prestano ancora tre mesi di servizio come "primi alfieri"; successivamente, il corpo degli ufficiali esprime un giudizio di merito, in base al quale il comandante di reggimento emette la sua decisione. Il sottufficiale o militare di truppa che, pur non essendo in possesso di diploma di maturità, dia affidamento di poter divenire ufficiale in servizio permanente effettivo, può essere nominato, dopo almeno un anno di servizio, Fahnenjunker (allievo ufficiale). Il periodo d'addestramento per la nomina a sottotenente è di 21 mesi e si svolge come per gli allievi della categoria precedente . I successivi gradi gerarchici per gli ufficiali sono: - Leutnant: sottotenente;


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Oberleutnant: tenente; Hauptmann: capitano (Riltmeisler per le armi a cavallo); - Major: maggiore; Oberstleutnant: tenente colonnello; Oberst: colonnello; Generalmajor: maggior generale (gen~alc di brigata); Generalleutnant: tenente generale (generale di divisione); Generai der Infanterie, der Kavallerie, der Artillerie (a seconda dell'arma di provenienza): generale di corpo d'armata; - Generaloberst: colonnello generale (generale d'armata). La massa degli ufficiali fa ottima impressione(}). Soprattutto i più giovani sono pieni di buona volontà e iniziativa, svelti e risoluti, appassionati di attività sportive (specie equitazione, motociclismo e nuoto). Gli ufficiali provenienti dalla cavalleria lamentano l'indisponibilità di cavalli di servizio per potersi mantenere in esercizio e fare, quando possibile, dell'equitazione di campagna( ... ma il generale Guderian, ispettore delle truppe corazzate, non è del medesimo avviso). Il sottufficiale tedesco - ottimo sotto ogni punto di vista - costituisce la spina dorsale dell'esercito . Disciplinato, svelto, ben addestrato, pratico del servizio, apporta all ' ufficiale un reale, validissimo aiuto e 11011 di rado lo sostituisce degnamente per cultura, comportamento in servizio c importa nza degl'incarichi che ricopre. Il sottufficiale è perfettamente conscio dell'importanza delle sue funzioni per la vita e il buon andamento dei reparti e le assolve con energia, amor proprio, spirito d'iniziativa, mostrando di meritare la piena fiducia dell'ufficiale. Il nucleo più solido e preparalo di sottufficiali proviene dal vecchio esercito di professione, imposto alla Germania dai trattali di pace. Questi clementi, anziani di grado e ricchi d'esperienza, sono effettivamente sceltissimi e hanno cosliluilo il nucleo base per la creazione dei quadri sottufficiali occorrenti all'esercito ricostituito dopo il 1933. Per quanlo i nuovi non siano più così scelti e si lamentino inconvenienti derivan ti da una preparazione affrettata e da criteri di valutazione meno severi imposti dal bisogno, la massa dei sottufficiali costituisce pur sempre un complesso di giovani comandanti in sottordine e d'istruttori capaci ed energici, che dedicano ogni loro attività al reparto e assolvono con successo funzioni di viceufficiali. Le condizioni di carriera del sottufficiale sono molto curate. Dopo un periodo di servizio di 12 anni, trascorso effettivamente ai reparti, egli trova sicuro impiego in amministrazioni pubbliche cosicché non ha preoccupazioni per il proprio avvenire. Per questa ragione e per il prestigio di cui gode nell'ambiente militare e presso la popolazione civile, la carriera del sot-


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tufficiale costituisce un ambito miraggio per molti giovani anche di classi sociali medie. Raggiunto il grado di sergente dopo 2 anni di servizio, nei successivi IO anni di ferma il sottufficiale è stimolato dall'ingranaggio delle promozioni, che, per i gradi di maresciallo capo e maresciallo maggiore, hanno luogo soltanto sulla base delle doti personali e del rendimento. Il numero dei sottufficiali nei reparti è assai elevato: 25-30 per ogni compagnia, batteria o reparto corrispondente; 10-15 per ogni comando di battaglione. Oltre che del sottufficiale di contabilità, il comando di ciascuna compagnia dispone di quelli addetti al vestiario, al tiro e alle munizioni, al materiale di casermaggio e ai servizi generali, alle armi e materiale antigas. A ciascuno di quest'incarichi sono destinati elementi addestrati al particolare servizio attraverso corsi che forniscono una chiara conoscenza della materia. Ne consegue che l'ufficiale è effettivamente alleggerito di ogni preoccupazione riguardante l'amministrazione e il servizio interno del reparto e può dedicarsi per intero a incombenze di ordine superiore. Per quanto riguarda addestramento e impiego, le attribuzioni affidate a l sottufficiale sono altrettanto ampie e im portanti: istruzione formale della recluta, comando di pattuglie in esplorazione, ricognizione, collegamenti, comando della squadra e vicccomando del plotone, direzione di organi dei servizi, mansioni tecnico-tattiche (trasmissioni, aggressivi chimici). In ciascuno di questi incarichi il sottufficiale- grazie anche a i criteri di spedalizzazione largamente applicali 11clk forze armate - si mostra preparato, idoneo, sicuro di sé, senza tuttavia venir meno mai alla più rigida disciplina e subordinazione al superiore. I 120 mila sottuficiali attualmente alle armi costituiscono, nel complesso, uno dei più rilevanti attributi di forza dell'esercito . Dagli ufficiali sono trattati con molta correttezza; fuori servizio, con familiarità. La forza alle armi si aggira sui 700 mila uomini, e~clusi 200 mila fra sottufficiali e militari di truppa con ferma prolungata. La popolazione maschile di ciascuna classe di leva, che negli anni precedenti lo scoppio della guerra europea si aggirava sui 600 mila uomini, scese nel 1916 a circa 150 mila e negli anni 1917 e 19 I 8 a poco più di 300 mila. Nel 1919 risalì a circa 500 mila; segnò un massimo negli anni 1920 e 1921 con 635 mila, poi diminuì progressivamente negli anni successivi fino al 1927 (519 mila uomini), per mantenersi poi ad un livello pressoché costante di circa 500 mila fino al 1933. Attualmente - tenuto conto dell'incremento di circa 10 milioni di uomini determinato dall'annessione dell'Austria e dei SudcLi - si può calcolare che la popolazione maschile di ciascuna classe di leva si aggirerà sui 600 mila uomini. Dai dati statistici sulle operazioni di leva di questi ultimi anni risulta che il 75% degl'iscritti è stato riconosciuto completamente idoneo al ser-


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vizio militare (statura minima intorno a m 1,65), cosicché il gettito delle classi di leva per i prossimi anni (dedotte anche le presumibili aliquote di dispensati per ragioni familiari e morali) potrà aggirarsi sulle cifre seguenti, esclusi Austria e Sudeti: classe 1919: 380.000; classe 1920: 482.000; classe 1921: 473.000; classe 1922: 437 .000; classe 1923: 420.000; classe 1924: 420.000; classe 1925: 430.000. Con la ferma biennale, l'esercito potrebbe perciò avere alle armi circa 900.000 uomini in servizio di leva . Le condizioni fisiche della massa alle armi sono buone e tutto lascia prevedere che andranno ancora migliorando negli anni venturi, in relazione allo sviluppo avuto dallo sport e alle previdenze adottate dal regime in favore della gioventù. I giovani di statura superiore a m I ,76 sono passati dall'8,6% nel I 918 al 18,6% nel 1936. Tuttavia le classi attualmente alle armi risentono delle condizioni particolarmente disagiate in cui hanno trascorso i primi anni dell'esistenza (guerra e dopoguerra), cosicché nonostante la marzialità dell'aspetto e del contegno si notano numerosi clementi poco sviluppati e robusti. È evidente del pari che i criteri di valutazione della completa idoneità fisica adottati per gl'iscritti di leva di queste classi non sono stati molto rigidi. Le qualità morali del soldato tedesco sono ottime. Il livello medio d'istruzione della popolazione civile è considerevole, il suo tenore di vita assai dignitoso. Ne consegue che il giovane, cresciuto in quest'ambiente, possiede già molte delle doti che occorrono per farne un buon soldato. Serio, disciplinalo, di comportamento marziale, di modi corretti, atavicamente portato all'obbedienza, amante della pulizia, dell' igiene, della vita all'aria aperta, il tedesco si presenta alle armi nelle migliori condizioni per essere facilmente plasmato dalle autorità militari. Un addestramento individuale metodico, accuratissimo, impartito per diversi mesi da ufficiali e soprattutto da sottufficiali, una rigida disciplina temperata da grande correttezza di modi e di linguaggio, un trattamento confortevole nelle magnifiche caserme, agiscono profondamente sulle reclute e danno loro una solida e durevole impronta militare. La massa si presenta omogenea, compatta, ben addestrala, molto curata nel portamento e nel contegno, ottimamente vestita ed equipaggiata. Il soldato tedesco è in generale d'intelligenza meno pronta e di temperamento meno vivace di quello


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italiano, ma la durata e il metodo d'addestramento, uniti alle istintive doti di serietà e di spirito militare della razza fanno sì che egli assolva perfettamente tutte le funzioni che gli competono e che i reparti s'impongano per solidità, ordine, disciplina e rendimento in quaslasi circostanza. La truppa è volenterosa, ordinata e disciplinata. Fisicamente mediocre in artiglieria. Nei reparti corazzati è fatta una netta distinzione fra gli equipaggi dei carri armati e il personale addetto ad altri incarichi: i primi costituiscono l'elemento scelto e formano quasi categoria a sé. Sono i soli autorizzati a vestire, in servizio, la caratteristica uniforme nera dei carristi tedescht. La truppa dei reparti di fanteria motorizzata è ben addestrata alla guida degli automezzi; specie i motociclisti sono perfettamente padroni del mezzo e talvolta anche troppo arditi. Meno addestrata, viceversa, dal punto di vista tattico, allorché debba agire come fanteria a piedi, specie nello sfruttamento del terreno e nelle formazioni d'attacco. La ferma di due amù mantiene pressoché costanti gli effettivi dei reparti. Il mese d'intervallo fra il congedamcnto della classe anziana e la chiamata delle reclute è utilmente impiegata per l'assestamento dei materiali, le licenze e la preparazione degl'istruttori. L'anno addestrativo è ripartito in due semestri: - invernale (ottobre-marzo), dedicato all'addestramento individuale della recluta (sedici settimane), a quello di squadra del personale del primo anno di servizio, al perfezionamento e specializzazione del soldato al secondo anno di servizio, al perfezionamento del sottuffici_ale come comandante e come istruttore; - estivo (aprile-settembre), devoluto all'addestramento di plotone e di compagnia e alle esercitazioni fino al livello di divisione. La conclusione è rappresentata dalle manovre autunnali. Ogni guarnigione dispone d'un campo d'addestramento che comprende una zona di terreno vario, ove i reparti svolgono l'attività di squadra e di plotone e i tiri individuali con il fucile e la mitragliatrice. Esercitazioni a fuoco hanno luogo soltanto nei Truppeniibungsplatz (uno o due per ogni corpo d'armata) dove i reggimenti si trasferiscono per un mese in giugno e luglio. L'artiglieria svolge esercitazioni a fuoco di cooperazione con la fanteria senza utilizzare munizionamento da guerra. Ogni Truppenubungsplatz (campo d'istruzione e d'esperienze) comprende di solito: - un poligono di manovra e tiro (per armi automatiche e artiglierie), esteso fino a 100-120 kmq, con osservatori blindati, impianti fissi di collegamento interrati, segnali trigonometrici, linee di tiro; - uno o più Lager, comprendenti comodi accantonamenti capaci di accogliere da una divisione a un intero corpo d'armata .


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Questi campi offrono il dòppio vantaggio di evitare danni alle proprietà private e mettere a disposizione dei reparti attrezzature e materiali addestrativi ricchissimi. Sono però troppo comodi e non pongono quasi mai il personale di fronte a difficoltà laltiche e logistiche nuove che ne ginnasticherebbero intelligenza e carattere. Tutto è predisposto e regolato come in guarnigione: i quadri conoscono perfettamente il campo per precedenti soggiorni e sanno perciò già in precedenza "che cosa" e "come" fare in qualsiasi situazione. La mole e l'organizzazione dei campi lasciano supporre che non abbiano scopi puramente addestrativi, ma svolgano in caso di guerra funzioni strategiche e logistiche. In settembre-ottobre le truppe partecipano a esercitazioni di reggimento rinforzato, divisione e divisione rinforzata non più nei Truppenubungsplatz bensì in zone distanti non più di 2-3 giorni di marcia dalle sedi stanziali. La truppa viene accantonata, a piccoli gruppi, in fattorie o abitazioni private. Quando l'azione tattica lo esige, i reparti sostano all'addiaccio. Le esercitazioni sono sempre improntate a realismo e svolte con grande serietà in ambiente di solito molto sereno. L'attività addestrativa degli ufficiali si sostanzia nella pratica dell'equitazione, nella guida di a utomotomezzi e nell'istruzione tattica. L'equitazione ha notevole sviluppo in quanto i cavalli sono assai numerosi (400-500 in ogni reggimento di fanteria) . L'ufficiale tedesco non è però, di massima, abile cavaliere. Quasi tutti gli ufficiali, anche di fanteria, sono capaci di condurre motocicli e automezzi, favoriti in ciò dalla larga diffusione raggiunta dall'automobilismo sia nell'esercito sia tra la popolazione civile. Oltre che attraverso le esercitazioni sul terreno con le truppe, l'addestramento tattico dell'ufficiale trova sviluppo nelle esercitazioni con i quadri sulla carta e sul terreno, queste ultime a partito unico ma soprattutto a partiti contrapposti. Il servizio del lavoro obbligatorio (Arbeitsdienst) tende ad abituare i giovani - secondo lo spirito nazionalsocialista - alla vita in comune, insegnando loro a lavorare e soprattutto a saper giustamente apprezzare il lavoro manuale. Tende inoltre a far sparire superbia e odio di classe, accomunando, nella stessa materiale fatica, lo studente, l'operaio e il contadino, per il bene del popolo tedesco. Ha quindi due compiti essenziali: - curare la preparazione fisica e spirituale dei giovani; - effettuare lavori di utilità pubblica. Tutti i giovani d'ambo i sessi sono obbligati a servire nell'Arbeitsdienst (attualmente, per quanto riguarda le ragazze, l'obbligatorietà non è assoluta). La durata del servizio è di 6 mesi, durante i quali il giovane vive come soldato e lavora come operaio. Egli veste una speciale uniforme cachi ed


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è soggetto a obblighi disciplinari. L'educazione fisica viene svolta per alme-

no un'ora al giorno, prima, durante o dopo il lavoro. L'educazione morale e politica si concreta nell'abitudine all'ordine, alla pulizia e alla puntualità, nello sviluppo dei sentimenti di fedeltà, ubbidienza e cameratismo; nell'esaltazione dell'amore per la patria, il popolo e il Fuhrer e dell'odio per il comunismo e gli ebrei. L'addestramento tecnico prevede l'esecuzione di lavori di utilità pubblica (bonifiche, rimboschimenti, strade, canali, protezione delle acque) durante i quali il milite impara a maneggiare gli attrezzi, impiegare esplosivi, stendere linee telefoniche, trasmettere e ricevere. Per l'incorporamento nell'AD i giovani subiscono una visita medica valida anche per la successiva chiamata alle armi. Sono incorporati anche giovani parzialmente non idonei, per i quali sia da presumere che la vita all'aperto, sotto apposita sorveglianza sanitaria, possa portare giovamento. I militi vivono in campi (Lager), per i quali sono stati adottati baraccamenti di tipo unificato, smontabili. L' AD dipende dal ministero dell'interno: ciò spiega i poco buoni rapporti con l'esercito, che non ne vede di buon occhio l'indipendenza. Non è prevista una vera e propria istruzione pre e post-militare. Tuttavia il partito cura la preparazione fisica e spirituale della gioventù e l'allenamento fisico delle classi più anziane mediante: le organizzazioni giovanili (.Tungvolk e Hitlerjugend); - il servizio del lavoro obbligatorio (Arf.?eitsdienst); - formazioni del partito. Tali organizzazioni vengono pertanto ad assumere in qualche modo le fun zioni della preparazione pre e post-militare, senza averne né il nome né la sostanza. Ciò, anche perché le autorità militari intendono sia lasciata all'esclusiva competenza delle forze armate quanto riguarda l'addestramento all'impiego delle armi. Le organizzazioni giovanili p~r l'istruzione militare comprendono: - lo Jungvolk (dai IO ai 14 anni di età), simile ai nostri balilla; - la Hitlerjugend (dai 14 ai 19 anni d'età), analoga ai nostri avanguardisti. Scopo essenziale di queste organizzazioni: curare lo sviluppo fisico del fanciullo e dell'adolescente e la loro educazione spirituale in modo da sviluppare le doti necessarie per il soldalo e il cittadino. All'educazione fisica si affianca l'assistenza sanitaria, in modo da ridurre al minimo gli elementi non idonei alle armi. Le organizzazioni che hanno, in qualche modo, funzioni di addestramento post-militare sono formazioni varie del partito nazionalsocialista.


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(1) Monografia sull'esercito tedesco, 24 giugno 1939 (AUSSME 43 / 11). (2) Memoria sulla costituzione e l'impiego delle unità corazzate nell'esercito tedesco, gen. naio 1938 (AUSSME 42/7). (3) Relazioni compilate dal capitano Fasano a seguilo di periodi di servizio in arma diversa al 35° reggimento d'artiglieria, al 6° reggimento carri armati e al 3° reggimento di fanteria motorizzato (AUSSME 45/5).


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Primo ufficiale a frequentare i corsi della Kriegsakademie, istituto preposlo alla formazione degli ufficiali di stato maggiore, è il capitano Rodolfo Fasano. Di lui Marras, in un aulografo del maggio 1970, scrive: "era ed è rimasto fino al termine della carriera un ufficiale di primissimo ordine per preparazione professionale, zelo, capacità di osservazione, chiarezza di idee, efficacia di esposizione. Le sue relazioni sono veramente esemplari. Prematuramente scomparso e profondamente rimpianto. Di lui conservo ricordo di ammirazione". Gli anni di corso alla Kriegsakademie sono due (è in progetto di portarli a tre dal 1939) e vengono frequentati da giovani capitani o da tenenti anziani che superano gli esami d'ammissione consistenti in prove scritte di tattica, storia militare, impiego dell'arma d'appartenenza, geografia economica, cultura generale politica, lingua estera. Non esistono prove orali cn. Nessuna licenza o altra facilitazione è concessa al candidato per prepararsi. '' Sembra che, anche nelle più piccole guarnigioni, ove di solito il giovane ufficiale, mancando di distrazioni, è più portato a dedicarsi allo studio, riesca difficile in Germania liberarsi dalla compagnia dei colleghi, che trascorrono le serate in eterne sedute attorno ai tavoli del circolo e delle birrerie". Il candidalo può sostenere per tre volte gli esami d'ammissione: la prima volta d'obbligo, le altre due volle facoltativamente. Il gettito delle ammissioni annuali è di circa 100 ufficiali su 800 che hanno sostenuto gli esami d'obbligo. La loro età varia dai 28 ai 31 anni, pochissimi gli scapoli. Essi provengono dalle varie armi nelle seguenti percentuali: fanteria 50% IO% artiglieria 10% cavalleria 10% truppe motorizzate genio 50/o 5%. speciali Gli edifici della Kriegsakademie sorgono nella parte nord-occidentale di Berlino, sono nuovissimi (ultimati nel 1936), formano un complesso grandioso, edificato senza economia. Comandante della scuola è il generale di fanteria Liebmann, assai stimato e benvoluto per onestà d'animo e signorile cordialità di modi. Più che


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uomo di grande dottrina, appare dotato di molto senso pratico. Rifugge dalle dissertazioni teoriche; pretende dagli allievi cose semplici, chiare, concise. Per quanto abbia superato la sessantina, conserva aspetto vigoroso e agile. S'interessa in modo particolare degli ufficiali del secondo anno, pur assistendo saltuariamente anche a lezioni ed esercitazioni del primo. Vicecomandante della scuola è il colonnello di stato maggiore von Uthmann, che segue lezioni ed esercitazioni del primo anno, facendo frequenti apparizioni in aula, soprattutto durante le ore di lezione di quegl'insegnanti che non sembrano riscuotere piena fiducia da parte degli allievi. Talvolta ha espresso la propria opinione in contrasto con quella dell'insegnante. Molto affabile e sereno, appassionato di questioni militari, sembra tuttavia meno acuto e aderente alla realtà del comandante. Per quanto appaia ancora giovanissimo, non possiede fibra molto robusta. Da lui dipendono gli uffici del comando. I frequentatori di ciascun corso sono ripartiti in sezioni (Horsaal), cinque per il primo anno e altrettante per il secondo. Ciascuna di esse è composta da un comandante, maggiore o Lenente colonnello di stato maggiore (Horsaalleiter) e da circa 20 ufficiali allievi. I comandanti di sezione sono insegnanti di tattica della propria sezione. Un Horsaalleiter non rimane mai per più d'un anno accademico al comando della medesima Horsaal. Non esistono insegnanti aggiunti né per I.a tattica né per le altre materie. Prima di entrare a far parte della scuola, gli ufficiali superiori di stato maggiore designati quali futuri Horsaatleiter debbono sostenere un esperimento pratico che si svolge alla presenza del comandante della scuola e consiste nell'impianto e nella direzione d'una manovra coi quadri a partiti contrapposti, la cui esecuzione è affidata a una delle sezioni. Si mira perciò ad accertare se il futuro Hdrsaal/eiter possieda la capacità didattica necessaria per condurre ordinatamente la discussione tattica nell'ambiente scolastico. Non risulta che per l'insegnamento delle altre materie gli ufficiali designati debbano subire analoghe prove. Quale comandante di sezione e insegnante di tattica durante il primo anno di corso, Fasano ha avuto il maggiore di stato maggiore (artiglieria) Jodl, bavarese, fratello dell'allora colonnello di stato maggiore capo della divisione operazioni dell'OKW. Calmo, quasi flemmatico, lavoratore metodico e minuzioso, sempre preparatissimo sugli argomenti da trattare, è sembrato particolarmente idoneo ad assolvere le funzioni d'insegnante. Come comandante di sezione, non ha saputo forse guadagnarsi l'animo degli allievi. Di temperamento un po' freddo e di carattere chiuso, ha sempre lasciato in forse gl'inferiori sulla reale natura dei sui sentimenti, cosicché gli allievi hanno finito col considerarlo un po' enigmatico e col guardarsene.


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Gl'insegnanti di storia militare (Kriegsgeschichte) sono alti ufficiali della riserva che possiedono particolare competenza in materia e sono assai noti nell'ambiente militare per conferenze e pubblicazioni di carattere storico. Sono attualmente tre: generali Zcitz e Metz, colonnello von Xylander. Alla sezione di Fasano insegna il primo, molto colto e preciso, ma un po' monotono . Tutti gli altri insegnanti sono maggiori o tenenti colonnelli, in parte di stato maggiore in parte delle vari anni e specialità, che per provenienza o particolari incarichi precedentemente assolti sono ritenuti idonei all'insegnamento. Insegnante unico di logistica (Heeresversorgung) per tutte le sezioni è il maggiore di stato maggiore (fanteria) Lamey. Non ha spiegato molta attività e non sembra entusiasta dell'incarico affidatogli. Insegnante unico anche in trasporti militari (Transportwesen): il maggiore di stato maggiore (fanteria) Wagncr. Solerte, calmo, uno dei pochi che si sia preoccupato di preparare e distribuire agli allievi materiale didattico. Ha svolto il suo programma per mezzo dei casi concreti, senza voli pindarici, senza gravare sull'allievo con compiti e interrogazioni. Gl'insegnanti di collegamenti (Nachrichtenwesen) sono due: i maggiori Rumstet e Ahrens appartenenti alle Nachrichtentruppen. La sezione di Fasano ha avuto il primo, molto giovane, intelligente e capace. Riesce un po' difficile seguirlo, anche ai connazionali, per la vertiginosa rapidità con cui parla e per un certo disordine nell'esposizione. Genio (Pionierwesen). GI'insegnanti sono due: alla sezione di Fasano è destinato il maggiore von Ahlfcn. Professionalmente capace, molto pratico, dà l'impressione d'essere un ottimo comandante di reparto della specialità, ma non un buon insegnante. Ha avuto qualche urto con il vicecomandante, colonnello von Uthmann, il quale è intervenuto alle lezioni di Pionierwesen con un'assiduità anche Lroppo marcata, contraddicendolo spesso. Truppe combattenti motorizzate (Kraftfahr-Kampftruppen): maggiore Sieberg, appartenente alla specialità. S'è dato molto da fare, ma ha concluso poco. Nello svolgimenlo del programma non è stato organico. Tutte le volte che ha cercato di passare dalla trattazione generica e nebulosa al caso concreto, s'è rivelato poco sicuro. Gli allievi se ne sono accorti e spesso, con obieizioni e domande, Io hanno posto in situazione penosa. Aeronautica (Luftwaffe). Insegnante unico, il tenente colonnello Lohmann. Sembra che sia molto apprezzato negli ambienti aeronautici, ma alla scuola non ha ascendente sugli allievi, i quali danno poca importanza alla materia e anche meno all'insegnante. Questi dal canto suo, sembra ormai rassegnato a tirare avanti alla meglio, per assolvere, sia pure con poco successo, i suoi obblighi.


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L'insegnamento è svolto per Horsaal, che dispone d'una propria aula in cui vengono tenute le lezioni. La sezione fa vita del tutto a sé. Rarissime sono le possibilità di contatto fra le varie sezioni, anche del medesimo corso (qualche conferenza cui interviene tutta la scuola, speciali esercitazioni cui parlccipano due o più sezioni, l'ora settimanale di aeronautica imparlita a due sezioni riunite). Anche i viaggi d'istruzione e tutte le manifestazioni extraservizio (feste, bicchierate, sottoscrizioni) hanno luogo per sezione. Ogni giorno vengono impartilc quattro ore di lezione in aula, dalle 9 alle 13. li giovedì è a disposizione dell'insegnante di tattica per esercitazioni coi quadri in aula o sul terreno, talvolta per visilc a reparti e stabilimenti. Due ore di ciascuna settimana sono destinate a particolari lezioni cui gli ufficiali frequenlalori esteri non possono assistere (difesa, economia di guerra, organica, cultura politica nazionale, armi, stati esteri, topografia, servizio speciale d'artiglieria). Sulla natura di queste lezioni è mantenuto da tutti un assoluto riserbo. Non formano oggetto d'insegnamento allaKriegsakademie geografia militare, arte militare marittima, lingue estere e altre mat.erit: prt:vislt: alla scuola di guerra italiana. 11 metodo d'insegnamento è spiccatamente pratico , con esame di casi concreti. Il lavoro si svolge in aula: rari i temi da elaborare a casa. Di solito, l'allievo espone a voce la propria soluzione. Se ~cve metterla per iscritto, la limita all'essenziale: poche righe a matita su un foglietto. Tempo: dieci minuti, un quarto d'ora; al massimo due ore quando si tratta un tema interamente per iscritto. Questo sistema coslringe l'allievo a sbrigarsi; lo abitua a discernere l'essenziale dall'accessorio, a decidere con prontezza, a condensare i concetti in poche parole. Inoltre, consente all'insegnante d'inlcrrogare mollo di frequente e di esaminare numerosi .casi concreti. Assai frequente è il lavoro collettivo, specie in tallica. La discussione è in genere molto serena. L'insegnante corregge e critica, ma sempre con linguaggio moderato e col desiderio di comprendere le considerazioni che hanno portato l'allievo ad adottare una certa soluzione. In quest'ambiente sereno l'allievo si sente tranquillo: espone quello che ha fatto, chiede chiarimenti, esprime i suoi dubbi senza preoccupazione alcuna. Si osteggiano le soluzioni complicate e, soprattutto, le espressioni vaghe e titubanti. Non sono distribuiti libri di testo o sinossi. Solo i frequentatori tedeschi ricevono gli "organici" (classificati "segreto"); gli ufficiali esteri solo pubblicazioni che si trovano in commercio. Esercitazioni sul terreno sono meno frequenti che in Italia: una ogni tre


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o quattro selli mane (in relazione alle condizioni climatiche) e sempre e solLanto con i quadri. All'inizio dell'anno scola5tico gli allievi compiono un viaggio (8-10 giorni) a scopi tattici; al Lermine dell'anno scolastico un allro viaggio della stessa durata, o a scopi tattici (2° anno) o per l'esame d 'una campagna (1 ° anno). Sono previste settimanalmenle un'ora di sport in una palestra chiusa (magnificamente attrezzata) e una-due ore di equitazione. Durante l'anno gli allievi compiono inoltre: - un viaggio invernale (Winterreise) di nove giorni per attività sciistica o escursionistica in montagna; - un viaggio a cavallo (Vhungsritt) di cinque giorni, per lo svolgimento di manovre coi quadri sul terreno. Non sono previsti voli. Nei mesi di luglio, agosto e settembre, il frequentatore trascorre due mesi di servizio in arma diversa da quella di appartenenza e fruisce d'un mese di licenza. La preparazione degli ufficiali fn.:qucntatori tedeschi è buona e molto omogenea. Il loro corredo di cognizioni, forse non vasto, consente tu ttavia di sapere perfettamente quanto necessario per assolvere bene le fun zioni elci proprio grado. Si ha la sensazione che nelle scuole di reclulamento e nei reparti sia trascuralo tutto ciò che non è stretl.amenle professionale per passare subito alla pratica.. È noto, del resto, che prima d'entrare in una scuola di reclutamento l'allievo ufficiale (Fahnenjunker) compie nove mesi di servizio come semplice soldato, cosicché si troverà, più tardi, ad aver già vissulo praticamente molto di ciò che nella scuola deve studiare. Durante la preparazione agli esami d'ammissione, l'ufficiale viene orientato sul metodo di lavoro usato alla Krier,sakademie, tani.o che quasi nessuno stenta ad adatlarvisi. Caratteristico è il tono di recisa sicurezza col quale, fin dai primi giorni, lutti gli allievi rispondono, anche se interrogati di sorpresa o su argomenti di cui non possono avere in realtà alcuna padronanza. Le titubanze sono rarissime e sempre poco gradite: l'ufficiale è evidentemente allenato a mostrarsi disinvolto e sicuro in ogni circostanza. Notevole il numero di ufficiali che hanno compiuto almeno un viaggio all'estero, specie nel nord Europa e in Italia. A ciò fa contrasto la scarsa diffusione delle lingue estere. Le cognizioni in materia si riducono di solito agli elementi d'inglese appresi nelle scuole civili. Chi si dedica allo studio più approfondito d'una lingua straniera aspira alla qualifica d' interprete (Dolmetscher), che apre la possibilità d'incarichi


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all'estero. Quasi tutti gl'interprcti lo sono per la lingua inglese: per l'italiano non arrivano a una decina in tutto l'esercito. Anche fuori servizio, difficilmente la conversazione fra ufficiali si stacca dagli argomenti consueti (promozioni, servizio, stipendi) per elevarsi di tono. Talora verte su argomenti di politica, ma tradisce quasi sempre una mentalità un po' gretta. Soltanto alcuni (in genere tedeschi del nord) sembrano prendere alquanto sul serio le questioni religiose che si dibattono al momento in Germania. Specie dopo qualche abbondante bevuta, si accendono talvolta, su questi argomenti confessionali, dibattiti interminabili che rivelano nebulosità d'idee e un certo turbamento delle coscienze. Nella vita privata, gli ufficiali non sono molto regolati: c'è la tendenza a godersela e a figurare in società al di sopra dei propri mezzi; non è raro così il caso di allievi con famiglia costretti a chiedere denaro in prestito, talvolta anche a ufficiali esteri. Alla Kriegsakademie non ci sono esami, punteggi, classifiche. Gl'insegnanti vagliano l'allievo attraverso i lavori svolti in aula, le interrogazioni e conversazioni saltuarie, i viaggi d' istruzione e i frequenti contatti che hanno con lui anche fuori servizio. Soprattutto il comandante di sezione insegnante di tattica, il cui giudizio ha peso decisivo sulla destinazione degli ufficiali al termine del corso, è in grado di esprimersi con piena sicurezza, dato il numero relativamente esiguo di ufficiali alle sue dipendenze. Le ore di lezione di tattica sono rnol te (non meno di dieci la set.ti mana) e il metodo cli lavoro è tale per cui ciascun allievo è quasi ogni giorno chiamato a mostrare quel che sa e vale. Garanzie per il frequentatore risiedono: - nel cambio annualé del comandante di sezione; - nella conoscenza dell'allievo che comandante e vicecomandante della scuola si formano intervenendo a lezioni ed esercitazioni; - nel giudizio espresso dagli altri insegnanti. Al termine del corso, una parte dei frequentatori ritorna alle truppe, l'altra (30% circa) è destinata all'esperimento cli stato maggiore presso un comando di grande unità (durata: un anno e mezzo). Fin dall'inizio dei corsi, gli allievi sono esortati a non ritenersi diminuiti se non andranno in esperimento, perché la distinzione non dev'essere intesa come cernita dei migliori, ma soltanto come necessità di assecondare le parlicolari attitudini di ognuno.

Nel 1937, gli ufficiali frequentatori esteri sono complessivamente 13 (un giapponese, due cinesi, due statunitensi, quattro argentini, un turco, un bulgaro, uno svizzero, un italiano). Gli ufficiali esteri sono ripartitati fra le varie sezioni, cosicché le possi-


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bilità di conoscenza reciproca non sono frequenti . Della sezione di Fasano fa parte il capitano di fanteria degli Stati Uniti d'America Wedemeyer. 39 anni, non ha partecipato alla "guerra europea", ha prestato servizio per qualche anno nelle Filippine e per qualche mese in Cina. Viaggia spesso con la famiglia. Dimostra intelligenza e cultura professionale non superiori al comune. L'altro ufficiale statunitense ha ulLimato il corso biennale ed è rientrato in patria. Il maggiore giapponese (Amano) prima d'iniziare il corso ha passato un anno in Germania per apprendere la lingua. Parla pochissimo ed è lasciato un po' in disparte dai frequentatori tedeschi. Prende continuamente appunti. Evita ogni contatto con i due capitani cinesi. Questi (Chan Kabin e Yang Ping) non sono tenuti in gran conto dai colleghi tedeschi. Tuttavia, sembrano assai desiderosi di apprendere e farsi benvolere. Parlano abbastanza bene il tedesco: sono gentilissimi e dispongono evidentemente di mezzi, poiché conducono vita più che decorosa. I quattro maggiori argentini (Avalos, Conzales, Wcinstcin, Lopez Muniz) non sembrano dedicare eccessivo interesse alla scuola. Sono sempre assieme e il loro ragguardevole numero suscita qualche ironico commento. Dispongono di lussuose automobili e conducono, con le rispettive famiglie, vita brillante. frequentano quasi sempre le lezioni in abito civile. Il capitano turco (Eren) ha ultimato nel mese di luglio i due anni di corso; rimarrà però ancora un anno e mezzo in Germania presso vari reparti . È molto zelante. Per aver pronuncialo qualche giudizio un po' arrischiato e per non aver mostrato sufficiente discrezione nel chiedere notizie, ha provocato risentimenti. Messosi in urto col proprio comandante di sezione, è stato destinato ad altra sezione. Il tenente colonnello bulgaro (Popoff) è ufficiale di stato maggiore e ha ultimato il biennio di corso. Rientrerà in patria al termine del servizio estivo alle truppe. Alla fine dei due anni di corso, è rientrato in patria anche lo svizzero (Wierss), maggiore di stato maggiore. Gli ufficia li frequentatori esteri sono trattati con riguardo e signorilità; devono però dare prova di tallo e discrezione. Sono tenuti lontano da tutto ciò che può avere carattere di riservatezza. L'unico documento che sia posto liberamente a loro disposizione è la prima parte della Truppenfuhrung che si trova in commercio. Gli ufficiali esteri non assistono alle due ore settimanali di lezioni speciali; prendono parte alle esercitazioni in aula e sul terreno, ai viaggi d'istruzione e a tulle le manifestazioni della vita di sezione. Sono dispensati dagli esercizi fisici. Volendo, possono frequentare la scuola in abito civile ("personalmente"


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- precisa Fasano - "ho sempre.frequentato in untforme"). Possono chiedere delucidazioni e notizie circa gli argomenti trattati in aula dagl'insegnanti, i quali sono più che solleciti nell'accondiscendere, sempre che non si tratti di notizie di carattere ordinativo. È da evitare in modo assoluto il rivolgere domande a personale subalterno: il superiore ne è immediatamente informato e l'effetto è sempre sgradevole. Inutile anche rivolgere domande dirette a colleghi frequentatori tedeschi, i quali si chiudono senz'altro nel più assoluto riserbo. Meglio tenere gli orecchi sempre aperti o attendere un'occasione propizia per inserire una domanda. È da aggiungere che molte notizie circondate da tanta riservatezza negli ambienti ufficiali si possono poi, non di rado, trovare su giornali, riviste e pubblicazioni alla portata di tutti. Fuori servizio, Fasano non ha mai avuto la sensazione d'essere sorvegliato o che la sua corrispondenza privata venisse manomessa. È convinto invece che a scuola l'ufficiale estero sia continuamente sorvegliato dai frequentatori tedeschi incaricati di riferire minutamente. All'inizio d'ogni anno scolastico il comandante della scuola offre, in onore degli ufficiali esteri, un sunluoso ricevimento al circolo (pranzo e ballo). Durante l'anno, l'ufficiale estero riceve frequenti inviti da parte dei colleghi tedeschi. L'indirizzo degli studi alla KrieP,sakademie non può dirsi ancora nettamente definito. Fatta eccezione per la tattica, i programmi delle altre materie hanno contenuto e sviluppo non sempre _a rmonici e appropriati alle esigenze d'un così alto istituto. Alcuni programmi (genio, ad esempio) sono più da scuola di reclutamento; altri occupano nel quadro generale dell'insegnamento un posto ecc.:essivo. Gli studi che si riferiscono ai più moderni mezzi bellici (truppe meccanizzate, aviazione) non poggiano ancora su basi solide e non seguono chiari orientamenti. Talvolta si ha l'impressione che l'inse_gnante stesso non sia sicuro di quanto afferma e fondi le proprie asserzioni, più che su una dottrina generale d'impiego ormai consolidata, su dati d'esperienza personale affrettatamente ricavati da qualche manovra e su idee derivate dalla lettura di riviste e pubblicazioni trattanti particolari aspetti del problema. Manca infine del tutto l'insegnamento di alcune materie (geografia militare, lingue) che riuscirebbero utilissime per la formazione di ufficiali di stalo maggiore. Queste lacune saranno certamente colmate quando la scuola di guerra, che ha ripreso da poco a funzionare, avrà riacquistato una certa "anzianità"; soprattutto quando nelle forze armate si saranno consolidate le esperienze sull'impiego dei mezzi rapidamente creali dopo la riacquistata libertà d'armamento.


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Però anche qual è oggi, la Kriegsakademie risponde ai suoi scopi. Essa mira a preparare ufficiali di stato maggiore che abbiano una chiara idea del lavoro che li attende e siano in grado di compierlo. Vi riesce soprattutto attraverso il metodo d'insegnamento e in particolare grazie agl'insegnanli di tattica, sui quali grava la parte maggiore del compito di formazione del1' allievo. Quesli è coslrello a vivere di continuo nel clima d'un comando di grande unità; non può mai prescindere dalle caralleristiche ambientali, dalle difficoltà pratiche, dai contrattempi attraverso i quali si svolge l'a llività dei comandi; è allenato di continuo a valutare rapidamente una situazione, a scegliere la soluzione più semplice e logica, a tradurla in ordini completi e precisi che esprimono chiara menle la volonLà del comandante. Questa continua ginnastica intellettuale e morale finisce, senza dubbio, col dare all'allievo una personalità spiccata, una sicurezza di sé, una capacità di lavoro che sono garanzia di buona riuscita nei comandi.

(I) Relazione generale del capitano Fasano (AUSSME 45/5).


GUERRA!

Marras ha lasciato Berlino da pochi giorni: rimarrà assente dalla capitale Lcdesca da luglio a novembre. La situazione poliLico-miliLare che sfocerà nella campagna di Polonia può essere seguita attraverso le comunicazioni dell'ambasciatore Attolico, del ministro consigliere Magistrati, cognato di Ciano, e del nuovo addetto militare, Mario Roatta (IJ . A metà luglio continua, febbrile, il riarmo interno di Danzica; continuano, altrettanto febbrilmente, gli schieramenti di truppe e materiali nel settore nord del fronte polacco<2J. Nuovi corpi d'armala sono costiluiti. Le grandi manovre sono praticamente sospese. '' Tutti codesti movimenti di truppe hanno per termine fisso il 15 agosto. È per quel giorno che una decisione sul da farsi dovrà, in linea politic:a, essere presa'' . Attolico preme per un incontro HiLler-Mussolini prima di quella data. Nel momento in cui le decisioni saranno prese e l'onore tedesco direttamente o indirettamente impegnato, nessuno polrcbbc più indurre il Fuhrer a retrocedere. Le probabilità di successo d'un'azione svolta all'ultim'ora non si presentano grandi: una nuova Monaco non si profila alJ'orizzonte. Le strade polacche, senza letto e massicciata, aperte nella pura zolla, diventano inutilizzabili con le prime piogge, quindi già a fine settembre. '' Se un colpo ha da essere tentato, è dunque in agosto. Né vale il credere che il Fuhrer, desiderando evitare - come pure desidera - una guerra generale, eviterà certamente anc:he tutto c:iò che possa condurvi. Non vale perché, alla base di tutto v'è... la credenza ... nella intima determinazione francoinglese a non marciare in nessun caso". Gli apprestamenti difensivi di Danzica (armi, munizioni e artiglierie pesanti) fanno ritenere "molto problematico e per non dire impossibile un qualsiasi tentativo militare polacco d'invasione. Danzica ... si rivelerebbe un nuovo Alcazar e i polacchi lo sanno e si guarderebbero bene del commettere atti di follia" <3>. Il 1° agosto, la Germania non esclude la possibilità d'una guerra immediata <4l. Osserva Attolico che Hitler è ugualmente aperto alla guerra come alla pace "soltanto per la questione di Danzica... ormai ridotta a una quisquiglia di pura forma. Non so se e in quale nuovo regime Danzica potrebbe diventare e mostrarsi più tedesca di quanto non sia e non faccia ora. Essa dipende interamente da Berlino, ha i suoi Gauleiter, i suoi SA, i suoi SS. È armata fino ai denti.


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Attraverso il Corridoio - già adesso - hanno diritto di passare, e spesso passano in fatto, fino a mille soldati ogni ora e mezza. È dunque un mero cambio di insegne e di berretto che si vuole; una questione quindi non tanto di prestigio, quanto di puntiglio. La Polonia (che ha indubbiamente i suoi torti: soprattutto quello di aver risposto alle proposte tedesche - inopportune ma amichevoli - con la mobilitazione) deve essere punita della sua tracotanza. Nessun compromesso, nessun accomodamento è possibile: la stessa offerta del Fiihrer, una volta rigeltata, non può essere ripetuta: la Polonia deve venire ad pedes". L'alternativa sembra essere la guerra: la Germania ha quasi tenuto aprecludersi ogni altra via. Si confida che un conflitto con la Polonia possa rimanere isolato. "Comunque, anche nella dannala ipotesi di una guerra generale, la Germania è tanto potente che nessuno prevarrebbe mai su di essa. Ed è d'altra parte noto che in caso di guerra la Germania intenderebbe non prendersela con i nemici più forti cioè i francesi, ma con i più deboli e cioè i polacchi, eventualmente i romeni". Una volta assicuratisi gli approvvigionamenti necessari, i tedeschi attenderebbero che gli allri si stanchino. "Ribbenlrop parla con la massima indifferenza di una guerra di dieci anni. Questo significa, però, non preoccuparsi affatto degli interessi degli altri e nella specie dei propri alleati, cui frattanto, e cioè ancora in tempo di pace, si lesina il carbone, si negano 50 batterie controaeree di cui la Germania ha già da un anno nelle proprie mani quasi il doppio del controvalore. Dubito forte che la Germania, appuntò allo scopo di poter resistere indefinitamente e nella sua modestia ritenendosi d'altra parte l'elemento preponderante e decisivo de/la vittoria ci tratterebbe in tempo di guerra, per quanto riguarda gli approvvigionamenti, meglio di quanto ci tratta in tempo di pace". Secondo Roatta (18 agosto) "è ormai pacifico (se così si può dire) che il R eich si prepara ad intraprendere quanto prima delle vaste operazioni militari, allo scopo di incorporare quei territori dell 'est che gli.furono strappati dal diktat di Versailles, se non più" (5J. Da vaghe notizie sui provvedimenti militari finora adottati e da ovvie considerazioni geografiche, risulta che il Reich intenderebbe agire a tenaglia, dalla Prussia Orientale e dalla Slesia, con obiettivo Varsavia. L'offensiva sarebbe sferrata di sorpresa e condotta con energia e rapidità, impiegando grandi unità di cavalleria, corazzate, motorizzate e leggere, artiglieria a massa, bombardamenti aerei e, se necessario, aggressivi chimici. Si ritiene così di battere rapidamente l'esercizio polacco, paralizzare le retrovie, eccitare le minoranze, in sostanza porre fuori causa la Polonia prima d'un qualsiasi eventuale aiuto franco-inglese.


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''Il lasso di tempo necessario e sufficiente a quanto sopra è stimato dai giovani subalterni a tre giorni, dagli ufficiali di grado medio a dieci giorni, dai comandanti a due-tre settimane". Le circa 25 divisioni attualmente concentrate alla frontiera polacca non sono sufficienti, per numero e specialità, a mettere fuori causa l'esercito polacco, tanto meno con la rapidità desiderata. È perciò certamente previsto di far affluire al momento opportuno le rimanenti 10 divisioni leggere, corazzate e motorizzate, più alcune altre, sì da raggiungere un complesso di 40 divisioni, ritenuto sufficiente allo scopo. "La massa dei tedeschi (comprese le personalità che coniano) parie dal presupposto assoluto che le ''polenze democratiche" assisteranno impassibili, ossia senza intervenire, a/l'offensiva contro la Polonia. (Vi è bensì della gente, e non qualsiasi, che è sicura del contrario, ma costoro sono considerati come delle Cassandre non ascoltate o deprecate). Tullavia mi pare impossibile che uno staio maggiore che si rispetti, anche se orientato alla concezione ollimistica di cui sopra, non prenda le precauzioni indispensahili in vista di avvenimenti da tale concezione discordanti. In altre parole, ritengo verosimile che il Reich, prima di sferrare - eventualmente - l 'azione ali 'est, faccia qualcosa di più di quanto ha fatto finora per guardarsi all'ovest". Verosimilmente, si dovrebbe assistere perciò, prima allo scoppio del conflitto all'est, a vaste operazioni di mobilitazione all'ovest, per rinforzare le circa 15 divisioni ora esistenti. "Se non vi assisiessimo ed il conflitto orientale venisse aperto ugualmente, vorrebbe dire che il comando germanico esclude assiomaticamente complicazioni ad occidente". Fare previsioni su ciò che potrebbe accadere in caso di conflitto, sia pure limitato all'est, è assai azzardato. Appare tuttavia certo che, di fronte a un'aggressione, la Polonia resisterebbe con le armi: il comando tedesco ne sottovaluta le capacità di resistenza e considera con singolare ottimismo i tempi necessari a fiaccarla. Più azzardato ancora sarebbe fare previsioni sull'andamento d'un conflitto che si estendesse all'occidente: è certo, in ogni caso, che la decisione si avrebbe all'ovest, come nella grande guerra. All'indomani della firma del trattato germano-sovietico, Attolico raccomanda caldamente, in caso di conflitto, "una solidarietà completa ma non attuale", in attesa del ripianamento delle deficienze "già lealmente denunciale'' C6l. La Gran Bretagna s'è immediatamente ripresa dopo la sorpresa e la delusione seguita al primo annuncio dell'accordo. "C'era forse da attenderselo perché essa... trova, nelle immensità delle sue risorse materiali e nel suo orgoglio, una capacità di ripresa ed una tenacia incredibili. Messa sul punto d'onore, essa è oggi più fedele alla Polonia che mai... La Gran Bretagna


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sa che quello che perderebbe con la guerra non è molto più di quello che perderebbe con una pace ignominiosa. Si appresta quindi a difendere il "suo" con le unghie e coi denti. [Se] qualche serio tentativo di pace... jàllisse, si darà alla guerra con tutte le sue forze". L"'atmosfera" negli ambienti "responsabili" tedeschi nei confronti dell'Italia è "nettamente vicina alla rottura" nei giorni 25 e 26 agostoOl. "Auspice Ribbentrop, il quale ha sempre... accreditato la voce e dato a tutti l'assicurazione che noi fossimo ... pronti a marciare al primo cenno della Germania, qui tutti si erano formati l'idea che l'attitudine italiana sarebbe stata al momento opportuno di docile acquiescenza alle decisioni tedesche''. La sorpresa è stata immensa: qualcuno ha sospettato addiritlura che la nostra decisione fosse conseguente all'annunzio dell'alleanza anglo-polacca. In realtà, l'Italia non si allonlana dalla Germania: il solo fatto di aver dichiarato non la neutralità, come Giappone e Spagna, ma la "non belligeranza", significa che si riserva d'intervenire al momento opportuno.

In Polonia, l'azione militare tedesca procede "con indubbia precisione ed inaspettata velocità" 18l . La difesa polacca è "estremamente deficiente": coraggiosi i soldaLi, ma insufficienti i comandi. I clamorosi successi, ottenuti con perdite relative, hanno conl.ribuito a "rialzare il tono" del popolo tedesco, profondamente colpito dalla dichiarazione di guerra inglese e francese. Si nota una maggiore serenità. Resta tuttora però un fall ace stato d'animo. Il silenzio che perdura sul fronte occiqentale non ha fatto ancora svanire del tutto l'illusione di poler evitare, almeno nelle sue conseguenze più gravi, un conflitto armato franco-tedescoC9>. Mentre si fa ricadere sul1' Inghilterra la responsabilità di quanto è avvenuto, verso la Francia si conthma a mantenere un aLLeggiamento di grande riserbo. In sostanza, si cerca di disgiungere l'azione inglese da quella francese e ci si culla ancora nella speranza che Parigi possa limitarsi a una guerra formalmenle dichiarata, ma praticamente inattuata. Ribbentrop, in particolarè, "insiste a voler fmvare delle scusanti di fronte a se stesso'' <10l, nel crollo di tutte le sue previsioni circa la possibilità per la Germania di compiere la sua spedizione punitiva in Polonia senza esporsi a una conflagrazione mondiale. Secondo lui, l'atteggiamento interventista dell'Inghilterra sarebbe stato influenzato, al momento decisivo, dalla conoscenza della neutralità dell'Italia. Nel frattempo, agl'inizi dell'inverno, il regime del terrore in Polonia non trova limiti. Non si parla più di offensiva ad occidente< 11 J. La conquista della linea Maginot richiederebbe un eccessivo sacrificio di vite umane; d'altra parte, un'offensiva attraverso i neutrali Olanda e Belgio sarebbe sconsigliabile in sede poliLica, soprattutto tenendo conto delle prevedibili reazioni statunitensi.


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Gl'inizi di dicembre vedono la ricomparsa di Marras sulla scena berlinese. "Accoglienza molto cordiale" nelle sue visite di presentazione< 12l. Probabilità di un periodo invernale d'attesa. Il soldato francese è un ottimo combattente, ma si logora se tenuto a lungo inattivo nelle fortificazioni. La Francia potrebbe cedere rapidamente dopo alcuni insuccessi militari, perché il suo popolo capirebbe di combattere unicamente per gl'interessi del!' Inghilterra. È allo studio l'organizzazione dei rifornimenti dall'Unione Sovietica, da vedere però con occhi "non occidentali", ossia con poche pretese. La Germania è pronta a una guerra anche molto lunga. L'azione sovietica in Finlandia è seguita dagli ambienti militari con visibile contrarietà, come conseguenza sgradita d'una situazione politica imposta dalle circostanze. Sembra che i finlandesi siano in grado di opporre una buona resistenza. È probabile che i sovietici, liquidato questo problema, agiscano contro la Romania per impadronirsi della Bessarabia. Quest'ultima operazione interesserebbe da vicino l'Italia (nJ. Per mantenere libertà di manovra a occidente, la Germania vuol conservare l'appoggio sovietico, anche a costo di dolorose rinunce<14>_ La Russia, da parte sua, è persuasa che questa guerra condurrà a un'espansione del comunismo, quanto più Germania e potenze occidentali si dissangueranno (soprattutto se alla fine perdesse la Germania). Circa le possibilità militari russe, le grandi unità sovietiche hanno valore disuguale: molto curate le motomeccanizzate, meno le altre attive, assai poco quelle di riserva. È dubbio, senza che sia escluso, che la Russia voglia attaccare la Romania ancor prima d'aver liquidato la questione finlandese: i romeni sono sicuri di potersi difendere, purché l'Ungheria non profitti della situazione per attaccarla alle spalle. Il 12 diccmbre 05l, l'addetto militare sovietico comunica a Marras, nel

corso del loro primo incontro, che le operazioni in Polonia non hanno avuto carattere militare, ma essenzialmente di appoggio alle aspirazioni nazionali ucraine. Le forze d'occupazione, mollo ridotte, comprendono unità motorizzate e di cavalleria. La durata del conflitto in Finlandia dipende essenzialmente da fattori politici. I sovietici non hanno alcuna intenzione aggressiva nei confronti della Romania. "Tutto sommato'' - è la conclusione di Marras - "mi è sembrato che il problema essenziale sia rappresentato dall'eventualità - eventualmente deprecabile per i sovietici - della conclusione di una sollecita pace". Sulle medesime questioni, è sostanzialmente diversa la valutazione tcdcsca< 16). La Finlandia combatte valorosamente, "ma la resistenza è limitata dalle munizioni disponibili". I governi svedese e norvegese eviteranno ad ogni costo d'impegnarsi in una guerra: "hanno già sufficiente timore della Germania e dei Soviet". Sull'Olanda e sul Belgio


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"la guerra pende come la spada di Damocle" a causa della loro situazione geografica. La Romania ha quasi sgomberato militarmente la Bessarabia: farà la voce grossa, ma di fronte a una minaccia sovietica cederà pur di evitare una guerra. La Germania, al pari dell'Italia, è interessata a mantenere la pace nella regione danubiana e nei Balcani; questi stati sono più utili per le loro forniture che con un intervento in guerra. I sovietici, oltre che in Bessarabia, tenterebbero un'azione militare dal Caucaso, minacciando obiettivi molto sensibili per l'Inghilterra: ciò risponde anche agl'interessi della Germania e dell'Italia. "Non ho bisogno di aggiungere" - nota acutamente Marras - "come per quanto riguarda l'atteggiamento dei sovietici e la situazione dei Balcani, questi apprezzamenti sono evidentemente tendenziosi, perché toccano questioni particolarmente sensibili per l'Italia". Nel mese di gennaio 1940 la guerra ristagna: si attendono le decisioni

del Fuhrer sulla "grande offensiva" a occidente. In questo clima, Attolico l'otto gennaio consegna a TTitlcr un messaggio personale del duce che terrà occupate le due diplomazie (e le autorità militari) per tutto il mese<m. Un cauto sondaggio tra i collaboratori di Goring accerta che il messaggio ha dato l'impressione che in Italia si dubiti della potenza militare della Germania e della sua capacità <li ottenere una vittoria decisiva: che quindi si sconsigli una possibile offensiva e si riconosca l'opp_ortunità d'una pace di compromesso(l8>. Le reazioni tedesche, illustrate da Ribbentrop, s'incentrano attorno a questi punti: quali elementi ha il duce per ritenere che la ricostituzione della Polonia sarcbbcsufficicnlc alla pace'? Che cosa significa che "l'intervento dell'Italia deve accadere al momento più redditizio e decisivo"? Commenta Attolico: "Questa serie di schermaglie, accompagnate da tutta una quantità di implicazioni e di sottintesi, da me già notati anche in conversazioni precedenti, mi convince che... si cerchi sempre, in tutte le dichiarazioni scritte o verbali, di scartare e mettere senz'altro da parte tutto ciò che non conviene alla Germania o non risponde alle sue vedute, per far sopravvivere soltanto quello che suoni - ai loro orecchi - as,oluta e precisa dedizione alla Germania anche e soprattutto agli effetti bellici. In sostanza non si accetta nessuna delle nostre idee, ma si fa tesoro e prende atto - attendendosi di vederla prendere immediatamente corpo - di ogni nostra anche vaga espressione di solidarietà''. ''Ho la sensazione'' - conclude Attolico - "che la lettera del duce debba essere arrivata a Berlino proprio quando vi si stavano per prendere le ultime decisioni. Evidentemente i capi qui vogliono la guerra credendosi sicuri... di una vittoria rapida e risolutiva... La lettera quindi ha sconcertato un po'. Ma non per questo credo che... essa


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farà cambiare il corso degli eventi. Per lo meno, però, avrà servito ancora una volta a fissare le responsabilità ... ". Per conoscere le ripercussioni del messaggio del duce negli ambienti militari, Attolico invia Marras da Canaris< 19l. Questi non è a conoscenza delle impressioni del Fuhrer; è però sua convinzione che Hitler, pur vedendo nella lettera una prova di sincerità e d'amicizia, non modificherà tuttavia le sue decisioni, probabilmente già prese, su una prossima grande offensiva a occidente. Non si è sicuri che questa offensiva possa dare risultati risolutivi, ma si pensa che soltanto attraverso l'azione militare e dopo sanguinose operazioni le potenze occidentali saranno costrette a riflettere sulle gravi conseguenze che avrebbe il prolungamento della guerra. Secondo i tedeschi, la ricostituzione d'una piccola Polonia non sarebbe sufficiente a indurre l'Inghilterra a trattative. La guerra finirà entro l'anno. "Ho interpretato" - è Marras che scrive - "che attualmente si pensi di non forzare.fino alle estreme conseguenze questa guerra prematuramente affrontata e si preferisca una pace di comprome.t<m, la quale... potrebbe dopo una o piu sanguinose operazioni militari essere vivamente desiderata anche dagli avversari". Secondo Attolico, l'atteggiamento tedesco sulla protratta neutralità italiana è caratterizzato da un "sentimento di riserva e di attesa" (20>. Il non intervento "è accettato come un fatto temporaneo, transitorio, concordato fra i due capi e in tanto legittimo, in quanto ritenuto suscettibile di risolversi in un aiuto effettivo alla Germania se e quando gl'interessi di questa fossero in gioco. L'alleanza non fu mai concepita dai tedeschi in condizioni di parità, epperò tutti si aspettavano da noi che quando l'ora fosse dalla Germania fatta suonare, l'Italia dovesse supinamente gettarsi nella mischia, senza alcun riguardo agli interessi propri". Non si prende nemmeno in considerazione l'idea che l'Italia possa mantenersi neutrale per legittima tutela dei propri interessi. E poiché gli sviluppi della guerra sono, erroneamente ma per necessità psicologica, visti in un quadro di rapida brevità, ci si attende che l'Italia si dichiari in un periodo anch'esso relativamente breve. In sostanza, molti vedono l'Italia intervenire al loro fianco addirittura con la buona stagione, cioè fra qualche mese. "Orbene, mentre... questo è, per ragioni tecniche, praticamente impossibile, .. .si va... delineando una situazione per la quale la coscienza popolare italiana se pure... si r~fiuterebbe all'idea di combattere contro l'alleato, potrebbe tuttavia trovar irriducibilmente ripugnante ... combattere al suo fianco.L'accordo con i sovietici prima, l'azionefinno-haltica che ne è seguita, l'abbandono di metà della Polonia rimasta alla Germania, domani la violazione dell'Olanda e del Belgio - indice del più assoluto e completo smarrimento di ogni senso morale - potrebbero creare fra l'anima italiana e quella tedesca un solco talmente pro-


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fondo che neanche il naturale desiderio di soccorrere l'alleato se perdente, o di partecipare al suo bottino se vincitore, potrebbero - è soltanto una ipotesi che azzardo - facilmente colmare". Questa situazione rende i nostri rapporti con la Germania così delicati da richiedere da parte nostra "il massimo, dico il massimo, della riserva". Ogni accenno alla nostra solidarietà di alleati alimenta e anzi moltiplica in Germania aspettative illegittime, che i fatti potrebbero smentire. "Quanto maggiori le illusioni, tanto maggiori e quindi più pericolose ... le possibili disillusioni''. Ora che il duce ha inviato al Fiihrer un ultimo appello alla ragione, "s 'impone a noi di calcolare e pesare ogni nostra mossa e ciò alla stregua della psicologia di un popolo e specialmente di un capo anormali e che hanno perso ogni contatto con la realtà". Lucida analisi psicologica dell'ambasciatore che, tre mesi più tardi, sarà richiamato in Italia come preteso dal Fuhrer e da Ribbentrop. A tre mesi dalla fine della campagna di Polonia, la quale ha dato alle forze armate tedesche piena libertà d'azione alla fronte occidentale, si fanno sempre più evidenti le conseguenze dell'errato calcolo politico che ha indotto la Germania ad affrontare prematuramente la guerra contro le potenze occidentati <21l. Tali conseguen ze sono visibili specialmente nella sua condotta politica e militare. Nonostante la sorpresa dell'intervento franco-inglese, una grande azione offensiva era stata rapidamente montata e pareva imminente a metà novembre, ma fu rimandata probabilmente anche per ragioni di carattere politico, che a ttesterebbero delle esitazioni e delle incertezze che hanno penalizzato finora l'azione militare. Solo sul mare la guerra di corsa contro il traffico avversario ha avuto un sensibile sviluppo (600.000 tonnellate di naviglio inglese affondato, pari al 3% circa del totale disponibile), a prezzo però di perdite dolorose (Graf von Spee). Dipenderà dai sommergibili e dalla guerra di mine da una parte e dall'incremento dei mezzi di difesa e delle nuove costruzioni dall'altra se le perdite pptranno oltrepassare decisamente i limili sopportabili dal traffico anglo-francese. Si tratta in ogni caso di azione a lungo termine. Importanza capitale assume il problema dei rifornimenti: quelli alimentari sono assicurati per quasi due anni, mentre difficoltà maggiori si prospettano per le industrie di guerra, a causa della scarsità di alcune materie prime, e per i carburanti, in quanto la disponibilità nazionale, il concorso romeno e sovietico e la produzione di benzina sintetica copriranno soltanto il 73% del prevedibile fabbisogno annuo di guerra (almeno 9 milioni di tonnellate) <22J. A meno d'una rapida valorizzazione economica sovietica (non facilmente prevedibile) o di più ampi successi nella guerra al traffico, in un conflitto di lunga durata il tempo lavora a favore dell'Inghilterra e della Francia.


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Questa situazione obbliga la Germania a ricercare entro breve tempo un indiscutibile successo militare: si pone perciò con una certa urgenza il problema della grande offensiva a occidente, di cui si parla ormai da oltre due mesi. Secondo gl'indizi che è stato possibile raccogliere, questa potrebbe consistere in un'azione o aeroterrestre contro la Francia, ovvero aeronavale contro l'Inghilterra. La prima, con obiettivi mollo profondi, sarebbe diretta, se non a risolvere la guerra, a creare una siLuazione militare suscetlibile di sviluppi politici. In particolare, l'occupazione della costa della Manica faciliterebbe la guerra contro l'Inghilterra e renderebbe difficili i collegamenti tra i due alleati. Quest'azione richiede mezzi potenti per superare le fortificazioni permancnLi. La Germania li possiede? È lecito dubitarne, dato che il problema era ancora allo studio sei mesi or sono. Appunto per tale considerazione potrebbe convenire il passaggio attraverso il Belgio e l'Olanda, le cui organizzazioni difensive hanno minore solidità e sono largamente intervallate, per altaccare poi le fortificazioni francesi alla fronliera belga, meno consisLcnti della linea Maginol. È molto probabile, comunque, un'offensiva contemporanea dal Palatinato e attraverso il Belgio. Un'azione aeronavale contro l' Jnghillerra, con impiego a massa di aviazione, sommergibili e mine, eviterebbe le gravi perdile umane d'una grande offensiva terrestre, concentrerebbe gli sforzi contro il nemico principale, metterebbe ancora in evidenza che la Germa nia non ha alcuna ragione di confliuo con la Francia e rimanderebbe a un tempo più favorevole l'attacco delle linee forLificate. Non manca chi pensa a un atteggiamcnlo difensivo tedesco, allo scopo di logorare l'avversario, persuaderlo dell'inutilità della lotta e ottenere il riconoscimento dello statu quo. La condotta militare della guerra è naturalmente vincolata dalla situazione politica e risente di qualche divergenza di valutazioni nell'ambito dell'alto comando. Gli elementi che possono riflettersi sulla situazione militare sono: le ripercussioni dell'accordo tedesco-sovietico; l'atteggiamento dei neutrali; le relazioni con l'Italia. L'accordo con i sovietici si proponeva di eliminare il pericolo di guerra su due fronti e ottenere rifornimenti dal territorio russo. Secondo i militari, che hanno accolto ostilmente il patto, l'inefficienza dell'esercito sovietico contro la Finlandia ha dimostrato che la minaccia russa poteva essere contenuta con forze limitate, mentre le possibilità effettive di rifornimento appaiono problematiche. Per contro, si è rinunzialo a larga parte della Polonia e delle sue risorse e a importanti posizioni nel Baltico, si è abbandonata la


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Finlandia, si rischiano ripercussioni sfavorevoli nelle relazioni con gli slali neutrali e con l'Italia. I neutrali sono considerati tutti sostanzialmente ostili. Prescindendo da Belgio e Olanda (minacciati d'allacco già da alcuni mesi), dagli stati baltici (ormai occupati dai sovietici) e dai paesi iberici (decisamenle lonlani), l'altenzione si rivolge agli stati scandinavi e al gruppo danubiano-balcanico. Entrambi rivestono per la Germania un'importante funzione economica e sotto questo aspcllo sarebbe conveniente mantenervi la pace. Ma potrebbe anche convenire alla Germania farli passare dalla propria arte, prima che gli avvenimenti li convincano eventualmente a passare da quella degli avversari. L'occasione o la necessità di allargare il conflitto potrebbe essere forni la tanlo in Scandinavia quanlo nel sud-est europeo e nel Vicino Oriente dall'azione sovietica. 1/ero è che la stampa germanica accusa i francoinglesi di preparare in Oriente l'apertura d'un nuovo fronte, ma non è chiaro se tali accuse siano giustificate o non mirino piuttosto a costituire un alibi per un'inizialiva ledcséa in visla d'una guerra di lunga durata. L'Italia rappresenta la chiave di volla della situazione ncll'inlcro scacchiere mcdilcrranco: l'allcggiamcnto nei suoi riguardi è di "diffidente preoccupazione"; se ne sollecita l'intervenlo possibilmenle entro la primavera prossima ''anche per evitare che gli eventi.futuri conducano l'Italia a schierarsi contro''. Nella siluazione auualc, lullc le speran ze s9no riposte in un successo militare, anche se la prematura dichiarazione di guerra ha colto le forze armate in una situazione d'incompletezza nei settori degli ufficiali, delle riserve istruite e delle artiglierie pesanti. Queste tre deficienze essenziali sono state certamente aggravate dalle necessità di costiluirc affrcllatamcntc numerose nuove grandi unità. Uno sforzo poderoso è già stato compiuto: risultano attualmente mobilitate 130-140 divisioni<23l, ~entre un'altra trentina è in corso di preparazione. Gli uomini alle armi si possono calcolare in circa 4 milioni. Per aumentare le riserve istruite, le classi che non hanno prestato servizio obbligatorio compiono periodi di addestramento accelerato della durata di tre mesi. Sono state utilizzate le dotazioni di mobilitazione cecoslovacche (30 divisioni) e lo saranno anche quelle polacche (20 divisioni) <24l_ L'incameramento delle industrie belliche ceche è risultato un grande vantaggio, ma è dubbio se la Germania abbia potuto costituire in pochi mesi un parco d'artiglierie sicuramente preponderante su quello francese. Il morale delle forze armate è in genere molto elevato, ma non uguale in tutti i reparti: particolarmente le classi che non hanno compiuto il servizio militare obbligatorio subiscono il riflesso delle condizioni di spirito del paese e non sentono abbastanza la guerra contro la Francia.


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La situazione interna è caratterizzata da un diffuso stato d'incertezza e sfiducia, tuttavia da non sopravvalutare sia per l'innato senso di disciplina sia per il forte apparato di controllo interno. Le masse oscillano tra la preoccupazione della guerra e la speranza d'una pace, che voci insistenti garantirebbero entro l'anno o anche entro la prossima estate. Il prolungamento della fase d'attesa verrebbe utilizzato per una vasta azione politica, la quale mirerebbe a garantire anche militarmente ed economicamente i fianchi della Germania nella regione scandinava e nei Balcani <25l. Quest'azione politica dovrebbe condurre a una specie d'Intesa scandinava e d'Intesa balcanica per il mantenimento della neutralità, che s'opponga a interventi franco-inglesi ma assicuri liberi traffici con la Germania. In cambio, la Germania offrirebbe garanzie contro i sovietici, anche se è prevedibile che questi si muovano con cautela, dopo la perdita di prestigio militare subita in Finlandia. Nel sud-est europeo, l'azione politica sarebbe accompagnata da una pressione militare allo scopo di prevenire eventuali minacce dell'armata di Siria, intimidire gli stati balcanici e precedere i sovietici sui giacimenti petroliferi romeni. Azione politica assai delicata perché, pur mantenendo una larvata minaccia, vuole: - riacquistare la fiducia degli stati nordici e balcanici, garantendoli dalla guerra che essi vogliono a ogni costo evitare; - contenere la Russia, ma assicurandosene in pari tempo la collaborazione economica e politico-militare. Nella terza decade di febbraio, le divisioni esistenti hanno raggiunto la cifra di 180 circa; si prevede di arrivare a 200 entro breve tempo(2"J. Lo stato maggiore tedesco ritiene quanto mai importante che le divisioni non siano impiegate prima di aver completato l'addestramento. Negli scontri di pattuglie alla fronte occidentale i reparti tedeschi, più addestrati, intliggono sempre all'avversario perdite superiori. La forza alle armi pare abbia raggiunto i 4.500.000 uomini e aumenterà di altri 500.000 con le chiamate in corso. La grande offensiva (o aeroterrcstre per raggiungere la Manica, ovvero aeronavale contro l'Inghilterra) non potrà ormai aver luogo prima della stagione primaverile. Il 4 marzo, Ciano accompagna dal duce "Marras, che è molto pessimista sullo stato d'animo tedesco nei nostri riguardi. Nonostante il rispetto formale, egli è convinto che i tedeschi mantengano intatti contro di noi odio e disprezzo, aggravati da quello che chiamano il secondo tradimento. Nessun obiellivo di guerra sarebbe tanto popolare in Germania, per le vecchie e le nuove generazioni, quanto una calata in armi verso i cieli azzurri e i mari caldi. Questo ed altre cose il Marras ha onestamente detto al duce che ne è rimasto scosso"<21>.


