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PER LE H NOZZE DI DIAMANTE r DEL GIORNALE DI MEDICINA MILITARE H
medico-militare~
N . B. - A questo fascicolo è annesso i l Vol. XVI della Collana
SA LI N ARt La razione alimentare del soldato In pace ed In guerr.t. (DONO A.OLI ABBONATI) . Pubblicazione menai/e
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBB LICA TO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di aanità militare)
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Giornale d i m ed icina .
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militare: x88s-r888 Giornale medico d el Regio E sercito e d ella Regia Marina: r885· 189 5 - Gi~ale medico d el R. Eserd to.: .JSc}6··I'<}07- ..•
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SOMMARIO
NEL 75• ANNO DEL GIORNALE DI MEDICINA MILITARE: Tre Qua r t i di secolo di vita del n ost.ro CHot·n••!eo......... o . · .. .. .. .... .. ... . .. Aleas&ndro Rlberl fondatore del Oiomale d l wedtclna m lht are .... .. ........... D Cor pO eanitarl~ militare e .Je pu e t radf ZIOJil storfcb(• oo oo oo o
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MEMORIE ORI81N.AL l : llnaa • Lt•knl. _ La reazione d i Botelbo e la. !abilità set•lca o.. O...lnlt. - Modlfle&>'.lone del volume, dell'e~ergla del polso e della pressione ru·terlo~a dopo vart esercizi fisici In militari non allenati .. o.. o o.. ..... alaclfll. - Sull'utiUtà. In elcttt·otern pla. uolle d(oppl e cot·rentl ... ·: .. . . . • .. o . .. o. o. o Cllttnl. - N aovo apparecchi o da pneumotoru<w. e dn. tvrucentest .. . .... . ..... ... ... . 00
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IIIYIITA DILLA ITAMPA MEDICA mTALIANA E STRANIERA .. oo .. .... ....... . .... ...... .. .. 00fi8RIJII ..... .. .. o.... o o oo .. OONFERENZE IOIENTIFICHE DEQLI OSPEDALI M ILITARi o.... .. o.... .... .. . ..... IV 00N8RIIIO INTERNAZIOIIALE DI MEDICINA E FARMAOIA MIUTARE - Yanawla, 11!7 . . o. . .. ooo. o
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DIIEZIDftE ED llllftiSTRAliOftf : Palazzo del Ministero della Guerra · Via XX SeHem•ra · Ull Per le 11 uove norme c 1rea le
pubblicazioni del lavori vedi copertina (4• paJina).
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. TESTi. -
Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito Italiano . . . L. 7 H - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-fisiologlcl di aviazione militare. Un volume di pag. 236 con 46 figure e 2 tavole . . . . . . • 15 111 - K S&NTOBO. - Ferite addominali di guerra - Prefaz10ne del p r ofessore N. GrANN&TTASIO. - rn volume di pag. 400 con 38 figure. • 30 rv - A. L osTIG- A. BU!m:co. - l « gas dii guerra •· Impiego ed effetU Provvedimenti e cura. - Un volume di pag. 104 con tre tavole micrografiohe o color i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. Lul>·nc. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro il gas durante la guerra mondiale (1915-918). - Con 21 figure. . • 7 VI - F. CAccJA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. - Prefazione del prof. R . DALLA VEDOVA . . . . . • 6 VII - S. S ALtNARr. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-artlcolari in 1° e 20 tempo. - Prefazione del professore R. ALESSANDRJ. - Un volume tli pag. 190 . . . . . . " 20 VIII - A. CASA.RINt. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 IX - La celebrazione dei medici caduti in guei:Ta. - Un vol. di pa.g. 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IO X - N. RoorNò. - La profilassi delle malattie lnlettlve dominanti nelle nos tre colonie africane. - Un volumo di pag. 44 . . . . . . . . .• 6 X I - A. CABA.RINT. - la scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un v o lume di pag. 232 con 97 figuro . . . . . . . . . . . . . • 20 XII - G. CJ\PPELLI. - La chimica mUltare e le sue relazioni con l'ordinamento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XIII - S. SurNARI - L'a utolesionismo nelle sue varie forme e nel suoi esiti. U n volu me di pag. 250 . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 20 XIV - F. CM:CIA e S. Jt1ccr. - Le occlusioni intestinali (escluse le ernie s trozzate) . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . • 5 XV - G. GarxoNI. - Geografia medica ed Igiene del nostri possedimenti coloniaJi. - Un v olum <> di pag. 240 con 3 carte geografìobo »20 XVI - S. SALINARI. - La razione alimentare del soldato in pace ed 4n guerra. - Un volume di pag. 240 • . . . . . . . . . . . . .» 20 XVII - A. CASARlNI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare. - rn volumo di pag. (;0 con 9 fìgurr . . • . . . . • 8 -
Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell' esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 tavole L. ti Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. l 00 con 37 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . • 8 Per Giovanni Maria Lanclsl nel Il Centenario dalla sua morte. - U n vol ume di pag. l 06 con 28 figuro . . . . . . . . . . . . . . . . . . • '8 111 Conferenza interaUeata per l' asslstenza agli invalidi di g.ueua. (Roma, 1919) - R ela.zioui ufficiali o comunicazioni. - Un volume di pag. 96 . . • 6 IV Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - Relazioni uffi ciali. - Un volnme d i pag. 44. . . . . • . • 5 -
JR( QUARTI DI S(COLO DI YITA DR IOSTRO GIORilH Nell'apprest<.&.rc i, senza vane a ccademie ed inutili cerimonie, ma nell'intima cerchla famigliare e con austera semplicità, come si addice all'ora presente, a cele brare le nozze di diamante del nostro periodico, avvenimento questo eccezionalissimo nel mondo della stampa medica italiana ed anche str a niera, ci sia consen tita, prima di iniziare quest'altra. tappa di coslllllloao cammino, una breve sosta in luogo del consueto saluto, di rapodanno ai fedelissimi abbonati ed ai cortesi lettori. All'inizio di questo terzo anno giubilare ci sembra invero doveroso di rivolgere per un istante uno sguardo a l passato, denso di volontà e di lavoro, e di riassumere le origini ed i progressi di questo Giornale, che, fondato da Alessandro Riberi agli albori del risorgimento italiano, è stato sempre l' interprete f~dele ed il compagno indivisi bile del Corpo sanitario militare, nelle caserme, ne11e corsie d 'ospedale, nei laboratori scientifici sui campi di battaglia dell'indipendenza nazionale, nelle guerre coloniali e nelle calamità epidemiche e telluricbe che funestarono la Nazione. · Ci sia permesso altresì di rievocare in Q':lesta rasst>gna. per sommi tratti le figure di coloro che diedero tutta la loro energia a questo periodico, senza ostentazione, p aghi solo del dovere compiuto, tenendone viva per ben 75 anni la fiamma, cosi come nei famosi ludi, ai tempi dell'Ellade, i giovani corridori si tra mandavano la fiaccola . Nè con questo intendiamo di compiere opera di antiquario compiacente, che volendo accarezzare l'orgoglio della casa natia , si indugia a scuotere ~ polvere da pagine dimenticate, ad ingrandire con la lent~ minuzie trascurabili od a rinfrescare con una mano di vernice piccole glorie locali, ma ci lusinghiamo di fare cosi la più degna commemorazione della data eccezionale. Sarà questo un lieto auspicio alla floridi ssima vecchiaia del Giornale che d el resto, non avver te ancora il peso degli anni" fra la ba\,la scl;iera dei giovani periodici.
••• Il risveglio scientifico che aveva suscitato nel Corpo sanitario il nuovo ordinamento del30 ottobre 1850, la libertà di stampa allora di recente elargita dal regime costituzionale, l'obbligo infine delle riunioni scientifiche da te~ersi periodicamente pres~o gli os~edali ~ili!ar~ ~~isiona~ e del!~ compilazione di memorie scientifiche e d1 contnbutt clintcJ e sperunentali, f~cero sorgere contemporaneamente in numerosi medici militari l' idea dt fondare un periodico a che (lo diciamo colle parole stesst> del programma
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che iniziava il primo numero e di cui ci piace, a titolo di curiosità storica, riprodurre il facsimile in principio di questo fascicolo) mettesse in rnutua relazione gli ·'PaTsi figli della famiglia .JIedico-m.i litare e rendesse pro fittevoli i fnJ.tti delle conferenze scientifiche tenute negli Spe(lali militari D·i risiona:zi, pubblicandone i processi verbali, le sto1·ic delle ?nalattie e tutti i laTori scientific·i in dette conferenze cormmicati, non tralasciando in pari tempo eli trattenersi sugl·i interessi ge·neral.i del Corpo sanitario e sulle riforme che 1>08sono chiamarsi utili al, buon andamento del servizio sa.nitario dell'armata "· Spetta a l medico di r eggimento dott. barone Catullo .Rogier de Beaufort il merito di aver fatto per il primo la p1·oposta nell~b conferenza scientifica tenutasi il 20 febbraio 1851, presso l'ospedale divisionale di Cham-
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bery, di fondare un giornale che potesse stimarsi l'organo del corpo sanitario di t·u.tta l'armata. Apriamo una parentesi per ricordare che il barone de Beaufort, questo pioniere della stampa medjco-militare, nacque il 23 dicembre 1811 a Rovereto di Modena. Laureato a Pisa nel1877, prestò ser vizio come medico di reggimento nel 1848 presso il Governo provvisorio modenese, e quindi si arruolò come chirurgo maggiore nell'esercito del Piemonte. ~lOTÌ a Torino il 22 aprile 1858. L'idea dell 'istituzione di un Giornale di medicina militare fu accolta con entusiasmo ed approvata incondizionatamente da tut.ti gli intervenuti alla suddetta conferenza scientifica, ed il medico divisionale dott. Com issetti, presidente dell'adunanza, se ne fece strenuo propugnatore prc:>so il Consiglio superiore di sanità e presso il suo illustre capo senatore Alt'~> sandro Riberi. Questi, non solo accolse l~~ simpatica iniziativa, che g ià. corrispondeva ad un del3iderio da lui lungamen te ca.ldeggiato, ma si fece validissimo ed autorevole sostenitore presso il Ministero della guena per ottenerne la debita sanzione, che fu in~atti accordata con dispaccio dell 'll luglio 1851. Dette inoltre al nuovo giornale il suo prezioso appoggio mora,le e materiale, e concedendo l'onore della pubblicazione delle sue pregevolil.isime memorie, ed elargendo del suo un generoso contributo veeuniario . .La no· bile effigie di Alessandro Riberi, la quale da, ventiquattro anni fregia in un semplice medaglione la copertina del nostro periodico, e che è una riproduzione del busto in marmo esistente nell'ospedale militare di Torino, rappresenta q\ùndi un doveroso e perenne omaggio di riconoscenza e di devozione al suo benemerito fonda.t ore. n primo numero del GiornaJe uscl il 28 luglio 1851 col t itolo di Giornale di m edicina n~ilitare del corpo sanitm·io dell'at·mata saTda, e la pubblicazione fu fatta periodiea mente ogni settimana in fo gli di otto pagine in 4°, a due colonne, come si può osservare dall'annesso facsimile. E qui sarà opportuno giustificare una pa lese contraddizione: poichè, partendo dal luglio 1851, il Giorna.le avrebbe ora compiuti 76 anni e sei mesi, e l'anno 1927, auzicbè corrispondere a l 75°, rappresenterebbe il 77o di sua lunga esistenza. La differenza dipende precisa,mente dalla interntzione di circa un anno e mezzo, avvenuta durante la guerra di Crimea. Cosi la numerazione dell'annata fu la. seguente : anno 1° : dal 28 luglio 1851 al 26 luglio 1852 ; a.·n no 2o : da l 2 agosto 1852 al 25 luglio 1853 ; anno 3o : da l l o agosto 1853 al 31 luglio 1854 ; anno 40: dal 7 agosto 1854
NEL 75' A.."iNO DEL GIORNALE DI MED!ClNA )iliLTARE
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al 31 dicembre 1856, coll'interruzione dal 27 giugno 1855 al 9 novembre 1856. Dall'anno 5o (1857) in poi la numerazione degli anni corrisponde esattamente cogli anni solari.
*** l. Giovanni Antonio Caminetti (1851-1853). -Dal luglio 1351 all'agosto 1853 la direzione del Giornale di medicina militare fu affidata al medico di divisione dott. Giovanni Antonio Comissetti e vice-direttore fu nominato il medico di reggimento barone Rogier de E eaufort, gii\ ricordato, a giust.a ricompensa della sua nobile iniziativa. N" acque il Commissetti il 12 marzo 1805 a Pezzana Vercellese e fu, co~1'è noto, il terzo presidente del Consiglio !mperiore di sanità militare, e~ il primo che raggiunse i più alti gradi percorrendo tutta la regolare carr~era. Entrato in servizio come chimrgo maggiore di 2a classe nel 1832, nportò una menzione onorcYole nella guerra del1848-19. Successh·amente ebbe l'alto onore di essere nominato medico capo del corpo di spedizione nella campagna di Oriente del 1855, stilla, quale pubblicò una apprezzata relazione intorno alle condlzioni sanitarie delle truppe ed' a:IYe mala.t.tie dominanti : e nella stessa ca1·ica fu riconfer111ato anche presso l'esercito per le guerre dell'indipendenza italìana del 1859 e del 1860, conseguendo la ~roce di ufficiale nell'Ordine militare di ~avoia . Ass1mse nel1862, dopo d senatore Riberi, la presiden:r.a del Consiglio superiore di sa.nità, ufficio che tenne dal 16 febbraio 1862 al 10 luglio 1873, anno in cui fu collocato a riposo per limiti di età. Morì a Torino il 24 settembre 188~. . Lasciò nnmerose ed apprezzate memorie scientifiche, fra le. quali è d a ncordare le annotazioni sull'attitudine degli italiani al servizio militare, le osservazioni stùle fehbri tifoidee, sul col~>.ra, etc. .Benchè fosse chiamato a succedere ad nn uomo di rinomam:a. mondiale come il Riberi, egli va ricordato fra i benemeriti del Corpo sanitario militare, poichè l'epoca, in cui ne resse le sorti, fn una delle pii1 difficili e delle più ricche d'in1portanti avvenimenti, quali la fusione nel corpo sanitario Italiano dei medici militari dell'esercito borbonico, dei corpi volontari e degli altri elementi dell'Emilia , operazione eccezionalmente delicata e ditlìcile ; la prepara:r.ione dei qnadri e nel materiale sanitario per la guerra del 1866 ed il trasloco del Consiglio superiore da Torino a Firenr.e, che avYenne contemporaneamente a quello della Capitale, all'inizio della campagua contro l'Austria. Ricorderemo ancora, che egli fece parte di importanti commissioni, fra cui qnella per la riorganizzazione del Corpo e del servizio sanitario militare. E si deve alla sua autorevole e persuasi'a parola se fin d'allora fu riconosciuta la, qualità. di combattenti agli ufficiali medici, immediatamente dopo a quelli del genio, cui furono assimilati con le stesse prerogative e uguale stipendio. 2. Antonio Carnevale Arella (1853-1867). -Al Comissetti segui nella direzione del Giornale il medico divisionale dott. Antonio Carnevale
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NEL 7;)0 ANNO DET, GIORNALE D I ~lEDICINA MILITARE
Arella. Nato il 23 aprile 1802 a Torino, enb:ò in servizio come medico a.pplicatcQ. nel 1833, e percorse tutta la carriera. fino alla carica di mt?mbro del Consiglio Superiore di sanità, che tenne da,l 1860 al 1866, data del suo collocamento a riposo. Compilò per ordine di Re Carlo Alberto il primo trattato d 'igi(:'ne militare e fu direttore del periodjco daU'agost.o 1853 al genmùo 1867. In questo frattempo fn design;lto, con1e vice-direttore, il medico di battaglione dott. Nicola Mantelli. Nato a Cherasco (Mondovì) il 2 novembre 1817 e laureatosi a Torino nel1841, ent1·ò nell'Esercito col grado di chirurgo maggiore nel 1849 e dopo pochi . anni fu destina,to come segretario del Consiglio superiore di sanità ove rimase dal 1853 aL 1872, e quindi fu nominato direttore degli ospedali di Genova., Piacenza e Perugia e direttore di sanità di Bari. Nel 1862, non sa.r à inutile ricordarlo, il Giornale di medicina militare cambia il formato, da. quello in 40 a quello in so, che conservò per ben 40 anni fino al1902 ; e nel1863, invece di uscire in fascicoletti settimanali di sedici pagine, fu pubblicato 3 volte al mese in fascicoli di 32 pagine. In quest'anno, fu aggregato alla direzione, come compilatore, l'allon-.. medico divisionale dott. Felice Ra.roffio, che tanta pa.rte della sua attività scientifica dedicò al periodico e come redattore per circa. 12 anni e più tardi come direttore per un decennio. L 'annata del1866 del Giornale forma nn volumetto cbe ra.ggiungè appena la metà dei precedenti ; e ciò per gli avvenimenti della guerra contro l'Austria, che obbligarono il periodico a. sospendere le pubblicazioni per circa un quadrimestre. ln questo stesso anno avviene il trasloco del Consiglio superiore di sanità da Torino a Firenze, e le pubblicazioni, interrotte nel maggio in Piemonte, si riprendono nel settembre successivo in Toscana. 3. Bonaventura Nicolis (1867-1869). - Dal gennaio 1867 al giugno 1869 trovasi alla direzione del Giornale il dott. Bonaventura Nicolis. Nato a Chieri il 24 febbraio 1816, allievo chirurgo nel1837, fu nomioatcO medico ispettore e mt>mbro del Consiglio superiore nel 1867 e collocato a riposo nel marzo 18o9.Morì in Torino il ptimo ottobre successivo. Nel Recondo semestre di detto anno il periodico è· affidato al redattore dottor. Baroffio esclusivamente. 4. Giacomo Cerale (1870-1873). - Dal gennaio 1870 al febbraio 1873 è incaricato della direzione il medico ispettore Giacomo Cerale, con tinuando, sempre nella. redazione il Baroffio. Il Cerale, na.to il 5 luglio 1813 a Torino, fu nominato chirurgo maggiore nel 1836 e membro del Consiglio superiore nel18<>9. Si distinse per atti di valore sul campo di battaglia e consegui la croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia e la commenda nell'Ordine Mauriziano per l'organizzazione dei servizi sanitari in Villafranca, durante la campagna del 1866. Fu il primo com-
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pilatore delle statistiche sanitarie annuali dell'esercito, dopo i primi saggi iniziati felicemente dal Baroffio.
n Giorna1e si pubblica sempre nominalmente in 36 numeri annuali, ma effettivamente esce ogni mese in fascicoli tripli. 5. Luigi Or•elli (1873-1874). -Nel febbraio 1873 succede al Cerale, per pochi mesi, il medico ispettore Luigi Orselli. · Na.to nell821 a Finmze, prese parte prima come semplice volontario e poi come chirurgo nel battaglione fiorentino alla campagna del 1848. Rimasto poi nell'esercito toscano, partecipò allacampagnadel1859comemedico di brigata, addetto al comando delle truppe toscane ed alla loroannessione fu promosso medko ispettore. Collocato a riposo nel 1878, morl nell885.
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~· Paolo Manayra (187-1-1880). -
Nel gennaio 18i4 assume la
~eZio ne del giornale il colonnello medico ispet.tore Pa.olo Manayra. Nato il. 7 ottobre 1817 a Sospello (Nizza), entrò in servizio come chirurgo mag-
glOre in za nel 1840 e percorse tutta la carriera fino al grado di maggiore generale. Fece la campagna del 1859-60-66 conseguendo la croce di cavaliere nell'Ordine militare di Savoia. Nel1880 fu nominato presid·ente del Comitat-o di sanità militare, che aveva sostituito il Consiglio superiore con R. decreto del 24 dicembre 1874. Mori il 4 gennaio 1887, pochi giorni d~po il suo collocamento in posizione ausiliaria. Fu uomo di molta dottrina ed erudizione, e tra le sue numerose pubblicazioni ricorderemo una memoria sulla meningite cerebro-spinale epidemica. Nel1875 il Giornale di medicina militare fa un secondo trasloco e segue da Firenze a Roma il Comitato di sanità, che più tardi, in da.ta l o novembre 1887, prende il nome di Ispettorato di sanità militare. Mercè ~'appoggio finanziario concesso dall'allora ministro della guerra Ricotti, il nostro periodico raddoppia quasi il suo volume e diventa anche notninalmente mensile. Nella redazione, al Baroffio, rimasto a :Firenze come direttore di quell'ospedale militare, succede il capitano medico Federico Tosi, cl1e tiene l'ufficio dal gennaio 1875 al marzo 1877. Dal marzo 1877 al giugno 1879 la redazione viene affidata al ca.pitano medico Ettore R.icciardi e dal giugno 1879 al gennaio 1883 al capitano medico Carl·o Pretti. Qnesti nacque a Verona il 9 ma.ggio 1837, e lanreatosi a Pavia nel 1861, entrò come medico aggiunto nell'esercito prendendo parte alle guerre dell'indipendenza del 1866 e 18'10. Fu decorato della medaglia d'argento dei benemeriti della salute pubblica per la campagna anticolerica a Catania nel 1868 e della medaglia di bronzo per quella di Macerata nel 1865: fu in seguito destinato alla direzione degli ospedali di Mantova, Brescia e Verona. 7. Giovanni Elia (1880·1882). - Nel febbraio 1880 al :Mana.jra1 promosso maggior generale e nominato presidente del Comitato di sanità., successe nella direzione del Giornale il colonnello medico Giovanni Elia..
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NEL 750 ANNO DEL C";lORNALE DI MEDIClNA ~IILITARE
Nato a Torino il16 giugno 1821, entrò nell'Esercito nell844 col grado di chirurgo maggiore ùi 2a classe. Prese parte a tutte le camp;lgne del 1848-49-18!)5-59-60-61-66, guadagnando nel fatto d 'armi della Madonna della Scoperta la medaglia, d'argento, in q nella. della Sforz(>~clt la medaglia, di bronzo al valor militare, e nella battaglia di Custoza la croce di Ufficiale Mauriziano. Nel 1863 fu direttore di sa nità della divisione di Verona e nel 1879 fu nominato membro del Comitato di sani tà militare. Egli rimase alla. direzione del Giornale fino al dicembre 18H:l, anno in cui t!essò dal servizio, in seguito a ~ na domanda. 8. Felice Baroffio (1882-1892). - Sncces,;ivamente Yi fu destinato il colonnello medico ispettore Felice Baroffio, già menzionato, il quale tenne la direzione per circa un deuennio, fino alla sua promozion<.' ad ispettore capo di sanità milita.re. Nato il 3 ottobre 1825 a Milano, compì ,g-li studi universitari in Pavia e fece la sua pratica professiona le nella città natia. Dopo di aver preso parte alle campagne del18.J.8 e 49, di ~;degnando di rimanere sotto il giogo austriaco, si arruolò nell 'J~sercjto sardo e percor~e brillantemente tutta la carriera, fino al grado ùi maggiore g(.'nerale medico, che conseguì nel186ti e di ispettore capo di sanità, raggitmto nel 1892 . .Partecipò ancora alla guerra, di-G'rimea, e nel 1855 fu addetto ali" ospedale dei colerosi di Kamara, ove a ssistette con oscuro eroismo centinaia di infermi, contraendo egli stesso l'infezione. Fece inoltre la campagna del 1859, guadagnandosi la. medaglia di bronzo al valor militare nella. storica giornata di S. Martino, e quella del1866, quale.direttore clell'a.mbula.nza della 17a. divisione. Nel1864 rappresentò l'Italia come delegato plenipotenziario alla Conferenza internazionale di Ginevra circa la protezione dei feriti e dei malati in gueiTa. Morì il 3 giuguo 1893. Uomo di versatile ingegno, di eccezionale cultura, d'instancabile attività, sia nel campo scientifico che in quello tecnico ed ammillistrativo, lasciò vasta ed imperitura traccia di sè per le numerose memorie scientifiche, fra cui è da ricordarsi quella sull'alimentazione del soldato e le note di oftalmologia e di diottrica, e per le riforme e miglioramenti da lui studiati ed introdotti sapientemente nel servizio sanitario militare. Al capitano medico Carlo Pretti successe nella redazione del Giornale nel gennaio 1883 il capitano medico ClM1dio Sforza, che vi rimase fino al settembre 1890.
Rrdollo Livi (1890-1912). -
Dal settembre 1890 fino al marzo 1912, per ben ventidue anni, fu redattore del periodico il capitano medico Ridolfo Livi. P er l'uomo, che in tutt.:'t la sua caiTiera fu particolarmente schivo di ogni vuoto suono di lodi, il miglior omaggio alla sua memoria sarebbe quello di parlame il più brevemente possibile. Gratitudine di affezionato discepolo, che per tanti a.n ni insieme trascorsi ebbe l'onore di essere chiamato col dolce nome di amico, vuole però <'he qui sia ricordata, la figum di colui che fn per oltre quattro lustri l'anima di questo periodico e rappresentò nel Corpo sa.nitario un astro di prima grandezza,.
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Nato a Prato il 13 luglio 1856 dall'insigne psichiatra Carlo Livi, che fu lustro e decoro dell'università di Siena e vanto della Scuola medica ita· liana, e laureatosi a Pavia nel1878, entrò l'anno successivo nella nostra famiglia. sanitaria.. Egli ereditò dal padre, insieme all'amore agli studi e alla. genialità della mente, l'ecceziona,le attitudine di passare con estrema facilità da un campo all'altro dello scibile, come se avesse in egual misura dedicato a ciascuno le forze dell'ingegno e tutti gli fossero ugualmente famigliari. Invero, egli fu, oltre che medico coltissimo, letterato, filosofo e storico, ed ebbe sopratutto una. particolare inclinazione alle ricerche antropologiche, che gli valsero la libera docenza presso la R. Università di Roma . .A queste geniali indagini egli si sentì spinto dagli studi di statistica, che aveva coltivato per molti anni con grandissimo amore indirizzandoli particolarmente alla statistica sanitaria del nostro Esercito, che si può dire è quasi tutta opera sua, allorchè, dopo aver dato il suo tributo di medico e di soldato nella campagna. d'Africa del1887-88, fu chiamato a dirigere l' ufficio presso l'Ispettorato di sanità militare ove rimase fino a.l1912. L'opera scientifica del Livi è multifonne .come il suo ingegno. Fra. le uumerosissime pubblicazioni intorno a. problemi igienici, a questioni medico-legali, ad indagini storiche, rifulge l'Antropometria. militare, poderoso lavoro che costituisce anche ai giorni nostri una vasta. miniera per i cultori della specialità e che fu accolto con plauso in Italia, fra i tanti dal Lombroso, ed all'estero dai più eminenti scienziati. Quest'opera, che può ben dirsi 1nonurnentum aere perenni1ts, basta da sola. ad assicurare la fama del Livi, che invece, di eccessiva modestia, fu sempre alieno da ogni rumore fatto intorno al suo nome, austero e sdegnoso dei facili clamori. Nei 22 anni in cui il Li vi fu alla redazione del Giornale di medicina militare diede al periodico un vigoroso impulso ed un indirizzo essenzial· mente moderno, aumentando il numero delle pagine dei fascicoli, procurando nuovi e valenti collaboratori, ampliando la rubrica delle riviste tecniche e della sta.mpa medica. ita.liana e straniera, alle quali egli, espertissimo poliglotta, portò un notevolissimo contributo e cura.n do la maggiore diffusione all'estero per mezzo di un ben organizzato sistema di cambi, che assicurò al nostro periodico una fama invidiabile, di cui il Li vi andava giustamente orgoglioso come di una creatura sua. Pubblicista arguto e brioso, fu anche brillante polemista, ma nella squisita, innata delicatezza dell'animo suo buono e gentile, la polemica non fu mai originata da un risentimento personale: basti accennare ai suoi articoli scintillanti di spirito e densi di fatti e di argomentazioni a pro~osito della vivace campagna intrapresa contro la vaccinazione, la quale fini 1D una clamorosa sconfitta degli antivaccinisti. . Colla promozione a colonnello fu designato alla direzione della Scuola. di ~pplicazione di sanità militare ed anche in questa. carica rivelò le sue dot1 ecr.ezionali di mente e di cuore portando nel nuovo ufficio tutta la. modernità delle sue larghe vedute e la freschezza del suo vivido ingegno. ~artecip? infine all'ultima guerra come direttore di sanità d'armata. Morì improvvisamente in Firenze il 12 aprile 1920.
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75° ANNO DEL GlO'Rl'{ALE Dl MEDICINA ~riLITARE
È da ricordare che col l 0 giugno 1885 il Giornale di medicina militare cambiò il suo vecchio titolo in quello di Giornale medico del R. Esercito e deUa R. Marina. Come si sa, il Corpo sanitario militare marittimo formava
alla sua costituzione un solo ente con quello dell'Esercito ed era alla stessa dipendenza del Consiglio superiore di sanità. P erciò il nostro periodico rappresentò, nei primi anni, effettivamente l'organo scientifico dell'uno e dell'altro Corpo. Ma dopo la separazione delle due carriere, ed in seguito all'istituzione presso il Ministero della marina di un ufficio diretti,ro e consultivo, che adempiva completamente le funzioni del Consiglio superiore di sanità, e per il sensibile aumento dell'organico, fu giustamente sentita la convenienza di dare al Corpo sanitario militare mari ttimo un mezzo di rendere pubblica la sua notevole attività scientifica. E perciò, ridiventato il nostro Giornale l'organo dei due Corpi, ampliò ancora notevobnente il suo volume di due fogli di stampa per fascicolo, facendo posto con pari diritto ed equa distribuzione ai lavori dei nostri egregi colleghi della marina, i quali ebbero anche speciali redattori per oltre un decennio nella compilazione dol giornale, e precisamente i dottori Andrea Torella e Guelfo Bonsonno ed i professori Giovanni Petella e Teodorico Rosati, nomi ben noti nel mondo scientifico, anche fuori della nostra cerchia militare. Questa cordiale comunanza durò fino al1895, anno in cui, essendo felicemente aumentata in considerevole misura la produzione scientifica degli ufficiali medici di terra e di mare e non essendo più suffidente il vecchio Giornale a contenerla, si riconobbe la necessità che il Corpo sanit.ario della marina avesse nn organo scientifico propio, indipendente. Ed il nostro periodico ascrive a suo grande onore di avere accolto i primi germi. vitali di una pubblicazione, che si è conquistata oggi giorno meritamente un posto cosi brillante nella stampa medica italiana: vogliamo alludere agli Annali di m,edicina na.vale e coloniale, largamente apprezzati in Italia ed all'estero. Il 1° giugno 1895 il Giornale cambia la sua intestazione in quella di Giornale ?nedico del R. esercito e la mantiene per nn decennio fino al1907, nel quale anno riassume il primitivo titolo di Giornale di, tne<l'icina -mit.itare, che conserva immutato per 20 anni fino ad ogg:i. 9. Stefano Re6i• (1892-1806). - Nel marzo 1892 fu nominato direttore del nostro giornale, in sostituzione del Baroffio, il colonnello medico Stefano Regi~, che vi rimase fino al marzo 1896. Nato in Torino il14 febbraio 1836 e laureatosi in quell'Università appena ventiduenne, il Regis entrò in servizio nel1858; prese parte alle campagne del1859 e del1866 e nel fatto d 'armi della :Madonna della. Scoperta. il suo eroico contegno gli valse la medaglia di bronzo al valor militare. Dopo d i essere stato alla direzione degli ospedali di Mantova, Verona, Padova, Napoli e Roma, nel 1887 fu addetto come segretario all'I spettorato di sanità militare. Ne11892 fu promosso colonnello medico ispettore ed il 27 febbraio 1896 fu nominato ispettore capo di sanità militare, carica. che tenne fino alla morte, avvenuta ìl26 dicembre 1899. Uomo di rara. cultura, ma di altrettanta rara modestia e delicatezza d 'animo, particolannente versato nell'oftalmologia, non lasciò scritte che poche traccio del suo valore scientifico. ·
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10. Federico Toai (1896). - Dal marzo all'ottobre 1896 fu a lla • direzione del Giornale il maggiore generale medico Federico Tosi, che avemmo già occasione di ricordare come redattore. Nato a Massa di Carrara il 25 agosto 1837 e laureatosi a Modena unani.m-iter et cu.m laude nel1859, emigrò subito in Piemonte ove si arruolò medico aggiunto nel Corpo sanitario dell'esercito sardo. Fece le campagne del 1859-60-66-70 ed all'assedio di Ancona guadagnò la medaglia d'argento al valor militare. Nel1875 fu segretario del Comitato di sanità militaTe in Roma, e poi nel1887 direttore della Scuola d 'a.pplicazione di sanità in Firenze ove rimase circa 9 anni. Pochi mesi dopo di aver raggiunto il grado di maggiore generale, moriva in Spezia il 19 ottobre 1896. Egli fu il primo direttore dei corsi d'istruzione sul trasporto dei malati e feriti di guerra per via ferroviaria, sul quale argomento scrisseanchemonografie importantissime. Dotato di ferrea volontà e di instancabile attività, portò un vivace impulso nel riorga.nizzare la Scuola di Firenze secondo le più moderne esigenze scientifiche. 11. Ettore Ricciardi (1896-1897). - Dall'ottobre 1896 all'ottobre 1897 fu direttore del periodico il colonnello medico Ettore Ricciardi, già. citato. Nato il 26 novembre 1834 a Pomarance (Pisa), entrò nell'Esercito nazionale nel 1859 come medico aggiunto e vi percorse tutta la carriera fino al grado di colonnello medico ispettore, lasciando quindi il servizio per ragioni di età nell'ottobre 1897. Partecipò con onore a lle campagne di guerra del 1859-66. Morì in Roma il 12 agosto 1909. Due qualità rifulsero in lui in grado eminente; una inesauribile avidità di sapere ed una grande modestia, per la quale adempi sempre esemplarmente e scrupolosamente. il proprio dovere, in silenzio e senza ostentazione.
12. Panfilo Panara (1897-1898). - Da ll'ottobre 1897 al novembre 1898 fu nominato direttore del periodico il colonnello medico Panfilo· Pana ra. Nato a Rosciano (Teramo) il 7 dicembre 1838, e laureato a Napoli nel 1862, partecipò alle campagne del 1866 e del 1870 e fu tra i primi ufficiali medici a sbarcare a .Massaua facendo parte di quella memorabile spedizione, la quale dovette lottare contro le gravissime difficoltà di una. prima occupazione coloniale. La sua pubblicazione dal titolo « L 'ospedale da. campo in Massaua e le vicende sanitarie del corpo di spedizione dal febbraio al settembre del1885 » è un vero modello di relazione, completa. in ogni sna. parte, e per quei tempi veramente mirabile per quanto riguarda. l'igiene delle truppe e la profilassi delle malattie. Altro importante lavoro è quello sulla operosità del Corpo sanitario militare italiano durante la. campagna d'Africa del1896 col riassunto di 138 relazioni mediche, quello sulle malattie della. studiosa adolescenza osservate in un sessennio di servizio medico nel collegio militare di Firenze, in cui trattò magistra.lmente l'intero e poco noto capitolo della. patologia pre·pubere e pubere, e quello sulle cause di malattia nei primi tre mesi della. vita militare. Dal 1895 al 1899 fu segretario dell'Ispettorato di sanità militare dove lasciò traccie del suo spirito ordinatore, della. sua sagace intelligenza, e di 1.ma inesauribile bontà. Morì improvvisamente in Roma il 16 ago!lto l 913.
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13. Giovanni Battista Givogre (1898-1899). -
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1898 successe nella direzione del Giornale il eolonnello medic:o ispettore
Giova.nni Battista Givogre, e vi rimase fino a l febbraio 1899. Nato a Pralormo, in quel di Torino, il1 o • ettembre 1838 e lameatosi a Parma nel18G1, entrò l" anno successivo nel Corpo sanitario come medico aggiunto. Fece la cam])agna di gucn-a del J 866 distinguendosi a Pa.lmanova durante le epiche cariche di cavalleria, e prestò opera indefessa nell"epidemia colerica del 1884 in 1\ a poli, che fu vivamente apprezzata e ricompensata con Ja medaglia d'argento dci benemeriti della salute pubblica. Fu successiva.mMte direttore dell'ospedale militare di BresC"ia e di Bologna e vice-direttore della Scuola d'applicazione di sanità in Firenze coll'incarico dell'insegnamento della meditina lega le militare. Nel1894 fu nominato colonnello medico direttore di sanità del 4° Corpo d'armata e nel 1894 fu promo~so colonnello medico ispettore e quindi generale medico nel 1899 ed ispettore capo di sanità militare, carica che re!lse dal 16 febbraio 1900 al lJ ago~to 1903. Morì il 2 n.prile 1908 a Pegli
14. Federico Landolfi (1899-1903). - Dal luglio 1899 al novembre 1903 fu alla direzione del Giornale il maggiore gonera.le medico ispettOi'e Federico .Landolfi. Nato il 23 luglio 1839 a 1\&l)Oii e laureatosi nel1861 in quell 'Ateneo, intraprese nel medesimo anno la. ca.rriera. militare col grado di medico aggiunto prestando serv izio a l locale ospedale divisionale. Fu quindi medico di battaglione a l 7o fante1·ia e capitano al25°. Nell'epidemia colerica del1885 prestò u n encomiabile servizio in Sicilia e fu ricompen!:at.o con la medaglia di bronzo dei benemeriti della salute pubblica. Con la promozione a. maggiore medico nel 1887 fu destinato alla direzione di sanità di Palermo e successivamente nel1890 alla Scuola d'applic-azione di sa,nità militare, ove, raggitmto il grado di tenente colonnello medico, nel1891 fu nominato vice-direttore. Successivamente fu direttore dell'ospedale militare di Palf'rmo, poi direttore di sanità a Bari ed a Napoli, e quindi colonnello medico all'Ispettorato di sanità miUtare nel 1899. Promost'-o maggiore generale nel 1900, fu in seg1ùto I spettore capo di sanità militare dal 29 settembre 1903 all'8 luglio 1904. Uomo di vasta coltura e di grande attività, in tutta la lunga carriera non ebbe alt,ra ambizione cbe di compiere costantemente il proprio dovere. Mori a P<tlermo il 2 agosto 1920. I l l0 gennaio 1903 il Giornale di medicina militare ba la fortuna di celebrare il primo cinquantennio di sua prosperosa esistenza, presentandosi in nuova e più forbita veste, a.wnentando il numero delle pn.gine ed ampliando notevolmente il forma to, che ba conservato immma.t o fino ad oggi.
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15. Giovanni Francesco Randone (1903-1907). - D al novembre 1903 al maggio 1907 fu diretto l'e del periodico il maggiore geuerale medico ispettore Giovanni Francesco Randone.
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Chi scrive non può rievocare Henza emozione tt la buona e cara imagine paterna ''· Nato ad Entraque il 15 dicembre 1842 e lanreatosi brillantemente a Torino, iniziò la carriera militare nel 1866, quale medico aggiunto, e ben presto si distinse in quella campagna di guerra. Due anni dopo combattè con spirito di sacrifi.cio e con esemplare abnegazione una b attaglia non meno insidiosa a Potenza durante l'epidemia colerica, che gli valse la medaglia d'argento dei benemeriti della salute pubblica. Successivamente fu insegnante di traumatologia presso la Scuola di applicazione di sanità militare e conseguì per ben due volte il premio Riberi con due pregevolissime memorie sulle resezioni, e sulla cura delle lussazioni, distorsioni e contusioni delle principali articolazioni. Promosso maggiore nel1887, esplicò negli ospedali di Torino e di Ravenna la sua non comune abilit.à operatoria eseguendo fra i primi importanti interventi chinrrgici. Nel 1894, con la nomina a tenente colonnello, ftt direttore dell'ospedale di Milano : più tardi nel1897 fu direttore di sanità dei Corpi d'armata di Genova e di Torino. Promosso maggior generale medico nel190!, raggiunse il più alto grado di tenente generaJe ispettore capo di sanità militare nel 1907, che tenne fino al dicembre 1908. Morì a, Rapallo il 20 marzo 1911. D11rante la lunga ca1Ticra egli fu delegat-o del l'!finistero depa _guerra al I Congresso internazionale degli infortuni, che si riunì a Liegi nel 1905 cd al II Con,..<7J'csso intcrnazionaJe d ello malattie professionali di Brn.....:ellcs del1907. Ebbe l 'onore di essere nominato vice-presidente del II Congresso internazionale degli infortuni sul lavoro svoltosi in Roma nel maggio 1909. Nel 1906 rappresentò l'Italia alla Conferenza internazionale di revisione della Convenzione di Ginevra della Cro<'.e Rossa, e difese strenuamente e fece approvare la sanzione, per noi vanta-ggiosa, di estendere il principio dell'inviolabilità al materiale sanitario delle formazioni mobili, qualunque fossero i mezzi di tra,sporto ed il personale conducente. Pubblicò un pregevolissimo manuale del medico militare in campagna, in collaborazione ad aUri colleghi ed uno studio sul trasporto dei malati e feriti in guerra. Agli umili cd ai sofferent.i della ~ua Garessio egli, infinitamente buono, di una bontà, illuminata e serena, prodigò con inesamibile attività la sua scienza confortatrice. Volle hmera.li modestissimi, e perciò la sua salma fu trasportata nel paese diletto senzA. pompa e solennità, ma lo accompagnò il dolore muto ed immenso di tutto nn popolo commosso, reverente, memore. 16. Pietro Jmbriaco (1907-1909). - Dal maggio 1907 al gennaio 1909 tenne la. direzione del Giornale il maggiore generale medico ispettore Pietro Imbriaco. Nato a Foria di Centola, in provincia di Salerno, il 15 gennaio 1845, laureatosi appena. ventunenne, entrò nel Corpo sanitario nel 1866. Studioso appassionato della medicina in genere, coltivò in special modo la. chirmgia, e della tra.nmatologia e della chirurgia . operativa fece oggetto dei suoi studi preferit.i, conseguendo in entrambe la libera docenza.. Nel1888 fu insegnante di epidemiologia alla Scuoln. di applicazione di sanità militare, e quattro anni dopo fu chiamato alla
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cattedra di tra.ttmatologia di guerra e di medicina operatoria, imprimendo all'insegnamento un indirizzo eminentemente pratico. Notevoli furono le sue ricerche sull'azione dei proiettili di piccolo ca: libro, e J:iuò ben dirsi che molte recenti memorie stùlo stesso argomento furono tracciate snlla guida dei suoi lavori sperimentali. Di non minore interesse furono i lavori stùla e;;plorazione delle ferite nelle guerre moderne e sui mezzi per pTaticarla e le o~servazioni sulla cura delle ft>rite nelle guerre passate e future. I suoi studi di chirurgia generale e di traumatologia. fnrono sempre integrati da quelli sull'organizzazione sanita1·ia in guerra: ed ebbe occasione di esporTe brillantemente le sue originali vedute ai congressi internazionali di S. Louis e di Lisbona , propllgnando fin d 'a llora l'int.erscambiabilità delle unità sanitarie e l'n.dozione di ambulan7.e . automobili e di appositi ospedali per feriti cavitarì. I)romosso maggior generale, dopo di essere stato alla direzione di sa,nità del Corpo d'armata di Firenze, fu nominato in s~guito nel1909 tenente generale medico, ispettore capo di sanità, carica clte tenne con onore per circa. un anno. Morì nel paese nn ti o il 6 marzo 1918. 17. Luigi Ferrera di Caoallerleone (1909-1910) . - Dal gennaio 1909 al gennaio 1910 fu alla dire7.ione del Giornale il maggiore geuerah~ medico ispet·tore J~uigi li'errero di C;wallerleone. Nato a Torino il 6 gingno 1853 e laureatosi con grande onore, a soli venti anni, nella stessa. città, dopo aver conseguita la lode in tutte le m aterie, entrò nel Corpo sanitario nel medesimo anno, percorrendo brillantemente i vari gradi ed affermandosi in ogni carica., sia come insegnante all'Accademia di Torino, che come diret.tore dell'Ospedale militare di Roma e di sanità del2° e 1° Corpo d'armata, fino alla più alta enrica di tenente generale medico ispettore capo, nella qua.lo venn<.' eqttiparato al rango di comandante di Corpo d 'armata. Nel 1896 p artecipò alla guen·a d'Africa e l 'at.tivi~sima opera chirurgica espletata a favo1·e dei mutilati di Adua fu oltremodo apprezza.ta dal generale Baldis~era, comandante del corpo di :;pedizione, e riconosciuta come il maggiore coefficiente di v enetrazioue pacifica fra gli indigeni. Nell'occasione del terremoto calabro-siculo fu direttore dei servizi sanitari della zona di Messina, e la sna instancabile e sapiente a.ttività nel prestare soccorso alle desolate popolazioni fu premiata con la medaglia. d 'oro di benemerenza. Successivamente partecipò nel 1912 alla campagna italo-turca in Libia, e per assicurarsi del perfetto funzionamento dei ~er vizi di prima linea, non esit.ò a spingersi a.rditamente sul campo di battaglia e nell'attacco di Derna e nella. presa di 7.iun.ra., dove il suo pronto ed energico intervento valse ad impedire l'uso di acqua potabile inquina.ta ad arte col tifo dal nemico. Nell'ultima gut>tTa, in mezzo a difficolt-à di ogni sorta, diede opera attiva e sa.gace nella preparazione del servizio sanitario, tanto dei quadri del p ersonale, quanto .delle unitù, di prima liuea. e degli ospedali di riserva. Molteplici furono gli incarichi e le missioni disimpegnate durante la carriera: partecipò infa.tti come rappresentan'te del Miuistero della guerra a numerosi congreo>si n azionali ed intern(l.:donali indetti a Roma,
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Torino, Mosca, Pietroburgo, Londra, Washington, e con la sua eloquente parola. e versatile ingegno seppe ovunqne tener alto il prestigio del corpo sanitario. Fu anche membro di numerose Accademie mediche italiane e straniere, alle qun.li portò il suo personale contributo di studi e di osserYazioni. Fra le tante benemerenze dj S. E. il tenente generale Ferrero di Cavallerleone va ricordata a.nche la creazione rlel magnifico Ospedale militare di Torino, vero modello del genere, che risponde a tutte le più moderne esigenze dell'ingegneria. sanitaria. e le geniali innovazioni introilotte nel materiale sanitario di mobilitazione, quali le barelle per il trasporto in montagna, le coppie-cofani dj pronto soccorso, i bagni e le tende da campo, e soprattutt.o l 'apparecchio radjografico port.atile automatico, che ha reso cosi segnalati servizi nell 'ultima guerra, tanto da essere riconosciuto dalle varie autorità sanitarie degli eserciti alleati come il migliore di tutti gli apparecciJi del genere, e per il quale egli non volle accettare compensi dj sorta. E deve ancora essere segnalata la sua geniale proposta della pubblicaziÒne della Collana medico-militare, la quale, iniziatasi brillantemente nel191~ dall'allora tenent~ colonnello medico Testi con la «Storia retrospetth·a dell'igiene nell'Esercito italia.no '' ed interrotta forzatamente durant~ la guena mondjale, si è andata arricehendo in questi ultimi anni di pregevoli opere del Lustig, del Salinari, del Grixoni, del Caccia, fino a raggiungere in breve tempo ill7° volume e portare cosl «qualche frutto non indegno delle tradjzioni e della missione del Corpo sanitario militare n, come si era proposto il fondatore. Ed anche dopo il suo allontanamento rlal servizio S. E. il generale Ferrero di Cavallerleone volle dimostrare il suo tenace affetto al Corpo ~anita rio, che cònr;iderò sempre come seconda famiglia: con una cospicua fondazione a fa.Yore degli ufficia.li medici del R. Esercito. A giusto e meritato riconoscimento della sua opera infaticabile ed altamente benemerita, h1 di moto proprio sovrano insignito recentemente della massima onorificenza mauriziaua. 18. Claudio Sforza (1910-1913; 1915-1917).- DaJ gennaio 1910' al marzo 1913 ebhe la direzione il maggiore generale medico Claudjo Sforza. Nato a Narni il 12 genna.io 1844 e compiuti gli studi universitari a Pen1gia ed a Napoli, intraprese la carriera militare frequentando un corso d'istruzione presso l'Ospedale dj Firenze, nel quale fu classificato primo. Ben presto fu chiamato dalla fiducia del generale medico Tosi al Comitato dj sanità militare ove la sua molteplice attività, oltre che nella redazione di questo Giornale, tenuta come dicemmo per circa 7 a.nni, si esplicò anche nelle questioni medico-legali, nei lavori di mobilitazione e nella stA.tistica sanitaria. Con la promozione a maggiore nel 1890, fu nominato professore titolare di microbiologia e di chimica appJjcata all'igiene nella Scuola dj applicazione dj sanità militare, insegnamento che tenne con grande onore per olt.re un settennio. Nel1897, colla successiva promozione, fu destinato alla direzione degli ospedali di Padova e dj Bologna. Gli fu inoltre affida.ta la direzione dello stabilimento dj Casaralta per la preparazione della.
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carne in conserva e del brodo concentrato, portando ttn valiùi::;siruo contributo di sciem:ato ai metodi di cottura della carne e di chiusura delle scatolette e delle boccette. Raggiunto il grado di colonnello nel 1903, fu nominato direttore eli sa.nità militare a Bologna e dopo un anno fu prescelto alla direzione della Scuola d 'appUr.azione di sa nità di l".i.renze, elle in bre•e tempo seppe riorganizzare ser.ondo le più modeme vedute della scienza. Con la promozione nel 1908 a lllagg-.ior generale dieùe t utta la sua attiYità allo studio del mat.erìale di mobilit<tzione. Scoppiata la guerra libica, fu inviato a Tt·ipoli quale direttore generale dei servizi sanitari militari e civili, e la sua sapiente organizzazione nella lotta anticolerica fu ricumpen:-;ata con l:l> med<tg\ia, d·oro lieì benemeriti della salute }mbblica. Collocato nel19H in posixion<' aur;iliaria, fu richiamato durante la gnen-a italo-anstriaca assumendo r alta cal"iea di i:-;pcttore ca.p o di sa.niH~ milita.re, che tenne per <'irra quattro anni. Vasta e multiforme fu l'operm;ità f;eien tifìca di S. E. il g<•Herale Sforza. Basti accennare all'importante m('mori::t sHlla m:1hnia in Ttalia redatta col Gigliarelli ed onorata del premio Ribt>ri; alla traduzione dell 'Hirtl ùell'onomatologia anatomica fatt a in collaborazione dPI Fretti; al compendio di chiruq:da di guerra compilato col Baroffio sulla, reh1zione della campagn:~ di secessione americana. B nvn meno numero;;e fnrono le mi.~>lioni a lui affidate in Italia e all'Ei:itero d.ai l\firù;o;teri ddla ::r•tt' rtfl e dell'interno, quali gli studi sul trasporto dei malati e ferit i e sulla razione a limentare del Holdato compiuti in .Austria, Germania, Olanda e Svizzera; lo studio della tubercolina di Koch a Berlino ed i Congrei:isi intPrnazionali di Roma, Mosca , Parigi, Madrid, Bruxelles e Washington. Però in mezzo a tante distinzioni cd onorifici incal'ichi egli tra::;eorse tutta la vita in umilhì france:wa,na, nè conobbe ricchezze. l\lorì in Roma 1'11 marzo 192H. Nel marzo 1912 nella reda1.ione del Giornale surct!l'iSe al Livi il te nente colonnello medico prof. Edmonrlo Trombetta, che vi rimase fino al dicembre 1911. A questi seguì fino all"apTile 1915 il tenente colonnello medico Andrea Ciaccio, ben noto nell'ambiente scientifi<'O per la vastissima cultura, particol}4rmente espliC'atasi n<>IIH discipline neuro-p!lichiatrirhl'. Successivamente h\ reda,zione fu afiìdata al modesto r accoglitore di queste notizie, che già fin dal 1907 aveva mosso i primi incer ti passi nell'arduo cammino sotto l' illuminata guida del Li vi e quindi del Trombet.ta.. r,a Direzione del Giornale rimase vacante d al manw 1913 alraprile 1915, e da questa data fu riassunt.a da S. E. il generale medico Claudio Sforza o tenuta, fino al gennaio 1917. 19. El/mondo Trombetta (1917-1921).- Coll 0 gennaio 1917 fn nominato direttore del periodico il generale nH~dico pro f. Edmondo Trornbettn. Tessere un cenno biografico, anche conciso, di Edmondo Trombetta, ci sia permesso di chiamarlo semplicemente così, t.ornerà. per la grande maggioranza dei lettori una cosa superflua, es;;endo t'gli stato per ben 12 anni alla Scuola di applicazione di sanità militare Maestro insigno ed amatissimo a parecchie generazioni di allievi ufficiali medici, ora. sparsi, in servir.io od in congedo, per ogni lembo d'Italia .
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Ricorderemo tuttavia, sforzandocì di non urtare la sua grande, innata modestia, che egli nacque a Torino il ~~ febbraio 1857 e laureatosi nella R. Università di Roma nel 1880, con la ma.ssima votazione, entrò nell'anno successivo nel Corpo sanitario col grado di sottotenente medico, prestando i primi servizi ai corpi ed all'Ospedale militare eli Torino. Promosso capit ano nel 1888, fu destinato ai Oa,·alleggeri di Caserta ed al 6l o reggimento fanteria, ed in scguit.o disimpegnò la caric:t d i aiutante maggiore in prima al suddetto ospedale. Nel biennio 1897-98 fu nominato assistente onorario presso la Clinica ocnlistica della. R. Università di Torino, diretta dall'illustre prof. Rejmond, dimostrando una spiccata attitudine per la specialità e per l'insegnamento e divenendo ben presto uno degli allievi predilet.ti del grande ofta.lmologo, sicchè dopo tre anni consegni con plauso la libera docenza. Comandato alla. Scuola di applicazione di sanità militare nel novembre 1900 a coadiuvare l'insegnante di medicina legale nella !>pecialità oculistica, seppe fin dall'inizio cattivarsi la stima e l'ammirazione dei colleghi e discepoli e dalla cattedra con le smaglianti, chiarissime lezioni e da,i labora.torì con l'indirizzo essenzialmente pratico da.to alle esercitazioni, tanto che due anni dopo fu nominato professore titolare, continuando nell'insegnamento anche in seguito alla promozione a maggiore medico · a scelta eccezionale, conseguita nel 1904. Con vera. fede di apostolo e tenacia di propositi egli riuscì nella sua lunga permanenza alla Scuola ad acquistarsi sempre più fama di valoroso insegnante e di insigne scienziato, abbattendo le antiche concezioni ed elevando la medicina legale militare all'altezza di dottrina J)OSitiva. Nel dicembre 1908 accorse tra i primi con la Scuola di sanità mobilitata, sui luoghi devastati dal terremoto in Sicilia, e la sua, opera altamente umanitaria fu ricompensata con la medaglia d 'argento di benemeren za. Con la promozione a tenente colonnello m edico fu destinat,o nel 1912 all'I spettorato di sanità militare e nominato due anni dopo colonnello, ne fu apprezzatissimo segretario fino allo scoppio della gra,nde guerra. E fin dall'inizio delle ostilità nell'invitta 3a Armata fu attivo direttore di • sanità di Corpo d 'armata, conseguendo la croce al merit o di guerra e la medaglia d 'argento dei benemeriti della salute pubblica, per l'opera indefessa e sapiente spiegata nella lotta anticolerica. Successivamente fu nominato vice presidente della Commissione sanitaria centrale della. zona di guerra, nella quale portò tutta la sua larga ed elevata esperienza di medico legale e di provetto oculista. _ N el1917, promosso generale medico per meriti ecceziona li e nominato vice direttore generale della sanità militare, assunse la direzione di questo periodico, al quale aveva dato la sua preziosa collaborazione fin dal1888. Sotto la sua guida illuminata e sapiente fu questo il periodo aureo del Giornale, cbe si affermò vieppiù procurandosi la diretta colhoborazione de professori universitari, la maggior parte dei quaJi, lasciate le cliniche ed i labora,torl, era accorsa in zona di operazione ad offrire il suo valido cont ributo aUa Patria in armi. E il nuovo direttore si rivelò ancora una volta brillante scrittore in quelle geniali « questioni d 'attualità , , che costitui-
ron o una delle rubriche più interessanti del periodico, si da es~ere riprodotte anche da molti altri reputati giornali.
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NEL 75° ANNO DEL GIORNALE DI llfEDICINA
M1LITARE
Nel 1919 ottenne, a !lua domanda, il collocamento in P. A. S. : ma quattro anni dopo fu richiamato in servizio a disposizione del Ministero delle finanze, come vice-presidente della Commissione medi(~a superiore per le pensioni di guerra, ove anche oggi porta tutta la sua illuminata esperienza e la sua autorevolissima competenza. n tenente generale medico prof. Trombetta ebbe numerosi incarichi : accenneremo, fra i tanti, che egli fu delegato del Ministero della guerra al Congresso medico internazionale che si tenne al Cairo nel 1902, a,J Congl'esso naziona.le Jler la lotta contro il tracoma di Pa.lermo del 1906 ed al ·congresso internazionale di oculistica di Lucerna del 1907. Vastissima e geniale è la sua operosità scientifica. Cite.remo soltanto fra le più note pubblicazioni il trattato di medicina legale milit<ore, che dopo tanti anni dalla sua edizione eostituisce ancora testo nelle scuole per modernità di vedute e chia.rezza di concetti . La monografia sulla teoria degli specchi e delle lenti applicata alla diagnosi dei vizi di r efrazione ove l'arida materia è esposta in forma piana ed accessibile a tutti ; la monografia sul servizio sanitario nell'esercito pubblicata, nel trattato di medi.cina sociale (sanità fisica) diretta dal C'elli; il manuale di medicina d'ur· genza edito dall'Hoepli, etc. E soprattutto la traduzione dall'inglese del trattato del May sulle malattie dell'occhio, con importanti aggiunte originali per quanto si riferisce ai recenti metodi di cma e con larghissima parte ai lavori italiani, ]mbblicazione che ebbe cosi lieta accoglienza da ra,ggiungere in pochi anni la. quinta. edizione. Nè si deve infine dimenticare la meravigliosa attività esplicata dal generale Trombetta nel campo letterario con l'assidua collaborazione :1lle più itnportanti riviste e periodici italiani.
*** Il l o gennaio 1917, con la nomina del generale medico E. Trombetta a direttore def Giornale di medicina militare, fu istituito un cotnitato di redazione, del quale furono chiamati a far parte come redattori-capi il maggiore medico prof. Alfredo Bucciante e lo scrivente, ed in qualità di redattori i maggiori medici Duilio Balestra, prof. Cesare Barile, prof. Alfredo Bev~wqua, prof. Rosolino Ciauri, Placido Consiglio, prof. Ferdinando De Napoli, Carlo Infante, prof. Guido 1\fendes, prof. on. Amedeo Perna, prof. Serafino Ricci, prof. Alberto Santa 'l\faria e Giuseppe Terra-A.brami, ed i tenenti· colonnelli mediei prof. Giovanni Grixoni, prof. Giovanni Battista Mariotti-Bianchi, J)rof. Giovanni l\femmo e prof. Antonio NiedduSemidei, i quali tutti indistintamente, e ognuno per la propria specialità, portarono per un triennio ìlloro prezioso e validissimo contributo, sia con la diretta collaborazione che con le riviste sintetiche e le numerose recensioni della stampa medica italiana e straniera. Con R. decreto del 20 aprile 1920 l'Ispettorato di sanità fu soppresso insieme agli altri ispettorati di artiglieria e commissariato e sostituito dalla Direzione centrale del servizio sanitario militare presso il Ministero della
NEI. 7é. 0 ANNO DEL GIOMNALE Dl ;IJEDICL'IA l\[lf,l'.L'AitE
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guena, che già funzion ava come du·ozione generale fin dal 1917 : ed il nostro Giornale, che per ben 33 anni era. stato p·ubblicato per cura del suddetto I spettorato, pasl:lò col l 0 genua.io 1921 alla diretta dipendenza della i\1.tddetta Dil·ezione, la quale con R decreto del 19 novembre 1920, in segtùto alla sistenlazione delle funzioni dirett.ive, assunse la n nova denominazione di Direzione centrale di sanità militare. ~ell ' ottobl'e 1920 il g(;'.nerale medito Trombetta, lasciò la Direzione del
Giornale, che fu affida.ta, con determinazione ministeriale del 13 maggio 1921, insieme alla redazione, alle e~ili forze del compilatore di questo note . .. Come abbiamo avuto già oc·casione di ricordare, l'immane conftitto mondiale del 1915-18 non fiaccò la prosperosa esistenza, e la gagliarda vecC'hia.ia. del nostw Giol'nale; anzi, possiamo ben affe:rmarlo, infuse nuovo vigore ed energia. Infatti, quantunque la reda.zione fosse stata trasferita in zona di gueJTa, il periodico continuò ad uscire 1·egolarmente e puntualmente allo di ogni mose por tutto il periodo della campagna, e si fu costretti ad aumentare sensibilmente, per l'ingente numero di lavori da pubblicare, il numero delle pagine fino ad oltrepassare le millecento per cia~cuna annata dal 1915 al 1919, pur mantenendo immutata la tenue quota di abbonamento di lire 12 annue. Ciò si deve soprattutto alla preziosa collaborazione dei professori universitari, i quali, accorsi con slancio sul teatro della gueJTa a prodigare nella organizzazione sanitaria militare le loro feconde energie con disciplina, con fede, e con spirito di sacrificio, vollero serba.re al nostro Giomale l'onore di accogliere la loro produzione scientifica, desunta dagli insegnamenti della mondiale contlagrazione. Chi voglia invero consultare le annate dal1915 fino ad oggi del nostro periodico potrà accertarsi che tutte le questioni scientifiche sorte dagli insegnamenti dell'1ùtìma campagna furono discusse in a.rticoli originali o in ricerche sperimentali, o con osservazioni cliniche e riviste sintetiche. E tale copiosa attività scientifica di guerra è ancora oggi consultata e cita.ta, sicchè nelle bibliografie il nostro Giornale figura degnamente fra i viit reputati periodici di medicina italiani e stranieri. Diamo perciò con legittimo orgoglio, a titolo d 'onore, l'elenco dei profe:-;;;ori universitari che diedero durante la guerra e negli anni successivi la loro preziosa e disinteressata collaborazione al Giorna le di medicina miliUtre, ed inviamo a tutti da queste pagine un mcmore, riconoscente saluto.
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Giornale di medicin&' militare,
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IUO D'ORO Dfl [OlliRORATORI OfL 610RnAlf DI MfOI[JnA MILITARf l. AGGAZZOTTI prof. ALBERTO, direttore ddl'Ixtituto di fi,_, iolog-ia
della R. UnivcrsiLà ùi l\Ioilena. 2. AGOSTINI pro f. CESA I<. Jì}, d irettore doll'Oi<pl"dalo p :; ieh ia t.rico JH'(l· vinciale di PNugia. 3. A'LESSANDRI proL ROBERTO, direttore <.Iella Cliniea cbiru_rgk<l della, R. Uuiversit.à di Roma. 4 . .AMANTEA. prof. GIUSEPPE, direttore ùclrist itnto di Jhiologia dell<L R . Università di l\1esf'iD<L. 5 . .ANGELUCCI prof. A RS ALDO, direttore delht Cl inica ocnlistica, dt•lla R. Università di Napoli. 6 . .ANIL E S. E. prof. ANTONl~O, già Ministro dell 'istruzione pubblica. 7. ASCOLI prof. VITTORIO, direttore della Clinica mcdicn. della. R. Università di Roma. 8. BAGLIONI on. prof. SILVESTRO, direttore delrltitituto di fi siologia. della R. Università di Roma. 9. BESTA. prof. CARLO, direttore della Clinica tlcut·opsicbiatrica dell<"" R. Università di Milano. 10. BILANCIONI prof. GUGLIELMO, direttore <lolla, Clinica otorinola ringoiatrica della. R. Università tli Pisa. 11. BIONDI prof. CESARE, direttore dell'Istituto di medicina. legal<: della R. Università di Siena. 12. BONOMO prof. LORE ~ZO , tenente generale meùico, già iuc.aric:ato di medicim~ openloto.ria. nella. R. Università di Bari. 13. BOSCHI prof. GA.ETA~O, direttore dell'Ospcda.lo psichiatrico provinciale di Ferrara,. 14. BRUNETTI prof. FEDERICO, di1·cttore della Clinicr~ ot.orinolaringoiatrica della R. Università di Padova. 15. BUSINCO prof. ARMANDO, direttore dell'Ist.ituto di anatomia patologica della R. Università di P erugia. 16. CALICETI prof. PIETRO, direttore della Clinica otorinohtringoi<ìtrica. della R. Università di Bologna. 17. CAMIS prof. MARIO, direttore dell'I stituto di li~;iologia della R Università di Parma . • 18. CAPP.ARONI prof. PIETRO, insegnante di storia della, medicina nella R UDiversi tàl di Bari. 19. CAZZA.NIGA prof. ANTONIO, direttore dell'Ist.ituto di medicina legale della R Università di :à>Iilano.
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0----------------------------------------------------------ol 20. CE~TANNI prof. EUGE~IO, direttore d ell'lstituto di patologia generale della R. Università di ~Iodcna. 21. CI.A.CCIO prof. CARMELO, direttore dell 'Istituto di pa.t.ologia generale della R. Università di )[essina. 22. CIRINCIONE prof. sen. GIUSEPPE, dil'ettore della. Clinic-a. oeulistica. della R. Univet·;;;ità. di Roma. 23. CITELLI pro f. SALVATO RE, direttore df'lla, Clinica oto..inola.t·ingoiatrica della R. Università. di Cat.~nia. 2-1. D '.A.BUNDO pt·of. GIUSEPPE, direttore Ùt'lb Clini ('<~ neuropsichiatrica della R. Università di Napoli. :!5. DE TONI prof. G. BATTISTA, già diretLorc doll 'l :.;ti1.uto bot<Lnico della R . Università di ~lodena. 26. DIONI SI prof. ANTONIO, direttore dell'I. i ituto d 'anatomia patologica della R. Università di Roma. 27 . DO:àfiNICI prof. LEONARDO, direttore delh~ Clinica chii·urgica della R. Università di Sassari. 28. DONATI prof. MARIO, direttore della Cliniea chirmgica della. R. Università di Padova. 29. D'ORMEA prof. ANTONIO, direttore dell'Ospedale psichiatrico provinciale di Siena. 30. DURANTE prof. sen. FRANCESCO, già direttore della Cliniea, chirurgica della R. Università di Roma. 31. FERRANNINI prof. LUIGI, direttore della, Clinica delle malattie professionali della R. Università. di Napoli. 32. FERRERI prof. GHERARDO, direttore della Clinica o torinolaringoiatrica d ella R. Università di Roma. 3~~- GALEAZZI prof. RICOARDO, diret tore della. Clinica ortopedica della R. Università di :Milano. 34. GALEOTTI prof. GI NO, già direttore dell'Istituto di patologia generale della R. Università di Na.poli. 35. GHILARDUCCI prof. FRANCESCO, già direttore dell'Istituto di radiologia ed elettroterapia della R. Università di Roma. 36. GRADENIGO prof. GIUSEPPE, già direttore della Clinica otorinolaringoiatrica della R. UniversitfL di Napoli. 37. GR.AZZI prof. VITTORIO, già direttore della Clinica otorinolaringoiatrica della R. Università di Pisa. 38. GUGLIANETTI prof. LffiGI, direttore della Clinica oculistica della R. Università di Cagliari. 39. BERLITZK.A. prof. AMEDEO, direttore dell'I stituto di fisiologia della R. Università di Torino .. 40. IZAR prof. GUIDO, direttore d.ella Clinica medica della. R. Università di Messina.
0-------------------------------------------------
l
01-----------------------------------------------------------c 41. LATTEB ]H'Of. LEO.NE, dù·pttore u1•lrJ stit.uto di medicina legale della R . l.JniversiLà di ?llodena. 42. LEOTTA prof. KICOJJA, diretlore (lei la Clinitn <·hirnrgita di'Ila R. Uruversit.à di Bari .
43. LEVI D ELLA VJDA TJI'Of. J)JARJO, inc:nicuio ùi igiene applicata all'ingegneria m•Ila R Scuola cl'ingcgnerin. di )~o ma. .J .J. L O MOK_I\CO prof. DO?.m~rco, direttore dt,JI'lst·ituto di chimica flsiologiea della H. Un i ver~->ità di Homa. 4:). L USGIIETTI prof. BEH.:SA:R.DINO, tliret tore dt>.lrlstitnto di anatomia patologi<·a dPlla R . Un iverRit.à di Cagli<tri . .J G. L USTIG p rof. son. A LESSANDHO, direttore dell'Istituto di patologia generale della R. Università eli Firenze.
47 . L UTRAR.IO dott. ALBEHTO, gi~L direttoto genera le dolh1 Sanità
pubblica,. 48. ~1AG GIORE prof. LUIGI, dire.tt.ore delln Clinka oculistica della Regia Università di Sassari.
-Hl. J\fARAGLIA~O prof. son. E DOARDO, già direttore d1' l1a Clinica medica della R. Università di Genova. 50. MARCHIAFA V A prof. son. ETT O RE, f!Ìil. direttore dell'Istituto di a.na.tomia patologic.<> della R. l.iuiver::;ità di Roma. 51. 1\IIEl\ThlO conte prof. GIOVANNI, map:giore genemle medico, libero
docente di igiene nella R. Universi là di Roma. 52. l\1INGAZZINI prof. GIOV A:N~I, dirctt.ot·e dt'll<l, Clil.lica nemopsichiatrica della R . Università di Roma. 53. NEGRO prof. C.A.l\llLJ,.,O, dù·ettore della C'linica neurologica della R . Università di Torino. 5-1. NIG!U::SOLI prof. B ARTOLO, direttore del la Clinica chirurgic.a della
R. Univct·sità di B ologna.
55. NOVARO prof. sen. GIACOMO F ILIPPO, già. ùircLtore della Clinica chirurgica, della R. Università di Gcno,·a. 56. OTTOLEKGHI prof. S.A.LVATORE, dirC'ltore dell'Istituto di medicina. lega.lo della R. Università di Roma. 57. PANE prof. NICOLA, ùirett.ore de11'I st.ituto eU batteriologia della R. Unhrersità di Napoli.
58. PELLEGRD'I prof. RINALDO, ditettore dell'Lc;Lituto di medicina legale della R. Università di Padova. 59 . P ERRO:SCITO prof. ALDO, direttore dell'Is tituto eli patologia generale della R. Università di Pavia .
60 . P ERvS:::.IA prof. J<'l;)LIOE, direttore dell'Is tituto di radiologia e di elHlrQ{{'ravi.a della R . UniYersità. di :\filano.
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61. POSTEl\iPSKI prof. PAOLO, direttore dell'Osped ale di S. Giacomo in R·oma. G2. PRETI prof. LUIGI, direttore dell'Istituto di patologia speciale
medica della R. Università di Sassari. G.3. REMEDI prof. VITTORIO, già. direttore. delh~ Clinic.:a chirurgica della R. Università di Siena-. 64. ROSSI prof. GTLJ3ERTO, direttore d.,u·I. t·it uto di fi;:;iologia della.
R. Università di Firenze.
65. SANARELLI prof. sen. GIUSEPPE, direttore dell'Istit uto di igiene della R. Università di Roma. 66. SANGIORGI prof. GIUSEPPE, direttore dell'Istituto di igiene della R. U niversità di Parma. 67. SCHUPFER prof. FERRUCCIO, direttore della Clinica medi<.:a della R. Università. di Firenze. 68. SCHIASSI prof. FRANCESCO, direttore dell'Istit u to di Semeio-
tica clinica della. R. Università di Bologna.
69. SOLA.VO prof. ACHILLE, dil·ettore dell 'I stituto di igiene (]('lla B.. Univer sità di Siena. 70. TADDEI prof. DOME~I CO, direttore dell:a. Clinica. chinll'gica della
R. Università di :Pisa. 71. TAMBURIXI p roif. AUGUSTO, già. direttore della Clinica neuropsi-
chiati·ica della R . Università di Roma.. 72. TAROZZI prof. GIULIO, direttore dcll 'I:;~;itnto di a.natomia p ato-
logica della R. Unjversità di Modena.
73. TESTI prof. FRANCESCO, tenente genora.le modico, libero docente di igiene nella R. Università di 1\lodena . 74. TIZZON I prof. GUIDO, direttore dell'I stituto di patologia, genel'ale. della R. Università di Roma. 75. TO~Il\'lASI prof. LUDOVICO, direttore della Clinic·a, dermosifilopatica della R . Università di Siena. 76. TROM:BETTA prof. EDl\fONDO, tenente geuemlo m ecllro, libero docento di clini~1. oculistic.'l. délla R. Università di Torino. 77 • TULL IO pro f. PIETB,O, dit'l'ttore d<'ll'I stitnto di claimirn. fi ;;iologica della R. UniYer;;it à di Bologna . 78. UFFREDlJZZI prof. OTTORINO, direttore dell'Istit nto di patologia
chirurgica della R.. Uni-..'et·sità. di Torino. 79. VERNO~I prof. GUIDO, direttore dell'I stituto rli vatQlogia gouontle della R•. Univcriiità di Sa:s:;a.ri. 80. VIALE prof. GA.ET..:.\ :SO, dil'et toro dell'I stituto di fisiologia della
R. Università di Sassari.
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N:EL 750 AN:<rO DEL OIORNAl.E DI )ll::D1Ch'-'A .MI.LlTa.nE
Ma l 'attività. del nostro Gioroalt• ili ntc.>dirina. m.ilitare non si esplicò in questi ultimi anni solamente con la edizione dei volumi della Collana medico-militare, su cui già. a,vemmo oee<l~ione di intra.ttenerci, e si affermò ancoi·a tanto con In. lHtbblknziono d(•lle Jn·egevoli ~silne memorie degli ufficiali medici premiate a.! conc·orso H ibc1·i e Jwi concorsi a premi indetti dal l\rinistero della, gtwn~t per llLvori ~u temi militari, quanto con Ja compilazione di nmneri uniti, i qnali incontrarono 1.111a f<~vorevolisKima accoglienza non ~o lo nella no;; tra augusta <:er<"h ia, ma n.ntbc nella })ÌÌt va.sta famiglia sanitaria italiana c straniera, s il'clH\ in bn•,·c tPllllJO le va.rie edizioni furono• e~anrite. Oi sia consentito fr:1 questi nmnori spec·i;tli ri<·ordare il fasci<'olo dedlica.to alla lotta antitub('rcola.re ooll 'Er-;erti1o, r lle ri a~s ume t-utta la, meravigliosa orga.ttizzazione e funzionnmento dei r{'parti di acc('rtmnento diagnostico c dci centri sa.tuttoriali. Quello ùedieato alle rkcrcbc biologiche degli uffici pioiico·fh.iologici d ·:1viazione mili laTe, elle raccoglie le interessanti ricerche dt'gli i;;tiLuti di Homa • .Xa.poli e Torino l,er l'aecertamento della. idoneità nlh nnvig:azionc Mrt>a e costituisce una vera novità scientifica. Quello, di noJl minore altualiliì, riguardante i gas eli guerra ed il loro ilnpicp;o ed effett.i, i provvedimenti e la ('ma., con pregevolis~; iJne memorie dei p1·of. Lustig o Bur-inco. Qu('.JIO in onore di LeonH.rdo d<l, Vinci nel qul.l!rto centena,rio du.Ua sua. morte, in cui si.meUo in luc·e il fonda t ore ùelJa anatomia scientinea, ed il primo a tra t t are la biologia nH,tod ica mente come cc figliuolo del! 'esperienza. )). Il numero ptlh bi it: a t o nel secondo cen tenario dalla morte (li Giovanni )laria Land;';i, notevole contributo ili storia della medicina, che dunosLra quanto il sommo H-aliano abbia eli gran lunga. precorso g-H scienziati stranieri e qua.nt.e geniali innùziuni abbia da due secoli iutraveùnte. Il faf>c icolo infine ù<>dicat.o ;~Ila c·<•lcbrazione dei medici caduti in guerra, p11bhlirato in orc·a;.;ion.e dell'inaugnnl?.ione del monumento nel novNubre 1924 nel cbio~>tro d<>lla Senola di sanità militare. Ricorderemo ancora. elle negli annali del Corpo sanita.rio militare il 1923 ha rappt·esentato un'eccezionale ric-orrenza J)er la splendida riuscita del II Coogres~o internaziono..le di medi<:ina e di farmacia militare, riconosciuta. unanimamente daUe 29 del('~azioni c;.;tt•re <'he vi pl'csero pa.rte. Ed il Gionmle di mecliein:~ miliLare a~criYO a. l'HO gr:mde onore di essere stato desigua,to organo ufficiale del Congre::;r-;o, e rkorùa, ron legiU,ima soddisfazione il contributo recato con la pubblicazione degli a.tt.i, raccolti in due voluru.i di oltre 1000 }Jagioe, che ~OD <> s1ati molt.o apprezzati in Ita.lia ed all'cstoro.
*** Abhia.mo ritenuto degno di qmtlche intPre~se, qnesta enumc·razione, per quanto !triù.a, delle va.rie tappe st•guilo nel F;UO lmtgo cammino dal Giornale di mcd.idoa miutar(': e for. e nvTe-mo alm:;ato clelhì pazi<'nza dei cortesi lettori. ì\Ia :;ono 75 anui di dta. e ùi lnvm·o, na s<:or~i in mezzo a, difficoltà tecniche e finanziarie di ogni sort.a e felicemente StlJ'H'rate, in modo che il p orio(lico ha saputo mantenere sempre qu('lla. e1Jicienza e quella regolarità, che furono e saranno st:'mpro H sno vanto. E ti sarà anche perdonato perchè ci ~damo <lilungati, con una cert a predilezione, a variare di questo
ALESSANDRO RIBERI
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:rerio.dico quasi come di cosa nostl'a, cosi <'ome l'agricoltore che a fatica dissoda la zolla e l'ama con tenacia che mùla potrà piil sciogliere, perchè vi trasforma un poco di sè stesso. QuARti cenni banno avuto l'unico scopo di rievoc:ue le antiche m emorie del nostro Giornale, da lle sue prime origini, a llorcbè priv o di tradizioni :it·ientifiche, liberato appena a.llora daJI 'inceppa.mento eonseguente dagli ant.ichl ordinamenti, dovettè il suo sviluppo l<>nto, ma cost:wte, come del resto avviene in tutti gli organismi di lunga vita, ad un elevato sentimento di cameratismo professionale, fino ai nostri tempi, in cui, conquistato felicemente un posto meritato nella stampa medica italiana e forse anche straniera, può guardaJ·e con orgoglio il suo passato e con altrettanta fiducia il suo avvenire. Sia sempre il nostro periodico, come nei 15 lustri ora compiuti, la nostra bandiera e lo specchio fedele dei progressi della famiglia medicomilitare o possa fra 25 anni celebra-re degnamente il suo cen tenario coll'evocazione di memorie sempre più fulgide e gloriose, degne delle sue nobili tradizioni e dei consensi che lo banno costantemente accompagnato nel lu ngo cammino. Il Giornale, che og-gi pensa al passato solo pcrchè ba l'occhio fisso nell'avvenire, ricorda la strada percorsa, se ne compiace, m a non si ferma a contemplarla, e procede impavido per la sua via, che è bella, diritta e sicura. Poichè nel suo p rogramma ba sempre pres~nte che raggiungere una tappa vuoi clh·e fissare la prossima o rimettersi in marcia: non restare, ma insistere, persistere, continuare!
1\IJESSA NDRO RIBERT FO\IlATORE DEL :' n!OTINALE DI MEDICINA MILITARE, Rendere omaggio a lla memoria di Alessandro R iberi rappresent a p~r il Giornale di medicina militare, mentre sta per int raprendere la 75a. ta.ppa di suo lungo cammino, un atto di dovero:;a e perenne riconoscenza Yerso il suo illustre fondatore e benem(>rito soM<'ni tore. N è meno profondo senso di gratitudine deve nutrire il Corpo sanitario militare, che da lui tra:;se novella vita e rinnovato vigore per rag-giungere i suoi più alti destini. . Riteniamo perciò opportuno di rievocare, in questa straordi11aria r1correnza, la nobile figura <li colui che è già. con:-acra to alla Storia fra i benefat.t~r~ dell'umanità, nella certezza che le nuove g<·nerazioni de~li uffìcia.U mE>diCJ sapranno degnamente inspirarsi a lle glorio:-;e memorie del grande prec.ursore e che l'esem]>io deJie sne elette virtù di uomo e di scien:dato sarà la, fiamma, ravvivatrice di nuove o pjù fec·onfle en(•r g ic, nello stl!~so modo che le alte temperature, col diminuil'e la re:;istenza dei cil·cuiti, 1·endono le correnti più pronte ed efficaci.
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*** Riberi n<tcque il 2 aprilo 1106 da un mode.-;to g-eornPtra agrimensore in Stroppo, pi(x•.olo P<U'~e montano in quel di Cuneo, nella selv~~gia. valle della Mairu,, a metà; stra<h~> <:i)'(·a, fra. le sorgenti di qtwsto fi.ume e il suo s bo<\CO nella. pianura pa<lana a Dronf'ro. Rim<tsto orh1no di madre in teneri~;;ima. eti\., fl(·c~e dai suoi monti ancom fan1·iullo, non avendo per sè che la giovinezza. l ' in~egno , hb fer vida opcro!iità e la scarsità dei bit~ogni, ma portando tutta la rohmHa vigoria. e la lcnaeità di pruposlti della razlMI> a.lpin~b, e compì i primi Rtudi di l<•ltNe e 1li lilosolia nt·l collegio di Saluzzo, riportando il primo premi(J. Nel1810 venne a Torino e ~i in:-;C'ri~se Ul'lla facoltà. di medieiua e <"hirnrgia, applicandosi con grande aust·erità c profondo amore allo studio ùPII<t cbirUl'gia. E fin dal primo ::tnno c~li consPgui la nomina di a,lliovo n<'ll'Ospedale maggiore di S.ut Giovanni Batti ·tct, otten<'ndo successivn,m<'nte un pofìto di convittore nel Collegio delle provin1•ie ove s!'ppe ben pre;;to affermarsi, per lucidist->ima intelligenr.a e per forza di carattf're, fra, i mi~tliol·i allievi, e fu prediletto dal governa,tol'e a.bate In('.ixa, che lo ebbe ad a::;si!;tere amorosamente dtu·anLe una gravissim:t infezione~ lif.oidl!a.. X€·1 1815, es~t·n dosi nuovamente separate, dopo la l~c~tnurazione, le d1w faeoltà di medicina e chirurgia, sostenne Ja hutrea in chinu·gia, e dopo po<:hi mel5i ve.niya. autorizzato, per i suoi mrriti ::;pec·iali, prima di aver compiuto il prescritto biennio, a presentarsi a-ll'esame di aggrf'gìtziont>. a l Collegi.o di chirur:!ia, discutendo brilllantemente la sentenza di Giovanni Piett'o Franck: _\'v,t. minus chin~rgo m e(lininn, q!tam chirurgia ·medito opug eM. Egli era invero profondarnente com·int;o della, ncce:51\ih'L dell<t fn, iolle dei due studi, e perciò n el 1817, per complcta,re i suoi titoli e per ('on.krmare le idee coi fatti, si recò a Genova per comegnlre h~ la urqt a.nehe in ruedi<.,in<1. Succe:ssivamente fu nominato ripetitore nel Collegio delle proYinde c chirurgo assistente ed lncisorc an~tliomico n ell'O;:;pcdale eli San Gionmni Battista, cbe, si può dire: fu per circa cinqmtnt'nnni la. palestra della :-;ua maggiore attività e dei suoi magg-iori trionfi . Infa.tti, sotto la. guiùn ~<<~ pien1;e e paterna di Lorenzo Geri, profe~sore ordinario di i~;tituzioni c·ltirurgiche, di op~razioni e di ostetri<:ia, entrò nel 18:!0 nel ùiffieile a.rringo cbiruTgico. E di quell'anno il suo primo lavoro «sulla cangrena nollOI'Ollliale o contagiosa n, studio completo eseguito nel t.riennio pTecedente nell 'ospedale di San Giovanni Rulla, inflnenzn, dei lo<•a.li insa lubri, :sull'irrar.iunale ospedalizzazione degli infP.rmi, sul deperimr.nt.o org-a.uico dei par.iPnt i in rapporto alla recettività del morbo. E per la dimostrazione cl<'lla :-;ua contagiosit:\ egli non esit<'> a!l inOPtlla,r,;i il riru-~ in eorrispondl'nza di un A.lt~:S1;<Lndro
form1eolo àl braccio, cleterminmHlo h form;1.zione di una pi<tg:t con i c·:l -
ratteri tipici dell'infezione. Tratlò inoltre ùr lla. rontagiosit:ì (l!'ll't'rP~ipeln . e, trentauove anni prim:L ùi Volpean, no sostenne con gran(lc autorità (li argomenti la, sua tra.smissibilità. In seguito a, Ilo spontaneo rit.iro cl;lll 'in:wgnnA11ento del pro f. G<'ri, per l'impruvviMt morto dctrnni co fi~lio, a soli 30 anni, il 1U!Jeri fu elPvato alla di guitf~ della cn.ttedra uuivcr~ it a1'i <1 per dl'c·r<'to ùcl Re C<nlo Fcli<'C. chiama 1o ad llll tempo dalla granfle estima.zione drl Mal:'"tro, da H'a ITclto
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entusiastico dei discepoli e dalla grande pietà e prernurostt ;~:;;; i:;tPnza costantemente dimostrata verso gli infermi. Rd il genio fervido del nonltore, la ferrea volontà, la vastissima coltura, ](\ ••minenti qnalitìt or<lt'orie. associat.e alle-più elette doti del chinugo : }Jrofondità nelle indagini, ,;i,·urezza nella diagnosi, risolutezza, precisione ed eccezionale abiiHà neii"OlJerare, valsero ben presto a renderlo uno dei più illustri clinici e dei più acclamati professori dell'Ateneo torinese: e la sua fama valicò rapidamente i confini del piccolo Piemonttl. La giovane aquila aveva già. speri· ' mentato la forza delle ali e si apprestava a spiegare più sublime volo ed a librarsi in più vasto orizzonte. La sua assunzione alla, cattedra segnò invero l'inizio di una instanC.'l.bile e rinnovata attività. Sotto la sua guida egli fece praticare a tutti gli studenti, a turno, le operazioni chirurgiche più comuni, dedicando gran parte della 1-?:iornata alle esercitazioni diagnostiche sui malati. Volle inoltre che ogni allievo compilasse in modo sobrio e conciso una cartella clinica, che veniva letta e discussa
durante le lezioni. Spirito e~cletico e mente aperta a tutte le novità. scientifiche, seguì con amore i progressi della scienza, e non disdegnava di accogliere le nuove dottrine, e tutto provava. recando il contributo della sua grande esperienza e 1'actm1e del suo spirito imparziale. cc La scienza, egli scriveva, si avanza s<>.nza posa verso limiti, i quali, tma volta raggiunti, alla maniera delle ombre erranti di Virgilio, si allontaFtg. 1 . - l:lu6to ucll'•'tr•o dcii!\ clirc?.ÌI•nC' doli' O~perla'o milltM<! nano sempre più )), IH'in<:iJmlc ùl 'J'ot·ino. Cosi in breve volgere di anni egli seppe, per forza di volontà e per prontezza di ingegno, assurgere alle pii1 alte C<triche. Fu infatti nominato preside della. facoltà medico-ehi1·urgica, <'hirnrgo primario dell'Ospedale San Giovanni Ba.ttista e consulente di quello :\Iatu·iziano. A Juj si d.rYe
inoltre la fondazione della Società medico-chirurgica di Torino·. ehe da Carlo Alberto ottenne il titolo onorifico di Reale Accad('mia di Jnedicina. Primo in Italia, c tra i primissimi in tutto il mondo, il 29 genn:oio 1846, a pochi mesi d!tUa scoperta del metodo, il Riberi pratie~tva. la. prima eterizzazione, e con gli allievi Fenoglio, Pertusio o Bruno ini?.ia.nl nella
26 (']in i ca 1m.a numerosa serie d i ri<·en·he s ulla lHtr<·o>;i
eteH•a e cloroformica. E, primo in Italia, esej!UÌ la litotrizia c·ol litotritore di IIeurteloup, facendu:;i propaga,tore ùd tu~lio latcralizzat·o nelht <"istotomia., g-ià preconizzato dal lll<H'Stro GNi. I>rati<·ò inoltT<' una eompleta. estirpart.ione dol ma~t'ell!tr(• :-superiore, e eon grand t> prontezza t•d a hilit à fu tra i primi ad esPgnirc le dassiche operazioni }li'O]HJstc dal Velpeau, Li-s fran c, Roux, c·on,·into fermamente c·he ~< non c·ou\·t·ni,·a dl•mulire la parte dell'edifizio da. altr·i innu.lzato, ma portar·,·i di tonlinuo 1111:1- qnal<·h<> pit>tra u. Tra- i num<•ro:;i 11\f'lodi originali proposti dal H iberi, 15ono da ri<:ordar·e quelli dell a. elll'a raùka l<' ùell'edropinn, qul'llo della. eheiloplastit·à, della ea tarat l a., delle lisi o le ~;a lin1ri. della rid uzionc dc Ile lu,;,;a7.ioni dell'omcro, <h·ll·or<·hiect.omi<b, d<' Ila, eif;totomia. lat·emle, e<·c·. Poco dopo conseguita hl cattNlra., il Hib('ri pubblicava le sue lezioni di o:;tet.rieia, che servirono ùi t e:-; l o alla xun :'i<· nola per vari anni, Duc:bè fu istituita nel 1~3:3! una tal tetlra sper·ial€', distint'a ùn, quella delle opera7.ioni chirnrgidw. ':-5nttE>ssivanwnte p11hh lihn·a gli <'IE>nwnt:i di chirm·g-ia, operativa in rappc)J'tcl spe('iahnellte allt• amputazioni, alle resezioni ed ali<' rrapanazioni delle ossa. A dimo8trare la Slta mcra.vig-liosa protlur.ione ~:w il·ntili<•a, si deve altresì ric·ordare il tmttato s ui seni, fìstole e prin(·ipali malatti.e d<•lle vie la.grimali, puhbliealo nell83~, eornprt>ndente un acenrato e::;nme analitico comparatiYO dci va.ri interventi nelle affezioni dci condotti la)!rima li; la memoria s ulla cum. e su lle open'l.r.ioni dell"appamto oeulo-palpebrale, ùa,ta a.lle sta.mpe nPl 183! col titolo di blefaro-oftalmotenpia openltiva., nella qua.le sono e~ poste chia.ramente le singole m ala t lie ehe lJOsRono rithicdere atti opemtiYi sull'ol·gano visivo e su lle p:llp<·bre; lo st udio su lle infiamma1.ioni a hase arterio~a e venosa, ll.'tto nel 18:'59 nella Reale Aet·aclemi;~ di medicù1a eli Torino. Kè deve es;c;l•re ùiment.ical·a ht relazione fa.ttn. al ~enMo del Regno nel 185:.! tiul prog!'tto di legge pcT 1<1 ;:;anzione della. convenzione sanitaria iutProazionale di Parigi ver le quaranteue, in cn i, con prestanza, di parole <' ricc·her.za di ;Hgonwntazioni, propug-nò i prineipì adottati in quella riunione, intc·si a lù11itare notevolmente le quarant·.f'n(~ e ad impiantare soltanto dci · post i di os~erv<tr.ionE' e ùi i:;olarrwuto su lle g:rnndi vi<' di comunicazione e eli pcnetrar.ione delle lll<l la t fie epiùl'rnieo-contagiose, pree.or l'l'lldo <'osl i tt>mpi moderni eolle ~HP geniali intuizioni e r irhiamando a, nuova. ,·ita. il eonnnrrdo mari1timo. l~d il Lamarmon1, nell:h seduta pat'lanH·ntare del 2G non·whre lh:i_2, ehbe a di<"hiarare che n b:1:o;terebbe quc:;1 o Ruo sct·itf.o p<'r rmder<' il HibNi cclobrc n<' l mondo scit•ntifìco ''· )Ia. tnt ta la sua mir.thile attivi t:'!., <·Oni>a<·rata alla cM.tedra ed all'esercizio lll'Ofes:;ionale, non g-li consentì di deùiC'arsi ad opere di gran mole: non di meno la:>c·iù una ri<:<·hil'si ma rn eeol t a di monog-ra ti e e di opuscoli rig·ua.r dauti le varie bran<·he ùelhì m<·dit•ina, 1.' ~pedn lmentc la. chirurgia e la. 1etnira operativa., di c· n i t'i rea una ottantina furono se!' lte o riunite da.l nw<li<·o di di ' 'ision<' do t t. }!are h iandi in d ne g ro;;si volumi e pubblicati a Torino n el 18iil col titolo di cc Raccolta delle opere minori >>. Fra quest.e sono notevoli le mono::,rrafie sul <·ancro, sul rrH·hiartrocace, sni J)Olipi nax;lli . ~~~~:di a~c·essi e fisl<,]e anali, f>(·(' . l·~ ~opmluHo uno tl~->i titoli di 111<11-!l!ior glori<l dPl Riberi furono le sue !~:doni c·lini.-!1C' 1 itnpartite con mirabile cb.iarf>zza e lne:i ùiti\, e con facile
AI.ESSANPRO .RIBERI
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ed elegante parola, che fecero sempre affollare le au le e le corsie dell'Ospedale di una schiera eletta di di:;cepoli, fra cui r,oren?.O Bruno, il quale fu chiamato più ta.rdi a succedergli nel 1862, e tenne ininterrottamente c·ou sommo prestigio la cattedra insigne per ben tren tott o anni. Queste lezioni f1uono da prima pubbli cat~ per la maggior parte nel Giornale di medicina militare e ra<'colte qttindi negli anni 1853-55-58 dn.i dott. Fabre e Pecco, medici dell'Esm·cito, in 3 volumi !\ pa.rte per soddisfa-re il dPsiderio d~lla classe studentesca.. Il I volnme compn·nde 3 compl(~ tE' monografie sul rachiartrocace; sulle allezioni scirro-c·;mceroi;e e suii polipi n asali ; il II altre 3 lezioni sugli ascessi, r;en.i e fìstole anali; m lll infine importanti memorie sul labbro leporino, sulla deforme e permaMnte flet<sione delle dita della mano in seguito a <:iNttrici e sulla cura degli. aneurismi. Tutti questi lavori sono fl'Ut,to della la.rga esflerienza e delle osst>rvazioni personali del Riberi, :;icchè costituistono 1m t rattato originale italiano di chirurgia, non compila.to, secondo l'invalso costume d 'allora, srulle orme della produzione straniera. E dopo t.anti anni formano ancora oggetto di consultazione e di ~unmirazione da part<~ non solo deg-li indlaga.t~ori di memorie storiche e curio!'; ità Sl'ientifil'IH•. ma anche di tnt ti gli studiosi.
*** )la eiò che ci ba indotti a ricordare parti(·olarmente, in quc;.;ta eecezionale ricorrenza, ii nome di Ales!ìandro Riberi come flacro dovere <li {!fat itud ine sono le sue benemerenze verso il Corpo sanitario militm·e, di rui egli
può riten e1·si il vero fondatore ed insta uratore, e sopra t utto verso questo periodico che fu da. lui creato nel 18:)1. Xominato, a soli 25 anni, C'hirm·go· mag-giore delle guardie del Corpo d!i Rua ~taestà, che raC'coglievano in quell'('poca.· i cadetti dell'aristocrazia piemontese e altri giova.ni delle più ricche famiglie del J)i<·colo Stato, egli ...-enne chiamato dopo pochi anni ~~ far parte del Consiglio superiore di sanita militare, e, dopo la morte del dott. Gillio. the ne fu il pl'imo president.e, n·nne nell843 da Re Carlo Alberto destinato a 8uccedergli n ell'alta cari<·a. E fin da quell'anno iniziò l'opera di risa.namento e diricostrnzionedcl Corpo sanitario, eleva.ndo la posizione morale e materi~tlc dei medici militari, che furono d 'allora in poi scelt i attraverso severi concorsi, dallo Ktt>s:;o Riberi costantemente presieduti. Poiebè egli moveva da questo intl('rogabile principio : che, << se ciascuno può nell'ordine civile J)l'HSC'e·g-lil·re quel medico, in cui suppone piit C'Ognizione e mag-g-ior·e c:;perienza, es;;t>ndo invece imposto il medico al soldàto, inc·omhe al governo di r(:,;tare a questo malleYa<lore della. :ma abilità "· Primo razionale provvedimento per la. resta ura.zione del Corvo sanitario militare fu quello da lui pTopost o, che, a part.ire dall 0 gennaio l 8JI:l, nPssun chirurgo maggiore di 2a tla~se pot<'va essere ammesso agli e~>a mi }Wl' la promozione a chirurgo di 1 3 r;e non posst>rlPv~• entrambe le lauree iu medicina e chirurgia. Ed in seguito il Ribcri fece promulgare altro decreto dd 30 ot tobre 1800; col quale, oltl·e a determinare l'assimila?,ione dci gradi, fu resa obbligatoria la duplice laurea anche per l'ammissione n oi Corpo, stabilendo i relathTi eiiami di concorso e furono date nuove disposizioni circa la. gerarchia, l'aiisimila.r.ione ai g-radi militari, gli 'stipendi, ecc.
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Queste sanzioni, che costituiscono le basi della nuova riforma del Corpo sanitario, suscitarono n at uralmente non po(·be rimostranze, poichè venivano a t roncare, d 'un tratto, abitudini inveterate ed a danneggiare interessi di molti.l\fa il R.iberi fu rigido esecutore di queste leggi, che applicO inflessibilmente, inspirato tmi cam~nte alle norme della, più serena giustizia e mirabile retLitudine: nè ma.i, per qualsiasi JTWtivo, si lasciò piegar(' o deviare dalla sua nobilissima missione. Agli stessi immuta bili princ·ipì egli si era già inspit·ato nel 18 44. nel proporre, resistendo ad ogni opposizione, la. fu~>ione nell'insegnamento uni't'ersitario delle due faroltà medica e chirurgica, (·he riuscì a fare appro- . va.re attraverso a grandi diffi('oltà ed infinit i ostacoli, t utti superati dalla sua indomita tenacia, e <:be gli provocarono non poche contrarietà ed inimicizie, suscitando rancori ed invidie. )b, ces;.;a te le passioni e scomparsi gli intert>ssi personali, si dileguarono anche queste n ebbie, ehe aceompagnano quasi sempre coloro che raggiungono le più alte vette. Ed il nome di Riberi brillò ben presto in tutta la sua vivida luce : n~ la sua integerrima fama di tiomo e di seienziato ebbe mai più ad offnsearsi. Oltre di queste radicali innovazioni, al Riberi dobbiamo e~sere grati per il generoso ed effi<:ace impulRo dato nel promuovere un feliee risveglio degli studi e della eoltw·a degli uffi<:iali medici, sia coll'istituire pre,:so gli ospedali militari divisionali Jc prime biblioteche per il p erfezionamento della loro istruzione tecniea, sia eol rendere obbliga.torie presf:iO gli ste::;si ospedali le conferenze scientifiche, da tenersi almeno una volta al :Fig. 2.- Bus t.o nell'aula delle arluMIIZC meiìe, sia finalm.ent.e col farsi autorevole !iO· delln R. Aeeademla di meJicinn dl T,;rlno. steì1itote presso il Mini~;tero della guerra della. fonda,zione del Giornale di medidna militare, che fu subito autorizzata con dispaccio dell'li lugl io 1851, ed al quale diede il suo fervidissimo appol!gio, non solo colla pubblicazione delle sue pregevolissime memorie, m a anche con tm generoso contributo personal<' di 1000 li r<' a.nnue. E per d are ma.ggiore risveglio alla coltura del Corpo sanitario ed a favorirne maggiormente la sua al'tivit~ scient ifica, erogò ogni anno, del proprio, la somm a di 1000 lire per confet·i1·e un premio ai medici militari del R.. esercito e della R. marina autori delle migliori memorie originali su te.mi proposti dal Consiglio superiore di sanità, premio che ref!e in seguito perpetuo nel suo testamento, stabilendo in rendita la somm~t necessaria, perchè si potesse assegnarlo ogni v <'n ti mesi. n primo concorso a lla fondazione Riberi fn bandito nel 18:)6 : e da. ben set tant'anni il eonferimento di det;to premio continua regolarmente a dare un non piccolo incremento all'attività sciPntifica degli tlfficiali medici di terra, e di mnre.
Con talj provvedim<'nti il Cot·po sanit ari l) r11ilitare in brC'\'P ,-o l)!<' re di tempo. :otto la vigile e s::.piPn t<' g uida del Hilwri, Ri f'lt:>,·ò a. tal grado chL atr~rma.rs i luminosamente p<>r v;tlore e per ~dc•n :r.a, JW l' c:lisdplina e de!'oro, fra cptelli dello J)iÙ importlmt-i n:tr.ioui europet•. Ed in o~'lli O(·c·at'iPne ed ovunque l'illustre sno C'apo 1Wppe tenerne alt.o il prestigio. Per le sue grandi benE'nWt'N\7.1:' e pE'r il ~uo · èlt'Vrt tù pa t r-iotti:-:il'iO, t',:.di ' 'Pnne ektto clepu tato a l Pari.a nwnt o su ha l pino U(•lla prinm lrgisla tu n• del 18-1 8 come rappresentantt• dd s11o C'ollt·g-irJ di Dronero. Ed anehc nt>ll'alto consesso ;;i fe<:E' strenno difensore dei diritti del Corpo sntlitario, riusrendo acl ottt>ner<' in:-<pcrati migliOI'<Itut>n ti, ni' ('f'l'i'anclo daJJ'(•;;;l ltarne in ogni orrasione la l;Ua opera nntauitat·ia. in ]J<We ed in gucna.. ~ella st>duta. dt>ll '8 giu::,ruo 18-tS del la Camera dei deputati, dilìl'llfPn· do~i una mozion e sul fun:r.iona.mento dt>i . enizi ::;anihlri durante 1:1 pritn<~ c·ampagna dell 'indipendenza ita.liana <·o!Ja. Sllil· nt1'a:;<·ina nte pllrola. improvYi,;l, un inno alato alla mi!;sione d<>ll'nffiriale medi<·o in f:.'l tPrra, JHagniiitanùo il suo pietoso apostola t o lli amore e di sac·rifìcio. E fec·e nna v(•rn. apotPosi 11 di questo sacerdote eli umani t{L, di que>;t,o angt'lo di pace, n1 ppre:;enta.nte della dolente carità d ella P atria, cui i genitori , le spo~>e, i fratelli, le sorelle tacitantente tra~mettono il loro amore e le loro sollecitudini per le n,mate persone che sono a l ca.IUJlO, onde poi neli~L loro lontananr.a tenga e~l i le loro veci a prò delle medesime, ne~ ('<l!iO cadessero colpiti dal ferro nem.ico .. Ed ~li , senza distinzioue di ca:;te, di condi:r.ioni. di grado, di amic·o o di nemico, non altro scorge in tanta strage, fuordtè un fratello in p~ri colo, un cittadin o da salvare alla Pat ria, ed accon e con inqnjeto trasporto fra gli strumenti di morte pt>r recare al ferito ed al moribondo gli aiuti dell'arte ed i confort i dell'amico 11 . Ma, dopo appena un anno, il Riberi as::;urse a maggiori e pitl eccellìi onori conla nomina a sen atore del Re~no. ~ella relaT-ion e che il Cibrario presentò alla Camera vitalizia nella seduta del 20 ottobre 18-!9 circa la n1.lidità dei suoi titoli, non esitava a dichjarare elle, pilt che il pa.rag-rafo 18 dell'articolo ~;~ dello Statuto, riferen te~;i ~t.ll a categoria dei soci ordinati dell'Accademia delle Scienze da. oltre un settennio, doveva es~;ere applicato al Riberi il paragra.fo 20, esticndo egli d~t annoverare fra quelle persone che con meriti e ser vizi eminenti avevano illust rato la Patria, << non solo colla profondità delle sue cogn~ :r.ioni mediche, col n\iTabile e così fortunato magistero delle sue operazioni cb irurgiehe, ma. eziandio con molte 011ero in;;ig-ni relativamen te alla. scienza che profe:::~ava )).. E d anche in Senato il Riberi diede nuove prove ùol :suo ten<\Ce amore n•rso il Corpo sanitario militare, difendendone };trenuamen te i ~ uoi lE-g ittim i interessi e contribuendo sempre più alla f!ua maggiore alìcf'mione. Basti ric01·dare il magnifico clis('orso da, In i pronunciato nella sedu 1a del l~ novembre 1849, in cui mise nella dovuta luce le benemerenze ecl i ~;arri fìc· i d egli ufficiali medici, e sostenne, con dovizia eli argomenti o viYa<·e eloquenza., l'in sindacabile diritto ehe loro spettava eli esi\ere compr<'lìi fra le armi d otte.
*** :à'I a la grandezza. dell'uomo non fu soltanto nella sua m ultiforme produzione scie ntifica nè nelle sue indiscusse benemerenze V('r~o il Corpo
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Ra.nitario milita.rc: t'gli t'I'Jllit·b vun: tulfa la ~nm grantl<! attività. atll'nùendo alla nunwrosissima di<·ntt>la pl·i,·abt e vrofondendo l'opera ~na ron ~.,·~mùe a bneg<lzione e Vf'l'at·r spiri t o tli carità.~ ug-na lnt<'ntc solh·rit o <Il rithiamo del t;:;unano eonw all<'tto ùd JlU'-''Cl:o, a<·<·m·rpnuo sc•mpl'<' ed o,·unque erano lagrinw da t('l'tz'l'I'P e Jllii'NÌ(! ùa soe<·OJTt>I'P, ('spli1·ando in OJ...'lli da:-;i'ie :;ol'ialc un npo;-;t<,latu <li Ra pif'nt<· <·aritil. (( C<mtin<·i r~trt<.', ('OSÌ. esort:wa i clist·t•puli, a stimare si:> ~tes"a e ~ari~ daglialtJ:i :-;tinwta; la stinw nostr:t. si' non inc·omin1· ia cla nn i, non incon tinrerìt ~lltrove; non C<'r<·:tlt! gli uontini, t'a.lt- d1e \'i <·Pn·hino: tHnto e~si spn•zzano il IIIPtlicu, qn;~uto !>1irna.no di av<'rne hiso:.ruo "· l n tal 1nodo ogJi SCJllH' pori an.' 0\' IUHjiH' ht sll<l Jl<li' Ohl. JH'I'SU<lSEYU , la sua ]JÌNà 11011 O!'l"f'll· lata, ma. sinN•r::t, ed il prPsitlio I'OllllliO di'Ila sua art e. Ed il popolo, <·ltt·lo ved<.'V~t passare ra più n c pt•n!<oso JH'l' le v in di Torino, lo 1-ll'~n i va ton se uso d i profonda, e coutrnoss;~ auuuiraziont• ed a lui ~i in(']tiwwa rcverPnt.e. Re Carlo Alberto, ktll'ndo nPlla dovuta, cousid~>nt?.ione gli ec·c·(•zionali meriti del Rilwri, lo 110111inò l.wu prf>;;;io 111<'(lic·o iHlO privttto e Ùl•lla R.calc 1"<1111 igl ia. nonchè· f'apo d<•l ~Nvizio m<.'dieo-(' h i mrgic·o di Casa R Pale e snccessivaln<•nte suo com;i~licre inti111o e nwmbro del l'unsigUo Superiore d ella pnbblita istruzion<', dd quale ili\'t>llllt> in :wgnito benemerito vic·epresid<'nte. Ale:-sandro Riberi, t:ontiuuanùo l'opera. ammin•,·olc· dei suoi predo<·t">;sori e sopmt.utto di Ambrogio Hertntndi, di Vinl't'llw }fala.t·arnc, di France:-;co Rossi e di Lorenzo Oeri. portò la hma dPila st·u ola.<·hirurgi('a piemollb!sc ad a !tezze mai raggi un t e, tanto da s u pPr;~rfl i rist rPt t i con lini del Piemonte e diiTonden;i [Wr il monùo . Perciò egli ebbe l'onore di el's('r<" nomina,to mt•mbro, oltre c·be della R. Acca,demia, delle s<-ienze e della R. Accademia di nwdieì.na di Torino. della quale fu elctt.o presidente, anche di nume1·o~e a.Jtre a,f;,;ociar.ioni it;lLiane e .stranit>re, fra cui ricorderemo I'AC'endemia. nwùi(·a, imperiale d i Parigi, alt.~ quale fu prN;C't>lto con voto unanime fra le pii:t eminenti illul\trazinni S('i<'n1 i fiche dcll'opoca . .Ed i l n· la i n re G iu li o G u(·rin ll<'lla proposta di acc<>ttu.zione, non esit·ò a pa.ra~onarlo a i più in~ipli luminari dell}~ scuola. chirurgica fra.n(·(•l\e 1 qu:tli il Dupu,Vtren. P arimenti il Cerise affennav:~ t·lJe u ira :Riberi e DutJUyirPn vi sono molti punti di ra;.;:<omiglianza. : la f;tessa. a:;sidnità., 1:-L • h J:-;sa p<'rReveranr.a, la. :;t.cs:-;a sa.pienza, lo ste!iso ardore, la Rtos;;a, abilità e fal'onùi~~; e si dLrebbe quasi il medesimo carattere! " Il Hiberi ebbe an('he l'onore di t'ssere comprt'so fra, i eandid~Lti proposti per l'lstitttto di l<'nl1lt·ia. A riconos(•imento dt>lle s ue ?:ra.ndi bt'nemerenze, egli fu inRignito delle più alte onorifit:enze: cava.li<'rc dt>ll'Ordine civile di Sa.voia, di cui fu anche consigliere, grande uffieiale dei SS. )!aurizio e La?.za.ro, commendatore dell'Ordine militare di S:~voi a, d ella J.,egione d 'Onore, dell'ordine diCristo d el Porto~rallo, rli qut'ilo d 'Isabella la cattolica. di Spagna, ecc. Ma tutti questi sommi onori e queste eccezionali distinzioni non lo distoiRero dalla sua vita semplice e laboriol)a., poichè la sua meravigliosa e molteplice attività, la rcsi:;tenz::t e<'el'zionale ad ogni fatica era. esse.nzia.l-
mente sorretta dalla Slllt innata vigoria e dalla semplicità della sua vit·a sobria, frugale, schiva di ogni divertimento e ritrovo monda.no. Visse
..U.ESSANORO
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celibe, tutto solo, senza fasto, e colla men te rivolta alla .scienza, sempre desideroso di promuoverne lo sviluppo .e di favorire gli studiosi. cc Se tu vuoi prolungare la vita, scriveva Leoparcli, trova u n'arte per mezzo della quale sifl.no moltiplicate di numero e di gagliardia le tue azioni )). E quest'arte trovò precisamente il Riberi, per il quale, sagace distributore del tempo, il riposo consisteva solta.nto nel passare indifferentemen te dall' una all'altra più grave occupazione. Oltre alla generosità senza precedenti neIl' escrei zio professionale, esplicata verso la nmnerossima clientela, alla quale tutto si dedicava e nulla chiedeva ed alle cospicue elargizioni, già accennate, concesse in favore del Corpo sanitario militare, ricorderemo ancora, a prova della, sua munificenza occulta, ma sempre prodiga, l'istituzione di un premio fatta nell'anno 1856 e rinnovata fino alla di lui morte per lo studente di medicina dell' ultimo anno che avesse riportato le maggiori votazioni negli esami speciali, durante il sessennio universitario; la dotazione di una somma necessaria per un posto gratuito a favore di uno studente di medicina della valle di Stroppo ; l'assegnazione di una rendita annua di lire 1000 alla Società mutua di soccorso medico-chirurgica ; la rinuncia alla maggiore retribuzione, che gli sarebbe spettata per la legge degli aumenti degli Flg. 3. - Monumento nel cortile deUn. R. Unlver~ltà. di Torino. stipendi degli ufficiali medici, avendo egli in Senato difeso colla. sua grande autorità tale progetto, nè volendo, per estrema. delicatezza, far supporre chela ciò fosse stato spinto da interessi privati ; la l'inuncia ancora allo stipendio nei tanti .anni di servizio prestato come chirurgo ordinario all'ospedale maggiore di San Giovanni Battista per essere devoluto in qualche utile
<1<·•tni,;to di libri (' ~>trunwnt i <·hiru,·,gi<'i o per miglioranH·nt i edilizi; l'a~.> xc·lflla:dont• :lllo xtP,;~o o:;pe<l:tl<• eli una n•ndita ;tllnua. di lire flucrnila e cin<pu>(·t>tlto per l'ir;t i t uzionr (' rnanutr•u~:iotw di_ un llllll'eO di anatomia patolo!!int. ~hL ,;opra t 11 tto dP\'Psi ric·orda n· la lllllll i (i e a ix t i t u;~ioll<' di un premio di ~0.000 !in• pPr Il' O!H'I'l' sc·i<'nt ifi<-h<• di ma}!g-iur valore da eourer.i.r:;i dal-
1'.\t't'<llll'lnia di IIH•clic·ina di Torino S(·tte Yollt' dopo la ~na mm'le, di 3 in :l anni. Eù il d('}!llis:;illto f'l'f'dt• dt•l noJtl<' e del patrilllonio, avv. Antonio l{il~t • ri, s<>gneutlo il l!'~'lH'I'O"o i11tpulso tkll'il luxlre ziu, ùixpo:;H in xeg-uito ]Wl' il ('Cllli!JlPtamt>nto dc·l m'c·c•s:-::trin <·apHal<'. in moùo l'Ile i l premio, il qualt• ,;arl'bLH• venuto a mnn<·ar<' rlopo :!l anni, div(•nt a;;se iJCrpPtuo e fos~e as"t•g·un f o O}!ni 5 anni a Il<' nta}!l!iori i ll uxt n t zioui it<tliane dd lP disc·ipliue 1111•Il i r·o-l'11 i rur·}!i <·h e.
*** :X è mt·no ammireYoli furnuo le s pi<:c·at <· ]Jrove da t e in ogni occasione dt•ll più puro e fervido p;ltriottismo, cbt•, <·onH' disse lo ~t:lop.is, nel tessere 11 di lui elogio al Senato,« si mantenne cost<mt·cment~ vivo in lui e si riflettè in ogni optn-a sua, sempre mai intesa. :LI be rw della patria. n. ' . VolgHa l'epoe;a. memm·anda. del182L Jl W'ido di litwrtà e di ind.ipeud(·m:a, hmc·iat;o da.lle riv<' <l~·l ~ebeto, av<•v;.~ trovato un'eco profonda. su quelle dc.>l Po. Gli st.udenti, primi ;-;empre m'Ile lottep<•J· la lihertà, a.veva.no ba~rna,t,o col sangue gPner·o;;o le soglie dell'Università, ed i lutti C'be avevano co·ntristato il bel cielo di Posill.ipo e di Castella.mmare 'li t>rano rinnovati in Piemonte segnando l'ultimo anelito df>lla. libertà.. I s~ntintenti italiani erano profondamentr impres~i nella gioventù subalpin<ì.. ed .an c· be nel l 'animo del RibNi erano penetrati i forti e virili concett.i del Pari11i e del .Fo;:colo ed a veva risuona t o la. robusta voce dell 'AJfìeri. _\ncor in gionme età, egli. i11fa.tti, si iseriss<• a.lla Federazione ita.liana, sqruendo i primi moti gPuerosi delle aspù·azion.i alla libertà. ed alla unità., rbe :;i andavano nnUliit•r;ta ndo nel pkeolo Regno. E di q n e~; i i :sent,imenti diPde prova pa.le;;e o coraggiosa, col faYorire nel 18~1. mentre imperversa.va la, reazione dovo il tentati v o di iu.;;unezione, la fuga. all'estero di a.J<-uui c·ompagni di c·ollPgio gravenwnte indizi<lt·i, sic·<'11è ineorse nella censura. del Ret t·ore de}!li stndi, ehc gli rinhtC'c·iò, in p iena Resta.uraziune, i suoi sentimenf'i liberali e gli aiuti dati a.i rivolur.ioua.r i, con grave prc•gindi.,io della, s u~L uu·ric1·a, lllliver:;ita.eia•. Eil. egli <lll(·ora si rese veranwntc bell<'meritn d<>lla. Patria per le a;;;;idne, amoreYoli cure }H'e~tate per tanti anni a l Re Carlo Alberto, di c·ui Ja, preziosa. esi:>tenz<L er a mina t a q nasi >;(•mpre da.lht rigida soverit;).., colla quale il magnanimo :\lonarc·a, in tlnlg<>nte <:on tntti gli altri, contlannava sè Rte~so alt(' piìt rlure f:ti if•h(l ed ai ])iÙ forti disa.g i, non ostantc c·he la s:~lnte an<la~se lentumPnto affievolc>ndo~i. E nuovo tributo lli rcwrren.,,k c di affetto eg·li · rese al l:)ovT:mo, qna.n ùo con lui divi:;c ad Oporto i dolori c l'O>;I'unt. t-.ri ~f ezr.~t drll'esilio volontario. Appena, in fa !ti, l'gli sc>ppt> d ella gravE> nta la t ti a. tlel H e, si t<'CÒ !;l1 bito in quei li<li lontani col print'ipe di Carignano, n hbnndonnndo immedia.tamente la c·lientPla. E :.;e la ~ u<t :wicnza. non riu,;C'Ì a eonser,·aro ancora, a.Jla, Patria
~LESSANDRO
HIBERI
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quella vita esausta da tanti dolori morali e da indicibili sofferenze fisiche, tuttavia la sua pietosa assistenza, prodigata fino agli ultimi istanti con zelo costante· e con prove continue della più affettuosa sollecitudine, tornò di gra,nde conforto alraugusto infermo, rhe ebbe fino agli estremi momenti la grandezza dell'anima pari a quella della sua sventura. Ed a,J :R,e che lo esortava al ritorno, poichè sentiva, immiue.ute la fine e temeva che dalla sua morte potesse derivare dimno alla fama. dell'illustre clinico, il R·iberi rispondeva risolutamente: « In quanto alla mia reputazione essa è l 'ultima dei miei pensieri, giacchè, quando credo di aver compiuto il mio dovere facendo ciò che la ra-gione illuminata dall'esperienza mi prescrive, io piego il capo e lascio passare la giustizia degli uomini, aspettando quella di Dio 11. Così egli fu per H <• Re per tant'anni bestemmiato e pianto n, più che il medico, l' immagine del suo popolo ed il simbolo della Patria lontana: e gli restò sempre vicino, confortandolo fino all'ultimo. Non senza emozione si possono rievocare, dopo tanti anni, i supremi momenti, quando il SOVI'ano nell'approssimarsi alla fine, sentendosi stTaordinariamente estenuato, ~.:ongedati gli astanti e fatte chiudere le imposte, l•"g. 4. - )lonumeuto nello sentono d' ouo•·e disse di voler riposare. RindcU' Ospedale maggioro graziò in particola.r modo di l". Ulo>ru:ml Battista <li Torino. Riberi d elle :tssidue c~nre e lo invitò a passare nell'attiguo giardino. Ritenendo prudente di non contrariarlo, questi fece atto di ritirarsi cogli altri, ma, rimase invece silenzioso in un angolo della st.a.nza. Se ne avvide poco dopo il Re, il quale, commosso per la nuova prova di affettuosa devozione, strinse con viva emozione la mano di colui, per il quale aveva avuto non solo alta estimazione, ma vivissimo affetto, aggiungendo: « Quanta è grande, o Riberi, l'arte medica: essa non è solo l 'esercizio di un'arte benefica, ma è il più sublime grado di virtù, 3 - Giornale di medici11n militare. - Fuse. l.
AJ.E:o;S AN OHO
R l R F:R l
una. continua prova della più son \' C arnidzia ''· E l'est remo :saluto, l'tùtima parola d'affetto fu per il fedeli s~imo suddito: «TI capo mi si fa pesante, io muoio ... Yi voglio tanto bene. Riberi, ma m.uoio.:.,. Così il nome dell 'instam atore del Corpo sanitario militare era indi~:>;;olubilmente con::riunto a. quello del ma:;rnanimo Re nt'lla pa::rina indelebile che la Storia segnava, in quei tragici istanti. Ed ug u a lmente il Re Yi ttorioEmanueleii ebbe per R·iberi non minore Ht·ima e salda fiducia, e lo volle compagno nel viaggio compiu to a Parigi ed a J.ondra nel 1 8!55, che auspicò alla famo>~a alleanza proplztatrico di splendide glorie alle. nostre armi e che condusse a.l compkto trionfo della grande causa italiana~ rea.lizzando il fatidico presagio di Re Carlo Alberto: (( Si conseguirà un ..,uiorno quello che io ho tentato ». Ed anche sui campi di battaglia dell'indipendenza i t atiana i l R i b e l"i ebbe l' onore di Fig. 5 - ~lonnmcnto in Stroppo , fnaugnmt o il l. uttohrc 1911. essere a fianco del primo R e d 'Italia..
* * * Dopo il ritorno da Oporto il,Riberi fu visto rapidamen te invecchiare: la folta capigliatura, che sempre nerissirna si era man tenuta anche in età avanzata., in poco i tempo inca.nutl, e la vigorosa sua costit uzione, già minata_dall'età e logora dall'insistente lavoro, andò sensibilmente affievo-
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!endosi. ~fa non volle per nulla desi:.tero dalla c:onsuel<t operm;ità, e la ferrea volontà. lottava. indomita eontro il male insidio:'IO. « Quando non potrò più andare all'Ospedale di ::)an Giovanni, mi farò recare in :wtlia, n, rispondeva. alle a.micbevoli esortazioni dei suoi f;lmi~liari. ::Selrestate del 1859 la ma.laU.ia ebbe tma fiPra. reerndc~s<·enza, e il R,iberi fu costretto a concedersi qualchl( settinutna di riposo nt'lla. ridente villa del !iUO affezionatissimo amico prof. Cantù, pre>:so Rivoli. )la la ~a Iute· pilt non rifiorì, le suo notti erano insonni: e nel riprendere le sue predilette occupazioni fu notato cbe al mattino comvariva più t:'trdi dPI c·on;.;twto all'ospedale, le visit-e agli infermi non emno più <'osì assidue e minuzioso ed un sE:nso di -pro:-trazione lo invadoqt ad ogni lllinimo hl,·oro. Co;;i fatalmente si avvieinò la catastrofe. n 18 novembre 1861, ultimo di sua la.borio:-;a e"istenza, agli intimi dott. Mantelli e 'Marchiandi, medici di divisione, che tentavano di incoraggiarlo, sereno nella mm'te come era. stato in tutta la sua vitn. opero~;a, egli pronunciò queste solenni parole: cc L'uomo deve saper vivere e saper morire. Incresca l'abbandono della vita. a cbi la visse senza propo»iti, non a. cbi ba la coscienza di averla utilwent<:> spesa >>. Con non minore impert.urbabile serenità. e fermezza d'animo, in divcrr-;a circostanza. si era espres:;o tm altro suo conterraneo e quasi coetaneo, il Cottolengo, allorché, interrog:1to da Re Carlo Alberto se ~LVPRI'e pensato al !inccessore in caso eli morte, rispose laconic·amcnte : <c Maestà,, vede là. in bas~>o che si en.mbia la sentinella, al portone Y Un ;;oldato bisbiglia all'm·ecchio del compa.gno una pa.rola, quesU si f<:>rma eoll 'archibugio ~mila spalla, quell'altro se ne va o, sen za clt('. ne1'18Uno 1;0 ne si:h acc.orto, h't ~-<P-ntinella continua e fa il suo dovere n. Pocl1e perdite furono cosi gravemente :;entite, poche ebbero tante manifestazioni di lutto come la, morte del R.iberi. E si può ben dire di lui quello che Tacito scrisse di Agricola: Finis eiu.s vitrw Mbi.~ lur·tuosa,Pfl.t.ri(le tristis, cl'tmneis Ptiam ignotisq1w non sinn currt j?til ''· I fnnemli furono solenni, con enorme partecipaziona di uotnini d'ol{ni clas:-;e e di ogni pro[esr;ione : Principi della Real Casa, senatori, deputati, ufficiali di ogni arma. e grado, professori, studenti e tutto un popolo reverente e commosso. li comune di Torino deliberò di assegnargli una distinta :-epoltura, e sulla. pietra tombale fu inci:-a. semplicemente questa. parola : Ribcri. Intitolò inol tre a l StiO nome una via nelle vieinanze della mole .Antonelliana e fece apporre nna lapide commemorativa alla casa ove ebbe per tanti anni dimora. Solenni esequie furono celebrate nella chiesa di S. Francesco di Paola nel trigesirno della sua morte. Ci sia permesso di riprodurre le magnifiche epigrafi dettate nella circostanza dal conte Ltùgi Cibrario, che compendia.no meravigliosamente nella. loro semplicità. tutta l 'opera vasta e multiforme d el Riberi : Alla porta esterno. :
Ad ALfiJ~"iSANDRO RIBERI - professot·e di clinica - 1Jresidente del Consiglio aupe1'iore mil·itare di sa1~ità - medico del Re Carlo Alberto e Vittorio Emc.11'/Jele I l - vice-presidente del Corutiglio superiore d'istr-uzione pttbblica senatore del RegJU) - catoaliere e coMigliere dell'ordine cirile di Savoia - grand'ufficiale
36 <lelt'ordine mau·r i::ùmo - socio de/l(t B eole Accademia rldle scienze - 11rega Dio r.he renda ?llC?'ito - - d'wt'interu L'iln di lflroro e eli obneuazione - SfJe.W a prò dell'umonità 80{/r.rente - d<tlla. H<'rtrtia al tuuun'o- dal .llm1arw al 1)roletorio il nipote FHAXUE::il'O A1\TOX10 HlHEIU - afj1·anto da Ullllll pl'rdito.
Ai due lati nell'in terno dolla 'chiesa:
.Alte::::<t d'i11f!Cgno - t·uslct dotlr·i na, 111'011 /.ezza d'intuiz.Ìil/W - far-i/ità rlella mcmo operatrice - fm·el/a arguta e piucerole - ctcot· rwbile C' generoso <'f~ldo d'amore per h~ JXI.f'rùt iutliauu - lo fecero desiderore e bcl!ctlire - do ogni 1:ondizioue di pcr8one - ù1 O(Jil'l; tcmJJo -in ortwi luogo. Bandite le iml( i /i dolce=.ze della t·ita - (JUstò quel/(t del clorere Ùltrepidamente adempiuto - iiopie11 te distribtttore del tempo - /JU.'ìtò a molti e S'l·ariati uffici <'on amore Il -~olcrzia 11!J1Wle e.~crcituti - k1 suct 7>ietà non era o.•tentMu ma sin· cera - La Btta beneficenza. occultn 111a O/lero!la - 111111 potè 'fiÌÙ celm·ht morendo Dio, che solo il può, glie11e renda merito.
Moltepliei furono le onoranze rt>>;e dopo I ~L morte ad Alessandro Riberi. Pochi g-iorni dopo un renno necrologico fu pubbli<-nto dal Baroffio nel Giornale di medicina. militare del 25 novembre 1$(il e succe:ssivamente altra necrologi•~ fu dettau~ dal dott. 1L Perooe nello !>tesso periodico il 6 gennaio 1861. Il dott. Pietro .Marehiandi, medico divisionale, c:hc JìCr tanti anni fn legato al Ribe.ri d a devota ed a.ffettuoxa amicizi<L, pC'!' in(·arieo della Reale Accademia di medicina. di Torino, di cui era. se~-,ry·etario gl'norale, tenne un<\ Rplendida commemorazione dell'illustre president-e nell'adunanza del 29 giugno 18H2. cubito dopo la morle del Riberi, per inizia Uva, del Con:-iglio SU})Cl'iore di sanità militare, fu aperta in questo Giornale una sponta.nca sottoscri?.ione fra g li uffidal i medi<·i, veterinari e farmaci sti, <·he fruttò in })OChi mesi i fondi neces~ari pt.>r erigere un ric·ordo marmon•o al loro g1·ande benefnttore. :Esso fn inaugmato il 2 lU}11!gio 18tH, n ell 'os]wdalo ùiYi:iionnle di Torino, con discorsi dei do t t. Comi!lsotti, Arena, .l\lantt.>lli e Baromo. Il monumento con sta, di un busto somig"liantis~imo in marmo di Carmra, posto su una colonna di §!l'anito §rt·igio e recante la :wmplito dt>dica : (( Ad Alessandro Riberi- il Corpo sa.nita.rio militare- UIU::! (1ig:. l}. Attualmente trovasi nell'atrio della direzione del nuovo Ospedale m ilitare. Piit tardi, nell'aula delle riunioni dell;l, R. Ac;ead~c•mju, di medieina di Torino f11 collocato nn a.ltro busto marmoreo al ~;;uo l.H:•nemerito pre:;;idente (fig. 2). vn artistico monumento fu inoltro er('tto nel c·ortile dclh~ R l.ìniversit.à di Torino. Su nn pit.>distallo sorge la sta tua maestosa del Ribcri, indo.-sante la toga nell'lltto di svolg-N·e una dc·lle suo mE;•raYi~lio:>e dissertazioni. (fig. 3). Ed altro DOli meno splen<lido rnonunwnto Ju erct.to nello scalone d'onore dell'Ospedale maggiore di San Gi<>,·nnni B<ll tista ; ed anche m:_que:>ta opera d 'arte la. nobile e au,tera fig-un\1 del l{iberi ò mirabilmente riprodot;ta (fi~. •! ). N'è la doverosa g1·atitudine d el Corpo sanitario militare Yrt·so il suo benemerito instamatore ma.i andò intiepidendosi col volgere ùt'gli anni. Il l 0 ottobre l !Hl, nella ricorrenza del cinqunnt.enario clelia sua. morte, il borgo n atio, col generoso concorso di S. l\1. il Re Vittorio Emanuele ill e della. città di 'rorino, inaugmò al eospetto delle Alpi maestose, fra. le modeste casupole che lo vidc·ro fanciullo, un monmm•nto consh;tente
ALI~~SANIJitO
H !BEH l
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in un alto basa.rncnto di marmo, cui ~:Jovrasta il busto del Riberi, cho ricorda molto quello eretto nell'Ospedale militare di Torino. Ed anche il Corpo ~:;a nitario militare contribuì validamente a questa postuma celebrazione con una cospicua sottoscrizione promossa, da qnel'ltO titcsso periodico. S. E. il tenente generale medico L. Ferrel'o di Cavallerleone, ispettore c.apo di sanità lllilitare, colla :ua smagliante parola, tenne il di:;corso commemorMivo, susaitando il più vivo en tusiasmo. -s~ più degna.mente sapremmo chiudere questi cenni affrl:'t tati che
col
riprodurre le epigra!ì dettate clal dott. Lerda per il monumento e che sintetizzano mirabilmente tutta la vita operosa e fetonda del nostro benemerito Capo: {1~96- 1861) chirurgo princip(' dei tempi portò 1wlfattmeo torin e.se - U caldo soffio delle nuot·e idee. - c t·olle che medicina e chirurgia - si integrassero - in se1:e.ro conn11bio di -9cienza. Dall'opera sua .çagctce - lct scu.o/.a <li Torino ebbe l'impulso - c:/u~ h'vÒ la sua jama alla nel wondo. Nel Senato - nell'Acc-ademia m e(litc' ch e Cftli fonttò -· ndlu scienza,. n ella -9cuol4. nella t•ita, - m<t sopmtutto ~tl l~:llo d el 'IIWla.to - 710rlò - il y cnio fcrrido rlel 1\0I'atOI'e - {a, jerretl ~:olontà nwe.~trct di aw:lacie - il cuore t/el (ilftlltropo, del JXItriota - Da lui l'.t:sercit-o S<Jrdo - chr aj(ilam le a-m1i del t·i.sc(lt/0 - ebbe m ·i · rabilmente orgallizztrto - il Corpo eli scmitrì mili((l,re - Da lui il<: Carlo Alberto - ebbe confortato l'e-;·i lio - d{t lui Vi/torio Emanuele l i - fu dgil<rto sui campi della Vittoria. Qui - dond.'ei partì pocero ed i:7norrrto - alla COWJUÌ·Sli' rlelfn for/1111(~ e dr·lla gloria- il auo 11ome - Ù<-Seglti ai ·~'(tl/i~t iani - che l'o11e.sta povertà - è l'ctSsillo migliore - m!lfopera rlell'in{fegno e dc/In, mano - Il dcstf. i~t. Msi ù:~ fc.lc - che queste ignwlc roccie - swvw esacre ma·h·i a·,:nge.{ fni- che /Hm rolo d'aquile. La VaUe nati<J- col concorso - d i Re Vittorio RIIICtnnde 111 - del Corpo di Sanitti J1ilitare - e della c·itt<Ì di Torino - ~[0:\[Xl.
ALESS ANDRO RlBERJ -
s11oi -
Ringrazio sentitamente l'amico Rcba.stiano Ruta, coìonnello medico diret.tore di Sauitil. del Corpo d'armata. di Torino, dP. l gcuLili<>simo invio delle foto· grnfìe che adornano queste pagine e tho costitui:wono una rara ed interessante •·vllet.ione dei ricordi marmorei che sono stati eret-t i in. Piemonte ad Alessandro Riberi. (N. d. D. ).
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IL [ORPO !lftlllRIO MUIURf f Lf ~UE VIUft~f nDHUH~ NelJa fa.u81fl, quanto e<'rf.>ziona lc ritOrt<'nza. df>llf> nozze di cliamanté del Giornale di mPdidna militare, non ci sembra ùel tutto fuor di luogo di dediea.re qualche pagina di qnf>sto fn sc·icolo ad a lcuni cenni storici sull' organizzazione del Corpo Ranitario militare ita liano, rif>alendone fi no alle più remote OTigini, con la lusinga di portar e in tal modo un modesto contributo ad una più romplcta c·roniRtoria. drlle nostre iRtit nzioni sanitarie, che an cora, non è st at-n f•ompilata . D 'a.ltra j) :tl'tE>, tessere la storia dc•l Corr>o sanita rio YHol dire rifare in gnm parte> an ehe la st oria di questo periodico (·he ha :w nto comunanz~~ tli ol'igini e ùi sYiluppo e che è intim:unente legato da t anti lustri a.!le prospel'e ed an•pr;.;l' fortune della no~tra famiglia f;<lll ihn·i<L
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*** Volendo ri:<a Ure a lle più antil-Le trudizioni elci servizi sa.nitari n eli'Esertito, occorre volgere le indagini Hlle ù1tituz ioni ~;a.nitarie milit::Lri deJ vecehio Piemonte. E per rintra cr·iM·e qualche nof'izia, bisogna rifarsi fino ~t>lla rcggenz<1 di ) fari;t Cristina (1637 -Hi,L8). ~ cll"ann,o 1644 si iniziò infatti 1m p rimo rudimcnta·lP ordinamento dci ;wrvizi sanitari. Purono stipulatiJeontratti per l'impia nto ed il m antenimento di piccol<' infermerie pre~ idiarie, o la. cura ed assistenza degli infermi venne diHimJwgnata da medici, nominati a tale uffic:io <'On patenti dm·ali. Olt re questi sanita ri, alla llUII!I,.'ior pa.rtc dei re~g imenti furono asRcgnati dei ch irru·ghi, ed ·a taluni a.ncbe dci m edici. Sotto il r<>gno di Carlo Emanuele II (J 648-1 675), e predsamente nel Hi66, la cura dei soldat.i a.n1ma.lat i fu dt'finiti\' <Huénte a(fìdata, in ogn i g uarnigione a:medici ed a chirurghi ci•ili a.ppo!>.it::unente stip<'ndiati, e vennero verciò tolti i sanitari d~~ quei rrg-gimenti <~he ne erano provvisti. In. ogni presidio era. destinata dal Comune 1ma. casa, che ~<erviva <hL ospedale ed il !:iervizio nosocomiale era eontes:;o in appalto ai "Privati. I ~;olda.t i jvi rieovera.ti conserva~vano la paga (per far :fTonte alle lipcse ùi sepoltura., dicono i vig:lietti dueali), cd il re~gente od appa ltatore dell 'ospeda le, stipenc1iato.da ll'Ufficio generale d nl soldo ed e~entc dn akune tasse, doveça provvedere a tutto il funzionamento . Durante il regno di Vittorio ,\ Uleùeo lJ (Hì8·1-1730), a ilo St<loto maggiore delhi· ca.valleria., il qua le non em altro cbe lo ì::ìtat·. o maggioro del Comandante J'a rmàta, fn cl<'f>tinato un medico ca.po, cJ1e in guerra aveva bensì una svecie di a lta, direzione dci ~crYizi 8:milari, m a quasi esclusivamente nomiuale : il suo era., più c.:lH' altro, 11n posto onorili(·o ronr<•sso al nwdico d<%t ('a)}a dtH•a lc, od a qut'l li p itl elevati in gra.tlo. Allo sl<·sso Stato maggiore Pd a quello della fanteria fm·ono ag·gJ·<·g:ati inoltre a h·u ni c·hirmgh i pt'intipa li. i quali rrano i ,-eri orga.ni;r,za tori ed ispettori dei .st>n- izi sanita ri in c·nmp:.tgn<b, an('l!e per il fntto C'he alla chirurgia. er a. data in q m·i trmpi nell'B~<'l'l: i t o una. maggiol'e i ntportanza deli n. medi<·ill<l-.
IL COHPO SANITARIO ~llLlTAI!F. E LF. !<'C'l': Vlf'F.~UE !' l'Onlf' JIE
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Si costituirono cosi in tempo di guerra i <'o:-;iddel1 i .~pt•tlali roltwti, i quali avevano un direttore ed un <:onlmi~sario Jll'r la partt• amministrativa, ed apposito personale per quella teenico-sanit~ria. Brco eorne era composto uno spedale volante nelliOl: l direttore. l tommissa rio, 2 mecliti, 2 praticanti, 2 chirurg-hi, 6 jraf('rs, G <'Onfel'sori . l <·avo-spezia le con due giovani ed l cuoco con due garzoni. l fratf'rs fungeYano da infermieri e da barbieri; nel 1703 ne era. stftto assegnato 1100 ad o~ni compa.g-niH . AlC'uni stabilimenti inteitù dello Stato venivano arH:he arlihiti a. servizio di ospt'dale; e cosl, durante tutre le guerre che si ebbero in Piemonte, funzionò un ospedale milit~l>re alla. Vigna Reale pr('sso Torino. In tempo di pace il servizio sanitario dipendeva amruiJtislrntivarnentc dall"Uffi<>io generale del soldo, ll1l1 tecni<·am<.'nte non a v<>va alcunn orgllnizzazione. In ogni presidio vi era un m<.'<li('O stip<•ndiato; QU<'Iiti aveva. anche, per appalto, l'obbligo di tenere un O~'ll<'dall't to. adibito ('~<'inJ>iva mente ai militari. In alcune città gli infl:'nni 1-'rano ric·oYcrati npgli ospedali d vili, che ricevevano per eiò speciali compensi. Per lo mabttie di lieYc ent.ità. e per i medicina.li di consumo corrente provvede,·ano i capitani, ai quali e·ra.no date, p('r questo uso e por OJ,!ni sol<.lnto, lin' dm' alLumo, con facoltà di ritenere, a titolo di rimborxo, la pn.ga ili qn<'lli anunalat i. ~ucce::;sivamente, sotto il reg-uo di Carlo E ma nuc>le IJl (1730-177 3), i miJitari infermi furono cmati negli o~peda li civili, OJ)pure in ospedali detti spedali •r eali, che erano ri:;enati alle t ruppe (' venivano al soliro dati in appalto. L'amministrazione Pù il trattamento in questi luoghi di Clll'a lai;<:iava però molto a. Ùl'xiderarc, e ~pe;;~o gli ammal:1ti nwJwavano di mc>dicinali, di coperte e talora anth<' di letti; nì· g-li infermi erano meglio curati negli ospedaJi di guerra, nei quali <'ra purlropJlO <·on:;uet uùine la tù;tlvcrsazione. In ca.n1pagna il ::;ervizio degli ospedftli dipendcnL dall"int<'ndenza gen~ra.le dell'armatfL. Si impiant·ava uno sprdale Tralr, in lo<·n lit :\ sit.uata, sulle lin·ee di grande comunkazione delle truppl;', ed uno spf'dalr· ?;olante, ad immediato contatto ùell'csereito operant(• : p<'r il loro flmziona.mento fnrono dat.e norme regolamentari fin dal 173:"i e poi a ltr<' p il't minute ancora nel 17:1(). Ogni spcda le aveva. nn dir<'ttore tol relativo perxunnlc amministrativo : medici, C'hirurghi, spezia.li, infermieri, CllO<'hi 1 l:n·andai, ma terass~~i , eappellani e necrofori. .Ad og-ni r<'g-giment o itlYet'e era as~e gna.to un chirurgo maggiort'.
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Durante il regno eli vittorio Am<'Ù(•O nr (llì3-17!Hì), l'or~anizza Y.iono del ~;crvizio sanitario si nwnt<'nne prN:;;o a. 110<:'0 f'Oill<' ni'l rt>gno precedente : e soltanto ne furono m<>glio fissate le direttive. Co:<ì nel 11.76 Yenne pubblica t o un r~>go larnento s ulle norme cl:b a.ppl i<·a r;:i pc·r l' asst>~na zione dei miliiari ai ba.g'Di termali di Acqui e di Yinadio, uve funziona,·ano stabilimenti dello Stato, i cui fangaroli erano Rt ip<•tHiin li ~u l bilancio militare. Kellliì, con altra ordinanza, fu prt>sc·ritto rhc r<•sxaf>="<' la promi&c·nità deg-li ammalMi nei letti deg-li. osped;;~li t' h1 dato Hd ognuno un letto con matera:>so: venne però rnant,enuto il ll'tto a du<' IH'l' ~ li os1wtlali ùi guerra.. Con ll<'gio Viglietto del 20 ;.tprile 179:3 Yennt> in olln· nomitt:-llo un colonnello sopraintf'ndl.!nte agli ospedali dell'<ll'mata., t ratto dalle armi
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IL <:ORT'O S ANITARIO )llf, lTA ftE E LE SUl!: VICENDE S TORICHE
eomba ttent i, inca rica.t o di vij:rila re f; UI buon a ndamento amministratiYO (' po11t o a lla dire tra di prnden :r.a dell' fntendente generale dell"ERcrcito. È da rieordarr, d1c sin d a l principio dC'l ~;ecolo xvn i R eali di Savoia tennero sempre a lloro Rervi:r.io ed a quello delle truppe medici e chirW'~bi <li vaglia, tra i quali a.Jcnni si di~;ti rHH·ro JH'I' le alt~ earkho nobilmente RO· stenut~> , per oper<> :-~t it• nl iti(')Je Q per merito di inReg-namC'nto universitario. l ì'ra i t an t i, titeremo Yinc-enzo :\fa laea.r nc di :-\a luzzo, anatomico insigne, cbe inR(':rnò JWr :!0 anni <·hirtll'gia. nelr Aten<'<J padovano e fu rlne volte a l servizio mi li tare in Piemon te. Durante la <·ampa.gna (·ont-ro la l"rancia dl'l l 79:!-179fi, furono organizr.ati ,·ari oxpedali rea li e Yohtnti, della ea,pneità di :iOO letti cil·ca c·iascuno, con personale tìs:~o ; a d ogni r('ggimento fu distribuita in d.otnzione UJH1 cassa di m edicina.li t'd una. b a tteria. da c•ucim1 per il :-;ervizi o degli iniermi, ed a lla direr.ione di qursti ~ta bilim<'nti furono de:;tina ti luo)!otenE'nti rolonnclU. Tn <·omple,;so r;i a llestirono 5100 letti , oltre :3050 di ris<'I'V<t. Yeonero poi co;.;tit uiti anrbe aH'interno depositi di convalescen:r.a, su i q nati erano :>gombcra ti i dimessi dall'ospt•da le. L 'anno 17!>:{ è da ~;egnalare negli a n nati del <'orpo sn n i tario, poichè, con Hegio Yiglietto dell'8 gennaio, venne coneesst~ per la prima volta a l chirnr~ro generale dell" armata, ed ai c hirurghi maggiori dci corpi una uniforme ; ed inoltre H primo fn parE'ggiato al luogotenente di fanteria, e<l i secondi furono equiparati ai sottotenenti, concedendo loro, risJ)etto alhL truppa, l'a utorità dei rispetti,ri gradi. L'uniforme venne così stabilita : giu::;tacorpo di Jmnno celc:ste, Fig. l. fodPra. scarl:ltta, ; matrlottes, colletto. 1793 ma nopole nere, sottonste e calzoni scarla t ti (fig. 1). In se~ruito , con ordinan:r.a dell0 mar:r.o 17!H>, fu pubblicato un regolam en t o sul servizio d rgli oRpNlali da guerra. e sugli obblig hi del personale !lanitario ad dettovi . Dopo il bre vissill\O regno di Carlo Emanuele lV (1796-1798) e dmante il periodo della doru ina.:r.ione dei Francesi in Piemon te (1798-1814), si orga.nizzò ron sufficiente c ma il servizio sanitario nell'Esercito, assegnandovi personale numeroso e adattando a d ospedali militari i migliori edifici della f'apitale. A Torino ilmll ggior numero eli luog hi di c ura, fu concentrato in città.; successiYi1mente si occuparono poi a nc he a lc uni fabbric-ati
IL CORPO SANITARIO l!ILJTARE E LE SUE VICENDE STOt!ICHE
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in ~Ioncalieri, noncbè la Certosa, di Collegno, nella quale fu afftdata ai
monaci l'a.ssi<~tenza degli infermi. Era stato inolt.re preparato un progetto di l'ionlinamento degli ospedali militari in tutto il Piemonte ; ma non vi si diede esecuzione, e:ssendo stati aboliti gii sta.biliment.i san:ita.ri milibtri, per decreto consolare del geuna.io 1803. I milita,ri amn~alati fm·ono da allora in poi curati negH ospedali dvili. Si conservò però l'ospedale militare di Alessandria, e in seguito ~-;i ricostitlù un altro ospedale a Moncalieri. Piit tardi, nel 1814, :si intraprese l'impianto di nuovi ospedali in Torino, uno nel Collegio delle provincie e l'altro nel quartiere S. Daniele. :Xel1800 fu istituito ancora 1.m .grande ospizio al )foucenb;io. ehe doveva servire come luogo di tappa per le truppe che transitava.no le Alpi. Vi si aggitm"e uno spedalc, al quale veni\•a,no invirtti i eonvalescenti. e che sl.'rviva d'inverno per i ~oeeorsi d'urgenza ai congelati ed as:sidemti. Case di ricovero, con eguale :-:copo, vennero auc.<>ra. impiantate a l Sempione, al Piccolo S. Bernardo, al :i\tonginevra. Pd al col le dì Tenda. Du.ra.nte il regno di Vittorio Ema.nuele I (18H-18j4), il ser\'izio >;anitario fu ogg<>tto di nuoYe moditicazioni e miglioranwnti. La C'ura d<'gli ammalati fu g<>neralmente la:-eiata ai chirurghi dei c-orpi ed al per~onale degli o:spedali C'ivili; solo nei pres.idi più importanti , con dispO!;izione dell'li luglio 1817, flll'Ono annessi a q nesti ospedali, reparti speciali per militari, generalmente ereditati dalla dominazione franecf\e. Suc<'es~>i \'amente, eol regolamento 23 agosto 18:!2, vennero if>Luititi gli ospedali reggimentali, conispondenti alle nos'tre inf('rmerie di corpo . .Alcuni reparti dell 'Esercito avevano speciali privilegi : per e~;empio le Guardie del Corpo erano ricoverate n<•gli ospcdltli di S. Maurizio e Lazzaro. Vennero pure riaperte a benetìcio dei militari le terme di Acqui e (ti Vinadio, e l'a.mmissione, la cura e la disciplina in questi stabilimenti furono regolate da nuove norme. A titolo di curiosità, ricorderemo che in quell 'epoca gli a;;segni ùel cl1irurgo ma.ggiore di reggimento erano di lire 1200 annue, quelli di chirlll·go maggiore di battaglione di lire 900, e quelli di chirurgo in seconda eli lire 600, più il diritto ad una ra.zione pane per ciasctmo.
*** E veniamo cosi al regno di Carlo Alberto (1831-18·! 9), dm·a.nte il quale il funzionamento del servizio :san:it ario subì radicali ed importanti riforme. È a questo magnanimo Monarc~t che il Corpo sanitario militare deve l'alba di una. vita scientitìcà. e milita,rc. Prosa.go dell':ilta missione, alla quale lo chiamavano i destini d'Italia, il Oran .Re rivolse uel183l tutte le sue cure agli ordinamenti militari. E nella. sua opera di preparazione non dirnen t:icò le istituzioni sanitarie, delle quali fondò le prime basi: e con l'impianto di ospedali militari div.Ìl)ionali, in sostituzione di quelli reggimentali, non solo per una migliore cura. dei militari infermi, ma anche per una maggiore istruzione tecnica, d.el personale addetto ; e con l'istituzione di un Consiglio superiore di sanità; e con l'ordinamento di una carriera, nella. quale potevano progredire mediante esami di concorso solo i muniti
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lL C'O HI'O l:lANI'l'AHIO :\llLIT.\R E E: J.E >'L'l': Vl< ' E:-:IJE f<TORll'nE:
ù ella doppia laurea meùica e cllirnr:ric:a : e ron lo s tnhilin• anrora. nna divisa militare: conced<·ndo al 1wrsonale sanHario l'n);similazione ai gradì rlell'esercito : e finalmE>nte con la emanazione di un rl'goln.mento sul servizio sa.nita.r io. che, modificato e ritocc:~to pure nelle es<sPnziali disposizioni, rimase in >igore per circa un quarantl'nuio. P er quanto rig u:nda l 'ospedalizr.azione drllc truppe è da rirordare che eon :<ovmn<l (liHpus izionc di'l ~.J. diN•nthre 1 ~31 furono a boliti g li ospedali n ·ggilll(' lltali o sostituiti cln, qtll'lli dirisiono.lì. 11resso i qnali il f;('rvizio cm di simpegrn1to dai eosiddetti IIWdi<·i di prpsidio, eh(~ enmo medici <'i vili avventizi asl;unti in sen·i?.io con speciali convenzioni presso le Ringole J!UHl'Jligioni. Pt•t una mig-liorP riorg-aHizza?..ioJw dei s<'JTir.i :-:anitari e prr b en coorùinnrn<> i '' uri rami. fu c·ost.itu ilo con Regio Vi ~lil\tto Ile•! :!2 dicembre 1832 11n C'on1<iglio snpPriore lli Ranil'iì. militare, di <·Hi erano <:hia,nl<tti a far parte: il medic·o generale d'arma t a, come pref; idPnl<'; il C'hiruqw gt•ncralc d"a.rtna t a come v i<:e-vre"id (•n 1e ; i l meùko ispet torr ; il (']1 u·urgo is pettore, come mcnrhri; un ~<'l!l'<'tario (nw<li<•o c·hirurgo di P chtsse\, ecl il chirurgo in spc·o nd:: d'armata e un eh imito fat'trUII:eHtil'o, in qualità di nwmbri stmordinari. Jl dott. Oillio fu il prin:w JlresidPnte Ùl'l l'on:-:iulio KtlpPriorc di sn nitù. :;\n t o nel 17U2, fu an<·hc Jn·c·sidc <!<•Ila. l<'aC'ollà nwdint nell' Cni,·ersitù di Torino. ~cl l 8H Ju nominato medic·o della. <:itt a clclht della t·apital(•, nel 1815 is pettore l!ener~de degli ospedali militari e nel l~:.!ti mNlieo gpm>rale Tenne la cari<·a di presiùcntc lh'r nn dec:ennio dal Htt~ al Hq:!. Il Cons iglio i'l llperiore aveni l'ali:'L son·c~lian7.a de l serv izio sanitario militare tanto J>Pl' l'.Esereito che p(•r la .Marina , e fra le a ltre man:sioni l'obhli~o di Ì>lper.ionare almeno due volte l'anuo t!li O>lp<'da.Ii divixionati· A l ~no formarsi ebbe altresì il còmpito d<'ll':uTnolalH~'nto del vcr;;onale e di vigilare sulla sua il'trtt7.ione tc<·nica, ùi pl'epara.r e per il servizio sanit<wio in pare un regolam(•nto e prr il trmpo ùi guerra. un progPtto di mobilitaziOlle, nel quale fol'se compreso il ser\'izio d 'a rnbuhtn7.a di 1wima line~ e qurllo degli ospedali eli seconda e terza. linea, oltre a ll'istituzione di un depnsit o c·entrale di matNia le sa n ilario e di nwlli <:in<~li. Fra le brnrnwrcnze del magnanimo Re \'f•rso le nostre istituzioni ~;ani tarir :-;i deve ri<:ordarr elle ron HPgio Yig liet to d<·l :W mar?.o lt$:)3, ai medit i d ell'Esercito Yenne c· oncesl'~1 l' ::tssimilazionP- ai gnuli milita ri per xocrana gra~ia «P<'l' far fmiTe, serondo la. mente dPllcgislu t or<', ,!!li 11flkiali sanitari delle prerogatinl onorilic:IJe e d ei nmtHgg-i ;H·<·onbti agli allri uffìcia.Ji militari.senz·altra <'<nnpeten;;m, twrò tra i gradi milit:~r i o sa.nitari 11. Però non furono an<:ora <·osl'ituit i i ruoli orgauit'i dt>l <'OrJHJ) Pd i nwrli<:i di presidio, rtnant unque ell'ettìvamente fosl)ero iu scn ·izio pc·rm<ln<'nte, nondimeno <'l'a no a.n cora con sidPI'a U come a v v eu tizi. ( 'oll"cditto del un0 venne inoltrP i:-:t it uito in l'iemont<· un corpo di 100 ;~!lievi metli('i militari, formai o da. giovani fit ml<·nt i eli medirinn.. drf:', flfJJ.HJ ottl'll1tlo il titolo di bat:('f'lii<'l'c. ••rauo asst·gn ati agli ospe<lali divi ~io nali di 'l'orino, di Geno,·a. e più tnrdi aurhe a qul'!lo tli Cagliari, ove ri\'1'\'Pva no, dai t·hirm·ghi e mcllit·i adllt>tti, ripel i7.i0ll i ed insl•gnamento ili anatomù.t, di opNazioni ('birurgidte ed istruzioni sui r<'gohHll('llti del serYizi o Mtnif:nio ntilit:n·1~, ft'l'f!lll'llf:mdo f•onfPmpor·:~ nP:tnwnfl' i corsi <li
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IL CO RPO SANITà.I<IO 1.\lll.IT.\RE E LE SUE VJCENOE STOiliCliE
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quelle Università. Conseguita. la la.urra essi erano nominati medi<'i c chirurghi in seconda. E si può ben dire: che l'istituzione del corpo di q ue.<>ti allievi preludiasse, a distanza di mezzo secolo, a quella dell\tttuale Scuola di sanità milita.re. Con sovTano provvedimento del 4 giugno 1833 fUJ·ono compl('tamente riorganizzati il personale sanitario e gli stabilimenti di <'ma e fu <·manato un nuovo rf'golamento contenente le norme ordinative e r{'~ola.mentari circa il servizio, la. disciplina e l'amministrazione dc-gli ospedali militari. Il servizio sanitario, secondo i nuovi provvediment.i, veniva disimpegnato : a) dagli ospedali militari divisionali; b) da.gli ospedali civili, suceursaJ.i ai militari ; <·) dagli ospedali reggimentali a.ncom E':-:i:-;tenti ; d) dalle iniermerie militari nei vari corpi e presidi.
Gli ospedali furono posti sotto la diretta sorveglianza, in o~ni rapoluogo di divisione, di una, giun1 a ~;an itaria milit~u·e, ('Ompost a dai !'Olonnelli del presidio e presieduta, dal governatore, che aveva, in~e renze ammini:.trative e disdplinari. D vitt.o negli ospedali era controllato ogni ~iorno cla tm ufficiale d 'ispezione della guarnigione. Xegli ospedali prest-avano serv izio medici e chirurghi c vi erano comandati in modo permanente, ed anche a tmno, i ch irurghi dei corpi del prexidio ed i medici ftpplicati. All'asr;istenza degli a.mma.lati attendevano gli infermieri.. Nell'ospedale militare di Torino, però, invN·c (•he ad infermieri, il :.ervizio delle sale degli ammalati, della biaocherht, della dispensa e della cucina fu esclusivamente affidato alle Rnore di cariti't, e nt•gli anni seguenti, anche negli altri o;:;pedali -.;-ennero JìO<·o alla volta ~ostituite le .~uore agli infermieri. .Sel1834-, per a!:il'licurare l'a...;l'istenza. sanitaria ai miliU•ri ehc andavano e vNùYano dalla, Sa.voia al P.iemonte, venne sta.bil.ito un po:;to di medicazione con un chirurgo maggiore al ~foncE>.ni sio . Con Regio Viglietto del 24 sctternbre 1 8:~6 venne estesa a.nche al Regno di Sardegna l'istituzione degli ospedali militari divisionali e delle infermerie presidiarie, secondo le nonne da,te per la terraferma: e perciò il l o gennaio 1837 fu istituito in Ca.gljari un o ·pedale militare divisionale di 2a classe. 1118 luglio 1838, venne pubblicato il nuoYo eodice farmae.:eutico militare, compilato ;-.,cura. del Consiglio superiore di sani tà.. Contcmpomncamente si feee obbligo agli utrìc·iali mcdi(·i di dettare in lingmt it;tlht.n;•, e ~enza abbreviazione le ricette mediclle. Con ordinanza dell'H dicembre 18:~::s il Consiglio supt•riore di ~an itù. fu così ridotto: l medico generale d ·arnutta; l chirurgo generale d ·armata; l medico ispettore; l cbirurgo iSllcttore e l segretario. Si prcseri:;se pure, nello stesso anno, che i chirurghi in <•npo degli osp<•dali dovc:;sero svolgere nel periodo inverna.le un corso d'esercitazioni anatomi<-he e di OI•crazioni di a lho chirmgia, insegnando inoltre le norme del s<.'JTizio sanitario militare in pace ed in guerra. Erano comandati a lrequeutare le IPzioni tutti i chjrurghi maggiori in seconda c gli allievi : r alta direzione delrimlegllamc>nto venne affidata al C'onsiglio su}wriore. Per dimostrare sempre pit't l'utilità dell 'i~lit uzione eli qupsto ente clin:ttivo, si emanarono illS luglio 1843 alcune modifìeazioni a lrorclina.mt-nto del Con~iglio stesso, in modo rh e pote::.:-;e m<·glio adempi<'l'l' nIle proprie
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IL CORI'O SANITARIO :\liLlTARE l•:
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SU~~ \'LCENDE STOR l (' HR
incombenY.c. Venne perdò costituito da un prel'idente equiparato al grado di luogotenente colonnelln, competente di medic·ina e di chinn~ia, da due ispettori (maggiori), qua.ttro consiglieri· orflinMì (maggiori : due per la medicina, due per la. chirnrg ia ), da un cousiglkre chimico-farmacenti<•o e da un segretario. Ed :HH·he pt•r quel'( o organo diretti v o venne st a hil ila una divis:1.. Alle sednt.e d el Con~ig-lio. ehu con;scrvò la. Rcùe in 'J'orino, potevano intervenire, d 'ordino del Mini.~tcro d('Jla guerra, i tnNiil'i in capo di sanit;1 d egli ospedali militari. Gli isprttori Pbuero la. Ron·t·~liamm Ru tutt.i gli sta · bilimcnt i sanitari militari. ed in guemt dove ,·ano fun1.ionare da medi1·i di sanità in c~tpo, presso le truppe mobilitati'.
* ** Con Regio Yiglietto dl'l 10 ago;;to lSH. R e Ca rlo L\lbcrto emani• nuove norme per l'ammi:>sione e l'a.van:r.a.uu>nto dPI pPrsona.le sanitario c con Regio d E'emto del 5 f;t>l t('l1\bre lH-J:{ promul~ò ulteriori ~O\TaJ Ù prOV\'P· <limenti relativi ~.J servizio sanitario militare . ;;ia in rapLJorto alle pagh<> e1l allo promozioni che alla ripartizione dci medic·i nelle divf'rse guarnigioni e cOl'pi di truppa ed alle loro divise. R<'se ohblig;ltoria ai c:hirmgbi militari la latu'e:'t in ambedue le fac·olt ;\per poter <·onc·orrere <Wl i esami di a vanz<l· mento, primo ed ilnpor tnnti~;~i m o JH'O\' \'Cdi nwnto 1wr r un i lit;\.zione dc•l J.ICl'tiODnlc c df."l servizio. Abolì .i mcclif'i di presidio, che ritn:tRCJ'O in l'<'· ric:~ solo nelh1 Sardegna, m entre sta bili (']te in 1 ut t e le a ltre guarnigioni, man mano <:he i posl'i si H'JHlt'Yano Ya<":"'tnti, clo,·c·s;;ero e~sere ~o;stitniti con m cdiei di carriera. In tal modo venne costituito il primo nu('leo clel Corpo Ranitario militare, formato bcn;;l da mcù ic· i civili, tna ;l\·e n t i un organic:o distinto e con una regolare carriera. In questa sua prima fnrmHzioJH~ il quadro orga · nico del Corpo sanitario militare piemontese fu costituito da. : .3 medi('i in capo ; 4 mediei di P cla:>se; .:! medici di ~n. (']as:-:c e 3 m<>dici ag~iunti . Vi era.no inoltre: 7 chirur~bi in f•apo ; 30 el1iruglti maggiori; 37 chirurghi nlaggiori in second~t di l a cht:>se ; f>l (·h irmghi maggiori in seronda. di 2a elas~>e e 24 allievi del Corpo Ra.nit.ado mi\ i t are riparti ti twgli o::;pcch1li dì Torino (14), Genova (H) e Caglhtri (4). Ttttto il personale sanit<trio era. distribuit·o fl'a i va.ri cOt·pi e gli ospcd<oli. Ad ogni r eg!tilncnto gnHmtie•·i furono dc>stiuat i 4 chirurghi, a,l reggi· mento fanteri:t 3, a quello zappatori 1, a.l batta.glione franchi cacciat:ori 1, a l Corpo reale d 'artiglierht 4, alre~giment o c:walleria. :~ . Nuove dispos izioni per il èorpo sanifiu·io milita.re furono emaua.tc <·on d eereto d el 13 mttggio 1818 dal PrinC'ipe Eugenio di Savoia. Carignano. luogotenente generale, riflettenti priucipalnwnte le paghe, la divis<1., l'a !~· similazioue al grndo, nt<t ehe non apportarono note\'oli, fiostanziali mutamenti. Ad ogni ospedale fu inoltre a,s~:;egnato un nmnero indeterminato dj medici applicati in soprannunwro, fiC nY.a :o.tipendio, af:piranti a.Ua. carriera. nel Corpo sanitario milita.n', e lWr.sona.le sanitario cornandato dai corpi, che concorreva per tnr nu al :-;t·rvir.iu ùt•ll' o:-;pt:lhtlt• del vre:siclio. Il 10 :>et·
IL CORl'O SANlTll.JUO MILITARE E LE SUE VICENDE S TOIUCBE
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tembre 1848 fu istit1ùt o un corpo d'infermieri militari, presso l'armata, Jler il servizio degli ospeda li e delle am buJanze. Le sue compagnie furono
ripartite in ragione di una per ciaseuna divi:>ione del corpo d 'esercito, compresa. la divisione di riserva. ; le compa ~i e poi f11rono divi,-;e in due plotoni (pelottoni) al comando cia~cuno di un sottotenente ed alla loro volt.a · 8uddivisi in quatt.ro squadre, comandate ognuna da un sergente, e in otto m ezze squadre, agli ordini cin.:-;enna di un caporale. Un sottotenente, privo di eomando di plotone, doveva attendere alla direzione contabile e a.nunini: trativa dell'ambulanza prcfìso cia.scuna divisione. Le squadre, destinate pres)lo i corpi combatten ti, dnmntl.' hb battag lia, marciava-no dietro le colonne per soccorrere e ra.ceogliero i feriti e caricarli s ui cani d'ambulanza, a 2 e<l ~t 4 ruote, che seg1ùvano le truppe secondo gli ordini impa,rtiti dai me<lici capi. Rinforzati <b squ;Hlre t ra.t te dalle varie compagnie, gli uomini addet.ti allo Stato ma.gg-iore ;lltcndevano invece esclusivamente a,J servizio pre:$RO gli ospedali di 2"" linea. Il Regolamento del 28 novembre 1848, pubblicato dopo ]"armistizio Salasco della prima campagna dell 'indipendenza, prescrisse il seguente ordinamento in tempo di g uerra: ambulanze divisionali, Ol\pedali militari temporanei di 1a, 2a. e 3a classe, di linea, e nelJe ret rovie ospedali generali e ~>peciali, e quali sussidiari Ol$pedali divisionali territoriali, delle fortezze e <:ivili, nonchè depo~Siti di conva lescenza . Si previde pure l'eventuale impianto di s pecia.Ji luoghi di cura }Jer i l rieovero degli scabbiosi e dei sitilitici. Le unità sanit<trie di prima linea, ossia le ambulanze, erano eo))tituitc al seguito dell'<brm at~~ e n e seguivano t ntt·i i movimenti, a llo scopo di prestare i primi soccor))i ai militari feriti o .ca duti improvvisa mente a mmala ti. Erano dotate di 6 carri per il loro tra::;porto, di 6 ceste per medieinali, :! cassette per a mputazioni e 10 zaini di sa.nità . Gli ospedali di lB linea erano quelli impiantati, in caso di guerra o di esercitazioni di t ruppe, a. opportuni intervalli fra di loro o degli ospedali generali, a scaglioni n elle retrovie e sui fia,ncbi dell'arma.ta, sl in p aese nemico che nello ::>ta.to, per ricoverare i malati e feriti e riceverne i convogli, tanto daJJc ambulanze, che d agli ospedali provvil;ori di prima Unea.. N el caso poi di guerra entro i confini dello Stato, gli ospedali di cUvisione, con sidm'ttti q11ali ospedali di linea, dovevano essere, all'inizio della cmnpagna, convenientemente ampliati. Gli ospedali speciali, quando era po~sibi!(•, erano impiantati nell'interno d el paese, dis<:osti dall'annata, in luogo adatto pN trasport.a.rvi i feriti provenient.i dagli ospedali di linea~ in posizione protetta e sicura dalle sorprese nemiche. Quando le località o le distanze lo conscntiva.no, gl i ospedali di divisione tenevan luogo di ospedali generali. I medici in capo costituivano presso l 'intendente generale d"lntna.ta, e sotto la presidenza di esso, un consiglio con le stesse attribuzioni ùel Consiglio sup eriore di sanità milit~we.
*** .All"inizio del regno di Vittorio Ema,nuele II, con ordinanza. dell ·n luglio 1 850, per allevia1·e il sei·vizio dei comandi di divisione, ill\Jinistro della gn erra determinò di esonerarli dalla direzione degli ospedali militari, e
TL COitPO SAN'l1'A itro ~UL!TAil.E E LE SUE V!C EN'I)E Sl'OlHC ITE
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pres(·rixse elle ta le Ìll<'ariN> veni,.;,;e affidato a d uno dei maggiori gcneJ·ali comandant i di brigata. reside nt,i nel capoluogo di di,·ixione, ~u dt•s ignazione del comandante la divisione xte:->~a . Con R. dcereto c1Pl :w ottohre 1 8:-.o f•ominc·ia lllt<~ uuont N'H pPr il nosl,ro Corpo : como a h l>ia m o a c<:en nat o, p1·i Il HL di q w·IJ'c• poc·<.l il s <'l' \' i zio sanitario dc·JJ'Bsc•rl'i1o <'ra di ~ t iul o in d tu> rami : IHPÙi(·o e c·hinH·gi<·o. Yi nra no f·ÌOl\ i nwdic·i e i c·hirurghi. ma non c-;o;islc-\·a no llledit'i -t·ilirurghi . Gii'\. lìn <la ! H~-1 :~, come si ì.• d etto, Ull ~onano pro,·n•ùùnPnt·o a.YC' \'a }Jl'(':;('l'i(lO c·h<• <1a.l l 0 j!l'llll<tÌ O ]K-IIi Jl('S:i llll dlil' lll'g'O llla g"giOl'(\ di ~a das:H' potes;.;e <ll'serc ammc~so ag-li r sami di a\·a nllaiiH'nto JH'I' la JH'Olll<>7.ione a <·hirurgo di J n RO non fnss<' munito d<•IJa, rloppi;b bun~a . Jla, l:!<' la più ~ran part e Ùl•g-li utlkiali di saHi l <ì Yt'll.lll' acl <ln•n• evsì notJtinalnt<•nt<• la duplice qualità <li mcclic·o e di <:h i rurgo, n P :;;; n no poi I" a v t• va <' llH t i va.n wntc. poic:hè l'organizzazionE> clrl ~PrYizio e<l i quadri :;tessi ci('! Cotpo continuarono a portare una nctt a tlist inzionc: il :;(•rdzio pt·, ~sxn i nqmrt i di truppa nm di:;itn)wgnato c·ompll'l;lmc·ntu clai ('ltirurghi, ll\t•n tt·c• agli os pNlali N;lno adelet ti i medic•i <' <' hirurghi. È innti!P. aggiungcr~ quaulo cpwsb 1\t'pa ra zione fosse pn•giudicc,·ote al servizio ed nl d(•coro d el Corpo sanitario e ùi quan1o oxta.eolo fossc al perfezionamento culturale e seient ili('o df'i. nwdic:i mili t<ui. E ssa inoltre mante uev <L un dualismo nù lUI O :;ta t o di cli);sidi(J u~-;ai d a nnoso fra, i chte r a mi d el p<'l'sona lP. ath·thbndo i lliPÙi<·i veJ·;;c) i c· l t i l' Il tg-h i una <·ert<l ta l q naie superiorità, avanzo dell'l·poc·a iJl t·ui i f·hirurghi dt·i ('orpi erano Xl'elti e stipenditLLi diret.tnmente d;ti c:olon1wlli 1 Nl in <·11i C'ltil'urgo c tlcbotumo eran o :>lJI!Rf;O si n on i m i. A qum;to ~ta.t(J eli co:;o VC'nr,<• opportu JHLnwul,<' l~ r·ip:tmrc il nuo v o Hcgolamt'nto d<•ll~!iu, df'l qual<' i primi dne art i<·oli r :;rludnno pre<:.il3~Lnh>nte dal Corpo sanitario i rnmtiti di una. sola. la urc•a c renclono oiJhligatorin, per l'ammissione la doppia hwrt·a in IIINLil'ina t' t'llirurg ia. \'i(•Jlé ('Osì clefinitivame ntl;' ~boli t a og-ni d ixt in11ione rm JWrsoua lt· lllP<lic·o e <:h iru rgi co : e t utti gli uftit'iali di :;;mi tù ass umono il n.omc• di nwdit'i milit;11'i. ('ou gli art.ieoli s urre;;sivi ~;o no ,:t:lbiliti la g-emr<'ltia., le d<•nomiruudoui de:;untt• dìtllc unit ì~ eos!itm'nt i l"J.i;sPrcit o, gli e:-:ami di c·onc·orso, pl'r l'ammissionE> c per l'av:lnz:Hnento, le c·o mp<>t·pnze, i dirit l i ù<'l nno,-o <·tnpo, <"llt' risult:J così compo;-;to, oltre i nwmhri <L<'l Cons ig lio sH p<•ri<H'r eli sanità:
3 medic·i divi:;ionali 6
16
id. id.
16
id. id.
5(i
id.
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id.
lG
di P
(•[}),;~(' (a· J_,. ;~ . :200) Nl11Ìpara1i al grado ed
:ti nmg-o eli maggiori; id. di 2a id. (a. r. . . 2.800) id. id. id. di regg-inwnto di lR <:!asse (n, !J. :?..100) <:'f]uipamti al gn11do ed all'l1 1li!O di ca.pitani . 2a id. di id . (~t L. 2.:!00) id. id. id. id. di ~Il. id. (a. T.1. 2.200) id. id. id. di hatta.glionc di p id. (a r.... 1.600) eqttiparati al grado ed al rango d i luogoten . id. id. id. id. di 2a id. (a I1. ] .300)
Toh'tlo lU!l. Il presidente dol Consiglio superiore era equip::Hato a l'ispettore e i l mediro c:'bpo fb Luogoten(\ntc colonnello.
r.olonnello,
IL CORPO SANJTARIO liULITARE E I.E SUE VlOE:NDE :STORt:: FTE
4.7
La divisa prescritta fu la seguente : Cappello con penuacchio nero ricadente, tnniea di panno turchino con colletto e mostrine ornat.i di ricami in argento secondo i vari gradi, eravatt<t di seta nera, pa.ntaJoni turchini con bande in lana cilestrina. cinturino con fermaglio portante lo stemma di Savoia, giberna contenente gli strumenti cbirurgiri, con b~mdo liera in tes:suto d'argento (fig. 2). A titolo di CUl'iosità, ricordereiUo che i diversi gradi degli ufficiali erano indicati dai r ric~•mi diversi del c.olletto, comunemente ehiamati bacrhettc. Il presidente del Consiglio aveva tre bac·chette continue ed nna quarta a fio•·ellini e stellette staccate ; gli ispettori ed il medico-c-apo 2 bacchetto ed 1ma, terza ~b fiorellini; il medico divisionale una bacchetta ed una fìla di fiorellini a stellette ; il medico di reggimento 2 bacchette; quello di battaglione una soht; il medico aggiunto un semplice cordon<:ino d 'a.rgento anteriormente. Vi era infine la gran montw-ct (cappello con pennac.('hio ), la montu.rtt orclinada, (bassa tenuta e ca.ppello senza pennacchio ), la piceola m.ontura (bassa. tenuta e berretto). ~i entrava in carriera, in seguito a. con<'orso, come medici di batta.glione di seconda clas:;e, cd, appena nominati, era prescritto di fare un t.irocinio di a.lmeno nn anno presso gli or;pedali divisionali, per istruirsi sul funzionamento del servizio sanitario militare, rendendo obbligatorio per tutti l'esercizio promiscno dcU:~ medicina e della chirurgia. Il Consiglio superiore. di sanità non era eonsiderato come facente parte del Corpo, essendo in facoltà del Governo di nominare il presidente ed i suoi membri in qualunque catPgoria ritenesse più opportuno nell'interesse del servizio ed anche fra i medici civili, fra le più eminenti personalità scientifiche. Flg. 2. Ben 12 articoli dei 38 che compongono 1849-l873 il regolamento si occupano dell'istruzione degli uffidali, per i quali sono prescritti corsi di esercitazioni pratiche e lezioni teoriche e l'obbligo di riunioni scientifiche da tenersi periodicamente presso gli ospedali divisionali, che si dotarono di biblioteche e la compilazione di memorie cliniche. (~uesto nuovo ordinamento si deve ad Alessandro Riberi, fondatore di questo periodico e benemerito riorganizzatore del Corpo sanitario militare, al quale dedicò tutta la sua attività, grandemente facilitata dalla immensa autorità che circondava il suo nome come chirmgo, come professore e come uomo politico. .Negli ospedali militari succursali, a i quali non era assegnato alcun medico divisiona.le, il medico di reggimento più anziano in grado dei corpi
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IL C:OHPO !"ANlTAH JO ~llLIT.\ I~P. J.; !.l-~ SlJE Vl l'J>NDE 'iTuHff'F!:t:
del presidio ue ùi>;impcgna.\·a le funzioni J>cr<:epenùo un'indennità annuì~ di lire :1()0. <'ou ordinanr.a del :JO ~cuu:.J .io 1 ts51 fu presc·ritt o che nelle eit t à capoluogo di di,·isione, nell'a~:H'nr.a dt>i c·omandanti di bri~rata, la direzione de~li <>"iwdali militari potes~<'. da l (·o111andante genera le dl•lla stC>i~>a divil'i ione, 1':-;sc·re alfidat~l :llwlte al <:omandante mi li ta.re pro,·inc·i:l le. !\elle aHre (' itUl. ed in cpwlle fortc·zze in e;ui e~ i:; tc,·a uno r; pNlalt• m ilitare surtursa.le, la dir<>ziono di tale ~tah ilitnenl o fu devoluta al con\audanfe militare locale. Il 1~3 ottobre 1t::H venne rrw\nat o un B,. de<· r<>to, eol quale si dicdNo nuove nornw ·1wr il senir.io dt>gli ospPdali militari, SIH'<·ialnwnt<• d:1 l punto di \' ista. amrniu.istrativo. Uli o:>pedali militari nmwro <li~1 irti i in osp(!Ùali d i,·il'iionali ed o>qwdali S\H'ClU'sa lì. (:li o~1wda li dh·ision;di furono >~u <ldivi:;i ÌJl due r-lasl'i: alla la appartt'nnero quelli di Torino. (h·nova, ed Ale~<san (lria; alla ~a ch1sse qul'lli di ( 'ltamlwr,\·. Cal!liari . .:'\ir.z<l· e )ì'ovara . .Kegli ospeda li ~ u(·(·n rHali si riuni tutto il servir.io drlle SO)llll'l'~se infPrmN·io reggimentali e d i prE:'!->idio : essi continuarono Hl'mpre a dipendere dagli o.;pC\dnli divisionali e ad es~Ne a mmini.'trati ('Oi fondi di qut>s1i e vennero i;tab ili ti in qnrlle g-uarnig-ioni o fortezze 0 \ 'C il senrizio )(t ric·hicdcnt. E bbero quindi le ~:wguent i sedi: CunN> 1 .Pin<'l·olo, l:'a hrzzo, ~aYigl iano, VenariaH<>alt>, F t>n<'strelle, Exilles, .Bard. Casale, Anue(·y, \'erte l li, Vigf.'vano, Ventimiglia., l\fonac·o, ~axsari, N uoro, Or.ieri e Tempio. Per i vari servizi d i amministrazione e di con tabilit à venne i ~t it uita una C'ompagnia denominata di infl'rmieri militari. 11 3 marzo 1 8:12 fu pubhli('at;t un· i ~t ruzione pl'r l'eset·nzione d el citato R. d e('rPto 13 oHohre 185 1, re lativo a l ser viz io neg-li O!iped a li militari e alla compag-nia infermieri. l l comandante g<>JH•rale della divisiont> c sotto divisione, a l q ua.le S]H' tlavano la supe.TiorP. din•zione e l'is pezione clegli st.u.bilinwnti :mnitari ntilila ri, ehbe inoltre l'iJH·ariC'o di risoh·ere le <linì.c·oltà ed appianare le v('J'trnze (•he pott•f;l$<'1'0 sorgPI't· fra i va1·i r ami del vrr:;onale addetto a l sC'rvizio, in rapporto SJH'<'iaiHwntP all'is tituzione dei tli•·ettori in :_!n pre>;:;o g-li o~<pC'da Jj n1.ililari divisionali eli 13 C'lassP. Il person;lle ùella eornlw l!nia inf<•nnil'l'i fn dal ;\linit:lero della 1-."Uerra ripart it.o pre~so i vnTi osp<'dali militari. A T orino furono aKsrgthLti iJwl! re UO mili t<ui per esercitarsi ool servizio dello ambulanze, nel modo ditmsportare i feriti sul campo, d a.rc a i mede:.:imi i primi soeeor~> i ed applicare i primi appareec·hi e fasc ia t ure adat te a l vario genere di lesioni o ferite. I solda.t i ~;t udenti, t be a v<'v:mo fatto pa~~n~gio a lla compagnia iniermicri, ,.('nnero impiq{ati COllie llt·hotomi o farmàcisti 1wgli Ol'ipedali militari.
*** Con H. deerelo 9 giugno 1~3:~ vt•nnc aneor;~ una ,·olta riordinato il C'unsiglio superi ore~<li sauil;'l. militare di <;ui furono siahi li te e m.eglio definite le attrilmzioni. Esso ris ultò ('o.-titnito d a un vresirlt·nte, da tre ispettori, due dri quali per la ntt•lliciua e la, cllirmgi~b, l';ll t r·o per la, farmacia. e d:·L tw segreta rio. Il Con ~i~!l io eh !)o la sorvt'gl ia uza. e la !\u pcriore dirC'zione del servizio sanitn,rio dcii ':lrmata , t;mto di tf'ITa (·h e eli ma,re, pN la part~ <;he riguarda ,·a il funzionamPnto tt'<•nico.-!<<·icntifìco, P. n ·11ne po~to alle di rett{l dip<>ndl'!lZe dci :;\Iin isteri della g'llt'lTa e marina per le pratiche di ::cr•·izio e tlisciplill<tri. Bbhc inoltre, se ric:h icsto, :H t ribuzioni consultive
IJ. CORPO SANITARIO 1\ULITARE E I.E SUE \ICE.N DE STORICHE
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nn·so i detti ministeri, su tutto ciò che era in relazione col servizio sanitario
ed il progresso scientifico. Il presidente ebbe sede permanente a Torino, e corrispondeYa. direttamente col ~linistero su tutte le pratiche relative al servizio sanitario militare. Gli ispettori, i quali avevano pUl'e dimora nella capitale, erano tenuti a recarsi oVlmque il l\1inistero ritenesse opportnno di inviarli, per ispezioni od altre incombenze relative al servizio. In tempo di gueiTa., la direzione del servizio sanitario dell'armata veniva affidat-a ad uno degli ispettori sanitn.r i del :Ministero. Questi era alla dipendenza dell'intendente generale d'armata, a veva la direzione e la responsabilità di tutto il servizio saJlitario militare pres;;o l'Eserc·ito mobilitato, e doveY~b tenere peri'odicamente informato il presidente del Consiglio di sa.nità1 intorno alle principali disposizioni e a ll'andamento generale del servizio sanitario dell'armata. La costituzione di un corpo farmaceutico militare, già. preconizzata nel regolamento 1833, non fu compiuta che venti anni dopo con R. decreto del 26 giugrw 1853. Oltre all'ispettore farmaceutico, che faceva parte del Consiglio superiore milita.re di s~mità, esso componevasi di un personale non militare a.ddetto al la.boratorio chimico-farmaceutico centrale di Torino (l direttore e due assistenti) e di un personale assimilato ai gradi militari, destinato alle farmacie degli ospedali e distinto in farmacisti di l a. classe (capitani), di 2a. classe (tenenti) e di 3a. classe (sottotenenti) : in totale 29 farmacisti. Fu prescritto inoltre per il Corpo farmaceutico una divisa uguale a quella del corpo sa.nit~uio, ma senza giberna e bandoliera. Per il miglior funzionamento del servizio farmaceutico militare fu abolito il sistema del servizio a premio fisso e per appalti e fu istituito un deposito centrale di medicinali e materiale di medicazione, con a.n nessovi un laboratorio chimico-farmaceutico, il quale doveva somministrare, di regola, tutti i medicinali e materiali che occorrevano al servizio sanitario e di veterinaria per l'Ef:ercito, tanto per gli ospedali, quanto per le infermerie, corpi, repa1·ti, etc. Ogni ospedale militare divisionario continuò ad avere una specia.le farmacia distinta col nome di farmacia rnilitare di dwisione. Gli ospedali succursali, che già era.no alla dipendenza di quelli divisionali, ebbero pUl'e farma-cie proprie, dipendenti da quelle di divisione e denominate fannacie succursali .Tutte le farmacie militari rim~\sero, per quanto riguardava il servizio tecnico, alla diretta dipendenza del Consiglio superiore di sanità, al quale spettava ancora una speciale vigilanza sul servizio del deposito centrale di medicinali e di materiale di medicazione e del laboratorio chimico-farmaceutico. FUl'ono pubblicate, il23 marzo 1855,nuoveistruzioni concernenti il servizio degli infermieri militari in campagna, ed il 20 marzo 1856 altre norme ed istruzioni per l'eseguùnento del citato decreto 26 giugno 1853 relativo a ll'ordinamento del servizio chimico-farmaceutico militare. L 'organizzazione del servizio sanitario così migliorata rivelò i primi indiscutibili vantaggi nella gueiTa di Crimea (1854-56), in cui il Corpo di spedizione dal piccolo Piemonte fu dotato di un servizio sanitario bene preparato ad affront.·we il grave cimento di una campagna in teiTa, straniera. Per designazione dell'illustre Riberi fu nominato medico capo della 4 -
Giorn<tlc di n&edicbta ~ilUare. - Fa.sc. I.
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IL COI~PO SANITARIO 1l!IT.ITARE E LE SUE VICENDE STOR I C HE
spedizione il medico divisionale Giontnni Antonio Commis:seLLi, il quale, reca.tosi a Marsiglia per visitare i preparati vi di mobilitazione della Francia., compilò una « Istruzione sul servizio degli in[ermieri in guerra ,,, circa i soccorsi d'urgenza e lo primo operazioni di :sgombero, che ebbe L'approvazione dell\:finistro d"lla g-uerra e del generale Lamarmora, comandante la spedizione. Dis!JO:se inoltre per un aùegu<.Lto aumento dell'organico del Corpo sanita.rio, per l'allestimento di letti chirurgici, apparecchi per fratture, lettighe, cacolcts, e per le opportune modifìcallioni agli zaini d'ambulanza, cofani e ca;;sctte chirurgiche in modo da ri~pondere alle esigenze di una guerra in montagna, e nonostante l'infUl·hue durante la campagna di numerose ma.htttie infettive, sopratutto del colera, il servizio sanitario dell'esiguo eiiercito piemontese fu unartimemente ricono:;einto come il meglio organizzato fra le truppe alleate. E ricorderemo ancora c-be durante la guerra ftrrono fatti i pritni espcrimenLi di trasporto dei malati e feriti per via ferroviaria da Sehastopoli a Ba.la.c:ha.v~ va,lendo:si dei carri merci su cui erano stat.i dHpo:sti dci paglieric<:>i. Nel marzo 1857 una drcolare del l\Iinistero della guerra, in considerazione dei buoni ristùtati ottenuti con l'istituzione del deposito di convalescenza in l\l mH:alieri per i mi! it ari re d Ltei dall'Oriente, rese defmitivo l'impia.nto di qnc~;to luogo di cura, estendendone il bencfieio ai presrdi di Torino, Alesfia.mlria, Novam, Vercelli, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo e Venaria Reale. Un nuovo or1limtmento del Corpo sanitario avvenne con R. decreto 10 ottobre 1855, tradotto poscia. in leg-g-e organica il17 marzo 1856 e per la quale fu stabilita una nuova gorarrhia., con a;;similazione ai gradi militari per il Corpo sanitario di t.erra c di m~we. Fmono eleva.ti gli stipendi e le pensioni, equipltrandoli a quf'lli del gra.do <li assimilazione delle armi speciali (artigliPria, genio) ; fu creato il gra.do fli medico agg-iunto, in modo che la. c~•rriera, h~ quale prima inizia.vasi dr1L grado a.ssimihtto di luogot.enente, ebbe principio da quella. di sottotcnente. Gli oxpedn.li militn.ri di 'io;iona li furono clas,;ificati in ospedali di l a classe (Torino, Aloxs<.Lndri<t., Genova, ~li la no, Brescia, P arma, Bologna, Firenze, Na.poli e Palermo) e di 2a t'la:s;;e (.Novara, Pa.,,ia., Cremona. Piacenza, Modena, Rimini, Forlì, Livorno, Perugia,, Chieti, Bari, Cava Tirreni, C<ttanzaro, Messina e Cagliari).
*** Con R. decreto 26 maggio 1861 fu stabilita la notllina di un medico capo presso ogni dipartimento militare eq uJparato al grado di luogotenente colonnello: e ciò per la vastf.l> e~;tensione assunta dal territorio del Regno. . Il Dipartimento militare corrispondeva pre~so a poco all'odierno Corpo d'armata, ed il modico capo del Dipartimento riuniva le funzioni dell'attuale direttore di sanità e quelle del direttore dell'ospedale militare locale, con ampie attribuzioni improntate ai più pratici ed urgenti principii di decen tramento. Egli perciò, oltre alla direzione tecnica dell'ospedale militat·e della sede del proprio Dipartimento, aveva la direzione e la vigilanza di tutto il servizio sanitario militare del rispetti v o territorio ed era superiore
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ai medici divisionali di 1a classe, dai quali veniva scelto, senza tener conto dell'anzianità. Pertanto fu abolita la qualifica di medici divisionali di 1a e di 2a classe,e vi furono medici è.'l.pi.e mèdici divisionali, senza distinzione di classe. Costituitasi l'unità d 'Italia, il Corpo sanitario, con legge 28 giugno 1865, raccolse dalle varie provincie i medici che avevano prestato servizio presso gli antichi eserciti della penisola . Già. al Corpo sanitario militare sardo si erano aggiunti, dopo la guerra del 1848, quei medici costretti ad esulare e che il Re, il Paese e l'Esercito avevano accolto fraternamente: nel1859, ad accrescere le scarse file, accorsero molti volontari d 'ogni provincia, specialmente dell'Italia settentrionale, ai quali si aggiunsero m segnito alcuni medici lombardi, già al servizio pretiSO l'Esercito austriaco; quelli delle ex-truppe toscane, modenesi, parmensi, del giovine esercito dell'Emilia, del cessato Regno delle due Sicilie, ed ancora, con R. decreto del 27 aprile 1862, i medici dell'Esercito meridionale. Nel 1866 il Consiglio superiore di sanità, che già con R. decret o del 2 maggio 1860 era stato aument,ato nell'orga.njco di due ispettori, per l'importanza e molt iplicità delle pratiche ad esso devolute, si trasfel'ì da Torino a Firenze col trasporto della capitale da.l Piemont.e in Toscana. Con legge del 28 giugno 1866, dmante la guerra contro l'Austria, furono i medici direttori dell'ospedale ilistinti dai medici capi di dipa.rtimento e, mentre questi vennero assimilati al grado ili tenente colonnello, quelli fmono equiparati al grado ili maggiore. Tale distinzione però ebbe breve durata, perchè terminata la campagna, colla riduzione ili tutti i quadri dell'esercito per esigenze di bilancio, fu nuovamente riunita la carica di medico capo di dipartimento con quella di direttore di ospedttle, e lasciata quella di direttore solamente per gli ospedali fuori dell ~t sede del dipartimento. Dopo la occupazione di Roma, con R. decreto del 13 novembre 1870, nuove disposizioni furono emanate per il Corpo sanitario militare. FEno a quell'epoca, gli ospeda.li milit:ui erano alla diretta dipendenza dei comandi Inilitari di provincia., e gli ufficiali addetti alle direzioni degli ospedali appartenevano al Corpo d 'amministrazione. Si stabilì pertanto di dare agli ospedali una direzione p1·opria con personale tecnico, in modo che ogni stabilimento sanitario venisse a costituire un ente amministrativo autonomo come qualsiasi altro corpo dell'Esercito. Con R. decreto 13 dicembre 1871, n. 571, furono adottate per tutte le armi e corpi le stellette come segno caratteristico dell:t divisa militare. Per il Corpo sanitario fu in seguito :stabilita una nuova divisa, che per la grande uniforme fu la sE"guentc : giubba a due petti cou il colletto di velluto amaranto, distintivi di grado e bottoni argentati; spalline argentate ; pantaloni lunghi con bande di color cilestr.in9 e quindi amaranto; sciabola cou cinturino e pendagli d'argento e dragona dorata; kepl a doppia visiera, anteriore e posteriore (questa fu abolita nel 1879), con penna.cchio nero e con trecciola e distintivi argentati (fig. 3). Colla legge Ricotti del 30 settembre 1873 sull'ordinamento dell'Esercito, fu conferito il grado effettivo agli ufficiali del Corpo sanitario .militare, ed il Consiglio superiore di sanità fu costituito da un Comitato di sanità. militare, composto di un maggiore generale medico, presidente ;
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di 4 colonnelli medici e di un chimico-farmacista (senza grado}, memhri; vi fu inoltre annesso un ufficio di segreteria, retto da un maggiore medico.
Sueùessivanwnte nèl 1875 questo .Comitato di sanità, si trasferì da Firenze a Roma. Colla stessa leg~e furono costituite le compagnie di sanità, in numero di 16 in t.utto il Regno, per provvederf' al servizio di infermeria, che f:i.no allora era stato disimpegna,to dalle compagnie di amministrazione. Con altra legge di pari da.ta sulla circoscrizione territoriale, vennero istittùte 16 direzioni di sanità militare, una per divieione, colle seguenti sedi : Torino, Genova, Ui lano, Alessandria, Verona, Padova, Firenze, Bologna, Roma, P erugia, Chieti, Xapoli, Salerno, Rari, Palermo, 1\:Iessina. I diret.tori di ~>anità avevano anche la direzione dell'ospedale del luogo, con giurisdizione ammini.-t,rativa e disriplinare, in modo da rf'golarizzare il loro stato di ufficiale di fronte alle altre armi e corpi. Gli ufficiali superiOI·i erano direttori degli stabili menti succursali, gli ufficiali inferiori delle infermerie presidiarie e speciali, dei depositi di convalescenza e degli stabilimenti balneo-termali. La succes~:; i va legge ~2 marzo 1877 modificò quella del 30 settembre 1873, già ricordata, stabilendo 10 comandi di Corpo d'a,rmata., in sostituzione dei 7 coma,ndi generali, e 20 comandi di. divi· sione, in luogo dei 16 prima, esistenti. Portò anche a 20 le compagnie di sanità e a·d egua,l numero le direzioni di sanità militare, che presero il nome di direzioni di sanità militare territoriale. Esse ebFig. s. bero le seguenti sedi: Torino, Alessan1873-190? dria, Piacenza, Genova., Milano, Brescia, Verona, Padova, Bologna, Ancona, Firenze, Perugia, Roma, Chieti 1 Napoli, Salerno, Bari, Catanzaro, Palermo e Messina. Con ulteriori disposizioru, i corpi d'armata flUono I>ortati a 12 e, con legge del 29 giugno 1882, le direzioni di sanità e le compagnie annesse da 20 furono 1·idotte parimenti a 12, una per Corpo d'armata, colle seguenti destinazioni : Torino, Alessandria, 1\'Iilano, Verona, Genova, Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Na.poli, Bari e Palermo. Come già fu accennato, il direttore di samtà milita.re ebbe fino al1884 anche le ma.nsioni di direttore dell'ospedale militare della sede del Corpo d'armata, Nel l885 furono distinte le due cariche: e fu preposto tm colon-
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IL CORPO ~ ANIT.liUO MILITARE F. LE SUr; Vll' EN IH: STOHJ L'l-ITO:
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nello meùico alla direzione ili :S<~nità , ed un tcueut.e t•olourwllo meù.ico alla direzione dell 'ospedale militare princi.pa.le locale. Tale di!<po:sizione si mantenne tino al1908, nel quale anno alla. direzione dell"Oii}.lt>tlalc militare principale fu a,~segna.to un colonnello medico ed uno pari gm.do, più anziano, alla direzione di sanità. :Xe.l 1923, col riordinamento delle circ-oscrizioni militari territoriali dopo la guerra, fnrono aboliti 3 Corpi d"armata (Alessandria, Grnova e Ancona) e le rispettive direzioni di sanità e f.n creato un nuovo ('orpo d' <umata a Trieste, con annessa direzione di sanità: sicchè queste da 12 ::;i ridussero a 10. :Kel 19:W, col nuovo ordinamento dell'Esercito, fu ripristinn.ta. la Direzione di sanità di Alessa.ndria, con rdativa compagnia di 1;anità, e venne istituito un ufficio di sanita a Cagliari, con !<.~- 12" compagnia di sanità, presso il Comando militare della Sardegna. Finalmente con R. decreto n. 1925 del 4 novembre 1926, fu fissato il nnmero degli st.abilimenti sanitari, e cioè: 11 ospefu\li militari principali, lG ospeclaU militari serondari ed 8 infermerie presidiarie.
* * :~ Per quanto si ri[erisce a.i quadri organici del Corpo sanitario milita.re ricorderemo che con legge del 14 luglio 1898 esso Yenne così co:stituito : 3 maggiori generali medici, di cui il più anziano colle funzioni di ispettore capo di sa.nità, 15 colonnelli , 28 tenenti colonn('lli , 71 maggiori , 280 capitani e 286 fra tenenti e sottot.enenti : totale n. 6$;~ . Con legge del5 gennaio 1908l'organico ebbe un aumento di un tenente generale medico, di 4 colonnelli, di 8 tenenti colonnelli e di 4-1 maggiori, ed una diminttr.ionP di 13 capitani e 70 subalterni. Risllltò quindi cosi costituito: l tenente genera.le medico (con lo stipendio annuo di L. 12.000); 3 maggiori generali medici (a L. 9.000) ; 19 colonnelli medici (n. L. 7.000) ; 36 tenenti colonnelli medici (a L. 5.200); 115 mag-giori medici (a L. 4.200); 267 capitani (a L. 3.400) ; 216 subalterni (a L. 2.500): totale n. 657. Dei 19 colonnelli medici, 12 erano dil1'ttori di sa nità, 5 direttori d'ospedale, l direttore della Scuola di sanità ed l segret-ario dell'I spettorato di sanità militare. Con R. decr~>to dell7 luglio 1910, n. 515, fu stabilito un aumento di 7 colonnelli medici, per a ssegnare ad ogni direzione di ospedale militare
principale in sede di comando di Corpo d'armata un ufficiale superiore medico di ugua.l grado, di 47 capitani medici e di 58 subalterni ed una diminuzione di Z maggiori medici, po~·taudo cosi l'organico a 761 nfftciali medici . Con successiva legge n. 698 del 27 giugno 1912, furono aumentati 6 subalterni, ed i ruoli organici furono costituiti ùa 767 ufficiali medici, cosl ripartiti : l tenente generale, 3 maggiori generali, 26 colonnelli, 36 tenenti colonnelli, 113 maggiori, 314 capitani, 280 subalterni : totale n. 773. Dopo la guerra mondiale, per sistemare le numerose promozioni fuori quadro fatte durante la campagna, l'organico del Corpo sanitario fu con R. decreto n. 12 del 7 gennaio 1923 così stabilito : l generale medieo capo,
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3 genera.li medici, 21 colonnelli, 80 tentmti colonnelli, 153 maggiori, 394 capitani, 290 tenenti: totali:' n. 938. In questo organico non furono compresi gli ufficiali medif"i portntì nel quadro d-el n. Corpo di tntppe coloniali. quelli addetti al )linistero d('llà guerra C'd a. servizi estranei dell'esercito. I brigadi<'ri g1•ncrali medici, nominati dunìnfc la g-uerra~ a ssunsero il grado di gerwralc medico. Con lo l'l <>s~o d(wrcto, in wst itu7.iun!' dt•i farm~ci s ti militari furono i~titnit i gli ufficiali <:himiti-farma("isti. Essi ave,·ano da prim<l> il ~eguente org;lnko : l <'hinJit-o-farrnaeìsta. ispettore, l chitllieo-famweis ta direttore della farmacia Ct'Olrale di Torino, 16 farm:l c·isti t·:tpi di P, l!-\ di 2a, 30 fannati ...; t i tli l'l da-.;se elUdi :2a. Pt•r il tifato dN:reto il nuovo quadro orgatlit'O f u <·osì s tal.Jilito: 1 eolonnello, 4 t<·nPuti colomwlli, 30 maggiori, 4.5 ca p i t an i, 5:? su ha l t Prn i, d<'i quali Jl<U"t(l di comph•mcu t o : totale 132. Nell9~-l i m:tgf!iori furono ridotti a 2U e i ('api t ani a H , e più tardi i tenenti a -!5. La llmnacia eentrale mili1 are di 'l'orino a .~;; uu:-;c liL denominazione di I f;t ituto ch imico-rarmac·eutic·o mi lil are. Fin;lltnente col nuovo ordinamento ù(']J'e~crcito, sa nziona,to con legge n. 396 dell'll marzo lO:?U, l 'organico degli ulfil'iati nwùit'i fu così costittùto: l t<>twntt• gl"ncr:tle mt-tlico col ran g-o tli g(•nerale ùi diYisioue; 3 maggiori generali medici, col rango di gc-nc•ruli eli brigata: 2i) eolonuclli medici, ~7 tenenti C'Oiomwlli JP.Nlid, ln!l nw ~giiori, :~!l:! c:l.J>itani, ::!O!'i ten<>uti: totale : n. 8f)4.
*** Per quanto riguarda l'organo t:entrnh• dir•' tt ivo, ri<·or<ll'rt•mo elle eon R. decreto del 4 p;t•nn:do 18H3 il Comitato di :nnità milihlrt.:, venne ripartito in nn uffi c•io di pre. idcn7.H·, cinqnP ufYki f<pE'c iali ed nn uflì <'io di segrewrict, e d:tl 1° J1()\'Cil1bre 1887 d etto Comit.at () a~suu~e ]a, denominazione di I spettorato di f<anità militare. Più ta.rdi, cou R. decreto d<'l J <Lprilc 1~95, l"l~[Wtlorato di sa.nità militare venne co~;titnito da, un uffieio di pn•f5idenza, t.re uflìri speciali cosl ripartiti : l 0 Igiene, Medicina kgale, I~:>truzione tecni(·tt ('Giornale di medicina milita re ; 2° Statistica e servizi t ecnici ; 3° Ohi mif·a e farmaeia; un ufficio di s('greteria. · Con ciTcolare ::?8:~ del 19 giugno 1911 drl Ginrnalc lltilitm·e furono emanate nnove disposizioni sulle att.rilmzioni dell'I spettore eapo di sanità militare e <le~di ispettori titolari dei 4 uffic·i. L 'I Rpettorato di l:ianità militare rappre:wntò così il Corpo consultivo dl'l 1\'Iinistero della guerra, nelle questioni tecnico-sanitarie ed ebbe le funzioni di orga.no m edico-legale supremo. Fu aumentato di un quarto ufficio e venne cosi ripartito: Ufficio dell'ispettore <:a.po; I Ufficio - I giene c shlti::;tica; II l ifficio- Servizi e istruzione teC'nil:a, sta.tistica e Giornale di medicina. militare; III ufficio l\{edicina legale e ma te riai e sanitario; IV Ufficio-CbimiC'O e farmaceutico. Le f1mzioni direttive della sanità militare >ennero invece decentrate in diverse direzioni del Ministero della. guerra: il nw,·imcnt o degli ufficia-li med.ici fu estlu~h·amentc devoluto alln direzione generale personale ufficiali ; il servizio tecnico F;anita.r io al segretaria.to g(mf'rale; l'amministrazione d el pt'r,.onnle e dci materiali sanitlll'i ai servizi nrnmini~trativi; il r eclutamento, rnrrnolamento, ht J"a:s:sE'g-J1<t e le riiornw a lla direzione gen e-
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rale leve e t r uppa ; i mezzi di trasporto a, qnella di artiglieria, gli edifizi a quella del genio. La grande ultima guerra mise in evidenz~~ gli inconvenienti di questa slegata a ttività di molteplici organi tecnicamente irresponsabili e riconobbe fin dall'entrata. in campagna l'opportunità di aceentmre in un unico e distinto orga.no tecnico tu tto il servizio sanita.rio. Fu dapprima istituito nel 1916 in .1wna di operazioni uno speciale ufficio s:mitario, che fu poi nel1917 trasferito al Ministero della guerra ove assunse la denominazione di Di.J:ezione generale di sanità militare. Nel 1919 il Ministro della guen-a , con un'ordinanza in con trasto ai felici risultati ottenuti, preannunziò lo sciogliment o della direzione generale e il ritorno all'ol'dinamento antegueiTa . ]\[a, dopo un anno ftppena, subentrata una più esatta visione dell'importanza della sanità militare e del rendimento che poteva dare ancora, per scopi civili, fu mantenuta l'attuale organizzazione. Solt ~tn to la. qua.lifica di Direzione generalo di sanità militare fu mutata in quella di direzione centnl:le del servizio sanitario militare. Con R. de<:reto del 20 aprile 1920 l'I.s})Cttomto di sanil,à militare fu soppresso insieme agli altri ispettorati di artigli<'ria, g~nio e commissariato c sostittùto d<tll:t citata direzione centrale, che con determinazione ministerialc del 17 gennaio 19:H assunse la. nuova denominazione di Direzione centrale di S<tnità militare. E ssa fu costituita d~bl generale medico capo colle funzioni e attribuzioni di direttore generale, a vente a. disposizione 3 genera.li medici, di cui uno presidente del collegio medico superiore per il disbrigo delle pratiche medico-legali e un colonnello chimico-farmacista ispettore ; più un ufficio di coordinamento e collegamen to e tre divisioni : due tecniclle e una amminii;trativa. Successivamenlrtl con R. decreto-legge v. 1203 del 1925 furono· istituiti tre ispettora.ti di sanità militare con sede a l\lilaoo, Firenze e Kapoli, diretti da maggiori generali medici. Infine con legge n. 399 del 1926 furono date nuove disposizioni stilla procedura da seguire negli a.ccertamenti medico-lcga.li deferendo i ricorsi agli ispettorati di sanità militare, ed istituendo un collegio medico-legale in luogo della Commissione medica superiore alla diretta dipendenza del Ministero della guerra. E con R. D. n. 1821 del 14 ottobre 1926, venn ero più particol:u mente determinate le attribuzioni dei maggiori generali m edici ispettori e fissati i Corpi d 'an nata e i Comandi militari di loro giurisdizio ne.
Diamo qui l'elenco dei presidenti ed ispettori capi di sanità che si succedettero per circa un secolo nella più alta carica direttiva : Elenco cronologico del presidenti del Consiglio superiore ed ispettori capi di sanità mllltare. 1. GILLIO Giuseppe, Presidente del Consiglio superiore di Sanità mili-
tare, dal 22 dicembre 1832 al 29 dicembre 1842. 2. RJBERI Alessandro, dal 18 luglio 1843 a.l 18 novembre 1861. 3. COMISSETTI G. Antonio, dal 16 febbraio 1862 allO luglio 1873.
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1L COHPO S.\~IT.~RlO l!Tr.ITARE E LE !'; UE YI(.J::N()E !':TORJCHE
4. CORTESE Fra.ncc~ co. Pn~sidente del Comitato di Sanità milit,a.r e, dal 10 luglio 1873 ;\l 1::? ~ennnio 1880. 5. ~L\~A YRA Paolo, dal 18 gennaio 1880 al 16 di~mbre 1886. 6. :UACCHIAVELLI Paolo, dal30 dicembrp lxx.() a l lZ sctU>mbre 1887. 7. P ECCO Giatomo. I spelLOre cHpo di :-5anitiì militare, dal 2 ottobre 18~7 allO fl.'bbraio 189::?. 8. B.AI{O.E'FIO F elice, dall2 fE:'lJbraio )892 al ::?0 giugno 1893. 9. CIPOLLA Giuseppe, d<tlti luglio 1893 al H febbraio 1K91.i. 10. :REGIS Stefano, dal 27 febbraio 1896 al ::?6 di c>ernhre 1899. 11. GIVOGRE G. Battista, dul 16 fl'hbraio 1!.100 al H> ;;ettmnbrc 1903. 12. Li\llil)OLFI Federico, dall 0 novembre 1903 all'8 .luglio J904. 13. CHIAISO Alionso, dal 9 lnglio 1904 al 2:3 fdugno 1906. 14. DE R.R~ZI Giuseppe, dall0 luglio 190t:i al lfJ <l·llrile 1907. 15. RAN DONE France::>co, dal 16 <1prilc Hl07 al Hi dic·emhre 1908. 16. IMBRIACO Pietro, dal 17 dj.l'!embre 1908 al J 5 gennaio 1910. 17. FER.RERO DI CAVALIJERLEO~E Luigi, dal 3 febbraio 1910 al 16 agosto 1915. 18. SFORZA Cla.udjo, clal16 agosto 1915 al 23 genna,io 1919. 19. SCIUMBATA Giuseppe, dal 23 gennaio a l 9 ottobre 1919. 20. BOSOM:O Lorenzo, dal 10 ot.toùre 1919 al 31 gennaio 19:!1.
*** Come appendice, riteniamo degno di qua lc·he intere;;:;e e:;porre alcuni cenni sulla Scuola di applicazione dj Sanità militare. E;;sa fu istituita con R. decreto del 15 novembre 1882 in Firenze, allo scopo di fornire con unità di indirizzo didattico sottoteneuti mcdic;i di complemento all'Esercito. Per la storia del nostro maggiore Istituto ~;cieutifi<'o non sarà inutile ricordare che la Scuola fu aperta il l 0 gennaio 1883 sotto la direzione del generale medico Ottavio Baccarani, e nel mese di marzo dello stesso anno si iniziarono i corsi d'insegnamento, i quali fino al 1 888 si limitarono a quelli di traumatologia dj guerra, eli medicina legale militare, di igiene e di servizio sanitario in pace ed in guerra. D al1888 al 1896 gli insegna.menti aggiunti furono la microbiologia, l'epidemiologia militare, la <'himicaapplicat.a all'igiene, gli eser<'izi di falleiature, di apparecchi ed i mezzi di trasporto dei feriti. ~i> fm·ouo fatte altre modificazioni tino all'anno scolastico 1899-190(}, in cui l'insegn<lmento della medicina legale venne suddiviso in tre p~wti distinte, e cioè una, }un·te generale, e dul} parti SJWC'iali : la oftalmologia e la otorinolaringologia. Oltre ai cor;;i annuali di a llie\' i uflkiali medi(;i furono anc·ora tenuti corsi l;peciali di batteriologia, cor:;i bimestrali di igiene per capitani medjci, e dal1900 in poi corsi prepa ratori per i trnenti e capitnni medit·i chiamati <1gli esami di avanzamento. Vennero anche s volti cor~i integrativi per ufficiali medi ci in servizio attivo, oltr~> rh e delle materie fonùamen 1a li, anche di c.hirnic~t e mieroseopia clinica , ra.ùiologia, elettrodiagno:;tic:a, antropologia, ecc:. · A data.re dal1911, gli allie \'i furono ;uumc::;,;i alla >'<·uola. <~ol grado di sottotenente medico di complemento. ~e l 1915, coll'entrata dell'Italia
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nell'immane conflitto, la ~cuoia di sanità fu <"hiu:;a. ma nel 1916 fu istituita. in zona di guerra a S. Giorgio di Nogaro n ; niversità castrensel che provvide in breve tempo all 'E sercito un netevolissimo conhngente di su· balterni medici. Negli anni dal1920 al1924 non si teennt>ro cor:>i di uffieiali di t'omplemento, perchè tutti i giovani medici idonei a l servizio militare avevano in precedenza adempiuti gli obblighi di leva durante la guerra, ma nell'anno 19:l2-23 si iniziarono corsi semestra.li per ufficiali medici e e:himici-fa.rrnacisti di comr>lemento, aspiranti aUa nomina in :>m'vizio Mtivo permanente, ai quali venne accordato il trattamento morale e disciplinare degli a!Lie\ri delle altre scuole di applica.zione. Le materie fondametali d'insegnamento fttrono le seguenti: a.) Per gli uflfìcia.li medici: medicina e chirlll'gia d 'urgenza ; servizio sa.nitario in pace ed in guerra; igiene n:rilitare; medicina legale militare; patologia. ed igiene coloniale; chimica clinica; odontoiatria; b) Per gli ufficiali chhniici farmacisti: igiene miUtare; servizio sanitario militare in p ace ed in gueiTa; chimica farmac-eutica. e tossicologia; bromatologia e merceologia. Furono svolti inoltre corsi di clinica. di malattie infettive, di clinica traumatologica e (ti para.ssitologia medica, affidando l'insegnament.o a professori universitari. Fu istituito a,ncora. un cen t ro psicofisiologico per l 'a~ronavigazione, un labora.torio di chimica ed una. biblioteca medica della guerra, e furono svolti corsi teorico-pratici di odontoiatria, microscopia clinica e radiologia.. E la Scuola assunse semplicem ente il t itolo di Scuola di sanità militare. F i Il- 4. Successivamen~ con circola.re 73 del 191!>-1918 Giotnale .M ilita1·e 1924 furono riprist·inati corsi trimestrali per gli aspiranti alla nomina. a sottotenente medico e chimico-farmacista di com})lemeuto previo tw corso d ·istruzione militari' di 3 mesi, prel;fiO nn reggimento di fanteria. lnfin e con circolare 319 del Gionuùe M ilitare 19~6 fu abolito il·corso di 3 mesi presso i reggimenti e venne elevata <t 5 mesi la tlnrata· del corso presso la Scuola di sanità, comprendendo in qut•:>ti and1 e r ·istruzione militare.
... * * Xel porre tenniue a queste sommarie notizie :mll'orga.nizzazione del Corpo sanitario militare italiano, sentia.mo il dm·ere <li rievocare c>on or-
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u~ COJU'O SANJTA IUO lllU.ITàHE E LE SUJ~
VJr:F:NDE STORICHE
goglio E' eon pietà fraterna. il tribu t o di saC'rifit·io e di !lflDf..'1le dato dagli uffi<:iali m edic-i .in ogni circostanza : e n1·Uc battaglie dell'indipendenza italiana, d~\ 11848 all'ultimo immane conflitto m.ondialt>; e nf'lle guerre coloniali, in Eritrea, sui <'U·mpi di Dogali, di Amba-Ala.gi ed .Abba Carima, .in Lihi<t e OiJ·pnaic-::l, ;ld H E>1mi, Lebùa. S idi-Bi lal e To<:ra e nelle grandi calamiUt m~zionali t<.'lluric·he c.>d E•lJidPmichc. Basti ric·ordarc la quadruplice crnturia dei fratt'lli cadut.i nc•ll'ullima guerra (Hg. 4) con una proporzione · e I.Je srp:ne immcùia.fa nwn te la gloTiosa mari oriata fa.n leria ; i miHe feriti ; l'Ordinr tnilif a re di Ba \·oiit, le ~: ~5medaglie d'arg~nto a1 Yalore, le 1164 med~lg li c di bronzo, i 3ì5 <'ncnmi solenni, il migliaio ùi c·rol'i ùi guerra. <~l va1ore <:on.•·c~;~e, che atte:>tnno in farda. a.l mondo gli t•t·oismi di coloro rhe, tutto olh'Prulo, !Wienza, lavoro, ~an~nw. <·ompirono qua:;;i ~empre nell'ombra l'a !t a mi~sionc di pietà c di :unore, i~pirandosi nella cri..; tiana leg-g-e dclJa sublime opcr~1 umnnitaria :ti ro s~o erubh·HUb frel.!iante il loro vesl'illo. Con. ] )(~(·t·rto d t-117 ottobre Hl:!O ~ . i\L il l:t• ::;i d1•gnava roncedere a l Corpo sa.nita.rio milit;H·e il laharo, sc•g1.10 ta.ngibi!P tlt-lla. sua indi\'idualità e ;;itnbolo dci più a lt i id.cn li, d<•stiu;lto a ri('C\'f'l'P le riromppnse a,! ,·alore. E sul c·andido sLcnd.ardo rosso-eroe-iato. Ronnoutato dall'aquila romana, su que;;to !':1('1'0 embl<·ma, dt'l più sac·ro dl)n' rc compiuto, .·ugg(•llato dal sangue gcnero,.;o ùi q un n li morimno per non far morire, oggi brillano al bel sole <l'Italia due medaglie d·argPnto al valore mi!Harc e d ue mednglie d'oro di bt•ucmPrenza, chP non pot reblwro aYere piì1 luminose e fa,tidiche motivazioni :
Ricompense al Corpo sanitario militare. l. MEDAGLU D'ARGENTO AL VALOR :\JLLI'I'ARE. - Pe1· gli importanti ser vizi resi nella C'arnpagna di guerra in Libia 1911-12, ove l'estremo peri<'Olo non fu limite nella. grande., umana oprm pietosa . - B .. decreto 19 gPnna.io 1913. 2. l\JEDAGLIA D 'ARGENTO AL V.\cLOR :\ULI1'Al{E per la campagna di guerra 1 915-18. - Instan cabile, modesto, :;ercuo, confortando di a more e d~ cure i sanguinanti fratf' lli negli !;tes:;i cimC'nti della battaglia. o sotto le in1placabili, lontane offese nernici.Je, dette C'osta.nte, m.i.ra.bile esempio di ardore e di valore, di sprezzo del peri<'olo e d i devozione a.J dovere (1915-18). - B.. de<'reto 5 giugno 19:.W. 3. MEDAGLIA D'O RO DI BE='ìE:\!EREXZA. -Per l'op era data nell'occasione del terremoto del 28 dicembre in Calabria (' Sicilia . - R.. decreto 27 mag~io 1911. 4 . ÀIEDAGLIA D'ORO AL :\IERITO DELLA SAT.l..'TE PUBBLlC.-\. R. decreto 15 marzo 1922.
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MEMORIE ORIGINALI ISTITUTO DI CLINICA MEDICA GENERALE D ELLA R. UNIVJtRSITA DI TORINO (Diretto 1l11l pro f. ~hc HE!.I)
La reazione di Botelho e la la bilità serica pel' il Pr·of. G. A. Brossa, direttore di laboratorio e dott. Enrico Lcmbardl, capitano medico a~sh;tente milit.are.
Fra le tant~ rea.zioni 'che in que~ti ultillli anni furono propMte per la siero diagnosi di carcinoma, la rea-zione di Botel ho è quelJa ~h e più di tutte ba richiamato SOI)l'<l di sè l'attenzione degli studiosi. D all923 in poi specialmente nella J.ettcra.tma francèse si riscontm un munero non indiJl'erente di lavori nei quali la reazione di Botelho, appli(;ata su va,sta sc.:~la, ha. ottenuto un ampio sufl'ra.gio di ximpaha per parte dei ricercatori. E questo interesse non si è mauife;;ta.to solo nei mimero si lavori a.pparsi nelle riviste speciali, ma pure di recl"nte ebbe un'eco nei giornali quotidiani. Di fronte al favore incontrato nelle Cliniche e nei Laboratori ed alla larga messe di ricerche che è venuta radunandosi su li 'argomento, non vo gliamo con questo nostro la...-oro aumentare ancora la numerosa. casistica clinica.. Sarebbe un'ingratrL e vana opera di statistica. Prima di esporre l'argomento del nostro studio, sarà. opportuno da.re un breve accenno alle ricerche che ci hanno preceduto. Ricorderemo da prima, fra i tanti lavori e le diligenti statistiche, alcuni fra i migliori studi francesi: Oabanis et.F'ottltznier (l), che ottennero· il77 % di risultati positivi; M.lle Wilboucheritch (2) col 75 % ; Sabrazès et Jf1watet (3) col 75 %; Remmul et San(b·ail (4) col 78 %- Anche in Italia, pare con risultato meno brillante, la reazione fu studiata ed applicata allo studio del cancro e di altre malattie (t.ifo, t ubercolosi, leucemie, lue, nefrite, pleurite, ecc., ecc.), e variamente giudicata. ed apprezzata., ad es. da. Palm·ie1'i, V e-rcellotti, Baldazzi, P erra.cchia, Malaguti, Gia'U,ni (5), ecc. Risulta. da queste ricerche che la reazione è positiva con una. certa. frequenza nei tumori maligni, ma la frequenza dei risultati positivi ottenuti nelle svariate malattie a cui abbiamo a\lcennato, ne rende discutibile e problematico il valore diagnostico. D a molti mesi noi studiamo alcuni fra i metodi che furono in questi ultimi tempi pro]pOsti per la siero-diagnosi dci tumori maligni, astraendo nella nostra ipotesi di lavoro da ogni presupposto di speeifìcità e di peculiari caratteristiche dei sieri esaminati : ca.ratterù;tiche pa.t.ologiche che i singoli metodi pretendono di dimostrare. No i non con~idereremo nel problema se-
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J.A Hl;:AZ IO~Jo: IH
llOTELlfO ~: L.-\ J,.\llli . I'.L'À
l-'1-:I!IC.~
-
rologico a ltro ch e un cmso di bhhilit~L collo itblt' e nei va-ti uwtoùi iìuora propo:;t i un m ehw più o m eno pn·ciso . s<•mp li<:e e r:l>pido pHr ntettt:rl:t in eviù en z<t. In tttw--to senso <bhbian\0 introclot.lo o uLilizz<btO la. rea-zione di BotPIIw, pMcltt- <Hl<Hl<t a.l no:;tro sropo, <:ome uno <lc·i mNocli piìt r..omodi e car a-tteristici. l J<'\. reazione st<~is<L fu Ol!(!'t•t!o di tant.e esposizioni elu' ritt•uia mo inutil<' il d<•sc·ri \ ' ('J'Ié\ a uosf 1'<\ v o lfa, 1w i suo i p<bl'l ico bri. J{ i n t:H1 ùia.mo per questo a due libvo ri nt•i q11ali il mN.oùo viPIH' st ulliato <' dc·fini1o ron a<'ematezzn. e cosc·knziosa sc•ri•· f;t : l'ssi sono il lnvo J•o Ili Sabm~c\~ (' ;li1tralel (~) , in cui la n·a z inn e vic•n<• pnltiPata. tw l l;~; sua 1a forma.: c Ja, r ecente tesi di )L m e Tor1f·.~t·o-P<~fnrk (li), IH'IIa. q m*' la rea.zionl'. dt<• vit'TH' estesa allo ~:>tuùio di un notevolissinto Ultlll<'l'O tli <:a.si, <'i<posti (·<Hl <Witica t' chi<>rczza e corredMi e.o n a cute o:;;;c•l.'\' èl-zion i, è- ;J,pp l i e<~t.;l, nella· ~'(tut iu forma. L'A. riferisce i d<>t-f,at!li c le <'.a-ut<•lc rl w ,.;o no ll<'('<'s~<a ri<' ad osst>rva-rsi nella pratica. d ella l'Cll·Zio nt' stessa.. ch e ,·a t~o nc) a nwtt-Pr<: i!ricc·n·atore a,l r i]HH'O d a. grossolani t>n'OI'i di tecnica. (~, tw;;t.o ul tilllo fat.to i> inqHntantt•, p<-rrltè molti risultrLti discordi cht> s i tton1-110 riferiti ill certi la ,·ori, ;;i <kvono for:::e attribuire ad una. te~,;ni ca. più o m~>no errata, c~txo n(> unico n è raro in consimili ricerc bC>. È noto c· l!(• l<l· n·ètzione <:onsisL<' nt>llil> prer-ipita.zionc! ne l siero data d a iodio in ambiente aci<lo.ll B<Jtelho no t ò per la prima volt,a, fin d a.l l 917, la proprietà ch e aveva nnn- :;olnzione di g-o mma iodo -iodurata di precipitare il siero ca ncNoso c r-i accorse poi eb-e la g-omma, vi agiva semplicement-e pN la ~'>m'l> acidit,;\.. D :• allora. in poi la rrazionc subì molte modific;'l-zioni atte a r end<•rla più st'mpli c'e e piu preciH<~>; mi\ esse in ultima analisi, ~'>i riò.ucono a-ll~b so:-:tituzion ~ d i un :tciclo (citrico, ossalico, lattico , ecc.) :Hl un alt ro (acido nitrico). ~oi abbiamo praticato la r<>a.zio n<> esxf'nzialnH•nt~> nella sua. za forma.. I n una pro vet.t~\ contenente 0 ,6 cc . del siNO in esame- s iero fresco, 24 ore dopo i l s<tla.::;so - s i Ycrsa un:> goccia. di a mmoni•wa pura a 220 Bea.umé e poi 3 cc. d~Jl;t segu<'nte soluzionE': . ' ..•• . . . . . . . cc. a-<? 'ù t o n .t ( neo puro n, 3 v'~ 0 - 13 . <'<Hllll(' soluzione fisiolog-icn. a.I 0,7 1) % ... . ... . .. . .. .. cc.
l 100
A questa miscela si aggiungo no in tre di\'el's<' ript·o..;c - prima 0,5 cc. poi 0.5 cc. poi O ,~{ cc.- cc. 1,3 complessivamente <ti um\ solu7.iOn<' iodoiodm·a.ta. così composta. : iodio bisllblim:\to .... . .... . ................. . ioduro potassico ........ . ............ .. .. . .. . acqua. distillata. .. .. .. .. ... ....... . ......... . .
l 2 cc. 210
gm .
gm .
