MINISTERO DELLA DIFESA STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO Ufficio Storico
DOCUMENTI ITALIANI SULLA GUERRA RUSSO-GIAPPONESE ( 1904 - 1905) a cura di Antonello F.M. Biagini
Roma, 1977
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PRESENTAZIONE
Il conflitto russo - giapponese del 1904-1905 è ancora oggi argomento di ·grande interesse e non soltanto per una ristretta cerchia di specialisti. L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito - nell'intento di contribuire ad una più ampia e documentata visione di quegli avvenimenti, offrendo agli studiosi la possibilità di conoscere quanto sull'argomento è custodito nel proprio Archivio - ha incaricato Antonello F.M. Biagini, docente di Storia ed istituzioni dell'Europa Orientale presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Messina, di curare la scelta e la pubblicazione di parte di .due interessati carteggi, compilati all'epoca da due osservatori militari: l'Addetto Militare a Pietroburgo, Tenente Colonnello Paolo Ruggeri Laderchi, e l'Osservato.re Militare del Comandante la Divisione Oceanica della Marina Militare, Tenente di Vascello Filippo Camperio.
IL CAPO DELL'UFFICIO STORICO
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I NTRODUZIONE
In un'ampia ed erudita sintesi sulla conoscenza del mondo slavo in Italia:, Arturo Cronia osservava che gli italiani potevano ben rivendicare di essere stati tra i primi ad interessarsi di cose slave e che, in generale, le guerre avevano prodotto una propria letteratura in lingua italiana a testimonianza dell'interesse con cui gli avvenimenti erano seguiti. « Altrettanto - scriveva - si ripeterà più tardi in occasione della guerra russo-giapponese del 1904-1905 nell'Estremo Oriente, solo che - con intonazione nippofila - si avranno anche resoconti e memorie vivaci e interessanti di testimoni oculari e di partecipanti diretti ... E persino le sfere militari, già prima della fine del secolo, vollero avere le loro belle informazioni sull'esercito e sui regolamenti militari, attinte a fonti dirette russe e perciò corredate anche dai rispettivi termini originali russi...» (1). Si riferiva, in quest'ultimo caso, aile due pubblicazioni edite dal Comando del Corpo di Stato Maggiore a Roma nel 1893 e nel 1899 dal titolo « Russia. Esercito russo. Biblioteca di regolamenti stranieri e Raccolta di regolamenti militari esteri, tradotta e coordinata dal capitano Ottavio Cerroti. Russia. Norme per le istruzioni degli ufficiali.. I struzioni per il tiro al bersaglio con manovra di distaccamenti nelle varie armi ». Nel caso della guerra tra la Russia e il Giappone la memorialistica italiana sull'argomento fu particolarmente vivace e nutrita. Quella guerra fu il grande avvenimento di un'epoca: Port Arthur, Mukden e Tsushima rappresentarono guerra di movimento e di posizione, manovre di grandi unità, guerra navale con aspetti epici, quali il viaggio della flotta r-ussa dal Baltico. all'Estremo Oriente. Le corrispondenze giornalistiche di Luigi Barzini (2), le memorie di Filippo Camperio (3), i saggi di Luigi Giannitrapani (4), Luchino Dal Verme (5), Vittorio Carpi ed (1) A. CRONIA, La conoscenza del mondo slavo in Italia, Bilancio storico-bibliografico di un millennio, Padova 1958, pp. 482-483. (2) L. BARZINI, Guerra russo-giapponese degli anni 1904-1905. Diario di un giornalista italiano al campo giapppnese, Milano 1907, voll. 2; voi. I, Il Giappone in armi; vol. II, La battaglia di Mukden. (3) F. CAMPERIO, Al campo russo in Manciuria. Note di un marinaio, Milano 1907. . (4) L. GIANNITRAPANI, La guerra russo-giapponese, Roma 1906, volumi 4. (5) L. DAL VERME, La guerra nell'Estremo Oriente, 1904-1906, Milano 1906.
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altri, (1) le stesse memorie del generale russo Kuropatkin, tradotte in italiano del tenente Pentimalli e pubblicate a Milano nel 1910-1911, e del generale Martinov (2), la relazione ufficiale sul!'argomento pubblicata nel 1908 dall'Ufficio Storico del Comando del Corpo di Stato Maggiore (3) testimoniano sufficientemente l'interesse per un avvenimento che aveva suscitato attenzione in tutta l'opinione pubblica mondiale. A New York, nel 1905, gli articoli del corrispondente militare del « Times » vennero raccolti e pubblicati in volume con il titolo « The War in the Far East, 1904-1905 », mentre a Boston nel 1904, K. Asakawa aveva pubblicato un saggio dal titolo « The Russo-Japanese Conflict » e F. Mckenzie una raccolta di lettere, « From Tokyo to Tiflis: Uncensored Letters from the War », Londra 1905 (4). Le memorie più vivaci e complete si devono comunque a Luigi Barzini, giornalista, inviato del « Corriere della Ser a » e a Filippo Camperio, tenente di vascello, osservatore militare italiano presso l'esercito russo in Manciuria. D'accordo con la direzione del giornale Barzini, che ai primi di gennaio del 1904 si trovava a Pietroburgo, il 20 lasciò l'Europa diretto sui luoghi di quella guerra che aveva deciso di seguire dalla parte giapponese per il timore che la censura russa, notevolmente rigorosa già in tempo di pace, potesse paralizzare il lavoro di giornalista. Partito da Genova per la linea delle Indie per evitare di rimanere bloccato in Europa giunse a Tokyo quando la guerra era già iniziata e fu destinato a seguire la 2• Armata al comando del generale Oku che fu particolarmente impegnato a bloccare Port Arthur e quindi a marciare verso nord per bloccare le colonne russe che scendevano in appoggio alla fortezza. Seguì così numerose battaglie fino a quella fondamentale di Mukden facendo, come ricorda egli stesso, una strana vita: « solo, acquarti~rato in una casupola cinese, vestito di (1) V. CARPI, La guerra russo-giapponese, Torino 1907. - C. BENELLI, La II e Ili squadra russa del Baltico a Tsuscima, in « Memorie Storiche Militari», Ufficio Storico del Corpo di Stato Maggiore, VII, 1913, I , pp. 199-228. - V. DEGLI UBERTI, Nei mari dell'Estremo Oriente. La guerra navale russo-giapponese 1904-1905, Milano 19422• - G. DUCCI, L'azione della marina giapponese nella guerra russo-giapponese, Roma 1938. (2) A. N. KUROPATKIN, Memorie del generale KuropatKin (tradotte in italiano dal tenente Pentimalli), Milano 1910. · E. MARTINOV, Sfortunata esperienza nella guerra in Manciuria, trad. it. L. Cicambelli, Viterbo 1914. Il Martinov, uno dei più giovani generali dell'esercito russo dopo la guerra con il Giappone venne nominato capo dell'Ufficio s torico dell'esercito russo e attraverso numerosi saggi esaminò attentamente le carenze e le disfunzioni dell'organizzazione militare zarista. (3) B: CIVALLERI · A. CAVA CIOCCHI, La guerra tra la Russia e il Giappone (1904-1905), Ufficio storico del Corpo di Stato Maggiore, Roma 1908, voli. 2. (4) Sempre su questo punto, oltre alle relazioni ufficiali, si veda A. CHERADAME, Le monde et la g11erre russo-japonaise, Paris 1906. R. SPEAR, Report on. the Russian Medical and Sanitary Features of the Russo-lapanese War to the Surgeon General U.S. Navy, Washington 1906. • J. HAMILTON, Impressioni sulla guerra russo-giapponese dal taccuino di un addetto militare, trad. it., Roma 1906.
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pelli come un esploratore polare in vacanza, un po' cuoco, un po' stalliere, un po' fotografo, fiancheggiato da un interprete che non capiva se non la sua lingua nativa, e da un servo cinese che mi rubava il pranzo dalla pentola con il pretesto di mantenere il fuoco acceso ... » (1) . Il « Diario di Campagna»\ di Camperio, custodito manoscritto nell'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (2) e di cui vengono qui pubblicati alcuni estratti, si distingue dal volume pubblicato a Milano dallo stesso Camperio per le considerazioni eminentemente tecniche sull'andamento della campagna e sull'organizzazione militare russa. Questa presentava, a giudizio dell'ufficiale italiano, macroscopiche deficienze soprattutto nel corpo degli ufficiali, nel campo disciplinare e nell'organizzazione logistica in generale. Da queste osservazioni nasceva l'ammirazione per l'organizzazione militare giapponese più efficiente, perfettamente addestrata ai propri compiti e pervasa da uno stile più moderno nei rapporti tra ufficiali e soldati. L'interesse per gli avvenimenti accorsi in quegli anni di guerra, lungi dall'essere esaurito, ha trovato in alcuni studiosi una nuova vitalità, soprattutto nell'analisi delle cause e degli effetti, sul piano interno e su quello internazionale, nei due paesi belligeranti: tali i recenti lavori di A. Maloze.moff (3), H. Conroy (4), S. Okarnoto (5) e altri (6). Anche molti studiosi italiani hanno dimostrato un vivissimo interesse per la ricosfruzione della storia russa attraverso i documenti degli archivi nazionali. Si vedano le recenti pubblicazioni di S. Caretti (7), che ha analizzato il periodo storico che va dalla rivoluzione del febbraio 1917 alla presa del potere da parte dei bolscevichi in Russia fino alla scissione del Partito socialista italiano nel 1921, ricostruendo attentamente le fasi del dibattito sviluppatosi all'interno del socialismo di fronte allo · sviluppo della rivoluzione; G. Petracchi (8), che ha condotto (1) L. BARZINI, La battaglia di MuKden, cit., p. XV.
(2) Stato Maggiore Esercito, Archivio Ufficio Storico, Studi particolari, buste 190-196. (3) A. MALOZEMOFF, Russian Far Eastern Policy, 1881-1905, with Sfecial Emphasis on the Causes of the Russo-Japanese War, University . o California Press, Berkeley 1958. (4) H. CONROY, The Japanese Seisure of Korea: 1868-1910, University of Pennsylvania Press, Philadelphia 1960. (5) S . OKAMOTO, The Japanese Oligarchy and the Russo-Jaanese War, Columbia University Press, New York-London 1970. (6) F. THIESS, Tsushima. Il romanzo di una battaglia navale, trad. it., Torino 1944. - A. D. SIDOROV, Russko-Japonskaja vojna 1904-1905, Mosca 1946. - S. ANDOLENKO', Storia dell'esercito russo, trad. it., Firenze 1969, pp. 292-303. (7) S. CARETTI, La rivoluzione russa e il socialismo italiano (1917· 1921), Pisa 1974. (8) G. PETRACCHI, Diplomazia di guerra e rivoluzione. Italia e Russia dall'ottobre 1916 -al maggio 1917, Bologna 1974.
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un'attenta ricerca sui rapporti italo-russi dall'ottobre del 1916 al maggio 1917 nei loro aspetti politici, economici e militari; E. Serra (1) con la ricostruzione attenta dei primi contatti politici e commerciali tra la Russia post-rivoluzionaria e l'Italia; G. Donnini la cui ricerca è imperniata sullo studio dell'opinione pubblica italiana e sugli organi che quell'opinione formavano (2). La guerra russo-giapponese, del resto, riveste un carattere particolare non solo come avvenimento militare e politico ma anche perché· finì per aggravare indirettamente le cause che avrebbero portato alla rivoluzione: lo smacco subìto in Manciuria, la guerra lontana e non eccessivamente sentita, accentuò la crisi interna che si manifestò con l'insurrezione contadina, con quella del proletariato urbano, con gli scioperi generali e con gli ammutinamenti nella flotta e nell'esercito (3). La politica estera zarista si era volta ad est, verso cioè l'Oceano Pacifico, dopo che il Congresso di Berlino del 1878 aveva definitivamente sbarrato la strada alla penetrazione russa nei Balcani verso Costantinopoli e per una concatenazione di cause a cui non erano estranei gli interessi economici .personali della dinastia dei Romanov e dei capitalisti occidentali ad essa legati attraverso la costituzione, nel 1895, della Banca russo-cinese (4). L'espansione della Russia in Asia era comunque iniziata già dalla seconda metà del XVI secolo, con la sottomissione dei regni tartari di Kazan e di Astrakan e con l'occupazione della Siberia occidentale, arrestandosi poi, per effetto del trattato di Nercinsk (1668) concluso con i mancesi, sul bacino dell'Amur. · Da questo momento fino al 1805 si ebbe una lunga sosta dell'espansione russa in Asia, poiché l'orientamento prevalente (1) E. SERRA, Nitti e la Russia, Milano 1975. (2) G. DONNINI, Il 1917 di Russia nella stampa italiana, Milano 1976. - Sempre tra gli autori italiani è doveroso ricordare il saggio di M. PETRICIOLI, L'occupazione italiana del Caucaso: « un ingrato servizio da rendere a Londra», Istituto di Scienze politiche dell'Università di Pavia, Milano 1972, mentre è uscito per le Edizioni Laterza il volume di A. TAMBORRA, Esuli russi in Italia (1904-1917), Roma-Bari, 19n, che è un'approfondita ricerca sulle vicende e sull'attività degli intellettuali e rivoluzionari russi costretti all'esilio dall'autorità zarista. (3) Sui riflessi che la guerra ebbe all'interno della vita politica russa e sul movimento rivoluzionario cfr. S. GALA!, The Liberation Movement in Russia, 1900-1905, Cambridge University Press, Cambridge 1973. - Sulla r ivoluzione del 1905 si rimanda a A. M. PANKRATOVA, Pervaja russkaja revoljucija 1905-1907, Mosca 1951'; Pervaja russkaja revoljucija 1905-1907 gg. i m e(dunarodnoe revoljucionnoe dvi{enie, Mosca 1955,1956; Revoljucija 1905-1906 gg. v Rossii. Dokumenty i Materialy. Natalo pervoj Russkoj revoljucii, Janvar-mart 1905 goda, Mosca 19550. V. ZILLI, La rivoluzione russa del 1905, Napoli 1963; O. ANWEILER, Storia dei Soviet. I Consigli di fabb rica in URSS (1905-1921), trad. it., Roma-Bari 1972. (4) M. N. POKROVSKIJ, Storia della Russia, trad. it., Roma 1970 con Introduzione di E. RAGIONIERI. M. N. Pokrovskij (1868-1932), storico, teorico e propagandista, fu vice-commissario del popolo all'istruzione e insieme a Lunacarskij si dedicò alla riorganizzazione degli studi superiori in URSS. Attaccato nel 1936, al XXII Congresso del PCUS, venne successivamente dichiarato vittima dello stalinismo e le sue opere tornarono in circolazione.
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divenne l'espansione verso ovest, cioè verso Costantinopoli. L'attività dei russi in Estremo Oriente riprese agli inizi del secolo XIX quando, nel 1805, cercarono di ottenere dalla Cina la libera navigazione sul fiume Amur. Il rifiuto cinese, e il tentativo di ottenere con la forza ciò che non si era ottenuto cori i negoziati, doveva fatalmente portare la Russia ad entrare in conflitto con gli interessi del Giappone la cui espansione in Asia, ed in particolare in Corea, datava dal XVI secolo. Nel 1807 i russi occuparono le isole Curili, stabilendovi proprie colonie; nel 1851 fondarono la. città di Nicolaievsk e nel 1853 stabilirono una base militare sulla costa occidentale dell'isola di Sachalin. Successivamente, durante la guerra di Crimea, con flotti glie di barche armate s'impossessarono, incuranti delle proteste cinesi, di numerose basi militari lungo la costa settentrionale dell'Amur. Nel 1858, mentre la Cina era impegnata a reprim ere la rivolta dei Taiping, venne concluso ad Aigun un trattato con il quale la Cina cedeva alla Russia tutto il territorio a nord dell'Amur e due anni più tardi, approfittando della presenza delle truppe franco-inglesi a Pechino, fu sottoscritto nella capitale cinese un trattato con il quale si cedeva alla Russia tutta la costa mancese tra l'Ussuri e il mare. Successivamente, con la costruzione della Transiberiana, progettata nel 1887 e iniziata nel 1891, la .Russia aumentò la propria presenza con la richiesta di attraversare la Manciuria settentrionale, dominio cinese, essendosi rivelato il primitivo percorso per raggiungere Vladivostok, lungo l'Amur, eccessivamente dispendioso e tecnicamente svantaggioso. La compagnia costruttrice fu autorizzata a tenere reparti militari per proteggere la linea e le stazioni ferroviarie: in tal modo la Manciuria settentrionale venne di fatto militarmente occupata (1896). Nel corso di questi anni la Russia aveva anche provveduto a rafforzare le proprie posizioni militari sulle coste del Pacifico, fortificando ulteriormente Vladivostok, creando basi militari sulla costa mancese, ammassando armi, munizioni e soldati sul fiume Amur. Nel 1897-1898, visto che Vladivostok era un porto di scarsa utilità nei lunghi mesi invernali, mentre i porti della Manciuria erano meno vulnerabili al maltempo e si trovavano, per di più, sull'attiva via commerciale per Pechino, il tracciato della ferrovia venne modificato, dopo aver ottenuto daJla Cina la concessione di Port Arthur e di Ta-lien-van (in russo Dalnij). Port Arthur, già fortezza, sarebbe dovuto divenire, nel disegno r usso, la base inespugnabile della flotta nel Pacifico, mentre Ta-lien-van (Dalnij) divenne subito un porto commerciale. Nel!'operazione vennero investiti 16 milioni di rubli oro e il ministro Witte riuscì in tal modo ad espandere il mercato dell'industria russa (1) . In questo modo la Russia cominciò ad interessarsi della Corea dove, sin dal 1895, divideva la propria influenza con i giap(1) M. N. POKROVSKIJ,op. cit., p. 301.
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ponesi e dove aveva ottenuto una concessione forestale nella valle dell o Ya-lu. La Corea fu il campo e la causa immediata della guerra. Il vassallaggio della Corea verso il Giappone ebbe termine verso il VI secolo e solo nel 1592, con la fine delle lotte intestine e il rafforzamento dell'autorità centrale, il generale giapponese Hideiosci tornò ad invadere la Corea. Dopo sei anni di lotte, il Giappone pervenne ad un accordo con la Cina, a cui i coreani si erano rivolti per ricevere aiuti. L'accordo prevèdeva che la Corea avrebbe pagato un tributo annuo a Pechino e a Tokyo. Divenuto una mera formalità, questo tributo costitul comunque il precedente storico per le pretese giapponesi e nel secolo XIX, con il rifiorire e il potenziarsi dell'attività economico-commerciale e industriale del Giappone, questi tornò a far valere i propri diritti facendosi aprire i porti di Fusan, Gensan (1876) e Cemulpo. Tra il 1876 e il 1882 i giapponesi si assicurarono il monopolio del commercio coreano, impiantando stabilimenti, magazzini e basi militari e suscitando così le reazioni dei cinesi, che vedevano con timore l'affermarsi della presenza nipponica sul continente. L'inevitabile guerra, scoppiata nel 1894, si concluse negativamente per la Cina, la cui fl otta venne distrutta mentre i giapponesi occupavano Liaotung, Formosa ed altre importanti posizioni militari . Il trattato di pace dell'aprile 1895, concluso tra la Cina e il Giappone, riconosceva l'assoluta indipendenza della Corea mentre la Cina cedeva al Giappone la provincia di Liaotung (comprendente Port Arthur e Ta-lien-van), l'isola di Formosa e concedeva la libertà di navigazione, di commercio e di esercizio di industrie per i sudditi giapponesi in Cina. Il trattato, benché ratificato dai due imperatori, non ebbe pieno effetto poiché Russia, Germania e Francia, con il trattato di Pechino del novembre 1895, costrinsero il Giappone a restituire alla Cina la penisola di Liaotung. Questi avvenimenti aggravarono la già esistente rivalità russo-giapponese per il predominio in Asia e il programma messo a punto dalle autorità giapponesi dopo la guerra, oltre ad inco· raggiare l'industria, il commercio e l'agricoltura con il potenziamento della rete ferroviaria interna, delle comunicazioni in generale e del sistema scolastico, previde anche un considerevole aumento delle spese destinate a potenziare la flotta e l'esercito. Gli effetti positivi di ques to programma, c he fece d el Giappone una nazione industriale, sommato all'incremento demografico di 500 mila unità annue nel periodo 1894-1 903, motivarono ancor più le spinte espansionistiche verso la Corea (1). (1) Da 41.813.000 abitanti nel 1894 il Giappone passò 1903 con una densità media di 115 abitanti per chilometro pianure dì 300). L'eserciLo fu portato a 145.000 uomini che a 520.000 in caso di guerra. La flotta fu portata a 67 navi di torpediniere e 115 torpediniere.
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a 46.732.000 nel q uadrato (nelle potevano salire linea, 11 caccia-
Pur avendo concluso con il Giappone una convenzione nel 1898, nella quale era definitivamente riconosciuta l'indipendenza della Corea, la Russia, approfittando della concessione forestale del 1895, inviò nella valle dello Ya-lu gruppi di cinesi della Manciuria scortati da reparti ~ilitari che avevano il compito ufficiale di difenderli dai briganti mancesi che infestavano la zona. Contemporaneamente s'incrementò l'acquisto di terre, la costruzione di basi fortificate sulla foce dello Ya-lu e, nonostante le proteste dei coreani, venne arbitrariamente estesa l'occupazione ai territori posti al di fuori dei limiti qella concessione. Fu a questo punto che l'opinione pubblica giapponese insorse contro quella che si dimostrava sempre più una manovra messa in atto per occupare l'intera Corea e, nel 1903, il governo giapponese avviò trattative con la Russia per un accordo globale sulle sfere d'influenza sul continente asiatico. In agosto il governo nipponico presentò un progetto di trattato per un reciproco riconoscimento dei diritti acquisiti rispettivamente in Manciuria e in Corea. In ottobre le contro-proposte del governo za_rista proponevano al Giappone una dichiarazione di non-interesse sulla Manciuria in cambio del riconoscimento formale del protettorato sulla Corea: la regione doveva essere smilitarizzata e lungo il 39° parallelo doveva essere creata una zona neutrale. Rifiutando la dichiarazione richiesta, il Giappone proponeva di stabilire la zòna neutrale lungo il confine coreano ·per una estensione di 50 chilometri. Le rispettive posizioni, già estremamente divergenti, divennero inconciliabili a causa della proposta del governo zarista di escludere comunque la Manciuria dalla trattativa, che doveva riguardare esclusivamente la Corea. Ipotesi inaccettabile per il Giappone che aveva nellf;l regione interessi ormai stratificati dai lunghi anni di attività: venticinquemila giapponesi vi r isiedevano stabilmente ed avevano colà imprese industriali e commerciali; il 90% della flottiglia commerciale attraccava nei porti coreani; le ferrovie erano di costruzione nipponica così come l'organizzazione e il funzionamento del sistema postale. Le trattative proseguirono, senza convinzione, fino al gennaio del 1904 e in febbraio il Giappone ruppe le relazioni diplomatiche iniziando le ostilità. . Nella notte tra 1'8 e il 9 febbraio torpediniere nipponiche attaccarono senza alcun preavviso la Squadra navale russa del!'ammiraglio Stark ancorata a Port Arthur. L'azione colse di sorpresa la Russia la cui forza in Manciuria era costituita da soli centomila uomini, rispetto ai trecentomila necessari calcolati' dal generale Kuropatkin; la flotta, seppure più forte, era dispersa nei · numerosi porti né alcuna preparazione era stata approntata; tre navi russe vennero affondate e le altre rimasero bloccate a Port Arthur. Tra febbraio e aprile le armate giapponesi occuparono la Corea, spingendosi verso la Manciuria mentre in aprile il nuovo comandante della Squadra, l'ammiraglio Makarov, nel tentativo di forzare il blocco affondava con la propria nave. In maggio, le forze russe si opposero inutilmente all'avan-
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zata giapponese verso la Manciuria mentre nella parte meridionale di quella regione le truppe nipponiche effettuavano numerosi sbarchi, occupando la linea ferroviaria tra Port Arthur e la Russia e impossessandosi di Dalnij che divenne una efficace e preziosa base per l'assedio di Port Arthur. Sul piano qualitativo i giapponesi erano decisamente superiori, anche perché la Russia impiegava « riservisti», impreparati persino all'uso delle nuove armi' in dotazione all'esercito. Attestatosi a Liao-yang, il generale Kuropatkin fece approntare un campo fortificato, attaccato per due giorni consecutivi senza successo dalle truppe avversarie. Il terzo giorno, un'armata giapponese riuscì a portarsi alle spalle di Kuropatkin che, per non rimanere accerchiato, ordinò la ritirata verso nord attestandosi a Mukden (capitale della Manciuria) e lasciando in mano giapponese gli ingenti quantitativi di ·rifornimenti concentrati a Liao-yang. Intanto la piazzaforte di Port Arthur sosteneva un duro assedio, respingendo per mesi gli attacchi_ della pur .validissima 3a Armata nipponica del generale Nogi. E fu questa resistenza scrive il generale Andolenko nella sua « Storia dell'Esercito russo » - il primo vero successo delle forze armate zariste. Il 2 gennaio 1905, dopo 328 giorni di epica resistenza che aveva profondamente commosso l'opinione pubblica mondiale, pur condizionata in senso antirusso dalla propaganda inglese e ·statunitense, Port Arthur fu costretta alla resa. Il 15 ottobre 1904 una nuova Squadra dell'Estremo Oriente, costituita con altre navi a Kron~tadt, prese 'il mare al comando dell'ammiraglio Rojastvensky e, circumnavigata l'Africa, giunse in vista delle costé coreane nella primavera del 1905 oltre quattro mesi dopo la capitola·zione di Port Arthur. Tentò, quindi, di r aggiungere Vladivostok, ma affrontata nello stretto di Tsushima dalla flotta nipponica dell'ammiraglio Togo venne distrutta nella battaglia del 27 e 28 maggio. Attraverso il modesto canale di rifornimenti costituito dalla ferrovia transiberiana, le forze ten:estri del generale Kuropatkin avevano finalmente raggiunto la necessaria consistenza e si preparavano ad affrontare i giapponesi in condizioni di parità, ma le sconfitte subite e ancor più i tentativi rivoluzionari all'inferno avevano minato la saldezza morale del popolo. Approfittando di questa situazione di crisi, gli Stati Uniti d'America imposero la propria mediazione e il trattato di pace venne firmato il 5 settembre 1905 a Portsmouth. La Russia rinunciava alle proprie pretese sulla Manciuria e abbandonava gran parte dell'isola Sakalin. ·
*** La prima parte dei documenti pubblicati è tratta dal carteggio dell'addetto militare italiano a Pietroburgo, colonnello Paolo Ruggeri Laderchi (Bergamo 1862 - Sanremo 1940).. Nominato sottotenente di artiglieria nel 1880 dopo aver frequentato la Scuola di Guerra entrò nel Corpo di Stato Maggiore e nel 1896 venne nominato addetto militare a Costantinopoli dove, per aver sedato un tumulto di gendarmi turchi a La Canea, meritò una medaglia d'argento al valor militare. Addetto militare in Russia VIII
dal 1901 al 1909, nel 1907 fu promosso colonnello e nominato aiutante di campo del re (1). L'ufficiale italiano seguì con at tenzione lo svolgersi degli avvenimenti in Russia segnalando puntualmente le notizie sugli spostamenti delle forze belligeranti e sottolineando di volta in volta le carenze dell'organizzazione militare zarista. L'andamento sostanzialmente negativo degli eventi bellici e il manifestarsi dei movimenti insurrezionali vennero prontamente registrati come segni premonitori di quello che sarebbe stato l'inevitabile insuccesso russo. Il « Diario di Campagna» di Filippo Camperio si compone invece di 17 volumi per un totale di oltre quattromila pagine manoscritte. Redatto sotto forma di diario giornaliero è corredato da numerose carte, fotografi.e, schemi illustranti le operazioni e da documenti ricevuti direttamente dagli ufficiali russi. Comandante del forte italiano a Shankai-kuan, Camperio ebbe l'ordine in febbraio di seguire le .operazioni in Manciuria come osservatore militare dell'ammiraglio Grenet, càmandante la divisione oceanica italiana. Presentatosi alla Legazione italiana in Pechino il (30 marzo) 12 aprile 1904, entrava in Manciuria con l'ordine esplicito di mantenere aggiornato il diario di campagna: « Se io concludeva Camperio nel proprio Diario - nella mia qualità di ufficiale di marina non ho potuto disimpegnare convenientemente la missione che mi fu affidata, mi vanto però çli essermi procurato questo documento e di metterlo alla disposizione di chi può trarne gli insegnamenti della guerra terrestre moderna ... » mentre più che lusinghiero era il giudizio che lo stesso Ruggeri Laderchi aveva espresso in una lettera al comandante del Corpo di Stato Maggiore nell'aprile 1905: « ... Non pochi ufficiali russi od appartenenti alle missioni estere, reduci dalla Manciuria, coi quali ebbi l'occasione d'intrattenermi, mi dissero che egli aveva saputo guadagnarsi sul teatro di guerra la simpatia e la stima di tutti i colleghi dimostrandosi ufficiale colto, di criterio, ardito, di buon carattere e concorrendo così a tenere alto all'estero e in circostanze difficili il buon nome dell'ufficiale italiano » (2). Sul teatro di gùerra, al seguito delle truppe russe, erano presenti numerosi ufficiali stranieri e precisamente cinque per l'Inghilterra, quattro per la Francia e la Germania, nove per gli Stati Uniti d'America, tre per la Spagna, la Svizzera e la Danimarca, due per la Romania, l'Argentina e la Svezia, uno per l'Italia, la Bulgaria, il Cile e la Norvegia. (1) PAOLO RUGGERI LADERCHI (Bergamo 1862 · Sanremo 1940). Al ritorno da Pietroburgo nel 1909 comandò il 5° reggimento fanteria e durante la guerra i tal o-turca fu addetto agli ufficiali stranieri. Maggior generale nel 1912 comandò la Brigata «Basilicata» e partecipò alla prima guerra mondiale come capo di Stato Maggiore della 1a Armata. Nel 1916 comandò l'VIII Corpo d'armata e nel 1917 venne inviato in Russia quale rappresentante militare italiano alla conferenza interalleata del febbraio. Il carteggio è in Archivio Ufficio Storico SME, Addetti Militari, Carteggio con l'addetto militare a Pietroburgo, buste 43-46. (2) PAOLO RUGGERI LADERCHI al comandante del Corpo di Stato Maggiore, Tenente di vascello signor Camperio, Pietroburgo 6 aprile · 27 marzo 1905, prot. n. 30, AUS-SME, Addetti Militari, busta 44.
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Nella presentazione dei rapporti dell'addetto militare a Pietroburgo abbiamo rielaborato l'intestazione, rendendola uniforme con le indicazioni mittente, destinatario, data, numero di protocollo, oggetto. Le date sono quelle che compaiono nei documenti originali e nel Diario. La doppia datazione risulta dall'essete, come noto, il calendario russo vecchio stile ritardato di l3 giorni rispetto a quello occidentale. Si è lasciata il più possibile intatta la struttura originale dei documenti, dei nomi di località e tlì persona. Per questi ultimi si è adottata una diversa trascrizione solo nei casi di difficile comprensione. Nell'Indice dei nomi compare la doppia trascrizione mentre per molti non è stato possibile rintracciare le iniziali dei norrii propri.
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PARTE I RAPPORTI E RELAZIONI DELL'ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, TEN. COL. PAOLO RUGGERI LADERCHI
1. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 236
Pietroburgo 7 clic. (14 nov.) 1903 ·
Oggetto: I russi in Manciuria Come è noto sono in corso di trattative fra la Russia ed il Giappone per un'intesa fra le due potenze sulle questioni interessanti la Manciuria e la Corea. E' mio avviso che esse debbono probabilmente condurre, fra non molto, ad un accordo la cui promulgazione proverà che il conflittp in Estremo Oriente è stato evitato o per lo meno ritardato. Intanto, per premunirsi contro qualsiasi evenienza, per meglio pesare e premere sulla bilancia della diplomazia, e per garantire in ogni caso la sicurezza dei posti occupati, la Russia ha proceduto a nuove formazioni di reparti in Estremo Oriente, e, come è inqicato nei prikazi (1) degli ultimi due mesi, ha colà accumulato oltre alle forze navali, forze terrestr i considerevoli. Oltre di ciò,. per giustificare in faccia alle altre potenze (valendosi di una clausola del suo trattato con la Cina) l'occupazione tuttora. perdurante della . Manciuria che avrebbe dovuto essere sgombrata nell'ottobre scorso, la Russia fa molto parlare nei suoi giornali, in questi ultimi tempi, di minaccie e mosse dei cinesi; capitan~te da Yuan-Sci-Kai e dal Generale Ma, che metter ebbero in pericolo la sua ferrovia e la tranquillità della Manciuria · stessa, nonché a nuove imprese dei Kungusi in questa regione. Tali imprese però, in realtà, non sono di grande importanza e possono considerarsi come atti di semplice brigantaggio, comuni in tutti i territori semi-barbari. Ecco invero qui di seguito i particolari inerenti alle due imprese più importanti del 15 (28) ottobre e del 30 ottobre (12 novembre) u .s., e di cui i russi menarono maggior scalpore. 1) - Il .15 (28) ottobre una grossa pattuglia di guardie di frontiera, composta di venticique uomini, che era stata mandata in esplorazione a sud della stazione Maqchau, attaccò una banda di Kungusi di più di mille individui, fortificatisi nel cortile di u n casale. Vennero uccisi il sottotenente Tciulkof, comandante la
(1) Ordine del giorno.
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pattuglia e quattro soldati; tre soldati furono feriti e 18 cavalli posti fuori di combattimento. Un'altra pattuglia poté giungere in soccorso della prima, e le loro forze riunite poterono finalmente aver ragione dell'avversario e, sloggiatolo dalla posizione accanitamente difesa, lo dispersero. 2) - Essendosi sparsa la notizia che numerose bande di Kungusi s'erano concentrate nella valle del fiume Liao-khe per razziare, il 23 ottobre (5 novembre) venne intrapresa una spedizione per disperderle. Fu formata una colonna composta di due compagnie, sette sotnie (1) e quattro pezzi d'artiglieria· delle guerdie-frontiera agli ordini del capitano di Stato . maggiore Trotzky. La 41a sotnia raggiunse la banda nemica composta di più centinaia d'.individui, i quali ebbero però il tempo di fuggi re dal raggio situato fra i . fiumi Liao-khe e Taidzikhe, ove la colonna russa aveva divisato di accerchiarli. Dopo una lotta ostinata, la notte del 30 ottobre presso il villaggio di Sciaoriu non lontano dalla frontiera mongolica, la 41" sotnia ruppe i Kungusi e li perseguì a lungo, causando loro fortissime perdite. La colonna russa ebbe quattro soldati morti; un tenente e nove soldati feriti, sette cavalli uccisi e sei feriti. ·
2. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N.· 245
Pietroburgo 31 (18) dicembre 1903
Oggetto: Russia e Giappone . Le relazioni tra la Russia e il Giappone, a seconda di quanto · annunciano i giornali meglio informati e di quanto risulta a chi segue davvicino gli avvenimenti nei due paesi, . s.o no in questi ultimi tempi estremamente · tese e tali da poter lasciar supporre anche essere l'inizio di altre e più gravi complicazioni internazionali. Non mi sembra ormai più il caso di ragionare sulle vicende degli ultimi tempi e sugli incidenti che hanno, più o meno lentamente e fatalmente, condotto a tali estremi: essi sono ben conosciuti e del resto, al punto in cui sono le cose, più che di Manciuria, di Corea, di zone d'occupazione e d'influenza, di porti aperti o no al commercio mondiale, si tratta in realtà di una questione di-natura assai più vasta e profonda: della preminenza cioè della Russia nell'Oceano Pacifico, di quella specie d'ipoteca (1) Reparto di cavalleria cosacca. 4
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che essa intende di porre su tutto l'Impero Cinese e dell'interesse che altre Potenze ed in primissima linea il Giappone, hanno di opporsi a ciò (1) . La gravità della situazione dipende appunto dalla gravità ed importanza degli interessi morali e materiali che sono in gioco. Tacend o, per ora, dell'Inghilterra, della Francia e degli Stati Uniti (che hanno preso un'attitudine di aspettativa), per quanto concerne il Giappone sono le tradizioni stor iche, le condizioni sue geografiche, etniche, economiche, finanziarie e sociali, che gli fanno considerare la questione come vitale pel suo avvenire, che gli infondono e gli impongono l'audacia di opporsi, anche solo, ai progetti grandiosi della sua potente rivale. E per quanto riguarda la Russia, non si tratta soltanto d'amor proprio, degli inter:essi di qualche grande e potente affar ista, delle tradizionali tendenze espansioniste ed accaparratrici, ma altresì (e ciò ha ben maggior valor e per essa), della previdente difesa contro il famoso « pericolo giallo », del desiderio di giustificare e far fruttare le somme ingenti profuse in questi ultimi anni nella ferrovia Siberiana e nell'Asia Orientale e della necessità di sboccare e spadroneggiare, alla fin . fine, sopra un mar libero: necessità che a forza di essere ostacolata e compressa un po' dappertutto è diventata precaria (2). Eppur~, malgrado ciò, è mio avviso, che la guerra sarà evitata. Non già che un'intesa cordiale fra le due Nazioni sia tra le eventualità probabili (chè essa dovrebbe essere basata sopra una franca rinuncia per parte di una di esse o di tutte e due a pretese a cui viene invece data una capitale importanza e ciò non è possibile), ma il grave rischio a cui correrebbe il Giappone (il quale non può supporre di avere alla lunga ragione della Russia e potrebbe esaurirsi nella lotta gloriosa, ma impari) e la poca convenienza per parte della Russia ad intraprendere ora una campagna all'estremità orientale del suo vasto impero·, tratterranno probabilmente gli avversari dal ricorrere a mezzi estremi e consentiranno alla diplomazia di trovare un accomodamento. Questo, al solito, non potrà risolvere definitivamente nulla, ma rinviando a più tardi le questioni spinose, avrà per lo m eno il
(1) Richiamo a tale riguardo quanto significavo a cotesto Comando nel mio rapporto del 15 (2) aprile scorso n. 23 nel quale, trattando della potenza militare e marittima della Russia e del suo programma politico, accennavo precisamente agli avvenimenti che presentemente si stanno svolgendo. E soggiungo qui che Cina, Giappone e Corea hanno circa mezzo miliardo di abitanti e fi~urano, secondo il Ministro Witte, per 600 milioni di rubli nel commercio mternazionale. (2) La linea Siberiana, quando sarà ultimato, nel prossimo autunno, il tratto a sud del lago Baikal, sarà costata un miliardo di rubli. Le truppe in Estremo Oriente pesano sul bilancio annuale della Russia per 66 milioni di rubli; la flotta per 13 milioni; i numerosissimi impiegati e funzionari per 6 milioni. Alla flotta mercantile vengono dati in sussidio 2 milioni e il solo porto di Dalny è costato finora quasi 20 milioni.
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merito di porre a contributo il pit1 grande di tutti i rimedi di questo mondo: il tempo! A giustificazione della detta opinione, che cioè « probabilmente la guerra sarà evitata e che in ogni caso non sarà la Russia a dichiararla» (opinione fondata sulla conoscenza dell'ambiente locale, ma che per altro, dato il carattere autocratico dell'impero nel quale le più opposte tendenze possono rapidamente succedersi, ha un valore del tutto relativo), esporrò qui riassuntivamente alcune considerazioni, il che mi fornirà oltre tutto il destro di accennare alla situazione militare della Russia nella circostanza di cui trattasi, nonché alla sua situazione politica, che con quella militare assolutamente si compenetra. 1. Sua Maestà l'Imperatore, com'è ben noto, per le tendenze dell'animo e dell'indole sua buona e mite, desidera sinceramente la pace. Ma anche indipendentemente da ciò, dopo aver preso la generosa iniziativa del congresso dell'Aja, Egli non può che desiderarla per evitare, in faccia al mondo ed alla storia, la taccia di leggerezza e contraddizione. Soltanto quando entrassero in campo l'onore e gl'interessi vitali della Russia, da altri conculcati, potrebbe lasciarsi trascinare a dichiarare una guerra. Ora, per quanto in politica la favola del lupo e dell'agnello trovi sovente la sua applicazione e per quanto gli sciovinisti russi (e non son pochi) ed il partito militare in Russia ed in Asia, siano animati da sentimenti bellicosi e parlino di prepotenze e sopraffazioni del Giappone e della secolare rivale celata fra le quinte: l'Inghilterra, non è probabile tuttavia che l'arrendevolezza del sovrano giunga al pÙnto di lasciarsi veramente persuadere che il Giappone vuole umiliare la Russia e che questa è vittima delle cupidige di quello. 2. La guerra tra la Russia e il Giappone può essere simboleggiata e pupazzettata in Russia ed altrove, come la lotta tra l'elefante ed il topolino, ma non per ciò quest'ultimo (anche indipendentemente da un'azione in comune fra Cina e Giappone, che non è al di fuori di tutte le probabilità e che introdurrebbe in tal caso nell'arena, tra le gambe dell'elefante, un terzo animale) sarebbe nell'impossibilità, all'atto pratico, di creare non pochi, né lievi imbarazzi al colossale pachiderma. La Russia, invero, può bensì disporre di risorse infinitamente superiori a quelle del Giappone, ma non può far affidamento su tutte o sulla maggior parte di esse, in caso di conflitto con quest'ultimo. Quelle che contano, sono le forze che già si trovano in Estremo Oriente, sul teatro d'operazione e quelle altre che le sarà dato di trasportarvi dopo aperte le ostilità. Ora: per terra, i cinque o seimila chilometri di ferrovia ad un binario, con scarso materiale, che predoni ed emissari fanatici giapponesi e cinesi possono far saltare in mille punti, non rappresentano certamente Lina linea d'operazioni celere e sicura e si traducono, nel più favorevole dei casi, in due mesi di tempo per il trasporto di un solo corpo d'armata. Ed in quanto alla linea marittima, la sua tortuosità, lunghezza e dipendenza, il fatto che è esposta alle 6
offese giapponesi e la mancanza di depositi di carbone propri, impedisce ancor più alla Russia di approfittarne con sicuro vantaggio. D'altra parte, le prime fasi della lotta fra le due nazioni si svolgerebbero per mare e la Russia stessa ammette di non essere certa di avere colà il sopravvento. Invero: a) La Russia ha attualmente nel Pacifico: 7 corazzate, 9 · incrociatori di P classe, 5 di 2"; 7 cannoniere, 4 trasporti, 2 incrociatori torpedinieri e 12 torpedinier e. Trovansi poi nel Mediterraneo (Bi serta) con destinazione al Pacifico: 1 corazzata; ) incrociatore di 1• classe, 1 di 2•, e 11 torpediniere, ma è assai problematico, per le ragioni più sopra addotte, che tale squadra possa raggiungere il resto della flotta russa in Estremo Oriente, se la guerra scoppiasse prima del loro arrivo. b) Il Giappone possiede 8 corrazzate; 6 incrociatori di l° classe; 9 di 2\ 7 di 3°; 16 cannoniere, 4 trasporti; 1 incrociatore torpediniere; 20 torpediniere destroyers; 18 torpediniere di 1" classe; 31 di 2"; 28 di 3• e parecchie navi a vapore ed a vela del . commercio, che possono essere adibite ad uso di guerra e per le quali esiste già l'armamento apposito.
La flotta giapponese dunque ha una superiorità numerica incontestabile su quella russa e se a ciò si aggiunge: maggior omogenità, velocità più grande, migliore armamento, numero superiore di stazioni di rifornimento, maggior abilità dei marinai che, praticissimi dei luoghi, combatterrebbero sulle acque sovente infide del loro mare, si comprende come qualcuno, sintetizzando tutto ciò, abbia detto che le forze navali giapponesi stanno in questo momento a quelle russe che le si contrappongono, come 4 sta a 3. I russi, a dir vero, non ammettono tale proporzioni svantaggiosa per loro e dicono che il compenso è r istabilito dalle migliori qualità tecniche dei loro u fficiali e soprattutto dei comandanti superiori: la cosa però è per lo m eno assai dubbiosa. Fatto sta, che la flotta russa difficilmente rischierebbe di affrontare in mare aperto la flotta giapponese e, dopo la dichiarazione di guerra, si ritirerebbe assai probabilmente al riparo dei porti di Vladivostok e di Port Arthur. Ma se la cosa è possibile per la prima di tali fortezze che potrebbe con probabilità di successo resistere lungamente ad un attacco dalla parte di mare, altrettanto non può affermarsi con sicurezza per Port Arthur, che, a quanto dicesi, ha una situazione topografica meno propizia e non ha ancora b ene al completo tutti i forti progettati. In quanto alle operazioni in terra ferm a, mentre occorre escludere subito, per mancanza di mezzi, la possibilità di un'offesa russa portata sul territorio giapponese, è noto che da lungo tempo i giapponesi si sono preparati all'eventualità di dover ricorrere ad uno sbarco di Corea, a poche ore dai loro porti militari. Affermasi a tale riguardo che abbiano già tutto pronto per poter trasportare contemporaneamente sul continente quattro divisioni complete nei primi giorni di mobilitazione e possano
attuare ben più grossi sbarchi in seguito. Però tali sbarchi, specialmente di grossi riparti, non sono imprese molto semplici e difficilmente i giapponesi rischierebbero la cosa prima di aver avuto un successo sulla flotta russa, ma in ogni caso non sarebbe loro impossibile l'affermarsi in qualcuno di quei punti, in Corea e magari anche nella penisola di Liao-Tung, che loro maggiormente interessano. I russi potrebbero poi accumulare forze e scacciarli, ma non sempre però molto facilmente. A tal proposito, occorre tener presente che il Giappone dispone di un esercito assolutamente moderno, giovane, pieno di slancio, avido di gloria, imbald;rnzito da successi relativamente recenti, persuaso di difendere la giusta causa e l'esistenza stessa della patria. E tale esercito conta: 13 divisioni di fanteria complete e 2 brigate di cavalleria autonome: un totale cioè di circa 200.000 uomini (di cui 7.500 ufficiali), 55 squadroni e 684 pezzi, senza contare la riserva, la milizia territoriale e la milizia delle isole; che hanno complessivamente una forza di quasi 160.000 uomini con 44 squadroni e 432 pezzi. In quanto alla Russia, essa ha al presente in Estremo Oriente le seguenti forze terrestri, che, occorre subito dirlo, sono esse pure ottime, alte di spirito, ben comandate e fornite di tutti i mezzi occorrenti per una lunga campagna: a) 8 brigate cacciatori con 68 battaglioni a 4 compa-
gnie. Circa uomini .
68.000
b) . 2 brigate del 10° e 17° Corpo, inviate in primavera con 16 battaglioni a 4 compagnie .
16.000
e) 1 brigata di fanteria di riserva con 4 battaglioni a 4 compagnie
4.000
d) 4 battaglioni d'artiglieria da fortezza
5.300
e) 81 battaglioni ferrovieri e zappatori e reparti vari del genio
14.000
f) 4 brigate di guardie di frontiera portate a circa uomini
25.000
g) 33 sotnie di cosacchi e 5 squadroni di cavalleria uomini
10.000
h) 25 batterie d'artiglieria con 204 pezzi a tiro rapido
6.500
i) Riparti treno, comandi, depositi, ecc . .
1.200
In totale circa 150.000 uomirii, 39 squadroni o sotnie, 204 pezzi, ai quali occorre aggiungere 16 battaglioni di fanteria di riserva, pari a 16.000 uomini e 66 sotnie di cosacchi, pari anche esse a circa 16.000 uomini coi rispettivi cavalli, costituiti rispettivamente dalla brigata fanteria di riserva e dai cosacchi, che, pare abbiano ricevuto in questi giorni l'ordine di mobilitazione. A suo tempo poi potrebbero raggiungere tali truppe due Corpi d'armata della Russia europea, aventi sede a Kharkoff ed a 8
Mosca (10° e 17°) , che hanno ricevuto l'ordine di tenersi pronti a partire e pei quali sono già preparati i movimenti ferroviari relativi, e, più tardi ancora, numerosi altri riparti che la Russia potrebbe naturalmente inviare senza sguernire le sue frontiere europee occidentale e meridionale. Sono dunque ingenti le forze di cui dispone la Russia, anche soltanto presentemente, in Estremo Oriente, sia per parare alle evenienze di una guerra, sia per premere sulla bilancia della diplomazia in pace. Ma, d'altra parte, per le condizioni in cui possono trovarsi, non sono troppe. Occorre tener conto, invero, dei riparti che debbono essere adibiti alla difesa delle fortezze, degli altri, destinati alla protezione della sterminata ferrovia, dell'incertezza d'arrivo, o per lo meno del ritardo a giunger sui luoghi, dei due Corpi d'arma~a , 10° e 17°, della vastità del territorio da difendere e da occupare (il quale soltanto da Vladivostok a Port Arthur misura più di mille chilometri ed è quasi privo di qualsiasi risorsa) ed infine (e non è questa la ragione men grave) dell'ostilità, ora in parte latente, degli abitanti della Manciuria e della minaccia che i cinesi o di foro iniziativa, oppure opportunamente sobillati, pos.sano prestare man forte ai loro colleghi di razza del Sol levante. In conclusione: una situazione militare certamente sfavorevole in principio e che in seguito man mano migliorerebbe, ma soltanto a prezzo di gravi sacrifici. 3. Come già dissi, la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, le potenze cioè più direttamente interessate in Estremo Oriente dopo il Giappone e la· Russia, hanno preso un'attitudine di aspettativa nella vertenza attuale. E così pure ha fatto la Cina, il povero malato itterico, il quale, benché più di tutti in causa nella questione, per essere in ogni modo predestinato. a pagare le spese, viene sempre considerato come lo sfondo del quadro. Ma quale sarebbe la linea di condotta di tali nazioni se le ostilità dovessero davvero scoppiare? Ea Francia vede certamente di malocchio un aumento di potenza del Giappone, il quale, con la progressiva influenza che da qualche anno a questa parte sta esercitando sul Siam, può diventare una minaccia per la sua colonia dell'Indocina. Di più, anche indipendentemente da ciò, può desiderare di aiutare la sua alleata, la Russia. Ma non può farlo. Pur non tenendo conto del suo accordo di quest'ottobre coll'Inghilterra, a causa del trattato tra questa ed il Giappone non può intervenire senza provocare alla sua volta l'intervento dell'Inghilterra stessa. E' noto invero come quest'ultima sia obbligata a prestar man forte al suo alleato del Pacifico se esso venisse attaccato da due potenze. Ora la Francia sa troppo bene che la flotta franco-russa non potrebbe resistere efficacemente a quella anglo-giapponese e che col voler prender quindi parte al dissidio rischierebbe di perdere i suoi ricchi possedimenti in Estremo Oriente, senza alcun vantaggio della Russia. 9
L'Inghilterra probabilmente si asterrebbe essa pure dell'intervenire nel conflitto. Ciò è consono alle sue abitudini egoistiche ed utilitarie ed è nello spirito di quei concetti che le hanno ispirato il già citato trattato dello scorso anno col Giappone. Essa poi rammenta troppo bene i tripudi dei r ussi ad ogni scacco della « perfida Albione» nell'Africa del Sud, all'epoca della guerra col Tr ansvaal e vorrebbe ora godersi tranquillamente lo spettacolo della lotta tra l'elefante e il sedicente botolino. Naturalmente non mancherebbe di aiutare sottomano i giapponesi finché gli apparissero i più deboli, e si terrebbe in ogni caso pronta ad intervenire per impedire all'uno o all'altro dei contendenti il conseguimento di quei vantaggi che non convengòno. Intanto, per non perder l'abitudine di profittar sempre delle buone occasioni, avanza nel Tibet. Gli Stati Uniti d'America (esuberanti di forza ed energia rapidamente e progressivamente crescenti), stanno sostituendo, come. è noto alla formula « l'America degli americani» quella « Drang nach Osten » e si preparano virilmente a sostenerla. Si è per ciò che la Russia li incontrò più volte sul suo cammino in Estremo Oriente e tanto più li incontrerà ora, che il dominio esclusivo del Canale di Panama (che sarà costruito a spese degli Stati Uniti e sarà guardato dai loro forti) consentirà ad essi, fra breve, di confondere colle acque dei due Oceani, anche le loro squadre, che in essi si trovano. Gli Stati Uniti, con qualche garanzia d'indole commerciale, si manteranno probabilmente neutrali durante un eventuale conflitto tra la Russia e il Giappone, ma non potendo consider are con indifferenza l'affaciarsi sul Pacifico di quella formidabile nazione che fino a poco tempo fa era relegata nel porto per sei mesi gelato di Vladivostok, non mancheranno certamente di far valere le loro r agioni alla stretta dei conti. La Cina, nella sua sublime filosofia, lasciò addensarsi l'uragano che ora sta per scoppiarle sulla testa. I russi sperano e dicono (forse · per influenzare il Giappone), che essa è contentissima dell'occupazione attuale della Manciuria e che nel conflitto non si collocherebbe contro di essi. E certo fanno il possibile perché sia così. Ma sembra invece che la rioccupazione di Mukden, la città sacra, l'antica capitale del Ching, l'abbia scossa dal lungo torpore e messa in guardia contro la Russia. La Cina non può fare a meno di pensare (ed altri nel caso la spingerà a farlo), che la siberiana venne profetizzata come la linea d'assorbimento del Grande Impero del Drago, che la concessione di un semplice binario in Manciuria volle dire l'occupazione di tale regione e che la ferrovia dal Baikal a Pekino per Kalgan (che trovasi sulla Grande Muraglia a 150 n' da questa città e pare già occupata e for tificata dai russi), avrebbe forse un significato analogo. E . sembra quindi altresì che le mosse dei generali Ma e Yuan-Sci-Kai ed altre in Manciuria e Mongolia ed alcune disposizioni emanate in questi ultimi tempi, preludano ad una sua presa di posizione per lo meno difensiva. E' bensì vero che la Cina, in ogni caso, 10
non potrebbe disporre di forze ordinate e modernamente istruite ed armate, ma se il Giappone l'avesse dalla sua (e. qualche probabilità c'è sempre), essa rappresenterebbe un nemico non disprezzabile per la Russia, che se la troverebbe fra i piedi dappertutto: in Manciuria, Mongolia e lungo tutta l'estesa frontiera meridionale della Siberia. I giapponesi poi, abili e conoscitori dell'indole dei cinesi, saprebbero in tal caso indirizzarli e sfruttarli a dovere, pel vantaggio comune. Quantunque la Germania e l'Italia e l'Austria siano estranee all'attuale dibattito, tuttavia, per quella specie di « accorrere al cannone... politico » per parte delle grandi potenze dovunque esso tuoni (che caratterizza l'attuale momento storico)., non è possibile trascurarle interamente. La Germania, per bo.c ca del suo cancelliere ha detto ultimamente di non avere alcun interesse da salvaguardare nella questione d'Estremo Oriente e, pertanto, solo gli avvenimenti ulteriori possono decidere dell'attitudine che vorrà prendere. Non è da escludersi del tutto, è vero, la possibilità che per amicarsi la sua vicina d'Oriente (colla quale civettò quest'autunno a Wiesbaden), per quella smania d'ingerenza e d'intraprendenza che è una delle caratteristiche dell'imperatore Guglielmo od anche per forzare l'Inghilterra a pronunciarsi, essa accenni, in un dato momento, ad appoggiare la Russia. Ciò però non è molto probabile e ad ogni modo genererebbee interventi e complicazioni tali che collocherebbero sotto altri punti di vista la questione di cui trattasi: e ad essi non è il caso di accennare.
L'Italia, nella questione stessa, appare essa pure libera delle sue azioni; chè se alcuni (invocando perfino Marco Polo e le prime parole della civiltà europea portate dagli italiani in Estremo Oriente), vorrebbero che spiegassimo colà una politica attiva e ci ponessimo a rimorchio dell'Inghilterra, altri invece trovano che dal preponderare della Russia in quelle lontanissime contrade ne deriva una minore ingerenza sua negli affari d'Europa, il che può tornare a nostro vantaggio. Essa quindi si disinteresserebbe probabilmente in principio, come la Germania, della questione. Alla conclusione della pace però (accettata od imposta), non si troverebbe con quelle altre nazioni interessate a limitare i vantaggi del vincitore? L'Austria, infine, preoccupata della situazione interna sua e dall'Oriente vicino, non si è mai curata di quello lontano. Altrettanto continuerà a fare probabilmente, salvo che trovi inopportuno, in un eventuale concerto di tutte o quasi tutte le grandi potenze, il far tacere la sua voce. Rissumendo pertanto: la Cina sarebbe forse ostile alla Russia, per lo meno minacciosa. La Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti starebbero probabilmente a vedere, ma poi, fiancheggiati magari anche dalla Germania, dall'Italia e dall'Austria, come non permetterebbero al Giappone di acquistare una potenza preponderante, così (Inghilterra e Stati Uniti in prima schiera), non 11
lo abbandonerebbero nelle mani della Russia vincitrice. Non lascerebbero insomma che questa accennasse a diventare davvero dominatrice in quel Pacifico sulle cui sponde confina più della metà del genere umano e nel quale si sposteranno certamente nel ventesimo secolo i più grandi interessi della politica e del commercio. E la Russia dunque nel caso più favorevole di successi e vittorie per mare e per terra contro il Giappone, dopo aver speso dei miliardi e logorato le proprie forze, ·si troverebbe per sempre di fronte (e non sarebbe nuovo il caso per essa) una coalizione, che le toglierebbe in tutto od in parte il frutto dei tanti sacrifici compiuti. Gli esempi della guerra turco-russa, greco-turca e cino-giapponese, sono troppo recenti per non servire d'ammaestramento. 4. Un'altra ragione che sembra debba altresì trattenere la Russia dall'avventurarsi in una guerra, è quella dovuta al~a situazione finanziaria sua, che non è brillante. La direzione intelligente ed oculata del Vitte, di cui tuttora il paese risente l'influenza benefica, le ha permesso di attuare imprese colossali e grandiose, di dare un potente impulso alle industrie e di risorgere economicamente. Ma la Russia non potrebbe però (e lo sa) intraprendere una guerra lunga e costosa in Estremo Oriente e mantenersi egualmente in condizioni favorevoli in caso di complicazioni in Europa. Dicono, è vero, i già citati sciovinisti russi che mai la mancanza di denaro ha evitato una guerra e citano anche l'esempio dell'Inghilterra, che pur potentemente impegnata nel lontano Transvaal seppe salvaguardare egualmente i suoi interessi mondiali. Ma, indipendentemente dal fatto che i mezzi da impiegare nelle guerre moderne possono in gran parte dirsi proporzionali alle risorse finanziarie disponibili per i mezzi stessi, se vi è un caso in cui tali risorse siano più che mai indispensabili, è appunto quello delle grandi guerre lontane, in plaghe quasi deserte ed ostili. In quanto poi al paragone tra l'Inghilterra e la Russia, dal punto di vista finanziario, assolutamente non regge. 5. Infine, il non far la guerra oggi, ma il rimandarla nel caso, a più tardi, è interamente a vantaggio della Russia ed a detrimento del Giappone. Questo, già scosso finanziariamente e con poca riserva di risorse, non può aumentare troppo i suoi armamenti e assai anzi gli pesano quelli attuali. Per la Russia invece: il programma marittimo già in via di attuazione, le procurerà fra qualche anno in Estremo Oriente la supremazia assoluta che ora le manca sulla flotta giapponese. Fra un anno la siberiana sarà ultimata nel tratto meridionale del lago Baikal e tutta la linea, meglio sistemata, avrà una potenzialità assai maggiore. Col tempo più numerosi e più pratici saranno i reparti permanentemente dislocati in Estremo Oriente e saranno colà ultimate le fortificazioni, i depositi, i bacini di carenaggio, gli arsenali, ecc., che al presente lasciano alquanto a desiderare. L'emigrazione di circa qualche migliaio di uomini all'anno, che tende ad aumentare, la coltivazione di zone ora infruttifere, la 12
costruzione di nuove strade ordinarie, le ramificazioni ferroviarie alla grande arteria ed il commercio e transito internazionale, aumentaranno le risorse locali . E tutto ciò sarà evidentemente di grande vantaggio alle truppe che colà soggiornano e renderà immensamente più forte e sicura la posizione militare della Russia in quella contrada.
Concludendo: il Giappone, che i russi sprezzatamente chiamano un barbaro vestito all'europea, può con un colpo di testa forzare la situazione e può, persuaso che mai come ora si troverà in condizioni favorevoli per opporsi alla Russia, procedere ad occupazioni di territorio o pretendere dichiarazioni tali dalla sua competitrice da rendere impossibile un accomodamento qualsiasi. Ciò però non è presumibile od è per lo meno difficile, ché il Giappone, finora, diede prova di giovanile fierezza,. si, ma anche di senno, accorgimento e tatto, come se avesse dietro di sé secoli di esperienza politica. D'altra parte, ragioni morali, mi litari, politiche, finanziarie e d'opportunità, consigliano la Russia ad evitare la guerra e siccome essa in tutte le sue imprese fu sempre paziente e mai avventurosa, così è probabile che, pur salvaguardando per quanto è possibile, il suo amor proprio ed anche i suoi interessi, trovi modo di fare delle concessioni e di dare qualche soddisfazione al Giappone col rimandare l'attuazione di taluno dei suoi progetti al domani. Ed il domani è suo! Aggiungo al presente~ Allegato 1) uno studio succinto sull'Esercito e la Flotta giapponese, ricavato da una pubblicazione russa, che mi parve ben · fatta, compilata da un ufficiale di Stato Maggiore e distribuita recentemente nell'esercito russo.
3. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE
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Pietroburgo, dicembre 1903 Oggetto: Relazione sulle forze armate del Giappone. Le forze armate del Giappone consistono: 1) dell'esercito permanente col suo complemento e riserva di reclute; 2) della milizia territoriale; 3) della milizia destinata a presidio di alcune piccole isole. - L'esercito permanente è destinato per le operazioni di guerra tanto nel paese che fuori; la territoriale per la difesa dell'Impero, la milizia per servizi ausiliari e per la protezione delle località dell'Impero piLt lontane. 13
Completame7J.to dell'esercito. Gli obblighi di servizio sono generali e personali; la popolazione vi è sottoposta dai 17 ai 40 anni; le popolazioni semiselvagge dell'arcipelago non prestano alcun servizio militare. Sono soggetti alla chiamata i giovani di 20 anni. Il termine ordinario di servizio è di 12 anni e 4 mesi, di cui 3 anni in servizio attivo, 4 1/3 in riserva e 5 anni nella territoriale. Circa 13.500 uomini vengono però ascritti alla riserva dopo due soli anni di effettivo servizio. La riserva reclute è formata dai chiamati che superano il numero degli annotati; in questà categoria gli uomini rimangono 7 anni e 1/3, dopo di ché vengono assegnati alla guardia nazionale. Al momento della mobilitazione la riserva reclute viene chiamata insieme alla riserva ordinaria per completare le truppe permanenti. Sono liberati dal servizio militare soltanto le persone completamente inabpi - agli altri si concede in tempo di pace, libertà e si dà facoltà di ritardare la presentazione: Il Giappone ha addotato il sistema territoriale, quindi lo Stato è diviso in 12 circoscrizioni divisionali, ognùna delle quali è formata di 4 sezioni reggimentali. Ognuna di queste fornisce: 1 reggimento di fanteria, 1 battaglione di riserva e 1 reggimento territoriale. La cavalleria e le altre armi, vengono fornite da tutta la circoscrizione divisionale; i riparti della guardia si reclutano in tutto l'Impero. I sottufficiali si completano con uomini di truppa che hanno finito il plotone d'istruzione di reggimenti. Il. corpo degli ufficiali viene completato colla promozione dei « prapor6ki » (allievi ufficiali). Questi sono promossi a tal grado uscendo dalla scuola militare (1 anno di corso) a cui sono ammessi i giovani che hanno servito nelle file 1 anno e sei mesi e che hanno terminato il corso della scuola milit are centrale. Per la promozione del prapor?fik a sottotenente è neéessario l'assenso di tutti gli ufficiali del riparto. In seguito al gran numero di ufficiali divenuti necessari in questi ultimi anni, circa 400 sottufficiali combattenti vengono annualmente promossi ufficiali. Per gli ufficiali è stabilito il limite d'età: pel tenente generale 70 anni, pel maggiore generale 65, per l'ufficiale superiore 54,, pel maggiore 50, capitano 48, tenente o sottotenente 45. Le competenze in denaro pei vari gradi risultano dalla tabella seguente: gli ufficiali della guardia ricevono all'anno 30 rubli in più di quelli dell'esercito. Le competenze foraggio vengono fornite secondo il numero dei cavalli in ragione di 16 rubli 1/2 annui per cavallo. L'istruzione. . _Yiene imparti~a coi .r<:go~ai:nenti .~erma?ic~ del 1880 abbre~ viat1. Nella (antena ogm md1v1duo: ed ogm riparto sono assai bene istruiti; si muovono con ordirie e sono assai svelti nei mo14
vimenti. Benché gli uomini di truppa siano di piccola statura ed insufficientemente sviluppati fisicamente, pure hanno ottimo aspetto, sono poco esigenti, sopportano bene la fatica. In cavalleria i cavalli sono molto deboli e poco istruiti; i cavalieri non sono forti in sella; le andature non sono sviluppate; la sella e il fornimento non sono regolari. Sul campo di battaglia la cavalleria estrinseca poca attività; non sorveglia quasi affatto i fianchi e si mantiene quasi sempre alle spalle. In generale la cavalleria giapponese fu finora di qualità molto scadente. In artiglieria, il personale è perfettamente istruito e il materiale è tenuto in ordine perfetto, ma i cavalli d'artiglieria lasciano a desiderare ed è perciò che l'artiglieria è poco mobile.
Completamento dei cavalli nell'esercito. Si fa per mezzo di rimonta e per contribuzione o obblighi, in tempo di guerra; perciò il territorio dell'Impero è diviso in 13 sezioni, secondo il numero delle divisioni. In generale il numero dei cavalli che si trovano inscritti non può in modo alcuno soddisfare ai bisogni in caso di mobilitazione.
Direzione del!' esercito. L'Imperatore è il capo supremo di tutte le forze armate del Giappone. Le questioni importanti vengono discusse dal Consiglio superiore di guerra composto di generali che portano il titolo di Ghensui:. I più prossimi cooperatori dell'imperatore sono 3, indioendenti l'uno dall'altro: il ministro della Guerra; il capo di Stato Maggiore . ed il capo della Direzione per l'istruzione delle truppe. Per metter d'accordo le azioni di questi tre organi ed anche per unire l'attività dei dicasteri della guerra e della marina, nel 1900 fu costruito un consiglio composto: dei ministri deJla guerra e della marina, dei capi di Stato Maggiore e del capo della Direzione per l'istruzione delle truppe
Lo Stato Maggiore. Lo Stato Maggiore si compone di 6 divisioni e si trova sotto l'immediata direzione del sotto capo dello Stato Maggiore Generale. Tre dei capi divisione sono anche capi di Stato Maggiore delle 3 circoscrizioni di difesa in cui. è diviso l'Imoero (mmi circoscrizione di difesa è comoosta di 4 circoscrizioni divisionali; capi di circoscrizione di difesa col grado di marescialli . curano la preparazione delle truppe alla guerra e alla difesa della propria circoscrizione; oltre di ciò esiste un'amministrazione temporanea dell'isola di Formosa. Il Corpo degli ufficiali di Stato Maggiore è completato con ufficiali aventi terminato il corso della scuola superiore ed aventi dopo di ciò, servito un anno nei reparti. Vi sono in tutto 150 ufficiali di Stato Maggiore. 15
Istituzioni militari. L'intendenza è costituita da magazzini di oggetti, di officine per la confezione delle uniformi e della fabbrica di panno di Sengi. Le istituzioni d'artiglieria consistono in due arsenali: 1) Arsenale di Tokio, avente le divisioni: a) d'armi (prepara circa 300 fucili al giorno); b) di strumenti; e) di trasporto treno; d) selleria e fornimenti; e) di cartucce (10.000 cartucce al giorno). 2) Arsenale di Osaki composto delle officine: a) di affusto; b) di cannoni (facente tutti i cannoni in armamento nell'esercito giapponese, su forme fornite dall'Inghilterra, la Francia e la Germania); e) fonderie (fonde 100 tonnellate di ghisa al giorno); d) spolette; . e) fonderia d'acciaio (senza forni Bessemerov); f) cariche; g) selleria. Vi sono due fabbriche di polveri, governative a Habasci e a Hokhao. Esistono 7 depositi di rimonta: 3 di 2.000 cavalli, due di 5.000, uno di 600. Presso il deposito principale è una mascalciascuola.
Truppe permanenti. La fanteria è composta di 4 reggimenti della guardia e 48 dell'esercito (su 3 battaglioni). In totale 156 battaglioni su 4 compagnie. La cavalleria si compone di 1 reggimento guardia e 16 esercito: totale 55 sgua_d roni. L'artiglieria: a) da campagna, ha 1 reggimento guardia e 18 reggimenti armata, aventi in totale 114 batterie; il reggimento guardia e 12 reggimenti armata, sono armati di cannoni da campagna a tiro rapido, 5 reggimenti con cannoni · da montagna e 1 reggimento con cannoni e da campagna e da -montagna. I reggimenti si dividono in 2 divisioni di 3 batterie, le batterie sono su 6 pezzi, in totale: 486 pezzi da campagna e 198 da montagna. · · b) L'artiglieria da fortezza è composta di 6 reggimenti e 3 battaglioni autonomi; totale 20 battaglioni, su 4 compagnie.
e) Personale del parco d'assedio. Il genio si compone di 13 reggimenti genio ed uno di ferrovieri (su 3 compagnie). Vi sono inoltre 13 battaglioni treno e 12 comandi di gendarmi. · Le truppe dell'isola Formosa si compongono di 12 battaglioni (su 3 compagnie), 3 squadroni, 3 batterie e 3 compagnie. genio. 16
Truppe di riserva. Si formano all'atto della mobilitazione e si comporranno di 52 battaglioni, 17 squadroni, 19 batterie, 13 compagnie genio e 13 compagnie treno.
Milizia territoriale. Si forma all'atto della mobilitazione: 52 reggimenti fanteria (su 2 battaglioni), 26 squadroni, 13 reggimenti d'artiglieria (su 4 batterie), 13 battaglioni genio (2 compagnie), 13 battaglioni 1 treno (2 compagnie).
Milizia delle isole. a) dell'isola di Hokkaido (2 battaglioni fanteria e 3 comandi di cavalleria, artiglier ia e genio); b) dell'isola Tsusimo: (1 battaglione fanteria, 1 squadrone, una batteria da montagna).
¡ Organizzazione tattica. Tutti i riparti dell'esercito permanente sono formati in 13 divisioni (di cui una della guar dia) 2 brigate di cavalleria autonome (2 r eggimenti) e due br igate artiglieria autonome (3 reggimenti) . L'organico di ciascuna divisione è il seguente: 4 reggimenti fanteria, 1 r eggimento cavalleria, 1 reggimento artiglieria, 1 battaglione genio, 1 battaglione treno. Le truppe dell'isola Formosa sono formate in 3 brigate di 4 battaglioni, 1 batteria, 1 squadrone, 1 compagnia genio. In caso di guerra avvengono le seguenti nuove formazioni: a) ogni battaglione del genio forma un piccolo e un grande parco da ponte (un ponte 36 metri, 1 ponte 96 metri). Ogni battaglione treno for ma per la sua divisione 4 colonne viveri (viveri per 4 giorni) 4 colonne munizioni di fanteria e colonne munizioni artiglieria; 6 lazzaretti da campagna e 1 riser va cavalli. Le truppe territoriali si formeranno in 13 divisioni di 8 battaglioni, 2 squadroni, 4 batterie e 2 compagnie genio. Le divisioni delle truppe permanenti e territoriali possono essere formate in corpi d'armata o in armate.
Forza numerica Secondo i ruoli del piede di pace la forza corrisponde a 8.100 ufficiali e 133.500 uomini di truppa (di fatto non se ne hanno che 110.000), secondo i ruoli del piede di guer ra circa 10.750 ufficiali e 348.000 uomini di truppa (non comprese le riserve) prendendo in considerazione che tra riserva e territoriale si hanno circa 2.800 ufficiali e 265.000 uomini di truppa, si può dedurre che questi ultimi sono pienamente sufficienti per portar l'esercito sul piede di guerra, tanto piÚ che si hanno inoltre circa 50.000 uomini di riserva reclute (d~l resto quasi non istruiti 17
affatto). Per ciò che ha riguardo agli ufficiali sembra che ne manchino circa 1.000 per le truppe di riserva. btg. Comandi o istituzioni « 1° Esercito perm. » a) truppe attive Fanteria 52 rgt. (su 3 btg.) Cavalleria 17 rgt. (su 3 btg.) Artiglieria da camp. 19 rgt. (su 6 btg.) Artiglieria da fort. 6 rgt. (su 3 btg.) Genio 13 btg. zap. Genio 1 btg. ferrov. Treno 13 btg.
sqd. Camioni Ufficiali Truppe impiegati
156 55 684 20 13 1 13
Totale
203
Fanteria Cavalleria Artiglieria (19 btr.) Genio Treno
52
13cp. 13 cp.
Totale
52
55
684
Cavalli
1.100
2.900
2.770
4.160
143.000
520
400
9.300
9.000
800
12.600
8.800
530 270 20 270
10.800 7.000 550 7.740
70 215 15 40.000
7.500
193.790
61.390
b) Riserva
T otale esercito . perm.
24.950 2.350 2.650 1.600 3.050
17
114
2~ + 26 cp.
II Territoriale Fanteria 52 rgt. (su 2 btg.) Cavalleria 26 sqd. Artiglieria 13 rgt (su 4 btr.) Genio 13 btg. (su 2 cp.)' Treno 13 btg. (su 2 cp.)
17
114
1.000
34.600
9.000
72
798
8.500
228.390
70.390
2.600 130
96.300 4.520
200 4.650
210
5.510
3.010
130
4.700
80
104 26 312 13 13
_ I
130
7.500
3.920 11.860
uso
210 82.460
Totale delle Terriit.
130
26
312
3.200
118.530
III Milizia Totale dell'esercito sul piede di guerra
1 1 386 99 26cp.