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La situazione ufficialè delle forze tedesche disponibili appare a Marras "addomesticata e tende evidentemente a dare una idea impressionante dell'apparecchio militare germanico"<28l. Complessivamente, si tratta di 206 divisioni, delle quali 160 normali, ossia impiegabili in operazioni, e le rimanenti "territoriali" (Landschutz). Sono scomparse le denominazioni "riserva" e Landwehr. Si tende a equiparare gradualmente l'efficienza delle divisioni normali, la quale peraltro è indubbiamente superiore nelle vecchie grandi unità permanenti rispetto a quelle di nuova formazione. Sul complesso delle 160 divisioni suddette, si avrebbero fra le altre: 10 corazzate; 4 motorizzate; 2 o 3 di cavalleria; I di polizia. Esistono anche reparti avioportati e due autoragruppamenti, capaci ciascuno di trasportare un'intera divisione. Le forze dislocate all'interno, e in particolare nella Germania meridionale, hanno subito un sorprendente aumento. Nel comunicare questa situazione, lo stato maggiore germanico "ha volulo sollolineare le sue po.~;<;ibililà di azione immediata in allri sellori. Forse anche ... silenziosa replica ai cenni della stampa sul vallo alpino del Littorio". Nel medesimo periodo viene alla luce il problema delle forniture militari tedesche. Nell'agosto 1939, l'Italia aveva c_hiesto, fra l'altro, 100 batterie contraerei da 88 millimetri. La fornitura avrebbe inizio nel corrente mese di marzo in ragione di tre batterie al mese con possibilità d'un ritmo più celere a partire da giugnor29>_ Le trattative si trascinavano infruttuosamente da parecchi mesi e la causa sostanziale era la diffidenza nei nostri riguardi. È da pensare che questo primo risultato positivo sia in rapporto con le recenti conversazioni di Roma e del Brennero. Peraltro sia la lentezza delle forniture sia l' eventuale ritmo più celere da giugno fanno ritenere "che si attenda dall'Italia qualche cosa di concreto, dopo avvenimenti che si potrebbero verificare nei prossimi mesi". Per l'approvvigionamento di materie prime tedesche, occorre tener presente l'opportunità di trarre 11 massimo profitto dal periodo che precede l'eventuale nostro intervento. Ciò perché, una volta entrati in guerra e tanto più ove questa si prolungasse, le esigenze del nostro alleato diventerebbero prioritarie. "Sembra necessario che - ove si abbia in vista un intervento - il problema delle forniture delle armi e del concorso per le fabbricazioni di guerra venga preso in esame e chiaram ente concordato con la Germania''. L'ambasci atore Attolico riceve l'ordine d'intervenire presso Goring affinché le 100 batterie contraerei siano concentrate in Baviera in modo da


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poter essere da noi ritirate celermente al momento opportunol30l. Illusione! Nemmeno le prime tre, urgenti perché destinate all'addestramento, partiranno. Un mese dopo, risposte imbarazzate della Krupp alle rimostranze di Marras: alla fine, il ministero dell'aeronautica "toglie ogni impedimento"t31 l ••• attendendo però la fine di maggio<32>. Commenta Attolico: "Le indagini condotte hanno permesso di accertare che la consegna... fu sospesa dall'aeronautica tedesca in seguito e conseguenza delle operazioni belliche in Norvegia. Non dubito che sia così. Ma vien fatto di pensare che se una impresa come quella di Norvegia preordinata - nei suoi obiettivi come nei suoi mezzi - da lunga pezza, deve pesare sulla consegna di sole tre modestissime batterie contraeree a/l'Italia, a più forte ragione, il giorno che la grande offensiva ad occidente fosse sferrata e la vera guerra incominciata, il fato delle 100 batterie da accantonarsi per conto nostro in Baviera sarebbe segnato per sempre... ". Il medesimo problema si ripropone per il macchinario tedesco promesso alle industrie italiane. Agl'inizi di aprile, intanto, i tedeschi premono affinché la progettata visita di Roatta in Germania ponga le premesse per una collaborazione operativa ml. Secondo i germanici: - le difficoltà che di solito si presentano nelle guerre di coalizione sono nel nostro caso molto attenuate dalla chiarezza dei nostri obiettivi politici e dall'avere a capo dei due stati due personalità come il duce e il Fuhrer; - il momento dell'intervento dcll'llalia sarà determinato dal duce sulla base della situazione politica. Poiché l'Italia non vuole affrontare una guerra lunga, l' intervento potrebbe verificarsi dopo che una prima offensiva tedesca abbia inferto aJle forze franco-inglesi un grave colpo sul continente, a premessa d'un eventuale sbarco in Inghilterra; - la guerra dovrebbe decidersi sul fronte occidentale, in Prancia. Se l'Italia ritiene di non impiegare nei suoi scacchieri di operazione tutte le forze disponibili, venti divisioni italiane "da dislocare sull'alto Reno (Keh/-Basilea) potrebbero al momento opportuno, ossia quando le forze tedesche avessero già sfondato e assicurato così il fianco destro, avanzare a loro volta nella direzione generale del Plateau de Langres, salvo prendere eventualmente altra direzione più conveniente, ad esempio verso la valle del Rodano"(34l. Badoglio, però, propone al duce di non inviare nostre divisioni in Germania sia per il compito di second'ordine che pare ad esse riservato, sia perché difficilmente ve ne sarebbe disponibilità (3Sl. Le nuove azioni tedesche del 9 aprile (occupazione di Danimarca e Norvegia) si sono verificate di sorpresa, come di consueto, grazie alle rigorose misure di tutela del segreto, alle severe disposizioni d'isolamento di opera-


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zioni terrestri e marittime e in particolare alle limitazioni di movimento imposte agli addetti militari, nella maggior parte invitati a una visi la al fronle occidentale(36). I moventi delle occupazioni sono evidenti: prevenire l'azione franco-inglese a Narvik, centro commerciale di minerali di ferro. Vi può aver concorso anche la preoccupazione di un riaccendersi del conflitto fitmosovietico. Le giustificazioni ufficiali appaiono dalla lellera del Fiihrer al duce(37>: "l'importanza dell'indipendenza della Norvegia è decisiva per la condotta della guerra tedesca di liberazione. Data l'efficacia dei metodi inglesi è da temere non soltanto che sia impedito tutto il traffico dei minerali di ferro, ma che l'Inghilterra in breve tempo si impossessi delle miniere svedesi e faccia soprattutto della Svezia e della Norvegia un punto di appoggio per la guerra aerea contro la Germania. In tal caso il Mare Orientafe(38l cesserebbe di essere per noi navigabile. Ciò creerebbe una situazione per noi intollerabile dal punto di vista sia economico che militare. Qualora l'Inghilterra dovesse prendere piede in quella zona, occorrerebbe ad ogni costo allontanarla. E, naturalmente, il sopravvento è dalla parte di chi si trovi già sul terreno". L'occupazione della Danimarca e delle coste norvegesi ha dato per la sua rapidilà una nuova prova della capaci là di organizzazione e dello spirito di decisione delle truppe tedesche(~9>. "Azione di folle ardimento" avrebbe detto il Fuhrer dello sbarco in Norvegia - "ma per ciò stesso destinala al successo". Le prime partenze hanno preceduto la dichiarazione inglese sulla posa di campi di mine nelle acque.territoriali norvegesi, dichiarazione quanto mai tempestiva per la propaganda tedesca. Alla viva soddisfazione manifestatasi inizialmente negli ambienti politici e militari tedeschi hanno fatto seguito un forte disappunto e notevoli preoccupazioni a causa della resislenza norvegese, che non era probabilmente prevista, e delle perdite navali subite, come pure del complesso della situazione che s'è venuta a creare in Scandinavia. La resislenza norvegese non potrà essere di lunga durata, ma ha tolto gran parte di fondamento alla tesi della protezione armata. Tra le perdite navali, particolarmente sentita la distruzione di sette cacciatorpediniere nelle acque di Narvik; desta preoccupazioni il presidio di quella località che non sembra superare la forza di due reggimenti di cacciatori da montagna. La situazione è poi complicata dallo sbarco franco-inglese tra Narvik e Tromso. La situazione generale in Norvegia vede i tedeschi, padroni d'una zona d'un centinaio di chilometri attorno ad Oslo, avanzare verso il confine svedese e a cavallo delle strade e ferrovie per Bergen e Trondheim, allo scopo di collegarsi con i presidi delle coslc occidentali. Narvik è isolata. Le forze tedesche impiegate dovrebbero assommare a sei divisioni, non ancora complete. Il traffico marittimo tedesco lungo le coste occidentali norvegesi è


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praticamente interrotto. Le comunicazioni fra la Danimarca e Oslo sono insidiate dalle forze navali, specie subacquee, inglesi. È da ritenere che la Germania polrà completare e consolidare rapidamente l'occupazione della Norvegia meridionale e centrale, e organizzare le basi d'aviazione per intervenire nel Mare del Nord e contro il territorio inglese. L'attenzione maggiore si volge all'urgenlc rinforzo del sellore di Narvik. Questa necessità può porre subito il problema del passaggio attraverso il tcrrilorio svedese, lungo la ferrovia Lulea-Narvik, che tocca le zone militari di Gallivare e di Kiruna. Il governo svedese non potrebbe probabilmente opporre resistenza efficace a un'azione di forza tedesca, ma non è escluso che le truppe dislocate nel nord della Svezia possano entrare in azione e rendere difficile e tardivo il rinforzo di Narvik, esponendo il comando germanico a un insuccesso morale che sarebbe particolarmente sensibile per il Fiihrer. I programmi tedeschi in Norvegia punlano verosimilmente a un'occupazione il più possibile pacifica, lasciando la parte a nord di Trondheim, impervia e priva cli comunicazioni, sotto il controllo dell'aviazione<40>. Non è da Lrascurarc la possibiliLà che gli avvenimenti di Scandinavia si ripercuotano sulle relazioni filmo-sovietiche che appaiono tuttora inslabili e che nel complesso venga a crearsi un grave stato di complicazione nel Nord Europa, la cui pacificazione, con la chiusura del conflitto finlandese, aveva segnato un grande successo tedesco. È prematuro un bilancio dell'operazione: certamente essa richiama nuovamente attenzione e forze verso lo scacchiere nordico che appariva, sia pure superficialmente, pacificato. Le operazioni decisive per la Germania si svolgeranno però inevitabilmente nello scacchiere franco-belga-olandese, mentre il contrasto d'interessi richiama insistentemente l'attenzione sul teatro danubiano-balcanico. E infatti lo schieramento tedesco alla fronlc occidentale mantiene il suo carattere offensivo, particolarmente accentuato contro l'Olanda e il Belgio; in pari tempo tutte le predisposizioni risultano prese per un'azione diretta ad assicurare il traffico danubiano. Alcune voci fanno salire a 16 le divisioni attualmente già concentrate a questo scopo in Austria e in Galizia. Secondo allrc voci, la Germania intenderebbe limitarsi al controllo fluviale mediante flottiglie già pronte, comprendenti una cinquantina tra cannoniere e motoscafi armati. Le pressioni politiche e commerciali esercitate dalla Germania nel sud-est europeo dimostrano quale importanza si attribuisca ai rifornimenti e possono anche essere indice di qualche preoccupazione. La Germania fa un grande assegnamento sul concorso degli stati danubiani e sul traffico fluviale, specialmente per il trasporto dei combustibili liquidi provenienti non soltanto dalla Romania, ma anche dai giacimenti di Baku. Sembra


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che, riaperto ormai il traffico sul Danubio, si faccia assegnamento su una grande ripresa dei trasporti di petrolio e di cereali via Mar Nero-Danubio. La grande offensiva a occidente può essere sferrata da un momento all'altro. Qualche indizio potrebbe far ritenere che essa s'inizi con un ultimatum all'Olanda, per assumerne la protezione armata. L'addetto militare olandese è dell'opinione che, analogamente a quanto già attuato in Danimarca e Norvegia, questo ultimatum sarà presentato nelle ore notturne e con brevissima scadenza (4-5 ore), quando già i movimenti saranno in corso. Anche in Olanda la Germania ricorrerebbe alla costituzione di un governo fantoccio tipo Kuusinen. Conclude Marras: "Siamo ormai prossimi a importanti avvenimenti militari e a una situazione molto complessa, i cui sviluppi potrebbero avere anche una lunga durala. E proprio in questi giorni un generale di questo stato maggiore esprimeva il parere non ... essere escluso che possiamo ancora trovarci di fronte a una guerra di quattro anni''. Col senno di poi, si trallava d'un ottimista!

(1) Già capo del SIM e comandanlt: del corpo truppe volontarie in Spagna. (2) MAE - DDI, VIII/ 12, documento 535, pp . 399-402. (3) MAH, Co lla na di testi diplomatici, li, Bernardo Attolico, p. 96. (4) MAE, Co llana cit., pp. 99-103. (5) MAE - DDI, VIJI/ 13, documt:nto 95 , pp. 60-64. (6) MAE, Collana cit., pp. 105-108. (7) MAE - DDI, IX/ 1, documento 80, pp. 47-50. (8) MAE - DDI, IX/ 1, documento 81, pp. 50-54. (9) Ibidem, documt:nlo 79, p. 47. (10) MAE, Collana cil. , p. 109. {li) MAE - DDI, IX/2, documento 118, pp. 82-84. (12) Ibidem, documento 452, pp. 356-357. (13) MAE - DDI, IX/ 2, documt:nlo 476, p. 371. (14) Ibidem , documento 563, p. 427. (15) Ibidem, documento 575, p. 439. (16) Ibidem, documento 705, p. 546. (1 7) MAE , Collana cit., p. 113. (1 8) Ibidem, p. 117. (19) MAE - DDI, IX/3, documento 111, p. 81. (20) MAE, Collana cit., p. 123 . (21) 21 / A - 7 gennaio 1940 (AUSSME 45/2). (22) 92/A - 24 gennaio 1940 (AUSSME 45/2). (23) La seconda cifra è così valutata in AUSSME 45/2, senza numero - 12 febbraio 1940. (24) 165/ A - 12 febbraio 1940 (AUSSME 45/2). (25) 184/ A - 16 febbraio 1940 (AUSSME 4/ /2).


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(26) 206/ A - 22 fehhraio 1940 (AUSSME 45/2). (27) Galeazzo C1ANO, Diario /937-/943, Milano, 1980, p. 402. (28) 344/A - 23 marzo 1940 (AUSSME 43/2). (29) MAE - DDI, IX/3, documento 694 (allegalo), p. 602. (30) Ibidem, documenti 614 e 617, pp. 534-535. (31) MAE - DDI, JX/4, documento 153, p. 120 sgg. (32) Ibidem, documento 580, p. 452. (33) USSME, Diario storico del Comando Supremo, volume I (11 giugno 1940-31 agosto 1940), tomo Il (allegati), Roma, 1986, appendice 23/B, pp. 202-203. (34) Corsi e ricorsi storici! Nell'ambito della Triplice Alleanza, alla vigilia della prima guerra mondiale, alle forze italiane era assegnai.o un compito sostanzialmente simile, ma ben più impegnativo di quello, alluale, di grandi unità di seconda schiera (N.d.A.). (35) USSME, Diario storico cilalo, documento I, p. 7. (36) MAE - DDI, IX/4, documento 15, p. 9. (37) Ibidem, documento 16, pp. 10 sgg. La traduzione dall'originale tedesco è cattiva. (38) Ostsee, cioè il Baltico. (39) MAE - DDI, IX/4, documento 100, pp. 74 sgg. (40) MAE - DDI, IX/4, documento 11 5, pp. 87 sgg.


L'ILLUSIONE DELLA GUERRA PARALLELA

Poco prima dell'intervento italiano, Attolico è sostituito da Alfieri come ambasciatore a Berlino. La sostituzione, già prevista da Mussolini dato il caLLivo slalo di salule del primo, è attuata però dopo che i tedeschi l'avevano esplicitamente richiesta, facendo addiritlura due nomi per la successione: Farinacci e, appunlo, Alfieri Ol. A quest'ultimo Marras indirizza un rapporto sull'andamento delle operazioni in Francia, a seguito d'una visi ta al quarlicr generale dell'esercito sul Reno e d'un rapido giro nelle zone di operazioni olandese e belga <2>. I francesi hanno commesso gravi errori di carattere ordinativo, strategico e tattico non dando sufficiente importanza all'aviazione e ai nuovi mezzi, attendendosi una ripetizione del piano Schliefl'cn, rimanendo legali ai procedimenti metodici della guerra di posizione (avanzala di unit à affiancate e a contatto) e sorpresi dall'impiego dei carri a massa. Risultato: rapido superamento delle posizioni fortificate, che la Francia e con essa il Belgio avevano ritenuto insuperabili, grazie all'impiego dei pionieri con funzioni tipiche di combattimento(,>. Lo stato maggiore tedesco intende ora liquidare al più presto le forze presenti in Fiandra e nel Rclgio per poi concentrare gli sforzi verso sud. La siluazione degli al leali è aggravata dalla presenza di numerosi profughi che ingombrano le vie di comunicazione. Porti e navi da trasporto sono continuamente bombardati, sì da rendere assai difficile il reimbarco degl'inglesi. L'idea sembra essere quella di rnellerc prima a lerra la Francia e pensare poi all'Inghilterra. Non viene escluso che la Prancia chieda la pace, ma Marras crede che

"domini /-'idea di ottenere prima una vittoria completa su.Ila Francia ... in sei settimane al massimo". La guerra dovrebbe finire prima dell'inverno. Francesi ed inglesi si battono bene, ma i primi hanno dato talvolta segni d'inatteso cedimento: in generale i polacchi hanno dato prova di maggior tenacia. I prigionieri francesi, ''multicolori", sono generalmente molto depressi, mentre gl'inglesi marciano a testa alta. Circa lo sviluppo successivo degli avvenimenti, si pensa che l'Inghilterra continuerà il conflitto anche se perderà le isole britanniche, benché non si veda come l'impero possa reggere senza la madrcpalria. 11 futuro assetto europeo vedrebbe la Germania riprendersi l'AlsaziaLorena e le sue vecchie colonie e annettersi olandesi e fiamminghi del Belgio. I piccoli stati avranno un regime di protettorato. ln Africa, il Marocco francese andrebbe alla Spagna, la Tunisia e l'Egitto all'Italia.


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Il giorno stesso dell'intervento italiano in guerra, Marras chiede di avere appena possibile un comando al fronte <4). Risposta negativa: "Eccellenza sottosegretario pur apprezzando desiderio ritiene necessario restiate vostro posto'' <5). La convenzione di armistizio fra la Germania e la Francia è firmala a Compiègne il 22 giugno. Il testo è portato subito a Roma da Marras con un aereo speciale: costretto ad allenare a Forlì, arriva a Roma nella mattinata del 23, qualche ora prima della delegazione franccse<6>. Il 7 luglio, il ministro degli esteri Ciano è a Berlino per concertare una parlecipazionc diretta italiana alle operazioni contro l'Inghilterra, nel caso di rifiuto di proposte preliminari di pacc(7). Ciano era stato incaricato dal duce di offrire, se richiesto, dieci divisioni dell'armala del Po e quakhe stormo d'aviazione. L'ufficiale del SIM che accompagna il ministro (capitano Giovanni Alberto Bechi Luserna) gli rappresenta però talune difficoltà: si ripiega pertanto sull'VIII corpo d'armata cd, eventualmente, sul corpo d'armata autotrasportabile, previa assegnazione di aulomczzi Lcdcschi. Nel timore inoltre d'un'occupazione inglese dell'arcipelago greco, Ciano espone poi l'opportunità di prevenire l'azione brilannica con sbarchi di forze italiane in quel settore del Mediterraneo. Marras, per incarico dell' ambasciatore Alfieri, accompagna il ministro in un viaggio alla fronle oceidcnt:ale<8>. Solto la data dcll'8 agosto, Ciano annota nel suo diario: "Secondo Alfieri l'ojjensiva della Manica è ritardata a causa del cattivo tempo. Secondo il generale Marras a causa di conversazioni segrete che sarebbero in corso. La versione di A /fieri è la più verosimile'' <9>. Alla fine di agosto<10J, delle 220 divisioni tedesche disponibili a maggio, una trentina è in via di scioglimenlo. Con le nuove imminenti chiamate verranno cosliluilc nuove divisioni e sostituito il personale anziano di quelle esistenti. Sono da mettere in rilievo: l'alleggerimento dello scacchiere occidentale;. - l'esistenza d' un forte "gruppo scandinavo"; - il continuo aumento delle forze dislocate in Polonia e nella Prussia orientale; - la notevole massa di grandi unità nel territorio, in grado di raggiungere rapidamente qualsiasi scacchiere; - visibili preoccupazioni per l'atteggiamento sovietico, che, tra giugno e agosto, aveva incorporato Bessarabia, Bucovìna settentrionale e stati baltici. Alfieri riferisce che Ribbentrop insiste sull'opportunità che l'llalia si astenga ora da iniziative nella penisola ellenica che potrebbero portare apericolose complicazioni per i due paesi alleati, in un momento in cui le forze di entrambi dovrebbero polarizzarsi nella lotta contro il comune nemico inglese<1 1). "Credo tuffavia... che... la posizione [tedesca] sia influenzata... da


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qualche altro elemento oltreché dal desiderio di non estendere il conj!ilto ... Questo regio addetto militare mi informa ad esempio che... ufficiali dello stato maggiore germanico . .. non hanno nascosto .. . preoccupazione per la possibilità che l'Italia si induca a tentare un colpo contro la Grecia. È sembrato al regio addetto militare che tale preoccupazione trovasse... origine piuttosto che nel timore di veder le nostre forze distolte dall'obiettivo inglese, in quello di una azione indipendente dell'Italia nel settore balcanico, senza previe intese con Berlino''. Agl'inizi di settembre0 2>, Badoglio invia una reprimenda a Marras, il quale, forse male interpretando una lettera del capo di stato maggiore generale, aveva chiesto ai tedeschi materiali e mezzi mancanti per un successo strategico in Libia. Nell'occasione, Badoglio nota che il generale Jodl "parla di espulsione della jlotla inglese dal Mediterraneo come se fosse la cosa più facile del mondo alt se fosse in nostro potere lo avremmo già fatto alt". Verso la fine di settembre, l'OKW prende in considerazione un intervento di forze tedesche nel Mediterraneo per una campagna invernale volt.a ad assicurare alla Germania utili partecipazioni verso obiettivi d'importanza mondiale quali gli sbocchi del Mediterraneo( 13>_ Lo stato maggiore tedesco conclude che occorre profittare dell'inverno - stagione nella quale non si possono attendere operazioni decisive sulle isole britanniche - per cacciare l'Inghilterra dal Mediterraneo occupando Gibilterra e il canale di Suez. Contro la prima si pensa di agire di sorpresa, con forze limitate ma particolarmente armate e addestrate. Per il secondo, la Germania offre il concorso d'una propria grande unità corazzata. Condizione per il colpo di mano su Gibilterra è un accordo con Franco, che non s'è ancora verificato. Un esame particolareggiato del secondo problema mette però subito in evidenza grandi difficoltà logistiche, soprattutto nei riflessi dei mezzi marittimi che il trasporto e il rifornimento assorbirebbero e del tempo necessario, incompatibile con le nostre esigenze in questa fase operativa. Si rinuncia pertanto al concorso di grandi unità corazzate, salvo riprenderlo in esame dopo l'occupazione di Marsa Matruh, insieme con la richiesta di apparecchi da bombardamento in picchiata. Due mesi più Lardi<Ml, Marras valuta la forza tedesca sulle 210 divisioni, delle quali una ventina costituite con soli nuclei d'inquadramento (Urlaubdivision: divisioni in licenza). Il personale di queste è in congedo invernale per le esigenze dell'economia nazionale. Queste divisioni sono pertanto ricostituibili al primo cenno. Con altre 40 in corso di costituzione, l'esercito tedesco disporrà nella primavera del 1941 di circa 250 divisioni. In questo momento,


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Il generale I:.fìsìo Marras

continuano ad aumentare le grandi unità nel settore orientale, mentre da tempo sono segnalati movimenti verso le frontiere ungherese e jugoslava. Nei colloqui con Keitel e Jodl che seguono gli accordi del Brennero(l 5>, Marras apprende che il problema dominante nella condotta della guerra tedesca è attualmente la partecipazione alle operazioni in Egitto, probabilmente con una divisione corazzata ridotta (120 carri circa) dotata di abbondanti colonne di rifornimento. Arrivo in Libia nella seconda metà di novembre. A metà novembre<16>, delle forze dislocate alla fronte occidentale, 30-35 divisioni sono destinate all'occupazione dell'Inghilterra. Un'altra massa d'entità imprecisata, comprendente truppe corazzate e motorizzate, è a portata della frontiera spagnola, pronta a un fulmineo intervento in Portogallo. La diminuzione delle grandi unità alla fronte occidentale è dovuta non solo alla necessità di vigilare a oriente, ma anche all'opportunità di attendere alla riorganizzazione e all'addestramento in zone non esposte all'offesa aerea inglese. In un'eventuale guerra contro la Russia , lo stato .maggiore tedesco calcola di poter impiegare 130 divisioni. Al momento, una trentina di divisioni è orientata a un eventuale intervento negli stati balcanici. Si sta procedendo a un ringiovanimento delle forze dislocai.e nell'interno, sostituendo gradualmente gli elementi anziani. Circa gli organici di guerra delle grandi unità(17l, la divisione di fanteria mantiene una struttura ternaria; binarie, vièeversa, quelle da montagna e motorizzate. La divisione corazzata, dato l'aumento delle grandi unità di questo tipo, dispone in via transitoria di soli 2-3 battaglioni carri anziché di 4. Esiste inoltre la cosiddetta "divisione d'occupazione", consistente in una divisione di fanteria con armamento ridotto. Tutte le grandi unità sono ben inquadrate (un sottufficiale ogni 5-6 uomini di truppa), fortemente armate, largamente dotate di servizi logistici e mezzi di trasporto. La situazione politico-militare è esaminala nei colloqui Keitel-Badoglio a Innsbruck (14 e 15 novembre), di cui esistono un resoconto cd una sintesi di pugno di Marras 18 • La situazione determinata dal nostro intervento militare in Grecia induce lo stato maggiore tedesco a prendere in esame l'eventuale concorso di grandi unità germaniche in direzione dell'Egeo, sia pure non prima di tre mesi. Kcitel auspica che le operazioni italiane si concludano al più presto, anche per evitare contromisure inglesi contro le zone petrolifere romene. Se si delineasse una minaccia di questo tipo, la Germania interverrebbe creando basi aeree nelle isole greche, in Tracia e a Lemnos. La direttrice più redditizia per le forze italiane appare quella di Flòrina , con successiva conver-


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sione verso sud tra Olimpo e Pindo. È chiaro il desiderio tedesco d'includere Salonicco fra i propri obiettivi. Keitel considera la guerra vinta, con decisione prima dell'inverno 194 l-1942. La Germania disporrà nella primavera 1941 di 230 divisioni , delle quali I 85 di prima linea (di queste, 20 corazzate e 12 motorizzate). Le munizioni sono sufficienti per almeno 12 mesi di operazioni intense. La marina ha ripianato le forti perdite subite in Norvegia; attualmente sono impiegati 20 sommergibili alla volta, mentre i rimanenti sono in parte adibiti all'addestramento dei nuovi equipaggi. È stato molto gradito l'apporto dei sommergibili italiani venuto al momento giusto. Si pensa di poter arrivare a 80- 100 sommergibili per turno alla fine del 1941 (la produzione mensile raggiungerà le 25 unità). L'aeronautica copre largamente le perdite con le nuove produzioni; le munizioni bastano per uno-due anni. La produzione bellica è aumentata: nessuna preoccupazione per ferro (Svezia e Lorena) e petrolio (la produzione romena è raddoppiata dallo scorso a nno). Difficoltà invece per la gomma naturale, la cui importazione è cessata, e la buna (gomma artificiale): s'impone di adottare altre res trizioni nella circolazione non tanto per economizzare carbura nti quanto per ridurre il consumo di pneumatici. Le fo rniture di buna all'Italia passeranno progressivamente dalle 100 tonnellate mensili di settembre e di ottobre alle 500 nell'estate 1941; qudlc di ferro e acciaio si man terranno sulle 42.000 tonnellate mensili; quelle di alluminio puro e di leghe saranno nei prossimi mesi di 800.000 tonnellate complessivamente. L'alimentazione (a meno dei grassi) è garantita sia per la Germania sia per gli stati occupati. L'offensiva aerea contro l'Inghilterra ha otlcnuto grandi risultati, senza però conseguire il completo dominio aereo necessario per uno sbarco. Condizioni atmosferiche favorevoli per una tale operazione si potranno p resentare a marzo. La caccia nemica s'è ritirata verso nord sottraendosi tempestivamente a una completa distruzione. I bombardamenti di Londra hanno distrutto aeroporti e impianti industriali essenziali, riducendo a un terzo la capacità produttiva di velivoli. La situazione della capitale inglese diverrà insopportabile in inverno: mancano i vetri, la protezione aerea è insufficiente, i generi alimentari sono difficilmente conservabili per la distruzione di magazzini e depositi refrigeranti. Sono stati affondati sette milioni di tonnellate di naviglio. Si può ritenere che, computando gli acquisti fatti con le requisizioni di navi norvegesi, danesi, olandesi e francesi, l'Inghilterra disponga attualmente al massimo di venti milioni di tonnellate di naviglio: il minimo vitale sembra essere di dicci milioni di tonnellate. La Germania si propone di affondare 600.000 tonnellate mensili durante l'inverno e 800.000


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dalla primavera 1941. L'anno prossimo l'Inghilterra subirà una crisi nei rifornimenti. Non si capisce come essa speri di migliorare la propria situazione: forse confidando nell'intervento della Russia e degli Stati Uniti? La Russia rimane benevolmente neutrale; se cambiasse atteggiamento, la Germania le salterebbe subito addosso con una massa di 130 divisioni: nessun dubbio sul successo. Un intervento sollecito dell'America è improbabile anche dopo la rielezione di Roosevelt. L'aiuto di materiali all'Inghilterra, ora limitato, potrà aumentare soltanto nel secondo semestre del 1941. Un intervento sarebbe possibile soltanto nel 1942. Circa le operazioni in Egitto, Keitel viene informato che l'avanzala su Marsa Matruh avrà inizio ai primi di dicembre, appena completati strada e acquedotto . Egli non dubita del completo successo anche senza il concorso di forze tedesche perché è improbabile che gl'inglesi oppongano grande resistenza con 250 km di deserto alle spalle. Dopo l'occupazione di Marsa Matruh sarà necessaria una pausa prima di attaccare il delta: nel frattempo potranno essere impiegati contro il porto di Alessandria e gli accessi al canale di Suez Stuka e velivoli posamine. Nel Mediterraneo, occorre coordinare le operazioni a est, affidate all'Italia, e quelle a ovest contro Gibilterra (di competenza di Spagna e Germania), al fine di "affogare gl'inglesi nello stagno". Se la Spagna, superate le preoccupazioni per i rifornimenti, deciderà d'intervenire, la conquista di Gibilterra è cosa fatta impiegando truppe tedesche appositamente organizzate e addestrate: saranno impiegati ufficiali che hanno già operato contro i grandi forti della fronte occidentale. La difesa dello stretto sarà poi affidata alla Spagna. Il Portoga llo c le sue isole atlantiche potrebbero presentare quakhe attraltiva per l'Inghilterra, specie nel caso di perdita di Gibilterra. L'idea tedesca è che il possesso delle coste portoghesi non è necessario, ma occorre impedirne l'occupazione da parte degl'inglesi. In ogni caso, è già predisposto un intervento fulmineo di truppe motorizzate tedesche dalla Spagna: sarebbe questione di 48 ore. I recenti colloqui del Filhrer con Lavai e Pétain hanno avuto lo scopo non di addivenire alla conclusione d'un trattato di pace che potrebbe apparire estorto sotto la pressione militare, bensì di preparare un libero protocollo. Il Fuhrer ha parlato chiaro ai francesi: l'Italia riceverà Nizza, la Corsica, Tunisi e Gibuti; inoltre solo i francesi in questo momento possono difendere le proprie colonie dall'Inghilterra e da De Gaulle, impedendo che siano occupate Orano e Biserta. A tal fine, i tedeschi propongono che le forze di Vichy nel Nordafrica salgano da 100 a 120 mila uomini. Badoglio però non nasconde che diffida dei governatori militari, che,


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per mantenere il loro prestigio di fronte agl'indigeni, tendono a presentarsi come non vinti. Keitel offre garbatamente, insistendo più volte, il ritiro dalla Manica del corpo aereo italiano, più- utilmente impiegabile nelle operazioni in Egitto e in Grecia. Alla fronte inglese, infatti, il CAI incontrerà difficoltà nella stagione invernale dato che le azioni hanno il carattere di "guerra di posi-

zione aerea''. Sull'auspicio di Badoglio che gl'incontri tra i capi militari possano essere più frequenti, Keitel concorda e si lascia sfuggire (excusatio non petita) che la Germania non aveva informato tempestivamente delle azioni in Norvegia e in Francia perché l'Italia non era ancora in guerra. "Ora che si agisce insieme non si devono avere più segreti". La nostra guerra contro la Grecia ha sorpreso e contrariato la Germania, perché ha intralciato trattative diplomatiche destinate ad assicurare al Reich una posizione egemonica in tutto il sud-est europeo<19 >_ Per quel senso realistico della situazione che sempre ispira la politica tedesca, la sorpresa e la contrarietà sono state rapidamente dominate per volgere la situazione a proprio vantaggio. Di qui l'idea, confermata nelle conversazioni di Innsbruck, d'intervento in Grecia anzitutto per impadronirsi di Salonicco. L'interesse per questo obiettivo riprende vecchie aspirazioni mai abbandonate e risponde a potenti interessi politici ed economici che spingono la Germania ad aprirsi uno sbocco verso il Mediterraneo, specie dopo l'arenamento delle operazioni contro l'Inghilterra. Inizialmente, la Germania aveva riconosciuto il Mediterraneo quale piena sfera d'influenza italiana, ma le idee al riguardo si sono venute gradatamente rivolgendo verso una crescente ingerenza, specie dopo i recenti avvenimenti militari italiani. Oggi si pronunzia chiaramente l'idea che anche per la Germania il Mediterraneo è una via indispensabile e che pertanto essa deve raccogliere la successione dell'Inghilterra almeno per quella parte che il duce nel suo discorso lasciava a questa (" Il Mediterraneo è per noi la vi-

ta, per l'Inghilterra soltanto una via"). Occorre in molte circostanze distinguere il pensiero del Fuhrer in un determinato momento dalle idee di vari ambienti dirigenti, espressione di grandi interessi economici e di correnti espansionistiche largamente diffuse, le quali vedono la Neuordnung europea in funzione esclusivamente germanica. E queste correnti, sostenute anche da elementi vicini al Fiihrer, non mancano d'influenzarne il pensiero, che è in continua evoluzione. L' importanza di Salonicco spiega anche perché la Germania intenda impedire l'intervento della Jugoslavia, il cui primo obiettivo sarebbe appunto questa città. Inoltre, la Germania mantiene finora ottime relazioni con la Grecia e questa a sua volta evita quanto possa provocare un intervento


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tedesco. Le voci circa alcune limitazioni che la Grecia avrebbe posto al concorso inglese appaiono confermate. Non è senza significato che l'Inghilterra si sia astenuta finora dal servirsi delle basi in territorio greco per agire contro i pozzi di petrolio della Romania, ormai controllati dalla Germania. D'altra parte, occorre considerare che: - la Grecia, di fronte a un'offensiva germanica, si sentirà impossibilitata a resistere e sarà portata a cedere di fronte ai tedeschi anziché agl'italiani; la politica tedesca è diretta a rafforzare questa convinzione; - l'Inghilterra - e Atene se ne rende conto - non avrà né la possibilità né la volontà di difendere la Grecia peninsulare; essa manterrà l'occupazione di Creta ai fini del controllo del Mediterraneo e dell'azione contro la Libia. In questa situazione, è lecita la domanda se i greci, all'atto dell'offensiva tedesca, opporranno una seria resistenza o non preferiranno piuttosto limitarsi a una protesta o ad un simulacro di resistenza, mantenendo concentrate le forze nello scacchiere albanese per rallentare la nostra avanzata e farci precedere dalle truppe tedesche. Verrebbe così a mancare all'Italia la rivincita cui essa ha diritto. Ciò, indipendentemente dalla considerazione che l'avanzata tedesca, condotta con forze prevalenti, bene armate e organizzate, sarà prevedibilmente molto rapida e potrà quindi precederci non soltanto a Salonicco, ma anche ad Atene. È da rilevare che il comando supremo tedesco, nel prendere in esame l'eventualità dell'invio d'una divisione da montagna in Albania, ha espresso il ·desiderio che essa venga al momento opportuno riunita alle forze tedesche operanti su Salonicco. Nella situazione ora p_rospettata si manifesta la necessità di tempestivi accordi politici e militari con la Germania, per coordinare le future operazioni offensive contro la Grecia. Gli svantaggi d'un mancato coordinamento sarebbero tutti per l'Italia. Il comando supremo tedesco è poi dell'opinione che basterà l'offensiva tedesca a risolvere la situazione in Grecia e che da parte dell'Italia sia sufficiente mantenere le attuali posizioni in Albania. "La conclusione" - afferma il duce inviando a Cavallero la relazione di Marras - "è che bisogna precedere i tedeschi nell'opera di annientamento della resistenza greca". Il 12 dicembre, assume rilevanza il progettato intervento nei Balcani che viene preparato col metodo e la cura di ogni particolare che hanno caratterizzato le operazioni tedesche in questa guerra con brevi periodi d'offensiva fulminea intervallati da lunghe pause di preparazione. In questo caso, viene dedicata particolare attenzione alla preparazione politica, la quale è probabilmente diretta a ottenere, all'immediata vigilia delle operazioni, il passaggio attraverso Bulgaria e Jugoslavia. Altro obiettivo importante


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sarebbe l'immobilizzazione della Turchia. Dal punto di vista militare, l'elemento più importante è costituito dalla disponibilità della piattaforma romena. Secondo alcuni indizi, le operazioni allo studio sarebbero basate sull'ipotesi del passaggio attraverso la Bulgaria per occupare la Tracia greca e Salonicco. Quest'ultimo sembra essere l'obiettivo che maggiormente interessa la Germania. Le operazioni sarebbero notevolmente facilitate col passaggio attraverso la Jugoslavia. La Bulgaria, non intervenendo, riceverebbe in compenso lo sbocco all'Egeo, cosa che potrebbe riuscire gradita anche ai sovietici. Le operazioni aeree contro l'Inghilterra vengono proseguite con bombardamenti massicci dei principali centri portuali e industriali. Nei riguardi della Francia e della Spagna, l'azione tedesca è in fase temporeggiatrice, determinata anche dalla necessità di mantenere libertà d'azione in oriente. Prosegue la preparazione di mezzi speciali e l'addestramento particolare dei reparti destinati all'operazione contro Gibilterra. Diffidente vigilanza verso la Russia sovietica mediante la massa di divisioni dislocate nelle regioni orientali del Reich e in Polonia. La situazione interna tedesca è contraddistinta: - da un coordinamento sempre più stretto di tutte le attività, per lo sfruttamento integrale di ogni disponibilità. del Reic:h e dei territori occupati o sotto controllo; - da un'intensa propaganda per Lener alto il morale della nazione e in particolare delle classi lavoratrici, in vista del prolungamento della guerra. Rientrano in tale propaganda i provvedimenti a lunga scadenza per abitazioni popolari, assicurazioni e altre previdenze sociali. A metà dicembre, la controffensiva inglese in Libia sconvolge i piani di Graziani. Marras manifesta all'ambasciatore Alfieri<20> l'opportunità "di orientare l'opinione pubblica llfdesca - oltre che gli ambienti dirigenti nei riguardi della genesi e delle cause dei recenti avvenimenti militari in Egitto". In questo senso sarebbe utile un articolo di stampa da affidare a uno scrittore militare autorevole e mol to noto, ottimo conoscitore dell'Italia e bene orientato nei nostri riguardi (il colonnello della riserva von Xylander, insegnante di storia militare allaKriegskademie). Egli prospetterebbe nel senso a noi più conveniente le difficoltà delle operazioni nel bacino mediterraneo, l'importanza delle forze concentrate dall'Inghilterra in Egitto e lo svolgimento delle recenti operazioni, per mettere in luce la combattività e il valore dei nostri reparti e contrastare l'opinione che comandi e truppe si siano lasciati completamente sorprendere. Sulla preoccupante situazione in Albania, Marras espone il 21 dicembre a Mussolini queste conclusioni: fino a marzo Hitler non potrà fare alcuna


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azione in Tracia; inutile chiedere truppe tedesche per Valona perché non potrebbero arrivare prima d'un mese. Il duce è d'accordol21 >. Il 23 dicembre, il comando supremo italiano (il generale Cavallero ha sostituito Badoglio nella carica di capo di stato maggiore generale) fa il punto delle esigenze, richiedendo al Reich una forte minaccia dalla Romania verso la Tracia per impedire ai greci spostamenti di forze verso il settore albanese l22> e due divisioni corazzate per la Libia <23>. Nei colloqui di Berlino (30 e 31 dicembre 1940), gli argomenti affrontati riguardano la condotta di operazioni in comune e la concessione di armamenti e materie prime<24l. Nella sua conferenza preliminare, Keitel afferma che "è necessario un sincero scambio di vedute per poter decidere quanto di meglio sia da fare". Per le prossime operazioni in comune, è previsto l'invio in Italia d'un corpo aereo tedesco e il rinforzo delle unità in Romania. Per far fronte a necessità urgenti di armamento, è opportuno utilizzare prima quanto è disponibile in Italia; il materiale impiegato sarà poi reintegrato dai tedeschi, ricorrendo anche alla preda bellica francese. Circa le materie prime, la stessa Germania difetta di alcune di qut:lk du:: uoi d1it:diamo (gomma, stagno, rame, nichel, zinco): anche l' Italia utilizzi dei surrogati. A questo proposito, è indispensabile il massimo segreto per evitare che la propaganda inglese possa sfruttare un argomento così importante. In ogni modo, si verrà incontro alle esigenze italiane. "Tutto ciò, allo scopo della comune vittoria". Dopo l'introduzione di Keitel, .Todi e Gandin (presente Marras) affrontano gli argomenti operativi generali. "La Germania ha la sicurezza assoluta nella vittoria finale ... e la vittoria tedesca sarà anche la vittoria italiana". "I tedeschi sono pronti ad intervenire con noi dove lo si ritenga utile: desiderano solo non essere messi in situazioni tali da compromettere il grande prestigio conquistalo sui campi di battaglia d'Europa". Nel quadro della condotta di operazioni in comune, sono già state inviate in Romania due divisioni corazzate: il 1° gennaio ha inizio la radunata, con 50 treni al giorno per sei settimane. Le cinquanta divisioni che la stampa mondiale dice in movimento attraverso l'Ungheria e la Romania sono in realtà circa venti. Dalla Romania alla Bulgaria le truppe muoveranno per via ordinaria: dovranno essere costruiti ponti sul Danubio. Ai primi di marzo verrà sferrata l'offensiva contro la Grecia. Nessuna preoccupazione per la Turchia, da cui i tedeschi si guarderanno con un forte fianco difensivo di unità corazzate. L'Albania dev'essere tenuta ad ogni costo: se necessario, i tedeschi v'invierebbero una divisione da montagna; essi suggeriscono d'impiegare là anche la divisione alpina Taurinense rimasta in Italia a guardia del confine


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francese, che è ormai sicuro. La guerra aerea contro l'Inghilterra prosegue con "straordinaria efficacia". La guerra navale, sia con sommergibili sia con unità di superficie, si sta intensificando e rende assai serio il problema dei rifornimenti dell'Inghilterra. L'azione su Gibilterra è stata preparata, ma Franco non s'è ancora deciso a entrare in guerra per timore d'una crisi nei rifornimenti. I tedeschi hanno pronta una divisione da montagna rinforzata c25> e contano di occupare Gibilterra in tre giorni. Nel teatro di operazioni italiano si avrà un sensibile miglioramento con l'invio del 100 corpo aereo tedesco e il rientro dalla Manica del corpo aereo italiano. Il primo sarà impiegato per il conseguimento dalla superiorità aerea nel Mediterraneo e non contro la Grecia. Dev'essere mantenuta anche la Libia per impedire il ricongiungimento tra gl'inglesi e le forze di Weygand e, probabilmente, di De Gaulle. I tedeschi avevano pensato inizialmente ad un concorso di "reparti di arresto" (Sperrverband), capaci di mantenere ampi tratti di fronte con poche forze e l' ausilio di mine, carri armati e ostacoli passivi. Gandin, a sua volta, mette in rilievo che la guerra, che è una sola, ha ora spostato il suo centro di gravità nel Mediterraneo ed è perciò necessaria là un'azione comune dei due alleati. La situazione è seria in Albania e in Libia e può diventarlo da un momento all'altro in Egeo e forse anche ncll' Africa Orientale Italiana. Da ciò deriva la necessità urgente d'un intervento tedesco nel Mediterraneo sotto forma sia di aumentata pressione in Romania e Bulgaria, sia d'invio in Libia di due divisioni corazzate, le sole utili per fermare gl'inglesi, ormai in crisi di rifornimento. Jodl è convinto di tale necessità e sottoporrà la richiesta al Fuhrer: la decisione sarà presa entro pochissimi giorni e le unità potranno giungere a Napoli fra tre settimane. In Francia, Pétain si mostra leale: in caso di sua morte, data l'età, gli succederebbe Darlan che continuerebbe nella medesima politica. La Francia, insomma, si lega sempre più all'asse. In caso diverso, sarebbe occupato in tre giorni, con il concorso italiano, il rimanente territorio. Secondo i tedeschi, la decisione si avrà nelle isole inglesi: là sono mancate quelle condizioni di tempo favorevole atte a consentire quella superiorità aerea necessaria per ottenere un sicuro successo con poche perdite umane. Varie allusioni infine (in cauda venenum) sono fatte da .Todi all'eventualità che da parte italiana si pensi a qualche operazione segreta, per la quale si accantonino forze e mezzi: Gandin smentisce recisamente. Conclude l'estensore del resoconto: "L 'accoglienza fedesca è stata improntata a schietto cameratismo e si è notata la volontà ... di venire incontro alle nostre richieste, concorrendo così, nel miglior modo, nell'interesse comune, ad alleggerire la pressione inglese nel Mediterraneo".


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A completamento delle notizie già inviate per telegramma, Marras comunica <26> (nel resoconto di Gandin la cosa appare molto "sfumata") che Jodl "ha accennato anzitutto, con molto tatto, e dichiarando che le questioni sono ormai oltrepassate: - che, in passato, si è verificato tra Italia e Germania una certa 'crisi di fiducia' per la quale non fu possibile inviare in Libia la divisione corazzata che era stata promessa dalla Germania; - che il comando tedesco considera che l'aver dichiarato la guerra alta Grecia abbia costituito un grave errore militare tanto più che esso ha condotto ad un insuccesso". Conclude Marras: "Nel complesso ha avuto la netta impressione che le attuali trattative si svolgano da parte tedesca con molta comprensione, franchezza, cordialità e con risultali assai più larghi di quanto si era sinora man(festato. Occorre peraltro sempre attendere la risposta definitiva''. Marras telegrafa a Roma che l'offerta tedesca della divisione da montagna "darebbe garanzia che in caso dijjicile situazione in Albania forze tedesche interverranno tempestivamente attraverso Bulgaria. Secondo idea OK W divisione tedesca dovrebbe riunirsi appena possibile a forze tedesche operanti su Salonicco. Tengasi altra parte presente che vi est tendenza subordinare invio divisione montagna ad impiego Albania anche divisione alpina Taurinense". Il duce accetta l'offerta della divi~ionc alpina, chiede di anticipare l'attacco tedesco contro la Grecia anche per non dare troppo tempo agl ' inglesi e comunica che due battaglioni della Taurinense saranno inviati in Albania, dove già operano quattro divisioni alpine e due raggruppamenti alpini (Z7J. Il 2 gennaio s'iniziano i grandi trasporti di truppe tedesche verso la Romania per le previe future operazioni (lB). I ,o stato maggiore tedesco ritiene che il rapido aumento delle forze germaniche in Romania non mancherà di alleggerire la fronte albanese, forse già dalla fine di gennaio. Ai sovietici è slato dctlo che i rinforzi vengono inviati su richiesta del governo romeno. Il 10 gennaio 1941, arriva la decisione del Fuhrer<29>: "Verrà approntata, in primo luogo, una divisione alpina germanica per trasferimento in Albania. Altre forze sono previste se dalle ricognizioni da parte di ufficiali dell'esercito germanico e dalle loro consultazioni con il comandante superiore italiano in Albania risulterà che il servizio logistico anche per forze germaniche più ingenti sarà assicurato oltre a quello per le divisioni italiane. Tali forze germaniche servirebbero quale massa di manovra in Albania per il caso di nuovi pericoli di crisi. li loro compito principale, però, sarebbe di facilitare poi all'esercito italiano l'offensiva". Questi orientamenti d'impiego smentiscono in parte le previsioni di Marras secondo cui alle truppe


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italiane sarebbe lasciato il compito di mantenere le attuali posizioni in Albania; non compare neanche una richiesta esplicita che la grande unità tedesca si riunisca a tempo opportuno alle forze tedesche operanti su Salonicco. In ogni caso, l'impiego delle unità tedesche in Albania "sarà concretato in

occasione prossimo abboccamento duce con Hitler'' c3oi. I trasporti militari tedeschi verso la Romania proseguono con ritmo intenso nonostante qualche rallentamento in Ungheria: è da presumere che nella prima quindicina di marzo le forze tedesche saranno in condizione d'iniziare le operazioni contro la Grecia, attraversata la Bulgaria. Queste forze comprendono unità da montagna per superare rapidamente la regione di frontiera bulgaro-greca e unità corazzate e motorizzate per procedere poi in profondità <31 >. Saranno necessari chiari e tempestivi accordi per la condotta delle operazioni in comune. '' Sede appropriata per tali accordi sarebbe quella del previsto incontro del Duce col Fuhrer. Ritengo che da parie tedesca non mancherà la necessaria comprensione, particolarmente da parte del Fuhrer il quale è molto sensibile alle considerazioni di prestiP,io, mentre da parte militare potrebbe prevalere il desiderio di assumere una parte di primissimo piano e sfruttare rapidamente fino in fondo il successo per proprio conto, indipendentemente dal fatto che al nostro esercito sarebbe riservato il compito più difficile''. Nelle riunioni del I 9 e 20 gennaio a Bcrchtesgadcn si discute, fra l'al.tro, della situazione in Albania< 32>. Il generale Guzzoni indica la situazione tale da darci la certezza che i greci non raggiungeranno gli obiettivi di Berat e Valona. Non si è potuto ottenere di più essenzialmente a causa della scarsa capacità dei porti albanesi, che consentono di assorbire, al massimo, una divisione da montagna alleggerita cm. Sull'argomento, occorre una nuova decisione del Fuhrer. Circa le nostre intenzioni offensive, sarà organizzata una massa di 10-12 divisioni che agirà lungo la direttrice settentrionale Korcia-Flòrina-Kastorìa più aderente all'azione tedesca su Salonicco, anche se logisticamente difficoltosa. La preparazione dell'offensiva richiederebbe oltre due mesi: si avrà la possibilità di marciare prima "non per dare battaglia ma per sfruttare

il tracollo che potrebbe verificarsi in Grecia anche prima de/l'effettiva entrata in azione dei tedeschi" <34>. Il Fuhrer interviene di persona ai colloqui: la presenza in Albania d ' un'unità tedesca che non venga subito impiegata, mentre gl'italiani combattono, sarebbe poco gradita; tale presenza, poi, autorizzerebbe gl'inglesi ad attaccare i pozzi petroliferi romeni. Perciò, in considerazione anche delle gravi difficoltà di trasporto, appare opportuno tenere le forze approntate e mandarle solo in caso di bisogno<35>_ Per l' avanzata in Tracia, sono pre-


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viste difficoltà per la scarsezza delle comunicazioni e la presenza di terreni paludosi . L'attacco alla Grecia è previsto in marzo. Difficile è il passaggio del Danubio, momento dal quale è da prevedere l'intervento dell'aviazione inglese sui punti di passaggio e sui pozzi petroliferi romeni: saranno schierati in quantità artiglierie contraerei e velivoli. I preparativi d'intervento nella penisola balcanica " procedono metodicamente e regolarmente" <~GJ. Il grosso dei trasporti in Romania dovrebbe essere completato entro questo mese. Si calcola che a fine febbraio possono venir gittati i ponti sul Danubio per il successivo trasferimento in Bulgaria. La situazione interna della Romania 137l, le cautele della Bulgaria, le reazioni sovietiche necessariamente ostili a un intervento tedesco nei Balcani, i dubbi sull'atteggiamento della Turchia sono gli elementi che richiedono da parte della Germania un 'attenta vigilanza politica. Considerazioni di carattere politico hanno d'altra parte avuto una grande influenza anche sulla concezione di questa operazione, la quale conduce le forze tedesche a compiere un largo giro e a passare il Danubio e aspre regioni montane, rinunciando a sfrutlare fa direttrice più rapida Morava-Vardar pur di evitare il concorso della Jugoslavia e assicurarsi il possesso di Salonicco". Nella penisola balcanica e in Turchia, l'Inghilterra, sccondata dagli Stati Uniti, e la Russia stanno svolgendo un'intensa azione politica intesa a controbilanciare, e possibilmente impedire, il previsto intervento germanico<38J. 1 tedeschi danno per certa la tacita adesione al passaggio da parte della Bulgaria, che probabilmente si limiterà a una protèsta puramente formale; protesta che il Fiihrer peraltro desidererebbe evitare. È da ritenere che la Russia non sia in condizioni di ostacolare il movimento delle truppe tedesche: legata alla Germania da una politica di amicizia formale, essa si contenterà probabilmente delle assicurazioni tedesche nei riguardi degli stretti ed estenderà la sua azione in altre direzioni (ad esempio, verso l'Iraq). Si ritiene di poter trattenere dall'intervento la Turchia, soprattutto mediante un forte schieramento bulgaro-tedesco alla frontiera turca. Non si esclude che la Grecia, nell'imminenza dell'offensiva tedesca, s'induca a trattare specialmente se, come finora sembra, l' Inghilterra non le fornirà un valido aiuto terrestre ed aereo. Dal punto di vista militare, i trasporti si concluderanno agli ultimi di marzo. Le forze destinate all'operazione sarebbero sempre dell'ordine d'una ventina di divisioni, con una forza di 500 mila uomini, aviazione e difesa contraerei comprese. Marras ritiene che non siano comprese in questo computo due divisioni corazzate da poco inviate in Romania dopo i disordini interni. Lo stato maggiore tedesco prevede forze di copertura alle frontiere romeno-sovietica e bulgaro-turca, cosicché opereranno direttamente contro


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la Grecia circa IO divisioni. Il gittamento dei tre ponti sul Danubio dovrebbe essere compiuto alla fine di febbraio. In Bulgaria si trovano già numerosi nuclei in abito civile per le predisposizioni relative a trasporti, alloggiamenti, sistemazione dei campi d'aviazione, organizzazione della difesa aerea. ''L'inizio delle operazioni è previsto per gli ultimi di marzo e anche per i primi di aprile''. Per quanto riguarda la Jugoslavia, le proposte del governo di Belgrado appaiono avanzate soprattutto per tastare il terreno e avere un orientamento sulle intenzioni dell'asse: è stata fatta una nuova e "definitiva" offerta di aderire al patto a tre, ricevendo in compenso Salonicco(39l. Alla fine di febbraio, si preannunzia il passaggio in Bulgaria: ai preparativi militari si affianca un'intensa attività politica (40>. Si confida che la Grecia ceda prima dell'intervento tedesco, in modo da risolvere la situazione balcanica senza conflitto e conservare con la Grecia buone relazioni politiche in vista d'un'espansione dell'influenza tedesca nel Mediterraneo orientale e nel Vicino Oriente. In ogni caso, è prevista nei prossimi mesi l'occupazione totale della parte peninsulare, Peloponneso compreso, e delle isole dell'arcipelago, cosicché all'Inghilterra rimarrebbe solo Creta. Altre ripercussioni della presenza tedesca in Bulgaria si attendono suli'alleggiamento della Jugoslavia, finora molto esitante, "con visibile disappunto di questo stato maggiore, il quale considera che le favorevoli proposte che sarebbero state presentate alla .Jugoslavia nel recente incontro di Berchtesgaden offrono a questo stato vantaggi eccessivi rispetto alla adesione al patto a tre che da essa si attende". Nel frattempo, il programma tedesco si attua nel modo previsto e puntualmente (41>. Il gittamento dei ponti ha occupato i giorni 28 febbraio e I marzo. Il 1° marzo è sottoscritto a Vienna l' atto di adesione delJa Bulgaria al patto tripartito e all'alba del 2 le grandi unità germaniche attraversano il Danubio. Nella preparazione di questa operazione, l'aspetto politico costituisce un successo tedesco: l'aver evitato una protesta bulgara rappresenta un risultato assai soddisraccnte. La Germania tende in questo momento a dare al passaggio delle proprie truppe in Bulgaria un carattere politico. La tesi ufficialmente sostenuta è che la Germania si è trovata nella necessità di adempiere l'obbligazione di garanzia prevista nel patto tripartito, di fronte agl'insistenti tentativi inglesi d'ingerirsi negli affari bulgari. Per il momento, si evita ogni accenno a una minaccia tedesca alla Grecia; qualche giornale, anzi, annota che le relazioni tra Berlino e Atene si devono considerare normali, anche se non buone dopo che la Grecia ha deciso di agire nel senso degl'interessi britannici. Le reazioni più attentamente sorvegliate sono naturalmente quelle della Turchia e della Russia. Per quanto riguarda la prima, si è confermata la 0


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persuasione che essa non è per il momento in grado d'intervenire . È molto probabile che la Germania le abbia offerto assicurazioni nei riguardi degli stretti. Comunque la Germania vigila attentamente le relazioni tra Turchia e Inghilterra, particolarmente nei riguardi d'un'eventuale occupazione britannica della Siria e della possibilità, considerata in qualche ambiente, che la Turchia possa a breve o lunga scadenza concedere il passaggio sul proprio territorio a truppe britanniche. Altro aspetto politico della questione è la possibilità (che in alcuni ambienti dirigenti tedeschi viene considerata certezza) d'un cedimento della Grecia prima dell'intervento militare. Questa soluzione riuscirebbe senza dubbio gradita in tali ambienti, anche perché rappresenterebbe un riconoscimento pacifico del "nuovo ordine" germanico. Ufficialmente, nessuna trattativa in tal senso è stata avviata dalla Grecia, ma è certo che effetti notevoli si attendono dal progressivo aumento delle forze tedesche in Bulgaria, che indurrà necessariamente il governo greco a valutare l'impossibilità di resistere a un'offensiva contemporanea italo-germanica. La soluzione ritenuta più probabile sarebbe la ritirata del governo greco a Creta, mentre il compito di trattare verrebbe lasciato alle autorità che rimarranno nella capitale. Occorre subito aggiungere che da parte militare si ritiene indispensabile l'occupazione di tutta la penisola greca e dell'arcipelago, salvo poi tentare l'occupazione di Creta. Infatti, scopo essenziale delle operazioni balcaniche dev'essere quello di acquisire nuove basi per contrastare l'azione britannica nel Mediterraneo orientale. Questa necessità di ordine militare rappresenta un utile contrappeso alle tendenze che eventualmente vi fossero in Germania a una soluzione esclusivamente politica della questione. Dal punto di vista m1litare, delle 20-25 divisioni trasportate in Romania, parte rimarrà là per concorrere alla copertura della frontiera romenosovietica ca garanzia dell'ordine interno, parte vigilerà a distanza il confine bulgaro-turco. Il trasferimento della forze tedesche in Bulgaria sarà ullimato entro il corrente mese di marzo. Le circa 20 divisioni "saranno pronte ad agire contro la Grecia dal 1 ° aprile" c4 2i . L'attività politica tedesca si concentra in questi ultimi giorni sulla Jugoslavia, la quale ha opposto una tenace resistenza all'adesione al patto tripartito, affacciando obiezioni successive, che non sembrano ancora superate. Sotto questo punto di vista, la preparazione politica è alquanto in ritardo. Comunque, l'OKW non dubita dell'esito finale delle trattative in corso le quali dovrebbero condurre all'adesione della Jugoslavia, condizionata peraltro al mantenimento assoluto della neutralità. Si ritiene pertanto che scarso assegnamento potrebbe farsi sull'utilizzazione del territorio jugoslavo per le operazioni tedesche contro la Grecia. Sembra anch~ che la Germania abbia


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per sua parte rifiutato di prendere impegni circa vantaggi territoriali desiderati dalla Jugoslavia, lasciando impregiudicata la questione della sistemazione balcanica fino al termine della guerra. Sempre nel campo della preparazione politica, l'OKW sembra fare sicuro assegnamento sul mantenimento della neutralità da parte della Turchia. Nei riguardi della Grecia, un notevole cambiamento sembra essersi delineato in questi giorni: l'eventualità che essa intenda opporre resistenza anche alle forze germaniche acquista credibilità. Ciò è dovuto alla presenza, ormai accertata, di forze terrestri britanniche nella Grecia peninsulare. Tali forze, valutate a 15-20 mila uomini con artiglierie e carri armati, rappresenterebbero il nucleo di grandi unità che potrebbero essere trasportate in Grecia nei prossimi giorni. È opinione diffusa che le forze tedesche riuscirebbero ad occupare rapidamente la Tracia greca fino alla linea dello SLruma (St.rym6n) e che le forze anglo-greche svolgerebbero un'azione ritardatrice a ovest di questo fiume per poi attuare la resistenza sulla linea generale lago di Prespa-monte Olimpo. Sta peraltro di fatto che nessuno spostamento di forze s'è verificato dal fronte albanese verso la frontiera bulgara, se non lo scambio d'una divisione logorata in Albania con una fresca dalla Tracia. Questa circostanza fa pertanto ritenere che i greci possano anche limitarsi di fronte alle forze tedesche a un simulacro di resistenza, che dimostri ai britannici l'attuazione degl'impegni presi. In definitiva, l'alto comando tedesco ritiene che la resistenza greca, se pure si verificherà, non potrà portare un sensibile ritardo all'avanzata e non esclude ancora che l'adesione della Jugoslavia al patto a tre possa avere notevoli ripercussioni sull'altcggiamcnto della Grecia. Previsioni sulle future operazioni dopo l'occupazione della Grecia sono premature. Si fa assegnamento sull'occupazione di Creta per aumentare la pressione sulle forze navali britanniche nel Mediterraneo orienlale; si accenna alla possibilità di riprendere nel prossimo autunno le operazioni in direzione di Suez; si spera di attirare la Turchia nel campo dell'asse. li colpo di stato militare in Jugoslavia giunge inallcso: si riteneva che con l'adesione al patto tripartito fossero state superate definitivamente tutte le resistenze che s'erano opposte ad esso<43J. In realtà, l'adesione era stata determinata dalle insistenti pressioni ùcl Reich che, lasciata ùa parte l'Italia, aveva voluto condurre da solo le trattative. Per superare le resistenze degli elementi ostili (serbi e militari), era stata necessaria qualche concessione, insieme con un atto di forza finale. Scrive Marras: "A lla vigilia di questa firma un ufficiale dell'OKW mi diceva che 'Ribbentrop aveva dovuto tirar fuori la pistola' e in effetto chi ha avuto occasione di assistere alla cerimonia della firma ha avuto l'impressione che si trattasse di un vero e proprio atto di capitolazione e tale era l'atteggiamento del rappresentantejugoslavo".


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Il generale i:,fisio Marras

Il gesto della Jugoslavia ha provocato in tutti gli elementi dirigenti, e principalmente nel Fii.hrer, un profondo sdegno e ha determinato pronte decisioni: Hitler è deciso a "stritolare" la JugoslaviaC44J_ Sue direttive politiche: affettare indifferenza per poi attaccarla di sorpresa, staccare la Croazia che è favorevole all'asse e "che pertanto conviene trattare con molto riguardo", ottenere il concorso dell'Ungheria favorendo le sue rivendicazioni sul Banato. Direttive militari: occupare al più presto, con largo impiego di aviazione e di unità corazzate: - la Serbia meridionale, per assicurare il collegamento con l'Albania e isolare la Grecia; - il Banato e la Slavonia, per garantire le comunicazioni sul Danubio; - l'intero corridoio Morava-Vardar. In questa situazione, occorre rimandare le operazioni offensive contro la Grecia e schierare forze di copertura alla frontiera albanese-jugoslava. Conclude Marras: "Operazioni saranno.favorite da approssimarsi buona stagione alt Valuto forze tedesche che saranno impiegate contro .Iugoslavia circa lrenla divisioni alt Tempo occorrente per schieramento tedesco non est ancora valutabile". Negli ambienti politici e mi litari si affetta la massima calma, dimostrando assoluta certezza della rapida eliminazione della Jugoslavia. Si è trattato però d'una sgradita sorpresa nel gioco politico tedesco, che sembrava basato sull'adesione spontanea di tutti gli stai.i balcanici alla concezione del nuovo ordinamento europeo. Le garanzie territoriali tlate alla Jugoslavia avevano suscitato malumori e preoccupazioni in Bulgaria e Ungheria; la nuova situazione non elimina le loro diffidenze nei riguardi del trattamento che ad esse verrà riservato dalla Germania nel dopoguerra e, più in generale, verso il futuro riordinamento europeo, le cui lince sono ancora ignote. In alcuni ambienti si ritiene che la nuova situazione possa riflettersi anche sull'atteggiamento della Turchia e non si esclude d'altra parte che i sovietici siano favorevoli al nuovo atteggiamento jugoslavo. Dal punto di vista militare, l'Inghilterra allontana i tedeschi dal Mediterraneo orientale ottenendo quanto meno un ritardo delle operazioni. Ove poi riuscisse agli jugoslavi di rallenlare l'avanzata germanica e ripiegare verso sud, le forze riunite anglo-greco-jugoslave potrebbero costituire una solida fronte, capace di resistere a lungo e di richiamare considerevoli masse avversarie. Questa resistenza potrebbe avere riflessi sull' atteggiamento della Turchia, la quale mantiene nella Tracia e nella regione degli stretti 25 divisioni, abbastanza rapidamente aumentabili. Nella concezione britannica, l'azione ritardatrice nella penisola balcanica dovrebbe essere sfruttata soprattutto ai danni dell'Italia, sia per completare le operazioni contro l'Africa Orientale Italiana, sia per agire contro il


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Dodecancso, sia per inlensificare l'attività navale ed aerea. Non sarebbe da escludere un tentativo di sbarco in Corsica. Nel complesso, l'azione britannica mira a creare nuovi fronti e ad attirare in direzione eccentrica una parte notevole di forze tedesche, nel desiderio di allentare la minaccia conlro l'Inghilterra e guadagnare tempo in vista dell'eventuale intervento americano. Le considerazioni che precedono mettono in evidenza tutta l'imporlanza d'una rapida soluzione del problema jugoslavo. All'alba di domenica 6 aprile Grecia e Jugoslavia sono invase dai tedeschi: l'operazione è coronata da immediato successo, tanto che il 15 Marras informa Roma del futuro assetto della regione balcanica ncgl'inlendimcnli del Fiihrert45l: - minime annessioni italiane in Slovenia e Dalmazia; - costituzione d'un'ampia Croazia sotto influenza o protettorato italiano e con punti d'appoggio militari italiani; riduzione della Serbia a minime dimensioni; - annessione lcclcsca della sola zona cli Marbure (Maribor) in Sloveni,1; - occupazione della Macedonia da pari.e della Bulgaria a non lonlana scadenza, una voila escluse complicazioni politiche con la T urchia t46J. Nulla risulla circa Salonicco. Ad operazioni ultimate, la Germania conta di mantenere la Grecia con due divisioni e la Serbia con forze consistenti <47>. 1116 aprile, l'addetto militare itali ano a Belgrado "è auforizzato a partecipare cun pieni po/eri assieme all'addetto militare tedesco e ungherese alle fraffafive con la delegazione dell'esercito jugoslavo per l'armistizio sulla base della resa a discrezione'' <4RJ. Il 21 aprile, le grandi unità tedesche che hanno occupato la Slovenia, la Croazia e parte della Bosnia rientrano nell'ex Austria e sono sostituite da forze italiane a esclusione del territorio che farà parte della Croazia autonoma C49l, "Quest'ultima non sarà più così piccola come pensavasi, ma comprenderà anche buona parte Bosnia ... Mi est stato accennato che Croazia pretende sbocco al mare con proprio porto et che analoga pretesa avrebbe Ungheria per porto su Adriatico con corridoio accesso". In Grecia, le operazioni sono state condotte da tre corpi d'armata germanici, e p recisamente: il XXX, che ha occupato la Tracia; - il XVIII, che, superata Salonicco, è avanzalo lungo la costa; - il XXXX, che, partendo dalla Serbia meridionale, ha occupato Florina e Kastorìa, s'è immesso in Albania fra le truppe italiane e l'armata greca dell'Epiro e ha spinto poi una divisione corazzata verso sud <50l. L' avanzata oltre la linea Metaxàs dei corpi d 'armata XVIII e XXX ha


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determinato la capitolazione dell'armata greca della Tracia, costituita con divisioni di riserva di limitata efficienza che sembra abbiano opposto scarsa resistenza. Dopo l'occupazione di Salonicco, le forze tedesche hanno proceduto rapidamente verso sud per raggiungere Atene, incontrando la resistenza delle sole forze britanniche (due divisioni motorizzate cd una brigata corazzata), nella regione dell'Olimpo e alle Termopili. Contro di esse hanno agito cinque divisioni (due corazzate, due da montagna, una di fanteria) e la Standarte Ado/f Hitler (brigata rinforzata). L'intervento in Epiro di forze tedesche del XXXX corpo d'armata e l'occupazione di Ioànnina portano a un armistizio separato concluso il 21 aprile dal generale Liste al conseguente impedimento d'un successo italiano in Epiro("l. L'intervento del duce ha indotto il Fiihrer a inviare Jodl a concludere una nuova capitolazione. "L'armistizio bis.fu stipulato il 23 aprile a Salonicco tra il comandante greco e il generale List. Da parte italiana il generale Ferrero. lo assistevo col generale .lodi"; così annota di suo pugno Marras. Le operazioni si sono concluse in 20 giorni grazie alla cooperazione di unità corazzate e truppe da montagna, dimostrando ancora una volta "lo spirito di decisione, il senso d ·'iniziaUva, la capacità di resistenza ai disagi e la grande forza offensiva dell'esercito tedesco". "Tutto bottino di guerra dislocato ovest Pindo verrà lasciato inteP,ralmente Italia" - assicura Jodt<52J. In reall.à, sorgono subito contrasti sul la ripartizione: automezzi e cavalli sono presi in massima parle dai l.cdcschi, che si rifiutano di consegnarli senza ordini da Berlino'53l. Al termine delle operazioni nella penisola balcanica, un'acuta valulazione della situazione politico-militare in un appunto di Marras per l'ambasciatore Alfieri, che viene riportato integralmente r54l. "Nei contatti di carattere ufficioso e privato con alte personalità tedesche si è rilevato una progressiva e rapida diminuzione della zona d 'influenza che verrebbe fasciata atrltalia. Un anno fa si riconosceva che tuffo il bacino del Mediterraneo costituiva zona d'influenza italiana; tale riconoscimento fu espresso esplicitamente al momento dell'armistizio con la Francia. Successivamente tale riconoscimento è stato taciuto, ma è stato dichiarato che tutta la penisola balcanica doveva rappresentare una zona d'influenza politica e militare italiana, nella quale la Germania avrebbe avuto semplici interessi di carattere economico. Pur attraverso l'equivoco di questa espressione, dato lo stretto vincolo che lega l'azione economica con quella politica, era questo un riconoscimento di carattere esplicito. Le recenti conversazioni di Vienna hanno messo in evidenza quanto limitata sia la parte che oggi la Germania vorrebbe acconsentire all'Italia nei Balcani. Le recenti operazioni militari e l'intensa attività politica che si è svolta


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parallelamente alle operazioni militari nella penisola balcanica, hanno sottolineato maggiormente questa tendenza germanica ad assicurarsi una egemonia balcanica a tullo danno dell'Italia. È da ricordare la corsa al mare delle unità germaniche le quali intendevano ad ogni costo aprirsi uno sbocco sull'Adriatico a Ragusa e Cattaro; si può esser sicuri che ove tale occupazione fosse avvenuta, i reparti germanici non sarebbero stati più ritirati. È da ricordare ancora la violazione delle linee di limitazione stabilite, da parte della Standarte Adolf IIitler, che ha occupato Giannina<55l e ha accollo la capitolazione dell'esercito greco de/l'Epiro, facendo in definitiva mancare alle nostre valorose truppe d'Albania e al popolo italiano, nonostante l'accomodamento formale intervenuto con la rinnovazione della capitolazione, il successo totale cui l'Italia aveva diritto di fronte alla massa delle migliori divisioni greche contro le quali avevamo combattuto per quasi sei mesi, e che strette tra l'Olimpo< 56> e il mare non avrebbero potuto in alcun modo sfuggire alla nostra cattura. In sostanza si verifica da parte delle autorità politiche e militari tede.w:he la lendenza a voler relegare le nostre forze armate nei compiti secondari o quanto meno non appariscenti, in modo di accentuare di fronte all'opinione mondiale la.funzione prevalente e direttiva della Germania, anche oltre i limiti posti dall'effettivo rapporto delle forze. Si trascura troppo spesso tutto il contrihuto portato dall'Italia, sia con sacrifizio di importanti posizioni e di favorevoli siluazioni politiche che ad essa si presentavano, sia con la perdita di importanti territori, sia col sacrifizio morale derivante da alcuni insuccessi militari connessi con la prematura entrata in guerra della Germania e con la nostra situazione geografica. Le forti limitazioni che, secondo le conversazioni di Vienna, verrebbero poste alle nostre annessioni e alla nostra influenza nella penisola balcanica, costituiscono un elemento assai significante delle disposizioni della Germania nei riguardi dell'Italia. È questa la prima volta, infatti, in cui possono vedersi alcuni elementi della sistemazione definitiva che la Germania intende dare a una regione europea. Al posto della Jugoslavia vengono a sostituirsi in gran parte una Bulgaria esageratamente ingrandita, accontenlala oltre il J()0% delle sue aspirazioni, e una Croazia che fin dal primo giorno dell'occupazione è sfata posta sotto stretto controllo militare, economico e politico della Germania. Si aggiunga che la Germania tende a dare alla Croazia confini quanto più possibili ampli e a porla in contrasto con l'Italia con la prelesa di sbocco territoriale all'Adriatico che l'Italia non potrebbe consentire, in quanto le necessità commerciali possono benissimo essere assicurate dalla costituzione di porti franchi e di particolare tar(ffe. Non è necessario accennare ai grandi vantaggi ottenuti dall'Ungheria, né ad alcune voci di uno sbocco al mare per l'Ungheria che oggi si sentono in Germania.