Dopo ogni aggiunta le provette sono ::t!!'itatt'. X<'i s it'ri positivi il pre c ipitato è persi!:itentc, in quelli n ormali uo. In tal uni ca:o.i ci s iamo g-io n> ti a.nnhe della, rea-zio n ~> n t>li a su a. l a forma (aggiunta di a.c. c itrico invl.'ce di ac. uitrieo) e tal"olta ~bbbinmo mod ificato il metodo in q mtlche suo momen to seconcl[n·io, m a di ciò diremo nel corso d<'.l nostro hworo. Sia col m eto do originale clw co n le sue modifica.zioni avviene, per aggiun ta. di iodio , una precipitazione d ('! s iPro , maggiore nel siero p<~tologico, minore n<·l s i<>ro norma-le. Vi è di\·ergenza di o p inioni fra gli stnrliosi per l'( piPg<>re i n eh e cosa co n xi :sta q nesto precipitato. C'i rea. la.
J..A 'REAZIONE · DI BOTF.I.1i0 E LA J.ABlLlTÀ SERI('A
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na,tma della sostanza. <:he prccipit.a, di<:e uno dei Tcccnti spNimentatori (Secco) (7), alcw1i ammettono esi'l;'re albumina. (Palmie-ri (5), altri lU'ea (Cabanis) (1), altri siero-albumina (Occhi·no) (8), altri albumina e ~lo bulina (Motta) (9) ed altri pensano sia dovuta a. un a.ltemto rapJ)Orto fra a lbumina e globulina (.Anm·d·i ) (10) . Fra tanta discordia di pareri, scopo delle nostl'e Ti<'.crche è stato appunto di definire in che cosa tale precipatazione com;ista e di stabilire con ciò il fondamento della reazione stessa. Il problema. si riduce quindi a stabilire se le sostanze pl'ecipitate dal iodio siano le comuni proteine del sangue o qualche speciale corpo J)rodotto dal mutato meta.bolismo ba.sale. In altri termini il fondamento della nuova reazione deve ricercal'l>i nella cambiata composizione del siero , data dall'attiva proliferazione e dall'aumentata. distruzione dei tessuti, e le concomitanti modificazioni dei componenti serici normali, oppme in una poouliar<' sostanza della disintegrazione dei tessuti T Scarta.ta. quOf;ta ultima ipot<'si: sia perchè non si trovarono finora. uel sier o carcinomatoso specia,Ji sostanze prodot.te dalla disgregazione della molecola proteica, sia perchò la. rea.zione di Botclbo è comune alla gravidanzi~ ed a malattie dovute a tutt'alt1·o fattore eziologico (tifo: tubercolosi, leucemia, lue, ecc.); non ci rimaneva a considerare che la prima ipotesi, cioè quella di nn mutato equilibrio dei componenti serici normali; equilibrio influenzato in qualsiasi rnodo dall'agente morboso. Retel (11) in un suo recente lavoro parla di modifica.zioni molecolari delle proteine provocate da agenti dia.statici secreti sia dalle cellule cancerose sia dall'organismo, altri (Motta) (9) parlano di cause cbe modificano la precipita.bilità, degli albwuinoidi. Ad ogni modo, astraendo da qualsiasi pec1ùiarità dì questa specie, data da problematici agenti morbosi, noi abbiamo voluto cominciare il nostro studio operando in condizioni ben determinate, a. noi note da. precedeuti esperienze (13) e cimentammo il rea·ttivo proposto da Botelho sul siero della gravida. e del neonato. Non abbiamo con ciò la pretesa di fare opera. nuova, perchè la reazione di Botelho fu già applicata. in ostet.ricia, fra. gli altri dal Motta (9) e dal Mattina (12), nello studio della gravidanza. normale e patologica. Tale reazione è risultata positiva, specialmente negli nltimi due mesi della gravidanza, ciò che gli AA. mettono in rapporto con lo stato idremico caratteristico di tale periodo. Negli studi accennati il siero gravidico venne confrontato con siero normale. Noi, cui premeva di indagare il lato biologico della. questione e non già di occupa1·ci d i eventuali applicazioni diagnostiche, confrontammo · invece il comportamento del siero materno col siero fetale. n quesito della. maggiore floculabilità del siero materno in rapporto al siero fetale è ormai ben studiato e definito, dacchè nel 1917 il Fa1wae1ts richiamò l'attenzione degli studiosi sulla. aumentata velocità di sedimentazione d el plasma gravidico. Rientriamo qui nell'immenso campo della !abilità. colloidale così importante per lo studio della tubercolosi e di altre malattie, sicchè in una rivista critica recente il West&rgren ha potuto radunare una letteratura di oltre 300 numeri. Per la. velocità di sed.imentazione gli studi di Fahmem, Linzenme-yer e Hoebe-r s~a.bilirono una semplice e chia.ra. teoria basata sulla. divet·sa. carica elettrica dell'albumina. e della globnlina e sulla loro azione antagonistica. sui globuli rossi. È noto poi che
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L .-\ REAZIONE DJ UOl'F:LHO E
LA LA Blf.J '.r.\ SB RIGA
l a qu<tntità di globulina nC>.l siero JJH\t(•rno è a.;:;~a.i maggiore di quella del s iero feta le - aumento di c irca nn terzo - m cnt1·e la quantità globale
dei pro teidi d<'l siero rimane k• tite:-;:-;a. P ar tendo da qursti fatti ben noti e bene st<"~bilit.i, in un caso esattam ente definito quale è quello del ~iero m<.\ terno e d el siero fetale, abbiamo s u tali Rieri applicato la r eazione di Hotclho per r,ercarc dì chiarirla e spiegame il mcccanislllo. Le nostre espC'ri{'Jlze vrrt ono su di una t1:entina. di coppie di siero materno e fHtale. La. r rnzione di Ho L(• lho veniva praticata a.ggiung<'ndo a 0,6 re. d i siero una goccia di ammoniaca COllC\'ntr<Ha, poi 3 cc. di so luzione fisiologica, acida e poi la soluzio ne iodo-io<lurMa in du e o tre tempi (cc. 0,5, cc. 0,5, cc. 0,3) e ~< i osservava contemllOrancaJHClll·C' il dilTercntc gr ado di intorbidamonto nelle provette con ten0ntì il si0ro materno ed il 8icro fetale. Si vide c he per una stessa, :tg-j!iuntn. di io <L io n t• !le due provette, 1~1. provett~ enntenente s iero matern,.. in (,n rbid<~va. e floc·ul~wa. , mentre il s ier-o fetale rimanevi~ limpido. ::)i o~~c r nnono differPn7.(' fnt, coppie e coppie, poicbè per alcune, p er o ttPncrr i] f~>nornPuo 1lella flocn la.z ione bene evidente ocoorrcvano cc. 0,5 dì solnzio nC' iorlo-iodtm~t <t; p0r a,ltro cc. 0,7 della stes>;a. soluzione; 1)<'1' altre da 1,() fìno a 1.3 CPU t illletri. J<:ra.no variazioni che :,;i o tt('nC'vano fra. s iero P s iero . n·go!a.rlllente fra coppi «~ e coppie. richiedendo ah-une una ma.ggiore, altre una minor!' qu:tntit.à, tU iodio, dipendendo ciò
da f:~, tto ri individuali o da ~l.lt.nt c~HNt . Erano q1w~tioru che non interesf:a.vn.no direttamente il nol'tro la.voro e chr uoi ahbi ~Lmo t ra:;eu.rato . A noi b astava stabilin> che per precipitn.rc nn l)icro fet,a lc occorren-.. una quant.il.ì di iodio maggiore che }JCr il corri~pond<'nte sirro materno . Un fatto pa-radossale, c he a. tntta. prima ci la::;ciò molto perplessi per la sua interpretar-ione, f11 iii s0g-uente : ment.re per un g-ran mlm<'rO di coppie -madre e feto - la quan t it.à. di so lmìone iotlo-ioclurata nere~saria per ot.tenerr un evide nte efil't.to ('ra inferiorE> o eg-uale a cc. 1 ,3; p<.'r a lcuni casi, invece, occorreva.no qua.ntit;it a.~);a.i Jll<l-g-giori: e re . 3 o c<·. 4- lasciavano il siero ina.ltcra.to, cioè non si verilìci\vu. flocHlazioue nè intorbida.mcnt.o di sorta nè n(·l s iero d<'Jla, madre n (• nell)iero ch·l liglio. Qut?~to fenomeno, come si disse, avveniv<~ a coppie e i ntrre..,,.;.:wa. ciascuno dc·i due componenti, madre e figlio , non cu lp iva mai if'lo latamente il e:;icro maLcmo o il s iero ff't a le, ma entrambi. Bisognava, ammf't,tere che in que:~to caso vi fo sse un fattore, comune al siero della maclre e del fìg-li.o , che aveva, subito qualche cambiamento . A noi pat·ve verosimile cb e tn.le muta m ento fosse d a ricercarsi n l'l varhue della r eazione e n el nostro caso 'ta reazione ·fosse più a lcalina della norma. - Ph 7,3. Natttralmentc la rea,zione non ò sens ibile al tornasole. Noi pensammo scnz'n,lt ro di provvedPre a lla corre?.ione della r eazione, ~-..ggiungendo a l sier-o unn. quantltfl. di soluzione .fisiologica acida superiore - 4. cc. invece d(•i 3 cc. - ~ quella richiesta dal metodo. Operando in tal modo e-<1 applicando poi la solita aggiunta di iodio abbiamo constatato anche in questi casi le note differenze fra madre e feto già. drscritte. È la nostra ipo tesi vera o non occorre qui il caso contemplato dal Botelho di una variazione delle proteine pre~enti (iperalbuminuria)f Si sa che l 'A. spiega in p arte l'insuccesso del suo metodo col fatto che il tenore in protoidi del siero è globalmente aumentato o diminuito, r agione per la
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LA .REAZIONE DI BOTELHO E LA LABlLlTÀ SER I CA
quale Botelho ed i suoi collaboratori oggi integrano il loro metodo con una refrattometria.. Praticando la sua. reazione con sieri sperimentalmente concentrati o diluiti, Botelho constatò un fatto indiscutibile, in apparenza paradossale, cioè che più si diluisce il siero e più la sua reazione tende a divenire positiva, più lo si concentra e più la reazione diventa negativa.. Allora l 'A.. ebbe l 'idea. di e;;a,minare refrattomet ricamente i sieri che <la.va.no una. fals.'l. reazione1 positiva. o negativa., per vedere f>C vi fo sse una, ipo o iperconcentrazione delle proteine. Egli constatò che >:ono i sieri idremici che danno false reazioni positive e che a ll' incontro i c<brcinomi a rea,zionc negativa, si riferiscono a. sieri con elevato tenore in a lbumina. Botelho f'f><~m ina ora sis tematicamente al r efrattometro i sieri prima di effettuare la reazione, concentrando quelli troppo diluiti, diluendo quelli troppo concent,r ati, e riconducendoli tutti ad uno steRsO tasso di a lbumina. Molte reazioni, elle prima erano negative, d iventano cosi positive t>d iuvt>rsa.mente i sieri non cancerosi ipo-a.lbuminosi restano negMivi. I gnorando questi pro cedimenti d ell'A. ed introducendo la nostra correzione come abbiamo detto, noi venivamo indirettamente a, diminuil·e la qua.ntità. del siero e quindi a operare come Botelho. Vedrerno ora l 'imporli~bn za che la concentt'rLzionn ionica ha sulla floculazione. Partendo da questo incidente sperimentale noi abbiamo sistematicamente indagato l'a.zione della concentn1.zione degli idrogenioni, facendo variare i sieri dentro ampi limiti della. zona a0ida.. A que:;to sco110 ci . . d"1 rego l a to r1: . ncetMo uci<lu a<'l't icn di Plt 6 " fi100 stamo preparat t" una serte <li s<><llu · a Ph 4. In una. serie di provette a cc. 7 di cin.scun rc,g:o latore abbiamo aggiunto 2 cc. di siero di bue. N elle prowtt.e V, V l ! VJI (vedi Tabella 1), a.vviene un leggero intorbidamento - dovn t.o alla globulina presente, per la v icinanza d el s uo punto i.soelct,trico - (Ph = 5,5). Abbiamo perciò aggiunto qualche goceia di una solur.ionc concentrata di cloruro so dico fino a ottenere i rispettivi sieri nuovamente limpidi ; naturalmente, per r egolarità sperimentale, quef>ta aggiunta venne fatta anche nelle rimanenti provette. Da ciascuna provetta si prelevano 3 cc. del miscuglio tampone-;;iero e a questi s i aggiungono prima cc. 0,5 c poi nuovamente cc. 0,5 d ella soluzione iodo-iodurata di Botelho.
= ...,
==
TABE LLA. I
Ph = dopo 15'
t
II
UI
IV
v
VI
VII
6, o
5, 6
5, 3
5,0
4, 7
4, 4
4, l
- --
-- -
+-- ++- ++ + +++
+++
dopo 40 minuti si osserva una aumentata flo culazione, da prima solo accennata, da sinistra verso destra. in vicinanza del punto isoelettrico. Le differenze sono già ben sensibili dopo 15 minuti. L'esperienza. dimostra quindi nettamente quanta. parte abbia nella reazione la. concentrazione degli idrogenioni. Ciò noi abbiamo fatto non
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LA IU:.\/.IOXg or DOTfo:LIIO .F. LÀ LADll.I'IÀ ~F.HICA
l!ià percb~ Jl(•ll l~ prati<·a. o p(•t·u rHlo eon va.ri Hieri s i verifitbino g li ~;bilan c i di Plt regi,.;tra.ti ne lla, t a lwl h ~ -:-;e mai ero;si avverr~>hbero per Ph ) 6 - , llla, so lo per dimo ~trare <:Mne sia p refc•ril>ile, vo l<'tHlo lH'aLica.re la reazione di Botelho, lll <' t t rrxi a l topt•rto d a,Jle variazioni del Plt. In que~<to sen so noi ll>bbiamo modific,ato l<L re•l·r.ione praticandola. C'OD eonce nh·a.zioni ioniche co~o;t;~nt i , r(•go lando (tampunantlo) i s it•ri. A questo scopo abbiamo praticato h'to flornlar.io 11e co l r<'a.tti\'O di Bot(.•lho su s ifri por t.ati ad una dE'termin:Ha. concenl razione ionic·a, aggiungendovi q11antità- suflìcienti di b'l.mpon i-rt>go la l ori ( pufl't-r), i n lllOÙO che La. reaziont> l'osxe n•go lata (t:o~mponat a ) e indipPuden te da.lln, reazione primi t iva dei Rieri ~ 1<':-;si . Abb ia mo p raticato 4,7; 5.0; qnest<-L r<•goh>r.ione pH va.ric• CO JW<' Dtmzioni ioni<'he: P/t. 5.6 : 6. ~ei prc>parMi in rui la co nceJt tra,zio ne ionic·a. è miHore (Ph ln:lgg iorr), in vicina.nza tioè dd punto isoelettrico, la. quanli tà di iodio nect>ssaria p(·r preeipit·arr ilmiscn!!lio d<>i prut(•idi del s iHO è minore. il ehe appare evi(lc·nt t• d a lla.1'nlwlla l I. A 0,5 c<·. di siero s i ntPscohno 3/1 <:c. d el tampone corri;;pondC'ntc>. poi 2 gocc:e d i <•lnl'llrO di :;odio a l 25 ~o (•d in seguii o "i prat'i('a. l '<t·ggi 1wll~ di iodio, come <bl :-;o l it o, !ìno ad ot.teners i d(' ile nette di fl'\'n•nzr· fra la maclre <'d il feto . L ·a.g ginn ta. d el lampone all"iero pro d ne<:' un l\·gp:ero i n t orhich~Jueu to doYuto l~ll a p re· cip itnzione parziale dt>Lla. g lobulina., op~l·ra.men to ed inlorbiùamcnto maggicn·e nf'l s iero m aterno dove la glohnlina. a.bhouda. Anzi osserveremo a. qllPRtO proposito <:l 1e il :-JÌI:'rO materno, co mP pure il s it-ro patologico, ronfrontato tol sie1·o normale, presen t a. sotto questo punto di Yista notevoli dill'erNtze1 ehe )JOtn~ùbero sc>rvirc a. distingm•rli fm lo ro. ~oi in quc:;;to cai'O a·bùiamo aggiunto tracc<' di eiPttrolita. (2 gocee di cloruro so dico 25 %) l'ii a. nel miseug lio contenente siero m aterno che fetale, atf,f:' a dis perd<'re i tìni:-;s imi fiocchi formatisi, in modo da riottenere liquidi p c>rfdtamcnte limpidi : so lo a llora viene praticata l'a.ggitmta del rea.ttiYo di Botl'.lho (;;oluzione io do-iodura.ta).
=
T ABELLA IL
r Ph =
siero cc. . tampone cc. . . . . . . sol. i odo iodurat a gocce
6 O,fi
3. 5 i
II
I il
IV
5.6
5. 0 0.5
4, 7
u.o
3,5 6
3,5 5
0.5 3.5 4
D opo alcuni minuti comincià l'in torbida.men to nelle provette contenenti il siero ma,terno, intorbidamento ehe, dopo qua.lcbe tE'mpo, va fino alla ftoculazione completa, mentre le conispondenti provette contenenti s iero fetale s i man1·<'ngono limpide o appeua a.ccenn::m o ad un intorbidamento . D alla Tabella li appare che le qua.nt.ità di soluzione iodo-iodurata necessarie p er produrr(:' f!Uesto effetto va.r iano a seconda del tampone impieg~•to e cioè la qua,utità del iodio richiesta è tanto minore, quanto è più acida la soluzione tampone, cioè quanto più i miseugli si avvicinano alloro
LA REAZIONE DI DOTELHO
65
E LA LABIUTÀ SERIC"A
punto i:;:oelettrico. I risultati che noi abbiamo ottenuto con questa modificazione al metodo di Bo telbo sono per o1·a assai soddisfacenti poichè non si verificar-ono più gli inconvenienti do vuti alla reazione iniziale del siero. E ciò è evidente, poichè l'aggiunta di acido nitrico, non colTegge sieri che abbiano reazioni iniziali diverse, mentre invece se alla soluzione nitrica si sostitmscono i miscugli acidi O:e~:;~ ~~e!~~to questi conferiscono ai sieri una determinata concentrazione ionica, a cidificandoli e r<'golandoli (tamponandoli) nello stesso tempo. Avendo così determinato anehe col metodo di Bo telho il v~~riare del valore di floculazione del siero materno e fetale, come già si era fatto in precedenti lavori con altri metodi (13), ci si domandò se a nche in questo C<'bso le differenze di floculazione non stessero in rapporto con il diverso grado di !abilità che distingue il siero materno da-l siero fetale. Come è noto, e come da noi già in precedenti lavori confermato, questo grado di stabilità e rispettivamente !abilità serica, dipende in gran parte dall'aumento relativo della globulina e cambia col variare dell'indice albuminoideo. Ci restava a dare la dimostrazione sperimentale di questo fatto, vedere cioè che influenza. avesse sulla flo culazione prodotta dal iodio l'aumento dell'uno o dell'altro dei componenti proteici del siero : albumina o , globulina.. · Cercammo di realizzare questa: esperienza coi miscugli riferiti nelle Tabelle UI e IV. Nella. Tabella III si confronta il siero normale con un siero addizionato a globulina, aggiungendo ovunque una. :quantità fissa di soluzione di iodo-iodurato e studiando i miscugli in vari gradi di acidità:
'l'ABELL.\ rrr.
n Ph .
Tampone cc. . Siero cc. . . . I odio cc.. Tampone cc. . Siero·gl. cc... Iodio cc. . . .
Ili
I\'
\"
\"L
VII
5, 6 5, 3 6. 0 2. 5 2, 5 -~. ii 0.5 0. 5 0. 5 0.5 0. 5 0,5 - - - - - - -t- -
5.7 2.5 0.5 0.5
4, i
4, l
2.5 0. 5 0.5
4,4 2. 5 0.5 0, 5
2.5 0. 5 0. 5
0. 5 0.5
2.5 0. 5 0,5
2. 5 0.5 0.5
2,fi
0.5 0,5
2.5 0.5 O.fi
+- - ++- +++ +++ 2,5
2.5 0,5
2.5 0. 5 0.5
o, ii) +-- +-- ++- +~-+ ..L ..L ...L' +++ ..L ..l.. ..L'
Come abbiamo fatto nella e~peri('nza. precede n t e (Tahella Il }, anche qui venne praticata l 'aggiunta al miscuglio siero-tampone, di :tlcune gocct> di una soluzione concentrata di cloruro di sodio in tutte le provette, pE'r togliere l'opacamento form atosi in alcune di esse in seguito all'aggiunta d ella soluzione tampone. Ottenuto ovunque un uguale grado di limpidezza, viene fatta la solita aggiunta di iodio. 5 -
Oicrllale d l mcdici1111 milì/uJ'C - F'a,;c. l ·
66
J, A REAZIONE DI
DOTEL110 E LA LADlLITÀ SERJCA
In una. seconda serie di esperienze viene confrontato un siero addiz,onato con globulina a un si<'rO addizionato a alùumin:l.. I due compo-
nenti proteici del siero so110 ottenuti sottopon(mdo qu<'st.o, d.iluit.o una volta con n.cqua, alla osmosi clctta:iea che pt~rmette la separazione quantitativa dell'albumina, completamente priva di elettroliti, dalla globuJina.. L 'albumina che risulta così cliluit.a a metà del suo volume inizi~~l e, viene riportata alla sua. conccntra7.ione originariH, concPntra.ndola a bai'F:a tPmperatura (37° a 40°) con apparecchio di Faust. La glo buli.ua, si scioglie e si riporta al volume che aveva nel siero originale con soluzione fisiologica. L 'albumina che, come si è avvertito, risulta complotameute priva di elettroliti, viene addizioml.ta a cloruro di sodio e r icoudotta alla Mncentrazione salina che aveva nella soluzione serica originale. In due serie di I'icerche parallele, a siero mesc.olato ad un tampone determinato, si fanno aggiunte crescenti di albumina, e I'ispettivamente di globulina, addiziona.ndo poi ai miscugli così ottenuti la quantità di iodio ùMa daUa tabèUa ~;eguente :
I
Siero cc. . . . . . O, i
T ABELLA
IV.
Il
lll
0,7
Cl, 7
o, 7
2
5
7
2.3
2,3
2,3
Albumina eone. e
sal. gocce . . . Tampone di P h= = 5, 3 cc... 2,3
I od iv cc•.
v
lV
vr
0, 7
O, 7 cc.
2,3
2,3
~5+~2~5 + ~2~5 + ~20,5 + 0,20,6+~2~5 + ~2
+++
Siero cc. . Globnlina gocce Tampone di Ph = 5, 3 cc. Iodio cc. ' . . .
++-
-~+~
+--
---
---
J\'
v
vr
5
0,7 7
0,7 IO
o, 7 cc.
(),5
o, 5
O, 5
J
H
]J]
o, 7
o, 7
o, 7
2. 3 u, 5
2 2.3 (),5
2,3
2,3
2,3
2, 3
O, 5
• I - +++ ++ + +++ +++ +-- T
~cl nosLro ca!SO a.bhiamo aggi un to ovunque dapprima cc. 0,5 di solu-
zione iodo-iodma.ta. Dopo questa aggiunta si osserva una netta distinzione fra la serie d<• Ile provctt.c contenenti albumina c quelle contenenti globulina. Questa di!Jen.mza divcntn, l)ilt i.ntem;a dopo una. >;CCOJHl.a aggillnta di iodio cc. 0,2. N<•Jla, serie delle ptOYette contcn<.•nt.i g lohulina, si ha un intorbidamento e succcssi~·a Oocnln,zione, crc..<>een1.c da I fino a V, meut,re nella serie con tenente l'albumina., l' intorbidamento decresce da, I a V. Le due tùtime :provette di questa ultima seril" rima,ngono perfettamente limpide. n fenomeno è anche più evid<'nte confronta.nùo fra loro la provetta VI della I e la VI della II serie, cont(~nenti l'una esclusivamente albumina, l'altra globuljna :Mentre l'albumina rimane perfottrun<>nte limpida, anche dopo 10-12 ore, la globulina flocula, senz'altro, fino dalla prima :t.ggiunta di iodio.
LA B.EAZIONE DI BO'l'ELHO E LA Tu\BILtT.\
67
Sl::HlCA
Per covere però un'esperienza evidente c dimostra·tiva è necess~brio fare un.. giusta. addizione di iodio, in modo da evitare un forte intorbidamento iniziale, nel qnal caso non risulterebbero evi denti le differenze fra. le prime e le ultime provette della serie. Se l'aggitmta di iodjo è troppo grande, nella serie dell'albumina, le djjferenze si ossN·va.no solo durante i primi cinque o dieci minuti e tendono 110i a scomparire, perchè l'~bzione protettrice dell'albumina è relativa e Ewompare di fronte ad una trop}JO grande quantità di soluzione iodo-iodurata.. Le stesse cautele sono da osse.rv;~rsi per miscugli oontenenti la globulina. È importante, come abbiamo già osservato, eh~ l'albumina, la quale, durante il processo della elettroosmosi,risulta completamente priva eli elettroliti, V<'nga sa.lata con clormo di sodio al 0,7 %, oome è nel siero, sia per avere le due serie di miscugli nelle stesse condizioni sperimentali, sia perchè l'azione protettrjce dell'alb1nnina non sarebbe altrimenti manifesta..
Dalla Tabella IV risulta chiarament-e l'inlluenza. a.ntagonistica delle aggiunte di albumina e globulina al siero. Si potrebbe pe1·ò obiettare a questa esperienza che nei mìscugU in II, l i, IV, V, la concentrazione dei proteidi va aumentando ; ora, da quanto si sa, una data quantità di iodio atta a floculare 1m miscuglio contenente una data quantità di siero (cioè di una certa concentrazione di proteidj) non ne flocula una quantità superiore. Abbiamo perciò fatta l'esperienza S('gnente e.he ci pare più oorretta.
TABELLA
Siero cc . Siero globulinato cc . Tampone Ph = 5,3 cc . Soluz. iodo- ioclnrata cc .
v.
I
li
Hl
0, 7
0.5 0,2 2,3 0.8
0,3
2,3 0.8
l\'
O,-~
o, 7
2,3 0.8
2.3 0,8
Per evitare troppe grandj a,ggiunte di cloruro dj sodio in questa espe ri('nza come in molte alt1·e a.ffini, che non abbiamo riportato in questo lavoro, la globulina veniva direttamente disciolta in s'iero (siero globulinato). n tampone, como al :solito, determina. intorbidamento in a-lcuni miscugli, p~r cui è necessaria l'a.ggiunta di tracce di cloruro di sodio per chiarificare nuovamente i miscugli stessi. L 'aggiunta va fatta natmalmente in tutte le provette. In I il miscuglio rimane presocrhè limpido per un temlJO indefii\ito, in II si ha tm leggero intorbidameuto che dopo 24 ore dà luogo ad un leggero sedimento, in III il fenomeno è più accentua.to, in IV si ba subito floculazione. Altrimenti vanno le cose con a.ggilJllta dj albumina. L'a-lbumina. in questo caso era in una concentrazione di oltre 8 % cioè tlgun.le ci1·ca alla concentrazione globale dei proteidi del-siero.
6fl
l, A
1~1-:AZlONr:
Ul BùTfl:bllO
l~
LA r."' n11. rr .\
:ql!:l\ll' _\
T .\ Hl·; LI..\ \'J.
!-;iero (:(' A ilmm iua ('(; TnHlponP !'h = 5.3 l't' . S0luz. illdO- i<•durH l a l'C .
o. i 2.3
LO
Il
Ili
1, .
0.5
0.3
11.2
0.-l-
2,3
2.3
O, 7 2.3
l,
l, O
1. f l
c
S'on v(•nm• fa.lt;~ a}!}!illll1<~ tli f'luntt·n eli ).;tHlio IWI'('hÌ' inutilt· in (Jitf'sto ca:>o. UJHL addizione di l'lonu·<l di sudio fa, ~ì cht• ton a.g'giunt.a di i o ~l C'C. di ~oltt;~,ion<' iodo-icHltH'at.a. non si v<•rili<ja <Ln<·nra fiot•nlazionP. L'a.ddizionc di 1 11(\. di solur.io1w iotlo- inclttrala <h dopo :! ore ,llohtlaziOJW not<•volf> in I , fioculaziOll(' ciw \';t )i('lillJI't' dilllinn~rttlo in fl. <·d i' lif'vi-;sima ill nr; il miscuglio in l V non oll'rt• ;tlt·un t·<blllhianwnt.o JH•r ag-)!iunta di l <'< :. ni> per quantità molto sllllt'riori di soluzion<· io<lit·.a. J,a pro!.t·zionc dal<~ tbtll.albuminn. (l qni dunque fortt•nwnt~ lll<M'<.::1La. Jlll'lttrc Jl<'l taso corri~pond<>nto la so l ~L g lobulina. d:wa. il ft•nomt·no opposto- una imnH.>dial<l. lioculazion<.'. D<t tutte CllH'sf·p e~pc·riPnze ri1lHII.a <•vi<lPnl e COIIH' le V<tria.zioni di'l . . .J<l ~>O: ulburnirHt . t.ano un <·a.Jn l n:lllH'JI . [ o sns t anztn.le . a lb UilllllO bw· mtpor q uoztentc g1 ll13. nella noculazione. L 'albumina e la. l!lohulina hanno twll à ren;r,iOLH~ un ruolo decisamente Ol)]10sto e Jmtnife~-;ta,uo di frontt• al iodio uno !'picca.to antagonismo. L a causa va. ricercata forse 11el diYcrso caratt<.'r-c colloidale dei due prot('icli, l'uno piit stabile e l'altro più labile. 11 prevalere dell'uno o dell'altro ll('l !'icro o nei misCuf!li nrtili<·.ia.li ot.l.enut.i, c·.onf<•ris<'.e a questi un maggiore o minon• g-ra.clo (li :<t..ahil i1.~ . Quale vet•attH'nte sia il me(1canismo d<.'lla rt>a.r.ion(' {> abba:>L:tn,t,a diffteilo <ie<'idPrc• : se 1·~1lhuminn. pro tegi!a h~ g lo bu tina, com(' <1lcun.i affC'rma.no, P formi a.t.t.omo ad ç•ss~t. tm in vo hwro stn.biJ izzatore. eonfcrendogl i una vart.c dd le !'.ll<' q nal if ii, idrofile. che la renùono meno ftocuiH>bile di fronte a.l ioùio; ovvero s<• il iodio si trovi di ~ronte lti due proteitli divisi cd autonomi, tH<hiLiit>~b~nùo sn loro la sua a.zion<' <'lottt'ica col precipit;ar(l. Ja globuliM, qun.ndo l':1.lhnmim1.JlOn lo i.tnpedisc.a. Qua.lsiasi modello ci si formi per :::piCi!are H fcuOitleuo, i fatti che noi a.bbiamo cercato dii mettere in vi:-M~ <:on le nostre PS[H'I'i(\nzr rimangono sempre immutati. ~el caso della gravidanza. iJ prevalere della eomponPntC' lahil<•, la globltlina. eonferi:::r.f' ln.bilità a l siero, la.bilità. che viene nw:-;s<1 in chia.ro eol r('lòttivo di Bo Lel ho. R . Onillt•ret (14), in un suo lavoro recent.i:-;:-;inw, tlE'l quale abbia1110 ~olo a,,7 ut.o conoscenza quando f!ià era.no tcrminM1~ l<> nostre cspl'.r i·c nze, ba. ·audo::;i sopra. numerose e precise <'1.n:tlisi praticate su sieri cancerosi c su sieri uorm<tli, è venuto anch'egli alla. seguente oouclusione: la reazione di Botf'lllo è tanto pil1 fortemente positiva, quanto più il tf>nore ùel siero in . è . t AlhumlnR L'.ù. ~lo . . . go l b u lina anmen t·a, c h e ctO J 1 rappor o g-1.,1Jnllna c1unmrusce. sua vo l ta ha voluto dimostrare sperimenta.Jmente queste sue conclusioni. Egli, partendo da sict·i di nota composizione, pra.tiea su di essi alcune correzioni (a parer nostro non esn.tte) c stuùia. poi i valori di ftoculation.e elci sieri cosi ottenuti. Egli così giunge alla poco consolante constatazione che un aumento sia th•lJa. globnlina, che dell'nlbmnina. - cotlfris pnriblt-s (J
LA REAZIONE DI DOTELl:IO E LA. r.<\DU.IT.\ :;EHl.CA
69
importa un aumento nella quantità di soluzione iodo-iodmata da, impiegarsi : ciòè rende la reazione di Botolho negatiYa.. L e condizioni sperimentali da noi realizzate con a.ggiw1ta. di albumina e globulina a siero, quali sono r4:'gistrate nella tabella V e VI, rendendo in tal modo il siero labile o stabile, e imitando con ciò il processo patologico, sono lill modello grossolano ùi ciò che veramente accadcp<>r il siero n.atma1e. Le condizioni speriJ:uent.ali nelle quali si trOYlH10 le proteine per effetto dei processi di preparazione, per quanto questi siano ~wenTati, no n sono ma.i quelle chesihanno in natun~. Si pensi a.lle molt<'plici ma.nipola;doni chetali proteine subiscono (azione del calon·, dt>U'elettrirità, tratt.amento conl'<'UItivi chimici, di,<;p(•rsionc a.rtiticialc della globulina., ecc.). Om questi sono tutti fattori che concolTono ftd allonta-nar<> il preparato a.rtilìciale dai (·,olloidi nativi, quMi sono contcrntti nel ~iero. Perciò i fenomeui di floc·ula.zione, nf'i no;;tri miscugli, non possono es~<'r<• <·O;-~ì evidenti e cosl ta.rn.ttNistici eorue >;ono nei sieri uatnra,li. }:cii<> uo~tre <'SJl<'rieuze iusomnnt. noi I>òs;;iamo os::;ervare l'nndanlt'nto qnc~lit.a.tiYo d t'Ila l'<•azione, non già i d<>tf ag-li q uantita.tivi dt>lla medesima.
X oltt. -
Per ).n, clda.rozz<t ùi <tluune e;;IH'J'it'llZi:'- a propo,:;ito <l<•i rapporti fra fioculazio ne c punto isoelettric:o - sarà ùcnc richi~Wl<We brevcrn<>ntc alcune cognizioni che forse non sono a tutti fn.migli~n·i. ::;eeondo J1. !\'fie haelis e tt.ltri chimici iltmnto isoelettrico è defluito da.l lll<\Ssimo della curva di dissociazione di un e l<'ttrolita a.nJotero (a.d es. eli un l>roteide). Iu questo punto la, concentrazio n e ùPgli anioni è uguale a quella
(lei ç<1tionj: conse,:>gut•ntenwnte h'll ea.rit:"h elc•ttrka ]JOsitiYa. del colloide è 11gua.Ie a quella, neg.a.tiva. I colloidi che s i trovano in t.aU condizio11i floculano assai facilmente· Il pwtto i:>oelcttrico oltr<' a questo optimmm, di floctùazione gode ancora di altr e particolarità; es~o presenta un '»liuimnm . di solubilità, di viscosit<l,, imbibizionE>, ecc. Il punto i:>oelett.rico della gloùuUmt è .P h 5,5, pel' cui quanto più i miscugU studiati si avvicinano a questa concentrazione ionica., ta,nto più essi hanno tt>nùc>nza a fl~cnla.r('. Una. analog-a ronst a.tar.ionP si' pui'l fa;r<' pn l'albumiua., llov<~ però in rE'altà le conclizioni (li flocul.a.ziont> - JH'r il carattere pilt idrofilo di questa protein~~- sono più eomplcs~>'è .
=
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70
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G.
GJAUNJ :
SO(.TOLACEXTHAl ;E )1.[ LlT.AHE DI E UlJC.\.Z IOXI;; FI S1C.\- RO~'IA ] ;,\ noH .\TOHIO ])[ Fl:-ifOJ.Otol.\
IODIHUZmftl · Dfl VOLUME, DELL' flfER61l DEl POUO E DEltA PRESSIOftf ARTERIOSI DOPO VARI UERCIZI fiSUI IH MILITARI HOI ALLEnATI. pt•r il dott. Ugo Casslnls, maggior" medico.
Fra i n•etodi eU indagine indiretta intomo al lavoro compiuto dal cuore in d:.tte cirrofltanze, sono La. sfigmobolometria df~ l Sa l!li e !';figmocner. gome>tria del Ohristrn. Quest-'ultimo è basato s u una l<'gge Jisica, })Cf la. quale quando un liquido è sott.o post o ad ttua data pressione, l'energia sviluppata. può venir mi:n11·ata dallo sposta.nwnto eli quef;to liquido vahttata. in centimPtri rubi, moltiplicati J)Cr la prP-~~i on<• dte regna 1wl liquido stesso valut.ata in grammi centimetri quadrati. Si trai ta. cioè di caleolare ver llH'zzo di un f<'nomcno dinamico uon l'equilibrio delle forze, q un le ci ~ rivelato dall'('sa me Ùt' lla pressione arte· rjosa, ma l'riletto di r;;,;e c·iof- l'rtwrg-ia mrf'r.::tnira da r~:;f' fornitn .
MODIFICAZIONI DEL VOLUME, DELL'ENERGIA DEL POLSO, ECC.
71
Lo sfigmoenergometro di Ohristen è costituito da un manicotto di gomma a tensione regolabile che circonda il braccio o meglio il polpa.c cio, in comunicazione con un manometro metallico che indica le pressioni in
grammi centimetri quadrati. Per conoscere lo spostamento prodotto dalle pulsazioni nell'aria del manicotto, l'apparecchio è fornito di una. pompa volumetrica graduata in centimetri cubi. Inoltre un serbatoio di riserva d'aria permette di diminuire la grandezza delle oscillazioni dell'a-go del manometro. Così dunque, messo a zero lo stantuffo della pompa volumetrica, si gonfia il manicotto col mezzo di un'apposita pompa sinchè l'ago del manometro dia delle oscillazioni bene evidenti. Si notano le cifre limiti superiore ed inferiore delle oscillazioni e la media di queste ci darà il valore della pressione in grammi centimetri quadrati. Spingendo allora lo stantuffo della pompa volumetrica in alto si immettono nel sistema manicotto-manometro tanti centimetri cubi di aria quanti occorrono per spostare l'ago del manometro cosiccbè l'oscillazione massima divenga la minima. Il numero dei centimetri cubi di aria immessa rappresenta il volume (V) necessario per riporlffi·e :sotto una pres:sione (P) il volume dell'arteria ùal suo minimo sis!Jolico al suo massimo diastolico. Dopo aver rimesso lo stantuffo a zero, si ricomincia un certo numero di volte la stessa operazione, aumentando la pressione ogni volta di 10 grfcro 2: le oscillazioni divengono progressivamente più ampie e raggiungono un massimo (come per il Pacbon) dopo il quale cominciano a diminuire. Si continua l'osserva.zione fincbè le oscillazioni sia,no ridotte a tal punto da sparire. Si ottiene così ·un certo numero di cifre che danno le variazioni di volume che sotto d ifferenti pressioni ha subìto quel dato segmento di arteria. Moltiplica,ndo allora i vari V per i vari P ottenuti, si ha il lavoro effettuato dall'onda pulsabile: V x P = E, dove V rappresenta le variazioni del voltt?ne del polso (cioè l'aumento sistolico di un segmento arterioso) e dell'intensità del polso, (cioè dell'energia meccanica, dell'urto dell'onda pulsabile contro le pareti di quel segmento arterioso). E poichè l'u.1to dell'onda pulsabile rappresenta l'insieme delle forze meccaniche che portano il volume di un segmento di a,rteria dal suo minimo diastolico al suo massimo sistolico, l'energia ?ncccanica di ta,Je urto rappresenterà il lavoro che sàl-à necessario per produrre questa variazione di volume nel segmento di arteria. Oqn questo appa,r eccbio si può dunque valutare : a) l'a.umento sistolico del volume dell'arteria circondata d:l.l manicotto qualunque sia la pressione da questo esercitata· b) la grandezza del lavoro effettuato daJ polso per produrre questo anmento sistolico del s~gmento arterioso. Poichè è difficile stabilire la parte che spetta al cuore e quella che spetta a1le arterie nella produzione del polso periferico ed in complesso l'azione dei du,~ fatt<Jri è indisRolubik, l 'uno regolnud()Si sull'alt;ro. si deve ammettere chP. in so~getti con cuori ed arterie sani il fattore cardiaco dPl polso sia preponderante e sia quello che determina i caratteri del polso stesso. ~ at~ura1mente è anche tenuto conto delle reazioni v:tsomotrici.
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MODIFlCAZlONE DEL VOLUME, DELL' RNEROIA DEL POLSO, ECC.
Riporta.n do i volumi sulla ordinata e le pressioni stùla ascissa, si tro va una. serie di punti ciascuno dei quali corrisponde ad una misura. Le linee cbe riuniscono questi punti formano il diagramma volumetrico del TAV.
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PEsempio di varlnzione del volume e dell'energia del polso· dopo la cor·~a ed il c!cl L~mo
polso. Uno speciale sistema di cm·ve studiate dal Ohrist.en permette di av-ere sul diagramma il valore di E espresso in grammi centimetri. Il valore di qu<>sta, ricerca ::;ta non tanto nellfl flednzione indiretta dell'energia del cuore C)Uanto nell 'e:<!oune dello stat~o art~erioso. ~ell'arteria
MODlFlCAZIONl!: DEL VOLU~1E, DEJ..L'ENEI~t:L.\ D F. L POLSO, E("('.
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normale si distinguono una elasticità passiva ed una attiva o vivente. L'n t ubo di caoutchouc per esempio, possiede solo una elasticità }lasxiva nel senso che il suo volume ed il suo coefficiente di elasticità sono invariabili. L 'arteria invece presenta un volume ed un coefficiente di elasticit~L variabili dipendenti d a l tono che rappresenta il grado di vaso-costrizione necessario p er i bisogni della circolazione. Tutte le alterazioni del tono determinano diagrammi volumetrici ed energetici divN·;;i. Sono pt>rdò nxxai interessan ti i di a.grammi di va1i. stati patologici (miocarditi, lesioni valYolari, arteriti) come que lli d el polso divenuto m cecanicament.c inl"luffirienh·. Questo fenomeno, che si può verificare anche per il lavoro rnuxcolare, t:on~;i ste secondo Ga.llavardin e Scbrnmpf- Pieron i11 ciò: quando in una nrteria la pres,;ione int<'rna è più forte clelht eRterJHl la dilTert·ll~cl d elle du~· pressioni d cf.crmiila una, spinta (·Pntrifuga SlLila parete arteriosa, ma s<· questa è normalmente el:.tstica , o pvone u na. rf':-;i::;tenza s uffkiente pPr JWrmettere nn aumento minimo del volume dell'arteria; le N;c·ur:-;iolli tlella parete arterio~a si compiono cosl nei Umiti d<•lht frtsr rli f'spollsimt P dell'aJ'teria. Quando invece la prc:-:sionc Cl'\h•rna 0 magg-iore dc•ll'intl•rna pur non essendo sufficiente a comprimere del tutto l' a t·tt>ria, si prodlH't' un c·olla:-,.;o con d eformazione più o meno grande del lnme dell'arlt>ria (faN(' 11i dt forma zio-ne) e le s ue pa.r cti si avvicinano o si t-oc·rano senr-<l <:h<' perc·iò ~ia impNlito il pa;.;saggio del sangue ; in qupstf' condi?.ioni un lPI{xcro <tuiHento d<>lla p ressiouc interna. basta per fare es('guirc alle sue paret i d ellt> oscillazioui notevoli. Quando la pressione esterna aumenta an<·ora, di piì1 il colla",.;o d e ll'arteria diviene completo cd il sa n~'l.te nou p:tss<'L pirt (fa.;<' tli c.OJll)Jr<•ssione). Jl pas!4aggio dalla rase di f'S pansione ~L qnclla di tlcformazioue e da queflta a quella di compressione è m'gli Rlati patologici dell'art-eria e pc·r le variazioni del tono (negli stati normali è t·on tinuo) diseontinuo. In una linea cont inua ciascun p1mto di di!;c·ont.inni tà. deve imprinwre alla lim•a 1ma deviazione. 11 primo punto di di;o.;c·ontiuuit·à si mani[t>xt a> :;ul diagr·amma a ca.rico della curva aseendeote ed è rirrrito alla pres:;ione minima : è raro. n secondo ptmto cbe segna il limite fra la faxe di d eformazione e quella di compre:;Rione si t rova sulla branca, di. c:Pndcnte dd diagra.mma e compare in tutti i casi n ~i quali l'energia. dell 'urto pnlsa t·ile n on basta a riportare r a.rteria al volume normale. È questo il poh;o nwt·canica mente insufficiente che può dipe nderE' d~t una pa.raU:;i dei V<I~Si motori come da sclerosi delle arterie. Ho studiato quindi il comportament o del volume e della t"IH:'t'~ia, dd llOI:;o nei sel-ttWnti eserdzi tisici : a) fle~s ioni alle parallele es<'guite una sol<t ,~olta. <hl. ft'rlllo c diet·i
volte di seguito da fermo. h) flessioni agli anelli, id. id. c) arrampicata a lla fun e di nove: metri ; d) corsa di 150 e 600 metri·; e) marcia di 600 ~1 1 800 metri. f ) pugilato ; g) ciclismo per 3ti00 metr.i.
La mancanza di a llena.mento nella maggior parte d t'i giov·ani sottopost,i alla rieerra e di t>tà fra i 20 c 34 anni ~ :-:tata pt•r nw C'O n<lir.ionl? e:;-
74
:\IODI:FlC'AZIONI DEL VOLUME, DELL'ENERGL:!. DF:f. P OlSO, ECC.
sen~iale in questo studio. Ho fatto sempre l'esame sfigmoenergometrico a
riposo uneudovi quello della :pressione arteriosa col P.achon e della fre-
quenza del polso, ripetendo quE'st,e ricerche subito dopo finito l'esercizio. TAV.
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ll:lo'cmplo: di variazione ·. del. Yolume c dell'energia :del polso dopo la marcia c nessioni alle pnra.lleto
Tra le varie riN~rche ben note f;ttl eom portamento della pre~s ione aTteriosa in rapporto al laYoro muscolare mi sono sembrate più complete quelle dE'l Pachon stesso. il qunle, studiando il rllpporto ha gr ado di allena-
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MODIFlCAZIONI DEL VOLUME, DELT} ENETWIA =DEr, l'OL':IO, E CC.
73
mento e variazioni della. pressione per effetto di un detP.rminato c~ercizio fisico, è arrivato fino a ritenere di poter proporre dei criteri funzionali p er giudicare dello stato di allenamento di un soggetto ad un du.to esercizio, come del dosaggio e della scelta razionale degli esercizi da far~i nell'educazione fisica. ~ell'individuo non a.Uena.to constat·ò un abbaf;"amento immediato e simtùtaneo della pressione mas8ima e minima ; nell'individuo non sufficientemente allenat<> vide variare la pressione mas8ima e minima nello stesso senso presentando tma. differenza fra loro più con1tiderevole che allo stato normale., infine nell'allenato t rovò cl.1e la diiTeren:r.a trn le due pres1>ioni è minore, le loro oscilla zioni sono ridotte e il loro ritorno al normale è molto più rapido.
Le osservazioni da me fatte dimostrano che : l 0 Per una 8ola fle8sione alle pa·rallele con shtncio da terra e ritorno
a terra si ba un aumento medio dell'energia del polso di 35 grammi centimet ri; la pressione sistolica cresce in media di 30 millimetri H g., la diastolica solo di 10. Le stesse flessioni ripetute 10 volte danno un aumento dell'energia del polso di 40 gran~mi centimetri, un a.umento della pre~siono sistolica in certi soggetti non maggiore che per una flessione, in alt.ri invece aumentata di altri 15 m illimetri (totate 45), me·ntre ln diastolic·.a raggiunge i 15 millimetri in più del riposo. La freq uenza del polso è rimasta costante o di poco diminuita per una sola flessione, mentr e è diminuita ancor pià in a lcuni soggetti per IO flessioni ed è aumentata. in altri discretamente ; 20 P er una sola flessione agTi nnclli l'energia. d el polso è a umf'ntata in media di 35 grammi centimetri. In un soggetto dopo 9 flessioni Ri è avuto un aumento di 105 grammi centimet ri. La pressione sistolica p er una sola flessione è aumentata in media di 20 millimetri e p er 10 flessioni di 35 millimetri; la dias.t,olica di l O millimetri per una flessione e di 15 pe1· più flessioni. La frequenza del polso per una flessione è diminuita in media di ~ puJsazioni, in un soggetto solo è aumentata di quattro, mentre per più flessioni è dimimùta in media di due e in quello ste>;so soggett.o è cresciuta di 8. In complesso dunque questi due esercizi non sembrano diJierire sensibilmente fra loro per gli effetti che esercitano nel campo della sfìgmoscillometria e della sfigmoenergometria ;
3° Per l'arra·mpica.la alla j 1l:ne di 9 metri l'energ ia del polso è a umentata in media di 43 g rammi centimetri, la pressione sìstolica di 63 milli metri, la diastolicà di 11, la frequenza del polso è a umentata di 10 pul-
i;azioni ; 4° Nella c01·sa. tli 250 1netri fatti colla media di 35 secon di l'energ ia. del polso è amnentata di 33 grammi cent imetri; la diastolica <li 15 e la frequenza del polso di 19 p ulsazioni; 5° Nella corsa di 600 metri copert.i in media in 2' 30", l'energia d<·l polso è aumentata di 41 grammi centimetri, la pressione si::;tolica t> aumon· tata di 65 millimet-ri, la diastolica di 15, la frequenza del polso di 31 pulsazioni. In un soggetto, per tma .nuova corsa di 600 met.ri ripetuta subit o dopo le misure della prima e oompiuta in 2' 38", si è avuto un a umento <lel·
l'energia del pol>;o di 97 grn1nut i centimetri, cl~lla pre:;sione sistolica di 9.} millimetri, m(•ntre la diastolii<:a uon ha. snper<tto i 15 millimetri e la frequenza del polso è anmentat~1 <li :33 pnh;a;r,ioni. Sono i primi segni della fatica che avvaiono IH'll 'Nqwrimcnto pdma che il sog-getto ne abbia sensazione i :'\eli(' marcìe le os;;erva:t.ioni furono ripPinte più volte in un solo ;;ogg-etto 11otando dopo GOO lll<'l·ri colllpiuti iu 4.' J!)n 1111 <mmento dcllaener.~ ia, tlel polso di :W ~ranuni t:(•ntimcl.ri. un :ttllHPnLo dt•lhtpres:-;ione sistoli<-a. ili 'il millinwt.ri, delht di:tstoli<'a ùi :!0 t• d1·lla freqnPni'.a del IIOlso di ~8 battiti. P er nH ]Wn·or:;;o d i J ~00 mPtri in 1:r l l'! 1· c•uer;:.:-ia :l(•lpulr-o i• a 11111('111 <Li n meno che }>(.'.t i 111. tHlO e to:-;ì la prc·r-sioJH' arteriosa e la fl'Np tc•n;r,a dPl pols o. Que:--to esempio <limost ra t onte, ton ht cu11t inuazioliP di nn ('R('J'(·izio, compiuto rt•golarmrnle i Y;llori (l• •ll'f'nergi;l dl'lla fn•(III('I1Za tiPI pul:-:o <' d<•ll;t pl'<.'liSioiH', pO,;J.;a no mig-liot'al'l' gr:trl:ilamc•tile <·Osi ìl;l l'PtHI•·rP piìt tolkl·: l· bilP daiLtppara.to tanlio-va:·wolarc. il );1\ oro stN,so; 1)0
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7° S<•l pugilato, in nn pugilatDn· pP:-:o mo~<·a . dovo una soh1 ripre:-:a di :r .-i è c·on:-;Lt.t<tl o un auw<•nt o dPll'ent•J·gi:t tl1•l polso di :-:o lo J ~ ;.rra-mmi t·eulinwtri, della pr(•:-:si()JH' ,.;j,;(oliea di 100 millim<'h'i, d<•lla dia:'tnli(·a diJ i) t'ti<' Ila frequ<•n;r,a dc•] pol:-:o il i :.!] hai t il i. 8° :\cl r·ic-fi.~,l,o in li n(' (:WOO mt>t ri c·n1wrt i alla lllt>dia èl i lO') renergi;t tld polso i· ;HJnH'nlata di ~O g1·amu1i <·<'Ili Ìllll'tri. la pn·,;:-:ione ~isio li t:~ di .)I).U millimetri, la diastolic·n, t li J ii<' la fr<•qJu •uza dPipol:-;o tli 48 battiti ;t\ minuto . Per Ull ~ìOI!:~ett.o c:lte ha illlpit•g<LtO a lll' l'l'(ilTCI'(' i :woo Jll('t ri '9 minnti. n·lot'ità. oraria di bn. ~~all'ora, Ltume11to dl'll'c 1wrgia ùPl polso l' :-:lata di l:l~ gralllllli ('t'llliHWtri. iudiN• JIOil duhhio d<•llo ~fo rzo l'at to Sl'l17.<ì a lle n ntll<'lltO.
Con;-;idern t Hlo i Ya lori cl(;') r euergoHwt ria tlopo vari t'sl'rt.'izi , si Vt" de com t· il din<lntismo dPl pt)l:-:n aumenti entJ'O wpport.i diwr~'i eia :5-0I!~Ptto a soggt•tto, 1\t;l ('OIIH' lll<'flia Jli'I'>'<'IH"ht• llg'11Hli Jlt'l' ai<·1111i ('li('I'C"Ì7.j rl ilfi'J'Pl1ÙO :-:uJtantO }Wl' un nta g~tiore allll\('lllO 11(•1 ('idi.-nu>. È n•rlo c·ulll\lll(JUe ('hf' ogni oggetto pn·:--<•nl:l un t·ompnTt;nnento iucli,·idu:d<• n<•i valori del volunw P tlPll'onergia del poho di l'rontl' al laYoro nnlsrolarl!, ma c·lw, <·ome la ta vola 1n dimo~tra, q11!':-:ti \'alori aumentano c•on l'amnentarE' del lavoro Difatti nel liOggt>ttu riportato nella laYola l" in !wg11it.o a.f ripeter"i della c·or:;a di fìOO nH·t.ri <;.on un hre\ i:;:-:imo JH'riodo di riposo. l'energia del pol:<o ;mmeuta tli triO 1-!l'flll\Jni <,t•ntimetri. In <J1H'"to <'<t~o il diagramma. mostra c.h ia.ra mc• n te, già aec·t'n nato ùopo la prima eor:-:a, ma piìL speria lmen t C' dopo la :':<'t'onda, quf'llo :;tat.o ciel polso rit.cnuto nH;> c<·.anieamente insutlici<'nte. FPnonH:uu qunsto che mi sembrn d.i nott'YOlc import,auza. percht:· pur non estit•nùo av,·e,·tito dall'iucliYidHo <·on al<·un disttirbo soggettivo. eorri:;pondt• nella pa lpa;.:ioJW al pol ~o ntolll.' talora dJ(•roto, rhe è così fnt·ile <tppr<•;r,;r,aJ·c i n nn :;ogg-l't to non allt·n;lto Rot.topO!!lO ad un eser<'izio in· tcniiO. Ciò ha luogo n uno:; t an t(.. Llllll\1'1\to della pr(•M;ione a.rterio~;;a, fnrst• ;tnzi. a c·au:-;a <li q m·;.;[ o aHnwnl o pl'r un tlistnrbo ,·a somotorio doYnto ;li
MOUTFH'A7.10 N'I OT::f. VOI.UM 1·:, tH:LT.'ENERt:I'A DE L ['Qf.>iO, Ecc.
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prod.ott.i della h•t.ica. lnoltre il (tiagnuuma. volumetrico où encrg-cti(·o iu Ol?lli ::;oggetto si sposta ver~o de:stra., allarg-a la ~ml haRe. <·onRt~~ru~>mm dell";tumento dell"urto dell"onùa pnlsatilt•. Esempio. tl npp COrt'l\ di
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si è osservato il comportamento del volume e dell'ener-
gh\ del polso e della pressione arteriosa, in differenti oserrizi tìsici nQtaudo
che questi aumentano tanto più quanto più intenso o più pmlunga,to è l' esercizio. ma in maniera diversa da soggett.o a soggetto in relazione con l'adattabilità f•l lavoro dell'apparato cardio-vasr.olare.
.,
78 . 0 ' PEDALH .:ILLLL'l'ARE P!U);"()[PAJ.B. DI FLHl::~ZE
(<lit·ettOrP colonnello lrtl'dic o C. PA\' IA)
SULLA UTILITÀ INELErrTHUT~IUPIA IJELLE IJOPPIE CURRE~TI per il dott. Giovanni Blagfnl, ca.piht.1 :0 tncdico, cupo reparto ma'at tie ncn·o"''· )i l'llà ti'fl'ttrolt·rap ia, _ p er lc:5ioni dei nl'l'vi periferit·i, l'uso della corrcnl;4;>
faratli<·a è ormai giu::;tamcnte handito. È noto come in dt>tti casi questa forma di eccitabilità, che può Cl'\:5ere addiri ttura spenta., c in ogni caso pii.t o meno diminuita, cosicchè per aniYare a fa.re contrane i muscoli occorrerebbe una corrente forte, ebe non solo eccit,a l'ammalato o gli resta a.ssai molesta, ma, eccita -i n modo aùdiritt.ura. anormale i muscoli, l<> di cui fibre cadono facilmente in degenera.zione. Quando anche l 'eccitabilità galvanica è diminuita (od a.nehe minima), si eccitano i diversi muscoli capo per capo, nei classici punti di eccitazione - se non vi è re:.ozione longitudina le -· adopera-ndo sempre le correnti pitt deboli necessarie e Sllfiicienti a determinare una contrazione visibile. Se l a ~ormu la di contrazione è normale (C'CI<>CCAn), ci serviamo del polo negativo come eecita.tore e di quello po:-;iti,·o come polo indifferente; se havvi r&tzione degenerativa con ÌJ1Yer:-;ione della formula normale, ci ser viarno invece ('ome eccit:.otore del polo vo,;itivo, sempre in virtil del printipio di adope.ral'C la corrente più debole. :K on spetta a mc decanta.re la bo n là del mf'todo a cni io mi:sono a ttenuto sempre eome a 11n dogma con ottimi risu ttati pratici in genere. ~Ii trovai però di fronte a qualehe raro t<lSO in eui non era possibile adottare il metodo tel'tè succintamente riferito, giaccllè non si riusciva a, ottenere l a conta-azione rnu:-;eola.re nel dominio della. lef>ione nervosa, senza che contemponweamcnte Ri determiua;;:-;e contrazione dei muscoli à.nta-g orusti " sani u. La c~mtm?.ione a. quest-i trasmessa era più intensa., nè si riuseiva ad annullnre, come con una certa fre(Jucnza ;;i veri!ìea, usufruendo m van taggio dd la, reazione longit.udinale in essi inesi1'Lente. Adunque, a meno di non volerE' peggiomrc il malato, si !larchbe dovuto rinnnziarc a tale specie d i terapia . L'inconnmiente però veniv<l· eliminato ~ggiungendo conliemporaneam<'nte a lla galvanic·a la corr<•nte fnl'àÙi(·a in un quantitativo anche assai modico. l\Ji valsi ddl\1so delle doppie eonent i 1ìno a quando non ott.emli nei PP. mig-lior:mwnto tale, che eon:o>l'lltii'sc l' uso ddh sola c-orrente ga~van ìca nel moùo es110sto. L'u!"O dl'lle dOJ>pie correnti in elettrol·erapia,, JHlr non essendo troppo in uso, ~ tutt'altro c-he una, novità. Or non è molto vi richiamn.va rattenzionc il prof. B onno~r di :::.>iena (1), H quale ba~;andosi sulle osserva,zioni (l ) B ormoNI: Ancora sulla 1tl·iWà clelh~ eleltroterapia con le doppie corre11ti. AHi d ella R. Act·nd!'mia. dci Fi:-<ioc.- ritici. - Siena, l fJ:!2, pag. 25.
~OVO A.PPAHECC HJO DA J>N"KO~rO-TORA C"E E TQR,~• · F.NTF.~I
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fatte nei riguardi della eceita.bilità elettrica con le doppie correnti da BABI1~SRI, DELRERl\1 E J .ARKOWSKI, insiste sulla grande utili ti\ delle COITenti associate (doppie) in elettroterapia. Questi ultimi A.A (l) cou osservazioni sulla eccitabilità. faradica latente << osserva.rono come facendo passare una corrente galvanica con un altro apparecchio, si possono ottenere contrazioni faradiche in muscoli appa.r entemcnte ineceit1tbili, anche usando correnti molto meno intense )). I. resultati ottenuti dal prof. Bo&DONI furono pa.rticohwmente buoni nelle affezioni del neurone periferico, come neuriti, polinemiti. Nella tecnica egli raccomanda di applicare o doppie correnti galvaniche, o una galvanic.,~ e tma faradica, o una galvanica e u11a. sinuoidale, o una galvanica e una intcrmittente a bassa tensione, o una galvaui<.;IL e una corrente di )!orton o simili: la base è quella di associare alla corrente galvanica. 1ma seconda corrente indicata a seconda dei casi. I o, come dissi, mi valsi del metodo, associando una dobole corrente faradica alla galvanica e ne ebbi restùta.ti assai sodclist'acenti iu C.,'1Si di esiti di neuriti, con le particohnità. già dette. Ho creduto opportuno succintamente riferire tali osservazioni d olla. pratica giornaliera a conferma che in elettroterapia l'uso delle doppie correnti a volte si impone, e che, se è giusto che la coiTente faradic.a da sola sia da bandil·si nella cura di lesioni periferiche di nervi, essa., associata alla corrente galvanica e sempre in proporzioni assai mo<7este, può qualche volta rendere utili servigi. Sttr /'a.~.9(JrÙtlion deux r.·o~~mn/.~ en Congres pour l'avAncement des scienc·es. -- Ximes, 1!112.
(l) BAlUN3K I, DELHER)t e JARKOI\'S l'l: El~lrotempie. -
NUOVO ·APPAR~~CCDIO DA PNEUMO-TUR.\C~ l~ ri,URACEN1'ESI per il dott. Paolo Cutefl!, tene.1 to m"dic-o.
Il vasto importante campo di Hpplicazioni terapeutichc in c'tu il pueumo-torace si è mostrato fecondo di prPziosi ri~u l ta.t.i, e più che a.ltro il ~;uo impiego n~lla pra,tica d 'urgenza, qnale mezzo, pronto ed energico di emosta-si in tante emottisi e ferite toraco-polmonMi, impongono, clirei quasi, a d ogni medico il dovere di sapere a pott>re oppor! unam('nte fruire di un sì valido sussidio di cura. La recente guerra infatti ha con grande evidenza most.raJo conte solo per opera del pneumo-torace eseguito a tempo, sia. stn.to po$sibile stnìppare a!Ja. morte delle esisten7.e altrimenti inesorabilmente perdute. I spirandomi a questi criteri, e guidato sopra.tutto da concetti eminentemente pratici, senza trascurare il 1Yiù BC'rupoloso ecl etwlto funzionament.o, bo ideato e fa,tto costruire un nuovo tipo di apparecchio da pncumotorace, cb e oltre ad essere facilmente trasportabile, per piccolezza di volume e mancanza di parti molto fragili, consente di intervenire nel modo più semplice, r apido e sicuro.
NUO,VO Al'l'AR E CC HfO DA l'NE:U.~tO-'rORA CT:! E TORAC .ENTE:;I
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E~~o (' co:>ì rostitnito (vedi fig. l) : u.na siringa. di vetro da 100 c. c (A), caUbrat.l1 con cura, a stantulio })UTC di vetro vuoto c scorrevolissimo, (' collegata per mezzo di un comune raccordo, ad un rubinetto metallico a tre vie (B), che la mette in comunicazione da una parte con una piccola ampolla di vet.ro (('), c-ont<>nente bambagia attraverso cui si filtra l'aria,• e dall'altra ron un tubo di metallo a. T (D), l<' cui bmnclle vanno
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ru1a al manometro (E), e l'altra al tnbo di gomma (F) porta.nte l'a.go per l'immissione dell'a.r ia nella cavità plemiea. Il rubinetto ò f::Ltt.o in modo da chiudere una vin. quando a.pre l'altra: esso portfL un'intaccatw·a che limita i movimenti del mandrino al p1uo necessario (un quarto di cerchio), sì da permetterne la manovra anche senza il controllo della, vista. .Annesso all'apparecchio, trovasi un tmacciolo di gomma attrav('rl;! ato da uno speciale tubo metallico a Y, le cui branche divergenti sono provviste ciascuna di un piccolo rubinetto : serve a sfruttare l'a.pparecchio come a~tpiratm·e n,eUa U>mcentesi. Il tutto è chiuso in una cassettina di legno lucido (L), la quale porta nel suo interno dei sostegni metallici (M) che tengono ferma sul fondo la. siringa col rubinetto, il filtro, i tubi di connessione e quattro provette contenenti un trequarti per toracentesi e tre aghi per pneumo-torace.
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NUOVO APPAREo' CH TO DA PN1·)1Thl0- TOHA C"E E TOHAClDlTE.'>I
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La testata anteriore (~) della C'assetta è ribaltabile e consent-e perciò una comoda manovra dello stantuffo. n cope1·chio (0) si apre longit udinalmente e ad angolo l'etto : sull<li sua faccia interna è fìRsato il manometro, costituito da nn t ubo di vetro a U (E), graduato, la cui estremità libera (R) viene ermeticamente chiusa, da un dischetto di gomma incollato sulla superficie interna della testata superiore del coperchio stesso, testata (S) anch'essa ribaltabile, in modo da aprire il manometro durante l' nso dello strumento. F UNZIONAMENTO - Tenendo il rubinetto rivolto ver:>o sinistra, attraverso il filtro si aspirano nella siringa 100 c. c. di aria, si introduce allora l'ago nella parete t ora.c ica e quando le caratteri,;tiche oscillazioni ma.nometriche avvertono che si è raggiunto il cavo pleurico si gira H rubinetto dalla parte del t ubo a T: Re tra i foglietti pleurici esiste sufficiente pressione negativa, l'aria c~ntenut.a nella. siringa penetrerà passivamente nel cav o pleurico ; se invece tale aspirazione })er lo scarso valore 11egativo della pressione endo-pleurica non avviene, agendo sullo stantuffo si determina la immissione attiva, dell 'a.ria. Quando lo stantuffo è al limite della sua corsa, giTando di nuovo il rubinetto si possono n~J)irare nella siringa altri 100 c. c. di aria, e poi immetterla in pleuxa ; così per il numero di volte che sarà n ecessario. Agendo in senso inver,;o, tirando indietro cioè lo stantuffo quando il rnbinetto guarda il tubo a T è possibile det erminare la deco ~npressione pleurica. Se invece si collega il raccordo porta-filtro ad una delle bra.uche del tubo a Y del tUI·acèiolo posto a chiudere una c·omune bottigLia, con appropriate ma.novre dei rubinett.i, sarà facile pratic;tre il vuoto nella bot·tiglia suddetta, ed ottenere quindi, attraverso l'altro capo del tubo a Y collegato al treqnarti, l'aspirazione di liquido dal ravo plelU'ico. Nessun inquinamento subiscono in questa operazione le pa.r ti costituenti l'apparecc·hio da pneumo-torac.e, che viene cosi a sostituire l'aspvratore del Potain. Credo doveroso richiamare l'attenzione anzitutto sul fatt.o elle l'apra.recchio, pur avendo dimensioni ridottir;sime (il pii1 piccolo oggi esistente), pur presentando grande semplicità di costruzione e di funzionamento, possiede tutte quanti le doti neressarie alla sicurezza e all'esattezza dell'intervento. La posizione orizzontale della siringa, a l:!tantulro scorrevolissimo <' molto leggero, la perfetta tenuta, gli conferiscono una 81Jiccata sensibil·ità, t(l,le da permettere la penetrar.wn e a t ti va dell'rrria am,he se la pression<> endopleurica è solo debolmente negativa. A differenza poi di tanti a ltri congC'neri a p iccole dinH,· n ~ i oni, il mio a,pparecchio consente di misurare co~tan t<'rnPnte, dmante tutta Ja dura-1<1. d<:lll'inter>cnt.o, non solo la pressione del cavo pleUJ·ico, ma. ~n che qnelhl sotto cui l'aria vi penetra; van taggio questo <li grande ' alore C' "be soli) il m 'lp-i st r:~le appar<;C'Cbio · del FoilallÌ.hi JlO&si('(le. li suo or!{ano essenziale. la siringa in vetro, eome del ref-to og-ni a.ltra parte, può e~sere facilmente' sterìlizz.a ta, e in caso di rottura prontamente smontata. e sostituita per urgente necesRità, a nche con 1m comune schizzettone, o con una grossa siringa da inicr.ioni di qualunque tipo. 6 - Gior nale di metUci·11<1 militare - Fu-c. r.
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EMATURIE E PIURIE SILENZIO>E DI OfUGlNE ALTA
L 'apparecchio accoppi~~ alla. capacità illin~itrtl'.L 1 ht .~cn~potosa misuraz-ione tlella qucwtit(ì d'a1ia che viene introdotta in pletmt. Degno di nota è puro il sistema di chiw;ura del manomatro, che non solo a.c;sicura la più perfetta tenuta., ma garantisce a.nche da ogni diml'nticanza, non essendo possibile chilldere la cassetta senza chiudere contempor aneamente il manometro_ Ricordo infine che l'a.$senza di parti in gomma facilmente deteriorabili apporta il vanta,ggio di avere sempre lo strum ento in completa effi· cienza. P er tutte Le suddescritte ragioni oso sperar·e che quesLo mio apparl'r·chio già favorevolmente esperimentato presso Ospedali e Sanatori, giil fatto oggetto dei più lusinghieri giudizi da parte di Clinici eminenti, rit' sea ùi reale Nl efficace a.i uto nella moderna pra,ticfl. h•rapeutica d~> l l1• affer.ioni pleuro-polmonari.
CASUISTICA CLINICA ISTIT UTO DI CLI NICA CHIRURGICA. DELLA R . U~I Vl<~RSfTA DI ROMA
(prof. R . AJ. Et;SANORl)
fMAl~Rif f ~IURlf ~llfftlmU DI ~Rmlftf AliA (Coatemparaneamente : tlatrlbota alla caa1nenza del reae a ferra di cnalla taltelasa) per l'o'~· prof. Augusto Cassuto, docente di Clinic-.. delle rna.lattio lll'ina.rie nella. R. Università.
Di frequente, in questi ultimi tempi, sono occorsi a!la nostra osservazione alcuni casi assai interessanti, a proposito dei quali cogliamo volentieri l'occasione per trattare da un punto di vista più genera-le alcune questioni importanti che a noi preme di mettere bene in evidenza : importanza a-ccresciuta nei riguardi dei pazienti militari, per i provvedimenti medicolegali a cui speSI)O le malattie chirurgiche dell'apparato urinario debbo a o dar luogo, quando i pazienti sono militari di carriera. Molto spesso i colleghi sono giustificatamente indotti, data la p·e· quentissima diffu,sione nell'esercito c neU'a,rmata navale della blenorragia con tutte le sue complicanze e postwni, malgrado La più efficace e provvida. profila-ssi, a ritenere come volga.ri piurie di' origine tuetrale o tutt'al piit vescicale, quelle che molto spesso, sebbene nell'anamnesi possa anche lìgurare un' uretrite pregressa, si lasciano con un poco di perseveranza fa.-
J:~)f .~TURIE
E PIUI!IE ~ ILEN ZIO>J:: DI ORlCJNE ALT~
cilmenre individuare come di ben maggiore entità per essere di origine alta e talvolta i soli esponenti di gravi lesioni.
Ricordiamo di passaggio che alcune piUl'ie, dette silenziose, in quanto nessun altro sintomo le accompagna, d~vono subito far pensare alla loro provenienza dal rene, in quanto ò ben noto come ali 'infuori forse dei tumori benigni della vescica., nessun'altra piuria di origine vescica.le o ure t.rale decorre senza che assolntament.e al1re ma r.ifest.tzi(lni l'accom}Jagnino . .Altrt>ttnnto deve ess~r detto }'er lE' Pmahuie : ut>i gio" ani le ematurie sono quasi sempre di origine alta.. manef' ndo o es:-;en,lo assai rlll'e le came vE'scie?..li e 1n·ostatiche C'Osi freqn erlti irrv~cc nei VEWC't.i. Uronefrosi, tu-
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F'Jg. J. -
Plolo~nfl~ :'tubercolos~Qronal e(!!Jnl~tra.
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LI:J'colosi, cah.:olosi e tumori del rene sono infatti le cause pii! ft'Nn~>nti <li ematuria nei p<Uienti fino al3fi-40o anno di età. Orbene, sorprende vedere tratLa!'e talora con versifltente tenacia e ~on !)'Y'i iMucceqso Jler mesi e mesi alcune di queste pinrie, con iet;ilJa:doni uretrali o maean veseicali, senza che venga in.genf'rato il dubbjo che non possa tratl.an;i di causa diver~a. da. quella curata. I moderni concetti curativi impongono di ricercare )a c::t.usa dell'ematuria e di rinmoverla, non di tentare di frenarla, il pilì spesso inutilment(', 3e non arrecando danno pel tempo perduto, nel sornministtare emostatici, utili soltant-o quando si abbia a che fare con emorragie polmonari o uterine. Sempre nelle ematurie dunque, e anc.ora in tntt1 quei casi di piuria che persistono tena~emenre senza per nulla modificarsi malgrado le cure locali, uretrali e vescicali, per un periodo superiore ai venti giorni, si deve seriamente pensare che non abbia. a trattarsi di una lesione di origine alta
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e consigliare senza ull eriure imlug-io un n. l'll)llorazione urologica siswmatìc.a e com}lleta. Talora la ci~tu:>t·opia potrà g iù, da sola fornire la clJiaYe stùla natura tlt>lla mal:-tttia o qua n tu nwno un orientam('nto !li curo v<'r nwzzo della mr~l tosCO!Ji a. (ej<lculai',ion<' rmonagica, nubecoht). In S('guito ~;arà ri~olto 1·;tso JWr caso qua li n lterio•·i inùagini si r endano ne<·t>:o:sarit• : vutr~~ Sl'rvire un buon rl'ycrto raùiograli~:o :,Clll]llke o pieloenfico, opynre essere ritPn uto snflkicnte il httett>rismo urt>t.erieo preceduto tla un <H'<mrato esanw della fnnr.ione rennle. J misl i::uno C'he gli <'Sami fun ziona li d('bhano preeed.Pr(' i l catet<•ri~ m o tu'etc•ri('o, in qna n to sono ben no t i i ])Crtnrba nwnt i chE' a lla funzione re un 1<• !;uo)(' H!'l'N·:u·e il <'a wt.erismo. È ormai conduzione lJen radic·ata in noi conw il c·atet<·ri8mo bilaterale d egli nreteri nou ~in in gratlo giammai 1li fomirl' r<'perti Cl:ìat.ti quant.it.ativi, si bene invece niente altro che prt•~: i :,;e 11 1a. irnporlanti~~<Ìllle uozio11 i ùi q uaUt,ù stùle min<.', :ti fin i delln diaguofli e d<'lla indi<·azion<' C'nrntiYa, non d<·ll ~t pro-
gnosi. (~UP1i lé
pn•Hwsse <'i sono sembrate' Y<'l'<lllH'nte m'<:e:>surio; ora, a me1-!liO ill ustrare i con<:etti ~u Clli ci stava. ~t cuOl'e rie!JianHire tutta l'attenzione dei colleghi milit"ari, non sarà superfluo, p<'r conchiudere, di rìa:-;sulllere brevemPnte all'uni cnsi clinici, tu l ti di par.ic,nti militari . da noi studiati c che a -primo l'~:lllw ol'l'rivano a lrnn<> ditlic·oH:\. d i:tgnn.:tit·hP. I. OssF.RVAZT0'!'-'1':. - Rob. St\n .. di a. 26, ùa. Homa, R. Carabiniere. Hic01-ge o. noi soltanto pcrchè si accor~teva di orinare molto torbido e da un f!lmwcista gli l"l'n stnta riscont.rata. albumina nelle urine. Quando t'n da aoi visitaw, offri\·a come soli sintomi. uJHl piUJ·ia alla prova d~i dnr:- bicchieri acl"nmpnf!1Uth\ da pnlla('<'hiul'i a diurna e 110tturna nppC'na discreta, u sPgnìtn. dn. l iPvis:<imo telii"Slno. Haccontn.va eli eS>'I"re stato vnrie volte aff<'tto da ÙIE'uOrra~a, r u ltima pregrtlSSit dii- duo mesi soltant.o . Legitt.imo so rgE>Ya il dubbio a tutta prima che pot~!<C trat.tarf-i di 1ma. lll"· t.ro-cistite passata allo stadio ,;ni:H~c·ut.o o di crollicità., e como taio t~pt-mnto il pazicnt·~ era stato a t un"o sottoposto a curo adatt.e . Se non che e1·a 1\.."'SP!ltt\ ogni ti'R('Cia dj goccet t.ft anche mat,tutina. e perfino manc-ava qun.lsins i wuidità del 1neato urina•·io all' ingresso della fossa uavicolare. nurmn.li enl.n(l la prost.nta c le vPscichet te alla <'llplorazione r etta.le nella posiziont· di Voolcker; il tacere di tutti questi si,.t.orni mentre per,;istcva unn piuria, ribelle alle cure più oppnrttmo o prohmgato, ingem,rò i l so:-:pPtto fonda.to che di ben altro dovesf'e trl\t.tarsi. Il pazit'nte fu alkm~ Rott.op<)sto ad alctute indagini si,.;tematiche : ciswscopicament.c) appn.•·YeJ·o chiamllwnt.fl nlcune ulcerazioni di non clubhia natura spocific~l. dal mento sinistro poi. qnando cjaculaYa, fuoriusch:t~ 1ma nuu• 'N> It~ cho offuscava completamente la vi<;ione dd c&mpo. Fn così catet.eJ·izztlto )' m·et Pr(' • ' e proleYa.t,o ur1 campione di urina. che da\ 'tl presenza di albnmina. zucchc:>ro assenti'. Ul'('a 4,3 °<};, 0 clorW'i 6 ~;,0 e nel sedimento vE~niva riscont ro.Lo uua. enorme quant1t.à di pus e alcune emazie ; ricercati i bacilli di 1-;ock, non furon::> potuti rinvenire. Risultò buona la hmzione vicnria. del rene adelfo. Fu an che esel!uita la piclografia che offrì una illlmngino abbastanza dimo ::;t.rativn ( \'t da lij.!. 1 1. Ar.f'lt.(>mia 0.54 %0 • L'i11frrmo fu nofrectom i:r.znto e guarì complet.nmonte.
II. O ssERV A?.TONJo: . -
An t. Con., di anni 24, ùa ::>u.~AAri, sott.otenonte me-
(li co. Fu cw·at.o a Iun~o sotto le armi. per più di un anno COH10 se fosso affetto da. blenorragia, I·ibcllc alle cmo più dilie:<'nt.i e efl'ìraci. Al mA.ttino e spo;:so andu1 dopo lunghe pause della miuzione, poteva os· servarc unn. goccot.ta nll'iné-'1'<'>'-"0 del n1eato urinnrio. Subbietth·ameute acctu.ava
E)I.\TURm
J.~
Pl'I;HIE SI LENZIO'il:: LlJ OKh:lNJ•; A l.T •.\
s.·,
Lieve disw·ia. e tenesmo vescicale. Notò qualche rara. ematm·in, resa più intensa alla fine della. :minziono.
All'esame obbiettivo pl'esent.ava. prostata e vescichotto normali, e WJa. piuria totale gt-ave. 4 :\'I icrosoopicamente w1a goccia. del secrot.o w·etrale non rivelava. traccia del gonococco di Neisser ma. soltanto la. presenza. di germi banali, in prevalenza. cocchi e diplococchi. Fu completato lo studio dell'infer·mo con la cistoscopia che rivelò un tumore papillare benigno che occludeva il mea.to uret.erico destro. Distrutto il twnore con l'elettro-coagulazionE' per mezzo del·cistoscopio operatore di Mac-Ca.rthy, credevamo aver rimosso la. causa della piw·ia. e dell'ematurie. Ma se le ematurie cessarono, non così scomparve la piw·ia. Successive esplorazioni ci condussero a formulare la dia.~nosi di pione.f.rosi destra. e la pielografìa ce ne fornì la. prova più evidente, mentt-e la f\mzione delt·ene sinistro ,.jsultava sana e sufficientemente compon;;atoria. Azotemia 0,61 %o·
F'ig. 2. -
Ro.ùiogt·n..fla tSt" lllplioo: ou.lcolm;l reoalu :;iuitil ru. hl •·eu'" t" h:n·v •Ji c&\'u llu .
TI paziente dopo inutili tentativi di cure consen rative dovette cosi anche sot· t.oporsi alla nefrectomia destra ; quest'ultimo in.tervent•) lo condussfl a radicale guarigione.
m. OSSERVAZIONE. - Ca.rm. Folz., anni :l6, da. Bonevento,.marescia.llo Regia Guardia di fìna.nza.. R isul tava. ammalato da. lungo tempo: per il pa~sato aveva avvertito dolori diffusi alle regioni lombari attribuiti però dal paziente a lombaggini dovute a.gli strapazzi derivanti dal gravoso servizio di polizia di confine. Da due anni emetteva. urina. assai to1·bida mista. a. numerosi g ru metti e fila · menti purulenti : essendc· stato affetto da blenorragia fu come tale curato in variE' città di <>ua. residenza. Quando venne a consulta.r.::i non accusava disturbi subbiettivi di sorta, nò spontanei, nè alla minzione che si compieva del tutto regolarmente; si sentiva al· quanto debole e deperito ed era impens ierito per l'immutabile persistenza. dei ca· mtteri fu;ioi delle sue urine. Noi non restammo tutt-avia. troppo pel'SuMi dal mutismo apparente di questo singolare quadro clinico.
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E )IAlTI<fl•: l~ PlUIUE ;o<fi.KNZJ()''H: l!l ():H HO :
.\l :r.\
Esclusa la. pre;:;enza. del gonococco di 2\f!ÌS-':iel' nelle vie ur·inATio inferiori, esplorammo a.ccw·a.tamente vescic:a e r eni. La v escic'a offriva una buona contin enza e la. mucosa era solta.ulo l icvornento al terata: nd ba..«sofondo erano depositati nwne· rosi frustoli di pus conl'rE>to ; il meato clostro n or·male ejactùava urina limpida. senza dar luogo a nubecola.: clal meato sinistro edematoso e beante fuoriusciva del pus in forma. di piccoli vermic-l"lli che s i dissoh ·evau o i tt vescic:a.. La funzion e re111~le e~plora.ta p er mezzo clelia cr omocistoscopia. con indigocarminio, l ctg. p er via endovenosa, appariva. assai b en conservata a. d estra e capace di vicariare, secondo il nostro m odo di vederP., la funzione a..">.'>a.Ì scm'M. e compro· m el'..«a del rene s inistro : ur<'a n elle urine globttli 19.30 %0 ; H one s in. 7,:30 %<>:Rene destr. 18 %..,. L'azotemia era d el 0.5!! 0 {>o· Fu posta la diagnosi di pionefrosi s inistra. naturalmente non pottJndo tutt' al p iil che sospettare appena la pos;;ibi li t,!\ della coP.~i stenza. di calco li ; t uttavia come sist.ematicrunf>nte Rogliamo fa re, prima di qnal,;ial'\i int.ervento, invi!l.mmo il paziente dal mdiologo per un esame mdJog1·atico di entrambe lo r egioni renali. N on fu poca la nostra morM·ig lia nel don•r con>:tl\,tare una 0alcolosi importante del r ene s irlist1·o con una dispo::;izione così singo hu·e d ei calcoli e dell'ombra ren.ale da n on farci esit.a.re a pon·e lt~ d iagnos i d i cnlc·olosi diffm;a d <'l la.to siuistro in rene a feno di C!w~tll o ( wcl i fig. :!).
Per quanto co:;a bt-n no t a , non è forse inutile ricordare che la disposizione (leg-li elementi accessori nel rene a ferro di cavallo suole essere la seguente : le ar terie ren ~lli possono av(•re il decor::;o più cap1·iccioso e varia-re per numero, o adùirif:tura il rene essere irrorato direttamente dall'aorta con la quale il segmento di unione dei due reni vien in intimo contatto, i bacinetti si dirigono verso l'alto e gli ureteri poi riprendono con una c:m·,·a più o meno brusca la loro naturale direzione verso il bas~o incrociando il ferro di mn-allo al disotto <:li qut'sto e davanti ai grossi vasi. D ecidemmo l'int,eJ·vcn to con il proposito di e>'sere qnnnto pib p ossibile conservatori tenu to and10 cont o dello diiTicoltù operatorie inl'rl'nti a questa infJ·f"quen te malformazione congenita. l n n a rcosi eterea r egolare. o.ttravcl"So l'inc isione di Simon -C:u.\'on o. s inistra, liberato n ella maggiore es«-nsione p ossibile il polo reno.! e su 1>crior€' e un buon tratt.o d.ell'inieriol·e che s i prolungava ver,;o la colùnna ver'teb ro.le, ft\C'eJnmo w1a sufficien temente ampia incis ione n el pa.renchhna renalo. D t't questo ch e a.pparin:~ b on conservato furon o estratti numeros i g rossi calcoli e dalla pelvi a.s:sai dilatata una gran q uantità di piccoli ca.lc:oli, circa 70 in tutto. Fu lasciato un piccolo d renaggio n el r en e e intorno furono dati alcuni punti d i avvicinamento. L'infermo superò nssai bPnc il compl<';.:so intervento, volgendo a gua.r·i,:?:ione.
Questi casi, fra i più rete n t i, <:h e abhia m o stima t o opJlOrlu no sc<'gliere e trascrivere dai nostri protocolli clinici ci sembrano come i meglio dimostra· ti vi per 1a tesi che volcvarno sostenere. Saremo assai pa,ghi se quest-a nostra. memoria varrà a. richiamare tut-tn l'a,ttenzione dei colleghi sulla relativa, f.l'eC)uenza di lesioni importanti per la vita e la carri~ra. dei pazienti, e chè molto spesso se non !;fuggono a,ddirittura all'a.ttenzione dei medici, vengono interpretate come sintomi di malattie a. s:ù batulli 1 riYestendo invece la più alta importanza chi· rurgica. In ogni caso, appena d nbbio, sembra quindi doveroso procedere alle ricerche si::temnticbe e complete eui abbiamo brevemente accennato.
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA Bayliori ed ombre in. medic·ina. - (licuola di sanit.à militare, Firenze l!J26). Con questo titolo suggestivo, il col01mello medico Grixoni, che si fece nello scot-so anno attivissimo promotore di 1.m forttmato ciclo di conferenze di professori Lmiversituri alla Scuola. di sanità militare, ha avuto l'ottima. idea. di raccogliel'ie in LUl elegante volume, dedicandole agli allievi di ieti, eli oggi e di domani. Come era facilmente provedibile, le conferonz.e hanno avuto nn magnifico successo, non solo nel nostro ambiente, ma anche in quello più vasto di tutta la classe medica. fiorentina; e con la smagliante parola e col frutto dei loro ::<tudi ed esperienze i professori universitari ha.nno voluto ribadire e rendere indissolubili i vincoli ùi stretto camerati;;mo col Corpo ::;anita ..io militare, già rin:-:uldoto sui <'.ampi di battaglia. Non potendo riassmnere, anche brevemente, ciascuna conferenzn. ci limitiamo a darne il titolo, nella certezza che questo solo sarà piir che sufficiente per invogliame la lettura: Lustig: Una rivendicazione italiana (Agostino Bassi); Patrizi: Vedute novissime nella fisiologia del cuore (argomenti ed esper·imenti); Bilancioni: Oto-rino-laringoiatria di pace e di guerra; P ende : L'insufficienza circolatoria (nwccanismi fisiopatologici del compenso e tipi clinico-pntogenet.i<'i dello scomver\So) ; Biondi: L'accertamento obbiettivo ed indivic!uale del do lore; B erlitzka: :\[al di montagna ed equiljbri chimici del sangue ; Bagliorù : Fisiologia e clinica; l'a.sagrandi: Virus filtrabili ed ultrafìltrabili (tecnica e ricerche per!lonali); E. )faragliano: Il problema della tubercoloRi nello stnto attuale della scienza ed i contributi italiani alla sua comprensione. 1;iamo lieti di annunciare che anche nel <'Orrente anno sarà tenuto alla Scuola di ,;anità militare un secondo ciclo di conferenze di professori univer~:itari : ed e già stato assicurato l'intervento dei pro f. Angelucci, V. Ascoli, Bertarelli, Bottazzi, Burci, Coronedi, De Blasi, Donat.i, Ferrata, Gabbi, Gemelli, Giordano, Leoncini, Lugaro, Putti e Queirolo. - La diaynosi delle neopla.~ie con l'tmzimorcazioue. - (Atti XXXII Congresso italiano di medicina interna, Padova, 1926). L 'O., e;;eguenclo l'enzimoreazione con veleno inte~Uale tubercolare solubile, con diRintegrato di fegato normale e di fegato eredosifilitico, con disintegrato di carcinoma e di ~arcoma, in 44 casi con diagnosi sicuramente accertata. di tubercolosi, sifilicle, carcinosi e sarcomatosi. ba ottenuto LU\a percent.uale dj p osititività dell'SI % nella carcinosi, del l 00 % nella sarcoruatosi, dell' 8:l % nella sifilide e dell'So % nella tubercolosi. Di fronte a reperti dubbi nei confront.i dell'intensità. della reazione, o fra carcinomi e sarcoma. egli è riu:;(•ito ad ottenere reperti 1:iìt notti nei riguardi della specificità ricorrendo alla· diluizione frazionata del siero in esame. Pertanto l'O. ritiene che l'enzimoreazione po:::sa ri:;~olvere l'importAnte CJH(>f;t ione della diagnosi precoce delle carcinosi. 1 IENNlTX (Genova).
Studio clinico sulle lesicmi d~ll'<wrmre('chio re.tph·cttorio da gas yprite - (Atti XXXII Congresso italiano di medicina interna, Padova, 1926). L'inalazione di yprite determina lesioni piuttosto !:\"l'avi dei bronchi e dei bro;. chioli, più raramente degli alveoli. lesioni che. scarsamente apprez:~.abili, diventano manifeste dopo fatiche manua li più o meno prolungate, raffreddori occasiouali, nei mutamenti di stagione, ecc. e possono romplicarsi con fatti asmatici ribelli alle comuni cure. Tali disturbi sono di natura congostizia., diffusi, più accentuati nel polmone destro, ben visibili radiologicamente, e talora possono me-ntire la tubercolosi. Non pare all'O. che tali distm·bi predispongano alla t11bercolo~i. La prognosi è ri;servata • quoad valetudinem>> per l 'ostinazione delle ricadute. La terapiA, oltre al riposo, può avvalersi dell'uso dei vaccini polivalenti.
PANCRAZIO. -
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88 La dirtrTJtO,qi df'/lct IWl{al'itt lato!ll!. italiauo di medicina Ì11tornn. Parlo,·a 1!l2U).
LAXDOLFI. -
(Atti
xxxrr CongrC;>SI)-
L'O. ha cort."tatatn da gnm tempo eh t: ilm~ rcm·io è atto a sn?lare la malaria lnt cntb, o rnobili~.zunclo i pams.-;iti m~tlltric:i, comunque l:òvolabili all'esame del san)!ue.
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OV \'P•·o p•·ovocmlo nn n<·{·esso mAJ.:u·iroo f ipic·o . cho ritwoduc<'. quo...;i ROH1pro, quando
l'intèrmo ricordo. di a,·m· ~;ol1eno di lmtlaria, J'acees:;o così c-o111o si p resentò l1t prima volta. L'O. a\·oudo ]Jerf~zionat.o il suo met.odo, oggi suole agire così: pra.tiC'a 5 ini<':t.ÌO rl i di biodnro di merC'urio da l Cf'ntigmmmo l'ltntl., una al giorno soJnminil:H ntutlo uei medesimi )!inrr\Ì 4 cndlt't.s d!t lO <:E'ntign\lnmi ognuno di clorid_rato di bcrhe•·ina, e pt'tlt.i<·ando infine al 6° giorno un n iniezione ipo<l<-•·mic·n da un cent i!.!ntmmo di cloridrato di adrenalina n l l 0 ~ 0 • Se dopo ciò l'esnm~ del sauguo è 111'· !.!ntivo e ltl fubb1·e non si deì<ta. ,;i può eiì~C're sicuri cJ.e l'inf!'rmo non i> malari<·"· L'O. a,;sicura di nvm· a n1 t0 con qt~e,;to metodo ri sultati brillanlis;;iuli.
C. M. BF.r.Lr.- Guido. d<'ilt cm:L'i~i c'i••icice: di. chi>nic'l. mil'l'o~copi:I, hallt>rio 1o[Jirt e si-erologia (l-;tituto C'd ilori•de ~rit'ntifko l\lilo.no, J!)2ì). Con questa guida l'A. si ò proposto di ini7ittrr i giO\'IlUi mtodi<; i aiiP indagini analiti~he piC• freq11C'nti ndln prutic·a c dto si po~souo e><eguire nei p it·coli lanoratori. Non si tratta d··!lc· :,olita. c.;po-;iziono ino ru;anica e sc·nw cr·itica. dc: \'ari metodi J'l'Oposti. ma 1'.-\. riporta <[lldlo :;ohauto ~:Ile, ><eeonùo hl pmpda esperienza t.rent enna.le di labOI't\iOI'ÌO, lttt l'it.OnOSt•iuto piÌI ttdatt.o, dal r,IIJ\tO di vista. <lella sempli r ità o pre<·isiontl: e lo cspune con tut ti i por t Ì('O(ari di terHi<·a I H'l' e' in~i nare ogni difti.colti~ ai principittttl i. Il volume non è utile ;;oltauto agli analisti ma contiene anche notizie utili pe•· i medici generici, quali la e~-posizioue delle l'iee:·chc più adat1.e 11ello varie m dati ie . il m.o lo <li p re li"\' are i c~unpioni per b analisi e la inwrp1·etazi•>ne dei risulta t i anali t ici. B un'opera p erciò eli vero interes•e p re.tico, che 11011 de ve mancare> nellA. biblioteca dei giovani uflìciali medi t·i. B&l:zzoNE - Tra.wni r!clla /rtr~n.1e in info:'lw~istic(L ( Ra.-ssgn;~. d 'l!a Previden1.a Sociale, n. 7, 1!)26). Preme:;so che non \'Ì è cluhvio ehe 11ume rose sono le lf>.-;ioni della laringe eli natura violenta, cl\e le perizie riflettenti l'organo htl'Ìng-eo debbano sempre e.~ sere el:'cgni to da competenti e che e nf'ce;:;:;ario che l'esame la1·in_l:\'oscopico sia fatto in ogni caso immediatamente cll'lpo il trauma, che agi.,ce sulla 1·egione cervic-ale anteriore, l'A. s'intrntt.icne sull" lesio1ti violente che possono colph·e la laring-e in rapporto colla infortunist.ico. mantenendosi pr<'\'alententente nel campo clinico. per i rapporti che e<;istono intli;;-;olubilment-c, specie nella pratica, fra la C'linic:>. e la Medicina l o~nle. I mcccan.ismi pro<lucenti le lc,. ioni ,;ono s ,·1-1riat.i : col po dir(~tto da. oggetti proiettati (pez?o di fen·o, di legno. di pietra), colpo tli mu-novelb. cacluta su corpo clnro a collo e;;t,f:'so, schinccia.nwnto, calcio .Ii animale. ecn. L'A. tratt-a della ,;intoma.tologia delle contu,.;ioni della laringe. delle hl!<.'>azioni e delle fmt.ture delle ca•·~-iln)!ini laringce e, noi d i:><:utere la questione della tl'l\cheotornia preventiYH. esprime il concetto che " non si dehbo. fare la tracheotomia preventin.l. in tutti i casi, rna c·he occorra tanere in ::;trett.a son'e~liauza i tcatunu.tiz7.ati ed eseg:11iro la trllc heotomin solo in caso di bisogno per feuomcni dispnoici ,·ed e propri~!~gli considera inoltre la possibili~à dC'Ila entmt-a di corpi estranei in laring,, e l'inalazione di gn;::, r-he possono da1·e les io1ti la1·ingce o scottature più o meno int-ense, a sct:oll!ln delltt rompvsizione chimica del g-a.o.: ecl a seconda della quantità. di questo inspil'ata. Tmtta nncora <l~ll t• lnrin~opatie professionali (e quindi consegueHtcmc>nic <klla t uberc·ulo;;i larimrea. che può p er l'nppwtto essere malati ia proies::;ionale o ron,eg:uema eli infortunio) e delle pn•·ttli><i larinj.!oo i::;olate o assoc ia.t.e, che po!!sono <:on,;cguire a tratuni larin,gd. I postumi d elle lesioni larin!!<'e, ptnticolanncnte de lle fra t t n re, devono e;;ser!' rigunnlati sotto i punti eli ,-ista tle lla st.e.no,cci, nei mpp<1rti dPila resp·ira.zione. della jmw -:.ione e d.-,.di e.t-entuali distnrbi. nervosi, n l propo"ito <le i qnnli ultimi. l'_.\. s i diffondo, facendo prc;:;ente con te una nmw·a ~<rienza . la fonetica sperim!'n · tale "porta og14! l'ausilio eli nccoq:l;imenti ternid prr din to~trare il dis<.'usso mecrauÌ:;tno t lella fnn7.iono ,-o<·alr in tut t<• le s ue n ormali c )'A.tolngid1e t>.-;trinsecuzioni · .
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Xell'occuparsi <.Iella ,·aluta·,.lone d ella inndiditò. pCt'ttV\IINltO per le lesiuni la l'ingee, l'A. fa notal·e comP- la le)!I'\O tOt1ga conto solo della riduzitme csscm.iol('. sostanziale , inemendabile All'attitudine o.l !M·oro proficuo in genere, ma n on t cn !!;t conto nè d ol lavoro s pecifico, nè d el m e:o;tiera dell'infortunato. 11\f'ntre il perito, o lt re che cti ciò, dc,·e t.enere conto anche di al tri fattori, quali le esig-euzc d t"lle condizioni in cui il Ja,·oro s i espliC'a, allA. necessiLit cioè d el lavoro in sì· e p er ~<Ì.· . all' &nlbiente dell'officina, a ll' u so di maecl tin e, ai l'UJHOl'Ì forti in mezzo a cui il lavoro s i compie, ec·c. L'A., ranunentati i limiti delle riduzioni (li capaciti\ lm·orat int per l<>sioni laringee e loro p ostumi , limiti proposti da regolament.i o 1la sing:oli aut.ori. fa per parte s ua le se~uenti prOflOSte : " Dis/onin : rm1 cedine. vclatura lio,·e rl~lla voro :l % ; im.possibilitrì n/lo voce gridata ù % : afonia r·era., con Je<:ioni anatomiche evidenti 25 ~o ; di.~pneo : <li· st·ttrbi dispnoici lievi IO ~~~; di,;tltl'l>i di>; pnoi,·i che impedi::;notw sforzi fnt ic·lh• notevoli 30 % : disturbi dispnoici con steno"i orJ>!anica gra ,·e . ma cl co non ric hiE'I:e rnso della cannula a. permanenza 40 %; cannuJtt a pe tmnnPnza apf'l'ta. che p !i>r mette la fonazione 60 %; cannula a penuanenza. senza pos.<;ibilità di chiu.led t\ Hl per cento. Nella n»sociazione dei di Rturbi: sonuna <.Ielle p er<'!i'ntuali. Nelle laringopatie professionali la ,·alntazione viene fatta in rapporto 11 tutti !Zii elementi relativi alla manifeflta:r.iono mornosa, sec(J nc L(J le ncmne gr• n P · riche della malattia p::ofe.'l<;i()llalc, t e nnto conto dfllla p articola re g r·a.vità (ldlc lesioni laringee n ei rapporti della res pira1ioue , della de~lu ti:r.iune, d e i fenon t'-'"i catarrali~.
Da uJt.imo l'A. rifer·ist'c su quattro ca.">i tli traumi laringei, di 11atura inior· tunistica, da lui os.;;en'ati in epoca rN:ento: m emoria que>;ta, che tro,'erel > IH~ degno po,;to in trattati Rullc malattie e.L infortuni s ul lanwo. AcconTNTT. - .li;siste ww sordità profc.,~.~io twle nell'n'!'ialot·e? Riv ista aero nautica, n. l O, l 926). 1\ell' I stituto rnedico·legale di Firenzo, ,;u S70 \'is ite rli cont.rollo d i piloti praticate nell' ultimo biennio, l' A. non ha avuto )JOssibilità di riscontrare 11e l campo uclitiYO t.onale alcuna lacuna. nonost.ant.e abbia usato w1 metoclo sisterna· tico nell'esame ed w1a ricerca intem.ionale delle eventuali alterazioni. L'A. perciò è indotto a non ammettere l'esistenza d ella sordità profe,.:siouale nell'aviat.ore, perchè la 111:\tura d ei rumori che dà il Yelivolo sta nella zona infrarnusicale cd il riposo che intercorre fra i ntri voli, l'i poso cbe, 'li solito, è molto più lungo di quello che intercorre fra i t~rnti òi lavoro n el mestiere, rimeLte l'or· gano dell' udito nelle condizioni fìsiolog iche. li reclntarnent.o inoltre dei pilot i. e»oguito con rigorosi criteri, e limina t.utti qu elli che prese ntano ]abilità clf'lln orecchio medio. • Qtwle irulenmtà spetta aU' in fortunato che si rifiuta ad un atto cMrurrtico di lic•·e 1mitità, ?W-n ?Jeri.ooloso, di esito sicuro, rù:onosr.-iuto necessa.rio ed utile ad et imi· nare od attenuare i postumi d.ella lesione ? ~. (Rassegna della Previdenza sociale, n. 10, 1926).
Trattasi di operaio eho n el 1twm·o ha ripotiuto nna le~ ione a l tlito irvlic-c· della mano sinistra, guari ta in seguito con pennanenza di corpo est mnoo (::;cltej!).!ia rnetallica) in :";eno alla eicatrice. Egli ha convenuto in giudizio la Cas,;lt 11a.zional!:' a.'<sieurazioni pel pagamento de ll' indc nn it.à sp et.tantegli per la s ua incapn.cità a l lavoro. La discm;s ione, mcnt.re ha t·i co ufennato il principio fle lht lihertà indiYi· duale, e l'impossibilità quindi di coartare la volontà d ell'iotli.\'l(luo. libero sempre di adottare quel metodo cw·ati\·o che più gli tale ntn p er i pt'OIH'i di,;turbi. ha ammesso per contro il principio inclisc utibilo, che ciascuno porti Il' con;;t>gu('nz e più o meno dannose deri"anti dal p1·o prio m odo <.li a.gire e uon pretcud<t di ri\'H· lersene S111la sfel·a patrimonia le altrui. Pur n on escludendotii che un e lem ento artche minimo di p cl'icolo e:sh;tR sempre in ogni atto operat.ivo e che la certezza mM.emat-ica, n;.:;:.olutn. di un esito compll:'t.o non po,;sa essere data. quando la n es.;;1ma importanza tl~>l l 'at to st e:;.'<<>, ed una lnnga serie ùi esiti felici ne couferJttino intluhbinntente il ris ultat o, non
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è p: iustif.ìcabilo la preoc·cupl!.zione di uuo. lo iH>\ll~t, ,.:f>~Non·,·c,J..• e ,·entual ità, tiappoich& ad ogni l'spli cazione della ,·ita 111nana si ac·colll l 'll~na ;;empre un certo ~,tr:ndv di a leatorietà: ed a tale stregua doncbbe an·p;,;tarsi ogni attività sia collet-ti,·a che indi\"id\1ale. Anche g li nltJi fattori nqmt.h ·i, quali l' ipct'St'nsibilità al dolore. il timore e l'ig n oranza dell'infortunato, 11<)11 posf!ono e;;Here 11gualmente tllldo><>:<nti a tl'rzi per gravame le consej:rucm.o pe<:·u niarie. l'orciò, nel caso in og-getto, non l'ulfot·tunio in l=<Ò, ma la volont-à. dcll'intt-re;;;:<tlto, recalcitrant e ai dettami d<>lla seicnza. costituil'ce la causa esson:t.iale deiJ'oggranunento del rnale. Il l<•gislator·ll militare a.,·oya prevf'cluto ta le cu,<;o, ed appunto l'~trt. l~ ilei l>. L. Jo marzo 19lli, n. 4!)7, llCI!H. l'a>:.~<"l!llO oli pc>nsione ~.Lli!HI<Io l'info rtunio di guerra. è stato ac·cerhtt.o l•»-<>ero l'< u ><ceLt i bile di guarigioue completa con a tto oprorntivo, e Rolo C>oncNlc tale a.c:sf'.(mo, m.n rli cntcl(oria infe riore a quclln. ehe gli ><potterebuc, rp1a11clo cun l'atto opcrat.h·o iJ sinistrato non pows:<e che conseguire un mi.~l i onmwnl(l tleUa sua capa<'it~ hn-oi·atinr. Nnlla si oppone, conclude il giudi<·e, che tulo con.cetto sia. t.ra..-<p0r·tnto r1el campo rle ll e a,;sicuntzioni ed applicato Hl caso irt C>).t~Wtto. altrir .rcrrti si inc:omgg•'r<·bl>c·ro fr0Ji e s r·nndui•>Se speeulazi oni. L ' itodi,·ich1o può rifiuHu·c qualsiasi int t>IY<' II(o. ,.,a, la 11u1n~·ata guar·i~ione od il marwmo nti;.!lio ramc~uto n t h·ibui l) ili nllt~ c u r·•\ l'iiì ututn devono restare sem]We a :<uo carico: !.'gli n•m Ira c!iritto nel illtll·llltilà quurHlù lu C.:lll'tl chi rurgica ri}JOJ'. tt>n'hbe n l cornpleto la sua cnpncità ln,·ornti,-a e Hml gli <:OII\]'Ct(l che quella lliH't-1' dPII'ind<mnità J>t es,;a che corrispoHtll' alle tlirct le cons<,gut·nz<• dc'li'illf,,rtunio. qun11do In <·ura propostugli do,·p,.:,.:e solo !IIT<'<'IH'I' migli0r'tlllll'lll0 <lcd lo s ue conl Llz i0n i. C .\-;'.l.'O!.DI.
til:"rn· ;)[m)A::-1 .
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l'nlr,,·e. d••lla radioymfìa nella diO!fiWI:Ii di mo.•toidite.. (H o,·i~ta
.:l!t'• li t·H dr 131n-<·drmu. n. 7 , l!):.!(; ). Dopo 1;1\'t•l' pn:;,;ato in I'H>'.-<I'l_.tJIA lt• nlren'lzioni d•c ><i r·i:-<t'OIIlt'nno rt t>I IP 11\fl"toiditi ncutc, ll!.'IIP lntPnti c n!'llt• Cl'(llli(·)u•. l'A. rilt·,·a l'import!IIIZR rlt•ll'e:<Ullte ra.di ogmlico, in tale aO't•zitm<' (•hc serve a eotiÌl'tnuu·e Il\. rlia).!1tosi od a ri,;oh·ere dt>i dubbi cpmndo i si nto11 ti ,:;o no cvnfusi o scarsi e uoi ca:-<i a murPi~t insiclios>t. L 'e..-ame ri.uliup:rtlfico $!.'rYe in11ltre a d iffcrcnzi;u·e la ntustùidite tla an·,·zioni in c ui vi sono int rgl'ità dell'o~«n e alterazioni 1ldle p1.11-t i moll i, e nd nct·<'•·tluo in pn'Cl'<ll'nza la t'O:-.t ituzi<•nc strutturalfl dcll'upofi~i. il g-m<lo di P><lt'nsiontl d<·lle !<>,;ioni o la posizi<Htll del :-w no la ((·ralt•. tntt i dut i iJ•tpo•·tant i nllcm·hò si •khhn rieorrPre u ll'int.l'I'\-CIItO ch it·ut·gico. l11/fwmza. dd lorom rrer .<.<Ù'O .•ullfl 8e.n·l':ione. del succo gu~:~trico. (Ucub;eh. t-\rC' hi,-. r. Klin. :'.lt-<lizin, Br l. l -~. l !J~U}. L'A. ha :o;tudiato lo Yariazioni nella secrl)zione dd su<·<·o glt.-;t.rico ed il com-
T t-:I.IIONGUF.. -
portamento (h'lla ri::etYa alcalina del plH!-.11lA. in mpporto n l lfl\'<> ro P<·<·C':-<>-i,·o. sin Jt\11:-<co lnre c·lrl' illiC'Ilettuale, é<l ha pot u to nctct·hu·c clw. 11\l'lllt'e il lan>rn intdlt'ttllld<' non lnseinuna SE' It>;ihil ~> vn.rinziono dd poi l'l'O di lissazionr> rl!"ll 'ac•itlo c m ·bonico del pln.;111R nè nmnC'ntO eli r;cC>rczione d ci suc<>o ~n«triC'o il h\\'O ro mw:colarc illl t•nso, e pt'•Hmtto per luugo tell\)>0. produce lilla tl inlinuzi(lnO rld la t'isetTil a lcalint\ del p ln><11ta s11ngn i ~'lrO e d un anmen to eli acidit-à del s r•c·<•t> gastrico. Al la fine df'l luYOl'O lnuscoluro un·iene il fat.to opposto : parallelatr1entc s i hn un riolz,_, ddh• ri se tTu Hlntli u tt ed unu d iscr>sa cldlu Ut;Ì< Ii ~i~ ga_o.;t!'i<.:a. :)ecowlo L-\.., t ale ft;"nornrno va intcrprclnto COII\C nn fatto tli <''lJ1lpE"n:>ll7ione contro lo sposlll tncnto , -el':;o l'acidità. di'I la n•ttzione tli• l &ln!,(ue . Infatti. !'C ~i ahiJasl;ll il tono di'l Y ilj!o con n( ropinn in inclid<lni >iOttopof<t i a lavoro corporale. ,·ic'lre arrestato i'nument;, di n<"idità del cunl<· nut o J!ll,"trico. SC'nzu che <l~t ll 'at ropin a , ·engn infhu,.IJZa!o il pot<·rc· ,ti fi><.-<azi<me d pll'uc· ido cnrlwnir·o rw lt>lasll\a ::;nn)!uign o.
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CONGRESSI VII CONGRESSO ITALIANO DI RADIOLOGIA MEDICA (Napoli 14·16 ottobre 1926). ~ei giorni 14. 15. 16 ott o bre 1926 ehhe lu~·go in ~apoli il Yli Couj!resrso italiano di radiologia medica. Del corpo sanitario militare vi parteciparono i maggiori mf'dici Corcioni, CrespeUani e Vassalli ed i capitani mediei D 'Ambro!:'io e Bugliarello. Grande fu l'interesse destat-o dagli argomenti sYolti e disc·11:;si nella 1·iuuione, nella quale fw·ono trattuti principalmente i problenù !<lilla temp ia rndiolo~ica doi rumor i alla luce delle nuove vedute sulla cost,itm;ione dPifatomo e sulln propriet-à d··lle racuazioni. Oltre alle dette relazioni, tenute rio;peHi\·amente dal dott. Lupo ( forino) e dal prof. Epifanio (Palermo) !'<HIIe direttive del la radiumterapia e della rnntgonterapia, venne molto apprezzo.ta quella d el fi:;i('o di Napoli prof. Adinolii. rhe, con chiarezza di esposizione, t.ra.ttò: del mec,cunisJno di prod uzivno dci raggi X.. part-e ndo dalla concezione di Bohr rigw.m lante la cost.it.uzioue dell'atomo; del r11pporto fra lunghezze d'onda e potenziale; dell'assorbimento effettivo di raùiazioni da parte dci te;;suti colpiti; e del modo di rendere il piì1 t!rnnde possibile t nlc assorbimento. Alle discussioni, ampie e feconde di risn ltati, pl'(',;ero parte anche <ki clinici, fra cui il prof. Giordano di Venezia. Ki ò trattato an<'he tlella terapia radiologica nei processi suppnrat.ivi, nelle tnbf'•·colo"i chir11rgiehe. nelle ar·trit,i go· nucoccicile. La parte di diagnostica radiolo)!iea. i11iziat~u<i con la relazione c.lel p1·of. Ro::;:;i di Parma Rui mezzi di conti·asw per la dimostrazione delle lesioni po!monari, com· pr.::;<e ancl1e nwnerose e svariate cumu11icazioni cou }){'OÙolziuu i di rudjogn:ulllui, u lu·rchè sull'apparato respiratorio, anche sugli altri !'<ist-em.i ed apparati organici a<:eessibili all'indagine radiologica. Particolarmente interessante la comunicazioml del prof. :Maragliano eli Genova sul reperto radio lol.!ico in tal une emottisi senza proc•"'~i djstruttivi del polmone e che egli d..imostrò con n itidi;;sime proicziorù, come con;;eguenza. di . processi congestizi Jobulnri. Le notizie di fisica. sulle radiazioni, le conoscen.ze sui loro effetti istochinùci e biologici, i concetti fondamentali suJla terapia. anche se incompleti e bisognovoli di ulteriori S\•iluppi, non debbono apparire corne un Sttperfluo bagaglio CllltuJ·Etlc per i nost,ri radiologi nùlitari. Tutta la srienzn. radiolog ica. ancora giovine . è in con.timut e rapida evoluzione, ed il miglior modo per pote r comprendere la portnta delle applicazioni racliologiche sia in diagnostica. come puro in tc.-npia, ò quello di seguirne ]"'"-"'0 passo lo sviluppo, anche se ad r;;sf' non po:<!-'imnn Jlf'l' m·n port11re un contributo f""Nonale di esperienze. La mol'<ti-a df'i dial)Ositivi, ricca di cao;istica, è ;:;tata oltremodo in terel'<><A.nte. Il maggiore medico Va:osafli vi preso parte esponendo 1()0 dittpositivl' di r·adio!!mmmi eseguiti nell'ospedale militare dj Napoli. rigunrch.uti .lesioni ddl 'apparato re..,piratorio, cardio-vascolare e digerente, role<·i::<toj.'rafic, pif'logratio, l<'!>ioni tra11111atiche varie d e lle ossR ed esiti di leRiiJioi trnumatic·ho degli nrgnni inte rni, ~)J<..'<.'ie Jell'apparato digerente. La mostra degli apporerchi radio logici hu riunito in ptuecchie ,..alo t.utto quant.o è stato creato di nuovo in questo ·ultimo p e1·iodo c.li tempo. E qui è \ 'CI'flmentc lu~inghiera la constatazione ch e le ditte italiane hanno lJrOgrcdito ul punto di mfltte-r:;i alla pari con la produzione straniera. Che differenza dl\llo timide comparse di appu.r ecclti italiani nelle mostre di pochi anni or sono ! . Un nuovo diaframma italiano nntidifl\~"ore pre!'<ent ato d11l De i\lar·chi e costruitO ùalla·Dit.ta Gorla fa sperare di poterlo ~;ost ituire a l P et1cr Bucky eli co· struzione estera. Esso è costituito di lanùnette ùi acriaio parnii<'IC'. fì!'<sate ad un e:st remo e libere all'altra estremit.h, vibranti in modo uniiorrne con re.;t remo libe ro. in modo da intercettare i rngf!i di diffnsione senza lasc·iare segni c >;t ri uture >'Ili rad iograrnn1.i .
92 .-\ s:-\ai ~ll'f' l'l'zzntc> 1111 \IH·nln rndiolt>!.!ic·o "Jhu·M.d inno . il quolo r·on:<Put e con :<Cill· p l ic i IW1I IO \T(' l 11t t i gl i " l " os tn l• l<'n t i rlc •l t u ho o dd sogge tto JH•t· lr• d ifTo>rPnt i pt'Oif'· zio n i. (:() Il l) :<CliZt\ l' liSl) l'lilll hino t" di: l P et Lr·r· nuck \'. d e l ,;erito((t'a Ìo. rh:llt~ ~>tcrnogra. Jin . e tutto l'on nw,· imt' n f i pnwi" ' <' 1'011 rit'l'r·i mf'nti nu mf'riC"i. tn li da rf'nd<'rf' ]~'>~-'· ~it ... ilt\ d i ripf' t t• t'P le p otit"' t·ndl(J ~l'H i i , · lt<' in ·id~ uti <.·h e rottdiziot li di po,.:.Ì?:Ì<HH.'. Ji C' 'll· tramr nto e di i•witlPnzn. :\la lo s \·il uppo ~'~""ll!lto rl egli llJl]'ll l'<'t't'li i radicl!.!t• ni itnlitllli i• OJ'Il. a:<sa i con [cH'· ta u w <' tnle da t'M'<'i uul!unu·o elw Jinu ilnt:n te p ut-rù. O:l:;f' ro p•·ovveduto nwgl io di q uan t·r, s i11. :<tato tino rn. a <' h o n u l' li<' nf'i n•>~tri osperl n li militnri s i J>O,:;;;a no e ffe ttuar<' •·atlic,gmfiP j,f nnt'llllNl i n irn z iont> di ,.;(•(·n>u li. co lldi~,irJII t' indis pf'n;;a l>il e per e liJUimH·c lt• piìr Ìl'<'llll<' llt i é81 1;-.<~ di r•rrlll'(' •wllo rÌC'PJ'<•Iit.• n l!lingmlieloe Yis r:rn.lli e in qu e li<' "f" r i"~ ··nf il· h ('. P Pr m i\d io rnre l'<<' rnpr<' 'lll<'"!o imporruntis>< imo rnmo d e l ;<c n ·i?.io :-;rlJIÌttlri o mi liht n •. qllnlc' i• il ,.;p r·viz.io ntd in lng i<'Cl, ie da lilll!ura J's i c he rwi C'Oilj!re"si t'ut t u·i in t.cr\"('11 ~•'"" 111olti n11lin lnui milibwi. l'e n·hf> . "6 p e r Yl.ll'ÌE' nlg-ioni i m<'ùic i militari n m1 p ossono in g ran nume r i) e-<se re am111Css i a pe!'ft>?.Ì Onllrsi iu istit·uti univer s itari d i ra<lioloui:t. tro\·c ran~~<> tdii\C'IJO r1Pi r·oll!!l'<'"-.'; i 'ltt<'ll 'at mosfora lit t.a nd in c orngg inre le lo l'C) iuiziuti\'1.' ed a pm-i'r~zioll ù r<' i procedinwnti di ter· nic~1 Ì11dividualc; e nella nwst •·n, r·lit· j)E'J' Po ns Hutudin o twc·umpngw.l. O/!lli <·on!!n~s,;o, potranno m eglio t'()!lcl.-c·r·re i relp ri;;iti di p1•ntic i tt'~ deg li tl]>]'lll'('t'r"l> i. prirm~ di propo rn CI l 'ncqui~t o ]'l.'l'clOtH I'IIC i ri;;p t'tti\·i t.'flhin<'tti. CRF.SPF.LT.A.NI.
XVII CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA (Venezia 23-24 ottobre 1926): li C'nngres,-<o è stato Jl l'r•,.:it•dHt O in lll.(hlc) \'Prnmontc} illnppuntnl.ile dal prol'. D e li tuhl, diretto re d o llu di,·isiorH' o rto)'t!d i,·a d e ii ' Os p oclal <: r·i,·il <' di \ \;m•zia. X ella sl'rlt tta. inu ugural e , t.enuta il n tnt t i no d e l 2:1 ne lla ;::plcndi rln. ,;n ln d e lla biblioteca ctel· I'O><p crlal e, fll'Ìll'lO fra. tutti il pre ÌNto ( 'C)fflli'Ì, in l'lt}JPl'('.'ICIIh\117.1\ <.lei ( :oY c rno, pro · Jnrtll'irì si mpnti thc pHI'o le inttltg llrali e l'i,·ol,.:e a tutti i eo ngre><.<~i:;t i 1111 cu lo ro:;o sa· luto. :::-ogui ru110 il corn rn. ~pa ndl'i, pre:<idcntc de lla Co rH!rega<'.io n e di ca rilù e del Con:<ig lio <.li RulJnini;;tmzionu d e ll'osp e dal e, il prof. Lig01·io, dirett o re d t• IJ' o!;p eda le, il pro!. P n;:: in c tti. per l'Ot·dir ol' d ei mcd i<'i, il prnf. Donllti per la . FRcol t>\ di Pad ova, il pro f. Putti. J)l'f'<::irl cntc tklla 'ocic t ò. O.l'L()pt;tli r·u itnlinua. cd in fi n e il prof. D e li · tn ltt. ):c l ptHne r·i!!gio :-; i sn11o iuizinti i hwori rllc' l C'ongrt~'-'>:;0 t•nn um• re lazione accurutis,..;i nul. rl f'l prof. Delit~thl e d e ll'aiuto dott . ~l n rconi s ull o fratturo art ico lari ~ l<ll'O f'><Ì t i. Jl prof. D e litula t rn Ltu la parte gc11cnt le . e;;ominanrl o rlupprinut i mPZ<'.i ìn t·rue uti di <'U Ì po><s •nmo dis potTt·. nnulì7.z.andonr il Ynl orc ris p<.'U.u ai casi C'Ile :;i po~ "'0110 pre~t·ntare n e lla prati c a . Tnt i m e z.zi inc rne nt i eon:;id c ra :
n) /' itllll/.Ol>ilizzct::iol!l'. semplire co n J oc:ee. ~enza ri"Juzioni. in t,ut ti i ca:;i senza "I'O:'ita rne nti d e i Lnlnllll<'llt.i : b ) (Ili rtpprr r t'CI'h i rt•'s.so ti i mnwbilizvml'i c he hanno lo ~copn di ntontmH~re roatt.H i i frnnu n~nt i, dopo )1\ ridu7.ione e fino a completa co •t· ;;olidu:r.ion e ; c) h.t tmzionc et 111!-~i. cho n e lle fratturo 1trticolari hu un còmpito a ssai piì1 •no rlosto <·he rl(ll l1' fmttm·p dial i;.;A J'i<' : d ) lo rirln:;irm e iu tw rros i l'ho pt:'l' pote•· I'Ìnsc ire h11. hiso~no d i t ecni ta appropriata nel ogni s inyolo N lsn ( buon tavolo orto Jif'll ico da tru <'. ionP. c l tossi hì lment e t roco~<'opio ) : e) (fii "P parecchi rorrelli,·i ed ùmuo· IJi/i;;:;rnr/; l'Oli ITHZion c c ltc hmmo lo s<.'opo eli n•nnfl'lle ro la curn~zionc o tt !'nu ta fino o. co nrple t a ftH'Hitlzionp dd cullo . L 'O. ""pono bn'v<'rnl'n to il tmttamc nto c m<•nto nc·llf' fr. 11 . c h r In co ns idnrl un nwtodo di n er:JC>O><ith c lte :<i prme in op<'l'>t o.t('lli qual volta t'n lli;;(·o no i m e todi in ('I'II Cnti. al lo :;r·opo di n on ln:;r·in. r·tl :5u:-;...,ist€ re der'nrlltit.it anat o miche clte duré bbero .~ie mantl' ut e g r ttd disturbi rl <'lla flmzion!'. l-'n >W,I!Ilire un hreYe r•eJHlO sul le Clll'e rhine>;Ì(I'I'llJIÌ<:he e s ulle cur e fis icbo in ~!<" neralP. t<'!rminn11clo cnn il ti'A ftnm!:'uto ho;on rto t o d egli l.'~<iti ( rig idi to\ , an chil o;;i, psc' ' Id OA I't J'"" i. tll•form i t it lll lj.!ll l ori ).
93 Il dot.t. 2\Ia.rconi riferisce su lla parte speciale . E)!li ,·in""tllllt'. cnt1ca. discute tutti i vari metorli impiegati fino ad ora da i ' ·ari autori 1wl trattamento delle f'J'I\L· f·tll'e della spalla , del gomito, del pol;;o, del collo del femore. del ginocchio, d el collo del piede. Rif'erisce i metodi esejnLiti dai due relatori nella loro divi"ione <:ltinLI"gica e riporta la. statistica dei fratturati c:mati aii 'Ospeclult> civi le d al 1H2otl al 19:?.:;. Le hatture del <:olio del fentore e d el poL-;;o costituiscono ln p erc<' ntuale maggiore, venl!ono poi le f1·atture del Ct)llo dell"omcro. del g:om ito. del eolio del piede. Le fratture del ginocchio costituiscono la percentuale minot·e. !.'11, seguire un 'in· tC'J'essante dimostrazione r adiogmfiC'a d('i casi primn. e dopo il truttamento. Con· elude invitando i congressisti acl Lm·ampia disc11s><ione. poic·hè così potranno scatu· ri t·e altri fntti interessanti e troYar·e alt re soluzioni tenl}lr.utic;he. Prima della discussione, seguono le con ttmivnzion i ;;Hl t.ema d i R elazione. li prof. A.nzilotti (Livomo) riferisc·e su osscr,·azioni molto interessanti nf·llo. c11ra d <>lle f1·atture articolari. n colonnello medico Ca ccia riferisco su c·irca trenta casi eli iratlure iu·ticolari curati nel reparto tranmatologico dell'Ocqw<lale militare eli Roma, su 146 frat.t·tmHi ricoverati in un anno. L ' O. prem ette elle l1~L seguìt o i malati con il controllo radio f!Tafìco, fat,to prima, du rante e dopo la cura. Dei twnta r:asi. l U appart.cnj!ono all'arto superiore, 14 all'arto iJ1ferim·e . L'O., <lopo 1m'e~pos izione sommaria d ei cnsi os.,ervati, con qualche accenno su qnelli pil1 importa n t i, Yi~n e all e- segue n t i con· elusioni : 1° X e i casi. con buona posizione dei franm1cnti pmtica un uppm·ccd lio amovibile, incominciando subito la mns><oterapia e In mobilizzazione; 2° N e i casi con seusibile spostamento dei frammenti e~;eguc la riduzioue. ri · correndo in alcuni casi all'anestesia locale. in alt.ri alla r aeh i-auestesia ed unclie al· !"anestesia generale. Non consiglia i l Pmme1:r(ll che è ·itteflicace uei gio vani; 3o Nei cas i non riduC'ibili e nei qmtli sì possa pren>uere un catti,·o e:-<ito ftlll· 1.ionale. ricorre all'inte rvento cruento. Egli ha. dovuto esegtùre tre intcr,·enti U<'!!li il t·ti super iori (du e n el gomito per frattura u ell'olecmno e tmo p E>l" frot.t ma del polso). \:egli arti inferiori ha esegttito due U'lt.erventi, 1mo pe!" fnutum di rotu la ed 11110 per
frattura da strappamento della tnberosità anteriore della tibia (dim ostra di tnt.ti i casi le racliografìe di prima e dopo l'intervento ); 40 Gli esiti sono stati funzionalmente buon.i. Tutti i mi litari htlJJlio potuto riprendere regolarmente il loro ser vizio dopo un tempo pii1 o 111eno lun~o. Jn parec chi però sono state necessar ie cure sus<-idiarie anche lunghe ( 111ll:SSa~l!i. kine,.:iterap ia, diatermia, bagni di luce, ecc.). Dopo le importanti relazioni sul medesimo argomento di. B11rgclliui . Za no li l:iimeoni, Spitzy eli Vicrma, Lusstma, Ccuhtu·ati, Soldi. Ciaccia, Dusi. :.\Ianfredi. Pellegrini, Borghi, Scarli:ni, Faldino. B. R os.<;i, Borghi. eec. ,;egue um1 intercs:::1mt.e discussione, alla quale prendono pnrfe D. ).laragliano. ;:)atta B., H ossi, ecc. A t utti risp onde esaurientement·'l ìl R elatore prof. D elitala. Nella scdut.a. antimeridiana del giorno 24 sono stat e fatte nu:mor·ose ed int<>r<'.-;· santi comunicazioni di traumatologia ed ortopedia. Meritano specinle :menzio11~· la 1·omurucazione del prof. Putti, che riferisce s u importanti cac;i di ttJbercolnsi de ll" IU!Ca, trattati chirurgicamente con. buoni r i:mltati (presen tnzillne d ei ca,; i). Il prof. D onati eli Padova mostra interessanti rndiog:ralie sopra ca:,i di sco· li osi degli adolescenti. che spiega con un meccanismo patogenico del tutto per:;onnle. n P.r of. Diez di Roma riferisce s ui caratteri anato mo-patologici dellè fratture 1lclle ossa lunghe delle mani e dei piedi in rapporto a l loro meccanis mo pntog<·netico, con ~>pecial e riguardo al problema dinl!nostico doll'autolesionisl'nO. n prof. De Francesco di Ven ezia fa una eiHbornta re lal.ione stdl" indil'izzo alla cura della spontWite tubercolare. n dott. Tancredi di Roma comunica :;uJI"iu"lpOrt o.nza ùcllnetodo di ):fOJiltn~ell n ella cura incruenta della retra.zione isehemica. di "' olkmauu. :Xegli interntlli fra le sedute scientifiche vi s ono state alt;re importanti riunioni. '" Nel mattino del 24 il prof. D elitala fece una seduta operatoria. int<'r,·ent>ndo su un caso eli anchilosi del ~inocch.io co n t u l artroplu.<>t ica. eseguita i n modo vera· mente inappuntabile, e nel succe~sivo giorno 25 il prot. Giordano, in circfl 40 mi,·
94 nuti. e,;cg11Ì. con yul'lla U't'lli(·•t a turLi n ota. rapida. e precisa, due operazioni di )!11· ,;tro·enterostomia ed un intm·vento per ascesso polmonare. Nel pomeriggio dd giomo 24 :;Il llJll'OSito vapot·etto i I;On)!ressi:-:tL visitarom• l'Istituto , ·eneto dL c ure climaLiche e balneari per gl'invalidi di ~";uerra. nell'antit·" forte di 1\Ialamocco, ovo erano ricoverat i 60 molati. Quindi i congressi~ti si reca rono all'Ospizio marino a !"nn Nicolò al Lido e vi~i· ta.rono i vari e muj.!uiti(·i padiglioni, do,·e erano ricoverati circa 300 malati, dei qu~:~li c irca 60 opet·ati per spondilite tubercolare con il metodo eli Albee (innesto di UJ 1a ><tecca tibiale inca,;trata. ne llo apofise spinose) dali 'ot.timo chirurgo ort.opedico pro t'. De .Fm nce;;co. I risultat i sono veram<'ntc in<'orTO.I!I!iiu1ti. Come sempre, anche questo Congresso fu allietato da uno splendido banchetto. improntato alla 111a,;o;s inta co rdial it.?t,. Allo >; J>lm1ant.c il pre;:idente prof. Delit<tla l1a t•ortato il ,.;alutonlle auto1'it.àed ai C<•nvc llut i cd in nHJdl) svceiale al prof. ::>pit;zy, ortopcdit"o di Vienna. c he con la ,;un. (Luto revl)le p>trte(·ipazione al Congrci>so dimostra la.uurdialo colleganza che den' mtit:e i poJ>oli fttt rav('r'lo In. scienza.. J l pro f. :-ipit11y ringraziò anche a tlome dei co llegh i tedeschi, i quali t.11tt i ;;oliO uoncordi nel vanf·. are il co ntr ib11to daLo dagli italiani alla chirw'gia cd olio ortopedi,~ in ispecie. 11 colormello medi<·o Caccia portò infine il sal11t0 di'l Dirl'ttore generale ddla sanit ù. militare P di tutti i medici m ilit.ftt·i. C'ACCIA.
XXXIV CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI CHIRURGIA (Padova, 25-28 ottobre 1926). Nell'Aula Mn~tna deii'Univor.,..ità. di Padova, :;i ù :;volto nella mattinata del 25 ott.obre scorso il t··ito inaugurale del XXXIV Congre.-5so della !-iocietà. italiana di chiwrgia e del XXXII Congres.s o della Società italiana. di meclicina.. Il Rettore, on. prof. Bod.rero, entra nell'aula, fiancheggiato dai mazzier i ; t'p:! i ind0"-')8. In. toga e cinge le insegne del Rettorato. È seguìto da tutti i memb1·i del Senato Accademico, ptu-e essi tutti in toga. TI Rettore porge ai congres:sisti il benvenuto suo e dell'Università pata.vina. Evoca in manie~:a commovente il suo predecessore proL Lucatello. D prefetto Cianciolo, nel dichiarare in nome del Re aperti i due Congrer;si. dic·e tlolls. fede che il Governo nazionale ripone negli uomitù della scienza. n Commis· s.1.rio barone La Via, in nome della Città-, porge il benvenuto. Seguono il p rof. :<eu. )farogliano ed il prof. Casa-grandi, che pronunciano brevi e sentite parole di occ>l· ~;ione.
li pro f. Donati, pre...,iilente delr attuale Congres.'>O di chi nugia, svolge la J!l'<'· lusione ai due Congressi. Dopo aver rivolto cortesi espre.o;sioni per i congressi,;ti. rievoca con voce commossa la memoria di L11ig-i Lucatello. Parla poi dei lavori da trattarsi e della collaborazione medico-cltirurgica. dim ostrando la grande importanza. scient.ifica e pratica delle comuni as.~isi. T erminn ri evocando Achille De G·iovanni cò. EdoaJ•<lo Bnssini e rivolgendo il più revarent•' saluto a.lla Maestà del Re. a Benito MussoliJti, tre volte riconsR.Crato alle forttu t<' d'Italia ed al Ministro della pubblica istruzione. Nel pomeri~gio de l 24 hanno avuto injzio i la.VOI'i del Co u.llresso ui ch.irurgiH nella nuova aula della Clinica chirurgica. Il prof. Donati, in collaborazione con il prof. Vannucci, riassume la relaziom~ sulla chirurgia del simpatico viscerale. L e ftmzioni dei visceri sono governate in v ia n ervosa da un insieme di vie e di elemeut.i gangliari nervosi, che costit-uiscono quello che nella scienza medica è conosciut{) come sistema nervoso simpatico ; ;;istema che contrae rapporti speciali con il sistema nervoso cerebro-spinale, desti· nato alle funzioni coscienti e voloutarie del nostro coq)o. Tuttavia il primo goch: rispetto al secondo di una certa indipendenza. per modo che al comples..'lo de~lt ordegni nervosi che presiedono alle fun7.ioni ,·isc:erali è :stato dato anche l'a.ppelln· tivo di autonomo. e, per la rliver-,;a originfl nnatomica delle sue parti, diviso in un s impatico 'J;1l.'O{ll'iamento detto. od ortosirnpMico, ed in parasimpatico.
CONORE.,;St
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A ques te d ue i<Qzioni d e l s impat.ico sono state uttrihuitr ìunzioni c•o:-l!n n temcntc opposte, ammettendosi eh€' liL dove l'uno era eccitat.o re. rispetto ad 111111 detcrmi · nata funzione. l' al tro fo~~e inibit.o re e viceversa. Co~ì, per il cuore. la. stimola· zioue dell'ortosimpatico detf'rmina aecel.;>ra.7.iono rlel batt.it.o card iaco. m entre un'eguale eccitazione apportata s u l parasimpatico cond uce t1cl un rallentamento della frequenza d e l polso. (~m\lco:;a ùi simile (l stato veduto accaùere pet· i vari ur· ~rani e le loro funzioni, che so~a;:iacciono tut.t i in modo più o meno pnlese alla t'E'Wl · )azione nervosa simpatica : re~olazione che in via int rinseca ed estrin..<;eca. può e~ sere patolog icamente Alterata in vari Rtati morbosi. onde la malatt ia può esse re ,[e~nniuata e cons iste•-e es,.enzialment-e nellt~> d isfl1nz:ione, in ecces.'!o, in clitet·to "' l in qualità. della funzione n ervo,;a o ~;imr>ati ca, e produce >'lf'condariamente a ltern· zioni tali di que:;;ta c he il quadro morhoso ne riceve In sua impronta e le ,;uc earatt e· •·istic he. Del tnt.to recentement~. stati patologici. qunli l'asma bronchiale, l'angina di petto, le gastral~ie, le nr,h·a lgie, ecc., sono en tra t i at.trlwc•~o le nozioni d el! l\ loro itmervazioue simpatica nel campo d ella clinica, e clelia, ttwallC'ttticn. chirurgica . l concet.ti info rmato ri. le mocla.lità dello diver.;e operazion i. i rif'ultat.i ed i vA.ntlll.!l!i c·O[)S(>~ui ti coi diversi int.ervcn t i sono ampiamente e lucitlnmente illul"t rati nellt~ rf•lu.zionf'. ~uliE~ ba.<;i d elle con oscenze >wientifiche e dell'esp erienza r-lini<·a. Lo studio accurato d egli effetti della simvatectnmia. d elle ,..ezioni vagai i, de lle sezione dei ranù comm1icanti, ne ll'angino. di petto e ue ll'asmn, brouclùnlc, Ul'g li ~tat.i spastici gastrici ed in a lt ri e svariat i stati morbosi d ello stom aco, dei r eni, della , ·escica e dei genitali femminili dimostrano che la ctùrw·gia del simpatico Yiscerale è in pieno sviluppo, ed incoraggianti e promett-enti sono i primi risulta ti . Selle conclus ioni il R . fì;;..:;a nuovi ed interessanti fat.t i e con cetti sulla sezione chirurgica. delle vie n ervose ~impatiche. intesa coJUe mezzo per modificare stati patologici e dolorosi dE'i vari comples.<~i viscerali. Tale, ad esempio, la pos.-;ibilità eli ottenere benefici effetti sull11 fw1zionalitìt di un o rgano anche con l' intetTuzione di fibt·e nervose destinate a funzioni cliver,.:n da quelle che s i d esidera influenzare ; il fatto che l'insieme di Wl si!'tema può essl'rf' influenzato attraverso un atto clùrw•~tico portato su di uno. parte di esso ; la pos><ibilità che fm12ioni fondamentali d ei n ostri viscer i si possano mantenere presr;ochù normali, anche quando tutta l'i nnervazione simpatica d ell'organo è stata cl~<;trutut chirur~camente ; il fatt o che non esiste affatto un rigido antagonismo fra le d.nc seziom rlel simpatico e che un d eterminato effetto può essere ottenuto ;;ia intern•nendo s ull' orto s ia sul parns impatico ;il fatto che nella difficoltà d egli atti operath·i e sui loro successi ecl ins ucces.si ha molta importanza la varietà individuale d clln costituzione anatomica e forse funzionale del simpat ico, ecc. Il R . conclude esprimendo la speranza che sempre maggiori e più b enefit:i risultati possano essere colti c:on w1a sana esp et·ienza in co:;;l llliO\'O ed int-eressante campo d e lla chirurgia. . }<'anno coml.liÙca.zioni sullo stes.<;o argomento P ieri, che porta un contributo unportante di casi operati, Baroni, Paolucci, Peracchia, Calabrese, Fasan o, ecc. Alla discussione hanno partecipato i profe~<.<>ori Schias;~i di Modena, Tadde i di Pi.<;a, Giordano di Venezia, Scalone di Milano; ed il prof. D onati ba risposto alle loro ob b iez:ioni in m odo completo ed esauriente. Si fanno poi altre comunicazioni, riguardanti sp<:'cialmente la ptttologiA. d ello at.omaco e dell'intestino. Prendono la parola sui var i ar~omcn ti i profes.<~ori Baggio di Romn, Maior·fln A. di Torino, T ansini di Pav ia, Vecchi dì Piacenza, Cappelli di Ancnna, Bn>:tiani'Jii P., Cirninata di Roma e Donati. Nelle 11edute successive seguono altri importanti comunica~.ion i. Jl p rof. Ro!;.'li, della Clinica chirurgica di Milano , fa. una cornw1ico.zione molto intere;;sante sulle fratture del collo d el piede, facendo una dimost.ra.z ione radiografica di molti ca.«i gravi . curati con la riduzion e incruenta, con esiti molto soddisfacenti. Fanno poi comunicazioni Fasiani, Negroni, Anzilotti, Morpurgo, Rast inn<>l li R., 'l'orraca, Castiglioni, ecc. Nelle. mattina del 2i il prof. Dona ti, con quella tecnica ben noLa. ha, eseguit o due intel'Venti di gastro-enterostomia per ul c·era duo:lenale ed. tml\ colccistectontia per colicistite calcolosa. Alle or e 9 il Co~~es.<>o ha cont.innato i suoi Jn,·ori, a sC7.ioni riunite, noll'nultt
!)lj
dcllu clin ica chirur)!ica. È shtui s,·ulta la r e luziono :<tLilR cura chiruq.,rica d <'lla tubercolosi poùnonarc , ,·clatc11:e il prof. Galdi di Had (per l~t p!uie medica) e il prof. Lcntta d i Bari (p er la parte chit-ur~ca) ; per la l'a<l.iolo)!ia ha parlato H prof. V. ) [at·agliano 'd i Geno\·t~ . Il prof. Ualùi nella sua accurata re lazione accenna b reYell\(:mte nlln storia d ella col l t~ssotera pia me<lìett (pnotunotorace artificiale) e chi· nn·gic-u. ( 1•h>ut·o-pne<.\ lll\JI is i,
t vnwvp la.'<Li c:a t!'xt.nt,-ftl eu ri<·t•
e
rn~uicoLoruia) .
Quatnlo il m edico internist.a s i alh~ecia a coosiclera re t.di iJ•tcrventi operath-i 1•e1· la t ub\'rcolosi polmon are. la <.Ju<>.;tione fìnisc·e per !:('ra d tu re iLttotTIO all'efficacia e all'imlira'l ione p:enerale della co lla>;~<oterapia. J>er q uanto riguarda il primo argoJnento. su ba..;i gr aniticamonte scicntiliche, so no pesati i dt to 'j)rincipi de lla cura d e Ua tubercolosi 1•obnomlre : 1·iposo tle ll'organjsmo in.fenno e ripo~o rlell'orga no comprome~~<o. Dunque cu r·e d.ietet.iche, climatiche, ri co,;ti t uenti e ricor,;o a t.em.po, per lllP7.7.0 del pncumatorace. u l colla~<$0 del polrnone. Il H . parla a hmgn <ld pncuJnotoraco, ricordan•lone i ,·antaggi. )C' inùicazioJJi. )fent re il pnolllnotornce ha guo.dagna t.o sompre 1)iù terreuo JJcLLa. cura. della tuberc-olosi pobnonare, una lil •ùtn:~. ione di es::;o p tHe ,;in, avvonut.a n el campo delle aclerem.e ple uric·he. A proposi t o eli q11este. il H. ricon la l'escissione galva.nocaustica <lellf' a~lctenze plu•u·iche con l'aiuto ù e lltt tonu:o:scopia, operazione p ericolosa. e so:<tituibile eon la pleuropnetut10iisi intrapl<•uTi <'a apc·rta, ehe 11011 h~;~, ntlor·e per st,, ma in qnnnto r ende J>Ol";;ibile un pne•unotonwe. La pu~<sibilità d ella frenicotomia !'<Orge quauclo de lle aderenze ;:;ono IO\·alizzale a lle parti inferiori tl<'l pobnone e lo fissano nl clittfralllllla. Jl.H. rif~·risc·e a llUJgo sn~li e tTetti d ella ft·erucotomiu : posto che tutto confet·i~l:a alla huontt a pplicaziouo e riuscita. J Pil'operazione. i 1nigli(lramenti tleU'i.nferJn.IJ non t&rdano a p r·es<'ntlu-,;i. La frcnicotomitt rnpprC\~f'utr rehhe llll iutervento di n ec-e.<:sit.à, o d i complemento. o di as..,:a~io; Hol seconùo e Jl<'l terz o ù e i quali casi si a ccompagna rispettivameuto a l pncnJttntorace e alla toraroplastica ; a diffenmza di ques ti \lltiJni duo. non richiede un a c•ompleta o quasi comple t a i.ntlennitil de l polmone controlalerule . Per l' intlicazione dello. toracopla~tica, le condizioni ~cncrali degli i.ndi,·idui d e,-oHo forll\are la basP principale d el g iudizio modi<'o, in motlo cho si abbia il masximo di aflìdmnento per l'operazione. l n tut quarto circu tli pno\lmotora<;i ~i è visto che il collas.<;o polrnonnre non è sufiicieute per le a(lerenzc : se si tien con t o che p er una ced ;a. parte di infPruti il pnemnotorace stesso può provocare w1a pleurolisi, la lf ua.lo i> an.ch e t·ea.lizzabi le in altri casi con l' apposita operazione, mentt·e p er una ter za seri o di pa'liooti ha.;t E>rà. un pue nmoto rA.ce pii rz iale ed in u na q uart·a è lecito •·icon·ere a lla frenicowm.ia, il nwnero ùei tubercolvtici pe\' cui , ·iene in di.;cussione lu tomcoplastica non e certo considerevole. È indiscutibilo la su periorità d el pnewnotorsce, ma la c lùrw·g ia, conclude il R ., sta se::rn.tJHlo una pagina veramente eletta nel codice t erapPut.ico tlella t nbel'oolos i polmnnar<'. Il pro L Leotta uice poi c be il pnenmatol.'ace ò cttpace di darci la g uarigione completa, con conserntzione funzionale del polmone ma lat,o, ed h a inclit!azioni più estese. lJa esso si può speraro la g uarigione in p iù che metà d e i ca~i trattati, oltt't' ,.Ile ad una p ercentuale altA. di n ote,·vli miglioramenti : t-a le cifra pott·à saliJ'c con ltt seziono d elle aclerenze, cla. farsi sotto il controllo r atlioscopico, q •Ja.n do s i tratta di aderenze p oco nwne rose e sott ili : a cielo scoperto quando si tratta di aderenze ntnlto moucrose e robu;:;te. U puetunotora<'e può con YùlltO)!!SÌO utili:~.zarsi nJJche in lesioni b il nt-era li, mcr·cè il pn.eumt\t.o race bilatetale alternato e sin1uJt.aneo La t.orucopla>~ti ca ha indicazioni più ristrette dd pne umot.ot·actl, r ichiedendo un'assolu ta unilatflrulità cl inica di Je;.:ioni pohnonari. J'!'r cs;.:a il proce..;;so preferìbile è quello paravertcln·a1e; nd, a set;onda dell'eston.Qione e localizZAzione delle lc~ioni, JJUÒ t ro,·ar si l'inùicuzione per la p lastica totale o 11er una. plast ica varziale. ~i ritiene però la plast ica. totale f'uparior e alla par,,iale . V l> ton1.coplastica. <~ un'(lperazione, la cui gravità p uò a t tcnuarsi con l 'operazione in pit't tempi. J)i r~'j!Ola, d l':l,·e csej!ni rsi in duo tempi JH'<'ceduti ùalla frenico· t•xcresi in a ltro tempo. La torucoplastica ha, il vant.ag~ i o di dare la g uarig ione cliHica in wta percentuale d1e nt dal 35 a l 5(1 % dei casi tmttati, Olt·t·e A.d una pel'cent.uale d el J 5-20 % di n otevoli mij!lioramenti su infermi nOH curabili altrim~m t.i. Jn nlcun i casi. p ossono trovare utile xfl·uttnment o le v arie associazioni di più p rune,::si cullw:;<oteru p ic i ; la migl io t·(! é l 'M:socia7.Ì<111t> tra f•·on iN)·t'"'' "Ps i A toracopla:<tica.
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1 Congresso internazionale di medicina e fannacia militare (Brux~lles 1921). · Relazioni uffìoiali d e l Corpo sanitario militare italiano. . . . . . . L. 6 Il Congresso Internazionale di medicina e fannacia militare (Roma 1928). AUi deL Congresso - Vol. I. - Relazioni ufficiali - Un volume di pag. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . • 35 Il Congresso internazionale di medicina e fannac.ia militare (Roma, 1923). AUi del GotlfiYeBBO. - Vol. II. - Lavori del Congresso e comunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 t.avole e 19 incisioni . . . . . . . • 60UJ Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi 1920). 7 LRvori del Con gresso e comunicazioni. - ' Un volume di pag. 88 . l Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48 • 5 S. SAC.TNARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memorie. onorata d~l premio Riberi. - Roma, 1900- U n vol. di pag. 320 . . . . . . . . • 7 M. CUSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . _ . . • 6 M. Cvs~NI . Esposlzlone sommaria dell'ordinamento e funzionamento d.el servizio sanitario in campacna presso l'Esercito Italiano - 1900, . . . . . . . . l 5C. Dt: CES ARE. Studio delle medlastinitl (media.stiniti s uppura ti\·e, ascesso mediastinico) - Roma, 1900. - Un ,-ol. di pag. 14A. . . . . . . . . 5P. IMBauco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucUe italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio caUbro. (Stud i sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodotte in fototipia) . - Rollla. 1903. . . . . . . . . . . . . . . . . • 8 P . lliiBBuoo. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ~ 8 ANTROPO:\m:r&lA MILITARE . RisultatJ ottenuti dallo spoglio dei fogli Sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlante; Vol. I (dati an tropologici ed etnologici) con a tlante delia geografia antropologica dell' Italia - Roma, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 36 Vol. II. (Dali demografici e biologici) - Bome., 1905 . . . . . . • 15 F. BARO.n lO e C. SFORZA· Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, l 888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 49 L . BERNARDo e G. BRE7.Z1. Lo SgQtllbeto degli ammalati e feriti .in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904- Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole gra fiche - Roma, 1905 . . . . . . . . . . • 8 A. CASARINl. La fatlea nella vita mlJitare. Memoria premiata al coocQJ.'SO Riberi, 1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908 • 1.2 A. CAS~INI. Le malattie e eU lnfartuni nell11. vita milHare• .Memoria prellllata al concorso Riberi, 1906. Un 'i'olume di pa g. 402 con tavole grafiche e stati.atiche - Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . . . . 1 18 -
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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Paiano del Ministero dèlla Guerra , VIa XX Settembre - Rom•
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GIORNALE MEDICINA MIL.IT ARE DJ
PUBBLICATO DAL MIN ISTERO DEL L A GUERRA <Direaione c:entrale di aanità miHtare) Giornale di medicina nùlita re: r88s·r388 Giornale medico d el Regio E sercito e della Regia Mat'ina: r88s-r895 - Gi ornale med ico del R. Eserd+o~·1'~-:'i9rry~ :.:--'7X •
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... . '·' ·' ... Fascicolo Il
SOMMARIO Pw l'lnauc•rulone dell'~nno ~eolastleo 1928- 27 alla Scuola di sanit à· militare ... .... .. ..... •. ... . ... . : . . . Png 101
MEMORIE ORIGINALI :
Caallcllola. - Il trnttameot o dello Hbock • con gl uco•lo-in.~u li nn .. .. .. .. . .. . .. .. .. . . . . ... .. Ogere. - stati;;tica. o peratoria <lei r ep..-·to c hirurgico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . Cappelli. - LipOVI\CCÌOO profllu.ttico 'r. .-\. D. <'d MCt'«si. ...... .......... .. . .... ............. .. CAJUISTICA CLINICA : Marvnl. - Contr ibuto A.llo studio dol l 'ìo.~ufficicnz·t nortlcn di origine lrauma.t·fca . ..... . ... .
P-arlo. - Os~crra.zioui e ricerche su due •:a~i di ndenlte blenorragica . .. .. . _.. _... . •.. • ... Gelamt. - Tn caso di diflerite prlmltivll <lei condot l o uditl\•o esterno ............ .. ... . ... .
RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE ........................ ................. .. RIYIITA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .... .. . ....... .. ....................... .. CONFERtNZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI ...... .... ........................... . ... .. NECROLOGIO ... . - . ... ........ . .................. - . · - ·.· . . .... ··- .· ·· · - .. ···- .. · · · - · · · · · ..... · · •· ·•··· · NOTIZIE ............ ............ ... . . . . - .. ... ... .. . .. - .. - .. - .-- .... - ........ -. - ....... ·-· ·---··· .. - .-. PARTE UFFIOIALE-... .. .. • . . . . . • . . • .. . . .. .. . . .. .. . ...... .. ............. ............. .. .............. . IY CONGREIIO INTERNA-ZIONALE DI MEDICINA E FA RMACIA MILITARE . - Yanula 1927 .. . .... . - . .
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DIREIIOKE ED AIIIMiniSTRAIIOnE: Palazzo del Ministero della Guerra · V1a XX Settembre · ROMA Per le nuove norme ci rca le
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ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare [ - F. TES'l'J. - Storia retrospettiva dell'igiene ;1eii'Esercito italiano. . . L. 7 11 - Ricerche biologiche degli Uffici psìco-fìsiologici rlì Aviazione mìlitare. Un vo lume d • png. 2:!(; con ·H i fi !!llt'e" ~ tnvo l(l . . . . . . • 15 l LI - 1·:. l'SANTO HO. - fcrlt~ aùllorninali Ili !!uerr11 Pn::f uzum., <:el pr<>f.,s· sore N . IJJANNF:'t'TA>< JO. - L' n v .. lurne d t p Rg. 4.00 cun :n< figure. • 30 [V - A. L ll'-''l' Tn - A. K11~ r--:co. - l .. gas tli ~ uerra •· Impiego e:l effetti Provvedù nenti ~ cura. - Un voi urn<" d t pag. J(J l co n t1•e tavole mic r o)I rafiPhe n ..-ulori . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. L u "Tlt: . - Brevi cenm storie: <ulla evoluzione de!la maschera contro i gas durante la guerra mondiale 11915·918).- Cnn :2 1 figure. . 7 Vl - P CACC IA. Trattamento c ~~ombero <: ei lrattu rat1 degli arh 111 ~uerra . - l'n:~fn'l.t On<' tl•' l 1wo t. H. I> .~ L t,A \ ' r:f)O VA . • • • . 6 V II - ;;;. ~A L t:-< A Rt. Insegnamenti dell'ult ima guerra sul trattamento delle feri te osteo-arlicolari in Jt' ~ 2<' tempo. Preft~ zi one del profes· sore R. Ar.E~S,\ 'I DR t. l ' 11 vo iunH' d 1 paa . liJO . . . . . • • 20 V Ili - A. CA:"All t ~ 1. - l.a medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 [X - La celebrazione del medici caduti in guerra - uu v o l. tli rn•g. 92 con 11> figt\1'(>. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111 X - N. l~o mNò . -· La pro massi delle malattie inlclti ve dominanti nelle no· stre colonie africane. - f.i n vulume di pup-. 44. . . . . . . . • 6 ·· XI - A. CA S AUtNl. - La scelta dei piloti per la navigazione aerea. - Un v olun tt' di p ag. 232 con 97 figure . . . . . . . . . .• . : . • 20 XII - G. CAPPE LL I. - la chimica militare e le sue relazioni con l'oré ina· mento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XIII - S. S "r.1N·' tu - L' a utol esionismo nelle sue varie forme e nei suoi esiti. Un " ' 'Jmno el i j'!tg. 250 . . . . . . . . . . . . . • . • 20 X I V - F. C M:CJA t• S. H.tccr. - l e ocrluSJOni intestinali (escluse le ernie strozza te) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 5XV - G. CR JXONr. - Geografia med!ca ed igiene del nostri possedimenti coloniali. - lJn v olume di pag. 240 con 3 carte geogra.fì.ch e • 20 X VI - S. SA LT!'IAR I. - la razione alimentare del soldato in pace ed In guerra. - U n volume di pa.g. 240 . . . . . . . • . . . . . » 20 XVII - .L\ . CAS ARJNI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare. -· rn volume d i p a.g. 60 con 9 figure . . . . . . . " 7-
Altre pubblicazioni. la lotta antìtubercolare nell' esercito. - On vo lume ù.i pa.g. 96 con 8 t avole Per l eonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volum e di pag. WO con 37 fi gur·e . . . . . • . . • • . . . . • . • . . • Per Giovanni Maria lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un vo lume di pag. l 06 con 28 figu re . . . . . . . . . . . . . . . . .. 111 Conferen7.a interalleata per l' assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma , 1919) - R elazioni ufficia li e comHHiraz ion[. - U n volu me d i pa g. 96 . . IV Conferenza interalleata per l' asslstcm:n agli invalidi di gue rra ( Bruxelles, Hl20). - R elazioni uffìl'iali. - U n ,rolu m E- di pag . 44 . . • . . . .
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(Stuuc J' r>auina dd/a cor-tin a)
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'n L'lftAOfiDRiliOftE DEll'lftftO U~ ll~ TUO t~l~·lf.·~· .. ~-
nta nona 01 ~annA MiliTARE 11 eorKo preparatorio presi-iO la, Seuola di :sani! ù. miUt are degli ufficiali mcdid e chimici-farma<·ist i allievi, aspiranti alla nomina in servizio perlMtJPntc et'l'ettivo, è stato inangnrM.o nncbe qtwst'anno c·on una semplice ed nusLNa c€'rimonia. alla qunle intervennero S. E. il ten<'nte generale HiC'<'i, ('omanùante del <'OI'J)O d 'armata, il tenente gen{'ralc medico prof. Oualdi. il tenente g<'n~>rnh• Lcondni. <·omandante la Divisioni•. tutto il JK·r~ona lE> inse~'Tiante Pd allil•\'Ì. <' g-li uffi<"inli medi<'i l' c himil'i-farma<•isti del Presidio.
li tt'nente gent>rale llledico Gual<li pronunc·iò nelln cirro:-itanz!l. le -;<'~.rucnti parole : Eccellt'nza, signori GffiriaH , È pt'r me un grande onor(' quello di poter<' p rl'n dere la pa.roln oggi dnv ~m t i a così alte autori ti\, militari e d avanti ad Ul.l<\ co:sì elet.ta sc:hiera di cullr!!hi. Ring-rnzio tntti per <'S:'I<'l'C intervenut-i a questa c·<'rimonia, mode~ta 1wr s(o st<'l'f;a. ma importnnte pt'r il f;ignifìc•a t·o rlw c·ontien<'. Difatti, sr ì• :;f'mpre bell:t ecl onorevole cosa ricord:ne i fasti del pag,;ato, pel'chè in r:;~o si afron<lano le rndici tl<'l prN;ente, è pure b<'llo <'l'it•brare H pref;ente, perchi• es,;o <'Ontiene i giorni d<'ll'av\'enire. Oramai io apparten~o al pnss:t to: ma. :;c gunrdo ver!:o di voi, o miei gio,·ani collPghi, il mio vece h io cuore csult a perrhf> voi i3ict<• il ]ll't'sente ed il}Jrc-:ag-io dPI funuo. Di )Jiit io vedo in voi i continuatori di quella tradizion<' di modestia, d i onestà e di sa pere, C\he è sempre ~;ta1a, è e ::arà la dote principale del medico militare italiano. "Xon vi dispiaccia., o 1niei giovani roll<•gbi, di t·itomaJ'(', dovo sì lungo tirocinio nniversitario, ancora. sui banchi della Scuola e di qu<•flta Scuola. 'E ~Ra ha· unn, storia così gloriosa e da <'S>lfl. sono usciti in ogni tempo così c·hi:tri int<'llet ti e COSÌ fuJ~di f'roi ('hC l'~~vc•rvi :l.ppartennto e l 'appartenervi i· un grande onore per t ut.t i. Qui molte co!>e vi ~arnnno r ammentate che forse avete dimenticate.: molte altrE' vi sarno no · iuso•gnult•, e nuo" i orir.r.onti saranno aperti alla vost t-a. inteiHgenza. E non solanwnte quì vi ..;arauno ripetuti quei prwcipì dell'eterna morale, che sulle ginot·rhia di Yostra. Madre avete a.pprc>f'i, e che dalla ;;ollerita ef'pPrienza. di vostro P adre a v etC' avuto confermati ; ma qui una ro::;n, nuo,·is;;im;t impal'C'retc, •lPlla quale da non moltotcmpoin 11 alia si pal'la, : voglio dire dl'lln nN·f':;~ità della dis('ipliua e d(%1 sua sa,uti t~ ; per('h(• e~;~a è. la 1Ja:-:r di og-ni vita f:oriale, la forv.a. òell(t 81nto fl la luc·e C'Ile su llo spirito f;' irradi a P lo g-uida. verso il suo 11iù a lto lì1w. In ogni tempo il pil't ~fren1ii' O individuali smo e la ntH>JJ(·nnr.a ùi disciJllina sono state le cause prin<·ipnli di ogni nostra rovina; ed atwhe rere ntcml'nte esse ci avPvano tonùotl o :;ull'orlo dctrahi;;:;o e dentro stavamo }J<'r prP<·ipita.re. CJll:mdo (.venuto l'Uomo prOYYidPmdah· l'Ile c·i hu fermati :;ull:t t-hin;t orribile, e con mano di ft•rro ci ~OJTC!!f!<' 1' ei solleYa SC'mprc più
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in alt,o. J·~ clli S<b eh<' a nchE' a lln s ua m~·nlt• so\'l'ana nou sia. halC'nata pE'r 1ft printa. volfa la. nl.'<·<·~.; i tit d~·lln di,.;C'iplina. qwlntlo aneh 'e!!.'li ha. avuto l'onore• ùi vestire l'unil'ornw dC'I l'Oidat r, E' di YPI':"<It'E' il s11o ~< an~ue 111'1' la, gT~UtÙI'ZM rlC'll'ldC':ì dtC' ei go,·C'nl:l. P<•rdtè>, o xil-!nori, h•nPtPio bcnt• in rnentC', l' E:-:<'rf'i to in lt alia., m<•clinnt<' la. ~;an i a <l i.~l'i plina. i• .- lato :>C'Ill)ll't' il grande edueaton· (' J'inc>sauribilt• ma t ric·t•. dalln qn:llc• l'Ono wwiti h•g inni <.li snc·l.'rdol i dt·l dn\'('1'<', lt>~ioni (li spù·it i ,·ot ai i al ,;a<·rific·io l" S!·hierc intiui tt> di cl'!elll'~\t i E'd OSI.:Ill'i ('l'Oi. Volget.c a t torno gli oed.1i, pot'f.{l.'l'fl <LftPHtu l'udito: c vC'th'C't<• nn in~i~ lll' rnonunt(•nto Nl udrPie uu p<'rsisl ('nte ammuninJC'nto t·hC' inùic>atw <'S~PrC' la di:-:dplinn. )Jf-1' rintli,·iduo <' pL·r la uazionr,Ja. sola forza c·h<' cond Jlt'f' aliP !!l'Hildi cn~t·. Yoi s ilc'te l!iovani: non potrtt· qnincli nntrin· nl'l c·uorc <'lte id•.•nli uwllu ~TallCli. l•'•·a qnt·st i il piit i)('lln, il più nol,iJ<• l:"d il più santo i· <·ert:UIH'ntt• la. gloria. di quP);t a no~lnt gr:\ n :lh•dl'(1 e:olllum•, <'hl' è l'Il :t lin. Con t rihuite (]uinùi alln. sml magniliN!nza qui e fuori tli <[lti, ttJIIiL di ~c·iplina r l 'amore: per<.,h(! e~sa d(•ve sta r<' 'i<·m pre in tima ad ogni no,.;tro p c' n ~i<>ro; e dt•,·c· c,.;sere sempre la no~tra. uni c·;~, tra\'olg-<•nic, viriiP pas:::ione. Ria.no le mie pa.wle Kemc che fruf tiliea, e fntc in qu c.~ l •~ Sc·uolu il volltro noviziato, <.'d ll ~c: il<'ll<' forti e gc•ntili ra,·ali<>ri dE'Ila Stic•nza, <.lc•lla P:tt,ria e dell 'Uillani ~à.
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J,o parole d<'l tcncnt.e g<'Ol'ntl(• medic·o Uualdi, a<'coHc in tìnc da viYi aplll:llJ~i, furono prrcedut·c <hll òil<<'orso del eolonnello prof. G. Grixoui, dirf't,tm·e d rlla Sc·11oln, rhc q11i riprodn<·i;hmo:
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A~PETTI ED nPIRAZIOHI DEL ~1EDI(O MILITARE MODfRftO
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Uonferire soleunit.i't. all':Lnnuale ripres;t <lei cor:;i scolast·i<·i, nndw nellt• dnr-si inferiori e medie, ò cht. quC'st'anno orùin<.' stalal<>. ad aJIIIIJOnire che l'<'<luca,zione di'Ila mt-nt<' l' <1<'1 e\LIIre clt>Vf' <·onsid<'rnr:-;i la ba-,C' di o~ni solida e duratura. PIPva;;.ione m ora l<', spiri i ualc P lh;ica; la pura font l' d~~lla quale i popoli tt'ag'g'OI10 Je lll<lg'g'ÌOI'i C ViÌI ...:an<' t'Ul'l'g'iP. Rin no,·ando h~ eeri mo n ia iLht ngura l<' tlel nuti\"O a.n no d i prosp<•rosa vitadi qnt-~la ~cnula, nvi p pn·iò non srguiamo solo un'usanza . ma rentlia.IHO omaggio tli clovcro;;u, ohlwd it•nza allt> prE's<•nti din·t1ive ù<•l Gon'rno Xa· zional<'. Biano gt·azic a voi, E. Con w ntlantC' il Corpo tl'amwta, n. \'OÌ, signor Con.J:lllthtll te !~t Di >vi::ionf', :1 YOi' s ignor Tenente Gt•nera le )fed ic·o ua.po, di av<>r voluto onorare qnC';;ia fe;;ta. che volutalllente mantÌ('IH' <'aralterc austero, jntimo, familiai'C. ~ on credo di pe('(~ru·n di supC'rbia, st' afTt•rnJo che l'onore c·onft'ritoei è ambito quanto meritato J)l'('llliO ali'O]Wnt diut 111'11:1 e clis<'ip!inata che questo al eneo milit..n·c con l t>na crescente p rosegue d~t quasi otto Jnstri a va.n· tag~rio dell'Eiiereit.o o rlclla NazionC'; certo t> p0teut.c incitamento a pii1 int enso lavoro, a pii1 utile cd abbondante rcmlimento.
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PER L'INAUGURAZIONF. DELL'ANNO SC'OLA.'lTI<::O 1!)26-27
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*** ~ell'anno deCOI':)O rattività didattica tlclh Scuola fn ÌJitf:'nsa e Ulultiforme. Oltre i due COl'!$ t ordinari per sottotenrnt i mcdiei aspira n ti a-lla
nomina a tenente in S. P . E .. e per gli alliPd ufficiali meùici e r-himiéifarmacisti di complemento, frequentati rispettivamente d<t t:iO e 220 laureati, si svolsero corsi bimestrali per la LJl'<'para.zion<· agli esami di ;wanzamento tt capitano ed a m aggiore uwc.lico. ]'u inoltre impartito a 10 capitani merlio·i. provenienti dai din1·si Corpi d'armat-a, un inse~uamento t~oril.:o-pra t i t: o di oclontQiat.ria, clnlla . ; ,. durata. di due me~Ji, aUo K<:opo di provvederE' og-ni ospeda le militare JWinc i~~,. pale di un esperto specialista in così ut il P Pd in1por1 ante brauea. d<'lla m<>dicina. Que11to ·cor:;o di perfezionamento, the ~i va riJwt.e nclo anche in /• questo momento, è nuova prova che il nostro l :;tit nf o ha i nw~zi in uomini e materiali :;cientifici :mffìcienti ~td elevare il g-rado di cultura, ed n, perfP,: zìonare g li ufficiali medici di c.urie1'a anclw in 11wlrrie estranee nlla Cf.:lrehi:\( .~ · antica della medicina milita.re. lt.__,. ·•. L'esperimento felicemente riuseitoci hL spemre che altri corsi spPeiali "·~... ' . l saranno quanto prima ist.itniti e che i c-olle>~hi pi1'1 ~i ovn.ni, a.i quali le Psigenze di servizio n elle colonie e nelle piecol<· g-u;.u·nigioni dell~L madre patria non consentono di seguire da vicino i rapidi 1wogres~i rlclla nostra scienza, e di a-dde~tra.rsj nella. eonosC'.('nza }lrati<·a rl<'ll'' mnlat.tie rhe c·olpiscono più di frequente ~tlcuni organi dei sensi, Lrovino qui le condizioni piit favorevoli per mettersi in grado di adempiere colla, magg-iore eapacit i\. il còmpito sempre piìt vasto e difficile che si impone al mt>dico militare. L 'avvenire prossimo a.llargherà sempre più, ne siam eerti, il calllpo rli attività della, nostra Scuola, e l'Esercito con m~zzi propri potrà dare a ncl1e agli ufficiali del Corpo sanitario quel complesso di nozioni t~t' nie.hP, indispensabili a. tutti i bisogni d el servizio. · · La somma di lavoro compiuta nell'anno pa;<~ato cla.l per~ona l e inse· gnante fn davvero notevole e ricca di buoni ri:;ultati, come avellllllO la grande soddisfazione di veder riconosciut:~ ed eneomiata dalla SHJ?n'nln. a.ntorità med ico-milita1·e. L e fatiche dell'insegnamento non affievolirono l'entusiasmo per lo studio e per le ricerche di scicn;r,a pura ed am>lir·ata. I la.vori scit'ntilki pubblicati, e comunicati ad accademie e congres::;·i, asc-esNo per L t nno scnla,<;tico passato a 30, ed in nobile gara ad p;;si rontribnimuo t utti ~ li ntlicia.li, dai pii1 a.nziani a quelli nuovi a-'ìSt'f,rDa ti alla Scuola.. Tali la vori iHI'Ol\trarono l'approva.zione ed il phu~o d ei e:omiJPtl'nti, eiò the, ~en;:a, dn i.JIJio, contribuisce acl intensificare e dillo n d ere le considerazione che q ue;;1o nostro Istituto va conquistandosi nell 'ambiente scientifico, e che ci vic1w ogni giorno attestata da numerosi ed illustri vixitatori nostrali e stTa nieri. Mi sia perciò permesso l'Sprimere sew._i di vivo compi:t<·inwnto e eli plauso a tutti gli insegnanti che diedero la loro opera assidua cd intelligen te a l buon a ndamento ed all'elevazione còttnrale e scientifì.cfL d<'llà. nostra Scuola~ di est,ernare l'~diettuosa memore ~rratitnrlinc ai collt>ghi che, ~r ragione di servizio, ci hanno lasciato e di d are il conk1le bel1\·enuto a1 nuovi gjunti. ;
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PER L. rNA UIJUHA7.JONJ-: lH: LJ; AN NO SCOLAS'l'ICO 1026-27
Mi sia pure co1wrx~o farmi anc·be Ot!:l.!'i intc•rprPtc d<>l cordoglio di quexto Tstituto, anzi d<> il 'in t ero Corpo ~;ani t ari o, p(•J' la perdita di S. E. il Ten. Gen. l\fedic·o Claudio Sforza e dt>l Tt-n. Gen. ~Iedic·o prof. Lorenzo Bonomo. Il nome illus1Te e vt>nerato dei dtH' Capi •; xc·ritto a c·.aratteri indelebiti nel no~<tro libro d 'oro, e 11el c·uorc di moli i fra, noi rhf' a ,·emmo la. fort-tma di averli qui maestri mu:<Lri e iusu(wrat.i. Con devozione e affett.o li abbiamo pN<:iò solennenlPllte c•ommemorati poeo dopo la loro dipart-ita. Nella e::tttedra, collle m>l lungo Rcrvi?.io nwdic·o-!llilitare. ('i>i'.Ì fw·ono fulgido eRPmpio rli f>apere, di intt>merat'a. eoM·ienw. di pima · dPùizione al doVf·r<~, ed in pace come in guerra onorarono la nostra du .~,..e . Ai due grandi trapa:::sati vadano ora e sempre i sensi dt•llìliale atta('e:lmeuto, dell'illimitata ammira.?.iont> di dix<:<'poli, d<'lla ri<' OHo:-;cenza e dt>vozione di snhordinati.
*** Della stinta. dilfu:-;a (' 1 oso dite, orrnai nniYcrsalc (·he ci eiJ:conda fu eloqucntissiJtta prova l'a<:<"ogliem:a f(-'fitoRa fatla alla nostra inizia.tiva <li chia.mare qui a parlare sui problemi più ardui ed importanti che atrn.tica.no le menti degli <SCienzia,ti alcuni fra i più celebri uo:-;tri profe:-;sori di medicina.. I couferen?.ierì, tutti mae~tri ;;ommi! atcols<.'l'o gentilmente e grazio~am(•nt<' il nostro invit-o, e la. classe mc1lic·a lìon•ntina, con qna.nt.o di più E'letto ç~outa :m.lla c:ttteùra., nell'eserri;-,io ospedaliero e in quello libero, affollò la nostra grande aula, E' tributò larga, mPSke di applausi. e di anunirazione ai conferen:r,ieri illustri. Gli ufficiali medil'i del pre.sidio e le più eentinaia di allievi attestarono la gratituùine l)l'l' gli <llllltl<ll·:;t.ramenti dati e per l'onore fatto atta Scuola ed all'intero ('orpo ::;anitario militare. Perchè non andasse perduto o di::;pen;o cOi>ì hu·go corredo di precetti e eli intuizioni geniali, l<' conferenze. as,;econdando il desid<>rio da. più parti ma.nifest:ato, furono raccolte in volume, ad htrnziont> e <lilett,o anche dei colleghi che non avevano potuto apprenù(•re dalla viva YO<'(' dei mat'stri COxl a lti i'ntl<!,g'Da.ment;i. Incoraggiati dal succe:;r;o CODiiPguito, quest'anno ci proponiamo dì ripetere, ampliandolo, l'esperilltento, e fra brev<> avrà. inizio il secondo (·ido di conferenze di mecli('.ina, cui, per om, int.('ndiamo limitare gli argomenti. ·- Tra. quelti che ha.nno a<:eolto il noMro nuo,·o inYito ricordiamo gli illustri professori A. Angt'luc·C'i, V. Ascol i, E. Bertan,lli, P. Castellino, E. Centa-uni, G. Coroneili, D. D e Blasi, l\I. D onati, .\. Fenata, U. Gabbi, A. Gemelli, D. Giordano, F . Leonriui, E. J, ug-aro, K 1Iorselli, A. Monti, V. Putti, G. B . Qnrirolo. Sentiamo che qnesta iniziatiYa, che eJ,bP l'incora_!!Jriamento ed il phmso incondizionato <h·lle piìt a.lte autorità milih\J'i e 1Jlliv~rs i tarie, sarà per rinscire di non ~;car~o vanhtggio a, tutti quelli the polmnno udire agitare i p i t'l alti problemi della biologia e della pra t ic·a f' dw, meditando i loro S('l'itti, sentirauno che per Ja. giovinezza iUtljca in<·omiucia un altro ~iclo di coltura, di lavoro civile e di fori una. P ensiamo pUl'e, senza ombra. di iattanza, che l'iniziativa di chia.mru·e in sedi diverse a parla-re a più Yasto, v~n·iato e nwtlU'o pubblico medico l]nelli che costituiRto.no il v:onto, non solo di questo o quell'Ateneo, ma. della
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scienza italiana, meriti di essere favorita e, forse anche, imitata, per soffiare nel fuoco delle inesauribili energie della. razr.a, aneora in parte ricoperte da-lle ceneri dell'inerzia G d Plle vecchie dannosissime deprimenti a.h itudini. Chinnqne abbia occasione d 'oxserva.re da vioino le nuove generazioni di medici uscit i appenn daHe aule nniver~itari(' e quelle dedite al quotidiano e:,;tenuante esercizio profe>;sionall', rileva con v ivo rincrefirimento come i no8tri valorosi srienziati siano io patria eomw1emente meno not.i di molt i · stranieri: uon c·erto superiori ad essi di merito; come la meritnta fama cbe li circond:t e che (·e li rende cari si diffonda eon rapidità e larghezza molto inferiori a.l valori:' gTaudisKimo degli uomini illustri che sono e devono essere l'orgoglio di ogni italiano. Ciò è dovut o : e ad un fatuo senso dj snobislllo che, avendo purtroppo profonde radici nPll'adorazione cieea., !!N'vile di quanto ci vi<'ne di fuori, non è facile svellere ; al vieto e troppo diff11so .-ist.ema di mettere fn'b le mani degli student i e dei medici pratici trat.t n,ti e opere di autori fore · stieri , cbe iguorano. o fin gono d 'ignorare, il nostro movimento i'<:icnt.itìco, r>er esaltare qut>llo del loro paese di origine; sopru.tutto al dilagare - in veste italiana, m a in S])irjto ed in contenuto e:,;elusivamente. sciovini:;t i<·amente st.r aniero - di innumerevoli riviste e gazzette mediehe. che masnherano, sotto l'appa.renza delle~~ divulga.zione dell 'a.r te saluta re~ uno scopo puramente industriale. Disgraziatamente son queste che, dift\v;e con st.raordinaria la.rgher.r.a di mezzi , ra~?giungono lino il più modP~t.o ed o:s<'nro medico condotto, relegato in fondo acl una valle ma-lsana, o ~u monti impervii, e purtroppo costitui >~cono spes::;o il pi ìt rirco pab11l'111n soientiflco di chl vive lontano ùai grandi cent ri d'istruzione e dai lumino!li fa l'i delle nostre tmiversità. T ali . riviste, psendo-scil.'ntifìche, I'On 1'e:,;altazione di prodott.i fa.rma.ceutici dotati di mirabola.nt i virt.ì1 terapentirhe, diffondono nomi e fama di medi~i di altre na zioni pilt agguerrite: o solo più n.udad e<l intraprendenti. Per questo la no:,;tra iniziativa, se non ci illudiamo, as:;ume un a.tto valore pa.triottico: e con e:;sa. pa.rtecipianw a.lla battaglia per ht va.lori.,;zazione e conoscenza eli qua.nto l'Italia nuova pruduee. Le centinaia di uditori che accorsero e a.C'correranno a sentire qtù i Maestri gloriosi formeranno il più efficace e sicuro mezzo di propa.ga.nda della sC'ienza italiana , c contribniranno potentemente, dando a noi tutti un più a mpio respiro di vita e la coscienza della nostl·a forza spirituale, a spingend alla riconquiRta intellett.uale del mondo. Come vedete, la nostra Scuola progredisce, asc(•nde inin terrott;tmente e con ritmo accelerato. li suo campo di lavoro si estende, i suoi orizzonti si allaJ·ganu e si illuminano di luci nuove. 11 chiu:,;o l~>tit.uto, raccolto in una riRtretta attività di classe, si inca.rnmina per vie diverse. t>d aspi ra alla. vita travagliata e t.umultuosa all'a,r ia aperta, dove donùnano, è vero, i venti impetuosi e travolgenti, si sferrano gli uragani e t utte le ìnclemenze delle stagioni, ma ove si gode anche la. luce viva., abhaglia11te del sol'~ meridiano, l'aria pw·a ussigena.t.a delle a.ltttrc. Per chiari segni la nostra, s,•uola. mo:;Ln~ di preferire quest<> vivere agitato e faticoso alla t iepida/rnnquilla, ma mervante atmosfera di serra. A questi nuovi destini il Corpo sanitario deve preparar.-i fin dallt>
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PBR L'lNAUtmJ<A7.IONJ:: J)};LL' A.NNO !SCOLASTICO
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ani<· di qu<'~l~l R<·uola, f!natùando ti;;~<o J'an•C'nire radioso éhe sorge per la uostra .Patria. ~uttwro,;i, itHportanl i: <' >ia via moltiplitnnle~i ;;ouo i còmpiti che in part• <' ili g"ll{'JTa d l•,·(' n~~oln•re U medito m il il :n<•. )la non eli questi io ,·oglio oggi parhnvi: <•:;..;i formano og):!ett o ùi uno d(•gli insrgnamenti fondantenlali di questa ~~·twla. Yi sa ranno pt' l'<·iò pro,;pel !ati <•d illustrati, a sno t~·tnpo , eon l'nlllpiP7.lW ('hL· merilano, pPr<'h(• ,·oi impariate a ronoSc<·rli <'ad apprezzai li, a fa l'Il(' J"nggl'f !o dt>l voxlm stud io c·ostaule, l'ispirat.:i<•lll' d(·lla vo,;1 ra l':>i,..lt'Ìì:t.H pt·nl't·~,;ionall'. PrPf<•rii<t:O in,·e<·<.• farvi tPnno rlc•J patrimonio di !!'lori;.l e di h enemercnr.<• dw il ( 'Ol'JlO ha. l'l:t puln <·ouqui,;tarsi e (')w a voi allidn in n~ laggio, perchi• ,-ia c·o n:wn•alo ed ~tc·c·re,;t · iulu. l ~sf<<) ù<•,·e e,;,.;pJ'<• da vc,i <·lw Yi ;liLtc:daU• alht uuo,·a. vii<!. <:vnO>il'iuto, non l\oltanto pe>rr·hi• la.Jwbilt;ì, di'i natali t:o!llit uitw(•, c·cHHl' è noto, uno dE•gli stimoli più pot PII l i n ~~· t· ba t' in t rgTe k tradizioni a \'i te, Il l;t an tora lJerthè dÙilllO fa C'OSI'Ìl'l1i:ll (:O;>Ì clt•i }lt'nJIÌ do ver i (' ()lll(' Ùl'i pl'Oj)l'i CUI'Ìlti e della pOS ÌZiOJIC dw ~:pt'l l;l nel JttOIIClo . •\ fa t' qm•s to m 'iH<·ora;.rg imw: <•la c·onstat·azione dei buoni frut l i ra<·t·c,[t i ùa li' a n :r l'anno pal-i'la t o in idl·lltic·a oN·asione, rivE.>n<li<·a.to tlavant i n i no;;tri prt>tiN·e,;sori i lllt'riti di questa <·tllla del Corpo sanitario, ad a.rte o l>Pl' ignoranza mii'IC'Onosc·iut n, a\'l•ruc iuclicato le lìualit.:\, ed esposto i mt?zr.i più ac·c·ont·i Jlt'l' meglio (il'lsar<' la s ua. JWnwualità didattica e Hcil'ntiJi<·<l· (l) -'Ii ;;pi ng<• inoltre la p(•rstta:siune o. ~e volf•l e, la pr<.'xunzione che più upporl.nno è più ul ile d<•l>l>a in qn<'xt o rnornento ri11stire a voi, giovani c:oUt•glli, rui dobbiamo dedic·are tut te le nost.re cure, in Juogo di un magisi' r·a!P ò i~<c•or~<n ~u~n;Hl P Ili ic·o, t·og;l t o. ;;n q un.Jc.hc> :tnl 11o p t nh]P.m ::l fll'ientifìco, che non vi JWtndwr:\ J'oct;axione in •eguifo di el;aminat·e ed approfondire a vo>-tro agio, ilrnotlt.>~Lo ri<·hian1o di l'Ili ha tra:<tori<o la più lunga e miglior P<ll't.e <l<·lla. sua. e~<i~<lc·nza uPl f 'orpo sanitario, per i;<'gualnl'vi, per qnanto somn tnr·iamente, 4nali doveri vi impongano come mcdi<·i J1tilitari una lunga. traùtziune di lavoro e di gloria., <'d un promellf'nte avvenire di forza e di grancl<' zzn,. Allen1pirò Qlll'~<fo unìdo a ustCI'arn!'nte, cln o~sE.>t·vatore obbiett.iYo e - ve lo a::;~i<:uro - inq~<lrzialc, rifugi!<'DÙO da.lle iperboliche esaltazioui. dagli iuui, o dai Y<•U lirir-i, pen:ltè voi s iN{' eùtwa1 i a IH'rutare con Otthio a<·uto, ma. frPdclo. i fc>nomeni naturali P RO(' iali ehe <'adono sotto la vosl ra o.sservaziune, Nl inoltre lJeJ·c:l.Iè il bt>llo non ha bi . lOgno di Ol'pelli, n è la Iute viva di art ilizi c·lr<' ne <:onccnl rino o riflc·t t ano i raggi. Sulwrat:1. - dopo un:l qnarant-cnnal<' (183:3- 18 73) ·rifl crucis di ingiuste e di dt>!.}rimeuli SO!l'gt•ziuni . di :;tora me nti, di gravosi doveri senza dirittila haniel'a. <·be Dt'ga \'a a noi medi d dell'el'('rc·it o, l'P legat-i nella. spregiata. catt•g-oria di a.-sim ila t i, il l itolo t' il gr;1do <li uflkiak, il ruedico milita.1·e sentì Ps:;erc a lui ~olo aflidn lo il propr io a.vv<'nire, iJ proprio prcsti{!io nell'Esereilo e nPI pa.cse. Et! i tllJil'C'~>P, aiutato dal suo l'olo e01·aggio, dalla sua inf.plJigl.'nza, d al 1\lto ,;apt•tv, J':nùua. loll.a eontro pr<'giutlizi. mitloneismi, in \'idie. f 'otllunl ti· a :-; pra11tcnft'1 durlmu•ul-e e \'iJlH', sfatando anche l'ultima ( l ) GRJXONI - Ln i;uaola di ~an it i\ militare nel dopoguerra. (Giornale di medicina mili ta·re, tl\.;~c. l l , I!JZil).
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accusa., la Jliù difficile a confutare e com hattere perehè la J>il't su lJdola, la, meno raggiungibile perr.hè irreale~ data, dalla lrggendn. dt·lla >;(·arsa. coltura. professionale del medico militru·e ; di colui e!Je, ·uui<:o, entra,va nell'escreito <·on una laurea, cioè con una preparazione tecnica ac·certata, c controllata. È bensl vero che raecusa, stolida fa<·eva. parre di qm•l lJ;Ig;lg-lio di frizzi -ed era anzi fra i meno pungenti- dei quali si gmt ili<·;wano vicendevolmente gli ufficia.li delle diverse armi e rorpi d<>l rinnovato N.:(•t·rilo nazionale; i qua.Ji, pm accolti finalmente solto nn'mti1·a bandiera. non riuscivano a dimenticare del tutto 1:1 J1l'O\"N1i<>nza da e~ereiti ùivf'rxi, a dissimtùar<> le inveterate rivalità. esistenti fra regione e regione d 'Italia, e fomentate dagli antirhi dominatori, ìutere~~ati n mnntt' nNe E<mentbrata. l:t pt>ni~ola. Ma il tempo ha fatto giul$1izi~t di cot('sti malinte~i, ed anche il ~oniso ironico, la parola sa.r castica, il ~iudizio ingiusto qun,nl o oll'cns ivo si sono affievoliti, anzi addirittura dilegnnti. Clw se:>, di qnando in quando, sporadicament~ affiorano, essi ri<>sc·ono del tutto Ìlloll'enl)ivi, anzi quasi viac.·evoli, come il ricordo di una rude <·an•zza. ammorhi<lit<t e inl!<>nlilita dagli anni, o al la peg-gio ricvorano le bolle di gas gTlW<>olenti r·b(.' xi ,.C'dono talora !'coppiare alla ~uperfirie di acque quiete e limpide, c·he palpiUH10 al >:ole xu uu mondo sommerso e decmnpost.o A eousc~uire questo risultato in rapporto al Corpo sanit<trio h;t sopratut.to c•ontribuito, inRieme alJa consc·guita fu:;ione di anime e di int.enti fra tu1'ti gli uffi<'iali dell'eserrito, l'indisc·Htibile noh•n>le Plcvazione del grado di coltura del medic·o militare di oggi. Al presente l'uifìciale medico, grazie all'inecssanl e prug-1·t•sso delrarte salutare, di t'1Ji segue c;on ardore inesausto i diffic:.ili s<'ntieri. f. riuseit.o, a.ccres(·t'ndo il ~;;no corredo di eo~niz ioni generiehe e spe('ializzate, ad essere non solo il confldente, iLconsigliere, l 'amico degli altri uftidali, ma l'intelligente capace ed affet.tuoso tutore del benessere 1ìs ieo c morale di tutti i <·o,;tituenti la. grande fa miglia militare. Anzi nella nostra collettività, nella quale il principio gerarchico f. il cardine più fialdo della disciplina e runico regolatore dei rapporti e della vita, il medico, qualnnq11e Ria il grado che riYeste, è- l'aRcoltato ed apprezza.to consigli<>rc tecnico dei comandanti. Xè hasta, chè il buon nome ed il prest i{!io del medico militare italiano l'i sono ormai solidanwnte affermati anche· nel campo eivile. I Je nostre pil1 rep11tate cliniche 11niversitarie aecolgooo con cordialità i giovani colleghi ehe vi vengono inviati a perfezionarsi in questa o quella. bn1m:a della scienza medica. In quegli ambienti, sacri allo Rt.udio sereno, <>;;si si fanno apprezzare per profondit.à e va!':tit.à, di coltura, per dilig-enza e per profitto. Ed allorchè dehbono allontanarsene, molti, pnr vineolati dalle llll)lteplici esigt'uze di 1;ervizio, che, quando aurbe non a~~orbono, distraggono semp1·e dal culto sereno della, scienza, continuano, con un 'abnegazione uon abbastanza apprezzata. e talora -fin obliata., a. studiare per conse~'1lire ambiti titoli accademici, elle ~•c crescono il prestigio e g-Pttano faSt' i di viva, ltwe non solo sugli individui, ma sul Co1·po cui appartengono. Le statistiche dimost rano d1<>. ne!;suna. dellE' elassi dipendenti dallo Rtnto o dai Comuni, anche fra le più stimate per coltun'l·, hn. proporziomtlmcnte un numero di profe~sori pareggiati di univers ità. q11anto il Corpo sanitario militare. E nella, f:te~fia classe medica., nella quale i confronti 11ono più facili e più dimostrativi, il numero dei ]jberi docenti fra. gli stu-
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diosi che non aspimno nll'alto ini'<'gnanwnto. r·io<\ rm qtwlli dedi('ati:->i al libero esercizio od aJH'he a qu<:llo ospedaliNo, i• inl't•rion· ;d nor>tro. Accanto a qtwst <t <"oo r tt' di pionieri. una fahtng<• S(•Jnpn' pitl numeroS;L e serrata (Li :ltuùiosi J1a vutrnt !"mente t·ont ril>uit o a f;ue del Corpo sa.nitario italiano un rol>u~to or~ani;;mo, rlH· 1~<11 (·on1piuto prodii!i di al ti viti\. e di int.elligt'nza <lurante la ~mnd<' gtH'rrn e <·ltc ora n•ndc innumerevoli servi:d nel com:l:'l'\'are ht :o;nlut(' nrllt' t't'IIJ>lW: inlt•JHio i mNliei sperializzati. I no11tri ospedali po,.;i<'dono tut l i valt•nti spr<·iali,:t i in OJ!lli branca rlella moùerna Jnedil'illa. lnòttiJhi:tiiH'lltc si è in tal modo rt'alizzato un grandi:;simo !Jrogrc•xso sopratutto rwl trat.t:tliJPnto <:umti\'O dei nostri ammalati. Di anno in anno v<>diamo diminuire nrll 'Ps<·n·itu g-li indìd Ji morbosi t à e d i ntort <d ità. J,,~ no:-;tJ'C l'l a f ishl'lw K<lll ita r·it- dimostrano, ph ragonate a quf.'llt• dt•lla. popular.iorw civi le d<'l R<'gno e a quelle degli Hltri el'!erciti, con quanta HH,dernità di Yt•dut<' clini<·ht> e h·rapenti~;lle si OJJeri n Pi nost.ri ospedali, ~ cou quanto X(:t·upolo ed Pnìc·;H·ia ::;iano appli<:ate le misure profìlatti(')w. J,a mahtri<l, il vaiolo. lP ft>hhri tifoidee c paratifoi rlee, ccr., suno ull<:nuatc nt-lht loro dilfu::;iulll.' e g-t·avità in grado tale c;he i risulhtti :;ono presi aù es('lllpio. e vt•Jig-ono in,·ot·at i a· conforto dell'efficada dci lllf'lodi protettivi pilll'CI·('IJ(Ì adotl:11i dalla ::;(·irnza. J~n Sl'lf•zioue del contingPnte <' [;1; rapida, i'ir·ura <'liiJJinar.iotH' dl.'gli inadatti al Sl:'l'vizio militare per ir11pcrft>zioni od infNmità palc•s<ttc>si dnra.nte la penna.nenza sotto le armi a~sieura l'int.f.'grit ~t ti~i<·a, e un poco anc-he morale, dell'Esercito, e. ia g uardare eon Ott'h io st•rpno e fiduc·ioso lf' no~tre truppe che sono mantenut.e in perft'tta. effit·ipnza P<'r all'rontare le piìt oscure e gravi evenie.n ze. Uoroe è nn.turaLP, da. una nu,coll a arm on iea <li t•l<'llltnLi così scelti non poteva derivare che un orgnnismo :sano<' fatth·o, ed il ( 'orpo sanitario militare italiano è infath tale ùa Teggen' al con front o dei migliori e più accreditati fra l <'.on~imili degli CI'C'r(·iti stnmi<.>ri, P rla d:n~> sit·m·o a.ffidamento di disimpegnare tutt.i i diffieili inca.riclù che [.!li ~ono allì<lat.i. E si badi che l'uffieio del mediCO militare 1100 è Cii'('OSCI'it lo. t·OIIlC aÙ 11111) ~guardi) !': H· perfìciale e profano può :l})parire, alla clll'a del ~old <l l o inf('rmo, a lla pn·sen·azione di esso dalle malat.tie pitt tliverRe, SJHH'a(liehe r;iano od epidemiche, per quanto i limiti di qne:;li alt il'simi còm]Ji1 i siano amplissimi. e somma appaia l'importanzn sociale ed umanitaria di f.'s~i. 11 Corpo sanit.ario ha. mansioni moli o complr!;se e n umcros<'. u~ualmente, sf non pure maggiormente importa.nti, per di:;impèg'l)àfe le qua li non haHbt hi pr<~v~n·azioue tecnica univer:;iLari;t e civile, rua OC<'orre una spet·ializr.aziou~· cbe si può solo acquishwe con uno st udì o e con uno eser(·izio )listemat it·o c continuo, della. quale si del.tano i principi e si sC'gnano 11;' dirct·t ive in questa Setlola, ma che poi d eve esi'ìt>re 1-ìYi luppa,ta con ht con vi,·cnza e con la partec.ipa.zione intima alla vita d Gli 'esertil o. Il principio è così evidente, che riesce superfluo, auzi ozioso, insi,;tenri. Il fatto che pre..;so tutiP le uar.ioni ehe hanno eserciti stabili uon solo sono istituitf' , cuolc nwdi<'O-milit ari d10 preparino a quella <:arri era! ma anche esistono Corpi K<lltitari esdu:;iva111ente lllilibu·i, sta acl indicare il consPnso uuiversal e nel definire l'impost;~zione e la :>olttzione del problema. OJ?gi, in l)imw. epor_.a di "pecializ~nzione ad oltl·:w7.a, non .si può :1111mettere che da. nn istante ali 'altro si possa, t'sere i t art• una funzione, oltre
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che tecnica, militare, morale, disciplinare, senza un congruo, e certo non breve nè farile periodo di :tlleuamento ; senza avere cognizione esatta. della psiche di quella grande collettività nhe è l 'esE>rc-ito ; senza conoscerne le aspirazioni ed i bisogni ; senza avere esatta nozione di quella fitta rete di leggi e regolament·i speciali; senv.a, insomma., dediearsi esclw;ivnnwute all'adempimento dei doveri propri del medico-milita,re. Ma poichè questo è, come si suol dire, plìcifìco, io rni permetto rkhiama.re la vostra a.ttenzione su un'altra funzione altissima del servizio s:w itario milita.re, qua.si ignorata dai profani all'e~;erC'ito, e non apprezzata al sno ~tiusto valore nemmeno da qualebe cosi detto competente : in ten 1lo del servizio sanitario quale fattore di disdplina. )fon io fal'Ò il saccente evoeando ciò che lal)ciarono scritto in vroposito illust.ri capitani, o affermarono medici di t u t.ti gli eserciti e di ogni t~poca. che godettero fama. merit,ata di abili prof~·~sioni sti e di valorosi soldati , percbè la. logira sottigliez7.a di un uditorio non consE>nziente pot rebbe obbiettarmi che l'elogio è dovuto n. in volontaria, anzi inconscia sopnwa.luta.zione della propria professione, oppure rig-uard<L eserf'iti di a.ltri pat'si e di altri tempi cl1e necessitavano dì nm~ polizia, sa nitaria, superflua ed inutile oggigiorno. TA:t scio invece ('.he parli Cohù che ha il merito incont.estato di aver prepa.rato il no~;tro esercito alla. immane conflagrazione mondiale ed aUa vittoria : il "Maresciallo Cadorna. E gli, sci giorni ::n·:tnti La dichiarazione di guerra all'Austria., quando l 'Italia in anni era tesa come nn •~reo d 'acciaio contro il nemico seeola.re, emanava la cirr ula.r e :m l~;er vi:io sanitario q·ualc fattore (['i 1lisciplina. ~ Tra i fattm-i, scriveva il Comandant-e supremo d 'E sercito, eh<' più e(ficacemente concorrono <t mantenere integra la forza dei repart,i e. saldo il regime disciplinare fra le t.r uppc, riveste i.mportanr.a. a.ssai notevole lo X('l'll· poloso, 1·etto, sereno funzion amento del sN·vizio s~~nitario )), E, dopo aver enumerato le varie categuriP d'individui che eercano di sottrarsi all'obbligo di combattere, stra.ppando al medico un verdetto eli esenzione dal servizio o a.m:he di riforma, ri<'hiede agli ufficiali medici contro gli ignobili simula tori di malattie, contro i deboli di animo, i difettosi di energia di carattere o di buona volontà- oeula.tezza grande e risoluta fermezza, per non privare le fila di comb;lttenti validi c> per non la.~wiaro allarga.re il nefasto contagio. «Se in pace, di fronte ai casi dubbi neU'acceJ'tamento di talune malattie, può anc.he ammettersi che l' ufficia.Je medico si induc-a a decidere in favore dell' individuo, l e imprescindibili necer;sità. della guerra esigono che l'int.eres:se individuale venga in simili c·asi posposto a quello genera.Je ; l'ufficiale medico perciò non dovrà esita-re ad affronta.re- quando occoncla responsabilità di pronunziarsi in senso Sfavorevole all'indiv-iduo stestiO. «La ragionevole e necp~;:-;aria 'Severità, cui va impronf a t a quesi 'opera che pnò definirsi di polizia sanitaria, deve es~Sere sccondata da l vigile interessamento dei Comandanti di Corpo, i t[uali non dovranno lasciar man1·are agli ufficiali medici l'appoggio delle sanzioni disciplinari, e, speeie ai più giovani e meno esperti, la guida e l'assistenza dei t•apita.ui medici, 1:lle dirigono il servizio sanitario nei corpi )). E conclude: «deve ottenersi : che il numero di coloro ehe chiedono giornalment-e di essere visitat,i corrisponda al uumero dei ve1·i ammah~ti
l (Il
o indi.~pof' t i ; c·he alle nwrc·it• etl alle alt re faticlH• dPila guerra parteeipino 11òlti i ntlidi, P l'llf' 1\i<lllO rido1ti al Btin imo i ritardatari; c·Ew tut·ti i feriti ntJ•ati di l'Oniinuare <t> c:otuhallt·t·e, 1111a volt<L mL•ùit·a ti, tornino prontalltt·nle sulla lill!'<t cil'l futH·o; dw i militari ì quali twr ferite o malattie sono si,!·onJIJrnti MI,!!'! i xlahili iiH'Jit i ;iHllilari , 111111 Yi rin1an~ano
che il tempo
:-trPtt:lnH'nfP indi•qwnsabik. f' ritomino al più pr~>sto ai ri:;pett'ivi rf'pa.tti pt•t· c-ontcndPre ai <·umvag-ni l'onore e la gic1i<l eli ('Ont inuare a c·omhattere Jwl' il }{p ~· )JI'L' la Pntria "· l".upL•rfluo. (l]t rP l'l H' irn•YCI'('Jlte, san•bhc illusi raré il grandis~;imo va·loJ·t• 111i litan• dw lwlla Jw•nfl' <ll'll'nr)!anizzatore d!•li'EsPrtilo no>;Lro doveva a \'t·I'L' il ,;t·J·vi:do sanit<trio. 0Ye il testo è• c·hiaro non farC' i11nt il c·hi()l;a . .\Ii >'i<t t'llllt·ess<t iun·<·t•. <l Il n 1li çalutare pù't obhi<•t tinUlwnl<' J'irHport.aoZ<l di QHPik p;m)lr. Tic·ordan• t hl' esst• furono <IPt l fllt• quando le maggiori pn•o<·<·npazioni tatti<·lu: P str:ttt-git·hl' do,·<·nmo all'nt i<'are la mente del l 'apo dPII'Bst>r<·ilo; qn.;t!Hlo, 1·onlo s~uardo fn·ddo. ltwido ·c diritto come la :;un s pada, Bgli vedeva le ma~g-iof'i ne<'essil à, ed i più gT:mdi requisiti òi un'annata l'lt<· dov1 ~va fra JlOdte ori' Janr·iarsi rwll'a:;pra cmltesa. È ovvio (')ti;' l'a \ 'P.l' in (JIIt'i fràll).!('ll( i volto il lH' IlSiet'O a] S(.'f'\CiZiO i'll llitltl'ÌO Significa l'h<' lo giutl ic•H\il vNamentP fr·n i fnt tori più import ant i, de11tiuato a tenere alto il morale dellt> tnapp<• e salda la. di:wipli.na, senza di cbe qualunque progrPRso d<•lla t{~<·niea lwlli(·a ~ iu;;ufl.i('il•nte ad n!:'sic·urare la, viLtoriR. La, ç·irtolare è il JH'Odot lo non di nn ' ,ls~ena7.ione occ·as ionale che ri~;c•n t i:-:~c· finlln<>nza , fon;l.' transitoria. di particolari cirro;;lanze di non {.'('l'l'ssi>o valore, ma tii un jl('llsiNo hllll!:llllente ehlborato e vagliato al !urne tlq.rli inseg-narnenti dd l><lssato e dl'lla f·hinra ,·isione del prossimo a,. \'f'll irl'. ('Olll(' ahhia no ri;,;posto il <'orpo sa nitar·io <'d i sili!!Oli ttftitia(j medici, cu i il Cnpo volle giunJ!P$\:"t' il .;no monito, ilkuo tonLandamento, lo sanno e lo lla.nno ,;olenncmentt• tc:-;1 imoniato quanti t·omhat terono la g t·ande g-n~·tTa. ed, in nrodo pari i<·olar<'. coloro che, es<•rtitando il comando, meglio furono in gra do Ili giud itan• <•d apprezzare l'opera t·OII<'t tiva. ed individuale df•l m ed i<:o . .-\.l Cor po sanitario fu t·on<·eii;:;a la utcdaglia d · arg~>nto a l valore, perchè u lustant·nbilt', mode:;to, spreno, coul'•H·ta lldo di c ure e di llHtore i sangttiJlallli fratelli negli iit<•ssi l'inwnt i ()(•Ila battag-lia o :-;olto lt> im placabili o[fl'st• JH'llliche. d<•tte <·o,.;taute c mirahilt• el'iE-111lliO di ardore e di valore, di spn•r.zo del JWricolo e di ù<·,·ozione al dovcre "· Ai sing-oli 1rflkiali llll'dic·i. p<'r afti di valorr individuale e per l'opera J1 L't'stata i>ul <·n lltpo, furono l.' nn<·e:-;:-;c ci rea 1 !100 ric·oru rwnse al va lore : una n•edag-Iià. <l'oro (t<'nente mt<di<·o dl'il~. R. ) l arina J'aoluN·ì Rafl'aele) e 240 llledaglie d':trgcnto: 1~00 uw<laglie ùi hrol\)10, olt l'f' un nu111ero notevoli1;l'imo di eroci di g11erra a l valore. Medagjja d 'oro fu p un• nssPgnata al pori a feriti A ngelo Vannini, ma~!11 i fi co ('-:pone n t e d t• l l't>roic·a ed O$C'UI'a o per~ d i a bn<'gazionc e di sacri tìzio dnt;t dag-li umili ~<oldàti di ~<a nitàl militi della pictù umana st-nzu. storia... (( }l!'l'\'hì· la )()l'O :-:t'vria r IJ lldla ;.; jp:;;.;a fidia pil'là c di'\ ;ji\('t'ifizio », .\.Ila p:ll ria fPcl'rO duno dt·lla vita 'i2U mcdi<·i, d<'i quali ben :~ 97 morirollo ù1 c·oflilwl t inwnto. con uua ver·c•(•nt uale s 11 1000 mobWtati di 11 8 .:3 <·aduti :; ul <·:1111]!(11 e 8 l,(i }Wl' ma lattia rontratta in s<•rviv. io.. S i c·ont:uono inrtltrP 1000 f1·r·iti.
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La sola, fanteria, la più fln gel1 ~1ta dal demone della, di::;tnJ;r.ione, può gloriarsi di stat.istiche più ricc·he ed orrende, d'olocausti pitl numcro!>i. ll più alto e sereno commento, fra. i mille, a que::~ te <'ifre, iJ più nmbito encomio all'opera del medico milita.r e nella gnerra mondiale, lo h a fatto con la parola ala.ça e l'31utorità che t utti g-li ri<·onolS('Ono il glorioso Duc.c della invitta III Armata.: S. A. R. il l\Jarf's{'iallo ò' Ita.li<t Emanuele Filiberto di Savoia, che conohh(~ sLù ca.tnpo 1, la n1in1bile <·: tinta cd il pacato eroismo » d el medico. ,, Dai posti di med.ka:done piit avanzai i alle piì1lonta.ne retrovie l"opem vostra - o ufficiali medici e ntili1i rli ~an i tà - Eg·li dice - è ~empre improntata allo stesso sant.o altruismo: men tre i proit-ltili gran<limtno presso gli indifesi vostri posti, e la morte vi aleggia in torno, pront·.a a. ghermirvi insieme con quelli cui date f'Otlforto, speranza P vitll, voi, dimenticando dil!agi, insidie pericoli, con dita si eme e leggere, fra il frenùto dei feriti c il rantolo dei moribondi, op!'rate c ::~o ll e''a.te. l vi giuugf', col fragore, t utto l'austero aspetto della lottn. ardente : sott.o il fuoco i por t Il feri t i reeano il cadu t o con le ntembra stillant i 8ang ue e gli OC'dti ancora. accer-;i d<'lla visione di gloria, e voi vi t ingete di qTtPl sangue, vi irmdiM,e di q nella visione, e ::~pcsilo rnccoglie t~ le E'iltreme p arole di qtwi g-enPrORi, parole ehe sono sintesi del più puro amore : :Mndre mia, Italia mia . Ttalia . l tali a, Italia! ., E tini va inueggiaudo a t utti i componenti la Sanit à m ili t are c· he •< sulln. linea o nelle retrovie siete vanto e gloria della sf·ienza ita liann, dell<t pietù. latina, d ella Patria diletta''· Enumerando queste opere nwgn<tnime c rievocanùo que:;te parole eloquenti ~ l'animo nostro freme di san to orgoglio e si esalta nei gloriosi ricordi, mentre il nostro pensiero vola ammira.to e ricono:-;cente a voi, fratelli, che in un impeto d 'amore gettaste senza e~ itazi onc; tienza patt.i, senza gloria E' senza fort una la vostra. anima, il vostro corpo, <:ompienclo l'opera prode per la sola ;..ua. belJezr.a., paghi di Vtli ~SOOssi e della misteriosa. approvazione che (~on solò ed an-ise a.] vofitro nltimo sguardo rivolto alh~ vita. Il ricono:;cimento dei merit.i milita.ri del Corpo sani ta.rio :::pcria,mo diano finalmente a questo il posto che gli <•ompete e che fino ad ora gli è contestato. N oi lo desideriamo ardentemente l'umile ed alto tit.olo di combattente, non in considera1.ione di eventuali v::~ntnggi ma.t.eriali - il costante a bituale disinteresse con cui il medico adempie nt>ll 'esercito la. sua missione è oramai riconosciuto omniua rnente - ma percbè ci compete, e l'esserne privati umilia il uo!lt.ro amor proprio, menoma il nostro prestigio, suona offesa ai no~tri eroici morti ed appor ta da.nno al ser vizio. Queste considerazioni banno indot to da a.ruù altri eser('.iti :t concedere agli uff'iciali merlici l 'ambita qua.lifica.. l/ultima guena ha pien::~mente conJermato questo nostro buon diritto. Per quanto il no~tro nwrito in campa-,gna si commisuri dal numP.ro delle v ite salvate, non di quelle rec·ise ; dalle ctu·e amorose, materne dispensate a larga, mano e non dall'odi.o covato cd espl'esso nelle forme più belJujne; dall 'aver ·dominato, sop:g;iogato. spt>nto iu noi l'i~ t;into d.ella conservazione che impone la ritorsione e l'oli'esa ; dall'aver sohìto con indomità volontà e con forza sovru mana le t-erl'ibili al ternn.t.iw' della battaglia e degli inemll'rabili pericoli c disagi, astraeudo>~i da tutto p er serbare fredda la mente a spiare i misteriosi ~<C'nt icri clw ~c>guE' la mortt'
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PER L'lNJ~UGUHAZTONE D.F:LI:ANNO ~('OLAS'l' ICO
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nel corpo piagato ; saldn. la mano ad arrestare il saugue <~he irrompe spegnendo la. vita. ; puro e serPno il enore a consolare e sorrirl.erc a ll'anima giovinetta che si in vola; si commi,.;m·i dall'aver <·umpiuto l'umanitario ùovl;'r nostro an<'l\(' sul D<'llli<·o crudele e :;l ingrato, (·omprim<>udo i moti dPl cuore, i sn,.;sulti dei mns('oli e d<>i m'rvi f>Cc~ itnt i dalla lotta c·hr divamp:wa e infuria.v[t iut.urno; dall'avet· clat.o :'!<•n•namC'ntP 1:1 prOIII'ia vita per salYare que}h~ dPl rommilitonP, aél<limustr;mdo un ' intrepide:~r.a, non inferiore
davvero a. qncll~L di chi nE'l tumulto cl('lht battaglia, so~pinto dall'es<.•mpio e dal fnrorP del cornhattim<'nto, si S]Jin~e i111pavido sutto l'irto reticolato
e la bo(·ca dE·l <·annonP. Quest'opera. J~iena di llll Jiri!;I1JO di!' 11011 impa\lidis<:e davanti alla rossa epopea dPl fante o d ' arti~li<'t'e, il m ed i~·o l<1 ('Ompl, al pari di fJUl'lli che brrmd irono mùn·ma., gela ndo fluii e <'i me dl· li<' mon ta,goe, e in t:ra~i<'illn· dosi le os:-;a. [)(•Ile trìncPe fangos(', mareinndo ~otto il i\Ole o fm i tmbini <li ~;abbia, esposto fli continuo al peric·olo co111e <'S:si, soste.nendo come er;:;i e con e~si tntte le fatiche c le terribili Yi<·t>nde della gu~>tm. morendo )Wr le offel'<' dt•l ne111i<:o o pPr le sot.t ili insidie cl<• Ile r.;otft>rt>n7.e P dd le malattir. Se t.utto <·i<'> non i• comhattPre 1wl Sf'nso 11iù alto e prn·o della pa.rola ; se iJ medico nel fm~or della, battag-lia e nf'lle fila. dei combattenti non è eroe fra et·oi ; ~e nei doloranti c d evasi ati po,.;ti di tlledirar.ione e ne~li ospedali da. nampo bersagliati dalla dPlit tllosa furia nemica, e difesi dalla bandiera f'rociata. non meg-lio elle ;;t> l'ins<'gna della neutmlità. fol':se un mmù<>tto di fatuc<·hif'ra. non t- apost<)IO di pietiì e eampione del volontario cruento :acrifizio : oh ! allora. nega!Rg-li pure il titolo di combattente. Noi, <'Ile profes:-:ionalment~ abbiamo fatto nostro il mot:to dell'antico g ut>rriero: " non c·<~ hi~o~no rli ~perare per intruprf'udere, nè di rimwire per p erseverare u, noi continueremo ncn·esrrdto e fuori ht nostra. missione di bontà, d'amore, ·cti umanità. Cc l'ha.nno iudelebilmente suggella.ta nel cnom : i macRtri ehe ci furon guida amorosa nelle corsie degli ospedali ; i colleghi eroici che banno vissuto per sovrapporre 110 bene ideai<' ad un tornaconto per:;onalc, c che per cotesto bene :;:eppero comba.t.tere e morin• ; ce lo confermano, crisma divino, incuoraodoci, la vita e la storia, che appa.rtcngono agli uomini elle Ranno guardare in Jaecia la. sorte senza seora.menti, e misurare il tempo senza. l>tanca.rsi.
Anche il discor::;o d el colonnello medico Grixoni fu salul:at.o alla fine da vivi e generali applausi.
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MEMORIE ORIGINALI
Il IRATTIMEftTO DEllO ~~ ~HO[K, [Oft 6lU[0~10-Ift~Ullftl P er il d ot;. Orlando Castigllola, tc·11cnte <·olonn('llo m edico.
Lo shock ha !'empre più tormentato, f'pt>de durante e dopo le g-randi ::ru~rre da oltre nn St>!·olo, le menti dei chirm·J!i, dci patologi e d ei fi siologi, intenti a determinarne l'intima C!;;;emm delle fondamentali e SlH~ cifiche lesioni anatomu-patologiehe e teorie le pi1\ svnriate si suecedcttero alle numero. e h"s<>n-a;r,ioni cliniehe e lJrove sveriluentali , sen;r,a pm: giungere ad esamienti e d l'fìnith·e couc-lu:'ioni. K<>lla COHtples:sa siHdrome dello shoek infatti tr01lPi fattori n<>rvo ~i , ci reolatm1, tossici, )iettici o anafilattici intt-rveng-ouo e si ì'Opramwngono dopo tr:1nmi più o meno gravi, scotta-ture e.-terne o fn tti di :-;t J'Oz;r.anwnto iute); l ina](> improvviso od anclte dopo profonde elllo;r,ioni , emorra~ie, C!l'('<'sl'i.\·i :'fOrzi museolari, romit.i ribelli cic'Hci, narcosi prolungate, alcune Hfl'ezioni acute, ecc. Sintomaticamente e~:;o può ri l'erirRi ad una depressione riflessa, di tutte le ftmzioni organiche. !ICJn raramente ~rg nlt a da, morte: patogeneticamtmte la. t•e.rata qua e~tio non (> ancora, risolta esaurientemente, si<-!'ome ho già. detto, henchè si Ria g-iunti a lla ill_terpn;ta;r,ione di molte manifef;tt~:t.ion i m01·bose i m m ed i ate o tftrdiYe com}H'('f:e nel q n adro ilello shock e riferibili a vere anafilassi <:hirurgiche e siano entrati defmiti'~'!•mente nella, pratica, prPsidi terapentici ('roici Rpeeia lmPnte ver prevenirE' o attenuare od anehe troncare ietu.s f'catennntis i nelle forme cliniclt e dello shock traumatico. Fra, tali }»rcsid.i primej'!g-iano (a, trasfusione d~>l sangue ed il trnttamen t.l> n >('en tissimo del glucosio- i n:;u Una. Della prima, eh e Bergmann a,ncora nel 1 8~3 giudi<·a v n, <.:ome un tE-ntativo fanta<>tico, possiamo rlire elle ha chiare e nette indicazioni patogeuiche e tera peu ti che e la sua, tec n i·ca. si è perfezionn t a con la, metodi<'a e facile ricerr·a dei gruppi :;anguigni e con l'uso d<>l sa n~~;ue puro, non citratato o glucosMo e eon gli apparcechi di Oehlt•d\E>r o di PPrcy o di altri similari mult-o prntici cb(~ sono stati laneiat,i in Ct•mmtrcio. Circa il trattamento d el glncol(io -in~.S uUu a ret'entemente proposto da Da,v i d Fisltcr, direttore ciel servizio cltirurgieo dell'Ospedale ~Iititare di Milwankee, Boston, )fa~sachusetts , e che il seu. prof. Giorcl;lno ma con Sltel'esso su larga scala da olt,re due mesi nellfL ~o;ua divisione chirurgica an 'Ospedale Qj vile di Vene;r,ia, ria ·smnerò~ il pri li C" i pio in formatore, le indieazioni e la teenica,. Riugra.ziu l'ilhtstrc mae~>tro ]J P.l' avermi p ermesso di illu~trarc tale ~mttnmento, d a lui !'legtùto forse per il primo in Italia, con pnrl icoln t·r tnt.ere~<~>amento pl'ima o dopo grandi inter·nmti c hirurgici e n<>i <'a!'i eli gravi trau mi accidentali, alternandolo con la pratica clelia, trasfu~<ione del sangue.
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Jl, TH A1"1'.-UH:~1'0 D~:t.J.Il '' $ 1/0f ' K • C 0X tiLUf'IISlO·fN~Ur.l:-tA
* ** Prima, di ril'<:ri re sul uu o \·i~;::; imo trai ta.111euto di Fish(•J'1 ritengo opportun<J ac:crnn:tre ::.Jh~ mo1Lt>rna t\•oria dl'lle analìlassi chi.rurgic'lre, con cui si vorrebbero in1Prpn•tarc molt-e ma n i!'('stazioni gcnen1li imm<>rliat,e e tardive comprese nel quadro d ello glt0<~k e <:he 111 al si p os.~ono s piegare mettendok sempliccnwnte iu ntpporto con umt causa tr::w rna.tica o ftsic;a o chimi1·a, o eon nna ::tllt·r~ zi on (> ci r·cohLl oria bm~~·-<t, c l. ~ si produca in un dato m onwnto in un individuo n orma lf'. Secondo tale teoria, a lla quali' ha n no pure apportata lar~hixs imo c·onf rib11 to nrvlti illustri pat ologi italiani ( Lu :;li~, l<'idwrn, Cesaris-Dl'mel, Belfanti 1 RntllC<Iti. Sac· eona~h i Parnpanini, ecc.) le a lh•razion i anatomopatologi('] re ìlla<:ro e mi('('wi<'opic: Ir e ( v aséld i h.r tnzioue di·~l i organi spl anc·n ic:i, enfisr•m a polmon:bl'(': emm-ragi<·, tromho!-li, ecC' .) ed i pPrl:urbameuti della crasi sa nguigna e dci va~i si dov r ebbero riferire all'a.:s>mnzione parent<'l'ale ùi protl'ine eterog(•nee mr~;;e iu libe r-tà. ùalln disintegrazione di <>lemcnt i cell nluri, <letenninata dal tnt n m a, ns:-.um:io11e che agirebbe come un'iniezione scaten a ntt• iu individui c he per pre1·edenti lievi tra umi erano :;t.a.ti sen ~;i iJj)jz;,at i per pcnetrazioni in circolo di minime q uantità d elle stesse prot.<•il1e ctorPgertce della suddetta disiutegntzione cellulare (Cesaris- D Pm<'l \. . È innt~gah ile c.h<> con talr teori:t autotossica amlfilal.tira, s i giunge f;tcilment<> a lla. interpretnzione di moli<> ma,nii'Psta7.ioni che noi abbracciamo nel quadro clinico d(•llo sho(·k t1·aumntir:o ed f'ssa fu vag-liat;L durante l'ultima grande g n f'rra. 'qwc·ie IJ('r O!Jl'l'a dl•i Fra.nce~i e de_g-li A m er icani. cbe poterono condudcre ('fificre det.t o s hoek prodotto da-l l'azion e d ei prodotti litici d elle ulbnmill c rlei t('s.;nt i (muscoli e fegato) e del sanguo degli cmatomi. per solito in ambiente ac ido, ris ultau done un aut;o-iutossìca.7.ione di t ipo analilàt.tieo . A tale teoria, sufl'm._g-ata. da, d a li pos itivi sperimentali e reperti ana tomo-patolog-ici pm positivi, si ria.llaccia l'ipotesi sugge~t i va C'he l' ulcera. rotonda d ello stomaco, d ella porzione inferiore d ell'c::;ot'ago, d el (luodeuo eù anche l'ulcera. p eptica d~l d igiuno dopo gast.ro enterol\t o min. si riferiscono ud una. vera, mauifei4a.zione a nafì la tti<'a. L'altra, rctentissinl:L tt•oria, d a tuj logicamen te COHS('j,!'He il Lrat t amento d el jllucosio .in::;ul in a., c0n;-;iflc ra lo s hot:k come un mc t à·bOlif'mo pt'rvl'rti t o eon a stì!isia, ed aeidoRi e cnns«'glwnte esa tu·i mc n t o or ga.n if·o, t·he può e):(sere vinto con l'aiuto tli nnove energie per far rivivere le cellule <·:sa.ust·e m erci> lentissime fl d>olisi con soluzion e di g luC'osio, e simuJtat l<'e iniezioni sottocntanrc d'in~nlina per la r a]litla. o~sidazione ilel glucosio iniPthrt <). Kell o stato normale l'energ-ia termica d el nostro organismo è d eri \'al.n prin<'i pahnen te da Ila <'o m bu,:tione dei c-n-r bo idra ti, in minor jrrado <lf'i grasRi c d(>Jle proteine. (~uando m n11ca.no i primi, l'energ ia termiea d<:'V~ e:-;s;l're riJornita dai g-rasfii ed in minima, quantità dalle proteine e lo stpiilibrio viene a. fonnarsi bl•n presto con formazioni di a-cidosi e diminuzione dell 'alcalinitiì df'l sangue circnlnnte. Levu1, Gordoa e D<'tTick studi a rono Jr variazioni d ella costituzione f'himiea d el sangue nei 111aratonisti erl a<·c~c'rtarono nn rapporto costante
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tra il livello dello zucchero nel sangue e le condizioni fi siche del conidorc alla fine della corsa. Quei corridori, che avevano un tasso qnnsi normale di zucchero, non presentavano alcun segno di shock; mentre quelli rhe apparivano molto prostrati e stanchi, fra, i quali uno che aveva. an r·he perduta la coscienza al termine della corsa, prescutn.va.no moli o l1asso il ta:;su dello zucchero nel saugne con ll'l, sintomatologi<L clinica di una. superdose d'insuliua. Da. ciò emerse il nuovo concetto dt·l tnttta.nwnto razionale dello shock di rifornire l'organismo di una carica di ener~ia, la m1i azione si prolungasse fino alhL ripresa completa, d<'lle funzioni vitali, aumentando contemporaneam<'nte l_a ntas:;a liqnid:L clel sa ngne c:ircolante. Erano dapprima usa.te soluzioni iso o ipcrtotùche glticosate c a le: tlino con a.ggiw1ta o meno (li pituitrintL o adrenalina. Quest'ultime :-.pncialmeute, a. dosi terapenlith<', pt'OÙII('onn un reale a.nmento dello ~t imo lo cardiaeo ed apparente r ialzo della pressione del sa ngue ed il lot'(J nlll ta.ggio è immediato in tutti i casi di traumi qhil'UJ'gici o accideut.a.li in istato di schock e nei quali l~b pressione del ~ang11e è scesa. anche tll'lito al disotto della norma. :M:a. tale vantaggio è effimero ecl il totale a.umeut o della. pressione dura pochi minut i con nessun bencfìcio permanente, ntE i con danni iiTepara.bili, se per poco se ne prolunga J'azioue con closi ripetute ed eccessive, perchè non tardano a manifestarsi con l'uso pmlungato dei vasocostrittori fenomeni gravi d 'insufficienza circolatoria. Secondo il Fisher lo shock è uJ;).o stato tli a::;.fìssia e ili acidosi, c•on notevole rallentamento dei proce~si ossida.tivi ed esaurimeuto gntYe di tutte le funzioni organiche per un perttu·bamento dell'equilibrio del sistema nervoso centmle, che entrerebbe iu campo come 1'at.tore iniziale nello sviluppo della. sindrome complessa dello shock. In esso si ba io alto grado nn pPrvertimento del met<Lholismo e }>Pr vinc:ere l'e$a.urimento funzionale occorre umt nuova sorgente di ent·rg·i<~, che possa far r iprendere ln. vitalità alle cellule esauste, promovendo atti vnmente le combustioni e le ossidazionL • 11 glucosio, somministrato da solo: non può ragg-iungere tale scn]Jo prontamente ed in modo completo, dato il ra.JJentamento dei procl's:Si ossidativi. Dopo gli splendidi risultati sverimcntali ott.enuti dal Rin!!E>r, conosciamo con qua.nt.a prontezza l'insulina ossida il glu('osio, e l'in t roduzione delle dne sosta.uze nell'organismo, fatta razionalmente, dovrehl1e logicamente pr odurre la ra.p ida ossidazione ed npport.a.re le conseguc·n t.i energie per la r ipresa vitale. E poichè il tempo è sempre un importante fattore nella cum dello shock, facilmente se ne clcduce l'enorme \oanta~~io del trattamento del glucosio ed in!'iulin a in eonfrnnto dP.l glltellsio ··i.~o htto. . Già il F ischer aveva ottenuto dei ri:mlt~l.ti po:;itivi in acidosi diahcf.tcl.Je preoperatorie e confermato i risultati brill;-~ nti pm· ottenuti ron tal.medoto originale dal Talhimer in acidosi non diabetiche post-opcr<ttone. Egli intravvide un 'affinità nell'ultima patogencsi tra tali acitlo.~ i ~ ~o sbock e trattò 31 casi di shock con tale mctoclo, avendone in scb'lllt{) confermati i successi da parecchi altri clinici negli Stati Uni t i e uel Canadà. Nel gior nale Ufficiale del Collegio dci Chirurghi Americani (volume
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lt. TftNl"J.'.ni}:J>T() lJJ-:1.1.0
« S li Ol'K » <'ON (; Ll'L'OSJO·lN~ULll'l.A
XLIII, ago:>to 1926) egli rii(•r1 c inque casi, in cui applicò tale trattament-o (·on risultati favort'volis;dmi: nn caso di lìlrock grave dopo un intervento per artrodcsi di una spalla r il seeondo dopo una eoleeistectomia per t·alcolosi e cnngr cna della ve:;cidtctta, il terzo dopo un intervento per ulcera piloriea perforata., il qunrt o per Prrlpienw della (·istiiE.'llea con p erforazione e peritonitE.', l'ultimo d opo una larnint'clnmia p<'r f,rattura delht. XII Yertelmt dur~;alc cou t:ompres::;ionc d el midollo. In tutti quc~ ti ca:-:i lo s tato dt'i pazit'nti apparint di:;Jwrato con polso frrqucnt i,;::;imo e quasi im pcrl'el.tiuile, p ressione sistolica. molto bassa, rr8pirn ~'>U JWrliC'i ali ssirn o , tt>ntperat ura ~lev ata, subdelirio. Col vinc<'re J'a sfh;sia inh•rna e l'a(•id osi llH'l'tè il t.ratl amento dr l g lllCOi>ÌO insulina Ri riebbe ~;empre rapidamente i'Pqttilih.rio normale f.' la gua.r igione d ello ~; hock.