6 1.116
35 11.735
348.100
+
Armamento. La fanteria ed il genio sono armati di fucili a magazzino Meidji mod. 1897. Per le t ruppe di riserva e territoriali si pos18
siede una buona quantità di fucili a magazzino Murata ed inoltre fucili Pibody e Remington . Dati principali dei fucili: Calibro Magazzino per Peso colla baionetta Velocità iniziale
Meidji 6.5 mm 5 cartucce 4.3 chili 725· m baionetta pugnale
Murata 7.5 mm 8 cartucce 4.5 chili 610 m sciabola baionetta
La baionetta viene inastata solo dalle sentinelle e all'attacco. Alcune divisioni hanno in esperimento delle mitragliatrici. La cavalleria è armata di sciabole con fodero di metallo e carabine Meidji mod. 1897. L'artiglia da campagna e da montagna è armata di cannoni a tiro rapido Arisaka mod. 1898 da 7.5 cm, con compressori idraulici. La polvere è senza fumo, di fabbricazione giapponese. Cassoni 2 per batteria· in tempo di pace - 6 in tempo di guerra. I serventi sono armati di daghe. Le batterie della Formosa sono armate di cannoni di bronzo Ukatzins da 7.5 cm. L'artiglieria di fortezza ed il parco d'assedio hanno cannoni e mortai dei più recenti sistemi e anche una grande quantità di vecchi cannoni di bronzo.
Flotta. Il Giappone possiede una flotta da guerra relativamente molto importante. Eccone la forza: Corazzate di 1• classe Corazzate di 2" classe Incrociatori di p classe ·Incrociatori di 2• classe Incrociatori di 3• classe Navi per la difesa costiera Cann onieri di 1a classe Cannonieri di 2• classe Trasporti Incrociatori torped. Torpedieniere distruttrici Tor pediniere di 1• classe Torpediniere di 2· classe Torpediniere di 3a classe
6 2 6 9 7
10
2 14 4
1
20 18
31 28
In totale : 158 navi e, secondo il programma del 1895 che dovrà essere eseguito nel 1905, il numero delle navi ascenderà 19
a 185. La maggior parte delle navi sono di recentissima costruzione e armate di artiglieria a tiro rapido, fabbricate da Armstrong. Sulle vecchie navi si trova in parte artiglieria Krupp. La flotta di commercio si compone di 800 navi a vapore e 25.000 navi a vela. Molte di esse possono essere adibite ad uso 'd i guer ra e a tal uopo nei porti si conserva al completo l'armamento per esse. · Grazie a questa flotta commerciale il Giappone può, pochi giorni dopo indetta la mobilitazione, imbarcare nel tempo stesso, 4 divisioni con tutte le proviande e sarreggi.
4. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 47
Pietroburgo 17 (4) giugno 1904
Oggeto: Mobilitazione di riparti vari e forze destinate in Estremo Oriente. Facendo seguito al mio rapporto n. 42/37 del 29 (16) scorso mese, ho l'onore d'inviare alla S.V. le seguenti informazioni: 1. I movimenti del 10°, 17° Corpo d'Armata e riparti vari di cavalleria, dalle rispettive sedi a Kharbin in Manciuria, stanno effettuandosi a seconda di quanto ebbi ad indicare. Essi ebbero inizio:
a) tra il 10 maggio· 21 aprile ed il 17 (4) maggio per parte della divisione di cosacchi d'Orenburgo e dei due reggimenti cosacchi di Ural; b) il 18 (5) maggio per le truppe dei due Corpi d'Armata · 10° e 17° incominciando da quelli più ad oriente e continuando così successivamente;
e) il 2 giugno · 20 maggio per la Brigata di cosacchi del Caucaso che si era concentrata ad Armavira a nord dèl Caucaso stesso e che venne così ad incastrarsi fra le truppe dei suddetti Corpi d'armata. I movimenti, che sembra si effettuino regolarmente, stanno continuando: i 'primi riparti sono giunti in questi giorni a Kharbin, gli ultimi saranno avviati probabilmente dall'Europa nella seconda quindicina di luglio e giungeranno in Manciuria dopo la metà d'agosto (nuovo stile). 2. Il 14 (1) corrente è stato emanato un ukaz di chiamata parziale alle armi delle classi di riserva di complemento, per portare sul piede di guerra, oppure su organico rinforzato, alcuni riparti di riserva delle circoscrizioni militari di Kazan, Mosca 20
e Kiev, come pure alcuni riparti di armi speciali, sanitari e battaglioni di complemento. E fu . in pari tempo emanato l'ordine di chiamata alle armi per tutti gli ufficiali di complemento dell'Impero destinati ai riparti di cui sopra e l'ordine per la requisizione quadrupedi in taluni distretti delle circoscrizioni suddette, a seconda della necessità. Con tale chiamata alle armi sembra vagliasi provvedere non soltanto alla mobilitazione delle due divisioni di riserva 54• e 61 • di cui ebbi ad accennare nel n. 8 del già citato mio r apporto, ma anche a quella di altre divisioni pure di r iserva ed alla costituzione di alcuna di esse sul piede di pace rinforzato. Finora le notizie che si hanno in proposito sono assai vaghe, ma, giudicando da alcune nomine, promozioni, trasferimenti di ufficiali e da altri sintomi analoghi, sembrerebbe che con le truppe stesse si vogliano costituire due Corpi d'armata, di due divisioni ciascuno, da inviare in Estremo Oriente ed altre divisioni di riserva, sia sul piede di guerra, sia sul piede di pace rinforzato, da lasciare sul posto, in sostituzione dei riparti d'Europa fatti partire, oppure da tenersi pronti, pel caso che si manifestino necessari ulteriori invii sul teatro della guerra. Le divisioni di riserva che pare verranno formate sono dieci e di esse cinque di primo turno e cinque di secondo. E precisamente: 51\ 54\ 55a, 56" a 61" di primo turno e 68", 71", 72\ 73" e 78' di secondo turno. I due Corpi d'armata che si costituiranno saranno il 5° ed il 6° di Siber ia; al comando del 5° è già stato nominato il generale di fanteria Sobolev, che era l!ggiunto del comandante della circoscrizione militare di Kiev ed al comando del 6° Corpo d'armata il tenente generale Dembovsky, che trovavasi a disposizione del ministro della Guerra. Le divisioni di cui trattasi si costituiranno, com'è ben noto, con la trasformazione delle brigate di riserva esistenti, alle quali affluiranno tutti i richiamati, gli ufficiali di complemento e (specialmente per quanto concerne gli ufficiali superiori e i capitani), gli ufficiali tratti mediante sorteggio dagli altri Corpi e riparti dell'esercito, che già in parte sono stati avviati in questi ultimi giorni alle nuove sedi. Le classi della riserva di complemento chiamate sotto le armi appartengono ai seguenti distretti, la di cui conoscenza serve anche di indicazione per dedurre le brigate di riserva che si stanno trasformando in divisioni di primo e secondo turno: a)Circoscrizione militare di Kazan': Governo di Penza: distretti di Penza, Gorodi~tensk, Jusara, Keren, Krasnolobodsk, Mokfansk, Norovfati, Nifoe Somovo, Saransk e è'.:embarsk. Governo di Perm: distretto di Krasnoufimsk. Governo di Simbirsk: distretto di Senzuleisk. Governo di ·Samara: distretto di Samara, Buguruslane, Bugulimin, Buzuluk, Novoduzene e Stavropol. 21
Governo di Saratov: distretto di Saratov, Bolasovo e Atkarsk. Governo di Oremburgo: distretto di Orei:nburg e di Verchneural. Governo di Ufa: distretto di Ufa, Zlatusk, Menzilinsk, Sterli' timak. b) Circoscrizione militare di Mosca:
Governo di Mosca: distretti di Broniza, Kolomna, Serpuchov e Bogorodsk. Governo di Tambov: distretti di Tambov, Kirsanov, Kozlov; Moséansk, Spassk, Ternikov e Satsk. Governo di Vladimir: distretti· di Alexandrovsk e Pokrovsk. Governo di Voronez: distretti di Vorone:t, Bobrovsk, Zemliansk e Nizne Dievitsk. Governo di Orel: distretti di Bolchovo, Eliz, Livny e Mtensk. Governo di Rjazan': distretti di Zaraisk, Sapojkov e Spassk. Governo di Tula: distretti di Venev, Epifan, Krapivna e Pen. e) Circoscrizione militare di Kiev: Governo di Charkov: distretti di Actirsk, Kolcansk e Lebedinsk. Governo di Kursk: distretti di Sigrovo, Timsk, Rilsk, Graivorona. 3. Il 1° Corpo d'armata, composto della 22a e 37a divisione di fanteria, di sede rispettivamente a Novgorod e a Pietroburgo, è stato avvertito riservatamente che dovrà, appena possibile, recarsi in Estremo Oriente e che riceverà per ciò, fra non molto, l'ordine di mobilitazione. Esso sta già attuando le operazioni preliminari al riguardo. In conseguenza di ciò la 23a divisione di fanteria, appartenente al 18° Corpo d'armata, di stanza a Revel, è stata fatta giungere due giorni or sono a Pietroburgo, a fine çli dare il cambio alla 22a divisione suddetta, che disimpegnava il servizio di presidio e di guardia nella capitale ed immediati dintorni, durante il periodo estivo. Il 1° Corpo d'annata è al comando dell'aiutante generale e generale di cavalleria barone Meyendorf. 4. Il 1° Corpo d'armata sarà inviato in Mainciuria al termine dei trasporti in corso del 10° e 17° Corpo d'armata, ossia, presumibilmente, verso la seconda quindicina di luglio (nuovo stile). Dopo, sembra che verranno avviati il 5° e 6° Corpo d'armata di Siberia più sopra accennati, i quali, nel frattempo, si costituirebbero ed inizierebbero nei dintorni delle rispettive sedi, un periodo d'istruzione, esercitazioni e manovre che li consolidino. E' superfluo che soggiunga che se le informazioni di cui sopra sono abbastanza attendibili, tuttavia, per la grande ed ingegnosa cura posta dallo Stato Maggiore nel mantenere segreto quanto concerne la preparazione alla guerra, coadiuvato in ciò m irabilmente da una paziente ed abile censura, non possono in genere ritenersi sicure che le notizie annunciate ufficialmente.
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5. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE I N 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT. N. 7
Pietroburgo · 29 (16) gennaio 1905
Oggetto: 2a e 3a squadra russa del Pacifico Ho l'onore d'inviare a cotesto Comando le seguenti informazioni sulla 2" e 3• squadra navale russa del Pacifico: 1. I due primi scaglioni della 2• squadra russa del Pacifico, dopo aver seguito le strade del Capo di Buona Speranza e del Mar Rosso,. trovansi ora riuniti presso Nossi bay, al nord dell'isola di Madagascar, al comando del vice-ammiraglio Rozestvensky, comandante in capo della squadra stessa. Stando ad informazioni di fonte francese giunte di là, le navi di tali scaglioni sarebbero ancorate presso un'isoletta situata nell'ampio e comodo golfo, continuerebbero le esercitazioni ed i tiri, praticati anche di tanto in tanto durante il lungo viaggio e riparerebbero le piccole avarie incontrate. Sempre le stesse notizie di fonte francese dicono che tali navi si dimostrano ben tenute e ben manovrate. Il terzo scaglione della squadra stessa che traversò or non è molto il Mar Rosso, sembra che debba partire dai pressi di Gibuti, dove or a si trova, fra un paio di giorni, ossia verso il 1° di febbraio (nuovo stile) per raggiungere gli altri due scaglioni a Nossi bay verso il 10 o 15 febbraio. Secondo i progetti esistenti in questo momento, prendendo per base le disposizioni emanate ai trasporti-carbone, sembra che la 2• squadra debba lasciare le acque di Madagascar, con tutti i suoi tre scaglioni riuniti, verso i primi di marzo, avviandosi verso Oriente, per cercare di togliere ai giapponesi la supremazia del mare e di entrare a Vladivostok. Ciò corrisponderebbe a quanto ebbi ad accennare a cotesto Comando nei precedenti miei rapporti al riguardo, fin dall'ottobre scorso, quando segnalai che, malgrado le speranze esistenti nelle alte sfere e nel popolo russo, era p ressoché impossibile che la 2• squadra giungesse nei pressi del teatro della guerra (dato che effettivamente si decida ad avviarvisi e lo possa), prima dell'inizio della buona stagione, ossia della nostra primavera. · Dicesi che il Rozestvensky, benché ancora estremamente nervoso, sia ora in buona salute. Egli diede grandi prove di severità lungo il viaggio e non pochi furono gli ufficiali sbarcati e rinviati in Russia, a subire severe punizioni, per mancanze commesse, anche non gravi.
2. La 3• squadra navale russa del Pacifico, della quale ebbi a trattare a cotesto Comando nel mio rapporto n. 137 /123 del 26 (13) dicembre scorso anno, sta allestendosi nel porto di Libau. 23
A causa però della scarsità di ufficiali ed operai meccanici, dei ritardi causati dagli scioperi avvenuti nelle diverse fabbriche ed officine, del desiderio di avviare · al più presto a rincalzo del Rotestvensky quanto v'ha di pronto e di disponibile, le navi di tale 3a squadra che partiranno per l'Estremo Oriente, saranno per ora, una parte soltanto di quelle a cui ebbi ad accennare nel rapporto suddetto: le altre o non sono pronte o son rinchiuse fra i ghiacci a Kronstadt o non hanno personale istruito e adatto per loro servizio. Tali navi destinate a partire costituiranno la 1• divisione staccata di navi della squadra del Pacifico, posta al comando del contrammiraglio Nebogatov e sono le seguenti (oltre a trasporti vari): · 1) Corazzata Nicola I 2) Corazzata guarda coste Ammiraglio Apraxin 3) Corazzata guarda coste Ammiraglio Siniavin 4) Corazzata guardia coste Ammiraglio Ufakov S) Incrociatore Vladirriir Monomach · Esse avrebbero dovuto lasciare Libava il 2 febbraio (20 gennaio) ma a causa degli scioperi ed anche della rigida stagione, che eslge l'invio di un rompighiaccio da Pietroburgo, per facilitare l'uscita delle navi dal porto, la partenza non potrà avvenire che fra una decina di giorni. Occorrono poi altri tre o quattro per regolare le bussole e quindi, se nulla succede e se nuovi cambiamenti nei progetti non avvengono, la divisione stessa inizierà qefinitivamente il suo viaggio fra un paio di settimane. Tale divisione seguirà la via del Mediterraneo e Mar Rosso, facendo sosta e rifornimenti di carbone e provvigioni a Skagen, Tangeri, Suda e Gibuti. Dato che essa parta realmente verso il 10 o 15 febbraio (n.s.), potrebbe trovarsi tra Gibuti e Madagascar circa due mesi dopo, ossia verso la metà di aprile. I russi, come già ebbi ad accennare in un altro rapporto, sperano così che essa possa seguire il Rozestvensky, manovrante nei mari d'Estremo Oriente e trovarsi nella possibilità o di completarne la vittoria o di sostenere un rovescio o di distrarre una parte delle forze di Togo o di minacciare le coste del Giappone, ecc. Il comandante della divisione, contrammiraglio Nebogatov, gode buona fama, ma non sembra abbia dimostrato finora alte capacità marinaresche o di comando. Ha 55 anni. Ha ultimato il Corpo di cadetti di marina e l'Accademia navale. Ufficiale nel 1871. Capitano di fregata nel 1888; comandò varie navi. Capitano di vascello nel 1895, fu aiutante di bandiera del comandante della squadra d'istruzione del Baltico. Nel 1901 fu promosso contrammiraglio e nel 1903 fu nominato comandante della squadra d'esercitazione del Mar Nero, al qual posto trovasi ora. 3. Dalle notizie che si hanno qui, sembrà ·che i giapponesi abbiano pressoché ultimato di riporre perfettamente in ordine le loro squadre navali. a) quella di Kanimura, già starebbe eseguendo una specie 24
di blocco di Vladivostok, il che preoccupa alquanto le autorità navali russe, le quali, b~nché vi abbiano accumulato materiale e carbone ed altro carbone abbiano nelle miniere del nord della Corea che è tuttora in loro possesso, tuttavia contavano · ancora per qualche tempo sopra rifornimento dalla parte di mare; b) quella di Togo che ha già il distaccamento avanzato di Urin, composto di rapidi incrociatori, torpediniere e sottomarini, che sembra spingersi fin nell'Oceano Indiano ed attendano il Rozestvensky e sopra tutto i suoi trasporti carbone al varco, sta ora col. grosso delle navi costituendosi per marciare a suo tempo contro la flotta russa.
6. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N . 162
Pietroburgo 4 febbraio (22 gennaio) 1905
Oggetto: Il generale Kuropatkin e il funzionamento dell'alto Comando in Manciuria. Secondo alcune informazioni particolari fornitemi da persona in grado di trovarsi al corrente di' quanto riguarda l'esercito russo operante in Manciuria, sembra quanto segue: 1. Il generale Kuropatkin sarebbe furibondo contro il- ministro della guerra Sacharov e contro lo Stato maggiore generale, che non assecondano le sue domande, che gli fanno anzì continuamente picche e dispetti, i quali rendono ancor più difficile la situazione nella quale si trova. Egli ha dichiarato che, colle forze di cui dispone e col nemico che ha di fronte, non si sente in grado di poter prender l'offensiva; che gH occorrono nuove truppe, nuove artiglierie e una linea ferroviaria meglio sistemata con un maggior numero di treni giornalieri. Viceversa, lo stato maggiore russo non lesina le critiche al Kuropatkin, benché non le esprima altamente. Esso dice che il comandante delle truppe operanti in Manciuria ha delle esigenze straordinarie, che vorrebbe gli trasportassero e gli nutrissero sul teatro della guerra l'esercito russo intero, che le forze che egli aveva chiesto prima di partire, sono ormai da un pezzo oltrepassate e che egli manca di coraggio moralè.
2. L'offensiva della 2a armata russa, comandata dal generale Grippenberg, non fu ordinata da Pietroburgo per ragioni politiche, come fu detto, ma siccome il Grippenberg stesso aveva fatto sapere che essa era possibile, così fu lasciato al Kuropatkin 25
di giudicare se non fosse il caso di tentare un' òperazione che sollevasse il morale delle truppe, alquanto depresso dopo la presa di Port Arthur e dopo venute a conoscenza dei disordini verificatisi in Russia. Il Kuropatkin acconsentì, non solo, ma diede tutte le disposizioni perché se l'armata del Grippenberg fosse riuscita a scuotere la sinistra giapponese, le altre due armate dovevano tentare un'avanzata generale. Viceversa poi, quando il Grippenberg, dopo due giorni di successi, comunicò che tutto andava bene e chiese che fosse effettuato il movimento offensivo progettato o gli si inviassero rinforzi, ricevette l'ordine formale di ritirarsi. Si rifiutò in principio, ma l'ordine essendogli stato ripetuto due volte e d'altra parte trovandosi ormai in aria e minacciato di esser tagliato fuori, dovette finire col r itirarsi davvero, dopo aver avuto, in un'operazione che non aveva servito a nulla, circa quindici mila uomini fuori di combattimento. Furibondo il Grippenberg ebbe una scena violenta col Kuropatkin, dopo la quale dichiarò che rinunciava al comando della 2a armata ed ottenuto il permesso di tornare a Pietroburgo, sembra sia già in viaggio da tre o quattro giorni e che conti di recarsi dall'imperatore per reclamare contro il Kuropatkin. Al comando della 2a ar mata sarebbe stato già posto temporaneamente il tenente generale Milov, comandante dell'8° Corpo d'armata. 3. L'azione temporeggiante del Kuropatkin, il non aver egli ancora ottenuto un solo successo neppure parziale di qualche importanza, la guerra spietata che gli muovono, sia il ministro della guerra generale Sakharov, come già accennai in altri rapporti sia il viceré Alekseev, che trovasi qui a Pietroburgo e desidera certamente di fargli scontare la mortificazione che per lui ebbe non è molto a subire, gli tolgono, poco alla volta, non solo la fiducia del pubblico, che, dopo averlo portato alle stelle, comincia a dubitare di lui, a mormorare, a chiedere se sia davvero quel grande capitano che la Russia s'aspettava, ma anche quella dell'imperatore. Il sovrano, invero, già dopo Liao-ia'n e le insistenze del Sacharov, il quale sosteneva che Kuropatkin avrebbe potuto e dovuto colà guadagnare la battaglia, sol che avesse più osato aveva cominciato ad essere perplesso e dubbioso sul suo conto e se poi gli aveva affidato il Comando in Capo, decidendosi a toglierlo all'Alekseev, fu solo per consiglio e pressione dell'imperatore Guglielmo, il quale, colla maggioranza del pubblico militare, vedeva, nel dualismo tra il viceré e il generale, una causa inevitabile di rovesci. Ora, l'ultima scena tra il Kuropatkin e il Grippenberg nella quale sembra che quest'ultimo abbia accusato il primo, oltreché di incapacità, anche di invidia, comunicando direttamente, nella sua qualità di generale aiutante di campo, tale sua impressione all'imperatore, pare che abbia deciso lo zar a richiamare il Kuro. patkin e a nominare un nuovo comandante in capo. Se la cosa sia proprio vera non saprei, ma in ogni caso essa ha molto del verosimile. A me personalmente sua maestà l'imperatore, al quale ebbi occasione di presentarmi col nuovo amba26
sciatore, or sono pochi giorni, disse, accennando al movimento offensivo del Grippenberg, allora appunto in corso d'esecuzione, che sperava avrebbe avuto buon esito, perché: « il était bien temps de bouger et l'obtenir un succès ». E quel « il était bien temps », fu pronunciato in modo tanto marcato, che mi suonò subito rimpr overo, per la lunga inazione, al comandante in capo. 4. I soldati sembra che continuino ad avere fiducia in Kuropatkin, che tutti conoscono almeno di fama ... e che sa parlar loro, ma, a quanto sembra, gli ufficiali che si trovano sul teatro della guerra, anche di alto grado, non si peritano di criticarlo acerbamente forte e di ripetere · che manca di slancio e di fuoco sacro. Gli ultimi attriti col Grippenberg, conosciuti e commentati e l'inutile sacrificio di tante esistenze, non hanno certamente contribuito ad aumentare i buoni sentimenti a suo riguardo. Del resto, dopo il ritorno della scorreria Miscenko, che non ebbe brillante ~uccesso, benché arditamente condotta e soprattutto dopo il ritorno della 2' armata, che erasi recata al fuoco con buona parte delle ultime truppe giunte d'Europa, dicesi che il morale dei soldati e degli ufficiali sia molto basso. La persuasione di non riuscire a spuntarla contro i giapponesi, col Kuropatkin e con un'altro comandante qualsiasi, non solo a forze eguali, ma anche con forze in parte superiori, comincia a farsi strada. I disagi senza fine,. le sconfitte, la lontananza dalla patria e dalle notizie e soprattutto la poca speranza di un vero successo per terra o per mare, abbatte gli uomini e fa si che soldati ed ufficiali- anelano la pace e, malgrado le batoste subite, salterebbero con gioia il giorno in cui essa fosse conchiusa.
In margine: Comunicato al 1° aiutante di campo di S.M. il re con l'elenco n. 162 del 18 febbraio 1905. Comunicato al ministro della Guerra con l'elenco n. 176 del 22 febbraio 1905.
7. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE P ROT.
N. 13
Pietroburgo 22 _(9) febbraio 1905
Oggetto: 2a e 3a squadra russa del Pacifico Facendo seguito al mio rapporto n . 7 /6 del 29 (16) gennaio n.s. relativo alla 2'· e 3' squadra russa del Pacifico, ho l'onore di significare a cotesto Comando quanto segue: 1. La 1" divisione staccata della Squadra del Pacifico uscì dal porto di Libava (Porto Alessandro III), liberato dai ghiacci 27
per mezzo di rompighiaccio, verso la fine del gennaio russo (10-12 febbraio n.s.) e, dopo aver eseguito alcuni brevi esperimenti d'artiglieria e verificate le bussole, salpò definitivamente, per recarsi a raggiungere la squadra del Ro~estvensky il 14 (1) corrente. Oggi 22 (9) febbraio, la suddetta divisione, dopo essersi provvista di carbone presso Skaghen, sembra che abbia continuato la sua rotta, avviandosi nel Mar del Nord. Essa subì una forte tempesta nei giorni scorsi e si trattenne pm del prestabilito negli stretti di Danimarca, sia per le difficoltà di caricare carbone durante il mare assai mosso, sia per dar tempo all'incrociatore « Vladimir Monomach » di riparare alcune avarie verificatesi nella sua macchina. La divisione di cui trattasi partì così formata: · Corazzata Nicola I: nave ammiraglia Corazzata guardacoste: Ammiraglio Apraksin Corazzata guardacoste: Ammiraglio Siniavin Corazzata guardacoste: Ammiraglio Usakov Incrociatore di 1a classe: Vladimir Monomach Incrociatore di 2a classe: Russ col parco aerostatico Trasporti: Livonia, Kuronia e Xenia Piroscafo cisterna: Conte Strogonov Piroscafo Svir Ospedale galleggiante Kostroma. L'Imperatore non si recò a salutare i marinai partenti, come aveva fatto sempre per qualsiasi distaccamento navale o riparto di truppa avviato sul teatro della guerra, da dopo l'inizio di questa, ma, a causa dei torbidi esistenti in Paese, degli scioperi gravi di Libava e dei timori della polizia. Restò nella sua residenza di Tzarskoe ed inviò il generale ammiraglio granduca Alessio a recare il suo augurio e la sua benedizione alla suddetta divisione navale comandata dal contrammiraglio Nebogatov. Malgrado gli scioperi che in parte persistono ancora nelle officine e nei cantieri privati e governativi, le autorità marittime fanno il possibile per sollecitare i lavori di allestimento delle navi per la prossima grande battaglia. Tralasci;mdo di parlare delle truppe di Port Arthur, che stanno, come già dissi, subendo un assedio regolare e che potranno resistere più o meno lungamente, a seconda d'infinite circostanze, non apprezzabili tutte, per ora, da lontano, accenno qui come le forze di Kuropatkin, pure essendo inferiori ancora in numero a quelle che complessivamente le tre armate giapponesi avanzantisi contro di lui possono mettere in campo, non sono però più tanto scarse da non poter dare alcun affidamento di vittoria in mano di un buon generale che sappia convenientemente maneggiarle, usufruendo dei vantaggi non pochi della sua posizione. Kuropatkin, invero, dispone all'ingrosso dai 100 ai 112 battaglioni, dai 48 ai 60 squadroni o sotnie e dai 272 ai 296
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pezzi ed ha tutto ciò sottomano o facilmente concentrabile in un dato punto, mentre i giapponesi potranno contrapporgli all'incirca dai 116 ai 132 battaglioni, dai 40 ai 43 squadroni e dai 360 ai 396 pezzi, oltre forse a qualche batteria di obici e mortai,· ma occupano un fronte di 150 chilometri separato da ostacoli di rilievo. E' bensì vero che i russi a causa dell'ultima battaglia di Va-fan-gou, hanno parecchi dei riparti di cui sopra con effettivi assai diminuiti, ma i giapponesi si trovano in analoghe condizioni, con l'aggravante dei numerosi distaccamenti che occorre loro lasciare lungo le linee d'operazione. A ciò s'aggiunga che Kuropatkin occupa una posizione centrale, dispone di città e luoghi abitati, di rotabili e di una linea ferroviaria al tergo delle sue truppe, che facilitano gli spostamenti e, sulle quali sono da settimane accumulate risorse, mentre i giapponesi agiscono in una zona montana, povera e intricata. 2. La squadra navale russa di Port Arthur, dopo miracolo di attività e pazienza, è riuscita recentemente a sgombrare il canale dalle mine ed ostruzioni vari"e e ad ultimare le riparazioni occorrenti a tutte le navi, state avariate nei precedenti conflitti. Poi, improvvisamente, uscì dal porto e si avviò in alto mare il 23 (10) corrente. Composta di sei corazzate, cinque incrociatori e dieci torpediniere essa aveva evidentemente non solo la possibilità, ma tutto l'interesse e probabilmente anche tutto il desiderio di cimentarsi in battaglia col suo grande tormentatore, l'ammiraglio Togo. Invero, anche prescindendo dalle ragioni morali, d'amor proprio, di risentimento, ecc. (che hanno pur sempre un gran peso nelle cose di guerra) sta di fatto che essa doveva sentire, senza dubbio, la necessità di affrettarsi ed attaccare il nemico per due considerazioni essenziali: a) la possibilità (che non deve escludersi) di poter essere privata da un momento all'altro della propria base colla presa di Port Arthur o di essere nuovamente chiusa in trappola, b) la necessità di togliere alfìne ai giapponesi, appena la cosa poteva essere tentata, quel dominio assoluto del mare e quella schiacciante preponderanza navale, che rese ad essi possibile fin qui il tranquillo trasporto di truppe, materiali e provvigioni e·che impedirebbe o renderebbe assai rischioso l'avviamento in Estremo Oriente, a suo tempo, della potente squadra di rinforzo che sta allestendosi presentemente nel Baltico. In quanto ai giapponesi, essi hanno, è vero, una flotta balda, fiduciosa, pratica, istruita e allenata, ma occorre tener presente che, indipendentemente dai non pochi e difficili compiti a cui essa deve provvedere per le condizioni della guerra e dal logor amento, dovuto ai parecchi mesi di navigazione, essa ha risentito una sensibile diminuzione di fo rze dall'inizio della guerra stessa: due corazzate, quattro incrociatori e parecchie_torpediniere sono perdute; una corazzata, cinque incrociatori ed altre navi minor i pare siano in riparazione perché avariate. Ora, della squadra russa uscita il 10 corr. da ·Port A:rthur non si ha più avuto qui a Pietroburgo notizia alcuna! Dicono i giornali esteri che attaccata dalle torpediniere nemiche ha
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perso una corazzata tipo Peresviet ed ha avuto avariato fortemente una corazzata con un incrociatore tipo ·Sebastopoli e Pallada, la cosa non è confermata ufficialmente. Ad ogni modo la squadra stessa è tornata a Port Arthur?, è riuscita invece, sacrificando le navi di cui sopra, a forzare il blocco e ad , avviarsi a Vladivostok o altrove?, ha dato battaglia al nemico e gli ha inflitto dei danni? Ecco quanto ansiosamente si domandano i russi e quanto l'ammiragliato, tormentato, sospeso e trepidante, deve lasciare senza risposta, per mancanza assoluta di notizie dirette. Se si aggiunge però che la squadra russa di Vladivostok, composta di tre incrociatori e parecchie torpediniere è libera essa pure nei suoi movimenti, che essa fece giorni sono un'audace e riuscita scorreria certamente ripetibile e che farà di tutto per riunirsi alla squadra di Port Arthur, si comprenderà facilmente come quest'ultima non debba trovarsi in condizioni veramente disastrose ma possa ancora non lasciarsi sfuggire l'occasione di cercare di rialzare il prestigio navale russo e, con esso, le sorti della guerra, attaccando, alla fine ed ovunque essa si trovi, risolutamente il nemico. Ma avrà tale audacia? E all'audacia corrisponderà l'abilità? E' assai difficile il rispondere, ma esempi troppo recenti ne fanno dubitare.
8. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N . 22
Pietroburgo 16 (3) marzo 1905
Oggetto: Dopo le battaglie di Mu.kden I particolari che giungono in Russia direttamente dalla Manciuria e quelli più numerosi che recano i giornali esteri, fanno sempre più apparire la battaglia di Mukden come un ,vero disastro per i russi. E ciò non tanto per la quantità di morti, feriti, prigionieri e dispersi, che collocano per altro · la battaglia stessa tra le principali che conti la storia, quanto per le gravi conseguenze materiali e morali che essa non può mancare di arrecare. Finora i russi davano, se non proprio come giustificazione, per lo meno come causa essenziale di loro insuccessi, l'impreparazione primitiva, dovuta alle loro tendenze pacifiche e la temporanea inferiorità numerica, dipendente dalla lontananza tra il centro d'azione e quello delle risorse. A vero dire, le battaglie cli Liao-ian, quelle dello Scia-he e di Sandepu, lasciarono alquanto dubitare che altre ragioni, specialmente d'indole morale, conferissero, a parità di altre circostanze, una superiorità ai giap30
ponesi, ma i russi non vollero mai ammetterlo e la prova solenne in proposito, per l'abilità indubitabile del Kuropatkin, non era stata data. Ora, dopo le battaglie di Mukden, la cosa cambia d'aspetto: quivi i russi avevano fatto pressoché il massimo degli sforzi loro consentiti dalle speciali condizioni della guerra attuale, quivi avevano ·acçumulato uomini e materiali ·dopo mesi di attiva preparazione e quivi avevano eretto fortificazioni, costruito linee di comunicazione anche ferroviarie, posto a contributo tutte le risorse locali e quelle tecnico-militari. Se malgrado ciò, se malgrado l'importanza da essi attribuita al possesso della capitale della Manciuria e ad un successo anche minimo, che per contraccolpo avrebbe reso più facile la situazione interna del vasto -impero, o facilitato eventuali trattative di pace e se malgr ado infine le alte capacità militari del comandante Kuropatkin (che ha certamente dei difetti, ma che sarà ben difficile sostituire in meglio), non fu possibile ai russi resistere all'impeto del loro nemico giallo, difficilmente essi potranno, salvo circostanze speciali ed imprevedibili, spostare sensibilmente, in seguito, quei successi, che sembrario ormai definitivamente avvinti alle armi giapponesi. Il dilemma, insomma, dopo le battaglie di Mukden, che ebbero luogo a tredici mesi dall'inizio della ,guerra, sembra che s'imponga chiaramente: o i russi, anche quando sono superiori in numero ai giapponesi, non posseggono nella guerra attuale quella somma di fattori materiali e morali che possono loro coùsentire di batterli; oppure, date le condizioni del teatro della guerra, essi non sono in grado di conseguire sopra dei giapponesi la superiorità numerica. Le tre armate russe si ritirano ora lungo la ferrovia verso il nord: la prima armata,. pare, in buone condizioni, le altre due disordinatamente, specialmente la seconda. Finora non si . hanno in proposito notizie precise. Allo Stato Maggiore dicono che le armate russe ebbero 25.000 morti, circa 60.000 feriti e che lasciarono al nemico solo 4.000 prigionieri · con una ventina di cannoni e due bandiere. Probabilmente i prigionieri e i cannoni presi dai giapponesi saranno in numero superiore, ma la mancanza di dichiarazioni ufficiali da parte di questi ultimi, lascia alquanto dubbiosi in proposito. I giapponesi mantengono per mezzo della loro cavalleria e di speciali riparti di fanteria, il loro contatto coi russi, retrocedenti a tappe di circa 15 km al giorno e si dice anche che cercheranno di accerchiarli o di prevenirli su qualcuno dei numerosi ponti attraversanti gli affluenti del Liao e del Sungari e magari anche a Ghirin e Ciau Ciun. Se però non è da escludersi la rottura di qualcuno dei ponti stessi e della ferrovia per parte dei Tungusi o attacchi qua e là dei medesimi, specialmente dove la frontiera mongola più s'avvicina alla ferrovia, d'altra parte però sembra difficile che i giapponesi si trovino in grado, colla scarsa cavalleria di cui dispongono e la povertà della regione 31
da attraversare, di effettuare un inseguimento veramente ·attivo e capace di grandi risultati. Oltre tutto poi, occorre tener presente che i russi, per tradizione, sono maestri nell'eseguire le ritirate; che il soldato russo per la. sua tempra speciale, per la resistenza alle fatiche e ai disagi, per la poca sensibilità morale, che lo rende pressoché refrattario ai grandi scoraggiamenti, fa presto, anche dopo grandi fatiche e magari anche dopo esser stato preso dal panico, a ritornare in mano dei suoi superiori e a ridiventare capace di sostenere baldamente nuovi cimenti. Le tre armate russe pertanto ad ogni giorno che passa, riacquistano certamente ordine, consistenza e vigore e se, per la mancanza di munizioni ed approvvigionamenti, di posizioni facilmente difendibili dopo Tieline, saranno probabilmente obbligate a retrocedere fino agli affluenti del Sungari e forse anche oltre, esse non debbono però essere assolutamente considerate come quantità trascurabili. L'impressione prodotta in Russia dall'esito sfortunato delle battaglie di Mukden e dalla ritirata al nord di Tichin fu grande e superiore certamente a quella cagionata dalla battaglia navale del 10 agosto dello scorso anno, dalla ritirata da Liao-ian e dalla caduta di Port Arthur. Anche i pessimisti, i quali affermavano che Kuropatkin non sarebbe mai riuscito a scacciare i giapponesi dalle loro ottime posizioni al sud del Scia-he, ritenevano fermamente che egli avrebbe pqtuto mantenersi nelle formidabili posizioni che aveva potentemènte fortificato a nord di tale fiume. Grandi furono quindi le disillusioni e le querimonie e le ricerche delle cause degli insuccessi. Grandi, ma non immense, ché la censura sulla stampa, un esagerato amor proprio nazionale, la lontananza del teatro della guerra, la preoccupazione pei disordini interni e l'indole stessa del popolo russo un po' indifferente a tutto, limitarono le manifestazioni esterne di cordoglio e di dolore. La vita del paese seguì il suo corso solito e lo straniero, a Pietroburgo o a Mosca o in provincia, non si sarebbe accorto certamente, tra i teatri e le feste del carnevale, che la Russia stava scrivendo una delle pagine meno belle e più dolorose della sua storia. Ciò posto, sorge naturale una domanda: la Russia, dopo quanto è successo, tende a continuare la guerra o ad intavolare trattative di pace? Se la logica dovesse imperare, visto ·che ogni giorno aggrava la situazione, che la vittoria è ormai impossibile, salvo che a troppo caro prezzo ed a troppo lunga scadenza, che le riforme indispensabili ed urgenti per evitare assai grossi malanni alla nazione esigono un ambiente calmo nel quale possano essere seriamente studiate e tranquillamente attuate, che le r isorse finanziarie del paese si esauriscono, che le amicizie ed alleanze politiche rallentano i loro vincoli, che nel Turkestan o nel Caucaso o in Polonia gravi guai si preparano, ecc., ecc., visto tutto ciò, insomma, ed altre cose ancora, è evidente che la Russia dovrebbe sventolare al più presto il ramoscello d'olivo. Ma se la 32
logica imperasse, la Russia non avrebbe fatto la guerra e siccome le ragioni che indicavano prima dello scoppio delle ostilità di trattare benevolmente col Giappone, sono all'incirca quelle che ora consiglierebbero di fare altrettanto, così è difficile supporre che se non r iuscirono a condur re a buoni risultati allora, vi pervengano ora. Ci sono di mezzo, è vero, le batoste subite, che dovrebbero aver servito di lezione o di salutare avvertimento, ma non hanno esse invece procurato, in realtà, nuove ferite d'amor proprio, ossia le più gravi per i piccoli caratteri? Ciò non toglie per altro, che ogni giorno ed ogni disposizione relativa al prolungamento della guerra apportano le lor o difficoltà: data la situazione interna, una mobilitazione su vasta scala potrebbe essere causa di maggiori disordini e in talune località riuscire perfino pericolosa; la Francia sembra che abbia fatto sapere che non vuol più prestar quattrini, salvo che per la pace, talché fu necessario un prestito russo interno; alcuni generali, tra i quali il Dragomirov, dicesi, che abbiano esposto nettamente la situazione all'imperatore consigliandolo a desistere dal suo concetto di « guerra ad oltranza »; il Paese è staneo di sacrifici ed i militari stessi se non gridano ad alta voce di volere la pace, tuttavia la desiderano certamente. Insomma un'incertezza incompleta che non consente di fare previsioni sicure. Tuttavia, se si tien conto delle attuali relazioni politiche tra Francia ed Inghilterra fra di loro e rispettivamente coi due belligeranti: Russia e Giappone; dell'interesse che quelle hanno, per diverse ragioni e d'accordo in ciò con altre nazioni a veder cessare ora le ostilità; di taluni sintomi per ora poco precisabili ma che sembrano disegnarsi all'orizzonte e dell'indole russa, incapace generalmente di condurre a termine con per sistenza e tenacia un'impresa complessa qualsiasi, salvo che ponendo a contributo il tempo, si può dire che ci sia forse in questo momento qualche piccola probabilità di più in favore di una prossima pace. Tutto sta nel trovare il modo come possa esser fatto il primo passo!
In margine: Comunicato al 1° aiutante di campo di S.M. il re · con foglio 346 del 6 aprile 1905.
9. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 23
Pietroburgo 21 (8) marzo 1905
Oggetto: Forze militari russe sul teatro della guerra Facendo seguito alle precedenti mie comunicazioni, relative alla mobilitazione di riparti vari ed alle truppe avviate o da 33
avviarsi m Estremo Oriente, ho l'onore di significare a cotesto Comando quanto segue: 1. Le brigate cacciatori l' ,' 23, ·5a di cui ebbi ad accennare nel mio rapporto n. 139/125 del 28/15 dicembre scorso anno, giunsero interamente a Mukden verso i primi giorni di gennaio. Esse furono assegnate alla II Armata e vennero a trovarsi durante le battaglie di Mukden verso l'estrema destra (occidente) delle posizioni russe. 2. Il XVI Corpo d'armata, fatto partire dalla Russia europea al seguito delle suddette brigate cacciatori, giunse a Mukden subito dopo le medesime, ossia durante il mese di gennaio. Fu assegnato alla III Armata, disposta, come è noto, al centro delle posizioni russe. 3. La 10a divisione di cavalleria che avrebbe dovuto seguire il' XVI Corpo d'armata fu invece trattenuta in Russia, dove trovasi tutt'ora, mobilitata, in attesa di disposizioni presso la sua sede normale a Kharkov. Dicesi che ne sia stata ritardata la partenza per questioni di trasporti ed anche per la prova non troppo felice fatta sul teatro delle operazioni dagli altri dragoni della Russia europea pa brigata di cavalleria indipendente). Sembra che verrà fatta partire fra non molto. 4. La 3a e 4a brigata cacciatori ed il IV Corpo d'armata, dopo essere stati passati in rivista da sua maestà l'Imperatore, presso le rispettive sedi, verso i primi giorni del gennaio corrente anno, furono successivamente avviati in Manciuria, dove avrebbero dovuto arrivare, secondo i progetti stabiliti, nel corso del mese di febbraio. Alcuni scioperi invece avvenuti in località dislocate lungo il transiberiano ed un conseguente ingombro di vagoni, cagionarono forti ritardi, talché la 3" e 4" brigata cacciatori non giunsero neppure in tempo a prender· parte alle battaglie di Mukden e si trovavano soltanto colla testa dei rispettivi riparti a nord ·di · Tieline quando le Armate di M:;mciuria vi passarono durante la loro ritirata. In quanto al IV Corpo esso trovasi tutt'ora tra il Baikàl e Kharbi1:-,. dove comincerà a giungere verso il 23 (10) c.orrente.
5. I cento battaglioni di fanteria di complemento di cui ebbi ad accennare alla lettera f. del già citato rapporto n. 130/125, furono formati, analogamente ad altri riparti o depositi di complemento di cavalleria, artiglieria e genio. Essi, dovendo servire a raccogliere ed istruire gli uomini necessari per tenere permanentemente al completo i riparti vari che trovansi sul teatro della guerra, ricevettero coll'ultima mobilitazione del dicembre s.a. dai 1.500 ai 2.000 uomini ciascuno. Coi medesimi e con ufficiali tratti in maggior parte .da riparti dell'esercito permanente, vennero già costituiti degli interi battaglioni e di essi 26 colla forza di mille uomini ciascuno, all'incirca, furono già avviati sul teatro della guerra, intervallati ad alcuni riparti della 2a, 3" brigata cac34
ciatori e del IV Corpo d'armata, sembra che stiano giungendo in Manciuria in questi giorni. Restano pertanto disponibili nella Russia europea presso i suddetti battaglioni o depositi cli complemento dai 130.000 ai 150.000 uomini, coi quali le autorità militari stanno attualmente provvedendo alla formazione di altri battaglioni e riparti vari d'artiglieria e genio, che verranno avviati, appena possibile, ossia man mano che i trasporti lo consentiranno, sul teatro della guerra, a fine di riporre, all'ingrosso, nella loro forza normale, i riparti stati decimati o pressoché distrutti nelle recenti battaglie e ricostituire così regolarmente i Corpi d'armata che trovansi in Manciurià prima di avviarne dei nuovi dall'Europa. 6. La brigata Plastuni di sei battaglioni ha iniziato1la sua partenza per la Manciuria il 10 (24 marzo) febbraio e la divisione mista del Caucaso di nuova formazione quattro o cinque giorni dopo la: seguì. 7. Il 20 (1) corr. fu indetta una requisizione parziale di quadrupedi nelle circoscrizioni militari di Odessa, Varsavia e Mosca, a fine di fornire alle autorità militari circa cinque o sei mila cavalli, occorrenti per la costituzione di alcuni riparti treno, sanitari e per la formazione di sei nuove batterie da montagna. 8. Sembra che il generale Kuropatkin, togliendo una compagnia ad ogni reggimento di fanteria posto ai suoi ordini, abbia formato due divisioni cacciatori alle quali avrebbe dato il numero di quelle .che erano a Port Arthur e che ora più non esistono, 4" e 7a_ Tali nuove divisioni, proprio pochi giorni prima delle battaglie di Mukden (e quando cioè i giapponesi fecero correre la voce di voler iniziare le loro operazioni contro Vladivostok ed effettuarono o simularono nei pressi di tale piazza uno sbarco), sembra siano state sollecitamente avviate ad aumentare la guarnigione della fortezza russa del Pacifico. 9. Nulla è stato ordinato fin'ora per una nuova mobilitazione, quantunque siavi chi, lavorando di fantasia e d'induzione, indichi già i Corpi d'armata che in numero di cinque o sei, e riuniti in una 7a armata, dovranno essere avviati, appena possibile, sul teatro della guerra. E' più che probabile che effettivamente stiansi studiando le disposizioni da emanare in tale senso, ma nulla fin'ora è stato deciso, ché le difficoltà di pr ocedere cogli attuali "disordini interni ad operazioni di mobilitazione in talune regioni, ed il. fatto che per parecchie settimane il transiberiano è occupato per il trasporto di materiali di rifornimento e di tutti quei nuclei di complemento di cui ebbi ad accennare nel precedente n . 5 del presente rapporto, rendono meno urgenti le disposizioni di cui sopra e ne ritardano quindi l'esecuzione.
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10. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 32
Pietroburgo 10 (28 marzo) aprile 1905
Oggetto: 2a e Y squadra russa del Pacifico I movimenti delia 2• e 3a squadra russa del Pacifico, in questi ultimi tempi, si sono effettuati a seconda delle più probabili previsioni, espresse nei precedenti miei rapporti e segnatamente in quelli n. 7 /6 e 13/12 del 29 gennaio e 22 febbraio e.a. La 2a squadra coi suoi scaglioni riuniti salpò da Nossi-bay verso la metà di marzo, abbandonò definitivamente le acque di Madagascar, pare, il 25 dello stesso mese e avanti ieri, 8 corrente, suddivisa sembra in due scaglioni, transitò con· uno di essi per lo stretto di Malacca, mentre l'altro, dicesi, ma non è però certo, passerà per lo stretto della Sonda, tra Sumatra e Giava, oppure seguirà il primo. Circa due settimane fa si vociferò a Pietroburgo che, a causa di un ciclone o di un attacco di torpediniere giapponesi, all'altezza all'incirca delle isole Chagos, le navi russe Navarino e Svetlana avessero subìto forti avarie. - La diceria non fu confermata, ma può darsi che qualche cosa di vero essa contenga, poiché le due navi di cui trattasi non furono fin'ora nominate tra quelle .appartenenti ai due scaglioni suddetti. Il 1° scaglione che sotto il comando del contrammiraglio Engvist passò da Singapore 1'8 corr . era così composto: Corazzata Sissoi Velikii; Incrociatori P classe: Oleg, Admiral Nachimov, Dmitri Donskoi, Aurora, Izmurud, Jemcing; Incrociatori 2• classe: Almak, Russ (con parco aereostatico), ex Ftirst Bismark, ex Kaiserin Maria Teresa, ex Kaiserin Augusta Vittoria, Kaiser Friedrich; Controtorpediniere 7; Trasporto ospedale Orel; Trasporti: Jaroslavl, Tambov, Vladimir, Voronid, Iupiter, Merenre, Meteore, Corea, Kitaj, Prince Gorfakov; 1 nave di salvataggio; 16 trasporti car~one. · ' Il 2° scaglione, al .c omando del Rozestvensky, co:tpprenderebbe le corazzate Kniaz Suvorov, Imperator Alexandr III, Borodino e Orel, e gli altri incrociatori, controtorpediniere, trasporti e trasporti carbone non compresi nello scaglione precedente. La 3" squadra russa del Pacifico gettò l'ancora il 3 aprile nei pressi di Gibuti, dove sembra sia giunta in buone condizioni: quanto prima essa pure attraverserà l'Oceano indiano avviandosi sulle tracce del Rozestvensky, che cercherà di poter raggiungere probabilmente in qualche golfo della costa di Annam (Saigon, Isola Pulo Condor o altri). In quanto alle previsioni sull~ fu tura azione del Rozestvensky, poco si può dire, dipendendo esse essenzialmente, oltreché dalle
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condizioni in cui si trovano le sue navi dopo la lunga navigazione, dalle operazioni che intraprenderanno i giapponesi. Se, come è probabile, questi non tr asporteranno la loro base a sud delle Pescadores, allora non si verificheranno per qualche tempo che urti di torpediniere, attacchi di trasporti-carbone, sequestri di navi commerciali da parte di entrambi i belligeranti e forse qualche scontro di incrociatori. Ed il Rofostvensky, al riparo in qualche golfo della costa di Annam, procederà a tutte le riparazioni possibili ed attenderà la squadra del Nebogatov per tentare poi colla stessa di giunger e a Vladivostok e di affrontare il Togo, nella speranza di strappargli quel. dominio del mare che potrebbe r ialzare le sorti della Russia nella guerra attuale. La riuscita degli intendimenti dell'ammiraglio russo è evidentemente più che problematica, malgrado il potente materiale di cui dispone, per le condizioni certamente non ottime delle sue navi, dopo tanti mesi di mar e, per la mancanza di un ricovero tranquillo e sicuro, per la difficoltà di proteggere i suoi trasporti, per l'impossibilità di ricorrer e ad un porto proprio ove riparare le avarie dopo uno scontro, sfortunato o no, per la difficoltà infine di raggiunger e Vladivostok senza urtarsi, nello stretto di Corea o in quello di $ungari o in quello di Pervuse, .colla squadra del Togo, riposata, rinnovata, pratica dei luoghi, fiera delle vittorie riportate. E' certo però,, in ogni modo, che il fatto che il Rozestvensky riuscì a portare ,la flotta a lui affidata nelle acque di Cina collo scadentissimo personale di cui disponeva, prova le sue eminenti qualità di comandante e che l'intervento, quasi sul campo d'azione, di questo nuovo fattore (d'arrivo assai incerto fino agli u ltimi giorni), è un grosso van· taggio per la Russia, sia che essa conti davver o di continuare la guerra ad oltranza, sia che pensi, fra non molto, quando cioè abbia anche riordinato e rafforzato le sue armate di Manciuria, d'iniziare, con possibile di buone condizioni, trattative di pace.
10. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N . 55
Pietroburgo 24 (11) maggio 1905
Oggetto: Nuove navi per la marina militare russa Fino dallo scorso anno una commissione presieduta dall'Imperatore e composta del,le principali autorità militari e marittime nonché del ministro delle Finanze, del controllore generale e di qualche altro grande funzionario dell'Impero, discusse le condizioni in cui veniva a trovarsi la marina russa, dopo gli ultimi gravi disastri ed il nuovo programma navale da cominciare ad attuarsi appena possibile. 37
Il princ1p10 che prevalse fu che, per le condizioni speciali politiche della Russia, tal programma dovesse essere stabilito con larghezza di vedute e di mezzi, senza riguardo a sacrifici. Furono fatte a tale riguardo sui giornali e nel pubblico diverse cifre e taluno accennò ad una spesa straordinaria preventivata .cli quattrocentotrenta milioni di rubli, altri perfino di settecentocinquanta milioni; nulla di sicuro però si seppe veramente. E così pure nulla di positivo poté conoscersi (e forse nulla di positivo fu finora definitivamente deciso), sulla quantità e specie delle navi da provvedere, quantunque all'Ammiragliato siasi vociferato, che il nuovo programma navale, che comprenderebbe il periodo dal 1905 al 1914, prevederebbe i seguenti aumenti: a) 10 corazzate di squadra, da circa tonn. 17.000 b) 12 incrociatori corazzate da circa tonn. 14.000 e) 12 incrociatori corazzate da circa tonn.
8.000
d) 15 incrociatori rapidi da circa tonn.
8.000
e) 50 contro-torpediniere da circa tonn.
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Il vice ammiraglio Dubassov, presidente del comitato tecnico di marina, incaricato di studiare e proporre i diversi modelli di nuove navi da ordinare, inviò una speciale commissione a visitare i cantieri europei e a raccogliere offerte di costruzioni, disegni e proposte. Le medesime sono ormai giunte da un pezzo e formano oggetto di studio pr esso il suddetto comitato tecnico, che sta anche ventilando progetti grandiosi d'impianto di nuovi cantieri (affidati magari nei primi tempi ad ingegneri e operai stranieri) , nonché l'istituzione di nuovi corpi di cadetti e scuole di marina, per provvedere alla deficenza d'ufficiali, macchinisti, ingegneri navali, ecc., deficenza che, già sensibile ora, si verificherà maggiormente in seguito. Intanto venne già ordinata la costruzione di alcune navi il di cui aumento era stato in parte progettato prima degli studi per il nuovo programma navale. Quelle di tali navi che risultano in modo sicuro, essendo già state inscritte nei ruoli della flotta russa, sono le seguenti: a) 3 incrociatori tipo Baian: Ammiraglio Makarov. Pallada-Baian (lunghezza piedi 442; larghezza piedi 56; spostamento tonn. 7.800, forza 16.500 cav. vap.); velocità nodi 21; annamento: 2 cann. da 8 d, 8 cann. da 6 d., 27 a tiro rapido di calibri minori. L'incrociatore Ammiraglio Makarov sembra sia stato ordinato in Francia a Tolone, gli altri due verra'nno costruiti ai cantieri del Nuovo Ammiragliato e del Baltico a Pietroburgo, ma non sono ancora incominciati. b) 4 calinoniere tipo Ghiliak: Ghiliak, Bobr, Sivietch, Korez (lunghezza 207, larghezza 36, spostamento tono. 963, forza 1.000 c.v., velodtà n. 12; armamento : 1 cann. da 120 mm, 5 cann. da 75 mm, 7 di calibro minore, due mitragliatrici. La canno-
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niera Ghiliak è g1a m via di costruzione all'officina Nevsky, le altre saranno costruite appena possibile, ma anche all'officina Nevsky; una al cantiere dell'Ammiragliato e l'altra a quella del Baltico. e) 10 cannoniere fluviali: Orocanin, Mongol, Burjat, Zabajkalec, Sibirjak, Korea, Kirghis, Kalmuk, Amurec, Ussurec. Saranno di 183 tonnellate, lunghezza 176 piedi, velocità 12 nodi, immersione due piedi. Sono in costruzione al cantiere Sormovsky sul Volga, presso Niznij Novgorod. d) 2 incrociatori torpedinieri: Vsadnik, Haidamak, da 570 tonnellate. e) 1 trasporto torpedini tipo J enisej: J enisej.
f) 2 torpediniere tipo Sokol. Tenente Maliéev. Ingegnere meccanico Anastasov. Saranno di 297 tonnellate; sono destinate ad essere inviate in pezzi a Vladivostok, non sono ancora state incominci~te. g) 29 , torpediniere. Tenente Sergheev, Capitano Iurasovsky, Ingegnere meccanico Svercev, Ingegnere meccanico Dimitriev, Bditel'nyj, Boevoj, Burnyj, Vnimatel'nyj, Vnuscitel'nyj , Vesinoslivi, Sil'nyj, Storogevoj, Strojnyj, Kaziascij, Rastoropnyj, Del'nyj, Dostojnyj, Djatel'nyj , Iskustnyj , Ispol'nitel'nyj, Krepkij, Legkij, Letu6j, Lichoj , Metkij , Molodetzkij, Mo~tnyj, Lieutenant Burakov. Saranno di 350 tonne llate. Di esse: 10 sono state ordinate a Schicau in Germania (saranno spedite in Russia in pezzi), 11 in Francia (4 ai cantieri delle Seine, 3 alle Forges et chantiers du midi, Havre, 4 nei cantieri Normand), le rimanenti 8 all'officina Nevsky a Pietroburgo.
h) 10 canotti torpediniere, numerati dall'l al 10; di 35 tonnellate. Sembra siano stati ordinati in America. Avrebbero motore a gazolina, velocità di almeno 20 nodi, grandi qualità nautiche e la ditta costruttrice avrebbe assicurato che possono percorrere 1.500 miglia senza bisogno di rifornimento. Dicesi anzi che la ditta stessa abbia proposto di spedire tali torpediniere sole dall'America in Europa. . Sono infine in costruzione altre torpediniere ed incrociatori torpedinieri, ma di essi, che sono stati ordinati per conto del comitato per l'incremento della flotta, presieduto dal granduca Alessandro Michailovic, dirò in un altro rapporto.
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12. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 60
Pietroburgo 27 (14) maggio 1905
Oggetto: Il vice ammiraglio Birilev e le squadre navali russe del Pacifico A seconda di quanto accennai a cotesto comando col mio rapporto n. 53/48 del 19 (6) corr., al quale il presente fa seguito, il vice ammiraglio Alessio Birilev, comandante del porto di Kronstadt e della difesa del Baltico, fu nominato comandante della flotta russa dell'oceano Pacifico con autorità di comandante d'Armata ed è partito la s.era del 25 (12) corr. per Vladivostok, dove arriverà dopo circa 18 giorni di viaggio. Viene così ristabilita quella carica che già occupò lo Skridlov e che rimase scoperta per quasi cinque mesi, da quando cioè la distruzione della flotta esistente ancora in Port Arthur tolse alla carica stessa ogni · ragione di essere. E non fu rinviato lo Skridlov perché la sua azione sul teatro della guerra fu trovata molle, priva d'iniziativa e di risorse e perché gli fu mosso appunto di essersi rifiutato, come gli proponeva l'Alekseev, di entrare a Port Arthur, forzando ,il blocco giapponese, per mezzo dellà torpediniera Lieutenant Burakov, che tre volte fece, felicemente, il viaggio da Yukon alla fortezza assediata. La scelta del Birilev (annetto al presente il suo stato di servizio), dati gli elementi di cui dispone la marina russa, appare veramente buona. Egli ha 61 anni, è robusto, attivo, energico, intelligente, pratico, ha tatto ed ascendente sul person ale; è però forse un poco poseur. Da un anno trovavasi comandante del porto di Kronstadt e della difesa del Baltico e sono memorabili i suoi ordini del giorno, talvolta anche veramente originali (1), coi quali dispensò riimproveri ed elogi, spronò gl'indolenti, svegliò l'amor proprio, limitò gli scioperi ed i danni conseguenti, fece lavorar.e e produrre (quanto era possibile), oper:-ai, marinai, ingegneri, comandanti di navi, ecc .... Durante tutto l'anno suddetto può affermarsi ch'egli rifece, con successo, una parte dell'educazione dei marinai del Baltico e può affermarsi altresì,
(1) Cito qui, a semplice titolo di curiosità, un ordine del giorno del Birilev che, per essere emanato in Russia e nel momento attuale, e non soltanto originale, ma anche coraggioso: « Il capo della polizia di Kronstaclt mi riferisce che il sottufficale di marina N.N., in pubblico, si espresse a mio riguardo con parole ingiuriose. Permetto al sottufficiale N.N. ed a chi si sia d'ingiurarmi fin che vuole, fuori di servizio e non in mia presenza. Ordino al capo della polizia di non fare inchiesta od atti a tale riguardo, essendo la polizia incaricata cli sorvegliare le azioni e non le parole. Un potere forte non teme né ingiurie, né temerari giudizi! Firmato Birilev ».
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che a lui devesi se, malgrado ostacoli d'ogni natura, la 2° Squadra del Pacifico poté essere allestita e partire e se la 3" Squadra poté seguirla non troppo tempo dopo. Il Birilev è insomma una buona promessa, come lo era il Makarov, benché però non abbia certamente né la larghezza di vedute, né la profondità di sapere di quello. Avrà maggior fortuna? Le · note pessimistiche relative alla salute del Rozestvensij sono cessate appena fece capolino la novella che le squadre ai suoi ordini, passato il Canale di Bashi (tra Formosa e le Isole Bashi a nord delle Filippine), erano ormai al largo dell'oceano Pacifico. E ciò lascia supporre che ]e notizie stesse fossero state messe in giro apposta, o per lo meno fossero state esagerate, per distrar l'attenzione dei giapponesi, analogamente a quanto fu fatto già un'altra volta, quando fu detto, alla partenza delle navi russe dal Madagascar, che esse si dirigevano su Gibuti per ritornare in Europa, a causa di avarie, ecc.... Ad ogni modo, sia il Rozestvenskij ammalato gravemente oppur no, la nomina del Birilev a comandante in capo della flotta del Pacifico lascia a questi la facoltà, tanto di sostituire il Ro:lestveskij stesso, se occorre, appena ciò sia possibile, quanto di prendere egli personalmente il comando delle -squadre navali 2° e 3°, con o senza la 1", di incrociatori (di cui però due soli finora sono in buone condizioni) che trovasi a Vladivostok al comando del cc;mtramIT?-iraglio Jessen. In quanto alle squadre del Rozestveskij, accennai col già citato rapporto alla possibilità che esse si rechino a Petropavlovsk, a sud della penisola di Kamciatka, da dove, a momento opportuno, tenterebbero di raggiungere Vladivostok, sia passando per lo stretto di La Perouse, sia appoggiando a Nikolaevsk, alle foci dell'Amur e transitando poscia per il Golfo dei Tartari. Tale ipotesi è motivata anche dal fatto che dicesi siano stati inviati in questi ultimi tempi alcuni trasporti carichi di carbone, provvigioni, apparecchi di telegrafo senza fili, ecc., da Vlad_ivostok a Nikolaevsk e Petropavlovsk. Del resto, l'obbiettivo del Rozestveskij, che ha indubbiamente bisogno di riparare le sue navi a fine di trovarsi nelle migliori condizioni possibili per accettare od offrire battaglia, è quello di raggiungere . Vladivostok, dove l'attendono depositi di ogni genere, un bacino, un arsenale, centinaia di operai con parti di macchine di ricambio e la sopraindicata 1" squadra del Jessen, rinforzata con 7 sottomarini, qualche torpediniera ed alcuni trasporti (vedasi rapporto 59/64 in data 27 [14] corr.) . Le strade sopraindicate facendogli evitare lo stretto di Corea e quello di Sungari, dov'è più facile ai giapponesi di sorprenderlo e di seminare di mine il suo cammino, gli darebbero modo di ottenere più facilmente il suo scopo. E quando le tre squadre russe riuscissero veramente a trovarsi riunite e r iparate a Vladivostok sotto gli ordini di Birilev e la quarta già fosse pronta a lasciare il Baltico per raggiungerle,
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la Russia avrebbe tanto in mano, sia da tentare, in mare, con speranza di qualche successo, la sorte delle ar.mi, sia da intavolare trattative di pace in condizioni favorevoli.
13. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 61
Pietroburgo 27 (14) maggio 1905
Oggetto: Consiglio su.premo della difesa nazionale in Russia Con rescritto imperiale del 18 (5) corr. venne istituita in Russia una Commissione speciale, presieduta dal granduca Nicola Nicolaievitch, incaricata di compilare il regolamento per un Consiglio supremo della difesa nazionale. A seconda di quanto è indicato nel rescritto stesso, l'istituzione di tale Consiglio fu giudicata necessaria per provvedere alle necessità dello Stato, svilupparne le forze armate, riunire in una sola attività quelle ora separate delle amministrazioni della guerra e della marina e porre d'accordo queste due colle altr~ amministrazioni dello Stato nelle questioni riguardanti la sicurezza del medesimo. Non vi ha dubbio che tale istituzione, che prenderà probabilmente a guida, quelle analoghe di Germania, Austria-Ungheria e Francia, potrebbe riuscire di grande vantaggio al paese. Se funzionerà a dovere, se sarà ascoltata e non invaderà le attribuzioni proprie dei ministri della guerra e della marina, essa servirà certamente a coordinare la lor o azione con quella degli altri ministeri (specialmente delle finanzé, degli esteri e delle vie di comunicazione) ed agendo come corpo consultivo in contatto immediato col sovrano, manterrà la necessaria continuità d'indirizzo ed allevierà i ministri militari della loro troppo grande somma di lavoro, nonché di quella responsabilità che oggidì anche un governo autocratico non può loro sottrarre. Ho seminato più sopra nella frase non pochi se ma il dubitativo è assai giustificato. Durante il regno attuale, invero, numerosissime furono le commissioni nominate le quali elaborarono progetti o diedero avvisi, che il sovrano poi, per influenze diverse, non accettò o non seguì. Cito due esempi fra i cento: 1° La legge mili tare sulla Finlandia, rimangiata un paio . di mesi fa e che era in fondo non solo ingiusta e vessatoria per i finlandesi, ma anche nociva per la Russia, fu fatta promulgare, a suo tempo, dall'imperatore ad istigazione del Bobrikov, contro il parere unanime di una Commissione composta di ministri e generali. 2° Or non è molto dopo la battaglia di Mudken, l'Imperatore affidò ad una Commissione presieduta appunto da.I gran-
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duca Nicola Nicolaevitch e composta di dieci alti funzionari militari (tra i quali il ministro, il capo di Stato maggiore, il Libko, il Dragomirov, ecc.) di rispondere se era conveniente di assecondare la domanda del Kuropatkin, tendente a continuare ad avere un comando sul teatro della guerrà: la Commissione, ad unanimità di voti, conchiuse di no, ma quando si recò ad ammirare il risultato delle proprie decisioni al sovrano, questi rispose di avere invece già telegrafato di sì. In quanto al Presidente del Consiglio supremo di difesa di cui trattasi, il granduca Nicola Nicolaevitch, esso è energico e risoluto, ma, malgrado ciò, non sembra dia affidamento sicuro di un funzionamento del consiglio stesso sereno, regolare, attivo, illuminato. Il granduca, che è cugino di Alessandro III; ha quasi 50 anni ed è ispettore generale di cavalleria. Bell'uomo, alto circa due metri, è più ottimo scudiero, che buon ispettore, energico, come dissi e perfino duro, è severo cogli altri, non con se stesso, di abitudini leggere, beve molto e volentieri; è intelligente, ma non sempre equilibrato, ha frequentato l'Accademia di Stato maggiore e preso parte alla guerra di Turchia, ma in fondo le sue cognizioni militari sono assai superficiali. Bel tipo, insomma, di comandante di riparti di cavalleria ... dell'epoca del Murat, non sembra all'altezza dell'alta e delicata carica che gli è stata ora affidata. In conclusione: ottima sarebbe anche in Russia l'istituzione di un Consiglio supremo della difesa nazionale, il quale risponde in realtà ad importantissime esigenze sociali e militari moderne. Difficilmente però essa pòtrà, nel momento storico che attraversa l'impero attualmente e sotto la presidenza del granduca Nicola Nicolaievitch, presentare tutti quei vantaggi che da essa si ripromettono ed ottengono le altre nazioni che l'hanno attuata. In margine: Comunicato al 1° aiutante di campo di S.M. il re con foglio n. 531 del 9 giugno 1905. · Comunicato al ministero della Guerra con foglio n. 549 del 17 giugno 1905.
14. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 64
Pietroburgo 7 (25 maggio) giugno 1905
Oggetto: Norme relative al servizio dei sottomarini In relazione al contenuto del mio rapporto n. 54/49 del 23/10 maggio, relativo ai sottomarini russi, ho l'onore di rias43
sumere qui di seguito a cotesto Comando le norme recentemente emanate dall'Ammiragliato russo per il servizio dei sottomarini stessi: 1) I sottomarini vengono assegnati ai vari porti; tutti quelli di un porto vengono affidati ad uno degli equipaggi di residenza nel porto stesso. A seconda del numero e qualità nautiche e militari dei sot.tomarini, qu~sti vengono divisi, in distaccamenti non superiori ai 15 sottomarini per distaccamento. 2) Il personale dei sottomarini di ciascun porto forma un comando che, a seconda del numero degli uomini, viene suddiviso in compagnie-. Gli uomini di questi comandi, non possono essere destinati ad altre compagnie. 3) Nel caso la colonna sottom~rini sia mantenuta separata in un porto, cioè non insieme all'equipaggio di cui fa parte, gli equipaggi di sottomarini sa.ranno aggregati, per le competenze, all'equipaggio e comando locale del porto, ove si trova Ja colonna. Se non vi sarà né equipaggio, né comando locale, il personale sottomarini formerà un riparto autonomo. Di fatto però rimangono effettivi all'equipaggio cui appartengono. 4) Appena un sottomarino viene ascritto ai ruoli della flotta:, riceve un equipaggio, che dovrà poi esser sempre mantenuto al completo. S) Gli equipaggi dei sottomarini saranno formati di uomini · le cui . qualità rispondano al servizio cui sono qestinati, che sieno di forte costituzione fisica e, per quanto possibile, che volontariamentè si propongano per essere ascr itti a detti equipaggi. 6) Il personale dei sottomarini è esonerato di . tutte le corvées d'equipaggio e non farà che quelle inerenti al servizio sottomarini. 7) Ogni colonna di sottomarini ed i loro equipaggi saranno affidati ad uno speciale ufficiale superiore o tenente di vascello con assegno di capitano di 2a categoria. Questo comandante sarà nominato con ordine del giorno imperiale e scelto di preferenza . fra gli ufficiali che avranno finito il co~so delle classi d'artiglieria e torpedini per gli ufficiali che hanno navigato nei sottomarini. 8) Se in un porto vi sono più colònne di sottomarini, il comando di tut.te le colonne, a terra, sarà devoluto al più anziano dei comandanti di colonna. 9) L'organico del personale di ogni colonna sottomarini, sarà così composto: il comandante la colonna, i comandanti i sottomarini e loro sostituti (1 e 1 per ogni sottomarino), 1 ingegnere meccanico, 1 flebotomo, 1 sanitario, 1 sottufficiale guardaroba, 1 bateler e l'equipaggio del sottomarino. 44
10) I comandanti dei sottomarini sono scelti di preferenza tra gli ufficiali superiori e suba! terni della flotta, che abbiano terminato i corsi per gli ufficiali di artiglieria e torpedini. 11) Urio almeno degli ufficiali di un sottomarino .deve aver terminato i corsi di cui sopra. 12) I comandanti e sottocomandanti dei sottomarini sono nominati per un periodo di servizio non inferiore a due anni. Non si potranno sostituire comandante e sottocomandante nello stesso tempo. 13) I comandanti delle compagnie d'equipaggi di sottomarini, saranno scelti fra i comandanti di sottomarini. Ogni compagnia, oltre l'organico tratto dai sottomarini, avrà in più un furiere maggiore e uno scritturale. 14) Ogni eqùipaggio avrà il 50% in più del suo organico prescritto per compensare le perdite. 15) Per istruirsi alla navigazione subacquea e per preparare i timonieri saranno adibiti agli equipaggi dei giovani marinai in numero corrispondente alla necessità. 16) Perché i sottomarini siano sempre tenu ti nel più perfetto ordine e perché il personale si mantenga continuamente all'altezza della sua missione, i sottomarini saranno comandati a un periodo di navigazione non inferiore ai mesi 3, in varie stagioni dell'anno. Durante la navigazione l'istruzione sarà fatta sotto la dir,e zione dei comandanti delle colonne. 17) Come ausiliario, durante le istruzioni, verrà ·comandata una nave di spostamento sufficiente e capace d'imbarcare tutti gli equipaggi di sottomarini, provviste di viveri e materiale e anche tutto il necessario per recar soccorso ai sottomarini in caso di avaria e curarne le riparazioni di poca importanza.
15. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 70
Pietroburgo 12 giugno (30 maggio) 1905
Oggetto: La battaglia navale di Tzusimu Nei vari miei rapporti inviati a cotesto comando, a proposito delle squadre navali russe del Pacifico, sia quando esse stavano costituendosi nel Baltico, come quando percorrevano con diversi itinerari la lunga e tortuosa via che doveva condurle in Estremo Oriente e quando, già riunite nei mari di Cina, si accin45
gevano a raggiungere Vladivostok, segnalai sempre come, indipendentemente da con siderazioni d'ordine materiale e strategico, mancasse ad esse quella somma d'intelligenza, di attitudini, di energie e di entusiasmi, che solo potevano essere arma di vittoria. La battaglia navale di Tzusima ha confermato ciò. Non starò a riassumere qui le fasi della battaglia stessa, di èui i pochi particolari finora conosciuti sono certamente più noti a Roma che a Pietroburgo, dove la censura trattiene, modifica ed inventa le notizie, ma accennerò invece, sia a quanto potei sapere al ministero della marina e da personaggi in genere bene informati sulle speranze ed intenzioni del Rozestvenskij prima della battaglia, sia alle perdite subite a causa della m edesima, sia, infine, all'impressione ed alle conseguenze dell'immane disastro navale. Il Rozestvenskij sembra che contasse di trattenersi più lungamente nelle acque dell'Indocina; a fine di eseguire parecchie riparazioni piccole, ma indispensabili, alle sue navi, di meglio rifornirle di carbone e di affiatare colla 2• squadra, partita dalla Russia ai suoi ordini, la 3a del Nebogatov, appena giunta. Le energiche proteste dei giapponesi indirizzate al gover no francese e le pressioni di questo (che a nessun costo voleva lasciarsi trascinare nel conflitto), a Pietroburgo, obbligarono invece il comandante delle squadre russe ad affrettare la sua partenza. Ciò probabilmente fece cambiare i suoi piani e mentre prima sembra che avesse l'intenzione di dirigersi a Petropavlovsk nel Kamciatka (dove sono . stati riuniti m ezzi varii di rifornimento) e poscia di raggiungere Vladivostok per lo stretto di Laperouse o per quello dei Tartari, dopo, mancando di carbone p er un lungo tragitto, dovette adattarsi a tentare la via più corta con maggiori probabilità d'incontrare il nemico. Ma la risoluzione di passare per lo stretto di Tzusima sembra che sia stata motivata anche da un'altra considerazione; dicesi invero che il Rofostvenskij abbia ricevuto il 19 (6) maggio, prima di attraversare lo stretto di Bashi, tra le isole ·di tal nome e Formosa, l'informazione (alla quale prestò fede) che la maggior parte della flotta giapponese trovasi col Togo alle isole Pescatore. E quindi, quando egli il 21 (8) maggio passò ad oriente di Formosa e, invece di lanciarsi nel Pacifico, si diresse verso nord puntando a Tzusima, pare che fosse persuaso di aver lasciato dietro di sé il nemico. Certamente i r ussi diranno che il Ro~estvenskij cercò la battaglia e che avanzò risolutamente contro il nemico, colà dove sapeva di trovarlo, ma è assai più probabile, invece, che egli sperasse, giocando magari d'astuzia e d'audacia insieme, di eluderne la vigilanza e di raggiungere il suo obbiettivo: Vladivostok. D'altra parte poi, v'ha anche chi afferma che il cambiamento di piano del Rozestvenskij ed il suo divisamento di afferrare il toro addirittura per le corna, sia dovuto al fatto (il quale irritò il suo sistema nervoso già assai irritato) che egli fu inform ato, poco prima di abbandonare le acque dell'Indocina, della nomina del Birilev a comandante della flotta del Pacifico. 46
In quanto alla battaglia navale, anche giudicando dal poco che si conosce, sembra che essa abbia provato: a) che il Rozestvenskij non era all'alt~zza del Coma:p.do affidatogli; egli, poco pratico del comando di una grande flotta, non fece assumere le formazioni convenienti, né emanò le disposizioni opportune prima della battaglia ed all'inizio della medesima. b) che per parte dei russi mancò completamente il servizio d'esplorazione, talché tutta la flotta fu sorpresa dal nemico quando già era entrata nello stretto di Tzusima.
e) che la poca omogeneità del materiale russo inceppò i movimenti e che il materiale stesso, in cattivo stato dopo la lunga traversata e per essere mal tenuto ed anche mal preparato (a causa di ruberie e negligenze), non rispose alle necessità di un combattimento navale moderno. d) che la mancanza di pratica, d'i,struzione, di attitudine e anche di patriottismo per parte dei marinai russi e di una buona parte degli ufficiali, si palesarono subito dopo i primi colpi di cannone talche le perdite dei giapponesi furono pressoché nulle, mentre presso i russi il disordine e ]a confusione generarono altrettanti danni che i colpi nemici e si ebbero a deplorare numerosi navi affondate, fughe più o meno giustificate, rese ignominiose. Le navi russe affondate, insieme a circa seimila marinai, sembra siano le seguenti: a) sei corazzate: Kniaz Suvorov, 'Imperatore Alessandro III, Borodino, Osliabia, Lissoi Velichii, Navarino. b) una corazzata guardacoste: Ammiraglio Usciakov. e) sei incrociatori: Nakhimov, Vladimir Monomach, Dimitri Donskoi, Svetlana, Izumrud, Ural. d) pare cinque controtorpediniere: Buini, Bezupreeni, Blestiasci, Bistri, Gromki . . e) pare quattro trasporti: Kamciatka, Irtisch, Anadir, Russ.
Le navi russe catturate insieme ai due ammiragli Ro!estvenskij e Nebog~tov e circa 6000 marinai, sono: a) due corazzate: Orel e Nicola I. b) due corazzate guardacoste: Ammiraglio Apraxine, Am. miraglio Seniavine. e) una controtorpediniera: Bedovi. d) due navi ospedale: Orel e Kostroma. Le navi russe giunte in porti neutri e ivi disarmate sono: a) tre incrociatori giunti a Manila avariati: ·Oleg, Aurora, Yemcing. .47
b) una controtorpediniera giunta a Sciangai: Bodri.
e) due trasport~ giunti a Sciangai: Svir e Corea. Le navi infine giunte a Vladivostok sono: a) il piccolo incrociatore di 2a classe Almaz. b) · le controtorpediniere Bravi e Grozni.
Immensa fu l'impressione prodotta in Russia dal risultato della battaglia di Tzusima che, indipendentemente da] rendere inattuabile ogni idea di pross.ima rivincita sul Giappone, riduce ormai pressoché al nulla la potenza marittima russa. Anche i più pessimisti, i quali affermavano che la flotta del Rozestvenskij era votata al. sacrificio, contavano per altro che una parte delle sue navi sarebbe pervenuta a giungere a Vladivostok e di là avrebbe potuto con scorrerie audaci minacciare le comunicazioni dei giapponesi. Ora invece a Vladivostok (dove sembra che il Gromovoi abbia toccato una mina e subìto serie avarie) non vi si trova che l'incrociatore Ro'ssija e l'ex-yacht del viceré: Almaz, ossia forze insufficienti per qualsiasi operazione anche modesta. Intanto tutte le disposizioni per la partenza della 4a Squadra del Pacifico sono state sospese; i marinai noleggiati ad Amburgo per i trasporti di carbone sono stati rinviati in Germania; i contratti per l'invio del carbone nelle diverse località che trovansi sulla via dell'Estremo Oriente sono stati disdetti. Tutta l'attività della marina _russa, che comincia a preoccuparsi del fatto che nel Baltico sono ben scarse le forze navali disponibili, si concentra nell'allestimento, per quanto è possib.ile affrettato, di controtorpediniere e sottomarini. I nvero, indipen. dentemente da una guerra con potenze europee, la Russia deve ora considerare anche l'eventualità non molto probabile, ma çertamente possibile, che' il Giappone invii nel Baltico un buon numero d'incrociatori incaricati di bombardare Libava, Viirdava, Riga, Porto Alessandro III, Reval, Helsingfors, Viborg e di seminare il panico a Pietroburgo e nei suoi dintorni dove si trova la Corte. L'impresa non è molto facile, ma è attuabile; essa non è forse del genere di quelle che possono tentare i giapponesi, i quali vogliono sempre dalla parte loro pressoché il cento per cento di probabilità, ma i russi debbono prenderla in considerazione se non vogliono essere sorpresi dal Giappone al Baltico. I giappon~si potrebbero giungere in circa sei settimane: il primo viaggio del Nissiru e del Kassuga informi! Ho detto più sopra che l'impressione della grave disfatta subita dalla flotta russa fu immensa nell'impero degli zar. Immensa, sl, ma non disastrosa. Un po' per la grande distanza alla quale ha avuto luogo l'avvenimento, e per la nessuna conseguenza dannosa immediata nel paese non tocco nelle sue parti vitali, 1m po' per ignoranza ed incoscenza che non consentono di ben percepire la gravità del fatto, un po' per fatalismo ed apatia, fatto sta che il forestiero che venisse a Pietroburgo o 48
percorresse la Russia non si accorgerebbe dall'atteggiamento del popolo, della Sllcietà inteliettuale e delle autorità, della grave sciagura che ha colpito la nazione. Ciò è sconsolante aal punto di vista sociale, ma potrebbe essere una grande forza in mano di un governo abile. Il guaio però è che il governo non è abile! · Voci di pace intanto ripetono i giornali: quelle chiacchierate che a fior di labbro sembra fossero state iniziate poco dopo la battaglia di Mukden, sono state riprese, auspice il Presidente Roosevelt, che sembra abbia ottenuto dalla Russia e dal Giappone di nominare dei rapprese~tanti incaricati di scambiarsi direttamente delle idee sulla possibilità di venire ad un accordo che faccia cessare le ostilità. Kiusciranno tali tentativi e il primo passo ne genererà altri più importanti e concludenti? E' difficile a dirsi: sono in gioco interessi capitali, l'amor proprio di una grande nazione e, quel che è peggio, l'amor proprio di un monarca autocrate, gretto di idee, debole ma testardo, incapace di rendersi esatto conto di una situazione complessa, circondato da consiglieri ignoranti e presuntuosi. In tali condizioni e quando cioè non è la logica che guida, possono essere facilmente prese le più opposte decisioni.
16. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 77
Pietroburgo 28 (15) giugno 1905
Oggetto: Il granduca Alessio dispensato dalla carica di capo
della marina russa Fin dal 1903, in occasione della morte del ministro della Marina vice-ammiraglio Tirtov e della nomina del suo successore, segnalai a cotesto Comando, coi miei rapporti n. 156 e 166. del 13 e 24 marzo, come fosse estremamente dannoso alla marina russa il sistema di avere quale generale ammiraglio e capo della marina stessa un granduca (ed in particolare gaudente e superficiale granduca Alessio), il che toglieva ogni autorità, ogni iniziativa ed ogni responsabilità al ministro della Marina, incaricato soltanto di dirigere tale dicastero e ridotto, perciò, ad un impiego pressoché esclusivamente amministrativo. Gli inconvenienti di tale sistema, visibili in tempi normali soltanto da chi era addentro alle questioni interessanti la marina russa, si palesarono chiaramente anche ai profani all'inizio della guerra e, man mano, col proseguire di questa, assunsero propor2.ioni maggiori, fino a sollevare, doro la battaglia di Tzusima, voci di protesta da ogni parte. A dire il vero, tali proteste fu-
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rono in parte anche cagionate dal solito desiderio delle folle di avere un capro espiatorio dopo uno smacco, ma certamente apparve evidente durante tutto il periodo della guerra, la mancanza all'ammiragliato di una direzione pronta, costante, energica, coscenziosa ed illuminata, mentre, come 'principale conseguenza di ciò, emersero invece, insieme coi rottami delle tante navi sprofondate nel Pacifico, l'ignoranza, l'incompetenza, la timidità e la corruzione. Malgrado ciò, data la cricca reazionaria che circonda ancora l'imperatore, dato il rispetto di S.M. per lo zio Alessio, fratello di suo padre e la sua riluttanza a prendere decisioni importanti, specialmente contrarie alle tradizioni, il sistema avrebbe probabilmente ancora continuato, se non si fosse messa di mezzo la paura, che prese il suddetto granduca Alessio dopo la tragica fine del fratello Sergio e le minacce di morte o gli attentati ultimamente a lui diretti. Egli comprese che era finito il tempo di far l'ammiraglio da Kronstadt a Pietroburgo, di affidar cariche ai suoi protetti e costruzioni ai pitì generosi dispensatori di « pourboires »; comprese, soprattutto, che era assai pericoloso, in questo momento, il mestiere di granduca investito di una grande responsabilità e, amante degli onori, sì, ma più ancora del bello e quieto e sicuro vivere, chiese a S.M. di dispensarlo dalle .attribuzioni di capo della marina russa. E S.M., che nel 1903 aveva. rifiutato all'Alekseev, allo Skridlov ed al Lubassov, proposti pel ministero della Marina, quell'indipendenza del ministero stesso dal generale ammiraglio, che essi ritenevano indispensabile e che in parte avrebbe potuto cambiare le condizioni della guerra, accontentò ora ed . emanò in proposito, giorni sono, l'apposito rescritto. I militari di terra e di mare, la stampa ed il pubblico, accolsE!ro con gioia tale deçisìone imperiale, che riducendo la carica di generale ammiraglio ad una semplice posizione onorifica, dà vita ad nuovo sistema dal quale essi sperano sorga l'inizio di una nuova era per la marina. In realtà però, se la disposizione è ottiqia, essa giunge come non poche leggi, riforme, disposizioni varie, ecc., in- Russia, ossia come i caratteristici carabinieri di Offenbach. Allo stato delle cose, ce ne vorrà perché la marina (ridotta ormai quasi esclusivamente al nucleo di navi ancora importante del Mar Nero), rinasca a nuova vita e prosperi e si porti all'altezza delle esigenze moderne: l'ambiente è poco favorevole, i vizi troppo radicati, le tradizioni infelici, gli ultimi insuccessi troppo gravi e vergognosi: occorrerebbe un uomo ben energico e ben capace per riuscite · (e s'intende in periodo non breve di tempo) a rialzarne davvero le sorti. E poi anche quell'uomo potrebbe compiere la grande trasformazione: quella del mugik (1) in marinaio?
(1) Contadino russo.
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Appena fu noto il ritiro del granduca Alessio dall'alta carica fin qui occupata, presero maggior consistenza quelle voci, che da un pezzo serpeggiano a Pietroburgo e che già segnalai, relative alle dimissioni dell'attuale gerente del m inistero della Marina Avellane. E si designarono come probabili suoi successori il vice ammiraglio Zubanov o il Ciuknine o il Birìlev, dei quali ebbi occasione di accennare a cotesto Comando in altri miei rapporti. Nulla però finora fu deciso al riguardo.
17. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DE L CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 79
Pietroburgo 4 luglio (21 giugno) 1905
Oggetto: Consiglio di difesa nazionale Facendo seguito al mio rappor to n. 6.1/56 del 27 (14) m aggio e.a., ho l'onore di inviare qui annesse a codesto Comando le norme relative al Consiglio di difesa nazionale, stato recentemente istituito in Russia. Da tali norme appaiono tutti i· particolari inerenti al funzionament o del consiglio stesso e r isulta altresì come, pur mancando al medesimo ogni potere esecutivo, tuttavia importanti siano le sue attribuzioni e grandiss ime le possibili ingerenze sue nelle questioni interessanti le amministrazioni della guerra e della marina. Tal cosa, che sotto non pochi punti di vista (controllo, continuità d'ind irizzo, coordinamento d'azioni, ecc.), avrebbe p otuto essere un vantaggio, se alla presidenza del Consiglio di difesa· si trovasse l'individuo competente, lascia invece perplessi e dubbiosi sull'opera efficace del Consiglio stesso, il quale potrà arrecare forse vantaggi alla Russia in avvenire, ma pel momento non rappresenta, in realtà, che un punto della curva ascendente del granduca Nicola Nicolaievitch. Questi, invero, dopo la tragica morte del granduca Ser gio, il r itiro pitl o meno ignominioso del granduca Alessio da capo dell'amministrazione della m arina, lo stato di salute assai cagionevole del granduca Vladimiro ed il fiasco fatto dal granduca Alessandro Michailovic, uno dei grandi feuseurs della guerra attuale, viene ad essere l'unico granduca, p rossimo parente dell'imperator e che abbia sul medesimo qualche ascendente ed è diventato perciò (come succede sovente in Russia), l'uomo alla moda, l'individuo del momento, il grande instauratore della potenza militare dell'impero. Ora, il grandl)ca Nicola Nicolaievitch, malgrado la bella apparenza militare ed un'aria seria, decisa, sicura, rigida che 51
impressionava i semplici e le folle è in realtà, come accennai nel già citato rapporto ed in altri precedenti, leggero e superficiale, poco istruito, duro d'animo e di cattivo carattere. E' bensì vero, che tra le varie probabilità non bisogna escludere assolutamente quella che gli anni, la responsabilità della nuova carica, l'importanza del momento attuale, per la Russia e per la fam iglia imperiale, ecc. gli diano se non l'intelligenza e la scienza, almeno quell'equilibrio e quel buon senso che consentono talora a chi trovasi in alto d'impiegare ed in parte anche di dirigere menti elette e forti caratteri. Ma tale probabilità è però ben piccola, quando si pensa alle tante notti passate in bagordi dall'avvenente zio dello zar, preoccupato essenzialmente fin qui di vincere records nel trangugiar e bicchieri di chai:npagne o . nello stappare bottiglie dai prezzi favolosi. Dicesi intanto che, come prima conseguenza dell'istituzione del Consiglio di difesa e della nomina del granduca Nicola Nicolaievitch verranno apportati cambiamenti nell'organizzazione interna dei ministeri della guerra e della marina e dei rispettivi Stati maggiori. E dicesi altresì che, malcontenti di ciò, i due titolari di tali dicasteri Sacharov ed Avellane, che i ripetuti rovesci russi per mare e per terra hanno anche reso poco popolari, chiederanno di · essere esonerati dalle loro attribuzioni e che al loro posto verranno nominati dei protetti del suddetto granduca. Norme intorno al Consiglio di difesa nazionale. a) Norme generali 1. Allo scopo di provvedere alle diverse necessità ed allo sviluppo delle forze armate del paese, col riunire l'attività dell'amministrazione della guerra e della marina e col metter queste d'accordo coll'attività di tutti gli altri organi di governo, nelle questioni relative alla sicurezza dello Stato, viene creato un Consiglio di difesa nazionale. . . 2. La creazione del Consiglio non muta in nulla il cerchio . d'azione e l'ordine di esami degli affari, al Consiglio di Stato, al Comitato dei Ministri ed alle altre istanze superiori, come pure non limita in nulla, né modifica l'autorità dei ministri e e le relazioni di questi colle altre istituzioni dell'Impero.
3. Il Consiglio dipende direttamente da sua maestà l'Imperatore. 4. Il Consiglio è c.o mposto di un presidente e d i 6 membri perpetui, direttamente designati da S.M. e di funzionari fissi per diritto d'impiego, i quali sono: il ministro della çiuerra, il gerente il ministero della Marina, il capo di Stato Maggiore, il capo di Stato Maggiore della Marina, i generali ispettori delle varie armi. Possono inòltre essere invitati al Consigl~o, con diritto di membro e con autorizzazione sovrana, altri ministri e segretari generali e le autorità superiori dell'esercito, dell'armata.
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5. Sono di competenza del Consiglio a) l'esame delle misure generali delle amministrazioni della guerra e della marina destinate ad esser attuate in un periodo determinato di tempo per lo sviluppo della potenza militare del paese, in corrispondenza ai problemi politici di cui gl'incombe la soluzione; b) la sorveglianza della conseguente esecuzione delle misure suddette, dopo approvate dall'autorità suprema; e) l'esame delle principali proposte fatte delle amministrazioni della guerra e della marina circa l'applicazione di tutti i mezzi dello Stato in caso di guerra onde il lavoro preparativo alla guerra, proceda concorde e diretto ad uno scopo unico; d) la sorveglianza sull'esecuzione delle misure sovranamente approvate, aventi tratto a lla difesa del paese; e) l'esame delle modificazioni nell'attività dei ministeri della Guerra e della Marina, richieste da condizioni · speciali, le · quali non p oterono esser prevedute precedentemente; · f) l'esame e la conciliazione delle divergenze fra le varie amministrazioni, relative a questioni della difesa nazionale. 6. Per ciò che riguarda gli affari di cui al §5', le necessarie notizie sono fornite dai relativi ministri, in forma di note, contenenti in modo- chiaro e in disteso, le idee, accompagnate dai dettagli necessar i per poterle esaminare sotto tutti i punti di vista ed in più le opinioni del ministro in proposito. 7. Il Consiglio ha il diritto di sollevare e presentare al~ l'Imperatore, perché le approvi o meno, tutte le questioni che hanno tratto alla difesa nazionale. 8. Il Consiglio per se stesso, non ha potere esecutivo. L'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio, previa approvazione sovrana, vengono attuate dai ministri competenti. b) Il Presidente del Consiglio
9. Il P residente del Consiglio è scelto e nominato dall'I mperatore. La nomina è fatta con ukaz imperiale e con comunicazione ufficiale al senato .
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10. Nei casi in cui S.M. intenda presiedere il Consiglio, il Presid·ente effettivo prende rango di membro. 11 . Il Presidente del Consiglio fa rapporto direttamente a Sua Maestà. · 12. Il Presidente del Consiglio per la carica che copre, è membro del Consiglio di Stato, del Consiglio e Comitato dei Ministri. P rende parte nelle sedute generali del Consiglio di Stato, alle sedute delle sezioni di esso e alle sedute del Comitato · dei Ministri qualora ritenga ciò necessario. 53
13. Il Presidente del Consiglio ha il diritto di rivolgersi, per schiarimenti, ai ministri negli affari che sono di competenza del Consiglio. 14. Il Presidente del Consiglio deve ricevere a suo tempo dai Ministri della guerra e della marina, notizia delle imprese o progetti d'importanza di dette amministrazioni, aventi tratto alla difesa nazionale che non avevano trovato luogo nel programma di progetti sovranamente approvato in precedenza. 15. Il Presidente del Consiglio deve essere informato dal m inistro degli Esteri, di tutto ciò che riguarda la difesa nazionale. 16. Il Presidente chiede a S.M. l'autorizzazione di ispezionare o di far ispezionare da membri del Consiglio, truppe, fortezze, costruzioni e amministrazioni della guerra e marina. I resoconti e rapporti delle ispezioni vengono sottoposti all'esame del Sovrano. 17. In caso di assenza o malattia del Presidente, la presidenza sarà esercitata da uno dei membri del Consiglio a scelta del Sovrano. e) I membri del Consiglio
18. I membri permanenti del Consiglio sono nominati con ukaz dal senato, ogni anno al 1° gennaio e sono scelti dal Sovrano fra generali e ammiragli. 19. Essi restano effettivi e ricevono le competenze dell'ufficio che coprono, e durante la loro permanenza in Consiglio sono a disposizione diretta del Presidente. 20. I membri permanenti del Consiglio possono essere per ordine Sovrano chiesto dal Presidente, comandati ad ispezionare truppe, fortezze, costruzioni ed amministrazioni della guerra e della marina. 21. In caso di disaccordi colle determinazioni del Consiglio, i membri permanenti debbono nel corso di 3 giorni p resentare, in iscritto la propria opinione, la quale inserita nel processo verbale della seduta viene presentata all'esame del Sovrano. d) Sedu te del Consiglio
22. Quando S.M. l'Imperatore intende presiedere la seduta, l'invito di convocazione ai membri del Consiglio e alle persone indicate dal Sovrano viene diramato per ordine del Sovrano stesso. 23. Le sedute ad arbitrio del Presidente possono essere di soli membri permanenti o plenarie; alle sedute tanto limitate quanto plenarie il Presiden te può invitare quelle persone le 54
quali possono fornire indicazioni indispensabili alla soluzione delle questioni di cui occorre trattare. 24. Le sedute del Consiglio per la soluzione delle questioni di cui al § 5 vengono indette dal Presidente previo accordo coi ministri della Guerra e della Marina. Per le questioni contemplate nel § 4, le sedute sono indette dal Presidente. 25. Tutto ciò che si opera in Consiglio viene considerato come segreto di Stato. 26. Per ciò che riguarda l'ordine da seguire nella formazione degli ordini del giorno delle sedute, nell'esame delle questioni della compilazione e forma dei verbali, nella presentazione alla firma Sovrana e nell'esecuzione delle deliberazioni, il Consiglio seguirà le norme a tal uopo, in vigore presso il Comitato dei Ministri. e) Cancelleria del Consiglio 27. La Cancelleria del Consiglio è composta di un capo di
Cancelleria e di un direttore. Il personale è fissato da appositi ruoli. 28 . Il capo di Cancelleria è scelto dal Presidente del Consiglio previo accordo coi ministri della Guerra e Marina; viene poi nominato coi ukaz sovrano e ordine al senato. 29. Il capo di Cancelleria assiste alle sedute del Consiglio e risponde della regolare compilazione dei verbali e delle deliberazioni. 30. Il capo di · Cancelleria distribuisce il lavoro agli impiegati, ne sorveglia l'esecuzione e l'osservanza del segreto. 31. Nei suoi rapporti col personale, gode i diritti di capo di · Stato Maggiore di circoscrizione. 32. Il capo di Cancelleria per gli affari di competenza del Consiglio, è in relazione colle ammin istrazioni principali dello Stato e coi dipartimenti dei ministeri, a mezzo di note scritte.
18. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 80
Oggetto: Cambiamenti Russia
Pietroburgo 11 luglio (28 giugno) 1905
nell'amministrazione della
guerra
in
Con ordine del giorno imperiale del 4/21 corr., pubblicato in questi giorni, vennero accusate importanti modificazioni al55
l'organizzazione del ministero delia Guerra ed alle mansioni del capo di Stato Maggiore dell'esercito, sottratto dalla dipendenza del primo e posto direttamente agli ordini dell'Imperatore. Contemporaneamente furono accettate le dimissioni del ministro della Guerra, tenente generale Sacharov, sostituito dal tenente generale Rediger, direttore delia cancelleria del ministero stesso e venne destinato al posto rimasto vacante fin dall'inizio della guerra, di capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il tenente generale Palitzin, capo di Stato Maggiore dell'ispettore generale di cavalleria. Annetto al presente le nuove norme relative appunto alle mansioni del capo di Stato Maggiore. Esse danno una chiara idea della maggiore importanza data a tale carica, istituita ora pressoché sul sistema tedesco e dalle conseguenti minori attribuzioni del ministero della Guerra, il quale viene ad essere alleggerito di quegli organi amministrativi che più di vicino si r iferiscono a II a preparazione alla guerra ed alla direzione del servizio degli ufficiali di Stato Maggiore. · Tali modificazioni, di innegabile importanza ed anche logi, che e razionali, se fossero state ordinate in circostanze normali, in seguito a studi, riflessioni, discussione ed esperimenti, avrebbero rappresentato quella progre~siva evoluzione verso il meglio a cui tende qualsiasi organismo; ma, nel caso attuale invece, affrettatamente concepite, anzi copiate da un'altra nazione, improvvisamente annunciate e quindi attuate senza la necessaria preparazione, rappresentano più che altro il tentativo di ottenere, çon qualche cambiamento più o meno importante, anche il cambiamento della sorte delle armi. Come se le cause delle vittorie e delle sconfitte non fossero profonde e complesse e come se fÒsse impossibile modificarle colla semplice diramazione di ukazi! Il generale Sacharov, che già si .era mostrato contrario alla concessione di attribuzioni troppo vaste alla presidenza del Consiglio di difesa recentemente istituito (vedansi i rapporti N. 61/ 56 e 79 /72), pur avendo in parte collaborato alle modificazioni inerenti al servizio di Stato Maggiore, concretate da una commissione da lui nominata, in seguito ai noti attacchi della stampa, dopo la battaglia di Mukden (vedansi il rapporto N. 43/39), non credette opportuno di continuare a restare, nelle nuove condizioni, alla testa del ministero della Guerra e, stanco anche :degli attacchi mossigli da chi fa ricadere sull'amministrazione della guerra la causa di tutti gl'insuccessi contro i giapponesi, chiese le dim issioni·, che gli vennero concesse. Dicesi anzi che, scontento e irritato, abbia rifiutato un altro posto qualsiasi e perfino di far parte del Consiglio di Stato, affermando che « nelle condizioni attuali dell'Impero è impossibile prestare utilmente qualsiasi servizio » . Il tenente generale Rediger, nominato gerente del ministero della Guerra, ha 52 anni, appartiene allo Stato Maggiore, ma percorse tutta la sua carriera prestando servizio presso il ministero della Guerra o l'Accademia Nicola non prendendo mai il comando. 56
di riparti di t ruppa. Fu nel 1882 ministro della Guerra in Bulgaria. E ' istruito, lavoratore, coscenzioso e severo. Lo dicono un ottimo a mministratore, e può da rsi che dia prova di essere un buon ministro della Guerra. Annetto al presente il suo stato di servizio e mi riservo di fornire maggiori informazioni sul suo con to quando avrò avuto occasione di conoscerlo più intimamente. II tenente generale Palitzin ha 54 anni. Egli pure appartiene allo Stato Maggiore ed egli pure non comandò quasi mai riparti di truppa . D'intelligenza limitata e d'istruzione non troppo vasta, si trova da dieci anni capo di Stato Maggiore dell'ex. ispettore generale di Cavalleria, granduca Nicola, né diede mai prova durante tale tempo di larghe vedu te e di grande attività. La sua nomina è dovuta certamente all'influenza del suddetto granduca ed è q uasi certo che egli non è all'altezza dell'importantissimo posto affidatogli. Annetto al presente il suo stato di servizio e mi riservo d'inviare anche sul suo conto m aggior i e più precise informazioni, appena mi sarà dato di conoscerlo più davvicino. Soggiungo infine che la frase a ttribuita al Sacha rov « nelle condizioni attuali dell'Impero è impossibile prestare utilmente qua lsiasi servizio », vera o no, r appresenta in fondo, per quanto poco patriot tica e poco militare, uno s tato di cose reali: i tentennamenti e le paure de ll'Imperatore; l'azione dissolvente di par ecchi granduchi aventi cariche militari; la corruzione ch_e regna nelle varie amministrazioni; la lotta contro un nemico for te ~ preparato; l'impopolar ità della guerra; le gelosie; le invidie e gli odii, cagionati dalle protezioni e dalle ingiustizie, dovute al sistema vigente e che la guerra stessa ha messo maggiormente in evidenza; i disordini gravi interni; il prolungàrsi d i un periodo di continue disfatte e , soprattutto, la mancanza, per par te. del governo, di un concetto preciso di quello che vuole, di un'idea chiara qualsiasi che guidi ed illumini i volonterosi, non consentono di fabbricare sul solido ed impediscono quindi qualsiasi lavoro utile. Si succedono perciò senza posa gli ukazi e si succedono i cambiamenti parziali, ma con poco o nessun profitto. E ciò continuerà finché il paese, magari d opo nuove e più forti convulsioni, o tterrà il cambiamento essenziale, quello che gli permetterà di esprimere esso stesso, o p er amore o p er forza, quell'idea che dovrà salvarlo.
Norme relative al capo di Stato Maggiore. 1) Il capo d i Stato Maggiore è il pitt prossimo esecutore delle indicazioni sovrane pel servizio dello Stato Maggiore e per lo sviluppo delle questioni relative alla preparazione delle truppe alla guerra. Nelle sue azioni egli è direttamente subordinato all'autorità sovrana ed ha, per gli affari che si riferiscono all a sua attività , personale rapporto, per riferirne a sua m aestà .
2) Il capo di Stato Maggiore è nominato e rimosso ad arbitrio del Sovra no, con ordine del giorno e con ukaz al senato.
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3) Il capo di Stato Maggiore è capo della direzione generale dello Stato Maggiore, nell'organico della quale, entrano a far parte: l. l'amministrazione del generale quartiermastro dello Stato Maggiore; 2. la direzione delle comunicazioni militari; 3. la direzione topografico-militare; 4. l'amministrazione del capo delle truppe ferroviarie e tecniche per le comunicazioni. Oltre di ciò, sono subordinati al capo di Stato Maggiore: l'Accademia di Stato Maggiore, gli ufficiali di Stato Maggiore che occupano uffici inscritti nei ruoli dello Stato Maggiore, gli ufficiali del Corpo topografi militari e ferrovieri e tecnici per le comunicazioni fra le truppe. Osservazione: gli ufficiali di Stato Maggiore che non coprono uffici inscritti nei ruoli dello Stato Maggiore dipendono dal capo dello Stato Maggiore ma non gli sono subordinati. 4) Il capo di Stato Maggiore: a) dirige l'elaborazione delle idee r elative alla preparazione alla guerra, riunisce i lavori degli Stati Maggiori di circoscrizione, diretti a questo scopo e ne sorveglia l'esecuzione; b) dirige il servizio e i lavori scientifico-militari dello Stato Maggiore; e) sorveglia lo sviluppo e il perfezionamento di tutti i rami della scienza militare facilitando lo spargersi delle nozioni militari nell'esercito; d) fornisce le principali indicazioni al capo delle comunicazioni militari relativamente all'organizzazione del trasporto delle truppe e carichi militari, tanto pel tempo di pace che di guerra e sorveglia a che l'esecuzione sia secondo le indicazioni stesse; e) fornisce al capo de] Corpo topografi le norme generali relative al corso dei lavori di rilievo e di cartografia, alla preparazione e servizio del corpo stesso e alla fornitura di carte alle truppe, sia in pace che in guerra; f) fornisce al capo delle truppe ferroviarie e tecniche per le comunicazioni le indicazioni relative alla direzione da imprimere al servizio e all'attività di queste truppe e alla loro preparazione alla guerra; g) dir ige l'attività dell'Accadema di Stato Maggiore. ' 5) Nelle riviste o ispezioni. sovrane il capo di Stato Maggiore è addetto alla persona del sovrano.
6) Il capo di Stato Maggiore è membro indispensabile del Consiglio per la difesa nazionale. In caso, inoltre di esàme presso .alte amministrazioni dello Stato, di questioni aventi rapporto colla sua sfera d'azione, il capo dello Stato Maggiore prenderà parte alle discussioni, con diritto di voto. 7) Il capo dello Stato Maggiore presenta annualmente al Sovrano un resoconto dell'attività della Direzione Generale dello Stato Maggiore nonché le sue proposte relative alle mutazioni necessarie al perfezionamento e miglioramento dei servizi di Stato Maggiore e per la preparazione alla guerra. 8) Il capo di Stato Maggiore compone i piani generali per le grandi manovre con intervento ·del sovrano e, previo accordo 58
col ministro della Guerra, li sottomette alla sovrana approvazione. 9) I rapporti relativi a questioni sul grado di preparazione delle truppe e sulle preparazione alla guerra, saranno dal capo di Stato ·Maggiore presentati all'approvazione sovrana non al, trimenti che colla conclusione, appostavi dal ministro della Guerra. 10) Le questioni che esigessero l'esame del Consiglio di guerra , sono presentate a detto consiglio dal Corpo di Stato Maggiore, previo accordo col ministro della Guerra. Le decisioni del · Consiglio he debbono venire approvate dal Sovrano, saranno a questi presentate dal ministro della Guerra. Se il Consiglio giudica inaccettabile una proposta del capo di Stato Mag. giore, il ministro della Guerra ne riferirà al Sovrano. 11) Il capo · di Stato Maggiore in riguardo alle amministrazioni e al personale da lui dipendenti ha gli stessi diritti del capo dell'amministrazione prinipale del ministero della Guerra. 12) Il capo di Stato Maggiore per le questioni che entrano nella sua sfera d'azione comunica colle altre amministrazioni in qualità e con poteri di ministro. 13) Il capo di Stato Maggiiore ha il diritto d'ispezionare fortezze di terra e da costa, i loro armamenti e le istruzioni in esse contenute. 14) Il capo di Stato Maggiore dopo approvate dal Sovrano le sue proposte di nomine, mutazioni o revoche nello Stato Maggiore e Corpo topografi militari, passa queste al ministro della Guerra per la pubblicazione sui prikaz sovrani. 15) Per ciò che ha tratto al personale d~llo Stato Maggiore: a) Ascrive al corpo di Stato Maggiiore gli ufficiali uscenti dall'Accademia, poi li propone sia all'amministrazione definitiva allo Stato Maggiore sia ai riparti. b) D'accordo col ministro della Guerra propone gli ufficiali da far passare dai riparti allo Stato Maggiore oppure da uffici non inerenti allo Stato Maggiiore, e viceversa. e) Compila e presenta alla sovrana approvazione le liste dei candidati a coprire le cariche di capi di Stato Maggiore di circoscri~ione ed altre cariche di competenza dello Stato Maggiore. In queste liste inserisce tutte quelle persone che crede meglio di sua propria iniziativa, ovvero per proposte dei superiori immediati, nel quale ultimo caso, sotto alla proposta egli addurrà le sue ·c onclusioni in proposito. d) Propone per la destinazione (prendendoli dalle liste dei candidati) quegl'individui che sono chiamati a coprir cariche di capi di Stato Maggiore di circoscrizione od altre cariche inerenti allo Stato Maggiore. Per le nomine ed uffici da coprirsi da generali, si mette prima d'accordo col ministro· della Guer ra. 59
e) Dà le sue -conclusioni su tutte le proposte d'iscrizione sulle liste di avanzamento di generali, ufficiali superiori di Stato Maggiore per uffici non di competenza del corpo di Stato Maggiore e così pure dà le sue conclusioni in caso di nomina di detti ufficiali a dette cariche. f) Propone alla promozione a norma di legge i generali, · ufficiali superiori e inferiori di Stato Maggiore che occupano cariche di competenza dello Stato Maggiore e gli ufficiali del Corpo topografico. g) Pone le sue conclusioni alle proposte di promozione fatte dai superiori immediati, di ufficiali superiori e inferiori del corpo di Stato Maggiore che coprono cariche non di competenza dello Stato Maggiore. h) Propone gli ufficiali di Stato Maggiore al passaggio alla categoria di complemen.to dello Stato Maggiore oppure delle altre armi; pel passaggiio di generali, si accorda preventivamente col ministero della Guerra. i) Nomina e revoca i comandanti di stazioni ferroviarie e consente a che ufficiali siano comandati sulle ferrovie per sorvegliare i trasporti di truppe. l) Consente a che ufficiali di Stato Maggiore siano comandati per servizio fuori dei limiti della circoscrizicne attribuendo loro indennità di viaggio di trasferta e d'alloggio.
16) In caso di malattia o assenza del capo di Stato Maggiiore egli sarà sostituito dal generale quartiermastro, a meno di speciale disposizione sovrana.
Tenente generale di Stato Maggiore Alessandro Teodorovic Rediger. Nato il 31 dicembre 1853. Finì il corpo cadetti di Finlandia e la scuola Paggi. Ufficiale al Reggimento Semionovslky nel 1872. Entrò all'Accademia di Stato Maggiore, che finì nel 1876; nel 1879 passò in Stato Maggiore. Prese parte alla guerra russoturca. Ebbe lo Stanislao di III grado con spade e nastro, l'Anna di IV grado e grado di capitano in 2•. Fu nominato aiutante anziano presso lo Stato Maggiore del Corpo guardia, capitano nel 1879; tenente colonnello nel 1881. Nel 1882 fu inviato quale sotto-ministro della Guerra in Bulgaria e poi vi rimase come gerente del detto ministero. Nel 1883 fu posto a disposizione del capo dello Stato Maggioire, poi fu nominato professore aggiunto e professore all'Accademia di Stato Maggiore. Vi è tuttora professore e membro della conferenza. Nel 1884 promosso colonello cominciò il suo servizio alla canelleria del Ministero della Guerra, ove coprì consecutivamente .. tutte le cariche fino a quella ,di capo della cancelleria stessa, al qual posto trovayasi attualmente. Nel 1894 maggior generale. Nel 1900 tenente generale. Il suo nome è assai noto nel mondo scientifico-militare per varie opere d'importanza specialmente d'ordine organico ed amministrativo. 60
Tenente generale di Stato Maggiore Teodoro Teodorovic Palitzin. Nato il 28 ottobre 1851. Finì la scuola militare di OrelBakhtin e la l3 scuola militar e Paolo. Entrò nel 1870, in servizio nell'ora 2° b attaglione cacciatori guardia. Finì l'Accademia di Stato Maggiore nel 1877 e, passato allo Stato Maggiore, fu destinato allo Stato Maggiore del 3° Corpo d'armata e poi passò allo Stato Maggiore della 1a divisione cavalleria guardia. Fece la guerra russo-turca ed ebbe lo Stanislao di II grado con spade e nastro e l'Anna di 2·• con spade. Nel 1880 fu comandato da capitano allo Stato Maggiore della Guardia. Venne promosso tenente colonnello nel 1881 e colonnello nel 1884. Nel 1889 fu nominato capo di Stato Maggiore della 2• divisione di cavalleria della guar dia; nel 1895 capo di Stato Maggiore del Corpo della Guardia e poscia capo di Stato Maggiore dell'ispettore generale di Cavalleria, carica che copriva al presente. E' maggior generale dal 1895 e tenente generale dal 1900.
19. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2" DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 81
Pietroburgo 12 luglio (29 giugno) 1905
Oggetto: Situazione militare in· Manciuria. Quantunque i giornali abbiano parecchie volte annunciato l'energica ripresa offensiva per parte dei giapponesi, il segreto avanzarsi delle loro armate d 'ala, l'inevitabile accerchiamento del Linievitch, l'arrivo di truppe nipponiche a Ninguta, Omo, .nei pressi di Ghirin e l'imminente isolamento di Vladivostok, tuttavia, sembra invece che assai pochi siano i cambiamenti, veramente importanti, avvenuti in questi ultimi tre mesi, nella situazione generale strategica dei due belligeranti, alla quale accennai col mio rapporto n. 48/ 44 del 10 maggio (27 aprile) e.a. Sembra invero: a) che l'armata giapponese del Kasegava, quantunque abbia forzato il Tumen e preso Kun-ciun, si trovi ancora col grosso delle sue forze nelle montagne del nord-est della Corea; b) che Omo, sgombrata da piccoli riparti russi ritiratisi a Ghirin, sia occupata da una semplice avanguardia dell'armata del Kavamura, la quale, dopo preso Hai-lun-cen opera tra tale località e Ghirin;
e) che l'armata del Kuroki agisca sulla strada da Haiiuan-cen a Ghirin alquanto a sud di I-toung-cen, cercando di 61
mantenere il contatto col Kavamura, attraverso la regione montagnosa che li separa, e con le armate Nozu, Oku e Nogi, situate a cavallo della ferrovia, all'altezza all'incirca di Ciautufu; d) che la cavalleria del Rennenkampf, rinforzata con una divisione di fanteria, fronteggi l'armata del Kavamura;
e) che il Kuropatkin si opponga all'avanzata del Kuroki sulla strada di Ghirin; f) che il Batianov e il Kaulbars mantengano il contatto colle altre tre armate giapponesi, a cavallo della ferrovia e verso il Liao '.orientale, dopo essersi afforzati sulla linea Tin-hua-siauHersu; g) che ad occidente del Liao orientale operi la cavalleria . di Miscenko, eseguendo raid in Mongolia;
h) che le truppe di Vladivostok procurino di ritardare l'avanzata oltre il Tumen dell'armata del Kasegava; ì) che Ghirin sia fortemente occupato con reparti importanti, come pure Ciau-ciun e I-tun-giou; l) che avvengano un po' dappertutto semplici scaramucce e ricognizioni.
Unico cambiamento alquanto importante, non dal punto di vista militare, ma da quello politico, specialmente in considernzione delle prossime trattative di pace, è l'occupazione di Sakhalin, avvenuta in questi giorni per parte di truppe giapponesi colà sbarcate, le quali occuparono il porto principale di Korsakovsk, abbandonato dai russi. Non pare molto probabile che, in previsione delle trattative suddette e durante le medesime, i due belligeranti desiderino d'impegnarsi in una grande battaglia, ma se ciò avvenisse, sembra che continuino tuttora a sussistere quelle condizioni generali d'inferiorità per parte dei russi, che impedirebbero loro di avere un successo qualsiasi. Essi avrebbero la peggio, malgrado che in questi ultimi tre mesi i riparti dei vari corpi d'armata siano stati portati al loro effettivo d i guerra e siano giunte presso le armate numerose compagnie di mitragliatrici (1 compagnia per divisione), riparti di specialisti, artiglierie, rifornimenti d'ogni genere e, probabilmente anche, due intere divisioni di fanteria (la 53• e la 10• Cacciatori di S.O.). Il generale Silvestre, capo della missione francese che trovasi presso le truppe russe sul teatro della guerra, reduce dalla Manciuria e di passaggio in questi giorni da Pietroburgo, benché cercasse di essere molto riservato, non poté tuttavia non lasciar trasparire chiaramente il pessimismo che dominava l'animo suo. Sembra invero che la confusione, la corruzione, l'animosità tra i capi, il malcontento generale, l'ignoranza, lo scoraggiamento, la pigrizia e l'indisciplina, continuino a regnare nelle armate russe.
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In quanto ai giapponesi, rinforzatisi e rifornitisi essi pure, padroni della foce del Tumen, dispongono di una buona base, che potrebbe consentire movimenti tendenti all'aggiramento della sinistra russa. Però, se le ostilità dovessero continuare, sembra più probabile che essi, dopo aver isolato Vladivostk, debbano tentare il colpo decisivo sul fianco occidentale, cessando di girare la destra russa e d'impadronirsi della ferrovia, dietro le truppe del Linievitch, a fine di tagliare le loro comunicazioni con Kharbin e la Mongolia. Invero, le tre armate orientali, Kasegava, Kavamura e Kuroki, sono distese sopra una fronte di 250 miglia, in regioni povere, montagnose, mal collegate colla base d'operazione, mentre quelle occidentali, Nozu, Oku, Nogi, occupano una zòna di sole 50 miglia ed oltreché disporre delle due linee ferroviarie di Port Arthur-Mukden e di Liuminting e del Liao, navigabile, possono trarre risorse in abbondanza dalle fertili pianure della Mongolia. Dirò in un altro rapporto dei nuovi rinforzi che la Russia si dispone ad inviare sul teatro della guerra, a fine, sia di trovarsi, per quanto è possibile, pronta a continuare la lotta se sarà necessario, sia cli pesare sulla bilancia della diplomazia durante le trattative di pace che stanno per essere iniziate. In margine: Comunicato al 1° aiutante di S.M. il re, con foglio n. 632 del 26 luglio 1905.
20. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 105
Pietroburgo 4 settembre 1905
Oggetto: La conclusione della pace tra la Russia e il Giappone e le condizioni della Russia • La notizia dell'esito felice ·delle trattative di Portsmounth, sparsasi' in un baleno nei due mondi, proprio quando sembrava che ogni speranza di accordo fosse scomparsa, ~orprese in gran parte governanti, banchieri, diplomatici, giornalisti e popoli. Ritenevano gli uni che il Giappone, insuperbito, inebriato ed avido, non rinuncerebbe alle sue esigenze pecuniarie e territoriali, gli altri che la Russia, testarda, boriosa ed illusa, rifiuterebbe qualsiasi accomodamento, sperando in un cambiamento nella sorte delle armi. Eppure, dopo l'accettazione ad inta,·olare trattative e dopo la nomina del Vitte a plenipotenziario russo, un .enorme passo sulla via della pace era stato fatto, come pure, allo stato reale delle cose, quale appare a chi studia la que-
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stione da tutti i suoi lati, la pace, a condizioni oneste, era la migliore decisione che potessero prendere i governanti dei due paesi. Queste ultime considerazioni, ebbi precisamente a significare a cotesto Comando nelle conclusioni del mio rapporto n. 202/94 del 20 (7) scorso mese, quando, dopo aver esaminato le condizioni materiali e morali dell'esercito del Linevic, affermavo come, malgrado le difficoltà non poche, per un'intesa fra i plenipotenziari discutenti a Portsmounth, non sapessi persuadermi a veder tornare in patria .il Vitte senza il ramoscello l'ulivo; e soggiungevo che se ciò fosse avvenuto e le ostilità avessero quindi continuato, sarebbe stato peggio per tutti e due i nemici. La pace è stata dunque conchiusa. Il suo annuncio ha generato disordini a Tokio e malumori a Pietroburgo nel partito della guerra a fondo e ad ogni costo, ma, in complesso, mentre probabilmente in Giappone gli spiriti si calmeranno presto, dopo l'esame sereno e profondo dei vantaggi conseguiti, in Russia la maggioranza si dimostra già contenta e come sollevata da un incubo terribile ed angoscioso. Non v'ha quindi dubbio che la pace, come fu firmata dai plenipotenziari, sarà ratificata dai due imperatori, non solo, ma anche dai popoli, ché se il Giappone ricavò vantaggi tali da soddisfare ogni sua più legittima ambizione, la Russia, malgrado diciannove mesi di disastri ed insuccessi immani, ottenne, a compenso della bravura dei suoi soldati, una pace veramente onorevole. Della guerra di Crimea fu detto che vi furono dei vincitori, ma non dei vinti, di questa si può affermare che non vi furono degli avviliti. · Ciò posto, se ben addicesi l'appellativo di << pnestà » dato alla pace attuale che non contiene in sé germi evidenti ed attivi di future discordie e non si lascia dietro lo strascico fatale di rancori inestinguibili, d'altra parte, ai tirar dei totali la Russia deve ben accorgersi, come essa salvi solo la dignità, ossia l'apparenza, mentre il Giappone guadagna un'impero coloniale, ossia la sostanza e come non sia poco quanto essa ha perso in realtà per non aver saputo proporzionare, a suo tempo, le aspi• razioni politiche e le pretese diplomatiche alla ·forza necessaria per sostenerle. La guerra ora finita era la lotta per la supremazia nel Pacifico occidentale, per l'egemonia della Cina, per dominare Pechino ed ormai la Russia deve rinunciare a tutto ciò: la retrocessione della Manciuria e la perdita del Liaotung l'espellono dal Mar Giallo, e Vladivostok viene a trovarsi nel mar del Giappone nelle stesse condizioni di Kronstadt nel Baltico o di Odessa nel Mar Nero, ossia in un mare chiuso. La Russia, in conclusione, viene rigettata in Europa. Ma non basta. Al bilancio delle perdite occorre aggiungerle, e non è poco, il tanto sangue inutilmente versato; l'annientamento della potenza marittima; l'indebolimento di quella militare con la seguente diminuzione d'importanza nelle questioni europee e mondiali; le somme sperperate, superiori certamente ai due miliardi; le condizioni . dolorose ed immiserite del paese a causa 64
delle varie mobilitazioni e del contraccolpo degli insuccessi; lo spettacolo disgustoso dato al mondo intero di ruberie e magagne cl' ogni genere. Saprà la Russia, tormentata anche da una crisi politica interna gravissima, rialzarsi presto e facilmente? In parte forse sì, ché grandissime sono le sue r isorse ed immense le sue energie latenti; ma non in modo però da apparire davvero rigenerate. Non tanto ci pregiudicano gli errori che commettiamo quanto la condotta che te_n iamo dopo aver errato, ed è quindi forse ancora troppo presto per r ispondere alla domanda suddetta ed esprimere un sicuro giudizio al riguardo, ma è certo però, che per approfittare delle conseguenze dei propri errori, a fine d'imparare come evitarli in avvenire, occorre anzitutto riconoscerli realmente e lealmente e questo non sembra che avvenga ora in Russia, o, per lo meno, che .avvenga jn tal misura da promettere una vera rigenerazione. Indubbiamente, le lezioni subite non sono andate tutte perdute: riforme, anche importanti, si preparano e si effettueranno nelle var ie amministrazioni e specialmente in quelle della guerra e della marina; poi modificazioni ad organi di governo, a programmi e regolamenti stanno studiandosi; parecchi servizi subiranno cambiamenti ed innovazioni; mutamenti ed epurazioni avverranno nel personale (tanto che il periodo cli r iorganizzazione che ora succede a quello della guerra, appare, allo spettatore militare, pressoché altrettanto importante che quello della guerra stesso), ma la percezione chiara e sicura dei gravi e numerosi errori commessi e la franchezza di ammetterli, manca, almeno finora, ed impedisce quindi l'attuazione di quei provvedimenti raçlicali che pur sarebbero indispensabili. Ad ogni modo, molto dipenderà dalla soluzione che verrà data alla question'e interna, che ora occup:,:i e preoccupa la Russia intera ed, in ogni caso, occorrerà certamente quakhe anno perché la Russia possa, per la sua importanza militare, tornare a pesare sulla bilancia della politica internazionale quanto pesava prima della guerr a attuale.
21. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 106
Pietrobur go 11 settembre 1905
?ggetto: Dopo la pace La conferma della conclusione della pace e la pubblicazione dei particolari inerenti alle condizioni relative alla m edesima, hanno continuato ad essere favorevolmente accolte in Russia. Qualche giornale, portavoce di sciovinisti o di interessati, ha 65
cercato di mostrarsi furibondo, onde lusingare il partito militare e far credere che era sicuro della vittoria se la guerra fosse continuata, qualche liberale avanzato espresse il suo malcontento, invece, perché sperava nell'inevitabile disastro dell'esercito del Linevic, che avrebbe recato un nuovo colpo all'autocrazia e fatto rialzare lè azioni della celebre Duma di prossima convocazione, ma, in complesso, il paese è contento della pace ed è lieto di averla ottenuta più a buon mercato di guanto non credeva. Anche le notizie giunte dal teatro della guerra, dicono che soldati ed ufficiali, malgrado le roboanti dichiarazioni di qualche generale, avrebbero giubilato, anche più del necessario, all'annuncio della cessazione delle ostilità. La nona mobilitazione, che era stata indetta alla fine dello scorso mese nelle circoscrizioni militari di Vilna, Kazan e nel territorio del Don, a fine di porre sul piede di guerra alcuni nuovi reparti di riserva, fu sospesa; gli individui clbe già avevano cominciato ad affluire presso i vari corpi furono rimandati alle loro case. Gravi sono le preoccupazioni del governo e dell'autorità militare in particolare, per la smobilizzazione dei riparti che trovansi sul teatro della guerra e per il congedamento di tutti i richiamati alle armi. Nulla fu ancora deciso circa il modo di eseguire quest'ultimo, ma sembra però che, in massima, vi sia l'intenzione di effettuarlo gradualmente, in guisa da non generare agglomerazioni d'individui e da impedire, per quanto è possibile, disordini. Si teme, invero, che i congedati, giungendo in famiglia e trovandosi quasi certamente in miseria, cagionata dal mancato lavoro dei campi e dalla scarsità del raccolto, quasi generale in Russia quest'anno, sfiduciati per l'esito infelice della guerra, sobillati daj rivoluzionari, si abbandonino ad ec·Cessi e violenze ed aumentino le -difficoltà che già esistono nella situazione interna del paese. Dicesi che parecchie navi della flotta patriottica, insieme ad alcuni grandi piroscafi noleggiati in Germania, debbano trasportare in patr1a, per mare, una parte delle truppe russe che trovansi in Estremo Oriente, a fine di diminuire il lavoro del transiberiano, ma sembra che, anche a tale riguardo, nulla sia stato concretato di positivo. Il generale di fanteria Kaulbars, comandante della 2" armata di Manciuria, fu già esonerato da tale comando e nominato comandante della circoscrizione militare di Odessa, in sostituzione del generale Kahanov, il quale, durante l'insurrezione dei marinai del Potemkin ed il periodo di disordini che la accompagnò, si dimostrò debole, indeciso ed incapace.
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22. RUGGERI LADERCHI PAOLO ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 21
Pietroburgo 19 febbraio 1906
Oggetto: Sciolimento delle armate in Manciuria e ritorno delle truppe alle rispettive sedi I gravissimi disordini avvenuti in Siberia, dove intere regioni si · trovarono per parecchie settimane in balìa dei rivoluzionari ed intieramente separate dalle altre parti dell'Impero, hanno grandemente intralciato le operazioni varie di scioglimento delle ar mate di Manciuria e l'evacuazione verso le rispettive sedi, delle truppe russe e d½i vari servizi stati accumulati sul teatro della guerra e concentrati intorno a Kharbin dopo la conclusione della pace. Tali operazioni erano per loro stesse estremamente delicate e complicate, trattandosi di un esercito scosso e turbato per gli scacchi subiti, dislocato in massima parte in sette od otto migliaia di chiìlometri dalla località di ritorno, fornito di un'unica linea ferroviaria attraversante quasi un deserto, composto di oltre un milione di uomini con circa 300.000 cavalli e numerosissimo materiale. Tanto più quindi esse avrebbero avuto bisogno di svolgersi con metodo e precisione estrema, in un ambiente tranquillo e favorevole. Ed invece, per l'incapacità dei capi, per la rilasciatezza della disciplina, per l'affrettato ed inconsulto ritorno in patria, appena conclusa la pace, di una parte dei comandanti di truppa e dei direttori di vari servizi, ed infine per l'opera del partito rivoluzionario, lavorante di piccone su muri d'argilla, le operazioni stesse vennero ad essere scombussolate in ogni loro particolare e procedettero tumultuosamente, alla rinfusa, senza progetti definiti, generando disordini senza fine, di cui non pochi veramente ignominiosi. Forze russe dislocate sul teatro della guerra od avviantevisi all'inizio delle trattative di pace. Esse comprendevano riassuntivamente: a) 700 battaglioni di fanteria b) 237 squadroni di cavalleria
e) 2316 pezzi d) 37 battaglioni· genio e) Battaglioni vari di riser va, di complemento, deposito e locali, drugine di volontari e di opalcenie, brigate di guardie di frontiera, reparti vari da fortezza, con pezzi d'assedio e mortai. I progetti concentrati nelle linee generali dallo Stato Maggiore a Pietroburgo nei loro particolari al quartiere generale del 67
Linevic, per l'evacuazione e smobilitazione di tutte tali truppe erano all'incirca i seguenti: a) rinvio immediato nella Russia europea del 21° e 13° Corpo
d'armata che trovavansi ancora in viaggio; il 13° era stato trattenuto ad Irkutsk ed il 21° nei pressi di Geliabinski; b) ritorno dei prigionieri dal Giappone nel. novembre, sbarcan-
doli a Vladivostok, e loro successivo avviamento ed inquadramento nei rispettivi reparti, coi quali poi sarebbero tornati in patria; e) congedamento dei richiamati appartenenti alle circoscrizioni di Siberia e del Priamur e scioglimento dei nuovi reparti costituiti con elementi delle circoscrizioni stesse; d) rinvio graduale nelle loro sedi delle truppe appartenenti alle circoscrizioni militari della Russia europea, e congedamento dei richiamati dopo l'arrivo dei vari reparti a destinazione. Dopo il trasporto del 21° e 13° Corpo d'armata, di cui alla precedente lettera a), dovevano pertanto essere iniziati i movimenti dalla Siberia in Europa dei corpi e reparti più necessari, in vista dei gravi disordini agitanti l'Impero. E precisamente dovevano essere avviati i seguenti reparti nell'ordine come vengono scritti: Divisioni cosacchi d'Oremburgo, 1° Corpo d'armata avente sede a Pietroburgo, 17° Corpo d'armata avente sede a Mosca e 10° Corpo d'armata avente sede ·a Kharkov. Orbene: a) Il 21° e 13° Corpo <l'armata, ritornarono effettivamente nella
Russia europea e si recarono: il 21° fin dal settembre-ottobre nel Caucaso, invece che a Kiev, a disposizione del governatore generale di quella regione per sedarvi i disordini (sembra però che una delle due divisioni sia stata dislocata in Polonia verso il novembre o dicembre, allorché per la parzial€: mobilitazione eseguita nel Caucaso, le truppe colà disponibili vennero a trovarsi aumentate); il 13° alla . sùa sede ordinaria di Smolensk nell'ottobre e novembre. b) Il trasporto dei prigionieri, come è noto, ed a seconda di quanto indicati nel mio rapporto n. 116/106 del 10 ottobre e.a., avrebbe dovuto effe.ttuarsi in-circa cinque settimane, ma invece non è ancora compiuto presentemente, e benché dicasi qui a Pietroburgo che sarà ultimato fra un paio di settimane, la cosa non è veramente certa. Parte di tali prigionieri dopo aver provocato disordini all'epoca del loro imbarco per tornare in patria, obbligando perfino i russi a ricorrere all'aiuto dei giapponesi, procedette· a Vladivostok a tali atti di aperta ribellione da generare repressioni aventi talora l'aspetto di vere battaglie. e) Il congedamento dei richiamati siberiani e lo scioglimento dei vari reparti coi medesimi costituiti sembra sia già avvenuto, ma più per iniziativa personale che per ordini impartiti dalle autorità militari. Dicesi invéro che una gran parte di essi sia 68
scomparsa aspor tando armi e m ateriali vari dei corpi, impadronendosi a forza dei mezzi di trasporto, imponendosi ai capi, saccheggiando, rubando e facendo causa comune coi rivoluzionari. d) Il combin ato ritorno gr aduale nella Russia europea dei vari reparti ai completo coi rispettivi richiamati non poté avvenire. I richiamati stessi, turbolenti fin da quando partirono per la guerr!=l, stanchi, sfiduciati, male inquadrati, spinti ed eccitati dal partito rivoluzionario e dai siberiani già congedati, si ribellarono prima un po' qua un po' là ai loro capi, poi formarono associazioni, presero conoscen za della loro forza e della insipienza e debolezza delle autorità e, dopo aver proceduto ad uccisioni, ruberie e distruzioni d'ogni genere, inviarono una deputazione ad im porre con gravi minacce al comandante in capo generale Linevi~, di lasciarli par tire immediatamente per le loro case senza aspettare il turno dei rispettivi reparti. Ed il Linevic, non rendendosi certamente conto del genere e dell'importanza della concessione e persuaso (a quanto affermò) di evitare così mali maggiori, mentre il suo capo di S tato Maggiore tenente generale Kharkevitch era per due giorni assente da Kharbin p er . servizio, diede il consenso alla partenza immediata dei r ichiamati stessi, ed emanò senz'altro un ordine del giorno in proposito, come se si fosse trattato del corto viaggio di un solo battaglione, mandando così all'aria oltr eché la disciplina e la sua reputazione militare, tutte le disposizioni dipendenti dalla serie dei complicatissimi ordini di movimento, meticolosamente studiati, combinati ed accuratamente diramati durante un mese di lavoro indefesso. Quel che successe poi, non fu, in gran parte, che una conseguenza di tale fatto: treni ·presi d'assalto per la furia di partire e susseguentisi senza regola, coincidenze perdute, scontri, mancanza di stazioni di rifornimento e di vettovagliam ento, di provvigioni, di materiale ferroviario, di legna da ardere, di carbone, e quindi: saccheggio di depositi, ubriacature in massa, incendi, ribellioni, uccisioni e trionfo del partito rivoluzionario e dell'anarch ia un po' dappertutto da Vladivostok a Celiabinsk. Avvennero allora cose incredibili : la Siberia durante parecchi giorni fu interamente isolata dalla Russia europea, i comitati rivoluzionari presero il sopravvento dappertutto; il tenente generale Kholtscevnikov, governatore del Transbaikal, persuaso che in Russia il governo attuale fosse stato rovesciato, emanò un p rikaz riconoscendo il nuovo governo sorto dalla rivoluzione. Il Linevi~, non contento di coprire di decorazioni gli ufficiali e soldati alla sua dipendenza, distribuì anche varie croci di San Giorgio ai capi degli scioperanti recantisi da lui. Nei treni viaggiatori gli ufficiali, sovente malmenati, in terza e quarta classe cd i soldati in prima. La subordinazione fu pressoché intera- · mente abolita. Insomma un terribile stato di vera anarchia lungo tutto il transiberiano e le località ch'esso attraversa, reso maggiormente tragico dalle condizioni di luogo e di clima, e che dur ò più settimane, cessando poi assai più per la stanchezza di
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chi lo alimentava che non per l'energia e per i provvedimenti impartiti dalle varie autorità. In conclusione: dal 1° novembre ad oggi, la portata media del transiberiano sembra sia stata di soli quattro o cinque treni giornalieri, mentre ne erano stati previsti dodici. Vennero trasportati in Europa in tale tempo circa 250.000 uomini per la maggior parte richiamati, con 4000 ufficiali e 2000 cavalli. Sembra altresì che ora sia stato disposto, in seguito a severi e precisi ordini impartiti da Pietroburgo, che sia sospeso l'invio di scagioni di tali richiamati e ripreso il movimento coi reparti organicamente costituiti, forniti dai rispettivi richiamati che ancora rimangono. In quanto al Linevic, che diede così evidenti prove di debolezza, ignoranza ed incapacità militare, esso fu richiamato, ed al suo posto venne nominato quale comandante in capo delle truppe che trovansi attualmente in Siberia il generale di fanteria Grodekov, già comandante della circoscrizione del Priamur, pra- . tico dei luoghi e che gode fama di generale intelligente ed energico.
23. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 27
Pietroburgo 27 marzo 1906
Oggetto: Marina da guerr.Q russa A complemento di alcune indicazioni contenute nel fascicolo annesso al mio rapporto n. 25/21 del 12 corr., relativo al bilancio della Marina russa per il corrente anno, ed a seguito del rapporto stesso, ho l'onore di significare a cotesto Comando quanto segue: Nello scorso anno, prima della battaglia navale di Tzusima, quando il governo e la maggioranza delle autorità militari e del pubblico russo, si pascevano ancora d'illusioni sull'esito finale della guerra contro il Giappone, erano stati iniziati seri studi per concretare, con una spesa straordinaria di qualche centinaio di milioni di rubli, un grandioso programma marittimo, da attuarsi in un periodo di circa dieci anni. A tal cosa appunto accennai nel mio rapporto del 24 (11) maggio 1905 n. 55/50. Ma da allora le cose cambiarono: il triste risultato della battaglia navale suddetta,. come sorpassò quanto poteva attendersi il più pessimista dei russi, quello non meno disastroso di tutta la guerra, il forzato rinvio delle aspirazioni di sbocco sopra un mare libero e sghiacciato, i gravissimi disordini interni trovanti, oltre tutto, un eco troppo sovente favorevole, tra i marinai nei 70
tre mar i, Nero , Baltico, e del Giappone e le non poche, né lievi difficoltà finanziarie, obbligarono ·le alte autorità russe a mutar d 'avviso. Abbondata quindi interamente l'idea di un programma vasto e complesso, implicante studi lunghi e pon derati ed impegnante l'avvenire per parecchi anni, venne deciso, forse anche in previsione delle sorprese che pot rebbe cagionare la Duma di pr ossima convocazione, di concretare il bilancio della marina per il solo 1906, mantenen do i vari preventivi ad esso inerenti nei limiti ordinari di quelli degli ultimi anrii. Stabilito tale concetto, il m inistero della Marina concretò il suo bilancio in una som ma complessiva di circa 142 milioni di rubli, con un aumento di circa 25 milioni e mezzo su quello dello scorso ann o; ma il Consiglio di Stato, sapendo che il bilancio stesso dovrà essere sottoposto a suo tempo alla sopracitata Duma dell'Impero, con misura p ressoché nuova negli annali del Consiglio stesso, ridusse le somme stanziate in p arecchi capitoli, essenzialm ente in quelli: costruzioni navali 24 milioni di meno e n avigazione 9 m ilioni e m ezzo di m eno e, m algrado le proteste del ministero della Marina, diminuì complessivamente il bilancio di circa 38 milioni di rubli, por tandolo così a soli 104 milioni. In complesso, se i risultati dell'u ltima guerra, hanno bruscamen te tarpato le ali a molte delle aspirazioni russe e se p arecchio essi hanno appreso alle n azioni spettatrici dell'interessante conflitto, d'altra parte, invece, ora, a qualche mese di distanza dalla conclusione della pace, si può dire che, per quanto concerne la m arina militare russa, le lezioni ricevute non hanno molto profit tato. Nulla accenna ad un sano risveglio morale, all'intenzione di r istabilire davvero l'ordine e l'onestà nell'amministrazione, al proposito di esiger e sul serio e ad ogni costo dagli ufficiali lavoro, istruzione, disciplina, carattere. Furono migliorate le condizioni di vitto e di paga dei marinai, fu diminuita, come è noto, la loro ferma, vennero collocati a riposo molti ammiragli, ritenuti inet ti, furono modificate le condizioni d'avanzamento degli ufficiali, vennero aumentati gli esercizi pratici e le durate dei periodi di n avigazione, stanno elaborandosi progetti per trasferire il Corpo dei cadetti sul Mar Nero e p er aumentare i programmi di studi, vennero fucilati e condannati a gravi pene marinai rivoltosi; tutta una serie di riforme relative al personale stanno elaborandosi, ma, in complesso, le cose vanno del tutto come prim a e come p rima imperano nella marina russa la pigrizia, l'abuso, la corruzione, la protezione, l'ignoranza ed i perniciosi intrighi di qualche granduca. Non già che nel breve tempo trascorso dagli ultimi disastri fosse possibile mutar radicalmente sistema: le cause dei mali sono troppo profonde e complesse per poter essere sradicate faci lmen te e celermente; ma però manca ancora nella serie di ordini impartiti e di disposizioni emanate dall'alto, l'espressione di un concetto elevato e sicuro, di una volontà illuminata e forte e manca soprattutto interamente in basso quel rinnovamento di energie, quello sfogo 71
d'amor proprio offeso, quell'impulso, quella ribellione del sangue, che avrebbero pure dovuto schizzar fuori dopo le tante batoste subite, di cui talune furono vergognose e avrebbero dovuto essere cocenti come frustate in faccia. Liberatasi dall'incubo del nefasto generale ammiraglio granduca Alessio, la marina russa sta ora per cadere sotto quello del granduca Alessandro Michailovich, che aspira a prenderne il posto. Egli più intelligente, ma più ambizioso e più intrigante, dopo essere rimasto per qualche tempo nella sua villa di Crimea a « bouder » l'Imperatore, per le concessioni fatte alla Russia di alcune libertà alle quali il retrogrado granduca è contrarissimo, è ora tornato a Pietroburgo e, fattosi nominare comandante della 2• divisione del Baltico si appresta a grandi cose, che vorrebbero essere fatte nell'interesse della marina, ma finiranno per scombussolarla probabilmente ancora più. Come appare invero anche dall'esame del fascicolo del bilancio di quest'anno, ciò che v'ha di più saliente e che più interessa le autorità marittime, sono le esercitazioni della squadra pratica del Baltico. Questa si prepara, invero, agli ordini del suddetto granduca, ad eseguire durante il periodo di navigazione le esercitazioni stesse con un ingente numero di torpediniere, a similitudine di quanto fu altre volte praticato in Germania od in Inghilterra. Dovranno prender parte alle medesime, in riprese varie ed in numero successivamente maggiore, insieme forse con una divisione di sottomarini, circa 50 torpediniere: 20 di quelle da tonnellate 370-612 costruite coi fondi forniti dal comitato per l'incremento della flotta e 30 di quelle di squadra da 350 tonnellate. Da qualche tempo ormai, sotto le pressioni del suddetto granduca, tutto viene subordinato dall'Ammiragliato alle esercitazioni di cui trattasi; ad esse soltanto si pensa e ad esse vengono assegnati tutti gli ufficiali ed i fondi disponibili, di guisa che certamente tutti gli altri programmi di navigazione indicati nel suddetto fascicolo del bilancio verranno ad essere, per ciò, di molto ridotti. Occorre aggiungere che il granduca Alessandro Michailovich non ha mai comandato una torpediniera; che il suo capo di Stato Maggiore capitano di 2° rango, principe Putjatin,, benché istruito, intelligente ed ottimo ufficiale di vascello, si trova nelle stesse condizioni; che essi s'imbarcheranno sullo yacht St.rela che fila solo 10 o 12 nodi; che tutti gli ufficiali in genere hanno poca pratica di tale servizio; che molte torpediniere eseguiranno le loro prime prove. E quindi, mentre scarsi saranno in genere i risultati che la marina otterrà durante il prossimo periodo di navigazione, sarà assai difficile che le esercitazioni di torpediniere di cui sopra, che tutto assorbono, possano procedere senza inconvenienti seri: probabilmente questi si manifesteranno in numero considerevole, saranno anche gravi e gli arsenali finiranno per essere durante l'estate pieni cli torpediniere avariate. Insomma: un anno pressoché perso per la . marina militare 72
russa, che non solo non accenna a risorgere, a voler r iacquistare il posto che ha perduto nel mondo, ma che persiste in quegli errori e quei dife tti che l'hanno resa tanto tristemente celebre nella guerra testè ultimata.
24. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE DEL CORPO DI STATO MAGGIORE GENERALE TANCREDI SALETTA PROT.
N. 172
Pietroburgo 28 giugno 1906
Oggetto: Condizioni interne della Russia Le critiche e ben note condizioni interne della Russia, in questi ultimi tempi, dopo le repressioni sanguinose di Mosca, delle provincie Baltiche, della Polon ia, ecc., sullo scorcio dell'anno passato ed in seguito alle speranze dei conservatori di una forte reazione, dei liberali, nella convocazione della Duma e del mondo intero nel Vitte, subirono qualche mese di relativa tregua. Ma ora, svanite molte illusioni sulla possibilità di creare pacifìca7 mente e per via di· accordi (da quell'arruffio di aspirazioni, di necessità contradditorie, di mezze misure, di corruzioni, di falsità, di brutalità, ecc., che costituisce il fondo della politica interna russa in questo momento storico), una condizione di cose equa e logica, un equilibrio stabile, ora, la situazione torna di nuovo a peggiorare sensibilmente. E si temono quindi, non solo disordini e massacri più gravi di quelli finora avvenuti, ma altresì sconvolgimenti e perturbazioni, che potrebbero avere le più serie conseguenze, e riferentesi anche fuori dell'impero. Le cause profonde sono sempre le solite (che l'eccellenza vostra ben conosce, avendole particolareggiate in altri rapporti) , coll'aggravante però che il loro persistere complica e peggiora ognor più la situazione, crea ed aumenta i focolari cli malcontento. Ormai il paese perde ogni fiducia nell'imperatore e nel principio d'autorità; ormai l'esercito non è più sicuro nella mano dei capi; ormai la società ed il popolo si agitano, senza avere di mira principi retti e sicuri ideali possibili. Il governo non ammette che perché il paese possa dirsi veramente libero, occorre che nessuno sia oggetto ad altro che alla legge e che la legge sia più potente degli uomini, ed il paese, laureato sulla china di un socialismo utopistico, in parte si abbandona ai più bassi istinti ed in parte non comprende che la concessione della sovranità popolare è nobile e promettente perché sveglia le energie di tutti, ma che non deve essere esclusiva e che esige una certa educazione politica, misurat.rice e mitigatrice dei movimenti impulsivi delle masse, se non vuol creare situazioni pericolose. 73
Un conflitto, insomma esiste, tra lo zar, ch e impersonifica il governo ed il paese, e peggio ancora, una confusione generale di idee, che non lascia intravedere soluzioni ragionevoli, salvo quelle che il caso o qualche grande sconvolgimento materiale e morale possono arrecare: a) Lo zar nulla ha appreso dagli avvenimenti e resta quindi qual'era timido, pauroso, incerto, volubile, incapace di comprendere le esigenze del momento, persuaso di poter conciliare l'autocrazia e la costituzione. Egli si trova volontariamente prigioniero ormai nelle sue residenze di campagna, munite di trincee e, dal 6 gennaio dello scorso anno (il giorno in cui fu sparato quel colpo di mitraglia sul Palazzo d'Inverno durante la funzione del Giordano), non si recò a Pietroburgo che, per via acquea, una volta sola, a fine di ricevere i membri della Duma e del Consiglio dell'impero. Passa il tempo a giocare nei parchi di Peterhov e Tsarskoe coi figlioli, a concedere decorazioni, a studiare cambiamenti anche minimi nelle uniformi militari, a far parate, a nominare aiutanti di campo ed a ricevere giornalmente generali e funzionari ai quali sovente non domanda nulla relativamente alle condizioni del paese. Quando app rende qualche grave fatto o che la situazione diventa minacciosa, allora chiama i ministri, i personaggi importanti, presiede commi ssioni, inventa rimedi superficiali, si agita, si affida con buone intenzioni, a colui che gli sembra proponga il rimedio migliore, ma poi, con gran facilità e senza misurare le conseguenze, cambia d'influenza e d'avviso. Dicesi che raramente legga un giornale, mai un libro, che scriva poco o nulla, che postilli con frasi banali e stereotipate i rapporti dei ministri . Impaurito nell'ottobre dello scorso ann o, si lasciò strappare il ben n oto manifesto, ma tranquillatosi qu ando la rivoluzione di Mosca, creata forse apposta, fu brutalmente sedata dalle truppe, si affidò al Durnovo ed al Trepov che fecero rest are pressoch é lettera morta le concessioni fatte. Or a in seguito alla scoperta di manifesti rivoluzionari nelle abitazioni del basso personale di Peterhov, alle agitazioni di alcuni reparti dei r eggimenti della Guardia ed alla minaccia dei marinai di Kronstadt d'impadronirsi di alcune n avi da guerra e di recarsi a bombardar e Peterhov, sembra che abbia di nuovo incominciato ad aver paura, che torni a propendere per le idee liberali, che intenda di recarsi in una dimora ancora più isolata e sicura e, magari, presso qualche isola del golfo di Finlandia. In somma, una nullità e, pu rtroppo, una nullità nociva poiché in Russia, malgrado quel simulacro di parlamento che è la Duma attuale, l'imperatore è ancora lo Stato, e lo Stato come noto, dalla monarchia feudale alla democrazia parlamentare deve essere la grande forza motrice, che spinge, anima, dirige la vasta macch ina amministrativa, civile, econom ica, m ilitare del paese. b) In quanto al paese, esso si trova tormentato e stiracch iato da tutti i lati: - dai m inistri attuali, tra i quali specialmente il presidente del Consiglio, il ministro dell'Interno e quello dell'Agricol-
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tura, il).certi, incapaci, fatalisti, reazionari nell'anima, viventi alla giornata, senza fama od influenza alcuna, contrari alla Duma, che sopportano soltanto in attesa di aver la forza di poterla scacciare definitivamente; - dai funzionari, inetti, pigri, corrotti, egoisti, contrari ad ogni modificazione, aggrappati al sistema poliziesco; - dai conservatori, appartenenti alla nobiltà ed alla classe militare, occupanti talora posti importanti e facenti parte, in maggiqranza, del Consiglio dell'Impero, i quali circondano l'Imperatore, sono più gelosi di lui delle sue prerogative, chiamano mascalzoni i membri della Duma, dicono che l'ordine non si mantiene che con le baionette e vogliono magari far nascere la rivoluziione per poi schiacciarla ed aver pretesto e possibilità di far macchina indietro; - dalla Duma, composta di una maggioranza di costituzionali-democratici, ben intenzionati in fondo, ma non ancor fatti alla vita politica, i quali. non appoggiati dal governo, anzi in aperto e grave conflitto con esso, vanno perdendo terreno a favore dei membri rivoluzionari della Duma stessa, dimostrano troppa fretta, aspirano ad idealit~ troppo astraenti dai lati pratici della vita, discutono, in realtà, e lavorano e votano per nulla, poiché finora, con le leggi emanate e col modo come vengono interpretate ed applicate dai ministri, non hanno influenza alcuna ~ull'andamento della cosa pubblica; - dagli operai che scioperano, ad ogni pié sospinto, a ragione o a torto, tanta è la gioia di non lavorare; - dai contadini (e son milioni di milioni), che scacciano i proprietari, distruggono, rubano e pretendono ad ogni costo quella distribuzione delle terre, che sarebbe addirittura l'abolizione della proprietà individuale; · - dall'esercito, che si agita e si ribella, oppure procede a repressioni sanguinose, brutali e spietate; - dai rivoluzionari e dagli anarchici che uccidono e massacrano; :.....:.. ed infine da una società di gente avida di tutto con- . servare, oppure di tutto arraffare, da una folla di ingordi, di neghittosi, di apatici, di senza carattere, di meno che mediocri, dalla quale, in fondo, non è sorto in questi ultimi anni di dolorose e terribili vicende, neppure un uomo, capace, in un modo o nell'altro, d'illuminare le masse e di trascinarle alla conquista di un ideale qualsiasi. Giorni or sono, in una conversazione intima, un signore russo chiese, me presente, al maggior generale Massalov « à la suité_ » dell'Imperatore, e capo della sua cancelleria militare, dopo aver accennato alle condizioni della Russia, all'assenza di un vero governo, al disordine di ogni istituzione, ai torbidi nell'esercito, a quelli agrari, ecc. « Ma come fa a stare in piedi il paese? Come fa ad andare avanti la baracca?». Ed il Massalov: « Mais, mon cher, c'est le Dieu des ivrogries qui nous protége! ». Ed è vero; la 75
frase pronunciata apparentemente alla leggera, dal faceto generale, è assai più giusta e profonda di quanto non possa sembrare alla prima: è proprio il Dio degli ubriachi che protegge in questo momento la Russia, ma guai se Egli volta la testa dall'altra parte!