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TI generale Efisio Marras

L'ambiente dirigente germanico si presenta come un elemento complesso nel quale gli intendimenti del Fiihrer possono subire deformazioni e sviluppi vari i quali molto spesso allontanano l'alluazione concreta della volontà del Fuhrer dalla sua essenza primitiva. Bisogna tener conto che tu lii glielementi dirigenti germanici e tutti gli organi statali in genere sono oggi presi da una febbre di e.5pansione e di dominio illimitati e che gli organi esecutori sono, in questa situazione di spirito, portati a forzare la mano agli organi dirigenti, creando stati di fatto nuovi, che a loro volta richiedono nuove determinazioni da parte delle autorità dirigenti. Occorre anche tener conto che il carattere tedesco è portato a profittare di ogni possibile via di penetrazione per allargare il passo alle proprie realizzazioni, e che esso è tratto ad abusare della propria forza non appena percepisca da parte altrui una mancanza di reazione. Esso, invece, si lascia sempre imporre da una energica e calma resistenza e dalla logica delle argomentazioni. Questa constatazione vale pienamente nel campo politico. Non si può sperare dal tedesco una moderazione nella sua azione politica, ove essa non venga tempestivamente contrastata. Stati anche piccoli hanno potuto ottenere molto sapendo resistere e sapendo prospetlare le proprie necessità. La Bulgaria costituisce un esempio. La situazione attuale sembra imporre a/l'Italia, nei riguardi della sistemazione balcanica, un 'azione molto ferma, senza la quale potranno aversi gravi delusioni anche nella sistemazione futura, a cominciare da quella della zana di Suez. La via più indicata che oggi si presenta è quella di una chiara, diretta intesa tra il Duce e UFiihr(!r, nella quale vengano prospettate chiaramente le nostre necessità, i nostri sacrifici e le nostre a.spirazioni. Tali eventuali intese dovrebbero essere fissate, nel modo più opportuno, per iscritto. Ove ciò non avvenga esse sono destinate ad essere deforma te e in gran parte mod(ficate a vantaggio della Germania ad opera dei collaboratori del Fiihrer. È da tenere presente che la Germania si rende ben conto della importante funzione che l'Italia assume per lo sviluppo e per l'esito della guerra. L 'Italia è pertanto in condizioni di far valere chiaramente i propri diritti, i quali si appoggiano ai sacrifici che essa sostiene e alle prove di tenacia e di valore che le nostre truppe hanno saputo dare, anche quando la fortuna delle armi è stata contraria. Altrettanto nei riguardi del popolo italiano il quale ha dato prova di una serenità, di una fiducia superiore a quelle del popolo stesso tedesco, che pure ha avuto la soddisfazione di assistere a una serie ininterrotta di annessioni e di occupazioni. Occorre che la Germania non consideri l'Italia come una semplice ausiliaria e non consideri il territorio italiano come una semplice piatlaforma per le sue operazioni. Occorre infine che di fronte alle naturali aspirazioni


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dell'Italia la Germania riconosca all'Italia tullo lo spazio vitale cui essa ha diritto, senza alcuna considerazione di carattere nazionale per quelle scarse aliquote che dovessero essere incorporate o controllate dall'Italia, così come è avvenuto da parte tedesca nel Protettorato, in Polonia ed ora anche nella Slovenia. Si tenga presente, per il caso che una soluzione analoga si rendesse necessaria, che la Germania ha costituito nella Slovacchia, pur così ridotta nei suoi confini, un'ampia zona militare nella quale essa ha libertà piena di dislocare truppe e di erigere fortificazioni. Tutta la Dalmazia e tutta la zona costiera adriatica in generale con un ampio retroterra necessario per una zona addossata al mare dovrebbero in ogni caso essere costituite in zona militare di pertinenza dell'Italia". Lo smembramento della Jugoslavia scalena gli appetiti dei suoi vicini. La nuova sistemazione balcanica compare in un appunto del generale Maurizio Lazzaro dc Castiglioni, membro della delegazione per i nuovi previsti con fini t57 >. La Germania annette tutta la Slovenia orientale (e non la sola zona di Marburg/Maribor, come pareva in precedenza). Il resto della Slovenia sarebbe incorporalo dall' llalia come provincia autonoma e avrebbe in comune col regno moneta e dogane. La provincia di Fiume s'ingrandirebbe nel retroterra e con le isole del Carnaro. La Dalmazia, da Segna a Cattaro e dal litorale alle Dinariche, sarebbe annessa all'Italia con uno speciale regime politico-amministrativo che favorirà la pacifica convivenza d'italiani e slavi. Il Montenegro e il Kosovo verrebbero aggregali ali' Albania, il primo con regime autonomo. La Croazia comprenderebbe anche la Bosnia e l'Erzegovina, con sbocchi al mare Fiume-Sussak e Ragusa. Ungheria, Romania e Bulgaria rivendicano, rispettivamente: - il Banato jugoslavo; - la parte di Banato jugoslavo fra il Tibisco, il Danubio e l'attuale confine romeno; inoltre, il territorio serbo compreso tra i fiumi Danubio, Timok e Morava; - la Macedonia cd il territorio sud-orientale serbo fra la Morava e il Timok. Se nel riassetto delle regioni meridionali della Jugoslavia venissero accolte integralmente le aspirazioni massime della Bulgaria, della Romania e dell'Albania, le frontiere albanese e romena risulterebbero separate da una striscia di territorio serbo compresa tra i 50 e i 100 km. Potrebbe quindi


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generale J:.fisio Marras

porsi il problema dell'abolizione di questo corridoio ripartendolo fra Albania, Bulgaria e Romania. Ciò presenterebbe soprattutto il vantaggio di separare la Bulgaria dalla Serbia, incuneando fra loro territori soggetti a potenze non slave . "Con un opportuno scambio di popolazioni nel corridoio sopraddetto potrebbero essere allontanati da esso gli elementi serbi e a{lirati invece nel territorio stesso elementi macedo-rumeni". (Il furore di Hitler per il "tradimento" di Belgrado può ora placarsi!). Logico corollario della campagna di Grecia, l'occupazione di Creta <5~>. La direzione dell'operazione è assunta dall'aeronautica: evidente l'intenzione di Goring di compensare con ciò la diffusa delusione del mancato sbarco in Inghilterra, che lo stesso maresciallo aveva dato per sicuro nell'autunno scorso. Il corpo di sbarco comprendeva 20 battaglioni, di cui 4 di paracadutisti. Le operazioni, iniziatesi il 20 maggio, si sono concluse in IO giorni con l'occupazione di tutta l'isola. La tenace resistenza inglese ha reso particolarmente difficile la conquista delle zone di atterraggio. Il successo è stato assicurato dalla capacità tattica delle trnppe sharcate e dal costante afflusso di rinforzi, mentre i trasporti marittimi erano protei.li dalla marina italiana. Altro elemento importante per la riuscita dell'operazione è stato l'impiego a massa delle due aviazioni alleate contro le forze navali inglesi. L'impossibilità poi di utilizzare i campi di Creta ha costretto gl'inglesi ha rinunciare all'aviazione da caccia. "L'operazione segna senza dubbio un brillante successo del/e forze annate tedesche, anche per la rapidità con la quale s'è svolta. La riuscita... è dovuta all'accurata preparazione, all'organizzazione e alla tenacia dei reparti".

(1) Renzo Du f'ELtCJJ, Mussolini il duce - Lo staio totalitario 1936-1940. Torino 1981, p . 785; Galeazzo C!ANo, Diario 1937-1943 , Milano 1980, p. 421. (2) MAH - DDI, lX/4, documento 567, pp. 442-445. (3) 12 14/ A - 24 luglio 1940 (AUSSME 42/3) . (4) 873/A/284 - 11 giugno 1940 (AUSSME 46/ 5). (5) C/32962/74 - 17 giugno 1940 (AUSSME 46/9) . (6) MAE - DDI, IX/ 5, documento 91, p. 74 . (7) 1107/A/356 - 7 luglio 1940 (AUSSME 46/ 5). (8) 1110/A/358 - 8 luglio 1940 (AUSSME 46/ 5). (9) C rANo, /Jiario cit., p. 457. (10) 1555/A - 31 agosto 1940 (AUSSMl::ì 43/2)_ (li) MAE - DDI, JX/5, documento 506, p. 490. (12) 2340/PP - 6 settembre 1940 (AUSSME 50/ 3). (13) MAE - ODI, IX/6, documento 289, pp. 270-272.


L 'il/u,ium: de{{a guerra parallela

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1986/ A - 21 ottobre 1940 (AUSSME 43/2). MAE - DDI, IX/5, documenlo 719, p. 690. 2218/A - 18 novembre 1940 (AUSSME 43/2). 2434/ A - 12 dicembre 1940 (AUSSME 43/2). (18) AUSSME 44/8. (19) AUSSME 46/1 o 48/2 (2648/A - 4 gennaio 1941), con allegata lettera di Mussolini a Cavallero (senza numero - IO.I.XIX). (20) Prnmemoria 120 - 14 dicembre 1940 (AUSSME 43/2). (21) CIANO, Diario <.:it., p. 490. (22) Senza numero . 23 dicembre 1940 (AUSSME 4 11/10). (2,) AUSSMF. 43/2. (24) Resoconto dei colloqui a firma del generale Gandin, addetto al comando supremo italiano 4 gennaio 1941 (AUSSME 44/10). (25) Marras parfo invece Ji "un reggimento di cacciatori da montagna e due battaglioni pionieri, con numerosa arriglieria" (MAE - DD1, lX/ 6, documento 415, p. 405). (26) MAE - DDI, IX/6, documento 415, p. 405. (27) MAE - DDI, IX/6, documenlo 383, p. 379; 5079/0P - I gennaio 1941 (AUSSME 46/10). (28) 2605/A - 2 gennaio 1941 (AUSSME 46/1). (29) AUSSME 46/ JO (12 gennaio 1941). (30) 5431/0P/3 - 13 !,w uuaio 1941 (AUSSME 46/ 10). (31) 26/A - 13 gennaio 1941 (AUSSME 46/ 1). (32) AUSSMH 44/1 1 (19 gennaio 194 1). (33) Il comando supremo tedesco aveva pensato d'inviare in Albania un "corpo da m(mlagna" (ùut: divisioni e lruppe ùi wrpo d'armala). (34) La "fiducio nel tracollo" era già stata causa cli tanti dolori all'inizio della campagnu (N.d.A.). (35) AUSSME 44/ 3 (20 gennaio 1941). (36) 468/ A - 7 fehhraio 1941 (AUSSME 46/ 1). (37) Un colpo cli slalo aveva portato al pulere nel sellembre 1940 il generale Jon Anlonescu, che nel gennaio 1941 assume poteri dittatoriali con il titolo cli conducator. (38) 601/A - 13 febbraio 194 1 (AUSSME 46/1). (39) 680/ A · 18 febbraio 1941 (AUSSME 46/ 1). (40) 848/A - 28 febbraio 1941 (AUSSME 46/1). (41) 957/ A - 5 marzo 1941 (AUSSME 46/1 e 48/2). (42) 1314/A - 22 marzo 1941 (AUSSME 46/1). (43) Senza numero - 28 marzo 1941 (AUSSME 46/1). (44) 1429/A - 27 marzo 1941 (AUSSME 46/ 1). (45) 4/M - 15 aprile 194 1 (MAH - Dl)I , LX / 6, documento 907, p. 845; AUSSME 46/ 1). I due testi presentano qualche diffonnità non sostanziale. (46) 6/ M - 15 aprile 1941 (AUSSME 46/1). (47) Vedasi nota (45) . (48) 3196/561- 16 aprile 1941 e 12625/516 -16 aprile 1941 (MAE- ODI , IX/ 6, documenti 915 e 916, p. 854). (49) 180/S - 2 1 aprile 194 1 (AUSSME 47/5); il telegramma è a firma dell'addetto militare aggiunto, colonnello Badini. (50) 2453/A - 27 maggio 194 1 (AUSSME 48/2). (51) 7/ M bis - 24 aprile 1941 (AUSSME 46/ 1).


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(52) (53) (54) (55) (56) (57) (58)

Il generale Efisio Marras

204/ S - 29 aprile 1941 (AUSSME 47/5). Aktennotiz - 18 luglio 1941 (AUSSME 46/1). Senza numero - 30 aprile 1941 (AUSSME 46/1).

Ioànnina. Probabilmente Marras intende "il Pindo". AUSSME 47/ 5. 2584/ A - 6 giugno 1941 (AUSSME 46/ 1).


Allievo dell'accademia militare di Torino (1906).


Modena, 8 gennaio 1936. li gen erale Vacca Maggio lin i, coma n dante d el corpo d'arma-

t a di Bo lo gna , pass:, .in ra ssegn a il 6° reggimento artiglieria d i co r po d 'a rma la, co man dalo dal co lon ne llo Marras, in occasione de l la consegna dello stenda rdo.


Mor/r,: na, 8 f!,P. 11.1111in J<Hfi. Il colonrw ll n M:irra s r ic,~v,' lr, s l,~ud ,ndu.

Modena, 8 gennaio 1936. Un parlico lare <lella ce i-i monia di consegna dello s tendardo.


Vis ita in Ccrmania de l g:crw r a le 13ais lrncc hi (... "Dracula"). 1937

Visita in Italia del maresciallo von Blom beq.:;, minis l rn delle forze annate del Reic h (1937).


Manovre annuali della Wchrn1acht m Mec lernburgo e Pomerani.a ( 1937).

Le fortific azio ni tedesche alla frontiera occidentale (1938).


4'i'i"1.1t, .

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'

Le fortifi cazioni tedesche a ll a fro ntiC'rn occidenta le (19.18).

Marzo 1938. Marras e gli altri addelli mi li lari accreditati a Kaunas (all'e poca, capita-

le della Lituania).


Marz.o 1938. Cerimonia militare a Kaunas (Lituania).

Kaunas (Liluania), sellembre .1938. Cl.i addetti mi li l ai-i es le1-i ass islono ad una rivista

militare.


Monaco, 16 giugno 1938. Con l'uniforme in disordine.


Hannover, li luglio JY38. Vis ita in Gernrnn ia d'una de legaz ion e rni lil are italiana. Da si ni stra: tenente colonnello l'eJu11i, generale Marras, ge nera le Vo.lk, gene ra le Par.inni (capo di s tato maggiore del r egio e::serc ilo), lene nte colonne ll o R e.

Visita in Germania de l generale Pariani (.luglio 1938). Omaggio al sacrario sulla UnLer den Linden (Ilerlino).


Visita in c._,cnnania d e I genera le Pa r-ia lii. (luglio 1938).


Visita in Germania del generale Pariani (luglio 1938).


Berch tesgaden, febbraio 1939. ll principe di P.icrnontc e il Fiihrci-. Tn secondo piano, Marra s (in abito borghese).


Mizda (T,ibia), 27 oLLobre 1939. Capo di stato maggiore della 5 • armata, comandala dal generale ILalu Gariboldi.


\

. \8llra? \ .

\

Mi zda (Libia), ollohre 1939. Con i g en erali Galli na (al centro) e Gal"ibo ld i, comandante de lla 5" armala.


Berlino, .1940. Generale di divisione.


Ri lrnllu di Marras eseg uilo d a w1 compagno d i de tenzione nel carce r·e di Verona (1944).


LA SITUAZIONE POLITICO-MILITARE ALLA FINE DEL 1940

Col mancato sbarco nelle isole britanniche si chiude in ottobre il primo ciclo delle operazioni tedesche, sviluppato sulla base d'un piano di guerra prestabilito <1>. Questo contemplava, nelle sue linee generali: - la rapida eliminazione della Polonia; - un'importante offensiva a occidente, attraverso Olanda e Belgio, diretta ad abbattere la resistenza nemica sul continente e a conquistare una base di partenza contro le isole britanniche; - l'occupazione delle isole stesse, alla quale avrebbe aperto la via il sicuro successo dell'arma aerea. Le tre fasi di questo ciclo operativo si sono svolte finora con un'alternanza di operazioni fulminee c <li lunghi periodi di preparazione. Gli alleati, impreparati, non si sono sentiti d'attaccare la Germania mentre era ancora impegnata in Polonia e per parte sua la Germania, sperando nella pace dopo il crollo polacco, ha differito con successivi rinvii l'offensiva al fronte occidentale fino al maggio I 940. In quest'attesa s'è inserita l'operazione contro la Norvegia, non contemplata nel piano iniziale, ma resasi indispensabile sia per prevenire gli alleati sia per assicurare alla Germania una base più ampia contro l'Inghilterra. Le operazioni, condotte con vigore e grande audacia, sono state coronate sul continente da un successo completo, più ampio e rapido di quanto previsto. Le operazioni contro le isole britanniche, invece, devono considerarsi in certo modo fallite, per effetto del mancato sbarco in Inghilterra. I fatti hanno così dimostrato che la lunga attesa tra occupazione della Polonia e inizio dell'offensiva alla fronte occidentale è stata vantaggiosa per la Germania, perché meglio utilizzata ai fini delle fabbricazioni di guerra, della fomrnzione di nuove entità, dell'addestramento e della minuta preparazione delle complesse operazioni. È lecita invece la domanda se non fosse preferibile tentare lo sbarco in Inghilterra subito dopo l'armistizio con la Francia, per profittare della grande crisi determinata dal rapido crollo del fronte occidentale e dalla disastrosa ritirata inglese. Caduta in ottobre la speranza di occupare a breve scadenza le isole britanniche, s'è imposta alla Germania la necessità di riprendere in esame il problema della condotta della guerra.


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Il getwrale Efisio Marras

Il bilancio di questa prima fase della guerra per la Germania vede ali'attivo: la liquidazione della Polonia; l'occupazione di Danimarca e Norvegia; la sconfitta di Olanda, Belgio e Francia metropolitana; l'intervento dell'Italia. Qucsli risultati si traducono, agli effetti del proseguimento della guerra: - nell'eliminazione d'ogni resistenza militare sul continente europeo; - nel controllo diretto o indircllo del continente stesso - salvo la Russia - nel campo politico e in quello economico; - nel possesso d'un'ampia base d'operazione per il proseguimento delle operazioni conlro l'Inghilterra (facciata atlantica europea - salvo le coste iberiche - e retroterra corrispondente); - nell'utile contributo dell'Italia, particolarmcnlc nel settore navale, per il richiamo d'un'imponente massa di forze inglesi verso il MediLerranco e il nolevolc allungamento delle comunicazioni tra isole britanniche e oriente. Va nno per conlro registrati al passivo: anzitutto, il mancato sbarco in Inghilterra; - il ma ncato controllo dei territori coloniali francesi; - le concessioni che la situazione ha imposto di fare ai sovietici (occupazione d'una parte notevole della Polonia, degli stati baltici e di alcune basi finlandesi), ciò che ha determinato una loro sensibile avanzata nel Baltico; - i dannosi riflessi che il mancato sbarco in Inghilterra ha avuto sulle operazioni e sulla situazione militare dell'llalia, come pure sull'atteggiamento degli stati neutrali e anche su quello degli stati vinti. Questo bilancio è largamente attivo, perché la Germania s'è assicurata cospicui vantaggi in vista di fuLure operazioni e disponibilità di materie prime e d'impianti industriali per il proseguimento della lolla. Le vittorie militari hanno assicurato alle armi tedesche un grande prestigio che il Fiihrer tenta di salvaguardare ad ogni costo. La tesi ufficiale, sostenuta dall'alto comando e diffusa dalla propaganda tedesca, è che la Germania considera la guerra già vinta. Nella realtà, invece, occorre: occupare l'Inghilterra; - spezzare la resistenza dell'impero britannico; - vincere prima che l'America intervenga e la Russia si schieri dalla parte del nemico. L'occupazione dell'Inghilterra è il problema che maggiormente assilla l'alto comando e anche l'opinione pubblica tedesca, la quale sente che il


La situazione politico-militare alla fine del 1940

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mancato sbarco nell'autunno scorso ha costituito sostanzialmente uno scacco. Le direttive che regolano attualmente le operazioni militari contro le isole britanniche sono le seguenti: - persistere nel bombardamento aereo, concentrando l'azione sui grandi centri industriali e portuali; - intensificare la guerra al traffico; - tenersi pronti a uno sbarco, appena si presentino condizioni favorevoli (quasi totale distruzione dell'aviazione da caccia britannica e paralisi della flotta). Non sono altrettanto chiare le previsioni circa il tempo occorrente a realizzare questo risultato. Oggi non si è in condizione di prevedere l'epoca anche approssimativa dello sbarco; fino alla prossima primavera non potranno verificarsi le condizioni atmosferiche indispensabili, cioè una successione di giorni favorevoli, anche per la relativa leggerezza di numerosi mezzi di traghetto impiegati. Per quanto riguarda la guerra al traffico, si ritiene che per esaurire l'Inghilterra sia necessario raggiungere e mantenere le 800.000 tonnellate mensili di naviglio affondalo. Le cifre rdalive agli ultimi mesi sono particolarmente basse. 11 lonnellaggio totale affondato può ritenersi di circa 3 milioni sui 21 milioni circa di cui disponeva l'Inghilterra. Si calcola a IO milioni quello occorrente alla Gran Bretagna per assicurare i rifornimenti strettamente indispensabili . L'atteggiamento dell'America diventa sempre più ostile. Il suo contributo diretto all'Inghilterra di materiali d'armamento non viene ritenuto finora in Germania molto sensibile, ma potrà aumentare rapidamente nei prossimi mesi. L'alto comando ritiene che un intervento diretto degli Stati Uniti possa verificarsi nel 1942. I ,e possibilità operative che si aprono alla Germania, oltre a quella contro le isole britanniche, non erano state inizialmente messe a calcolo dal comando tedesco. Mancato lo sbarco in Inghilterra, si è dovuto provvedere con disposizioni di triplice ordine: sicurezza alla frontiera orientale; adattamenti politici nei riguardi della Francia; operazioni nel Mediterraneo. I sovietici hanno tratto cospicui vantaggi di carattere territoriale e accentuato l'espansione verso occidente, che la Germania aveva sperato di contenere nell'ambito dei territori polacchi ceduti. Le condizioni imposte alla Finlandia hanno segnato per la Russia un notevole progresso nel Baltico e, con la costruzione della nuova ferrovia settentrionale, una possibilità di


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li generale Efisio Marras

sbocco sulla costa atlantica. L'occupazione degli stati baltici ha costituito una nuova avanzata verso occidente, mentre quella della Bessarabia e della Bucovìna settentrionale ha determinato un sensibile passo verso sud in direzione del tradizionale obiettivo degli Stretti. Fin dai primi accenni di questa espansione, la Germania è corsa ai ripari mediante: - trasferimento di numerose grandi unità in Polonia e nelle regioni orientali del Reich; - concentramento d'un corpo alpino nella Norvegia settentrionale, a immediata portata della direttrice di espansione settentrionale: - appoggio politico e rifornimento d'armi alla Finlandia e invio di truppe destinate a organizzare la linea di tappa artica; - costruzione, iniziata da qualche mese e spinta attivamente, d'un vallo difensivo orientale; - intervento militare in Romania. In tal modo la Germania, presente in forze in corrispondenza di ciascuna delle principali direzioni d'avanzata sovietiche, si prefigge soprattutto d'esercitare una pressione politica sulla Russia per mantenerla nell' orbita delle attuali relazioni. Nella sostanza, i rapporti fra i due stati sono dominati da reciproca diffidenza e dall'intendimento sovietico di trarre il massimo profitto dall'attuale congiuntura. Circa le relazioni con la Francia, il prolungamento della guerra ha creato una situazione delicata nei riguardi delle colonie francesi, particolarmente nordafricane, il cui controllo è finora assai problematico e il cui atteggiamento è più che mai ince~to e pronto a risentire i contraccolpi delle operazioni italo-britanniche. Teoricamente, la Germania tiene in pugno la Francia perché può occuparne il rimanente territorio al primo cenno; praticamente, tale occupazione non potrebbe impedire una secessione delle colonie, il cui apporto alla causa britannica sarebbe notevole, specialmente se la guerra si prolungasse e le forze britanniche dell'Egitto potessero collegarsi con quelle francesi. L'Africa intera verrebbe controllata dall'Inghilterra, ciò che avrebbe particolare importanza in caso d'intervento del\' America. Questa situazione impone alla Germania particolari cautele nelle relazioni con la Francia e non è priva di riflessi sull'atteggiamento della Spagna. L'importanza del teatro di operazioni mediterraneo non è stata in passato adeguatamente valutata da parte del comando tedesco, il quale non s'è reso conto inizialmente della sua funzione nei riguardi dell'impero britannico e delle difficoltà che presentavano operazioni contro l'Egitto. Ciò


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anche perché s'è fatto troppo affidamento sul rapido successo delle operazioni contro le isole britanniche. Soltanto quando divenne manifesta l'impossibilità di chiudere la guerra prima dell'inverno, il comando tedesco considerò tale stagione propizia per svolgere operazioni in Egitto, giungere al Canale e cacciare l'Inghilterra dal Mediterraneo. Guidata in gran parte dall'idea di non essere assente nell'importante zona del canale di Suez, la Germania offriva allora (si era nel mese di settembre) il concorso d'una divisione corazzata per l'offensiva in Egitto. Un intervento nel Mediterraneo non può manifestarsi che attraverso le tre penisole sud-europee. Le tre direttrici vengono tutte sfruttate nelle concezioni operative germaniche. Attraverso la penisola italiana quest'intervento è già in atto con un concorso aero-terrestre alle nostre forze, avente lo scopo d'esercitare un più efficace controllo sul Mediterraneo centrale, rendere più difficile il movimento delle forze navali e dei convogli britannici e mantenere il possesso almeno parziale della Libia, per impedire il congiungimento delle forze inglesi col Nordafrica francese e conservare una testa di ponte per una futura eventuale ripresa delle operazioni offensive contro il Canale di Suez. Rientra nello sfruttamento di questa direttrice la ventilata occupazione di Malta. Attraverso la penisola balcani<.;a l'intervento tedesco può ugualmente dirsi già in atto con l'inizio dei trasporti di truppe verso la Romania e l'invio di unità da montagna in Albania. Tale intervento è stato affrcttato dallo sviluppo delle nostre operazioni contro la Grecia, ma era già nel pensiero dell'alto comando tedesco, il quale desiderava peraltro raggiungere gli obiettivi più metodicamente, con un'abile preparazione politica. La manomissione della Romania era soltanto la prima tappa di quest'azione sistematica. La Germania punta ora risolutamente al possesso di Salonicco e dello sbocco all'Egeo e spera d'attirare la Turchia nel proprio gioco facendo assegnamento sull'elemento militare. Per il momento non si pensa d'agire contro la Turchia, ma tutto dipenderà dall'atteggiamento della Russia, alla quale la Germania vuole impedire l'occupazione degli Stretti. Per l'avvenire potrebbe profilarsi la possibilità d'un'operazione in grande stile verso il canale di Suez attraverso l'Anatolia e forse anche verso altri obiettivi del vicino e medio oriente. Ma al riguardo è prematura ogni considerazione. L'azione attraverso la penisola iberica mira a risolvere in primo luogo la questione di Gibilterra. Questa operazione è stata già accuratamente studiata, i procedimenti d'attacco sperimentati e perfezionati e l'addestramento dei reparti particolarmente curato. All'attuazione dell'operazione sembrano mancare finora le condizioni politiche occorrenti nei riguardi della Spagna. Ma l'operazione verrà a momento opportuno condotta di sorpresa. E l'occupazione di Gibilterra, oltre che contribuire alle operazioni nel


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Il generale Efisio Marras

Mediterraneo, può aprire la via al controllo effettivo del Marocco francese e forse all'occupazione per via di terra di alcune vecchie colonie tedesche . .In sintesi: - i piani operativi tedeschi avevano previsto il rapido schiacciamento dell'Inghilterra e la sollecila occupazione delle isole britanniche, quando le operazioni sul continente avessero dato alla Germania il possesso delle coste della Manica. Per il soffocamento della resistenza inglese si faceva assegnamento sull'azione aerea, che all'atto pratico non s'è invece ~imostrata risolutiva; - la mancata occupazione delle isole britanniche ha posto la Germania nella necessità di affrontare il prolungamento del conflitto e di riprendere in esame la condotta della guerra; - nel momento atluale l'idea di spezzare la resistenza delle isole britanniche rimane ancora a base della condotta della guerra tedesca; si conta di raggiungere questo obiettivo con due mezzi essenziali: il bombardamento aereo e la guerra al traffico. Coronamento di questa azione combinata dovrebbe essere lo sbarco e l'occupazione delle isole. Interrogativo principale: tempo occorrente per giungere all'occupazione. Il fattore tempo assume una notevole importanza per entrambi i belligeranti anche se per considerazioni diverse; - nella condotta della guerra tedesca ba assunto importanza crescente in questi ultimi mesi l'azione conLro l'impero britannico e quindi le operazioni nel Mediterraneo, suo cuore. Obiettivi: Suez e Gibilterra. La guerra pertanto si allarga, imponendo anche alla Germania una lotta su più teatri di operazioni. Di qui la 1!ecessità d'un coordinamento con le operazioni italiane (a breve scadenza, l'occupazione della Grecia e il consolidamento delle posizioni in Libia). A scadenza indetenninata, l'occupazione di Gibilterra. Gli sviluppi successivi dovranno puntare al Canale di Suez. Nel contrasto fra la grandìosità dei risultati militari già raggiunti e la loro insufficienza ai rin i della sollecita vittoria stanno le difficoltà e le contraddizioni della situazione.

(1) 59/A· 15 gennaio 1941 (AUSSME 46/1) e MAE- ODI, IX/6, documento 469, pp. 465-471.


DRANG NACH OSTEN

Agl'inizi del 1941, la Germania mantiene uno stato di diffidente vigilanza armata verso la Russia, il cui comportamento è giudicato "molto equivoco e, in sostanza, determinato ... dal desiderio di trarre il massimo profitto dalle presenti contingenze"< 1>. Le notevoli forze schierate in Polonia, nella Prussia Orientale e in Norvegia sono ritenute necessarie per esercitare la dovuta pressione sui sovietici. Lo stato maggiore tedesco calcola di poter intervenire rapidamente, ove si renda necessario, con una massa di 130 divisioni. Il 21 aprile, l'addetto militare italiano a Bucarest (colonnello Corrado Valfrè di Bonzo) esprime la convinzione che " non sia lontana" un'azione tedesco-romena contro l'Unione Sovietica in concomitanza con operazioni di grandi unità germaniche provenienti dalla Polonia<2>. li 7 maggio , Marras parla apertamente di "azione contro Russia che si sarebbe incerti se iniziare prossima estate aut rinviare anno venturo" <3>. In risposta all'asserito aumento di forze russe, la Germania ha rinforzato la copertura lungo I.a frontiera inviandovi buona parte delle divisioni corazzate e motorizzate al termine delle operazioni in Jugoslavia e Grecia. li piano contro la Russia prevederebbe una campagna della durata di due mesi e mezzo, tra luglio e settembre, con obiettivi Leningrado, Mosca e tutta l'Ucraina. Si vuol occupare quest'ultima regione subito dopo la mietitura del grano e prima che questo sia distribuito in altre parti interne della Russia. L'azione tenderebbe a: migliorare la situazione alimentare tedesca ed europea; facilitare l'afflusso di materie prime; "frantumare" il futuro alleato delle potenze anglo-americane; stroncare definitivamente il pericolo comunista. "Azione contro Russia est vecchio sogno di Hitler sviluppato Mein Kampf che ha avuto solo inizio con occupazione Polonia". Il 30 maggio, il rapporto di Marras tratta degl'intendimenti della Germania nei riguardi della Russia <4l, La voce d'un'azione militare tedesca è alimentata dal concentramento crescente di forze terrestri e aeree verso il confine sovietico. Sarebbero in corso o imminenti trattative, appoggiate dall'efficace argomento di questo schieramento. Obiettivo essenziale della Germania sarebbe eliminare definitivamente ogni minaccia da oriente e soprattutto assicurarsi rifornimenti alimentari e materie prime, mettendo le mani


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Jf generale t.fisio Marras

sul ricco territorio dell'Ucraina e probabilmenle anche sul bacino petrolifero del Caucaso, come pure assumendo il controllo delle comunicazioni russe. Il contegno della Russia nei riguardi della Germania s'è dimostrato finora abbastanza equivoco, nonostante tutte le dichiarazioni e l'indifferenza con la quale i sovietici hanno incassato alcuni colpi recenti. Nella sostanza, peraltro, l'atteggiamenlo sovietico è ostile e tale ostilità s'è manifestata soprattutto ogni qual volta la Russia ha potuto, pur atlcnendosi alla lettera dei trallali, agire contro la Germania evitando un suo immediato intervento. Da buona fonte è stato assicurato che il Fuhrer è adirato per tale contegno e rimprovera alla Russia: - l'assorbimento delle province baltiche, che non sarebbe stato contemplato chiaramente negli accordi dell'agoslo 1939; - l'annessione della Bessarabia; - ma, sopraltutlo, i mancati rifornimenti di cereali e materie prime. È evidente che l'eventualità d'un prolungamento della guerra oltre il 1941 melte in primo piano per la Germania il problema dei rifornimenti alimentari. Si propenderebbe verso una soluzione di forza, che liquiderebbe definitivamente "il comunismo e le forze armate bolsceviche" assicurando ai Ledeschi un nuovo strepitoso successo. Questa distruzione del comunismo potrebbe rappresentare agli occhi dell'Europa occidentale e anche in America, particolarmente in quella meridionale, un buon titolo a favore del nazismo ed eliminerebbe i pericoli d'espansione di questa ideologia in conseguenza del prolungarsi della guerra. Il desiderio di evitare, di fronte all'opinione mondiale, una nuova violazione d'un trallato d' amicizia non costiluirebbe grave ostacolo per una soluzione di forza. Per le eventuali operazioni contro la Russia la Germania dispone già attualmente in Polonia, nella Prussia Orientale e in Romania d'una massa valutata a 115 divisioni, rapidamente rinforzabilc con altre provenienti dal territorio del Reù:h. Alcuni mesi or sono, l'OKWprevedeva un impiego iniziale di 130 divisioni. · L'opinione prevalente calcola la durata delle operazioni in circa tre mesi, ma non manca chi ritiene un mese sufficiente a determinare il crollo militare bolscevico. Uno sviluppo rapido delle operazioni si basa sull'impiego a massa di forze corazzate e motorizzate e di aviazione, sfruttando la stagione asciutta : l'epoca utile può estendersi dalla metà di giugno fino agli ultimi di settembre. " Le decisioni al riguardo potrebbero così essere anche prossime". Il 2 giugno, un convegno al Brennero tra Mussolini e Hitler non apporta né nuove inrormazioni, né decisioni. È sintomatico, peraltro, che il verbale del colloquio Keitel-Cavallero, in quella medesima occasione, non accenni per nulla a possibili operazioni contro la Russia(S). Marras, presente


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all'incontro, non ha l'impressione che "i due grandi uomini abbiano parlato della Russia''. Egli sonda in proposito Mussolini, che sembra poco preoccupato e dell'opinione che "si stesse negoziando soddisfacentemente fra Germania ed URSS". Per il resto, Marras nota la solita nostra remissività di fronte agli alleati <6l. Nel rapporto del 5 giugno su '' Forza e dislocazione de/l'esercito germanico", Marras ritiene che il 75% delle forze tedesche sia in grado di partecipare, più o meno prontamente, a operazioni contro l'Unione Sovietica CTJ. Una nuova informazione telegrafica da Berlino, giunta la sera del 6 giugno, conferma che, mentre gli organi ufficiali tedeschi affettano una grande calma, l'imponente schieramento di forze mira a ottenere la capitolazione sovietica in via politica. Nel frattempo, però, altre forze sono spostate a oriente. Non è escluso che la situazione in atto possa durare ancora per due o tre settimane. Il 13 giugno telegrafa l'addetto militare aggiunto a Berlino (colonnello Badini)<8>. "Mi est stato per la prima volta ammesso che azione contro Russia ... est ... prossima. Data sarebbe tra 20 corrente et primi luglio''. Le 115 divisioni tedesche segnalate in precedenza sono diventate prevedibilmente 150. Il piano operativo prevede la rottura in pochi punti e la successiva penetrazione in profondità di unità corazzate e motorizzate: il grosso delle forze punterebbe da Cracovia su Kiev per isolare l'Ucraina da provenienze da nord; azioni concomitanti sarebbero dirette da Varsavia su Mosca e dalla Finlandia su Leningrado. "Questo stato maggiore non prevede che resistenza russa possa arrestare travolgente avanzata". In Slovacchia, Marras constata tutti i sintomi rivelatori d'un prossimo inizio della campagna('>>. Rientrato a Berlino, egli comunica che, secondo l'OKW, "azione contro Russia non est imminente"CW>. Si tratta evidentemente d' un tentativo di "depistaggio" da parte del comando supremo tedesco. Infatti, "trattative con Russia per soluzione pacifica sarehhero già da giorni finite con esito sfavorevole et non resta che ricorrere alla forza''. I russi hanno radunato la massa delle forze alla frontiera occidentale. L'azione contro la Russia consentirà di regolare pacificamente la questione del passaggio attraverso la Turchia e l'apertura degli stretti. La massa di prodotti ucraini e i petroli russi saranno così trasportati per mare in Romania e poi lungo il Danubio e attraverso gli stretti del Mediterraneo. 20 giugno: i giochi son fatti! L' OKW valuta le forze sovietiche a circa 192 divisioni (1'80% alla frontiera tedesca, il rimanente a quelle finlandese, ungherese e romena). I tedeschi sono al corrente dell'intenzione italiana di partecipare alle operazioni con un corpo d'armata. Secondo Jodl, esso ''potrebbe utilmente inserirsi fra forze rumene et forze ungheresi evitando così diretto contatto due nazionalità contrastanti" 01 >.


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TI generale Efisio Marras

La sera del 21 giugno, alle 18.30, Marras telegrafa che la fase decisiva della tensione è giunta all'apice: Hitler sta per ricevere l'ambasciatore sovietico 02i. Esiste ancora un filo di speranza per un'improbabile capitolazione russa, mal conciliabile con tutto l'apparato bellico delle due parti. Alle 19.30, nuovo telegramma da Berlino che annuncia l'invio d'una lettera di Hitler a Mussolini e l'accettazione tedesca della presenza d'un corpo di spedizione a rappresentare l'Italia su quello che viene già definito il "fronte

russo" . Alle 21.30, Cavallero, sulla base d'una telefonata di Marras, comunica al duce che "vi è possibilità per domani verso oriente"< 13l. Alle 3 del 22 giugno Ciano riceve la lettera di Hitler e ne informa telefonicamente Mussolini che si trova a Riccionc 04l. Il Fi.ihrer dà notizia all'alleato delle sue decisioni nel momento stesso in cui le sue truppe iniziano le operazioni. L'offerta italiana d'un corpo di spedizione è accolta "col cuore colmo di gratitudine", ma "vi sarà abbastanza tempo per poterla realizzare dato che, in un teatro di guerra tanto vasto, l'avanzata non potrà avvenire dappertutto contemporaneamente. L'aiuto decisivo, Duce, to potete però sempre fornire col rafforzare le vostre forze nell'Africa settentrionale, possibilmente anche volgendo lo sguardo da Tripoli verso l 'occidente, col costituire un contingente per ora sia pure piccolo, che in caso di violazione dei trattati da parte francese possa marciare in Francia, ed infine con l'intensificare la guerra aerea e ove possibile quel/a dei sottomarini del Mediterraneo". In sostanza, una lezione di strategia nemmeno tanto velata: l' Italia non disperda le sue forze, alla Russia penso io! La nota del ministero degli esteri del Reich sulle relazioni germanosovietiche mette in luce i frequenti e gravi contrasti che hanno tormentato l'artificioso patto di non aggressione e sui quali entrambi i governi, ciascuno per proprio interesse, avevano tentato di stendere un velo0 5J. A base degli accordi era posta una delimitazione delle sfere d'interesse, per la quale il governo del Reich rinunziava a ogni influenza in Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Bessarabia e consentiva l'annessione alla Russia del territorio ex polacco fino alla linea Narew-Bug-San. Inizialmente, la Lituania era stata considerata come zona d'interesse tedesco, ma, su richiesta di Mosca, Berlino vi aveva rinunziato, sia pure a malincuore, ad eccezione d'una striscia di territorio adiacente al confine con la Prussia Orientale. La nota lamenta che i sovietici abbiano in seguito annesso tutti gli stati baltici, compresa la striscia di territorio lituano: di fronte al fatto compiuto, la Germania aveva ceduto per amore di pace. Contrariamente agli accordi, i sovietici avevano occupato non solo la Bessarabia, ma anche la Bucovìna settentrionale, territorio della vecchia co-


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rana austriaca, che non aveva mai appertenuto alla Russia. Le obiezioni tedesche non avevano avuto effetto. Le violazioni di Mosca agli accordi sottoscritti sono così indicate: - propaganda disgregatrice e organizzazione di atti di sabotaggio nel Protettorato e nei territori occupati; - organizzazione di centrali di spionaggio in Germania e nei territori occupati; - incitamento, in pieno accordo con l'Inghilterra, del colpo di stato in Jugoslavia. Elemento decisivo per l'intervento tedesco sono stati gl'imponenti armamenti sovietici, che hanno assunto alla frontiera orientale del Reich un carattere offensivo, raggiungendo l'equivalente di circa 160 divisioni, con particolare concentramento nelle province baltiche (650.000 uomini). Annota Marras a margine che, per successiva ammissione dell'OKW, le forze sovietiche nelle province baltiche erano state sopravvalutate. Nei colloqui Keitel-Cavallero del 2 giugno al Brennero, l'argomento "Russia" non era stato nemmeno acccnnato(l 6 >. Venti giorni più tardi, le ostilità sono iniziate di sorpresa, senza ultimatum e senza rottura delle trattative in corso< 17>, su tutta la fronte dal Baltico ai Carpazi ed anche in Finlandia. In Romania, le operazioni tarderanno una dozzina di giorni. Le truppe tedesche sono ripartite in tre gruppi d'esercito (Heeresgruppe< 18>): - nord (maresciallo von Leeb), che agisce dalla Prussia Orientale verso le province baltiche, in concorso con grandi unità operanti dalla Finlandia su Leningrado; - centro (maresciallo von Bock), dalla Polonia settentrionale verso Mosca; - sud (maresciallo von Rundstedt), dalla Polonia meridionale in direzione di Kiev, per determinare il cedimento della fronte sovietica in Bessarabia e facilitare così l'avanzata dalla Romania. Circa la durate delle operazioni, gli ottimisti parlano di un mese, la maggior parte di due-tre mesi.

"Dalla soluzione radicale del problema russo la Germania attende ulteriori ripercussioni su/l'atteggiamento della Turchia, un acceleramento nell'intervento della Spagna e in definitiva una notevole facilitazione per la soluzione delle operazioni nel Mediterraneo. Non si esclude che la scontata sconfitta sovietica possa riflettersi sull'atteggiamento degli Stati Uniti e sulla resistenza inglese. Non è da trascurare che la Germania rompe con molta soddisfazione i legami innaturali accettati col bolscevismo per necessità contingenti e riprende in pieno la sua funzione anticomunista, la quale costituisce una assicurazione nell'evenienza della guerra di lunga durata e può procurarle numerose simpatie nel campo neutrale".


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TI generale Efisio Marrus

La guerra era ''inevitabile, ... da lungo tempo nel pensiero del Fiihrer'', convinto assertore dell'esigenza di abbattere il comunismo<J9). Gli accordi dell'agosto-settembre 1939 erano un espediente politico per evitare la guerra su due fronti: troppe infatti le divergenze d'ideologia, interessi, obiettivi politici. Circoslanze determinanti del conflitto possono ravvisarsi: - nella tacita protezione tedesca della Finlandia, che pure era slata attribuita alla sfera d'influenza sovietica, obbligando la Russia vittoriosa a contenere richieste e annessioni territoriali; - nell'occupazione sovietica degli stati baltici e in particolare della Lituania, inizialmente riconosciuta di pertinenza tedesca; - nelle eccessive richieste di Molotov al Fiihrer nel novembre 1940 (Finlandia, Romania, Bulgaria, Bosforo e Dardanelli); - un progressivo aumento delle forze sovietiche alla frontiera occidentale. Queste ultime (da 160 a 180 divisioni), erano addensate in due salienti ("polacco" di Bialystok e "galiziano" di Lcopoli), con schieramento chiaramente offensivo. Le divisioni alleale contrapposte "possono valutarsi" a circa 226 (176 tedesche, 14 finlandesi, 7 ungheresi, 2 slovacche, 27 romene). I sovietici, di fronte al rapido aumento delle forze tedesche nell'ultimo mese, si sono trovati nell'impossibilità di trasformare lo schieramenlo in senso difensivo sia per non essere sorpresi in crisi di movimento sia per gl'inevitabili tempi lunghi dovuti alla scarsa efficienza dei lrasporti: hanno deciso perciò di attendere sul posto l'offensiva te.desca. Il brusco inizio delle operazioni, non preceduto da trattalive o richieste, ha conseguito in primo momento la sorpresa; peraltro, i sovietici si sono prontamente ripresi resistendo con combattività e tenacia e lanciando controffensive con grandi masse di carri. "Ciò deve attribuirsi in parte alla propaganda, in parte alla coercizione, in parte al vero fanatismo"( 20J. Non si hanno notizie sull'impiego delle numerose divisioni di cavalleria sovietiche. I russi hanno immesso nella battaglia carri anche da 52 tonnellate, ma inferiori a quelli tedeschi per qualità, addestramento e comando. I mezzi anticarro mancano al completo. I tedeschi hanno sfondato di sorpresa, proiettando poi in avanti unità corazzate e motorizzate destinate a penetrare profondamente nelle retrovie e ad accerchiare le masse avversarie. Dopo una settimana di combattimenti sono state conquistate Riga, Minsk e l'intera Galizia, causando all'avversario fortissime perdite di uomini e materiali. Il superamento dell'organizzazione difensiva sovietica, allestita in fretta dopo l'occupazione dell'autunno 1939, non ha presentato grandi difficoltà. I tedeschi dichiarano di essersi molto avvantaggiati dalla superiorità qualitativa dei loro carri e qualitativa e quantitativa di mezzi anticarro.


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Dopo un mese di operazioni, i tedeschi hanno progredito di quasi 600 chilometri superando due organizzazioni difensive che in qualche settore avevano carattere permanente; essi sono ormai vicini ai grandi obiettivi territoriali di Leningrado, Mosca e Kiev<21 >. Le perdite sovietiche ammonterebbero ad oltre il 50% dei carri e all'80-850/o dell'aviazione. Delle 190 divisioni, "almeno 60 devono considerarsi distrutte e 54 fortemente logorale". I risultati finora ottenuti sono certamente cospicui, ma per qualcuno inferiori alle aspettative, tenuto conto che già per la seconda metà d'agosto il comando supremo tedesco dovrà essere in grado di trasferire alla fronte atlantica la massa dell'aviazione e un'aliquota di forze terrestri. La resistenza incontrata è stata più tenace e meglio condotta di quanto si poteva presumere. Le unità sovietiche, anche se circondate, si sono difese fino all'esaurimento delle munizioni, favorite anche dalle vaste aree boscose. Inoltre, i russi hanno messo in campo una massa corazzata assai superiore a quella presunta; la trasformazione quasi totale delle divisioni di cavalleria in motomeeeanizzate ha costituito indubbiamente una sorpresa. Le operazioni tedesche mirano soprattutto a distruggere la maggior quantità possibile di forze nemiche e a metter mano sulle grandi zone industriali del Volga e sul petrolio caucasico, in modo da elimina re ogni minaccia da oriente. A metà del mese di luglio, Marras effettua un viaggio di cinque gio rni in Bielorussia <22l. Nella relazione, dedica alcune pagine a quello che chiama ironicamente "paradiso sovietico". "La città di Minsk ha mollo sofferto dal bombardamento degli aerei e dagli incendi, in parte provocati ... anche, secondo quanto mi è stato detto, dagli ebrei che rappresentano una buona percentuale degli abitanti. L a città si presenta come un misto di vecchie costruzioni di legno e di grandi fabbricati pubblici, in parte ancora in costruzione. Il più grande di questi fabbricali è un ed{ficio del partito comunista che conta ben nove piani; davanti ad esso era la statua di Lenin tutta di marmo nero, la quale è già stata abbattuta. Tutti questi edifici di nuova costruz ione sono di pessimo gusto architellonico. Il cattivo stato della pavimentazione stradale, l 'aspetto deteriorato del materiale tranviario rimasto abbandonato, la prevalenza delle vecchie costruzioni in legno e il sudiciume d(ffuso contrastano con le pretese dei grandi edifici. I negozi erano chiusi. Tra essi colpiscono alcuni dove si vendono profumerie e merci analoghe. Ho visto panetterie e negozi da calza/aio, tutti per altro con aspe/lo molto primitivo e poco invitante. Nella città si osservava grande movimento di popolazione che rientrava dai dintorni, dove evidentemente si era rifugiata durante il bombardamento. Le donne erano in numero prevalente; rari gli uomini; poche le persone


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di età avanzata. li vestiario degli uomini molto trascurato; tulli portano il berretto da ciclista. Le donne alquanto meglio vestite; ho veduto anche una ragazza con un cappello, mentre le donne vanno per la maggior parte senza cappello oppure con un fazzoletto, come le contadine. La maggior parte erano calzati, ma con calzature molto ordinarie. La popolazione della città in genere fisicamente deperita. Tutti si preoccupavano in quel momento di andare in cerca di acqua, data l'interruzione delle condotte idriche. Nelle case distrutte dal.fuoco colpiva l'abbondanza di lelli metallici corrispondente alla densità dell'occupazione delle abitazioni. Nelle campagne i raggruppamenti di case e di paesi si presentano come al tempo degli zar, costituiti esclusivamente da case in legno, generalmente molto vecchie. Tali abitazioni colpiscono oltre che per il sudiciume e per un tanfo caratteristico, per la scarsezza di mobilio e di stoviglie. Il mobilio è limitato generalmente a qualche lello di legno, a un tavolo e poche sedie; i lelli si presentano senza materasso; in una casa abitata ho visto che a guisa di materasso erano distesi sulle tavole di legno alcuni cenci residui di vecchi abiti. Le stoviglie sono rido/le a qualche secchio, qualche piatto e qualche bicchiere. Sulle pareti sono generalmente incollate immagini di Lenin e di Stalin e figure ritagliate dai giornali, ma in alcune di queste case visitate si può ancora osservare qualche icona e qualche immagine religiosa. La popolazione della campagna appare anch'essa costituita in maggioranza da donne le quali appaiono relativamente ben vestite; colpisce la frequenza di fazzvletti bianchi portati alla testa che sembrano regolarmente lavati. Le condizioni di nutrizione della popolazione della campagna appaiono buone, in particolare quelle dei bambini. La campagna appare coltivata ma alquanto trascurata. Per quanto mi è stato dato di giudicare, la maggior parte di questi terreni, che nella Russia Bianca non sono molto fertili, si presentava scadente nella qualità dei cereali prodotti. Naturalmente non appariva alcun limite di proprietà, salvo piccoli appezzamenti di terra intorno alle abitazioni, riservati per la produzione di verdura e di ortaggi, come pure il pollame di proprietà dei contadini. Non ho veduto molto bestiame nei prati, per quanto qualche ufficiale tedesco mi abbia assicurato che il bestiame bovino è abbondante; comunque si tratta di bestiame di qualità scadente. Altrettanto si dica dei cavalli che si vedono in numero molto scarso. Ogni tanto si vedono anche trattori agricoli abbandonati. Per quanto mi è staio detto non si è riscontrata finora alcuna malattia epidemica; abbondano, naturalmente, in tulte le abitazioni i parassiti. Ho osservato pochi grandi kolch6s riconoscibili dalla presenza di let-


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toie dove sono raccolti in maggior numero attrezzi agricoli e carri, tutli piuttosto di modello antiquato. Si vedono ancora alcune chiese, particolarmente nelle campagne, generalmente prive di campane. Non ho avuto modo di visitarle, generalmente sono adibite a usi profani. In conclusione l'opera sovietica nelle campagne si presenta nella Russia Bianca come nulla, mentre nelle città le nuove costruzioni rappresentano una semplice opera di propaganda in contrasto con le condizioni primitive di vita delle masse. Devo aggiungere che ho anche veduto esternamente qualche fabbrica e che mi si disse impiantata con concetti moderni". Alla fine di luglio, la situazione generale sul fronte russo è caratterizzata dal prolungarsi della grande battaglia fra Dnicpr e Smolensk dovuto sia agli accaniti tentativi sovietici di sottrarsi agli accerchiamenti, sia a una loro controffensiva contro il fianco meridionale del gruppo centro(23 >. "Est visibile in elementi dirigenti preoccupazione nei riguardi durata operazioni che assume particolare importanza". Finora non s'è ve.r.i ficata alla front.e sovietica alcuna operazium: geuiak che, al pari di quella delle Ardenne, rivestisse carattere risolutivo<24). Ci si pone la domanda se il teatro d'operazioni russo offra qualche possibilità del genere, ma soprattutto se l'esercito tedesco possieda in von Brauchitsch un comandante capace di concepire azioni siffatte. La figura di questo maresciallo nelle varie campagne finora svolte non ha asssunto alcun risalto e non s'è distaccata da funzioni prevalentemente rappresentative. È vero che egli è affiancato da un capo di stato maggiore dell'esercito di mente molto chiara e logica, dotato di preziose qualità di tenacia, quale il generale Halder, ma questi è per sua natura alieno dal rischio, inevitabilmente connesso con ogni azione brillante(2' ' · Il comando germanico è caratterizzato nei suoi vari livelli da una perfetta organizzazione, i comandanti in sottordine possiedono sviluppato spirito d'iniziativa, ma sembra tuttavia che, nella fase attuale, le operazioni alla fronte russa richiedano iniziative e concezioni di ordine superiore, che possono provenire soltanto dai capi più elevati. In ogni caso, assume capitale importanza la rapida distruzione delle forze avversarie, per evitare una guerra su due fronti e poter concentrare al più presto le forze, specie aeree, a occidente e nel Mediterraneo. In questa prima fase della campagna, il combattente russo s'è dimostrato particolarmente abile nei lavori campali, nel mascheramento, nello sfruttamento del terreno, nell'orientamento anche di notte, nelle astuzie di guerra; ha messo in luce una tenacia superiore a ogni aspettativa: tenacia dovuta "a/fatalismo e al disprezzo della morte, proprio dei popoli primitivi, a/fanatismo suscitato dalla propaganda sovietica e in parte anche alla costrizione


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dei commissari politici"<26>. Reparti sovietici si sono battuti fino all'estremo anche se privi di comando, tutte le nazionalità si sono fuse in questa tenacia combattiva. La lotta ha assunto un carattere di ferocia analogo a quello che si manifesta nelle guerre di religione e nelle guerre civili. Frequenti gli episodi di prigionieri tedeschi massacrati. Risulta d'altra parte, in base a narrazioni di ufficiali tedeschi reduci dal fronte, che i commissari politici sono tutti regolarmente passati per le armi e che analogo trattamento viene usato non soltanto ai franchi tiratori (comprese le donne), ma in qualche caso anche ai combattenti che, appiattiti nelle cantine e nelle abitazioni, sparano sul rovescio delle truppe tedesche. Per effetto della tenacia della lotta e di questa ferocia, viene ad aumentare il numero dei morti a scapito di quello dei prigionieri. Un alto funzionario dell'NSKK dichiara che "riconosciuto l'errore iniziale, i prigionieri russi non vengono più fucilati {per poter] impiegarli come mano d'opera"< 21>. Nella terza decade d'agosto, la Germania si trova dolorosamente in ritardo, per lo meno d'un mese, nella sua campagna all'est: ciò è dipeso esclusivamente dalla sorpresa jugoslava. Non avendo bisogno, come Napoleone, dell'erba russa, i tedeschi pensavano d'iniziarla non oltre la metà di maggio. "Il 1942 sarà l'anno della decisione". L'obiettivo per il 1941 è materializzato dalla linea del Volga e, prima dell'inverno, dai passi settentrionali del Caucaso . Ciò, allo scopo di togliere all' avversario i due grandi centri industriali (soprattutto per la produzione dei carri armati) di Mosca e Leningrado, tenere la fronte con forze terrestri relativamente scarse, impiegare un'adeguata massa di aerei per garantirsi da sorprese e battere i pochi centri industriali rimasti Qella zona degli Urali e sfruttare appieno le risorse agricole e minerarie della zona occupata. Dopo un mese e mezzo di operazioni, appare possibile trarre i primi ammaestramenti in materia di procedimenti d'impicgq delle unità c2s>. Le formazioni corazzate tedesche, protagoniste delle operazioni in virtù della loro consistenza e degli ampi spazi, hanno incontrato difficoltà nella scarsità di strade, nelle caratteristiche del terreno (spesso boscoso) e nella tattica degli avversari che hanno continuato a resistere anche se oltrepassati. Le numerose grandi unità corazzate sovietiche, anche se inferiori qualitativamente, hanno rallentato e logorato le formazioni germaniche. Le operazioni hanno messo in rilievo la necessità di coordinare l'impiego delle grandi unità corazzate con quelle di fanteria, nel senso non di togliere alle prime quel carattere di spregiudicatezza cui devono i loro successi, ma di accelerare il movimento delle seconde sviluppandone la motorizzazione . In altre parole, quel coordinamento tra fanteria e carri che per molto tempo fu ricercato all'interno della divisione di fanteria o anche a livello inferiore, è da ve-


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dere ora nell'ambito delle grandi unità complesse (armata e corpo d'armata). La necessità di far serrare rapidamente le divisioni di fanteria sotto le formazioni corazzate s'è dimostrata in questa campagna in misura più vasta e con maggiore urgenza che alla fronte occidentale. Ciò è stato dovuto alla tattica sovietica di lasciarsi superare lungo le strade dalle forze corazzate tedesche, mantenendo l'occupazione delle zone interposte tra i grandi itinerari. Si obbligano così le forze corazzate attaccanti a fermarsi per iniziare l'accerchiamento delle masse avversarie e attendere l'arrivo delle divisioni di fanteria, insieme con le quali investire le sacche sovietiche e annientarle. Tutto ciò è riuscito, ma a prezzo di gravi perdite e d'un notevole rallentamento, senza peraltro riuscire ad impedire che importanti forze avversarie sfuggissero all'accerchiamento (esempio tipico, la grande battaglia di Smolensk). Ai successi germanici ha contribuito anche la decisa superiorità dell'armamento anticarro (ad esempio, del cannone da 50 mm), soprattutto dal punto di vista addestrativo. Il cacciatore anticarro tedesco agisce con calma, celerità e grande precisione. L'arma anticarro è assai utile in tutte le situazioni; in quella olTensiva, cooperando con i carri, consente di eliminare i mezzi corazzati avversari, principale ostacolo a una celere avanzata <29l. Fra l'altro, sono utilizzate anche bottiglie di benzina e bombe a mano per provocare incendi di carri armati e all'interno di opere fortificate. È stata confermata l'utilità dei "distaccamenti avanzati" (Vorausabteilung), che precedono a distanza le grandi unità per occupare preventivamente punti importanti del terreno, generalmente ponti o nodi di comunicazioni. Sono costituiti anche dalle divisioni di fanteria con elementi celeri (autoportati, ciclisti, reparti motorizzati) e rimangono distinti dai gruppi esploranti. Le unità di fanteria hanno dovuto combattere frequentemente nei boschi con piccole colonne rinforzate da pezzi anticarro e d'accompagnamento e da elementi di collegamento dell'artiglieria. Sicurezza, iniziativa, ardimento, collegamenti hanno caratterizzato l'impiego di tali colonne, operanti a larghi intervalli. La fortificazione permanente, sia quella in corrispondenza del confine sia la linea Stalin (appoggiata al fiume Dniepr), era di valore disuguale nei vari settori e presentava scarsa profondità. I procedimenti di espugnazione delle opere non hanno presentato novità, hanno ottenuto ottimi risultati nonostante la tenacia dei difensori. Le organizzazioni campali, in cui i russi hanno confermato la loro tradizionale attitudine, obbligano le divisioni di fanteria germaniche ad attaccare con brevi ma intense preparazioni d'artiglieria, con procedimenti simili a quelli della fine della prima guerra mondiale. Occupata una posizione,


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le truppe tedesche se ne trovano di fronte un'altra che costringe a montare un nuovo attacco, cosicché le operazioni risultano notevolmente rallentate. L'unica divisione di cavalleria tedesca è stata impiegata a protezione del fianco meridionale del gruppo centro, ai margini delle paludi del Pripiàt. Frequenti l'impiego di artiglierie pesanti con le avanguardie, anche nelle divisioni corazzate, e l'assegnazione di reparti contraerei alle grandi unità di prima schiera per battere anche obiettivi terrestri (opere fortificate e carri armati). Dal punto di vista logistico, è risultala assai importante l'organizzazione di grandi itinerari automobilistici (Rollbahn) e dei rifornimenti, specie di carburanti e pneumatici. Dal verbale dei colloqui Keitel-Cavallero del 25 agosto: "Gravis:s·itne sono 1 le difficoltà che s'incontrano da parie Ledesca in /allo di automezzi e di gomme nella guerra conlro la Russia. Non è quindi possibile dare alcun aiuto in fatto di automezzi a nuove forze italiane che venissero destinate alla fronte russa. Sarebbe perciò desiderabile che prima d'inviare tali forze si fosse sicud da parte italiana di poterle fornire di automezzi senza che ciò potesse andare a detrimento della fronte libica che non può essere trascurata" <30>. L'addetto militare statunitense a Berlino (Lenente colonnello Hohenthal) attribuisce ai tedeschi la possibilità di a rrivare entro l'anno al Don e l'intenzione, nella primavera del 1942, di sboccare oltre i passi del Caucaso e minacciare sia l'India sia l'Egitto attraverso Siria e Palestina <3 n. Le forze terrestri sovietiche sono sufficienti anche per il 1942, sulla base del calcolo che per ogni milione di abitanti si possono costituire tre divisioni (per la Russia, 180 milioni di abitanti forniscono un massimo di 540 divisioni). Gli Stati Uniti non rimarranno neutrali perché non vogliono "un dominatore in b'uropa e soprattutto che questo sia la Germania". Essi non comprendono la mentalità tedesca " a base di Vergeltung e di Verbot" _('2J e non possono permettere che trionfi nel mondo. Nella terza decade d'agosto, il duce visita in Ucraina il corpo di spedizione italiano, agli ordini del generale Messe. Le impressioni sul viaggio, dovute all'addetto stampa dell'ambasciata, Ridami, rendono molto bene alcuni aspetti della situazione dell'alto comando; uomini e cose sono rappresentati in modo efficace e con tocchi felici; s'intravedono alcuni elementi di debolezza al vertice della gerarchia. In modo particolare viene reso quell'innegabile distacco del Filhrer che lo allontana talvolta dalla realtà <331. Il quartier generale nord del Fuhrer si trova a Rastcnhurg, nella Prussia Orienta]e<34>: consta di casette coperte di uno spesso strato di cemento, completamente celate in una foresta di betulle e abeti: quando piove, l'umidità e la malinconia sono veramente forti. Le casette sono addobbale


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semplicemente, ma con un'eleganza rustica tipo rifugio alpino. Con Hitler stanno circa venticinque persone, sempre le stesse, da anni. La vita è monotona. Si mangia con il Fiihrer, tutti insieme, alle due, si prende insieme il tè alle sci, si sta insieme per la cena dalle otto alle dieci di sera. "Il quartier generale dà una strana impressione di cupezza e di isolamento. È evidente, anzitutto, che.fra gli uomini che circondano Hitler non vi è nessun ingegno spiccato, nessun consigliere. È un coro chefa eco alle sue parole, essendo nota l'abitudine del Fiihrer di parlare lungamente ai suoi seguaci e, generalmente, la sua tendenza al monologo e la poca consuetudine di dialogo. In un certo senso, conversando con i compagni di Hitler pare che ciò si rij1etta anche sulla situazione bellica. Hitler, cioè, si preoccupa di più dei piani propri che di quelli del nemico, le sue concezioni non sono un mosaico ma come un blocco che si scaraventa ora da una parte ora dall'altra. Certo che... da simili quartieri generali la guerra è lontana, molto lontana, anche perché e.s:,;i sono sganciati da ogni base di operazioni e da ogni contatto con le truppe" . Nell'opinione pubblica tedesca la delusione causata dal ritardo delle operazioni alla fronte russa ha fatto posto alla persuasione rassegnata che la guerra sarà ormai di lunga durata <35>. Rimane intatta la fiducia nella villoria, anche se è innegabile un certo pessimismo che si traduce in battute sintomatiche (zehnjiiriger Blilzkrieg, guerra lampo di dieci anni; grande offensiva contro Vladivostok nel 1949). A questa intonazione pessimistica contribuiscono certamente le forti perdite che hanno colpito in misura comparativamente assai elevata le famiglie della nobiltà con il loro largo contributo alla classe degli ufficiali. Marras stima la diminuzione degli effettivi tedeschi nei primi 40 giorni di campagna di Russia a mezzo milione (150 mila morti, altrettanti feriti, 200 mila malati)<~GJ. I dati ufficiali riferiscono di 85.000 morti, 300.000 feriti, 20.000 dispersi(37J. La situazione materiale della popolazione si mantiene però soddisfacente, soprattutto nei riguardi dell'alimentazione, data l'organizzazione e la regolarità della distribuzione, la cura con la quale il governo germanico riesce ad assicurarsi il contributo dei paesi occupati. Occorre però aggiungere che, se le autorità sono riuscite a mantenere quasi invariati i prezzi dei generi alimentari di maggior consumo e di alcuni prodotti di stretta necessità, nei rimenenti settori si sono invece veri ricati aumenti molto sensibili. In forte contrasto con la situazione interna l'entusiasmo e la sicurezza delle forze armate, il cui spirito si mantiene molto elevato. Altrettanto forte sembra essere la sicurezza delle alte gerarchie, le quali, a mano a mano che la guerra si prolunga, concepiscono piani sempre più ampi per il nuovo


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ordinamento europeo o addirittura mondiale. Occorre riconoscere che l'ampiezza dei risultati ottenuti e la grandiosità della lotta che attualmente si sta svolgendo in Russia hanno senza dubbio allargato la visione di molti elementi dirigenti. Tutti i settori dell'attività nazionale lavorano oggi a massa, con mezzi imponenti; basti citare che, secondo alcune notizie, l'organizzazione Todt è oggi in opera nelle retrovie della fronte russa con un milione di lavoratori. Attualmente, gli alti dirigenti hanno acquisito la pratica ad agire con mezzi che possono veramente definirsi " colossali" e in pari tempo la fiducia ad affrontare i problemi più ampi con la sicurezza del successo. Non mancano preoccupazioni per la resistenza inglese e il possibile intervento dell'America e gli elementi dirigenti si rendono anche conto dell'intenso sforzo al quale è attualmente sottoposta la nazione, ma in pari tempo s'è rafforzata la volontà di correre ogni rischio pur dì superare questa prova suprema destinata ad assicurare per secoli il predominio tedesco. "Ricapitolando" - scrive Marras - "la situazione interna della Germania, pur tenendo conto di qualche preoccupazione diffusa nelle masse, di un certo pessimismo che è la malattia cronica delle retrovie e dell'interno, si mantiene solida, soprattutto perché non soltanto le forze armate hanno uno !,pirito mollo elevato e la sicurezza della vittoria, ma anche perché tu tto il paese ha fiducia nella capacità delle forze armate e può ?,uardare con soddisfazione alla serie ininterrotta di successi da esse ottenuti. Elemento principale di preoccupazione è la durata della guerra; la misura della capacità ud assicurare la guerra in durata è data dulie possibilità di alimentazione della popolazione, oltre che delle forze armate; queste condizioni di alimentazione si mantengono finora soddisfacenti". Continuano nel frattempo i successi germanici: l'occupazione di Kiev e l'accerchiamento d'una massa notevole di truppe_ sovietiche ad est del Dniepr costituiscono la fase ultima d'una grande battaglia iniziatasi nell'ultima decade di agosto dopo la conclusione di quella dì Gomel. Il terreno della battaglia è schematicamente rappresentato dal triangolo di 600 km di lato avente come vertici Roslavl, Dnìepropetrovsk e Korosten (corrispondente nel territorio germanico, come dimensioni, al triangolo Stettino(38lMonaco-Colonia). È aperta la strada per un'avanzata verso Charkov ed il bacino del Doniétz: si prevede di occupare la prima a breve scaden za ed il secondo prima dell'inverno. "Sicura la caduta di L eningrado entro una diecina di giorni... Nulla si dice nei riguardi delle operazioni su Mosca''. Gl'intendimenti del comando tedesco sembrano polarizzati verso il Caucaso (bacino petrolifero di Maikop) e la Crimea (neutralizzazione della flotta sovietica del Mar Nero).