** * Dopo :1 ver conferito la c·otw<'v.ioue tcoric·a e pratica di tale t-rattam ento. f:o lTcrmiamoe:i sulla modahtà tecniea di 1mo, r ipor tandone i dettag-li descritti da Fisher 11ell'a rt-icolo d el Giornale sopracitato. Si prepara una solu?.ioue s terile di gluc-osio al titolo d ei dier i o d el qu indici per cento, che può essere 80mmi.ni,.,trata nella qnant.it à d a 500 a 2000 ('(•ntimetri cubi p t>r v ia e11doveno;;a, a SI'Conda. òella gravità delle condizion i d el pav.iente. È da segnalare l ' intportmtz~L max~.; im a che si a t t.ribuisce alla lentezza di tale flebocli ::;i, per cui iJ passag-gio della soluzione glucosata, dovrebhe avvenire n el tempo minimo di un'ora. e po,;sibilruente da, due a quattro ore. Tale cautela, è indispcusalJilc, q11ando si voglia int rodurre una gran quantità d el liquido in tin·olo, e ciò per evitare specialmente 1'\. dilatazione del cuore d est.ro. La quantità d'in sulina usata per via so l tocutanea. dipende dalla quaniità. di g lucosio iniet.ta.1a. perchè Jler ogui 0 grammi di g lucosio o ccorre un'unità d 'insulina U. :!0. l. a. qua.nt.ità totale d 'insulina deve essere diYisa in d ue dosi eguali: 110a metà 15 minuti dopo l"inizio della flebot'lisi glucosat n, l 'alt.ra metà immediatamente al termine della. fleboclisi stessa.. Fino a quando il glucosio appare nelle urine, non vi è alcun per icolo di una r eazione di supercloso d 'insulina., ma, è sempre opport.\mo aver a portata di mano una siringa p er iniezioni ipodermiche di adrenalina o p ituitrina, q11alora. !SOrgesse la temuta reazione, e cosi pure ~ ommini s trare per 1'1occa. dt'l succv fresco d.i ara.uc:.i, d el ~lu cosio o ddlo J~u cchero di canna . Qualora fo~>;e impo!Ssihile so mmiui i\Lt';"~.,re dei c:nhoidra ti per bocca o (·on la. sonda., si può continuare J'init•zione d PI glwo~>io fino alla ripre::;a ch·ll·equilibrio g lkemico. Ma trat t ani! o il glucosio e l'insulina nella, modalità e quantità suddette è diffkile la comparsa, della reazione sp crifica.. 1!: pur u t ile far prat it·arc a l paziente dc>lle r E>ttoclisi a lte e lente allo scopo di opporci alla disidm.t.av.ione: rhe import.a l'uso di for t i quantità d i glucosio. È infine da ricortla.re che l'uso con temporaneo di alC'uni medicament i po,;;sono annullare od esaltare J'a,zione <h·ll'in:sulina : coJ il Burn d i mostrò
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n. TRA'I'l'Al\IENTO DELLO «SHOCK» C ON GLUCOSIO·INSULINA
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ebe la pituitrina, m~ata nel medesimo tempo, diminuisce od annulla gli effetti dell'insulina, ment1·e l'ergotossina, iniettata precedentemente, ne aumenta decisamente l'azione. Ho già aecennato ai concetti teorici ed ai dati sperimentali che hanno
ispirato questo speciale trattamento, il quale pur nella pratica ba corrisposto brillantemente alle aspettative dei clinici che l'attuarono anche in e-asi molto gravi, solo o associato alla trasfusione del sangue. Cerchiamo ora di esa.mina.rlu più profondamente nella sua intima essenza patugenetica e sviscerarlo nei risrutat i terapeutici proposti. Il Fisber in tma chiara sintesi abbraccia nello shock due fattori : l 'iniziale. ed il sostenitore. Il fattore iniziale: trauma, anafilassi o sepsi; il fattore sostenitore: abbassamento della pressione del sangue mantenuto da una diminuzione della sua massn. circolante. È evidente che la fleboclisi glucosata innalza rapidamente e durevolmente il volume della massa in circolo e toglie senz'altro il fattore sostenitore. L'introduzione dell'insulina porta pure ad tma rapida ossidazione de l glucosio e per essa si annulla lo stato di a sfissia c di acidosi ed aumentano i processi metabolici. · Dalle ricerche di Zunz e IA~> Barre risulterebbe che la prima reazione di difesa dell'organismo all'inizio dello shock sia la mobilizzazione di tutto il glicogeno disponibHe nella corrente san{,'1ligna, che verrebbe cedut-o alle cellule per rifornirle d 'energia. Ma tale rifornimento si esaurirebbe ben presto e la terapia gluco-insnlinica, praticata tt>mpestivamente, continuerebbe tale rifornimento, vincendo cosl ben presto lo stato pericoloso dello shock. Tali fatti furono confermati anche sperimentalmente da O. Neill, Manwring e Bing Moy, i qua.li microscopicamente e con l'analisi chimica accertarono la scomparsa del glicogene del fegato in •15 minuti su cani in stato di shock anafilattico. E sappiamo dalle osservazioni di Ricbter che il trattamento glnco-insulinico apporta il glicogt>no nel fegato ; egli in un caso di atrofia gialla acuta del fegato trasfondeva quotidianamente gluco$iO con insulina solleva,ndo lo sta.to comatoso del malato e dopo la sua morte accertò la presen11a del glicogeno nel fegato contrariamente al consueto reperto negativo in casi della ste~:sa malattia, non però trattata con tale terapia. È innegabile che tali teorie delle scuole anglo-americane siano molto suggestive ed interessanti e trovino un validissimo appoggio nel trattamento specifico del glucosio insulina, siccome risulta dalla numerosa casistica clinica all'estero e che si è potuto controllare nella divisione chirurgica del Prof. Giordano. Nelle loro grandi linee gli eiietti dello shock sono i sE>guenti, secondo l'ordine probabile della. loro comparsa : stasi capillare, trasudazione attiva del plasma verso i tessuti, donde aumento della viscosiLà sanguigna e diminuzione della massa del sangne circolante; l'ipotensione arteriosa ne è la conseguenza diretta e, come per il vero e propio shock emorragico, l'insn.ffi.cienza respiratoria apporta un'insufficienza delle ossida.r.ioni, la sete d'aria e l'acidosi umorale. G. Crile insiste giustamente nel conservare nel debito conto il sistema nervoso, che gioca un ruolo importante nella.
sindrome fenomenica dello shock traumatico, specie nei feriti di guerra, 2 -
Giornale di medici= mUitare,
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JL TRATTAMENTO DELT,O a SHOCK • CON GLUCO >IO·lNSULll'IA
nei quali predominano i fenomeni nervosi improvvisi di origine riflessa che possono, secondo In i, esser spiegati comA un'inibizione, dei centri cansa.ta dalla intensità delle eccitazioni periferiche a livello delle ferite o traumi in genere. Ma con tale concezione non F;i Rpiegano esaurientemente tutti i complessi fenomeni dei va.ri tipi di ~;huck, ove tre ordini di fatti predomina.no costantemente: 1° il fenom<•no meccanico della caduta della tensione a.r teriosa ; 2° la deficienza d<>lla fuur.ione globulare con conseguente asfissia. specie dE'gli organi nobili dei centri nervosi. 3o le turbe sempre più gravi dell'equilibrio fi:'ico-chimico degli umor~ e più precisamente del loro equi librio aciclo-bal>ico. L'ipotensione art.eriosa, a cui prima davasi In maKsima importanza non è dovuta., come pensava Howell, all'affìevolinwnto primitivo delle contrazioni del cuore per ritlm;so inebitore bnlbare, bensì ad una vera e propria sta:si capillare pPrifcrira, siccome ci lmnno dimostra.te le chiare esperienze del Oannon, stn.si che importa una trasudazione dell'acqua del plasma a.ttraver!:>o le pareti vascola.ri ed una concentrazione del sangue con aumento della suo viscosità den;;it à. e del ta~so delle emazie. L'acidosi é la consegnonza. di tali deficit circolatorio, che apporta subito un rallentamento della r(\spirazione interna con asfissia dei tessuti per le diminuite os»i:la.zioni entro le loro cellule. Il trat.tamento di glucosio inslùina rac<·omanrlat.o dal Fisher si riporta a tale interilip~nùen;~,a tra l'acidosi e l 'a;;ns»ia cellnlare per cui, promovendo e miglionwdo ta-li proce~si ossidativi, si avrebbe un rialzo delle energie vitali e il supernmcnto del pericolosissimo stat'O nello shock. L 'introduzione di glucosio al lO: 100, arld.izionata a bi('at·bonato di soda al 2 por cento per via endovruo!;a era stata praticata da Tit.us, Hoffmann e Givens nel 1920 nelle iperemisi delle gravide, che i detti aut ori ritenevano dovute ad una deficienza di carboidrat.i da parte della madre, per sopperire al fabbisogno dell'embrione in via di sviluppo e secondariamente ad una tossiemia per ipofunzionalità epatica. Thalhimer nel 1924 modil1cò il metodo, aggiungendo al glucosio l'insulina. Egli usava eme. 1000 di soluzione di glucosio al 10 % per via endo,enosa alla dose di eme. 200-300 all'ora, da ripetersi all'occorenza. inettando pn.re ogni ora 10 unità di insulina con nn totale tli 30 unità. Nel vomito gravidico ta.le tmttamento avr~bbe da.to ristùtati rapidi e favorevoli ssimi, anche ad B. L. Kin~ (Journ. A. l\I. A., maggio 1926), che in sette casi, tutti grav.i!;Simi, ottenne quat.tro guarigioni. Le modalità del trattamento, modificate razionalmente dal Fisher, siccome abbiamo innanzi ripetnto~ portano a risultati più sicuri e sostengono l'ipotesi patogenctica da lui ammessa in tutti i casi di shock. La tecnica è semplice, non richiede a.ppareccbi complicati ed è alla comune portata, anche louta.Ho da centri ospeda.lieri. Si può usare un ma.tra.ccio di vetro, della capacità. di due litri con ta.ppo di gomma a chiusura ermetica, per il quale passano due eannule di vetro, di mezzo r.entimetro di diametro, piegate ad angolo retto all'esterno del ta]>po stesso, e di cui una pesca. internamente fino al fondo del matraccio e l'altra subito sotto il tappo. Sulla prima di tali cn.nnnle si adatta, al momento dell'uso, un tubo di gomma, di circa m. 1,50 di lunghezza,, nel quale si innesta un raccordo metallico per l'ago da fleboclisi : nella seconda si adatta un
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IL TRATT.~lfE...'iTO DEJ,LO «SHOCK » CON GLUCOSIO - INSULINA
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sistema di soffieria come per il Paquélin. Tali matracci cosl montati con le cannule, accuratamente sterilizzati e contenenti la soluzione sterile di glucosio, si tengono pronti per ogni evenienza, dopo opportuna chius ura delle apertul'e esterne delle due cannule, innestandov i dei cappucci di gomma. Si prendono le consnet~ cautele come per una comune fleboclisi ; si sterilizzano al momento dell' uso il t nbo di gomma col raccordo e l'ago il quale deYe avere la punta smussa e corta ed esser di diametro molto sottile, in modo da, ott~ncr:;i un pa~sa~gio molto lento della soluzione, quasi tle,boclisi a goccia. Dopo l'apposizione di un laccio elastico intorno al braccio e di~infezione della cute n ella regione anteriore del gomito con alcool o con alcool picrico, si penetra a regola d'arte con la punta • dell'ago · generalmente nella vena mediana basilica e dopo aver visto defluire qualche goecia di sangue dal p adiglione dell'ago si innesta que..o;;to nel raccordo del tubo di gvmma, dopo av<'r fat.to fluire lill po' della soluzione glucosata, che dovrà esser sempre portata ad una temperatura vicina ai 37 gradi, mantenendovela. tale con pezze ca lde, che avvolgono il roatraccio ste:sso. :F acendo fnnzion::tre per un monwnt!) la soffieria, si porta uu aumento della pressione nell'interno del matrn.ccio, il quale può collocarsi sopra un supporto ad un'altezza, ùi circa un metro al disopra del livello del Ietto, ove è diste;;o il pa1den te. E così si inizia senza scosse la. trasfusione glucosa.ta, che data la strctteza, del diametro dell'ago doHà continuare lentamente sotto attiva sorveglianza, dell'assistente, il quale segnAlerà di tnnto in tanto il livello del li1ptido nel nlf'tr!l~r.io, r cgola 11done la discesa.. Circa l'uso dell'insulina nou vi è che da ricordare i tempi e le quantità per l'iniezione sottocutanea, siccome già si è detto in precedenza. Si usa generalmente l'insulina Lilly nella concent razione indicata con la sigla U . 10, non omettendo giammai la vigilanza necessaria per non essere sorpresi dn..Jl'eventuale improvvii!a sindrome ipoglicemica per iperdose d 'ins ulina. Poichè se nelle quanti tà stabilite dal Talhimer e dal Fisber essa è in linea generale suffiei ente per la riduzione del glucosio iniettato, pure varia nei diversi individui e nelle diverse età la suscettibilità di ciascun soggett.o alla sua azione endocrina. I prirui sintomi delln. superdose insulinica sono l'astenia, senso di fati ca, agitazione a.nsietà, quindi sudora zione abbondante e nei gradi più avanzati, tremore muscolare, incordinazione dei movimenti, turbe mentali, stu1)0re, delirio, convulsioni e coma. Ho già indicato i mezzi sempUci e sicllri, a ctù b isogna prontamente por mano per troncare gli effetti dell'iperdosc, riportando la glicemia al tasso normale. Ripeto però che molto raramente il trattamento gluco-insulinico a.Ua Fisher importa i temuti pericoli dell'ipoglicemia, solamente occorre conm;cerli per provvedere rapidamente ai I:.!Ìntomi che si l'ivelassero e che possono essere vinti con sictU'ezza e rapidità.
* * * Ritengo opportuno chiudere quest~L sommaria rivista con qualche cenno sulle indicazioni e sui risultati immediati o lontani di tale trat-
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IL TRATTAJ.IENTO VELLO • SHOCK~ CON OLtJCOSlO-INSUL!NA
tamento. In linea di massima po11Riamo affem1are che le indicazioni chirurgiche della terapia gluc-o-insulinica collimano con quelle della trasfusione del sangue e possono molto spe!!so completarsi a vicenda o sostituirsi. Perchè possa corrispondere con la sua azione mas,;ima il trattamento alla. Fisher bisogna che sia precoce e, 8pecie nei gi'::t.ndi feriti o nelle gravi nffezioni chirurgiche, deve precedere ed auche seguire l'intervento operatorio, quando i da.t.i emat.ologici (numeraziflne glubolare, cruometrica. ùemit à del saugue, filigmomanomctx·ia, oscillomet.ria., ccc.) indicano un calo grave dell'e1wrgit> \·itali per colla~~:~o circolatorio, asfissia ed acidosi. Nella profilassi prcoperntoria di individui molto debilatati e dopo grandi interventi, s]w·ie nc•l tubo gastro-enterico, il paziente può essere nutrito così giornalnwnto atLraverso le veue. La biologia dèllo s hock ha moltissime analogie con l'anemia acuta post emorragica.; lo stesso collasso circolatorio ne è la, conseguenza con i medesimi segni esteriori della sete d 'aria., caduta della tensione e con le medeBime conseguenze biologiche, l'a~;fìs~ ia e l 'acidosi. E d il t rattamento glnco-insulinico può realmente operare in molti casi il mil·acolo della resurrezione come l'c>moterapia per trasfusione, pnrch6 però s1 Sfl}J?Jia non attendere. In una treotinn, di casi che ho •isto trattati alla. Fisher nella divisione chirnrgìc!l. del prof. Giordano ed in tre cnsi da me analo~;amente trattati, ho potuto eon;;tutare 1:1 magnifica ripresa vitale col glucosio-insulina spesso preceduta e scgtùta dalla h·asfusione del sangue, nò mi è lecito in questa rapida rivista. illustrare gl'iuteressa.nti casi clinici, clte ltanno conferma.to pienamente i dati della scuola a.merica.na. In ostetricia taJE> tPrapia, ha, pure apportatte rP.ali indiscutibili vantaggi nell'emol'ragie, nelle infezioni puerperali, nei vomiti incoercibili e nell'Pclampsia.. Non mi consta che sia st.a.to tentato nelle emorragie dei neonnt.i, in cui i benefici della tra.sfusione del sang ue e delle iniezioni di siero di <'avallo furono illu str::~>t i in numerosa pubblicazioni, specie in Francia. Le indicazioni mediche sono aucora di grande attualità e se in molte forme di anemie, specie nella, vernirio;;a. e di discrasie sanguigne tale t ratt<1· mento si v:t imponendo favorevolmente, in molte alt.re malattie si risent.e la necessità di ulteriori stndi, per precisare le indicazioru di tale terapia. Concludendo possiamo dire che il trattamento gluco-insulinico non può considera.rsi la panacea di tutti i mali: siccome francamente ammise lo stesso Fishcr, ne può soppiantare la trasfusione del sangue nella terapia. dello shock o nelle grandi anemie post emorragic.he. Astrazione fatta dalle varie t eorie domina.nti le quali possono spiegare alcuni sintomi o form e, ma non illuminare la sindrome complessa che segue i p it't avaria ti trauma.t.ismi cruenti o meno, esso può essere sempre utiliz~.ato con immediato e sicuro vantnggio, coadiuvando l'emoterapia. per trasfusione o sostitnendota, quando la ricerca dei gruppi sangnigni in casi di urgenza. ci è resa impossibile per mancanza di mezzi o <li preparazione tecnira. o quando in certe forme morbose, come nell'anemia. perniciosa, dopo narcosi o speciali cure medicamentose, la fissazione del gruppo ~ difficilissima, siccome non raramente avviene nella pratica clinica.
STATISTICA OPERATORIA DEL REPARTO Clll.RORGICO
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Dobbiamo infine però ammettere che tale t.rattamento e la brillante teoria da cui eseo emana, non risolvono definitivamente il complesso prohlema dell'acidosi-non diabetica.-post operatoria, contro la quale si era anche cercato ultimamente di lottare, riducendo il digiuno pre operatorio, prescrivendo una dieta ricca di idroca.rbonati (bevande zuccherate o iniezioni glucosate prima dell'ane~tesia e dopo l'intervento) e ricorrendo alla ingestione di bicarbonato sodico o alle iniezioni endovenose dello stesso sale dopo l'intervento, ma senza risultati net.ta.mente probativi. L 'impiego dell'ormone pancrea.tico nel trat.tamento alla Fisher, od anche da solo in casi di coma post-operatorio, come nel caso di Lafourca.de (gastro-enterostomia per ulcera del duodeno, coma insorto nel giorno successivo all'intervento, senza acetone nè acido diacetico nelle urino, guarigione rapida con tre iniezioni endovenose d 'insulin a) può prestarsi a molteplici obbiezioni teoriche, anche circa la pretesa esistenza di una vera acidosi post-operatoria, poichè molto spesso manca l'acetonuria e la diaceturia dopo i grandi interventi chirurgici, oppure è in gra.do molto lieve. e incostante, siccome i più recenti studi hanno accertato in Francia. .Ad ogni modo la terapia gluco-insulinica alla Fisber può essere vantaggiosamente tentata con serena valutazione delle indicazioni e delle riserve, che possono sorgere caso per caso, siccome ho visto attuare nella Divisione Chirurgica del Prof. Giordano, ove l'arte magnifica del grande Chirurgo sa avvalersi prontamente dei sussidi, che i più moderni studi additano opportuui per la riprc:sa ùelle Ium:ioni vitali nei minacciati da shock. n trattamento alla Fisher è di una grande semplicità, non richiede apparecchi complicati di difficile maneggio e costosi, nè una speciale preparazione tecnica, e perciò è alla portata di tutti i medici anche lontani dai centri ospeda.lieri.
OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI TORINO direttore coloimello medico L. FRANCHI.
STATISTICA OPERATORIA DEL REPARTO CHIRURGICO per il dott. Cesare ()ggero, maggiore !llcdico.
Raccolgo in un quadro prospettico, raggruppati per catetrorie, gli atti operativi eseguiti presso il dipendente t·eparto, nell'anno 1925. In tutto 180, cui sono da aggiungersi 20 fratt ure e 4 lussazioni, ridotte e convenientemente trattate, sino al totale ripristino funzionale, esclusi, per contro, gli interventi di lieve momento e di pratica corrente, considerati trascurabili ai fini del presente lavoro statist.ico.
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STATISTICA OPERATOIU.t\ DEL REI'AHTO CHIRURGWO
D e~rli interventi compiuti, la magg-ior parte -
122, inelwsi i più importanti- va posto al mio attivo, g'razie alla mia qualità di capo reparto ; il rima nente è ripartibile in different i proporzioni tra il capitano medico Garbagni, 5 e il tenente meilico .Mandelli, 38, al)!'i:;t(>nti, e il tenente colonnello medi<'o Curcio dell'o,perlalf' di ~apoli, 15, Phe mi so:;titul nella. direzione del reparto, ncll ' ag-osto, in occasione della mia licenza ordinaria. Cifre, le sopracit ate, fuori di dubbio, cospi<·ue per tm SNvizio chirurgico militare di pace, in pieno aPeordo, del reMo, ron quelle esprimenti il complessivo movimento del reparto - entrati 1139 ; dimessi 1151 : - indice di tma rilevante attività. opera1 oria, dovuta, sopra tutto, al fatto che all' Ospedale militare p rincipale di Torino fanno capo t utti gli operandi del l Corpo d'armata - gli Ospedali militari secon dari di Alessandria. e eli Savigliano sono sprovvisti di chinu·go spt>cializzato, n onchè quelli di reparti della divisione di ~ ovara, affluent i vi per ragioni di convenienza di trasport,o. L a guarigione per prima fu, si può dire, la. regola; quando, raramente, seguì per seconda , fu perehè particolari, contingenti condizioni consigliarono il t rattamento aperto della ferita chirurgica. I tre deeessi che si ebbero a lamen t.are, riguardano operati di lapan1>tomia d ' urgenza - 2 da me, uno dal tenente colonnello meùico CUJ·cio - per peritonite settica generalizza.t.a da perforazione intest ina le od appendicolare, g iunti tardivam en te al tavolo operatorio, iu condizioni ormai disperate. Iu un operato in ottava ora, nel quale lo spandimento intestinale era limitato a parte della cavità. peritoneale e lo sta.to genf•ra.le si era ma.ntenuto buono, l'esito fu la guarigione. Riconfenna, dunque, Ù<'lla bontà. del principio, secondo il quale l'intervento precoce negU aùdominali è condizione prima e necessa.ria del SUCCeRSO. Quanto all'indirizzo teenico del reparto, è superfluo spendere parole, non difi'<m:m do SOlltanzi a lrncnte da qnl'llo di oj!ll.i moderno servizio chirurgico civile o milita.re. t:n cenno sull'anestesia, per alt ro, mi sembra opportuno. La quale, di norma, è praticata nelle sue forme loca le e midollare - ra.chianestesia, - riservandosi la generale l'li soli casi, in cui essa acquista il valore di indicazione d 'urg-enza. Le ragioni della nostra preferenza sono ovvie : ri::;parmio d<'l narcotizzatore, circostanza non tra~:~cnra bile nel servizio chirurgico militare, ove raramente v 'è dovizia di personale medico ; min ori l'ÌS('hi, durante e dopo l'atto operativo ; infine, economia di ten11)0, l'azione della ra.ehianeste:;ia .essendo pressochè istantanea, produc(>ndosi in <~apo a pochi minuti quella della ane:-;tesia loeale. L'esperienza in propo:;ito, derivataci da centina ia di rachianestesic personalmente pratiN.tte, ci consente di rit(>nere ingiustif"itàta la diffidenza, che oggi, non pochi chirurg-hi, specie flC della vecchia scuola, si ostinano a. mantenere, contro r evid<•nza dei fatti, nei eonfronti di una sì preziosa forma di anestesia. .Xessun serio inconveniente noi mai avemmo a deplorare ; tutt 'al piu, raramente, una lieve e t ransitoria cefalea. Degli interventi praticati, in maggioranza quelli di ordinaria esecuzione nei reparti milit<~:ri - eTnie, varicoceli, emorroidi, ecc.,- meritano di essere segna.lati per la complessità del procedimento tecnico usato, e per la delicatezza degli organi, su cui si agi :
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STATIS'l'IC.A OPERATORIA DEL R EPAl\TO CBlRURClCO
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Una nefrec~omia in un alpino, sofferente fin dall'infanzia di grave calcolosi rena.le sinistra, che, all'età di 10 anni, aveva reso necessa,rio uno intervento vescicale (cistotomia), per rimozione di calcoli scesi ed arrestatisi in vescica. L 'infermo, che proveniva dall'ospedale civile di Cuneo, ove era rimasto degente una ventina di giorni, presentava, al suo accoglimento in reparto, febbre elevata a tipo fortemente remittente, ma.rcata emaciazione, dolore renale sini'ltro, ematuria e pimia. L 'esame radiografico, ripetutamente eseguito, rivelò la presenza nel rene sinistro di sei calcoli, di cui uno del volume di un grosso ciotolo. Superata la crisi, mercè prolungato riposo a letto, rigorosa dieta lattea, somministrazione di antisettici delle vie urinarie ; accertata la sufficienza del rene destro con la determinazione della costante ureo-::;ecretoria di Ambard (K = 0,085 ), anche per aderire alle insistenti richieste del paziente, che reclamava l'atto operativo, questo venne deciso. Il rene è scoperto con taglio obliquo prolungato di V. Bergmann . Si riconosce facilmente che esso è ridotto ad un guscio di sostanza corticale ; per la presenza di numerosi ampi vacuoli, che tengono luogo della sostanza midollarc, entro cui i calcoli, sotto la pressione delle dita, si muovono liberamente. Si decreta, perciò, l'asportazione dell'organo, privo ormai di funzione. Il peduncolo, che resiste alla trazione e rende, di conseguenza, malagevole la legatura separata dei vasi e dell'uretere, è allacciato in massa e reciso; il moncone, previa cauwrizzazione, è affo~dato; drenaggio capilla,re nell'angolo inferiore della. ferita, che è rimosso in terza giornata. Decorso regolare. Il rene destro si mostrò praticamente sufficiente, co1ne la ricerca di Ambard a.veva in pre~edenza assicurato. L'operato fu dimesso in trentesima giornata, dopo avergli applicato il provvedimento di riforma. Da fonte attendibile ci consta come egli goda. perfetta. salute, e attenda. compatibilmente col ~uo stato di m.utHato di un rene, al rude lavoro dei campi. Un'artrot omia del ginocchio destro nella persona di un capitano degli a.lpini per estrazione di una scheggia ossea, prodottasi nell'occasione di un pregresso grave trauma, e cagione della consueta sintomatologia del eotpo mobile endo-articolare : periodico improvv iso mancamento dell 'arto per brus.co richiA,rno mu!;r.olare, dolnre folgorante - coup de fou et, dei francesi.- idrarto ricorrente. L 'articolazione fu aperta, giusta il metodo di Pa.yr, il più adatto, fra i molti proposti per l'artrotomia del ginocchio, a dare ampia luce e a li mitare i danni dei vasi e dei nervi. Una incisione curvilinea a concavità esterna ·è condotta lungo la faccia interna del ginocchio, con inizio a quattro dita. dalla base della rotula, e decorso lungo il margine mediale della stessa; scavalcata la tuberosità anteriore della tibia, Pssa si arresta al legamento rot uleo, che intacca leggermente. Gra.zie all'ampiezza del taglio, la. manovra di eversione e s·postamento in fuori dell'apparecchio estensore del ginocchio, riesce agevole ; altrettanto la, fl essione della giuntura ad angolo retto, che è fatta in pari tempo; la cavità articola.re si mostra cosi in tutta la sua estensione ed evidenza di particolari, sicchè è facile reperire nella scissura intercondiloidea la scheggia ossea impigliata in una frangia sinoviale. Asportata, l'articolazione è chiusa con sutura a triplice strato. Immobilizzazione in doccia metallica, sino alla. rimozione dei punti cutanei. La. cicatrice si fa per prima, dopodichò si intraprcn-
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STATISTICA OPERATORIA DEL REPARTO CHIRURGICO
dono gradualmente i movimenti pa:;sivi ed i massaggi. In capo ad un 'mese, la dea mbulazione è possibile coll'ausilio del bastone ; l'ufficiale chiede di essere dimesso per proseguire il tratta,mento ortopedico ambulatoriamente. Intrapresa, a suo tempo, la cura balneo-termale, la restaurazione funzionale dell'articolazione è perfetta, l'ufficiale può rip1·endere servizio nelle truppe alpine, cui at.tende tutt'ora senza, inconvenienti. U na neurolisi del nervo mediano sinistro in un giovane ufficiale dei bersaglieri per vasto, tenace imbrigliamento del nervo, a.l punto di incrocio coi vasi omerali, esito di antica ferita d'arma da fuoco di guerra, e motivo di grave sintomatologia soggettiva e oggettiva : dolorose e ricorrenti nevralgie, irradiantisi a tutto l"ai'to, disturbi t rofici dell'a,vambraccio e d ella mano, segnatamente di questa, di cui il palmo è appiattito per marcata riduzione dei rilievi tenare ed ipotenare, d 'origil1e vascolare, oltrechè nervosa, come l'assenza del polso radiale indica, limitazione della flessione delle due prime dita. I solato il nervo con incisione del grosso e compatto blocco a derenziale, si costituisce al tratto di nervo liberato la forma a fuso, nell'intento di evitare facili e possibili danni alle fibre nervose; l'emostasi è curata scrupolosamen te, onde prevenire il ripetersi di fatti aderenziali ; si chiude con sutura a duplice strato. Risultato immediato : l'arteria radiale riprende a. pulsare, la mano già fredda e pallida, si fa calda e di colorito normale. E sito definitivo : scomparsa delle crisi nevralgiche dolorose, attenuazione dell'ipotrotìa; situazione immutata, invece, per quanto si riferisce alla flessione delle dita, sempre assai limita.ta. TI semi insuccesso non deve recare meraviglia, atteso che il ripetersi delle aderenze fibrose cicatriziali è, in tali casi, l'esito più frequente Woelfler, secondo quanto riferisce Bernard Otmeo, operò tre volte un suo ammalato - a prevenire le quali gli autori proposero, in aggiunta all'intervento di neurolisi, espedienti più o meno ingegnosi, di effetto, comunque, aleatorio - Woelfler, l'utilizzazione di lamelle epidermiche, preparate lecondo il metodo di Thiersch : altri l'impiego di tubi di osseina, infine tasuni l'inguainamento del nervo in frammenti di vena (saiena.).
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STATISTICA OPERATORIA DEL REPARTO CHIRURGICO
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METODO OPER..:\.TfVO
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Calcolosi renale sinistra cro. Jlica .......... . .. .. .. . Nefrectomia secondo il meGuarigione todo di V. Bergmann ... Artrosinovite c ron io a per presenza di corpo mobile endo-articolare ........ . l artrotQmia secondo il m etodo di Payr ; l con incisione lungo l'as.~e maggiore della losanga poPeritoniti acute generalizplitea .. ... ..... .... . . zate da perforazione appendicolaxe . ...... .... . Laparotomia secondo il me· todo di Ma.c Bumey ; asportazione dell'appendice quanto fu possibile 2 morti, 2 guar. Appendiciti cr:oniohe ricorrenti . ................ . Appendicectomia. Taglio par arettale di J.aennander .. Guarigion e
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Ernie strozzate
Metodo radicale Bassini. ..
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Ernie inguinali varie specie Metodo r adicale Bassini o Postempsky . . . . . . . . . . . .
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Ernia crurale . . . . . . . . . . . . Opera7.ione radicale via crurale •. ........... . ... . .
l
E rnia ombellicale . . . . . . . . Oper:azione xadicale ...... .
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Ectopia testicolare. . . . . . . .
Orchi pessia .... ........... .
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V ar:icoceli
Escissione gruppo anteriore vene spermatiche e fissazione alla B ennet ; metodo Carta-Mantiglia ... ..... .
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Varici
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Asportazione dei nodi varicosi, previa safenect.omia alla radice della coscia ...
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Emorroidi ............. . Divulsione digitale anale, legatur:a mediat-a dei nodi emorroidali, termocauteIdroceli congeniti della var:izzazione . . .. ........ . ginale propria cl.el testicolo .. .. .. .. ... ... . .. . Eversione della vaginale e parLiate resezione ... . .. .
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Fistole anali . ......... . , Incisione, termocaut.erizzazione del tr:agitto.. . . . . .
»
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ST.AT!S TT C'A OJ'.E RA'l'ORIA D EL REPARTO CJH!tU RùiCO
DIAGNO S I
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)!F.TOnO Ol'E HAT!\'0
l n eoplaSJno l ott1li)!llO .d i'Il& coscia, l tul >er to lo ><i de l picrle, l s trito lU11tfl11tO clcll'omoro , l s t rit o U.\Htento d oll' axaml'>nwcio. l fl om Jnone gn><.<;o;;o tlPII'an:trnbracc io ...... . ........ . :.\[e t odi , ·ari : c ircolari, n d oppio lembo...... . ... . O;..t e oll\ieliti ero n iche l'O Il sequc>~tt·o arti >;IIJ>C·rio ri... Xocrotot nia .. . ....... . .. .
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SCUOLA DI SANITA MILITARE
LIPOVACCINO PROFILATTICO T. A. B. ~D ASCESSI (l) per il dott. Giuseppe Cappelli, ma.l<giore chimico-farmacista, insegnante titolare di chimica, direttore di laboratorio
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È noto che il vaccino antitifico, profìlattico, più largamente usa.to, in Ita,lia., durante la guerra 1915-18, fu quello polivalonte, cioè il trivaccino (tifo para A para B), in veicolo acq1wso.
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Questo vaccino profilattico antitifico, in ctù il mezzo di sospensione è l'acqua, ba mostrato un assorbimento troppo rapido, con reazioni locali e generali, spesso intense, non molto diminuite dalla somministrazione dell'antipirina. Esso presenta inoltre, il faHtidio di dover praticare tre successi ve vaccinazioni, a. distanza di cinque e di otto giorni l' una dall'altra. Per eli1ninare questi diversi inconvenienti fu consigliato il " cosidetto ,, lipovaccino T. A. B., in cui una soRtanza grassa avrebbe dovuto e:;sere · il veicolo sospendente i bacilli del tifo e del paratifo A e B, raccolti per centrifugazione di culture recenti, previameute uccisi, essiccati nel vuoto, ed incorporati intimamente in una quantità appena sufficiente di lanolina. anidra. Cosi, con l'eliminazione dell'~cqua, si dicono ottenuti vantaggi veramente notevoli quali: l'annullainonto dollo azioni idrolitiohe sui genni
(causa del rapido decadimento dei vaccini idrici); la maggiore resistenza dei germi rispetto alle azioni batteriolitiche organiche con il beneficio di un lento riassorbimento e di modiche rea,zioni, pur iniettando sottocute, in una sola volta, dosi fortissime di vaccino (gr. O,OOì di b. tifìci, gr. 0,00175 di b. paratifo A, gr. 0,00175 di b. p~Lratifo B, complessivamente pari ad oltre sette miliardi di germi). A tutto questo, si aggiunga, che la validità del lipovaccino T. A. B, essendo di otto mesi, è superiore a quella dell'idrovaccino corrispondente. In base perciò a quanto precede, risulta che il Lipovaccino presenterebbe sulridrovaccino, vantaggi spiccatissimi, in base ai quali, fu ed è pr('ferito, specialmente nell'Esercito. Senon cbè, il lipovaccino T. A.. B. determina, spesso, percentuali abbastanza notevoli di ascessi chimici negli individtù con OSI-iO vaccinati. Orbene, avendo eseguito, dal 1923 ad oggi, nUineroso analisi chimiche di lipovaccini di diversa provenienza, i quali avevano determinato a~;<·essi, nonostante che i medici avessero se{:,ruìto la tecnica più scrupolosa ed esatta nel praticare l 'iniezione sottocutanca, ritengo opportuno di riferire i risultati analitici e di esporre qualche considora,zionc al riguardo. Ho analizzato molti campioni di lipovaccino T. A. B., di 200 cc. ognuno, prelevati da serie valide, ed bo trovato che la miscela liquida costituente il mezzo di sospensione ba. la seguente composizione media : (l) Comunicazione fatta a.ll'Ac~a.demia medico-fu<ica. fiorentina. aell'Aduna.rua del l O Giugno 1926.
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LIPOVACCINO PROFILATTICO T. A· B. El) ASCESSI
21 % di olio minerale con p. di eb. dftl 250o a 300o O e D15° = 0,8440 46 % ,, ,, n da 301o a 359° O e D15° = 0,8530 24 % >> ,, >> a 360o O ed oltre 8,80 % di residuo catramoso e vischioso, contenente colesterina 0,20 % di fenolo. Si vede, da ciò, che illiqtlido co~tituente il veicolo dellipovaccino T. A. B. é tutt'altra cosa di una miscela olio-lanolina o lipocerea, o semplicemente oleosa, come si usa scri,-ere e come il nome del preparato porterebbe a credere. Nei numerosi campioni da me analizzati durante tre anni, dal 1923 ad oggi, il mestruo del lipovaccino, è in vece risultato essere costituito di olio di v a.sellina, non rettificato, ed impuro per catra.me. Eppure, la Farmacopea Ufficiale del Regno d 'Ita1ia ed il J\fanuale Militare dei Medicamenti prescrivono, tassativamente, che l'olio di vaselli.na medicinale non contenga parti bollenti al disotto di 360° O. e che sia del tutto esente di impurezze catramose e di acidi minerali od organici. Orbene, il veicolo, da me analizzato, dei lipovaccini T. A. B. determinanti ascessi chimici, è un olio di vasellina non corrispondente ai caratteri della Farmacopea Ufficiale e di quella militare, perchè contenente il 21 % di petrolio da illuminazione, il 46 % di olio minerale bollente al disotto di 360o, e quantità varie, ma sempre sensibili, di sostanze catramose. Desiderando esprimermi con tutta chiarezza, dirò, che iniettando sottocute un cent,imetro cubo di quei lipovaccin.i T. A. B., si introducevano n ell'organismo cc. 0,21 di petrolio da illuminazione, cc. 0,46 di olio minerale lubrificante ed una certa quantità di sostanze catramose. Da che cosa proviene tutto ciò Y Semplicemente da questo : l 'olio di vasellina usato come veicolo nella preparazione dei lipovaccini T. A. B. da me analizzati, era di qualità commerciale, non rettificato e di conseguenza non privato, mediante le ben note opera.zioni di purificazione, dei petroli e delle sostanze catramose. Badiamo bene, non è nemmeno pensabile, che ciò possa essere accaduto per ragioni di pura convenienza economica. È forse esatto supporre che l'olio di vasellina medicinale, assolutamente puro, e con punto di ebollizione non inferiore aJ 360o O., sia un liquido eccessivamente denso e quindi poco adatto, come veicolo, per i lipovaccini di cui trattasi. Ed è perciò, probabile che nel dare la preferenza
ad oli di vasellina molto fluidi, rispetto ad altri più densi, siasi p osto mente, solta,nto, al fatto della ma,ggiore comodità presentata dai primi nei riguardi della migliore sospensione dei germi, della più agevole agitazione prima dell'uso, e della più grande facilità di aspirazione con le siringhe; ma si è dimenticato che la maggiore fluidità era ad essi conferita dai petroli presenti a causa della deficiente rettificazione. Meno giustificabile appare la presenza delle sostanze catramose, sicura. prova dell' insufficiente purificazione delle vaselline liquide. Parrebbe insomma che alh• maggiore fluidità. sieno stati sacrificati i requisiti di purezza fisica e chimica. Eppure è noto il fatto, recentemente confermatomi anche dal Generale Medico I spettore Dott. Umberto Riva, che, mentre nell'ante guerra le iniezioni di calomelano sospeso in olio di vasellina non avevano da.to 1uogo a d mconvenienti degni di ~pecia.le rilievo,
LJPOVACCINO PROFILATTICO T. A. B. ED ASCESSI
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nel dopo guerra hanno, spesso, determinato ascessi chimici. Io non posso dir nulla al riguardo, non avendo avuto occasione di eseguire delle analisi di confronto, ma, vien fatto di pensare che, an<>he in questo caso, possa trattarsi dell'olio di vasellina misto a. petrolio e sostanze catramose in confronto di quello purissimo dell'ante guerra. Non è da trascurare, come elemento coadiuvante, quello delle fiale collettive, perchè, se l'emulsione è ben fatta e ottimamente ripristinabile con l 'agitazione, non vi è nulla da osservare ; ma., se come spesso ho veduto. si tratta di sospensioni non perfette e difficilmente riemulsionabili per scuotimento, allora, al coefficiente principale dell'impurezza chimica del· l'olio di vasellina, male o poco rettificato, deve essere aggiunto quello della cattiva emulsione o della sua difficile stabilità, d a cui può dipendere l'ineguale distribuzione della dose di germi per ciascun individuo trattato. Kè è da oppon·e che gli individui affetti da ascessi chimici, consecutivi alle lipovaccina.zioni, sieno solo il ricordo di un passato, o che la loro percentuale, rispetto ai vaccinati, sia trasctll'abile. :Nel 1925, in una certa località, su 180 lipovaccinat.i T. A. B. si ebbero a notare circa 74 casi di ascessi chim.ici che si manifestarono perfino a distanza di un mese. Solo una decina si riassorbirono in breve tempo, mentre per gli altri fu necessario ricorrere alla cura cruenta, e mi risulta che per quant o gli ascessi fossero sempre superficiali e ben circoscritti, pure la ferita. operatoria impieg6, di regola, dai venti ai venticinque giorni per cicatrizzare. Ma anche in buona parte del centinaio di uomini che non subirono ascessi, rimasé, come reliquato dell'iniezione, un nodulo di consisteenza duro-elasti-ca, della grandezza di un cece, su cui la pressione, o lo sfregamento, perfino a distanza di una quarantina di giorni, determinava vivo dolore. Altrove, su 40 lipovaccinati, si ebbero 18 casi di ascessi; infine in una terza località, sopra 80 uomini, sottoposti alla lipovaccinazione T. A. B. si notarono 22 casi di ascessi. E ciò, nel1925, ed in riferimento alle poche notizie a me giunte. ~la non è mio còmpito esporre delle statistiche, in merito agli ascessi chimici determinati dalle iniezioni sottocutane& di lipovaccino T. A. B. ; ad a ltri spettano indagini come queste. Credo, invece, mio preciso dovere, insistere sul fatto (da me SP.gnalato fino dall923) che tutti i lipovaocini T. A. B. da me analizzati determinanti ascessi chimici, mostrarono di contenere circa il 70 % fra petrolio da illuminazione, oli lubrificanti bollenti sotto 359o, e sostanze catramose, quali impurezze dell'olio di vasellina costituente il veicolo dei lipovaccini stessi. Vedano i patologi ed i clinici se il petrolio ed il catrame, impurezze più n otevoli ed importanti, che io credo per la prima volta di avere riscontrate n ei lipovaccini T. A. B. incriminati, possano porta.re una luce sul determinismo degli ascessi chimici. A me sembra che le relazioni fra il petrolio e l'autolesionismo bellioo, e quelle fra il catrame e i tumori, sieno suscettibili di importanti e sugge;;tivi orientamenti etiologici nei riguardi degli ascessi chimici provocati ùa lipovaccini T. A. B. Si potrà. osse:rvare, da taluno, come mai non in tutti i vaccinati s i verifica l 'ascesso. Rispondo che non tutti i lipovaccini presentano le im-
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LIPOVACClNO PROFTJ.ATTJI'O T. A. D. ED ASCESSI
p urezze o il grado di impurità di qut'llli <li cui riferisco ; sorvolando poi, sul fatto, ben conosciuto, che la reazione organica. è spesso assai dissimile da un ìndi vi duo ad un altro. Insomma, ò a.ssai probabile che qncsti asressi (·hitl".ici, impropriamente drt.ti va.s('linom.i. Si('no p r odotti dal petrolio e dal catrame, talvolta. presenti n ell'olio di '' <1-sellina. Il rinwdiare a ciò mi appare altrettan to semp lice qua.nto doveroso ed 111·gente. Si fa.cc-ia.no lipov~ctini t·on olio di va;;(•llina. purissimo, cioè, sopra tutto esente di petrolio, di altre frazioni ili!(tilla.nti prima ili 3(·;oo C, e di sostanze catramose. Oppure, ove mai tale veicolo sia troppo dNHio, si ricorra ad altri, m agari sforza11do!'i di potere ottenere dei lipovaccini ver amente lipo- vaccini, a ssic•uranùo loro, anzitutto, l"iJmocuit.à., per un dovere urnanit.a rio ektn(Jnt.are. Credo fari le, con buona volontà, la ri<·erf'a di un nwzzo di sosp('nsioneche po,segg-a i pregj dt•ll"olio ùi vai'rlliua c non n~ ahhia, com~ a.ccade assai sovente, i c!ifett.i qui S<'gnala ti. Allora, soltanto. la. li]wva<·l:imLzione T . A. B. pot.rà, eon sicw·a coseienza, essere accettata su vasta. sca.la.; q unudo, cio(>, i ::;uoi pregi rispetto a ll'id.rova.cciu azione corrispondente, sieno df·tersi dalla. gra,7 e ombra di determin~re a:5cessi <'ilimici. Fra gli oli animali o ve~n·tn li è molt-o probal•ilc si trovi quello cbe sostitui:wn., vantaggi()srtmc•ute o a.lmf'no S<'nza. S\'a.ntag-g-io, la. vasellina liqujda; oc·corre Mudiare 1wr riiiolvere, soii N·ihtrn<'nte, questo problema, così da giungere, presto, non ad un u cosi d(•tto ,, ma. a.d un u vero •• lipovaccìno T. A. B. sictu'a.mente profila,tt ico ed a.Jtretbmt.o sicuramente innoc.uo. Goud·usioni. - I n molti Upovaccini profilattiti ('J'ifo·})ar atifo A e B) ho osservato che la forma.1.ione df·~li ascessi ehimic·i è lcgata a,J ia prer;enza di petrolio di iiJuminnzione e ili soi'itanze ca.tmmoxc nell'olio di vasellina mat·o come veicolo dei lipovacf'ini stp;;si. Poicbt' si a!isicura che i preg-i d<•lln, lipovaccina.zione rispet.toa.llaidrovaccin a,zione, risultino, <lall'e~ peri enza., evidenti ed importantii, è indispensa.biJe pNfeJ.ionare ht pr<:>pa.razione del li J10vaeC"ino T . .A.. B. nel senso di usare : olio lli vasellina puri~ximo esente <li pl'trolio illumìna.n te e di sostanze catramose, oppnre, addirittura., un olio animale o vegetale che presenti gli stessi requi~iti, ma sia immune da cousimiU o da a ltri inconvenienti. Oec·one, intanto, t:ictare, l'tuso dei li povaccini T. A. B. che risultìno a ba.:;e di olio dj vase1lina irnpmo di petrolio illuminante e di sostanze catramose od acide, sia perehè l'olio ùi vascllina., per la. preparazione dei cc così cldti n lipova.ccini, deve strett~~>~nente corri;;pondere ai requisiti fisici e chimici pros<·ritti cla.Ua. l!':tmHt.-copea, Ufficiale e da. quella Militare, italiane sia, sopratntto, -perchè 8i con tata. una elentta. perc·entua.le di colpiti da ascessi chimici fm gli individui vaccin<Lti eon ta.li, impuTi, lipovaccini }Jrofilattici T. A. B.
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·CASUISTICA CLINICA ISTITOTO DI ANATOMIA PATOLOGICA DELLA R. UNI VERSITA DI ROMA (Direttore prof. A. DroNrSt).
t~miBOTO AllO STUDIO DEll'lftSllffl[lfftlA URTICI DI ORI61Ht TRIUIITIU per il òott. Alberto Marulll, •oa:rgiore m e:l ico, as.<>istente mili• tu e .
Alle non poche osservazioni registrate n~lla letteratura delle cardiopatie di origine traumatica, aggiungo la esposizione eli un caso di insufficienza aortica, da. me controllato all'autopsia, il cui reperto a.na.tomico mi sembra degno di particolare considerazione non solo dal punto eli vista patogenetico e nei rapporti con la cliruca, ma anche per quanto ha attinenza con i vari problemi, che in materia di iniortunistica 11Pl)assionano ancora oggi i cultori di tali discipline sociali. Come è noto, le prime osservazioni in materia risalgono a Morgagni (li61) ed a Senac (1778) esse riguardano vizi della mitrale d escritt i solo dal punto di vista clinico. Nel1811 la. letterat.ura registra i primi tre casi conforta.ti dall'autopsia. (Corvisart) riflettenti rottura dei tendinetti mi~ tralici. Finalmente William Henderson nel 1835 pubblica il primo caso di insufficienza. aortica dovuto a sto1·::o 1nuscolwre. . Peacooc, nel 1862, avendo raccolti i casi di ca.rdiO})atie valvolari traumatiche, fin'allora conosciuti, nE> cita 23, di cui 16 rigultrdanti le valvole aortiche, 4 la mitrale e 3 la tricuspide. Dmosiez, nel 1880 publica sull'(( Union Medicale » una raccolta, di 20 casi di cardiopatie di origine traumatica. Barié, nel1881, presenta il lavoro più complet.o in argomento, offrendo una. statistica di 38 osservazioni, delle qua"li 19 rigua.r danti le valvole aortiche, 16 la mitrale, 3 la tricuspide. Dopo il lavoro di Barié le osservazioni diventano sempre più numerose e nel1896 Dreyfus riierisce di aver raccolt.i 72 casi, di cui 46 dovuti a lesioni delle sigmoiòec aortiche, 22 a lesioni mitraliche, 3 tricuspidali ed l polmonare. Senza dubbio i progressi dell'inim·tnnistica hanno in questi tùtimi anni contl'ibuito a mantenere desta cd a sperimentare la sagncia degli studiosi sa tali forme morbose per l'interesse pTat.ico cbe esse in tale campo assumono., data l'enorme difficoltà di procedere il più Mlle volte ad una esatta vah1tazione medico-legale dei singoli casi, cht> l'esperienza ba, dimostrato più frequenti di quanto non si ritenesse per lo passato. E di ciò fa appunto fede la ricchezza delle osservazioni pubblicate da parte di nnmerosissimi studiosi quali l'Ostwald, Tretzel, Qucrvain, Debove, Dupuis, Peter, P . Livierato, Silva, Cantieri, Mariani e Cambiaso, Trevisanello, Tranquilli e Deganello, Ferrannini, Ra.nelletti, Beckhaus, S. Livierato, ecc. Accanto a tante osservazioni di casistica la letteratura registra numerosi tentativi fatti nel campo sperimentale, allo scopo di mettere in evi-
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CONTSffiUTO ALLO STUDIO DELL'INSUE"FlCIENZA AORTICA, ECC.
denza i vari fattori che possono concorrere alla produzione di un VlZIO valvolare in rapporto ai diversi agenti traumatizzanti, quali sogliono verificarsi in pratica. Sono note le esperienze eseguite sui cadaveri da Potain e Barié e, per venire a tempi più recenti, quelle praticate sui cani da Dufour (1886) da Graziani (1897), Delhommeau (1902), dal Ferrannini (1903), da Kubs (1909) ; esperienze alle quali non è certo possibile negare il massimo valore, per quanto siano state più o meno imputate di artificiosità. Nonostante però la ricchezza delle os·s ervazioni pubblicate, il meccanismo di produzione delle forme in parola, e particolarmente dell'insufficienza aortica, non può ritenersi esaurientemente chlarito. Ciò dipende anzitutto dal perehè i fattori diretti ed indiretti che concorrono alla produzione del vizio sono cosi numerosi, da riuscire molto difficile valorizzarli isolatamente nella giusta tuisura; in secondo luogo perchè solo una parte relativamente piccola delle osscrvaz.ioni di casistica risulta controllata dall'esame aua.tomico, elemento indispensabile per risalire da. una base sicw·a al mecea.nismo di produzione del vizio nei diversi casi. Secondo il concetto sempre seguito, cd ancora oggi prevalente, il fondamento anatomico dei vizi valvolari di origine trauma,tica è riposto in lesioni brusche da strappamento, che per le va.lvole venose interessano in particolar modo i tendinetti dei muscoli papilla.ri e che per le sigmoidee invece interesserebbe1·o direttamente i veli valvolari. Si è molto discusso se per il verifica.rsi di tali lesioni fosse indispensabile la preesistenza di lrsioni va.lvolari, questione questa che oggi sembra già risoluta ncgativamenw e stilla quale ad ogni modo non credo utile sofferma.rmi ai fini del còmpito impostomi. È certo però che, a pToposito dell'insufficienza a{)rtica, le diverse forme risultanti dalla casistica sono state qua.si sempre attribuite a rottw-e, strappa.menti, ecc. interessanti dirottamente le va.lvole e solo in questi ultimi ~tnni è stato ammesso che per effetto di un trauma possa. prodursi un'insufficienza a{)rt.ica del tipo di quelle dette relative, cioè per dilatazioM dell 'aorta in seguito a rott ure incomplete della parete vasa.le, senza strappamento dei veli va.Ivolari. T<tle è ad esempio il caso pubblicato nel1922 da GaUavardin e Gra.vier, nel quale una rottura lineare, ve1ilìcatasi a carico della media dell'aorta in corrispondenza della zona sopra-sigmoidea, per la contrattilità del vaso ~weva assunto forma losa.ngica, amplia,ndone il diametro a tale altezza, a.Lterando i rapporti fra le vah·ole e generando conseguentemente insufficienza valvolarc, ne!Ja, completa integrità dei veli sigmoidei. Altro caso molto somigliante a quPllO ora citato, e sul quale non mi soffer mo per brevità, è stato pubblicato da Gravier nel1924. Accanto a ta.le meccanismo di dilata.?.ione aortica per rott ma incompleta della pa.rete va-sale, può arrunettersi quello del semplice slìancamento di origine tr::mmatica ~ La questioue ha non poco valore per l'interpretazione dello forme delle quali ei occupiamo : è noto infatti che fino a pochi a,nni or sono moltissimj patologi negarono addirittura in modo assoluto la esistenr.a dell'insnflicienr.a aortica, a tipo relativo anche per le forme croniche, mentre oggi non solo tali forme sono fuori discussione, ma appunto col meccanismo della dilatazione dell'ostio valvolar·e vengono spie-
CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELL 'INSUFF!C'I ENZA AORT ICA, ECC.
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gate quelle m~nifesta zioni acute d 'insufficienza aortica, che sogliono verificarsi nelle crisi di ipertensione e che sono così ben tratteggiate dal Va.quez. Partendo da tale concetto è lecito ammettere che in quei casi in cui per preesistenti alterazioni arteritiche o arteriosclerotiche le pareti aortiche siano menomate nellà loro elasticit·à, esse possano cedere ad un aumento della 1:n-essione sanguigna eccezionalmente brusco, qua le può verificarsi · per effetto di un trauma. In un lavoro comparso nel1918 sotto il titolo << Anevrisme et insuffisance aorti que chez un sypbilitique >> Ramond e Postina citano il caso di un soldato di 28 anni, fino allora sano> ma che poi presentò Wasserman positiva, il quale nell'ultima guerra era stato proiettato alla distanza di molti metri per lo spostamento d'aria prodottosi in seguito allo scoppio di una bomba d 'aeroplano. Egli battette sul suolo con la regione toracica, presentò subito forte dispnea e senso di angoscia. che persistettero insieme a dolore nella regione sternale. Tre settimane dopo si notò aumento dell'ottusità cardiaca, itto a cupola., fremito sistolico retrosternale, soffio diastolico intenso sul focolaio dell'aorta, ottusità aortica debordante. L'infermo morì a circa quattro mesi di distanza, dal trauma per asistolia. L'autopsia dimostrò l'esistenza di numerose placche di arterite a carico dell'aorta ascendente con allargamento dell'anello aortico e valvole sigmoidee perfettamente normali, ma insufficienti. E sistevano inoltre tre piccole dilatazioni, dette da essi a.neurismat.iche, una quanto una nocciola in corrispondenza della parte anteriore dell'origine dell'aorta, un'altra del volume di una grossa noce sulla medietà del bordo destro, una terza più piccola a tre centimetri più in alto della seconda. L 'esame istologico delle placche arteritiche, particolarmente diffuse a livello di tali dilatazioni, ne dimostrò chiaramente la natura sifilitica. Secondo gli autori il traumatismo della parete toracica e forse anche lo spostamento d 'm·ia verificatosi per lo scoppio, che generò presurnibilmente nna subitanea costrizione di tutti i vasi periferici, determina.r ono, per aumento di pressione endoaortica, l'insufficienza con le dilatazioni aneurismatiche, di cui la prima origine era certamente la sifilide. Prima eli esporre il caso occorsomi, che ha molti punti di contatto con quello dei due stndiosi francesi, testè citato, credo opportuno aggiungere qnalehe considerazione relativamente alla valntazione medico-legale delle cause produttrici delle forme in parola : Per tutte le cardiopatie traumatiche in genere. è pacifico che la pressione sanguigna, improvvisamente ed esageratamente aumeutata, ne rappresenti il momento patogcnetic.o essenziale, qualunque sia il genere del traum.(t e la forma anatomica che ne consegua i sia. ciof> che si tratti di un trauma diretto, sia. di uno sforzo m uscola.re, sia in base a Ila, teoria del contraccolpo, sia. l'l q nE'Ila del « vent d'esplosif >l di eui si è oreu1)ato Rcvaut ed alla quale hanno fatto capo Ramoncl e P ost ina }Wr la iutPrpretazione del loro caso. Tale fattore però (:llJnlPUto di pressione) va <·ousiclerato in senso affatto relativo, in rapporto cioè allo stato dei tessuti, i quali SLlbiscono gli effetti dell'aumenta t a pressione sanguig-na ed a tut te quelle altre svariatissime con(lir.ioni, che possono nei singoli casi nssnrg('re a. valore di vere e proprie concause nel verificarsi drll'infor1nnio. 3 -
Giornale di medicitUJ militare. -
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CO~TRlBUTO ALLO STUDIO DELL INSUFFICillNZA 1
AORTICA, ECC'.
~ noto che le canliopatic vnh·ola.ri di origine traumatica fw·ono distinte dal Barié in due categorie e cioè in forme trn.umatiche propTia-
mente dette e forme spoota,n~e, secondo che si Vt!rificassero in seguito a trauma. clitetto sul torace, ovvero si producessero in seg-uito a sforzo m uscolare. L 'Ostwald le ù.ist·inse in rotture esogene ed endogene Huchard e D eguy parlarono di trauma esterno eù interno. Rttnel)(>tti propose una triptice distinzione e cioè: l 0 d:t trauma estPrn.o; 2° da sfol'zo, 3° da 1·ottura spontanea, inteuclenùo per forme spontane<'. a. differPnza di Batié, solo quelle prodottesi in seguito a sforzi insignificanti (rhinarsi per raccogliere un oggetto cadut.o) a,i quali quin<li non è po;;sil>ile dm·e il valore di vera e propria causa efficiente. Come si vede ht classificazione pToposta da.l Ra.uelletti implica un'altra distinzione; quella cioè di cause determinanti e cause predisponenti. È a queste ttltime senza dubbio che deve rivolgersi speciale attenzione per l'enorme valore che esse assumono in materia meùieo-legale, in rapporto alla valorizza,zione il<'l danno ri~areibile . Tali cause predisponenti possono divid<~rsi in fì~?iologiche <' patologiche, in locali e genemli. I of<~tLi, se è vero che le ll'::;ioni in parola si veritìeu.no quamlo i t.t>ssnti sono sottoposti a(l una pressione t>SUg'('rata, che vince la. loro C<lpacità di resistenza, ri;nùta. ovvio che tntti gli stMi ip€'rtensivi (fisiolog-ici e patologici) r a.p presentino dei fatt.ori, i qnali pr('(lispongouo gli apparati valvohtri a risentire ma_ggiormcnte gli cffet ti ùcl trauma, poichè il brusco aumento di pressione, verifìeatosi })C'r elft'tto di e~;so, vi€'ne a sommarsi a.Jl'eccesso di prcs:;ione prPesistcnte. È q •wsta con proba,bilità la ratnOJW del perchò le sta,tistiche registrano il ma:-,simo numero di cardiopatie (li origino traumatica negli nomini in età da. lavoro ed in qnelh che per condizioni pato lo~iche (n<.'frite cronica, disfunzione surrenale ecc.), erano degl' ipertesi al momento ùc>ll'incidente traumatico. D 'altra parte fra le cause predisponenti va dato il massimo rilieYo a tutte quelle che importano una diminm:ione di resist.enza da parte dei tessuti che compongono gli apparati va,Jvolnri e che consistono nelle comuni altcrazior1i a tipo infiammatorio o d<>generativo, quali i pTocessi endoca.r ditici, arteritici, a,rteriosclerotici e loro Psit i. Or:t, tenuto conto della molteplicità delle cause prediSilOnenti e del diverso grado di esse, è certo che p·er la produzione d el vizio valvolare b asta una causa determinante tanto minore, p<.'r qnanto più rilevanti erano le preesistenti alterazioni. Esiste cioè un rapporto inverso fra l 'eutit.à. del trauma occorrente alla produzione del vizio e la gravità. d<.'lle condizioni predisponenti. Ed è cosi che in alcuni casi il fattore t1·a1mw o sforzo può ridlll'si al }mnto da perdere il earattere di vera. c·amsa cletenninante (forme spontanee) assumendo il valore di elemento semplicemente occasionale di fronte alla gr·a,v ità di qttellc prer:-;istenti alterazioni, ordinariamente descritte quali cause predisponenti e che in tali casi, assumono invece l'importanza di vere e proprie ea·u.çe et}ìrient.i. Di modo che non esistono d<.'i limit i netti nella valutazione delle diverse cause a i fini m t>clico-legali e ciò spiega appunto l'enorme difficoltà di stabilire il pil1 delle volte in ntateria d'iniortunistica la misura del da.nno d a risa.rcire. A t utto ciò va poi a.ggiunta una considl?razione a ncora più grave, che cioè molte volte noi non siamo nemmeno in grado di affermare con
CONTJUBUTO ALLO STUDIO DELL'INSUFFIC'IENZA AORTLCA, ECC.
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sicurezza se ed in qua,Ie misura esistessero condizioni predi sponenti in un soggetto traumatizzato, specie per quanto rign:mla quelle lPsioni a tipo cronico (processi artcritici o arteriosclerotici) che, come l'esperienza insegua, possono decorrere affatto inavvertite durante la vita, costituendo poi delle vere c proprie sorprese al tavolo ana1omico. Ria'lsnmo brevemente il caso occorsomi all'autopsia, le cui notizie cliniche devo alla cm tesia del prof. Bignami, al quale rivolgo i più vivi ringraziamenti. M. R ., di anni 52, da Chritella San Paolo, fa.bb1·o ferraio , non ha. precedenti familiari degni di nota, nè ricorda di ave r sofferto malattie nell' infanzia. Nel 1892 presentò, a quanto pare, un' ulcera rmica ai genitali la quale guarì senza cure speciali. Forte bevitore e modico fumatore. Ammo~liato con cinque figliuoli tutti viventi e sani. Nel 1913 fu ferito da coltello all'addome e perciò operato di lapa.rotomia.. Nel 1916 soffri disturbi gastrici, dei quali, a. s uo dire, guarl dopo qualche mese di cura. Il 27 febbraio 1923 fu sbalzato da cavallo e ca.ddo, battendo al suolo con l'emitora.ce sinistro. Non sa dire ciò che provasse nella caduta pcrchè er-a in istato di ubbriachezza. Appena riavutosi però avvertì vivo dolore nel petto, dolore che persistette parecchi giorni; inoltre sentì prodmsi nella regione cardia.ca un f&rte runwre.• dal quale fu in seguito continuamente molestato. Da quell'epoca. il paziente fu sempre dispnoico e tale sofferenza, inteu.::~ itìcanJosi spesso sotto forma di crisi angosciosa, l'obbligò p er vari giorni a guardare il letto ed a tene1·e specie nelle ore notturne la posizione assisa. In seguito ta.li sofferenze andarono attenuandosi, senza. cessare però mai completamente, ma a circa quat,tro mesi di distanza dal tranma subito e propriamente il 28 giugno s ucN:•ssivo, l'infermo fu cost1·etto ricoverare in ospedale per fatti di scompenso cardiaco. L'esame clinico prat.icato in tn le epoca miso in evidem:a le sc~uent.i note a carico dell'apparato circolatorio : polso di Corriga.n, pulsazione visibi le delle carotidi, esistenza di tm fremito diastolico palpabile stù centro cardiaco e con ma.ggio1·e intens ità. stù focolaio dell'aorta, itto al sesto spazio intc rcostale fra ascellare ed emicla.veare, confine superiore del cuore alla terza costola, con1ìne destro debordante di un centimetro ; ottusità sopracardiaca <lebordante a dr.stra, am·ta non palpo.bile a l giugolo. All'ascoltazione nota.vasi su tutti i focolai forte 1·uruore sisto lico e diastolico con ritmo di mulinello. Venne praticato un esame radiologico, che confermò la dilatazione nortica. e l'aumento di volume del cuore, rig uardante in precipuo modo il venkicolo sinistro. La reazione d i vYasse,·mann ris ultò po,;itiva. complet.a . L 'infermo rimase ricoverato fino a l 20 luglio successivo, quando, rit.enendosi migliorato, volle a..<>solutamente venir dirnosso, nonostante il parere contrario d ei sanitari. D opo pochi giorni p erò egli fu costretto a rientrare allo stesso ospedale (Policlinico) con note di grave scompenso, decedendo vi il giorno 8 agosto successivo. REPERTO NECROSCOPICO.
Esame e.sterno del cadavere. - Indi viduo di statura media. Costituzione fisica mediocre. Nutrizione generale abbastanza conset-vata. Pannicolo adiposo piuttosto scarso. Rigidità cadaverica consot·vata nelle grandi e piccolo art.icolazioni. Colorito della pelle pallido. Cianosi delle orecchie, d elle labbra e del letto sot.toWlgueale delle dita delle mani e dei piedi. Macchie da decubito ne lle parti declivi e macchie da putrefazione verde all'addome. Edemi ne lle regioni malleolari, pretibiliali e lombo-sacrali. Cicatrice mediana ùa lapat·atomia fra ombelico e pube. Nulla. di speciale all'esame esterno delle varie apet·tuxe del corpo. Cranio. - Tavolati ossei bene sviluppati. Diploe normale. J.11enifl!li. - n seno longitudinale superiore contiene~poco sangue coagulato nella p arte declive. D ura. madre normalmente tesa. Nessùna alterazione alla sua faccia esterna ed interna; cosi p ure p er l'aracnoide e la pia. Uguale reperto alle meningi della. base.
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C"ONTIHDUT:> ALLO STUD IO
OELL'INSCl'FlC fE NZA AORTICA, ECC.
Cervello. - N ess una alterazione a carico d ei vasi e n ervi della ba.se. Al taglio di F leksig modifìcat.o si n ota che la sostanza cerebrale è pallida edematosa. Ventricoli laterali leggol'lnen t.e dilatati. N e;;:stma a lterazione d a pa.rt.e della corteccia, n u clei della base, cer.-cllot.to, ponte e bulbo. Addome. All'ap<' rtma rl t'U'addome s i n ota discrflta quantità di liquido g ia llo citr·ino lcggermf'nte t orbido. ll peritoneo viscerale n on ha p erduto pet·ò la sua levigntezza o lu<;ontez:.~a. Grande omento libero, discretamente ricco di {!l'fl$<.<;0. Il fegato d eb orda un di to e mc:.~:.~o all'arcata costale. Ug-ualmente d ebol'dnnte è la milza . Altc7.zn. d e l d ia fmmma a d estra 4a costola, a sinistra 50 spazio . Tarace . - All'ap<'rtur·a d el torace i p olm oni s i retraggono poco. E RSi sono p e •·feHament-e liberi. N ella. pleura e.si:;to piccolis:,;ima qwm t ità di liquido limpido li bero. L'a ia cardinca appare n ot evolmen te awnentata in esten ::;ione. Non si rinv en gon o tracce ili t.imo. Perica·rdio e cuore. - N essuna a ltemzion lò' apprezzabile da parte d el p e ricardio. Il cuore è aumentato di volume misur·ando c ir·ca cm. 13 n el diametro longitu· dinnle, cm. 11 % in que llo t.ra:wer>'ale . L a punta, d el cuore travas i dietro la 6" CO· stola fra la manunilla re e l'ascella re anteriore . ll vcnLricolo d estro è flaccido ed inei;>O lnngo il marg ine libet'O la~cia fuorinsch·t' m o lto san g-ne sctli'O misto a. grumi. Il ,·eot.r·i eolo s inis tro non con serva rigidità cadaverica cd aperto lungo il ma•·g ine sini>:tro lascia fuoriuscire discreta quantit.ù di sangu". Asportato il cuore s i n ota. che il calibro d ell'not·tn supPra evidentemente quello d olla polmonnre. Alla prova d t• ll' a cqtta s i ri!ìcontra ins ullicienza d e lle valvole aorti che. Apert-e le cavità non s i ri!<con truno specia li alterazioni d ell'endocardio . i v(•li valvoltwi present.ano solo imbi bizione cadu,·e.ri ca. ma non sono alter·Aii . Il miocarùio è pallido ed in qualche tratto presenta le n ot.e d i una miocardit.e callosa ; lo spessore d el ventricolo s inistro .-ho è- d ilatn.to, misura tU1 centimetro e mo:r.zo, il v entricolo d est.ro è F<p osso otto millimetri. Aorta. - Presenta n el t ratto iniziale circa cm . 9 % d i c·i r·<'onfcren za. Vi s i osser,·ano le not.e di una diffusa aort.ite di H e ller, che in,·ade, olt.re il tratto in izia le, l'aorta ascendente , l'arco e parte d oll'aorta torac ica. :Fra le lesioni carat.teristiche di tale forma (a!;sottigliamonto d ella parete con formazione di p iccoli diver t icoli, i qua.li m ostrano a lla. pl:'rifol'ia c icatrici ruggiate callo~e e vit-ree) si n otano zone art eriosclerotich e . Non esistono apprezzabili alterazioni delle valvole aortidle. Subito al disopra d r lla va lvola posteriore s i not~ tm 'pctasia. c-upoliforme della g randezza di u.na. grossa noce con bo rdo sp csso e ri loYato, l at·~amento comtmicant-e col lume d e l Yaso e la cui pareto prt·scu ta lo stos;;e a lt<Jrn:.~ ivni g i!'l. m enzionate pel r esto dell'tu· t.cria. In qucst·e~ta,;i!\ n on esistono fonnazioni t rombotich e. Polmoni. - Note di lieve enfisema od aut racosi. Ipost.a.o:;i ed ed ema. FcgCito. - Aumentato di volume, presenta i caratteri d e lla s tasi e la super· !:t ic di taglio ha i caratteri <le i fegato n ocemo;;caLo. M ilza . - Alquanto ingranJita con capsula ispessit.a, evidenza d ei sistemi dci setti e d elle trab€'t-ùl('; pn~seu ta i carattori d olla sta:;i. R eni. - f'tasi e lievi fatt i d i paronchimatosi. ì:ìi prclovuno muncrosi pezzi per il re lativo ESA:.JE MICROS C'OPl('O.
AO'rta. - L'esame microscopic•o moiltr·a. che la parot.o clell'Mtot·ia octnsica è bC'n riconof<cibi lo. :-; i not~~ diffltti. n f.'i prq>nrnt i con <'rnnt.o>:silina ed eo;:ina, l' int-ima. dC'll'ort <' t·i a rflppr·f's€'ntata da fa:>c·i d i coml•:.tti,·o, dr<:> hatu\0 a.-<;::unto pi~1 fort<'mcnlc l'eosina e c he <lcvono con s id t>rursi inl ini. ui qmll i sono interposti d egLi spazi cl dari in cni F<i no t nn o elC'mf'nt i di cotmettivo. Qua e là s i v ede n t>ttamcm e a1whe il ri\'Cstimento endoteliale . L 'intima , così ia linizznta, non è, per lo spessore, uniforme iu tutta la superficie intt't'l111 ùd vu,;o, ma si 1>rescnta in alcw1.i trat,ti ri•lot.ta a p ochissimi strl\ti di fa;::ci di conu!.'t t ivo ialino. li tessuto e lnstico è scar~<amE>ntl.' r•appr·t•:;(mtato. n e t·ir nfU lO !>Olo q un e lit qualche fibrilla isolat.a o frnrmuen to di fibrilla ed in q uniche t rfl l>to, con d egenerazione grum1lare; risulta evidente la g-rnYe alt.erazione subìt.a per il processo s,·oltosi n ell"intima.
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CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELL'lN5UFFICIENZA AORTICA, ECC.
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Al disotto di tale strato la ialinosi del connettivo è ancora più intensa. Non si veggono nè fibre elastich'e, nè fìbrocellule muscolari. Appaiono invece dogli infiltrati considerevoli di elementi linfoidi, alcuni dei qlmli con le caratteristiche delle plasmacellule, che dissociano le bande di com1ettivo ialinq, le quali costitui· scono come degli alveoli di varia grandezza contenenti tali elementi di infiltrazione. D etti accumuli in vari tratti hanno subit.o necrosi estesa, di modo che le formazioni alveolari appaiono piene di detriti. Anche le fibre connettivali appaiono in alcuni tratti disfatte e così ne ristùtano dei focolai necrotici nella media del vaso, simili a formazioni gommose. Le caratteristiche del tessuto di granulazione gommoso appaiono inoltt·e molto evidenti là dove gli elementi cellulari sono meglio conservati, inquantochè risuUano evidenti capillari sanguigni circondati alla periferia da elementi linfatici ed epitelioidi nonchè da tipiche plasmacell~tle, molte delle quali necrotiche. Si rinvengono anche cellule giganti e qua e là. corpi ialini ristùtanti con tutta verosimiglianza dalla ialinosi delle pla..~macellule. Finalmente è dato di osservare scarse cellule giganti da corpi estranei. Questi dati di fatto depongono per le caratteri.stiche di una formazione gommosa nel dominio della media, mentre negli strati più profondi si ripetono gli infiltrati sopra descritti e si rinvengono delle arterie con processi d i endo-arterite dell'intima e della media e con restringimento notevole del lwne vasale. Identiche alterazioni si notano nell'avventizia., nella quale appaiono infìltrati anche intorno ai nervi e lungo gli spazi linfatici. Il miocardio, che fa. seguito alla parete della ectasia presenta i segni di una diffusa miocardite callosa. Con minore intensità. si svolgono i processi necrotici nel bordo della cavità. ectasica., dove però il processo arteritico d'infiltrazione perivenosa., perinervosa. e nel grasso a.vventizia.le sono ancora più manifesti ; l'infìltrato è rappresentato in questa parte prevalentemente da linfociti. In detta zona il tessuto elastico delle varie tonache vasali è ben conservato tanto nell'intima come nella media; continua, però, l'infìltrato del gr.osso avventiziale, come pure il processo endoarteritico. L'esame microscopico delle valvole mette in evidenza come esse non presentino alcuna alterazione nei diversi strati tanto verso la superficie ventricolare che arteriosa. La conservazione del tessuto elastico della valvola è perfetta e fa contrasto con le alterazioni del tessuto elastico dell'intima e degli strati superficiali della media, quali si riscontrano a carico della. parete dell'aorta. Del pari non esistono alterazioni dell'anello fibroso. Nella regione dell'arco dell'aorta si prosegue l'infiltrato nel grasso avventiziale ; infìltra.ti notevoli si rinvengono intorno ai fini vasi della media; l'intima è leggermente ispessita e presenta solo qua e là focolai di ialinosi del connettivo, che si rinvengono anche nella media. Le alterazioni più notevoli sono nell'avventizia, i cui vasi solo eccezionalmente presentano un lieve e non uniforme ispessimento del! 'int ima. Nell'aorta toracica si trovano dei focolai ateromasici abbastanza estesi ; cessa completamente ogni infìltrato nell'avventizia ed anche nei luoghi ove si rinvengono focolai ateromatosi, la media non è considerevolmente alterata. Ecce· ziona.lmente si rinvengono in tale tratto degli infìltrati negli strati più S\tperficiali dell'avventizia. Cuore. - Nella parte media del ventricolo sinistro non si rileva processo mio· carditico. Le formazioni muscolari mostr·a.no solo alterazioni post-mortali. · Nel muscolo papillare posteriore si nota qua e Il\ ispess imento del connettivo fra i singoli fasci di fibre muscolari. Non si rinvengono però alterazioni nè delle arterie nè delle vene. Rene. - Nel rene si rilevano alterazioni pos t -mortali oltre alterazioni di stasi recenti. I glomeruli appaiono ben conservati. ISolo qua. e là si nota un processo endoa.rteritico delle medie arterie non diffuso alle interlobulal"i. Fegato. - Si nota lieve i.spessimento della capsula é le alterazioni della stasi. Le cellule epiteliali appaiono ben con.~ervate, tranne nei clominl dove la stasi è considerevole, in cui si ha l'atrofia cianotica delle cellule epatiche. · Milza. - Anche la milza. presenta le note carattet·istiche della stasi con no· tavole ispessimento dei setti e delle trabecole ; non vi si notano alterazioni dei vasi delle tra.becole nè di quelli dei follicoli.
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CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELL'l.."SUFFICIENZA
AORTICA, ECC.
È noto che, fra le diverse cardiopatie >alvolari, l 'insufficienza aortica suole spesso decorrc-re a.nche per lunf!o tempo inosservata, poichè la validità del ventricolo sinistro può con 1pensare perfettamente il di-
stmbo circolatorio prodotto dal vizio ed evitare la manifl:'stazione di quei sintomi s ubbil.:ttivi, che di solito portano l'infrrmo all'esame del medico ; tanto vero chr la diagnosi di in.-uffic:i<' n.za aortica viene il più delle volte fm·mulat·a solo l)H caso, O\"T<•ro allorthè intervenga un disturbo di COllliWnso. Xe risulta, che assai spesso riesca. difficile determinare se una cardiopatia., che si presenti all'esame, s ia l'lrrttivamcn t e il prodotto di un allegato trauma e se r<>sti es <'l uso i n nH\ÙO nssol u t o c· ile <'ssa pre<>sist<>sse a llo stato di perfetto colllp(·uso, nel qual caso il trauma san'bbc valso unicamente a m <'t.tere in evidenza, uno stato morl>oso già pre(·sisteute. In d ubbiamE'n t,<" l 'an <l.lll nc•si dell'i nfPrmo, h~ sintomn tolof!hL da l uj presc·utabt subito dopo il traum a. ed il deeorso delralrL•r.ione:, che presumibibneutc ne sia il prodotto, offrono valitlo ainto non solameute al <·linico, m a sprsso a.nclle al J..H' rito-sc>ttorc nel d<•ciùero la questione. K~>l nostro caso l'a.namnesi è quasi complt•tamcntc mnta tino al 27 febbraio 1923 : tr<lttasi infat li di un operaio clH', pm rlNliCandosi ad un mestiere molto faticoso, non aYeYa mai avvt>rtito disturbi dPgni di rilievo, nè sentita la necessità di riposo o d i cure specia li e nel quale quindi anche l'aort,ite, iniziata~i subtloh~nwnte, era derorsa l\l'r vario tempo in modo affatto silenziosa, venendo diagnostic-ata solu surcN;si\'amcnte al trauma, quando cioè, per complicanze itnpTovvisameute sopraggiunt<:>, l'infermo era s1 ato costretto a rJcovE'rare in ospedale. ~la v'è di pitt: È opinione concorde che uno dei migUori elementii per g i uùican~ circa l 'origine traumatica. di una cardiopatia va.lvola r e sia dato dal comportamento del muscolo card ia.co con la misura..zione del volume del cuore immediatamente dopo del traurua, ed a distanza da. esso : ed è infatti evidente che nel ca~o si riscontrino in primo tempo tutti i segni di una ca.rdiopatiit e solo in secondo tempo vada. stabilendosi un aumento di volume del cuore, si è autorizzati acl ammettere seuz'altro la forma tranma.t i('a . SenonclJò nel nost.ro caso ta.le importantissimo elemento di giullizio fa, difet;t.o, sia. perchè ai momento del tra.mna esisteva.no già altt' razioni capaci di generare per sè st.e:-;so iportrofia, del cuore, sia pere h è l'infermo rieoYrrò in ospcda le a 4 mesi di distanza da.ll 'avvenuto trauma., mentre non ri::mlt:1 se e da chi egli fosse stato precedentemente visita t o. Ciò nonosta.nte, in ùal'e ad at.tenta. cd accurata, disamina di qua.nto lo stesso infermo riferì. all'atto d el suo primo ricovero cd in base ad alcune osservazioni, che po:-;;;ono f<Lt·si sul repl~r to necroscopico è possibile asserire in moùo non dubbio che l'insufficienza aortica del nostro soggetto si formò proprio a segn.ito dell'incid('ute tnltumatico occorsogli. L'inizio brusco delle manifestazioni morbose, il dolore vivo e persistente accusn.to dall'iu(crmo nella regione colpita, per vari giorni dopo del tra.uma, la dispnea intensa da. lui solrert ;t e le crisi angosciose e p iù di tutto il torte 1·umore che egli, proprio a. se>gui to del trauma,, cominciò ad avvertire nel petto e di cui ,.,i lamentò fino all'epoca del decesso, rappresentano clement.i preziosi, i qnnli, messi in rapporto con lo st.a.to di com-
CONTRIDUTO ALLO STUOlO Dl:LL'TNSUFFICIENZA
AORTICA, E CC.
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pleto benessere sempre goduto dal soggetto, dimostrano in modo sicuro l'origine traumatica del vizio va.lvolare. D reperto necroscopico ha messo in evidenza a carico dell'aorta lesioni che dovevano verosimilmente datare da. un tempo abbastanza lungo e ad ogni modo preesistenti al trauma: ciò può desumersi dalla ste~;sa gravità della arterite luetica, dal grado di dilatazione aortica, dalla dilatazione pseudo-a.neurismatica, e · principalmente dal comportamento delle valvole sigmoidee, le quali, pUI· presentandosi esenti da. alterazioni specifiche, mostrarono all'autopsia dimensioni senza dubbio superiori a quelle normali. Tale maggiore dimensione dei veli vaholari deve mettersi in rapporto con l'aumentato calibro dell'aorta iniziale e considera.rsi quale modificazione anatomica compensatoria. per la cbiusun.1. dell'ostio da parte delle valvole stesse : ad ammettere ciò sono autorizza.to non solo dalle note osserva,zioni di Fra sche, Leyden, Frantezel, Thorel e recentemente del Lupu ma dall'esperienza fa.t.ta a.l ta\7 0lo anatomico dove mi è stato possibile raccogliere vari casi dimostranti quanto sopra. e che form€'ranno oggetto di altra comunicazione. Intanto però è interessante cousidera.r e che l'aumento delle valvole in superficie, che si effet.tua presumibilmente sotto l'imp11lso delle correnti reflue, richiede all'uopo un tempo relativamente ltmgo; ed ecco perchè è logico pensare che, nel caso da me esposto, esso valse a compensare l'ectasia aortica fino a che questa si produsse gradatamente per effetto di un proC€'sso a decorso relativamente l€'nto, ma non votette esercitare alcun compenso per qualla. parte, r;ia pur piccola, di mag~iore dilatazione, prodott.asi in modo acuto per effettu. del trauma. La semplicità del mecca.nismo testè esposto m'induce appunto a rit.enere che le forme del genere debba.no considerarsi più freqnenti di quanto non. risulti dalla letteratura ed a ciò ho già fatto cenno nella. prima parte del presente contributo. Nei vari casi accertati finora, la dilatazione acuta dell'aorta con l'insufficienza valvolare relativa si produsse sempre sulla base di preesistenti alterazioni della parete del vaso, elemento questo indispensabile per la produzione delle forme del genere, il che sarebbe confermato anche da dati sperimentali, essendo noto che il Ba.rié in cond·izioni normali, ottenne più facilmente per via trauma.tica rottura delle valvole anzicbè dilatazione, anche di un solo millimetro del ca.libro dell'aorta. Sulla base di tali elementi mi sembra anzi possibile ammet.tere l'ipotesi che, quando si verifica un trauma in un soggetto con aorta sana o poco a.lterata e qtùndi dì ela-sticità normale, le valvole, alterate o no, siano passibili di lacerazioni; quando invece trattasi di sogget.ti in cui esistono marcate alterazioni aortiche senza diffusione alle valvole, l'insufficienza potrà più facilmente verificar:;i per dilatazione aortica, anzicbè per rottura valvolare. I n alt.ri termini è lecito affl'rmare r.he, ammesse le due forme, il verificarsi dell'una o dell'altra. dip<·nda dalle condizioni dell 'aorta in rapporto a quelle delle valvole, poicbt•, o>e r aori·a è lesa., essa potrà cedere all'aumento di pressione, prima che questa abbia raggiunto il grado da vincere la coesione valvolare. Finalmente credo opportuno accennare al rapporto eYenttlale fra la dilatazione pseudo-aneurismatica ri5con trata a enrico della prima por-
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CONTRIBt;TO ALLO STCDIO DELL'L.'\SUFFlClE~Z.\
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zione dell'aorta. e qnelle coudizonii di aumentata pre. sione, che si verifì · carono per eiT(•tto del trauma . Ho già detto come, nel ca ·o segna la to da R amond e Postina gli autori p a rlarono dPIJa. form ~tzio n e di a.ne1ll'ismi : ora a m e sembra anzitutto che, per il c;t:so da m e esposto, tale denom inazione non sia accettabile in base a.lht concezione anatom ica. sc~ ui t.a dalla, nostra scuola, che d1>l resto ò quella. di )leyer, Mcnetrkr, D ohlc, B a kba us, Fabris, Tborel, Benda ed altri, secondo la qnale può parla rsi di an curi ~; ma solo per quelle formazioni comunicanti col lume ùi un vaso, la cui varete risul ti costituita completa mente da tessuto nt>oformato, ('Osa elle non si riscontra nel mio caso. In un recen te hworo d el dott. Campo s ulla p a.togenesi degli a.neurismi è appunto ribatlìto tale concetto, sul quale p erciò ritengo superfluo insist<>re. Il rept>r to maero e mi croscovico della form azione da me esaminata. dimostra appunto elle essa costit uin . una. semplke ectasia Sltcciforme e non un vero e proprio a neurisma . Ora t~Lie carattere è appunto queUo che, a. mio modo di vedere, lWY<l lom sommamente il fatto c he esso siasi formato in modo len to e prog-ressivo : in ca~o cont.rario, tenuto conto dt>lle lesioni riscon t rate a carico dell 'aorta, ben diffi cilmente avrebbe potut o verilìca.rsi in modo acuto una dilatazione cosi pronunziata, senza. da.r luogo a rotture, i cu i Sl'~ ni snon $;tre bbero certo sfuggiti. Riassnmendo, in base al reperto riscontmto, bisogna ritenere che nel caso ùa me esposto esistesse già. un·aor tìte lnetica con ectasia. aortica diffusa ed anche con la descritta ecta:·\Ìa S;lcciforme, ma senza, insufffì cienza. delle va.h·ole sigmoitlce, jn:)uffidenza la. qmtle si manifestò solo allorcllè, per ell'etto dell 'ineidente t.ra.unmt ico, venne ad esagerarsi in modo brnsco la, 1wcesistente dila ta.zione d t'Il 'ostio aortico. E l'interei$Se del caso mi sembra appunto ripo::;to nella semplicità del meccanismo descritto, al qua le è stato dato fino ra poca importanza nella genesi dell'insufficienza aort ica di origine traumatica., mentre tutto lascia supporre che esso debba verific:nsi con frequenza senza dubbio maggiore di quant o non st>rnbri. D Jolla pr~:;cn te esposizione possono pertanto detrarsi le seguenti CO:XCLUSIO~ I
10 L ' insufficienza aortica di origine traumatica può verificarsi oltre elle p er rottma dei lembi Yah·olari, anche p er dilata zione dell'aorta, dilatazione con;;ecut iva. o a rotture iucornp:ete della parete vasale n el tmtto iniziale, ovvero a slìa nc-a.mento d e ll~b parete stessa già precedentemente alterata; 2o Nell'as:enza di preesisteoti alterazioni a. carico dell'aorta., la rottma dei veli val vola.ri, anche se pcrfetta m~ nte integri (loc1~8 1ninoris resistent.iae) è ciò c he piì1 facilmente si veriliC'a ; 3o In presenza. di pree:-;i::;tt>nti alterazioni aortiche, specie quando queste non s iano di.liuse a lle va.lvole, è p:>:-;;;ibile eh<>. illocns 1ninoris 1·esistentiae all'aumento de!la. pressione sanguigna sia. offerto dalle p areti d el vaso: in tal cac;o l 'jnsuflìc ienza s i Yerificherà più facilme nte per dilatazione dell' astio (t'orma reht iYa) anzichè p er rottura dei veli vah'olari.
CONTRIBUTO AJ,LO STUOlO DELL'IN.SUFFIClE~ZA AORTlC,\, ECC'.
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OSPEDALE MILITARE DI FIREXZE REPARTO DF.R)IO('ELTICO
O~URVAlmftl ERl[Eft[HE ~U DUE (ft~J DI AOEftiTE 8lEftORRI6J[I p el' il ùot~ . Raffa ele Pecora rio, c 1pil ano medico
Fra le complic;ln?:c della blconorraj!ia l'adenite è ce1·1amen t<' la più rara. È questa forse la mgione pt'r etti m•lla letteratura e;;istono pochi la,-ori su i aie argomen1 o . Snl modo come tale c-omplicanza. si produc·a non v i. è ancora si può dire fino ad oggi nn a(·corclo completo . .Aleuui hanno rin\·cnuto hatteriologi(;al11('llte e huttel'ioscopicament.e il gonococco nel pna delle adt'niti blc·norrag-iche : Ha.n staen (1894), Colombini (1898) ; altri invece hanno rinvenuto solo g-li streptococehi (Boecard, (1897), altri innce, quali il Campana, rilcntrono la maggiore frequenza delle alleni t i nelle nrctrit i gonueocl'i<·hE' croniche della porzione membranosa dcll'urctra (uretrit i mantPnute dai comuni p iogeni, specie dagli st aulococchi) . L'avere antto agio di osservare e studiare due casi di adeniti b lenorragiehe, d i cui 11110, nei miei due anni di af;1<istcntnto uni>ersit.u·io prel-'so la Clini<.:a, ùcrmosifi lopatil-a di Fin·nzf~, e l'altro presso il Heparto dermocclt ico di quest o Ospeda l~, mi permette di portare nn modesto contributo all' interpretazione etiulogiea. di questa. entità morbosa. Onso 1°. - B. E., d i anni 19. da Firenze, celibe, nega qualsiasi precedente di malntt.ie veneree, nega lue. Quindici giorni o r sono si contagiò di blenorap:gia uretrale, iniziutasi dopo 5 giorni dnU ' ultirno coito, con tut te le note c liniche di tm'ur et,rit:e g-onococcica acuta, e cioè bruciore nell'lu·inazione, abbondante secrezione rnuco -purolenta, JuoruRcent.e dnl mento uretrnle. erezioni notturne dolorose. Hecatosi all'ambtùatorio atmesso alla Cliniça, gli fu fatta diagnosi d i urett·ite gonococcica acuta e gli fu J>rescritta solamente cura interna (a base d i a{:qua di catrame e sciroppo ctol Tolìt). Tn sep:uit-o l'infermo avendo notato tmnefazione a ll'inguino destro e dolore nella clcnmbulaziono, si. recò di n uovo all'ambulatorio della Clil•ica, dove gli fu consigliato il ricovero Ìll Ospodalo. STOnJA CI.lNT('A: Il pud.re è vivente e sano; la madre è sofferente d i bronchite croujca, fratelli e sorel le godono buona salute. L 'infermo riferisce che nell'inJazia ha sofferto il m orbillo ; è poco fumatore. poco bevitore, si è esposto a cause retunatizzanti. EsA)IE CENERAT,E: Di clt:>fìci(>nto costituzione se>h(>letrica. con masse muscolari poco sviluppato, Aaceido, colorito pallido della pelle e de lle mucose visibili. Es,LuE onnn:rl'l\'0: Jn corrispondenza del la, re!!ione inguinale destra noto una tumeìazione d<'lla grandezza di un gro~so uovo di piccione, infìltrnta e poco do lente a. tipo di adenite strumosa. La cute che la riYeste si presenta pressocchè normale di colorito. ma con la tenno-palpa:l>ione si nota che è più calda della cute che rives to la loggia glandolare d ell'altro Jat.o. All'inguine sinistro noto d ei piccou aciculi glandolari. Alle regioni late ro-cervical.i riscontro micro-poli -adenopatia. Piccoli aciculi glamlolari riscontro iJ10ltre all'el•Ìtroclea e alle ascelle.
OSS'l:RVAZlONI E RICE RCHE SU DUE CASI Dl AD.E:-<JTE BLENORRAOICA
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EsAME DEGLI ORGANI INTERNI : Torace, all'ispezione notasi che la forma è da avvicinarsi al tipo del torace paralitico del Traube; (angolo del Louis bene appariscente) ; fosse sop ra e sotto clavicola.ri bene evidenti, scapole alate; estremità acroruiale molto prominente, mentre quella sternale si presenta abbas!'ata insieme a t utto lo stemo. Notas i inolt re che le escursioni toraciche sono alquanto r idotte. All'ascoltazione e alla percussione nulla d egn o di rilievo ; nulla n otasi da p arte d el cuore e degli organi della cavità addominale e del sistema n ervoso. D all' uretra. convenientemente spremuta fuorie:sce abbondante secrezione muco-purolenta, che esaminata al microscopio ris nlta cost.itn ita: l 0 pus ·ben conservato ; 2° gonococchi tipici s ia extra cellulari ch e endocE>Ilulari ; 3° cellu le epite liali d ell'uretra; 4° ins iem e con i !Zonococchi. pochi altri rnicroorganisnù ch e morfologicamente s i possono distinguere da quelli. Invitato ad orinare l'infermo , io due b icchieri, riscontro che la pl'ima orina si presenta torbida con fiocchi a prevalenza purulcnti (pesanti), la seconda invece presentasi limpida. Esaminata la prostata riscontro che s i presenta normale nel \'Olume, nella consistenza e n e lla. dolorabili:tl\. Du.ONOSI CI.INICA E MICROSCOPICA : Uretritc gon ococcica acuta. complicata ad adenite inguinale d estra. D IARIO CLINICO : In tutto il tempo che l'inferm o è stato ri coverato in Ospedale è stato quas i sempre febbricitan te ; nei primi giorni di d egenza la temperatura s i è mantenuta piuttosto elevata, n egli ultin1i giorni ò dinùnuita sen sibilmente fin o a scomparire. Data la d eficiem:a costituzionale dell'infcrn1o e lo stato delle ghiandole, ri· toenni opportuno praticare la cuti1·eazione alla Pirq uet ottenendo risu ltato n ett amente positivo. La. radi ografia e!>eguita presso il gabinetto rad ioloj!ico dP11'0Rpedale di S. l\la ria Nuova (i.n Firenze).dette il seguente reperto: ingorgo d elle ghiandole trncheo-bronclùali, specie in corrisp ondenza dell' ilo dei p o iT1loni, piccoli noduli di infiltrazione. R l< ' ERC'NF. :'lllC'RO'\L'OJ>ICHE : E;;aminato rniscoscopicamente il prodotto a!>pirato dalla ghiandola con una sirù1ga Tursini e colorato col metodo d e l Graarn, noto : Jo corpuscoli di pus; 2o cocclù in grande quantità, nier1te gonococchi. R IC'l!:RCHE DA'ITER JOr~o<:IrHE: Dato c he il gonococco non è coltivabile sugli ordinari terreni di cult urR-, qua li il brodo, l'a gar, ecc., ho eercato di coltivarlo s ull'agar-siero di \\'ertaim cosl preparato: ho riempito di versi tubi con agar p eptone preparato di recente versandone in ciascun tubo un cc 3, mantenendo l'agar fuso ad una temperatura di 40 ~radi, vi ho a!-(gitmto m ezzo cc 3 di siero per tubo, di poi agitando i tubi li ho lasciati raffreddare ill posiziono inclinata. Come terreno di c ultura ho adoperato inoltre l'agur -a iìcite e s ia s ull'agar s iero di \\'ertai.m che sull'agar-ascite ho ot.tenuto culture pm·e di stafilococco piogen e albo. Nel preparare l'agar-siero non mi sono servito della sterilizzazione a lla Tynrlal, coJne consigliano alcuni autori, dato che con quc:sto procedimento, se è vero che s i ottie ne una sterilizzazione completa, è pur vero c he s'impedisce lo sviluppo del gonococco, ma del siero di sangue raccolto asetticamente e con ot:mi cautela. Come terreno di cultura del gonococco ho adoperato inoltre il fermento secco d i birra insieme alla gelatina, partendo dal conc~tto che l'A.ggiunta del fermento di bir·r a alla gelatina. costit uisce un mezzo favorevole allo sviluppo e all'attccchunonto del gonococco, ed au che su questo terreno di cultura ho ottcuuto e.~clu:sivumellte lo sviluppo dello stafìlococco piogene albo. Ca8o II. - V. A., carabiniere, L e_gione Carabi11ieri R eali di Firenze. Riferisc-e d i n on essersi mai contagiato d i malatt ie vcneree-s ifilitic!Jo. È anunnlato dA. circa 20 giorni: riferisce che dopo circa 4 g iorni dnll'ulriroo r·oito, not·ò bmc iore n ella minzione e secrezione muco-purolenta abbondante dal m eato urotmle. ln seguit o avendo notato tma tmuefazione alla r egion e inguinale siJJi;:;tra, dal medico del corpo veniva inviato all' Ospedale. STO.BJA C'l.INJCA: Nulla di importante l'infermo presenta nell'anamnesi remota e prossima : padre e mad1·e vive nti e sani, è poco beYitore, nÌt'llt'e fun anto re.
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03SER\".Hl0l'l .E RICERv l:l.O: SU DUE CAS I DI A.DENITE BLENORRAGICA
EsAli.E GENERALE: Di discreta costituzione scheletrica, con masse muscolari poco sviluppate, colorito pallido della pelle e delle mucose visibili. EsAME OBBIETTIVO : Dall ' uretr·a fuorief'ce abbondante secrezione purolenta : il mea,t o uretrale presentMi arrossato ed est roflesso ; alla regione inguinale sinistra notasi tma tumefazione della grandezza di w1 uovo di piccione ricoperta da cute normale, a consistenza dura, poco dolente. S TATO DEr.u; (':lìlAYDOt;g : Piccoli acic-uli glanclolari noto alla regione inguinaie dest ra, alle regioni ascellari, epitrocleari e latero-cervicali. E SAME DEGLT ORf:ANI J:STERN I: 'l'orace: si not.a all'ispezione che la forma del torace s i avvic-ina al torace cilindrico, dato che il diametro verticale è notevolmente aumentMo di fronte ai diametri a ntero-posterioro e trasversale. All'ascoltazione notasi respiro aspro in tutt.o 1'1ìmbito pfllmonare e qnalche sibilo; non si arrivano a percepire ran toli. Alla percus::;ione s i hll> un s uono chia ro pltlrnonare in tutto l'runbit-o. :Nulla a carico del cuore e degli organi della cavitt\ addominale e del sistema nervoso. L'e>;ame microf'copico del RecJ·cto m·etrnle fa vedere : 1° pus ben conservato; 20) cell ule epitelia li dell'uretra ; 3° ) gonococco presente; 4o ricca fl01·a batterica uretrale. Invitato l'infermo ad orinare in due bicchieri, riscontro che la prima orina si presenta tor bida con fiocchi a pre,·alenza purulenti. la seconda limpida. La prostat,a. si presen ta normale, indolente. D IAGNOSI CLINICA E lll!CROSCOPICA : Ure trite gonococcica acuta complicata ad adeni te inguinale si.ni;;tra. Anche in questo :;econdo caso la. cutireazione alla Pirquet mi ha dato risultato net.tament.e posi ti v o. L'esame radioscopico del torace, eseguito presso il gabinetto dell'Ospedale militare, ha dato il seguente reperto : m odica iperplasia dei gangli con strie peri bronchiali, trasparenza normale ed espansibilitÌ\ normale. ' Hrc ERCHE )llf'IW3COP1C FTF:: Anche in q uesto secondo caso il prodotto aspir ato dalla ghia ndola non mi ha fatto vodere che pochissimi corpuscoli di pus, niente gonococchi, qualche coppia di cocch i. RtcE n CHE fiATTI::R IOL0r:ICHI!:: Sia sull"a~ar- siero di Wertaim, che sull'agar ascite, anche in ques to secondo ca.o;o ho ottenuto Io sviluppo di culture pure di stafilococco piogene albo.
I due ca:;i studiati da me s i prestano a.lle seguenti considera.zioni : 1o Che l'adenite blenorragica si verifica nel decorso di una, blenor ragia acuta, e. secondo me, quanto più acuto è il processo tanto più faci lmente si può verificare, contrariamente all'opinione di altri esp erimentatori, che cioè l 'adenite blenorragica si riscontra, più facilmente nelle uretriti gonoco<>ciche croni(·he; 2° Che non basta llll<"L uretrite gonococcica acuta per dewr minare una adenite blenorragica, ma occorre elle l' uretrite s'impianti in soggetti ad a,bito scrofoloso (condizione sino qua non per verificarsi tale complicanza). In questi casi l'infezione blenorragica. a.ttra verso illinfat ico dorsale, nell 'uomo, nella donna attraverso i linfa t ici del clitoride e delle piccole labbra., risveglia un processo infiammatorio delle ghiandole ad andamento cronico, con esito in <ldenite strumosa.. 3o Che l 'aden_ite blenorragica, pure es,.;cudo dovut a al gonococco, llt>lla m a~giorauza dE'i casi, non è pos:;ibile ident.ificarlo nè microscopicamente n è a mezzo delle culture, data la grande la bilità. di questo germe. N è va dimenticato che in molti casi, altri germi piogeni, come lo stafilococco, frequentem ente si pos~a uo associare al gonococco, ed anche. sostituii·e a questi nel pus delle adeniti blenorragiche (Pasini), come nei due casi da me studia t i.
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SCUOLA DI SANITÀ ?lfiLITARE
un caso ai ~inarito Drimitiva ~ol con~otto mlitivo ~storno per il dott. Celestino Oelanzè, capitano medico. C. L., bersagliere entrato ndl'Ospedale militare di Firenzc, r<'part o otoiaf,rico il 26 marzo 1926. Non ha sofferto mnlat.t ie degne di nota: rifetisce c he cinqu(• mesi or sono avvertì otalgia s inistra che scomparve rapidamente senza speciali cure. Da. otto giorni avverte dolori folgoranti nel iondo del meMo udit i,·o estem o sinistro, che man mano s i sono accentuati diffondendosi a. tutto il condotto ed ai te:;suti molli circostanti ed accompagnandosi coJl cefalea della metiÌ. s inis tea del capo. All'esame obbiettivo presenta ; Condotto uditivo sinistro pieno eli abbondante secrezione s ierosa e cti desquamazioni epiteliali, che ,rengono asportati <'On l<waagi di acqua boll ita. La cute appare intensamente iperemica. e così anche la membrana timpanica, che però non è alterata. nella. s ua forma. n 27 marzo noto : scarsa quantità di secrezione s iero-ematica e per:<iste l'iperen:Ua. del condotto; il dolore permane costante ed ha carattere tralì tt,i,·o. E,;:;o non si modifica con le applicazioni calde. n 28 marzo la membrana timpanica ha preso colorito roseo, mcnke il condotto. oltre all'i perem.ia e d al la secrezion e ,;icro-emtltica. .si presenta notevo lmente t urne· fatto, tanto da ostacolnre l'introduzione dt>llo speculo amicolare. n 29 marzo. Condizioni locali invar·iate. Comparo modic:a febbre a 37-4. n 30 mano. Noto all'ispezione della t(•gione auricolare :;.inistra, t.umefazione ed iperemia notevole sia della regione pret.m !:(ica che della regione ma;;toiclea, tonto che il padiglione è spostato in avanti come nelle mas t.oiditi. n colore della cute e del padi~lione è rosso violaceo ; il dolore s pontaneo ha carattere trnfittivo. è intenso e Si accentua con la pre~<sione anche lieve. I ~angli del collo e della regione sopraioidea sono ingorgati e dolenti. n malato accwsa inteu::;a cefaJea: la fe bbre s i mantiene mod ica sui 37-4. 11 condotto uditivo esterno appare chiuso da tma sostanza gelatinosa, di colorito bianco -jttÌgiastro, aderente al bordo e:; temo del coudot.to, medit\nte so t t ili fi lamenti della stessa sostanza; afferatala con una pinza, la estraggo :;enza troppa difficoltà. Si t ratta di nn tubicino di fibrina a pareti spesse. della forma e delln lung hezza. del con d otto uditivo, di con.sistNlza discreta. La cute dopo l ' a~portazi one s i presenta tmncfatta., estesamente eseoria ta e geme notevole qnantiti\ cti sangue ; faccio con la mentbrana dqrli :;tt·isci elle vengono colorati nel laborato rio dell'Ospednl<>. alcuni col Granm, alt.ri col Lleu di Koisser e ves uvina. Si pos~ono così vedere nel secondo preparat.o oltre a ~car~<i stafì lococchi e ge rnù banali, molti;;simi bacilli con granuli polari riuniti a palizzatu cd a l 'Hl!· ~iera. Gli altri preparati colorati col Grnum moslrnno la st.cs.<<a qtuitHl ith ùi baci lli Graam positivi. Per l a v r esenza di così ~rnndo qunnt.ih'l. eli hneilli con i rarattr ri ù i qncllo di Locfier e p e r i.dati dell'csarne cl in ico, lw fatt.o diu~nosi di diftcrit.c. Ho cosi iniettato sotto cute nl pnzic1\te 5ù00. U. I. di siero nnl idiftcrico di Bema e d opo d odici ore altre 5000; I.'OJìtl.'tnpor ancnm<'nte ho mcs.<:o <Ielle stri;.:cio di garza imbevute dallo ste;;~o siero nel comlott,o uditivo. L'esame delle fauci, della m11coxa del mu<o e dellt- <·on~::dunt i,·e, m'n mi ha fatto riscont.rare presenza di placche difteriche.
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U=" r.ASO DI DIFTEIUTE PRDIITI\"A OEL CO:-<POTTO UDITIVO ESTERNO
TI 31 mano è diminuita. l'iperomia ed il turgore d ei tessuti e sono scomparsi il d olo t·e e h\ febbre . Il con<lott.o udit.ivo non pro..«enta più tracce di membrane, ma. è uncMa iperemico e qua e là è copet·to di cro><W etntttiche. D opo due giorni ancora scompare l'ipe remia d e l condotto che torna acl'cs~ere di calibro e forma normale, pm·o rimanendo le crosticine ematiche.
Ho creduto opportuno riferire questo caso, sia. per la localizzazione, che per la p rimitivit.fL ed estensione del proee:;so. Infatti La difterite, ehe ha come sNie di prNlilezione le fauei, la faringe e la laringe, si diffonde qualc:he volta sulla muc-oi<a d<.'lln t.uba e dE'Ila. c a :-;;::1 timpanica e dopo avere prodotto un'otite metlia aeuta con relati>a. perforazione timpauica, Mtra, ert;O questa ag::,'l·edi:;c-e· a.n<·he la cute del condotto uditivo esterno e sel.li.leue mrn.meute, auclw quella d(•l pa.diglioue, formando su di esse l e solite cotenne a.ccomp:Lgll<lte dal corteo :sintomMil'O che le è proprio. Rari sono i cn.si di impiant-o primitivo del badllo di Loefler stùla. muco"" na sale e eongiuutivale da. dove po~;:-ono poi di!l'ondersi r1lle norma li sedi ùi elezioue, e piit rat·e au1·orn, sono le loc·a liz7.azioni primiti,·e sull'orect•bio esterno pt'r il fat1..<1 t:hc la. costituzione i>;tologic·a del rivest.imeuto cutaneo del f•ondotto uon r;i pn~sta a ll'attaceltimento del germe se nou in Rpeciali condizioni. Ho storsa la IC'ttcratrua di questi ultimi venticinque anui ed bo potuto trova n~ su lo tre df'»<·ri7.ioni di difterite primi t i nt ùdl'orecchio fatte dal Krepuklika, dnl Koùrak e d<• l Daa<'; quest ·ultimo c·on~t.atò a.n<'he, su<"cessivn.nwnto, nn;~ clitl'u:-;ionf' all·orc·c-c·hio tnC'dio ed alla mnc·osa delle C<>llule mastoidee, che, aperte, furono trova le piene di pns e eli pseudometn• bra ne. In quanto aJl'pst.c>n~ione, mentre . per lo piì1 le placche difteriche coprono solo p i ecole porzioni dl'llH cute cl<• l c-ondotto, in questo ca,;o un 'uniC'a, psemlomcmbra na ne ha rieoperl o tu tla la. ;,n perficie, forma.ndo u u tubicino dt•lla form<l> e lunghezza di'l ron<lut t.o st~·..;so. Per ciò che riguarda. la. possibilitil. ùi atL('<'C'hirnt•nto del germe sulla. superficie cutanea. io penso rhc l'alif'r.ione sia. stata, di origine mi:;ta; che i germi banali, cbe normalmente eaus:HlO le otiti esterne. abbiano iniziato il processo inliammaLorio nw<lificando la costituzione normnle delle cute \.o.Cl condotto, che disepit.Piizr.ato ha permos;,;o ai b:adlli di Loefler di \"enire in contatto col derma, di ]Wèn<lcre il sopmvveut-o sugli altri e di istallar,;i dando luogo ulJa, formazione delle pscudomembrane. · 7
Bil3LIOCRAFIA K.REPUK"KA : Arch;v. f. Ohrcnheilk. Vol. l o K oaRAC: Archiv f. Ohrenh eilk. \ ·ol. (ì2o. HANS DAAC :
Rn·ue hebdom(ldaìre <l"Otologie. Anno 2so, n. 12.
GR.\DENrc:o · B olli!ttino del Policlinico Oenerale di Torino, 1899, n. 15.
.. RIVISTi\ DI T ECNICA E SER\'IZIO SA.'"'TARIO ::IITLITARE
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RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MlLITARE )1. CoT. - Trattamento delle asfissie accidentali in serpdto ad arresto re.spiratorio Il posto di soccorso mobile per afissia#. (Archi ve-s de médecine et de pharmacie rnilitaires, n . 2, 1926). I casi di asfissia in seguito ad arresto re~piratorio sono frequenti e per quanto, per mancanza di statistiche, non possa darsi una cifra precisa., è incontestabile che tali accidenti sono in costante atmtento. Infatti, le cause che le producono vanno continnament.e moltiplicandosi . Alle cause abituali, note da ltmgo tempo· ~ annega.rnent.o, itnpiccagione, emanazione di gas illmninante, combustione incompleta durante gli incendi, sincope post·anestetica., ecc., si aggitmgono ora gli accidenti indust riali causati dalle correnti elettdche a bassa o ad alta tensione, come pure quelli dovuti agli a.ppa· recchi produttori di carbonio, come i gasogeni, i forni a coke, ecc. Qualunque sia la causa dell'arresto r esp iratorio, le condizioni d el trattamento da applicarsi restano le :;t<Jsse. Occorre, innanzi tutf,o , cho t.ale trattamento venga applicato in un minimo eli te-m,po : è un fatto di osservazione riconosciuto ed evidente da tempo, che le asfissie per arresto respiratorio sono mortali, se non si inte1viene inunediatalllente. La seconda condizione per m1 trattamento veramente tlfficaco, consiste nell'impiego di quei processi che l'esperienza ha dimostrato e>"sere i mii-(liori. Questa sec:onda condizione è ancora troppo poco spesso adempiuta: essa è tuttavia capitale. È unicamente mediante l'oJ'{.mnizzazione m('t.ocl ica di un insieme di mezzi moderni, che il posto di soccorso mobile per aiJfì.ssi<tti può arr·ivare a dare i risultati rimarchevoli che s i è in diritto di attendere. I -
Pratica della respirazione artificiale.
I tre principali metodi sono : i l metodo di Sylvester, il procedimento L abordo, la mano-vra di Schnefer. A) 1llewdo d·i Syh-e.ster. - TI salvatore, ing"inocehiato dietro la testa dello asfi:<siato disteso sul dorso, afferra le braccia di esso a ll'alte:r.za d e l ~omito. Con movimenti ritmici in ragione di l 5 a 20 al minuto, le porta dapprincipio in dietro, poi in avant.i, appl icandole sulla base del torace che comprimo in maniera da facilitare il tempo di e"pirazione. Questa manovra ben fatta è efficace, ma è noto quanto sia diffic ile la sua corretta applicazione. Inoltre, se si è costretti a prolungarne l'esecuzione, in caso di risul tato negativo, per il minimo di 2 ore considerato come indispensabile prima di abbandonare la lotta, si comprende quale somma di fntica I'ichieda da parte del salvatore. Col metodo Sylvester, es$endo il paziente disteso sul dorso, si perviene con difficoltà. a sbarazzarsi delle secrezioni e delle mucositò. che ingombrano ln glottide e che non tardar1o a iormat·e, presso l'apertura della trachea, una schiùrna che presto si oppone ad ogni introduzione di ossigeno. Queste considerazioni, apgiunt<l alla diffico ltà di eseguire dei movimenti corretti, completi ed esat.tamente ritmici di elevazione e di abbassau1ento delle braccia e dello spalle, con una seria costrizione tomcica al te rmine dell'espirazione, permettono subito di comprendere quante poche probabilità si abhiano per tma. esatta. appl icazione del metodo, sopratutto quando esso è e.'>eguito da infermieri, più o meno al corrente del giuoco respi ratorio. E sso viene combinato in genere al metodo Laborde. B) Metodo Laborde. - In questo metodo, metodo dello tntzioni ritmiche della lingua. il tempo vnspiratorio è otwnuto con la trazione della lingua fuori
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lU\'FTA DI TF.CN tC'A E SERYTZlO SA...'HTAlUO MILITARF.
dalla bocca, che ha per risultato l'apertura della t rachea. Il tempo upiratori{) è realizzato dal rientrare della lingua nella bocca; questa doppia manovra deve essere eseguita da 15 a 20 volt.e al minuto. Nella combinazione di qu esto metodo col metodo S~·lvester, occorre dunque che i due movimenti : elevazione d elle bJ·accia e t razione della lingua, siano fatti dai due salvatori in maniera sincrona. N e lla pratica corrente quest{) sincrouis.mo è di rado ottenuto o per lo meno continuato e in conseguenza gli effetti ottenuti fìJ1iscono per annullat·si reciprocamente. Per di più, questo metodo presenta altri inc01wenienti no11 compensati dalla sua reale eHkacia. Anzitutto, la presa della li ngua è talvolta poco faci le: l'apertura della b occa egualmente ; è faci le ferire la li11gua ed infine, como col metodo di Sylvester, si hanno anche con questo metodo ~li svantaggi derivanti dalla impossibilità. di sbamzzarsi delle secrezioni e del vomito del paziente. Tali motivi hanuo indotto le autorità mediche, civili e militari, ad abban.donare defiJIÌt.ivamente questi due metodi in I nghiltoua e negli Stati l ;tùti, per adottare ullìcialment.o il metodo di Scha.efer. C) Metodo di Schaefer. - Questo metodo, ha il doppio vantaggio di essere meno faticoso di quello di Sylvester e più etlic.ace cii quello di Laborde. In esso il pazient.e, anzichè sul dorso, Yicne disteso sul ventre e per tale fatto il vomito o anche più semplicement.e la lingua non rappresentano più un ost·acolo alla ventilazione polmonare. · L 'applicazione del metodo comporta le seg-uenti operazioni (vedi fig. l): l 0 ùo llocar e l'asfissia to sul ventre, con la t esta ,-oltata ~<nl fianco ; zo Inginocchiarsi a cavalcioni su di lui, all'altezza d ello anche, di fronte alla di lui t~st-a ; 3° Posare le mani a piatto all'alt-ezza della base del torace, con le braccia sempre distese; 40 Premere a llora For temente sulla base d e l t orace, por tando tutto il poso d el proprio corpo in a,·ant.i. conservando sempre le proprie braccia in distensione perfetta.; 5° Rimanere iu tale posizione due secondi, cioè il tempo di contare l, 2, 3; 6o Cessare la pressione raddrizzando il tronco indietro, ma conservando il contatt<> delle mani s ul dorso del paziente; 7° Attendere circa due secondi e ricomirlciare il movimento. Il principio del metodo è qnello di r endere passivo il tempo inspimtorio r ealizzato Fi~. l • appena term.u1ata la compressione, in forza ddl 'ela~ti~.:ità delle coste e degli organi addomina li. Un'wtica ohbiezione può ancora farsi a questo metodo, tuttavia semplice, molto Facile a comprender~i e ad effettuars i : e cioè che esso esige, p erchè possa eJ=<!'lere continuato per tutto il t ernpo necessario. ml diflpendio di fa.t.ica considerevole. Questo elemento fatica, d'a ltronde minore di quello che non comporti il metodo 8,dvostcr, viene soppresso o almeno ridotto al minuno mediante l'apparecchio Pani s. Apparecchio Pani.s (R. A. P. ). - L'apparecchio desig-nato dal suo inYentore col nome eli apparecchio R. A. P . venne pre<>entato all'Accademia di medicina di P arigi nella seduta del 1° magg io 1 9~3. Es:>o comprende : 1o Un supporto metallico des tinato a ricevere la parte anteriot·e della gl\hbia torac ica. Due porta-spalle mol>ili che seguono l'obli'1uiti\. d ella porzione claYicola re della c intura scapola re; 2o 1: n giuoeo di leYe con le quali si effettuano i movimenti. La mossa in opera dell'apparecchio è semplicisHima e non può prestaNii ad a lcun errore . Le
Rf\"ISTA DI TECNIC:A E SE K VJZIO S AN JTAIUO )llLITAJU:
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parole : "à plat ventre », scritte sul supporto indicano chiaramente il decubito ventrale. ll posto esatto d el pa.ziente è nettamente precisato daUa concavità d el portaspalle. Messo a posto il paziente, basta fissare una cinghia, la. di cui posizione è regolata in maniera da sopprimere ogni rischio di lesione viscerale od ossea. Ciò fatto, il giuoco di leve, mediante tm movimento dall'alt.o in bas.-:;o permette di comprimere progressivamente il torace sul suo s upporto. Questa è lu. ja.se rlelù.~ espirazione. La stessa leva, risalendo sotto lo sforzo delle due molle e della elasticità. toracica, eleva le spalle e respinge in !\tori e un po' indietro. N e consegue un'inB]>iraztone (vedi fig. 2}. I due movimenti, alternativamente combinat i, vengono effettuati con grande dolcezza, e, ripetuti da 15 a 20 volte al minuto, realizzano un'inspirazione artificiale di notevole !\mpiezza. La semplicità del funzionamento dell'apparecchio è tale da mettere il metodo alla portata di tutti, rendendo !'~tomo anche meno esercitato un salvat.ore utile, poichè sopprime, nella prat ica d ella. respirazione artifi. • ciale, quegli elementi d el fattore umano rappresentat i dalla incompetenza e dalla fatica. Su 28 casi di asfto;sia. di diversa natura, tale metodo ha permesso di riportare in v ita. 20 individui in s tato di morte apparente per arresto di respirazione, rLo;; ultato non registrato con alcun altro metodo. n metodo di Schaefer, dunque, realizzato mec· canicamente mediante l'apFig. 2 parecchio P anis, è attualmente il solo metodo di re· spirazione artificiale che dovrebbe essere applicato. L'intervento d el m edico, ridotto a questa manovra, sarebbe nondimeno incompleto, se non vi s i aggiun· gesse l'impiego delle inalazioni di ossigeno.
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II -
Inalazioni di ossigeno.
L'associazione di que.-:;to metodo è utile in Lutti i casi di asfll:!l;ia per arresto della respirazione nei quali si ha anosiemia. più o m eno marcata.. Spes.-:;o l'ammalato ha. raggiunto il limite d ella propria riserva di ossigeno (circa 1300 cc. d 'ossigeno) : occorre dunque un grande interesse a ventilare il polmone con ossigeno puro, e quanto maggiore sarà la quantità. d'ossigeno immesso nei polmoni nella. unità. di tempo, tanto più probabilità. si avranno di salvare l'ammalato. Nei casi poi di intossicazione per ossido di carbonio, l'inalazione di ossigeno avrà una funzione di primo ordine, mentre il metodo d ella. respirazione at•tificiale, applicato da solo, resterebbe senza. effetto. È nozione coiTente che soltanto l'ossigeno può riuscire a spostare l'ossido di carbonio dalla sua combinazione coi globuli rossi d el sangue, e ciò tanto più rapidamente quanto più è puro. Fino a quest i ultimi tempi il procedimento usualmente impiegato nella pratica corrente consisteva nel porre davanti alla bocca del paziente una boccaruola collegata ad un sacco o ad un comune inalatore di ossigeno. Questo metodo però non può dare, nè d à effettivamente che dei risultati negativi. Le ricerche di diversi autori, segnatamente quelle di Nicloux e Legendre, hanno dimostrato l'importanza che acquista la quantità di ossigeno disciolto nel s iero n elle anemie per perdita di sangue o per diluizione del siero (annegamento) e s opra.tutto per neutralizzazione d ell'emoglobina (ossido di carbonio}. Gli AA. citati concludono che per quanto concerne le inalazioni di ossigeno, il procedimento 4 -
GiOrnale eli nwlicina mil11are. - FMC- U.
J:iO c·Jn,.:-<ico. con:<i"ten t<' nell'u"o doli n bof'enruo ln collega t a ad un sncco d i 0"'-'>Ì)!éno, è dd tutt o indlieuc·o. L' asfi;;:<iuto de,·t• r<'spi ra r<' nn· ~thlu>>< f<'T'U ric·r·a d i O>'>'il-!t~no. donde la nec<'ssità di porro danwt i ai suoi ori tizi n •spimtorii una ma;;dtt•J·a du,·e il gas un·ivi larga· m e nf<'. poichè è- n cc·e:;:-;ario chf' l'a,.:fi,.sittto l'<'f;piri nw1 iin ltEtnto tm'utmosfera ric·<·a tli o~<:<igf'nO . ma :<opratutto un'atmo,.:f<'r·u in c·ni <(IIC:<to J!As :<ia quanto piu 1mro Jlvs.sibilf>. solto una tensione ;;ufli<·it'ntc e s<'nza JH('sc-nlar;;i con l' tu·iu am· bif'ntP. :\ l'i c·usi di n:<fis;;ia du o><:-;iclo di C'ftrhonio o d a pts illtnninante. necorre per di piì1 andul'f:' vdoeCJHl" nl c. I'<'Aiizzandu Tlt' l n tilli n HJ di teuq)() Wl'C/saiyr·maiolw inft'H-<fl (.> 1\(111 11111\ >;(' Jilpiic·c UC>J'A~.ion(> de J J>OiiiWII(', Sfl si \ 'IIOit.' C>\'ifl'll'(' O distnl(l· gerf' la contbinuzione <:l!ì:' a\·viem• fra emnglobina ed n,.:sido di CH J'boniu . Tutto questo "Jlie~n como si sin ><!ati porta t i t\ Jll'l'Oct·upiu·,.;i d t>lla t·ostruzione di numcro:<i tipi di lllHS(:it(' rO I'C'S)IÌI'Htlll'ir.. • AUuH IJH<:>ut o IH ntHl!!.(Ìor parto dPIIc industrie. fuhiH·i('itf' di gas, altiforni. j!rw.ogl'ni, ><turo l!lllnitt~ d t JllU>'t'h(·r~' fH'J' inalazioni d'osstl!~JH). Tra i vuri tipi costruiti mPritft mf'nzione il tipo 1\idoux e Lt>gf'nÙT'fl. aTna.-<(·hf'rO m<'l>tllico. che 1'1\Cc:hittde ::<nltanto il 11n"o e la l)(lt<:a la><ciandn sc·up<'rti gli oc-c·ltì (u til e J•er· la, os;;er'\' EI· ?.ione riPi r ifks:<i). e r·igicln. <· iò <'hf' ev ita l'ttppinttiTnflnto df•li>l ma::<drem ~otto jl pe.->o ddlu te><tll <JUAndo l'am111alato i' ('nric·utu sul vent r·e. Vif'ne Rpp lieata esatta· JuE'ntc sulltt pello de l viso p e1· 111<'1-ZO di llll orlo p• reu urati c:o (c-he ì.· ht>ne :<palnauo di , ·asPii uA ), e.vitnndo c-m~ì le p<'rdito di os.«il!eno o l'ai)Jt,;;.;;o eli aria non sO\Ta o;;:;igc•mlla. Es;;endo di piccoln I'Apat·itiL ne risu lh\ dw lo >'Jl >lzio ncl('ivo {> pr·atic·ame nte tra><etn·nhilc. Duo valvui(l c·i rt·ola ri in gorn11111 n•g<Jiano l'rtftiu,.;,;o e la sf ugg ita dei gru;; e"'-"'e son o <·ostruite in n1o d o clte il ii>J'O fHtiZiOJlllnlcnto r·t•sta os,<i<·ur·ato q n n lunq u('l :<i a In pc>,.:izionc df'l pozir'nf t• . l n ( :c·rmnnia e in ~vi7.ze ra viene adove· J•a.to trn appur·rcchin d C't t o • J>uliiiU·rJJlhmrur di Hriit·l·l'r ~, e ire ha una ~11per·io rit-à iudisc lltibile. Ai tli('IIO dal lato teor·ieu. :-<111 S('IIIJ>l ice innlalore. E>;.-;0 e co:stituito da ll.Jl ><i;;tema d i pompa eh e ><pin!!e l' O:<:<igc•no nel polmone. Aspirandolo in SI:\· gu ito. pN· cat·<"iarlo oll'c.-;!emo. l:f'J'JlUmcc·hio fun zilllra rncdi>111tc unrt mll:<<·lu>J'a N l rl'f('tt ua da solo la f'f'spirn:r. icme nrt.ifieiRit• e l'i nalAzione di os;;ig<'no: il torat·e dc•l H<>J.!~Wtto ,:;i »Oihn·a e si abhn,.;.~a alte,·nntinunentc· in ragione di 16 ,·oltc al minuto. Questo apparccl'h io. pcrfr~t.to in t eoria, è- di lltll~~<'l!.!!io ddiento <'d il ~110 funzionamento è ROj!gct t o ad arrest.i e ad ingrallnnwnti fa<"i li E' ltlllnerosi. Jn c.ondn:-:ione. :<i può ri tenere <"i re il Ht et<•do ~<·lruefel·. pffettt tato c011 l' appa· rocth io Pani:-;. co rnhi11 f\tO Alle inalazioni di ossi~eno m cdiantc rnuf<chent de l t ipo ~irloux. ;;ia il rniglior· tr:atta11wnto da nppli•·•trsi nd c•asi di a><fi_.;;,:; ia per arrc><t-o respi r·ut o ri o.
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Il J -
Mezzi di secondo ordine.
10 Inie7,ioni CN·ihlnti (rf.<>l'('. C'nfl'(' in n. st rk·ninA. c-un for-a. ecc. ) e <:'a rdiotonici (app<'na il paziente I'ÌII\·ie nc) ('affi·. gT·og. enn liHi i. ec·<·.;
2° ltt i<"z ioui ,;otto cutnnee di ossi!!eno. uwdi11nte uuo doi tanti appar'occhi c·ostnrit i al lo ;;eopo ; 30 lnì<':r.ioni enclnvi'II O>'<' di O>':< i~<·no. fE"ntate d tt :'1 1nrianL e \\'ardscff~ ne l 1!102 f' I!IO.'i. QuC>sto nwrudo ori!!inu lo :o<embra a prima vi;;ta ei:C'(\'<sivarneuto nrdilo: nnn SA J'Ph h<' p r rù irrnziu tmlr- :-;e :-;i ti<'TH' pr!'><l"ll f tl c l te. in base ad <'Sj)f'l'ienzo <'l'ii'E!llite :-;u Anirnnli. \'<'l llle At'C"ertato C"he l'os.-; igcno allo f'1Ato puro, deve Jl,;,'<a J-si totalnwrtlf• sul ;;nngw•. Ad ogni modo i tiu(' A:-\. lr>l!liiO im pil'.! !llto il met·od o in due casi di a_.;;fi~~ia in ll() lllini e prd f'JI(Iorw di IIYC'r ot l<•m tf i d <'i buoni ri s ultati. :-il'rnn rlo 1.di A.A .. :<flrf' hbf' nN'I'>'-"Ill'in l' imj)i<')!O di un O>'>'itn•no puri:<"imo, cerenndo di init' l t are il gu:< k•ntnnwntc C'd il piì1 l<mtnnu po.-::-;iu ilo dnl cuoT·e : 4° Tr·nr·hPo-li"tnl izza7.itlllll p,.rrnancnto e tempOl'llllCa. Con!'li:;te nell'introduzione d irf'! la ncllrt tradrt•n di'l gus ossigeno p 1'11\'CII i<:n te da llll ()un lunq 110 inalatore ;
IUVIST.,\ l>I Tl!:CNrt'A E S.F;RVIZIO SA ~ ITAltiO .\lli.IT.\ Rl-:
lf>L
.'i 0 Elett!'iz?:azione dello s pinale allo ::;copo di provocare il funzionamento
del diaframma e il l'isveglio d e l ritmo car'Cliaco e d e lle ::me contmt.t ilitk; 6° Iniezione int.racardia<'a di ad•·enalina. i
rv - Costituzione di un posto di pronto soccorso per asfissiati. t
E"po;;ti i metodi principali di intervento in ca ...;i di n,.;liss ia. resta da f'saminttre com e possa essere compre.<;a la costituzione e il funzionamento di un po,;to di soccOl'SO per as ti,;;< iati. La prima condizione d e l ti·ottnmen to cont.ro i ~>lsi di asfì.s.<>ia è la rapiditù. del ~uo impiego. Occorre quindi : l <> Organizzazione metodica d ell ' in::;i.en•e dei mezzi da m ettere in o pera : 2° lo'ac ilità. di mobilizzazione dei mez7.i ste~si.
1.:'11 posto di soccorso che ri~ponda ai re.(luisiti ,·oluti d ov rcb ho compre nd ere : 1° Un apparecchio modello Pani,:; p er realizzare me<'canicam ento il metodo Schaefer; 2° 1: n inalatore di os.«igen o ; 30 Un apparecchio per ~1i ezioui ~ottocutanf'e d 'o;:;sigc no ; 4° Una r iser·va di bombe d'ossige no ; !)0 Una cassett.a di medic inali. Tutto que~to materiale è poco in~ombrante e può Facilmente e::;:sere in.stallato in una ambulanza, facendon& parte integrante co;;ì come le bare llo, e non dovrebbe mai essere tOlto. Il p osto di soccorso mobile per· a.-<f'issiati l- così realizzato in maniera semplice ed è prc,mto a partire alla prima chiamu.ta senza perdit.a di t-empo, ciò che ò d i importanza capitale . ·
Il ~uo funzionamento è rapidamente as:;ictu·ato appena giunto' sul p o,;t o . 1° Il primo t.empo co ns is te nella messa a posto d ell'apparecchio Parl is . Ciò futto, il medico ne confida il maneggio ad cm aiuto, regolo.nclone il r·it,mo. X el tempo ste;;.'>o un infermiere estrae l' inalo.tot·e e ne verifica le s ingole parti; 2° ~"enza. interrompere il ritmo della re;;pirazione artifì<'iale, viene applicata la maschera e regolato l'affln,:;so d e ll'ossigeno; ao Effettuat.i questi dtle tempi principali. il medico procede a lle altre ll\a· UOvl'e: iniezioni eccitanti ed iniezione ;;ot.tocutanea di cc. 500 di O!!Sigeno; 4° Quando il paziente riaeq11ista la. respir·azione ~<pontanea, vengono .;ospeso le manovre di re:;pirazione artificiale salvo a riprenderle. se la respirazione spoutanea sembri superficialc, penosa. aritmica .
. Il tempo d 'applicazione dei m ezzi di lot,ta contro oscrlla praticamente fra le 2 e le 3 ore.
l'asfìssia è vnrinbile e
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA e 811L.. n :. - 1\'u01·e t·ù•crrhe .~uua 1/lf /flria in f ll!J!tiltcrm. (Bolk•ttino <.Iella ::iocietà ùf'll e );'azio ni, 11 . Il. l ~i2t; ) .
JA:III::S
<:li A . h a n11o !'j)f'riml·nt!ltn con :?!ì:ln llllof~·li Jn»c·u lipcm11i e !>ono riusciti a inf<'ttilt'ttC :>:10 faceuclo hm• sw·cilitue il :<B ttg tH: di in• li,·idui ma la rici in corso ù i pi R!<I1lOdi elllia. C'on qnest i h:11lii O provoento la, JtUtlnria in l 09 inclidclui malat·i d i pumli;;i prOJ.!.Te;;sint, a l<('Up o tli e t tra. f'cl hullll O c:osì potuto roustuta1·e c he g h anofeli sono più t <•si:;tt'nti al fn•c l.lo e iiP a l ctl lcin. l n foti i. ;;e f! li i11set ti , ·oni,·ano Jttant E'It llt i costa ntemente a Z.to, la. m•·tà d i (•:-;><i m o t·i,•a d u p(l p oel ti giorni ; a 220 lu m o rtalità em 1ninure, 11tH om mult() più difli eil~: otten e re e-ile :;i infctta&<;ero. l!.Ia ntf'nut i a :l(;O in\'e<'e n to l'Ì\'Ri ll> CJU Ro; i tu i ti. J•I'ÌJ)Ut c•hf' lf' l!h iAndol<' .;ali vali contenesl'l'l'O f!li sporozoiti . c·iuè prium t'h P )!l i in~l'tti di,·Pntn;;..-pt·o C"apn.ci d'infettare . A l contnll'io. tt. t.eml>('l'Ullll't' IJII.<>'\c', 1ht ~o H :;o. gli >lllllf<'li >'U)li'!IYVÌ\' ('\'Hno per dieci
settimane, con><CJ'\'tiiHin,;i infc,tt h·i. tJu(',;ti d n t i !<t·n ·ono a. " l >i Pgnre la r elat.iva rarità, c()n t:u i s i hanno tlci cu.-;i d'illl\vLiom' nu onl nll'llc'm<' c!Pi c·alo ri csti,·i, e la l'Ct'l'lH[(';;('C'I IZt\ rf p j c·a;;i n e lla prill\8 \' CI'H. (: li A.A. hanno '''whf' c·<>ll"rt1h1to d1e d q!l i iaHli , ·idni in c<>rso di malaria ac11tf\, ben poehi ris ultru ao infdlati J H'I' gl i an~• f<'l i : i ca,;i . .n<'i qua li ba:iltavt\ Wl pa~t.o di ;;un g u e pe1· infect ft ri' gl i ins•' 11 i, :-;onl) >"tn t i nu·k~imi, c in multi ca-;i neppure co n pA!<t i r ipd u t i nn·i(• Yoltt~ ,:i (• I'H!!~i un t o lo ,:;co p o . l't-n·iù ,·en gor.to alla c·onc)u,.,iotw d a<' ch·~ li tìnofd i ::msc·c·ttibili di di'·" nt art• v c i<,oli dc•l l' infe.-.ion e, solo il c inq uE' p <'r f'Cnt o lo di\'l•ntn prim!l l > poi. f' c·ho f<O I t n qtu•:-;tt) punt-o di vista, n tolt.i pron·cdiml'llti mlottali pt'r la prolil!lo;."i n ntin ta la 1·ica risultano inefficaci. Qunnt o al!n così d etta inummi tit nl l'i noc n lnzione. e h ~· ""'i:.;t.-robhe in alcuni indiYitlui . .lunH•s e ~h ute hn.m•o c·on!;tatnto chE' ;;i t 1·nttn il più c;p esso l<O ltP.nto Ji un ~;turu<•ntu d1•lla n·s is t t'IW.fl. <·he pt·r di più no11 d i rodo <;i climv'<tra temporaneo e • R>:SHi prohab ilna ('lltP. 110 11 6 il'l:!tll<• al!n pr<•senzn di tmt icor p i n ul c;n.nJ..'\Ie, ma s. liHidirìc-azio ni de l s u o ;;tato c himic·o c d\'l la c m s i (.,,·ad o eli alca linità, ccm teuuto in le<.:itine). :-;e rnhra du11qul\ cl •e >11H'h!l in qnE'><ta infPzio11e. C'llllle n e ll e inft>1.io ni hattericho, i l teneno i ru li,·idunlc uhhi n. un ' iu apor·tttn7.a ana gl!'iW'o di qu a nto 11 0 11 s i s ia ri tenuto p c·r il passnto.
'J'lmt·. - f ll i OI;,.;ic;a:.i.v n·i dn !1"·9 d·i .9caJlJYI III!' IIIO 111 i motori" .w·ot'l;io. (.\[P< liz illisc h e l\ linik \\'oe hlm::whrift.). n . ::o. l !l Ili). L 'A. riferi,:;ce il c·asn eli •nw (· itauff<W I' t rtl\'nto lllOI'tO in un 1-!tll'n~c c hiuso, in c ni C'gli i\\'Cn\ p<'J'IIOI ta i o . t' ""''t' Q \ 'l'\ ' il l nsc·in to fuuz ionill't' )1<"1' Llll <·er t<l tempo il motore in fo lle, t~ll o RC'opo di risr-Aido t'<' l'nnthil'nt<>. I l r <)pert o tli aut.op.~ ia proyò in lllodo ;;icuro ( p o,.;iti,·ità drlla riC'eren ('himieo e "l 'l't! r·osropi<·a d oll'ossi(lO di carbon io, presC'Hza di saHgu c• fluido~· d i c•olur m,.;.«o <·il if'giu) d to si tratta,·a di una in to:<sic•azione dn O>'l<i<Lo d i Nt rh onio . L'A . ÌllY OCU. wa a di,;/J<';; izivnc l<'gisltl!inl JI('I' cu i tutti l!li intt'rcssnti ,·engnuo nv,·crti t i del g rave pNico o in rui essi inc·orronu, lttl'l'iaudo fum:i.o nare i motori a sc·opp io in uanhi<'nti chiu;:;i.
o - I-:1',,\NS c• POTI'". !Ji,, ·fm::ione d,,; f)II?'CJ><8ili . .«p•••·irtlmm/t! di'Ile rimiri, oil·d-iu'lltr: {w;ido cianidrico. (H t tUctin J H:-;titut l'l1HCt n·, T. XX l\'. n . 11, 192G).
N'F:\I'"<TK~
E~peric n ze di disinfcst<'zionc. e,;cg11itc n Li,·cq 1ool. <·on l'n<:id o c ia 11irlrico otto· nulo per r <"a?. io n e d ell'acid o ~ol fnri<'o s ul ria nlll'O di pntn~::<io. hn11110 lornito i sc~:.•ucnti ri~;uJta ti : L e opl"razioni vemaero e,;c!!nit e a , ·olte ,;u n a d , ~~ volte in uu ambiente di crn. l 00 x UU x fiU. I paras:::iti da di~;truggore (t·imif' i, pido('t·hi, pu ki elci topi ecc.)
• RI\"JSTA DELDA S'I.AJIIPA .MJ::DH' A ll'ALLUIA E
15:!
Sl'RANIElU
enmu collocati in piccoli tecipienti: tubi di vetro, ~watolctto, sacchetti di garzo, ecc. Questf' esperienze :;ono st.ate ripetutc> sulle navi medianto la polvcrizzaziouc di acido cianidrico liquido . :Si è: votuto dimostrare che : una concentrazionn del 0.3 % di ~a,; è sufTìcicntc per tJ(·cidere tutte le cimici, ·purchè l'azione venl!a prolungata vor 3 oro. L e <:imici anuidntc. nelle screpolature dei 1nuri o ne lle fcndit.nre do! leg name po;;sono però resisti' re. l fna concentrazione del 0,2 %. che ngi:<ca ]1Cl' più cU 3 orA, non è sulfi riente pPr ut·c·idere tutte le cimici, and10 so non :<iano nas~:o:ste. l.e uo"a delle cimici uonot1rono lilla resistenza maggiore •legli adulti ~tll'a7.ion c dell'acido cianidrico. T pi· docclii del capo e quelli elci ve;;titi, come pw·e lo loro lrndini, vengono uc(·i l! i dal 11.3 0 di !!AS. c·on l OL'a di nzione. 'Cna •·oncent rnzi ot tc d t> l (),2 °~ non t- suflieicnto. nncho ,;.e agisca per 3 ore. 14e pulci. adulti o larve . v engono ucci,;o ><icw·•.n ucnte dal 0.2 ° 10 di gm~, che agise~t }JN' :l ore. I topi vem;ono uc<·i,;i u(•lle stesse cond iz ioni.
' l
°
COSTA.
J.n·sw~. YauCEJ• .E D10T.
'Vaccinozione locale 111Niiaute gr•lo-raccini. (Pn•:-:s(• mé·
\licille, n. 41, 1926). Put·tenclo tlHil'os><ervazinnc dw i hro<lo-vac<'ini di 13!'>il'P< Lkn. conSt·n·nno, d\l ptl liltrazione su can!lcla, ltt loro ntt.ivit1\ vaccituilc o clw questi nwzzi lir[l tidi ,·acçinnti restano C'npaci tli co11Jerire l' immnnità lot·>Jle, ~li AA. si sono <luman· ùll!i se i materiali provenienti da, tma cultura micr(lhica ncn potrobl1et•o c><sar e utilizznt i co me i precNlenti. in appliCfll', ionc locnlr, come m edicaz ione spn·ili.ca: e l'e:< J't•rienza. ha ri:-:posto all1\ l01·o ntf.o:<a. · E s--i uti lizzono qnelln purte delle culture l"U nt e:t.zi ~ol i di al l'ng<H, cltf' "i con · sidem come rifiuto tlopo lo rnt:colt.n dei vaccini m icTubici onlinari. È un :.<do-vacciuo, ,·ero te:-;sut.o colloidal<·. che impt·i)!iOTHl •tt•llf' ~uo rn11glio un liquido int!!rsti· zinl<' ntccint~to, tli impiesro st•mplicis.-.imo. Ha::;ta infntti Jom lcre a IJa!!nomnri tt que~to nuar vacciuatv e ver;;udo :su una compa·t•ssn di uar:tu ehc s i applica sulla. •a rl f' nuomalata. Tutt i i )!ermi !lCilt' ~<uppuraziou i cutant'O·muc'o~"O sono swwetti Jili <li lornirc la loro pruptiu medi cnzione immuni:t.'ZIInte. Si po,.;sono così fnbbri· carA degli nutovelo-vaccini e d Pgli ;.;toclqzelo-vRce in i. che s r 110 b! no tul l€'mti e portano rlllpidamonte la J.tlluri:--i<llle. P Ms('no cosi esflere t.rattate lo staliloeoccie (fr.nmeoli, 11scessi, follicoliti ), J~, :streptococcie (im peti!.?,o, ectyma) e le utceJ i faé'ro<lPniche (gelovuccini p•·cpilt'llti coi )!Crmi dt· l l<~ inff'zioni sccon(l!ll'ic).
l
Co'>TA.
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l
Dilatazione aculct BfJen'm.enta l!~ del cuoro. (Klinisc·h<' \\'o· chen,:;chrih), n. 27, 1926.
l•
11 !!r·udo di .-ousibilità, che i diversi organi pus><i~•lonu ris petto nlltl dimi.nu · ziune dell' apporto d 'ot;si!:;fnO, ha UtJa grande importan:t.a in patolmtia. E l"><O èo staro ,;tudiat<J r econten1ente con inl.{ej:!no>~i esp>}J'imonti por ciò d1o riguanla il cunrf', 1la LoPwy e )!n~·er. Qu<'st i A-..\. hanno t'nt.to J'C>~pirar<' •.lell'nzoto e hanno constatato che in tnl ca,.;o s i iurmn n!>sai rapidmn ente una dilatazione· dol ('UOre : f!iit. dopo trE> minuti s i riscontra il ç:uot<' di lntato spcc·iHhn<·nto a live llo dell'arteria polmonare, talora anche del \"elltricolo si11 is tr<>, as:-mi più di !'ado anche a liwllo <!PI vcntricolo del't.rv. )\otisi che la compar,;a del f! JH>JIIe no Yeniva affrettata se si facevnuo praticure n\ sn~uwtto dd movimenti mu:scolnri (es!'n·izi l.(inna,;tici). Cii AA. ne <lcducoHo che llll cuore t la.nnf'J!I! into da Ila mancan:t.u di o:-::siçc no p o•-• l<' di resistenza rispetto nlla pres~ione él•e >lei~ce all'intorno dello ~ue cavith. Varie fnrtne eli di· latazinnc f'anliaca, che s i ri lcv11no ne ll n p11tologia, !tvl'ebb<'t'o appunto preval<'uterneu té questa ori)!ine ; una delle principali fra e;;;;o è la d i IMHziono can liac1\ cronicn, che accompagna non di rado le anemio ~rnvi : (' il detto fat.tort' concolTe nd accentuare la dilatazione che si ri:;conf.ra quo:;i !'o:<hmtt'mf'ntn nei v izi cnrdiuci gitmti nllo statlic• dello S<'OHIJ><'ll!·O JLran•.
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LOE\\' Y 1-: )L\YER. -
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Bai processi rerblli pervenuti alla Direzione teatrale di suilà milit111 ••l 1" al 31 geauio 1921). ('apitano medit!O Gu•: I,JI·:L~Io ;;\JNIIH LI>I - .'-iull'itlfcn·t•lt /o cl.intryù·o ltei
ROMA -
casi di perjorm:;io11e. illtPflti nalr cll.l. i leo·t iju.
F:sposta la storia (•lini <'a e l'interv<>nto ope•·nti\·o in un ca•o di perfora:tione in testinale t..f ic:a. l'O. tr uttn de i fattori c he h tLlll\0 maggiore influenzA. snlla. pro!o'n osi di q ue1;ti int.er·venti ( precoe:it.à dell'atto operativo. stuto p;enerale dell'infermo ). De'le:rive qui:1di la ~< intomntolo_g ia su lla quale ~<i bru a la diag nos i d i p et·fo razione intestinale. e. colla .scorta d i dttli stat i,t,i<.: i, dimostra In ne<:cssit.à d olla. cm·a chirurgica. illustrando infine i ,·ari procef'si opcmtivi. SAVH:I, IANO. - Capitano mt>dic·o o~;MWI'HIO ZONA. f)l'fffl in(IU(!/1;;(/ ed flll il'i/(1 dei raggi 1dlra-1·ioletti sullo sl'iluppn dPl pl"·•mt!rlium ~~<•lla in/<'ZÙJIH! mnlm·ira.
L'O. dimo><tra. c'ome l'azionP d e i rùggi ult rtt-vio lett i po:-:,;a. in via sperimt>ntale. provocare tant,o l'acce:;.o;o mtl lnrif'O in poc ho or·e in wr <'aso di infezione acuta. quanto ri,:;vogliare I'Mt iv itil. dd p la.'<~t~ Od ium .st l's;.;o in <>a'~Ì d i infezion i malariche c-roniche. Espone quindi le nrwmc ig ioni co-pmfìlntt.ie:he su l trattamento dei ma larici. rile,·a11do l'opportunit.il. de l Iom :;nggiomo in ('limi montan i. a prt'fe renza d e lla pianura e della >;pin~gia. ~.\ VWUA NO. -
Rottot<·nPnto l{r('CA no o f{Jw,, El. LI. m entl i re11ali.
Ati ir ità ormonim dr i glo -
L 'O. ùopo qua lche IJ•·ove cenno sul quadro clinico d E'ter mina to dnll'Lu·emiù in rapport{) a lle tt.ltentzion i unatomo-patc>loj:richo rena li concomitanti, richianm l'attenzione s ulle oligurie e, spe.~so. complete anurie pr.ovot"'.ate rla a ,·velenamt"':n.to mercu•·iale, le qun.li pos,;ono sussiste•·o pe r parecchi gion1i senza d.ar luogo ~\ sintomo alcuno d'UJ·orn ia. F n. notare como in ta li casi il ren e p resenti gra ,·is:>irne a lterazioni d.ella s ua par·t.e tuhulare con intcg r•ità rtuns i assoluta rtei glomeruli ed esprime l'opinione eli u:n.n ozion e ot·monica eli questi n~ente in modo non a n cora be-n ch iarit-o (forse stimolante rlr•gli altri orl!llni em untori). Raccoma nda infine la mo.ssima cura. e avyeùutozz.a. n ei procedim~nti e~trattivi dei succhi, ritenendo da rloversi attribuire nll ' impC'rfez.ioue di que.-;ti i !;uccessi poco inco· raggi an t i delle esp eri enze pnil~tl t e. TORINO.
-
T ene nte colonnell(r meclieu <:tn. LO :\L\><><J>RANO. ~ U n CliM rli rvreo
minor in cor.~o eli reumatismo orticolore a<·uto.
L'O., riferita lu stot·it\ co lini<>a. di nn militnro r·he ha prC><e ntn.to la compli('anza çlella co rea d el ~ydenha111 nella Nmvnl('SC<'nza di una forma no11 grave di reumt\tismo art,icolare ac uto. illu;<t.ra l'ot io lo).!ia della cot·ea inf~tt.i va in rapporto f'pecial· m ente ~~Ile infPz ioni l'Nimatic· ho. fnc·e:ndo rilt•va•·e l'intima I'C'Iazione e:-:istPnte frA. di cs»e. t-ii b·nttiene qu indi :-;u l dr<'cm;u . .sull t1 pntogonrlSi e :;ulla anatomia palulo)!iea rlell'affeziono ipcrcinetica. vnrlando c1uiml i d<'l la. te1·apin ;;ecomlo le piì1 moderne ,·edute e della diagno.;i. tlifferen7.ia lc non gli altri p rucc...;;:;i rnor·bosi a ,·enti in comune colla corea mi11or 11\anif(•s.to alte:·•~ziun i di moto. TORINO. - Capita.ll') med ico scellare .~ttperiore sin i8tro.
C u wo COJ.O)IHAR.A. -
o.~tc• ile
fiiii'OCk'ltÌf;(l, del
IIICI·
L'O. pre~ent.n un caso di <>st.eita fibro<'i st iea <le-l ma•.;C'ellare :<uperiore ~;ini:<tro con r·iHnntimentu d el :<<mu da tòtcrotopia d Hutarin, n~rifiettlosi in un :>oldato inYiflto
NE<; r!QLO<:lO
155
all"o,.,vedale per cura orlontoiatrica. Dopo aveme deRcritte le a lte razioni obbiettivf', l'O . passa in rassegna le cause detenninanti la ritenzionc. cui è legata la patogene:;i deH'infennit{t riscontrat-a, ed infine Ri trattiene !>UIIa tf'rapia, che (, strettamente chirurgica. Tom~o.
- Capitano medico 1<;:->Rrco L Oli BARDO . - L e emoglobinurù•. L'O., classificate le emoglobinuria in paros.-;istiche, sintomatiche e cripto~cnet iche e <lescrit-te, per ciascuna forma, lo ctlratteri,;tiche s intomatiche ed i n tri esami di laboratorio atti a d ifferenziarle l'una dall'altra, t ratta delle , ·arie teorie, soffermando!>i, in partir·olare modo, sull'int-erpretazione d !ll fcnomf'no enwglobinurico dato dal 2\fic;heli e dal \Vidal, <:he ritengono tratta r:;i di <:risi anrianafìlatt.ica. o di cri i'i c·olloidocla!';ica. Differenzia quincli dal campo delle emoglobinurie, l'itte ro emolitico, entità !llorbo,;a a sè, dovuta a disfunzione costituzionale della m.ilza e dell'apparato rNiC'olo-endotcliale, ed illustra infme la terapia di ciascuna fomut <li emoglob inul'ia, <:hP s i deve fondare per ciascuna Stt di tlll t r ipli<·e ordine di idee : anticausalc, antianafilattica, antiemoliti<'a. Ton1~o. -
?IYaj!gioro mediC'fl !-:iTF:~'ANO P~~!!RlEn. - Jlr:todi di csplora::ionr dclsimprtliro culanl'o. ' PremMSo <'hO i metodi di e:<plorn:r.iono d<:'l ;ònpatif·o vi:;ceralc sono ancora iroppn infidi, l'O. tratta dei vni'Ì metodi di cspluraziono d e l ~imputic·o cutaneo, che per la l<emplicit.h dei m ezzi po:<sono fornire al medico 11ratico prcsidì diagnostici di non secondaria importanza. .-\c<'ermato aUa funzione del ììimpat ico cut-aneo. illustra tutti i rnotodi di es)JIOrazione clelia. funzione vaso-motoria <Iella pelle e s i :o:offermn specialmente sulle ,·arie fm·me derrnografìche, illu:;t.rando lo varie rfwzioni su ammalati c he presenta. (;r·ando ,·alore l'O. assegna alle P-i'plonw.ioni della funzione !<Udot·ale e alla possihiJitit
della e"istenza. ac:canto all(l fibre cccito-sudatrici. di fibre Jreno-sudAtrici. Dopo ~ver pru·lato del rifler;so pilornotore (i llustr·ato recentemente in Francia dal Tbomas}, l O. accenna infine a lla possib"ilità delta pre:-;errza di fibre inibitorie o antagoniste dC"gli crectores pilorum, che egli potè c linicarnente sospettare in Wl pRzie.u te.
NECROLOGIO Dott. Cav. SILYIO CAMETTI tenente generale medico a riposo.
Con la rnor te del t.enente generale medico Srr,vro CA METTI, spento,, i il !l di·
<·eu~br~ scorso in Milano, a 73 anni, ò scomparsa un'altra fu!:ut·a di quei med ici
mtlltan, ?he,_ dotati di elevat,i sentimenti militari e di rara modestia, !';epporo t.ra· ~correre m silenzio tutta la lunga carriera, senza a ltra ambizione che di comp iorG e~empl_arrne~te e scrupolosamente, con costante imparzia lit.à, il p1-oprio dov<' re. L'mtegrttà adamant-ina d el suo carattere, austero e inflessibile, la rettitudine tlella sua. COl"cienz<:~o, l'instan cabile attivit.à. e l'indiscul:sa c apacità pl·ofe::;:<ionale, e~phcatas1 specialmente nel campo chirurgico, furono le qualità eu:inenti che nl~ùser? nel suo lungo ed inint.errotto servizio, d a ll' inizio della carri('ra, nella ep•dcmu~ colerica del 1884. in cui la sua o~em piena di abnegazione fu ricom· po~ata o_on la m edaglia di bronzo ai henemeriti delia saluto pul>blica. fino aJio canche_d• dtret.toro degli ospedali militari di Ravenna, Alo~l'andria e Milano, e ~•cce:<.<lr~ament e di direttore di sanità del IV Corpo d'armata e d e l Corpo di ?Ccupa~rone d ella Tripolitania, ove le ener~iche e opportune d ispo:::izioni da lui unparttte valsero ben presto a reprimere il diflondersi di una epide111ia. p es tosa .
l,j(j
XOTIZ11·;
Ed anche dur·ant o l' ultint>J. ;::;unrTn, C!' lftl ~ d ir rt tor<' eli sanità. d ella. V armata o <lei Corpi a. di:< posizion~ fl quin li <i l•i Corpi d i armata. territoriali di Gen ova> P alorrno o Bolo~ na., soppe dimo'ltn\re le sne prcc huu d oti eli o rganizzatorE'. l.a. m ecla'{lia ma.· u·i~. il\na, c.· ha ~l i venne con ePSS:l. n•cPn tcmen te, fu p erciò d egn a r ic ompons \ di una ear r·if'n\ t ult a impron tata al!a. piìr rigida d isciplina d<>l doveJ·e. Il Gionw/1• rii mr.dicin"t m ilit-tr t>, nell'in tcll'prfl!AU'O i snn.t ir n ent.i d e lla fsmiglia .-a.nit.nria., im·in nl ln clc-<olata c·on·m r·to lo piìr se ntito e profnnrlo e<>ndogliam:.c.
NOTIZIE Per gli orfani dei medici morti in guerra. Ne ll' ultima 11erluta f[e l Comitato p er I'M.-:is t cnza deJ,:!li o rfani dei rnerliei morti in guc na. t.f'nu tw;i sotto la presi<lPnza del t onc nt e gonl•m lo m odi co F . d e lln V a llo, c he d opo un no bile <'d e levat o discorso. fn ri confermnto all'unanimi ti! nel In carica, il !':C!!retari o capitano uwdit:o F. Tiocchotti e;;;po!<fl In relazio ne fman z.ia1·ia rloll 'anno Hl:liJ· 26. d a lla qua In ri><trlta un lttt ivo di L. 27. 7(il. 40, c he . aggi nrlt O a lle qu.ote da versars i da~l i Ordini d ei m e>cl iC' i t>d nllo !'lot t o>~c rizi ono v o lontRtria g iò. aperta. ll!\nr)() un pr(• ve ntivo disp c>nibile di oltre s :~ mila lire . Tu tt.i g li o r[an i a":=:istiti h >ll l l1(1 supflt'Hto g li P.M\mi di J)f'omozion o nlla cla..,,.e ::.tH'· ces~ ivn. Ol tre .ai 4 orfani d w u;;;n fr·ui::;C"ono df'l po!"to gmtuito pres.-;o il colte!!!io di P erugia. sono st.at e concnsso u. iii> 01·fnni borse eli s tudio da L. 1000. J ;)(IO. e 2000. che ('Ont inuemnno a godere lino u l PO!lilf'J?Ilimf'nt-o d Pl titolo di studio su· p e riorr ll Oirmwlr. di medicina milit<1rr rinr1 0\'t~ ngli nbbnnat i e<l ni l ettor i il pitl ('aldo nppc llo p er que!':to. gara brnf'fir.a. ,-.olloc'it ttnrlo il ve r.-<amento di ;;;ole d 11e lire nnnne fu1o al 1!)42, oppt11·e d i Lir·e 41) p or 1111 a v ultn tant.o,nlla !':oJ.!t'et.t'ria <1<'1 C"omi tnto in Anzio (Rom a). Conferenze scientifiche presso la Scuola di sanità militare. Anch e qucst,'nnno. p er ini~.i nt iva d el colon n!'llo m edi co dircttoro prof. G. r. r i. xoni. suri\ tenuto pres:<o la. ~r·uoln di "'l\nitt\ mil it-tLr<> \Il\ c iclo di confe.renze sci ~;>n t.ifi<·he da proft•>;.-;ori lmi von;itnr·i d oll n fnc·o ltA m t:'di r.o·dtirm!!ich e d el Rf',!.!nO p er l'in r rom<'nto dP IIn. coltu r·a prof(';o;::;ionnk• tkd i um r·ia li m ed ici allie ,·i e d e i medit·i 1nilitari d el Pr·<'s id io, ull e quali è stnht in vitata ad a..-;sist f're anello la cln!<.<;e n~e · di ct~ lìo rcnt inH. l:in nl'!! ' " ·nz.ione d i qu~to secondo cic·lo di confere nze !'hbc luogo il 20 dicez rl· br('l sf'o r,;o. con 111ra m ag nifi t·a rlis,;er'ttt'l.i<HI O del prof. E . Ltrgaro. presnntato brillantorrwnt.e d a l colonn ello m ('(lico (:rixoui. «sulla profilassi della end emia. go'l.zO· t:rdin ica ~. acl'o l ta allu fin e da ,.i,·iss irni applausi. Diamo l'lo'lPnco d f)!!li a ltri Jll'ofesso ri che httuno ad eri to gentilmente a ll' im·ito eli svol1!ere conferc>nze : .Proi. A. ArutoluC'ci : Adenoùli.~mo e rtlttlrtttie oculari. P l'O f. B. B ort.a.relli : Pro/ifa.q.çi <llltiluet i ca. Prof. E. Cen tanni: A pplicaz ioni affa. bi-ologi~L rll'lla e11ergicL 1ntraatomica. Pro f. C. C:oro n t>di: I foudrlln<'llt i scirlltifici cll'li<t tempia chim ica. P l'of. D. Dc Blasi: Erbayyi . 11tqua e t ifo. Prof. ;\[. D onat i : Chiruryir.t d...tle alyie ·vi,~cerali. Pro f. A. 1-'N' I'{Lt a : Le emoprtt ie rt cu.te. PrQf. U . Gabbi : (in. capitolo ddltL paJolùyÙ:t wwma dt'l/a, TripoliJanin. Prof. A. Gomolli : T morlt~rni ri.Yullah clelia J)S'icologi<~o 8]>et inwntale nella loro appli· ca~ùme cd/n PA:lur.f!<i.fJne d~l milit•ae. J:>rof. D. (:iorùano: 'l'ubercoloai chirurgiche ed indica::ion·i curative desunte d<tlla 1'ttriPtlÌ di foro .~etle. Prof. l•'. Lconri ni : L'rol>l<•mi eli. medicine' assicumlicCI.
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P.-\BTl!: UFFICIALE
Prof. E. Morselli : Le psicosi gionmili secO'Yido gli ~tltirni concetti della p,~ichiatria
clin.·ica. Prof. G. 13. Queirolo : L'angina pecto·r is. Altre conferenze saram1o pure tonu te dni pro f. V: Ascoli, P. Castellino, V. Putti che si sono ris('rvati di comunicare gli argomenti che svolgeranno durante l 'anno scolastico in cot·!;o.
PARTE UFFICIALE A) GIORNALE MILITARE UFFICIALE. (Estratto delle dispense n. 54-63 del ~926 e n. 1-5 del 1927)
R . decret-o n . 1821. attribuzioni e sedi dei maggiori generali medici ispettori.
l) CmcoLA:RE n . 618 del 14 ottobre 1926: -
Diperulenza
Art. l. - I tre maggiori generali medici ispettori hanno sede rispettivamente : ) o A Milano, con còmpito ispettivo, noi rigua.rcli del servizio sanitario mi· litare, sul territorio dei corpi d'annata di Torino, Al~ssandria, Milano, Verona e Trieste; 2° A Firenze con uguale còmpito ispettivo sul territorio dei corpi d'armata. eli Bologna, Firenze, Roma e del Comando militare della. Sardegna ; 3° a. Nar>oli, con llguale còmpito ispettivo sul territor io dci corpi d'annata di Napoli, Bari e del comando militare della Sicilia.
Art. 2. - I maggiori gen erali medici ispettori studiano, su!Ja base delle direttive ricevute dal 1\linistero della guerra, le questioni tli carattere tecnico che riguardano il servizio san itario in tempo di pace, n el territorio di rir:.pettiva competenza.
Art. 3. - I n esecuzione di tale cùmpito, i maggiori ~enerali medici ispettori compiono, previa autorizzazione ministeriale, ispezioni e visite agli staùilimenti sanitari della rispettiva zona, e ne riferiscono il ris1lltato al Ministero della guena. ed ai comandi di corpo d'arma.ta. interessati. Spetta più particolam1ente ad essi: a) coordinare il servizio tecnico delle direzioni e degli stabilimenti sanitari della rispettiva zona. ; b) compiere studi, su!Ja. base di direttive avute dal Comando del corpo di Stato Maggiore, per p r edisporre il migliore funzionamento, in tempo eli mobilitazio· ne, del servizio sanitario nella. rispettiva zona; c) seguire lo sviluppo delle industrie nazionali che interessano il servizio sa· nitario, ed inoltrare proposte al Ministero della guerra circa quanto possa concor· rere a. mettere in grado le industrie stesse di meglio provvedere ai bisogni dell'eser· cito in caso di guerra; d) promuovere il miglioramento delle c-ognizioni e d ella pratica profc>sionale degli ufficiali medici in servizio ed in congedo, curando per questi ultimi le relazioni atte a t-enerli a.l corrente della tecnica del servizio ; e) promuovere il collegamento coi servizi sanitari delle altre forze annate dello Stato, colle affini istituzioni civili, e con i centri Wliversitari e clinici ; /) dare incremento agli studi relativi a speciali rami della scienza medica. militare, come : patologia. coloniale, traumatologia di guerra studi sulla leva. ecc. ; g) sovraintendere, in base alle direttive ricevute, alle provviste dei materiali ed alle collaudazioni da compiere. Art. 4. - Con apposite istruzioni del Ministro per la guerra, saranno fissati i particolari delle attribuzioni specificate nel presente decreto e~ la composizione degli uffici dei maggiori generali medici ispettori. 5 -
Oiornaù di nwidic-ina mil-itare - Fase. II.
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158
PARTE UH'ICIALE
2) CmcOLARE n. MI del 4 novembre 1921ì. - R. decreto n. 1925. - Determirl(Jzione del numero degli 087Jedali rnilita.ri e delle ù~jermerie presidiarie. Art. 3. - Gli osperlali mili t.ari pri,,cipali e secoudtu·i e le in fermerie presidiarie, p reviste dall'11rt. 23, let!OJ'<l. J.i:, ùell<t le ~ge n. 3!!1\ lle ll' Il m a rzo 1921\, sono i seguenti : Q..;pe~lu li mili tari pl'Ìnr.ipali l L; o.-;pedali militari secondnri 16; i nfermerie pro:;idiarie S.
3) CIRCOLARE n. 67:! del 2 dicembre l !)26. - Soppressione d el Convalescenziario m ifitctre di J)!fa.ssa/ubre.nM ccl i.y/i/uzion.e di Ull.a oez·ione C01Wale8centi presso l'·injenneT"ia presidiaria di <Jam dei 1'irreni.
Con la fine ()('l di'corso ottobre ha ce;;soto di fUJnion tHe il convalescenziario militare di :.fassn luhrense. in sostituzion e ctel soppresso stttbi limento, è stata istituita presso l'lnl'ermeria pres idiaria. di Cava d ei Tirreni una Sezione convalescenti, capace di 30 posti-letto per u omini eli truppa e di 5 per sottufficiali. 4 ) CIRCOLARE n. 689 d e l 25 n ovenl bro l 026 -:- R. d•!CN?to che etpprova le tabelle gradu.ali e num!'rirhe di formf'lzione del R. Esercito e dei sert'iz·i d i?Jendenti
dall'Amministrazione della guerra. TAilELLA N .
8.
Tabella graduale e numerica ri epltogatlva degli ufficiali superiori e inferiori del Corpo sanitario militare (art. 27, Legge 11 nutrzo 1926, n. 3!16). <:; c
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O•pedali .m'111nri, infonnorìe PNl'li d iurle e stuhi · l im en •i hH i nc;o·tcrl lmli . •.............•. . .. ..... Scuole militur1 Scu ole nllie\'l ~<)tl•tffl c i ali cc. nn... ...... ...... Lel!'iOOe n tHe\-i cc. n n.................... ....... Reggimenti gmout.iCJ'i o f nntori a eli liOC!L ...... l.>cr~u~lieri ........................... nlpuu .. ... ........ .... ... . .... ... . ... d i ('n, ·nllcrin ... , .... ... ,, ... ...... ... a:u ·l igl loria dn. CIIIOJ>HgUù .... , .. .... . art igli er iu d t• m on~ng ot\ . . . ...... .. . Regg· monto nt·nglicria a cu v·uJlfL .. ..... .. .... .. . Regg.meuti •\rtigl iCI'Ìtl pc.:anle compale.... .... . nrt iglierin pc >ao te ... ............... Ol'l iglicl'ln. du COHt&.... . ..... , ... ... . St~ hl li menti d 'aJ ·ti glicria , ........ , ............ , . Reggi monti del gen io .... ... ........ .. . , .........
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Reggi mento P<Hlti cri lagumwl . . . . . . . . . . . . . . . . o • • fcrr O<-tcri ······ Gruppo nero,tierl Stnldlì ment! d el g enio ..... . ······ Centt·o ébim'co m i litare ......................... A dt ~p o:-:i z ' one per cii gonze dol 8et·vizio &lUI · tar io (l) ..... '' .. " .. " ...... " .. " " ... ' .. " ...
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( l ) '3nt•ana o tltl ~[ n ·~to~<• dc!l!l g 1e~r.t :><<c;:nnti a quelli fra gli enti o t·i p:ll'Li non spo~illcati nella llr(l'Ontc ltdlCllll ( Lc.lt' oni RH. CC .. ( 'etl\.!'Ì c•mtrO 'ICoci, O :~tret\i m ' liln r i, l)ci)Oiiti nllcvnmonto CAv><l ll; R i parti d i corrcz:ooc o ,~nhili menti m 'lttnri d i 1>0n'\, e~c.) c be per In l oro d islncazlone ed impor tanz '' n on PO<:~ono. o o >n si rit :eno •WPOrtuno che~~ vnlgant), dell'opera. degli ufli ci rtH mediei orgaoi<'ll mente n.<scgon ti n d >li tri enti o rep1u·ti del proii dio, e 1)61' provvedere ,. special i o <i gonze dei servizlo sanH.n •·iu m il ii>IJ'().
159
PA&TE U PFJCIALE
Segue TABELLA N. 8.
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UFFICIALI CRlillOI - FAB:IlACIST I.
)llnistero della, Guerra ........... . . ........ . .... I <lituto chimico fnrrooooutlco militare . . . ...... Owed nli mtlitllt·l ed iu fermat·ie pre•idhlrie ... . . . Laboratorio chim ico bromutolog icò ............ Centro chimico milita re ...... ..... .... ......... Scuo le ml llt.llri • •
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.! dispo~izlone (1). " .... . .. . " " .... " ..... . •. " . TOT.\LI comple.;si>i per grtuli . ..
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(l) :S 1mnuo d:~.\ )lluisto rJ della g':lc~r.• ilu;>ieg,ttl pc: Jlrovvedcre n speciali e~igouze <lei 'òOrvizio.
AVVERTENZE . .d ) N o u ijOUo oom ) roll nella, prc10uto tnhe! ln gli nfllc~nll del Corpo sanitario milltnro n'>.<>& gu••ti ai Regi co rpi di truppe colon in\i, o ad nltrl enti e son·izi non <lipeuùeut i doU '~>mmini~t.Tn· zioue della guerra (art. 46 comm:~o 1 t della legge 11 m •u·zo 19'26, n . 396). B) N on ~on:> oom ;lrc•l nel\n pre;oute tnholht gli ufllcl nli subo\ternl di complemento . 0 ) È d 1t~ f,\~'ltà al ~fl n ' •tero delli• guo:ra di •WP.>rtnro v.•riauti alla r iput·t iz ione sopro SllO· eut,i e repurti, qualora e.~igeuze di ciflcntn degli Ufrlcinli del Cor po s;tuimrio m~lit.a rc fra i serriz:o lo richiedauo, e purohò rim tug,mo imaut.nti i totali cu mple>Sh•i dl olascu.n grado.
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5) CmcoLARE n. 703 del 18 UO\'embre 1926. - R. decreto n. 2080 - Aygiwtte al regola.mento, approvato con R. decreto 22 giugno 1926, n . 1067, 8ugli accertamenti medico-legali..
Art. l. - All'articolo 4 del regolamento approvato col R. decreto 22 giu· gno 1926, n. 1067, sono aggilmti i seguenti commi: «Nel caso l'infe rmo non s ia pitt in servizio ed abbia residenza fuori della setle del corpo od ufficio cui apparteneva, i l comandante o capo dell'ufficio potrà rich ie· dere c he alla visita diretta proceda un ufficiale medico c he presti servizio ne lla ioentità di residenza dell'infermo o in localit/:1 vicina. All' uopo dovranno comunicarsi al sanitario in caricato il risultato d egli accertament i fatti e i documenti ra-ccolti, necessari p erchè egli e.-;prima il proprio parere. Art. 2. - D opo l'art . 11 del regolame nto s uddetto è nggilmto il seguento : • Art. 11 -bis. È in facoltil. della compe tente Commissione medico-ospedaliem, qualora l'infermo non s ia più in servizio e abbia residenza fuori dotta circosct·izione territoriale dell'ospedale. di delegare pet·la visita de ll'infenno la Commissione presso l'ospedale militare principale o secondario de lla circoscrizione del luogo di rer<idenza dell'infermo. In ta.l CO-'>O il. còmpito della Commissiono delegata sarà, limita.to all'esame obbiettivo e funzionale dell'infermo ed alle risposte a i quesiti, c he even tualme nte le venissero rivolti dalla Commissione delej:{ante. Eseguita la visita, la Commis,oc;ione delegat-a trasmetterà il proprio referto souza esprimere giudizio alctu10 alla Commissione delegante, cui spetta di dare ne lla s ua competenza il g iudizio richiesto dall'art. 11 •· Art. 3. - All'art. 19 del regolamento predetto, dopo le parole ~ sost i tu i~ce il presiclente n elle sne temporanee assenze •, sono aj!giunt.e le seguent i : « sempre quando questi non sia rappresentato dal sostituto, concessogli a norma dell'art. 11 della legge medesima, che abbia grado più elevato o più anziano degli altri compo.nenti del Collegio •·
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l\" CO:NGR:ES~O l)I(TERNA:i'lONAl.E DI ~Jl':DIC'lNA E FAlDIAC'JA :un.J T ARE
Art. 4. - Ai metliC'i sp e(' iolis ti , dei qunli sio ril'hiesto rinten:·ento nel ColleIliO medic·o }('grue pel l'arere c-onsultivo. ai sensi d ell'art. 11 d ella lej:rge Il marzo d el l 926, n. 41 6, 1'0110 QSM)!llati : a) se no11 !'\ia.no hmzionari l"tntali, j!Nt oni di pre>'e11Z8 n c·lla misura di L . 50 per cia,;;cun giomo di adunnnza tlcJ Collt:'gio tenuta col lol'o illtcl'ven to, e, quando essi non risie-dnno in Roma, sono inoltre dovute loro le indenn itt\ d i vinJ!J?iO e di soggiorno in misura pari a quelle !>pettanti ai funzi onari appar-tenent i al grado ;,o ; b) so s in.no funzi onari dello t::tato, grttoni di prN:«'nzu nella misura di L. 25, oltre le indennità di via!!0o e di SO!Zf!iorno stnbilitc dalle di,.p osizioni in Yigore per i tras ferimenti e le m i:::sioni ne-i casi di resid E'nz!l fu ori di R oma.
Art. 5. - I n relazione al di$'p osto ri E>;!li articoli 12, lo e 36 dd re)Zol!lmento predetto, le ComDJÌFf'ioni m cdico·O!']'Edali ere e l'l1-peti (JfUto di l'!llllità della Regia. maril1a., <.juando tratt il<i di p!>ri'o nale nulitare l? civile d e lla. R t'gi tl ma r·ina, tra~met teranno le copie dd le loro d<•l ibc razi oni e d eJ!l i ut t i Jwr· le oc<:<> rTrnti \'tu·iM.ioni matricolari e !!li eventuali prov\'edimen t i di ;-(toto, amd(·hi> ai Comsmdanti di corpo o C!lpi d i ,;et·vizio ch e in iziltnmo Ilo• i~trutt o ril' <Id le prut ic-he, rlin:ttn n u:•nl~ ul Mini· stero d ell!l mari11a per !!li uJliciali e p et· il personal e ci\·ile o al Comando superiore del Corpo Rtoali equipnggi de lla Regia marina per tutto il p er.\ìonnle appartenente a l corpo ste::;:so.
IY CONGRESSO INTERJAZIOIALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE
..
(Varsavia 30 maggh -4 g iugno 1927).
A Sf'~uito dell e n otiz ie 1i1 ottot e n el 1 rerfcl en t e fM<'itolo . si comunira che al Conjrresso sono in\·itati tutti g li unì C'i ali nwd id e cl timici-farmaci,;ti . in servizio attivo P.d in ronf!Pdn, dP.IlP. 1\nzicmì al lentc, a ~!'ui ntP e nPnhe P ri»pet t i\·o famig liP.. La quota d'iscrizione è d i 30 "lotyB (c·iH·u 75 lire) 1 er i conf!le~ò<il<ti o di 20 per le s ignore, e dovrÀ. perve11ire n on più tardi dr! l llla!'Zo l H:! i a l tt>n ente colonn e llo ::>okolewicr., tesoriere, pre!"so il Commil'f'Ariato d el Coni!TC'>'l'O. ) l ini:>t r r o del la #!UCrra, divi~ione vn r .(1'an itù ). YÌa ]\" ow nwit' i,.ka.. \' arsa.Yillo (P oiO li ia ). Gli nftk- iali f'stcri sono autorizzati ad indo~sare l 'uniforme n elle cerimon ia ufii(:ial i e durante lH loro permanonz~ in Polonia. Le ferrovie polacche hanno accordato i')'eciali riduzi oni. per fntire d elle f)ttal i i congrc.~sb;ti dO\TA.nno it1dicare n ella. rarta di ade>< irme le linee che in t-endono percorrere, colle stazion i di partenza. di tran»ito e di arrivo. P er g li a lloggi lo richieste dovranno pervenire al ('ommis~ariato entro il 1° aprile 1927. Durante il Congres;;o !'arn i~1dettS\ \m'Esposizione intemaziona le dj igi fo'n e e di materiale ternieo dei servizi sanitari n tilitm·i, Ci\·ili e C'omprendente le segu en ti sezioni: Jo mate riale ~>an i tario di mobilitazione; 2o spcdaliz:r.azione , ass istenza. san itaria, statistica; 3° i~ti ene F!enrrale (u llol!f!iamrnt i. ri~enldomento, fognatura, acf)\.ln. potabile. inumazione, disinfezione. ic-it>uo indi,;dualc. ec·c. ) ; 4° prodotti ch imici e farmaceutic i. mtlt e rial<:> di medicazione; 50 apparecdti ed istrum.enti di
medit·i11a e di chintrgin.; 6° suppcllottile o~pcdali cra e fnrmacoutiC"a. Come è noto, l'Ita lia non ha re latori ufliciali sui temi genf'rali posti al l'ordine df'l giorno. f>arnnno invece amme!-'se comuni<"o7.iOJli sull e q11estioni che ri!!1J8!'dnno esdtt;;ivarnellte ques ti t emi. purd1& n on superin o le sei pn;.!i11e di stnmpa e siano pre;;entate al Commissariftto ctol Congres;;o 110n piil tardi dt•l 1° aprile p. v. Oltre i r ieeYimf'nti ufl-iriol i. i'fli'Onno organizzo-te uua ~tita al Cast ello di 'Wilanow. antica ro!-<idenza di Giov~mni lll Sobito>sk i, 1111a serata di !Znla all'Opera e d elle e>"C'IIl'l'Ìoni nei dintorn i di Varsavia e nell o p rim·i poli citt•\ d f'lla P o lonia.
Direttore respOtUJabile: ARTURO CAS AR INI, tenent e colonn ello m edico. (230)- Roma, l 927- AI1110 V- Stabiliment o Poli t;rll'ltçO p er !'.Amministrazione dello Sti'to. ~~\
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1 Congresso internazionale di medici na e farmacia militare (Brux~lles 1921). R elazioni uffi ciali d e l Corp o sanitario m ilitare italiano. . . . . . •
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Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ( Rom a 1923). Atti del Congresso - Vo l. I . - Rotazioni u fficiali - U n volum~ di po.g. 416 con t re tavole . . . . . . . . . . . . . • . . . . • . .
• 35 -
Il Congresso internazionale di medicina e fannacia militare (Roma, 1923). AUi del Gotlgresso. - Vo l. 11. - Lavor i d e l Congre!!'so e l!Omuni ca Y. ioni. Un volume di p ag. 600 con 33 t a vnl t! P l () incii:ioni . . . . . . .
• 60 -
111 CongTesso internazionale di medicinll e farmacia militare (P 11.rilti 1925). L nvori dol Cong res.cso e comunicazion i. - Un vo lume d i pag. 88 .
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Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. ùi pa.g. 48
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S. SALLNA n i . l e lesioni traumatiche dei centri nervosi. l\l o111oria. onorata d tli premio Riheri. - R o• ua , 1900 - Un v ol. d i p ag. 320 .• . . • . • •
•
7
M. C usA NI . Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul ser vizio sanitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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6
M. C uSAN I. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del serv izio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - l !-"106. . . • . . . . .
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8 -
C. D ~ Cro:~A nE. Stud io delle mediastiniti (111ed.ia.st ini t i su ppura.tive, asce1!8o m ediastini<"O) - Rom a. 1900. - Un vol. di pa g. 144. . . . . . . . .
P. l MD&IA CO. Sull'azione degli attualì fucili da guerra e specialmente del fucile Ita liano dì piccolo calibro, in confronto con quello Ili medio calibro. (Studi sperimen ta li con 15 tav ole di foto~n1.fìe e radiografie riprodot.te in fo to tipia). - Hom o.. 1903 . . . . . . . . . . . . . . . . . P. IM URIAOO . le opera1.loni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firemr.e, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ANTROPOM ETRt .~ ~1ILtTA.RE. Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli S:lnitarl delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con a tlanto ; Vol. I {dati antrop ologici td etnolog-ici) con a. tl a.nte deiJa goog•·Bfìa aut ropologira d e l- · l' It-alia · R o m a, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . : . V o l. II. (J.Jati d.emogra(lc~ e biologici) • H 01 na , 1905 . . . • • •
F. B AROFFto e C. SFOR Z A. Compendio di chirurgia di guerra con.pilato sulla storia med ico-c}Jlrurgica della guerra di secessione d'America. - Ho ma, 1888, 4 volumi . : . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. B~:&NA RD O e G . BREZZ I. lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria pt·em iata al concorso R iberi. 1904- U n v oluo1e di pag. 276 con 27 figure e tav ole gra fiche - R o ma, l 005 . . . . . . . . . . A. CAS AR1Nl. La fatica n ella vita militare. Memoria p remiata a.l concorso Ri beri, 1005. Un volume di pag. 330 cc,n li5 fig ure. · Roma, 1908 A. CAS A.B.INT. le malattie e gli infortuni nell11 vita militare. !\'Iemoria premiata a l concorso Riberi, 1906. Un 'olu me d i pa g. 402 con tav ole ~rafiche e stat istiche - Ho ma , 1908.. . . . . . . . . . . . . • . .
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Giornale di medicina militare Oll'uione ed
Amruini~trazione:
Palazzo d el Mini.<tero dellf Oucna, Via ~X
Sel!~111bre .-
Roma
CONDIZIONI DI ABBONAUF.NTO. l. U Gior nale di nu:àicina militare si pubblica Il primo ~rlorno di clllScu•• o:wac, h • . -~ . : . dJ Quattro togli di stampa Hhueno. 2. J. 'abboua.mcnto. & annuo e decorre dal 1• gooualo. s. Il pro1.zo ùell'abbontu.noluOO è: Per l'Italia o Colon!" . . . . . . . .. . . . . . . . . . .• . . . . . . . . . .. . . . . . . . • ..... . . . • .. .... L 32'Per l'estero .......... .... ... ........... ....... ..... . ... .. ...... .. . .. . . .... ... ... • 44-In Italia . .. ............ ... .. . ...... • 6> Un !nsclcolo separ&to costa.. . . . . . . . 7 till'Eot eto•. . . .. . . . . . . . . • . . . . . . . .. . . . Il supplemento coutenE>nte l ll•wliIn ItnJiu.......... . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 15 di a tt zianiltl del corpO stmitari. , 18 tr.Uiwre eu sta n Il F.~tero. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • -4. P er gli ull iclnll m C<llcl o ct.lntlci furmaci>U del R. F:"-<!rclto (In ~on lz•o nttivo, In POlil:tlone ausll luria, di complement'), dcllu. riscrn• ed tt riposo) il IJr"zzo <l.el l'abbonarne n to è r ido tto a L. 2~ antici pat.e cd il prezzo del supuletueuto ò rL.lo~to " C... S. Nou ol trn.,wot.to no rioovuto per lrli o.bbo namonti personali. 6. Nou ~~ uccettauo reciumi tro"corsl trenta giort>i tlalln Rpt>d1zionc del Utornwe, c:J:lt sJ et· !ettua regolarmcote ul primo dJ .:~gni mew. Tra&eo•••o tale t~tmnllle, i fat<O.ict!li ricbie,;l!i: vengono spe<Uti se dù!pou iùill, ~o lo a p~urneuto. 6. l Rlgnori nùbonaU n ùl itarl In elletti\'ltà d! Eervtzio poghcrllllno l'fmporto dell'abbouammto per mezzo d el rfjjpcttivl comaodl di cot·po o <llt·eziool. 7. Por 1 soli ml!dali medicl. (dcll'Es<·rcito c dolili .Mnrm n). in qualtLDQlltl posizione 81 trovino è anunCS$0 un Al3.BONAi\IJJ:l\'f0 CUM Ul.A'l'l VO a l Giornale di nvdicino '"ililare et! agiJ .tlnnal> d ( •nedici11a •woale e c~lmtiute nl prev.<o <li J•• 30 nnnuc. È lnult<-c auune!'><O 1111 A..B.llONA:Il.ll:N TO (;U.\1U [.,\'l'l VO. 1\l l.(i<H'nllic l'V ni11uso, .rì vl ~tl.\ gC . • Kr~>tlcll i llu ~tmt ~>, QJ 11rezzo d i L. 50 anuue. Per ottenere tuli fllcllitazioui cumulo t l\·o gU aòiJullhti tuiliWi donanno tar pcrvllnire l'l.ntoro lm· porto all' Anunini~trnl'.io uc rll.'l pcrloclloo del proprio corpo. 8. Al lll.lra l ~~ ra lo ~conto del 10 per cento. t uu ~oltunto per 'gli abbt.m am..nLf delle pt:rSone e degl! enti uon mllltml.
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XOR:\lE PER LE PUBBLICAZIONI. 1. ! lavori originull, le note, lo ri \'iot<: - duttìlogrflfatl o $Critt.J a mano - devono occupare un solo IMo dd fO!(Iio, e;.,;~rc ucl te~to d ctiui liyo ud ucourotnn1euto corrotti e riveduti cl •gll autori. S I fu. specinl~ ruccomundaz!oue che quelli scritti a mnno sltuto ben leggibili, TJer modo dJ evi tare ogni d1tbblo di iutCrllr<'tnziuno. In caso cuntru.rio. la Dlrezioth: 111 vedrebb<' costretta a Aosp oudcrue Ju f'IUbùlic&?.iono..
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spoolnJc.
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Gli cstr,llli mint>ri dì u11 !oolin si contano come f oglio intero per /t oràin<llrion\ di 100 estratti
o n~ c-no .
1-'er (tucl/i cile Btl/ICTlmO 1ln / IJ(Jiio, le /mzir,11i i11 ,,;..,, cile Tt:m. 811perano il tr~zzo foglio, 8i con· lcrno cc.m~ tt~.tit~, vurcht: pt.rd l't.Jrdinu.cione tlOn siu injerir.Jrc a 50 conie.
6. l mono•crltti 11ou si restii ulscono. I ilt\'orl bre.-i a--rnnuo la precedenza.
J Pubblicazione men1/le
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di aanità militare)
Giornale di medicina militare: r885-I888 Giornale medico del Regio E sercito e della Regia Marina: I88s-1895 - Giornale medico del R. Ese.r.~ite ~:·'_TS"~V ;rp~?"::~....... , .~ ~ . lt •• • \ . ... . , ' l.... J. . .l .• • ., l . ANNO LXXV - 1927~:~·-_ ,V . -. -~., ·, · \ . .. . .. " . l ·,
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1° Marzo
Fascicolo /Il
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SOMMARIO MEMORIE ORIQIIIALI: lrwnl. - 011 avvclenruucuti da c:11·nc . .. ..... .. .. ........... .. ............ .. ............ ... .. J'ng lUI Caulnlt. - 1 tonogrmmnl del •·csriro <lnrante nJc uni ooorc i7.1 11Aici nei militori in nllc uumcuto • 171 Slhlnl. - Febbre lntluenz.n le n Jehbro d•~ pappnt<lCI1...... ........ ...... ....... .... ........ .. • 1 ~0
CAIUIITICA CLINICA: Mlintfl. -
Un caso di cntara.tta du. r •une . .. . . . .... . . . .. .. .• .. .. .. .. . . . . . . .. . . . . .. . . . . .. .. . . . . .
ZIIIPII'f · &arola. -
La cura t.lellu. sifilide per da orale.. ..... .. ........ ... .. . .... .. . . .. .. .. . .. . . .
RIVIITA DI TEOIIIIOA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE ... .. ............ . _, . ...... .... .. .. .. .... · RIYIITA DELLA ITAMI'A MEDICA ITALIANA E STRANIERA . .. . . .. . . .. .............. .. ....... .. · · .. · COIIFEREIIZE ICIEIITIFIOHE DEGLI OSPEDALI MILITARI .. .. .. .. . .. .. • .. .. • .... .. . . . . . . . .. . .. . .. • .. . .. IIECROLOGIO . .... . ...... .. . . . .... .. . . . .... .. . . .... ... . .. .. . . . .. ......... .. .. . ... ... . .. . . ... . . . .. . · · · · · NOTIZIE . . .. . . . . . .. .. .. . . . . . . . . . .. . . .. . . . • . . .. . • . .. . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . .. . • . . . . . . . . . .. .. • .. . . . . . . . PARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . · ·. ·
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DIIEZIDftE ED llllftiSTRIZIDftf : Palauo del Ministero della Guerra - Via IX Setlem~re · IOMA Telefoni 43 - .283 R . T. -
.21 - 8 4 R . M .
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina mll/tare ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
Collana medico-milita.~·e, pubblicata dal Ministero della Guena Direzione centrale di sanità militare I - F. "l'Es·r~. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito italiano . . . L . 7 Il - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-flsiologicì di aviazione militare. • 15 l rn volume di pag. 23fì con 46 figm·e e 2 tavole . . . . . . l l J - 1 ·~- SANTORO. - Ferite addominali di guerra - Prefazione r!el pt·ofes' 30sore "t\. C: tA NNE'l'TAS JO. - {; n volume di pag . 400 con 38 figure. l V - A. L UsTro · 1\. B o;ul:'loo. - l • gas di guerra o. Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - Un voi na ne <.li png. 104 con t re ta.vole . . . . . . . . . . . . . ' 12 naicrografìche a colori . . . . . V - A. l ,lJ;;TtC. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro 7 i gas durante la guerra mondiale 11915-918). - Con 21 figure. . Vl - F'. CAocrA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. - Prefuzione del pro f. n.. DA.LLA VEDO V A . . . • . • 6 V I J - R. SALt~ .A n 1. - · Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-articolari In t o e 2o tempo. - Prefazione del professore R. ALr::SSANDRJ. - Gn volume di pag. 190 . . . . . . • 20 5V UJ A. CASARTNJ. - La medicina militare nell'antica Roma. - (;on 5 fig. fX - La celebrazione dei medici caduti In guerra." - Un vol. rli pag. 92 con lfi figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ·
X - N. RomNò. - La proriiassl delle malattie inrettlve dominanti nelle nostre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . . . . X [ - A. CASA.RINI. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un volume di pttg. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . Xli - G. CAPPELLl. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordinamento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . • . . XIII - S. S -\LINAU.I - L'autolesionismo nelle sue varie forme e nei suoi esiti. U n vol ume d i pag. 2.50 . . . . . . . . . . . . . . . X IV - F. CAC;ciA e S. RJC('l . - Le oct'lusionl intestinali (escluse le ernie strozza te) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · XV - G. Gt~IXONJ. - Geografia medica ed igiene dei nostri possedimenti coloniali. - Un v olume di pag. 240 con 3 ca.rt.e geografiche XVI - S. ~hLrNaur. - La razione alimentare del soldato in pace ed In guerra. - Un voltune di pag-. 240 . . . . . . . . . . . • · X VTT - A. CABAU.!NI. - Per le o nozze di diamante o del Giornale di medicina militare. - U n volume di pa.g. 60 con 9 figurP . • •
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Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume eU pag. 96 con 8 t avole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 1(10 con 3 7 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . Per Giovanni Maria Lanclsl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 106 con 28 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · 111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra. (11-oma, 1919) - R elazioni ufficiali e comunicazioni. - Un volume d i pag. 96 · • IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles, Hl20). - H.ela.zioni nflì cia.lì. - U n \'Olu me di pa.g. 44 . • • . . . ·
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MEMORIE ORIGINALI ---------------------------L.WORATORIO DI RICERCHE CLINICHE E BATTERIOLOGICHE DELL'OSPEDALE MILITARE PRlX('lP.-\LE DI BOLOGNA
GLI AVVELENAMENTI DA CARNE
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CQ[iSIUERAZIONl .E HICEHCHJ•: IN RELAZJOI'\1·: AD Ul'\ J·:PISODIO ·~. UI I.NTOSSICAZiùNE COLLE'l1'JVA NELL'ESEHCITO per il dott. Nicola Bruni, maggiore medico.
L'importante capitolo degli avvelenamenti prodotti dalle sostanze alimentari, che tanto interessa l'Igiene e la Patologia, è t;t.at.o esattament.l· definito da Lustig e Rondonj con l'espressione comprensiva di tossi-infezioni alimentari. E ciò percliè~Ìn alcuni easi trattasi di vere infe1.ioni tifosimiti, provocate dalla penetrazione in circolo di germi insiti negli alimenti. ln altri invece, e sono forRe i più frequenti', i fenomeni to!>tiici sono determinati dall'azione di sostan1.e nocive (tossine), che si trovano già elaborate negli aliment,i prima della ingf'!lt.ione, Nempre però pt~r ~tzione microbica. Ed ò appw1to in quest.i casi che si ha. \ma fenomenologia molto simile a quella degli avvelenamenti da agenti cl1imici. Infine in altri casi trattasi di forme miste in cui le sostall7~ tossiche, alt.erando le pareti int.estinali, preparano la strada alla penetrazione dei germi. Le presenti ricerche, eh prendono occasione da un recente npisodio di intossicazione collettiva nell'Esercito, riguardano particolarment~ il gruppo delle int.ossicazioni, che purtroppo resta tuttora in gran parte etiologicamente oscuro. E questo perchè di molti e molti episodi non è possibile svelare la causa nemmeno con i più accurati esami batteriologici. Difatti, scorrendo la let.t~ra.tura tedesca. sull'argomento, dato ch.e la Germania è la terra classica, delle intossicazioni a-l imentari, per il grando ('ODt.>umo che vi si fa di carni insaccate (wii.rste), troviamo numerosi episodi di tutte le specie di avvelena,ment.i (Osterta~ dà. notizia di 5!l epidemio verificatesi in 14 a.D;ni con 2700 ca!>i e 32 decessi), ma in molti di estii non fu possibile scoprire la causa. Da una. re<'.ent.e statistica della Direzione gl:nerale della sa.nit.à pubblica tedesca, riferita da Kuppelrnayr, ri!ìulta eh.,., snl105 casi denunziat.i nel1925, in più della met.à la cau~a rim::tsc compll•tamente oscura. Anche a riguardo della frequenza dei vari episodi non possono aver~ i dati completi, giaechè fm la. popolazione civile questi avvelenamenti, so non sono piuttosto gr~wi, passano inosservati, in quant-o che sono s pe:~so attribuiti a tutt'altre cireostanze che non all~1 <'arne.
Ma non è co~ì negli ambienti collettivi, nei quali il ripeter~i in molt i individui degli :;tessi fenomeni morbo:;i, se pure di lieve entità, mette in gua1·dil1 cu·ca. una. origine comune di tali di:;tnrbi ed indirizza. versll l'accertamento can~a le di e:ssi. P erciò un buon numero di intosi>icazioni collettive riferite da lla letterat,w·a appartiene a ppunt o a.ll '.l<ist' l'rito. b1 R lati~;t i ra 1;anitnri;1 tedesca ne riport;.t in H a.nni (dal 1~89 al HIO:~) 1857 ca.:si con ;3 det·e:;si, ed in BelgioVan ErmengE>n e De .:So bel4~ hann() i'll'gn;\la.to almeno 8 epid ~mie gravi in 5 anni. ln l nghilterm pure Ballarrl hn. dato notizitt di H e pisodi epidemici, ed in Fmnda, in ~O anni, lrt statil"tic·a ne riporl<t, st>mpre nell'E sercito, eirc·a. 1800 casi c·on o dce(>;;Si. T<lli episodi non nl:t nc:nono nemmeno durantt• la gnc•rrn, e fra. qu<.'s t i uno :lssa.i importante ed interessante verilil'atosi fnt le truppe tedesche del settore di Verdnn, di cni sarà fai t o parola piìt ~iOI'to. lh noi illve<"e j t'asi di intos~ienzioni coll<.'tt ive nelrEserr ito debbono riten er~; i piutto~;to et:<·eziona.li non a vendone trovato not izia. nella le t terat ura mediea. PPr qm•sto l'epit:odlo attuale presenta speciale intere1:se, se pure non l'ompletamen t e rhhtro nel stto monnt e et iologiro. E cco in breve la. successione dei fa tti e le cirr.o><tanzt' relative : Per norma consuetudinaria, le truppe dei nost ri rl'gg-hnenti a lpinit durnnte le e'St:Ursioni , data. h'L freqU('ll Z<'t d<.'g-li sJ)Oiitnmeut i e la distanza dn. centri im portanti, usa vano pro v vedersi din•tta me n t·P. da.l com merci o della l'arue occorn>nte per il r am·io; e quindi gli ~tt:>s><i coma,nda nti di ciascun r epa rto sorvegliav~1>oo ~li u.equisti. Scuonrhf. per le est'nr:lioni del 19:W fn stabilito che, anche durante tale periodo~ le elette h'uppe foRsero provvedute da specia li fornitori, coi quali em ~t<'Lto pnttuito regolare <~ppalto. Non potendo peraltro il fornitore seguire i singoli rcpart·i, spediva. la c.a rne nelle varie loca lità con mezzi d 'occ·asion<.'. Ai primi di agosto la Compn.gnia mitn.t~li eri del 70 R eg:gimento a lpini, Battaglione Cadore, composta di un centinaio di uomini, comphra le escursioni sulle mont.ague del Cadore e riceveva giorna Lmente la ca.rne secondo m odali tà p re~ l ahi lite. Il 10 agosto il fornii ore, non a.veudo convenien;r,a a maceLla rE> per proprio cont.o un bue, da.t;l la piccolezza. ùel repa rto, si provvide della. carne occorrente nlln detta rompagnia (:?5 chilogrammi) ad un pubblico macello e ne fece l:t iipedizione per ferrovia a.lla stazione di Vodo, ra(•rhiudendola in nn semplice sacco c.hiuso con · una. corda.. L a carne, giìt ùi,·isa. in pE>zzi. era <·o~ t ituita da muscoli (lelle rostole e aggiunta di fega to e ruore. T viS('(~ri però non furono curinati. Giunto il :";acco a, destin azione ve.rso le ore U , nlln ellsendo presente il pt>rsona le iora.rirato del ritiro. fu l asc·i ~tt o pN· qualche ora. 11nlla p anchina, delln. st azione. D a notare <;h e la te m pt>ra.lur:t d t• Ila giornata. sorpassava j 30° c. D alla sbzione di Vodo il saeco fu portato a ll:t sede delln. Compagnia, dove la carne fu regolarmente esamina.ta senza. not.a rvi alcun segno di a lt-erazione: appariva soltanto un po' molle, iierondo qnanto afferma.rono eon cordemente ufficiaLi e soldati. Alla sera il raporale di cucina, volendo a R!-:icmarc la rarne da pOI'li!ibili ;~ltera z ioni, le det.tt> unf-\ prima rot.tura della durata. di rirru. 'Y:t ora, e quindi, get t ata, l'anqua, tn1sportò la ca.rne ste~~>a in n.ltr:l. marmil ht con acqua, frNwa . E poi verso le 22 provvide p<'J'
GLI AVVEJ.ENA)fENTl DA CARNE
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la cottura, detìnitiva, tùtimat~t la quale la carne fu divisa in razioni e riunita in una sola cassa di cottUJ'a ben chiusa, ed il brodo fu ·conservato in un ·altra. La distribuzione, sia del brodo come della carne, fu effettuata alle orf' d e mezzo del giorno successivo, non appena la Compagnia giunse a.lla t <t ppa. Dopo circa 4 ot·e dalla consumazione delraucio a.lcuni militari comin· ciarono a sentirsi male, ae.cusando malf'ssere genera.le, violenti cmmpi allo stomaco, vomito, qualche contra.zione tonico-clonica ùclle membra e soprat.u tto secchezza e penoso scnflo di costrizione alia gola. Alcuni caddero anche a terra privi di coscienza. Appresta.ti gli opportuni sof'corsi, nella ma!!gior parte degli individui i sintomi si dilegua,rono nelh~ giornata stess<\, in altri si protrassero per nn giorno o due, permanendo però in t.utti llU rilevante senso di debolP-zza generale. Ne~suno ebbe febbre ed ;tnche l 'esame delle urine, praticato nei più gravi, riuscì complett\mente negativo. A rignarclo' della percentuale dei colpiti , risultò · thc su 119 milita.ri costituenti la. Compagnia: 10 presenta-rono sintomi piuttosto gravi ; if ...•...i~;,.", •• :?:1 sintomi meno gravi : 70 dist.nrbi leggeri : 7 nessun di:.;htrbo e 7 non fu- ! . . . .. rono colpiti, non avendo cons umato ht <'arne. Data, la dislocazione d<>lle t.ruppe, man<'ò l'opport unità di lH'oc·ederc al preleyamcnto del sa.ngue per gli esami sit:'rologici , <'he avrebbero cer tamente portato quakhe contributo alla ronOI\<'enza dell'agente etiologico' .. della in tossica zioue. · : A rigua.r do dell'origine d~>i det.t.i fenom<>n i morbosi, un e,;ame anche .., · sommluio delle va.r ie circosta.nze fa.ceva senz 'altro pensare che fos~e da .. attribuirsi a.lla carne. Difatti le rasse di cott.ura, dove abitualmente veniva c:utto il rancio, erano ben nichelate, e del resto ·rnrono usate anche successivament-e senza alènn inconveniente. Anehe l 'acqua era da escludere, in quanto la truppa aveva sempre fHtto uso di acqua delle sorgPnti. alle quali abitualmente attingevano le st·esse popolazioni a.lpine, e, per ecces!\o di precauzione, ne fu praticato a.nche l 'e~<ame chimico con risultMo nepttivo. D a escludere altresi che potesse ei!&ere in c.au:::a l:t conserva di pomidoro, perchè fu usata ripetntamenh!, prima e dopo l'incidente, dalla. stessa sratola senza inconvenienti. A conferma che la carne fosse l'unico agente to:;sico, stava il fatto vositivo che un bambino, che aveva mangiato solo d ella carne rega.latagli cla, nn soldato, ~bbe gli stessi disturbi. Ed anche un ca.ne, a l quale, con felice intuito critico, ne avf'va. data un raporale non appena si verificarono i primi fn.tti tossici, mostrò evidenti dist.urbi gastro-enterici con violenti crampi e hava alla bocr.a. D 'altro ca,nto alcuni militari che, avvertit i in tempo, si erano astenuti dal mangiarne non ebbero il benchè minimo di~tn rbo, come non ne ebbero quelli che consumRrono solo il brodo. Una volta sta,bilit.o che l'agente. C!tnsale della in to~s icazione era. la. <:arne restava da vedere con quale mecc.a.uismo fosse potuto verifìcarl\i l'avvelenamento. Da. e;;cludere intanto nna. forma infettiva tifosimile da paratifo B e <la B. enteritidis aartnl'r, per la ra.pidità <ldla comparsa "'~comparsa dei sintomi morbosi e per la mancanza di febbre. Qnindi indubbta.ment.e la sintomatologia doveva riferirsi alla forma, toRsira, di cui è ~tato fatto cenno in principio, ed :t ta.le rig11a rdo d ne erano le ipotesi: o the la carne provenisRe da anima le a mmalato ovvl'ro ei.Je si fo~sn conta-
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(;I.r A VVEI,f:N."lfENTI OA (' ,\ R~ F.
minata !)econùariamente rlopo la mac·ellazione. As~nnte infurmaziooi iu proposito anche a mezzo dell'arma dei RR. carabinieri, risttltò <'he il htw dal quale proveniva la carne era stato macellato 2 o 3 giorni priiua. a l 'ort.ioa d tAmpezw e regolarmente vis i~~t,Q dal veterinario, il quale riconobbr· e~>':>ere la carne di buona qualità, e quindi la ammise al consumo. Inoltre la c·.arne d ello iit.el;~;o animale er a stata consnmaLa. dalla popolazione ci,·ile, ,;enza che qnest.a av~:;so risentito il minimo disturbo. (~uindi la (•.onta.nùnazione doveva indubbiamente essere avvenuta p()/~t mortem. E l:!e s i pensa al modo <'Ol quale la. carne fu spedit.a (in nn sa<"co), alla permanenza in stazione ed a.lle su('ee~sive manipolazioni rh e es~a subì presso la Oom. pagnia, vi si trovano ragioni l':utficienti per ammet.tt're una contaminazione Ruccessiva alla morte. Anche in nn epi~;oùio riferit.o da 'l'rf\utmann, vel'ificat-Qsi a, Dii.l!seldorf, alcuni pezzi di carne di uno Ht·(lsso <'avallo provoearono fenomeni t-Qssici ed a ltri no, Ma pii1 difficile nel easo nostro riesce U('(·ert.are quale sia stato l'a~cnte etiologico della altentzione, poiebè indubbinnwute :Hl un a~en t.e microbi<'o deve es!'a attribuirsi . Ed un i·~~t.t.o essenziali:' salta subito :lf!li occhi, cinilu. manc:tnza. tli segni est.erni di alterazione. e sn questo furono unanimi t.anto gli ufficiali come i l:ioldati. Ed è da prt>star fede completa a queRta con eorde alterma,zione, in quanto il soldato, in genere, non è t roppo prope.n~o a passare sotto Hilenzio gli eventuali inconvenient·i del rancio. Del resto 1tn<:he il R.uhner nel suo t.rattat.o d 'igiene, e c·osì altri tratta.tist.i, }tvvertono di non !idarl'i troppo dei soli <·a.ra.tt.f.'ri er-terni della r.arne, la. quale può mostrar-;i per nulla alterata ed essere r:msa di avvPlenamenti. D 'altra parte de~li agenti et.iologi<·i vrodnttor, di !<Ostanze tosl;iche negli aliment.i, uno poteva i>enz'a.ltro es<,lnderl'i, cioè il B. bot·u linus, per l a mancanza. di sintomi bulbari nella fenom(•nologin c:linic·a ed in qu~tnto tale in tos!iil'a.l\ione si verilir.a ordin:~riament.e dopo il c·on~nmo di alimenti in conserva. N el <'a so a t.t n a le poi, anche st> nella carne f os!"e esisti tu il botnli no. la (·ottura ne avrebbe indubbia,ment·e di~tru tto t-an t o le fMme vegetati ve com~· le spore, f'he non rm;istono oltre 70°, ed insiem<> ne 1wrebbe pure dist.rntt.o la tossina, che (• a ssai termol:tbile. E non è da. pen~;are ad nn inquin<~mento con t.aJe germe dopo h1 cottura. ){.estavano quindi ila prl."ndere in considerazione gli altri germi, che abitualmeutc ::~ono <'~usa di contnminazionf> della carne . ..\ t·ale proposito di.ce giustamente Brekenfeld che 111 tlora batt.criea delle tarni~ e spe<'ia.lment.e di quelle gu:u;w. non è anwra. eompletamente <·onoi>ciuta: ':' da questo appunto dipendono i reperti nega.t.i vi in nnmcrosi episodi. Da rieercbe eseguite dallo stesso aut-ore. sperh1lmente su carni int;a.c•c:a.te, sarebbe risultato che la flora suddPtta è rappre~'<entata da ooe<'hi, rlR, ba.cilli d el gruppo coli (non escluso lo stesso bar.tcri nllt roli), e da germi saproliti (fra i quali il suiJti/i.~). i quali ult.irni soltanto in <·irr·oRtanze l)articolari, che difficile riese(> acc.ertare, -possono es~ere <'HURa di fatt.i to11sici. A riguardo delle spec·ia,li <'ondizioni rhe possono influire sulle attivih\ eli all'uni batteri , interes:>ano le 1·ieerche di Muc,h, 'rimlll (' Hener, i qu!lJi. con l'ngginntn. di piec:ole quantità, eli ar.iclo lattico al brodo di cult.nra, da c~ppi non pat.ogeni eli B. ,<mMi/iR hanno ottenuto di'i eeppi pato?:eni per i topi. F.d anche 1lf'l' il j!ruppo del prolf'u.~ gli ste~!; i aut.ori hanno trovato c~hP ~(\ l ali g<'r•ni, r.he a bit 1111lmente Ro no innorui. si inoc·nlano ai topi rei
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<H . .I AVVY.Ll:NAM'ENTI DA CARN~~
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alle· <'avie insiP.me con pic·c·ole quantità..rli una solmr.ione di :wido lat,tiM, la quale ùi per sè non è toii~<Ì<'a·, diventano virulcnt·i ca.usa.ndo la. morte degli animali. Quindi non e es eln ~: o cbe anehe l' a.cido lattico che trovaFà nei mu~eoli posl!a eventualmente e!'ercitare influenza non trascumbile snlla virulenza. dei germi, renùendone patogeni r~lcuni che ahitun.lmente non lo sono. Ma tutto port~ a credere che importaqza non t.rnscnrabiiP eserc~it.ino pnre le relazioni fra batteri e . ba.ttf'ri. 11 capitolo delle simbiosi batteriché, sebhene ancora. all'inizio, ha <Yii't. assunto notevole interesse specialmente per il la.r go contributo che vi ba portato Castellani, il quale ha dimo11tra.to come dalla Rtret.ta associa:r.ione cii rlne o piit microrganismi possono verificarsi importanti fenomeni bioellimici ed anche originarsi all'.nne ma.lattie o spe<'iali sint-omi morbo!!i. Sempre a proposito de~ vari germi inquinant-i la carne, dalle ricerche <li PiPper, eseguite all'lst.ituto municipale d'igiene di Berlino dal 19 2~ al 19~f, , (! risultato che la. maggior parte delle intos~;ica:doui da ca.rn(' i> cla. a.ttribuire al paratifo B. poi al B . ent r:riticliR <lartrw r ed al Y olilng~eu , dati confenna.t i a.nche da W('igmann per lo Schlcwig-Ho!Rt~in. In Italia uno dei primi a segnalare un episodio di intossieazion<• c-ollettiva da. paratifo B fu molti a.nni or sono Tiberti , il quale riuscì a mettere in evidenza il detto germe in salsicce che avevano causato una forma a.cuta di gastro-enterite. P"r quanto riguarda H B . enteritidis Gartner è bene acc~rt.ato che produce una tossina che resiste fino ad un cert-o punto anche al calOJ·e, ma forse non ad una temperatura c~osì elevata. (e prolungata per un tempo co~ì lungo), quale quèlla eh e si verifica nella ordinaria cottura del rancio del l!oldato, come attesterebbero le ricerche SJJerimentali da me eseguit~. f·} lo stesso puf, dirsi a maggior ragione per il paratifo B. Quindi anche questi due germi potrebbero escludersi, a me.no che ta.l e inquinarnent-<> non fosse avvenuto dopo la cottura. Ma in tal ca.so le ricerche <'llltl1rnli <tu ebbcro do·mto mettere in e,·idenza i detti germi , circo~;;tnn:~.a che non ~ i P. v<'rificata. Difatti l'eilame sulla carne rimasta, eseguito al laboratorio batteriologico di Belluno, fece rilevare solo ln. presenza di numerosi protei. Da notare però che la carne. data. la sta~one ed il lusso di tempo t.raseorso per il tra.s porto, ~iu nse al laboratorio in !ltato di completa pntrefa.zione, come risultò dai caratteri organolettici e dalla prova di Ebert. Quindi il risulta.to suddetto non autorizzerebbe senz'altro ad attribuire import.anr.a patogena. ai protei, in quanto che essi sono un reperto costan te delle carni in putrefa zione, e lo stato di putrefar.ione della ca.rne non è di per si• sempre noc•ivo. Difatti si cita comunemente l'osservazione cul'iosa di Bollinger, che la ca.r ne proveniente da un bue sotterrl'lto e poi esumatQ e <'onsnma.to non provocò alcun disturbo. Così pure è ben risaputo come alcnni popoli primit.ivi si nutrano abitualmente di carne putrefn.tta e C'ome anche fra le stesse popolazioni civili i cosidetti buongusta-i a.pprezzino in sommo grado la cacf'iagione qu:.mdo è già in st.a.to di putrefa7ione, e ciò $enza risentire alcun disturbo. Tn ogni modo, poichè nella letteratura i casi di intossicazione da protei 11ono bene accertati (t.ipico quello di Dieudonnè in seguito ad alterazione <li un piatto di patat-e cot.te), è indubbiamente da ritenere che il proteu!J, in ~
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(: J.I AV\"EJ.ENA::IIENTI DA ("ARNI':
dett>rminate circostanze, può a.s:;un)ere una virulenza part,icolare, anormale, di cui ignoriamo la ragione d 'essere, ta.nto da divenire p atogeno con i suoi prodotti tosr-ici. N cl caso s peciale però la ebollizione, quale si pratica. abitualment~ nella confezione del rancio della. trnppa, è da ritenere che fosse sufficiente a distruggNe non solo i protk'i che s i fOl-ji;ero potuti t rovare nella carne, m a a nche le loro tossine ; in quanto è risaputo che quest 'ultime sono poco resistenti, essendo giù. indebolite nella loro Mione a 58-6oo, e distr utte complet~mtente a 65o per un 'ora, (Pfuhl) . Et;iste però nel nostro episodio un 'altra circosbtnza degna di rilievo, cioè che la. c:trne. non fu consumn.ta subit.o dopo la cott.ura, ma ben sì tagliata. e racch iusa in una marmitta e distribuita dopo 8 ore. Quin<li non può a priori esclud('r:<i una contHmioazione accidentale i n questo periodo, tenendo conto che la truppa trovavasi in ef:cursione e quindi non poteva avere tutte' le comodità e ta,nto meno osservare le pii1 rigorose misure di pnlit:ia. Bd un rilievo important.è avvalorerebbe tale ipotesi, cioè il fat,to che un cuciniere, ehe mangiò per primo la, carne alla mezzanotte, cioè poco dopo cott.a, non .ebbe alcun disturbo, mentre lo stesso individuo, avendo il giorno seguente mangiato la propria razione come gli alt.ri~ ebbe dopo f> ore identici fenomeni tol)sici. Per conseguenza !"inquinamento da protei, se pure non può accettars i solo in base n.l reperto positÌ\'O del laborat.orio, può però non esclud ersi dall'esame critico della. fenomenologia clinica. e dalle varie circostanze di fatto, t;mto più che l'attuale episodio presenta. notevole analogia con altri e spenialmente con qucllo narrato da Bart hlciu , in cui fu llictuamentf' accert ato e:o;::;ere stato il "fJrotws l'agente causale della intosskazione . Riferi:o;c·e il detto a utore che nel giugno 1918 fra le t ruppe del scttort> di Verduo si verificarono 2000 casi di int ossica.zione da ca,rne insaccata, che fu c:onsumata circa, due giorni d opo la sua prepara7.ione. I n questi due giorni, la <'arne, pl:'r ra.giorii di t:icurezza. militare, fu fatta viaggiare a lla nottE> e durante il giorno lascia.ta in strada o in qua.lche mngnzzino di depol'd to, ~enrprc e~posta a temperatura. for tement e elevata. T sintomi fluono anche in qtw~to episodio vomito, di:;trrea., dolori addominali, dolor di t esta, sa pore meta.llico in boccr~ e senso di secchezza alla gola, e le ricerche batteriologiche accE'rtarono s icuramente la presen;r,a nella carne del 7Jroteus. Da notar~ però che gli indi vidui ohe consumarono la c~u·oe appena preparata, non ebbero alcun disturbo, come appunto a.vvenne nel caso nostro. Un altro episodio di intossicazione da protei è riferito da Bellei, il quale ebbe .n riscontrare il detto germe in salsicce di ma,ialc, che, pur non presentando alterazioni a pparcn ti, era. no state cau;;a. di disturbi tossici nei ricovera,t i e personale di servizio del reclusorio di Castelfranco dcll"Emilia . · Pfulll accertò pure che il prot<>ns era, stato causa di intossicazionE' in 81 soldati del 10o .Corpo d 'Armata tcde~co, i qua.U erano stati colpiti da disturbi digest iYi 4-5 ore dopo la consumazione di salsiccia . F enomeni simili furono osserva,ti ancora da Scbumburg in una epidemia io H aonover io 34 persone che avcv<l>no mangia,t o salsiceia confezionata con ca.rne bovina,. In genere l)erò in tutti questi episodi il decorso fn piuttosto henigoo, come a ppunto è avvenuto ocl caso nostro.
OLl l\. VVELENA.M.ENT! DA CARNE
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H.ICE RCBE fil'ERIMENTA L[.