In margine: Comunicato a S.M. il re il 4 luglio 1906 ·e restituito. Fatto impostare in Italia da persona di fiducia.
25. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 64
Pietroburgo 28 giugno 1906
Oggetto: Agitazione rivoluzionaria n.ell'esercito russo Da tutta la Russia giungono qui. a Pietroburgo notizie ogni dì più inquietanti di gravi disordini per parte delle truppe. A Sebastopoli, Odessa, Riazan, Pskov, Kharkov, Varsavia, Kronstadt, a Pietroburgo medesimo, a Peterhov dove trovari l'imperatore, e un po' dappertutto nelle varie circoscrizioni militari, gruppi di · soldati delle varie anni e marinai, e talora interi reparti: come battaglioni e reggimenti, si riuniscono al minimo pretesto per discutere, schiamazzare, protestare, reclamare, manifestare rumorosamente e prepotentemente i l9ro desideri, complottare, giungendo talora perfino a ribellarsi apertamente ai capi con le armi alla mano. Il governo cerca, per quanto può, di nascondere tale stato di cose o di sminuirne l'importanza, ma i fatti s'impongono ed i giornali locali ed esteri li divulgano e li commentano quotidianamente, impressionando il pubblico. Talvolta, è vero, sia in buona fede o con intenzione essi esagerano alquanto, ma è un fatto accertato ormai che nell'esercito russo si manifestano gravissinii e pericolosi segni d'indisciplina, e che le autorità militari e politiche sono perciò estremamente preoccupate. Non è più il caso di accennare a fatti isolati, quantunque ve ne siano di quelli che finiscono con massacri di ufficiali, con la fucilazione di numerosi . uomini di truppa e graduati, con vere scaramucce, tra squadroni e reggimenti ribelli ed altri reparti chiamati a sedarli, con saccheggio di negozi e di case, con prese di cannoni, fortini e minacce di bombardamenti, che fanno riscontro all'azione dei marinai del Potemkin. I fatti stessi, benché gravissimi, sono ormai tanto numerosi, che l'importanza di ciascuno di essi scema di fronte a quella più grande, rivelantesi chiaramente ormai, di un'agitazione rivoluzionaria pressoché generale in tutto l'esercito. Le cause sono conosciute e ad esse ebbi in gran parte ad accennare in altri miei rapporti, fin da quando, durante la guerra
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col Giappone, si manifestarono i primi disordini militari in Russia. Esse possono ricercarsi:. a) nella propaganda socialista e rivoluzionaria, facilitata dal contatto stesso cogli operai, col popolo e coi contadini nei mesi e mesi di servizio di pubblica sicurezza disimpegnati dai vari reparti presso stabilimenti, officine e nelle campagne. Tale propaganda, dopo essere penetrata ed aver messo radici nelle caserme, dove era pressoché sconosciuta due o tre anni fa, guadagna ora ogni giorno maggiormente terreno. b) Nelle numerose sconfitte subite, nelle ignominie, negli orrori rivelatisi durante la guerra, che hanno p rofondamente scosso la disciplina, dato la stura alla cr itica, generato la sfiducia· nei capi e lasciato in ufficiali e soldati strascichi immensi di animosità, di rancori e di odii d'ogni genere.
e) Nel per iodo di crisi che attraversa l'esercito per i numerosi mutamenti di ufficiali di tutti i gradi, nell'amministrazione, nei comandi e presso le truppe, per le varianti introdotte nei sistemi d'amministrazione per le riforme in corso, ecc . ... d) Nella ripugnanza di non pochi ufficiali e soldati a disimpegnare quel servizio di polizia, di pubblica sicurezza e di repressione, generalmente gravoso, sovente crudele e spietato, che dura da quasi due anni, e che, ponendo continuamente e dappertutto l'esercito contro il popolo, non solo nelle regioni di frontiera, abitate da altre razze, ma anche nel centro della Russia, genera una forte perturbazione negli animi. e) Nell'adesione di una parte delle truppe e specialmente delle più intelligenti, compresi non pochi sottufficiali ed ufficiali, alle nuove idee politiche, ed al concetto che in Russia occorre tutto rinnovare, e che non è possibile ottenere ciò che coll'impiego della forza. · f) Infine, ed è questa la causa alla quale, in fondo , tutte le altre risalgono, nelle tristi condizioni generali dell'impero ed in quello stato di confusione, di disordine e quasi di anarchia, in cui brancolano · da qualche tempo le varie istituzioni russe ed al quale non era possibile che l'esercito potesse per lungo tempo sottrarsi. A ciò si aggiunga ancora çhe un rescritto imperiale dello scorso marzo, ha ( come è noto) ridotto di un anno la permanen· za delle truppe sotto le armi, ma f-ìnora però, non solo nessuna classe venne congedata in seguito a tale fatto, ma al termine del periodo estivo all'epoca ordinaria del congedamento (dato che questo possa effettuarsi realmente), è previsto che sia rinviato; in famiglia,. solo un terzo di coloro che dovrebbero beneficiare dei vantaggi promessi dal rescritto suddetto. Ciò cagionerà nuovi malcontenti, i quali già fin d'ora si fanno fortemente sentire. Ma non basta: la propaganda rivoluzionaria ha cercato d'infiltrarsi, ed è riuscita nell'intento, oltreché come dissi, più sopra, nelle
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caserme, anche e soprattutto tra i contadini che dovranno essere chiamati sotto le armi quest'anno. Es.si raggiungono quasi il mezzo milione ed è ·ormai risaputo che in parecchie regioni, dove maggiormente infuriano i disordini agrari, hanno dichiarato che non si presenteranno alle autorità militari in autunno, se non verranno distribuite prima delle terre a cui la classe rurale aspira. E se tale sistema di astensione, può in parte essere una minaccia, esso corrisponde però interamente all'indole russa, più facile per ignoranza, pigrizia e timidità individuale, ad una forma di ribellione passiva, che attiva. Si è perciò che così facilmente avvengono e riescono generalmente gli scioperi in questo paese. Insomma una condizione di cose nell'esercito russo che incomincia ad apparire indubbiamente minacciosa: certamente, la vastità dell'impero, la differenza di condizione delle diverse circoscrizioni militari, l'indole del russo piuttosto apatica, mancante di slancio individuale, di grande forza d'impeto, ed anche le forti r adici che possiede ancora il vecchio regime, il quale impiega tutti i mezzi, compresi i più bassi, per mantenere l'esercito dalla sua, mentre non sono d'ostacolo ad aventuali colpi di mano ed a rivolte di palazzo, costituiscono però altrettante cause che possono localizzare le agitazioni e le rivolte militari attuali, ed impedire lo scoppio di una vasta e vera rivoluzione militare che sconvolga essa il presente ordine di cose. Certamente non pochi sono i reparti, specialmente della Guardia, aventi grandi privilegi, tenuti finora all'infuori delle varie agitazioni, posti in mano di capi energici e di tatto, sui quali il itoverno può ancora fare sicuro assegnamento per ristabilire l'ordine, come già avvenne a Mosca, nelle province Baltiche, nel Caucaso, in Polonia, ecc .... Ma d'altra parte però, mentre anche tali reparti al momento della rivolta, quando le pii:1 basse passioni si scatenano e la bestia umana si rivela, sono soggetti, per mancanza di vera disciplina, ad abbandonarsi agli istinti brutali, a massacrare, bruciare, dare la caccia all'uomo, e costituiscono quindi essi pure un vero pericolo, tutti gli altri sparsi nel vasto impero, non è ben certo che siano strumenti sicuri in mano delle autorità e dei loro capi nel caso che i moti agrari e i disordini che mantengono al presente in subbuglio il paese dilaghino e si accentuino. E tale caso, a quanto pare, non è per nulla improbabile; data invero l'insipienza, l'incoscienza, l'indecisione e la debolezza di chi sta in alto; l'esagerazione, la fretta e l'irrealizzabilità di una gran parte delle aspirazioni, di .chi sta in basso; l'avidità, l'egoismo, l'ignoranza, la mancanza di senso pratico di chi sta in mezzo, ed, infine, l'apatia e l'assenza di carattere per parte di tutti, le più scure previsioni sono possibili. Tutto si «aggiusta» però, a · questo mondo e i momenti critici passano per le nazioni come per gli individtd, anche in Russia quindi le cose finiranno col mettersi meno peggio, ma difficilmente ciò potrà avvenire senza un grande spargimento di sangue.
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26. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 75
Pietroburgo 6 agosto 1906
Oggetto: Evacuazione delle truppe russe dal teatro di guerra e politica russa in Estremo Oriente Da qualche giorno è ultimata ·l'evacuazione delle truppe russe, accumulate sul teatro della guerra russo-giapponese, le· quali dovevano tornare nelle loro ordinarie residenze della Russia europea, in seguito alla conclusione della pace. Sonb rimasti nell'Asia russa i soli reparti smobilizzati appartenenti alle circoscrizioni militari di Irkutsk, di Omsk e del Preamur, che già vi si trovavano prima della guerra ed in più, temporaneamente, una divisione di fanteria del XIC Corpo d'armata, destinata a guardia di alcuni magazzini e di località varie del territorio mancese non ancora stato sgombrato. Salvo nell'epoca dei grandi disordini della fine dello scorso anno, i trasporti militari sul transiberiano hanno funzionato abbastanza regolarmente e tale linea ferroviaria (che si continua a pensare di ridurre a doppio binario) ha avuto nelle varie circostanze e nelle diverse stazioni, una portata ed una resistenza assai superiori a quelle previste. Pressoché tutti gli ultimi movimenti inerenti all'evacuazione del personale e del materiale delle armate di Manciuria, hanno gravato sopra di esse e per mare furono inviati da Vladivostok ad Odessa, soltanto 75 trasporti con _circa 127.000 uomini ed un migliaio di ufficiali. Un ukaze del 30 marzo e.a. pubblicato or non è molto, ha come noto, soppresso la circoscrizione militare di Siberia e formato: a) la circoscrizione militare d'Irkutsk, che comprende i governi di Irkutsk e di Ienissei ed i territori di Iakutsk e del Transbaikal. Il governatore generale d'Irkutsk è diventato il comandante della circoscrizione militare; b) la circoscrizione militare di Omsk che comprende i governi di Tobolsk di Tomsk ed i territori di Akmolinsk e di Semipalatinsk.
Cessata la luogotenenza imperiale fin dallo scorso anno, resta in Estremo Oriente solo la circoscrizione militare del Preamur, ridotta al territorio dell'Amur ed alla provincia marittima. In quanto ai · reparti permanenti delle circoscrizioni sopra citate, la 10a divisione cacciatori di S.O. ed il 41° reggimento cacciatori di S.0. furono sciolti, la 3• 6° e 9a divisione cacciatori di S.O. vennero adibite alla piazzaforte di Vladivostok, e le altre 79
6 divisioni vennero raggruppate in tre corpi d'armate nel seguente modo: I C.d'A.: l" e
za divis. cacciat. di S.0. con le rispettive artiglierie
II C.d'A.: 4• e 5 divis. cacc~at. di S.O. coil' le rispettive artiglierie 3
III C.d'A.: 7" e 8" divis. cacciat. di S.O. con le rispettive artiglierie L'evacuazione delle truppe, avvenuta più sollecitamente di quanto poteva supporsi, ed il ritorno alle condizioni m ilitari che precedettero la guerra', prelude lo sgombro della Manciuria che fu il pretesto della guerra? E quali sono le attuali tendenze po. litiche russe in Estremo Oriente? Poco dopo la pace col Giappone e fin verso il principio di quest'anno, il bruciore delle patite sconfitte e delle umiliazioni sofferte, ancora troppo recenti, nonché il dispetto ed il rimpianto di dover rinunciare allo sghiacciato porto dei mari di Cina, sul quale tanti interessi, tante ambizioni e tanti sogni si erano fondati, mantenevano forti velleità di rivincite fra i militari, nel partito conservatore, ed anche a corte, talché non di rado s'udiva parlare della possibilità di ricominciare presto la guerra per r iconquistare il perduto ... e, magari, assai di più. Perfino alcune disposizioni non troppo ·sbrigative del governo e delle autorità militari, inerenti allo sgombero di depositi, magazzini, servizi sanitari ed all'evacuazione in genere delle numerose truppe e dei materiali accumulati, r isentivano di tali pensieri e di t ali tendenze. Ma ormai le cose sono cambiate. L'accentuarsi dei disordini interni, il propagarsi dei medesimi anche nell'esercito e specialmente nelle truppe che si trovano in Siberia ed in Estremo Oriente, il crescente palesarsi delle difficili e pericolose condizioni finanziarie del paese, il miglior apprezzamento della situazione, fatto a mente più fredda, ed infine la modesta, ma ferma ed avveduta condotta diplomatica del Giappone, hanno fatto quasi generalmente mutare d'avviso. Al presente non soltanto non si pensa più alla rivincita, ma non v'ha che qualche sanitario il quale parli e scriva ancora in Russia del « pericolo giallo >>, della « Cina che si risveglia », della « Siberia in balìa dei Giapponesi, e della necessità di mantenere in Estremo Oriente un potente esercito a salvaguardia della civiltà europea ». Le truppe resteranno limitate all'indispensabile, la Manciuria sarà effettivamente sgombrata questa volta nei limiti di tempo fissati dal trattato col Giappone, e l'attività russa sul Pacifico per qualche anno almeno non turberà più i sonni dei suoi vicini.
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27. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO . CANEVA PROT.
N. 77
Pietroburgo 12 agosto 1906
Oggetto: Agitazione rivoluzionaria nell'esercito russo I gravi ,d isordini militari, recentemente avvenuti ad Helsinghors, Kronstadt e Reval, entrano per la loro natura ed importanza, nell'orbitt:t di quelli da me accennati e previsti col foglio n. 64/47 del 28 scorso mese. Essi fecero ma! giormente parlare i giornali perché avendo luogo in regioni di frontiera hanno potuto essere meglio conosciuti in tutti i loro particolari, ma trovano un perfetto riscontro nelle ribellioni di Kharbin, di Irkutsk, di Kursk, di Pskov, di Odessa, di Tiflis, che ebbero luogo qualche tempo fa. Non rappresentano, insomma, fatti isolati, ma sono la constatazione. brutale che lo spirito rivoluzionario è realmente penetrato nell'esercito russo, scuotendone le basi, rendendo lo strumento guasto e malfido nelle mani dei suoi capi. Non riassumerò qui i disordini stessi, che per le dichiarazioni ufficiali e per le corrispondenze dei giornalisti sono .Perfettamente e particolareggiatamente conosciuti, e non presentano un'importanza individuale. Accennerò però come, essendomi recato a Viborg e ad Helsingfors, ed avendo parlato con parecchi ufficiali reduci da Kronstadt e da Reval, potei :r:iscontrare che le cause delle ribellioni furono le solite già conosciute e da me ripetute nel sopracitato foglio, coll'aggiunta di una singolare e crescente mancanza di decisione e di energia per parte degli ufficiali e delle autorità in genere. Gli avvenimenti invero, sanguinosi e terribili che si susseguono da tanto tempo, alterano l'equilibrio delle varie facoltà, hanno avuto un doppio e pernicioso effetto morale: quello di creare nel pubblico una specie d'indifferenza al male, alle sciagure, ai dolori e quello, opposto, di generare timori e panici incomprensibili. Ed è .così che mentre la reazione dell'opinione pubblica è pressoché nulla e ognuno lascia che gli incendi si spengano da loro, d'altra parte pochi individui mezzi ebbri s'impongono alle masse, e sovente ufficiali indubbiamente coraggiosi e fedeli perdon la testa, non osano opporsi ai loro subordinati, vengono a transazioni, si nascòndono, fuggono, e si alleano perfino talora ai ribelli. E; ormai accertato che le rivolte di cui trattasi facevano parte di un solo piano concretato dai rivoluzionari dopo la chiusura della Duma; essi covavano già da qualche giorno, e se gli ufficiali fossero stati più zelanti, più energici, più pronti, avrebbero potuto essere evitate o di molto attenuate. Ma il male è che gli ufficiali sono, come dissi, tutt'altra cosa, e che fra di essi ve ne sono di quelli affiliati al partito rivoluzionario. 81
Qualche ufficiale (sembra otto) e molti uomini di truppa e marinai (forse un centinaio) vennero fucilati, complessivamente ad Helsingfors, Reval e Kronstadt, ed un processo si sta iniziando nel quale si trovano implicate delle centinaia di soldati e marinai. E l'ordine è stato ristabilito . Ma come non è il caso di dedurre da quanto è avvenuto che l'esercito possa fare esso quella rivoluzione generale nell'impero, capace di dare un altro assetto qualsiasi all'ordine attuale di cose, così, d'altra parte, non è da r itenersi che gli ammutinamenti e le ribellioni di militari di terra e di mare siano terminate dopo gl'insuccessi toccati ed i severi esempi impartiti. Altri disordini di tal genere avverranno certamente qua e là, specialmente poi in fine d'anno all'epoca del congedamento delle classi e dell'arrivo delle recLute. Quelle vorranno essere inviate alle loro case, e sarà quasi impossibile accontentarle, queste non vorranno presentarsi alle armi o vi giungeranno imbevute di idee rivoluzionarie. Le condizioni dell'esercito russo, insomma, continueranno a mantenersi critiche e ciò è ben naturale, poiché esse non possono migliorare che col migliorare delle condizioni sociali.
28. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, A TANCREDI SALETTA, CAPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 4
Pietroburgo 12 agosto 1906
Oggetto: Condizioni interne della Russia Nel mio rappùrto n. 3/3 del 28 giugno e.a., segnalavo àll'eccellenza vostra come, svanite di nuovo in Russia, per parte del governo, delle classi colte e del popolo, le illusioni sulla possibilità di creare pacificamente e per via di concessioni una condizione di cose equa e logica, un equilibrio stabile, fossero da attendersi sconvolgimenti e perturbazioni che avrebbero sensibilmente peggiorato la situazione. Ed accennavo altresì alle solite . indecisioni dell'Imperatore, ai minacciosi vaneggiamenti della Duma, al fanatismo dei conservatori, alla nullità dei ministri, al crescente ardimento dei terroristi, all'abbrutimento del contadino, alla mancanza nel paese di logica, di criterio, di uomini di carattere capaci d'illuminare le masse, di trascinarle alla conquista di un ideale qualsiasi, all'unica speranza, infine, di miglioramento,· affidata al caso ... od al Dio degli ubriachi! Gli ultimi fattl hanno confermato tali apprezzamenti. . L'Imperatore, dopo aver forse chiesto ausilio allo spiritismo, cui sembra si dedichi giornalmente e dop.o aver pensato di formare un ministero con elementi tolti dalla maggioranza della Duma, sciolse invece improvvisamente questa, confermando, in 82
un manifesto' al paese, che non voleva fossero toccate quelle leggi fondamentali», le quali promulgate alla vigilia della convocazione della prima Duma, avrebbero voluto esser una Magna Charta, ed apparvero, invece, come la più grande contraddizione fra il regime rappresentativo e quello autocratico, fra le sedicenti libertà elargite ed i tempi attuali. Dopo di ciò, la maggioranza dei membri della sciolta Duma (compreso il suo presidente, che era stato pochi giorni avanti in predicato di diventare primo ministro) , andarono a votare a Viborg un veemente proclama di protesta al paese; i deputati del partito rivoluzionario ne diramarono un altro eccitante addirittura i soldati, i contadini e gli operai alla rivolta; il ministro dell'Interno, per mantenere l'or dine ad ogni costo, si mise sulla via della reazione; ad Helsingfors, Kronstadt e Reval, soldati e marinai s'ammutinarono, spaventando le popolazioni, dando luogo a scontri sanguinosi, a bombardamenti, a corti marziali, ecc.; gli scioperi s'accentuarono a Mosca, a Pietroburgo ed altrove, minacciando di diventare generali. Ma, lo accennai altre volte, se manca fenergia, l'impeto, la fibra, il carattere in alto, manca anche in l:>asso; · se colà Diogene non avrebbe trovato l'uomo, non l'avrebbe intravvisto nep pure tra il popolo russo. Gli sforzi, slegati, inconsulti, non condotti a fondo, l'entusiasmo presto sbollito, sotto il grandinar delle palle o sotto i colpi di nagaika, per la mancanza di un Garibaldi o di un Bixio, anche in scala ridotta, che li alimenti o li risusciti, hanno ricondotto le cose allo stato di prima, ossia al dominio floscio ed incerto di una burocrazia esautorata, fracida, venale, ignorante, che lascia aperte tutte le questioni e mantiene in paese, coll'anarchia morale, anche quella materiale, Non è qui il caso di esaminare se aveva ragione il governo o la Duma: avevano torto entrambi. Entrambi, invero, non tendevano a quel celebre ideale del Montesquieu che si riassume nella frase « un governo temperato»; entrambi non comprendevano la necessità di una forte autorità centrale, temperata appunto con un'assemblea rappresentativa, che fosse un freno all'arbitrio burocratico, che fosse per la nazione l'efficace salvaguardia delle libertà civili, religiose e politiche, L'Imperatore, malgrado i vari manifesti emanati, non vuol cedere il suo potere autocratico e non lo cederà che per forza; i ministri non vogliono perdere le loro comode prerogative e la Duma cercava di imitare la Costituente del 1879 e, secondo la parola del Sieyès, « non essendo nulla, voleva essere tutto», Siamo dunque da capo; neppure una delle tante cause profonde e complesse, più volte accennate, dei mali che affliggono la Russia, è stata interamente e coscienziosamente rimossa, e la situazione, imbrogliata ed aggrovigliata, rimane presso a poco la solita. «
In margine: 187 Riservato personale (21 agosto 1906). Comunicato al primo aiutante di campo del re il 22 agosto 1906. 83
29. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE CARLO CANEVA PROT.
N. 119
Pietroburgo 27 (14) ottobre 1906
Oggetto: Sbarco e imbarco di materiali per parte delle navi russe recatesi in Estremo Oriente durante la guerra In risposta alla richiesta fatta dal ministro ddla Marina col dispaccio in data 16 corr., n. 7598, annesso al controindicato foglio di cotesto Comando, ho l'onore di significare quanto segue: Nessuna disposizione speciale diede il ministero russo della Marina, per l'imbarco o sbarco delle dotazioni fisse e di consumo, per parte delle navi della flotta del Baltico, prima della loro partenza per l'Estremo Oriente. Esso lasciò ai comandanti delle varie divisioni navali di provvedere in proposito come meglio credevano, tenendo conto della lunghezza e difficoltà del tragitto, dei parecchi mesi di navigazione, del soggiorno nella zona tropicale, della mancanza di porti di rifugio e di rifornimento ed avendo quindi soltanto come massima di aumentare e non diminuire le dotazioni del tempo di pace. In parecchi miei rapporti accennai al disordine ed alla confusione che presiedettero all'affrettato allestimento delle squadre navali del Rozestvensky e del Nebogatov ed alle condizioni poco felici nelle quali esse si trovavano all'atto della loro partenza. Tali condizioni si riferivano, appunto, anche alla quantità di_ materiali d'ogni genere, imbarcati senza criterio fisso, sovente secondo il capriccio di un comandante o l'interesse di qualche speculatore, nonché al bagaglio ed agli oggetti degli ufficiali che erano in proporzioni addirittura enormi. E così furono imbarcati, in più delle dotazioni normali, senza che sia possibile ottenere ora indicazioni precise al riguardo: riflettori e parti di macchina, dotazione di vestiario, apparecchi per telegrafi.a senza fili, per il rifornimento di carbone in alto mare, per tagliare i canapi delle mine, cervi volanti, ecc. E così pure trovavansi sulle navi quando esse salparono dal Baltico: cani, pianoforti, gramofoni, bigliardi, fucili da caccia, materassi elastici, numerosissime casse di vini, liquori, conserve, ecc. Da informazioni assunte presso uno degli ufficiali di marina che viaggiò col Rozestvensky, prese parte alla battaglia di Tzuscima e. trovansi ora a Pietroburgo, una parte dei materiali inutili · ed ingombranti di cui sopra, fu lasciata o gettata in mare prima della partenza da Nossy Bay, nelle acque di Madagascar ed un'altra parte, la maggiore, subì la stessa sorte quando le navi lasciarono la rada di Saigon ed era da prevedersi prossimo lo scontro col nemico. Soggiungo infine, che, oltre alle informazioni procuratemi privatamente, a proposito di quanto si tratta, sia in questi giorni,
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sia durante il periodo dell'allestimento delle squadre navali,. avendone assunte altre presso il locale ministero della Marina, ne ebbi, insieme con schiarimenti verbali, la risposta scritta la quale conferma precisamente quanto precedentemente accennai.
30. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2• DEL CORPO DI STATO MAGGIORE
Pietroburgo 25 gennaio 1907 Relazione: Riforma e modificazioni introdotte nell'esercito russo nel 1906
L'esercito russo nel 1906 Le riforme incominciate nell'esercito russo nel 1905 hanno ricevuto, nel 1906, un grande sviluppo. Le misure prese, in questo senso, p ossono essere raggruppate nel modo seguente: 1) miglioramento del personale; 2) misure di organizzazione; 3) misure per l'am ministrazione presso le truppe; 4) miglioramento delle condizioni degli uomini di truppa. Fra le altre misure che non hanno tratto a riforme, le più importanti sono: 5) liquidazione della guerra; e 6) la tutela di coloro che dalla guerra, ebbero a soffrire.
I. Miglioramento del personale Fu rivolta una speciale attenzione a questa questione che ha carattere di primissima importanza per la buona organizzazione dell'esercito .
Corpo· ufficiali 1. Allo scopo di ringiovanire i quadri degli ufficiali, già nel 1905 si era dato mano alla redazione di nuove norme per le pensioni degli ufficiali combattenti, norme che diedero la possibilità di migliorare le sorti degli ufficiali cb e andavano a riposo, non soltanto dopo 35 o 25 anni di servizio~ ma anche prima di detti termini ed in tal modo si facilitava l'uscita dall'esercito, di quegli ufficiali che erano piuttosto tollerati e non utili al servizio. Questa misura fu applicata nel 1906. Con prikaz del 7 maggio 1906, n. 280, sotto forma di misura provvisoria (fino al 1° gennaio 1909) furono istituite pensioni suppletive per i generali, ufficiali superiori e inferiori che andavano a riposo dalle truppe attive, cioè coprenti una carica effettiva pr esso i reparti o presso gli stati maggiori od istituzioni militari, presso le truppe locali, di territorio o di circoscrizione. 85
La misura delle suppletive fu calcolata in modo che tutte le pensioni, unite insieme (dal tesoro, secondo le primitive norme, imeritura e suppletiva), fossero in definita corrispondenza collo stipendio percepito prima e precisamente dovevano rappresentare il 30-80% di detto stipendio in relazione colla durata del servizio e lo stato di salute dell'ufficiale messo a riposo. L'ammontare delle pensioni riunite non venne stabilito soltanto per due termini (25 e 35 anni) come prima, ma per tutti i termini intermedi, fra i 5 e i 35 anni di servizio e le pensioni per 25 anni di servizio vennero assegnate solo a quegli ufficiali che lasciano il servizio sia per motivi di salute che in seguito a riportate ferite. La pensione calcolata ad annualità e non a termini lunghi e fissi, è di grande utilità giacché toglie la necessità di aspettare i 25 o 35 anni di servizio per andare a riposo. L'applicazione delle misure per le pensioni suppletive ha facilitato la soluzione del problema: il ringiovanimento dell'ese1:cito. 2. Il Ministero della guerra si occupò con ogni cura, di sistemare la questione relativa alla conveniente scelta dei candidati ai comandi di competenza di ufficiali superiori ed agli uffici di cçmpetenza di ufficiali generali. A questo proposito sono state prese due misure di grande importanza: a) Presso il Consiglio per la difesa nazionale fu istituita una commissione superiore per l'esame delle note caratteristiche. Ne è presidente, il presidente del Consiglio della difesa. Ne sono membri: il ministro della Guerra, il capo dello Stato Maggiore, i generali ispettori delle varie armi, il capo del grande Stato Maggiore e altre persone ad arbitrio di S.M. l'Imperatore: oltre di ciò possono essere chiamate a prender parte alle sedute, col consenso di S.M., e su proposta del presidente, i comandanti di circoscrizione militare. La commissione deve esaminar e a fondo le note caratteristiche degli ufficiali generali dell'esercito, il grado di loro capacità e proporre i meritevoli di essere posti nel ruolo dei candidati per le ariche di comandanti di circoscrizione militare, sottocomandanti, comandanti di corpo d'armata, di fortezze, di divisione, di brigate autonome. Le decisioni della commissione vengono sottoposte alla sovrana approvazione. b) Fu emanato un regolamento provvisorio sulle note caratteristiche dei capitani, ufficiali superiori e generali delle' truppe attive e sulla scelta dei candidati ad alcune cariche. Questo regolamento fu applicato per un termine di anni due - fino al 1° gennaio 1909 ~ con obbligo al grande Stato Maggiore. di presentare, alla scadenza di questo termine, un nuovo regolamento, definitivo, completato colle innovazioni e mutazioni dettate dall'esperienza. · Il regolamento prescrive un orçiine del tutto nuovo di attestazione, avente per scopo, senza violare le prerogative dei capi, di assicurare un apprezzamento spassionato e largo delle qualità dell'ufficiale. La prima attestazione viene fornita dal superiore immediato (a cominciare dal comandante di battaglione); poi, seguendo la via gerarchica, giunge ad un consiglio formato dai
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capi delle truppe combattenti il quale fornisce le note caratteristiche in forma collettiva, dell'ufficiale: la finale decisione spetta al comandante superiore delle truppe combattenti. L'elaborazione di nuove norme per l'attestazione degli ufficiali inferiori che non sono comandanti di compagnia, con sovrana autorizzazione, fu commessa ad una commissione che siede presso il grande Stato Maggiore ed è presieduta dal generale ispettore della Fanteria, generale Zarubaiev. La stessa commissione deve esaminare la questione dell'avanzamento degli ufficiali superiori e della promozione al primo grado di ufficiale superiore. Le questioni date a risolvere alla co~missione del generale Zarubaiev, sono di un'eccezionale importanza giacché dalla retta soluzione di esse dipende l'effettuazione di uno dei più importanti miglioramenti necessari all'esercito russo: il miglioramento del personale-ufficiali, col ringiovanirne i ruoli, e l'eliminazione del!'elemento inutile onde aprire larga la via all'elemento che ne è meritevole. Secondo ogni probabilità, detta commissione inizierà i suoi lavori verso la metà di gennaio. Le principali questioni che sarà chiamata a risolvere sono presso a poco le seguenti: 1) elaborazione delle rpisure necessarie ad assicurare il completamento dei quadri-ufficiali con soggetti convenientemente preparati; 2) misure necessarie ad assicurare il completamento dei quadri-ufficiali, in tempo di guerra con soggetti sui quali si possa, senza eccezione, cont are (revisione delle norme in vigore, relative agli ufficiali a riposo, di complemento, sottotenenti di complemento, ecc); 3) definizione di un nuovo metodo di attestazione per gli ufficiali inferiori; 4) elaborazione di un nuovo modo di promozione ai gradi di ufficiale inferiore ed ai primi gradi superiori. 3. In relazione colle misure sopraindicate e che hanno lo scopo di migliorare i quadri-u:Hìciali in generale e. di ringiovanire il corpo di ufficiali neì comandi superiori, si. trova anche la questione della sostituzione di nuove norme, alle attuali che regolano la promozione ài gradi di uffi.ciale generale. Onde ringiovanire il personale dei comandi superiori fu chiesta l'autorizzazione di abbreviare (provvisoriamente, per tre anni) i"termini di permanenza in grado, per la promozione, nei limiti seguenti: per i generali d'esercito per meriti speciali sei anni. Per i tenenti generali nel primo caso sei anni; nel secondo qu<1.ttro. Per i maggiori generali come per i tenenti generali. Ma siccome, lasciando in vigore le norme attuali per la promozione dei generali che occupano cariche amministrative, questi ultimi avrebbero guadagnato troppo, in paragone coi combattenti, la promozione dei generali il 6 dicembre 1906 fu fatta, non tenendo conto dei termini nuovamente fissati, ma dei termini .di prima. Nello stesso tempo si è stabilita la prossima. revisione delle norme che regolano la promozione dei generali in cariche amministrat ive, acciocché le nuove norme servano di fatto a ringiovanire i quadri degli ufficiali . generali adibiti a comandi di
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truppe. Si ha l'in tenzione di eseguire questo lavoro nei termini di tempo necessari a che la nuova misura possa essere applicata, la prima volta che si faranno promozioni dei generali. Sino a qual punto le misure intente a ringiovanire i quadri degli ufficiali comandanti dell'esercito, avranno raggiunto il loro scopo, l'avvenire lo dimostrerà. Nel periodo di tempo fra il 1° novembre 1905 e il 1° novembre 1906 sono stati messi a riposo 293 gentrali che coprivano cariche amministrative e combattenti; dal 1° novembre 1906 al 1° gennaio 1907 sono stati messi a riposo, ancora 48 generali. Qui è utile accennare a due misure parziali che hanno relazione con quanto si è detto più sopra: l. Con prikaz n. 107 fu annullata la norma che prescriveva il termine d'età per la promozione dei capitani a tenenti colonnelli e fu annullato l'articolo di legge che :fissava questo ter mine a 50 anni. D'ora in poi i capitani possono venir promossi durante tutto il corso del loro servizio e cioè fino ai 53 anni.
2. Il 26 novembre 1906, il giorno della festa di S. Giorgio lo Stato Maggiore si degnò conferir e ai cavalieri dell'ordine m ilitare, dei nuovi privilegi per le promozioni a grado superiore, il giorno stesso della festa dell'ordine. Colle nuove norme gli ufficiali cavalier i di S. Giorgio sono promossi il 26 novembre, per ogni circoscrizione separatamente, in ragione del 10% del loro numero totale, su proposta dei comandanti delle truppe della circoscrizione, senza tener conto del grado e dell'anzianità dei promoventi . Nei casi in cui la percentuale sopra accennata fornisse soltanto un ufficiale promovibile per due circoscrizioni, o più di due circoscrizioni, i comandanti delle truppe possono proporre alla promozione, un ufficiale per ogni circoscrizione e la scelta finale spetta poi al ministro della guerra. Fra le misu re che hanno tratto al migli~ramento dei quadriufficiali, si debbono ascrivere anche le seguenti, relative alle istituzioni scolastiche militari destinate a preparare gli ufficiali ed a perfezionarne l'istruzione. 1. Per un periodo di tre anni, a cominciare dal 1907, è stato stabilito un nuovo metodo di esami per gli ufficiali entranti all'accademia « Nicola» di Stato Maggiore.
2. Fu emanato un nuovo regolamento relativo ai « corsi d'intendenza». Questo istituto fu portato, da due a tre classi e pareggiato alle accademie. 3. Fu modificato il regolamento della « Scuola ufficiali di Cavalleria ». I nvece dei soli tenenti e capitani in seconda iuniori, fu stabilito di ammettere alla scuola anche i capitani in seconda anziani e riconosciuti atti al comando di uno squadrone. · Nel programma della scuola sono state aggiunte: la tattica e i principi di strategia. Coloro che avranno finita la scuola avranno la 88
precedenza sugli altri, a coprire le vacanze di comandanti di squadrone. 4. Presso l'Accademia del Genio è stato reso obbligatorio per tutti il corso di tre anni. 5. Sono state pubblicate nuove norme relative all'ammissione nei corpi di cadetti che escludono il ballottaggio, l'estrazione a sorte e stabiliscono il concorso per voti con esami d'ammissione. Misure per il miglioramento del personale sottufficiali Colla diminuzione della ferma in servizio attivo, la questione dei sottufficiali ha acquistato una capitale importanza. Colle ferme brevi l'organico dei reparti si altera sensibilmente ogni anno: una grande quantità di uomini istruiti se ne va in congedo e gli uscenti vengono sostituiti da coscritti. Ecco che diviene difficile, non soltanto l'istruzione individuale delle reclute ma difficile si rende il mantenimento dell'ordine interno presso le truppe. Non è possibile riparare colla sola opera degli ufficiali: questi hanno d'uopo di valido aiuto nella persona dei sottufficiali. Le ferme brevi rendono precisamente difficile di completare i quadri dei sottufficiali con individui delle classi in servizio attivo, giacché in breve lasso di tempo non è possibile formare un sottufficiale istruito e che abbia la voluta autorità sui suoi subordinati. In tali condizioni i raffermati vengono ad acquistare una capitale importanza. Ne deriva la necessità di prendere a loro riguardo, le misure necessarie per invogliarli a chiedere la rafferma. Questa importante questione venne già, in base, risoluta nel gennaio 1905 con prikaz n. 771. In esso venne assai migliorata la sorte dei sottufficiali raffermati e fu istituìto il grado di aspirante sottotenente (podpraporcik). Nel 1906 fu: 1) elaborato e pubblicato il regolamento relativo ai sottufficiali che rimangono in servizio attivo e 2) furono create delle scuole militari per preparare dei candidati sottotenenti. La fondazione di dette scuole e il loro programma, furono pubblicate con circolari dello Stato Maggiore. Dette scuole, per la fanteria e cavalleria (circolare n. 260) furono istituite presso i reggimenti o altri reparti autonomi di truppe. L'istruzione viene impartita sotto la direzione di ufficiali del reparto stesso. Il corso dura dal 1° settembre al 1° giugno. Al finire del corso avranno luogo esami fatti da una commissione composta del comandante della divisione, del capo di Stato Maggiore della medesima e di ufficiali di Stato Maggiore. Le scuole per l'artiglieria sono organizzate analogamente ( circolare n. 367). La solida preparazione militare di questi candidati, ha per iscopo, non soltanto di migliorare il corpo-sottufficiali, ma di fornire buoni elementi a cui affidare cariche spettanti ad ufficiali, in tempo di guerra, promuovendo a sottotenenti di complemento (fuori norma - « zaurjad-praporéiki ») tutti candidati sia venuti di congedo che sotto le armi.
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Misure per ringiovanire le file dell'esercito Con rescritto imperiale, emanato il 7 marzo, indirizzato al ministro della Guerra, l'imperatore fece nota la sua volontà di abbreviare la ferma di servizio attivo per la truppa, onde rendere più facile alle popolazioni l'adempimento degli obblighi di leva. Fu stabilito che le ferme sarebbero della durata seguente: Fanteria e Artiglieria a piedi anni 3 per le altre armi » 4. Lo stesso rescritto prescrive di dividere le truppe in congedo illimitato (zapas), contingente di terra ferma, in due categorie. Quella composta delle classi più giovani deve servire a completare le truppe da campagna e l'altra, composta delle classi più anziane, per quanto possibile, le truppe di riserva e le istituzioni di retrovia. Il ministro della marina ebbe, il 7 marzo, un rescritto simile, colle ferme del servizio marittimo, ridotte come segue: Servizio \ attivo anni 5 » in gener ale » 10 (com'era prima). La riduzione della ferma in servizio attivo e la divisione delle truppe in congedo (zapas) in due categorie rappresentano una delle riforme più importanti escogitate da questo ministero della guerra, giacché modifica a fondo tutto il sistema di completamento dell'esercito russo così in tempo di pace che in tempo di guerra e ringiovanisce di molto il contingente delle truppe d'azione, in caso di campagna. La misura sopraccennata fu fatta legge e promulgata come tale il 26 aprile 1906 (prikaz n. 385). In forza di questa legge la leva è regolata nel modo seguente: Il servizio sotto le armi ha .la durata cli anni 3 per la Fanteria e Artiglieria a piedi; anni 4 per le altre armi. Il servizio in congedo illimitato (zapas) si divide in due categorie di cui la seconda è specialmente destinata a completare le truppe di riserva e le istituzioni di retrovia. La divisione delle truppe in congedo illimitato in due categorie, ha un'importanza massima, giacché libera l'esercito attivo dell'elemento invecchiato e rende le truppe, così ringiovanite, assai più atte ad ·adempiere la missione che la guerra impone loro. Le truppe in congedo della prima categoria, rimangono in essa per il corso di anni · sette. Quelle della seconda, otto o sei anni: otto anni, coloro che avranno prestato servizio attivò per tre anni e sei anni, coloro che avranno passato quattro anni sotto le_ armi. A 39 anni cessa il servizio delle truppe in congedo (zapas). I privilegi che si ottengono per i vari gradi d'istruzione civile, per gl'individui di leva, sono i seguenti: 1) Istruzione di 1• cat. (non meno di 6 dassi ginnasio): Sotto le armi anni 2 90
Riserva 1" cat. Riserva 2" cat.
))
7
))
9
2) Istruzione di .2a cat .
Sotto le armi anni 3 Riserva 1" cat. » 7 Riserva 2" cat. 7 ))
Il passaggio dalla vecchia al1a nuova ferma, fu stabilito, verrebbe eseguito gradatamente a cominciare dall'autunno del 1906: · per le truppe con ferma di anni 3, nel corso di tre anni e per le truppe con 4 anni di ferma, nel corso di anni quattro. La legge entrò di fatti in vigore lo scorso autunno colla graduazione sopra indicata. Col prikaz n. 528 furono pubblicate le norme relative all'ascrizione degli uomini di truppa dell'esercito e della marina, ai contingenti di complemento (zapas) di 1• e 2" categoria. · In relazione colle radicali modificazioni recate ai regolamenti e di cui più sopra si è detto, una speciale commissione istituita per ordine sovrano e presieduta dal generale Markov capo della sezione «mobilitazione» presso il grande Stato Maggiore, ebbe missione di discutere tutte le questioni che hanno tratto alla leva e di elaborare le norme necessarie per la formazione dei ruoli e per la chiamata, sotto le armi, delle truppe ·in congedo illimitato e della territoriale (opokenie) .
II. Misure di organizzazione Le misure di organizzazione, prese nel corso del 1906 e ~he hanno maggiore importanza, sono le seguenti: 1. Presso il Consiglio della guerra fu istituito un Comitato per l'istruzione delle truppe (prikaz n. 123). Un comitato simile a questo, esisteva già prima, col nome di « Comitato superiore, per la sistemazione e l'istruzione delle truppe » e funzionò dal 1867 al 1884, anno in cui venne soppresso. Le mansioni del soppresso comitato furono commesse ad una commissione speciale che doveva riunirsi a misura che le questioni di sua competenza venivano a sorgere: questioni cioè di sistemazione interna dei reparti, loro vestiario, armamento, equipaggiamento ed istruzione nelle file: e così pu.re doveva curare la pubblicazione dei regolamenti, manuali istruzioni, ecc. Ùna tal maniera di elaborare ogni sorta di regolamenti per tutte le varie armi non garantiva l'unità di vedute nel complesso del lavoro prodotto. Tale unità di vedute può essere raggiunta soltanto quando l'elaborazione dei regolamenti per tutte le varie armi sia concentrata in un'istituzione sola la quale li rediga, li metta ad esperimento ed in base alle esperienze fatte, v.enga alla redazione di un testo definitivo.
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Ecco il problema che è chiamato a dsolvere il nuovo comitato istituito nel 1906. Esso avrà obbligo di discutere le questioni relative all'ammaestramento tattico e nèi ranghi delle truppe; di cercare le misure atte a sviluppare le forze fisiche del soldato e spargere presso le truppe l'arte di servizi delle armi; di esaminare quelle questioni relative alla sistemazione e alla fornitur a, che possono avere un'influenza sull'istruzione delle truppe; di compilare e pubblicare regolamenti, norme, istruzioni relative all'ammaestramento delle truppe. Il Comitato è composto di persone che ne garantiscono pienamente, per la competenza loro, il buon funzionamento. Consta di un presidente e di membri permanenti e temporanei. Ne sono membri permanenti: il generale quartiermastro del grande Stato Maggiore e i rappresentanti (uno per ciascuna istituzione) della direzione generale dello Stato Maggiore, dell'ispezione delle truppe di Fanteria e Cavalleria delle direzioni generali d'Artiglieria e del Genio. I membri temporanei vengono scelti presso le truppe fra i generali ed ufficiali superiori che si distinguono per vastità di sapere ed esperienza. Il presidente del Comitato ha inoltre facoltà di chiamare a consiglio tutti coloro che a parer suo, possono forni re in date questioni, utili suggerimenti. 2. Le riforme del grande Stato Maggiore e dello Stato Maggiore incominciate nel 1905, furono condotte a termine nel 1906, nel modo seguente: a) Fu fissato l'organico della direzione generale dello Stato Maggiore e pubblicato il regolamento relativo all'ufficio del generale quartiermastro dello Stato Maggiore. Quest'ultimo consta di quattro divisioni aventi ciascuna alla testa, un quartiermastro capo. Le divisioni I , II e III si suddividono in uffici; la . IV, in 3 sezioni (prikaz n. 252). b) Fu compiuta la riorganizzazione del grande Stato Maggiore e l'organico ne fu pubblicato col prikaz n. 611. Il nuovo regolamento e i nuovi ruoli rimettendo lo Stato Maggiore nel vero cerchio delle sue attribuzioni, hanno eliminato molte imperfezioni che si r iscontravano nella primitiva organizzazione. Secondo la nuova sistemazione, il grande Stato Maggiore si compone di due uffici o direzioni (del generale quartiermastro e del generale per il servizio del giorno), e di due divisioni. (mobilitazione e asiatica). Le direzioni si suddividono in sottodirezioni e le divisioni, in sezioni. Il Comitato di Stato Maggiore e gran parte delle cariche per missioni speciali, furono soppressi.
3. Fu pubblicato il regolamento per l'ufficio del generale ispettore della Fanteria (pr ikaz n. 39). Benché questa carica fosse già stata istituita nel 1905, non si era ancora elaborato, per essa, un regolamento. L'ispettore generale della Fanteria ha per missione di sorvegliare tutti i rami d'istruzione di tutte le truppe di Fanteria, tanto sotto le armi che richiamate, sia dalla posizione di complemento che dall'opolcenie; deve inoltre sorvegliare a che le armi da fuoco e le cartucce siano sempre in perfetto ordine 92
presso i reparti. E' a lui subordinata la Scuola di tiro-ufficiali ed il relativo poligono. Fu nel contempo pubblicata la disposizione che sopprimeva l'ispettore del tiro a segno presso le truppe e l'ufficio di questi. 4. Fu definito l'ordine di responsabilità per i delitti commessi in servizio dagli uffidali dei gradi superiori e fu pubblicato il regolamento per il supremo tribunale di guerra per i delitti commessi in servizio, i membri del Consiglio della guerra, i comandanti in capo, i comandanti di truppe delle circoscrizioni militari e gli altri ufficiali di corrispondente importanza. Il tribunale consta di cinque membri del Consiglio della guerra, scelti direttamente dal Sovrano, per un anno; del presidente e membri del tribunale militare principale; dei due principali comandanti della· circoscrizione o comandante del Corpo d'armata, a scelta del Sovrano. Presiede il più anziano dei membri del supremo tribunale. Fu creata in Siberia, una nuova circoscrizione militare, la « Circoscrizione militare d'Irkutsk » . A tal uopo furono separate alcune località delle circoscrizioni del Priamur e di Siberia, denominando, nel contempo, quest'ultima « Circoscrizione militare di Omsk ». Furono soppressi i due corpi di Cavalleria esistenti. I comandi e le amministrazioni furono sciolte e i reggimenti che li formavano, furono incorporati nei corpi d'armata (prikaz n. 612). Le compagnie mitragliatrici, che facevapo parte delle divisioni, sono state trasformate in « Comandi-mitragliatrici » ed adibite ai reggimenti e battaglioni di fanteria, cacciatori e di riserva (prikaz n. 684). · Fu elaborato un nuovo re\olamento per gli attendenti, col quale il numero della servitù presa nei ranghi, viene assai diminuito e ne viene ben definita la situazione.
III. Misure di carattere amministrativo .1. La diminuzione della ferma richiede un lavoro assai pm intensivo per l'istruzione presso le truppe. Un'amministrazione complicata non è possibile presso le truppe stesse. Ecco perché la questione di semplificare l'amministrazione nei reparti, forma una delle principali cure del ministro della Guerra. L'aumento di assegni e competenze alle truppe fatto, in forza del prikaz n. 769 del 1905 (aumento della paga e dell'assegno per il condimentQ del rancio, l'assegno thè, l'aumento di assegno vestiario, assegno biancheria da letto) è già un gran passo avanti, in questo senso: le truppe non debbono più cercar sorgenti per sopperire alla deficienza degli assegni e ciò. diede modo di prendere una misura di primissima importanza: col prikaz n. 23 del 1906, furono aboliti i così detti « lavori presso i privati ». Allo scopo di evitare alle truppe, il peso dell'amministrazione nel 1906 si c.o minciò ad applicare (per le competenze dovute 93
per il 1907) la nuova norma di competenza oggetti di vestiario, ecc.; non però ancora su tutta la linea. Secondo le nuove disposizioni fu stabilito che l'intendenza fornirebbe allo stato di completa preparazione: tutti gli oggetti d'uniforme, la calzatura, là biancheria da dosso e da letto e le coperte; solo la Cavalleria continuerà a ricevere come prirria, la calzatura in danaro e la confezione sarà effettuata presso i reparti. Siccome l'applicazione del nuovo sistema richiede fondi ingentissimi ed una speciale preparazione dell'intendenza, il sistema verrà applicato, poco a · poco. Può però dirsi che nel 1907 gli si darà già largo corso: tutta la calzatura e la biancheria (da dosso e da letto), le coperte e tutti gli oggetti d'uniforme saranno forniti alle truppe, in natura; soltanto, per ciò che riguarda questi ultimi oggetti, non avendo l'intendenza potuto ancora raggiungere l'assortimento dei tagli nella misura dovuta, ha preso sopJ:à di sé detta fornitura, soltanto in parte e per alcuni reparti soltanto. L'attuazione completa di questa misura richiederà, oltre l'ampliamento di tutte le sartorie dell'intendenza, ma anche la fondazione di nuove sartorie non soltanto dell'intendenza ma anche di piccole officine in località di minore impor tanza (raionniia). Né si è voluto limitarsi alla semplificazione dell'amministrazione, in un solo dei suoi rami: cioè nel ramo « oggetti di vestiario»; il ministero della Guerra sta elaborando e discutendo la questione della semplificazione dell'amministrazione, nel suo complesso. A tal uopo nel febbraio 1906, presso il grande Statò Maggiore fu istituita una speciale commissione sotto la presidenza del generale Wodar, membro del Consiglio della guerra e nella quale furono chiamati di preferenza, ufficiali presi nei ranghi. Onde rendersi preventivamente conto del lavoro a cui erano chiamati ed anche dei vari punti di vista cui potevano dar luogo le condizioni speciali a varie località, i componenti la detta commissione furono riuniti in commissioni preventive preparatorie, presso gli Stati Maggiori delle circoscrizioni. Le discussioni cd i lavori di queste commissioni preparatorie servirono di materiale per la commissione definitiva, la quale die' mano al lavoro il 1° marzo e lo prolungò fino al 15 maggio, discutendo la questione sotto tutti i punti di vista e fissando tutta una serie di modificazioni al sistema attuale di amministrazione presso le truppe. Ma siccome l'attuazione delle riforme fissate richiedeva ingenti spese, fu deciso di attenersi ad una via di mezzo. Intanto il progetto della commissione fu diramato fra i comandanti di truppe per l'appr ovazione definitiva. ·2. L'esperienza fatta durante la guerra del 1904-1905, ha dimostrato la deficienza dell'uniforme e dell'equipaggiamento del soldato russo. Per rendersi ufl conto esatto di queste esperienze e per elaborare un tipo più conveniente di uniforme ed equipaggiamento nel 1906 fu istituita una commissione sotto la presidenza del generale Botianov. Furono chiamati a prender parte alla commissione, ufficiali che erano stati alla guerra ed altri che si erano dati a conoscere come assai competenti in materia. 94
Data la vastità dell'assunto, la comm1ss10ne non è ancora addivenuta ad una conclusione e continuerà l'opera sua, nel corso del 1907, ma nel più breve tempo possibile. 3. L'attuale sistema d'indennità di viaggio agli ufficiali e che consiste nella corrisposta in danaro di un certo numero di cavalli e verste, secondo il grado, ha fatto il suo tempo e non corrisponde più alla perfezione cui sono giunte le vie di comunicazione; e le competenze che ne derivano, esagerate, recano sensibili perdite all'erario, specialmente quando trattasi di lunghi perorsi. Il ministero della Guerra sta ora dando forma di legge ad un progetto già elaborato e che sostituisce ai cavalli e verste attuali, un assegno corrispondente all'effettivo valore del percorso coi mezzi di trasporto effettivamente usati e riduce l'indennità di giornata al numero effettivo dei giorni di servizio comandato.
IV. Miglioramento delle condizioni del soldato Una misura fondamentale in questo senso fu già intrapresa nel 1905, quando con prikaz n. 769 furono aumentate le competenze principali, in modo sensibile: le competenze cioè, ve; stiario e paga. Nel 1906 non restava che l'elaborazione dei particolari di questa misura, redigendo, sulle norme dettate dal detto prikaz, le tabelle delle nuove competenze e ordinarne l'applicazione. Le tabelle furono pubblicate come segue: 1) Tabella della nuove paghe, il 9 giugno, prikaz n. 360. 2) Tabella della nuova competenza «condimento», 15 apr ile, prikaz n. 239. 3) Nuova tabella degli oggetti di annua durata, 14 luglio, prikaz n. 421. Tutte le competenze fissate nel prikaz del 6 dicembre 1905 per tutti gli uomini di truppe dell'eser cito, con prikaz n. 378 del 1906 furono estese anche a tutti gli uomini di truppa dei reparti cosacchi, senza limitazione di sorta. Il sensibile aumento delle paghe ha imposto la necessità di modificare anche i termini di pagamento delle paghe stesse. Queste venivano prima effettuate ogni due mesi e calcolate secondo il numero dei giorni di effettivo diritto alle competenze. Ora si è fissato di far la paga dei soldati, agli stessi termini in uso per gli ufficiali e cioè il 20 di ogni mese (prikaz n. 356). Con prikaz n. 680 fu poi stabilito che quando i soldati che ricevono paga il 20 del mese, saranno congedati fra il 20 del mese in cui percepirono il pagamento e il 1° del mese seguente oppure negli stessi termini di tempo passeranno a coprir cariche con minori assegni o perderanno ogni diritto a per cepir paga dal governo, non verrà fatta ritenuta di sorta sull'ultimo mese di paga. La prima misura è di grande utilità giacché dà modo al soldato di regolare più agevolmente il suo bilancio, ricevendo la paga con intervallo minore. La seconda misura che abolisce le ritenute dal 20 al 1°, conserva ai soldati una piccola somma di danaro e rende più facile la contabilità relat'iva alle paghe, il che ha pure un'importanza non piccola. 95
Col prikaz n. 363 fu concesso ai militari in serv1Z10 attivo, di fruire di una licenza di mesi due, conservando la paga; ma non più di una volta ·ogni due anni. Per malattia, si accorda una licenza con assegno, che va fino a 4 mesi, inclusivamenté. Si osservi che fino ad ora gl'individui in licenza non ricevevano assegni di sorta. In unione alla questione dell'aumento delle competenze alimentarsi trovasi la questione della ripartizione normale di detti alimenti. L'elaborazione di queste norme fu commessa ad una commissione presieduta dal prof. Danilevski dell'Accademia di medicina. Entrarono a far parte della commissione, i rappresentanti dell'Accademia di medicina; un numero ingente di rappresentanti delle truppe e i rappresentanti dell'intendenza. La commissione ha elaborato la detta distribuzione nella quale è dettagliatamente spiegato tutto il regime di nutrizione del soldato. Le norme elaborate dalla commissione Danilevski, per ordine del ministro della Guerra furono messe in esperimento presso le truppe.
V. La liquidazione della guerra in Estremo Oriente A misura dell'evacuazione delle truppe dalla Manciuria vennero soppressi gli organi d'amministrazione di dette truppe. In esecuzione al rescritto imperiale del 20 gennaio, l'aiutante generale Linevic, il 3 febbraio diede il comando delle truppe rimaste in Estremo Oriente al generale di fanteria Grodekov. In seguito a ciò, con prikaz del 4 marzo n. 140, lo Stato Maggiore e l'amministrazione del comandante in capo, presero il nome di Stato Maggiore e amministrazione delle truppe dell'Estremo Oriente. In agosto tutte le truppe rimaste in Manciur ia, furono riunite in un corpo misto (prikaz 140, 526 e 260). Fu nominato comandante di detto corpo, il generale Dembovsky. In settembre (prikaz n. 589), lo Stato Maggiore dell'Estremo Oriente fu sciolto ed il comandante del corpo misto, rimasto in Manciuria, ebbe autorità e diritti di. comandante di truppe di circoscrizione militare. L'8 giugno 1906 fu istituito un consiglio speciale per decidere dei reclami e pretese sorte in causa della guerra e ,che non trovavano soluzione nelle vigenti leggi. In settembre furono emanate le norme che dovevano regolare l'attività di questo consiglio (prikaz n. 607). Il consiglio speciale consta di un presidente nominatç dal Sovrano fra i membri del Consiglio di stato; di 4 senatori nominati anche dal Sovrano e dei rappresentanti del ministeri della Guerra, Marina, Finanze, Esteri e Controllo dello Stato. Possono inoltre esservi invitati membri di altre amministrazioni se il consiglio ritenesse utile il loro concorso. Oltre questo consiglio indipendente da qualsiasi amministrazione dello Stato, furono creati anche dei consigli presso le varie amministrazioni aventi per iscopo di definire l)mportanza dei reclami e corredarli delle volute delucidazioni e notizie. Presso il mini96
stero della Guerra a tal uopo, nel dicembre 1905 venne istituìto un consiglio presieduto dal generale Jakuboski e composto dei rappresentanti dei vari uffici del ministero stesso (prikaz n. 828). La fine della guerra ed il ritorno in Russia dei generali ed ufficiali prigionieri, creò la necessità di definire la futura situazione di servizio di detti ufficiali. Il 27 gennaio, con prikaz n. 68, fu pubblicato l'ordine sovrano col quale si stabilivano le norme relative a detta questione. Tutti gli ufficiali generali ed altri, fatti prigionieri, meno quelli della guarnigione di Port Arthur, fatti prigionieri all'atto della resa della fortezza, furono divisi in tre categoria: 1. Tutti gli ufficiali superiori ed inferiori, feriti (ad eccezione dei comandanti di reparti autonomi). 2. Tutti gli ufficiali superiori ed inferiori contusi o non feriti affatto (meno i comandanti di reparti autonomi). 3. Tutti i generali e comandanti di reparti autonomi tanto feriti che indenni. Agli ufficiali della prima categoria fu concesso di rientrare nei propri reparti. Quelli della seconda categoria ebbero la stessa autorizzazione, a condizione che a ciò consentisse tutto il corpo-ufficiali del reparto in cui prima prestavano servizio; qualora questo consenso non fosse ottenuto, l'ufficiale doveva essere messo a riposo in via disciplinare. Per gli ufficiali della terza categoria doveva esser fatta un'accurata indagine sulle circostanze che accompagnarono la loro cattura; il risultato di questa inchiesta colla conclusione posta dal ministro della Guerra sulla possibilità di mantenere in servizio, o meno, questi ufficiali, veniva poi sottoposto alla sovrana approvazione. Con ordine sovrano n. 217 furono esclusi da dette norme gli ufficiali fatti prigionieri a Sachalin. Ques ti ultimi furono riammessi in servizio nei reparti che lo Stato Maggiore crederebbe più opportuni. Per trarre profitto dalle esperienze dettate dalla guerra d'Estremo Oriente, presso la direzione generale dello Stato Maggiore fu istituita una commissione storica per la descrizione della guerra medesima (prikaz n. 579).
VI. Tu tela delle vittime della guerra Le misure principali adottate in questo senso, sono le seguenti: 1. Con prikaz n. 14 furono concesse pensioni rinforzate e spettanti al grado superiore, a tutte le famiglie dei morti, feriti e scomparsi. Questo diritto fu conferito alle famiglie degli ufficiali, impiegati, medici, veterinari, farmacisti, flebotomi e clero.
2. Il 2 gennaio furono emanate le norme che regolavano le pensioni alle famiglie dei difensori di Port Arthur, morti di malattia. Le famiglie degli ufficiali ricevono pensione intera senza tener conto del numero degli anni di servizio ed alla pari cogli ufficiali morti combattendo. Alle vedove degli uomini di truppa furono concesse pensioni di 48-90 rubli, a seconda del grado. 97
3. Il 16 gennaio furono emanate le norme che regolavano le sorti degli ufficiali morti di malattie ed appartenenti ai reparti che combattevano in Estremo Oriente. Queste famiglie ottennero le pensioni competenti per servizio a termine ridotto" e cioè: Per servizio inferiore ai 5 anni 1/3 di pensione Per servizio da 5 a 15 anni 2/3 di pensione Per servizio da 15 anni, in avanti pensione intera. Oltre di ciò ai parenti prossimi degli ufficiali scapoli, morti in guerra e che mantenevano la famiglia, fu concesso il terzo della paga e competenze del defunto, per la durata di un anno. 4. Il 20 dicembre 1905 fu approvato lo statuto della Società posta sotto la protezione dell'imperatrice Alessandra Fedorovna per « la ricerca d'impieghi per i militari, vittime della guerra» . . Detta società è in relazione colle pubbliche e private amministrazioni allo scopo di · raccomandare i suoi protetti. La Società si compone di un vice presidente (presidente ne è S.M. l'imperatrice), di un sostituto vice-presidente e dei rappresentanti delle varie amministrazioni dello Stato, oltre a quelle persone che potessero essere utili e chiamatevi da S.M. l'imperatrice stessa. La Società ha dato principio all'opera sua il 5 gennaio 1906 ed ha già collocato buon numero di ufficiali e soldati. 5. Nel 1905 fu istituito il « Comitato principale "Alessio" per la tutela dei figli delle vittime della guerra » sotto la protezione dell'imperatrice madre. Esisteva già un regolamento che serviva a tutelare i figli delle vittime della guerra (ordine sovrano del 16 giugno). Questo regolamento fissava a 18 rubli annui la pensione di ogni orfano e conferiva autorizzazione ad aumentare · detta. pensione, in certi casi speciali, fino a 24 o 36 rubli annui . Con ordine sovr ano del 30 novembre 1906, l'importo di questa pensione è aumentato di 6 rubli e nel fissare le pensioni agli orfani di padre e madre, il Comitato Alessio, può ancora, in circostanze speciali, aumentare la pensione stessa, ma non al di là del 40%. 6. Per venire in soccorso ai richiamati in servizio presso l'esercito di Manciuria, furono istituiti i seguenti Comitati: 1) Il Comitato Pietroburgo, presieduto dalla granduchessa Olga Alexandrovna. 2) Il Comitato Mosca, presieduto dalla granduchessa Elisabetta. 3) Il Comitato di Siberia. L'istituzione di quest'ultimo Comitato fu commessa al comandante delle truppe della circoscrizione militare di Omsk, con l'incarico di estendere l'attività del Comitato a tutte le altre circoscrizioni militari asiatiche. . I comitati hanno mansione di r impatriare a spese del governo, coloro che ne avessero di bisogno. Oltre i suaccennati comitati, per iniziativa privata, sorse a Pietroburgo la « Società generale per soccorrere le vittime della 98
guerra, soldati e loro famiglie». La società ha ramificazioni in provincia. 7. Il 26 aprile 1906 fu emanato l'ordine sovrano col quale si tutelavano le sorti delle vedove dei soldati e così pure dei loro più prossimi parenti che da essi ricevevano il sostentamento (prikaz n . 329). Alle vedove fu assegnata una pensione di 36 rubli annui, indipendentemente dalla pensione del comitato Alessandro per i feriti, a quelle che vi hanno diritto. La tutela del padre, madre, nonno, nonna, fratelli e sorelle come pure degli orfani di padre e madre dei soldati morti in guerra, fu commessa alle amministrazioni del zemstvo e municipali, in base alle leggi sulla tutela, già esistenti. 8. Il 26 dicembre 1905 furono pubblicate le norme, sovranamente approvate, per alleviare il peso delle imposte alle famiglie delle vittime della guerra. Il 20 aprile 1906 le norme ottennero la sanzione d'applicazione. In forza di queste norme le famiglie dei morti, scomparsi o che hanno perduto in guerra l'abilità al lavoro, dal 1° gennaio 1906, sono state liberate dal pagamento delle arretrate rate di riscatto delle terre, che non furono condonate col Manifesto imperiale del 3 novembre 1905; e furono liberati ancora dal pagamento della tassa forestale e di tutte le altre tasse governative, imposte tanto sulle terre che sulle persone.
3l. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, AL COMANDANTE IN 2a DEL CORPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 20
Pietroburgo 15 febbraio 1907
Oggetto: Tenore di vita del corpo degli ufficiali russi A pronto riscontro del contronotato foglio, pervenutomi ieri, ho l'onore d.i significare a cotesto Comando quanto segue: Il tenore di vita del corpo degli ufficiali russi è estremamente variabile nel vasto Impero, a seconda delle condizioni di arma o corpo, di guarnigione, di censo, di cultura, di tradizione. Vi sono parecchi reggimenti della Guardia nei quali non è possibile al più ragionevole degli ufficiali di prestar servizio senza avere almeno otto o diecimila rubli di rendita annua, mentre ve n'ha di quelli che ne spendono cinquantamila e vi sono villaggi e baraccamenti sulle frontiere, della Rumenia ed ancor più del Caucaso, del Turkestan, e dell'Amur, nei quali non pochi ufficiali pervengono a realizzare qualche economia sul loro stipendio. Tra tali due estremi esiste evidentemente, nell'immensità dell'Impero e nella varietà delle regioni, tutta una numerosa serie di gradazioni diverse, ma per l'esame della questione di cui trattasi, la 99
quale deve riferirsi naturalmente alle grandi maggioranze, gli ufficiali russi possonsi raggruppare nelle quattro seguenti categorie principali: 1) Gran parte degli ufficiali del corpo speciale della Guardia o proveniente dal corpo della Guardia.
2) Piccola parte degli ufficiali della Guardia e specialmente di qualche reggimento di Fanteria, dell'Artiglieria e de] Genio della Guardia e gran parte degli ufficiali dell'esercì to disloca ti nelle grandi guarnigioni come Pietroburgo, Mosca, Varsavia, Odessa. 3) Ufficiali dell'esercito dislocati in piccole guarnigioni nell'interno della Russia. 4) Ufficiali dell'esercito dislocati in regioni lontane o di frontiera. 1. Gli ufficiali della Guardia appartengono alle famiglie più aristocratiche del paese. Usciti in gran maggioranza da frivoli e privilegiati istituti, come il corpo d~i Paggi ed il Liceo, hanno spontanee e radicate abitudini di lusso e di sciupìo, spinte sovente all'eccesso e corrispondenti del resto a quelle della società alla quale appartengono ed alle tradizioni di reggimenti che accolsero nelle loro file, da quasi due secoli, principi stranieri e granduchi, nonché i più bei nomi e le più grandi fortune di Russia. Tali ufficiali, per Io più, non conoscono e non comprendono (almeno fino ad una gioventù assai avanzata o fin che non l'hanno perso del tutto) il valore effettivo del denaro; non sanno la fatica occorsa od occorrente per guadagnarlo; non hanno limitazioni ai loro desideri ed ai loro capricci ed, in realtà, non danno alla vita che uno scopò: il divertimento. Le spese per servire nella Guardia sono ingenti: il corredo di un ufficiale dei reggimenti Cavalieri della Guardia, Guardia a cavallo od Ussari della Guardia, costa circa cinque o se.imila rubli, senza contare i cavalli e la selleria. Le sole uniformi rappresentano un grosso capitale; i cavalieri della Guardia, ad esempio, ne hanno quattro diverse oltre a due corazze ed alle uniformi estive: l'uniforme in panno verde fatta a redingote, quella in panno verde corta, quella in panno bianco, quella in panno rosso, tutte con gran ricamo in argento ed oro e poi la gran corazza metaJlica, la sopraveste per i servizi di palazzo, ecc. Una uniforme bianca o rossa costa tre o quattrocento rubli; il colbacco degli Ussari altrettanto; uno spencer ad un pastrano o « Scinel ,,, guarnito di castoro, il doppio od il triplo. Per le feste reggimentali, per la musica, per i « Figli del reggimento», per i pranzi ad autorità varie, ad ufficiali di altri corpi ed esteri, per fiori a granduchesse ed imperatrici in occasione di fauste ricorrenze, per regali a colleghi promossi o a superiori, ecc., in parecchi reggimenti della Guardia gli ufficiali debbono a volte pagare alla cassa del club fin cinquecento rubli al mese.