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Marras non fornisce notizie sulle unità italiane("/ particolari delle operazioni svolte dal nostro corpo saranno certamente noti per altra via... Non è mio compito r(ferire in alcun modo sul CSIR" c39>). Da un viaggio in Ucraina svollo nella terza decade di settembre, riporta l'impressione che la vittoriosa battaglia di Kiev abbia aumentato la fiducia in un successivo positivo sviluppo delle operazioni, anche perché "questa veramente è la prima volta in cui le truppe sovietiche danno segni manifesti di disgregazione". L'obiettivo massimo da raggiungere nell'anno sarebbe rappresentato dalla linea lago Oniega - fiume Volga fino a Tzarìtzin <40> - fiume Don fino alla foce, il che presuppone l'occupazione di Leningrado, di Mosca e del bacino del Doniétz. A Kiev, Marras ha modo di notare che sono rimaste intatte le più antiche chiese della città, fra le quali Santa Sofia ed il monastero della Lavra, conservate come monumenti antichi. La popolazione, in parte senza Lello, soffre per la scarsità di viveri. La regione industriale del basso Dniepr, con i complessi di Dnieprodzerzhìnsk e quelli non ancora occupati di Zapor6zhe, danno l'idea del grande sforzo effettuato dai sovietici per potenzia re l'industria. T1 macchinario di queste fabbriche è stato distrutto, ma la grande quantità di semilavorati, lingotti d'acciaio e rottami metallici costituiscono una preda considerevole. Le cillà si presentano assai disuguali nelle loro architetture: vecchi artistici edifici si affiancano a case modeste e a grandi costruzioni moderne, prive di stile e di aspetto generalmente pesante; strade e parchi sono generalmente trascurati. Le condizioni di vita sono a volte migliori di quanto comunemente si ritenesse. Le autorità germaniche stanno rapidamenle prendendo possesso dell'amministrazione civile ucraina. Gli acquisti, anche per le nostre truppe, passano attraverso i rappresentanti tedeschi. Su tutte le strade, prigionieri ucraini liberati raggiungono le loro case. Le autorità tedesche si preoccupano di assicurare il numero necessario di lavoratori all'agricoltura. Le aziende collettive continuano a funzionare come prima, ma sollo controllo. Si può ritenere che il 500/o del raccolto sia stato salvato. Assai difficile invece si presenta il problema delle lavorazioni autunnali, per mancanza di trattori e di manodopera: sarà forse necessario limitarsi a predisporre le semine primaverili. Dopo il successo di Kiev, ancora una volta il comando germanico dà prova di grande elasticità: ha spostato rapidamente la gravitazione degli sforzi dal gruppo sud al gruppo cenlro (che aveva contenuto una controffensiva sovietica), predisponendo una nuova operazione tendente ad accerchiare e distruggere le forze schierare a cavaliere dell'autostrada Smolensk-Mosca


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e puntare sulla capiLale sovietica <41 >. Come già nelle operazioni di Kiev, anche questa volta si vuole attuare una "duplice manovra di doppio avvolgimento'', stringendo sul tergo delle forze sovietiche una tenaglia a raggio più ampio costituita da forze corazzate e una a raggio più ristretto con divisioni di fanteria. La tenaglia corazzata si deve chiudere ad ovest di Mosca sia per non spingerla eccessivamente in profondità sia per poter agire rapidamente e impedire al grosso delle forze avversarie di sottrarsi alla stretta. Per con ferire a questa nuova azione offensiva la maggior potenza possibile, il comando germanico non ha esitato ad assumere atteggiamento di rensivo su tutta la fronLe del gruppo nord, che aveva iniziato l'investimento di Leningrado. In conclusione, in questo momento è in corso la grande operazione contro Mosca e si sta preparando l'avanzata su Charkov e il bacino del Doniétz. "La caduta di Leningrado è un avvenimento già scontato e non sembra necessario per il momento affrettarlo". Le previsioni dello stato maggiore sono decisamente ottimistiche: occorre sfruttare al massimo questo scorcio di stagione favorevole per raggiungere Leningrado, Mosca e il bacino del Don . Soltanto in questo modo sarà possibile impedire ai sovietici di riprendere operazioni di gra nde entità la primavera prossima, con l'aiuto dell' America e dell' Inghilterra . Negli ambienti politici e militari si spera che, porta ndo le operazioni in Russia a un punto decisivo se non conclusivo, si possano ottenere riflessi favorevoli sull 'atteggiamento americano e inglese. " Sta di fall o che vi è sempre qualcuno il quale ritiene che i nuovi successi germanici possano trattenere gli Stati Uniti da un intervento diretto nella guerra. Vi è anche chi fa assegnamento sulla stanchezza del popolo inglese. In sostanza, quinrji, in alcuni ambienti, particolarmente politici, si ritiene possibile una pace di compromesso con l'Inghilterra, la quale avrebbe come presupposto la caduta di Churchill. E non si nasconde che una pace siffatta costituirebbe per la Germania una vittoria in quanto le darebbe la possibilità di sviluppare gli armamenti navali ed aerei per acquistare quel dominio del mare che oggi le manca". È da rilevare che, mentre un paio di mesi or sono si era annunziata la possibilità di sciogliere almeno una sessantina di divisioni, dopo la campagna di Russia, per restituirle all'economia nazionale, oggi ta le intonazione sembra messa da parte. Proseguono, invece, i richiami. Molto probabilmente si presenta la necessità di costituire reparti di occupazione e di riordinare nel territorio grandi unità logore. Queste chiamate e la notizia delle perdite alla tronte inducono nella popolazione oscure preoccupazioni circa la durate della guerra. Dal diario di Ciano (15 ottobre): "Il duce oggi era sotto l'impressione di un colloquio col generale Marras che [gli} ha confermato i piani impe-


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rialistici d: alcune classi tedesche, in base ai quali, dopo la guerra, la sola Germania sarà potenza industriale ed armata, mentre gli altri avranno un ruolo di stati più o meno agricoli, quindi politicamente vassalli di Berlino. Mussolini ha detto: "Lo credo. Il popolo tedesco è pericoloso perché sogna collettivamente. Ma la storia insegna che tutti i tentativi di unificazione europea sotto un solo comando sono falliti" <42>. Tra la fine di settembre e la fine d'ottobre, i tedeschi hanno conseguito successi forse più ampi di quelli inizialmente previsti <43 ). I sovietici si sono fatti nuovamente sorprendere, agganciare e battere nella grande battaglia di Viazma-Briansk subendo gravissime perdite che sembrano averli indotti ad abbandonare la strategia della difesa aggressiva per salvare le forze disponibili. Queste rappresenterebbero il nucleo intorno al quale costituire nel prossimo inverno nuove grandi unità in vista delle operazioni primaverili. Le forze tedesche, peraltro, continuano a premere rendendo assai difficoltoso all'avversario salvare una parte consistente delle proprie unità. Il comando germanico intende sfruttare al massimo questo successo per raggiungere il Volga e il Caucaso. Gli sforzi ai quali sono sottoposte le sue truppe e la tenacia che esse dimostrano sono "enormi", soprattutto in considerazione delle condizioni climatiche e del fatto che l'equipaggiamento invernale sembra non sia stato ancora distribuito. La neve, sciogliendosi nelle ore diurne, impantana le strade rendendo difficili le comunicazioni. li comando germanico è piuttosto scettico sulla possibilità sovietica di costituire in inverno forze ragguardevoli, date le enormi perdite subite in quadri, personale istruito e materiale e l'abbandono di territori importanti per le materie prime e la produzione industriale. "li potenziale bellico della Ru.\:\·ia deve considerarsi, dopo che sarà caduta Mosca, ridotto a circa il 20%". Alla condotta della guerra germanica si presentano ora due problemi: proseguimento delle operazioni in Russia; - preparazione di quelle da svolgere in inverno e nella primavera prossima. Comunque sia ridotta l'efficienza militare sovietica, la Russia assorbirà per tutto l'inverno e anche nella primavera prossima forze non trascurabili, anche per l'estensione della fronte e la profondità del territorio. "Secondo alcuni, la Germania dovrebbe mantenervi almeno un centinaio di divisioni". Ma le condizioni di disagio materiale, nelle quali evidentemente verranno a trovarsi queste truppe, nonostante ogni migliore predisposizione, contribuiscono ad aumentare le preoccupazioni della popolazione, già impressionata dalle perdite. li logoramento subito impone al comando germanico di compiere nei prossimi mesi un poderoso lavoro di riordinamento e di completamento delle


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grandi unità, da attuare nel territorio del Reich in modo anche da poter concedere più facilmente licenze al personale. Sarà necessario incrementare il numero delle divisioni corazzate e motorizzate, dimostratosi insufficiente. Marras riesce ad avere per qualche ora il testo d'una conferenza riservatissima tenuta dal generale von Schell il 18 novembre 1941 al consiglio del gruppo economico dell'industria automobilistica c44>. L'interesse risiede nel fatto che vi sono riferite idee e direttive del Fuhrer e di Goring su questioni economiche, impiego e trattamento della mano d'opera, funzione preminente assegnata all'industria e all'operaio tedesco e problemi relativi alla Russia sovietica. L'industria tedesca difetta di forze lavoratrici . L'individuo di nazionalità tedesca sarà adibito solo ad attività specializzate. Il "lavoro di coperta'' (Deckarbeit) dovrà venir compiuto dagli ''schiavi lavoratori''. Le donne tedesche non saranno più impiegate nelle industrie con la frequenza attuale perché bisogna tener conto del loro lavoro in casa e in famiglia. T prigionieri di guerra disponibili a metà novembre assommano a 6.200.000 (600Jo russi, 30% francesi, 40Jo serbi, 2% polacchi, 2% belgi, 2% ingksi). In merito al valore degl' individui delle varie nazionalità, Goring s'è così espresso: - francesi e belgi si sono dimostrati ottimi sia nell'industria, sia nell'agricoltura, lavorando con buona volontà e notevoli capacità tecniche; gl'inglesi sono pachidermici e pigri; i serbi possono ancora venire impiegati; con i polacchi bisogna fare attenzione; per i russi si stanno raccogliendo esperienze. Il Fiihrer ha deciso che i russi siano impiegati sia in agricoltura sia nell'industria, con questa gradualità: - dapprima, come lavoratori nelle retrovie, disimpegna ndo mano d'opera germanica valutabile a 40-50.000 uomini da impiegare nell'industria degli armamenti; - successivamente, nei territori orientali occupati, nell'agricoltura e nelle miniere; - infine, nel Reich e nel Protettorato. I prigionieri di guerra russi, scelti fuori delle frontiere del Reich tenendo conto delle condizioni di salute e delle esigenze di polizia e sicurezza, saranno impiegati nei lavori seguenti, citati in ordine d'importanza: lavori minerari, manutenzione di ferrovie, industrie d'armamento (specie fabbricazione di accessori per carri armati, artiglierie, velivoli), agricoltura, industria edilizia, grandi stabilimenti. In linea di massima, i russi devono essere impiegati per gruppi di alme-


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no 20 uomini, per ragioni di sorveglianza. I lavoratori tedeschi che saranno accanto a loro dovranno assumere anche le mansioni di poliziotti ausiliari e quindi essere armati di pistola. L'alloggio è rappresentato da campi e baraccamenti. Due sole specie di punizioni: la limitazione del vitto e l'esecuzione capitale in via sommaria. I russi indosseranno un abito da lavoro di tipo unico, confezionato da loro stessi, e zoccoli di legno. Dato che sono assai sobri, la questione del vitto è facilmente risolvibile senza pesare eccessivamente sugli approvvigionamenti. I lavoratori russi liberi, che indosseranno un particolare distintivo, saranno impiegati e trattati come i prigionieri di guerra. Potranno ricevere un po' di denaro per piccole spese, ma nessun salario vero e proprio; dovrebbe però venire assicurato il mantenimento dei loro familiari. Gli ucraini non saranno più liberati dalla prigionia di guerra e non otterranno alcun trattamento speciale. Occorre impedire il rialzo dei salari e dei prezzi nelle regioni russe occupate, perché altrimenti la Germania perde la possibilità di nutrirsi a buon mercato e ottenere anche a buon prezzo un'aggiunta a lle proprie materie prime. Il maresciallo Goring ha espresso un giudizio severo sui sistemi di lavoro dell'industria tedesca nei confronti di quella americana per quanto riguarda la fabbricazione in serie. Il generale von Schell osserva che, sotto questo riguardo, l'inferiorità dell'industria tedesca ha le sue ragioni e che certe circostanze non possono essere adattate senz'altro al caso tedesco. Nel 1933 si trattava di dar lavoro a 7 milioni di disoccupati e perciò si dovette proclamare dapprima la lotta contro la macchina. Questa situazione è ormai capovolta. Goring ha aggiunto che il 7511/o delle persone occupate nell'industria degli armamenti fa solo lavori di poco conto. Gli americani si armano formidabilmente, ma la loro produzione non sarà rilevante prima del J 943. È necessario cominciare con loro una gara, utilizzando il tempo per mantenere e meglio sfruttare il vantaggio iniziale e attrezzandosi per una guerra di lunga durata. Il generale von Schell ha toccato infine il problema vitale della disponibilità di carburanti liquidi: in base all'ordine del Fiihrer di adottare prodotti e sistemi alternativi, entro il primo aprile 1942 la Germania e i paesi occupati dovrebbero disporre di 110.000 apparecchi a gasogeno, traguardo reso difficile dalla mancanza attuale di parti di ricambio. La trasformazione a gasogeno cli 100.000 automezzi porterà un risparmio mensile di 30.000 tonnellate, la metà di quanto richiesto da1J'economia civile tedesca. Molta riservatezza, come di consueto, sugl'intendimenti operativi per il prossimo inverno e la primavera del 1942. Di certo, un forte concorso


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di aviazione per assicurare i nostri trasporti nel Mediterraneo e tagliare le comunicazioni britanniche in questo mare. Da vari indizi, appare evidente che si sta preparando un'azione politico-militare nei riguardi della Turchia, con l'intento di trascinarla nella guerra, battere l'Inghilterra nel Medio Oriente e arrivare possibilmente a Suez da levante. Nuove grandi unità saranno inviate in Francia per controbattere la propaganda anglo-americana che negli ultimi tempi avrebbe fatto larga presa sulla popolazione con la certezza della sconfitta finale tedesca. Il comando germanico intende tenersi pronto per ogni eventualità: si accenna a un'azione inglese in Portogallo, a uno sbarco anglo-americano sulle coste atlantiche africane, all'occupazione di Gibilterra. Voci insistenti, ufficialmente smentite, lascerebbero credere che nel prosimo mese il Fiihrer, conclusa la campagna di Russia, faccia alcune dichiarazioni importanti che potrebbero aprire la via a una pace di compromesso, la quale dovrebbe assicurare alla Germania la tranquilla sistemazione dcli' Europa continentale, lasciando ali' I nghiltcrra le sue colonie. Questa soluzione, che consentirebbe alla Germania di attuare il suo programma di armamento navale ed aereo, si scontra verosimilmente con il noto atteggiamento di Churchill e di Roosevelt.

"La carta più importante che ha a sua disposizione la Germania è rappresentata dalle sue forze armate e dai successi che esse hanno finora ottenuto". li mese di novembre è caratterizzato dal lento trascinarsi dell'ultima fase delle operazioni tedesche in Russia prima deil'assetto invcrnate<45>. I sovietici agganciati e circondati nelle due grandi battaglie di Kiev e di YiazmaBriansk, si sono ripresi con disperata energia per contenere l'avanzata germanica e ritardare l'occupazione di Leningrado, Mosca e Rostov. Il blocco di Leningrado dura ormai da tre mesi. L'affermazione dcgl 'inizi di settembre che la città "sarebbe caduta da sé" è stata smentita dai fatti. Le operazioni del gruppo d'armate del centro sono polarizzate verso l'occupazione o, quanto meno, l'investimento di Mosca; sono condotte con estrema energia, anche a prezzo di gravi perdite, accresciute dai rigori del clima. V'è chi ritiene che la difesa della capitale si mantenga soltanto per la presenza di SLalin. È presumibile che questo obiettivo possa essere raggiunto a non lunga scadenza, "salvo le limitazioni che le inaspettate riprese sovie-

tiche impongono ad ogni previsione". Il gruppo di armate del sud s'era proposto di completare l'occupazione del bacino del Doniétz: superata un'accanita resistenza, era riuscito ad occupare Rost6v, ma ne è stato ricacciato da un'energica controffensiva, con l'aiuto della popolazione e di partigiani operanti nelle retrovie germaniche. In Crimea è allcsa da un giorno all'altro la caduta di Sebaslopoli, mentre


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per l'avanzata verso il Caucaso oltre lo stretto di Kerc occorrerà aspettare la rioccupazione di Rost6v e il superamento del basso Don. Le perdite tedesche sono valutabili a circa due milioni di uomini (300 mila morti, un milione di feriti, il rimanente ammalati). Si tratta di cifre a volte anche superiori alle perdite subite nelle grandi battaglie della guerra mondiale. Il logoramento del materiale è particolarmente accentuato per gli automezzi e i carri armati (a metà ottobre, 300 mila autoveicoli fuori servizio e unità corazzate a meno della metà). Le forze armate tedesche danno prova di slancio, tenacia e resistenza superiori a ogni elogio, ma gli strapazzi, i difficili rifornimenti e il rigore del clima influiscono sulle condizioni fisiche e morali della truppa che "dà oggi manifesti segni di stanchezza". La guerra alla fronte orientale si combatte non soltanto in condizioni di estremo disagio, ma anche in regioni che, per le distruzioni praticate dai russi e la scarsità di generi di conforto, non danno alle truppe e, di riflesso, alla popolazione i vantaggi concreti e immediati della vittoria. Questo complesso di circostanze ha determinato in questi ultimi mesi un sensibile peggioramento del morale interno. Un senso di stam:hczza traspare anche in alcuni dirigenti. Le preoccupazioni di natura economica appaiono in questo momento le più gravi: i consumi sono stati finora alimentati, oltre che dalla produzione, dalle riserve esistenti nei ricchi paesi occupati. Esaurite ora queste riserve, l'Europa vive sulla produzione che, per il dissesto causato dalla guerra, non sarebbe sufficiente ad alimentare nella misura voluta il proseguimento del conflitto. Ciò, essenzialmente per effetto delle distruzioni praticate dai bolscevichi nelle regioni abbandonate. Una produzione normale, agricola e industriale, si potrà avere solo nel 1943. "L'anno 1942 viene pertan-

to considerato come l'anno critico dal punto di vista economico". Circa la successiva condotta delle operazioni, il comando supremo germanico intende assumere al più presto in Russia l'assetto invernale, dopo aver completato il blocco di Leningrado e di Mosca e averne determinato possibilmente la caduta. Nel settore meridionale, gli sforzi tenderanno all'occupazione dei giacimenti petroliferi caucasici di Maikop. La ripresa delle operazioni può essere prevista per la fine di aprile 1942; per quell'epoca, si calcola che i sovietici avranno disponibili 150 divisioni a effettivi ridotti. L'attenzione tedesca si sposta ora verso il Mediterraneo e il Medio Oriente. Le idee non sono ancora definite e non si concretano in un programma preciso: un'azione politica verso la Turchia presupporrebbe un sensibile progresso verso il Caucaso e la conclusione della battaglia in Cirenaica. Qualche accenno a Gibilterra; non si parla di operazioni a fondo contro l'In-


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ghilterra. "Vi è d'altra parte chi pensa che un giorno o l'altro, sia pure non prossimamente, l'Inghilterra possa indursi a trallare per una pace per la quale il Fuhrer sarebbe disposto a concordare condizioni, a suo parere, vantaggiose per l'Inghilterra". Le perdite subite dai due avversari nella campagna di Russia, comunicate dal Fuhrer nel suo discorso al Reichstag ed elaborate da Marras<46l, ammontano per i sovietici a non meno di otto milioni di uomini (tra morti, feriti e prigionieri), per i tedeschi a due milioni, in parte recuperabili. "Secondo notizie attendibili ma non controllate, la Germania ha richiamato nel mese di ottobre circa un milione di uomini e ... nuove chiamate sono previste per i prossimi mesi per un totale di [quasi} due milioni di uomini. Anche queste chiamate attestano dell'entità del logoramento subito dalle forze germaniche e dell'entità delle forze assorbite dalla campagna di Russia''. I risultati estremamente positivi della battaglia di Viazma-Briansk incoraggiavano a metà ollobrc il comando supremo germanico ad accelerare le operazion i per l'investiineuto di Mos1.:a, ndla speranza d'una loro conclusione entro le sci sci.I.imam: ancora utili prima dell'inverno<47>. Nell'attuazione, invece, le operazioni del potente gruppo di armate del centro (cinque armate, una settantina di divisioni) hanno incontrato forti difficoltà dovute a un'energica ripresa sovietica. In questa situazione, il comando superiore germanico ai primi di dicembre deci9eva di rinunciare al proseguimento di grandi operazioni offensive, rimandandole al 1942, e di studiare una linea più economica per l'assestamento invernale. L'assunzione di questa linea ha determinato in ampi settori un ripiegamento, tuttora in corso, svolto in condizioni difficili a causa del freddo intenso e della continua pressione sovietica. Si prevedono forti perdite di materiali perché automezzi, carri armati e artiglierie erano rimasti impantanati nel terreno melmoso e bloccati dal ghiaccio. Particolarmente gravi le perdite di cavalli, che resistono al freddo meno degli uomini e vengono così macellati per il vettovagliamento delle truppe. Le perdite umane sarebbero state anche più elevate se le unità corazzate e motorizzate fossero già state rinsanguate. È evidente che questo arretramento va oltre i limiti d'una semplice correzione della fronte. È molto doloroso per il comando germanico abbandonare territori sanguinosamente conquistati e posizioni assai utili per il raggiungimento degli obiettivi essenziali di Leningrado e Mosca. Il blocco della prima non era stato completato, ma più importante appare l'abbandono delle posizioni vicino a Mosca (la distanza minima era di 20 km ad ovest) perché le industrie della zona potranno continuare a funzionare, anche se


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in misura ridotta; si faceva molto assegnamento sulla neutralizzazione delle fabbricazioni specie di materiali ottici e di precisione. Le cause dell'arretramento possono essere così riassunte: - estremo logoramento delle grandi unità germaniche, dopo cinque mesi di lotta incessante; - le cattive comunicazioni, le forti eliminazioni di materiale automobilistico e la sfavorevole stagione hanno reso spesso necessari rifornimenti aerei e dimezzamento delle razioni e causato difficoltà alla distribuzione degli equipaggiamenti invernali, predisposti peraltro in misura molto inferiore al fabbisogno per le forze limitate che si sperava di dover lasciare a svernare in Russia; - il rigore del clima, che i tedeschi sopportano meno dei russi e che provoca alle bassissime temperatura difficoltà di funzionamento dei motori e delle armi e forte depressione negli uomini; - la tenacia dei sovietici che, con rinforzi dal Caucaso, dalla Siberia e dall'Estremo Oriente, non hanno concesso respiro all'avversario sfruttando molto bene le ferrovie . "Questa situazione ha fatto mancare al comando tedesco il raggiungimento di alcuni obiettivi sui quali molto si contava, sia ai fini dell'indebolimento delle forze sovietiche, sia soprattutto per ragioni morali. La caduta di Leningrado o l'annunzio del blocco di Mosca avrebbero potuto rappresentare all'opinione mondiale, oltre che in tema, il raggiungimento di obiettivi prestabiliti della campagna 1941. D'altra parte interessava molto al comando tedesco di spingere quanto più forte possibile l'avanzata in direzione del Caucaso e di occupare tutta la costa settentrionale del Mar Nero, per poter agire politicamente sulla Turchia". Il comando tedesco conta di riordinare al più presto le truppe dietro la nuova linea, dando loro una sistemazione adatta e costituendo riserve corazzate e motorizzate. Grandi unità fresche sono già afnuite dalla Francia e dalle altre regioni occidentali. Le licenze saranno concesse in funzione dell'organizzazione dei trasporti ferroviari . È da supporre d'altra parte che non si vogliano inviare i militari in licenza prima di aver loro concesso un conveniente periodo di ristoro; le notizie che essi porterebbero attualmente sarebbero troppo influenzate dalle ultime operazioni e dal logoramento subito. Si annunzia che le operazioni verranno riprese all'inizio dell'estate. Si tratta evidentemente d'una notizia che vorrebbe indurre in errore l'avversario. Lo stato maggiore calcola che le grandi operazioni possano in alcuni settori essere riprese fin dal mese di maggio. Si ritiene inoltre possibile, a fine gennaio o a febbraio, un'offensiva nel settore meridionale, per ricon-


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quistare Rost6v e spingersi avanti . Uno degli obiettivi principali, alla ripresa delle grandi operazioni offensive, sarà l'avanzata tra basso Volga e Caucaso per interrompere le comunicazioni tra Russia e Medio Oriente e impadronirsi dei giacimenti di petrolio di Maikop. S'è avuta notizia del grave disappunto del Fiihrer per gli ultimi avvenimenti militari; il suo malcontento si dirigerebbe ora verso alcuni comandanti. Secondo voci, sarebbero da prevedere a scadenza più o meno breve sostituzioni nelle alte cariche. Tra coloro di cui si annunzia la sostituzione, il maresciallo von Ilock, il quale, d'altra parte, sarebbe attualmente infermo. In sostanza, si deve concludere che i tedeschi, come Napoleone, hanno sottovalutato i russi. Le vaghe notizie di sostituzione di alcuni alti comandanti trovano conferma non solo nell'avvicendamento, per motivi di salute, del maresciallo von Rundstedt, comandante del gruppo d'armate del sud, ma sopratlutlo, clamorosamente, con l'esonero del maresciallo von Brauchitsch, comandante dell'esercitof48>. Desta sorpresa quest'ultimo provvedimento, preso mentre l'arretramento alla fronte orientale è ancora in corso. Il proclama del Fiihrer afferma che l'esercito sostiene la parte più importante della guerra e perciò si presenta la necessità di riunire in una sola mano ( ... la sua) il comando delle forze armate e quello dell'esercito. Si ricorda che prima dell'inizio della guerra contro la Russia alcune voci avevano segnalato l'esistenza di gravi disparità di pareri tra gli alti capi militari circa l'opportunità di questa guerra. Per quanto riguarda le cause determinanti della sostituzione di von Brauchitsch, si affaccia l'ipotesi che dopo l'abbandono di Rost6v il comando dell'esercito abbia rappresentato la necessità di sospendere le operazioni offensive e cli arretrare la fronte in alcuni settori per assumere una sistemazione più economica. È probabile che il comando dell'esercito avesse garantito una regolare e ordinata esecuzione di questa operazione, la quale ha invece dato luogo a perdite sensibili in uomini e materiali, co'n dannosi riflessi sulle condizioni di spirito dell'esercito e della popolazione. Comunque sia, la sostituzione del comandante dell' esercito nel corso stesso d'un'opcrazionc importante qual è queJJa che si sta adesso svolgendo è indizio d'una situazione di malessere nell'alto comando germanico. Il ripiegamento delle forze tedesche ha superato in qualche tratto la linea inizialmente prestabilita per la sistemazione invcrnale(~9l_ La linea definitiva dipenderà soprattutto dall'azione del nemico, per effetto della sua inattesa ripresa. Gli schieramenti opposti gravitano su Leningrado, Mosca, Ori61, Charkov, bacino del Doniétz, Crimea; esistono fra questi scllori ampi spazi scarsamente occupati che possono offrire gioco alla manovra e provocare sorprese .


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I sovietici, agl'inizi di gennaio 1942, hanno l'iniziativa. Hanno fatto affluire dal Caucaso, dalla Siberia e dall'Estremo Oriente riserve bene armate, addestrale e ottimamente equipaggiate, hanno chiamato alle armi altro personale e ricostituito in fretta unità logore. L'allenamento al freddo e il miglior funzionamento di armi automatiche, artiglierie e carri armati li pongono in condizioni di favore rispetto ai tedeschi. I sovietici si prefiggono di sbloccare Leningrado, allontanare la minaccia da Mosca e costringere il gruppo d'armate sud a sgombrare il basso Dniepr. Il passaggio dell'iniziativa al nemico ha costretto i tedeschi a manovrare le loro scarse riserve affrontando gravi difficoltà di rapido movimento. Nella seconda quindicina di dicembre numerosi reparti del territorio erano pronti a partire d'urgenza; nel periodo di Natale i militari sono stati richiamati dalle licenze. L'arretramento della fronte si compie in condizioni diverse da quelle previste. La ripresa sovietica non è però sufficiente a spiegare lo sviluppo degli avvenimenti: le truppe tedesche hanno subito una certa crisi morale dovuta al logoramento di sei mesi di campagna assai intensa ma soprattutto all'abbandono di territori sanguinosamente conquistati e alla situazione d'inferiorità rispdlo all'avversario di fronte ai rigori del clima e alle difficoltà dei rifornimenti. È sintomatico il fatto che le divisioni più logore siano inviate in Francia anziché nel territorio, a l fine di evi tare contatti con le unità di nuova form azione. I ,a situazione verrà certamente stabilizzata e, fino ad un certo punto, può non aver importanza la profondità dell'arretramento. Occorre tuttavia non perdere di vista che questo ripiegamento, qualora si prolungasse oltre certi limiti, darebbe al nemico la possibilità di sbloccare Leningrado e allontanare ogni minaccia da Mosca, la cui capacità industriale potrebbe nuovamente esplicarsi appieno. "In conclusione... l'alto comando germanico, col proseguimento delle operazioni offensive oltre la metà di ottobre per il blocco di Mosca, ha teso il suo arco fino a/l'estremo, senza riuscire nello scopo prefisso. È stato ancora una volta commesso un errore di valutazione della capacità dell'avversario... Non si è tenuto abbastanza conto delle dimensioni che assumono nel teatro di operazioni russo i due fattori fondamentali spazio e tempo. Può anche essere che siano state sopravvalutate l'entità delle perdite sovietiche e la capacità di resistenza delle truppe germaniche ... ". A mclà gennaio, il ripiegamento continua: la situazione si stabilizzerà alla fine del mese, meno che nel sellare di lziùm (120 km a sud-est di Charkov) e sull'altopiano dei ValdaiC50l. Le forze germaniche ammontano a circa 200 divisioni, in gran parte con effettivi ridotti: ad esse si oppongono circa 300 unità miste di consistenza assai varia (da 1500 a 15.000 uomini), valutabili a circa 200 divisioni csiJ.


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Il comando dell'esercito tedesco è praticamente esercitato dal generale Halder, alleggerito di alcuni compiti, che riferisce al Fiihrer una o due volte il giorno. La distanza dei due quartieri generali comporta alcune ore di viaggio<52l. "[Halderj dà esempio di una instancabile attività; egli non dorme più di 3 o 4 ore al giorno e non si reca a riposare prima delle due del mattino. Per quanto ... fosse già allenalo fin dal tempo di pace, si traila sempre di un sovraccarico notevole, data l'intensità del lavoro a cui egli si sottopone durante la giornata"<53l_ "Molti si domandano quanto tempo potrà egli resistere''. Il comando dell'esercito è ancora in via di assestamento. L'assunzione dircll.a da parte del Fiihrer ha determinato un maggiore accentramento di poteri nell'Oberkommando der Wehrmacht. Sono stati sostituiti: - due comandanti di gruppo d'armate (marescialli von Lecb e von Rundstedt); - quattro comandanti d'armata (generali Strauss, von Stu.lpnagel, Hopner e Gudcrian), ai quali debbono aggiungersi altri quattro nominati in sostituzione dei marescialli promossi comandanti di gruppo d'armate o di generali deceduti (54l. I nuovi comandanti di gruppo d'armate sono i marescialli von Ku.chler (nord), von Klugc (centro) e von Bock (sud) . Tutto ciò dimostra quale logoramento abbiano portato negli alti comandi le operazioni contro la Russia: particolare sensazione ha suscitato l'esonero di Guderian, l'apostolo dei corazzati, cui è stato rimproverato di aver ripiegato in direzione non favorcvole< 55 >_ Vi sono stati deferimenti al tribunale di guerra e condanne: questi fatti sui quali si mantiene il segreto hanno impressionato i quadri dell'esercito e sono il segno d'una situazione anormale. Ufficialmente si ostenta la massima calma e il più grande ottimismo, tuttavia viene riferito che il Fiihrer è molto ncrvos9 e inquieto. Egli ha attraversato un periodo di forte tensione e nell'esercito si riconosce che egli ha affrontato con molta energia questa crisi, che aveva assunto all'inizio dell'inverno aspetti molto preoccupanti. Alla fine di febbraio, la zona focale delle operazioni è rappresentata dal settore centrale, dove la profonda avanzata sovietica in direzione di Vitiebsk, l'accerchiamento di due corpi d'armata germanici nella regione di Demiansk (80 km a sud-est del lago Ilmen) e l'avanzata sovietica a sud della grande autostrada Mosca-Smolensk hanno determinato una situazione critica per le forze tedesche e richiesto l'afflusso d'importanti riserve e l'impiego di molta aviazione. L'azione sovietica si svolge nel modo consueto, senza riguardo a perdite, col concorso di paracadutisti lanciati nelle retrovie per


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inquadrare i partigiani e sollevare la popolazione. La reazione è molto energica: si provvede al rifornimento aereo delle truppe accerchiate e, contemporaneamente, si cerca di ripristinare il contatto, nonostante le difficoltà dovute alla neve alta e al freddo intenso. La situazione viene giudicata dai comandi germanici con molta calma, ma con crescente contrarietà in quanto l'azione sovietica ha fatto perdere l'iniziativa alla parte tedesca e obbliga a continui difficili spostamenti di riserve, come pure a impegnare le grandi unità affluite dall'ovest in direzioni diverse da quelle prestabilite . Deve anche tenersi conto del progressivo logoramento e delle crescenti perdite di materiali, mentre l'impossibilità di assumere su vasti settori della fronte una linea stabile ha impedito di procedere alle necessarie sostituzioni e concedere un periodo di riposo a molte unità logore. La preoccupazione principale sembra in questo momento fissare una linea conveniente per l'arresto delle forze in vista dell'imminente disgelo, che in molte zone renderà difficoltosi percorribilità e rifornimenti (56). La sua assunzione potrà determinare nuove correzioni del fronte, anche perché essa costituirà la partenza per la prevista offensiva. Nell'ambiente del comando dell'esercito Marras trova un clima di ottimismo, che contrasta con le difficoltà dei trasporti e dei rifornimenti, ma s'appoggia d'altra parte "a un evidente senso di sollievo" per l'approssimarsi della buona stagione e fors'anche per la constatazione che i risultati ottenuti dei sovietici sono inferiori a quelli temuti nelle prime giornate del ripiegamento. Si tratta, iuttavia, di "un ottimismo voluto", che è determinato anche dagli ordini severi impartiti dal Fuhrer ai fini della tutela del segreto e per " rafforzare la persuasione nella villoria finale". L'entità delle forze germaniche è di circa 300 divisioni, delle quali circa 190 impiegate alla fronte sovietica. Molte di esse sono a effettivi considerevolmente ridotti e costituiscono pertanto unità miste di consistenza assai varia: si trovano in linea da molti mesi, spesso senza essere state completate. Sono in corso spostamenti fra fronte orientale, territorio e fronte occidentale. Divisioni di nuova formazione e altre provenienti dall'ovest sono state inviate in Russia; divisioni logore sono arrivate in Francia, dove avranno la possibilità di completarsi e rimettersi in efficienza materiale e spirituale. I reparti complementi dislocati nel territorio sono riuniti, per motivi disciplinari e addestrativi, in "divisioni" che non costituiscono pertanto grandi unità normalmente impiegabili. Molta importanza si annette alla preparazione dei nuovi reparti; si utilizzano nuclei d'inquadramento pratici dei procedimenti impiegati alla fronte sovietica . Si manifesta un certo scadimento nella qualità dei quadri e, in particolare, dei sottufficiali. Ogni


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sforzo viene attualmente fatto per conservare, per quanto è possibile, la qualità degli ufficiali, specie di quelli inferiori. Le contrapposte forze sovietiche risultano ripartite in tre comandi superiori (nord-ovest, ovest, sud-ovest) e in tre gruppi d'armate autonomi (Carelia, Crimea e Caucaso); ogni comando superiore comprende un certo numero di gruppi d'armate. Le denominazioni danno un'idea superiore alla loro reale consistenza: le armate in molti casi possono considerarsi equivalenti appena a un corpo d'armata . Le grandi unità elementari sono in sostanza unità miste di consistenza molto varia, ma sempre inferiore a quella normalmente loro attribuita; particolarmente scarsa è l'artiglieria. Comprese le riserve strategiche della Russia europea e dell'Estremo Oriente, si tratterebbe d'un complesso di 328 divisioni di fanteria, 39 di cavalleria, 138 brigate di fanteria, 70 unità miste corazzate. Soltanto un mese prima si riteneva che in primavera i sovietici avrebbero avuto 220-250 divisioni con circa 10.000 carri (57>_ Per la ripresa offensiva del 1942 sembrano presentarsi ancora tre obiettivi : Leningrado, Mosca e Caucaso (nel 1941, il terzo era rappresentato dal bacino del Doniétz). L'attenzione del Fiihrer potrebbe essere ancora attirata da Mosca, non soltanto per il suo valore morale, ma anche per ragioni di prestigio dato che il ripiegamento germanico ha assunto un caraLLere di maggiore gravità proprio di fronte a Mosca. Se non che attualmente si sta affermando la concezione di gravitare nel settore meridionale per raggiungere al più presto il Caucaso, allo scopo di occupare i giacimenti petroliferi di Maikop (ormai indispensabili per superare l'attuale crisi dei carburanti), provocare ripercussioni sqll'atteggiamento della Turchia e avvicinare la minaccia al Medio Oriente, divenuto area vitale dell'impero britannico. È necessario ottenere nel 1942 almeno la neutralizzazione delle forze sovietiche, in modo che la fronte orientale cessi dal rappresentare una minaccia per la Germania. La costa atlantica rimarrà convenientemente presidiala: si temono azioni di sbarco a raggio più o meno ampio destinate a scuotere il prestigio tedesco nei territori occupati ma soprattutto a richiamare forze aeree sottratte alla fronte orientale durante l'offensiva. La ripresa delle operazioni sottomarine in Atlantico, dov'è stata iniziata di sorpresa la lotta al traffico lungo le coste americane, sta ottenendo cospicui risultati, valutati finora a oltre 500.000 tonnellate di naviglio affondato. La Germania sta compiendo in questo momento il massimo sforzo industriale per ripianare le perdite e preparare la nuova campagna. Le industrie si dibattono in notevoli difficoltà per insufficienza d 'impianti e di ma-


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no d'opera. Al posto dei promessi congedamenti per le esigenze dell'industria, sono stati invece chiamati alle armi in questi ultimi tempi 500 mila operai. Questi sono in parte sostituiti da stranieri e da prigionieri; "recentemente sono stati immessi nelle industrie anche prigionieri di guerra sovietici il cui rendimento peraltro è menomato dalla deficienza della razione alimentare". Le fabbricazioni sono concentrate nei settori degli aeroplani, dei carri armati e degli automezzi. La scarsità di carburante ha imposto una larga utilizzazione di autocarri con motori a gasogeno. Nell'interno permane un'atmosfera di stanchezza e sfiducia. Le notizie sulle perdite preoccupano l'opinione pubblica. Si parla di nuove restrizioni alimentari che verrebbero adottate col primo aprile prossimo e in particolare della riduzione della razione di carne dagli attuali 400 a 300 grammi mensili. In akuni ambienti militari del territorio si manifesta un certo senso di sfiducia, talvolta anche sull'esito delle operazioni offensive della prossima estate. Le ripercussioni del ripiegamento in Russia e soprattutto dei provvedimenti presi contro alcuni comandanti non sono ancora cessate e molto si discute al riguardo. "Come notato altra volta, questi elementi della situazione interna vanno registrati senza che debba atlribuirsi per ora ad essi un valore essenziale. Si tralta di una situazione la quale è certamente assai diversa da quella dello scorso anno, ma che non deve stupire in una guerra la quale assume una certa durata. La funzione essenziale è quella della fronte e quivi la situazione morale è assai migliore, come viene r(fedto, e in crescente ripresa". Verso la fine d'aprile, le operazioni invernali possono ormai considerarsi chiuse non soltanto per l'avanzare della stagione primaverile, ma anche per il fatto che l'offensiva sembra ormai esaurita, a prescindere dalle ultime azioni locali dirette a mantenere i risultati ottenuti c5s>. Lo scioglimento delle nevi caratterizza la fase attuale di transizione, nella quale i preparativi germanici per l'offensiva della prossima estate sono ostacolati dall'impantanamento del terreno. È possibile, a questo punto, un consuntivo sulle operazioni invernali in Russia. La controffensiva sovietica è stata sferrata nel momento in cui era

giunta a un punto morto l'offensiva germanica di ottobre, che s'era proposta di occupare Leningrado, Mosca e l'intero bacino del Doniétz. La linea raggiunta dalle truppe tedesche era il risultato di sforzi tenaci per aprirsi rapidamente la strada e accerchiare le più importanti masse sovietiche. Trascinate dai consueti procedimenti di penetrazione spregiudicata, alcune armate corazzate venivano a trovarsi in salienti esposti a controffensiva avversaria. In questa situazione, aggravata dalla mancanza di equipaggiamento invernale e dalla difficoltà di rifornimenti, il 29 novembre s'iniziava,


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con la rioccupazione di Rost6v, la grande controffensiva sovietica; i suoi risultati imponevano al comando supremo germanico, il 7 dicembre, di sospendere le operazioni offensive nell'intendimento di assumere una linea di sistemazione invernale, sulla quale ristorare le truppe e attendere la nuova stagione operativa. Il piano operativo russo si proponeva inizialmente i seguenti presumibili obiettivi: - sblocco di Leningrado; - annientamento delle forze germaniche impegnate in direzione di Mosca e successivo raggiungimento di Smolensk; - allontanamento delle forze tedesche dalla Crimea e dal bacino del Doniétz e rioccupazione di Dniepropetr6vsk. L'insufficienza dello strumento operativo, determinata soprattutto dalla scarsità di quadri, di alcuni materiali d'armamento e d'addestramento, ha costretto però il comando sovietico a rinunziare all'attuazione sistematica d'un piano prestabilito, limitandosi a sfrutlare la situazione nei settori dove l'avanzala aveva potuto realizzare maggiori successi. I risultati positivi della controffensiva sovietica consistono nell'aver: - imposto al nemico un ripiegamento non previsto di 80-170 km e allontanato la minaccia su Mosca; - causato perdite ingenti di uomini, materiali bellici e mezzi di trasporto; - attuato un' incessante guerra d'usura che ha impedito all'avversario un conveniente ristoro; - guadagnato tempo, sia pure a prezzo di gravi perdite, ai fini politici e del trasferimento delle industrie nella Russia asiatica; - inflitto al nemico ~na perdita di prestigio, facendo crollare il mito dell'invincibilità dell'esercito tedesco; - determinato nei territori occupati una situazione d'incertezza, alimentata anche dall'attività partigiana, che ne ha rallentalo riorganizzazione economica c sfruttamento. Per converso, nessuno degli obiettivi essenziali è stato raggiunto , oltre tutto a prezzo d'un sensibile logoramento di uomini e materiali provenienti dalle efficienti unità dell'Estremo Oriente. Lo svolgimento delle operazioni invernali consente di mettere in evidenza alcune considerazioni di carattere sia generale sia specifico. Lo "spazio" e il "tempo" assumono nello scacchiere russo dimensioni che escono dall'ordinario e che da parte germanica non erano stati sufficientemente messi a calcolo. I grandi spazi hanno posto alle operazioni, e in particolare alla logistica, problemi di fronte ai quali perfino l'organizzazione tedesca s'è trovata in difetto. I tempi hanno assunto proporzioni in-


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consuete, in relazione alle dimensioni stesse degli spazi: a una loro carente valutazione ha contribuito la sottovalutazione delle forze sovietiche e del rigore dell'inverno russo, che ha limitato la capacità operativa tedesca e fortemente ridotto la sua superiorità tecnica e d'armamento. I sovietici hanno fatto assegnamento sul fattore tempo. Ogni battaglia di accerchiamento ha imposto ai tedeschi un arresto da una a tre settimane, per effetto della tenace resistenza sovietica. Il ritardo complessivo ha permesso ai russi di evitare il completo cedimento della resistenza prima dell'inverno e di mantenere Leningrado, Mosca e la regione di Rostov-Voroshilovgrad, essenziali non solo per il loro significato politico, ma anche per le loro risorse e l'appoggio che forniscono alle forze combattenti. La sottovalutazione delle forze sovietiche è stai.a costante: ha assunto grandi proporzioni all'inizio, è continuata durante le operazioni estive e, in misura minore, anche in quelle invernali, comportando gravi inconvenienti di fronte a Mosca e a Rost6v. Questa è una guerra di annientamento fra due opposte ideologie: germanici e sovietici combattono per l'esistenza e perciò hanno impresso alla lotta un carattere di distruzione e ferocia tipico delle guerre di religione dei secoli passati. Di fronte alla strategia ed alla tattica tedesca di accerchiamento, basate sullo sfondamento iniziale e sulla penetrazione di forze corazzate, i sovietici hanno resistilo sul posto, perdendo sì forze e materiali, ma rallentando le operazioni nemiche. Entrano qui in gioco i due fattori "tempo" e "spazio", che in definitiva hanno consentito ai sovctici di giungere all'inverno e imporre all'avversario una campagna logorante. Talvolta s'è anche dovuto constatare che la manovra di doppio avvolgimento era attuata su un raggio eccessivo. I procedimenti d'azione che hanno fruttato così rapidi e decisivi successi nelle campagne di Polonia e di Francia, hanno perduto progressivamente la loro efficacia. Ciò si deve atlribuirc al fatto che essi erano ormai completamente noti al nemico (e pertanto hanno perduto gli effetti cli sorpresa) e anche alla vastità degli spazi e all'entità delle forze avversarie (che hanno consenlito cli sopportare annientamenti di forze e cessione di territori senza tuttavia giungere all'esaurimento). La stessa spregiudicatezza che ha caratterizzato i procedimenti germanici ha finito col perdere progressivamente la sua efficacia, di fronte a un nemico che non s'è lasciato impaurire dall'apparizione di forze avversarie sui fianchi o anche sul tergo. "Questo impiego spregiudicato rappresenta, per così dire, l'applicazione del bluff ai procedimenti di guerra e come ogni procedimento del genere non può non logorarsi con l'uso". Questa tattica di estremo rischio e di fiducia nell'assoluta superiorità di pochi mezzi impiegati decisamente, senza alcun vincolo a direzioni d'attacco, guidata dal


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ger1erule Efisio Marras

solo scopo d'insinuarsi nello schieramento nemico e sfruttare a fondo anche le piccole infiltrazioni è dunque fallita, anche se condotta da un generale sperimentato come Guderian. A tale fallimento si deve altribuire l'allontanamento di questo generale, che pure è il creatore della dottrina d'impiego tedesca dell'arma corazzala e che tanti successi aveva ottenuto in passato. L'impreparazione logistica s'è dimostrata nell'inadeguata predisposizione dell'equipaggiamento e delle dotazioni invernali cd è slala aggravata dalla crisi dei trasporti. Questa situazione è stala dclerminata: - dall'erronea sicurezza d'un termine delle operazioni prima dell'inverno, ciò che ha indotto a predisporre l'equipaggiamento invernale per le sole forze di occupazione che si ritenevano necessarie per il presidio del territorio; - dall'inesatta valulazionc dell'inverno russo per quanto riguarda parLicolari predisposizioni per il funzionamento di armi e mezzi. Non è stato possibile occupare e mantenere una predeterminata linea di sistemazione invernale su cui condurre una "guerra di posizione", "risuscitando un nome che pareva ormai bandito per sempre dalla terminologia militare germanica". L'offensiva nemica e il desiderio di limitare il ripiegamento conservando posizioni riLenute importanti, hanno conferito alla linea un andamento irregolare e uno sviluppo antieconomico per la successione di salienti e rientranti anche molto pronunciati. Si tratta in ogni caso d'una particolare guerra di posizione, diversa eia quella della "guerra mondiale". È stato adottato il termine di "guerra di movimento sul posto"; non linee continue, ma un complesso a maglie larghe di grossi centri di resistenza appoggiati generalmente agl_i abitati, con larghi intervalli controllati da un sistema di sicurezza anch'esso a maglie larghe, secondo un concetto di difesa clastica su ampi spazi che lascia possibilità di grosse infiltrazioni. La perdita dell'iniziativa ha costretto il comando tedesco a parare di volta in volta l'offensiva sovietica nei settori più minacciati ricorrendo alla manovra delle riserve. Nonostante la loro scarsa entità e le difficoltà dei trasporti, i momenti di crisi sono stati superati grazie all'alto spirito combattivo dei reparti e all'ardimento operativo dei comandi. Da parte sovietica, le deficienze gravi d'inquadramento e addestramento si sono fatte sentire soprattutto nel mancato sfruttamento del successo. Conseguito più volte lo sfondamento profondo in alcuni settori, in nessun caso i sovietici sono stati capaci di raggiungere obiettivi essenziali quali la conquista d'importanti città o l'accerchiamento di grandi unità tedesche. Smolensk, Dniepropetr6vsk e la Crimea sono rimasti irrangiungibili. Un solo grande accerchiamento che le forze sovietiche sono riuscite ad ottenere è quello di due corpi d'armata nella regione cli Demiansk, ma anche in questo


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caso all'accerchiamento non è seguita quell'opera di rrammentazione progressiva delle sacche e di annientamento praticata dai tedeschi nelle operazioni offensive. Le grandi unità germaniche si sono organizzate in posizioni fortificate (Festung Demiansk, fortezza Demiansk) che, abbondantemente rifornite per via aerea, resistono ancor oggi in attesa delle forze di soccorso. Questa campagna invernale ha determinato un forte logoramento dei sovietici, che hanno gettato nella lotta le forze che avrebbero potuto essere più utilmente impiegate per contrastare le operazioni estive tedesche. Bisogna però riconoscere che ai sovietici importava guadagnare tempo c ottenere un'affermazione di prestigio nei riguardi dell'opinione interna ed estera. L'esperienza passata aveva già dimostrato che la superiorità di armamento e addestramento offre condizioni più favorevoli ai tedeschi nella stagione asciutta: occorreva perciò sfruttare al massimo l'inverno. Il bilancio di queste operazioni è senza dubbio positivo per il comando sovietico, anche perché l'esercito tedesco dovrà partire in estate da una situazione meno favorevole di quella rappresentata da una solida linea invernale. L'esperienza bellica ha suggerito talune innovazioni nella costituzione delle grandi unità elementari tedesche 159>. Invariate le divisioni di fanteria, da montagna e corazzate, anche se queste ultime dispongono a volte di tre o addiritturn due soli battaglioni carri (anziché di quattro). Nella divisione motorizzata, rivelatasi troppo pesante nella campagna di Polonia, un reggimento di fanteria è stato sostituito da un battaglione ciclisti. La divisione di cavalleria è "montata". Divisioni SS e di polizia hanno il medesimo organico di quelle di fanteria . Le divisioni di occupazione (Besatzungsdivision) hanno trovato impiego alla fronte occidentale e nei Balcani. Per la difesa delle retrovie alla fronte russa si è ricorsi alle divisioni di sicurezza (Sicherheitsdivìsion), idonee a operazioni di rastrellamento e alla protezione di ampie zone.

(1) 2614/A - 6 gennaio 1941 (AUSSME 46/1). (2) USSME - Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943), 1977, documento 1 (897 /863 - 21 aprile 1941). (3) lhidem, documento 2 (240/S, 241/S, 242/S - 7 maggio 194 1). (4) Senza numero - 30 maggio 1941 (AUSSME 48/2 oppure USSM H, /, e operazioni cit., documento 3). (5) AUSSME 44/13. (6) Leonardo S1MoN1, Berlino - Ambasciata d'Italia (1939-1943), Roma 1946, p. 234. Leonardo Simoni è lo pseudonimo dell'ambasciatore Michele La nza, a ll'epoca segretario d ' ambasciata.


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Il ~errerale Efisio Marras

(7) USSME, Le operazioni cit., p. 35. (8) Ibidem, documento 4 (338/S - 13 giugno). Marras si trova in quei giorni a Roma: ricevuto da Mussolini, "dice che l'esercito tedesco anela di battersi. Obiettivi: Leningrado - Mosca - Odessa" (Diario Cavallero, 15 giugno 1941, USSME -Le operazioni cit., documento 9) . (9) S1M0N1, op. cii., p. 238. (10) USSME, Le operazioni cit., documento 5 (347/S - 17 giugno 1941). (I J) Ibidem, documento 6 (362/S - 363/S, 20 giugno 1941); vedasi anche /\USSME 48/ J bis. (12) USSME - Le operazioni cit., p. 36. (13) Ibidem, documento 14. (14) MAE-DDT, TX/7, documento 288, p. 273. (15) 382/S - 23 giugno 1941 (AUSSME 48/2). (16) AUSSME 44/ 13. (17) 381/S - 22 giugno 1941 (AUSSME 48/2). (18) Nella terminologia italiana (usata nel prosieguo), "gruppi d'armate". (19) 432/S - 29 giugno 1941 (AUSSME 48/2). (20) È strano che Marras, almeno fino a questo momento, non si renda conto dell'importanza del patriottismo di fronte all'invasore, cui Stalin fa appello in questi frangenti (N.d.A.). (21) 583/S - 22 luglio 1941 (AUSSME 48/2). (22) 544/S - 18 luglio 1941 (AUSSME 48/ 2). (23) 648/S - 30 luglio 1941 (AUSSME 48/2). (24) 660/S - 3 1 lu glio 1941 (AUSSME 48/2). (25) Di lì a non molto, sarà sostituito nell' incarico dal generale Zeitzler. (26) 713/S - 8 agosto 1941 (AUSSME 48/2). (27) MAE-DDI , IX/7, doc urmmto 501, pp. 488-91; vedasi auche AUSSME 46/ 1. (28) 7J 3/S, cit. (29) 660/S, cit . (30) AUSSME 44/13. (31) AUSSME 48/ 2. (32) Rappresaglie e proibizioni. (33) Senza numero - 15 settembre 1941 (/\USSME 48/2). L'appunto riservato di Alfieri al capo del governo, che tratta anche altri argomenti, si trova in MAE-DD1, lX/7, documento 532, pp. 531-40. (34) Il quartier generale sud era sistemalo nella Polonia sud-or ientale (200 chilometri a est di Cracovia) ; prima del viaggio di Mussolini non era stato ancora utilizzato. (35) Senza numern - 19 settembre 1941 (AUSSME 46/ 1). (36) 986/ S - 20 settembre 1941 (AUSSME 48/2). (37) Senza numero - 22 settembre 1941 (AUSSME 48/2). (38) Ora Szczecin , in Polonia. (39) 1045/ S - l ottobre 1941 (AUSSME 48/2). (40) Tzarìtzin, cioè Stalingrado (oggi Vnlgogràd) appare qui per la prima volta, sia pure nella sua denominazione prerivoluzionaria. Evidentemente, nel sellembre 1941 questa città non era ancora famosa (N.d.A.) . (41) Senza numero - 6 ott.obrc 194.1 (AUSSMF. 48/2). (42) CIANO, Diario cit., pp. 545 e 546. (43) Senza numero - 27 ottobre 1941 (AUSSME 48/2). (44) 694/S - 2 marzo 1942 (/\USSME 48/2). (45) 1440/S - 1 dicembre 1941 (AUSSMR 48/2). (46) 1526/S - 12 dicembre 1941; senza numero - 13 dicembre 1941 (AUSSME 48/2). (47) 1602/S - 18 dicembre 1941 (AUSSME 48/2).


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(48) 1614/S - 22 dicembre 1941 (AUSSME 48/2). (49) 7/S - 2 gennaio 1942 (AUSSME 48/3). (50) 332/S - 29 gennaio 1942 (AUSSME 48/3). (51) 154/S - 14 gennaio 1942 (AUSSME 48/ 3). (52) 332/S, cit. (53) 796/S - 12 marzo 1942 (J\USSME 48/3). (54) 708/S - 3 marzo 1942 (AUSSMR 48/3). (55) Nell'ultima fase del conflitto, sostituirà il generale Zeilzler nell'incarico di capo di slalo maggiore dell'esercilo. (56) 796/S, cil. (57) Senza numero - 18 febbraio 1942 (AUSSME 48/ 3). (58) 1253/S - 23 aprile 1942 (AUSSME 48/3). (59) 4640/ A - 23 ottobre 1941 (AUSSME 46/2).


LA SITUAZIONE POLITICO-MILITARE ALLA FINE DEL 1941

Come di consueto, al termine di ogni anno di guerra Marras fa il punto della situazione politico-mili lare e formula previsioni per il futuro. Le solite doti di sintesi, chiarezza e lucidità caratterizzano il documento approntato agl'inizi del 1942(11• Nel I 940, la tenace volontà britannica aveva impedito la cessazione di ogni resistenza in occidente. L'offensiva aerea conlro l'Inghilterra aveva inflitto gravi perdite all'aviazione britannica e attualo vaste distruzioni specie a Londra, senza però riuscire nel suo scopo ultimo di costringere gl'inglesi alla resa. Cionondimeno, la Germania aveva conseguito, rapidamente e con perdite limi late, il pieno controllo di Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Francia. La lotta al traffico, poi, aveva ottenuto risultati promettenti, ma inferiori a quanto inizialmente sperato. " Nel complesso i risultati ottenuti nel 1940 erano stati veramente ragguardevoli e tali da esallare la fiducia e la sicurezza delle forze armate e della nazione, anche atlraverso un certo senso di benessere susseguente alla vittoria e alle catlure. Le forze armate potevano disporre di lunghi mesi di ristoro e di preparazione per le operazioni del 1941". Il fallimento dell'offensiva aerea contro l'Inghilterra induceva l'alto comando germanico a rinviare sine die Io sbarco, nell'idea che esso dovesse costituire l'epilogo del logoramento causato dal blocco. Nella necessità di mantenere l'iniziativa, l'attenzione tedesca si rivolgeva al Mediterraneo, e precisamenle alla penisola balcanica, con la parziale occupazione militare della Romania, ottima base per successive azioni politico-militari contro l'Inghilterra e nella tradizione germanica e austro-ungarica del Drang nach Osten. In verità, lo scoppio delle ostilità italo-greche aveva turbato i progetti tedeschi, inizialmente volti ad attirare i singoli stati balcanici nella propria orbita per assumerne poi il controllo. Fino al colpo di stato jugoslavo, la Germania aveva sperato di raggiungere i propri obiettivi con semplici dimostrazioni di forza, senza ricorrere alle armi. L'offensiva britannica in Cirenaica affrettava, d'altra parle, l'intervento militare nel Mediterraneo d'un corpo corazzalo tedesco in Libia e d'un corpo aereo in Sicilia. Infine, per l'operazione contro Gibilterra, accuratamente predisposta, era ritenuto indispensabile il consenso spagnolo, su cui Franco si manteneva però assai esitante.


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Nessuna di tali operazioni, peraltro, consentiva alla Germania d'impiegare adeguatamente le grandi forze disponibili: già alla fine del 1940 l'obiettivo principale del comando tedesco consisteva nella distruzione dell'Unione Sovietica. La Russia rappresentava nel pensiero di Hitler la terra dinaturale espansione della Germania. L'accordo dell'agosto 1939 costituiva un semplice espediente destinato a evitare la guerra su due fronti: la politica e le armi tedesche avevano ora libertà d'azione a oriente. Da parte sua, il comportamento sovietico (guerra contro la Finlandia, annessione degli stati baltici, occupazione della Bessarabia, richieste di Molotov nei colloqui di Berlino), tendeva a sfruttare un eventuale logoramento della Germania o un'occasione opportuna per aggredirla. L ' azione contro la Russia domina i piani operativi germanici per il 1941: le rimanenti operazioni sul continente sono subordinate alla condizione di avere, al momento opportuno, la quasi totalità delle forze disponibile per l'offensiva alla fronte orientale. In definitiva, i piani operativi per il 1941 prevedevano: - l'operazione contro Gibillcrra, previo consenso spagnolo; - l'intervento in Africa settentrionale e nel Mediterraneo per allontana re la minaccia britannica; - il controllo deJla penisola balcanica mediante un'accorta combinazione di azione politica e pressione militare; - il proseguimento della battaglia atlantica; - l'abbattimento della Russia sovietica (obiettivo principale). Da questo complesso di operazioni la Germania si riproponeva risultati decisivi. L'azione contro Gibilterra, che sembrava di attualità nel dicembre 1940, è stata accantonata per le difficoltà interne spagnole e la diffidenza di quel governo. L' Afrikakorps ha al suo attivo la brillante ripresa in Cirenaica col nostro concorso; le difficoltà hanno poi pesato gravemente sulle unità germaniche come su quelle ita liane. Il corpo aereo dislocat~ in Sicilia e nel Nordafrica si proponeva inizialmente risultati decisivi su Malta, ma la robustezza dell'organizzazione difensiva dell'isola non ha consentito di ottenere effetti duraturi. "Tutto sommato, anche sulla base di quanto è avvenuto in Grecia, si deve ritenere che l'alto comando germanico, ipnotizzalo dagli altri due grandi obiettivi, isole britanniche e Russia, non abbia avuto una visione tempestiva né completa dell'importanza che assume il Mediterraneo ai fini della condotta generale della guerra. È questa la ragione principale per la quale il concorso di materiali di armamento da parte della Germania è stato lento e limitato". L'intervento contro la Grecia, concordato con l'Italia per alleggerire la situazione in Albania, procedette con estrema cautela per evitare complicazioni, soprattutto nei riguardi della Turchia. I ritardi vennero motivati dalla


La situazione politico-militare alla fine del /941

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convenienza di attendere una stagione migliore, ma non fu estraneo il desiderio di provocare, mediante la semplice pressione militare, il cedimento del governo di Atene, in modo da salvaguardare le ottime relazioni politiche tedesche con la Gre<.:ia e disimpegnare più rapidamente le proprie forze_ Queste aspettative furono rese vane dal colpo di stato jugoslavo, che impose un doppio intervento armato contro Jugoslavia e Grecia, con una campagna di rapido corso. Seguiva poi l'occupazione di Creta, sotto la direzione della Luftwaffe, con larga partecipazione di paracadutisti e unità avioportate: veniva così offerta all'aeronautica germanica l'occasione d'un successo, dopo i mancati risultati dell'offensiva aerea contro l'Inghilterra. La battaglia dell'Atlantico, o meglio la lotta contro il traffico marittimo, è proseguita impiegando su larga scala mezzi navali ed aerei. Cionondimeno, gli affondamenti sono in diminuzione e si mantengono tra le 2CX>.OOO e le 400.000 tonnellate mensili, ben al di sotto del minimo necessario calcolato per ottenere a ragionevole st:adcnza l'esaurimento del naviglio nemico (800.000 tonnellate mensili). Concluse le operazioni nella penisola balcanica, la radunata alla frontiera sovietica, che era già in corso da qualche mese, veniva affrettata fino a completare lo schieramento offensivo. Le ostilità avevano inizio di sorpresa il 22 giugno. li ritmo delle operazioni germaniche, dopo i grandiosi successi iniziali, rallentava progressivamente di fronte a crescenti difficoltà dovute anche alla stagione. La grande offensiva t:omim:iata il 2 ottobre era destinata, nel pensiero dell'alto comando germanico, a raggiungere gli obiettivi decisivi di Mosca, Leningrado e del bacino del Doniétz. In realtà, la tenace resistenza sovietica, il forte logoramento subito dalle armate germaniche dopo sei mesi ininterrotti di combattimenti, il rigore dell'inverno costringevano il comando tedesco a interrompere ai primi di dicembre le operazioni offensive e ad arretrare in vasti settori per assumere uno schieramento più conveniente al ristoro delle truppe in inverno. Tale movimento retrogrado, attuato sotto la pressione del nemico e a prezzo di notevoli perdite, ha messo in luce una certa depressione subita dai reparti, in genere scarsamente equipaggiati in relazione al rigore del clima. Segnali di crisi resi evidenti dall'allontanamento del marescia11o von Brauchitsch, dalla sostituzione di alcuni elevati comandanti e dall'assunzione diretta del comando dell'esercito da parte del Fiihrer. In sintesi, il bilancio delle operazioni militari germaniche nell'anno 1941 è così caratterizzato. "Sono state spezzate le resistenze nemiche nella penisola balcanica ed è stata occupata Creta. Gravi difficoltà economiche ed alimentari e movimenti insurrezionali hanno peraltro impedito finora la sistemazione di quelle regioni.