Per i caratteri spe.ciali che presenta l'attuale epi~;odio il cont.rollo con ricerche sperimenta.li, che riproducessero, per quanto possibile, le condizioni di fatto dell'episodio stesso, poteva facilitare in un senso o nell'altro la spiegazione di e~o;so, sebbene, evidentemente, i resnltati che si ottengono dagli e:;perimenti sugli animali non pol'l:;n.no senz'altro t.rasferirsi a ll'uomo, e tanto meno nel caso attuale, date le differenti a.bitudini, nell'alimentazione e le diverse sensibilità. dell'int.est.ino. Perciò, in base alla. frequen?.a. con la quali', nei precedenti episodi, i vari germi sono stati riscontrati nelle carni guaste, ho prel\o particohwmente in esame il p1·ote1ts, il B. enteritirlis Gc'irtlle1' ed il paratifo B . Per il protet's ho usato le due vu.rietà, v·ulaa-ris e ntira.hUi.~, ver il paratifo B. e Gat·tntr due c.eppi elifferent.i per ogni germe e chl poco tempo isolati . Con sospensioni in brodo di culture recenti dei detti germi ho inquinato della carne di bue acquistata. dal commercio, t:~, dopo l'inquinament.o, l'ho tenuta per 24 ore in termostato::~ ;{no. Quindi, dopo nvel'ln. fatta c~uo eere per 3 /4 d'ora in acqua. dai 90 a.i 100o, l' ho di tribnita. a vari animali (ratti bianchi, gatti e eani ), tennt.i pt>r uM notte :'l digiuno, iu modo che la c.onsumazione avvenisse rapidamente ed in quant. tà. abbondante. In nessun caso, pur avendo ripetut.o l<> es11erienze 4 volte per ogni ger111e, ho potuto notare il minimo disturbo. In se.guito a questi primi resultati negativi bo modificato alcune circostanze dell'esperimento, e c·iot>: Per accertare S<' eventualment-e le eondi· zioni di ossigenazione d<>lL11mbiente·-potessero inRuirE:' sull'attivit.à biochimica dei protei, ho racchiuso la carne, dopo l'inquinamento con tali germi, nell':ìpparecchio di Ga.lvagno e Calderini. entro il quale praticavo il vuoto, in morlo da mant-enere la carnt> in un a.mbiente anaerobico. In tali condizioni l'altera.zione eli quest;t è stata, un po' ritardata, ma ciò nonostante, dopo cotta nel modo solit.o, non bn can:o;ato agli animali il minimo disturbo. Cosi pure nella ipotesi che il B. entl'1'ilidis Giirtnrr fosse capac·e di produrre sostan;r.e tos:-irh(' ~olo se penetrato nellf' <'arni ùllra ·vitmn ho, inocnla.t.o un coniglio per la vena marginnle delron'cchio con cnlt.nra del detto germe, verificandosi la morte eou i segni di un.,, violenta. setticemia nello spazio di 4~ ore. P-ot.toposl'a la carne a.lla cottura nel modo anzidetto P poi somminist.ratn ag-li animali, non si (> dimo:>trata affatto nociv!l nonostante che fosf:e stnta a.bbondantemente ingerita.. .Ma un'altra circof>tanza dell'<'pisoòio ho creduto opport.uno tener presente, cioè la, mancanza di catth·o odor<' della rarne, e ciò specialmente per gli interessanti ~tndi di WPinberg e Ginsbourg sulla. pntrefa?.ione i,n. 1-'i·vo. È risultato difatti dalle ric·erche dei detti à ntori che se: in grnt•rc•, h~ decomposizione dE:'llP sostanze prot.eiclw si arcompagna alla. fonnn?.ione di ~<o!<tanze putride, non sempre però così avviE:'nP, poich(> t.nlvoltn. tal<' decomposizione si compie senza t>liminazione eli soRtan?.e di oclore sgr}ldevole, per il fatto che la disintegrazione delle prot.f'ine può essPre completn giungE>ndo fino alla forma1.ione di H 20-0 0 2-e ~H 3 • N on solo ma. OmE>lianski, qna 'cb e a,nno fa, const.ntèl pure che nn n protf•olil'l i mic-rohir~l pnb in cert.i
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G f.l AVV F.LEN.o\YE NT! D .o\ ( ' AR.NE
l'asi JJroùurre anche un odore profumato . .t~ ciò egli risc·ontrò esser dovuto a.d un germe speciale da lui isola.to e denominato Barterium estero aromat i<'u.m. Per gentile cortesia del prof. Weiuberg avendone potuto avere un ceppo, bo inquinato della carne anche con questo bacterio, ~;ot.topouendola sucees~:~ ivamen te a. cott ura con le solite modalità, consta.t.ando effettivamente che dalla decomposir.ione <:ausata daJ det.to germe si sviluppa. un odore valerianico non del tutto spia.cevole, ma che la. carne con esso contaminata nessuna a1.ione tossica esercit{t sugli animali, anche se vi i' asaociato H proten$. Quindi, nell'insieme, le ricerche sperimenta.Ji sarebbero risultate nega· tive, nel senso che, inquinando la l",arne con ceppi di laboratorio e cnocendoln. come si u;;a per la confezione d('l rancio, non avrebbe prodotto negli animali alcun nocumento, ment.r e la narne guasta della compagnia a.lpina provocò in un cane disturbi tossici evidenti, come nei militari. , ln ogni modo, se pur negat.ive, tali ricerche confermano qu~llo che è stato ripetut.ament.e asserito, cioè che nelle int<O~>sicazioni alimentari debbono in certi casi verificarsi condh:ioni speciali di ambient~ per lo f; vihlppo dei batteri, e forse fenomeni di simbiosi, a noi sconosciuti finora, (·he a.umen tano la virulenza di alcuni germi e favoriscono la produzione di speciali sostanze tossiche. Riferendo poi tali ricerche all'episodio d~lla. Compagnia alpina, seuipre con le riserve circa l'applicabilità all'uomo degli esperimenti Rugli a.nima.li, potrebbero esse fonùrci un argomento in più per far propendere per una, contamina.?.ione della c.arne dopo la cottura, dato che negli animali esperimentati i prodotti tossici dei germi più comuni ed at.tivi, causa di alterazione della carne, sarebbero stati resi innocui con la <lOttura di questa nel modo che abitualmente si usa. per la conff'zione del ra.neio. C ONCLUSIONT.
L 'epi!>odio di intos,;ica.zione collet tiva veriticatosi nella. Compagnia mitraglieri del ; c Reggimento alpini è da. at.tribnire sE-nza dubbi<' alla t'arne ed è da presumere che la contaminazione sia a.vvenuta dopo la marella r.ione e proba.bilmente nel lasso di tempo fra la cottura e la distribuzione alla truppa . Per il te mpo trastorso fra la ingt•:tione della. carne e la comparsa dei r;intomi morboi5i e per la fE-nomenologia. clinica di questi deve ritenersi che ~>i sia trattato non di nna· forma infetti va, ma. bensì di una intossicar.ione <'ausat.a da. tosRine bat.teriche già elabot·ate nella carnt' prima della in~e· stione. E pnr non essendo stato possibile sta.bilire con certezza quale sia stato l'agente mierobico che ha determinato l'alterazione della carne, io ha.,;e ai dati clinici ed ai reperti di laboratorio, per quanto questi po>'>iano essere nel Ntso speciale prohativi, può <'On qualche fondamento sospettarsi l'he ne sia. stato causa il protetti/. Le ricer<'he sperimen tali mediante <'eppi di laboratorio in un certo :-:en"o c·0nferma no ehe la produzione eli soi\tanze tossiche da parte dei vari gt'rmi, e ì>pef·ialmcnte dei saprofiti , deve essere subordinata a speeiali
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GLI
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DA C"ARNF;
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condizioni dci :mbstra.to nutritivo e forse a,d associa.zioni mierobidH', di cui finora non è po!~sibile un preciso aceertamento. Dalle stes:-;e ricerche, pur con le dovute riserve, potrebbe indursi che la prepara-zione della carne a. lesso nel modo usato per le nostre truppe garantisce più degli altri met..odi di cottura dalla eventualità di int.o8sica.zioni, data la durata e la. Rpecie della cottura stessa, purchè naturalmente la carne non si contamini successivamente. N e è riprova il fatto che gli episodi citati nella letteratura si riferiscono per lo pH1 a carni insaccate o poco cotte, ovvero a contaminazione dopo la cottura. E poichè nel nostro Esercito non si fa uso di carne insaccata, a differenza di altre nazioni, e quella della razione a limentare è abitualmente consumata subito dopo cotta, trova con questo spiegazione il rilievo fatto in principio, cioè che gli episodi di intossi~ione collettiva sono stati e sono fra le nostre truppe rarissimi. D'altro canto questo episodio mette in rilievo un'altra cu·costanza assai importante, cioè elle le altera.zioni della carne, s.eppure assai accentuate tanto da provocare disturbi tossici, non sono sempre apl)ariscenti. Conferma infine l'importanza massima che banno il t.rasporto e la ma.nipolazione delle carni per la. loro conservazione. A tale riguardo qualche eosa. vi sarebbe da dire anche per il nostro E.;ercito, poichè, mentre molto si i• fatto in rapporto al buon approvvigionamento delle carni, poco invece si è provveduto al riguardo del trasporto e della successiva conservazione di queste, esse.ndo t.ali provvedimenti per lo pii• a.ffidati a mezzi di occasione, che non rispondono affatto a norme
igieniche, e cbe quindi, in circostanze speciali, possono· rappresentare nn evidente pericolo per l'incolnmit.à delle truppe.
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17() K VPl'EL~IAYR lf.:
Zur Ka;:ui;;tik d e' t' F lei,.,chvt>rgifttmw·n. Rtdchsgeswulheit.9mnte. Hd. 55. H oft 2.
Arbeiten mliJ d-em
T raitt: d ' Hygién e mi litaire - 19l l.
LEMOINE MANZJ NT
G.: Il gruppo dPi pamtifi m•lle malatti t> d egli a nim a li. Boloj.!na, 191 5.
Lu~TH1
A.: )[aiMt ie inft"ttive df',!li animA li. \ 'allar<li, HJ2:!.
1\fAYEH:
Zur Frage d flr Flt>i;;chverg ifter. -
MANO E T. R. : Ztn'
M iinch. med. Woch .. 11H 2, n. 40 .
Frage dC' t' Fle i~c hvergifter. -
Centra/bi. f. Bakt., etc. &1. 6(i,
H el't 2 (4. ì\1 UCH H.: l{iinstlichA Yirulenz
und ('hcmic. -
lJeutsc!te m ed.
lYoch., 192 1,
n. 22.
111ULT.ER M. : Flt>isf'hVN')(iftet• und Nahrunusrnitt.eh·er~iftnnl! in ihrer .Reziehung zur intmv italen 11nd postmort. l nfektioll d es } 1ei.sches der l:;chlachtiere. Cmtralbl. f. Bakt., etc. Bd. 66• .H eft 2 f <!. 1
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Trattato d ' ig ien e.
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Pat·ill. BaillPre . 190!1.
Empoisonuem ents a limen tai re.<> dans \es arm(·e;;. -
Rapport
an co ngres d'h.'·!Zi i·no de BP-rli n. Octob re, l 907. SEED.E RC F.tl e l ( ORF:NTSC' II.t::W:o;KY: Ccm l rctfbl. TIDimTJ: Sperimen tale 'l'llAt<ntAl'N:
\\'F:IJ'\DER(l
f. Bcc~·t. -- Ori ~ inale. Rcl. 95, 1925
1906 - 1911.
Z1•itsrh. f. H yy .. 1!108. \', (10.
e C:t!-!SBOl_' H (: : R er!terdtf':< SII l ' lH rutrE'fl\el ion !Il \'l \'l) , -
Pastt•>1r, Hl2ii, n . 8.
'
A nnoles
17L SCUOI.A CENTRALE MfLITARE DI EDUCAZIONE FISI CA FARNESI NA- ROl\IA LABORATOIUO 01 FlSlOLO(!lA APPT.lCAT A
l TONOORAMMI DEL RESPIRO DURANTE ALCUNI ESERCIZI fiS!CI NEl MILITARI IN ALLENAMENTO . per il dott. Ugo Cassinls, maggiore medico.
Lo studio grafico della funzione respiratoria durante il lavoro mu· scolare è reso difficile dalla contrazione dei muscoli toracici, la cui curva si sovrappone ed altera la curva normale del respiro. Tutte le ricerche perciò si sono aggirate intorno alla variazione del rit mo, deUa frequenza, della qualità del respiro <'onfronta.to primi~ e dopo ogni e:crcizio, deducendone così l 'effetto di esso sulla meccanica respiratoria come, indirettamen te, l'intensità. del- Nti 'l~> l 'esercizio st.esso. Amar n ell '« organizzazione fisiologica del la voro >> studia la funzione respiratoria nei mutilati sottoposti a, lavoro sperimenta,le col ciclo-ergometro. ·--Nelle « leggi scientifiche dell'educazione respiratoria 11 ri- (:ì oc< d prende lo stesso studio specialmente riguarclo a l cielismo effettua.to col ciclo-erg-omet.ro in soggetti sani o affetti dn, alcune forme morbose. Fa. uso della doppia valvola di Teissier, colla quale, dopo chiuso il naso '1.• con una pinza, si può raccogliere l'aria espirata })er esaminarla e dalla quale si può deriYare con Fig. l . - ticbemn (Ici boe<·~llo della rnllS('bern <li Peoh un tubicino situato nella pal't.O o dolio. torm1\ll ionc delle concntl Jutcrall dell'arill inferiore dell' imbocca.tura la i n - où - espir·utn. pressione laterale della corrente d 'aria inspiratoria od espiratoria e portarla ad una capsula di l\Iarey. I gra lì ci, <:Ile così si ottengono, egli chiama u tonogrammi >> , espressione della pressione latera le di detta corrente. Essi corrispondono esattamente al pneumogramma ; però non ci danno alcun a idea della meccanica respiratoria, ma solo del ritmo e della frequenza degli atti respiratori, della regolarità o meno delle singole fa.si o della variazione della ventilazione polmonare. Io bo adoperai o un'alt ra maschem molto più sen sibile; quella del manometro di Pe<'h (fig. 1), la
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l 'l'O:-<OI:I!A)IMI ll~:L R~:~PIRO lliJ R.IXTI': .'>LI"lJNI
l·:s ~:ltCIZI, ECC.
quale comprende anche il na;,;o, ehe non vi4'n pin?.ett:o~cto. L 'a-ria che si in-
Rpira e si espira pa,.:;~;a per lo ~;teS!iO tubo posto davanti alla bocca. Da questo tubo si stacca un tubicino che :si collega con una capsula di 1\{arey. La. ma-schera resta applicata alla testa. con un robusto nastro di gomma <' chiude ermeticaml'nte a mezzo di un cHscinetto di gomma pieno d 'aria. rhe la fa appoggiare alla faccia. i;i può unire alla penna scrivente il soggetto da esamina.re con un tubo di gomma di 5-6 metri e !asciargli con <·iò una certa a.utonomia di movimenti. I vari ~:~postamenti del tubo non dànno alcuna a.Itera.zione del graficq respiratorio. Si comprende che in tal modo non ~ possibile studia-re t.utti gli esercizi, ma solo una parte di PSSi. Ho preso in esame co=-ì il tonogramma del respiro nei seguenti: l 0 )fovinwnti delle bnwda in avanti ed in dietro a corpo eretto in posizione di attenti ; 2~ Flesr:;ioni anteriori del tronco. 3° Fles!,;ioni laterali del tronco; (energiche) -!° Flessioni in avanti con rota:>:ione del tron<'o e inero<'io deUe tn·ac-t'ia. fa t te con discreta. intensità ; 5° Pjegamenti sulle ginoed1ia fatti un pc) in frett.a; 6° Sollennnen to d<>lle }!amb~ e~te.<;e <·on <:orpo r;upino fatto I-apiùamente. · 7° Arrampicata alta. fune a, l:ml.cci~~ e ga-mbe, a sole bra<·<:ia.1 a, :.;quadra. 8° .Fles:>ioni agli anelli e ~•ppogg-i con :>Ja.ncio o lentamente : ('apovolta.. 9° Fles:.;ioni vohmti alle parallele ; 100 Salto in lungo rla fermo e eon rincorsa breve ; 11° Salto a-Il 'americana. da fermo ; 12° La.ncio di giavellotto, e getto della palla, di ferro; 130 Sollevamento prsi ; 14° Pungimball ; 15° Saltello. Esercizi dunque blandi - moder:tti ed intensi - . Riassumo bre·n.~ mente quanto si può dedurre clai vari grafici, dei qua.li riporto alcuni esempi. l 0 Jtovimento delle braccia dall'a va.nti in dietro a corpo eretto in posi:::ione 1·igida, d'attent'i (v. fig. 2) : - Poco dopo iniziato il movimento delle braccia con energia, il soggetto respira. passando da.i 19 ai 24 atti al mi-
nuto. Le respirazioni ;;i fanno r:;empre più profonde fino a divenire 5 volte più a-mpie ~be nello sta.to eli riposo, l'iospira.zione f- più brusca e l'espirarazione più lenta, con lieve au·enno ad una sosta, talora a due. Sono frequenti accidenti della curva preva.lentemente nel punto di passaggio fm l'espirazione e l'im;pirazione che si devono interpretare come dovuti au nn :n·resto del 1·e;;piro nel momento di lancio delle braccia in ava.nti o indietro. Il moYimento 11a dunque luogo dmante l'espirazione e culmina, (·o lla fine di questa . 2o Flessioni anlerior·i del t.roneo (v. fig. 3). Durante quest.o e::;ereizio H t>oggetto compie 2~ atti re:spira.torii al minuto ; la flessione, fino a toc(·al·c t(•rra colle mani, tenendo le gambe rigide, ba luogo dura.nte l'espi-
r. il
'l ·''
I TONOORAMMI DF.L RE:ST'IR() DUUANTJ,; Al.("U!'ll J::SERCJZI, ECC.
17 ~
razione che si presenta anche quì intercisa , nel raddrizzarsi il soggetto inspira bruscamente. Nel momento di passaggio dell'espirazione all'in· spirazione, pitì raramente al contrario, hanno luogo nalla grafica gli stessi accidenti che per l'esercizio precedente ma più accentuati e dovut.i ad
'Fìg. 2. -· lllovi mento dP.IIc Lrnccla dall'avanti In dlot-r o.
~'i g. 3. -
Flo3Sioul :u•tcriori clol tronco.
~~ atTe~to mornenta.neo dell'espirazione nel m.omento del m<tt~l3 imo sforzo 1 fiesstone. In questo istante la pennina del l\'larey, non più sostenuta
~ali~ pressione della corrente la terale dell'aria e~pirata, cade per solle-
~ arst ~ubito dopo col completamento della fase espiratoria. Flessione ed ( stenstone del t ron(•o sono compiute in secondi 2,30. t 3o F'lession·i laterali llel troneo i11 posizione di attenti (v. fig. 4) : manenendo l'arto superiore immobile <'Ont ro il tronco e farendolo :o;(·ivola.re,
174
l TOl'IOOltA:\lliU Dl!:L 'RI>!'!PIRO DULUNTJ:: ALCUNI ESERCIZI,
Et:C.
nella, tlessione, lungo la coscia tìn sotto il ginocchio. Gli atti respiratori diventano pl'esto fl'equenti e profondi (32 al minuto). Anche in questo
esercizio la inspil"azione è brusca, l 'espu·azione irregolare, ta,lora con pause apneicbe, ta.l'a.Jtra senza accjdenti, o con marcati accidenti sempre nel passaggio dall'espu·azione all'inspir{~zione. I ..e due flessioni si compiono in due secondi e sernpre nella fa:se espiratoria. 4° Fle.~.~io 1w i1~ ara.nti con rota::·ione del tron(·o e i!lrcrocio delle braccia :
Il l'espiro si fà più profondo a mism·a cb e l 'esercizio si protrae fino a rag-
giungere 40 at.ti al minuto <'he ùiminttiscono nella seconda me~à del lavoro riducendosi a, 2(), indice dello stabilirsi d 'un ritmo respiratorio che va
F'ig. 4. -
F'l<J.ssioni laterali ùel tronco.
d 'accordo col ritmo di htvoro. Il movimento è eseguito con una certa int.ensità; l'intero movitnento di flessione del tronco, la torsione con spo1'3taw~uLo della ma.uo dc:sLra ·<tl ili fuori del piede 8irùstro e .della sinistra al di fuori del piede destro, e il raddrizzamento, occupano' 3 atti respiratori e durano J, 3/ 5 !'!econdi. Gli atti respiru.tor'i sono per lo più regolari. 5) Pirgamento sulle ginocchia (v. fig. 5): Il soggetto esegue 45 flessioni in 98 secondi con 45 atti respiratori , media di 34 ntti. al minuto, che si fanno più profondi col progredire dell'esercizio, con evidente aumento della ventilazione polmonare. Il ritmo respiratorio è perfetto, una flessione ogni espu·azione, un'inspirazione ogni estensione. Non si nota alcun accidente speciale sulla grafica. I)O Sollet•ttmento delle gambe ·i n estensione con il corpo supino (v. fig. 6) : Il movimento è eseguito COlf discreta, velocità (cbi lo compie lo pratica nell 'apJ>rendere la lotta giapponese) facendo 16 sollevamen ti di una gamba in 10". La inspirazione è b!"usca ed avviene nel momento nel quale l~ .due gambe sono abbassate, l'espira.zione è prolungata e comprende il solleva.mento d 'ambo le gambe. Raramente questo si effettua nel mo-
l 1'0:S001tA:IUtl DEL RESPIRO l>URA,N TE .U.CUNr ESEltCIZl, ECC.
Ji5
mento del passaggio dall'inspù·azione all 'espirazione e si traduce cogli accidenti del grafico, di cui è sopra parlato. In tal caso deve attribuirsi ad una alterazione nel ritmo di lavoro. La frequenza respiratoria è di 30 al minuto ; ogni 5 atti respiratori 18 sollevamenti cioi\ 3 sollevamenti ogni fase espù·atoria. (due della gamba destra - uno della sinistra).
•,'
Flg, 5. - Plcgo.mcnti sulle ginocchia.
7° Arrampù·ata alla fune (v. ti~. 7): a) con le braNi(~ e gambe 7 metri di salita e di scesa in 32". Il soggetto parte appena compiut.a un'inspil·a· zione, resta in apnea per 7 secondi (in alcuni casi inten-otti da piccoli movimenti espirator! per espulsione d'aria dal torace compresso dallo sforzo di ~ollevamento); quindi riprende il respiro in maniera irregolare e spesso compie altre brevi apnee che seguono ad in~piTazioni profonde e brusche. Dur;lnte la discesa conserva lo stesso tipo respiratorio, talora però la profondità diminuisce, ma l'espirazione presenta dei piccoli plateau eorri·
176
l TONOGRAMMI DEL JtF.SPIRO DUR.\XTE AT.C'l'N'f F.St:ltC IZJ, ECC.
spondenti a brevi sospensioni di respiio. Riprende terra e resta di:;pnoioo per qualche tempo ; b) a sole braccia : 4 metri in 20 .. : p re via una profonda inspirazione si distac.ca da terra e per circa 6" non respira, ma la gabbia toracica presenta movimenti piccoli, di certo passivi, di espirazione ed inspirazione interrotti da una inspirazione attiva alquanto profonda (l'aria contenuta nei polmoni è diminuita di molto per le eontrazioni muscolari che la fanno fuoriu:;rire durante J'a,pnea e lo sforzo museolare impone di ri-
Pig. G. - :'ìollovamcnto gnmlJc n corpo su p i no.
d = gtl lll IJII tl<'sl rl) S = gnmha sinis tra
stabilire quel grado di distem;ione toracic·a snffiticnte a dare valido appoggio ai muscoli pettorali e dorsali che devono favorire l'arrampicata) se~,u ìta da a ltri 4" di apnea tbe finisrr ron una profonda espirazione. C'ontinuano atti respiratorì profondi ma regolari c·be per"istono fino al ritorno a terra e precisamente si accorda il rit.mo di arrampicata col ritmo del respiro. In a,Jtri casi sono più frequenti le pause apneiche che interrompono la espirazione tant.o durante la salita che nella dis(:.esa. c) a squad1·a: (v. fig. 8 ): come sempre il soggetto parte in apnea inapiratoria della durata di 3 · ', q uindi respira. con gr ande irregolarità,
cioè compie profonde e rapide inspirazioni e delle espirazioni in più tempi spesso interrotte da apnee di durat.a variabile. Il ritorno a terra è ca-
I TONOORAl\lliU D EL 'RESPIRO DURANTE ALC:.UNr ESERCIZr, ECC.
177
ratterizzato in tutti i casi da. maggior frequenza del respiro (30 al minuto, che dura qualche minuto.
so Agli anelli : ~) flessioni : in 14" compie 7 flessioni, inspira nel sollevarsi, espira
nel discend(:we, l'espirazione è irregolare e talvolta presenta pause apneicbe rilevanti specie a misura che la fatica e quindi lo sforzo aumentano; b) ~ospetnsione e appoggio a bra<"cia tese (v. fig. 9) : appena impugnati gli anelli inspira ed entra in apnea, per 9", dura.nte i quali compie
1-•tg. i . - .~rr&nlpicata olia fune cou gambo c braccia.
il movimento di soRpensione e di appoggio lento, in appoggio riprende il
respiro regolare rna più profondo e nel discendere e toccar terra presenta lievi irregolarità di respiro a carico della fase espiratoria. b) l'appoggio con sla.n cio differisce solo per la minor dm·ata dell'apnea (6"). In appoggio, dato il minor sforzo fatto per arrivarvi, il respiro è meno profondo ; c) capovolta da. fermo : in istato di a.pnea inspiratoria che dura 4 %" ha luogo la capovolta; a,ppena il soggetto volge verso t~rra i piedi, espira e compie due atti respiratori profondi, quindi durante un'espirazione rallentata con lievissima apnea compie la capovolta di ritorno. 9o Flessioni volanti alle pa1·allele : Si porta in appoggio con ispirazione 3 volte maggiore che nel riposo, in appoggio compie un profondo atto respiratorio e inizia le flessioni volanti compiendo ogni flessione durante l'f:lspirazione interrotta da breve apnea (2"). Spesso il soggetto non allenato perde il ritmo e compie alcune flessioni durante l'inspirazione, mentre nel soggetto allenato il ritmo respiratorio coincide col ritmo dell'esercizio. La profondità degli atti respira.2 - Giornale di medicimz milikm. - Fll8C. III.
178
1 TONùGRAllll\11 DEr, ltESPIRO DURA...~TE ALCUNI ESEJ.tCYZI, ECC.
tori aumenta col progredire del numero delle flessioni. Compie 13 flessioni in 25" con 14 atti respiratori. 10° S aU,o in l1mgo da f ermo : inspiTazione profonda prima di spiccare iii salto, lievissima. sospen sione del respiro durante il salto, egpirazion~ profonda nel momento di toccar terra. · e con rincorsa: durante la rincorsa le respirazioni sono profonde, il salto è fatto colle modalità respiratorie precedentemente dette, segue per maggior tempo respiro più frequente e profondo che nel riposo. Nell'uno come nell'altro esercizio non si verifica alcun accidente speciale nelle varie fasi respiratorie. 11° Salto all'americana da fermo: metri 1.10 ehe il sogget to supera inspirando profondamente nel momento di sea t tare; e resta.ndo in· apnea per
• ~·~~- 8.
- Arr.a.mplca.ta a. t la. fune a. squadra
8 secondi, ment re passa soprn. il cordino. Riprende il ret>piro con una profonda espirazione appena tocca terra , e rapidamente il respiro torna nor- male. 12o L ancio del giavellotto e getto ilella palla ili f erro di kg. 5 : N un differiscono sensibilmen te i due esercizi se fatti da fermo o con breve rincorsa ; il lancio è sempre e8eguito nella fase espiratoria (dopo una più profonda inspirazione) e r espilrazione è sempre !'allentata fino talora ad a.rrestarsi p er 2-3 secondi durante il lancio o il getto.
13° Solle'vamcnto pesi : a) spinta con dtte bra<x:ia kg. 60; nel chinarsi compie un·inspirazione media, impugna il manubrio e t.iene il respiro per un secondo durante il qual tempo solleva il peso fino all'altezza delle spalle; inspira profondamente e trattiene ancora il respiro per un se~ondo, quindi compie tm atto respiratorio moderato e durante un terzo periodo apneico di 2 secondi solleva il peso sopra il capo. Respira allora profondamente e durante un quarto periodo d 'apnea inspiratoria di 3 secondi porta il peso a
l TONOGlU,,, nn D EL R ESPIRO DURANn; .U.('UNI El:lERCI ZI . ECC.
179
terra. Respirazioni dunque irregolari per profondità, . con un totale di 7 secondi di apnea s u 15 secondi impiegati nel compimento dell 'esercizio. (v. fig. 10).
b) sollevatnento lento a 2 b-raccia di kg. 50 : come al solito impugna. il peso dopo inspirazione profonda e lo Aolleva fino alle spalle durante un'apnea di 5 secondi, apnea più lunga per la maggior durata dello sforzo. Compie il sollevamento in alto durante un'altra espira.zionc che si presenta appena irregolare. Durante un atto respiratorio profondissimo fa scendere il peso fino a terra dimostrando tma mag{!iore lentezza degli atti respiratori immediatamente s uccessivi. Impiega 14 secondi. (v. fig. 11); c) a spilnta con wn solo braccio kg. 45 : resta in apnt>a per 4 secondi nell'impugnare il manubrio e, fatta un'espirazione ed una profonda. inspirazione seguìta. da un altro breve periodo apneico, solleva il peso fino alle spalle. Accenna a compiere un 'altra inspirazione, ma. si arresta. per
1-'lg. 9. -
Appoggi llgll auelll o. braccio. tese.
sollevare il peso in alto. Totale : 8 secondi di apnea. Appena il peso è in alto compie un profondissimo atto respira.torio durante il quale riporta il peso a terra. Le prime respirazioni che ~eguono sono rallentate con tendenza al formarsi di ripiani fra l'espirazione e l'inspirazione. Pungimball (v. fig. 12) : una ripresa di tre minuti di seguito. Questo esercizio è il più intenso. Il soggetto non è allenato, ma lo conoilce: cb e altrimenti non gli sarebbe possibile compierlo. La frequenza. e profondità del respiro cresce col progredire dell'esercizio; da 20 atti respiratori al minuto in riposo si sale a 36 nel primo minuto, 39 nel secondo, 40 nel terzo, per ritornare a 22 nel pri.J!lo minuto che segue alla. sospensione dell'esercizio. La ventilazione anche cresce progressiva mente, come vedremo in seguito (nel grafico è indicata dall'aumentare dell'altezza delle curve) e come ho controllato interP.onendo lo spiromet.ro. Durante tale esercizio il ritmo respiratorio è regolA.re: solo quando il pugno cade nel vuoto, il respiro si fa. meno profondo e più lento. Il movimento di estensione del braccio e l'urto del pugno sono compiuti nel passaggio fra l'inspirazione
180
l TONOOitAl\tm DF.L R ESPIRO DURANTE ALCUNI F.SERCJ ZI, ECC,
e l'espirazione per nn braccio, alla fine dell'espirazione per l'altro, il che è controsegnato nella grafica dai soliti accidenti che esprimono sospensioni brevi del res}JÌJ'O nel momento del massimo sforzo. Le due fasi respiratorie, pur non essendovi affanno, non differiscono sensibilmente in durata fra loro: spesso l 'espirazione è più lunga dell'inspira.zione. !la durant-e un'esercizio moderato nel quale non si compie alcuno sforzo, quale il Saltello (v. fig. 13) : continuato per 7' di seguito si può agevolment-e vedere quale shi il comport.amento della frequenza e della profondità del
l•'ìg. 10. - i;;o llevamento 60 chìl ogTa.mmi o splnt:l con 2 braccia.
respiro e meglio come val'i il ra.pporto fJ'a le due fasi respiratorie quando si stabilisce l'affanno e come vari la ventilazione polmonare. L a. frequenza non aumenta in maniera sensibile per questo tipo di esercizio, sibbene aumenta subito la profondità di ogni atto che nel 70 minuto è da 5 a. 6 volte maggiore che nel riposo. La ventilazione potrebbe essere già dedotta indirettamente da. queste differenze, ma lo spi..rometro ce l 'ha. data in maniera esatta minuto per minut o. Essa va, come vedremo, notevolmente aumentando per ogni atto respiratorio col progredire dell'esercizio. Quan· to alla dmata delle singole fasi in questo esercizio, si mette nettamente in evidenza nel primo periodo una maggior durata dell'espirazione sull'in.spirazione poi gradatamente collo stabilirsi dell'affanno l'espirazione si accorcia, l'inspirazione si allunga e vien compiuta in più tempi.
I TONOCIRAllflll DEL RESPII10 DURANTE ALCUNI 'ESF:ltCfZ T, E CC.
181
Con sidera.cioni.
Queste osservazioni sono pressochè uguali in t u tti i soggetti esaminati, i quali, essendo in allenam.ento, hanno acquistato già. la capacità di adattare il ritmo respiratorio al ritmo di lavoro e nei quali si osservano di certo nùnori irregolarità a carico del tonogramma, che nei soggetti che incominciano ad apprendere il modo dj fare gli esercizi. Ri<;ulta. pertanto l'importanza del tonogra.m.m.a. che J)erm.ette di studiare entro dati limiti l'effetto degli esercizi fisici sulla frequenza e profondità del respiro~ sulla. durata delle varie fasi di esso, sul rapporto fra fase inspiratoria ed espiratoria, sulla ventilazione polmonare durante ogni esercizio, come sul rap-
Fig. 1! . - Sollevuml' Oto 50 rhllogr~mmi leotu n due briiCein.
pot·to frct. il movimento fondamen tale componente l'esercizio, e la fase respiratoria durante la quale viene eseguito. Da quanto si ò esposto circa la. lettur& del grafico ottenuto durante i 15 esercizi studiati ~>i può riassumere che: a) durante il compimento di qualsiasi esercizio intenso come blan· do, ma eseguito con energia, si verifica aumento della frequenza ciel respiro che cresce col protrarsi dell'esercizio. Così nel soggetto, di cui le gra.fiche annesse, dai 19 atti respiratori a l minuto in riposo si pass;l, ai :
zo
22 coll'esercizio 24 id. lO 30 id. 60 32 id. 30
3 4 coli 'esercizio 5° 40 id. 40 40 id. 11o
182 J '!ONOC H.nDll D E L R ESPUtO DUR ANTE ALCUNI
~:SEHCIZI, ECC.
l TOIWGRAAUll DEL RESPIRO DURANTE ALC'U.NI r:Sl':P.CtZI, ECC.
Fig. 18. - Sa:tello (la porte inferiore corrisponde a l riposo ~ nl 1• Dlln ut.>; la p~ r:e •uperiore a parte del 5° e o• minuto di luvoro).
183
184
1 TO:-IOCRAlDfl DI::T, RII:SrrRO l)URANTI': ALCU:-If ESt;RCIZI, ECO .
::Segli esercizi di forza ed in quelli formati di ripetut i ~forzi non è pos· sibile tener conto della frequenza del re:;piro continuament.e interrotta da pause per il compimento dei singoli sforzi ; negli esercizi ginnastici moderati come il saltello la frequenza non varia sentiibilmente chè anche dopo 5 minuti di lavoro l'aumento non supera i 2-3 atti al minuto , ma varia in vece in m::miera piil accent.ua,ta la profondità di ogni atto. b) questo aumento di profondità indica un 'aumento della ventilazione polmona.re ehe su l tonogramma i>: espresso dall"altezza delle curve. L e curve di riposo equivalgono in media a ce. 600 d 'aria in od espirata e sono per lo più alte mezzo centimetro. La misura in eentirnetri della loro alter.za durante il lavoro può darci rinclice della quantità d 'aria, che entra ed esce per ogni atto rt>s piratorio. 1\fa. il calcolo, per quanto molto vicino al ver o (come bo osservato coi vari raffronti u ~ando lo spir omf'tro), non è mai cosi esat to come facendo la misura collo spiro metro, il che per speciali difficoltà tecniche non è sempre possibile. R.iporto tre esempi : nel salteUo il soggetto ha in riposo una ventilazione di 13 litri d"aria al minuto- nel primo minuto di !:!altello ne rE-spira 27.400, nel 2o minuto 42.1!)0 nel Jo e 40 minuto 40, nel 5o nel quale mantiene la vent.iJazione di 6 litri ogni atto respira 90 litri d 'aria. I n media per ogni atto dal 2° m.inut.o in poi, arriva. ad inspirare 2-3 litri d'aria e ad espirarne altrettanti. - Nel pùJgamwnw sulle ginocchia partendo da litri 1!).400 a riposo, compiendo 56 flessioni con 56 a.tti respimtori complessivamente durante minuti 1 ,50, presenta una ventilazione di li tri 47 e 400 doè tre volte mttggiore. ~ el pttn,gimball, nel quale è ri<'hiesta della, forza, l:'i arriva, ad nna ventilazione 4 volte maggiore che nel riposo che c.:orrispondP a. :3 litri e mezzo, ta,lora a 4 per ogni fase respiratoria. Cosicché con lO atti al minnt o il soggetto , aYendo tma ventilazione di 7 litri per res piro, aninl a ~80 litri al minuto. Queste cifre dànno una chia.ra idea d i qnale grandezza In ve.ntilazione polmonare possa ra~giungere dm·a nte alc-uni e:sen:izi;
c) il mpporto fra le due fasi respiratorie va.ria anthe molto da l'uno an·alt.ro esercizio, negli elementari a. <'orpo libero lt> due fa:si sono per lo più uguali o ~i ha ac·tenno a lieve aumento della durata, delrespira,zione. .Negli esercizi di forza ('Ome in quelli cost.itniti di rip<>tuti sforzi (pesi, a.rrampicata, a.nelli, ecr.) l"in:tpirazi!lne è brusc-a profonda seguìta da llll periodo di sospen~inne dP-1 re~piro che :;i è• visto raggiungere anche 8 secondi. Talora questa sospensione ha luogo a metà delres pirazione, ed è na.t malmente pii1 brevn. L 'a.1mea è seguita a sua volta da espirazioni!, or più or nwno profonda. In tutti gli esercizi poi l>Ì osservano degli acnidenti
i'iUlie grafìehe che eorri~;pondono alla fine dell'inspirazione o a.lla fine dell 'espirazion<' e debbono interpretarsi come lievissimi arresti di respiro. Soltanto nel salt"llo rhe è un e;;ertizio nel quale pUT non compiendtll\Ì alcuno sforzo si ha h~n preilto affanno~ si osserva ~n principio l'inspirazione brusca. e l'espiTnzione prolungata eon alcune irregol~~rità, dovnte al c.ontraccolpo sulla pre~ sione endotoraeica. del piede che puggia s ul terreno, così da f <:M" uscire l'aria :l tratt i ; poi c·.oll"amnentare dell 'aiTa.uno è l"espil·ar.ione che si fa bru~ca. e l"insvira.zionc invN·e più lunga ta.Lora in due o tre riprese (mppre:;en1 ate (htlla ÙPnt(•llal Ili"<~ tkìla linea, ùi:;tendc·nte del grafico X. U). Ciò (·orH·ordR f·nll 'o;.;spn ·;lr.ir,nr. empiriram('nte fatta cta.l IJa-
f TONOGRAMM! DF.L RESPIRO DURANTE ALCUNI ES ERCfZl, ECC.
185
grange che negli esercizi cbe dànno l'affanno l'inspirazione dura più dell'espirazione; d) I brevissimi arresti di respiro alla fine dell'i.nspiraz:ione e a.lla fine dell'espirazione, le pause apnoiche postinspiratorie o mesocspira.torie coincidono coll'esecuzione del movimento fondamentale dell'eRercizio (sollevamento del corpo nell'arrampicata, sollevamento de.l peso, andata in appoggio, urto del pugno contro la palla del pun(:timball, massi. ma flessione del tronco, ecc.). Se ne pnò dedune che la fase rel'l pimtoria, durante la quale si compiono i movimenti più importanti di molt i esercizi, è l'espira.."ione. L'inspirazione distende il torace e dà un valido appogpio ai muscoli che debbono impegnarsi nel lavoro ; l 'eRpirazione regola la pressione endotoracica e di conseguenza il grado di espansione toracica necessaria al miglior rendimento dei nnuwoli impegnati. Durante l'affanno infatti le cose non mutano per quegli esercizi che richiedono sempre il compimento di sforzi (v. pugno che colpisce la palla nel ptmgimball), ma cambiano per quelli nei quali il movimento è uniforme e quasi automatico come il saltellamento, le marcie e le corse. .Allora è l'inspirazione che diventa la fase principale del respiro necessaria all'adempitn('nto di quel tipo d 'esercizio. Conclusioni
Il tonogramma, dunque, raccolto durante gli es.ercizi fisici mette in rilievo l'importanza della fase eRpiratoria per il compimento di alcnni, della. inspiratoria per altri ; le -varia zioni talora notevoli della frequem~a e della profondità del respiro come della ventilazione ; le differenze fra le due fasi respiratorie che per alcuni esercizi è a vantaggio d eli 'espirazione per altri dell 'inspirazione. . N . .B. - Per la lettura dei gmfici annessi la linea discendente corrisponde a~' 1 ~P·~azione, .t'ascendente a.ll'e3pirazione. Dove però vi siano linee orizzontali c e s•grufìcano period i di sospensione del respiro. il primo tratto della linea. asce:•dente non deve attribuirs i all'es pirazione (quando sia mol t overticale), ma. >olo al fatto che la pennina scrivente torna alla s ua posizione di riposo per r:ncanza del sostegno dato dalla. press ione late•·ale de lla corrente respiratoria. La cap.. ula del Maroy ò molto seruoibile anohe alle più d eboli p~ioni la.te re.li. fig. l dimostra l'impiego rlella maschera.
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FEBBRE INFLUENZALE OFEBBRE DA PAPPATACI? OSSERVAZION I CLINICHE ED EPIDEMIOLOGICHE
'
per· il dott. Cesare Salvlnl, capitano medico.
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La. questione non è nuova e ricordo di aver letto, dopo la fine della guerra, parecchi articoli e note cliniche ed epidemiologiche pubblicati su alcuni giornali e riviste di medicina, quando, nel 1918, cominciava ad intieri.re la cosiddetta << febbre spagnola >>. E ricordo che si parlava di febbre estiva, di febbre da pappataci, di febbre dei tre giorni, di febbre climatica, di febbre influenz~tle, occ., chi sostenendo avere tutte, tali entità morbose, una etiologia unica, chi sostenendo il contrario. Por noi medici militari addetti a servizi reggimentali, occorre spesso, per ovvie ragioni, certo più che nell' ambiente civile~ con:>iglilne provvedimenti profilattiei, basandoci, sulle prime, q nasi sempre solo su dati clinici, salvo il conforto po1$tumo del responso degli esami batteriologici e microscopici, e ciò ogni qual volta ci è dato di constatare forme morbose clinicamente ben definite e a ca.rattcre epidemico. E la, necessit.à di agire prontamente è tanto più forte quanto più la malattia appare rapidament.e diflusiuilc, non dimenticando mai che forme inizialmente lievi, per varie ragioni, possono divenire gravi e che tanto minore sarà. la 1n·obabilità di serie complicanze quanto minore sarà il numero dei contagbti. Non tutte le malat.tie a car:>tterH dift'usivo ~!Ono facili a contenen;i e talora ogni mezzo profìlattico rimane ,·ano : ciò, per altro, non toglie che sia bene porre in opera tu t ti i mezzi a disposizione nella speranza di giovare. ~elle decorse p1·imavera ed estate ~i è manifestata fra i reparti di fanteria e fra. i carabinieri della Stazione principale di Zara una. forma morbosa che io non ho esitato, dopo i primi casi, a classifìc.are come influenza. n numero dei coutagiati nel reggimento è stato di circa 180, mentre quello dei carabinieri è stato di una die<'ina. Dei 180, 121 sono stati curati nella infermeria reggimentale, 42 presso il Corpo (ma isolati in apposito locale) ed i rimanenti nel locale ospedale civile, come quaRi tutti i carabinieri. La malattia comparve dopo poehi giorni dall'arrivo delle reclute della. classe 1906, andò propagandosi :-;ino nd avere il massimo dei casi nella 1• quindic·ina di luglio, per poi rle<'re.-;cere e scomparire verso la metà di agosto. Dm·ante ta,le periodo di tempo, la temperatura non fu che raramente conforme alla stagione, ma si nota.t·ono fa.cili squilibri per le pioggie e bruschi passaggi dal ca,ldo al freddo-umido. Nella fante.ria il maggior numero dei <'ontagiati si ebbe nel 2° battaglione disloeato neUa caserma Vittorio Veneto, prossima a quella occupata. dai c:ua.binieri. La i'~>nolltt>nc!o:ria. è statn, qua;;i llM t.utti i calli la ste11sa.: i sintomi però furono più o meno m:>rc·ati e piìt o meno difl'nsi a seconda della gravità.
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FEBBRE l NFLUANZALE O FEBBRE DA PAPPATACI ?
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d el male. La metà circa dei colpiti p1·esentò. una forma lieve, e cioè, quasi sempre nel completo benessere, il paziente veniva colto da brividi lievi di freddo, seguiti da scarsa elevazione termica (37 ,5-38), dolori al capo, alle articolazioni ed alla schiena, svogliatezza, inappeten za, dolori ai bulbi oculari, dolori di gola, sen so di sec-chezza alle fauci, t onsillite, faringite, in alcuni laringite, pol:so piuttosto lento. Tali sintomi, dopo 2-4 giorni scomparivano, cedendo la febbre spessissimo con sudore e lasciando l'infermo astenico per 4-5 giorni. L'altra. metà circa presentò una forma. meno lieve, es~;endo i sintomi suddetti più accentuati, la febbre raggiungendo i 39-5-40 gradi, marcata l'iperemia congiuntiva.le e la. lacrimazione, mentre si notavano frequenti èl>i.stassi, 8tl'TOSsamento notevol e del})alato molle, forte tendenza al sudore, quasi sempre complicazioni bronchiali, presenza (in qualcuno) di albtw1ina. n elle urine oe solo qualche volta modico tumore di milza. La sindrome intestinale (diarrea, stipsi, bocca cattivà, liingua biancogrigiastra) non allSlmse mai forma tale da prtwalere sugli alt ri sintomi: anzi fu spesso allsente. Tale quadro morboso cedeva dopo 3-5.giorni, risolvendo la febbre talora. anche dopo 48 ore con profusi suclori senza che residuassero postumi morbo~:;i degni di nota . Due soli pazienti ebbero m anifc::;tazioni cutan ee aYenti caratteri dell 'esantem~ morbilloso, ma non si notò desquamazione nè apparvero im-
nnmi quelle parti del corpo che com1memente non vengono colpite dall'esantema morbilloso o srarlattinoso- Tre ·eolpiti ebbero manifesta.zioni a carico dell'orecchio medio. La. guarigione per tutti fu l'esito finale della malattia. Ta le forma morbosa io classificai per « influenza 11 e tale la denun;da.i alle autorità sup eriori sanitarie militari, mentre per quei pochi casi cw-ati nell'ospedale civile locale fu emessa la diagnosi di uscita di << febbre da pappataci », molto facilmente per la conoscenza del fatto che la costa dalmata, mi si riferì, (Ira E>tata- spesso toccata da epidemie di febbre da pappata.ci in anni passàti e forse anche })er il fa tto che in parte la fenomenologia t\ simile. · Io, che sono da parecchio tempo in Dalmazia, non ricordo epidemie del genere, salvo una che fu classificata tale e che colpl, tre anni or sono, tutta la costa orientale dell 'Adriatico. P erò, pur non disconoscendo che alcuni sintomi dell'influenza sono simili .a quelli della febbre da pappataci, io penso rlle la sindrome morbosa ch e bo sopra d escritto ed avvenuta nella primave-ra-esta te del corrente anno sia da classifica,re come << influenza " e p er questi motivi : l. Nella febbre influenzale i bronchi partecipano spessissimo della
infezione (come è avvenuto nei casi da me citat.i), mentre nella febbre da p a.ppat~ci i bronchi non partecipano mai alla infezione ch e atta('ca le prime vie aeree ;
2. In quella sono state di lit>ve entità le turbe int('stiuali, mentre in questa sono frequenti e not-evoli ; :l. In quella frequent emente si nota. lentezza del pol>lo, me!:!.trc in
questa è pil:ilt.tosto raro a. rilev}\rsi ;
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k'EBBRS INFLUENZALE O l!'I::BBllE DA PAPPATACJ ?
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4. In quella 1nanca. il cosidetto ca.ratter1c;tico << rash » sulla. pelle della faccia, del collo, ecc. ; frequente vieeversa in qne8ta ;
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5. JJn. somiglianza perfetta dei sintomi riscontrati nell'attuale epidemia con quelli cow:ltatati nelle altre due piccole epidemie verificatesi n ell'inverno 1925 (55 casi) e nell 'est.at.e dello stes:;o anno (62 casi, dei quali 4 seguiti da morte per polmonite) ; 6. La coesistenza di vicende met{lOl'iche indi<.~ate dagli Autori come cause predisponenti ; 7. L'otite constata.ta come eomplicanza che non è difficile a riscontrarsi nella influenza, mentre, per quanto mi consta, es::;a non è una complicanza delle febbri da pappata.ci ; 8. (~ueste, se non erro, non sono mai cont.agiose da malato a sano, mentre non po~f>O escludere, nella epidemia descritta come influenza, il contagio diretto e per que:;te ra.gioni : a.) dei 5 infermieri~ :~ caddero ammala.ti per il contatto intimo con i ricoverati o dormendo e::;si nella inferrneria; b) nn pazient.e di chirurgia., dovuto tenere, per mancanza di po~;ti nella camera.ta insieme eogli influenzati, cadde ammalato anche di ta.le mltlattia ; c) nessuno dei colp.it.i mi ha riferito di ~wer avuto punture spechtli e che lasc.ia.uo un prW'ito particolare ; tl) il propagarsi rapido della malattia. da. militare n, militare vicino eli letto, mentre magari re::;tl"w<t immune tutto un reparto alloggiato in una C<'l.merata prossima, ma non comunicante coll'altra : 9. La conoscenza che l'influenza è una di quelle malattie non rare a verificarsi nelle caserme, specie all'<trrivo delle reclute.
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Se è vero che tali elementi, presi separatamente, hanno uu valore etio. logico ed epidemiologico relativo, io penso che sia pur vero che presi tutt'insieme pos:muo far orienta.re ver::;o una esatta, di<l>gnosi clinica. Ciò che avrebbe tagliato corto sarebbe stata la ricerca positiva., praticata in più (:asi, del bacillo di Pfeiffer , m.a non è post!ibile far ciò in una infermeria di Corpo e, per quanto mi consta, non iu pmticà.t<~. tale ricerca neanche iu ospedale. Rile~~endo nei trattn,ti la sintomatologia. dell'influenza a tipo normale, osservo cbe essa. è somiglia.ntissirna a quella. ehe io ho descritto e non saprei per quale motivo dovrei a.bba.nclou:~re la vecchia denominM.ione o variare d.ia.guosi. Urio dei problemi importanti, specie per noi medici militari, è la profilassi, alla. qualP. bisogn~ provvedere rapidamente in caso di malattia a carattere diF.nsivo conoscendo come nelle caserme sia faeile la propa.g,~zione, e ad ossa p(mso che ~i:-~, bene provvedervi anche quando f!orga solo il so;;petto clte una det<.>rmina.ta. ma.!a.ttia sia diffusibile. Le m~sure adot.ta.te da! ('l)mando. non fnrono certo consigliate colla. certezza di agire tUrettamente .mll'a!;:ente produttore del morbo e di ved<'re co,;l rnpida.mente diminuiro il nmnero dei casi, ma colla persuasione
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UN CASO DJ CATARATTA DA RAl\IE
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che provvedendo all'igiene generale delle caserme ed a quella individuale dei militari si ponesse la tn1ppa in condizioni di minori probabilità di contrarre l'infezione. Ricono~co c be purtroppo, alcune volte, si lotta inutilmente, specie contro l'influenza. E fino a che la febbre da pappa.taci non avrà. una etiologia definita (mi pàl'e che finora non sia sta.t.o &ecertato essere l'agente specifico uno spirocheta) e non sarà sicuramente diagnosticabile, oppure, sino a che non sarà. confermata la opinione di alcuni cbe febbre da pa.ppataci, febbre dei tre giorni, febbre influenzale, ecc., siano un'unica identità. morbosa e dovute tutte ad un.o stesso agente (e se fosse uno spirocheta sa:rebbe certo meno diffi.cile la profilassi dati i preparati arsenicali), io penso che, con malattia avente sintomatologia simile a qnella che ho descritto, sia oone attenersi alla vecchia denominazione diagnostica di tt influenza >l.
CASUISTICA CLINICA CLINICA OCULISTICA DELLA R. DKIYERSITA DI TOR.L'\0 (Direttore prof. F. SPEClAJ, E-CI RINCtONE
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UN CASO DI CATARATTA DA RA~IE per il dott. Luigi Melnerf; capitano medico, assistente militare.
Scheggie di rame nel vitreo, anche se ascettiche, sono quasi sempre causa di infiammazione grave : per la lenta irritazione chimica si produce un essudato ascettico purulento, ispessimento della tramaeraggrinzamento del vitreo con conseguente totale distacco della retina, irido-ciclite, terminante in atrofia del bulbo dopo mesi di infiammazione dolorosa. De Ridde;r comunicb alla società. belga di oftalmologia sei casi, nei quali traumatismi, apparentemente leggeri, produssero in seguito gravissimi fenomeni infìa.mmatori tanto da necessitare l'enucleazione. In tutti sei i casi fu trovato nell'interno dell'occhio una scheggia di rame. Già. prima Leber aveva dimostrato in conigli la gravità della permanenza di frammenti ascettici di rame nel vitreo (formazione di essudati, raggrinzamento del vitreo, proliferazione reattiva del connettivo da parte dell'appar ato vascolare, processi degenerativi della retina) e aveva richiamato l'attenzione sul fatto cbe i risultati ottenuti coll'esperimento sugli animali erano confermati dall'osservazione fatta sugli occhi umani. Egli spiegò l'azione fiogogena del rame ed i suoi effetti a distanza col fatto che il metallo si scioglie nei liquidi dell'occhio e si espande per diffusione. Bertclotta nel1912
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UN CASO DI' CATARATTA DA RAME
riprese gli esperimenti su cavie, negli occhi delle quali introdusse dei pezzettini filiformi di rame della lunghezza da 4 a 5 millimitri. Notò dopo otto giorni che il vitreo cominciava a poco a poco ad opacarsi negli strati più vicini al mt~tallo e che la retina, divenut;a anch'essa opaca, si distaucava rapidamente, mentre nell'interno del globo si osservava come una neoformazione di filamenti biancastri che avevano punto d'origine nella prossimità del corpo estraneo. Ciò non ostante non vi era traccia di fenomeni reattivi esterni. Enucleati gli occhi uno, due mesi dopo l'atto operativo, trovò degenerazione del vitreo e riasl:!orbimento più o meno avanzato della sua impalcatura. N elle sue ricerche non parla del cristallino. Se però nel vitreo penetrano finissiini frammenti di rame o di leghe di tale metallo (maiUechort, ottone, ecc.), il decorso clinico è in generale assai diverso, giacchè gli effetti sui vari tessuti dell'occhio sono molto più miti. Ordinariamente dopo una lieve infiammazione dovuta all'insulto traumatico il bulbo può in apparenza tornare in condizioni normali ; solo molto tempo dopo (2-3-10 anni) si rende manifesta sulla' faccia anteriore del cristallino una singolare alterazione caratterizzata da un intorbidamento centrale a forma di disco o di anello del diametro variabile da 3 a 5 millimetri, di colore grigio o grigio-verde o azzurrognolo, dalla cui periferia partono degli intorbida.menti dello stesso colore a forma di raggi di varia lunghezza e larghezza, che si irradiano verso l'equatore senza raggiungerlo. Tale opacità, paragonata a volta a volta a nn girasole, a un disco 8olare, a una ruota, a una rosetta, mostra a luce incidente dei riflessi policromat.ici molto vivaci, specie alla periferia, visibili talvolta anche ad occhio nudo, riflessi che sono da.Ua. massima parte degli osservatori ritenuti caratteristici di questa speciale forma di cataratta da rame, m.entre K'iimmel non li ritiene tali e Vogt li ha riscontrati in intorbidamenti da cause diverse. A luee diretta non è piil rileva.bile alcuna traccia della. suddescritta. opacità e i1 fondo è visto nettamente. n primo a richiamare l'attenzione su questa singolare a.lterazione della lente fu Goldzie.her nel 1895, che la riscontrò in un occhio nel quale da dieci anni si trovava una scheggia. di rame. Dopo di lui Hilletnctnns nel1896 dt>srrisse 11gt1ale intorbidamedo lt>nticoln.re di ~.olor verde-olivastro in un occhio ferito un anno e mezzo J'rinla da framtu<:nto di capsula esplosiva. Lo stesso ammalato venne osservato dieci anni dopo e per parecchie ~oltt\ da. Zu.r N edr.len, il q nate sempre rilevò sulla superficie anteriore d el crÌf!tnllino la cara.tteristica a.ltera.zione che si ridusse e all~ fine scomparw. quando potè essere rimossa una riccola Pcheggia di rR.me apparsa nella eamera antr.rior<'. Ertl nel 1907 osservò e dE'sori~se una lesione an aloga in un occhlo ferito dall'esplosione di una capsula e nel quale una seheg~ia di rame e m rimasta nel vitreo un anno e mezzo. Elschi ng ne1 1916 notò, un anno e mPzzo dopo lo scoppio di uno srhapn J con penetra.zione di una p.iccola se.heggia eli ottone ul:'l vitreo, sulla faccia a.nteriore d el cristallino, un sottile intorbidamento azzurrognolo, che a luce diretta non era chiaramente visibile. Pu.1'tscher nel1913 precisò i caratteri di questa. singolar(> alterazione della lente sostenendo che essa è esclusivamente dov·n ta a pre'ìenza. di rame nel vitreo o a leghe contenenti tale metallo; il che è messo in dubbio da L eclerer e da Esser. Quest'ult.imo inclina acredere che simile cat.ara.tta cortic:tle a.nt.eriorc ll. forma di stella possa essere
UN CASO DI CATARATTA DA RA.llE
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dovuta anche ad 'lltra causa, e che se per ferite da scheggia di ferro o di acciaio sifbt~ alterazioni del cristallino non sono ancora state descritte, ciò non può reca,re meraviglia pot.endo eRse ·~ssere state na!>cost€1 dalla siderosi precoce. P111-tsch~r denominò questa lesione «cataratta apparente '' per il fatto già sopra.rièordato che a illuminazione <>ftalmoscopica il cristallino si mostra perfettamente trasparente. La denominazione non SP.mbra esatta a Esser perchè, secondo questo autore, non si trat.ta di alcuna illusione ottica, -ma solo di un particoh.re intorbida.mento n. fine struttura. La guerra. ba faf:to diventare assai più frequente questa speciale form a di cataratta e il numero dei casi descritti sono diventati in questi ultimi anni abbastanza. numerosi. Jess nel 1922 ne ricorda 16 , cui ne aggiunge tre persoMli; altri sono cita-ti in seguito (Biit· - Braumchweig- Glausen- Lederer - Oloft- W eiss, ecc.) . In molte di queste osservazioni sono pure ricordate speciali alterazioni della. retina (chalkom 1·etinae\ e del vitreo. Queste ultime consistono essenzialmente in nn irregoh.re groviglio di fili e di pseudo-membrane di color grigio-verde f:' in numerosi p1mtirini dello E:teSS(> colore. Vogt ha fatto un ~ccurato esame colli\ lampada :1- fess•ua. dog-li intorbidamenti da rame della lente e del vitreo Egli ha rilevato che la sottilt> opacità del crist!l>llino risiede sotto la capsuln. anteriore e precisamente nell'epitelio capsul'l.r e, ed è cost.ituita da fin issimi pllnticini bhnchi-grigiastri con leggera sfumatura verde o grigio-bleu, punt icini che in alcune zone sono più fitti (là dove parti della caratteristica rosetta, sono, come al centro, più evidenti) tento da essere difficilmente individuabili ancE1e a forte ingrandimento. :N~l territorio dell'intorbidamento notò dei piccoli spazi rotondeggianti liberi da pnnticini , i quali, in determinate inr>.idenze di luce~ mastra.vano un riflesso come se fossero goccie di liquido (vacuoli t). La capsllia era perfettament~ trasparente come pure t utta la restante massa cristallina. Nel vitreo ha osservato: strie, cordoni, membrane di color grigio-verde o azzurrognolo, alcuni dei quali sembravano adf.>rire alla faccia posteriore d~lla lent-e e tutti mostravano dei movimenti a frusta col muoversi del bulbo; nelle maglie forma.te dall'intrecciarsi di questi filamenti una massa pulverulenta di color grigio-verde, e, fra questi, dei granuli più grossi d i color rosso metallico lucente. Col variare dell'incidenza della luce il colore di tutta la massa fluttuante variava dal rosso giallo al :rosso .rame e lo splendort» metallico era straordinariamente vi· .vace. Lo stesso fenomeno ha osservato W eiss. J ess ha potuto hre l'esame istologico di un cristallino presentante una tipica opacità del rame. Ha notate fra la capsula anteriore e la lente uno strato gialla-stro, che non giungeva fino all'equatore, spesso 0,5 !-L al centro e 0,2 Il ai lati, formato di piccolissime zolle; se osservato in campo oscuro esso splendeva di tutti i colori dell'iride. In sezioni assai spesse ha veduto finissimi depositi di rame qua e là all'equatore, al polo posteriore e nelle cellu.le. Trattando i preparati con ferrocianuro potaR.sico e acido acetico (si forma ferrocianuro di rame che si cont.raddistingne per nn colore rosso bruno caratteristico), riusci inoltre a mettere in evidenza 1D1 netto. color rosso bruno in alcuni punti fra le lamelle della, cap~u l a anteriore e nella. sostanza della lente vicino al nucleo. ~on rileYò alcuna traccia
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UN CASO DI CATA.JtA'l"'.'A DA RAl\1 1':
eli processi prolifet·ativi eli qualsiasi specie, come avviene nella siderosi, non sferule del Morgagni, non c-ellule viscioolose nè altre alterazioni caratteristiche. W eiss molto recentemente esaminando al microscopio il cristallino di un o cchio ferito quattro mesi prima, notò fra. capsula. o epitelio un fine d eposito lineare, che mostrava netta la reazione del rame. Clinicamente non era ancora visibile alcuna traccia eli intorbidamento alla superficie anteriore dell a lente, nè dimostrabile alcun scintillamento. L'opacità «a mota » del cristamno e dovuta, secondo J ess, esclusivamente allo strato di rame sottocapsulare, giacchò gli scarsi depositi nell'epitelio e fra le lamt>lle della cor ticale non sono visibili nelle sezioni a fresco anche con forti ingrandimenti. lnoltre anche la disposizione dello strato sottocapsulare corrisponde al quadro clinico : infatti ~ più spesso al polo an~riore (0,5 fi) e va a poco a poco assottigliandosi verso l'eq uatore (0,2 fi) cosi come i ra~gi della ruota. E;;so poi col suo spessore spiega la ca.t.aratta apparente ed i colori iridescenti, i quali sono simili a quelli che si producono sulla pa.rete tiottilissima. di una bolla di sapone o di una. bolla d 'aria chju ~~~ fra due vetrini (colori per interferenza.). Dello stesso parere è P mtschl'l·, mentre Vogt crede che lo strato riflettente sia l'epitelio ; nla H suo spessore è tale da non pote,r produrre fenomeni eli interferenza, i quali sono dat.i solo da strati molto sottili (0,2 - ·o,3 fi) (Wiener). I colori iridescenti del ((girasole 11 sono in verità. più v ivaci a lla periferia che al centro, dove, ca u:;tL lo spessore dello strato, pos:;ono anche mancare. J ess ritiene e.be la ("ara.t.teristiNL forma sia la conseguenza di una lenta ~;tn~tilic-:'t zione di winut.is,;imi granellini di rame, che dall'umor a.cqueo (al quale il metallo JJro>iene dal vitreo sot.to forma di carbonato basico) si diffondono nella lente attraverso hL ca.psula a-nteriore. Là dove l'acqueo è a conLinuo cont.a.tto con il cri~;tallino come in corrispondenza del campo p upiUare, il metallo è assorbit,o in maggiore qua.ntità formando il disco centrale, C'be va.ria. di ampiezza e di forma iiecondo il variare della pupilla . Hummel ~Lveva già notato questo rapporto e aveva citato a. sostegno d ella sua opinione il caso descritto da Fl illema.?'lins, nel quale il disco appariva ova.le a direzione tnlsvcn;ale in perfetta corrispondenza colla pupilla deformata in tal senso. I ra.ggi :sarebbero inve(:e originati dal continuo giuoco pupilla.re e dall'essere la facci~t post~riore del margine libero dell'iride form ato in modo da toccare in alcuni punti la lente e in altri no, cosi che solo attraverso questi ultimi può avvenire l'assorbimento di rame da part-e del cristallino. A conferma di ciò .Jess asserisce cbe se in un occbio ferito da seheggia eli rame si mantiene la pupilla costantemente dilatata, non si ha pii1 la fonna.zione di raggi ma solo di una opacità a forma eli disco. Vogt rit.iene invece, in opposizione a.Ua succitata opinione di J ess, che la figura a girasole si origini pi"Opiio là dove l'iride tocca il cristallino e che afl esso più che all 'umor a.c.queo si debba imputare la formazione della ca.ta.ratta. Questa interpreta.zione spiegherebbe meglio, secondo me, la forma del disco eentrale, il quale è qua-si sempre meno denso al centro che alla perifel'ia dove costituisce come una specie di anello, che ricorda il margine pupillru:e. P. D omenico di anni 17, contadino, di Paesana, entra. in clinica. il 12 ottobre 1925, figlio di N. N.; non ricorda di aver sofferto di alcuna. malattia.. n 18 maggio 1923, avendo con un sasso percosso una capsula di una. cartuccia. da. mina, que-
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l.JN CASO Dl CATAkATTA DA RAl\IF:
sta esplose proiettando fini framment i di metallo, che lo ferirono alla mano destra. alla faccia e agli occhi. Avvertì s ubito ac uto dolore ai bulbi oculari, dai quali fuoriusciva sangue, e cecità. completa. D opo pochi minuti scomparve il d olore, la vist.a tornò buona in O. D. mentre in O. S. il visus rimase ridottissimo. D ue giorni dopo ri coverò in questa clinica. Dal diario risulta: •O. S. ferita perforante paracentrale della cornea in basso. !poema. Cataratta traumatica. Prova d ell'elettrocalamita nejlativa. V. O: S., moto mano. V. O. D., 5/10 scarsi ». n 6 giugno venne dimesso. N el diario è notato: • R esidua cicatrice corneale e cataratta traumatica in O. S. ; V. O. S., moto mano. V. O. D . , 9/ 10 ».Da allora non s i lagnò più di alcun disturbo all'O. D . P ochi giorni fa. è compa1-so in quest'occhio lieve dolore puntorio e contemporaneamente la vista diminuì in modo sensibile. Esame obbiettivo : individuo d i regollu-e costituzione scheletrica in buone condizioni di nutrizione e di sanguifìcazione. Nulla. da. rilevare nei vari organi e apparati. O. D. Annessi sani. Movimenti del bulbo normali. Slùla cornea in corrispondenza dell'ora VII, a circa 3 millimetri dallimbus, s i nota un piccolo leucoma lineare biancastro interessant-e la cornea a tutto spessore lungo circa % millimetro, a direzione dall'alto al basso e dall'interno all'esterno. Colla lampada a fessma e microscopio corneale i margini del leucoma non si dimostrano netti, specie in corrispondenza della. faccia interna, dove esso ha dimensione alquanto maggiore. Camera anteriore normale. L'iride, corrispondentemente alla lesione corneale presenta, se osservato con lente d 'ingrandimento, una piccolissima zona nera. Non è p ossibile attraverso di essa vedere il riflesso rosso del fondo e ciò forse ancha pe r le dimensioni est.remamente ridotte d ella smagliatura d ello stroma. Pupilla rotonda. bene reagente alla. luce ed alla accomodazione. CristalUno : con illuminazione lat-erale s i nota al centro d ella faccia. anteriore un disco circolare grigiastro, del diametro di 2 millimetri e mezzo, più den.'!!o alla periferia (dove forma come un anello) che al centt·o. Da tut.to il margine di esso si originano numero~i fini raggi d i grandezza e lunghezza varia pure di colore grigiastro, i quali s i irradiano vereo la. periferia. e mentre alla loro base sono sottili e nettamente separati l' uno dall'altro, andando verso la periferia a J?OCO a p oco s i allat'gano, s i confondono. svaniscono e scompaiono a pochi millimetn dall'equatore. Facendo variare l'incidenza della luce, la parte centrale dell'opacità. raggiata ora descritta. manda dei riflessi metallici di color rosso-giallastro, cui si associano sui maTgini del disco e sui raggi dei riflessi color verde. Alla periferia, in corrispondenza dell'ora VII, vi è un piccolo intorbidamento triangolare a base equatoriale e ad apice diretto vert.icalmente in a lto, intet-essan te F:ia la faccia anteriore che la faccia posteriore della lente. Colla lampada a fessura e microscopio corneale l'opac ità. raggiata si dimostra s ituata dietro la cristalloide anteriore; a forte ÌI:\granclimento l'tma è separata dali 'altra da un sottilissimo spazio otticamente vuoto. La zona opaca è costituita da fini pmlt i iridescen ti. rari n e lla parte centrale numerosi e stipati ,·erso l'ane llo periferico e la radicE' dei ra~gi al polo anteriore, per di\rentare di nuovo meno frequenti verso la perifer·ia (dove, per la. distribuzione più diffusa·, rendono meno netti i limiti fra raggio e raggio) fino a scomparire completamente prima di giunget•e all'equatot-e. Con opportuna incidenza di luce e forte ingrandimento l'opacità raggiata si dimostra. d i colorito leggermen te giallastro e qua e là present.a dei pmtt i otticamente trasparenti (vacuoli di Vogt ?). Nessuna zona opaca è rilevabile in altri punti della. lente (eccettuato il già descritto intorbidamento trian~ola.re, in basso e all'esterno, all'equatore) nè s ulla cristalloide posteriore, al centro della quale pe raltro, facendo muovet-e il fascio luminoso, si mette in evidenza un riflesso di un magnilico color giallo oro interserato da strisce d ' un verde intenso bellissimo. CoU'illwninazione oftal mo~copi ca sia usando lo apecchio concavo che il piano non è più visibile a!ctma tt·accia dell'intorbidamento raggiato ; al contrario l'intorbiclamento periferico s i rende più evidente: nero sul t·iflesso rosso del fondo. Vitreo : a pupilla dilatata e illumina zione la tet·a le si vede subito dietro al cris tallin,o una. massa grigias t ra, cotonosa, flut.tuante. Coll'oftalmoscopio, usando forti le nti convergenti, tale massa di colorito grigio con debo le rifles.'>o verdastro si dimostra. c ostituita da un fitto gro'i.riglio di filamenti. alcuni sottilissimi, altri pitl grossi, i quali, numerosi verso la part-e anteriore, vanno diradando verso il fondo. Invitando l'ammalato a muovere rapidament-e l'occhio in senso vE-rticale mi pare di poter talvolta individuare un corpo mobile d ella grand<'zza appat-ente di 3 - GiQT11(l]e à'li medù:i•w mililart. - Fase. III.
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UN CASO DI. CATAkATT...
DA RA:VIF:
un grano di miglio, di color giallo-~igiastro splendente, il quale dal basso balza nel vitreo per po~ tornare rapidamente al pw1to di partenza (scheggia. metallica ?). Colla lampada a. fessura la trama. filamentosa. dà l'impressione di essere in avanti aderente alla. cristalloide posteriore; mentro profondamente à libera. o fluttuante nel vitreo, nel quale muove lentamente coi movim.ent,i del bulbo ora spandendosi ampiamente ora cadendo in basso afflosciata. I filamenti sono di varia grandezza; i più disposti in senso antera-posteriore, altri in senso verticale e trasversale (questi sono più munerosi in tutta vicinanza della iaecia posteriore della lente dove formano tro fine reticolo a maglie irregolari) ; quelli che hanno la stessa clire:zione sono fra loro uniti da anse ; tutti sono come incrostati da minutissimi punticini splendenti, tra i quali alcuni più grandi, situati specialmente nel punto d'incrocio d ei fili, dànno l'impressione di nodi della trama. Variando l'incidenza. della, luce, appaiono dei riflessi cangianti giallo-oro, verde-rame, riflessi che si accendono in 1.m punto per spegnersi i11 un altro. L'esplorazione del fondo riesce un po' malagevole data la sopra.descritta. alterazione del vi treo. La papilla presenta un'ampia. escavazione centmle . fisiologiOà. I vAAi Mngujgnì sià arteriosi che venosi sono leggermente ridotti di calibro. La macula è di color rosso-scuro. Campo visivo quasi normale per il bianco, è ridotto per il rosso (30 gradi all'esterno; 25 in basso; 15 all'interno; 10 in alto) e per il verde (5 gradi in alto; 15 negli altri settori). V. = 7/ 10 s. 1.; refrazione emmetropica. Colla radiografia (eseguita presso l'Istituto Radiologico dell'ospedale San Giovanni) non fu possibile mettere in evidenza alc una ombra che potesse essere interpretata come dovuta a corpo metallico endo. bulbare.
O. S. Annessi sani. Piccolo leucoma paracentrale che occupa tutto lo spessore della cornea. Iride atrofica. Pupilla irregolare con sinechie posteriori. La lente ri-
dotta a frammenti opa<:hi della cristalloide, da uno dei quali &i parte una briglia. biancastra che viene ad aderire, s largandosi, alla. faccia posteriore della cornea in corrispondenza del leucoma sopra.ricordato. n vitreo presenta le stesse altera.ziorù che in O. D. ; la massa filamentosa è però più rada. , aderisce in parte ai residui della cristalloide e si spinge profondamente sfioccandosi. Anche qui a luce incidente si manifestano dei riflessi metallici multicolori carigianti, nei quali predominano il giallo ed il verde. È visibile il riflesso rosso del fondo ; non se ne possono pero discernere i particolari. Campo visivo ridotto per il bianco (30 !n'adi in alto, all'intemo, in basso); per il rosso (20 gradi); per il verde (10 gradi). V. conta. le dita 10 centimetri ; con lente positiva + 12 ~ = 3/ lOt scarsi.
*** Se si mette a confronto il caso sopradescritto con quelli riguardanti lesioni da rame del cristallino e del vitreo, che si trovano citati nella letteratura, non può sfuggire la grande ana.Iogia. Il P. Domenico fu ferito dallo scoppio di una capsula, il cui involucro era costituito da ottone, (quasi tutti i casi riferiti sono dovuti a scoppio <li esplosivi) ; il maggiormente colpito fu l'O. S. (dove subito apparve una cataratta traumatica). Sì deve pet•ò ammettere che lo sia stato ancfue il destro: a parte i fugaci disturbi soggettivi (dolore, cecità), ne è prova il piccolissimo leucoma in corrispondenza dell,ora vn, che per la forma linea,re un po' slabbrata, per il fatto cbe interessa la corne.'L a tutto spessore, e per essere leggermente più ampio sulla faccia interna (foro d 'uscita) è da ritenersi come l'esito della ferita perforante. .Ad esso corrisponde sull'iride una piccola smagliatura dello stroma e sul margine cristallino una zona triangolare intorbidata; entrambe insieme con la lesione corneale sta.nno a segnare il tragitto della minutissima scheggia. È vero che la ricerca del corpo estraneo nel vitreo con l'oftalmoscopio è riuscita incerta, ma oltre che questo esame è spesso difficile specie quando, come in questo
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caso, il frammento metallico deve essere molto piccolo, può anche darsi che esso fosse già completamente sciolto (Biir, :Bertolotta). Forse per la stessa causa il reperto ra.diologico fu negativo. D'altronde Kii:mmel, W irts, Weiss nei loro casi non poterono riuscire a mettere in evidenza coi raggi la scheggia metallica. Due anni dopo si osserva sulla faccia anteriore del crista.llino un'opatità a forma di girasole. Della stessa forma, pur denominandola con nomi diversi, appaiono quelle descritte come cata,ratta da rame, forma, che Vossius (cosi riferisce J ess\ asserisce di non aver mai vista in alt-erazioni della. lente da altra causa.. E ssa compare sempre in tutte le osservazioni tm anno e mezzo, tre e anche dieci anni dopo il trauma ; solo in un caso di Jess si rese già manifesta dopo cinque mesi. A luce incidente l'opacità del cristallino manda dei riflessi cangianti. Tale fenomeno, già ho detto, è ritenuto tipico della cataratta da rame da quasi tutti gli autori (solo Goldzieher e Hille-man·ns non lo menzionano). Vogt, pur non essendo di tale parere, crede tuttavia che nell'intorbidamento <la rame la vivacità dei riflessi e la saturazione dei colori sia maggiore che in quelli da altra causa. Anche la faccia posteriore del cristallino riflette colla lampada a fessura dei magnifici colori giallo oro e verde rame. Lo stesso fenomeno banno pm·e osservato Brauschweig, Esser, J ess, Vogt, W eiss. A luce diretta scompare ogni traccia di opacità. Questo è il fatto più caratteristico che si trova ricordato in tutti i casi fin qui descritti e per il quale Purtscher (già lo dissi) propose per questa speciale lesione il nome di « cataratta apparente ». Anche le alterazioni 'del vitreo corrispondono a quelle rilevate <la alcuni A. A. e particolarmente descritte da Vogt. Esse si trovano pure nell'O. S., dove il trauma e la natura dell'agente vulnerante non può essere messo in dubbio. Goldzieher crede che l'int orbi<lamento stellare della faccia anteriore del cristallino sia da considerare come una cataratta traumatica. Non di tale parere sono gli altri A. A. a cominciare da Pu,r tscher; essi tutti ritengono che contro una diretta origine traumatica, nei casi fìn'ora descritti, stia il fatto che la singolare opacità venne osservata molto tempo dopo il trauma e che manca quasi sempre una diretta lesione della lente. Se poi questa esiste, come in quello da me riferito, essa non ha alcun rapporto con la « cataratta apparente n. La quale rappresenta invece la più caratteristica fra le alterazioni dei tessuti interni dell'occhio, che, insieme o isolatamente, sogliono susseguire alla penetrazione di una finissima scheggia di rame o di metallo contenente rame, alterazioni che nel loro complesso potrebbero denominarsi (( calcosi del bulbo >>. Essa è sempre accompagnata da disturbi funzionali più o meno gravi consistenti in : diminuzione dell'acutezza visiva (nel mio caso il vis,us era 7/10; in un caso di Vogt 5/10; in caso di Esser 1/6; in caso di Jess1/10); restringimento del campo visivo (nel caso di Ertl e nel mio) i alterazioni del senso cromatico (Ertk, P urtscher) i emeralogia (Esser). Di qui l'importanza che la calcosi del bulbo e in particolare la cataratta da rame può avere dal lat-o medico-legale militare. È necessario a questo riguardo, dovendo esaminare ammalati che adducono come causa. di disturbi a,ttuali un progresso trauma 1>er il
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qua le pos~;a sorgere il dubbio cbe sia })enetra.ta. nell'occhio affetto una snh~>ggia di mme o di ot.t.one, eee., è necessario, ripeto, aver presente a lla mente la possibilità di trovarsi di fronte al quadro morboso dianzi descritto ricercando con cura quelle particolarità che sono dagli autori ritenute piìt caratt-eristiche (forma della cata.ra,tta scomparsa della medesima a luce diretta, ; iridescenza a lnce incidente). Rilevate queste, non bisogna dare soverchia. import-anza al fatto che non si riesca a. rintracciare la cicatrice, esito del foro d 'entrata del frammen to metallico, sia perchè sempre molto piccola, tanto da poterla talvolta. os~ervare solo con speciali apparecchi di ingra-ndimento (microscopio di Czapski e lampada a fe:;stlra) sia perchè risiedente talvolta sulla sclera, dove può rendersi invisibile malgrado le più pazienti ricerche. Cosi pure non è sempre possibile mettere in evidenza il frammento metallico endobulbare e eiò anche perchè a l momento dell'esame esso può essere completamente sciolto. Nel caso da me descritto prima di a-rrivare alla esatta interpretazione delle strane alterazioni del cristallino e del vitreo si formularono diverse altre ipotesi diagnostiche e si dovettero :ripetere parecchi esami colla lampa-da a fessura prima di riu-
scire a scoprire la. piccola cicatrice (minore di 7'2 mm.) e d~Llla s ua. forma. (rilevabile solo con forte ingrandimento) arguire doYersi tratt<tre di esito
di ferita perforante. Fu poi completamente negativa la ricerca radioscopica del corpo estraneo e dubbia. quelh1- oìtalmoscopica. Quando poi si voglia cercare i documenti la << constatazione sanitaria n delle lesioni iniziali prodotte dal tmuma può anche accadere di non trovarne t.raccia o almeno di vedere rile vate delle lesioni di scarso valore. Il che non deve punto meravigliare se si pen:sa che al trauma possono segull-e dei disturbi passeggeri e delle apparenti alterazioni di poca gravità (lieve dolore, scar.-a fot.ofobia, int,eg-rità, del visns, fugace iniezione pericbemtica e della. congiunt-i·va bulbare) e che non sempre si riescono ad osservare e la. ferita. penetrante e la finissima scheggia endobulbare. J ess cita il caso di un soldato di 22 anni, a-ffetto da. cataratta da rame in O. S ., il quale non si era accorto nel momento del trauma (scoppio di mina) eli alctm disttu'bo all'occhio sinistro, la. ctù acutezza •isiva. era rimasta normale. Io ricordo di avere avuto in CUl'a nel 1923 all'Ospedale militare di Torino due soldati (l\1. Attilio ; <J. Gino) feriti entrambi all'O. D. in seguito allo scoppio di un bussolo dtU·ante le esercitazioni di tiro, nei quali, malgrado fosse visibile nel vitreo tm piccolissimo corpo estra-neo di color giallo ai rifle.'lSi metallici, non mi fu po:ssibile, coi mezzi a disposizione, rilevare la ferita. a.ttra verso la, qua le doveva essere penetrato il corpo estraneo. Anche per il caso descritto, quando il paziente entrò per la prima volta in clinica subito dopo il trauma, non venne nota.ta, alcuna lesione a carico dell'O. D., e ciò per la mancanza di qualsiasi sintomo soggettivo ed oggettivo ta.le d:1 rich iamare l'attenzione del medico. 1\e consegue cbe talvolta si riesce solo a. trovare conferma di ciò che riferisce l'ammalato circa la ca-usa dei disturbi accusati nella « consta,tazione amministrativa '' dell 'evento traumatico, constatazione che non de,·e in alcun C..'l.SO mancare. Basandosi Stl di essa e stù peculia.ri ca-ratteri cliniei della lesione attuale, il perito, anche se sono scarsi e poco probativi i dati del certificato medico primitivo, deve poter trarre con sicura scienza il nece~;~ario rapporto causala fra h·amna e infermità pure se tra l'uno e l'altra. siano intercorsi parecchi anni.
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BillLIOGRAFB.. Comportmnento del t>htreo in 1>resenza di corp-~ estranei asceWci. La. Clinica. Oculistica., 1912, p. 857. D E-RIDDER: CO'tl8id. sur les corps ètrang. intra-oculai1·es en cuivre. Soc. beige d'opht., 29 aprile 1900. KOBY : Microscopie de l'oeil t--it:a.nt. Ma.' lson 1924. RomiER: Encyclopedie frwwaiae d'opllt. Vol. IV, p. 741. VooT und KNuSEL : J(upferkata.rakt -uud N etzhautsverkalkwtg. Schweiz. med. Woch., 1922, dicembre, p. 187. WEISS : Zur Entstehung der V erkupjenmg des A uges durch intra-okulare K tt1Jfersplitter. V. Gra.efes Arch. f. Ophthal. Vol. 117, 1926, n. l, p. 114. I n questo lavoro si trova citata tutta. la Jetterattu'& dell'argomento. \VUn1,.'EJilANN : Injuf'ies of the eye, 1912. UERTOLOTTA :
OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI l{Q~IA
LA CURA DELLA SIFILIDE PER VIA ORALE per il dott. Aristide Zlppari-Garola, tenente-medico.
Già. nel 1917 Broeq si domandava se non fosse possibile di trattare con iniezioni endovenose arsenicali soggetti es)>osti a con tagio luetico certo per impedire l'insorgenza della infezione o per tentarne la cura abortiva a cont.agio avvenuto. Non mancarono clinici che si accinsero a tradurre in atto il pensiero del sifilografo francese, finchè nel1919 Fournier e Gnéuot poterono pubblicare una statistica di 45 casi da cui si rileva che tutti i soggetti, in prevalenza donne, esposti ad infezione sicura e trattati con iniezioni di Arseno o Novarsenobcnzolo, restarono immuni. I risultati erano così p1·omettenti che sembrava la pratica dovesse generalizzarsi: senonchè la difficoltà delle iniezioni, i fatti di intolleranza che spesso si avevano e la repugnanza dei soggetti verso un trattamento così radicale, fecero fallire il metodo. Fournier pensò ~~nora, nel 1921, di sostituire le iniezioni con un preparato per via. orale, e, partendo da sue precedenti osservazioni sulla maggiore o minore tossicità di campioni diversi di atossile, fece preparare un_ acido ossiaminofenilarsinico, che chiamò 189, che però, più che nella profilassi della sifilide, venne impiegato nella cura della tripanosomiasi e nella spirillosi dei polli, con risultati veramente eccellenti. Levaditi e Nava,rro Martin, nel 1922, vollero sperimentare un !)l'Odotto meno tossico, un derivato acetilico dell'acido ossiaminofenilarsinico, il190, o Stovarsol, di azione terapeutica un po' inferiore al 189, e col quale ottennero però, egualmente ottimi risultati. Molti clinici seguitarono le esperienze, e tutti vennero a.llaconclusioue che lo Stova.rsol era da preferirsi al 189 per la sua minore tossicità., e che
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possedeva non solo proprietà profilattiche bene evidenti, ma virtÌl cura tive, contro il treponema, non disprezza bil!i, come gli esperimenti sulla scimmia e sull'uomo avevano già dimostrato. In appresso, Bernard, del Policlinico di Bruxelles, Oppen.hei.n di Vienna ed altri, che allargarono la cerchia degli esperimenti, estendendoli alla sifilide ereditaria e a varie malattie esotiche~ ci presentarono tutti conclusioni favorevoli sulle virtù terapeutiche e profìlatticbe dell'acid o ossiacetila.minofenilarsinico . .Attratto dalle esperienze su riferite, volli anch'io tentare delle prove, e sottoposi, sistematicamente, circa una quarantina di soggetti sifilitici alla cura con lo Stovarsol. Di questi ca.si che non tutti riporto qui sotto, sia per brevità, sia per affinità fra alcuni di essi, alcuni vengono daUa mia. pratica privata, altri furono raccolti nel Reparto dermoceltico dell' Ospedale militare del Celio in Roma, sia nel periodo in ctù la direzione di esso era. a me interinalmente affidata, sia sotto la direzione del Maggiore Med ico Raffaele c~ulucci, cui sento qui il dovere di ringraziare per a.vermi permesso di proseguire gli esperimenti iniziati. Caso 1° D. M. - 15 giorni dopo il pemùtimo contatto s~uale, e sei dopo l'ultimo, appare, nel soLco balsrùco. una. ulcera.zione tondeggiante, a fondo rossastro, rilevato ed in.filtra.to, dura, indolente. Pleiade satellite inguina.le destra. Ricerca del treponema sull~ lesione, metodo Fontana, positiva. Esame urine negativo. ' 1 ' Diagnosi : Sifilosclerosi nodulo·ttlcerosa del solco · balarùca. Si sommini.<>tra : In l& gioma.ta l compressa StOvarsol da gr. 0,25 )) 2ll id. 2 id. id. n 0,25 )) an id. 3 id. id. )) 0,25 » 4a-5a-6a-7a id. 4 id. pro die in una sola volta., al mattino, a digiuno. In quest'epoca l'ulcora è d etersa : comincia la epitelizzazione dai margini verso il centx·o. In ga giornata wassonnann debolment.e positiva » 12&-J3a. }4a.Jsn id. 4 compresse pro die » 16& id. la. Wa.ssermann è negativa. Lapleiadesatellite è appena percettibile. Totale compresse somministrate 30 pari a gr. 9,50. Caso 2° L G. - Ultimo contatto sessuale due mesi or sono. Dopo una settimana comparve una. ulcerszione che curò con applicazioni di polvere di calomelano e con alcune inleziorù dello stesso prodotto. Presenta tuttora una ulcerazione s ul frenulo, facilmente sanguinante, a ba.<>e infiltt·ata e dura. Altre piccole nlcerazioni segreganti pus, non infiltrate nel solco balanico e> nella lamina interna del prepuzio. Pleia.de satellite biinguinale, glandole epitrocleari e latero-cervica.li. Esame urine : negativo. Diagnosi : Sifìlosclerosi iniziale, ull'eri veneree sempli<:i contagiose. Terapia : l a giornata l compressa. di Stovarsol 2a id . 2 id. id. 3• id. a in. id. 4a.sn-5a.7a id. 4 id. pro die L 'infiltrazione è diminuita: le ulceraziorù incominciano a detergersi. ga.9"-10n.uu. 12n giomata 4 compresse pro die. Le lesioni sono perfettamente chiuse ; la W assermann è negativa. Totale compresse 42 pari a gr. 10,50. Caso 30 F. U.- 3 giol'ni dopo l'ultimo contatt.o sessuale vide comparire una ulcerazione stù fremùo, e 20 giomi circa dalla prima ne comparve un'altra. a poc~> distanza da quella. Al moment.o della prima vi!'ita, due mesi circa dopo il cou-
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tatto, la. ulcera.zione primitivamente comparsa. era. già. in via di epitelizza.zione mentre l'ultima. si presentava sotto forma di una moneta da. due centesimi a fondo grigiastro con punteggiature emorragiche, a. base infiltrata indolente. Pleia.· de satellite biinguina.le, glandole epitroclea.ri. Ricerca. del bacillo di Ducrey, positiva ; ricerca del treponema. sull'ulcera, metodo :r'onta.na, positiva. Esame urine negativo. Diagnosi : Sifilosclerosi iniziale, pleiade satellite. Terapia : l" giornata l compressa. di Stovo.rsol 2" id. 2 id . id. sa id. 3 id. id. A tale epoca l'ulcera. è completamente detersa e comincia ad epitelizza.rsi. In 4a.5a·6"· 7a giornata 4 compres.<>e pro di e 10"·11a id. 4 id. id. 15" id l'ulcera è completamente cicatrizzata. l90.2Q0.2l" id. 4 compresse pro die \Vassermann negativa. Totale compresse 42 pari a gr. 10,50.
Ca$0 4° A. S.- Pochi giorni dopo l'ultimo contatto sessuale avverti comparsa di piccole ulcerazioni nel solco ba.lanico e s1.ù frenulo, che curò con applicazioni topiche. Dopo circa. quindici giorni le lesioni del frenulo si ingrandirono. Si presenta alla visita con due vaste ulcera.zio~ nella regione suddetta, a fondo in .}>&l'te sanioso, in parte non secernente e ~icoperto di piccole granulazioni rosso vmose, a margini netti ed a base infiltrata. Pleiade glandolare all'inguine destro con un elemento più grosso ben individuato, indolente, spostabile. Piccola glandola epitrocleare destra.. \Vasserma.nn positiva. Diagnosi : Sifilosclerosi iniziale duplice. Terapia : l" giornata l compressa di Stovarsol 2a id. 2 id. id. 3" id. 3 id. id. In 4a.5a.aa.7a id. 4 id. pro die Le ulcerazioni sono pressocchè deterse. L'infiltrazione è diminuita.. Le glandole inguinali sono più piccole e sempre indolenti. }Oa.n a giornata 4 compresse pro di e. . L'infiltrazione è scomparsa. Le ulceri sono molto rimpicciolite, ma. sono ancora. un po' secementi. La ricerca del treponema, metodo Fontana, risulta negativa. 19&·20"·213 giornata 4 compresse pro die. Le lesioni esterne sono scomparse ; le glandole inguinali e la epitrocleare sono appena percettibili ; la W assermann è negativa. Totale compresse 42 pari a gr. 10,50.
CMo 5° C. B.- Alcmu giorni dopo l'ultimo contatto sessuale comparve sulla lamina interna del prepuzio una lesione che aveva tutti i caratteri di un'ulcera semplice contagiosa e che per tale venne appunto diagnosticata da altro medico. Dopo circa una settimana però l'ulcerazione SSSWlSe la grandezza. di un centesimo, ed all'esame faceva rilevare i margini lievemente degradanti verso il fondo, ricoperto di granulazioni grigie scarsamente segreganti e da qualche piccolo ptmto emorragico. La base era infiltra.ta e dura. Assenza completa di glandole. Ricerca. del treponema sulla lesione, metodo Fontana, positiva. • Diagnosi : Sifilosclerosi iniziale della lamina interna del prepuzio. Terapia: 1 ~ giornata l compressa di Stovarsol 2& id. 2 id. id. 3& id. 3 id. id. In 43 -5a·6"-711-8 11-98 id. 4 id. pro die Dalla 13& alla 21 8 id. » id. id. L 'ulcerazione che già si era ridotta di volume ed aveva modificato i suoi ca· ratteri alla ga giornata, è, in fine dE'Ila cura, completamente scomparsa. Scomparsa è pure l'infiltrazione e non residua che una piccolissima. cicatt·ice a stampo. Wa.ssermann negativa - Totale compre~e 66 pari a .gr. 16.50.
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OCUJo 6° M. C. -
IO giorni circa dopo l'ultimo cl ·n tatto sessuale vide comparire ulcera.zione sul solco balanioo che curò con applicazione di polveri inerti. Ma.. dopo un mese, al momento della visita, la lesione si presenta. ancora immodifica t a ed è a margini non ben de:fìniti, a fondo larda.ceo ed a lx>reli infiltra.ti ed indolenti. Pleiade satellite b:iinguinale. Glandole epitrocleari e latero-cervicali. La ricerca del troponema sull'ulcera, metodo Fontana, è positiva. Esame dell' urina negativo. Diagnosi : Sifìlosclerosi iniziale del solco balauico. Terapia: l" id. l compres.~ eli Stovarsol 2" id. 2 id. id. aa id. 3 id. id. 4n.sa.6n.7n.ga id. 4 id. id. tula
Al 4° giorno di c u1·a l'infiltrazione era elim.iuuita; al 6o giorno la ulcera appariva.. det ersa ; ai 7° le glandole epitrocleari latero-cervicali ed inguinali erano qua$i totalmente scomparse. In l Qll-lJa giornata 4 compres.-e p ro die. W a.<>serma.nn posi tiva ( 15" giornata tula iniEYLione eli bismuto. 19" giornata altra ir·iezio ne di bismuto. 20a giornata. W a.s.'3ermann negativa. Totale: compresse :l4 pari a gr. 8,50.
++++)·
Caso 7° R. C.- 20 giorni dopo l'ultimo contatto sessuale a ppare sul frenulo una ulcerazione della grandezza e fonna di una moneta di un centesimo a margini lievemente degradanti, a fondo rossastro con bordi fortemente infllt1·ati, pochissimo secernente. U na glandola inguinale destra piccola, mobile indolente. Ricerca del treponema sulla lesione, m etodo Fontana, positiva. Esame urine negativo. Diagnosi Sifìlosclerosi iliiziale ulcerosa del frenulo. In l" id. l coml?rossa di Stovarsol » 2& id. 2 Id. id. » sa id. 3 id. id. » 4a.5a.·6"-7a id. 4 id. pro die. La lesione è ridotta di volume; l'infiltrazione è minore, il treponema sull'ul· cera è scomparso. Ion-lla-12"·13" id. 4 compresse pro die. L ' ulcera.zione è cicatrizzata ; s i avverte ancora la glandola unmodifica.ta. 16" gion1ata W assermaun negativa. Totale compresse 38 pari a gr. 9,50. OCUJo so S. P. - Un mese dopo circa. l'ultimo contatto comparve sul ghiande un piccolo nodulo della grandezza di una lente che in pochi giorni diventa quanto un pisello e si ulcera. L'infermo lo cura con polvere di dermatolo prima di ricorrere al medico. Al momento d ella visita si nota nel solco bala.nico una tumefaziìone della grandezza di un cece, dma, indolente a margini non bene definiti, appena erosa. La ricerca del treponema, metodo Fontana, è positiva. Esan1e urine n egativo. Diagnosi : Sifilosclerosi iniziale del g hiande. In l a giornata l compressa di Stovarsol D 2B id. 2 id. id. » 4 11 -5a-6a. 7"-8" id. 4 id. pro die. L'erosione è scomparsa : residua però la tumefazione sebbene ridotta di volume. ll"-1 2~'-13"-1411 giornata 4 compresse pro die. La tumefazione è completaente scomparsa ; la Wa.<>sennann è debolmente positiva. 20"2111-22"-2311 giornata. 4 compresse pro die. 25a id. W asserma.nn negativa. Totale compresse 58 pari a gr. 14,50.
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C(UJ() !)O U. T. - 3 settimane dopo l'ultimo contatto sessuale appare sul ghiande un nodulo duro, indolente che si ulcera ben presto mostrando margini d~a danti e fondo rosso vinoso con piccoli punti emorragici. Nessuna ghiandola inguinale. Ricerca del treponema positiva. Esame urine negativo. Diagnosi : Sifilosclerosi nodult>-ulcerosa del ghiande. In }t\ id. l compressa di Stovarsol 2& id. 2 id. id. • 3" id. id. id. 3 •» 4"·511 -6&.-7& id. 4 id. pro di e. L'ulcera è scomparsa ; scomparsa è pure qualunque infiltrazione. La Wassermana fatta al 12° giorno dall'inizio della cura, è positiva. ( + + ) 16"-17tt.·l8"' giornata. 4 compresse pro dia. Wassermann ancora positiva. ( ++ ). In 25" giornata. si praticò una. iniezione endovenosa. di gr. 0,15 di neoar~no benzolo. Dopo tre giorni Wassennann negativa. Totale compresse 38 pari a. gr. 9,50. C(UJ() 10' . R. F. - Un mese e mezzo dopo l'ult imo contatto sessuale l'infermo mi s i presenta per una lesione del prepuzio a caratteri eminentemente specifici : bordi infìltrati, fondo poco secemente, margini indefidti. Roseola sul tronco e agli arti. Diagnosi : Sifiloscl~rosi iniziale del prepuzio. Sifiloderma roseolico. In l a giornata l compressa. di Stoversol » 2U. id. 2 id. id. • 3" id. 3 id. id. • 4&.-5&·6"'- 7"' id. 4 id. pro di e. La roseola. è scomparsa. La lesione è ridotta. di volume. In 9a.1Qa.u "'-12"' giornata 4 compresse pro die. L'ulcere.zione è completamente cicatrizzata; l'infiltrazione non è più app'!"ezzabile. Waqserma.nn positiva ( Dopo 10 giorni d'intervallo som.ministro per quattro gioxn.i di seguito 4 com· presse pro die. La \\"assermann è negativa. Totale compresse 54 pari a. gr. 14,5(-. ~
++ ).
Caso n o. L. B. - Asserisce di aver avuto l' ultimo contatto sessuale 4 mesi prima del momento in cui si presenta alla. visita.. Riferisce che da una ventina. di giorni ha notato una. tumefa.z1one al prepuzio e un flusso purulento dal meato urina.rio. Presenta edema. accentuato del prepuzio e del ghiande. Alla palpazione si nota una. tumefazione dura ed indolente nel sacco prepuziale, fìmotico, che la. ricopre. Pleiade glandolare all'inguine destro; glandola. epitroclea.re destra. Wasserma.nn positiva.. , Diagnosi: Si.filosclerosi nodulo ulcerosa della lamina. interna del prepuzio. In }& giornata l compressa. di Stovarsol id. 2 id. id. » 2" » 3& id. 3 id. •d. Dalla 4"' alla Il a id. 4 id. id. In 7• giornata il nodulo del sacco prepuziale è molto ridotto. La secrezione è fortemente diminuita; la fìmoei persiste immutata. In ua giornata il nodulo è quasi scomparso mentre persiste un leggero grado di fimosi. Al· l4° giorno il no· dul? . è scomparso, la funosi è quasi completamente ridotta. La. \\ assennann è pos1t1Va ( + + + ). . L'infermo inizia tma. cura endomuscolare di Neoluatol. Dopo la terza inieZione la W assermann è negativa.. Totale compresse 38 pari a gr. 9,50. . Caso 12°. R. T.- IO giorni dopo l'ultimo contatto se.CJsuale compare 8Uila. re· g10ne mediana e superiore dell'asta un'ulcera che i ngrsndisce in pochi giorni assumendo caratteri prettamente specifici : fondo rossastro ma.rgu1i degradanti,
202 bordi infìltrati. Alla regione inguiuale destra compare pleiade glandolart> satellite La ricerca del treponema sull'ulcera è pcsith·a Esame urina negativo. Diagnosi : Sifilosclerosi nodulo-ulcero::sa dell"asta. In l a giornata l compressa di Stovarsol • 23o id. 2 • id. id. » 311 id. 3 id. id. » 43 ·5•-6•-7" id. 4 id . pro die. L'ulcera. è qunsi scomparsa: la ricer·ca. del treponema è negativa ; la wasser· mann praticata in 10" giornat-a è positiva. In 12•-13"-14"-l5a. giornata 4 compresse pro die. L 'ulcerazione è scomparsa, '"·assermann completamente negativa. Totale compresse 38 pari a gt·. 9,50.
Gaso 13° . L. 1\:I.- 20 giorni dopo l'ultimo contatto sessuale, l'infermo avverte fuoriuscita di pu.-s dal meato urinru:io. Questo è tumefa.tto, arrossato indolente. Alla palpazione si nota nell'interno del canale, nella fossetta. na.vicola.re, una tumefazione della grandezza dì un pisello che non dà. alcun dolore alla. pressione. L'esame del secreto è negativo per il gonococco mentre il metodo Fontana rivela nitidamente la presenza del treponema. Nessuna glandola inguinale. Esame urine negativo per l'albumina. Diagnosi : Sifìlosclerosi iniziale del meato rina.rio. In l a giornata. l compressa di Stovarsol )) 2" id. 2 id. id. » 3"' id. 3 id. id. » 4"-{} 8 -6"-7 11 id. 4 id. pro die. Il flusso del meato è scompars:>, la tumefazione è ridotta di voltune. In 9~>-l0 11 -1P12tt giornata 4 compresse pro die Wassermann positiva. 1611 -17 3 id. 4 id. id. Ogni lesione è scomparsa., la. \\'a.sse1·marm è negativa. Totale compresse 46 pari a gr. 11,50.
GCL3o 140, R. G.- Lue contratta due anni avanti e curata con ottimi ris ultati con calomelano dmante il primo anno. Un mese prima della visita. notò una lieve tumefazione nella regione sottomascellare sinistra del volume di una chicco di caffè appena. palpa.bile, indolente. Tale tumefazione si andò a.cc.r escendo fino a raggiungere la grandezza di 1m uovo. Alla palpazione questa tumefazione, che negli ultimi giorni diventò dolente, si rivelava fatta da t-re glandole ben individua.te, dure e ricoperte di cute integra e sollevabile in pliche. W assermann fortemente positiva ( + +-!- ). Diagnosi: Linfoactenite cervicale sinistr·a. di natura luet ica. In l a gior·nata l compressa di Stova.rs )l » 2n id. 2 id. id. » 3a id. 3 id. id. » 43·5•-6a-7a id. 4 id. pro die. Le adeniti sono più picc·:>le. 10n-ll"-12"-13n giornat-a 4 compressa pl'O die. Due delle adeniti sono completamente scomparse ; persiste la terza più piccola, sempre indolente. In 14•-15a giornata 4 compresse pro die. . L'infermo avverte da due sere cefalea frontale che scompare dopo il riposo della notte. Si sospende lo i:>tovarsol per· due giorni. L'esame delle w-ine è negativo. In l8 3 -l9•-20a giornata 4 compresse pro die. La cefalea è scomparsa ; la glandola residua è sempre più ridotta di volume. Wasserroann posit·iva (+++). D opo 7 giorni di riposo, si somministrano altre 12 compresse di Stovarsol, 4 pro die, e si ripete la. wassermann che questa volta è completamente negativa. La glandola cervicale è appena percepibile. Tot.ale compres.s(l 70 pari a gr. 17,50.
LA ('URA O E LJ,A Slfl l:.lJH: PER YIA OltAf,J::
203
Caaol:>o. P. B. - È un vecchlo luetico che ha già fatto m6lteplici cure. Praticò ultim.a mente·due iniezioni di calomelano dopo le quali notò in.<;orgenza di cefalea ostinata ed intensa specie nelle ore della notte. I bordi gengivali tumefat.ti e dolenti e di colorito grigiastro. Wa.<:~Sermann positiva. ( + + ++) esame delle urine
negativo.
Diagnosi : Cefalea Luetica e s toma.tite mercuriale.
In }t\ • 24
ltiornata l com~ressa di Stovarsol - id. 2 t d. id. • 3~' id. 3 id. id. » 4a.sa.6n. 7a id. id. 4 pro die " gn ton. ua.}2a id. id. 4 id. Al 2° giorno la' cefalea. era leggermente diminuita ; si ebbe un miglioramento più accentuato in 40 giornata.. Al 6o giorno insorse nn dolore acuto nell'occhio sinistro. L'esame oftalmico non rivelò altro che una. leggiera iperemia delle congiuntive e della sclera. Iride e fondo dell'occhio normali. Al 12o giorno la cefalea. scomparve e il dolore all'occhio et·a. diminuito notevolmente per scomparire dopo qualche giorno. La. \\'asserma.nn fatta. in quel momento, dette risult-ato debolmente positivo ( L 'infermo prese ancora per quattro giorni consecutivi, 4 compresse di Stovarsol pro die, e rifece la. wa.ssermann che questa volta ris ult.ò negativa. Totale compresse 54 pari a. gr. 13 Y2 di prodotto.
+).
Caao 16° D . O. A.- Contrasse tre mesi prima. della visita una. uicerazione sul ghiande, lesione che guarl con applicazioni topiche senza altre ma.nifesta.zioni. Attualmente presenta cicatrice semiluna.re piccola, dura sul ghiande. Agli inguini numerose ghiandole di varia grandez7.a. di cui una. a. sinistra grande come una noce avellana, spostabile indolente. Glandole laterocervicali ed epit.rocla.ri. Nulla. sulla cute nè sulle mucose. Wassermann positiva ( + + + + ) esame urine negative. Diagnosi : Sifilide secondaria. In l a giornata l compressa 'eli Stova.~ol pro die. » 28 id. 2 id. id. id. » aa id. 3 id. id. id. » 4•-5&-6l\-7& id. 4 id. id. id. In quest.o momento l~ ghiandole sono tutte diminuite di volume : quelle la.tt>ro-cervicali sinistre sono completamente scomparse. La ghiandola inguinale s instra. si è ridotta alla grandezza di un pisello. In ga.1Qa.u•-12a giornata. 4 compresse pro die. È scomparsa anche quell' unica glandola residua inguinale sinist.ra. Wassermrum negativa. Totale compresse 38 pari a. gr 9,50 di prodotto. - Caso }7o. S. V. - Circa sei mesi innanzi s i contagiò di sifilide in seguito alla quale praticò tma prima serie di cinque iniezioni endovenose di Neosalvarsan. Non aven~o più fatta alcuna cura, gli comparvero 8\Ù tronco e sugli arti numerosi ele~entJ roseolici. Nulla. a carico delle mucose nè del sistema ghiandolare, tranne P•ccole e poche glandole inguinali bilaterali. . '"':assermann intensamente positiva. ( + + ), mine norma.!i.· Dtagnosi : Sifiloderma roseolico. In l" giornata l compressa di l::ltovarsol " 2l• id. 2 id. id. • 3" id. 3 id. id. In 411-5"-611 -7 4 giornata 4 compresse pro die. Il Sifìloderma Bl è moltO att.enuato. _ In gn.toa.ua,J2• giornata 4 compreS~Se pro die. Il sifiloderma è completamente scomparso; residua pigmentazione. La n·assermann è negativa. Totale compresse 38 pari a gr. 9,50 di prodotto.
++
204
I •.A ('UltA DET,LA S I FI LID E PElt \"lA ORALE
Caso 18". M. O.- 20 g iorni or sono, ed a 20 giorni dall'ultimo cont.atto sessuale, notò la compat'Sa sull'6Sta. di Wl' ulcera.zione che non curò in alcun modo e che venne ingrandendosi a mano a mano assumendo una forma circolare ed Wl colorito rossastro con bà.Se infiltrata e bordi degradanti. Al momento della osservazione t.a.le lesione era. in via di completa cicatrizzazione. Sul tronco e sugli arti si notano chiazze erit-ema.tose di color rosso vinoso. L'infermo accusava cefalea intensa a tipo notturno. W6SS8rmann positiva.; negativo l'esame deDieurine. Diagnosi : Sifilod erma roseotico del tronco e degli arti.
In l"
giornata l com 1H·essa d i Stovarsol. id. 2 id. id. id. 3 id. id. » 4"·.5i"-ti"· 7 "' id. 4 id. pro die. La. roseola. che fin da.! terzo g iorno era molto dinùnuita, è completamente scom parsa.. Scompa.r~a è pm·e la cefa.lea., senza. alcun reliquato. Per sicurezza si scmmi. nistrano ancora per tre giorni di seguito 4 compt·esse pro die. La \\'a.'!Sermann è ora completamen te negativa. Totale compresse 34 pari a. gr. 8,50. • 2" » 3"
Caso 190. R. G. - Vecchio luetico. Un mese c irca prima. delle attuali ma.ni· festazioni, presentò h·ite sifìlitica. in O. D. che cmò col semplice sanguisugio, atropina e fomentazioni calde. Dopo circa 21 giorni sembrava in apparenza guarito. Se non che dopo 48 ore riebbe una violen tissima riacutizzazione. Non potendo fare eure mei·curia.li o arsenobenzoliche che t roppe ne aveva fatte, e da. poco tempo, iniziò secondo il metodo solito, la. cma. con Stova.rsol. Wassermann fortemente positiva ( + + + + ) e urine con presenza di tracce di albumina.
Diagnosi : Irite luetica in O. D. In l a giornata l compressa di Stovarsol » p id. 2 id. id. & 3a id. 3 id. id. » 4a.5a.6a.7a id. 4 id. id. Tre gio1·ni di interruzione. 18"-19"-208.·21 giornata 4 compresse pro die. Cinque giorni dopo l'inizio della CUI'a. i sint.omi iritici (intorbida.mente dell'acqueo, 6Spetto fosco deU'il·ide, iniezione perichet·atica., dolore vivo e fotofobia) cominciarono a regredire rapidamente tanto che al 15o giorno di cura essi erano completamente scomparsi. La \-\.'a.sserma.nn al 21° giorno fu negativa. Nesstm sintomo a carico dell'occhio è ricomparso fino a.l m omento in cui si scrive e cioè ad Wl anno di distanza.. Neanche a. carico di altri organi s i sono avuti più sintomi. Totale compn~sse 54 pari a gr. 13,50.
Caso 200. L. F.- S i infettò eli lue circa. tre mesi avanti; non fece però alcWla cura tanto che la. lesione iniziale si protrasse per circa 60 giorni dopo di che s i chiuse residuandone c icatrice a stampo leggermente infossata.. Da qualche giorno ha visto comparire delle macchie sull'addome per le quali soltant~ è ricorso all'opera del medico. Presenta sifiloderma roseol~co diffu.'io florido del tronco. Adeniti inguina.li bilaterali ed epitroclea.re sinistra. W asserma.nn positiva ( t + + + ) urine negative.
Diagnosi : Sifiloderma t'Oseolico. In l " » »
2"
aa
giornata l compressa di Stovarsol id. id. 2 id. id. 3 id. id. id. 4 id. pro die.
4"·53 ·6"· ;a Tre giorni d i interruzione. In 1111-123 -l3a.J4" giomata 4 compresse pro die. ln ses ta g iomata la roseola. è tutta scomparsa. Persistono le ghiandole che già sono rimp icciolite di volume e che scompaiono perfettamente in 12• giornata.. Vla.~sermann debolmen te posit.iva ( + ). Totale compres;;e 38 pari a gr. 9,50. >>
LA CURA OF:J.LA SIFiLIDE P l': R \ "JA ORALE
Ca80 21°. L. G.- Da un anno circa è affetto da lue. Ha fatto cure molteplici e di vario genere. Presenta numerose glandole ingninali bilaterali, epitrocleari e la.tero-cervica.li. Wassermann positiva( + + ), urine negative, nessun sintomo sog· gettiv•). Diagnosi : Linfoa.deniti inguina.li, cervicali ed epitroclea.re. Si cerca. con la. puntura. esplorativa di estrarre una goccia. di sierosità da qua.lcuna. delle glandole più grosse inguina.U. Ci si riesce a stento. La ricerca del treponema è positiva. Si inizia la. cura. con lo Stovarsol somministrando : In l n giornata l compressa. di Stovarsol » 2a id. 2 id. id. » 3& id. 3 id. id. • 4&·5"-6&-7& id. 4 id. id. Già in questo momento tutte le ghiandole sono diminuite di volume ; ne re· sidua solo qualcuna. un ~o· più grande all'inguine sinistro, dalla quale si cerca di ricavare qualche goccia di siero per la riprova microscopica. Non riuscendo ad ottenere il risultat'>, iniett-o nella .stessa. glandola due goccia di acqua. distillata che e!ltraggo dopo qualche mmuto e che sottopong:o a.d esame microscopico. Que· sta. volta la ricerca. del treponema. è negativa.. Ir coraggiato da tale risultato, pratico la. Wasserma.nn, la. quale però è ancora debolmente positiva. Sommini· stro ancora per quattro giorni 4 compresse eli Stovarsol pro di e e ripeto la \'\"asser· mann. che questa volta è negativa. Totale compresse 42 pari a gr. 10,50 di prodotto. Ca8o 22°. S. P.- Contrasse sifilide ottc mesi or sono che curò con iniEl'Lioni di calomelano. Presenta al mcmento della. visita polimicroadenia inguinale bilaterale e latero-cervicale, adeniti epitroclea.ri bilaterali. Wa.ssermann positiva ( + + + ). Uri· ne negative. Pratico come per il caso precedente iniezione di due goccia di acqua distillata in una. delle adeniti più grandette inguinali per la ricerca del treponema., che è positiva. Diagnosi : Sifilide secondaria (linfoa.deniti inguinali lat<.ro-cervicali ed epitrocleari). giornata l compressa di Stova.rsol In 111 id. 2 id. id. • 2" id. id. id. 3 » 3"" • 4&-5&·6""-7& p1o die. id. id. 4 Tre giorni di interruzione. n a.}2"·13"-14" giornata 4 compres.c:e pro die. Ripeto la manovra della. iniezione di acqu·a di&tillata in una. glandola res idua fl_ella glandezza di un pisello yer l'esame mkro2copico che riesce negativo per la rJCerca del treponema. Wa.ssermann negativa. Tutte le glandole sono scomparse tranne alcune piccolissime all'inguine de· stro e le epitrocleari che son;, appena percettibili. Totale compresse 38 pari a gr. 9,50. Caso 23o. M. R. T. - Contra.s..<;e me 4 mesi or !!ODO che ha curato molto blandamente. eco pochl~ime iniezioni di calomelano. Presenta sul tronco e sugli arti nboumeroSl~ime rilevat-ezze della gt·andezza di un chicco di miglio, s ituate s ulb ~ eco d~1 follìcoli pilari e disposte a. grappolo. Numerose glandole inguinali, la· tero-c_erv~cali e una epitrocleare destra.. Wassermann p<:sitiva (+ ++ + >·Urine negatwe. pia~osi : Sifiloderma. papnloso del tronco e degli arti con adeniti specifiche degli mgwni e del collo. In l n giornata l compressa di Stovarsol » 2" id. 2 id. id. » 3a id. 3 id. id. » 4a.sa.6n.7a id. 4 id. pro die. t ttenl sifil?derma si è molto attenuato sul tronco ; sugli arti è quasi scomparso : · u ' e ghiandole sono rimpicciolite di volume ed alcune scomparse. In 10"-lla·l2a. }3" giornata 4 compresse pro die .
•
20(ì
LA CUR .<\ DELLA i'\1~'11.1111~ PI•:R \"1:\ OliAI.I·:
Le maniieflta.zioni esteme sono molto attenuate ma ancora si individuano. Si ripiglia la cura con 4 compresse pro die dopo 6 giorni e per 4 giorn.i, dopo i quali le manifestazioni cutanee sor>o completamente scomparse comè ugualmente quasi tutte le ghiandole a.d eccezione della epitrocleare e d i alcune inguinali ridotte alla grandezza di piselli. La W asserma.1u1 è debolmente positiva ( + ). Totale compresse 38 pari a gr. 9,50. Ca8o 24°. M. V. - Contagiato di sifilide 4 mesi prima, presenta sul tronco e sugli arti, in corrispondenza dello sbocco dei follicoli pila.ri e delle gbiand->le sebacee piccole pustolette variamente disseminate. Simili lesioni si riscontrano sulla fronte. L'individuo accusa cefalea, senso di astenia profonda dolori vaganti. Ignora. di essere affetto da lue e non ha fatt< quir di alctma cura. La \Yassermann è fortemente positiva ( + + + + ) Esame delle urine negativo. Diagnosi : Sifìlodet·ma pustoloso del tronco e degli arti. Corona venf.ris. In 1"' giomata l comptessa di Stovarsol » 2"' id. 2 id. id. , aa. . id. a id. id. » 4a.5a-6$. 7"' id. 4 id. pro die. Tutte le manife.<>tazioni restano immut.ate tranne una lìeve attenuazione della. Co1·ona veneris. Dopo due giorni di intervallo si riprende la cura per altri quattro giorn i con 4 compresse pro d ie. però, persist.eudo tutti i :sintomi c utanei non es-
sendosi avuto che un lieve miglioramento nei sintomi genen1.Li, si sospend(' il tentativo di cura orale. Oaso 25°. L. P. -Contrasse ulcera sifilitica 6 mesi or sono, ed è stato sempre bene essendosi sottoposto a cure regolari e periodiche di salicilato di mercurio. Da qualche giorno a.vvert.e disturbi nella deglutizione e nell'ingestione dei liquidi caldi. Ha voce afona. Sul velopendolo, sull'ugola e sulle tonsille si notano papule rotondeggianti di varia grandezza.. alcune :-icopet te di epitelio integro, altre lievemente ulce1·ate. Vassermann positiva ( + + ). Urine vegative. DiagrtoEi : Sifilide papulu-ulcerosa della cavità orale. In l a giornata l compressa di Stovarsol D 23 id. 2 id. id. D 3" id. 3 id. id. » 4a.5a.6a.7a id. 4 id. pro die.
Le manifestazioni sono completamente scomparse, la \Yassermann negativa · Totale compresse 22 pari a gr. 5,50. Oa8o 26o. O. M. - Donna di 58 anni, vedova di w1 uomo morto di paralisi progressiva, mai cmato. Ella stessa ignara della sua malattia, avvertiva da parecchio tempo vertigini, ronzii d'orecchio, sordità. bilaterale. Un mese circa prima della osservazione, avverti dolori di gola e difficoltà di deglutizione che si andavano sempre più aggravando. All'esame obiettivo numerose placche mucose nel retrobocca, trombe di Eustachio infiammate, ed occluse. Wasserma.nn po~:oitive.
(++ + ).
Diagnosi : Sifilide secondaria del retrobocca e della tromba. » la giomata l compressa di Stovarsol id. 2 id. id. » 2" » 3~> id. 3 id. id. » 4"-5 11 -6fi-7° id. 4 pro die. id. Le placche sono in gran parte scomparse ; residua l'infiammazione in grado minore delle trombe e la sordità. In 10"-ll"-12"'-l 3a gion1ata 4 compresse pro die. Le lesioni della mucosa sono del tutto riparate. lnton10 all'orifizio delle trombe, completamente aperte, notasi ancora un lieve arrossimento. La sordità è diminuita di molto, ma persistono i ronzii. Dopo quattro giorn.i di intervallo si riprende la somministrazione di alt.rc 4 compresso pro dio por altri 4 giorni, ecom-
J,A CUR-I. DJ::I,LA SJFt.t.IDE Pl': R YIA ORALF:
207
paiono anche i ronz..ii e l'aspetto del r etrobocca. è normale. Persiste Wl lieve
grado eli sordità che non impedisce però all'ammalata. eli attendere alle sue abituali occupazioni. Sierodiagnosi nt>gativa. Totale compresse 3:! pari a gr. 9,51). Caso 2io. V. R. - Vecchio leutico da cinque a~ni. insufficientemente curato. Pre!>emava. pa.pule della. grandezza di una. lenticchia, a larga. base di impianto, di colore rosso rame, a. ~ute in parte integra., in parte erosa., nei contorni dell'ano e dei genitali esterni, di a.spetto veget.ante in qualche punto. Wa.sserma.nn positiva (++ +). Esame urine negativo. Diagnosi : Sifiloderma papulo condiloma.toso framboesiforme dei genitali esterni. Si intraprende la cura nel solito modo somministrando una compressa nel l o giorno, due nel 2o, tre nel 3°, quattro nel 40, quinto, sesto, settimo giorno. Le lesioni sono ridottissime di volume. Con altro 12 compros.<>o in tre giorni
dopo quattro di intervallo dal primo periodo, esse scompaiono completamente. La sierodiagnosi è negativa. Totale compresse 34 pari a gr. 8,30 di prodotto.
Caso 28o N. P. -Affetta da lue da circa tre anni, curata in.sufficientemente con poche iniezioni endovenose e poche di calomelano durante tma gravidanza, al termine della quale partoriva un bambino completamente immune e che anche oggi gode ottima salute. Nessuna altra manifestazione che una cefalea pressoché continua ed un profondo senso di astenia. W a.ssermann positiva (+ + ). Diagnosi : Cefalea luetica. Somministrazione di Stova.rsol secondo il metodo solito. Fin dal secondo giorno la cefalea cede e verso il decimo' giorno era scomparso ogni senso di stan· ch ezza. L'inferma dopo questo primo benessere abbandonò la cura. Dopo qualche tempo i sintomi si ripeterono : riprese la somministrazione del farmaco, si ebbe la ste!;.'S& migliori& della prima. volta ed il consecutivo abbandono della cura..
Tutti i fatti si ripeterono dopo alquanti mesi e anche quest.a. volta si ottennero i medesimi effetti. Non si potè mai praticare, dopo le cure, la sierodiagnosi, per riluttanza da parte dell'ammalata. Dall'esame dei fatti sopra descritt-i, possiamo agevolmente trarre alcune conclusioni che riguardano la influenza dello Stovarsol sia sulle lesioni io atto che sulla sierodiagnosi : 1 o Influenza sulle lesioni in atto. Tutti i casi trattati, nessuno escluso, dimostrano come l'azione del· l'acido ossiacetilaminofenilarsinico (190) sia eminentemente efficace nel far scomparire ogni manifestazione luetica, sia essa iniziale, sia secondaria.. E tale benefica azione comincia a-d esplicarsi non appena si inizia la somministrazione del farmaco per accentuarsi sempre più a mano a mano che si procede nella cura. Più resistenti sono le infiltrazioni glandolari, le quali cedono solo lentamente e non scompaiono mai del tutto, residuando sempre qualche ghiandola, sia pure di piccole dimensioni, nelle sedi di elezione e specialmente nelle regioni epitrocleari. Sul treponema l'azione curativa è spiccata : esso è sempre scomparso dalle lesioni ed in un periodo relativamente breve. Molto probatori sono a questo proposito i casi 21 e 22 in cui il troponema è stato ricercato nell'interno del tessuto ghiandolare, dal quale è completamente scomparso dopo due settimane di cura..
208
LA ùURA D.E:LLA SIFILIDE PER \'!A OllALt:
.Anche suJ le lesioni <leJ!li org-ani <lei sensi razione dello Stovarsol è risultato di indubbia efficacia : cosi il brillantissimo caso 19 di irite e cosi il 26 in cui la sordità, se non è scompa.rsa del tutto, si a.ttenuò di molto. È risaputo, del resto, che le alterazioni dell'udito resistono tenacemente a qualunque specie di <'Ura, segnatamente poi quelle che non sono sostenute d~t lesioni clinicamente a.pprezza,bili dell 'orecchio medio o interno. ~otevole è pure l'azione dello Btova.rsol sulle manifestazioni cutanee e mucose (17, 18, 20, ~3, u, 25, 26 e 27). Ba.starono pochi giorni (nel caso 18 si ebbero ottimi risultati fin dal 3°) perchè la roseola si attenuasse e scomparisse. Cosi pure per le lesioni della mucosa orale ed anale. La cefa.Jea. luetica è infh1enzata fin dal secondo giorno di cura. (caso 15). Ma dove l'influenza del 190 si dimost.rò inconfuta.bilmente brillante contro tale manifesta.zione è il caso 28 in cui reiteratamente si ottennero identici risuJt.a.ti. 2° Influenza sulla sierodiagnosi.
I risultati sono sta.ti nettamente favorevoli in quasi tutti i casi I·ipor-
tati: anche là dove in primo momènto sembrava non dovesse1·o essere ta.li, si è a.Yuta. Wa1·sermann negativa dopo una breve ripresa della somministrazione del farmaco. Nessun dubbio può cadere sui easi 2, 3, 4~ 5, 6, 7, 8, 12, 16, 17, 18, 1~, 22, 25, 26, 27 dove ~ià dal primo saggio praticato, dopo 10 a 20 giorni dall' inizio della cura, la W assermann risultò negativa. Solo nel caso n o non si è avuta a,Jctma influenza; nei casi 1, 20 e 23 invece, l'intensità si attenuò di molto. Di part,icolare interesse sono i casi 9, 10, 13, 14, 15 e ~l in cui la Wassermann è persist.ita positiva dopo tm periodo di cura analogo a quello dei 17 casi in C'ni es"a si dimostl'ò negativa; pe.rò dopo alquanti giorni di riposo e dopo uua breve ripresa. dello Stovarsol anche in questi casi si è avuta la seomparl)a della reazione. Però, sia nei casi precedenti che in questi ultimi, la quantità di Stovarsol impiega.ta. si {> mantenuta sempre l'il'a i 9 e i 15 ~rammi complessivamente; cosi che la scomparsa della R.. W. nella seeonda serie di casi non è da a.ttribuirsi a una quantità maggiore di prodot.to somministrato, bensì al modo stesso di somministrazione; in quanto è ba~tato intenompere ln, cul'a per qualche giorno, e riprenderla per vedere la reazione fa.rsi negati va. Infat.ti, in tutti i casi sono bastaLi, nella ripresa, solo due o tre giorni (gr. l e mezzo a 3 di prodotto) per ot.tenere il ristùtato desidera.to. È accadu to cioè quello che molte volte accade con le iniezioni endovenose di Neoarsenobenzolo e cioè la W. per1;iste positiva a.ncbe dopo la sesta. o sett,im~ iniezione, perfino la decin1<L :Rasta allora. pra.t icare una iniezione di gr. 0 115 della. ste:ssa sostanza, dopo tma. ventina di giorni o eli un preparato biAmutico per ottenere esito nega-ti\7 0. Ora, non è certo nella unica iniezione gr. 0,15 di arsenobenzolo e in quella- di bismuto che si deve ricercare la. ragione di ciò, non potendo di sieuro la e:sigua quantità dei due prodott,i avere tale influenza., bensi nel cambiamento stesso della tera,p ia per ra,gioni che finora ci sfuggono. La riprova è data dal caso 9 in cui non è stata sufficiente la ripresa dello Stovarsol, ma. si ò dovuto praticare una iniezione endovenosa di gr. 0,15 di neorsenobenzolo. Dopo tutto ciò può lo Stonrsol costit.uil'e la cura elettiva della sifilide ~ Ce.rtamente no.
lUVIST,:\. DI TECNIOA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE
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Anzitutto di un medicamento preso per via orale noi non possiamo sapere quanta parte di esso possa venire utilizzata, variando tale quantità da individuo a. individuo, per molteplici circostanze, dipendenti piì.t specialmente dalle ooudjzioui della mucosa del tubo gastro-enterico. A
questo proposito devo dire che, per quanto altri autori abbiH.no riscontrato, alcune volte, delle forme diarroiche violenti, a me non è capitato di vedere che rarissiinamente dei casi moltò lievi di tal natura, prontamente scomparsi dopo un giorno di riposo, e non più presentatisi alla ripl'CS<t, sebbene qualche volta come nel caso 2, abbia s01nministrat o lo Stoval',;ol J)€r 12 giorni di seguito, senza alctma interrnziono dopo il settimo giorno, analogamente a tutti gli altri casi . Vi sono poi C.'l.Si in cui bisogna agire con la massima ttrgl:'ur.a.; ed allora, per quanto rapidi possano essere gli effetti della cura. ora le, es:-;i non possono certo raggiungere quelli di una cura endovenosa. Infine non sappiamo ancora quanto durino gli effetti eU tn,le terapia, nè se essa, anche protratta per parecchi anni, con i debiti periodi di intervallo, riesca ad estirpare completamente il male. È certo però che la stovarsol-terapia costituisce un'arma potente ed assolutamente indispensabile in tutti quei casi in cui non è pos:sibile ricorrere alla cura endovenosa per mancanza di mezzi adeguati ; così nei ltmgbi viaggi per ma.re, cosi nelle campagne dove non tutti i medici praticano le endovenose, così nei casi in cui, temendosi una llerxheimm· intensa, è bene attenersi a cura fin dal principio blanda. Così è da preferiisi nelle gravide che non abbiano manifestazioni in atto e in tutte quelle altre circostanze in cui possa riwucrsi che essa. può venire nt ilmente praticata. È pertanto lo Stovarsol un mezzo che è venuto ad arricchire il nostro ar6enalo terapeutico ; mezzo che deve essere, non solo non ignora,to, ma sempre tenuto presente ed usato ogni qualvolta se ne presenti propizia l'occasione.
RIVISTA DI TICNICA E SERVIZIO SANITARIO MlLITARE PIANEGIANL - Il e<t.rico e l'equipaggiame1tto del fante.- u Esercito e Nazione •, fasci-
colo V-VIII, 1926.) Dopo avere citato le esperienze fatte in Germania sulla influenza del carico sul ~oldato di fanteria, che stabiliscono tm peso di kg. 27 come mn..,simo per In. madia dei soldati e notato che i fisiologi americani lo abbassano ai 19-23 c hilng rnmmi, l'A. pa.s.o;;a a considerare i carichi s t,abiliti nei vari eserciti e i mezzi prop<)St i por alleggerirlo (trasporto su carreggio eli parte dell'oquipa~?giamcnto intlividunlo). All'inizio della. guerra mondiale i carichi di marcia ùoi soldati eli fanteria doi val"i eserciti oscillavano da un massimo di kg. 32,210 (::;erbia) ad un minimo d i kg. 22 (S. U. A.). Quello dell'I talia era il più alto di tutti (kg. 33,100 di carico ind ivi(lualo e kg. 0,900 di carico medio di reparto t rasportato dai soldati d ella compagnia). 4 - ~ d' medicina militare - Fase. III.
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RIVISTA DI TECNICA 'E SERVIZlO SANITARIO MlLITAil.F.
Carico d-el fanU nei principali esetciti nell'immediato anteguerra. Italia ........... :)erbia .. . ........ Giappone ....... Grecia. .......... Bulgaria.......... Danimarca ...... [nghilterra.......
kg.
•
• • • ..
•
34,000 33,210 32,000 30,500 29,800 29,000 27,500
Gonuan.ia. . ..... ...... Francia ............... Belgio Svizzera .........•.... Austria . ............. Olanda. Stati Uniti d'America .. •
o
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•
o
• • • • ••
o
•••
••••••••••••
kg.
•
• " ,. )l
-
27, 100 27,000 26,800 26,400 25,200 25,000 22,000
Alcuni eserciti ammettevano il tras porto su cm-re~gio di parte dell'equipag· giamento individuale. Nel nos t.ro esercito non si prevedeva l'alleggerimento del éarico di marcia, nè i reparti avevo.no i mezzi per 11 someggio o il traino di parte dell'equipaggiamento. Nel decorso della guerra, per effetto dolla distribuzione di a ltri mezzi di offesa e di diJeiila, i carichi comuni individuali e quelli speciali dei reparti aumentarono fort.emente. Verso la fine della guerra il enrico teorico di marcia, per effetto del· l'a,~segnazione degli elmetti, bowbe a mano o da fucile, maschere ant.igas, artifici bellici vari, fasce gambiere, cappotti, ecc., avrebbe dovut.o salire dai 33 ai 38 chilo· grnmmi, senza contare che tutti i r eparti di fanteria avevano un certo quantita· t.ivo di dotazioni comuni dì reparto· che potevano distinguersi in tre categorie: lB Materiali che durante le marcia dovevano e.<>sore sempre someggiati; 2a Materiali che, portati normalmente dai carreggi o dalle salmeric, dovevano essere portati in combattimento dalle t1·uppe ; 3a Materiali che, sia in marcia che in combattimento, dovevano sempre es;;er trasportati dalle truppe. Approssimativamente il carico individuale medio, per effetto del t rasporto di tali materiali, avrebbe dovuto salire in marcia ai 311-40 chilogrammi e durant-e i periodi invernali ai 41-42 chilog rammi. I soldati dei ropa rt i speciali (mitragliatrici, pi!Stole mitragliatrici, plotoni cannoncini Stokes, ecc.) aYevan.o un sopra carico che oscillava attorno ai . 12 chilogrammi, raggiungendo ta.lora anche i 25 chilo· grammi ; per contro il carico comune era all~ggeri to di 6 a 14 chilogrammi. Il carico di marcia di tali reparti, pur t enendo conto dell'alleggerimento accermato, avrebbe dovuto salire dai 45 ai 48 chih1grammi ed alcuni porta-armi di qualche reparto, privo di mezzi di tra.<>port.o, avrebbero dovuto sopporta.·re carichi di marcia s uperiori ai 50 chilogrammi. I carichi suddetti erano quelli di pre;;crizione e cioè teorici. In pratica. però le cose si presentarono sotto diverso aspetto. Dopo la tris te esperienza di qualche attacco fatto a pieno equipaggiamento, ~li zaini finirono per essere vuotati e lasciati in seguito sulle retrovie e sulle posizioni dei rincalzi ; la biancheria di ricambio utilizzata e ge tto,ta quella sporca ; le scatolette e le cartuccia passarono nel tascapane ; gli oggett.i non indisponso.bili gettati e il terreno si andò cospargendo di un'inJ?;ente quantità di materiali,. con enorme spetpero. E con questo equipaggiamento ridottissirno, i fan ti vis:;oto e combatterono per 42 mesi sulle cime delle Alpi e sul Carso. D 'a ltl'onde, anche alleggerito dello zaino, il carico comnne del fuciliere era dai 25 ai 27 chilogr,1.mmi e 'tuello dei repart.i speciali ancora più elevato dai 2!) ai 48 chilogntmmi. Il non a\·er tenuto nel debit.o conto la questione del carico, è costato al nostro Esercito danni materiali molto ingenti. Attualmente, e cioè in questo periodo di transizione che segua il primo ini· zio dei nuovi battaglioni armati con mitragliat.rici leggere, la situazione non è corto migliorata. A) Carichi di marcia. a
~
carico comune individuale ... . ................. . . canco comune d't reparto ........ ................ .
kg. »
34,000 0,900
ToTALE •••
kg.
35,300 circa
b) 159 mitraglieri armi leg~ere dovranno provvedere al trasporto di ca.riclù di reparto dai 6 ai 17 chilogrammi (carico medio di kg. 11,5 circa, e perciò vi saranno per ogni battaglione l o9 carichi da. kg. 43 circa) ;
RIVIS1'A DI Tl!:ONIOA E Sl':RVIZIO S AN ITARlO MlLlTAlU:
211
c) 123 mitraglieri armi pesanti dovran no prov vedere a l t rasp orto di carichi variabili dai 6 a i 15 chilogrammi, e p erc iò vi sara nno altri 123 caf'ichi da kg. 46 circa per batt aglione ; d) 56 zappatori d el battagliono dovra1tno p orta re La serie tli a ttrezz11.menti da za.ppatori (media kg. 4), e perciò ancor!\ altri 56 caric hi d a k g . 39 circa ; c) se occorrerà provved ere a l traspor to d ei bidoni a ~palla p er il sArvizio idrico (litri 15 di acqua e kg. 6 di recipiente, pari a kg. 21 ), 3!1 militari d ovranno tra.'!por tare 1m carico in più di circa. kg. 21. B) ;carich i, d·i combattimento.
a.) 39 mit raglieri armi p esanti dovranno in combattimen to trMportare ('a.richi da 21 a 25 chilogr·ammi (media kg . 22,5). Avremo tlml qne nlt.ri 36 C!lrichi di 43-45 c hilogrammi. b) 35 p ortafe rit i (disam•ati) rlov rann o t rasp o r·ta re carichi v a ria bili da i 5 ai lO chilogrammi e perc iò vi saranno a lt.ri 35 carichi da kg . 27 c irca .. Notis i che la serie individua le di corred o è già stata ridot ta in mi~u ro. fortiss ima. Ad onta <.li ciò, il carico indiv iduale è superi ore a quello de l HH4, p erchè il p eso d egli oggetti dis tribuiti in più cimante la guerra 1915- 18 sup er a di k g . 1,600 q nello delle diminuzioni fatte. Ora., se è p ossib ile tma. lel!'gcra ulterior e rliminuzion e, è pur v ero ch e essa non può far d iscendere U ca rico a l limi te ragionevole di kg. 25-27, nè }a, soluzione zaino -tascap a ne d à la possibilih\ di r isolver e il p ro blema d ell'equipaggia m ent o. Rimane sempre la question e dei oariohi comtmi di repart o e q uella del carico d ei mitraglieri, a.rmi p esant-i e leg!!ere, oggi aumentati formidabilme nte. Occorre p erciò add ive nire ad una profonda t t·asfonna.z ione d ell'equipa.gg iarnento comune e di r ep art-o. Con l'ado zione d el nuovo bat t aglion e s i affaccia urgen temente la soluz ione d ella question e d el Cttrico e d e lla s ua ::;ifltl' maz io ne, d ato che il nuovo b att-aglione vt>rrà ad avere qU!,II.'IÌ la m et à dei soldati cho in comba ttimento non p otranno p orta r!' nò l'attuale zaino n è il sa cco alpino che s i prop one in sostit uziOll t!, e p iìt d i tm t erzo non potranno p01·tarlo nè in marcin. n ò in r ombat,timen t o. 1~: evidente che no11 si può affrontare il problema. lop:istico de l t rasporto a l seguito di 300 zaini e pitl p or hatt.a.glione, nò può ammettersi ch e i forti e numerosi c11.r iclù d i rep a rto possan o essere portati sulle Alpi . s ia in pace (' he in guena. in piò d ei a4-3f> clli log rammi di ca.:rico individuale .
••• N ella secouda parte d el s uo ~t.udio l'A. esamina brevenw nte le p ossibili solu ?.ioni d el duplice problema de l carico e d ell'equipaggiamento. [l p eso doll'a tt.ual ~ serie provvh;oria d e i fucilieri è di 34, 130 chilol!rnrnmi e di oltre 35, se viene ngp-iunto quello medio d elle comuni d otazioni di reparto. Se alla seri e n on s i v olesser o appor· t are trasformazioni e riduzioni e si v ole><se abbassare il carico di m a rc ia e di com ba t· t imento d ei f u cilieri al disotto d ei kg . 27, occorrer eb be pro,•ve<lel.'e a l t rasporto . a l seguito, di kg. 8 di Of!get t i circa. Facendo nna cerni ta. d elle dotazioni, fli con::.t.at.a ch e . p er Kiunl!'er e a lla cifra di 8 chilogrammi, è necessario a lleggerire il Citrico eli m a rcia e di com battim en to del fuciliere, d ello zaino e di parecchie dclle d ot llzioni indi\'id ua li e d i reparto, P er il trasp or to d ei 500 zaini dei fu cilieri occorrerebbe disporr<• di 5 carrette lc,:!J!ere o eli 40 muli d a salmt\ pe1· ogni batt-aglione . ciò che è impossibile, n ?>. d'altra parte, si potrebbero lascia re i fucili eri spr ovv isti d ep-li oggetti sopm d ett i. ('ol t ipo r\ì equipo.p;gia m euto att ua le, l' unica soluzione p ossib ile è quella ri <~lla d im inuzione d el quantitativo degli Ol!f!Otti assegnati: m a q ua li og~ett.i o dota?.io ni elirn inur e ? P er gitmgere ad tma sod d is facen te sol uzion e, por i fucilil' ri, occorre tras fo rmaru e alleggerire alourù Ol!getti e diminuirne il v olume : s t ncliaro n na differente disp os izione di carico, abolendo lo zaino e sostituendolo con tm involucro di p oC'o peso e volume (borsa. a zaino) che possa es.c;er p ortat o indifferentemen te a spalle o a t r acollo; sostituire il moschetto aJ fucile; distribuire una. sola razione di viveri
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RIVISTA DI TECN ICA E SElWIZto SANlTARTO )DLIT A.Rl!:
di. riserva; diminuire il f)nantitativo eli bombe e di cartucce; sopprimere la tenutn di t e ln. i paletti o i bastoni por tenda; provvedere per il trnsporto al seguito della <·l•pN·La da campo : ridurre il qunntitat ivo e il pt>so delle dotazioni comuni di re· Jnu·Lo. P er i mitrag'lieri, pro\·veùere 1:\l trm::por·to al F<oguito, durante le marce, di t n t te le clota'l,ioni di r f'p tut.o; adottare un 'arma automatica più leggera e chf' pos><ibìùnente non oltrepassi il peso di I O kj::'. ( 19 N\ rico comune, 10 carico speciale. t ntale kg. 2\J) e provvedere, n fll momento in rui ><i rend e obbligatorio lo spallef!j?io d<•ll 'a rrna. ad allrgl.{crire il carico comune dri pol'ta·armi. col trasporto al seguito del tc•lo ùa tenJa (c;arico ro:-<id ~•nle di circn kp:. 28). Allep:Jlorire la mitragliatrice po><nnto, o !le>><t,ituirla con alt.ro t.ipo piì.t lcggoro. P()c• ridu.rc·o il carico di combatti·
lltcnto d ei yJOr tamunizion i e rifornitori delle compagnie arm.i pesanti e letzgere . t'o n ct·e~!lar·io al leggerire il enrico comtmc iJIÙiviclu~tle, riducendo anche iJ carico di
reparto. Oritc·r i che dorrebbtro e~8t'T te11uti presenti nello .~tflb ilìre un tlUOt'O li7J0 di eq·u ipag·
gio ml'11 to. (t) adozione di un equ ipag~ia.mento ch e s in adatto alla guena di
montagna ;
b) r·iduzione tlel peRO ch•lla serie comnne del fuciliere a 26-27 chilogrammi; lllll.ssim>L possibile ridll7.ionc della serie d el mitrngliere e delle cariche speciali, tale <In con><Pntire il cont,emporaneo trasporto, in comba.ttimento e in determinate pnrtieolnri situazioni, dci materiali sp eciaU in d otazione ai reparti; r) ado~ione di un tipo di in\·ohrcr·o unico (bor;;n a zaino) che possa e"ser portnto da tutt.i i soldati. di fanter·ia; d) d i:>po:;i?.ione rnzionnlo dr,rrli og~ctt i e d el carico, cho lasci al soldato la lih,•rtù rli movimento e di uso delle armi. e ch o eviti i rumori caratteristici prodotti dttl cozzo do,!!li oggot ti metallici ; Il) d ist ribuzione di una sola ~~>rie comune di conedo. tale che non debba esser modificata 11elle opernzioni inverm1li o di alta mont.agna o ch e possa venire ÌJrte· 1-{ntta con la distribu~ione di alcuni oggetti ;
f) riduzione doi CJnantitativi c d el p('so delle dotazioni comuni e di reparto che debbono esser cru:icate dt~.i militari delle compagnie; fJ) udozione di un eq uipnggiamont o di pace in cui fìgurino tutt.i i materiali ('Osti~ucnt.i la serie di guerra. fntta eccezione d egli oggetti che vengono solamente
ùistrih11.iti a ll'atto della mobilitazione; h) adozione di un tipo di serie. di pace e di guerra, il cui costo globale >:ia cgunlo o inferiore a f) nello del lo Rerie in vigot·e. In base ai criteri s ucsposti. l'A. ha concretato, a titolo di esempio, UJl tipo d i l"OI'ÌP che, a s uo fl.vvi::<o. può r appresentare una del le possibili solu~ioni del prohlomiL dcll'equipaf!giamento comune d e l fante . Egli ha studiato alcune modifieu~ioni e sostituzioni, in bnse alle quali si ottor1·eùbero i seguenti ri:sultati: l::ioric provTisori~ n! Ltuùc
N uovo t i IlO di serio
Peso
1° P or il f11ci liere .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3° Ver il rnitrugliere uc·nu.r.Lu di mosclu:>tto<J . . . . . :{o Per il mit raglicre armato di pistola .. . . . . . 4° ì\lnugior peso por operazioni im·ernali (tenendo conto delle sostituzioni) . . . . . . . . . .
kg. •
34,UO 31,200 25,100
•
J ,715
»
kg.
•
26,085 24,62!5
20,645 0,725
213
RIVISTA DiLLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA SALINA:RI. -
La ra.zione alimentctre del Boldatl.l ùt ?>ace e Ùt guerra. (R oma, Prov· dello Stato-Libreria. 1926).
vedit~ra.to
La pregevole memoria del colonnello medico prof. Salim.u·i, premiata al Con· corso Riberi per il 1924, fa parte della interessantissima Collana medico-militare pubblicata. dal Ministero della guerra. In una. prima varte, in cui sono esposto l'alimentazione in genere, ed i suoi faLtori fisiologici, l'A., dopo alcuni cenni di chimica biologica, tratta. dell'organismo vivente in azione, a~onna allo sLato colloidale, descrive i fenomeni catalitici e degli enzimi, dà un ra.pido cenno sulle secrezioni int-erne, e passa infine ad analizzare i fattori che detemlinano il quanti tativo della razione giornaliera. Parla q uindi del significato biologico della dige· stione, e s i intrattiene s ui cambiamenti che subiscono i singoli gru ppi di principì alimentari dopo introdotti nell'organismo. I nteressantissimo ò il capitolo dellA vitamine, che è una felice sintesi di quanto si conosce fino a.cl oggi s u tale argomento. La seconda parte ò dedicata all'alimentaziolìe del soldat o nelle varie condi· zioni di vita in cui può trovarsi . In un primo capitolo l'A. passa in esame i singoli alimenti composti che entrano a far parte della 1·aziono del soldato. Il secondo capitolo è dedicato alla esposizione delle condi zioni indispensabili per una alimen· tazione utile, completa e salubre, con tm cenno sulla 1a·epara,zione, varietà o volume degli alimenti. Infine la terza parte tratt.a della razione ordinaria e :;traordinaria del soldato. quale è stata ed è ul presente e quale dovrebbe e.c;sere. Un capitolo è riservato all11 studio della razione alimentare del soldato infermo. Heguono, come oiJej<ati. delle int-eressanti tavole d ella composizione chimica e pot-ere calorico delle principali derrate alimentari e due tavole sul cont.e nuto in v itamine delle ma.terie alimentari. ' Chiude il lavoro una ricchis.<<ima bibliografh1. sull'argomento. 1n comples.;o la memoria, che, come ha concluso la Conunis><iono e.c;arniuatrice, è ~ u,ua felice sin· tesi d i quanto è stato fino ad oggi pubblicato sul vasto argomento dell'aliment.il· zione e dimostra nell'A. una profonda cultura in maioria >>,rappresenta UJla pre>t;iOstt s orgente di cognizioni per i medici militari, più specialmente interes.-;ati dell'arduo problema di tma razionale alimentazione del soldato in pace e in guen·a. . COS'l'A. GABBI. "'l l>i.az·i,one m-ilùm·e sani-taria. (Parma, Tipografia già Cooperativa. Parmense,
l 926).
Mossa in evidenza l' utilità d'tma bene ordinah.1 ot·ganizzazione sanitaria aerea, s ia per i bisogtli della guerra, che por recare soecorsi in caso di. p ubblicho cala.nlità, l'A. espone lo Btato attuale d elle organizzazioni in }~rancia e <.:ran Ur~l · .ta.gna ove egli fu recentemente in missione pet· tali studi. La Francia ha oggi in uso i seguenti aeroplani, costruiLi e proge tt-ati o:;clue;;clusivamente per ambulanza aerea: l 0 aeroplano-ambulnm:a B1·egttet, cou dua brande per feriti, un sedile per il medico o l'infermiere ed un pre.o;idio mt'Ciico· c hirurgico. Aut.onomia 4 ore e mezzo. L'apparecchio richiede tul ca.rnpo d i attor· raggio di m. 600 x 600; 20 aeroplano-ambulanza Hrull'iot, con brrutda per 1111 1nalato e sedile per il medico. Non ha, come il precedente, un presidio mcdico-chirur·gieo. Può atterrare s u t-erreno non preparato. 3o aerop lano·amtmlanza. Loire-<.:onnlo uI ,esseuro, di facile atterraggio e decollaggio, per uu solo fer·ito, .<>cnzn posto ptw il m edico. La cabina p uò e::;sere ri..:;calclata e in caso eli bisogno il pilota p uò far p erve nire ossigeno al ferito. Ha. tula cassetta. d i medicazione e altl'i uuce...;suri. N ella Gran Bretagna sono stati adottati : l o ae roplano-ambulanza Brando n p er 8 persone, in cui vi è posto oltre che por infermi anche per il sanitario. Au· tonomia 4 ore e mezza ; 2o aeroplano-ambulanztt Anùovflr per 9 per:;oue ; 4 ore e xn.e zza di autonomia; 3° aeroplano-ambulanza Vickor;;. Vernon per () feri ti,
214
,
Jt i Vlì:!'l'A
DI~L.L.A
S1'AMPA l\I~DJ(.;A 1'1'-lLldNA t::
STHANl~ltA
ed altri dello ste;{so tipo di proporzioni anche maggiori per trasporti. di truppa e di infermi. Uno di questo ha 9 ore di autonomia. Gli apparecchi inglesi sono caratt-erizzati dal vantaggio di poter sPrvi re per piìt infermi. dalla facilità di atterraggio e decolla.g gio e dalla comodit.ù. di cui SOltO fomiti, quali apparato R. T., presidio medico-chirurgico. ecc. La G{!fffiania uon ha utlit•iltlnumte tt~)roplalli·atnbulanze, ma i suoi apparecchi civi li possono fncilrnente essere adihiti al trn;;porto di malati e. feriti. Por qmtnto riguarda l'Italia, si è adattato ad ambulanza un Jun.ker, iustal· lt~.ndovi due harollo ed un posto per il ~;anitar.io, e ,;ono in corso di adattameuto un A vini ik tipo »cuoia per il trasporto di tu l ferito. e m1 Forman F. 62 per 5 feriti. Il t.en. col. modico Falchi ha proposto la trasformazione di un Caproni da bombardamento e la. Ditta sta elaborando il progetto. L'A. conclude sull'opportun it i~ di racr.og liore le propo::;te di ambulanza-aerea g ià preparate dall'Uflicio :>anit11rio aoron~tutico e ùi pro~et.tro·eper esse il velivolo t\datto. }\[a per tu1'organizzazione sanil uritl. aerea w~l no;;tro paese, oltre quella dej!li apparoc>chi, è lleCP:;aario di risol vcm~ altrP.sì la C'iiiOStione I!Onerale dell'istituzione d ' un servizio medico aoreo, indipendente da quello dell'esercito, così come sono diversi i problemi sanitari che deve traMnro e studiare il medico aero· nautico in cotlfronto del med ico mi li tare e di quello navale. RounLLOlS e BE'RC:HF:rt.- L esioni traumaticli<' del1mt-<Jcellare i.njeri(jrc n ei cboxenrs• (Revue d'orthopé<lie, anno XXXIJJ, n. 5, 1926). Gli AA. riferi,·collo il <'1\..'tO <li un !<olclttto ventiquattroune che pre:sontavu w1a tumefazione uniformemente tlu.ra, insorta quattro anni e mezzo dopo uno scontro di boxe, e che si estendeva per tutto il d(;)(·OJ'!<o del m . m.assetere, il quale pareva cosi oss ifìcato. Il paziento accusava climiuuzione sensibile dell'apertura boccale, con lei!gora. cle,·iazione del mento a. d estra nei movimenti di apertura estrema. Le radiol!rafìe permisero d'interpretare il tumore in parola come il r eliqnato tli rma doppia lesione di orif.(ino t.raumatica, cioè una frattura de: collo del condilo, ed un isp('s,oimento d ella rei!ione m asset{lrina, da ·considerare come ossificazioni periferir he m•llo spcs«ore del muscolo. L'altra osservazione riguarda un m arinaio, che ehbe a ricever~ un colpo violento al davanti doll'oroc:chio rlestro in una pnrtita di boxe. Si constatò : gonfiore dello. regione nuls~t'terina. de~;tra, dolore vivo alla. pressione sul collo del condilo, crepitio lieve ed infos;;a.mento del dito esploratore. La radiografia. preci;;ò una frattura sottocondi!oidea d ost.rR del mascellare in· feriore. ZANOLI. -
Lussazioni trauma.tiche del gomit.o. • (La chin1rgia degli organi di mo-
vimento, vol. X I . 1926).
Su 111 casi 6$aminati a.II'Istituto or topedico Rizzoli, l'A. ha constatato obe le lussazi.oni del gomito rappresentano il 32.93 % di tutte le hL'lsazioni osservate in dett.o ist.ituto in 27 anni. · La varietà più frequente è quella poste riore (7H.57 '}0 ) ; indi segue a dil:!tnnw, la postero-laterale (12,61 %) e la laterale (8,10 %). Rare le lussazioru anteriori e le isolate di radi o . Non esistòno difl:erenze notevoli nei due sessi e sono p ropri e dell'età giovanile. Il t,rauma. occasiona le è por lo piit costituito da tula caduta sul gomito &d in seoontlo luogo da. una caduta sul pulmo della mano. Rarament.e si a.vvet·a la lussa· zione p er urto diretto o r>er to1-siono. Asstti frequent.emente si riscontrano lesioni scheletriche : e più precisamente nel 38.82 % dei cA.«i nelle ln~>,.;azioni posteriori. HOI 57. 14 % in quelle postet·o-la.t.erali, nel 3:~ % n elle laterali. Por ordine di frpqn<'nzn. le lesioni scheletriche intere.<;sano l'epil roclt>a etl il enpitello md ialo, il condilo c;;Lorno e l'opicondilo . l'olecrano e la coi'Onoid P. la dia.li,.;i omcralo. radio lo. ulnnt·o ed infine la t.roclea. Puro a;;,.;ai fl'C'C'!IIent.i sono le osilifì.c azioni : e!'i\e Ri osservano circo. n el 52 % noi casi di lus.-;aziono posteriore, 11el 21 % 111~1le postero-lat.erali. nel 30 % nelle lus· ;;azioni latemli. Ei<.~e si formano in tutte le età, mA. con mag~ior frequenza. nell'eth adult,n.. Rare le l6$iOni nervose (3,6 %l-
!tlV!STÀ. DELLA STAMPA .\ll:DIOA ITALIANA 1•: S'l'RANUmA
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I risultati a distanza della cura incn1enta sono assai buoni ed altrettanto sì può dire della cura chirurgica nelle lussazioni inveterate, per quanto in ques t-i casi si debba enumerare qualche insuccesso, fortunatamente infrequente. Il ·meccanismo ed i l trattamento dell.a frattura degli chaffl'ttrs. (Journal of B one e Joint Surgery, v ol. Vili, n. 4, 1926). L'A. riporta una sta.tist.ica di 42 casi di frattura d<>l poL<>o riscontrate negli chaffe= per avviamento di motore d'autom obile. D ette fratture possono avvenire: o per +,rauma diretto, quando il meccanico viene colpi to dalla manovella, che ormai aveva a.bhandonata e che ritorna v iolentemente indietro, aJia faccia anteriore del :3° i nferiore dell'avambra<:cio, ed in tale evenienza la frattura ha molto spesso il tipo di Coli es alta; oppure si possono avere fratture per trauma indiretto, quando il meccanico subisce l'azione violenta del contraccolpo, m entre stringe ancora fra le mani la manovella; in questo cnso le frattu re possono es· sere art-icolari od anche di Colles basse. L' A. illu8tra i vari casi oMervati e tratta infine della cura, prendendo in considerazione il metodo incruento (riduzione, apparecchio contentivo per fis;are l& mano in flessione palmare ed adduzione) ed il metodo <'ruento indicato in tutti quei casi in ctù le manovre riduttive sono fallite (riduzione cruenta, ost l:'o· sintesi eco.). EDUARDS. -
- Le or.g1,n~ dell'in.fez,ione tubl.'rcolare neU'aclulto. (Atti della Conferenza antitubercolare di Washington, 1926). Secondo l'A., contagio recente nell'adulto non è <.la ammett-ere, che nei soggetti vergini o nelle razze nuove di precedenti contaminazioni ; in tal ca.«o
R.oNZONI.
ha la caratteristica. della • prima iniezione n p r opria dell'infanzia. Le lesioni sue
cessive alla prima infezione possono spesso rimanere clinicamente e anatomicamente constatabili e in molt.i casi la tubercolosi dell'adltlt.o ristùf,a manife· stazione di tali infezioni precedenti, speHso infantili. La tubercolosi evolutiva in adulti con infezioni latenti, specie polmonare, è da reinfezione endogena dovuta o da revivescenza di antiche lesioni o da contagio esterno o surrinfezione eRogena. Da roinfezione endogena sono pxinci· palmente le forme extrupolmonari degli adulti, pro,·enondo da leRioui in revi· vescenza. La tubercolosi polmonare dell'adulto è prevalent-emente, ;re non asso· luta.mente, di origine endogena (revivescenza o mobilitazione d i germi) secondo lo sperimenta la clinica e la statistica. In quale rapporto di frequenza si trovino la surrinfezione esogena e endo· gena dell'adulto è ignoto; piì:1 efficace del contagio massimo sembra. essere il contagio piccolo e ripetuto. Il contagio a gisce nell'adulto o per nuovo attecchi· mento dei gerrni penetranti o più spesso per azione attivatrice dei materiali del corpo bacillare distrutto, come quello della tubercolina. La profilassi tubercolare deve essere quindi p 1·incipalmente infantile, perchi.:, in tale ett\ si ha maggiore suscettibilità ; e la prernunizione e la vac<'ina?.ione tubercolare della. prima età sono mezzi efficaci contro l'infezione tubercolare dell'a.dulto. La. profilassi però deve toner conto dello possibiliti~ di l'einfezione esogena e endogena. Non bisogna ridurre le cautel.e a difesa del contagio dell'età adulta. e seguire le norme difensive riconosciute eflìcaci a. limitare il contagio. L'aecerta.mento precoce deve essere cardine della. difesa contro forme gravi e contro il contagio. CAmo. - Le osteornieUti infettive aUa la8tra radiografica. (Policlittico, Sezione Chirurgica, faso. 12, 1926). È ùna rapida e chiara. sinte.'>i dei quadri ra.diologici presentati dall'osteornie· lite infettiva nei suoi vari stadì, ed un raffronto di tali quad1·i con le lesioni anatomo-patologicbe corrispondenti. Non basta. la constatazione dell' alisteresi o demineralizzazione per ricono· scere Wl p rocesso di osteomielite infettiva, poichè l'atrofia os.<;ca d el Sudok è comune a molte affezioni ossee. Il quadro radiologico caratteristico dell'osteomie·
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lli\'TS'rA DE L LA
!'~ 'A M I'A ~H~U I!.'A
ITALIAN A F: S TRANIERA
lite infettiva comincia con la ra refazione e distruzione ossea per aasorbimento lacuna re (o;:;tooporosi infiam matoria od o>;teite rare facien te}. La constatazione contemporftnea di fenomeni no•attivi di proliforazione ossea, e successivamente la fase di s upp urazione e In. fase di eburneazione , comp let-ano la. s intomatologia ratl io logica d eli 'a ffez ione. Le 110te fonda mentali ro,ra.tter·iRtiche riguar~a no: l } la F<ed e : impianto primit ivo rnet.afì sttrio con rHpida ùiffuJ>ione int.mdialìsaria al canale midollare , sen7..a olt.repassare la c·ar·t ila~ri n o d i roniu~uzi nn e. che costi t uisce una. barrier a. all'inva."ione articola.re ; 2) l '~istrr • za con torn poranea. di fatti di distruzione ossea e di n eofon nazion.e o;;sen., con esiLi LEl. t'di v i d i rl oformazion e d eli 'aspet.t.o d ell 'osso in te· f t':"Sl:l t O.
Nella. di ngn osi r ndiolojriCa difiere nzialo v a nno p res i in cons iderazione : l) la t t1bercolosi o~,;pa, i n cui clomir1a invece l'a l isLere:'li senza o con scarsi p rocessi di riparazione . e r he €> p erciò una ost!>ite r·nref~w ien tf' o cariosa. In essa è p refer ita In, zona <'pifisn ria ron t enden1.>1. a tl i,·t•niro ost<'Oill't-ri te ron idrart ro, e a produrre p iò t a rdi o l" tw,·it;ina rnen t.o e il snlda rne ut0 ckll'int<'rlinoa articolare, o la sublusRaz io ne. l"o lo ne lla spina vent.o«a s i ha la, produz ione o:;sea p erife rica; 2) la s ifilide acquis it a o <'on geni ta t ardi va (apposiz ione oxsefl. perioi<t ea a fo rma. fusata oircon· dnnt.e J'OH.'<O in m od o rf\gola r·e. con sP::lA n<'l la, t•ib ia e clavicola , usure circondat~ d a zon e sclc rotiche, a.vent i Mpfltlo t nr lato e t a lora eircinato) ; 3 ) l'osteite meta· p lastica ipcrostotica di Pt~gPt. che solo rortl.ll t(•n t.e è monos;:;ea : 4) l'os teite tifosa che p uò ct•l p ire a n che un em'J!O v(' rtebr·alf' c d a re diflicoltà diagnostiche; 5) l'osteosarc>oma miologeno a sede rrwtafi:-;aria; ti ) la rlccroRi fosforica dei mascellari ; 7 ) l'o!'teite d e l callo di frattura; 8) J'os!eomieli te d ei m onconi di amputazione. CRESPE LLANI ~h NET. -
Malatt ie e lesio~t·i prot·ocrtle, ossrrrate rtl Centro di perizia medico-legali di. L ione durante la (Jtti'Tra . (Ar·el d ve,; dc médcc i~1 e e t, d e pharmacie militaires, n. 4, 1926}. D op o twor o a ccennat o a lle coutUzion i n e lle quali fu d ecisa la. istituzione del Centro a Lione n el 1918, l'A. indica in che co!'a cons ist e va l'orga-nizzazione del centro. Olt re al person a le occ;orrente p er i ser vizi, il centro comprendeva: l meetico diret tom ; l chirurgo; l c birnico; l fnt.ografo. Gli esami speciali venivano eseg uit i nei di vers i repa rt.i f<j)eciu lizzati. L ' insie me d ei casi osservat i può ripartirai in 13 categorie : Jo l' lcer aziorù o c:;care d a applicazioni cutanee ; 2o F lenunoni con c:>seare d a iniezioni caustiche ; 3° Flemmon i :settici o aset tici ; 40 D ormiti ; 5o Scotta t ure ; oo Piaghe di verse; 7° Mntilozioni da a rma da fuoco o d a arma bianca. ; so Edemi; go Al bumin uria; 10° U tero; ll 0 L esioni oculari; 120 Disturbi dell'andat ura; 13° Affezioni generali. Sono d egne cli rilievo le Regue nt i constatazioni; a.) p er quanto riguarda. le t Ù· I'Crozioni p rovocate. g li aspet t i a rrot onda! i o el it t ici d elle lesioni, la regolarità d ei COllto mi, la fo rma dflll'escnra a dito di g uonto, hanno portato un elemento d i p ri m'ordine per la diagnosi. 11 colore e la consistenza delle escare permettono egual· rnnn te di fm'>'i un concett.o s ulla n a tura d e l pr od otto utilizzato (secche e nere: a cido ,.;olfor ico ; secche e g rig ionerast.re : 11itrato d 'argento ; secche e g ialle : acido ni· t.r ico: m olli n s uperficie untuoila: po t assa, sod a , occ.) b); per i flemmoni con escara. d a iniezione C'I\11Rtir..a il quadro dini~~o è quasi sempre cons imile, e corrisponde nella ma j!g inr p a t·te dei casi ; mala t.o presentante a ll'inizio Wl& placca. d i linfangite a bordi polie ic lic i. ricop erta d i vescichett.e con esist enza, s ia a l cent ro, sia. a lla periferia , ,;ia a un o o d11o centi met ri, di un p iccolo foro. testimorùo d ella p untura. ; temperat ura inizia le : 39° circa. Poi l'aspet to s i m odifica; le vesch ich ette si vuotano e l'epidem 1i.ne a~«ume l'ap par en za di una ba nale osca.ra da agente caus t ico. T re element.i pcrmetLon o t 11 t t avia di fa re la diagnosi : Ja. t raccia d e lla puntura., l'importanza de~ fonu rncni p eriferi ci di linfa ngito (Jd i limit i irregola rmente policiclici deiJo sfacelo ; c) m Pri tnno infine speeialfl menzione g li edemi. Abili a provocarli mediante costrizioni. ri petute, cert i :;og,~.:t>tt-i er ano riu:scit i ad a ttira re l'attenzione non sul membr o ed0nuttoso, ma su ll'tliLro che, por t.n l.e fatto, p ot-e va. essere cons id erato come atrofko. Quosti edemi, frcqncn tomonte r innovati, finiscono a volte per impri· m ore al tessuto cellulare un earattere spugnoso, che lo rend e a t to ad imbibizioni >'pon tanoe e por la lor o indelinit.a riproduzion e, hanno avuto per conseguenzal'e·
VON.Iì.I::RENZE SCIENTl.FICHJ!: DEGLI OSPEDALI MlLI'tARI
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sanzione deli'ammalàto dnl servizio milita.re, ma che lo hanno però colpito da w1a infermità verosimilmente incnrabilo. Il lavoro ha il grande merito di rappresentare la necessità della istituzione, fin dall'inizio delle ostilit!Ì, di centri medieo-legali forniti di tutti i mezzi diagnostici o di personale competente, specializzat.o in materia. CoSTA. BF.NON. -
ln.9ola.z ione ed a.9tenia cronica. -
(Gazette des Hopitau:x, .n. 82, 1926).
L'A. illust.ra il caso eli u.n individuo, che trovandosi a pescare in un giorno a_..sai caldo, fu colpito da insolazione, con pex·clit.a. completa della conoscenza. ; all'incidente seguirono fenomeni di confusione e di astenia profonda, che resero necessari due mesi di letto ed tma lunga convalescenza ; e, nonostante un certo migliorament.o, egli non fu più in grado di l'i prendere lavoro profi(:no, perchò ·ogni leggero. occupazione gli can..<;ava violente cefalee, insonnia, stordimento, distw·bi gust.ro-intestinali. Cù iamato sotto le armi, si din1ostrò incapace di attendere a lavori di ufl3.cio e fu adibito alle corvées ; essendo i suoi procedenti morbosi SCO· nosciuti, nou ftt mai riconosciuto malato. tù~ehò aggravatosi, fu ospe<lalizzato o verme a morte con sintomi di grave o.stenia. fisica e p~icltica. La vedova non ottenno alcuna intlonnitù., non essendo stato ammesso l'aggravamento per fatti di servizio. L'A.. pa.c;!lando in rossogna i vati sintomi propri dello. insolazione, ravvicino. que>;ta agli >~hock traumat.ici (commozion i}, e la ritiene responsniJilo, come causo. d e· torminante. e non solo occasionnle, di tutti gli inciuenti nervosi o psichici-secondari, quali i deliri, le demenze pr<•coci, le psicosi periodiche, g li acccs!'<i asteno-maniaci. L'astenin. cronica è la pill frequente conseguenza dei disttu·bi diru11nici causftt,i dalla insolaz.ione ; non è per sè una complicanza grave, nm si accompagna a. profonde moctillcazioni delle funzioni generali fisiche e psichicl1e.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degl i argom enti t rattati (Ili p111cessi n"ali penrntti aHa Dirnieot ceolrale di uoità militare dal 1° al 28 febbraio 1921). Capitano medico Rol\roALDO Profìlattici c terapeutici 81tlla. pe.ste.
ALESSANDRIA. -
GANORA:
R-il·i evi epidemiologici,
Premes.'!c alcune OR.'>ervazioni fatte in Somalia. sull'evoluzione dalla forma endemica. irl epidemica, sull'e,c;altl\mento periodico doi germi e sui portatori di ba<:illi, l'O. illustra un tentativo di terapia o profilassi della poste fatto colla combina?.ione di s ieri e vaccini su 7 24 casi. Secondo l'O., la tetapia siero-vaccinica combinata accelera la suppura.zione e la stet·ilizza.ziono dei bubboni e rende pjù rari gli accidenti ana.filatticì, mentre la siel·o-vaccino-profilassi, oltre che frenare la diffusione della peste, ne cuminuisce anche la malignità., la contagiosità e le piìt gravi complicanze. ln casi di diffusa infezione lo sgombero generale è l'unico provvedimento da adottare. Boi..OGN.&. - Tenente colonnello medico GESUALDO GIARRu:-;so: Un caso eU ma· l-aUia del Dwpuytren rd un caso di amiotrofia B"pinale 1>rogressiva tipo Duchenne
Aran.
L'O. presenta. due malati : l 'uno eli 1-etrazione dell'aponeurosi palmare !mper· ficiale, b~late~le. simmetrica (malat.tia di Dupuytren). l'altro di amiotrofia spinale progr~va, .t'fO Duchenne-1\I'a.n. Dopo di aver pru·lat.o dell'aspetto morfologico e delle att.ttudrm sta.tiche e dinamiche della mano di Duchcnne e di quella di Dupuy-
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CONFERENZE SClENl'IFIOHE DE GLI OSPEDALI MILITARI
tren, che negli ammalati presentati rivestivano la figura classica riportata nei t.rattati, illustra i due casi indugiando:'li specialment-e per il morbo Dupuytren, snlle quattro specie etiopo.to~;enetiche della contrattura.. ~pontanea., traumatica.. djscra.r:dca e nevropatica, e di quest'ult.ima. R\ùl'origine ne\Jrotica., mielogenica. o !'limpatjca. Per l'ipote;::i mielogen.ica, che sembra la più a.cr.ettata, tratta. dell'etio· Jll\togencsi siringomiolica. e di quella ad:erioscleorotica midollare. ln ra pporto alla malattia d i Duchenne-Aran. l'O. tl!ccenna anche al suo con· i·ril)Uto portato tre anni fa., a. proposito delle dist.rofio muscolari progressive in ri· ;.!tult'do alla serle a.natorno-patologica del processo, specialmente per quelle formo c·l,o Ri distaccano nettamente r!Rol t.ipo mielopatic:o di Dnchonno e che da. t.aluni ,.;ono st.n.te considerato come forme morbose rl'origine protoputica, miodistrofira. FmHNZI'.. -
Tt'nonto colonnello mediro GTNO Dm~or.u : Un OO.IJO di end~cardite
se.llicrr.
L'O. prende oc:rasione da. un <'a.<;o ùi enlloc:nnliLe settic.a per illustrare il capi· d<>l.lo endo<'arclit.i infet.t.iva in ge11ere. e quelle dolle endocarditi maligne in ispenie. J<:..:po:;ta la. storht clil1ica. lo. pec>uliarii il, del decm~o e le inda,1!ini eli lahorat.orio. eon le quali, e;>-«endosi l'i pe~utamcmto isoll\t.o un germe (:::tafìlo<'O<'CO a lbo) dH I ~mgne e d i\ un piccolo a.-;r·csso mic>otic·o, fu pos:::ihile l'accerta.mento dollu dia· gno~i. t.rl\tt.o, la questiono so. oltre alle inff'tti\·o, d..t)hansi in pRotologia. riconoscere a ltro formo di onclO<'!Il'diti. venenclo alla c·ondusione c ho anche le endocnnlit.i •·o:::ì d0t-te t.os:.:i<'ho, tkbbano essere considtwat.e como infE~tt. ive. in q11nnt.o cho J'offc>;-:1\ tossica non è per sò stessa la. caw<a. dello D<'O·JirOdu?.ioni enrloc-Mdiclte. "'" prc>pnra solo il terrono al.l'at.tc<'<'himc-nt.o degli ngonti pa.togon i. l'a:.:sa q11incli in rtlSSc_gntl i principali gc•rmi , noli C( ( iynoti, capaci tl.i fi.«sRor-:.:i noll'ondocarclio e ùi generare le enrloca.rditi cd jJiustra. le varie forme clininhe, ac11te r- rron ieire. Tratta infine del p.rognost Ì<'o var·iò, a :-;econda tlelle diverso for·111\l d.i endoctttdito, o della tera;pja, J1f\ l' nra clt-1 tutto ÌJIIJ'Mont{• a modific·a.r·n il decor·so delle en1 locarditi maligno. ~ol o
Capitano chimico-farmn<'ii':ta dcgl·i arseno-ben;:{)/i.
Cii,:NOVA. -
GIOACO.EIINO REVELLI: Sttlla /(MSicitrl
L'O.. o::.po;;t.i i Vlll'i moto<li di pt·epara:f.ione del Salvru:san e Neosalvm'St\n. rlQscrive i sottoprodotti diflicilmento isola.hili e lo impurezze provenienti in specia.l l't'lodo da o:;sidM,ione d\U·ante la. fahbrica7.ione, ed in tracce talvolta. così minimo da sfug_f!ire alle pit1 acc\U'ate ricerche chimjciJe. Enumem i vari metodi di dosamentn dell'arRQoico (rapporto as. N .) o tra nove metodi, spor.i montati sn Neosalvarsttn clelia ('asa Moist or· Lt1cius e Bnming, ha. t.rovato cl1e i risulta.ti migliori vengonu dati dai metodi Bros.<\ll.nin o Fa.rgl1er. Conclude eire. data. la diversità di comportamento cl1imico terapeutico e t.os;.;icologico dei prodotti su accennati, tlltre alle indagini tìsiche e chimiche, occ:or· rm'ebbo, prima. di metterli in circolazione, proccrlt•re a rigoroiii controlli biologici da parte degli Istituti. J>rA m·:NZA . - Capitano modico :VLuno Nr:c&l : Un caso di JJ&rsiatem::a deUe fib re micliniclte nella retinCI.
Premesse notizie sullo sviluppo embriologico rlel nervo ottico e della retina nd Cf'lposta. l'eziologia o la pat ogeuesi dello stafiloma posti co come furono concepire dallo Scarpa ad oggi, l'O. cmrmera e descrive i caratte1·i ofta.lmoscopioi del quadro delia pen;ist.enza di fìbre miellnici1e nella retina, mettendolo a raffronto collo sta.filoma l'ostico dci miopi. Conforta la sua esposizione colla presentazione di pR.rncchio tavole deg li at-lanti ofta.lmoscopici del Yi.igen, del I~oring, dell'Oeller e doll' Haob mpprC'!'<l'ntanti ca.<>i different·i delle clue affe1.ionj, ed infine ftt una. climostrazione pmtica. stùl'a1nmalato presentando un magnifico esemplare di persi.;tonza dello fibre miolini(·lre e due di :;tafi'loma postic·o, tmo anulare e l'altro somi· lunare.
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NECROLOGIO Prof. ANTONIO CARDARELLI Se natore del Regno Antonio · Cardar~:~Ui non ò piì1. Tl giorno 8 gE~nnaio scorso ~ i spogneva soreuR · mente in Napoli, a. 90 anni, conservnndo fino all'ult.imo i»tlc1.nte quella memviglioso\ lucidit.t'> di ment.o, ('hO fn una gonialo carat.tel'ist.ica di tuttit la ,.;ua vit-a. Nato il 29 mal"l.o 18~1 a Civitanova do! ~nn n io, vonuo por la prima voli~~ a ~apoli nel 1848 e si i.«cri:-:se a.l ~dorioso Collogio mfl(lioo di Saut'Aniollo. ove ohho compllgni i più illn~tri ~rienziati d ell'epoca. Lauren.to:<i appena vcntiduP-nllP. concorso s~ubito al posto di a,-<.-<iMonte nell'ospedale Ù<'tdi Incnm hili, e h t~ fn p o i la maggioro palestra cle lla ,;un, !!t'anelo ntt i\·i ti'~ sciont i fi<'a.. o ri u~<ci p 1·irnn elot.to, so1::wi · tando il pil1 vivo entm<in><n<o nolla Cornn1is.c;iono eqn una disse rt.azione sulla >'Cab· bia, in cui SOR!oeneva, fra i primi, l'origine par•o.-;silitria. Nel 1890 vinse por concorso lA rn t iA,dm eli pn.tnlogin >:JH't·i•tlo Jll'<':<so la. l't. l'Ili · vorsil>ì. a qualche 1111110 <I o tH>, con ununi1no dc·;, ig111~ziono, ftl ohiu1nato n. :SIH't'('dere ad Amaldo ('antnni nP i h~ rnttc·dm. tli clinit·a rnndioa. c·ho tenno con Rnrnmo onoro JHW circa :10 nn n i. ;-;crittore di OJH' I'O insigni di nui rin \all~nn (l ><I.IJH'i\t,ntto rnouumonto p oron.110 quelle sulle rnnla.Lt.io n ••t•vn;;o n fomzioua.li rll'l (;uoro. s ugli anl'ou·ismi th•ll 'aortt\ <' sulle m n lnH·io ùl'l Iq.(ntn. ngli (';:Mcitò l~t medic·ina cont«' t\Lt il<l'ill<a mis.-;io no m1i.tno.to da. nna vertt mpit'nzu, fnt t<t di soienzR. a di p;:;pPrion7.t\ l' :-:~1hlimnta dnl gl'nio. 0:-:~C'I'Vatore di l i~onte, minuto. profondo. fu l'n.:·cogli t m·e :<ovran o di :;into111i. t-ho egli riu,.;oiva ad nhbmcciaro col suo sp:n>trdo di t\tjnila vonC\tmnt.e ne lle più asco.-o viHcm·e deH'orgnHi::<nw, a vl'\glinro in O).(ni parte: e c>on :'! intesi mot·aviglio<~tt assurgeva alla diagnosi, che non aveva per lui alcun mistero. La potenzi~ intnit1va ;:i fondevn. in lui co11 quella. de ll'o,.;sen ·a?.i<me diretta, e l'tmn ora di g nidn ird:dlibiiP A.!l'111t ra. La sm\ parola. fn sempre ca.hn~~ e ;;er onll. m•lla di.;cussione ed il s uo insegnamento non ebbo altw ><copo t·ho di fonnnro il rnodil'll protico c·cm lo st.udio diret.tv del malato, essendo ìcrn1o.rueuro c·onvinto <"h<' la 1\linica è una SP ion~r.a n S<\ in.qosLi· t.nibile e che rappresent·tt ](~ mcxl ic,ina. prat.ica por· occ>ollem.o. applic;u.t.a. n l letto d ell'in· ffwrno. Così per più d i fiO anni fu Mnostro a.cclamato cd ecluca.loro ÌIISll]JOrabile di innumerevoli !!enera7.ioni d i n1Eicl ici, e fu fntto segno nlla venenJ.zionc di tutto il me-.t.zogioruo d ' l t>llia. }; pm·i alla s<'icnza fu l'uomo. In tnttu. la s ua lunga esistenza oporò sempre o dovunque il be ne per il bene, socco rrendo di nn'>C'ORto infinite misorio, vivendo nella pitl esomplaro modei<t·in cci mnnndo Dio e la Patria di ugualo amore sincero. Il Corpo sanitario 1nilttHe, cui giuJJgo l'eco d ol eompiant-o dell'infinita iw hicm di ufli ciali medici. in se1·vizio ed in rongoclo, che ebbero il vanto di fl.'i-'lOre suoi diR<'<'· poli, l'accoglie que~te un.nnirni manile.o;ta.zioni di cordoglio l' lo de'pone sullo. ,.;mt tomha come liori perenni di venerazione e di gratit-11dinu.
Dott. cav. aff. BONIFACIO TALLARICO tenente generale medico a r ip oso
A 72 anui è lliOI'to il lo gen naio u. s. in Cica la, (Catanzaro), suo puu.-;o natio, 1 k·.rwnte generale medico Bonifacio Tallarico. Per la grande l'attit udine d el RUO Cl\n1.tioro llJWl'tH ed enen!iN>, cho nou u!runottova esita.nze di fronte nl dove re, d el q un le eh ho sempre culto irn:ondi · ZJon~_~-to, per la SU!\ indole generosn, p er ln. s 1uo 11011 com1 111H coltuJ'<l pr·ofes;;ionol• •, spec~~~ente indirizzato, n.lle di;;cipliue chintrgi•·ho. n!? li st'J'I'i' r-ac·t·oglip,ro O\'llll'l"e le pnt SIIICere munifestazionj di stima e di :'!l'etto,
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l':d in tutt.~t la ~un. co.r.ril't'a [tt cos ta.nto esempio d i probità. e di m od estia , ùa l d(•cNmio t;rasr.orso al Collegio miiitnr'~ di Napoli, come dirigente il servizio ~i\o itorio, fino n Ila dir<>ziottH deg li 0spedali di ( 'B!Zliari, di Livm·no, òi B !1ri e di Fi ron;w, e durante l'ultima ~ttCrrn, com e tliret.l.urf' 1li Hunità dei corpi d'armnt.a tetT itoriuli di Firt>nze e di Ancona. ove in ci]'(:ol-t.un:>.e N'C~>zio nali diede opera uttiVt\ cd intelligente ll(•ll 'orgt~nizMr<' i Jlurne•·n:< i '"'!"'dali di riser va, E' noi disiml''':.:m "' del[(• prn.ticlle tncdi<'o lc•guli . 11 Ui•,mrtle d i ?tiPd i r:i?l fl tll ifit11rc ]'Ot·ge. a tl<>rne dl'll C'ru·po sanitario, le pitt , ·ivo C'> nd<>!!l illnz~> ni dP;<ohti cvnginnhi.
NOTIZIE In memoria del tenente generale medico prof. L. Bonomo Il 2 1 g<'llmtio scor·;;o, primo mo:;to n.r11r iversario. pct· itùziativa d ell'Cnione ufTieia l.i in congedo. f'bbo luogo in H nri ht sol<"nlle commemoraz.i.oue del con\pianto l on òllte !X~"liOn\lt~ nwd iC'o prof. L. Ronomo. alla pre:;rnzn. dei fan1i~l iMi e di tntt.e le Antor·ih't rn ilitnr i o civili l<•<·a li. Pn•,;E))It.at-o da l Jn·c:;id0rrW ddt'Af::<vciazione, il cap itn.nn tn<'diro F . B or·C'hC'tli. cH·n trm~ dl'ltn l'nrirnon in., rievocò G<'/!llnmontc eli aus tcrumont.e la nnbilc lignr·n rh·ll'illu,.; t ro n,.;tinto. )foltis!"imo le . urie,.. irmi pervonnte. ìra le filiali <·i piace >~cgnnla rE' q uolla. d i S . ..:'\. R.. il Duca d'Ao::;t.n. c-lw c<>:>ì telegrHfò: « M c·ntre ril·orw:;c·l"nt•· nff\'1 to d ,>i c<m i]JHJ.!IIÌ e"alta la vita intenHlntta e l'oper a pietosi\ del geuerttlc L nn>II7.0 Hn11nnw. io c ho lo c b h i ca ro e devoto amico e c he no r·ou(lhbi l<' nllf' ' 'i r·rì r Jll'<>< ligarc• ui fr·at l'lli d 'anne qoff(•t·cnt.i. po1-tecipo spiritualmente nl piu rit n d';llttOn' . innalz>tmlo uu•tci<H'O. l'C'VN'E'n tc P'' n:-;iero a l com}) Ìfl llt o caxalie r·e di SA.voia '' ·
fo:mttluu•h• Filii>P.rto d·i Savoia.
PARTE UFFICIALE - -- ---
A) UlOHNA LN :JULl TAR.E D.ln•'lOlA.L I~ . (ltJstralto delle dispc11se n . 5-8 dc•! l !12i)
1. -
CrucoL.\TIH n. 17 d el l lì f:Citcll'\hre J :t:!G - R, <l1•crelo ?'e/(1/ivo nlla costitnzion(' clel C:ollt(fÌO lttedico-lf'g(lle.
Art. unico. - H CoJIPgio medico-le!!ale, di cni all'art•. 11 deìla lol!gO l.L marz.o 1!1'3(;, n . 141; c nll'art. Hl dC'I r C'!lolitme ut.o approvat-o col R. decreto 22 g iw:mo l t126, n. l Oli/, è r.o!"Ì cof<tit.nii·o: t~nlln te gcnoro. le me<lico R. B. f: u aldi prof. l 'ar l(l.
n..
prE>sidouto ; mng!(ioro ~('III'I'Rie 1ncdic·o B. Ciaccio Andrea, aiuto e sost-itnit(l d el ]JJ'C!< idente; colonnello rrlcd i<·c, H. ?II. ~es!ini n ro f. Leone. colom1cllo mecl ico l t . R D e :-:;ltl'lo pro[. .811~cnio . tcmf'nte cnlonnello-moclico R. E . Passora. pt·o.f. 1':!·<·nlc; mu.ggiore medico H . E. )lnHcon i p t of. l\lic hele, membri.
2.- t.:ll<COLl\ltE 11. lS del (i oitol>t'e rn:.w - DcCI'l'lO M.inisleriale dì nnmina dPl segretario (lf·l CtJllegio " "''' ico-lega/.e. L'Fnicio di >ll'!!rc>tnrio del CnUNdo m odicn-kgale Yi<'nl' nnidat o dal G ottobr e 1 fl2ti a l maggiore 111cdico H . .K J,o I>rc;;;t i Ani oniuo. ==~====~=--=--==~~~~===========-~-=~--
Di.1'1!1/ore r e.gtJ011 ~a&i!e: • \ ttTU no l.'A-;AI!INI, tonento <olo nnello m edico.
{ifi!l)- H<lflll\. 1927 - Annn \ ' - ~ln hillml':>t<> pr,ligrn tlco per I'Ammfnii!t.r:u;lnnc dello f'tnto . '•
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1 Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxelles 1921 ). · Relazioni ufficiali del Corpo sanitario militare italiano. . . . . . . L. 6 11 Congresso Internazionale di medicina e flU'tlUlcia militare (Roma 1923). Atti àel Congruao - Vol. I. . Relazioni ufficiali - Un volume di pe.g. 416 con tr•e tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 35 11 Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti àel Congresso. • Vol. II. - Lavori del Congresso e comun icw..:ioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . . . • . . 60 111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi 1925). Lavori del CongreRSo e comWlicazioni. - Un volume di pag. 88 . • 7 Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48 • 5 -S. s.~ LINAJU. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . . . . . • 7 M. CoSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 6 :\T. CusANt. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito Italiano - 1906. . . . . . . . . • li C. DE CESARE. Studio delle medlastlnltl (rnediastiniti suppurative, ascesso media.stinico) • Roma., 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . . . • . . • 5 P. htBRIAOO. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, In confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotogt·afie e radiografie riprodotw in fototipia). - Roma.. 190:-1. . . . . . . . . . . . . . . . . , 8 P . htBRIAOO. le operazioni piìr frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 8 ,.\ NTROPO?.ffiTRIA MILITARE. Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli SMifari delle classl1859-1863; due v olumi in-4° con atlante; Vol. I (dati antropologici ed etnolog-ici) con atlante della. gcogmfia antropologica dell' Italia. . Roma, 1896 , . . . . . . . . . . . . • . • . . . • • • l 36Vol. II. (Dati demografici e ln(Jlogici) · Roma, 1905 . . . • . . • 15 - · F. BAROF:Fro e C. SFORZA. Compendio dJ chirurgia di guerra conrpilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secesslone d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . · . · · · · · · • · • 49L. BERNARDO e G. BREzzr. lo sgombero . degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904- Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche - Roma, 1005 . . . . . . . . . . • 8 A. CASARINI. La fatica nella vita militare. Memol'ia premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume di pag. 330 con 65 figW"e. • Roma., 1908 ' 12 A. CASA~INt. Le malattie e gli infortuni neliB. vita militare. Memoria prenuata al concorso Riberi, 1006. Un T."olume di pag. 402 con tavole grafiche e s tatistiche . Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . . . . • 18 -
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Giornale di medicina militare Direzione td Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra , Vi~ XX Settembre -· Rom•
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1. I l OiorMle di medicina milUare si pubblica il primo gioru(l dt closcu.'l mese, In tnscfcolo di quattro togli di etl\mpa almeno. 2. L 'abbonll.lllento è annuo o dC<'.orro dal 1• gen11nio. s. Il prezzo dell 'nbbounmento è: Per l'I talia e Colonie . . . . . . . .. . .. . . . . . . . . . . .. .. . . .. . . .. .. . . ... . .. ... ...... L· 32Per l'~tero . .................. . ...... . ........ . .... .... .... .... ................. • 44 6. .. l co1o sepo.ra t o oos•. ..n.. . ..... . ~ in Italin . ..................... ... .. , lJ n ..,..;c 7a ii'Ester (l . .. .. .. . . .. . .. . .. .. .. .. . . . • li supplemento oontenente i llnoli · J5 ài anclonità del corpo sanitario lll 1 tnli~ .... .. · ........ · " .... ·" · ' m iliCare costa n li' E stero .... . .. .... .. .. . .......... • 18 - 4. Per gli uftlclllli medici e chimici farm acisti del R. Es~.rcito (in servizio attivo, in posizione ausiliaria, di complomentJ>, deLla rl6crva ecl a riposo) il prezzo d.cll'a.bbonamento è ridotto n T.... 24 anticipate ed Il p rezzo del supnlemento è ri<lolto u L. 8. Nou si trliSmettono r icevnte !'Cr gli a bbon amenti persona.li. 6. Non si accet tano reolnm1 t rascorsi trenta giorni \laiJn apC<llzioue del OJornalC', che s l ef· tettna. regolarmente al primo di ogui mese. TrascorAo tnle termine, i laRClccli rlcblestl vengouo spediti se dlsponibiU, solo a pagamento. 6. I algnorl a.bbonntl mJIItarl in ell'ettl,·ità di scrvtv.ìo Plll!'heranno 1'lnworto doll'nbbonnment o per mcuo del rlspettlvl comandi di corpo c direzioni. 7. P or l aoll ntfloiall medici (dllll 'E~•w~lt.o e òAllo M9rin o), io qonlnrHJl.JO pMizione si trovln<J è ammesso un ABBONA.MEN'l'O CUlli \JLATlVO al G·i omale di mcdiciM 1/lilitare. ec1 aglJ .A.nMh d( medicina 11avale. e coloniale al prez'-o di L . 39 annuo. È Jnoltl'C ammesso un .A.BBONMiE.NTO CUMULATIVO, al giornalo l'Unit•crso, l'ivi~ta. gcogl'nfictt illustrf>La. a.l prc~zo di L . 50 Q.Ilnue. Per ottenere tali ta.cllltnzloni cumuia.ttvo gli abbonati millta.rl d(lvrn.nno far pervenire I'Jntor o lm· porto all' A.mmlni strazione del periodico del "ProPrio corpo. 8. Ai lJbr a.t si fa. lo sconto del 10 per cento. mn ~oltanto p(lr ~tli obiJoiHllll<>llti dl'lle Jleraonr e degli ont l non militari.
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T ipo A. Tipo B.
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Gli estratti minori eli tm togli<> Bi contmw come {oglw in/ero per le ord~nazwnt. o meno. . ~ toolio, Bi con· Per quelli che superano un Joolio, le Jraeit;ni in più, che nm~ s~<pcrano •l n.aw tan.o come noetà, pwcht perd l'(ll'àin.azion.e 110n sia interiore a 50 copie. 6. l manoscritti non al r estituiscono. l lavori brevi avranno la precedenza..
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GIORNALE MEDICINA MILITARE Dl
PUBB LI C A TO D A L M I N I ST ERO DE L LA GUE R RA (Direzione centrale di aanità militare ) Giorn~,~ medicina militare: x885 -t888 Giornale medico d el Regio E sercit o e della ~=~-~f.}~gia Marina : x88s -1895 - Giorna le medico del R. E serc-it o : x8g6-T907 "4:'...;;··..- t
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ANNO LXXV - 1927 - V
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· SOMMARIO MEMOR IE ÒRIGINALI:
Accorint i. - Os•ct•va " •'tonl ,. c Ct'h.Ol't · • · 1ne( 11C:)-1t;-gu l "t 111 rn.pth.)l."tu n Il a ::c•r<.htt\ " t ru.unw.t t· r•n. . . . ....•• Pag :"!21 Caaella. - Polso e t'c:>sph·o ... do l' n l'c•ool· tn.rnentn 1v.1tu·tut · · 1eo... .. .... .. . .. .. . . ... . . . ... .. .. . .. ..... • 22U CA8018TIOA CLINIOA :
~omdlno. - L 'nzlnno ncrvn.<>t o t.o' •IC•• noli:> pr1Hln1.ìon e dolio • IHlclt tmum nutlco . ...... .. . .
- ne. -
U n Cl\!l<l di costuln CCI'\rlcalo ...... .. .................. . .... .... ... . ... ... .. ... .. . . .. .
RIVISTA SINTETICA :
r pe t b 11 . rouoll. rccomlv le m odot·llo \'Ctlllto cd n l lllmo d<.'l m cde1·n ! mr zzi d'indagit:-c ~~- -~~~ 0~..
D' Ambrot lo. -
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RI VI&~: ~~:::~~CA E SERVIZ IO SA NITARIO MII.ITARE ... ........ .... .. . .......... .... . .. ... .... . CONFER ENZE 8CI E::PA MEDICA IT AI.I ANA E STRANI ERA .. . .. .. . .. ............ ...... .. .. ...... .. NECROLOGIO IFICH I]: DEGLI OSPEDALI MILITARI . .. .. , .... ...... ... .. .. .. ....... . .. .. . .. .... . NOTIZIE . ....... . . " . .. ' ' " .. · .. " · · · · .... · .. · · · .... .. · .... · · .. .. .. ........ ... .. .. , .. . .. • .... . . . P ARTE ~ F~-~ ~·IA~E· .
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DIREZIOnE fO AMMI~ISTRAZIOHE : Palazzo del hfinistero della Guerra . Via XX Setlembre · ROMA T elefoni
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2 1- 84
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ROM~
Collana m~ico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare Storia retrospettiva deiJ'lgleoe neiJ'Eserclto Italiano . . . L. 7 H - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-flslologlcl di aviazione m!Utare. Un volume di pag. 236 con 46 figure e 2 tavole . . . . . . • 15Ul - E. SANTORO. - Ferite addominali di guerra - Prefazione del professore N. GrANNEll'TASJO. - U n volume di pag. 400 con 38 figure. • 30IV - A. L n sTio - A. Bu~rNco. - l • gas di guerra •· Impiego ed eiTettl Provvedimenti e cura. - Un vohune di pa.g. 104 con tre tavole microgra.fiche a colori . • . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12V - A. LusTIO. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915·918).- Con 21 figure. . • 7VI - F. CAcciA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. - Prefazione del pro f. R. D ALLA Vxnov A • • . • • • 6VII - S. SALINARI. - Insegnamenti dell' ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-artlcolari in 1° e 20 tempo. - Prefazione del professore R. ALESSANDRt. - Un volume rli pa.g. 190 . . . • . • ·20Vili - A. CASARINr. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 IX - La celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. di pag. 92 con 16 figure. . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . • IOX - N. RoorNò. - La profilassi delle malattie Infettive dominanti neUe nostre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . . . . • 6 XI - A. C.&s.uum. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un volume di pag. 232 con 97 figure . • . . . . . . . . . . . ·20Xll - G. CAPPELLI. - La chimica millltare e le sue relazioni con l'ordina· mento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . » 5XIII - S. S..uiNARI- L'autolesionismO< nelle sue varie forme e nel suoi esiti. U n volume di pag. 250 . . . . . • • . • • . . . • • • • • • 20XIV- F. C.o\.OCIA e S. R10cr. - Le occlusioni Intestinali (escluse le ernie strozzate) • . . . . . • . . . • . . . . . . . . . . . . . • » 5 XV - G. GRTXON1. - Geografia medica ed Igiene del nostri possedimenti coloniali. - Un v olume di pag. 240 con 3 carte geografiche • 20XVI - S. SA.LIN.ARI. - La razione alimentare del soldato In paoee ed In guerra. - Un volwne di pa.g. 240 • . . . . . . . . • . . . » 20xvn - A. CASA.RINI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare. - U n volume d i pag. 60 con 9 figure . . . . . • . , '7 XVIII - R. P AJ,MtER.I. - L'ospedale militare di Napoli e le vicende del se..VIzio n 7 sanitario militare napolitan.o. - 'C'n volume di pag . 7'2: .
I - F. TEsTI. -
Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un vo lume d i pag. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un vohune di pag. JllO con 37 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , . Per Giovanni Maria Lanclsi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 106 con 28 figure . . . . . . . . . . . . . • . . . . . • Ili Conferenza lnteralleata per t• assistenza agli invalidi di guerra. (Roma, 1919) - Relazioni ufficiali o comunif·a~ioni. - U n volume di pag. 96 . •
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SCUOLA DI SANITÀ MILITARE
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O!SERVAZIDnl f [ftllERI MEDI[O·LEfiAU 1n RAPPORTO ALLA ~ORDIU TRAUMÀTICA per il dott. Vincenzo Accorintl, tenente colonnello m edico.
I lavori pubblicati, sia durante il pm·iodo bellico, che posteriormente ad esso, sulla sordità traumatica riscb.ia.rarono molti punti oscuri che in epoche precedenti non fu possibile illuminare. Cogli esami compiuti su molti traumatizzati del cra.nio si ebbe messe preziosa per osservazioni cliniche e medico-legali da. arricchire il ca.pitolo della patologia che riguarda le lesioni labirintiche. Oggi le conoscenze su questo argomento sono a tal punto da non lasciare adito ad errori nella risoluzione di quesiti diagnostici e medico-legali, le cui difficoltà possono essere superate da un esame funzionale perfetto dell'ottavo paio dei nervi cranici. Allo stato attua.le la constatazione di una sordità non si pratica più con le prove di sorpresn., con le prove di probabilit.à, ma con ricerche che si esplicano nel campo psichico, con le prove dei riflessi labirintici e con prove puramente fisiche. Oggi il perito mc,òico-lega.le può interroga.r e il labirinto posteriore con esami sensibilissimi e dai respqnsi dare giudizi sicuri, anche quando vengano praticati a lunga distanza di tempo dalla lesione. · Tratterò della sordità traumatica diretta, prima, indi di quella indiretta, interponendovi delle considerazioni medico-legali.
*** I colpi sul cranio, dovuti a caduta, possono produrre un traumatismo dell'apparecchio uditivo, che si esplica con sordità e può essere in rapporto a frattura o no della. rocca. Il tipo di sordità, senza frattura della rocca, era ben conosciuto in medicina legale prima della guerra pei simulatori, che, numerosi, accorrevano ad essere esaminati, dopo traumi che non lasciavano mùla di obbiettivo nell'orecchio. Questa sordità era chiamata da commozione h.birintica, denominazione questa che limitava l'a,ffezione all'orecchio interno. Per spiegare il meccanismo di formazione della lesione si pensò allo scuotimento delle ossa della volta, per il colpo diretto ricevuto ed alla propagazione delle vibrazioni a.U'orecchio interno, ove illiqnido endolinfatico scosso alteravn, le terminazioni nervose sensoriali che potevano essere distrutte dalle emorragie intralabirintiche. Per cui, a seconda dei disturbi in rapporto all'entità del trauma, si aveva una ga.mma di lesioni elle si esplicavano dal semplice intontimento alla perdita di coscienza.
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OSSERVAZlONI E CRITE!U JliEDICO-LEGALT, E CC.
Questi trauma.tizzati pe1: un periodo di tempo si lagnavano di vert.igini, ronzii e sordità; dopo un tempo più o meno breve accusavano solo sordità limitata, ordinariamente ad un solo lato, tanto che il Guisez in una. statistica di ottanta traumatizzati del capo potè consta,tare che solo venti presentavano lesioni auricolari bilateraJi. Questa sordità nel servizio militare ospedaliero, molte volte da me con:>ttttata, ebbi occasione di osservarla ultimamente in un sottufficialo dei CC. RR., inviato in osservazione. Egli riferiva come, da vari mesi, non senti~se nU'oreccbio destro, in precedenza buono, e ne a.t t.riuuiva la. perdit.a dell'udito ad un trauma avuto in un incidente automobilistico, nel qua,Ja aveva battuta la faccia contro un finestrino dell'auto, riport.ando uno st.ordimento dura.t o un giorno. Della imperfezione si accorse una wmtina, ùi giorni dopo, una mattina ment.re si trovava a letto; egli nel rim.-were con l'orecchio sinistro poggiato sul guanciale e nel vedere che un suo dipendente muoveva le labbra., si raddrizzò e si accorse elle quegli parlava.; provò a tapparsi l'orecchio sinistro e si convinse in ta.l modo che il destro non funzionava,. L'esame confermò la lesione cocle:ue, che venne messa, in rapporto al trauma. Caso molto strano e raro di sordità pa.rziale traumatica ebbi l'opportwlità di osserva.re, poco tempo fa, in un ufficiale aviatore, che prima di un incidente di volo aveva un udito integro. Il trauma, che l'ufficiale a.veva riporta.to, consisteva nell'urto della testa, provvista di casco, sul parabrise per capovolgimento nell'atterraggio dell'apparecchio, che cozzava contro una falciatrice meccanica che si trovava inopportunamente sul eampo. Per l'incidente, l'ufficiale non ebbe subito che un forte stordimento ; parlava ma non sentiva quello che dicevano gli a,ltri. Consigliato dal medico del campo, si poneva a letto, e quando verso sera tentò di alzarsi, ebbe un senso di barcollamento. Al mattino successivo, nello scendere dal letto, fu colto da vertigini, Rndore e nausea, cosl da esser costretto a. Redere. Consultò un illustre specialista ùi malattia di orecchi che: formulata la diagnosi di commozione labil'intica, consigliò calma assoluta e riposo a letto. Venne, posteriormen1 e, più volte da me per esami ed ultimamente per riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della lesione. Egli presentava una. lacuna tn• il do4 e il do 6 , e percepiva accorciata tutta la scala tonale, mentre i limiti inferiori e superiori del campo uditivo si conservavano quasi norma.li. :Kon sentiva nemmeno ad conoo.m l'orologio e la. percezione della voce atona, era, ridotta a meno di un metro in a,mbo i lati. N on vi erano disturbi a carico del vest.ibolo e la prova, del Kobrak dava un diverso periodo di latenza tm destro e sinistro per la comparsa del nistagmo con cinque cm3 di acqua. fredda. a 15°. Queste forme di commozioni labirint.iche, che sembrerebbero in primo tempo di poca importanza, hanno un pronost,ico infausto dal lato ftmzionale uditivo. I disturbi dell'equilibrio sono sempre passeggeri ed il perito deve essere accorto nel valutare quanto potrebbe raccontare il trauma.tizzato, che ha intercssse eli aggravare e molto spesso viene a riferire, dopo mesi ed anni da.U'avvenuta lesione di cont.inuare ad avere vertigini crescenti e persistenti.
O!'SERVAZION! E CRlTElU MEDtCO-LEOALI, ECC,
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Nei riguardi dell 'udito invece l'aggravamento può essere posteriore, ed è strano che la fine e delicata struttura istologica del lahirinto anteriore ci induca a valutare a ltmga scadenza gli esiti del trauma, mentre il labirinto posteriore anohe deteriorato apprezza i movimenti e funziona parzialmente e le lesioni si stal>il izzano e non si a.ggravano col tempo. Chastang vuole spiegare ciò colla robllRt.ezza del labirinto posteriore, in rapporto ad alctme condizioni anatomiche, mppresentate cla.i cordoni fibrosi che uniscono il periostio al labirinto membranoso e che sussistono solo nei eanali semicircolari e nell'otricolo. Stabilitasi la sordità traumatica, il provvedimento medico-legale deve essere definitivo, ed, a proposito, il J.Jermoyez ritiene che le pretese sordità da commozioni labirintiche, quando guariscono, non sono che delle $Ordità psichiche.
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Ma più della sordità trauma,tica diretta lo specia.lista. otoia,tra conoSCEI attualmente ()nella indiretta, che venne chiamata da molti autori « sordità di guerra ». Essa è nota ai medici milita,ri per la constatazione giornaliera che fanno nelle visite per conto delle commissioni sanitarie delle pensioni di guerra, relative ad aggravamenti molte volte inesistenti.. Durante il periodo bellico non mancarono le pubblicazioni e le osservazioni di distinti cultori italiani ed esteri al riguardo. Ritengo, quindi, non fuor di posto, oggi che gli esami di questi traumatizzati vengono eseguiti negli ospedali militari, di riassumere il meccanismo di formazione di questa sordità. Perchè ogni movimento arereo, cbe batte sul timpano posssa produrre suono, bjsogna che le oscillazioni si compiano tra le 16 v. d. e le 20 mila; con rumore intenso si ha assordamento: cosl lo schian t-o di una bomba, lo scoppio di un proiettile a.tt.erano l'udito producendo una sordità funzionale. Nella battaglia di Santingo il Simons osservò in tutti i marinai che avevano preso parte al combattimento una diminuzione uditiva della durata di due a quattro giorni. l\1a il fragore dello scoppio. oltre all'a~sordamento, pnò portare anche ad una lesione cocleare, cas i citati da. autori,ed i danni maggiori sulla cocleare sono dovuti al movimento de-ll'aria nel condotto, che, condensata Sttl timpano, preme e trasmette le spinte al labirinto. Non è dunque ordinariamente il rumore che traumatizl'la, ma è il gll,9 dell'esplosione, l'aria condensata che lede l'orecchio. P er il Biehl, oltre il fattore meccanieo, ritiene entri quello, acustico da.to dalla forte vibrazione sonora. Nei minatori sono facili ad osservarsi queste lesioni am·icola.ri e la funl'lione fisiologica dell'oreechio medio co ne spiega la. patogenesi. La cassa serve a migliorare l'audizione con un rapporto che i fisiologi stimano da l a 30 ; essa trentuplica cosi la trasmissione aerea al labirinto, dimodochè quanto è più sensibile l'apparato trasmittente tanto ma.ggiori saranno i danni che potranno deriva.re all'apparecchic; di percezione. Un orecchio ben funzionante può risentire danni ma-~~dori da fenomeni da scoppio di quello che non possa accadere ad un orecchio il cui sistema
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OSSERV_.\ZIONl E CR:.TERI Ml!DlCO- LECALJ, :ECC.
timpano-ossicini funziona male. E come nei casi per traumi diretti sul cranio, cosi nei fenomeni da scoppio, si può avverare la commozione labirintica. o la sindrome labirintica. Non tutti fino ad oggi sono però d 'accordo nelr·iconoscere la qualità delle lesioni la birintiche. Il CaRtex, dopo di avere assordato coi tiri di artiglieria delle cavie, all'autopsia trovò delle lesioni molt.o marcate della coclea.r e, mentre notò una certa integrità nel vestibolo (sistema oh·icolo ampollare). Il Cipollone nel 1910 studiò le alterazioni C'ile si producono nell'organo dell'udito per azione dell'aria compressa. Sottopose dei gattini alla pressione di 3 a 5 atmosfere, sia gradualmente, che rapidamente, facendo scgttire subito una decompressione. Alla fine della. manovra non ebbe a. notare permanenti disturbi dell'e(!uilibrio e nol'mall'.' precisione di moviment i osservò all'uscita degli animali dall'a.pp:necchio . All 'autopsia ed all 'esame istologico dei labirinti notò alten11zioni grnvi della. cassa., della membrana, della finestra rotonda, e soprat.tutto della stalta, a volte incuneata forzatamente nella finestra ovale, a volte lussata o fratturata con produzione di piccoli emat omi e cospicui versamenti emorragici; nel vestibolo membranoso invece nessuna alterazione. n Torl'igiani in duecento casi di tnwmi auricolari per detonazioni ed esplosioni con lesioni dell'orecchio interno e con frequenti fenoll\eni di nevrosi t raumatica non ebbe mai a riscontra.r e disturbi nel labirinto posteriore. Lo Zangc ·invece ha. trovato, nella maggioranza delle sue osservazioni, il labirinto posteriore leso, e lo Streit ammise esistere sempre la lesione del labirinto posteriore, ma per constatar·la fu necessario praticare l'esame poco tempo dopo il trauma. E gli osservò, giustamente, che durante l'ultima. guerra, non eTa facile constatare simili lesioni negli ospedali territoriali, dove gli infermi arrivava.no molto tempo dopo il trauma, cosicchè i disturbi uditivi venivano constatat i, mentre quelli del labirinto posteriore erano scomparsi. Anche il Lermoyez ritiene esservi sempre la lesione del labirinto posteriore, dopo un trauma, quando esiste quella del labirinto anteriore; trattasi di intensità. e di grado, e perciò egli distingue due tipi di commozione labirintica da esplosione : il tipo benigno e il grave. n tipo benigno di commozione dà una sintoma.tologia di semplice stordimento, cessato il quale, entra un sen!'lo di pienezza attricolru'e, uno stato penoso, un mal sicuro cammino. Questi disturbi dopo un riposo ed una calma assoluta scompaiono, non lasciano sull'organo uditivo alcuno stato di iperestesia e l'esame ot.oscopico è negativo. Simili casi il perito legale non ba opportullità di oRservarli, percbè essi ripigliano il loro lavoro a capo di qualche settimana.. I minatori possono essere più esposti a questo tipo di lesione. Ma lo scoppio di mine in galleria può dare anche il tipo di commozione grave con rottura o non della membrana timpanica. Si esaminerà prima la commozione grave, senza rottura della membrana timpa.nica. La caduta e la perdita di coscienza sono i sintomi fondamentali ; il t.rauma.tizzato non è in grado di alzarsi, non si regge, deve essere sostenuto, ha nausea, vomit,o, ·vede gira-re gli oggetti intorno a sè. Nella grande guerra erano frequenti questi lesionati ed essi venivano trattati come feriti gravi. L 'angoscia precordiale che li opprimeva, i fischi,
OSSERVAZIONI E CRrTElti MEDICO-LEGALI, ECO.
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le vertigini scomparivano con l'immobilità, appalesandosi poscia la sordità monotica e diotica subito o a distanza di tempo più o meno lungo. Ciò è importante sa-pere per non incorrere in errori di apprezzamento ed avere il sospetto di trovarsi di fronte ad un simulatore. È quindi esatto aiTermare che gli c!Ietti clelle lesioni trauma,tiche sul capo, nei rigua.rdi dell"apparecchio uditivo, debbano essere analizzati ~al J>erito dopo la. stabilizzazione. L 'otoscopia, in simili casi, spesso fa rilevare punti emornl.gici sulla. mem-
brana timpanica, per cui si può argomentare che, lesioni gravi vasa.li, si siano profondamente verificate nell'orecchio interno. Il Lannois ritiene, in via generale, che le sordità da scoppio volgano a progressivo miglioramento. Egli ha rilevato il 65 % di miglioramento in tre me~;i ed il 30% in un anno; l'aggravamento è raro ma esiste un piccolo numero di casi (5%), che presentano, dopo la lesione, un affievolimento dell'udito che arriva a capo di qualche mese fino a lla sordità. :à'Ia se la forza viva, che viene impressa s4l timpano normale dal corpo gassoso, determina la rottura della membrana timpanica., ordinariamente, si evita la commozione labirintica. La mn.ncata elasticità tiropanica, le zone atrofiche, l'anchilosi degli ossicini che accompagnano le deformazioni timpaniche possono essere favorevoli per illabirint.o, poiehè in questi c.asi si ha un traurnatismo timpmùco. La rottura, timpanica è sempre legata a dolore vivo ed accompagnata o non a sincope, e non manca ma,i nel condotto il sangtle in rapporto alla rottlU'a,. All'otoscopia si osservano delle fessure lineari a direzione delle fibre ra.ggiate vicino all'ombelico, con bordi laceri, infiltrati d i sangtle o l)erforazioni r otonde, ovalari, se il timpano era anormale, con zone atrofiche. JJa funzione cocleare, alterata in precedenza, si aggrava; nei casi favorevoli l'orecchio si assorda. Da quanto si è venuto esponendo fin qui, risulta che il perito medicolegale in casi di simili lesioni per determinarle e valutar le deve interrogare isolatamente i due apparecchi, il cocleare e il vestibolare. D etti esami devono essere condotti in modo completo impiegando tutti i mezzi di esplorazione, di cui si dispone attualmente. Questa condotta si impone per due r agioni : l o Perchè il trauma mena sovente a dist.urbi nervosi puri (nevrosi traumatiche e disturbi cerebrali) cbe solo sono definibili con la conoscenza di una semeiotica labirint.ica precisa, che permetterà di non confondere quei disturbi con la sindrome labirintica . 2° Percbè il trauma non provoca sempre, quando è leso l'o_recchio in~rno, l'abolizione tot.ale della funzione coclèare. In quanto all'assegnazione di categorie, si ritiene che per il primo anno essa debba essere t.enuta in sospeso, concedendo solo un provvedimento temporaneo, che però pot,rà diventare definitivo, solo nel ca.so in cui, a pa· rere del perito, la lesione risulti immodificabile. Ma questo criterio che il perito usa nelle lesioni di data recente non deve servirgli di guida per il tranmatizzato di guerra. Per questi ultimi, oggi, la lesione udit iva è stabilizzata e l'assegnazione di categoria deve essere definitiva; nell'interesse dell'erario e del servizio medico-legale.
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POLS O E Rf.;SPIRO DOPCl L.J.:CCI T Al\11-:NTO LABIRINTICO
BIBT.JOCRAl''J A.
• Co nsidl' ra<~. io ni ~<u lk oltomzioni ud ì t ive negli artiglieri ». At.ti del XV I
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« Trawui d ell 'c-recchio ». Socùtà Editrice Dante Ali(Jhier-i, Albrighi e :3eguti, 1!)23.
T ENAOLIA . -
I STITUTO MEDICO-LEG.-\LE PER L'AEHONAUTICA-MONTECELIO (R oma) Di1·etto d a l t cn. col. medico pl'of. A. SANTA~tARrA
Polso e respiro dopo r eccitamento la birintico in piloti ed allievi piloti di vario tipo morfologico per il dott. Benedetto Casella, capita no medico.
Sin d:±l 1018 il mio mac:-;tro pr·of. Bih:m cioni, insistendo sull'idea già al tre volte esprcss<L di coordimtre gli studi otologicì con le conoscenze della patologia, esponeva per primo il concetto cl10 alcuni fenomeni generali, dipendenti dct.ll a ~;l irnolazione del la biriH(O non a-custico, fosse1·o dovuti a eccitament i del vago o d(\ l si1npal iro. E, d opo iWer desrritto la varia sintomatologia o;;servata, coucludtwa che" non tutti gli individui reagiscono ugualmente all'eccitament.o labiriutico ma alcuni appaiono nettamente simpatieotonici a.Jtri vagotmlici n. Come è noto il sist<>rnn, neTVoso vcgctativo secondo la classificazione di Eppinger ed Hesl5, si può di '1idcre in una srzionc simpatica in senso proprio ed in una, sezione autonoma. Ent.rambe ~>ono composte da fibre eccitatriei e da a.ltre illibitrici, sicchè anello n()rrnalmente esisterebbe fra esse un antagonis n~o funzionale cc da cui deriverebbe uno speriale temperam en to che qualche volta p uò ragg-iungere i confini della patologia e divenire fonte di dist.urbi nervm;i '' (Bilrmcioni). Le due sindromi sono ormai troppo note perchè io debba soffermarmi. Accennerò soltanto che oltre ad ess-e Yi l:>Ono individui in cui i due sistemi i'i equiLibrano viù o meno vn.lidm11ente in quanto non si banno no te spiccat,e di vagotonisrno o (li simpalicotonismo. Sono i t-ipi vago simpatici cos/.anti o nwglio ad equi/Un·io simpatico-'!Jagalc valido.
l'OLSO E "RESP1RO DOPO L 'ECClTAMENTO LABIRINTlCO
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Tutti i sogget:ti indicati risentirebbero dell' a,zione di farmaci ad influenza dinamica opposta, quali l'adrena,lina, l'atropina e la pilocarpina, e tale azione si manifesta anche sul labirinto posteriore, come ha visto di recente Traina, che, dietro consiglio di BiJa.ncioni, ba studiato con le varie prove farmacologiche il rapporto tra il labirinto posteriore ed il sistema nervoso della vita vegetativa.
*** I criteri esposti hanno di recente subìto delle vivaci critiche, sembraudo troppo schematica quella divisione in due campi be.n netti. Il sistema nervoso della vita vegetativa è diviso in base alla nuova classifica in ortos'impatieo e pamsi?npat-ico, e ciò per varie ragioni anatomiche e fisiologiche. Inoltre le sostanze farmaco-dina.rniche non dimostrerebbero sempre l'antagonismo funzionale tra i due sistemi simpatici in quanto esse sono complesse nel loro modo di a.gire (Soederberg, 'l'homas, 'Moore e Purinton) che è vario rispetto alla dose ed al punto di applicazione. Spadolini afferma che, a seconda delle dosi, l'adrenaUna può determinare processi di inibizione o contrazione a carico dell'intestino, dell'apparato genitale, della vescica, verificandosi i processi motori col crescere delle dosi. Lewaudowschj dice che essa è capace di stimolare il muscolo dilatatore dell'iride tre settimane dopo l'e:stirpazione del ganglio cervicale superiore, allorquando sono completamente degenerate le fibre e le terminazioni simpatiche. La pilocarpina provoca la secrezione del sudore, la contrazione uterina, ecc., fenomeni ritenuti dipendenti dal sistema nervoso autonomo pro~riamente detto.
Fatti consimili potrebbero citarsi per le azioni degli altri faJ·maci. Inoltre alcuni clinici italiani (Viola, Castellino ed altri) hanno espresso una concezione della vagotonia diversa da quelle degli autori viennesi. P er questi la vagotonia non è che uno stat.o fisio-patologico dovuto a. esaltata eccitabilità del vago o limitata al vago stesso, senza akuna preoccupazione d'indagare le caratteristiche dell'organismo ospite. Gli italiani invece cercano di completare il concetto della vagotonia col substrato morfologico-clinico, che è l'ambiente determinante di nn siffatto modo di essere del sistema vegetativo. E, dando larga considerazione ai concetti dell'ipoevolutismo, additati da De Giovanni, riferiscono la costituzione individuale a tre tipi fondamentali : a) un primo tipo in cui si ba prevaJescenza dello sviluppo del sistema animale su quello viscerale e quindi degli a.pparati di relazione ectodermale su quelli splancnici: tipo ipO'l:egetatitJo, microsplanmico, longilineo ipcrevoluto (la c<Ymbinazione mo1·tologica d·i D e Giotamti); b) un secondo tipo in ctli esiste un rapporto più proporzionato di sviluppo tra tronco (vita di nutrizione) e arti (vita di relazione), per cui si ha un'unità vitale armonica, coerente, che si svolge come guidata da nn sistema di autoregolazione tra impulsi di maggiore attività e altri d 'inibizione delle cellule delle glandole endocrine (tipo m esolineo, mesosplancnico o normotipo); za combinazione mO?'fologica eli De Giovanni; ·
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POLSO E RESPIRO DOl'O L E CCITAllEN'.l'O LABIRINTlCO
c) un terzo tipo in cui la massa. corporea eccede su quella di rela-
zione con prevalenza. dei tessuti entodermali e quindi predominiG del valore « tronco )) sugli arti (tipo ·ipervegeta.t.ivo, nuwrosplancnico, ipoevol1ttobrevilineo, 3~~> comùina::ione tnorjologica di De Giovanni) .
*** Alla stregua di questi concetti, poichè il temperamento dell'individuo dipende dal tono del si~tema. endocrino ortosimpatico e da. quello dell'apparato autonomo o dal loro eqlùlibrio, ho stndia.t.o - riprendendo le esperienze di Bilancioni- il comportamento del pol.·o e del respiro dopo l'eccitamrnto labirintieo in a lruni piloti e aspiranti al pilotaggio visitati nel nostt·o Istituto. E ciò a.flo scopo di poter megUo inda.ga.re la varia resistenza fisica dei nostri piloti e futuri piloti ~tll o stimolo di un organo quale il labirinto, che si rileva sempre piu importante e i cui riflessi si diffondono all'intero organi!:;mo. Lo stimolo da me adoperato è stato quello più di fre quente usato in aeronautica - sedia rotatoria -, f~tcendo eompiere al soggetto da. prima a testa ed a tronco eretto e quindi a tronco flesso a 9oo, i soliti giri nel solito tempo (10 verso D. in 20q ; 10 verso S. in 20• - 5 verso D. in 10* ; 5 verso S. in 10"). L'esame dei vari tipi è sta.to fatto accuratamente, registrando in tutti con grafiche, oltre l'emotività a.Uo stimolo ignoto e il riflesso oculocardia.co (Da.gnini-Aschner), il polso e il respiro. Le grafiche del polso e del respiro furono ottenute a mezzo di doppio ta.mburo di Marey applicati al collo sulle carotidi primitive, mentre altro dispositivo, quasi identico, era collocato poco al disopra dell'epigastrio per raccogliere il respiro toraci co. Non furono osegttite prove farmacodinamiche, oltre che per essere infirmate dai recenti esperimenti, per un criterio di opportunità, trattandosi di militari in servizio.
*** Saranno esposte brevemente- le storie di ventotto tra i soggetti visitati, potendo tutti gli altri riferirsi ad essi. N. l- Aviere V. Tommaso, a. 21, allievo pilota. alt. 1.74, p.t. 82; tipo longilineo, cute le)!germente rosea. sottocuta.neo piuttosto ~ca.J·so, tremori delle mani evidenti. Dagnini appena manifesto. Donnografis rno persi.'ltente. Dia(JrW8i.: Tipo microspla.ncnico con note spiccate di simpaticotonia. Esame otologi.co: Nulla di note vole. · Esame del labiri.nto posteri{)re: NistaQ;mo spontaneo assente. Durata del poat-ni.sl«[lnW rotatorio : D. 26. S. 27.
Lievissima verti.!!ine post-rotatoria., caduta. dopo La rotazione e capo flesso a 90o; corretta rapidamente. Prova statica. conservata sui duo piedi e sul piede D. e S. Polso pl'Ìma delle rotazioni : 73 p . al cm. ; respiro prima. delle rotazioni, 27 al cm. ; polso dopo le rotazioni : 87 p . al cm. ; respiro dopo Le rotazioni, 29 al cm. Ritorno del polso e del re.spiro alla norma dopo 30". N. 2. -Aviere F . Salvatore. a. 21, alt. 1,77, p.t. 82, cute rosea, sottocutaneo scarso, dita afftt.<>olate, tremo ri delle ma.ni ad arti superiori protesi ed a dita. divaricate. Emotività pronta. Dag1tini appena manifesto.