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Il vitto alla mensa del reggimento costerebbe poco: 1 rublo per il pranzo e 80 copechi per la colazione, ma abitualmente tali prezzi vengono decuplicati nelle circostanze ordinarie coll'aggiunta del viino e dell'antipasto e vengono centuplicati e più ancora nelle ricorrenze speciali, che con mille pretesti si succedono continuamente. La passione del cavallo, un po' per il clima e molto per indolenza, pressoché non esiste e non certo costa molto a quei pochi che si occupano di tale sport; le carte e le donne sono sovente motivo di grandi spese, ma non straordinarie; la principale, la più forte e la continua causa di sperpero di denaro è il vino. E' incredibile la quantità di champagne che si consuma nei reggimenti della Guardia. Esso è servito ad ogni minima circostanza ed a profusione. Se quattro ufficiali si riuniscono per una semplice cena fra di loro, dopo teatro, son capaci di vuotarsi con facilità cinque o sei bottiglie di champagne; se prolungano la seduta, tali cinque o sei 9ottiglie diventano otto o dieci e poi, coi compagni e le donnette che s'avvicinano, coi cori di zingare fatti venire apposta, ecc., esse diventano come niente venti o trenta. E la bottiglia di champagne nei restaurant costa 10 o 12 rubli. In un pranzo di cinquanta ufficiali, tra bottiglie di champagne bevute, sciupate, rubate, offerte ai musicanti, coristi, inservienti, ecc., il trovare sulla nota 300 bottiglie, ossia tremila e tremila cinquecento rubli, non è cosa straordinaria. Gli ufficiali della Guardia non vanno che nei palchi o nelle prime due file di poltrone, il cui prezzo, nei teatri di Pietroburgo, varia dai 10 ai 50 rubli; sono membri dell'Yacht Club che costa 350 rubli all'anno; in occasione di feste di beneficenza offrono 25 e 50 rubli all'ingresso, 10 rubli per un programma, 5 per una coppa di champagne; posseggono equipaggio proprio e raramente si fanno vedere in fiacre; danno mance di 1, 3 o 5 rubli a portinai, domestici, cocchieri, uscieri; di 25 rubli a musicanti e coristi; seminano con indifferenza e con ostentazione il denaro per qualsiasi circostanza e riescono in complesso a spendere, con una vita che per loro può ritenersi normale, dai dieci ai venti ed ai cinquanta mila rubli all'anno. Non tutti gli ufficiali, evidentemente, posseggono come rendita le somme suddette che sciupano; molti sono ricchissimi, ma parecchi fanno dei debiti, intaccano il capitale, lo dilapidano in qualche anno e poi o fanno un'eredità o sposano una fortuna che consente loro di continuare la solita vita, o, già avanzati nella rapida carrie ra, ottengono una carica a corte o presso qualche granduca o in qualche ministero (che dà loro magari modo di rifarsi un po' del perduto), oppure si ritirano e vanno a vivere in campagna. Le condizioni difficili del paese e della nobiltà in questi ultimi anni e le lezioni ricevute dur ante l'ultima guerra, tendono a far diminuire le spese a cui ho sopra accennato ed a ridurre il costo della vita nei reggimenti della Guardia; lentamente, però, ché le abitudini sono profondamente radicate e 101
ci vorranno degli anni per modificarle e ci vorrà quell'inevitabile cambiamento, che già si delinea nella società russa ed al quale l'attuale periodo di rivoluzione, più o meno pacificamente, più o meno direttamente, conduce. 2. Gli ufficiali dell'esercito che si trovano di guarnigione nelle grandi capitali ed una parte di quelli della Guardia, specialmente appartenenti alle armi d'Artiglieria e Genio od a qualche reggimento di Fanteria, dispongono, in generale, dai due ai quattromila rubli all'anno in più del loro stipendio. Tali somme possono bastare se l'ufficiale fa una vita tranquilla, modesta e se conducesi in tutto con grande economia e parsimonia; in caso contrario i debiti sono inevitabili. In Russia, invero e soprattutto nelle città, l'esistenza è indubbiamente carissima: con un rublo, pari a L. 2,67, si compra generalmente ciò che in Italia costa una lira e le a bitudini locali di prodigalità e sperpero, che si estendono tanto in alto quanto in basso, non ammettono ancora la vera economia, l'utilizzazione, la minima spesa per il massimo profitto. Una parte degli ufficiali di cui trattasi ha l'alloggio in caserma, ma quelli che debbono abitare fuor i spendono per un paio di stanze ed anche per una sola, da scapolo e certo non elegante, dai 60 ai 100 r ubli al mese con illuminazione e riscaldamento. Altrettanto almeno occorre per il vitto e non meno per le spese reggimentali, sovente obbligatorie, a causa delle distanze, del clima, delle strade di frequente n on percorribili a piedi, dell'impossibilità per una persona per bene di valersi dei tram, frequentati da un popolo sporco e fetente. Le uniformi invernali degli ufficiali dell'esercito costano una sessantina di rubli ciascuna, il pastrano altrettanto; se tali effetti sono un po' eleganti e confezionati da un buon sarto, assai di più; gli oggetti, come colletti, stivalini, brettelle, guanti, ecc., il doppio od il triplo che in Italia. Non avendo mezzi di scialare a base di champagne, gli ufficiali in parola bevono birra e « cruchon », un miscuglio quest'ultimo fatto con vino bianco, cognac, liquori, zucchero, fette d'arancio o d'ananas. E, eccezioni a parte, bevono essi pure a tutto andare. 3. Gli ufficiali dell'esercito dislocati nell'interno dell'Impero, che sono poi la gran maggioranza, non h anno generalmente mezzi propri di fortuna e debbono vivere col solo loro stipendio, tranne casi eccezionali o di temporaneo passaggio al comando di un reggimento o di un reparto qualsiasi, di ufficiali di Stato Maggiore o della Guardia. Essi, che hanno in genere gusti assai ordinari, trovansi in condizioni fin anziarie relativamente buone se comandanti di r eggimento o di reparto autonomo; mediocri, se ufficiali superiori; cattive, per non dir pessime, se ufficiali inferio ri. Questi ultimi fanno una vita che sovente può dirsi addirittura miserabile, talché appena possono, cercano di procurarsi un servizio speciale e meglio r etribuito nelle Scuole mi102
litari, nella .Gendarmer ia, presso i vari ministeri, nei servm di rimonta, ecc., oppure procurano di guadagnare altri 15 o 20 rubli al mese, dando ripetizioni a qualche scolaro, copiando, occupandosi degli affari di proprietari di case o di terre, ecc. Molti aHoggiano in quartiere, gli altri affittano camere, assai poveramente arredate, spendendo 6 od 8 rubli al mese. Alla mensa del reggimento, il pranzo costa 60 o 70 copechi e la colazione 40 o 50 c.; parecchi trovano anche tali prezzi troppo elevati per la loro borsa e preferiscono la pensione mensile in qualche famiglia, dove, per 15 o 18 rubli, ricevono il thè al mattino, il thè alla sera ed il pranzo di ·due piatti verso le tre o quattro del pomeriggio. Vestono meschinamente, comprano oggetti usati, bevono qualche volta birra e più spesso kwass (idromele) ed acquavite in quantità. · 4. Gli ufficiali, infine, dislocati nelle regioni di frontiera, e principalmente in quelle lontane, avendo paghe rinforzate, vivendo in baracammenti, approfittando di tutti ì vantaggi economici che offre il reggimento, trovando qualche provento più o meno lecito, ma tollerato e limitando le spese allo stretto indispensabile, riescono, se non giuocano a carte o se guadagnano, a fare qualche piccola economia, che aumenta col crescere del grado. Principalmente quelli del Caucaso, del Turkestan e della Siberia fanno un po' come gli ufficiali delle truppe coloniali di altri paesi, che sanno « arrangiarsi» ed in pochi anni metter da parte un piccolo gruzzoletto.
32. RUGGERI LADERCHI PAOLO, ADDETTO MILITARE A PIETROBURGO, A TANCREDI SALETTA, CAPO DI STATO MAGGIORE PROT.
N. 2
Pietroburgo 7 aprile 1907
Oggetto: Condizioni interne della Russia I giorni si susseguono, ma le condizioni interne della Russia continuano a rappresentare per l'Europa ansiosa un punto interrogativo: la mancanza di logica, di sistema, di energia, di carattere, di una grande idea, tanto in chi sventola il vessillo della rivoluzione, quanto in chi vorrebbe schiacciarla, fa permanere nell'Impero uno stato d'incertezza che non consente di far previsioni per l'indomani e che lascia l'arto aperto alle più opposte soluzioni. Non già che in questi ultimi tempi, malgrado le elezioni generali e la convocazione della Duma tuttora funzionante, non siasi verificato un periodo di relativa tr an- · quillità, che può far bene sperare e che segna uno strappo azzurro nel cielo tempestoso, ma se ciò è dovuto anche indubbia103
mente ad una ventata di energia da parte del governo, impersonificato nello Stoljpin, ed al tatto che esso ha saputo dimostrare in parecchie circostanze, la causa principale deve per altro ricercarsi in un senso di stanchezza generale, che ha invaso un po' tutti dopo mesi e mesi di tensione nervosa. Non può ancora parlarsi di vero miglioramento finché le cause profonde dei mali non sono rimosse, finché il paese trovasi quasi tutto sotto il regime degli stati d'assedio e dei tribunali di guerra; finché le condanne a morte si çontano ogni giorno a decine e le deportazioni a centinaia;· finché chi governa è la sciabola. Ciò posto, è per aÌtro innegabile, che dal 1904, da quando cioè può dirsi che abbia incominciato la rivoluzione russa, fino ad oggi, non pochi passi, anche arditi, sono stati fatti sulla via della libertà e non poche utili riforme (per amore o per forza, per convinzione o per paura), sono state decretate. Peccato che sovente le circolari ministeriali o delle autorità intermedie (contrarie in genere alle innovazioni), modifichino, restringano e talora anche a nnullino la portata degli ukazì imperiali, ma siccome è più facile abolire quelle che questi, così, in ogni caso, un progresso c'è. Ora lo Stoljpin, che se ne ha la mente di un vero uomo di Stato, ha però dimostrato coraggio personale, materiale e morale, onestà, tatto e buon senso, sembra che voglia dare un'altra spinta in avanti, ma come riuscirci se le leggi fondamentali dell'impero mantengono quella grave contraddizione tra il regime autocratico e quello costituzionale che impedisce qualsiasi intesa sicura e sincera t ra governo e paese? Stando le cose così, un giorno o l'altro, quel conflitto tra di essi che in questo momento sonnecchia, sorgerà potente e la rivoluzione e la reazione saranno da capo alle prese coi loro mezzi più feroci. Intanto però, mentre occorre attendere pazientemente che il più efficae dei rimedi il tempo, od avvenimenti imprevedibili, riescano a sbrogliare l'ingarbugliata matassa russa, è interessante rilevare, anche per farsi un'idea del futuro, come l'impero degli zar, malgrado una guerra veramente disastrosa, malgrado disordini e scombussolamenti d'ogni genere (di cui taluni non aventi neanche riscontro nella storia di altri Stati, tranne nel periodo della Loro completa dissoluzione), si trovi bensì impoverito ed alquanto impacciato nei suoi movimenti, ma abbia pur sempre forze e risorse tali da poter resistere ancora per un pezzo alle scosse interne per potenti e brusche che siano e da poter guardare con una certa fidanza al suo avvnire. Bismark scrisse un giorno: non è mica possibile mettere un buco al posto della Russia. Ciò era vero allora e lo è anche adesso.
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PARTE II STRALCI DEL DIARIO DI CAMPAGNA DI FILIPPO CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA
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1. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, OSSERVATORE MILLTARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA
Voi. I, pp. 1-1 83 (30 marzo) 12 aprile 1904 - Bel tempo. Alle ore 8 parto da Shan khai-kuan per Inkon (Nin-ciuang) . La linea Shan-khaikuan - Inkon è esercitata dalla medesima compagnia ferroviaria della linea P ekin - Shan-khai-kuan. Vi è un solo treno diretto al giorno; esso arriva alla sera alle 18 circa ad Inkon, e si ferma ad una piccola stazione alla destra del fiume Liao. Sebbene si parli di possibili sbarchi giapponesi nel Pecili per danneggiare questa linea, il treno cammina a velocità superiore a quello della linea sud. Il tratto di Manciuria che attraverso fino a Copauze presenta i medesimi caratteri del terreno a sud della Grande Muraglia; gli alberi scarseggi.ano. Sino a Copauze le stazioni sono: Cisuto, Cienvuei, Cuingkonson, Ning-men-ciao, Lieunscian, Caociao, Cuencian, Sciangiang-tien, Ta-ling-ho, Si-scian-san, Co-pau-ze. Queste stazioni sono sorvegliate da truppe e poliziotti cinesi. Vedo dei soldati in buonissimo arnese ed armati di fucile a piccolo calibro; sono truppe del vicere Han-sci-kai; altri soldati meno bene armati sono alla dipendenza del generale cinese di Shan-khai-kuan. Alla stazione di Lieunscian le indicazioni del posto sono scritte non solo in cinese, ma anche in russo; .d a questo punto sino ad Inkon osservo la stessa cosa ad ogni fermata. Lienscian è una città murata con pagoda; vi si vende molta frutta e selvaggina. A Copauze è il maggiore movimento di treni; qui si distacca la linea per Sin-min-tin (Sin-min-tung). Da Copauze ad Inkon le stazioni sono: Shang-tu-Le e Tien-Ciuang-tai; il terreno è paludosissimo ed impraticabile a truppe; per la strada ferrata si è costruito un rialzo o diga artificiale. La linea è molto ben tenuta. Nella pianura a nord vedo numerose mandrie di cavalli di piccola statura (« ponies » cinesi). Arrivo àd Inkon; il servizio per passare il fiume non funziona più ed incontro molte difficoltà che posso però superare 107
colla pazienza e un po' di conoscenza della lingua cinese. E' pericoloso passare il guado al buio. Mi si dice che le sentinelle russe sparano ogni notte senza ragione. Sbarco la notte sulla riva sinistra del fiume in vicinanza di una casermetta di marinai russi; posso parlare con un uffi.. ciale e presento il mio ·passaporto russo. Ogni gentilezza mi è usata ed una barca a vapore mi porta all'albergo . Tutte le case di Inkon sono chiuse e le strade allo scuro. Il « gradonacialnik » o console russo di Inkon signor Grosse fu informato del mio arrivo. Nella notte dal (30 al 31) 12 al 13 aprile mi presento al signor Grosse e domando di proseguir subito per Mukden; ma egli mi risponde indeciso e vuol telegrafare al vicere Alekseev. (31 marzo) 13 aprile· 1904 - Bel tempo. Inkon è stato abbandonato da quasi tutti gli europei. In città si aspetta una sorpresa giapponese. Sono rimasti i consoli, gli impiegati della banca russo-cinese e quelli della dogana, più qualche mercante. Tutti gli uffici di questo « porto aperto» sono ora occupati dai russi; dei soldati perlustrano le strade; vedo dei cosacchi del Transbaical e dei « Tiratori della Siberia Orientale» (T.S.O.). Alle ore dieci e trenta mi reco dal console russo per ricevere ordini; sino a quell'ora non mi fu possibile di essere ricevuto da alcuna autorità, comprese quelle mHitari. Riesco ad avere qualche informazione sulle truppe presenti in In~on, ma esse non sono attendibili perché le cifre furono dai russi esagerate a bella posta. Inkon sarebbe oggi difesa da 3 reggimenti di tiratori della Siberia Orientale, ossia da 9 battaglioni della forza di 1000 uomini l'uno e da 40 cannoni di vario calibro fra i quali in maggior numero quelli da campagna. La bocca del Liao è sbarrata con torpedini. La cannoniera russa « Siric » è a monte del Settlement europeo ed ancora nel suo bacino di fango scavato per lo sverno sulla riva sinistra del fiume. Nel pomeriggio non posso fare alcuna visita ufficiale poiché le autorità dormono ed un incontro in istrada col signor Grosse mi fa conoscere che non posso ancora partire. In Inkon si trovano riuniti in gran numero dei corrispondenti di giornali di tutto il mondo. Essi non hanno ancora il permesso di recarsi presso l'esercito russo operante. I soldati russi che si vedono per le strade sono tutti armati di fucile e la baionetta è sempre inastata. Cerco senza risultato di fare una visita d'arrivo al generale Condratovic. Tutti i prezzi sono altissimi e la vita carissima. Vengo a conoscenza di un piccolo scontro avvenuto fra russi e giapponesi sopra una delle isole alla foce dello Yalù. Notizie completamente false girano fra gli europei compresi i russi.
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Catastrofe della corazzata
«
Petropavlovsk »
La catastrofe della nave « Petropavlovsk » che costò la vita del più grande ammiraglio russo, Makarov, avvenne il (31 marzo) 13 aprile 1904. Durante la campagna in Manciuria ebbi più volte occasione di parlare con ufficiali di marina; secondo essi l'ammiraglio Makarov, comandante della squadra di Port Arthur, sin dall'apertura delle ostilità mostrò un'agitazione strana per il suo carattere. · Ogni volta che la squadra si muoveva egli, sulla nave ammir~glia, faceva alzare moltissimi segnali ed ordini; non stava tranquillo a bordo, ogni sera si recava sulla. piccola nave vedetta del porto e passava le notti insonni. Questo mi fu ripetuto anche dal granduca Boris Vladimirovic che lo sapeva dal fratello Cirillo, ufficiale del « Petropavlovsk ». In una conferenza che ebbi col granduca Boris, che fu testimonio oculare della catastrofe, trovandosi presso il semaforo di Porth Arthur, sua altezza mi raccontò ciò che il fratello superstite gli aveva detto: alcuni ufficiali credettero di vedere µn battello sottomarino, ma è certo invece che il « Petropavlovsk » affondò caus.a lo scoppio di una o pitt torpedini da blocco che, secondo il rapporto ufficiale dell'ammiraglio giapponese Togo, erano state affondate la notte precedente, nei siti dove generalmente passava la squadra r ussa nelle sue uscite dal porto. Racconta il granduca Cirillo che il « Petropavlovsk » rientrava da una breve azione in mare; mentre stava riguadagnando il porto, avvenne un'.esplosione verso · la prora; la poppa della nave si alzò, un'elica girò in aria, poi la nave affondò. Questo ebbe luogo in un minuto e mezzo. Lo stesso (31 marzo) 13 aprile durante l'azione contro la squadra giapponese, una torpediniera russa fu catturata e lo « Zezarevic » e l'« Askold » furono danneggiati. ma non seriamente. Il « Morskoi-Sbornik » del giugno 1905 ·si occupa dei dati sull'affondamento di navi russe e giapponesi: « Fra le perdite r usse, la più triste durante la pr esente campagna fu senza dubbio la tragica fine dell'ammiraglio Makarov sulla nave da battaglia "Petropavlovsk", quando questa urtò contro tre torpedini galleggianti ».
Queste torpedini, come mostra l'unito schizzo, navigavano (o derivavano) a fior d'acqua ed ad una distanza l'una dall'altra, essendo collegate fra loro con cavi. Le torpedini furono gettate dai giapponesi la notte prima dell'uscita della nostra sauadra da Port Arthur e attraverso alla rotta abituale d_elle nostre navi. Quando il « Petropavlovsk » urtò colla prora sul cavo di collegamento delle torpedini attirò queste al suo bordo ed esse avvolserò così la nave da ambo i fianchi. 109
Una certamente scoppiò presso il bordo a sinistra e due al bordo di destra. La scossa del terribile scoppio produsse quello del materiale da mina di bordo poiché la .corazzata colò a picco esattamente in due minuti. Secondo il capitano russo di secondo rango Saks, la corazzata giapponese « Hatsuse » (scoppiata poi a Port Arthur) e la « Yashima » (scoppiata in seguito a Dalni) perirono della medesima sorte del « Petrapavlovsk ». Queste due navi non si potranno mai ricuperare. La versione data dal signor Saks sulla perdita del « Hatsuse » presenta speciale interesse: la squadra giapponese che bloccava il porto (a Port Arthur) incrociava davanti ad esso; per non restare ferma a lungo in un posto, generalmente navigava a piccola velocità . avanti ed indietro in linea di fila, parallelamente alla costa ed a 10 miglia da essa; · visto ciò, il trasporta-mine « Amur ricevette una notte l'ordine di uscire dall'estuario ed affondare una linea di tòrpedini lunga un miglio, distante dalla cosa 10 miglia ed in direzione perpendicolare all'abituale rotta giapponese; la distanza fra le torpedini era da 50 ai 100 piedi ( 1 piede russo = centimetri 30,47944). Il giorno seguente, come a bella posta, l'« Hatsuse » urtò una o più di quelle torpedini e per la detonazione la sua S. Barbara scoppiò. Una colonna di fumo denso fu chiaramente vista dai forti russi della costa e la corazzata colò a picco un minuto dopo lo scoppio ... }>
Vol. I, pp. 7, 8, 9
Sunto del racconto fattomi il (5) 18 settembre 1905 dal Tenente di vascello Jakoblev, superstite del « Petropavlovsk » circa la catastrofe del medesimo. « Nella notte dal (30-31 marzo) 12 al 13 aprile 1904, l'ammiraglio Makarov, il granduca Cirillo, il colonnello Agapiev, il tenente di vascello Sceremetiev ed io, uscimmo in rada sopra una barca a vapore per recarci sull'incrociatore "Diana" che era di guardia in rada con alcune torpediniere. Erano le ore 22. Vi era foschia ed i proiettori servivano poco. Alle t di notte, essendo in quadrato del "Diana" fui svegliato da colpi di cannone e saltai in coperta; cogli altri ufficiali potemmo discernere un profilo scuro non lontano ma non capimmo che cosa . fosse. Il tiro cessò. Era una giunca cinese: Quella notte tutti aspettavamo dei piroscafi da affondamento "branders". L'ammiraglio Makarov e il suo seguito restò sul "Diana" sin alle ore 5 del (31) 13 aprile per tornare poi sul "Petropavlovsk", dove io pure mi recai. Mi coricai; alle 7 un marinaio mi svegliò dicendomi che, fuori, le torpediniere nostre affondavano e che il "Petropav-
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lovsk" uscirà subito. Queste torpediniere erano state inviate durante la notte verso le isole Eliott per attaccare la squadra giapponese se essa veniva da quelle parti; le torpediniere erano dodici ed ora si trovavano a circa 7 miglia dal porto e parte al di fuori di un arco di cerchio formato dalle navi nemiche facevano tentativi per rientrar e in Port Arthur. Tutte riuscirono a passare la linea giapponese ma lo "Strascni" fu circondato dalle torpediniere nemiche; una scheggia di granata colpì la testa del siluro che trovavasi nel tubo di lancio, il siluro scoppiò, tutti gli ufficiali furono feriti meno uno che tirava colla mitragliera. La torpediniera colò piano piano; una torpediniera giapponese pure si perse. Gli uomini rimasti dello "Strascni" si salvarono coi salvagenti. L'ammiraglio 'Makarov ordinò al "Bayan" di recarsi a soccorrere lo "Strascni"; arrivato, il "Bayan" mise in mare una lancia ma poté solo salvare cinque dei dieci uomini che nuotavano poiché il tenente di vascello Malciev volle veder prim~ salvata la sua gente. Il "Bayan" era preso di mira da cinque incrociatori giapponesi e rientrò in porto solo verso le 20h avendo combattuto sin sotto i forti russi ». « Quando fui svegliato», dice Jakoblev, « mi recai in coperta ov'era tutto lo Stato Maggiore di bordo e il "Petropavlovsk" usciva in rada toccando il fondo; la marea era crescente.
(Le navi da battaglia di J• classe potevano sortir da Port Arthur solo· una volta al giorno. Nota dello scrivente). Sortirono in rada soltanto il "Petropavlovsk", il "Pobieda", il "Poltava" gli incrociatori e le torpediniere. L'ammiraglio segnalò al "Bayan" di navigare in testa alla formazione per mostrare dove erano i . naufraghi. Dopo circa 7 miglia su rotta S.W. si videro sei incrociatori giapponesi che avvicinatisi aprirono il fuoco. Noi aspettammo a rispondere finché non fummo a circa 40 gomene (7280 m) ed il nostro tiro coi pezzi da 6,-10 e 12 pollici durò quindici minuti. Gli incrociatori giapponesi si ritirarono a tutta forza; l'ammiraglio capì che lo si voleva tirare al largo ed infatti dopo qualche tempo nella nebbia si videro sei corazzate nemiche colle altre navi della flotta giapponese. Arrivati a m 16.200 circa le nostre navi girarono la prora su Port Arthur per mettersi sotto alle batterie del lato est. Eravamo a due miglia dalla costa quando il "Petropavlovsk" scoppiò. Ore 9,41m . Mi trovavò sulla bilancia a sinistra; davanti a me era l'ammiraglio col suo Stato Maggiore; egli aveva poco prima .ordinato di segnalare al "Sebastopoli" di non uscire dal porto; mentre l'ufficiale ai segnali scr iveva l'ordine, la nave urtò la prima torpedine e scoppiò. · 111
Io fui gettato in aria, non sentii alcun rumore ma ebbi l'impressione che un grosso cuscino mi avesse colpito; feci un salto mortale in aria e cascai col petto sulla sporgenza fuori bordo della plancia; mi chiusi le narici colla mano sinistra rammentandomi che sul "Pallada" trenta uomini erano morti avvelenati dai gas d'esplosione. Ero sopravvento e dopo qualche secondo i gas non mi disturbarono; un marinaio mi aiutò ad alzarmi tenendosi alla battagliola. Il "Petropavlovsk" s'inclinò a destra, io vidi dei marinai saltare dalle soprastrutture sul ponte ove sono le torri dei pezzi da 6 pollici per guadagnare una lancia ma essi cascando si rompevano o braccia o gambe. Vicino a me era il tenente di vascello Dukelskij e con lui gridammo ai marinai di star tranquilli perché non credevamo ad un'imminente catastrofe. Restai a bordo per circa un minuto e vidi allora l'albero di prora cadere presso l'ammiraglio Makarov. Mi rammento d'aver visto i cirninieri lanciati fuori bordo in una nuvola di fumo e fuoco che arrivò a cinque passi da me; il cielo della torre di p rora fu lanciato in aria e vari scoppi si seguirono da prora verso poppa; una torre dei pezzi da sei pollici fu lanciata in mare, la coperta bruciava e tutto volava con schegge nel grande incendio; il "Petropavlovsk" colò subito a picco. Mi ritrovai in mare e fui tirato sott'acqua; non so nuotare ed ero coperto di un grosso cappotto imbottito di cotone; ritornato a galla trovai un pezzo di legno e mi diressi colle onde facendo movimenti solo colle gambe; volevo legarmi al legno colla cinghia del cannocchiale ma non vi riuscii perché non potevo abbandonare il legno colle due mani. Girato da un'onda rividi la poppa del "Petropavlovsk"; dei marinai che si gettavano fuori bordo e che erano tagliati a pezzi da un'elica che ancora muoveva. Il cappotto imbottito mi aiutava a galleggiare, ma dopo circa quindici minuti, l'acqua essendo molto fredda, mi sentii mancare la forza nelle dita; un marinaio mi tirò a sé e mi mise dei pezzi di legno sotto alle ascelle; presto vedemmo una baleniera a sei remi. Il granduca Cirillo che non era da me lontano ed un mio compagno furono presi a bordo di essa ed io pure, con loro, fui dopo qualche minuto trasbordato dalla baleniera su una torpediniera che ci portò in porto. Secondo me le torpedini che urtarono la corazzata non erano collegate fra loro; la profondità del mare ove affondò il "Petropavlovsk" è di circa quaranta metri >>. Da questo racconto del tenent e di vascello Jakoblev si deducono le fasi di questa catastrofe che ebbe luogo in circa cento secondi come segue:
N° O (vedi piano allegato) - Un leggero scoppio sotto alla torre di poppa (dubbio anche al tenente Jakoblev). 112
N° N° N° N° N° N°
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- Formidabile scoppio sotto alla torre di prora. - Il cielo della torre di prora salta in aria. - Il deposito delle torpedini, situato a prora, scoppia. - La p r or a affonda. - Il fumaiolo di poppa si distacca e casca in mare. - La torre dei pezzi da sei pollici a poppa a sinistra è lanciata in mare. Poi la nave cola a picco.
L'ammiraglio Makarov era presso ed a sinistra della torre di comando e precisamente sul punto M. Egli forse fu ucciso quando l'albero coi suoi pezzi cascò. Ecco come la Russia perse una delle sue più beUe navi da battaglia ma specialmente come essa fu privata dell'ammiraglio Makarov, la cui fama era europea. Le forze navali presenti nelle acque dell'Estremo Oriente al principio della guerra erano le seguenti: Navi da battaglia di prima classe: « Zezarevic », « Retvisan » , « Peresviet » , « Pobeda », « Petrapavlovsk », « Poltava » e « Seb_a stopol ». Incrociatori corazzati: « Gromoboi », « Rossia », « Riurik » e « Bayan ». Gli ultimi due si devono considerare come ' non completamente corazzat( Incrociatori protetti: « Bogatir », «Dian a», « Pallada », « Variag » e « Askold ». Incrociatori di terza classe (denominazione russa): « Novik ». Controtorpediniere: 1° gruppo - costruzione russa: P classe: · « Boichi », « Burni ». 2a classe: « Silni », « Serditi }>, « Smieli », « Storosgevoi » , « Stereguscii ,,, « Schori », « Strascni », « Stroiini » , « Matni », « Riescitielni », « Raziascei », « Rastoropni ». 2° gruppo - costruzioni estere: la classe: « Boevoi » (inglese). 2a classe: « Bezsciumni », « Bezposciadni », « Bditielni >}, « Bezstrascni }> (tedesche). 3a classe: « Vnimatielni » , « Imuscitielni », « Vinostlivi >}, « Udastrii », « Grozovoi » (francese). 4a classe: « Leitenant », « Burokov » (presi ai cinesi). Navi della difesa costiera in Estremo Oriente: Cannoniere corazzate: « Gremiasci >}, « Otvasgni }>. Cannoniere non corazzate: « Manciur >} , « Coreiez », « Bobr >}, « Chiliak ». Navi scuola: « Razboinik » , « Gighit » .
«
Sivanc »,
113
Trasporti-mine: « Aleut », « Amur », « Sungar ». Torpediniere di P classe: N.ri 203, 204, 208, 209, 210 e 211. Torpediniere di 2" classe: N.ri 201, 202, 203 e 206. Torpediniere di 3a classe: N.ri 91, 92, 93, 94, 95, 97 e 98.
· In tutto 27 navi senza contare i trasporti militari del porto di Vladivostok. ·· (1) 14 aprile 1904 - Al mattino mi si comunica che ho il permesso di proseguire per Mukden, ma non riesco ad ottenere il mio passaporto poiché tutte le autorità sono riunite in consiglio col ministro russo di Seul (signor Pavlov). Vedo dei cinesi scavare il fango intorno al « Sivouc »; esso forse si .prepara a sortir sul fiume. Alla stazione vedo molti carriagi militari nuovi, fra essi 240 « dvukolche » (carretta a due ruote che può essere tirata da uno, due o tre cavalli ed usata da quasi tutte le truppe russe operanti in Manciuria). Nqn vi è ordine alla stazione russa di Inkon, sono obbligato ad abbandonare il mio cavallo ad un ufficiale di gendarmeria che dice penserà ·a mandarmelo in seguito. Sino a Ta-sci-ciao sono in treno coll'ammiraglio direttore della difesa costiera: egli si .deve incontrare col vicere Alekseev a Ta-sci-ciao per recarsi con lui a Port Arthur, ma il vicere al nostro arrivo è già partito per il sud. Il treno va adagissimo e si ferma su binari morti ogni dieci verste. A Ta-sci-ciao vedo molti carriagi. militari e degli ufficiali mi dicono che vi sono sette reggimenti di fanteria nelle vicinanze ma questa cifra è esagerata.
(2) 15 p.prile 1904 -
La notte si è camminato pochissimo;
il viaggio Inkon-Mukden si faceva in tempi di pace in sei ore. Il mattino siamo ad Khai-cien; presso la stazione sono dei foraggi ammucchiati. I treni non sono meno lunghi di 400 metri e quelli che scendono a sud sono carichi di pezzi, retrotreni e carriaggi. Ad Ansciangian vedo delle truppe di fanteria accampate. Un colonnello passa in rivista due battaglioni mentr~ lontano sulla collina ad est dellè compagnie marciano, cantando arie armoniose. . Assisto ad evoluzioni dì compagnie e mi par di veder ordine e disciplina. Conto quarantacinque uomini per plotone, quattro plotoni per compagnia, quattro compagnie per battaglione, sicché si possono considerare questi battaglioni di Tiratori della Siberia Orientale come forti di 720 uomini circa. I r eggimenti di Tiratori di Siberia hanno solo tre battaglioni, la loro forza è quindi al principio dell'aprile russo · di 2100 uomini. Mentre il tre.no si avanza a passo d'uomo vedo dell'artiglieria in moto. Una batteria ha otto pezzi, ogni pezzo è trai114
nato da sei cavalli; i cavalli di sinistra sono montati; due serventi siedono ai lati del pezzo. Si recano verso sud treni con torpedini e . ginnoti. Prima d'arrivare a Liaoiang vedo dei cosacchi fare evoluzioni con grande velocità e precisione. Assisto ad una carica in ordine aperto e concentratesi in un punto: è la famosa « lava» di cosacchi che presenta uno spettacolo selvaggio ed interessante. A Liaoiang vengo a conoscenza della disgrazia toccata al « Petropavlovsk » e all'ammiraglio Makarov. Solo diciassette marinai si sono salvati sui 750 dell'equipaggio. Funzionano già dei treni militari. Il generale Aleksej Nikolaevic Kuropatkin, comandante di tutte le forze russe di terra operanti contro il Giappone è in Liaoiang; egli abita col suo Stato Maggiore in un treno speciale sorvegliato e protetto da gran numero di sentinelle. E' per ora difficile conoscere la cifra dei soldati russi presenti in Manciuria poiché gli ufficiali russi le esagerano a bella posta. A nord di Liaoiang incontro il treno che porta in quella città il generale Rennenkampf per assumere il comando della « d ivisione » di cosacchi di secondo bando del Transbaical (2° Regg. Niercinski, 2° Regg. Citinzki) che è ·già arrivata sul teatro delle operazioni. Verso sera arrivo a Mukden e vengo a sapere che non vi è in quella città nessun ufficiale dello Stato Maggiore del vicere. Passano delle truppe e degli ufficiali della Guardia imperiale ora nei reggimenti di cosacchi; essi, in istato di ubriachezza, vorrebbero usarmi delle gentilezze che rifiuto con meraviglia e con u.n certo senso di indignazione. Riesco a entrare in un vagone per passar la notte. (3) 16 aprile 1904 - Nessuna autorità militare è presente in Mukden e mi presento allora al generale Kaslov che non ha alcun incarico. Il mio bagaglio e cavallo se non sono persi sono ancora in viaggio e nessuno mi può· o sa aiutare. Oggi il generale Hug parte per Port Arthur. (4) 17 aprile - Decido di partire per Liaoiang ove sono gli altri addetti militari e riesco a mettermi in un treno che va a prendere al sud il granduca Cirillo. Degli ufficiali in tenute assai sporche sono con me. Inutile domandare informazioni poiché regna una grande confusione. · Tutti i ponti della ferrovia sono protetti da truppe e quelli più grandi hanno 2 pezzi di vecchio modello ad ogni testata. A Liaoiang mi riceve il Capitano di S.M. conte Ignatief che è incaricato d egli addetti militari e mi comunica subito che mi è p roibito di scrivere o telegrafare in Cina; informo per telegrafo il comandante della Divisione Oceanica di questo desiderio 115
delle autorità russe, poiché quell'ammiraglio mi aveva ordinato d'inviare tutti i miei rapporti a lui sino ad ordini in contrario. A Liaoiang ritrovo il mio cavallo. (5) 18 aprile 1904 - Un carrozzone ferroviario di pri~a classe è alla disposizione degli addetti militari. Al mio arnvo trovo in Liaoiang i rappresentanti della Germania, Austria, Inghilterra, Svezia e Norvegia. Mi presento al generale comandante in capo ed al suo Stato Maggiore che è così composto: Capo di Stato Maggiore tenente generale Sacharov; Generale quartiermastro tenente generale Kharkevic; Generale « disgiurni » (servizi logistici) tenente generale Blagovescenskij; Direttore del servizio delle comunicazioni ferroviarie colonnello di Stato Maggiore Zacharov; Generale di commissariato: tenente generale Gubert . Riordinando tutte le informazioni che posso avere deduco essere presenti al principio dell'aprile russo in Manciuria e Vladivostok le seguenti truppe: Nove divisioni di fanteria o Tiratori (secondo 108.000 uomini le informazioni russe) Quattro divisioni di cosacchi (secondo le in16.000 uomini formazioni russe) Guardia frontiera (secondo le informazioni 30 .000 uomini r usse) Totale 154.000 uomini Queste truppe al mio arrivo a Liaoiang erano cosi distribuite: Nella penisola di Liaotung: 3" Corpo d'armata di Siberia, 2a Di- . visione (generale Sti:issel). · Nella regione a sud ed ovest di Tasciciao: 1° Corpo di Siberia, 2a Divisione (generale Stakelberg). Sul fiume Yalù (Vigin-Sciakhezi) il « Distaccamento » dell'est, formato da 2 divisioni. Nella regione dell'Ussuri (o Nikolsk Khabarovsk) e Vladivostok: due divisioni. Presso Liaoiang e sulla strada ferrata una divisione. La cifra dei cosacchi è esagerata poiché effettivamente solo una parte di essi è arrivata. Il generale Niscenko che si è ritirato in ordine dalla Corea ed è presso le foci dello Yalù, ha venti « sotnie » (squadroni cosacchi da 120-150.000 uomini); altri distaccamenti sono più a nord-est sulla riva destra dello stesso fiume, alcune sezioni in Corea a sud della foce del Tumen , sull'alto Yalù e finalmente 116
vi sono cosacchi sulla riva sinistra del Liao per sorvegliare i movimenti del generale cinese Ma. Le truppe della Guardia frontiera sono distribuite su tutta la linea ferroviaria sino a Manciuria (1), la sorvegliano e proteggono, esse sono composte di fanteria, artiglieria e cavalleria e sono comandate dal generale Cicagov. Assisto ad una rivista di truppe arrivate a Liaoiang durante gli ultimi giorni: sono tre mezzi reggimenti di cosacchi del Transbaical e due reggimenti di fanteria della 31" e 35a divisioni russe che avevano da tempo inviati in Estremo Oriente una delle loro due brigate. Questi reggimenti russi sono formati di quattro battaglioni e forti di quattromila uomini (secondo le informazioni russe). Ogni reggimento di cosacchi ha sei « sotnie » (da 120 a 150.000 uomini per « sotnia »), sono quindi presenti alla rivista, se non si conta il treno, le truppe del genio (zappatori) e l'artiglieria, ottomila fantaccini e tremilacento cavalieri, in tutto 11.100 uomini. Prendono parte alla rivista: due batterie nuove a tiro rapido. Ognuna di esse è composta di otto pezzi e dodici retrotreni. Vi sono quattrocento uomini del genio, due mezzi treni di carriaggi per trasporto feriti e due ospedali militari da campo. Osservo un ordine perfetto ma specialmente un profondissimo silenzio. Tutti i comandi ai cosacchi son dati con movimenti di sciabola e quelle truppe eseguono evoluzioni e cariche con esattezza. Il generale Rennenkampf comanda in questa rivista la sua divisione (russo « divisia ») di cosacchi del Transbaical di secondo bando. Nello Stato Maggiore del generale Kuropatkin . si dice che verranno in Manciuria altri tr e Corpi d'armata. Ogni Corpo d'armata avrà due divisioni di fanteria, ogni divisione due brigate, ogni reggimento composto da quattro battaglioni della forza di mille uomini l'uno. Ogni Corpo d'armata avrà otto batterie da otto pezzi nuo-. vo modello (a tiro rapido) divise in due brigate. Ogni Corpo avrà forse quattro reggimenti di cavalleria. Sono invitato a colazione dal generale Kuropatkin. Egli non ha finito di concentrare le truppe che desidera ed ha intenzione di lasciar passare la stagione delle piogge prima di attaccare. · Nei pressi di Liaoiang sono le due brigate delle divisioni russe 3l8 e 35". Le prime brigate di queste divisioni arriveranno col 10° e 17° Corpi d'armata russi che sono stati destinati in Manciuria. Da ciò che posso sapere allo Stato Maggiore generale, la
(1) Manciuria è la stazione di confine fra la regione del Transbaical e la Manciuria.
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cifra 154.000 si avvicina assai alla forza effettiva esistente ora in Manciuria. Una linea di tappe (strada dei posti di corrispondenza) è stabilita fra Liaoiang e lo Yalù: su questa linea non esiste alcuna ferrovia a scartamento ridotto. Il telegrafo da campo arriva sino a Tenguancien. (6) 19 aprile 1904 - Arrivano agli addetti militari di Francia e Spagna. Oggi vi sono manovre parziali a Sud di Liaoiang. Alle 11,30 assisto ad un grande servizio religioso per i morti del « Petropavlovsk ». Il (31) 13 aprile vi fu. anche una piccola esplosione sul « Pobieda » in Port Arthur. L'ammiraglio Skridlov è stato per decreto imperiale destinato a rimpiazzare il defunto ammiraglio Makarov nel comando della flotta russa operante contro il Giappone. Visita ad alcune posizioni che si fortificano per la difesa di Liaoiang. · Gli addetti militari sono guidati dal capitano di Stato Maggiore conte Ignatiev, dopo mezzodì, sul ponte della ferrovia , attraverso il Taizikhè (fiume Taizi, affluente del Liao). Mi reco sulle alture situate sulla riva destra del fiuine ed a Ovest della città di Liaoiang; su esse si stanno scavando trincee per fanteria e per artiglieria. Queste alture dominano la strada che da Tenguancien porta a Liaoiang. Altre fortificazioni si stanno preparando a Sud di Liaoiang, sulle alture. Molti cinesi lavorano al servizio dei russi e sono retribuiti in ragione di cinquanta copechi al giorno (L. 125). Pare che i russi vogliono ritirarsi dal Sud e dall'Est sino a trovarsi su queste posizioni ed accettare o dare intorno a Liaoiang una grande battaglia decisiva. (Vol. I, pp. 326). (11) 24 aprile 1904 - Dopo mezzodì ritorno nei pressi delle fortificazioni e visito un reggimento della 31 a divisione accantonato nel villaggio di Efà. Vedo pagar la gente; il soldato russo qui in campagna riceve di paga un rublo e sette copechi ogni due mesi. Visito le cucine; le vivande sono in parte cotte nelle cucine ruotabili e parte in grossi calciai di ferro sistemati in buchi scavati in terra. Assaggio il rancio; la zuppa d'oggi è èomposta di pezzi di carne e miglio. L'ufficiale che mi accompagna mi dice che il soldato in Manciuria ha 18 copechi di razione al giorno più 24 « Zolotnik » (1 Zolotnik = grammi 4.2655) di segale, the, zucchero e 800 grammi di pane. Nei 18 copechi si comprende 300 grammi di carne per pranzo e 100 per la cena, più cavoli, orzo, saggina o qualunque altro vegetale secondo ciò che offre il paese. Nei luoghi ove la carne costa molto il governo paga l'eccesso del prezzo ordinario. I soldati hanno l'aria florida e sembrano ben nutriti. Il foraggio pei cavalli si compone di paglia tritata e biada, si danno ai cavalli anche i ritagli delle forme cinesi di fagioli 118
secchi, ottenuto dopo l'estrazione dell'olio, quelle stesse che si vedono esportate dallo Shantung in Cifù, su giunche cinesi. I russi hanno però la credenza che questo foraggio è dannoso alla vista dei cavalli. Esso è usato perché in Manciuria lo si può trovare in gran quantità. In Efà furono costruiti 6 grossi forni in una « fanza » (1) o capanna cinese. Essi cuociono 3.200 chili di buon pane marrone al giorno. I soldati sono armati di fucile a· piccolo calibro modello 1891 e detto a « tre linee » portano addosso 120 cartucce in cartucciere e biscotto per 4 giorni. Ogni compagnia è seguita da due carrette leggere (« dirucolke ») contenenti ognuna 7.000 cartucce ossia 66 cartucce per uomo. Nel treno divisionale vi sono poi altre 186 cartucce per soldato. Le carrette regolamentari in Russia per trasporto di 14.000 cartucce e tirate da due cavalli non furono inviate in Manciuria perché troppo pesanti ed inadatte a questo paese che ha poche strade e tutte pochissimo praticabili. Il treno dei reggimenti russi si divide in treno di 1a 2• e 3• classe. Quello di prima classe segue sempre il reggimento e si compone delle cucine ruotabili, delle carrette per trasporto feriti; delle carrette pel bagaglio ufficiali e delle carrette da munizioni. Il treno di 2• classe (o reggimentale) trasporta munizioni foraggi e pane per una giornata e mezza e quello di 3" classe (o divisionale) trasporta foraggi, munizioni e viveri per quattro giorni. Quello di 1• classe serve per trasporti di materiale fra il magazzino avanzato della Divisione o Corpo d'Armata sino alla t ruppa, quello di 2" classe è impiegato come supplemento a quello di 1• classe in caso di bisogno e porta sempre speciale materiale e il numero di razioni secondo il regolamento. Quello di 3• classe è sempre il più lontano dal fronte ed è adoperato pel rifornimento dei magazzini avanzati. Visito il treno di 2• classe e vedo che esso trasporta anche basti di ricambio, falci, utensili da falegname, da fabbro, cuoio per scarpe e finimenti, cassette da calzolaio, pali. picconi, gravine etc. Ogni reggimento deve essere seguito in marcia da carne in piedi per 4 giorni e da altri 4 giorni di carne in scatola. Il materiale carriaggi è nuovo ed i cavalli in buono stato. Rientrando a Liaoiang passo presso un deposito cinese di grossi tronchi; esso fu comperato dai russi, mi si dice, per 100.000 rubli Si dice, ma non ufficialmente, che piccole sezioni di fanteria giapponese hanno passato lo Yalù a Nord di Igiu (Vigiù).
(1) « Fanza »: Capanna cinese. Muri di fango, tutta in canne e paglia.
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Le informazioni russe sul nemico, lo fanno forte di 50.000 uomini.
(15) 28 aprile 1904 - Il cosacco del Transbaical è il peggio montato, ma passa pel miglior tiratore, poiché vive in regione ricca di selvaggina e fiere ed è dedito alla caccia. Gli ufficiali di questi reggimenti sono in più gran parte provenienti dalla cavalleria russa e dalla Guardia Imperiale ma ve ne sono anche di veri cosacchi. L'uomo è di statura media ed il viso ha i caratteri della razza gialla; parecchie « sotnie » sono di gente buriata e non conoscono la lingua russa, le mostre gialle dei loro berretti li fanno facilmente confondere colla fanteria giapponese per chi non conosce i particolari delle divise. (vol. I, pp. 36-40) (18) 1 maggio 1904 - Conclusioni della .prima giornata della battaglia Tuirencièn (pp. 45-92) La ritirata dei distaccamenti da Cuigou e Potetinza fu fatta troppo presto, di essa nulla fu rapportato sia a me che allo S.M. del « Distaccamento dell'Est»; la colonna giapponese poté quindi avanzarsi velocemente ed attaccare il fianco della nostra ala sinistra. D'altra parte era chiaro che i giapponesi avendo presa una forte posizione il (17) 30 aprile sulla destra dello Yalù, il distaccamento .di Tuirencien non poteva più ritirarsi senza combattere perché avrebbe dato al nemico superiore in forze la possibilità di avanzare nella valle di Tenzi; ciò avrebbe messo il « Distaccamento dell'Est» nel terribile rischio d'essere tagliato fuori da Fenguancien e anche circondato. Io credetti necessario di tener energicamente le posizioni di ritirata non facendo alcuna attenzione al movimento avvolgente dei giapponesi, collo scopo di dare al distacc.amento di Sakhozi la possibilità di ritirarsi quietamente e guadagnare tempo per organizzare le nostre retrovie Le perdite del Distaccamento in Tuirencien il (18 aprile) 1°·maggio sia d'uomini che di materiale, sono grandi, ma esse furono previste per la salvezza della giornata. . Io insisto su questo fatto poiché esso è, secondo me, la causa vera e profonda di tutte le disgrazie che toccarono alle armi dello zar durante questa campagna di guerra. Mi è ordinato di aggiungere al mio « Giornale di campagna » le mie « riflessioni e considerazioni » ed è solo perciò che mi permetto di osservare che non dovrebbe essere ammesso che un generale durante una battaglia « non abbia rapporti», « non sappia che parte delle sue truppe si ritirano » e « non pensi alla possibilità di un movimentq avvolgente del nemico » poiché spetta a lui di organizzare prima della battaglia il servizio di informazioni ed il legamento dei vari settori combattenti sia coll'arma montata sia con linee volanti di telefono e telegrafo oppure con stazioni di segnali in punti prestabiliti. Come si. vede da quanto più sopra scrissi o tradussi, sul campo di battaglia del (18) 1° maggio non v'era che un filo telegrafico che dallo Stato Maggiore andava alla linea di tappe sulle retrovie. 120
Questo fatto non devesi dimenticare poiché servirà al paragone coll'organizzazione finale dell'esercito russo in Manciuria per ciò che riguarda comunicazioni, segnali e collegamento dei settori combattenti e ci darà ciò che vogliamo: l'insegnamento della guerra. Dopo la battaglia di Tuirencien il morale delle truppe del « Distaccamento dell'Est» era assai depresso. Nei circoli ufficiali si parlava apertamente della fuga del 22° reggimento T.S.0. e della condotta dei suoi ufficiali; se i reggimenti della 3" e 6a Di.visione che formarono in seguito il 3° Corpo di Siberia sono oggi cari alla storia militare russa lo si deve al tenente generale conte Keller che presone il comando dopo Tuirencien seppe in brevissimo tempo rialzare il morale (val. I, pp. 92-95). (21 aprile) 4 maggio 1904 - Parto per Ansciangian, stazione a trenta chilometri a sud di Liaoiang per evitare le opere di fortificazione che si preparano su quelle colline situate a . cavallo della principale strada di comunicazione e della strada ferrata. I russi hanno già combattuto su queste posizioni durante la guerra che chiamano r usso-cinese ma che è in Europa chiamata « la guerra dei boxer» del 1900. Sono ricevuto ad Ansciangian dal generale Andro Debuis-Guigliat che comanda ancora il suo 20° reggimento di Tiratori della Siberia Orientale (1). Assisto a delle evoluzioni di un battaglione, a manovre del « comando » di cacciatori a cavallo, agli esercizi di una batteria nuovo modello ed infine ad un tiro a 1500 metri contro profili di fanteria ed artiglieria. Pochi sono i movimenti d'arma del soldato russo, egli se non la presenta la porta sempre su l'una o l'altra spalla. Le evoluzioni furono bene eseguite e notai il perfetto silenzio, ma allorquando vidi manovrare le linee in catena e i rinforzi facendo il simulacro di attacchi o cambiando fronte osservai che gli ufficiali come i soldati non prestavano l'attenzione voluta alle accidentalità del terreno ed i movimenti degli uomini, forse in causa cli una cattiva distribuzione del peso sul corpo, non si muovevano con agilità e slancio. · Interessanti furono le manovre dei « cacciatori » a cavallo dei reggiemnto: questo «comando» è composto di soldati scelti in tutto il r eggimento per il fisico, l'istruzione e l'esattezza nel tiro; esso provvede il suo reggimento di esploratori vedette e trasmettitori d'ordini; naturalmente è anche un'unità combattente e rappresenta secondo me la migliore fanteria a cavallo. I « cacciatori » a cavallo (poiché vi sono anche quelli a piedi) ricevono il quadrupede dal governo ed in Manciuria avevano piccoli cavalli mongoli fortissimi e veloci .all'ambio, certamente migliori dei cavalli dei cosacchi del Transbaical. Il cacciatore a cavallo è armato come il tiratore di Siberia, solo porta la baionetta al fianco in un legg~ro fodero di pelle gialla, la sua sella è di forma cosacca con bisacce di cuoio (1) Questo reggimento è della 5" divisione dei T.S.O. ed entrò poi a far parte del 2° Corpo d'armata cli Siberia. 121
(« sumki »), l'ufficiale che lo comanda è scelto fra i migliori del reggimento. I «cacciatori» a cavallo combattono sempre appiedati e secondo il bisogno lasciano pit1 o meno uomini alla cura dei cavalli, dietro la linea de] fuoco. Hanno un sistema originalissim.o pel caso che tutti i fucili debbano accorrere al fronte; in un attimo i cavalli sono legati due a due colla testa assucata alla destra della sella del compagno. I cavalli in tal modo non pos~ono né fuggire né muoversi. · Accompagnato dal generale e da alcuni ufficiali visito i lavori di fortificazioni fatti sulle alture con frònte a S.S.E. contro un nemico avvicinantesi da quella parte. Le posizioni sono costruite su due file di colline parallele e coprono un fronte di tredici chilometri: conto fra le trincee finite delle installazioni per sedici batterie da otto pezzi l'una con lavori in terra a protezione dei retrotreni, ma gli ufficiali mi dicono che la « frazione » intera è capace di sessanta battaglioni e trenta batterie. Lo schizzo a fianco e la carta da due verste il pollice potranno dare un'idea della ubicazione di queste opere che comandano la strada ferrata verso sud ed una vasta pianura che si estende regolare per cinque o sei chilometri. Nel piano e al piede delle colline sono ancora trincee per fanteria ed artiglieria. A ponente di questa Jinea di alture, le opere di fortificazione finiscono e non potei vedere se vi fossero strade pratjcabili a carri o artiglieria mentre una bella strada lunga quattro chilometri fu costruita dal genio fra la « posizione » e il villaggio Kauscianpu ove trovansi la stazione di Ansciangian e le case in muratura della società della ferrovia mancese usate ora come casermette. I lavori in terra sono diciotto ridotti, tre lunette e trincee varie, opera dei << coolies » cinesi diretti da ufficiali del genio. Durante la notte che precedette la giornata d'oggi fu danneggiato un ponte della ferrovia presso Tasciciao; forse il danno sia di poco momento e non si dice se fu opera del nemico. La sera le autorità russe mi permettono di recarmi a Port Arthur, senza però visitare le navi. Arriva in Liaoiang un parco (2°) di artiglieria e si dirige verso Tenguancien. Secondo i r apporti del generale Kharkhevic all'imperatore, oggi si videro davanti a Pitzivo molti trasporti giapponesi e navi da guerra.
(22 aprile) 5 maRgio 1904 - Il nemico, a levante, è già presso Tenguancien ed a sud si presenta con trasporti di truppa sulla costa presso Pitzivo: dodici navi da guerra proteggono sette navi noleggiate. Un distaccamento di due reggimenti si dirige verso TanLia-fan (carta generale) a circa quindici chilometri ad ovest del punto di sbarco e degli esploratori nemici arrivano sin presso Puladian, ancora più ad ovest, presso la ferrovia mancese e ti122
FOTOGRAFIE
Prima pagina de l diario manoscritto di Filippo Camperio.
Osservatori militari stranieri all'inizio del conflitto. da sinistra (seduti): ten. vasc. Mac Cully (USA), col. Papadopov (Bulgaria), ten. col. Launstein (Germania), col. Odei.i (Sviz· zera), magg. gen. Silvestre (Francia), gen. Kharkevic (Russia), gen. Gerard (lnghìlterra), col. Mendigoria (Spagna), ten. col. Ciceric (Austria), com. Shoenmeyer (Cile), magg. Tettau (Germania), cap. Della Cerva (Spagna). Da sinistra (in piedi): magg. Waters (Inghilterra), cap. Sceptizki (Austria), cap. Niquist (Norvegia), cap. Judston (USA), ten. vasc. Camperio (Italia), com. Cheminon (Francia), cap. lgnatiev, cap. Tretiakov (Russia), cap. Bardet (Svizzera), cap. Boucé (Francia), magg. Home (Inghilterra), cap. Ediund (Svezia).
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Una delle carte che corredano il diario, eseguite da Filippo Camperio.
La stazione dĂŹ liaoiang dopo una pioggia. In primo piano: cosacco a cavallo.
Carro Chiesa in dotazione all'esercito russo operante in Manciuria. \
Fanteria russa.
Prigioniero giapponese scortato da due fanti russi.
Piccolo mercato per soldati russi a Gungiulin.
Arrivo d1. so ldati russi¡ al fronte.
Profughi cinesi in fuga.
Fanteria russa.
Particolare della barella siberiana in dotazione alla Croce Rossa dell'esercito russo operante in Manciuria.
Rappresentazione teatrale per le truppe russe presenti
generali (da sinistra) Putìlov e Kosbeck.
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Popolazione di Mukden fotografata da Camperio dal piroscafo.
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Cucina da campo leggera in dotazione all'Esercito russo operante in ¡ Manciuria.
Smolka ». Donna russa vestita da cosacco. Interprete di cinese.
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Resistente ad ogni fatica». (nota di Camperio
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Ritirata da Liaoiang. Sullo sfondo l'incendio della stazione dalla parte russa.
Moderno mortaio Krupp in dotazione all'artiglieria russa in Manciuria.
Popolazione di San-sui che ammira l'arrivo del piroscafo degli osservatori militari stranieri.
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Trasporto pezzi da campagna su ferrovia.
Sottufficiali anziani dell'artiglieria russa operante in Manciuria.
Tutte le fotografie, tratte dal diario di Filippo Camperio, sono opera dello stesso Camperio.
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rarono contro un treno russo diretto a nord. La sera dovevo partire per Port Arthur ed ero già sul treno quando si ebbe notizia che alcuni giapponesi sono presso la strada ferrata nella penisola del Liaotung; vista quindi la probabilità d'essere chiuso a Port Arthur e riletti i miei ordini decisi di restare a Liaoiang. Seppi in seguito che questa stessa sera dei marinai sbarcarono a Pit zivo ed occuparono le alture presso la e.osta mentre i soldati della 7" Divisione giapponese cominciarono lo stesso alle otto del mattino del (23) 6 maggio (rapporto ufficiale ammiraglio Togo) . Arrivano dal sud il granduca Boris ed il principe Jaime di Borbone. Le donne e bambini europei di Liaoiang che non hanno a fare colle truppe, ricevono l'ordine di abbandonare la città entro quattro giorni. Arriva dal nord del materiale da guerra per rimpiazzare quello perso sullo Yalù. Il generale Rennenkampf si reca verso lo Yalù non sulla strada di tappe di Tenguancien ma per altra più a nord con l'intenzione di spingersi sul fianco destro delle forze giapponesi che vi avanzano. Secondo le autorità russe la fortezza di Port Arthur è ben fornita oggi di viveri e munizioni e può essere difesa da due mezze divisioni. Il generale Stossel le comanda. Molti cinesi lasciano la piazzaforte di Porth Arthur. Il viceré lascia Port Arthur alle ore quattordici dando il comando della squadra all'ammiraglio Vitgheft. (23 aprile) 6 maggio 1904 - Genetliaco di sua maestà l'imperatrice Alexandra Fedorovna - Alle 8,30 arriva il viceré Alekseev nel suo treno. Assisto al Te Deum per l'imperatore, al seguito del generale Kuropatkin. Dopo la funzione religiosa il generale passa in rivista la compagnia d'onore. Oggi il capitano conte Ignatiev mi informa che si prendono misure di igiene poiché si sono già verificati alcuni casi di colera nei distaccamenti russi: questa informazione è falsa e vien poi smentita, ma è certo che molti soldati ed ufficiali sono affetti da dissenteria e fra questi io stesso. I primi giapponesi sbarcati sulla costa a Sud son già presso la strada ferrata ed hanno tirato contro un treno presso Pulaudian ferendo due persone. A questo treno erano anche attaccati carrozzoni sanitari. La sera si sa che le comunicazioni colla penisola di Liaotung sono interrotte poiché il nemico si trova sulla strada ferrata non lontano da Pitzivo. Si parla della venuta in Oriente della squadra del Baltico, che prenderà il nome di « Seconda squadra del Pacifico » e probabilmente sarà comandata dall'ammiraglio Alekseev. Il generale Sasulic rapporta che la cavalleria giapponese è entrata in Tenguancien e che quella russa si è ritirata su Se-liu-gian a quindici verste a nord di Tenguancien. Il generale Kharkhevic nei
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suoi telegrammi all'imperatore dice che secondo i cinesi, i giapponesi sbarcarono a Pitzivo circa 20.000 uomini. Le pattuglie giapponesi fecero ritirare quelle della guardia frontiera russa che erano a Sci-Khai (dieci veste a sud di Pulaudian) infliggendo loro perdite di otto uccisi e quattro feriti. (24 aprile) 7 maggio 1904 - Arriva il treno sul quale i giapponesi tiravano. I vagoni della compagnia mancese sono di costruzione speciale in ferro ed esternamente sino al lato inferiore delle finestre è una lamiera di ferro resistente ai proiettili di fucile; questo fu fatto in previsione di possibili sorprese delle bande di « Khung-Khusa » (1) cinesi; è così che vi furono pochi feriti un solo carrozzone portava i segni di duecentoventisei colpi. Dicesi che truppe giapponesi sono sbarcate anche nella baia di Adams. In Corea, il colonnello di S.M. Madritoff con cosacchi e cinesi armati attacca la città di Angiu, distrugge qualche deposito e si ritira. (25 aprile) 8 maggio 1904 - Vento fortissimo da sud . Arrivano quattro pezzi d'assedio da 152 millimetri ch e erano ad Inkon. Comincia il servizio dei « ferry-boat » fra Baical e Tonkoi (sul Baical). Lo schizzo a fianco mostra in linea generale quale era la ubicazione delle truppe russe al momento che i giapponesi tagliarono ·le comunicazioni i Port Arthur coll'esercito operante in Manciuria. Tutti i reggimenti a sud di Liaoiang sono di Tiratori della Siberia Orientale e della forza non superiore a 2500 uomini l'uno. Arrivano a Liaoiang sette ufficiali feriti il 1° maggio: uno ha otto ferite di « shrapnel» . . (26 aprile) 9 maggio 1904 - Il granduca Boris mi dice che in Porth Arthur sono pronte a muovere quattro navi da battaglia, cinque incrociatori e venti fra torpediniere e controtorpediniere. Il primo scaglione del XVIII Corpo d'armata di Russia è già partito dalla sua sede diretto in Manciuria. Continuano ad arrivare dei feriti dallo Yalù (oggi dodici ufficiali e centotrenta soldati); quasi tutti hanno braccia o gambe colpite, pochi l'addome. Essi in perfetto ordine vengono imbarcati in un treno sanitario formato di carri da mercanzia trasformati come si è già detto. Questo treno ha 180 cuccette. I feriti arrivarono chi su carri chi su cavallo e chi a piedi; appena entrarono nel treno furono spogliati, lavati e ricevettero biancheria pulita e vitto . Io parlai con alcuni degli artiglieri; mi fecero l'impressione d'essere molto calmi ma ripetevano che enormi erano le perdite (1) Khung-Khusa - Barbe rosse, ossia briganti cinesi che non hanno nulla a che fare coi Tungusi di tutta la stampa europea.
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causate dal fuoco nemico e. che i giapponesi si muovevano prestissimo. , Ale 18 il generale Kuropatkin visita questo treno sanitario ed i feriti ricoverativi. Alle 15 arriva a Liaoiang l'ultimo treno da Port .l\rthur nel quale sono le sezioni di truppe del genio che distrussero la linea telegrafica lungo la ferrovia a nord del luogo ove i giapponesi interruppero la comunicazione ferroviaria.
(27 aprile) 10 maggio 1904 - Arrivano dal nord nuovi' treni-ospedale, uno fu organizzato à Cita e due a Nikolsk-Ussursk. Secondo i telegrammi del generale Kharkhevic i distaccamenti giapponesi si sono ritirati dalla ferrovia mancese ove erano. (28 aprile) 11 maggio 1904 - Ritorno a visitare le alture a levante di Liaoiang ove gran numero di cinesi costruiscono fortificazioni. La collina più a ponente di questo gruppo ha lavori per sei pezzi da campagna di cui quattro per battere la strada delle tappe e due il . fianco sinistro. Questi lavori sono contornati da trincee per fanteria. Nell'avvallamento fra questa collina e le due che sono più al levante sonvi ancora trincee. La più elevata delle tre colline è quella a greco e su essa sono soltanto lavori in terra per fanteria. Su quella a scirocco vi son trincee per cinque pezzi, site quasi alla cima. Questi cinque pezzi hanno un settore di tiro da N.N.E. e S.W.,; ed anche qui le trincee per fanteria contornano le opere per l'artiglieria. La collina che è a maestro ha .un declino ripìdo e difficile per l'artiglieria. Lo schizzo che unisco mostra la buona situazione di queste alture per una difesa di Liaoiang e lo splendido campo di tiro che offre la pianura a sud di esse, ove il fiume Taizi ha tre rami e forma un terreno difficilissimo pel nemico attaccante. Dall'altra parte del fiume ed a tre chilometri di distanza sono però alcune alture che per la loro natura presentano una buona posizione per l'artiglieria nemica e lo studio del terreno circostante mostra chiaramente che le opere sono facilment~ girabili da levante. · Rientro a sera a Liaoiang e vedo ancora delle file di carrette trasportanti i feriti di Tiurencien. Si ha la notizia che l'ammiraglio Rozestvenskij comanderà la 2a squadra del Pacifico (Vol. I, pp. 110-118).
(24) 6 luglio 1904 - ... Non posso ancora oggi spiegarmi se il generale Keller colla condotta tenuta abbia avuto solo di mira il grave compito di rialzare il morale di truppe in precedenza malamente battute, mostrando chiaramente davanti ad esse il proprio valore e sangue freddo personale, rischiando d'essere ucciso o, peggio, preso prigioniero prima ancor di combattere,
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oppure se abbia agito secondo ciò che gli dettava realmente la sua testa di condottiero ! I voglio credere che la prima supposizione sia la vera. Il gener ale stesso si r ivolse a me, semplice tenente di vascello e m i domandò se vedevo qualche giapponese: io risposi di « sì » e mostrai al generale due puntini neri che a grande velocità e strisciando sulla terra attr aversavano un campo aperto situato sulle alture a N di noi... A questa rappresent azione il generale Keller assiste senza dar né ordini né consigli al colonnello del 2° reggimento Citinzki: e questi ritirò piano piano i suoi cosacchi di 50 verste mentre il generale rientrava a Turinpù. Il vedere una catena di tiratori mandata al fuoco in quella maniera, più che p ietà mi fece r abbia, capii che qu alche grossa caria doveva t rovarsi nell'esercito r usso e nacque allora in m e il grandissimo dubbio: I russi vogliono battere il loro nemico, o vogliono invece mostrare il loro valore personale solo per guadagnare il premio decorat ivo? (Vol. I, pp. 170-171).
2. GI ORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO,
OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO I N MANCIURIA Vol. II, pp. 184-387 (J J) 24 luglio 1904, Battaglia di Tasciciao - Tasciciao è la stazione della ferrovia mancese da dove parte la breve linea ferroviaria per Inkon. Oggi nei suoi pressi si combatte. Io n on vidi come si svolse quel fat to d'arme m a dai r apporti ufficiali e da quanto mi raccontar ono i miei colleghi, cominciò al mattino alle 5 quando i giapponesi attaccarono le posizioni russe fortificate. Le truppe russe erano presso i loro lavori di for tificazione. Prendono parte alla battaglia il 1° e 4° corpo di Siberia. Presso Nandalin ed a cavallo della strada si m isero in posizione sei battaglioni, una batteria da campagna a piedi, due batterie a cavallo di cosacchi ed al comando del generale Scileko. Un secondo settore combattente (generale Oganovski) era sulle alture a sud di Zian-giaizi e composto di otto battaglioni ed una batteria da campagna. · In r iserva nel villaggio di Zian-giaizi tre m ezzi battaglioni ed una batter ia da campagna. Le altre truppe erano disposte nelle trincee già costruite p resso Cianzatungu, Yunantungu, Sanziazi, al sud di Tasciciao. I giapponesi cominciarono col concentrare il loro fuoco di artiglieria sul fianco destro russo e il cannoneggiamen to durò quindici ore.
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Alle 6 comincia il fuoco anche al fianco sinistro ed i giapponesi lo aumentarono d'intensità verso le ore 7 concentrandolo sulle alture fortificate a sud di Zian-giaizi. Presso Dafanscien si scopre una batteria nemica in azione mentre, secondo i rapporti che manda il generale Scileko non è possibile scoprire l'ubicazione del nemico davanti a Zilaogou. Alle ore 11 si vedono dei gruppi di fantaccini giapponesi nella regione Menziatungu, Yanzaogou, Dafanscien. Le truppe del generale Oganovski sono oggetto dell'artiglieria nemica; due battaglioni giapponesi occupano le montagne al nord ovest di Dafanscien; quattro batterie russe ed una brigata di fanteria di Siberia li prendono di mira e li obbligano a ritirarsi. Il tiro dell'artiglieria russa in quell'occasione è ben diretto e il generale Oganovski spesso comanda il fuoco delle quattro batterie. Una batteria a piedi ed una a cavallo appartenenti al Distaccamento del generale Scileko cominciano a tirare con punteria indiretta sul villaggio Dafanscien e presto obbligano i pezzi nemici a diminuire l'intensità del loro fuoco. A mezzogiorno il generale Oganovski riceve ancora una batteria che prima era in .riserva. Alle 14 l'artiglieria del generale Scileko cambiava di posto girando un po' la fronte per poter concentrare il fuoco in Dafanscien. Il fuoco è ben diretto, si vuol attaccare il fianco destro giapponese colla fanteria, un battaglione si spinge avanti ma scopre gros~e riserve giapponesi sulla linea Menziatungu, Tanciansksu, perde moltissimi uomini e deve ritirarsi. In quel momento dalla parte di Tancianksu i giapponesi mettono in batteria non meno di venti pezzi. Verso le ore 16 si segnala un ammassamento di truppe giapponesi davanti al centro, certo con l'intenzione di attaccare e rompere la linea russa in quel punto . Di fronte al fianco sinistro russo,. ove è il generale Oganovski ed il reggimento Barnaulski (12° fanteria di Siberia - 3" divisione) vi sono almeno cinque o sei battaglioni nemici in linea di battaglia. Il tiro d'artiglieria aumenta d'intensità sino a raggiungere la sua massima forza alle ore 19,30. E' la preparazione dell'artiglieria giapponese all'attacco di fanteria: infatti cogli ultimi raggi cli sole i giapponesi si gettano sul reggimento Barnaulski alla baionetta. I « Barnaulski » sono rinforzati da tre battaglioni di « Tomski », 8° fanteria di Siberia ed il colonnello Dobrotin (dei Barnaulski) prendendo la controffensiva alla baionetta per ben tre volte riesce a respingere i battaglioni nemici. A sera la linea russa è ancora occupata dai suoi soldati ed alle 21 il cannone tace. Prima di notte il 4° Corpo di Siberia (gen. Zarubaiev) fu rinforzato dalla riserva comune. Il fuoco di fucileria dura sino a notte inoltrata e si stima il nemico forte di due divisioni davanti ai diciotto battaglioni 127
del fianco sinistro senza contare la sua superiorità in numero di pezzi di artiglieria. Di riserva generale e comune il 1° Corpo di Siberia non restano che sei battaglioni ed il fronte è lungo sedici verste. Il generale Zarubaiev non crede possibile continuare la lotta nella giornata di domani e decid~ la ritirata delle truppe russe su Khaicen. Durante queste quindici ore di battagli~ accanita si distinsero specialmente i reggimenti di Siberia sui quali fu dato il maggior colpo dal nemico. Anche al centro i giapponesi furono quattro volte respinti ed il generale Zarubaiev rapporta l'alta gloria dei reggimenti Tob olski, Tomski, Semipalatinski, ma soprattutto dei soldati di Barnaulski, che si coprirono di gloria; h a parole di lode anche per tutte le batterie che lavorarono incessantemente sotto al fuoco nemico. Alla destra del fronte di difesa del 1° Corpo d'armata si batte oggi p er ben diciotto ore filate e secondo gli ufficiali russi p resenti al combattimento l'artiglieria russa ha messo a tacere tre batter ie giapponesi. ·verso la mezzanotte arrivò nei vari settori del fronte l'ordine di ritirarsi. Le perdite russe durante questa battaglia ammontarono a 1000 uomini che furono spediti verso nord col materiale ferroviario che si stava incolonnando per partire verso Khaicen e coi treni ospedali presenti alla stazione di Tasciciao. Abbandonato Tasciciao, naturalmente la foce del Liao è persa e con essa Inkon, Ninciuang e la comunicazione litoranea con Shanhai--Khan e Pechino. La cannoniera « Sirec » r isale il fiume Liao più che può, poi si affonda. La guarnigione di Inkon si ritira. (12) 25 luglio 1904 - Al mattino vado a presentarmi al generale barone Binderling comandante il 17° Corpo d'armata di Russia al quale ora sono ufficialmente ascritto. Due dei miei cavalli sono ammalati o meglio sfiniti dalla stanchezza. Arriva a Liaoiang il generale Romanov della 6a divisione T.S.0. che cadde da cavallo presso lo Yanzelin e si ferì tanto gravemente da dover essere portato all'ospedale in questa città. Continuano ad arrivar feriti dal sud. Le forze russe del sud si sono ritirate su Khaicen. Mi accorgo che vi è molto malcontento fra gli ufficiali per la r itirata ordinata dal generale Kuropatkin dopo il combattimento di Tasciciao che è considerato come una vittoria; io però non ho mai potuto sapere se effettivamente fu il comandante in capo ad ordinare quelle ritirate. (13) 26 luglio 1904 - Come si è detto tutto il 17° Corpo di Russia è arrivato a Liaoiang; effettivamente i due reggimenti di dragoni (51° e 52°) non sono ancora in questa città. 128
A mezzodì rientra dall'est (Taamping) il generale Kuropatkin. Dal nord arrivano molte cucine rotabili e ne vedo alcune di modello pesante tirate da 4 cavalli. Le strade che portano all'est sono cattivissime e difficili pei guadi che sono in gran numero ed il fango. A levante, ov'era od è il generale Gherscielmann, è ora il comandante del 10° Corpo d'armata di Russia con tre brigate del suo corpo, tre reggimenti di cavalleria ed undici batterie. Fra i reggimenti di cavalleria è la brigata di cosacchi di secondo bando del Caucaso, comandato dal generale principe Orbeliani; quelli son famosi cavalieri ed hanno cavalli di gran taglio, magri, lunghi e famosi ambiatori (1). Si aspettano ora a Liaoiang il 1° Corpo d'armata di . Russia ed il 5 di Siberia. 0
(14) 27 luglio 1904 - Bel tempo. Arrivano ancora dal sud dei feriti della battaglia di Tasciciao. Alle ore 11 il comandante dell'esercito, generale Kuropatkin, parte per Khaicen. Faccio una visita al generale Romanov, all'ospedale della Croce Rossa (1° di S. Giorgio). Il 51° reggimento di dragoni (Cernigovski) è arrivato a Iantai (nord est di Liaoiang) senza passare per Liaoiang. L'l1° reggimento di fanteria (Pokovski 3a divisione, 17° Corpo) si è recato col alcuni pezzi sulla strada che da Sikhcian por ta a Mukden. Secondo gli ufficiali dello Stato maggiore del 17° Corpo, la 3a divisione ha una brigata d'artiglieria composta solo di due « divisioni » di 3 batterie l'una, mentre la 35a divisione ha una brigata d'artiglieria composta di otto batterie divise in tre « divisioni» (la e 2a divisione di tre batterie ognuna, 3" divisione di due batterie). Il 17° Corpo ha dunque solo centododici pezzi a tiro rapido di nuovo modello. (27) 9 giugno 1906 - ... Mi intrattengo spesso con ufficiali e soldati e vedo chiaramente che nessuno pensa al buon risultato finale della guerra ma il discorso si aggira sempre sul valore personale o sulla ambita decorazione di S. Giorgio. Dove son riuniti più ufficiali non si fa che parlare delle croci già ricevute, di quelle che ancora si possono ricevere e del modo di guadagnarle ma non mai dei movimenti del nemico, del come agire contro esso, etc, etc. Gli ufficiali di S.M. ricevono decorazioni per un rapporto ben fatto su ricognizione qualunque e sono i primi a gu adagnare quel premio. Questo stato di cose è incredibile ma talmente vero ed importante per lo studio del morale degli ufficiali russi che è mio dovere farne cenno qui e ci ritornerò sopra in seguito. (1) Quei reggimenti dimostrano durante la guerra di essere i più indisciplinati e i loro cosacchi, con eccezioni naturalmente, spesso ladroneggiarono e fecero del brigantaggio a danno dei cinesi.