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generale Efisio Marras

Sono state inflitte nuove e sensibili perdite al naviglio nemico; tuttavia il rendimento della guerra al traffico appare in diminuzione; nuove prospettive si presentano peraltro con l'aumento del volume dei trasporti a grandi distanze, reso necessario dallo scoppio delle operazioni in Estremo Oriente, il quale rallenta il ciclo d'impiego del naviglio. La lotta aerea contro le isole britanniche è stata considerevolmente rallentala a partire dalla primavera scorsa, così che il funzionamento della vita e quindi anche quello delle industrie in Inghilterra deve considerarsi migliorato. L'attività aerea britannica sul Reich e sui territori occupati ha segnato una ripresa, specie dopo l'inizio delle operazioni contro la Russia; danni e disturbi sono stati arrecati in alcuni centri delle regioni occidentali e delle regioni costiere, senza peraltro incidere, se non in misura assai limitata, sulla produzione bellica. Le operazioni contro la Russia hanno condotto le forze armate germaniche a nuovi, grandiosi successi, che giustamente sono stati ufficialmente indicati come i più grandi che la storia registri. Di essi la nazione e le forze armate vanno giustamente orgogliosi, perché il soldato tedesco ha dimostrato di saper sostenere i più gravi strapazzi e affrontare ogni rischio. I risultati ottenuti, misurabili dalle perdite in uomini e materiali inflitte al nemico e dall'estensione dei territori occupati, sono anche grandiosi. È mancato, peraltro, alle armi germaniche il successo risolutivo che l'alto comando si attendeva da questa campagna. La fronte orientale non è liqu;data; essa rimane attiva e impegnerà ancora nel prossimo anno la massa delle forze germaniche. Non bisogna poi nascondere che gli arretramenti imposti in quest'ultima fuse delle operazioni, come pure l'entità delle perdite, hanno determinato una certa depressione nelle truppe e nella popolazione. Si può dire che l'incantesimo della invincibilità delle forze germaniche è stato rotto dai sovieti. Per completare questo riassunto occorre tener conto infine di altri due elementi: - l'installazione dell'Inghilterra in Siria e nell'Iran, la quale in concomitanza con l'allontanamento della minaccia tedesca contro il Caucaso, rende più circospetta la Turchia; - l'intervento del Giappone e degli Stati Unili, il quale può portare un alleggerimento nella situazione navale e in alcune posizioni nel teatro di guerra occidentale, ma pone la Germania di fronte alla guerra contro gli Stati Uniti, che la politica tedesca aveva finora cercato di evitare'' . Circa lo sforzo militare tedesco durante l'anno 1941, in primavera la Germania disponeva di 240 divisioni, delle quali un centinaio alla fronte orien-


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tale, 80 a quella occidentale, 25 nella penisola balcanica e una trentina nel territorio. Nelle 240 erano comprese 25 divisioni di occupazione distribuite tra le varie fronti. Ai primi di giugno, il numero delle divisioni era salito a 260, delle quali 180 alla fronte orientale, una cinquantina alla fronte occidentale e una trentina nel territorio. Le operazioni contro la Russia sono state iniziate con una massa di circa 190 divisioni, comprese quelle dislocate in Finlandia e Lapponia. Si può ritenere che il complesso delle divisioni germaniche esistenti alla fine del 1941 sia di circa 280, buon numero delle quali alla fronte orientale con effettivi ridotti. La forza alle armi alla fine dell'anno aveva raggiunto un effettivo complessivo, per le tre forze armate, da 9 a IO milioni di uomini, ai quali debbono aggiungersi il servizio del lavoro, l'organizzazione Todt e il corpo automobilistico nazionalsocialista, impiegati per scopi militari. Si arriverebbe così a 11 -12 milioni. Ufficialmente è stata data l'indicazione che la forza alle armi può ragguagliarsi all'l 1-120/o della popolazione. Parallelamente, la Germania ha compiuto un enorme sforzo industriale per attrezzare l'esercito. Occorre pensare non soltanto al numero delle divisioni alle armi, ma anche allo sviluppo crescente delle truppe corazzate e motorizzate e al continuo perfezionamento dell'armamento. La campagna di Russia, con l'intenso logoramento verificatosi fin dall'inizio, ha posto subito il grave problema delle sostituzioni. L'inverno ora iniziato richiede pertanto lo sfruttamento massimo del potenziale bellico e delle risorse demografiche. Per valutare lo sforzo militare compiuto dalla Germania nel 1941, occorre tener conto anche delle perdite. Secondo i dati ufficiali, queste, a tutto novembre, ammontavano a 165.000 morti, 578.000 feriti e 36.000 dispersi. Questi dati, anche se giusti, non comprendono i morti per malattia o a seguito di ferite. Si può ritenere che le perdite complessive superino i due milioni di uomini (parzialmente recuperabili per quanto riguarda feriti e malati). Per fronteggiare queste perdite sono previste nuove chiamate, con un gettito di oltre due milioni di uomini. I sovietici, da parte loro, hanno perduto (tra morti e prigionieri) almeno 8 milioni di uomini, senza peraltro esaurire la propria capacità combattiva, come dimostra la ripresa offensiva in corso. Per quanto si riferisce alla situazione economica, la Germania, mettendo in atto la sua poderosa organizzazione, ha orientato rapidamente fin dall'inizio tutta la sua attività economica ai fini della guerra. La produzione industriale si è concentrata sulle necessità belliche, imponendo restrizioni crescenti alla produzione per uso civile. Tanto per l'utilizzazione degl'im-


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pianti industriali, quanto per l'impiego della mano d'opera, la Germania si approssima ora al suo sforzo massimo. Largo ricorso è stato fatto alla mano d'opera straniera e buon concorso hanno fornito i prigionieri. Secondo indicazioni recenti, il numero delle persone occupate in attività civili ammonta a 24 milioni, di cui il 40% donne. Si ritiene che un ulteriore sforzo venga compiuto nell'utilizzazione della mano d'opera femminile. Vanno aggiunti 2.140.000 lavoratori stranieri, di cui il 23% donne, quali risultavano da una statistica a fine settembre 1941, e circa un milione di prigionieri di guerra, esclusi quelli sovietici, finora scarsamente impiegati nei lavori. Lo sforzo della Germania è diretto attualmente a intensificare la produzione dei paesi occupati o controllati. Sta di fatto però che il profondo turbamento della guerra sulle economie e le condizioni spirituali che la politica tedesca ha determinato in questi paesi ostacolano gravemente un'efficace collaborazione. Grande assegnamento viene fatto sui territori sovietici occupati, ma il completo sfruttamento agricolo e la piena attività dei giacimenti minerari e degl'impianti industriali non potrà attendersi che a partire dal 1943. Si aggiunga che l'aumento previsto della forza alle armi, come pure il logoramento di materiali subito nella campagna di Russia, vengono ad accrescere il fabbisogno di sostanze alimentari e di produzione bellica. Tutto sommato, si deve ritenere che l'anno ora iniziato sarà, dal punto di vista economico, di forte tensione, la quale durerà prevedibilmente, secondo l'opinione di alcuni ambienti dirigenti, fino alla metà del 1943. Vale ora la pena di dare la parola a Marras, a conclusione della relazione, per esaminare la situazione interna tedesca, valutare complessivamente le operazioni militari dell'anno 1941 e prevedere quelle del 1942. "Gli elementi positivi che caratterizzano la situazione interna sono rappresentati soprattutto dalla bene organizzata e regolare ripartizione delle risorse e dal mantenimento di una rigida disciplina, la quale si appoggia sul senso innato di ordine e di disciplina della popolazione. Con tutto ciò, la Stimmung del popolo tedesco ha segnato in questi ultimi tempi una notevole depressione, alla quale hanno concorso vari elementi: - il prolungarsi della guerra in contrasto con le previsioni ottimistiche pubblicamente annunziate anche dal Fuhrer e dimostratesi, in seguito, f al/ad; - il disagio creato dal regime di lavoro intenso e obbligatorio, anche per effetto degli spostamenti che sono stati imposti alla mano d'opera e del frequente distacco dalle famiglie; - le limitazioni crescenti, le quali tuttavia non hanno finora toccato i generi alimentari di prima necessità, il cui razionamento è rimasto quasi immutato;


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i contrasti interni ingenerati dalla lotta contro la religione e da altre manifestazioni; - il malcontento serpeggiante in alcuni strati delle masse operaie, nei quali il nazismo nei pochi anni di potere non ha potuto penetrare in profondità; - le perdite subite dalle forze armate nella campagna di Russia. Occorre aggiungere che le notizie sugli arretramenti compiuti alla fronte sovietica, nonostante le reticenze e le assicurazioni ufficiali, hanno dato alla popolazione il senso di un insuccesso e hanno scosso la fiducia nella invincibilità delle forze armate tedesche, mettendo ancora in evidenza la minore capacità del popolo germanico, rispetto ad altri popoli, ad incassare gli insuccessi. Tutto sommato, la fine del 1941 trova la popolazione tedesca in una situazione di incipiente stanchezza e di evidente depressione. Parallelamente, peraltro, si va radicando la persuasione che questa guerra rappresenta per la Germania una lotta a morte e che pertanto è necessario compiere il massimo sforzo per raggiungere la vittoria. Concludendo, i /allori negativi ora registrati non destano per ora alcuna preoccupazione. Preoccupazioni potrebbero sorgere soltanto con un lungo protrarsi del conflitto e soprallutto nel caso che si dovessero presentare nuovi insuccessi" . "Un singolare contrasto segna le operazioni nel 1941. Esse hanno dato alla Germania grandiose vittorie militari, le quali giustamente sono state indicate dal Fiihrer come le più grandi vittorie della storia; d'altro canto, sono venuti a mancare in buona parte i risultati che la Germania si allendeva dalla campagna di Russia; non solo, ma l'arretramento che si è imposto alla fine dell'anno e che ancora non è ultimato, ha segnato un indubbio scacco, soprattutto nella parte morale, in quanto ha rotto agli occhi stessi della nazione e de/l'esercito germanico il mito della invincibilità, e ha messo in evidenza gli errori di valutazione e la impreparazione a una campagna invernale di così grande portata, a tanta distanza dalle basi. L'arretramento in se stesso, per la sua entità limitata, in relazione alle grandi dimensioni del teatro di operazione, non avrebbe valore apprezzabile; ma esso ne acquista uno più notevole, sia per le condizioni nelle quali viene fatto, sotto la pressione del nemico e senza che sia stata predisposta una linea ben sicura di ripiegamento, sia anche perché esso segna la rinunzia, per alcuni mesi, al raggiungime'!lo di alcuni obiettivi essenziali e precisamente l'occupazione di Leningrado, l'investimento di Mosca, il possesso completo del Donez. Occorre tenere presente che la Germania proponevasi dalla campagna 1941 contro la Russia l'annientamento della sua potenza militare. Questo


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li generale Efisio Marras

scopo non è stato raggiunto, con grave pregiudizio della libertà d'azione della Germania. La Germania si propone ora di raggiungere questo obiettivo nel 1942. In sostanza, i tempi vengono a spostarsi di un anno. Ciò si riflette anche negli sviluppi che la Germania altendevasi da un completo successo alla fronte russa, soprattutto nei riguardi della Turchia e delle eventuali operazioni nel Medio Oriente. È da prevedere che le operazioni alla fronte sovietica continueranno a polarizzare l'attenzione e le forze dell'alto comando germanico, a pregiudizio delle operazioni nel Mediterraneo, delle quali detto comando non ha tempestivamente realizzato l'importanza. Questa situazione pone il comando tedesco di fronte a nuovi problemi e a nuovi compiti ed obbliga la nazione e le forze armale tedesche a nuovi sforzi. Giustamente è staio dello che l'anno 1941 rappresenta il primo vero anno di guerra della Germania. La situazione attuale si presenta nelle sue esatte dimensioni quando si confronti con la situazione che si presentava alle forze armate germaniche dopo l'armistizio di Compiègne. L'intervento del Giappone nel conflillo costillàsce evidentemente un elemento di grande importanza, perché può fornire un compenso alla situazione germanica, soprattutto dopo i rapidi successi ottenuti dalle forze nipponiche in Estremo Oriente. Per concludere questa valutazione complessiva delle operazioni nel 1941, si deve considerare che il mancato raggiungimento degli obiettivi deve attribuirsi soprattutto a errori di valutazione circa"l'entità delle forze sovietiche e la loro capacità di resistenza. Le forze sovietiche sono state sottovalutate a/l'inizio della campagna_e sono state sottovalutate anche nel seguilo, pur nell'ultima fase. Altrettanto era avvenuto nel sellembre 1940 nei riguardi dell'Inghilterra, ciò che parlò al fallimento de/l'offensiva aerea contro le isole britanniche". '' Si può domandare quali possano essere le operazioni previste per il 1942. Occorre premettere che durante l'inverno ora iniziato e per buona parte dei mesi di primavera, si presenta al comando germanico la necessità di attendere al riordinamento delle forze impiegate nella campagna di Russia; si tratta in sostanza di ripianare le ingenti perdite in uomini e materiali, di approntare nuovi mezzi, di ristorare anche nello spirito le forze logore dopo una campagna che ha richiesto il massimo sforzo da comandanti e truppe. Il problema principale che si pone alla Germania è quello di eliminare la Russia e ciò non soltanto per ragioni inerenti alla condotta della guerra, ma anche per ragioni di prestigio. Si può essere sicuri che il comando germanico concentrerà ogni sforzo per risolvere questo problema nella prossima estate. È prematuro domandare quali limili si proponga l'avanzata nel


La situa2ione polilico-militure alla fine del 1941

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territorio sovietico; il problema essenziale è quello di distruggere le forze combaltenti sovietiche, ma è chiaro che alla Germania si pone anche la necessità di raggiungere il Caucaso e di porre la mano anche sulla regione industriale degli Urali. Altro problema operativo è quello del Mediterraneo e del Medio Oriente. La soluzione di questo problema è veduta dalla Germania soprattutto in funzione di un concorso più o meno volontario da parte della Turchia. L'adesione della Turchia dovrebbe a sua volta essere in funzione del successo germanico contro la Russia sovietica. Tutto ciò porta ancora la Germania ad attribuire temporaneamente alle operazioni nel Mediterraneo un valore acces:r;orio, ciò che non esclude un concorso di una certa entità alle operazioni italiane. L'operazione su Gibilterra non viene naturalmente perduta di vista per il caso che la Spagna accedesse ovvero qualche violazione di territorio iberico o delle sue dipendenze da parte anglosassone ne porgesse l'occasione. Rimane la battaglia atlantica la quale verrà proseguita senza interruzione con le forze navali e con le forze aeree" .

(I) 123/S - R gennaio 1942 (AUSSM E 48/3).


LE OPERAZIONI ALLA FRONTE SOVIETICA NELL'ESTATE 1942

Alla fine di aprile, gl'intendimenti operativi del comando supremo germanico per la campagna estiva prevedono(ll: - azioni preliminari destinate a migliorare le basi di partenza (eliminazione dei grandi salienti nemici determinatisi dopo le operazioni invernali, rioccupazione della penisola di Kerc e conquista di Sebastopoli); - avanzata verso il Caucaso, da iniziare in giugno, occupazione o almeno investimento di Mosca, caduta di Leningrado per esaurimento. Le operazioni offensive avranno termine verso la metà d'ottobre, per poter assumere in tempo utile lo schieramento invernale. In maggio e in giugno sono conquistate la penisola di Kerc e Sebastopoli. Nell'intento di alleggerire la pressione tedesca in Crimea e fors'anche nella speranza di raggiungere obiettivi più profondi, il maresciallo Timoshenko attacca il 12 maggio nel settore di Iziùm, ma una pronta controffensiva di von Bock fino al 30 maggio conduce all'accerchiamento e annientamento di tre armate sovietiche, tra Iziùm e Krasnogràd. Il tentativo sovietico si chiude pertanto con un grave insuccesso, senza aver potuto ritardare lo sgombero della penisola di Kerc. "È soltanto da domandare se la controffensiva germanica non abbia costretto a impegnare prematuramente una aliquota delle forze che si andavano raccogliendo in vista delle grandi operazioni offensive, ciò che potrebbe avere una ripercussione a lunga scadenza sullo sviluppo delle operazioni". Con la caduta di Sebastopoli (inizi di luglio), si completa l'occupazione della Crimea, rendendo libera buona parte delle forze che la resistenza sovietica ha vincolato per tanti mesi. Le azioni preliminari si concludono alla fine di giugno: - nel settore nord, con la distruzione di gran parte delle forze che fin dal febbraio avevano forzato il fiume Volchov incuneandosi profondamente nelle linee germaniche in direzione di Leningrado; - nel settore di Charkov, con l'allargamento dei risultati ottenuti nella precedente battaglia. Tuttavia, '' rimangono ancora sostanzialmente intatti i grandi salienti sovietici nella regione di Cholm e in quella di Suchinici, dove sono bensì in corso operazioni le quali però hanno finora avuto limitato sviluppo e risultati non ancora apprezzabili''.


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L'offensiva ha inizio negli ultimi giorni di giugno e il comunicato ufficiale ne dà l'annunzio con la semplice frase: "truppe tedesche sono passate all'offensiva nel settore centrale e meridionale". Procedimento inconsueto, in quanto il comando germanico preferisce sempre informare dei risultati ottenuti a operazioni bene avviate o concluse. Questa volta possono inserirsi considerazioni di carattere politico, in quanto sembra utile mettere in rilievo che anche alla fronte sovietica si sono riprese le attività, in concomitanza con i "grandiosi successi" in Africa settentrionale, "dalla propaganda germanica attribuiti al merito esclusivo del generale Rommel". Nel settore centrale, il gruppo d'armate mantiene un alleggiamento sostanzialmente difensivo; azioni di sviluppo limitato intendono ridurre gradualmente i salienti sovietici di Cholm e Suchinici. Il settore meridionale assume l'importanza maggiore e ad esso corrisponde perciò un concentramento di forze , così schierale (da nord a sud): - nella regione di Kursk, su una fronte d'una cinquantina di km, il gruppo di annata (Arméegruppe) van Weichs (tre armate, di cui una corazzata); - su una fronte di 80 km, la 6a armata ; - tra Cha rkov e Taganrog, su una fronte di 100 km in linea d 'aria, due armate (una corazzata) ed il gruppo van Witersehein; - in Crimea, l' 11 a armata. /\. queste forze sono da aggiungere 1'8a a rma ta ita liana, in corso di afflusso, e l'armata romena. È interessante rilevare che il settore sud si sta articolando in raggruppamenti che preludono a una nuova ripartizione di forze in considerazione dell' importanza assunta dal settore. È già costituito il "gruppo di armata" (Arméegruppe) van Weichs il quale comprende tre armate e costituisce quindi in realtà un vero "gruppo d'armate" (Heeresgruppe), senza assumerne la denominazione. Esiste inoltre il "gruppo" (van Witerschein). Si tratta di grandi unità complesse a l livello di gruppo d'armate 9 d'armata, costituite per necessità operative contingenti e che non dispongono in proprio di organizzazione logistica. Secondo alcune notizie, il settore meridionale è destinato ad articolarsi in: Heeresgruppe comprendente l'Arméegruppe van Weichs e la 6a armata; nuova Heeresgruppe List (comprendente le rimanenti forze e 1'8a armata italiana), per l'avanzata sul Caucaso. Non è noto se il maresciallo von Bock limiterà il suo comando alla prima Heeresgruppe ovvero assumerà le funzioni di comandante di gruppi d'armate per coordinare l'azione ove l'OKH non intenda riservare a sé questa funzione. Le operazioni in corso, che pure hanno raggiunto cospicui risultati, sono


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da considerare un preludio di attività più importanti nel settore meridionale. TI comando tedesco, prima di spingere la sua massa attraverso il bacino del Doniétz e oltre lo stretto di Kerc verso il Caucaso, intende proteggerle il fianco sinistro facendo avanzare verso oriente l'ala settentrionale del gruppo armate sud. A questa decisione può anche essere stato indotto dal fatto che le organizzazioni difensive sovietiche, non molto consistenti a est di Kursk, sono state sostanzialmente scardinate nel settore di Charkov . L'azione principale, coordinata con l'avanzata nel sottosettore nord, richiede probabilmente ancora tempo per completare i trasporti, i nuovi raggruppamcnli di forze e lo schieramento. Il comando sovietico, in questi ultimi tempi, sembra preoccupato di evitare grandi accerchiamenti, ricercando, rispetto alla condotta dello scorso anno, un migliore equilibrio tra entità delle proprie perdite e rallentamento dell'avversario con un'ostinata resistenza in posto. Marras espone alcune considerazioni. È evidente la soddisfazione che il comando tedesco trae dell'aver constatato che le truppe hanno conservato in gran parte intatto il loro slancio offensivo. Indubbiamente si deduce che qualche preoccupazione si nutriva al riguardo, anche se nel corso dell'inverno era stato messo in evidenza in ogni occasione che il soldato tedesco aveva la sicura sensazione della propria netta superiorità sull'avversario. Il tempo corre: siamo ormai in piena stagione estiva. È da chiedersi se non vi sia già qualche ritardo nell'attuazione dei piani offensivi. L'espugnazione di Sebastopoli, indispensabile per l'alimentazione dell'avanzata lungo le coste del Mar Nero, ha richiesto più tempo del previsto. Le forze disponibili e la grande estensione assunta dalla fronte non consentono al comando tedesco di assumere atteggiamento offensivo sull'intera fronte, bensì di concentrarlo nel settore meridionale. La sorpresa, inoltre, non può essere conseguita come nel giugno 1941 all'inizio della campagna contro la Russia. È perciò da chiedersi se saranno ancora possibili grandi battaglie d'acccrchiamcnlo: la capacità di adattamento e la forza organizzativa del comando germanico potrebbero anche dare una risposta positiva. Durante tutta la stagione invernale, la propaganda tedesca è stata orientata a minimizzare gl'insuccessi alla fronte orientale, dando viceversa la massima evidenza all'operato delle truppe germaniche in Africa, attribuendo i successi al loro esclusivo merito. D'altra parte, la Germania e il mondo intero erano da tempo in attesa della preannunciata offensiva: la propaganda s'è preoccupata del prolungarsi di questa attesa dando risalto ai risultati della battaglia di Charkov, ai recenti successi dell'asse in Nordafrica (altra occasione per esaltare esclusivamente Rommel e le forze tedesche) e alla presa


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ll generale Efisio Marras

di Sebastopoli. Da questo complesso di avvenimenti la stampa e i comunicati germanici hanno ricavato un quadro oltremodo soddisfacente della situazione generale completandolo con i risultati veramente notevoli della guerra al traffico. In questo medesimo ordine d'idee, s'è voluto tranquillizzare l'opinione pubblica nei riguardi delle perdite subite e indirettamente di quelle future, pubblicando alcuni dati sull'argomento. Tra il 24 luglio ed il 4 agosto, Marras compie un viaggio in Ucraina e Crimea insieme con tutti gli addetti militari e navali accreditati a Berlino<2J. La larghezza del trattamento usato durante tutto il viaggio è in contrasto col tenore di vita molto più sobrio condotto al quartiere generale e in genere in tutti i reparti della zona di guerra. Scopi principali che il comando tedesco si proponeva: - mettere in evidenza la normalità della situazione nelle retrovie, i risultati ottenuti dall'amministrazione germanica e la situazione di spirito della popolazione; - dare un'idea dell'alta capacità militare germanica con la visita del campo di battaglia di Sebastopoli. Il territorio situato a occidente del Nipro (Dniepr) si trova sotto l'amministrazione civile del Reichskommissariat Ukraine; la Crimea, invece, costituisce ancora zona militare, ma è probabile una sua annessione all'Ucraina col procedere delle operazioni verso il Caucaso. È previsto un prossimo spostamento verso oriente del Reichskommissari(lt Ukraine, fino a includere almeno tutto il bacino del Doniétz. L'amministrazione germanica, con un numero relativamente limitato di quadri, ha preso completo possesso di tutte le attività ponendosi in grado di controllare il paese e sfruttarlo nel modo più redditizio. La parte più in ordine dell'attività economica del paese è quella agricola. Le colture principali (grano, mais e girasole) sem~rano riprese fino al 90% della superficie utilizzata in passato. Sono invece abbastanza estese le zone incolte in Crimea, a causa delle operazioni svoltesi quasi ininterrottamente da gennaio. L'Ucraina, ed anche la Crimea, mostrano in pieno in questa stagione la feracità della terra (oltre alle colture fondamentali, frutta e viti). Notevole la quantità di bovini; in qualche zona, mandrie di cavalli. li raccolto è già iniziato nella parte meridionale: è utilizzato macchinario agricolo, in parte di fabbricazione russa. La popolazione agricola è formata in massima parte da donne. Le condizioni generali di nutrizione sono molto buone nelle campagne, meno in città, ma migliori di quanto ci si attendeva. Il vestiario, favorito anche dalla stagione estiva, è buono nelle città, particolarmente per le donne. La


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popolazione appare calma e serena, grazie al ristabilirsi graduale di condizioni normali di vita e di lavoro, all'allontanamento crescente delle operazioni "e forse al fatto che la popolazione è costituita per buoni due terzi da donne". Le citLà, particolarmente quelle industriali, hanno subito la maggiore depauperazione di popolazione maschile e ''per questo fatto stesso gli elementi di più profonda convinzione bolscevica o comunque i più turbolenti, sono venuti a scomparire''. Qualcuno peraltro ritiene che la situazione debba essere attentamente vigilata. Il territorio è ormai libero dai partigiani, salvo nella parte settentrionale, adiacente alla regione del Pripiàt. Numerosi sono ancora invece i partigiani in Crimea, specie sui monti tra Sebastopoli e lalta. Contro di essi sono impiegati reparti di miliziani tartari, che in passalo hanno subito sopraffazioni dai russi e dai bolscevichi; "hanno dato ottimi risultati, dimostrando anche qualche ferocia". Non soddisfacente, invece, il loro impiego in operazioni campali: i tedeschi hanno rinunciato. Le autorità politiche e militari distinguono sempre, anche nei conlalti privali con gli stranieri, tra ucraini e russi; " gli ucraini sono stati liberati

dal giogo sovietico e rappresentano popolazioni di buona razza; alla razza russa si debbono., invece, le manifestazioni più bestiali di questa guerra" . Una delle manifestazioni di questa politica è il ripristino della lingua ucraina (invero, poco diversa dalla russa che è scritta e parlata correntemente). Nell'abbandonare il paese, i sovietici hanno distrutto quasi tutti gl'impianli minerari e industriali, già depauperati in precedenza di tutto il macchinario asportabile. Le autorità germaniche hanno compiuto rapidamente un ottimo lavoro di riattamento degli stabilimenti più necessari per la fornitura di energia, la riparazione di materiali propri e di preda bellica, al fi ne di evitare onerosi trasporti e perdile di tempo per l'esecuzione di tali lavori nel territorio del Reich. Le comunicazioni ferroviarie in Ucraina e anche in Crimea, salvo che nella zona di Sebastopoli, sono in pieno funzionamento su tutte le linee principali. La trasformazione dello scartamento procede "con straordinaria ra-

pidità in tulle le zone di recente conquista ricorrendo largamente all'opera dei prigionieri". Sono stati rimessi in ordine posti di blocco, scambi, rifornitori d'acqua e passaggi sui fiumi. La scarsa solidità della massicciata (pietrisco minuto e sabbia) obbliga a mantenere velocità ridotte, talvolta inferiori ai 20 km l'ora. Viene largamente impiegato personale locale. Le linee ferroviarie principali sono vigilate da reparti militari ungheresi, romeni, degli ex stati baltici, ucraini, tartari e da "elementi locali vestiti in abito civile con bracciale e armati di semplice bastone". Con tutto ciò, non mancano attentati e, nonostante le severe misure di rappresaglia, interruzioni nei mezzi di comunicazione.


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il generale Hfisiu Marras

Numerosi i trasporti verso il Reich di mano d'opera russa, maschile e femminile, utilizzando i carri bestiame dei treni vuoti di ritorno. L'espugnazione di Sebastopoli è paragonata, nel corso della visita, a quella di Singapore (era presente in zona l'ambasciatore giapponese Oshima). Le operazioni sono descritte sul terreno da ufficiali di rango elevato che hanno partecipato alla lotta, mettendo in evidenza la superiorità dell'armamento germanico e ancor più dell'addestramento, dello spirito e del comando. Peraltro, le difficoltà del terreno e la consistenza della sistemazione difensiva deludono alquanto Marras. Il terreno, rotto e complicato, non è Lullavia più difficile delle comuni zone collinose italiane. L'organizzazione difensiva, poi, salvo poche opere permanenti, appare affrettatamente realizzata, molto probabilmente nel lungo periodo di sosta compreso tra l'investimento della piazza (novembre 1941) e la sua conquista (giugno 1942). Al momento della visita, in Crimea sono dislocati tre corpi d'annata tedeschi e due romeni, inseriti nell' 11 a armata. Le truppe romene sono impiegate in parte in servizi di sicurezza e nel rastrellamento cli partigiani. La situazione è tranquilla, tanto che il maresciallo von Manstein (comandante dell'armata), sta trascorrendo un breve periodo di riposo in Romania, ospite del conducator. La costa della Crimea è protetta da un'organizzazione costiera, cui concorre la marina. Poche le forze aeree; l'aviazione sovietica compie giornalmente brevi incursioni di velivoli isolati o di squadriglia, incontrando solo la reazione di qualche balleri a contraerei. In conclusione, il ''viaigio non può non avere dato alla massa degli addetti militari un 'alta idea qella capacità militare germanica e anche della capacità di organizzazione del territorio. Tutti esprimono la loro ammirazione per il funzionamento delle ferrovie e la meraviglia per le condizioni di nutrizione della popolazione e in genere per le condizioni di vita della popolazione stessa che erano molto migliori di quanto comunemente può credersi. Altrettanta ammirazione è stata espressa per alcuni lavori intesi a un primo sfruttamento della regione''. Il viaggio da poco concluso fornisce l'occasione per un approfondimento della situazione dell'Ucraina<3>. Ncll'accczionc germanica, questa regione si estende a sud delle paludi del Pripiàt e ad ovest del Don, includendo la Crimea. In questi 250.000 kmq sono compresi da 30 a 35 milioni di abitanti, oggi notevolmente ridotti per effetto della guerra. Il territorio a ovest del Nipro è sottoposto a un'amministrazione civile (Reichskommissariat Ukraine); il rimanente è retto dalle autorità militari. La zona militare risente, in misura diversa a seconda della distanza dal


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fronte e dalle direttrici delle operazioni principali, dei danni della guerra e del peso degli alloggiamenti, delle requisizioni e delle prestazioni forzate di lavoro. Per converso, è governata con criteri di maggiore larghezza e umanità. Ma anche qui, col prolungarsi dell'occupazione, vengono intensificati controllo e sfruttamento. La zona di amministrazione civile di cui è previsto l'ampliamento, pare fino al Don, è rella dal Gauleiter Koch. La situazione è stabilizzata sia nei riguardi dell'ordine pubblico, sia in quelli delle attività economiche; si stanno però intensificando la penetrazione delle autorità occupanti, l'azione di polizia, il controllo, in definitiva la presa di possesso e il conseguente sfruttamento della regione. L'amministrazione è stata assunta in toto dalle autorità germaniche, le quali occupano i posti direttivi e anche quelli esecutivi di maggior interesse e utilizzano largamente funzionari locali in sottordine e mano d'opera reclutata sul posto. Nei piccoli centri abitai.i, i funzionari civili tedeschi hanno alla dipendenza "una specie di podestà" (starosta, cioè anziano). Alla gerarchia puramente amministrativa sono da aggiungere gli organi del partito nazista e della polizia (questi ultimi parzialmente autonomi , in quanto fanno capo a Himmler), e una ramificata struttura economica destinata a controllare agricoltura, industria e impiego della mano d'opera . Nell'insieme, s'è così installato in Ucraina un apparato complesso che dirige e controlla tutte le attività. Tutto ciò, a prescindere dalla presenza di nu merosi reparti militari alleati adibiti aJia difesa del territorio e al l'u11zionamento delle linee di tappa. La Germania s'è preoccupala cli assicurare un assetto ordinato "pren-

dendo in mano ogni leva di comando fino alle minori, in modo da c:onsolidare in breve tempo la posizione di stato dirigente, se non colonizzatore, in questa vasta regione, la quale è destinata a entrare permanenternente nel nesso del Grande Reich' '. A questi intendimenti si frappongono i danni causati dalla guerra, il passaggio brusco da un regime all'altro, le perdite subitt: ùalla popolazione maschile e non compensate dalla liberazione dei prigionieri ucraini, la naturale anche se dissimulata incertezza degli spiriti e infine la grande estensione del territorio. La precedente situazione sotto il regime sovietico era "indubbiamente diversa sotto molti aspetti da quella che comunemente è stata prospettata in passato e non è facile, anche oggi, averne un 'idea completa ed esatta". Gli sforzi tesi a combattere l'analfabetismo e a diffondere l'istruzione nelle masse popolari hanno raggiunto risultati "innegabili". "La scuola è stata potente mezzo di educazione comunista. Le masse giovani, cresciute sotto il bolscevismo, vivono nell'ignoranza delle condizioni degli altri paesi e nella persuasione che la Russia sovietica fosse all'avanguardia dal punto di vista sociale, economico e culturale. Questo stato di fatto definisce la situazione


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li generale Efi.~io Marras

!>pirituale degli elementi giovani, la quale non può essere cambiata in breve tempo". Le masse d'una certa età e i residui dell'antica borghesia, ormai proletarizzati, "dopo le traversie subite, vivono in uno stato di rassegnazione e di completo adattamento solo preoccupate di evitare nuovi rivolgimenti e nuovi sacrifici''. ''Nelle campagne e in parte anche nelle città non pare che le masse avessero la sensazione di un regime di oppressione. Ma ciò si spiega facilmente data l'impossibilità di raffronti, dala la rassegnazione delle masse e, in particolare, la passività e la capacità di adauamento della popolazione russa confermatasi attraverso i secoli". Nel complesso, l'attività del regime sovietico "appare caratterizzata da contrasti, dall'incompiuto, da deficienze di organizzazione''. Qual è l'azione svolta dalla Germania e quali i risultati raggiunti? Essa s'era proposta di risuscitare (o forse, più giustamente, creare) un sentimento nazionale ucraino (o "piccolo russo"), su cui fare assegnamento all'inizio delle ostilità per un'insurrezione contro i "grandi russi". Ciò non s'è verificato . Il regime bolscevico ha soppresso nella pratica questo spirito di nazionalità, anche supposto che esso sia esistito in misura apprezzabile in passato. Ancor oggi questo sentimento nazionale appare decismente limitato, ma la Germania ritiene di potervi contare allo scopo di creare un organismo statale da mantenere nel quadro del Reich, pur non pensando a una sua indipendenza. In ogni caso, la regione ha goduto e gode di provvedimenti di favore: liberazione dei prigionieri ucraini, ripristino dell'uso scritto della lingua locale, agevolazioni ai contadini, costituzione di milizie impiegate nelle retrovie e di reparti di polizia, larghe assunzioni d'impiegati. La Germania s'è servita anche della religione. Contrariamente a quanto avviene nel Reich, si riaprono chiese e si favorisce in ogni modo l'esercizio del culto (peraltro, un certo numero di chiese era rimasto in funzione anche sotto il regime sovietico). La frequenza però è scarsa. Tra i giovani la religione è ignorata. "Gli ebrei non esistono più in Ucraina; quelli che non sono fuggiti con le truppe sovietiche sono stati massacrati, senza riguardo a donne e bambini. Quesl 'opera di sterminio è stata particolarmente intensa durante l'inverno. I racconti dei testimoni oculari sono impressionanti. Anche l'esercito ha partecipato a quest'opera con la sua Feldgendarmerie. Numerosi sono gli ufficiali che lo deplorano". Lo sforzo più intenso delle autorità germaniche è diretto a riattivare l'economia, soprattutto ai fini della produzione agricola e industriale. Questo compito è affidato ad una vasta rete di organismi, i cui elementi periferici (Wirtschaftsfiihrer) agiscono talvolta anche in contrasto con le autorità militari. Questi sono secondari da fiduciari locali, numerosi dei quali sono "i cosiddetti tedeschi del Volga che, contrariamente a quanto fu annunziato in passato, non sono stati totalmente deportati in Siberia". Questa riorga-


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nizzazione economica si propone di trarre dal paese risorse per il vettovagliamento delle truppe operanti, delle popolazioni locali e, possibilmente, un contributo alimentare per il Reich. I maggiori risultati si sono ottenuti in campo agricolo, dove tutte le aziende collettive funzionano sotto la direzione di personale tedesco. Un decreto che ristabilisce la proprietà privata non ha finora avuto applicazione nei riguardi della popolazione; sembra lo sarà per i soli tedeschi, al momento della futura colonizzazione. Ciò non esclude che ai contadini sia concessa una piccola proprietà, analogamente a quanto praticato in piccola scala dai sovietici. Le difficoltà maggiori per l'agricoltura sono derivate della scarsità di macchine agricole e carburante. Vi si sta facendo fronte riparando quelle danneggiate dai sovietici e importandone altre dal Reich. Ai contadini è stata assicurata una parte del raccolto, per sollecitarne l'interessamento. La situazione alimentare è soddisfacente nelle campagne, meno in città, dove pane e carne sono razionati e assegnati soltanto a coloro che lavorano per la pubblica amministrazione. Nei riguardi dell'industria, la riorganizzazione si scontra con la distruzione di gran parte degl'impianti, l'asportazione del macchinario, l'evacuazione degli operai. Le autorità germaniche han no provveduto a rimettere in funzione le centrali di energia, alcune miniere e le officine per la riparazione di automezzi e carri armati, la revisione di armi di preda bellica, la modifica dello scartamento del materiale ferroviario. Anche in Ucraina, come in tutti i paesi occupati, i tedeschi reclutano su larga scala mano d'opera, maschile e femminile, da trasferire nel Reich. Nelle campagne mancano però lavoratori; non è stata sufficiente la liberazione dei prigionieri ucraini, anche perché molti di questi sono impiegati in formazioni ausiliarie e per lavori d'interesse statale e militare. Gli arruolamenti di mano d'opera sono volontari, ma sollecitati con la propaganda e forme di pressione di vario genere. Al riguardo, qualcuno considera questa trasmigrazione un'occasione per far conoscere le più elevate condizioni di vita raggiunte in occidente; altri ribattono che la situazione attuale in Germania non si presenta nella luce migliore, considerati i lunghi orari di lavoro e le limitazioni nell'alimentazione e nel vcsliario. Il comando supremo, iniziando alla fine di giugno le grandi operazioni offensive, s'era proposto di portare la sinistra del gruppo d'armate sud fino al Don, tra Voronesh e la grande ansa ad ovest di Stalingrado, e di procedere con la massa principale delle forze in direzione del Caucaso<4l. Mentre sono ancora in corso le operazioni contro Sebastopoli, la prima fase offensiva si svolge tra la fine di giugno e la metà di luglio impegnando,


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da nord a sud, la 2a armata germanica, la 2" armata ungherese, la 4a arma. la corazzala e la 6a armata. Quesle hanno raggiunto rapidamenle il Don tra Voronesh e Boguciar e si sono avvicinate alla grande ansa di questo fiume. A questa prima fase, destinata soprattutto a richiamare le forze nemiche verso il medio Don, sono seguite le operazioni principali destinate a raggiungere il Caucaso e le rive occidentali del Caspio. Ciò ha comporlato un rimaneggiamento del dispositivo d'attacco, frazionando il gruppo d'armate sud in due gruppi d'armate, B (maresciallo von Bock e, successivamente, generale von Weichs) schierato sul medio Don, e A (maresciallo List) sul basso Don e in Crimea. Di quest'ultimo fa parte 1'8a armala ilaliana, ancora in corso d'afflusso. La 4a annata corazzata è stata trasferita alla destra della 6a armata e assegnata al gruppo d'armate A. Il disegno di manovra tedesco prevede di: - raggiungere con la 6a armata la grande ansa del Don a ovest di Stalingrado; - forzare con la mass~ delle forze il basso Doniétz e il basso Don, occupare Rost6v, eseguire un'ampia conversione verso sud, avanzare in direzione del Caucaso occidentale proponendosi come primo obicUivo l'occupazione del bacino petrolifero di Maikop. L' 11 a armala, dislocata in Crimea, non ha preso parte alle operazioni, anche se in passato sembrava che dovesse esserle assegnato il compito essenziale di forzare lo stretto di Kerc per portarsi direttamente su Maikop. I molivi sono da ricercare nella carenza di mezzi marittimi e nella natura acquitrinosa del terreno oltre lo stretto. In meno d'un mese (e·con tre settimane d'anticipo sui tempi calcolati), vengono raggiunli luUi gli obiellivi: occupato il bacino petrolifero di Maikop, l'avanzata prosegue senza interruzioni verso la costa del Mar Nero, le testate delle valli settentrionali del Caucaso in direzione del bacino petrolifero di Grozni e la costa occidentale del Caspio. "li favorevole sviluppo delle operazioni a sud del Caucaso potrà determinare ripercussioni politiche essenziali nei riguardi della Turchia e sviluppi militari di grande portata nel Medio Oriente". I tedeschi sono riusciti a conseguire la sorpresa, benché l'avversario si attendesse da tempo una grande offensiva nel settore meridionale. La sorpresa è slala oUenula anzitutto nella grande battaglia di Charkov e, successivamente, attaccando eccentricamente verso il medio Don anziché in direzione di Rostov. I rapidi movimenti tedeschi, prima verso oriente e poi bruscamente verso sud, hanno aggirato le resistenze avversarie, determinando la caduta per manovra di Rost6v. Unità corazzate e di fanteria hanno accelerato al massimo le operazioni (marce di oltre 40 km giornalieri con tem-


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perature di oltre 40°, in zone scarse d'acqua). La stagione calda e asciutta ha però agevolato le formazioni motorizzate e i rifornimenti. I sovietici avrebbero voluto resistere sul basso Don appoggiandosi da una parte a Rost6v e dall'altra a Stalingrado: si ha però l'impressione che essi non disponessero né di forze sufficienti per difendere queste linee, né di adeguata organizzazione in profondità. Non è ancora possibile valutare in quale misure il ripiegamento generale verso il Caucaso sia riuscito. Lo svolgimento di queste grandi operazioni offensive si differenzia sensibilmente da quello dell'estate 1941 (5>_ Lo scorso anno l'offensiva germanica s'iniziò di sorpresa contemporaneamente su tutta la fronte attuando grandi manovre di accerchiamento. Quest'anno, la grande estensione della fronte e l'andamento risultante dalle operazioni invernali non avrebbe consentito un'offensiva così estesa, che avrebbe anche disperso le forze in direzioni divergenti. Premeva invece porre le mani sui giacimenti petroliferi e raggiungere il Caucaso, anche in vista delle ripercussioni militari e politiche sulla situazione nel Medio Oriente. Altro elemento di differenziazione. la precisa intenzione di assumere tempestivamente una linea di sistemazione invernale, sia per assicurare confortevoli condizioni di vita, sia per economizzare forze. Non si pensa più a una capitolazione sovietica: secondo le stime tedesche, l' avversario mantiene un potenziale bellico pari circa al 50% di quello iniziale. L'assunzione d'una conveniente linea invernale preoccupa perciò il comando germanico, ammaestrato dalla dura esperienza passata: si vuole evitare che le truppe siano sorprese dalla stagione del fango (Schlammzeit) e dal freddo. Questa preoccupazione farà forse anticipare alla fine di settembre o alla metà d'ottobre l'arresto delle grandi operazioni offensive. Nel complesso, questa linea sarebbe rappresentata dalla congiungente Leningrado-Stalingrado, naturalmente con le deviazioni imposte dal corso del Don. li raggiungimento del Caucaso avvicina la minaccia germanica al Medio Oriente, rendendo sempre più urgenti rinforzi anglo-americani in quello scacchiere. "Si tratta di vedere se e in quale misura gli anglo-americani potranno contribuire alla difesa della linea del Caucaso, il cui crollo avrebbe inevitabili ripercussioni sull'atteggiamento della Turchia. Così stando le cose, si delinea la formazione di una fronte comune anglo-americano-sovietica, la quale assorbirebbe numerose forze e mezzi degli alleati, rendendo sempre più problematica la costituzione della richiesta seconda fronte". Il ripiegamento sovietico sul Caucaso può voler coinvolgere direttamente gli anglo-americani e imporre così automaticamente quell'attivo intervento che invano s'è tentato di ottenere alla fronte occidentale. Inoltre, un favorevole sviluppo nello scacchiere caucasico incanalerebbe le operazioni tedesche verso


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il Medio Oriente, venendo in definitiva ad alleggerire la pressione contro la Russia vera e propria. Le grandi operazioni offensive hanno avuto finora un a ndamento favorevole e molto rapido. Nel Caucaso si delineano altre possibilità di sfruttamento, tuttavia non si ritiene di poter finire quest'anno la guerra contro i sovietici. In alcuni settori viene già assunta la sistemazione invernale e nella parte settentrionale della fronte rimangono ancora da compiere estese operazioni di rettifica.

" La Germania si prepara alla campagna del 1943 e per essa le esigenze dell'economia bellica assumono un'importanza crescente". Con la conquista (ormai imminente) di Stalingrado <6 >, i tedeschi conseguono un obiettivo assai importante non solo per se stesso, ma anche per il suo valore morale: entrambi gli avversari si sono impegnati a fondo. L'importanza della città è dovuta alle sue caratteristiche di centro di produzione bellica, specie di carri armati, di controllo del traffico sul Volga e di base per operazioni invernali; il suo valore morale dipende dal suo nome, che evoca il l:apo della nazione avversa. "Senza questi elementi non [ci sarebbe

stato motivo di preferenza per un] saldamento della linea del Don a quella del Volga a nord della città di Stalingrado piuttosto che a sud". Le operazioni per Stalingrado hanno assorbito e logorato forze e mezzi in misura cospicua. Ciò ha avuto ripercussioni in particolare su11'8" armata italiana e sulla 2 a armata ungherese, le quali ~1anno dovuto mantenere fronti eccessivamente estese in difficili condizioni di rifornimento. Questa crisi ha permesso al nemico di costituire alcune test.e di ponte e ha ostacolato e rallentato la sistemazione-difensiva delle due armate impedendo la piena utilizzazione d'una stagione particolarmente favorevole. Le grandi operazioni dovrebbero concludersi, di massima, a metà ottobre; non si esclude che nel settore sud possano durare fino a novembre. " Po-

trebbe ... esser lecita la domanda se per avventura la grande offensiva alla fronte russa non sia stata iniziata in ritardo, specialmente... nel settore sud dove le condizioni meteorologiche avrebbero consentito un notevole anticipo". Il comando sovietico, come di consueto, ha impegnato nei settori principali forze e mezzi senza risparmio. È riuscito a evitare gli accerchiamenti dello scorso anno, ma le perdite ne hanno ridotto notevolmente il potenziale bellico. Ove da parte germanica venissero raggiunti gli obiettivi di Stalingrado, Leningrado e del bacino petrolifero di Grozni, la campagna del 1942 si chiuderebbe con forti scacchi per i sovietici. Tuttavia essi possiedono ancora un esercito e un'aviazione " non trascurabili", dai quali i tedeschi si attendono operazioni invernali anche di notevole sviluppo in alcuni settori.


Le operazioni alla .fron/e sovietica nell'e~tate 1942

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Operazioni siffatte potrebbero essere svolte nel settore di Rzhov, per eliminare quel pilastro tedesco e puntare poi su Smolensk, e in corrispondenza dell'8" armata italiana in direzione di Rost6v. Quesl'ultima eventualità attira in modo particolare l'attenzione del Fiihrer, in quanlo Stalin in persona aveva agito con successo lungo questa direttrice contro il generale "bianco" Denikin. Dal 26 settembre al 5 ottobre, Marras visita 1'8" annata e prende contatti con il comando del gruppo d'armate B a Starobielsk, allo scopo sopratlullo di esaminare la situazione dei trasporti e dei rifornimenti(7l. Il prolungarsi delle operazioni contro Stalingrado ha aggravato la crisi dei trasporti ferroviari, già cronica per l'insufficienza degl'impianti e l'attività partigiana nelle retrovie. In ogni modo, a11'8 • armata italiana sono assegnati giornalmente cinque treni e mezzo e 300 metri cubi di carburante. Inoltre, le truppe italiane disporranno di carreggio a traino animale, incrementato al termine del raccolto. Anche se meno di quanto richiesto, tuttavia Marras ritiene "che per il momento non sia possibile ottenere di più da purtit gitrrnanica e che, anziché insistere su nuove concessioni, occorra vigilare sull'osservanza degli impegni presi". Il settore occupato delle nostre truppe si stende a ovest del Don, in un terreno pianeggiante frequentemente ondulato e con qualche bassa collina. Scarsi i boschi e di limitata estensione. Coltivazioni a cereali, girasole e prato. In questa stagione (fine di seucmbre), paesaggio stepposo. Rari abitati, sgomberati dalla popolazione per una profondità di 5 km. La riva destra del Don è dominante rispetto a quella avversaria; essa scende al fiume con un ciglione alto da 20 a 50 metri, spesso interrotto da canaloni (indicati col nome di balka), i quali costituiscono naturali vie di penetrazione per il nemico che abbia attraversato il fiume. Il Don non costituisce un difficile ostacolo: largo circa 150 metri, forma degl'isolotti (luUi occupati dall'avversario) e presenta possibilità di guado. L'atteggiamento degli abitanti è generalmente tranquillo, con preferenza nei nostri riguardi. Il livello di vita è più basso che nell'Ucraina occidentale. Le risorse agrarie sono buone; da esse può attingere la nostra armata, peraltro con tulle le difficoltà rappresentate dalla scarsità di mezzi di trasporto e di mulini e dalle limitazioni imposte dagli organi economici germanici (alla popolazione civile sono riservati il 70<t/o dei cereali e dei foraggi e 1'80% del bestiame). I reparti hanno lavorato altivamente per la sistemazione difensiva, la costruzione di ricoveri, l'adattamento di alloggiamenti e il riattamento delle comunicazioni, sopperendo alla scarsità di materiali con lo sfruttamento delle risorse locali. L'organizzazione difensiva è basata su capisaldi e centri di resistenza va-


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riamcnte intervallati e ha già acquisito una certa profondità. L'ordine di organizzare robustamente la linea più avanzata, da predisporre in prossimità della riva, è sembrato in contrasto con l'opportunità di sfruttare fin dove possibile il ciglione come ostacolo anticarro, senza rinunziare, beninteso, all'osservazione diretta sul fiume . "Ma queste difficoltà sono ormai appianate e il parere dei comandi e delle truppe in posto ha finito per imporsi". Le balka sono sbarrate con mine anticarro. Nel complesso, si è lavorato molto. Nonostante gli scarsi mezzi disponibili, la sistemazione difensiva, benché non abbia ancora la consistenza necessaria, è certamente superiore a quella realizzata da altre truppe in altri settori. Ciò viene riconosciuto anche dalla parte tedesca. Il settore dell'armata è molto ampio in relazione alle forze disponibili, soprattutto se si tien conto della sua importanza in vista di possibili azioni offensive sovietiche in direzione di Rost6v. Scarseggiano le armi anticarro e quelle automatiche (solo le unità che da più tempo si trovano in Russia hanno armi automatiche di preda bellica). L'artiglieria, quantitativamente su fficiente, difetta però in gittata, specie nel caso delle divisioni alpine, schierate su fronti particolarmente ampie. Ollirno lo spirito della truppa. I reparti del vecchio CSl R attendono l'avvicendamento. Veramente desiderato l'arrivo dei pacchi per l'impossibilità di acquisti in posto. I sovietici svolgono un'intensa attività di pattugliamento, specie notturna. Tiri di disturbo di artiglierie e mortai specie al crepuscolo. Movimenti e lavori sono eseguiti di notte o al coperto delle estese zone boscose. Sempre di notte, incursioni aeree e lanci di paracadutisti. Nella zona dell'armata, i partigiani sono pocò atlivi. Merita un cenno particolare il nucleo di collegamento germanico. Posto alle dipendenze d'un generale di corpo d'armata (von Tippclskirch), ha assunto dimensioni e mansioni che vanno assai oltre il S\:mplice collegamento. Dispone di ufficiali di stato maggiore, per l'artiglieria, per i collegamenti, per le informazioni, di numeroso personale di truppa e abbondanti mezzi. Comprende un reparto trasmissioni e ha una propria centrale attraverso la quale passano tutte le comunicazioni da e per la nostra armata. Il caponucleo e i suoi ufficiali girano nel settore, esprimendo apprezzamenti e talvolta anche rilievi. Danno chiaramente l'impressione d'una crescente attività di controllo. Per inciso, non risulta che presso le altre armate alleate sia presente un caponucleo di grado così elevato. Von Tippelskirch (uno dei quattro generali tedeschi che conoscono l'italiano, compreso von Rintelen, addetto militare a Roma) tiene a parlare a Marras (che lo conosce da lunghi anni) della delicatezza e difficoltà della sua situazione: l'importanza delle riserve che il comando supremo germanico


Le opemzioni alla fronle sovielica ne/l'estate 1942

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inlcnde dislocare in corrispondenza della noslra armata richiede la presenza d'un ufficiale germanico di grado molto elevato che ne coordini l'impiego. Sa bene che alcuni suoi rilievi hanno urtato la nostra suscettibililà, ma ritiene necessario mettere a disposizione della nostra armata tutti i risultali dell'esperienza della passata campagna invernale. All'osservazione di Marras che "sarà sempre gradito avere conoscenza di questi insegnamenti, mentre non sarebbe gradito quals'iasi atteggiamento che possa far credere a un controllo'', von Tippelskirch dichiara di voler evitare simili atteggiamenli ma, alla fine della conversazione, trova "modo di dire che, per la sua responsabilità nei riguardi del comando supremo germanico e per il coscienzioso adempimento del suo incarico, egli si ritiene obbligato a esprimere in ogni occasione il suo pensiero" . Marras arriva pertanto alla conclusione che l' inlcrlocutore "ha ricevuto particolari direttive, le quali, in sostanza, do vrebbero portare a una crescente ingerenza nell'azione de/l'armala, a complemento di quella già abbastanza sensibile esercitata dal gruppo di armate" . Le operazioni tedesche in Russia nel 1942 sono analizzate da Marras in un appunto per il generale Mcsse(N>. Il databile ai primi mesi del 1943, non al novembre 1942, come scritto da Marras di suo pugno . Infatti vi si parla della battaglia del Don, iniziatasi I' 11 dicembre 1942. L'enorme estensione assunta dalla fronte porta a escludere un'offensiva generale. Il comando lcdcsco decide per il settore meridionale, attirato dall'obiettivo territoriale dei bacini pelrolifcri del Caucaso. Il loro possesso darebbe quella disponibilità di carburante necessaria per le esigenze crescenti della guerra, nonostante lo sviluppo della produzione sintelica. A parte le fondate obiezioni a questa concezione (la guerra si deve prefiggere la distruzione delle forze avversarie e non la conquista di obiell.ivi territoriali), si può osservare che le speranze tedesche sono fallaci. I sovietici - è prevedibile - distruggeranno gl'impianti dei pozzi petroliferi imponendo la rinunzia al loro riattamento e nuove perforazioni. Lo sfruttamento dei giacimenti richiederebbe mollo tempo e gravosi trasporti di materiali: né l'uno né gli altri sono disponibili. Una costosa occupazione per poche tonnellate di pelrolio. L'obiettivo territoriale proposto contiene in sé i germi d'una nuova dispersione di forze. Infatti, l'avanzala in quella direzione eccentrica allunga enorrnemenle le comunicazioni ed espone il fianco sinistro alla reazione nemica. Per parare questa minaccia, è contemplata anche l' avanzata su Stalingrado, centro di produzione bellica di primaria importanza: è prevedibile che l'avversario lo difenderà tenacemente per impedire ai tedeschi il controllo del traffico sul Volga. Il fatto simbolico poi che questo obiettivo prenda nome da Stalin fa prevedere una poderosa resistenza. Le forze tedesche, che avrebbero dovuto puntare a un solo obiettivo es-


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senziale, si ripartiscono così su due direzioni divergenti, verso due obiettivi di diverso carattere e d'importanza non dissimile. Di qui le indecisioni in fase di condotta, le quali hanno la manifestazione più appariscente allorché la 4 3 armata corazzata, diretta sul Caucaso, viene dirottata su Stalingrado, che diventa così obiettivo principale. Su di esso si polarizzano le forze dei due avversari, con vantaggio sovietico, viste le difficoltà di comunicazioni e rifornimenti dell'armata Paulus. Impegnandosi a fondo per Stalingrado, il comando tedesco perde l'iniziativa, con grave pregiudizio dell'andamento successivo della campagna. La 6" armata richiama infatti a poco a poco tutte le riserve, indebolendo pericolosamente altri settori. La crisi degli effettivi nell'esercito tedesco raggiunge al termine dell'estate 1942 un'intensità preoccupante. La direzione dell'offensiva porta uno sviluppo sempre crescente della fronte, cosicché anche la limitazione al solo settore meridionale non è più sufficiente. Le fronti assegnate alle varie armate sono sproporzionate alle forze e perciò immancabilmente deboli. Ciò anche per le armate alleate, che hanno effettivi superiori alle tedesche, ma per contro minori armamenti, quadri e unità motorizzate. In questa situazione, la condotta delle operazioni dovrebbe fare assegnamento sulla manovra delle riserve. Assottigliate e quasi scomparse I.a li riserve perché gettate nella fornace di Stalingrado, vengono a cadere gli elementi di manovra. Questa è la ragione essenziale dello sfondamento successivo delle armate romena, italiana e ungherese wntro le quali si eserciterà lo sforzo principale sovietico. La fronte affidata agl'italiani assume nella condotta delle operazioni sovietiche una funzione molto importante: la direttrice MillerovoRost6v è la più breve in direzione del Mar d 'Azof, quella che avrebbe tagliato più rapidamente le· retrovie delle forze tedesche impegnate verso il Caucaso e condotto alla riconquista del bacino del Doniétz. Era questa del resto una direttrice già sperimentata dall'armata rossa durante la guerra civile: circostanza ben nota al comando tedesco, il qual~ non aveva saputo trame le necessarie deduzioni ma vi aveva fatto riferimento giustificando come prova di grande fiducia l'assegnazione di quel settore all'armata italiana. La crisi degli effettivi è poi aggravata dai procedimenti tattici tedeschi in vigore nel 1942. L'esperienza dell'inverno precedente aveva indotto a ritenere che convenisse proiettare in avanti la maggior parte delle forze, nella persuasione che gli attacchi sovietici sarebbero stati stroncati soprattutto dal fuoco della prima linea. È questo il procedimento seguito nello schieramento sul Don. Questa linea, rispondente alle esigenze della stagione estiva, non lo era altrctlanto in inverno, quando il fiume gelato non rappresentava più un ostacolo e il vantaggio del possesso delle alture di riva destra era annullato dall'andamento tortuoso del fiume, dalla presenza di corridoi di penetrazione (balka) e dalla sistemazione disagiata delle truppe al di fuori degli


Le operazioni afta fronte sovietica nell'estate 1942

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abitati. L'esperienza dell'inverno 1941-1942 aveva già ammaestrato sull'importanza del saldo possesso degli abitati sistemati a capisaldi. In conclusione, la condotta generale delle operazioni da parte del comando tedesco si presenta nel 1942 già priva d'una guida sicura, d'una visione chiara, d'una concezione netta; è una condotta a vedute limitate e compartimentate. "Mentre la Germania si impegna a fondo e si esaurisce nella Russia meridionale, si addensano contemporaneamente tre minacce: la controffensiva sovietica, quella britannica in Egitto e lo sbarco alleato nell'Africa francese. Esse faranno crollare la Germania".

(1) Senza numero - 6 luglio 1942 (AUSSME 48/ 3}.

(2) 148/G - IO agosto 1942 (AUSSME 48/3). (3) 2625/S - 24 settembre 1942 (AUSSME 48/3). (4) 192/G - 17 agosto 1942 (AUSSME 48/3). (5) Relazione sul colloquio fra il generale von Wcir.h!, cd il e,enernle Ma rras - 4 o llubn, 1942 (AUSSME 48/3). (6) 585/G - 22 settembre 1942 (AUSSME 48/3). (7) 786/G - 7 ollobrt: 1942 (AU SSM H 48/3). (8) Alcune note sulla condolla delle operazioni tedesche in Russia nella campagna del 1942 (AUSSMR 48/3).


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L'offensiva estiva verso l'obiettivo eccentrico del Caucaso espone il fianco sinistro delle forze a possibili reazioni avversarie. Per parare questa minaccia, ecco l'avanzata su Stalingrado, allo scopo di controllare il traffico sul Volga. L'importanza di questa città - scrive l'ufficioso Dienst aus Deutschland<1) - appare evidente semplicemente guardando la carta. Chi possiede la lingua di territorio fra Don e Volga domina con una sola mano i due corsi d'acqua. Il Volga è al primo posto fra le comunicazioni interne della Russia. Chi sbarra il Volga chiude anche la porta verso le ricche regioni del Caucaso. Stalingrado ha dato perciò il nome a una battaglia la cui importanza strategica oltrepassa di gran lunga tutto ciò che la città può rappresentare dal punto di vista militare e morale. La battaglia di Stalingrado si deve considerare come la battaglia per il Volga, per la scissione della fronte

sovietica, per il fiancheggiamento strategico delle operazioni tedesche sul Caucaso. A metà di ottobre, tutta l'attenzione è concentrata su Stalingrado, di cui si attende l'occupazione totale di giorno in giorno<2). La zona della città ancora in mano sovietica è ormai ridotta ad alcuni quartieri. Il ritardo rispetto alle previsioni iniziali è molto forte; fin dai primi d'agosto il Fuhrer all'ambasciatore Alfieri l3> aveva annunziata come prossima l'occupazione. L'operazione ha richiesto tempo e mezzi assai superiori a quelli previsti e anche perdite ingenti. La decisione di occupare la città a qualunque costo è stata criticata anche in qualche ambiente militare: valeva la pena di subire gravi perdite, dopo che il controllo del Volga era già assicurato e le grandi fabbriche di Stalingrado annientate? La grande battaglia tra Volga e Don da tre mesi pone in crisi i rifornimenti delle altre armate e si ripercuote dannosamente sul loro apprestamento difensivo. Affrontando una lotta all'interno d'una città tanto estesa, il comando tedesco s'è posto in condizioni di svantaggio per quanto riguarda le perdite. Un combattimento negli abitati consente infatti poche possibilità d'imporre la propria superiorità tattica e tecnica nei confronti d'un avversario addestrato a tale forma di lotta: le perdite dei due avversari tenderanno a equivalersi. Stalingrado, anche per il risalto che entrambe le parti le danno, è diventata ciò che Mosca aveva simboleggiato nella campagna del 1941:


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bisogna che stavolta l'obiettivo sia raggiunto. D'altra parte, un controllo incompleto di questo grande centro demografico e industriale creerebbe una situazione analoga a quella di Rost6v lo scorso anno, con conseguenze altrettanto dannose. "Non è dubbio che l'occupazione di Stalingrado sarà completata, ma è anche certo che la lotta nel settore fra Don e Volga si manterrà attiva anche durante l'inverno e che i sovietici rinnoveranno i tentativi di riconquista della città, manovrando da nord e da sud-est". Ma il rapido sviluppo dell'offensiva sovietica contro le forze romene schierate a destra della nostra ga armata nella grande ansa del Don e nella regione di Stalingrado richiama bruscamente l'attenzione tedesca che temporaneamente s'era concentrata sugli avvenimenti del Nordafrica francese<4> _ Nella giornata del 23 novembre le armale sovietiche che operano nei due settori si riuniscono formando un corridoio largo una ventina di chilometri: la 6" armata germanica e parte della 4a sono "temporaneamente accerchiate". Le forze sovietiche premono dall'interno sui fianchi del corridoio per allargarlo e, contemporaneamente, intensifica no la loro azione a nord di Stalingrado. Il comando supremo tedesco è molto ca lmo, ma giudica la situazione "seria" anche perché prevede un'azione offensiva sovietica nel settore a ovest di Rzhov. Lo sviluppo della situazione dipenderà dalla capacità sovietica di sfruttare i notevoli risultati iniziali, capacità che è mancata in ogni offensiva precedente. Il comando germanico prevedeva sì offensive sovietiche nel corso dell'inverno, ma non con questo anticipo. Il settore interessato è certamente delicato,-sia per la funzione che assume nei riguardi della protezione delle comunicazioni col Caucaso, sia per il fatto che determina una situazione acuta nella regione di Stalingrado, la cui conquista completa è attesa ancora dopo oltre quattro mesi di dura lotta. I comunicati ufficiali tedeschi accennano solo molto genericamente all'offensiva sovietica, mettendo tuttavia in evidenza la durezza della lotta. La stampa, obbedendo ad evidenti direttive, richiama nuovamente l'attenzione sulla fronte sovietica. '' TI fulcro militare della presente guerra rimane sempre il fronte orientale: ad est si svolge la lotta vitale del popolo germanico e quella per la sorte del continente europeo e la grande decisione del secolo''. Negli ambienti degli addetti militari alleati ha destato una certa sorpresa la situazione creatasi nella grande ansa del Don e fra Don e Volga. V'è chi si domanda ancora se l'espugnazione sistematica di Stalingrado non abbia provocato un eccessivo e non sufficientemente redditizio logoramento. Altri ritengono che la preoccupazione d'uno sbarco in Europa abbia indotto il comando tedesco a immobilizzare troppe forze alla fronte occidentale. In realtà, le riserve disponibili alla fronte orientale appaiono limitate, specialmente considerando le gravi difficoltà dei trasporti, soprattutto paralle-


Stalingrado

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lamente alla fronte. A ciò sono da aggiungere le forti perdite germaniche, non ancora ripianate. Qualcuno si domanda se l'esercito tedesco abbia "per avventura" perduto "alquanto" della sua capacità offensiva e se si manifestino "in qualche reparto segni di stanchezza". Nel complesso, le operazioni del 1942 sboccano in una situazione imprevista, la quale richiede dalla Germania e dai suoi alleati "una nuova tensione delle forze". Valutazioni prudenti, ma chiare, queste di Marras: egli intravede le difficoltà del prossimo futuro. Al termine delle operazioni estive, il comando supremo tedesco aveva ritenuto che le perdite inflitte ai sovietici in uomini, materiali, territori e risorse avessero prodotto una tale diminuzione di potenziale militare da rendere difficile al nemico l'attuazione d'una grande offensiva< 5>. Successivamente, questo apprezzamento s'era alquanto modificato, nel senso che un'offensiva nemica avrebbe potuto svolgersi col favore dell'inverno, ma con obiettivi limitati. Il comando germanico, che è stato indubbiamente sorpreso dall'entità e dal carati.ere improvviso dell'offensiva sovietica, è corso prontamente ai ripari, impiegando tutte le riserve disponibili (comprese quelle dell'8a armata italiana) e costituendo il nuovo "gruppo d'armate Don" (al comando del maresciallo von Manstein), il quale s'è inserito fra le Heeresgruppe A e B, avendo a sinistra la nostra ga armata. La situazione ha assunto rapidamente un carattere molto serio, ma è stata sempre considerata con calma dal comando germanico, il quale ha adottato presto le contromisure. La spinta nemica sembra ormai considerevolmente rallentata, cosicché si potrà assistere nei prossimi giorni a una ripresa germanica ("la battaglia difensiva condotta offensivamente"). È considerato ormai cessato il pericolo che i risultati sovietici possano avere ripercussioni strategiche. Nei primi giorni dominava un certo pessimismo: era presa in considerazione addirittura l'eventualità della perdita della 6a armata, nella convinzione però che non sarebbero state compromesse le comunicazioni col Caucaso. J sovietici, in ogni caso, non otterrebbero risultati paragonabili a quelli dell'offensiva invernale del 1941, nelle quali si era prospettato veramente all'esercito la "minaccia d'un 1812". È certo che si compirà ogni sforzo per riprendere i collegamenti con la 6a armata, la quale si trova "provvisoriamente" in situazione analoga alle 5 divisioni accerchiate lo scorso inverno a sud del lago Ilmen. Queste avevano organizzato la Festung (fortezza) Demiansk ed erano state rifornite esclusivamente per via aerea. Ora si tratta però d'una massa tre volte superiore, con una disponibilità assai più limitata di velivoli da trasporto, dati gl'impegni in Tunisia, e un'esigenza assai superiore di munizionamento d'ar-


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tiglieria. Sembra pertanto che in questo caso si debba fare piuttosto affidamento su una controffensiva in grande stile. I sovietici sono riusciti a radunare le forze sfuggendo alla ricognizione aerea avversaria. Ancora una settimana fa era ritenuto impossibile che in pochi giorni potesse essere isolata un'intera armata tedesca. L'entità dei risultati deve attribuirsi in parte a errori di valutazione, in parte alla sorpresa, in parte anche al fatto che l'enorme estensione delle fronti assicura un forte vantaggio a chi assume l'iniziativa delle operazioni. Occorre tener conto anche della relativa scarsità di riserve delle quali dispone il comando germanico e delle difficoltà che presentano i movimenti di arroccamento alla fronte russa. "L'entità dei risultati ottenuti da parte sovietica può anche

far pensare a un eventuale scadimento di efficienza delle unità germaniche, dipendente dal forte logoramento e dal prolungarsi della guerra''. Agl'inizi di dicembre, subentra una fase d'attesa: i sovietici preparano la ripresa delle operazioni e i germanici eseguono i movimenti per una controffensiva diretla a sbloccare l'armataC6) . Contemporaneamente, il comando sovietico sta svolgendo, con notevoli mezzi, operazioni offensive tra Rzhov e Velikie Luki allo scopo non solo di fissare le riserve germaniche, ma anche di minacciare Smolensk e Vitiebsk. Altre operazioni diversive, di minore entità , nel settore di Leningrado, sempre allo scopo di fissare le riserve germaniche. Queste ultime sono affluite nel settore Don-Volga anche dal Caucaso, il che dimostrerebbe l'importanza attribuita alla progettata controffensiva. La situazione dell'armata Paulus, circondata fra Stalingrado e l'ansa del Don, non desta per ora preoccupazioni. Essa dovrebbe disporre di abbondanti rifornimenti già sui posto. Altri vengono inviati per via aerea, con qualche difficoltà creata dalle condizioni atmosferiche. Tuttavia l'armata è stata costretta a cedere alquanto terreno e si trova adesso chiusa in un rettangolo di 60 km per 40. La pressione avversaria si esercita anche nell'a.~ bitato di Stalingrado, dov'è riuscita a riguadagnare spazio. Dall'apprezzamento germanico della situazione militare alla data del IO dicembrem: "Circa la controffensiva per ristabilire le comunicazioni con Stalingrado, si ha, per ora, un tempo di arresto, dovuto forse all'incertezza della situazione per la quale è opportuno fare risparmio di forze''. La controffensiva che avrebbe dovuto non soltanto sbloccare Stalingrado, ma condurre all'accerchiamento di numerose forze sovietiche, non viene attuata: la crescente pressione sovietica ha assorbito gradualmente le poche riserve disponibili <8l. Il 24 gennaio, l'OKH giudica "assai grave" la situazione delle truppe accerchiate: scarseggiano viveri e munizioni e mancano del tutto i carburanti C9l. Esclusa la possibilità di aprirsi un varco verso le linee tedesche distanti


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oltre 300 km, l'armata di Stalingrado ha ricevuto l'ordine "di resistere ad oltranza scopo vincolare ingenti forze sovietiche che altrimenti verrebbero impiegate contro attuale linea tedesca et guadagnare tempo per stabilizzare situazione con rinforz(germanici in affluenza". Il 1° febbraio, "la resistenza... non potrà ormai essere a lungo protratta" oo). La 6a armata è sottoposta a ininterrotti attacchi, sotto la cui pressione lo spazio s'è progressivamente ridotto. I rifornimenti negli ultimi due mesi sono stati effettuati per via aerea, superando gravi difficoltà. Imponente è stato il consumo di munizioni per la presenza di grandi masse d'artiglieria. Anche sotto questo riguardo, la situazione era assai diversa da quella verificatasi nell'inverno 1941-1942 per il corpo d'armata germanico rimasto accerchiato nella zona di Demiansk. Le sue cinque divisioni combattevano in una regione boscosa e poco adatta all'impiego a massa di artiglierie: si trattava quindi di forze più limitate, a minori distanze dalle linee amiche. L'esempio di Demiansk ha probabilmente portato a un'erronea valutazione della situazione e delle possibilità operative. Le forze accerchiate a Stalingrado possono ormai considerarsi distrutte dopo una tenace eroica resistenza: soltanto negli ultimi tempi si sarebbero verificati, secondo i comunicati sovietici, episodi di resa di reparti. Sulla resistenza di Stalingrado la stampa ha volutamente calcato le tinte, anche perché "il magnifico esempio fornito dal soldato tedesco ... deve costituire per la nazione un monito a sopportare ogni sacrifizio che l'ora attuale richiede". Si è anche voluto spiegare all'opinione pubblica che la resistenza sul posto era indispensabile per fissare una forte aliquota di forze sovietiche e facilitare così il ripiegamento dal Caucaso: forse però tale protezione sarebbe stata meglio garantita con un tempestivo ritiro della 6a armata. L'impressione sulJ'opinione pubblica è stata forte e si diffondono le critiche all'operato del comando. Le perdite sono sensibili, specie in questo momento di crisi di effettivi e d'insufficiente ritmo di produzione dell'industria. Il 3 febbraio, la "resistenza può ormai ritenersi conclusa" r11 >. I dati di fonte sovietica circa le perdite delle 22 divisioni (20 tedesche e 2 romene) isolate a Stalingrado parlano di 330.000 uomini (dei quali, meno di centomila prigionieri). T1 generale Jodl, da parte sua, ammetterà 250.000 perdite, delle quali 60.000 prigionieri r12l. Il console generale d'Italia a Vienna, in data 12 febbraio, descrive la situazione politica e militare vista da quella città (13J. Già dal 24 gennaio era cominciata nei giornali una progressiva preparazione dell'opinione pubblica alla perdita di Stalingrado; preparazione che andò aumentando di tono e di evidenza tipografica sino al giorno in cui ne


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venne data la notizia ufficiale. Verso il 31 di detto mese la stampa viennese ritornò a un tono meno allarmante e a una veste tipografica più pacata, rinunciando agli articoli di fondo e ai trafiletti con i quali aveva messo in risalto la "gravità estrema del momento". È pertanto da ritenere che il precedente tono pessimistico era stato voluto dagli organi preposti alla propaganda per preparare il pubblico. Dal 4 febbraio comincia l'apoteosi del sacrificio della guarnigione di Stalingrado. L'eroismo dei difensori viene definito "la massima epopea militare della storia" ed è paragonato a quello di Leonida alle Termopili; esso costituisce "un esempio che dovrà essere seguito da tutta la nazione", "un monito a tutti i tedeschi di compiere il proprio dovere sino all'ultimo". L 'avvenimento viene presentato da un punto di vista storico e inquadrato fra i grandi, se pur sfortunati, fatti d'arme della nazione; e a questo scopo si afferma che '' non si possono pretendere vittorie senza fine; qualunque esercito subisce dei momenti di crisi"; "i russi tentano l'ultimo potente sforzo, costretti dalla cattiva situazione in cui li ha posti la perdila dei migliori territori industriali ed agricoli" . Insieme con la notizia, i quotidiani pubblicano a nche disegni, liriche, trafiletti e articoli improntati a un tono epico. Tuttavia il colpo, anche se alquanto attutito dalla lunga preparazione e dalla successiva propaganda, è stato assai duro per il pubblico viennese, che non ha perduto di vista il fatto essenziale, costituito dall'annientamento dell'intera 6 2 armata. Esso è rimasto profondamente colpito e ha manifestato un generale accoramento, accompagnato dalla persuasione dell'inutilità del sacrificio di tante migliaia di uomini. Secondo notizie raccolte, sembra che la maggioranza delle truppe sopraffatte a Stalingrado fosse composta da austriaci e si parla di oltre 30 mila viennesi periti. 11 paese di Klosterneuburg, grosso comune situato a pochi chilometri da Vienna, sarebbe stato particolarmente colpito, perché avrebbe fornito quasi tutti i pionieri dell'armata distrutta, e sembra che si siano recentemente avuti là numerosi arresti di persone che si sarebbero espresse in termini ostili contro la guerra e il regime. Del resto, anche in città viene ricordata la perentoria affermazione fatta a suo tempo dal Ffihrer circa la "prossima caduta di Stalingrado in mano tedesca'' e se ne traggono commenti accorati e talvolta irriverenti. Circolano inoltre gravi voci riguardo alla situazione al fronte russo; si dice che i soldati non sono più curati come un tempo e che spesso rimangono senza rancio; che le munizioni fanno difetto e le armi cominciano a scarseggiare, dato che - come si afferma - solo a Stalingrado sono andati perduti ben 13 mila cannoni; che la benzina comincia a essere visibilmente insufficiente, per cui interi reparti di avieri verrebbero impiegati come fanti, mentre i russi avrebbero catturato al suolo numerosi aeroplani impossibilitati a muoversi.