POL'IO E RE1<PIRO DOPO L 'ECCITAMENTO L~BUUNTICO
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Diaqno8'~ : Tipo longilineo con simpaticotonia. fondamentale e con scarsa. eccit.a.bilità. dinamica del simpatico. E8{1.nt.e otologù;o : nulla. di notevole. E8<Lme del labirinto posteriore : nistagmo spont. as.c:;ente. Durata del post-nistagnw rotatori.o : D. 24. ::i. 26. Lieve pallore con vertigine dopo la. rolia.zione a. testa. eretta.. Nessuna. cad uta dopo la. rotazione a testa. fiosso.. Prove sta.tiche e dalle indicazioni : Nulla. di notevole. P olso prima. delle rotazioni, 100; Respiro prima doUe ro tazioni : 15: polso dopo le rotazioni, 114 ; respiro dopo le rotazioni, 15 : H.itorno alla norma del polso dopo 5".
N . 3. - Aviere G. Gino, a.. 21, alt. 1,69, p . t. 86, cute rosea, sottocutanoo piuttosto abbondante. Dagnini pronta. Emotività piuttosto SCiWSa. DermogmfL;;mo fu~~ . DiagnoS>~ : V agotonismo fondamentale al limite di eccitabilità vogo.!o, in soggetto a. tipo macrospla.ncnico. E8<mt.e otologi,co : membrane timp. fortemente retratte od opacate. E8<Lrne rinoscopico : Dev. del setto a. destra. con stenosi della cavità. da. questo lato. Esame jaringoscO'pico-laringoscopico : l\'lucosu. faringea tendente all'atrofia con qualche zona follico lare ispe::;sita.. Esame del labiR-into poste,-iore : N . Sp. assente. Nistagmo po.~t. rot.: Durata. D. 18" S. 19". Comportc~mento durante e dopo l<~ rotazione: lieve verLigine post-rota.toria.. Nessuna. caduta dopo la. rot,azione a testa flessa. Prove sta.tiche e dinamica dopo le rotazioni regola.1·i,;.c;ime. P olso prima delle rotazioni, 87 ; respiro prima delle rotazioni. 21 ; pol-;o dopo le rotazioni, 85; respiro dopo le rotazioni, 17. Ri torno alla. norma. del polso e del respiro entro 3". N. 4. - Avie re scelto S. Tullio, a.. 20, alt. 1,74, p .t. 8 1 ; cute pallida, sottocutaneo niuttosto abbondante. Emotività pronta. Dagnini invertito, tremore delle dita ben manifesto. Dermografismo persistente. Diagn..o8i : Simpaticotonismo statico e dinamico in tipo ma.crosplancnico. Esame otologico : Nulla di notevole. Esa111.e del labirinto poste1'iV"re: Nista.gmo spontaneo, presente con piccole scosse orizzontali negli estretni dello sguardo bilateralmente. Nist-agmo po6t-rotatori.o : Durata. D. 34" S. 32". Comportamento dopo la. rota.zione e. tasta eretta. : pallore accentuato e vertigine; a capo fie..'ISo : lieve caduta. bilaterale, rep. corretta.. Qomp. della dea.mb. dopo la rotazione : incerta.. P olso prima. della rota.zione, 70 ; respiro prima del1a rotazione: 21 ; p olso dopo la rotazione: 79 ; respiro dopo la. rotazione: 21. N. 5. - Aviere G. Vincenzo, a.. 21, alt. m. l ,71, p t. 83, cuto rosea., pa.nn. adiposo discret. sviluppato. Ne.'ISun t remore a. dita. protese. Dermografismo fugace. De.gnini leggermente invertito. Emotività. scarsa.. Diaqn.otti: Equilibrio simpa.ticova.ga.le con lieve eccitabilità simpatica in tipo mesolineo. Esame otologico :Esiti di otite D. con cicatrice nel quadrante a.nt. sup. timpa.· nico ben consolidata. Esame d.ellabi1'into poste,..iore : Nistagmo sp. assente. D urata del post-wi.IJtagmo rot.: D. 38" S. 32". Comporta mento durante e dopo la rotazione : lieve vertigine, caduta bilaterale rap. corretta. dopo la rotazione a capo fiesso. Prove sta.tiche e dinamiche : nulla. di notevole. . Polso prima delle rotazioni : 61; respiro prima delle rotazioni: 22 ; polso dopo le rotazioni : 60 ; respiro dopo le rotazioni : 24. N. 6.- Aviere scelto T. Domenico, a. 21, alt. m . 1,75, p.t. 0,81, cute pallida., pannicolo adiposo scarso, emotività. p ronta.. Tremori delle mani bene evidenti.
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POLSO E RESPTRO DOPO L ':F.CCl'rAMENTO LABlRINTICO
Da!!lllini invertito pronto. Di,a{l'llo.~i: Simpaticotonico .fondamentale e dinamjco in tipo longilineo. E.qame otologico : nulla dì notevole. Esa.m e dl'! labirinto posteriore : nista,gmo srontaneo a.<;sente. Dura ta del ni.staamo 1J08t-rotatori.o : D . 28" S. 2ti", Dopo l a rotazione nossu n fenomeno secondario. Pro\·e stat-if'he e dinamiche regolari. Polso prima. delle rotazioni, 82 ; rest.iro prima. delle rotazioni, 27 ; p olso dopo le rotazioni, 89; r espiro dopo .le rotazioni, 28. Ritomo alla. nonna del )JOlso e del respiro 3".
N. 7. -Aviere P . Donato, a. 21, alt. m. 1,67, p.t. 0.83, cute rosea, panni· colo adiposo piuttosto abbondante, scarsi tremori delle man i . Dagnini normale.
Emotività piuttosto sca-rsa. Dormografìsmo fug!lOo. Tipo mCI)Olineo. Diagno8'i: Equilibrio s impat.ico-vagale. Esmne otologico : negativo. Esame del labiri11to posteriore : ni-;tagmo spontaneo aRsente. Durala del ni.stoymo 1Joat-rotatorio: D. 22" S. 26". Lieve pallore dopo le rotazioni. Ne;:;suna caduta dopo quella a capo fiesso a. 900. Comp. dellu d eambulazione regohne. P ol;.o prima delle rotazioni. 87 ; r esriro prima d elle rotazioni, 24; polso dopo le rotazi oni, 85 ; respiro dopo le rotazioni, 24. Ritorno del r ·olso .alla n orn.a entro 5", N. S. - f;ergPnte R. Filippo, allievo p ilota. alt. m. 1,78. p.t. 82, cute pallid a., scarso pamlif'olo adiposo. dennogn1.fìsmo persistente, tremori delle mani alquanto evidonti. D a,gnin i invertito. Bmot.i\'ità pronta. Di<tgno~:~i : Tipo macrosplanenico con simpaticotonismo fondamentale. ERMIIC otologico : negativo. fi;;wme del louiti1,tt; 110Stt>t·iore : nistaj!mo sp. a;;sente. DurotCI del ni.~tugmo ·post-rutato-rio : D. 28" foì. :32". Dopo le rotazioni a t~sta eretta liovo verti~,rine; dopo quelle a testO. flessa, caduta. hilnterale con etta. rapidamente. Prove ~>tatiche e delle indicazioni : normali. Polso prima del le rotazioni: 80; respiro prima do.lle rot.azioni, 15; polso dopo le rotazioni, !JO; respiro dopo le rotazioni, 15. Ritorno al ritmo normale entr o l 5".
N. 9. - Aviere ;\f. Attilio. a. 21, alt. m. 1.76, p. t. 0,81, cute pallida, pa.nnicolo adiposo scarso. Dermografismo p ersistente. tremore delle dita piuttosto accentmtto. Da[.!nini spiC'cata.mE>nte invertit o. Emotività pronta e vivacissima. D iag1108i : tipo macl'OS}'laoenico con simpa.ticotonìsmo fondamentale e dinamico. Hsame otologù:o : negativo. E.same dPI lal>irinlo 1)08lPriore : nistagmo spontaneo assonte Duratn d(•l n,i.stagmo pMt·rotator-io. D. 30" ::i. 28" Dopo le rotazioni a testa eretta. notevole pallore d el volto : sudorazione dopo le rotfl.ziorti a testa nossa : ca<iuta. l,i!at~rale conetta, rapidamente. Prove delle indicozimai o sta.t.iche: rogola.ri. PoL"o prima delle r otazioni, 88 ; r c;;piJ'O prima delle rotazioni, 28 ; polso dopo le rotazioni, U5 ; respiro dopo le l'Otazioni, 29; ritot1to alla norma. del sistema. ca.r. diaco dof)O 15" N. 10. - Aviere B. Gennaro, a . 21, alt. 1,68, p. t. 0.82, cut-e r osea., pannicolo a.d iposo suarso. D or·mografia fugace. Dagnln.i invertito. Emotività. pronta. JJi<r[lnosi : tipo macrosl•lancnico, sim},at.icotonismo statico e dinamico. Esame otolog,;co : men1brane ret.ra.tto ed opacate. Ji:sa.me 1'inoscopico : deviazione. del sotto ed t:; italica.. E same ju•ringeo : mucosf1 arrossata ed in qualche tratto ispessit.a. .J!-'sume del labir-into 7)0BtCJ'iore : nistag:mo spont. assente. DllratCI del ni.stogmo post-rotatorio : D. 3U" IS. 32"
Dopo le rotazioni pallore e Lieve vertigine.
POLSO E RESPIRO DOPO L'ECCITAMENTO LABIRlNTICO
231
P olso prima delle rotazioni, 91 ; re.<;piro prima delle rotazioni, 24 ; polso dopo le rotazioni, 98; respiro dopo le rotazioni, 24 ; r itorno ù el pol"3o tllla norma entro 5". N. I L - Se1-gent.e R., allievo pilota, a. 25, alt. m . 1,64, p. t. 0,81. cute d al volto rosea, pannicolo adiposo piuttosto abbondante ; n es:mn tremore delle rnani a dita. protese. D a.gnini pronto. Emotività scarsa. Diagnosi: tipo macrosplancn.ico con va.gotonismo statico e dinami co. Eaame otologi.co : negativo. Esame del lab·i rinto posteriore : nist.agmo spontaneo as,:;ente. Durata del wùstagmo post:rotatorio: D. 20". t:i. 22". Lieve pallore dopo le rotazioni a. tronco eretto. Nessuna caduta dopo le rotazioni a testa flessa. P rove statiche dinamiche e delle indicazioni : regolari. P olso prima delle rot.azioni, 78; r espiro prima. d elle rotazioni 18; pomo dopo le rotazioni, 72; respiro dopo le rotazioni, 16. Ritorno alla norma ent1·o 25". N . 12. - Magg-iore R. F. pilota., a . 35, alt. 1.76, p. t. 0,94, cute pallida, pa.nnicolo adiposo abbondante, tremori scarsi. Bmotivittt. tarùa. Daguini pronto. ' Diagnosi : tipo macrosplancnico con vagotonismo statico e dina.rnico. Esame otoloyù;o : membrana retratta. Esame rinoscopico : tlll'bina.ti ipertrofici bilaterali. Esame fa,r·~7lgeo : mucosa arrossata e io;pes><ita. · Esame del labirim.Jo 7J08teriore: n.ist.agrno spontaneo as::;ente. Durata del 1J08t-?u'.sta(lmo rotatorio; D . 90". S. 28 " . N es.'lun fenomeno soconda,rio e n essuna caduta dopo le rotazioni. P r ove statiche e dinamic he e dello indicazioni regolari. . Polso prima. d olio rotaz.im1i, 80; re<~piro prima. delle rotazioni, 18; J)Oho dopo le rota.zioni, 68; r espiro dopo le rotazi oni, 2 1. Ritorno alla nomU~. entro 30". N . 13. - L . Gino, a. 21, a lt. m. 1,68, p. t. 0,8:3. cu te rosea, pannicolo adi· poso piuttosto abbondante. D ermografis mo fu)!ace. D~'l1ini beue evidente. Emot ività scarsa. Di<l{}nosi : va.v:otonismo in so~getto macrosplancnico. ES(mte otologù:o : n egat,ivo. Eaame del ktbir'i.nto poste1·ù)re : nista.gmo spontaneo assent.e . Durata nel ni.stagmo post-opemtorio : D. 32". S. 34". Durante e dopo la rotazione lieve pallore con movimenti di ~uzione delle labbra e senso di nausea. D opo le rotazioni e t{)sta flessa lieve <:aduta con·ettt\ piuttosto lentamente. Polso prima dell'eccitamento vestibolaro, 75; l'e.;;piro prima doll'occitamento vestibola.re, 24 ; polso dopo l'eccitamento vestibolare, 66 ; r espiro dopo l'oooitamento vostibolare, 18. Il tracciato sfigmografico mostra oltre una attenuazione tanto dell'onda. primaria o sistolica, quanto dell'onda di riflesso e dell'onda dinoti ca.. ~i può dire ilpecie subito dopo la rotazione l 'onda di riflesso quasi non esiste e malo s i distinguo. N . 14. - Aviere scelto Z. Calliano, motorista, a. 22. alt. m. 1,70, p. t. 82, cute r~sea, pannicolo adivoso scarso, tremori delle mani evidenti. Emotività pronta, D agnini invertito. Dia,gnosi: tipo lon!!ilineo con sirnpaticotonismo statico. Esame otofoy·ico : membrane opacate bilateralmente e retratte n ei quadranti a nteriori. Esame rinoscopico : ipertrofia del tubrinato inieriore a D. e deviazione con metà del setto a S. Esame. faring eo : mucosa piuttosto atl'Ofica.. Esame del labirinto poste-riore: n.ista11:mo spontaneo assente. Durata del post-ni,stagnw rot.atorio : D. 24". :-;i. 26". D opo le rotazioni a testa flossa lieve caduta bilaterale rapidamente corrotta. Prove st,a.tiche e dinamiche: l'egola.ri ; polso prima delle r ota?.ioni. lUO ; re · spiro prima delle rotazioni, 27 ; polso dopo lo rotazioni, 112; respiro dopo le ro· tazioni, 27. Ritorno alla. norma oltre 30".
232
POLSO E RES"PIRO DOPO L'ECClTAME~TO LABIRINTICO
N . 15. - Aviere M. Michele, a . 22, alt.. m. 1,62, p. t. 80, cute pallida, pannicolo adiposo piuttost.o ~:~obbondanto. Bmot.ività tarda. Dagnini bene evidente. Dermogratis rno fugace. Diagnosi. : tipo brevilineo con vagotonL<;rno statico e dinamico. ES<lme otolo(ti<;O : membrane l'Otrat.te. Eso.me rinoscopico : ipertrofia dei turbinati-superiori. ES<~me faringeo : ipertrofia ton;;illare. EtJwne del labirinto posteriore: nista,l!mo spontaneo assente. Durata del n1.staymo 1JOSl·rotatorio: D. 2!i". t:i. 24". Lieve ::;udora.zioue , pallore a lio,·e vertigino dopo lo. rotazione. Prove st.atic-he e dinamiche rc>golari. Polso p r ima dell'eccitamento vesUbolare, 79; respiro prima d ell'eccitamento vestibolare, 26 ; polso dopo l'e<:(•itamento \·est iboltHe, 71 ; re;:;piro dopo l 'eccita· mento vestibolare. 25; rit onlO alla norma oltre 30".
N. 16. - Av!ere B. Alberti. n.. 21. alt. m. 1,(>0, p. t . 0,81, cute pallida, tremori scar~=;i . Dag nini pronto. Ernoti\rit.à tarda. D ermografismo fugace. Dù:zgnosi,: tipo bre,·ilioeo corr vagotoni:srr\o stn.tico e dinamico. E.<;mne otoloyi.co : nHLia di note vole. E.same (/,ella.uirinto postel'iure. Durata del nù;tagmo roi.rttor1:o: D. 26". S. 28". Pa.llot·e, na.usea e vertiJ!ine d i brevo dur·ata dopo le rotazioni.. Prove sta.t,iche e dinamiche regolari.
Polso prima delle rot.a.zioni. 79; respiro prima delle rotazioni, 23: polc;o dopo le rotazi.oni, 71; r espiro dopo le rot.o.zioni, 21. H itorno alla. norma oltre 20". N. 17. - Capit,ano D . C. a. 35, alt. m. 1,74, p. t . 0,82, cute rosea, panni· colo adiposo scarso. Brnotivitt\ pronta. Da).!nini nel limite fisiologico. R iflessi su· perficiali e profondi norrnali. Derrno~trafìsmo ful!ace. Di.agnosi : tipo mesolineo con vagot-onismo fondamentale e sirnpaticotoni· smo dinamico. ES<l.me otofogi.co : membrane r·etrat te. E8CLme rinoscopico : s ublussazione delle cartilagini quadrangolo del setto. Esmne s. faringo.scopi.co : Jn\rCOSt\ faringea arros,;ata. E8CLme dellab1:rinto posteri.ore : nistn.gmo spontaneo assente. Durata del nù;tagmo 7J08t·rotatorio: D . 18". S. 20". Nessun fenomeno secondario durante e dopo le rotazioni. P olso prima dell'eccitamento v estibolare, 58; respiro prima. dell'eccitamento vestibolare, 16; polso dopo le rotazioni, 57; respiro dopo le l'Otazioni, 16.
N. 18. ~ Aviere C. Giovanni, a. 21, alt. m. 1,66, p . t. o·,83, cute rose'B, scarso pannicolo adiposo, dermogmfìl'<mO fugace. Eccitabilità. psichica tardla.. D a· gnini evidentissimo (da 9 a Il), tremori de lle mani sca1·si. .Diagnosi : tipo macrosplancnico cotl sirnpaticotonismo fondamentale e dina· mico. E.<Jame otoloyi~o : n egativo. Esame del labirinto potJteriore : nistagmo spontaneo assente. Durata del post-ni.~tagmo rotatorio : D. 24". :S. 26". Dopo la rotazione a testa eretta : sudorazione e nausea. Dopo la. rotazione a test.a flessa : vert,igiue con lieve caduta del corpo bilateralmente; corretta rapidamente. Prove statiche e dinamiche : ineerte. P olso prima delle rotazioni, 84 ; respiro prima delle rotazioni, 20 ; polso dopo le rotazioni, 34 ; r espiro dopo 16 rotazioni, 20. Ritorno alla norma 30"~. N. 19. - Allievo ufficiale F. Roberto, a . 22, alt. m. 1,68, p . t . 83, c ute r osea, non tremori. Emot.ività. scarsa. DE~ognini pronto. Dermografismo fugace. Diagnosi : tipo maorosplancnico con vagotonisrno statico e dinamico. E8CLme otologico : n egat.ivo. E8CLme (lel labirinto 7Josterùrre : nistap;mo spontaneo assente. Durata del?ìi.Stagmo p~st-rotcttori,o: D. 24". :S. 22".
JPOLSO E RESPIRO DOPO L'l-~CCJTAliiENTO LAD!RfNTICO
233
Durante e dopo le rotaziorù nessun fenomeno secondario. Polso prima delle rotaziorù, 77; respiro p rima delle rotazioni, 18; polso dopo le rotazioni, 70; respiro dopo le rotazioni, 18; ritorno alla norma. entro 30". N. 20. - Aviere D'A. Carlo, a. 21, alt. m. 1,63, p. t. 89, cute rosea, pannicolo adiposo abbondante, appena accennati i tremori delle numi. Emotività scarsa. Da.gnini nel limit"6 fisiologico. Di.agnosi : tipo mesosplancnico con equilibrio vagosi.mpatico. Esmne otolOf!ico : nulla di notevole. · Esame labiri.nti.co : nistagmo spontaneo assento. Durata del post·ni.stagmo rotatorio: D. 22". :::;. 24". Lieve verti~Zine dopo l'eccitamento lnbirintico a t.esta crotta e tosta !iC':-;sa, ca. duta del corpo bilaterale conetta. rapiclnrnente. P oLr;o prima. delle rotazioni, 78 ; respiro prima delle rotazioni, 17 ; polso dopo le rotazioni, 76 ; respiw dopo le rotazion.i, 18. N. 2l. - D. P. Agostino, a. 21, oJt. m. 1,70, p. t. 82, cute pallida, tremore delle mani. Emotività. pronta. Dagnini invertito. D ermografismo persistente. D·i .agnosi: tipo longilineo con sirnpaticotonismo fondamentale e dinamico. Esame otoloyico : negativo. Esame del laiJi,r i.nto posteriore : nista!!mo spont. assente. Dura/a. del ni..'Jtagmo post·rolalor·io : D. 36" i:i. 3!)". Dopo le rotazioni a. tes ta erotta, lieve vertigine ; dopo quolle a testa flessa caduta bilaterale corretta rapidamente. Polso prima delle rotazioni, S4; respiro prima. dolle rotazioni, 17 ; polso dopo le rotazioni, 89; respit·o dopo le ro tazioni, 17. Ritorno nlla. norma entro IO". N. 22. - C. Sebastiano, a. 21, alt. m. 1,62, p. t. 80, cute rosoa., pannicolo adiposo scarso, lieve tremore dolle ma.rù. Emotività accentuata. Dagrùni invert.ito. Dermografismo persistente. Di.agnoM : tipo nutcrospla.ncnico con sirnpaticotonismo fondamentale e dinamico. Esame otologù:.o : opacata. Esam.e rinoscopico : lieve deviazione del setto a. S. ; ipertrofia del turbinato sup. a. destra. Mucof;a faringea arrossata. Esame del labirinto posteriore : nistagmo spontaneo as8ente. Durata del post·nist.agmo rotatorio : D. 26" S. 24". Lieve vertigine dopo lo rotazioni a. test.a flessa.. Polso prima delle rotazioni, SO; respiro prima delle rotazioni, 22; polso dopò le rotazioni, 85 ; respiro dopo le rotazioni, 23; ritorno alla norma entro lO ».
N. 23. -
D. Enrico, a. 21, alt. m. 1.68, p. t. 81. Emoti\"Ìt.à. pronta e du-
ratura.. Dagnini invertito. Lieve tremore delle ma.rù. Dermografismo pronto. Di-agnosi : tipo macrosplancnico con simpa.ticotonismo statico dinamico. Esam.e otolog1~0 : negativo. Esame del lab-irinto posteriore : nistagmo spontaneo assent~. Durata del nistagmo post-rototor·i o : D. 32" S. 34". D opo le rota.ziorù a testa flessa : caduta bilaterale rapidamente corretta. Polso prima delle rotazioni, 67 ; re:;;piro prima delle rotazioni, 20 ; polso dopo le rotazioni, 80 ; respiro dopo le rotazioni, 22. Ritorno alla norma oltre 30". N. 24. - Sottotenente F. }fario, pilota, alt. m. 1,65, p. t. 83, cute pallida, pannicolo adiposo piuttosto abbondante, tremori scarili. Dermografismo fugace. Emotività presente con immediato ritorno alla norma. Dogni.ni appena. evidente. Di.aynosi : tipo mesosplancnico con equilibrio va.gosirnpatico. Esame otologico ; negativo. Esame del labirinto poste,riore : nistagmo spontaneo a..<;sente. Durat<J, de-l nistagmo post.rotato1'io : D. 26" S. 25".
Nessun fenomeno secondario e ness1.ma. caduta dopo le rotazioni. Polso pr_ima. delle rotazioni, 56; respiro prima delle rotazioni, 14; polso dopo le rotaziOni, 58; respiro dopo le rotazioni, 14. Ritonto a!Jo. norma ent.ro 10".
234
POLSO E R ESPIRO DOPO L'ECCITAMENTO LABIRIN?JCO
N. 25. - Aviere A. Ettore, e.. 21, alt. 1.66, p. t. 89, cute rosea. pannioolo adiposo scarso. scarsi t rem ori. Da.gnini appena evidente. Emotivit-à rap ida ma. fuga.co. De1·n~o~n•fisrno poco vivo.oo. Di{l.gno~i.:
equilibrio simpo.tico,·a.s:?:ale in tipo mesolineo. Esame otologi(;O : negativo. E.9wne dellubi-rinto posteriore: nistngmo ><ponta.neo assen te. Durata del ni.slfi{/1/W po.9t-rotatorio: D. :!2" ::i. 24". D opo le rotazioni : liove vet·tigine con cA.duto. bilat:erale corretta. rap idamente. P olso prima delle r ot.azioni, 713; r(l>:piro p rima d elle r otazioni, 19; polso dopo le rotazioni, 78; r espiro dopo le rotazioni, 17.
N. 26. - S. Luigi. alt. m. l.68, p. t. 0.87, cute pallida, pannicolo a d iposo abbondante. sca.rsi tremori d elle mani. kcarsa e'rnotivitt\. Da.gnini pronto. Dermografismo fugace. Diagnosi: tipo rnl\crosplancnico con vagot.onisrno statico e dinamico. ' Esame otologiro : negativo. Esame d el laln:rinto posteriore : ni:>t,agmo spontaneo assent-e. Durat<t del ni.9tagmo po.~t-rrJlrt lorio : D. J S'' ::i. 20". D opo le rotazioni lio,·o vertig-u10 e end uta. bi laterale corretta rap idamente. Pol:<o p ri ma delle rota~ ion i , 73 ; rospit·o prima delle r otazioni, 18 ; polso dopo le rotazioni, 62 ; rospiro dopo le r otazioni, 17. R itorno alla n o rma. entro 10". N . 27. - .'\ \·iere Z. F., a.. 21, a lt. m, l ,68. p . t . 0,84, cute pallida, pannicolo adiposo abbond~•nte. trernol'i scarsi. Da~nini bene evidente e pronto. .Reazione allo stimolo scarsa. D ermografismo fugace. · D i<1gnosi : t ipo macrosplancnico con vagoton ismo statico e dinamico. E8nme otolOf!i.ro : ne~ativo. Esame clcl labi.riuto posteriore: nistn!!mO spon ta.noo assente. Durata clel ni.str1gmo post-rotat-Or-l:o : D. 23". S. 24". Nessun fen omeno secon rlario dopo la rotazione o. testa eretta. Lieve vertigine dopo quella a testa fl essa. P olso prima d elle roto.zioni. 57 ; respiro prima delle rotazioni, 16; J>OL<;o dopo le ro tazioni. 48; respiro dopo lo rotazioni, 16. N. 28. - A\·io\'O R . .M., a. 21, n.ll. pilot-a, alt. m. 1.68, p. t. 82, cute rosea., pannicolo sca.rso. Ernoti \·i tà pronta. Dagnini invertito. Tremori p iuttosto evidenti. Dormog rt\fisrno pe1·siston te. Di-agnosi: tipo rnicro»plancnico con simpat,icotonismo ben eviden te. Esame otolorti<·o : negtHivo. Esame dcllabi.r-into po.Yt!!l'iore: nistagmo spontaneo assente. Dumt<1 clt?l nistngn10 JJOIIf-·r otatori.o : D. 30" . :->. 28". Lievo vertil!ino d opo le rotazioni a tosta oretta. Caduta. bilaterale r ap idamente corrotta dopo qnollo a testa Rossa. Pol,;o prima dolio rota?:ioni, l 06; r espiro prima delle r ota.zioni, 26 ; polso d1)p0 lo rotazioni. 116; r esp iro dopo lo roti,t7.io ni, 3Z. 11 tracciEtlo sfigmogmfico mostra l'onda primaria. ben conservata e valida. Una attenn1~~.ione doLI'onda predkrotica.. Una ripresa di quella dicro t ica.
I dati ri guardant i il polso ed il respiro sono riuniti n e lle seguenti tabelle: I -
TTP[ )if:SOSPLANCNICI.
1"01<0
TIP!'I)IPt>
22 24
prima deH'eocita•nonto lnt.iri ntlco
5
fj()
7
5i
17
58
20
78
Ili 17
l'ol~o RcRpiro d&po l'eJcita,,onto lnbirlnUco
60 85
24 24
fi7
16
18 17
24
:)()
14
25
78
76 58
l !)
78
]4
235
POLSO E RE'Il' IRO DOPO L'ECCITAMENTO LABIR.J'NTJCO
II N.
3 11 12
13 15 16
87 78 80 75 79 7!)
8!
19
77
73 57
III. N.
l
2 4
6 8 9
lO 14 21
22 23 28
Polso ne~p iro dopo re~c i tamento lubìrJUtico
Polso R e;plro prima dell"ccc:itamelto la bi:intl co
18
28 27
TIPi i\IACUOSPLAN CN LCJ .
21 18 18 24 23 23 20 18 18
85 72 68
16
66
71 71
100
8! 80 67 106
54
20
62
18 17
80
16
70 •
TLPl ~TCltOSPLANCNICI.
Polso Reipiro prima dell"eccìlam\'ato h• Arlntlco
73 100 70 82 80 88 91
17 16 21 18 25 21
P olso R<>~Piro dopo l'cccilr)mcnto lo.bi rint loo
27
87
29
15
ll4
15
21 27 15 28
79 89 90 9;3 98 IJ2 89 8:1
21 28
24
27 17 22 20 20
~o
11 6
16
29 24 21 17 23 22 32
'
E saminando i risultati ottenuti nei singoli esami e tralasciando le altre manifestazioni secondarie - importanti, m~1 già descritte daBilancioni - , si osserva subito il comportamento diverso del polso e del respiro, strettamente legato alla costituzione individuale. È acquisito da tempo che l'influenza del sistema neryoso centrale sul cuore si manifesta a.ttraverso il vago o il simpatico ; il vago ha rispetto al cuore effetti inibitori e la sua aziono in questo campo è l'esempio più tipico di quelle che in fisiologia. si chiamano lt.::ioni di arresto. Czennack, Concato, l\blorba, vVagil ewschy, Cardarelli ottennero arresti del cuore con la compressione del collo lungo il decorso del vago. Ma oltre le modificazioni del ritmo (effetti cronotropi di Engolmann), l'eccitamento del va.go produce cambiamenti sulla grandezza dello pulsazioni e più precisamente sul grado delle contrazioni sistoliche e delle espansioni diastoliche e può a.nche diminuire la conduzione dell'onda contrattile (effetti negativi clrom.otropi di Engelmann).
In antagonismo agli stimoli vagati, H eidonhain, Srhmiedeberg ed altri hanno dimostrato che i rami cardiaci del simpatico propriamente detto hanno azione eccitatrice rispetto alla frequenza e che la funzione dei centri e dei nervi sia distolici che sistolici, è regolata in via centrale a mezzo delle fibre che in essi decorrono. <c L 'eccitamento dei rami del simpatico aumenta l'altezza delle sistoli ed accorcia le diastoli elevando il tono del muscolo cardiaco >> (Luciani).
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POLSO E RESPIBO DOPO L'ECCITAMENTO LABIRINTICO
L 'eccita.mento contemporaneo dei due nervi avrebbe poi azione diversa, cbè gli effetti invece di sommarsi algebrieamen te e quindi di eliminarsi, si manifesterebbero entrambi, prima quelli del va.go e poi quelli del . simpatico (Baxt). P er i polmoni il ritmo respiratorio si svolge a mezzo di centri dotati di un loro automatismo e l'azione dei vaglù è ancora discussa, perchè secondo alcuni la sua azione sarebbe inibitrice (Treves), secondo altri acceleratrice (Baglioni) . n modo poi di connessione fra i vari nuclei terminali del nervo vestibolare con i va.ri centri vegctat.ìvi è ancora incerto; non v 'è una sicura dimostrazione di fibre anatomiche che li riuniscono. Se gli studi di Rbese, Tricomi-Allegra, Obersteiner, Boveri, Uduarllelyi, Held, SpiegeJ,. non hanno del tutto risolto la questione, lo sviluppo enorme delle vie riflesse labirinticbe specie attraverso il vago e il simpa.tico ò tuttavia indiscusso. Osservando la grafica. n. l si nota come il tra.cciato sfigmografico dopo l'eccitamento labìrintico, mostra diminuzione del numero delle pulsazioni. Tale diminur.ione nelle va.rie grafiche ha oscillato da un minimo di duo a un massimo di 30 p. al minuto ; il ritorno alla norma s'è ottenuto in tempo varia.bile fino a 30". Inoltre l'onda sfìgmica si mostra non più valida, ma attenuata e altrettanto si nota in quella di riflesso e in quella dicrotica. Queste evenienze, accentuatissime dopo la rota.zione, diminuiscono dopo 10-15" e, verso la fine del tracciato, sembrano scomparire. Analogamente anche il respiro diviene meno profondo e il numero di atti respiratori al minuto è inferiore a quello normale; con un massimo che è stato di 6 r. al minuto. Tali fatti si sono dimostrati costanti nei casi 3, 11, 12, 13, 15, 16, 18, 19, 26, 27 o
2 -
Fa~c. IV.
POLSO E RESPIRO DOPO L'ECCITUIENTO LABlRINT ICO
Gtcrnalc di metlicitut militare. -
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238 POLSO E RESPIRO DOPO L'ECCITAMENTO LABIRlNTlCO
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P OLS O E R ESP IRO DOPO L ' ECCITAMENTO LABIRINTlC O
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POLSO E
RESPiRO DOPO L'J<; CClTA~lENTO LABffilNTJCO
Nella grafica n. 2 le pulsazioni dopo l'eccitamento sono aumentate. L 'onda sfigmica. è ben marcata, ma quella predicrota è scomparsa. L'onda dicrotica è invece ben manifesta. Quanto al respiro, esso è più profondo e gli atti respiratori al minuto sono aumentati. Tali fa,tti si ripetono n ei casi n. 1, 2, 4, 6, 8, 9, 10, 14, 21, 22, 23, 28 in cui le variazioni del polso vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 14 p. al m. e quelle del respiro d~~ 2 a 12 atti al m. {caso n. 28). Nella grafica n. 3, il numero dello pulsazioni è prcssocbè invariato e le varie onde appaiono dopo l'eecitatnento meno pronuncia,te. Il respiro è poco influenzato e gli atti respiratori sono ugua.li come numero a quelli normali, bencbè meno profondi. Ciò si è dimostrat o costante nei casi n. 5, 7, 17, 20, 24, ~5 . Tali risultati ottenuti in numero notevole di soggetti, se a prima vista possono a ppa,rire contraddittori, si spiegano considerando la diversa costit uzione indivi<luale : la riprova è data dalla unifòrmità delle reazioni in individui d ' uguale o qua.si costituzione morfologica.. Infatti nei soggetti microsplancui <'i, oltre lo va.rie caratt(>ristiehe sfìgmogra.ficbe e pneumografìche, il ritmo cardiaco e quello resph·a.torio sono munentati; nei macrosplaucuici sono diminuiti; noi tipi a equilibrio simpatico-vaga.le sono pressochè inaltera.ti. Come <immettere tali risultati costanti se non p en sando a gruppi di soggetti a egua.le tipo morfologico T Ciò, a mio modo di vedere, potrebbe spiegare la discrepanza esistente sull'argomento tra gli autori e i diversi risultati ottenuti dal medesimo sperimenta,tore. Infatti il Keri, su 40 soggetti normali sottoposti all'eccitazione elettrica del labirinto, ebbe in 24
rallentamento del poL<;o, in IO acceleramento, e da ultimo il Maestranzi ebbe rallentamento e impicciolimento delle pulsaziohi arteriose, non in tutti i casi da hù sott.oposti a eccitamento tt'rmico, ma soltanto in poco più della met à.
** * Ora, allo scopo dell'idoneità al pilotaggio in Aeronautica, quale è il tipo morfologico che mag-giormente garantisca T La risposta discende facile da quanto è stato det.to. Nella seconda combinazione morfologica o normotipica la macchina corporea appare organizzata in un rapporto più proporzionato di sviluppo tra i sistemi della vita di nutrizione e que1li della 'Vita di relazione << si che il temperamento dinamico-umorale presenta uno stato di normale armonia, e i r apporti fra i due apparati appaiono euritmici )l {Castellino). È qtùndi tra i soggetti di questa combinazione che bisognerà scegliere i più ada.tti al pilota.ggio, sia. p er il loro equilibrio corporeo, sia per la maggiore resistenza ai vari stimoli, sia per la possibilità del loro organismo di s ubu·e le influenze più varie con minimi effetti.
co:scLusro-sr. l. Il ril mo ca,rdia.co e respiratol'io nei soggetti sottoposti a. eccitamento labirintico rotatorio può essere aumcnt a.to, diminuito o conservarsi in misure pres:)o<·hè invariate.
POLSO E RESPJkO DOPO L'ECCITAMENTO LAB IRlN'.riCO
241
2. Tali fenomeni possono spiegarsi con le varie costituzioni individuali, in quanto si manifestano quasi costantemente nei soggetti a identica combinazione morfologica.
3. Per l'Aeronautica i soggetti che dànno maggiore garanzia per il pilotaggio sono quelli appartenenti alla 2a. combinazione morfologica. di De Giovanni e quelli che a questa maggiormente si avvicinano, in quanto la quasi perfetta armonia del loro fisico si traduce in maggiorresistenza a stimoli vari e a influenze diverse. BIBLIOORAFIA Osservazioni sull'esame vestibolare dei candidati all'twiazione e dei piloti, specialmente in riguardo al nistagmo (Bo/l. R . Ace. med. di Roma, fa.ac. 5-8, 1919). - Di alcuni fenomeni generali consoguenti alla stimola.zione del labirinto non acustico (Atti della Clinica otoù~tri.ca di Roma, 1920). . BrLA.Ncrom e GoVERNATORI. - Il riflesso oculo-cardiaco nelle stenosi na~>ali (Boll. delle mal. d'or., 1920. n . 10). BALLA. Fenomeni secondari alla rotazione nelle persone a tipo vagotonico ed a tipo simpaticotonico {Il Va.l8alva, 1926). BauzzoNE. - Bradicardie transitorie di origine auricolare (Anna.li eU Laritl{J. Otol., fase. V. 1920). CAS.AlUNI. - La scelta dei piloti per la navigar.done aerea. -Roma. Libreria. dello Stato, 1925. CASELLA. - Alcune osservazioni sulle reazioni vestibolari nei piloti d'aviazione (Il Valsalva., Anno II, dicembre 1926). CASTELLINO. - Della costituzione individuale (./!'olia .Medica, Almo 1\!26, nu· meri 13-14-15). DONATI e V ANNUCCI. La chirurgia del simpatico viscerale. Relazione al 34° Cong,.easo della Società. italliana cii chirurgia. (Società tipografica Manunzio, Roma, 1926). EPPINGER und HEss. - Zur Pathologie des vegetativen Nervensystems (Ze·iJ.achs. fit.r klitn. Med. 67, l 908). FERRERI G. - Vertigini labitintiche e da irritazioni del vago {Atti della Cl·inica Otor. di Roma., 1903). LEWANDOWSKY. Ueber die Wirklmg des Nebennieren-extraktes auf die glatten 1\fuskel:n, im Besonderen des Auges (Arch. fit.r. Anat. Physiol. 360, 1899). Ltccr. - Il riflesso oculo-cardiaco e l'esplorazione funzionale del cuore (Studwm, BILANCIONt. -
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CASUISTICA CLINICA O~PEDALV.
MILITARE PRINCIPALE DI ROMA I REPAKTO CHlRURCIA
L'azione netVoJa e tollila nella pro~nlione ~ello JbDlk tranmatilo pet· il dott. Corradlno Giacobbe, capitano medico.
È ben noto lo stato speciale che si può determinare in seguito a un grave traumati:smo degli arti, ad una contusione addominaJe, ad lma. eviscerazione dell'intestino (interventi indaginosi e prolungati sull'addome) ecc., il cui quadro, descritto magistrahnent.e dal Fiseher sin dal18'i0 e conosciu to in chirurgia. sotto il nome di shock (Travers, 1885) è ancora discusso nella Ema patogenesi. P el Tillmans lo shock è uno stato speciale di rlepressione del sistema nervoso a segtùto di lesioni gravi dei nervi sensitivi in via riflessa. Per Fischer, Goltz, Seabrook~ ecc. detta. eccitazione dei nervi sensitivi periferici, risnleudo dalle estremità nervose verso il centro riflesso del midollo allungato, determinerebbe una paralisi dei n. vasomotori , calorifiei e trofici. È notorio lo stato speciale di colla:;so, che si provoca percuotendo l'epigastrico di una rana (Brown-Sequard, Goltz. 'l'arebanoff), che può diventare anche mortale per paralisi cardiaca. L 'eceit.azione che eolpisce i nervi sensitivi periferici e le ra.mitiC'~\?.ioni . terminali dei grandi plessi simpatici per via riflessa si esercita Slù eentri bulbari, determinando grave vasolidatazione paralitica eon consecutiva ipotensione arteriosa e stasi sa.nguigna (cad11ta <lella pressione sa.nguig·na - C'rilè). L ' Uft"reduzzi, in una sua. relazione riguardante cc lo Shock traumatico e la ~>ua J>atogenesi ,, (Congresso intrrnazionale eli chirurgia - Bruxelles 1924 ), t· contrario al valore che Qu<'nu, Duva.l, Delbet, Grigaut, Cannon ed altri dànno al fattore to ·sico iniziale per la produzione dello shock traumati<·o. In una serie di quattro esperienze (sul cane, sul coniglio, sulla cavia), iniettando il prodotto d ·autoli& dei museoli, sia nel ca.vo peritoneale che nPl focolaio traumatico, eg-li non anebbr mai riscontrato fenomeni dl f boek, mentre avrebbe ottenuto faeilmente lo shock pa,·e e mortale eon lo scbiaeciamento dei test iC'oli o con lo strappamento dello :-eiatico, shock che avn' bbe evit ato eon l'iniezione preventi1.1a di cocaina nel conlone o nel nervo. Conclude quindi che u l'analisi dei casi e dello nostre e~'< perienze ci porta a consider are nneora e sempre lo shock eorue un fenoDi eno esE<enzialmente nen·oso, almrno all 'inizio, e , se in st>guito la fenomenologia. diYiene tale da fare 11cnsarl' ad una azione tossica, non abbiamo alcun dato per pensare che ht sorgente di queste sostanze tossiche t:i debba ricerc·nre nel focolnio tnì un1atko ,;
L' .'\?.IONE NER,'OSA E TOSSICA, ECC.
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Il Donati, in una comunicazione alla Società. medico-chirurgica di Padova («Contributo alla teoria tossica dello Shock traumatico ,, 1924), riferisce su una serie di esperienze eseguite qualche anno prima dal suo allievo Carra, il quale aveva. messo in evidenza che iniettando nella vena auricolare di conigli sangue venoso citrntato proveniente da un ~rto contuso o estratto di muscoli contusi di coniglio si produce notevole ipotermia e leucopenia. immediate, seguite da ipertermia. e iperlencocitosi. Tali fenomeni non insorgono invece iniettando sangue venoso di arto normale o est.ratto di muscoli normali. Il Donati, riprendendo gli esperimenti con tecnica più perfezionata, ha. dimostrato che da un arto contuso si liberano sostanze tossiche capaci di produrre il complesso quadro clinico dello shock, poichè entrando r apidamente in circolo esse « hanno azione diretta depressiva stù cuore, sono vasodilatatrici, diminuiscono i leucociti del sangue periferico ,, ; ritiene che i risultati ottenuti col « sangue cont1t8o >> siano da paragonarsi a quelli proYoca.ti da una iniezione di peptone. Credo opportuno ora descrivere brevemente il seguente caso occorso alla mia osservazione per le considerazioni che intorno ad esso si possono fare sul meccanismo patogenetico dello shock traumatico. G. u.,soldato 2° reggimento granatieri, ricoverato al 1° reparto chirtugia il 26 giugno 1926: deceduto dopo poche ore di degenza in ospedale. Il giorno precedente nelle ore antimel'idiane, durante le esercitazioni al per· corso di guerra, nel praticare un salto, cadde battendo al suolo il ginocchio sinistro ed urtando poi con l'addome contro un palo. Subito dopo il trauma non ebbe fenomeni di shock ; ma nel pomeri~gio dello stesso giorno cominciò ad a.vvert·ire vaghi dolori all'addome, dolori che andarono man mano aumentando d'intensit.à e localizzandosi nella fossa iliaca sinistra. Al momento dell'ingresso in ospedale le condizioni del p. erano gravissime. Coscienza presente, ma torpido.. ll p . rispondeva lentamente alle domande che gli venivano rivolt-e ed accusava dolore prevalentemente nel quadrante inferiore sinistro dell'addome. Aveva qualche conato di vomito e raro singhiozzo. Fisionomia ansiosa - naso affilato - occhi approfondati - decubito dorsale con ginocchia fiesse, specie a sinistra. Polso piccolo, frequente, appena percettibile (130 pnl<>azioni al m'). Ipotermico: (temp. ascellare 36°). Cuore : toni frequenti e debolissimi. Non cianosi del vi<>o e delle estremità. Sudorazione freòda alla fronte. Respiro costale superficiale (36° al m'). Pulsazione epigastrica. L 'addome era uniformemente avvallato. La cute non presentava. traccia di trauma subìto. Non si notavano movimenti anormali intestinali. Alla palpazione s i apprezzava difesa. muscolare diffusa a tutti i quadranti, !Da più int-ensa nella fossa iliaca di sinistra, dove provocava intenso dolore. ~on iperestesia cutanea, non dermografismo spastico nè paralitico. Aia epatica. indolente e nei limiti. Aia. gastrica. : aumentato lo spazio di Traube. La milza non era. palpa.bile ; alla percussione s i rilevava tra la nona ed undecima costola sull'ascellare media.. Suono timpanico in tutti i quadra.nt.i addominali con legge,·a. dimim•zione del suono in basso a sini;~tra.. Spostando l'ammalato in decubito laterale destro, non si avvertiva modificazione a.lcuna. di suono. E stremità fredde. Vasta. clùazza. ecchimotica al III inferiore della coscia sinistra, dove alla. pressione anche minima s i provocava vivo dolox·e. Emartro del ginocchio s inistro, che appariva. deformato e not.evolmonte ingrossato. Scomparse le normali fossette pararottùee - Choc della rotula. Notta. .fluttuazione alla pnlpazione crociata. Non lesioni ossee.
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L'AZJO:SE NERVOS A E TOSSICA, ECC.
Que.ata, in succinto, la sintomatologia presen.tata. dal paziente nelle poche ore di rlegenzn. in repn.rto : sintomRJ.ologin. che renrlevn. chiarameote il quadro di uno shock trawn'ltico gravissimo. All'autopsia si riscont rò : p eri toneo parietale liscio, umido, normale. Anse intestinali uniformemente distese, libere completamente, di colorito rosso-scuro. Non t.raccie di essudato fibrinoso. Liquido libero, perfettamente ematico, limpido anche dopo 24 ore dal decesso, nella qug.ntità di ci.rca 60 eme .. Perit,oneo viscerale integro. La. mucosa. gastro-intcst.inale dal cardias al rett,o non mostrava t.raccie di lacerazione; solo si presei1tava succulenta, con ;:.uffusioni sanguigne. che raggiiUlgevano la sottomucosa. Nel lume ga.c;tro-inteatinale sca.raa quantità di liquido ematico. Vasi addominali integri. ~ull a a c11rico del pancreas, della milza e del fegato. Appendice, m e3entere, epiploon normali. Nullt\ o. carico degli altri organi.
Essendo qel nostro caso intervenuti due traumi~ uno all'addome e l'altro alla coscia e al ginocchio s., .sorge subito la domanda se sia stato il primo a determinare per azione eccito-riflessa sui cen tri bulbari (teoria, nervosa) lo stato di shock o se inv('Ce non ne sia stata la causa il secondo per l'entrat-a. in circolo di sostanze tossiche a mezzo del « swng1te contww 1> (/.eoria tossicct - Douat.i).
A mio parere, non è da ritenersi H trauma addominaJe, la. causa dello shock mortale, poichè esso non provoeò subito alcun fenomeno, tanto che il p. dopo la caduta potè sollevarsi dal suolo e, perfettarnent~ eosciente e sorretto dai compagni, raggiungere la propria branda in c*'merata. Il trauma addominale, di cui non era possibile scorgere a.lcuna t.ra.ccia esterna, dovette esser lieve, poichè il p . nella caduta ba battuto dapprima violentemente il ginocchio (donde la grave contusione della coscia ed il COI'; picuo gonoema.rtro ) ed in secondo tempo l'addome, allorcbè l'urto s'era quasi es!~uri to. 1'ale trauma infa.tti passò dapprincipio inosservato allo stesso p ., che richiamò tutta l'attenzione sull'arto inf<>.riore sinistro e solo dopo molte ore cominciò ad avvertire dolori vaghi all'addome. Possiamo quindi ammettere che la contusione addominale, se non fosse stata accompagnata dal grave traumatismo a earico dell'a.rto inferiore sinistro, si sa.rebb~ certamente limitata a dare solo lievi e fugaci fenomeni di males~ere. ll trauma dell'arto inf. sin. invece , con la. gl'ave con t u sione muscolare e con la notevole raccolta ematica endo-articola.re, provocò la formazione fli sostanze tossiche, le quali, entrando in circolo, possiamo ritenere siano state la causa principale a provocare la grave azione depressiva cardiaca e la vasopa.ralisi, che determiga.rono il grave shock. È degno di rilievo inoltre che il p., quando subì i traumi, esegtùva già da. alcune ore esercitazioni ginna"t.iche (salto, corsa, ecc.) e che pertanto doveva essere già in uno stato di autointossicazione per accumulo di prodotti regressivi nelle fibre muscolnri e negli elementi nervosi. Oonclu.~ioni. Per q uan to si riferiS<>e al caso, che io bo succintamen te esposto, in cu i nes~ uuo t1ei traumi snbiti dal p. preso isolatamente a.vrebbe potuto dnterminare il grave shock, perchè quotidiana è l'osservazione di trauma Lizza ti agli <ll'ti, purchè non vi sia. spappolamento di tessuti (muscoli. o:;:5a, nervi), che ~i evolvono senza. prescnta.re fenomeni rilevanti e anc•he pnre di individui che abbiano ricevuti colpi all'addome, che però non sin no stati int'erti con ta.Je violenza o così ripet uti daprovo-
UN CARO DI COSTOLA CER\'ICALE
245
care gravi lesioni interne (dei plessi nervosi o degli organi endoaddominali), è da ritenersi che la causa determinante lo shock mortale fu l'entrata in circolo del sangue contu~o, maggiormente tossico per lo stato <li auto intossicazione in cui si trovava il p. all'atto del trauma aggravato dalla contusione addominale.
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OSPEDALE MrLITARE SECONDARIO DT PADOVA
UN CASO DI COSTOLA CERVICALE p :!r il dott. Vaterio Faraone, capitano me)ico
Le anomalie eostali erano note fin da.i tempi più remoti, Galeno l'el suo libro ottavo parla di « Rarissime cernitur triadecima. costa», gli ana.tomid ne avevano studiate le modalità sullo scheletro. Da. aJlora molte le cita.zioni, moltissim<.! dopo l'avvento della ra-diologia. che con le ricerehe a.natomi'Che sul vivente ha. abbinato lo studio delle manifestazioni cliniche ·lega.t e aJ<le a.noma.lie morfologiche. Oggi i casi non si contano più, ed in •(Y.I'esenza, .(li essi lo studio deve esse1·e rivolto alla intenpretazione dei fenomeni pa.tòlogici. A questo scopo credo opp·ortuno illustra.r e il caso occorso, classico per ·la. sintomatologia. presenta.ta, ·p er il quadro radiologiro ra.ro, per il favorevole risultato operatorio eon~~guìto da.J •pazie11te.
246
UN CASO D I CO!.'lTOLA CERVICALE
F. S., di Pasquale. di anni 28. carabiniere; nulla nel gentilizio; nell'anamnesi febbre tUoide all'età di 7 anni. Dopo un lungo periodo di perlustrazione, una sera rientrando da detto servizio. improvvisamente avvertì dolore alla spalla destra, che si diffuse, dopo alcuni giorni, a tutto l 'arto, più vivo al p almo della mano. all'anulare ecl al mignolo, s' intensificava, coll'Immergere la mano in acqua fredda e nel decubito. Notò che l'estremo distale dell'avambraccio e la mano erano sede di gonfiore, che le dita diventavano di tanto in tanto cianotiche. Fu in ospedale militare e ne usci migliorato dopo cure elettriche con h· cenza di convalescenza. Ma dopo pochi giorni che trovavasi in famiglia, riacutizzatlsi 1 dolori ed essendo comparsa una eruzione ectimatosa su tutto l'arto super.iore destro, ricoverò in questo ospedale.
F'lg. l.
E. O. Condizioni generali buone, cute e mucose visibili rosee, negative le indagini viscerali. La fossa sopr·a clavicolare destra appare più ricolma che quella di sinistra e presenta circa al suo centro un'intumescenza della grandezza di una piccola noce, ricoperta da cute normale, sollevabile in pliche, senza alterazione alcuna al termo-tatto. Ad immediato conlatw di essa e verso la sua tac· eia mediale ed anteriore è evidente una pulsazione. piuttosto diffusa, sede di u n fremito che si accentua con modica pressione e se il paziente flette il capo a sinistra. In corrispondenza con la palpazione, si apprezza una resistenza duroossea, della forma di un dito mignolo. fi ssa, a margini piuttosto taglienti, non depressibile. diretta con linea leggermente obliqua dalla linea mediale alla l aterale, dall'alto in basso. dalla colonna cen ·icale fin o a cm. 4 dall'inserzione sternale della clavicola, ove, dietro di essa. si percepisce affondandosi. L'arto superiore destro e la regione pe1torale omologa sono ipotroftche, la funzionalità della spalla, del gomito. del polso non è ostacolata; vi è spiccata rigidità inter ralangea di tutte le dita. La mano e l e dita sono modicamente edematose, con cute normale, ad eccezione dell'anulare, il cui polpas trello è sede di un'ulcerazione, ricoperta in parte da escara nera. dura, infiltrata. Non si apprezza il polso dell'omerale e della radiale. La fossa sopraclavicolare sinistra app are
UN CASO DI COSTOLA CERVICALE
247
normale. Esame neurologico: nulla di notevole da segnalare. Esame urine e Wassermann: negativi. Esame elettrodiagnostico: modica ipoeccitabilità elettrica, faradica e galvanica dei nervi e muscoli dell'arto superiore destro. Esame radiologtco: Ai lati delle apofisi trasverse del settimo metamero cervicale, di cui quello di sinistra è molto più sviluppato specie nel senso del suo maggior asse, e dal loro apice nasce da ciascun lato un elemento costale (fig. 1•}. Quello di destra fortemente sviluppato e nettamente individualizzato
Fig. 2.
(tlg. 2•}, presenta, dopo un breve tratto che si estende tutto nella fossa so:praclaveare, un ingrossamento articolare giustapposto ad altro ingrossamento con cui s'inizia un altro tratto di costola, che dopo aver preso forte aderenza, qual.dJe centimetro più in basso del punto articolare sopra descritto col margine superiore della prima costa con gittate ossee, si dirige in basso e lateralmente, :Pill>· sando davanti alla prima e seconda costa, te•·mina, aderendo con largo impianto, sul margine superiore della porzione posteriore della terza costola. La costola cervicale è esile e non ha la struttura compatta delle sottostanti. La prima porzione di essa nel tratto distale ed inferiormente, presenta una breve docciatura ed in corrispondenza della metà posteriore della costola vera v'è una stretta zona di rarefazione ossea. La. larghezza. della prima costola. vera di destra è visibil· mente inferiore a queUa col-rispondente di sinistra. A sinistra l'elemento costale .; tozzo, di tessuto osseo meno compatto di quello di destra e termina sulla prima costola a cui pare aderisca.
248
UN C ASO DI COS'rOLA CER.\'lCALE
E ' un tipico caso di eteromorfismo n>gionaJe del racbide : la tendenza dei metameri di passaggio fm regione e regione, ove è sempre localizzata, ad assumere una morfologia ambigua, oppure a. svilupparsi con le cara.ttet-istÌJChe del S(!gmento attiguo a cui apprurtengono.
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] vizi di differenziazione regionale del rachide hanno direzione craniale: occipitalizzazione dell'atlante, o sacraJe, dorsalizzazione della settima <.ervic<tle, lombalizzazione ùella 12· dorsale, sacralizza,zione della 5" loml;are ed in conseguenza i segmenti della colonna vertebrale subiscono un a-umento od una dimin uzione nel numero dei lOI'O elementi, a cui è strettamente legata una. va;riazione nel numet·o delle costole. Queste a seconda del gra.do del loro sviluppo :POssono divWP.rsi in fi tdtucvnti (i-ncomplete) e fisse (complete, birurticolate). Con la. dedazione da.I n01waJe di questo tratto dell'a.pparato acbeletrieo co.~istonu alterazioni delle pa rti molli: muscoli, vasi, nervi. La docciatura, che spesso si riscontra sulla costola cervicale e sulla sottostante toracicu, è dovuta. in parte al plesso ed in maggior misura all'arteria e v'influisoo in manier-a. non 1piocola Ja fi-ssità della, costola so,p-ra-unumeraria.. La cupola pleurica contrae rapporti con la costola cervicale, ne sor!X'hssa. costa-ntemente il livello e si .spinge in ailto adatta.ndosi con il suo foglietto ,o_sterno aJ.la. sua superficie inferiore interna.. La costolu. cervkale si manifesta con dolore, e, nel caso che essa. sia bila.terale, il doloo.-e, col restante corteo moo~boso, è da·l lato in cui •l 'elemento .costa.!e è maggiorlll8nte sviluppato. Nella ma.ggiora.nza, dei casi i disturbi da costola cervicale si ma nifestano da-i 15 ai' 30 anni, qua-ndo lo scheletro ba completato il suo svil~po e vi .OOnoorre quindi la maggiore attività fiska dell'individuo, accrescendo la facilità ai traumatistili diretti e violenti da corpi contundenti, o con traumi lenti e c.ontinui qua.Ji il 'POrtaJr ·pesi, lo zaino, i•l fucìle, ooc. Altre cause del manifest.'11-si della. costola cervi'CaJe sono la retraa;ione dell 'api~ •per esiti di pleurite a.pica.le, ·per pressione di masse e~da.tive, ,per J;ubercolosi apicale, Vffl' rest.ri-ngimento dello SJk'l.Zio interno alla costola .cervicale da callo 'OSseo esuberante della clavicola, che spinge il plesso contro l'elemento anoma-lo, per fratture , l~pomi, osroomi. Non raro è il manifesta.:rsi di una costola cervicale per nev:rite t.oo$ca. d!!l ple...~o in seguito a ma-lattie infettive (artrite reumatica., !(}ifterite, ec.c.) ; ·pP.r arteriosclero!>i ed aJteraq.Joni secondarie della suoclavia. A E:>'Oeonda del modo d'insorge:re &i disturbi subbiettivi in rela.zione ai momenti etiologici sopramenzionati, si suol dire che la, costola cervicale si è .manifestata in. modo a.cuto o cronico. I segni obbietth·i della costola cervicale possono òividersi in locali ~ sintomi che ·s i manifestano- a disrtanza.; i •primi vanno Ticercati nella fossa sopraclaveare sede dell'anomalia. All'ispezione di essa, ricopert.."t di cute no1·male, si rileva cl1e è più ricolma. di quella. del lato opposto r•er la presenza., quando la costola cervicale è bene sviluppata, di una tumefazione di va.r ia grandezza., a. superficie :regola.re, addossata. aJ ma1·gine posteriore dello sterno-cleidomastoideo, a varia altezza riSf.>f!tto alJa -clavicola. Col far flettere iJ <'1l·J>O -dal lato opposto della S<->de dell'a-n omalia. $i rende ;più ma.n ifestH e si può rendere evidente una,
UN CASO DI COSTOLA CERVICALE
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picoola tumefa.zione ~he sarebbe •poruta. 'P~ inos~rvata. da, un primo eswme. La cinconferenza del eolio è aumentata., la EJUa. base convessa. La. presenza di costole cerv ica-li, qualunque sia. il loro g.rado di sviluppo, apporta un ampliamento in alto della parete toracica, seguito dalla a>leura e dal !pOlmone; tanto -maggiore qurunto più si avvi.cin.tmo a.l gra.do di eostole cervicali complete, maggi'OO'Jllente notevole nei casi di costola bila terale, .più accentuate dal lato ove l'eip....mento costale ~ nettamente farmato . La linea delle .spa1Ue e <}ella nwca è asimmetrica., ridotta la mobilità della colon.na. eervk.ale. I n vicina.nza d~lla costola anomala. o su di essa è scDljpil.'e evidente una .p ulm~ione più o meno diffusa. Con la palpazioue si rileva lUi c ute mobile, oollevabile in pliche, si apprezza la forma della tumefazione che può essere piatta, semiglobosa. allu.uga.ta., digitiforme, diritta. o l'Ìcurva, liscia., raramente oo.rnocculuta, duro-os.<sea., che si la.sci.a più o meno deprimere (cost-ola eervieale fluttuante), o non è dern-oosibile (costola cerviciLle fissa) . N..ella maggiot·anza dei casi la palpazione non risveglia dolore, alle volte esso è viv-o e si d.iffon<1e fino alle <1ita; in vicinanza si può apprezzare una. pulsazione sede o no di un fremito più o meno diffuso dell'arteria succlavi.a. I disturbi che si verificano sull'arto su~riore c orrispondente ad.la sede <Wlla costola cervicale sono principalmente cilwlat.Qri o nervQsi. La costo1't cenicale infatti è caus.:'t di distensione anorma le del l'arteria succlavia, e gli s postamenti di essa, quando è fluttuante, nella l"e&ph-a,zione, nei movimenti <Wlle braecia-e del collo <pOssono essere calllSa di lesioni piccole e ripetute sulle pa.reti: arteriali. I <1isturbi ciJ'oc(jlatori eomunque ip!I'odotti, si riscontrano con frequenza solo nelle dita, iposeono msorgere improvvisa.menf.e, o in modo lento, subdolo, s~nza sintomi dolorosi. Essi in genere mancano quando si tratta di ipertrofia trasversa della settima cervicale o quando la costola cervicale è corta, in mooo !Che l'arteria <1ecoa-re come norma1mente ava-nti ad e.ssa e sopra la prima eostoJ.a,. La coonpressione •provocata dalla costola cervicale sull'arteria è vena sue;clavi.a porta una <1ifficoltà ·parziale o totale, temporanea () permanente al -passaggio del sangue, .provOcando disturbi di nutrizione, aneurismi, trombosi delle arterie, mutamenti del tpolso, che può es<>ere più debole che nell'altro lato~ o man-care del tutto fino alla piega del gomito (come n~l nostro eaS<>) all'ascellare, alla succlavi.a. A causa della scarsa irrornzionc, le dita, lo. mo.no e qua-lche volta l'ava.mbra.cci.o <1iventano rpallidi, la te~Dtperatmra e la pres.<rione sanguigna -sono a-bbas-
e-ate; vi è in<1olenzimento, fol'lmicolio, i muscoli son-o ipertrofici e doloranti. Con la trombosi completa si verific.a ischemia, asfissia locale, la .pelle si fa dura, secca., risplendente, le ;punte delle dita divengono sode di :ragali, em<mragie sottoungueali, ukerazioni a. crurattere nec:J·otico e persino cancrene e mummifiea,zioni. Queste estreme con<1izioni si verificano di ra.do poichè la trombosi si ,gta.bilisce in modo lento, dando tempo alla formazione di vie collaterali sufficienti. La vena succlavia, per J.a, -s ua po.~izione più a.nteriore, meno di frequente risente nocu.mento dalla costola cenica.le, ma, se anch'essa. è sottoposta a. compressione, si noterà colorito rosso violaceo ed edema dell'estremità dell'arto.
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UN CASO DI COSTOLA CERVICALE
I disturbi nervosi non mancano quasi mai, sia nel caso di costola cervicale fluttuante o fi ssa o di semplice ipert1·otia trasversaria; bisogna. notare anzi che essi sono più accentuati in presenza di costole cervicali corte, che, come la semplice ipertrofia dell' apofisi trasverse, esercitano una pressione dannosa sul plesso, che decorre in un piano più laterale e posteriore rispetto all'arteria. La, >COStola. .cervicale e l'ipertrofia. traaversa,, quando sono bilaterali, possono dare dolore monolaterale e sempre dal lato ove la costola è nettamente individualizzata. Esso è vario d'intensità, dul"ata, loca.lizzazione: può risiedere solo nella. foesa. sopraclavicolare od irradia.t'Si alla, nuca, rulla. Slpalla., al dorso, al petto, nl braccio, alla ma.no. Aumenta. col freddo (particolare riferito dal paziente) con i movimenti c he ,provocano IStir<tmento del plesso, come la flessione della colonna cervicale, il distendere l'avambraccio sul braccio abbaSSl'l>to per raeeogli·ere un oggetto dal suolo. Può essere terebrante, lacerante a crisi, folgorante (nevrite); il suo manifestarsi o è improv· viso (come nel nootro caso) o lento ; nel suo decorso può presentare aggravamenti considerevoli e 1~mittenze. Le ipertrofie mruscolari di va.ria entità possono interessare tutto l'arto e le tregioni prossimiori o colpire solo i mu'SColi della ma.no. V 'è diminuzione più o meno accentuata da,U'eccitabilità. elettrica, faradica e galvanica. Sede dei disturbi è il territorio dell'ottava cervicale e il primo dorsale; i disturbi del simpatico sono da riferire alle fibre decorrenti col plesso brachiale. Dalla compÙlE!Sa sintOJDa.tologia. fin qui esposta ris ulta che la parte più i:nlJl)or tante è dovuta ai disturbi dei :nervi e dell'arteria cile hanno varia maniera. di presenta·I'ISi, con predomiua.nza. ora degli uni ora degli altri. Nel nosb'o (!atSQ si sono avute gravi ma..nifestazioni di tutte e due: primo .elemento i:l dolore sorto in modo improvviso e ma.i (lessato, malgrado lf.variati trattamenti, a cui, con la :&eompal'sa del polso, sono seguite le lesioni ulcerative delle dita, che hanno impedito l'uso dell'arto. Se non s i sono verifiooti disastrosi effetti di alterato circolo, come accade talvolta., e la nutrizione dell'arto si è mnilltenuta. sufficiente, si deve al fa.tto ehe il sangue 1potè giungere alla periferia per vie anastomoti.che compensatorie .sufficienti. Il •m.anifestanri della co-. stola. è da ri.f'&ire all'azione trruumatizza.nte lenta e reontinua del por1~1.re il fucile, che ha determinato, in una dato momento, rapporti nocivi eòn gli elementi anatomici che la circondano, .p rovoc.wdo per la compressione del plesso e dell'arteria., perturbaolllenti n ervosi e vascolari. L'infrequenza. dell'anomalia rende quasi occasionale oo indiretta la dia.gnosi., a volte è il reperto di un esame radiografico delll'ruppa.rato respiratorio. Inoltre nel -caso in cui si ha.nno s intomi di compressione del plesso brachiale possono sorgere molti dubbi : esootosi clavicolare, neoplasma maligno della colonna. vertebrn.Je, ca.lilo esuberante. Altre volte la presenza di sintomi di origine centrale impli<:a la n~tà. di cllia·r ire se trattasi di atrofia di origine centrale o di morbo di Rejna.ud. Questo ha oome oaratteri emergenti: la bilateralit.,'\ delle lesioni , la sincope od asfissia locale, alternative di spontanea miglioria e reeidive; a riguardo della Eltl8. ~ologia, e patogenesi hanno importanza.: i disoroini nervoei,
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le a.ffezio.ni vasc.ola.ri, le atfezi.oni renali, le infezioni. Dinanzi a casi di compressione del .plesso brachia.le e dell'a.r teria sueela.via, in presenza della sindrome della paralisi degli scrivani, di scoliosi cervicodorsale in tenera. età·, o di un quadro di moderatO aneurisma. succlavio dovrà porsi il quesito: potrebbe esservi un'oculata costa cervicale? In que.~ti ~si dubbi è ·p.l"CZÌOSO a.UJSilio l'indagi'lle rooìologiea., mezw sicuro~ rrupido .per garantire una dia-gnosi molto oscura. ed impeusa.ta. Nel nostro caso è stata molto proficua mettendo in evidenza l'anomalia in tutto il suo decorso, che non sarebbe stato possibile rilevare in modo
COlllii)leto con l'esame clinico !per il suo forte sviluwo, e s olo per questo ritengo 'llllfCO il •caso ora d~<:eritto. A riguardo della terapia, si può sperare migliora.mento da quella sintomatica: massaggi, im'Paccbi caldi, situa.zione dell'arto in buona posizione, applicazioni galvaniche, quando i disturbi provocat i dalla. compressione non SoDO molto notevoli O quando si '{)DSSa aocerta.re che nella loro patogenesi il momento determinante, rappresentato dalla costola, siasi somma.t o ad un momento .predispon~nte transictorio (toesiemia.). Ma. se i disturbi non cedono, se si stabiJi.scono atrofie muscolari ed il polso della !l'a!diale presenta progressiva ·diminuzi<me della teneione, non è lecito aspettrure die le masse musèola.ri degenerino, che sopravvengano fatti di necrosi nei tessuti molli male irrorati e che si stabilisca •Un aneurisma, fattori tutti che riehiederebbero un intervento più grave o :potrebbero essere del tutto inguaribili. Si dovrà senz'altro consiglia.re la demolizione, indicall.ione a cui si è autorizzati, ìnquantochè l'intervento ha. avuto costantemente risultato fav<>revole, sia in rapporto alla- vita odel !paziente, sia in r a,p.porto alla scomparsa dei disturbi da compressione. Il nostro paziente infatti si sottopose aàintertento opera.tivo, con esito a. guarigione.
RIVISTA SINTETICA
I PERTURBAMENTI RENALI SECONDO LE MODERNE VEDUTE ED AL LUME DEI MODERNI MEZZl D'INDAGINE <I> per il dott. Giuseppe D'Ambroslo,-oe.pitano medico.
n mio è un lavoro che non ha nulla di originale, un lavoro di sintesi, che non ha altra. pretesa. che quella di poter far risparmiare a qualcuno parte del lavoro camerale. n rene può considerarsi quale un organo intercalato nella corrente sanguigna, dotato di alto significato fisiologico, di complessa e delicata funzione emuntorio., in virtù della q_uale il sangue si scarica delle materie in eccesso o dannose per l'organismo. Inteso m tale senso, il rene costituisce un filtro, sempre però che al con(l) Da una conferenza letta all'ospedale militare secondario dl Ancona.
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cetto del filtro non si dia una interpretazione strettamente ed esclusivamente meccanica. Il rene non può essere considerato alla stregua di altre membrane filtranti, in quanto non sot.tosta. alle sole leggi di pressione e di osmosi; e la pro· va. migliore si ha nel fattb che l'urina. assume e raggiunge concent.razioni molto superiori a quella del sangue, (1020-1035-1040) in conf1·onto ad un peso specifico aggirantesi sui 1010, qual è quello del san!!ue. Come ben vedesi, è un organo emuntorio, dotato di una funzione elettiva tutta propria. in virtù della quale, se da una parte riesce ad ottenere un risultato osmo-regolatore del sangue, nel senso che riesca a depurarlo dalle sostanze eRuberanti capaci di alterarne la composizione melecolare e quindi la concentrazione, dall'altra. parte riesce a. compiere un lavoro prettamente vitalistico, qual'è quello di sottrarre al plasma le scorie provenienti dal catabolismo orga.nico, risparmiando in tale lavoro selettivo i prodotti ancora capaci per la loro complessa molecola di essere trasformati e combusti a beneficio dell'organismo stesso. Insomma, per comprendere nella sua portata il fenomeno, noi dobbiamo agfriungere al proce.osso di mtrazione un processo attivo vitale di secrezione, e di secrezione elettiva.. Infatti la teoria antica meccanica del filtro, nel senso che l a p ressione idrostatica, osmotica ecc. del sangue nei capillari del rene debba essere l\mico ed il decisivo fattore nel determinare la quantità del materiale filtrato, oggi non può avere che un valore puramente storico. Così pure oggi non è ammissibile nella sua totalità., allume della critica, la t-eoria di Ludwig, a cui mi permetterò di accennare brevemente. Secondo questo ultimo autore, avverrebbe il passaggio dell'acqua e delle altre sostanze specifiche dell'urina nel lume delle capsule di Bowmann in virtù d ella differenza di pressione glomerulare e capsulare, donde la formazione, a valle dei glomeruli, di un liquido, di una urina diluita, che, data la sua origine ed il suo meccanismo di produzione, dovrebbe avere una concentrazione bassa, certo non superiore a quella del sangue. La condensazione di essa avverrebbe lungo il percorso attraverso i tubuli, Ìll virtù di una corrente endosmosica che si stabilirebbe dal lume di detti tubuli agli spazi linfatici con passaggio e quindi perdita di acqua e con.oseguente aumento della densità dell'urina escreta. Tale concezione porta alla deduzione che tutto il lavoro di filtrazione debba essere affidato esclusivamente ai glomeruli, che tutto il materiale filtrato debba essere spremuto, sottratto da essi, e solo da essi, al sangue. Ora, volendo ammettere quanto sopra, giustamente obbietta Heidenbeim, si addiverrebbe ad un calcolo quanto mai a~~urdo che è il seguente : Limitiamo le nostre considerazioni ad un costituente dell'urina, all'urea, che, come ben sappiamo, può eliminarsi nella quantità. giornaliera di 35 grammi. Dato che la sua concentrazione nel sangue degli individui sani è in genere non più del 0,50 %Q, per averne la depurazione dal sangue nel tasso diurno sopra.detto, dovrebbero passare per le capsule di Bowmann non meno di 70 litri di liquido, di cui circa. due litri verrebbero escreti sotto forma di urina, e 68 verrebbero ria.ssorbiti dai tubuli. È una. ipotesi quanto mai immaginosa, che certo si scosta molto dalla realtà tanto più che nemmeno l a. seconda. parte della teoria regge, in quanto la. linfa peritubulare per la densità. di poco più alta che ba, non è ammissibile ed è contro le leggi fisiche che possa determinare un assorbimento, w1 afflusso di acqua negli interstizi peritubulari, tale da rendere l'urina più concentrata della linfa stessa, come in effetti avviene. Ed a.Uora risulterà. più convincente la dottrina vita.listica. Infatti nelle cellule dei cana.liculi si sono potute dimostrare vacuoli e granuli (cosl detti di Altmann), forse di naturalipoidea., destinati a. guisa. di condensatori o collettori, ad avvolgere i corpi crist.aUini ad alta concentrazione spremuti dal sangue, ed a condurli attraverso il protopla.sma cellulRre della base eli dette cellule tubulari fino al lume ca.naliculare, nel quale finirebbero per scaricarsi. Vera attività specifica degli epiteli che si compirebbe al riparo, anzi direi ad onta delle leggi di osmosi. Se qua..'li tutti però sono d'accordo nell'ammettere tale còmpito secretorio vitale dei tubuli. dall'altro canto è ancora. controversa la parte che vi piglierebbe il glomerulo. Tn proposito recentE-mente Lindemann ho. emE'BsO una. nuova ipotesi basata su alcuni dati sperimentali, e cioò che il lavorio fnnzionnle doi tubuli porterebbe innanzi tutto alla produzione di un liquido ad alto contenuto di sostanze specifiche dell'urina. Tale soluzione noi, molto concantrata com'è, non è capace di poter fluire per la grande resistenza che inC'ontra. nel suo percorso verso il bacinetto, ed è costretta a risalire ve~o le capstùe di Bowmann, dove per osmosi si caricherebbe di acqua assumendo la necessaria diluizione per potere affluire verso i calici.
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Piò allettevole certo è la teoria d.i Volhard imperniata. quasi tutfa su re<'enti ricerche sperimentali praticate da diversi autori, fra cui il nostro Bottazzi, In tali e-sperienze fisiologiche fatte con veleni prevalentemente tossici per il glomenùo (come l'arsenico e la cantaridina), e prevalentemente tossici per il tubulo (come il sublima.to e l'uranio), specialmente sui reni della rana, in cui i glomeruli ed i canali· culi sono nutriti da vasi di diversa origine, donde la possibilità. di esclud ere gli uni o gli altri, si è osservato che tanto i primi quanto i se<~ond.i eliminano sial'Mqua che le sostanze sciolte. Ma i glomeruli non possono concent~:are, fornire cioè un secreto che abbia una pressione osmotica mat!~ore di quella del sangue; i tubuli sì. n glomerulo. organo essenzialmente vascolare con rete di grande superficie in minimo spazio, ha la proprietà. d i eliminare j!Tande quantità. di acqua conte· nente in soluzione molto diluita le sostanze da eliminare. La sua funzione principale è di diluire queste ultime, tanto che per la sua funzione isolata dette sostanze non possono mai raggiungere nelle urine una. concentrazione maggiore di quella del s iero di sangue (massimo P. S. 1010). Invece il canaliculo, Ol'(,{àfiO eMenzialmente epiteliale, ha la proprietà di concent.rare nell'urina le sos~anze da eliminare, e funzionando lentamente, uniformemente, e non rapidamente come i glomeruli, ha. la. proprier,a di eliminare le sostanze urinarie con scarsa. quantità. di acqua e per lo più con concentrazione maggiore di quella. del siero di sangue (minima diluizione P. S. 1010). Si possono pertanto riass·umere con Volhard le funzioni dei tubuti e dei glomeruli nelle seguenti proposizioni : Io Gli uni e p:li altri eliminano le stesse sostan.ze, ma in diversa concentrazione; 2° La funzione particolare d ei glomeruli è la diluizione; 3° La funzione particolare dei canaliculi è la concentrazione; 40 La capacità ftmzionale massima dei glomernli, rispett.o alla concentrazione dei sali, è quella di fornire una urina isotonica. al sangue, ma. non più densa; 5o La capMità funzionale massima dei tubuli rispetto alla. eliminazione dell'acqua è quella di fornire una urina isotonica al san~ue, ma. non più diluita. · Certamente in tale disamina funzionale noi dobbiamo tener conto di altri molteplici fattori che influenzano il proce.<>so secretorio renale, e propriamente l'estensione della membrana filtrante, donde la aebita importanza. da dare alla vasocostrizione, alla vasodilatazione, alla atresia dei capillari renali, alla elasticità ed alla sclerosi di essi ; e poi vi giocano la loro parte la -costituzione chimica del sangue ed il sistema nervoso. A questo riguardo a tut.ti è nota l'anuria rifles...«a per stimoli partenti dagli ureteri. dai bacinetti, pAr es. per calcoli., o anche per stimoli partenti dal peritoneo ; come pure da tutti è stata osservata la poliuria nell'eccitazione psichica, nell'emicrania ecc. ; inoltre è di diuturna costatazione il rap· porto esistente tra cute e reni, in gran parte in virtù dei nervi vasomotori. Anche i prodotti di alcune glandole endocrine hanno il loro gioco sul rene; infatti i prepa rati tiroidei producono polluria, gli estratti ipofisari invece oliguria. Ma il fattore che a noi più interessa nello spiegare il meccanismo di produz.ione deH' urina è la velocità del sangue. Nel rene essa è tanto più grande. quanto più è forte il dislivello di pressione ira l'arteria renate e la. vena renale. Quest'ultima, quale affluente della cava inferiore, ha ordinariamente una pressione vicino allo zero, donde ne viene la deduzione che la velocità del sangue nel rene è in rapporto alla pressione arteriosa o m eglio al lavoro cardiaco. Se questo sminuisce, .e per fenomeni di scompenso si ba stasi renate, allora si sospende o diminuisce la formazione d eli 'urina, anche perch è vi è poco apporto di mate1;ali da elaborare e secernere. In considerazione dei suddetti complessi rapporti fisiologici, non si può non concludere che nella. secrezione urinaria partecipino più o meno indil·ettamente a.Itri tesst1t i dell'organismo, esistano insomma importanti fattori extrarenali, non ultimi voglio ri cordare le pareti dei capillari, la cui aumentata permeabilità, p rovocata per es. da sostanze t ossiche circolanti col sangue, può ingenerare tma diffus ione di cristalloidi e di a cqua ne lla trama dei tessuti con <:ons:eguente riduzione d ella. quantità di urina giornaliera.
* • • Tracciata cosi a gl'Bndi linee la funzionalità renale, pa::;siamo a. parlare delle turbe renali. Una volta il p erturbamento veniva d esunto dalla c onstatazione d ell'albumina nell'urina, ma si può obbnettare che è frequente l'osservazione di albumi· 3 - G iOT'II«Ie eli m.e<licino m'ilil<,re. -
Fo sc. IY.
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nurie. che sono state finanche chiamate funzionali o fisiologiche, di origine il più delle volte incerta, a prognosi buona. in cui la funzionalità. non è compromessa., nè tampoco esiste distruzione del parenchima renale, come l'albuminuriaortosta.tica, la lordotica, quella da sforzo, da sport, da bagni freddi, l'albuminuria ali.mentare, la mestr uale, quella della pubertà. e la giovan.ile. l'albuminuria che segue alla pa.lpazione renate ed anche alla palpnzione addominale. tutto da m ettere in rappor to secondo le vedute moderne con u110 stato di debolezza r enate, particolare dei giovani, per lo più dai 5 ai 15 anni. Da quanto sopra s i deduce che dalla sola n.Jbuminuria noi non possiamo barre un apprezzamento giusto. nè tampoco dal tMso di essa, perchè, come ben sappiamo. nelle sopmdette a lbwninurie fìJ-;iologiche s i possono ritrova re quantità. notevoli di albumina (per es. il 2 ~·0 ), mentre n ella nefrit.e urernigena grave (per es .• noi rene gri.nzo primario), si riscontrano solo tracce minime di ttlbwnina. per quanto l'insufficienza r enate s ia di estrflmo grado ed a pr01 10Stico infausto. Ed allora più ch e all'albumina, sull a cui genesi non sarà senza interesse accennare che recentement-e Paulesco, bastlndosi s•• 1i cerche sperimentali, ha emesso l'ipotesi che sia un prodotto di secrezione anorruale d e l re ne. simile al catarro per es. delle vie r espiratorie, si è passato a dare molta importanza all'esame microscopico ed alla constata.t.ione di elementi nwriologici nel sedimento (cilindri e cellule epiteliali). P erò, se tale r eperto ci può rendere edotti tirca una le.."'ione del rene. non può dall'altro canto darci ra_gl.{umdio sicuro circa il valore funzionale dell'organo . nè fornirci lumi sutticienti a potere formulare un pronostico. Intatti cilindri e cellule granulose si riscontrano tanto nella nefrit-o albuminosa ~emp lice a prognosi ibuona. quanto nella n efrite idropigentt grave ad esit.o iufaust.o; c ilindri epiteliali sono stati rinvenuti anche in seguito a palpazione de r eni sani ed in soggetti dediti allo sport. A completare pertanto l' indag ine clinica d ei reni un posto importantissimo spetta al saggio che si fa d ella loro capacità. funzionale. Innanzi tutto bisogna rivolgere l'attenzione alla. quantità. d'urina eliminata giornalmente, integrand<> t.ale assw1to con la ricerca sistematica d el peso specifico. Una oliguria occasionale, ad alta. d ensità., non ci preoccupa. per nul la. ; non così q u ando si eliminino scarse quantit.i\ di urina a. peso specifico costantemente ba..qso. U na poliuria, finchè transitoria.. dovuta per esempio ad ingestione copiosa d i acqua.. non ha. alcuna importanza ; invece acquista grande valore quando è duratura, come nelle nefriti croniche uremigene, n el rene amiloide, nelle pielonefriti suppurative o tubercolari. nel diabete. Nelle nefriti interstiziali la poliuria è dovuta. in gran parte all' ipertrofia del cuore e qtlindi all' ipertensione arteriosa, e poi al fatto c he, stabilitasi l' impermeabilità. renale, il sangue. non potendo scaricarsi delle sostanze in eccesso, cercherebbe, secondo la. concezione di Loeper, di diluire dette sostanze r ichiamando acqua dai tessuti. A tale idroemia seguirebbe poliuria . Non ostante quest' ultima. però, il rene insufficiente manco riesce ad eliminare ab-. bondantemente e convenientemente i suddetti e lementi esuberanti, donde per manente richiamo di acqua. permanente diluizione del plasma e permanente pol.iuria. L 'op portunità di vagliare a giusta misura il peso specifico dell'urina delle 24 ore va desunto dalla. c oncezione formulata dal Koranyi, cioè che il rene normale elimini le sostanze solide indipendentemente dall'eliminazione dell'acqt1a, per cui , d iminuendo quest'ultima e quindi la quantità urina.ria., dovrà corr ispondentemente a umentare il P. S. In base a tale assunto, Albarra.n ha. tracciato la se,guente tabella~ con eme. di urina. nelle 2-1- ·ore 8-1-0 la d ens ità dovrà. essere l 032 id. id. 900 id. id. l 030 id. id. !liO id. id . 1028 id. id . lù40 id. id. 1026 id. id. ll 3(1 id. id. l 024 id. id. 1250 id. id. l 022 id. id. J3M id. id. l 020 id. id. 1500 id. id . 1018 id. id. liOO id. id. 1016 id. id. Hl30 id. id. 1014 id. id. 22i)0 id. id. 1012 id. id. 211)(1 id. id. 1010 id. id. 311110 id. id. l 009
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' Bassa densità urinaria senza contemporanea poliuria è il s~gno più frequente di insufficienza del rene. Se esiste poliuria, si può ammettere insutlicienza., quando l' urina. abbia. una densità inferiore a quella segnata nella suddetta tabella. Eccezione va fatta nei casi, in cui abbiano influito fattori extrarenali (alimentazione tenuissi.tna., forte rallentamento del ricambio, forti bevute, edemi in via eli assorbi· mento). In genere si può dire che, se è alterato il rapporto della suddetta tabella si ha un ottimo criterio di presunzione per ammettere il perturbamento renale. Anzi Chabriè ha espost,o a. riguardo una tabella, indicando i vari stati morbos i a cui ci si può riportare. N elle densità. ~roppo deboli, etuinrli a peso ;;pocifico basso : se vi è po!iu,.ia, ci s i può riferire A. ne frit.i chirllrl'! ich~. ncfriti interst.izial i, l' <>tt\ti n3rv..,si dlvet·si, e c'è da a.:;i;iunge re a diabete insipido; se nun vi ò polinroia. ò da. peu;ar·tJ ali'in<>uffic it>nztt ronale, a mancanza d 'attiv!tà delle r-3azioni int.raorganiche ; Nelle densit:1 troppo i orti e quindi a peso specifico a.Jto : se vi è oliguria, ci si può riferire ad urine febbrili, a nefrite acuta o >mb· acuta; se non vi ò poliuria, ad urina dei reumatizzat i, dei gottosi, dei calcolosi, eli coloro che hanno subìto gravi atti operativi ; se vi è poliuria, ad urina d<Ai glicosw·ici, d e:!li azotmici. Un altro saggio, un'altra ricerca può darci ùei rag~ uadi pre;r,io;,ì, P propriamente la. nicturia. Data l"abitudin-e dei tre pa;;ti giomalieri e del ctigiuno notturno, le minzioni principali 2i hanno durante il giorno, e pertanto l'emissionP. giornaliera oltrepa.ssa. di molt.o l'emissione notturna, che ordinariamente c;i riduce ad uua sola minzione a! mat-tino (durante il giorno il qnantit'ltivo oscilla do.l 50 a l {10 % d e ll'urina complessiva delle 24 ore). In condi?: ioni patolo:;i<:>he il ritmo orina rio puù essere moditlcato : dw·ant.e il clinostatismo si possono avere quan~.ità. uguali o maggiori di quelle emesse nell'orto<>ta.tismo. La nicturia non si d(we confondere coIl!!. semplice pollachiuria ; in ru i con 2-3 minziruJi notturne non si e limina più del quant.itativo abituale ( 400 CP.nt. cubici circa). LR nicturia. può E'ssere dovuta ad insufficienza g lomernlare, in quanto viene ad e3sere compensata da un IR.voro lento. uniforme, continuo, diurno e notturno dei tubu li; ad insufficienza renale compensata dalla. poliuria per lavoro <'ontinuativo, tanto di giorno che di notte dei glomenùi; ad insufficienza renale assoluta., quando cioè vi è basso e cost,a.nte peso specifico senza poliuria.. Alla. produzione del fenomeno pos.qono concorrere fattori extra renal.i, che col Bertolini possono riassumersi : 1° il ritardato assorbimento dell'acqui\, per stasi venosa nel tubo ga.stro ellterico, o l'ostacolato arrivo dell'acqua nel grande circolo per ipertensione portale. 2o l'insufficienza d el cuore, anche latente. Durante il giorno, crescendo la richie3ta di lavoro al cuore, si manifestano meglio i minimi gradi di deficienza. c:"rdia.~a. d onde oliguria. Durante la notte, riposando, migliora il cuore la propria attività, don1e m!tggiore eliminazione di urina. Si possono far scomparire tali n icturie di origine cardiaca coll'introdurre meno liquidi e con cardiocinetici ; 3° vi concorre inoltre la detenzione notturna del tono vasa.le in casi di ipertonia; 4° a'lche l'abito nervoso e la. presenza di cause di irritazione, agenti fH·obabilmente per influem;e va<;omotrici rifle.o;se, cioè la cistite, l'uretrite, l'ipert rofi a proSt;atica; 5o infine in~enera la. nicturia l'abnorme quantitiÌ. di sostanze da eli minare. in mo:lo che per poterle emettere il rene ricorre alla loro diluizione ed ad un lavoro continuato (per es. nel diabete zuccherino). Non è s enza im?Ortanza aggiungere che nel riposo continuativo a !Atto, se l'individuo è sano, l'urina è sempre più abbondante di ~dorno che eli notte; se v i influiscono cauqe extra.renali, la nicturia. ordinariamente scompare, come Ol'dina.· riarne nte inve:::e per.:;iste, quando la nicturia ha origine renale. Nel rene grinzo secon:la.rio e nella s:::lero;i maligna non muta mai la nicturia di origine renale cd extrarenale. m!t in di!Hl den·m e'senzialmente dei fattori cardiaci, o cardio\·a~colari .
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• •• Ciò che caratterizza la funzione nor·male dei reni è la Yariabilità della funziono stessa dinanzi ai più diversi ed improvvi.;i bisot.mi de ll'organismo. B quest.a varia bilità è possibile solo so permangono integre lo capauitù. massime dei glomeruli e dei tubuli, gi i~ accenna.to nella teoria di Yolhard. por cui i reni riescono, dinanzi a.d una im;lrovvisa offerta di ac>qua. a socldif<fare il loro cÒIIIJ>ito di mantenere cost.ante la com posizione Jcl "un;:we, come pure ,.i r iescono. ~>e t\ll'oppo;:ro viene loro offerta una abnorme quantith di ;;aie, anche se poca acqua s ia disponibile nell'organismo per di luire le sostanze da oliminnre. Tale variabilitt'l. di funzione renale o capacità di rispondere i11 moJo ra;litlo eJ tdei!uato all'imprO\'visa richiesta di lavoro si sa!!gia con due prove: d e lla. dilui.z·ione e d el la t'mcentra.ziont>. La. ca.pacità. di dilni?.ione, ~'<~>Condo la concezione di V'f>lhard. è funzione ~!lome rula.le; la. capaciti~ ùi conden~azioue è )H'evalout.t-mente tubultu:e. La prova dcll'accpta e d el la coucen.trazion f> ò c:on~iglia.bile soconùo ~trau;o eseguirle ncll'istc:>::;a giornata. l;i fa. urinure il mulHto allo 6, poi di nuovo alle 7, e d i questa. ultirna urina s i mi;;ura la quanti t.\ ed il P . S. Poi, s uhit o d opo la urinazione, s i fa bore mez,zo litro o un litro di auqua corrotta con Wl po' di caffè' (ò inutile somministrare 1500 eme. di liquido, con1e venint consigliato una volta), a ,·endo cura che venga ingerita nello spuzio di un quart-o d'ora. ~i raccolgono poi lo urine alle ore 8, 9, lO, l l , e di ogn i s ingo la ernissione si di>termina il qnuntltativo e la den-
sità. Alle 11 si somministra un piatto di riso o' di pasta con burro e formaggio . un uovo, un piatto di erba, ed una mola od una amncia ; lo stesso pasto si propina. a lle ore 17. Si raccomanda che duran.te J'e.c;pcr imento non si ingeriscano liquidi olt re il mozzo, il litro gi•\ accennato. Si misura la quantità ed il pe.'lo sperifìco d ell'w·ina eme;sa alle ore 14. alle 17, alle 20. e dalle 20 alle ore 8 del giorno successivo. Per ovviare a ll'inconveniente giè. accennato quando si è parlato della nicturia., che fattori extrarenal i, specie cardi Yascolari, pos.,.ano influenzare la p rova, si consiglia la posizione or izzontale a letto del malato. Negli individui sani la soluzion e di caffè o di the, che si rnccornandà po;;:;ibilrnente non si dia fredda, s i elimina nel seguente modo : nella p rim. mezz'ora un terzo; nelle prime due ore metà o tre quarti; nel le quattro ore successive all'ingcstione, q11a.si tutti i 500 o 1000 eme. usati, mai in quantità inferiore a l 91 '}~ . La dens ità scende a 1004-1001 nelle p rime due ore; dopo 5·6 ore r itorna. al valot·e primitivo L 'esito abnor me d ella prova s i giudica in base a i seguent.i caratteri: Io La quantità di w·ina eliminata nella 11rima ora può essere notevolmente ridotta, talvolta nulla, per cui manca la rapida sal ita iniziale della dit1resi, anch e se tutta l'acqua venga poi emesso nelle 4 ore (tipo ad esito così dettQ ritardato): 2o L'ellminazione nelle 4 ore succe;:sive è notevolmente inferiore, qualche volta. al disotto di 100 eme. con densità che non si ab bussa o eli poco, per es., 100 9IO U , il che vuol dire ritardo notevole nell'emiss ione (tipo ad esiw cattivo). Vi può e..<.sere un terzo tipo così detto extrareuale, in cni nelle prime due ore si ha un comportamento uguale a quello normale, ma poi si so>{pende l'elilninazione per il fatto che l'acqua passa do l sangue nei tes;;uti (n!! l p eriodo di formazione degli edemi, per insulllcienza cardiaca, per profuso sudorazi01ù o diarree). Casi in cui l'attività. del glomerulo ò normale, ma cessa l'offerta di lavoro per cause e.<>tranee alla funz-ionalità ronale . Sa~giat-o così il potere di diluizione, si procede uell'istessa giornata, ricercando la densitf~ delle w·ine raccolte nel pomeriggio e. qua.n do è necessario. anche il mattino seguente, a sngg:inre il potere di condensazione : il >~ano per la sera ha peso specifico 1025-1030; il rene insufficiente invece a rriverà a 1016-1018; il più delle volte di poco oltrepasserà i 1011 . inoltre il malato accuserà senso di sete ed il giorno seguente si trovor1\ dinùniuto di peso, di wl chilo e più. I n proposito ri cordars i uhe il risultato sia della diluizione, che della. concentrazione può E'»sere fal~ato da. riassorbimento di edemi. Sempre che vi è alterazione d ella varial>ilità t·enalo, nel sen;;o che nou risponda adeguamento ad una delle prove, si ha la cosidetta ipo.9tennria, ed il s no più alto grado nei casi gravi è l'isostenuria.• che si r io;eontra quando il peso specifico è sempre uguale a quello del sangue (lOIO:. corcunquo vari l'esperienza; il rene ha perduta. Ja facoitt~ di diluire e di concentrare. Lo studio dolla funzione di COPcent.razione è quello che ci dà risultati più importanti n ella diagnosi della funzionalità. del rene e ci dice se questa è sufficien te
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ad eliminare le scoria del sangue. Quello della. diluizione ci dice piuttosto se il rene è capace di compensare una eventuale alterazione della fw12ione di eliminazione vale a dire di compensare una. diminuzione del potere di concentrazione : assume quindi un significato prognostico più spiccato. Però bisogna guardarsi bene dal credere di poter fare con queste prove una localizzazione anatomica della malatt·ìa renale, perché, ad es., tubuli anatomicamente profondamente alterati, come nellE' nefrosi. possono concentrare perfettamente; e con glomeruli malati il cana.liculo può riuscire a ililuire discretamente con uno sf01-zo compensatore. L'esito cattivo delle due prove è uguale ad insufficienza renale grave. Se il potere dì concentrazione è compensato dal potere di diluizione (poliuria), Esiste insufficienza relativa, nel senso che la. funzione del rene può ancora sodilisfare ai bisogni dell'organismo. Nella. cospicua insufficienza si ha, abbiamo detto, l'isostenuria: nel1a mod.ica. l'ipostenuria e la poliuria. L'isostenuria si aggrava sempre più col diminuire la quantità delle urine che lentamente può scendere fin quasi alla norma (isostenuria pseudonorma.lurica) e sotto alla norma, fino a poche centinaia di eme.
*** Oltre alle suddet.te pro\·e furono consigliati altri metodi di indaaine per riconoscere un perturbamento renate, e fra gli altri la ricerca qunlitativa e quantit.iva della elimi.un.zione di :;ostanze eteroge11e~, che cercheremo di enumerare, senza entrare per brevità in dettagli di tecnica di somministrazione e di dosaggio di esse. l . .lod11ro di potas8io. - Secondo il Dioni>~i. tnle prova non coniRponde nep· pme per la distinzione dello forme infiammatorie dalle f01·me nefrotiche o art(lrioscleròtiche, p er cui è d11. riteneriii un metodo poco utile, e poi è molt.o lungo (50-6o ore cti eliminazione). Al riguardo non ò senza interesse ricordare la prudenza. nella :somruùùsLtr•>;iune wraperrt.icl.\ ùt:ll'jot.!o in conùizioJù pat,olugic;l•e renali pe1· pericolo
di accumulo. 2. Lattosio. -- Poco pratico e poco consigliabile. 3. Salicilato rli sodio. - :\Iot.odo ince1+o, non entrato nella pratica clinica conente. 4. Bleu di 1MUie11e. - Il valore ili tale prova è diminuito da. fattori extrarena.li, specie da affezioni epat,iche ; inoltre, il metodo pre$enta.oclo un lungo periodo di eliminazione (40-50 ore), èo andA>to ma.n mano in disu.<;o, sostituito da. altri più rapidi e pitt sicuri. 5. Florù.irut. -- P er la formazione ed eliminazione dello zucchero florizini<>o vi coMone il fegato, per cui è un metodo di valore incerto. Infatti Chiaudano di Torino, in base a ricerche su numerosi pazienti, è venuto alla conclusiont~ che Il\ ·prova della glicosuria. florizinica sia un mezzo ottimo solo quando saggi funzionalmente il fegato ecl il rene, cioè contemporaneamente i due organi : l'anaglico· suria sarebbe sempre indice ili pronostico grave. 6. Uranina o lluoresceina. -- Comodo, perchè si somministra la sostanza p er bocca ; ò sempre però un metoclo troppo lungo. 7. Rosanilina. - Si presta ad identici sfavorevoli apprezzamenti che l'uranina. 8. Indaco carminio. -Nella nefrite prlrenchimatosa il risultato non si iliscosta dalla norma ; solo nelle nefriti interstiziali comprlre più tardi, e dura più a lungo. 9. Fenolsuljonftaleina. - Fino a qualche anno fa si era data. molt-a fiducia a t-ale metodo, ma recentemente il valore attribuitogli è stato scosso ; ciò che potrebbe trovare una. spiegazione nei risultati sperimen~ali ottenuti da HirchJelder e Bieter. Questi ultimi, stuiliando con l'osservazione diretta nel rene di rana l'escre~ione della fenolsulfonft.a.leina, hanno con.<Jta.tato che essa viene escreta. eEclusivamente dai glomeruli. Intercettato il circolo glomerulare, dai tubuli non viene elitninata. La prova quindi saggerebbe la funzione glomerulare e pertanto non potrebbe dar ragguagli precisi e sinceri su tutte le varie affezioni renali. Ed infatti in ~uno d egli ultimi congressi di Urologia It-aliana gli sperimentatori hanno Fenlenziato che, se in molti casi dà dei risultati buoni, in altri può anche indurre in errore, per Co! non dovrà eseguirsi senza contemporaneamente procedere alla prova della azotem1a e della costante di Ambard, n è ta.mpoco considerarsi superiore.
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PERTURBA~1E::>TI
RENALI, ECC.
* * • Dando, come sì è vieto, risultati po<:o attendibili la ri.<:erca delle sostanze eterogenee, più importante si dimostrò lo studio della eliminazione di so&tanze omogenee cioè normalmente presenti nell'organismo. Si diede una volta molta. importanza all'indice crioscopico dell'urina, al coeì detto 6,, il quale è in I'apporto alle molf:'cole diu:-iolte, ma. non ci dice pt:I ò quallc sostenze f.iano eliminate di più e quali ili meno. Così pure il valore della resistenza ~lettrica dell'urina l'l è visto che è aleato' io e poco utile di risu ltati conc,eti ; pe1chè non dipende dal numero degli ioni, iu quanto la conducibilità elettrica. noll'uriJl!l è duta pit< che alt1o dal cloruro di ~>odio, poco essendo influenzata dall' urea, dalla <:rcntiruna, dalla. xantina, e anche dalla albtunina Si è proceduto allora allo studio eli due serie di sostanze : i cloruri e le sostanza azotate. In coudizioni normali i clormi si eliminano al tasRO di grammi 8-12%0 e è i 7-15 grarmni nelle 24 ore, a seconda. d1~l genere di alimentazione i:ii può avere dllnim.: zione del quant it.ativo di clonui eml'ssi nelle 24 o1e in dipendenza di fattori, quali :;t li stati febbrili (<'otne nella rolmottite). i vomiti 1 ipetuti, le gastw-enteriti acute e <:roniche, la ipercloddria gastrica., la formazione degli edl:'mi e delle idropi ; come pure si può llo\·or e aumento del tasso noi riassorbinumto dei trasudati, nelie crisi febbrili (per es., ne!In crisi della polmoni te). Non potendo dedursi per tanto gran che dal dosaggio minario pw-o e.;emplice, fu . istituita. la pro,,a della co:;itletta cloru1·ia alimentare. All'ammalato si somministrano gulmmi 10 di dot uro ùi sodio in due o tre ostie, e gli si fa. bere subito dopo mezzo Utro di acqua. Nelle urine d ello 24-48 oro s uccessive dovrebbe ritrovarsi tutt.o il quantitat.ivo di cloruro propinato, in più di quello già eliminato nei giorni precedenti, sempre che l'a.ro.malato s ia. stato sottoposto ad una. dietetica. fissa. e costante. A parte che tale metodo offre il fianco a considerazioni demolitrici, quali sono le già esposte circa. le influenze e:!l:tra.renali, molti autori insistono sui pericoli a cui si va incontro somministrando IO grammi di sale a. ne[ritici, specie di fonne acute ed idropigene. Più propizio e più dellllo di risultati utili si è addimostrato lo studio dei prodot-ti ùel metabolismo proteiruco, specie dell'urea. L'eliminazione di questo costituente dell'mina. può darci un criterio circa. la s<:arsa. permea.bilità rena.le, ma. un criterio, bisogna. riconoscerlo, sempre r elativo, in quanto l'urea è in rapporto innanzi tutto con l'alimentazione, potendo variat·e da un tasso giornaliero di 67 grammi a. 33 e fino a. 20 grammi, secondo che l'a.lirnenta.zione sia a. base di carne, o mista., o di solo pane ; e poi è influenzata da altri fat,tori, principale la deficiente funzionalità epatica. Quest'ultima. causa, che porterebbe alia mancata disint.egra.zione di so· stanze albuminoidi e quindi a. produzione di quantità minori di mea, è una delle tante capaci ct'infiuenzat·e f' quindi svalol'are n~l giltclizio di sufficienza renale . CIO - è 1.1.t- rapporto azoto urcico cos1· d etto coetJìrctente azotttnco, • _ e 1evato azoto tota1e w·Hul.l'JO, l\na volta a metodo per la valutazione della pf'rmeabilità renale.
* • ·~ Avendo considerato l'apparato urinario quale un filtro, sia pure costituito di cellule dotate di fnnzionalità secret.iva tutto speciale, è induttivo che le nostt·e ricerche debbano a.'3tenderRi al sa11gue, al liquido cioè la cui composizione molecolare è regolata dall'a.ttività. renale Diminuita l'eliminazione, la concentrazione del sangue dovrebbe aument.aJ·o, e quindi l'indice ct·ioscopico che ordinariamente è di 0°,56 dovrf'bbe abbassarsi. Questo però non avviene nell.e leRioni urulaterali dei reni. ciò che è comprensibile ; il punto di con~clazione inoltre può essere influenzato dall'accumulo di acidv carbonico, ciò che si YeJ-ifica nelle affeziolli polmona.ri, nella cianosi, come ptu·e dall'accumulo di zucchero, quale nei diabetici. Più fecondo di risultati invece n ell'c:same fisico d el sangue è la ricerca della pressione sangiùgna. Parlando della ftmzione r<'nale normale, io llO fatto cenno di uno dei principa.li fattori da cui dipenda la produzione e l 'e]jminazione dell'urina, al fattore cardiovascolare. Dag li apprezzament-i già fatti a riguardo assurgo a grande
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importanza lo studio della. pressione arteriosa.. Essa, come si sa, è in funzione del lavoro cardiaco ; ma ciò che è stato ampiamente dimostrato, è anche in strettissimo rapporto col lavoro renale. Molti autori ritengono ohe l'ipertensione permanente sia sempre di origine renale; anzi v\'idal descrive la nefrite ipertensiva pura. amm.et· tendo l'insufficienza renate. anzi l'e.c;istenza di una nefrite, solo dal criterio eli un aumento permanente dalla tensione senza altro reperto a carico del rene. Certo così viene troppo a restringersi il concetto causale, etiologico del la ipertens ione, quando noi sappiamo che "; concorrano altre resis tenze periferiche fra le quali le lac;ioni di arteriosclerosi generalizzata. Non è inutile, a tale rigua.rdo, acceru1are che oggi torna a prevalere il vecchio concetto di Bouchard, secondo il quale" l'iper· tensione è la cau~a e non l'effetto dell'arteriosclerosi in genere e di quella renate in particolare». Quale sar ebbe allora il meccanismo dell'ipertens ione? Per Vaguez sarebbe dovuto ad adrenalinemia, donde spasmo vasale, eccesso di h~'roro cardiaco e quindi ipertrofia del ventricolo sinistro e degenerazione dei vas i sottoposti a sforzi esaj!e· rati ; per ~li altri autori si tratterebbe di disturbi della regolazione della pressione arteriosa. Forse nelle ipertens ioni pril:Wtive sono in gioco dei veri fat.tori costituzionali, come dimostra il fatto che si osservano in soggetti relat.ivamente giovani, e fra parecchi mam.bri della stessa famig lia. Il certo è che nei nefropatir:i l'ipertrofia del cuore e l'ipertensione rappresentano, si può dire, un meccanismo di difesa ; infatti al lavoro esagerato del cuore si deve, se in gran parte viene compensato il lavoro difettoso del rene, e propriamente ciò si ottiene con la poliul'ia., il solo fenomeno capace di eliminare le scorie, al cui accumulo n el sangt1e si addiverreb be certamente ed inevitabilmente, qualora il r ene d eficiente neì <~uo potere di conceHLrazione continuasso ad espe lerlu i.n difetw. Non ha importall7.a, secondo !<li •Jitimi c;turli, la f'OÌR t.enRivnP mac~ima, che col Riva-Rncci f> rli 130-140 mm. di Hg., C'ol Pachon è eli 140-1150 mm. e secondo alcuni anchE> pcco oltre; ma ha ut ~n·an vRiore. anzi un Y'll<>re di ~an lunga supe· riore la oreossione minima. La prima ci indir&. fino a. che punto <~aie la p re<;sione dell'art-eria a.eeguito dc•ll'impulso sistolico cardiaco e quindi della spinta de! sangup nell'albero a.rwrioRo ; la RAconda oi indica la C'arica. a.bit.uale costant.e, a cui (, sottoposto il vaso in funzione dPlla t'esistenza e della circolazione periferica. È vero che Martinet ha sentenziato che • tutti coloro, in cui la tensione massima sistolica è superiore a 260 mm. di Hg. possono quasi con sicur ezza es!;ere rite· nuti affetti da selerosi carcUorenale ». Ma rag~agli preziosi e più utili ci dà lo studio dell'una e dell'a)t.ra pressione, donde il consiglio di usare l'oscillometro di Pachon, più che•il Riva.Rocci. La pressione minima da 80-90 rom. nella sclf'J•osi cardio-t·•male, Rala a 100-12(1 ed a11che~ a 17 r;, parallelamente in ~~:ene.re e contemporaneamente alla eleva1.ione della pressione massima; ma essa ò l'unico ed il piò preziO!<o elemento per la formulazione di un prognosti<'o C'attivo, quando, abbassandosi il valore della mA.SSim!J. fino alla norma, il valore della tensione minima resta Atazionariamente alto, a 130·170 mm. eli Hg. Second<' alcnni fwtori avrebbe a1whe valore la pressione differenziale fra la ma!'!<ima e la minima, che nei normali oscillerebbe fra 40 e 50 mm. col Pachon, nei nefrit.ici croni<'i salù·ebbe a 60-70 e 100 n-m .
.. .. .. Dopo di aver parlato dell'esame fisico, passiamo a parlare dell'esame chimico del sangue, da cui si è voluto desumere elementi sufficienti a diagnosticare l'insufficienza renale. I ..o studio ha riguardato tutti i costituenti del sangue. e propria· mente l'urea, l'ammoniaca, la creatinina., l'acido urico, i ca1·boidl·ati, il cloruro di sodio, i sali di potassio, i gas cioè l'anidride carbonica e l'ossigeno, ecc. ; ma quello da cui possiamo trarre apprezzamenti e deduzioni preziose è lo studio delle sostanze azotate. Queste ultime sono state d istinte secondo la scuola francese in : 1° Sostanze residuanti in soluzione dopo precipitazione d e ll'albumi.n a, d1 e in complesso si chiama azoto totale, cioè non proteico, e m egl io si indiC'a con le lettere N. l. (azoto cioè incoagulabile); 20 Azoto ureico (N. U.).
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l PERTURBA.."\I:ENTI R"ENALI, E('C,
3° Awto non ure ioo o res iduo (N. n.U. o N. R.), che è dato dalla differenT.!I> p ~r l'a.~oto incoa::;ula.bile e l'N. U. , e compr<)ndo quindi l'a cido urico, la.
creatina, la creatinina, g li amino acidi e l'ammoniaca. Lo s tudio m~tod i co di un gran numero di casi ha dimostrato con sicurezza che l'aumento notevole e duraturo di N. I. (per 111. <;cuota t.edo;ca. it.aliana ed americana) e di N. U. (pe1' la scuola fr·a.nccse) nel siero di san'(tte dei neh·itici costituisce l'indice sicuro, costnute e preciso dcU'insufficie nza renaJe. Quando que!!to si stabilisce, si può rnutare la qualità e la quantità d ell'alirnouta.zione, la quantità dell'acqua l'omministrata, ma l'azotemia, pu1· mutando di g rado, persiste in grado patologico. È vero che in alcune mah\ttie, come nella polmonite, nel tifo, nel colera. nella febbre gialla, ed anche nei c irrot ici e ne ll'n,;;istolia, il tasso dt-ll'a1.0to sanguigno è stato r itrovato alto. al disopra della cifra. limite considerata norma le (cioè- gr. 0,50 o/00 ) . Ma quo'ltO odinariameote è transitorio. La rbt e.nzio1~e. d'urea in fase s tabiJiz. zata è caratteristica d e lle lesioni renali, e speci:llmonte d elle nefriti croniche. Si può avere in alcune nefrOiJatie (nelle nefi'Osi c~tnaliculari per es.) enorme quantitì> di albumina, cilindruria., idropisia; ma poichè non vi è aumento della a.zotemia, si può affermare che non vi è insufficien~a rena.le, e salvo i disturbi circolatori, ris;Jarmiare le pro.~nosi cattive. Lo stesso s i dica per le formo croniche, che possono dnrare d ecenni solo quall'lo non e.;ist.o a~otornia. Nelle nefriti acute la ritenzione uraica. ha un valore prognostico mo lto relat.ivo, in quanto è passeg,~tera e variabile. L'azotemia. secondo Widal e Sicard, è lieve. se oscilla fra gr. 0,50 ed l %0 , specie se è modificabile con una dietetica a:.latta.; comincia ad essere grave, quando l 'azoto è tra l'l e::l il 2 %,: gli autori non conce:iono più di un anno di vita a tali infermi ; è di pes~ima progno~i con la morte a pit1 o meno breve scadenza, qnando raggiunge il 2-3% 0 • La ritenzione intanto dell'azoto residuo non ureico non avviene proporzionalmente a quella dell'urea, per cui il rapporto d ell'azoto ureico all'azoto totale non albuminoideo che in genere è dell'SO % può innalzarsi a 92-96 %L'acido uri co che normalmente è di g r. 0,03-0,05 o/0 0 nel sangue ristllta poco aumentato, quando rnrea e più che decuplicata; così pure l'azoto ammoniacale; la croatinemia, cioè l'accumulo di creatinina oltre il 0.025 o/00 , non sempre si verifica, ed inoltre non ha nulla di caratteristico. Pertanto di tutti i composti azotati l'urea. sola è quella che può darci ele:nenti s nfficienti, specie se in prog ressivo aumento, per formulare un prognostico giusto nei nefritici. Tralasciando la. colest.erina ed i sali di potassio nel san11;ue, il cui studio pare non abbia dato i frutti che ci si a spettava, e sorvolando sulla ricerca volwnetrica dell'anidride carbonjca, ar,!Xomento che ancora. è allo studio, mi attarderò un poco s ulla cloruremia.. Il rene elirnina duo categorie di sostanze, le escrementizie come l'urea, l'acido urico e le sostanze e~tranee introdotte (bleu di metilene, fenolsulfonftaleina), fino a farle scom;Jarire t.otalmente dal sangue, ed altre utili all'organismo come l'acqua. il cloruro di s odio e for,;e anche il glttcosio, fino ad un dato limite. sotto del quale sarebbe pernicioso per l'organismo il contiuuarne l'espulsione. Il cloruro di so:iio ha una cosidetta. soglia. di eliminazione. che secondo Ambard e W eill è di 5.62 per litro di san!:;ue ; se oltre tale soglia si ha accumulo di sale, il sangue dovrà liberarsene o attraver·so il 1·ene o depositandolo nei tessuti. P erò da ricerche esegnite recerttemente si è ('onchiuso che la soglia per i cloruri non èo fi<:~sa, m~ mobile, che può var1are per ra'i!ioni diverse, Sj)ecie nei nefritiet azotemici, i qu!\li certe volte con c loruremia poco elevata eliminano notevolissime quantità di cloruro per le urine. Nelle ne friti idropi~~:ene invece pare che la soglia sia. fissa., poco mobile, donde oli~ocloruria. ; e, fir1chè la soglia è tale. d a Ambard e Chabanier è stato dimostrato che ~:tti e:lemi rimangono irnrnut.a,ti o pe!!'JJ:iorano; SP invece la soglia tende ad abbas'larsi, gli edemi diminuiscono rapidamente. Da. quanto si è detto si ha da. concludere che lo studio dei clontri s i presta a difficoltà. non lievi, no n per la tecnica d el dosaggio nel sangue, ma per l'esatta. valnta'l:ione dei ris ultat i. per la. ,g rande diffus ibilità loro attraverso le membrane e per la loro ten1em:a a stabilire l'equilibrio osmotico ; per cui tale studjo ha dato luogo a molte discussioni non ancora ri::<olte . Sostiene la scuola. francese che nella m:!.lat.tie nmali idrop i<rcno il reni'! ho p t>rdnt o t:>ll'lttivamcme il potere di eliminare il rloruro di sor!io, ord~ rp.tPsto pt~«~a nei tessuti e vi att.im acqua con forrnazicno di e'lemi. La scnola t.eie~ra . americo.n11 ed itn!i•ma n o_g11no che CJnesto corrispond& a realtà. bnsandosi s;Jecialment.e 'lUI fatto che nè la clorummia qperiment.ale, nè
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l'idremia in clinica, nè la insufficienlte elimi!'lazione dei cloruri, quale si osserva nelle g•·a.vi sclerosi renali, ~ono capaci di determinare edemi. An:uuettono que:;te
scuole che nelle nefrosi canaliculari la somministrazione di clorw·o di soclio awnenti gli e:iemi, e la sottrazione li faccia diminuire; quindi sono d i accordo con la scuola francese nella terapia., ma. negano che questi fatti siano d ovuti ad una specifica impermeabilità. del rene per il sa.le. ll rene insomma non eseguirebbe il lavoro soltantanto per deficienza di offerta, giacchè il cloruro sodico pas.'Serebbe subito nei tessuti trascinando acqua per osmosi: ciò avverrebbe per una lesione funzionale dei capillari sanguigni dei tessuti. alterati secondo alcuni dalla stessa causa tossica od infettiva da cui origina la. lesione renate; secondo altri dalle nefrolisine messe in libertà dalla morte degli epi teli canaliculari.
* * • Potendo i sopraddetti metodi rl'indagine dare risultati probativi, quanto mai interessanti, ma non decisivi pet' il giudizio di sufficienza renate, si spiega come ora gran parte della fiducia sia riposta negli esami comparativi del sangue e delle urine. Una delle più importanti ricerche in tale proposito è quella del_ la cosiddetta costante ttreo-secretoria di Ambard, formtùa.-rapporto istituita da Ambard fra le quantità percentuali di urea contenute in tm determinato istante nel sangue e nella urina. La. proponione dell'urea nell' urina varia come il quadrato della quantità ritrovata nel sangue. E non potrebbe essere diversamente, considerato che l'urea. nell'urina è al tasso di gr. 20-.30 ed anche 40 °/00 • nel mentre nel sangue è solo del 0,30-0,40· 0,50 °{00 , e considerato che su 130 litri di sangue circolanti nel rene nelle 24 ore con tm tasso complessivo di 70 gr. di urea., circa il 50 % dell'urea stessa venga eliminato. La. tecnica è la seguente: si invita il soggetto a svuotare la vescica; dopo l O mi· nuti si raccolgono 40 eme. di sangue, 6 dopo un'ora. dalla prima urinazione si raccoglie di nuovo l'urina. La formula. è la sflguente :
K.
Ur (il per mille di urea nel sangue),
VnxV c
5 in cui D è la quantit-à. di urea che. proporzionalmente ai eme. di urma emessa nel sopracitato tempo, il soggetto emetterebbe in 24 ore; O il per mille di urea. nell'urina raccolta nell'ora t rascorsa dallo svuotamento della vescica. alla. seconda urina.z.ione. Normalmente la. costante di Ambard oscilla fra 0,060 e 0,070.Una cifra di 0,080 indica già un'uremia iniziale, la cui prognosi diventa grave se la costante urerruca supera 0,20. Approssimativa.menw secondo alcuni 0,10 indica uno. doficion.zo. funzionale della metà; quando K è uguale a 0,14, la deficienza può considerarsi di s/ 4 ; quando K =0,21, di Sfe. Quello che è caratteristico è che la costante è indi·
pendente dal regime alimentare, e non è influenzata dalla poliuria nè dalla oliguria., almeno entro certi limiti. Nella. nefrite parenchimatosa a tipo idropigeno, al pari dell'azotemia, essa. oscilla entro limiti fisiologici in genere ; non cosi nelle nefriti croniche interstiziali. Nelle affezioni delle vie urinarie (calcoli vescicali, can· ero della vescica, ipertrofia prostatica., stenosi dell'uretra, ecc.) la costant.e spesso si presenta elevata in rapporto ad alterata funzione renale, donde la necessità di tale ricerca preventiva per potere impunemente procedere ad tm atto operativo. Negli asistolici ca-rdiaci la costante, come pure l'azotemia, ritorna alla norma con sommininistrazione di digitale. In tutte le altre malattie extrarena.li la costante risulta n or· male. Come per la ureo-secretoria, Amba.rd e Weill banno i!!tituito w1a fonntùa cloruro-8ecretoria, in cui all'Ur, cioè al per mille dell'urea nel sangue, hanno sostituì· to l'eccesso sulla soglia dei clor uri, d i cui ho gih. parlato, cioè il quantitativo di essi esuberante, eccedente la. cifra limite tollerabile dal sangue. Tale costante presta il fianco alle stesse demolitrici considerazioni fatto a riguardo della soglia dei cloruri, che è stata dimostrata mobile e non fissa, per cui lo studio di essa e dei cloruri eccedenti perde ogni valore. E poi non è inopportuno accennare che la cifra del tasso dei cloruri nel sangue ha. una importanza molto relativa, in quanto può risul·
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I l'ERTURBAJ\1ENTI REN ALI, ECC.
tare norma-le per richiamo di acqua dai te:;.suti, nel mentre invece è e.<ruberan te ai bisogni dell'organismo; inoltre tale ricerca può essere falsata dal fatto che i cloruri, oltre che attraverso l'emuJ1t.orio renale, possono elimina~i per l'intestino, op!Jure depositarsi nei te.<;Suti e nelle cavità sierose, producendo edemi ed idropi. Donde si può concludere con Volhard che la. costante cloruro-secretoria ha. sca~o valore n ell'esame della Junzionnlità renale. Lo studio del comportamento dell 'azoto e d ei olomri nel sangue ha portato a distinguere tre forme d.i urernia: l o L'uremia ~:era o los.<Jica che rapprcst'nt:a. la vera intossicazione urinaria con iperazotemia; 2o La pseudow·emict aculct od urem-ia eclampnico, la cui et-iologia non ancora è ben nota. ma ptu·e sia dovuta a ritenzione del cloruro eli sodio con concomitante edema cerebrale ed aumento del liquido cefalo-racllidiano ; 3° Lll pseudourcmia crom·ca od angìogena in rappox-to per lo più a spasmi vasali, complieante ordinariamt-nte le sclerosi. Non traccerò il quaw·o fenomenico ditTeren7.iale di ognuna di elette forme per brevità fli esposizione; vi aecennei·ò in seguito nel trattare le va1·ie nefropatie. Anche per ubbre\·iarc non rru soffermcrò sul coeOìcienle emorenale d·i Bromberg, cioè resis t en~.a elett ri ca. d el ;;anguo, . sul rapporto . d , . m quanto non l1a trovato conferma re.<>t:;tenza e1et.tnca e11 urma. prat.ica, secondo .Rnimo ld i. in tutti i casi, in cui era di- mostrabile con altri metodi iltconfutabilmeute l'ins umcienzn reuale, for:;e perchè concorrono ai risultati da cui si ric-ava la fonnu la anche ~li elet troliti non clorati, sebbene in minor pwpo1·zione. E per la ste;;sa ragione sorvolerò s ul coeUiciente s(tgmorenale, nella cui formula. entra un fatt.ore " .l a vi s<'.o~ità. del sangue •. che, secondo Raimoldi, non presentando variazioni costanti nelle diverse forme di lesionj renali. rende infidi ed incerti i risultati del relativo m~zo d'indagine.
* * * Finora ho illustrato i ,·ari metodi alltit·hi e modemi, che abbiamo a nostra disposizione; vediamo quali di esRi pos»ano giovarci nella diagnosi delle varie affezioni renali. . Attualmente è wuversalizzata quasi tumnimemente la classifica di Volhard e Fahr. Essi distinguono tre forme di malattie renali: 1° La forma degenerativa o ne/rosi; 2o La forma infiaOlll.lat.oria o ne/riti; 3° La forma sclerotica, che, riconoscendo i l suo pri.mo fondamento nell'arteriosclerosi, designa e comprende le cosiddette sclerosi t·enali.
l. -
NEFROSI.
Sono a carattere degenerati\·o, prevalentemente a cadeo degli epiteli tubulari, e abbracciano la degenerazione grassa, la degenerazione necrotica, ed infine l'ami loid e. Dal p1mto ili vista del decorso le nofrosi si distinguono Ìll acute ed in Cf'OYI.iche, a cuj s i ha da a~giw1~cre uno stadio terminale molto raro, il cosiddetto rene raggrlmzato nejrotico senza ipcr·tensione, ma con sola poliuria e limit.azione del potere di concen t.t az ione. Dal punto di vista clinico le nefrosi sono caratterizzate dagli edemi nello stato acuto, dtllla scomparsa di es!:li nello stadio cronico. La forma acuta h n. un l o tipo, molto lieve, che si verifica in quasi tutte le malattie febbJ· ili, cara tterizzata c1<elusivamente da album.inw·ia e qualche volta cilinclruria, la cosìddet.t a album.-i n·u ria. febbrile o lieve itTituzione renale; un 2o tipo, molto più importante. iin cui il peso speciiì.co risulta alto (da 1030 a 1050) ; esiste oligu.ria (per mesi i l qLaantit-ativo urinurio può rimanere al disotto di mezzo litro giornaliero); il tasso ùlell'albumina è enorme (10-20-35 gr. %0 ). Nel sedimento
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mancano i globuli rossi o sono scarsissimi, ciò che è un importante carattere differenziale. dalle nefriti. Esistono edemi che possono raggiungere anche gradi notevolissimi ; il trasudato ed il siero si mostrano, se in strato spesso, lattiginosi, pseudochilosi, fenomeno interpretato da Bernet e vVeill quale una combinazione di globulina e lipoidi, forse questi ultimi provenienti dai reni degenerati in grasso. La prova dell'acqua è ad esito cattivo, ma deve interpretarsi non ad incapacit.à. dei reni, ma. ad aumentata perroeabilità delle pareti dei capillari, di cui ho già menzionato. Ugualmente si spiega la. bassa percentuale urinaria del cloruro soclico. Il potere di concent.ra.zione è ben conservato ; il tasso ureico nell'urina è spesso aument,ato ; l'azotemia in genere è normale, come pure la costante eli Ambard. Altra caratte ri· stica importante che contrad distingue le nefrosi dalle nefriti è la mancanza di aumento della pre&:.•one sanguigna e di ogni ipertrofia di cuore. Ordi11ariamente manca anche l'urerniaeclampsica.; vi ha tendenza piuttosto alla diarrea acquosa vi<'-&riante. Nello stadio cronico della. nefrosi, caratterizzato dalla scomparsa degli edemi, lo stato generale può essere buono. Può persistere l'albuminuria per lungo tempo ordinariamente con esito in guarigione. Dette le caratteristiche delle affezioni degenerative del rene, accennerò alle sottospecie di esse, tenendo conto in special modo del momento etiolo.!!ico. Ho già parlato delle ncjrosi albuminose o albuminurie febbrili, che si possono rig uar· dare quali forme lievissime di degenerazione o rigonfiamento torbido dell'epitelio canaliculai·e, dovuto più che altro ad azione tossica, quali si possono avere nella polmonite, nella difterite, nel morbillo, nelle infezioni settiche, nel tifo e nel paratifo. Maggiore impor tanza assumono le nejrotti da intosaicazione ; e propriamente da sali di mercurio (frequenti quelle da. sublimato), e poi da arsenico, da cantari dina, da fosforo, da fenoli ; acido ossalico e cromo. Le lesioni anatomo-patologiche vanno dalla lieve degenerazione alla completa necrosi epitelial.e . Quello che caratterizza tale nefrosi nelle forme gravi di avvelenamento, specie da sublima.to, è la possibilità dello stabilirsi della anuria con conseg._Jent.e ipertenl'liona ed. n.?:otemia a pl·ognoRi infausta. Nella mort.e però seguita a t a li intossicazioni non si sa quanto spetti all'avvelenamento generale, alle lesioni gastro-intestinali, e quanto ai disturbi renali. La. nefrosi luetica è una nefrosi lipoide a degenerazione prevalentemente gras· sa., che nel decorso clinico non ha mùla di speciale, e che solo con la reazione di Wassermanu e con il criterio terapeutico può essere individuata e distinta dall'albuminuria conseguente alla cura idrargirica. La nejrosi amiloidea dal punto di vista clinico non è diagnosticabile, ad ecce· zione se non concorniti un fegato od una milza arniloide, associata a diarrea osti· nata, ad anemia e cachessia.. La 1M/rosi gravidica da. molti viene considerata nel gruppo delle nefriti. A parte le nefriti diffuse che si possono avere in gravidanza, è certo che l'alt~razione può limitarsi ad una semplice nefrosi grassa determinata, secondo la maggior parte degli autori, dall'azione tossica dei veleni di origine fetale. Colpisce nella p rima gravidanza e può ripresentarsi nelle successive, quasi sempre nella seconda metà della gestazione. n più delle volte il rene gravidico anatomicamente ed istologicamente presenta alterazione anche glomerulare, donde la. possibilità. clinica di ipertonia, di eclampsia e di retinite. La guarigione dopo il parto è la regola, e nei casi, in cui residua una forma cronica, è induttivo ammettere che più che eli semplice e puro rene gravidico nefrotico, si sia trattato di vera nefrite.
II. -
NEFRITt.
Le glomerttlo·nejriti si dividono in diffuse ed in quelle a focolaio. Anatomicamente hanno per substrato una les ione infiammatoria prevalentemente a carico dei glomeruli. Etiologicamente si ha da incolpare nella maggior parte dei casi, secondo gli autori, lo streptococco e poi .lo pneumococco. Si originano spe?ialmente nella scarlattina, nelle angine, nel reumatismo articolare acuto, nella er6Slpela, nella polmonite, nelle ferit~ infette, nella porpora, nei casi di raffred-
I PERTURBAMENTI n~:NALI, ECC.
damento. Al freddo però secondo gli ultimi studi non si deve dare altro significato che di una favorevole influenza. uguale a quella che occasiona la comparsa .d elle angine e delle otiti. Le nejriJ.i diffuse dal punto di vista del decorso possono essere di breve durata con esito in guarigione, oppure avere un antltunento prog1·essivo, passando per t re stadi : lo stadio acuto, lo stadio cronico sen~a insufficien~ renale, e lo stadio terminale con insufficienza renate. La iorma ClC.Itl.a è caratterizzata tla pre.:;enza di sangue nell'urina; albumina di solito in minore quantità che n elle nefrosi ; oliguria con peso specifico alto, ma. non molt.o. e tanto meno alto quanto più è g rave la lesione; nicturia ; iperten· sione art-eriosa ; edema che, ricordiamolo, può anche mancare ed è rilevantissimo solo se la nefrite si a..."Socia ad un processo nefrotico. ll potere di diluizione nelle forme senza edemi è ben conservato ; nelle forme idropigene è notevolmente diminuito, influenzato come è dai fattori extrarennJi. Ugualmente si comporta l'eliminazione del cloruro eli sodio. Non esiste in molti casi azotemia; nelle forme gravi vi può e.ssere ritenzione di azoto, ma per lo più transitorio.. All'ini~io vi può essere vomito cosi d etto riflesso, ma più spes.':lo si ha vomito cerebrale accompagnato da cefalea, da con,c;iderarsi quf.tle un equivalente eda.rnpsico. Può subentrare, specie nei giovani, il quadro della ure mia eclampsica, che il più delle volte è preceduta da notevole aumento della. pressione sanguigna. Concludendo, i cardini su cui si impernia la d iagnosi di glumerulo -nefrite acuta sono i sintomi important.i dell'ematuria, ùell'ipertonia e degli edemi. Nel secondo stculio della forma infiammatoria diffusa, nella. cosi detta nejrite cronica senz<t inaltfjicienza r enale, persiste l'ipertensione, ma gli edemi scompaiono. n carattere macroscopicarne nLo emorragico de lle urine scompare, e r icompare solo nelle forme recidivo.nti ; però spesso si riscontrano globuli rossi nel sedimento. L'albumina, se non vi concomit.a un proce.'lso nefrotico, è scarsa (1-2 gm. %). La fw1zionalità renale è integra: la prova dell'acqua e della condensazione dànno buoni risultati ; la concentrazione urrnaria del sale è noi·male ; non esiste azotemia. Qualche volta si constata nicturia più che altro in rapporto a d isturbi cardiovascolari. Sono possibili le alterazioni del fondo dell'occhio - le papilliti - in rap porto ad eccessivo aumento della tensione arteriosa. Non si osserva urernia vera tossica, nè uremia eclampsica.. Di solito il decorso è benigno; può durare anche diecine di anni e non giungere al terzo stadio; in a ltri casi invece pas.<;a allo stadio finale della nefrite difftL':lB, quello che comunemente si chiama. rene grinw secondario. n sintomo. patognomonico del ter..o stadio è l'in.'lu.fficienza renale cronica.. L'ipertensione, che negli altri due precedenti stadi può e.c;sere anche di soli 160 mm. di Hg., raggiunge cifre elevate (200-250-260 ed anche 272 mm. Hg.). 11 cuore sini stro si ipertrofìz~. e, diventando in secondo tempo insufficiente può dar luogo ad edemi. Il tasso dell'albumina è molto scarso, spesso sotto l'l 0 / 00; a.umentaqttando si abbassa la quantità dell'urina per debolezza cardia.ca. Nel sedimento sono scarsi i globtùi rossi. È diminuit-o il potere di concentrazione, e la prova dell'acqua è ad e.c;it.o cattivo. In contrapposto vi è poliuria. Sembrerebbe che vi sia contrad· ilizione tra la diminuzione del potere di diluizione e la possibilitÀ. che ha tale rene grinzo di eliminare un quantitativo maggiore di urina giornaliera. n Dionisi a tale r iguardo dà la seguente spie~azione: « I l rene normale possiede una prodigiosa fo~ di riserva per il potere di eliminazione dell 'acqua.; infatti è capace di emetterne 500 eme. in mezz'ora, il che vuoi dire avrebbe capacità di secernere 24 litri in 24 ore. Ora il rene ammalato che e.'lpelle a regime poliurico 2 litri e 400 gm. d i urina, cioè la decima. parte dei 24 litri del rene sano, ma che però non è in grado di a umentare il suo lavoro, è facile capire che abbia il potere di eliminazione dell'acqua ridott.o ad un decimo. Per ott.enere tale poliuria, viene impiegata. tutta la sua. for· ~di riserva, o per dire meglio, viene la parte re.<>idua dell'organo non ancora lesa sottoposta ad un lavoro improbo. costante e persistente» . Il pe.CJO specifico è basso e nelle forme avanzate è tale con qualsiasi quantità di urina, è fisso a 10 10- 1013, anche quando. prog:rediondo l'alterazione renale e la debolezza cardiaca., dalla poliuria. si passa alla oligurio.. Per il cloruro di sodio si osserva l'istesso paradosso che per l'acqua. L'eliminazione del sale attraverso l'urina a regime poliurico è sufficiente nelle 24 ore. ma la prova d ella cloruria a limentare è ad esito cattivo. Ordinariamente esiste azot.ernia ( 1-2°{00 ) con cot1temporaneo aumentodellaoostant.e
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di Ambard. donde la possibilità di uremia. P erò a. riguardo si ha da. ricordare che nella quantità eli azoto ritenuto non vi ha nessuna cifra limite sicura, olt-re la quale l'apparizione della UI"emia. tossica è inevitabile : si possono avere fenomeni imponentissimi con tasso di 1,45 °f0 0 ; nel mentre con 1,90 l'Jinclivicluo può ripig liarsi. Donde la teoria patogenetica più accettata attualmente è che l'uremia. vera sia ùovuta ad un complesso di tossici, fra cui il solo azoto è quantitativamenta dosabile. P o:;sono inolt.re insorgere les ioni del fondo dell'occhio, le (Juali ordinariamente sono di prognosi piuttosto grave. n deçorso della nefrite cronica è straordinariamente vario : <-ome può comparire alcuni mesi dopo lo stadio acuto o dopo molti anni, cosl può durare a lungo o portare a. morte precocemente. Nelle nefriU a jocola.io il processo infìa.nunatorio invade solo pa.r te del rene. Distinguiamo : 1° Una nefri.te interstizi<z.le settica di origino per lo più streptococcica, a confine poco netto con la nefrite suppura.tiva; 2° La glamerulc nefrite a focolaio, il cui sintoma pat<>gnomonico è l'ematuria con mancato aumento della pressione sanguigna, e con funzione z·enale buona. Si inizia improvvisamente e contemporaneamente alla malattia d a cui origina, complicando per lo più l'angina e la scarlattina. In proposito dirò che da tale forma. sca.rlattinosa benigna che compare nei primi giorni, si ha da distinguere la nefrite diffusa, di cui ho già. parlato, il cui inizio è neUa. terza settimana della infezione scarlattinosa.. Si può avere anche il passaggio allo stadio cronico, ordinariamente e prog:n.osi buona.; 3° La nejr-ite embolica ordinariamente si 1·iscontra n ell'endocardite ulcerosa. Anche essa rivéste caratt,ere di berùgnità.
HL -
SCLEROSI.
Vengono distinte in : a) sclerosi. pura dei vasi renali o ipertonitJ blanda beni9na; b) rene gr-itnzo genuino maligno o primario, o forma combinata, in cui vi è sclerosi più nefrite per l'azione combinata di cause infiammatorie ed a.rteriosclero· tiche. L'ipertonia vascolare dà sintomi cardiaci e sintomi renali, i primi molto più importanti ed in rapporto all'aumento della pressione sanguigna, che può raggiungere valori molto alti (190-250 nun. d.i H g.). L'infermo si lagna di mancanza di aria nel salire le scale, di palpitazione cardiaca, di affanno durante le notti. Il polso è forte, pieno, teso ; il secondo tono aortico è accentuato ; più frequentemente e costantemente, secondo Dionisi, il secondo tono della punta. del cuore. Si può avere ritmo di galoppo. Col fiaccarsi del ventricolo destro, scompare la tendenza agli attacchi asmatici, ed al suo posto compa-re la bronchite da stasi ; può prodursi una insufficienza relativa della tricuspide col polso venoso ed epatico. Si possono riscontrare vizi di cu ore composti. · Nello stadio compensato dell'ipertonia mancano gli edenù : nello stadio dell'in· sufficienza relativa sono limitati ai piedi, scompaiono di notte e ritornano di giorno durante mesi ed anni ; crescendo l'iposistolia., gli edemi raf(giungono alti gradi. Come ben vedesi, essi sono di origine carcliaca, e non renale. I sintomi renali si possono riassumere : innanzi tutto è da cogliere un carattere importante differenziale : nel rene raggrinzito secondario l'w·ina è chiara, poco concentrata, di abnorme quantità, e }Jer lo più aumentata ; nell'ipertonia l'urina è normalmente densa ed in quantità. normale. Questo però fin che il cuore soddisfa all'esigenze; appena si verifica l'insufficienza relativa di tale organo, compare l'oliguria diurna e la poliuria notturna. Tale nicturia, al contrario di quello che avviene nel rene grinzo, può essere ridotta col somministrare meno liquidi e col rinforzare il cuore. Negli ammalati che hanno per anni una. costante nicturia di modico grado, si ha da. ammettere che tale fenomeno sia dovuto a detensione vssale '!-urante la permanenza a letto. La q uantità. di w·ina giornaliera. corri!>-ponde ordinar~amente all'introduzione di liquidi : il malato può sopportare una limitazione di acqua ; non così invece il malato di nefrite cronic.a al terzo stadio. L'a.lbu-
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I PERTURB!I.MENTI RF.NALT, ECC.
mina. nell'urina è in tracce, e può anche mancare. Nel sedimento i cilindri sono rari ed aumentano nella. sta..osi sanguigna da iposistolia; globuli rossi non se ne trovano, o molto raramente in seguito a stasi. La varia.bilità. della funzione renate non è compromessa: il potere d.i diluizione è diminuito solo quando il cuore sarà. diventato insufficiente. Ugualmente si comporta l'elimina-Lione del cloruro di sodio e quella dell'azoto. Considerato che alle alterazi·o ni arteriosclerotiche del rene si associano quelle di altri organi e sistemi, non sarà inopportw1o accennare ai disturbi funzionali dovuti ai crampi vasali e agli aumenti di pressione accessionali. i sintomi cosiddetti pseudo-uremici, di natura augiogena, quali le monoplegi ed erniplegi transitorie, le amaurosi, le vertigini, le afasie, la cefalea, g li accessi di emicrania, il voxnito cerebrale, gli accessi di dispnea e di asma, talvolt,a. anche un vero edema del polmone od il respiro di Cheyne-St.okes. Manca in tale quadro psendo-uremico la. limitazione della coscienza e la repeutinitil. dell'insorgenza dei sintomi clinici, che si ha nell' uremia. eclampsica, e manca la tendenza all'intontimento proprio dell'uremia tossica. Appartengono a tale forma angìogena inolt.ro anche i piccoli segni del brighti smo del Diculafov. N ella forma· combinal<t., sclerosi malign.<.t. r ene gr,:nzo gen1tino, ai fenomeni ipertensivi e cardiaci, ancora più accentuati che nella prl'.'co~l ente forma, si associa l'insufficienza renate. Diminuisce sernpre più la ...-aria.bilitò. della fwlZione renale : dalla normalw·ia con nic.:t.Ul'ia si pa.'<;;a alla poliuria obbligata, malgrado la dieta.. secca, a..ossociata sempre alla nicturia, o poi alla p soudo-normalluia. ·con peso specifico costantemente basso ed infine alla. oliguria. L'albumina resta sempre in tracce,. o al tasso di 1 / 2 - l - 2 gr. 0 / 00 ; qualche volta., specie nei primi stadi può può mancare; awnenta con la produzione degli edemi, i quali, come già. ho ricordato, possono considerarsi di origine cardiaca.. È ridotta la concetttrazione urinaria.. di cloruro ; la cloruria. alimen tareo dà. osi to cattivo ; l'azoturia scarseggia. sempre più, ed in contrapposto awnonta l'azotemia, col pericolo immane doll' urer:nia. tossica. Ha molta importanza anche la constatazione de!Ja retinite albuminurica, con la cui comparsa la sclerosi cessa di .appartenere al gruppo delle blande.
••• Tracciato così per sommi capi il quadro delle principali nefropatie, sorvolandoper brevità sulle a.Jterazior"li di spettanza chirurgica, non sarl~ senza interesse accennare ai criteri terapeutici e dietetici che oggi si seguono, stralciando gran parte delle nozioni che esporrò dal Silvestri. n latte, a cui ci affidavamo una volta quasi esclusivamente nelle cure dell& nefriti, è oggi detronizzato. Il vecchio regime dietetico a base di 2-3 litri di latte è da. condannarsi, perchè dannoso al malato sia. nelle forme idropigene che in quelle urernigene. Nelle prime non permette tma diminuzione dell'offerta di liquido, nè una. sufficiente riduzione di cloruri; nelle seconde non permette una. a.limenta.zion& povera. di sostanze azotate. Infatti il latte contiene circa 40 gr. di albumina per litro e circa 2 gr. di sale. Pertanto nelle nefriti acute Karrel propone di concedere a. piccole dosi frazionate, fino a l 000 eme. di liquido nelle 24 ore (cioè mezzo litro di latte e mezzo di bevande mucillaginose) e non oltre, partendo dalla. considerazion& che circa l 000 eme. di liquido si elirninirno nelle 24 ore dall'intestino e dai polmoni. Appena ristabilita la. diuresi, ossia dopo 8 giorni in media, si può aggiungere 200 grammi di zucchero, un pò di pane, piccole quantità. dì burro, zuppe di riso, avena., griess, composta di frutta, onde sostenere le forze dell'infermo. Scomparsi gli eclexni, si possono concedere piccole quantità di sale per migliorare il gusto. Ad ogni modo è necessario un controllo quasi ~iornaliero dell'albuminuria, essendo questa.. spesso favorita dall'offerta do i cloruri. Particolare attenzione va data poi a.l governo-
dell'offerta di albumina, quando ci sia minaccia di uremia, nel quale caso le proteine non devono sorpa.ossare i 30 gr. pro di e. Insomma si dovrà soddisfare il fabbisogno alimentare a seconda della. natma. dell'affezione ed a seconda del tipo dell'alterazione funzionale delle nejrosi albuminose, che generalJnente cessano col cessare dello stato febbrile della malattia che le ha generat.e, nella considerazione che la funzione renale non è per nulla danneggi.ata, che ordinariamente non vi è complicanza eli
J PERTUl~B.o\M EN1:1 RENALI, ECC.
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edemi, l'alimentazione non dovrà avere alcuna limitazione, se non quella. imposta. dalla. malattia generale, escludendo ben inteso le sostanze che si sanno irritanti per il rene, come le droghe, le bevande alcooliche, le sostanze estrat.tive della carne, i cibi molto salati. Nelle nejrosi luetiche saranno permesse tutt~ le specie di erbaggi ed anche le uova ed il formagg io fresco povero di sale. Per r endere il nutrimento saporito, si ricorrerà al prezzemolo, alla cipolla. al pomodoro, al limone, all'aceto, al fornlaggio parmigiano e all'uso di qualche salsa dolce. Scomparendo gli edemi, si avrà. una maggiore larghezza, anche nella somministrazione del sale. Nei malati con idrope è bene iniziare la terapia con piccole dosi di joduro di potassio (Yz-1
grOJlllllo pro die). Si possono anche t~ntare iniezioni di 1 { 2-1 cent.g. di bjodul'O
di mercurio. Quando gli edemi sono cliruinuiti, si può iniettare il neosàlvru:san, principiando con 5-10 centg., e poi awnentando con precauzione; non si dovn\ mai sorpassare la dose eli 45 centg., ma r iipeterla, se è il caso, pitl volte. Coutemporanerunente a gi01ni alterni si possono praticare frizioni mercuriali con 2-3 gr. eli pomata. È indispensabile pero controllare giornalmente ed in modo esatto la quantità dell'urina, l'albnminmia, la cilindruria, ed il pe.~o del corJIO. A questo proposito t-engo a riferire che, qnaudo compaiono i primi seg·ni dell'edema, nella tranla dei tessnti, negli interstizi già sono stati ritenut.i ti-7 lir.ri di lii'Jnido, donde la possibilità di errori nell'apprezzamento fisico obbietti,,o della ritenzione dell'acqua, e quindi la necessità. della pesata qui)Si giorn aliera del malato. Nel rene grauidico il problema d ell'interruzione della gra\'idanza si impone solo quando minaccia tm attacco eclampsico, quando sopravviene una. r etiuii e albuminurica con rapido e progre!lsivo Ileggiorameuto della vis ta, o si determinano edemi di alto grado con versamenti in cavità e gcavi disttu·bi circolatori e respiratorì. . Altrimenti, anche quando il tasso dell'.a.lbwnina è molto alto, non vi è ragione di preoccuparsi. Si terrà la gestante a riposo, si combatteranno ~li edemi ; ma si limiterà di poco la dieta, sorve)Zliando accuratamente la funzionalità renale, specie per ciò che riguarda la quantità. delle urine emesse nelle 24 ore. Nelle nejrosi tossiche, per le stesse considerazioni già fatte, la dieta sarà povera di acqua, di sale, e anche di albmni.na, a base più che altro di zucchero, di farina, di burro, di rosso d'uovo, di frutta.. Nella glo-merulo-nef'riti acute Voll1ard consiglia la cura della fame e della sete per ottenere così il riposo ma.~simo dei reni, per tre-cinque g iorni. Nella pratica però i malati non resistono alla sete tormentosa, per cui il !:)iJ,·e;;tri somministra nelle 24 ore, 300, al ma.~simo 500 grammi di latte frazionato in piccole dosi per calmare gli stimoli della sete, sembra con utili risultati. Già. ho fatto parola del metodo di cura Karrel che si avvicina. al sopradetto. Von Noordenn poi scon siglia l'uso di minestre per il loro grande contenuto di acqua, e propone la préparazione con farina, di pappe e di biscotti, usando però il lievito di birra e non i lieviti artificiali. Concede inoltre riso, burro, zucchero, sciroppi di frutta, frutta dolci ed anche due r ossi di uova. Quando cessa l'oliguria, si possono somministrare gli erba~gi, e solo allora., perchè ordìnarianlente sono molto r icchi in acqua., come le patate, i spinaci, i cavolfiori, ecc., ed anche il cacao ed il pane povero di sale. È bene che complessivamente il liquido, compreso quello cont-enuto nelle vivande, non superi anche in questo periodo i 1000-1200 eme.. che il cloruro di sodio introdotto non oltrepassi la quantità giornaliera di 2 grammi. Quando saranno scomparsi gli edemi, l'ematuria, la ipertensione, e sarà diminuito il ta.<;.c;o dell'albwnina fino ad nn gram· mo per mille, sarà concessa anche la carne, purchè fresca in quantità. non superiore ai 100 grammi, possibilmente lessata.. I ross i di uovo si possono dare in tale stadio al n . di 4, o di soli 2, nel caso che si faccia uso di carne. Può essere anche utilment~ adoperata la crema ; i formaggi possono darsi solo se sono molli, freschi e senza sale, in quantità non superiore ai 100 grammi. Per la. preparazione dei veget.a.li si consig lia di gettare l'acqua di prima cottura per eliminare parte dei sali. Anche i pomodori pare che possano essere dati senza pericolo. Negli stati eclampsici si impongono il salasso e la p\mtura lombare, utili del r esto anche negli stati suburemici, quando cioè vi è cefalea. intensa, vertigini, ambliopia., nausea e vomito. Nella nef'T'it~ cronica la dieta dovrà essere dettata dalla. flUl'l:iona.lità r enale : se l'eliminazione del cloruro di sodio è abbMtanza buona, se l'azotemia è di poco elevata, non vi è ragione di non permettere l'uso di un po' di sale e di un po' d i carne. Nei nefritici ben compensati .si possono dare anche 10 grrunrni di sale al
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giorno, purchè col controllo sulle urine si constati che ne avvenga l'escrezione ; così pure 50-60 grammi di a lbumina in sog~etto di pe.c_;o medio. È consigliabile però intercalare periodi anche lunghi, di settimane, duranti i quali il malato dovrà sottoporsi 1\d un regime dietetico povero eli albLm:rina (cioè 30 grammi gioma· !ieri}. Il fabbiso~o alimentare dovrà. essere compensato con grasso ed idrati di carbonio, a base quindi eli frutta, di riso. di avena, di polenta, di pasta, di zuc· chero, 1niele, burro, crema., rossi d'uovo. Nel le forme edematose con insufficienza cardiaca la dieta dovrà essere povern. di sale. di acqua e di albumina. ! 11 tali forme accentuate, si impone la cu1·a di Kturel e la cura del dil'(iuno. Aggnwandosi l'insufficienza. renate e l'azotern.ia, è necessario ridurre a l minimo l'introduzione dell'albumina. e non eccedere nella. somministrazione dei liquidi, somministrando in tale stadio cibi di farina con mol to zucchero e burro. In tale periodo preuremico, come a. quadro \tremico iniziato, è neces.<:a.rio praticare salassi d i 300-500 eme. sdi sangue. Utile inoltre nei nefritici cronici sarà la digitale a piccole dosi, quando coruinct'>ram1o a manifestarsi edemi ffi1\lleolari e dispnea nel camminare. N elle n ejriti a jocola·io nessw1a dieta speciale. Nella scleros-i renate benig-na bisogna evitare gli eccessi s ia nel mangiare che nel bere per non produrre aumento della prcs:<ione sangtùgna. donde anche il precetto di bandire daUa aliment-azione i cibi troppo conditi e troppo salat.i, che ordinariamente eccitano sete. Limitare inoltre l'introduzione carnea ; proibire l'alcool, l'abuso del caffè, del tabacco ; consigliare non sottoporsi a sforzo fisico e psichico. Negli scompcusi cardiaci con edemi notevoli, adott.are la cura dietetica di Volhard per qualche ~dorno. In genere nell'iperwnia blanda si prescrive fra i medicamenti l'jod.uro, la teobron:rina, la diurot.ina, e, se compare l'insufficienza cardiaca, la. digitale. Nella sclerosi r enale mal·igna la terapia è sintomatica, in quanto nella cura dell'ipertonia, dell'insufficienza ronale, dell'uremia, degli edemi, cioè dei molteplici fenomeni che costituiscono il quadro complesso di tale forma combinata, si ha da far tesoro d elle varie prescrizioni, di cui già si è fatto cenno.
RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE I Concorso Internazionale di materiale sanitario di mobilitazione
e sua standardizzazione. La III C'onfe1·cnza intemazionale d e lla Croce .Rossa. riwu tasi nel 1925 a. Ginev'l·a., dava iJacad co al <.:omitat.Q ùtternaziona le pE-r la 3n Commissione d i r acCO?Liere tutti gl' in:<cgnamenti e doctmtenti relat-ivi alla standardizzazione del lllltteria le sanitario ; eli aprire dei concorsi sugli ogj!etti da standardizzare ; di costituire una. Commis.'<ione internazionale tecnica incaricata di esaminare gli oj!getti presentat.i a concorso e di dctermiJtnrne il tipo da standardizzare; eli ri. cercare i mezzi por standa.rdizzaro la c lassificazione dello ferite. Il Comitato internazionale, c he aveva.nc<'ettat.o l'i11Carico, lo assolse con molro zelo, provocando, da una pn.t·te, la del'iunazione di una comtnis.«ione permanente ùi :stmuJuniizr.uzione u . dtLil'>tlt.nL, iu.vitauùu i sen•izi tli >:iliniLù, le Croci Ro~ nazionali e i fabbri <'anti o gli inventori a inviare a <3i.lleVJ·a., pe1· esservi sottopol'ti ad w1 esame della Cumn:rissione, J;?li Oj!gciti d esij!nat.i a pal·tecipare al primo concOJ'f\0 orj:!anizzato, e <'ioè: la barella. i s uoi apparecchi di sospensione, la ~abellina din~nost.ica (carte de bl<.•.ssM, il pia!<trino di t•iconoscimento ed il pacchetto di medicazione individtmle. A cpacst.e 5 cal<'gorie di ogg<'tti il Comitato riservava 5 premi e 30 m~.-'{'laplie d'oro e d 'argento. Tr·enta :K nzion i di ver:;e parteciparono al concorso, e l'e:<posizione del materiale raccolto fu fatta nella scuola dei Pàquis, riuscendo di grande intere..~e per tutt.i, grazie alla saggia organizzazione fattune dul SC')!retnrio signor Schlemme l·.
R I VISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MD..ITA.RE
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L a. scuola. dei Pà.qtùs, ceduta. in affitto dalle autorità ginevrino, con.<>ta di duo edifizi paralleli, riuniti in forma. di H, sufficientemente vasti per permettere di disporvi in modo pratico e comodo tutto il materiale sanitario ricevuto e quello da. ricevere in seguito ; vi sarà istituita inoltre una. importante biblioteca. da inizia.rsi con quanto già in gran numero esiste alla. sede del Comitato e per accrescersi in seguito e a grado a grado delle nuove pubblicazioni che si a.vratmo. Cosi il Comitato si prepara a creare un vero Istituto del mater iale sanitario di carattere permanente, e che permetterà a tutti gl'interessati d 'istruirsi circa le questioni inerenti ai servizi di sanità delle varie Nazioni. Intanto gli apparecchi e gli oggetti diversi già ricevuti, costituiscono il nucleo del museo definitivo. L'inaugurazione ufficiale dell'Istituto ebbe luogo il 19 novembre 1926 durante · il pomeriggio, con intervento dei membri del C6mitato internazionale, dottori . Audéoud e Reverdm, e dei rappresentanti d ella Società. delle Nazioni e dell'Ufficio internazionale del lavoro, mentre nella mattina dello stes;;;o giorno si era. ritmita. per la. prima volta. la Commissione di standardizz!tzione. I membri di tale Commissione avevano un doppio incarico d'a.'<solvere : scegliere i tipi da. standardizzare e funzionare come Giw·l per l'attribuzione delle ricompense ai concorrenti nell'esposizione. Alla. p residenza di essa era preposto originariamente il generale Baduel, direttore generale della C'roce R.ossa Italiana, al quale successe il dott. R.everdin, volenclo la Commissione con tale elezione a presidente, rendere omaggio al Comitato internazionale, onoraudone un suo membro. La Commissione decise inoltre di non procedere por quest'aruw alla elezione di tma sottocommissione, e regolò quindi l'ordine dei propri lavori nel senso di tenere t.re sedute al giorno nei cinque di riunione. Nel concorso fu assicurato un sistema di votazione, nel quale si garantiva l'anonirnità della votazione stessa. A) B ..utELLE.- Sono presentati 36 difforenti modelli, e le prove pratiche effettuate con essi si sono succcdute nell'ordine seguente: l o :Moutuggio e sruontaggio i11 \Ula senuoscurità durante la notte; 2o )'lanovro di trasporto di un carico di 100 chilogrammi in terreno accidentat-o ; 3o Azione dell'umidità e del disseccamento consecutivo (tloccia a pioggia eli 12 ore sulla barella ripiegata; disseccamento per 24 ore e mwva prova al carico eli 100 chllogrnmmi); 4 0 Traversata. d'una. trincea improvvisata, adattabile a. vari mezzi eli locomozione; 5o Comodità. di trasporto della barella ripiegata a dorso d'uomo e peso dell'apparecchio. Dal complesso eli queste cinque p rove il Giurì ha potuto apprezzare il grado di solidità, la. resistenza alle ingiurie e.<:>teriori, la sicurezza del forito, il suo sollevamento dal suolo ; il facile maneggio dell'apparecchio, la. facilità di montarlo e smontarlo, il modo di fìs.<saggio della tela e la pos.sibilità di sostituzione reciproca fra. le sue parti costituenti ; infine tutte le particola.rità favorevoli e quelle sfavorevoli. Non pochi apparecchi sono caduti a lla prova di resisterr.~;o., oltre a quella dell'azione dell'umidità e del disseccamento consecutivo, uscendoue con il telo molto raccorciato, per cui nella nuova prova di montaggio le aste si inctu·vaNa.uo, con evidente diminuita. sicurezza per il ferito. Ma oltre a. ciò, il Giurì fi~;;ò parti<'ola.rmente la sua attenzione sulla possibilità più o meno facile di sostituire fra di loro le varie parti componenti la barella, ed in base a questo criterio sopnt tut to, sono stati assegnati i premi. Si è avuta qumdi la seguente classifica: }o P remio (medaglia d'oro e 1000 franchi) aliti barolla Reverdin; 20 P remio (mA<Iagl ifl. n'oro A 500 franchi) alla. barello. svedese; 3o Premio (medaglia d'oro) alla barella. austriaca. Seguono poi quella. francese, la tedesca (Windlén), la rumena, la svizzera , l a irlandese e l'italiana. (Croce Rossa). 4 - G(ornale di medicina mUU4re. - Fa.sc. IV.
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RIVISTA DI TECNIC~ E SEIWlZIO SANITARIO MILITARE
B) ArPARJo~ccm DI SOSPENSIONE. - La. Commissione stabilisce di occuparsi per quest'anno soltanto dogli apparecchi di sosper\sione propriamente d etti.
Partecipano alla.gar·a.l' Austria, il Belgio, la Spagna.. la. Francia, L'Italia, il Giappone, i Paesi Bassi, la. Rumenia., la Svizzera e la Cecoslovacchia. Sono premiati con me-
daglia d'oro e 1000 franchi il modello francese, con medaglia d'oro e 500 franchi quello cecoslovacco, mentre i Paesi·Bn..'isi, la Spagna, la Francia e l'Austria ottengono la medaglia ui al'gento. Hanno conqu istat.o il pl'imo premio al modello fram!ese il fatto di es.<>ere poco ingombrante, la sua. facile adattabilitl). ai diversi tipi di barelle straniere, comprese le docce metalliche francesi ed americane, l'improsl>ione che dà ui grande sicurezza. e di comodità per il fer·ito, il poco post.o che oc·cupa, una volta che Le mensole mobili sono ripiegate e la facilità di trasports.me grande quantit.à. C) MEOICATURA TNOI\'IDUALE. - Tutte le Nazioni ettropee, come anche a.lcwù Stati d'America, ma.nda•·ono i loro po.cehetti di medica.r.ione, e tra le p.rime alctme. come l'Italia ed e.ltre. inviarono un e..,emplare per L'E,ercito e un altro per la Mari n a. Le prove erano state fi~sate nell'ordine seguente : 1o Prima prova di Rterilità: pacchetto intatto, apertma., cultttra del contenuto con esame batteriologico consecutivo ; 2° Provo. d'irnperrneo.bilitò.: immersione per 24 oro in una soluzione di violetto cristallizzato ; 3° Seconda prova di sterilitil-, ùopo immer<;ione nell'acqua fangosa per 24 ore; , 4° R esistenza. a l cloro ~assoso per 24 ore ; 5° Terza prova di sterilità e d'impermeabilit.à dopo una. permanenza. di 24 ore nell'acqua. acidulata; 6° Resistenza a uno sfrega.mento di 30 secondi sopra. un pulitore di anniere ; 70 Infu1e, e per i pacchetti della Marina, resistenza all'azione dell'acqua. del mare. Inoltre dovevano esser prese in esame la. sufftcieuza delle indicazioni esterne, la facilità di apertura dell'i,nviluppo, la fadlità di spiegare, applicare e fissare la. medica.tma., la possibilità infine d'un impiego a. diversi usi. La. prima. prova dimostrò la. sterilith assolnta d'ogni pacchetto all'apertura; la seconda prova fu nefasta per 16 esemplari su 28. Essa mise in evidenza. che le scatole metalliche adoperate come involucro del pacchetto go.r ntiscono l'impressionabilità. meno ancora del tessut.o di caucciù o della carta perga.menata, o paraffinata.. La composizione dei pacchetti era pressochè identica. per tutti e solo vi era differenza di volume. ridotto al minimo in queUi classificati primi. Sono da ricordarsi come varietà in uno o due l'aj<giunta d' una compressa triangolare da. servire eventualmente da sciarpa ; in altri l'impregnazione dei tessuti con un antisettico. Altre differenze si pot.rebbero stabilire con i modi d'attacco non identici in tut.ti. L'inviluppo est.emo era doppio per tutti, e il Giurì ha mostrato di preferire quello in ca.uccilt che, ove occot•ra, a.<>Sicw·erà. anche la medicatw·a umida. n pacchetto tedesco è stat-o cla..:;sificato primo, mentre quello della Cecoslovacchia, della Norvegia, dei Paesi·Ba.ssi e della. Spagna, sono stati premiati con medaglia d' nrgonto. Il pacchetto cla.'>Sificato come primo è chiuso in un involucro di cartone paraffinato, che ne as."::icura l'impermeabilità più assoluta. D) PIA STRINO DI JUC'ONOS<'IMEN'l'O. -Questo concorso non ha dato luogo all'assegnazione di alctm premio per il fatto che il Giuri disponeva d'un solo campione; e cosi n on si sono potute esperire tutte le prove riguardanti la resistenza. esterna, la sufficienza e la inalterabilità dell'iscrizione ; l'assicurazione o mf'.no del segreto attraverso le indicazioni cont.enute, un fissaggio sicuro, un possibile sdoppiamento del pia.st.rino e la faciliu\ di toglierlo nella oscurità. Nondimeno si stabilì, pm· senza m1a vera classifica., di ritenere come primo quello polonese. Come particolarità da segnalare ricordiamo che il piastrino d egli S tati Unit,i portava sul retro tUla impronta. digitale.
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!IERVIZIO SANITARIO l\ULlTARE
E) CARTA DEL FERITO (TABELLINA DXAONOSTICA). - Sono 26 concorrenti' d'ogni forma e modello: in carta, in cartone, in tela, in tela mista a carta, da. fissarsi mediante fili o apposite fessure ai bottoni degli abiti. Alcuni figurano come estratti d'un quaderno a l:ll.Bdie e figlia, riproducendo l'iscrizione del pia· strino di riconoscimento, e fra essi alcuni forniti anche di carta. carbone. L'att-enzione del (liwi fu posta, sopra tutto sulla. solidiità della carta, suJJa. resistenza alle ingiurie esterne e specialmente sulla leggibilità della iscrizione ridotta al minimo necessario, ma sufficiente. Sono state praticate le seguenti prove : 1° Permanenza nell'acqua per un'ora.; 2o Azione d'un decolorante gassoso (cloro) per mezz'ora; 3o Azione della. piegatura ; 4° Resistenza al laceramento ; 5o Resistenza allo strappamento ; 60 Compilazione e lettura in una semi oscurità. Risulta. classificato primo quello degli Stati "l'niti. secondo quello italiano e seguono la Norvegia., la Francia, i Paesi Bassi e la Spagna. STANDARDI ZZAZIONE.
La Commis8ione non ha creduto, sulla base soltanto dei voti espressi l'a.nno scorso dalla. 12" Conferenza internazionale, di fissare il tipo stmulard per ogui r ggett.o esaminato al concorso ; ha. ritenuto invece piìt opportuno, per il momento e nella. prima ses.c;ione. di sgombrare il terreno e di fissa,re le grandi linee che servirarmo di sprone alle deliberazioni future. A) BARELLE. - La. Commissione ha deciso di occuparsi soltanto della barella da campo, destinata al trasporto dalle prime linee alJe formazioni sanitarie, ritenendo necessario di definire subito l'optùnun delle dimen.c;ioni da dare al futuro modello e rimandando la definizione del suo ingombro massimo, come dalla sua massima a}Jertura. in relazione ai ptmti di sostegno, a. quando sarebbe stato preso in esame il modello di barella da sospensione. La Corrunissione ha quindi stabilito le seguenti misure come auacettibili di standardizzazione : lunghezza totale massima .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cm. 230 larghezza totale mas.<>ima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 59 altezza a capezzale rialzato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 40
altezza totale senza. capezzale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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apertura. dei bordi esterni delle ast.e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 58 allargamento dei punti di fissazione in lwlghe,zz-a.. . . . . . . . . . » 119 Tali dimensioni non incontrarono l'approvazione del delegato del Giappone, che mise in evidenza la piccolezza. dei vagoni del suo paese e la. larghezza massima di 0,508 delle barelle colà in uso. Ma. la Commissione lo assicurò dicendo che le misure stabilite non sono definitive, ma soltanto di massima,, B) APPARECCHI DI SOSPENSIONE. - Essi dovranno e.c;sere stabiliti in modo da corrispondere a.Jie misure atandarda delJa. barella e precisamente aHe seguenti: apertura dei bordi esterni delle aste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cm. 58 estensione dei punti di fissazione sulla lunghezza delle aste. . » l H} 0) PACCfi:ETTO DI MEDICAZIONE INDH'IDUALE. -La questione resta insoluta. Converrà. prima d'ogni altra prova stabilire la. capacità di assorbimento dei tessuti impiegati per l'acqua, per i sieri e sopra tutto per il sangue ; ed oe'!correrà. che ogni Nazione metta a disposizi6ne molti esemplari per ogni modello inviato. Comunque- la Commissione con l'accordo di tutti i suoi membri ha fìf;sato i se-
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guenti principi : 1° La medicatura deve essere assolutamente stet·ile; 2° Essa dev'essere chiusa in due inviluppi di cui, almeno tmo, dov'essere d urevolmente impermeabile ;
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HIVlSTA Dl TI':CN!CA E S.ERVtZIO S ANlT.\RIO
~fTLlTARS
3° Ilinvolucro esterno dovrà avere in modo ben visibile e fisso una. o più croci ros.':le o altro segno equivalente; l'involucro intem? porterà. clùaramente spiegato il modo d'uso della medicatura; 4° n contenuto minimo della medicazione deve consistere in una. fascia e due compresse, di cui almeno una fissata alla fascia ; 5° La. medicatura dev'essere ripiegata di tal maniera da essere facile ad aprirsi e ad applicarsi ; 6° n lato per il quale la compre.<;.<;a. va pre.'Ja dev' es.<>et-e indicato da un segno ber) vi!5ibile (filo o di!5egno di colore).
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Si è r itenuto opportuno di D) TABEt.LINA MEDICA (FrCHE llfKlHCALE). cambiar-e il vecchio termine <ti • carta del ferito • applicabile soltanto ad una. categoria, per quanto evidentemente la più numerosa, ossia a quella. dei feriti, e, dopo molt.i altri termini proposti, è stato ao~ethto quello di tabt·llina ml.'dic:a. La. Commissione ha ritenuto unanim !:'m ente · di far ripetere su questa tabellina l'iscrizione rilevata dal piastrino di riconoscimento, aggiungendovi però l'indicazione del gra<lo. In relazione poi alla trasporta.bilità, sono state stabilite le seguenti dicitnrd: tra.sportabile : l o Con i provri mezzi ; 2o Seduto; 30 Coricato ;
intra.s7-x>rlabile : avendo cura di cancellare i termini superflui. È stata ritenuta come raccomandabile una illustrazione con vignetta, come si usa nella Spagna e, per quanto comune l'urgenza, di mantener-e il colore rosso da uno dei lati della tabellina. Ma converebbe di adottare in seguito anche per ciò una iscrizione sta.ruiard. La. questione è stata dibattuta fra il Comitato internazionale ed i diversi Servizi di sanità e le Croci Rosse. :Ma poco si sarebbe ottenuto. Il metodo di segnalazione tratto dalle deliberazioni della Commissione si avvicina a quello proposto da commissario francese. La classificazione della ferita si farà con l'aiuto di quattro cifre o lettere disposte tra le braccia d'una croce. In alto, a sinistra, una delle cinque prime maiuscole dell"alfabet.o indicherà la regione anatomica; a d estra una d elle prime cinque cifre romane indicherà il principale dei tessuti ferito ; il quadrato inferiore sinistro riceverà una delle prime cinque cifre arabe per stabilire la natura dello agente vulnorante. Nessuna abbiezione fu fatta fin qu'; ma fu necessario adottare per il quadrato inferior-e destro le ultime maiuscole dell'alfabeto in luogo delle mùmscole proposte, non essendo queste note in Giappone e in Cina. Le ultime maiuscole seguono i dettagli essenziali alla lettura. della tabellina: così la. lettera X indicherebbe l'applioa.zione d'una sutura, Y l'iniezione d ' un sie1·o, Z un intervento praticato, salvo ad aggiungere tra pa.t-entesi altra menzione utile (legatura, riduzione di frattura, ecc). Infine due righe sarebbero riservate al disotto della. croce con le parole : malato (diagnosi a volontà), contagioso (diagnosi a. volontà). n I'Ommis:;ario francese d )tt. Marotte ritiene che sarebbe necessario inoltre l'aggiunta dell'indicazione d'infortunato, perchè è ovvio che non tutti i feriti sono dovuti al nemico. Le tabellfi mediche dovrebbero in principio esser tolte da un quaderno a madrefiglia, riproducente il più poB.'iibilroente le indicazioni della tabella anl!idetta..
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA Le oscillazioni pupillo1·i cons~cutioe al riflesgo jotomotore. {Policlinico. Se?.ione pratica. 1926).}
SANTAliLUtiA. -
Premesso che l'hippus pupillare viene conside rato come fenomeno molto raro anzi eccezionale, sempre esponeot.e di grave malattia del sist.ema. nenroso. L' A ha studiato sif!t.ematicamente il riflesso fotomotore negli aspirant.i allievi piloti e nei p iloti, venuti a visita all'Tstituto medico-legale rer l'a.eronaut.ico. di 'Montecelio (Roma), di cui egli è dirett.ore, per altro seguendo un metodismo differente di quello di solito praticato. Egli cioè lo ha. ricercato in camera oscura .~en.rsibiliz· za:ndolo col dirigere «la luce rapidamente sull'occhio in esame. lasciando questo poi per qualche tempo sotto l'azione dello stimolo per osservare, cioè, i movimenti pupillari consecutivi». Successivamente l'A. ha sempre controllato le sue osserva?. ioni alla luce diffusa solare, provocando il riflesso di fronte ad una finestra, nella maniera solita., nel quale secondo metodismo di es~~ome e~li ha. rilevato che le oscillazioni r.•upil· lari, pur sempre esistenti, .sono poco evidenti e limitate in estensione. L 'A. ha così osservato : l 0 casi in cui si stabilisco sotto l'azione persistente dello stimolo luminoso uno stato miotico pupillare; 2° in talune persone, con pupille amrie, una. reazione «appena e'•ident.e {reazione torpida) alla quale seguono oscillazioni limitat.e per estensione, nelle quali la dilatazione p redomina sulla mio!li, poichè le pupilla non ritorna alla fa.c;e assunta. nella prima contrazione • ; ao altre volte alltt « roozione se~uono scarse o:>cillazioni che non dànno sicura impre.':lsione di un predominio della dilatazione sul restri.ngimento o viceversa»; fatti tutti questi osservati in individui normali, ma che l'A. non crede di identificare con ciò che comunemente si definisce per • hippus ». I noltre egli ha. studiato nei vari sog~etti il sistema neuro·ve~cta.t.ivo. Egli ha osservato che la miosi reattivllo, poco accentuata, seguita. da oRcillazioni con tendenza alla dilatazione sarebbe e.c;ponente di simpaticotonismo, mentre l'energica. miosi reattiva, seguìta. da scarse e limitate oscilla7.ioni, con predominio delle [asi rniotiche, sarebbe espressione di vagotonismo, ed infine che nei ca.c;i in cui non si banno oscillazioni predominanti nel senso della. miosi o della miclriMi, non si riesce dall'esame generale a. stabilire se nel so~getto prerlomini il tono vagale o sirn· pa.tico. L'A. ricorda infine le ricerche del Roque sulle i.ne~'l..aaglianze pnpillari per rir.ercussibilit.à simpatica., quelle del Belarminoff sullo. reazione pupillare dovuta alla stimolazione del simpatico, infine quelle di Negro sulla fotoreazione premiotica delle pupille negli stati simpttticotonici. BALLA
MATT. -
Urw, opportuna modifu;a della Btecca di Bohler, apparecchio per la cura delle fratture della gamba. - {Zentralblatt fiir Olùrurgie, n. 2, 1926).
L'A. illustra un appareçchio che ha fatto appositamente costruire e che serve a curare le fratture della gamba, ispirandosi alla. stecca di Bohler. Consiste nel solito dispositivo a. doppia. ferula.longitud!i.na.le, terminante i.n una. staffa., cui è solidale la puleggia. che sostiene il polo della. trazione orizzontale ; a questa è sovrapposto un archetto, vincolato a. due ferule a.ssia.li verticali le quali sono fisse al sistema. precedent.e circa cm. lO prima dell'inserzione della staffa. All'archetto sono a.<>Sicura.t.e due puleggia disposte di fronte, ed in modo che l'una si orienti verso il malato, l'altro verso la perpendicolare del polo traente che porta il peso. Naturalmente ognuno. di queste due pulegge può con speciale dispositivo alzarsi ed a.bba.ssa.rsi sull'o· rizzont.e di vari gradi. Col predetto apparecchio si realizza la. trazione orizzontale della. gamba ; la trazione verticale della coscia (a ginocchio flesso) e la flessione dorsale del pi&de.
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CONFERJ':NZE SClENTJl!'ICBF. DEOLI OSPEDALI MlLIT ARl
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L'A. con un carico di grammi 250, ha ot.tenuto ottimi risultati anatomici e funzionali e raccomanda il dir,positivo per la sua semplicità e perchè permette di esercitare una trazione sicura, conservando alle articolazioni ogni movimento. liANDURoY. For-me invùJibili di microbi vi8ibili. -- (C. R. Soc. de B iologie; 5 fi v t ier 1926, pag. 246}.
L'A. in due precedenti comunicazioni ha dimostrato che, per mezzo del batt.edolago, è possibile far subire ai microbi ben visibili (ad. es. il B. dissenterico, il B. del tifo, lo stafìlococco, ecc.} delle modificazioni tali che questi stessi microbi assmnono una forma invisibile. capa• e di attravenmre le candele filtranti. Ora. poichè il battuiofago ha una grande diffusione, l'A. ha voluto ricercare se queste forme invisibili fos.<;ero vresenti anche in natura ed ha rivol t o le sue indagini alle acque contaminate. previamen te filtrate. Col filtrato ha a!lestito semine nei ter reni di coltu·a i più diversi. Dopo un tempo, talora assai lungo, di permanenza in termostato e naturalmente nei successivi pa:<saggi, ha p ot uto notare l'insorgenza di una coltura, costituita da fom e ben visibili, per cui l'A. crede di poter stabilire. fin d'ora, che in natura esistono realmente dei microbi, normalmente bene visibili, che possono presentarsi sotto forme invisibili e filtrabili . Tali forme visibili, iu coltura passano dapprima per l.lllO stadio granulare e quindi finiscono per assumere la loro fonna normale. CosTA.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI
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Sommario degl i argomenti trattati
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(Bii processi n!Uii ptntnli alla Dimioae cntnle BARI. -
•i suiU llilitar1 111 1• al 31 aril 1921).
Colonnello med.ico E'l.'TORE CASTOLDI : L e ernie da injort1mio. -
Premesse alcune cognizioni di infortunistica, descritte la costituzione anatomica delle varie porte erniarie. accennato alle varie specie di ernie ed in particolare a quelle inguinali, t•ifel'ite le cause etiologiche più frequenti , le successive rnod ificazioni e gli aggravamenti dell'ernia, l'O. (>8SS8. a s intetizzare le teorie addotte per spiegare la genesi dell'ernia di forza. Viene alla conclusione che, mentre è indiscutibile l'ernia traumatica propriamente detta da violenza esterna. non s i possa esdudet·e d 'altra part.e la possibilità <ti un'ernia da sforzo, con caratteri ben definit.i, lacerazion.i di fasci muscolari o fìbro aponeurotiche, la cui dia~nosi deve però essere convalidata da tutto il quadro scmejotico e clinico che l'accompo.g:rw,. BoLOGNA. -
Colormello medico FILIPPO CACCIA : L e frattm·e de{Jli automobil?"sti.-
Premessi alcuni ricordi anatomici, e strutturali dell'estremità inferiore del 1·adio. specie n e i riguardi della di!';posizione trabecolare, e nozioni f!sio-patologiche sull'articolazione rad.io-carpica. l' O. t.rat.t.a delle fr atture dette degli automobilisti, prendendo occasione da quattro cn,si osservati nell'anno. Egli distingue. in base alle proprie osservazioni, tre meccanismi di.versi che dànno luogo a tre varietà di frn.tture e precisamente: 1°) frattura della metà esterna dell'epifisi radiale, por.~;i one scafoidea, con il meccanismo d ella presso-flessione; 2°) frattura da torsion e a cent. 5-6 do.ll'apol si stiloide nel punto di minor resistenza, dove fi11 isce la strutt.ura dd l'epifisi a forma di piramide quadrangolare tronca ed incomincia la stnLtt.ura d ella diafisi a forma pri·matico-triangolare; 3°) frattura del t erzo medio d el rad!io nel punto di maggiore curvatura (meccanismo della flessione}.
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CONFERENZE SC I ENTIFICHE DEGLI OSPEDALI :\f!L1TARI
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L'O. dimostra.. con appositi schemi e figure, che qllesti diversi meccanismi dipendono dalla. posizione nelle. quale trova.'3i la. mano, quando riceve il contraccolpo nel g iro della manovellt~. e infine tratta. della terapia compresa quella. crue 1ta, che ha dovuto usare in lUl. caso per ridurre il grave spostamento rlei fra.mmonti e specialmente la de tiazione nell'asse (deoa.la.ge). FIRENZE.- Maggiore medico ANTONIO PEDTUNI: ";,Reperto n~croscopico di un caao di febhre tijoide. L'O.. Rulla. base del reperto nearoscopico, dimostra come nella febbre tifoide, all'infuori delle complicazioni varie (perforazioni intestinali, perit.onite, emorragie, ascessi, ecc.), la morte debba. sovente imputarsi alla speaia.le virulenza. ed alla quantità dei gerrni, alle loro tossine ed a l moclo di reagire dell'a.mma.la.to; da ciò la necessitit nell'esame degli infermi di tenere in particolare considerazione tali evenien.ze. Mette quindi in rilievo le alterazioni ana.tomo-patolog;iche riscontrate nell'autopsia. : degener·a.zione parenchim ttosa. del mioca.rdio, fegato, reni, voluminoso tmnore acuto di milza., ltlcel'i tifose dell'ileo e del colon Mcendente. LlVORNO. -Capitano medico MARtANO CO'SANT : S·tt alcmti casi di t. b. c. chi· rurgir.a tra/t'Ili C()l "Tebecin Dostal ». L'O., nella. R. Clinica chirurgica. di Napoli, ha avuto opportltnità di adoperare il vaccino Dostal sopra un cospicuo numero di ammalati di t. b. c. chirurgica.
Tratta.si di forme g.landola.ri diffLL'>e. di fo r·me osteopedostee di a.ntictl data, di tubercolosi genitale, che dopo una. serie di iniezioni di vaccino ed una razionale cura locale sono andate rapidamente re.g redendo fino alla completa guarigione. n T. D. è llll vaccino tubercolare formato da Cltltm·e plu'e di bacilli di Kock, e preparato con metoùo speciale, per cui i bacilli verrebbero a perdere il loro tegmnento cereo e la loro proprietà biologica di acido-resistenza. il che conferL'3ce ad esso un dimimùto pot~re infettante senza fargli perdere quei gruppi specifici biologici, albuminoidei, che sono il cara.tt~re fondamentale, per la immunizzazione. Nel riportare detti ca.~i di guarigione, l'O. ritiene che ques ~o vaccino non risolva incondizionatamente il problema cnrativo deUa t. b. c. chirurgica.. P erò, dal complesso fenomeno biochimico che ~>i svolge nell'organismo trattato col vaccino antitubercolare, qualche cosa di nuovo deve nascere in esso, capace di risvegliare tutti i pot~ri difensivi organici, per cui in molti ca.<Ji si può con soddisfa· zione conRtatare la progressiva. involuzione e distruzione dei focolai tubercolari e la complete. guarigione dell'amma.le.to. LIVORNO. - Tanente colonnello medico D oi\mNrco CoNCIATORE : Su alcune complicazion·i blenorragiche curate colle iniezioni di goneal. Accennato brevemente alle più frequenti complica~oni blenorragiche e' come sorse l'idea di applicare la chemio-proteino-terapia, l'O. espone numerosi casi clinici sui quali ebbe ad esperimentare tale medicamento, e conclude col rit.enere il E?Oneal un ottimo preparato per la cura. delle complicazioni blenorrogiche. prefenbile anche ai vaccini specifici por la ma.ncam..a di quelle reazioni violente, che viceversa provocano i vaccini antiblenorragici. TORINO.- Maggiore medico CEliARE Oc:GERO: Tre caai di tltbet·colosi ch·imrgica.. Presenta due casi di sarcoceli tubercolari ed lrn ca8o di tumore albo del ginocc:1io e ne illustra la patogenesi quali localizzazioni secondarie di lesio1ti primitive del polmone o per la via san~uigna o linfat.ica o per queUa. reno-vescicale. come in uno dei casi illustrati. Richiamata l'attenzione su un sintomo precoce della. tubercolos i del ginocchio e cioè sulla. spiccata ipotrofia. muscolare dell'arto. specialmente del quadricipite, l'O. tratte. infine della cura., la quale dev'essere conservativa in primo tempo (elio·tala.ssoterapia-iodio) e demolitiva quando la prima. ha fallito.
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NECROLOGIO
Maggiore medico CroltOJO SACCOMANI: Albuminu.ria balneare.
Riferisce di alctme sue o~servazioni su milita1·i del 3° reggimen to artiglieria d a costa in rapporto alt'a.lbumi.nu.ria balneare. Stabilita precedentemente l'as..-.enza d .,U'aibum:ina. nei soggetti in esame, vennero racc·olte le urine separatamente pr·ima e dopo il bagno e quindi fatta la ricer ca. L'O. ha potuto conl'-tatare in tnt.t i indistintamente presenza di albumina, da. piccole tracce a tracce e videnti. Fu anch e ricercata la p ersistcnza che, nel 70 % dei casi, fu di 2.3 ore dopo il bagno; nel 30 % l.e t.r·acce scomparvero dopo 30·40 minuti in un caso la persistenza <lc ll'albumina fu di oltre I O ore.
NECROLOGIO Prof. LEONARDO BIAifCHI Senatore de l Regno
L a m orte lo ha colto fulmineamente il l :3 febbt·a.io scorso, com e un soldato sul campo della g loria, in queii'Accndemia m cdic·o·chirug ica part~nopea. ove per tant i anni aveva portato il ftl.'>cino d ella, p a rola e d e lla scienza . E reclinando la nivea chioma s ul seggio acC'ildE>mico, è pas::m.to improvvisamente nel sormo dell'eternità. Clinico ed i ~<tologo. l>peri nw ntu1ore c ><O<'iologo. letterato e tìlo:lofo, Leonardo B ianchi lascia trac•cio indelt•bili dt•l suo gcuio e ddla sua multiforme attività. in ogni campo. Educato alla .;cuoia <.lei sommi rllaf!st.ri Cardarelli. Buonomo, Rchronn, P a ladino, Armanui, n e l 1:!79 vinse brilllmtemente per concorso la cattedra di clinica m ed ica n e lla Univcr~<ità di Cagliari c s uccessivamente quella di Torino . .ì\ia il stto ingegno cminE' ntem eut.e speculat.ivo era piìt sp ecialmente rivolto a llo studio dello malattie m entali. E ne l lf!ij l rilL'3CÌ primo e letto n el concorso a lla cattedra di psichiatria. d ell'l,;niversitù di P ulcrmo e due anni dopo passò a q uella diNapol i, asswnendo an('he . la dire?.io n e del manico mio p••ovinciale. Quivi egli s i dedicò alle ri cerche ed agli sr.udi prediletti . che ~tl i acq1tistarono ben pres t.o fama imperitura in tutto il mondo scieutilico. Basta r icor<.lare d e lla s ua numerosa produzione il trattato di p s ichiatl'ia che ragg iunse rapidamen te la 3 3 edizione, la memoria s ulla. m eccanica d e l cerve llo e ~ulla funzi one d e i lo bi cer ebrali. t radotta in piì1 lingue, lo stuc!io s ulle localizzazioni ce1·ebrali. la semeiotiC'a del Si!òitema nervoso, i trat.tati sull'em iplegia e sull'eu gen.ica, che rappresentano a lt.r ettante pietre Iniliari d ella sua luminosa car·riera. N è solo egli fu educatore di ben due generazioni allasevera discipiÌJla degli studi, alle m etodich e indag ini, ma anche come d eputato, per cinque legislature, come senator e, com e ministro non cUmcnticò la sua p ei·sonalità di medico e eli biologo: e difese strenuaml'ntc le n oviRsim e l<>~gi di profila~si ::~ociale e si açloperò alacremente per il mi~lioram ento d egli istituti s . ientifici universit ari ed ospeòalieri. 11 Corpo sanitario milittue. C'he conta tra le s ue fi le numerosissimi discepoli, ricorda co n ricono>'cenza le alte benemerenze di L eonardo Bianchi dur ante l 'ùnmane guerra come ministro por l'a;;sist-cn za sanitaria, per la sua efficace propaganda a l fronte per la l'esistenza ad o1trunza e per r igien e de lle truppe, e si inchina r everente innanzi alla salma d e l venerato :\Iaest.ro.
NÒTIZIE
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Prof. AIITOHIO CARLE Senatore del Regno
Un altro gravissimo lutto ha colpito la scienza italjana colla morte del prof. Antonio Carle, spentosi in Torino a 73 anni il 24 febbraio scorso. Nato nel 1854 a Chiusa Pesio, in provincia di C'uneo, e laureatosi brillantemente a Torino, ancor giovane d'anni, ma maturo d i studi, consegt1i u n posto di perfezionamento all'estero nella clinica di Bilrotth, ritornando in patria in pieno possesso del nuovo metodo di medicazione alla Lister e dei meravigliosi progressi della novissirna chirurgia viscerale, che si faceva allora strada timidamente attravervei·so le vecchie barriere del «noli me tangerò " in materia eli intervento addominale. Cosi egli in ziò ben presto la sua. gloriosa. e rapida. carriera colle re.<>ezioni dello stomaco, affermandosi superbamente nella gastroenterestomia, e con insolita audacia, non disgiunta da meravigliosa sicurezza, si cimentò a.lt.resì nella chirurgia cerebrale, nella estirpazione dei gozzi e dei tumori, nelle resezioni dell'in· testino, operando con eguale successo sul fegato, S\ùla. cistifelea, sulla milza., sul p ancreas, sui reni, sull'utero. E la sua fama di ardito chirurgo varcò rapidamente i confini del Piemonte ed anche dell'Italia. Nè fu soltanto operatore, ma dedicò altresì gran parte della sua attività alle ricerche di laboratorio, sostenendo fin dal 1884 in collaborazione col Rattone la natura infettiva del tetano e la sua. trasmissibilità, propugnando la. teoria idrica del gozzo in unione al L ustig, studiando la circolazione cerebrale durante la narcosi cloroformica e dettandlo infine alcuni importantissimi capitoli del classico trattato italiano di chirurgia. Questa operosità meravigliosa gli spianò facilmente la via all'insegnamento, e nel 1893 fu chiamato alla cattedra di patologia speciale clùrm·gica a sostituire il Pacchiotti, e nel 1900 fu designato unanimomente come successore del senatore Bruno nella clinica chirurgica di Torino. i\'lerito induscusso del Carie, che lo pone fra i sommi Maestri, fu quello di avere genialmente intuito i più vasti confini che doveva raggiungere la tecnica operativa, elevando l'esercizio della chirurgia ad una perfezione nobil issima. e di avere dedicato tutto sè stesso, sino agli ultimi giorni, alla sua scuola ed ai suoi allievi, ora sparsi in ogni lembo d'Italia. cercando sempre di infondere la semplicità del metodo, la perfezione del procedimento, con l'unico ideale di portar soccorso a chi soffre. La celebrazione del 3oo anno di insegnamento, fatta due anni or sono, rapp r esentò quindi una vera, spont,anoo apoteosi del grande Maestro. Oltre alla cit: tadinanza onoraria torinese, ad una borsa di stmlio intitolata al suo nome, gli furono offerti due volumi doll'Arch it •io italiano eU chinl'r{!ia. contenenti un centinaio di memorie degli a.fiezionati discepoli ed un album collo firme di tutti «i sofferenti che gli affidarono la vita e ne ebbero la salute "· E S. A. R. il Duca d' Aost.a volle p ortare in quella circostanza il suo augurale saluto «in sintesi dell'umana. riconoscenza per tutto il bene da lui prodigato fra tutte le classi, in pace ed in guerra, con la sola, sentita, intima religione clel dovere •· , Il Corpo sanita.ri0 militare, che ricorda con legittimo orgoglio la nmncrosa schiera di ufficiali medici, pei quali la sua clinica fu palestra di proficuo perfezionamento, e la sua intensa operosità scientifica spiegata durante la guerra come consulente del Corpo d'annata di Torino, si unisce all'unanime cordoglio e depone suUa. tomba dell'amato Maestro l'omaggio perell11e della gratitudine.
NOTIZIE Per il t enente generale medico LUIGI MONTANARI.
n 2 3 febbraio SCO•r so il tenente generale medico Luigi Montanari ha compiuto felicemente il 94° ann.o di età. Nella fausta circostanza. il Direttore generale della san.ità. militare ha inviato al chiarissimo vegliardo il seguente telegramma : « Sir. - Giornale di medicina militare. - Fase. IV.
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NOTJZH;
ctu·o interprete famiglia. sanitaria, invio illustre decano fervidi auguri lieta ricorrenza. - (.:enerole medico Calegari ». Il Giornale di m{'.clicina militct·re, che nell'occa.':!ione delle sue nozze di diamante ebbe dal generale Mon tanari, r ievocante con compiacimen to, unico superstite, i colloqui avut i con Alessandro Riberi, l'ambito saluto augurale, si unisco toto corde nel por·gere le piit vive felicit.azioni ed i più ferviùi vo ti.
Corso di perfezionamento in tisiologia presso il sanatorio militare di Anzio.
n g iorno 3 marzo u. s. p rcs:;o il Sltnatori() militare di Anzio è stato inaugttrato un corso bimostmle di perfezionamento in tisiologia.. che la. Direzione centrale d i ~<ani t.ìt militare del )Jirustero della guerra, con felice int ui to e con moderne vedute. ha molto opportunamente istituito. Al d etto cor·:;Q sono comandai i 23 ira. maggiori e capita.ni mE-dki. allo scopo s p(){·iabnente di addestradi noll ~~o diagnosi precoce delle forme inizia li e latent i de lla tubercolosi : essi saranno i fut.ttri direttori dei centri di accer tfl.mcnto diagnostico. n generale medico is pettore, prof. G. 1\femmo, diret,tore superi ore del corso, tenne una splendi,la. prolu:;ione nlla presenzl\ 'loll'on. Pao lucci, p residente d ella Federazione Nazionale contro la. tubercolosi, dei tenenti genera li medici G. B. Calegari. direttore generale d e lla sanitù. militare e F. della Valle, dei prof.l\Iaragliano. Ascoli. Go!<io, Da C.:arli. P ecori . De Ro!<~i, p rof. Druetti e Crisaftùli per la. :-ianità. pubblica. colonnello medico FaL'SO per la R. marina, ton. col. medico prof. Di Nola per la. R. aeronautica. ten. col. medico prof. Mend...>s per la C. R . L, e di una larga rappresen tanza di m edici militari e civ ili. Siamo lieti di dare 1m largo swtto <.lei mAgnifico discorso del generale Memn1o: Rivolt.o un riconoscente pens iero agli illustri maest.ri che dttrant~ la guerra. condivisero le lotte, le ans ie e le speranze del Corpo sanita rio militare, ricordata la fraiorna collubo raziono che unì lo sanità civili e militari in un solo intento di studio e di lavoro. l'oratore illustra la grande importnP'UI. de l corso, che tende a ol'caro d ogli :>pccio.listi nello mnlnttic tuber co lari.
La selezione do! soldat.o, olt.re gli iittoressi militari, sopratutto in tempo di guerra, ha anche in pace m1 ,·o.lore ig ier\ico-profìhttt.ico. per evitare ttn pos.<>ibile inqttinnment.o dell'ambiente m ilitare colla penetrazione di indivichti colpit.i da malattie con ta_gio;;e difftL~ ibili. un· altra e non meno importante finalità d el corso sarà quella d ella valutazione esEttta medico· legale delle lesioni tubercolari nel delicato compito d el riconosciment-o da causa d i sen rizio e delle assegnazioni di pensioni . Vi è nel campo d e llo mahtttio del solda.to, da parte dei non tecnici, ml semplicismo veramente strano. Ogni soldat;o, si dice, per essere ammesso al servizio ha dovuto subire diverse visite per l'accertamento dell'idoneità, e se questa è stata riconosciuta.. si ùeve ritenere immune l'individuo d a qualsiasi tara. morbosa. T utti q1lelli perciò c he si ammalano sot to le armi di tubercolosi debbono avere contratta la malati io. per effetto d ella ' 'ita militare; se invece l'affezione non venne riconosciuta. per imperizia. del medico visitante. spetta ugualmente allo Stato di ri:;arci.re le conseguenze di tali imperizie. Ora, come acut.arnente os:;er va il Maragliano, vi è una diagnosi militare d ella. tubercolosi: in Frnncia i maggiori esponenti della Sanhà militare affermano che sotto le armi non si diventa t ubercolotici, ma vi si entra. con forme latenti o tanto lievi da pa.:;sare iuoRservate. L'oratore con profonda dottrina fa una minuta. analisi della tttbercolosi di !<Uerra e parlando d ei repart i di accertamento diaguost,ico e dell'enorme mole di lavoro compiuto, ricorda le benemerenze del tenen te generale della. Valle e d ei professori llfamgliano e Sciavo. P a.rla quincli della funzione di questi reparti nel dopoguerra, ricordando che l'ambiente militare fu il solo che mentre tutto il mondo viveva della. parola. diritto seppe conservat·e inalterata la parola d o vere. E l'opera. d el medico militare continuò, come sempre, si lenziosa nell' urto di w1a. vita quotidiana tormentata, in mezzo a. clifllcolià d i ogni sorta. Ed i reparti di accertamento proseguirono il loro lavoro, le formazioni snnit.arie continuarono ad accogliere e ad assistere i malat.i di t ubercolosi, elementi già per la loro stessa malattia difficile a curare. lna in gran. parte resi torbidi ùalla rual.~ana. pt·opaganda.
NOTIZIE
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Subentrarono poi l'Opera nazionale e le Opere di assistenza civili. e di tutte le organizzazioni militari non rimase che questo mirabile sanatorio ed i reparti di accertamento come sezioni di osservazione degli ospedali militari. Dopo aver accellllato alla diagnosi precoce della tubercolosi latente, alla necessità di un collegamento più intimo tra istituzioni militari e civili, L'oratore conclude rilevando che lo Stato ha. nelle sue mani i cittadini di due età della vita, quella della scuola e q_uella della Milizia e dell'Esercito. Sono questi i due centri di istruzione e di educazto~e civile. ma anche di preparazione igienica : e con orgoglio di medico militare· egli può affermare che l'E sercito compie alta opera sociale, poichè nella lotta contr? le malattie infettive il servizio sanitario militare ha spesso iniziato le grandi llUSure profilattiche. E dopo aver ricordato le benemerenze del sanatorio militare di Anzio, che in 8 ~i di funzionamento ha accolto 3447 infermi, dei quali 3141 sono guariti e nugliorati. e del s uo direttore capitano medico Becchetti, rivolge infine un caloroso saluto ai maestri, agli insegnanti militari ed ai giovani colleghi del corso. che da divet-se regioni e da. diverse scuole qui raccolti. vengono a costituire l'u:nitù. della SCienza, così come rappresentano simbolicament.e l'unità. della Patria. N è saprebbe ~ome meglio inaugurare questo corso se non ripetendo il motto, come sempre, lncisivo, che il nostro amato Duce ha dato alla Federazione contro la tubercolosi : « Con s icuro auspicio •· Al generale medico Memmo, salutato da vivissimi applausi, seguì il senatore professore :àfaragliano, che fu presentato dal tenente generale medico Calegari. Dopo aver ringraziato le autorità per averlo desiderato partecipe attivo di ques•a cerimonia, il prof. 1\laragliano ricorda che soltanto istruen_do i medici a. penetrare i problemi della tubercolosi quali sono oggi chiariti, si giungerà alla. rnf~ ta. che ora sfugge. E l'ambiente in cui il corso si svolge ci addita un altro insegnamento, che il corpo sanitario militare dà con questo Sanatorio : che l'Esercito è realmente famiglia affettuosa, che sorregge di paterno aiuto i suoi figli meno fortunati, non li elimina, ma li rinvigorisce e li educa a difendersi nell'interesse di tutti. Ben disse con rrase scultorie il Duce: «È quest'opera che gli uomini devono aiutare e Iddio ben.e dire ». Accennato all'importante contributo dato dalla sanità militare nella lotta. sociale contro la tubercolosi, termina invocando l'aiuto di Benito Mussolini nell'apprestare un'altra. suprema battaglia: contro questo flagello con quel senso di divinatore della realtà. che è caratteristica sua : ed avrà così la vittoria per il bene degli uomini e per la gloria della Pa.t.ria. Anche il discorso dèl senatore Mara.gli.ano fu accolto alla fine da una generale ovazione. Diamo il programma. del corso con l'elenco degli insegnanti : Prof. sen. EDOARDO 1\L\RAGUANO : La. dia.gnosi precoce moderna delle malattie tubercolari; nuovi orizzonti della. lotta sociiale contro la tubercolosi. Prof. ROBERTO ALEsSANDRI, della R. Università. di Roma : Lezioni di patologia. e di clinica. suUa tubercolosi chù·urgica. Prof. VITTORIO AscOLI, della R . Università di R-oma: Lezioni di clinicm sulla tubercolosi polmona.re. Una conferenza. sulla ereditarietà. t ubercolare. Prof. ARISTIDE Busr, della R. Università di Roma : Lezioni sulla radiologia della. tubercolosi polmonare. Prof. ANTONro DIONISI, della R. Università di Roma: Lezioni di anatomia. patologica della tubercolosi. Prof. ACHILLE SCLA vo, della R. Università di Siena: Conferenze sulla propaganda igienica nell'esercito. Prof. on. EuGENIO MORELLI, della R. Università. di Pavia : Fisiopatologia.. indicazioni e complicazione del pneumotorace artificiale. Prof. DEODATO DE CARLI, della R. Univer-sità. di Napoli: La tubercolosi nelle prime vie aeree. Col. med. Rrcci prof. SERAFINO, del Mini<;ter.:> della guerra: La cura chirurgica della. tubercolosi. Ten. C? l. CI.AURI prof. RosoLINO, deU'Qspeclll>le m,ilitare principale di Roma; La cura medica della tubercolosi. 1\•l edicina legale.
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PAit'rE UFFICIALE
Magg. mcd. GEIUUNO, prof. Ar.numo dell'ospedale militare principale di Napoli: Lezione ùi lliolo!Zia e di batteriologia dolla tubercolosi . .Magg. mcd. V ASSALLI dott. UIO\'AJ-<Nl, d ell'ospedale mHitare principale di Napoli : Esercizi prat.ici di radiologia. Cap. mcd. BocciTET'.I.'l d ott. l'F.DEJUOO, direttore del sanatorio militare di Anzio : l fattori mo1·bilizzan ti d e lla tubercolosi nell'ambiente militare ed i moderni studi di t is iologia. Climat-oterapia marina. T erapia sanatoriale.
PARTE UFFICIALE A) GIORNALE MILITAR-E UFFICIALE.
(Est1·atto delle dispense n. 9-12 del 1927)
l) OmcoLAnE n. 110 del 17 ft>bbraio 1!)27. - Concorso al premio R iberi per gli ufficùtli medici del R. esercito e della R. marina scadente ·il 31 dicembre 1927. Sarà a!'Segna.to un premio cJj J... 3000 alla mil!liore delle memori.e redatte da ufficiali medici del R. esercito e della R. marina sul seguente tema: ~ « Organizzuz1·one .sanitaTia m·ilitare di 1:Jace quale preparazione e base per la migliore orga.?lizzazione in tem.1>o di guerra •· l. N'e!>suna memoria, por quanto pregevole, potrà conseguire il premio, se l'Autore non avri~ soddisfatto a tutte le e.-;igenze del programma; 2. Le m emorie non premiate potranno, ove 11e siano giurucate degne, conse· guire una menzione onorevole ; 3. l!:sse dovn1nno e.<Jsere iJ1odite e scritte in lingua. italiana, con caratteri chiarmnenti leggibili e possibilmente cln.ttilugrnfate; 4. Potnumo concorrere gli u!Jiciali medici del R. esercito e della R . marina. in servizio permanent.e effettivo, anche se a disposizione di altri J\linist-eri, in aspetta· tiva, in posi:~.ione di servizio ausil im·io, g li uil'icia li medici di riserva provenienti d al servizio at.t ivo e tutti gli ulJiciali modici non più iscritti nei ruoli, purchè provenienti d a l servizio attivo ; 5. Ciascw1a memoria dovrà essere contra$segnata. da un m otto, il quale verrà ripetuto in 'lUI& scheda suggt>.llata, contenente il cognome, il nome, il gra.do e il luogo di residenza d ell'autore: 6. Sarà evitata qualunque espressione che possa far cono!ieere l'autore, alt-rimen t i questi perderà ogni diritto al conferimento del premio ; 7. Venanno soltant.o aperte le schede della memoria premiata e le schede d elle giudicate meritevoli di menzione onorevole ; le altre verranno bruciate senza essere aperte : 8. L'estremo limite di tempo stabilito per la consegna delle memorie alla Direzione centralo di sanitt't militare è il 31 dicembre 1927 : quelle che pervenissero in tempo post.Gri.o re ila.ranno con "iderate come non rice'l-·ute ;
9. La pubblicazione nel Giornale di medicina. rnilita,re e negli annali di medicina n.a'l.:<tle e coloniale dei motti dell.e memorie presentate a l concorso, servirà. di rice· vuta ai loro autori ; l O. I manoscritti, d elle m emorie presentate a l concorso apparterranno di diritto alla Direzione centrale di sanità. militare, con piena. facoltà ad essa di pubblicare, per mezzo della stampa, la memoria ptemiata. L'autore però della memoria. premiata sarà altresì libero di dare eon lo stesso mezzo pubblicità al pro· prio lavoro anche emenda.to e modificato, pttrchè in questo caso si faccia. sì che da. una p!'e(aziono o dal testo del libro si p ossano conoscere tutti gli emendamenti e le modifìcazioni introdottevi posteriormente alla. aggiudicazione del premio. D irettore res1>on.w;,bile: AnTU'RO ).:;ASARlN.t, tenente t olonnello m edico. ( 1599)- R oma. 1927- Anno V- Stabili,mefitò- Poligrl\ll~r l'Ammini atra.aioue dello Stato. i."
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IV Conferenza ln~erafleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - Relazioni ufficiali. - Un volume di pag. 44.. • • . • • . L. 1 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxelles 192 1). • Relazioni ufficiali del Corpo sanitario militare italiano. • • . • . • •
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Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma 1923). Alti del Congresso - Vol. I. · Relazioni ufficiali - Un volume di pag. 416 con tre tavole • • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . n Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti del Congresso. • Vol. II. - Lavori del Congresso e cornunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . . . . . . Ul Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi 1925). Lavori del Congresso e comunicazioni. - Un volume di pag. 88 . Studi e ricerche' sulla tubercolosi negli ospedali miUtarl. -Un vol. di pag. 48 S. SA.LINARt. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorate. del premio Riberi. - Roma, 1900- Un vol. di pag. 320 . . . . • . . . M . C'USANI. Guida del medico mUltare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario lo campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . M. C~SANI. Esposizione .sollllt1arla dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Eserclto Italiano - 1906. . . . . . . . . C. DE CESARE. Studio delle mediastlnitl (media.stiniti suppurative, ascesso media.stinico) • Roma., 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . . . • . • P. bfBRIACO. Sull'azione degli attua.li fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, In confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie ripro· dotte in fototipia). - Roma. 1903. . . . . . . . . . . . . . . . . P. IMB~uoo. le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figw·e - Firenze, 1898 . . . . • . . . . . . . . . . • • . . . • . A.Nti!ROPOMETRU Mu.ITARE. Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlante; Vol. I (dati antro. pologici ed etnologici) con atlante della geografia antropologica dell' Italia · Roma, 1896 • • . . • . . . . . . . . • . • . . . . . • Vol. II. (Dati demografici e biologici) · Roma, 1905 . . . . . . • • F. BARonro e C. SFORZA. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla
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storia medlco-chlrurgJca della guerra di secesslone d'America. - Roma, 1888, 4 volutni. . . . . . . . • • . . . . . . . . . . . . . . • .
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L. BEnNARDo e G. Buzzr. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memorie. premiata al concorso Riberi. 1904- Un volume di pag. 276 con 27 figure e .tavole grafiche • Roma, 1905 . . . . . . . . • . A. CA.BARINI. La fatlc.a nella vita mUltare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume di pa.g. 330 con 65 figure. · Roma, 1908 A. CASARINl. Le malattie e gli infortuni nelle. vita militare. Memoria preIniata al concorso Riberi, 1906. Un t,rolume di pag. 4{)2 con tavole grafiche e statistiche · Roma., 1908. . . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare O lrnìone cd
Ammini~l ra>ionr ·
Palhzzo del
Mh11~lero
della Guerra , Via XX
Ser1e111br~
- Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. l. Il Giornale r!i meài~iM 'nilttcn·e si publlllcn !l primo glnrno di clnscuu nlose, In tnsclco1o di quattro fogli di stamptJ. ahu<'nO. 2. L'abbonamento è annuo o <lecorro dal l• genna io.
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NORME P Elt LE PUBBLICAZIONI. 1. I !M'Ori orlgìnnU, le nolo, lo rlvt~to - dnttilogrolatì o E01"1Ltl a muno - devono occupare u n solo l a to d el foglio, c sijer c n~l te~to (lcrhoitivo ed nccurnt.:tmi'IIW corretti o riveduti dagll autori. S i ra spech\lu raccomnudnzlonc cbe quell i scritti n mauo stnno ben lcg~P IJIII, per modo di e'l'ltare ogni cluiJbio dJ JntcrJ)r<'tnzloue. In cwo controrio, h\ Dil·czionu ~J vedrebb<> costretti\ .,. sospendcrno la rmbl>llcnzlonc. 2. Salvo Clléi occezlonnllssiml. la corr<·z•oo~ ù<'lle ], 0 zze ~nrà fatta <loJin r edazione nnz!cbè datll autori , per non vincolare il lavoro tipogrnJico agli IIIC\"ltubili ritnrdl postali. s. Lo SJICSO per gli c:llrut.tl e quelle per le t(n-ole litogroflcho:, t ot oJ';rnilcbc. ecc., che sccom· pagn~~Sscro le 1\.\ontorie sono a corico degli nutort. 4. Oli l!~trntt.f sono di due tipi: - 'l'ipo A. St•nzn copl'rt In o e colla impaglnnt\J ra c numera· zione del fu~cicolo. - Tipo B. Cou copcrtlnn stumpatn, tro 11 tcS)>i~io,tmpogi.nnturu o numeroztonc speciale. 5. 11 prc:r.m degli Pstmttl, per gli 1\ut orl delle memor•t> che 11 r•c htcdano. è regolato d olio ~egue11tc tartn·a..
PREZZO DI CIASCUN F OGLIO DI STAMPA. - NUIIIJ<;RO -- -D.~~J. J,F: COPIE
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lano crunr ·nH' ftl, )lf(rch~ J)(rd l''.Jrdinazione non SÙ.l in/~riorc a &0 CI>{Jie. 6. J OlUII!ISCr(tti IJI)Jl l'i rc.~lillli•C0110. l 1(1\'\>rJ IJI'è\'i 1\YI'IIllllO l!• Jlt'eOCdC117.<t-
Pubblicazione men•lle
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GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GU ERRA (Oire&ioue ceutrale di oauità militare)
Giornale d i medicina mi litare: 18!15· 1888 -
Giornale med ico dd Regio E~ercito e della E serc-ito : t 3g6·1 9Q?
LXXV - 1927 . ~ti·
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m lt.aro ....... ............................. . ....................................... .
C..nraeranl. - SttU'at t lvil.t\ del ~'<'l'Ori" cbh·urgico dur.111te l'anno 19-ll .................... .. Nlltul. - U lter ior e cont 1·ihnt o n !la \'Rl'ciluotera pio dPif" f ehiJrc ll foldc . .................. .. CAIUIITIOA CLIN l CA :
CMtll•. - L a cura oh irurgi<-u •lol ln r>t'rforoziou e inlcst inale du ulocro~ ttroel.\ RIYIITA IINTETIOA:
Outlatl•ll. -
La trosflo&iOiw tll' l ,tm gno . . .. .. . . .. . . .
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RIYIITA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ..... . .... . .. . .............. · .. • ...... ..
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::::~~=:: SCIENTIFICHE NEGLI OSPEDALI MILITARI ........ .... .............................. • ..... .. ............ ··· ................ ······· ................................... . ..... ..
QREIIO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E fARMACIA MILITARE
VARIAVI A 1t27 ........ ..
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BIWIIRE ED JIMIRISTRIZIDftf : Palazzo del l iaislero della Guerra Via XI Settembre · 1811 Tele1'onl 4 3- 2 8 3 R . T . - 21- 8 4 R . M .
'Per le nuove norme ci rca le pubblicazioni d el lavori \•edl c ope rtina (4a pagina).
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Mìnistero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. l'ms•rt. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito italiano . . . L. 7 H - Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologlci tli aviazione militare. U u volume d i pag. 23G COli 4 6 fì.e:u re t> 2 tavole . . . . . . • 15 111 - E. SANTORO. - Ferite addominali di guerra - .Prefa.z1one i'!el Pt:ofes: soreN. G TA NNETTAS I O. - Urt volume d i pag. 400 con 38 figure. • 30IV - A. r...u~TIO- A. B UMNOO . - l • gas di guerra • · Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - On volume di pag. 10,~ con tre tavole micr og ra.fiche t L colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • 12 V - A. L !!STIC . - Brevi cenni storici ~una evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mond iale Cl915·918). - Con 21 figure. . 1 7 VI - F. C ACCIA. - Trattamento e s~ombero del fratturati degli arti In guerra. - Prefazione del prof. R. DAU,A \''EDOV.A . • • • • 1 6 VU - S. SALNARI. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-articolari in t o e 2o tempo. · Preftw.10ne d e l professore R. A LESSANDR.I. - I J n volume di pag. 190 . . . . . . • 20 VIII - A. CASAltrNt. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 [X - la celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. ùi pag. 92 con Hl fig ure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • tO X - N. RomNò. - La proliiassl del ie malattie inlettlve dominanti nelle nostre colonie africane. - lln volume di pag. 44. . . . . . . . 1 6 XI - A. CASAR.INT. - l a scelta dei piloti per la navigazione aerea.- Un v ol u me di png. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . • 20 XII - G. CAPI:'ELLt. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordinamento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XIII - S. SALJ N',\ R.I- l'a utolesionismo nelle s ue varie forme e nei suoi esiti. Un volume di pag. zr.o . . . . . . . . . . . . . • . • 20 XIV - F. CAr.CrA ('l S. R11;1; f. - Le occlusioni intestinali (escluse le ernie strozzate) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XV - G. GRJXON J. - Geor.rrafla medica ed igiene dei nostri possedimenti coloniali. • U n volume di png. 240 con 3 carte geografiche • 20 XVI - S. SAr. INaRt. - la razione alimentare del soldato in pace ed In gue,·ra. C n volume eli pn\!'. 240 . . • . . . . . . . . . . • 20 XVII - ,\. 0A~ AR1N'J . - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina milita.e. - Gn volume eli pag. 60 con 9 figur e . . . . . . . » 7 XYIII- R. P u.~;u-;R.r. - L'ospedale militare di Napoli e le vicende del servizio sanitario militare napolitano. ··- Un volume di pag. 72 . . . . • 7 -
Altre pubblicazioni. U n vo lu me d i pl\g. 96 con 8 t avole l'er Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n vohtme di
L.
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po.g. 11'0 con 37 lì g me. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • .
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6 -
La lotta antitubercolare nell'esercito. -
Pct Giovanni Maria Lanclsl nel II Centenario dalla sua morte. - U n volume di pa~. }()(i con 28 fìg11r0 . . . . . • . • . . . . • • . . • • . • 111 Conferenza interallcata per l' assistenta agli invalidi di guerra. (Roma, 1919) - Relazi oni ufficia li e comuni<"o.z io n i. - Un volume d i pag. 96 . .
MEMORIE ORIGINALI MINISTERO DELLA GUERRA DIREZIONE CENTRALE DI SANITA MILITARE
R~A~RALE A S. E. IL MINISTRO
D~_~)\;.'éOMAÙSSr6NÈ':~~ER LO STUDI~iftilLA SOIA
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Lo studio della farina di soia presentava il massi~interesse dal punto di vista economico, agrario, igienico. Economicamente, se le indagini e gli esperimenti che la Commissione si proponeva di fare avessero consentito l'aggiunta del 5-10 % di farina di soia a quella di frumento senza da-nno alcuno per la salute, ne sarebbe derivato un notevole contributo al problema nazionale dell'approvvigionamento delle farine per la panificazione. È poi da tener presente come dal seme di soia, oltre la. fa.rina, si ricavano olio commestibile, latte vegetale, caseina, mentre i residui della pianta sono utilizzabili come alimento per il bestiame. . .Agronomicamente, la coltivazione della soia come secondo prodotto d ell'annata dopo il frumento, sarebbe di alta importanza, dato che tale leguminosa è una celere fi ssa.trice di azoto per il terreno e ha un ciclo »egetativo di regola. non superiore al trimestre. Igienicame?lte, ammesso che le inda.gini e gli esperimenti avessero .dimostrato la perfetta innocuità della. farina. di soia e delle miscele con farina. di frumento, era da ricordare che la farina integrale di soia. ben preparata, disoleata e non depauperata da eventuali trattamenti industriali è, come è noto, ricca di vitamina B. Questa circostanza è di grande interesse quando si pensi che l'attuale sistema di macinazione del grano per ottenerne farina da panificazione, impoverisce quest'ultima quasi completamente nel contenuto vita.minico, come ha nettamente dimostrato il Gua.reschi con esperienze chimiche e biologiche.
*** La. Commissione ba. ritenuto opportuno assumere direttamente informazioni presso la. Legazione di Cina in Roma., e presso i nostri Consoli di Tientsin e di Ha.rbin. Nella Cina., che è uno dei paesi di origine della. pianta, la coltivazione della soia è molto diffusa. e viE'ne per importanza subito dopo quella. del riso : la produzione annua è assai superiore ai bisogni locali e il seme è largamente esportato in Europa, trovando attualmente il suo sbocco principale in Danimarca.
282
BELA'ZIONE GENERALE SULLA SOIA.. ECC.·
La. produzione annua locale (R. Console di Tientsin) sarebbe fra i 10 e i 20 milioni di piculs (il picul equivale a. circa 60 chilogrammi) e il prezzo per picul sarebbe di dollari messi cani 7, 7-7,8 pari a. lire italiane 180 circa. al quintale di seme sul posto. L'esportazione di tale prodotto sarebbe in continuo aumento per la varietà gialla. che è la più apprezzata : nel 1924 sarebbero stati esportati dalla. Cina circa 200 milioni di poods di semi (R. Console di Harbin). La. soia in Oriente è ri~nuta cibo assai nutriente, ed è usata come alimento in tutte le classi sociali, sotto forma di semi secchi lessati e conditi (come i fagiuoli in Europa), di latte vegetale, formaggio, olio, surrogati di caffè e di cacao, farine per dolci e per salse d~\ condimento ; industrialmente è usata per ritrarne caseina indurita (galatite). La farina di soia però non sarebbe usata in Cina per la. confezione di pane e paste alimentari. Questa, informazione dat~b dal Sig. Tchou-Yn della Legazione Cinese in Roma, concorda col fatto che i migliori trattati di Chimica applicata, quali quelli del Villavecchia e dell'Ulmann, non indicano il pane fra gli alimenti preparati con la soia, sia nei paesi di origine, sia in quelli di importazione di questa leguminosa. Di ciò si è avuto anche diretta e recente conferma da due Missionari Fr<\ncescani, rimpatriati dalla Cina dopo oltre venti anni di permanenza nell'Hupé occiduo-settentrionale. ·
*** In Italia l'industria fino a questi ultimi tempi si limitava alla produzione dell'olio di soia raffinando l'olio grQzzo importato dall'estero (Cina., Olanda, Germania, America) dove l'olio è considerato piuttosto come sottoprodotto, essendo il seme lavorato allo scopo principale di ottenere mangimi concentrati per il bestiame. Tutti gli stabilimenti italiani (Rivarolo, Zaule, Napoli) posseggono modernissimi e potenti impianti di raffinazione, ove fino a poco tempo fa venivano raffinate ingenti quantità di olio di soia grezzo importato. Il seme non era lavorato fino allo scorso anno in Italia per due ragioni essenziali : 1o Perchè, sebbene esso tenga uno degli ultimi posti nella scala. dei semi oleosi (contiene soltanto il 17-18% di olio, era colpito da un dazio doganale di cinque lire oro, alla pari di altri semi assai più ricchi di sostanze grasse; 20 P erchè i sistemi per pressione in uso per la produzione di olii da semi commestibili presso tutti gli oleifici italiani non consentivano di estrarre tutto o almeno quasi tutto l'olio contenuto nei semi stessi (residuava. sempre il 6-7 % di olio); Ma i recenti progressi fatti dalla tecnica olearia hanno -permesso in questi ultimi tempi di applicare anche a lla produzione di olii commestibili i sistemi di estrn.zioue con solventi, che prima non erano praticati cbe ai soli oli industriali (olii al solfuro). Inoltre nel giugno 1926 il Governo Nazionale, convinto della illogicità della. tassa doganale unica per tutta una categoria di semi oleosi, ridusse a lire oro 2,20 il dazio per i semi di soia: fu quindi iniziata. la lavo-
BELAZI:ONE GENERALE SUl:a:a SOIA• ECC.
283'
razione dei semi. Dal l o gennaio corrente anno, poi, il dazio di importazione sull'olio grezzo di soia proveniente dall'estero è stato portato da lire oro 24 a 33,60 : ed· essendo cosi chiusa.la possibilità. all~olio estero di entrare in Italia, gli olei.fici banno cessato la lavorazione per raffinazione e praticano la lav:orazione del seme.
**'* In Italia non è diffusa una regolare cÒltivazione della soia. Spetta al marchese :M:arignoli certamente il merito di avere tra i primi affrontato il problema e di essere un fervente apostolo dell'impiego della farina di soia per l'alimentazione dell'uomo. Fin dal 1912 infatti egli iniziò molteplici piccole colture di soia in diversi terreni di pianura e di collina e con di.fferenti varietà di detta leguminosa, fatte venire dalla Cina, dal Giappone, India e .America, e anche dalla Francia. Si dedicò specialmente alla coltura delle qualità gialli precoci, con lo scopo di selezionare e riprodurre una varietà sempre resistente alla siccità, come in generale sono molte varietà di soia, e che fosse al massimo grado precoce, in modo da poter rappresentare una coltura intermedia nella stagione estiva su quei terreni che dopo la mietitura del frumento restano in gran parte inutilizzati fino ai primi dell'autunno. Egli sarebbe riuscito Iiel suo intento selezionando una varietà che impiega soltanto dai 75 agli 80 giorni per compiere il suo ciclo vegetativo: infatti seminata nella prima quindicina di luglio si avrebbe il raccolto alla fine di settembre o ai primi di ottobre. La varietà Marignoli darebbe un raccolto medio di 12 quintali per ettaro ; in terreni buoni e ben preparati, egli avrebbe ottenuto perfino 25 quintali per ettaro. Il Marignoli si propone di seminare nel mese di marzo sul grano, come si usa fare per il trifoglione, in modo da risparmiare la lavorazione del terreno, da avere un ottimo foraggio con una prima falciatura delh~ soia, e da ottenere poi con una seconda ricrescenza della pianta il suo prodotto in semi.
*** La casa agricola Ottavi di Casalmonferrato, in base alle esperienze delle precedenti annate, si è limitata dal1923 in poi alle grandi prove colturali delle sole varietà :M:anchu, Laredo e Easy Cook, che si sono dimostrato le più adattabili alla. regione del Monferrato. La varietà. Manchu sarebbe la più precoce. Piena fioritura a metà luglio ; maturazione dei semi 18 settembre; altezza massima della pianta. metri 1.15. Produzione di semi chilogrammi 650 circa per e!ltaro. La varietà Laredo ha la piena fiorit.ura. ai primi di agosto ; maturazione completa dei semi alla fine di ottobre ; sviluppo ottimo ; altezza massima della pianta m. 1,28. Produzione di semi kg. 1275 circa per ettaro. La varietà Easy Cook ha la piena fioritura a metà agosto ; maturazione completa dei semi a metà novembre; altezza massima della pianta. m. 0,90. Produzione dei semi kg. 200 circa. per ettaro.