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La distribuzione delle decorazioni ai soldati si fa pochi giorni dopo la battaglia e ciò, secondo gli ufficiali, per non far perdere al soldato i vantaggi pecuniari che porta seco la Croc,e di S. Giorgio. Io non approvo questo sistema, basti dire che un ufficiale dello S.M. del Corpo non ha che l'incarico di riveder le proposte per decorazioni che vengono dalle varie sezioni e di tenerle al corrente e cambiarle secoi:ido gli ordini del generale. Questo ufficiale per trasportar tutti quei volumi di stampati per risposte (Nagradni list) deve aver una carretta; a lui accorrono ufficiali di qualunque grado, fino al generale, per sapere quale probabilità ci sono d'esser decorati; se vi è la risposta e quale. Durante la guerra vidi scene veramente poco dignitose svolgersi sotto i miei occhi per poter avere una decorazione qualunque senza aver fatto nulla ma solo lusingando l'ufficiale destinato a quel lavoro (Vol. II, pp. 185-186). (4) 17 giugno 1904 - ... Durante l'odierna marcia che fu pei soldati certo la più faticosa, ebbi occasione di assistere a discussioni fra ufficiali di differente grado che mi mostrarono chiaramente che vi è poca disciplina fra essi. Un ufficiale di Stato maggiore, sia pure del grado di capitano in 2a (stab kapitan) parla con ufficiale superiore di linea con tuono quasi di comando e tiene u n linguaggio poco rispettoso (V ol. Il, p. 218). (6) 19 giugno 1904 - Si parte per Khoian. Per le comunicazioni di ordini il sistema più usato dai russi in campagna è quello della « posta volante». Delle sezioni (o « sotnie ») di cosacchi sono a turno distribuite lungo le strade principali di comunicazione fra le varie unità di un Corpo o Distaccamento in gruppi più o meno importanti. Posti di corrispondenza essi vengono accantonati a circa sei verste l'uno dall'altro. Ogni ufficiale russo è fornito di un libretto chiamato libro da campo in cui può scrivere ordini o rapporti in doppia copia; una di esse copie resta sul libretto, l'altra si spedisce in apposita busta sulla quale si scrivono tutte le indicazioni necessarie di tempo, di destinazione e di provenienza. Sulla busta sono anche dei gruppi di stellette stampati; quando è lasciata visibile una sola stella il cosacco o cacciatore della posta volante può trasportare il messaggio ad andatura regolare; le due stelle indicano che il messaggio è importante e deve essere rimesso presto, le 3 stelle indicano la comunicazione urgentissima. Il rapporto od ordine così scritto è passato da un cavaliere all'altro ad ogni posto di posta volante. La busta colla firma del r icevente e l'ora della consegna è r estituita all'uomo della posta volante e serve di ricevuta pel mittente. Questo sistema durante la campagna, funzionò sempre benissimo e in molti casi è meglio del telefono e telegrafo, specialmente a distanze inferiori alle 10 verste. Il cacciatore di Siberia, è uomo scelto e come quasi tutti i cosacchi sa leggere ed è intelligente. Ho potuto anche osservare che i tiratori di Siberia in generale si orientano benissimo in
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campagna e sono molto pratici e svelti quando si lascia a loro l'iniziativa nel seguire gli ordini ricevuti ... Il generale Keller m'intrattiene gentilmente: egli ammette che il servizio d'informazione è assai mal combinato sia al centro che al fronte; dice che egli decide le sue mosse di notte e senza effettivamente sapere dove e contro chi va, ma fa di tutto per essere attivo e disturbare il nemico. Si lamenta dei pessimi servizi logistici; non si hanno che pochissimi foraggi e il trasporto viveri è difficilissimo e lento e forse cesserà completamente colle piogge. (Vol. 5, pp. 219-221).
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(9) 22 giugno 1904 - ... A notte, secondo informazioni da me in seguito raccolte, il nemico fece saltare un ponte della ferrovia mancese situato poco distante dalla stazione Tandiatungu (nord di Gungiulin). Le prime voci circa questo attacco furono che esso era opera di « Khung-Khusa » cinesi ma malgrado si volesse nasconderlo fu presto risaputo che cogli « Khung-Khusa » vi erano soldati ed ufficiali giapponesi. Dopo qualche mese la stampa europea con coincidenza di tempo e luogo raccontò un famoso « raid » giapponese. Effettivamente il ponte distrutto era ed è ora un ponticello ad una pila centrale e sopra un piccolo ruscello-torrente di nessuna importanza, ma è però abbastanza interessante riportare qua in sunto ciò che mi raccontò nel mese di maggio 1905 un capo-operaio scalpellino, italiano del Friuli, che ha coi suoi sobri compagni costruiti quasi tutti i ponti in pietra della ferrovia mancese e che durante la guerra seguì sempre le truppe del genio della ferrovia per far saltare ponti o eseguire altr i lavori che gli si potevano richiedere. « Più volte proposi agli ingegneri russi durante la costruzione della linea ferroviaria mancese di fornire le pile dei ponti di una piccola camera interna che poteva essere conosciuta solamente dal personale superiore del Genio e servire alla distruzione completa dei ponti col mettervi a tempo opportuno una carica esplosiva e ciò pel caso di una possibile guerra, ma la mia proposta non fu mai accettata perché secondo i russi... complicava le cose. Ora i russi trovano difficoltà superiori a quelle che si aspettavano allorquando devono rovinar la loro linea ferroviaria, essi generalmente d istruggono la costruzione in ferro fra due pile, cosa che è presto riparata col persona]e che si ha in campagna durante la guerra». I giapponesi si dimostrarono più pratici ed a Tandiatungu la notte del (9) 22 giugno 1904 misero due cariche di dinamite dalle due parti della pila del ponte e dopo lo scoppio la pila non fu distrutta completamente (per sbaglio di calcolo) ma rese completamente impossibile il traffico. fo passai sul ponte in questione poche ore prima che fosse fatto saltare ed ero su una macchina isolata in ispezione. La cavalleria giapponese arrivata a poche verste dalla strada ferrata inviò un cinese ad offrir « vodka » agli uomini della Guardia frontiera che abitavano il « posto di guardia» poco discosto
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dal ponte. Il cinese eseguì ciò che gli fu intimato e con scuse pel lungo tempo che non veniva in visita, offrì l'alcool ai soldati: ben presto parecchi furono ubriachi e la sentinella che er a sulla torre di vedetta, avendo anche bevuto si addormentò. Restava la sentinella presso il ponte... (V ol. I I, pp. 230-232).
(16) 29 giugno 1904 - ... Mi colpisce il fatto d'essere spesso fermato da soldati russi che mi domandano denaro per comprare pane o « vodka ». M'intrattengo con parecchi ufficiali dei reggimenti C.S.O.; essi mi dicono chiaramente che prefer iscono servire qua che in Russia perché meglio pagati e « non chiamati a sparare contro i loro compatriotti » (sic). (Vol. II, pp. 250-251). (20) 3 luglio 1904 - ... M'intrattengo con ufficiali di mia conoscenza; essi si lamentano meco di essere poco retribuiti quando sono al reggimento mentre gli ufficiali poco buoni sono levati dai ranghi e messi ai treni ove « ricevono più paga; possono arran· giarsi (1) e non rischiano la pelle ». Il tribunale militare di campagna ha condannato a 15 anni di deportazione un ufficiale cosacco che essendo stato inviato a comprare dei buoi, invece di pagarli ai cinesi, tirò su essi col revolver uccidendo e ferendo! Presso ogni Stato Maggiore di Corpo d'armata vi è un ufficiale giudiziario di grado superiore il quale è incaricato delle istruzioni penali ed inchieste riguardanti i reati commessi dai soldati del Corpo d'armata; egli rapporta detti reati al Tribunale dell'esercito operante in Manciuria che risiede generalmente presso il Gran Quartiere Gene~ale. (Vol. Il, pp. 262-263). (21) 4 luglio 1904 - ... Nel circolo degli ufficiali di Stato Maggiore esteri è molto criticata la mania russa di scavare trincee ovunque ed in gran quantità; è però da osservare che il problema russo è ora di ritardare il più possibile l'avanzata del nemico da ogni lato per dar tempo alle truppe di arrivare dalla Russia e non avendosi alcun problema offensivo da sviluppare si pensa poco a manovrare colle unità ma solo a sl:>arrare le strade per le quali forzatamente il nemico deve passare per avvicinarsi a Liaoiang. (V ol. I I, pp. 266-267). (4) 17 luglio 1904 - ... Il generale vuol solo 2 ufficiali con sé per recarsi alla prima cresta ove sono i tiratori, ma gli altri non obbediscono e si tengono ad una sessantina o centinaia di metri dietro al Comandante (2). (1) E' strano come si parli del rubalizio come di cosa quasi naturale. (2) Gli ufficiali russi vogliono essere bravi ed è così che spesso commettono cose che non si devono fare colle nuove armi e teorie di manovra in contatto col nemico. Effettivamente cercano mostrarsi al superiore in posizione pericolosa per ottenere il premio della decorazione. Sono obbligato a dire ciò perché l'ho visto molte volte e lo so. Essi non pensano alla facilità colla quale un nemico intelligente e volenteroso scopre un gruppo di ufficiali vestiti di bianco, capisce trattasi di una autorità ed in pochi minuti uccide o mette fuor di combattimento la testa direttrice dell'azione, il Generale che comanda.
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Sulla strada ad est di Lidiapusa rientrano dei feriti; il nemico è a levante e a sud di essa e ci bersaglia da due parti. Mi riparo dal fuoco di fianco dietro un grosso sasso ed osservo ciò che succede ad est. Quello che è successo sino ad ora al fronte io deduco da quanto mi disse in seguito un ufficiale del 2° battaglione 9° C.S.O. (Vol. II, pp. 297-298). I soldati sono stanchi. Durante questa battaglia ho osservato che per portare un ferito, parecchia gente sana lascia le file e si reca al punto di medicazione, qui alcuni si siedono perché stanchi, altri ritornano lentamente al fronte. Vidi rifornire di cartucce le riserve dietro le catene di tiratori da uomini montati e portanti due scatole di zinco. Soldati ed ufficiali si lamentano del generale Kasctalinski ed io sento tutti questi discorsi indisciplinati tacendo. Effettivamente il piano preparato dal generale Keller, era buono, ma non fu eseguito e i suoi sott'ordini non si curarono di mettere energia e volontà nell'eseguirlo. A me poi, particolarmente, è noto che il generale Kasctalinski non credeva ad una possibilità di riuscita. Di qua il risultato della triste giornata russa. La sera il generale Keller redarguì severamente i generali Kasctalinski, Mardanoff e qualche ufficiale superiore. Questa battaglia lasciò il generale Keller assai triste e sconfortato. La notte si riprendono le posizioni dello Janzelin colla stessa distribuzione di truppe di prima della battaglia. Alle 19 lo Stato Maggiore passando per il colle a sud dello Janzelin si reca al bivacco dietro ad esso. E' notte (21 ore). Metto la mia poca roba per terra presso la tenda del generale Keller perché non ho bagaglio, egli m'invita a sedere nella sua tenda. Il generale conte Keller mi parla disperato, abbattuto quasi piangendo: ha parole di fuo co contro i generali Kasctalinski, Mardanoff e Stoliza; mi domanda, con emozione, cosa poteva fare di più. E' scoraggiato. Ha telegrafato al generale Kuropatkin che « l'abilità del nemico lo ha battuto, che si sono persi più di 1.000 uomini e che si riprendono le posizioni di ieri ». Capii quella sera che la tempra d'acciaio del generale Keller si spezzava; davanti alla sua mente svanivano i sogni di gloria pel suo paese che tanto egli amava e ciò che aveva visto, forse, gli mostrava chiaramente che poca era la speranza da riporsi nelle prossime vittorie. Quella sera, secondo me, il capo di Stato Maggiore del generale Skobeleff decise morire piuttosto che vedere battute le armi dell'im peratore delle Russie. Quel desiderio fu soddisfatto, come vedremo, durante la prossima battaglia. (Vol. Il, pp. 309-310).
(5) 18 luglio 1904 - ... Sono a pranzo dal granduca Boris; egli accusa il generale Kasctalinski, dice che il generale Rennenkampf 133
paga ai cinesi 5 rubli invece di 35 i buoi e così fu tre volte venduto da spie indigene; un ferito gli disse oggi d'aver visto ieri almeno 300 cadaveri giapponesi (?) sul colle Usanguan. I cinesi che riportano dei feriti russi ricevono dallo Stato Maggiore una buona mancia. (6) 19 luglio 1904 - ... Ammiro l'abnegazione e l'energia delle suore laiche, donne d'ogni età e rango sociale instancabili ed ammirevoli; i medici non bastano, sono esse che disinfettano e fasciano le ferite, che assistono i morenti di psicotrauma che si dibattono in smanie e che confortano quelli che si spengono se. renamente. Non voglio in questa occasione pensare alla mia Patria perché so che l'associazione della Croce Rossa non ha una sola suora laica. Bisogna che le nostre donne piene di slancio e di cuore sappiano quanto esse possano aiutare il Paese in caso di calamità e si decidano subito ad imparare come si assiste un chirurgo o come si apportano le prime cure ai feriti per poter lavorare nei punti di concentramento di essi alJorquando i loro fratelli o mariti saranno alla frontiera o sulla terra del nemico. So che a Milano da un anno alcune signore si riuniscono ed assistono a lezioni pratiche date da un ufficiale della Croce Rossa, ma sono poche, pochissime. Tutte le donne italiane che non devono cuocere la minestra per loro marito dovrebbero aiutare il nostro Paese il giorno, che per necessità di cose fosse colpito dalla più grande calamità, la guerra! (Vol. II, pp. 312-313). (9) 22 luglio 1904 - ... Le tende del generale Keller e dello Stato Maggiore sono presso a quelle dello Stato Maggiore della 5" Divisione C.S.O.: due soldati si prendono a pugni ed insultano; uno è un sott'ufficiale anziano, tutti e due sono ubriachi. Il generale Keller grida ed ordina loro di cessare; essi continuano ed allora il generale corre a loro e strappa le spalline al sott'ufficiale, fa quindi fustigare •i litiganti con 35 colpi. Rapporto ciò che scrivo perché mi fece profonda impressione; un picchetto si avanza e la punizione è inflitta da un soldato in mezzo alle due file del picchetto armato, ed al!a presenza di un ufficiale d'ordinanza del generale. Il soldato è. battuto sulle cosce nude con una « nagaika » cosacca (frusta con corto manico di legno). Questo succede a pochi passi dalla mia tenda e mi lascia perplesso. , Alla sera le truppe hanno ripreso i loro posti di ieri mattina. (Vol. II, pp. 327-328). (12) 25 luglio 1904 - .. . Mi accorgo che vi è molto malcontento fra gli ufficiali per la ritirata ordinata dal generale Kuropatkin dopo il combattimento di Tasciciao che è considerato come una vittoria; io però non ho mai potuto sapere se effettivamente fu il comandante in capo ad ordinare quelle ritirate. (Val. I I, pp. 337).
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(18) 31 luglio 1904 - ... Tutti gli ufficiali che circondano il generale Keller cascano a terra con lui in una nuvola di polvere; dopo qualche secondo tutti si rialzano fuorché il generale Keller 134
che, crivellato da schegge, giace. Egli non può parlare e spira dopo qualche momento al punto di medicazione della Crçice Rossa ... ... L'uccisione del generale conte Keller era da prevedersi poiché egli durante le battaglie era sempre nei luoghi ove il fuoco era più intenso e ciò per ispirare fiducia nei suoi soldati e forse per essere presente là dove temeva che le armi russe cedessero. (Val. Il, pp. 351-352).
(23) 5 agosto 1904 - ... Il generale Binderling, vien la sera a restituire la visita che volevo fargli. E' gentilissimo, dice che è dolente di non potermi dare un'ordinanza che ora vedrò cosa sanno fare i soldati russi, che sin ora non ho visto che delle truppe di Siberia da non considerarsi come le vere truppe conosciute nell'Impero, etc.; finisce dicendomi che comanda i tre Corpi d'armata di levante e che non ho che scegliere dove voglio andare e sarà felice di accontentarmi; indi si ritira. Dopo poco faccio noto all'ufficiale d'ordinanza del generale Binderling che domattina mi recherò al distaccamento dell'est, per seguire le operazioni di guerra in quello Stato Maggiore. Debbo francamente dire che ciò che mi disse il generale barone Binderling non mi piacque poiché avevo ed ho alta stima del soldato cli Siberia, gli ufficiali cli Russia invece, coi quali parlai mi mostrarono ben presto di non capire l'importanza e la difficoltà della guerra che si combatte ed io conoscevo già abbastanza il nemico dopo averlo visto ripetere in guerra quello che faceva ogni giorno sotto i miei occhi per esercizio a Shankhaikuan in · tempo di pace. Credo che un buon soldato non deve beffarsi del suo nemico; se lo stima e lo sa forte, egli si applicherà in tutti i modi, svilupperà il massimo della sua potenza ed energia per batterlo e molto probabilmente ne tirerà il premio della vittoria. Non fui indeciso nella scelta e non me ne sono mai pentito. (Val. Il, pp. 375-376) .
. 3. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Voi. III, pp. 388-571)
(29 luglio) 11 agosto 1904 - ... Desidero qui far osservare come tutti i piani, tutti i movimenti, tutte le misure si prendono, gli ordini si danno per « che non avvenga una ritirata disordinata,,, che ci si possa « ritirare in ordine», « che non si perdano cannoni», « che si respingano gli attacchi», etc. Mai l'idea offensiva è base dei piani, mai l'idea di un attacco! Si aspetta sempre che i giapponesi attacchino domani e si spera poter telegrafare che « tanti e tanti attacchi furono respinti ».
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La frase « ataki atbiti » (attacchi respinti) rimpiazza già fra i russi in Manciuria la parola « vittoria » e si tessono lodi delle truppe che « respingono molti attacchi». Decisamente lo spirito offensivo è nel soldato russo, non nell'ufficiale e neanche nello Stato Maggiore Generale. (Vol. III, pp. 407-408).
(31 luglio) 13 agosto 1904 - ... Penso al nuovo principe e vorrei convincermi che la sua venuta fra il popolo ru sso porterà un cambiamento di scena nelle cose di Manciuria, ma ho già visto tanto vivendo fra i soldati ed ufficiali che l'orizzonte non m i si presenta chiaro e libero; il materiale uomo è eccellente, lo vedo ogni giorno, il materiale inanimato buonissimo, il denaro non manca, la ferrovia lavor a egregiamente, la costanza e pazienza è nell'animo di tutti, ma c'è qualche cosa che non cammina ed è quasi imponderabile. Questo « qualcosa » va cercato nella parte morale di chi sta in alto, nell'ambiente delle p ersone che per protezione occupano un posto ove possono comandare. L'impressione generale che io riporto da quel che vedo e sento è un senso di tristezza per un popolo forte e pieno di doti e per un soldato valoroso che è considerato come un animale qualunque, lodato come si loda un cavallo o cane che ha fatto bene quel che doveva fare, salutato ad ogni momento affinché creda che lo si ama e considera, mentre io vedo che nella disciplina qua, la percentuale dei doveri e rispetto de.I superiore verso l'inferiore, che pure è, cosa capitale, è piccolissima o nulla! (Vol. III, pp. 423-424). (7) 20 agosto 1904 - Al mattino sono a Ciniertungu. Allo Stato Maggior e del « Distaccamento » arrivano due feriti giapponesi. Uno ha quattro ferite. Essi destano la curiosità di tutti gli ufficiali che li fotografano più volte. Dopo 6 mesi di campagna mi fa veramente impr essione di veder una folla di ufficiali e soldati osservare due giapponesi da vicino. Ne sentii quasi un senso di vergogna. Il generale Ivanoff dà loro ripetutamente del thè e dello zucchero. (Vol. III, pp. 456). · (8) 21 agosto 1904 - ... L'« esaul » Skorapadzki m'intrattiene sull'amministrazione dei cosacchi: i denari pei viveri e foraggi della « scJtnia » di cosacchi sono dati al suo comandant e calcolando i prezzi di Russia ed egli, generalmente, non li spende tutti. Il Governo non guarda all'impiego del denaro, ma non vuole reclami. Quell'ufficiale mi dice che gli onesti sono pochissimi e che il governo dà molto e troppo denaro; se lo spendesse tutto si potrebbero avere uomini e cavalli in ottimo stato. (Voi. III, pp. 457-458). (9) 22 agosto 1904 - ... Sono sempre criticato per le mie scarpe alpine cariche di chiodi che secondo gli ufficiali russi non sono adatte per camminar e e troppo pesanti, però tutti si meravigliano del come mi muovo in montagna. Sino ad oggi non ho visto un soldato od ufficiale con chiodi agli stivali; ma ho più 136
volte aiutati altri a salire ed assistito a scene veramente ridicole di ufficiali incapaci di salire la più piccola altura senza sdrucciolare e cascare parecchie volte (1). (Vol. III, p. 463). ( 1O) 23 agosto 1904 - ... Ora si fa grande economia nei foraggi (2). La razione regolamentare dei cavalli è di 13 «font» (chili 5,323) di avena (se ce n'è) e 15 « funt » (kg 6,15) di fieno (se ce n'è). Ogni sotnia ha 22 carrette di treno ed una carretta munizioni. Il treno di esse è, come si vede, numerosissimo. Ogni cosacco porta indosso 260 cartucce. Col « esaul » Gregorieff vi è l' « esaul » Skoropadzki e si parla del malo andamento di questa campagna. Quegli ufficiali che sono pieni di ardore e di volontà si lamentano di tutto l'elemento vecchio che è fra gli ufficiali superiori e di tutti gli ufficiali di riserva, ma specialmente della terribile piaga del protezionismo che è nell'esercito. Oggi molti cinesi vengono a domandare un po' di denaro per i loro campi devastati. Essi saranno pagati... un altro giorno. (Vol. III, p. 466). . . . (15) 28 agosto 1904 - ... Nella valle fra i due colli vedo una scena che difficilmente dimenticherò: carri cinesi a centinaia, retrotreni (SO a 60), carr etti a due· ruote (dvucolche), cucine rotabili, carri della Croce Rossa con donne stanche e dor mienti, uomini che lavorano come demoni, pecore, cannoni, barelle, mer canti greci, muli a basto, buoi legati e liberi, rriaiali, carrozze civili cariche di piccoli mobili ed utensili di cucina; e tutto ammassato e riunito su uno spazio ove non si distingue la strada dai campi e tutto in un lago di fango attaccaticcio! E' un « caos » che io non potrò sfortunatamente mai descrivere né disegnare. · Odo gridi e bestemmie d'ogni genere; si vuol far camminare degli animali scheletri, che non hanno più forza e far lor o tirare carri sovraccarichi; in fondo vedo la strada del colle; su essa sale solo un pezzo o un carro aiutati da cavalli di prestito "e da uomini. Tutto e fango; .sui car ri, sui pezzi, sugli animali e sin sulle facce degli uomini. Intanto comincia a tuonare il cannone della retroguardia. Tutto questo materiale da guer_ra è qui quasi immobile a poche verste dal nemico e perché il lavoro si faccia .a l più presto, il generale Gricinski (un maomettano energico) è al piede della (1) Molte osservazioni di questo genere io vorrei non annotare nel « Giornale di campagna » ufficiale, ma esse sono troppo caratteristiche e troppo vere. L'inverno 1904-1905, ossia dopo 11 mesi di campagna, nessuno ancora aveva adottati chiodi alle scarpe, solo qualcuno aveva dei ramponi di ferro agli stivali (rarissime eccezioni): Sui sentieri delle posi·zioni si poteva veder sempre dove io ero passato, perché ero il solo calzato a ferro fra le migliaia d'uomini del 3° Corpo di Siberia il quale fu e combatte sempre in montagna! Più volte feci lunghissimi tratti a piedi colle scarpe alpine mer avigliando per la velocità, ma gli ufficiali russi non potevano ammettere come calzatura che .« lo stivalone» e null'altro. (2) Lo credo! I cosacchi non fanno che tagliare e portare a casa.
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salita e dà ordini ad ogni minuto. Son qui anche degli ufficiali di Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia. Essi non hanno più voce, ordinano, gridano, incitano, lodano, aiutano con le loro mani. Ogni pezzo è spinto su quella strada infernale, sdrucciolevole e sassosa, da 8 cavalli e talvolta 10, e diecine d'uomini spingono, tirano su cime (1) e fanno girar le ruote. Essi hanno ora il vero colore per il soldato in guerra, quello della terra e del fango che li ricopre e non fa distinguere il loro profilo sul fondo della montagna. Sebbene la strada e la contrada sia fangosissima, brilla ora un bel sole. Ai lati della strada e in mezzo ai campi, vedo cavalli e buoi morti o animali sdraiati ed abbandonati perché morenti. Si vorrebbero tirare i cannoni sul colle anche col pensiero, poiché vedo dei soldati che credono dar molto aiuto prendendosi l'un l'altro per la mano e formando così una specie di corda umana; l'ultima mano è attaccata ad una tirella! Poco pratico il sistema, ma dimostra che vi è però la volontà di non lasciar tutto questo materiale al nemico ... ... A Liaoiang mi colpisce subito la presenza di poliziotti cinesi presso i grandi magazzini; prima erano sempre soldati russi che facevano il servizio di polizia. Si sente nell'aria che i cinesi capiscono che i russi dovranno lasciare la città e temono che i briganti cinesi approfitteranno di quel_momento per rubare e commettere disordini. (Vol. III, pp. 563-565, 56!).
4. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Voi. IV, pp. 572-780)' (16) 29 agosto 1904 - ... Ricapitolando questa sera (16) 29 agosto, l'esercito russo di Manciuria è disposto su up. arco di cerchio che da nord-est passando per est e sud arriva sino a sud-ovest; quest'arco è quasi regolare ed ha per centro il gran ponte sul Taizikhè, a nord di Liaoiang; il raggio è di 12 verste (quasi 13 chilometri). Liaoiang è il gran punto di rifornimento per le munizioni ed i viveri; alla sua stazione e più a sud ammassati i treni ospedali pronti per lo sgombero dei feriti. In ogni villaggio di questo enorme settore sono soldati, « posti » di guardia, cucine rotabili, distaccamenti volanti della Croce Rossa, forni da campo, piccoli (1) Cima
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= fune.
depositi di viveri, parchi d'artiglieria, carri d'ambulanza e qualche mercante greco o israelita. Il generale di fanteria Alexiei Nicolaievic Kuropatkin è nel suo vagone-studio non lontano dalla stazione di Liaoiang, circondato da apparecchi telefonici per comunicare cof varii Corpi e distaccamenti. Un aerostato domina l'orizzonte e sorveglia i due cerchi armati che domani per forza si dovranno urtare e il suo equipaggio comunica al generale tutto ciò che osserva intorno a Liaoiang. (Vol. IV, pp. 620-621).
(17) 30 agosto 1904. Battaglia di Liaoiang - ... Ricapitolando oggi (17) 30 agosto si combatte dall'alba alla notte tutto intorno a Liaoiang, sulla destra del Taizikhè, a levante, a scirocco, sud e libeccio. Dall'andamento della battaglia credo aver capito che le armate giapponesi vollero intrattenere col fuoco continuo gli acacchieri russi del sud e sud-est per lasciare il tempo al generale Kuroki di spingersi dietro al nord di Liaoiang. Fu dai giapponesi tentato di dare un fortissimo colpo sull'arco che credevano più sguarnito di truppe russe, ossia nel punto ove le forze russe ritirantesi da sud a quelle ritirantesi da levante e scirocco dovevano oggi saldarsi per formare un fronte unico. Io credo che quel piano era buonissimo, ma dagli ordini ricevuti al 3° Corpo poche ore prima della battaglia e dal cambiamento di destinazione pel settore di quel Corpo credo pure capire che il generale Kuropatkin ebbe buone informazioni sulla dislocaziorie delle forze nemiche e sulla direzione che esse tennero avvicinandosi al cerchio della pianura di Liaoiang e parò assai bene il colpo che i giapponesi volevano dare a S.S.E. di Liaoiang per dirigersi verso la città. La notte non fu molto agitata, ma era chiaro che la battaglia non e:r;a ancor finita e su tutto il fronte si pensò a rifornir di munizioni i parchi, le riserve e le trincee, mentre centinaia di feriti arrivavano portati a piedi nei pressi della stazione di Liaoiang, ove sono le tende e case della Croce Rossa ed i treni per inviarli presso Mukden. (Vol. IV, pp. 655-656).
5. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F . CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Vol. V, pp. 781-1003) (21) 3 settembre 1904 - ... Quello che ho visto oggi è roba veramente triste; nessuno conosce le strade, si gira alla cieca facendoci guidare dai cinesi; ho una vera confusione in testa
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di linee ferroviarie, feriti che muoiono, macchinista che vende alcool, suore che assistono feriti nei carri bagaglio, bivacchi disordinati, treni, Stato Maggiore del comandante in capo, campi calpestati, cinesi fuggenti ... u n vero caos. Il fatto è che non sapevamo dove era il generale comandante in capo e come poi trovarlo. Alla fine arrivammo in un villaggio incognito dove il generale Kuropatkin riposava mentre tutti gli ufficiali del suo seguito erano riuniti intorno ad un enorme « samovar ». Ho bevuto anch'io quattro bicchieri di quel thè, e non so dire con quan to piacere! Là vidi due cavalli feriti presi ai giapponesi dai cosacchi. Son sette mesi che si combatte: tutti gli ufficiali erano intorno a quelle due povere bestie per veder la sella, la forma di essa; sacchetti porta ferri , etc, etc.! Quello che vi osservai si è che i due quadrupedi non erano cattivi ed i cuoiami fortiss imi e ben finiti; ogni sella ha i ferri di ricambio per gli zoccoli dei cavalli, un gamellino e piattini d'alluminio pel cavaliere (essi occupano poco spazio), e delle cariche di dinamite fissate in po· sto a ciò. destinato. (Vol. V , pp. 801-802).
(23 agosto) 5 settembre 1904 - E' passata la notte ed ancor non mi sono sdraiato. Iersera, quando si partì vidi che di nuovo, non si sapeva carne dirigersi e all'ultimo momento si prese un cinese e ci si fece pilotare. Egli deve portarci ad un paese non lontano, anzi mi si dice a solo sette verste. Lo Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia, seguito da quasi tutte le sue truppe, è ora guidato durante una nott e nera come l'inchiostro nero da un cinese che non ne ha voglia e non capisce quello che gli si domanda, perché non si conoscono i veri nomi dei villaggi! Formiamo una colonna silenziosa, la mia vista assai buona e tr enata non mi pérmette di veder la testa del mio cavallo; si cammina alla cieca ed al passo lungo, su sentieri d i campagna, fra muri di « Kaulian » . Si oltrepassano truppe che marciano jn silenzio, cannoni o carri; ogni tanto passo vicino a gruppi di gente che dorme presso la strada e spesso ci si ferma, per ché non si può andare avanti. Per non perdersi e camminar meglio ognuno cerca tenersi dietro ad un cavallo bianco, ma il lavoro non è facile perché tutti si concorrono in silenzio. Non si arriva mai! Verso la mezzanotte si passa un ponticello, presso un villaggio, dopo noi un cannone lo sfonda. Usciti da quel paese senza lumi, colle case barricate di carri e legni, ove nessuno risponde e vuol darci spiegazioni sulla strada da seguirsi, siamo ad un crocicchio ove ... fortunatamente scopriamo una tabella di legno con spiegazioni, speciale cura degli ufficiali di Stato Maggiore del Gran Quartier Generale. Quel cartello portava la scr itta « Distaccamento dell'est >> e di una freccia rossa indicava la s trada da tenersi. 140
Si camminava ora pm sicuri e sempre in silenzio; immediatamente · dietro allo Stato Maggiore un « comando » di cacciatori a cavallo e poi la fanteria. Siamo alla mezzanotte; non luna, non stelle, nessuna luce, del Kaulian a dritta e della saggina a sinistra; non si arriva mai, ma ecco che un rumore assai bene conosciuto, quello dei carri che si muovono sulla ghiaia dei fiumi (1) fa tendere l'orecchio a tutti. Tutti sanno essere il nemico a dritta; è invece a sinistra che si sentono continue salve ... e non lontane! Io guardo in cielo e cerco col pensiero di far camminar a mio vantaggio gli enormi nuvoloni neri, ma la polare non sorte, una piccola stella ogni tanto, ma nessuna stella delle Orse che potesse darmi la minima idea di orientamento. Un sentimento che ora non saprei spiegare mi faceva già da qualche tempo sospettare della strada che seguivamo. Ad un certo tempo ci si fermò, nessuno aveva ancor parlato; tutti erano coraggiosi ma... forse nessuno aveva una bussola! Il cinese è sempre alla testa fra i cavalli del generale e del capo di Stato Maggiore. Finalmente si rompe il silenzio ed il colonnello Krostiski, dello Stato Maggiore dice con calma ed in lingua francese che gli pare che non si cammini sulla buona direzione e che conviene restar calmi e vedere! Fortunatamente il tenente Von Lang (l'ardito ufficiale delle ricognizioni) ha una bussoletta sull'astuccio del binoccolo!... guarda ... andiamo verso levante!!! Dritto dai giapponesi! Le salve continuano, il generale è molto calmo e così tutti gli ufficiali, ma la testa ed il comandante del 3° ·Corpo di Siberia è forse a pochissima distanza di un nemico di cui non si conosce neanche l'ubicazione. Non si sa ·ora bene da che parte andare e si esagera la calma a bella posta per evitare il panico che effettivamente si sente nell'aria! Il generale I vanoff si fa nervoso e manda un ufficiale in avanti per riferirgli che cosa c'è; questi ritorna dopo qualche minuto e dice che non siamo lontani dalla strada e che su essa vi sono dei carri russi che passano. Effettivamente quell'ufficiale non si è avanzato, perché sulla strada ci arriviamo qualche tempo dopo, quando di 180°, e carri non ne vediamo, mentre invece continuano le salve, e stavolta a dritta, dove dovevano essere (2). · Si cammina ora verso nord, la direzione giusta. Non dimenticherò mai questo fatto e così pure credo gli ufficiali dello Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia non lo abbiano mai perdonato agli ufficiali dello Stato Maggiore che fecero le ricognizioni di strade sulle retrovie prima della ritirata! Ecco come un Corpo d'armata stava andando in mezzo ai giapponesi mentre doveva invece ritirarsi; la causa ne è chiara. (1) Questo rumore è identico a quello delle scariche di fucileria. (2) Era il generale Samsonoff e la 9a Divisione C.S.O. che combattevano a poche verste da noi.
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Nessuna preparazione alla guerra, mancanza di carte, nessuna cognizione del terreno, poco aiuto da parte degli indigeni sempre maltrattati e derubati, quindi cattivi risultqti. Siamo non lontani dalla strada Mandarina e si cammina ancora. Ad un certo bivio arrivano tre cosacchi di Oremburgo che cercano il comandante dell'esercito, per consegnargli un rapporto del generale Sansonoff. Questo rapporto è aperto dal generale Ivanoff; nessuno ha fanale ed io offro un pezzetto di candela che serve per illuminare la carta e nello stesso tempo ai miei occhi per vedere cosa vi si dice: a tre verste alla nostra dritta è il nemico e davanti ad esso il generale Samsonoff! La nostra colonna in marcia è dunque vicinissima ai giapponesi ed il generale Ivanoff si dà da fare per spingere in avanti i treni che impediscono il nostro passaggio e che non dovrebbero essere su quella strada e la sgombera così un po', sinché arriviamo alla strada su cui si muove il treno del nostro Corpo. Nasce il sole; quando è alto una diecina di gradi arriviamo ad una piccola altura e ad un enorme agglomeramento di soldati fermi intorno a dei fuochi o sdraiati in terra presso e sotto i carri. Siamo a Khun-boa-san. Il cielo è coperto e nerissimo a ponente mentre il sole splende a levante. Di colpo un terribile acquazzone casca e bagna tutti gli uomini e le cose. I cavalli nostri sono stanchi e si sonnecchia sulla sella. Il generale Ivanoff decide di fermarsi quattro ore .a Khunboa-san per vedere di riordinare le sue tre b rigate che certo durante la notte non hanno potuto tenersi in buona formazione. Sono ora le ore undici; scrivo: bella nottata! Senza avanguardia, senza fiancheggiatori, senza nulla! Persino gli ufficiali russi ringraziano i loro santi d'essere arrivati sino a guà e li sento dire « Slavo Bogu! », « Lodato sia Iddio! »,perla buona riuscita di questa ritirata che poteva finire assai male. Durante la ritirata, lo apprendo ora, il 17° Corpo d'armata di Russia ha dovuto abbandonare dei carriagi al nemico. Siamo ora a 27 verste e mezza da Mukden. Mi butto su un kang (letto cinese di terra) e riposo. La povera fanteria fa pietà, essa ora affonda nel fango che si ammassa su ogni stivale e rende la marcia un vero martirio per un uomo che fra i due soli non ha fatto che camminare curvo sotto il peso delle sue cose e di un'arma che non ha neanche la cinghia per poterla mettere a tracolla (1). A levante si sentono ancora colpi di cannone; i giapponesi si sono trasportati più a nord, ma sono ora a sette o dieci verste scostati da noi. Oggi si faranno colla fanteria ancora dieci verste verso nord e l'artiglieria invece, pare, andrà sino a Mukden; i treni (1) Verso la fine della campagna vidi fucili colla cinghia; non so se ci dovrà ora sempre essere. In Manciuria i soldati legavano come potevano un pezzo di cuoio o del nastro cinese o della corda al loro fucile per poterlo trasportar meglio.
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hanno l'ordine di portarsi a quella città cercando di sgomberare al più presto le strade. I soldati quando possono fermarsi girano pei paesi e le case isolate e « trovano» da mangiare; vedo però molti che stanno scaldando le scatole di carne in conserva che furono loro distribuite. Le carni conservate russe sono buonissime e varie. Hanno quasi sempre molto grasso e ciò pel clima nel quale devono servire. Le scatole son tutte piccole e contengono una razione giornaliera per soldato. Vi sono scatole di carne di bue, di montone, zuppe d i scci, etc... ... Il paese è ora più ricco, non vi erano . truppe qua prima d'oggi, vedo rubar uova, galline, porci, cipolle, patate, devastar orti, etc. Non capisco perché gli ufficiali accanto ai quali cavalco non aprono bocca, ma solo ridono qualche volta assistendo alla caccia dei maialetti! Mi pare che almeno nel piccolo cerchio intorno agli ufficiali si potrebbe rispettare il bene dei neutrali nella casa dei quali si combatte e che offrono continuamente grandi servigi all'esercito russo colla produzione della loro tetra! Le mandrie e specialmente il loro grandissimo aiuto nei servizi logistici. Sono pochissimi gli ufficiali (non parliamo dei soldati) che vedo ricompensare i cinesi per i viveri che da essi ricevono . Il maggior martirio, per me, è di dover stare zitto e scrivere, mentre vorrei parlare e forse gridare! Quello che più mi fa rabbia è di sentire giovani ufficiali bef· farsi dei cinesi e dire « Domani pagherò » pur sapendo che domani, ove siamo, ci saranno i soldati del Mikado! (24 agosto) 6 settembre 1904 - ... La strada che seguiamo è ingombra di truppe miste a treni, pezzi da montagna, da campagna, dvucolke a migliaia, ambulanze, pecore, cani, cavalli, buoi; è una confusione che non si descrive; vi è persino un orso che si ritira colla sua compagnia! Gli uomini affondano nel fango sino a mezzo polpaccio se possono tenersi presso il Kaulian, ma se devono aiutare a condurre carri allora a volte sono nella pozzanghera sino al ginocchio. I carri affondano anche sino all'asse delle ruote. Gli animali sono stanchi, ce ne vorrebbero tre per ogni piccola carretta; ogni tanto si abbandona una bestia, oppure si stacca il cavallo e si abbandona il carro! Bisogna aver visto quell'inferno, quella confusione, sentito quei gridi selvaggi per incitar gli animali e soprattutto bisognerebbe aver una penna ben differente dalla mia, per tentare di descrivere quella ritirata nel fango! Il generale I vanoff ha quasi perso la voce in questi due giorni per far largo alle sue truppe ed oggi continua a tenersi in testa ad esse e schiarir la strada. Nessuno sa la strada per quel villaggio Intan; degli ufficiali di Stato Maggiore che furono inviati in ricognizione non
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si <ledono. Truppe di diversi Corpi si confondono sulla strada; a volte le file di carri sono sei; dei cavalli cascano sfiniti, del materiale (che è fortissimo e buonissimo in Russia) si rompe. Si attraversano anche direttamente i campi. Pigliamo a forza dei cinesi per indicarci la strada; si riesce a tenerne uno, ma anche egli dice di non conoscere Intan, ma solo Inpan. Noi sbagliamo strada, dei treni di altri corpi sbagliano strada; vedo persino dei carri che tornano verso sud! ed aumentano terribilmente la confusione. A un certo punto, arriviamo colla testa della colonna in un largo campo non coltivato, perché paludoso e ricoperto d'alta erba ancor verde. · Siamo in panna!! Si vede lontana una pagoda che dev'essere quella 12 verste al sud di Mukden. Non c'è più strada! Il cinese non sa rispondere (ed ha ragione) ma ad un certo punto si avvicina al Kaulian, si ficca in esso e... sparisce! Non cosacchi al galoppo e non cacciatori a cavallo seppero ritrovarlo!!! Dopo un ,, halt » assai lungo, dei cacciatori trovano una strada più ad oriente, ci rechiamo su essa e seguiamo tre carri cinesi che certo si recano a Mukden, perché son carichi di povere donne e diecine di bambini che scappano spaventati in città. Vicino ai carri sono ancora ·donne che , camminano tenendosi per mano e col terrore sul viso! Alle 13,15 arriviamo al villaggio desiderato di Intan, ma esso invece si chiama In-tai. Si fa un piccolo « halt » poi si prosegue per Khun-Khe-pu che è il posto ove la nostra ritirata deve finire e dovremo spiegare le truppe del Corpo. Arriviamo a destinazione alle 14,30. I soldati del Genio si mettono al lavoro per costruir trincee ed abbattere Kaulian. Decido di recarmi a Mukden per vedere se il mio bagaglio vi è arrivato; alle 17,30 dopo aver passata una contrada piena zeppa di truppe d'ogni arma, ma specialmente ingombra di carri d'ogni genere, arrivo alla stazione. Vi è un ponte sul Khung-Khè presso Khung-Khe-pu. Esso non è molto forte e serve ora solo ai carri russi diretti a nord, tutti gli altri veicoli devono passare il fiume a guado. Contando quelli della ferrovia vi sono ora solo' tre ponti sul Khting-Khè. Qualche lavoro di fortificazione è già fatto a sud di Mukden, così le teste di ponti sono già difese da lunette e trincee. (Vol. V, pp. 820-823). (28 agosto) 10 settembre 1904 - ... Tutti i soldati sono luridi e stracciati, tutti hanno le tracce del fango col quale lottarono durante gli ultimi giorni; certamente il 35 o 40 per cento di essi marcia a piedi nudi o con sandali cinesi. La contrada è ricca e i villaggi offrono un buon lavoro di bottino ai soldati; è vero che essi da 12 giorni non mangiano pane e da 4 giorni non ricevono neanche i « sukari » (pane secco che rimpiazza il biscotto degli eserciti europei). Pei cavalli si 144
taglia quel che c'è a dritta e sinistra della strada, ma io mi domando come si farà quest'inverno quando non ci sarà più sì semplice sistema e comoda occasione! · Prima di partire io sentii il capo di Stato Maggiore dire ad un ufficiale di spedire un telegramma al comandante in capo da parte del generale Ivanoff e domandar l'ubicazione approssimata del nemico. Tutti gli ufficiali presenti si misero a ridere come dicessero: « E chi volete che sappia ove sono i giapponesi?! » (1). Si è deciso di prolungare subito il ramo di strada ferrata che corre a sud del Khung-Khè e farlo arrivare sin sotto a Tiusciun per facilitare le comunicazioni coll'ala sinistra ... .. . Entro per cercar posto di dormire in una gran stanza vuota di gente, ma piena di casse vuote. Tutto mostra lo svaligiamento ed infatti imparo presto da un cinese che qui era una gran bottega e che ieri i soldati e cosacchi hanno tutto rubato e rotto; quando i loro recipienti erano pieni di olio e « Khanscin » (grappa cinese) e non ebbero più posto, rovesciarono le giarre per terra; tutti i cereali furono rubati, i cosacchi violarono una donna e tutto ciò fu fatto, quietamente colla sciabola in mano!! E' troppo lo dico al capitano Skoropadski che è un amico e vengo a sapere poi che il generale farà subito un ordine del giorno, perché si rispettino i beni dei cinesi ed un'inchiesta al 22° C.S.O. che passò qui iersera ... ... Al tramonto assisto ad una scena che si può veder solo fra i soldati russi; mentre passa la coda d'un Reggimento con parecchi ebrei ritardatari ed arriva la testa di un altro Reggimento col « pope» a lunghi capelli e crocifisso d'argento al collo, fra essi, un po' discosto dalla strada, son due cosacchi inginocchiati su un tappetino e facenti i loro inchini verso la Mecca! Ciò può dare un'idea della grandezza della Russia e della gente che forma il suo esercito; bisognerebbe ancora aggiungere i buddisti delle truppe buriate del Transbaical, i cattolici romani della Polonia ed i protestanti delle provincie tedesche!!
(29 agosto) 11 settembre 1904 - Cielo coperto. Lodo di cuore degli effetti della mia indignazione. Il generale I vanoff ha dato ordine che in ogni villaggio la legna sia comprata da un picchetto comandato da ufficiale, c_he i bivacchi siano contorniati da piantoni e che si proibisca qualunque scandalo coi cinesi. Il soldato russo, se ne ha il tempo, beve certo qualche litro di thè al giorno; egli ha bisogno di molta legna e questa non gli manca in Siberia e Russia; qui invece si trova in cattive condizioni e prende il legno dove ce n'è, nelle case (tavoli, sgabelli, coperchi, travi, aratri, etc., etc.); egli non sa far economia (1) Credo opportuno citare anche questi fatti tli carattere non militare, ma che mostrano chiaramente quale era l'ambiente degli ufficiali russi in Manciuria, quale la loro fiducia nel comando e quali i loro sentimenti.
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di combustibile pur ottenendo lo stesso risultato; non scova mai un buco in terra per mettervi il fuoco, m a lo accende tutto intorno ai suoi gamellini e specialmente dalla parte del vento se ce n'è. Quattro sassi tengono sospeso un legno colle pentole infilate. In questo modo si consuma una grande quantità di combustibile. Lascio Khe-lun-dian ed al passo mi reco fino a Fusciun ove riesco a far ferrare i cavalli. Fusciun è una piccola città murata. col fiume Khung-khè a sud e delle colline a nord; è un centro importante della valle del fiume rosso, perché vi sono molte miniere di car bone nelle vicinanze della città. Vedo i pezzi da m ontagna nuovo modello; par e ne avremo due batterie. Giriamo a nord di Fusciun ov'è una pagoda dir occata ed entriamo in una valle molto fertile che corre da nord a sud sopra a Fusciun. Arrivati ad un certo punto il generale Ivanoff sceglie per lo Stato Maggiore del suo Corpo d'armata il piccolo villaggio d i Ma-niu-lu-zuanza (paese della vacca dell'asino e del cavallo). I cinesi sono scappati quasi tutti appena videro soldati russi ed io prendo possesso di una capanna (« fanza ») ove è solo padrone un cane nero. (Voi. V, pp. 833-836).
(3) 16 settembre 1904 - Nebbia al mattino. Vengono dei cinesi a reclamare da me, che non c'entro per nulla, perché furono loro presi dieci buoi e ricevettero solo cinque rubli per pagamento!! , furono anche derubati di 200 mazzi di saggina secca; li invio dal comandante dello Stato Maggiore (Komandantisctab), ma credo che non riescano a nulla. L'« esaul » Skoropadzki m'intrattiene circa la disciplina e le punizioni nell'esercito russo; il soldato in tempo di pace non può essere fustigato, se non fu già inscritto in una specie di compagnia di disciplina; ma in tempo di guerra il generale può infliggere immediatamente questo passaggio, e quindi può anche far fustigare i soldati. Il grosso delle truppe del 3° Corpo è tutto al bivacco in questa valle di Mani. La sera rivedo del pane nero dopo parecchio tempo che non ne masticavo; il mio «boy» cinese è riuscito a comprare in montagna 7 galline e 222 uova, sicché ora è vera festa per me e lo sarà per parecchi giorni. Sono obbligato a cedere la più gran parte delle uova allo S .M. che non ne sa mai trovare. (Vol. V, pp. 849-50). (7) 20 settembre 1904 - ... Credo di aver fatto molte centinaia di verste, in tutti i sensi in Manciuria, trattai sempre con calma e rispetto gli abitanti, non ebbi mai un'arma addosso e fui sempre aiutato, nutrito e alloggiato dai cinesi. Essi talvolta mi pregarono di passare nella loro capanna se dovevo fare la stessa strada. Vidi scene di brigantaggio ma chi lo faceva non portava abito di foggia cinese. (Vol. V, p. 876). 146
(17) 30 settembre 1904 - Cielo coperto. E' Santa Vera e Nadie§gda, il nome di molte donne russe, e i bivacchi sono in festa. Sono invitato a colazione dagli amici del 2° parco d'artiglieria e devo assistere alle tristi scene del comandante che, ubriaco, tormenta i soldati che suonano e cantano in coro per onorare le Vere e Nadie~gde degli ufficiali!! Tutti i comandi di quell'ufficiale ubriaco fradicio vengono eseguiti dai soldati con serietà perfetta, essi lo aiutano ogni volta che sta per cadere, e quando dice loro una cosa aggradevole rispondono in coro « Rasdarazza vasce visoko blagorodie » (Contenti di far questo per Vostra Signoria). Io sono una volta di più indignato di questa condotta in vicinanza del nemico. Il tempo passa, ma pare che l'uomo non voglia cambiare in Russia; aveva ben ragione il grande Moltke quando disse che « il soldato russo obbedisce ciecamente all'ufficiale che ha accompagnato la sera prima a casa perché ubriaco». (Vol. V, pp. 899-900). (21 settembre) 4 ottobre 1904 - ... Il capitano principe Be-. butoff m'intrattiene sull'istruzione degli ufficiali russi; essi hanno generalmente un'istruzione limitatissima tale che, se dovessero coprire una carica civile non guadagnerebbero più di 15 rubli al mese! L'ufficiale è poco pagato, ma in compenso i suoi figli vengono educati dal Governo e sono messi nelle Scuole dei cadetti e ·di lì non escono che militari. Il governo ha un grande appoggio nel militarismo che egli stesso crea per difendersi. Il principe Bebuto.ff mi dice çhe già nei giornali si parla di cose che non sarebbero mai state pubblicate sino ad oggi. . Molte voci dicono che S.M. l'imperatore non sa quel che succede fra il suo popolo! Il popolo è ignorante, pochi sono i letterati ed eno,rme il numero degli analfabeti! La popolazione non forma quindi una massa vivente d'uomini, ma (~ic) di brutti selvaggi! . Il principe ripete che è contento di non dover vivere al reggimento con ufficiali che formano un'ambiente punto intelli- . gente; è venuto in Manciuria per bahersi perché, questa guerra avrà una grande importanza per la Russia e bisogna prendervi parte e vederla se si è giovani e militari; egli crede infine che qualche cosa dovrà succedere dopo la guerra, questa situazione in Russia non può continuare. Pensa alla terra che quest'anno non darà raccolto. Con furberia si prendono i riservisti per mandarli qua, e si leva così un elemento pericoloso dalle mura di casa e lo si manda a farsi ammazzare per ... difendere il paese, mentre la gioventù gagliarda, forte, non di riserva: sta pronta in caserma, a casa... per ogni evenienza!! (1). (1) Come il capitano Bebutoff, così diecine ufficiali di istruzione superiore alla media, mi intrattennero sulle cose del loro paese; era. facile accorgersi che si parlava della guerra più come cosa importante per le sue conseguenze in Russia che pei suoi risultati in Estremo Oriente. Del nemico non si parlava mai!
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Quanto agli ufficiali russi, si ripete sempre ridendo nei circoli di essi che « il figlio più intelligente lo si mette al ministero delle Vie-Comunicazioni, quello d'intelligenza media o prete o impiegato civile; quello che è proprio cretino se ne fa un ufficiale!» . Questi discorsi fatti nello scherzo e che si ripetono centinaia di volte (come io li sentii) hanno sempre nel loro fondo qualcosa di vero, e quel « qualcosa » ebbi abbastanza tempo per misurarlo, vivendo 18 mesi fra ufficiali e soldati russi. Il Bebutoff è disgustato da tutto ciò che vede e sente durante il disimpegno delle sue funzioni di aiutante di campo e destinato alle « proposte per onorificenze ». Dall'impiegato civile della posta, sino ai . colonnelli, tutti vanno da lui per vedere se si può avere una decorazione o un'altra di classe superiore a quella già ricevuta!!
(26 settembre) 9 ottobre 1904 - ... Sono troppo agitato per · stare in quell'ambiente, e mi reco su una collina in avanti per vedere qualcosa! Mi arrampico su una collina a nord della strada dei Tre Colli, ove combatte il generale Rennenkampf. Col binoccolo studio le altur e a S.W. e specialmente la grande montagna che· i cinesi mi hanno detto chiamasi Lao-ta-laza (montagna dei cervi). Quale non è la mia meraviglia e stupore quando vedo che lungo tutta la cresta del Lao-ta-laza, dei piccoli soldati lavorano alacremente a scavar trincee e trasportar materiale!! Sono proprio i giapponesi che si preparano a difender questa forte linea di montagne; sono loro che hanno deciso sicuramente di cominciar qui la resistenza. Essi si guardano bene dallo sparare. Sono a• non più di 2 1/2 verste dall'enorme nostro bivacco, lo potrebbero riempir di « shrapnel » ma non lo fanno, perché certo aspettano rinforzi e non domandano di meglio che i russi bevano del thè! Io vorrei vedere tutta la linea ad un tempo col mio binoccolo, sono in un vecchio buco o trincea solo e penso a come si fa la guerra .sotto ai miei occhi. Ho quasi vergogna e paura di scrivere queste cose, perché esse sono talmente madornali che inviteranno al sospetto ed all'incredulità. Resto a contemplare quei soldati, svelti al lavoro, sino al tramonto e poi scendo a Iogon, ove gli ufficiali forse giuocano a carte! Fui neutrale come me lo comandano i miei ordini; non parlai, ma appena sdraiato sul « kang » nella capanna del maniscalco tutta nera di fumo, avendo lo stomaco un po' vuoto, pensai per lunghe ore al bell'effetto di luminaria che doveva fare il nostro bivacco a notte, sotto gli occhi (non parliamo del tiro) degli ufficiali e soldati del Mikado, che preparavano la difesa del loro paese, coll'alacrità di chi ama! (Vol. V, pp. 953-955).
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6. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Voi. VI, pp. 1004-1203)
(4) 17 ottobre 1904 - .. .Incontro il generale Ivanoff; egli · che non mi dice generalmente che « Buon giorno » al mattino vuole per forza che io beva con lui alla vittoria èd ·accetto vo~ lentieri, sebbene una voce interna mi lascia completamente indifferente ed incredulo nell'avvenire. I feriti muoiono a diecine e nel pomeriggio non sono ancora tutti avviati sulle retrovie. I cadaveri si mettono a 10 o 15 alla volta in una fossa, e su essa si pianta una sola croce:· vi sono ora 10 croci. Vedo dei feriti operati di trapanazione del cranio e di amputazione di gamba; la ricopertura in rame della pallottola di piombo del fucile « Muratta » è molto pericolosa nelle ferite, essa talvolta: si separa dalla pallottola interna e si fa strada fra i muscoli per proprio conto. (Vol. VI, p. 1046). (5) 18 ottobre 1904 - ... Casca la sera e sono, per combinazione, nel circolo degli ufficiali dello Stato Maggiore del capo; fino a notte inoltrata essi discorrono col generale Ivanoff, mentre io sono sdraiato perché da lungo tempo affetto da dissenteria. Tutti a loro turno, senza distinzione di grado, dal capitano in 2a al ten. generale non fanno che criticare l'operato e il carattere di varii generali e capi di Stato Maggiore; chi riceve la maggior porzione di critiche è il gen. Rennenkampf. Credo sia inutile ch'io faccia osservare quale mancanza di disciplina e di morale questa cosa rappresenti e credo questo fatto aiuti molto a spiegare quale era l'ambiente degli ufficiali russi in Manciuria. Un ten. generale dice corna di un suo collega con degli ufficiali inferiori e superiori davanti ad un uffi. ciale estero, a poche verste dal nemico e dopo una battaglia persa! (Vol. VI, p. 1048). · (12) 25 ottobre 1904 - ... Il generale francese Silvestre mi parla di ciò che ha visto nei giorni passati; dice essere il soldato russo famoso, ma tutto il resto non vale nulla. Non si sa manovrare, non si sa muoversi; una battaglia ben sviluppata non ci fu mai... Non ha fiducia nell'avvenire ... Non vi è legamento fra le unità e per lo sviluppo di un problema tattico si riuniscono frazioni di differenti Corpi; non vi è comando e non vi è organizzazione logistica! (Vol. VI, p . .1056). (19 ottobre) 1 novembre 1904 - ... Si cammina in lunga fila compatta seguiti dai cacciatori a cavallo della « Guardia del generale » che conducono i loro ed i nostri cavalli. Invece di star sempre dalla parte russa dei lavori di fortificazione e nascosti al nemico, il generale e tutti noi camminiamo sul versante opposto. Se i giapponesi hanno, come sempre, gli occhi aperti, 149
possono oggi tracciare sulle loro carte la nostra linea di fortificazioni seguendo quietamente il gruppo che formiamo che è indicato in special modo dai cavalli bianchi che ci seguono. Man mano che ci avviciniamo alla destra, ci avviciniamo anche alla linea giapponese di trincee. Colle mie .scarpe alpine regolamentari, io cammino benissimo, mentre ad ogni minuto vedo qualche generale o ufficiale sdrucciolare colle suole dei loro stivali e cadere a terra. . . Col binoccolo vedo bene le trincee nemiche e mi fa rabbia la condotta nostra, che mi pare poco pratica ed intelligente, poiché con un buon istrumento ottico, il nemico può segnare -punto per punto ove passa il generale e capire che esso segue la linea di fortificazioni. Ne parlo parecchie volte cogli ufficiali; sono bonariamente accusato di pessimismo ~ scommetto che prima di sera i giapponesi ci avrebbero tirato addosso! Verso le 15,30 e le 16 arriviamo, sempre scoperti e seguiti dai cavalli d'ogni colore, ma specialmente grisi, sulle alture che sino a nord di Banicepusa, e divise. dalle montagne giapponesi dal solo fiume Scià, che è qui una specie di grosso ruscello e si chiama Pintaiza. Vedo una piccola sella ove i giapponesi certamente hanno messo dei cannoni da montagna. Ora la posizione giapponese si vede talmente bene che io posso distinguere i busti e le teste dei soldati nelle trincee, e avviso il principe Bebutoff che tra poco vincerò la scommessa. Siamo alle nostre trincee avanzate e non posso credere che il nemico è così poco svelto da non prenderci di mira! I cavalli sono ora mezzo nascosti. Mentre sto per scendere in una trincea sento il noto fruscio d'un proiettile di cannone che arriva; capisco di che si tratta, salto nella trincea ed abbasso la testa. E' un saltare generale, di tutti gli ufficiali, nel buco in terra ed un precipitarsi sotto un piccolo blindaggio a me prossimo, che può però proteggere solo due o tre uomini. Tre « shrapnels » sono arrivate in due secondi di minuto e sono scoppiate a 20 metri a sinistra del nostro gruppo; nessuno fu ferito ma una tenda dell'ufficiale dietro la cresta fu sfondata. Guardai tutte le facce e confesso che ero ·felice, poiché la lezione era veramente ben data. Ho avuto ragione, ed ora sento il generale ordinare a tutti noi di tenerci al coperto -del nemico, dietro la cresta e non in gruppi!! Io domando se sono queste cose che posso scrivere, e se si crederà alle mie as. serzioni? Ora tutti sono nascosti, e meglio che possono, nelle trincee e qualcuno entra nell'alloggio sottorraneo degli ufficiali della 1ia compagnia del 12° reggimento a bere del thè. Vedo un lontano «treno» giapponese; alla destra si tirano ,colpi di cannone nel settore del 2° Corpo di Siberia. Uno « shrapnel » scoppiò all'urto in terra, ed il generale si reca qualche tempo dopo al posto dov'era cascato e mi mostra con piacere i frammenti e le pallottole dicendomi: « vede? ... i giapponesi non hanno più pezzi, questa è una "shrapnel" dei 150
vecchi pezz.i di bronzo»! Va bene! ma io pensai che se quella vecchia shrapnel di un vecchio cannone giapponese arrivava qualche metro più a sinistra, il comandar,ite di un Corpo d'armata russa sarebbe stato ucciso nella maniera più ridicola e stupida che si può immaginare. Prima di ritirarci ci si scambia qualche fucilata col nemico. Il generale, tutta la giornata, ha raccomandato di mettere nelle trincee delle sentinelle finte fatte con paglia, uniformi e bastoni. Egli tiene moltissimo a questo, ma io, forse perché marinaio, non ne capisco lo scopo, se non quello d'insegnare al nemico dove sono le trincee russe! La sera allo scuro siamo a Kohaibansai, in 24 ore non ho né mangiato né bevuto, ma ora bevo e bevo con soddisfazione la bottiglia vinta agli ufficiali. Ma essi sono gente colla testa sulle spalle? oppure sono essi dei cretini?! (Val. VI, pp. 1073-1076) . (21 ottobre) 3 novembre 1904 - ... L'ufficiale di Stato Maggiore che fa generalmente i rapporti sulle battaglie pel generale il capitano in 2° Galiefski,· sta ora lavorando per la relazione della battaglia di Benzikhtiè. Per una combinazione qualunque ho potuto vedere il lucido del piano che ha disegnato per allegarlo alla relazione e ho avuto la soddisfazione di accorgermi che era una copia del mio e non un'ingrandimento suo. Ecco ora la spiegazione del perché un amico cosacco, buon disegnatore, mi domandò giorni fa il mio piano per copiarlo pel suo giornale particolare! Riferisco questo perché ci si faccia un'idea esatta e vera di ciò che rappresentano gli ufficiali di S.M. russo e lo S.M. di un Corpo d'armata. L'ufficiale di Stato Maggiore del grande esercito russo, per la relazione di una battaglia, copia lo schizzo, senza pretensione, dell'ufficiale della piccola Marina italiana (1). (Val. VI, p. 1080). (26 ottobre) 8 novembre 1904 - ... Viene a farmi visita fra queste montagne il tenente di vascello americano Mac Cully, unico addetto navale che sia riuscito ad uscire da Port Arthur; mi dice che Port Arthur non potrà resistere più di un mese e che la vita degli addetti navali, nella fortezza, era assai brutta perché non si poteva veder nulla. In Port Arthur gli operai d'arsenale facevano benissimo le riparazioni. Il comandante del « Bayan », capitano di vascello Viren, era l'ufficiale di maggior energia e certo cercherà ancora di raggiungere Vladivostok. Il Mac Cully riuscì ad imbarcarsi con cattivo tempo su una giunca neUa baia dei Piccioni; aveva con sé due donne ed una bambina, questa fu la: .sua salvezza, perché parlava cinese e tradusse all'equipaggio i suoi comandi, quando, armata mano, dovette prendere il comando della giunca per trarsi in salvo da altre due imbarcazioni di pirati che gli tiravano fucilate. (1) lo insisto nel raccontare questi fatti personali perché sono gli unici che possono spiegare cosa erano gli ufficiali a cui si affidarono le sorti della patria russa in Manciuria!
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Arrivò, senza carta, in vista degli seogli Noedles a nord di Shan-kai-Kuan e sbarcò su quella spiaggia. Ricevette gentilezze anche da quel comandante del forte italiano, tenente di vascello Patruno e poi raggiunse l'esercito russo via Sinmiutungii. Le notizie che si hanno ora di Port Arthur dicono che, una parte della città; brucia e che qualche altra opera di fortificazione è stata presa dai giapponesi. (Vol. VI, pp. 1101-1102).
(28 ottobre) 10 novembre 1904 - ... Si c~ntinua a far sloggiare i cine.s i dai villaggi che son davanti alle posizioni fortificate, sicché assisto a scene pietose di vecchie e bambini che si trascinano senza sapere dove andare, dopo aver abbandonato la loro casa. Tutte le donne si tengono per mano e quel[e che sono giovani, per paura di essere av".icinate dai soldati, si son sporcate il viso con carbone. Molta gente domanda di fermarsi nella « fanza », ove io sono, ma siamo già pigiati e bisogna rispondere che non c'è posto! Domando a quei gruppi di donne e uomini dove andranno, ma non lo sanno essi stessi; hanno abbandonato tutto il loro grano e i loro beni. Assisto all'incontro di due vecchie che da d_ieci lustri non si erano viste, pur essendo di villaggi non lontani; esse non erano mai uscite dal loro paesetto! Sono lamenti di donne, pianti di bambini, tutto ciò incanalato fra gruppi di soldati ridenti! (17) 30 novembre 1904 - ... Decido di andare a Mukden; invio in avanti il mio basto coll'ordinanza Bolsciakoff che parte recitando le sue preghiere e facendosi segni di croce per cinque minuti; è il vero tipo dei romanzi di Tolstoi, un valoroso vecchio pieno di fede e di amore; per me un vero amico, affezionato e attento; in lui vedo il terrore che il soldato russo ha del suo ufficiale, in lui capisco quale sia l'animo di questi valorosi contadini della terra russa e quale forza si potrebbe trarne se fossero considerati solo come uomini. (Vol. VI, p. 1153). (27 novembre) 10 dicembre 1904 - ... Il generale Silvestre mi domanda cosa penso della disciplina nell'esercito russo; gli rispondo che non credo la disciplina sia intesa come negli eserciti europei, ossia composta di parti principali, i doveri dell'inferiore verso il superiore, e quelli del superiore verso gl'inferiori; ma da un solo sentimento di servitù che è atavico nel soldato russo. Il soldato ubbidisce perché deve ubbidire, ma · non ne capisce la ragione; egli nel fondo del suo cuore non ama l'ufficiale e lo teme; capisce ed apprezza più l'ufficiale che combatte al suo fianco e si espone al fuoco, che quello, che lavorando colla testa guida i suoi uomini intelligentemente e li porta a buoni risultati senza causar loro perdite inutili. (Vol. VI, p. 1168). (4) 17 dicembre 1904 - ... Tempo bello. Vento da N.E . Temp. ore 6 -21. Alle 14 parto per Vladivostok col cap. di vascello Tyres. Nel numero di novembre della rivista tedesca « Mariner Rundschau » c'è il rapporto di una commissione di ufficiali te152
deschi di marina che v1s1tarono il « Zezarevic ». Sul « Zezarevic » erano le tracce di 15 colpi da 303 m/m, di un numero maggiore di colpi di medio calibro. Gli ufficiali russi spiegano l'esattezza del tiro giapponese, grazie all'esistenza sulle loro navi di · alzi e prisma ottico. Nessun proiettile urtò la corazza e l'effetto dei proiettili che traversarono la murata non fu molto grande. La coperta dello « Zezarevic » sebbene in legno, non si bruciò. L'effetto delle schegge non fu molto grande. Le imbarcazioni erano tutte a bordo e furono colpite, ma non si bruciarono. Dai ciminieri, delle schegge arrivarono ai tubi superiori delle caldaie e li danneggiarono; un proiettile giapponese colpì la poppa all'altezza della torre del cannone da 15 cm e sott'acqua, non penetrò la corazza ma, pel colpo contundente, si aprirono piccole vie d'acqua presso i bolloni. Le due torri dei cannoni da 303 mm ricevettero ciascuno un colpo di proiettile di grosso calibro, ma nessun danno si constatò, sia nei cannoni, che nelle parti accessorie. Il « Zezarevic » perse quattro ufficiali e otto marinai uccisi, cinquanta feriti fra ufficiali e marinai. I gas dell'esplosione delle granate giapponesi, furono dannosissimi agli uomini; 24 ore dopo la battaglia, gran parte dell'equipaggio, soffrì di sintomi di avvelenamento, vertigini, perdita della memoria, mali di testa, pur non essendo stato ferito; la pelle, i capelli e la barba degli uomini che furono in prossimità degli scoppi, presero un color giallo; lo stesso colore vedesi sulle parti della nave, prossime ai punti colpiti. Certamente il comandante e gli ufficiali del « Marco Polo » avranno avuto occasione di visitare e rapportare le avarie dello « Zezarevic » che è ora a Kiaociao (Sciantung). Si cammina adagissimo .
. (5) 18 dicembre 1904 - Fa molto freddo; al mattino sono a Sipingài. Vedo ad ogni stazione grandi depositi di legna, che serve per le macchine a vapore, dei mucchi di sacchi con farina e di scatole con « sukari ». La campagna è bianca di neve, si vedono pochi alberi. Ad ogni stazione sono delle piccole case in mattoni costruite della compagnia della ferrovia (governo) pel personale ferroviario e le piccole guarnigioni di servizio sulla strada. I villaggi non sono distrutti, e la campagna non attraversata da soldati. Ad ogni 15 (circa) verste è un doppio binario che forma stazione pei treni che s'intrecciano (« raziesd »); in esse ci si ferma, a voi ta delle ore, aspettando il treno che scende verso sud. Lungo tutta la strada, di tanto in tanto, sono le piccole casermette pei << posti » della guardia frontiera; esse sono difese da muro con feritoie. · Verso le 14,30 sono a Gungicesin e vedo molte case· più grandi del solito ridotte ad ospedali, colla Croce Rossa su esse; vi è pure grandissimo deposito di viveri, foraggi, legna da ar153
dere e da costruzione. Mi colpisce che con tanta legna e foraggi che si hanno qua, non si possa mandarne al fronte, dove ve n 'è molto bisogno. A sera sono a Quancienzi, città della Manciuria più vicina alla Mongolia da questo lato. Quancienzi è la stazione principale per le comunicazioni con Kirin, che si trova a levante di essa nel fiume Sungari. Per andare a Kirin vi è una strada che si congiunge con quella Mandarina fra Mukden e quella capitale, e su essa 4 t~ppe ove fanno servizio soldati della milizia territoriale « drusgina ». Questi soldati, secondo la legge, dovrebbero essere chiamati solo per difendere il territorio della loro circoscrizione, ma furono , invece, mandati qui dalla Russia. Monta in treno un amico russo, alto impiegato del ministero dell'Interno, e viaggiatore d'oriente conosciuto: il signor Sire- · mietnikoff che visse molto in Corea. Egli viene da Kirin e mi dice che la provincia è ricchissima di foraggi, legna, carbone, giacimenti auriferi, grani e pellicce. Kirin è il gran mercato dello zibellino; vi· è anche molta caccia; la popolazione chinese è quieta, ma vi è qualche « KtungKhusa ». La popolazione di Kirin è di 250.000 abitanti; la città è murata ed è lunga sette verste. Vi è colà oggi un battaglione russo di fanteria e una sotnia. La città è sulla riva sinistra del Sungari e su un tratto di terreno rialzato. Vi è una filiale della Banca Russo-Cinese, delle missioni inglesi e francesi; la popolazione è contenta dei russi perché pagano bene i generi che comprano, ma i funzionari cinesi sono contrari ad essi. Secondo il Siremietnikoff si costruisce una decoville fra Quancienzi e Kirin. Il generale tartaro di Kirin ha emanato un ordine che proibisce agli abitanti di esportare foraggi in Mongolia, per poterli così lasciare alle truppe russe. Vedo effettivamente molti foraggi lungo la linea ferroviaria, e non capisco perché non ve ne siano mai al Corpo d'armata. Il Siremietnikoff mi dice che, i foraggi del Commissariato sono cari e che quindi qualcuno manda a comprarne a Kharbin ma, non può poi ottenere i vagoni per trasportarli al sud; se si organizzeranno i mezzi di trasporto, credo che i foraggi non mancheranno durante la stagione invernale. Il comandante Eyres si meraviglia del come le 30 torpediniere giapponesi, abbiano fatto sì poco contro le · n~vi russe ancorate il (28, 29) 10-11 febbraio fuori ·di P. Arthur; egli non crede si siano sinora adoperate torpedini galleggianti, ma trova che la torpedine di blocco lavorò più di ciò che si aspettava. A Vladivostok è ora un sottomarino.
(6) 19 dicembre 1904 - Bel tempo. Genetliaco di S.M. l'imperatore Nicola II. Alle 11 si arriva a Losciagou (a 100 chilometri da Kharbin). Qui è un gran ponte sul fiume Sungari. Vedo nella piana della valle e sul fiume ghiacciato una quantità enorme di legno da costruzioni. Molti cinesi lavorano a liberarlo ·dal ghiaccio; esso fu trasportato colla corrente dalle montagne di Manciuria, 154
prossime al confine colla Corea (Cian-lo-Scian); ve ne sono centinaia di tonnellate, e qui viene anche tagliato per farne tavole o legna da ardere. In questo punto la valle del Sungari è larga e dev'essere ubertosissima; è coltivata a « Kaulian » e miglio. Alle testate del ponte sono dei cannoni da montagna di vecchio modello e molte ostruzioni in terra. Dalla parte della corrente la navigazione è intralciata (d'estate) da pali multifili piantati al fondo su una linea retta, una obliqua al corso del fiume. La riva sinistra del fiume è alta e rocciosa, mentre alla destra è un piano estesissimo ma cosparso di stagni. Durante questo viaggio verso il nord non incontro treni con truppe; osservo che la campagna dev'essere ricchissima di grani. · Continuo a vedere depositi di legna a tutte le stazioni. La sera alle 8 arrivo a Kharbin. La stazione è una costruzione da esposizione mondiale in stile « liberty » esagerato e dipinta di un verdolino pistacchio pallido! Vedo tipi di ogni razza, grassi e biondi, magri e rieri, gente del Caucaso, altri di tipo mongolo, cinesi, qualche indigeno, dei greci e degli ebrei, etc., etc., ma tutti sporchi e ricoperti di pelli. Ci sono 25° di freddo. Debbo fare il giro di tutti gli hòtels, prima di trovare una stanzetta con un letto in una vera oster_ia, ed in essa mi accatto col capitano di vascello Eyres. (7) 20 di"cembre 1904 - Giro la città diKharbin; essa è divisa in varie parti; in quella centrale sono le costruzioni del governo, i comandi, la banca; le strade vi sono larghe e dritte ma, terribili a percorrersi perché veri « patinoirs » irregolari, sui quali i cavalli sdrucciolano ogni dieci metri e cascano. Tutte le costruzioni di questa parte centrale di Kharbin (Novi Kharbin) è formata da grandi case, molto separate, l'una dall'altra, ma tutte in istile nuovo («liberty») di un gusto strano. La parte bassa della città è quella delle botteghe, del commercio, dei mulini e del porto; è pochissimo alta sul fiume e le comunicazioni vi sono oggi facili, perché il terreno per quasi un metro è ghiacciato ed il suolo è quindi durissimo, ma si vede che l'estate questa parte della città (« Pristan ») dev'essere un terribile pantano puzzolente. La terza parte di Khar bin dista di tre o più verste dalla stazione, ed è quella sorta dapprincipio presso un villaggio cinese, ove sono ora tutti gli ospedali per l'Esercito e la maggior parte di essi (Stari Kharbin). In ciascuna delle tre parti della città di Kharbin, le strade non hanno che quel nome, ma sono .striscie di terreno ondulato, a volte con grossi sassi e che possono essere solo percorse in carro:aze di tipo russo, abituate e costruite per passare ovunque nelle steppe di Siberia. Molte case non sono finite ed ogni lavoro è interrotto dal forte gelo. Sono in tenuta di panno e colla sola mantellina, poiché non ho altro; un vento da nord rende la vita all'aperto un vero martirio, e mi d ecido a comperare una pelliccia di montone pitturata di nero.