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Tenuto conto di queste circostanze e dell'andamento delle operazioni negli altri settori del fronte orientale, molti viennesi sono portati a ritenere che Stalingrado non sia che il primo di altri gravi rovesci, tanto più che si parla di altre 5 divisioni accerchiate alle foci del Don, oltre a quelle abbandonate a Voronesh. Viene ricordato che da quando esiste un esercito popolare tedesco (1812) nessun avversario era riuscito ad accerchiare e distruggere un'intera armata germanica, e si esprime piuttosto francamente il timore che Hitler, avendo assunto la direzione strategica della guerra, stia per ripetere gli stessi errori che già altra volta portarono la Germania alla rovina. Quanto alla causa dell'attuale situazione al fronte orientale, molti l'attribuiscono al Giappone che, non avendo voluto dichiarare guerra alla Russia e forse avendole dato ogni possibile assicurazione, le ha permesso di sguarnire il fronte dell'Estremo Oriente per riversare contro il Reich tutte le forze là dislocate. Ma comincia a spargersi anche la voce che la situazione sia dovuta a scarsa resistenza delle truppe italiane: e non sembra da escludersi che l'insulsa diceria sia almeno tollerata dagli organi responsabili allo scopo di deviare l'ira da quello che il popolo chiama ormai l'inutile sacrificio di Stalingrado. Sono anche corse voci di abbandono da pari.e dei romeni; ma disgraziatamente a Vienna trova sempre più facile credito la menzogna antitaliana. Viene anche riferito che in alcuni locali dei quartieri periferici, come pure al Prater, si cantano canzonette ostili al nazismo e che sui muri di strade anche centrali sono state notate scritte aventi la stessa intonazione. Con non celata compiacenza viene qui anche ripetuta e propagata la voce che a Berlino sarebbero stati lanciati sassi in uno dei maggiori ristoranti di lusso mentre si trovava per il pranzo un folto gruppo di Gauleiter di tutto il Reich, convocati dal Fuhrer giorni addietro. Tutti questi fatti allarmano ogni giorno di più la parte sana della popolazione, la quale vede profilarsi all'orizzonte, in tutta la sua gravità, la minaccia del bolscevismo. Si teme infatti che questo, più che essere apportato dal di fuori, potrebbe affermarsi all'interno; e se ne dà colpa agli organi responsabili, che hanno introdotto nel Reich ben 5 milioni di lavoratori stranieri., fra cui ucraini e prigionieri russi e francesi, tutti egualmente infidi; e che adottano provvedimenti sempre più spinti sulla falsariga sovietica. Se a ciò si aggiungono le gravi ripercussioni di ordine morale, affettivo, finanziario, che stanno per avere i recenti provvedimenti sulla totale mobilitazione civile del .Reich, si comprenderà perché lo stato d'animo di questa popolazione sia di un abbattimento e di un pessimismo che merita di essere sorvegliato da vicino. In conclusione, pur non disconoscendo l'importanza della regione di Stalingrado, si può forse obiettare che l'occupazione stessa dell'Ucraina e del territorio fra Don e Caucaso avrebbe notevolmente diminuito l'importanza


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del traffico sul Volga. Si può anche considerare che per il controllo del Volga non era necessaria l'occupazione integrale del grande centro abitato di Stalingrado. Comunque è certo che questo obiettivo ha esercitato personalmente sul Fuhrer una grande attrazione, forse anche per l'intendimento chiaramente espresso da Stalin di difendere la città fino a1l'ultimo. È vero che questo stesso intendimento dava al comando germanico la sicurezza che in corrispondenza di quest'obiettivo avrebbe potuto dare battaglia a un'aliquota notevole di forze sovietiche, ma si deve anche considerare che, se una tale battaglia doveva e poteva con grande rendimenlo essere affrontata nella regione di Stalingrado, non altrettanto chiara era la necessilà di svolgere una ballaglia anche all'interno dell'enorme abitato, avente dimensioni di 20 per 10 km. Qui la lotta ha assunto un carattere di logoramente dannoso per l'esercito germanico, soprattutto con un avversario particolarmente addcslrato al combattimento negli abitati. Qui il rapporto delle perdite, così favorevole all'esercito germanico in campo aperto, è stato invertito.

(l) 2937/S - 14 novt:mhre 1942 (AUSSME 48/3) . (2) 2804/S - 19 ullobrt: 1942 (A USSME 46/2) . (3) 12262 - 5 agosto 1942 (AUSSME 4/VJ). (4) 3002/S - 25 novembre 1942 (AUSSM il 48/3) . (5) 3051/S - 29 novembre 1942 (AUSSME 48/ 3). (6) 3096/ S - 6 dicembrt: 1942 (AUSSME 48/ 39). (7) Rapporto n. 2 allegalo alla riunione di Rastenburg (18-20 dicembre 1942), dove Ciano sostituiva Mussolini (AUSSME 4_4/ 3 e 44/ 12). (8) 32/ S - 12 gt:nnaio 1943 (AUSSME 48/ 4). (9) 78/ S - 24 gennaio 1943 (AUSSME 48/ 4). (10) 103/S - l febbraio 1943 (AUSSME 48/ 4). (l 1) 114/ S - 3 febbraio 1943 (AUSSME 48/ 4). (12) 162/ S - 10 febbraio 1943 (AUSSME 48/ 4). (13) Regio consolalo gt:neralc d'Italia in Vienna, 1560/ 324, 12 febbraio 1943 (AUSSME 48/ 4).


LA BATTAGLIA DIFENSIVA DEL DON (DICEMBRE 1942)

A metà dicembre 1942 si svolge a Rastenburg, con la partecipazione di Ciano e Cavallero(ll, un incontro durante il quale viene annunciato lo sfondamento. Immediato commento di Ribbentrop: "Mentre noi trattiamo, le vostre truppe abbandonano le linee". Reazione di stupore e protesta degl'italiani c2J. Marras propone subito al capo di stato maggiore generale una sua visita all'8 3 armata per avere un quadro degli avvenimenti il più vicino possibile alla realtà. Infatti, tra il 25 dicembre ed il 10 gennaio, egli prende contatti con i comandanti del gruppo armate B (von Weichs) e dell'8" annata italiana (Gariboldi) e con comandi e reparti da quest'ultima dipendenti. La relazione è basata sullt: impressioni immediate di Marras mentre i combattimenti erano ancora in corso.

L'offensiva sovietica, con obiettivo Rost6v, s' era scatenata l' Jl dicembre con forze preponderanti in particolare contro le divisioni Cosseria e Ravenna del nostro Il corpo d'armata<3l. L'azione nemica, prolungatasi con intensità crescente nei giorni successivi, logorava le nostre unità e le scarse riserve divisionali e di corpo d'armata. Il mattino del 16 una massa di 250-300 carri attaccava la zona di sutura tra Cosseria c Ravenna tenuta dal 318° reggimento di fanteria tedesco, superando nei giorni 16 e 17 la resistenza delle nostre linee difensive e delle unità controcarri germaniche in rinforzo e proseguendo in profondità fino a travolgere gli schieramenti d'artiglieria. Nella giornata del 18 si aveva così il cedimento del Il corpo d'armata. La comparsa di carri armati nelle retrovie produceva sorpresa e disordine. Sulla fronte dei corpi d'armata XXXV (divisioni 298a tedesca e Pasubio) e XXIX (divisioni Torino, Celere e Sforzesca), schierati a destra del Il, l'azione nemica era sviluppata contro la Pasubio, la Torino e la Celere. Contemporaneamente, forze sovietiche attaccavano le divisioni romene schierale alla destra dell'8a armata italiana. Quest'azione offensiva, del cui sviluppo il comando dell'8a armata sarebbe stato informato in ritardo, determinava il rapido ripiegamento delle forze romene, scoprendo il fianco della, nostra armata e obbligando la Sforzesca a retrocedere. Occorre aggiungere che la 298a divisione di fanteria germanica, schierata


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Il generale Efisio Marras

tra Ravenna e Pasubio, non interessata dall'attacco avversario, ripiegava in direzione sud, pare in base a ordini ricevuti direttamente dal gruppo d'armate, concorrendo cosi al ripiegamento generale del centro e della destra dell'armata. La 29ga, insieme con elementi della Ravenna, Pasubio e Torino, è circondata a Certkovo. I comandi dei corpi d'armata XXXV e XXIX ed elementi delle divisioni Torino, Celere e Sforzesca si sono aperti invece la strada verso sud riuscendo a raggiungere il Doniétz a prezzo di gravi perdite negli ultimi giorni di dicembre. La divisione Cosseria e aliquote della Ravenna, dopo aver resistito in posto, hanno ripiegato in seguito a ordine verso occidente per poi raccogliersi, a sostituzione avvenuta, nella zona di Rossosh. Assai gravi le perdite dell'8 8 armata: 60.000 caduti e dispersi, 7.000 feriti, oltre ad armi, artiglierie, mortai, automezzi, munizioni, generi di vettovagliamento, materiali di vestiario e di equipaggiamento. Nella zona di raccolta erano affluiti alla data del 4 gennaio circa 35.000 uomini; buona parte dei rant.i e degli artiglieri recuperati appartenevano ai servizi dei rispettivi reparti. Aliquota delle artiglierie era andata perduta a causa della scarsità di benzina nei trattori che aveva consentito di percorrere solo pochi chilometri. Lo stesso per numerosi a utomezzi. Il morale è elevato in alcuni reparti, meno buono in altri; tutti abbisognano d'un lungo periodo di ristoro e riordinamento; particolare attenzione sembra debba dedicarsi alla scelta dei nuovi quadri. Le unità ricostituite potranno essere nuovamente impiegate soltanto quando avranno riacquistato piena fiducia in sé per condizioni di addestramento e annamento, specie controcarri. Dopo l'esame dei fatti, le considerazioni di Marras s·u comportamento delle truppe e cause della sconfitta. Le divisioni Cosseria e Ravenna si sono battute tenacemente per sei giorni respingendo gli attacchi a massa di forze assai superiori. Esse sono state sopraffatte soltanto dai carri, pur avendone distrutti circa 100 (comunicato germanico del 18 dicembre); hanno ripiegato soltanto dopo averne ricevuto l'ordine. Secondo alcune informazioni, il 318° reggimento di fanteria germanico, schierato nella zona di sutura delle due divisioni, si sarebbe mosso per primo. "/ reparti della divisione Cosseria hanno ripiegato in perfetto ordine" - ha dichiarato il generale Jodl in base a informazioni fornite personalmente al Fuhrer. Marras stesso ha incontrato il 1° gennaio il comandante e il vicecomandante della Cosseria e 1'89° reggimento di fanteria in


La balfag/ia difensiva del Don (dicembre 1942)

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marcia ordinata con la bandiera. Quei fanti fornivano un'impressione eccellente pur dopo la fatica della lotta e nel rigore del clima; apparivano di spirito assai elevato e soprattutto era chiara in loro la coscienza d'aver compiuto fino all'ultimo il proprio dovere. Del valore delle nostre truppe danno solenne testimonianza i comandanti dei reggimenti di fanteria delle divisioni Cosseria e Ravenna, del gruppo di battaglioni camicie nere Leonessa e di due reggimenti d'artiglieria, tutti caduti sul campo. È da presumere che anche le rimanenti divisioni abbiano compiuto tutto il loro dovere nel difficile ripiegamento, il quale ha prodotto perdite superiori a quelle subite dalla Cosseria e dalla Ravenna, che pur avevano sostenuto l'urto principale del nemico. Non altrettanto può dirsi del personale dei servizi dislocato nelle retrovie, che sarebbe stato preso dal panico. Un deplorevole episodio s'è verificato nel centro logistico di Kantemirovka, dove l'apparizione di pochi carri armati sovietici ha determinato una rapida dissoluzione. Da parte germanica i comunicati sono stati molto laconici: si è restii a riconoscere espressamente la resistenza delle nostre truppe, ma s'è anche dimostrato un riserbo crescente nell'accenno a casi di scarsa resistenza. Tuttavia il generale von Tippelskirch ha detto che qualche reparto della divisione Pasuhio non ha combattuto . Il comandante della 298" divisione di fanteria germanica, i cui resti sono accerchiali a Certkovo insieme con quelli delle divisioni Pasubio e Torino, ha detto che con difficoltà sono stati tratti dai nostri 6.000 uomini 500 armati di fucile per essere impiegati in settori meno impegnati o come riserva. Egli ha aggiunto che i nostri uomini avrebbero consumato rapidamente le scarse munizioni, senza mirare pur di non esporsi. Questo generale, si noti, ha lasciato con un aeroplano Certkovo, dove rimangono i generali Lcrici e Capizzi. Successivamente sottoposto al giudizio d'un tribunale di guerra per abbandono di posto, sarà condannato a morte e fucilato<4J. L'esame delle cause del ripiegamento non può essere, nell'immediata vicinanza degli avvenimenti, né esauriente né completo. Tuttavia sembra di poter richiamare l'attenzione sui seguenti argomenti: - 1' eccessiva ampiezza delle fronti assegnate alle nostre unità e i procedimenti tattici imposti dal comando germanico; la mancanza di riserve a portata di tempestiva affluenza; l'inadeguatezza della difesa anticarro; la scarsa solidità dell'organizzazione difensiva; le difficoltà nelle quali s'è svolta l'azione di comando dell'8a armata. La fronte iniziale di circa 350 km, che doveva restringersi d'una quarantina, è rimasta praticamente invariata perché la 3a armata romena non


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Il fienerale Efisio Marras

era stata in condizione d'assumere tutta la fronte stabilita. Sull'importanza del nostro settore lo stesso Fuhrer aveva richiamato l'attenzione nell'estate precedente come probabile oggetto d'un'offensiva nemica in direzione di Rost6v. Fu allora assicurato che s'intendeva schierare in corrispondenza della nostra fronte abbondanti riserve. Nel fatto, invece, queste riserve sono venute totalmente a mancare. Per quanto riguarda i procedimenti tattici, i comandi germanici avevano molto insistito per la proiezione quasi totale delle forze disponibili su una sottile linea continua di difesal5>, in base al concetto che l'attacco sovietico dovesse venire stroncato il più avanti possibile. Veniva aggiunto che la difesa dei fiumi doveva essere fatta in modo rigido, impedendo all'avversario di attraversare anche temporaneamente l'ostacolo<6). Una rottura della fronte sarebbe stata arginata unicamente da riserve d'armala e di gruppo d'armate. È bene notare che i procedimenti germanici si basavano sull'esperienza della precedente campagna invernale, la quale peraltro non sembra si attagliasse alla situazione attuale e soprattutto ai nuovi procedimenti tattici sovietici. Circa le riserve, 1'8" armata aveva inizialmente in linea nove divisioni (sette italiane e due gcrmanidtt:, 298" t: 62"); avrebbe dovuto disporre in seconda schiera di due divisioni itali ane (Celere e Sforzesca) e di due germaniche (294" di fanteria e 92a corazzata). Praticamente la Sforzesca non fu mai ritirata dalla linea, avendo i romeni assunto soltanto una parte del settore loro assegnato, mentre tre delle quattro divisioni germaniche (62\ 294" e 92a) furono ritirate a fine novembre dopo verificatosi lo sfondamento sulla fronte della 3" armata romena. In tale situazione, la divisione Celere dovette essere portala in linea e l'armata venne a trovarsi priva di divisioni in seconda schiera. Soltanto nell'imminenza dell'offensiva venivano assegnate in rinforzo all'armata la 385" divisione (con battaglioni su 250 uomini circa), la 27a divisione corazzata (con soli 47 carri, non tutti efficienti, e alcuni pezzi semoventi), il 318° reggimento di fanteria (a effettivi ridotti), il battaglione di scorta del Fiihrer, 3 compagnie controcarri, un battaglione di lavoratori, un reggimento di polizia e un raggruppamento d'artiglieria su soli dieci pezzi con munizioni limitate. Il 318° reggimento di fanteria, benché fosse (secondo un generale tedesco) scadente e assai provato a Stalingrado, venne per ordine del gruppo d'armate schierato nel delicato settore fra le divisioni Ravenna e Cosseria; sarebbe stato il primo a ripiegare in conseguenza dell'irruzione di carri. La 385· divisione di fanteria era al 10 dicembre ancora in afflusso. In questa situazione, fu necessario portare in linea la divisione Julia sottraendola al corpo d'armata alpino. Soltanto più tardi cominciarono ad affluire, anche dalla Francia, unità di formazione.


La battaglia difensiva del Don (dicembre 1942)

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In conclusione, la scarsità delle riserve disponibili e il tardivo afflusso di rinforzi vari faticosamente raccolti hanno pesato gravemente sullo sviluppo della battaglia. Per quanto si riferisce alla difesa controcarri, era stata nei mesi precedenti ripetutamente rappresentata la necessità di ottenere armi idonee. Il comando germanico s'è limitato ad assegnare una batteria da 75 per ogni divisione. Nell'imminenza dell'azione vennero sì inviate in rinforzo alcune compagnie controcarri, ma neanche queste hanno potuto impedire lo sfondamento. Al riguardo, un generale germanico ha osservato che i sovietici hanno impiegato questa volta le unità corazzate con nuovi procedimenti, spingendole rapidamente in profondità con accompagnamento di fanteria. Di fronte a tale tattica, si rende necessario non tanto proiettare numerosi mezzi controcarri verso l'avanti, quanto disporre di semoventi da manovrare a seconda della direzione dell'attacco nemico. L'organizzazione di fcnsiva del settore italiano sembra non abbia raggiunto almeno localmente un'efficienza adeguata e ciò per motivi vari, tra i quali sono da porre: - la deficienza di mine anticarro e di materiali di rallorzamcnl.o messi a disposizione dal comando germanico; - i cambiamenti di schieramento, che hanno talvolta impedito un lavoro assiduo in uno stesso settore; - le opposizioni germaniche all'utilizzazione della mano d'opera locale per lavori difensivi e particolarmente per lo scavo di ostacoli anticarro; - le difficoltà dei trasporti che hanno determinato dannosi ritardi; - le insufficienti assegnazioni di carburanti. Particolarmente deficiente l'assegnazione di materiali per reticolato, cosicché su lunghi tratti della fronte l'ostacolo era ridotto a una semplice siepe spinosa. Secondo alcuni, le mine anticarro non sarebbero state disponibili in quantità adeguate. Esse erano in gran parte di preda bellica e in qualche caso non avrebbero funzionato, specialmente dove il terreno era ricoperto da neve. D.:i parte tedesca è stato invece detto che le mine messe a disposizione non sarebbero state tutte utilizzate. Le assegnazioni effettive di carburanti sono state sempre inferiori alle promesse. Effetti particolarmente gravi ha avuto l'insufficienza di benzina per i trattori d'artiglieria. Forse all'inizio della battaglia le riserve di carburante avrebbero potuto meglio essere utilizzate in avanti. Risulta che un treno di carburanti fu avviato durante la battaglia, ma troppo tardi. Nella prima stesura della relazione, Marras critica l'intendenza dell'8a armata: ha provveduto largamente ai bisogni delle nostre truppe, ma a prezzo d'un'organizzazione troppo pesante, che ha gravato le retrovie con centri


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logistici che al momento del pericolo sono stati centri di disordine. Mancanza di spirito militare è stata infatti messa in luce dal personale dei servizi, impotente a resistere anche contro pochi mezzi corazzati(7>. Considerazioni analoghe fa Lucio Ceva: "Alcuni passi della minuta riflettono impres-

sioni a caldo, poi attenuate od omesse nella stesura finale" <SJ. Difficile è stata l'azione di comando dell'8a armata; le continue ingerenze e il controllo esercitato dai comandi superiori germanici ne hanno limitato notevolmente la libertà d'azione. Il generale von Weichs, comandante del gruppo d'armate, ha lealmente riconosciuto che l'armata è stata schierata su fronti eccessivi, che mancavano le riserve, che non si era potuto fare quant'era desiderabile per rinforzare l'armamento delle nostre divisioni; ha lasciato capire che su alcune questioni non gli era stato possibile aderire al punto di vista italiano, pur condividendone talvolta il parere; tutto ciò in dipendenza degli ordini ricevuti dalle autorità superiori. Il capo di stato maggiore dell'esercito, per parte sua, ha dichiarato che il comando supremo germanico esercita su tutte le armate un attivo controllo ed avoca a sé anche decisioni di dettaglio. Ma, a parte quest'azione molto accentrata da parte dei superiori comandi germanici, il comando dell'8a armata ha incontrato molte difficoltà per l'invadenza e le interferenze dell'imponente nucleo di collegamento tedesco, costituito da un generale di corpo d'armata, provvisto d'un proprio stato maggiore e di nuclei di collegamento in sottordine, con un totale di oltre 80 ufficiali, abbondanti personale di truppa e mezzi di trasmissione . Quest'organo di esagerato sviluppo non s'è limitato a esercitare funzioni di collegamento, quali erano indisp_ensabili e utili, ma ha sviluppato anche un'azione di controllo, osservando, criticando, intervenendo presso il comando dell'armata e determinando talvolta l'intervento dei comandi superiori. li generale von Tippclskirch, preposto a questo collegamento, è uomo ambizioso e invadente. Egli usa tenersi in diretto rapporto con tutte le unità germaniche dell'armata, dando ordini dei quali non sempre pare che abbia informato il comandante dell'armata. È stato riferito che egli ha anche tentato di diramare ordini a firma di Garibaldi, senza autorizzazione. Durante la battaglia s'è tenuto in diretta comunicazione col quartier generale ed ha accentuato questa sua attività indipendente. Ma non ha poi esitato a dichiarare che a suo parere la responsabilità principale dell'insuccesso ricade sul fatto che 1'8a armata non era all'altezza di sostenere un forte attacco di carri. In sostanza, il sistema di collegamento germanico ha soffocato le nostre grandi unità disturbandone gravemente l'azione di comando. A parere dello scrivente, 1'8 3 armata, senza dubbio in difficoltà per la presenza dell'esagerato nucleo di collegamento gerlllanico, non appare tut-


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tavia guidata con polso fermo e sicura psicologia da parte del generale Garibaldi. Infatti : - grave danno per il suo prestigio derivava dalla prassi che gli ordini alle unilà germaniche venissero impartiti per il tramite dell'organo di collegamento e che, viceversa, divisioni tulle italiane del XXIX corpo germanico fossero praticamente impedite di eseguire ordini d'un comando italiano; - solo l'intervento di Marras gli apre occhi sul generale von Tippelskirch cui in data 5 marzo (quasi tre mesi dopo il ripiegamento) aveva proposto il conferimento dell'ordine militare di Savoia <9l; solo adesso, nell'annullare la proposta, si accorge che '' malgrado le apparenze'' il Tippelskirch non nutre alcuna simpatia per il nostro esercito (commento di Marras: "l'ho conosciuto come tale fin dal 1939"); - non risulta abbia energicamente protestato (ed è inverosimile che non ne fosse a conoscenza) per i tentativi (solo tentativi?) di von Tippelskirch d'impartire ordini "a firma dell'Eccellenza Gariboldi, senza autorizzazione" (... e ci mancava solo questo!). Nel carteggio Marras risultano, al riguardo, soltanto rimostranze del capo di stato maggiore dell'armata (Malaguti) al generale tedesco affiancato< 10>; - il 4 gennaio, mentre tremila uomini della Sforzesca stanno ancora combattendo< 11 >, indirizza al gruppo d'armate (per il tramite del solito nucleo di collegamento) una lunga e puntigliosa teucra per lamentare la mancata sistemazione del comando d'armata, argomento tutto sommato di scarso rilievo e non certo del suo livello, innalzato a "questione di prestigio" c12J; - non risultano suoi decisi interventi presso il comandante del gruppo d'armate per far cessare i soprusi a danno degl'italiani e concedere mezzi di trasporto e carburanti. Come suo dovere, peraltro, il generale Garibaldi esprime il desiderio d'essere lasciato in posto almeno fino a quando l'ultimo soldato abbia potuto raggiungere la zona di riordino 0 3>. Nelle sue proposte al comando supremo, egli ravvisa la possibilità di: - ricostituire il II corpo d'armata con le divisioni Ravenna e Cosseria a organici ridotti, previa assegnazione di artiglierie, automezzi e quadrupedi, ottenendo peraltro unità d'efficienza ridotta, prive dell'indispensabile armamento controcarri e complessivamente scadenti in confronto a quelle tedesche, con inevitabili ripercussioni sul morale delle truppe; - rimpatriare ovvero impiegare come complementi i resti delle divisioni -Torino, Pasubio e Celere. Continuare la nostra presenza in Russia presuppone il rapido riordinamento degl'isolati e il mantenimento d'una rigorosa disciplina anche formale.


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Dovranno essere garantiti libertà d'azione, efficace armamento controcarri e disponibilità di riserve, preferibilmente proprie. '' Sarebbe dannoso per il nostro prestigio impiegare nostri reparti come lavoratori". Gli avvenimenti che hanno interessato 1'8a armata italiana costituiscono solo una parte della battaglia di assai più vaste proporzioni combattuta tra Stalingrado e il Caucaso; durante il suo svolgimento anche le armate germaniche sono state costrette a profondi ripiegamenti. Il 7 febbraio, Mussolini ordina a Marras di fare a suo nome un passo ufficiale presso il maresciallo Keitel e dirgli fra l'altro "che un minimo di aiuto si impone, se il cameratismo ha ancora un significato" <14J. Il telegramma del generale Gariboldi, infatti, nel comunicare al comando supremo che anche il blocco sud dell'armata avrebbe dovuto muovere per via ordinaria, conclude: "Semineremo la via di sfiniti che testimonieranno il trattamento usatoci". La comunicazione del duce, fatta da Marras nel corso dei colloqui dei giorni successivi con le alte autorità militari tedesche, fa in Keilcl una forte impressione <15>. Egli dichiara di voler intervenire con misure appropriate, pregando però di tenere in considerazione il fatto che ci troviamo cli fronte a una vera sconfitta e che pertanto sono inevitabili ingorghi e frizioni. Le conversazioni si prolungano per quattro giorni, in un clima di cortesia e cordialità. Le questioni prese in esame sono: zona di riordinamento dell'armata; · - assegnazione di treni e carburanti; - atti di sopraffazione di militari germanici. La decisione, già presa personalmente dal Fiihrer, di spostare l'armata verso Gomel ponendola alla dipendenza del gruppo armate centro non incontra il favore di Marras che preferirebbe la zona a sud-ovest di Kiev, più sicura e relativamente più confortevole. La scelta di GoÌnel, a detta del capo di stato maggiore dell'esercito, risponde alla necessità di mantenervi un presidio dopo il ritiro delle grandi unità terrestri costituite dall'aeronautica. Si tratta inoltre d'una regione che, pur richiedendo qualche precauzione, non è attualmente infestata da partigiani (affermazione, peraltro, che non concorda con notizie risultanti a Marras da altra fonte, secondo cui Gomel rappresenta uno dei centri più attivi di partigiani). Il maresciallo Keitel, da parte sua, aggiunge che Kiev è·attualmente considerata zona d'operazione, percorsa da rinforzi e rifornimenti: la sistemazione delJa nostra armata sarebbe difficile. Meglio spostarla perciò più a nord, in buone comunicazioni ferroviarie con l'Italia e in zona sicura, in quanto la fronte del gruppo armate centro viene giudicata molto solida e il


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gruppo stesso sta costituendo un fianco difensivo fronte a sud in corrispondenza del parallelo che corre a circa 30 km a setlentrione di Kursk. Questa "sicurezza" peraltro contrasta con le preoccupazioni espresse in sede di esposizione della situazione nei riguardi d'una prevista azione in forze del nemico verso occidente tra Kursk e Charkov. Questa situazione lascia anche vedere come la zona inizialmente assegnata di Niezhin fosse ancor più esposta in quanto non protetta da questo futuro fianco difensivo. È assicurato il massimo appoggio nell'assegnazione di treni e carburanti, tenendo però conto delle esigenze operative del settore sud e dell'opportunità di avere altri dati ed elmenti. A questa intenzione, piuttosto chiara, di procrastinare una decisione, Marras si oppone dichiarando che occorre assicurare un immediato afflusso di treni e carburanti per lo sgombero di congelati, feriti e malati e il caricamento delle truppe, ponendo così qualche rimedio ai lunghi indugi finora frapposti. I fabbisogni complessivi potranno essere concretati successivamente. È espresso il rincrescimento per gli atti di violenza commessi a nostro danno, lasciando però capire che nel settore sud sono abbastanza frequenti e purtroppo non facilmente reprimibili e promettendo energici provvedimenti nei casi individuati. Le requisizioni abusive di nostri depositi sono state giustificate dall'intendente generale (Generalquartiermeister) con la necessità dei reparti alla fronte. Da parte italiana, è stato riaffermato che il generale intendente (Bigli no) è pronto a fornire quanto occorre, a condizione di accordi con l'intendenza stessa o col comando di armata. Marras mette in rilievo la necessità che le autorità periferiche germaniche vengano incontro alle esigenze dell'armala. Riceve assicurazione che ordini in questo senso sono stati impartiti al comando del gruppo armate centro. Inoltre, per rendere più pronti i contatti, presso il quartier generale risiederanno un ufficiale del comando d'armata e uno della missione militare italiana (cioè dell'ufficio di Marras). Il nucleo di collegamento tedesco presso 1'8a armata, la cui azione s'era dimostrata tanto intralciante e deleteria, è stato ridotto dal 31 gennaio a due soli ufficiali. Marras conclude: ''Ritengo di avere dimostrato nei colloqui la necessaria fermezza ... I risultati di queste conversazioni non potranno essere giudicati se non in base all'applicazione che essi riceveranno nei prossimi giorni. Sono peraltro sicuro che presso il quartier generale germanico si è ben capita la necessità di fare qualche cosa. Non sono invece altrettanto sicuro che da parte delle autorità periferiche e anche da parte di qualche piccolo elemento del quartier generale non vengano opposte difficoltà che riducano


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la portata effettiva, sulla quale potrebbe notevolmente incidere anche la rapida evoluzione della situazione militare. Comunque la presenza di due ufficiali di collegamento permetterà di seguire costantemente la situazione, di rendersi conto dei risultati concreti e di compiere prontamente i passi necessari per un raddrizzamento". A Berlino, l'ufficioso Dienst aus Deutschland commenta le cause dei successi sovietici e le prospettive future( 16>. Durante l'attuale campagna invernale si è subito un rovescio di grandi proporzioni. In precedenza, l'offensiva dell'estate 1942 era sostanzialmente fallita, portando a una critica situazione operativa per il mancato adeguamento degli obiettivi ai mezzi disponibili. Già l'inizio dell'offensiva estiva aveva d'altro canto posto in luce la crisi degli effettivi, il cui accentuarsi aveva conferilo un carattere cronico alla mancanza di riserve. Il soldato sovietico, durante l'inverno, è posto in condizioni di superiorità di fronte ai soldati dei vari paesi europei (in contrasto, questa affermazione, con quanto asserito da Goring nel discorso radiofonico alle forze armate del 30 gennaio e non riportato dalla stampa: solo le truppe tedesche e forse quelle finlandesi sono adatte a combauere nelle condizioni dell'inverno russo). Circa la reazione tedesca all'insuccesso, il Diensl aus Deutschland mette in risalto come si faccia grande assegnamento "sull'impulso etico-nazionale" e in generale sull'affermarsi dei valori spirituali. Le prospettive per la prossima campagna estiva sono formulate in modo alquanto vago: appare forse prematuro scrutare in anticipo i risultati cui potranno condurre la mobilitazione delle residue forze di~ponibili e l'impiego alla fronte della produzione bellica invernale. A metà di febbraio, il tenente colonnello Paoli dello stato maggiore del regio esercito visita 1'8 3 armata soffermando la sua attenzione sull'aspetto logistico C17>. All'atto della sua permanenza in zona, 1'8" armata era suddivisa in tre blocchi non più a contatto con l'avversario: - uno (15.000 uomini), già a Niezhin; - gli altri due (80.000), in marcia per lo più a piedi verso questa località. Questi ultimi cederanno agli stenti e alla fatica (prevede Paoli) se non potranno fruire di mezzi di trasporto. Le strade e le piste sono coperte di neve gelata che rende difficile tenersi in equilibrio. La temperatura, rigida di giorno, la notte non consente di rimanere all'aperto anche se provvisti di coperte, indumenti di lana e pelliccia, senza un'adeguata protezione almeno dal vento. Per il vettovagliamento si fa capo alla parte germanica la quale distri-


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buisce la razione tedesca non sempre completa e comprendente molti generi non graditi al gusto italiano. Mancano quasi del tutto i tabacchi e completamente il vino. Al vettovagliamento delle truppe giunte a Niezhin provvede invece l'intendenza italiana. Al blocco sud la parte germanica ha concesso qualche treno. L'intendente, a sua volta, ha destinato tutti gli automezzi ancora efficienti al trasporto di truppe, compatibilmente con la disponibilità di carburante. Per il trasporto degli alpini non è stato concesso il proseguimento della nostra tradotta trisettimanale oltre Niezhin. Gli alpini superstiti raggiungeranno la zona di Niezhin verso il 20-25 febbraio; il movimento per via ordinaria del gruppo sud (60.000 uomini) avrà ancora una durata di 30-40 giorni. In base alle ultime disposizioni, occorrerà poi raggiungere Gomel (altri 200 km). La perdita delle artiglierie è da attribuirsi in gran parte alla mancanza di carburanti; ad esempio, la divisione Pasubio ha dovuto abbandonare sette gruppi completi, per esaurimento della benzina, dopo 50 km. Durante la ritirata sono stati abbandonati mitragliatrici e mortai ed anche fucili e moschetti. I quadrupedi rimasti sono circa 5.000; gli automezzi 3.500, tutti però ancora in marcia e quindi con le più ampie riserve per il loro definitivo recupero. Quali cause del ripiegamento, il Paoli indica, oltre a quelle già individuate da Marras, le seguenti: - lo schieramento lineare della difesa, appoggiato al Don che, gelato fin dall'inizio dell'inverno, aveva perso ogni valore impeditivo (oltre a ciò, in alcuni settori a ogni squadra di fanteria erano affidati circa 400 metri di fronte); - superiorità dell'armamento sovietico (carri pesanti, fucili auLomaticiparabellum dati anche in dotazione individuale, lanciarazzi multipli Katiusha); - impiego in profondità dei carri, alcuni dei quali trasportavano sulle clue fiancate IO soldati che sparavano su fanterie e automezzi incontrati; - mancanza presso le unità italiane di riserve di carburante per una manovra delle artiglierie; - depressione del morale delle truppe per l'abbandono delle artiglierie e la paura di cadere prigionieri dei russi; - scarse capacità degli ufficiali inferiori nelle operazioni di ripiegamento; - decisa influenza del clima sulle truppe costrette a combattere di giorno e di notte all'aperto, senza l'accurata assistenza logistica predisposta sulle posizioni avanzate (ricoveri provvisti di stufe, abbondanti coperte, viveri di conforto);


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azione di comando subordinata agli ordini e alle informazioni della parte germanica che non sempre comunicava tempestivamente il quadro complessivo della situazione. Ad esempio, la divisione Torino, inquadrata nel XXIX corpo d'armta tedesco, contrattaccava per riconquistare posizioni mentre le altre divisioni erano già ripiegamento. Le unità in linea si sono tutte battute benissimo e hanno poi ceduto alla superiorità schiacciante dell'avversario e al particolare clima. Nelle retrovie è avvenuto qualche episodio di panico, come a Kantemirovka, ove sembra che i tedeschi abbiano cinematografato la scena. Il generale intendente ha denunciato al tribunale di guerra alcuni comandanti di centri logistici avanzati che hanno abbandonato troppo presto il loro posto. Indubbiamente il morale delle truppe è oggi molto depresso. Occorre però subito affermare che questi soldati italiani non sono ridotti così dal combattimento ma dagli stenti e dalle fatiche dovuti al particolare ambiente russo. Fra italiani e tedeschi, l'incomprensione e la diffidenza reciproca sono giunte ad uno stato così acuto da poter dar luogo a qualsiasi conseguenza. Cause di tale stato di cose: - come sempre avviene in simili circostanze, responsabilità del cedimento addossata reciprocamente all'alleato; - limitata concessione di treni e carburanti per le nostre truppe che quindi debbono compiere centinaia di chilometri a piedi con perdite che aumentano di giorno in giorno; - incertezza sulla zona di riordinamento dell'armata continuamente variata con allungamento delle marce per via ordinaria, impossibilità di organizzare alloggiamenti e riTornimcnti; - esclusione del traffico italiano dalle migliori strade, quale quella di Poltava; - proibizione ai reparti italiani di entrare nelle città di Kiev e Dniepropetr6vsk; - predonaggio di magazzini e particolarmente di automezzi, in alcuni casi anche a mano armata, con scambio di colpi di arma da fuoco, fortunatamente per ora senza conseguenze; - nell'attuale contingenza, per limitata disponibilità, nessuna assistenza da parte della capillare organizzazione germanica delle retrovie. La paura di cadere prigionieri dei russi ha influito sullo sbandamento. In seguito, però, alpini della .lulia fuggiti dopo due o tre giorni di prigionia hanno narrato che il soldato russo tratta bene gl'italiani prigionieri mentre i tedeschi vengono soppressi. I partigiani invece uccidono senza distinzione tutti i prigionieri.


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Duranle la ritirata, la popolazione russa s'è dimostrata larga di aiuti verso i nostri militari, memore del trattamento avuto nelle zone occupate dalle nostre truppe. Sembra che questo fatto abbia indotto nostri soldati già stanchi a trattenersi nelle izba per sottrarsi alle estenuanti marce, piene d'incagnite per chi non è completamente padrone delle proprie forze. La zona di riordinamento è stata più volte variata: in un primo tempo, Voroshilovgràd; successivamente Izium; poi Niezhin; infine Gomel. Queste successive varianti hanno aumentato il senso di sfiducia delle truppe. Gravi conseguenze si sono avute nel recupero di materiali provenienti dai centri logistici avanzati e nell'avviamento e accantonamento di quanto giunge dall'Italia. Si è dovuto sospendere l'inoltro dei treni rifornimento e una parte dei materiali è stala rinviata in Italia perché la parte germanica non ha ammesso che due soluzioni: scaricare nella zona di Niczhin oppure rinviare i carri carichi in patria. Per le munizioni di artiglierie non più esistenti e materiali pesanti di non immediato impiego, non rimaneva che la seconda soluzione. Alle truppe che giungeranno a Niezhin dopo centinaia di chilometri a piedi sulla neve gelata, nella speranza di trovare ristoro e riposo, si dovrà ordinare di proseguire per Gomel distante altri 200 chilometri. La nuova zona di riordinamento è paludosa, malarica, infestata da partigiani, scarsissima di risorse logistiche. Comunque sia, occorre essenzialmente avere una zona esclusivamente per noi ove poter creare un ambiente italiano senza interferenze germaniche, per ritemprare fisicamente e moralmente i nostri soldati. Circa l'eventuale ricostituzione del II corpo d'armala, ogni giudizio è per il momento prematuro. Per la riorganizzazione degli uomini e il loro inquadramento in unità organiche occorrerà indubbiamente un lungo periodo, passando per successive fasi: - raccolta nella zona prescelta che potrà essere completata probabilmente entro marzo; - selezione e riordinamento in unità; - addestramento di durata adeguata, che potrà essere iniziato solo dopo aver fatto affluire e distribuire armi e materiali. In conseguenza, se la parte germanica fornirà artiglierie, quadrupedi e automezzi, la nuova grande unità potrà essere pronta a operare non prima della fine di giugno. In merito, è da tener presente che la nuova grande unità dovrebbe es-


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generale i:,Jisio Marras

sere largamente dotata di carri armati e semoventi da 88 o da 90: senza questi mezzi non si può più combattere in Russia e diversamente conviene, per l'onore nazionale, ritirare le nostre truppe. Considerato che la parte germanica ha già comunicato per via indiretta che non può concedere i mezzi richiesti, è molto probabile che s'intenda impiegare i resti dell'8a armata per la lotta contro i partigiani e con compiti tipo quelli affidati nella guerra 1915-1918 alle truppe ausiliarie italiane in Francia: anche questa soluzione non andrebbe a vantaggio dell'onore nazionale italiano. Tutti indistintamente riconoscono la larghezza con cui l'intendenza ha provveduto all'equipaggiamento e ai rifornimenti all'8" armata. All'inizio dell'attacco i militari che dovevano essere avvicendati non erano in possesso dei cappotti con pelliccia, 50.000 dei quali si trovavano nei magazzini al centro logistico avanzato di Kantcmirovka. Lo stesso dicasi per i sacchi a pelo e altri indumenti speciali. S'è avuta qualche lamentela per queste disposizioni restrittive nel distribuire indumenti, di cui ora si sente la mancanza in parte dei militari che anche se non fosse sopravvenuin ritirata. Bisogna però riconoscere ., to il ripiegamento, imprevedibile, il provvedimento sarebbe stato logico e opportuno. Tl comando retrovie est e l'ufficio italiano trasporti di collegamento si sono adoperati e si adoperano per supplire a og!1i necessità contingente con instancabile attività e intelligente iniziativa. L'ospedale di Leopoli ha fatto miracoli: il direttore, tenente colonnello Palmieri, merita ogni elogio; attraverso questo ospedale in poco tempo sono transitati circa 8.000 malati e feriti. Tutti i comandi tappa e i comandi militari di stazione cercano di superare con ogni mezzo le difficoltà del momento. Il comando retrovie ha dislocato a Niezhin una propria tappa per cooperare nel modo migliore coll'intendenza. Da rilevare la magnifica organizzazione della tradotta italiana, di gran lunga superiore a quelle tedesche, ungheresi, romene. Questo complesso con vita aulonoma, nel quale si trovano viveri caldi, riscaldamento, assistenza sanitaria, cambio valula, è ricercato da tutti coloro che per più giorni debbono viaggiare attraverso le immense pianure gelate della Russia. Chi si lamenta della tradotta indubbiamente non comprende le difficoltà che si debbono superare, non ha viaggiato su altri treni in Russia e principalmente non sa adattarsi ai minimi sacrifici della guerra . Tutto il personale delle retrovie merita lode; sarebbe però opportuno che i più giovani fossero appena possibile sostituiti con personale avvicendato


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dalla Russia. Chi serve i combattenti in transito nella zona arretrata è opportuno, per ovvie ragioni morali, che abbia già compiuto il proprio dovere in linea. I risultati delle conversazioni terminate il 10 febbraio sono sostanzialmente deludenti0 8l. Un miglioramento della situazione è stato ottenuto in seguito all'energico intervento ordinato dal duce, che ha destato qualche impressione nel comando superiore germanico. Furono date in quell'occasione le più ampie assicurazioni giustificando, come di consueto, le deficienze passate con la gravità della situazione. Con tutto ciò, peraltro, le difficoltà non sono ancora superate. Le ragioni sono complesse. I tedeschi si trovano di fronte a una grave crisi, che impone di concentrare i mezzi verso i combattenti al fronte e le riserve in afflusso. Si ha anche l'impressione che il comando germanico non riesca a controllare completamente la situazione e impedire abusi alla periferia. Esiste però una certa incomprensione, malcelata dall'estrema cortesia della forma, specie nelle autorità periferiche. Si continua a dare assicurazioni generiche, evitando o differendo risposte concrete. Vi è l'impressione che, superato il primo momento, s'insista nella linea di condotta precedent.cment.e adot tata per rendere vana quella maggiore energia e quella più forte tutela delle nostre truppe che viene attualmente dimostrata. Questo atteggiamento è molto preoccupante nel momento in cui la sistemazione delle nostre truppe appare ancora lontana e forti aliquote delle nostre unità sopportano enormi sofferenze. Il comando germanico, disponendo dei traspari.i ferroviari e dei carburanti, finisce in sostanza per controllare completamente il nostro comando, mettendolo in una condizione di assoluta dipendenza la quale si traduce, a volte, in uno stato d'impotenza. "Per la conoscenza che ho dell'ambiente e delle persone - conclude Marras - "ritengo che occorra insistere in una linea di chiara e corretta fermezza, ma accompagnata dalla pretesa di un perfetta reciprocità nei riguardi dei trasporli delle truppe tedesche in lfalia. Sono da escludere quelle forme che possano far pensare a rappresaglie e che debbono essere in ogni modo evitate, ma occorre fare quanto serve per sostenere il nostro diritto a una maggiore considerazione e ad un più equo lrallamenlo". Il 20 febbraiol 19J, il Fi.ihrer si dichiara d'accordo sul riordinamento dei resti dell'8a armata in un corpo d'armata (Il) su due divisioni, che rimarrà alla front.e russa e sarà impiegato inizialmenle con soli compiti di sicurezza. I militari italiani esuberanti saranno rimpatriati appena possibile. Il gruppo d'armate centro provvederà agli alloggiamenti nella zona di Gomel allargata verso ovest fino a Baranovici r20> e a quant'altro necessario. La designazione di Baranovici è forse un equivoco, dato che si trova a circa 500 km


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li generare l:;Jisiu Marras

ad ovest di Gomel. Infatti Marras, quasi un mese dopo, comunica che il comando del gruppo d'armate centro "ha acconsentito all'idea di spostare

alquanto verso ovest la zona a noi assegnata. A titolo di orientamento, è stato indicato il triangolo Bobruisk-Rogaciov-Zhlobin, nel quale sono anche disponibili vaste caserme sovietiche" (21 >. Nel frattempo, la diffidenza reciproca di cui parla il tenente colonnello Paoli nella sua relazione è confermata da un fatto significativo. A Marras è negato il permesso di avere colloqui con componenti del quartier generale dell'esercito e future autorizzazioni saranno subordinate a richieste scritte e dettagliate <22l. Il colonnello von Mellenthin, capo del dipartimento addetti militari, autore della comunicazione, cerca di addolcire la pillola inviando una lettera di congratulazioni a Marras per la sua recente promozione a generale di corpo d'armata, affermando fra l'altro che "il comando superiore dell'e-

serdto e particolarmente il dipartimento addetti militari rimarranno anche in futuro a disposizione di Vostra Eccellenza" <23 >. Annota ironicamente Marras in calce alla lettera: "Confermato ne/seguito quando, dopo l'armistizio, fui arrestato dalla Gestapo ed internato nel campo di concentramento di Sachsenhausen". Risposta energica, come di consueto, a von Mcllcnthin il 20 febbrnio< 24>: "Nelle attuali circostanze e ~pecialmente in questi giorni in cui /'Ba armata

italiana dopo valorosi combattimenti affronta ancora un immane sacrificio, è necessario soprattutto non perdere tempo. Non occorre che io ricordi le gravi conseguenze dovute ai ritardi provocati da cause varie con i quali si è aderito alle proposte della nostra armata, specie per il corpo d'armata alpino. Sono perciò dell'avviso che talune questioni siano da trattare con immediatezza e all'occorrenza da portare a conoscenza delle più alte autorità militari tedesche presso le quali ho trovato sempre la più cordiale cortesia e la più ampia comprensione. Questi colloqui saranno utili anche al mantenimento di rapporti essenziali per la miglior collaborazione tra i due eserciti alleati. Senza dubbio alcune questioni dovranno essere messe per iscritto, ma non credo che ogni discussione debba seguire una simile procedura. Nel caso tuttavia che voi, come proposto, voleste insistere su procedure sistematicamente scritte, vi prego di confermarmelo, in modo che lo stesso trattamento sia riservato anche al signor generale von Rintelen" <2 5>. Le perdite tedesche sul fronle russo negli ultimi otto mesi sono valutate a oltre un milione di uomini; dall'inizio della guerra lra i due e i tre milioni. Nella campagna invernale in corso sono andate distrutte 60 divisioni , com-


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prese le alleale. I provvedi men li di mobililazione inlegrale dovrebbero dare un gettito di quattro milioni di uomini, dei quali due impiegabili al fronte. 80 nuove divisioni verrebbero complessivamente portate in linea entro il corrente anno<26l. Nel frattempo, l'offensiva sovietica segna il passo nel bacino del Doniétz e in direzione di Dniepropetr6vsk in conseguenza dell'afflusso di riserve germaniche e delle difficoltà causate dal disgelo. Qualche progresso invece tra Charkov e Kursk. Il comando germanico è orientato a compiere nel corso dell'anno il massimo sforzo per liquidare o slabilizzare definilivamente la situazione russa, costituendo in pari tempo riserve per fronteggiare la prevista apertura d'un secondo fronte sul continente. Probabile obiettivo la penisola balcanica previa occupazione delle isole dell'Egeo, non escludendo uno sbarco preliminare in Sardegna per "fissare" forze italiane e facililare il lransilo nel Canale di Sicilia. Fondamentale pertanto il saldo mantenimento della Tunisia da parte dell'asse. Sono incomplete le dotazioni di armi e materiali per il personale fornito dalla mobilitazione integrale, sia per le gravissime perdite subite sia per la difficoltà d'un rapido incremento della produzione. Si fa grande assegnamento sull'intensificazione della guerra sottomarina (27>. Agl'inizi di marzo, l'afflusso di riserve consente ai tedeschi di riprendere l' iniziativa nel bacino del Doniétz, a llonlanando la minaccia su Dnicpropetrovsk. I sovietici spostano allora la pressione contro i settori centro e nord per sfruttare i vantaggi ancora offerti dalla stagione invernale. li ripiegamento tedesco nella zona di Rzhov e l'abbandono della cosiddetta "fortezza di Demiansk" costituiscono un successo russo che potrebbe aprire la via a un'offensiva verso il lago llmen minacciando sul tergo le forze che assediano Leningrado <28l. Continuano, nel frattempo le manifcslazioni d'incomprensione cd i giudizi negali vi da parte di esponenti militari tedeschi sul comportamento delle truppe italiane, cui viene attribuita la responsabilità del cedimento generale del fronte sud. Nel colloquio di febbraio con Marras, Keitel accenna alle cause della disfalla con queslc parole: "Bisogna riconoscere che abbiamo subito una batosta. Ci eravamo spinti molto avanti con un fianco sinistro molto debole; le armate hanno ceduto". Marras obietta "nel modo più riguardoso ma fermo" <29l che queslo giudizio non poleva valere per l'armata italiana che aveva resistito per oltre una settimana su una fronte enorme e senza le riserve germaniche che avrebbero dovuto essere sul posto. Egli costringe così il maresciallo a riprendersi dicendo che non aveva voluto riferirsi all'armata italiana. Keitel riconosce anzi l'opportunità di far conoscere ai soldati e all'opinione pubblica tedesca il valore delle truppe italiane


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e in tal senso promette il suo interessamento presso il ministero della propaganda. Con scarsi effetti, a parte una direttiva per le truppe tedesche che richiamava a una maggiore considerazione dei reparti alleati. Il generale Cramer afferma di essere rimasto alquanto deluso degli alpini, dei quali aveva sentito parlare tanto bene. È da mettere in rilievo, a questo proposito, che l'Oberkommando des Heeres (OKfl) avrebbe desiderato che una delle divisioni del ricostituendo II corpo d'armata fosse alpina(3°1; il comando del gruppo armate centro, da parte sua, sospese d 'iniziativa, senza informare l'annata italiana, il rimpatrio degli alpini in attesa dell'esito d'un nuovo passo fatto direttamente a Roma per trattenerli in Russia <" 1. li giudizio parzialmente negativo del generale Cramer non è evidentemente condiviso dagli alti comandi germanici. Verso la fine di marzo si svolge parallelamente presso il ministero della propaganda e l'ufficio propaganda della Wehrmacht un'intensa azione diretta a valorizzare maggiormente, sulla stampa germanica, il contributo delle truppe italiane nella campagna di Russia. S'insiste, in paiiicolare, perché venga data adeguala diffusione all'ordine del giorno del duce ali' Armir (annata italiana in Russia), sul quale la stampa germanica ha in massima parte taciuto. Lo riporta solo il Berliner Lokal Anzeiger in data 3 marzo, su una parte, prevedibilmente limitata, della tiratura antimeridiana, in seconda pagina e con caratteri piccoli. Si è voluto fare perciò solo il minimo necessario, senza curarsi delle esigenze cli amicizia tra le dw; nazioni <J 2>. li nolo periodico illustralo Signa/ (numero. 7 - I O fascicolo di aprile 1943) dedica alcune pagine alla fratellanza d'armi italo-germanica. A parte la scelta di alcune fotografie nelle quali i militari italiani non compaiono nelle migliori condizioni di uniforme e cura personale, è tipica la dicitura che precede le istantanee riproducenti alcuni carri distrutti: "Per le truppe italiane combattenti i carri armati hanno perduto il loro aspetto spaventoso''. ''A ecenno fuori luogo, mentre si sta compiendo il terzo çmno di guerra" <321 • Per contro, in Romania il tenente colonnello Rampini, dell'ufficio di Marras, nota un avvicinamento all'Italia in seguito ai racconti dei reduci; gl'italiani sono stati gli unici ad aiutare, quando lo potevano, i romeni in rotta <33i_ Un ufficiale superiore tedesco che ha partecipato alla prima guerra mondiale con l'esercito austro-ungarico e ha svolto incarichi di collegamento e propaganda presso i nostri comandi in Russia esprime con franchezza a Marras interessanti opinioni personali P 4>. I nuclei di collegamento germanici presso le unità italiane hanno in gran parte fallito il loro compito, sia per le funzioni di controllo che spesso si sono arrogati, sia per la mancata conoscenza del soldato italiano, sia anche in molti casi per l'insanabile spirito antitaliano.


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Taluni ufficiali di collegamento altoatesini si sono segnalati per la loro ostilità nei confronti dell'Italia. Non sono stati assegnati armi e materiali indispensabili. Mancavano le riserve per dare profondità al velo difensivo. Il soldato italiano è da elogiare, da lui "tutto si può ottenere". L'ufficiale tedesco ''ha veduto personalmente comandanti di compagnia che sotto il fuoco si sono recati da un estremo all'altro del proprio settore, durante l'azione, per impartire istruzioni ai propri reparti. Nessuna meraviglia che le perdite dei reparti italiani siano in proporzione molto superiori a quelle dei reparti germanici; le perdite italiane possono considerarsi 4-5 volte superiori". Fin qui l'ufficiale tedesco: a parere dello scrivente, perdite comparative tanto consistenti, se vere, sono però dovute non tanto alla tendenza a essere ''prodighi della propria vita", bensì a inadeguato inquadramento, armamento e addestramento. li soldato italiano delle retrovie, al contrario, ha dato talvolta spettacolo di disordine, che fa molta impressione sui soldati tedeschi. Il soldato tedesco ha dato in questa campagna manifestazioni di violenza quali non s'erano verificate nella prima guerra mondiale e che oltrepassano la naturale tendenza alla sopraffazione insita nel temperamento germanico. Contribuiscono a peggiorare la situazione gli elementi, già esonerati, rastrellati negli ultimi tempi. È un effetto del prolungarsi della guerra. L'organizzazione della nostra propaganda non è stata sufficientemente efficace. Poche riprese cinematografiche sulle linee e molte nelle retrovie, con artifizi vari. Tra il 9 e il 14 marzo 135l, Marras visita in aeroplano 1'8a armata e il comando del gruppo armate centro. Al comando germanico preme rendersi conto delle condizioni delle nostre truppe, dell'andamento delle operazioni di sgombero e del riordinamento del II corpo d'armata. Sono evidenti le preoccupazioni che vengano rimandali in Italia materiali ancora utili e il desiderio di poter disporre al più presto di questa grande unità, sia pure per compiti di sicurezza, non escludendo l'impiego di minori unità a mano a mano che si rendano pronte. La zona di Gomel è quanto mai inadatta al riordinamento delle nostre truppe sia per le distruzioni che rendono difficile l'accantonamento sia per il terreno acquitrinoso. È ormai destituito di fondamento il motivo principale addotto da Keitel (non lasciare la zona priva di guarnigioni). Infatti vi sono già dislocati (nei migliori fabbricati) reparti di sicurezza germanici e sono preannunciale grandi unità che hanno vincolato altri edifici. È necessario per le nostre truppe disporre di buoni accantonamenti riuniti (possibilmente di caserme), per favorire l'opera di cementazione e di addestramento. Esclusa per il momento


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l'idea d'un cambiamento totale della zona, il comando del gruppo d'armate ha consentito un suo spostamento ad ovest, orientativamente nel triangolo Bobruisk-Rogaci6v-Zhlobin. I servizi d'intendenza si schiereranno per la parte avanzata a Bobruisk e con quella arretrata a Minsk e a Bricst-Litovsk. I trasporti per lo sgombero dei personale e del materiale esuberante, iniziatisi il giorno 9, si svolgono regolarmente (a parte il tentativo, fallito, di sospendere d'autorità la partenza degli alpini). I tedeschi temono che siano inviati in Italia materiali che in seguito potrebbero essere richiesti alla Germania. Il controllo è devoluto chiaramente agli ufficiali di collegamento: in quest'ottica i materiali ritirati dal bacino del Doniétz avrebbero dovuto percorrere un lungo giro via Gomel anziché seguire il percorso diretto Dniepropetr6vsk-Leopoli. Solo le assicurazioni che da parte nostra c'è il massimo interesse a conferire al II corpo d'annata tutta la possibile efficienza, sono valse a far annullare l'ordine. È manifesto il desiderio tedesco d'impiegare le nostre truppe al più presto, almeno in compiti di sicurezza. È stato però convinto il comando del gruppo d'armate della necessità che le nostre truppe non siano distolte dall'attività di riordinamento e addestramento, per evitare ritardi nel loro approntamento. Il II corpo d'armata, per tutta la durata della ricostituzione, dovrebbe essere sottratto a lla dipendenza di armate o gruppi d'armate operanti, che avrebbero la tendenza a impiegare quanto hanno sotto mano, indipendentemente dalle condizioni dei reparti, specie di quelli alleati, dei quali si ha scarsa conoscenza e quindi limitata comprensione. Occorre perciò puntare a una dipendenza diretta dall'OKH, salvò che per le questioni logistiche e territoriali. Le nostre unità, oltre .c he di mezzi di trasporto, difettano anche di quel minimo di artiglierie necessario per condurre azioni contro partigiani. Non esiste inoltre difesa contraerei degli accantonamenti, frequentemente soggetti a incursioni sovietiche. Il comando supremo germanico tende a procrastinare una soluzione, nella speranza che l'Italia finisca per mandare anche le artiglierie. La questione merita d'essere presa in esame per una decisione. Se il corpo d'armata italiano dovrà essere impiegato alla fronte, occorre che disponga di armamento perfettamente corrispondente a quello germanico. O la parte tedesca cederà al più presto l'armamento occorrente per non pregiudicare o quanto meno ritardare l'apprestamento delle nostre truppe, oppure rimane da esaminare se sia conveniente essere rappresentati in Russia da semplici unità di sicurezza mentre romeni, ungheresi, slovacchi e spagnoli combatterebbero al fronte. La ricostituzione del li corpo d'armata richiede non meno di tre mesi, dopo che saranno completati gli effettivi e assunte adeguate sedi.


La batlaglia difensiva del Don (dicembre 1942)

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Le truppe italiane visitate presentano un aspetto sereno, da cui peraltro non si può necessariamente dedurre che siano in condizioni morali tali da essere in grado di combattere. La massa rientra dalla Russia con sentimenti d'ostilità verso i tedeschi dai quali sono state esercitate, in alcuni casi, vere sopraffazioni. Sentimenti di rispetto, viceversa, per la popolazione russa, la quale pare si sia dimostrata accogliente e umana anche durante il ripiegamento. È giusto che rientrando in Italia le unità che hanno partecipato a questa dura campagna di Russia sentano la riconoscenza della nazione. Dieci giorni dopo i colloqui al comando del gruppo d'armate, la situazione è ancora allo stesso punto<36>. Non sono state precisate né la zona definitiva per il riordinamento né la dipendenza del II corpo d'armata né la cessione di artiglierie e materiali vari mancanti. Le ricognizioni hanno riscontrato la zona Gomel-Bobruisk-Minsk assolutamente inadatta alla ricostituzione dei reparti anche per l'afflusso di unità germaniche che impegnano generalmente caserme e accantonamenti militari. Cade così il principale motivo addotto a suo tempo dell'invio della nostra armata nella zona di Gomel perché priva di guarnigioni tedesche. Non si vede d'altra parte la ragione per cui il nostro II corpo d'armata dovrebbe ricostituirsi in una zona tanto s favorevole mentre le grandi unità germaniche lo fanno in regioni molto più comode (ad esempio, l'armata di Stalingrado in Francia). Intanto l'offensiva sovietica, che si era andata progressivamente spostando verso nord, sta spegnendosi. La controffensiva germanica nel bacino del Doniétz ha miglioralo la situazione, ma alcuni indizi lasciano ritenere che ci si avvicini a una fase di sosta anche a causa del disgelo, in attesa della futura preannunziata grande offensiva c37>. Il 12 aprile 1943, a seguito di conversazioni tra il comando supremo italiano e l'OKW, si conclude che "condizioni migliori per rapida rimessa in efficienza [del II corpo d 'armata] sono offerte da madrepufria"t3sl. Ha termine così l'avventura italiana in Russia. A conclusione delle notizie esistenti nel carteggio Marras sulla campagna di Russia, appare opportuno riportare l'opinione del Fuhrer sul soldato russo(39l. Nei confronti della Russia sovietica e delle sue forze armate, esisteva in Hitler e nei dirigenti tedeschi un quadro preconcetto, i cui elementi fondamentali possono ritenersi: - l'inferiorità della razza slava rispetto alla germanica; - lo stato di oppressione delle popolazioni russe, di cui si ipotizzava in alcune zone la sollevazione contro il regime sovietico dopo i primi rovesci militari; - l'incapacità professionale dei quadri;


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il generale l!flsio Marras

le gravi deficienze organizzative; le condizioni arretrate delle masse, che avrebbero ostacolato il potenziamento economico e soprattutto militare della Russia. Le campagne di Polonia e Finlandia sembravano avvalorare queste idee. Si formò e si diffuse così l'opinione che una guerra contro la Russia sarebbe stata facile e rapida. Si riteneva, alla vigilia, di poterle imporre la capitolazione entro dieci settimane; alcuni ambienti estremisti pensavano addirittura che le armate germaniche sarebbero penetrate nello schieramento russo "co-

me nel burro". Ma la resistenza delle truppe sovietiche apparve subito assai più tenace di quanto si sarebbe supposto, mentre d'altra parte non si poté nascondere la sorpresa di fronte all'enorme quantità di armamenti di cui disponeva l'esercito sovietico. Nella valutazione di questa tenacia e dell'elevalo spirito combattivo del soldato sovietico s'è potuta notare nei primi tempi una disparità di giudizi tra l'elemento militare alla fronte e gli ambienti politici e militari del territorio e anche del comando supremo. Mentre i combattenti e i comandi alla fronte constatavano questo valore militare e questo diffuso spirito di sacrificio, gli ambienti politici erano portati inizialmente a sopravvalutare l'azione dei commissari politici attribuendo alla loro azione energica e priva di ogni scrupolo la resistenza del soldato sovietico, come pure gli atti di ferocia talvolta commessi. Col proseguire della guerra, due elementi si sono fatti sempre più evidenti: - gli errori di sottovalutazione continuamente commessi dal comando germanico nei confronti della capacità organizzativa e del potenziale militare avversario; - il riconoscimento crescente della capacità combattiva del soldato sovietico, non più attribuibile alla sola azione dei commissari politici. Queste constatazioni hanno naturalmente condotto a una migliore analisi del soldato russo. In essa si constatava che l'educazione sovietica, svincolala da legami religiosi, familiari e culturali, aveva contribuito a élare una fisionomia particolare al combattente russo. Rimane tuttavia da esaminare in quale misura si tratti veramente d'un svincolamento da concezione etiche e spirituali radicate nelle nazioni occidentali, o non debba essere piuttosto attribuito in parte . alle caratteristiche della razza, in parte alla sostituzione di altri elementi di carattere spirituale. Tale opinione può appoggiarsi alla constatazione che caratteristiche analoghe di disprezzo della morte e d'indifferenza di fronte alle sofferenze fisiche sono anche dimostrate da popoli asiatici e da razze inferiori. L'educazione sovietica ha sostituito il fattore religioso col fanatismo rivoluzionario-patriottico, cosicché entro certi limiti religione e patria sembrano fondersi , così come nel commissario politico viene a realizzarsi anche una forma di assistenza spirituale.


La batlaglia difensiva del Don (dicembre 1942)

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Questa fusione o meglio unificazione del sentimento religioso con quello patriottico ha colpito l'attenzione dei capi nazisti e anche di Hitler, in quanto la politica nazista tende appunto attualmente a combattere tutte le religioni per sostituirle col nuovo mito nel quale tutta la nazione germanica fonderebbe insieme i concetti religiosi, morali e patriottici. Anche se non sembra giusto dire che Hitler '' ha una sconfinata ammirazione per il soldato russo'', tuttavia egli ne riconosce oggi le doti di combattente, sia pure di livello inferiore dal punto di vista inteJlettuale e morale. Combattere fino all'estremo rappresenta l'essenza della condotta del soldato. Allorché, nell'inverno 1941-1942, lo spirito combattivo di qualche comandante e di qualche reparto aveva dato segni d'incertezza, egli non aveva esitato a intervenire con energia pari a quella dei commissari politici. Tuttavia il Fuhrer vede nel soldato tedesco qualcosa di molto superiore per la fusione in esso di alte doti militari e intellettuali. Se dalla constatazione di questa situazione spirituale e morale nel campo militare si passa alle deduzioni circa educazione della gioventù e preparazione premilitare, la concezione nazista non può che insistere nella sua lotta contro la religione, che tende a mitigare la violenza, e genericamente contro concezioni morali che limitino la libertà d'azione del combattente. Questo tipo di educazione si può dire che sia già in atto; non occorreva la guerra contro i sovietici per adou.arlo, ma senza dubbio l'esperienza di questa guerra ha contribuito a rinforzarlo. In questa serie di valutazioni, appare strano allo scrivente che non venga altribuita adeguata importanza al patriottismo del popolo russo nella lotta contro l'invasore. È stato un comportamento tradizionale nei confronti dei tartari, degli svedesi, di Napoleone. L'ideologia comunista ha probabilmente contribuito a rafforzare questo sentimento profondo.

(1) Sarà sostituito un paio di mesi dopo dal generale ViLLorio Amhrosio.

(2) Autografo di Marras, IO luglio 1972 (AUSSME 48/ 5). (3) AUSSME 48/ 5; 50/S - 14 gennaio 1943. (4) Nola aulografa di Marras del 1955 (AlJSSME 48/5; senza numero - I 1 gennaio 1943, p . 25). I generali Lerici e Capizzi comandavano, rispellivamenle, la divisione Torino e la fanteria della divisione Ravenna. (5) 3170/42 - 23 settembre 1942 (stralcio); AUSSME 48/ 5. (6) Slrakio delle istruzioni per la difesa del Volga e del Don (luglio 1942), a finna del comandante del gruppo d'armale Il (AUSSME 48/5). (7) Senza numero - 11 gennaio 1943 (AUSSME 48/ 5). (8) Lucio C EVA, L e forze armate, Torino 1981 , allegato 50, p. 553.


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(9) AUSSME 48/5; 08/1958 - 11 marzo 1943. (10) AUSSME 48/5; 02/84 - 6 gennaio 1943. (11) AUSSME 48/ 5; 019/ 179 - 4 gennaio 1943. (12) AUSSME 48/ 5; 02/46 - 4 gennaio 1943. (13) AUSSME 48/5; relazione sulla missione compiuta dal tenente colonnello Paoli presso 1'8" armata - 16 febbraio 1943. (14) AUSSME 48/5; 20484/0p - 7 febbraio 1943. (15) AUSSME 48/5; 163/S - 10 febbraio 1943. (16) AUSSME 48/5; 381/0rd. - 15 febbraio 1943. ( 17) Relazione citata alla nota (13). (18) AUSSME 48/ 5; senza numero - 20 febbraio 1943. (19) AUSSME 48/5; 259/ S - 20 febbraio 1943. (20) AUSSME 48/5; promemoria - 19 febbraio 1943. (21) 471/S - 15 marzo 1943 (AUSSME 48/5) . (22) AUSSME 48/5; 15 febbraio 1943 (in tedesco con allegata traduzione italiana). (23) AUSSME 48/ 5; 15 febbraio 1943 (in tedesco con allegala Lraduzione italiana). (24) AUSSME 48/5; 20 febbraio 1943 (in tedesco con allegata traduzione italiana). (25) Addetto militare tedesco a Roma e "generale tedesco addetto al comando supremo delle forze armate italiane". (26) AUSSME 48/5; 306/S - 24 febbraio 1943. (27) AUSSMJ:ì 48/5; 303/ S - 2 4 M,Lirniu 1943. (28) J\USSME 48/5; 407/S - 4 marzo 1943. (29) AUSSM R 48/5; 412/S - 4 marzo 1943. (30) Vedasi nota (20). (3 1) AUSSME 48/5; 471 /S - 15 mar:i:o 1943. (32) AUSSME 48/5; 568/S - 29 marzo 1943. (33) AUSSME 48/5; prcm cmoria (da l.abile intorno a) 21 marzo 1943). (34) AUSSMH 48/ 5; 706/ S - 2 maggio 1943. (35) AUSSME 48/5; 456/ S - 14 marzo 1943 e 471/S - 15 marzo 1943. (36) AUSSME 48/5; 518/S .- 22 marzo 1943. (37) AUSSME 48/5; 528/S - 23 ma.rzo 1943. (38) USSM E, /,e operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-1943), Roma 1977, documt!nlo 126, p. 719. (39) AUSSME 48/5; senza numero - 28 novembre 1942.