284
RELAZIONE GENERAI/E SULLA SOIA,' ECC •
••• li dott. Ingegnoli della Ditta omonima ha dichiarato che il problema
della soia dal1886 ad oggi è stato risollevato in Italia .molte volte, senza giungere mai a soluzioni concrete. Egli ritiene che ciò sia in parte dovuto al fatto che la coltivazione presenta delle difficoltà in alcune nostre regioni, perchè la. maturazione del frutto avvenendo in settembre-ottobre non sempre trova le condizioni climatiche favorevoli per l'essiccamento dei semi sull'aia (sistema dei comunl fagiuoli). Tale Ditta fa eseguire le proprie coltivazioni di soia in Sicilia per assicurare alla pianta le condizioni più favorevoli per tutta la durata del ciclo di vegetazione. La. Società Esercizio Oleifici ha diramato un indirizzo scbematico agli agricoltori che vogliono occuparsi della coltivazione della soia, che riteniamo utile riportare. . È consigliab~le la coltivazione della varietà di soia gialla precoce, dato il breve periodo di tempo che intercede fra il momento della semina e quello della raccolta del seme. La soia ha una gmnde facilità di adattamento a tutti i tipi di terreno e di clima. Rispetto al terreno si può ritenere che siano favorevoli i terreni siliceo-argillosi, i calcareo-argillosi, gli sciolti e lcggieri, i profondi sabbiosi, i ricchi di humus e di limo: sarebbero invece sfavorevoli i terreni argillosi e compatti. La siccità persistente esa.gera i difetti di ogni natura di terreno: le pioggie frequenti esagerano quelli dei t-erreni compatti, mentre attenuano quelli dei sabbiosi e ghiaiosi. In massima i terreni dove crescono bene le leguminose si prestano ottimamente per la soia. Rispetto al clima la soia ba grande attitudine a resistere alla siccità, alle pioggie, ai venti e alle intemperie: essa è come il fagiuolo, che maggiormente si adatta ai vari climi e che dà ottimi prodotti anche nelle regioni montagnose. Per quanto la soia non abbia speciali esigenze e il suò radicamento sia. superficiale, sarà conveniente, per un maggior rendimento, la lavorazione che si pratica generalmente per le piante sarcbiate, e in specie per le leguminose del tipo fava. Nelle zone asciutte p er disporre di una certa. riserva di umidità è indicata la lavorazione profonda, che consente un maggior sviluppo della parte radicale della pianta. Dove per le condizioni climatiche la semina. della soia è tardiva, vi è tempo di raccogliere prima nello stesso terreno un buon prodotto di foraggio primaverile: si potrà cioè lavorare il terreno nel principio dell'autunno, seminarvi una buona foraggiera, come miscela di veccia e segale ·e fare questo raccolto a. primavera.. È poi sufficiente per la semina della soia una leggera aratura con seguente erpicatura. ' Come norma generale è da evitarsi la concimazione diretta con letame di stalla, specialmente se di natura paglios:;, o poco decomposta. : la. concimazione adatta è quella che si pratica per le altre leguminose e la migliore -è quella chimica completa con nitrato di soda (un quintale per ba), perfo sfato minerale (6 quintali per ha), gesso (6 quintali per ba). Con quest'ultima concimazione su .50 mq. di terreno si ottennero kg.13 di steli, kg. 6,100
.
l
RELAZIONE GENE&ALE SULLA SOIA, ECC •
...
28S
di gusci e kg. 5,700 di seme. LI!> concimazione dovrà. farsi mediante spandimento e incorporamento dei concimi al terreno prima della s·e mina. ' . La soia .POtrà. essere seminata qu~ndo è passato il ·periodo dei geli primaverili tardivi: quindi si può considerare momento buono per le pianure dell'alta Italia la fine di aprile, per le regioni colliniste più fredde si potrà. tardare fino alla metà di maggio. Se si tratta di regioni più {redde, specialmente se i terreni sono argillosi, si potrà rima.ndare alla. 'fine di maggio e
anche alla prima quindicina di giugno. Scendendo a regioni più calde, quali quelle dell'Italia Centrale, si può anticipare seminando in aprile, e anche in marzo nell 'Italia meridionale. Per essere sicuri di un buon risultato è regola ottima seminare quando la temperatura esterna si mantiene fra i 10° e 120 C. n miglior criterio è seminare la soia in filari distanziati fra loro di 6010 centimetri con le piante a 20-25 cm. sulla fila, se si V1tole avere un buon prodotto in granello: se invece si vuole ottenere specialmente foraggio, basta distanziare i filari di 20-25 cm. e tenere la distanza fra le piante nelle file di 10-15 centimetri. Per la semina a granello sono sufficìenti da 15-20 chilogrammi di semente -per ha, mentre per quella da foraggio si possono raggiungere anche i 60 chilogrammi se seminata a macchina e gli 85 chilogrammi se a spoglio. La profondità alla quale deve essere posto il seme si aggira fra i 4-5 centh metri, attenendosi al limite inferiore, e anche al di sotto, nei ,t erreni forti e argillosi, al superiore e fino anche a 6 centimetri nei terreni sciolti e leggeri. lndicatissima è la semina in solchetti, perchè questo sistema di rincalzare facilmente le pìantine, quando hanno · raggiunto un certo sviluppo : durante lo sviluppo della pianta conviene zappettare il terreno e diradare le piante se risultassero troppo piccole. Inolt re è bene rincalzare due volte, e precisamente là prima volta 15 giorni dopo la. comparsa dei piccoli germogli. é la seconda un mese dopo eseguita la-prima : se oltre a questa si eseguirà. una terza riil.calzatura a un mese dalla seconda, si otterrà un pro. dotto quantitativo e qualificativo assai superiore. P er quanto riguarda la irrigazione bisogna tener presente che la soia si sviluppa bene in clima asciutto e anche negli anni di grande siccità., purcbè la si semini in terreno fresco e profondo ; in ogni modo la irrigazione durante la fioritura accelerala maturazione e quando. i frutti sono già. pieni ritarda la maturazione, aumentando il periodo vegetativo. Se la coltivazione è stata fatta per ricavarne foraggio ve:.qe o secco generalmente l'epoca migliore coincide con la piena fioritura, quando i baccelli sono per metà formati : però viene anche consigliato il taglio prima ancora della nascita dei primi fiori. Si otterrà. cosl. un raccolto meno abbondante, ma più ricco in azoto e completamente consumato e digerito dagli animali. In questo modo inoltre possono farsi phì tagli. Il taglio va fatto ogni volta a 20-25 centimetri di altezza dal terreno sopra il primo nodo baseale del fusticello. . Per più anni di ·seguito nell'Istituto Bonafous (Torino) fu eseguita la pratica seguente : . .
· ;.1° Semina. negli ultimi. giorn,i. di .aprile e primi d.i ,~aggio .; 2° Primo taglio nella seconda quindicina di giugno ;
REL.z~ON:E
GEREB.I.LE SULLA SO~ EOC.
3° Secondo taglio alla. 'fine di luglio ; 40 Terzo taglio alla. fine di agosto, primi di settembre; 50, Si raccoglie ancora. un. po' di granello alla .fine di settembre. . .Per ·quanto ·riguarda. la soia coltivata. per granello, nessuna. diftìcoltà vi è per la. raecoita, che·ha. luogo quando cadono le prime foglie e cioè verso la. fine di settembre-primi di ottobre; non sono da. temerai eccessivamente i freddi precoci, perchè il processo di matura.zione continua. anche quando
le foglie apicali sono gelate. Si possono a.nèhe sradicare le piante prima della completa maturazione, tenendole poi bene esposte o stese in sottili strati o appese sotto la tettoia : la maturazione cosi si completa senza difficoltà. Nel caso di speciale coltura per granello è consigliabile sradicare a mano le piante, lasciando esposte al sole quelle ancora non bene secche: fare quindi dei cumuli, caricarle e appenderle su pertiche in cascine a manocchi. Nelle grandi colture può essere impiegata la falciatrice o la falce a. mano per il taglio, avendo cura di tenere la falce molto rasente al terreno per non perdere una parte del prodotto. Conviene lasciare prosciugare e seccare le piante nel campo: poi si possono formare cumuli sotto tettoia. o in locaJe, cumuli che saranno bene arieggiati. Per la b,attitura si segue il sistema stesso praticato per i pis.elli, fagiuoli, lupini e simili : molto indicata la trebbiatrice adatta.; quindi si cri·vella. come per il grano : si adoperano le ventole o il vaglio e si ottiene cosi una soia ben pulita e omogenea, da conservare come gli altri gra.n.i in granaio. · Il rendimento in foraggio verde è di quintali 205-210 per ha.. pari a. quintali 50-52 di foraggio secco. In granello si può calcolare un rendimento medio di quintali 14-16 per ba.. Resta. la. raccolta ·sussidiaria delle foglie secche e degli steli che a-ssieme triturati costituiscono un discreto foraggio.
.*.
La Commissione con i semi a sua disposizione ba fatto eseguire alcuni esperimenti di coltivazione della soia da proprietari che si sono gentilmente prestati. Delle 8 prove iniziate in varie località dell'Italia Centrale si sono potuti avere dati completi solo per quattro : 1 o Propriotà F erri - Valdarno Suporior~;
2o Proprietà Cappelli - Cecina (Livorp.o); 3o Proprietà. Bettini - Marche; 4° Proprietà San Francesco- Fiesole. In complesso si è rilevato che la. soia ha vegetato sia in terreno collinoso, sia nelle vicinanze del mare. (Allegato l 0 ). Il ciclo vegetativo ha oscillato fra 90-95 giorni, a seconda dell'epoca della semina.
28'7
Le piante hanno raggiunto un'altezza tra i 40-50 centimetri e banno fornito da 20 a 30 baccelli per ognuna, con una media di 2-3 semi per baccello. La coltivazione non ba richiesto concimazioni, nè lavorazioni speciali all'infuori di sarcbiature e rincalzature : perciò una spesa molto limitata. Secondo la relazione del dott. Bettini, dal lato dell'economia agricola sarebbe di sommo interesse poter intercalare la coltura della soia con le altre ordinarie : ad esempio, eseguire la semina dopo il raccolto erbaceo (maggio) ovvero dopo quello del frumento (ll}glio) in modo da oWmerne la ma.turazione per l'ottobre in tempo per preparare i terreni per le nuove semine. Il dott. Borgesani dell'Istituto Internazionale di .Agricoltura si è compiaciuto di mostrare alla Commissione il manoscritto di una sua pubblicazione in corso, dal quale si rilevano i seguenti dati : «L'azoto indotto nel terreno da una coltivazione di soia pu9 valutarsi a non meno di 120 chilogrammi per ettaro, fissato nella forma migliore e più assimilabile. La coltivazione della soia offre vantaggi notevoli sotto il punto di vista dell'economia rur'ale, inquantochè essa. può entrare come l'erba medica e il trifoglio nel turno delle piante induttrici dell'azoto, sulle quali presenta. il vantaggio di prestarsi sotto alcuni punti di vista. nel regime colturale come pianta sarcbiata. Nè è troppo esigente in fatto di clima e di terreno ; che anzi vierre bene colà ove altre piant.e per eccessiva siccità fallirebbero.
Non presenta difficoltà dal lato tecnico colturale, nè lavori colturali, nè concimazioni rendono costosa la. coltivazione n. Il dott. Stigliano (Rivista di zootecnica. del R. Istituto Superiore .Agrario di Portici) giunge a conclusioni consimili, ritenendo che la introduzione di questa preziosa pianta nell'agricoltura meridionale italiana, analogamente a quello che è avvenuto in altre regioni caratterizzate da scarse ·precipitazioni d 'acqua, possa dare, senza troppe variazioni nei sistemi di coltura, un notevole impulso all'economia a.graria del Mezzogiorno. •
• •• N elle sue rela.zioni parziali la Commissione ba insistito percbè la coltivazipne della soia in Italia. fosse incoraggiata per le numerose applicazioni (\be essa (pianta, semi, farina.) può avere, di evidente importanza dal punto di vista militare, alimentare, industriale: e riteneva opportuno che ai problt>mi di indole agraria ed economica fossero interessati il Ministero dell'Economia Nazionale e quello delle Colonie. Ed è lieta di aver saputo che già otto quintali di seme se ezionato di s~ia, sono stati spedit.i dagli Oleifici Triestini nelle nostre quattto Colome per l'inizio della coltivazione.
288
'
.
REJr..A.ZIONE GENERALE .SULLA. BOIA, EOO. ~
PARTE II.
IL SEME .DI SOIA - LA FARINA - LA PANIFICAZIONE IL SEME. Nei riguardi dei caratteri macro e microscopici dei semi di soia eh6" la. Oommissiolle aveva avuto da.l Marchese Marignoli e che si era direttamente procurata dalle Ditte Ottavi e Ingegnoli, si è rilevato : 1° Semi forniti dal Marchese MarignolL Il seme si presenta alquanto etel'Ogeneo come aspetto, come colore, come dimensioni : predominano semi di colore giallo e di forma ovoidale : alcuni con superficie rugosa. Dimensioni medie : lunghezza mm. 8 ; larghezza rom. 6 7'2 ; altezza mm. 5. P eso medio di un seme gr. 01196.
zo Semi di soia verdi forniti dalla Ditta Ingegnoli. Aspetto omogeneo, pisiformi, colorito verde oliva. Dimensioni medie : lunghezza mm. 7 ; [arghezza mm. 6 7'2 ; altezza mm. 5 %·Peso medio di un seme gr. 0,172. 3o Semi di soia gialli forniti dalla Ditta Ingegnòli. Aspetto perfettamente omogeneo, forma ovoidal'e, colorito giallo · limone. D imensioni medie: lunghezza rom. 8 Y2; larghezza mm. 7 7'2; al~ tezza mm. 6 1'2· Peso !lledio di un seme gr. 0,200. 4° Semi di soia « Laredo » forniti dalla Ditta Ottavi. Aspetto omogeneo, forma ovoidale appiattita, colorito nero lucid o con piccolo occhio bianco. • Dimensioni medie : lunghezza mm. 6 ; larghezza mm. 4 7'2 i altezza mm. 3. Peso medio di un seme gr. 0,066. 5o Semi di soia « Easy Cook » forniti dalla Ditta Ottavi. Aspetto omogeneo, forma ovoidale, alcuni èon superficie rugosa..
Colorito giallo opaco con·macchie ca.stagne irregolari e con occhio m!l-r: rone. Dimensioni medie: lunghezza mm. 8 i larghezza rom. ·7 ; ~ltezza. mm. 6. Peso medio ·d i un seme gr. 0,20.
*** '•
All'esame microscopico delle sezioni semplici e colorate con vari metodi di colorazione, i semi presentano le caratteristiche generali delle leguminose (Vedasi allegato 3 figura) e cioè: ·
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RELAZIONE ·GEN'ElU.LE SÙLLA. SOIA, ECO,
281}
1o Un piano di cellule rettangolari (cellule a palizzata) e grande asse:(lerpendicolare alla superficie, strettamente ra~vicinate, le quali forman() attorno al seme un resistente strato di protezione. 2o Un piano di celhlle grandi, a pareti superiore e inferiore molt() sottili e pareti laterali ispessite, arcuate, flesse parabolicamente dall'infuori all'indentro (cellule di sostegno B). Queste cellule, di grande taglia in vicinanza dell'ilo si vanno gradatamente appiattendo nel resto ael tegumento ; mancano al livello del roicropilo. Sembra che abbiano grande importanza nel momento della germinazione, perchè essendo elastiche distenderebbero l'involucro facilitandone la rottura.
3o Una zona parencbimatosa di pi"ù. piani di cellÙle lassamente riu-
nite, a pareti sottili, a contorni arrotondati, più o meno deformate e sempre più appiattite verso la parte inferiore della zona (strato nutritivo c). 4o uno strato di cellule rettangolari, a contenuto opaco, cbe si imbruniscono con "lo iodio, a pareti sottili, e che sono il residuo dell'albume embrionale (strato d).
5o 6o 70 Segue poi l'endosperma (e), l'involucro dei cotiledoni (f}
e la massa dei cotiledoni (g). I cotiledoni sono formati da un parenchima a elementi poliedrici, assai·regolari, a pareti sottili ; nel loro interno, fittamente stipati, appaion() corpicciuoli assai rifrangenti, rotondi od ovalari : gli aleuroni (i). N el seme non esistono granuli di amido.
Circa la germinabilità dei semi si è ottenuto : Qnalltà
Semi verdi Ingegnoli ..... . - -» gialli Ingegnoli ..... : » Laredo Ottavi.·. . ... : » Easy Cook Ottavi .. . » gialli Marignoli ..... .
SelDl
Jn~rmina.tl
d.opo 72 ore
60 % 100 % 96% 36% 48%
Muffe
Qualche ifomiceto Nessun id. id. Nessun Presenza di ifomiceti id. id.
••• l/analisi centesimale comparata dei vari semi di soia ba dato i ri-. sWtati seguenti: l
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SULLA S OSTANZA ORIGINALE
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S ULLA SOSTANZA S ECCA
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Semi di soia verdi Ingegnoli . ..
8.37
26 .93
19.63
31.01
7. 62
6.44
28.37
21.42
4 .70
assente
Q
Semi di soia gieJli Ingegnoli . . .
8.25
33 .85
17.74 . 28.77
5 .24
6.16
36 . 88
19.05
6.90
•
'
l/Il
a
Semi di soia Laredo Ottavi .. ..
11 .80
24 .08 . ~7.69 - 31.64 .
7.66
6.23
27.25
19.94
4 .36
•
~(I!J
Semi d i soia Eosy Cook Ottavi
11.0'.!
35.50
Ì3 .2o ' 28 .51
5.82
5 .95
39.87
14.84
6 .38
•
~
Semi di sora gialli Marignoli . . . .
10 .63
35.23
18.9_:9
21.42
8 .20
1).53
39.43
21.25
6 .30
J
-
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-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Seme soia composizione media . .
10.01
31.12
17.43
28 .47
6.91
6.06
34 .56
19.30
5.63
assente
.
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(I!J (')
ç>
~
.&ELA.~ONE
291
GENERALE 8tTLLA SOIA. ECO.
Ora, se si paragona la composizione media centesimaJe .del seme di soia. con quella del seme di frumento, si ha: Sulla sostanza originale : Seme dl{sola Seme di trumento
Acqua o/0 • • • • • • • • • • •• • •• •• • • ••• • •• • •
10.01 31.12 17.43 28.47 6.91 6.06
13.37 12,64 1.41 68.92
Sostanze azotate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34.56 Grasso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19.30 Azoto.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.53 Amido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . assente
14.59 1.62 2.33
Sostanze azotate .................... . Grassi . .. ..... .. ... . ..... . ......... . Sostanze estrattive non azotate ... .. . . Fibra greggia ... .. . ..... . .......... . Ceneri .... .. ..... . .. ..... . .. ....... .
21.66
Sulla sostanza secca :
presente
Il rapporto qumdi fra i c~~p~nenti centesimali del seme di frumento e del seme di soia è : ~-;,.. \\l ·~.;..... ~1'!
. ..
' ·,..: :.·. ., .., l,\
Sulla sostanza originale :
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A cq na.. . . . . ... . . . <;·J-~•. .(• ,..:.~ ._~: •i' • ••••• • . , \ , .... :1 Sostanze azotate . ~ . .. ..,,.;..,.:\-: :-. .. . .. . .. . G
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.... . •·''
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s~==~~~ ·~·t~~tÙ~~· ~~~· ·~z~~::::::::
Fibra greggia ..................... . .. . Ceneri . . . . . . . . . . . . . ...... . .... . . .. .. .
·o.74 2.4 12.4 0.41 3.45 3.62
l
2.37 2-
l l
l· l
l l l
Buna sosta-nza secca :
Sostanze azotate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Azoto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dal confronto della composizione centesimale del seme di frumento ~n quello di soia si constata che quello di soia : • a) non contiene amido; b) contiene sostanze azotate {proteina greggia) in quantità 2,4 volte maggiore di quella. di frumento ; c) contiene fibra greggi~ (cellulosa, lignina) in quantità 3,45· volte maggiore di quella del frumento ; · d) contiene grassi in quantità. 12,4 volte m&ggiore di quello del frumento; ~) contiene. ceneri in quantità 3,62 volte -maggiore di quello clel frumento. (Vedi Allegato 4). ·
292
RELAZI ONE GENEJU.I.E SULLA SOIA, ECC.
:La Commissione, volendo rendersi conto di qna:U modificazioni ·la decorticazione del seme di soia induca nella composizione analitica della f~ rina., ha decorticato i semi gialli di produzione dell'annata. 1926, li ha. farinati ed ba sottoposto ad analisi la farina stessa. I risultati sono stati. i seguenti : Acqua % . . ..... . ......... . 13.43 Azot-o .. ..........•... . . · · 6.2"0 Sostanze albuminoidi . ... .. : . 38.75 Grassi .................. .. . 19.96 Ceneri .................... . 4.23
l
Sulla sostanza secca
P arallelamente ba analizzato la farina ottenuta dalla corteccia del seme ed ba ottenuto : Acqua % ... .... .. ..... . . . 13.88 Azoto . ... ....... . .. . . .... . 0.75 ) Sostanze albuminoidi .... . . . Sulla sostanza. secca 4.68 Gra.ssi .................. . . . 2.42 ) Ceneri .. , ..... . .. .. . ...... . 3.51 È da rilevare che il grasso estratto dalle corteccia è di grato odore a
differenza di quello ottenuto dai semi sempre alquanto sgradevole. La Commissione ha ricercato anche le ragioni della presenza di tali sostanze a odore sgradevole contenute nella farina di soia, ed ha potut() rilevare che : a) i semi di soia. gialli freschi (raccolto 1926) danno una farina integrale o da semi decorticati nelle q.uali è presente in ugual misura l'odore sgradevole tipico ;
b) i semi di soia gialli vecchi (raccolto 1925) mostrano nella farina. una distmta attenuazione di tale odore. · ' La semplice decorticar.ione del seme non è quindi sufficiente ad eliminare l'odore tipico poco gradevole.
LA FARINA. Le prove di farinazione con i vari semi a. disposiziQne della Commissione furono assai laboriose, perchè contenendo essi circa il 20 % di oli() non potevano usarsi, neanche per piccole quantità, i comuni macinini, i quali dopo poco tempo di funzionamento ruotano a vuoto senza far presa. Perciò la Commissione ba fatto uso di un piccolo mulino a tramoggia. con caduta di seme.regolabile e ingranaggio elicoidale. Con tale apparecchio è 'possibile ottenere, con un solo passaggio, il tritello di seme adatto da. sottoporre all'estrazione dell'olio mediante le presse, e con due paS'saggi la. fanna. di ~giusta finezza per l'estrazione dell'olio con solventi chimici. Le farine devono essere ripassate una seconda o 'terza. _:volta. in altro molino.
•
.RELAZIONE GENERALE !IULLA SOIA, ECO.
293
consimile dopo l'estrazione dell'olio, affinchè acquistino la finezza voluta per l'impasto da panificazione. Relativamente a queste prove di farinazione, la Commissione nelle sue ricerche di laboratorio ha rilevato la necessità del triplo passaggio del seme ai molini, e precisamente due volte prima dell'estrazione dell'olio e una volta dopo. Questa necessità trovava la sua ragione nel fatto che si è dimostrato non pratico sottoporre all'estrazione con solventi cbll:nici delle farine eccessivamente fini, poicl1è in tal caso il solvente non le attraversa completamente, omogeneamente e rapidamente. Occorreva pertanto provvedere alle definitive e minutissime macinazioni solo dopo l'estrazione dell'olio. Lo sgrassamento delle farine di soia poteva essere concepito: l o Con mezzi fisici.
a) con la sola pressione a freddo ; b) con la pressione a caldo; c) con la pressione e l'acqua bollente o il vapore. 20 Con mezzi chimici :
a) con i solventi infiammabili ; b) con solventi non infiammabili. La sol~ pressione a freddo risultò praticamente inefficace. La pressione a caldo e a maggior ragione quella combinata con l'azione dell'acqua bollente e del vapore, non solo altera profondamente la farina ma aumenta l'odore disgustoso già marcato anche nelle farine non sottoposte a tale trattamento. I solventi chimici esperimentati sono quelli più in uso e cioè: Tra gli infiammabili : acetone, etere solforico, etere di petrolio con punto di ebollizione 40o-6oo. Tra i non infiammabili: Tetracloruro di carbonio, tricloro etilene. Dei primi l'acetone non può essere usato percbè impartisce alla farina un odore sgradevole e non la sgrassa completamente. L'etere solforico e l'etere di petrolio p. e. 40°-60° possono essere usati perchè sgrassano molto bene, evaporano rapidamente; permangono assorbiti in minima quantità e non banno potere tossico. Tuttavia sembra che l'etere solforico industrialmente sia. di non facile applicazione per la maggiore perdita. di solvente che si ha nell'estrazione sopra tutto per i pericoli di esplosione a cui può esporre. L 'etere di petrolio, purcbè a punto di ebollizzione 400·60o e rigorosamente puro, (assenza di petrolio, di sostanze acide e catramose) è quello
che meglio si presta a questo scopo. N on si usò il solfuro di carbonio per ragioni evidenti, quali il suo pessimo odore. Dei solventi non infiammabili il tetracloruro di carbonio e il tricloro etilene estraggono bene l'olio. Però il tetraclo:ruro di carbonio attacca de-
R<ELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
cisa.mente le parti metalliche degli estrattori: inoltre si nota che· neU!e-· strazione e successiva rettiiìcazione e disidrata.zione il solvente presenta marcato odore di fosgene. n tricloro etilene ha un punto di ebollizione piuttosto .elevato 870880 O : non è esatto dire che esso non è infiammabile, percbè lo sono i suoi vapori. Inoltre esso è assai persistente nelle farine dopo l'estrazione perchè poco volatile e rilascia nn odore a tipo cloroformio. Inoltre se non bene rettificato· l'innocuità del tricloro etilene non è assicurata e dagli autori posta in dubbio. Risultava perciò che tra i vari solventi chimici era da preferirai l'etere di petrolio con punto di ebollizzione 40o-6oo C. La Commissione ha fatto anche ricerche batteriologiche sulla farina di soia. Circa la flora batt.erica è risultato che la farina di soia è molto pilì ricca in ifomiceti di quella del frumento e relativamente più scarsa in forme batteriche. Gli ifomiceti sono rappresentati dalle comuni varietà di penicilli e aspergilli : tra le forme batteriche si è identificato il b. mesentericus e qualche cocco bana1e. · Le farine di soia. mantenute alle temperature di laboratorio non hanno presentato ammuffimento spontaneo come avviene frequentemente per il mais. Nelle fa.rine integrali il numero dei germi è superiore che nelle farine trattate. LA PANIFICAZIONE.
La Commissione ha eseguito delle prove di panifìcazione con farina di frumento mista a farina di soia gialla Ingegnoli. È d 'uopo ricordare brevemente che l'aggiunta. di farina di soia legger-
mente torrefatta alla farina di frum ento in proporzione dell0-15 % nella confezione del pane fu studiata in Francia durante la guerra d al Balland, con risultati da questo autore dichiarati fa.vorovoli. La Commissione ha eseguito le prove di panificazione usando esclusimente la farina da semi dit sqia gialla Ingegooli, percbè di migliore aspetto e risultati ottimi nelle prove di germinazione. Le miscele furono fatte con farina di frumento all'SO % di resa : parti 85 e farina di soia integrale sgrassata o non con vari solventi, pa,rti 15. Gli esperimenti furono eseguiti presso il panificio Manetti di Firenze. Gli impasti furono fatti alle ore lO antimeridiane in una stanza a temperatura di zso. Impastatura a mano con acqua fredda, lievito comune ravvivato collO % di lievito di birra attivo e umido. Durata della lievitazione, un'ora. Cottura 40' con forno di pietra refrattaria. Riscaldamento normale a legna . Forma del pane : tipo Gasparotto. Peso medio di ogni pa.gnotta grammi 350.
Caratteri fisioo-o1'ganoletMai dei va·ri t-izJi di pane: l o Pane col l5 % di farina. di soia non sgrassata: aspetto normale; colorito della crosta color nocciuola carico; odore sgradevole caratteristico della farina di soia; sa.pore amarognolo.
BELAZtONE GENERALE . S'oLi:A SO!A, EOd.
2o Pane col15 % di farina di soia non sgrassa.ta e leggermente torrefatta: colore intensamente marrone ;· odore caratteristico sgradevole ; sapore amaro.
3o Pane col15 % di farina di soia sgrassata col tetracloru.ro di carbonio: aspetto normale, colorito della crosta nocciuola carico ; rapporto normale fra crosta e mollica ; scricchiola alla p ressione con le dita ; colorito della mollica leggermente giallognolo, che si accentua con l'essiccamento all'aria. Lieve odore di fagiuoli crudi, non disgustoso ; sapore pressochè normale in un primo periodo della masticazione seguito da un senso di amarognolo: leggermente stittico alla deglutizione. 40 Pane col 15 % di farina di soia sgrassata con etere di petrolio : caratteri simili ai precedenti.
50 Pane col 15 % di farina di soia sgn·assata col tricloro etilene: a differenza d ei due tipi precedenti, ha colorito della mollica. molto più oscuro, odore sgradevole, sapore marcatamente amarognolo. La Oommissione concludeva da questa prima serie di esperin1enti che : a) l'impiego dellà farina integrale non sgrassata, anche se lieve-
mente torrefatta è da escludersi per la panificazione ; b) la panificazione ·con miscela di farina di frumento e farina di soia sgrassata avviene regolarmente ; c) che nei r iguardi dei solventi, qualora l'industria potesse presen-
tare farina di soia disoleate con solventi sicuramente innocui o con altri procedimenti che non li rendano nocivi, tali farine alla miscela del 10-15 per cento potevano essere ammesse per lo esperienze igieniche di alimentazione dei milit:ui. n 31 luglio 1926 la Commissione aveva uùtirnato le proprie ricerche e gli studi di orientamento sulla. questione dell 'eventuale impiego della farina di soia nell'alimentazione del soldato.
PARTE III. LA FARINA DI SOIA A e B- ANALISI CHIMICHE E RAFFRONTO. . Il ~2 gennaio 1927 la Commissione ha iniziato le sue ricerche e gli espertmentl su campioni di farina di soia presentati al Ministero della guerra da due Ditte, che chiameremo .A e B. Un primo campione di farina .A era giunto alla Scuola di sanità militare il 16 dicembre 1926 ; ma, avendo il chimico della Ditta, in un colloquio avuto colla Commissione al Ministero della guerra il 20 dicembre 1926, espresso il desiderio che per l'analisi chimica e per le prove alimentar ai ~ttendesse. un second o campione più perfezionato, la Commissione non rovò motl'vo di opporsi a tale desiderio.
.RELAZIONE O;lt~ERALE BULLA 80:(. . EOC.
ANALISI CHIMICHE Per ogni tipo delle due farine presentate, la Commissione ha ritenuto
opportuno di procedere : a.) all'analisi chimica della farina di soia integrale preparata dalla Commissione stessa con i semi di soia inviati dalle rispettive ditte; b) all'analisi chimica delle farine di soia presentate dalle rispettive ditte; c) all'analisi dei solventi impiegati per lo sgrassamento delle farine; d) a prova di panifìcazione; e) all'.anal.isi dei due tipi di pane, in confronto anche col pane di munizione; f) a prove di digestione gastrica artificiale delle farine.
FARINA A. a) l'analisi chimica della farina di soia integrale ha dato i seguenti resultati percentuali: Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7,05 Sostanze azotate . . . . . . . . . . . . . . . 29.31 Grassi ... . ........ . ........... :. :t4.:ll Ceneri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6.83 ~ sulla sostanza secca Sost. estratt. non azotate . . . . . . . . 33.94 Fibra greggia . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.71 Acidità in acido lattico 0,29 % sulla sostanza umida. b) avendo la Ditta presentati due campioni di farina di soia, ambedue sono stati soUoposti ad analisi coi seguenti resultati: Caratteri fisici : i campioni l!i presentano per i loro c-aratteri fisico-organolettici ottimi come farina di soia. Chimicamente non risulta presente nella farina il solvente adoperato per lo sgrassamento, in riferimento alla sensibilità analitica degli attuali metodi di ricerca.
i
Composizione chi1nica : l ' campione
2' campione
Acqua .. . ....... .. ... . 9.59% 7.06% Sostanze azotate ..... . 53.98% 52.04% Grassi . . ............. . 1.58% 1.04 % sulla Ceneri ..... . ......... . 6.38% 6.61 % Sostanze estra.tt. non azosostanza secca tate . . . . . . . . . . . . . . . . 35.42 % 37.62 % Fibra greggia . . . . . . . . . 2.64 % 2.60 % Acidità espressa in ac. lattico 0.27, 0.29 % sulla sostanza. umida.
KELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, EOC.
297
Come si rileva confrontando i dati sopra esposti, il secondo campione -presenta nn miglioramento sul primo per il fatto di contenere una minore quantità di sostanza grassa e di fibra greggia ; però presenta nn aumento di acidità che probabilmente dipende da una più prolungata estrazione con tricloroetile.ne, il quale saponificandosi potrebbe determina,r e la produzione di sostanze acide. È da .notare a questo riguardo che l'impianto indu.striale può essere con facilità perfezionato in modo da eliminare tali sostanze acide. c) il solvente usato dalla Ditta per lo sgrassamento della farina è il tricloroetilene che in Italia è ottenuto in forte quantità dalla Fabbrica di sostanze coloranti Bonelli, come sottoprodotto nella preparazione di colori. La Ditta con sua lettera del18 agosto 1926, diretta all'E. V. garantiva la purezza chimica del 'solvente usato e aggiungeva che esso sarebbe impiegato da circa due anni per l'estrazione dell'olio dai semi, per uso commestibile senza aver dato fin ora luogo ad inconvenienti. La Commissione ha richiesto nn campione del $Olvente impiegato dalla Ditta e lo ba sottoposto ad analisi : le proprietà chimiche e le reazioni di identificazione hanno confermato trattarsi di tricloroetilene avente i seguenti requisiti : Densità a 150: 1,472; Punto di ebollizione : fra 86o e 87o O. distilla 1'81 % ; il rimanente passa tra 87°,5' e 89o C. Reazione : neutra. Risulta quindi che il trioloroetilene preso in esame nou è perfettamente rettificato : d) le prove di panificazione sono state eseguite presso il Panificio militare di Firenze. N on si dimostrano necessarie norme speciali di impasto nè di lievitazione cosicchè la preparazioue del pane miscelato con farina di soia non differirebbe nell'insieme da quella del paue di munizione. La Commissione deve peraltro osservare al riguardo che nn opportuno adattamento dei lieviti alla farina di frumento miscelata col lO % di quella di soia potrà portare un certo miglioramento alla lievitazione ; e) il pa.ne si presenta ben lavorato convenientemente lievitato, ben cotto, di odore e sapore gradevoli. Mollica omogenea senza grumi di farina, se.nza macchie, soffice, ben dilatata, abbastanza elastica, alquauto umidiccia, crosta bene aderente, di color nocciuola nella parte superiore, bru.no .nella inferiore. L'analisi chimica del pane confezionato col 90 % di farina di frumento, tipo unico, e col 10 % di farina di soia A (secondo campione) ha dato i seguenti resultati : Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,42 % Sostanze azotate . . . . . . . . . . . 11.16 0.49 Grassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.55 % sulla sosta.uza secca Ceneri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.03 Cellulosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Acidità in acido lattico . . . . . 0.25 Rapporto mollica a crosta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.42/1 ; 2 -
Gi~ di n~Wicina militare. -
Faso. v.VI.
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Jl:ELAZIONl!: GENERALE SULLA SOIA, F.CC.
f) la determinazione della proteina digeribile è stata fatta sottoponendo il secondo campione (li farina A alla digestione gastrica artilieiale secondo Sjollerna. I rcsultati ottenu ti sono i seguenti : Proteina pnra contenuta nella farina gr. 48.37 % Proteina digerita. . . . . . . . . . . . . . . . )) 44.31 % Proteina non di ~c rita.. . . . . . . . . . . . » 4.06 % Percentuale di digeribilità.. . . . . . . . » 91.7 % Non fu eseguita, per ragioni evidenti, la digestione pancreatica artifi ciale.
FARINA B. a) L'analisi chimica della farina di soia integrale prepi rata con i semi deiJa Ditta ha dat.o i segLtenti resultati percentuali:
Acqua
......... .. ........ .
13- %
Sostanze azotate .......... . 29. 66 % Grassi .............. . .... . 20 .91 % Ceneri .... ........... ..... . 6.57 % sulla sostanza secca Sost. estra,ttive non azotate .. 37.50 % Fibra grc~gia. . ............ . 5.36% Acidità in acido la-ttico .... . 0.27 % snlla sostanza umida b) il campione di ffH'ina. di soia B ha da,to i seguenti resultati analitici : O(Lratteri fisici: n campione si presenta per i suoi caratteri fisici organolettici buono come farina di soia. Cttimicamente: non ri:sulta presente nella. fa,rina il solvente adoperato per lo sgrassamento, in rela.zione alla sensibilità delle reazioni attualmente usate. Composizione chimica centesimale:
Acqua ................... . 13.68% Sostanze azotate .. . ....... . 55.67 % Grassi . .................. . 0.40 % Co neri .... . .............. . . 6.70 % sulla sostanza secca. Sost. estratt. non azotate .. . 35.06 % Fibra greggia ........ ... .. . 2.02 Acidit;~b espr·essa in acido htttico . 0.27 % sulla sostanza originale. c) il solvente usato por Io sgr::tssarnrnto della farina è risultato all'analisi chimica, cost.it.tùto da benzina di petrolio di ottima qualità, prevalentemente distillante fra 70° e 90° C. ; d) le -prove di panificazione sono state eseguite presso il Panificio mili ta,re di Firenze. Anche nei riguardi della panificazione mediante farina di frumento miscela.ta col 10 % di f:1.rina di soia. B valgono le stesse osservazioni suesposte a proposito della Carina ..1. Non si sono, cioè, dimo-
RELAZIONE GEN ERALE SULLA. SOIA, .l!iC('.
299
stra.te indispensabili speciali precauzioni nella panificazione: tranne l'adattamento dei lieviti cbe la Commissione ritiene abbiano particolare importanza; e) il pane si presenta, ben lavomto, convenientemente lievitato, ben cotto, di odore e sapore gradevoli, mollica omogenea, senza grumi di farin a, senza macchie, soffice, ben dilatata, abbastanza elastica., alquanto umidiccia. Crosta ben aderente, di color nocciuola nella p:utc superiore, bruno nella inferiore. L'analisi chimica del pane confezionato col 90 % di brina di frumento, di tipo unico e col 10 % di farina di soia B , ha dato i S('_gnenti risultati : 32.72 % Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sos t anze azo t a t e . . . . . . . . . . . lo .o~6 0/()/ J Grassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 0.48 % r sulla sostanza secc.a. Cenen.· . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 .4 6 ot 10 ' Cellulosa . . . . . . . . . . . . . . . . . O. 71 % \ Acidità in acido lat.tico . . . . 0.24 % Rapporto mollica a crosta 1.041. f) la determinazione delle proteina insolubile è stata fatta sottoponendo il campione della farina di soia B alla digestione gastrica artificiale secondo Sjollema. I risultati ottenuti sono i seguenti : Proteina pura contenuta nella farina . . 48.06 % Proteina digerita . .. .. . .. .... .. .. .. . . 46.31 % Proteina non digerita .... . ....... . . . 1.75 % Percentuale di digeribilità . .. ....... . 97.4 % N on fu eseguita, per ragioni evidenti, la digestione pancreatica, artificiale. •
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RAFFRONTI 1 FRA LE FARINE D I SOIA A e B.
Se si esaminano i risultati delle analisi chimiche csegnite sia sulle farine integrali ottenute dalla Commissione mediante la macinazione dei semi di soia inviati, sia sui campioni di farina di soia presentati dalle d ue D itte, si rileva (allega,to 5) : P1 arine integrali (li 80ia.
La farina integrale A presenta: minore quantità di acqua ; grammi 0.35 in meno di sostanze azotate % ; maggiore quantità di grassi ; maggioro quantità di fibra greggia; grammi 0.26 in più di ceneri % ; grammi 0.02 in più di acidità % rispetto alla farina integrale B.
300
RELAZIONE G E NEltALE SULLA SOIA, ECO.
L e differenze sensibili sono la maggiore quantità di grassi contenuta nella farina di soia integrale A e la maggiore acidità ; ma sia. per questa sia. per le altre di minore entità, la Commissione le riterrebbe potessero dipendere dall'origine, dall'età e dalla conservazione, p·resumibilmente diverse dei semi. Fa1·ine di so·i a presentate.
L a farina A (2o campione) presen ta : minore quantità . di acqua; grammi 3.43 in meno di sostanze azotate %; grammi 0.64 in più di gt·assi % ; grammi 0.58 in più di fibra greggia ; grammi 0.09 in meno di ceneri % ; grammi 0.02 in più di acidità % rispetto alla farina B. Oonsidemzioni su.lle fa?·ine di soia esaminate.
Comparando le differenze snaccennate rispettivamente esistenti fra le farine integrali 'preparate dalla Commissione con i semi e le farine presentate dalle due Ditte, si ritiene di poter rilevare: TI. procedimento industriale seguito dalla ditta A : a) toglie alla farina di soia grammi 3.08 % sostanze azotate; b) estrae dalla farina di soia grammi 0.35 % di sostanze minerali; c) lascia in più nella farina di soia grammi 0.58 %·di grassi; d) lascia in più nella fa:rina di soia gra.mmi 0.45 % di fibra greggia. rispetto a quello seguito da,Jla ditta B. Parrebbe dunque doversi dedurre che il procedimento industriale .A rispetto a quello B , esponga ad una perdita di sostanze azotate e minerali, estragga meno bene i grassi, asporti minore quantità di fibra greggia. La Commissione sarebbe pertanto di avviso che convenisse modificare il procedimento .A, sia percbè fossero evitate le perdite delle proteine e delle ceneri, sia specialmente, perchè fosse scelto un solvente più adatto allo sgrassamento delle fa.rine nel senso che esso fosse, da questo punto di vista, pjù completo e phl.rapido eliminatore dei grassi. Del resto la stessa ditta .A uella lettera del 18 agosto 1926 all'E. V. diceva che le ricerche del suo chimico eru.no sulla direttiva di solvent i anche diversi dal tricloroctilene, direttiva che la Commissione non può che apprezzare e condividere, visto che l'uso, ad esempio, di benzina. dal petrolio, adoperata dalla diti a B, sta dando risultati migliori.
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301
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
RAFFRONTO FRA IL PANE MISOELATO DI FRUMENTO COL 10 % DI FARINA DI SOIA A E B. Per avere dati analitici comparativi di sicuro affidamento la Commissione ha eseguito ripetute analisi chimiche del pane di munizione preparato, sia presso il P anificio di Roma, sia presso quello di Firenze. La composizione media è la seguente : Pane da muniz-i<nu regola-mentare di sola far-i na di frumento. (Tipo Gasparotto ). Acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34.06 %
Sostanze azotate . . . . . . . . . . . 12.50 % ' • Grassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 0.49 % Ceneri (non detratto Na.Cl) . 2.00 % sulla sostanza secca Fibra...................... 0.60. o/0 Acidità. in acido lattico. . . . . . 0.63 % Rapporto mollica. a cr9sta. . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . .
2-1
Paragonando questi dati con quelli risultanti dall'analisi del pane miscelato collO % di farina di soia (A e B) si rileva quanto appresso : l'aggiunta dellO% di farina di soia (A, 2° campione e B) produce nel pane una lieve diminuzione di sostanze azotate ed un aumento di fibra greggia, genericamente indicata come cellulosa. Tali risultati meriterebbero senza dubbio la convalida di una lunga i6rle di ricerche analitiche, perchè nelle condizioni usuali di pani.ficazione militare molteplici sono i coefficenti che possono indurre variazioni di costituzione chimica nel pane, quali le miscele nella farina di grano con quella di soia fatte volta per volta dai militari al momento dell'impasto, miscele assai variabili come omogeneità. e composizione. Non è da escludersi che nel pane di frumento misto con soia la lieve diminuzione delle sostanze azotate (per quanto a prima vista strana) e l'aumento della fibra greggia (cellulosa) costituiscano proprio la caratteri· stica del pane di farina di frumento miscelato con farina di soia, est.ra.tta con solventi chimici a temperature superiori a quelle dell'ambiente oltre i 370 c. Il pane fatto con miscela di farina di frumento cont.enente il lO % di farina di Soia B (campione inviato alla Commissione) presenta una diminu·
zione di sostanze azotate lievemente superiore a quella determinata dallO %di farina A (2° campione), la quale però fa aumentare la fibra greggia. La spiegazione di tali osservazioni, come si è detto, richiederebbe uu lungo periodo di pani8cazione sperimen tale e di ricerche relative, còmpiti che esulano dal mandato affidato alla. Commissione.
302
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
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PARTE IV. ESPERIMENTI DI ALIMENTAZIONE SULL' UOMO. La Oommisiiionc, pc;r cowplcta,re le sue ricerche, ha voluto indagare e confrontare sperimentalmenLe il comportamento di alcuni fen01neni del ricambio organico in soggetti nutriti da_pprimc't con razione alimentare le e successivamente con una razione nella q ua.le il pane di frumento fosse sosUtuito con pa.ne confeziona.to miscelando la farina ùi grano col 10 % di farina di soia. N on avendo a disposizione mezzi opportuni per uno studio completo del metabolismo energeti<:o e respiratorio (calorimetro di .A.twat.er, apparecchl per lo studio degli scambi respiratori), fu seguito il metodo di Rubner, che nonostante gli a.ttacchi che ba subito e i grandi progressi fatti nel campo delle ricerche sull'alimentazione, rimane tuttavia abbastanza esatto per una determinazione di ricambio. Le indagini furono quindi ~·ivolte sopratut;to all'os:;erYazione del grado di assorbimento dei vari costituenti dolla razione alimentare {proteine, grassi, idrati di ca.rbonio e sali) e alla compilazione del bilancio dell'azoto nei vari periodi di esperimento. Le ricerche furono compiute su alcuni ufficiali di complemento, medici e chimici-farmacisti, allievi detta Scuola di sanità militare, e su quattro militari di truppa del Presidio di Firenze. Tntti offrirono spontaneamente di sottoporsi alle prove, senza esservi comandati, il che costituiva una prima garanzia per l'esattezza delle ricerche. Particolare cura Yenne posta nella scelta dei soggetti : dopo a,verne accertati i buoni precedenti sanitari, essi furono tutti sottoposti ad accura,to esame clinico dei singoli organi ed apparati con speciale riguardo alla funziona..lità del siswma digerente e di quello w·opoietico, per il quale un esame completo di urine escluse la presenza di albumine o di altri elementi patologici. Gli ufficiali prcscelti furono in origine tre, due mcùici e un chimico-farcista, appa.rt<'tlcnti a di ~tretti di leva diversi ; ma sfoTtuna volle che dopo il primo periodo di espPrimento, uno di Of\si ca.de~se malato di influenza e che la steE:sa sorte toccas:~e ad un secondo uffichtle ùurante l'ultima fase delle ricerche. Data la ristrettf:'.zza del t.empo a rlisposizione, non fu possibile far riprendere in un seconòo tempo i turni di alimentazione a.i sogget,ti che li avevano perduti. E cosl, in d('lioitiv:1, gli CSJH~riment.i nt.ili furono eseguiti su due ufficiali pN il primo c sceonùo periodo (vitto normale c vitto nel quale al pane oTdinn.rio era sostituito panr miscela.to con f;'l.rilla di soia B), e su un solo ufficiale per tutt.i e tre i pel'iodi {normale. con pa,ne miscelato con farina B, con pane mi.;eclat.o eon fa.r ina A). Gli ufficiali vennero alloggia ti presso l ·o ~})edn.le militare di Firenze, in una camera isolata, in ott.ime condizioni igit>niciH'. Dm·n.nte tutto il periodo spPrimenta.le essi continuarono a frequentare i corsi presso la Scuola eU sanità. non modificando H lo l'o regime di vita abilua k. Dovo un periodo ài ambientamento e di educazione all"e~;att.a. raccolta. qnao1itn.tiva delle feci e delle orin<>, essi ven-
usua-
.RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA. ECC .
303
nero sottoposti a tre turni sperimentali, ognuno della durata di tre giorni debitamente intervallati tra di loro: Negli intervalli gli ufficiali fecero uso del tipo di pane col quale poi furono alimentaLi durante i turni di esperimento. Durant-e questi uitimi essi consumarono i p asti presso l'Ospedale, con una razione alimentare uguale a quella dell'ufficiale medico di guardia. I quattro militari di truppa, essi pure accuratamente scelti (due del1'840 reggimento fanteria, e due dell4° reggimento cavalleggeri), appartenevano a d istretti di reclutamento diversi ; tre di essi erano già pratici di simili esperimenti, essendo st.ati impiegati in un precedente periodo di ricer che eseguite d alla Commissione. Essi furono a.ggrcga,ti alla 7a compagnia di saniLà e alloggiati presso l'Ospedale milita,re in locale separato dal rimanente della truppa . Posti sotto la sorveglianr.a continua di due graduati fidati e dei membri della Commissione, dura.nte il giorno si recavano presso i rispettivi reggimenti per prender parte alle istruzioni principali, non esclusa l'equitazione per i cavalleggeri e continuavano qtùndi, il più possibile, il tenore di vita abitua,le. Dopo un periodo di ambientamento e di educazione alla raccolta delle orine e delle feci, anche i militari fmono, come gli ufficiali, sottoposti a tre successivi periodi di alimentazione della durata di tre giorni ciascuno (rancio normale ; rancio con pane miscelato collO % di farina B ; rancio miscelato col 10 % di farina .A). METODI E TECNICA DELLE RICERCHE. Durante il periodo di ambientamen to e quelli d'intervallo tra i singoli turni sperimentali, i soggetti avevano cma di raccogliere le orine e le feci della giornata, in appositi recipienti di vetro, a tappo smerigliato, tarati. Ciò allo scopo di educare i soggetti a non disperdere le deiezioni. Le feci venivano pesate e le orine misurate giornalmente anche in questo periodo, onde avere un certo criterio di massima. sulla quantità media dei materiali eliminati nelle 24 ore. Nei giorni invece di vero e proprio esperimento, i viveri venivano sempre accuratamente pesati ad ogni pasto, da un componente la Cornmissone. Di ogni aliment o veniva prelevata un'aliqnota, identica per qualità e quantità, a quella distribuita ai soggetti e raccolta in recipienti di vetro a tappo smerigliato. Le orine dell'intera giornata erano accuratamente r accolte in r ecipienti ben puliti, a tappo smerigliato, e dal mescolo delle 24 ore si prelevava lm campione per l'a.naUsi. Per la r accol ta e la separa.zione esatta delle feci, si fece uso di sostanze coloranti rivelatrici, adoperando carminio di cocciniglia e carbone animalo. Una sostanzn. rivelatrice veniva somministrata dopo 10-12 ore di digiuno, al momento del primo pasto, del periodo sp erimentale; quella di contrasto veniva fa.tto ingerire a.ll'atto del primo p asto successivo alla fine dell'espe?rimcnto. La. compn.rRn. dello specia,Je colorito delle feci segnava, volta a volta, con tutta sicurezza, il principio e il termine del periodo utile di raccolta. Le feci venivano pesa. te esattamente, m escolate accuratamente con a.gitatore di vetro, e ogni 24 ore ne veniva prelevato un campione p er l'analisi chimica.. . ~ ~netodi di analisi usati per la determinaz.i one dei singoli costituenti chitn1c1 della razione, delle feci e delle orine, furono i seguenti :
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acqua : essicarnento a l000-105° fino a peso costante ; azoto: (metodo di KjeldhaJ) a) ossidazione con acido solforico concentrato, ossido di rame e cloruro di platino ; b) distilla.zione e tito· !azione usando come indicatore l'a.zolitmina; ceneri : incenerimento a fuoco diretto ; grassi : estrazione per 8 ore in apparecchio di Soxhlet, usando come solvente l'etere di petrolio .
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RELAZIONE GENERALE SULLA. SOIA., ECC.
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SVOLGIMENTO DELLE RICEROHE.
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I. -
Ufficiali.
Negli ufficiali, le ricerche ebbero il seguente svolgimento: · 11-14 gennaio 1927, periodo di ambientamento; 15-16-1.7 gennaio 1927, esperimenti con vitto normale; 19-27 gennaio 1927, vitto normale ma. con uso di pane miscelaoo al 10 % con farina di soia B ; 28-29-30 gennaio 1927, esperimento con vitto norma.le ma con uso di pane miscela.to allO % con farina. di soia B ; 21 gennaio, 6 febbraio, vitto normale ma con uso di pane miscelato allO % con farina di soia. .A ; 7-8-9 febbraio, esperimenti con vitto normale ma con uso di pane miscela.to allO % con farina di soia. A. Oome si rileva dalle date suesposte, prima. di ogni periodo analitico, gli· ufficiali hanno fatto uso del tipo di pane in esperimento, per una durata. di 7-9 giorni, e ciò nell'intento di abituarvi l'organismo e di rilevare eventuali disturbi nelle funzioni gastro-intestinali. RISULTATI.
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I risultati analitici relativi ad ogni singolo ufficiale-e per ogni giorno di esperimento, riferiti in modo particolareggiato nell'allegato n. 6 sono riassunti nella seguente tabella. per ciò che riguarda l'assorbimento del complesso della razione, delle sostanze prot-eiche, dei grassi e degli idrati di carbonio.
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TABELLA. A .
Datì relativi all'assorbimento (Valori medi).
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ASSORBIMENTO PERCENTUALE
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Rw.lone totale
Vitto non:nale ...... . . .. . .... . ........ . Vitto non:nale con uso di pane d i soia. lO % , farina B ... . .. . . . .. .. ... .. ... Vitto normale con uso di pane di soia 10 % . farina A . .. .. ...... ... .......
l proteioho SostAn~~ l Grassi li\1 Idrati carbonio
95.82
91.86
92.40
98.16
98 -
95 .79
95.56
99 .20
97.44
94 .1
97 .6
98 .9
, RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, EOC.
305
Durante tutto il periodo degli esperimenti, le condizioni atmosferiche variarono sensibilmente, presentando delle oscillazioni della temperatura da un massimo di 10o 2' a un minimo di oo 2', con notevoli sbalzi nel secondo turno. · La pressione barometrica si mantenne bassa nel l o periodo, con un minimo di 744,6 mm. Hg ; elevata nel 2° con un massimo di 762 e nel 3o con .un massimo di 762,8. Dal punto di vista clinico, durante il periodo sperimentale, gli ufficiali, seguiti giornalmente da un componente la Commissione, si mantennero in buone condizioni di salute, obiettive e subiettive e non presentarono oscillazioni notevoli nel peso corporeo. Le funzioni gastro-intestinali ed uropoietiehe furono sempre regolari. Come si è accennato in precedenza, due degli ufficiali furono successivamente colpiti da una. forma febbrile di origine influenzale, a. localizzazione rispettivamente bronco-polmonare e tonsillare (forme frequenti anche nella popolazione civile nello stesso periodo di tempo) e doverono perciò essere eliminati dagli esperimenti. Esaminando la tabella sopra. riportata, si rileva che l'uso del pane miscela.to col 10% di farina di soia A e B non ha perturbato i fenomeni dell'assorbimento, chè anzi le cifre medie di questi sembrano avvantaggiarsi facendo uso del pane di soia nei confronti dell'alimentazione con pane abituale. E ciò con ambedue i tipi di farina presi in esame, poichè le lievi differenze che si riscontrano possono riferirsi sia a oscillazioni fisiologiche nelle condizioni dei soggetti, sia alle comuni cause di errore che sono inevitabili in ogni ricerca sperimentale. È anche da rilevare che nel 3o periodo gli esperimenti sono stati eseguiti con un solo soggetto.
II. -
Militari di truppa.
Nei militari di truppa, le ricerche ebbero lo svolgimento seguente: 14-18 gennaio 1927, periodo di ambientamento ; 19-20-21 gennaio 1927, esperimenti con rancio normale ; 22 gennaio, 2 febbraio, rancio normale ma con uso di pane misce• lato al 10 % con farina di soia B; 3-4-5 febbraio, esperimenti con rancio normale ma con uso di pane miscelato allO % con farina. di soia B; 6-8 febbraio, rancio normale, ma con uso di pane miscela.to allO % con farina di soia A ; 9-10-11 febbraio, esperimenti con rancio normale ma con uso di p ane miscelato allO % con farina di soia A. Valgono anche per i militari di truppa le considerazioni sopra esposte nei riguardi degli ufficiali. E cioè : durante i periodi di intervallo fra i singoli turni di esperimento, venne somministrato il tipo di pane in esame al fine di adattarvi gli organismi e di rivelare eventuali disturbi gastro-intestinali.
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306 - ~~
ltELAZJONE GENERALE SULLA SOIA, EOC.
RISULTATI. Anche i risultati analitici relativi ai singoli militari di truppa e per ogni giorno di esperimento, sono riportati nell 'allegato n. 6. Nella seguente tabella sono riassunti i dati medi circa l'arssorbimento del complesso della. razione, delle sostanze proteiche, dei grassi e degli idrati di carbonio.
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Dati relativi all'assorbimento (Valori medi)
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ASSORBIMENTO PERCENT UALE
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Razione totale
Sostanze protelcbe
Oro.ssl
Idrati di o&rboJlio
Rancio normale . . .... . . . ..............
98.8
87.53
86.61
96 .88
Ranc'o normale ma con uso di pane di soia lO %. farina B .. ...............
95.02
82.09
82.09
97.25
Rancio n ormale m a. con uso di pane di soia 10 % , farina A .................
95.18
87.58
93.93
94 .85
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Le condizioni atmosferiche durante il periodo di esperimento non sono state costanti, percbè la temperatura ba oscillato da un massimo di 13o a un minimo di 0°.5. Anzi è da rilevare che in un solo giorno (3 febbraio) si ebbe uno sbaJzo da 100,6 a oo,5. Anche la pressione barometrica subi notevoli oscillazioni, presentando un dec.orso elevato nel secondo turno di esnerimenti (da 763,8 a 761,8 m m. Hg.) mentre si mantenne bassa nel primo periodo (da 745 a. 743) e fu media nel terzo periodo (da 755,7 a 764,8). Le condizioni di salute dei militari, dal punto di vist,.a clinico, si mantennero in genere buone durante l'intero periodo di esperimento, tranne qnaJche lieve transitorio dist,urbo, prevalentemente reumatico, da riferire agli sbalzi della temperatura ed a raffrédd amento. Il peso del corpo, frequentemente controllato, non presentò oscillazioni degne di rilievo. L 'esame dei valori medi di assorbimento, portati nella tabella B, dimostra come anche nei militari di truppa, l'uso del pau~ miscelato col 10 % di farina di soia, non ba avuto alcuna influenza, perturbatrice sull'assorbimento della razione alimentare, sia nel suo complesso, sia nei riguardi dei suoi principali componenti. Poicbè, se l'osservazione dei d ati medi, riportati nella tabella B, potrebbe fa.r rilevare una certa diminuzione nell'assorbimento delle sost.a.nze grasse facendo uso del pane miscelato con farina B, esamjnando gli specchi dei ristùta.ti giornalieri (all. n. 6) appare che le medie relative a questo tipo di pane, vengono notevolmente influenzate dal comportamento di tmo solo dei tre giorni di esperimento. Infatti, per tutti e guattro i militari il giorno 4 febbraio si è avuto nn note-
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RELAZIONE O,E NERALE SULLA SOIA, ECO.
307
vole abbassamento nei valori di assorbimento per tutte le sostanze componenti la razione. Riteniamo cb e questo fenomeno possa esser messo in rapporto, con la confezione del rando in quel giorno o con il forte sbalzo di temperatlll'a, verificatosi il giorno precedente. Inoltre. se si confrontano le mf>dio di assorbimento ottenute in tutto il presento fJeriodo sp<'rirnentale, con i valori rilevati nel precedente saggio sull':tlimPnta7.ionP. normale c]p) ~;olrl af·.o, chP. l n. Conuni!':sione eReg11l nell'ott.obre 19~6 su tre degU ste:si soggetti, si rih!va che le cifre attuali non preseutano deviazioni nella medi<L fisiologica. Infatti, in quel periodo i valori merli di assorbimento furono d(.>lt'8:3 % per le !losta.nze azotate, del! '80% per i gra~sì.
* * * I dati t~opra esposti sono certamente rif('ribiti agli individui e a.Ue condizioni nelle quali si sono svolte le nostre ricerche. :;\fa dato il periodo non breve dell'esperimento e la col:lt::mza colla qtutle. le cifre percentuali di assorbimento si sono riscontrate per ogni singolo individuo quando ba consumato pane miscelato con farina di soia, sembra che poss~Lno essere confermate le ricerche di alcuni autori ameri<:a.ni, i quali banno dimostrato cbe le proteine della soia hanno un buon coefficiente di assorbimento da parte dell'organismo umano. Vero è che le sosta.nze proteiche della soia differiscono notevolmente da quelle del frum ento, come la Commissione ha. rilevato con ricerche sulle precipito-reazioni specifiche, ma si avvicinano molto a quelle del gruppo delle leguminose. Inoltre le ricerche con digestione artificiale hanno mostrato un alto potere di digeribilità delle sostanze proteiche della farina di soia da parte del succo gastrico, avendosi così una. conferma ai risultati favorevoli ottenuti cogli esperimenti di alimentazione sull'uomo.
PARTE V. METODI DI RIVELAZIONE DELLA FARINA DI SOIA MESCOLATA CON FARINA DI FRUMENTO O DI LEGUMINOSE. La Commissione ha rit.cnuto opportuno di e!;f\guire qualC'he studio di orientamento, onde poter svela.r e l'eventuale ag~unta di .farina di soia a quella di frw-nento o di lcgnminosc. Ciò allo scopo di avere clementi utili di giudizio per sta biliJ.·e le pos~ihili solìsticazioni, qualora fo~se consentito l 'uso della farina di soia 11ella pm~ilicn.zione . I nwtodi di ricerca U i;n ti sono stati di va.rio ordine, o cio t! : a) chimici; b) chimico-fisici ; c) microscopici ; d) biologici
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RELAZIONE GENERALE S~LA BOIA, ECO.
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A) METODI OHIMIOI. Questi metodi di riferiscono alla determinazione delle costanti chimiche presentate dalla farina di frumento miscela.ta col IO% di farina di soia, sgrassata. La quantità percentuale delle sostanze azotate si presenta. diminuita, quella della cellulosa aumentata. La farina di soia contiene una. quantità di sostanze azotate solubili in acqua notevolmente superiore a. quella contenuta nella farina di grano. Tale differenza potrà essere con precisione stabilita solo dopo numerose e controllate esperienze; ma. può fin d 'ora esser detto che, mentre nella farina di frumento è sufficiente la determinazione quantitativa dell'azoto totale, nelle miscele con soia non dovrà essere omessa anche la determinazione dell'azoto solubile. B) METODI OHIMIOO-FISIOI. L'esame delle sostanze alimentari coi raggi ultravioletti, allo scopo di rivelarne sofisticazioni o adulterazioni è stato tenuto presente per la possibilità di identificare la farina di soia in quella di frumento. n maggiore Oa.ppelli, a tale riguardo, ha trovato che i raggi ultravioletti ordinari, quali si ottengono da una lampada di quarzo a vapore di mercurio, sia pure molto perfezionata come la Gallois, non dà.nno risultati perchè le radiazioni parassita.rie ostacolano l'effetto delle ultraviolettE>. n Oappelli ha veduto che, filtrando i raggi attraverso lo schermo di Wood, si conseguono, invece, resultati dimostrativi assai evidenti. Infatti la farina di frumento si presenta in scaglie brilla.nti, leggermente madreperlacee, con intensa fluorescenza viola, mentre quella di soia assume una colorazione giallino-verdognola. tendente al canario. Le altre farine di gram.inooee, sette varietà di farine di leguminos.e che è stato possibile procurar-si, alcune di solanacee, di euforbiacee, di radici e tuberi, di semi velenosi, di legno o paglia, di terra o di sostanze minerali, reagiscono in modo del tutto diverso. L'interesse di questa osservazione parrebbe dovesse èonsistere nello svelare minime quantiuì. di farina di soia miscelata al fru. mento, mentre è vero esattamente l'inverso. È infatti interessante scoprire se la farina di soia viene aggiunta in qualità superiore al IO % alla. farina di grano, mentre non è praticamente importante una sensibilità reattiva capace di svelare, ad esempio, l'uno per cento. Dalle ricerche del Cappelli risulta che l'aggiunta del IO % di farina di soia a quella di frumento annulla quasi completamente l'aspetto sca,.. glioso brillante, fluorescente viola del frumento, trasforma.ndolo verso la colorazione gia.llino-verdognola-canario della soia. Per miscele di soia nel frumento del I5, 20 % ed oltre, compare la sola radiazione caratteristica della soia. Questo metodo nello spazio di pochi minuti, usando tubi di confronto a miscela nota di frumento e soia, può dllilJlue dire non solo se una farina in esame è di puro frumento o di pura soia, ma anche se veramente una determinata miscela contiene soltanto iliO % di farina di soia oppure una. quantità superiore.
RELAZIONE GENERALE .SULLA. E'OJA., ECC.
309
O) METODI MICROSCOPICI.
La struttura del seme della soia è identica a quella dei semi delle leguminose in genere, ma mancano granuli di a-mido .caratteristici. Perciò con l'esame microscopico di una farina di soia si può bensi mettere in evidenza se ad essa siano state aggiunte altre farine di cereali o delle più comuni leguminose, ma il problema inverso (e più importante), e cioè se a farine di cereali o di leguminose sia stata aggiunta farina di soia non può trovare una soluzione con l'esame microscopico. Invero, la pre· senza degli elementi caratteristici degli involucri dei semi di leguminose e l'assenza dei relativi granuli d 'amido, potrebbe far na-scere il sospetto che fosse stata aggiunta farina di soia, ma solo nel caso che si trattasse di farina integrale. Poichè, invece, l'industria. elimina per la farinazione le corteccie dei semi, viene a mancare ogni elemento di giudizio con il solo esame micro:1 scopico. D) METODI BIOLOGICI.
La Commissione ha dato incarico al maggiore medico Bruni di eseguire alcune ricerche sierodiagnostiche allo scopo di ottenere, eventualmente, un metodo biologico per poter rivelare la presenza della farina di soia in miscela colle più comuni farine. n Bruni inoculando una serie di conigli con farina di soia, ha ottenuto da essi un siero precipitante il quale dà una manifesta reazione zonale tanto con la farina di soia integrale quanto con quella ottenuta da semi decorticati e disoleati. n fenomeno è ancora manifesto al massimo di diluizione di 1:4000. Una reazione cosi evidente colla farina della. soia, mentre con altre farine, come è noto, le prove di precipitazione non sono sempre manifest-e, può, secondo il Bruni, dipendere dal maggior contenuto di sostanze proteiche della farina di soia, e quindi da un maggior potere di essa come sost.anza antigene. Per quanto riguarda la specificità della reazione, il Bruni ha rilevato : a) con estratti di farina di frumento non si ottiene alcuna precipitazione anche con diluizione relativamente bassa (1:50, 1:100) ; b) si ottiene precipitazione con estratti delle farine di fagiuoli, lenticchie e fava: Tale precipitazione però è manifesta solo fino alla diluizione l : 500 con farina di fagiuoli e di lenticchie, e al disotto di questo limite colla farina di fava : inoltre il cerchietto zonale è molto meno manifesto. Pertanto da queste prime ricerche del Bruni sembra che si possano trarre i seguenti importanti corollari : a) nel sospetto di aggiunta di farina di soia alla farina di frumento la. precipitazione potrebbe fornire un utile elemento di giudizio ; b) col dosaggio esatto del siero si giungerebbe anche a stabilire se la quantità di farina di soia aggiunta a quella di frumento superi il 10 %, ed escludere che si tratti di farina di fagiuoli, lenticchie e fava. •
RELAZI ONl':
GE~ERA.LE
311
SULLA f'OIA, ECC .
L'analisi eseguita dalla Commissione sul campionP di fa,rina fornita dal dott. Berczeller ha dato i seguenti risultati : Sulla sosta.nza originale:
.Arqua ..... .. ..... . .. .. ....... . ..... . Azoto . . . ...... .. ........ , . ..... .. . .. . . Sostanze azotate . .. . . .. .. .. .. . ........ . Grasso ..... . ......... .. . . .... ... .. . . . Ceneri . .. .... .. ..... . .. . ... . . .. . . ..... .
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O/ /0
5.-18 33.75 19.13 ·1 .91
S ·ulla sost"nza srcca :
Azoto ... . . . . . . .. .. . .. .. ......... .. . . . . Sostanze azotate .......... . ..... . .. . . . . Grasso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
6.0J% :37.68 21.09
•
Questi risultati analitici confrontati con quelli forniti dal dott. Berczeller non fauno rilevaredilTercnze notevoli, eccetto elle per la proteina greggia, per la quale i valori del Berczeller sono un poco superiori. La Commissione ha voluto fare un ra.IJronto anche con farina di semi decorticati di produzione dell'annata. :
Acqua .............. ... . Azoto .................. . Sostanze albumino idi .... . Grasso . .. ... ... ........ . Ceneri ................ . .
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Foriua di sola Bor<lzcllor
F arilu• di seme di ~oia giallo decortionto ( lll~6)
9,25 % 6,03 %
13' 45 °/O1
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6,20% ! a
38,85% 19,96 % 5,06%
a) Stilla sostan~a secc:c~ :
Come si rileva,, la corrispondenza analitica della,farina di soiaBerczeller e di quella preparat-a dalla Commissione coi semi gialli, raccolto 1926, decorticati, è pressoehè perfetta, il che concorda con i risulta.ti dell'esame microscopico, che ha mostrato nella farina. Ber<'zeller la mancanza degli elementi cellulari di rivestimento del seme. La farina però Bcrczeller deve indubbiamente aver subito speciali trattamenti oltre alla decort.icazione del seme, i quali migliora.r ono, senza tuttavia riuscire ad eliminarlo, l'odore sgradevole della farina stessa. Allo scopo di sa.g~iare il comportamento dei fenomeni di assorbimento delle sostanze proteìcl)e e dei grassi, n onchè l'andamento del bilancio dell'azoto in individui nutriti con pane miscelato con farina di soia Berczeller a l 10 % sono state eseguite alcune ricerche Sl)erimentali. Ma è n~cessario premettere che la quantità di farina di soia Berczellcr a disposiZione della Commissione, era esiguissima e perciò le ricerche hanno avuto
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312
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, EOC•
forzatamente una. durata assai breve e sono state limitate a. due soli militari. Pertanto esse non possono avere altro valore che quello di un orientamento generico, nè costituire il fondamento di un giudizio definitivo. Come soggetti di esperimento vennero impiegati due militari già adoperati per un più lungo periodo di esperimenti sulla alimentazione normale e quindi abituati a non mangiare che la razione alimentare che veniva loro giornalmente fornita, a consumarla tutta, nonchè a ra-ccogliere con cura in appositi recipienti ben puliti e lavati tutte le deiezioni delle 24 ore. Anche durante i pochi giorni di alimentazione con pane di soia., come già. nel periodo sperimentale precedentemente eseguito, essi si recarono presso il reggimento per prendere parte alle istruzioni giornaliere, fruirono della libera uscita (sempre accompagnati da un graduato) e in una p arola continuarono nella vita abituale di guarnigione. n periodo di alimentazione con la sostituzione nella razione normale del pane miscelato con farina Berczeller al 15 % al pane regolamentare di tre giorni : l'ultimo giorno fu considerato come giorno di esperimento e si procedette all'analisi chimica della razione, delle feci e delle urine. Il raffronto fra l'assorbimento della razione totale e i singoli componenti nei giorni di alimentazione normale e nel giorno di alimentazione con la sostituzione del pane miscelato con soia ha dato i seguenti risultati: 1o Solilato D. M.
Assorbimento totale .. . ............ . Sostanze azotate - assorbiwentç~ ... . Sostanze grasse - assorbimento .... . . Sostanze idrocarbonate - assorbimento 2o Soldato G.
Assorbimento totale ..... . ... . . . .. . . Sostanze azotate - assorbimento .. . . Sostanze grasse - assorbimento . . ... . Sostanze idrocarbonate- a ssorbimento
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oon alJ.mentazione normale
con
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alimentazione a pane eola %
95.88 88 86 98.10
92.92 82 (- 6) 54 ( - 32) 97.19
con alimentaz. normale %
alimentazione a pane eola
95.53 88.38 87 97.57
95 89 0.62) 82 (- 5) 96.48
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Il peso dei d ne militari in esperimento rimase. presso a poco stazionario nei giorni in cui venne combinato il rancio con pane di soia. La razione distribuita risultò, nel giorno dell'esperimento, ricca di sostanze proteiche (gr. 163) e di carboidrati (gr. 650). L'assorbimento delle sostanze proteiche fu rispettivamen'te dell'82 e 89 % con una media fra i due dell'85-80 %, nel periodo invece <li esperimento con alimentazione normale l'assorbimento àelle proteine era stato in media dell'88 %· Si è pertanto verificata una certa diminuzione nell'assorbimento delle sostanze proteiche facendo uso del pane miscelato con soia 13erczeller ossia si è avuta una. maggiore eliminazione di azoto per le feci.
RELAZIONE CIENERA.LE SULLA SOIA, ECC.
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313
Quanto al bilancio dell'N si ha cbe dW'ante l'alimentazione ordinaria, ma con pane di soia, il soldato D. M. ba avuto un bilancio attivo di grammi 4.32 di N pro die, il soldato G. di gr. 6.42 con una media irs. i due di gr. 5.37 di N. Si è perciò verificato poco divario nei riguardi del bilancio dell'azoto introducendo nella razione H pane miscelato con soia Berczeller. Notevolmente inferiore invece è stato l'assorbiment o dei grassi perchè da una media dell'86,5 %si è scesi a una media del 68 %· I due militari sono stati anche sottoposti per un giorno al vitto ridotto a solo gr. 700 di pane miscelato con soia, e anche in questa prova si è avuta una diminuzione nella percent uale di assorbimento delle sostanze proteiche e molto più accentuate nell'assorbimento dei grassi che è sceso al26.60 %· Se si fa un raffronto con i risultati ottenuti con le altre farine di soia sgrassate, sembrerebbe cbe la conservazione delle sostanze grasse nella farina Berczeller non avesse in pratica quei vantaggi che l'A. si ripromette teoricamente. Ciò sarebbe anche in rapporto con le differenze constatate dalla Commissione nella digestione artificiale con succo gastrico, poichè le percent uali di digeribilità delle proteine sono state rispettivamente del 73 per la farina integrale non sgra ssata e del 91-97 per le farine disoleate. •
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Giorllalt eU medicina militare. - Fase. v- VI.
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RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC •
CONCLUSIONI l 0 La coltivazione della. soia in lta.lia merita di essere incoraggiata
in vista della utilizzazione dei suoi derivati, quali l'olio grezzo per uso industriale e raffinato per uso alimentare, il latte, la caseina vegetale, i surrogati di caffè e di cacao, eventualmente come legume secco in seme intero o i pannelli per il bestiame. La coltivazione italiana. della soia sembra alla Commissione anche di alto interesse militare per l'estrazione dell'olio al fine di ottenerne per saponificazione gli a.cidii grassi e la glicerina, di cui nell'ultima guerra fu avvertita la scarsità per gli usi bellici. 2o La coltivazione della soia, possibile in Italia e forse anche nelle nostre Colonie, è attualmente molto limitata, come limitato è il commercio dei semi, percbè l'attività industriale italiana si svolgeva, fino a poco tempo far, solo nella raffinazione degli olli grezzi importati. 3o La. Commissione, per esperienza. fattane, può confermare che l'uso del seme di soia. e della farina integrale non sgrassata nell'alimentazione
risulta. innocua per l'uomo e per alcuni animali (polli, uccelli, topolini). 4° L'analisi chimica centesimale della farina di soia integrale non sgrassata comparata con quella del frumento dimostra. : -assenza di a mido, circa 2 Y2 volte in più di sostanze azotate, 3,45 volte in più di cellulosa lignina, 12,4 volte in più di grassi.
5o I caratteri fisici e organolettici del pane fanno escludere senza altro la possibilità dell'impiego della farina di soia integrale non'sgrassata anche se lievemente t orrefatta nella miscela con farina di frumento. 6° Lo sgrassamento della farina e la sua innocuità sono i cardini del problema della utilizznzione della farina di soia per la panificazione in miscela con quella del frumento. 7° Chimicamente, i campioni di farina di soia .A. e B mostrano: a) di non contenere sostanze tossiche ; b) di non contenere i solventi usati per lo sgrassamento nella quantità. rivelabile entro i limiti di sensibilità delle reazioni chimico-fisiche attualmente note..
so Dei solventi finora usati le Ditte banno inviato: a) la ditta A un campione di tricloroetilene; b) la ditta B un campione di benzina di pet rolio. n t ricloroetilene non si è dimostrato puro all'analisi, e sebbene non s.ia stato possibile svelarlo nella farina con i metodi di oggi in uso (conclusione 7, lettera b), data la possibilità che nella farina stessa permangano t racce anche minime di questo solvente, la cui costituzione chimica e provenien za. industriale è causa di timore nei riguardi della sua innocuità, la Commissione ritiene che esso non debba essere impiegato per lo sgrassamento della farina.
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
315
La benzina di petrolio, con punto di ebollizione .non superiore ai 90° U., quale è quella presentata della Ditta B sembra, allo stato attuale della. questione, un solyente adatto per lo sgro.ssa.mento della farina di soia.
9° La. farina A. all'aspetto, si presenta migliore di quella B : dal punto di vista analitico .non vi sono però fra i due tipi differenze sensibili, sebbene la farina B offra qualche requisito migliore. 10° Sembra possibile con metodi chimici, chimico-fisici e biologici, di poter ottenere elementi di giudizio per stabilire la presenza di farina di soia nella farina di frumento e specialmente in quantità superiore allO %· 11° Dal punto di vista biologico, per le ricerche di esperimenti di alimentazione con pane miseelato con farin a di soia al 10 % A. e B eseguiti per un breve periodo di tempo su ufficiali e militari di truppa del Presidio di Firenze, la Commissione ritiene che i suddetti tipi di farina di soia possano essere aggiunti, nella proporzione del 10 %, alla farina di frumento per la confezione del pane fiel soldato. 12° Altra applicazione molto importante sarebbe l'impiego della farina di soia sgrassata nella confezione di paste alimentari, nelle quali essa avrebbe il notevole vantaggio economico di rendere possibile la pastificazione usando grani teneri anzichè i comuni semolini di gt•ano duro. Questo la Commissione ha potuto constatare esperimentalmeute servendosi di un pastificio civile, ottenendo pasta al 10 % di buoni caratteri fìsicoorganolettici e resistente alla cottura per venti minuti. 13o Dal punto di vista fisiologico, non si è rilevata apprezzabile differenza fra i due tipi di farina presentati all'esame della Commissione. Restano però dal lato igienico, le riserve di ctù al n. 3 nei riguardi del solvente impiegato dalla ditta A. 14° La farina. presentata dal dott. Berczeller, dal punto di vista economico e forse anche da quello alimentare, non presenta requisiti tali da doverla preferire a quelle di produzione italiana. 15° Considerando l'aJ.ta importanza che, secondo le moderne vedute scienti:fìche, può assumere in una alimentazione protratta (sopratutto tipo obbligatorio quàle è quella del soldato) qualsiasi fattore, anche in apparenza trascurabile, la Commissione è del parere che prima di adottare l'impiego continuato della farina di soia nella panifìcazione militare, sia opportuno istituire un periodo di prova pratica di alimentazione, facendo uso di pane miscelato, non inferiore alla durata di tre mesi. D etta prova dovrebbe aver luogo presso reparti di truppa dislocati in territori diversi (Italia settentrionale, centrale, meridionale, insulare) sotto la sorveglianza degli Ufficiali medici dei Corpi e delle Direzioni di sanità dei Corpi d 1armata allo scopo di rilevare ogni inconveniente cui eventualmente potesse dar luogo l' uso prolungato di farina di soia. 16° Qualora l'Amministrazione militare venga nella determina:>;ione di acquistare dal commercio la. farina di soia per impiegarla, in miscela con quella di frumento, per la confezione del pane del soldato, sarà opportuno che i periti chiamati a stabilire il prezzo di acquisto, tengano presente:
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316
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
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a) la provenienza dei semi, se cioè di produzione italiana. od importazione dall'estero; b) cbe la farina si può considerare come un sottoprodotto della lavorazione del seme, inquantochè l'industria estra.e da questo olii di valori commerciali.
LA COMMISSIONE:
Il capitano medico Gumo FER~I, membro ; TI maggiore chimico farmacista GIUSEPPE CAPPELLI, membro; Il tenente colonnello chimico fa.rma.cista RoMOLO OERRUTI, membro. Ù. MAOOIOR GENERALE MEDICO PR.ESIDENTE :
GIOVANNI MIDrlMO
Firenze, 23 febbraio 1927, Anno V.
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ALLEGATI
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318
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RELAZIONE GENERALE SULLA .'>OJA, ECC.
ALLEGAT O
N. 1-a.
FATTORIA F ERRI
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BoRoo ALLA CoLLJNA (AREzzo)
Borgo alla OoUina, 24 ottobre 1926
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RELAZIONE SULL'ESPERIMENTO DI CULTURA DELLA SOIA. L'esperimento venne eseguito a Borgo alla Collina. (Arezzo), altezza sul livello del mare m. 450 circa, in località detta. « Lo Scasso •· Terreno prevalentemente calcareo, s ituato in Colle, esposto a. sud-ovest. La. coltivazione occupò una super· fìcie di metri qundri 144. I semi ricevuti appartenevano alla varietà fornita dal marchese Marignoli (gialla.) ; essi vermero posti in un campo precedentemente coltivato a grano, previa. lavorazione normale della. steccia., e senza. alcuna. concimazione supplementare. Furono disposti nel terreno a. coppie distanti l'una dall'altra 40 centimetri, e in varie file distanti l'una dali 'altra cm. 60. La seminagione avvenne il 16 luglio 1926 ; la germoa:liazione si iniziò il 24 luglio. A germinazione completa si notò circa il 18 % di fa.llanze. È da rilevare che, poichè i semi si presentarono molto secchi e in parte raj!grinziti, si giudicò opportuno di esperimentare a. tenerne immersa una piccola part-e in acqua per 24 ore, allo scopo di facilitarne la germogliazione. Ma questo trattamento non si dimostrò utile in pratica, poichè su ventiquattro coppie di semi tenuti in acqua, solo sei germogliarono. La fioritura si iniziò nell'ultima decade di agosto; i fiori, molto piccoli, erano di color malva, di forma simile alla bocca di leone. La coltivazione non sviluppò in modo tmiforme, poichè le piantino non p resentavano cont-emporaneamente lo stesso grado di vegetazione. A sviluppo completo le piante raggiunsero una. altezza media. di m . 0.36. E sse presentavano uno stelo robusto, provvisto di peli, e vari ordini di foglie, a.
forma. la.nceola.ta, a contorni lisci, con la. faccia superiore glabra e la. inferiore pe-
i
losa. Non vi fu bisogno di sostegno. Ogni pianta presentò in media 29 baccelli, ognuno dei quali conteneva, in media 2 semi e mezzo. Anche i baccelli, specialment-e fìnchè rimasero allo stato erbaceo, erano provvisti di peli. La maturazione si iniziò il 15 ottobre, segnalata. da un ingiallimento di foglie che cominciarono a cadere. S i praticò allora la raccolta. n seme ricavato si presenta. abbastanza. uniforme, di colorito giallo, simile nella forma. e dimensioni ai fagioli detti dall'occhio. Trattandosi di terreno coltivato a mezzadria, l'esperimento non import ò spese speciali ; si presume però che la spesa per una simile coltivazione non debba. essermolto importante, non richiedendosi concimazioni nè lavorazioni JPart.icola.ri, eccetto le sarchiature e rinca.lzature. Nel complesso l'esperimento, p ur es.c;endo troppo .Piccolo per avere un significato definitivo, ha però dato resultati incoraggianti. E da tener presente che per varie circostanze (ritardo nella maturazione del grano e nel ricevere la soia., andamento avverso della stagione) la semina. avvenne in epoca notevolmente posticipata su quella norroale, ciò cho non mancò di influire su tutto il ciclo di veget-azione.
L'Agente p A.OLO
. • L
TRAMONTI •
319
REL A ZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECO.
ALLEGATO
N. 1- b
P ROPRIETA CAPPELLI CEcm A (LrroRNO)
ESPERIENZA DI COLTIVAZIONE DELLA SOIA. Località dii semina . . . . . Situazione ........... . . Natura del terrll1W .. .. . Varietà del seme .. .. .. . Tempo della semina . . . Latwazione del terreno . Metodo della semina . . . Data della semina .. . . . Inizio della germinazione Fallanze . . . . . . . . . . . . . . Fioritura . • . . . . . . . . . . . Vegetazione ....... . .. . . Maturazione ....... .. . Fruui(u;az·ione ... . .... . Qualità del seme . .. . . . Proposte .... .. ... · ... ·
Cooina, Palatino, Marina. Pianura, circa l O metri sul livello del mare. Calcarea. Giallo I ngegnoli. Dopo la raccolta. del grano. Rottura della steccia senza concimazione. A coppia e distanza di cm. 50 in file equidistanti cm. 50. 20 luglio 1926. 28 luglio 1926. Circa il 5 %Inizia.tasi il . 21 agosto. Buona ed abbastanza uniforme. Le piante avevano un'altezza di circa cm. 50, robuste, provviste di peli, con foglie la.nceola.te, inferiormente pelose. 18 ottobre, accompagnata dalla caduta delle foglie ingiallite. . Circa una trentina di baccelli pelosi per pianta con due o al più 3 se mi per ognuno. Giallo brillante uniforme. · La. semina. della soìa. dovrebbe avvenire subito dopo la raccolta del grano affincbè il ciclo di vegeta· zione della. pianta. si completi nella prima quindicina. di settembre, in questa regione, e&-posta. a. p iogge abbondanti nell'ottobre, ed a freddo, che comprometterebbero la ma.turazione. Ritengo la coltivazione della. soia utile all'agricoltura. ed all'economia della. Nazione.
Cecina, 18 ottobre 1926
320
RELAZIONE GENERALE ~ULLA SOIA, EOO.
ALLEGATO N. 14:
DOTTOR FILIPPO BETTINI lEsr (ANCONA)
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ESPERIENZE DI COLTIVAZIONE DI SOIA (Sola hisplda).
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Varietà seminata.- Soia. gìé.lla (Ottàvi). Soia. nera (Ottavi). Soia verde (Inge· gnoli ). Soia. gialla. (lngegnoli). Terreno . . . . . . . - Terreno di piano alluvionale recente, argilloso calcareo, medio impasto, non irrigato. Concimazione . . . - Buona. concimazione letamica normale. Semina ........ - A solchi equidistanti cm. 80 eseguita il 16 luglio. - Data la stagione estiva. e siccitosa. per favorire la nascita, al 4° giorno della. semina fu eseguita una prima. innaf· fìa.tura, ripetuta. dopo alti·i quattro giornL Al 20o giorno circa della semina fu anche eseguita una zappaturn. j Nas~ita.... ... . . Dopo circa otto giorni si è verificata. la nascita del seme, varia a. seconda. delle varietà. Ottima nascita si è constatata nel seme di Soia gialla (Ingegooli) e Soia nera (Ottavi) na· scita discreta nella. varietà verde (Ingegnoli). Poca. nascita nella varietà gialla (Ottavi). Svi'buppo ...... . - Egualmente vario secondo le varietà. Nella. Soia. gialla (Ing.) si è constatato uno sviluppo mediocre. Nella varietà nera. (Ottavi) lo sviluppo invece è stato buono. Nella varietà. verde (Ing.) si è avuto il migliore sviluppo. Oggi 25 ot· tobre, a. 90 giorni dalla semina, le piante misurano circa 40 cm. di altezza. Nella Soia gialla (Ottavi) si è constatato il minore sviluppo della pianta, rispetto alle altre varietà sperimentate. Fior-itura ...... . - Circa il 20 settembre le piantine di soia delle quattro va.· • rietà. sperimentate erano in piena fioritura, pitl abbon· ~ante m quelle di maggiore sviluppo. Fruttificazione .. - Inizio.tasi circa alla fine della prima. decade di ottobre, non è giunta ancora a rnaturazione (25 ottobre) in nessuna delle varietà, dopo 90 giorni dalla semina. Pertanto si è con· statata una fruttificazione abbondante nella varietà. gialla (Ingegnoli) pure abbondante ma un poco più tar· diva nella varietà nera (Ottavi) ed egualmente abbon· dante nella Soia verde (Iugegnoli). Al contrario si è avuta poca fruttificazione nella Soia gialla (Ottavi). Riassumendo in uno specchietto le fasi vegetative delle 4 varietà si hanno i seguenti dati : Soia gialla (Ingegnoli). - Nascita ottima, sviluppo mediocre, fruttificazione abbondante. Soia nera (Ottavi). - Nascita ottima, buono svilui>po, fruttificazione tardiva abbondante. Soia verde (Ingegnoli). - Nascita discreta, ottimo sviluppo, fruttificazione abbondante. Soia gialla (Ottavi). - Poca nascita, poco sviluppo, poca fruttificazione.
RELAZIONE GENEitALl!l SULLA. SOIA, ECC.
Oauae nemiche -
231
In genere le piante non sono s tate danneggiate da alcun parassita vegetale, nè seriamente attaccate da alcun animale. C01!8"iderazwni generali. - L'esperienza benchè accuratamente fatta può dare scarsi risultati e ben poco può dimostrare, principalmente per una causa.. • La. semina eseguita troppo tardi ». (16 agosto). La Soia., molto simile per la. coltivazione al fagiuolo, ha una durata di vegetazione che varia dai IlO ai 140 giorni e richiede per il suo completo ciclo vegetativo, come qualsiasi altra pianta, un dato numero di calorìe. Ora, benchè la stagione nel trascorso periodo (metà agosto-fine ottobre) sia stata. normale e piuttosto calda, pure la soia seminata alla metà di agosto difficilmente potrà giw1gere a. maturazione per mancanza. appunto di calore, e forse le piante infradiciera.tmo sullo stelo senza portare a maturazione il seme, o se questo avverrà, il se me s tesso safÌ). ce rto poco sviluppato e striminzito. Pertanto l'esperienza. continua tuttot·a. e saranno in seguito inviati i risultati definitivi riguardanti appunto la maturazione. E prova di ciò si ha nella medesima esperienza eseguita a. Sinigallia in terreni più freschi, se mpre di pianura, a. clima alquanto rigido. Con semina eseguita a metà di agosto, le varie piante non sono giunte alla fruttificazione del prodotto. ma sono cresciute stentatamente con scarsissima. fioritura e fruttificazione abortita. quasi totalmente. Si è creduto opportuno inviare una. pia.ntina. di ciascuna. varietà per la constatazione più esatta di quanto sopra. Naturalmente si sono scelte nella coltivazione le piantino che all'incirca rappresentavano il tipo medio. Si è pure inviata una pia.ntina di Soia (Soia hispida) perfettamente giunta a. ma.turazione, coltivata in tetTeno argilloso calcareo di pianura., poco l ungi da quello ove fu eseguita. l'esperienza. Detta pianta fu tolta da una. coltivazione fatta in una colonia di altra amministrazione: non si conosce l'esa.tta provenienza del seme, di color nero, nè esattamente può dirsi se la varietà appartenga alla cosiddetta Soia da foraggio, poichè nella. zona questa pianta. è quasi sconosciuta.. Pertanto di quest'ultima coltivazione, della. quale si è inviata una pia.ntina giunta a. maturazione, qualora possano interessare, si hanno i seguenti dati approssimativi: La semina fu eseguita i primi di maggio e trattandosi di cultura sperimentale, f':' eseguita pochi giorni dopo una inna.ffia.tura. La nascita ebbe luogo circa dopo lO g1orni. Le piante erano in piena fioritura alla fine di luglio, ne seguì una buona fruttificazione, mentre la completa ma.turazione del seme si verificò soltanto alla fine di settembre, cioè dopo un ciclo vegetativo di circa 150 giorni. Qualora possa interessare, si sarà ben lieti di esegui.r e esperienze più complete ed esatte nell'anno venturo, purchè il seme sia fatto pervenire in tempo. Si potranno cosi rifare le semine in diversi periodi, per constatare quello più conveniente ~ opportuno, anche a. seconda delle rotazioni agrarie, poichè sarebbe di grande ~teresse se si potesse coltivare la Soia come coltura intercalare, tra un prodotto e 1,altr~, dato il suo breve periodo vegeta.tivo, per esempio nel maggio, dopo tolto erb~to, con semina a fine maggio e maturazione ai primi di ottobre, a cui subito seguirebbe il grano ; ovvero tolto il grano a fine giugno nell'apprezzamento desti:to ad erbaio con semina ai primi di luglio e maturazione a. fine ottobre, a. cui conmporaneamente seguirebbe l'erbaio. li ll tutto per il progresso della nostra agricoltura, per l'amore della nostra Itaa., oggi più bella. e sempre più grande.
1
I ui, 25 otto&re 1926.
322
RELAZIONE GENERAL"E SULLA SOIA, EOC.
ALLEGATO
N. l-d
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CO?\TVENTO DI S. FRANCESCO FIESOLE
Località . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Caratterietiche del terreno ... ... Varietà de1 8emi . . . . . . . . . . . . . -
Dma della 8emina .. . • . . . • . • . Data deUa germogliazione . . . . . Ducriz1one della pianta . . . . . . . -
Dala deUa fì,ori.tura... . . . . . . . . Data deUa maturazicne
-
Q·u antità media di 8emi per ogni bacca e per ogni pianta . . . . .
Se il terrett.o è 8tato concimat o Spua per la coltivazione ...... -
Fiesole · S. Francesco, a. metri 345 sul livello del mare, esposto a. tramontana.. · Terreno di riporto poco profondo. Ma.rignoli gialli - Ingegnoli gialli • Ottavi gialli · Ingegnoli verdi - Ottavi neri. 19 luglio 1926. 27 luglio 1926. Piante alte da l 5 a 20 centimetri, robuste, con foglie lanceolate, pelose sulla faccia soia. La pianta non ha bisogno di sostegno. 20 agosto 1926. Nella prima quindicina di ottobre maturazione dei semi di soia delle varietà: Mari· gnoli, lngegnoli gialli, Ingegnoli verdi. E nella seconda quindicina di ottobre quelli : Ottavi gialli, Ottavi neri. Da 2 a 3 semi per bacca, 15 semi per pianta nelle varietà Marignoli gialla e Ingegnoli verde ; 60 semi per pianta nella Yarietà lngegnoli gialli. No. Nessuna.
Fiuole, San Francuoo 20 ottobre 1926.
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P . PIETRO GHEZZI o. F. M. Fie8ole San Francuw.
Prodotti utiU che si possono ricavare daJJa Sola. PIANTA
Pascolo Foraggio f Fertilizzanti Alimento
~ Fagioli freschi . .
.......
Insalata Contorno
Fagioli bolliti
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Fagioli secchi . . . . .
cotti a l forno abbrustolì ti Minestra Surrogati di caffè » di cacao » »
Latte vegetale
SEMI Glicerina Acidi grassi E splosivi Smalti Vernici Stoffe impermeabili Linoleum
~ Olio . . . . . . . . . . FARINA
Pane per diabetici Pane per bambini ) Pane Paste alimentari BiSO()tti Dolci
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Al.r.J;;GATO N. 2.
Prodotti alimentari
Latte fresco • condensato • in farina Latticini Fresco St-cco Formaggio Affumicato Fermèntato
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l Olio commest.ibile
J Surrogati del burro . 1 » del lardo { Grassi idrogenati
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Simil celluloide Galati te Colori molli Sapom dtlri
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Surrogati del.la. gomma Inchiostri da stampa liluminazione Lubrificante
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324
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RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECO· ALl.EGATO N.
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Sezione trasversale di un seme di Soia
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Farina Soia 8
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6.70
6.61
2.60
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1.04 s. azotate
grassi
s. estrattive non azotate
fibra greggia
ceneri
326
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA., ECO.
ALLEGATO N. 6.
RISULTATI DEGLI ESPERIMENTI DI ALIMENTAZIONE. l. -UFFICIALI
PRIMO PERIODO SPERIMENTALE
Alimentazione con vitto normale 15 - 16 - 17 OENNA.IO 1927 15 gennaio:
Pressione barometrica in mm. Hg. 7415.7. Temperatura : Max. 10,2 - Min. 6 - Media 8,1. 16 gennaio:
Pressione barometrica: 743.6. Temperatura: Max. 9,6 - Min. 5,4 · Media 7,5. P ioggia in mm. 6. · 17 gennaio:
Pre!!Sione barometrica 744.6 Temperatura: Max. 10,2 - Min. 4,4 - Media 7,3.
Valori medi complessivi sull'assorbimento Razione totale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8li. 82 % Sostanze proteiohe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91 . 86 %
Grassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92 .40 % Idrati di carbonio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98 .16 % Sali anidri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82 . 64 %
326
RELAZI ONE G ENERALE SULLA S OI:A, E OC,
Dati relativi all'assorbimento e Immagazzinamento. SOTTOTENENTE MEDICO DI COMPLEMENTO C. DOTT. S. Classe 1901. D istr etto Trapani- a.ltEr.~:za. m. l, 70, - peso kg. 63,500 - superficie corporea. (ca.lcole.ta.
colla. tavola. eli D ubois) mq. l , 75.
•
Razione inger i ta
Sostanze. assorbita
F,e et gr.
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95.62 117. 50 96 . 38 99 .73 90.53
1.13
0 . 95
86 . 51 131. 62 ll .50 80.57 97.66 64.35
8 -
l
15 gennaio 1927.
Acqua. ......... . Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di C.. . ... . Sali anidri .. . . .. .
2719 2026. 74 124.06 68.25 475.48 24.47
28 17.65 5 .43 2. 47 1.28 2.29
2000 118 .63 65. 78 474.20 22. 18
16 gennaw
Acqua. ... ... ... . Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di C...... . Sa.ti anidri ...... .
2846 2046 .27 165.43 68.02 531.84 34.44
235
171. 43 22.31 13.21 12.33 15.72
1800 143. 12 54.8~
519.51 18. 72
17 gennaio Acqua ... . .. .... Sostanze proteiche Grassi ........... Idrati di C....... Sali anidri .......
2555 1825.54 143 75 56.72 493 .48 35.51
25 15.58 3.12 1. 60 2.85 1.85
1540
140.63 55. 12 490.63 33.66
97 . 82 130.87 97. 17 99.42 94 . 62
9.76
6 . 23
-
.M edia dei 3 giorni
t '
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Acqua ..~ '\ . ..... Sostanze t rroteiche Grassi . .......... Idrati di C.... .. . Sali anidri ... . ...
2707 1966 .10 144.75 64.33 500 .20 31.67
96 68 . 22 10. 31 6.67 4.18 6.62
713. 17
96 .26
134.44 57.66 496.02 25.05
93.31 129.06 91. 37 98.93 79.83
1780 5.38
4-
327
RJ::r..AZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
So'l"l'oTEN:ENTE cHIMico FARMACISTA DI cqMPLEMENTO N. DoTT. D. - Classe 1902- Distretto Firenze- p eso kg. 65 - altezza m. l ,70 - superficie corporea mq. 1.80. Razione Ingerita gr.
Feci gr.
Sostanza assorbita
blmento
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l 5 gennaio 1927
Acqua· .... ...... Sostanze proteiche Grassi .. ...... . . . Idrati di C.... . . . Sali anidri .. .... .
2719 2026.74 124. 06 68.25 475 .48 24.47
206 159.58 18.94 7.60 13.74 6 .14
1540 105. 12 60.65 461.74 18.33
84 .73 75.06 30.06 28 .50 88.861 97 .Il 74.90ì
16 gennaio
Acqua. . . .... .. .. Sostanze proteiche G rassi .. ... ..... . I drati di c.... ... Sali anidri .......
2846
54
2046 . 27 165.43 68.02 531.84 34.44
39.02 6. 62 1.48 @.06 1.82
1750 158.81 66.54 526.78 32.62
95. 9!1 136.68 22.13 13.93 97.85 99.04 94.55
17 gennaio
Acqua. .. . ...... . Sostan ze proteiche Grass i .......... . I drati di C .. . . . . . Sali a.n idri . . . .. . .
2555 1825 .54 143.75 56.72 493.48 35.51
115 73.79 13. 44 3.61 19.51 4.65
1800 130.31 53 .11 473.97 30.86
90.65 121.50 93.63 96.03 86.92
8.81
6.76
Media dei 3 giorni
Acqua. Sostanze proteiohe Grassi ........... Idrati di C.. .. .. . Sali anidri ....... ••
o
•
•
•
o
o
o
•
2707 1966.1 0 144.75
64.33 500.20 31.67
125 90.79
706.96
95.39
1697
13
131.75
90.42
111 2u .75 •1 6. 39
60.34 487.40 27 .47
93.44 97.39 85.45
3.99 12 .so 4.20
328
RELAZIONE GENE RALE SUT.LA SOIA, ECC.
Bilancio dell'azoto.
DATA
Razione l ngerlta
N Ingerito
N tecl
N
N
assorbito
orine
gr.
gr.
gr.
gr.
gr.
Blla.nclo N
SOTTOTBNENTE MEDICO DI C'Oi\t:PLE:IlEYTO C. DOTT. S.
15 gennaio ..... .. ...
2719
19.85
0.87
18.98
18.80
0.18
16 genn.a io ..... .. ...
2846
26.47
3.57
22.90
21.06
1.84
17 gennaio ..... •...
2555
23
0.50
22.50
20.94
1.56
Media. ......... ... ..
2707
23
1.65
21.35
20.65
0.70
SoTTOTE.l'iENTE CHIMlco FARMACTSTA N. DoTT. D .
15 gennaio .... . . ...
2719
19.85
3.03
16.82
12.01
4.81
16 gennaio ... . . .. ..
2846
26.47
1.06
25 .41
21.87
3.54
17 gennaio .........
2555
23
2. 15
20.85
19.44
1.41
1\fedia. ....... ..•...
2707
23
2 . 08
20.92
17.75
3.17
329
ltEJ.AZI ONE GF.NERAX.f; SULLA SUIA, E('C.
SECONDO PERI ODO SPERIMENTALE
Alimentazione con vitto nermale ma con pane mlscelato allO % con farina di soia B.
28, 2fJ, 30 Gl::NNA tO 1927.
Condizioni rnetereologiche : 28 gennaio:
Pressione barometrica in rnm. H!!. 762. Temperatura : Max. li ,6 · Min. J ,6 · 'Media 6,6.
29 gennaio: Pressione barometrico. : 7 58. Temperatura: Max. 10,2 - Min. 1,8 - Media 6. 30 gennaio : Pressione barometrica 752,3. Temperatura : Max. 2 - :\fin. 0.2 - Media l, 1.
Valori medi complessivi sull'assorbimento.
4
Razione totale
98
Sost. Proteiche
95.79 %
Grassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
95.56 %
Idrati di carbonio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
99.23 %
Sali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
91.49 ~~
- G ior11alc di mcdici•w mitilarc.- Fn~c. V-YI.
%
330 l;
ru:r, A.ZIONE GI::NRHAr,E SULLA SOIA, ECC.
~
Dati relativi 'tll'assorblmento e immagazzinamento.
•
t
::ÌOTTOTr::XEN'J'E MEDICO DI COlll'L~~~Ir:N".rO C. D OTT.
: ;.
nazione
•
ingerita.
.. •:'
l
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So<IMtza
A s.qor -
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blmento
gr.
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gr.
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S. =d .:S
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o. c.
gr.
l
l
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%
l
l
•
l
28 !/'' llwtio 19~7
Acqua ... ...... .
::>ostanze protei\:he Grassi .......... . Idrati di C . .. ... . Sali anidri ...... .
2890
14
222!}. 63 130:l7. Sii 407 . 6li 24-. S:i
!) . 41)
l . t!~ l).( l l l . 6fi
o. 15
1500 l 28 .1 2 :lì. 25
466:!4-.70
08.55 118. 12 JO -
7. 80
!}i). :l~
99 . ti4
HH.3!1
2!) !JI'Illl<lÌO
2675 Acqua. ......... .
1722.1 6
45 :H . 22
Sosta.n.ze prot.e icho Grassi ..... . . ... . Idrati di C ...... .
142.04
4.3U
75.97
l. 8:1 5.10
()\)8 . 17
na. 92 150. 31 -12.63 9i.G9 99.2i
2 .49
29.07
92 .11
Sali anidri ...... .
703.27 :31.56
1440 1:37 . 68 74.14
:30 (/C' IIII(liO
Acqua ......... .
2810 :! 103.!;7
8
o.n4
1'~~ . :Il :;:1. ;J:l
1 -
4R;;. 0!1 l i. lll
Sostanze protciche Grassi ....... . .. . Idr1~ti di C.... .. .
i)3. Iii 4 Hti . o!l
0.34
St\li tmid ri .. .... .
J l .42
0.21i
149.2:3
1930
5. 4(i
99.35 141.12 9-I.34 99.79
7 . 19
4 .84
l . :li)
o. 97
H8.50
J/ (•e/ia
l
l l
2792
23.33
Acqua . ........ . Fìosta.nze prokiche Grassi .......... . Idra.ti di C ...... .
:WIS .4ii 14 0 .4:3
Jii. 3fi
iil\.41) !).)2. l l
~ali anidri . ..... .
24. Hl
766.48
98. 70
16 .27
2. ;)l i
137.87
!)$ . 27
1:36.52
O.H4 2 .li l
:):i.4fi
II(L i i
:349 . :)(1
!Hl.59
23.();)
9fi.ùli
o. !Hi
331
RELAZI ONE GENE.llALE SUI LA SOIA, ECC. SoTTO'J'ENENTE cHIMICO FARliiACJSTA coMPLEliiENTO C. DoTT. D.
Raziono Ingerita
Sostanza nssorbita
Feci gr.
gr.
l
0
c. c.
l
~~s
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O>
%
l
sr:! .... ""'
Orina
bimento
g r.
l
~.s
Assor·
~-Q
N
~a
N
lXI ~ gr,
l
%
l
28 gennaio
Acqua. ......... .
Sostanze protoiche Grassi ....... ... . I drati di C ...... . Sali anidri ...... .
2890 2229.63 13037.86 467.66
69 49.84 8.75 2. 12 4.82
24. .85
2 .07
2125 121.25 35.74 462.84 22.7t!
93.26 115.56 94.40 98.96
5.69
4.6
9 1 .69
29 gennaio
Acqua. . .. . ... . . .
s.osta.;tze proteiche Grasst .. ........ . Idrati di C...... . Sali anid1-i ...... .
2675 1722.16 142.04 75.97 70!3. 27 :31.56
1420
31
21.28 3.95 1.49 2.89 1.38
138.09 74.48 700.38 30.18
97 . 21 103.81 34.24 24.80 98 .06 99 . 58 95.65
:30 gennaio
Acqua ......... . Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di <;...... . ::>ali anidri ... . . . .
2810 2103.57 149.25 53.67 486 .09 17.42
124 90 .0fl 14. 62 4 .92 9.32 5.05
1470 134.63 48.75 476.77 12.37
89.51 106.56 28.07 20.78 90.64 98.08 71.01
1\!Iedia
2792 Acqua ......... . . Sostanze proteicho Grass1. .... . ...... Idrati di C Sal i anidri : ...... ······
2018.45 140.43 56.40 552.11 24.61
74.7 53.74 9.10 2. 84 6.1 9 2. 83
752 .59
97 .30
131.33 53 .56 ii45.92 21.78
93 . 32 108.64 22 .64 17.22 94 . 3G 98.87 86. 3:3
1672
.l~·.
332
HELAZ:ION~; 01•;/H:ttALF.
SULLA SO I A1 ECC
Bilancio dell'azoto.
DA T A.
Ra.r&iune i nger i Ln
N
K
K
ingorito
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l\'lsorhito
r\ or l n e
gr.
gr.
gr.
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gr.
B llanclo N
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l
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::ÌOTTOTJ::!S J;N'J'Jìl
~l EDI CO
c. Do'IT. ti.
28 gennaio . ... . ....
2890
20.80
0.30
20.50
18.90
1.60
29 gennaio ....... . .
2675
22.74
0 .70
22.04
24.05
2. 0l
30 gennaio . ........
2810
2:3.S8
0 .15
23.73
22 . 58
1. 15
M edia . . . . .. .......
2792
22 .47
0.41
22.06
21. 84
0.22
SOT'1'01.'<:N'J::NTI'l Ol!IL\II l:O F -\IUIA.C lS"l'A ~. DOTI'.
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t
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D.
28 gennaio .. . . .... .
2890
20 . 80
1. 40
19 . 40
18. 49
0 .91
29 gennaio .. . . .. . ..
2675
22.74
O.l:i3
22 .11
1G . 6l
5.50
30 gt'nnaio . . ... ....
28 10
23.88
2.34
21. 54
17. 05
4. 40
Media. .. . . .. . .• . . . .
2i 92
22.47
1. 46
21.01
17. 38
3.63
333
RELA ZIONE OElU:RALF: SULLA S OIA, ECC.
TERZO PERI ODO SP ERIMEKTALE
AJimentazJone con vitto normale ma con pane mlscelato allO % con farina di soia A. 7, 8, 9 'f'F.Btll!AIO 1927.
Condizioni metereologidte : 7 febbraio:
P ressione barometrica in mm. Hg. 754.6. T emperatura: )fax. 7,6 . Min. 0,2 . Media 3,9. 8 febbraio : P ressione barometrica : 755,7. T emperatura : )lax. 5,3 • )Iin. 4,4 - :'lledia 4,8. 9 febb raio:
P ressione barometrica. 762,8. Tempera t ura: Ma.x. 6 . Min. 2,8 . :\Iedia 4,2.
Valori medi percentuali sull'assorbimento.
.. .. . .. . .. . .. . ... . . .. .. . .. .
97,4
Sosta.uze p rotei che . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
94, 1
Gra..~i
97,6
l dra.t•1 d.1 car b onto . .......................... .
98,9
Sali anidri
89,2
R azione
totale
..l ~ ]l
l ' i
334
• l
1\ELAZJONt.: G ENERALI~ SULLA. SOIA, ECC•
l
l; ' ll' l
Dati relativi all'assorbimento SoTTOTENENTE ~morco C. Do-rr.
l
..'• :
::l.
.: l l
'
.l ..! :l.
l
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Razione Ingerita
Feci
gr.
&'r.
Sostanze. 11ssorblta
Assorbimento
g ..
%
·' l •: l
l :
l
. .' l
• l
7 f eubr.a.io 1927
. .'' .!
Acqua .. .... . .... Sostanze proteiche Grassi . .... ... . .. Idrati di C. ...... Sali anidri .. .. ... .
2770
230
2058.65 122.94 58.45 504 .21 25.75
206.7!) 9.7:) 2.43 :l. !:IO i. l t)
96.74 113 . l H
92.1
5(\ .02
95.9
51)(}. 31 18.6ii
99 . 3 97 . 3
8 febbro io
Acqua ......... . Sostanze proteiche Grassi .. . .. .. ... . Idrati di C.. .. . . . Sali anidri . . .. . . .
2800 2103.08 140 75.02 455.58 26.32
95.8
143
u:L 44
13.21 l. 'iO
10.67 3. !lS
126.79 73 . 32 441 . 91
!10.5
:?2 . :14
84.8
97.5 97. 7
9 febbra io 2360
Acqua. ...... . .. . . Sostanze proteiche Grassi . . ...•.... I drati di C...... . Sali ........ . .. ..
99.8
3
2.13
1679.84
o. 31
115
0.04 0.35 ~3. 75
:34 . 04
485.40 25 . 72
114.69 ;)4
485.05 21.97
!:19.7 99.3 $19.9 85 . 5
1\l('dia 125.33
AC4U8. . . . . . • . . . .
1947.59
107.45
677. 813
Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrat i di C...... .
126
7.81
G2.50 481.7 J 25.93
1. 3!:1 4.97
119 .1 9 61. 11
476.74
3. 75
22.18
::lali .... . ....... .
•
l
~
l
'
97.4
2643.33
!14. l
ll7. G 98.9
89.2
N. B.- E~;sendo 1\IICl>\lO JlCI'dllf.O l OOIIIIIi(>llO d'OI' ÌilB, DOli il stato posslblle stabilire la Quantità di N metabollzzeot a, n ll, Quindi, co onr>llnre Il bilancio dell'Azoto.
RELAZIONE OF.NERALE SULLA SOIA, J::CC.
II. -
MILITARI DI TRUPPA.
PRI:l\10 PERIODO SP ERIM EN T ALE
AUmentazione con rancio normale. 19, 20, 21 C:!::NN.UO 1927.
C01ulizi<mi metereologiclle : 19 gennaio: Pressione barometrica in rnm. Hg. 743.2. Temperatura: 1\lax. 9,4 · )fin. l ,8 · :\[odia 5,6. 20 gennaio l 027 : Pressione barometrica in mm. H g. 73!1. 7. Temperatura: Max. 13, :\:lin. 3,2, :\[t•dia. 8, l. 21 gennaio:
Pressione barometrica in mm. Hg. 742,5. Temperatura: Max. 10,2, :11in. 5,2, )fedia 7, 7.
Valori medi complessivi sull'assorbimento.
%
Raziono totale ....... . .. . ... ... ....... .
94,8
Sos tanze proteicho . ....... . ........... .
87.53 %
c fl\8.'<1. ••.•••••••• . ••.••••.••.•••••••••
86.61 %
Idrati di carbonio .... . ................. .
96.88 %
Sali anidri .. . . .. .. . .... . .......... . ... .
82.93 %
336
Rl'JLAZIONI;; OF:NgRALf; SOLt.A SOIA, ECO.
Dati relativi all'assorbimento e immagazzinamento. SOLDA'l'O 84° RECOtMENTO FANTERIA De -:\1:. G. - Classe 1906. D istretto Cagl iari. A ltozza m. 1,57 - peso kg. 54,800 - superficie corporea. mq. 1,5. Rnzìono ingeri ta
F ccl
t\SSOrbltn
g•·. .
gr.
gr.
l!)
Acqua. .. ..... ... Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di c....... Sali anidri .......
2270 1152.22 110. (jO 18 . 61 565.87 22.70
~
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l
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(JI'IIII.aio
2.8S 16 . 31 ti.3!l
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1927
187 14:). 80 15.62
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Orina
%
l
l
~ <! N' ..
Asso r· bi mento
Sosts•IJZA.
1300 94.98 15.73 549.56 16. 31
85.84 84.56 97 . 11 71 . 80
95.87 - 1.07
20 gennaio 2119
Acqua .. . .. . .. ... Sostanze proteiche Urassi .......... . I drati d i C....... Sali anidri .. ... ..
1143.67 11 9.09 :l9.62 474 . 23 42.38
325 288 . 37 16.44 5 . 5!\
3.5fi 11. Oi>
1400 102 . 65 34.0:l 470.68 31. a:1
86.10 85 . 88 99.25 73 . 92
95.37 1i.28
+7
l
l l
21 ge llll(t io
Acqua Sostanze proteiche Grassi ...... . .. . . I drati di c .. . .... Sali an i dr i ....... o
o
o
••
•
•
o
•
•
A cqua . . . ...... . .
. l
'~
)
Sostanze proteiche Grassi .. . . .. . .... Idrati di u.. . .. . . Sali anidri .. . ....
2170 151!) 10». 87 28.65 492. 0:~ 19.5:1
133 100.35 14.94 3. l (\ 10.48 4 .07
21~6.33
1504.96 113 . 19 28.96
1320 94.9:3 2ti .4tl 482.47 15 .41J
86.39 88.97 97.80 79.28
215 178 .17
644 .54
94 .6
15.1)7
!)7 . 5:!
:l.88
25.08 500.81 21.0:3
10.11 7. l i
86.33 86.47 98.05 75
95 . 69 -0.76
1340
95.50
2.02 + 2.07
RELAZIONE
SoLDATO
GENERAL~:
337
SU(.T, A SOIA, ECC.
84° R.EGQI:>JF.Nl'O FANT:t:RL·\ C . C. -
Cl &>>~e 1906. Dist·•·etto Avc r;;a.
Al tezza. J.Tl. 1,1)5, peso kg. 60,800, superficie corporea mq. 1,7.
.
oe
Razione ingerit a
Sostanza
F eci
assorbita
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Asso r · bi manto
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19 {/1'/l iW ifl }!)27. 2270 Acqua . . . . . .... . . Sostanze proteiche Grru;si ...... . .. . . Idrati di c....... Sali anidri .......
1900
11 52.22 J lO. 60
154 114. 6!l 17.87
1 8.61
3.36
565.87 22.70
14.65
!J2. 73 15 .25 55 1 .22
3.44
l9. 2fil
83.84
98.se -5.83
8 1 . 98
!'19.35 84.84
20 y enllaifl
Acqua .... . ...... ~ostanze proteiche Gre.io"i .......... Idrat i di ù ....... Sali anidri .. .. ...
2119 1443.67 11 9.09 39 . 62 4:74 .33 42 . 38
176 147 . 66 13 . 62 1).10 5.89 3.78
1370 105.47 :l4. 52 468.34 38.60
88 .55 87.30 !18.75
94. 19 ll .28 10 .69
9 l .OR
21 gennaio
Acqua ......... . Sostanze proteiche Ura.c;.~i Idrati cÙ. Sali an i d'l·i ... .. · .... ····
c· ..... .
Acqua ..... . ... . Sosta~e proteiche Ora.'lS1 Idrati <Ìi. Sali anidri : .· .. · · .· .. ··
c·.. .. ··
2170 1519 -
125 100. 75
109 . 87
9.07
28 . 65 492.95 19.53
2.90 9.59 2.69
218 .63 1504 .96 113.19 28.96 51 1. 02 28 . 20
151.7 12l.03 !3.50
1720 100.80 25.75 483 . 36 16 .84
!) l. 74
100
89 . 87 98 . 05 l:\6.22
650 .70
95 .5 1633 .33
99.6!) 25.17
88 . 0-l
3 .79
10.08 3 . 30
24.9(1
500.9
76.38 98.7 1 87.38
96.94
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0.78
2.7o
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338
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Sor,DATO 14° ltEO(llMJ.~NTO C.\\'At.r~t:<Hnmr F. G. -
Cla.""e 1906, distretto CefaHr. Altezza m. 1,65, peso k)!. H0,50U, superficie corp orea mq. l , 7 . Razione ingerita
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SosU\nza 1\SSOrbitn.
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Acqua ....... . . . Sol>tt\nze proteicho
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Idrati di C...... . Fiali anidri ....... J l
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637. 10
93.5
l 103 .33
98 .82 25.80
87.30 89.08
91.94
488.44
95 .58
24.04.
85.28
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RF:LAZIONJ:: OENEHAT.F: l"UJ.Là SOIA, EC().
A . - CJo.;;sa l!.)()(). Di~ t retto Forlì • altezza m. 1,65 · po.~o ks:;. ()2 • ~uperfìcie corpo•·eo. mq. 1,7. CAPORALE ]40 REGGIMENTO CA V.\LLIWGF:IU )[.
Raziono Ing e rita gr.
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Sostanza assorbila
At1<1or· l>lmcnto
gr.
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19 yemwio 192ì .
Acqua. ......... . Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di C...... . Sali anidri ..... . .
2270 1552.92 110.60 18.61 !i(i5. 87 22.70
1350
239 100
17.75 4.09 21.35 :) . 81
92.85
83 . 95 103.75 - 10.90
14.52
78 . 02 98.01 74.40
544.52 16.8!)
20 ge 11 1111 i.o
Acyua. ......... . Sostanza proteiche Grassi .......... . Idrat.i d i C...... . Sali t\Jlidri .. . ... .
2119 144:3.67 119. on :~9. 62
474.23 42.38
1430
164 1:39. 40 11.19
107.!)0
3.43 5.88
;j(l. 19
4.10
468.35 38.28
90 . 51 100 . 84 91.34 98.54 90.3:2
6.96
21 !]t'IIIWiO
2170 Acqua ......... . Sost.anza proteiche
Grassi ...... . I drati di C ... : : : : Sali anidri ..... . .
Acq na. . .. . . .
S~sta?-ze pro~i~i\~
Grasst .. . ... Idrati di C .. : · · · · Sali anidri . . . ·. ·. .· ·.
91
1210
151!)
67. tìl
109.87 28.65 4!)2.95
U.87 l. 71
100 2fi. \14
91. 01 107.37-7.37 94.03
9.32
1!).53
2.49
483.63 17.04
98.10 87 . 24
2186 .33
164. 7
649 . 11
95 .3
1504.% 113. 19
100.25 2ii.88
88.49 104 . 75 - 4.50
28.96
132.34 12.94 3.08
iill.02
12.21
28.:1.0
4. 13
4!1$.81 :t-!.17
98.21 84.07
F>7 . 79
.1330
6.45
340
RELAZIONI-:
OEN.EHAL~:
SULLA SOIA,
~JCC .
Bilancio dell'azoto. Razione DATA
lugeritn
!\ illl!orito
t e cl
N
N ""sorbito
N ori ne
gr.
gr.
gr.
gr.
gr.
Bilancio N
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::ÌOLl)ATO F .
20 gennaio 21 gennaio ... . .. .. .
2270 2119 2170
17.70 19. 07 17.58
3.20 0.96 2.74
14.50 18.11 14.84
13. 19 -;15.19 +
+
1.31 2.92 0.39
~Iedia .. . . ........ .
2186.33
18.12
2.30
15.82
14.23 +
l. 59
C.~POH.HA': :\[.
A.
lU germa.io . .. • ... .. o
l
l
o.
•••••••
l
l
14.45
-
21 gem1a.io .. .. .....
2270 211 9 2170
17.70 19.07 17.58
2.84 l. 79 l. 58
14.86 17.28 16 -
16. 60 16.15 ..... 17. 18 -
l. 74 1.13 1.18
Media .. .. ... .. ....
2186.33
18. 12
2.07
16.05
16.76 -
0.61
1!) gennaio ... ... . . .
20 gennaio .........
341
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC •
.SECONDO PERIODO SPERD1ENTALE
Alimentazione con rancio normale ma con pane miscelato al l O% con farina dJ soia B. 3, 4, 5 FJ::UBRA10 1927.
Condizioni metereologiche : 3 febbraio :
'
Pressione barometrica in mm. Hg. 761.8. T emperatura : )fax. 10,6 . ?rlin. 0,5 · :\[edia 5,;j. 4 febbraio:
Pressione barometrica in mm. Hg. 753,8. Temperatura : Max. 8;6 . .Min. 3,2 · Media 5,9. 5 febbraio:
Pressione barometrica in mm. · Hg. 763.4. Temperatura: Max. 10,6 . :\iinima 1,2 . )ledia 5,9.
Valori medi complessivi sull'assorbimento.
, Razione totale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
95,02
Sostanze proteiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
86.09
Grassi
82.09
Idrati C. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
07.73
Sali anidri
79.02
Il
.
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(
342
RELAZ.IONF.
!l
SULLA SOIA, ECC'.
Dati sull 'assorbimento e immagazzinamento. •
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:3 jrbbrCitio 1927.
]drati di O....... ::>ali anirlri .......
2020 1134.23 119.98 24.64 693.88 47.27
1651 124.79 17. 53 102.45 6.29 18.36 8.21 685.67 8.18 39.09
A cqua ......... . Sostanze proteiche Gra..;:;si .......... . Idrat i di O...... . l;ali anidri .. . ... .
2190 1518 . 98 93.06 15.77 555 . 62 6.57
240 183.96 2l . GO 4.30 16.56 13.58
Acqua. .......... l:;ostanzo protoiche
( :rassi ..... . . ....
• l
l
l
~.s :=ce d:
O r ! nn.
1230
:85.38 74.47 '98.81 :82.90
97.63
4 .82 4.7
t
970 71.46 11.47 539.06 7.01
77.11 100 - - 28.24 72.73 '97.01
5 jeubmio
ll
Acqun. o. Sostanze prot.eiclu' ( :Ta."Ai ....... , ... I ch·oti di (' .. . .... Sali anidri ... . ... ••
o
•••••
2350 Hl60.74 124. 81 26.79 525.91 Il. 75
1170
86 74.24
ts.55 1.03 16. 2lll l. ~)5
118 .26 26.66 509.68 9.!l0
96.35 113.31 99.51 96.91 83.40
4.95 4.19
l
JJ <·dia
A cqua Sol'\tanze proteic·lu' ••
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••••••
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Jdrot i di c..... , . St~l i anidri .......
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735.941
95.64
18.70
98. :371
7 . 7:;1
002. sn'
Sfi. 76 104.9:! - 6.56 8:3. 4 8 HS. 7:3
7.041
16. Ol i
69.56
2185.!\6
163.66
1437.98 l HL 37
130.17 15 - 1
22.40 610.61 23. 05
:L 70
1127
343
Il FI.A ZIO XE GF.N ~: RA t. P. SOJ.LA SOIA, ~ECC'.
::) OLDA'T'O
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3 f eb!Jm io 1927
Acqu t\ .......... Sostanze proteiche orAA~i ........... Idrati di (' . ...... :Sali au idri .......
2020 245 1134.23 195.12 119.98 21.74 24.64 7.03 15.48 693.881 47.27 5.63
1620 98.24 17.61 678.40 41.61
81.88 109.27 -11.03 71.46 97.76 88 •
4 ft•bbra i o
A<'qut\ .......... Sostanzo proteiche <:ru:ossi ........... Idrati di Sali anidri .......
c.......
2190 1518.98 93.06 15.77 555.62 6.57
l
280 230.19 21.15 9.46 14.33 4.51
1620 71.55 6.31 541.29 2.06
76.88 108.31 -36. 76 40.01 97 . 42 31. 35
5 jl'bbr aio
Acqua ..... .. .. . Sostanze proteiche Crassi ........ .. . Idrati di C ... .. . . Sal i anidri . . . . . . .
2350 1660.74 124.81 26.79 525.91 11.75
73 61.09 5.30 l. 68 3.23 l. 70
1950 11 9.51 25.11 522.68 10.05
95. 75 108.44 93.72 99.38 85. !13
11.07 9.2
l'l-Jedia
Acqua ......... . Sostanze prot e ich e <:ra.,.;i ....
c·...... .
Idrati di Sal i an i(b·i . ...... ··· ·· ·
2186.66 1437.90 113.37 22.40 610.61 23.05
199.33 163.13 15.81 5.68 10.67 4. 14
733 . 23
95. 17 1730
97 .66 16.72 600.04 18 . 91
86.14 74.fi!':
98.26 82 .21
108.87 - 11.31
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8oslarr7.e proteiche C ra-:si ........... Idrati di ( ' .... . .. Sali anidri .... . ..
161 2020 1134.231 130.36 119.98 12. 27 2.38 24. 64 12 .8 693.881 47 . 271 3.19
1100
107.71 22.26 681.08 44.08
89 . 77 90.34 98. ) 5 93.25
98.26
9.46 8.7
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4 jr•l1brm:o
Acqua .......... Sostanze proteiche Crassi ........... ldmti di ~ali anidri .......
c.......
2190 1518.98 93.06 15.77 555.62 6.57
248 210.28 15.87 3.25 15.65 2.95
1015
77.19 12.52 5:l9. 97 3.62
82.94 114.81 - 37.62 79.32 97. 18 53.57
5 f ebbmio
A<"qua ......... .
l:ìostan1.o proteiche G•·~t.;.-;i .......... .
Idrati di C ...... . Sali onidr•i ...... .
A crp1a ..........
So:; t an w protei<"he Uros."ì ........... Id ro.t i eli Salj nnidri . .... ..
o.......
430 2350l 1660.70 361.97 124.811 28.20 26 . 79 3 40 30.45 525 .91 11.76 6.98
2186,66 1437.98 113.37 22.40 610.61 23 . 0G
l
1320
96 61
23 39 495.46 5.77
77 .40 87 .30 94.21 49.19
113 - 16.39
722,75
93,77
1145
!l4.37
83 .24110.75 - 16.38 84.91 96.34 80.86
279,66 232 .98 19 3.38 19.8f.
5!)0. 76'
4. 4;)
J8.li(JI
19.02
RELAZIONE O E.NERAt.E SULLA SOIA, ECC.
CAPORALE
Razione Ingerita
Feci
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Sostanza tìSSorlilta
Asaorhl monto
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3 febbraio 1927
.Acqua .......... Sostanze protciche -Grassi ........... Idrati di C....... St\li a nidri .......
2020 1134.23 119.98 24.64 603.88 47.27
144
1110
107 12.73 2.62 17.19 4.4u
107.20 22.r.2 676.69 42.81
89 .38 104.06 89.32 97.52 00.511
2. 19 2.04
4 Jebbraw
A cqua ... ... .. . . Sostanze {: . proteiche TBSSI
•••••••• , •
Idrati di C. .. ... . Sali anidri . ••• o
o
•
2190 1518.98 93.00 15.77 655.62 6.{)7
182 143.31 15.93 3.98 14.32 4.46
1060 77.13 11 .79 541.30 2.11
82.86 74.76 97.42
104 - 26.87
32. 11
5 febbrai" .Acqua .......... Sostanze prot~iche {jrassi ......... sIdrati . di C. ......· ali anidri .......
2350 16f.0 . 74 124.81 26. 79 625.91 11 .75
1650
79
56.50 9.40 2.37 8.26 2.37
115.41 24.42 517 .65 9.38
92.46 107.25 91.15 98 .42 79.82
135
735 .49
95.46
101 .06 13.31 3.16 13. 62 3. 85
100.06 19.24 596.99 19.20
88.25 105.10- 6.04 85.33 97.60 83.47
14.80 12.8
Media .Acqua. .•. Sost~ze p~~t~i~h~ {jrass1 Idrati d.i. Sa.!i a.n i dri · · · · · · ·
c· .....· o ..... o ...
6- ~
2186 .66 1437.98 113.37 22.40 610.61 23.05
d( medicina militare.- FIUIO. V -VI.
1273
. l;
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346
RELAZIONE Gl<~NEHA.LF. SULLA. SOIA, ECC•
Il
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Bilancio dell'azoto ·
l.
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R.ulone Ingerita
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SOLDATO DE M.
G.
3 febbraio ......... 4 febbraio ... ....... 5 febbraio ....... ..
2020 21902350 -
19.19 14.89 19.97
2.80 3.45 l. 05
16.39 11.44 18.92
15.62 + 16 18.13 -r-
0.77 4 .56 0.79
Media .. ...........
2186.66
18.14
2.40
15.74
16 . 79 -
1.05
SoLDATO
C. c.
3 febbraio ..... .. .. 4 febbraio ......... 5 febb}'aio ...... ...
20202190 2350-
3.48 3.44 0.85
15.71
17. 50 -
14. 89 19.97
11.45 19.12
17.33 17.35 +
-
l. 7~ 5 . 88 l. 77
Media ............ .
2186.66
18. H:
2.53
15.61
17.39, -
l. 78
19.19
sor.DA'ro F.
n.
3 febbraio ......... 4 febbraio ......... 5 febbraio ..... , .. .
2020 2190 2350 -
19.19 14.89 19.97
l. 961 2.55 4.51
17 .23 12. 34 15 .46
16.72 + 18.37 18.08 -
0.51 6.03 2.62
Media .............
2186.66
18.14
3. 07
15.07
17 . 72 -
2.65
16. 65·+ l 16.64.,-
0.50 4.30 1. 29
l
l CAl>OHA LE )L
l
A.
3 febbraio ......... 4 febbmio ......... 5 febbrnio .........
2020 2190 2350-
19.19 14. 89 ' 19'. 97
2.04 2.55 l. 52
17.15 12. 34 81.45
)iedia .. . ..........
2156.66
18.14
2.13
16.01
17 . 161+ 16.82-
0.8 1
•
RELAZIONE GENERALE SULLA SO IA, ECC •
TERZO PERIODO SPERIMENTALE
Alimentazione con rancio normale ma con pane miscelato al 1O%con fanna di soia A 9, l o, Il FF.IH'lRAIO 1927.
Condizioni metereologiche : 9 febbraio: Pressione barometrica in nnn. Hg. 755. 7. Temperatura: Ma.x. 5,8 - Min. 44 - Media. 5, 1. 10 febbraio: Pressione barometrica in mm. H g. 762.8. T e mperatura : Max. 6 - :Min. 2,8 - 1\Iedia 4,4. Il febbraio :
Pressione barometrica in mm. Hg. 764.5. T emper atura: M.a.x. 9,4 . "Min. 2,2 - Media. 5,8.
Valori medi complessivi suD'assorbimento.
.
95,18
Sostanze protoiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
87.58
Grassi
•••••••••••
93.93
Idra.ti di carbonio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
94.85
Sali anidri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
81.49
Razione totale
......
o
.
.
••••••••
o
o
o
•
•
o
o
••••
••
••••••••
o
•
••
o
.......
'
n.
.'
348
RELAZIONE OENEKALE SULLA SOlA, ECC•
t: ' ' l l•
. . . ,. ... \
l
l,
DatJ relativi aU'assorblrnento e immagazzinamento SoLDATO DE M.
G.
•'
f
.
Razione l ngorlta
' .. • • :• • '
Sostanza. O&Jorblta
Feol gr.
gr .
l 1
Assorbi.mento
gr.
l
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>l
~-a ... ~a
o. o.
%
l
~. ~ ~~3 =sa ~-a ~a
Or i ne
gr.
l
l
%
l
9 febbraio HJ27
Acqua Sostanze proteiche Grassi ...... .... . Idrat i di C....... Sali anidri •••
o o. o
••
•••
••
o.
2650 1863.48 125.87 67.04 1572.15 21.46
69 51 4. 70 l. 97 8.24 3.09
1260 768.52 121.17 65.07 563.91 18.37
97.72 96.27 97 .06 98.56 86.()8
99.16
22.oi
20
IO febbraio
Acqua ......... . Sostanze proteiche Grassi .. .. . . .... . Idrati di C...... . Sali anidri ...... .
2250 162 1366.87 130.02 139. 19 13.44 26.77 .. 2.19 674.67 12.35 49.50 4 -
1570 118.75 24.58 662.32 45.50
89.84 91.82 98.18 91.92
95.14
23.6118.00
11 febbrai o
Acqua .......... Sostanze protciche Grass i .. : . . . ..... Idrati di C.... . .. Sali anidri . .. .. . .
2450 1597.40 102 .56 56.59 667.65 15.92
276 221.34 27.38 5.30 21.50 11.48
1290
-75.18 61.29 646.05 4.40
73.30 90.64 96 .78 27-
91.94 -16.76 -
-
l
.Media
Acqua. Sostanze proteiche Gra..<;si ........... Idrati di C....... Sali anidri •
o
••••••••
•
o
o
o •
•
2450 1609.25 120.20 50.13 r641. 46 28.96
169 130.78 15. 17 3.1 5 14.03 6.19
802.53
95.46 1373.33
105.03 46 .98 627.43 22.77
86.47 93.72 97.84 68.30
95.41
9.62
Il
349
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, E CO .
SOLDATO
.
Razione Ingerita
Feo l
c. G.
Sostanza. l\8ilorblta
blmento
gr.
%
gr.
gr.
l
l
A 880r·
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~~s
~_ij~ aa,.!i.,a ~ ~ .... !iO s
O rine o. o.
m
~
gr.
l
l
l
757 .96
96 .37
1920
121. 64.60 553.49 19.37
96. 49 94.87 96.74 90.27
99 . 64
%
l
9 febbraio 1927
Acqua ........ .. Sostanze proteiche Grassi ........... Idrati di C .... ... Sali anidri . . . . . . .
2650 1863. 48 125.87 67.04 572. 15 21.46
91 62.38 4. 43 3.44 8.66 2.09
21.80 18-
10 febbraio Acqua ......... . Sostanze proteiche Grassi .......... . Idrati di C..... . Sali anidri . . . . . .·
.
2250 1366.87 132. 19 26 . 77 674.67 49 : 50
253 201.87 16.75 2.78 27 .86 3.74
1600
115. 44 23 . 99 646.81 45 . 76
87 . 40 115 89.62 95.85 92.45
0. 44 0. 3
11 febbraio Acqua ....... .
~~ proteich~ r&8S.i •••••• • •
Idrati di c. ·· · Sali . . .....• &nldrl ...... .
2450 1697. 40 102.56 66.59 667.55 15.92
216 164.06 19 8.90 23 . 74 5.'30
•
1730
83 .56 . 52 . 69 643. 81 10. 62
104. 83 - 21 . 27
Media
~qua .... ... G 8 ~ protei~h~ l'a88l .•.• Idrati di ····· · Sali C .... .. · anidri .......
2450 1609. 25 120.20 60. 13 641.66 28. 96
186 142.77 13.39 3.37 23 . 42 3.71
797.52
94 .86
1750
106.81 46.76 618.24 25.25
88.87 106.49 93.30 96.35 87.30
0 . 32 0.2
,
~·
.:
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l
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•
·l
350
RELAZIONE GENJ::RAL.I!: SULLA SOIA, ECC.
•
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t .. •
SoLDATO F. G .
•
1:
Razione ingerita
•'
l
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gr.
l
:1
l
~.s
Assor· bi.mcut.o
assorbita
~er.
g,·.
l
Sost-anza
Fe o l
O rlne o. o.
%
.s"' a·s"
.;~3
O.!:j:;j
M~-
gr.
%
IJJ
l
l
752 .20
95. 64
1170
113.12
89 .88 96.7H 97 .IO 87.50
91 .37
l
:;:o:tCG
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l
l• ' ., 'l l '
..
9 j ebbra·i o 1927.
Acqua. .......... Sostanze proteiche
Grassi ..... ..... . I drati di C . ..... . Sali anidri .. .. ...
2650 1863.48 125 .87 67.04 572 .1 5 21.46
202 1G7.78 12.75 2. ((j 16.60 2. 71
64.88 - - - r.-
;)~)0 •• ),)
)8.75
•
10 jebbmio
l l
•
Acqua .......... .. Sostanze proteiehe
Gras:>i .. . ........ Idrati d i c...... Sali anidri .......
2250 J:l(l6.87
168 129.41
132.19
13 .2!) l . 8:$
26 .71 614 .fì7
49.50
20.71 2.80
21.75 19.3
1350
l l 8. 9-t
2-!.94 653. Hti 46.70
89.98 93. )7
102.06
16.8S 14.2
9fì .94 . 94 .35
11 febbraio
Acqua .... . ... .. . Sostanze proteiche Grassi .. .... . .. . . Iru·ati d i c .. ... . . Sali anidri .. .... .
2450 1597.40 102 .5G
2li4 20!.8:2
n6.50
24. ) 2 3.20
6()7 . 55
20.70
15.02
4.lli
1190 78.44 53. 31)
646 .su
. Il. 7(i
76.6 94.4 96.9 73.9
102.58-24. 12
M edia
Aequo. ...... ... .
f>ost.um.c proteiche Cras:-;i .......... . Idrati di C .... .. . Sali anidri .... . . .
•
.i
2450 1609 120.20
50.13 64 1. 61i 28.96 '
208
799. 08
. 95 .05 1236.66
103.50
86 .11
166.33
16.70 2. :l!) 19.3:!
47.74
95 .25
li~2.33
3.2"2
:Z.i . 74
96 .99 88.89
98.67
-4.83 4.6
361
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
CAPORALE M. A.
RIU!Jono lng orltn
Feo i gr.
gr.
l
Sost.a.nza aB8orblla
A..ssor· blmcnto
gr.
%
l
l~ li
Or i ne
J3]f . . aa
c. o.
.
~]s ~ .. g
Ile
gr.
l
l
l
721 763 .25
97 .05
1350
%
l
9 febbraio 1927.
Acqua .......... Sostanze proteiche Gra.ssi ........... Idrati di C....... Sali anidri .......
2650 1863.48 125.87 67.04 572 . 15 21.46
48.63 8 .44 3.27 9.57 l. 99
117. 43 63.77 562.58 19.47
93. 30 11\.37 95.12 98.33 90. 78
6.06 5.1
10 febbraio Acqua. ......... . Sostanze p roteicho Grassi .......... . Idrati di C..... . . Sali anidri ...... .
2250 1366.87 132.19 26.77 674.77 49.50
270 211.52 16.87 3.51 28.30 9.8()
1360 115.32 23.26 646.37 639 . 70
87. 30 112.20 86.89 95.81 80.81
3.02 2.6
l l f ebbraio
Acqua ........•.
Sostanze p r oteiche Crassi .......... . Idrati di ù ...... . Sali an i dri .. . . . . .
• Acqua ......... .
Sostanze p r oteiche O r assi .......... . Idrati di C ... . . "" ll' """"Ìdri ........ S """ ~..
.
245 1697 .40 102.66 66.59 667.55 15. 92
1300
102.32 14.78 3.06 15. 49 4.32
87 . 78 53.53 652 . 06 11 .60
86.6 94.6 97.7 97.4
2450 1609.25 120.20 50.13 641.66 28.96
160
801.60
95 .35 1336 .66
120.85 13.36 32817 . 78 5. 37
106.84 46.85 623 . 88 23 .69
88.89 109. 14 -2.30 93.46 97.23 81.60
140
11)4 -
- 16. 33
,
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IJ :l
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R ELAZION E GENERAI,E SULLA SOIA, ECC •
l: •
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Bilancio dell'azoto
l
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l· 1: • '' :1 :j, • l' •l 'l
352
DATA
Raz:lone N Ingerita lngerlto 'g:r.
N
N
N
fe o l
BSSorblto
or! ne
gr .
gr.
gr.
15.87 + 3.52 15.23 + 3.77 14. 71 - 2.52
gr .
:!31l~nolo
N
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l
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SoLDATO D E M.
l'
G.
o. 75
9 febbraio... . ... . . 10 febbraio..... . .. . 11 febbraio .........
2650 2250 2450
20.14 21.15 16. 41
2 . 15 4.22
19.39 19 12.19
Media. ........ . . ...
2450
19. 23
2.37
16.86
15.27
+ 1.5~
l SOLDATO G.
c.
9 febbraio .. . . ..... 10 febbraio. ..... . .. 11 febbraio ....... . .
2650 2250 2450
20 . 14 21.15 16.41
0. 71 2.68 3.04
19. 43 18. 47 13 . 37
15.94 18. 40 16. 78
+ 3 . 4~ + 0.07
1\:ledia. ... . . .. . .....
2450
19.23
2.14
17.09
17. 04
+ 0.06
SoLD ATO F.
3. 41
G.
9 febbraio ..... . .. . 10 febbraio... ·... ... 11 febbraio .. . .. . ...
2650 2250 2450
20 . 14 21.15 16.41
2 .04 2.11 3.86
18. 10 19.04 12.55
14.62 16. 33 16. 42
+ 3 . 48 + 2 .71
Media. .. . ..........
2450
19.23
2.67
16.56
15.79
+ 0 . 77
17. 82 17.95 16.64
+ o. 91'.. + 0.50
17. 47
-
3 . 87
CAPORALE M. A.
9 febbraio ......... lO febbraio .. ....... 11 febbràio .. . . .. .. .
Me:lia. . . .. ... . .. . ..
2650 2250 2450 2450
20.14 21.15 16. 41
l. 35
2. 70 2.43
18 . 79 18.45 13.98
19.23
2.16
17 .07
2 .66
0 .40
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA., EOC.
353
Esperimenti colla farina di sola Berezeller
}O GIORNO:
2 NOVEMBRE 1926.
Rancio normale ma con pane m·iscelato all5% colla fat"ina di soia fornita dal douor Berczeller.
Condizioni metereologiche :
Pressione barometrica in mm. Hg. 754.
• Temperatura : Max. 17 - Min. 3,2 - Media. 10, l.
..
l. • 'l l
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35t
RELAZIONE: G F:NERALE SULLA SOIA, ECC•
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Dati relativi all'assorbimento
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Rt\zlone In ger irà
as~orblta
gr.
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Sostanza
F e cl
Assorbimento
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gr.
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l
SoLDATO
i\.('(JIItl . . . . . • . . . .
So><tanze p ro i oi<:he Gn1..";;i .......... .
DF. M. C.
2600 1744.46 163.75 l3.9éi
SOLDATO
292 227.29 29.18 6.33
82
146.19 11 .52
89
54
G. c.
2600 Acqua ......... . ~ostanze prot.eiche (:rossi .......... .
134. 57 7 .63
163 .75
268 222.23 17.5\l
13 . 9(1
2.2-1
1744.~6
82
•
Bilancio dell'azoto
N. t eo l
::-;.
Ingerito
N. o rl ne
SoLDATO D E 1\f. G.
26.20
SOLDATO G.
26 .20
!
•• l
4.67
17 .251
+
4.32
16.97
+
6.42
c. 2.811
nELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECO.
355
Esperimenti colla farina di soia Berczeller
2" ÙIOltNO: 3 NO\'E:\fBRE 1926.
Come alimento vennero distribuiti durante le 24 ore, gr. 700 di pane miscelato al 15 % con farina di soia fomita dal dott. n erczeller.
Oowlizioni metereolvgirld! :
Pressione barometrica. in mm. Hg. 757. Temperatura : Ma.'<. l5 . Min. 1,8 . Media 8.6.
~· ...
356
l
RELAZIONE GENERALE SULLA SOIA, ECC.
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:
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Dati relativi aU'assorblmento
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Rnzil')o&
. . '••: ' • :, ., .. ~ r:
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Aeeorblmento
assorbita
gr.
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S o~W.wt o.
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in a-eri t a
%
gr.
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l
l
l
l
l
t
l
SoLDATO DE G. l\1.
.. .
700
221
Acqua ......... .
251.65
176.69
Sostanze prowiche
70-
20 .68
49. 52
70 -
Grassi .. . ...... .
5.0-l
4.35
0.69
13. 80
SoLDATO G. C.
706
119
•••
251.65
94.60
Sostanze protoiche
70-
5.69
64.31
91
Grassi ...........
5.04
3.07
1.97
39 ~
Acqua.
l ~
'
l
......
o
o
357
ORUPPI SANGUIGNI E TRASFUSIONE - APPLICAZIONI NEL CAMPO DEL SERVIZIO SANITARIO MILITARE per il dott. Nicola Maugul, maggiore medìco.
Da numerosi ed interessanti studi p ortati a comp imento in questi ultimi anni ed in t utte le Nazioni, in testa alle quali, invero, si è messa oggi l'Italia per opera specie del prof. Lattes d ell'Università di Modena e del Mi no della Clinica del Micheli, è ormai definitivamente eù incontrovertibilmente acquisito il concetto che ogni sangue ha una propria individualità.. J,a vecchia. frase profa.na : « il sangue non è acqua. » ent ra in ul tima anlllisi trionfalmente e con un brillan te battesimo scient.itìco nel campo della biologia e della clinica, e si traduce nella concezione del gruppo sanguigno, vera int t:inscca qualità biologica individuale, incli.' cussa unità fisiologica, complesso di propriet.à individuali, b en fisso, co~tituzionale, eredi tario. ' _ Questo concetto, il quale dimostra che raggruppament i di individui a reattività sang uigna uguale corrispondono ad tma rcalt.à obbicttiva, non resta d 'altra p a.rte chiuso n el puro cerchio delle speetùazioni sr.ientifìcbe, ma s'inquadra subito nella realtà con una serie di applica zioni importantissime che, dal campo della medicina legale con la. prova d 'identità individuale delle macchle sanguigne e con la ricerca della p aternità, fondata sul concetto di ereditarietà dei gn1ppi ematici, e da quello dell'antropologia con la determinazione dell'indice bio-chimico di razza,, passa nei domini della medicina viva ed operante, mettendo in evidenza la. stretta connessione tra innesti e gruppi sanguigni e, sopratut to, eliminando i pericoli che sinora incombevano nella pratica della trasfusione del sangue in segujto a possibili reazioni tra emazie e siero del donatore e del ricevente. Non è Inia intenzione svolgere la teoria dei gruppi sanguigni e non lo potrei del resto in questa breve nota . Rimando pertanto chi ne abbia interesse ai lavori di I.attes, Mino e Ca.valieri, Cuboni, Manfredi, ed alla recentissima monogra fia del Le Rasle (1926), c.ompleta anche nei riguardi d ella bibliografia, lilnitandolni a pochi ra.pidi cenni ria.ssuntivi che valgano ad appoggiare le Inie conclusioni. n concetto dei gruppi sanguigni è essenzialmente e fondamentalm ente connesso coi fenomeni di agglutinazione. E siste, come sappiamo, un etero-agglutinazione per sangue d'individui di specie diversa, ed un 'agglutinazione interumana altrimenti detta iso-agglutinazione. Quest 'ultima dipende da due fattori essenziali :
- --
1° La sensibilità globulare che è dovuta alla presenza di un mordente spe<'jale, il cosidetto agglutinogene, che rende i globuli sensibili all'azione d'un siero. 2o L'attività. specifica del siero, ossia il suo potere agglutinante che è dato dall'agglutinina.
'
.
,:
358
• •
r •
i
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GRUPPI SANGUIGNI E TltASFUSIONE
In altri termini gli eritrociti si lasciano agglutinare solo se provvisti di « agglutinogene ,, ed i sieri agglutinano le emazie solo se posseggono « l'agglutinina''· Se uno di rtnesti fattori manca, l 'agglutinazione non avviene. Il sangue di un dato individuo messo in contatto con quello di nn altro può, se sodisfa alle suddett.e condizioni, provocare l'agglutinazione o essere agglutinato. On~, appunt.o a seconda che un sangue presenta o meno la proprietà di agglutinare a.ltro sangue o di osRerne agglutina-to, si sono distinti 4 gruppi di individui entro i quaJi s'inquadrano tutti i component.i del genere umano. In altri termini si è riconosciuto corrispondere a:d una realtà obiettiva quattro grandi gruppi caratt.c.rizzati dalla combinazione di dne agglutinogcni e delle due agglutinine corrispondenti. La numerazione e classificazione dei gruppi è stata fatta prima da Jansky e poi da Moss. In Ita,Jia è accettata generalmente la classifica. di Jansky, che è quella che esporremo avvertendo che, per facilità di indicazione, si è introdotto nello studio dei gruppi l'uso di a.lcuni simboli nel riguardo dell'agglutinogene o dell'agglutinina, convenendo d'indieare i due agglutinogeni finora. dimostrati con le lettere A e B e le due agglutinine con lo lettere greche a e {3. Groppo lO (Molto frequente) Le emazie, sfornite di a.gglutinogene,
non si lasciano agglutinare da alcun siero e pertanto si possono iniettare a qualsiasi individuo senza pericolo (Gruppo dei donatori universali). n siero, fornito di agglutinine a e p, agglutina. tutte le emazie, eccettuate quelle del primo gruppo stesso. n simbolo di questo gruppo è:
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Ema.zie senza agglutinogene Siero con agglutinina « e P
Grnppo 2o (Frequentiflsimo) Le emazie, caratterizzate da. un agglutinogene tipo A, si lasciano a.gglutina,re da.l siero dei gruppi I e IIT, ma
non da qnello dei gruppi IV e IL Il siero, caratterizzato da. un'agglutinina tipo p, agglutina le emazie del gruppo III e IV, ma. non quelle dei gruppi I e II. s· b A R _ ~ Emazie con agglntinogene tipo A "Im o10 ,., ~icro con agglutiu_iua tipo P
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Grnppo 3o (Molto mro) Le emazie, caratt<>ri?.zate da un agglutìnogene tipo B , si la!>cia.uo agglutinare <! al siero dei gruppi I e III, ma non da quello dei gruppi IV e l I L Il siNo, caratteriz;r,ato da 11n'a!.!glutinina tipo «, agglutina le emazie dei gruppi {[ e IV, ma non quello dei gruppi l e III.
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Lo cma :~, ie, che pos:;cggono agglutinogeni del tipo A e B, si la.sciano a~-,.-glutinare da tutti i sieri, eccettuato quello ùol IV gruppo stesso. Gmppo 4o
(Rari ~simo)
Emazie eon agglntioogene t.ipo B Siero con agglutinina tipo «
GRUPPI !'!ANGUIGNt E TRASFUSIONE
359
n siero, sfornito di agglutinine, non agglutina le emazie di nessun tipo, cosicchè gli individui appartenenti a questo gruppo possono ricevere senza pericolo il sangue di qualsiasi donatore (gruppo dei ricevitori universali). Simbolo A
+ B = i Emazie con agglutinogene A e B l Siero senza agglutinine
Schematizzando: il gruppo I ha globuli resistenti per mancanr.a di agglutinogeni e siero attivissimo per la presenza delle due agglutinine a e {3 ed è opposto 'a l gruppo IV che ha globuli sensibili per la riunione di due agglutinogeni A e B e siero inattivo per l'assenza di agglutinine. I gruppi intermediari II e m dànno invece reazioni crociate in qua.nto il siero del Gruppo II agglutina le emazie del III ed il siero del gruppo m le emazie del II A B'
Gruppo II
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Gruppo Ili {3
In ult'ima. analisi quindi poBsiamo dire che i quattro gruppi sanguigni sono caratterizzati dalla ripartizione differente delle due agglutinine e dei due agglutinogeni e che ad essi si può applicare la legge di Landsteiner che stabilendo le proprietà inverse dei globuli e del sioro si pnò cosl enunciare : a globuli sensibilissimi siero ina.ttivo, a globuli insensibili ed inag. g lutinabili siero attivissimo. La teoria dei gruppi ematici ba trovato la sua massima applicazione pratica nelle prove preliminari richieste, in ·ogni caso, prima di procedere alla trasfusione sanguigna, onde eliminare incidenti talvolta mortali dovut.i ad incompatibilità tra sangue del donatore e del ricevente. È ormai nettamente dimostrata la superiorità della trasfusione sanguigna di fronte all'immissione di qualunque altro siero più o meno isotonico od isovischioso, dato che il sangue trasfuso, purchè appartenente a gruppi compatibili col soggetto da iniettare! continua a vivere per giorni e settimane nell'organismo ricevente, e che il plasma iniettato insieme ai globuli realizza, coi suoi fermenti e per la omogeneità delle sue albumine è il liquido meglio sopportabile dal paziento, rappresentando, oltre che tm rimedio ad alt.a azione emost.atica, un eccitatore non insignificante o dell'organismo in tosto o dell'eritropoiesi del midollo osseo. E di fa.tti, a p arte le numerose indicazioni che si vanno sempre più estendendo nel campo della tera.pia medica (emofilia, emorragie per così dire di pert inenza medica della febbre tifoidc e della tubercolosi, m alattie del sangue, emorragie croniche dell' ulcera e ·del carcinoma gastrico, influenza, setticemie stafìlococciche, meningite cerel>rospinale, ecc. ccc.), la trasfusione resta sempre il presidio più importa.nte nelle gravi emorragie sia esterne che inteme, traumatiche, spontanee, operatorie e postoperatorie, oUiJ:echè' nei casi di shok da. ferite mnltiple per estP~"i schiacciamenti, nei grandi ustionati ed in tutti i gravi avvelenamenti per sostanze
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GltUPPI SANGUIGNI E TRASFUSIONE
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che distruggono l'emoglobina (ossido <li carboruo, benzolo, clorato di potassa, ecc.) : indicazioni tutte <li cui si può facilmente comprendere l'importanza per la pratica militaa-e, specie di guerra. Soccorso, ·quindi, sopratutto e squisitamente di urgenza e come tale ·abbisognevole <li un'ese· cuzione pratica quanto mai semplice, rapidissima ed alla portata <li tutti. La tecnica invero è oggi molto semplificata e resa effettivamente elementare con la costruzione di a.pparecchi di uso fa-cilissimo e di cui alcuru anche improvvisabili. Ostacolo invece di maggior gravità e di soluzione alquanto meno semplice è quello derivante dalla necessità del controllo sierologico preventivo. Nella tmsfusione difatti, a parte gli accidenti di ordine meccanico in dipendenza di uno squilibrio brusco fra circolazione profonda e peri· ferica, d'altronde facilmente evitabili eseguendo l'operazione lentamente, e quelli rarissimi da shock attribuiti ad incompatibilità umorale ed impossibili perciò a prevedere e quindi a prevenire, altri ne esistono dovuti alla cosidetta incompatibilità sanguigna ed in· istretta connessione coi gruppi ematici. Gli accidenti gravi dovuti ad incompatibilità possono sopravveruTe immediatamente: qualche volta anche dopo l'iniezione di soli em.3 20 di sa.ngue più generalmente quando sono già stati oltrepassati cm.3 100 o 200. Il paziente impallidisce bruscamente, presenta qualche spasmo respiratorio, midriasi cui segue rapidissimamente la morte. Nei ·casi invece in Clù si è appena illiziata la trasfusione tutto si limita ad una sensazione di angoscia, a sete d'aria, dolori lombari, formicolio alle ~stremità, segni tutti che consigliano di sospendere immediatamente. Ciò nonostante, e naturalmente in rapporto alla quantità della dose iniettata, qualche ora. dopo e spesso anche l'indomani può sopravvenire emoglobinuria con albuminuria e nel caso in mù la trasfusione non sia stata interrotta a tempo e la dose illiettata abbia raggiunto una certa importanza .si può avere il blocco dei reiù e dopo un peTiodo di anuria di quattro o cinque giorni può sopravverure la morte. Da ciò la necessità assoluta di non tra.sfondere mai sangue, le cui emazie possano verure agglutinate (e pertanto anche disciolte) dal siero del ricevente. n fatto inverso, e c1oè il caso in cui il siero del donatore .agglutina le emazie del ricevente non è pericoloso, e ciò perchè la quantità del siero del donatore è trascura.bile rispetto al grande numero di ema-zie del ricevente, dato che, come ba dimostrat-o Ottemberg, aggiungendo .ad un siero agglutinante una forte quantità di globuli l'agglutinina è semplicemente absorbita dai globuli stessi e non dà quindi alcun fenomeno di .agglutinazione. È comprensibile quindi a quale importanza assurga la scelta dell'individuo che deve fornire il sangue per la trasfusione. Per scegliere un buon donatore possiamo servirei di prove dirette -od indirette. Le prove dirette consistono nel mettere a contatto il sangue del donatore con il siero di sangue del ricevente ed osservare se avviene o no agglutinazione delle emazie tlel primo. Queste prove sono sempli· .cissime ed alla portata di tutti, ma richiedono un certo tempo per la .separazione del siero di sangue dell ricevente e quindi non sono usufruibili nei casi di estrema Ul'genza. Le prove indirette consistono nella determinazione del gruppo cui .appartengono i due aangtù del ricevente e del donatore : da essa si può
ORUPPI SANOUION,[ E TBASFUSZI_ONE
361
desumere immediatamente se la trasfusione ~ possibile o meno. :Kel caso, del resto molto frequente fra noi, in eui l'indiYiduo offertosi come donatore risulti appartenE're al wuppo I è> inutile stabilire il gn1ppo cui appartiene il ricevente, dato che il wuppo l è quello dei datori universali il cui sangue senza pericolo può essere trasfttso a qualunque altro individuo. Se l'indivi· duo in esame invece appartiene ad un altro wuppo, bisogna ricercare il grup· po sanguigno del ricevente e perchè si possa procedere alla trasfusione i due gruppi debbono concordare. Il metodo indirett.o più in uso è quello di Moss, metodo semplice e di rapida esecuzione che presuppone però la -disponibilità. di sieri campioni appartenenti certamente ai gruppi II e· m In ultima analisi la prova diretta offre il vantaggio di non abbisognare di sieri campioni e di potere essere eseguita ovunque e da tutt.i, ma ha per contro l'inconveniente di richiedere un tempo abbastanza lungo, ~ d'altra parte, la prova indiretta rapida, fa-cile e chiara offre l'inconve· niente di esigere la disponibilità di sieri campione forniti da Istituti spe· cializzati e che siano attivi, recenti e spesso controllat.i, condizioni di non facile attuazione al di fuori dei grandi ospedali ed in posti in cui il medico non possa essere soccorso dal laboratorio. È ovvio poi che anche possedendo tutti i mezzi adatti nessuno dei due metodi è usufruibile nel caso in cui la più piccola perdita di tempo può compromettere la vita dell'individuo da soccorrere. In questi casi di estrema urgenza in cui si è c.ostretti a correre l'alea di dovere accettare un donatore qualunque esso sia senza poter ricorrere alla prova. di compatibilità sangui· gna, è ronsigliato praticare la cosidetta piccola trasfusione preliminare con la quale si nene a saggiare la tolleranza del ricevente sull'organismo del ricevente st~sso. Si iniettano cioè in primo tempo solo 10·20 cm.1 del sangue del donatore. Se esso appartiene ad un gruppo incompatibile con quello del ri<'evente, quest'ultimo dopo qualche minuto accusa più o meno chiaramente i sintomi classici dell'emolisi (malessere, sensazione di angoscia precordiale, dolori lombari, toraci<'i, addominali, dispnea, formicolio alle membra) cd in questo caso bisogna rinunziare alla succes· siva. trasfusione massiva t erapeutica ch~> può essere autorizzata solo nel caso in cui la piccola trasfu sione preliminare sia risultata innocua. Anche questo metodo però non è scevro di pericùli, dato che qualche volta i sintomi dell' incompatibilità consecutivi all'iniezione di prova non si rivelano Rubito cosicchè può avverùre che ci si convinca prema· turamente df'll 'innocuità della t.rasfusione massiva e la si pratichi laddove · sarebbe da cvitn.rl!i. Da quanto si è detto risulta chiaramente di quale vantaggio sa· rebbe, specie nei cr~s i di urgenza o sopratutto in traumatologia di guerra, il poter avere dci donatori già precedentemente cla~;sifi cati in modo da poter eseguire la trasfusivne immediatamente a seconda i casi, e senza preoccupazione alcuna. Gli americani, seguìti poi anche da qualche grande Clinica europea, hanno organi1.zato nei loro Ospedali il servizio delle trasfusioni di sangue dt:terroinando in precedenza il gruppo cui appartengono coloro che si dichiarano disposti a fungere, sia pure a scopo di lucro, da donatore, in modo da. potere poi al bisogno scegliere tra essi quello compatibile ~ol gruppo sanguigno dell'eventuale ricevente. C.onsci poi dell'impor· 6 - Giornale di mecf(ciM mflltare.- F ase. V-VI.
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GRUPPI SANGU(GN! E TRASFUSIONg
ta.nza che la questione potrebbe avere in guerra. le autorità competenti si sono preoccupa.te di far trascrivere sulle annotazioni sanitarie di ogni militare il gruppo sanguigno cui questo appartiene. Data la grande utilità della trasfusione, la semplicità di tecnica orm.:ti raggiunta })er eseguirla, e tenuto conto cbe l 'unico ostacolo per una maggiore diffusione ed utilizzazione di essa, specie in condizioni di Hstrema. urgenza, è dato dall'incertezza sulla compatibilità del sangue da. iniettnr~, dalla possibile mancanza di mezzi per poterla stabilire, e, nella condizione migliore, dalla perdita di tempo indispensabile per la ricerca di e;;~a, sarebbe a mio parere di somma importanza e di grande giovament-o che anche da noi si studiasse fin dal tempo di pace l ' qr~anizza,zione di gruppi di trasfusori e se ne preordina,.,se, in linea di massima, la eve.n tnale creazione nelle unità sanitarie di guerra. Ed il còmpito non dovrebbe presentare gravi difficoltà per le considerazioni che seguono. È noto che ~li individui appartenenti al gruppo I, secondo la classifìca. di Jansky, sono dei donatori universali in quanto le loro emazie, essendo sfornite di ag~lutinogene, non si lasciano aggltttinare da alcun siero e :perta,nto si possono iniettare senza p eficolo a qualsiasi individuo. D'altra parte è stato dimostra,to che gli individui appart-enenti ai qua,ttro gruppi sangwgni sono distribuiti secondo c.erte p roporzioni nelle varie popol::~ zioni della tena. Si è cosi potuto stabilire il cosidetto indice biochimico di razza a.ppunto a seconda delle proporzioni in cui in una popolazione
gli mdividui appartenenti ad un dato gruppo prevalgono su quolli appar· tenenti ad un altro. Sperimentando su grandi masse di uomini delle razze..:più diverse, numerosi ricercatori con a capo Six.ten H esser ed L. H . HY~cheld hanno potuto dimostrare che in Europa il gruppo II è il più frequent-e ( 40 a 46 %) e che il gruppo I lo segue immediatament.e cun una perceotuale del 38 a.l 4.4 %- Queste cifre sono state controllat.e, e, con varinnti minime, confermate per quant-o riguarda l'Italia dalle ricerche di "Mino e Cavalieri. · Ne con,;egue c1le presso di noi il numero dei donatori" universali & notevo1i.-;simo, dato che, approssimativamente, su circa ogtù 3 individui sottoposti alla proya di gruppo si può rintracciare un donatore universa.l(\. Di ffondendo <l'altra parte, con a.datta propaganda, la convinzione c.he il cedere una piccola. parte dt>l proprio sn.ngue per una trasfusione ò pratica di ness un pericolo da a!';similarsi n.d un volgare salasso e allettando gli nomini con adeguati vantaggi economici e mo.ra.li e sopratutt.o con ln. prospetti va, in <'<USO di guerra, di lllla posizione comoda, l'ela.tivmuente sicura e di privilegiata sta.biJjL\, non doncbbe e~sere difficiJe il t•·ovare tra il pcn;onalc stesso degli Ospedali o in manca nza al di fuori di <'t'SO, degli individui che :>i offmuo volontariamente come tra.sfnsori. Tra questi, dopo le pii\ scrupolose ricerche eseguite in centri rli accertamento e tendenti aù c:;cll,tdere n el modo più assoluto la tubercolosi, la sifilide, la malaria, si pot.l'ebbero, prat icandv tutte le prove sierologiche opportune, scegliere gl'indhidu.i apparLe.ncnt.i a.l gruppo dei donatori universali, i quali assegnati alle diver;;e compagnie di sanitoà potrebbero eseguire in tempi normali te loro mansioni di organico, tra.nne ad essere adoperati come trasfu.r;ori a l 1nomento oppo•·t:uno e ~;enza ulteriori perdite di t.empo. o
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SULL'ATTIVITi DEL RF.PARTO ORIRUROI CO, ECC.
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La qualità. di donatori universali dovrebbe d 'altra parte essere segnata sulle carte personali di questi individui, i quali in caso di guerra., dopo essere stati nuovamente sottopoati ad aecerta.menti nei riguardi della tubercolosi, della sifilide, de1la malaria per e~r.ludere una probabile infe, zione successiva al congedo, potrebbero esRere assegnati da.i rispettivi centri di mobilita.zione alle singole formazioni sanitarie eòn un'attribuzione organica determinata e con l'indicazione di « trasru..')ori eventuali ». Si t ratterebbe in ultima analisi di nn materiale di riserva umano, e, mi si permetta la frase, di vere fiale viventi al segllito del reparto, materiale sempre pronto all 'uso e stù quale d'altra pa.t·te bisognerebbe vigilare scrupolosamente sotto il solo riguardo di un possibile deterioramento dipendente da intercorrenti infezioni per sifilide, tubercolosi o malaria. Questo il concetto embrionale che potrebbe essere amplit~>to da altri più responsabili e più competent i.
OSPEDALE :\ULITARE SF.CONDARIO DI UDINE
~~U'.AITIVITÀ DEl RfPIKIO[HIRUH61[0 DUKAHTf l' 111110 nl~ per il dott. Antonio Cavarzera nl, maggiore medico, capo reparto.
Il reparto chirurgico ha la capacità di 152 posti-letto, compresi in essi 15 ufficiali. È molto opportunamente frazionato in sale da 6, 8, 12, 16 letti, di guisa che gli ammalati possono essere divisi a seconda della malattia, e la separazione dogli asetti<.'i dai settici viene fatta agevolmente. l/attrezzamento chirurgico, sia di ambiente che di materiale, è completo, sen7.a lusso~ senza esuberanza, ma vi è quanto può occorrere per qualsiasi intervento, e per gli esami sussidiari radiologici e di gabinetto si avvale di consueto dei mezzi analoghi, de-.i quali l'Ospedale stesso dispone. Sarebbe desiderabile pure che, assicurato prima. un personale di assistenza fisso ed appassionato di apprendere, vi fosse un più forte concentramento di ammalati per il maggior rendimento scientifico, pratico, {e per il miglior sfruttamento dell'Ospedale allo scopo di diminuire il costo dell'ammalato. Nell'anno 1926 il reparto chirurgia ebbe nn movimento di ammalati. quale risulta dallo specchio seguente:
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SULL'ATTIVITÀ DEL REPARTO CHIRURGICO, ECC.
Prospetto movimento ammalati anno 1926. J<:ut.rati
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Modia glornallom
•rotaie proscuze
operatori
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Febbraio
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Marzo
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152,71
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18
Aprile
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57
53,73
1612
15
Maggio.
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93
-
73, 22
2270
12
Giugno.
120
93
-
89,90
2697
23
Luglio
182
147
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119,05
3690
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Agosto .
162
191
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Settembre
114
143
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Ottobre.
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-
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Atti
D'iJlo specchio si rileva. come si ebbero 1058 malati con quattro morti, tma meclia mensile di 2230,50 presenze ed una media giornaliera di 73,33 presenze. Uno dci casi di morte è dovuto a localizzazione multiple t. b. c. (costali, pleuricbe, peritoncn.li). Il secondo si verificò in un soldato entrato il 29 giugno 1926, con fatti di edema acuto della glottide, enfisema sottocutaneo al collo, dispnea, febbre, che resero necessaria la tracheotomia, la quale però fu insufficiente, sebbene avesse portato transitorio vantaggio, perchè il 2 luglio l'ammalato venne a morte, e fu riscontrato all'autopsia, oltre una polmonite sinistra. basiJa.re, un ascesso peribronchiale, che era stato la causa dei fenomeni di sepsi. n terzo caso riguardava un soldato affetto da empiema. cronico specifico. D quarto caso si riferiva ad nn soldato che era stato raccolto lungo la linea fenooviaria e presentava frattura. del cranio e della colonna. vertebra.lc, tanto che morì il giorno successivo. • L'attività chirurgica. è stata discreta. Sono eleneati 209 atti operativi, nei quali non sono compresi tutti gli interventi di piccola chirurgia, qual i inciRioni di ascessi, enucl&'1>zioni di cisti, operazioni di unghie incarnite, apparecchi gessati, flemmoni superficiali e profondi, favi, tonsille, ecc., che costituiscono pure un importantrt! contributo di utilità, che viene portata al paziente. Il periodo di ma.ggior la.voro è dato nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre, periodo che coincide colla massima forza dell'Esercito, coll'allenamento delle truppe e col campo.
SULL'AT'I'IVITÀ DEL REPARTO CBill U ROIGO, E CC .
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Gli atti operativi furono i seguenti : Ernje . . . . . . . 44 Va.ricoc~li . . • . . 44 Varici arti inft'riori 2 Appendiciti . . . . 37 Emm-roid i . . . . . 32 Ulceri dello stomaco. . 5 P eriduodenite e perico lecistite . l Laparotomia esplorativa. l Ma.stoiditi . . . . . . . 2 Idroceli . . . . . . . . 2 Tracheotomia. . . . . . . l Opera zioni di plas tico. . . . . . . 3 Riduzioni di fratt ure a rti infe1·iori 3 Epididimite t. b. c. . . . . . . . l
Tumore a l retto . . . l Lussazioni di spalla. . 3 OsteomieHti t i bìa . . . . . . 2 Empiemi . . . . . . . . . . . . 2 Adeniti mesenteriche caseose (enucleazione) . . . . . . l P eritonite t . b. c. . . . l Tumore mam rr.ella . . l lpertrofia. de lla t.iroide . l Estr~ione di proie ttili 2 Reei:;ioni di tendini . . . 2 Fistole, ragadi, fìmos i e igr·omi, disarti('ola7.ioni de lle dita. . . . . l r.
Delle ernie dirò che quaranta furono inguinali, e per queste si è sempre adottato la cura radicale secondo il metodo Bassini, quale esattamente voluto dal grande Maestro. Due ernie furono crurali e due laparotomiche. Per il varicocele si adottarono metodi vari, a seconda della importanza del varicocelo stesso, cioè si è adoperato, o la via inguinale o più spesso la via scrotale con resezione dello scroto quando occorreva, sempre con resezione delle vene e sospensione del testicolo. I numerosi casi di appendiciti, che trovano riscontro pure nella pratica civile, ebbero tutti esito favorevole, operati a freddo o a caldo, a seconda cbe le circost.anze dei singoli casi richiedeva. Per le emorroidi si è adottato nei casi più importanti la resezione d el r etto. secondo il metodo di Withea,dt . . Per la riduzione di fratture si è ricorso alla tra.zione con chiodo od apparecchio di Shòdo, che ha d ato sempre ottimi risultati. Per quanto riguarda la chirmgia addominale, dirò brevemente di quella gastrica. La diagnosi clinica venne sempre confermata da quella radiologica. Gli atti operativi consistettero sempre nella gastroenterostomia posteriore transmesocolica per sutura in triplice stato. Da parecchio tempo ci siamo convinti che la anastomosi a corrente antiperistaltica funziona meglio e più sicuramente di quella a corrente peristaltica. E difatti i nostri ammalati guarirono tutti, senza aver avuto mai vomito o con.<serva.no tuttora un'ottima guarigione; per cui costituisce il metodo preferito, quando possibile, l'anastomosi della prima ansa del digiuno a corrente antiperistaltica. Un caso di periduodenite e pericolecistite presentava i sintomi clinici (dimagramento, vomito, dilatazione gastrica, ecc.) e radiologici di una steno8i piloro - duodenale, tanto che era nel programma la gastrodigiunostomia - invece si rinvennero estese aderenze della regione pilorica, del dnorlemo, della cistifelea e del colon trasverso, aderenze facilmente is9labili che permisero l'immediato e spontaneo riempimento dell'intestino, nel mentre la pa,reto dello stomaco e del duodeno si presentava normale. l/atto opera tivo ridiode h normale funzionalità gastrica, il benessere generale, l'aumento di peso. Questo caso conferma il concetto delle perivisceriti, che molti autori oggi ·giustamente mettono in evidenza . In tutti gli ammalati operati si è a -
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ULTERIORE CONTRIBUTO ALLA VAOC'INOTERAI'IA, ECC.
vuta. la gLtarigione per prima, eccetto un'ernia, caso rimasto isolato. Dobbiamo ancora rilevare che gli ammalati oggi giorno si sottopongono all'inoorverrto con rma certa facilità e con tma maggior fiducia che non per il passato, e credo che sia opera buona e di a.lto signilìc.:'\to morale il congedare il soldato dopo averlo risanato e messo in grado di riprendere le sue occupazioni nella viklt eh-ile, senza contare l'utile per l'addestramento degli ufficiali medici e del personale infermieri che deriva dal continuo allenamento per i frequenti atti operativi.
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• OSPEDALE MILlTATIE PRINCIPALE DI ROMA
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UllEmORE [OftTRIBUTO AllA Vl[[lftOHRAPIA DEllA Ff88RE TIFOIDE per il dott. Antonlnc Nastasl, sottotenente medico, assistente
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La terapia razionale moderna della fel?bre tifoide è imperniata su tre capisaldi : la, dieto-, la balneo-, la vaccinoterapia. I primi due metodi sono troppo conosciuti perchè noi dobbia.mo occuparcene; solo per quel che riguarda la dieta, diremo elle i nostri ammalati sono stati sempre nutriti con dieta mista., senza ra.ggiungere mai gli eecessi della dieta. lattea assoluta o quelli dell'alimenta.zione solida. l;a, balneoterapia è sempre stata adoperata in tntti i casi in cui ve ne era la net.t.a indica.zione ; i'ii pratic<b\~ a il bagno alla temperatura di 24o per la durata di quindici minuti sia nei non vaccinati che nei v:wcinati ed in questi ult.imi solo nei giorni. in cui non tocca,va. la vaccinazione. ~ostro int,endimento è piuttosto di parlare della vaccinoterapia e dell'uso che di essa si è fatta nell'ospedale. Secondo le moderne vedute, il concetto di vaccinotera.pia non si limita più al primit;ivo significato elle gli si attribniva secondo V{rigl!t, cioè ad un semplice ed esclusivo processo di immunizzazione n.ttivu basata, sulla formazione di anticorpi specifici per l'antigene introdot.to. Oggi il coneett.o di va.ccinoterapia è più vasto e diverso in rapporto alle conoscenze più complet-e elle la biologia ogni giorno ci fornisce sui processi di difesa dell'organismo. Allo stato attuale della quistione questo concetto ci sembra felicemente espresso dal Caronia nella seguente definizione : 11 per vaccinotera.pia s'intende l'uso dura.nte il decorso di una malattia. infettiva di sost·a,nze diverse, batteriche o non, con il fine di provocare da pa.r te dell'organismo ma.la.t o una rea-zione beneficamente risolutiva >>. Viene così ad includersi nel concett.o di vaccinotera·pia l\1so di vaccini specifici o non, di proteine eterogenee, di metalli colloidali. L 'jn-•
ULTltRlOBE CONTRJBUTO ALLA V.ACCINOTEll.AP!A, ECC.
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troduzione di dette sostanze nell'organismo determinerebbe l'entrata in azione di elementi di difesa specifici ed a-specifìci in parte conosciuti (opsonine, agglutinine, batteriolisine, fermenti, leucolisine, antitossine), in parte non conosciuti. Nell'ospedale militare di R.oma in quc!)Li due ultimi anni, per quel eli~ ci consta, non sono stati a.doperaLi le sosLanze proteiche eterogenee e pochissimo i met.alli colloidu.H, peFchè, per comune consenso degli autori, i risultati che si ottengono sono inferiori a quelli dei vaccini ; senza dire che le sostanze colloidali facilmente possono dare gravi alterazioni renali. La stomosina antitifica, che adoperammo durante H 19213, nelle no:tre ma.ni non ba, dato i risultati vanta.t i da qualche autore ~ebbene aves~imo scrupolosamente segulto le indicazioni di somministrazione suggerite. È stata adoperata in undici casi; sono state necessarie in media dalle tre alle quattro iniezioni ed in un ca-so sei; abbiamo avuto quattro morti. Il vaccino antitifìco dell'Istituto Sieroterapico milanese lo abbiamo adoperato puxe solamente nel 1926, introducendolo sempre per via intravenosa ed a dosi un po' più forti di quelle consigliate. Si sono avute delle reazioni non troppo violente. Lo abbiamo usato in diciassette ca-si ; abbiamo avuto due morti: in un caso si trattava di un ammalato gravissimo a.l quale erano state praticate due vaccinazioni e che rimase fulminato da una spaventosa enterorragia; nell'altro caso di un ammalato che dopo due vaccinazioni mori per peritonite da perforazione. In complesso i risultati ottenuti con il vaccino dell' I. S. DL sono stati buoni : in un caso bastò una sola iniezione per determinare la guarigione; in cinque casi, due; in due casi, tre; in un caso, quattro; in due casi, cinque; in un casò, sei ; tre casi non risentirono alcuna influenza dalle iniezioni. Superiore a questi vaècini ci si è dimostrato il vaccino antitifico liaizzato di Caronia che abbiamo introdotto nel settembre 1924 nell'ospedale militare principale di Roma e che abbiamo dovuto sospendere ~ostituen dol o con i su menzionati prodotti - negli ultimi mesi del 1926 perchè non ci è stato possibile poterne ottenere ulteriormente. Stùl'uso di questo vaccino, sulla sua maniera di prepa.razione e sui ristùtat.i ottenuti nei primi casi curati, ci siamo iutmttenuti in una nota comparsa in questo stesso Giornale nell'agosto 1925. Ci pia-ce tutt.avia ricordare che questo vaccino è detto lisizzato perchè la lisi dei corpi batterici è ottenuta per mezzo dell'aggiunta di sangue di tifoso ricco di ambocettori litici. Tenendo presente la tecnica di prepara.. zione - dice il Caronia - questo vaccino di fronte agli altri vaccini curativi, ha il vantaggio di non perdere i suoi caratteri specifici, di essere notevolmente attenuato nella tossicità. e di contenere la sostanza \accinica pronta per la immediata utilizzazione da parte dell'organismo, essendo in gran parte i bacilli disgregati nei loro elementi. Queste ragioni ci banno fatto preferire que.s to vaccino _agli altri numerosi del commercio c non ce n e sia.mo pentiti. . n suo meccanismo di azione è doppio : aspecifico dato .dalle varie proteine in esso contenute; specifico dato dai prodotti ·batterici. Recenti modificazioui nella preparazione del vaccino lo rendono ada.t to anche alla terapia dei paratifi, in quanto che agli stipiti di tifo si aggiungono, durante la preparazione, anche stipiti di paratifi.
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OLTERTORE CONTRIBUTO ALLA VACClNOTERAl'IA, ECC.
Per la :>omministrazioue abbiamo quasi sempre seguito la via iutravenosa dapprima con dosi iniziali di cc. 0,75, poi sempre di l cc. aumentando di cc. 0,50 per volta sino alla dose ma-ssima di cc. 2 ; le iniezioni venivano fatte a giorni alterni. Non abbiamo tnai avuto il minimo inconveniente; la reazione è sempre stata normale, con brivido intenso (che è mancato poche ·volte), lungo ; senza cianosi, senza convulsioni ; a defervescenza regolare, senza collasSi. · Nulla ci ha trattenuto nella somministrazione del vaccino se non le · condizioni gravissime e disperate dell 'infermo, l'enterorragia e la perfor azione. Abbiamo fa.tta l'iniezione di vaccino anche in dne casi di m~iro tifo, guariti con una sola iniezione della infezione generale, mentre la lesione renate segni il suo decorso normale. I nostri ammalati avevano tutti tma Widal positiva l : 200 e parecchi l'emocultura positiva. In genere sono state sufficienti da uno a tre iniezioni ; in 34 casi è bastata una sola, in 41 due iniezioni per dare una guarigione definitiva. Negli ultimi 15 casi trattati quest'anno sono occorse 4-5 e due volte anche 6 iniezioni, perchè il vaccino era di tmo stock antico e non troppo attivo: 10 dovett.erò sospendere la cura iniziata, perchè il vaccino era venuto a mancare; 6 con tinuarono la cura con le stomosine ; l con il va.ccino dell'I. S. M. Nel 1924 abbiamo trattato con il vaccino lisizzato 22 tifosi ed abbiamo avuto un solo morto nella persona. di un soldato affetto da una forma grave di tifo, che reagiva pochissimo alla vaccinazione ed a.Lquale vennero praticate due iniezioni per via intravenosa; mori in 20o. giornata con f'intomi di peritonite da perforazione. Nell92G venne1·o ricoverati a l reparto infettJ vi 67 tifosi, ne morirono 9; ne veru1ero vaccinati 51 e di questi ne morirono solo due ; non furono potuti trattare tut.t.i con il vaccino, perchè nel mese di maggiore epidemin l'ottobre - questo venne a ma.nc.aro. Dm·ante il ln6 entrarono al rçparto infettivi 171 tifosi e ne morirono 24; ne vennero curati con vaccino lisiz?.ato 82 e di questi morirono 10. Qui la mortalità dei vaccinati ò 11iù alta cbe negli anni scorsi, ma ci si permetta. di rilevare che si è sempre tratta.to di mala.t i gravissimi e d i questi uno ebbe due iniezioni di' vaccino e tre di stomosine Ceutanni, p('rchè era finito il vaccino lisizr.ato ; tm altro ebbe dne sole iniezioni di Yaccino lisizza.to che poi si sospesero e ùopo una sett.irnana morì di peritonite tla perforazione ; due morirono pochi giorni dopo l'ingresso, perchè n•nuti con una broncopolmonite bilaterale complicante; un alt.ro morì in seguito a broncopolmonite dopo essere entrato in con.valescenza. cd avere subito una trac heotomia pcr st{'nosi la.ringea di natura tifosa. Se si tolgono questi casi, in cui il vaccino non pote,·a esplica,r e la sua azione pex·chè somministrato tarùivamente e insufficientemente, su 77 trat.tati , avremmo avuto una mortalità di 5, r.ioè circa il 6,50 %· E se sommiamo tutti i casi trattati nei tre anni, su 150 vaccinati, avremmo avuto 8 morti, cioè il 5:33% eirra. Se si tiene conto che la mortalità per tifo oscilla tra il 15 e il 25 % ; cbe nell'ospedale milit are, prima dell'introduzione della vaccinoterapia, que:;ta pt>rrrntualo venne qualche volta anehe superata; ci sembra ehe qneHo metodo di cura sia stato veram{'ntc ntile. Certo che la percent11ale
ULTERIORE CON'l'RTBU"rO ALLA YACCINOTERAPIA, ECC.
di mortalità da noi ottenuta si mantiene ancora alta rispetto a quella vantata da alcuni AA., ma questo dipende da numerosi fa.ttori, alcuni dei quali indipendenti dalla, nostra volontà. Innanzi tutto è da. rilevare che i malati di febbre tifoide che ricoveravano al reparto infettivi erano quasi tutti gravi e con Widal positiva ; mentre molti casi leggeri, molte forme fruste con Widal negn.tiva rimanevnno e guarivano nei reparti di medicina con diagnosi di « febbre int.estina le )) o << febbre infettiva n. In secondo luogo ò risa.puto cbe affiuchè ogni terapia e1i in ispecie quella vaccinica~ abbia. effetto è necessario che venga pratica.ta al più prest.o ; cosl se nel tifo si praticano le iniezioni di vaccino tra il 70 e iil 10o giorno si ba quasi la certezza di salva.re l'ammala.to. Per citare solo qua.lcnno dei casi di nostra conoscenza, diremo che un giovane della nostra clientela privata ammalatosi di tifo nel mese di settembre con emocnltnra e vVidal positive in ga giornata, sfebbrò completamente in 10a giornat.a. con una sola iniezione per via intravenosa alla dose di l cent.imetro cubo. Questo purtroppo non succede t ra i soldati, i quali vengono quasi sempre :-tll'osserva.zione del medico dopo la prima set.t.ima.na ed a.l reparto infettivi dopo alt.ri 3 o 4 giorni. A prova di ciò basta.no due Mli casi, ambedue con emocultura positiva : un carabiniere del Nucleo Garibaldi, 24 ore dopo l'ingresso all 'ospedale, veniva trasferito al reparto infettivi, dove moriva per un'abbondantissima, infrenabile enterorragia. dopo altre 48 ore. Dopo 72 ore dall 'ingresso moriv:-t pure un soldato della caserma Giacomo Medici ; all'autopsia le placehe di Peyer apparivano ingrossate ed infìltrate e pa.recchie ulcerate, Ora nè l 'enterorragia, nè l'ulcerazione delle placche di P ayer appartengono alla sintoma.tologia della prima sett.imana.. Ci sembra pertanto di poter asserire che i risultati ot.tenuti con la vaccinoterapia nella febbre t ifoide nell 'ospedale militare di Roma sian·o molti soddisfacenti. Questo metodo terapeutico a qualcuno può forse parere a.udace i ma ci si vorrà concedere che nei sieri e nei vaccini è riposta non solo la soluzione della profilassi, ma anche quella. della terapia delle malattie infettive. Da.Ua nostra modesta eSilerienza., t.raiamo il fermo convincimento che, se la balneo - la dieto - e la vaccinoterapia potesRero essere applicate nei soldati tifosi all'esordire della malattia, e eioè prima che essi fossero compromessi da improprio trattamento o peggio ancora dal surmenage tanto nocivo, anche noi n<>gli ospedali militari ra,rament.e rPgistreremmo qua.l· che c~so Jet,a,le.
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CASUISTICA CLINICA
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OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI ROMA
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LA [URI [HIRUI61[l Dfill PERFORAZIOftf lftTfSllftllf DI UUfRI llfOIA per il dott. Dante Casella, tenenU;l colonnello medico, capo reparlo, docente ùi patologia chirurgica.
T.Ja. diversa disposizione del tessuto linfoide nell'intestino fa sl che que!>to assuma, a seconda del conflu ire o meuo eli esso, una configurazione particolare, e che un'infezione acquisti una maggiore o minore gravità a.llorchè colpisce una r egione in cui questi organi linfoidi si presentano raggruppat.i o isolati. Solitari sono det.ti quei follicoli che si presentano separati gli uni dagli aJtri e disseminati quà e là irregolarmente su tutto l'intestino, però più numerosi nel crasso, agminati, inve(iC e costituenti le così dett.e placche del Pcyer, quelli che si raggruppano in modo da, eon.fluire fra di loro. Queste placche sì osservano specialmente nella llitima porzione dell'ileo (100-150 cm.) più numeroso ancora nelle vicinanze della valvola ileoceca.le e quivi sono disposte circolarmente, mentre nell'altra porzione hanno una. direzione longitudinale al lume dell'intestino; l'appendice vermiformc ne è talora completamente tapp.ezzata, tanto da potersi paragonare ad una pla.eca di P e)'er a forma di tubo. Tan to i follicoli solitari che gli agmioati, occupano dell'int~stino il margine libero e la }JOrzione delle due faccia laterali vicino ad esso ; manca.no, invece, in colTispondonza dell'inserzione del meseote1·e. Il bacillo del tifo aggredisce prevalentemente il sistema linfatico addominale, e questo spiega porchè prediliga quella porzione dell'intestino che più ne è ricca, cioè i dintorni della valvola ileQ-cecale, l'ultimo tratto dell'ileo, l'appendice vermiforme, cioè, dove più numerose sono le placche; meno frequentemente là, dove quest~ fa.nno difetto, e il tessuto linfoid<> è ntppresentato dai folliroli solitari. ~ell a febbre tifoidc si considerano in genere quattro periodi: nel 1 o periodo che corri~ponde alla prima settimana, si ha la tumefazione midollare dci follicoli ; ad esso succede il 2° periodo, che va dalla seconda. alla terza settimana, ed è caratterizzato d.'l.lla formazione delle escare, e mentre nei follicoli solitari cade in necrosi la parte prominente, nelle placche del Peyer l'escara è totale, però se oltre la submucosa la necrosi ha tendenza ad invadere la tonaca muscolare e la sierosa, la minaccia della perforazioue intestinale, giù. in questo periodo, può preoccupare. Nel 3o periodo cho comprende la terza settimana, si ha l'inizio del ilistacco dell'escara cd il formarsi dell'ulcera, che è rotonda e puntiforme ~c proviene dai follicoli solitari, di varia. grandezza allungata e disposta parallelamente all'asse longitudinale dell'intestino se dalle plae<;he del Peycr. Se il distacco non è precoce, sì ba la trombosi dei vasi
LA CURA CR lRURGICA, E CC.
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sanguigni e sul f ondo dell'ulcera si formano delle granulazioni alle quali sussegue la cicatrizzazione graduale ; ma se H processo ulceroso si approfondisce, o è comunque disturbato anche da un semplice errore dietetico, Ja, parete intestina.le si assottiglia sino a residuare solo la siero:-a, ed allora basta una minima imprudenza : cambiare la posizione del corpo, un colpo di tos~e, di vomito, il ponzare nella dcfeca,zionP. un aumento di tensione dei gas intestinali, ecc., prrC'IJè anrhe quest'ultima tenue barriera ceda e si a.hbia la perforazione intestinale. JJ ,l o periodo comprende la fine della terza e la quarta settimana. e corrisponde al principio d elht trH:lJ'itrione, in ctù caduta l 'es<:ara, l'ulC(>ra si deterge e si libel'a dt>gli ult.imi frustoli di tessuto necrotico. Anzichè il processo svolgersi cosi normalmente, sul fondo dell'ulcera si può formare una nuova <'S(·am, e questr.b trovando ghì. pM"te degli strati ·d ella parte intestinale usW'ati, li riduco ancora di più, sino ad arrivare alla necrosi e ramruolimento della sierosa e sua. perforazione. Di questi periodi, quelli che riguardano part icolarmente il chirurgo per le gravi complic·nnze che si possono determinare (perfora.zione intestin<ble e conseguente peritonite) sono, il 3°, in cui si ha la caduta dell'escara ed il formarsi d ell'ulcera, ed è il più p<'rieoloso perchè la perforazione sorprende il p aziente in pieno acme d ella malattia in grave stato d'intossicazione generale ed in pru'ticolare deprc:;sione nervosa e cardiaca ; ed il 40 in ClÙ in un'ulcera, :wzichè form arsi il t-essuto di gramùazìone, questa. si approfondisce 11er nuova infiltrazione e necrosi. Oltrecltè. per il tempo in ctù si produce la perforazione intestinale, la sua gravità saJ'à auruentat.a se ad essa se ne aggiungono una o parecchie altre sia contemporaneamente sia a distanza di tempo, come pure so esse s iano tanto vicine da confluire o distanti così da escludere completamente una porzione intcstiuale in modo da complica.re, p er il tempo che si deve ) mpic·gare a ricel'cnrlc e per la tecnica, l'intervento. È ben raro che il paziente pur avendo il sensorio o t Luso e si t rovi in stato di subcosciell7.a, non a.vYcrta l'avvenuta perforazione; un dol ore acutissimo in uno dei quadranti addominali, il più spesso (90 %) l 'inferiore di destra, lo sveglierà dal suo toq )ore, ed il medico accorso })Otrà constatare la. dife,;a locale, e dopo poco, la cadu t,a della febbre, tal volta s ino a 35 cent.igradi, il polso evanescente, frcquentiJ:>..;imo: i sudori freddi, lo rendern,nno edotto cl1e il dramma si avvia rapidissimo alla fine, e la tragica ma.srhera della fac-ie.s adom inaUs eon l'astenia, cianosi delle estremità c:hiud.e rà la scena, se l'immediato intervento clùrurgico, vero t1ewt ra- maehina, non riesce a risollcvare il sipario e far considerare e}Jisodio ciò che inclnttabilmentc sarebbe stata la fmis dmmatis. Sono stati descritti aJt.ri sintomi della. peritoni t~ v erfora.t.iva., come la compa.rsa di ottusità ai fianchi, la scompa.r sa dell'aia di ottusità epa.t ica, un rumore di sfrcgamcnt.o che si avverte applicando .lo stetoscopio nel punto ove è stato avvertito il dolore tra.fittivo, oppme, muovendo l 'ammalato su di 1m fi anco il dolore segue lo spo~tamento (Brown) ; l'esame radioscopico proposto dal Roseo per mezzo del quale si può osSE'l'v are una bolla d 'aria r.he si sposta con i movimenti, quello del F ederici per cui i toni cardjaci che si trasmettono pf'r t.utt.o l'àmbito addominale, ,s(·ompaiono a mano a mano che si forma ess udato liquido; di alcuni di
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LA CURA OHlRUROIOA, ECO •
essi la ricerca è pericolosa, altri sono indizi già avanzati dell'avvenuta diffusione della peritonite, evenienza quanto mai deprecabile. n minuto per ques ti sofferenti è prezioso e per essi le indicazioni dell'intervento sono più urgenti che in ogni altra peritonite da perforazione; che se al tavolo operatorio si constata che la peritonite non è dovuta a perforazione intestinale, ma M una infezione per propagazione diretta del bacillo Ebertbiano dall'intestino al peritoneo, ciò non deve preoccuparci (Ma.raglia.no) ; Leotta (1919) riferisce di un caso di peritonite senza perforazione operato e guarito, ed è convinto della necessità dell'intervento anche nel dubbio . Giustamente Leja.rs: afferma che non è l'atto chirtll'gico che uccide, ed è meglio una laparatomia senza perforazione che una perforazione senza
laparatomia (Basile) o con lapa.ratomia tardiva (Arcangeli). Quando si vedono di questi malati che quasi agonizzanti dàuno prova di una grande resistenza, è legittimo I>ensare che se si fosse intervenuti subito, anche con diagnosi dubbia, in un'ora meno tardiva, noi avremmo potuto salvarlo. L 'agonia di costoro è il rimprovero più grave che nn chirurgo possa subire, poichè gli dimostra quanto sia stato colpevole l 'essersi attardato, cullandosi in speranze impossibili a realizzarsi, in sofistiche disqtùsizioni diagnostiche che non sono altro che prove della propria imperdonabile debolezza. La p erforazione intestinale da tùcera. tifosa, è pertanto evenienza tale, da porre in. pericolo eminente la vita d el paziente che viene sorpreso quando l'organismo suo si trova in preda alla. grave intossicazione, o che appena da poco si affaccia alla. convalescenza. e quindi e:;tcnnato dalla lotta snbìta; e tutti sono concordi nell'ammettere che questi mala ti, lasciati a sè, alle proprie scarse risol'se e a quelle che può dare una cma interna sintomatica, senza ccc<"r.ionc muoiono: e Gncullette (192-i ) afferma che « essa uccide pressochè a colpo ~icuro, I>iù velocemente che le altre peri-
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toniti, per le condizioni precedenti dal malato, rapidamente esamit.o dai processi tossiemici ,, e ritiene che i casi di perforazione guariti colla cura incrnenta non sieno che delle false perforazioni, o di quelle ptm~i fol'mi di un follicolo chiuso, perforato, in cui già prima dell'avvenuta pel'forazione si era formato ~utto intorno tma reazione di peritonite adesiva.. n Pirera (1925) pubblicò nn caso in cui la perfora.zione non fu seguita da peritonite e neppme dalla morte dell'infermo; è da domanda,rsi se questo caso non rientri nel novero delle false perforazioni o di quelle ptmt iforml già citate dal Gueullette. ~ia nesstm dubbio stùl'esito letale per una p<rlorazione di tma placca del Peyer può avere chi ha visto al tavolo dell'autopsia od operatorio una di queste placche perfot·ate il cui diametro da 18 millimetri può andare a 10-12 e talvolta a 20 e 33. centimetri (Bohem). L 'intervento immediato si impone, quali che siano le condizioni generali del paziente, però è indubbio che non ostante l 'intervento, la prognosi permane sempre riservatissima; essa può esser- modificat.a. : 1°) Dal tempo intercorso dall'avvenuta. perforazione all' atto operativo; quanto esso sarà. piò breve, tanto maggiori saranno le probabilità di salvezza, poichè la peritonite non è ancora prodotta o è limitata al focolaio della perforazione.
LA OtTRA CBJkURGICA, ECC •
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. In una statistica raccolta dall'Arcangeli si ba che la mortalità nei tifosi perforati, non operati, è del 100 % negli operati nelle prime ore (1-9 ore). la percentuale d<'i guariti è del 70-75 %; si abbassa notevolmente dopo 12 ore; dopo le 24 ore, la morte è la regola. Xella çlinica privata di Arcang-eli furono operati 4 tifosi perforati, l operato dopo 4 ore l':wvenuta perforazione guarl, 3 operati dopo 12 ore morirono. Dei 15 operati da Basti anelli si ebbero 11 decessi e 4 guarigioni; dei guariti: l fu operato dopo 6, 2 dopo 12, l dopo 24 ore; dei morti: l dopo 72, l dopo 36, 2 dopo 24, 4 dopo 12, l dopo 10 ore c 2 dopo un tempo non precisato. Dei 12 casi opt>rati da .Alcssandri si ebbero 3 guarigioni e 9 decessi; dei guariti l fu op<'rato dopo 7, l dopo 12 ore, del terzo non si potè stabilire la datn della perforazione; dei morti: l fu operato dopo 18, l dopo 24, l dopo 48 ore; degli altri non si conosce la data. Dei 4 operati da Margarucci: l operato nella 2Ja ora gua.rl, 3 operati dopo 24-32-4g ore decedettero. Dei 7 operati da Gia.nnuzzi: 5 guarirono operati da 1-7 ore claJla avvenuta perforazione, 2 operati, dopo 14 l'uno, e 24 ore l'altro, morirono. Anche le statistiche st.raniere dimostrano come l'intervento chirurg-i<!o valga a diminuire la mortalità, e la percentuale di 100 % di decessi nei perforati non operati discende al 70 % e tanto migliora, quanto più presto si opera. Lejars nel 1896 aveva già raccolti 25 casi operati con 6 guarigioni; .Monod (1897) portò questo numero a 27; Legueu e ~iauger raccolsero 107 operati con 16 guarigioni; Gesselevitsch e Wana.ch riportarono 63 casi con 11 guarigioni; Loison (1901} 90 operati con 16 guariti; Harte e Ashurst infine raccolsero 362 casi con una percentuale del 26 % di guarigioni. Migai (1911) in 14 operati hn. 7 guariti nelle prime ore; una per centuale del 50 % i 2°) La data dell'inizio dell'infezione tifoide i se la perforazione av-çi(>ne in piena intossicazione, cioè nel periodo dell 'acme, l'intervento avrà minore probaùilit:\ di esito felirc <:be se si è prodotta durante il periodo di defervescenza o di convalescenza, cosi pure dicasi della virulenza maggiore o minore del hnciJlo per lo stato tos8iemico che produce; 30) Il genere dell'intervento chirurgico ; quanto questo è meno trauruatizzante o non disturba ma aiuta i poteri difensivi naturali del peritoneo ed è rapido, t anto maggiori saram1o le probabilità del successo: mai come in questi casi il chirurgo, più che della. operazione brillA.nto deve preoccuparsi dell'esito immediato dell'intervento, rimandando a tempi migliori eventuali atti operativi radicali. Da quando J.Jeyden nel 1884 consigliò l 'intervento chirurgico nei perforati e propose la sutura dell'orifizio intestinale, che fu eseguita. con successo dal Mikulicz e dal Wilson, si può dire che ogni chirurgo che intervenne in questi casi, applicò un suo met-odo, dei quali aletmi sono cosi gravi e per il trauma che producono e per il tempo rho richiedono da scartar si senz'altro come pericolosi, altri se risposero al caso pa.rticolare sarebbero dannosi il volerli generalizzare. n chirurgo non si deve dipartire dal concetto che il perforato in qualunque periodo egli l'operi dall'avvenuta perforazione, in qualsia~i st&dio
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della malattia. si trovi, è sempre nn intossicato, il cui cuore ed il sistema nervoso in generale, il :peritoneo il particola.rc, si trovano in condizioni tali che il minut-o gli è prezioso, e che un trauma., sia pur lieve, non neeessa.rio, può essergli fatale. Cito per sconsigliare senz'altro la « rese:done n che secondo Gueullette deve comprendere la totalità dell'ansa eolpita; la statitica di Buizard (1908) dà una mortalità dell'86 %; .Armstrong (1910) del 100% : 2 casi operati, 2 morti ; De Vincenzi (1919), una mortalità del 100 %; Bagley (1910) riporta un successo, in uno che ope1·ò 7 ore dopo una perforazione avvenuta dm·ante una, febbre tifoid<> ambulatoria, di rese-
zione estesa. dell'ileo seguita da ont,eron·alì~L <'Ql bottone.
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LA CU1.tA CfURUROICA, FX;('.
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La « esclusione dell'ansa colpita ~ sia <IOn anastomosi ileo-ileale, sia ileo-colica, che il Gueullette considera come trattamento ideale perchè permette il riposo di tutto il segmento inte:>l"ina.le alterato, favorendo in tal modo la <'icatrizzazione delle lesioni nleerose e prevenendo la :po~;si bilità di nuovo perforazioni, fu proposta da Souligoux (1908) e sost-enuta da Domela (19Hi) ; si deve però consider:ne anch'esso come intervento troppo traumattizzantc e credo che nessuno l'abbia mai applicato. L 'u esteriorizzazione dell'ansa )) può rispondere in certi e.asi in cui o la perforazione sia troppo ampia ed estesa assai lungo l'asse dell'intestino, o quando in vicinanza vi sieno altre perforaziorù, o u Icori che minacciano di perforarsi; il Duval (1909), Wroth (1909), Fr~HNtl (1912) che la eseguirono ebbero dei successi, essa però è un intervento d'eccezione rispondente a. casi estremamente gravi, perchè l'esporre fuori dell'addome 1m'ansa desta serie preoccupazioni sia per le altera.zioni alle quali l'intestino può andare soggetto col restringersi della incisione lapa.mtomica, sia perchè il peritoneo non ·può essere convenientemente drenato, sia inline per il formarsi nel miglior dei casi di un ano sull'intestino tenue che a seconda della distanza ove si produce pub determinare gnwe denutrizione ; tanto che ad ovviare a ciò Murphy propose il! semplice drenaggio che avrebbe il còmpito d'incanalare il contenuto intestinale verso l'esterno; il Leotta (1919) giustament-e combatt,e questa tecnica, essa è troppo semplicista e a troppi pericoli lascia esposti l'operibto. Così pure è da con· dannarsi il processo del Di Paola (1919) impiegato in una paziente elle mezz'ora dopo l'avvenntil> perforazione sottopose ad intervento; avendo trovata una grossa perforazione dell'ileo vicino alla valvola. ileo-cecale con versamento di feci nella cn.vità peritonea.le, e trovato il peritoneo liscio lucente senza essudati, suturò la perfota.zione e richiuse l'addome per primam ; il decesso avvenne nella notte segltente per ent-erorragia. Alcuni di qnesti a.tti operati vi si dovrttnno per così dire subire e praticarli quando la moltepliciLà dello perfora;doni e lo sfacelo dei tessuti ulcerosi sono tali da non permei tere in tetventi più semplici e più rapidi quali la « sutttra. semplice, con o senza rcsczionc dei margini dell'tùcern. pro1Josta da Leyden ne~ 188-l e da altt·i in segu ito, modifiec<tta con innesti, a seconda, della. opportunità, epiploici o mesenterici o intestinali, atti a.d oceludere la perforazione; e la « fistolizza.zione dell'ansa'' alla parete addominale proposta da Escher (1910) e sostenuta da Dnval (1910). L 'operar-ione alla Leyden, cioè la. sutura in set~L alla Lembert della perfomzione interessante solo tessuti sictmunente sani in modo da intro-
LA CURA OHIItURGI CA, ECC.
flettere nel lume intestinale i margini tùcerosi e la zona circonvicina edematosa ed inflltra.ta., o la sutura a. borsa di ta.bn.cco se la perforazione è
puntiforme, è processo ottimo specie colle moditìcazioni proposte dall'En·ard (1922) di applicare cioè sulla sutura. un lembo di epiploon libero, o peduncola.to come suggerl Lenormant, ma ha i suoi inconvenienti; la probabilità di una stenosi intestinale se l 'ulcera perforata è vasta c io particolare se i tessuti vicini sono molto edematosi ed inlìltrati e l'eventualità che la sutura, sia pure con applicazione di epiploon, ceda io qualche punto, ed essendo abbandonata a sè stessa, versi nella cavj.tà addominale il contenuto intestinale. La. statistica. di Petterson riportata da Lejars dà il 29 % di guarigioni su 321 operati con la sutura alla Leyden. n metodo Escher che in definitiva non è altro che una ileostomia, inquantochè, a.llarga.t.."l. alquanto la. perforazione, questa viene suturata a.Ua. incisione addominale ovvia. gli inconvenienti riscontrati nel processo di Leyden ed aVTebbe inoltre il vantaggio della maggiore rapi<ijtà, di prevenire e curare 111. paralisi intestinale e rli tenere sempre alla diretta osservazione l'tùcera (Donati ) ; però con tale intervento, se la perforazione è molto alta si esclude una. troppo ltmga ansa con grave pericolo di denutrizione del paziente, senza considerare ancho l'inconveniente comune al metodo Leyden che qualche punto, per l'afflosciarsi dell'ansa in seguito alla fuoriescita rapida. di gas, non tenga, e si abbia spandimento di contetenuto intestinale nella cavità addominale ; nella statistica di cui sopra vengono riportate 20 enterostomio con il 45 % di guarigioni. Nel paziente di cui riporto brevemente la storia e l'atto operativo, cercai di conciliare e di unire i pregi di questi due intervenf;i, cioè praticai la sutura ~asversale in seta, dopo recentazione dei margini, muco mucosa e sieromnscolare della perforazione comprendendo tessuti sani, applicai ad essa un lembo peduncolato di epiploon e poscia, ~nvece di abbandonarla, misi sot.to l'ansa una compressa arrotolata in modo da farla affiorare, senza però suturarla alla. ferita açldominale (non senza prima di avere messo un drenaggio nello spazio di Douglas) e ciò allo scopo cbe se i punti o parte di essi, non avessero tenuto, U contenuto intestinale avrebbe trovato la via. di deflusso esterno, senza, invadere la cavità addominale. Tolsi, per evitare decubiti, la compressa in 48a ora, il giorno dopo, come avevo previsto, si era già formata una fistola, dalla quale, però. il contenut o intestinale si versava. all'esterno ; in qtùnta giornat a, fu tolto il drenaggio, ed in breve volgere di tempo, si ebbe. con la fistola, la cltiusura. completa della incisione addominale. N on approvo quindi il metodo proposto da Mica.ux di praticare cioè la sutw·a. della perforazione in senso longitudinale seoondo ·l'asse maggiore della placca ulcerata, poichè è vero che l'ulcera tifosa guarisce senza apprezzabile retrazione cicatriziale e senza lasciare reliquat i di stenosi pur avvenendo la cicatrizzazione lungo l'asse longitud.ina.le, ma ciò dipende dal fatto che l'ulcera, quan to tende alla guarigione non ha. leso che la mucosa e la submucosa, mentre quando si produce la perforazione si ha. la lesione di tutti gli strati, e la loro sutura in senso longitudina.le porterebbe ad una stenosi tanto maggiore quanto la. placca e più lunga in senso longit ndinale. Importante infine è il sapere dov~ deve farsi l'incisione addominale
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in modo· da cadere con quasi assoluta precisione sull'ansa perlforata o almeno nelle sue immediate vicinanze. Forttmatamente il chirurgo ha dei dati anatomici e clinici pressochè precisi, per c1ù in genere non si banno dubbi, tranne in casi eccezionali in cui l"infezione abbia invaso altri seg· menti intestinali che non sia l'ultima porzione dell'ileo, ed anche allora un a.cclU'ato esa.me dei sintomi obiettivi, e subiettivi può con grande approssimazione farci diagnosticare la sede dell'avvenuta perforazione. La laparotomia mediana sottombellicale risponde nella maggioranza dei casi, essa ha anche il pregio di dare luce notevole in modo che si possono esplorare, senza tra.umat.izzarle di sovercbio, regioni vicine; la pararettale destra si presenta opportuna quando H paziente nettamente avrà accusato il dolore improvviso e lacerante nella fossa iliaca destra più o meno in corrispondenza del punto di Mac-Burney~ e la c.onstatata difesa della parete ci darà la quasi assolut.a certezza tmttarsi di una perforazione intestinale in tutta vicinanza della valvola ileo-cecale o ultima porzione dell'ileo o dell'appendice; ricordo cbe nel 90 % dei casi la perforazione avviene negli ultimi lì Ocentimetri del tenne, e nellO % nel colon ed appendice. Per ultimo accenno alla dibattuta questione, che tempo addietro divise in due campi i chirurgi, Sf' nella. peritonite da pérfora.zione c.onvenga o no procedere ai lavaggi della ca.vità addominale sia con soluzioni fisiologiche o antisettiche sia con etere, ecc., oggi tutti sono d'accordo nel considerare qualsiasi lavatura o irrigazione come dannosa, limitandosi alla pulizia meccanica con compresse cbe asport.ino senza trau.matizzare e possibilmente senza inutili spostamenti di anse, sostanze e liquidi versatisi nella cavità, lasciando al drenaggio semplice o multipli opportunamente collocati, il còmpito di a.vvia.re i residui allo esterno, dt·enaggi però specie se duri (tubi di gomma, di vetro) che non debbono essere lasciati per lungo tempo a contatto di anse già. sofferenti, percbè possono determinare decubiti. L. J!Hario soldato classe 1905, Jo regg. ~rranat.ieri, il 19 luglio d. a. veniva in questo reparto per appendicite acuta. Anamnesi remota negativa ; rifesce che 15 giorni or sono fu colto da febbri a carattere remittente per le quali veniva ricoverato nell'infermeria di corpo ove rima<-e tìno al giomo del suo ingresso in questo reparto per sopravvenuti dolori al quadrante inferiore di destra ed accentuazione della febbre, che andava già da alcuni giorni declinando perlisi. E. O. Di costituzione scheletrica regolare, pa.nnicolo adiposo assente, masse muscohwi ipotoniche, p ello e mucose visibili, pallide, lin~amenti del viso un po' stirat-i, lingua arida, p olso frequente, temp. 39°, milza palpabile, addome leggermente tumido con dolore diffuso u tutti i quadntnti. Sin dal primo momento ebbi l'impres.<>ione di non essere in presenza di un solito caso di appenclicite acuta ; la milza palpabile, lo stato generale, la febbre mi fecero nlliScere il dubbio trattarsi di uu tifoso e francamente consideravo l'eventualità di. un tifo, con speciale localizza.:àone nell'appendice. Nei giorni seguenti la temperatura oscillava. sempre nei limit i tra 38° e 39,5, lo stato generale si manteneva però soddisfacente ; avevo disposto nella mattina del 29 di far procedere ai vari esami eU agnostici di gabinetto qua.ndo, verso le ore 17, fuj chiamato perchè il paziente si era improvvisamente aggravato. Accorso lo trovai pallido, con lj. n ean.enti del viso marcati e sudore freddo cliffuso, temperatura 36,8 e polso 128 molto piccolo; interrogato riferiva che pochi minuti prima era stato colto improvvisnm~;nte da un dolore lancinante, come colpo eli pugnale, nel quadrante inieriore di de.; tra, e localizzava netta.rnent.e e con precisione il punto doloroso nel punto di Lanz, difatti la palpitazione delicata fece constatare \Ula difesa muscolare in detta 1·egione. invi~to
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Dolore lacerante, localizzato, difesa muscolare, la caduta della febbre, e le conrliziow generali improvvisamente ~gravatesi imposero senza alcun dubbio la diagnoai di Uil& perforazione e la necessità di un intervento immediato. Potevano sorgere delle indecisioni sulla opportunità della laparatomia sottombellicale o pararettale destra. ma il dolore localizzato nella fossa ileo-cecale nei pressi del punto di Mac-Bume_v-Lan7. mi fecero propendere per il secondo intervento, tanto più che pensavo che se la perforazione non era nell"appendice .questa doveva essersi prodotta in tutta vicinanza e cioè nell'ultimissima porzione dell'ileo o nei clintorni delia valvola ileo-cecale. A un'ora dall'avvenuta perforazione il paziente fu sottoposto ad intervento operativo , previa anestosia locale morfìo novocn.inicn. e alcWle aspirazioni di etere (nletodo dell'a>;Sociazione a nooiva di Crile) e ciò )J<'r bloc<'xre f;ia pur per breve t empo, anche i centri psichici. Incisione pararet.tale destra Lénnander- Jalagtuer; aperto il poritoneo noto a presenza di alcuni centimetl'i cubi di . liquido giallo oro, con un compressa asciugo e procedo alla ispezione visiva della regione. senza cioè introdurre le dita per esterorizzare le anse; il cieco e l'appendice che si intravedono sono di colorito n ormale lucente con leggera iperemia, abbasso il cieco e lo porto contro la parete illiaca; r ~~.ppeuùice :;i esteriorizza, non presenta nulla di anormale, così pure le regioni delia valvola ileo-cecale; e.Uora prolungo il taglio in basso, lego l'arteria epigastrica, noto subito altro liquido giallo oro un po' torbido e sotto di esso un'ansa del tenue che sul mar·gine libero presenta una perforazione ovalare lungo l'asse Iongitudinale dell'intestino col diametro massimo di tre centimetri e traversate di <iue, i margini della. mucosa sono estrofle.c;si. a.rrosa.ti e presentano le pieghetta turo delle valvole conniventi; prosciugato il liquido. nel centro nell'apertura vi è una piccola scibale fecale della grandezza di un pisello che viene tolta. Colle forbici taglio i margini ulcerati della mucosa e pratico Wla sutura traversate confilo di seta, mucomucosa, quindi una sutw·a pure tra-;versale siermnuscolare, avendo cura di prendere tessuti apparentemente non infiltra.ti, ed edematosi. Su di essa, dopo averla detersa con una soluzione leggera fcnicat.a, applicai un lembetto peduncolato di epiploon che fissai tutt'attorno con tre punti. Dopo aver constatato, divarce.ndo bene le labbra della incisione addominale che le anse che si presentavano alla ispezione erano intatt.e, con compresse, pro· cedetti alla ptùizia meccanica della regione ; nella previsione però che qualche ptmto potesse cedere e che si potesse pertanto Yersare nel peritoneo il contenuto intestinale, e non volendo d'altronde con altri punti, che mrrebbero potuto lacerare la sierosa e la muscolare dell'ansa perforata, indubbiamente sofferenti, fissare questa alla parete addominale, dopo aver messo un piccolo drenaggio di gar?..a nello spazio di Dougla.s, con una compressa foci una. specie di cuscinetto che posto sotto l'ansa suturata mi permise di farla afliorare alla broccia operatoria ; rest.rinsi questa, e terminai con una medicatura a piatto. 1<\crono subito praticate le solite inieziow eccitanti, ipodermoclisi, e diedi oppio per tener immobile l'intestino. Dopo poche ore si ebbe dall'ano emissione di gas e di scarse feci liquide, le condizioru del paziente già dopo poche ore avevano subìto un migliorament<> così rapido che la prognosi fausta si presentava sotto i migliori auspici. L'andamento per due giorru sia generale sia loca.Je fu dei più benigni, la febbre ceclova, il polso si era ripreso, l'addome ave.Uato con leggerissima dolen tia alla pressione, tanto che dopo 48 ore tolsi la compressa; l'ansa avendo aderito alla parete. n giorno dopo nel co!ll!tatare lo stato della medicatura, osservai che era sporca; rimossala, notai che era. imbrattata di feci : si era prodotta tma fistola, però nessuna reazione locale, nessuna modificazione allo stato generale che si manteneva ottiJ:no, nessun rialzo termico ; detersa la regione rru limitai alla semplice pulizia e medicatura B piatto della fistola, che rinnovai ogni 24 ore, in quinta giornata levai il drenaggio; la fistola giorno per giorno si restringeva tanto da chiudersi spontaneamente dopo 23 giorru, e 1'8 del mese di settembre il paziente completamente guarito, vewva inviato in licenza di convalescenza di giorni novanta.
L'osito felice dell'intervento credo che :;ia da riferù·si a un coruplcsso di ('.ircostanze favorevoli : 1° n paziente entrò nel reparto il19 ùelmese di luglio, proveniente dall'infermeria del proprio corpo ove era degente da 15 giorni ; ebbe 7 - Gi4rnaù di medicina militare. -
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dei dolori addominali con speciale localizzazione nella regione ileo-cecale in tutta vicinanza della sede anatomica dell'appendice, tanto da far sorgere il dubbio nel dirigente il servizio sanit~trio del corpo trattarsi di appendicite e in -1ne d'infezione tifoidea con interessamento dell'appendice. La perforazione avvenne il 29 dello stesso mese, cioè 10 giorni d-opo il suo ingresso all'ospedale e 25 giorni dall'inizio della infezione; pertanto nel quarto periodo della mala.ttia, periodo così detto della defervescenza, in cui il paziente comincia ad essere meno intossicato, maggiori le resistenze e quindi maggiori le propa.bilità di esito fortunato dell'intervento; 2° Lo stato generale del pa.ziente sebbene grave non era in quello stadio proprio tifoso d i subcoscenza, e ciò gli permise di avvertire il dolore provocato dalla perforazione, non solo ma, di localizzarlo perfettamente; 3° La precocità dell'intervent.o ; notl era tTascorsa tm'ora dall''avvenuta perforazione che il paziente era già sul taNolo operatorio, quindi la peritonite non si era a.ncora. generalizzata e fu sufficiente la semplice detersione meccanica. a prevenu·ta tanto che si potè togliere il drenaggio con piena sicurezza in 5'~ giornata; 4° La modalità dell'intervento. Ho detto le ragioni che mi spinsero a scegliere il ta.glio pn.nl>retl'ale, incisione elle consiglio tutte le volte che il dolore è nettamente localizzato nella fossa Heo-cecale, essa permette una buona. osservazione della valvola ileo-ceeale e dell'appendice, oltre che dell'ultima porzione dell'ileo, il che non si ha con quella mediana a meno di non riicorrere a manovre, che in questi casi sono sempre pericolose, riservando invece questa ultima quando la localizzazione del dolore non è precisa, o quando, la difesa è nettamente localizzata nella regione sot.tombelicale. L'intervento sarà rapido, senza. che la rapidità vada a scapito della tecnica che deve essere rigorosa e per quant.o riguarda l'atto operatorio completa ; è meglio prolungare l'incisione addominale cbe svolgere anse, che oltre a far perdere preziosi rapporti, essendo sotierenti si trauma.tizzano facilmente; quindi ispezione visi va accurata e meticolosa, ispezione manuale ridotta al puro necessario. Insisto inoltre sulla tecnica, evitare i grandi inten·enti, il brillantee radicale atto operativo de-ve cedere il posto all'operazione modesta, semplice (sutura ileostomia) cbe ci assicuri la vita del paziente rimandando, se necessario, a tempi migliori l'intervento definitivo ; io ritengo che l'aver suturato la perforazione, ma il non essermi fidato della sua tenuta perfetta., nonostante avessi escgnit.o una epiploonpla,stica, e l'averla affiorata alla breccia operatoria sia stata la causa non ultima del successo. 5° Infine la scelta dell'anestesia; quella generale, sia pur col cloroformio, la ritengo pe1·icolosa, data la grave depressione e lo stato d 'intossicazione generale ed in partieola,r e cardiaca e nervosa del paziente, per quanto l'Arcangeli ritenga che esso abbia un'influenza benefica sulla malattia fondamentale almeno per qualche giorno ; più sicura la semplice anestesia locale, che deve essere perciò preferita alla generale, per quanto con essa si sopprima sola la via nervosa. centripeta, si blocca. cioè la comunicazione tra la zona di comunicazione ed il cervello mentre permane intatta l'eccitazione psichlca (Forgue) ; ottima è la « associa-
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zione anociva di Orile ,,, cioè associare all'anestesia regionale, quella genéraJe con poche goccie di etere o cloroformio fatte a.-spirare all'atto dell'operazione ; in tal modo si evita sia. l'eccitazione fisi ca, sia la psichica, e si impedisco l'esaurimento nervoso dei centri.