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Alle 21 sono daccapo in treno diretto a Vladivostok. Mi si è venduto un biglietto di 2° classe, mi si è detto che col cap. di vascello Eyres avremmo un « coupé », ma effettivamente sono con quell'ufficiale sullo stanzino del conduttore in un vagone di 4° classe; in due non ci si può stare né in piedi né sdraiati! Gli altri viaggiatori sono, generalment e soldati o impiegati più o meno ubriachi, e l'odore dell'ambiente è terribile. (8) 21 dicembre 1904 - La notte passò come Dio volle. Si traversa una contrada ricchissima di legno; sono boschi che non finiscono mai, molta quercia e molti pini, eppure il comandante Eyres mi dice, che a Vladivostok il legno è carissimo. Sulle linee morte della ferrovia vedo treni carichi" di legna da ardere, e penso alla vita dei soldati ed ufficiali al mio Corpo d'armata, ove la legna, è la cosa che si tien più cara, quando se ne possiede. · A mezzodì sono a Uziami; continuano i boschi. Alle 14,30 si arriva ad una stazione abbastanza grande, intorno alla quale, sono come sempre, case del governo per gli impiegati, soldati; è Imianpo. Vi è anche una chiesetta ortodossa con campane. La sera la luna piena si mostra fra nuvole grigie, si cammina lentamente fra boschi e su strada che sale; le scintille che escono dalla ciminiera e si spargono sugli alberi mezzo caduti e rovinati presso la strada ferrata, per cascare su un terreno irregolarissimo ma bianco di neve, rendono la contrada magica. Tutto ha l'aspetto di grande abbandono. Due colori colpjscono l'occhio: il bianco ed il marron scuro, e su essi i punti rossi di fuoco cascano lentamente. Salvo qualche pedata di lupo o cane, non si vede traccia di vita; ogni tanto vi sono mucchi di legna già tagliata e preparata presso la ferrovia. La strada ferrata è molto curata e ben tenuta, ma forse in causa del. materiale .rotabile, si ricevono fortissime scosse. (9) 22 dicembre 1904 - Al mattino siamo a Melin e stasera saremo a Pogranicnaia, il confine fra .la Manciuria e la Siberia Orientale. I boschi diminuiscono per dar posto a pianure çon terreno ondulato e ad un paese meno ricco. A Pogranicnaia si cambia treno e si passa la visit~ di dogana; devo mostrar molte carte per passare. Alla stazione vedo delle lamiere per costr uzioni navali. Pogranicnaia, è pure una cittadina con case del governo e pochi abitanti che non ·abbiano a che fare col ser-vizio governativo. Incontro grandi difficoltà per poter passare il confine, subisco un interrogatorio dei gendarmi e m ostro più di quattro carte ufficiali per identificarmi. Per far passare il mfo « boy » ci volle ancora maggior fatica. Passo tre ore nel ristorante della stazione ove sono ammucchiati centinaia di fagotti dei passeggeri e si fa una vera lotta . per arrivare al rubinetto del gran « samovar » . Il pubblico di questa parte del mondo, è sempre interessante e ... generalmente sporco. 156
(10) 23 dicembre 1904 -
Mi accorgo a mezzo sonno che mi
è stata rubata la busta di tela che portavo al collo con tutti i
danar i del governo e le uniche 80 sterline (di carta) che tenevo come mia riserva in caso di malattia!! Lettera di credito ancor buona per 1000 rubli, circa 700 rubli in contanti, 80 sterline e dei passaporti!!! Non ho più fiato e solo 11 rubli in tasca!! Siamo a Nikolsk Ussuriski, vedo dei gendarmi, parlo, spiego, dò · numero di vagone, descrizione di tipi, etc., etc. Faccio telegrafar sulla linea ma non spero più di riaver il mio danaro! Alle 8,15 siamo in visto del Golfo d'Amur: la grande pianura del mare a l'orizzonte lontano sono l'unica cosa che viene ad alleviare un poco il mio patimento interno e la rabbia mia! Alle 13 arrivo a Vladivostok e il comandante Eyres m'impresta 100 rubli finché riceverò, qui trasmessi, i 10.000 rubli che il ministero mi ha inviati per telegrafo proprio un giorno prima della mia partenza da Mukden! Il Golfo d'Amùr è completamente ghiacciato e slitte o carri lo traversano. Passo le due linee di fortificazioni: esse formano una grande X coll'incrocio fortissimo al nord della città su un monte alto (forte Muravieff). I forti avanzati sono in muratura ed hanno delle linee di profonde tr incee davanti a loro, più in fuori sono ostruzioni d'ogni genere. Nella valle che è a nord della linea esterna di fortificazioni, verso il fianco sinistro ove io passo, tutti gli alberi furono tagliati a 50 cm da terra e poi abbattuti; il terreno è reso così difficilissimo ad attraversarsi per attaccare le posizioni. Fra la 1• e 2" linea di forti è un'altra valle non continua, in essa sono grandissime ostruzioni sul terreno e le trincee per fanteria sono a mezza montagna e sulla cresta. Mi reco subito alla Gendarmeria per fare il mio rapporto ed alla Banca per avvisare le altre filiali ed aver qua il danaro del ministero. Scendo all'« hotel» presso alla stazione ove senza vitto e senza lenzuola pel letto devo pagar rubli quattro al giorno!! Faccio subito la visita di presentazione all'ammiraglio Skridoff che mi riceve molto gentilmente, poi all'ammiraglio Crevé comandante del porto e lascio una carta al generale Woronezi, comandante la piazza, che è assente. Il porto è ghiacciato per metà. Vi è ancora il « Rossia ». Il « Bogatir » è presso l'arsenale ormeggiato in barba di gatto e con cassoni di legno ai fianchi della prora. Il « Gromovoi » è in bacino. Mi si dice che a P. Arthur il (2) 16 settembre a.s. vi erano 33.000 uomini abili a combattere. Oggi si ha qua la notizia che la squadra giapponese è uscita da Pasebo con trasporti di carbone e si è diretta verso sud. In porto vi sono vari piroscafi con bandiera germanica e di altre nazioni. . La sera pranzo col cap. di vascello Eyres e il ten. di vascello Mac Cully al « Ristorante di Francia». Capitiamo vicini ad un ufficiale che è completamente ubriaco. Questi comincia ad insul157
tarci ad alta voce; stiamo zitti e lo lasciamo gridare, ma siamo tutt'e tre pallidi di rabbia. Io non avevo nulla da dire visto che fra noi er avi un ~fficiale superiore. Gli altri ufficiali russi nel «restaurant» non pensarono un minuto ad intervenire e portar via quell'ufficiale senza decoro! Solo un camerierè, con grande cautela, finì col pregarlo di sedersi ad un tavolino distante dal nostro. L'impressione che mi fece quella scena è facile a capirsi. Ecco la vita degli ufficiali in pubblico ... e un po' lontano dalle baionette giapponesi! Il cap. di vascello Eyres non mosse palpebra ma capimmo che la questione non era finita! Tutto è caro a Vladivostok e si trovano pochi generi in piazza ma non mancano gli alcool. Prima della guerra in Vladivostok vi erano molti giapponesi: essi esercitavano vari mestieri ed arti; molti i fotografi , i barbieri e gli inservienti di ufficiali superiori o famiglie agiate ma quasi tutti agenti o ufficiali giapponesi! La parte più pulita ed organizzata della città è la parte costruita dalla casa tedesca Kunst-Galberts che si occupa di forniture generali e spaccio al minuto . La più gran casa commerciale è poi quella dell'americano Clarkson che si occupa di miniere di carbone, macchine e grandi forniture per la marina e l'esercito. Case russe di certa importanza non ve ne sono. Si riceve la notizia che nella squadra del Baltico, durante l'incidente del Mar del Nord qualche nave russa si scambiò colpi di cannone. (Voi. VI, pp. 1176-1191).
7. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, ADDETTO MILITAR E ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Vol. VII, pp. 1203-1407)
(16) 29 gennaio 1905 - ... E ' facile osservare che mancano molti ufficiali ai quadri. Tutte le feste che si fecero l'altro giorno per la vittoria a destra sono state inutili ed è strano che dopo tanti casi simili gli ufficiali non abbiano cambiato la loro cattivissima abitudine di festeggiare fatti gloriosi prima che sieno compiti. - L'infelice r iuscita delle operazioni di Sandepù paralizza o ra qualunque movimento dell'intero fronte e certo disturba i piani del generale Kuropatkin. Vista la situazione poco bella e di disordine in Russia era indispensabile muover solo a colpo sicuro onde ripor tare una vittoria, invece il risultato è stato negativo e ciò quasi certamente per disaccordi successi fra il comandante in capo ed il generale comandante della 2• Armata. Gli ufficiali russi non si scoraggiano per ciò che è successo e mi ripetono la frase già tante volte usata: « Aspettia,mo ciò 158
che avverra m seguito » e le parole del generale Kurapatkin Terpenie, terpenie, terpenie »! (Pazienza, pazienza, pazienza). (Voi. VII, pp. 1320-1321).
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(17) 30 gennaio 1905 - ... Il termometro stanotte è sceso a -25° e gli ufficiali non si rendono una chiara idea della vita del soldato nelle trincee o di guardia nei posti avanzati perché le capanne che abitano sono molto riscaldate, dei veri forni e gli ufficiali stessi la mattina si alzano verso le ore 9 o le 10. Posso avere un'idea più chiara dei patimenti dei soldati perché vivo in una capanna senza calorifero e fuoco qualsiasi; mi appare chiarissimo che quello che si chiama morale è solo un discorso da saloni caldi e da conferenze quando il fisico non è nello stato da poter lavorare, le parti del corpo non obbediscono ai comandi del cervello e del cuore! (Voi. VII, pp. 1335-1336). (21) 3 febbraio 1905 - ... I cinesi cominciano ad adornare le loro porte di biglietti rossi per prepararsi alle feste del nuovo anno e si occupano tutti di cucina per festeggiare il nuovo quadro di Budda che portarono stanotte da Mukden. C'è di tutto: pasta di fagioli, vermicelli di riso, carne di maiale, r iso, frittelle, alghe, Kaulian, ravioli, etc., etc., e in ogni piatto una pennellata di anilina rossa. Oggi tutti si sono lavati e gli" uomini si son rasati la testa e pettinati; stanotte non dormiranno ma penseranno a ricevere gli amici. Al tramonto il vecchio della famiglia esce dalla porta della capanna e depone sulla strada un tavolino con una porzione di ogni piatto che la sua famiglia mangerà e quattro piccole tazze di « Khanscin » (acquavite di saggina). Egli distribuisce quindi intorno al tavolo dei foglietti multicolori colle impressioni di Sapeki e i nomi di tutti ·i suoi antenati; fa alcune genuflessioni presso il tavolino accende tutti i fogli di carta poi pianta le sue micce di cartone nelle tazze piene di Kaulian; butta il liquore per terra recitando litanie e finalmente butta riso e saggina su i pezzi di carta che bruciano. Con questa funzione il mio padrone di casa ha richiamato i suoi morti; ha dato loro denari, da bere e da mangiare in quantità in occasione del 31° anno di questa dinastia e può entrare ora in casa per offrire lauta mensa alla sua famiglia ed amici. Tutti si congratulano. Questa festa alla quale tanto si tiene in Cina è stata fatta solo nella capanna dove abito poiché solo in questa gli indigeni neutrali furono rispettati e naturalmente tutte le « succolenti » quanto puzzolenti vivande sono prima che a ogni altro offerte a me. (Voi. VII, pp. 1343-1345). (30) 12 febbraio 1905 - ... Il thè dopo qualche tempo comincia a piacere e quasi nutre; durante l'inverno rimpiazza la zuppa, vi si può mettere dentro pane, carne, uova o grasso; riscalda ed è sempre buono. Ho potuto constatare « de visu » che dei soldati vivevano per parecchi giorni con semplice thè e pane 159
e se ne trovano b enissimo. I siberiani spesso n on adoperano lo zuccher o per il loro thè, ma vi mettono del grasso di maiale od altro grasso qualunque. Nei paesi freddi questo succede naturalmethe ed io stesso misi nel thè parecchie volte dei pezzi di salame o grasso ghiacciati, come cosa dettatami dall'istinto. Alle bassissime temperature si sente un bisogno terribile di mangiare roba grassa. Ogni soldato riceve quale razione giornaliera 6,52 grammi di thè, ma dura nte questa guerra ne ricevono 13 grammi, ciò che è più che sufficiente. Vento e polvere. Il mattino dei cosacchi del Don, parton o verso il nord. Ogni giorno arrivano 16 treni di non meno 30 vagoni l'uno, e ne r ipartono un numero inferiore ma da 50 vagoni l'uno. In vari punti del fronte i soldati giapponesi hanno depositato dei regali per i soldati russi accompagnandoli con lettere che dipingono la situazione in Russia e mostrano come questa guerra non sia voluta dalla classe· lavoratrice. Si dice anche che i giapponesi abbiamo dato 45.000.000 « jen » agli oper ai russi per incitarli a llo sciopero. (Non so se questo sia vero). Si aspettano ora dalla Russia il 4° Corpo d'armata, la 3a e 4° brigata dei tiratori r ussi, dei cosacchi di 1°ba ndo del Caucaso e dei « Plastuni » del Caucaso. Da qualche giorno il generale Samsonoff, comandante dei Cosacchi di Siberia, ha lasciato le sue truppe, perché ammalato. Persis tono le voci dei giapponesi nei pressi di Kirin, ma non sono ufficiali. Ho appurato che verso il nord si è recata l'intera brigata · dei Cosacchi del Don. Apprendo che con gran segretezza, partirono 2 squadroni di Cosacchi del Caucaso per eseguire un « raid » allo scopo di distruggere in vari punti la ferrovia giapponese fra Liaoiang e Khaicen. Da l comandante in capo si riuniscono tutti i comandanti di Corpo e i loro capi di S.M. per un gran consiglio di guerra. (Voi. VII, p. 1394). (9) 22 feb braio 1905 - ... Tenente Kuropatkin (non ubriaco) e nipote del comandante in capo, mi racconta alla presenza del generale Scverin che prima della battaglia di Sandepù, suo zio, vedendo scarseggiare la carne, ordinò al comandante della 2a Armata che si distribuisse solamente 3/4 di razione giornaliera. Il generale Grippenberg eseguì l'ordine disponendo che al soldato fosse distribuita una razione e mezza. Ciò può. spiegarvi la disciplina dell'eser cito russo, ma io voglio ancora credere che il fatt o non sia vero. Il tenente Kuropatkin mi afferma che alla battaglia di Sandepù i generali. Grippenberg e Scrakelberg mandarono all'attacco i loro reggimenti separatamente causandone éosì la quasi intera distruzione: il giovane ufficiale mi dice che il generale Grippenberg si litigò col generale Milo.ff e che inoltre, avendo ancora 8.000 uomini in riserva si rifiutò d'inviare r inforzi al generale Kuropatkin quan do questi glieli chiese. (Vol. VII, p. 1399).
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(10) 23 febbraio 1905 - ... Tema principale della conversazione, durante il pasto, è stato, come al solito quello delle decor azioni, ed il generale Martinoff, capo di Stato Maggiore, racconta come furono distribuite durante questa guerra. Dopo colazione egli m'invita a prendere il thè nella sua « fanza » e mi legge tratti del suo giornale privato nei quali stigmatizza l'enorm e numero di personale degli Stati Maggiori al seguito dei comandi delle Armate e lo spreco di numerosi ufficiali sulle retrovie; i favor itismi fatti ad ufficiali assegnando loro cariche molto superiori a l grado ed esperienza; deplora la cattivissima distrib uzione delle decorazioni date con differenti criteri alle varie armi; deplora che gli ufficiali assegnati ai treni (che sono sempre scadenti fisicamente o pel morale) percepiscono paghe superiori a quelli che sono nei ranghi oltre ad avere la possibilità d'aumentare i loro guadagni con operazioni amministrative sugli acquisti di materiali (cosa quasi lecita e comune in Russia). Fra i tanti fatti che il -generale Martinoff legge per me sul suo giornale io citerò solamente questo: Il medico capo 0 ... ha ottenuto la commenda di S . Vladimiro solo perché, annuendo alle preghiere del proprio generale, lo aveva rapportato nelle sue relazioni sanitarie come contuso, mentre ciò era completamente falso. . Il generale Martinoff nel suo giornale constata come disgraziatamente nell'Esercito russo ognuno possa fare quello·"c:he vuole e colle protezioni possa ottener qualunque destinazione gli piaccia; egli continua su questo soggetto, per più di un'ora e termina con queste testuali parole: « Vi pare possibile che su 150 milioni di abitanti non si possano trovare gli uomini per comandare?E' il marcio, la protezione che imperano nell'esercito e nell'am ministrazione. E la marina? ... quella coorte di cavalieri di S. Giorgio!. .. agli ufficiali, per aver saputo perdere tutta la squadra dell'oceano Pacifico furono distribuite altre 60 croci. E' tutto l'insiem e che bisogna cambiare e non è facile guarire da questa piaga». Faccio notare che il generale Mar tinoff è conosciutissimo in Russia per i suoi lavori di critica militare fatti specialmente sulla guerra coi turchi; egli era colonnello a 33 anni e ne ha ora 40; guadagnò la croce di S. Giorgio àlla battaglia di Landiasan. (Vol. VII, pp. 1402-1404). Il generale prima di montare a cavallo mi domanda: « Voi venite con noi? ». Pur capendo l'inutilità di questo atto di bravura del generale, risposi celando la mia disapprovazione, come avrebbe risposto il più vigliacco dei soldati italiani (se ve ne sono) dicendo « vengo volontieri ». Partiamo a cava llo e un po' al passo e un po' al piccolo trotto, percorriamo la valle sopranominata; non mi posso lamentare dei giapponesi perché, le loro numerose shrapnels, scoppiarono vicino a noi senza colpire nessun uomo o cavallo. Percorremmo in tal modo due verste ed arriviamo felicemento ai piedi del monte su cui dobbiamo salire. Scendiamo da cavallo;
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avendo scelta questa strada $iamo ora obbligati di arrampicarci dal versante sud, in vista del nemico, cosa che mi sembra poco pratica perché attira il suo fuoco. In questa ascensione, grazie alle mie scarpe munite di chiodi, precedo di molto il generale ed i suoi ufficiali che sdrucciolano ad ogni passo e cadono sovente però rifiutano sempre il mio aiuto. Arrivo felicemente alla meta e con somma soddisfazione mi riparo in un piccolo spalto. Il cielo, come succede sempre dopo molto tiro d'artiglieria, si è .già un po' coperto ed il sole è un pallido disco giallo. (Vol. ·vnJ, pp. 1437-1438).
8. GIORNALE DI CAMPAGNA DI F. CAMPERIO, OSSERVATORE MILITARE ITALIANO PRESSO L'ESERCITO RUSSO IN MANCIURIA (Vol. IX, pp. 1613-1824) 18 febbraio 1905 - ... Dopo la battaglia di Mukden io mi felicitai col gen. Barengarden che conoscevo appena e questi, sino alla fine della campagna, m'intrattenne sulla mancanza di disciplina nell'esercito russo! Egli non _. poté mai vedere il rapporto della battaglia, si sentiva schiavo dell'opinione di un capitano in 2• di S.M. ·e si sfogava con me ... un ufficiale estero!! Da quanto ho visto al 3° Corpo di Siberia so ora come dovrò regolarmi quando leggerò i rapporti ufficiali russi! E' veramente da non credersi che si lascino fare le cose più importanti e delicate a giovani ufficiali che non hanno nessuna pratica della vita e poca del servizio militare. (26) 11 marzo 1905 - Sono nel grosso villaggio di Khentakhezi. Alle 6 scendo dal letto cinese per sortire all'aperto e vedere cosa succede in valle. Durante la notte i soldati che passarono di qua si fermarono presso il villaggio, hanno rubato tutto ciò che si poteva e, naturalmente, non esistono più mucchi di canne, legna ed altro . Il ghiaccio sul fiumiciattolo che passa di qui non è più molto spesso e si rompe al passaggio di carri; il terreno e l'atmosfera offrono ora le loro migliori condizioni per le operazioni militari, poiché mentre il suolo ancor duro e non fangoso facilita il trasporto delle artiglierie, la temperatura permette di passar la notte in aperta campagna e durante il giorno è assai mite. La nostra . retroguardia è ad una versta al sud di dove mi trovo e difend~ quel colle; i giapponesi non ci hanno insegu.ito stanotte e quindi tutti i carriaggi del 3° Corpo di Siberia e quelli del distaccamento Rennenkampf sono in salvo, meno quelli che, per il loro cattivo stato,· furono abbandonati lungo la strada, come sempre. Se il nemico ci inseguisse ora, ne ricaverebbe risultato sicuro, perché la maggior parte delle truppe russe delle
tre Armate non camminano ordinate su strade larghe e ben conosciute quali occorrono ad un sì grande esercito, ma su piccole strade e sentieri cinesi, senza conoscere il terreno e con carte assai scadenti sulle quali esso è mal segnato e sono male scritti i nomi dei villaggi (1). Secondo ciò che mi si dice, la 2a e la 3a Armata si stanno ritirando su Tielin, quindi mi pare che in quella città cozzeranno numerosissime colonne in ritirata e vi dovrà essere un enorme agglomeramento d'uomini e carri. Alle 7 il generale Stverin rfentra alla mia capanna, egli, un vecchietto che ama seriamente il suo paese, e soffre di tutto ciò che succede, ha passato al notte sul colle di. Khanta-Khezi per dirigere il passaggio dei carri ed incitar la gente! Non ho nulla con me stamane ed è forza maggiore il lavarsi col sistema abituale dei soldati... e di molti ufficiali russi: stacco dalla mia sella il bicchiere di ferro cento volte ammaccato, ma portante ancora tracce di smalto celeste e rose rosse, lo riempio d'acqua che metto a sorsi in bocca ed a riprese la lascio cascar sulle mie mani riunite che la ricacciano sulla faccia per... lavarla! Non so se questo sistema sia peggio che niente ma... che fare? Ciò non mi successe che rarissime volte poiché, durante la campagna in Manciuria, con grande meraviglia di tutti io sono riuscito in una maniera o nell'altra a lavarmi nudo ogni mattina. Molti ufficiali dicevano: « Voi siete matto» ma io rispondo loro che facevo quella «mattata» per cercar d'essere un po' pulito!!! (2). Mi reco alla capanna dello Stato Maggiore e riesco a sapere quale sarà la strada che dovrebbe seguire il 3° Corpo di Siberia, ma che credo non seguiremo, poiché fin ora la pratica m'insegna che si fanno cose non corrispondenti esattamente agli ordini che si ricevono o danno; essa passa per Sanciazi, Piecitungu, Licienkhotungu, Sekausangtungu, Zuizenpu, Tater, Fuantungu, Maskhanza, Sudiagu, Sulatungu, Tutaiza, Siudiagou, Zentungu, Madiazai, Nangou, Mundiaza, Taitangampfu, Liandiaturg (a 3 verste ad est della città di Kainian). Ciò mi spiega che le voci che corrono sulla disfatta dell'ala destra debbono avere un certo fondamento, poiché non ci si fermerà sulle posizioni fortificate che furono costruite durante l'inverno all'altezza di Tielin. Allo Stato Maggiore riesco anche a sapere che solo alle ore piccole di stamane la retroguardia si è ritirata su questo colle, (1) Que[le che io mi procurai dopo e che il lettore ora segue non sono quelle di cui parlo, ma nuove edizioni molto migliori. (2) E' difficile spiegare quante razze di parassiti della pelle umana ci sono nella casa dei cinesi in Manciuria. La pulce non vi è in gran quantità; il cimice è amico di tutte le stuoie e la notte fa il suo bravo attacco ·di fanteria su tutta la linea e finisce col non essere considerato dall'uomo; vengono però' i terribili pidocchi. Non è il caso di parlar qui degli altri, ma dirò solo che con tutte le misure di prudenza che presi, ne ebbi per ben 4 volte e potei poi combatterli con un certo risultato non tenendo che indumenti di seta sulla pelle.
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allorquandp tutti ·i carri furono passati; essà è formata dal reggimento Jdhisceiski, da due battaglioni di Kulikofski, da un battaglione del 9° T.S.O. e dalle 9• e 10• batteria da montagna S.0.; sul colle a nord di Maniuluzuanza fu sempre al contatto col nemico che stavolta, sebbene non insegua energicamente, manda avanti la sua cavalleria ed appena esplorato il terreno spinge la sua fanteria sui fianchi delle ultime nostre truppe. Il Comandante della 1• Armata, generale Linievic è stamane a Sanciazi. Il treno dello Stato Maggiore del 3° Corpo che fu stanotte a Sanciazi riceve l'ordine di portarsi molto più a nord presso Licienkhutungu . . Giro per mio conto dietro al colle della retroguardia e nel villaggio di Khendakhezi e non è difficile aver notizie di un certo interesse, perché vedo che il morale di tutti non è molto alto e capisco come in queste condizioni non sia simpatico dare delucidazioni ad un ufficiale estero, testimonio di continue sconfitte, ritirate e confusioni! Verso mezzodì corre la voce che a Mukden i giapponesi Catturarono molti ospedali e che le perdite alla dritta non devono essere inferiori a 70.000 uomini; esse quindi si dovrebbero aggiungere ai 20.000 della 1• Armata per avere una prima grossolana idea dell'importanza della battaglia di Mukden. Si dice pure (ma ciò seppi in seguito essere inesatto) che il generale Kuropatkin, essendo alla destra, comandò in persona l'attacco di due reggimenti sul nemico per proteggere la ritirata in un certo punto. La mattinata passa calma e gli ordini destinano quale nuova tappa dello Stato Maggiore del 3° Corpo il villaggio di Licenkhotungu mentre il comandante della 1• Armata si recherà ad Impagu Zuizempu. Verso le 14 odo qualche tiro di fucile sulle alture che mi stanno vicinissime al sud; gli ordini sono dati per una ritirata da eseguirsi verso le 15,30, ma inaspettatamente alle 14,30 delle « shrapnels » giapponesi scoppiano sul colle di Khendakhezi; la retroguardia è ora meno forte poiché formata di sole sezioni di Kulikofski; altre del 12° T.S.O. e dalla 9• e 10• batteria da montagna S.O. Sebbene i giapponesi non ci inseguono energicamènte essi però non perdono il contatto con la nostra retroguardia e non ci permflttono di perdere tempo. Vien dato l'ordine di sellare ed anche io vesto il mio ani: male stanco. Alle 15 in una nuvola di polvere vedo dell'artiglieria scendere a gran trotto dal colle; essa è accompagnata da sezioni di fanteria che corrorlo. Il generale Ivanoft vuole occuparsi di tutti i dettagli riguardanti la retroguardia; la fanteria giapponese continuando nella sua tattica ha già girato i fianchi della nostra retroguardia e spara dalle alture sul colle ed in questa valle, sicché alle 15,20 ci dobbiamo ritirare sotto ad un leggero ed allontanato fuoco nemico. Come sempre questo si fa al passo. 164
Finita la valle di Khendakhezi e a nord est di essa passiamo un colle ai lati del quale si stanno disponendo una batteria da montagna; essi proteggeranno la ritirata della nostra retroguardia che si Stfl ~vvicinando. Durante il tragit(o cerco, parlando con ufficiali, di sapere quale è ·l'ubicazione odierna delle truppe del 3° Corpo di Siberia, ma mqlti non lo sanno ed altri rispondono evasivamente. Alle 16,15 arriviamo a Sanciazi ove sono riunite truppe del 3° Corpo, ma partono subito ver so il nord. Il generale Linievic è ancora a Sanciazi, sicché non solo il comanda~te del Corpo ma anche il comandante della 1a Armata sono separati dal nemico da una piccola retroguardia e non lontani da esso più di 2 verste; tutti i « grossi » sono più a nord. In Sanciazi è organizzata una tappa e vedo grandi mucchi di foraggio, sacchi di viveri e scatole di « sukhari » per 3.200 chili, vi è un deposito di armi da munizioni. Mentre vi sono truppe che si ritirano vedo arrivare dal nord una grossa compagnia di soldati vestiti di nuovo; sono dei rimpiazzi che da Tielin furono inviati verso il fronte. Questa nuova valle è ingombr a, di car ri. Alla nostra destra il 2° Corpo di Siberia si ritira, ma non è riuscito a riallacciarsi col 4°, sicché le comunicazioni col Gran Quartier Generale si fanno ancora per la via di Tielin. Tutti i car riaggi sono avviati al nord e verso le 17,30 il generale Linievic dopo avere lungamente conferito col generale Ivanoff lascia Sanciazi seguito dal suo Stato Maggiore. Gli ufficiali e soldati sono avvisati che questo è l'ultimo posto ove sono generi alimentari precedentemente radunati, dimodoché tutti si sovraccaricano di scatole e con essi riempiono sacchi e tasche: regna fra i soldati grande allegria. Si mette della paglia sui mucchi di provvisioni e su essa delle decine di fucili, senza otturatore, il tutto si prepara per un incend io. Il generale Ivanoff si occupa dei particolari di queste operazioni ed allorquando l'ultimo ruotabile lascia il villaggio, ordina ai cosacchi di bruciare provvisioni; si sviluppa un enorme incendio che si estende, naturalmente, anche a qualche casa; i cosacchi danno l'ultima occhiata nelle « fanze » per vedere se c'è qualche cosa da prendere; la stretta valle ove siamo assume un color rosso cupo. I giapponesi devono certamente vedere questi segnali della nostra partenza. Alle 18,45 usciamo dalla luce rossa per riprendere la strada verso il nord. E' scuro e la luna non ci aiuta. Sono ora dietro alla nostra schiena una retroguardia sul colle a sud-ovest di Sanciazi composta dell'l1° T.S.0., 4. mitragliere ed una batteria da montagna e il 2° T.S.O. con dei cosacchi nella valle e sul colle a sud-est di quel villaggio. Per parecchio tempo vedo, voltandomi, il bagliore dell'incendio di Sanciazi e scintille che salgono per spegnersi. 165
Ci ritiriamo molto lentamente; il generale lvanoff è nervosissimo, e si ferma ogni due o tre minuti per interrogare soldati isolati, sgridare dei ritardatari. Una volta si ferma presso un grosso sasso e lo sgrida credendolo un uomo seduto. Raggiungiamo le nostre truppe in ritirata, rivedo il solito frammischiatnento di uomini, carri, cucine, cavalli e buoi con basti. Sebbene ordini severissimi siano stati dati a :fine di evitare agglomeramenti di carri sulla strada di ritirata, presso Licenkhotungu ve ne sono in massa e fermi. Il generale Ivanoff ne è arrabbiatissimo. Il passaggio del fiume Licenkhotungu è pericolosissimo pei cavalli, poiché il ghiaccio ha moltissimi buchi nei quali le gambe scendono di mezzo metro sino al fondo. Molti fuochi di canne rendono magica la valle nella quale siamo incanalati; non si parla di scendere di sella; il cielo è stellato. Il generale decide di recarsi a Ziusenpu e perciò la marcia continua fra truppe e carri in disordine; mi è inutile domandare ai soldati di che reggimento essi siano, poiché ora ve ne sono anche di quelli provenienti . dal 2° Corpo di Siberia; certo gli ufficiali non· potranno trovar subito la strada da far seguire alle loro truppe. poiché noi e lo Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia ci perdiamo in un campo osc1,1ro ove incontriam·o dei carri cinesi carichi di viveri che, secondo gli ordini del ,sott'ufficiale che guida la colonna, devono e vogliono recarsi a Sanciazi... E' inutile dire che il generale li rimanda indietro. A un certo punto, non sapendo più che direzione prendere il capo di Stato Maggiore, generale Martinoff vuol farsi guidare per forza da un cinese che non capisce ciò che vogliamo ed è spaventato; egli in · vicinanza di Impangu, fra i fuochi dei soldati e le case se la svigna e non servono, per riprenderlo, i galoppi di qualche cosacco. In lmpangu villaggio e presso il fiume sono migliaia di uomini che si scaldano intorno ai fuochi e che dormono buttati a terra in aperta campagna; dopo un brevissimo alt e i tentativi di aver spiegazioni sulla strada da seguirsi, ci allontaniamo dal villaggio verso levante per ritrovarci di bel nuovo fermi in un campo e senza sapere dove andare. ' E' ora troppo. Decisamente domando al generale Martinoff se dobbiamo credere alla bussola ed alla stella polare lucentissima in cielo ed incito tutti a procedere sicuri verso levante dove non si vedono ora luci indicanti un villaggio, ma si vedranno fra poco. Alcuni giovani ufficiali si slanciano inutilmente al galoppo nell'oscurità in varie direzioni, ma tutti rientrano dopo poco avendo trovato o un fiume o una collina; uno solo non tor na, deve essere quello che si portò a levante. Andiamo ora a piedi e tenendo la stella polare alla sinistra; molti sono i nervosi, ma a mezzanotte e mezza grazie a Dio arriviamo a destinazione. Sarei stanco, ma preferisco scrivere le mie note prima di buttar mi sul « Kang » . Sono le ore 3 e 35 minuti. 166
Mentre il 3° Corpo di Siberia si ritira sulla principale strada di questa regione, alla sua sinistra il distaccamento del generale Rennenkampf si ritira su tre colonne lungo le cattive strade della regione montagnosa situata a nor d di Sanciazi est e quel generale raggiunge il grosso villaggio di Taadenza ove si ferma tutto il (26) 11 ·marzo. Ecco gli avvenimenti della giornata di oggi sul resto del fronte secondo le informazioni che ebbi in seguito. I resti del 17° Corpo sono riuniti presso Tielin e sono assorbiti dalla 3• Armata. Il 1° Corpo di Siberia che, durante tutta la notte marciò ritirandosi, arriva alle ore 10 del mattino a Sintaizi; dopo un breve riposo, alle ore 16 ricomincia la sua marcia per arrivare e pernottare a Yazatungu (villaggio in prossimità della ferrovia non segnato sulle carte). Degli altri Corpi non ho notizia; so però che lungo la fer~ rovia e la strada Mandarina il disordine fra le truppe della 2• e 3• Armata arriva al suo massimo grado e conosco qualche aneddoto: sulle strade di ritirata, prima di arrivare a Tielin, grosse bande di soldati fuggono e devastano; incontrano dei carri carichi di alcool, ne bevono una buona quantità, abbandonano il carico che hanno sulle spalle, sono ubriachi, .un terribile panico ha luogo, poiché una sezione di cosacchi che, venendo dal nord, alza molta polvere, è presa per la cavalleria nemica; si grida: « Japonskaia cavaleria », si spara da ogni lato, talvolta col fucile sotto all'ascella, si grida, si galoppa e si corre. I pochi ufficiali rimasti non possono far si obbedire, alcuni ricevono risposte insolenti, altri sono dai loro soldati feriti; parecchi uccisi. . Il generale Tima.fieieff, cognato del generale Kuropatkin, presso Tielin, essendo incaricato dello sgombero dei feriti è tirato giù da cavallo perché gridava e voleva mettere ordine, fu atterrato .e ricevette parecchi (si dice 11) colpi di baionetta, non è però ucciso ed un cosacco lo trae in salvo. Presso la ferrovia continua il saccheggio dei treni e la ressa presso di essi per trovare il posto per meglio fuggire. Le fotografie che accludo a questo giornale di campagna mostrano quale era l'ordine delle truppe in r itirata. Sulla strada Mandarina si abbandonano carri in centinaia; fra essi sono anche quelli degli agenti militari accompagnati da un tenente di cavalleria della Guardia imperiale, ora destinato agli « attaches »; egli abbandona quel piccolo treno, ed essendo un gigante si fa posto con la forza in un carro bagaglio stracarico di soldati (1). Le ordinanze degli ufficiali esteri, meno una o due eccezioni, buttano a terra il bagaglio ed arrivando a Tielin si caricano di liquori che vendono per la strada a vil prezzo. (1) Con grande meraviglia degli ufficiali esteri questo ufficiale domandò al colonnello Basaroff, destinato agli agenti militari, di esser proposto per una decorazione per questo fatto d'arme. Lascio immaginare le facce e le osservazioni private degli ufficiali.
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L'addetto · militare degli Stati Uniti, maggiore Macomb, si trova sulla strada Mandarina e solo con molta energia può trattenere i suoi due uomini; egli raccoglie cavalli che riconosce come appartenenti ai colleghi e li conduce con sé verso il nord. In tutti i treni, compreso quelli degli agenti militari e quelli sanitari, degli ufficiali cercano un posticino per poter andare più a nord che possano, Kharbin, se è possibile. . Un ·italiano intraprenditore di ponti mi raccontò d'aver trovato, in quest'occasione, un colonnello nascosto presso la legna in un « tender di macchina » che non si poteva muovere, perché avariata, lo avvisò che con quel mezzo non avrebbe potuto ritirarsi. Potrei ancora raccontare moltissimi aneddoti; ma essi non hanno interesse per questo « Giornale di campagna». (7) 12 marzo 1905 - Mi accorgo sempre più delle brutte condizioni nelle quali l'esercito russo combatte; non vi sono unità combattenti ben distinte, non regolarità di servizio, poche o nessuna informazione sul nemico, ufficiali di Stato Maggiore scadenti, carte mal fatte ed in pochissima quantità, ma soprattutto nessuna conoscenza del terreno ed ignoranza del come muoversi su esso. Senza contare la poca popolarità di questa guerra sia fra i soldati che fra gli ufficiali come si può sperare in un sµccesso da venire ? Stamane il grosso del 3° Corpo è presso Zuizenpu coperto solo da una retroguardia che credo in moto nella valle di Licen-Khotungu e che deve recarsi sulle alture di Cefatangu e Khavabaozungu (composta dal 12° T.S.O. coi cacciatori a cavallo dai cacciatori dell'l1° T.S.O. e 4 ,pezzi da montagna dell'l 1• batteria S.O. Se i giapponesi avessero della buona cavalleria ancora fresca, la nostra situazione potrebbe diventare gravissima. Giro fra i soldati; il loro morale non mi pare famoso; gli ufficiali parlano di « vergogna » e di pace. Sono tutto indolenzito, perché quando stanotte ci perdemmo nei campi caddi in un burrone profondo due metri. Nella valle Zuizenpu - Impangu ci sono ora truppe frammischiate del 2° e 3° Corpo di Siberia che attendono ordini circa le posizioni da occupare e danno la caccia agli ultimi maiali rimasti in campagna. Cerco non ripensare alla confusione di ieri; essa era terribile ed una piccola cosa avrebbe potuto cambiarla in panico. Non ho ancora presso di me le ordinanze ed il basto, sicché vivo colla mia sella e nutro il cavallo come posso. Alle ore 10,30 il generale Ivanoff visita la catena d'alture che è a nord di Zuizenpu con direzione da est ad ovest; questa catena offre tutte le buone condizioni per poter fermare l'avanzata del nemico che si presenterà davanti ad essa in questa valle ed ha un piccolo colle al centro. Vengo a sapere che la retroguardia non si trova al posto destinato e non vi è ancora giunta. Alla sinistra del 3° Corpo sono le truppe del generale Rennenkampf la cui retroguardia dev'essere all'altezza di Cencengou. 168
Alle 10,45 arrivo in Padiazi dopo aver passato il piccolo ma difficile colle a nord-ovest di Zuizenpu. Alle ore 11 le truppe del 3° Corpo si recano sulle alture soprannominate per costruirvi fortificazioni. (27) 12 marzo 1905 - Da Padiazi. Ore 12. Il comandante dell'Armata ordina di· occupare e fortificare posizioni sulla r iva ' destra. In Padiazi vedo 2 parchi da montagna, uno regolamentare con 100 proiettili, l'altro di materiale cinese con altri 800 proiettili. Abbiamo anche 240.000 proiettili da fucile. In meno di mezz'ora il villaggio di Padiazi è svaligiato, le case occupate; si cacciano i maiali e galline e si prende il miglio e il « Kaulian » dove ve n'è. Le giovani donne coi bambini e i vecchi scappano in gruppi spaventati abbandonando le loro case. La valle è molto stretta e certamente i tiri lunghi saranno per noi e per le riserve. Con l'aiuto del mio cinese riesco a trovare del riso e dei polli coi quali faccio un calderone di minestra che servì a quasi tutti gli ufficiali ~ffamati delle batterie da montagna che arrivarono alla mia capanna. Mentre si mangia mi si dice che alla destra dell'esercito . russo (ovest) le armate sono in gran confusione; un panico seguì l'altro, la fuga fu disordinata, treni, carriaggi, retrotreni, ed una trentina di pezzi furono abbandonati. Una sezione superstite del 1° Corpo di Siberia salvò 6 pezzi, qualche altro cannone fu salvato dai cosacchi del Daghestan tirandoli con buoi. Il Gran Quartier Generale ha perso tutti i suoi uffici sul treno, ossia le segreterie e le cancellerie ove erano tutte le carte, i piani di fortificazione e quelli di difesa oltre a tutti gli ordini di massima, ecc. La la Armata deve ora coprire e proteggere le altre che si' ritirano in quel disordine. Un ufficiale mi dice d'a,ver visto, durante la battaglia del Kantulin, che i giapponesi tiravano dietro alle loro truppe inviate all'assalto per non permettere loro di fermarsi. · Verso le ore 14 ·il generale I vanoff che è ancora alla riserva informa il generale d'aver il' nemico a 3 verste davanti a lui, ma che per ora tutto è calmo, ciò non pertanto la retroguardia del 2° Corpo di Siberia che gli stava alla destra si è ritirata per ordini ricevuti; l'Ivanoff domanda cosa deve fare. Apprendo ora che i Kulicofs ki quando furono presi di fiarico dai giapponesi essendo sul colle di Khendakhezi, subirono gravi perdite. Gli ufficiali che sono nella mia « fanza » si lamentano del generale, perché esso si occupa troppo delle piccolezze della retroguardia e ne fa quasi il comandante. C'è chi dice che i giapponesi sono già molto a nord-ovest di Tielin, nei pressi di Facumingu e che ora tutti i treni delle . truppe hanno l'ordine di ritirarsi molto più a nord di Kaiiuan. Il morale degli ufficiali mi pare molto depresso, non si parla che di pace e di « casa » ! Nel pomeriggio il generale I vanoff
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viene a vedere il generale Scverin e lo prega di trovare in ogni modo un posto ove mettere in batteria i pezzi da campagna, ed io ebbi, in seguito, la soddisfazione di vederli messi ove avevo consigliato ossia sulle selle dei due colli che sono a nord e ad est di Padiazi. Durante tutto il giorno vedo i soldati lavorare sulla cresta delle alture che sono a sud per scavar trincee e costruir fortini sulle cime separate. La sera, verso le ore 19 riceviamo la notizia che la nostra retroguardia si ritira, poiché la fanteria giapponese h a girato la destra di quella del 2° Corpo e la minaccia ora sul fianco. Pare che ad ovest della ferrovia mancese, · una brigata di fanteria comandata dal maggior generale Marosoff (della 1• divisione di fanteria di Siberia) sia stata inviata verso Ciantufu per far .fronte alle truppe giapponesi di Tacumin. Alla nostra sinistra il generale Rennenkampf passa la giornata nel villaggio di Taadenza. · Egli riceve l'ordine di resistere al nemico sul fiume TanKhè e difendere le posizioni dal colle in Suisi (a nord-ovest di Yuantungu) sino al massiccio di Vaputungu (al nord-est del villaggio omonimo). In tutto egli ha trenta battaglioni e mezzo, ma oggi invia al 3° Corpo di Siberia le truppe del generale Daniloff. .Secondo un ufficiale del nostro Corpo che fu con Rennenkampf, .durante questi ultimi giorni, le ritirate colà si fecero in buon ordine e senza confusione. La sera quel generale trasporta il suo quartiere in Shinpangu. Il tenente Von Lang che fu col generale Ren~enkampf mi dice che della s• batteria da montagna 7 pezzi sono avariati, specialmente nell'affusto; la costruzione di essi è scadentissima. Molti dei pezzi da campagna del 3° Corpo di Siberia devono anche aver subìto avarie poiché non vedo batterie che ne abbiano più di 4-6. Di ciò ·che succede alla parte ovest delle truppe russe non potei sapere altro che il 1° Corpo di Siberia occupò oggi una posizione di difesa presso Koustaizi e il suo Stato Maggiore a nord di Piandiaopa. Riepilogando: nella giornata d'oggi la 1• Armata con la più gran parte delle sue forze occupa una linea di difesa che ha la sua ala destra appoggiata quasi alla strada Mandarina al sud di Tielin, e l'estrema ala sinistra sulla regione montagnosa a 32 verste a levante dell'ala destra. Sul fianco destro della 1• Armaat e dietro ad essa si ritirano delle truppe in disordine .. La linea di difesa della 1• Armata è prolungata a nord-ovest dal 1° Corpo d'armata di Siberia e da altre truppe forse che si trovano a ponente della strada ferrata. (28) 13 marzo 1905 - La contrada ove sono è stata devastata ed ha cambiato faccia. Durante la notte il generale Sasulié (2° Corpo di Siberia) ha domandato dell'artiglieria da montagna al
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generale I vanoff e questi gli ha inviato la 9a e 10a batteria da montagna S.O. Prima dell'alba il nemico ha spinto le sue .truppe avanzate sino a 4 verste della nostra posizione. N0n si trova ora la s• 'batteria da montagna che degli artiglieri hanno cercato già durante la notte. Sento il generale Scverin ed altri ufficiali seri parlare con tristezza della fine miseranda dell'esercito russo di Manciuria. E' assodato che la 2a e 3• Armata si ritirano al riord in gran confusione e non si riesce a rimetterla in ordine! Sulla strada di ritirata vi sono ora ufficiali superiori e generali che ordinano allé colonne di carriaggi che incontrano di recarsi più al nord sicché allo Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia non si sa ove è il nostro treno ed io continuo ad essere separato dalla mia roba e dalle poche scatole di viveri eh~ ho sul basto. Una terribile idea mi tormenta; è quella delle mie « note » che sono nel vagone degli addetti militari la sorte del quale mi è ancora incognita, mentre so che tre addetti militari furono fatti prigionieri in Mukden il giorno (25) 10 marzo (capitano di vascello inglese Eyres, capitano del Genio degli U.S. d'America Judson e colonnello medico degli U.S. d'America Avare). Arriva al 3° Corpo di Siberia un ufficiale proveniente da Tielin e c'informa che colà trovasi ora il comandante in capo, che ieri ed avanti ieri successero, alla destra, cose indescrivibili; il « bordello » (come tutti lo chiamano) fu specialmente causato dal panico sviluppatosi fra i carriaggi in moto che erano talvolta su 8 file; in Tielin successero scene feroci; fucilate, incendi, saccheggio, etc., etc. Dalla situazione odierna della 2• e 3• Armata l'ufficiale di cui parlo non sa nulla e non lo può sapere; sa che il generale Kuropatkin vuol far portare al nord la più gran parte possibile dei viveri e dei foraggi che sono a Tielin e perciò vuole che la l" Armata trattenga il nemico su queste posizioni. Al mattino arriva festeggiatissimo il valoroso generale Daniloff colla sua brigata (23° e 24a T.S.O.) e due batterie da campagna della 26" brigata d'artiglieria. Si invia dal generale Rennenkampf il reggimento di cosacchi che era qui col 3° Corpo di Siberia. Il nemico non ci disturba, ma ha già visto il muro dritto sul quale i soldati del 3° Corpo di Siberia lavorano per fortificarsi e fermarlo. Dopo mezzodì si trova la s• batteria da montagna S.O.; essa era presso ... Tielin. Sulla posizione continua il lavoro delle trin·cee: dopo . mezzogiorno sento ripetuti colpi di cannone alla destra; è il 2° Corpo di Siberia che tira sui giapponesi che colà avanzano. Gli arbusti secchi della montagna che dal nord scende a picco su Padiazi bruciano; tutti gridano allo spionaggio come 171
sempre quando si videro incendi in montagna, ma effettivamente questo incendio, come gli altri, fu causato da qualche soldato russo che non spense il fuoco acceso per bollire l'acqua del thè. Arriva il colonnello Asarioff per comandare il 10° T.S.O. ed il tenente colonnello Razzu gli cede il comando. I soldati che sono in valle continuano a rubare quel che possono; si distinguono in maniera stranissima gli uomini Kulikofski; essi girano col loro « basclik » (cappuccio di lana per la testa) ispezionando ovunque anche dove sono ufficiali, rompendo muri di fango per entrare nei cortili ed abbattendo porte. E' ridicolo vedere con quale semplicità si avvicinano in gruppi ai carri degli ufficiali dei T.S.0. e vorrebbero veder di prender qualcosa anche là: il generale ~cverin, i suoi ufficiali, io ed altri facciamo una vera caccia ai Kulikofski e per difendere le cose dei cinesi che ci ospitano, mettiamo dei soldati di guardia ovunque per scacciare ... i Kulikofski che ... esplorano!! Ma questa gente ha da mangiare? Ha un colonnello e degli ufficiali? Io, francamente, non ne capisco nulla e aggiungo le mie risa a quelle degli altri!! Che fare? Nel pomeriggio le nostre sentinelle avanzate sono ancora nella valle del Yan-Khè. Alle ore 15,30 la battaglia al 2° Corpo d'armata di Siberia si fa più animata. Lo Stato Maggiore del 3° Corpo da qualche giorno mangiava « sukhari », ma ora anche queilo è finito per noi sebbene i soldati ne abbiano ancora. Per conto mio facci o delle frittelle con farina e olio di fagioli schifosissimo. Il generale Ivanoff invia il capitano principe Bebutoff a Tielin per vedere se si può m ettere la mano su qualche scatola di viveri europei. Mentre sulle principali strade di ritirata dell'esercito si muovono soldati in ritirata, qui a Padiazi arrivano delle sezioni di soldati di rimpiazzo; .vedo infatti un plotone di zappatori in buonissimo arnese e con degli splendidi zaini neri, utensili nuovi e cuoiami gialli arrivare in questa località. Oggi alla sinistra del 3° Corpo di Siberia è sempre il generale Rennenkampf che sta fortificando le sue posizioni; alla destra il generale Sasulic combatte, ma non cede. A ponente della ferrovia il J° Corpo di Siberia scava trincee. Del resto dell'esercito io non so nulla! (1) 14 marzo 1905 - Al mattino arriva da Tielin la S" batteria da montagna con circa 600 uomini di vari reggimenti deila 1a Armata che si trovarono « spersi » a Tielin! Gli ufficiali di questa batteria mi dicono che si comincia solo ora a poter mettere un po' d'ordine presso Tielin; le case in città son tutte chiuse ed i treni si adoperano per portare al nord migliaia di feriti ed i cannoni di campagna che sono rimasti senza cavalli. Il generale Meyendorf che comanda la 3" Armata è ora a Tielin col generale Kuropatkin. Gli ufficiali del1a sa batteria da montagna sono talmente impressionati di ciò che hanno visto nei pressi di Tielin che quasi non vogliono credere che noi col 2° Corpo di 172
Siberia ed il generale Rennenkampf non s1 e perso un solo carriaggio! A Tielin ferve anche il lavoro per trasportare al nord il materiale, viveri e munizionamento. E' difficile, per ora, sapere ·quanti uomini rimasero nel cerchio di Mukden e furono fatti prigionieri, ma gli ufficiali che vengono da Tielin dicono che fra essi sono certamente tutti quelli ricoverati in molti ospedali, tre reggimenti di tiratori russi, una compagnia intera di pontieri del Genio, 25 pezzi da campagna, un numero non calcola~ile di << dvulkolkhe », carri a 4 ruote e retrotreni da parco d'artiglieria. Il nemico, davanti al 3° Corpo di Siberia non attacca, i suoi esploratori si vedono sulla riva sinistra del Fankhè e sulle alture a sud del fiume; egli però avanza davanti al 2° Corpo d'Armata di Siberia e passa il Fankhè prezzo Zandaluzi. In mattinata finiscono d'arrivare le truppe del generale Daniloff e le due batterie da campagna della 26a brigata sono messi in posizione sui colli a n ord della catena d'alture che occupa la fanteria. Vado sulle posizioni e vedo dell'artiglieria nemica sparare dalle alture presso Ciefutungu. A mezzodì il generale Scverin rientra in Padiazi dopo essere stato al 2° Corpo di Siberia; egli mi dice che colà si combatte e vi son già più di cento feriti o uccisi; ebbe qualche informazione circa la situazione generale e mi diçe che la battaglia di Mukden costa alla Russia più di 100.000 uomini! Dopo mezzodì, con gran piacere degli uffièiali ed anche dei Tiratori della S.O. il reggimento Kulikofski, o meglio la « banda di Kulikofski », lascia il 3° Corpo di Sib~ria per rientrare al suo, il 6° di Siberia. Il reggimento Combarsky (284°) è inviato al generale Rennenkampf. Arrivano inaspettati nuovi ordini: dobbiamo lasciare queste magnifiche posizioni per ritirarci su quelle chiamate « di Tielin »: il 3° Corpo di Siberia occuperà le alture del settore Undiagou-Kiuz-aiu-Khoasan; lo Stato Maggiore si recherà a Takhi.msci; i treni di 2a classe a Ci-nzikhè - e quelli di 3• a Sanfandiapu (?); i parchi d'artiglieria saranno divisi fra Madiazai (vicino al fronte) e Iamulinza (presso Kaiiuan). Rivedo finalmente uno dei miei uomini, il tiratore a cavallo Cerenkoff; egli mi porta glorioso dei fazzoletti e delle sigarette senza aver pensato a qualcosa di più mangiabile e mi racconta che i carri dello Stato Maggiore del Corpo non si fermano quasi mai; furono lontanissimi al nord sulla strada Mandarina, perché spinti da ogni generale che li incontrava, ma ora sono ritornati sino a Madiagou. Il tenente principe Urusoff si è recato al Gran Quartier Generale dell'esercito e, ritornato, mi racconta molti aneddoti sul panico che vi fu all'ala destra durante la ritirata da Mukden; dice che si sono persi 42 pezzi e gran quantità di materiale da guerra; aggiunge che il morale dellç> Stato Maggiore del gene173
rale Kuropatkin è assai depresso; della 2• e 3" Armata vi sono ora· sezioni erranti ovunque; i trofei, presi dai russi ai giapponesi sono rappresentati da due pezzi e 4 mitragliere. L'Urusoff continua dicendo che Tielin è pieno di soldati con spalline di ogni colore e numero che girano facendo atti di brigantaggio. Fin ora non si parla di pace. . Alle ore 16,15 parto col tenente Urusoff, che è pure convalescente, per Ta-Khunsci. Le strade sono abbastanza buone e diventano belle · e larghe nella regione delle posizioni di Tielin, ove migliaia di cinesi lavorarono tutto l'inverno a scavar trincee e far vie di comunicazione. Appena lascio Padiazi vedo un cadaverino cinese a destra della strada; esso certo è di un bambino che fu buttato dalla madre che scappò da Padiazi l'altro giorno; forse qualcuno le correva dietro! . Quante volte ho ripensato ai poveri neutrali che ci danno la loro casa per combattere!! E' una cosa che fa pietà e · a me anche rabbia, perché trovo che non dovrebbero lasciarci fare ed imparare una buona volta a farsi rispettare. Le batterie lasciano le loro posizioni alle 16,30 e la fanteria verso sera. Si mette vento da nord e la temperatura si abbassa sentitamente; la strada per Takhunsci è lunga ed il mio compagno sta poco bene. Alle ore 20, dopo esserci fermati prima in Sekhunsi arriviamo a destinazione. I cinesi si son barricati nei loro cortili appoggiando alle porte d'eritrata i carri, lunghe aste, fascine e mille altre cose; essendo. già notte le donne ed i bambini dormono e sono rinchiusi nelle loro capanne aspettando spaventati. · I soldati della Guardia del generale Ivanoff (cacciatori T.S.O.) sono già in Takhunsci e non mettono molto tempo ad abbattere e destinare le « fanze » per generale, gli ufficiali ed i vari uffici. Il comandante dello Stato Maggiore (un capitano che comanda tutto il personale addetto allo Stato Maggiore del Corpo d'armata e pensa: alla parte disciplinare) dirige queste operazioni. Dopo mezz'ora di ricerche ci installiamo in una capanna dove sono molti bambini e donne che, spaventati piangono e mostrano piccole creature in fasce; dopo poco un vecchio malato è preso da attacco epilettico, tutta la famiglia gli si mette d'intorno credendo di vederlo morire; bambini e donne gli spruzzano con la bocca acqua sul viso, il vecchio rantola, i, figli gridano « ama, ama » (padre, padre). Sono tali i gridi che, dopo qualche minuto, la mia luridissima capanna è piena di gente, vengono parecchi ufficiali fra i quali il capo di Stato Maggiore generàle Martinoff. Il vecchio non parla più; ha gli occhi rivoltati; la sua bocca è sdentata, è aperta, è dura; crediamo che stia morendo; i cinesi continuano a sputargli in faccia; poi le donne scappano e coll'Urusoff resto nella capanna a bere thè presso il vecchio morente che è sdraiato sul « kang ». 174
Inutile dire che tutte le mie parole per calmare le donne non servirono a nulla e che rimangono convinte che lo spirito maligno è entrato nella loro casa. Passammo così la notte presso quel pover'uomo che rantolava. Durante la notte nel villaggio i cinesi sloggiati piansero e girarono nelle strade, alcuni lo abbandonarono. Le truppe del 3° Corpo durante quasi tutta la notte marciano in ritirata per occupare le nuove posizioni. Ai fianchi del 3° Corpo si ritirano in relativo buon ordine il 2° Corpo di Siberia e il distaccamento Rennenkampf. A ponente della ferrovia mancese il 1° Corpo di Siberia continua a fortificare la posizione scelta presso Kotuazi; i suoi esploratori rapportano la presenza di una divisione e mezza giapponese a ponente della località che li fortifica. Alle ore 18 le pattuglie avanzate sono in· contatto col nemico a 10 verste al sud di Koutazi; il 4° T.S.O., essendo in retroguardia si ritira sul fronte principale senza accettare combattimento. Presso la ferrovia vi è parte del 4° Corpo d'Armata di Siberia in retroguardia per l'ala dell'esercito russo; esso pure si ritira. Come si vede, oggi i soldati di Siberia formano una linea di difesa dietro alla quale si cerca di riordinare i loro compagni di Russia.
(2) 15 marzo 1905 - Durante la notte fece molto freddo, ma stamane è .il tempo è bellissimo. Comincio a soffrire della lontananza del mio bagaglio, ma non voglio abbandonare le truppe durante questa storica ritirata. Da quando abbiamo lasciato il fiume Khung la contrada ha cambiato d'aspetto. Le valli sono più larghe e meno fertili; le montagne più alte, secche e rocciose, si vedono pochissimi boschi e meno villaggi. Il fiume Zài-Khè nei pressi della pagoda di Luniupusan passa in una larghissima vaJle 11bertosa, ma le montagne immediatamente. a nord sono aridissime. S'inviano due capitani di Stato Maggiore per distribuire le truppe del 3° Corpo sulle posizioni fortificate. Un ufficiale del Gran Quartier Generale, proveniente da Tielin, mi dice che il generale Kuropatkin è qrrabbiatissimo, perché, durante la battaglia di Mukden i suoi sottordini non seppero adoperare i 1400 battaglioni riuniti all'ala destra contro le forze giapponesi avvolgenti. Il comandante della 1a Armata è a Tindiazai. Dopo mezzogiorno i giapponesi attaccano l'ala destra del 3° Corpo ed il 2° Corpo di Siberia; essi sono avanzati su 3 colonne e la loro forza si giudica essere una divisione di fanteria con pezzi da montagna. L'azione davanti al 3° Corpo non è molto animata. E' ormai noto che l'esercito russo si deve ritirare tutto molto più a nord 175
di Kai.iuan e precisamente sopra una linea est-ovest all'altezza della stazione ferroviaria di Sipingai. Secondo gli ordini ricevuti dal comandante della 1a Armata domattina, prima dell'alba, dovremo lasciare le posizioni di Tielin; le truppe del 3° Corpo dovranno ritirarsi sulla strada Takhunsci, Mendiazai, Nangou, Iaopu, Ikhukouazi, Madiagou, Nantae, Vanziarsciu. Gli esploratori del 3° Corpo di Siberia riferiscono che i giapponesi tentano di entrare fra il 2° e 3° Corpo di Siberia; il comandante della 1• Armata invia sulle alture situate in quel luogo il 2° e 36° T.S.0. Alcuni cosacchi rientrano da Tielin dove furono mandati a comprare viveri per gli ufficiali al reggimento; essi hanno le selle cariche di bottiglie ed hanno preso tutto quello che potevano nella città che si sta per abbandonare; sono naturalmente ubriachi fradici e fanno un gran baccano nella capanna prossima alla nostra. Il tenente Uruso.ff, visto che cominciano a sparare fucilate nella casa ne fa avvisare il comandante dello Stato Maggiore, ma questi gli risponde « che non sa cosa farci». Mi sdraio per dormire e riposarmi, perché prevedo novità durante la notte. A ponente della strada ferrata il 1° Corpo di Siberia alle ore 3 del mattino lascia le posizioni di Kautaizi per disporsi ad ovest di Tiélin; il suo Stato Maggiore arriva alle ore 6 nel villaggio di Iaotz. Sin dal mattino la stazione di Tielin e le case a · essa vicine sono in fiamme. Alle ore 17 si vedono varie colonne giapponesi marciare su Tielin. A 3 km dal 1° Corpo di Siberia ne passa una e gli si tira addosso. (3) 16 marzo 1905 - Alle ore 0,15 una pattuglia venne ad avvisarmi che si parte; qualcosa deve essere successo, ed infatti dopo qualche minuto essendo in istrada nell'oscurità completa apprendo che il 2° Corpo di Siberia ha dovuto cedere agli attacchi giapponesi e si è ritirato prima dell'ora fissata lasciando inavvertito il generale Ivanoff, le truppe del quale hanno ora il fianco destro minacciato. Bisogna partire subito, si sellano tutti i cavalli; dati gli ordini alle truppe per la ritirata, partiamo alle ore 3 con direzione a nord. Dopo poche centinaia di metri siamo sulla grande strada del Genio (che costò 54.000.000 di rubli), su essa, in una nuvola di polvere nera, marciano uomini in confusione; sono sezioni del 2° Corpo d'Armata di Siberia che avrebbe dovuto ritirarsi per ultimo essendo a contatto col nemico. Fra la gente vi sono carri e cucine; un gran silenzio permette di sentire il rumore di centinaia di stivali che strisciano per terra. Gli uomini sono stanchi ed i cavalli sfiniti; vedo parecchi soldati cascare ai lati della strada per addormentarsi; certamente finiranno con l'aumentare il numero dei prigionieri.
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La strada del Genio, sebbene buona, ha un grandissimo difetto: ai suoi due lati furono scavati profondi canali per raccogliere l'acqua delle piogge; quando succede un ingombro sulla strada tutta la colonna dei carriaggi si deve fermare e non può proseguire uscendo per un tratto della strada. Vedo anche pezzi da campagna non sempre trainati da 6 cavalli e dei retrotreni rotti. Appena s'incontra un fuoco molti soldati lasciano la strada per andarsi a riscaldare; ogni tanto s'incontra una carogna, una capanna distrutta o un carro abbandonato. Non vi sono compagnie o plotoni, ma gente a gruppi o isolata che si distanzia sempre più; non solo soldati, ma anche ufficiali domandano notizie del loro reggimento. Ogni due minuti il gener ale si ferma per cercar di chiarir la strada sulla quale fra poco dovranno passare le sue truppe; io continuo al passo accompagnando il tenente Urusoff; faccio ciò anche per scostarmi dallo Stato Maggiore del 3° Corpo ove mi è facile capire che la mia presenza a testimoniare questo disor dine non è simpatica. Fa molto freddo, proseguo lungo la valle Mendiazai-Nangou, oltrepasso Iaopu per dirigermi nella valle Tkhuoudzi. Presso Iaopu la valle è molto ingombra, non vi è un metro di spazio libero; in quel punto ci sono ammassati pezzi, retrotreni e carriaggi; è difficile anche per un uomo a piedi di poter proseguire sulla sua strada. Non vi è panico alla la Armata, ma siamo ben lontani dall'ordine. Mentre mi dirigo nella valle di Mendiazai, l'alba rischiara Iaopu e le colonne d'uomini e carri che presso esso si agglomerano. . . Alle ore 11 arrivo a Madiagou ove trovo una « fanza » abbastanza pulita ed il treno dello Stato Maggiore del 3° Corpo. Chi non ha preso parte ad una campagna di guerra non può sapere quale sia il piacere, la soddisfazione e il gusto di poter lavarsi nudo e cambiare camicia dopo parecchi giorni di marcia e lavoro. . Qualunqu~ . stanchezza sparisce, la mente e il corpo sono più pronti di prima a continuare la lotta. Cominciano ad arrivare soldati; ha principio il saccheggio. Il mio padrone cli casa mi tira da ogni lato del suo cortile per mostrarmi con quale velocità i cumuli di legna diminuiscono; col principe Urusoff scacciamo e sgridiamo qualche soldato, ma è tempo e fiato perso. I foraggi, la legna, e il« kaulian » in poco tempo spariscono. Alle ore 14 arriva il generale Ivanoff. Ecco le informazioni che riesco ad avere prima che gli ufficiali si mettano a dormire. La ritirata continuerà domani; la prossima tappa sarà Veipumin (Veien pumingu) poi si seguirà la grande strada Mandarina Mukden-Kirin fermandosi a Zaopingar poi a Liaoemiao per cessare la ritirata presso Khosciulinzi sul parallelo della stazione ferroviaria cli Sipingai. 177
I parchi d'artiglieria saranno radunati nella città di Khersu. Il comandante della ia Annata è oggi a Kholuntungun. Della 2" e 3• Armata non si hanno qui nuove; abbiamo ora una bu'Onissima retroguardia composta di truppe della 6" divisione T.S.O. (col generale Daniloff) con la 4• ed 11" batteria da montagna. Passano da Madiagou dei Tiratori S.O. che si recano al bivacco a nord-ovest del villaggio; dietro all9 stendardo la musica suona una mar cia, come sempre, lenta; ricevo là visita di ufficiali del 21° T.S.O. . Intorno al villaggio i soldati accendono fuochi per bollire l'acqua o dormono buttati a terra. Un paesello a ponente di Madiagou, brucia. A ponente della strada ferrata il 1° Cor po di Siberia riceve l'ordine di ritir arsi alle ore 7 dalla posizione che occupava presso il fiume Liao ad ovest di Tielin, tenendosi allineato colla 41• divisione (16° Corpo di Russia) ma questa si ritira prima del tempo, sicché il 1° Corpo alle ore 6 abbandona la sua posizione per arr ivare a Lepian. Le batterie sono obbligate a fare un lungo giro per passare sopra un ponte. Alle ore 15,15 si riprende la strada mentre i giapponesi dalle alture che sono al sud e furono abbandonate dal reggimento in retroguardia sparano con cannoni. La sera il 1° Corpo si ferma a Khuan Khuantai per passarvi la notte ed ha l'ordine di partire solo alle ore 6 di domattina. Secondo un rapporto che potei vedere molti mesi dopo la battaglia di Mukden, oggi il · 17° Corpo di Russia (o .i suoi resti) occupa, cogli altri Corpi della 3• Armata e frazioni della 1• e 2• Armata, secondo il generale barone Binderling, posizioni di retroguardia per tutto l'esercito, presso Kaiiuan. (4) 17 marzo 1905 - Stanotte una staffetta dello Stato Maggiore della ·1• Armata venne alla nostra capanna per avvisare il tenente Urusoff che il generale Linievic, di cui lui è ufficiale d'ordinanza, ha ricevuto l'ordine imperiale di assumere, temporaneamente, il comando dell'esercito russo in Manciuria al posto del generale Kuropatkin e che il primo parte subit o stamane per Ciantufu (a ponente della ferrovia), ove pare dirigersi un forte distaccamento giapponese. Varie fortissime lontane detonazioni si udirono stanotte; suppongo s.i siano fatti ~altare i ponti presso Tielin. Passano delle tr uppe dirette a nord, i soldati cantano in coro rispondendo a frasi che un uomo pronuncia da solo, la musica suona; il soldato russo si è riposato ed ha ripreso la lena! Alle ore 9 parto con Urusoff per Veipumin (Veienpumingu). Quando lascio la m ia capanna vedo dei soldati già pronti ad entrarvi per prendere quello che sino ad ora ho difeso; il mio « cianguida » (padrone di casa) mi saluta disperato aspettando il terribile assalto! · Mi dirigo verso Kaiiuan e sul.la strada v~do le nostre batterie da campagna che si avviano pure al nord.
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Per far riposare la gente ogni giorno si cambiano le truppe di retroguardia; oggi la ritirata dell'eser cito è coperta da uomini della 61 a divisione e altra fanteria col generale Bacinski. Il 3° Corpo è in marcia per recarsi a Veipumin. In . un polverone èhe non lascia quasi respirare ci ritiriamo di 28 verste. Osservo ora m eno disordine e assisto, col cuore stretto al saccheggio dei villaggi che attraversiamo. La mia povera penna non avrà mai il fuoco necessario per mettere su carta il mio pensiero! Sott'ufficiali e soldati rompono e rubano a loro piacere questi poveri codinati sotto gli occhi degli ufficiali. Tutto ciò mi fa .un vero schifo e sono obbligato a considerare questi atti come vigliaccherie, poiché mai un cinese si è rifiutato di vendere il fru.tto del suo lungo e paziente lavoro della terra e i denari sono destinati al nutrimento del soldato in Ru~sia· più .che in ogni altro paese. Le scene a cui assisto mi costringono a concludere che non esiste una vera disciplina fra le truppe con le quali vivo da molti mesi. La mia indignazione è divisa dal tenente Urusoff il quale mostra di avere un'educazione civile e militare pari a quella degli ufficiali delle altre nazioni europee. Vengo a sapere una cosa che da lungo tempo supponevo: non sono ben visto dallo Stato Maggiore del 3° Corpo; ciò è naturalissimo, poiché vedo troppa roba; se invece di aver per · guida il solo mio dovere, dovessi seguire i consigli del mio caratterè, dovrei dire quattro parole chiare a certi giovani ufficiali cli mia conoscenza, che dietro alle mie spalle fanno supposizioni sul mio tonto, e dir loro che se sapessero vincere, non vedrebbero tante spie sui loro passi; ma mi è giuocoforza tacere, e parlare con tutti gentilmente. Sono il terzo per anzianità di servizio presso lo Stato Maggiore del 3° Corpo e gli ufficiali d'alto grado in esso mi hanno sempre mostrato grande amicizia e considerazione, ma c'è qualche giovane cacciatore di decorazioni con spade incrociate, che pur facendomi la risatina, mi fa patire un .martirio interno; questo è noto ai miei amici ufficiali che raddoppiano le loro gentilezze a mio riguardo. Non mi dò per vinto e seguirò questo Corpo d'Armata sino a quando si farà la pace cercando di adempiere alla delicata missione che mi fu affidata il meno peggio possibile. Alle ore 16 arrivo a Veienpumin ed una buona lavata rende grigio il mio nerissimo umore. Coll'arrivo delle truppe del 3° Corpo a Veienpumin esse sortono dal terreno riportato su carte e domani lo Stato Maggiore russo guiderà le sue truppe con una misera carta da 4 verste il pollice ove è segnata la sola strada Mandarina e qualche piccola strada secondaria. Entriamo così nella provincia di Kirin. Durante il pomeriggio arrivano le truppe del 3° Corpo e alla 179
sera le truppe della retroguardia prendono la posizione presso il villaggio di Nantai a 18 verste al sud di Veienpumin. Questo ·è un grosso villaggio non ancora abbandonato dai cinesi ove sono grandi magazzini di « kaulian », del miglio, dei cavali ed anche un po' di riso. Le truppe del 2° Corpo d'armata di Siberia e quelle del generale Rennenkampf si stanno ora ritirando su questa grande strada di comunicazione e avvicinando ad essa. Ad ovest della strada ferrata il 1° Corpo di Siiberia lascia alle ore 4 Khuankhuantai e continua la sua ritirata su terreno poco conosciuto tanto che lo Stato Maggiore non trova la strada. Alle ore 10 si fa un grande « alt » ed alle ore 11 la 9a divisione si ferma a 2 km al sud di Sidzaidzi ov'è lo Stato Maggiore del Corpo. Il generale Linievic ha lasciato il comando· della 1a Armata al generale Zarubaieff. (5) 18 marzo 1905 - Sono con lo Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia in · Veiempumin. Il generale Linievic si trova ora presso Ciantufu con una parte del suo Stato Maggiore. Lo Stato Maggiore della 1a Armata è a Liscigou. Tutto è calmo oggi e mi intrattengo col tenente Urusoff, il quale si lamenta a ragione, del vizio inveterato di molti ufficiali r ussi d'essere sempre ubriachi e di vantarsene e spera con me che questa guerra sia di lezione alla Russia. La casa del mercante che ci alloggia è cintata da grosso muro che ha agli angoli torrente ad uso caponiera; come questa vi sono altre case. Si è oggi aperta una tappa che ha cominciato a funzionare, ma non molto bene: il colonnello destinato a questo lavor o ha messo una sentinella armata davanti alle tonnellate di « kaulian » e miglio che sono qua nel cortile del mio padrone di casa ed ha fissato con lui di comprargliene la quantità che gli servirà, al prezzo di un rublo al « pud » (un pud = 16 chili); dopo poco comincianQ ad arrivare dei soldati con buoni in cui quella merce veniva pagata rubli 2 e mezzo al « pud ». Per curiosità ridomandai al mercante cinese quanto egJi ricevesse per un « pud » di « kaulian », ed egli confermò la cifra di un r ublo. Il tenente Urusoff mi spiegò semplicemente la cosa dicendomi che il vecchio colonnello ·si metteva in tasca un rublo e mezzo per ogni « pud >> di « kaulian » e si contentò di bestemmiare e gridare alla « porcheria » davanti al colonnello stesso. L'Urusoff mi aggiunse in seguito che questa è una delle grandi piaghe dell'esercito e che avrebbe riferito al generale Linievic tutto ciò che . vedemmo durante questa ritirata. Dei sacchi di riso che costarono al cinese 5 rubli sono comprati a forza da ufficiali per due rubli. Il generale Linievic comunica alle truppe dell'esercito operante .contro le forze del Giappone che S.M. l'imperatore si è degnato di affidargli il comando delle forze di terra e di mare russe in Estremo Oriente.