LA SITUAZIONE MILITARE NELL'INVERNO 1942-1943

Le operazioni offensive del 1942, che in una prima fase s'erano svolte con rapidità e perdite limitate da parte germanica, hanno poi subito, fino a metà novembre, un forte rallentamento tanto nella regione tra Don e Volga, in particolare a Stalingrado, quanto nel settore del Caucaso. In questa seconda fase, le perdite tedesche sono state ragguardevoli in uomini e materiali(!). Mancano dati attendibili, ma è relativamente frequente il caso, nelle armate più impegnate, di compagnie ridotte a 60 o addirittura a 30 uomini. Un battaglione di 300 uomini è ormai considerato di buona efficienza. Questa situazione, che si prolunga da qualche tempo, è indubbiamente il sintomo di una crisi degli effettivi, che si conta di superare nei prossimi mesi. Le unità alla fronte si servono largamente di ausiliari ucraini e prigionieri di guerra sovietici come conducenti per carreggio, attendenti, cucinieri. A Marras è stato riferito che i conducenti di alcune batterie ippo1.rainal.c sono russi con uniforme germanica, ma senza il distintivo nazionale dell'esercito tedesco. Di pari passo con la crisi degli effettivi , è aumentato il fabbisogno di mano d'opera per le fabbricazioni di guerra. Già lo scorso anno s'era pensato di poter ridurre prima dell'inverno il numero delle grandi unità e smobilitare così alcune classi a vantaggio soprattutto delle costruzioni navali cd aeronautiche. Lo sviluppo sfavorevole della situazione militare ha imposto il rinvio del progetto a quest'inverno, ma i risultati delle operazioni estive lasciano prevedere che potranno essere sottratte soltanto aliquote di aviazione. Ciò, "anche in considerazione dell'efficienza residua delle forze armate sovietiche, le quali... appaiono in condizioni di svolgere una notevole aflività anche nel prossimo inverno". La scarsa disponibilità di mano d'opera è messa in evidenza dall'arruolamento di forze lavoratrici nei paesi occupati o alleati e dall'impiego crescente di prigionieri di guerra nell'industria oltre che nell'agricoltura. In novembre, il pensiero della rottura dell'alleanza con i tedeschi nasce così spontaneo dalla realtà che persino un uomo candido come l'ambasciatore Alfieri ordina a Marras di predisporre un piano<2l . Lo sganciamento, d'intesa e in armonia con gl'intercssi degli altri stati alleati della Germania, dovrebbe portare a una rapida conclusione del conflitto: possibilmente, Ger-


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mania consenziente. Per arrivare a ciò, si sonderebbero i governi di Ungheria, Romania e Bulgaria e si stringerebbero rapporti con Ankara e Madrid. In compenso del comando militare unico affidato alla Germania per la direzione strategica della guerra, sarebbe creato un consiglio supremo cui demandare la condotta politica del conflitto. Questo consiglio sarebbe investito della discussione e approvazione dei piani predisposti, particolarmente di quelli tedeschi. Una volta apparsa chiara l'assurdità di questi progetti, i delegati dei vari stati imporrebbero a Berlino un passo comune per negoziare la pace. "Questo progetto era forse un po' ingenuo: l'idea di costringere Hitler a svelare e mettere in discussione i suoi piani futuri doveva apparire chiaramente irrealizzabile, ma.fu quella, probabilmente, la prima iniziativa italiana per evilare la catastrofe di una sconfitta totale''. Alfieri accetta di presentare il progetto a Ciano, ma a Roma nessuno ha il coraggio di presentare i veri termini del problema a Mussolini, che si mostrava intrattabile su questo argomento. Dalla metà di novcmhre, l'attivit:'i operativa è contrasseenata dalle offensive sovietiche che si proponevano inizialmente di gravitare contro Smolensk c svolgere un'azione sussidiaria sul Don. Successivamente, però, l'azione principa le è condotta a sud contro l'annata romena, logorata dalla campagna d'estate e non adeguatamente rinforzata da riserve germaniche, sfruttando le preesistenti teste di ponte sulla riva destra del Don. Dopo un rapido successo, i sovietici passano all'offensiva anche nel settore centrale, allo scopo principale d'impedire ai tedeschi lo spostamento di riserve(J>. Le successive operazioni sovietiche rompono lo schieramento alleato e ne respingono le forze dietro la linea tenuta al principio del 1942: sono slaLi così annullati i risultati delle offensive germaniche di quest'annoC 4>. L'esercito germanico e le armale alleate si sono trovati alla fine dell' autunno in una situazione precaria derivante: - dal mancato raggiungimento dei due grandi obiettivi di Stalingrado e del Caucaso; - dall'enorme allungamento della fronte, del tutto sproporzionata alle forze diponibili; - dal forlc logoramento materiale e anche morale subito dalle unità germaniche, ormai da tempo in crisi di effettivi e armamento; - dall'indisponibilità di riserve. Il comando germanico è stato sorpreso in conseguenza d'un'errata valutazione della situazione generale e della costante sottovalutazione del nemico. Da una parte, la sua attenzione è stata attratta dalla minaccia di grandi sbarchi alla fronte occidentale, dove sono stata immobilizzate riserve forse


La situazione militare ne/l'inverno 1942-1943

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eccessive (una cinquantina di divisioni), anche dopo la sorpresa dello sbarco nel Nordafrica francese. D'altra parte, non si è apprezzata chiaramente l'entità della minaccia sovietica, che avrebbe imposto almeno di richiamare sollecitamente forze da altri settori. Si spiega così anche il ritardo nella decisione di arretrare e accorciare la fronte, passando a quella condotta manovrata delle operazioni (bewegliche Kampffuhrung) con la quale si è voluto mascherare l'insuccesso. Ai nuovi procedimenti sovietici di sfondamento con fanterie e spregiudicato sfruttamento del successo da parte di unità corazzate e motorizzate, i tedeschi hanno contrapposto le medesime concezioni difensive dell'inverno 1941-1942 (difesa rigida, attacco nemico da stroncare sulla prima linea, rincalzi e riserve a immediata portata, tenuta di fronti molto estese con poche forze, nessuno scaglionamento in profondità, resistenza a oltranza di capisaldi accerchiati). Questi principi erano considerati sicuri e ogni sforzo fu fatto per farli assimilare anche dalle armate alleate. Essi però hanno fallito di fronte ai sorprendenti procedimenti offensivi del nemico che il comando tedesco non è riuscito a controbattere per mancanza di riserve. Infine, il sacrificio dell'annata di Stalingrado ha avuto una dannosa ripercussione sullo spirito delle truppe , diminuendone la fiducia nella capacità di resistenza delle posizioni "a istrice" (Higelstellung), da sbloccare in tempo successivo. A questa diminuita fiducia si attribuisce la caduta relativamente rapida d'importanti obiettivi (Kursk, Charkov e Rost6v), nello scorso anno tanto tenacemente contesi. In marzo, il comando germanico, impiegando gran parte delle riserve disponibili, riesce a contenere l'offensiva nemica nel bacino del Doniétz e contro il basso Nipro, a respingere l'avversario oltre il Doniétz e a rioccupare Charkov<5>. Negli altri settori, i sovietici, sfruttando le condizioni invernali che ancora ~i mantengono, progrediscono lentamente al centro in corrispondenza di Ori61 e lanciano un'offensiva di maggiore portata tra Rzhov e il lago li men <6>. Quest'ultima costringe i tedeschi a rinunce dolorose: sono sgomberati l'antemurale di Demiansk e il saliente di Rzhov, mantenuli sin dall'inverno precedente a prezzo di gravi perdite, in quanto rivestivano un'importante funzione come posizioni avanzate per eventuali operazioni offensive. Di fronte alla gravità della situazione, il comando supremo germanico s'è ormai decisamente orientato verso una condotta realistica delle operazioni, procedendo ad accorciamenti della fronte. È difficile valutare le possibilità operative sovietiche, in quanto mancano dati attendibili circa l'entità delle riserve disponibili. Lo stato maggiore


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germanico calcolava inLorno al IO febbraio che, oltre alle 420 divisioni di entità mollo varia impiegate al1a front.e, i sovietici disponessero di sole 20 divisioni non ancora impiegate e di 40 in corso di riordinamento. Nelle operazioni eseguite nel bacino del Doniétz, i sovietici avrebbero perduto una cinquantina tra divisioni e unità miste, in parte completamente annientate, in parte fortemente provate. Molto discordanti i dati relativi alle distruzioni di carri armati e di artiglierie. Comunque, nell'ambiente del comando germanico si ritiene che col principio della buona slagionc le prospettive di altri grandi successi sovietici siano in gran parte svanite. Sull'argomento degl'intendimenti operativi germanici alla fronte orientale, gli ambienti militari e più ancora la propaganda insistono sulla notizia di una poderosa offensiva che dovrebbe svolgersi nella prossima estate. Il comando germanico sente la necessità di ottenere una sistemazione alla fronte orientale, in previsione dell'intensificarsi della lotta sulle altre fronti . Non si cerca più, come nel 1941, di far capitolare la Russia sovietica, ma di assestarle un colpo tale da impedirle di rappresentare un pericolo per il proseguimento della guerra o, quanto meno, di sorprendere nuovamente la Germania nell'inverno 1943-1944. S'intende probabilmente organizzare anche una linea difensiva che costituisca in ogni caso appoggio sicuro per il futuro inverno. L'elaborazione dei disegni offensivi dipenderà evidentemente dalla situazione alla fine del presente ciclo. Così, ad esempio, il mantenimento del bacino del Doniétz e il saldo possesso della Crimea e dello stretto di Kerc possono fornire buone condizioni per lo sviluppo della manovra. Per il momento, il comando germanico, incoraggiato dai successi ottenuti nel bacino del Doniétz, si propone d'infliggere preliminarmente al nemico altri colpi, parando contemporaneamente la min<!ccia che si delinea in altri settori, e di creare in definitiva le premesse per una grande offensiva. Questa non potrà proporsi obiettivi politici o territoriali, anche se di grande importanza economica, ma dovrà, invece, mirare soprattutto a distruggere o quanto meno logorare le forze armate sovietiche, come fu fatto nella campagna estiva del 1941. Occorre subito obiettare che il comando sovietico ha già dimostrato nella campagna estiva del 1942 di saper sfuggire aJle grandi battaglie di accerchiamento. Questa è la difficoltà che si pone al comando germanico, se esso non vuol lasciarsi ancora una volta impegnare in una vana guerra contro lo spazio. Tuttavia alcuni obiettivi, come ad esempio Mosca, richiamerebbero senza dubbio, per la loro importanza politica e morale, le forze nemiche e quindi permetterebbero di agganciarle. Ma è condizione necessaria che le operazioni non sbocchino come quelle di Sta-


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lingrado in una lunga e logorante conquista casa per casa. D'altra parte, ci si può domandare se, avendo sgombrato Demiansk e Rzhov e dopo la possibile perdita di Orio!, le condizioni di partenza per un'offensiva siffatta non siano già compromesse. Per quanto riguarda le forze che il comando germanico potrà destinare all'offensiva, si può soltanto fare un calcolo approssimativo delle attuali disponibilità e delle uni là che potranno essere presumibilmente approntate prima dell'estate. li numero delle divisioni attualmente presenti alla fronte sovietica è di circa 200; si tratta di divisioni di forza varia, ma in gran parte molto logorate, soprattutto per quanto riguarda i materiali, date le enormi perdite subite durante il ripiegamento. Risulterebbe attualmente in corso di approntamento una sessantina di divisioni. Secondo altre fonti, il complesso delle nuove divisioni da allestire entro la prossima estate giungerebbe alle 80. I contingenti disponibili sono ricavali dalla classe del 1925, ultima chiamata alle armi, probabilmente utilizzata per le unità di nuova formazione o in ricostituzione. Parte degli elementi della difesa aerea e dell'artiglieria contraerei è sostituita dai giovani delle classi 1926 e 1927. La mobilitazione integrale dovrebbe dare un contribuilo di circa 2,5 milioni di unità, compresa la mano d'opera femminile. Di queste unità, si calcola che soltanto 800.000 possano affluire alle vere e proprie industrie di guerra. Un contributo sarà portato dai paesi occupati c alleati (350.000 operai dalla Prancia, 100.000 dall'Olanda e dal Belgio, 60.000 dalla Slovacchia). L'incremento della produzione bellica è affrontato dal ministro Speer con la massima energia. Nuovi impianti sono stati costruiti, altri vengono trasformali, si lavora attivamente per la sostituzione di materie prime deficienti o mancanti, si aumenta la mano d'opera. Questi provvedimenti hanno già dato qualche risultato, ma potranno farsi sentire in pieno solo fra qualche tempo e in alcuni settori a lunga scadenza. Così, ad esempio, il programma di produzione aeronautica dovrebbe avere pieno sviluppo soltanto nel 1945. Le enormi perdite di materiali subite dall'esercito e dall'aviazione durante il ripiegamento vengono a sovraccaricare la produzione e a ritardare ancora una volta l'attuazione d'un vasto programma di costruzioni aeronautiche, quale sarebbe necessario per contrastare il predominio crescente dell'aviazione nemica. Per quanto riguarda l'epoca della grande offensiva, si ritiene che anche nel 1943 essa non potrà cominciare prima di giugno, perché la preparazione dei nuovi contingenti richiede un minimo di tre mesi, senza parlare della ricostituzione dei materiali e delle basi logistiche. Il comando germanico non nasconde però la sua incertezza nei riguardi


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della preannunciala costituzione di una seconda fronte continentale. Tutte le ipotesi di sbarco sono prese in considerazione: - in Norvegia, con obiettivi limitati; - in Francia, escludendo però la semplice azione mari I.lima sulle coste della Manica e della Bretagna, data la consistenza delle difese costiere; non escludendo, invece, un'azione combinala marittima e aerea, la quale avrebbe possibilità di successo, considerata l'entità delle aviotruppe che sarebbero predisposte in Inghilterra; - in Sicilia o in Sardegna, con maggiori probabilità per quest'ultima grande isola, a premessa d'un' azione aerea intensiva contro l'Italia o d'uno sbarco in Provenza. Ciò, indipendentemente dalla conquista della Tunisia; - nella penisola balcanica, con la condizione preliminare della conquita della Tunisia. Meno probabile, invece, appare uno sbarco nella penisola iberica. Tutte queste eventualità vengono tenute presenti anche per il fatto che potrebbe essere interesse del nemico non attendere che i provvedimenti della mobilitazione integrale abbiano avuto completa attuazione. A meno che da parle inglese non si pensi più opportuno ridurre le operazioni o anche ritardarle nella considerazione che la prevista offensiva alla fronle sovietica determinerà un nuovo logoramento reciproco delle forze germaniche e di quelle sovietiche, che rientra evidentemcnle nei calcoli della politica inglese. Comunque, queste ipotesi rendono sempre più necessarie adeguate riserve opportunamente dislocate. È lecito il dubbio che in questo momento tali riserve siano disponibili in misura sufficiente, senza contare la situazione di crisi dell'aviazione germanica. Conviene da ultimo teiiere presente che il comando germanico fa molto assegnamento su un'intensificata azione dei sommergibili, che dovrebbero concorrere a ostacolare, insieme con l'aviazione, una grande operazione di sbarco. Gli affondamenti registrati negli ultimi due mesi sono scarsi (rispettivamente 522.000 tonnellate in gennaio e 576.000 in febbraio), ma si sa che questi sono i mesi meno redditizi. Si è sicuri che nei prossimi mesi il ritmo degli affondamenti riprenderà e supererà il livello precedente. In conclusione, ''si è iniziato lo sforzo estremo della Germania nella persuasione che gli uvvenimenti dell'anno 1943 saranno decisivi per l'esito della guerra''. Nelle varie riunioni bilaterali manca, da parte germanica, "una esposizione franca della situazione militare: nessuna indicazione di dati, nessuna precisazione d'intenzioni operative, in definitiva nessuna e5posizione sostanziale'' c7J.


Lu situazione militare nell'inverno 1942-1943

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È noto che si sta svolgendo un intenso lavoro di costituzione di nuove unità (60-80 divisioni) e di riordinamento di quelle logore. Tra le grandi unità di nuova costituzione vi sarebbero le divisioni di campagna dell'aeronautica, che dovrebebro raggiungere il numero di 22, delle quali 12 tra motorizzate e corazzate. Particolarmente la costituzione di queste ultime ha subito un certo rallentamento per difetto di materiali. Il riordinamento delle unità logore e la costituzione delle nuove grandi unità vengono preferibilmente effettuate in Francia e negli altri territori occupati, per sfruttarne le riserve. Marras ritiene che il totale delle divisioni germaniche attualmente esistenti non superi di molto il numero di 300. All'inizio dell'agosto 1942, questo totale veniva indicato ufficialmente in 296. Nel complesso, la denominazione di divisione si applica a unità miste di costituzione e forza assai varie, anche per coprire talvolta la deficienza degli effettivi. Circa il personale impiegabile in operazioni, si ritiene che la Germania disponga, oltre alle formazioni normali di complemento (Ersatz) e ai recuperi , della classe 1925 in corso di addestramento e di circa un milione di uomini ricavati con i provvedimenti di mobilitazione integrale e col rastrellamento delle retrovie. I materiali perduti nel corso del ripiegamento (specie autocarri, carri armati e artiglierie), trovano forti difficoltà di sostituzione. " Non arriveremo mai a reintegrare quesla perdila'' ha osservato il maresciallo Keitel, inten. dendo che non sarà possibile provvedere contemporaneamente a sostituire tali perdite e compensare i consumi normali. La produzione di carri armati è inferiore a quella che sarebbe desiderabile; le forti produzioni mensili di armi anticarro (ad esempio, 500 pezzi da 50 mm) sono controbilanciate dal fatto che i vari tipi devono essere successivamente sostituiti con materiali più potenti, ciò che richiede una continua trasformazione della produzione.

La Germania è attualmente sulla difensiva su tutti i fronti, con l'eccezione della guerra al traffico marittimo. Fronti attive sono attualmente quella tunisina e quella russa. Circa la prima, da parte tedesca si riconosce e si procama la necessità di tenerla ad ogni costo, sia per il necessario controllo sul canale di Sicilia, sia per fissare le forze angloamericane attualmente presenti in quello scacchiere. Ma è un problema soprattutto di trasporti, che richiede un nuovo pronto contributo dell'aviazione germanica, che non sembra ottenibile nella misura e con la sollecitudine occorrenti. Alla fronte russa, le operazioni sono in una fase generale di stasi dovuta al logoramento reciproco e al disgelo ormai dominante su tutta la fronte


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TI generale Efisio Marros

salvo che all'estremo nord. L'alto comando germanico si considera soddisfatto d'essere riuscito ad accorciare sensibilmente la fronte, mantenendo il possesso della parte più importante del bacino del Doniétz e del saliente di Ori61. Il possesso dei bacini del Doniétz e del basso Nipro viene considerato molto importante perché consente di utilizzarne il carbone, i minerali di ferro e di manganese e le importanti risorse alimentari per il vettovagliamento delle forze. L'attuale fronte è in alcuni settori arretrata rispetto a quella di partenza del 1942, ma risulta decisamente accorciata. Viene mantenuta una testa di ponte a est dello stretto di Kerc per proteggere la Crimea e facilitare l'eventuale sbocco verso Maikop. Il Fiihrer ha osservato che la fronte idealmente più corta, Riga-foci del Bug, esporrebbe eccessivamente la Romania, avvicinando la minaccia sovietica alla Bessarabia, aprirebbe ai sovietici lo sbocco dal Golfo di Finlandia e separerebbe la Finlandia stessa, a patte le notevoli perdite di territorio e di risorse. Gl'intendimenti operativi tedeschi si rivolgono manifestamente verso le operazioni dei sommergibili e la futura offensiva alla fronte russa. Il Fiihrer s'è dichiarato sicuro che gli anglo-americani non potranno alla lunga resistere contro i sommergibili. Anche se la produzione mensile avversaria di nuovo naviglio si approssima alle 900 mila tonnellate, le cifre crescenti degli affondamenti, la prevista intensificazione della lotta e anche le scadenti qualità del naviglio di nuova produzione condurranno inevitabilmente al dissanguamento del traffico avversario. "È apparso evidente che il grande ammiraglio Donitz è l'uomo del giorno _e che il Fiihrer ripone in lui assoluta fiducia. Egli stesso ha dato l'impressione in chi lo ha veduto ed ascoltato di una grande sicurezza" c7>. Nella prossima stagione operativa, il comando tedesco intenderebbe assestare alle forze sovietiche un gran colpo, in modo che quella fronte cessi di costituire un pericolo. Dati concreti che consentano di valutare tale possibilità non sono stati presentati. Elementi importanti rig~ardanti i sovietici sarebbero, secondo l'OKH: - le forti perdite, ripianate solo in parte; - la deficienza di complementi addestrati, messa in evidenza dall'arruolamento affrettato di tutti gl' idonei subito dopo la riconquita dei territori tra Don e Doniétz; - la chiamata alle armi della classe 1926; - l'insufficiente produzione bellica, che ha messo in evidenza uno scadimento di qualità; - il peggioramento dei trasporti, dovuto alla mancanza di materiale rotabile e di parti di ricambio; - la situazione alimentare poco soddisfacente, specie nelle zone più popolate, a causa del cattivo raccolto del 1942 e delle difficoltà dei trasporti.


La situazione mi/ilare nell'inverno 1942-1943

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Il comando germanico sembra prospettarsi quindi ancora una volta l'obiettivo, vanamente inseguito negli scorsi anni, di mettere in qualche modo fuori causa i sovietici. Fautore di un'offensiva di vaste proporzioni è il ministro von Ribbentrop; non pare estraneo uno scopo propagandistico nel far circolare questa voce nel paese. I militari, più misurati, parlano di un'azione diretta alla conquista di Leningrado. Il Fuhrer, accennando al possesso del saliente di Ori61, ha indicato di sfuggita che esso rappresenta un elemento avanzato in direzione di Mosca. La testa di ponte del Kuban dovrebbe consentire un eventuale sbocco verso Maikop, mentre il saldo possesso della Crimea rappresenterebbe un'assicurazione anche nei riguardi della Turchia. Secondo il Filhrer, la Turchia non entrerebbe in guerra finché la Germania tiene la Crimea. Per quanto riguarda le altre fronti, si ritiene che le coste norvegesi e francesi (atlantiche e mediterranee) siano ormai convenientemente organizzate. La solida sistemazione della penisola balcanica e della fronte CretaDodecaneso preoccupa molto il comando germanico, insieme con l'energica aziu11~ cuntru i partigiani, per assicurare le retrovie nel caso di costituzione d'una nuova fronte. Nei riguardi dell'Italia, ci si preoccupa d'uno sbarco in una delle grandi isole; specialmente minacciata o, meglio, meno organizzata è ritenuta la Sardegna. Secondo Marras, "tutti hanno tenuto a dimostrare una grande sicurez-

za, rinunziando a esporre dati positivi salvo per quanto riguarda la campagna dei sommergibili. Il problema operativo germanico deve oggi essere valutato in relazione alla disponibilità delle forze e alla possibilità della costituzione di importanti riserve, le quali difettano attualmente, particolarmente nel campo aereo''. "Non è superfluo da ultimo" - conclude Marras - " rilevare una certa contraddizione che si manifesta nel comando germanico tra il riconoscimento dell'importanza e de/l'urgenza di certe situazioni e la lentezza con la quale affronta i problemi relativi; tipico è il caso della situazione in Tunisia. Ciò può essere ancora un segno della scarsità delle riserve, come anche una indubbia conseguenza delle gravi difficoltà che incontrano i trasporti e che rallentano gli spostamenti delle riserve disponibili, dislocate generalmente alla periferia".


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Il generate l!j'isio Morras

(J) 2807/S - 10 ottobre 1942 (AUSSME 46/2).

(2) (3) (4) (5) (6) (7)

Maurizio BELLON1, Uno come tanti, Roma 1948, pp. 62-63. 339/Go - 12 gennaio 1943 (AUSSME 48/4). 342/S - 26 febbraio 1943 (AUSSME 48/ 4). 445/SM - 20 marzo 1943 (AUSSME 48/4). 424/S - 5 marzo 1943 (AUSSME 48/4). Senza numero - 11 aprile 1943 (AUSSME 46/3).


IL VALLO ATLANTICO

Fino al febbraio 1942, l'organizzazione difensiva sulle coste atlantiche e sulla Manica aveva un carattere campale e occasionale; soltanto in quel mese fu ordinata la costruzione di fortificazioni permanenti nei settori più minacciati Ol. Il fallito sbarco di Dieppe 2 , che ha messo in evidenza l'accuratezza dei preparativi inglesi per azioni di tal genere, ha però imposto la costruzione di un vero e proprio "vallo atlantico". Contemporaneamente, sono state trasferite in occidente notevoli forze terrestri ( 42 divisioni in Francia, Belgio e Olanda e 14 in Norvegia), facendole mancare in Russia<3l. Lo sbarco anglo-americano in Nordafrica ha costituito una completa sorpresa politico-strategica<41 • Tra le contromisure, non poteva mancare l'occupazione totale della Prancia, già da tempo predisposta . L'opera:L.ione è stata portata a termine da parte germanica in modo molto rapido e senza incidenti. "Molte illusioni sulla politica di collaborazione [con la Francia] devono ritenersi cadute". Si è voluto però evitare una denunzia dell'armistizio che avrebbe creato nuovamente un formale stato di guerra in un momento in cui la Germania vuol dimostrare ancora la solidarietà europea contro bolscevismo e potenze anglosassoni <5l. Agl'inizi di dicembre, prosegue l'assestamento politico-militare derivante dall'occupazione<6>. Le forze tedesche dislocate nella nuova zona sono valutate a 12-15 divisioni. È segnalato qualche concentramento in corrispondenza della rrontiera spagnola, ufficialmente per impedire espatri clandestini. Benché sia attribuita grande importanza a un'eventuale occupazione o neutralizzazione di Gibilterra, l'attuale atteggiamento della Spagna e la situazione generale ostacolerebbero in questo momento un'operazione in quella direzione. Alla fine di aprile, Marras ha occasione di visitare le fortificazioni della costiera atlantica <7l. I tedeschi tengono in considerazione l'eventualità sia d'uno sbarco in grande stile per costituire una seconda fronte continentale (ipotesi peraltro poco probabile a breve scadenza), sia di sbarchi di media entità diretti a mettere fuori servizio basi di sommergibili. In sostanza, quindi, il vallo atlantico ha anche una funzione offensiva in quanto garantisce la sicurezza delle basi di sommergibili e degli aeroporti destinati all'azione contro il traffico navale avversario.


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Tl generale Efisio Marras

Lo sbarco è ipotizzato come un'azione combinata di commando, divisioni scelte da sbarco, paracadutisti e truppe da sbarco aereo, da iniziare alle prime luci dell'alba C8). Le divisioni scelte, rinforzate da unità carri e precedute da commando, cercherebbero di conquistare una testa di sbarco su coste idonee, nelle vicinanze e a cavaliere del porto da occupare. Contemporaneamente: - i paracadutisti occuperebbero campi d'atterraggio per le divisioni da sbarco aereo, che dovranno conquistare il porto con azione dal rovescio e raggiungere punti di particolare interesse; - i commando agirebbero direttamente sul porto per impadronirsi, con un colpo di mano, degl'impianti portuali e impedirne la distruzione da parte del difensore. All'operazione concorrerebbero forze aeree per assicurare il dominio del cielo e intervenire a volo radente contro postazioni d'artiglieria e riserve in afflusso. Il grosso attenderebbe al largo o nei porti di partenza. In generale, il vallo atlantico si presenta come una linea di opere multiple in cemento armato, sull'immediato ridosso della spiaggia, intervallate di 250-500 metri; alla linea è conferita profondità con capisaldi disposti a scacchiera. I capisaldi cooperano reciprocamente; i tratti di spiaggia favorevoli agli sbarchi e lo specchio d'acqua antistante sono battuti dal fuoco radente e incrociato delle armi automatiche e anticarro e dei pezzi antisbarco. Negl'intervalli tra i capisaldi sono schiera~i campi minati e la spiaggia oltre i limiti della marea è coperta da reticolati. Nei porti sono previsti sia capisaldi per la difesa immediata fronte a mare sia batterie contraerei e costiere inserite nel piano dei fuochi delle artiglierie delle divisioni responsabili del settore e schierate in posizioni alquanto arretrate. La difesa dei porti fronte a terra è appena abbozzata, come del resto quella dei campi d'aviazione. Grande importanza è attribuita all'ostacolo anticarro, in genere battuto dal fuoco. I lavori lungo tutta la costa dalla Spagna all'Olanda saranno ultimati per la maggior parte entro tre mesi: porti e tratti di spiaggia che si prestano per uno sbarco sono già sufficientemente sistemati. La difesa delle coste, dei porti e delle basi di sommergibili è affidata a ufficiali dell'esercito, perché si è venuti alla conclusione che proprio l'esercito in definitiva deve impedire lo sbarco del nemico e ricacciarlo in mare o contenerlo nel caso raggiunga la terraferma c9 >. Questo principio non viene applicato nelle basi navali del Reich, fra l'altro non minacciate da sbarchi. Tra le forze armate è stata realizzata la più stretta cooperazione.


li vallo atlantico

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La difesa immediata della costa è affidata ai corpi d'armata, che impiegano divisioni: - di prima schiera, su fronti di 25-50 km, senza riserve proprie <10l; - di seconda schiera, con funzioni di riserva, schierate a 25-50 km dalla linea di costa. Per i trasporti, i corpi d'armata dispongono degli automezzi dell'organizzazione Todt, di compagnie trasporti, ognuna su 60 autobus da 30 persone, e di malcriale ferroviario . Le armate, cui è affidala la responsabilità d'un ampio tratto di costa e di retroterra, tengono in riserva divisioni corazzate. Al vertice, il comando superiore ovest di Parigi, in via di Lrasfcrimento a Pontainbleau. Ecco le considerazioni di Marraso 1l: - organizzazione difensiva di grandi dimensioni, ma la cui efficienza dipende dall'entità delle truppe che vi saranno dislocate e dalla disponibilità di adeguate riserve mobili e forze aeree; - in molti settori di fcLLano profondità e sistemazione difensiva dei porti fronte a terra; - mancano ancora unità costiere per i presidi fissi delle opere: l'attuale soluzione di a ffidare la difesa alle grandi unità campali dislocate in zona presenta manifesti inconvenienti; - impressione d' un vero sciupio di mezzi, parte dei quali forse più utili in altre fronti. Inoltre - aggiunge lo scrivente - il vallo atlantico è nettamente più forte sul Passo di Calais e in Bretagna: la sorpresa alleata verrà invece dalla Normandia. L'ufficioso Dienst aus Deutschland mette in evidenza la diversa natura dei provvedimenti difensivi attuati sulla costa atlantica e nel Mediterraneo0 2). Mentre per l'osservatore italiano sarebbe stato meglio utilizzare per l'organizzazione costiera italiana parte dei mezzi profusi con tanta larghezza sulla costa atlantica, il redaltore germanico fa rilevare che la difesa della costa a tlantica è prevalentemente statica (anche le artiglierie ferroviarie sono sistemate in bunker), quella delle coste italiane è impostata sul movimento e i treni armati italiani devono agire su ampi spazi. Inoltre, le fortificazioni atlantiche hanno come zona avanzata il mare libero, mentre le coste occidentali e meridionali della penisola italiana hanno una colossale zona avanzata fortificata utilizzabile anche come base aerea (il sistema di isole costituito da Creta, Pantelleria, Sicilia, Sardegna, Corsica ed Elba). Mentre il nemico deve operare tra queste isole, ovvero assicurarsene inizialmente il possesso, le operazioni sulla costa atlantica tocchcreb bero immediatamente il continente.


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Il generale hfisio Marras

Infine, tanto nello scacchiere atlantico che in quello mediterraneo la difesa fa assegnamento su riserve operative sufficienti per ributtare a mare ovvero accerchiare e annientare forze avversarie sbarcate dal mare o dal cielo. Agl'inizi di giugno, Keitel esprime a Marras l'opinione che il nemico potrebbe tentare qualche operazione tipo Dieppe impiegando da una a tre divisioni <13l. Esso mirerebbe al possesso di basi aeree atte ad agire in profondità dalla fronte meridionale, sfruttando l'attuale superiorità della propria aviazione. Non è considerata probabile, nei prossimi mesi, la costituzione d'una vera e propria seconda fronte continentale: la lunga preparazione necessaria per l'approntamento dei contingenti americani fa sì che le future grandi operazioni di sbarco non possano svolgersi prima del 1944<14>_ A tal proposito, è vivo il contrasto tra angloamericani e sovietici riguardo alla costituzione d'una seconda fronte<'-sJ. Dichiarazioni ufficiali russe hanno messo in forte evidenza tale necessità, facendo rilevare che occorrerebbe alleggerire di almeno una sessantina di divisioni il peso delle 230 che attualmente la Russia sostiene. Da parte americana si risponde che l'offensiva aerea contro il territorio del Reich ha richiamato sulla fronte occidentale, in misura consistente, forze contraerei e aviazione da caccia; le minacce di sbarco, poi, hanno indotto la Germania ad inviare in Francia da 10 a 12 divisioni. A metà di agosto, non si escludono le possibilità di sbarchi in Norvegia o sulle coste della Manica 0 6l. Lo sbarco in Norvegia potrebbe avere qualche importanza in relazione al recente atteggiamento di più stretta neutralità tenuto dalla Svezia; ma effetti molto m::i_ggio'ri avrebbe naturalmente uno sbarco nella regione della Manica. Ci si può chiedere se l'avversario disponga nelle isole britanniche di ~nezzi adeguati e soprattutto se esso si ritenga in grado di superare l'organizzazione costiera tedesca per mezzo dell'aviazione e di sbarchi aerei. Ciò, in quanto appare chiaro l'intendimento nemico di evitare gravi perdite e agire a colpo sicuro. Operazioni di tale portata presuppongono verosimilmente un apporto molto maggiore di forze terrestri e aeree americane, più probabile nel corso del 1944. Tuttavia, anche aprescindere dalle voci contrastanti divulgate ad arte dalla propaganda nemica, non sarebbe da escludere che la situazione renda possibile un'operazione di tal genere nel corso di questo stesso anno.

(1) (2) (3) (4) (5)

673/S - 27 aprile 1943 (AUSSME 46/3). Il 9 agosto 1942 un corpo anfibio alleato era stato facilmente respinto dalle difese tedesche. 2804/S - 19 ottobre 1942 (AUSSME 46/2). 2929/S - 13 novembre 1942 (AUSSME 46/2). 2968/S - 20 novembre 1942 (AUSSME 46/2).


lf vallo atlantico

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(6) 3096/S - 6 dicembre 1942 (AUSSME 46/2). (7) 673/S, cit. (8) 606/S - 11 maggio 1943 (AUSSME 46/3). (9) 584/S - 30 aprile 1943 (AUSSME 46/3). (IO) Rincalzi per i contrattacchi immediati (in parte su biciclette reqùisite), sono invece presenti nei reggimenti e ballaglioni (584/S - 30 aprile 1943, AUSSME 46/3). (Il) 606/S, cit. (12) 838/S - 26 maggio 1943 (AUSSME 46/3). (13) 898/S - 7 giugno 1943 (AUSSME 46/3). (14) 1001/S - 23 giugno 1943 (AUSSME 46/ 3). (15) 1040/S - 30 giugno 1943 (AUSSME 46/3). (16) 1231/S - 13 agosto 1943 (AUSSME 46/ 3).


LA GUERRA NEL MEDITERRANEO

Nella condotta di guerra germanica, il Mediterraneo non ha avuto una valutazione adeguata nemmeno nei momenti in cui gli avvenimenti hanno richiamalo fortemente l'attenzione su questo scacchiere<])_ Nell'esaminare le possibili Là di costituzione d'una seconda fronte, il comando supremo tedesco aveva escluso uno sbarco in forze sulle coste atlantiche marocchine e, a maggior ragione, nel Nordafrica francese. L'attenzione germanica s'era invece fissata sulle possibilità di sbarco nella Norvegia settentrionale ovvero nella zona del Canale. L'operazione di Dieppe aveva rafforzato questi preconcetti, portando alla costruzione del vallo atlantico e impegnando noi.evo li forze in Norvegia e in Francia. Un grande sbarco nemico nel Nordafrica francese era slato escluso per le seguenti ragioni principali: - la presunta deficienza di naviglio, anche prima delle gravi perdite subite negli ultimi tempi, avrebbe impedito un'operazione di tal genere a tanta distanza dalle basi; - la fiducia nella cosiddetta politica di collaborazione con la Francia e la supposLa fedeltà al governo di Vichy delle più elevate cariche militari e civili del Nordafrica francese; - la certezza di tenere in propria mano il governo di Vichy con la minaccia di occupare tutta la Francia, minaccia ritenuta sufficienle a vincolare l'atteggiamento del Nordafrica. In questa situazione psicologica, lo sbarco anglo-americano ha conseguito una completa sorpresa, militare e politica. Nessun segno di tale operazione era slalo infatti percepito prima dell'ingresso dei convogli nemici nel Mediterraneo o, quanto meno, non erano stati convenientemente valutati taluni indizi. Contromisure sono state rapidamente prese d'accordo con l'Italia: tra esse non poteva mancare l'occupazione totale della Francia, unica operazione già da tempo predisposta, eseguita rapidamente e in condizioni di sicurezza. Accanto alla sorpresa, di cui non si fa mistero, si rileva una certa depressione, mal dissimulata sotto un'apparente calma e serenità, ma che non influisce in alcun modo sulla fermezza dell'atteggiamento. Le forze sbarcate ammonterebbero a 5-6 divisioni, tutte corazzale o motorizzate; alle iniziali unità americane se ne stanno aggiungendo di britan-


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J{

generale Efisio Marras

niche che, a giudicare dal grado del loro comandante, potrebbero essere portate a un corpo d'armata. Il naviglio impiegato per la spedizione è valutato ad almeno un milione di tonnellate. La marina francese e la difesa costiera hanno opposto tenace resistenza impedendo in un primo tempo lo sbarco diretto nei principali porti. Questi sono stati conquistati successivamente con sbarchi laterali. Le truppe dell'esercito francese hanno pure in parte combattuto, ma la penuria di munizioni, carri armati e armi anticarro può aver reso difficile una difesa più prolungata o anche aver offerto facile giustificazione per un armistizio. Il governo di Vichy, con le disposizioni impartite in occasione dell'occupazione e con la resistenza delle truppe francesi in Nordafrica, si trova di fronte alla Germania in una situazione di perfetta regolarità. Tuttavia a Berlino si affacciano forti dubbi circa la sincerità dell'atteggiamento francese, che è molto complesso e non facile da penetrare. In ogni caso, molte illusioni sulla politica di collaborazione devono ritenersi cadute. Le forze alleate sbarcate in Nordafrica sono valutate una sctlimana più tardi a 7-8 divisioni, delle quali due britanniche, tutte corazzate o motorizzate<2>. È da presumere che la loro radunata richieda ancora qualche tempo, date le notevoli distanze che separano le varie zone di sbarco e la limitata potenzialità della ferrovia che congiunge l'Algeria col Marocco. Nel complesso, il comando alleato sembra attualmente stretto tra due opposte esigenze: affrettare l'azione contro la Tunisia, per impedire all'asse di consolidarvisi, e preparare convenientemente quest'azione. Da parte germanica, superata la prima sorpresa, si è corsi energicamente ai ripari. Tutte le speranze sembrano ora riposte nel mantenimento d'una testa di ponte in Tunisia. D'altra parte, il comando germanico si rende conto della situazione nella quale viene a trovarsi l'Italia, verso la quale si apre praticamente la seconda fronte europea. "Concludendo, la situazione attuale si presenta con le caratteristiche di una fase di attesa in vista della lotta decisiva per il possesso della Tripolitania e della Tunisia e di riflesso per le posizioni mediterranee e per l'eventuale futura azione anglo-americana contro l'Europa continentale". Non mancano considerazioni critiche nei riguardi della passata condotta tedesca della guerra(J). Il generale Matzky confida a Marras che l'alto comando germanico è stato finora eccessivamente influenzato nelle sue concezioni operative dalla visione continentale della guerra. Gli effetti si sono fatti sentire specialmente in due situazioni importanti, nelle quali la Germania ha perduto l'occasione per una pronta soluzione del problema mediterraneo. Prescidendo dal fatto che nel giugno 1940 avrebbe potuto essere presa


La guerra nel Mediterraneo

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in maggiore considerazione la situazione del Mediterraneo, ottenendo almeno l'occupazione della Tunisia, la prima occasione opportuna s'è presentata all'inizio del 1941, quando le trattative con la Spagna sembravano a buon punto per l'azione contro Gibilterra. Queste trattative fallirono perché Franco era preoccupato soprattutto dell'apparato di controllo che la Germania avrebbe voluto introdurre in Spagna, in compenso delle forniture di cereali. Altra occasione si presentò nella primavera 1941 dopo l'occupazione della penisola balcanica e di Creta. La situazione avrebbe potuto essere sfruttata spingendo fin d'allora le operazioni in direzione di Suez. Si può anche rilevare che la Germania non ha avuto la percezione della grande importanza che avrebbe avuto un'offensiva contro Suez, quando l'Inghilterra era ancora paralizzata dal rovescio di Dunkerque e dal bombardamento aereo delle isole britanniche. In sostanza, il comando germanico, ogni qual volta s'è affacciato al Mediterraneo, lo ha fatto con forze limitate e ha rinunziato a sfruttare i successi ottenuti. Probabilmente il Fuhrer ha seguito questa condotta per un riguardo verso il duce, esitando a intervenire oltre una certa misura nella sfera italiana d'interessi. "Questo apprezzamento" - scrive Marras - "è molto discutibile e non è il caso di ricordare tutte le man(festazioni con le quali la Germania ha voluto, di fronte all'opinione mondiale, assumere il proprio posLo anche nel Mediterraneo, in contrasto con le limitate forze impegnate". Attualmente - ha concluso il generale Matzky - occorre compiere ogni sforzo per mantenersi solidamente in Tunisia. Il comando germanico dovrà comunque volgere d'ora innanzi la sua attenzione al Mediterraneo, considerando il problema con visione offensiva. Soltanto in questo modo sarà possibile impedire che l'azione angloamericana nel Nordafrica possa avere sviluppi decisivi per l'esito della guerra. È giunta l'ora, in sostanza, che il comando germanico si svincoli da quella visione continentale che ha dannosamente influito sulla condotta della guerra, tanto nel campo politico quanto in quello militare. Nel 1943, .la situazione del!' Italia si fa sempre più difficile. Rientrati in patria i resti dell'Armir, si combatte in Tunisia. "Il nemico" - comunica Mussolini al Filhrer( 4> - '' ha una forte prevalenza di mezzi corazzati che può essere controbilanciata solo da forti azioni aeree di contrasto, [ma] anche nel campo aereo la supremazia est dell'avversario . . .. Le gravissime perdite subite dalla nostra marina in questi ultimi giorni impongono il rafforzamento dell'aviazione, altrimenti accadrà come ad El Alamein che la battaglia prima che sulla terra sarà perduta sul mare''. È necessario pertanto


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Il ienerale Efisio Marras

un rinforzo immediato di almeno 500 aerei da caccia e da bombardamenlo, in parle eventualmente con equipaggi italiani. Il Reichsmarschall Goring effettua una visita in Italia in marzo. Le sue considerazioni critiche su protezione del traffico, scorla dei convogli, sbarramenti di mine nel Canale di Sicilia, difesa contraerei e prolezione anlincendi delle motonavi e delle petroliere, impiego difensivo dell'aviazione si sostanziano nella frase: "A nulla vale il dire di voler tenere la Tunisia se non si fa tutto quanto è umanamente possibile in ogni più minuto particolare per raggiungere questo scopo vitale". Ambrosio risponde con una lunga lettera <5l che giustifica sì con solidi argomenti i risultati insoddisfacenti, ma al tempo stesso offre una sgradevole sensazione di sudditanza psicologica. Altro appello del duce a Hitler(6>: "Se non si risolve, come più volle già rappresentato, problema aereo in Mediterraneo inviando immediatamente forze aeree tali da controbilanciare la schiacciante superiorità aerea nemica non est più possibile fare arrivare in Tunisia né una nave sia da guerra sia da trasporto né un aereo alt Il che significa perdere subito la Tunisia senza poter nulla salvare alt". Ma il destino della testa di ponte tunisina è ormai segnalo ! li bollcltino italiano 1083 del 13 maggio<7l comunica che la 1 a armata italiana ha cessalo i combattimenti. Alla stampa tedesca perviene però una vcrsionc mutilata del bollettino tendente a diminuire l'obiettivo apporto delle truppe italiane. Marras ne accenna al maresciallo Keitel <8> e riporta la certezza che la soppressione era deliberalamenle voluta. Jl maresciallo Keit.el infatti ammette che l'accenno tocca un punto dolente: il éomunicalo italiano è stato pubblicato senza precedente intesa col comando germanico; anche altre volte in precedenza da parlc nostra si è ritardata la comunicazione con vari motivi o si è fatta riserva sul testo preciso perché non ancora approvato dal, duce. Marras chiede se nella frase soppressa "cui è toccalo l'onore de/l'ultima resistenza dell'asse in terra d'Africa" il comando germanico avesse riscontrato qualche cosa che giusliricassc la soppressione. Keitel risponde negativamente, tanto più che la 1a armata italiana comprendeva anche due divisioni germaniche, che hanno fornito un contributo molto importante. A seguilo d'intervento "riparatore" dell'ufficio propaganda della Wehrmacht, la sola Deutsche Allgemeine Zeitung del 18 maggio riporta un breve articolo sulla "lotta eroica della 1 a armata italiana". I commenli della stampa germanica e delle agenzie ufficiose circa la perdita della Tunisia sono evidentemente suggerili da direttive ufficiali le quali si possono in sostanza riassumere nei punti seguenti:


La guerra nel Medilerraneo

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esaltazione del valore delle truppe dell'asse, mettendo peraltro in rilievo quasi esclusivo unità e comandi germanici; - importanza per la difesa dell'Europa continentale dei sei mesi di resistenza in Tunisia; - difficoltà per il nemico di uno sbarco sul continenteC9l. Il teatro d'operazioni africano rappresentava per l'asse una semplice zona avanzata, tenuta con forze limitate, le quali peraltro hanno impegnato il nemico per circa tre anni. I sei mesi di tempo guadagnati dopo lo sbarco angloamericano hanno permesso di completare le difese delle coste atlantiche e meridionali europee. È dubbio che l'occupazione di tutta la costa settentrionale dell'Africa consenta al nemico libero transito nel Mediterraneo, in quanto l'asse, dalle basi insulari e della penisola, può ancora agire contro il traffico nel Canale di Sicilia. Gli angloamericani hanno finora fallito tutte le operazioni di sbarco su coste difese. Inoltre, le notevoli forze necessarie per siffatte operazioni pongono il nemico in una situazione difficile per i rifornimenti, com'è successo a noi in Tunisia. Per contro, l'asse può ora concentrare le sue forze, senza più l'incubo delle perdite conseguenti all'alimentazione delle operazioni in Tunisia. In sostanza, conclude un commento, il nemico ha perduto il momento buono per tentare operazioni contro il continente europeo, cosicché gli riuscirà assai difficile "colpire /'l:!,'uropa al basso ventre", secondo l'espressione cli qualche giornale inglese. L'impressione determinata in Germania dalla caduta della Tunisia è stata forte, soprattutto negli ambienti dell'alto comando, i quali avevano fatto assegnamento su una resistenza alquanto più forte e sono stati sorpresi da qualche segno di prematuro cedimento manifestatosi nelle unità germanichel10l. Nelle masse, invece, l'impressione è stata minore, sia perché le perdile sono mollo inferiori a quelle di Stalingrado, sia perché non_ si hanno preoccupazioni circa la sorte dei prigionieri. Occorre anche considerare la minore comprensione per questo lontano teatro oltremare, che portava la popolazione a ritenere che la Germania vi fosse impegnata a totale vantaggio dell'Italia. Secondo alcuni elementi militari, poi, da parte italiana 11011 sarebbe stato fatto tutto il possibile per assicurare i rifornimenti alle truppe dislocale in quello scacchiere. Per quanto riguarda la costituzione della seconda fronte continentale, è opinione diffusa che gli angloamericani intendano per ora intensificare la loro pressione aerea sull'Italia, nella speranza di provocarne il cedimento. Uno sbarco a breve scadenza potrebbe essere tentato in Sardegna, allo scopo di acquisire una piattaforma per l'impiego dell'aviazione, conferendo


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li generale Efisio Marras

ad essa la possibilità di agire intensamente anche sulla Francia meridionale. L'occupazione della Corsica potrebbe anche avvenire in un secondo tempo<11l. Contrariamente all'opinione del comando supremo germanico, il maresciallo Kesselring ritiene più minacciata la Sicilia <12). Caduta ormai la Tunisia, le pressanti richieste di aiuto ai tedeschi si riferiscono ora alla "difesa delle isole italiane, il cui possesso darebbe al nemico grandi possibilità su tutto i/fronte europeo meridionale"<Dl_ Mussolini declina l'offerta di cinque divisioni: ne ritiene sufficienti tre, da dislocare, rispettivamente, in Puglia, Sicilia e Sardegna. Oltre a queste ultime, trenta squadriglie da bombardamento, cinquanta batterie da 88 mm e sei battaglioni carri per mettere a punto la difesa delle isole. L'immediata risposta del Fuhrer esaudisce quasi al completo le richieste< 14>. Anche per l'esplorazione strategica nel Mediterraneo< 15>, i tedeschi rispondono positivamente nel mese di giugno<16l. Il problema aereo del Mediterraneo è esposto poi all'OKW rappresentando le necessità di far affluire sulle basi italiane nuovi reparti di aviazione< 17l_ Secondo la tesi ufficiale, che risponde anche a necessità di propaganda, i successi nemici non hanno per l'asse alcun valore essenziale, in quanto hanno condollo alla perdita soltanto di posizioni periferiche< 18>. L'asse mantiene intatto il possesso della grande fortezza europea continentale, nella quale sarà estremamente difficile penetrare. La Germania, in particolar modo, ha il vantaggio d' una posizione centrale e della presenza di estese zone avanzate, che il nemico dovrebbe superare prima di entrare nel Reich. La propaganda avversaria sull'invasione, che fa apparire la possibilità di sbarchi in ogni settore, particolarmente nel Mediterraneo, fa parte d'una guerra di nervi destinata a mantenere il campo opposto in continuo allarme e avvolgere contemporaneamente in una cortina di nebbia le proprie intenzioni <19>. Destinataria di quest'azione di propaganda è l'Italia, di cui peraltro gli angloamericani hanno dovuto constatare la ferma volontà di resistenza (20>. La situazione sembra imporre al comando germanico una condotta prudente intesa a evitare prematuri logoramenti di forze e impegni a fondo in una direzione mentre permane l'incertezza sulle intenzioni avversarie. Gl'inizi di luglio vedono un crescente concentramento di forze e mezzi nel settore centrale del Mediterraneo e la possibilità a breve scadenza d ' uno sbarco nelle grandi isole italiane<21 >. Il contemporaneo spostamento di forze verso il bacino orientale del Mediterraneo non fa ritenere tuttavia probabile uno sbarco in forze in quel settore.


La guerra nel Mediterraneo

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L'operazione angloamericana contro la Sicilia dà ragione a Kesselring che riteneva quest'isola, e non la Sardegna, più minacciata. Mussolini implora un rinforzo di aviazione, specie da caccia, per battere convogli navali in afflusso, carri armati e artiglierie, facendo balenare la possibilità di un impiego a massa, ma per brevissimo tempot22>. Spezzato così l'attacco nemico, le formazioni aeree germaniche sarebbero immediatamente disponibili per altri compiti. La risposta dev'essere insoddisfacente, se Ambrosia torna alla carica insistendo sul carattere di particolare urgenza, specie dei rinforzi aerei, nel comune interesse dell'asse (e non della sola Italia)(23>. L'ultima comunicazione di Marras sull'argomento è del 23 luglio, all'immediata vigilia della caduta del fascismo<24>. Lo sviluppo delle operazioni in Sicilia desta in Germania notevole preoccupazione. Si diffonde l'opinione che gli anglo-americani intendano spingere a fondo le operazioni contro l'Italia, la cui occupazione agevolerebbe la successiva offensiva nei Balcani, in Francia e contro la Germania stessa. Grande importanza assume il prolungamento della resistenza in Sicilia, per le forze nemiche che vengono così vincolate, il logoramento che esso comporla e il conseguente ritardo di successive operazioni. Obiettivi prossimi potrebbero essere la penisola salentina e la base marittima di Taranto o la Sardegna, cui farebbe seguito la Corsica. L'avversario sembra voler stringere i tempi e sfruttare l'attuale favorevole congiuntura della crisi aeronautica germanica, della produzione bellica non ancora al massimo, dei danni subiti dalle industrie bombardate, della situazione italiana per svolgere, anche prima del 1944, un'azione concomitante, già concordata, con le forze armate sovietiche. Non sono da trascurare le esigenze americane di rendere disponibili il più presto possibile le proprie forze per condurre a fondo le operazioni contro il Giappone.

(1) 2929/S - J3 novembre 1942 (AUSSME 46/2) . (2) 2968/S - 20 novembre 1942 (AUSSME 46/2). (3) 2985/S - 22 novembre 1942 (AUSSME 46/2). (4) 50410/0P - 25 marzo 1943 (AUSSME 46/3). (5) 35/S - 1 aprile 1943 (AUSSME 46/3). (6) 31401/0P - 1 maggio 1943 (AUSSME 46/3). (7) AUSSME 46/3. (8) 772/S - 15 maggio 1943 {AUSSME 46/3). (9) 895/S - 7 giugno 1943 (AUSSME 46/3). (10) 859/ S - 31 maggio 1943 (AUSSME 46/ 3).


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(Il) (12) (13} (14) (15) (16) (17) (18} (19) (20) (21) (22) (23) (24)

J{

generale Ejlsio Marras

885/S - 4 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 898/S - 7 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 12959/0P - 13 maggio 1943 (AUSSME 46/3). 765/S - 14 maggio 1943 (AUSSME 46/3). 21259/0P - 23 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 1023/S - 28 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 51216/0P - 20 giugno 1943 e 1133/S - 14 luglio 1943 (AUSSME 46/3). 955/S - 15 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 1001/S - 23 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 1040/S - 30 giugno 1943 (AUSSME 46/3). 1073/S - 5 luglio 1943 (AUSSME 46/3). 51505/0P - 13 luglio 1943 (AUSSME 46/3). 14982/0P - 18 luglio 1943 (AUSSME 46/3). 1175/S - 23 luglio 1943 (AUSSME 46/3).


LA SlTUAZIONE lNTERNA TEDESCA

NELLA PRIMA VERA-EST ATE 1943

La Germania si sta approssimando al compimento del quarto anno di guerra. È naturale che il suo prolungarsi abbia portato a un logoramento di forze e a conseguenti manifestazioni di stanchezza, i quali - non deve dimenticarsi - sono accompagnati da un parallelo logoramento del nemico. È interessante tentare un esame dell'attuale situazione interna della Germania, particolarmente nel momento in cui si approntano le grandi operazioni del 1943, che saranno forse decisive per le sorti della guerra cn. Allo scoppio del conflitto, il nazionalsocialismo reggeva il paese da poco più di sei anni, termine di tempo troppo breve per consentire lo stabilimento di radici profonde e una vasta penetrazione nelle masse. Tuttavia i grandi successi politici ed economici avevano conseguito la fiducia nel regime. Tale fiducia era basata anche e soprattutto sul potente strumento di guerra rappresentato dalla nuova Wehrmacht; strumento poderoso ma non ancora completo soprattutto per quanto riguarda la marina, in una prospettiva di conflitto contro la più grande potenza marittima del mondo. I successi economici avevano determinato un diffuso stato di benessere, pur limitato da restrizioni alimentari e della libertà individuale. I successi politici e la coscienza della propria forza avevano dato alla nazione la sicurezza nei propri destini. Alla base di questa situazione materiale e spirituale stavano le qualità intrinseche di disciplina e operosità del popolo germanico. Si spiega così la fiduciosa attesa che predominava nelle masse germaniche, anche se non scevra di preoccupazioni per i rischi d'una politica che era sembrata in alcune circostanze alquanto azzardata. Tutto sommato, la Germania avrebbe potuto affrontare con sicurezza una guerra di breve durata e in un quadro limitato; non altrettanto invece un conflitto di lunga durata e contro molteplici potenti avversari. Lo strumento militare, infatti, era organizzato e addestrato per operazioni di rapido corso, del tipo di quelle condotte, per così dire "in bianco" per l'annessione dell'Austria e dei Sudeti e l'occupazione della Cecoslovacchia. Il successo di queste operazioni incruente aveva contribuito ad aumentare la fiducia della nazione nelle sue forze armate. In questa situazione il popolo germanico, pur alquanto incerto sulle fi-


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Il generale Efisio Marras

nalità della guerra, affrontava nel 1939 il grande conflitto nella speranza che avrebbe condotto a una rapida vittoria, base di nuove realizzazioni. Dopo le folgoranti campagne di Polonia, Norvegia e Francia, le prime delusioni furono dclcrminate dal fallimento sostanziale delle operazioni aeree contro l'Inghilterra svolte nell'autunno del 1940. La campagna balcanica nella primavera del 1941 dava nuova fiducia. S'iniziava subito dopo la campagna di Russia, la quale fin dal principio, per la tenace resistenza sovietica, veniva a presentarsi anche alle masse come una dura impresa. Ma le fortissime perdite di uomini e materiali inflitte al nemico davano ancora una volta la misura della potenza mili Lare germanica e conferivano verosimiglianza alla possibilità d'un crollo sovietico. Sopravveniva la dura campagna invernale del 1941-1942, la quale determinava sorpresa e apprensione nelle masse. Superata questa crisi, seguiva la campagna estiva del 1942, la quale, con i suoi successi territoriali, l'occupazione d'importanti obicLLivi economici e il raggiungimento del Caucaso, ha dato all'opinione pubblica tedesca nuove speranze. I primi grandi successi dell'offensiva invernale sovietica, l'isolamento e la distruzione dell'armata germanica di Stalingrado, il ripicgamenlo generale dal Caucaso e dal Don hanno determinato nella popolazione tedesca una nuova crisi, attenuata dalla controffensiva tedesca di marzo. Non hanno mancato d'cscrcilarc la loro influenza sul popolo tedesco le operazioni svoltesi in altri teatri di guerra. Le alterne vicende della guerra in Africa settentrionale, pur in un settore per il quale le masse germaniche hanno scarsa comprensione, hanno avulo risonanza per la partecipazione di forze tedesche e il risalto che s'è voluto dare alla figura di Rommel. L'intervento del Giappone e i suoi grandi successi iniziali sono stati messi in particolare risalto dalla propaganda, anche come diversivo nel duro periodo delle operazioni invernale del 1941-42. Lo sbarco angloamericano nel Nordafrica ha sorpre_so non solo la popolazione, ma anche e soprattutto l'alto comando germanico e ha richiamato e richiama tuttora l'attenzione del popolo tedesco, non senza apprensione per gli ulteriori sviluppi. Le alterne vicende militari hanno pertanto sottoposto la popolazione a dure prove in una guerra di ampie proporzioni e di lunga durata, la quale ha richiesto l'impiego di tutte le forze della nazione e non può non determinare qualche dubbio sui risultati. Il ricordo della prima guerra mondiale ha esercitato grande influenza sulle condizioni di spirito delle masse: troppo evidente appare il ripetersi di alcuni errori. La naturale fredd ezza del temperamento germanico ha attenuato le manifestazioni esteriori delle masse, le quali, come non hanno dimostrato entusiasmo nel momento di grandi successi, così non danno ora segni palesi


La silrwzivne interna tedesca nella primavera-es/aie 1943

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di reazioni di fronle alla lunghezza dalla guerra e ai temporanei insuccessi e mantengono ancora una disciplina che costituisce elemento di forza per la condotta del conflitto. Tuttavia le alterne vicende dalla guerra influiscono sullo spirito del popolo germanico, aggiungendosi al logoramento materiale e morale derivante dai crescenti disagi e dal sacrificio di sangue. La propaganda ha seguito indirizzi contraddiltori: ostinatamente oltimistica anche in situazioni difficili, ha ecceduto poi nel presentare la gravità di alcune situazioni nell'intento di mantenere la tensione dell'opinione pubblica in vista di sforzi più gravi. In definitiva, le masse si sono trovate esposte a un travaglio morale e conseguentemente a un affievolimento della fiducia e quindi della capacità di resistenza. Le condizioni di vita, per quanto riguarda alimentazione e abbigliamento, devono ritenersi soddisfacenti. Pur con le inevitabili differenze tra campagna e città e le possibilità offerte dal mercato nero, sono evitate stridenti disparità di condizioni tra le varie categorie di cittadini. Chi è in grado di fare confronti con la prima guerra mondiale riconosce infalli che le concli7.ioni alimcnlari sono nolcvolmcnlc migliori di quelle che si ebbero nel 1917 e 1918. Si registra un sensibile aumento del costo della vita, salvo che per i generi assegnati con tessera; la rarefazione delle merci ha prodotto un fiorente mercato nero. Il diffondersi del baratto e la generale tendenza a investire somme in preziosi, oggetti d'arte, mobili e suppellettili costituiscono sintomi eloquenti della diminuita fiducia nella moneta. Difficili, invece, le condizioni generali di vita dopo i provvedimenti di mobilitazione integrale, che hanno concentrato tutte le forze disponibili verso la produzione di guerra e posto in crisi molle attività e spesso anche la vita interna delle famiglie. I lunghi orari di lavoro (in media 10 ore giornaliere), l'impegno di tutti i membri validi della ramiglia, i saeril'ici derivanti dallo spostamento della mano d'opera, le preoccupazioni per i figli, spesso sottratti alla famiglia, la scomparsa di molte merci dal mercato, fanno sì che la vita si svolga oggi in Germania in condizioni generalmente gravose, determinando uno stato di disagio materiale e di tensione nervosa, che non può essere prolungato indefinitamente. In questa situazione sono inevitabili malcontenti e fennenti, innocui finché il successo accompagna le operazioni militari, ma pericolosi in caso di gravi insuccessi. Il problema della produzione bellica si presenta sotto il triplice aspetto della mano d'opera, delle materie prime disponibili e dell'organizzazione industriale.


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li generale Efisio Marras

Secondo dati di fonte ufficiosa, i lavoratori impiegati nel febbraio 1942 ammonlavano a 25,6 milioni. 11 numero dei lavoratori tedeschi è certamente diminuito in quest'ultimo anno, specie dopo i provvedi men Li di mobiliLazione integrale; sono invece aumentate le donne; i lavoratori stranieri, secondo recenti dichiarazioni ufficiose, sono attualmente circa 4 milioni (di cui il 300Jo donne); i prigionieri di guerra impiegati nell'economia tedesca dovrebbero essere attualmente circa 2 milioni. In mancanza di claLi precisi sul rendimento della mobilitazione integrale, ma tenuto conto di alcuni dati statistici, si ritiene di non essere lontani dal vero computando il numero totale elci lavorai.ori alt.ualmcnte impiegati in circa 27 milioni. La situazione delle materie prime è soclclisfacenle, meno per quanto riguarda gomma, alluminio, combustibili liquidi, stagno e alcuni correttivi dell'acciaio. La produzione di gomma sintetica è in aumento; si nutrono invece preoccupazioni per la gomma naturale, di cui occorre un minimo per la miscela con i prodotti sintetici. La deficiente produzione di alluminio ha avuto già riflessi sulle costruzioni aeronautiche, nel complesso tuttavia senza assumere finora proporzioni allarmanti. I ,a scarsità d.i carburanti ha pregiudicato in molte circostanze le operazioni. La necessità. di nuove fonti ha orientato lo scorso anno le operazioni offensive verso i giacimenti petroliferi del Caucaso, che sono andati perduti nelle operazioni invernali. Comunque, la produzione di benzina sintetica va progressivamente estendendosi e, ove le operazioni alla fronte russa non assumano carattere di spi~cato movimcnlo, i consumi polrcbbcro essere notevolmente ridotti. Per sopperire alle deficienze di rame, stagno e correttivi dell'acciaio, si ricorre largamcnle a prodotti di sostituzione. La trasformazione dell'organizzazione industriale ai fini bellici è stata dirctLa soprattutto a riduzione dei tipi, razionalizzazione della produzione, sospensione delle lavorazioni non belliche, concenl.rame;:nto delle imprese, semplificazione della struttura organizzativa. Questo procedimento, iniziato in alcune industrie al principio della guerra, è stato poi affrontato radicalmente dal ministro Spcer che esercita attualmente poteri quasi dittatoriali in materia di produzione. La razionalizzazione richiede in alcuni casi trasformazioni sensibili d'impianti. Si ritiene che la semplice riduzione dei tipi possa a umentare la produzione del 15-20%; col concentramento delle imprese si conta di ottenere un incremento del 26%.


La situazione interna tedesca nefla primavera-estate 1943

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Si deve d'altra parte tener conto che l'industria bellica tedesca era stata praticamente già mobilitata gradualmente negli anni che hanno preceduto la guerra per attuare il vasto programma di riarmo: pertanto i margini di aumento conseguibili non potevano essere così ampi come in altri stati. Un altro elemento sfavorevole è rappresentato dai danni inflitti dall'aviazione nemica ad alcune regioni industriali della Germania e dei territori occupati in occidente. Mancano cifre attendibili circa l'aumento della produzione realizzato dopo l'inizio della guerra. È evidente che tale aumento varia a seconda dei materiali, dato che la produzione viene concentrata verso quelli più necessari per le operazioni in corso. Così, ad esempio, era da lungo tempo prevista la trasformazione d'industrie a favore della produzione aeronautica, non appena fosse sistemata la situazione in Russia. I.a produzione mensile ha raggiunto la media di 500 pezzi anticarro, 30 sommergibili e 1200 aerei (questi ultimi diventeranno 5000 nel 1945). Nel complesso, la produzione germanica rimane largamente al di sotto di quella avversaria, anche senza accettare le cifre diffuse dalla propaganda ncmit:a. A questo riguardo, tuttavia, occorre osservare che la qualità tedesca è generalmente superiore, soprattutto a quella sovietica. Per meglio valutare l'al.Lcggiamenl.o delle masse nei riguardi del conflitto, occorre tener conto degli scopi di guerra della Germania: inizialrnent.c, la concezione nazionalistica della liberazione dei gruppi etnici tedeschi sottoposti allo straniero, poi il concetto dello spazio vitale (Lebensraum), successivamente quello dei grandi spazi (Grossraum) e del nuovo ordinarncn lo europeo (Neuordnung). Le tappe successive di quest'evoluzione del pensi ero politico sono state l'annessione dell'Austria, la liberazione dei Sucleti con fori.i nuclei etnici cechi, l'occupazione della Cecoslovacchia, la guerra contro la Polonia, inizio dell'attuale conflitto mondiale. Si tenga anche conlo che, dopo aver sostenuto la necessità di evitare la guerra su due fronti, la Germania s'è trovata impegnata in una guerra su più fronti. Quest'evoluzione cli concezione e di situazioni non poteva essere accessibile alla mcnlalità delle masse, o, meglio, tali cambiamenti erano assimilabili soltanto alla condizione di essere sanzionati dal successo. Mentre teoricamente la Germania mantiene i suoi postulati sulla Neuurdnung, le masse, e con esse molti elementi dirigenti, sentono che la situazione sta portando verso una soluzione di compromesso. Si tenga conto anche dell'influenza esercitata dalle gravi perdite della campagna di Russia, alle quali anche una nazione di grandi tradizioni militari e di freddo temperamento come la Germania non può non essere sensibile. Tulto ciò spiega come, col prolungarsi della guerra, si sia diffuso un


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Tl generale Efisio Marras

senso di preoccupazione e di sfiducia, il quale porta a dubitare della necessità iniziale della guerra, mentre il rivelarsi del pericolo militare sovietico ha posto chiaramente alle masse la necessità di resistere. Così si spiega anche il duro intimo travaglio che si nasconde in questo popolo che disciplinalamcnle prosegue la lolla senza enlusiasmo ma con la persuasione della sua ineluttabilità. Occorre tener conto anche di alcuni fattori di divisione interna, i quali in parte dipendono da clcmenli slorici non ancora eliminali nel processo di unificazione germanica, in parte da alcuni aspetti dalla politica interna nazionalsocialista. Basti accennare alla lotta contro la religione, alla persecuzione degli ebrei, svolta in forme inumane che incontrano l'ost.ilit.à dell e masse, ai contrasti politici interni, inevitabili in un regime che da pochi anni ha assunlo il polere, all'allenlamento dei legami familiari, aggravato dalle particolari circostanze di guerra. Tutti questi sono germi latenti di debolezza, i quali potrebbero rappresentare un pericolo in caso d'insuccesso, sopraltuU.o se una guerra lunga conducesse all'csaurimcnlo. In parLicolar modo richiama l'attenzione l'atteggiamento delle masse operaie. nelle quali non sono stati completamente eliminati alcuni fermenti sovversivi, particolarmente in qualche regione. Né è da trascurare la presenza di masse di lavoratori stranieri e.li non facile controllo. Comunque un imponente apparato di polizia garantisce la sicurezza interna, alla quale contribuisce anche la vasta organizzazione del partito, fornendo con la sua assistenza capillare un prezioso elemento preventivo. Cosicché sembra certo che il fronte interno rimarrà saldo. Soltanto un crollo rniliLarc polrcbbe dcLerrninare il rovescio inlerno e quesLo, daLi gli elementi che sono stati esposti, potrebbe assumere forme pericolose. 11 Fiihrer ha perduto parte del suo prestigio militare e alquanto di quello politico. Ciò è dovuto non soltanto alle vicende della campagna di Russia, ma anche ad alcune solenni affermazioni smentite dai fatti. Egli vive distaccalo, chiuso per lo più nel quartiere generale, a contatto solo con i suoi diretti collaboratori. Ivi chiama a rapporto gli alti comandanti e anche qualche comandante minore che abbia richiamato la sua attenzione. Non risulta che si sia mai mostrato alle lruppe alla fronte russa. I suoi discorsi e i suoi proclami ripetono troppo spesso i medesimi concetti. Si è diffusa perciò l'impressione che il Fuhrer sia isolato, sotto l'inflenza di pochi collaboratori, ai quali si rimprovera di non dire a sufficienza la verità. Ma anche qucsli collaboratori hanno perdulo alquanto del loro ascendente sulle masse. Lo stesso maresciallo Goring, che è indubbiamente il più popolare ed è oggi il successore designato del Fuhrer, ha sofferto dopo il fallimcnlo dell'offensiva aerea conlro l'Inghilterra e dopo i bombar-


I.a situazione interna tedesca nella primavera-es/aie 1943

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damenti aerei sulla Germania. Von Ribbentrop non è popolare e viene considerato il più grave responsabile della condotta politica della guerra. Gobbels non gode di alcun prestigio personale: brilla di luce riflessa e la sua abile retorica non è sufficiente per conferire efficacia alla sua propaganda. Himmler sta dietro le quinte e costituisce un'eminenza grigia, appoggiata al formidabile apparato militare e di polizia rappresentato dalle SS. Vi è chi rimprovera al Fuhrer di non eseguire cambi della guardia, che molti considererebbero salutari, anche per dare all'estero l'impressione d'una revisione di atteggiamenti politici dimostratisi sbagliati. Si sente dire, con sempre maggior frequenza, che occorrerebbe lasciar fare la guerra ai generali. Non si disconoscono al Fuhrer geniali qualità d'intuizione, anche nel campo militare; gli si riconosce anche il grande merito d'aver affrontato e superato con energia situazioni molto critiche, ma si osserva che il suo temperamento appassionato e fanatico si lascia trascinare talvolta da ispirazioni che diventano idee fisse: tale è stata senza dubbio l'ipnosi di Stalingrado. Lo si critica per non aver ascoltato il consiglio di qualche elevato comandante e per aver eliminato anche genera li d'indiscusso valore. Tuttavia si può osservare che alcuni di tali generali sono stati richiamati in funzione, talché non è da escludere che il loro allontanamento sia slal:o realmente determinato da ragioni di salute. Vi è chi accenna a malcontenti che serpeggerebbero nelle elevate gerarchie militari a causa d'idee divergenti circa la condotta della guerra. Forse un certo spirito conservatore, anche se non assume un carattere contrario al nazionalsocialismo, fa tuttavia sì che vengano a malincuore accettate alcune trasformazioni radicali. Comunque il malcontento, se pure esiste, 11011 assume proporzioni degne di rilievo ed è assolutamente privo di conseguenze, perché amor di patria e disciplina, profondamente radicati negli ufficiali germanici, danno assoluta garanzia che nessun atteggiamento sconsiderato verrà a turbare l'azione di chi ha la piena responsabilità della condoll.a della guerra. La Germania rappresenta ancora un organismo solido per il suo potenziale, la sua organizzazione militare, il possesso d'uno strumcnlo di guerra poderoso, le doti sostanziali di organizzazione e di disciplina. La lunghezza della guerra, la durezza dello sforzo e alcuni insuccessi militari hanno inevitabilmente intaccato la sua capacità di resistenza. Gli sviluppi politici e militari hanno determinato nelle masse qualche incertezza nei riguardi degli scopi e della necessità della guerra e hanno fatto perdere la fiducia in una vittoria integrale, quale quella prospettatasi nel 1940, che avrebbe assicurato alla Germania l'egemonia europea. Perciò oggi il desiderio delle masse, e anche quello di molti elementi dirigenti, si po-


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ll generale Efisio Marras

Iarizza verso una pace di compromesso, la quale assicuri alla Germania condizioni soddisfacenti, soprattutto per l'esercizio delle sue insopprimibili funzioni europee. Evidenlcmente il prolungarsi della lotta accresce progressivamenle questo logoramento, la cui valutazione peraltro va comparata al parallelo logoramento delle forze avversarie. La Germania lotterà ancora tenacemente, perché al di sopra delle incertezze determinale dal prolungarsi della guerra stanno il profondo senso paLrioLLico delle masse, l'orgoglio di razza, la coscienza delle proprie qualità militari e anche il timore delle conseguenze inevitabili d'una sconfitta. La Germania si avvia a mettere in campo Lulle le sue forze; questo sforzo non potrebbe essere prolungato eccessivamente, anche perché la sua entità è tale che le conseguenze d'un eventuale insuccesso avrebbero, oltre certi limiti, proporzioni gravissime. Ecco perché la Germania ha bisogno di addivenire a una conclusione entro termini di tempo non troppo lontani. V'è chi pensa che entro i prossimi mesi s'imponga almeno una sistemazione della fronte orientale. V'è chi parla d'una conclusione entro il 1944. La Germania sta lottando duramente per conseguire la vittoria, ma se il successo non potesse coronare i suoi sforzi occorrerebbe che essa non giungesse alla fine in uno stato di logoramento estremo. Alcuni sintomi che oggi s'intravedono lasciano in falli ritenere che in quest'ipotesi sarebbe difficile evitare sviluppi pericolosi non soltanto per la Germania ma per Lulta l'Europa. La caduta della Tunisia ( 13 maggio) è stata assorbita bene dalle masse, sia perché le perdite sono.state decisamente inferiori che a Stalingrado, sia perché non si nutrono preoccupazioni circa la sorte dei prigionieri. Occorre anche considerare la minore comprensione dell'opinione pubblica per questo lontano teatro oltremare in cui si riteneva che la Gen~1ania fosse impegnata ad esclusivo vantaggio dell'Italia rzi. L'attività aerea nemica s'intensifica nel mese di maggio, rivolgendosi in prevalenza contro la regione industriale della Ruhr; anche Berlino viene colpita. Le perdite sono sensibili. La situazione interna può considerarsi nel complesso stazionaria. L'assestamento, dopo i provvedimenti di mobilitazione integrale, si sta compiendo senza eccessive difficoltà. Le condizioni di spirito beneficiano del lungo periodo di calma alla fronte orientale. Nonostante una riduzione della razione alimentare, le condizioni materiali di vita rimangono buone, superiori a quelle della maggior parte dei paesi alleati. La disciplina dimostrata dalla popolazione è constatata con molta soddisfazione negli ambienti dirigenti, soprattutto ricordando il 1918 e no-


La situazione interna tedesca nella primavera-estate 1913

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nostante gli attacchi aerei subiti da alcune regioni. "Con tutto ciò, non si

può negare un senso diffuso di stanchezza e di sfiducia nella vittoria. Le masse si rendono conto della necessità della lotta e della gravità della posta, ma la subiscono con senso di rassegnazione''. A causa dell'intensificazione dei bombardamenti aerei angloamericani, gli abitanti del territorio sopportano oggi il peso principale della guerra (JJ. Le distruzioni e le perdite impongono di alloggiare in zone meno esposte le persone non indispensabili per la produzione bellica. Lo sgombero, volontario, può costituire fattore di tranquillità per i militari e gli operai costretti a rimanere nelle zone minacciate. Marras ritiene '' lecito fare qualche riserva sulla ejjicacia... [della] propaianda sulle masse" <4), volta a sostenere il morale in questa critica situazione. A metà di agosto, la popolazione rimane fortemente impressionata dai bombardamenti di Amburgo, che provocano vaste distruzioni ma soprattutto un numero enorme di vittime (100.000 morti) e di sfollati (oltre un milionc)' 5l. L'impressione è aumentata dai racconti paurosi degli scampati e dalla sensazione d'impotenza di rronlc ai mezzi incendiari nemici, che hanno prodotto crfct:1:i terrificanti. Il ministro Gobbcls ha disposto l'evacuazione da Berlino dei bambini e degli adulti non vincolati a servizi. Nonostante la calma apparen te , regna nella capitale uno stato di grave depressione che il nemico sem bra sfruttare ag li scopi della sua guerra dei nervi , differendo l'azione su Berlino e mantenendone gli abitanti sotto l'incubo della minaccia. In sostanza, pur riconoscendo la resistenza morale e la disciplina finora dimostrate dal popolo tedesco, sembra giunto il momento di porsi la domanda come esso potrà reagire ove bombardamenti del tipo Amburgo dovessero estendersi ai principali centri demografici del Reich. Occorre anche tener conto delle inevitabili ripercussioni sul morale delle truppe alla fronte. L'impotenza delle autorità a fronteggiare il pericolo aereo contribuisce del resto ad aumentare il malumore che serpeggia contro il partito nazista, cosicché taluni esprimono ormai anche apertamente la speranza che Hitler "in qualche modo" si ritiri per facilitare la fine del conflitto. La caduta del fascismo ha avuto riflessi sul nazismo, il quale dispone sì d'una vasta organizzazione di partito, ma non è mai entrato profondamente nelle massc(5). È stato scosso il mito dell'incrollabilità d'un regime totalitario , in un momento in cui malcontento e sfiducia tendono a diffondersi. Il Fiihrer intende reagire contro tali effetti dannosi e, prescindendo eia quanto egli progetti nei riguardi dell'Italia, vuol dare all'opinione pubblica e all'estero l'impressione della solidità ciel potere e ciel perfetto accordo tra forze armate e partito.