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RIVISTA SINTETICA
LA TRASFUSIONE DEL SANGUE per il dott. Orlando Castlgllola, tenente colonnello medico. La t i'81!fusione del sangue ha preso ormai una eccezionale importanza nella pr atica medico-chirurlrica, sia perchè ha indicazioni precise nella massima parte degli stati anemici delie pih svariate eziologia, sia perchè la tecnica è stata ormai perfezionata e semplificata dopo le numerose ricerche di laboratorio ed osservazioni eliniche, che si susseguirono durante e dopo l'ultima grande guerra, tanto che tende sempre più a generalizzarsi nella pratica corrente. I o non pretendo di apportare delle noziorù nuovissime in tale materia : solamente ho voluto richiamare l'attenzione su di essa, potendo non solo nella chirurgia d'urgenza, ma in svariate forme mediche, conseguire insperate resurrezioni, specie in acute anemie post-emorra.giche e nei gravissimi ~ hock post-opera.t o ri con forte diminuzione della pressione àrteriosa.. additando dei mezzi semplici ed alla portata di tutti, ohe pur io adottai felicemente in parecchi casi, in cui ur"eva metter mano alla trasfusione, anche senza aver la possibilità di una razionale
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scelta di un douatot·e adatto, previo l'accertamento dei gruppi sanguigni e senza ave1· a disposizione gli :spcciaU apparecchi, a tale uopo indicati. Negli ospedali da campo d manie l'ultima guerra o nelle infermerie sperdute nelle nost,re colonie, quante volte non abbiamo visto trasportarci dei feriti q uasi dissanguati, pallidi, freddi, ansio::>i, sitibon.di e col polso quasi del tutto impercettibile Y L'ernostasia pnmtrunente assicu1·ata, le iniezioni cardio-tonic.he, l'autotrasfusione, la ipodermo-flebo e rettoclisi, se riuscivano ad assicurare la loro vita per qualche tempo, non evitavano la catR~<trofe a più o meno lunga scadenza. In tali casi la pratica della. trasfusione può solo operare il miracolo della resurrezione, pur assicurando, prima e dopo di essa, l'idratazione dell'organismo con s i.e d artificiali pe•· via sottocutan~m, veuosa e retta! e alla Mw·phy. lnfatt.i ormai è accertato chiaramente che l'inefficacia, o, dirò meglio, il miglioramento transitorio ottenuto con sieri artiticiali, è dovuto al fatto che tali liquidi, immessi nella. m>~o~<sa. sanguiftUa. non restano contenuti nei vasi, ma filtrano subito attrave1'SO le loro pareti e sono assorbiti dai te~suti. Per rimanervi bisogna che il liquido, iniettato nei vasi, abbia delle proprietà fisico-chimiche ben determinate, e delle emazie indispensabili per mantenere gli scambi respiratori. assic-urare il metabolismo generale e ristabilire l'equilibrio acido-basico degli umori. Il sangue c-ompleto può solo riportare l'anemizzato in condizioni da vedere in lui riattivata la circolazione, i complessi metabolismi e specialmente gli scambi respiratori degli organi nobili. E potei più volte convincer.rtJ.i. che non è necessario trasfondere grandi quantità di sangue, siccome comunemente si crede ; ciò che importa è che non si perda tempo e che s i utilizzino subito i materiali più propizi a nostra disposizione con gli accorgimenti <li tc<> tùca, che i più moderni studi ci hanno rivelato necessari, prima che 80p•·agg iungnno le profonde alterazioni nei centri n ervosi con il collas::o premonitorc. Il saugu(' è vita, diceva l'Hirtl, parafrasando il motto di Siffornùo Crunpegio: q sa.nguis vitae thesaurus », e la perdita di gran parte di esso, in rapporto al peso del corpo, ripeto. che non può es.-sere sost-ituito da :;ieri artificiali salini o glucosati o gommati o iso e iport,onici, bensl da sai[Jgue vivo che, pur trasfuso in quantità minori a quello perduto, può apportare elementi di vita ai centri nervosi in disfunzione preagonica ed eccitare la pronta emopoiesi. Non corrisponde complnt,amenw al vero l'as..'lerto che la morte per dissanguamento sia più dovuta allo stato di •·cln.t-iva vacuità dei vasi, che alla. dinùnuzione degli elementi d el sangue, siccome dettava il L exer di Berlino ; ma se le iniezioni di siero possono prolw,gnre di poco la vit-a, esse debbono permetterei di guadagnare un po' di tempo per prepararP lo tra!'lfu~ione, unico mezzo por consei-vllre tali fe riti, altrimenti votat,i sicun:Lmcnt-e alla m01·te. Tale concezione pratica. della somma.
utilità della tra~fusione in confronto delle iniezioni saline nelle anemie acutissime
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post-ewornlgiche, g itl. da noi applicata nella pratica. di guerra ed in colonia, trova la conferma nelle classiche ORperienze sugH animali deU'Hédon nel 1902 e del David e Cmtiss di Boston dieci anni più tardi. È inutile che ricordi tutte le esperienze successive, che numerose si ripeterono nei grandi centri scientifici c che furono illust•·ate in vari Congressi di chirurgia., specie it1 quello francese del 1~23, e c iò per non fare un inutile e facile sfoggio di letteratura su t.ale argomento. Ricordo solamente le e;;perienze del Davide Curtiss, che, a parer mio, 1·iescono chiare e dimostrative in sommo grado. Essi a diversi cani di CSJl('J'im~nto ~<attraevano il ~>au~nc fino al l'arresto del circolo nella. carotide; agli uni iniettavano siero f:ìf'iologico, ag li altri trasfondevano sang-ue di cane. Tutti riprendevano le funzioni vitali, sah·o in nn caso. Ma nelle 18 ore che seguivano tale intervento, il 77 per cento clcgli aniJnnli trattati col siero soccombevano, laddove r:.i aveva nna perdita dei trnsfusi nella proporzione del 6 per cento. Presso altri oopetirnentatori si ebbe, in questi u ltimi, il 100 per cento di guatigiòni. Del resto è ovv1o, siccome p iù soprti ho detto, accettare la trasfusione come pratica eroica decisiva, salvo le riserve sulla tecnica più adatta e sulJa grave eventuaiità della is<Htgglutinazione e della isoemolisi, per agglutinazione e conseguente d.iF<Soluzione d ellf' emnzie del donatore nel plasma d el ricettore. Quest'ultima eventualità può incoJ?bere sinistrrunente durante le trasfusioni, quando non si abbiano alla portata i mezzi per poter scegliere \ln donatore adatto colla ricerca dei gruppi sanglùgrù. Ma. ciascuna nnità sanitaria dovrebbe ormai esser provveduta dei mezzi
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necessari per tali ricerche ematologiche preliminari, che pur son o <.li facile e rapiti o. attuazione, ma con personale ed ambiente adatto, l'licconv• tlirò in appresso. Ad ogni modo n on bisogna dimenticare cito in S}><!ciali::;,;ùno circostanze il medico può essere autorizzato ad eseguire la trasfusione senza le preventivo ricerche sulla cmnpatibilitò. biologica di gruppo sa~n igno del clatore e del ricettoro per l'isoagglutina.zione. Non p<~rlo della determinazioni' della il'l<>emolisi, la. quale •·i viene indicata. in ma...c;sima. dalle stP.:;.~e ricerche d<•IL'i~oagglut.iuaziune. Tali cin·ostanze ecco:.:ionali, .ma che plu" u o n sono infrequenti adio. pl'alit·a eli medici b;olati in condotte lontane dai centri ospedalieri o cii nl<'dir-i coloniali ,;pf'r·duti in zon!l prcdesertiche, son o date da casi di estr'E'ma tu·;zenza e eon !'ro.r:.;i rnatcr·ìali per· tali d olica.te ricerche, attuabili solamen te in lnboro.tori b!lt,teriologici e con p<'rsoualo specializzato. Dirò anche c he l'incompatibilità biologicn. dt•i ,;nr~ui del datOJ·e o del ricevitore può esser·e intravistn. o col controllo di un· i.ni<·z.ioue vrdiminarc di 10-30 eme. di sangue od all'inizio de lla tr·a.<;f u<ione ><tcs:.;n del ;:anguo puro o diluito nella soluzione anticoa~ulante ed iniettato molto lcntl\mentf'. Ai )>l'illli ,:cg-ni p remonitori di reazion e ed intolleranza l'operatore d evt) !òU!<pendere i:tTuneditttumonte la. trasfusione prima dell'e.«p!o;::ionc dei g:nt,·i,;simi aeC'id<'nti, dnvl\ n ti ai quali può riuscire vano ogni ><occorso. È stata. molto discu>"sa questa c·o:<idetta pro,·n bi"log-ica pr···,·t) ntiva, rua io affermo di averla sempre attuata con vantn!<"gio, quundo mi lltil.>\('llVUHO i lllezzi per fare le ricerche micro e macroscopic-he dei gru!Jpi san_g11igni. E brevel• tente voglio ora soffermarmi su queste ris<>r-ve, du~ mettono spe><::;o in :.;erio imhl\t·azzo il medico, quando s i trova di fronte i~ ca~i j.'!ra,·is:;i.Jru, in c· ui la v ita sta. :<fuggendo inesorabilmente ed egli si trova in ambianti non dotati eli tutti i materiali ad hoc e senza q~tella speciale organi:t-znzione e preparazione cho po,;sfi a,,.;;;ic·ura re una tr·asfusione senza eccessivi rischi. Dovendo affrontare le diJTieoltù del gravt' momento, egli deve ut.ilizzare tutti i mezzi più adatti a sua di;;posizione, premunendo:;ì contro i ben noti accidenti, c he incombono durante tale d eli<"nto intcr v<'nto. P ochi casi, eh<> illw'ltr·èrò brevemente, potranno chi•ti'Ìre la t.ernint da me improvvisato. con succo;:;,.u, già nella fine del 1919, dw·nnto l~ m io pert>~,.inn:..ioni nello. c:o. Ionio. libica. Nel novembre di tale anno mi [u portata qt tA><i estmgu<' urùuaha quindicenne, ferita in risi'la un'or·a prirna con un coltello uc-lln re!! ione inguincH.: r·urale sinistra con taglio netto clell'ar<'O d ella l!rnnde vena snf<'na in immNUnta viein11nza del suo sbocco nella vena femor,1le e delùt sotto;;tHilto m·t.ei'ÌH pudenda <'o%c t·na inferiore. Provveduto rapidamente all'emostasi, si i.:tnp<illC\"11. ilriat.t.ivamcnto dello fWlZioni vitali, che stavano per sospendersi a causa della gmvi,;sima perdita di sangue sublta. L'autot rasfusione, ponendo quell'ar'aba in p osizione inversa e ricacciando il sangue degli arti, mantenuti vorticalmenw, con fasciR.tm·e compr·essìve dalle estremità alle radici degli stef;si, l'ipodermoclis i e le inieziorù eccitanti m i fecero guadagnare un po' di tempo. S'imponeva la trasfusione di sangue, per tentare lt~- ,.;al vezza di quella giovane nella. quale le funzioni vitali precipitavtmo fatalmente. Non avevo facoltà di scelta. pel donatore; essa era accompagnata da due vecchie u rnbe e Ja wt trentonne fratello, abbastanza ben con;:~crvato, ma che n on mi :<apcva escludere di essore stato colpito n ella sua. prima. giovinezza dalla malattia sullrJ,Ita, come chiamano quegli indigeni la s ifilide. Non avevo citrato di sodio, nè gluco::;io, e per·c iò pensai al u eosa.lvarsan, che già largamente usavo pet· via endoveno:>a. in quella colonia. l o u::~avo a llora. sciogliere d irettamente il ueosalvarsan nel suo stesso tubetto di v etro originale con un po' dì acqua bidistillata, cons01-vata in fialette di eme. 5 che aspir·avo con ln siringa Luer, da cmè. 20. .-\Bpirando e respingendo in seguito p iù volte l'aequa, in cui andava<:~i .;ciogliondo il preparato nel suo tubt>tto, potevo avere la soluzione complel>t dt:l .-;;dc tH·i fi eme. di acqua bidistillata contenuti ne lla siringa. :Montata. poi questa con un nuovo ago ed immesso quest' ultimo in una grossa vena d el gomito, completavo il riempimento d ella siringa. col sangue del malato, facendo mescolare il sangue con la soluzione neoR&lvarsanica. con .lllOlLi movimenti di va. o vieni dello stantuffo, pen: otten ere una maggiore diluizione del farmaco nel sangue ;~tes!'o . . V~lli ancora profittare del grande potere auticoa.g~ùanto del preparato di Erlich !ndica.to già dalla. casa produtt rice, prima ancora c he il Flt\ULlin e lo Tza.tH·k precomzzassero nel 1921 l'uso del sulfat·senol come anticoagulante a dosi lO volte
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minori del citrato sodico. M a non essendomi sufficiente la modesta siringa di 20 eme. ricorsi alla grossa siringa di vetro, tipo Reiner da 200 eme. a tre anelli con armatura esterna di metallo, perfettamente smontabile e sterilizze.bile. Potei adattare un raccordo metallico al becco della grossa siringa e cosi innestarvi un ago per iniezione endovenosa. Dopo aver proceduto alle. sterilizzazione della siringa e dei pezzi annessi con parecchi aghi di ricambio, montai le. siringa· innestando l'ago al raccordo, la re.vvolsi con pannolini imbevuti di acqua calda sterile, aspirai lO eme. di acqua bidistillata e vi sciolsi circa egr. 15 di neosalvarsan (prima dose) siccome sopra bo descritto. Frattanto, pre.,-ia replezione delle vene della piegatura del gomito del datore con soprastante laccio e sterilizzazione della cute della regione con alcool, aspirai a regola d'arte poco più di eme. 100 di sangue e lo mescolai con la soluzione neosalve.rsanica, evitando di agitare troppo bruscamente la soluzione per non traumatizzare le emazie. Cambiato l'ago usato pel datore con un altro e. diametro più sottile e dopo la m essa in opera del laccio al braccio della giovane e disinfezione della cute della regione, cominciai lentamente la trasfu~;ione del sangue neosalvarsanizzato, dopo aver fatto togliere il laccio. Dopo l'immiss one dei primi eme. 10 mi sofferma.i per assicuranni che non sorgeRSero ~;peci ali sintomi sospetti, poi proseguii sempre lentamente e sorvegliando attentamente la paziente e non mi arrestai che dopo aver trasfuso circa eme. 100 di sangue, per aver avvertito un lieve inceppo nella discesa dello stantuffo, inceppo che ritenni poter es.<>er dovuto alla formazione di qualche piccolo coagulo nell'n.go molto sottile. Era interessanti':!Simo Msistere al miracolo della reswTezione di quell'araba, nella quale si riprist.inavano con relativa rapidità le funzioni vitali con un senso visibile di gaiezza, di speranza., di e uforia, con ritorno delle forze e dello splendore dello sguaJ·do, dapprima qua.o;i del tutto spento, e che l'autotrasfusione e le Hbbondanti clisi non erano riuscite a riaccendere. Un'altra ipodermoclisi di eme. 250, ript>tuta circa un'ora dopo, mi MSicmò la ripresa vitale di quell'indigena, che potè es.'lere trasportata sotto la tonda della sua. famiglia nella sera stessa, siccome ella. rçcla.mava. La convalescenza fu rapida, nè ebbi a segnalare alcun accidente successivo, avendola. potuta seguire per circa. tre mesi. Per quelle s'trana coincidenze a serie di casi analoghi, che ricorrono spesso nella. pratica. corrente. a pochi giorni di distanza dalla prima, mi fu portato un piccolo -sudanese undicetme, feritosi accidentalmente con un coccio di bottiglia. nella regione temp0rale destra, immediat.amente sòpra. l'arcata zigomatica. Il caso appariva. quasi disperato per l'abbondante emorragia dovuta a taglio, quasi netto, dell'arteria temporale superficiale e del suo ramo temporale profondo posteriore, e per il ritardo in cui mi arrivava il piccolo fet·ito a dorso di cammello dopo circa quattro ore dal trauma, con un panno insanguinato, che gli fasciava la testa in modo incongruo. Il pol<;o della carotide si percepiva appena, ma mancava alle radiali ; il pallore cereo del viso, la respirazione celere e superficialissima., lo estremità. fredde e quasi senza movùnenti, l'incoscienza stuporosa lasciavano manifestamente presagire l'imminente esito. Ottenut.a. la facile e rapida emostasi, fe i praticare tosto l'autotrasfusione e l'ipodermoclisi di eroe. 250 di soluzione fisiologica, mentre io preparavo la trasfusione con i mezzi adoperati pochi giorni innanzi. Una. prima difficoltà. dovevo superare, quella di trovare un donatore, poichè quel ragazzo era. uno schiavetto orfano di w1a lontana ..abila.. L'arabo non si lascia sottratTe del sangue, se non vi è spinto dalla. molla. dell'affetto, oppure dall'interesse. Misi in opera. quest'ultima molla., ed tm ascaro libico, di origine negre., come il piccolo ferito, sebbene un po' restio, accondiscese 1\lla mia richiesta. Anche in tale donatore non potevo in w1 e~;ame clinico superficiale esclud ere sicu1·amente la lue, ma non avevo facoltà di scelta. Con lo. stessa tecnica. soprndescritta feci disciogliere circa 15 egr. di neosa.l· Vtll'San in eme. lO di acqua bidistillata e quindi tale soluzione in eme. 100 del sangue del donatore; ma ancora un'altra piccola difficoltà dovevo superare a. causa. degli esilissimi tronchi venosi soprnstanti alla piega del gomito dello schi.a.vetto. Dovetti pertanto denudare la vena cefalica ed isola r la per un tratto di circa cm. 6 e lego.rla distalmente con un laccio; quindi, aperta. la vena. sopra questo, introdussi con circospezione nel suo esile lume l'~gu ~<otti le a. becco ottuso e su di esso vi strinsi
LA TRASFUSIONE DEL SANGUE
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un laccio che avevo già. preparato in antecedenza, per impedire la. eventuale fuo· riuscita del sangue neosalvarsanizzato dal moncone della vena. Itmestato allora l'ago sul raccordo del siringone, cominciai la t rasfusione -eon le medesime cautele suddescritte. Mi arrestai a eme. 90 p recisi, senza aver avuto il minimo incidente ; la ripresa. vitale si ebbe anche in questo ca"'3o in modo rapido e felici.<:~Siroo, tanto da stupire profondamente gli astanti, che mi avevano ·aiutato ne i vari momenti della piccola operazione. L'idralu zione successiva dei tessuti con i semplici mezzi a mia. disposizione completò il successo anche in q uesto caso, che p otei seguire per qualche tempo senza aver riscontrato a lcun acci· (lente secondario. Due facili e pur gravi appunti possono essere fatti a tale tecnica., benchè aia stata coronata da succes.'lo : l t mancata preliminare ricerca d ei gruppi sanJ.!Uignì e l'impiego di un anticoagulante altamente tossico e perciò pericolosissimo. Ma bi· sogna riferirsi alle circostanze speciali in cui io operavo, allo stato gravissimo dei due tra.uma.tizzati, in cui la speranza. di ripresa. delle funzioni vitali era quasi del tutto svanita, ed all'urgenza della trasfusione. Conscio perfettamente dei rischi immediati a cui andavo incontro per l'even· tuale isoagglutinazione e isoemolisi e per la e,rentuale colloidoclasi a causa d ell'an· ticoagulante adoperat.o, ed infine per l'imperfetto e quasi prim itivo materiale im· provvisato, io moltiplicai le cautele e la. vigilanza durante e d opo la trasfusione. Anzitutto cercavo di umettare bene le pareti, lo stantuffo d ella siringa, gli aghi nella. soluzione neosalvarsanica ; cercavo di mantenere il s iringone ad una temperatura ehe s i avvicinasse a.i 37 gradi, avvolgendo con garza intrisa di acqua stPr .ln calda ; contavo sulla lentezza della trasfusione e sulla sottigliezza dell'ago infisso nella vena del ricettore, per avere qualche garanzia contro il passaggio di eventuali eoaguliD.. · d e1. prum . . eme. l O d el sangue neosal varsan1zzato, . . to opo 1a trasfnswne spm con prudenza e senza brutalità, attendevo, siccome ho detto, poco più d i tm minuto, <>nde constatare l'eventuale insorgenza di s intomi d'intolle ranza (ansia e dolore precordia le, senso di calore, quasi di fiamma a lla faccia, cefalea, formicolio a ll'estre· mità, dolori lombari od addominali, dispnea, angoscia, ecc.). T a le pratica, che pur ·si volle assurgere, siccome ho dotto, ad una prevent.iva prova biologica, sar ò. sempre u tile e raccomandabile, purehè praticata con lentezza ed interrogando spesso il ferito o il malato sui minimi disturbi subbiett.ivi, che possono manifestarsi in primo tempo. Il pronto arresto della trasfusione per l'insorgenza dei suddetti primi s intomi d 'allarme, siccome mi toccò in tre su dodici trasfusioni di sangue citrato eseguite senza le garanzie della. ricerca dd gruppi sanguigni, in casi d i estrema urgenza, perehè p rivo de l con t rollo di un laboratorio, troncò l'ulteriore sviluppo di tali accidenti temibili, ohe svanivano tosto favorevolme nte e senza conseguenza. Non nascondo che la mia t repidazione e vigilanza s i attardavano anche ne lle ore succeF<!live per i rischi ben noti, che incombono con l'uso del preparato di Erlich. P oichè non bisogna. dimenticare che mi trovavo di fronte ad orga.niR!lli in cui le. grande perdita d i sangue aveva rallentato, in a lto g rado, tutti i poteri di difesa e stavano per sopravvenire i disturbi ultimi nei centri nervosi e m assimo era il pericolo del blocco dei reni per l'introduzione di a lbumine o fermenti estranei a eausa di quelle complesse modificazioni - ancora non conosciute interamente ehe il sangue subisce appena uscito dai vasi, specie se trattato con gli anticoagu· Ianti chimici, noti nella loro azione quas i ancora empiricumente. Dirò che in un altro solo caso fui costretto ad utilizzare comP anticoagulante il n eosalvarsan, ma -eon mezzi meno primitivi e previo paraffinamento d egli aghi e della siringa, durante le mie peregrinazioni nella Libia, prima che potessi mettere in opera il trattamento con sieri citratati o glucosati o col sangue puro; anche in questo terzo caso l'esito fu coronato da. successo. Io con c iò non voglio elevare tale trattnmento di urgenza a l va lore di un metodo, e ben consapevole d ei rischi dell'emolisi, per mancato esame preventivo d ei gruppi sang uigni, e d ei rischi dell'anticoagulante usato, noto per la S1Ja toss icità, usai quest'ultimo nell'eccezional.ità d el grave momento. L o Jeanbrau confermò che c in casi di urgenza. si è autorizzati a trasfondere un emorragico grave senza ricercare .se vi~ Ria incompntibil tà sanguigna». JJa.lle statistiche poi che comprendono varie centinaia di trasfusioni abbon·
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l.A THASFU:HONJ•: Dl·:L ';ANOUJ•;
danti, pro.ticu,te S(}UZa ricerche preliminari tlell'agglutina.zione, lo stesso uutore dimostrò che gli accidenti mortali non. olt,reptl.lisano il 3 per cento. Ripet.o che con ciò non vuolsi rninimarnente sostenere la superfluità di tali ricerche preventive ematologiche, bensì si prospetta l'eventualità- sfortunatamente non rara - del medico che, privo di tali ri:sot'Se di laborato1·io, si trova. di h·onte a casi disperati, in cui la vita fugge per profonda anemia. Egli deve .in tali ca.si sentirsi autorizzato a riconere a q ttalsiasi tentativo per la. ripresa delle funzioni vitali, ptu' usando tutte le cautele nocos.-;arie per diminuire od evitare i rischi di uua tra..,fns ione, prnti<'ata !'Onza coni roUo biologico,
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. Questo mirabile sussiidio terapeutico fu int.ravisto fino dai tempi piil remoti.
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ma non pot-è essere utilizzato per i grandissimi pericoli ad esso inerenti, a caut-a. della. diffico1tà tecnica del trasporto del sangue dal datore al malato e della n.ou conoscenza. della incompatibilità dei sangtù degli individui della ster<~=<a specie. Sarebbe inopportltno qui ripetere anche sommariamente quanto fu scritto intorno alla storia della trasfusione del sangue. Certamente essa. fu auspicate e tentata. nell'antico Egitto, in Grecia. ed in !tomo., per realizzare l'i.nnato sogno umano di apportare ai vecchi, agli e-.~o.uriti ed ai morenti le forze vive del sangue che s~orga. rosso e caldo dalle vene di giovani e vigorosi datori. E nei poeti e negli storic1 ricone spe.c;so la. fola. della rivivi,;cenz.a, la somma aspirazione umana cosi efficacemente espressa nel verso ovidiano : arte suu.rn ..... revivescere prn:;se parentem.
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Per esigenze as:;olute di spazio devo ora omettere il riassunto stodco critoic~ sulla trasfusione nell'evo antico, medio e moderno : nel mio lavoro testè pubblicato· coi tipi della« Tipografia Emiliana • a Venezia cercai di lumeggiare e rivendicare la priorità di alcuni impol'tanti tenta.tivi e ricerche di scienziati 1taliani già dalla secondtt metà del 1500, qnasi s istematicamente mei'si in oblio dai trat.tatisti di oltr'alpe. Le pratiche della tra.<>fus ione che erano conswnate quasi nel segr:eto di un rito quas i di magia ed erano se1-,ruite troppo spesso da esiti infausti, cominciarono molto tardi ad e:sser seguite con spirito scientifico e bisogna arrivare al1a. prima metà del 1800 in cui l'inglese Blunùell ripre:se la tra<>fusione sperimentale con nuovo spirito scientifico e fisiolo~ico seguito più tardi da Pré\·ost, Duma.s, Dietienba.ch, Bischoff, Ot·é ed Ha.jem, gli studi biologici e sperimentali del quale sono classici. Salto a piè pari tanti alt1·i important.issirni studi e felici tentativi di trasfusioni dirette (raccordo diretto vasaio o c011 l' intermezzo di tubi paraffiuati, Georges Crile) o inllirette (siringhe paratliuate, Cm·tis.<; e Do.vid) e mi arresto agli studi delHustin di Bruxelles che nel 1914 proclamò le proprietà anticoagulanti del citrato sodico e propose la trasfusione di sangue citratuto, che qua1<i del tutto avrebbe annuUa.to le difficoltà ed i pericoli della trasf wsione stes;;a.. Weill e Lewin.<>ohn m .<\.merica e Fischer in Germania, ed Hédon, Jeanbrau e numerosi altri in Francia proclamarono l'innocuità della citra.ta.zio.c.e del sangue nella. tra..,;fusione e la diffusero nella pmtica. chirurgica e medica con le semplificazioni della loro tecnica. Non bisogna. dimenticare in questi rapidissimi cenni storici i lavori classici del nostro Sa.bbat>mi, che precisò le modifica.zioni chimico-biologiche del sangue citratato e del calcio nella. coagulazione del :sangue già dal l900. :Ma la citratazione del sangue viene ora discu;;:sa. per i distm·bi, talvolta gravi, che necouseguono,aca.usa delle modificazioni dello stato fi:sico·chimico del sangue e per le altre modifìcazioni intime, che ancon\ ci sfuggono nella loro complessa comprensione. E da più parti è stata ultunarnente abbiUldouata ta.le pratica e si è ritornnti alle. trasfusione indiretta del sangue puro por mezzo di ampolle tipo Jeanbrau, o di s iringhe speciali a più vi ·. · pirò subito che i metocli p1·oposti per quest'ultima trasfusion\6, se pm· con essi si ottiene un trasporto rapido c tecnicamente semplice, bisogna. che s1a.no attuati da medici ben~ nddestt·ati e con personale pur rnolt.o abile, in grandi centri
LA 'l'RAS:H JSIOJ:H; D J•;L !"ANOUE
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ospedalieri, pet·le difficoltà tecniche di tale pa..-:~saggio, tanto che finora non è enkato nell'uso corrente, t ranne nei casi di piccole trasfusioni ad uso medico. ~la gli studi più interessanti e le applicazioni pratiche che ne emersero col dif. fondersi della trasfusione dallo.lleeonda. metti. della grande g~1erra fino a '1nesti ultimi anni riguardano le reazioni da trM<fu:;ionc, non gii\ quellP. dovute alle modifìca.zioni della struttura del sangue per la coagulazione o pet· la mef'colauza ad osso di sost-anze chimiche anticoag-ulanti, bt>nsl per l'applicazione degli Rh1d i sullo iliORJZI:!:lutinine ed isolisine (già studiate dal Laudsteinor e dall'Ascoli nel 190 l) o per la classificazione degli individui della razza umana in quntt.ro gruppi 1:\RI\,! !UÌimi, giù. proposta da Janskv nell907. Vapplica~~:ione pratica di tali studi si cbhc j.)OJ'Ò molti ~umi dopn. l·ioè quando si accertò, che le reazioni cla t rasfu:<iono eraHo lqmte ad incompatibilità umorali per le diverse proprietà ag~lutinanti negli uo~~tini della ~<t-e><su rozza e pur auco della stessa famiglia ; la conol:iCenza di tali fatti po11.ò alla selezione dei da t• ••·i secondo l'affinità del gruppo ~anguigno coi ricettori. L'cwroj:!eneità dei !".Ongui è pur messa in evidenza dall'emolisi, che s i acce1'ta con ri('errhe molto piL• co1nples!<e e delicate e che purè legata alle regole dei ~ruppi, risultando el<..,;a quasi coJTH) una seconda fase dell'~glutinazione (Bordet, Weil, Isch-Wall ed H es,..er). E ormai assodato che i gravi accidenti della trasfusione sono dovuti a questo fattore dell'eterogeneità dei sangui, cioè ull'agglut.inazione e quindi alla disu·uzione d ei globuli rossi del datore nel plasma del ricettore. per cu i, "e tali fenomeni aYvengono nel sangue di quest'ultimo. si hllJUlo accidenti ' rno11.uli . Come l'emolis i, CO!<Ì l'agglutinazione è un fenomeno biologico dovuto alla presenza di due ipotetiche sostanze, le w1o che hanno particolari qutllit.à. agglt1tint1.bili, che noi materializziamo col nome eli a~glutinoge.ù, e le a ltre cho hanno qualità. agglutinanti, da noi distinto col nome di agglutinine. A ><oconda della presenza di agglutinine e di ~glutinogoni, compntibili o men.o fra di loro, m ettendo a coatatto il sangue dei sin.g• •li indi,·idui della specie wnana, s i g iunse ad una djstin;o;ione di gruppi di uomini che pos:<iedono le medesime qualità. Dopo qualche controversia già superata s tùla pre:'<ln.za di sottogruppì. resta finora fi.ssnta detinitivamente la classifica di quattro j;tt·uppi secondo J ansky o se· condo quella di 'Moss, le qnali fra di loro diversificano nolla munernzione del primo gruppo. che viene segnato quarto e vicevorFa. ll primO gruppO di J an...:;ky (quartO di 1\Io,..S) Comprende individui il ('II Ì Siel'O contiene agglutinine e quindi agglutù-1.11 tutti i globuli ùcgli altri gruppi. meno quelll d el prop1·io ; ma le loro emuzie non conr~~ono agglutinogeni e non sono perciò agglutinate da nessun siero. È que:;to il gruppo dci donatori universf~li c dei pessimi ricevitori (40-45 per cerito degli individui nelle varie statistiche). li quarto gruppo (primo di Moss) è l'opposto del pr·eeedente ed ahbr·ncria gli individui il cui s iero non. contiene agglutinine e perciò non agglutina i corpuscoli r ossi di ness un gruppo ; mn le loro emazie hanno agglutin.ogeno e sono ag~lntinate dai sieri di tutti gli altri gruppi. È questo il gruppo dei rit·evitor·i tmiver:;ali e dei pessimi datori (2-.5 per cento). Gl'individui appartenenti al secondo e terzo gruppo, non essendo nò donatori nè ricevitori universali, contengono a~glutinine ed ag!!lutinogeni diversi fra loro, tanto che l'emazie del secondo gruppo sono agglutinate dai siel'i del tet'Zo e del primo gruppo ed il loro siero agglutina le emazie del terzo e del quarto gruppo (40-45 per cento d egli individui). L'opposto si ha n.ei globuli e nel plasma dd t<:>rzo gruppo ( 10-15 per cento). La presenza di questi due gruppi intet·medi, che si agglutinano reciprocamente, porta alla logica deduzione che due debhano essere i t ipi delle agglutinine e due quelli degli agglutinogeni. Chiamando A e B le due agglutinine rispettivamente attive opposte a i due agglutinogeni a e b si ha : Grup_po l o. . . . . . . contiene A B Gruppo 2o.... . . . id. A b
Gruppo 3o . . . . . . . còntiene B a Gruppo 40 . . . . . . . id. a b
per cui se si ammette la presenza di un dato aggluhinogeno nell..: emar.~;ie, non &i può ammettere la presenza nel siero della corrispondente ap;glutinine., bensl di altra aggl_utinina, cioè in nessun individuo si può avere l'ap:glutinina e la sostanza a.ggluti· nabJI.e che le corrisponde, senza ledere la vitalità delle amaràe nel sangue circolante.
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LA 'J'il.A"3FUS10NE D}; L SANGUJ:;
I seguenti due specchi compendiano chiaramente la diversità" di azione dei q uattro gruppi :
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IV.
La determinazione dei gruppi s i può rendere abbastanza rapida e semplice qualora s i tengano sieri-campioni ad alto titolo del gru ppo 2° (agglutinina B ) e del gruppo 3o (agglutinina A), ed ormai diversi importanti istituti in Italia ed all'estero preparnno tali due agglutinine. Quest.a ricerca può essere praticata macroscopicamente, oppure microscopicamente a goccia penden te, e s'intende che quest'ultima offre le maggiori garanzie per cntalogure i gT1tppi, pur r:cltioot~nùo il massimo rigore di ttJciÙca ed un'aC\Jta va lutaziot\O d i cioscun fenomeno, specie quando si voglia stabilire il gruppo di un individuo fort-emente anemizzato. Ma non bisogna dimenticare cho l'agglutinazione è una reazione macroscopica e che perciò dovrebbe essere valutatt\ macroscopicament,e. Io non mi voglio soffermur<' sui d ettagli di tale tecnica, pur devo ammett-ere che qualche volta ho visto che la lett ura del gruppo sanguigno ristùtava ambig ua, specie quando lo sperimen t.atore n on era allenato a lle m inuzie di tale pratica delicatissima, che importa una tecnica quotidiana e svecializzata. Circa poi l'abituale ricerca 1ii un parente prosl'<imo come datm·e, per la. presunta affmhà maggiore d ci gruppi sanguigni, ricorderò a questo riguardo che ogni singolo individuo ha una d istint,a personalità. fisiologica ed il gruppo sanguigno è una caratteristica fissa di ciascun individuo (Weil), tranne ne l neonato fino quasi a l termine del s uo primo mmo di ''ita, periodo in cui il sangue non contiene agglutininé e perciò può cons iderars i un ri cettore universale. Ma in seguito la sua pers onalità s i ii;;sa in un gruppo sangui~no, che rimane costante per tut.ta la vita dell'individuo e può diversificare d a i suoi diretti ascend enti. È noto che nell'esercito americano i E=oldati h anno trascritto nel loro piastrino di riconosciment-o il ris pettivo gn1ppo sangu igno, ed è inutile qui ricordare i grandi vantaggi che da ciò possono derivarueper la conferma. dell'identità personale <} per l'eventuale trattamento della trasfusione in pace ed in guerra.. Tale co-
LA TRASFUSIONE DJ,;L SANGUE
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stanza dei gruppi onnai non è più discussa, sebbene in certi casi si sia riscontrato un cambio di gruppo per cure 1ntensive e prolungate con certi medicamenti. Primo fra tutti il Grixoni già. nel 1901 accertò la scomparsa delle agglutinine -dur~~At~ il tra.ttwn.,nto chiniuico in alcuni malarici, ed altri autori più tardi riscontrarono dei cambiamenti temporanei del gruppo sanguigno durant-e cure di antipirina, aspirina, arsenico, o narcosi eterea o cloroformica., o col trattamento dei raggi X ecc. Da ciò emerge l'opportunità. del controllo del gruppo sanguigno prima dell;i trasfusione in datori o ricettori assoggettati preventivamente a cure speciali, che possono modificare sia pur temporaneamente l'etichetta del rispettivo gruppo. Riassumendo le regole dei gruppi sanguigni per la trasfusione, possiamo dire che non si può trasfondere un sangue le cui emaz1e sono agglutinate e quindi emolizzate dal sangue dell'ammalato. Ma il siero del sangue del datnre può anche agglu· tinare le emazie del ricettore, poichè tale azione agglutinante viene notevolmente ad essere ridotta, e perciò poco nociva, per la sua diluizione in tutta. la massa del -sangue circolante dell'ammalato.
* ** Circa la tecnica della trasfusione, dirò brevemente sui metodi di scelta più
~i e più pratici.
I. -- TR.ASFUSTOllE DJ SANGt:E J'U.RO. - Sono da ammt>tte1-si a priori i vantaggi biologici di tale trasfusione, ma finora i metodi attuati nella pratica corrente servono per piccole trasfusioni, specialmente ad uso medico, poichè essi richiedono la massima precisione ed una rapidità. di manovra con strumentario adatt.o -e paraffinato all'interno, ed un personale tecnico (operatore ed aiuti) molto addestrato, che solo si può avere nelle grandi cliniche od ospedali. Le ampollA di Kimpton-Vincent e di Jeanbrau o quella più recente di Bécard si basano tutte sugli stessi obbiett-ivi di ottenere il trasporto facile e rapido del -sangue Molto delicato ed importante è il momento del paraffinamento nell'interno -dell'ampolla, dopo la sua sterilizzazione col color secco o coll'alcool a goo. La mistura di paraffina raccomandata è la seguente : Paraffina a 550 ... ............................... . 2 parti Stearina . . ....... ..... ........................... . 2 parti Vaselina .............. . ...... ... · .. ... · . · · · · · · · · · l parte .da sterilizzare all'autoclave. Dopo averla fusa a bagnomaria se ne versa la quantith necessaria nell'ampolla riscaldata. alla fiamma e si diffonde alle sue pareti interne facendo girare l'ampolla 4n tutti i sensi e rigetta:nd.o ne quindi l'eccesso. Una pezza imbevuta di alcool o d'e· tere ed . pplicata. all'esterno dell'ampolla solidifica lo strato della rnistw·a di parafiìna sulle sue pareti. Per il paraffinamento degli aghi il Pauchet consiglia di conservarli nella seguente mistura: Etere q.b.- Par.dlìna n 55° a saturazione - Colofonia e Lanolina, tracce. Quando si tolgono gli aghi dalla mistura, per l'evaporazione dell'etere rimane un sottilissimo strato di paraffina nel loro lume. Importa però assicurarsi che l'etere sia bene evaporato prima dell'uso, perchè sarebbe causa di sicura e rapida coa· gulazione al primo pa.s.<;aggio del sangue, con cui si bloccherebbe il lume dell'ago. n sangue del dato1e viene comunemente raccolto con un grosso tre quarti lungo e ricurvo, tipo Vernes, infisso in una grossa vena del gomito e la cui estreznità opposta è mantenuta sopra il foro largo situato all'estremo dell'ampolla foggiata a barca od a cornamusa, secondo i tipi. Raccolto il sangue, s'innesta alla parte opposta., affilata. a fonna di becco. dell'ampolla l'ago da fleboclisi, immesso nella v:ena d?l ricettore, ed inclinando quasi verticalmente l'ampolla. s'inizia la tras~us10ne ll;lutando e regolando la pressione dell'interno dell'ampolla stessa con un s1stem!' d1. soffieria a doppia palla di gonuna con tubo elastico (come per il ter· mocauteno di Paquelin), che si adatta al foro di raccolta. del sangue.
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Altri autori rMcorno.ndano l'W>o di sit·inghe con rubinetti a 4 od a 2 vie, ma, malgrado il sapiente paraffinamento di tale stnunentario e la. tecnica più accurata, la coagulazione del sangue non tarda ad apparire più o meno rapidamente ed a v. viene il blocco rlell'npparecchio ; vengono perciò u sate per piccole trasfusioni ( 100-150 eme.). PPr t a li f'IVAnien•~;e ,;t.enrro molto piò pra t.inhe le sn-a.ndi !':iringhA tipo Rosenthal o tipo \Veil a becco eccen trico, che s i maneggiano fMilmente anche con una sola mano, <limin\ti,;eono i contatt i esten1i ed evitano le interferenze di tubi e rubinet.ti, il cui giuoco uffretta il momento de lla coagulazione.
2. - TnA SFU~lONE l>! SANOUl': OTTRATATO - - J.;Hnstin di Bruxelles pt'eCO· nizzò ~ii~ n el 1914 l'impieg-o della soluzione del c itrato sodico come anticongu. lant.e da uti li:t.zAre JX'r la tm><lusione e fi>'sò il limite di 20 egr. del sale per impedire la conj!11lazicme cii 100 eme . di f>Bn_gue. Non riferirò p:li Btudi c he si su ccedettero nelle varie nazioni ; solo dirò che la trasfus ione del sangue cìtrntato ebbe la rghissimo impiego e consenso entusiastico, il quale però l'ominciò a. smorzarsi alquanto, sAnza pMÒ estinguersi, in questi ultimi anni, a c·au;;i~ delle reazioni, che talvolta ne con.'leguono, p iù o meno gravi. Qn<'sti sono ccrt.ament.e rife ribili, se non del tutto alla citrn.tazione del sangue, in parte alle mt~novre, plu· semplificate al nuu;:simo per il suo impiego; le quali importano wuo~. modificazione inevitabile dello ><tato fìsico-c hinrico del sangue n ella su t\ delicat-i"sima struttura. I lavori c la"sici (lei n ost,t·o ::iabbatani, che h o innanzi citati, stabilirono che il citrato aodico è un 6.:%o.tot·o <lo! calcio in tutti i tE>so;uti e perciò anche nei oontri nervos i. l\Ia le proporzioni dal 2 al 3 per mille, usate comunement.e per .la t rasfusione, non po:<sono spief(arci con tale sua pt·opriett\ chimica e biologica la in..<;orgenza d ejlli Mc id enti a lui addebitati; quando s i pensi che tre molecole di citrato !!i fìssauo ad w1a molecola. di clonu·o di calcio. ed ef!sendo 375 il peso molecolare d el citrato e 111 quello del clon1ro, ne deriva che lj!rammo di citmto viene neutraliz· zato d a l centigrammo di clorm·o di calcio. Perciò la pretesa tossioità del citrato alle dosi adoperate per la tros[u><ione è dimostrata quasi in s ussistente dall'espe· rienza, poichè l'iniezione endovenosa. di l g rammo di ùetto sale è quasi del tutto inofferHsiva., venendo e>:so a tali dosi rapidnmont-e n outrnuzzato ed eliminato dall'or· ganismo. . Ed a questo riguardo ricordo i 1·ecenti studi d ei due chirug hi americani ~euhof e Hirschfcld, che preconizzarono come sic,u·o emostatico, nelle più svariate e h'l'&VÌ emorra~ie, l'impie~o cti 30 eme. di una soluzione di citrato al 30 per cento per via endomusC'ol,rre e di 20 eme. della !':t<:~"'-'ltt ;;oluzion e per via endovenosa.. Un inte t'~'-""l.tnto lavoro del dott. Nastasi, pubblicato nel fascicolo III de l Giornale d; medicina mil·itare del 1926, riporta i brillanti ristùtati ottenuti nell'o· speda.le n'lilitare di R.oma con l'uso di tale solnziono pet· via endovenosa in 25 casi di gra.vi en~onat?;it' ; tu le p•·aticl\o, ptn:<'hè sia e:;<"~lita lentamen te, è scevra. di ogu.i inconveniente, »e s i esc:lude in qnRiche 1'1\!<0 una innocua e speciale sensazione di scossa elettrica o di sapore metallico a lla lingua. l o ho sperim entato con vantaggiotale metodo in un cs.u;o 1li enteronagia grave post -tifica. ed in un altro di un'inquietante emottiRi e non ebbi a lomentru.·c- a lcun. incirlente durante e dopo l'iniezione . È certo che apptu·o a primo a::sp<'tt o m olto paradMsale l'azione anticoagulante al 2 o 3 {X)r mille ed emostatica al 30 pet· cento ; ma in farmacologia sono molte le sostanze che variano la loro azione secondo le d osi adoperate. Ad ogni modo è evident.e che non s i pos.<;ono addebitare alla semplice dtratazione del !!'augue da t rasfondere gli accid enti c~he ne conseguono; molto più comples:;e ne devono e.'\sere le Ct\USO dirette od indirette. che ancora ci sfu!l'gouo n ella loro completa comp1·ensione. Riassumo il metodo preconizzato da P. E. W e il perchè il più agevole e diffuso n ella pratica corrente. Occorrono per esso \Ula capstùa. di vetro o di porcellana. di 500 o 1000 eme., un ap:itatore di vetro, un a;~o eli Verues od un trequarti, fiale contenenti una soluzione al decimo di nitrato sodico puro, recentemente preparata, due siringhe di Weil, tipo s irinp:a. urina.ria a tre anelli, a. becco eccentrico. molto maneggevole, ed infine vari aghi da iniezioni endovenose. Questi ultimi s i sterilizzano nell'etere p a.rafl1unto ; tutti gli ultri strumeutj si fann o bollire in una soluzione citratata al 20 per cento .•8i versano q u indi nella
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capsula 10 eme. della soluzione di citrato al decimo, vi si depone l'agitatore e si inclina in tutti i sensi la capsula. per umett.ame convenientemente le pareti con detta. soluzione. Dopo ùi av~::r flltto ll.ppliclirl:l ùull'liiuto uu luccio mod~:~rutum~:~ute :;tr~:~tto .$opra il gomito del datore, si procede alla dis infezione della piega del gomito con alcool e si penetra. col trequarti o con l'ago di Vemes in 1.ma grossa. vena. L'aiuto sorveglia attentamente affinchè il getto del r;angue cada nel centro della. capsula. e non sulle pareti, onde ottenere una. citratazione rapida., e senza brutalità muove l'agita... tore con movimenti· circolari lenti, per non trauma.tizzare le emazie. Dopo a ver raccolta. la. quantità di sangue voluta, si fa togliere il laccio e si ritira. rapidamente l'ago. Fissato quindi il braccio disteso del malato iu tma. comoda posizione sopra un piano resistente e fatto apporre il laccio in modo da poterlo poi svolgere rapidamente e senza scosse, l'operatore procede alla. disinfezione della cute e quindi penetra nel lume della vena con tm ago sottile da fleboclisi. Dopo essersi ass10urato della buona posizione dell'ago e fatto sciogliere il laccio, egli afferra. la siringa che gli porge l'aiuto, la innesta. nell'ago con delicatezza e comincia allora la trasfusione, mantenendo ben fissati il padiglione dell'ago ed il becco della siringa. Durante e dopo il passaggio lentissimo dei primi 10-20 eme. di sangue l'operatore sorveglia. ed interroga l'ammalato per constatare l'even· tuale insorgenza di reazioni d'intolleranza e si arresta per circa un minuto. Qualora. si rendessero evidenti tali segni (agitazione, sete d 'aria, pallore, angoscia, allucinazioni visive, dolori lombari od addominali, ecc). la trasfusione viene senz'altro abbandonata. Se tali segtù fossero d ubbi (ansia. Ueve, malessere, cefalea) e riferibili alla emotività. del ricettore, si inietta. ancora una piccola quantità. di sangue e quindi si attende per accertare l'evenienza o m eno di reazioni d'incompatibilità.. In caso negativo si contin~ua, sempre sotto attiva sorveglianza, la tra.sfusion~. D cambio della siringa, dopo averlo. vuotata. con una seconda che gli appresta l'aiuto, è il momento pilt delicato di tale m etodo ; ma con la. prudenza e la. ponderatezza si ottiene subito una tecnica precisa e senza. inconvenienti. Altri autori consigliano le ampolle ti po Kimpt~n o Jeanbrau o B écard, già accennate più sopra per la trasfusione di sangue pmo, e dirò che con la citratazione del sangue il loro impiego è molto agevole e sicuro. Nella clinica chirur:gica di Modena, diretta dal prof. Schiassi, il dott. Giocondo P rotti ha fatto costruire un apparecchio molto geniale e pratico, che consta. di una comune siringa. tipo Lieberg, a tre pezzi, della capacità di 25 eme., nella quale al davanti si ha una chiavetta traforata e con una scanalatura comunicante all'e· sterno, per, cui si ha comunicazione separata col cavo delJa. siringa e con l'esterno, secondo la posizione della chiavetta. Alla parte opposta si eleva dal tubo all'e· sterno un serbatoio sferico, della capacità di 220 eme. comunicante ampiamente col cavo della siringa stessa e nella. quale avviene la citratazione del sangue da t ra · sfondare. Tale sir:inga. a. serbatoio importa una manovra facile in tutte le fasi della t rasfusione con l'impiego di tma. sola persona ed è facilimente sterilizzabile con la bollitura. n Protti ne dimostrò l'impiego, davanti ai soci della Società Intorno.zio· na.le di Chirurgia, nella divisione del prof. Giordano, all'ospedale civile di Venezia, e fu da. tutti ammirata. l'agevole manovra di tale apparecchio, genialmente ideato e nel quale la citra.tazione e la trasfusione avvengono al riparo dei germi esterni. È ovvio che in casi di urgenza l'iniziativa pronta dell' operutore trova da utilizza t·e ampolle, o sil'inghe anche da 50 o 30 eme. ; ciò clto impo•-ta. è di non deviare dai principi fissi dei metodi sopradescritti, evitando r:;pecialrnent.e r<truroentari troppo complicati con rubinetti o tubi di gomma intermedi, non oltrepussando i 2 o 3 gramxru di citrato sodico chimicamente puro per litro di sangue, ed infine non tra.umatizzando lo emazie con incomposti movimenti dell'agitatore nelle ampolle contenenti la soluzione citrata.ta. 3. -
TRASFUSIONE DI UNA SOLUZIONE DI SANGUE CON SIERO OLUCOSATO. -
Già fino dal 1914 l'Hustin di Bruxelles sosteneva che il siex·o glucosato e le soluzioni c~trata.te al 2 l?er mille, da soli od uniti insieme col sangue da. trasfondere, costitt11vano un ottuno ed innocuo anticoagulante. n Dupuy de Frenello preconizzò tale impiego con ampolle a. collo largo, con sottos~~ tubo di gomma, di mezzo metro di lunghezza, portante innestato un ago d1 calibro largo. Egli preferisce denudare la vena del malato ed assicurare con
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un laccio l'ago immesso nella vena stessa, ed usa il siero glucosato al 47 per mille,. nella proporzione di 2 terzi di siero ed l terzo di sangue. Con tale proporzione il processo di coagulazione del sangue sarebbe sicuramente ritardato di tre q uarti d 'ora. Dapprima egli lascia tra..;fondere 150 grammi di tale siero, leggermente tiepido, qu.indi fa colare il sangue del datore attraverso l'ago di Be,art o di Vernes nella larga apertura dell'ampolla contenente il siero, cercando di mante •ere le propor.tioni suddette fra siero e sangue ed aiutando la mescolanza con un agitatore di vetro mercè movimenti dolci del basso in alto, per impedire l'accumulo delle emazie nella perte inferiore dell'ampolla. Continuando la colata del sangue del datore nell'ampolla, a seconda della necessi t ò. presnnta dell'operatore, mentre si sta por oltrepassare la proporzione prefissa, egli consiglia di aggiungere una soluzione di l grammo di citrato sodico, per 200 o 300 grammi di sangue o di 5 egr. di sulfarsenol per 100 grammi di sangue, onde assicurarne l' incongulabilità. Questa trasfusione di sang-ue mescolato con · grande quantità di siero glucosato avrebbe il vantaggio di elevare rapidamente la tensione, di essere cardiotonico e diuretico e di diminuire i rischi apportati da eccessive dosi di citrato sodico per le grandi e per le medie trasfusioni. Fra le conclusioni a cui egli arriva recisamente dopo numerose trasfusioni da lui praticate in oltre IO anni, c'importa ricordai-e che le grandi trasfusioni appaiono anche a lui inutili nella grande maggioranza dei casi, e che invece le piccole trasfusioni gli sembrano sutlìcienti per ottenere risultati completi e sicuri. È inutile che io insista sulla grande importanza pratica che deriva da tali conclusioni, alle quali io era pur pm·vem1to parecchi anni prima della pubblicazione delle sue interessantissime ricerche sulla trasfusione.
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4. - 'TRASFUSIO"h"E DI SANGUE CON SOLUZIONE DI SULFARSENOL: Furono il Flaudin e lo Tzanck che nel 1921 utilizzarono l'azione anticoagulante del i'ulfarsenol per la traMus ione del sangue, avendo sperimentalmente dimostrato che tale arsenobenzene è anticoagulante alla dose di l centigrammo per IO eme. di sangue, che è 10 volte meno t.ossico del citrato di sodio ed è il più sicuro ed il meno tossico degli a ltri arsenobonz.-.ni. Io non penso menomamente di sollevare una questione di priorità, tanto più che le mie osservazioni non furono pubblicate, ed ho detto, nel principio di questa mia rivista come pensai Ìll condizioni eccezionali d'ambiente a.d utilizzare la proprietà anticoagulante del neosalvarsan, già ben nota a i medici, specie ai venereologi, che usavano su larga scala il detto preparato per via endovenosa, e che la stessa C'llsa. produttrice tedesca aveva segnalato per l'uso del sale stesso. I due autori frances i precisarono sperimentalmente e dosarono l'azione anticoagulante del sulfarsenol, che io volli pur attuare 3 anni fa in un caso, per umettare accuratamente le pareti di una siringa tipo Weil, prima della presa di 100 grammi di sangue puro, per poi pa.c;sarlo al ricettore, non lamentando nessWl inconvenien te durante e dopo tale impiego. La tecnica raccomandata. dal Tzanck è semplice : in u n ampolla. di vetro evasata. ampiamente ad un estremo, della capacità di 250 eroe., si versa la soluziontt di 6 egr. di sulfarsenol in 3 eroe. di acqua distillata. D opo aver bene umettate le pareti dell'ampolla ed il corpo delle due siringhe di 20·50 eme. si fanno co~ n ella prima 150 eme. di sangue del datore e si pratica tosto la t rasfusione d el malato con le opportune cautele indicate nei metodi precedenti.
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Le indicazioni della tra.c;fu.<;ione si sono in questi ultimi anni estese in un camp<> sempre più vasto, che abbraccia non solamente le anemie acute post-emor ragicbe e le cure pre · e post-operatorie per interventi che comportino coc o copiose emorragie, ma anche in molti svariati stati anemici e nelle malattie infettive gravi, benchò le indicazioni ed i risultati siano ancora diversamente valutati dai vari autori, che s'interessano sempre più attivamente di tale eroico trattamento curativo. N o n deve co:n$iderarsi la tra.'lf usi o ne sanguigna come WlB panacea universale o come-
r,A TRASli'USIONj,J DEL SANGUE
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la realizzazione del sogno di ringiovanimento dei vecchi e degli esauriti, che assili<) gli uomini dall'antichità classica fino quasi ai nostri giorni. 'Col progresso sempre più accelerato delle nozioni biologi che e della tecnica, tale terapia dal netto campo chirurgico è passata nel campo medico, potendo e01ser onna.i sempre più tentata ed attuata con rischi minimi, mediante uno st.rument.a.r·io molto semplice, quando si possa superare la minaccia della incompatibilità. tunorale con la ncerca dei gruppi sanguigni. D campo, come ho detto, è molto vasto e lo esperienze future ci preciseranno indicazioni ed indubbiamente tecniche migliori. Salto a piè pari l'indicazione prima della trasfusione n elle emorragie acute, quando la vita vadlla e si sta spegnendo; allora la. trasfusione, oltre vincere rapidament-e l'anemia, arresta anche l'emorragia, essendo essa un po1.ente emostatico; ma deve essere precoce ed il chtirurgo bisogna che sia sempre deciso e pronto e bi8ogna che 8appia non attendere. Voglio invece ricordare le indicazioni d ella trasfusione in molti!lsirni casi d'interventi chir1,1rgici pit! o roeno gra.vi, come eroico mezzo profil.attico contro lo shoék operatorio in certi individui. Nelle gravi mutilazioni chirurgiche e negli interventi molto traumattizzanti in genere come le resezioni ampie d ello stomaco e d ell'intestino. le g randi amputazioni, le r~sezioni del retto, le isterectomie , ampie craniectomie, e. c., speciquando lo stato generale è scaduto ed il tasso globular-e ed emoglobinico va molto al d ·sotto d .::l norma!.·, la trasfusione previene i rischi dello sho..k mortale, se pratir·ata nelle 24 ort> prima dell'intervento. Praticata pur dopo, quando appaiono i pr mi si:.tomi dello ~hor k, essa ridono. le energie vitali vacillanti, e coadiuvata daUe <'OmLUti d •si fa s •:perare qua 'i a vista d'occh ao rl r:ril ici><S1 mo momento. 1 iò non ha b:aogno d• comme uti, quando pur s i sappia c-he nelle gra di dinic-he americane, ove la pratica trasfusoria. è diventata quasi s istematica, la mortalità
dopo grandi interventi si è ridotto. moltissimo. Nella. divisione chirurgica del rof. Giordano nell'ospedale rivile di Venezia, che segue la. nobile tradizione delf.ospitalità. larga e feconda agli studiosi, non solo connazionali, ma anche quelli di oltr'alpe, ho visto attuato con vantaggio immediato questo m.irabile presidio teraupe .tico rianimatore in grandi int~rventi, in cui l'a.rt.e magnifica del grande Chirurgo doveva essere sorretta. dalla pratica del rinsa· guamonto, per evitare il tracollo dello ~ ho::-k, non solo nei casi dove esistevano particolari tendenze emofiliache, ma. anche là. dove era uno scadiment.o grave dello stato genera-le di nutrizione per discrasie le più svariate. Credo opportuno pur ricordare che la trasfusione è indicata nei casi di emorragie secondarie (specie in epatici, calcolosi, emofiliaci e discrasici in g nere) dopo aver ripulita la. brf'ccia operatoria. e gli amatomi dai coaguli, esserci assicurati d ello 8ta.to delle allacciature dei vas~ in sito e zaffato con compresse la1·gamente impregnate di un siero antitossico qualsiasi, ed infine negli stati anemici dei convalescenti con grandi piaghe croniche suppuranti. Le piccole trasfusioni ripetute portano in tali casi sicuramente un miglioramento quasi immediato nella prognosi, forse più che le medie o grandi trasfusioni. Indicazioni analoghe si hanno negli interventi ostetrici d'urgenza o nelle emorragie della gravidanza, ed in quest'ultime, entrando in gioco il fattore della coagula.bilità del sangue favorita. dalla. trasfusione, le medie e piccole trasfuJ=~ioni sono indicatissime. I successi ottenuti nella pratica ostetrica colle trasfusioni sono ricordati in importanti casistiche nella. letteratura della specialità., nelle forme più varie, così nelle infezioni puerperali, nei vomiti incoercibili ed anche nella stessa eclampsia. puerpera.le, quando il blocco d ei reni non è definitivo e totale. Ricor·do eli sfuggita un metodo preconizzato in Germania, specie da B. Topler, nei casi di gravidanza extrauterina, quando essa. abbia d ato luogo ad una imponente effusione di sangue nella grande cavità addominale; tale metodo lo si volle considerare come un corollario della trasfusione e lo si denominò • reinfusione • Consiste nel raccogliere il sangue, versatosi entro l'addome, in un recipiente, fil. tra.rlo attraverso compresse, mescola.rlo con l'anticoagulante eli elezione ed iniettarlo eli nuovo nelle vene dell'operata. Be-l a. ragione il Dupuy de F:renelle ed il V\'eil proscrivono tale pratico., anzitutto perchè troppo complessa e molto m eno comoda dello. trasfusione ordinaria, e poi perchè pericolosa, a causa delle inevitabili alteraz oni plnsmatiche e globulari, che a~engono dopo una permanenza più o m,eno lunga del sangue nella gra 1de sierosa pentoneale. Se essa potb esser attuata impunemente, ciò dimostra sempre
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LA TRA~FUSIONF. Db:L S.~OUI':
più come le trasfusioni possano essere tollerate, anche senza seguire tutte le buone norme, con cui n oi procuriamo di mantenere vitale e normale al massimo grado il sangue da trasfondere. Si può però ammettere che, in circostanze eccezionalissime, e.;sa. possa esser tenuta presente, ma. non bisogna. allora dimenticare le difficili cautele che debbono assicurarne l'impiego senza danni e rischi successhri. Nelle emorragie dei neonati, melene., emorragie ombelica.li, eco., i successi colla trasfusione finora. descritti sono molto incoraggianti, cosi pure nelle anemie e cachessie della. prima. infanzie., tranne che nelle forme gravi sifilitiche o tubercolari. Qui la tecnica varia per le difficoltà insuperabili di poter infilare if lume di unà vena SU{>Orfìciale degli arti. Si preferisr.e ur.ilizzare la. gtugulare esterna o qual<1he vena eptcranica. o, molto meglio ancora, e più facilmen~e. il seno longitudinale all'angolo posteriore della fontanella anteriore. n materiale si riduce ad una siringa di 20 centi· metri cubi a becco eccentrico, montata con aghi corti e sottili ; le dosi impiegate variano da 10 a 30 a 60 centimetri cubi di sangue, a seconda dell'età degli infa.nti. Essendo la testa mantenuta. solidamente sopra. un cuscino, l'operatore penetra con un ago sott ile e corto nella. linea mediana subito dietro la fontanella anteriore. Si assicura. che sia penetrato nel lume del seno, per evitare uno spargimento di san~e t ra le meningi o nel cervello stesso. Un po' di cautela e di pratica vinceranno subito ogni difficoltà., che sembrerebbe a prima. vista praticamente molto disagevole. n trattamento di molte anemie essen7.iali o sintomatiche, delle discrasie san· guigne, delle intossica.zioni e delle infezioni colla trasfusione, è di grande attualità., e se pur in molte forme si pos.'liedono già indicazioni precise e ben definite, in molte altre fervono attive le ricerche riguro·do a tale terapia. Considerando la trasfusione come un vero innesto di un tessuto vivente, con proprietà. di isotonicità, isodensità ed isoviscosità, con proprietà. coagulanti, antitossiche, antibatteriche, opoterapiche e probabilmente anche endocrinoterapiche, si comprende come vastissime possono es.'>ere le sue indicazioni a nche nel campo medico. È ovvio che in alcune infezioni acute, come nella. polmonite e nel tifo, quando si presume qualche minaccia di insufficienza d el miocardio o di edema polmona.re per l'improvviso surmenage cardiaco, la pratica t rasfusoria possa esser controindi· cata, benchè in. certi eMi sia stata attuata al seguito di un salasso con successo im· mediato ed anche definitivo. Nel campo delle anemie si son o decantati molti successi con le piccole trasfu. !!ioni ripetute a scopo opoterapico (metodo francese), mentre gli autori americani raccomandano in tali casi dosi ma.ssive (800-1000 centimetri cubi). P er analogia a quanto abbiamo sicuramente constatato nelle anemie acute post-emorragiche, ci sembra logico e prudente la trasfusione di d osi medie (150-300 centimetri cubi), come quelle che importano un miglioramento ben visibile degli scambi umora.li col rialzo del tasso globulare ed emoglobinico, rialzo che, sebbene transitorio, può farsi definitivo con le trasfusioni ripetute ad intervalli, che il medico fissa, caso per caso, a. seconda delle speciali condizioni del malato. Ciò che importa non dimenticare si è che il capitolo della patologia. delle anemie comprende tuttora forme oscure nel complesso meccanismo della. emopoiesi e delle sue t tu·be patogenetiche, e che una. accurata inchiesta eziologica e biologica, oltre che clinica, può assicw·are il successo della trasfusione, se coadiuvata. dalle speciali terapie m ediche o chirurgiche, variabili nelle varie anemie sintomatiche infettivo tossiche o criptogenetiche. Cosi in quelle associate a splenomegalie., la splenectomia o l'iiTadia.zione della milza possono avere un ma.:,onifìco coadiuvante con la cura trasfusoria.. Prima di chiudere queste brevi note suUe indicazioni mediche della. t rasfusion e, voglio appena accennare alla immune-trasfusione di Wright, cioè alla trasfusione nelle infezioni acute- specie chiruxgiche- di sangue immunizzato in vitro od in vivo. T ale trattamento ò ancora allo stato di studio, nè è sostituibile finora dalla sierotera.pia specifica, quando essa è indicata., e possiamo per ora. concludere che la trasfusione di sangue di un uomo sano o di un convalescente di una data infezione (anticorpi) può avere in molti casi migliori risultati pratici, purchè vi si ricorra colle debite cautele e dopo avere specialmente escluso la compartecipazione dell'endocardio all'infezione st.essa.
RTVISTA D~:LLA STAMPA MEDICA lTALIANA E STRANHJRA
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* •* Siccome ho detto nel principio di questo mio modesto lavoro, la. trasfusione ormai e.n trata definitivamente nella pratica corrente medico-chirurgica. quando s i escludano i rischi delle incompatibilità biologiche del datore e del ricettore ed i rischi della coagulazione del sangue stesso, durante il suo trasporto per la trasfusione. Le sue indicazioni infatti si estendono e si precisano sempre più, anche nel caxnpo m edico, e non dovrebbe pi~• esser lecito, nonchè al chirurgo, ma anche al medico di incrociare filosoficamente le braccia e rinunziare a questo mezzo eroico, pur circonfuso di alta poe.r;ia, di ridonare la vita ad un individuo già votato alla. morte, p orgendogli il san,~-,rue gcnoro>"o di un volontario datore. Dovrebbero ormai cadere, anche pres~>o i profani, i veli che finora avvolgevano la trasfusione con l'au . reola dell'eroi::.mo del datore e con la diffusa credenza di difficoltà rischiosissime e rairabolanti di tecnico. nell'operatore. È onnai risaputo che una sottrazione di 150-200 grammi di sangue, ed anche più, non apport.&l. speciali di>'<tw·bi ad lUl donatore di medi n età. nè dtu·ante, nè dopo tale pratica. In America sonvi i dntori di profession~. etichettati secondo il loro gruppo sanguigno, pronti ad ogni richiesta, ed ormai tale seJ·vizio è organizzato anche nei massimi centri ospitnlieri delle p;randi capitali europee ; da noi invece vengono ancora esaltati enfaticamente, anche nei quotidiani politici di provincia, quei volonterosi che si prestt\no a modiche sottrazioni di sangue e gli operatori, che ne acquistano rinomanza. In quanto alla tecnica, mercè i progressi che essa ha raggiunto, po$iamo s ic uramente affeJmare che è del tutto agevole ed inof'fensiva, quando si eliminino i pericoli dovuti all eterogenità sanguigna individuale, mercè la scelta di un donatore di gruppo allin.e al ricettore. 1\la non bisogna ricorrere alla trasfusione all'ultima ora e eom<iderada come una •extrema ra.tio•, e tanto meno come una terapia di luS-so, bensì occorre impiegarla sempre ed al più pres. o possibile, senza tergiversazio.n i. Con questa mia rivista sintetica. mi sono prefisl'lo di diffondere la convizione che debba essNe utilizzata ognor m aggiormente anrhe nelle nostre unità sanitarie territoriali e m obilitate la tra,c;fusioue, la quale dalle pratiche magiche e segrete dell'evo antico e medio è passata, siccome ho detto, Rolo in questi ultimi anni nella terapia corrf'nt.e di molteplici forme morboo:;e, accordandosi con le fondamentali leggi biolo~iC"ho della fisiologia e con la clinica. I miei 'ol l<>ghi, molto, più giovani, molto più addestra.ti e più studiosi di quel che io più non s ia. o voglia. apparire, potranno usare que.<>to ardito e sicuro mezzo di terapia, che apporterà loro delle immense soddi>"fazioni, specie nella cbù·Ul'gia di guerra, e che noi anziani non abbiamo potuto utilizzare su vasta scala, dw·ante l'ultimo conflitto mondiale, a vantaggio dei gloriosi feriti nelle fonnazioni sanitario di prima e seconda. linea. À
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA Trattato italiano d'·igùme, pubblicato per monografio sotto la direzione del pro· fessore Oddo Casagrancli. (U. T . E . T., Torino, 1927). In Italia non si era ancora pensato aù un trattato d'igiene svolt.o nello sue parti sotto forma di monogra.fìo separate, ma senza venir meno all'intendimento di costituire coL loro insieme un complesso organico e armonico. Questa iniziativa ha ora avuta !a Casa editrice torinese, che 1!11 affidato al prof. Ca.sagrandi l'incarico della direzione del tratta.to stesso e quindi della coordina· zione d elle varie monografia. 8 -
OWrnale di medicina militare. -
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Queste saranno 23, di c"ui quattro di indole preparatoria e le altre a contenuto culturale strettamente igienico, tutte affidate ai maestri d'igiene che hanno insegna· to o insegnano tuttora nelle Università italiane. Figurano i nomi di De Vestea. Sanarelli, Ottolenghi, Sciavo, De Giaxa.. ecc., i quali tutti, come già si può desumere dall'esame delle monografia che sono state pubblicate, daranno con la loro opera la. prova dell'interessamento e della riconoscenza. loro, come ben si esprime il prof. Ca.sa.grandi nella sua prefazione al trattato, verso l'Unione tipografica editrice torinese per aver desiderato e voluto Wl trattato cosi grandioso, originale e italiano. Del trattato sono state pubblicate le seguenti mono~afìe: del prof. Scala sulle Appl·ica.zioni d·i ftsica e chimica alrigiene ; Sto-ria d.eU',gume, dovuta a un competentissimo storiografo della medicina, il prof. Castiglioni; Microsoop-ia e 8tU applica.zi<mi all'igiene e alla medicina, deL prof. Scarpellini, professore di batteriologia. nella R. Università di Padova.; I giene e malatti·: deUo Bcolaro, del prof. nvento, docente nella. R. Università di Roma; Igiene del tJeBtiario, del prof: De Giaxa della R. Università di Napoli; LegiBlazifJne Banitaria, una pubblicazione veramente completa sotto tale riguardo dovuta a.l prof. Gualdi, n colonnello medioo prof. Grixoni tratterà colla sua. nota competenza dell'Igiene militare. A queste monografia seguiranno ben presto le altre: e di ciò è buona. garanzia l'attività della. Ca.sa editrice torinese. BARoNE. - Sui metodi di accertamento batt-eriologico rapido della infezione tuber· colare (Minerva. medica, n. 6, 1927).
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Da. esperienze fatte nella. Clinica medica di Tol'ino, l'A. è venuto alle seguenti conclusioru : La ricerca ba.cterioscopica diretta del bacillo tubercolare riesce negativa. in molti prodotti patologici (sedimenti urinari, liquidi pleurici), sebbene certamente di natura. tubercolare, mentre l'inoculazione in cavia. deve ritenerai come il metodo pià sicuro e pià sensibile per la. di.a gnosi specifica di malattia. tubercolare. Data. l'alta recettività della. cavia., si ottiene infatti tubercolosi di essa dopo inocula.zione di virus tubercolare, anche se questo virus non presenta alla ricerca diretta il bacillo acidoresistent.e, anche se esso consta di altre forme, granulari o filtrabili esse siano. Per ovviare all'inconveniente dé Ua. hmga durata. della. inoculazione in ca· via, è consigliabile fare uso anche della intra.dermoinoculazione, di cui si può avere il risultato dopo una. diecina di giorni. n metodo pià sicuro e pià prudente per ottenere, mediante l'inocula.zione in cavia, Wl accertamento diagnostico quanto pià possibile, rapido, risulta. dWlque il se~ente : Procedere contemporaneamente nella medesima cavia. alla i.noculazione mtradermica di Wl& parte del materiale in esanw e a CJUella sottocutanea del resto del materiale. Dalla. ricerca dei bacilli di Koch nel pus della lesione al pWlto intra.dermoinoculato si otterrà. un risultato assai precoce. Questo risultato costituirà. un responso diagnostico davvero deci· sivo soltanto se sarà positivo per i bacilli tbc. Se l'esito della i.ntradermoinoculazione sarà negativo per la. tubercolosi, converrà attendere che la ulteriore osservazione della cavia e il reperto dell'autopsia lo confermino o lo smentiscano. di Boluzione iod<J-iodurata come profllasai e terapia del· ' l'infiuetl::a. - (Riforma medica, n. 43, ottobre 1926). Da. ricerche del , -olpinn risuUa che n ello sputo influenzale, specie se tra.ttasi di influenza. catarrale, si trovano ifomiceti in quantità talora stragrande, ma sempre superiore di molto alla normale e che tale abbondanza. di ifoiniceti nell'espettorato .;i perde alcun tempo dopo la guarigione. Per combattere l'azione di questi ifoiniceti e la loro probabile alleaD?..a. coi batteri. l'A. ha. rivolto la sua. attenzione a.ll'iodio, basandosi su di un lavoro del Veyrières, il quale ba constatato che, durante la pa.ndernia influenwle 1917-18, nessuno del!li operai addetti a.Ua preparazione di iodio fu colpito dalla. influenza (Presse m èdica.le 1924) e che quindi l'iodio avrebbe a.~ito profìlattica.mente sulle mucose respiratorie. L'A. ha. associato l'iodio a.ll'lOduro potassico per non provocare irritazioni delle mucose. L'ioduro pota.ssico, inibendo lo sviluppo dei germi, può apportare modifìcazioni fisico-chimjahe. Ha. perciò adoperato il liquido di Lugol (iodio gr. l, ioduro pota.ssico gr. 2, acqua 300). LoMB..A.RD O . - Vapof'i
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STAMPA llBDICA ITAU.-H<'A E SJ'RANTERA
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Dw·a.nte l'ultimo periodo influenzale, in un I stituto scolastico privato, gior-
nalmente, prima. che la. scolaresca entrasse in cla.'lSe, faceva. agire })or me~~·ora in una. classe i vapori iodo-iodura.ti, riscaldando la s luzione. Dopo circa. 15 giorni di tale trattamento, facendo i confronti con un'altra. classe, h a potuto constatare che nella. classe trattata i casi di influenza erano pochi o nulli, m<'ntre nella classe non trattata si notava l'e.ssen:.::a di allievi perchè a.mma.la.t.i d ' inlluenza. Dal punto di vista tera.peutico, neg li individui con cefalea., angina infiuenza lo, tosse e il quadro classico d ell'influenza, a tloperò il seguente metodo : n essa la. soluzione di Lugo! in un piccolo matraccio, aggiungeva cc. 50 di acqua ed altret.ta.nt.i della soluzione. Portato il matraccio su di una lampada ad alcool , applicava. come coperchio, un imbuto col becco in alto. I vapori che uscivano dal becco dell'imbuto venivano fatti a g ire dentro la bocca e la r etr obocca senza. inspirare, per 3 a 5 m.i nuti. Dopo circa 24 or e, con due o tre applicazioni al giorno, i fononumi influenzali si andavano attenuando fino a scomparire completament e al secondo giorno. Concludendo, j vapori iodo-iodLrrati possono agire sullo mucose delle vie respiratorie come mezzo profilattico e terapeutico dell'influenza. CoSl'A.
1l s egno d c!tla, COIIfJÌW~tÙ'<t n el tifo earm lemrtlico. -- (" "ioner m~dizinischo \Vochenschrift . JL 28, Hl26).
JANOWSKL -
,,,. La diagnosi del t.it'o esante matico ò spc:;so diFficile non s•>Lo 11el priuli ,g iorni dell' infezione, ma anche in seguito e spesso bisogna intuida da t ut ti i i"intomi c he si possono racco~liere, poichè a ne ho le r eazioni diagnostiche (\•\ ' cii· l<'..! ix) non sempre ba.nno valore ns:;oluto. L'A. richittma l'attonziono ;;ul rossore cougiuut in1lo. c he dipend e da un'iperemiia a ttiva difl'uRa dolla conj!iunLiva dovuta a t>omplice diltltuziono vascolare. per azione della tossina; in altri casi s i può a nche notare una congiltntivite vera e propria. Tale sintoma notato clall'A. nell'SO % (lei casi, gilt a l 5 giomo, permette di fare la diagnosi di!1eron7.iale con a lt t·e m~t>lattie infettivo, trmuto cho con l'influenza, ne lla quale suole tl.ucho manifestars i il sogno osservato ; 1na vi sarannoaltri dati obbiet.tivi por di<;~iuguere quo:'<Vultima.
L e. z~sioni 088!le p ost-tifiche e la loro diag-nosi radiolortit',(J,, (Act·a Hadiologica, n. 35-40, 1926).
KRAUSE. -
L'A., in base ad un ricco mat~riale personale o:oservato durante l'ult nn a guerra., ha avuto l'occasiona di studiare numerose affe?.ioni ossro post-tifìche ch e cmrl cla;sifìca: 1o peri ostite po:~t-ti fìca semp:ice; 2° osteite p ost-tifi :a comprt:ndente: a) l'osteite semplice senza p oriostite appr~za.bile; b) r osteite con p eriostite secondaria; 3° l'osteomielito post-tifica. s udd ivisi b ile in: a) ostoomidite semplice con r egressione spontanea; b) osteomielite con formazione di seque.~tri; spesso associata a periost.ite pro J:fP.rante; c) osteomielite con infezione mi -ta ed esito in suppura.zione; d ) osteomielite post-tifica p llrulenta. (streptococchi, pneumococr·hi, micrococchi t etrageni). Ria..«sunte le con-· tata~ioni cliniche, e.o;pon e infine det tagliatamente i cl'itort differe nziali della diagnosi radiografica. '\\'EILLE:R P. : 8 ttulio compartltivo d~ qu(lt/r(>""m('/O(li di colora: i o11 e cl• l /;f'I,CIIlo di ~!.){o~h . (Paris m~dical. n. 2(), 192ti). -
L'A. ha compnrato quM,tro mel.ocli di colorazione dd T3. di Koeh : :'lfetodo Ziehl-Neolsen. Spenglor, J ot.ten, Luisi e C'op&de. Bdi ha seguito la seguente tecnica : d istendimento di un framment.o di espettorato r;n 4 portaog~et,ti e colorazione di c iascuno di es,:~i con !UnO dei quattro metodi indicati. Poic:l1è, però, in, WlO stesso espettorato la quant,ità d i bacilli può variare a seconda d ei punti, egli completava lo ricerche omogen eizzando un secondo fra.mrnonto e ripP.tendo le va.rie coloraziorù. A tnle scopo, utilizzava il m etodo (Vi Unlonhul. modifìca.to da J'\.fueller. Aggittn!!eva a l centrifu.gat.o alcnne goccio d i acqua d i;; t i!la ta., mescolava. quanto piò en~ possihilo [o parti solide e liquide e n e n •rsava una goccia su
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q uattro vett'ini. rn tal modo la qnantità, a..:;soluta di bacilli era, almeno a.pprossirnntivamont.e, la stessa per ~)!.mi Yetrino. Per la numerazione usava un Koristka a. tavolino tl'!t!'lutore (Oc. 4, Ob. Jmm. Om. 1-15"), calcolando il n umer o dei bacilli ri;;contrnti Sll l (10 campi visivi. :Elenca in seguito i vantaggi e gli incon· venienti di ciasctm metodo. ) h;:•rono ZmHL-Nrmr.sEN. - F issazione alla. fiamma, colorazione n ca.ldo fino a i prirni Yapori l'Oli la solu'l..ione di 7-iohl secondo la formula nota. Terminn.ta la colorazicmo, si decolora con acido nit-rico a % ; doro tUt rninut.o si lava e si n p ete la decolora7.ione 2-3 volt-e di sognito. s i comJ•lota In decolorazione con a lcool a 9fi 0 , si lava in arqua corrente e si ricolora con !-lOhtt.ione acquosa. d i B leu d i met-iiE."ne l %- Bacilli rossi su fondo azzurro. ll metodo. per quanto concerno il n u mero d i baci lli mEISsi in eYiclenza in ciascun campo. è risultato inferiore allo Sreng let·--T ott<?n nell 'SO % dei casi ; superi oro a quello di Uépède nel \IO %, su periore a quello di L uisi nel ;) l %· 1 n r ia!lsnnt.o la t ecn iea. prosenta. i Sl'trnenti van taggi : sempl icità di manipolazione; c olomziono d i fondo d i un tono simpatico ; buona. visibilità. dei barilli, il d i cui nurnem, sebb(}ne inferiore a. q uello ot.tenut.o col Met.odo ~renglor-.Jott.en, basta in medio. rer i hL-sogni della p ratica corrent-e. :YlliTODO IH SPEKGLEn, modificato da J ot.tcn e Haannann. - l<issazion e alla. fiamma e colorazione con Zial d fino ai primi VS.f'Ol'i. decolorazione in acido n itric o a l J i) t)~ per 211 socond i, bwna~Iio, roi nuova docolora.zione JICI' 20 secondi. Dopo lavn.g~io si color·~• il fou<lo con la solnzione di :Spenglcr : (acido p icrico e a lcool assoluto a. parti eguali) por 30 secondi, lav~!l'io. a:;ciug-n.nwuto. Ha.cilli r ossi s u fondo giallo chiaro. Por lo ricerche d l'i cocchi e per ht citolo!.!ia n p referibile il bleu <i.i meti leno. ll mnnero cloi hn(·illi nw;<.->i in evidenza ò in('ontestabiln!On te il piit l'orto dt)lle qunHro tecniche Je,;criLt.o. ::>upcriore allo Zieh l nell'SO •y., det ca.s.i, supuriore n qut>llo di Ct'pède nel IJO %. SIIJ~eri ore a quello eli Luisi nel 90 %- La proi' Onio.n e è ÌlliJll'es;.iotu:mto e dimostra il valnre del metodo, ello è quello d i elezione per se~uu·e la curva del u umero dei ba<: ili i, dnt.o c:he, spesso, e.-;a.rni negntivi col Ziehl danno rislùt.at.o positi,·o, anche fort.?mt'ln tù collo Srenglcr. MJ.;ToJ~o n r CÉI'ÈllF.. Colorazione a. rnldo fino ai primi vapori con Z ieh l, quindi_ immersione del vetrino u~ll~ se)!';l<'nte f<oluzione : Alcool a.ssolnto p .. 4, bleu ds mel ilene m ecce.~o. a Ct n f-<1 S)!!!ttlnL(e tma pn,roo della se)!uen te : A,01do lattico rnro cc. 2(1, ac:gua dil'tillat.a cc. MIJ. Tcmro di immersione" d a. d u e a gnattro minu ti. Ho.eilli rossi su fondo azzuno. li metodo 1.• inferioro allo Ziehl-Keelsen nel tiO % dei c11si . inferiore allo Sjden~ler nel 90 % lnferiore a l Luisi nel 51 %L a tt"cnica noll' i_n!<ieme è inferiore alle al tr e trE' stndint.e. tu tt~~ovia ha il vanta._g-g-jo d ella sornrl icilà e della rapidilll., percl t~ docolorm~ioue e colomzioue di fondo · s i esegu.o no in nn tempo solo. 'Mf'TOno m LulH. - A lO c<:. di solnzionfl a<'quosa snt.m'a di cr istal-violetto ai a~ginngono, al mosuento dl'll' uso. due a, t re gocrie di soluzione di fenolo s .l o %. i:ii ('O)oro a rrddo fino ai primi vapori. quind i decolora7.ione rapida. sen7..a lavag-gio rreliminn.re, con acido nitrico al 40 ~'o· Colorazione d i fondo con solu Y.ione acquosa el i Ora.n::!e G. Bacilli violetti su fondo arancio. 11 metodo ò inferiort} allo Zi('hl nel 50 ~~ dei casi, inferiore allo Sronglor nel 90 %, sup eriore a l C<·r•·do noi 50 %- Pn>ticarnente t- utile, d à rrepara7ion i simpatiche ed è men o faticoso por l'esuma di quol che non siano i metodi in cu i i bacilli d i Koch \~en ~ono colorati in ros~o; è rnccomandnbile nei casi d i daltonismo. Concludendo, l 'A. cla.«,.;ifica i quattro metodi f!ome S<•!!ufl: l o Spengler-J61fen, che permette spesso di trovare i hncilli in casi in cui J?li alLri metorl i ditnno ris ultati negnt-ivi ; 2° Ziel!l Nu/.•('n rlassieo. corronte e <'ho nell' insieme ha un valore incont,rnstab ile ; 3° Lui.;-i. lien•mcnt..e iu[eriore allo 7.1eltl; 4 <:o CéTJèd-e, mE'no prAciRo degli a lt r i che h a. però il v an t n.ggio di esl'<eJ·c rapidi) e Remp lice.
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Peao corporeo e condizioni fisiche (Milita.ry Surgeon, ottoLN 1926).
L'A. ha e labora t o, con metodi statif<t i c i, i risu ltati di 11.588 esami fis ici di uffi oiali dell'osercito degli Stati Uniti, compiuti nel l 924 e li mette in rapp orto con la mortalità. Risulta ello un peso !>uporior<- alla. media è sfavorevole per t u tte le etii consic.lorate, salvo la classe pìn g io,·nne, i11 cui un l ieve eccesso non sembra essere
RlVISTA D ELJ.A. STAMPA M.l-:DIC:A JTALIANA. E STRANIERA.
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<li svantaggio. Dopo la maturità piena, un peso inferiore alla media. è di vantaggio, a meno che non sia. dovuto a malattia o denutrizione. In genere, quanto maggiore è il perimetro addominale, tanto minore è la durata della vita.
W. CORDON.- Effetti del vento sulla tubl!1"colosi polmonare (British Journ. of Tub., 1926, p. 20). L'A. ha studiato attentamente, per venticinque anni, coi vari metodi e in numerose località, l'influenza dei forti venti sul decorso della tubercolosi polmonare e ·ritiene di poter concludere in modo indubbio cho le popolazioni esposte a questi venti soffrono di più e talora in misura considerevole, di tubercolosi che non le popo· !azioni riparate da essi, e che i tnbercolitici. i quali vivono in località esposte a tali venti dà nno una mortalità magj!ÌOI'C e spe:sso assai maggiore, e una minore percentuale, spesso anche notevole, di guariti, c he non i malati che vivono al riparo da essi. Solasso e tmsfuttione del sauuue n ella int.o-9sica::ione da ossido (British medicai journa.l, 5 dicembre l ~l2U). L'A., che fu chirurgo presso !R. 2n. armata nel 1917, riporta sei osserva-zioni di soldati, i quali, in seguito allo scoppio di un proiettile su eH un ricovero, presen· tR.rono fenomeni di asfis~a : viso quasi atmerito, o di Lm rosso assai marco.t·o, scarsa dispnea, senz~>: t.:ìc;:S6, nè espettnazione. Clinicamente le evoluzioni di tali casi fu quasi iJentica. TI sangue era di colorito nerastro. spesso, diflicilmente colante fuori .cl.ét.lla vena e co:1gulante assai rapidamente : e negativo l'esame spettrosco)Jico. Lo urine apparivano di un colorito giallo ca.rico, senza piwnenti biliari; assenti lo zucchero e l'albumina. Nessuna alterazione a carico dei riflessi tendinei; nessun segno di paralisi ; le pupille non reagivano alla luce, ed A>pparivano midriatiche. Fatt.o notevole, in tali ammalati, era il contrasto tra la. constatazione di un sangue a..<:sai nero e denso compat.ibile colla vito., t> la di"pnea di grado assai modico. n trattamento consistette in un sa.la.sso abbondante, di circa 600 grammi : in due di essi, più gravi, non vedendosi miglioramento, venne praticata la tra.~fusione del sangue. L'esito fu in tutti, la guarigione; solamente in due a.n1n1alati si notò lieve jttero. GonDON·,VATSON. -
di carbonio. -
Azior1e dello 8'port Slll cuore. - (Mi.i nchener :.\ledÌ'Li.tU.Sche Wochen· scrift, n . 33, 1926). L'A. riferisce i risultati di alcune s ue sperienze sui corridori della maratona tedesca 1925, e precisamente su 26 corridori che raggiunsero il traguardo (dopo km. 42 di corsa in cu·ca 3 ore eli tempo): 18 di e:::si dimostrarono una riduzione <ti volume del cuore, 6 un aumento, 2 nessuna variazione. n ma.<;~;imo in15J"andimen.to ra.ggiwL'l& 1,5 centimetri do! diametro trasvel'SO del cuore. Le m.isuraz;oni eseguitA'~ su 7 corridori, che non raggitmsero la. m èta e che furono sopratYatt.i dalla stanchezza, dimostrarono in 6 di essi un aumento di volwue. L'A. interpreta quest'ultimo fatto come una dila t,a,zione acnta da lavoro. Nel cuore affaticato, per un aumento del riempimento del cuore, si ha lwa pressione maggiore duratura sul muscolo cardiaco, sicchè questo non reagisce pitt adeguatamente con energia di contrazione. La riduzione di volume deve int.endersi come un reperto normale. Mentre Moritz aveva trovato dei rapporti fra. pulsazioni car· dia.che e riduzioni di volume del cuore, l'A. ritiene non costante tale reperto, ed esclude anche osmi rapporto tra pressione arteriosa e volume del cuore. La pressione arteriosa. fu dall'A. riscontrata quasi sempre in aument.o dopo lievi fatiche, abbassata dopo forti strapazzi (perfino rnm.42 in alcuni maratonisti). Circa la. possibilità .che atlet-i con vizio di cuore possano continuare nel loro sport preferito, l'A. è molto ~>cettico ; mentre egli irJatti esclude ciò per i vizi m.itralici, nell'ins·ufficienza aortica senza ipertrofia e ben compensata, permette qualche esercizio sport.ivo, con con· trollo medino. Cita a qUE'flto proposito il caso del campione tedesco di ski, che ha una insuffi· danza aortica da poliartrite ed il coso di un maratonista con lo stes!>O vizio, che dovette desistere dalla corsa dopo lau. 15 ; gli fu rilev·ato un forte abbassamento della pressione arteriosa ed una. diminuzione del diametro cardiaco, la stessa reazione ~ioò del cuore normale all'affa.t.icament.o. AcKERAMM. -
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITAFI Sommario degl i argomenti trattati
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(Dai frmssi verbali pmenuli alla Direzione centrale dì san'tà militare Qal t• al 30 aprile 1921).
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ALESSA.NDlUA. -
Colonnello med ico R.o>lEO CASTEJ,LA~r. -
Servizio merlico·le-
yale ai corpi e negli oapwlrtli. L'O. riRolve, in base ad esperienza propria e a decisioni superiori, varie questioni di servizio modico-legule, intrattenendosi più specialmente sulle visite di anuolrunento, sulle proposte di osservazione e di rassegna., sulle proposte eli visita da parte del direttore di sanità, sulle pratiche per pa<3saggio a compagnie di disciplina, sui ricoveri in mmticomio, sulle dich.iarazioui e denunzie per t rau matismi. · Passando a l sen rizio ORpedaliero, accenua alle direttive che deve seguire l'uffi. ciale medico di guardia in rapporto a lesioni traumatiche anche in non militari, a consttLtazioni ùi accessi convulsivi, a denuncie varie. E pei capi reparti m ette in evidenza le relazioni che esistono tra il servizio medico-leg,:lle e i dati dei registri nosologici, ricordando anche tntte le vario funzioni medico-legali che si svolgononei reparti contemporaneamente alle cure. Tenente colonnello modico c~JSA.R'E MARGARA. --- Criteri cl!J. seguirai nei gittdi.~i ?IWlico-le{Jali circa la dipewienza da cau9a di servizio.
Ar.ES9ANDlUA. l
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Accennat{) alle nuove tli.<lposizioni sancite dalla legge Il marzo 1926, n. 416 e relat·ivo regolamento circa i criteri da seJuÌriii per stabiltre la dipendenza o meno da causa. di serv~io delle varie in[ermità, l'O. si trattiene in modo speciale sulle ernie d a sforzo. Ne enumera le varie qUI:Liità- in rapporto alle s ingole regioni, ne ricorda lemodalità ù.i sviluppo e. citati gli studi dei vu.1·i autori, che si occuparono dell'impo!·ta.nte argomento, dà lo norme da so~uire per g iudicare le ernie da causa di servizio. D a ultimo f)arla anehe delle vt~.rie mo lott.ie in rapporto agli eventi di servizio e ricorda la via. ùn sogui1·e nel prondol'l ' in esame circa lo. loro dipendenza dal serviziostesso.
!
BA.Rr. -
1\Iaggiore medico CARLO DE L1sr. -
Proteùwterapia a9peci.fr,ca.
Premesso le dive1·.sa opinioni sul mecca:tismo d'azione della terapia protei· nica., l'O. descrive le reazioni aspecil iche dell'uomo sn.no e del malato di-;tinte in reazione eli focolaio e m reazione generale. D opo aver trattA.to dogli a.spetti apparenti e latenti della. reazione p roteotos,;ica per quel che concerne l'ipert.erm.ia, lo shock emoclasico, i fenomeni circola.torì, le azion i riflesse del simpatico, le reazio ui ematiche, pMsa. a considerare gli effet~i terapeutici nelle complicazioni delta blenorragia e delle ulceri veneree, esponendo gl i ott.imi risultati nella evolllZione di tutt.e le adenit.i veneree.
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BAlU. -
Maggiore medico R ..w.FAELB CtV!'l'A. -
Carie dentarie .
L'O., esposti i concetti generali sulle ·carie dentarie e le vario teorie, pa..'>3a in rassegna tutte le cause prodi:;ponenti : gli element.i calcici, l'influenza. delle glandole a secrezione inter·na, la vitaJjtò. dello smalto, l'influenza delle razze, la civilizzazione, la a limentazione, i diJetti nella strutttu·a. dello smalto, il tabacco, l'igiene orale. la saliva, le a.Cfezi01ù morbose locali della bocca e della faringe, il sesso, l'etò., l'eroditariet \ , l'azione del terreno ed i mestieri. Indi parla delle cause coadiuvanti. quali le fermentazioni e le putrefa.zioni, concludendo doversi ritenere il processo carioso come la risultante d i due ordini di fat-tori : fatto ri chimici e fn.ttori parassitari..
399 Maggio1·e medico ANTONIO JA.PocE. - Su un caso di enure8'i. Esposw un caso di eneresi in osservazione, l'O. riferisce s1ùle vie nervose che presiedono alla funzione urinaria, sui vari tipi di incontinenza, e sui rapporti e.si-;tenti tra. incontine.n za e anomalie congenite della colonna vertebrale, che si compendiano nella nosogra.fìa. patologica della spina bifida occulta. Si trattiene sulla. cura. dell'e· nuresi parlando dei mezzi atti ad agire cliret.tarnente sulle vie nervose spinali periferiche, e tra questi mezzi em1mera: le iniezioni epidurali, le iniezioni retro rettali, le iniezioni perineali e la. puntura lombare. Nel sogf!etto in 6$ame fu praticata la cura alla Cha.telin, e.oseguendo solo tre iniezioni epitlurali d:i 10 cc. all'l% di novoca.iua.. con ottimo risultato, non essendo· si più riscontrato nell'infermo, già dalla prima iniezione, i disturbi di urinazione notturni con.qta.ta.ti fino al giomo precedente alla cura.
BoLOONA. -
Tenent.e colonnello medico ALnERTO Forms~n. - Un caso di iridociclite bilaterale. L'O. presenta un caso di iridociclite bilaterale insorta in due tempi s11ccessivi in un JU.ilitare, a. 12 giorni di distanza da un t.ra.uma contusivo riportato all'O. S., senza alcuna soluzione di continuo delle membrane oculari. L 'inferro.ità. ebbe un decorso particolaro11ente grave per formmdone di essudati plastici, con nu merose sinechie posteriori. Passate in rassegna le varie forme di iridociclite ed il modo di insorgere, la sintoma.tologia clinica, il decorso, ed escluse le forme eli iridociclite sililitica (Was· serma.nn negativa), rewnatica, uriceinica, blenorragica, da morbi infettivi acuti, dia· betica, traumatica. e simpatica, l'O. ritiene trattarsi nel caso presente di iridociclite bilaterale, d:i probabile natura tubercolare, in s oggetto di costituzione d e bole e linfatica., con microp~lia.denia. cervicale, epitrocleare. ed inguinale. BRESCIA . -
Maggiore medico NICOLA J\:L~OOERI. - Dei gruppi aa·nguigni. L'O. parla sinteticamente dell'inclividualità. del so.ngue e del conceeto di grup· po sanguigno, interpretato come intrinseca qualità biologica inclivicluale e come complesso di proprietà ben fisso, costituzionale, ereditario. Accennato ai fenomeni di isoagglutinazione ed ai rapporti tra ag~lutinogeni ed agglutinine, espone le claRsifìchc di Jnsky e i.\Ioss, le caratterist.iche dei singoli gruppi e i metodi pl'atil'i in u so per olett~l'Jain ad i . Fa cou~id< ntl'~' ehe ta Ct,n<·e~ ione dd gruPJ;i sanguigni non resta chiusa nel pur? _cerchio delle speculazioni scienti~ch~, ma. s' mqua.dra su b1 to nella. rea. ltà. della medicma-le.g alo. con la prova. d'1de n tJ tà md l· viduale delle macchie sanguigne e con la ricerca della. paternità, dcll'a.ntrop •patologia, con la determinazione dell'indice biochimico d:i razza, passa n0i domini della medicina viva ed operante, mettendo in evidenza la stretta. connes· sione tra innesti e gruppi sanguigni, e sopra.tutto, elimino.ndo i pericoli che s inora incombevano nella pra.t.ica della trasfusione del sangue in seguito ·~ possibili reazioni tra emazie e siero del donatore e del ricevente. FIRENZE. -
CASER~'A. -Maggiore medico ANTONIO PrcAzro . -L'afasia nella. jebbre tifoidea.
L'O., el!poste le complica nze ne1·vose e psichiche nella. febbre tifoidea, parla dell'afasia, avendo avuto occasione di osserva.rla pitt volte, e ne descrive breve· mente le varie forme, ricordando i recenti studi psico-clinici sull'argomento, specialmente sulla diagnosi etiologica. S'intrattiene quindi sulla patogcnesi di questo fenomeno n ella febbre tifoidea, dovuto ad azione tossinfettiva sul centro di Broca, ritenendo che a. determinar lo concorrano, olt.r e la grande sensibilità della corteccia. cerebrale per le tossine ti· fiche, le modificazioni circolatorie per l'azione diretta d elle tos.<;ine medesime; un lieve edema in uno, o più punti della. zona psichica ; nonchè mocli.ficazioni fisicochimiche umorali, in rapporto all'intensità d ell'azione tossica ed alla resistenza cellulare. Conclude che la prognosi sarà favorevole, anche se l'afasia si protrae per. mesi,. ~empre quando si riscontri afasia. motoria pura ; mentre l'afasia associata a d1son.hm della lettura. deill\ scrittura o Jc:ll'intt•lligen.za, è sintomo gra,·e pcrcllè rive la l'esistenza di rammollimento in punti vari della !>Ostanza. corticali" cerebrale.
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JIHLITA.RI
CASERTA. - Capitano medico PASQUALE M usro . - Su IÌii un ca.so di cisti da echinococco del fegato. L'O. prese nta un soldato, operato eli volwuinosa cisti da echinococco della. ia~cia inferiore del fegato, nel quale gli esami diagnostici specifici dell'affezione (intracfermoreazione del Casoni, deviazione del complemento, eosinofilìa) erano 1·iusciti tut.ti n~gM ivi, mentre int-ensamen te positivi erano st.ati la Wassenna.nn e la. cut i-reazione. Il lustrati i caratt.cri clinici che condussero alla diagnos i, differenziandola d alle varie affezioni com~imili del fegato, riferisce quindi ampiamente sulla paLogenesi, sulla anatornìa. patologica, sulla sintomatologìa, sui v t.l ri metodi di cura chirurgica., e s ull'intervenLo p raticato nel ca.~o.
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LrvottNO. - Magg iore medico CAR~ffiLO Rrzzo. - Un caso di leucemia linfatica. Riferisce 11n ca.<;o di leucemia linfatica cnnica comparsa in unexmilita.r e cinque ann i dopo che egli aveva riportata in guerra una lesione trawnatica del tavolato osterno del c ra nio . Esposta la genesi dei sangue secondo le moderne vedute della scuola neounitaria., l'O. p1ula della. eziolof!ia pa.togenesi . a.nat,omia. patologica e sintomatologia. d elle varie forme di le ucemie liHfati<'he e miflloidi, nonchò della. pro~mosi e cura.. Tratta quindi dolla eventuale dipendenza da cause di servizio della leucemia in rappo rto nl trmtma sub;to e conclude, citando l'autorità del Pieraccirù. del Borri e di nu.merosi a.lt.r i a uto ri, che nel CASo speciA le e.'!!<A. deve essere negata, dato ii lungo tempo intercorso tn~o il t rauma e la. comparsa della rn~<~.lattia. )!aggiore medico GruSEPPE T ENAGLIA. - G<UJi clinici. Present.a un caso di epi.dottite da freddo e ne illustra l'etiologia, shtomatologia.. !"a natomia patologica, e dia~.,rnosi differem.io.le con Le forme sifùitiche e tubercolari e con le 1m~ini comuni. Tratta brevemflnt.e rlolle possibili complicanze e accenna alla terapia a base di cataplasmi, ina lazioni alcaline, polverizzazioni con soluzioni di a.drenalina e scarifica1.ione. Espone inolt re un caso di sinu ite frontale, etmoidale e mascellare del lato d estro e sua etiologia e ne dimostra praticamente i s intomi con gli esami clinici comun·, con la di fanoscop ia, facondo vede re i vari so~i che si possono rilevare con quest'ultimo mez1.0 diagn ostico. 'I'ratta quindi dolla cura medica. e di quella operativa necessaria per la guarigione radicale. l\fu.ANo. -
MILANo. - .:\'laggiore medico P m·rao C.utORtANO- Gasi clin ici.
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L'O. present-a un caso di condropla.<lia epifi.~ria acquisita e localizzata al primo osso metacarpeo sinistro e ne rileva i caratteri radiop;rafioi in confronto con la l'or·ma fetale e con i processi flogistici delle ossa. Riferisce quindi su di un caso di angioma cavernoso al 3° inferiore d el braccio d estro, superfìce interna, e ne espone le particolarità dal punto di vista clinico.
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Capitano medico MARio CIO VINI. -
g'ando'are el coUo .
Setniologia medica di un tumor·e
L'O. presenta un caso di t umore glandolo.re del collo, e si t rattiene sul la semiologia d ei tumori d el medio.stin o, sulla dia~nosi differenziale e lor·o cura.. Essendo risult,at.a negtltivo., nei ril-{uo.rcli etiologici, la. d eviazione del complemen ·.o (mediant-e l'an i,ll:eno di Be a·e !lat.) e leggermente positiva la cut i re 1zione eli Pirq u >t., illu.'!tra il diverso risultato d elle duo reazioni, chjo.rendone il signific,,to biologico. I n baso alla più recente letteratura sul1'>1llerg ia tubercolare e sull'o.nafìlassi, l'O. esprime la sua opinione sui due fenomeni, commentandone le somiglianze f or m<ll < e le differenze <JO.~llmz · ali. ,.J illustra. il Rignificato clinico diagnostico della cutireazione eli Pi npwt e d ella deviazione del complemento di B lrdot Geng l U in prosema di antigone tube rcola.N, nei riguardi della tubercolosi attiva e clinico.ment.e !!penta. Oimo!:o-tra. infine Lo. specificità soltanto r elativa delle tubercol tn e. sia nellA loro reazione goMralo di focolai ed anc he loca. l ~.
CONFERENZE SO.lENTIFIOBE DEGLI OSI'ED.U.t MILITAni
MILANo. - Capitano medico MA:Iuo CIOVINI. zioni e nelle immunità.
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Aut011omie ceUulari 1ulle infe·
L'O. tratta delle infezioni tubercolari carbonchiosa. streptococcica, stafìlo· coccica, di•se~terica, bacillare e tifo-paratifica, nei riguardi di wm affinità localo dei rispettivi germi, per deternùnati tessuti, e di una immunità locale, conseguita con vaccinazioni locali. Attraverso sintesi storiche, in cui rivencl!ca la. prioritì~ di Rtudi italiani, l'O. s'addentra nel campo di queste infezioni e deU!I ri~pett.iv,, imn:mnit.\, confrolltando, stùla S'lida della clinica, le var·ie
teol·ie, ed
illust.t'tl.
alla stregua di un anti-anafilassi la. geuooi dell'immunit1'1> rli te;;snti (sist.ema. re· ti colo-endoteliale), conseguita con vaccini locali. MILANO. -Capitano medico CARr.o Rtzzo. -
Caaistica neurologica.
L'O. presenta q1mttro non frequenti casi di malattie nervose. Nel primo caso si tratta di un post ,encefalitico di recente con qualche sintomo di parkinsonismo iniziale. Nel sooondo si presenta un anormale psichioo di modico grado, con manifestazioni saltuarie di impulsioni e di perversiOni del. carattere, la cui sindrome mentale è chiaramente legata ad un'encefalite epidemica sofferta neH'infanzia. La terza osservazione riguarda un torcicollo ribelle a qualsiasi ri· medio e c he scomparve immediatamente e definitivamente - non appena rico· nosciutane la natura. isterica. - si istituì una breve e intensa terapia psico-elettrica. L ' ultimo soggetto presentato è uu caso di generale anestesia ed analgesia isterica.. Di ciascun caso l'O. fa brevi richiami illustrativi delle più interessanti peculiarità osservate, insistendo su quei punti che più hanno importanza per il m edico militare (medicina legale). P~DOVA. -
Maggiore medico GIUSEPPE SINGLITIOO. -
Ernia. tt>aumatica e da
sj01'Zo .
L'O., esposti i dati anatomo-patologici che fanno distinguere un sacco erniario di un'ernia remota da quello di un'ernia recente e t rattate le diverse cause predisponenti e determinant1 dell'ernia, parla dell'etiologia, dividendo le ernie in ernie di debolezza ed in ernie traumatiche e di forza. Descritto il meccanismo dell'ernie di debolezza e traumat,iche, illustra il meccani.csmo dell'ernia di forza per studiare la causa sforzo nelle sue diverse estrinsecazioni e sulla possibilità che possa questo da solo provocare la formazione dell'er· nia ; ne espone i sintomi e discute dello strozzamento e della genesi dell'ernia oon dati predisponenti, riconoscendo in ambedue gli estremi dell'infortunio inden · nizzabile. Conclude col riconoscere equanime, dentro certi limit i e date condizioni, l'est.endere nella legislazione militare i l riconoscimento da. causa di servizio alla concause e all'aggravamento, tanto più quando si pensa che lo sforzo unico nell 'ernia di forza è molto discutibile per quanto aanne.'!.CJO, e quindi non s i può in Jinea assoluta t 1·a.cciare un· limite netto fra ernia- di forza in individuo presunto sano ed ernia con dati predisponenti. Vorrebbe però che fosse ridotta la valutazione del da nuo. "Pill· gendo il paziente ad accettare l'atto operativo e a rinunciare 1111 ogni diri tto conso· cutivo, salvo a quello eli una. gratJificazione. Maggiore medico VINCENZO SINAPI. tanea della tiroide.
P ERUGIA. -
Due casi di emorragia ,q110n·
L'O. espone due casi di emorragia spontanea della. tiroide. L'emorragia spontanea. intratiroidea fu diagnosticata in base alla t1.unefaziono rapidt~, bm::iml dello stroma giunta al fastigio in poche ore e poi arrestatasi ; all'e.-;sere la t.nmefazione te.<Ja, duro-elastica non molto dolorante e ricoperta. ùa. cute eli colol·ito e co.tore normale; allo stato generale poco influenzato ; alla. mancanza deHa febbre e <li fenomeni secondari. Circa la causa e la. patogenesi ili tali emorragie spontanee della t.iroiJe. dato c he nei due ca.<Ji riferiti queste emorragie si sono avute in indiviJui che prima o 9 • Glornale dl medicina militare . • Fa~c . V-VI.
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402
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI
contemporaneamente hanno avuto anche epistassi, suffusioni emorragiche sottocongiuntivali, ed uno anche qualche lieve emorragia delle gengive, l'O. pensa ad una !abilità delle pareti dei piccoli vasi Rang11igni di tali regimi (t.iroide, na-so, congilmtive, gengive), per cui essi. in seguito ad uno sforzo, come la tosse, pos.~no rompersi e produne stravasi sanguigni.
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PARMA. - Tenente medico SALVATORE MAUTNO. - Il riflesso ocul,o-cardiaco nP/le psicopatie. L'O. rilevo. l'importanza di questo riflesso a scopo medico-legale o per scoprire preslmte simtùazioni o per restringe1·e i limiti di allegato deficit della capacit~\ lavorativa., ed espone le modalit.à. di te<>nica eseguite dai diversi autori, riportando a scopo comparativo i ri.sultati ottenuti da prove fatte in soggetti normali. Fa risaltare quindi l'importanza del rifiesso Slùlo. funzione della vit-a vegetati va. perchE'- esso esagera alcune risposte normali da parte di organi sani, o mette in evidenza vsrie.bilit1\ di struttunl costituzionali, o infine, nei casi in cui è più ac· centuato, induco ad ammettere comportamento di stimoli abnormi sul sistema neurovegetativo. PARMA.. -
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Capitano medico VIRGILIO GJ'tA"SI. -· Sul timo e sulla morte ti mica.
L'O. tratta dell'embriologia. e delle. anatomia del timo e della sua hm.zione in rapporto specialmente alle recenti ricerche del I<'riedlben e del Bosch . Parla quindi delle morti timiche improvvise che si possono interpretare o colla compres· sione della. glandola sulla trachea (nei bambini fino ai due anni) o coll'ingrossamento di tut.t.o il sistema linfatico o infine colla ipoplo.sia del sistema. arl.rena.le. Riferisc~ infine dei reperti necroscopici, in cui si è riscont.rato il timo più o meno in· grossato. PEn.UOIA. - Sottotenente medico GIOVANNI GAROFOM. - La atom.atite m.erctt· r·iale. L'O. riferisce sulla! stomatite dei metallurgici delle miniere di cinabro dì Abbadia S. Salvatore (Monte Amiate.) e ne illustra l'etiologia. ~ la. patogenesi. Riportata una c~istica personale, parla infine della pwfilassi e della terapia, indirizzata sopratutto ad uno. rigorosa cura ed igiene del cavo orale ed alla diminuzione dei turni di lavoro ai forni. PIACENZA. - Tenente colonnello medico ALESSANDRO GIANNELM. - IA collasaoterapia polmonare. Premesso alcune notizie sulla. collassotera.pia. polmona.re, l'O. descrive l'appa.· racchio Forla.nini ed i due apparecchi del .Morelli, spiegandone I$uto.mente la tecnica, con relativa dimostrazione pratici\. Si richiama. poi ad alcuni accemù di fisiologia e fisiopatologia polmonare, nonchè alle varie lesiorù anatomo-pa.tologiche pleuro-polmonari, per venire alla dimostrazione delle indicazioni e controindicaziorù del pneumotorace tero.peutico, degli inconvenienti e delle precauzioni atte ad evitarli. PIACENZA. -
Capitano medico l\1Aruo NEGRI -
Un caso di oftalmia congenita.
Presenta. un caso di persistenzo. di residui della membrana pupillare, associat-o ad esiti di coroidite pronutale, in un inscritto in osservazione per diminu.izione del visus unila terale. J~sposti i caratteri principali di tale infermità congenita ed i tratti differenziali con gli rsiti di malat.t ie dell'iride e del foglietto anteriore della cJ·istaltoido, coi quali pot.n'J lJbe venire confuse., l'O. passa alla dimostrazione del caso in esame, richiamando le fasi embriologiche delle. formazione della lente orista.ll iru1 noi 13\IOÌ ra.pport i oon lo sviluppo dolio. tunica. uvoa. o dol sistema. circol.o.torio del globo oculn.L'e. Xel ca.-;o speciale spiega qua.li possono essere state verosimilmente le ca.tL'!a dolla rnanc·ata completa involuzione della membrana pupil· lare, che ha. luog~ invece in via. normale.
NECROLOGIO
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medico GENNARO RoMANO: Ernia muscolare della co,qcia de8tra. L'O. presenta un caso di ernia muscolare dell'adduttore superiore della ccscia dest ra. Riassunta l'anamnesi, fa una minuta. dl'scrizione de lla. regione in esame. in tutti i particolari a.natomo·topografìci. Tratta quindi dell'etiologia delle ernie muscolari, e;nunettendo come momento patogenetico tma. lesione dell'apone· vrosi, sia immediata, sia tardiva per stiramento e as.'l!ottigliamento, s ia finalmente per debolezza congenita in relazione allo sviluppo delle masse muscolari. L'O. quindi spiega il meccanismo di produzione di mioceh, per leRione apo· nevrotica diretta, o per graduale sfìancament.o dell'aponevrosi, in una zona più cedevole, esposta a pitl violente e continue pressioni: nel caso in esame manca tm vero e proprio trauma esterno, sia. lesivo della cute, che ad azione sottocutanea. Accennato alla diagnosi differenziale con la emio viscera li e con tumori d 'altra natura. parla. infine della cura, che deve essere cruent.a. ed ispi1rarsi a l principio di ~istabilire la cont inuità dell'aponevrosi, sonza In. qnalo non ò possibile la. cor· l'e'liOne.
· PIACENZA.- Maggiore
'ro.RlNo. - Maggiore medico CESARE OGOERO. - L eaio>li contuaive dell'a.d<ù>me. Accennato al grande interesse che le lesioni contusi ve dell'addome hanno pel medie<> militare, chiamato non rara.rne nte a. diagnosticarle e a curarle, l'O. pone in. rilievo le difficoltiL, talon1> insnperabili. in primo tempo. di ùetem1inarne la natura. c la gravità, mentre La situazione, il più spesso. eRige rapidit:·~ di dia!);nosl per un pronto iutervento, il su ccesso del provvediment,o w ra.pentico essendo legato alla S\18. precocità. Descritta sommariamente la. regione addominale, che divide in zona non pr otet· ta (epigastrio, regione periombe!licale ed ipogostrio ), ed in zona. corri.<~pondente a. reg1oni meglio protette (ipocondrio, parte inferiore dei fianchi, fosse iliache). afferma che le contusioni dirette sulla prima zona. si complicano specialmente a rott.ura dell'intestino, piì!I raram~nte dello stomaco, con consogm.mte peritonite ; quelle invece che interessa-no la seconda zona. determinano la r o ttura dei visceri pieni (f~ato, milza., rene) con conseguente emorTagio. int.e1·na. Tratta l'anatomill patologica di dette lc.'liorti ; la sintomutologia propria di ciascuna di esse, oaser· van~o come un quadro sint.omato logico t ipico esista solo ecce?.ion.a.lmente, per oui i l gmdtziO diagnostico deve scattuire dal compless0 dei dati anruunestici e clinici, accuratamente raccolti e logicamente coordinati. Illustra. infine i vari metodi operativi, ciascuno per ogni leflione, concludendo che nell'incer tezza è da ~reJerir.~i tma. laparotomia esplorativa innocua., se condotta con le volut-e norme d1 tecniea e. dt W~?~i, al non intervento. cui fatalmente segue la morte per le le:=sioni non rlparo.bth chtJ in via. chirurgica.
NECROLOGIO ACHILLE MAROCCO Generale m edico a riposo
Dopo lunga e penosa. m'alattia il 4 mQJ'Zo scorso ò deceduto in Napoli il maggiM generale medico a riposo Achille Marocco. , . N~to a Lagonegro il 15 lnglio 1S:l7 e laureatosi brillnn tcmento a ;\ ,11~oh .116 ~ !88! , Intraprese nell'armo suc<'essivo la carriera militare. occ..llt:ndo fin rln l p nnu ~ 1 per la sua grande vivaoith d'ingegno e spiccato. o.t t.it.ndinP- alle ri ct•rc:IIO!st.?l~ · gtch~.. Arl una. Va.'!ta coltura scientifica egli Msociava lllOlt.re nn~. mo~a'; l~h o:sa ent~IZI?no s~or•co.Jetteraria. ed una profonda conm•cen7.n dCI cl as.~'.c 1• la tml. Dop~ corsl . ~lennali di perfezionamento come assi.;;t.ente onomrio del li~ l ' <' h n l<'>~ me~lic>n d. Na.r>oh e dell'istituto fisiologico di Torino, sot.to la guida sa1:ien te dezlt illustn
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IV CON GRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E I"ARMAOIA MU.JTARE, E CC.
maest.ri Cardarelli e .Mosso, nel 1903 egli fu nominato profetlSore titolare d 'igiene alla Scuola. di sanitil.milit.are, cattedra. che tenne con grande onore fino all!H l, guadagnandosi l'estimazione dei collo~;h i e dei discepoli p~r l'indirizzo eminentemente p ratico impartito all'insegnamento. Nel 1908 accorse con la Scuola mobilit.ata a Messina devastata dal terremoto e la sua. 0pera attivt~ e sa.,;mce a favore di rruelle misere popolazioni fu ricompensat.a con la. medaglia' d'argento di beuemeren:t.a. Scoppin.t·a. la guerra ita.lo·turca., fu uno dei primi a sbarcare a Benga.2i nell'ottobre 1911 coi reparti di avau~nardia. sotto il t iro nemico e A.d impiantar~ un posto di mAdica.?.ione. prest.ando di persona e con coraggio l.a sua opera di sanitat·o: per tale azione conseguì la medaglia. di bronzo al va.lor militare. J<: durante l'ultima guerra, sia come direttorfl dell'ospodale di riserva. di TreviJ;;o che come diret.tore di sanità del l , corpo d'armat-a per un biennio, e successivamente del XXX nella. battnglia del Montello, ehhe campo di esplicare le sue d ot.i eminenti di igierùsta e di capacitA direttiv~. Nel sett~mbre 19 t8, p romosso brigadiediere generale mroico, fu nominnto direttore di se.nit.h. d elle IX armata e con gro.ude
attività e competenza. attese alla ricostru1.ione igienico-sanitaria delle terre liberate. Collocato in posi7.ione ausiliaria., fu in ~e!!uito richiamato all'Ispettorato di sanità militare, ove recò il s uo prezioso contributo nel campo delta medicina. le· gale. Ai desolati congiwtti il Giornale di Medicina Militare, che ebbe nel Marocco un valido collaboratore, invia. le p iù sent.ite e profonde condoglianze.
IY CDIGRESSO INURIAIIOilLE DI MEDICINA E CHIRURGIA MILITARE V ARSA VIA I.a. Delegazione del Ministero della guerra.. che ra.ppresenterh il Corpo sanitario militare al prossimo Con!!'rel'<SO int~rnazionale di medicina. e farmacia militat·e ill Varsavia è stata. così costituit.a: macrgiore generale medi<'o ispetto!'e Trovanelli dott. Luigi; colonnello medico Caccia prof. Filip[lo, dirett.ore dell'ospedale mili· ta.re principale di Bologna; maggiore medico De Bemardinis dott. Virginio, dell'o· speciale militat·e principale eli Jtoma. n 'Ministero della :\farina. sarà rappresentat.o dal colonnello medico G. Sacco· ne; quello deii'Aeronautir.a. dal mnggiore medico G. Del Va..~to, quello delle Finanze cl.al colonnello medi('O A. Tobia. Sono state presentate le seguenti comunicazioni : Caccia : !'igombero nella guerra. eli movimento in zona montana. ; Cacri., : F.sit.i di tranrnat.ismi cranio-encefalici e loro t.ra.ttamento ; De Bern~rdim~ : Alcurti nspetti della. sintoma.tologia. degli esiti delle ferit~ cra.nio·cerebra.li. ~ ·- · ---- -~ n 2R febbraio SCOt'SO fu ' , .ìil.~u;~eit~ .dna.' . uta. preparatoria. del Cornitato internazionale perman ~~ 'tloogressì:.l'ft~1a.· ~. . rappresentata. dal colon· nello medico Caccia. Venn ~ ·o'"ato lo Statuto 'dei 90 ressi internazionali di medicina. e farmacia milit. 'r~, \C irÙ .m .questione · d~Wam . i'lsione degli I mperi centrali e della loro lingua, pC(ie l il/~i·lito.'drJrtte~pella.re pÌ'itJl ,la Germania. circa il suo gradimento di partecip a:~ "t ·ftl~e~to -ritlrìioriA,.'Fk·inott\:e i\lcnricato il delegato s_vizzero di. f~re .utll};~.~i or , s ull' ppporLwìit-.\. cft_ (r~ tro~~~Tè l'esperanto fra le lmgue ufficta.h de1 co~l'~.§l ; ~ , ; · ! , r: . ·. _.,;· ~ j
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Direttore respcnl8aJt.~le: ARTURO C~s:A.li~•. ~n~ colonnello medico. ( 1799) - Roma, ;,1~~ .-::--1\-l.UWX- Stabili mer•to Pollgralloo per l'A.mmln1strazlone dello Stato.
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tV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - Relazioni ufficiali. - Un volume di p ag. 44. . . . . . .
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5 -
• Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Bt·uxdles 1921). Relazioni uffìciaU d el Corpo sani t ario militare italiano. . . . . . .
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U Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma 1923). Atti del Congresso - Vol. I. - Relazioni uffic iali - U n v olume di pag. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• 35 -
n Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Uoma, 19~3). Atti del Congresso. - Vol. II. - Lavori del Congre11so e coon unicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incis ioni . . . • . . • Ul Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Pnrigi 1925). Lavol'i del CongreSSio e comunicazioni. - Un vo lnme di pag. 88 •
• 60-
Un vol. di pag. 48
• •
75-
.S. SJ..LINARI. Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. Mernoria onorata d t:l premio Riberi. - Roma, 1900- U n vol. di pa.g. 320 . . . . . . . .
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6-
Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. -
M. CoSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sa-
nitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . M. CoSANt. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l' Eserci to italiano - l !'106. . . . . . . . .
5-
C. Ds Cr::!l.uu>:. Studio delle mediastiniti (meùìa~tini ti suppurati ve, a scesso mediastinico) - Roma. 1900. - U n vol. di pag. 144. . . . . . . . •
t
5-
P. IM BRIACO. Sull'azrone degli attualì fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di med io calibro. (Studi spedmenr.ali con 15 taYole di fot ografie e radiografie t·iprodotte in fototipia.). - Homa. 1903. . . . . . . . . . . . . . . . .
•
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P. lilrBRlACO. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . • • . . . . . .
•
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ANTBOPOME'l'&!A M!LtTARE . Risultati ottenuti dallo spoglìo dei fogli sAn itari delle classll859·1863; du e Yolumi in-4° con atlante; Vol. I (dati antropologici ed etnologici) con t>tla.nte d ella. geografia. an tropologica dell' Italia . Rome., 1896 • . . . . . . . . . . . . . . • · · • • - • Vol. II. (Dati demografici e biologici) - Roma, 1905 . . . . . . •
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F. BARO'FFIO e C. SroazA. Compendio di chirurgia di guerra con.pilato sulla storia meillco-chirurglca della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . • . . . . • . . . . .
t
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L. Bl!a~N-.umo e G. BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. 1\femoria premiata al concorr,o Riberi. 1904- Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche - R oma, 1!!05 . . . . . . . . . •
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S. GA LBlJSERA. L'igiene delle carni alimentari. Manuale d'ispezione d elle cami
» 20 - ·
A. CASAnrur. La fatica nella vita militare. Men10ria. p remiata al con corso Riberi, 1905. U n volume di pag. 330 ccn 65 figure. - llo ma, 1908
• 12 -
A. CASA~nn. Le m~lattie e gli inlortùrij · rÌeil11. ·vita mìlltare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1906. Un 'r. olume d i pag. 402 con tavole grafiche e statistiche • Roma., 1908. . . . . . . . . . . . . . . .
• 18 -
Giornale di medicina militare O lrtzlone ed Amministrazione: Palazzo del Mi nistero della Guerra , VIa XX Settembre •• Rom•
OONDIZIONI DI ABBONM1ENTO. 1. I l GiONtale di n~icina militare si pubblica ll primo giorno di dJ quattro fogli di stampa ~tlmeno. 2. L'abbonamento è annuo c decorro dnl 1• gennaio. s. II prezzo dell'abbonamilnto è :
clrul()UJJ me3e, h· ta.solcolo
per l'Italia e Colonie . ........... . ... ... . ................. .. . ..... .... ....... L· 32Per l'estero . ................................ . ...................... . ............ , 446•In Itnlln .................. . ........ • Un CRScicolo separa t o cos ...., ......... 7all'Estero .. ... ..................... • Il supplemento cont.cnent-;) l Tluoli ho ltalin ...................... ... _ • 15 di anzianità del Clli'I'JO sanitar-io ,, militare costa all Estero .......................... • 18 -4 . Per gli uflioinli me<llcl o chiiJliol farmacisti del R. ERerclto (In servizio attivo, In posl%1one aueiUarfa. dJ complementi), dello rlser"a ed !L riposo) il prezzo dell'abbonamento è ridotto a L. 24 aniidpate ed ol prezzo del supulcmonto è ridotto a L. 8. Non si trnFwettono ricevute per e li abbonamenti pcrsounll. 5. Non si ucc<>ttano reclami trascorsi l.routa giorni dalla fptdlziOn<' drl Gu..l'n~le, cht- s! ef· fettua regolarmente n! primo di ogni m eEc. TrHcor~o tale trr·mine. l faH:Icdl richiesti -.engouo spediti se dlsponll.>lU, solo a pagt~ruunto. o. I signori nbbonati m!Uturl !n en·cttlvit!'l ti! ECI v l zoo pagb(·rorno J'lruport.o doll'obuonamento per mezzo dei rlapettlvl comandi di coo·po e direzioni. 7. Per l soU uillciall medici (deli'R•erclto e della Marmo). In (J11ohmqtlll po~>lzlone si trovln~ è ammesso un ABBONA ;\l El\ TO CUlli U l..A.'flVO al Gi<>rnale di mctlicin~ militare e cl agli ~'""() lt d t medici•~ navale t coloniale al prezzo di h 39 annue. È Inoltre runmessO..lJU .-\BBON_AMNNT ClJl\:lULA T lVO, t\l ~iornale l'Universo, rJv·i ~l n geugruJic!< lllu8to·ata, al prezz~H L. 50 alluue. Per ottenere tali raollitflzioul oumulutlve gli nbùonati militari dovrauno ta1· pcn"eulre l'Intero· l.m · porto aJ.I' Amtu1nlstruzlone del perlodlco del propno corpo. 8. Al librai si fil lo ~conto del 10 per couto. ma Poltnnto per gli abbonam"utl di'Ile persone e degli enti non militari.
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-. NOR111E PEH- LE PU1:3HLICAZ10NI. 1. l lavori originali, le note, le riVIste - dnttilog-rnCati o ~orittl n mullo - devono ocouvare u n SOlO lato d~l foglio, essere nel t.cato dellniUvo ed nccurntumcnto corretti e riveduti olag~ autor1. SI fa speciale raccomnndazlone cbe quelli scritti a mano sh~no beu teggibfll, per JUodo evitare ognl dubbio dJ lnt.crptuta~lone. In caso cont•·ario, la Dlrezloll~ s i vedrebbr> costretta 8
sospenderoe la pubblicazione. 2. SaJ.vo casi ecceziono.Jiss1mJ, la corrt'ztonl' delle bozze sorìl fatta d•llln redazione uuzlcbè da.gll autori, per non vincolare il lavl)ro tipografico agli Jnevltnblll ritardi posta.ll. ·a. L e speso per gli estratti e quelle pPr le ta\'ole lltogroflcht:, t otogrotlcbo, et'C., che accom· pogoassero le memorie sono a oarioo degli autori. 4. 011 P.St.rattl sono dJ due tipi: -Tipo A. S<'nza copertlnn ~ colla ImpaginaturA e numera; " Ione del fMclcolo. - Tipo B . Con eop.,rtfon stompata, froutcspizlo, fmpnginaturo c numerozioll speciale. 6. Il prezzo degli estratti, per gli autori delle mcmor.e che 11 r.chfedano, è regolato dnlla seguente tarl!Ya.
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e dello Stato.
N. 8 . - A q uesto f ascicolo è annesso i l vol . XVIII della Collana medico-militare.
PALMIERI. - L 'ospedale m i litare di Napoli e le vicende del servizio sanitario militare napolitano. ( DONO AGLI ABBONATI).
Pubblicazione men•ile
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBB LICATO DAL M IN ISTER O DEL LA GUERRA (Diremone centrale di aaaità militare) GiOI'Da!e di medicina militare: 1885-1888 Giornale medico del Regìo E sercito e ddla t-JJ~~~egia Marina: x885·1895 - Giorn_ale m~dico del .R. Esen~t~ 1896-190' ... ~ .
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ANNO LXXV - 192
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Fascicolo VII
SOMMARIO .E_,Itl! OIIIIIIIIALI :
~-· - Corso di perfezionamento in tlsiologla - Conferenza di chiusura ...... . .... . .... . P~~~r. 405 _,..,1, - Sul valore dlagnostloo della reazione novocaino-formalinJca del Costa in aloun.1
• ..::;:PPI di malattie. .......... . .. .. .. .. . . .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. . . .. .. .. .. .. .. . '•• ..,.· - Diagnostica radlologlca dello sclerosi pleurlobe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • - Che cosa è U delitto .. . .. . . .. • .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . . .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .
• • •
410 428 fSS
Dtclllonl di 111U11•a .... .... . .. .. ..... .................... ......... •
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Catat.t. - Ernia da Infortunio ... .. ... .. .. .... ...... . . ....... .. ...... ... · · · · · · .. · · · · .... · · .... ·
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459
M!DIOIIIA UlALE MILITARE. IIIYIITA IIIIT!TIOA:
ltiYIITA DELLA COIIFIEIIEIIU IO ITAMPA MEDICA ITALIANA E ITRAIIIERA .. ..... .. .... .... . .... ....... .. ......... . IIOTWE . IEIITIFICHE IIEIILI OIPEDALI MI LI TARI .. .. .. .. ................... . .. .. . .. ...... .. 0 . . . . . ..
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lllniOBE ED llllftiSTRIZIOftf : Palazzo del Ministero della Guerra . Via XX Sett111ll · ROMA Telefoni 43- 283 R. T . - 2 1- 84 R. M .
Por le nuove norme circa le pubblicazioni del lavo ri vedi c opertina ( 4• pagina).
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del M in istero della Guerra -
ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. TEsTt. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito Italiano. . • L. 7H - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-fisiologlci di aviazione militare. Un volume di p~. 236 con 46 figure e 2 tavole . . . . . . l 15UI - E. SANTORO. - Ferite addonùnall di guerra - Prefazione ctel professore N. GIANNETTASlO. - Un volume di pag. 400 con 38 figure. • 30 IV - A. LUSTIG - A. BoRt NCO. - l • gas di guerra •· Impiego ed e!Tettl Provvedimenti e cura. - Un volume di pag. 104 con tre tavole micr ografìche a. colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. Lu sTw. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro 7i gas durante la guerra mondiale (1915-918).- Con 21 figure. . l VI - F. CACCIA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti In guerra. - Prefnzione del prof. R. OAJ,LA VEDOVA . . . . . l 6 VII - S . SA.LTNAIU. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle
ferite osteo-artlcolari in Jo e 20 tempo. - Prefazione del professore R. ALESSANDRT. - U n volume di pag. 190 . . . •• • VIII - A. CAsABI NI. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. IX - La celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. di pag. 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . X - N. Roowò. - La profilassi delle malattie infettive dominanti nelle no. stre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . • . . Xl - A. GA.SARINT. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un volume di pag. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . XII - G. CAPPELLI. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordina· mento dell'Esercito e la guerra . . • . . . . . . . . . . . . . XIII - S. SALINAm- L'a utolesionismo nelle su.e varie forme e nel suoi esiti. Un volume di pag. 250 • . . . • • . . • . . . • • . • • • XIV - F. CAC:OIA e S. R 1ccr. - Le ocrtuslonl Intestinali (escluse le ernie strozzate) . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . XV - G. GnrxoNr. - Geografia medica ed fglene del nostri possedimenti çoloolaU. - Un v olume di pag. 240 con 3 carte geografiche XVI - S. SA.LTNARI. - La razione alimentare del soldato In pace ed In guerra. - Un volume di P&.f!· 240 • • . . . • . • . • . . . XVII - A. CA.SARINI. - Per le • nozze di diamante. del Giornale di med.lclna mllltare. - U n volume di pag. 60 con 9 figure . . . . . . . XVIII - R. PALMIEI.U. - L' ospedale militare di Napoli e le vicende del servltlo sanitario militare napolltano. - Un volume di pag. 72 .
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Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume dì pa g. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n volume di pa g . 100 con 37 figW'e . . . . . . . . • . . . . . . . • . . • , • Per Olovannl Maria Lanclsl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. l 06 con 28 figure • . . . . . • . . . . . • . . . • . . . m Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma, 1919) • R elaz ion i ufficiali e comunicazioni. - Ue volume di pag. 96 · •
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(Se01U /10 f)<Jqirw lfeUn .,OJ*'Cf!t~J)
MEMORIE ORIGINALI -3.-, ... . .,· ."'"-~ <.. ••• •• ~,
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SA..~ATORIO
MILITARE DI AKZIO
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CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN TISIOLOGIA .,[ ·.. -:.. . ·......·_ ..\. . . Conferenza di chiusut·a del pror. Giovanni Memmo maggiore ge:1erate medico is,> e ~tore, dirtlttoro , u >eriore del cOr:<o.
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Canta il Goethe : « Tuffatevi nel mare della scienza, ca-pace ùi darvi per ogni dove diletto .,, e io non saprei verament-e ùa quale d(' lle conferenze <'Ominciare ller rievoca-re i punti fonclamentnli di qne. to Cor:';01 perchè tutte le lezioni dei nostri illttst.ri M11e.~tri e dei ntlorosi Colleghi in..;cgnauti ~Sono dense di concetti e I'ice be di utili ammaestra menti. Rictùamerò scolaM.icamente alla vostra memoria ~olo alcune delle principali questioni trattl'l.te, e sopra-tutto quelle che più da vicino e pii1 intimamente riguardano La. medicina. milit-are- nel campo della tubercolosi. Vi è stata nella medicina, e vi è ancora lJUrtroppo, una certa tendenza a. ritenere alcune nozioni come definitin' ed int<lll,!!il>ili, a. farne dei dogmi assoluti. Ricorderò, per esempio, come in t.ntti i tratt-ati di igiene ancor oggi si ripeta che la sterilizz•tzione fr~Lziona,t;\. è ba-.:ata sul principio <'he dopo la prima sterilizzazione resist-ono le spore, le quali nel breve intervallo di 24 ore tra la prima e aeconda sterilizza7.ione g-ermogliano e dànno i nuovi giontni bacilli, sui quali agirebbero le Merilizza.zioni successive. l\[a quando mai una spora. che è stat<l- a 1ooo n<>l Ya.pore fluente per 15-20 minuti lut l;,~, volontà e la capacità di ~l·rmoglia.re in 24: ore ? Ho fatto ricerche . n questo a.rgoment-o e mi sono convinto che Jll'lla s~erilizzazione frazionat~~ noi facciamo tre ~bttacchi sncce,;siYi snlla stes;.;a spora, rammollendone la membrana e fa.cendovi penetra-re il vapor d 'ac:qna che vale a coagula.re il protopla:-nn a. della spora c quindi ad ucciderla . Così per la malaria: si ripete sempre che la melauina altro non è che il prodotto di digestione dell'emoglobina d;~ pa-rte del pn.rassita. Ma quando mai un e.s~ere nnicellnla.re ritiene in sò i prodotti ùel ~Suo met~ boJi.;;mo, i prodotti di rifiuto del suo ricambio, dma.nte tutht l<~. sua vita non solo, ma anche nelle cellule più elevate, destinate alla, conservazione clelia specie, nei gameti'? E in questi poi i g-mnnli eli molaniua si dispongono in diverso modo, accentrati attomo al nucleo nel gamete maschio, diffusi uniformemente alla periferia nel gamet.e femminile. Lo stesso si è verifir.atò per la tubercolosi. Dopo la. Rc·oprrta rli Kocb il bacillo dominò tutto il problema della tubercolo:>i : la, tubercolosi era una malattia infettiva, una mala.t.tia contag-io.~a, nella quale l'eredit<trietà e la. predisposizione non :>Yevano alcuna importanza. Oggi però la concezione del problema della tuber<'olo,;i è radicalmente mutata. Lo opinioni sull'ereditarietà veramente sono ancora molto controverse, come vi ha dichiarato nella sna splenùida. conferenza, il prof..\.:-;coli.
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CORSO DI PERFEZIONA!\IENTO IN TISIOLOGIA
:Non è certo ereditarietà una infezione concezionale o dell'uovo o del nemasperma; non è, strettamente parlando, ereditarietà la tra-smissione del germe attraverso la vita embrionale. Per ereditarietà si dovrebbe intendere la capacità di un organismo a riprodurre le forme e le tendenze dei genitori, parzialmente di ciascun genitore o prevalentemente dell'uno anzichè dell'a.ltro : e l'ereditarietà nel caso della tubercolosi si può manifesta.re con la predisposizione alla infezione o a,Jla malattia. Vero è che alcuni sostengono che la, predisposizione è solo espos-izioM, cioè infezione dai genitori per i continui contatti, ma i clinici rilevano che la predisposizione esiste in dipendenza dell'ereditarietà. La predisposizione si trasmette dai genitori ai figli non solo generi· camente, ma anche nel tempo, nell'organo e nelle parti dello stesso organo. n prof. Ascoli vi ba ricordato osservazioni cliniche di figli di tubercolotici mort.i tutti nella stessa età, o morti tutti per meningite o per tubercolosi dello stesso polmone. E ' difficile certo poter distinguere in un organismo i caratteri della predisposizione da quelli che possono essere impartiti all'organismo stesso da un'infezione inizia.tasi nei J)rimi mesi della vita, da un'infezione che, svolgendosi in modo silenzioso, può modificare edisturbare l'evoluzione dell'individuo dalla prima infa.m:ia all'adolescenza, alla gioventù. Gli studi in questo c.ampo devono essere proseguiti con un più severo indirizzo. n collega Rocchet ti con profondità di dottrina vi ha parlato della tubercolosi nell'infanzia e della tubercolosi n ell'adulto. Nelia prima infanzia il fatto fondamenta.le è il contagio o per via, respira.toria. o pervia intestinale ; nell'adulto si tra.tt.a invece di tma relnfezione esogena. o endogena. La superinfezione esogena non può essere esclusa, ma non. può essere a.ecettata come la regola: quasi sempre nell'adulto si t ratta di superinfezione endogena. Spes~So la mala.ttia si ricollcga diretta.mentea.ll'infezione dell'infanzia per una ca.tena di incidenti pa.tologici nei vari anni. che attestano l'attività incessante del processo, e il passaggio a.no stato di tubercolosi in atto si verifica preeocemenoo, all'età dei 20-21 anni ; in altri casi l'iniezione nell'infanzia e l'episodio manifesto nell'adulto sono sepa.rati da un p eriodo eli latenza, ed in questo caso il
risveglio si verifica piit tardi, verso i 25 anni. 1Ia. come si deve oggi intendere la patologia della tubercolosi' Il prof. Ma.raglia.no con la sua alta competenza vi ba chiaramente dimostrato che la pa.t ologia della tubercolosi deve essere basata su di 1m fat.to nuovo, ~uua reazione llel terreno organico. Il valore del baeillo della tubercolosi come tmità organica e patogena è rappresentato dalla sua ricchezza maggiore o minore in veleni, dalla sua maggiore o minore attività nel riprodursi, in quanto aumenta. ilnnmero delle unità opera.nti. Questa afferm~Lzione è gloria italiana del 1\faffucei, è gloria itaUana del M:araglia.no e della sua scuola. Innanzi ai m ateriali tubercolari I'orga.nismo reagisce producendo gli a.nticorpi in senso lato : ora è su questo movimento difensivo delf'organismo che si impernia oggi la patologia tubercolare. Se la difesa. è valida, si avrà 1'imm·unità, nel senso che l'organismo
CORSO DI PERFr:ZIONAMENTO 1.:-l TISIOLOGIA
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rimane refrattario all'azione dei materiali bacillari, si avl'à l 'infezione t1tbercolare ma. non la malattia; se invece la difesa è incompleta, si aVTà la malattia tubercolare, e secondo il grado della difesa si aVl'a nn anda· mento più o meno grave del morbo. Questa distinzione fra infezione e malattia trova del resto analogia in altre forme morbose. Noi sappiamo che dopo la crisi nella polmonite permangono ancora nel sangue i diplococchi virulenti, eppure l'organismo non è più malato ; dopo la febbre tifoide possono rimanere nell'organismo i bacilli attivi, pur essendol'i avuta la guarigione clinica,. La malattia tubercolare quindi nasce quando il terreno organico è privo delle energie reattive, e a seconda deiJa quantità di esse si hanno le forme che guariRcono, che migliorano, che peggiorìmo, che uccidono. Queste energie reatt.ive sono l'espressione di tutta una attività normale dell'organismo : ma qna.n do l'organismo è predisposto, quando è alt,e rato in certe condizioni fisiologiche (gravidanza, a.llatta.mento), per alcune condizioni morbose, per malattie distrofiche e infettive, per difetto di alim entazione, per traumi, anche psicbic.i, non può manifestar11i nelJa sua pienezza il movimento difensivo contro i ma.teria.li tubercolari, e appaiono allora le malattie tubercolari con le varie forme cliniche, delle quali, ripetiamolo ancm·a una volta, è arbitro il terreno organico. In base a tutte queste nuove concezioni, il Bocchetti vi lla chiaramente dimostrato che per l'esercito deve essere assolutamente eseluf;a la triste leggenda che la caf;erma sia un pericoloso focolaio di conta.Kio di tubercolosi. Nei soldat.i la patogenesi è dovut.a principalmente al risve. '\ gliarsi di lesioni s~.nte contrat.te fin dall'infanzia, una minima parte all 'alta recet.tività., che avrebbero le reclute che dalle campagne vengono "' ' in eittà, e un 'altra minima parte, trascura.bilissima, a.I conta.gio deiJa·· , . .:vita collettiva, come, del resto, si verifica in tutte le collettività. \;.. ~ .' . ..... ...; La selezione del contingente è una delle funzioni dei reparti di ', accertamento,· quindi un punto fondamentale che a noi interessa, è quello ::-. 1 ~ della diagnosi precoce della tubercolosi ~ia. polruonare, sia chirmgica, non solo, come vi bo detto nell'inaugurare il corso, ai 1ìni militari in guerra, non solo a.i fini igieniro-profilattici in pace, ma anche ai fini sociali, percbè una diagnosi precoce è un·arma potente nelle mani del clinico. Il pro!. Maragliano vi ba dato le differenze per la diagnosi di tubercolosi polmonare incipiente e per la diagnosi precoce della tubercolosi polmonare. La diagnosi di tubercolosi incipiente viene fatt.a in base a lesioni già esist-enti e dimostrabili fisicamente e anche radiologica.mente : vi sono già alterazioni del polmone rilevabili con la percussione e con l'ascoltazione, vi sono già lesioni funzionali, come la febbre, la raucedine, la tosse. E se con l 'el:!ame biologico si riescono a svelare nell'organismo i m:tteriali tubercolari, gli antigeni, che banno lo stesso valore d<>l bacillo, si ba il diritt.o ed il dovere di riconoscere che si tratta di malattia tubercolare. La diagnosi precoce invece non è basata sulla constata.zione di fenomeni fisici : dominano invero il quadro i fenomeni tos~>iemici per l'infezione bacillare attiva. E quest,i fenomeni sono caratterizzati dalla la,bilità termica con la compaTsa di elevazioni della temperatura fino a 38o,
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anche dopo lieve a,tiat icamento, elevazioni che non 1,1i possono chiamare febbrili , ma che durano più ore. Vi sono lesioni di innervazione : la miastenia, la. debolezza ad ogni leggero movimento, l'insonnia, uno stato di inquietudine, una certa iperestesia psichica : vi sono disturbi nella innervazione cardiaca con polso frequente e talora cardiopalmo : vi sono pertnrbamenti digestivi, che non si possono attribuire :l gastriti o a gastroenteriti catarrali. Un altro grande gruppo di fenomeni è poi collegato alla stessa tossiemia, come le distrofie, il progressivo dimagriment o. i sudori. Anche per la diagnosi precoce la presenza di antigeni o di anticorpi specifici nel sangue deve far nettamente concludere per una infezione tubercolare in periodo di attività, quando !li è cioè iniziato quello stato morboso, che è la spia e il precursore delle localizzazioni. La diagnosi precoce della tubercolosi nelle forme chirurgiche, h~t, come nelle mediche, notevole importanza per il clinico, onde poter ottrnere una gual'igione per esempio di una t ubercolosi osteoarticolare con integt·ità ftmziona.le ed evitare i postumi di anchilosi, di ipotrofie e di deformità debilitanti. Ma non è sempre po:ssibile, come vi ha detto il prof. Alessandri nelle sue chiare lezioni, con assoluta pt·ecisione fare una diagnosi precoce. Il reperto bacillare spesso manca, anche nellD stesso pus dell'ascesso freddo, nè sempre conviene aspettare l'esito della inoculazione negli animali da. esperimento. Possono aver valore alcuni criteri genera li : cosi le localizzazioni in altre sedi di lesioni tttbercolari possono mettere in avviso, perchè ordinariamente le t ubercolosi chirurgiche sono secondarie a forme polmonari, pleuriche, ghiandolari in attività o spente. Nelle ossa maggiori sono più spesso colpite le epifisi cht\ le diafisi (al cont rario di quanto avviene nella sifilide) : nei metaca.rpi e metatarsi le diafi ·i : e sede frequente di tubercolosi sono le ossa pia.tte e le ossa spongiose. L'aumento di volume della parte a.d una osservazione a.ttenta dimostra .che L'aumento non è dovuto alla sostanza ossea, ma alle parti molli -che la circondano. Nel morbo di Pott, nel periodo- iniziale, silenzioso della infezione i sintomi per una diagnosi precoce sono qua lche dolore locale alla snccussione o irradiato, dolori interrnittenti a cintura e nelle gambe, impotenza funzionale, seguita da contmtture muscolari riflesse, che portano di conseguenza andatura difettosa, difficoltà ad abbassarsi, facile stanchezza. Nelle lesioni dell'anca si ha, senza causa apprezzabile, claudicazione -e dolore localizzato ali 'anca o anche per via rifiessa al ginocchio. La claudicazione ha la caratteristica di comparire e accentnarsi con la funzione a differenza del dolore prodotto da altre lesioni, che invece si attenua e si ·dilegua con il camminare. La dolorabilità. si ridesta con la pressione nel triangolo di Sca.r pa, s ul trocantere e con .la provocazione dell' urto della. testa nella cavità cotiloide. Ben presto si ba. anehe la limitazione di movimenti, specie dell'abdu· zione e, quello che è pi.ù caratteristico, l'allunga.mento apparente dell'arto.
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Se la coxalgia presenta già dall'inizio dei si.n tomi caratteristici suoi
propri, non può dirsi egualmente per le altre artriti tubercolari, cbe sono più frequenti negli arti inferiori, a c~1Usa del peso del corpo. Due sintomi appaiono precocemente : il dolore e la limitazione dei movimenti, e cioè dolore alla pressione delle estremità articolari malate e limitazione dell'articolazione sede del processo morboso. }fa questi due sintomi devono essere confortati e avva.Jorati dai dati anamnestici (assenza di reumatismo, blenorragia, scarlattina, sifilide, trauma netto), dall 'esame .generale del malato (deperimento, liniat.ismo), da alcuni segni dirett,i (atrofie muscolari, lieve infiltrazione edematosa della pelle, repert.i radiografici). Certo però in queste artriti il dubbio diagnostico può permanere per qualche tempo. Nella tubercolosi renate, in pit1 della metà dei casi, il primo sintomo non è a ca.rico del rene, ma a, carico della vescica sotto forma di cistalgie e di cistit.i con st.imolo frequente a urinare di notte. La urina. a.cida con scarsa. albumina, con leucociti alterati e corpuscoli di pus, con scarse emazie, con a.:;senza di flora batterica è di somma importanza : decisivo poi è il reperto bacillare, ma solo quando le m·ine sono alterate, perchè si può avere bacilluria senza lesioni renali. Il rene può essere talora alla pa,Jpazione ingrossato e dolente, ma qualche volta questo sintomo può essere dato dal rene sano per l'ipertrofia compensatrice: e così pure si può palpare l'uretere ispessito. La cistoscopib. è importn.nto por il reperto di chiazze ecchimotiche,
di fatti emorragici e di tubercoli vicini all'orifizio ureterale e verso il ba.sso, ove si spande il flusso dell'uret.ere infetto : un orificio rigido e sporgente con edema bolloso si può a vere nelle calcolosi. Le forme iniziali renali non sono diagnosticabili radiologicamente. Se le lesioni sono più avanzate possono dare nel radiogramma immagini opache quasi come calcoli, di varia grandezza, di forma irregolare, a contorni sfumati, situate sia nel parenchima, sia presso l'ilo. Può anche avere valore la pielografia, il pneumorene, il pneumoperitoneo ; ma questi sono mezzi di eccezione. La diagnosi immunobiologica ci può aiutare con la deviazione del complemento fa.tta sulle urine, con la enzimoreazione. Importanti per la diagnosi precoce nella tubercolosi chirurgica, sono le rea.zioni di ipersensibilit.à, non per le reazioni generali, le quali hanno maggior \alore in medicina, ma special!}lente per le reazioni locali di focolaio, che mettono in maggiore evidenza le lesioni ossee e articolari e possono consentire lma esplorazione del rene malato.
*** Quale contributo possono dare, nei reparti di accertamento, all'esame clinico le indagini dei laboratori t Io non vi parlerò certo della radiologia. L'illustre prof. Busi con la sua alta competenza, con vero amore di scienziato, vi ha ammaestrati nelle 1·icerche e nell'interpretazione dei radiogrammi del polmone, nel rilievo degli elementi radiologici, mettendo in giust{) valore i reperti degli apici e degli ili, tropJW facilmente e recisa-
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mente finora elevati ad esclusivo giudizio diagnostico. E gli ammaestramenti del prof. Busi sono stati per cosl. dire integrati dalle splendide
lezioni di anatomo-patologia. del prof. Dionisi. La radiologia però, :se <là alla clinica un v~l.lido aiuto e una conferma nelle diagnosi di tubercolosi polmonare incipiente e degli stadi più avanzati deùa malatt.ia, consentendo forse anche qualche elemento prognostico, poco soccorre nella diagnosi precoce della tubercolosi polmonare. Nolla tubercolosi ossea, invece, nel periodo di inva:sione nelle ossa corte spongiose e nelle epifisi delle ossa lunghe, il collega Va:>salli vi ha dimostra.to la rarefazioue dell'osso attaccato, e se questo aspetto può essere comune all'inizio di altre malattie delle oss<"\1 nella tubercolosi la rarefazione è intensa, ll·Ssai precoce, a limiti non bene determinati e con scarsa reazione perio:;tea. Nella diafisi delle ossa lunghe alla rarefazione si associa reazione del periostio, che nella spina ventosa è abbastanza notevole. :Nella tubercolosi articoh>re il contorno dei capi articolari appare Jjevemente sfumato, perchè la sinoviale è invasa dai tubercoli e la linea articolare può essert> un po' più larga del normale per un lieve versameu t o eudoarticolare. Le ricerche del gf~binetto di batteriologia, le ricerche immunobiologiche banno più reciso valore a.ssociate a.l sospetto clinico nella diagnosi precoce della tubercolosi. Il reperto positivo del bacillo di Koch è certo nn criterio assoluto di diagnosi : e il collega Germino con la sua ben nota competenza vi ha praticamente insegnato i metodi di ricerca del ba,cillo negli espettorati e nei materiali patologici e dovete tener presenti i suoi importanti studi sulla cromorea;r,ione degli espettor:'l.ti. M:a per la diagnosi di tubercolosi renale il prof. A.lessandri vi ha detto che il reperto bacillare è decisi vo solo se le urine sono alterat,e, cioè se vi è piuria ed ematmia, anche microscopiche : in urine normali possiamo invero avere bacilluria anche senza localizzazioni del rene, perchè nei tubercolosi può aversi 1ma eliminazione dei bacilli da altri fo colai attraverso il filtro renate integro o leso dalla tossiemia tubercolare, e bacilli tubercolari si possono riscontrare nelle urine di individui affetti da lesioni epididima.rie. I metodi biologici moderui per la dia.gnosi della t.ubercolosi, e di quella polmona.re in ispecie, sono quelli che si applic:-tno alla ricerca, alla dimostrazione ed a.lcnne volte a Ila miRma.zìone sia, dei materiali baciUari o antigeni, l:lia, ùei prodott.i di reazione e di difesa del terreno organico o ant.icorpi. Il pTof. Germino vi h <.~. di~tinto le reazioni biologiche in due gra.ndi gruppi : a) re;~zioni di probabile natm·a eh imi co-fisica, che intervengono :l.llorcbè H siero di sangue (o altri umori) ùl'll 'individno <:olpito da infezione bac:illam viene posto in cont.Ht.t.o con l':lg<•nte morboso cansale o con deri v~Lti di <'f':~O ; b) rea.zioni dell'organismo in grado ùi1•erso, di fronte al bacillo invasore od a. tossine bal!illari a.rt.ilìc:ialmente int.rodotte, chfl si apprezzano ~tt.tl'~l.VI' l'. o le reazioni biolop:it·lte tli ipt>rsen..;ihilità..
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Al primo gruppo appartengono le reazioni pil1 delicate, tanto che si possono creare dei malintesi tra il laboratorio e la clinic<l· se la tecnica non è precisa., nè esatta nel d ettaglio. 1 La siero-a.gglutina.zione, che è ben hmgi dall'essere cosi facile come per il tifo, non sarebbe specifica per la tubercolosi e non sarebbe un elemento sicuro di diagnosi ; cosi pure la precipitoreazioue sarebbe di scarsa utilità, perchè spesso può riuscire positiva con il siero di individui sani o affetti da altre malat tie : nè pratico . impiego avrebbe la batteri·olis!. La. opsonoreazioue, allorchè svol'ta con tecnicismo rigoroso e d allo stesso osservatore, per mantenere la costante dell'errore proprio, vah~ più come elemento prognostico e di controllo della tempia, ment.re nella dia· gnosi il suo valore è più modesto. Più importante invece è la reazione di deviazione o fì;;sazione del (}Omplemento. Come sapete, e come potete vedere nel grafico, la reazione è fondata sul principio che l'antigene si lega con l'anticorpo speciti!co e questo aggregato fissa una sostanza termolabile, il complemento, che si trova in tutti i sieri normali. Come indice dell'avvenuta fissazione, come un indicatore noi ci serviamo di emazie sensibilizzate, pronte cioè ad cmolizzarsi qlll:.tndo intervenga il complemento. Per la tubercolosi la difficoltà era nel preparare l'ant igene adatto e abbiamo tutta una ricca se1'ie di lavori, dalle colture omogeneizzate ai filtrati bacillari : la questione è sta ta bene risolta con gli ant.igeni di Calmette e Mas!3ol, di Besredka e Bocqnet c ~efrre. Si può fa re ::tnche la ricerca inverr;a, cioè inYeCe di rit'cn·are l'anticorpo si può ricercare l'antigene : e questa è di interesse a,ll(·he I>iù alto, in quanto la presenza. dei derivati batterici è a lmeno teoricamente costante, mentre gli anticorpi si hanno solo in adatte e determinat.e condizioni di reattività organica . .. La reazione di fìssazione non può cla sè sola dare certo la cbjave della diagnosi: se positiva., è un elemento di gran valore per ammet.tere l'esistenza di una lesione tubercolare di indubbia attività; se negativa. come per tutte le J'icerche di laboratorio, non a.utorizza per sè I'Ola ad escludere la tubercolosi. La reazione si pratica non solo sul siero, ma. anche sull 'espettorato e sulle u.rine, è positiva nell'85-90 % dci casi. Mi auguro che gli ulteriori studii I>Ossano rendere ·la tecnica molto più semplice. In fondo, a me sembra, che il risultato positivo o ne~atil"o di una fissazione del complemento, cioè la mancanza o la pn~senza dell'emolisi si possa riferire al determinarsi di un liquido isotonico o ivNto nico, nel quale le emazie si conservano e precipitano (risultato po~iit. ivo) o di un liquido ipotonico, nel quale le emazie si disciolgono. Poich(• quello che varia nel complesso della reazione è solo il sioro del mnJa.to. forse è appunto il suo contenuto in sali (e dei sali non si apprezr.n bene ancora, il valf)re) o il suo stato colloidale l'elemento specifico; quindi for,;e molto più direttamente si potrà riconoscere un siero di un tubet·<•olo,;o c·on metodi mi·c rocbimici o microfisiei. Riunisco insieme la reazione di Abderhalden, In. sinfo e l;t .:>nzimoreazione, perchè si basano in fo11do su uno stesso prin<'ipio c ç·he fa rientrare i fenomeni di difesa dell'orga nismo nei proee$,;i di dige...tione,
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Il Centanni rit.iene che u la rea.zione immunitaria sia. una vera digest.ione p:uE.>nt.erale per opera. di fermenti simili a quelli del tubo gastrico e con 1~ compa.rsa. degli stessi prodotti di scomposizione finale >> e in una comuni<:azione all'Accademia l\Iedira di Roma nel gennaio 1924 io dicevo : «Come in molti orgnni,;mi il1fcriori le steR~t' so~>tanze chimiche ehe :seTvono per la dig<·stion(' degli alimenti vengono utilizza.te come dife&\ contro i germi rhe li agl!re<URC'Ollo, c:o~ì a.nf'Lie nell'organismo umano devono e:;sere in1piegati nella. dif(':S<t gli stessi enzimi, che allo stato normale occorrono })èr Ja digestione delle soMH nze alimentari. ((La immunità e la reazione a.lle mala.t.tit• infett.iYe deve essere legata alla, maggiore o minore att ività eli quest·i e11zimi, <:he nella loro reazione sono aiutati da elettroJit.i cata lizzatori e da, 1;0stanze coadiuvanti o possono v iceversa essere depressi od annullati da sostanze paralizzanti, donde la predispoRizione a.Jlc iniezioni ed il decorf;O gra.ve o let.ale di quei.' te ». In ogni modo la rea.zione Abderhalden serve a ricerca.re nel dializzato i prodotti inferiori (peptoni, am.inoa(:idi) che si ot.tengono nella degradazione di sostanze proteiciJe estranee all'organismo. Si hanno buoni ri· sult.a.ti facendo agire il siero del mah1to su proteine batteriche tubercolari e rivelando con la ninjdrina. i proùotti eli sl'i~sione dia.lizzabili. La. sinforcazione mette in rilievo pa.rticolari sostanze a ca.ratt.ere eli scorie, che si producono nell'orga.nismo durante le fasi della. necrobiosi cellulare fisiologica. e patologica . .Xel caso della tubercolosi se rorganismo ha., diremo cosi, una insufficiente capacità digest.iva, le scorie sono present.i nel siero del sangue in maggiore quantità, e in fase meno degrada.ta. Se invece la capacit.à digestiva è va.lida, le scorie sono in minor numero e in una fase p.i. de,gradazione più avanzata. Questi fatti si possono rileva.r e in vit.ro con una reazione zonale, a.naloga. in primo tempo a.Jle precipitoreazioni. Unendo il siero di un malato con un disintegrato batterico del tipo di Sivori e Rebaudi, la comparsa di una intensa reazione zonale djmostrerebbe una insufficiente ca.pacitl\ digestiva. nel siero e quindi presenza di scorie tossiche, mentre se la reazione zouale manca, il siero sarebbe ricco di fermenti specifici e ~bvrebbe così determinato una digestione attiva. delle scorie stesse. H potere digestivo quindi di un siero conisponde alla sinforeazione in ragione inversa della sua. intensità. La siniOl"eazione è utilizzata specialmente dal lato prognostico, e tanto piì1 int.ensa quanto più grave è il tubercoloso, quanto doè è minore la sua difesa. La enzimoreazione è integra.tiva della precedent.e e mette in evidenza i fenomeni di dissolvimento che si effettuano su nn antigene tubercohne per opera dei fermenti contenut.i nel siero di un malato, svelando con una reazione colorimetrica gli a.minoacicli.
*** La questione della dipendenza da, causa di seni zio deJla tubercolosi im p lica un giudizio molto deli<.:at.o e spei:ìSO difficile : nella così detta tubercolosi di guena, con la valutazione del concetto della conca.nsa, il problema è stato ri:>olto in armonia. con le attuali vedute sul V<tlore del terreno organico.
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Ma nelle ordinarie contingenze della vita milit.are la medicina legale presen t.a ancora delle incertezze. Da un lato la Legge prescrive che le lesioni o ferite devono derivare unicamente, immediata.mente e dixettamente d al fatto di servizio allegato ; dall'altro lato la scienza dice che quasi sempre si tratta di superinfezioni endogene e che il terreno organico con il suo movimento difensivo è quello che domina la p atologia della tubercolosi, dall'infezione alla malattia. Ora non vi può essere certo dubbio nel giudizio medico-legale nei' rarissimi <.>asi di contagio diretto per quelle inocula.zioni accidentali di virus nelle forme cutanee primitive che si possono v erificare nel personale sanitario (io non ne ricordo) oppure in qualcl!e ca.so di ma.lattia nel personale di cura e assistenza ai malat.i di tuberrolosi, percbè si può quì ammettere si t.ratti di superinfezioni esogene eon ripetute P. C'\ontinue massive cariche bacillari (fa.tt.o mai avvenuto in quest·o Sanatorio). Ma in tutte le altre forme, e sono lìL grande maggioranza, in quelle che clinicamente si afferma-no superinfezioni endogene, nelle t ubercolosi cbirmgiche se le prescrizioni di legge si dovessero applicare nel loro signifìca,to letteralE\, in nessun caso si potrebbe ammettere la dipendenza. da cause di servizio. Vero è che noi potremmo domandarci !5e la malattia tubercolare che si m anifesta e che si riferisce ad una snperinfezione endogena è proprio sempre dovuta allo stesso stipite di bacillo, contro il quale era in ìstato di immunit.à l'organismo. Non credo che la clinica. e il laboratorio possa.no sempre darci una risposta netta, decisa. Noi abbiamo tutti il b.coli, il diplococco e non ne risentiamo danno; ma come possiamo distinguerli e come ci comportiamo di fronte a stipiti nuovi di germi che possono penetrare nel nostro organismo, esaltati nella loro virulenza per il passaggio in.altri terreni umani f Manca poi a noi sopratutto il giudizio d ell'elemento tempo, perchè non abbiamo sicuri elementi per stabili:·e se l'evento di servizio allegato ha coinciso con l'insorgere d ella malattia. Nella polmonite, che ha in fondo qualche analogia con la tubercolosi per la presenza C{)Stante del d iplococco nella cavità boccale, noi possiamo con certezza rifetire all'evento di ser vizio straordinario, forte raffreddamento, perfrigerazione, intem~rie gravi la malattia, percbè questa insorge poco dopo la causa che ba agito direttamente e unicamente. Nell'esercito francese si è dato un valore al fat.tore tempo : è stabilito infatti che ogni tbc. la quale si manifesti dopo t re mesi di permanenza. alle armi è dipendente da causa di servizio, Si riconosce con ciò un fattore tisiogeno all'allenamento, alle fatiche, agli strapazzi, al cambiamento di vita nei primi tempi di servizio militare. In fondo il criterio può essere giusto, percbè la resistenza alla fatica fisica non può essere determinata al consiglio di leva ; come ba detto il Boccbet ti, è solo il servizio prolungato cbe ce ne dà la sicurezza, esso solo è il vero collaudo dell'idoneità fisica, dell 'ampiezza e dello sforzo funzionale a, cui può essere spinto l'organismo. Nel nostro esercito quEsto non è ammesso ; vediamo allora se nell'ombra vi è bagliore ~i luce cbe d possa giovare.
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Tutte le malat.tie infettive sono strt>ttamente lE'ga.te nella loro possibilità di insorgere e nel loro grado di intensità. a due fattori fondamentali : il germe più o meno virulento e il terreno organico più o meno r ecettivo.
Questa concezione, secondo una. geniale veduta del prof. De Blasi, si può anche esprimere graficamente e valutare. Supponiamo iniat.ti di riferire sopra un'ordin~tta da. O a 100 il grado di recettività dell'organismo e sull'ascissa. invece da. O a 100 il grado di
1\ 100 c{ù
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3
v Fig. l.
virulenza del germe (numero dei ~ermi e loro attività) (fig. 1). Se manca la ordina.t.a, per qua.nto il germe ahbia Yirulonza 100, non si produce infezione, pcrchè mam·a. la, reeel tivit:\ dell'organismo (es. del pollo verso il bacillo del carbonc·hio virnl.c•nti:ssimo). Se manca l'ascissa cioè virulenza del germe, nemmeno si produrn\ inh•ziont', pur es.'endo mrtssima la recettivit-à dell'ol'ganismo (es. delle cn.Yio per ba.cilli del carboncl~io attcuuat;i). A\TPIUO il mas:-;imo d<'ll ' infezione quando coincideranno il 100 di aLth·ità. e il 100 di virnlellza : e gradi di infezione intermedia variando l'tUlO e l'a.Jt,ro O t-utti(:' due i valori.
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Ora questi gradi noi possiamo desumerli o dagli angoli o dalle ipote· nuse dei triangoli che si possono costruire o dali 'arce dei triangoli stessi. Sono facili gli esempi: nell'influenza il terreno organico è al massimo di recettività e quindi la malattia si diffonde e colpisce masse di individui, e così nel vaiuolo quando il germe aggredisce individui non vaccinati, nel massimo cioè di. recettività. Invece nell'encefalite letargica., nella meningite cerebrospinale il grado di recettività. dell 'organi>;mo è varia· bilissimo e abbiamo quindi i casi sporadici, pur do\·endo:si ammettere un germe virulento e diffuso. Nel caso della tubercolosi, ammettendo per es. co:stante il grado di virulenza del germe, noi pos:siamo rappresentare con il triangolo JOV l'infezione tubercolare, lo stato cioè di equilibrio fra il germe e il terreno; "ma quando la reazione dell 'organismo diminuil;ce, aumenta cioè la sua recettività avremo la malattia tubercolare fino al mas:;imo della sua in· tensità, quando la ordinata assume il valore di 100. Quindi il punto fondamentale medico-legale per me è quello di vcllu· tare quali fattori della vita militare pos:;ono far Yariare l' in quanto i Yalori della ordinata. Non possono essere certo le comuni contingenze della. vita militare, i servizi di istitut.o: basta pen::;are che i i!Oldati pas:sano Ja, maggior parte della giornata all'aria aperta e che nelle ca~Serme la pulizia e l'igiene sono osservate con grande scrupolo. Sarà forse migliore la vita dei giovani nelle O:icure officine o le veglie Slti libri, nelle misere abitazioni quasi prive di aria e di luce t Il regolare esercizio militare, l'a,liment.azione sana e sufficiente po· tranno forse rappresentare fattori tisiogeui maggiori dinm rude e prolnn· gato lavoro dei campi in zone spesso malsane. di uu vitt·O irregolare e non corrispondente alle esigenze fi siologiche ~ Certamente no. Ma se ragioni di servizio hanno impo8t·o· a.d un r;oldato, caduto malato di tubercolosi, una fatica eccessiva. e prolungata in circostanze bene constatate: se vi sono state cause frequenti e ripetute di perfrigerazione, se vi sono stati gravi disagi o malattie come il morbillo e l'influenza, incontrate per causa, di servizio, certamente il valore della ordinata iu questo individuo sarà ~tato aumenta,to e dall'inf<>zione tubercohu'e si sarà passati alla malattia tubercolare. In questi casi, quindi, pur essendovi già l'in.i<•zione, possiamo noi negare la dipendenza da canse di servizio della ma.J::tt.tia ~ Xel binomi.o ten:eno organico e bacillo i due termini hanno lo stesso valore. Sono i due cateti eguali del triangolo e se dobbiamo ammettere che l'introdu. zione di bacilli virulenti nella. superinfezione esogena ha il valore di can:sa unica, diretta e immediata della malattia, perchè in specia.li contingenze dobbiamo negare lo stes~o valore all'altro termine del binomio, quantlo il prodotto finale è sempre lo stes~So, la malattia tubercolare ~ N el campo delle tubercolosi chirurgiche è a.nche il ten·eno che domin<t il manifestarsi della malattia. Anche qui non appare una conseguenza diretta di causa ad effetto, ltnche qui la manik;;tazioue t ubercolnre ,;i app alesa dopo nn periodo eli tempo più o meno lungo. Ma possiamo noi negare il valore dei traumi lievi e ripl•t·nti, che :>i
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SUL \'ALOR E DIAONO!'riC'O DF.LLA REAZIONE NOYOC.UNOFOK!IIALINICA
hanno per es. nel earpo dC'g-Li automobilist-i quando ricevono il contl·a,colpo nel giro della, manon~lla (contraccolpo che 1mò determinare anche la. fratt-ura del 1·adio nei tre ti]1i descritti dtll Caccia), oppure nelle articolazioni del ginocc-hio o del l)il'de d(>i cidisti sottoposti a sforzi eccessivi o nelle ginocthia e nei te ·titoli per un ·equitazione forzata e prolungata t P ossiamo negare va.)ore a dist Ol'liioni non sempTe gravi ma. ripet.ute in una. s ie~;sa articolazione 1 Quindi Ja, va lutar.ione medieo-lt>g-a,le n t'Ila tubercolosi è una valu t.a zione dei fa.ttori straordinari, d1e t>suJa,no dt~l S('l'Vizio di istit.uto, valutazione fine, delicata t•he rim:me affid<tt:t a.l criterio giusto, equanime, co1wienzioso e scientilif'O del medico militare.
*** Il corso, m iei giovani Colleghi, è u l tim:~to: come le api industri Voi a vet.e raccolto il polline e i sncchi dei fiori nost-ri più belli, ed ora sciamando ritornerete alle vo:;t"re sedi con un pen ~S iero grato alla Direzione Generale, che vi volle qui raccuglit>re, eoo nn lieto ricordo di questo mil'abile Sa-nat.orio, e della. a.JTettnosa, fl·a.t.erna e vigile cura del D irettore e degli Ufficiali addetti, con la. memoria riconoscente a.i Vostri Insegna.nt.i e agli illustri Maestri, che Yi hanno prodi~at<o i t.e:sori del L oro s~1pere, con il saluto e l 'augurio mio più vivo. Giovedì, 14 aprile 19:27.
IST I TUTO D I CL IN I CA MED I CA GENERA L E DEL L A R. 1ì~ I VERSI T .-\ D I P I SA diretto dal prof. sen. C. B. Qut;;IROLO
SULVALORE DIAGNOSTICO DELLA REAZIONENOVOCAINO· FORMALINICA DEl COSTA INALCUNI fiRUPPI DI MALATTIE (l('r il dott. Cesare Salvlnl, capitano medico, assistente militare
La. rea.r.ione del sangue a. base di novo<:aina. e formalina, proposta dal Costa per una. diagnosi biologica precoce della gravidan za, è stata poi da.ll' autore stesso estesa a svelaTe uno specia.le cOlllJ)Or tamen to d el sangue dell"indh·iduo sano ri:spetto al sangue di individui colpiti da diverse forme moruose manifeste od occulte. Ricerche sn un più vasto ca.mpo lo portarono alla conelusione che la :;ua reazione è sempre positiva in ogni forma. infettiva, ne segue il de(·or~o quando l'affezione si aggrava, mentre si <Lttcnua, allorquando la malattia mo.;tra tendenza. a migliorare, salvo '
SOL VALORE DIAGNOSTICO DELLA RE .. . ZIONE NO\' OCAINOFOR~JALINICA
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negli stati prernorta.ti, nei quali la rea.zioue si indebolisce talmente da scomparire. L'A. aggiunse, che esrm, per la sua. sensibilità spiccatissirna, era capace di porre in rilievo forme infettive latenti riuscendo positiva nella sifilide t-er ziaria nervosa, nelle tubercolosi iniziati ed in quelle che paiono spente. La reazione si pmtica così: in un tubo di saggio per centrifuga si pongono eme. 1,50 di soluzione di no~·oca.ina in soluzione fi1:1iologica al 2 per c-ento, si aggiungono 3 goccie di soluzione di citra! o soùico al 5 per cento e vi si lasciano cadere 3 goccie di sangue provenienti dalla puntura di un pol})astrello di un dito, che sia stato tempestiYatnE:>nte dE:> terso con eterE:>. Si agita perchè il sangue si mescoli bene eon il li q nido di l'('azione e poi si centrifuga a. velocità moderata. I n mancanza di centrifuga, ba.sta lal3ciare i tubi di saggio per circa 12-15 ore in ghia<"ciaia affinchè avvenga la sedimentazione degli elementi figurati del sangue. Si aggiunge posci~li una goccia di formalina pma.. In caso di rea.zione positiva, :;i forma sul fondo della. provetta, nei primi 15 minuti primi, tm precipitaJo grigio, ben netto che col pasi;are del tempo assume fo r ma di nubccole. Per6. oltre queMo tempo, anche in persone sane può comparire m1 lieve precipitMo a forma nnbecola.re. Data la fac ilità della reazione, essa. verrebbe a rappresentare un mezzo, che, anche fuori del la,boratorio e degli is tit.uti elinici, potrebbe mettere in evidenza forme infett.h-e latenti, facendo a.pprezza.re se sono effettivamente guarite alcune, affezioni morboi!e. per esempio, la tubercolosi. Appena i risultati di ta.li ricerche prat.icat·e d<tl Costa. furono noti. alcuni sperimentatori cercarono di n.pptica.re tale rea.zione come mE>zzo diagtlostico sussidiario in munerosi sh•ti tossi-infettivi e specialmente nella tubercolo1;i polmona.re. Son noti gli studi e le ricerche di Capn<tni, di Corsonello, di Porta, di De Micheli, di Bagliani, ece. Quest'ultimo affermò di averla rinvenuta positiva, non solo nella tubercolosi p ohnonare ed in modo cosi. cbiantmente positiva da indurlo ad affermare che nei casi dubbi la reazione può risolvere completa.mente l'incertezza, ma anche in casi di tifo, di febbri di origine to:;sinfcttiva, nella broncopolmonite, nel reumatismo a.rticolare a cuto, nel! '<tppendicite, ne llc pleuriti, ecc. Dopo queste constat.azioni il Bagliani venne a queste conclusioni: l 0 La reazione del Costa mette con grande facilità in eYidenza . corpi legati. a manifesta.zioni infetth·e e tossiche ; 2° Tali corpi sono piil copiosi e meglio dimo;;trabili quanto più gr a. ve è il processo morboso, fa,ttn, eccezione degli st:tti prettgonici, do ,.e e:<;;i son o in notevole diminuzione ; 3o Detti corpi diminuiscono, cioè si attenua la. reazione, quando la malattia migliora per cui l'inten:;;ità. della reazione segna esattamente il
decorso della malattia ; 4° :à'I odificazioni del decorso della malattia. sono prerocemcnt(• riYelate nelle reazioni di Costa ancora, prim<t che ciò sia iuùicato da :sintomi .clinici; 5° n valore prognostico della reazione è quindi gra.nde e ci per-
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!:iU:L VALORI:: DIAGNO:::"T'ICO DEl.LA n~:AZJONE NOVOCAINO.FORMALINTCA
mette di controllare il de('orso della forma infettiva. o tossica, indipendentemente dal rilievo dei :sintomi. Solo quando la r ea.zione di giorno in giorno si attenua, :si può essere sicuri del migliorruuento del malato ; 6° Ln. reazione novocaina. forma.linica. è un sicuro controllo della effi<::tcia della terapia ; 70 La reru-.ione posit.i va svela m:1l a~tie latenti o dis:simulate. Negati ,-a cont.dbui:sce fortemente a lla di11,gnosi dello sta.to di salute e può rivelare e..,·entuali simulazioni.
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Il Yereelli, ebe la sperimentò nell'I stituto per tubercolosi di Novara, concluse ehe essa è positiva. in t utt'i i c.a si di t.uberco losi in att o, che coJTiRpondentemente alle Yarie forme di passag~rio la reazione si attenua sino a sc·ompa.rire, <:be nelle forme lHt enti è. ne~ativa , che negli stati premortali può a,ucbe m a ncare, ehe non è direttamente legata alla cuti-reazione, alla presenza di ge1·mi nell'e:-;petl orato, a.Jla, temperatura., seguendo però sempre la. curva febbrile e <·be corrisponde sempre a.ll 'anùamento specifico. Il B ananeti , dopo averla ricereata. in numerosi malati di tubercolo~;i nel :R. Ospeda.le-Sanatorio di San Luig-i di Torino, venne a conclusioni cb e molto Ri ~w,-ic:inano a lle prN'E.'dent.i, aggiungE.'ndo a nzi che anche focolai latenti di tubercolosi, sE.'nza. a.klUl ~egno clinieo. possono dar luogo al fenomeno. Il Captwni, dopo ,·arie ricerc·he 1 sen\pre nel campo t ubcrcola.r e, venne uellà. conrlusione di affermare ehe ht rea.zionc può essere di valido aiuto nella. diagilosi prN·oce, mettendo in evidenza, lo stato tossinfettivo di molte m anifestazioni di natura t-ubE.'rcolar e inizi ale che t:~lora sfuggirebbero ai comuni mezzi ctiagnostiti dinici. m a che la, stessa reazione, in molt i casi di tubereolosi. si mantien(> nl:'gat h ·a: rhe essa Regne l 'evolversi del m a le rivelando modifìc-a,zioni che il solo e);~t me clinito non può talora esaH am ente determinare. n Corsondlo è del parNe c- he la t'E'<l7.ione. per la <lingnosi di tnbercolo:<i polmonare, non abbia, aleuu valore. Dopo Yat·ic esperienze eseguit~, egli è H~nu t o a qnest·e eonl'lusioni : l o C'h e la, reazione no,·oeaino-fnrmalini('a sul sa.ngue, oltre a non e s~el·<> =-pecìfka per tale tna.lattia , è infida, in quanto anche in pazient.i sicura-
nwnte tnben·()lo::;i può essere negativa: 2° C'hl:' non esiste a.leu na correla zio ne fra gn1do di posit.ività delht reazionE' e sta to morboso; 3o Che la rea.;~,ion<' , non n:::s<>ndo un t;i<:uro mezzo diagnostico per le ricerc·he di un focolaio tubercolare. non è di a l('nna utilità. pr atica e n on può entrare tra le pro,·e tU la hor<ltorio finora propm;te con"te sussidio alla dia gno~i d.:lla tuberC'olo;;i. Dnr:;!.nte le mit' ricerf'b<' Rono vemtto (), t·onosl'eJlza di altre eseguito da B o);ro e Ca.nt~lli n<>lla. clin ì<'a, pedia.trica di Torino. D etti AA., sperimenta-ndo s11 118 }Ja.Z.ÌI'nti, l ' lumno trovnt a. intem<1llWnff> poRitiva in t utt.i i casi di lJOitHonite loh:tre e m:bsi,·a di Grancher , nella hroncopolmonite, n ella l"epsi, n<>ll:.t 1writonìt<' a.<:nta . negli accE.'fii>i di mala.ria, nell' osteo-mielite acuta, nella, nwnin~lt(' tuiH'rcolart> e ue.lht ere~ippla. P ositiva-media. o posit iva debole i.> l'tata nt>lle ple\triti reumatiche con versamento, nella bronchite catarra le,
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SUL VALORE DIAGNOSTICO DELLA REAZIONE NO\"OOA.tNOFORMALINICA.
nell'a.denoidite, nella rinofa.ringite, nella poliomielite anteriore acuta, nella coxite ed artrite tubercolare. Positiva media è stata. durante la malattia nel tifo e nei paratifi. Nei processi morbosi subfebbrili quali l'enterocolite, la peritonite tubercolare ascitica, la corea minore, l'elmintiasi, la cardiopatie congenit-e, la lue congenita, le anemie secondarie, la spasmofilia grave, ecc. la reazione è stata costantemente negativa.. Gli A A., dopo tali constatazioru, sarebbero di opinione di ritenere che la reazione del Costa indica un processo febbrile, la positività del quale sembra essere in rapporto diretto con la temperatura: ciò sarebbe dimostrato dal fatto che la reazione nei soggetti malati afebbrili è stata negat iva nel1'80 per cento dei casi, mentre in quelli febbrili è stata negativa. solo nel 5 per cento dei casi. A riprova di ciò, gli A. A. affermano ancora che gli stessi soggetti che dm·ante la malattia febbrile banno presentato la reazione positiva, la mostrano negativa durante la convalescenza. A dimost.rare infine come la reazione non sia sempre costante nei suoi esiti, essi banno affermato cbe, per quanto raramente, la reazione può riuscire positiva anche in bambilli cliruca.mente sani. Ho voluto praticare anche io delle ricerche con lo scopo di osservare il comportamento della reazione in alcuni gruppi di malattie in rapporto all'età, alla temperatura, allo sta.to tossico o infettivo, alla gravità del male ed alle lesioni anatomiche. I soggetti presi in esame sono stati 87, dei quali 74 pazienti per varie forme acute o croniche e13 clinicamente sani e che avrebbero dovuto servire come cdntrollo. Le prove sono statce ripetutamente eseguite in quasi tutti i soggetti con speciale riguardo a quelli affetti da forme tubercolari. Ho tenuto conto nel classificare la velocità e la intensità della reazione, del tempo e dei segni suggeriti dal Baglia.ni. Riassumo nella seguente tabella i vari gruppi di malattie, indicando la diagnosi e l'esito della reazione, riferendo in seguito, colle osservazioni, sulla velocità e sulla intensità della reazione. Numero
Esito della. reazione
del
DIAGNO SI
pazienti
9 6 7 l
7 5 f>
l l
.
Tubercolosi polmonat·e . . Pleurite tubercolare Peritonite tubercolare . Annessite e apici te t. b. c. Pleurite essudativa reumat . Polmonite lobare (di cui uno con nefr·ite emor· ra.gica) . . Convalescenti di polmonite (dai 4 ai 15 giorni) Broncopolmonite ed eresipela. . . . Bronchite acute. . . ..
.
Positiva. In
1\cgatlva
7 6 7
2
l
5
5
tn
-
u
4
2
l l
2
-
~UC. \ "ALORE DIA 0:-<0>'1'1{:0 D~:J.LA RF:AZ!ON.E N O \ "OCAfNO FOR:I-fAC.tN!CA
4-20
Esito della roa.zlone del
n 1 ·' o ;:.: o~ r
1n1.z leut\
l l
2 l l 2 l :l 3
l l l l l l l l l
l l l
13
Po,.tmni di bron copolmonite influen'l:ale . Conv.tle,;ccnza di hronc·lpolmonlte e cangrena poltnonaz·e . . . . . Eufì:::ema polmor1are e cat a rro bronchiale cr onico Ascesso p'>lmon ·1 re cousecuti\·o n b ron copolmonite e pleur:to essudativa • . Convalescenza di bronchite .. Emo rr.1gia cerebrale (non in sifiliticì) Ci rrosi epatica. . . . . .. F ebbre moliten"e . . .. Reumatis mo a t·ticolare ac•uto (di cui u no conva lescente d t\ 8 g ivr .ti). . . . . . •. Ere:'ìipola gumba d estra (di cui uno con valescente da 6 giorni) . . Carcinoma gastrico . Snrcoma pleurico . Twnore d el cervelletto Acrompgalia . . . . . Doppio v izio mitr.-ilic:o . Aortit·e luetica con tabe frustra Angina pectoria (in soggetto lnetìco ). R e u ma t-ismo v.~ rtebra.le clinico . . . Convalescente di malaria e di p er icolicistite Convalescente di tifo (d a 12 giorni) . Convah•sc·e nte di tiio da 40 giorni e afTctto d a apicite hil11terale . . . . . Conva.le:;conte (ùo. 4. giorn i) di bronch ite contluente influenzale . . . . . . Carcinoma intestinale . . . . . . CONTROLLO (Indivichzi d inicnm c.'n te sani).
Po~ ith·a
.Ncga.ti\·a
in
in
l l
l l
2 l
l
3
3 l l l
l l l
l l l l
l l
12
A c-he cosa ò clovutn, la, compar:>f\ dt>ll"anf'Jlo n ella misC<'la nei cas1 po:;i ti vi ? Il Cost-a ritiene clte h~ re;tr.ione si:t la combina7.iono di due sostanz<' clte entnmo din~ tta.m.en te n ei fe>nomeui inununitari (:;ostanze tossica, e antit o::;.-ica in senso generico). L'A. confermò in tempo s uccessivo t ale suo con· cetlo e specificava elle perchè runione delle due :;ost a nze avvenga, sa.rebbe nece:-s;tria una azione eccitatric-e del siero. I n pa.zienti di forme infetti>e, cltc reagiscono beae e nei quali vi è tc·udPnz<1 alla. gnMigione e in cui si fornw. l'ascesso di tì::;:,;;~zioue con la t re mentina, la sostanza. di difesa in
l
SUL \"ALO RE DJAGNOS'l'lCO DELLA RE AZIONE NOVOCArNOFORMALINlCA
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parte è libera; negli ammalati gravi e con tendenza a soccombere non si trova sostanza di difesa libera, anzi sarebbe in difetto ed allora il prevalere della sostanza tossica tende ad abolire la. I'eazione. Qualche sperimenta.tore ha ritenuto il processo analogo alla precipitina data la proprietà di fissare il complemento ; ma la positività della reazione in malattie di vario gene1·e esclude che la fissazione possa essere di natura specifica. Qualche altro vorrebbe che la positività fosse messa in rapporto con un'aumentata quantità di fibrinogeno nel sangue. Tale ipotesi interpretativa non è stata ritenuta sufficientemente fondata dal Costa stesso, il quale, pur riconoscendo che la sua reazione dà risultati costantemente negativi nel sangue privo di fibrina, ba rileva to che non esiste alcuna relazione degna di nota tra la quantità di fibrina nel sa.ngne e la intensità e tempo di reazione dell'anello r eattivo. n Rio, trattando la questione. dal lato chimico, attribuisce a.l precipitato,· che afferma essere di natura organica, una somiglianza colle sostanze proteiche, analoga per vari motivi, alla fibrina del sangue. Bosco e Canelli spiegano la positività della reazione colla presenza di sostanze contenute nel coagulo del sangue, sino ad oggi ignote, le quali verosimilmente, si mettono in evidenza per l'azione diretta o indiretta. della febbre. Come ben si rileva, le discordanze non sono poche, e forse ulteriori studi e ricerche faranno maggior luce sulla natura delle sostanze che precipitano. Studiando il comportamento della reazione nei miei soggetti, la prima cosa che risalta è l'alta percentuale di positività nelle diverse specie morbose, il 78,3 per cento e la non trascurabile percentualità. di positività. negli individui clinicamente sani, il 7,6 per cento. La reazione appa,re subito aspecifica ed anche infida. Tenendo conto della temperatura del corpo all'atto della presa del sangue, ho rilevato come eff:ettivament.e, nella grande maggioranza dei soggetti presi in esame affetti da forme acute o subacute e con temperatura elevata e negli stessi individui nei momenti in cui la temperatura era più alta, la reazione, nei casi positivi, è apparsa più rapida e più marcata.mente, mentre cosi non era nei casi con temperatura normale o sub-normale. Se tale rilievo concorda colle osservazioni fatte da Bosco e Canelli, non mi pare, d 'altra parte, che la intensità e rapidità di reazione siano da mettersi solo in diret to rapporto colla. temperatura : e ciò per il fatto elle l'anello rea.ttivo appare, senza. dubbio, anche in pazienti, nei quali la temperatura è normale o subfebbrile, come, per esempio, nei convalescenti di polmonite (2 su 4 dei miei casi), nella cirrosi epatica, nei tumori, ecc. Penso che sarebbe più persuasivo il ritenere che la reaJ:ione si manifesti più rapidamente e più intensamente nei casi tossinfettivi perpirettici (per esempio : polmonite, ascessi, eresipela, ecc.) per il fatto che l'elevazione della. temperatura coincide quasi sempre con 1ma maggior quantità di sostanze tossiche o infettive nel circolo sanguigno. Altro rilievo è il fatto che in 5 casi di tumore la reazione è stata costantemente positiva, specialmente in quelli a decorso rapido. Viene spon. taneo il domandarsi se non esista qualche nesso fra reazione e sostanze cir2 - Giom4le ài mmicina militare. - Fae;o. VII.
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S UT~ VALORE D ! AGN0 3TiCO D E LLA R~;.A.ziO~ E NO\"OCAtNOFO lt:llALINIC.A.
colant i n el sang ue di individui affet ti da neoplasie a decorso più o meno rapido. St lld.iando l 'intesit à dell'anello ed il t empo di reazione in ra pporto alle varie forme morbose, ho o::;~~~ rvato com.e e~K O sia più ma rcato e più rapido n elle forme di natura t llbercola re. Agevole mi è stat.o il raffronto t ra, pleuriti tubercola ri e quelle di natura re umatica. N on va p erò dimenticato che talora, in forme varie di lesioni tubercolari, come in fonne morbose dovute ad alt ro aaen te che non fosse il bacillo di Koch, h~ reazione non è stata fedele re:tgendo negativament e mentre in casi consimili era pur st ata posit iv <t. Tenendo co11t o poi dello stato d elle lesioni nei tubercolosi e di quelle di individui affetti da forme acl anda men t o acuto o subacuto, non mi è st ato dato di rilcvn.re un vero e costa.n te ra pporto fra gravità del caso e intensità di r eazione. Per qua nto infine rigua.nl a l'età, non mi p are che essa possa influenzarne menomamente l'esit o. Che v alore è da dare alla rc:tzione novo~aiua-formalinica del Costa in rapport o ai casi da rne studi ati ~ E ssa., con molt a verosiruiglia nza, sta ad indicare, n ella gra nde maggioran za dei easi, che nell'organismo preso in esamo esiste uno st,ato t o.-sico o infettiv o, ma la sua aspecificit à, la constat azione c he si è rinvenuta p osit iv a in individui che pur non mostravano alcuna lesione e con ana mnesi fa.milin.re e p ersonale prossima e remota negativa o in p azienti in cui non si poteva presumere uno sta t o tossico o infett ivo, il fa tto c he t alora in individui affetti da morbosit à della stessa nat lll'a etiologica sia stat a ora nega.t.iva ed ora posit iva, il fatto infine che alcune vol&e la, sua po:sitivit à, n ella, intensit?.. e nel t empo, non abbia dimos trato un reale mpport o con lo sta.to morboso, mi inducono a ritenere che essa, così come oggi s i prat ica, non sia eli utile sussidio diagnostico e tanto meno poi che possa essere svelc1trice di event uali processi tubercolari latenti. · BIBLlOC RA FIA. L a. r oaziono n o,·oca.inl\·fo rrnA.IìniC'a del Co<>ta in a lc uni g ru p pi di ml'Lia.tt io. P olid . •'>'ez:. PraJ .. pa.!!. 11):) 7. An nn l U2:1. BAGLl.\ NI. JJa. reazio ne dì Co,.ta. n ol campo d ella mod ic ina milit-a re . Giornale di 1nedicùut militg,rc, pn.g. l G:l. Anno 192-J.. B .-\.."<l1AD T. Contributo a llt\ r ea/\ ione novocaina-iorma linica. I l Jllorga]ni, P ag. 1 0:~6 . Ann o 192·1-. Bosco E C ANE r. LI. - La rcazio no n ovoco.ina-formn.linica. di Coata. in p e diat ria . f-apcdiatriadd ·medico pral.ico . N . 2. An no l !l27. CArUAN J. Lt\ rca"l.iorlo del Co~ta e la s ua n.p}'licat.ione a lla di !\gno~ i d ella t u ber· rolosi pol rnon a ro. Ri~:istn o~ pedali, rrt. N . 5-6. Anno l !J2:j. Co ~to:;o::-~~; r.r,ù . ~11 1 valore d e lla re>t"t.inne novocaina- iormo linica nel san gue pPr lu. dia!.!llO>SÌ d ulh·L Luben:oll)iii l'olruow:•r..:. &,. riforme• m c:clica, p ag. l \):;. An· n o l u~ :i . CosTA. - Una fac ile r·oa.zione rlol ;;angue n. base di no vocaina e formalina. a r i· lievo d i "t-11.Li tmto lo~ici. L rt 1·ijorma m r•rlùY.t, pag. ()>)3. A n no 1023. COST A . Hnaziono rl i M tl i~t'ne (di onore d i cavia) sullo svil u p po d ella rea1.iouo n ovocnina-formalini.ca. Atti del!'!. So-:ielii lmnbarcù.t eli JJcienze m ediche e biolo· [fiche . Seduta. <lol ginf!no lù24 . P oliclinico n. 3:~. Anno 1!.124. V~>:H C t·:r.r,t. Il v~~olor·c de lla rot.\iiÌone d i Costa nella tu bercolosi p olmon a rr. Tubcrcolo~·i. N . 6. Armo 1924. R iport ata rla La r ijomn ?114dica, p ai.;. 2!l9. Ann o 1925. BAG U A,''H. -
OSPEDALE MrLITARE SECO~ DARIO DI C:E ~OVA
REPARTO RA.DIOLOGIOO
DIAfift~~Il[A RIDml~~f(A O(ll( ~[l[ft~~l Pl~U fti(H f per li dott. Giacomo Massane, capituno medico, dir~ tt.o rr dol reparto.
Sono alcuni anni che in questo Ospod<tle militil.ro <tbbiatno avLtto occasione di sottoporre ad indagini radiologiche un gra.ndissimo numero di soggetti, sia in ordine ad anomalie degli organi esterni~ sia, e più ancora, nei riguardi degli organi interni (radiologia viscerale). ].Ja cagione di così grande afflusso di materiale di osservazione e di studio deriva, oltrechòd.:'l.lle ordinarie esigenze del servizio militare attivo, che sono già considerevoli, dato il numero e la specie dei corpi che mandano ad accertamento radiologico i loro uomini, anche e massimamente dai bisogni dell'accertamento per le ma.lattie interne e polmonari degli ox militari aspiranti o fl'uenti pensioni di guerra. Il centro di accertamento soddisfece in passato alle richiesto di altri collegi e commissioni mediche, oltre quella sedente nella nostra città. E da poco ha raccolto un nuovo contingente d'esame dalla. regione di Alessandria. Si può comprendere come da questo lavoro intenso e molteplice, parecchie migliaia di casi passarono e pa,ssano sotto il nostro esa.me nelle condizioni più varie ed interessanti. Sono ca.si nuovi e vergini, che debbono trovare la loro soluzione diagnostica in collaborazione dell'internista, e sono casi, la cui storia clinica, tormentata e controversa., si continua da. anni attraverso a ripetuti accertamenti ed indagini in condizioni che è molto difficile a riscontrare nella. pratica borghese anche migliore. Noi ci troviamo con la massima frequenza a d.overe controllare e sorvegliare soggetti che sono vigilati radiologica,mente e clinicamente a intervalli da ormai otto e più anni, quindi noi spessissimo possiamo segnare il decorso di forme morbose attive, stazionarie o involutive, di molti processi anatomici e sopra tutto in sede polmonare, la cui diagnostica, come vedremo, si presenta sempre irta di notevoli difficoltà. DIAG~o-;TI-JA R.AIIIOI.OGI ,:A . Un punto prospettico di grande efficacia. ci si presenta allo studio adunque nei nostri accertn,menti, ed è solo a dolersi che il sovraccarico del materiale non permetta che raccogliere soltanto i rilievi più seducenti dalle nostre consta.tazioni, costretti a passa-re ad archivio un numero infinito di osservazioni, elle potranno esser utili certamente per lavori analitici consecutivi. I n ogni caso ma sopratutto nelle indag n i esperite n eU 'interesse di accertamenti medico-legali per pensione, la serie delle ricerche vengono fissate in ormai numerosi vo'nmi di storie cliniche e la natura stessa delle • lesioni, che vi figurano, servono a quel casellario di reportazione, che gli stessi Fra.nce11i banno avuto ag:o di ammirare negli ospedali civili ameri-
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DIAGNO;;•riC' A HADlOJ.OOIC'A D~: r.L~; Sl' LI-:JIOSI rLEURICIII~
cani, nei quali, come è noto, il malato studiato per così dire in serie, cioè dai diversi competenti nelle indagini dei disturbi singoli, di cui è affetto, è oggetto di storie specializzate molteplici che formano tuttavia un solo tutto e che emergono nel cos:detto crox index o, come si potrebbe tradurre, indice per forma morbosa, che tutti li sintetizza e li classifica, con grande vantaggio degli studiosi ricercatori. Cosl si spiega la grande r cchezza di materiale statistico, di cui dispongono certi lavori clinici degli Stati Uniti d'America, materiale, che raramente sarebbe possibile altrove e con altro metodo. Ora nel nostro c.aso nei r:guardi dei malati di lesioni polmona.ri noi poss:amo avere a disposizione un ma.teriale non dissimilmente classato e ricercato, con questo in più che l'osservazione, o quanto meno la notizia, si estende per un ormai lungo periodo d'anni. In questo nostro breve studio usufruiamo di un sol lato del nostro ricchissimo materia.le e cominciamo da. una indagine, che ha un'importanza non soltanto dal punto d vista clinico e nosografìco, ma anche med co-legale e amministrativo ed ha anche il vantaggio di metterei .n un punto di vista da cui si possono evitare per l'avvenire alcuni forse insospettati errori, che l'esperienza del passato ha indicato prima clinicamente, e poi anche radiologicamente. L'indagine radiologica del torace nei riguardi delle condizioni pleuropolmonari va sempre più arricchendosi di esperienze e di studi importanti, ma, non ostante i progressi deUa tecnica e delle conoscenze anatomocliniche, anche adesso rappresenta spesso un còmpito grave e di notevole responsabilità. Spesso infatti all'indagine radiologica sono posti dei problemi, che superano la portata del proprio potere dimostrativo, o della propria capacità accertati va: E cosl, per esempio l'accertamento che alcuni addensamenti polmonari di lunga durata abbiano o non i caratteri attivi, stazionari, o inattivi, spesso esula dalla possibilità delle indagini r.adiologiche, perchè un gran numero di forme addensative polmonar . non hanno specialmente dopo tanti anni alcun cara.ttere morfologico che part:colarmente le indichi come costituite da stati infi.ltrativi o sclerosanti. Non esiste infatti alcuna dens tà. o configurazione d'ombre specifiche che possano accettarsi come indice dello stato anatomico e d'evoluz·ono delle lesioni. E d'altra parte il giudizio delle condiz:oni di attività o di efficienza funzionale di un reperto ana.tomo-radiologico è un problema biologico non abitualmente radio:ogico, o comunque anatomico. Ma alcune volte il giudizio dia-gnostico viene cimentato non soltanto rispetto alle condizioni sostantivo del polmone, ma anche sulle condizioni del a pleura, specie dopo pleuriti di antica data o dopo qualunque altra lesione respirator'a ~'l>pace di lasciare esiti r iiconoscibili nel campo della sierosa pleurica. .Anzi in pratica avviene per lo più che il giudizio ra.diodiagnost·co deve dibattersi in discriminazioni, che r:chiedono un giudizio sulla struttura dolla pleura e del polmone a un tempo. È ovvio però che quando la pleura sa cosl addensata da dare un'ombra uniforme e densa su tutto l'ambito d'ossorvazione, il reperto radiologico non è in grado di dare alcuna informazione sullo stato dei visceri sot-
DIAGNOSTICA. RADlOLOGICA D ELLE SCLEltOSI PLEUL~[C im
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tostanti al focolaio d 'ombra mentre altre indagini, per esempio l'ascoltazione, può ta.lvo:ta. avere fenomeni apprezzabili di valore diagnostico a tale scopo. Ma. anche se l'opa.cità pleurica non sia cosl densa ed inva.dente, essa assai più spesso di quanto non si sia disposti ad ammettere s sovrappone ai reperti di opacità polmoQ.a.re cosi che non è sempre agevol cosa determinare quale parte spetti all'una e quale all'altra. Con ciò non si vuol dire che abitualmente la discrimim~>zione u:a opacità pleurica e opacità polmonare abbia ad essere difficde o dnbb a, a noi invece interessa richiamare l'att.enzione dei radiologi e deg li internisti sul fatto che gli stati di addensamento pleurico hanno luogo molto pi\1 spesso di quanto non si ritiene comtmemente e la loro diruostraz:oue radiologa e clinica si fonda spesso sopra dati, che non sono entrati nella pratica corrente e molte volte anche dopo un'indagine, in cui tutti gli accorgimenti tecnici radiologici e clinici sono stati messi in essere, uu certo numero di addensamenti pleurici di scar.;;o spessore e di azione dinam·ca assai modesta rimangono tuttavia disconosciuti e si mettono in evidenza ogni volta si facciano indagini anatomiche dirette come ~tU' autopsia, alla toracotomi.a,, all'introduzione di un pneumotorace artificiale. Per questa ragione ci è parso interessante esporre in breve sintesi il risultato delle nostre ricerche, che sono come dicemmo, numerosissime e varie sull'argomento della d iagnosi radiologica della sclerosi pleurica, che cosi frequentemente si offre all' inda.gine fiuoroscopica è entra. in giuoco spesso anche in modo così spesso importante nell'apprezzamento clinico e medico-legale delle pleuro-pneumopatie di lunga durata. Col nome di sclerosi pleurica. intendiamo per comod'tà di denominarjone il fatto che le lamine pleuriche parietale e viscerale siano sede di un processo addensativo stabile, quindi fatto di connettivo fibroso a dulto quale è quello che interviene nei processi che si dicono di sclerosi polmonare. Come adunque la connettivazione più o meno estesa del polmone va sotto il nome di sclerosi polmonare, cosi riteniamo giusto di denominare globarmente i fatti di connettivazione plenrica col nome di sclerosi. C~me si comprende la sclerosi plemica dà luogo a molte forme di modifìca.zioni o sindromi anatomo-cliniche, fra le quali hanno particolare importanza. per noi alcune principalmente. La sclerosi plenrica può essere tale da dare un notevole aumento dello spessore di una dello due ploure pa.netale o viscerale (inspessimento pleurico parietale o viscerale). La sclerosi non ispessisce notevolmente i foglietti pleurici, ma li salda tra loro per una estensione più o meno considerevole (a derenze o sinechi e pleuriche). La sclerosi pleul'ica forma addensamenti aderenti circoscritti nodulari o allungati per la trazione a volte deformante esercitata su di.esse da l polmone spesso aderente anche alia cupola diaframmatica ed esorcitante cosl una vera trazione attiva sui vari punti di fissità parietale (briglie pleuriche o aderenze cordate). Infine l'inspessimento è aderente non soltanto per breve estensione, ma per una superficie di qualche momento (inspessimenti aderenti della pleura.).
Queste possibilità coincidono se non pure corrispondono esattamente alle sindromi anatomiche di pachipleurite parietale e visce1·ale diffusa o a chiane e d·i pachiple·1~rite a<lesiva, i cui determinismi etiologici e pa.togene-
l>IA(;~OSTI\"A
HADh l i.()(;II ' A 01-:LU·: 1:4f'U•:HO'SI
l'L~:O IU C IL~:
t ici non hanno mtlla di s<:on osciuto e non l'iguardaoo il nostro studio. Noi potrenw agli effdti piit abitualmente utili dell'indagine radiologica c:li stingut're le sindromi scbios('opichc ddla sclerosi plemi<:a nelle seguenti :
odc1ensamenti plcm·ici, adf'l'l'nzc o sinethie plem-iche, a<7dewwmmt:i aderenti dcllct plcum. Ta.le distinzione è di OYYi<1 oemplicità e tende a ridurre ad
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uno schema. diremo quasi liu(·aro la. molto pilt compl~>lsa dinamica e morJologia d ella sdeTol\i pl<' uric;L. Om i· noto eh(• tutti g li scltnni so110 imperft·t;ti o lontani dalla realtà ma cs:;i non 1JO*i~OllO :;opprimcr:: i por('ltè sorvouo come modello me~ nico di ravJn·o:-;c·ntaziouc e come 3-l't ilizio di ricer<·a pronta e agevole e rspc::s~;o an d w fom ita d i un <lllo :.;rado di vrobal1 i li tù. Su questo concetto :;emplicis~d m.o ahbi;uno St'HIJH'C orieJtt~Lto lo n o~t re inchtgini di cui ecco i risulta ti. Insp essimc?tli JJlcurici. f:t•c·on<lo k nor;ln1 indagini gli ispessimenti }Jietlll'iCi JH'l'dlè ~iano evidt•uti alla radio;..,cOjtia. bisog11a. che abbiano alcune c;ondizioni es::enziali. E tioi· : s iano di un certo S]tt•:-;:;ol'O, siano di m1a certa estcnsioue, coincidano ~opra. 1111a : oua polmonarr n ·laU.ramente ch·iat·a. ll lJl'ObkJnfi. \l t'ilo fi}lt' !'S(I l'l.) ì;• (liiCHl iOllC di limiti; limiti, diremo COSÌ 1 dol])O{ ere a n a l it i<-o <h·gli a pJla n•e<· h i. ,-al<' a, <liro della pOSl'ibilità. di brraduare la qualità e quantità di ragg-i, Jwrc·hè lt> immagini alJbiano ad essere messe nella convonit>nto eYidonza. 11 problema della utilizzazione della sorgente racliologica c· i pori <·reùl.Jc a l ù i l~t della E>stensionc e ti ello scopo della prel'it>nte nota. Diremo in g<.'Jwrale c!Je, Jll'ilw~ c:li C:)dudcro un inspcssimento plem·ico, bi:)ogna tentare og1ti intcm;it à. e penctrazione ili raggi e ogni foca,zione ragionevolmt•n te im pil•l!'abile. S i arriYa, a. 1m t<'l'to minimo di :;vc:;);ore~ olt.ro il quale l'inspessimento pl<mrico non è ril<•vabile, t:ù1lt(l non è rilcn1bile la di1Terenza fra i diverr;i spessori della parct(' tora<:ic·a, ci.oè dei te ~:>ttti ovachi prepolmonari, nei soggetti non piit mmwolosi nì· piìt Jn'a~s i, di ((Uello che la nostra pratica. abituale d<t. a.uni c i nwt.te :;ott'occ ltio, e soLto i mggi. Bi so~'lHt ::unnwt t ere che ri !)Ono un gnm munero di inspe:;simenti sottili -e uniformi, cJ1~ non ~OJH t ilt·f erminabìli dai rHg~i, come da. nessun'mezzo clinico o semiolog-il.'o, JHil'Cltio uou si a.!;socino a(l a.dereuza,pleuropolmonare . Tu ttn l 'import~una <.klla nwt.od iea. d('ll:t. illuminazione analitica del petto in code:-:ta ric:t>rNt. è dimost:rata dal fatto nou raro da. noi e da tutti, crecliamo i radiologi, l'ho H<;(·erta.no JlCJl ~ion anti di guel'l'a·, constatato che dopo una pleurite anti1·a., s i('ttl'atuent e esisti t H· e con stat~bta, senza recidivo, almeno raggiungenti l'httcnj;it i\ nwrbo!;a, atta a dare alcun senso di malessere e t a nto meno ale·una !\indr(mlc" p itle!'r; ùi ma.la.ttia, si ::;ono avuti dei referti mdiologici lltlr insvessiJlwnti pleuric·] parietali alternativamente positivi e négativi a :i.nten-alli <li L(l}npo fi})()sso a.ncho significativamente brevj. Noi ahbi:tmo ~l)('R~O votuto (.'On stabl!l'O <:be :loJ)pl'E\Zzamonti COoÌ dispa.· rati dol'iqmo d~~ non av<we Pg-nalmente poLuto o saputo ottenere llelle diiferonziazioni d 'ombra. ad<'g-Hat!•, di qut-llc> per altro, che ogni radiologo è in grado con un lHwn appar<•t('hio di roalizza.n~. L'(•Rton.:;ion(' d(•ll'in~pf'ssim{'nto h:l importanza. di fa(·ile intcllegibilit;), por<: h i· i focolai d· omhra d i lm, ,·e a m piczza, ~S nR<:i l ano sempre il sospetto <·ho si ahhiano a. rifnrirc dj rm~ fPrt-nza al pohno1w, in cui sono più pos~ibili formazi011i anatmui(·h1• h(·n eirf'o»c·rill(', c·he non in llna. sim·o~>a. ampia o
DIAGNOSTICA HADIOLOGIC.A. DELT. l': S CJ,l!: !WS ! !'LEuRl CH E
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citologicamente indifierenzia.ta, quale è a.pptmto la. plenra. R poichè abbiamo premesso che non si può ammettere a rigore una densità di focolaio d'ombra specific-a. ùi alcuna fonnazione pleuropolmonare, si comprende
facilmente che noi non possiamo dare importanza alisoluta ai precetti, che vanno abitualmente per i libri per la discrimin<~zione di zone d'ombre polmonari e pleuriche o prepolmona.ri, almeno in un c01·Lo numero ili casi di particolare difficoltà. Si comprende quindi che i molti circoscritti banchi di opacità, in realtà dovuti a. sclerosi pleurica, a meno che non abbiano apparenza, dei cosidetti inspessimenti aderenti corda.t.i, o a meno che con gli atti respiratori non si vedano con sulfieiente cortezza muoversi sul canovaccio bene evidento del polmone, Tischiano di pa:-;sare malamente interpretati, o attribuiti per lo più a sclerosi intra,polmouare. P er quel che riguarda la condizione della chia1·ez::a sotlostlmte c1el polnwne non crediamo ci sia contestazio11e. Chiarezza ben inteso rohttiva cioè quella che basta per dare un sufficiente stacco o ditierenzazione d· ombra fra le fonnazioni intra ed extrapolmonari. Mancando L1 posf'ibiliUI di mettere in evidenza una certa variazione di opn.cità fr~L il ~hrnpo pleurico e polmonare, si presentano difficoltà. diagnostiche radiologicbe, non 1>ornpre Ricuramente sol.ubili, dopo che si conosce per merito del Franco P. ){. della. Scuola del Castellino una forma ben definita ili pleurocorticalite ùi mttura t.ub. il cui quadro anatomico e radiologico rientra nel gruppo degli addensamenti ad un tempo pleurici e polrnonari a variabilil>sima prcYalcnza sia all'osservazione anatomica o radio logica sia a nche all'indagine clinka. Grande solerzia adunque anche il refert.o, per sè non difficile noi casi comuni, di ispessimento pleurico richiede in parecchie evenienze della pratica. Acle1•enze pleuriche. Questa dello aderenze pleuriche è un indagine di particolare difficoltà, so insieme a1l 'aderenza non esisti\ un ispessimento di quelli che abbiamo visti possibili ad accertare. I~e nostre osservazioni collimano o confermano, quanto il Broccia, ba scritto recentemente in Folia :Medica, n. 8, anno 1926, sotto il titolo di Plettrite adesiva. La sindrome clinica. dfllln. pleurite esi'ludat.iva può essere completamentesilenziosa dal lato funzionale, mentre da.llato semeiologico apparisce ben ca.ra.tterizza.t a da alcuni segui fondamentali. Questj, !lecondo il Breccia, si raggruppano così : l 0 Trasmissione del fremito tomcovocale irrogolru·e e di differente intensità nelle di verso zone tora.ciche anche molto prossime fTa loro, trasmissione cbe muta secondo della posizione delle braccia e del decubito (sintomo della condizione irregolare variabile) . 2° Sonorità plessica superftciale ridotta, con zone di ipo-e-ipersonorità variamente intercala.te tra loro anche in zone minime contigue, e mutabilità del reperto plessico, sia a seconda della, posizione dolle braccia e del decubito del soggetto, vale a dire a seconda del grado di e::.pa.nsioue e di atteggiamento del toracE>, sia a seconda delle fasi l'espiratorie, in cui si ricerca (sintomo della. sonm·ità plessica i·rregolare o c< a ?m1saico •• ·variabile con l'escursione costale). Questi due sintomi si possono denominare sù~d1·ome di esptrns'ione polmonarc obbligata, segno che il polmone non scorre sul piano costa.le a. pleura. libera, ma segue questa aderendogli piu o meno evidentemente. Inoltre :
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D(AGNO'STICA RADlOl.OGICA Dt•:t..LE SCI.~;ROSI Pr,EUFtiCiiE
3° Irregolarità della linea plessica margino-basale, fino ad apparile festonata, con a) irregolare spostabilità di essa con gli atti respiratori pro· fondi, b) irregolare o scarsa espansibilità respiratoria margino-basale di· mostrata dallo scarso aumento dell'intensità del suono all'inspirazione, c) ineguale spostamento ed espansione della regione margino-basale nelle diverse linee semeiologiche del torace, d) sca,rsa od abolit-a variazione re· spiratoria della, linea margino-ba.sale, e) perfino variabilità respiratoria plossica. para.dossa. e cioè diminuzione anzichè aumento della sonorità ba· sale alla inspir·àzione e vicenm;u. alla espirazione. Il gruppo dei dati riuniti l'3 0tto il numero tre si possono denominare !lindrome di limitazione della f'ttn::ione diajran~mati.ca, che, se è presente, è notevolmente di.mostra.ti\' ;.L. Naturalmente tutti questi fenomeni, descritti dal Breccia, possono essere in varia misura rappresentati nella pleurite adesiva e nei suoi esiti aderenza, pleurica,, come può esserci e non esserci una variazione a mosaico dell'intensità respiratoria del respiro. Ora il Breccia a.mmett.e che i rilievi radiologici della aderenza pleurica, o, che è lo stel>so, della pleurite adesiva appartenente al gruppo della. limitazione diaframmatica. e della riduzione del seno costodiaframma.tico siano preminenti nel dia.guostico, e ricorda che fino ~l 1914 ha indicato le variazioni plessiche dell'O sindrome parietale anzidetta ed aggitmge che tali fenomenologie possono decorrere senza speciali reperti ra.diologici, osservando che il polmone può, se ancora elastico, muoversi con il respiro per elasticità, deformandosi e segnendo il diaframma, anche se è fisso colla sua supedìcie alla parete. La nostra lunga ed ampi~t esperienza sopra i referti radiologici sulla sclerosi pleurica ci permette di esn.minare Io cose un po' analiticamente. Tutte le forme di moùifica,zione della mobilità respiratorL'lì del diaframma di conveniente estensione, sono facilmente pereepibili al controllo radiologico. Una mobilità diaframmatica riclotta al confronto con il lato opposto anehe so qua.ntita,t iva.mente non ra.ggiunga limiti notevoli all'apprezza· monto U.$SOluto, è un sintomo abbastanza sospetto di pleurite adesiva e di aderenza. plenrica. E però da notàre che la riduzi~ue della mobilità respi· ratoria diafr;t.rnmatic.'l. constatata dall'abbassamento dell'ombra del di~ framma col mezzo dei raggi, è un segno di gran lunga meno sensibile delle sinechie pleuriche, che non la diminuzione della chiarezza alla percussione della regiono ma.rgino-b::..sale durante l'inspirazione profonda. Infatti lo spostamento visibile, del diaframma quale appare allo schermo, dica la possibilità che ba il dL'l·framma di abbassarsi << bon grè, mal grè n, in opposizione anche ad im.pedimenti, eh o per la loro scarsa. densità possono non apparir·e ; l'aumento della intensità. o chiarezza della percussione della zona margino-basale iudica invece l'aumento della quantità. d ell'aria che penetra nel polmone, per l'aumento volumetrico, non per lo spostamento lineare di esso, e questo, Ronorità, se è minore da un lato, che dall'altro, indica con molta probabilità che il polmone anche allungandosi e permettendo al diaframma di raggiltngere l'abbassamento, che si ha. dall'altra parto, non è libero di gonfiarsi in tutti i sensi e dare accesso alla quantità di aria che carica. l'altro polmone, il che non avviene guarì per altra ragione, che per una aderenza plenrica., non importa se invisibile o dove situata.
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DIAONOSTI<.'A RADlQ[.O GIC'A D ET.L~: :'lCLElWSI l'U':ult!Cln:
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Questi fatti clinico-ra<liologici ci sembrano abba,stauza chi.'\ri per confermare la. giustezza della. differenzazione, fatta dal Breccia, fra. lo spostamento o mobilità. del diaframma e la capacità del polmone a. rigonfìarsi normalmente, la prima messa in evidenza, dallo scendere dalla linea ottusa del diaframma e della sua ombra ra diologica, la seconda dall'aumento della chiarezza intensità., pienezza o profonditiì. del suono p lessico, come dir si voglia all'atto d ella inspira zione. Occorre anche rilevare che molte volte la cambiata Rngoma della linea diaframmatica, risultante alla ricerca d ella risonanza. plessica superficiale leggera, non viene confermata alla . radioscopia. Mll, è bene riflettere che, percl.lè la rad.ioscopia si accorga del variato contomo dell'ombra del diaframma , bisogna che le irregolarità, che ne risultano, siano tali che di profilo (a seconda della proiezione impiegata) superino q nell'arco scuro che è la proiezione della sua cupola: ora potrebbe essere, e molto volte la necroscopia dimostra che è, che le deformazioni della cupola diafra.mmatica non siano tali da determinare una salienza o depressione della linea della cupola quale appare nelle due proiezioni, sa-gittale e laterale, che solo possiamo esplorare. Ma tali vat·iazioni d ella <<libertà » della massa. polmonare al livello della regione marginale della base, sono cosiiiatte, che data la sottigliezza del polmone a quell'altezza, poco bastando a modificare il carico d'aria, o il risultante suono di percussione, possono essere messi in evidenza, senza che altro risulti all'ombra, che << getta>> la cupola. diaframmatica sottoposta. La irregola1·e wwbilità clel diaframma come l'arresto dellf~ sua discesa inspiratoria o della sua ascesa inspiratoria, ~ facilmente dimostrabile. Alle volte tali reperti corrispondono a rilievo clinico della ridotta, incompleta, paradossa variabilità. respiratoria, plessica della zona ma.r gino-basale. Siamo ben lungi però da potere assegua.r e alte due sedi di rHievi semeiologici, plessici e radioscopici una rispondenza ed e-quivalenza determinata ed assoluta. La spiega.zione della non sovrapponibilità dei due fatti radiologico e fisico, sta sempre nel fatto che il reperto fisico indica sempre un contenuto aereo, una quantità di aria, che distende un orga.no ca.vo e quindi una espansione, un a.u mento volumetrico che si verifica secondo le tre climensioni dello spazio, mentre il reperto radiologico dice una densità. od opacità. ed un movimento, il diaframma.tico, che a.vvieue secondo una sola direzione, indipondentemente da carico d'aria, e da quanto avvenga al polmone sulle altre due. Una domanda sorge, ora interessante : che Ila, sl."gnito la nostra indagine fin qui, come vengono percepite radiologicamente le condizioni plessiche «a mosaico» variabili colla posizione del pia.no costale, descritto dal Breccia. L'aspetto della superficie del polmone quando le formazioni pleuropol~ona~i non siano molto dense da poter essere indicate come zone di opa· ettà, mtensa, può dare sempre luogo a variatissime interpretazioni. Le stesso ombre (lendl'itiche polnumari fisiologiche che si vedono cosl spesso a~entn,re. di visibilit à, sappiamo che possono essere date non soltanto dal bronc~ , ma anche dai vasi, e un certo rilievo dendritico, o meglio reticola.re, s1 può ottenere anche nel polmone non pa.lesemente malato e in condizioni di perfetta visibilità,.
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DfAG!'OSTI<' A RADIOLOCICA DF.LJ. J-: SCJ.J•:HOSI YLEURICnr:
Ora nei riguardi dei rilievi plessici << a mosaico » avviene, che se la. riduzione o l'aumento alt.erno della sonorità. sono ben netti e marcati, spesso sono controlbtc anche radio1ogicamente sotto forma di zone più oscure e più ciliare che si alternano, ma se il reperto plessico è spiccatamente lieve e superticiale, eioò rilcvabile colla percwssione superficiale e leggera, è molto improbabile c:he po:;sa. e:ssere abitualmente confermato dai raggi con un equh"aleute qualsiasi, ov vero se si ricscft a mettere in evidenza alcuna. opaci~à. murmoreggiata. molto delicata c tenue, rimane spesso non agevole col solo ausilio dcll'asp(•t·to finoro s<'opi<;o ùi pre<;isare, quale valore possa essa avere. Si potrPbbe concludere, da. quant'o a h biamo detto, che la. diagnosi della SÌlJe<:llia j)leuri<·a. senza. ispessiuwuto, elle il Breccia cuiama (( a-derenza velamcnto;;a. ,, se (Ua una, sindrome dinamica pariet~~lc, senza intere:ssare la lib<>rtà. del dia[ramnH"t> o sen;.:a modifie;\re la Hgnra dello spazio pleurico complementare o seno costodiafrannnat ieo, non dà nella maggioranza dei <:arsi reperti uni vochi o rcJJerti a ITa.t-to a.ll 'indagine rad ioscopica, anche se, come nel easo tlell'efiame set.torio, operativo e dopo il pnenrnotorace artificiale sia po:ssibile }JOÌ melterle in evidenza in modo dirct.to. Tanto risult.a a nostra t~:> peri enza in nn numero di r::tdio:;copie notevolissime da molti anni a questa parte . .Ad(lcn.~MJtcnti aderenti.- Queste forme della sclerosi pleurica, che vengono ancbc dette ·ispt•ssimenti e aderenze plcw·iche sono abitualmente alterazioni più fi'equent.i ùl"lle plcm·it.i palesi o ignorate. Katmalmente la pratica necroscopica e pneumotoracica ha messo in evidenz~~ che ci sono aderenze senza rilevn bili i:;pcssiment.i , in etli la lamina pleurica è appena rn.ddo})piata. di spessore (o meno) e ìn$pcs::;imenti senza aderenze almeno sensibilmente estese, se r;i eccettui il seno costo-diaframmatico, che per poco che sia. sede di un ispei'simento per la su.a piccola profondità. massima raggitmgibile alla dil!tf'n~ione, Yiene subito obliterato e le due pleuri saldate. Ma nella maggioranza dci casi di palèse sclerosi plemica i due fenomeni si soVI·appongono e inspr~::; imen to e sclerosi pleurica Yauno per lo più di pari passo. In q nesto ca:>o il rep-erl o radio logico devo ben distinguere la sindrome di Ìlll!pessimento caratterizzata dtt opacità. uni[orme spesso densa., ma.ggioro nelle parti piil declivi del tora.cc e a grado a. grado attenuantesi verso l'ogiva tora.cica. apicalt>, eventualmente le zone d 'ombra intensa a chiazze 7 ;\ ~trie, ~l> b;:mùe, e~ponenti di regioni piit intensamente, inspessite, infiJle la qua:si immancabile obliteraziono del seno costodiaframmat.ico per poco che il proccs:;o fu un po' esteso o situato in basso. 1\Ia oltre qul'::;t.o a.spetto raùiologico importante e dc;lle volte difficile ogni volta. che la sclerosi pleur·ica. anzichè continu.~, si present$ discreta, a piccole zolle che possono es"ere confuse con addensamenti corticali o megUo SUJ1erficiali o sottopleurici del pohnon<>, esisto hl.ltro reperto che abbiamo considera-to scisso e indipendente da questo perchè tale è in reaJtà, e cioè H 1·epcrto di t"t>lterM~~ mollilit~t diafra.mmatica. Tutto que!Jo che a. proposii·O delle altera;.:ioni irregolari della. mobilità e della linea òiaframmat.ica è stato dotto 11ella somoiolol!ia.lisica., secondo il Breceia e <'he noi ahlJia.mo ri:-1-~sunto ed enttmerato più addietro, può es-
DIAGNOSTICA RADIOLOGICA DELLE SCI.EROSI PLEURIC'HE
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sere convertito in immagine xaùJologica alla Ouoro:;coyla. In questi casi tutto ciò che ivi è contemphto rimane visibile, perchè le lamine pleuriche
sono più spesse e si rendono di per sè stesse visibili, mentre nell'Merenza . semplice senza ispessimento visibile o velamentosa, tntto ciò tace completamente. Anche in questo caso è però bene distinguere osa.tt~rnente il coefficiente inspessimento e il coefficiente sinechia. Diremo subito che allo scopo di giudic-are la. vera p01tat.a della minorazione, dovuta alla sclerosi pleurica, vale più dell'ispessimento l'aderenza nelle sue varie forme e posizioni. Una diaguofl i, che spesso ba g-li effetti della valutazione della minorat:ione o indennizzabile in sede di pensione e inabilita.nte in sede di giudizio di idoneità a serYizio è! questa : menoma::ione della funzione 1·esp·i.ratoria. La menomazione della funzione respiratoria, è diffidlmente obbiettivabile a meno che non si tratti di fatti di grm;solana estensione o gravità.. Nè prove spil·ometriche o pneumomanomctTiche dànno risultati ~~ttendi bili in questi casi medi. In ogni caso noi ntùiologi non possiamo rispondere al quesito diagnostico che con criteri radiolo~ici. I criteri, secondo noi più attendibili, per dimostrare la resistenza dell'ostacolo reSJliratorio sono i seguenti : l o E stensione delle aderenze ;
zo Loro posiziono basalo ; 3° Rapporti eventuali eli adesione del diaframma eon la parete costale ; 40 Fissità o notevole riduzione del movimento diaframmatico; 50 Eventuale fissazione del cuore attratto o meno nell'emitora.ce colpito ai movimenti passivi o di posizione ; 60 Estensione del movimento costale e ampiezza degli spat:i intercostali : 7o Spostamento della trachea e doll"esofago, specie quando la sclerosi si associa a diminuzione del volume polmonare dello stesso la.to ; ~p Eventuale rischia.rabilità del tessuto polmonare, specie meno chiaro, sotto la tosf!E: o con i lunghi movimenti respiratori.