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Mi giunge la voce che dal governo centrale russo si è telegrafato che la guerra continuerà con più accanimento di prima. Faranno ora parte del Gran Quartier Generale il maggior generale Kharkevic quale capo di Stato Maggiore, ed il maggior generale Oranofski quale generale « Quartier mastro». Nei circoli degli ufficiali si dice che il popolo e la società russa non vorrebbero che si continuasse la guerra, ma che l'Imperatore lo vuole. Pare che il telegramma che toglie al generale Kuropatkin il comando dell'esercito, non gli fu inviato direttamente dall'Imperatore, ma da un ministro. · Alle ore 16,30 inaspettatamente riceviamo l'ordine di continuare la ritirata, il generale Ivanoff trotta e galoppa presso la strada Mandarina, ove gli uomini e i carri si muovono in una nuvola densissima di polvere e, personalmente, sgrida i soldati che, invece di andare a piedi, sono sdraiati in cima ai carri che sono già sovraccarichi. Dopo poco il generale cavalca in mezzo alla valle, ove non vi è strada, ma meno polvere; fatte 12 verste arriviamo a Zaopingar ove dovevamo passare la notte, ma non vi troviamo che un tempio, quindi si prosegue per Mankhuagae; allo scuro i guadi dei fiumi mezzi ghiacciati sono ora assai pericolosi e le canne tagliate del « kaulian » rendono difficile e pericoloso l'avanzare dei cavalli. Strada -facendo discorro con un ufficiale proveniente dal 6° Corpo di Siberia e che si trovò nel terribile panico; egli, fra le esclamazioni di tristezza, mi racconta vari aneddoti circa la ,ritirata dell'ala destra da Mukden; ripete cose che già conosciamo; una grande quantità di carri furono mandati prima dell'ordine della ritirata dalla destra verso la strada Mandarina a nord di Mukden . . Il treno dello Stato Maggiore del 6° Corpo passò la notte de] (24) 9 marzo presso Khoulin a ponente di Fuliii e, senza saperlo, in vicinanza dei giapponesi. Il mattino del (25) 10 marzo della fanteria giapponese e due pezzi cominciarono a · tirare loro addosso, ne nacque una gran confusione ed una fuga disordinata verso il nord; i due cannoni giapponesi si trasportarono parallelamente alle colonne dei carriaggi per riaprire il fuoco da una nuova posizione; solo dopo molto tempo arrivò una batteria cosacca per dif~ndere i carriaggi presso i quali non vi erano sezioni di truppa. Nacque ben presto un panico e molte centinaia di « dvukolko » furono abbandonate e fra esse tutte quelle dello Stato Maggiore del 6° Corpo di Siberia. Le truppe in ritirata in una nuvola di polvere s'immischiarono con i carri, i treni ferroviari furono svaligiati, i carri con materiale vuotati in furia; i soldati vi si installarono pigiati, non si poteva più distinguere reggimenti e compagnie. Sui tetti dei vagoni i soldati si erano seduti in gran quantità, degli ufficiali che tentavano mettere ordine furono uccisi. 181
Sulla strada a nord di Mukden si ritiravano migliaia di carri misti a pezzi e retrotreni in grande « pall-mall », allorquando corse la voce dell'avvicinamento della cavalleria giapponese; fu allor a che il più terribile panico scoppiò. Molti furono gli uccisi e feriti poiché i soldati tiravano all'impazz~ta in tutte le direzioni; la terribile scena si sviluppò in un ambiente giallo scurissimo di polvere e questo inferno si estese per 10 verste; in Tielin arrivarono una quantità di soldati ubriachi e si riversarono nei magazzini saccheggiando; alcuni soldati ed ufficiali sono arrivati sino a Kharbin. Le osterie di Tielin furono per due giorni piene di ufficiali ubriachi. Sino ad oggi l'ordine non è ancora ben rimesso. A notte arriviamo a Mankhuagae. Il pane dello Stato Maggiore del 3° Corpo di Siberia continua ad essere rappresentato da frittelle di farina cinese. Nuovo villaggio, nuovo saccheggio. Sulla strada Mandarina, al sud del 3° Corpo di Siberia, si ritirano le truppe del generale Rennenkampf, il quale fornisce la retroguardia. Ci cominciamo ad allontanare dal nemico. Il 1° Corpo di Siber ia non si muove sino alle ore 11, poi continua la r itirata; indi lascia Sidzaidze; trova a due km. dei carri di treno ·e con essi marcia tutta la notte diretto a Paziaza. (6) 19 marzo 1905 - Verso le ore 10 si parte per Liaoemiao o Sikheian: si continua a risalire la valle del Tun-Khè ove è la strada Mandarina di Kirin; anche oggi si cavalca col generale Ivanoff a zigzag nella campagna per evitare un poco di polvere; incontriamo molti cavalli e buoi morti e quando ci si avvicina alla strada vediamo soldati dormienti a lato di essa; si coprono 30 verste senza fermarci un minuto ed il generale arriva con la voce rauca per avere molto gridato onde tenere ordine fra i carr iaggi sulla strada e far scendere da essi i fiacconi. Le uniformi di quasi tutti i soldati sono lacere, vedo ogni genere di calzature e un gran numero di pellicce a brandelli. Alle ore 13 ,30 arriviamo al grosso villaggio di Ikhcen. Al sud del 3° Corpo il generale Rennenkampf arriverà oggi a Man-Kuagae ed avrà a ponente le truppe del 6° Corpo di Siberia (ora di una sola divisione). Osservo una differenza fra i villaggi della provincia di Mukden e quelli che vedo ora; in essi meno sporcizia, delle sezioni di soldati cinesi in discreto arnese, e quasi sempre, dei missionari inglesi o francesi. Prendo alloggio con gli artiglieri in una grande « fanza » di un mercante e sono meravigliatissimo e felice nel vedere attaccata al muro una grande cromolitografia rappresentante Umberto I, re d'Italia. Ciò rialza il mio morale e metto subito i miei fagotti sul « kang » presso ad essa, affinché nessun altro possa occupare quel posto. Non so quanto io stetti a contemplare quegli occhi grigi, ma certo pensai molto e'" lungamente alla bella e lontana Italia!! Da oggi mi riconcilio con le cromolitografie che
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odiavo tanto in . Italia e capisco che anch'esse servono a qualche cosa. I villaggi sono più rari in questa regione· e vi è pochissima legna, ma credo la terra ricca di minerali. Girando il paese imparo che qui vi sono nuove tasse sui venditori d'oppio ed il villaggio è abitato in gran parte da cinesi dello Sciantung e del Pecili; osservo nuovi incendi sulle montagne e vista la lontananza del nemico i russi stessi sono convinti · che non si tratta di spionaggio. Fra tutti gli ufficiali dello Stato Maggiore non vi è che una sola carta (marche-route) di questa regione ed al capo di Stato Maggiore generale Martinoff io dò quella che il tenente Urusoff mi ha regalato. Credo i commenti inutili. Ecco come si muove il 3° Corpo di Armata di Siberia. In questi giorni, mentre ci ritiravamo gli zappatorgi del 2° battaglione Genio T .S. distrussero man mano il telegrafo cinese che allaccia Mukden a Kirin. A ponente dell'esercito russo, il 1° Corpo di Siberia dopo aver marciato tutta la notte si ferma alle ore 6 in Paziaza, ma alle ore 11 riceve l'ordine di continuare la marcia, di modo che riparte alle .ore 12; fa un grande «alt» dalle 17 alle 18,30 ed arriva a notte col suo Stato Maggiore a Ersciazi. Dalla Russia arriva a Kharbin il 1° scaglione di truppe del 4° Corpo d'Armata di Russia. (Val. IX, pp. !646-1706).
Il mattino del (23) 10 marzo 1905: la città di Mukden è abbandonata. La grande ritirata è eseguita in buon ordine dalla sa Armata ma le terribili condizioni nelle quali dovevano ritirare la 2" e 3• Armata causarono a fianco destro un· grande disordine che si trasformò talvolta in panico. E' facile capire quale sia la difficoltà di salvare due Armate che sono racchiuse in cerchio che è · aperto soltanto sopra un piccolissimo settore come quello che comprende a nord di Mukden la. strada Mandarina e la via ferrata. Io credo che viste queste condizioni si possa ancor concludere che il generale Kuropatkin riuscì assai bene a salvare il suo esercito (1). Durante i primi giorni di ritirata la 2" e 3° Armata furono nel massimo disordine e non poterono essere considerate come grosse unità di combattimento. Non vi fu rivolta fra i soldati ma degli esempi di massima disciplina. Le perdite ai materiali da guerra furono grandi, non quelle di cannoni. (1) Non fu mai possibile a me come ad altri di sapere ufficialmente quale era la cifra russa degli uomini fatti prigionieri dal nemico, ma ripetutamente vidi che le comunicazioni ufficiali giapponesi la facevano di quarantunomila.
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Le condizioni morali dell'esercito, ma specialmente il disordine della 2• e 3" Armata consigliarono il generale Kuropatkin a non tentare di difendere le poderose fortificazioni costruite durante l'inverno presso Tielin e le alture che sono a levante di esso. Con l'abbandono di Mukden l'esercito russo uscì dal reticolato di magazzini principali e secondari i quali furono in parte distrutti dal fuoco ed in parte presi dal nemico, il rifornimento di viveri diventò difficilissimo per le truppe allontanate dalle ferrovie, ma esse poterono aiutarsi coi generi offerti dalla contrada. La disposizione dei magazzini di prima linea e anche quella dei magazzini sulle retrovie era stata fatta con solo concetto che avrebbe dovuto aver un risultato sicuro. Il valore delle perdite in danaro è incalcolabile ma certo ammonta a delle diecine di m ilioni di rubli. Io non sono all'altezza di poter giudicare l'operato dei generali che combatterono la battaglia di Mukden ma credo che ... il maresciallo Oyama abbia ottenuto una brillante vittoria strategica e tattica. Sia a Mukden come alla fine della battaglia di Liaoiang la situazione rispettiva degli eserciti era tale · da permettere ai giapponesi un risultato molto superiore a quello che seppero ricavarne ma non si deve dimenticare che l'uomo non è un pezzo di ferro e che il fisico di soldati che combattono attaccando e marciando durante 12 giorni e più non può essere talvolta in condizioni tali da poter dare l'ultimo e decisivo colpo coll'energia necessaria per raccogliere i frutti delle fatiche precedenti. La ritirata durò sino al giorno 21 marzo 1905 e le truppe ·si fermarono all'altezza del parallelo 42° e 10° che taglia la strada ferrata mancese presso la stazione di Lipingai. Colà. si cominciarono subito i lavori di fortificazioni ed è su quelle posizioni che arrivò molti mesi dopo la notizia della pace. (Vol. X, pp. 1834-1837). Della disciplina giapponese sappiamo pochissimo. I soldati giapponesi non sono «molto» umili davanti agli ufficiali, non si osserva in essi quel « mangiami con gli occhi » , ma vi è qualche cosa di più prezioso che io chiamerei il rispetto reciproco tra · il soldato e l'ufficiale (1). I loro rapporti sono più semplici, più cordiali. Voglio citare un episodio: « una volta venne all'ospedale un generale giapponese e visitando i soldati feriti si mise a discorrere con uno di essi, a proposito della sua ferita e del luogo, ove fu colpito. (1) Questa giustissima osservazione è fatta purtroppo da un dottore ossia da persona per la quale non si ha alcuna considerazione nell'ambiente degli ufficiali russi e quindi sarà criticata ma essa dimostra ancora una volta la superiorità d'istruzione e di sentire dei medici russi tanto buoni e così poco considerati.
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Il soldato, sedendo tranquillamente sul letto, esponeva al generale tutte -le circostanze, e parlava senza agitarsi seguitando a fumare, come prima dell'arrivo del generale». Quando fummo rinviati, durante .la marcia, abbiamo visto in parte la vita dei soldati giapponesi al bivacco giudicando dalla scorta che ci accompagnava. Gli ufficiali camminano tutto il tempo coi soldati, discorrono continuamente o fumano con essi, i pasti si fanno in comune; non si odono gridi d'ordini da parte degli ufficiali come da noi, e chi non conosce i distintivi non può dire se in un certo gruppo vi è o no un ufficiale, visto i semplici suoi rapporti coi soldati. Quando ci si fermava per passare la notte in qualche luogo, i soldati giapponesi accendevano prima di tutto un fuoco in mezzo alla « fanza » facevano scaldàre le conserve, facevano asciugare le scarpe bagnate e si coricavano sopra i << kang » coll'ufficiale. Debbo ancora aggiungere un'osservazione sul come è apprezzato il soldato giapponese. Durante la nostra permanenza a Mukden, non abbiamo visto mai un soldato impiegato a lavori manuali. Tutte le costruzioni a Mukden erano fatte da cinesi, e gli ammalati trasportati esclusivamente da essi. I soldati giapponesi formano la sola scorta, negli ospedali sono pure i cinesi che assistono gli ammalati e sono distribuiti in modo, che vi sia un cinese per ogni quattro o cinque giapponesi; si direbbe che i soldati giapponesi non abbiano altra carica, che quella del servizio milìtare. I soldati giapponesi oltre al vitto ricevono 1 rublo e 80 «copechi» al mese come salario; gli ufficiali pur dovendo spendere tutto di tasca propria, ricevono soltanto cinquanta rubli. Uno dei nostri interpreti ci disse che.« nel loro esercito tutto si fa per i soldati». (Vol. X, pp. 1850-1852). I ncontro qualche ufficiale che seguì la ritirata della seconda . e terza Armata; mi dicono d'essere stati testimoni di atti gravissimi di indisciplina: nel regg. « Epifanski » (220° - 53n Divisione - 6° Corpo di Siberia) i soldati risposero insolentemente agli ufficiali che cercavano di mettere ordine dicendo loro « basta comandare, dateci piuttosto da mangiare»; il disordine sulla strada di ritirata si prolungò sino al disopra di Kaiuan (Kaudian) ove i carriaggi rimasti muovevano ancora su 4 file ed in grande confusione. (Vol. X, p . 1861). Arriva da nord dell'alcool puro e gli ufficiali allungandolo con un po' d'acqua (dicono il 50%) se lo bevono allegramente . ., Affluiscono molti ufficiali alla « fanza » del generale Scveriri per sapere se son stati proposti per una decorazione o sollecitarne una! Parrebbe quasi che abbia avuto ora fine una gloriosa battaglia! 185
Decisamente uno dei grandi mali dell'esercito russo è quello delle decorazioni per le quali si combatte più che per il paese. (Vol. X, p. 1864).
Mi è difficile avere informazioni poiché gli ufficiali in più gran parte non avendo più carte si trastullano a giuoca:re direttamente note bancarie dai cinque ai venticinque rubli indovinan do se è pari o dispari la somma delle cifre che compongono il loro numero. Sono scoraggiato del poco utile che rende il genere non fisico ma morale di vita che faccio; trovo inopportuno seccare con interrogazioni gli ufficiali e i generali che hanno · molto da fare e decido di allontanarmi per qualche giorno dal Corpo d'Armata e recarmi alla ricerca del mio bagaglio di cui non conosco ancora la sorte. Alle ore 17 parto per Khersù; la strada Mandarina è in cattivissima condizione e polverosissima. Ad un certo punto il controllore del 3° Corpo di Si~eria (con grado di colonnello) mi offre un posto nella piccola carrozza che trasporta la sua persona di circa 120 chili dal principio della guerra; mi rincresce di avere accettato l'invito poiché quell'ufficiale avvinazzato... durante tutto il tragitto insulta e batte il soldato cocchiere, con la sua sciabola non sfoderata gli dà dei pugni e all'arrivo in Khersù per finire cinque o sei schiaffi. Quest'orribile scena mi fa inorridire come altre a cui fui presente ed aumenta la mia ferma convinzione che le armi russe non potranno mai aver ragione su quelle di un popolo che per l'amore alla terra ove nacque e devozione alle istituzioni ha un altissimo sentimento di disciplina e dignità personale. Vedo nella regione che attraverso parecchie teste di cinesi appesi agli alberi. Segno questo che vi deve essere maggior numero di delinquenti e maggiore severità per gli «Khung-Khusa». La sera arrivo a Khersù ove conto circa 500 soldati di cavalleria cinese e 200 di fanteria; vedo anche missionari inglesi. La grossa borgata cli Khersù non è distrutta, ma i piccoli villaggi sulla strada Mandarina lo sono già a metà o completamente. Lascio Khersù e mi reco verso Gungiulin con l'aiuto delle indicazioni degli indigeni perché non esistono carte di questa località. Sulla mia strada incontro il primo trasporto di farina per l'ala sinistra dell'esercito russo: è formato di carri cinesi di nuovo acquisto; assisto anche ad un terribile ed inumano saccheggio di case, fatto da soldati di quel trasporto. Le scene selvagge che si svolgono sotto i miei occhi vincono il mio dovere di neutrale e galoppo alla testa della colonna di carri per poter fare le mie rimostranze a quell'ufficiale; trovo invece un sott'ufficiale il quale quasi dirigeva queste operazioni scandalose e dopo averlo sgridato lo avviso che avrei fatto rapporto al comando del Corpo. 186
A mezzodì mi fermo per riposare i cavalli in valle Famagon ed ho la soddisfazione di rivedere il trasporto sopra citato molto più in ordine e coi soldati a loro posto. · La strada di Khersù a Famagon è ora abbastanza buona ma diventerà cattivissima durante le piogge; i piccoli fiumi sono molto incassati, stretti e profondi, il loro guado è molto difficile; vi è un solo colle da passare ma non molto alto. Riparto per Gungiulin seguendo per un tratto ]a valle del Daliankhè che è ancora in parte ghiacciato; passo per Erscidiazi e mi dirigo quindi a nord, diretto a Gungiulin. Vedo da ogni villaggio uscire carri sovraccarichi di vecchi, donne e bambini, essi sono appollaiati sopra un mucchio ·delle masserizie che tentano mettere in salvo; sono tanto spaventati che si nascondono la faccia al mio passaggio e le mie parole di incoraggiamento non servono a nulla. Qualcuno tenta mettere in salvo cavalli e maiali ma certo non vi riuscirà. Sono il primo ufficiale che si reca dall'ala sinistra verso il centro, e nei villaggi cinesi incontro solo piccoli gruppi di soldati appartenenti ai trasporti. Una pattuglia di cosacchi che deve · portare dei plichi a Gungiulin mi domanda il permesso di seguirmi perché non conosce la contrada. Alle 15,10 arrivo a Gungiulin dopo aver percorso 40 verste. Non vi è il treno degli addetti militari ed il comandante della stazione non me ne sa dare notizie, vi è però il treno del comandante in capo e posso sapere dal tenente Urusoff che i miei colleghi sono a Karbin. Il treno del generale Linievic verso sera · parte diretto al sud. In Gungiulin corrono le voci più strane; Sakalin sarebbe già stata ceduta ai frances i. Presso Gungiulin vi sono carriaggi in grande quantità e confusione. (13) 26 marzo 1905 - Bel tempo. Il nuovo comandante in capo ha scelto i seguenti generali per coprire le principali cari·che nel Gran Quartier Generale: Capo di Stato Maggiore M.G. Kharkevic; generale « Quartiermastro» M.G. Oronofskij, generale addetto alla logistica M.G. Blagovescenskij, direttore delle comunicazioni M.G.. Zabielin, ispettore generale di commissariato M.G. Gubert. Passò la giornata intera sulla piattaforma della stazione; il treno. che deve partire alle ore 8 parte alle ore 19. Sono come sempre l'oggetto della curiosità di una folla di soldati e di qualche ufficiale perché invece di stivali ho delle scarpe con chiodi!!· Io non mi ribello contro le centinaia di curiosi che non capiscono che si può camminare con delle scarpe ma confesso che è molto seccante essere sempre contornato da una folla . che oltre. ad indicar col dito ora le scarpe ora il berretto ora le controspalline, etc., vi fa vivere nell'ambiente dell'acro odore d'uomini che non si lavano quasi mai!!! Mentre passeggio per aspettare il treno qualche ufficiale mi racconta gli orrori della ritirata da Mukden e gli atti d'indisci-' 187
plina dei soldati: mi si dice persino che qui a Gungiulin una sezione di fanteria non rispose al saluto a voce del generale Kuropatkin e che questi dovette farla fermare, · redarguirla e ripetere . il saluto per averne una risposta fredda. Dei soldati che fuggivano coi treni verso nord risposero ad ufficiali: « Andiamo a Irkutsk ». Il maggior disordine fu durante i giorni 9, 10 e 11 marzo. Vedo il capitano principe Neurat che prese parte al «raid» dei Cosacchi del Caucaso su Khaicien ed ha il collo trapassato da una palla. Questo « raid » si fece pochi giorni prima della battaglia di Mukden con 4 « sotnie » di Cosacchi Daghestanski; l'operazione riuscì felicemente poiché coprendo 400 verste in 4 giorni quel distaccamento si portò, senza essere disturbato, sin presso il forte di Khaicien, colà poté sconfiggere i 29 difensori e sistemare 200 chili di fulmicotone sotto il ponte durante. la notte e farlo quindi saltare. Le 4 sotnie, al ritorno, furono circo:qdate da sezioni di fanteria giapponese che credettero mandate per fermarli ma che appartenevano invece alle truppe destinate all'aggiramento del fianco destro russo. Questo « raid » costò 15 uccisi e 30 feriti che però si poterono trasportare sui cavalli. Da impiegati della ferrovia e Croce Rossa apprendo che nei treni sanitari ed altri passarono per Gungiulin durante la battaglia di Mukden e nei giorni seguenti 64.000 feriti o (74,000). Incontro il gen. Ivanoff, quello delle mitragliere al Kaufulin; egli da ufficiale serio come è si lamenta della mancanza di disciplina nell'esercito russo; parla della difficoltà di avere dei veri sott'ufficiali in Russia poiché essi sogliono vivere sempre con i .soldati e non possono avere l'autorità che ci vorrebbe. Mentre passeggiamo un ufficiale nel più terribile statq di ubriachezza è seduto presso le rotaie, su un marciapiede: l'Ivànoff tristamente me lo indica e dice con me: « Cosa volete fare? Vedete?». Vedo arrivare truppe della 30n Divisione (4° Corpo d'.a rmata). Apprendo che la 4• Brigata di tiratori russi è già arrivata. L'Ivanoff .continua tristamente a raccontarmi i mali del paese per il quale ha studiato, lavorato e perso il braccio destro; mi assicura che sulla Transiberiana i capi stazione invece <li aiutare il Governo per ammassare foraggi presso la ferrovia, speculano e fanno loro mercato di fieno guadagnando somme favolose. Fino a Tuancienza viaggio con un ufficiale cosacco che ha sin ora comandato delle truppe montate cinesi al servizio russo (« Khung-Khusa »): egli ebbe sino ai giorni di Mukden 550 fucili, buonissimi esploratori e cavalieri, ma appena cominciò la ritirata i suoi cinesi commisero atti di vero brigantaggio, ricatti, grassazioni; rubarono molti blocchi d'argento ai ricchi mercanti dei villaggi e talvolta li uccisero. L'ufficiale che mi parla non poté mettere freno a questo brigantaggio poiché appena minacciò i suoi soldati, 210 disertarono; egli ieri sciolse quella sua banda di esploratori e si reca 188
a Quancienza per licenziarne altri 200. Quando le truppe russe erano ancora sulle posizioni dello Sciakhè capitò spesso che degli esploratori cinesi all'estrema destra si trovassero di fronte ad esploratori cinesi al servizio dei giapponesi e talvolta fra esse piccole bande libere di veri « Khung-Khusa » ! Certamente vi furono cinesi che servivano ora l'uno ora l'altro dei due combattenti; il miglior servizio reso da questi volontari indigeni fu sempre quello della « posta-volante » poiché conoscevano benissimo la contrada ed avevano cavalli del paese, piccoli ma resistentissimi all'ambio. Anche questo ufficiale mi parla della ritirata di Mukden e dice chiaramente che non vi è disciplina nel!'esercito russo. (Vol. X, pp. 1866-1874). Una breve ispezione alla poca roba che forma il mio bagaglio mi dimostra che nella ritirata di Mukden non ho perduto nulla d'interessante ma solo un sacco di biancheria che spero farà comodo al lavandaio. Oggi ricev9 la simpaticissima visita dell'amico italiano che segue le truppe russe in Manciuria; è un valoroso « chef » il cuoco del colonnello Quitka che abita sempre Roma e fu al principio della guerra col generale Keller dove io ero. · Peppino fece sempre onore al nostro caro paese; si seppe sempre « arrangiare » e col nulla fece i « buoni piattini » pel suo padrone e per gli ufficiali cosacchi agli avamposti. Parecchie volte al fuoco si comportò italianamente ed era assai sconcertato ed arrabbiato allorquando gli ufficiali si ritiravano senza mangiare prima la minestra pronta; una volta buttò la zuppiera per terra e si ripromise di non far da mangiare alla prima tappa di r itirata. Il buon Peppino parla russo con l'accento · napoletano ed i suoi maggiori nemici sono i cosacchi poiché gli fanno sparire con maestria unica i generi che con tanta fatica egli sa trovare per il suo padrone. Peppino è .conosciuto da tutti gli ufficiali cosacchi in Manciuria, disente sulla guerra e porta sempre ad esempio il nostro soldato, ogni tanto esclama « Ah! la mia bella macchina nella villetta al Macao; se vedesse che bella cucina... torneremo!. .. ». (Vol. X, pp. 1878-1879). Sono più volte fermato da soldati che mi domandano del danaro per comprare pane e « vodka »; sono col capitano francese Boucé; ad un certo punto un colpo di revolver è sparato presso di noi ma non ci colpisce; non vi è quasi illuminazione; sotto ad un fanale un soldato di «ronda» mi avvicina coll'arma e ha l'aria di volermi svaligiare; una buona occhiata decisa lo fa desistere dal toccarmi. Inutile dire che non uscirò più di sera in questa città europea. Rientro al vagone dove gli ufficiali russi a noi destinati mi raccontano che iersera nella piazza oscura che non è lontana dal nostro treno 4 soldati in servizio di polizia abbiano fermata 189
una carrozza nella quale erano due ufficiali russi; presero loro danari e orologio ed indi dissero al cocchiere: « Puoi andare». Il capitano Kacialoff, a noi destinato, fu pure fermato essendo in carrozza ma seppe redarguire e picchiare i soldati e non fu toccato. Pochi giorni fa un ufficiale si suicidò in un albergo lasciando scritto che si toglieva la vita perché non poteva battersi contro i giapponesi che... ammirava! In Kharbin levati i soldati gli abitanti sono quasi tutti degli esiliati in Siberia o dei reduci dai bagni di Sakalin. Vi sono molti lupanari nei quali si vedono ufficiali bere e ballare con le donne e quasi sempre ubriacarsi indecentémente. Preferisco restar chiuso nel mio mezzo « coupé » che uscire per essere testimone di cose che non interessano la guerra ma danno un'idea del morale di chi la combatte. (Vol. X, pp. 1880-81). Visito l'ospedale dei pazzi: e un grande fabbricato in mattoni rossi situato al Pristan. E' molto bene tenuto per cura della Croce Rossa sin dal 28 dicembre 1904. Il dottore Borisepolski, conoscente del Lombroso mi accompagna gentilmente in una visita dello stabilimento. Oggi il personale dell'ospedale è composto da quattro medici specialisti psichiatri, due assistenti, quarantacinque infermieri e tre suore; al momento sono ricoverati diciannove ufficiali e trenta soldati, una forte superiorità nella percentuale di ufficiali dovuta specialmente all'abuso dell'alcool. · · Dal principio della guerra furono curati 560 uomini di truppa e 100 ufficiali; un totale di 660 malati. La percentuale di follia per alcoolismo è specialmente forte fra gli ufficiali. Si ricovera maggior numero di malati durante o immediatamente dopo le battaglie. Il dottor Borisepolski dice che durante questa guerra la percentuale dei malati di mente è molto inferiore a quella verificata durante le altre guerre, e ciò si deve al buon nutrimento e buon alloggio. Casi di simulazione non si verificarono fra la bassa forza ma solo fra gli ufficiali; il dottore si lamenta della terribile piaga dell'alcoolismo; si occupa di psichiatria da 13 an.ni e dice apertamente la sua opinione che è quella ctie mai la Russia né in terra né in mare potrà battere il piccolo Giappone. L'esercito russo in tempo di pace ha otto uomini su mille colpiti alla mente; in Manciuria se ne ebbero sin ora solo 11 per 100. Questo ospedale si occupa solo delle truppe operanti sul fronte sud; per la regione a levante vi sono ospedali in Nikolsk e Vladivostok. Ogni dieci giorni s'inviano verso la Russia circa trenta malati in un vagone speciale e con personale speciale. Le succursali sulla strada ferrata sono a Cita, Irkutsk, Omsk, Verkhnendinsky. I malati che visito sono divisi in due sezioni: « calmi» e « furiosi »; fra i calmi vidi dei casi · di « amnesia » (perdita di 190
memoria) «catatonia», « paralisi generale», « delirium tremens» e fra quelli furiosi specialmente follia epilettica. I. casi più interessanti sono quelli di « psicotrauma » . (follia prodotta da ferite) . Su ogni cinque malati ve ·n'è uno di quel genere. Il posto della ferita è indifferente e la forma di follia non presenta caratteri speciali. Osservo che quasi tutti i malati sono dei riservisti. Nel mese di febbraio russo (battaglia di Mukden) si ricoverarono 129 pazienti mentre nei tre mesi . di ottobre, novembre, dicembre 1904 (senza combattimenti) furono ricevuti 120 malati di mente. La forma di pazzia incontrò in un caso di «catatonia»: il paziente ha perso completamente il tatto ed è insensibile ad ogni urto e puntura. . Non si usa mai la camicia di forza; ogni ammalato grave è racchiuso in una cameretta con finestra altissima, pareti imbottite e letto in terra. Assisto a scene tristissime, un giovane ufficiale vedendomi grida « viva la Francia » « viva la Russia » e mi racconta agitato cariche e battaglie a cui la sua mente lo fa assistere. Gli ufficiali calmi sono riuniti in una sala di lettura comune, e raggruppati presso le finestre, ne riconosco uno appartenente al mio Corpo d'armata. Sale, camere, lavandini, cucine, latrine e tutti i locali sono splendidamente tenuti e vi si vede la perfetta organizzazione nonché la ricchezza della Croce Rossa russa. (Vol. X, pp. 1883-1886) . Dal modo in cui sono trattato dagli ufficiali di S.M. dei gradi inferiori, che sono quelli che dovrebbero aiutarmi, chiaramente capisco che non potrò in futur o ricavare un serio utile, continuando a vivere presso il Corpo d'armata; il genere materiale di vita non avrebbe mai vinto il mio fisico e la mia volontà ma mi è impossibile di lottare contro la terribile resistenza passiva che mi si fa. La cosa più strana si è che tutti gli artiglieri, essendosi accorti di questa guerra dello S.M. contro di me ne dicono tutto il male possibile o triplicano le gentilezze a mio riguardo. Alla testa di essi è il generale Scverin. Vi debbono essere certamente nuove «consegne» sulla condotta verso gli agenti militari, causate dal cambiamento del comandante in capo e forse da spiacevoli fatti avvenuti ultimamente. Sono molto amato dagli ufficiali superiori ma ciò non basta per potere ben lavorare. Queste ragioni mi fanno prendere una grande decisione: quella di lasciare questo Corpo d'armata ove vissi un anno. Resterò ancora sino a quando mi riuscirà di aver la relazione ufficiale della battaglia di Mukden. Secondo il giornale ufficiale da Saigon. si ha la notizia ché la squadra russa è ancora nella baia di Camrauk. (Vol. X, pp. 1925-1926). L'ufficiale di S.M. russo è considerato nel suo esercito dagli ufficiali e dai soldati come appartenente ad un altro mondo! 191
Il suo lavoro non è visto; egli fa da gran direttore ove le penne corrono e le macchine da scrivere suonano un ritornello sonnifero. Gli ufficiali di S.M. russo amano sedere comodamente intorno alla stufa e se non giuocano al « vint » discorrono delle loro vecchie guarnigioni e delle splendide loro ubriacature. Naturalmente verso le ore 10 bisogna alzarsi e bere del thè o caffè. In ogni Stato Maggiore di corpo o divisione vi è un ufficiale di S.M. che è considerato il martire ed è quello che apre le buste gialle e bleu della corrispondenza, mette dei grossi numeri in matita di colore sui fogli, li riunisce e li porta al capo di S.M. L'ufficiale di S.M. per regolamento ha diritto ad avere due cavalli ma raramente lo si vede in sella; egli al massimo traversa la strada del villaggio con dei fogli in mano. Parecchi montano cavallo del governo · allorquando devono muoversi ossia attaccare o ritirarsi, nessuno però si dimentica di r itirare i 40 rubli mensili per ogni cavallo. Talvolta vidi sul conto foraggi, scancellati il nome di ufficiali che possedevano cavalli; seppi che essi sarebbero stati pagati con le spese di rappresentanza. Quando il generale si reca sulle posizioni un ufficiale di S.M. lo segue e ne.Ile discussioni circa la loro scelta o la distribuzione delle fortificazioni detto ufficiale espone le sue opinioni al generale come le esporrebbe un compagno, specialmente se il generale non proviene dall'Accademia di S. Nicolò da dove escono gli ufficiali di S.M. Ho potuto personalmente constatare che gli ufficiali russi di Stato Maggiore trattano gli ufficiali delle tre armi anche se « di grado superiore a loro » con nessun rispetto disciplinare. Essi ufficiali di S.M. non possono conoscere la vita ed i bisogni delle truppe alle quali ordinano, perché non fanno nessun servizio nelle tre armi. In Russia, come sulle retrovie dell'esercito si vedono ufficiali di S.M. al governo d'una provincia, professori di geometria solida, impiegati alle comunicazioni ferroviarie, destinati alla censura ma vivendo coi soldati non ho mai visto uno di essi sulle posizioni fortificate, nei punti avanzati, nei passaggi di strade importanti o sui colli d'importanza militare; il solo giorno nel quale il generale si reca ad ispezionare le fortificazioni l'ufficiale di S.M. vede i soldati e il posto che occupano 1~ unità di combattimento poiché durante la battaglia egli sarà in una capanna a ricevere telegrammi e rapporti e « diario ». Trovo che tutto il servizio di ricognizione, specialmente quando non si hanno carte, dovrebbe essere fatto da ufficiali di S.M.; essi si occupano invece solo di carte e registri; i malefici effetti di questa abitudine io vidi alla battaglia di Kautaizi ove dei battaglioni furono inviati in luoghi pericolosissimi e non vantaggiosi all'attacco. L'ufficiale russo di S.M. guarda tutti con sospetto, parla con diffidenza ed in presenza di altri ufficiali sempre sottovoce. . Essi considerano gli stranieri in generale spie ed agenti di informazioni; ciò è naturale perché ad essi stessi tale lavoro è 192
richiesto dal Governo ogni qualvolta si recano all'estero sia in missione che per diporto. Dal lungo vivere presso gli ufficiali dello S.M. mi sono fatto il concetto che la grande organizzazione militare russa si sviluppa intorno alla parola cardine <<difesa». Lo S.M. russo non vede che dei nemici che attaccano la Russia ma non mai suppone di dover per primo attaccare. Tutto si fa per difendersi. Durante le operazioni offensive del settembre russo 1904 abbiamo avuto l'occasione di vedere con quale leggerezza si siano preparate le operazioni d'attacco e come poco disinvolto fosse lo S.M. russo. . · Fra gli ufficiali che disimpegnano mansioni di Stato Maggiore presso il 3° Corpo di Siberia vi è un capitano in 2• di Cavalleria che ha da pochi mesi finito i corsi di S. Nicolò; egli fu qualche volta inviato in avanti durante combattimenti per guidare unità che non condscevano il terreno e fungeva da capo di S.M. presso colonnelli che si trovavano nelle medesime condizioni; quest'ufficiale è intelligente ma non vede a pochi metri di distanza, cosa che mi pare gl'impedisca di disimpegnare il suo servizio· col buon risultato. Egli ora sta scrivendo la relazione della battaglia del colle Kautulin; in essa dà giudizi secondo il suo pensare e non imparzialmente, solo da pochi giorni si è messo a questo lavoro ed il generale Ivanoff al suo ritorno non avrà che la fatica di · firmare. Mi domando se cose di tale importanza possono essere affidate ad un ufficiale inferiore. La carriera degli ufficiali di . S.M. è velocissima; l'attuale gener ale « Quartier mastro» dell'esercito è il trentanovenne Oronofski, ufficiale che conosciamo sin da Tuirencien, intelligentissimo e pieno di doti; egli copre quella importantissima carica perché genero del generale Linievi~ ma credo che nel grandissimo esercito russo debba esistere ufficiale generale con doti superiori. Quando visito gli ufficiali dei reggimenti del mio Corpo di armata sento sempre parlar male di quelli di S.M.; del resto Io stesso colonnello Odescilizi capo dello S.M. della 3• Divisione Tiratori Siberia orientale dice... francamente davanti a me che crede d'essere l'organizzazione dello S.M. dell'esercito russo « la colpa dell'infelice risultato di questa guerra». Il colonnello Odescilizi, scandalizzando gli altri ufficiali di S.M. presenti mi racconta alcuni aneddoti che hanno importanza perché quel serissimo ufficiale da molti anni si trova in oriente, studia e conosce le questioni orientali ed è perciò consideratissimo nell'esercito: « Due mesi prima dello scoppio della guerra, sentendola avvicinarsi, volli recarmi a Khabarovsk per visitare il generale Linievic, che è una mia vecchia· conoscenza dal Caucaso. Gli domandai cosa pensava dei giapponesi e ne ebbi per risposta: "Sono peggio dei persiani". Questa risposta non mi persuadeva e volli interrogare altre autorità prima di credere alla voce in193
terna che mi diceva essere i giapponesi pronti a dare ai 'russi una terribile lezione. Fu così che mi recai da un ben noto ufficiale di S .M. che fu destinato per lungo tempo al Giappone e lo interrogai sulla medesima questione; la ·sua risposta fu: I giapponesi non hanno patriottismo. Questo mi mise in tut te le furie, pensando che la più vecchia dinastia che esiste è la giapponese e che quel popolo fu sempre guerriero e vincitore! ». Sortito dalla capanna dove ero, le finestre di carta mi permisero di sentire lo sfogo degli ufficiali di S.M. contro il colonnello Odescilizi, ma questi rispose d'aver detto verità sacrosanta che tutti dovevano sapere (1) . · · Nel giudicare l'operato degli ufficiali di linea, i loro colleghi di S.M. quasi sempre ridono e .si meravigliano dei . rapporti che ricevono sulla bravura di individui, ma se per combinazione un ufficiale di S.M. si è trovato di passaggio al fuoco, la decorazione che esso ha fatto negare all'ufficiale ohe ogni giorno rischia la sua pelle gli viene subito data! L'insieme degli ufficiali di S.M. per il servizio che essi fanno , per l'istruzione che hanno, per la poca conoscenza del soldato e specialmente . del materiale da guerra formano una delle principali piaghe dell'esercito russo. Gli ufficiali di S.M. dotati di buona memoria vi citeranno casi e fatti della storia militare ma quasi mai quelle dell'ultima grandissima guerra; essi non si scosteranno dalla solita « annéecinq » e « année-douze » e talvolta vi parler anno di Suvoroff in Svizzera. Davanti al 3° Corpo di Siberia il generale TUmanoff si è avanzato ora sin a Vienpiningu senza essersi scontrato col nemico; il generale Masloff non si è mosso, scostato da Endi (Taulù). Il generale Rennenkampf si è spinto nell'alt a valle del fiume Khung per ritirarsi in Veikhè (carta generale). (Vol. X, pp. 1928-1936). Oggi si avvicina alla mia capanna un bambino russo vestito da tamburino; egli parla il cinese corr,e ttamente. Il mio «boy» invece dice che ciò è naturalissimo poiché quel bambino ha bevuto l'acqua dei pozzi di Manciuria. Ecco una novità: si beve l'acqua di Bombay e si parla -1' « indostani »!! Alle mie risate « Balilla » mi spiega che i bambini russi · che vivono in, Manciuria o nella Siberia Orientale vedono i cinesi solo quando vannQ ad attingere acqua e che quindi la lingua l'impara presso i pozzi discorrendo cogli indigeni! Dai 'cinesi se ne impara ogni giorno una nuova!! (Vol. X, pp. 1960-1961). (15) 28 aprile 1905 - Vento e cielo grigio. E' il venerdì santo ed io ho passato una splendida nottata bianca al lavoro: (1) Quando i « doyens » degli « attachés » militari furono ricevuti dal generale Linievic comandante della l' Armata egli disse loro di aver combattuto contro soldati di quasi tutte le nazioni eu ropee e contro quelli di razze asiatiche ma di non aver mai trovato un nemico forte e agguerr ito come il giapponese! Piccolo cambiamento di · opinioni.
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ieri sera ho potuto procurarmi con mille precauzioni il piano delle fortificazioni del colle Kautulin e di quelle di Cietilin e li · ho copiati con tutti i moccoli di candela che avevo nella mia sella e disegnando sopra un tavolo splendido che organizzai appendendo orizzontalmente le due ante della vecchia porta della capanna al gran palo di sostegno del tetto. La corda mi fu procurata dal gobbo e colle redini e i sottopancia dei cavalli il tavolo appeso fu presto organizzato! Iersera mentre cominciavo a lavorare sentii come Bolsciakoff, la mia ordinanza affezionata, spiegava a Balilla come stanotte doveva essere crocifisso il nostro «Budda» e domenica dovrà risuscitare, quindi tutti si preparavano a mangiare il meglio possibile per festeggiarlo e che sarebbe stato bene d'andare stamane a Khersù per vedere di trovare qualcosa di buono dai cinesi per « levo visokoblagorodie » (è a dire Sua Eccellenza) che sarei poi io!! Il vecchio Balsciakoff pianse molto iersera; egli non voleva dormire e stava a metà sdraiato sul « kang » di fronte a quello sul quale io ero seduto per lavorare. . Ogni tanto, alzano gli occhi indolenziti dal lucido che facevo, vedevo la sua gran barba rossa a forma di sole illuminata dalla luce tremante dei moccoli di cattivissima candela ed i suoi occhi celesti brillare di lagrime! Egli piangeva pensando alla Pasqua della sua famiglia nel piccolo villaggio del governo di Omsk, pensava alla modesta mensa alla quale dovevano sedere anche i suoi figlioli e «Balilla», il mio cinese, lo consolava dicendo che presto la guerra sarebbe finita e che sarebbe ritornato a casa!! Bellissimo quadro che la mia penna secca, ed arida non sa descrivere! Povero vecchio, è un ·valoroso soldato e mi segue sempre come un cane affezionatissimo, tutti lo amano, persino i cinesi di ogni età che hanno occasione di avvicinarlo! Con gente come questa ed altri ufficiali la Russia potrebbe marciare ovunque senza difficoltà. Iersera gli domandai se era stanotte che Gesù Cristo fu messo in croce ed allora mentre io continuavo il mio lavoro rompendomi gH occhi, egli mi recitò con tono di vera devozione tutta la storia della settimana santa, la « Via Crucis » la crocifissione, etc., etc., ...poi stette a pensare lungamente ed a sorvegliarmi cogli occhi finché verso le due di stamane si addormentò. Ora, Bolsciakoff porta un berrettone di cuoio con cerchio di pelo da vero« mugik » della Siberia. (Vol. X, pp. 1963-1965). Nel pomeriggio ricevo nella mia povera capanna tutti gli ufficiali amici i quali mi fanno grandissima festa e sperano rivedermi al 3° Corpo di Siberia. Bolsciakoff parte col cavallo a basto e la mia roba per dirigersi verso Khersù; egli fa, come al solito, le sue preghiere per essere protetto lungo la strada, saluta affettuosamente e ripetendo di poter camminare due giorni dopo un pranzo così buono ed abbondante!! Non ho mai visto tanti ubriachi quanti ne ho visti oggi in questo piccolo paesello!! Ubriacature d'ogni genere! nel campo 195
della mia capanna vi son soldati che dormono nei solchi e uno che gesticola e canta gridando colla sola camicia! Un cosacco di Siberia passa al gran trotto, il suo corpo pende ora di 900 a destra ora a sinistra ma l'uomo non cade! Molti cantano in cerchio tenendosi l'un coll'altro e mi fanno l'effetto di marinai a bordo d'una nave che sta rollando! Altri soffrono il mal di mare presso un muro! Lo spettacolo è assai edificante!! Ogni tanto essi gridano « hurrah » senza alcuna ragione, ma ne paiono soddisfattissimil molte coppie di uomini si baciano per cinque minuti senza smettere. Verso sera vedo parecchie carrette da Battaglione coi corpi inermi di parecchi soldati troppo ubriachi che tornano da K.hersù (1) ove fecero « la spesa» pel Reggimento e tornano ora guidati ... dai cavalli! Prima che caschi la nott$ vado a salutare tutti gli ufficiali e quindi pranzo dal generale Scverin. (Vol. X, pp. 1975-1977). Alle ore 17,30 ci fermiamo sulla riva sinistra in località Lugovoi; sino a questo punto la navigazione mi parve difficile per le numerose diramazion1 del fiume ed i banchi di sabbia che certamente si sono spostati durante il gelo e lo sgelo. Presso i segnali che si accendono di notte vivono uomini isolati retribuiti con 20 rubli al mese; non hanno casa, ma un buco in terra e una pelliccia per dormire; quel ·genere di vita terribile è reso pericoloso dall'esistenza di briganti, girovaghi sulla riva di Manciuria. Scendiamo in terra; un gruppo di giovani ragazze, al fischio del vapore, sono accorse alla riva con bottiglie di latte; hanno l'aria sana, ma non allegra. Visto che ci dobbiamo fermare qualche ora mi dirigo verso la « staniza » vicina. Queste « stanize » sono i villaggi dei cosacchi e presentano un grandissimo interesse. Nei campi l'erba comincia a crescere ed i cavalli e le vacche pascolano; percorso una versta su strada di campagna arrivo ad un gruppo di capanne in legno; le loro mura sono formate d'alberi tagliati longitudinalmente in due pezzi ed i tetti sono ricoperti di scorze d'albero tenute ferme da grossi sas~i; la sola casa dell'« ataman » capo del villaggio, è ricoperta di lamierino in ferro corrugato. Vedo dei vecchi con lunghi capelli, delle donne e dei bambini, ma non un giovinotto; tutti gli uomini di 1°-2° bando sono al Reggimento sul fronte. I bambini sono quasi tutti biondi con occhi neri e colorito sanissimo. Con me è il tenente Pribulski del Reggimento di cosacchi d'Amur; siamo avvicinati da due vecchi e una donna assai · bella che porta al seno un fanciullo; essi ci chiedono notizie della guerra e si mostrano impauriti dalla possibilità che i giapponesi arrivin? fin qui. Questo piccolo (1) Villaggio di cosacchi.
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e pittoresco gruppo rappresenta il nonno, padre, figli e la moglie del cosacco che combatte al fronte. Quattro generazioni. Fra i ragazzi che girano sull'unica corta strada, la più gran parte veste già il pantalone a banda gialla dei cosacchi del Transbaikhal, ed alcuni anche il berretto. Un po' del terreno che circonda la « staniza » è coltivato, il resto è lasciato a pascolo; i cosacchi si occupano del taglio della legna e un poco della pesca, ciò che fanno specialmente d'inverno praticando. dei buchi sul fiume ghiacciato, poiché è quella la sola stagione che p~rmette d'inviare il frutto della pesca in Manciuria o in Siberia ... L' « ataman » è considerato come il capo delle famiglie cosacche della « staniza » e pensa anche a procurare gli alimenti a tutti, ma ciascuno cerca anche lavorar per proprio conto. I cavalli girano in libertà e mi paiono buoni e ben nutriti. Vedo un aratr o americano. (Val. X, pp. 2074-2076). (12) 25 maggio 1905 - Cielo grigio. Tutta la notte si navigò. Stamane ci fermiamo ad un deposito di legno situato a 60 verste a valle della città di Sansin. Nel dar fondo si rompe la catena dell'ancora ed alle ore 6,45 salpiamo con la grippia. Il Sungarì ha ora sulla riva destra delle alture ed a sinistra delle praterie. Il capitano mi dice che pel viaggio da Khabarovsk a Kharbin si calcola un consumo di 150 « sasgene » di legno, ma che se ne bruciano sempre meno. A mezzodì siamo a Sansin: vi è qua un ufficio telegrafico e postale r usso, la città cinese è del tipo solito con 15.000 abitanti; la guarnigione russa era l'altro anno di 300 uomini ora è di un plotone di riservisti; il comandante della guarnigione è un capitano di fanteria. La città non è murata, ma ogni gruppo di case ha una cinta formata da tavole di legno duro e spesso. Sulla piazza fangosa miagolano gli artisti di un teatro, dalle carrette pechinesi, le belle cinesine assistono alla rappresentazione mostrando fuor del carro soltanto i piedini. Nel 1900 i « boxer » dettero molto da fare ai russi poco a valle di Sansin, ove ancora si vedono i resti di un forte costruito in sassi e muratura sulla riva destra del Sungarì. I russi dovettero impiegare dell'artiglieria per decidere i cinesi a ritirarsi .ed ancora oggi si vedono le croci che indicano il posto di seppellimento dei soldati russi uccisi. Ritornati alla · spiaggia compro uno storione femmina di 7 chili e mezzo, lo pago 4 rubli; esso è ancor vivo e legato dietro al battello del cinese che me lo vende. Ricavo dal pesce 2 chili e mezzo di caviale ed imparo dal nostromo come si fa a prepararlo. , Caricate 10 sasgene di legna partiamo: il fiume ora è larghissimo, sulle sue rive vi sono dei prati, delle colture e qualche
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piccolo villaggio; lo scandaglio segna sempre da 4 e mezzo a 6 piedi di . profondità. Sin'ora la nostra navigazione fu fortunata, non c'è ragione di credere che debba cambiare, quindi pregustiamo il momento di poter stuzzicare i nostri colleghi che temevano la navigazione e la perdita di tempo. Il cielo si copre alle ore 22 siamo obbligati a dar fondo poiché impossibile navigare. Un marinaio monta la guardia armato di un vecchio fucile arrugginito Berdan; il capitano dice che non di rado i vapori sono assaliti da briganti cinesi. A Kharbin: arriva la .1• compagnia indipendente del Genio telegrafisti; essa ha il materiale di telegrafia senza fili da campo. Non fu mai permesso agli .agenti militari di visitare quel materiale, ma a giudicare di quanto vidi in seguito d a lontano, deve essere stato usato il sistema « Slaby D'arco ». (13) 26 maggio 1905 - Pioggia. Alle ore 4 antimeridiane si lascia l'ancoraggio. Brezza fresca da nord. Alle ore 7 incontriamo sulla riva destra un grandissimo deposito di legna .da ardere; le sue dimensioni sono immense; siamo a Tomalì ossia a 670 1/2 verste da Khabarofsk e 249 1/2 da Khabin. Il deposito di legna appartiene alla società della ferrovia mancese. Vedo degli enormi pontoni in ferro e dei rimorchiatori per il servizio fluviale. I villaggi cinesi aumentano e sulla riva del fiume si costruiscono grosse giunche e pontoni. Osservo la pescaggione di tutti i galleggianti e vedo che a pieno carico hanno un tirante d'acqua non superiore ai 3 piedi. Alle 11,30 arriviamo a Vanbikhedo e carichiamo 40 « sasgene >> di legna. Alle ore 18,45 scostiamo dalla riva e, a Dio piacendo, fra ventiquattr'ore saremo a Kharbin. Alle ore 22,15 siamo a Sandian ove sono 4 o più piroscafi ed un gran numero di pontoni. E' una piccola città cinese che dev'essere un centro di rifornimenti per la legna. Continuiamo la nostra rotta: alle ore 15,15 andiamo a sbattere a tutta forza contro la costa, ma elasticamente ci liberiamo. Quando fui sul ponte vidi il nostromo arrivare coi pantaloni in mano; la colpa fu del giovane timoniere restato solo per qualche minuto. (Vol. X, pp. 2097-2100). · ' (2) 15 giugno 1905 - La sera decido di recarmi al Circo Equestre per vedere se vi sono molti ufficiali ... che si divertono; mentre mi reco al « Pristan » ove si trova il Circo, incontro sulla strada principale degli ufficiali dei dragoni al gran trotto; fra essi vedo una o due meretrici completamente vestite da dragoni semplici con armi e distintivi. Sulla porta del Circo un ufficiale molto ubriaco si fa allacciare il cappello da un soldato e dondolando sulle gambe ogni tanto lo abbraccia!! I posti per assistere allo spettacolo, sono occupati per metà, ma da soli ufficiali; forse i piccoli esercenti e i borghesi non 198
avranno creduto opportuno di far festa dopo le terribili notiize che ci hanno dato i telegrammi. La galleria è piena di soldati. Provo un sentimento stranissimo; ho quasi vergogna di portar una divi.s a d'ufficiale di marina, perché i miei colleghi russi hanno macchiato la storia del marinaio da guerra ed esiste una fratellanza effettiva fra tutti gli uomini che passano la vita solcando i mari. Nel guardarmi in giro penso che forse quegli uomini che non sentono la vergogna e disonore sono forse beati. Questo Circo Equestre era a Port Arthur quando scoppiò la guerra; il direttore di esso aveva degli splendidi stalloni arabi che gli furono subito presi pel servizio dell'Esercito. Il direttore dice però che ha sporto querela al generale Stossel, perché i suoi stalloni furono tenuti per lui e il suo Stato Maggiore e che uno, lo splendido grigio è precisamente quello che lo Stossel regalò con gran pompa al suo vincitore Noghi! !! .cosa che ha infuriato il bravo « dresseur »! (Voi. XIII, pp. 2411-2412). (3) 16 giugno 1905 _: BeJ tempo. Arriva la notizia che il 13 giugno si è cominciato a corrispondere ufficialmente fra i governi di Washington, Pietroburgo e Tokio per stabilire le regole per l'incontro di plenipotenziari russi e giapponesi. Pace! questa parola è cara a molte migliaia d'uomini in Manciuria; la sua importanza è capita a fondo da chi ha fatto la guerra. Da qualche giorno si vedono numerosi gruppi di soldati che ascoltano attentamente la lettura del giornale, altri che si salutano ed abbracciano; ogni mattina c'è una ressa di gente presso il vagone ove si · stampa il « Messaggero dell'esercito di Manciuria»! E' facile capire che tutti godono pensando alla sola probabilità della pace! Ripensando al passato questa grande notizia richiama alla mia mente la cara figura di un uomo che per animo, amore al proprio paese e valore può esser portato ad esempio al soldato; il mio primo generale, il conte Keller. Egli in brevissimo lasso di tempo seppe capire le condizioni dell'esercito russo, 'vide con strazio l'impossibilità di vincere il nemico, fece tutto il possibile per rialzare il morale e portare alla vittoria i suoi uomini; ma non vi riuscì pel poco aiuto che ebbe dai suoi sott'ordini; fece volontariamente la più bella fine del soldato per non vedere la Russia battuta! Sono sicuro di non dimenticare il conte Keller sino alla mia morte ed auguro al paese che mi ospitò durante questa dif-· ficile guerra di aver molti condottieri ed uomini di cuoré come lui. Ringrazio la dea fortuna di avermi risparmiato durante tutte ' le battaglie a cui assistetti e durante le quali ho ancora una volta imparato a capire che l'ideale della Patria supera
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l'amore filiale e quello della famiglia. Oggi comincio effettivamente a sperare di rivedere il mio bel paese ma, confesso, che fin'ora una voce interna mi aveva preparato completamente a non rimetterci il piede. Proprio questa sera viene al vagone ristorante il capitano conte Kamarofski, l'ufficiale che durante la guerra mi disse sempre « Au revoir a Tokio » poi <e Au revoir a Seul ». Non posso far a meno di domandargli cosa pensa ora e la sua risposta è « Nous ... protestons ». Ma ora è troppo tardi e bisognava pensarci prima. (Val. Xlll, pp. 2468-2470). (26 giugno) 9 luglio 1905 - Incontro il capitano Leontieff il quale si mostra entusiasta del modo come stamane un giapponese morì e mi pare che abbia in poche ore cambiato opinione sul nemico che stiamo combattendo, perché mi dice: « Ho vissuto per 13 anni fra gli abissini fanatici, ma non li ho mai visti morire come il giapponese di stamane». Alle ore 6 sotto una pioggerella furono portati al luogo d'esecuzione di Gungiulin 4 cinesi; fra essi ve n'era uno che certamente, doveva essere un ufficiale giapponese; egli non volle mai dire il suo nome e trascinò ridendo i suoi tre compagni, un po' impauriti, verso i quattro lacci. Alle ultime interrogazioni non fece alcuna attenzione, ma osservati pur bene i lacci mostrò quasi d'indovinare quale gli era destinato e, con un veloce movimento, andò a mettervi la testa, indi alzò i piedi dall'asse che traversava la fossa .e, con un'aria di soddisfazione s'impiccò a dispetto di chi voleva cavargli qualche informazione· di bocca. Questa morte mi rammenta quella dell'ufficiale che fu fatto prigioniero quest'inverno al 2° Corpo d'armata di Siberia ed arrivato presso il quartiere del generale si buttò sul ventre una b omba a mano. Sino a questo punto della campagna gli ufficiali russi mi dissero sempre che il giorno in cui i giapponesi metteranno il piede sul terreno russo, l'opinione pubblica sulla guerra cambierebbe com"pletamente, ma ciò non appare dai telegrammi che si ricevono dalla Russia ora che a Sakhalin sbarcarono truppe nemiche, anzi quei telegrammi portano notizie tristissime di disordini fra civili .e militari. (Voi. XIII, pp. 2550-2551). Nel pomeriggio mi reco verso Erscidiazi ed incontro una colonna di reclute che marcia verso l'ala sinistra dell'Esercito; essa non era ancora a 3 km dalla stazione di Gungiulin e già un grandissimo numero d'uomini si erano buttati a terra, perché affetti da acuti dolori di ventre e grande stanchezza; queste colonne di giovani soldati si fanno portare nelle ore più calde del giorno senza pensare che essi non sono abituati alla marcia, sono sovraccarichi di un peso, mal distribuito e finiscono ora un viaggio di più d'un mese in ferrovia. Nessuno pensa a dar loro aiuto; incontro solo due ufficiali ubriachi che mi rispondono delle bestialità.
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Rientrato a Gungiulin dico ciò che ho visto a qualche uffi. ciale amico, a degli ispettori della Croce Rossa. Si mandano subito dei carri d'ambulanza e la sera il colonnello Basaroff mi ringrazia e mi dice che da domani le colonne partiranno ad un'ora prossima al tramonto. (Vol. XIII, pp. 2553-2554). I discorsi che fanno meco gli ufficiali sono stranissimi; tutti mostrano .d'essere contentissimi della nomina del Vitte quale plenipotenziar io per trattare i pr eliminari di pace a Washington perché egli è « un vero commerciante e combinerà la pace intascando una fortissima somma »; e c'è .a nche chi dice che sicuramente« il Witte ha pagato il·Muravieff perché gli ceda il posto» Il capitano medico germanico dottor Shefferd rientra « al vagone » dopo aver ispezionato varii, ospedali della 1a Armata; egli mi assicur a che il 50 per cento dei feriti.dell'Esercito russo sono rientrati nelle file dei Reggimenti; di questi SO per cento, 4/5 sono dei feriti da palla di fucile ed 1/5 da pallottole di « shrapnel ». · Il dottor Shefferd ha constatato parecchi casi d'uomini feriti cinque volte.. Alla stazione incontro il gener ale Stepanoff che ha sin or a comandato la Brigata dei dragoni di Nisginsk (Sia e 52a); egli mi dice d'ammettere tutto fuorché la pace, ed . aggiunge, senza prendere fiato , che parte oggi per Pietroburgo. (Vol. XIII, p. 2569). ( 13) 26 settembre 1905 - Cielo mezzo coperto. Sono informato da Vtadivostok della prossima partenza di un piroscafo per Cifù. Tutti gli ag~nti militari si recano a Kotiadian in visita di congedo dal generale Linievic. Facciamo colazione dal comandante in capo; · al levar delle mense il generale Linievic brindò alle nazjoni rappresentate dagli agenti militari e disse fra l'altro le seguenti parole: ... « Il fatto che i giapponesi non ci hanno attaccati indica chiaramente che essi temevano ora l'esercito russo e che la Russia in questa guerra non ha adoperate le sue forze» (!!). Dopo mezzodì piove. Rientriamo a Gungiulin . (Vol. XIV, p. 2853). (14) .27 settembre 1905 - E' il giorno della mia partenza ed il mio bagaglio è .pronto. Si dice che il giorno della ratificazione della pace, il 10° e il 17° Corpo d 'armata rientreranno in Russia, la la Armata si metterà lungo la ferrovia a sud di Kharbin, la 2" più a sud e ad est della ferrovia, la 3a a nord di Khuancenza e ad ovest della strada ferrata. Dei distaccamenti di uomini si recano a nord per comin° ciare l.a cost ruzione delle « zemlianke ». I prigionieri ver ranno tutti a Vladivos~ok. Mi reco in visita di congedo dai generali Blagovescenskij, Okaciagorovic, Kor evo e Sacharov; da loro apprendo che i pri201
mi reggimenti a partire saranno quelli di cosacchi. Il generale ·unievic vorrebbe mandare subito a casa i riservisti, ma il suo Stato Maggiore gli è contrario, ora si aspetta una risposta da Pietroburgo. Alle 21,19 lascio Gungiulin salutato dai generali russi e da tutti gli ufficiali esteri che partiranno domani o dopo per la via di Siberia. E' così che lascio molti amici che mi colmarono di gentilezze durante la guerra.
(15) 28 settembre 190J parto per Vladivostok.
Arrivo a Kharbin ed alla sera ri-
(16) 29 settembre 1905 - A Khailin ricevo la triste notizia che il soldato investito dal nostro treno è morto e la comunico ai miei compagni. (17) 30 settembre 1905 - La . mattina alle ore 5 arrivo a Pogranicnaj a. Fa freddo ed ho un mucchio di seccature per la dogana e per aiutare il colonnello danese Wolff che non sa una parola di russd. · La sera alle 19 ,30 arrivo a Vladivostok ove vengo a sapere che domattina parte il primo piroscafo da questo porto; è un « cargo-boat » norvegese completamente scarico. Ho il piacere d'incontrare il migliore mio amico fra gli ufficiali russi, il capitano Pavel Petrovic Skoropadski che mi aiutò sempre durante la campagna. (18 settembre) 1 ottobre 1905 - M'imbarco sul piroscafo norvegese Folsje. Al capitano del quale dò 50 rubli perché non trovi obiezioni al mio imbarco. Sono con me: il colonnello Wolff ed il corrispondente della « Lokal-Anzeiger », ufficiale di Stato Maggiore, signor Ubrich. A piccolo moto usciamo fra gli sbarramenti pilotati da due ufficiali di marina. · Faccio qualche fotografi.a dei forti. La giornata è superbamente bella ed il Folsje « a tutto sforzo » non fa più di 7 miglia; egli è ora seguito dal vapore da guerra « Argun » . eh~ si reca al Kamciatka per portare viveri a quei miseri ·pescatori; ed è comandato dal tenente di vascello Cavelin, un milanese per nascita ed elezione. Le rotte che segue il Folsje per evitare gli sbarramenti sono segnate sulla carta 92 e l'occhio dei piloti serve ad evitare qualche torpedine venuta a galla che potrebbe far finire poco simpaticamente la mia missione. Appena i piloti ci lasciano, apro la cassetta di latta nella quale ho radunate durante la campagna le mie note e le carte che « potei procurarmi» e metto, per . la prima volta, un po' d'ordine nei chili di carta che ho custodito con tanta gelosia e che vedo ora in salvo ... se non si urterà una torpedine alla deriva o se il bravo capitano Berensen non ci por-
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terà malamente sugli scogli visto che dimostra ben presto di non essere amico delle deviazioni magnetiche . ... Dalla plancia del Fèilsje il giorno (4) 21 ottobre, mentre la nave lottava senza avanzare contro la corrente dello stretto di Corea ovest, io contemplavo muto verso il levante là , dove si svolse la piÚ gran battaglia navale dei tempi moderni, e dove con la fine della squadra russa tutti i marinai da guerra del mondo hanno imparato che la vittoria si ottiene solo ponendo la massima attenzione alla preparazione del combattimento, non per un breve lasso di tempo, ma durante le 24 ore del giorno e per lunghissimi anni. (Voi. XIV, pp. 2853-2857) .
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INDICE DEI NOMI
Agapiev, p. 110 Alekseev, N V., p. 26,40,50,108, 123 Alessandra Fedorvna (impe'ratrice), p . 98,123 Alessandro UI, p. 43 Alessio (granduca) p. 28,49,50, 51,72 Anastasov, p. 39 Andolenko, S., p. IX,XIV Anweiler, O., p. X Apraksin, F. M., p. 28 Asakawa, K. p. VIII Asarioff, p. 172 Avare, p. 171 Avellane, p. 5,51 Bacinski, p. 179 · Barzini, p. V.II, VIII Basaroff (Basarov), p. 167,201 Batianov, p. 62,94 Bebutoff (Bebutov), p. 147,150, 172
Benelli, C., p. VIII Berengarden, p. 162 Berensen, p . 202 Bixio, N., p. 83' Binderling, p . 128,135,178 Birilev, A., p. 40,41,46,51 Bismark, O. van, p. 104 Blagovescenskij, p. 116,187,201 Bobrikov, p. 42 Bolsciakoff (Bolsciakov), p. 152 Boris, (granduca), p. 123,124, 133 Borisepols ki, p. 190 Boucè, p. 189 Camperio F., p. III,VII,VIII, IX,XV ,105, 107,126,135,138,139, 140,158,162 Caneva, C., p. 63,65,67,76,79,81, 84
Caretti, S., p. IX Carpi, V., p. VII,VIII Cavaciocchi, A., p. VIII Cerenkoff, p. 173 Cerrotti, O., p. VII Cheradame, A., p. VIII Cicagov, p. 117 Cirillo (granduca), p. 109,110, 112,115 Ciuknine, p. 51 Civalleri, B., p. VIII CJarkson, p. 158 Condratovic (gen.), p. 108 Conroy, H., p. IX Crevè, p. 157 Cronia, A., p. VII Dal Verme, L., p. VII Danilewskij, p . 96 Daniloff (Danilov)_ p. 170,171. 173,178 Debuis - Guigliat, A., p. 121 Degli Uberti, V., p. VIII Dembovskij, 'p. 21,96 Dobrotin, p. 127 Donnini, G., p. X Dragomirov, p. 33 Dubassov, p . 38 Ducci, G., p. VIII Dukelskij, p. 112 Durnovo, p. 74 Elisabetta, (granduchessa), p. 98 Engvist, p. 36 Ejres, p. 154,155,156,157,158,171 Galai , S., p. X Galiefski, p. 151 Garibaldi, G., p. 83 Gherscielmann, p. 129 Giannitrapani, L., p. VII Grenet, p. XV Griscinski, p. 137 205
Makarov, p. XIII,38,41 ,109,110, Grippenberg, p . 25,26,27,160 112,113,115,118 Grodekov, p. 70,96 Mardanoff (Mardanov), p. 133 Grosse, p. 108 Markov, p. 91 Gubert, p . 116,187 Guglielmo, (imperatore), p . 26 Martinoff (Martinov), E., p. VIII,161,166.174, 183 Han-Sci-Kai, p . 107 Masloff (Maslov) , p. 194 Hamilton, J., p . VIII Massalov, p. 75 Judson, p. 171 Meyendorff, p. 22,172 Jakoblev, p. 110,111,112 Michajlovic, A., p. 51 ,72 Jakuboskij, p. 97 Ignatieff (lgnatiev), p. 115,123 Miloff (o Milov) (gen.) , p. 26, 160 Iurasovskj , p. 39 Ivanoff (Ivanov), p. 141,142,145, Miscenko, p . 27,62 149,164,165, 166, 168, 169, 171, Moltke, H. von, p. 147 Monomah, V. , p. 28 172,174,176,177,181, 188,193 Montesquieu, p . 83 Kacialoff, p. 190 Murat, G., p. 43 Kahanov, p. 66 Nebogatov, p. 28 Kamarofskij, p. 200 Neurat, p . 188 Kasctalonski, p. 133 Nicola II, p. 154 Kasegava, p. 62,63 Nicola N., p. 43,51,52,57 Kaslov, p. 115 Niscenko, p . 116 Kaulbars, p. 62,66 Nitti, S., p. X Kavamura, p. 63 Keller, p. 121,125,131,133,134, Nogi (Noghi), p. XIV,62,63,205 Nozu, p. 62,63 135,189,199 Kharkevi~ (Kharkevitch), p. 69, Odescilizi, p. 193,194 Oganovski, p. 126,127 116,122,123,125,181,187 Okaciagorovic; p. 201 Kholtscevnikov, p . 69 Okamoto, S., p. IX Korevo, p . 201 Oku, p. VIIl,62,63 Krostiskij, p. 141 Orbliani, p. 129 Kuropatkin, A. N. p. VIII,XIII , Oronofskij, p. 181,187,193 XIV,25,26, 27,28 ,29 ,31,32 ,35 ,43, Oyama, p. 184 62,115,117,123,l:t5,128,129,133, Palitzin, T . T .. p . So.57,61 134, 139, 140, 158, 159, 160, 164 Pankratova, A. M., p. X 167,171, 172,175,178,180,183, Patruno, p . 152 184,188 Pavlov, p. 114 Kuropatkin. (nipote del coman- Pentimalli, G., p. VIII dante in capo). p. 160 Petracchi, G., p. IX , Kuroki, p. 63,139 Petricioli, M., p. X Leontieff (Leontiev), p. 200 Pokrovskij , M. N.,. p . X,XI Linievil, p . 69,70,96,165,178,180, Polo, Marco, p. II 187,193,194,201,202 Pribulskij, p. I 96 Lubassov, p. 50 Putiatin, p. 72 LombrQso, C., p. 190 Ragionieri, E., p. X Ma, p. 3,10,117 Razzum, p. 172 Mac Cully, p. 151,157 Rediger, A., p. 56,60 Macomb, p. 168 Rennenkampf, P. K., p. 62,115, Madritoff. p . 124 117,123,133,148,149,170,171 172,173,175,182,194 Malciev (ten.) , p. 39 Romanov, p . X,128, 129 Malozemoff, A.. p. IX 206
Rozestvensky, (Rojastvensky), p . XIV,23,24,25,28,36,37,41,46, 47,48,84,125 Ruggeri Laderchi, P., p. III,XIV l,3, 4,13,20,23,25,27,30,33,36 37,XV, 42,43, 45 ,49, 51,55, 61,63, 65,67, 70,73,76,79,81,82,84,85, 99,103 Sacharov (Sakharov), p. 25,26, 52,56,57,116,201 Saletta, T., p. 73, 82 Saks, p . 110 Samsonoff (Samsonov), A. V., p . 141,142,160 Sasulic, p. 123,172 Sceremetiev, p. 110 Scileko, p. 126,127 Scrakelberg (gen.), p. 160 Scverin (gen.), p. 160,163,170, 171,172,173,185,191,196 Sergheev, p. 39 · Sergio, p. 50,51 Serra, E., p. X Shefferd, p. 201 Sidorov, A. D., p. IX Sieyès, p. 83 Silvestre, p. 64,149,152 Siniavin, p. 28 Siremietnikoff, p. 154 Skobeleff (Skobelev), M. D., p. 133 Skoropadskij, P. P., p .· 145,146, 202 Skridlov, p. 40,50,118 Sobolev, p. 21
Spear, R., p. VIII Stakelberg, p. 116 Stark, p. XIII Stolypin, P. A., p. 104 Stoliza, p . 133 Stossel, p. 116,123,199 Strogonov, p. 28 Svercej, p. 39 Tamborra, A., p . X Tciulkoff, p. 3 Thiess , F ., p. IX Timatieieff, p . 167 Togo, ·p . XIV,29,37,46,109,123 Tolstoi, L. N., p. 152 Trepov, p. 74 Trotzkij, p. 4 Tumanoff, p. 194 Ubric (uffìciale di S. M.), p. 202 Urosoff, p. 173,174,176,177,178, 179,180,187 Usakov, p. 28 Vladimirovic, B., p. 109 Viren, p. 151 Vitgheft, p. 123 Vitte (Witte), S. Ju., p. 5,12,63, 64,73,201 Wodar, p. 94 \Nolff, p. 202 Woronezij, p . 157 Jyan-Sci-Haj, p. 3,10 Zabielin, p . 187 Zacharov, p . 116 Zarubaiev, p . 87,127,128,180 Zilli , V., p . X Zubanov, p. 51
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INDICE DEL VOLUME
Presentazione
p.
Introduzione
p. VII
V
Parte I Rapporti e relazioni dell'addetto militare a Pietroburgo ten. col. Paolo Ruggeri Laderchi
p.
1
Parte II Stralci del Diario di Campagna di Filippo Camperio, osservatore militare italiano presso l'esercito russo in Manciuria
Indice dei nomi
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