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li generare Efisio Marras

All'estero circolano voci sulla costituzione d'una specie di triumvirato formato da Goring, Keitel e Donitz, destinato ad alleviare le responsabilità del Fiihrer. S'è anche parlato di contrasti fra gli alti capi militari: disparità di pareri in un momento critico della guerra possono certamente sussistere, ma non appaiono probabili loro riflessi politici a breve scadenza. Ancor più dubbia appare, da parte di Hitler, un'autolimitazione di poteri, troppo contraria al suo temperamento. Il Fuhrer, d'altra parte, ha proceduto solo in pochi casi a cambi della guardia e quasi esclusivamente nel settore militare (von Brauchitsch, Halder). Himmler, come di consueto, si mantiene nell'ombra, ma ha sotto di sé le SS e il vasto apparato di polizia, contro cui soltanto le forze armate potrebbero avere il sopravvento. Le critiche si rivolgono, in particolare, a von Ribbentrop, considerato il maggiore responsabile della politica di guerra della Germania e forte ostacolo per una soluzione politica del conflitto (6l . In conclusione, "un rovesciamento del regime non appare oggi probabile, anche perché gli avvenimenti in Italia lo hanno messo in guardia ed indotto ad accurate contromisure. Tale situazione peraltro potrebbe modificarsi sotto la pressione terrificante dei bombardamenti aerei che potrebbero avere forti ripercussioni sulla popolazione ed anche sulle truppe alla fronte'' t7J.

(J) 596/S - 4 aprile 1943 (AUSSME 46/3).

(2) (3) (4) (5) (6)

859/S - 31 maggio 1943 '(AUSSME 46/3). 1013/ S - 25 giugno 1943 (AUSSME 46/ 3). 1073/S - 5 luglio 1943 (AUSSME 46/ 3). 1231/S - 13 agosto 1943 (AUSSM E 46/ 3). 1239/ S - 16 agosto 1943 (AUSSMl:i 46/3), ultima comunicazione esistente nella " raccolia" . (7) 1231 /S, dl.


LA CAMPAGNA ESTIVA ALLA FRONTE RUSSA NEL 1943

Sulla fronte russa, i tedeschi, raccorciata e stabilizzata la linea di contatto, mantengono l'idea d'una grande offensiva, anche se alcuni ambienti militari esprimono dubbi sulla possibilità di ottenere risultati decisivi (lJ. È evidente però che il comando germanico non può limitarsi a un atteggiamento puramente difensivo. Il problema essenziale è di commisurare gli obiettivi alle forze disponibili e alle necessità del proseguimenlo della guerra. La grande offensiva perseguirebbe anche scopi politici, in quanlo la Germania vuol fornire a nemici, alleati e neutrali un'immagine di polenza e sicurezza. A parte gli obiettivi da assegnare alle future operazioni, parlicolare attenzione è dedicata alla costituzione di adeguate riserve operalive e all'incremento dell'aviazione, ormai in stato d'inferiorità, e della produzione bellica generale. I recenti provvedimenti di mobilitazione integrale slanno ottenendo risullati positivi. L'azione politica germanica s'è indirizzata, nel mese di aprile, verso colloqui bilaterali con capi di stato e di governo alleati, duce compreso. L'intenzione è di rafforzare la fiducia degli alleati, consolidare il fronte interno europeo e, soprattutto, ollcnere il massimo contributo di unilà combattenti, rorze lavoratrici e risorse. Non sembra, peraltro, che la Germania abbia percepito l'ulilità di chiarire i propri scopi di guerra e fornire precisazioni sul nuovo ordinamento europeo, come pure la necessità di allentare talune siluazioni rese acute dalla politica di occupazione. Secondo un ufficiale di stato maggiore in condizione d'essere bene informato, il numero atluale delle divisioni è di 405, anziché di 327 come uf ricialmente comunicato<2J. Al momento attuale, le grandi unità sono di tipi assai vari, buona parte con formazione binaria: si spiegherebbe così l'ingente aumento del loro numero. A quelle già note (di fanteria, da montagna, corazzate, motorizzate, leggere), si aggiungono ora le divisioni cacciatori (di mezza montagna) e quelle campali di aeronautica (Luftwaffe-Felddivision), da non confondere, queste ultime, con le divisioni da sbarco aereo (Luftlandedivision). Le prime sono divisioni di fanteria binarie; le seconde comprendono personale giovane dell'artiglieria contraerei e dei servizi a terra dell'aeronautica e dispongono in larga misura d'armamenlo contraerei. Portano l'uniforme dell'aeronautica ma dipendono per l'impiego dall'esercito;


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TI generale Efisio Marr(IS

attualmente nel numero di 22, si sono dimostrate finora inferiori come addestramento alle grandi unità dell'esercito. Sono poi da considerare divisioni corazzate le grandi unità scelte Adolj Hitler, Reù:h, Totenkopf(formanti un corpo d'armata SS), Grossdeutschland, Hermann Goring. Hanno particolare costituzione e armamento scelto le circa 20 divisioni SS, in gran parte corazzate e motorizzate. Le SS dispongono anche d'una divisione da montagna autotrasportata, ora dislocata in Finlandia, la quale possiede gli automezzi anche per le salmerie. Altra divisione da montagna SS è la Prinz Eugen, dislocata nei Balcani. Esiste infine una divisione di cavalleria, formata con personale delle SS.. Alla fronte sovietica sono impegnate 34 divisioni alleate (15 finlandesi, 9 ungheresi, 8 romene, una slovacca, una spagnola). Reparti di stranieri di entità non superiore al reggimento inquadrano francesi , norvegesi, fiamminghi e valloni. Con l'eccezione dei primi, vestono l'uniforme delle SS. Le forze tedesche sono in aumento in Norvegia e sulla fronte occidentale, nel timore di sbarchi nemici. All'est, sono diminuite a 233 divisioni, ma in compenso la fronte s'è accorciata di circa 1000 km. I.e 34 divisioni dislocale nel territorio rappresenterebbero una riserva generale. Verso la fine di maggio, si è ancora in una fase di allcsa e preparazione\ Solo in corrispondenza della testa di ponte del Kuban i sovietici tentano di ricacciare il nemico oltre lo stretto di Kerc, mentre i tedeschi difendono a oltranza quelle ultime posizioni sulla sponda caucasica. Intensa, viceversa, l'attività aerea sovietica· contro centri di comunicazione e basi logistiche; la reazione aerea tedesca s'è concentrata sulla testa di ponte del Kuban e sulle riserve avversarie. Particolare sviluppo ha avuto negli ultimi tempi l'azione dei partigiani nelle retrovie. Contro di loro sono impiegate Sicherheitsdivision germaniche e le divisioni di occupazione ungheresi e slovacca: nono~tante risultati di qualche enti Là, non è da sperare che la minaccia possa considerarsi eliminata. Mentre si attende che il comando germanico prenda l'iniziativa per un'azione offensiva, ufficiosamente si richiama l'attenzione su analoghi preparativi sovietici. Sono segnalati infatti grandi concentramenti di unità comprendenti carri armali, armi pesanti e molta artiglieria e la costituzione di grossi depositi di materiali, munizioni e rifornimenti in genere: il tutto, nella regione a sud di Mosca, nel saliente sovietico di Kursk e in corrispondenza della testa di ponte del Kuban. Si può ipotizzare che il nemico intenda rimettere piede in Crimea ed eliminare il saliente tedesco di Ori61, in quest'ultimo caso con una manovra a tenaglia intesa ad avvolgere cospicue forze germaniche. In sostanza, un disegno analogo a quello progettato lo scorso anno (e fallito) contro la penisola di Kerc e nel settore di Charkov.


I.a campagna estiva alfa fronte russa nel 1943

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Nei mesi passati s'è parlato d'un'operazionc offensiva germanica in grande stile: ora sono sempre più concordi le voci secondo cui il comando tedesco si limiterebbe ad azioni di minore portata, aventi come possibili obiettivi l'eliminazione del saliente sovietico di Kursk o anche l'occupazione di Leningrado. Ma non è da escludere che l'iniziativa nemica d'una grande operazione offra al comando germanico la desiderata occasione di agganciare e annientare consistenti forze avversarie. L'entità delle forze sovietiche era valutata agl'inizi di aprile in 330 divisioni, 170 brigate di fanteria, 90 brigate corazzate e 47 reggimenti corazzati autonomi (4J_ L'aviazione, dopo i rinforzi angloamericani, disporrebbe complessivamente di 9.000 apparecchi . È presumibile altresì che gli angloamericani confidino in un forte impegno delle forze tedesche prima di aprire una seconda fronte continentale: altra ragione certo non estranea al ritardo delle operazioni germaniche, nonostante l'andamento eccezionalmente favorevole della stagione. In un rapporto del 7 giugno, riguardante il resoconto d'un colloquio con Keitel relativo a mancate forniture all'Italia di carbone e di ferro, Marras ha l'occasione di tratteggiare <.:on a<.:u me il comportamento del maresciallo(5>:

... "[Dal colloquio] risulta come poca speranza si possa riporre in un 'azione energica personale del maresciallo Keitel. Non trovano qui posto considerazioni circa il modo come si esplicano le funzioni e quale sia l'ir~fluenza di questa alta personalità militare che dall'inizio della guerra vive nel grande cono di luce proiettato dal Fuhrer. Si può tuttavia considerare che l 'azione del maresciallo Keitel nei riguardi del ministro von Ribbentrop e <lei ministro Speer, che sono oggi astri di prima grandezza, sarà certamente improntata a molta cautela e a criteri di opportunità". Particolare attenzione viene dedi<.:ata in giugno all'Italia (6>. Le possibilità di resistenza della nazione alleata dopo la perdita della Tunisia costituiscono argomento di riflessione e qualche dubbio affiora anche nei riguardi del suo atteggiamento. La stampa riconosce pienamente il peso e i sacrifici che l'Italia ha sopportato. Ne viene messo in evidenza il Fermo contegno, concludendo çhc anche questa volta la fiducia della Germania e dell'Europa nell'Italia prevarrà sulle errate valutazioni inglesi. Le forze germaniche alla fron te orientale, nella terza decade di giugno, hanno assunto lo schieramento previsto per le operazioni estive<1l . Questo sembra gravitare in corrispondenza del saliente di Ori61, tenacemente difeso durante l'inverno e destinato a importanti fun zioni sia per operazioni offensive in direzione di Mosca e contro il saliente sovietico di Kursk, sia


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Il generale Efisio Marras

per una manovra difensivo-offensiva in caso di attacco avversario. Altra zona di gravitazione può essere individuata nel bacino del Doniétz. Molti indizi lasciano fondatamente presumere che i progetti operativi tedeschi si siano sensibilmente modificati dopo la fine dell'inverno, in corrispondenza dell'evoluzione della situazione generale. Anche se il comando germanico non ha mai avuto l'intenzione di svolgere quesl'anno alla front.e russa un'offensiva di grandi proporzioni, come per ragioni polilichc si è voluto far credere, si deve tuttavia rilcnere che sia stata considerata la possibilità di svolgere, con largo impiego di forze corazzate e motorizzate, operazioni offensive in un settore non troppo ampio, ma con ritmo molto celere, allo scopo di agganciare e annientare forti masse sovietiche. Operazioni di tal genere possono presentarsi in direzione di Mosca e in corrispondenza del saliente sovietico di Kursk, sfruttando il possesso dell'importante bastione costituito dalla zona di Orio!. Questi intendimenti probabilmente sussistono ancora, ma i cambiamenti inlcrvcnuti nella situazione generale sembrano aver consigliato al comando tedesco una linea d'azione molto cauta. Gli clementi principali che hanno influito su questa determinazione possono essere i seguenti: - la perdita della Tunisia e la conseguente necessità di vincolare forze germaniche, specie aeree, in altri settori; - l'inatteso notevole incremento dell'aviazione sovietica, la quale ha intensificato la sua alliv.ilà, svolgendo anche azioni a massa sulle retrovie; - l'incertezza sullo schieramento e sugl'intendimenti operativi sovietici. Non sembra che i sovietici abbiano interesse a svolgere un'operazione offensiva durante l'estate, salvo che non si presenli una favorevole occasione in qualche settore. Gli appelli russi alle potenze occidentali per la costituzione d'una seconda fronlc continentale sono più che mai pressanti e il recente anniversario dell'entrata in guerra ha fornilo un'occasione per rinnovare tale appello. I sovietici hanno interesse che almeno sessanta divisioni germaniche attualmente schierate alla fronte russa siano spostate in altri settori. Le operazioni alla fronte sovietica mantengono il carattere generale di stasi, che ormai si prolunga da molto tempo. Tuttavia i russi premono ancora forlemente sulla testa di ponte del Kuban, impegnandovi forze notevoli, una trentina di divisioni secondo nolizie di fonte turca. La difesa di questa testa di ponte ha imposto non soltanto all'attaccante ma anche al difensore un logoramento particolarmente forte per l'aviazione. Vi è chi critica la decisione di mantenere ad ogni costo quella testa di ponte: la sua perdita, peraltro, porterebbe la minaccia sovietica a contatto della Crimea, bastione meridionale dell'intera front~. Tuttavia, non si può non rilevare come i mezzi logorati sul Kuban avrebbero potuto essere più utilmente


La campagna estiva alla fronte russa nel 1943

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impegnati per prolungare la difesa della test.a di ponle tunisina, assai più importante ai fini della condotta generale della guerra. Nel complesso, si può concludere che il comando germanico, pur avendo predisposto alcune operazioni offensive, non ritiene ancora matura la situazione per passare all'esecuzione: l'attuale situazione di attesa potrebbe perciò prolungarsi. Essenziale è mantenere il possesso delle zone attualmente occupate e soprattutto garantirsi per il prossimo inverno. Il 5 luglio, dopo oltre tre mesi di calma quasi assoluta, con l'eccezione della testa di ponte del Kuban, è cominciala una grande battaglia, di cui ciascuna delle due parli allribuisce all'altra l'iniziativa <8). Lo scenario è rappresentato dal saliente sovietico di Kursk, ampio alla base 200 km e profondo 120. Il saliente è fiancheggiato dai due robusti bastioni tedeschi di Ori6l e di Charkov. Le operazioni assumono il carattere di grande battaglia di materiaii<9l. Una lenta avanzata germanica nella regione di Bielgorod verso Kursk ha raggiunto una profondità di circa 50 km. Vi è qualche indizio di offensiva sovietica contro il vertice del saliente tedesco di Ori61, forse allo scopo di alleggerire la pressione tedesca nella zona di Bielgorod. Lo sbarco anglo-americano in Sicilia, accolto con sorpresa e preoccupazione, ripropone il quesito se non sarebbe stato opportuno mantenere un allcggiamento difensivo in Russia e proiettare, viceversa, in Italia una maggior quantità di forze, specie di aviazione. Le operazioni a lla fronte russa hanno "ipnotizzato" l'alt.o comando germanico, impedendogli una giusta valutazione del teatro mcdi Lerraneo nella condotta generale della guerra 110>. La situazione al termine dell'inverno era tale da richiedere invece un al.tento esame del rapporto tra fronte orientale e Mediterraneo, per addivenire a una conveniente ripartizione di forze, a un miglior coordinamento delle operazioni e, soprattutto, alla costituzione di adeguate riserve operative. Tale situazione, ben chiara al comando supremo italiano, non è stata valutata né giustamente né tempestivamente dai tedeschi. Le truppe, i materiali, l'aviazione logorati per la difesa della testa di ponte del Kuban sarebbero stati assai più utili in Tunisia, settore molto più importante ai fini della condotta generale del conflitto. "L'alto comando germanico ha commesso in questa guerra alcuni gravi errori nella valutazione del nemico e della situazione e ha subito ripetute sorprese. Esso andrà incontro a nuove sorprese se non saprà distaccarasi dai preconcetti che gravano su alcune valutazioni e raggiungere una visione più realistica e più equilibrala della situazione su un piano più elevato di quello dei propri interessi immediati'' (JOJ. A partire dal 13 luglio, l'avanzata germanica è arginata dall'intervento


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li generale Efisio Marras

delle riserve avversarie< 11 >. Contemporaneamente, i sovietici assumono l'iniziativa con operazioni offensive di grande entità volte a recidere il saliente tedesco di Ori61, conseguendo buoni risultati. Da parte tedesca si mette in risalto che le operazioni germaniche non si proponevano né di conquistare obiettivi territoriali né d'infliggere massicce perdite all'avversario; scopo essenziale è stato quello di sconvolgere i disegni operativi sovietici e d'imporre al nemico la propria iniziativa. Comunque il comando germanico abbia concepito tali operazioni, si deve obiettivamente riconoscere che i risultati appaiono finora limitati, soprattutto se paragonati a quelli del passato. Ciò, anche se sono state impegnate le migliori grandi unità corazzate disponibili (corpo d'armata SS e divisione Grossdeu tschland). In questo momento l' iniziativa sembra passata ai sovietici e il bilancio delle operazioni potrebbe chiudersi sfavorevolmente, a meno che l'azione nemica non offra l'occasione, come già s'è verificato in passato, d'una proficua contromanovra. A metà agosto, è possibile fare un bilancio della grande battag!ia(12>. L'offensiva contro il saliente sovietico di Kursk è sostanzialmente fallita e ha offerto occasione al nemico di sferrare a sua volta un'offensiva, evidentemente già predisposta, con grande impiego di forze e di materiali. l tedeschi hanno perduto il saliente di Orio! e il terreno conquistato nella zona di Bielgorod. È prematuro valutare se i russi saranno in condizioni di tagliare fuori il bacino del Doniét:z, obiettivo fallito lo scorso inverno . In ogni caso, la situazione germanica richiede molta attenzione data anche la evidente scarsità di riserve e la rarefazione delle forze in alcuni settori della fronte. È anche da considerare il fatto che l'intensa attività aerea sovietica vincola l' aviazione germanica. Mancano elementi per giudicare quale fondamento abbiano alcune notizie circa una presunta intenzione del comando germanico di ripiegare sul Nipro. Al riguardo, si può ricordare che il Fiihrer stesso osservò in passato che la linea più economica sarebbe rappresentata dal tracciato generale RigaOdessa, che imporrebbe peraltro gravi rinunce, compreso l'abbandono del Golfo di Finlandia. I successi ottenuti per la prima volta dai sovietici durante una campagna estiva contribuiscono a dclcrminare forti preoccupazioni nelle masse, specialmente dopo gl'insuccessi già registrati nel corso di quest 'anno.


La campagna estiva alla fronte russa nel 1943

(I) 680/S - 29 aprile 1943 (AUSSME 46/3).

(2) 685/S - 29 aprile 1943 (AUSSME 46/3). (3) 825/S - 23 maggio 1943 (AUSSME 48/4). (4) 859/S - 31 maggio 1943 (AUSSME 46/3). (5) 894/S - 7 giugno 1943 (AUSSME 44/14). (6) 955/S - 15 giugno 1943 (AUSSME 46/3). (7) 1001/S - 23 giugno 1943 (AUSSME 46/3). (8) 1096/S - 8 luglio 1943 (J\USSME 48/ 4). (9) 1115/S - 12 luglio 1943 (AUSSME 46/3) . (10) 1 LB/S - 14 luglio 1943 (AUSSME 46/3). (Il) 1152/S - 17 luglio 1943 (AUSSME 48/4). (12) 1231/S - 13 agos!o 1943 (AUSSME 46/3).

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GLI ATTRITI FINALI

Il 13 luglio, Mussolini invia a Marras un messaggio per il Fiihrer: non si potrà tenere la Sicilia senza un rinforzo tedesco di apparecchi da cacciall1• Il generale "parla a lungo della necessità di palesare a Roma, senza più un minuto di ritardo, i pericoli ai quali siamo esposti: alla di5jatta seguirà l'immediata occupazione germanica ed il prolungamento della guerra in ter2l. I tedeschi, lasciandoci senza aiuti a combattere in conritorio italianu" < dizioni disperate, mirano a provocare in Italia un collasso per instaurare un nuovo governo ad essi del tut:l.o ligio e a occupare successivamente il nostro paese per trasformarlo in campo di battaglia, onde ritardare l'invasione della Germania. Il 18 luglio, gl'intendimenti tedeschi in Italia si concretano nella difesa manovrata lungo la penisola italiana, con irrigidimento sulla linea del Po. Marras dichiara che, di fronte a questa eventualità, Mussolini, volente o nolente, sarà. ora costretto a uscire dalla guerra l-') . Nel frattempo, le divisioni tedesche in Ita lia manovrano senza render conto ai comandi italiani, nell'intento evidente di predisporre l'esecuzione del loro piano. Marras cerca spiegazioni al quartier generale: qui, in assenza di Keitel partito con Hitler per il convegno di Felt:re (19 luglio), il generale Jodl assicura che dopo il 10 luglio sono stati inviati in Italia sette gruppi d'aviazione (250 apparecchi) <4 > e altri rinforzi saranno tratti dalla fronte occidentale. La situazione russa non consente infatti di sottrarre alcuna unità, né terrestre né aerea l5J_ Occorre difendere a ogni costo l'Italia peninsulare e l'estremità. noni-orientale della Sicilia: sono prevedibili nuove operazioni di sbarco avversarie nella penisola salentina o in Sardegna o sulle coste occidentali della Balcania. Marras riceve l'impressione che 1'OK 11'.' tenda ad assumere la direzione effettiva delle operazioni in Italia. Tornato a Berlino, egli è preoccupato dei frammenti di notizie che l'ambasciatore Alfieri ha portato da Feltre. "Teme che Mussolini, sentendosi mancare il terreno sotto i piedi e non trovando il coraggio di sganciarsi, abbia preso con Hitler delle decisioni di estrema gravità, consegnando l'ltalia, legata mani e piedi, alla Germania"<r.J. L'ambasciatore Alfieri è convocato a Roma per una seduta del gran consiglio del fascismo, indetta per la sera del 24 luglio. Egli sarà tra i firmatari dell'ordine del giorno Grandi che porterà alla caduta di Mussolini e all'as-


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Il generale Efisio Morras

sunzione delle responsabilità di governo da parte del maresciallo Badoglio. Alfieri non fa più ritorno a Berlino: avendo rappresentato il governo fascista, ritiene di non poter farlo per un governo opposto; come suo successore, fa il nome di Marras, "che parla molto bene il tedesco, è perfettamente orientato su ogni questione e, pur avendo mantenuto, come era naturale, buoni rapporti personali con i tedeschi, ha sempre dimostrato una dignitosa e coraggiosa indipendenza"(?). Secondo Guariglia, ministro degli esteri del nuovo governo, appunto per questo i tedeschi non darebbero il loro gradimento. A Berlino, nel frattempo (ore 21 del 28 luglio), giunge un telegramma del maresciallo Badoglio per il Fiihrer: riafferma la volontà di guerra dell'Italia e prega di concedere udienza al generale Marras, da lui incaricato di una missione< 8l. ln un autografo in data 8 novembre 1972 l')J, Marras ricorda a questo proposito: "La relazione sul colluquiu [con Hitler] fu da me fatta verbalmente al maresciallo Badoglio. li consigliere /_anza mi accompagnò su mia richiesta affinché sondasse l'ambiente. Da quesfo colloquio derivò l'incon fro di Tarvisio. li colloquio acquisfò particolare aspetto per la diffidenza e il risentimento mal represso di Hitler<H>J, che dovetti interrompere più volte nel suo monologo per e,worgli completamente quanto il maresciallo Radoglio mi aveva incaricato di dirgli ... Sul mio colloquio sono state pubblicate su giornali e su qualche libro versioni immaginarie e diverse. Quanto ha pubblicato l'altuale ambasciatore Lanza ... è il più vicino alta realtà". Lasciamo allora la parola a Lanza ! P 11. Scopo della missione di Marras è di prendere contatto col Fiihrer dopo il mulamenlo di governo, rileggergli la lettera scritta da Mussolini a Badoglio subito dopo le dimissioni, trattare il ritiro della nostra 4" armata dalla Francia e, da ultimo, chiedere a Hitler d'incontrare il re, ma in territorio italiano. Marras appare assai poco tranquillo sulla situazione italiana: ritiene probabile un colpo di mano tedesco per impossessarsi del re, del principe ereditario e di Badoglio. A Raslcnburg, i due sono ricevuti anzitutto dal generale Jodl. Si tratta d'un equivoco: i tedeschi credevano che Marras dovesse semplicemente consegnare un messaggio e trattare questioni militari; sono stupiti che egli chieda un colloquio di carati.ere polilico. Il fallo che un generale si occupi di politica li ha evidentemente insospettiti; non pensano che la nostra ambasciata a Berlino è rimasta senza titolare. Il colloquio con il Fiihrer è fissato per l' indomani, 30 luglio, alle ore 11. I due italiani sono sottoposti a stretta sorveglianza: da notizie più tardi raccolte e dalle stesse dichiarazioni del Fiihrer dopo l'armistizio ilaliano, s'è appreso che i tedeschi avevano sospettato un loro attentato< 12>.


Gli allrili finali

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Per quanto riguarda la parte essenziale del colloquio, Hitler non pensa, in questo momento, d'incontrare il re, ma ritiene utile un esame della siluazione politica e militare da parte dei ministri degli esteri e dei capi di stato maggiore generale. È evidente il suo atteggiamento di attesa nei riguardi degli sviluppi della situazione interna in Italia che non gli appare né chiara né sicura. Contemporaneamente, Marras ha l'impressione che il Fiihrer, rendendosi conto elci grave pericolo che rappresenterebbe per la Germania la perdita del contributo italiano, sia per sviluppi interni sia per l'azione del nemico, intenda preparare tutte le misure per fronteggiare tale ipotesi. Durante la conversazione, durata tre quarti d'ora, il Fiihrer ha dimostrato una calma, una compostezza e anche una cordialità superiori all'attesa, data la situazione. Egli ha dal.o l'impressione: - d'attendere gli sviluppi della situazione in Italia, per orientarsi circa l'atl.cggiamento definitivo italiano e i provvedimenti da prendere; - di nutrire sospclt.i e cercare di guadagnar tempo, per predisporre le eventuali contromisure; - di considerare i risultati del successivo incontro determinanti per un'immediata presa di posizione e un intervento della Germania . Ribbcntrop e Keitel si dichiarano pronti ad incontrarsi con Guariglia e Ambrosia a partire dalla metà della scltim ana seguente. Rientrato in aereo a Berlino, Marras riparte per Roma il mattimo successivo (31 luglio) portando con sé i rapporti preparati nella noli.e insicrm: con Lanza. "Molle congetture vengono fatte circa la nomina del successore di A lfieri. Occorre un generale! Taluni pensano a Roatfa. Si parla insisfentemente di Marras. Sarebbe un 'ottima sce/fa, data la perfetta conoscenza che egf; possiede degli uomini e de/l'ambiente; l'altissimo spirito patriottico che lo anima, la sua intelligenza e duttilità non comuni, ed infine l'orientamento del suo pensiero perfettamente infonalo alle necessità di queste tragiche ore. Si accenna anche al generale Pariani, ma nessuno di noi lavorerebbe volentieri con questo strano individuo. Comunque, i/futuro ambasciafore d'ltalia a Berlino, a parte la indubbia brevità della missione che lo attende, non avrà certo un facile compito. Le evidenti esitazioni di Roma a procedere a questa nomina (che fornirebbe ai tedeschi una tranquillante prova formale di buone intenzioni), sono sin froppo significative, e non giovano certo al difficile gioco che dovremo svolgere. Per il momento hanno nominato un incaricato d'affari nella persona di un ministro plenipotenziario''. Si tratta di Delfino Rogeri cli Villanova <13), che giunge a Berlino il 3 agosto, in tempo per sentirsi annunciare che l'incontro fra Ribbentrop e Guariglia avrà luogo il giorno 6 a Tarvisio. A Roma, prima della partenza per Tarvisio, s'era discussa la nomina


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Il generale Efisio Marras

del nuovo ambasciatore a Berlino. Marras sarebbe stata certo una scelta felice, ma si temeva un rifiuto tedesco, sia perché i sentimenti ostili del generale dovevano esser noti, sia anche perché era opportuno mandare un militare che avesse ricoperto in Italia incarichi importanti per poter acquistarsi prestigio in Germania. Fu proposto pertanto il generale Roatta, capo di stato maggiore dell'esercito, che ricevette il gradimento tedesco. Successivamente, però, Ambrosio non ritenne più possibile allontanarlo da Roma: il nuovo prescelto fu il generale Pariani, luogotenente del re in Albania, che però ritardò la partenza e così non giunse mai a Berlino <14>_ Nella riunione di Tarvisio viene notificato ai tedeschi che il comando supremo italiano ha preso la decisione di richiamare in patria la 4a armata dalla Francia e un corpo d'armata su tre divisioni dal territorio slovenocroato. Ragioni che hanno motivato la decisione: necessità di rafforzare la difesa del territorio metropolitano, integrare lo schieramento delle divisioni germaniche in Italia al fine di difendere l'intero territorio nazionale, affidare la difesa per motivi politici e morali non soltanto alle truppe alleate ma anche e soprallulto ai soldati italiani.

Il governo italiano manifesta una fretta straordinaria d'iniziare il ritiro delle grandi unità; un telegramma del 10 agosto(i s) ordina di prender contatto con i competenti organi politici e militari tedeschi per confermare la decisione e metterla senz'altro in pratica. "Ci rendiamo conio" - scrive il ministro degli esteri Guariglia - "che lq sgombero di tali forze importa problemi e questioni anche di carattere politico, ... ma abbiamo fiducia che si potrà risolvere il tulio nel modo più soddisfacente per ambo le parti''. L'incaricato d'affari riferisce al ministro degli esteri tedesco e Marras all'OKW< 16>. Questo, nel rispondere di aver preso conoscenza della decisione italiana, si dichiara pronto, senza pregiudizio delle eventuali decisioni d'ordine politico, a discutere l'attuazione dei movimenti, ma ritiene urgente e necessario trattare anche la futura condotta delle operazioni e l'organizzazione del comando per la difesa dell'llalia, pilastro meridionale della fortezza europea <17l. Incaricati delle conversazioni: maresciallo Rommel e generale Jodl. Località e data proposte: Reggio Emilia, 14 agosto. Perché proprio Reggio Emilia? Lo spiega Marras< 181 : lì è dislocata la Leibstandarte e i tedeschi, che non si sentono troppo sicuri sul suolo italiano, vogliono trovarsi in mezzo ad elementi fidati. Si concorda poi la riunione per il 15 agosto a Bologna 0 91• Marras suggerisce che "chiarimento situazione et intendimenti operativi germanici in raffronto con condo/la operazioni fronte italiana potrebbe fornire utili argomenti per raggiungere più ampia partecipazione nostre/orze al difesa territorio italiano et per contenere contributo


Gli attriti finali

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germanico entro limiti imposti da pure necessità militari escludendo obiettivi politici quali esso sembra almeno in parte proporsi" <20>. Contemporaneamente, le truppe germaniche tentano d'installarsi in Alto Adige, mascherando le loro intenzioni d'intervento in Italia con motivazioni di carattere tecnico-operativo (difesa contraerei e terrestre, sorveglianza contro azioni di paracadutisti e alianti, installazione di officine). li comando supremo italiano pone il veto, anche perché non ne era stato accennato ncll 'incontro di Tarvisio <21 J. Il 13 agosto Marras scrive direttamente al capo di stato maggiore generale<22J: la lettera è riportata nella sua interezza. "Sono lecite molte preoccupazioni nei riguardi degli intendimenti della Germania verso l'Italia. Per ragioni evidenti e soprattutto per i r(flessi sul prestigio e sulla compagine del partito nazista, come pure per le ripercussioni all'estero, la caduta del fascismo rappresenta un grave colpo per Hitler. Si può spiegare come egli abbia interesse a neutralizzaarlo possibilmente mediante la restaurazione di un governo pseudofascista in Italia. Anche se sono evidenti gli inconvenienti gravissimi, pur nell'interesse della Germania, che presenterebbe tale restaurazione, il temperamento personale del F'iihrer ed i sentimenti di vendetta che molto spesso hanno guidato la sua azione nel passato. rendono necessario di tenere presente l'eventualità su accennata. L 'atteggiamento tenuto nel recente convegno di Tarvisio, il modo col quale si sia compiendo l'invio dei rinforzi in Italia, le richieste varie fatte dalla parte germanica in questi giorni danno la netta impressione che fa Germania tenda a guadagnare tempo per assicurare il suo controllo militare e successivamente quello politico sull'Italia. Il governo tedesco manifesta nettamente la sua d(ffidenza nei riguardi del maresciallo Badoglio, il cui governo esso procura di ignorare per quanto possibile, riservandosi piena libertà d'azione per l'avvenire. Mi risulta da buona fonte che disposizioni sono state date per preparare il materiale per una campagna di propaganda contro il maresciallo Badoglio, da scatenare al momento opportuno. Le opinioni delle masse nei riguardi della caduta delfascismo sono, come ho già riferito, molto divise. Se alcuni vedono nei recenti avvenimenti il pericolo di un distacco dell'Italia, altri non nascondono la speranza che eventi analoghi si ver(fichino in Germania. Comunque gli elementi dirigenti del partito sono fortemente risentiti. Alcuni elementi estremi, oltre arichiedere l'assunzione della difesa dell'Italia o meglio l 'organizzazione della linea appenninica ligure-tosco-emiliana, parlano della occupazione dell'Italia settentrionale, della presa di ostaggi e del trasporto in Germania o altrove di tutti gli elementi utili. Anche se queste idee estremiste non possono


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li generale 1.!:fisio Marras

venire generalizzate, non si può nascondere l'impressione che i provvedimenti militari in corso da parte della Germania verso l'Italia assumono qualche aspetto di Strafexpedition. La gravità di questa situazione aumenta, naturalmente, a misura che i rinforzi germanici penetrano in Italia. È da attendersi che il linguaggio tedesco assuma parallelamente un tono sempre più forte. Non espongo certamente elementi nuovi a V.E.. Ho ritenuto soltanto opportuno informare che la situazione vista di qui conferma purtroppo le valutazioni fatte a Roma ora è qualche giorno. Mi rendo perfettamente conto che, se è facile constatare questa situazione, è altrettanto dijficile porvi rimedio, anche perché essa è dominata dai rapporti di forza e da necessità di carattere politico. Si può soltanto aggiungere che col rinforza rapido delle truppe tedesche in llalia viene a diminuire di giorno in ?,iorno la nostra libertà d'azione. Si può infine anche osservare che la situazione ?,enerafe presenta da parte della Germania notevoli elementi di incertezza i quali potrebbero dare agli avvenimenti un orienlamentn nuovo se non del tutto imprevisto e in qualche caso facilitare la soluzione del problema italiano. Alludo all'offensiva incendiaria contro i grandi centri del Reich, alle operazioni al/a.fronte russa, all'e ventualità di un grande sbarc:o anglo-americano nei Balcani o in Francia". Alle ore 16.20 del 14 agosto 1943, Marras comunica che ad Innsbruck si stanno concentrando grandi unità destinate in Italia. "Rilevasi tendenza rinforzare occupazione Italia oltre misure previste" <23>. Le vicende successive sono narrate da Lanza. Mercoledì 8 scltembre: ."Atlorno a/l'ambasciata non abbiamo osservato, fino a questo momento, alcun particolare servizio di vigilanza. A poco a poco le carte scompaiono nei trincia/ogfi o nella stufa. Forse faremo in tempo. Non riusciamo a comprendere per quale motivo i tedeschi, questa volta, abbiano tanto tardato a mettere le mani sugli archivi della nostra rappresentanza. Sapessero che bei bocconi si lasciano scappar di mano ... ". Giovedì 29 settembreC24>: "Stamane alle 4 tutte le carte ed i cifrari erano ridotti ad un mucchio di cenere. Ormai la Gestapo può venire: non troverà assolutamente più nulla di interessante!" . I membri dell'ambasciata italiana, partiti da Berlino con alcune centinaia di connazionali il 9 e 10 settembre, vengono fermati in una piccola stazione della Baviera per qualche giorno, sotto la severa sorveglianza di una squadra di SS armate<25 )_ Durante questa lunga sosta, il generale Marras, l'ammiraglio de Angelis (addetto navale) ed il colonnello pilota Teucci (addetto aeronautico), per quanto coperti dall'immunità diplomatica, sono tratti in arresto dalla Gestapo.


Gli attriti finali

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Marras fa risalire il suo arresto al colloquio con il Fuhrer il 30 luglio, per incarico del maresciallo Badoglio. Keitel e Jodl "hanno con Himmler montato l'affare", Canaris e i suoi hanno "preparato falso documento attribuito afonte britannica": così Marras sinlet.izza la vicenda in una pagina filla di nomi scritta in prigionia (il documento è in possesso della signora Maria Pia Marras Orlando, figlia del generale). Nei dintorni di Berlino erano stati rinvenuti volantini nemici dal Lit.o.lo: "Notizie per le truppe, agosto 1943 - Pace in vista", che riportavano sulla facciata posteriore una pretesa relazione di Marras che concludeva: "La Germania non è in grado di continuare la guerra per più di sei mesi''. Hitler personalmente ordina di processare l'addetto militare italianoC26l. Secondo l'autorità di polizia, "la relazione ha injluito in maniera determinante suite decisioni che hanno portato alla caduta di Mussolini< 21>. È da supporre che le cosiddette prove della colpevolezza di Marras, presentate al processo, non siano slale rilenul.e tali nemmeno da giudici prevenuti e istituzionalmente ostili all'imputato. Esempi di queste "prove" <28l : - dall'addetto navale tedesco a Roma: "La consorte de/l'ammiraglio Berto/di ritiene che il generale Marrasfin dal 1936 fosse una creatura di Badoglio e tenesse una posizione contraria alla Germania. Dopo la caduta del duce, alla fine di luglio, Marras avrebbe detto all'interno del/'umhasc:iata: "Ora manca solo che l'Italia dichiari guerra alla Germania"; - dall'ufficiale di collegamento col maresciallo Graziani (c.:olonnello Hcggcnreiner), che riferisce una conversazione privala dello stesso maresciallo: ''Già alla fine del 1939 Marras aveva inviato al comando supremo italiano una relazione in cui affermava che la situazione alimentare non consentiva alla Germania di prolungare il conflitto oltre la prima metà del 1940. Le conclusioni della relazione, che Graziani aveva visto di persona, erano state generalmente accettate, con l'eccezione del generale Roatta". Qualche mese più tardi, Marras è consegnato alle autorità repubblicane ilaliane per essere sottoposto a nuovo processo. Rinchiuso dapprima nel carcere di Verona, è poi lrasfcrito al forte di Gavi; liberato da un attacco di partigiani il 25 agosto 1944, raggiunge Milano e poi la Svizzera.

(J) Leonardo S1MON1, Berlino · Ambasciata d'Italia (1939-1943), Roma, 1946, p. 359. (2) Ibidem , p. 360. (3) Ibidem, pp. 365-66. (4) 1150/S - 20 luglio 1943 (AUSSME 46/8). (5) J157/S - 20 luglio 1943 (AUSSME 46/ 8). (6) S IMONI, op. cii. , p. 368.


280

Il generale Efisio Marras

(7) Dino A1Y1F.R1, /Jue dittatori di fronte, Milano, 1948, p. 354. (8) S1M0N1, op. cit., p. 377. (9) AUSSME 46/3. (l O) I !atmosfera del colloquio, nei ricordi di Marras a più di trent'anni dall'avvenimento, non concorda con quanto egli stesso aveva scrillo "a /Jotla calda". "Il Fuhrer ha dimostrato

una calma, una compostezza ed anche una cordialità superiori all 'allesa, data la situaz ione". E Lanza , presente al colloquio: "Le prime parole del Fuhrer a Marras sono siate... delle in un tono ironico e cupo. Poi a poco a poco, ma m:~ai lentamente, l'atmosfera si è andata distendendo" (SIMONI, op. cit., p. 381). (I]) S IMONI, op. cit., pp. 377-87. (12) Ibidem, p. 389. (13) Dopo 1'8 settembre, aderirà alla repubblica sociale italiana. (14) Raffaele GuARIGLif\, Ricordi (1922-1946), Napoli, 1950, pp. 627 e 635. (15)AUSSMH 44/16. (16) 1221/S - 11 agosto 1943 (AUSSME 46/ 8). (17) 1223/S - 12 agosto 1943 (A USSME 46/8). (18) SIMONI, op. cit., p. 400. (19) Annotazione a matita di Marras sulla comunicazione 1223/ S, cit. alla nota (17). (20) 1228/S - 13 agosto 1943 (AUSSME 46/ 8). (21) 15872/0P - 13 agosto 1943 (J\USSME 44/ 16). (22) Sen~a mu11"ro - 13 agosto 19~3 (AU SSME 46/3). (23) 1234/S - 14 agosto 1943 (J\USSME 46/8). (24) SIMONI, op. cii., p. 412. (25) Ibidem, p. 41 7. (26) J\rchivio militare Ledt:sco (Bundesarr:hiv-Militiirarchiv) di Friburgo in Drisgovia, A Ili

generale Marras. (27) Atti generale Marras cit.., rapporto in data 14 sellembre 1943. (28) Alti generale Marras cit., telegramma in data 25 settembre 1943 e lett.era 865/44 in data 9 agosto 1944.


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r


I NDICI


INDICE DEI NOMI DI PERSONA

Ahrens (maggiore tedesco), 77. Alfieri, Dino (ambasciatore italiano a Herlino), 8, 103, 104, 111, 122, 168, 199, 231, 232, 273, 274, 275. Amano (maggiore giapponese), 81. Ambrosio, Vittorio (generale italiano, capo di stato maggiore generale), 229, 250, 253, 275, 276. Antonescu, Ton (maresciallo romeno), 127, 186. Allolico, Bernardo (ambasciatore italiano a IJerlino), 6, 8, 16, 85, 90, 91, 96, 103. Avalos (maggiore argentino), 81. Hadini , Damiano (colonnello italiano, addetto militare aggiunlo a lkrlino), 7, 127, 137. Badoglio, Pietro (maresciallo d'Italia), 6, 7, 93, 97, I05, 106,108, 109, ll2, 274,277,279. Baistroechi, Federico (generale italiano, sottosegretario di stato di guerra), 11. Bechi Luserna, Giovanni Alberto (capii.ano italiano), I 04. Bcrtoldi (ammiraglio italiano), 279. Higlino, Carlo (generale italiano), 215. Canaris, Wilhelm (ammiraglio tedesco), 8, 12, 13, ')1. Capizzi, Manlio (generale italiano), 209, 229. Cavallero, Ugo (maresciallo italiano), 110, 112, 127, 136, 138, 139, 146, 168, 207. Ccva, Lu cio (storico italiano), 212. Chan Kabin (capitano cinese), 81. Churchill, Winston (primo ministro britannico), 154 . Ciano, (3al.eazzo (ministro degli esteri italiano), 85, 95, 104, 138, 150, 206, 207, 232 . Conzales (maggiore argentino), 81. Cramcr (generale tedesco), 224. Cruecu, Rinaldo (colonnello italiano), 9. Darlan, François (ammiraglio francese), 113. de Angelis, Carlo (ammiraglio italia no, addetto navale a Berlino), 278. dc Castiglioni, Maurizio Lazzaro (generale italiano), 125. de Courten, Raffaele (capitano di vascello ita liano), 95.

De Gaulle, Charles (genereale francese), 108, 113. Dcnikin, Ant.on lvanovic (generale russo «bianco»), 193. Dònitz, Karl (grande ammiraglio tedesco), 238, 264. Eren (capitano tnrco), 81. Farinacci, Roberto (gerarca fascista), 103. Fasano, Rodolfo (ufficiale italiano), 7, 65, 75, 76, 77 , 81, 82, 83. Fcrrcro (generale italiano), 122. Franco, Francisco (capo dello stato spagnolo), 105, l 13. (ìamclin, Mauri<.:c-(iustave (generale francese), 13. Gandin , J\11tonio (generale italiano), 11 2, 11 3, 11 4, 127. Gariboldi , Hnlo (generale ita liano), (,, 207, 2 12, 2 13, 2 14. Cìiihbels, Paul .loseph (111i11istrn letksco), 2 (, I. 263. Goethals (colonne llo belga , addcllo mili ta r<.: a Berlino), 8. Guring, Ilermann, 22, 23, 24, 26, 27 , 33, 90, 96, 126, 152, 153, 216, 250, 260, 264. Grandi, Dino (ministro italiano), 273. Graziani, Rodolfo (maresciallo ita liano), 111 , 279. Guariglia, Raffaele (ministro degli esteri italiano), 274, 275, 276. Cìuderian, Heinz (generale tedesco), 67, I 60, 166. Guzzoni, Alfredo (generale italiano), 115. Hak\er, I'ranz (generale tedesco), 24, 143, 160, 264. Heggenreiner (colonnello tedesco), 279. Henlein, Konrad (capo dcgl'irrcdcntisti sudctici), 35, 39. Hcydrich, Rcinhart (ufficiale delle SS), 14. Himmler , H einrich, 14, 26, 61,187,261, 264 . Hohenthal (tenente colonnello sta tunitense, addetto militare a Berlino), 146. Hi:ipner (generale tedesco), 160.


288

Indie<: deì nomi di persona

.lodi, Alfred (generale tedesco), 105, 106, 112, I 13, 114, 122,137,203,208,273,274,276, 279. Jodl, Gustav (maggiore tedesco, fratello del precedente), 76. Kcitel, Wilhelm (maresciallo tedesco), 15, 23, 26, 27, 45, 106, 107, 108, 109, 112, 136, 139, 146,214,223,225,244,250,264,267,273, 275, 279. Kessclring, Alberl (maresciallo tedesco), 252, 253. Koch (Gauteiter), 187. Krupp (ditta), 97. Kuusinen, Otto, 100. Lamcy (maggiore tedesco), 77. Lan7.a, Michele (diplomatico italiano), 167, 274, 278, 280. Lavai, Picrre (uomo di stato francese), 108. Lerici, Roberto (generale italiano), 209, 229. Liebmann (generale tedesco), 75. Lisl, Wilhclm (maresciallo tedesco), 38, 122, 182 , 190. I ,oh mann (leuen Le colonnello lede sco ), 77 . I ,opcz, Muniz (maggiore argentino), 81. Lutz (generale ledesco), 56. Maginol (linea), 39, 88, 93 . Magistrali , Massimo (diplomatico italiano), 85. Malaguti (generale italiano), 213. Mancinelli, Giuseppe (generale italiano), 6. Marras Orlando, Maria Pia (figlia del generale), 279. Malzky (generale tedesco), 248, 249. Messe, Cìiovaimi (generale italiano), 146, 195. M elaxàs (linea), 121. Melz (generale tedesco), 77. Miklas, Wilhclm (presidente austriaco), 31. Molotov, Viaceslav M. (minislrn degli esteri sovietico), 172. Oshima (ambasciatore giapponese a Berlino), 186. Palmieri (tenente colonnello medico italiano), 220. Paoli (tenente colonnello italiano), 216, 217, 222, 230. Pariani, Alberto (generale italiano), 45, 275, 276. Paulus , Friedrich (maresciallo tedesco), 195, 202. Perego (tenente colonnello italiano, addetto militare aggiunto a Berlino), 7.

Pétain, Philippe (maresciallo francese), 108, 113. Popoff (lenente colonnello bulgaro), 8 1. Rampini (tenente colonnello italiano), 224. Renondeau (generale francese, addetto militare a lkrlino), 8. Ridonù, Cristano (addetto stampa dell'ambasciata a Berlino), 195. Roalla, Mario (generale italiano), 6, 85, 86, 97, 275, 276, 279. Rogcri di Villanova, Delfino (incaricalo d'affari a Berlino), 275. Rohm, Ernst (capo delle SA), 26. Rommel, Krwin (maresciallo tedesco), 182, 183,256, 276. Roosevelt, Franklin Delano (presidente degli Stati Uniti d'America), 108, 154. Rumstel (maggiore tedesco), 77. Sas (colonnello olandese, addetto militare a Berlino), 8. Sd1lie ffcn (pia no) , 103. Sch6 rner, r erdinand (maresciallo tedesco), 33. Schuschnigg, Kurt. (cancelliere a uslriaco ), 31, 32. Scnzadenari (colonnello pilota ilaliano ), 15. Scyss - lnquarl, Arlhur (cancelliere a ustriaco), 31.

Sie bcrg (maggiore tedesco), 77. Speer, Albcrt (ministro tedesco), 267. Stalin , 7, 9, 154, 193, 195. Stalin (linea) , 145. Strauss (generale tedesco), 160. Teucci, Giuseppe (colonnello pilota ilaliano , addetto aeronautico a Berlino), 278. Timoshenko, Semion K. (ma resciallo sovietico) , I 81. Todl (organizzazione), I 75, 243. Valfrè di Bonzo, Corrado (colonnello italiano , addetto militare a Hucarest), 135. von Ahlfcn (maggiore tedesco), 77. von Beck (generale tedesco), 23, 27. von Blomhcrg, Werner (maresciallo tedesco), JI, 12, 13, 14, 15, 16, 22, 23, 24, 26, 27. von Bock, f<edor (maresciallo tedesco), 38, 139, 158, I 60, 181, 182, 190. von Brauchitsch, Walther (maresciallo tedesco), 24, 56, 143, 158, 173, 264. von Fritsch, Werner (generale tedesco), 22, 23, 24, 26, 27, 28. von Kluge, Hans Gunlher Adolf Ferdinand (maresciallo tedesco) , 160.


/11rlice dei nomi dì persona

von Kiichler, Georg (maresciallo tedesco), 160. von Lccb, Wilhelm (maresciallo tedesco), 38, 139, 160. von Mackensen, August (maresciallo tedesco), 27. von Manstein, Erich (maresciallo tedesco), 186, 201. von Mellenthin (colonnello tedesco), 9, 222. von Reichenau, Waller (maresciallo tedesco), 22, 23, 24, 26, 27, 38. von Ribbenlrop, Joachim {ministro degli esteri tedesco), 12, 13, 88, 90,104,239,261,264, 267, 275. von Rintelen, Enno (generale tedesco, acldelto mililare a Roma), 6, 194. von Rundstedt, Karl Rudolf Gerd (maresciallo tedesco), 38, 139, 158, 160. von Schell (generale tedesco), 152, 153. von Stiilpnagel, .Joachim (generale tedesco), 12, 160.

289

von Tippelskirch (generale tedesco), 34, 41, 194, 209,212,213. von Uthmann (colonnello tedesco), 76, 77. von Weichs zur Glon, Maximilian (maresciallo tedesco), 182, 190, 197, 207, 212. von Witerschcin (generale tedesco), 182. von Xylander (colonnello tedesco), 77, 111. Wagncr (maggiore tedesco), 77. Wedemeyer (capitano statunitense), 81. Wcinstein (maggiore argentino), 81. Weygand, Max ime (generale francese), 113. Wierss (maggiore svizzero), 81. Yang Ping (capitano cinese), 81. Zambelli, Pasquale (tenente italiano), 7. 7:citz (generale tedesco), 77 . Zeitzler (generale tedesco), 168, 169.


INDICE DI UNITÀ ED ENTI MILITARI

GERMANIA Ado(f Hitler (divisione .%), 266. Afrikakorps, 172. Arbeitsdiensl (servizio del lavoro obbligatorio), 19, 51, 71, 72. Armata di Stalingrado (vedasi 6" armata). Armala Paulus (vedasi 6" armala). Armata speciak, 38. Armée?,ruppe (grnppo di armata) van Wcichs, 182. Artiglieria contraerei (Flakarlillerie) , 60. Balleria lopografica per l'arliglieria ( Vermessungsbalferie), 15. Besa/zungsdivision (divisiom: di oixupm:ione) , 106, 167, 175, 266. Brigata corazzata, 21, 22, 28, 57. Drigala da montagna, 21 , 22, 28, 32. Hrigata di cavalleria della Prussia Orientale (Reiterbri?,ade), 22, 52, 59. Brigata leggera (leichte Brigade), 20, 21, 22. Brigala mista da montagna, 15. Hrigata motori7.zata (Schiitzenbrigade), 57, 58. Campo (Lager), 71, 72. Campo d'istru zione e d'espericnze (Truppeniihungsplalz), 70, 71. Campo di manovre e di tiro (Landwehrlager), 20, 27. Cavalleria d'esercito (Heereskava/lerie), 20. Circoscrizione di corpo d'armata (Wehrkreis), 52. Comando delle truppe corazzale (Kommando der Panzer/ruppen), 56. Comando di gruppo (Gruppenkommando), 2 1, 56. Comando superiore delle forze armate (Oberkommando der Wehrmacht - OKV), 8, 24, 25, 27, 76, 105, 114, 118, 119, 137, 139, 156, 160, 221, 227, 252, 273, 276. Corpo d'armata SS, 266, 270. Corpo di volontari dei Sudeti (Freikorps), 39. Corpo motorizzato nazionalsocialista (nazionalmziall\·lisches Kraf1faherko1ps - NSKK), 62, 63, 144, 175.

Distaccamento avanzato ( Vorausabteilung), 145. Dislrello militare ( Wehrhezirkskommando ), 53. Divisione cacciatori, 265. Divisione celere (austriaca), 36. Divisione corazzata (Panzerdivision) 17, 20, 21, 22, 28, 37, 45, 52, 57, 58, 96, 10(,, 107, 112,113,114, 122,133 , 146,167,237,265. Divisione corazzata SS, 358. Divisione da montagna (Gebilxsdivision), 36, 37, 52, 54, 110, 113, 114, 115, 122, 127, 167, 265. Divisione da montagna a utotrasportata SS, 266.

Divisione da montag na SSPrinz.l:.'ugen, 26(,. Divisione da sbarco aereo (Lujllandedivision), 265. Divisione di campagna dell'aeronautica (Lz(ftwajf'e - Fe/ddivision) , 265. Divisione di cavalleria, 96, 146, 167. Divisione di cavalleria SS, 266. Divisione di fanteria (Jnfanteriedivision) , 15, 20, 21, 22, 28, 36, 37, 52, 53, 57, 122, 145, 150, 167, 265. Divisione (di fanteria) motorizzala (rnolorisierle Division), 20, 21, 22, 28, 37, 52, 55, 96, 107, 167,237,265. Divisione di Landwehr, 21, 22, 37, 47 . Divisione di po li zia,%, 167. Divisione di riserva, 2 1, 22, 37, 47. Divisione di sicurezza (Sicherheitsdivision), 167. Divisione d'istruzione (Obungsdivision), 37. Divisione d'occupazione (Besatiungsdivision), 106, 167, 175, 266. Divisione in licenza (Urlaubdivision) , 105. Divisione leggera (leichte Division), 36, 37, 52, 55, 265. Divisione motorizzala SS, 358. Divisione motomeccani7.7.ata, 15, 52. Divisione SS, 96, 167. Divisione territoriale (Landschutz) . 96. Ergiirrzurrgseirrheil (unità E - formazioni spe -

ciali di addestramento), 19, 37.


292

indice di unità ed enti militari

Ersatzeserve (riserva di complemento), 19, 63. Fe{dgendarmerie (gendarmeria mobilitata), 61. Flakartillerie (artiglieria contraerei), 60. .Preikorps (corpo di volontari dei Sudeti), 39. Gebirgsdivision (divisione da montagna), 36, 37, 52, 54, 110, 113, 114, ll5, 122, 127, 167, 265. Gendarmeria mobilitata (Feldgendurmerie), 61.

Gestapo (geheime Staatspolizei - polizia politica segreta), 7, 14, 26, 61, 278. Grossdeutscfrland (divisione SS), 266, 270. Gruppenkommando (comando di gruppo), 21, 56. Gruppo d'esercito (Heere~gruppe), 52, 139. Gruppo d'armata, 52, 139, 168, 182. Gruppo d'armata (Arméegruppe) von Weichs, 182. Gruppo d'armate A, 190, 201. Gmppod'armate B, 190, 193,201, 207,212, 229. Gruppo d'armate centro, 139, 146, 154, 156, 160, 182, 214, 215, 225, 226, 227. Gruppo d'armate nord, 139, 150, 160. Gruppo d 'armate sud, 139, 154, 158, 160, 189, 190. Gruppo von Witer.~chein, 182. Guardia del corpo del Fiihrer, 32, 62. Heeresgruppe (gruppo d'esercito, gnippo d'armate), 52, 139. Heeresgruppe List, 182. Heereskavallerie (cavalleria d'esercito), 20. Hermann Goring (divisione SS), 266. Hitle~iu?,end, 72. Hiirsaal (sezione della Kriegsakademie), 76, 78 . lnfanteriedivision (divisione di fanteria), 15, 20, 21, 22, 28, 36, 37, 52, 53, 57,122, 145, 150, 167, 265. I spettorato di mobilitazione ( Wehrersatzinspektion), 53. Jungvolk, 72. Kavallerieregimenl (reggimento di cavalleria), 54, 59. Kommando der Pallzertruppen (comandn delle truppe corazzate), 56. Kriegsakademie (scuola di guerra), 7, 15, 65, 75, 78, 79, 80, 82, 83 , 111. Krimina/polizei (polizia criminale), 61.

Lager (campo), 71, 72. Landesaufnahme (servizio geocartografico), 15. Lanr15clrutz (divisione territoriale), 96. Landsturm (milizia territoriale), 19. Landwehr (milizia mobile), 19, 63, 96. Landwehrlager (campo di manovre e di tiro), 20, 27. Leibstandar/e (guardia del corpo del Fiilrrer), 32, 62, 276. J,eichte Brigade (brigata leggera), 20, 21, 22. L eichte Division (division leggera) , 36, 37, 52, 55, 265. Luftlandedivision (divisione eia sbarco aereo), 265. Luftwaffe - J-,è/ddivision (divisione campale dell'aeronautica), 265 . Milizia mobile (Landwehr), 19, 63, 96. Milizia territoriale (Landsturm), 19. Milùstero della guerra (Reichskriegsmini,·terit11n), 25. Motorisierte Divisiun (divisione m ot.ori7.7,ata), 20, 21, 22, 28, 37, 52, 55, 96, 107, 167, 237, 265. Nachriclrteritruppen (trasmissioni), (,O. Nebeltruppen (reparti nebbiogeni), 61. NSKK (r1azionalsoz ialistisclres Kraftfahrerkorps - èorpo motorizzalo nazionalsocialista), 62, 63, 144, 175. Oberkommarido des Heeres - OKH (stato maggiore dell'esercito), 8, I 82, 202, 224, 226, 238. Oberkommando der Wehrmacht - OKW (comando superiore delle forze armate), 8, 24, 25, 27, 76,105, 114,118, J19, 137,139, 156, 160, 221, 227, 252, 273, 276. Ordnungspo/izei (polizia in uniforme), 61. Panzerdivisiofl (divisione corazzata), 17, 20, 21, 22, 28, 37, 45, 52, 57, 58, 96, 106, 107 , 112, J l3, 114,122,133,146,167,237,265 . pionieri (Pioniertruppen), 60. Pioniertruppen (pionieri), 60. Polizia criminale (Krimina/polize1), 61. Polizia di sicurezza (Sicherheitspo/ize1), 61. Polizia in uniforme (Ordnungspolize1) , 61. Polizia politica segreta (Gestapo), 7, 14, 26, 61. 278. Reggimento a cavallo (R eiterregiment), 59. Reggimento di cavalleria (Kaval/erieregiment), 54, 59.


Tndice di unità ed enti militari Reggimento speciale Hermann Goring, 32. Reich (divisione SS), 266. Rei~·hskriegsmini~terium (ministero della guerra), 25. Reichsweltr, 19, 37. Reilerbrigade (brigata di cavalleria della Prussia Orientale), 22, 52, 59. Reiterregiment (reggimento a cavallo), 59. Reparli nebbiogeni (Nehellruppen), 61. Reparto d'arresto (Sperrverband), 113. Reparto d'assalto (Sturmabteilung- SA), 15, 62, 85. Reparto di protezione (Schulzslaffel- SS), 14, 15, 26, 33, 39, 62, 85, 261, 264, 278. Reparto testa di morto (Totenkopfverband), 32, 39. Reserve (riserva), 19, 37, 63. Riserva (Reserve, 19, 37, 63. Riserva di complemento (Ersatzrescrve), 19, 63.

SA (Sturmabtcilung - reparto d'assalto), 15, 62, 85. Schiitzenbrigade (brigata rnolori:aala), 57, 58. Scuola d'artiglieria di Jiiteborg, 15. Scuola di fanteria di Dòberit:t., 15 . Scuola di guerra (Kriegsakadernie) , 7, 15, 65, 75, 78, 79, 80, 82, 83 , 111. Servizio del lavoro obbligatorio (Arbeilsdienst), 19, 51, 71, 72. Servizio gcocartografico (Lan desauji1ahme) , 15. Sicherheitsdivision (divisione di sicurezza), 167. Sicherheil5po/izei (polizia di sicurezza), 61. Sperrverband (reparto d 'arresto), 113. SS (Schut,,siaffel - reparto di proiezione), 14, 15, 26, 33, 39, 62, 85, 261, 264, 278. Starrdarle (reggimento), 62. Standarte Adolf Hitler, 122, 123. Standarte SA Feldhermhalle di Monaco, 39. Standarte SS, 32. Stato maggiore dell'esercito (OberkommaT1do des Heeres - OKH), 8, 182, 202, 224, 226, 238. Totenkopf (divisione SS), 266. To tenkopfverband (reparto testa di morto) , 32, 39. Trasmissioni (Nachrichtentruppen), 60. Truppenubungsp/atz (campo d'istruzione e d'esperienzt!), 70, 71. Ubungsdivision (divisione d'istruzione), 37. Ufficio di presenla:t.ione della milizia mobile (Wehrrneldeaml), 53.

293

Ufficio forze armate Wehrmachtamt), 24, 25. Unità E (Ergiinzungseinheit), 19, 37. Urlaubdivision (divisione in licenza) , 105.

Verme.ssungsbatterie (batteria topografica per l'artiglieria), 15. Vorausableilung (distaccamento avanzato), 145. Wehrbezirkskommando (distretto militare), 53. Wehrersatzinspektion (ispettorato di mobilitazione) , 53. Werkreiv (circoscrizione di corpo d'armata), 52. Wehrmachtaml (ufficio forze armale), 24, 25. Wehrmeldeaml (ufficio di presentazione della milizia mobile), 53. I a Armata, 38. 2' Armata, 190. 3a Armata, 38. 4 ' Armata, 38. 4 " Armala cora:t.:.mta, 190, I 95, 200. 5' Armata, 38. 6" Armata (anche armata di Stalingrado, armala Paulus), 182, 190,195, 200,203,204. II" Armala, 182, 190. I ° Comando di gruppo d'esercito (Berlino), 52. 2° Comando di gruppo d'esercito (francoforte sul Meno), 52. 3° Comando di gruppo d'esercito (Dresda), 52. 4° Comando di grnppo d'esercito (Lipsia), 52. 5° Comando di gruppo d'esercito (Vienna), 52. 6° Comando di gruppo d'esercito (Hannover), 52. 10° Comando aereo, ll3, 171. Vll Corpo d'armata (Monaco), 32. Xlii Corpo d'armata (Norimberga), 21, 32. XIV Corpo d 'armata, 20, 28, 52. XV Corpo d'armata, 20, 28, 52. XVI Corpo d'armata, 52, 58. XVII Corpo d 'armata, 52. XVlll Corpo d'armata, 28, 52, 121. XXIX Corpo d'armata, 207, 208, 213, 2 18. XXX Corpo d 'armata, 121. XXXX Corpo d'armata, 121, 122.


294

Indice di unità ed enti militari

2° Divisione corazzata, 32. 3° Divisione da montagna, 39. 7• Divisione, 32. 23° Divisione (Potsdam), 32. 27" Divisione, 32. 27" Divisione corazzala, 210. 62• Divisione, 210. 92" Divisione corazzata, 210. 294" Divisione di fanteria, 210. 298° Divisione di fanteria, 207,208,209,210. 385" Divisione, 210. 3° Reggimento di fanteria motorizzato, 73. 6° Reggimento carri armati, 73. 12° Reggimento d'artiglieria, 27. 35° Reggimento d'artiglieria, 73. 98° Reggimento di cacdatori da montagna, 33. 318° Reggimento di fanteria, 208, 210.

ITALIA Accademia militare di Torino, 5. Armata del Po, 104. Armir (armata italiana in Russia) (vedasi 8"

armata). CAI (corpo aereo italiano), 109, 113. -C6rpo d'armata alpino, 8, 210. Corpo d'armata autotrasportabile, 104. CS1R (corpo di spedizione italiano in Russia) , 8, 138, 146, 194, 207, 208. CTV (corpo truppe volontarie), 100.

Divisione Ravenna, 207, 208, 209, 210, 213, 229. Divisione Sforzesca, 207,208,210, 213. Divisione Torino, 207,208,209,213,218,229. Divisione Trento, 13. Divisione Val Pusteria, 13. Gruppo di battaglioni camicie nere Leonessa, 209. Istituto di guerra marittima (Livorno), 6. Scuola di guerra (forino), 6. SIM (servizio informazioni militari), 130, 134. Vallo alpino del Lillorio, 125. I• 4' 5° 8"

Armata, 250. Armata, 274 , 276. Armata (Libia), 6. Armata (anche Armir, armata i/11/iana in Rm:<ia}, R, 182,192,193,194,196,200,201, 207,208,209,210,211,214, 215,216,220, 224, 225 , 249 .

Ili Comando militare territoriale (Milano), 7.

Il Corpo d'armata, 207,213,219,221,224, 225, 226, 227. VIII Corpo d'armata, 104. XXXV Corpo <l'armata (CSI R), 8, 138, 146, 194, 207, 208. 6" Divisione speciale (Rodi), 5.

Divisione alpina Julia, 210, 218. Divisione alpina Taurinense, 112, 114. Divisione Assietta, 13. Divisione Celere, 207, 208, 210, 213. Divisione Cosseria, 13,207,208,209, 210,213. Divisione Pasubio, 207, 208, 209, 213, 217.

6° Reggimento d 'artiglieria pesanle campale (Modena), 11. 19° Reggimento d'artiglieria da campagna, 5 37° Reggimento d'artiglieria da campagna, 5. 89" Reggimento di fanteria, 208.


INDICE GENERALE

Presentazione, del Capo dell'Ufficio Storico ...... .

Pag.

3

li protagonista .

Pag.

5

I contatti iniziali .....

»

11

TI riarmo tedesco .

>>

19

Austria, Sudcli, Cecoslovacchia e altri

»

31

L'ordinamento militare tedesco nel 1939....

»

51

La Kriegsakademie ..........................................

»

75

Guerra!

»

85

L'illusione della guerra parallela

»

103

La situazione politico-militare alla fine del 1940..........

})

129

Drang nach Osten

»

135

La situazione politico-militare alla fine del 1941....................... .

»

171

Le operazioni alla fronte sovietica nell'estate del 1942...

»

181

Stalingrado

})

199

La battaglia difensiva del Don (dicembre 1942).

»

207

La situazione militare nell'inverno 1942-1943

»

231

Il vallo atlantico

»

241

La guerra nel Mediterraneo

»

247

La situazione interna tedesca nella primavera-estate 1943

»

255


Indice generale

296

Pag.

265

»

273

Pag.

281

Indice dei nomi di persona

»

287

Indice di unità cd enti militari ................................ ..

»

291

Indice generale.

))

295

La campagna estiva alla fronte russa nel 1943 ... Gli attriti finali .. ................ .......... .

Bibliografia ..........

FINITO DI oTAMPAJIB NEL MESE m MAGGIO 1994 A CURA DELLA TIPOGRAFIA GIUS. LATERZA & FIGLI SPA, BARI PER CONTO DFl.l.' UFFICI O STOR ICO

DELLO STATO MAGGIO RE OELL'ESERCITO


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Il Generale Efisio Marras Addetto Militare a Berlino by Biblioteca Militare - Issuu