L'ostacolo respi1·atorio, come si comprende, deve considerarsi tanto maggiore quanto più estese e b!l>sali sono le aderenze, se, qualunque siano le ader~nze, si noti : o aderenze del diaframma alla part>te costale per un certo tratto o fissità e ipocinesia di esso, o immobilit,à cardiaca alla posizione, o decubito, o riduzione degli spazi intercostali di notevole grado, o notevole ipocint.sia toracica (costale) o spostamento della trachea e dell'esofago, o poca ·riscbiarabilità po!monare rE'spira.toria. Come si vede si possono fare quanti gradi si vogliano, dg,ll'ostacolo respiratorio dovnto alla sclerosi pleurica., sullll. base di questi otto principali punti di modificazione dinamica dell 'organo respil·atorio. La valuta- ' zione dell'ent;tà dell'ostacolo esige per altro molto buon senso clinico, sul quale è arbitrario drttare dei pr~e~tti.
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DlAGNOS TlCA RADIOLO G l(! A D ~:Lf.l'; S t: L~i RO H Pr,EUEUO!li:l
** * Ma un altro quesito si pone costantemente al raniologo o in genere all'accertamento diagnostico delle lesioni o minorazioni polmona.ri. La ltMionB è di ·natura tubercol·tre ~ Come l'attività delle lesioni, cosl la. loro natura è spesso più un problema biologico che clinico, se se ne tolgano alcuni casi di palese evidenza per i quali l'a.tiermaziono radiologicìo non è strettamente necessaria. l patologi ammettono che buona. pa.rte delle pleuriti sierose, siero-fibrinoso e siero-omorragiche, sono di natura tubercolare e secondarie a f.ocol<}i benigni, cioè poco attivi che possono sfnggire, situati nel polmone e più facilmente sotto pleurici. Il problema della designa.ziono radiologica della natura della pleurite è relat.ivamente semplice in sode patologica.. L 'ammissione della nat ura non tubercolare nella maggioranza delle forme snppurate e rapidamente o quasi guarite coll'apertur~t della plenra, non troverebbe contrasti nè dot· trinali nè pn1.t ici. 1\In. in sede di accer tamento militare di risarcimento di stato o di idoneità a servir. io più che la natura., ogni domanda del genere significa sapere, se il portatore delle sclerosi pleuriche o di altra. pneumapatia. è o non ò da considerare un tubercolotico. Una sclerosi plemica senza fatti in atto di pleurite si deve naturalmente considorn.re un esito e come tale non deve essere considerata. come un fatto pleurico n.tt ivo. Ciò è pacifico. ì\,[a. si può sempre dire sotto questo fatto pleurico esistono <lei fatti non più sclcrotici e cicatriziali, ma ancora. germinativi e riattivabili ~ Questo problema ò tale, che a ri!)olverlo non basta a~cun mezzo dia.gnostico, nè radiolo~ico, nè clinico, uè biologico Se si pensa che attualmente si propende a credere che tutt~l. la tubercolosi dell'adulto derivi solamente (Utlla ri ~H!eOn!l ione o propa~ar.ìone del focolaio primario infantile che 8pes>;o si eonl>t;;lta radiologicamente (.\lessandrini, ecc.) nei polmoni dt\i sani o dei ma la t i so\".t o fonna di una op<bCità. antica., di una stria opaca volgente all'ilo u di una adenoopacità. ihtre, circoscritta o che nulla o poco possano i contagi ahostrinseco seppure non subiti in condir.ioni speciali, mentre le condizioni tlepre;;sive umorali e cellulari siano il snbstn.tto necessario e sufficiente della ab ti '' <tr.ione dei vecchi focolai, si comprende benissimo, oome la presenza. eli fatti circoscritti a detl<>it~b notevole omogenea, quale siano soliti ad assegnare alle cosidette snlm·osi e calcificazione non possa autorizzare il 1·adiologo a dare per un t uhercolotico atti v o e palese il soggetto in esame. In simili giudizi 1 iu an tico il c~~nt ro d'a ccerliam~mto soleva dire i·mn~une cla infezione htbereolm·e, come del resto anche al presente crediamo si faccia itl prossochè tt1tti gli accertameuti del Regno. Con vinti che la. denominazione di immune sembra accennare ad una preroga.t.iva, che non si ammette per nessnn soggetto e neppure per alcun m ~z;;o artir:ìcia.le di difesa e cbe non possa senz'errore applicarsi a soggetti, che un tempo hanno avuto manifestazioni palesi di tubercolosi m\l.g,ui infettante, la. q ua.le in processo di tempo non ha dato pin segno di s~, e considerando che la condi-
CHE COSA È lL D F.Ll"r.L'O
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zione di portatori latenti di focolai tubercolari spetti per comune consenso alla grande :maggioranza dell'umanità, abbiamo acceduto alla formula del Breccia e soliamo dire, quando non si trovano focolai di manifesta lesione polmona.re, «il soggetto è esente da attività palese tubercolare"· Questa formula ci sembra più scientifica in ogni riguardo e salvaguarda da ogni responsabilità morale, quando il soggetto proclamato eventualmente i?mwune da l!ubercolosi si ripresenti poco a presso all'accertamento con forme attive e progressive, come è avvenuto, naturalmente senza colpa di alcuno, parecchie volte di osservare. Dal limitato saggio di diagnostica, anche semplicemente delle sclerosi plenricbe, quale appare dal nostro lungo, intenso lavoro, chiaro appare tutta l'importanza diagnostica, cbe ba la radiologia nelle malattie dell 'apparato t'eSpiratorio, se tanti e tali sono i problemi, che sorgono dal solo studio della sierosa.
SCUOLA DI SANITA MILITARE ( GABINETTO DI l\IEDICINA LEGALE l\fiLlTARJo;)
CHE
COSA
È
l L
D E L l T T O · (lì
per il prof. Gaetano Funalòll, tenente colonnello medico, in1<egnante titolare. TI tentativo di conoscere che cosa. è il delitto è antico. Basata. dapprima. su IJSServa.zioni empiriche, la. nozione del delitto si è andata via via concretando in fonnule scientifiche, frutto di analisi di scuole molteplici, vagliato a lume di . critica. ma.n ma.no più intensa.mente rigorosa.. Primitivamente il delitto era. apparso o. filosofi, a medici dell'antichità, come una xrumifestazione particolare con infennità dello spirito, più o meno corrispondenti a defonnita del corpo. n criterio di corrispondenza t.ra il lato morale e quello Gsico della personalitt\ che serviva alla differenziazione dei normali dagli ahnormi, era seguìt.o da.! celebre Aris totile. Aristotile, nel trattato s ulla fisonomia, aveva distinto tre met.odi per giudicare gli uomini in ba.se a.i caratteri del volto, cioè un criterio tolto a Platone fondato sull'eventuale loro ra.ssotniglianza cogli animali, un criterio tolto a Trogo, fondato per confrontare ciascun uomo coi popoli aventi costumi speciali, un criterio personale infine, secondo cui si Jriudica.va la fisonomia individuale in rapporto alla impronta speciale, impressavi dalle passioni : è noto poi, come ispirandosi alla sua dottrina fisionomica., egli si facesse un dovere d i insegnare ad Alessandro la. necessità di prendere in considerazione pratica. la sua teoria e di scogliere perciò i suoi ministri secondo i dati dell'ispezione del volto. Galeno, famoso medico, che arasi la.sciat<> influenzare dal grande Aristotile, dava. molto valore nella genesi delle azioni delit-tuose all'abuso degli alcoolici e considerava. i delinquenti come esseri intossicati ; quale corollario della sua conce(~) Da una leziono ngll utt!claU meùlci n.lllovi del corso 1926-27.
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l'HE CO!SA j,; IJ~ D~~ClTrO
ziooo, ne suggeriva. l'olimi.nazion.e dalla società, onde non arrecassero male e perchè era per loro un. vant.a~!!'io la-sciare la vita libera, non potendo emendarsi e farsi suggestionare da.lle m use Il criterio d ella corrispondenza tra morale e tìsico, che dà il segnalamento dAllo t<;ttLto organico j)AJ'l'<OnA.Ie, AI"A. seguito Jllll'fl dA. insignì r omani, tJ•A. i quali oiter ò
Cice•·one. So•1eca.. ecc. : l'uomo lussurioso, affornuwa. Seneca, può essere conosciuto nell'andare nel portamento, nello sa;ufl,rdo, nel muovere delle mani; come il pazzo si conosce dall'abito così lo sciocco si conosce da.! ridere, perchè questi difetti si rivelano per segni manifesti. Numerosi scrittori del meclio evo, anche sacri, occupandosi dei rapporti fi. sionomici aristotelici, concepirono il d elitt.o corno qualche cosa di ma.t1Jriale, per cui al cattivo abito d ella monte di associava analoga conformazione del corpo: di tale opi11ione erano, ad esempio. S. Gerolamo. ::>. Ambrogio, S. Tomaso d'Aquino. E da rilevare poi che nel medio evo la scuola astrologica giudiziaria ammetteva in print"ipio di un ne;oso tra !!li ~~tr·i e i d estini del l'uomo, inte1·pret~ndo in senso naturo.listico cosl il buono come il cattivo e, quindi anco, le tendenze criminali. L'~<;trologia, che introdott.a in Romn a.l tempo delle conquiste in Oriente, ebbe in quell'epoca. culto intenso, faceva l'uomo centro e scopo della creazior1e. Se il sole le stelle inOuiscono su le stagioni, sugli animali, sulla vegetazione, q uanto più, si ammetteva allora, non debua,no e.<;si influir-e sull'uomo ? La. storia e d il consenso d ei filosofi antichi, sempre secondo il pensi ·ro dei fi losofi medioevali, si accordavano n el riconoscere un'analog ia tra gli anni della vita e i grandi percorsi da ciascun segno sull'eclittica ; pe1' scoprire l'analogia si deve accertare l'effetto degli astri ROprn. le varie coso nt\turali, i composti d e i movimenti e certe formule arcane, modiante le quali si potranno conoscere le forze della natura o determina.re l'influsso dei pianeti, massime nell'i -;tante natalizio : così l'uomo na.to in gennaio (si pensa.va) sarà w1 uomo buono, amato dalla gente, mentre l'uomo nato in novembre sarà assai e;,11erto, superbo e perciò invidiato e temuto. Dall'enw1ciato emerge, come la scien-;~1 di quei tempi, per quanto bambina, aveva un'impronta caratteristica, quella cioè di stabilire rapporto di ca.usa.lità tra. il cielo e la. wrra e di trarro secondo il potere malef-ico o beno6.co degli a.stri a.rgomenti deduttivi sul carattere della persona. o sul corso degli eventi della vita. umana. : quindi le azioni erano considerate quali fenomeni naturali in colleganza all'influsso degli astri e perciò del delitto si ebbe un concetto superficiale ed empirico. ma un concetto che aveva un nucleo di realt-à. Quegli che vide più chiarament.~ sulla natura del d elitto, fu il Della P orta, nato a Napoli nel 1540. Nella sua opera u sulla fisionomia dell'uomo » d opq la critica dogli ecces.';i e d elle ~<;truserie della ~cuoia astrologica., egli indirizzò su via positiva lo st.udio della fìsio~nomica per il rilievo di speciali costituzioni fisiche e rilevò, tra l'altro, che il cupo un po' più f!rande del mediocre sarebbe indizio di animo sem;ato e di sveglia. intelligenza, ladrlove il capo piccolo indica poco senso e minor cervello; ri levò che la. fron te quadrata risp onde alle doti dell'uomo normale. mentre la. fronte gibbosa è indice dell'uomo stupido e ignorante, rilevò che le pupille disuguali sono spesso segno di pazzia e che l'occhio stra.bico, cioè deviato dalla linea di convergenzf~ normale, è segno di animo non giusto. Quest-e ed altre correlazioni tra forme fisiche o qua lità dello spi.rito, che il Della Porta. appo,!!a:iò a documenti, rivela.no in lui il concetto della origine organica del delitto, cosicchè egli (a. parte l'esagerazione dei risultati delle ricerche) si può considera.re il prectll's ore dell'attualo indirizzo criminologico (Ant.on:ini). Su la via tracciata al pensiero scientifico circa l'indole del delitto dal D ella Porta camminarono i fisionomisti del Seicento, tra cui emerse il Fuchsius. Ee:li, in base all'osservazione diretta.. documentò in un trattato diviso in 34 capitoli il divario esistente fisicamente e moralmente tra. i vari tipi umani : oggetto dello studio era la. fisonomia, secondochò si presentava in uomini malvagi o buoni, a lui contemporanei o anteriori. Ecco alc1U1i r isultat-i concreti di osservazione: n.d una fronte piccola, affermò il Fochsius, non si a.«petti che cosa esigua (ciò che la psichiatria ha. succe.<>Sivamente convalidato negli stud i sui deboli di mente}, la.ddove la fronte quadrata. è segno di grandi virtù, di generosità di animo : le rughe voluminose sulla fronte e precocomente sviluppato, egli aggiunse, sono indizio di stoltez7..a, sono t riste marchio,
CHE COSA È IL DELI'rro
osservandosi in individui generati dal seme di progenitori sfiniti (marchio che per il suo significato morboso ricorda le rughe dei cretinosi). È curiosa, t1·a le varie osservazioni fisionomiche, quella sulla deviazione strabica, cui egli dà grande importanM>. come e.:.--pre-ssione esteriore di delinquenza: gli occhi affotti d 11. strabismo (dich.iru•(wO. F'uchsi\r!'l} pnloonno uomi.ui malefici od ol·
tremodo audaci, mentre gli occhi roteanlii minacciano crudelt1\. li valore dollo strabismo è stato in parte coniermato in crimiiv•lo,!!:ia. Questi e ro.olti altri dati di osservazione dell'autore porgon.o ulteriore contributo all'evol uzione del concetto sulla nat.ura del delitto, con.<;;iderandolo come effetto di irregolarità. ot·grutiche, legate a. decadimento di forzn. generativa. Stùla fine del Settecento, cons' c utivamente allo sviluppo del metodo sperimentale della. scienza. fisica. !!:li studi antropolugici furono coltivati con ardore singolare, specie per opera di due tedeschi: il Lavater od il OaU. Spirito intuitivo il Lavater, nel s uo libro sugli studi fisionomici, confermò con nuove osservazioni dirette il mutuo rapporto tra la forma. solida delle parti del. corpo e le interne disposizioni dell'animo. sost.enendo decisamente che tutte le parti dell'organismo umano ~ono in rel~Vtione sì stretta «che il dito di tm uomo non potrebbe essero accomo:lato alla mano di un'altro •· E venJJe ad interessanti conclusioni, t ra cui queste : la fronte dà indizio sulla capacitò. intollot.tuale, il passaggio dalla h-onte a l naso rileva il pensato re, il burbero, ecc., la bocca. indica l'amore, l'odio, la modest,ia; il coUo (oltrechè di forza fisica) è indizio di piaghevolezze., o di influssibilità individuale. Onde gli studi di L avater, fissando correlazioni fra l'indirizzo dei trat.ti delle forme e di quelli dello spirito, f1tceva intnwedere nelle azioni umane un certo determinismo : si ribadì quii1.di il concetto che le azioni a berranti (come le delit· tuose) tenevano ad una. determinata. struttura. corporea. P erciò il dolitto si illnestava, secondo l'autore, su tm fondo di anomalia, su trna sfera. di deviazione più o meno appariscente. Il Gall, persef!uendo il principio sperimentale dell'osservazione diretta, considerava il cervello come 1m complesso di organi speciali, riJspondenti a tante facoltà ment-ali, qt1anto sono quelb, che si riconosce agiscano in 1m tale individuo : cioè in cia<>cun lat.o della b~~>.so del cervello egli loClllizzava le tendenze comuni a tutti gli animali ed essenziali all'esistertza individuale ed alla conservazione della specie, nella. parte media del cervello localizzava. i sentimenti comuni all'uomo e a. certi animali superiori, mentre nella parte frontale di esso riponeva le facoltà intellettuali. Ammise poi L'esistenza di organi particolari per il delitto e credette di aver· scoperto l'organo della. rissa. : studiando gli omicidi. rilevò che quanto più svilu p pata era la parte posteriore della testa, tanto più l'uomo ha l'istii1to di animale carnivoro. Se gli studi pos teriori hanno demolito la costruzione localizzatrice dol!e facol tà. umane, espre-<;sa in maniera cosi decisa, resta in vigore la tendenze di Gall di considerare il problema. della criminalità s u base positiva, come resta in vigore il di lui concetto che il delitto fosse il risultato dell'organizzazione wnana. Un passo notevole di preparazione all'ulteriore cono!Scenza della genesi del delitto fu fatto per opera. dell'alienista More!, il quale nel 1857 enunciò in formtùa chiara e sul fondamento di ricca ducumentazione clinica la dottrina della degenerazione. Guidato dt\ rigorosa obiettività nelle indagini, conforme all'esempio del g rande fisiol ogo contemporaneo ed amico Claudio Bernard, egli concepi la degene razione come una. deviaz~one morbosa del tipo medio normale della specie, deviazione estesa. insieme a ll'ordine dei fatti fisici e mentali e caratte rizzata essenzialmente dalla trasmissione ereditaria., traverso cui s i producono tipi, progressiva111.ente degt:ada.nti fino a raggiungere limiti, che l'umanità non potrà essero salvata che dall'eccesso stesso del male. Secondo il pensiero morelliano, il tralignamento della stirpe avverrebbe in quattro tempi : nella prima. generazione esso manifestv.si con nervosismo in genere. n ella. se~ onda generazione con nevrosi schietta e con ubriaclwzza abituale, nella terza con forme svariate di pazzia., e con tendenze al suicidio, nella quarta generazione co11: iJ:nbecillità, con idiozia, che conducono naturalmente all'estinzione della. fatmglia.
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CHE I ' O>:A. F. IJ, DELll"''O
L'impulso alla degenerazione proveniva da cause svariate, anzitutto da intossicazìoni, tra cui di molto rilievo l'abuso di sostanze alcooliche, poi da cause sociali, in prima. linea dalla. miseria., quindi da malattie acquisite le più varie. La. dottrina morelliana, che tendeva. a confermare il concetto somatìco alla pazzia, già annunciato dal fiorentino Vincenzo Chiarugi~ conduceva anche alla conclusione, che il delit.to si innestava a deviazione corporea, provenendo anche esso da degenerazione costituzionale degli individui. Ma perchè, si domandò la scienza, la dq:renerazione lta sbocco ora in una forma pazzeRca, ora in w1a. forma cri mi nule ? More! non rL-;pose al quesito, perchè non approfondì il significato biologico della. degenerazione e si limitò a dare del fenomeno degenerativo una nozione varia ed empirica. È gloria. del Lombroso di aver penetrato lo sguardo nel groviglio del problema sui rapporti tra de!!enerazione e delitto. Osservando esso il crauio di un famigerato ladro, il Vilella, rinvenne nell'osso occipitale una depressione a mo' di fossetta, che. mentre è eccezionale nell'uomo evoluto, è costa.n te nei mammiferi inferiori, nei carnivori, in molte scimmie, negli animali cioè in cui il lobo medio del cervelletto è assai sviluppato in confronto ai lobi la.t.erali. · Un tale reperto, che successive osservazioni sui delinquenti riscontrarono con frequenza, come as.«ai frequentement-e è stato riscontrato in razze inferiori specie negli Airnara di America. e che perciò veniva ad asswnere un significato di rivivescenza atavica, fissò la. monte a.cuta di Lombroso, pola.rizzandola verso la. conce· zione, che il delitto era. un fenomeno degenerativo, dipendente da arresto di sviluppo, arieggiante l'atavismo ; nel frattempo varie altre irregolarità rilevate nei rei, come la suùmicrocefalia (capo piccolo), il prognatismo (sporgenza eccessiva. della. regione a.lveolo-sottona.<•ale), l'ipertricosi (sviluppo ecce.':iSivo del sistema. pilifero), la. polimastia (molteplicità dì mammelle), ecc. si riconobbero di valore a.ta· visti co allo l<tas;;o modo che hanno importanza eli regres,;o ata\'Ìe() alcune imperfezioni di ordine psichico dei rei stessi, ad esempio, l'insensibilità morale, che tra· ducesi in mancanza di compa..':iSione verso il proprio simile e agevola. atti di ven· detta, di crudeltà, di para':iSitismo, la tendenza a rapina., l'impulsività, che è la. reazione motorìa sfrenata a. stimoli interni od esterni, stigmate queste d'inferio· rità, che richiamano il tipo mentale di rnzze primitive. Onde Lombroso. sul fondamento di munerosi riscontri suoi, di allievi e di altre scuole concretò nel fatto di una variazione atavica l'anomalia degenerativa., che sbocca nella criminalità. D progresso delle osservazioni sugli organismi dei delinquenti, se confermò su un certo numero di essi la. prevalenza di disposizioni primitive sia. nella forma del corpo, sia nelle linee mentali, poneva anche in luce il valore del coefficiente morboso nella. genesi della criminalità. Lo stesso Lombroso notava n ella. parentela. dei rei la. frequenza. dell'epilessia., altri autori osservarono la. frequenza. dell'a.lcoolismo, di infermità mentali, di sifilide : si rilevarono nel loro organismo connotati a. caratteri evidentemente morboso (come a..<Jsimetrie notevoli del capo, della. faccia, del tronco,) oppure alterazioni morbose nei visceri (cuore, reni, ecc.). come si rivelarono disordini nelle funzioni psichiche a. significato chiarament-e patologico, quali defìcenze di intellettualità, che genera uno stato di imprevidenza costante, irritabilità, condizione cronica d'ira, che rende gli individui intoller1111ti dei più tenui stimoli e che li mette in permanente ribellione contro il p rincipio autoritario. Tenendo conto della presenza. dell'eredità. morbosa., nei pro!!cnitori dei rei, tenendo conto che ad essa. facevano riscontro nella. costituzione di essi forme · e funzioni di tipo patologico accanto a forme e funzioni di tipo atavico, Lombroso modificò la priluitiva concezione del delitto in una. formula più integrale, secondo cui l'atavi<>mo era bensì il meccanismo di azione della. criminalità, ma. un'influenza più generale, più propuL-siva era riservata nella. etiologia. di essa al morbo in genere, che traverso gradazioni di arresto, di sviluppo creava le attitudini per l& delinquenza: onde Lombroso veniva a. fare del morbo la. causa centrale del dinamismo criminogeno. Con tali dati dottrinari, rispondenti alla realtà dei fatti, Lombroso documentò il valore del fattore antropologico e quindi del fattore fondamentale del delit· to : per il completamento della. teoria. occorreva. conoscere l'infl.uenza. delle cause esterne concorrenti in diversa. misura. all'azione anomala : è quanto è stato fatto da sociologi, in prima linea Ferri, Ga.rofalo, ecc.
CIH~ COSA È rL DF.LITTO
Quindi il delitto è a definirsi una reazione organica, rispondente a detorm.iua.te atti tudini biologiche personali, messe in gioco da stimoli ambientali, 'di dh·ersa r.aturo. e intensità. li gioco molteplice delle cause ereditarie morbose, inno:;tandosi al vario dinamismo delle causo esterne, dii luogo a diverse figure di rei, como a varie formo d i delitti. La. scuola criminologica italiana.. approfondendo gli studi sull'argoment.o specifico, si è preoccupata. della biologia dei diversi protagonisti nel campo della g iustizia. penale. P e1· restare noi limiti di una conferenza, s.'gllit·ò la d ir.tinzione •a t· tlm ci>l l !"etTi, semplice ed incisiva. Nella graduatoria dei rei la figura de l delinquente nato è la più caratteristica: gravato da eredi tà morbosa. egli ba in sè anomalie degenerative nei tratti esteriori del corpo, d 'indole prevalentemente a tavica, onde non di rado si sorp•ende .anche dal profano una fil"onomia con qualcosa di fe roce, di mo;:;truoso, a nomalie associate ad altre. rilevabili nei lineamenti m entali e di s ignificato atavistico-mor· boso (im})revidonza, tendenza a percepit·e ostilmente l'ambiente, irascibilità, insensibilità morale, impulsività, ecc. ). Egli perciò è il! tipo della degenerazione n el· la. d oppia. faccia, la. somatica e la }JSichica, a cui risponde s ul terreno sociale l'in-capacità di adattarsi al regitne disciplinare. Furti precoci o con tinuati, più tardi reazioni impulsive, itnmotivate o quasi, accompagnate da azioni di ferocia, seguite ora da fughe, ora. da. ribellioni, ora. da. simulazioni e da a t teggiamen ti di resistenza. in d etenzione, costituiscono la tessitu ra degli atti di una. vita squilibrata., a tassica, che rappresenta 1tn fenomeno anacronistico nel ritmo dell'evoluzione so· c ialo, ma <'ho è conformo col modo di essere dogli aggrcgat.i p r imitivi. La. figura. del delinquente d 'occasione non ha di solito caratteri anormali di rilievo ne i lineamenti di forma: egli è quindi un normale all'abito esteriore, ma p resenta nella. sua. sentimenta.lità qualche tratto irregolare, come soverchia. ec· citabilità, od emoziona.bilitt\, viva od una. certa debolezza di sentimento morale. Qu"st e lacune, che costituiscono una. modificazione di sensibilità psichica r :sp.:t t o all'influenza. di cause esterne, s i rive lano di fronte a stimoli ambientali di p rop orz.ionatu intensità, con reati contro le persone se J'em.oziouabilìtà. o l'eccitabilitù. individuale è me.o;~sa. al cement,o di stimoli gravi (quali ad es ' mpio offese serie cont·I'O fa.mi!!liari) oppure in reati contro lt~ proprietà, se all'individualità di debole senso morale capiti tra le mani una somma cospicua. di danaro nell'occasione di un g ranl. dissesto, che abbassandone il livello morale facilita. la spinta reat.tiva. a ll'atto della appropriazione. I reati d egli occasionali si ca.•·att.orizzano inoltre per il contegno agitato durante l'esecuzione deg li atti, per il pont,imonto successivo, p e r la rara fuga. e per la. rara. recidiva. Una variet-à del reo occasionale è il reo per pAssione, di cui il connotato psi<:hico emergente è l'emozionai ilit.ù vivissima., cioò llfl distlU'bo tumultuario del· l'affotthrità, causato da giusti o proporzionali moventi (offoso assai atroci ag li affet ti di patria., di famig lia, di liberuì., affetti fondumoutali nell'organizzazione sociale contemporanea.) : la bufera passionale viole nta !fenera. un 'agitazione intensissima, che obnu bila il potere intellettivo, t ra.volge il sentimento morale e la volontà., dando luog o a. reati di sant,"Ue seguiti da. confes.'Jioni, da commozione, che può arrivare fino alla disperazione e alla. depressione s uicida. La figura de l roo per abitudine acquisita. è fign •·a. intermedia tra il reo d'oc· casione e il reo nato. Anche il reo abituale ha. ne i t ratti fisici s intomi aberranti, specie indebolitnento di volontà, da cui può d erivare tendenza nll'inerzia. o a lla impuls ività, oppure indebolimento d ei sentimenti .specie di quello morale: SÌll· tomi anomali, associabili a imperfezioni più o meno evide11ti di forma corporea o derivabili spesso da. eredità morbosa, Di r egola. la. cattiva. o mancat a. educazione accc nt ua le originarie d ofìcir nze d i carattere, onde a. causa dell'abbandono in cui egli ò lasciato e dei tristi esempi subiti in età d i facili emozioni, di vivi ricordi, non ha la possibilità di :sviluppare e di corroborare le evoluzioni e le a ltre attitudini mentali. e pc1·ciò acquista in epo· ca p r ecoce le disposizioni morali a.! delitto, da.Ue cu i >:piro non può pi(• liberat·.-•i. Non di rndo osserva>i in pratica, che un reo occnsionnle si trasforma in u n reo abituale a. causa dell'influenza. deleteria., esercitata dt~. circostanze di ambiente. sulle sue qualità di sentimento e di volontà. Più -c omplessa. è la. figura. del reo pazzo, la. quale asstune a.tteg~iamenti diversi in ra..;iome delle varie forme di alienazione mentale, l'azione orin1inosa cioè è in 3 - Giornale di m edicina militare. - Fase. Vll.
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MEDrCINA LEGALE MILIT.~HE
N lazione qon gli stimoli psico-patologici : in tal modo si dimostra. la fa.oìlìtà di associazione sopra uno stasso individuo di due forme d egenerative, la pazzesca e la delittuosa. Che l'elemento motore del delitto sia il morbo in genere, lo rivela oggidì la d ottrina endocrinologica., cioè il complesso d elle conoscenze delle glandole a secrezione intGrna, delle loro conela.zioni e delle loro influenze sugli atteggiamenti corporei. Occorre essere assai prudenti in questo campo, che, se conta varie conquiste scientifiche, ha anche molti punti oscuri non solo sulla funzione isolata. J:dandola.re, ma anche sui risentimenti inte rg ltiandolari. Nondimeno a lcuni rìlìevi sembmnoabbiano un punto fermo sotto l'aspetto delle applicazioni pt·at.iche. Nel reo di occasione e per passione vari autori concordano nel riscontrare elementi di predominio della ghiandola tiroide, che (come è noto) è la ghiandola della emotività : so cotali sono i dati d i analisi, noi abbiano un ulteriore apporto p er affermare la natura. squilibrata. del reo specifico, chedelinque per esaltazioni d e ll'emotività, azionata. dall'imperfezione tirodea e possediamo altri elementi p er apprezzare il meccanismo di un tipo di a.ziotù delittuose. Nei rei di costituzione epilettoide si osservano invece n ote di alterazione di altre ghiandole (come le sutTena.li) che, fjOCernendo un succo stimolantG sui nervi d ella vita vegeta.tiva., attivano Io scambio delle nutrizioni : quind! i lol'o componenti eccessivi tendono nei rei violenti ad esagerarne gli at-ti impulsivi, ment.re c onc orrono a documentare la. natura. morboga. di questa. categoria. di anomali. P erciò anche l'endo~rinologia dò. appoggio alla. dottrina di Lombroso sui rapporti tra criminalità e morbositò., illuminando in diverse contingenze la. genesi d el delitto. Se ora. dalla vecchia. teoria di Aris totile, traverso le successive modificazioni d ei pensatori dell'epoca latina., medioevale, seicen tGsca, ecc., s i viene alla. forma. attuale d i elaborazione del concetto scientifico sulla natura. d el d elitto, Ri scorge il progresso este:;o fatto dalla. criminologia.. specie per il vigoroso impulso italiano : oggi non solo se ne conosce l'origine, non solo s i conoscono i rapporti tra. delitto e pazzia., ed i protagonisti del ca.mpo criminale, me. si è in gra.do di eser-
citare efficace prevenzione contro le azioni di questi anomali : e tanto luminosa. è stata. la conquista d ell'Italia nella sfera antropologica., che le Bcuole estere, dopo tentativi di critica, hanno finito per a ccoglierla ed utilizza.rla ai fini pratico-sociali con intenti più vasti di quelli, finora attuati nella. nazione illeJiana..
MEDICINA LEGALE MILITARE DECISIONI DI MASSUIA CALLEGTO ~fEDICO LEGALE
I - Eresipela ed eaeroizio professionale RELATOR.I: Maggiore generale m e1ico dott,. A. CIACCIO Colonne llo medjco prof. E . DE SARLO
La. Procura. gener<l>le presso la Corte dei Conti ha proposto i seguenti quesiti : Jo) - se sia scientifica.tameute ammissi bile che il Dott. V. abbia. potuto contrarre l'eresipela, nel curare un'ammalato a ffetto da bronchite cronica e da piaghe da dec11bito; II0 ) - se vi siano bronchiti di origine streptococcica; e se tale~
MEDICINA LEGALE MILITARE
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dato il decorso cronico, possa. ritenersi quella, a cui soccombette l'infermo dal dott. V. curata. D Collegio medico-legale ha considerato elle: 1° Lo streptococco è ritenuto l'agente abituale della derm.ite infettiva, costituente la lesione essenziale dell'ercsipela. per quanto non manchino recenti osservazioni di illustri pa.tologi, relative a ca.<:~i, in cui si è dimostrato essere questa iniermit-~.\ p rodotta da altri piogeni; quali lo st.a.fìlococco, il m.icrococco tetrageno, lo stesso diplococco, già da P asquale e da altri introdotto nella cla.;;sifica.zione degli streptococchi, (ca.c;o eli erosipela di I.eube, nel corso di una p~monrte fibrinoso.). 2° Lo streptococco, sa.profitA. volgare apparPntQmente inoffensivo della. nostra superficie cutanea, e, sopra.tutto, delle nost.re cavità naturali, al pari dello stafilococco, del diplococco, del colibacillo, ecc., può sempre riprendere, isolatamente, e più ancora, associandosi ad altri germi, la sna vinùenza, e penetrare più o meno profondamente nell'economia., divenendo patogeno, clotermine.ndo, cioè, disordini locali e generali i più svariati. 30 Gli ste.c;si germi, streptococchi, stafilococchi, diplococchi, colibacilli, ecc. si trovano negli essudati delle flogosi bronchiali e nelle piaghe da. decubito; nei quali casi si tratta, di ordinario, più che di una infezione esdusivamenti' streptococcica, di una flora polimicr·obica. Infatti in 53 casi di broncopolmonite, Nettor ne trovò 12 monorn.icrobici, di ori.~ine esclusivamente stmptococcica; e negli sputi delle bronchiti e delle bronchiettasie Cardone vide spessi:;simo sta.filococchi in gran numero, misti a. streptococchi, a pneumococchi, ecc. Nella. patolop,ia dei bronchi, scrive Widal, lo streptococco ha. una parte quasi sempre preminente, ed è una delle più frequanti cause dell'a.<:~cesso della broncopolmonite. 4o È una. qne;;tione da tempo dibattuta, se lo streptococco dell'eresipela sia specifico, in guisa da non poter produrre, spontaneamente, o a traverso il contagio, che questa sola. affezione ; o so si debba. a.mrnottere, invece, l'identità dello stre-
ptocoCC'O dell'eresipela. con gli· streptococchi produttori di altre infermità. Widal, (Streptococcie et érysipèle da la fa.ce), ha. veduto l'eresipela. prodursi per contagio diretto, e per contagio di affezioni diverse, quali il flemmone, linfoangioiti, setticoemie ; e la vide pure prodursi in maniera in apparenza spontanea., senza apprezzabile contagio. Nelle loro esperienze, Benzançon e Wida.l, dagli streptococchi della bocca, specialmente se associati ad altri germi infettanti, trassero forme streptococciohe capaci di prodlUTe l'eresipela, la suppura.zione, la. setticoemia, l'endocardite vegetante, la. bronchite, ecc. Dagli esperimenti di Knor è ristùtato che \m animale, immunizzato contro una forma. di streptococco, rimane altresl immunizzato contro altre forme, appare.nte· mente diverse. Senza citare, per brevità, altre prove ed altri argomenti, allo stato attuale, la. teoria unicistl\ sostenuta da. Widal, nella sua thèse de Pa-ris, 1889, (Ètude sur l'infection puerpérale, l'érysipèle, ecc.), è generalmente adottata dai più eminenti batteriologi. Si ritiene, infatti, generalmente, che tratta.si di forme streptococciche in apparenza. diverse, ma. provenienti da. un medesimo ceppo originario, donde il polimorfismo delle lesioni da questo m.icrorganismo determinat~. Da ciò è venuto il nome dato da Peter allo streptococco • le microbe à tout fai re ». Con queste premesse, il Collegio mediqo-legale, rispondendo ai quesiti propo· ati, ha espresso il parere : }o È scientificamente amm.~ibile che il defunto dott. V. a.bhia potuto contrarre l'eresipela. nel curare un ammalato di bronchite cronica. e nel meclicarne le piaghe da decubito ; oi6 tanto più possibile, in quanto le condizioni ambientali non erano in alcun modo atte ad offrirgli i mezzi di una diligente disinfezione delle mani;
2° Non è infrequente il caso di bronchiti esclusivamente streptococciche; e il lungo decorso dell'affezione bronchitica, nel caso in specie, può costituire un argomento di grande probabilità in favore di questa ipotesi.
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MEDICIN A LEGALE MU~ITA RE
II Broncopolmonite da causa di s ervizio
BELATORE: Maggiore generale m edico dott. A. CIAccro.
Nella seduta del 18 aprile 1927, il Collegio medico-lega le ha. preso in esam e la p r atica r iguard an te il m aresciallo A. G ., a llo scopo di ris p on dere al quesito proposto dalla. Corte dei Conti, ·se la infermità, per cui egli morì, possa considerarsi come dipendente da causa di servizio. Dallo studio dei documenti è risultato : Che l'A., alle ore sette di un mattino d'estate, per ordine ricevuto, accompagnò ad lina. caserma. alcuni militari, per fare il bagno ; che il percorso, di cir ca venti minuti, fu compiuto sotto la pioggia dirotta. e impetuoso vento temporaleeco ; che, rimasto bagnato, assistè al bagno, e, indi, riaccompagnò la truppa nella caserma, sempre sotto l'impervesa.re della. bufera ; che, rientrato, fu colto da brividi, e, più tardi, nel pomeriggio, da dolore p un torio alla base della metà. sinistra. d el torace ; e che, me.nifestate.si una broncopol moni te a sinistra, tosto ne apparve il grave decorso, e ne morì il 12 agosto. D opo ciò, tenendo present i te particolarità. del caso, il Collegio medico-legale ha. osservato : Che l'A., nelle circostanze di tempo indicate, fu esposto, per causa dJ servizio comandato, ad tma. intensa causa perfrigerante, per l'irrompere di un.a improvvisa, a bbondante vioggi a, accompagnata. da forte vento, onde egli rimase 'lungo tempo bagnato; Che egli fu colto più tardi, nello stesso giorno, da. Ìebbre, preceduta. d a brividi, e, manifestatasi una broncopolmonite, ne morì il 12 agosto ; Che la b roncopolmonite è un'affezione polimicrobica., e che, nel caso in esame, si è trattato quasi certamente di una forma non specifica ; che una ta.l forma è p rovocata. ordinariamente da microbi indifferenti, saprofìti, ospiti abitu ali d ell'or ganismo sano, più specialmente delle prime vie respiratorie, della. cavità. naso· b ucco-faringea., ecc. ; Che di capitale importanza è nella storia etiologico. della broncopolmonite, non specifica, la questione della. virulenza di questi agenti ; poichè è dimostrato essere per troa esaltazione della loro virulenza, o per modificazioni del mezzo irt eu i vivono ch'essi, da inoffensivi, divengono in alcuni casi, patogeni, e p roducono la malatt ia di cui trat ta.si ; che si ritiene al presente essere in grazia d'influenze esteriori cosmiche, di cui non sono ancora ben noti la natura e il modo di operare, che i microbi patogeni indifferenti, normalmente contenuti nelle prime vie respiratorie, acquistano spesso m1a grande virulenza, (Netter) ; Che, d'rutra. po.rte, è dimostrato essoro nell'organismo umano potenti mezzi
di protezione, rappresentati da. condizioni meccaniche, chimiche, biologiche, ch e si oppongono alla penetra.zione dei microbi pneumonici, fino agli alveoli polmona.ri, e alla loro moltiplicazione nel nuovo ambiente, (Mossy); Che, fra le cause esterne, che menomano e spesso annullano i mez~i di difese., per potenti che siano, e rendono insufficiente la protezione, producendo perturbamenti vascolari, con alterazioni profonde della leucocitosi e della diapedesi, delle secrezioni ghiandolari, degli umori organici e della resistenze. degli epiteli, è certamente l'influenza. del freddo, specialmente se esso operi improvvisamente sull'organismo ; onde essa si può considerare come un fattore necessario, perchè l'agente microbico determini il processo morboso. Per queste considerazioni, il Collegio medico-legale, rispondendo a.l quesito proposto, ha espresso il parere che la bronco-polmonite, per la quale il maresciallo A. G. morì, debba considerarsi dipendente da. causa di servizio : nel senso che questa. ne costi tu i un fattore necessario, diretto ed immediato della. malattie. e delle. morte.
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RIVISTA SINTETICA ERNIA
DA
INFORTUNIO
per il d ott. Ettore Castoldl, colonnello me:!ico
ll prof. G. Punzo, docente d i traunl!l>tologia. fin dal 1925 pubblicava Wl suo studio sull'a.rgomeuto in rapporto specialmente itlla le,!!go s ulle assicurazioni, formulando in p r oposito alcune sue teorie s ulla gene;;:i di tali emie, teorie che ha. ribadito, completate ed illustrate con s ncces.<;ive note e anche recentemente sulla. « RMsegna imer-nazionale d1> clinica e terapia » (anno 1!121i, n. 4 ). L'argomento fu ripreso d opo il Pun zo, nel l tlJ 9, dal ~orge sulla "Ra.ssegna della PrevidettZa Sociale », e sempre in relazione alla CJuestione d egli indennizzi richiesti da operai dichiaratisi infortunati per compar'>'a ed ag~ravamento di ernie sr~istenti. Essendomi apparse intere;:~<a.nti le idee eo;po:<te dagli osservatori sopra. p i tati, tanto più che il p roblema, intm·essante anche per l' inforttmistica militare ci è r eso ancora più, dirò, d 'attualità dopo che ad una. speciale Co rruni.~ione l\fedica Ospedaliera è stato affidato il còmpito Msa.i spesso difficile, sempre delicato, dell'accertamento della. dipendenza. da servizio di lesioni ed infermità, ho cercato di fare un ampio r iassunto nel presupposto che possa tornare di qualche utilità. li Punzo premette a l suo studio alcuni principi di infortnnistica, ed anzi tutto si pone la definizione di infortunio, parola di significato più intuitivo che definibile : e le interpretazioni datele dai vari autori nOI} corrispondono completamente a l significato medico-legale. È stato infatti definito: tm'offesa per azione impr ovvisa e violenta di una forza. esteriore (Marestaing) ; una. lesione determinata da. un fatto
subitaneo ed involontario verifìca.tosi per il fatto ed in occtl.'lione di questo da. causa est~rna e quasi sempre violenta (Remy); un evento disgraziato ed improvviso dovuto al lavoro e che h a per effetto una. lesione del cot·po {La.nglois). Tutte le definizioni in genere considerano un lato solo della. genesi d ell' infortunio, e cioè la causa violenta, ciò che può anche non verificarsi : piut.tosto l'infortunio è da r i· tenersi come un evento fuori dell'ordinario, dannoso, esteriot·e all'organismo, non prevedibile, l'l'l& definibile cronologicamente_ L'a.normalitt\ di esso deve essere interpr etata nel senso che esso non s ia abituale nello svolgimento di tma certa azione, come nell'ordinario svolget'Si di lUla certa in d ustria, e che nell'atto stesso in cui si manifesta determini un perturbamento dell'azione stessa o dell'industria_ L 'esteriorità d ell'evento non è sempre evidente: indiscw;sa quando e lementi d el mondo esterno investono in quals iasi modo l'organismo, manca quando ~<i tratti di manifestazioni morbose che ripetano la loro causa p rima. da. fattori intl'inseoi all'organismo stMSo. In qnesti per altro,. benchè non evident,e, è tuttavia reale: infatti anche le lesioni interne prodottesi per causa interna ripetono pure sempre )e loro o rigini dalla causa che ha. richiesto lo s for zo e che è sempre esterna.. L 'imprevedibilità. dell'infortunio s i riferirà. sempre ed e;;senzia.lmente all'in· dividuo, poichè gene.rica.mente parlando è sempre prevedi bile •ma media. aru1ua di infortuni. La definibilità. cronologica va intesa n e l senso che l'infortunio sia. subitaneo o che almeno -si verifichi in uno spazio di tempo relativamente breve. La. legge sulle assicurazioni dispone che l'assicw·azione stes.<;a sia fatta. per tutti i casi di morte e lesione provenienti da infortuni che twvongano pet- causa violenta, in occasione del lavoro_ D concetto di violenza im,Jlicito in dotto articolo deve avere una interp retazione piuttosto lata, non limitata all'utto materiale subitaneo o r apido, che p rovoca un guasto materiale rilevttbile. ma ooten.'!ibile a qualsia.c;i azione, capace di disor ien taro p iù o meno r ap id amento tutto qual comp )03 • so di funzioni organiche ch e costituiscono la sanitf~ fi;;i ca o p~ichica_ Inoltre oc corre ancora. p er la stessa. legge che l'infortunio a.vven~ra in ocC!~«ione di lavoro: il che a.vviené sempre quando lo speciale lavoro produca il rischio dal qua.le l'irt·
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ERNIA DA. lNFOR'EUNIO
fortunio stesso proceda. n rischio poi è generico, se grava su tutti indistintamente, è specifico quando viene a gravare solo su di una data specie di operai e per circostanze inerenti allo speciale lavoro cui sono addetti (p. es., il carbonchio è rischio specifico per i cardat.ori di lana, lavoranti di pelletterie, scaricanti di pellami grezzi, ecc., è generico per coloro che non maneggiano affatto tali materie). Conseguenza dell'infortunio è il danno .economico dell'infortunato, nella valutazione del quale occorre però tenere presenti alcune condizioni o concame, che debbono pesare tanto s ulla. valutazione del danno che della sua. entità. Esse si riferiscono allo stato anteriore del danneggiato che 'può anche essere stato la causa p rima dell'infortunio (p. es. un epilettico, ohe in preda all'accesso viene travolto da macchina o cade sugli attrezzi da lavoro, ecc.), o che può aggravarne le conse· guenze (emofilia, fratture in soggetti tabetici, facile recettività dell'individuo per germi patogeni) o che può risvegliare stati morbos i latenti (focoJai tubercolari da contusione, ecc.).
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Le ernie della cavità addominale che formano ·rargomento della monografia, sono costituite dalla fuoruscita di un viscere dalla cavità stessa entro una estroflessione del peritoneo parietale (definizione di Graser), che si inizia in corrispondenza delle così dette porte erniarie, risiedenti in quei punti d ella parete addominale dove la solidità della parete·stessa fa difetto. Tale estroflessione peritoneale,dallo stato di semplice fovea, sotto il persistere delle condizioni patogeniche si trasforma in sacco erniario, vero e proprio diverticolo del peritoneo, che assume varia forma a seconda del tragitto e della resistenza dei tessuti tegumentali. In esso distinguesi un colletto, che però manca nelle ernie allo stato di punta, un corpo ed un fondo. Non è il caso di insistere per il fine cui tende questa rivista, sulle successive trasformazioni che subiscono le pareti del sacco col tempo e stùle va.rie forme del sacco stesso, nè sul suo contenuto,poichè la questione dell'ernia da infortunio riguarda più specialmente e direttamente i fattori ·etiologici. Le ernie inguinali rivoestono per la loro maggiore frequenza corrispondente importanza nella vita militare. La porta di queste risulta triplice, costituita cioè da tre piccole porte che tutte fanno capo al tragitto o canale inguinale, ciascuna delle quali dà origine ad una varietà di ernia. Partendo dalla linea mediana abbiamo la fovea interna determinata dalla depressione del foglietto parietale d el peritoneo fra le salienze dell'uraco e dell'arteria ombelicale : in questa si deter· mina l'ernia interna o sopra-pubica. Più all'infuori fra le salienze dell'arteria ombelicale obliterata e dell'arteria epigastrica si delimita la fovea mediana nella quale si origina l'ernia media, mediale o diretta. Ancora più esternamente, all'infuori cioè del ciglio formato dal foglietto peritoneale che si incurva sull'arteria epigastrica, esiste la fovea esterna o laterale, nella quale si origina. l'ernia laterale, esterna od obliqua esterna. Qualunque ne sia l'origine, il tumore erniario si dirige verso quella fessura della parete, che p rende nome di canale, o meglio di tragitto inguinale. Questo presenta due aperture : una addominale, o profonda, interna {rispetto alla superficie del corpo) ed una cutanea o superficiale od esterna (sempre rispetto al corpo): in rapporto però alla linea mediana del corpo, l'apertura addominale è esterna e l'apertura cutanea è interna : perciò sarebbe più propria la denominazione di mediale per lo sbocco cutaneo e di laterale per l'addominale. Ovvia è l 'importanza dello sbocco mediale per la genesi dell'ernia, costituendo le sue condizioni u.no dei caratteri di predi.sposizione all'ernia : ritengo quindi conveniente richiamare in breve la struttura. L'aponeurosi del muscolo grande obliquo dell'addome nel suo punto di inserzione al pube appare divisa in due fasci o pilastri, uno laterale che si attacca al tubercolo pubico, mediano, l'altro che va alla sinfisi pubica inc.r ociando le sue fibre con quello del lato opposto : resta delimitato uno spazio ovalare in basso, più ri· s tretto verso l'alto dove l'angolo di biforcazione è smussato dalle fibre arciformi, all'azione delle quali Tompson attribuiva lo strozzamento dell'ernia. Completa l'or itìcio, in un piano superiore, il liJ<amento di Colles (o pilastro posteriore), costituito da fibre del grande obliquo del lato opposto che si fissano in ~>arte al corpo e spina d el pube, in parte continuano con J'uponeurosi del muscolo pettineo e col
ERNIA DA INFORTUNIO
ligamento del Gimbern.at, che vedremo a proposito del canale crurale : anche a ~uooto si
volle a ttribuire un'a~done costrittrice nella {:enooi dell ' ernio. strozZ6to..
Le dimensioni dell'orificio mediale variano a J>areti addominali contrat.te o rilassate : r estringesi nel p rimo, si dilata nel secondo caso ; donde il precetto di .esaminare l'anello tenendo il malato in decubito dorsale, con coscia flesseed abdotte. L'orificio laterale od addominale si presenta come una fessma situata tm po' all'indietro della metà del ligamento di Poupart. Le pareti del tragitto inguinale sono costituite, l'anteriore dall'aponevrosi del muscolo grande obliquo, l'infer iore dal margine superiore concavo del legamento di Poupa.rt, la superiore dal margine inferiore del mw;colo piccolo obliquo -e trasverso. La poster iore, che è la più interessante, è formata dalla fascia trasvensale di Cooper proveniente dalla. parte inferiore della membrana fibro;;a di rivestimento della faccia interna del muscolo trasverso. Detta fascia ader isce inferiormente a l ligamento di Poupa.rt, alligamento di ·Gimbernat ed alla cresta pettinea : è rinforzata nel lato esterno del ligamento d i Resselbach costituito da. una lamina fibrosa -che si attacca in basso all'arcata crurale ed in alto si disperde nella fascia trasversale; <fallato interno è rinforzata dalligamento dì Henle aderente a.l tendine congiunto (il quale rappresenta l'attacco pubìco dei muscoli piccolo obliquo e trasverso). F ra questi due rinforzi corrisponde la parte mediale della fascia trasversalis, la quale -offre la minore resistenza alla pressione interna e costituisce la più facile porta per l'ernia diretta. La fovea inguinale int-erna, o sopra pubiea, non ha rapporto diretto col canale inguinale ed è situata dietro il ligamento di Colles : la fossetta media corrisponde all'apertura mediale del canale inguinale e la laterale o Ci!terna corrisponde all'apertura addominale o laterale del canale : si deduce che le sole e1·nie che percorrono tutto il canale sono le laterali oblique esteme. Ernie inguinali.- Possono essere acquisite o congenite: queste si pro<lucono pel difetto di obliterazione del canale peritoneo-vagina.le, che, formatosi t ra il settimo-ottavo mese di vita intrauterina durante la discesa del testicolo, scompare in condizioni normali entro il primo mese di vita extrauterina riducendosi ad un cordone (legamento va.ginale) poco differenziabile dagli elementi del funicolo. Ma p u ò rimanere pervio in toto od in parte ed in esso può impegnarsi il viscere, dand o luogo a.lle due forme di ernia: testicolare o peritoneo-funicolare (M:algaigne). La p rima è un'ernia obliqua esterna, che a causa della differenza del lume del canale peritoneo-vaginale può assumere la forma di bisaccia o di· clessidra (per due restringimenti: uno all'anello inguinale mediale, l'a.ltro allo scroto): nella funicolare l'intestino scende solo fin dove il canale peritoneo-vaginale è obliterato, però l'oblitera.zione può essere incompleta, esistendo ancora piccola comw1icazione tra il sacco e la cavità vaginale sottostante : ed in ta.l caso può costituire Wl cercine <li strozza.mento di viscere che, sotto una spinta violenta da t.ergo, vi si impegnasse. Fra le ernie acquisite i tipi p rincipali sono l'obliqua e&terna che può anche raggiungere il fondo scrotale : essa supera nel suo percorso due restringimenti rappresentati dai due orifici del t ragitto inguinale: è suscettibile di facile aumento con esito di riduzione della lunghezza del tragitto, per modo che a poco a poco le due aperture vengono a coincidere e l'ernia può presentarsi come ernia diretta. A seconda del grad~ abbiamo la punta, quando l'interntizio sporge daH'apertura inguinale ma non si impegna nel cana.le, l'interatiziale, quando l'intestino occupa il canale ma non sporge dall'apertura mediate, il bubbonocele, quando l'intestino fa sporgenza da tale apertura e l'ernia aeratale, quando raggitmge la loggia scrotale. L'ernia diretta si produce attraverso la fovea mediana : non percorre il canale ma fuoriesce direttamente dall'apertura mediale di questo: si forma per lo più dopo i 40 anni : assume forma globosa, non ha tendenza ad aumentare, non scende Jnai nello scroto : trae origine da una diminuzione del tono muscolare, specie della parete addominale. L'ernia intema od obliquo-interna o soprapubica, si fa attraverso la fovea interna: procede con direzione obliqua dall'interno all'esterno rendendosi manifesta all'anello inguinale medio : è molto rara. . ~e crurali. - La porta è costituita dal setto crurale di Cloquet (parte inferiOre della fascia trasversalis), il quale divide la c.a.vitil. dell'addome dal canale -crurale. Questo canale, a forma di infundibolo, si origina dall'anello femorale
ERNIA DA INFORTUNIO
e termina in basso alla confluenza. della safena interna nella vena femorale : risulta formato da uno sdoppia.mento della fa.<;cia femorale che avvolge i vasi. Ha. tre pareti delle quali l'anteriore formata dalla fascia cribriforrnis, pure proveniente dalla fascia. femorale, la. la.tero-e-;terna e l 'interna formate dalla aponevrosi di rivestimento del psoa.s iliaco e del pettineo. R.isulta un infundibolo triangolare, con base in alto all'anello femorale e apertura limitata all'indentro dal ligamento del Gimbernat (forn"tato da fibre curve che dal pilastro esterno dell'anello inguinale mediale si in,<;eriscono a.ll'a.poneurosi del pettineo all'indietro dal liga.mento soprapubico del Cooper (s ituato sulla cresta pettinea e che si confonde con l'inserzione alla ste3S8o del muo:;colo pettineo), all'esterno dalla fa.s cia ileo-pettineo. (diramazione delligamento di P oupa.rt, dal quale si distacca a circa cm. 4 dalla spiua iliaca superiore anteriore, dirigendosi all'eminenza. ileo-pettinea alla quale aderisce). L'estremità inferiore del canale offre dtte aperture, una più esterna pel passaggio della vena femorale, l'altra più interna. per lo sbocco della. safena nella femorale. n canale ste.;;so è occupato nei 2/ 3 esterni dai vasi. nel rimanente dai linfatici : a questa corrisponde il setto crurale di Cloquet, che forma. il punto debole per la fuoriuscita dell'erni.a · In seguito ad usura della Ja.m.ina cribriform.is, l'ernia può tendere a crescere ed a spingersi in varie direzioni, anche verso l'alto ; il s uo sacco è formato dal peritoneo, che spinge innanzi il setto di Cloquet e dal connettivo della regione. Ernie ombelica-Li . - L'anello ombelicale è la più gro:;sa scontinuità della linea alba, circoscritta da fasci fibro3i delle aponeuro;;i dei muscoli larghi d ell'addome : i due terzi inferiori dell'anello ombelicale sono occupati da una rna.ssa fibrosa, residua dell'maco e dei vasi ombelicali obliterati. Nel terzo superiore invece i due foglietti del connettivo sot tocuta.neo e pre;>eritoneale, sono a contatto : è questo il punto più debole attraverso il quale si forma l'ernia ombelicale. Nel connettivo pres;ieroso esiste. una fascia o bendelletta.a fibre trasversali (fac;cia di Richet). tesa tra le guaine dei mu<>coli retti e che passa. a mo' di ponte sulla. faccia posteriore della linea alba, sfiorando tangenziatmente l'emicirconferenza. superiore del foro ombelicale. Dei due margini s u periore ed inferiore della ben della il p rimo è per lo più fi.o:;so alla linea alba., a 4-5 centimetri sopra la cicatrice ombelicale: l'inferiore invece è libero e limita una specie di tasca o di canale ombelicale, nella. quale può interna.rsi il viscere erniato che, iin que.'S to caso, ris ale verso l'alto. Se. come in qualche cas o avviene, è fisso invece il margine inferiore e libero quello superiore della. fascia di Richet, l'ernia si produce con cammino discendente. L'ernia ombelicale più comune è la diretta che sii produce quando la cicatrice ombelicale viene progre.;;siva.mente dLstesa e la. fascia od il canale di Richet sono !>'pinti in avanti coll'intestino; è invece indii·etta quando l'inte:;tino si impegna nel canale ste3sO.
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Emie della Unea alba.- L'intreccio delle fibre aponeurotiche che la com]l Ongono la.sciano al disop.ra dell'ombelico degli spazi a losanga per il passaggio di vasi e di nervi e di zolle adipose, che secondo Testut sono come istmi di unione fra gli strati connettivali sottocutaneo e preperitoneale. Questi spazi costituirebbero le p orte dell'ernia. della linea alba, ernie che, a. seconda del segmento di d etta linea nella quale s i presentano, s i distiuguono in epi~~;a\ltriche, juxta.o:nbelica.li. sottombelicali. L'ernia. epigastrica. non sarebbe qua<;i ma.i mediana, ma deviata leggermente a sinistra ; troverebbe la sua ori11;ine da li pomi sotto3ierosi che s-:Jingendo:i i in avanti t rarrebbero seco il viscere. Le sotto:nbelica.Ji sono p ro:>rie delle donne pluripare. In que3te ernie il sacco s i confonde col teu uto adipo~o che le circonda. . Non ri tengo di occuparrni oltre, data la. loro rarit1\, delle ernie dello spazio del Petit (lombari), otturatorie, sottopubiche, perineali, dia.fra.mmatiche.
Eziologia deU'erni.a. - Nel sesso maschile sarebbe frequente più che nel femminile · la po!!sibilità d ella produzione d ell'ernia aumenta nel bambino fino ad un anno dalla nascita.; diminuisce quindi fino al l 5°, aumenta poi di nuovo progressivamente fino al 65" anno di età. Anche dell'ereditarietà occ.orre tener conto nella. gene~i clell'emia.. Fra le cause predi;,:;ponenti in prima linea è la debolezza delle pareti che può essere congenita od acquisita. Predispongono all'ernia la forma del ventre: triloba.to (per tre sporgenze dell'ipogastrio, una centrale e due laterali) ; a bisaccia. (per marcato. sporgenza della porzione sot bmbellicale); a g rembiule (proprio delle
EllNtA DA lNFORruNIO
pluripare). Gli inguini molli del Kocker con marcata sporgenza. della regione del ponte Poupa.rt, specialmente evidenti coll'aumento della. pre;;sione e ndoaddomi-
nale: alcune deviazioni dei tragit.ti che s i pr~enterebbero quasi verticali, difetti di !!viluppo del muscolo piccolo obliquo in pros~imità. dell 'ape..tma addominale del tragitto stesso. Altre cause predi~ponenti debbono ricercarsi nella debolc;~zza generale, malattie debilitanti, degenerazioni muscolari per malattie infettive (degenerazione cerea muscolare nel tifo), dimagrimento, spocia.lmente se s uccessivo ad obesità per re.;idua. flacciditit dei tessuti da perdita. di elw:ticità. Qualcuno ri· tiene però l'opposto: cioè cha il forte accrescimento del gra.-;so producendo tensione in ogni senso tenderebbe a. d issociare il tessuto fibroso degli orifìci. Stati morbosi, quali la tosse ostinata, l'ostinata s titichezza, il vomito ripetuto, il mal di mare che duri qualche tempo, condizioni ~;:peciaH professionali (soffiatori di vetro) sarebbero· ca.uRe determinanti. Fattore important~ dell'ernia è la preforro.azione del sacco, che dà luogo alla. varietà dell'ernia. congenita ed a cquis ita cui s i è già. accennato. La formazione di sacchi acquisi ti viene da alcuni autori attribuita alla trazione di liporni preperitoneali, da altri alla graduale pressione de i visceri addominali; nessuna di tali cause vale però a det~rminare la formazione di un sacco e conseguente ernia, o per lo meno esse dovrebbero agire associate. Svariate sono le cause determinanti : sollevamento e trazioni di pesi, esercizi ginnastici (S~tunidt presenta una s tatistico. di 24 ernie su 191 militari per tali esercizi : ::)chweining su 2122 soldati erniosi Mrrebbe constat-ate in 1566 l'e rnia d opo esercizi alla. Pba.rra, s alti, salita alla fune (è un po' forte ..... ). In complesso le cause· determinanti si possono riunire in tre gruppi : l) • traumi che producono scontin.uità. delle pareti ed ernia traum.atica consecutiva. ; 2) u brusche diminuzioni di spazio nella cavità. addominale pet· contusioni• o compress ioni acute : 3) 1 aumento d ella pressione addominale per contrazione delle pareti muscolari della cavità per sforzo o conato corporeo. • • Lo !l forzo o conato è \IDO stato speciale, nel quale colla contemporanea. contrazione dei mu;•coli toraco-addominali e colla. chiu.<mm della. ~lottide. s i cerca. di trasformare tutto il tronco in un sistema rigido per servire da fulcro alle leve rappresentate dagli arti. Nello sforzo si possono distinguere tre momenti : in.<;pirazione profonda, chiusura della glottide, contrazione dei muscoli toraco·addominali e consefZwmte compressione ed immobilizza7.ione dei visceri. Il conato ha per effetto \ma modificazione della press ione nelle due cavità; nel torace l'aumento di pressione non potendo eRercitarsi sui vil'<ceri, e;<sendo le pareti laterali per la gabbia. ossea poco modifìcabili, s i eserciterà. prevalentemente sul diaframma che si spiana e preme a ~na. volta !'< ni viRMri nddomina.li. Nello R.Òrlome invece ~i nvrh. effettiva diminuzione di spa7.io e conseguente aumento di pre!l~ione. Questo dovrebbe pertanto far risentire i suoi effetti sui punti parietali ove la re.sLstenza è minore: e specialmente contro quelli che per la loro struttura sono più facilmente· vulnerabili.
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Le ernie acquisite possono avere sviluppo lent?, quq,Je la Ti;~ulhm:a. di t 1t~ i picc Jli s forzi oomu1i della vita., e s m J le più fnque1t.i: ma. p >SSOn> p ar e m&"lifesta.l'Si più o meno bruscamente in individui già. predil'<posti o presunti inde nni. Quest' ultime, che intere>sano ~p ecia.lmente pel· le question i me:Iico· lt>~ìtli cui possono dar luogo, comprendono le ernie da lesione o traumatiche e le erni tl da.. !'<forzo od ernie di forza.. Non bisogna confondere l'ernia di forza con l'ernie. infortunio, pcrchè que$ta può e;;.<;ere determinata da un awava.mento·di ernia preesi.stente o da. riernpiantmto di s acco g ià pree3i.o;tente, mentre nell'er nia di forza non Ri deve tener conto dol fattore predisponente e considerare tale quell'ernia che solo s i p roduce con uno sforzo unico, abnorme, improvvisamente in sog!!etto sano. Il'lolto discordi ,;onole opinioni citate in larga me<~se dall' A: il Borri, che dell'argomento s i ò molto occupato pur ritenendo molto difficile la produzione di una tale ernia, non ne pnò· escludere la. comparsa per eccezionali:ssime c ircoste.nze.
ERNIA DA INFORTUNIO
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oppure ha provocato un atto operativo per cura radicale, a richiesta dell'individuo stesso, può rivestire qualche importanza riguardo agli ufficiali e sottufficiali. Tale • aggravamento può essere quantitativo, quando si rifru:isce a modifìcazioni del grado e del volume di un'ernia, o qualitativo quando interessi la irriducibilità, l'incontenibilità., processi infiammatori ; accidenti tutti che po~ sono modificare profondamente le condizioni di un'ernia. Mentre molti autori ritengono possihile un aggravamento quantitativo acuto in seguito a sforzo, altri lo e.<;cludono, ritenendo che il sacco, in virtù della propria elasticità. anche su una p raM ione abnorme lo ha disteso, possa tornare allo stato quo ante subito dopo la cessazione della prCEsione stessa. È più facile che i due aggravamenti- quantitativo e qualitativo - si assommino, e che cioè contemporaneamente alla dis tensione del peritoneo si produca un in()Qrceramento della ernia per eccCEsivo riempimento del sacco, rea.liz~eandosi cosi quello che il Borri chiama aggravamento misto. ll Sorge combatte l'abuso che vien fatto da parte di operai di riclùeste di indennizzo per aggravamento, specialmente quantitativo, per ipotetici aumenti di nùllimetri, forse di centimetri, di un'ernia in seguito a infortunio. Egli IUllffiette che per l'indennizzo debba il danno essere veramente effettivo, reale, pel quale siano cioè intervenuti fattori tali da mo· ·difica.re seriamente le antecedenti condizioni di idoneità. La gravità è cioè in rapporto delle grandi differenze : se grave è la differenza fra l'essere ernioso ed il non esserlo, se importante e grave è la differenza fra una picciola ernia ed un -oscheocele, fra ernia riduci bile e non riduci bile, <'Ontenibile e non contenibile, pie· cole differenze di volume e di grado che non modifichino la contenibilità e la ridu·cibilità, non devono, secondo lo stesso A., costituire aggravamento. •valutazione medico.legal.e. -Fra i dati clinici dell'ernia di for7.a che, con quelli forniti dall'etiologia., contribuiscono a darle particolare fisonomia. medico· giuridica, uno dei primi a. rilevarsi è il dolore, che è per lo più immediato, violento, da coetringere l'individuo ad abbandonare subito il lavoro e ricorrere subito al medico. Alcune volte però al dolore brusco, istantaneo tiene dietro una tregua, per -cui l'individuo riprende le proprie occupazioni ; in qualche altro caso interviene la. tolleranza individuale, quasi l'insen.<;ibilità al dolore: ne consegue in tali casi ·che questo sintomo particolare viene a perdere molta della s ua importanza. .Si aggiunga. poi che anche il ricorso al medico viene fatto spesso non subito, ma dopo un certo periodo di tempo, nel quale il paziente spera in una tregua. od in una risoluzione spontanea, se non, e questo è anche p eggio, ricorra prima all'opera di -qualche empirico. Al dolore p~sono associarsi il pallore del volto, la nausea, talora anche vomito e schok : sintomi che sarebbero, secondo alcuni, segni di strozzamento. Però sulla loro presenza, sul loro grado, sulla loro peculiarità, od eventuale a!!senza non bisogna essere assoluti. Gli autori in generale ammettono nella genesi dell'ernia di forza anche l'intervento di lesioni locali, siano esse rappresentate da lacerazioni, smagliature, -dia.s~i di membrane fibrose o da semplice impedimento al ritorno in sede del viscere erniato: però non tutti sono d 'accordo nell'ammettere di necessità lo -strozzamento per completare il quad.r o dell'ernia. in questione. Così il Randone riferisce di ernie presentatesi acutamente durante il servizio militare, nelle quali lo strozzamento mancava. Bisogna. peraltro convenire che in molti ca.'>i si tratta di strozza.mento di piccole ernie preesistenti, ignorate o diE!'imula.te ed in questi casi le lesioni locali mancano affatto. Si è attribuito pure importanza al volume deB'ernia, nega.ndosi che un'ernia voluminosa po!!sa. esser.> i manifestata acutamente: ed effettivamente, in linea generale, l'ernia acuta deve essere piccola, poichè per quanto lo sforzo che l 'ha originata abbia potuto determinare la.cerazioni, sfian· -camenti ecc., è inverosimile che dette lesioni possano raggiungere grado tale da permettere al peritoneo di protendere sotto forma di sacco voluminoso. Anche l'esame dello stato dell'anello inguina.le mediate. epecialmente di quello del Jato <>pposto all'ernia., potrà. fornire un dato etiologico nello stabilire la predisposizione o meno del soggetto, per quanto non è infrequente di trovare anche normal· mente differenze, dirò di calibro, fra i due anelli. Concludendo: è fuor di discus.'lione l'ernia traumatica proprian:ente detta, da. violenza esterna, che econ t inui, anche solo sotto cute, la. parete addominale. È possibile un'ernia da sforzo, con caratteri ben definiti e lacerazioni musco· la.ri o fibro -a.poneurotiche, ma è rarissima e deve essere la sua diagnosi corro· bora.ta da tutto il quadro clinico ben noto che l'accompagna.
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• G. Ft1NAIOLt e V. TELESE. - Epilettoiàùmo ed endocr-inologia ri.apetto aU'amropologia criminale ed alla medicina legale militare (Rassegna di studi psichia trici. Siena, fase. 1°, 1927).
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Gli AA. dànno ulteriore contributo clinico allo studio dei rapporti traendo· crinologia ed epilettoidismo, forma di speciale interesse medico-legale militare. Espongono O$J:ervazioni s u una nuova ~erie di soldati di tipo violento, invia ti in, osservazione presso l 'Ospedale militare di Firenze. L'analisi è stata sempre effettuata. con il metodo d 'indagine morfologi.co cJinjco endocrino-neuro-psicologico. L'involucro morfologico prospetta. già allo studioso sintomi di ontogenesi viziata con gradazioni di perturbazione diversa, ma tale da fissare doverosamente la di lui attenzione. Sul sistema cardio-vascolare si concentra l'osservazioneantropologica del cuore, dei vasi, per le loro non rare alterazioni nei rei e nei predisposti al delitto. Il dinamismo nervoso rileva la più intri~eca e più interessante aberrazione che renda ragione del disordine di condotta. individuale. Su l'anomalia di sviluppo dell'intellettualità e del sentimento predomina. in tutti gl'individui il disturbo di volontà, per cui eesi non hanno potuto conformare gli atti e armonizzare contegno e parole coll'esigenze del momento e dell'ambiente collettivo, anche di fronte a stimoli tenui, insignificanti, hanno essi reagito immediata· mente e sproporzionatamente con azioni automatiche, che offrono analogia con i movimenti bruschi degli archi diastaltici mesencefa.lici o spinali. n disordine psichico si è associato a turbe nelle altre parti dell'asse cerebrospinale; irregolarità di moto, irregolaritt\ dei riflessi colla caratteristica della debole-.o~za dei rifies.<;i c.utanei e della. vivacità di quelli tendinei, irregolarità. d ella sensibilità oggettiva, ecc. Di ma&simo interesse è l'analisi della formula endocrina per l'influenza che gli ormoni spiegano su tutto l'asse nervoso e specie sul lato sentimentale della psiche. Gli AA., confermando l'influenza del fattore endocrino sulla genesi criminologica, mettono in risalto la frequenza dell'elemento ipersurrena.linico, distiroideo, di spituitarico-ipergenitale nel suscitare ed aggravare i fenomeni epilettoidei. Di norma, rilevano una sindrome plw-iglandolare con concomitante disordinenervoso vegetativo, in alcuni casi a tipo va.gotonico, in altri ipersimpaticotonico. D opo dotte considerazioni antropologico-criminali, che non possono venire riassunte, gli AA. terrW.nano con considerazioni medico-legali militari, che per la. loro importanza. pratica meritano l'attenzione di tutti e specialmente quella del· le Autorità. sanitarie superiori. I militari fatti oggetti di studio, ad eccezione di uno, erano già stati molte volte condannati per furto, lesioni personali, ecc. Questi precedenti borghesi, se opportunamente segna.la.ti a.ll'a.tto del reclutamento, autoriz7.avano l'esame immediato personale ai fini antropopsichia.trici : ne sarebbe allora scaturita la diagnosi psicopa.tologica, nella casistica formulata. Poichè non si può ancora. avere d'ogni recluta. la. rispettiva. cartella. a.na.mnestica, è necessario almeno provvedere a che siano tempestivamente segnalati all'Autorità militare gl'inscritti di leva. con i peggiori connotati borghesi per l'accertamento precoce dell'adattabilità all'ambiente speciale di ordine e di disciplina. Questa procedura è l'unica. c!' e possa soddisfare a intenti profilattici; oggidi poi sarebbe più 11.1tilmente attuabile di un tempo in quanto il dato anamnestico può incontrare conferma nei reperti dell'esame obiettivo. resi più agevoli più ampi, più probativi. sia mercè il progresso morfologico, sia mercè l'analisi neuro· endocrina-costituzional.iistica, avviata a sicuro avvenire. n provvedimento del segnala.mento precoce 1\ll&mnestico di talune categorie di rei borghesi integrerebbe l'altro salutare provvedimento, emanato in feb-
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braio 1926 dalla Direzione centrale del s ervizio santtario militare, relativo alle norme di sorveglianza sulla condotta di soldati da parte di ufficiali, di graduati, dii medici reggimentali, in quanto quest' ultima d ispos izione rivol~erebbero soprat utto a quelle reclute, che n on h8IlllO rivelato squilibrio notevole di comporta-
mento pratico sino all'epoca. della coscrizione. I due p rovvedimenti dunque si, completerebbero all'intento d i più ampia ed -efficace profilas.~ i morale. BIAOINI P IETRA. Ricerca n ell'wìna degli zuccht7ri Fehling riduct11ti col mRtodo micrologico di Oa<'Jtellani. (Giornale di batteriologia. e immunologia., n. l, 1927).
ll lavoro dell' A. è stato eseguito nell'l !<tituto di medicina tropicale, dire tto dal Castellani, e riguarda un metodo, >Che utilizza. le propdetà. che particolari microorga.nisnli hanno di fennentare de terminati idrati di carbonio con svilu_Ppo di gas, metodo basato appunto sul diverso comportamento che quest i div erst gernù presentano di fronte a diversi idrati di ca.rbOJùo ; diversità che ne consente precisamente la identificazione. Se, ad es., si saggia un d e terminato zucchero di fronte a due germi, i quali s i sa che hanno per lo zucc hero comportamento identico, kanne per il maltosio, e poniamo il caso che dei due germi uno dia sviluppo di ga.s e l'altro nò di fronte allo zucchero in e~>ame, naturalmente ei p otrà ritenere che s i tratterrà di maltosio. In pratica. i ger mi che si uti.lizza no per que;,ti scopi, oltre ad alcuni germi noti, quali il b. coli e il gruppo dei b. paratifici, appartengono ad iforniceti del genere ~ Monilia ». Le ricerche e~>eguite dall' A. concludono in favore di questo metodo molto semplice e pratico, che per i bisogJù della clinica offre indiscutibili va.ntafrgi di fr<>nte ai metodi chinùci, e, come tale, è meritevole veramente di un più largo impiego. L 'aìln. mim~ria n eg-li adolescenti.
(LanC'et. 25 clic. 1926). L ' A. ha riesa.n i.nato, a. di~ tanza. varia di tempo (da. set te a q uattordici anni), l'urina d i trenta individui, i qua li erano st.a.t.i in epoca p1·ecedente riconosciuti affetti d a. alb un1i.nuria., ed ha. potuto stabilire che in occassione del second o asa m e e!<Si erano tutti, senzi.l. eCèe7.ione, in b uone condizioni di sàh1te. NeSsuno ·di essi presentava la lordosi, cbe era stata. prospettata come possibile spiegazio ne d el fenomeno. Di essi soltanto cinque e ra.un di tipo ne n·oso. e di y uesti, due soltanto si ri cordavano di aver sofferto di qualche s nmimento. La. scarlattina era. preesistita. in uno solo dei t ron ta soggetti : uno presentava ossalati n ell'urina, sei d ei trenta. soggetti prc.«entavano ancon1. albuminuria; in c inque il carattere orto,:;ta.tico era. evidente, e cioè l'albunlinuria. mancava nell'urina del mattino e durante il j:!iomo scompariva, d opo un certo periodo di riposo. In u no dei sei casi l'a.lburoinmia. esisteva anche nell' ur ina d ol 11111ttino ; e quer,ti d ecedette sei anni dopo pex· nefrite ac uta. L'A. inclina a crociere ch e in questo caso la. n e frite non debba interpretarsi come un aJ:!gravarnento dell'albuminuria. constatata precedentemente, ma piuttosto come un fatto nuovo sopravvenuto JlOr a ltra causa. L'intiero gruppo fu rie.'!a.rtùna.to m1'a.ltra volta. a. distanza di 17 anni ed oltre. Solo 6 non furono riesaminati e cioè il morto e altri cinque : due di que~>ti non pote rono essere rin tracciati. D egli altri tre, m1o dovette lasciare le proprie occ upa.zioru perchè affetto da. c iclite e da disturbi visivi, uno p er sifilide e il terzo j)er ulcera. gastdca. I n nessuno di questi t re casi l'albuminuria può essore consid erata come elemento causale. Gli altri 24 sono tutti in buone cond izioni d i saluto, molti d i essi avevano anche una. s toria clinica. negativa: altri avevano sofferto di malattie che non potevano, per natura. loro, essere attl"ibuite alla precedente .al buminuria.. D a questo studio, l'A. conclude che negli adolescenti (masclù) l'albuminuria o .r tos tatica si r iscontra in pressochè nel 5 % : in tm considerevole ntunero di casi la forma permane per molti anni e qu~ta. forma è compatibile con le condizioru nor ma~ di yita. e con la più completa efficienza fisica. Nella ~and e ma,g~ioranza dei casx l'uno~~: emessa dopo un periodo di riposo è priva di a lbumina ; q ueE!ta forma. non è ~pectfica di alcun tipo particolare, nè d el coside tto tipo nex·voso, nè d ella lordos1, nè dell'Ossa.lurìa. o d ella scarlattina.. BM' RFOii D. -
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RIVISTA D ELLA STAMPA )1EDICA ITALIANA E STRANIERA
PAONIELLO. -
L'ann'J. chimica (Torino, fratelli Bocca, 1927 ).
L'A. direttore dell'Istituto chimico-fa.r!IlQCeutico m ilitare, in questo p regevole lavoro, che ottenne ill 0 premio nel penultimo concorso su temi militari, fa. una. brii' la.nte esposizione eli tutte le applicazioni della scienza. chi:rnica. a.ll'ru·te della g uerra. Premesso un breve ria.ssLmto storico sull 'impiego g uerresco d elle sostanze chimiche. l' A. stabilisce una. classifica·~ione di questi aggressivi in base alle p roprietà. fisiche (ga..';sosi, liquidi, solidi), all'azione fuiologica. (asfissianti, lagrimogeni, tossici, vescica.tori, sta.muta.rosi) ed alle finalità. di guerra. (fuga.ci, persistenti, penetranti ), mettendo in rilievo l' impiego tattico e strategico dei principali fra. essi. Tratta. quindi d ei metodi per l' uso dell'at·ma chimica., accennando ai vari ordegni e sistemi adottati dai vari eserciti, e della. difesa. antigas, collettiva. ed individuale, descrivendo i vari procedimenti di carattere meccanico, calorifico e chimico. Suceessiva.mente iUustra. l'organizzazione generale dei belligeranti per la guerra. chimica., in rapporto all'industria nazionale di pace e con speciale riferimento a. quella. germanica. ed italiana.. E, come a.d uno dei mezzi pib potenti di azione d ella guerra chimica.. l'A. dedica. uno speciale capitolo a.ll'a.via.zione, esaltando i meravigliosi progressi della. nostra. armata. del cielo. E spone infme i criteri che debbono servire di base alla preparazione dell'ar ma chimica. per l'avvenire, la. quale non si improvvisa, ma richiede la collaborazione continua e competente di scienziati e di uomini politici.
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ThoN. -La vaccinazione pro(ùllttwct contro l'in!lwmz~. (Terapia, n. 2 - 1927) .
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La recente comparsa dell'influenza in alcune regioni di Europa ha riportato in primo piano l 'ardua quistione della. profilassi di questa infezione. Gli autori che tentarono la immunizzazione attiva contro la influenza si preoccuparono anzitutto di determinare i germi presenti negli ammalati e nell'ambiente epidemico, aUeswnòo i vaccini con i rnicrorga.nismi isolati con maggiore frequenza. I vaccini contro l'influenza furono numerosi, di composizione assai varia. e, nella. grande ma.g· gioranza dei casi, polibatterici. Si possono riconoscere tre categorie di va.ccini : una prima, di vo.ccini allestiti col solo bacillo di Pfeiffer; una seconda di vaccini contenenti il bacillo Pfeiffer, più altri germi rappresentanti di associazioni batteri· che agenti delle complicazioni, ed una terza categoria di vaccini, nei quali il bacillo di Pfeiffer, ritenuto inutile, è escluso. In Italia gli esverimenti di vaccinazione contro l'influenza furono scarsi, a. differenza che in altre nazioni. n più importante di questi tentativi fu fatto a Milano per iniziativa di Belfanti. Il vaccino Belfanti conteneva. comples.~iva.mente t re miliardi di germi, ossia. rispettivamente un miliardo di bacilli di Pfeiffer, di pneumococchi e di streptococchi. L'Ufficio di igiene d i Milano ap rì un'apposita sezione di va.coina.zione, mentre vari ospedali, orfanotrofi, manicomi, ed altri isti· t uti provvedevano a.Ua i mmunizzazione del loro personale e dei ricoverati. Tentando di formulare un giuclizio sul valore della va.ccinazione antinfluen· zale, è necessario esaminare separatarnente, sia il valore protettivo delll\ vaccinazione sull'attacco di influenza., sia l'effetto della vaccinazione sulla comparsa delle complicazioni broncopolmonari, sia sulla mortalità. Dalle statistiche, si desume che la. grandissima maggioranza degli autori che praticarono la vaccino-profilassi n ella. pa.ndemia. influenzale nelle contrade pib diverse e nelle condizioni di ambiente più dissimili, ha constatato un reale valore della immunizzazione contro l'attecchimento della. malattia. Tutti i dati sono infatti concordi nel dimostrare che i vaccinati furono colpiti dalla influenza. in minor numero dei non va.ccinati. Per quanto concerne le complicazioni, le statistiche dimostrano che i non vaccinati sono colpiti da processi broncopneumonici da. tre a. dieci volte più frequen· temente che gli a.mma.la.ti precedentemente vaccinati. Riguardo alla mortalità, essa apparo nettamente inferiore nei vMcinati : i vAccinati colpiti da influenza soffrono generalmente forme pitt lievi e p re.c;entano pertanto uno. mortalità. ridotta. da due a venti volte in confronto dei non vaccinati. La durata. della validità dello. protezione conferita colla. vaccinazione antinftuenzal·e ò concordemente assai breve, e non oltrepassa gli 8 mesi. Si può in complesso concludere favorevolmente circa. la ef'fica.cia della vaccinazione.
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STRANIEHA
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Sin.&rom·i nervose orga.mche r.onsecutive a le.9ioni del cervello per ferite di guerra. (Cappelli, Bologna, 1927). L'A., rna.llgiore medico pre.; so l'ospedale militare di Trieste, ha pubblicato or ora., p ei tipi d ell'editore Cappelli di llologna., un pregevole sLudio, cot·reù~:~.to da numerose osservazioni cliniche, sull'ar·gomeuto. · Si tratta di un lavoro accurato e co.;;cenzioso, in cui da un lato Rono J'ia.sillilte e analizzate tutte le teorie e disctt.-.se e sobtopo.;;te a <l acuta cri~i ca le spotesi anclle recen~issime sulla. funzione delle varie zone dell'encefalo, dall'altro sono applicate tali teorie ed ipotesi allo stu:lio dei casi clinici, i quali portano un contributo importante alle ricerche sulla. fisiopatolog ia cerebrale. Il libro è tanto p iì'l :neritevole di considerazione in quanto rappr9i>cnta \m contributo valido ed efficace che la medicina militare italiana porta alle studio dei reliqua.ti delle ferite di gllerra dol cranio. Sarebbe perciò dooiderabile che tntti gli ospedali ne fa~es~ero acquisto per dotarne la. loro biblioteca, e che tutti gli ufficiali m edici ne avessero cognizione. PICCOLI. -
C. BIONDI. - Il problema infortuniatico deU.e ernie inguina.li (Rassegna della. previdenza sociale, n. 2, 1927).
n Biondi, con l'indisct\Ssa competenza che tutti gli riconoscono in medicina legale in genere ed in infortunistica. in particolare, tratta. in modo succinto, ma chiaro e dimostrativo come un teorema. euclideo il problema che tanto interessa noi medici militari. Merita perciò siano conosciute le conclusioni dello studio breve, ma. logico e serrato come un sillogismo : • Tutte queste considerazioni dimostrano che, integrando le conoscenze più moderne della. fisiopatologia e della clinica intorno alla produzione delle ernie inguinali, coll'analisi logica e giuridica delle nozioni di causa. e di occasione. non è ormai più possibile riconoscere ad uno sforzo, piccolo o grande che sia , dignità di causa rispetto alla. manifestazione di un'ernia inguina.le, di cui esso rappresenta soltanto l'occasione. • E poichè le nostre leggi infortuni distinguono nettamente il concetto di causa da. quello di occasione, tanto è vero che negli articoli 7 (L. A. l. I.) e 3 (L. A. I. A.) si contrappone la. causa violenta della lesione e della conseguente incapacità lavorativa. alla. occasione di lavoro, è chiaro che non è lecito riconoscere la esi.c;tenza o l'aggravarsi fatalmente progressivo di un'ernia. inguina.le come effetto di un infortunio del lavoro, cui può soltanto attribuirsi. quando esistono le altre condizioni volute daJle leggi (violenza. della causa ed occasione di lavoro}, l'eventuale episodio acuto intercorrente di dolenzia o di strozzamento con tutte le sue conseguenze, che possono magari arrivare fino alla morte, ma mai a. rendere di un tratto più voluminosa un'ernia preesLc;tente •· G. G. PINCHERLE.- La sacroileite. (Radiologia. Medica, fase. 3, :m.a.rzo 1927}.
Col nome di sacroileite l'A. intende di inquadrare in un nuovo capitolo la. sintomatologia. dipendente da alterazioni infiammatorie dell'articolazione sacroiliaca., e che può e.c;sere ben indentificata nella. sua. sede e nella etua natw·a. mediante le ottime radiografie, che si possono ottenere con l'uso del diaframma a.ntidiffusore Potter·Bucky. La denominazione fino ad ora usata di sa.cro-coxalgia. e di sacro-coxite è impropria. perchè in queste affezioni dell'articolazione sl\Cro-iliaca non sono interessate le articolazioni coxo-fero,ora.li, le quali invece conservano la. loro integ!'i ti\. Si tra.tt.a. di sintomi che spesse volte sono simili a. quelli della. sacralizza.zione della Va. lombare, a quelli della. sciatica, della lumba.go, e però con l'esame radiologico possiamo non solo riconoscere la sede e.<sa.tta dell'affezione, ma altresl determinarne la. natura (tubercolare, osteomielitica., luetica., gonorroica.} e stabilire la diagnosi differenziale dal reumatismo deformante, che interessa. l'articolazione sacro-iliaca analogamente a quanto avviene per i cor,)i vertebro.li. Tale studio è particolarmente interessante per il radiologo militare, in quanto spesso è chia.ma.to ad obbiettivare, mediante un esame radiologico, i sintomi dolo· rosi lombari o lomboischia.lgici, quando il solo esame clinico non è sufficiente per condurre alla diagnosi di sede e di natura. CnESl'ELLANI.
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Mo:REL-KA.lm.- Radiografia e radioscopia neUe affezioni croniche dei polmoni. (Bull. et memoires Société de Racliol. Médec. Frane., n. 136, feb· bra.io 1927).
DELHERM E
G li AA. hanno in seno alla società: di radiologia medica di Francia discusso una circolare di quel Ministero del Lavoro, Igiene e Previdenza. sociale, la quale invita. i radiologi ad astenersi dal fare le radiografie per i minor11.ti del p olmone -e a. limitare gli esami alla. sola prova rad10scopica. La. ragione dl tale detenni· nazione ministeria.le è quella di istituire economie, dato il costo elevato del materiale radiografico. In seguito alla discussione, viene stabilito dl invitare lo stesso Minis t ero e -quello delle Pensioni e deiJa. Guerra a. voler considerare che la prova. radiografica., oltre a costitui1·e nn documento impersonale e duraturo, dà effettivamente dei po.r· ticolari, che sono molto più precisi di quanto non dia la. radioscopia, e perciò, ol· tre a. rilevare delle forme incipienti di tubercolosi, che potrebbero sfuggire alla ra.di.oscopia., può d ocumentare altresì le varie fasi della malattia. Alla obbiezione poi che l'interesse economico dello Stato deve essere superi ore a q uello individuale, si è convenuto di rispondere che la. doctunentazione obbiettiva. ed esatta delle vere JesioJù polmonari può con maggiore sicurezza contribuire a far abbassare spesso la categoria. di pensione, il che rapp resenta per lo Stato un vantaggio considerevole, in confronto alla spesa di una o due pellicole, anche :se di grande formato (30 x 40). CRESPELLANI. E. G:aAF. -
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SuUa malaria di guerra. (Klin Wochenschrift., 17 settembre 1926).
L'A. rileva che la malaria durante la guerra mondiale assunse notevole svi· luppo nell'esercito tedesco. Colpi il19, 56% degli effettivi superando quasi del dop· pio le epidemie di guerra classiche : infezioni tifoidi, tifo esantematico e colera ; a ndò aumentando di anno in anno, sfidando la profilassi chininica. Na.turahnente infìerì di preferenza fra le truppe dei fronti meridionali. Nell'ufficio di assistenza. di Dusseldorf l'A. ha potuto accertare che dopo 7 anni dall'armistizio, la malaria. in atto è totalmente scomparsa., nel senso che non si hanno più recidive; però si erano avuto sino all'anno prima.; d'altra parte in alcuni soggetti Jlersistono basofilia e mononucleosi, il che fa. supporre che l'infezione non sia del tutto spenta.. Nel 10 % circa di antichi ma.larici residua.no sequela, per lo più funzionali, del sistema nervoso: neurastenia e neurosi cardiache e va.scolari. PEimF.N~. -
Disordini mentali rht vaccin(lzione profìlattioo IJournal de l\Ic'decine de Bordeaux, u. 3. A1m0 19:?7).
L'A. riferisce di nn soldato, il quale ebbe una. doppia vaccinazione antivaiolosa. e antitifìca. Dopo sei giorni da queste inie;o;ioni fu colpito da di<>tnrbi men· tali, che furono dia.gostica.t·i per confusione mentale acuta., con st-ato maniaco so· pra.ggiunto. La. inunediata comparsa in seguit.o alle vaccinazioni di questo disturbo non fa pensare all'A. a nn puro fenomeno di concomitam:a. morbosa. L'A. ritiene invece dover incrirr.inare lo shock t-ossico. tant.o pit1 che i fono· meni che seguirono alle iniezioni di polivaccino furono d'ordine confusionale; nè pure si può diTe quale parte abbia avuto la vaccinazione antivaiolosa. nel det.er· minismo dello stato confusionale. Ciò che é im portante, tuttavia., ò che occorse la iniezione eli poJi,·accino per ;;ca.tenare i fenomeni che nessuno prima aveva constnta.to nell'ù1fermo. I sintomi gene· re.! più carattcrist.ici fw-ono in questo ammalato uno stato più o meno iebbrile. ce· fa.lea, insonnia, a.ltema.ta. dD. sonno ricco di sogni cd inr:nbi. L"ecceziona.lità del ·Caso ne spiega la relazione. FRlBOURD-BLANC. - Gli esiti tardivi delle ferùe del cram:o (Annales de Médecine Legale, 1927, n. l). Otto anni dopo la fine della guerra, è interessa.nt,e rendersi conto di ciò che è -divenuto dei feriti nel cranio, durante il grande conflitto, controllare quali sono
RlVI'lTA DELLA Sl'AMl'A. MEDICA ITALIANA B STJlANT.ERA
.fenomeni patologici che persistono, e domandarsi se, dopo questo lasso di tempo, si possono considerarne i postumi come definitivamente consolidati. Un'inchiesta ed alcnne interessanti osser vazioni cliniche fatte al centro neuropsichiatrico di Val de Gràce conducono l'A. a conclusioni piuttosto pessimiste. Dal punto di vista clinico egli pe~ che la prognosi still'avvenire d ei « tra.pa.nati • debba. essere riservata, a.nche dopo 5-6 anni dalla tra.pa.nazione. Nelle perizie medico-legali. la. sindrome su biettiva. dei trapo.na.ti è spesso apprezzata in modo insufficiente. È vero che molti di costoro sì dànno al bere, e l'intossicazione etilica interviene per una. buona. parte nella sintoma.tologia osservata, specialmente per ciò che concerne l'emotività, l'irritabilità, la cefalea e le vertigùù; ma. un esame minuzioso di questi soggetti può bene mettere in chiaro quali sintomi sono dovuti più a ll'una che all'altra. causa. L'importanza della sindrome dei tra.pa.nati a.'lSai di rado è proporzionale all'estensione della. breccia. crruùca.. Comunque. bisogna tener ben fisso il principio che il tra.pa.na.to è un individuo minorato in modo permanente. W . Lu'fz.- Sul traUamento abort·ivo della blenorragia.- (t>chwc iz. Mediz. Wochcn· schrift, R gennaio 1927 ). È nota l' ùnporta.nza che può avere il trattamento abortivo d ella. ble norragia : i vantaggi che da esso derivano sono straordinari per quanto rig uarda. non solo la rapiditd. della cura., ma. anche il conseguimento di una guarigione assoluta. che metta al riparo dalle pos.<>ibili e piit o meno gravi seqnele, le quali pur tt·oppo ancor oggi, coi coroUIÙ metodi di cura, non s i riesce talvolta. ad ovitare. ll metodo abortivo, che l'A. descrive, riesce a dare dei risultati assai brillanti nella. quasi totalità dei casi, purchè però l'infozione no.n di\ti da olt1·e 5 giorni. n trattamento quindi assai bene indicato in questi infermi, in cui si verifica solo scolo di sierosità, ma non ancora ò cominciata. l'emi.s sione di urine torbide, caratteristiche dell'infezione. L'attuazione di questo trattamento abortivo è a..'lSai facile. Quando l'esame microsr.opico delle Flim·osità emessA, rivelA. In. p r P.i'<enzn dei gonol\or.ehi, si r.ominoi senz'altro a prnt.icare delle pennella.ture con ovatta imbevuta in una. soluzione a.ll'l-2% di nit-rato d'argento, in corrispondenza degli ultimi 2-3 centùnetri del canale uretrale fino alla fossa na.vicola.re. Q.ueste peonello.ture vengono ripetute due o tre a.l giorno. Contemporaneamente si praticano due iniezioni giornaliere endouretra.li di una. soluzione al 0,5 % di protar~olo, avendo cura che il liquido iniettato rimanga nell'interno dell'uretra per almeno cinque minuti. L'A. !'i ferisce di a.vere sottoposto a questo motodo mm1erosissimi pa:tienti e di avere ottenuta nel 90 % di essi, giù. al quarto g iorno di cura, la. completa. scomparsa dei gonococclù dal liquido uretrale. HI.mXIrEDH: R. -Contributo allo studio della ge11esi dello stato d·i allenamento.-
(Klin. Wochenschrift, 1927, n. 12). L'A., in 14 ù1dividui dediti a s)lorts diven;i ed ottimamente allenati, ha trovato che la tensione endoa.lveolaro dell'CO, ragg iungeva in media. 46,02 millimetri di Hg., che la. riserva. alcalina. era aumentata.. e ehe la r'urva del polso venoso era assai somigliante a quelle clte s i possono ottenere sperimentalmente colla. somministrazione di sostanze. Questi risultati confortano la concezione, secondo la quale nello stato di allenantento si ha a che fare con una. modilìcm:ione dell'organismo nel senso di 1m'a.lca.losi, rispettivamente, di un predominio d ella. parte va.gale del s isterna. nervoso della vita vegetati va.. La l"ola conseguem:a dimostrabile di ciò si ha nel comportamento della pre.'!Sione arteriosa. ; la diminu7.ione di essa infatti corrisponde al progressivo costituirsi dallo stato di allenamento. E sercizi .fisici ripetuti provocarono, a. seconda. della loro intensità, modifìca?.ioni di natura. diversa.. In individui che praticavano esercizi di allenamento. gradualmente progressivi, si notò un graduale sviluppo dello stato di allenamento ; ma, nel ca..<>o in cui essi superarono un deternùna.to limite, si ebbe un aumento della pressione arteriosa e della frequenza del polso, che rùna.sero tali durante parecchie settimane ' -Giornale di nttdicina militare.- Faao. VU.
(;ONF'ER.BNZE SCIENTIFICHE D i!:OLI OSPEDALI &l iLITARI
per poi diminuire quando l'organismo si era adattato a questo richieste notevolmente s uperiori alla norma. I n individui allenatisi con esercizi di media intensità, la pressione sanguigna diminuì dopo pochi giorni ; la diminuzione invece, dalla frequenza del ]Jolso e della tensione endotùveolare dell'CO,, si verificò d opo Wl periodo di tempo maggiore: quest'ultima poi fu tanto p ii1 pronta quanto più pro~redito era lo stato di allenamento.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argo menti trattati (Ili preussi nmli ''"11111 1111 limint ttatnlt ti suitl llilillrt ••l 1• al 30 gi1gae 1921). medico GIORGIO CmABRERA : Fisio-patologia deUe cap8Ule aurrenali e prese?l.tazione eU ttn caao eU m elanodermta addisoniatm. Accennato allo sviluppo, morfologia ed istologia delle glandole sw·renali, l'O. parla della biochimica del secreto surrenale, distinguendo, nei riguardi fisiologic i, le fWlZioni della corteccia dalla midollare, e discut.e diffusamente sulla pato· genesi della mel anodermia, che più direttamente interessa per la presentaziondel caso. Dopo brevi cenni sulla patologia e sulla clinica degli stati di iposurrena.lis.mo, totale e parziale, presenta infine un caso di melanodermia a tipo addisoniano, di· scutendone l' interpretazione diagnostica. ALESSANDRIA . -Maggiore
BARI. -
Maggiore medico
CARLO
DE
Liso :
Prote?tioterapia allpeci{u:a .
Premesse le diverse opinioni teoriche degli scienziati sul meccanismo d'azione della terapia proteinica, l'O. fa una esposizione sulle osservazioni delle reazioni aspecifiche nell'uomo sano e nel malato, distinte in reazione di focolaio e in rea.zio· ne generale. Dopo aver trattato degli aspetti apparenti e latenti della reazione proteotossica per quel che concerne l'iperter mia, lo schock emoclasico, i fenomeni circolatori , le azioni riflesse del simpatico, le reazioni ematiche, passa a considerare gli effetti terapeutici nelle complicazioni della blenorragia e delle tùceri veneree, concludendo con la constatazione del benefico sicuro effetto nella evoluzione di tutte le adeniti veneree. BARI. -l'r!aggiore medico RAFFAELE CIVITA : Sulla carie dentaria. L'O., esposti i concetti generali sulla carie dentaria e le varie teorie, passa in rassegna tutte le cause p redisponenti che nella genesi della car1e non sono senza unportanza, e cioè : gli elementi calcici ; l'influenza. delle glandole a secrezione interna; la vitalità dello smalto; l'inBue.n za delle razze i la civilizza7.ione; l'alimentazione; i difetti nella struttura dello smalto i il tabacco ; l'igiene orale ; la saliva ; le affezioni morbose locali della bocca e della faringe ; il sesso; l'età; l'ereditarietà; l'azione del terreno ; i mestieri. Parla. infine delle cause coadiuvanti, quali le fermentazioni e le putrefa.z.ioni, e conclude doversi ritenere il processo carioso come la risultante di due ordi.rù di fattori : fattori clinici e fattori parassitari. Maggiore medico ANToNIO MLu>oNNA.: Tisi iniziale e lotta antitttber· colare.
BABI. -
L'A, dopo aver esposto i vari stadi della. tubercolosi, s'intrattiene in modo particolare sull'infezione tubercolare primitiva infantile e relativi esiti, nonchè sul fenomeno di Koch in rapporto all'immunità antitubercolare.
CONF.F :RENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDAI.l ~!TLTTARI
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Tratta. quindi della reazione alla reinfezione o superinfezione e descrive analiticamente i fenomeni generali e locali, spesso associati, dello. tisi incip.iente. in base anche ad osservazioni personali. Infine, accennato alle varie opere assistenzia.li aanatoriali, para e post-sa.natoriali, espone un suo personale concetto circa un più moderno indirizzo di lotta antitube rcolare. in rapporto anche all'attuale concezione delle varie fasi del processo tubercolare. colonne llo medico NICOLA BRUNI: La soja nell'n!i mentazione U11uma. L'O., riasstmte alcune nozioni ~enP.rali sulla costituzione dE> l sc•ne di fnunento' sulla preparazione della farina e suJla panifìca:-zione, ac<:'enna alla questione in genere della a.;similazione e quindi utilizzazione doi viu·i principi nutrit-ivi contenuti ne~li alimenti vegetali, soffermandoBi in particolar modo sullo. questione della digerihilità delle proteine di origine vegetale. Riferito s ulle origini della soja e sulla sua importazione in Buropa. nonchè sulla utilizza:~.ione fattane prima e dopo la guerra, accflnna ai caratteri botanici della pianta, a.lla sua coltivazione ed ai vanta.p'~i che questa presenta rispetto ad altre culttu·e, mo:stran.do anche un esemplare della pianta stessa, e d iverse varietà di semi e farine. Confronta l'a.'3petto microscopico de l seme e della farina. di soja con quello del fnunento e di alcw1e Jeguminose, trattenendosi s ulle divei'Sità esistenti a. riguardo del contenuto dei principi alimentari. Parla quindi dei vari modi di utilizzazione della soja ed accem1a al problema. della qualità dell'olio contenuto nel seme ed a,gli inconvenienti c he ne derivano per l'impiego di tale farina nella panifica.zione. Conclude dimo~'<traudo come la questione sia innanzi tutto economico-agricola, neces;;;itando prima di ogni altra cosa, risolvere il pmblema. della convenienza o meno della coltivazione della soja, sia in paese come cultura principale, o come cultura intercalare, sia. in Colonia: e solo dopo aver risolto tale punto capitale diventerà di pra.t.ica attuazione la utilizzazione della detta leguminosa o per l'alimentazione untana, o per quella animale, ovvero anche per altri usi industriali. BOLOGN,\ . - Tenente
BoLOGNA. -
Mag~iore medico AUR.Euo DE ·MARTNIS: Sul servizio sanitario reggi-
mel'l.t.ctl.e in guerra.
L'O., premessa w1a breve esposizione sulla costitul':ione attuale del personale e del materiale ::;nnitario rogl!iment aie i 11 guerra, es:1ono i critori da secruirs i nell'impianto del posto di medicazione nelle varie contingenze e ne descrive il suo funzionamento durante e dopo il combattimento, precisando il còmpito tecrùco dell'ufficiale mod ico reggimentale nel soccorso dei feriti, con speciale cetmo dei feriti fratturati, e nella cura dei malati, ne l loro tra.o;;po1·to dalle prime linee a l pOlito di raccolta della sezione di ><a.nit?1, accennando particolarmente al traspot'to doi feriti in montagna. Indica i cr·iteri per lo sgombero ; le misure da adottarsi per tm'a.da.tta. difesa i~rie•ùco-profilattica e trt~.ttn della malaria, delle congelaziorù, delle misure prevt'ntivo delle malattie veneree, e della. lotta. contro di esse, nonchè della lot.ta antiparass itaria. E spone le norme per if risanamento del campo, per la ricerca e lo. raccolta dei caduti e infine parla dei ga.-. impie~Zati durante l'ultima smerra, cle.<;crivendo l'azione biologica e le varie forme cliniche dei ga.,c; da combattimento, p recistllldo per cia.o;;cllll gruppo la. sintomatologia caratteristica. e i mezzi prot.ettivi e preventivi, il pronto soccorso e il trattamento dei colpiti. :\ia.,gg iore modico A c Hri.J,E ARA : La classifìcazione c/ P/le nPjroputie di Volhard e Fahr.
BRESCIA. -
Premessi alcuni ricordi storici s ulla. questione delle nefropatie. dalla monografia di Bright, che per primo trattò delle nefropatie, a tutte le teorie che :-;i sono succedute, fondandosi a volte sul criterio anatomopa.tolol!ico. o 'clirtico, o funzionale, od eziologico, l'O. tratta della. classificazione di Volhard e Fahr, che oggi è accettata da quasi tutti. Ne dimostra quali sono i concetti informatori. corna essa sia basata in felice sintes.i su criteri anatonùci. fun:~~ionali e clinici, come possa essere di guida nella diagnosi delle ma.lattie reno.li ed i n lì ne acc<'nnn. alle critiche mosse.
CON.Ii'Jl!RENZI<i ~C.U:Nl'IFit.'HI~ DEGLI OSPEDALI 1\tiLITA.lti CASERTA.- Maggiore medico LUIGI TATA.RELLI: Un caso di ooricella.
i f
L'O. presenta un caso di varicella, riscontrato in un militare ricoversto per sifilide secondaria. Espone i concetti delle teorie dualistica ed unitaria della varicella, dimostrando, alla stregua dei fatti, la necessità di considerare la malattia come entità nosologica a parte. Fa quindi un'ampia rassegna dei sintomi carat· teristici, confrontandoli con quelli delle altre malattie esantematiche, trattenen· dosi, in special modo, sulla diagnosi differe.n ziale tra la varicella e le altre malattie esantematiche. CHIETI. -
Maggiore medico NICOLA PrTR ELLI : Fi~logia del colon.
Premesse alcune considerazioni sulle coliti in genere, l'O. si intrattiene sulla fisiopatologia del colon, illustrando le funzioni in rapporto all 'importante capitolo delle coliti, e mette in evidenza la. grande importaw.a dell'esame radiologico, di quello endoscopico, coprologico e microscopico delle feci . Segnalate le sindromi coliche a diste.nza : sullo stomaco, sull'apparato vasculo-cardiaco e su quello pol· monare, conclude richiamando l'attenzione sulle importanti funzioni del colon, specie della sua metà destra, e le conseguenti turbe generali dell'organismo nelle soppressioni chirurgiche di tale tratto intestinale. FmENZE. -Maggiore medico CARLO CRESPELT·ANI : Sul tema • Metodi di esame in cardw-radiologia •· Dopo aver esposte le ragioni per cui la semplice osservazione radioscopica del cuore non dà risultati attendibili, l'O. descrive nei suoi particolari la tecnica del metodo ortodiagrafico del Morit-t. e ne illustra i vantaggi e successivamente la figura ortodiagrafica e l'importanza della misurazione dei diametri del cuore nelle varie configurazioni somatiche del soggetto e nelle principali lesioni valvolari ·; descrive quindi i metodi di Bordet e di Pez?j per la. ricerca della punta del cuore snll'ortodiagramma.. Espone infine i principi del metodo radio-ca.rdio goniometrico del R.occavilla e del metodo di radio-plas tica del Palmieri. La conferenza. fu illustrata. con numerose p roiezioni di grafici e di dispositivi. GENOVA. -
Maggiore medico GuALTIERO SAVINT. : Un caso di pleurite saccai.a.
L'O., presenta una ca.'lo di pleurite P.accata osservato nell'ospedale, mettendo in rilievo la diagnosi differenziale con l'a..<Sces.oso polrnonare, con dimostrazione dei
referti radiologici. GENOVa. -
Capitano medico Uoo 1\<LHtT!Nl: Un caso d-i floo~rnone d.el pavimento
della bocca.
L'O. presenta un caso di flemmone del pavimento della bocca con sintonù di speciale gravezza da far sospettare in primo tempo un'angina del Ludwig. Fa la discussione della diagnosi differenzi~le ed espone il risultato delle ricerche di laboratorio eseguite sul sangue e sul pus p relevati dall'am.rn&lato. LtVORNO. - Capitano modico R uaoERO DE HJJ::RON~~u s : Un caso di pleurite m.ediastinica ainù·tra. L 'O. espone un caso di pleurite mediastinica sinistra nella forma detta pseudopericardica e discute la diagnosi differenziale dal punto di vista clinico e special· mente dal lato radiologico. . Parla infine delle varie forme di pleurite mediastinica descrivendone ampiamente la sintomatologia. ed espone infine i moderni concetti eziologici delle plue· riti in genere.
COKFI!:RENZl!: SCUN'l'IFICBE D F GLI Q!;PI:DALI :MILITA.RI
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N.u>ou.- Capitano medico GucntTo FELSANI : Il jcmdomento biologico delle
neurops-ico8i. L 'O. afferma che la indagine biologica. a.pplicata. n el campo della p~<iclaie.tria. ha largamente contribui to ad integrarne le conoscenze patogenetiche, sp ecialmente quando si è cominciato a considerare come psichiatria e ncupatologia duE:\ aspetti della. stessa unità, e tratta della interdipendenza. anatomica. e funzionalo tra. il si· stema nervoso centrale della vita di rela.zione e quello neurovegetativo : la perso· nali tà è una risultante biologica somatica. e psichica.. Descrivo quindi i meccanismi sirnpa.tici e parasimpa.tic i con le loro correlazioni endocrine e l 'antagonismo fu.n· ziona.le catabolico ed anabolico che ne deriva. Sulla scorta di tali concetti, l'O. illustra infine alcuni a ~-petti pitl care.tte1·istici eli varie psicosi. P.ADOVA.- Tenente colonnello medico Euo TmELLJ: Un caso di stenosi lar-ingo. trac}teale.
L 'O. presenta un !'Oldat.o inviat-o d 'urgenza all'oSJ;eda.le perchè presentava aiJannanti fatti di steno~i laringo-tracl1ca.le. L'eFarr:e del condotto lari n~o-tracheale non miFe in ri lievo nulla che spiega.o;:se detti fenomeni e la necessità di un interv ent-o chirurgico. Venne somminist rato un pur~ante e si notò la esp·uJsione di nuID()Tosi ascaris lombricoides e l'immediato diminuire d ei fenomeni su accennati. Si insistè 11ella cura antielmintica fino ad espulsione completa dei parassiti conte· nuti nell'intestino e la cel'sazione dei dist.urbi laringo-tracheah. È notorio che la presem:a di ta li parassiti nell'intestino de l bambino produce spesso dei disturbi nervosi,la. di cui nat\Jra da a lcuni si ritiene riflessadall 'int~ti no, da altri (Nuttal) tossica. L "O. cit-a le os.o::erva.zioni di Linstow, Artus e Chanson, Scyderhelm e conclude che si deve ritenere assai probabile la teoria del F. Fleury, che d etti fenomeni siano dovuti all'azione tossica. P ADO>A. - Tenente 10loxu.ello n :edico ELIO T rnELLJ.; D d/e lt;nie. L 'O., colla scorta di preparati microscopici, fa una minuta do.c:;crizione delle varie specie di tenie, tan to nell'uomo che n ell'ospite int.ermedio (maiale: ta.enia solium; bue: ta.enia. saginata.; fE>JZato del topo : taenia CJ'Ossicolly). Parla quindi del modo di trasporto dell'ospite intermedio all'uomo, dei caratteri clinici della malattia nell'uomo, degli organi p iù frequentemente colpiti, delle complican7.e, diagnosi, p rognosi e profilassi. P Al-ERMO. - Maggiore med.ico BENEDETTO CAFFARELLI : DiRturbi di ccmduzione del miocardio. L'O., dopo aver brevemente riassunto l'anat.omia e la. fisiologia del sistema spe· -cifico del cuore e dell'influenza del s istema n er-voso (vago e simpatico) sul nodo del sono e sul centro di Ta.wara, tratta delle forme cliniche dei disturbi di cond u· zione del miocardio. Parla del blocco seno atriale e della ari t imia perpetua e aritimia completa, l a quale dipenderebbe da un blocco seno-atria le, per cui si avrebbe una quantità di stimoli eterotopi interferentisi in tutta la parete atriale, che produrrebbero la fibrillaz ione atriale. Posc ia. trat ta dettagliatamente del blocco a.trio-ventricolare. che fra i disturbi di conduzione è quello c he è stato meglio individualizzato in clinica., parlando dell 'ezi <;»logia, della patogenesi e della diagnosi del blocco atrio-ventricola.re semplice, pal:'.!:lale e totale. Infine illustra la. sindrome di Adams-StocJ,s, in rapporto all'ezio· Iog.ta ed alla. patogenesi. P .ALEllMO . - Tenente colonnello chimico-fa.r:rnacista. REMO CoJu~ADI : J..Iezzi chi-mici per la potabilizzazione delle acque. per
??opo avor parlato dei mezzi chimici per la potabilizzazione delle acque uaate passato (allume, nitrato e fluoruro di argento, solfato ili rame), l'O. passa
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI li11LITARI
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in ra.'>Segna quelli usati nell'ultima guerra mondiale: permanganati (di pota.~io, di sodio, di calcio); alogeni (cloro, bromo, iodio); ipocloriti (di calcio e di sodio) ecc. Conclude affermando che dopo l'esperienza fatta nell'ulti1ao conflitto europeo spettereb be il primato al c loro, che a parità. di peso ha un'azione disinfettante inferiore al bromo e iodio, costa di meno. è facilmente trasportabile in bombole e si presta anche nei c limi. caldi. L'O. richiama infine l'attenzione sull'applicazione pratica. della organizza. zione sulle unità mobili pe1· la depurazione ùi grandi quantità. tli acqua. PALERltO. ragica.
l\fa)2;~; iore
medico GroSEPPE SlJNsERI: Un ca.80 di miosite blenor-
L'O. illustra un caso di miosite blenorragica del bicipite brachi&le di sinistra, osservato in un sottufficial e, con esito in suppw·azione. :Mette in rilievo la rarità quasi eccezionale di tali compllcanze gonococciche extragenitali e l'importanz.a del caso, avendo potuto documentare la diagnosi etiolog ica con l'esame batterioscopico del pus ricavato dal focolaio della miosite.
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PAL&Rllo.- M:1.ggiore mediioo RosARIO S rGNORINO: Un caso di para/.$BÌ IJBBO· cUlla del nervo cubttale e medwno.
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L'O. presenta un caso di paralisi associata d el nervo eubitale e mediano, d 'origine po.>t-tra.um:ttica., rilevande>ne la sindrome clinica nei rapporti d ell'in· nerva1.ione mu'lcolat·e e d ell'elett rodiagoosi. Discute dell'interpretazione diagnostica sul meccanismo di p roduzione, illu~trando le particolarità istolo~iche e le varie teorie sulla. de;e11era.zione dei monconi nervo3i dis ~ali sezionati e dege· nerati, e conclude p roponendo l'intervento chirurgico. PIACE NZA. -
M:~og~iore me:lico GENNARO R o .\IANO.: Traumi e tu.bercolosi.
L'O., d opo di a ver fa.t!.o numero'le citazioni di casi raccol~i nella. letteratura al rigna.rdo e di quelli di esperienza personale, e doi>O minuta. esposizione illustrativa del vario mecca.tlismo d'azione, conclude ~!he, trau ma.t ismo può avere influenza su un processo latente locale, può aggravare processi già maniFesti e può d etsrmine.re estensione del processo ad altre regioni dell'organismo (es. pol· mone). Tra il momento del trauma e il manifestiU'Si dei sintomi decorre un tempo vario : q ue sto peraltro è più a.mpio q uanto si tratta. di accensione di processo in organi lontani d alla. sede del trauma. Il risveglio locale di processo latente o l'aggravamento locale di processo in atto si veririca. con una notevole frequenza. PIACENZA. - Mag~iore medico PIETRO RAMPI : La terapia clor-uro- calcica neUa tttberoolosi polmon4re. Premesse alcune considerazioni sull'impo1·tanza del calcio nella. costituzione e nelle flmzioni umorali dell'organismo, l'O. passa a trattare della. azione emostatica, remineralizzante, sin1pa.tico-tonica, chemioterapica, d iuretica. del c loruro di calcio nelle varie manifestazioni della tubercolosi po1mona.re. Si diffonde sui sistemi di introduzione nell'organismo del farmaco per via ipo· dermica, rettale, endovenoRa. e conclude che il cloruro di calcio dà buoni r isultati nella t ubercolosi polmonare, influenzando benevolmente le condizioni generali, la temperatura, l'es pettorato con diminuzione dei bacilli di Koch, e che la via. d 'elezione di introduzione d e ve essere quella endovenosa. Sottotenente medico A.'lTON!O STANCATI : Sul meccanisn1-o di coagulazione del sa,Tl{Jtte.
SAV!GLLU'lO. -
Ricol'dato che sul meccanismo di coagulazione del sangue esistono numerose teorie, l'O. dice che la. piì.t semplice e la più facile a ri tenel's i è quella. del Duola.ux, il quale spiega la coa~ula.zi one del sangue come quella del latte: si può indurre la
NOTIZIE
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~oagula.zione del latte per mezzo di un caglio che è nn enzima che fa precipitare
la caseina ; ora nel sangue esiste il fibr inogeno che corrisponderebbe alla ca.<>eina. e come il caglio induce la precipitazione d ella caseina, così un enzima speciale che si forma nel plasma (la plasmasi), agendo sul fibrinogeno, indurrebbe la precipitauone della. fibrina..
NOTIZIE . Una eerimonia presao la Scuola di sanità mititare. Il 21 aprile scorso, con cerimonia intima, austera, ma solenne, fu inaugurata una targa che gli allievi ufficiali medici e chimici-farmacisti del corso 1926-27,
fecero murare nel chiostro della Scuola di sanità militare in omaggio al medico caduto in guerra. Vi assistettero il generale di Divisione, il generale modico Trovanelli e tutti gli ufficiali medici della Scuola e del Presidio di Firenze. Erano presenti pure tutti gli ufficiali allievi e gli allievi ufficiali, inquadrat i questi in batt-aglione. A nome dei donatori parlò il tenente colonnello cav. G. Bologna, comandante di battaglione, pronunziando delle parole di ammirazione non solo per i medici caduti in guerra., ma ancora per tutto il Corpo sanitario militare. Rispose rin· graziando, compiacendosi della. iniziativa e prendendo in consegna la targa, il colonnello medico prof. G. Grixoni. La targa in bronzo, pregevole opera d'ar te, è dovuta. allo scultore cav. ~liche· lazzi; l'epigra.fe di un'eleganza, eflica.cia. e semplicità vera.mente cla..'$siche, fu det·
tata. dal senatore prof. Vitelli. La spontanea attestazione di ammirazione di gratitudine, fatta dai nuovi gregari del Corpo sanitario a coloro che fecero olocausto della vita per adempiere la divina missione di soccorrere i fratelli combattenti, è d ogna di grande lode e attesta non solo l'alto spirito patriottico e collegiale dei giovani medici,ma. ad dimostra come la. nostra Scuola di s-anità non prepari solo la mento e la mano all'adempi~e_nto d ogli ardui e molteplici còmpiti che al medico mili tare incombono n ell'eser?JZ!o professionale, ma, ciò che più conta, iti.Stilli, fecondi ed aflini nei suoi allievi 1.p1ù elevati sentimenti di umanità e di solidarietà, stimoli e favorisca la impres~tone ed ammirazione dei supremi valori morali ed intellettuali ; secondi eù esalti il.culto del dovere e lo spirito di sacrificio. che debbono sempre illtuuinare l'animo dt ogni ufficiale e in ispecie di ogni medico militare. Esami di avanzamento a scelta dei maggiori medici. , Nella. seconda quindicina dello scorso maggio si sono svolti prel'sO l O spedale militare di Roma gli esperimenti per l'idoneità a ll'avanzamento a scelta facoltativa dei maggiori medici in s. p. e. ' ~er le dissertazioni su di un argomento della specialitÀ. coltivata dai furono p r eparati dalla Commissione esaminatrice i seguenti tcan~hdati, enu : I~ m edicina: lO) La diagnosi precoce della tubercolosi polmonare -
~etod1 d'indagine clinica e dj laboratorio ; 2o) L A splenomegalie non infet-
tved (Pa~ogcnesi, sintoma.tologia., p r ognosi o cura) ; 3o) L'ittero; 4n) Conoet-ti n:to .erm sul diabete - Sue varietà, cura insulinica; 5°) Angina pe~~0) ris - Concetti attuali sulla. stia pa.togenesi - Attuale indirizzo curativo; z· ~a. metasifilide - Concetto patogenetico odierno di essa - Localizza.r~o~~ ~1ù frequenti; 70) I disturbi del ritmo cardiaco in rapporto ad alteZionl della innervazione intrinseca ed estrinseca del cuore, della. funzione
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NOTIZIEl
endocrin a. e delle affezioni miooardiche e valvola.ri ; S0 ) Aortite di Hell er e<l a.ortite sifilitica. - P a.togene:;i, complicanze e successioni morbose - Diagnosi clinica. e di laboratorio - Prognosi e curo.; 0°) Le nefropatie croniche da. Bright a.d oggi- Segn i cli nici e di laboratorio dell'insufficienza. renaleUremia; l OO) Le deviazioni costituzionali dal tipo normale, studiate in relazione alle alterazioni funzionali del sistema endocrino (funzioni e disfunzioni del s istema neuro-vegeta.tivo). 1n chirurgia : 1°) Conseguenza delle ferite d ' arma da f uoco cranio-
encefaliche, secondo gli insegruunf.lnti dell' ultima. guerra ; 20) Processo di guarigione delle fratture ossee, e s ue deviazioni, secondo le moderne conoscenzs endocrinologiche, ed i risultati dello. s impatectomia. - Trattam ento delle fratture in generale, con speciale riguardo ai più recenti mezzi di contenzione ; 3°) Cura. chirurgica. della tubet·colosi polmona.re - Swe indicazioni - T ecnica. - Risultati; 4°) D iagnosi precoce del cancro, con speciale riguardo R.l carcinoma. gastrico, in rappo rto all'intervento oper ativo - T ecnica. - Risultati prossimi e lontani ; 5°) Diagnosi, patologia e tet·a.pia. della. ptosi gR.stro-intestina.le ; 6°) Patologia. chirurgica. del mesentere; 7 0) Chirurgia. operativa. del simpatico, con speciale riguardo alla. sim pa.tectomia peria.rteriosa. - Meccanismo d'azione - Indicazioni - Rj. sulta.ti immediati e ta.rdivi; 8°) Proiettili inclusi nei tessuti ed organi L oro tollera.bilità. - Criteri generali per l'estrazione immediata e ta.rdi,•a di essi. I n igiene : l O) La. fatica, con speciale riguardo alla. fatica. nella. vita militare; 2°) Le s pirochete pa.togene; 3°) Iniezioni da. vir us .filtrabili; 4 0) Sistemazioni igie.n iche più importanti negli impianti ospedalie ri (costruzione, rivestimenti, rimozione delle materie da. rifiu to, ventilazione, ecc.); 50) La. depurazione delle acque da. rifiuto (mezzi moderni più pratici ed efficaci nell' igiene domestica. e collettiva., con speciale riguardo a. quella castrense) ; 6°) Le vitamine nella. razione del soldato nel territorio nazio· na.le e nelle colonie, tenendo presenti i p r incipali costituenti abituali del rancio ; 7D) Insetti su.cchiatori di s angue - Ma.la.ttie da essi trasmesse all'uomo - Profilassi generale e specifica ; S0 ) Profilassi della. tubercolosi in generale - Vaccinazione preventiva. antitubercolare - Principi su cui è basata- Principali tipi di vaccini a.ntitubercola..ri e loro critica.- R isultati clinici ed epidemiologici avuti fino a.d oggi. In otorinolarin!Joiatria : 1°) Siùdrome la.birintica e sindrome cer·e · bella.re- Correlazioni anatomiche, fisiologiche e cliniche fra labirinto poste-
riore e cervelletto ; 2°) Nista.gmo, vertigine, segno dell'indioa.zìone - In· sorgenza spontanea e loro s ignificato clinico - Modo di provoco.rli e loro significato nelle diverse affezioni la.birintiche e cerebellari; 3°) Otiti me· die catarrali croniche - Sclerosi timpa.niche ed otosclerosi ; 40) L e condi.zioni funzionali dell'orecchio interno e particolarmente del labirinto posteriore, in relazione a.l servizio militare in genere, ed a. quello dell'aviazione in ispecie ; 5o) Le s indromi anafilattiche in rinologia.; 6°) L e otalgie. N ella. prova. di m edicina. legale militare fW!'ono presentati ai candidati uno o più ammala~. f r a. i seguenti, scelti fra i ricoverati presso l' Os p edale militare e presso il Policlinico Umberto I: Blocco del cuore; otite media purulenta. cronica. con perforazione timpanica ; esiti di paralisi r a.dicola.re s upe riore e media. cervico-bra.chia.le destra. (tipo Duchenne-Erbe) ; diabete zuccherino e sclerosi apice pol mona.re s inistro ; psoriasi ; leuce· mia. mieloide ; coxite tubercolare e morbo d i Pott iniziale lo mbare ; epato· splenomega.lia. da. ma.(a.ria. ; sindrome paralitica. fascicolare dello scia.tico
d. interessante il ramo popliteo esterno ; frenastenia. bìopatica a grado inabilitante (imbecillità in soggetto disindocr ino ipofisi·testicola.re) ; ar· toriosclerosi (sindrome ipertensiva.) ; due casi di sclerosi multipla. a plao che; due vizi diottrici.
Direttore responsabile : .\.RTURO CASARINI, tenente colonnello medico. (3728) - Ro:u'l. 192 1 · Auuo V - Sto.bll imen lo Pollgra'lco per l'Ammlnlstrazio :lo dello Sto.t.o .
IV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - Rela zion i ufficiali. - Un volume di pag. 44. • . . . . . L. 5 1 Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Brux~Jies 1921). Rela zioni ufficiali de l Corpo sani tario militare italiano. . . • . . . 1 6 ~l Congrer lO Internazionale di medicina e fannacia militare (Roma 1923). Ati tdel C(mgresso - Vol. I . - f{.(llazioni ufficiali - Un volume di pag. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 35 Jl Congresso internazionale di medicina e fannacla militare (Roma, 192:~). Atti del Con{Jf"esso. - Vol. TT. - Lavori d el Congres.c•o A nonnmic.a:r.ioni. l Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . . . . . . 60-111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi 1925). Lavori del Congresso e comunicazioni. - Un volume di pag. 88 . l 7Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48 • 5 S. SALINARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata d el premio Riberi. - Roma, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . . . . . • 7 M. CusANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 6 M. CuSANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito Italiano - 1906. . . . • . . . . l 5C. DE CESARE. Studio delle medlastlnltl (mediastiniti suppura tive, ascesso mediastinico) · Roma, 1900. - Un vol. di pag. 144. . • . • . . •• l 5 P. lMBlUA CO. Sull'azione degli attuali fucHI da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie ripro• dotte in fototipia). - Roma . 1903. . . . . . . . . . . . . . . . . l 8 P. lMBauco. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . • . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . • 8 MWROPO~tETRlA MILITARE. Risultati ottenuti dai'O spoglio del f_ogll SMitarl delle classl1859-t863; due volumi in-4° con a tlante; Vol. I (dati antro· pologici eà etnologici) con atlante della geografia antropologica dell ' Italia - Roma, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l 36Vol. II. (Dati demografi~ e biologici) - Roma, 1905 . . • . • . • • 15 t'. BARQFFIO e C. SFolizA. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storta medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . • . . . . . . . . · · · . · • · · •40·L. BeRNARDo e G. BnEzzt. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904 - Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche - Roma, 1905 . . . . . . . . . . l 8:S. GALBUSERA. L'Igiene delle carni alimentari. Manuale d'ispezione delle carni • 20A. CASA.RINI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume d i pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908 • 12A. C.&sA~INr. Le malattie e gli Infortuni neiiB. vita militare. Memoria prenuata al concorso Riberi, 1906. Un volume di pag. 402 con tavole • 18grafiche o statistiche • Roma, 1908, . • . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare D lrulone ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Rom•
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11. I manosorlttl non si restituiscono. I lavori brevi aiTanno la precedenZll(3728) R oma, 1927 - J\Jlno V - Stabllimonto Pollgm:llco per l' Amminlst:razlone dello Stato.
rr Caoamso lotemazlooale di medl[lna etarma[ia lililare. Yarsavia 30 maggio- 4glogoo 1927 Pubblicazione men•lle
GIORNALE Dl
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (DirezioDe ceDtrale di aaDità militare) Giornale d i medicina militare: t88s-IS88 Giornale medico d el Regio Esercito e della Regia Macina: t 88s-r895 - Giornale medico del R- Eserdt_o : r896 -I907
ANNO LXXV - 192 .·
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F ascicolo V/11-JX
SOMMARIO IV CMINIM lntemadenlla di •Hielna 1 fantiiCII militare • V-•la
• Polonia e I talia • Omagaio del Giornale di medlcinn mUito.re al Cori) o sanitario mtlitm-epolacoo
L umdl 8() Mau~ - Seduta Inaugurale ......... . .. ... ......... . .......... . ......... . ............ . Mar r.dl 31 M "'l~ • Mer coltdl 1• Giugno - l TEMA.: Lo li&'(lmbero dei malati e terltl nella guerra
dl movimento . . . .. ... . . .. .. . . . ... . .. . .. . . ... .. . . . ... ............. .. . .. . . .... ........... ....... . Gio<udi Z e ve,.erdl J Giugno - II. TEUA.: Ji:zlologiu e profilassi de ll'iuflucnza . . .... . ...•...... . IU. TEMA. Esiti d el traumatlsmi Ct'anlol e loro trattamen to . .• ... • I V. T EMA. : Gli arseno·be07.oll : metodi dJ analiPI e rilievi obim.lol Sabato 4 Giugno - Seduta dl ohlusurn . .. . . ............... ..... .......... . ......... .. ... .... ...... . IIDIORII! ORI8111ALI:
C_.. - Trattamento delle fratture articolari .. .. .. . . .. .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. . .. ... ReltMI - RJoerohc sulla resistenza dei bao!Ut tubercolllrl degli sputi alla luce sollll'6 u eilll città dl Torino . ......... . ........................................... . ............... .. . . .. ~ -
Pag. 461 • 476 • t
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Sull' ctlopat()8'enelli dell'oftolmln simpntictò . ..... . . . . . . . . .. . . ........... . .... .. .
MEDICINA LI8ALE MILITARE. - Decision( di mae&ima ........ . ....... .. .. . ... ... .. . .......... .. RIVISTA DI TECNICA E IERVIZIO UNITARIO IIIIUTARE .......... ........ . .. ................ .. ... . .IYIITA DELLA ITAIIPA MEDICA ITALIANA E ITRANIERA .. .. .. .. .. .............. ...... .. ..... .. COII8RIEMI . . ........... .. .. . .. ... ........ .... ....... . ..... ... . .. . ........ . ... .. .. ... .. .... .. . .. .. .. OOIIFI!RI!NIE ICIENTIFICHE NE8LI OIPEDALI MILITARI .................. .......... ...... . ...... . IIIIIEOROL0810 •..... . • •. . ....••.• .•....... • ....•...... .... .......... .. ...... . . ... .... .. IIOTIZI • ••.....•. ... . ................... • · · ...... .......... . ................. . .. .... . l'AliTE UFFICIALE ...... .......... .............. .... . ..... . .. .... .. ... .. .. .. ............ . .. . ... .. ..
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. TEsTI. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito Italiano . . . L. 7 II - Ricerche biologiche degli Uffici pstco-flsiologlci di aviazione militare. Uo volume da pag. 236 con 46 figure e 2 tavole . . . . . . , 15 UI - E. Su;'Toao. - Ferite addominali di guerra - Prefazione etei p rofessore N. GIANNETTASIO. - Un volume di pag. 400 con 38 figure. • 30 IV - A. LusTIG - A. Busrnco. - 1 • gas di guerra •· Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - On volume di pag. 104 con t re tavole microgra.fiche a colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. LusTIG. - Brevi cenm storici sulla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale (1915-91 8). - Con 21 figure. . • 7 VI - F. C&.cctA. - Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti in guerra. - Prefazione del prof. R. DALLA VEDOVA . . . . . 6 VIl - S. SA.LL'fABI. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-artlcolari In Jo e 20 tempo. - Prefazione del professore R. ALESSANDRJ. - U n volume di pag. 190 . . . . . . • 20 VIll - A. CAsARtNl. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 IX - La celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. di pag. 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • . • l O X - N. RooxNò. - La profilassi delle malattie Infettive dominanti nelle n~ stre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . . . . • 6 XI - A. CAsAarm. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un volume di pag. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . • 20 XII - G. CAPPELLI. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordinamento dell' Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XIII - S. S.u .rNARI- L'autolesionismo nelle sue varie forme e nel suoi esiti. Un volume .di pa.g. 2-50 . . . . . • . . . . • • • • • • • • • 20 XIV - F. CACCIA e S. R1cci. - Le occlusioni Intestinali (escluse le ernie strozzate) . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . • 5 XV - G. GarxoN.t. - Oeografta medica ed Igiene del nostri possedimenti coloniali. - Un volume di pag. 240 con 3 carte geografiche • 20 XVI - S. SALINARr. - La razione alimentare del soldato In pace ed In guerra. - Un volume di pag. 240 . . • . . . . • . . • . . • 20 X VII - A. CASARINI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare. - Un volume di pag. 60 con 9 figu re . . • . • . • • 7 XVIII - R. P A.LMm.tu. - L'ospedale militare di Napoli e le vicende del servizio sanitario militare napolltano. - Un volume di pag. 72 . • 7 Altr~
pubblicazioni.
La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume di pa g. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n volume di pa g. 100 con 37 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • . Per Giovanni Maria Lanclsl nel Il Centenario dalla sua morte. - U n volume di pag. l 06 con 28 figure • . . . • . . . . • . . • . . . • • . . m Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra. (Roma, 1919) • Relazioni ufficiali e comunicazioni. - U~ volume di pag. 96 . •
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IY CONGRESSO JNTEBNJZIONILE DI IEDICJNI E FIEIICJI
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V ARSA V IA - MCMXXVII
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P O L O NIA E
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Omaggio del Giornale di medicina militare al Corpo saniJario -mili.tare pol&;co.
Il Giimwle di medicina militare, che ha portato H suo modesto contributo nei precedenti Congressi internazionali di Bruxelles, di Roma e di Parigi, vuole, in quest 'anno giubilare, in cui ha raggiunto felicemente la 75a tappa di sua lunga e prosperosa esistenza, essere presen te anche alla quarta riunione di Varsavia e recare il suo saluto augurale ed H fervido voto di un lavoro fecondo per l'alto ideale che guida tutte le sanità militari verso la mèta. sacra: il bene dell'umanità. Nè meglio saprebbe in questa solenne circostanza rendere più gradito e doveroso omaggio alla forte e generosa Nazione polacca, che fu nei secoli fattore prezioso di civiltà, ed ora è risorta a nuova vita, ricostruendo la sua grandezza spirituale sugli stessi principi, ai quali si d eve la redenzione della Patria nostra, che col rievocare i vincoli di sincera fratella~a. e di schietta amicizia, che da tempo immemorabile legano indissolubilmente Italia e Polonia, tanto distanti t ra loro, ma cosi unite d a comuni a spirazioni ed idealità. Anche in quelle terre lontane il genio italico ha brillato di sua inestinguibile luce in tutti i campi delle arti, delle lettere e delle scienze, ed ha contribuito in ogni tempo a r avvivare la fi amma d 'amore che avvince le due Nazioni sorelle. Non è qui il luogo di ricordare le glorie artistiche italiane Sl)arse a dovizia in ogni lembo della Polonia, e, per non uscire dalla nostra ristretta cerchia famigliare, ci limiteremo modestamente a riesumare, come tenue contributo di storia della medicina, alcuni nostri predecessori, che, nati sòtto il b el cielo d'Italia, furono chiamati ed accolti fratemamente in terra Polacca e tennero alta la fama di medici e di scienziati. Già fin dal 1400, nell'Università di Cracovia, che, non sarà inutile ricordare, fu fondata da Casimiro il Gr~de nel 1364 sulle stesse basi dell'antichissimo nostro Studio bolognese, troviamo come lettore apprezzatissimo un Giovanni de Sakis, da Pavia-, egregius magister arti1trn et medici.nne doctor, che si acquistò grande notorietà per avere compilato i primi statuti di quella facoltà medica.
Più tardi, Bona Sforza, figlia di Gia.n Galeazzo, Duca di Milano, quando andò sposa. il 15 aprile 1518 al R e Sigismondo I, recando in Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illun1ina e rinvigorisce, insieme al bel canto, all'idioma gentile, all'arte del Rinascimento ed a tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche, chiamò a ~ra covia. numerosi umanisti, artisti e scienziati connazionali. Erano questi i tempi leggendari, in cni le più belle gemme dell'Umanesimo sbocciavano e crescevano rigogliose anche nelle nordiche terre
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polacch e. L'alto grado di colt.um nazionale si rispecchiava allora in nn fenomeno a.c;sai C<Lratteristico: il fiorire in Polonia di numerosi poeti latini. Paolo De Krosno prenclc ad imitazione Vù·gilio, Clemente Ja.nicki, figlio di un po·vero agrieoltore, viene, non a torto, chiamato il Tibullo polacco, ed è in eorona,to a Homa dal Pontefice come uno dei più illustri Jatinisti dell'epoca.. Ed accanto a questi sorge una numerosa schiera di traduttori: Andrea Kockanowski traduee in polacco l'Eneide; Giovanni Kockanowski, Orazio ed Euripide; Luca Goroichi, Sencca ; .Andrea Cieklinski, Pla.uto; e Pietro Kockanowski la Gerusalemme liberata del Ta..-;so e l'Orlando furioso dell'Ariosto. La lingua. latina è cosi diventata la lingua nazionale in Polonia ed è parlata correntemente da tutte le classi. L'Università di Cracovia si trasforma in un meraviglioso centro di umanesimo ed accoglie studenti di ogni parte di Europa che sono indirizzati con speciale amore agli studi dei poeti latini. Ma. non è nostro compito di rilevare questo trionfo della latinità. in Polonia. Ci limiteremo invece a ricordare i numerosi medici italiani che vissero i n quell'epoca alla corte di Bona. :Fra questi, il medico Giovanni Andrea de Valentinis, di Modena, il quale era stato precedentemente al servizio del Cardinale Ippolito d ' Este in Ungheria; oltre che medico di grande reputazione, egli si dist.inse anche c.ome sacerdote, tanto che fu nominato Preposto di Cracovia con laute propende: morì il 20 febbraio 1547 e fu sepolto nella cattedrale del Wa.wel. Altro medico accolto da Bona alla sua corte fu Giacomo Zofo da Bari, assai noto in quei tempi per un suo libro «dell'infezione, sul modo di curarla e di evitarla». E nella stessa epoca fu pure assai rinomato in Cracovia Valentino Fontana, da l1ilano, mulicus, mnthematic11.~ et p1tysìc1t8 insignis et ext.ra om.ni14m ·i nvidiam doctissin~u.~ et mire h'l!1nmws. Merita anconL di e:;Rere ricordat.o Giorg-io Blandrata., di nobile famiglia di Saluzzo, già dottore nell'Università di ~lontpellier e poi in quella di Pavi<t, scrittore rinoma.t'o <li ostet.ricia. e di ginecologia. Perseguitato in Italia, per le sue t..florie favorcvoli all'eresiarca Socino, riparò a GinevTa e quindi nel 1570 si trasferì in Tmnsilvania, dove conobbe Stefn.no Bà.tory, uno dei principi polacchi J>iù sa{!gi e dei duci più valorosi e ne divenne ben presto. il medico curante. .Acclamato nel 1576 re di Polonia, il Batory introdusse sapienti riforme nello Stato, riorganizzò l'Eserr.ito ist.ituf'ndovi per primo la fanteria. e riordinò il potere giudiziario ~;t a hilendo tri bmmU sepa.rn.ti per la Lituania e per la Polonia; non a, torto quindi fu chiamato «l' ultimo grande re della grande Polonia n. Protelì"e e fn molt.o amico degli italiani, memore degli anni giovanili trase.orsi come studente all'Università di Padova. 11 Blandrata fu nominato da. re Bàtory medico archiatra ed intilno consigliere di Stato. Alla stessa. corte visse pure X icola Buccelli da Padova, d{)ctor meclicinae. Rifugi<'Lto::;i in Tnm. ilvauia. per le sue idee sociuia.ne, seguì ilmonarca. a Cracovia ove trovò molt.i suoi parenti, fra cui Lippi de Buccellis e Pestalozzi. Si ~listinse nelle guerre contro i moscoviti e più volte mise a repentn.glio la v.ita in difelì!~ della Polonia. In premio del suo valore e del
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suo eroismo, re Bàtory gli conceilse di comperare dalla vedova del castellano di Kiew, Paolo Sa.piella, la tenuta di Perewalki con tutte le adiacenze. Dopo la morte di Bàtory rimase alla corte come medico di Sigismondo III e nel1589 ottenne l'indi~enato polacco, che fu e!:ìteso anche al suo parentado. Contemporaneo del Buccelli fu Simone Simoni, da Lucca: studiò medicina a Bologna ed a Padova e fu uno dei più fanatici propagandisti delle nuove dottrine religiose. Accusato di luteranesimo, fu costretto ad esuJare dall'Italia ed a rifugiarsi a Ginevra. Dopo a.ver peregrinato per qualche anno attraverso la Germa.nia e la Boemia, fu chiamato nel 1582 a Cracovia dal re Bà.tory, come suo medico privato ed ebbe fama di uno dei più valenti dell'epoca: ma non raccolse molte simpatie per avere mutato troppo spesso di fede. << Prin~mn 1'<>1nawus, l1l·m calvinian1ls, deinde lutheranus, denus rcnnanus, s&~npe·rque atttem. atheus su.mma religio ». Morl a 70 anni, nel 1602. Ricorderemo ancora Camillo Squareialupi, da Piombino, emigrato dall'Italia. in Transilvania, e quindi ammesso alla corte dello stesso re, come medico, unitamente al Buccelli ed al Simoni, dei quali divenne poi acerrimo nemico. E vissero pure a Cracovia in quei tempi i medici Menabeni, da Milano e Francesco Manadoni, da Fireuze, emigrati dall'Italia, assai stimati per la loro grande erudizione. Sotto il regno rli Giovanni C:l>Rimiro II (1648-1668), ecw.elle un'~tlt.ra nobile figura di medico italiano, Girolamo P inocci, di aristocratica famiglia lucchese, in qualità di << segretario e di assessore della corte di Sua Maestà per le medicine », dal 1648 al 1652, che, oltre medico erudito ed appassionatissimo raccoglitore di libri, di manoscritti e di documenti vari, fu anche valente diplomatico, e nella guerra svedese si .t:· :' "\i .: recò ambasciatore in Olanda ed in Inghilterra per indurre quegli St~ti ' ...... ·;l .'\.. _.. a sostenere la Polonia contro la Svezia. Morì a Varsavia il 28 otto-~ bre 1676. ( E veniamo così, dopo un secolo, al regno di Stanislao Augusto Po-'" -·· , . .· ·" niat.owski (1764-1795 ). Giovane di animo generoso e di spiccato ingegno, fu educato a Varsavia nel collegio dei Padl·i Teatini ed ebbe a maestro di filosofia e di matematiche Autonio :Maria Portalupi, da Milano, grande riformatore dell'insegnamento filosofico in Polonia, che ebbe il merito di introdurre per primo uelle scuole la filosofia del Wolf. Uscito di collegio, compi 1.m lungo viaggio nei principali stati di Europa, specialmente alle corti di Parigi, di Londra e di Pietroburgo. Fu 1.m grande mecenate dell'arte ed un grande amico degli italiani di ogni ceto, che protesse. Basti ricordare che .alla sua corte vissero lungamente gli a rchitetti Merlini, Fontana, Marconi, Corazzi, Monaldo e Berretti, gli illustri pittori Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, con suo fratello Bartolomeo e Bacciarelli, gli scultori Righi, fratelli Campioni e Stagi, i celebri musicisti Cimarosa, Paisiello, Viotti, Anfossi, i letterati Albertrandi. l' ing. Folino Bartolomeo, insegnante all'Accademia milibre del genio, fondata dallo stesso re, l'abate Scipioni Piattoli di Fireuze, già professore all'Univ~rsità di Modena da l 1772, lettore e segretario del Re, il quale fu l'anuna. della. costituzione del 3 maggio, che riscosse l'approvazione generale dell'Europa, e perorò efficacemente la. causa. dei contadini e degli t
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ebrei, riuscendo così a. guadagnare alla monarchia maggiore stima e . considerazione. Ma sopra.tutto, come medi<:i militari italiani, ci è ca.ro di ricordare Michele Bergonzonì, che fu per ben due volte instauratore del Corpo sanitario militare polacco. Di lui già scrisse degnamente il colonnello medico Lodovico Zembrzuski, direttore degli studi della Scuola di sanità militare di Varsa.via, il quale recentemente ne ba rievocata la nobile figura. di medico militare e di scienziato. A noi quindi non resta.,
• Fig. 1. ANGF.LO MlCREl,E JltAlllA BERGONZONI
nella fausta ricorrenza del Congresso internazionale di Va.n~avia, chtl rendere un doveroso omaggio alla memoria. dell'illustre connazionale, quasi· ormai obliato, ed a portare un modesto contributo alla. sua storia., completandone la biografia con quelle poche note che si sono potute ricavare dagli archivi e da11e biblioteche comunali di Bologna e di Milano.
* *. Come risulta dai regiJ>tri battesima.li, Angelo Michele Maria Bergonzoni (fig. l) nacque a Bologna sotto la parrocchia. Laba.rum Coeli il 6 settembre 1748 da Giuseppe Bergonzoni e da Elisabetta Maria Zappoli. Le più accurate ricerche fatte presso gli archivi della città non hanno portato ad identificare nè la via, nè la casa ove nacque. Da11o spoglio del libro del Guidicini, nel quale sono contenuti tutt.i i trapassi di proprietà delle antiche case di Bologna, la famiglia Bergonzoni non figura nella parrocchia Labarum Co(}li: quindi molto probabilmente non dovette possedere un'a.bita~one propria..
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Secondo le notizie attinte dall'opera del Carra.ti «Memorie genealogiche delle famiglie bolognesi (Tomo XIII - Carta 8-10) », la famiglia Bergonzoni non era. nobile, ma apparteneva al ricco censo bolognese. A titolo di curiosità storica, riproduciamo lo stemma di famiglia, ricavato dall'album del Canetoli «Blasone civico bolognese, n. 201 )) (fig. 2) : Campo d'argento piccolo ; monte d ' oro su cui si innalza un albero verde con quattro pomi rossi; capo con tre stelle d'oro in campo .azzurro. Compi il Bergonzoni gli studi nell' antichissin1o ateneo di Bologna, dimostrando fin dai primi anni spiccata vivacità d 'ingegno, congiunta a grande amore per le mediche discipline. L' Università risiedeva in quei tempi nel palazzo dell'Archiginnasio, di cui ci piace riprodurre un disegno dell'epoca (fig. 3). Ed il Bergonzoni fu assiduo frequentatore di quel teatro anatomico, che va celebrato per tutto il mondo come uno dei più artistici gioielli di architettura. È noto infatti che ne furono aut-ori i più rinomati artisti del tempo: Antonio Levanti esegui in abete il rivestimento della parete ed in cedro il soffitto, Silvestro Giannotti le statue in legno degli insignì maestri Morgagni, Fig. 2. Mondino ed altri celebri anatomici delStemma della tsmlglia Borgolllòonl l'epoca, ed Ercole Lelli scolpì le due statue in tiglio, dette degli spellati, adornanti la cattedra, rappresentazioni anatomiche divenute famose e diffuse a mezzo di riproduzioni, poichè costituiscono una sapiente e minuta prepara,zione di miologia sottocutanea dell'uomo (fig. 4). Il Bergonzoni consegui la laurea dottorale in medicina e in filosofia il 12 novembre 1768. Passò quindi nel 1772 a Milano ad insegnare scienze mediche, donde nel 1775 fu chiamato dal cardinale Ga,rappi, nunzio apostolico in Polonia presso il Principe Sanguszki, gran maresciallo di Lituania, come suo medico privato, presso il quale trascorse cinque anni guadagnandosi incontrastata stima e fiducia. Della sua permanenza in Milano, per quante ricerche si siano fa,tte nella biblioteca dell'Ospedale maggiore e negli archivi della città, non è stato possibile avere alcuna notizia. Nel 1780 si trasfcri a Lublino ovc esercitò con grande onore la professione per circa sette anni ed esplicò anche con gTande competenza la sua attività nel campo dell'igiene pubblica, cbé in quei tempi era assai trascurata. Per le sue alte benemerenze professionali e sociali il 22 agosto del1780 gli fu conferito il titolo di consigliere del Re Stanislao Augusto Poniatowski: Vonsiliarius Sacrae Reg·iae M aiestaf,is. ~el1787 il Bergonzoni fu chiamato dalla fiducia del conte Rzewuski~ gran generale della Corona del Regno di Polonia, come medico personale, e con lui si trasferl a Varsavia nel1790.
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Per i suoi meriti universalmente conosciuti gli venne affidato l'insegnamento delle istil uzioni chirurl!i ehc nell' Università c la direzione della Scuola chirurgica, da poco fondata, ed allorchè la Dieta costituente, convocata nel 171:1 9 per concreta,t·e una S(~rie di importanti riforme dello Sta.to, deliberò fra l'altro rtnche l' a,umento dei quadri organici dell'Esercito permanente e di porta re la forza a, 100.000 uomini, dal Re Stanislao egli fu incaricato di riorg~tnizz:we il servizio r-;a nitario e fu nominato generale mcdico capo dell'el'err it.o pola<'<·o. E il 2:; f('bhraio 1791 per le a lte sue benemerenze g-li fn <'~mfpr·ito il diploma di nobilt à (nobil i ta.tis). Jn tal modo egli divenne, e ver domicilio e per diritto, non solo cittadino, ma membro della aristocraz ia di Var:-;a.via; e, pw· vivendo in esemplare modeRtia, senza part ecipare a.gli onori, procurò di adempiere tutt.i i doveri. In fMti, dotato di instanea,bile attività e grande competenr.a, si mise ben pr<>~ lo all'opera. con l'en t usiasmo che gli era proprio, apportando radic~t.li e sapiP.nti riforme nei servizi sanitari de.i reggimenti e delle brigate, sistemando infermerie ed o:;pedali ed is tituendo nuove ambulanze pei servizi di mobilitazione. Per riparare inoltre alla deficienza di chirur gi nel Corpo sanitario, che si faceva, particolarmente sentire a eagione del quasi perma,nen te stato di guerra in mti trovavasi in quei tempi la Polonia, dispose che un buon numero di giovani ufficiali medici fosse inviat-o alle Università del Regno ed anche all'Estero, per perfezionarsi nella specialità. E, come capo della sanità militare, per assicurarsi del buon andamento del servizio, compì accurate ispezioni presso le più importanti guarnigioni alle varie infermerie e stabilimenti sanitari, vigilando personalmente su ogni ramo del funzionamento. Questa nuova organizzazione del servizio sanitario militare non tardò ad essere messa aJla prova e diede subito i buoni frutti desiderati nella guerra contro la Russia nel 1792, che scoppiò come un moto spontaneo di difesa, ma che ebbe il tragico epilogo il 23 gennaio 1793 colla seconda spartizione della Polonia fra Prussia e Russia. Ed il Bergonzoni stesso assunse l'alta direr.ione dei servizi sa,nitari in difficili contingenze, data la deficienza dei mer.zi di approvvigionamento dell'Esercito, da poco sistemato, e che egli seppe felicemente superare. Nel 1795, dopo la perdita definitiva dell'indipendenza della Polonia, smembrata per la terza volta fra la Prussia, la Russia e l'Austria, nonostante l'eroica difesa del va.loroso generale Taddeo Kosciusko, lituano, chiamato il Garibaldi dei Polacchi, Bergonzoui non abbandonò Varsavia, che egli ormai considerava come una seconda patria, e non solo si dedicò con rinnovato a.rdore a,ll'eRercizio professionale, guadagnandosi in breve tempo una larga e meritata estimazione, ma, affrontando contrarietà di ogni sorta, appena. la città ca ùde in mano dei Prnssiani, si adoperò alacremente per far ria.prire l'antica Scuola di chirurgia, che era stata soppressa dopo lo smembra.mento della Polonia. Ma pmtroppo il nobile tentativo dovette cozzare contro l'inflessibile ostinazione degli invasori. Allora egli diede opera attiva a promuovere il risveglio degli studi in P olonia, e quando nel J 800 fu fondn.ta in Varsavia la Società degli amici delle sr.ienze, egli fu uno dei primi ad iscriversi: e poco dopo fu eletto presidente della sezione di scienze fiilico-matematiche, che comprendeva an<·he la. medicina, r arica che egli tenne con plauso fino agli ultimi giorni
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di sua. vita.. E con entusiasmo egli era solito comunicare nelle assemblee tutto quanto andava raccogliendo nei vari consulti propostigli sulle più importanti malattie e rifm·ire sulle opere più notevoli di medicina elle si venivano pubblicando all'estero, aggiungendovi le sue critiche personali. Si fece inoltre strenuo propugna.tore della vaccinazione antivaiolosa, che stentatamente si faceva allora strada, fra diffidenze ed opposizioni di ogni sort~~.
Ma le vittorie del 1806 condussero i Francesi di Na.poleone I fino a Varsavia: col trattato di Tilsit del luglio 1807 fu creato il granducato di Varsavia asl)egnato a Federico Augusto, Re di Sassonia, che per la costituzione polacca del1794 sarebbe stato Re ereditario di Polonia. Nel1807 il B ergonzoni. per le sue indiscusse benemerenze come medico e come riorganizzatore del Corpo sanitario, fu dal Ministro della guerra principe Giuseppe Poniatowski nominato ispettore generale e protomedico dell'esercito polacco, e per la seconda volta ebbe l'incarico di sistemare tutti i vari servizi. Questo difficile mandato fu dal Bergonzoni assolto nel modo più lodevole, in collaborazione con due ispettori, il chirurgo Leopoldo Lafontaine ed il chimico-farmadsta Gudeit, superando difficoltà inaudite, derivanti sopratutto dalla precaria situazione finanziaria del Granducato che si era determinata dopo il periodo dell'occupazione prussiana. Con grande abilità egli riuscì infatti a completa.re i quadri organici del personale, ad elevare la cultura professionale dei medici e dei chirurgi militari ed a migliorare le condizioni igieniche degli stabilimenti sanitari, sicchè nella successiva guerra del 1809, vittoriosa a Napoleone sull'Aust.r ia, ebbe la soddisfazione di vedere assicurati i servizi di sgombero e di assistenza all'ingente numero di malati e feriti. Tale organizzazione fu di inestimabile aiuto all'esercito polacco, che, forte e numeroso, decise più volte le sorti delle battaglie napoleoniche. Ma le condizioni di salute, logorate dal continuo lavoro, non gli permisero più oltre di attendere al suo gravoso e delicato ufficio: e nell812 fu costretto a rassegnare le dimissioni dr~ll'alta carica. Ed il governo granducale, a giusta ricompensa delle sue grandi benemerenze, gli assegnò uno stipendio a vita. di 6000 zlotys ed il titolo di illwtre veter011w. Tuttavia, anche fuori dell'esercito egli continuò ad esplicare la sua. opera alta.mente umanitaria, ed allorchè nel 1814 fu costituita in Varsavia la Società di beneficenza, egli diede opera attiva e sagace per la creazione di una sezione medica, chiamando a collaboratori i più noti e stimati colleghi civili e militari per assicurare l'assistenza sanitaria gratuita alla popolazione povera della città e dei sobborghi. E il popolo, sempre generoso e riconoscente, lo ricompen~>ò ad oltranza chiamandolo «l'italiano da tutti amato '' : e fu insignit.o dell'ordine di Stanislao di IV Classe. Nei 44 anni trascon;i in .Polonia, il Bergonzoni dedicò alla sua seconda. patria non solo tutto il suo ingegno e tut.ta la sua operosità, ma spo satosi con una giovane polacca di nobile famiglia e di elette virtù, egli non e~ it ò a dare due suoi figli in olocausto alla terra prediletta, i quali, comba t.tf'ndo da p rodi in difesa, d ella libertà e della giustizia, caddero sul c;tmpu d.c>IJ 'onore nel fiore degli anni. ~i· pago di questo soVTtunano sacrificio, egli intensificò le dimostra.:lioni di <tll'ett.o e di gratit.udioe verl'o la. P olonia, disimpegnando con zelo
Fig . 4.
Teatro nnatomlco nel palazzo dell'Archiginnasio (HS.1)
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e competenza i vari uffici senza a1t.ra ricompensa che la pubblica estimazione. Cosl, amato d~1 tut.ti come scienziato e come cittadino, trascorse gli ult imi anni t r<.tnquilli nell"iutimità della famiglia., tra. gli amici e gli studi prediletti, non risparmia.ndot<i di a iuta.r e disinteressatamente fino a!J'ultimo eon il consiglio- e con l' a~;;;i sumza mn persona gli infermi dell' o spedale e quanti accorrevano a lui, fiduciosi del suo ingegno e della sua esperi<•nza. E si spense serenamente a 71 anni in Varsa.via il 5 marzo del 1 819. La salma venne t rasporta.U.t., con tutti gli onori dovuti al ~rado, aJla ('h iCS<L parrocch iale di Santa C1·oce, tempio monumentale fa.mo ~:~o pere hè nella. cripta v i è u1uma.to il cuore di Chopin,, del genio musicale, elle, come ben disse S. E . 1\lussolini in un recente messaggio, «sembra abbia tra sfu so nei suoi dolorosi crtnti t utta la sofferenza della. Polonia. nei secoli "· Ai funerali partecip arono i fanciulli. del Conservatorio degli orfani, QU!elli delle due ca;;;e di rifugio del bambino Gesù e di S. Casimiro, e tutti i p()veri dell'Istituto di benefi cenza, alle quali istituzioni egli aveva consacrato tutta la sua attività. Seguivano il feret.ro le autorità civ ili e militari, la famiglia , un larghiseimo :stuolo di colleghi ed amici e tu tto un popolo reverente e commosso, che lo aecompagnarono sino al cimitero, dove priuu1 de}l'inuma.zione fu recit.ata un 'orazione in lingua. polacca esaltante tutt.a la sua vita fa.t ta di modestia, di onE>stà, dì lavoro, dedita completamente alla scienza alla famiglia, agli infermi. Il canonico Sebastiano Ciampi, de!Ja cattedrale di Sandomir, per invito della famiglia, dettò la seguente iscrizione sepolcrale, che sintetizza mirabilmente l'opera. vasta e multiforme del Bergonzoni: A~
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MEMORIAE SACRVM
MICHAELIS BERGONZONI BONOI\l JENSIS .MEDICI EQVITIS STANISLAIANI QVI POLONIS Vl:'HVERSIS PROBATVS ADE O FVI'l' EDITIS LIDRIS MEDICI NA SAPIENTER E T SEDVLO FA CTA SODALITIO UTERATORV ~f AD~IINIS1'R.1.1'0 PROVECTO DVOBVS IN EXERCl'fV PQJ,ONO AMLSSIS FfLHS E GEN OIW:.\1 HOSPITTIS P B AESES li1EDICVS CONSILI O P ECVNIA OPE R AQVE IVVATIS VT PRAESTAN'l'IV;>.I CIVIV M ANTIQVAE ET RECENTIS llrE:.\10RIAE POSTFIABERETVR CERTE NEll'liNI VIX:IT AN. L XXIT QVADRAGINTA IN'l'ER POLONOS EXACTIS ELATVS EST LVCT\1 PVBLICO OCT. ID. )lA RTII .AN . R. S. M DCCC XIX SEllASTIA NVS CIAM!Pl ITALVS VfRO OPTDfO A)[ICO SVO B. 1\1 . FECIT.
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D elle opere, non molto numerose, di Mirhele Bergon1.onì ricorderemo anzitutto quella ìntotolata. ~ Dell"educazione letteraria e scientifica del meclico pratico - opera di :M. B. - edita in Bologna dalla Stamperia dì S. Tommaso d 'Aquino >> . Come risulta dal t itolo, la ùetta pnbblica7.ione porta Rolo le iniziali M . B. P erò, tanto nei catalogh i della Bihliotec.:a dcli 'Arc·higinnasio di Bologna, quanto io quelli della R. Università, essa è <·lt•neal a (·0111e opera di ~:licbele Bergonzoni. Anzi di que~<t'opera,, alla bihliotec·a dell'Archigin· n asio, oltre la copia a stampa., ne esiste pure una manoscritta, però molto probabilmente non di pugno dell 'a,utore, ma con annotazioni che sono indubbiamente di lui. L' opera porta la data del1780: quindi probabilmente deve essere stata scritta dal Bergonzoni a. Lublino. :R un pregevolè lavoTo che riguarda sopratutto la coltura del medico e le relazioni tra la filosofia e la medicina ed è di vi sa in tre par1 i << N o n ai medici soli, egli scrive nella prefazione, ma sl ai dotti ancora e a i filosofi avrebbe a convenire questo mio libro ; fu scritto a lmeno con questo u tile scopo... Resta ch e p er m e man c~~t o n on sia,si nella maniera di por in opera i mezzi: in tal caso non ho n è cerco scusa veruna dell'averti annoiato inut ilmen te, o lettor mio, perchè so a meraviglia che un libro sciocco è tale peccato da cui salvare non può la migliore intenzione del mondo ''· Il Bergonzoni, ispirandosi al noto aforisma « 8611>8'118 et ars 1ne.dici curant, n.Qn verba sopltistae u, nella sua opera svolge e ribadisce, a d istanza di oltre un secolo, il principio che ha valore anche oggi, cioè che nella medicina deve essere sempre tenuto presen te il concett-o clinico di sintesi e di osservazione, in base a l diretto studio del malato, mentre le altre scienze debbono essere solo di ausilio. « :R fuori di dubbio, egli scrive, che il buon pratico formn,si principalmente dalla personale esperienza, non essendo alt ro i precetti che una norma da osservare i segni della natura con quell'ordine e deduzione dall' uno all'altro da cui sorge l'idea più precisa d elle ma.lattie, e quindi quella, an cor dei rimedi, ed essendo tal segni così leggeri, sfuggevoli e misteriosi, che l 'occhio e la mano di lungo esercizio, abbisognano per intenderli, quindi parmi ben ragionevole il conchiudere che qua.nto 1naggior h~mpo procacciasi a questo personale eserci1.io, tanto più il metodo dell'insegnare la medicina s'accosta all'ottimo ... Un clinico essere non deve filosofo, n è nat ur alista se non divenire migliore n ella clinica, ma dove ciò non ne segua, egli altro non fa che abbandonare l 'arte sua, volger le spalle agli infermi e t urarsi le orecchie per non sentire le voci dell'oppressa nat ura l>. E conclude affermando che (( il libro del medico è l'infermo ; e se egli lo avrà bene studiato, si potrà dire che nel totale la malattia piega al bene e mostrarvi le più osservabili circostanze ed i p eriodi più sensibili >>. Citeremo ancora del Bergonzoni uno studio fatto nel 1782 in lingua polacca su « Lublino considerata in rapporto alla medicina ,,, Egli si dedicò pure con eguale passione ai lavorj letterari : ricordiamo un sonetto « Pel felice ingresso in Varsavia di S. M. l. R . Alessandro I, Imperatore di Russia e Re di Polonia, ai 10 novembre 1815 >l; una tradllZione italiana dell'elogio di Nicolò Copernico fatta in lingua polacca da Giovanni Sniadecki.
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Ed altri suoi scritti numerosi si conservano inediti nella biblioteca della SociHà dei letterati di Varsavia .
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Abbiamo così in questi brevi cenni tentato di lumeggiare le figure dei nostri predecessori che tennero alto il buon nome d 'Italia in Polonia., in· trattenendoci specialmente su Michele Bergonzoni, due volte instauratore e per molti anni capo benemerito del Corpo sanitario militare polacco, la cui rievocazione, dopo un secolo, ci sembra torni di attualità, in questa. quarta riunione internazionale in Varsavia dei medici militari di tutto il mondo . E nel prender congedo, non possiamo a meno di rendere doveroso omaggio, come medici, alla nobile Nazione polacca1 che fu in ogni tempo culla di civiltà e di scienza. Basti ricordare, astro maggiore, Nicolò Coper· nico (1473-1543), laureatosi in medicina nell' Università di Cracovia, che noi rievochiamo con legittimo orgoglio discepolo a Bologna di Domenico Maria di Novara ed in R·oma del Regiomontano, i quali gli furono larghi di aiuto e di paterna benevolenza e gli spianarono la via agli studi di matematica e di a stronomia, che doveYano poi culminare nell'opera immor· tale De revolutionibtts orbium~ coelestiurn. Accenneremo ancora che fin dal secolo xvn, il dott. Schmidt di Danzica, inventò il metodo ipoder· mico, ripreso più tardi dal Pravaz, applicandolo per la. prima volta su un soldato affetto da sifilide di antica dat.a. E per citare solo le glorie più recenti, segnalaremo il ginecologo Raciborski, il chirurgo Woyeykowski, che fin dal 29 agosto 18:3~ fece la prima laparot.omia per ablazione di cisti ova.rica, mad. Curie Sklodowr;ka., (tant.o nomini) onorata del premio Nobel, mad. Yoteyko, insigne fisiologa., Enrico Arctowsld, astronomo e metereologo, ~membro della spedizione di Gerlache al polo sud, Giovanni Danysz rinomato batteriologo dell'Istituto Pastenr, il celebre chirurgo Mikulicz, i due grandi alienisti e neuropatologi Babinski e Mierzeyewski, l'Olzewski, seopritore del quarto elemento dell'aria, rocnlista FreBkiel, l'ortopedico Kirmisson, l'antropologo Zaborowski ed i due grandi chimici Nencki e Kostanecki. Nè dobbiamo dimenticare che fin dal 1740, con una popolazione di 15 milioni di abitanti, la Polonia aveva ben quat;tro fiorenti Università: Cracovia, Vilna, Zamosc e Lwow. Ma, prima di chiudere queste note, non possiamo a meno di rievocare, come medici militari, a non meno tangibile prova di fratellanza, il tributo di sangue che polacehi ed italiani hanno offerto in ogni tempo in reci· proco fraterno olocausto alla comune causa di rendenzione. Il 7 gennaio 1797, mentre a Reggio Emilia si proclamava il tricolore come emblema dell'unità italiana, il generale Enrico Dabrowski costituiva in Milano le legioni polacche e concludeva col governo provvisorio una convenzione per la qu:tle dette legioni dovevano agire di comune accordo con l€' milizie milanesi « per coadiuvare il popolo lombardo a difendere la sua libertà )), Ed a dimostrare che nulla poteva unire piìi strettamente Italia e Polonia del pensiero della comune libertà, fu disposto che i polacchi por·
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tasi:!ero i colori nazionali della Lombardia con l'iscrizione sulle spalline: u gli uomini liberi sono fratelli )), In poco tempo si formarono due legioni, che parteciparono con onore a-lle guerre d 'I talia dell798 (spedizione contro Roma e contro Napoli) e del 1799 (invasione degli Austro-Russi in Italia). E con legittimo orgoglio rammentiamo che precisamente in Italia, durante tali guerre, fu composta e cantata la celebre, grave, solenne canzone « ] escze Polska nie sgineva ))' che poi divenne l'inno nazionale della risorta Polonia. È a tutti nota l'attiva parte presa dal generale polacco Cza.rnowski nella nostra prima campagna di indipendenza nazionale nel 1848, come comandante supremo dell'Esercito piemontese, per parlarne più diffusamente. Ricorderemo invece Adamo Mickiewicz, il poeta cbe Cavour non disdegnò di proclamare in pieno Parlamento uno dei geni che con Omero, Dante e Shakespeare, rappresentano l'anima imperit ura di una Nazione, l'immortale autore di << Conrad Wallenrod ))' musicato poi dal nostro Ponchielli col titolo « I Litua.ni ». Accanto a questo principe delle Muse, giganteggia un altro non meno illustre figura di storico e letterato: Giuseppe Ignazio Kraszewski, autore celebrato di oltre un migliaio di memorie storiche, letterarie, artistiche e sociali, fra le quali citeremo: « Sotto il cielo d'Italia, Capri e Roma, Roma al tempo di Nerone ». Ne sarà inutile ricordare che, arrestato in Germania, sotto l'accusa di spionaggio, in seguito ai moti insurrezionali polacchi del 1861, egli fu condannato a tre anni di carcere duro e graziato in seguito a vivo interessamento della Regina Margherita di Savoia: cercò conforto alla sua malferma salute in San Remo ove morì nel 1887. Adamo Michiewicz il 29 marzo 1848 radunava a Roma i polacchi residenti in Italia e li convinse che era loro dovere, in qualità di alleati dei popoli, di prendere parte alla santa guerra di redenzione nazionale italiana contro il comune nemico. Si costitul così una legione, forte di 700 uomini e di 26 ufficiali, la quale combattè eroicamente a Lonato il 6 agosto 1848 ed il 29 maggio dell'anno seguente entrava in Roma in difesa della repubblica, recando la bandiera dai colori polacchi, ma col nastro tricolore italiano. Essa. prese parte a tutti i combattimenti, segnalandosi particolarmente il 12 giugno a San Pancrazio, quando la difesa., stremata di forze, cedette alle armi francesi. Incancellabile rimarrà, il ricordo del capitano polacco Wern, che già aveva combattuto in Africa per la Francia, il quale, salito sopra un cunnùo di macerie, gridava al nemico : colpite qui nel petto dove brilla la croce della legion d 'onore guadagnata per voi e con voi! E nella giornata del 15 giugno~ sui colli Parioli, si segnalarono per atti di eroismo i capitani Padulak e Tczawnoski : il primo, dopo un duello corpo a corpo con un ufficiale francese, cadde morto sul campo ; l'altro rimase gra.vement.e ferito. Ed al Governo provvisorio, che aveva richiesto al comandante Mil. bitz, (che più tardi si distinse come generale di brigata d ella divisione, Cosenz nella battaglia al Volturno dello ottobre 1860), l' elenco di coloro
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che si \'i tenevano degni di ricompensa al valore fu risposto che: ''nessuna insegna poteva mu.ggionuente onorare la legione polacca di aver preso le armi per difendere La libertà di R.oma. di quella Roma elle aveva comune con la terra natia l'emblema dell'aq uila n• Nè gli italiani rimasero insensibili a queste tangibili prove di fratellanza dette dagli eroici figli della svent un.ta Polonia. Nel febbra io d ell863 si costituì in Genova un primo comitato di soc-
corso per i danneggiati dell'insurrezione polacca e nel marzo si formò una Giunta per arruolare i volontari pronti a combattere per la Polonia. Ed il colonnello Francesco ~ ullo di Bergamo, che era stato il Fieramosca dei MiJle, riuscì, con ttn nucleo di animosi, a passare il confine ed a penetrare nella Polonia : ed il giorno 5 maggio 1863 nella foresta di Krzykowka il piccolo gt·uppo si battè da leone contro grossi reparti di fanteria e dragoni russi. Ed il Nullo fece prodigi di eroismo, ma invano: una palla gli trapassò il cuore e, come ebbe a scrivere Garibaldi da Caprera alla madre, « cadde da valoroso per una causa santa>>. Parecchi dei suoi rimasero feriti, altri, fatti prigionieri, finirono esiliati in · Siberia o cond annati a morte. Fra questi Stanislao Bechi, un prode di Curtatone, che era. stato nel 1859 aiutante del principe Napoleone e nell'Esercito italiano aveva. raggiunto il grado di maggiore. Egli si dimise per andare a combattere in Polonia ove fece prodigi di valore, conseguendo il grado di colonnello. Ma, dopo t re mesi di fatiche e di stenti, caduto nelle mani dei russi, fu da un consiglio di guerra condannato alla fu cilazione. Le donne di Wloclawek, ove era stato relegato, implorarono la grazia, ma ottennero soltanto che tre di esse potessero assistere il condanna to negli ultimi momenti. Stanislao Bechi andò alla morte come ad un trionfo: << muoio da milite italiano n. aveva scritto poche ore prima a Garibaldi. E cadde al grido di << Viva la Polonia. ! n . E ricordiamo infine che nella. stessa insurrezione del 1863, che fu , come le precedenti, soffocata in un mare di sa.ngue eroico, il Governo nazionale provvisorio offrì la dittatura a Ma.riaoo Langiewicz, il quale aveva dato il suo an.iruo generoso alla nostra guerra di redenzione, seguendo Garibaldi nella campagna dell'Italia meridionale, di quel Garibaldi che nel famosoproclama ai popoli di Europa a veva vivamente esortato: «Non abba.n, donate la Polonia. Se tutti l'a iuteremo debitamente, aVTemo adempiuto ad un sacro dovere, ed il mondo potrà costituirsi conforme al benessere dell'uma.na specie, allora benedetta da Dio , , Parole fatidiche, che trovarono più tardi fraterna corrispondenza di sentimenti e di affetti nel famoso detto, ormai consacrato alla storia, d ell'illustre autore d el «Quo Vaùis1 '' : «Ogni uomo incivilito possiede due patrie : la propria e l 'I tal i a ! ».
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NoTA - Questi pochi cenni storici.che nella rnodeilta in!Rnzione del compilatore dovevano rappresentare llll semplice atto di prcsenz11. del (; ionwlr rU m<>d•C!:na militare a.l ('onarc:<SO intcernazionale di Yarsavia. eu llll tenue a.ttfl:<t nto di colleganza verso la Sa.nità militare polacca., hanno avut,o tm inspemt.o successo ed un'affettuosa accogliE'm:a pre:>.<;O le varie autorità civi li e milittlri del la nobile Nazione ed anche fra noi, come ne è prova una nobilissima lettera. di S. E. il venerando senatore Paolo Boselli, presidente dell'Jstituto storico italiano dell'arte sanitaria. A dimostrare i vincoli di sch ietto cameratis mo che le!!ano la Polonia all'Italia, ci s ia consentito, fra. le molte lettere pervenute, di ripoÌ·t.n.rc alcune lusinghiere impressioni :
S. E. il Ministro Plenipotenzia.rio presso la. I.egazione polacca in Roma : « Je tiens à vous remercier pour tout l'intéret que VOilS a.vez bien voulu porter au lV Congrès de Médecine et de Pharmacie milite.ire de Varsovie. Cet intéret s'est traduit par des actes dont Votre brochure ''Polonia. e Italia,, est un témoiguage éclatant et une contribution précieuse non seulement il. la science, mais encore au r esserrement des liens d'amitié qui unL">seut l'Italie et la Pologne. " Telle e~t aussi l'opinion des milieux officiels !Ut.'<lir.aux et politiques de toute la. Pologne et j e me fais ici l'interpréte de leur reconrwiS>lance. •
n generale medico dott. Stanislao Rouppert, Presidente del Congresso : u C'est a.vec le plus vif plaisir et l'intéret toujours graodissant que j'ai pris connaissance de votre bel ouvrage u Polonia e Italia. • a.pparu à l'occasion du IV Congrès interna.tional de médecine et de pharmacie milite.ires. Vous y évoquez, en un language choisi, les plus belles pa.ges de la. vie iotellectuelle de nos deux ~ations, rounies tant de fois da.ns un grand élan ven; ce que vous appelez si bien • le but sa.cré, le biende l'humanité •· Permettez-moi, a.u nom de Mousieur le Ministro de la guerre, de vous en remercier chalerewement ».
Il colonnello medico dott. LodoviC'o Zembrzuski, djrettore degu studi presso la Scuola superiore di sanità militare di V arE'avia : « J e suis ~xtrememont to uché de cette preuve de mémoire, de hienveillance et d'amitié de V otre pe.rt, et e.ussi du grand piétisme, 11.vec lequel Vous a.vez G'<iité )es inoubliables pa.ges sur le développement historique de la ment.alité polonaise. basé sur de.'i! longues réla.tions réciproques entre nos Patries. « Plw<ieurs déta.ils hiographiqnes, • concernant :Michele B01·gonzoni, qui m'étaient incoru111s jusqu'à présent, et qu'il m'est tellement agréable de connaìtre grùce à Vos précieuses perquisitions, seront publié!< dnns l'un des procht•ins nurnéros du J ournal médical militaire polonais «Lekarz Woj.skounj ~.eu vue de la nécessité incontesta.ble do compléter nos notions sttr le célèbre médecin italien, éminent orgauisateur du service de s!'tnté de l'e.rmée polona.ise au XV Ili siècle. • Le Comité du IV Congrès iuternational de médecine et de pha.rrnacie militaire ò. Varsovie a reçu l'envoi de tous les exemplaires de la. brochure cc Polonia e Italia •. J e suis heureux de pouvoir Vous informar, qu'en pleine co~<·ience de gratitude pour le magnifique cadean de la pa.rt du O.wnu1le di, m edicina 7n'ilitare, on fera imprimer Votre précieuse é laboration da.ns les pnblica.tions du Congrt-s •· Il colonnello Zernbrzuski volle inoltre, con squisito pensiero, inviare in omaggio al n nstro Giornale une. magnifica riproduzione del ritr••tto di Michele Borgonzoni esio;;tent.e nel Mu.'leo Nazionale di Lwow, dipin to dal celebre pittore italiano Be.cciarelli.
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RESOCONTO DEL CONGRESSO RELAZIONI E COJ\iUNICAZIONI Come nelle precedenti riunioni di Bruxelles del 1921, di Roma del 1923, di Parigi del 1925, anche il 4° Congresso internazionale di medicina e farmacia militare tenutosi a Varsavia. d..'lol 30 maggio al 4 giugno scorso ba rappresentato una ~olenne manifestazione del più teLace cameratismo fra le sanità militari delle varie nazioni, ed ba messo in e~idenza a.Lcora ULa volta l'importanza della sanità militare in pace e in guerra. Alla riuLione di Varsavia banno partecipato 31 nazioni con delegazioni ufficiali proprie. L 'Italia era rappresentata dal generale medico ispettore L. Trovanelli, dal colonnello medico F. Caccia e dal maggiore medico F . De Bernardinis. A qnesta Delegazione del Ministero della guerra si aggregaroLo il colonnello -medico G. Sacc9ne, in rappresentanza della R. Marina, il colonnello medico A. Tobia per il Ministero delle finanze, ed il maggiore medico A. Marulli per quello dell'aeronautica. Le altre nazioni rappresentate furono le seguenti : Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Giappone, Grecia, Inghilterra, India, Irlanda, Jugoslavia, Lettonia, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Perù, Portogallo, Salvador, Rumenia, Spagna, S. U. d 'America, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria, Uruguaj. Allo. presidenza del Congresso venne designato il generale medico
Sta.nislao Rouppert, Capo dell'Ufficio Sanitario al Ministero degli affari militari. Commissario generale del Congresso era il generale medico Lubienski e segretario generale il tenente medico colonnello Zaklinsk:i.
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Lunedì 30 ma.ggio. - L 'inaugurazione del Congresso ebbe luogo il lunedi 30 maggio alle ore 10 alla presenza del Presidente del Consiglio dei
ministt·i, maresciallo PilRudski, nella grande sala della Scuola Politecnica e coll'intervento del generale Slawoj-Skladkowski, Ministro dell'interno, del generale Konarzewski, vice-nùnistro degli Affari militAri, del Corpo diplomatico, di tutti i delegati e congressisti e delle autorità civili e militari. Prese per primo la parola. il gen. Konarzewski, il quale pronunciò il seguente cliscorso : Monsieur le }faréehal, Mesdames et Messieurs. Monsieur le Président du Consei1 et Ministre de la guerre, le Ma.réchal Pilsudski, m'a cba.rgé de remercier chaleureusement tous le.~ gonvernements qui ont bien voulu délégner à ce IV Congrès Interna.tional de Médecine et de Pharmacie militaire de si éminents représenta.nts dea services de santé de leur force armée terrestre, navale et a~rienne. Le corps du service de Santé a un drapean eommun à l'abri duquel cessent toutes les ltostilités : ce drapeau c'est le drapeau bien connu de la Croix Roug(l.
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Les progrès inouis de la technique de defìtruction origent des méthodes los plus efficaces et un travail considérablE\ pour soulager les souffraneos du plUB grand dos sinistres: la guerre. Réunis ici dans un but humanitaire et au nom de ces id&als les plus élevés vous chercherez, en commun, Messieurs, des méthodes que j'ai mentionné. Je forme le vooux, que vos tra.vaux aboutissent au meilleur résultat, mais je souhaite aussi que les méthodes que vous allez établir trouvent leut application le plus raroment possible. Au nom du gouvernement de la République je déclare ouvert le IV Congrès International de Médecine et do Pha.rmacie milita.ire. Al generale Kona.rzewski, ualutato alla fine da vivissimi applausi, t~egul il generale medico Rouppert, Presidente del Congresso, che recò il
saluto del Corpo sanit::.rio militare polacco.
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Monsiour le Marécha.l, Messieurs los Ministres, Mesda.mes, Messieurs. Après Bruxelles la splendide, après Rome, ville éternelle, après Paria, ville lumièr~. c'est Varsovie qui fut désignée pour tre le siège du IV Congrès International do Médecine et de Pha.rrnacie militairo11. Varsovio, rempart de la civilisation occidentale et latine aux confir.s de l'Orient, capitale d'un pays dont la vie inil.épendante fut interrompue penda.nt un siècle et domi, a l'honneur de réunir dana ses mura les reprégenronta distinguéa de presque tous les paya du mor:de. En raison dea vicissitudes de l'bistoire vous ne trouverez paa chvz llOUB cette continnité du travail intollectuel et civilisateux qui vous a. cbar mé à Bruxelles, à Rome età. Paris. Vous y verrez quaLd rn~me beaucoup de choses dignes d'etre vues et admirécs, bion que souvent couvert.es de la patine dea siècles. Vous apercevrez auasi, sana nul doute, les Iacuncs réatùtant de la porte de notre indépendance, maiA j'ose espéror que vous ne manquerez pas de constatar quo nous n'avona paA cessé, quand mémo, de poursuivre opiniatrement notre labeur pour contribuer au capitai intellectuel de l'humanité. L'indépendance roconquiae, tout était à refairo et à orga.niscr: l'administration, l'armée, les voiea de communications, enfìn tout le doma.ine de la vie sociale et politique. PeLdant la. clurée dn Congrèa vous aurez l'occasion d'apprécier le résultat des travaux commoncés. Je me permets de solliciter votre ind1ùgence, '-u que notre vie nationale indépondante n'a recommancé que depuis sept ans. Dana les tra.vaux d 'organisa.tion de l'Armée le Servico de Santé :M.ilitaire ne fut pas négligé. L'organisation de cc service est, commo vous le aavez, une tache ardue. II faut mettre d'accord les Elxigénces de la scicnce médicale avec celles de l'art militaire en tenant toujours compte dos forces majeures et de l'imprévu qui fait droit aur les cha.mps de bat&ille. La guerre, au point de vue médical, est une épidemie traumatiquo, en tout cas tm fa.cteur puissant, prédisposant les soldatB à toutes Ics roaladies épidemiques. Sous l'in.fluence de cea doux factonrs les effectifs subi~ aent une diminution senaible, et leur valour s'ai'faiblit. 2 - GiMnale '" medicina militare- Faso. II.
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TV CO~ORESSO INTER~AZTONELE ni MEnJClNA F. FA.RMAC J.A l\IILITARF.
L'expérience de la dernière guerre ~~ démontré que, pour diminuer auta.nt que possible ces pertes, il faut non seulement tra.iter le solda.t blessé ou a.tteint d'une maladie, mais, en premiar lieu, il fa.ut ta.chor de l'inununiser. Une vérité qu'il convient do préconiser c'est que l'état de J'a.rmée ot des effectifs dépendent dn fonctionnoment du Service de santé. Vu cotte Mche ext.r emement importante et pour soulager les maux de la guerre, le Service de Santé MiHtaite de tout les pays admis à la Société des Nations, so réunit tous les deux aLs pour travailler (.'D commw1 au profit des plus hauts buts huruanitaires. Cette idée si noùle, dont l'initiati\o est due au Service de Sa.nté lliHta.ire belga, se réa.lise aujourd'hui pour la quatrième fois. et le siègc du congrès a lieu, cotte fois-ci, dans notré pays. J'ai l' honneur de vous saluor, Messienxs, en ma. qualité de président du IV Congrès, en vous souha.itant la bienvenue, tout en exJ>rimant n1es voeux sincères pour que notre travail puiRse port('r les frni ts le~ plus heureux. Il discorso del generai~ medico RonJlpcrt fu accolto alla fino da una prolungata ovazione. Prese quindi la parola fra appla.usi il dott. Eugenio Piestrzynski, Dir('ttore generalo della Sanità pubblica al Ministero dell'Int,e tno.
Monsieur le Maréchal, :Messieurs les )!inistres, Mesdarues et Messie~ .
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.Au no~ du service de santé polona.is~ et plus particulièrement au nom du service civil, je salue le IV Congrès International de médecine et de pharmacio militaires. En parlant du service civil je oommets sciemment une inexact.itude, puisque, pro: la nature méme de sa profession, chaque médecin, toujours et partout, est un solciat à son poste ; tout pa.rticulièrement en Pologne, il n 'y a pas longtemps presque tous les médecins éta.ient en service militajre. C'est là une des ca.uses, pour lesquelles nous suivrons avec le plus grand intérét les débats du Congrès, qui est pour nous une preuve visible que la science peut unir leE esprits des peuples. Nous formons le voeu qne le travail et l'expérience dans le doma.ine de la médecine et de la pharma.cie militaires que représentent Ies éminent8 délégués ici réunis, puissent seconder utilement la t!ìche du médecin et apportar un soulagement à l'humanité souffrante. Parlarono infine applauditissimi il dot.t. Baczkiewi.ez, Presidente dell'Ordine dei medici di Varsa. via. ed il vice-ammiraglio Chambers, rappresentante dell'lnghiltena, a nome dei delegati esteri, per ringraziare della cordiale accoglienza ricevuta. Dopo la seduta inaugurale le varie delegazioni estere ed i congressisti si recarono alla piazza di Saxe, scortati da un battaglione di sanità e dagli allievi della Scuola di sanità militare, per rendt're omaggio aJla tomba del milite ignoto polacco, sulla quale fu deposta. ULa magnifica corona di fiori, adorna dei nastri di tutte le nazioni partecipanti al Congresso. Vi fu un minuto di silenzioso raccoglimento, mentre la truppa rendeva gli onori militari.
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Alle o1·e l'; i rappresentanti dello ùolt-~:t;r,ioni furono ri<:evu ti in parti· colare udienza. dal Presidente della. H('pubhlicr1 poh1cca al Castello, ant·i<·a dimora dei Re c.li Polonia, pre11entati dal .~rt>r.eru.le modico Houppert. Il Presidente si intrattenne a lungo ed affabilmente con tutti i rap!Jresentanti e particolarmente col capo dell~b d<•l eg-a.zione ita.!iana, al quale di~No di :;entirsi onorato di avere alla sua pre~;cnza ra.pprcscnUtnti della nobile ~azione, legata alla Polonia. da stretti vin<,oli storici e da. aflìn it.à cultuntl~ così grandemente influenzate dagli artisti ilali<tni d(ll l<inascimento. SclliL :-erata, all(l :!l, Yi fu nn Rolenr.c rir·c\·imonto al P ah-.zzo delh~ Presidenza del Consiglio di oltre dncmil<t im·itati. on(lnlto Ja,Jia prc:;cnza dol Presidente della Repubblica, accompagnato dai u:cmbri delle eas-e l'i vile e militare. Il Presidente d(ll Consiglio e la sua t>ignora fecero amabil· n·ente gli ono1·i di casa e gli invit.ati fino a tarda ora s'inlra.t.tennoro nello sfolgorarti sale ove f11 servito un soiltuo!!O rinfres<'o.
Ma1·tedì 31 maggio.- Il giorno 31 maggio, alle oro 9, presso la. Scuola di sanità militare furono iniziati i lavori del CvEgrcs:>o . .Alla presidenza. d ·onore furono dc~-:iguat i il generale medico TroYa,nelli, il generale medico Savornin, capo della delegazione francese ed il vite-ammiraglio C'l1ambor;;, t'a)Jpresent.ante l'Inghilterra. In questa seduta fu discusso il primo ten1.}h uflitia.lt> : Lo figombe:ro d,.i feriti e malat·i. ncllà gue-rra c1i nwcimet1to. Relatore per il Bmsile il maggiore medico diJ tt. C. Ouimara.es, cho venne alle seguenti conclusioni :
1. La guerra di movimento dove essere con~iderata normale: specialmente in p~tesi di configurazione geografica come il Brasile. La stabilità non è alt.ro che una faso della guelTa, nella quale, si può dire, si verifica un pareggiamento di fol'l':e, fino a cile un belligerante possa dominare l 'altro. Pertanto, le previsioni più xicure debbono <lt>sere rivolte alla guerra di movimento ed i servizi di sanità bisogna cho si adattino alle esigen7.o di tale guerra., evitando, Lel caso ~:~orga un periodo di stasi, di perdere le condizioni di mobilità necessarie, che permettono di seg·uire le varie fasi di avanzata. o di ripicgamento dell'esercito operante.
2. Le caratteristiche della guerra di movimento inere11ti ~lla loro nat ura e che la. distinguono dalla. guerra di pof>iziono, non sono le solo che influiscono sul funzionamento dei servizi di sanità> e, per conseguenza, stùlo sgombero. Bisogna. prevedere molto altre circostanze dipendent i dalla di· versità del teatro di operazione, che costituiscono problemi alcuno volta insolubili, che variano in ogni singolo caso e dànno ad ogni nuova, guerra movimentata che si prer;enti, una fisionomia tutta speciale e tara.tteJ·istica. 3. Gli sgomberi nella guerra di movimento pre~;entano tntto le caratteristiche della. guerra stessa: il massimo dell'imprevisto, mutamoLti continui della linea di fuoco c dei terreni retro occupati. Come conseguenza : cambiamenti continui nella dislocazione delle unità sanitarie e dei mezzi di trasporto da impiegare ; nel caso di avanzata, un prolungamento costante ed alcune volte considerevole delle vie di sgombero e di rifornimento.
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4. Le oscillazioni del fronte di cornbat.tim'ilnto determinano una relativa instabilit.:\ delle vie di sgombero e nell'impianto dogli stabilimenti sanitari e dei centri di raccolta degli amm~lati e feriti. Ciò richiede da parte dei dirigenti i servizi sanitari di prevedere tempestivamente lo dispo'iizioni da impartirsi per le diverse ipot.esi, tenendo presente : a) il terreno, le variazioni di tempo, i mezzi di versi di cui si può usufruire, le previsioni militari, ecc. ; b) la necessità di tenere a disposizione una gra.nde riserva di mezzi di tr·<~osporto i più svariati, raccolti in formll.zioni leggere con effettivi ridotti, non solo perché, con i continui c.1.mbiameoti della natura del terreno, i mezzi più adatti di trasporto non sono sempre gli stessi, m~ anche perchè, bisogna tener conto del prolungamento considerevole delle vie di sgombero, in caso di avanzata. 5. Nelle guerre di movimento le perdite sono genera.lrneate minori che nelle guerre di posizione, ma., in caso di avanzata è necessario provvedere anche ai feriti e morti dell'esercito ripiega.nte, per lo più senza la cooperazione del personale sanitario nemico ; e d'altra. pll.rte nei c::.ai di ritirata vi sono anche i feriti e i morti che cadono in potere del nemico. 6. Le spedizioni militari che operano nell'interno d~l Brasile, pur non possedendo le caratteristiche tutte di una vera. e propria campagna di guerra, poichè non vi è nè mobilitazione, nè stato di guerra, servono, non pertanto, in tali ridotte proporzioni, a dimostrare, aucora. una volta, che non è possibile pensare ad applicare invariati, in qualunque tempo e in qualunque luogo, gli stessi metodi risultanti dai principi stabiliti dall'esperienza della grande guerra. 7. Una guerra di movjmento nell'Occidente europeo sar~ sempre molto differente da. una guerra di movimento nel Brasile. Ed in quedto stcc;so paese no 'azione che si svolgef:lse nel suo interno o alla frontiera, si differenzierebbe molto da quella che avesse per teatro di operazioni La zona del litorale. Se in Europa. le grandi risorse locali e la fa cilità. di trasporti permettono lo sgombero di un gran numero di feriti e malati, d 'altra parte la. causa di questo rilevante numero trova ragione di essere nella {acilità stessa con la quale si possono mettere di fronte colossali masse combattenti, dotat.e di enormi materiali bellici e di poderosi mezzi offensivi.
8. Una guerra nell'interno del territorio brasiliano invece non pro-
durrà mai un affollamento di feriti da. sgomberare. Le difficoltà del terreno e dei trasporti o la mancanza cti risorse locali impediranno la. concentrazione in qualsiasi punto di grandi masse fronteggianti e non essendovi agglomeramento di effetti vi, il fron te sarà molto esteso, discontinuo e mobile, ciò che determinerà un'accentuata diminuzione di feriti in ogni settore. Oltre a. ciò il nemico, anche quando fosse ben preparato, avrà la sua azione offensiva molto limitata, e dovrà superare ugualmente le stesse difficoltà. e gli dtossi cstacoli, sottostando alle medesimo conseguenze. 9. Tn t.ali azioni non prevarranno il numero nè la potenza maggiore, nè la forza- brut:a; i vantaggi saranno d~t parto di quell'esercito che con un e!.tuipaggiamen to leggero, ri11scirà più rapidamente ad ad~ttarsi allo varie cir·costanze, in modo da poter risolvere ogni imprevisto ineidente senza
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perdere la mob-ilità ne(essaria. Il servizio eli sanità, tutte lo volte che l 'azione acquisti il massimo di movimento, dovrà regolare il suo funzionareento con i mt.todi arplicabili alle truppe di cavalleria. '10. La questione dei mezzi di sgomboro deve essere valutata sotto due aspetti. ::Kon si trat,hl soltanto di mottivlieare e m]gliorare i mezzi di trasporto sanitari, a trazioLe animale o mecc.a.r.ic·a, ma. bisogna ugualmente nlOltiplicare e migliorare le strade, sulle qurli tn.lì veicoli deùbono circolare. Questo non è un problema fac·ile a 1·isolvere in un p[k.liSC di vastitiì. e coLdizioni t(,J~OgTafiche e meteorologic-he rome il Hro.~ilc. Non si tratta evidenl;(>mente della semplice possibilità del tr?-.n~;ito di'i veicoli ; è neeessario altresl che lo stato d(llle strade permetta, (j\Htlunqno siano le condizioni atmosfericl1e, la loro circolazione, senza produrre soffcr(mze o danno ai feriti ed annna,lati. L 'a.viazione sanitaria, dove possa ossere utilizzata, nonostante il suo rendimento limitato. costituisce il me.zzo di sgombero ideale p('r i feriti più gravi ed è destinata ad assolv(lre nelle guerre future una funzione di maggiore importanza.
11. Tutte le volte che lo circostanze ricbit>dono sgomberi rapidi a grandi distanze, attraverso regioni Rpopolatc c sprovviste di risorse loca,li, è necessario prt:vedere un maggior numero ili mezzi sanitari: a) m.ezzi di trasporto numerosi e rapidi, prestando l'aviazione sanitaria grandi S(>rvizi quaiidO non si possono utiliz7.are le automobili; b) rnezzi iti ricovero, avvicinati quanto più è possibile al fronte per cUl'are in ìoco i feriti che non possono essere trasportati a grande distanza. 12. I principi che regolano gli sgomberi eù in conseguenza il funzionam('nto del S('!n-izio di sanità, in campagna debbono essere basati su direttive scientificl1e e cliniche, affinch(> i risultat-i possano -er-;sere davvero efficaci. Sullo stesso tema ufficiale l'ifeiirono rmcc~esivament,., per la Polonia il co1onne11o medico Gavbowsld e il maJ:!giore medico Zawacl'lwski, di
çui riFOrtiamo le rondosioni ; l. Ne1la gnerra òi movimento le formazioni sanitarie saranno impiantate ad una corta distanza dalla linea di fuoco. Tutt;nia questa distanza sarà calcolata in modo da permettere ai feriti di raggiungere in poche ore gli ospedali, dove potranno essere sottopost-i all'eventuale precoce trattamenU> chirurgioo. 2. Il trasporto devo essere rapido; in conseguenza il scrvi't.io sanitario do'-:rà essere dota,to di numerosi mezr.i d; sgombero per i feriLi e malati.
3. Si ritiene opportuno di d.-ue alle di visioni un minimo di dotazione organica di mozzi di trasporto e di ueare nua forte riserva di questi nwzzi per i reparti più com}Jiessi : corpi ò 'armata. e arma. te. Tale risotva giovor?l. a riforpire quelle diV'isioni, le quali, o per le grandi distanze o in seguito a gravi perdite, avranno biso~no provvisoriamer.te o definitivamente di mozzi di sgombero. 4. Durante l'avaLzata. si assegneranno alle grandi unità il minimo di f01mazjoni sanitarie. Si costituiranno ù;veNl delle rir-;crve importanti,
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n· VONGRI~SSO rNTEUNAZION :\LE 1)1 )mtHCINA l~ FARMACIA :111LlTAitJ<:
dis1oca.ndole nelle retrovie, in modo da poterle dirigere rapidamente verso una qualsiasi zona. di combattimento. 5. Durante la ritirata. le unità sanitarie saranno. schierate in profondità. Si dovrà inoltre, in caso di sconfitta., poter disp-orre di nuove formazioni sanitarie, in sostituzione di quelle distrutte o catturate dal nemico. 6. Ogni direttore ed ogni <:apo ufficio di sanità o addetto al trasporto dei feriti avrà una zona limitata, bene definita nel teatro d'operazione : questa zona sarà proporzionata ai mezzi di sgombero, dei quali egli può disporre. 7. P er i feriti gravi, che hanno bisogno di urgente a.r:.sistenza chirurgi <:a e che non sono capaci di sopportare un trasporto a lunga distanza, saranno impiantati degli ospedaletti da campo vicini alla linea di fuoco. Questi ospedaletti saranno di limitata capacità e il loro personale chirur· gico sarà poco numeroso. Tuttavia questo personale, in caso di necessità, potrà essere aumentato con elementi tratti dai gruppi mobilie\ hirurgici. Ogni divisione sarà dotata di un'unità sanitaria di questo tipo. Benchè non sia opportuno frazionare le forze chirurgiche, ripartendole in piccoli ospedali, nondimeno si deve riconoscere che in una guerra di movimento, c•on i suoi grandi spostamenti e con le difficoltà di trasporto che ne derivano, molte circostanze t9lora rendono questa ripartizione inevitabile. 8. I grandi ospedali detti di sgombero, e situati più indietro degli ospedaletti da campo, nei periodi attivi della lotta. dovranno ricoverare solan\ente i feriti e i m.alati che non sono capaci di sostenere un più lungo trasporto. In caso di una rapida avanzata si potranno impiantare in breve tempo ospedali di sgombero provvisori, raggruppando insieme parecchi !Jpedaletti. Talvolta queste unità cosl riunite saranno destinate a funzionare anche lontano dalle ferrovie.
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9. Qualora. la zona delle tappe sia minacciata. dal nemico, gli ospedali stahili che vi si trovano, non saranno organizzati in modo da costituire unità di grande capacità ospedaliera. Se si è costretti a ripiegare, alcuni ospedali di tappa pot.ra.nno essere adibiti a. sostituire gli ospedali di sgombero. · 10. Nelle grandi unitù. di c:-~valleria., specialmente dtu·ante i raids,
il servizio sanitario sarà in molte circostanze obbligato ad attenersi agli antichi metodi di trattamento dei feriti e le operazioni d'urgenza non si potranno praticare come negli altri reparti. 11. Bisogna insistere sulla necessità di uno stretto collegamento fra le varie formaz;ioni sanitarie, come pure fra i direttori del servizio di sanità, gli organi esecutivi che s:mo alla loro dipendenza o il comando delle truppe. A questo scopo J>Otranno servire come trasmettitori di ordini i portaferiti, i conducenti le vetture o automobili sanitarie e ad ogni altro mezzo
di collegamento. •
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12. L'istruzione ta.ttic.-1. milita.re è indispensabile per ogni direttore di sanit.à o capo ufficio di unità ::~a.n itaria mobilit!\ta, sopratutto nella
guerra di movimento.
IV CONGRESSO INTF;&J•HZIONAL!> .Or l!EDIOI:N'A l:; 'FAIDiAC[A i\.!ILITA.RE
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Seguirono ·quindi le comunicazioni inerenti al primo tema : prima quella del colo nnello medico F . Ca<:da, che riproduciamo intf'gralmenlie ;
LO !6~MB~RO ftElll 6UERRl DI M~YIM~ftJO In l~DA MOnTAni per il colonnello medie:> F. Caccia
La questione dello sgombero dei ferit,i gravi nelle zone montane si presenta irta di d ifficoltà ed è rimasta, per quanto io mi sappia, tuttora insoluta, speeialmente nella guerra di movimento. È vero che parecchie soluzioni sono state proposte, ma esse sono lungi dal rispondere ai requisiti tecnici moderni per una cura razionale delle ferite. Nell'ultima grande guerra, che è stata di massima di posizione, il problema è stato risoluto felicemente in molte zone di alta montagna con le teleferiche. Per mezzo di queste è stato possibile trasportare feriti cavitari gravissimi in poche ore all' ospedale specializzato o nelle ambulanze chirurgiche, trascorrendo distanze che, con i mezzi abituali, avrebbero richiesto molte ore ed anche giorni, senza contare i gravi dannosi disagi di un tale trasporto prolungato. Gli impianti telefcrici però sono stati attuati solo quando le grandi unità permanevano a lungo nelle medesime posizioni, fatto abituale nell'ultima grande guerra, almeno sul fronte italiano. Quindi la questione dello sgombero rapido dei feriti, nella guerra di movimento, torna ad affiorare e reclama anch'essa una soluzione adeguata compatibile con le grandi esigenze logistiche del momento. È risaputo infatti che i problemi da risolvere contemporaneamen te nella guerra di movimento, sono molteplici ed ingenti oltre ogni dire. P erò con t u tto ciò, ritengo che anche la sorte dei feriti debba preoccupare ed occupare seriamente gli organizzatori dei servizi bellici. Infatti la cum del ferito è collegata essenzialmente alla rapidità del t ra.sporto d el m edesimo, altrimenti qual&iasi intervento, anche il più brillante, minaccia di naufragare e di far perdere un tempo prezioso nelle cont ingenze di guerra. A tal proposito ritengo utile premettere alcuni concetti tecnici sulle ferite di guerra, che dovrebbero servire di base per i criteri informativi di una razionale organizzazione del servizio di sgombero nella guerra di movimen to in zona montana. È risaputo {l) che una ferita qualsiasi, nelle prinie ore dopo il ferimento si deve considerare semplicemente contaminata e non infetta e che l'infezione in genere comincia dopo 10-12 ore, ma può protrarsi fino alle 24. Ora l'ideale della terapia chirurgica è quello di prevenire le infezioni, praticando cioè la p rofilassi chirurgica delle ferite. Quindi la prima medicatura veramente razionale è quella dell'intervento chirurgico entro il limite di tempo enunciato. In genere tale limite di tempo può a.11-che essere sorpassato per alcuni (l) Tali conoettl. per e.ltro soop(>, bo espostn &ncho lo altro mio la'l'oro.
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lV CONGRESSO INTERNAZIONALE DI )IEDIClNA E FAlUdACJA hULlTAJU:
feriti, ma è necessario rispettarlo e possibilmente abbreviarlo per i cavitari addominali e per le gravi lesioni ossee degli arti inferiori (femorali). Per raggiungere un tale scopo, due sono le modalità che potrebberoessere considerate e cioè ; o che nuclei chirurgici mobili si trasportino in .località i! più .che è possibile in vicina.r:.za del luogo di combattimento (} che i feriti dal posto di combattimento vengano sgomberati nella foìmazione sanitaria chirurgica specia.lizzata {l). Consideriamo le due ipotesi. l. - Nucleo chirurgico o squadra chirurgica mobile con materiale somcggiato che, in previsione di un combattimento, s'installi nei pressi della truppa combattente. Tale ipotesi, per una realizzazione efficace, richiederebbe squadre (} nuclei chirurgici numerosi in montagna, in considerazione d elle distanze enormi che separano i diversi settori di combattimento anche della medesima grande unità. Tali formazioni sanitarie poi correrebbero i medesimi rischi delle unità avanzate e quindi, tr a morti e feriti, doVTebbero anch 'esse essere rinnovate. Ora ognuno conosce quale e quanta sia la difficoltà, anche nelle Nazioni più progredite, di tma tale sostituzione per la relativa. scarsezza dei chirurghi provetti, quali si richiedono per tali squadre, che per giunta., doVTebbero essere molto numerose in considerazione. della vasta. estensione del fronte, quale si prevede nelle grandi guerre future. Per ques·ta. ragione di fatto una tale ipotesi doVTebbe senz'altro sca.rtarsi, almeno in linea di massima.. Ma a prescindere d a tali constatazioni inoppugnabili, è possibile dare un soccorso veramente utile ai feriti gravi nelle zone avanzate t Il chirurgo cd il ferito ba.D.D.o bisogno di un ambiente adatto. Nellezone avanzate spesso vi è l'impossibilità materiale per operare, cd anche quando si possa disporre di una. zona riparata dai proiettili e che permetta di portare a termine l'intervento, è l'ambiente speciale (in mezzo al frastuono assordante dei bombardamenti) che non si confà a tal genere di feriti , i quali, passata la foga del combattimento, hanno bisogno di quiete assoluta, requisito indispensabile, senza il quale anche l'operazione più perfetta, tecnicamente ben riuscita, non potrà sortire esito favorevole. In determinati casi l'inconveniente può essere attenuato dove si banno caverne naturali (terreni carsici di frontiera) o artificiali che fossero state predisposte. Però un tale modo di procedere potrebbe essere solo eccezionale in ca-si speciali. 2. - Tr.asporto r apido dei feri t i nelle forma.zioni sa,nitarie specializzate (ospedaLe da campo, ambulanze cb.il'urgicbe). È questo il problema importante che la logistica, cosi progredita ai nostri tempi, deve e può risolvere. Vediamo come potrebbe essere rjsoluta seguendo il ferito dal posto di combattimento alla formazione sanitaria specializzata che è al caso di dare affidamento nell'eseguire la cura razionale in ambiente adatto. Per il trasporto rapido dei feriti in zona montana possono essere prese in considerazione tre modalità di sgombero. E precisamente lo Egombero
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(l} Quc&'to questioni si pongono solo per l feriti gl'llvi, percb è l lel'gcrì è facile Eaombererll ano be In montaenu con il servizio del mulJ d l ritorno, dopo aver portoto m &terlall •
IV CONGRESSO INTERNAZI ONALE DI 111EDICINA E F ARMACIA MrLITARE
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già. accennato per mezzo delle teleferiche, l'aviazione sanitaùa ed il Lrasporto in barelle fatto da appositi drappelli portaferiti. l. - L'Aviazione sanitaria ha fatto molti progressi in questi ultimi tempi. La Francia, in questo campo, ba il merito di essere all'avanguardia e di avere già nel proprio attivo, molte migliaia di sgomberi con t ale mez~o rapido umanitario per eccellenza. Anche le altre n azioni (Stati Uniti, Inghilterra, ecc.) hanno scguìto l'esempio franccF.c.
In Italia l'aviazione sanitaria ha fatto già le sue prove felici nei d eserti della colonia libica e la questione dell'aviazione sanitaria militare ~ già posta allo studio, per merito del Governo nazionale. A tal uopo il Ministro dell'aeronautica ba nominato una speciale commissione di competenti che dovrà risolvere l'importante prolJlema. Ora si affaccia la questione se l'avia.zione sanìtaria militare posea assolvere il gravoso compito dello sgombero nella zona monf ana, e nel caso anche favorevole dal Jato tecnìco e logistico, se sia possibile e conveniente dal lato strategico e tattico. Tali questionì meritano maturo esame ed bo già detto che un'apposita commissione è incaricata di farlo. Intanto, per quanto è possibile prevedere, non ritengo che un tale mezzo di sgombero, possa diventare un mezzo normale. Es~ o per ragioni facili ad immaginax·si nelle zone montane (difficoltà. materiale di atterraggio, condizioni atmosferiche, ecc.) non può, almeno allo stato attuale delle cose, che costituire un mezzo di eccezione. L'Aviazione sanitaria invece potrebbe rendere ottimi servigi umanitari e logistici, specialmente in caso d 'ingombro di feriti, nella retrovie dove è facile trovaJe zone di atterraggio. 2. - Quello invece che può rappresentare un mezzo ott imo perchè di attuazione relativamente non difficile, e che dà il maggior affidamento di rapidità e di comodità insieme, è certamente l'impianto delle teleferiche. È questo l'importante problema che deve porsi allo studio per il trasporto sanitario in montagna che il Governo nazionale, gia tanto benemerito, può e certamente risolverà trattandosi di un gra.nde problema umanitario. Del resto, come ho già accennato, tale problema fu gia. in I t alia risoluto felicemente nella guerra di posizione. Non si tratta ora che di perfezionarlo e di applicarlo nella guerra di movimento. E certamente l'arma del genio d'intesa con la sanità militare può afirontare e risolvere felic€mmte tale problema, proponendo l'istituzione di vere e proprie ca.rrelli-ambulanze teleferiche. La grande difficoltà della questione.è solo nei mezzi. Ed io ritengo che, dati i tempi progrediti e coscienti, tma. ta.le questione non si dovrebbe neppure porre. All'istessa guisa che si trovano i me~zi per lo studio dei progressi d egli ordigni di offesa, vi debbono essere anche i mezzi opportuni per la cura del ferito. È un pr()blema questo di elevata portata morale ed nnche mat eria~e, perchè il sapersi ben curati, in caso di ferita, è di forte incoraggiamento per le masse combattenti e poi, con la cura razionale fatt a in tempo, il recupero è infinitamente superiore con il vantaggio non indifferente, anche materiale degli organici.
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3. - Inlìne, accenno a.d una modalità di trasporto, molto cmato nell'ultima grande guerra sul Grappa da noi italiani, voglio riferirmi al trasporto in barelle a catena1 fatta da coppie di portaferiti che si scambiano ogni 10 o 15 minuti, percorrendo sempre il medesimo tratto in modo che sia ben conosciuto tanto da poterlo fare sicuramente anche di notte. Tale sistema è ottimo e relativamente comodo, ma limitatamente a non lunghi percorai, poichè altrimenti si richlederebbe un numero di porta.feriti non indifferente ed in montagna il trasporto lungo costituisce un grave disagio. Ed a tale scopo sono stati istituiti i plotoni portaferiti, formati di uomini robusti, pratici di montagna e convenientemente istruiti, a.ncbe perchè, in caso di avarie delle teleferiche anche per ragioni belliche, essi possano fare il trasporto dei feriti direttamente nelle unità sanitarie di cura. o uelle camionabili più vicine per caricarli nelle auto-ambulanze. Tale mezzo, per i lunghi percorsi sarebbe desiderabile che fosse solo ecct'zionale, ment.re dovrebbe costituire la norma per i piccoli percorsi per t,rasporLare cioè il rerito dal posto di comba!Jtimento alla wleferica più vicina, ed eventualmente nel posto di carico del velivolo sanitario. Le teleferiche (una o più linee a seconda del terreno e delle distanze) dovrebbero trasportare i feriti ad una via camionabile, dove, per mezzo delle auto-ambulanze, sarebbero trasportati nelle formazioni sanitarie specializzate per la cura del caso. In alcuni casi speciali si potranno adoperare anche le slitte. Concludendo, allo stato attuale delle cose, la migliore e più efficace soluzione della questione del primo sgombero in zone montane l>arebbe costituito da un trasporto misto (trasporto con barelle a braccia « sistema a catena))' carrelli sanitari teleferici, autoambulanze). Certo tale soluzione ha l'inconveniente del carico e scarico dei feriti che si ripeterebbe più volte. Però se il ferito non cambia barella dal luogo del ferimento al luogo di cura definitiva., tale disagio è molto attenuato. A tale scopo è necessario, fin dal tempo di pace, orientarsi verso un solo tipo di barella, che dovrebbe essere caricata. indifferentemente su tutti i tnezzi sanitari di trasporto (carrelli delle teleferiche, a utoambulanze, treni ~nita.ri, slitte, ecc.). f tale proposito fu già emesso concordemente il voto dai rappresent.a.nti ufficiali delle nazioni che hanno preso parte ai congressi internazionali di medicina e farmacia militare che il tipo di barella. fosse unico in tutte le nazioni. in modo da potersi reciprocamente scambiare. Questo voto fu fatto presente ai Governi delle diverse nazioni. Tale proposta è in via di reaLizzazione, poichè essa, per opera della Croce Rossa, fu portata alla III conferenza internazionale della Croce Rossa, riunita.si a. Ginevra. nel 19~5, la. quale incf•ricava la 3a commissione di aprire concorsi sugLi oggetti da standardizzare e di costituire una. commissione tecnica internazionale per lo studio e la scelta. degLi oggetti da standardizzare. La Commissione di ::;ta.ndardizza.zione si è l'iunita la. prima volta nel1926, quando si è inaugurato l' [6tituto del Materiale sanitario di carattere permanente dove sono riuniti gli oggetti in concorso per la. standardizzazione di trenta nazioni d iver.se (barelle, suoi apparecchi di sospensione, medicature individn~ piMtrin') di ricono:scimento, tabellina. diagnostica). Però la Commissione, sebbene molt.o a.v.i.uti nello studio, dei diversi oggetti, non ha credut,o
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!V CON GRESSO J.N'l'E H)IAZfON.\I.E IH )fJ::Dt (; L'IJ\
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ancora di fissare il tipo di st;mda.rd per ogni singolo oggetto e qtùndi anche della barella.. E concludo, come già ho scritto in altre mie pubblicazioni, percllè la cura chirurgica abbia le maggiori probabilità di successo non è il chirurgo che deve avvicinarsi al ferito, ma questo deve sgombrarsi il più rapidamente possibile dove il chirurgo può intervenire non solo, ma. èllnche poter fare un adeguato trattamento post-operativo. · Conclusioni : l o Lo ::;gombero nelle zone monta.ne, nelh~ guerra di movimento, è un problema di grande importanza non anc·.ora ri::;olto ; 20 Il mezzo rapido moderno, che potrebbe essere adibito in Juonta.gna., è la. teleferica. Il velivolo, allo stato a ttuale dell'aviazione, potrebbe. eo.;t;ituire solo un mezzo di eccezione. nella zona di operazioni in montagna; 30 n trasporto in barella per mezzo di portaferiti, cosi detto a ca tena, è un buon mezzo per i piccoli percorsi ; per i lunghi riesce disag ioso e non risponde alle fìna.lità della. cura razionale rapida ; 40 n trasporto in barella combinato con la teleferica risponde a. tutti i requisiti richiesti per uno sgombero razionale (rapidità e minimo disagio) n ella guerra di movimento in zone montane ed allo stato attuale delle cose, risolve nel modo migliore l'importante problema. Furono inoltre presentl}te comunicazioni dal colonnello medico Spire sull'influenza del terreno sullo sgombero dei malati e feriti nella guerra di movimento, dal dott.. Schickélé sulle barelle in rapporto a llo sgombero a grandi distanze nella gueiTa di movimento e dal dott. Na.dolski sullo sgombero e gli ostacoli del t~rreno.
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Alle 12,30 coll'intervento del Presidente della. Repubblica., delle rappresentanze della Dieta e del Senato, dei membri del Corpo diplomatico e di tutto lo ~utorità oi vili c milit~ri obb<l luogo nei gio.rdini dello. Souol~ di sanità militare l'inaugurazione dell'esposizione internazionale d'igiene e di materiale sanitario. Per dimostrare l'importanza. di questa mostra ci limiteremo ad elencare le varie sezioni : Materiale sanitario di ·nwbilitazione (eq1ùpaggiamento, mezzi di trasporto, apparecchi contro i gas di guerra, igiene in campagna) ; 2° Spedalizzazione (mezzi diagnostici e terapentici, ospedali, infermerie e posti di soccorso, stabilimenti sanitari civili, trasporto dei malati e feriti, statistica. sanitaria); 3o Installazioni igieniche (alloggiamenti e loro ventilazione, illuminazione e riscaldamento, acqua potabile, eliminazione dei rifiuti, inumazione dei cadaveri, disinfezione e disinfesta.zione, igiene alimentare ed individuale) ; 4° Chimic;a e fa.rrnacia (prodotti farmaceutici, disinfettanti, materiale di medicazione, acque minerali, apparecchi e strumenti farmaceutici) ; 5o .Apparecchi ed istmmenti per chirurgia ed odontoiatria; 6° Materiale uspedaliero (per i reparti, per le sale di medicazione ed operatorie) ; 70 Medicina veterinaria (laboratori, infermerie, medicinali, oieri e vaccini, mezzi di trasporto) .
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lV CON GRl!:SSO lNTEllNAZIONAL}~ DI MEDJCINA E l"ARMACIA MILITARE
La città di v,~.rsa.via in un eleg;1ote padigliore ave,•a esposto un interessantissimo materiale, che dimostra la sua attività dal punto di vista igienico e sanitario. Altri padiglioni erano stati eretti per cura dell'Unione dnlle stazioni clima ti elle e balr.eari, della. Società di pronto soccorso e dello Ferrovie dello Stato. La mostra, vorament.e ricca ed interessante, rappresentò uno degli avvenimenti pitl importanti del Congres~o . Alle ore 15 la Delegazione italiana int.ervennc ad un ricevimento offet'to da.! Circolo<< Lcona.rdo da Vinci ,,, La presidentessa. signora Wielezynka con nn elovn.to discor~o recò il sa.luto della Associazionel alla quale rispo1)e il ge11erale medico Trovanelli, manifestando la Roddisfazione di trovarsi ospite di un istituto di coltura italo-polacca, intitolato ad uno dei nostri geni più compiuti ed univcrsn.li e ricordando le recenti concret.e proYe di fraternità date alla Polonia dall'Italia, elle nella guerra liberatrice fu la prima a riconoscere e proclamare la sua indipendenza per opera di S. E. Sonnino, in una memoranda seduta al Senato. Alle 17 vi fu un sontuoso ricevimento al Municipio, onorato dalla. presenza del Presidente della Repubblica, ed alla sera un riusritissiroo concerto all:\ Fihmnonica. ]ferc:olecn 1° gi?lgno.- n giorno lO giugno presso la Scuola di sanità militaro ebbe luogo la seconda seduta del Congresso e fu continuata la discmsione sul l o tema. ufficiale. .Alla presidenza furono chia-mati i delegati ddla. Hepubhlica .Argentina, Cecoslovacchia, degli St.ati Uniti d 'America e della Tttrchia. Il maggiore gonerale medico Barrow prese la parola per rilevare le analogie e le differenzo e~<i:::tenti ira il funzionamento del servizio sanitario dell 'esercito inglese e le idee esposte dai relatori polaccbj sul primo tema. D eolonnello Tewfik (Turchia) riferì sul tra-sporto dei feriti nella guerra di movimento; il capitano chimico-farmacista Rtiennc (Belgio\ presentò un nuovo mod(\llo di ùarolla ; il colonnello Spire (Fra.Dcia), il tenente colonnello Annstn.siu (Rumenin.) e il dott. Monro (InghilteJTa) fecero interessanti comnni<'azioni snll 'avi~tzione sa.nitaria. Furono inoltre presentate proiezioni e films illustranti il trasporto dei f(\riti pt•r rura dei dottori Guimara<'~>: Erhard e Banmbergcn.
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Nel pomcrip-gio ulle ore 15 ehbc luogo una dimostrazione pratica del fnnziomm1ento del1° battaglione sanitario del presidio di Varsa\ia e successivamente una. sfìlata l• itJore~ca. dei giovani scolari inscritti alla Croce Rossa. Si vi8ita.rono quindi gli ospcclali militari della guarnigione. Una pii1 lunga Yisita. fu riservat.a alla. Scuola superiore di sanità. militaro, ottimament c organizzata. e provvotluta, quale centro di istruzione di tutti i medici, fa.rm:t<'if>ti e d(\nti~t i militari di carriera e di complemento, con llérRonn.l~ im;('gnant.e di alto valore scientifico e con annet>so tm ospedale di istruzione di 600 letti, rep ut t~to uno dei migliori della Polonia, ove, oltre che i militari c le loro famiglie, Rono curati anche i civili. Allo oro 17 la. D cl<'g:ozione i taliana fu ricevuta dall'Associazione italopolaccl\ « l>nntt' Alighieri » con gratldc intimit'à e cordialità. Il presidente,
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IV CONGRESSO r:N'TERNAZIONALE !ii MEDIC I!'IA F. FARMACIA MILITARE
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on. Zamorski, pronunciò un olevato discorso, pieno di ricordi della nostra grande guerra., cui e~li ste)"!SO aveva parwcipato ; ed il gonera.le medico Trovanelli rispose con parole di entusiasmo por l 'istituto che faceva ritrovare lontano dalla Patria lomui di pura italianità e ello valoriz?.ava i . nostri risultati nel titanico conflitto, per il quale finalmente la Polonia potè sciogliere le pesanti catene della sua sMola.re triplice schi:wit ù . ..Nella serata, a.Ue 20, ebbe luogo una somta di gala a ll'« Opéra ,, che destò in tutti gl'intervenuti un'indimenticabile impressione per la folla di dame in sfarr.ose toilettes e di ufficiali nelle scintillanti di viso. Fu rappresentato il 3° at.to del « CMtea.u hanté )) ed alcuni quadri del b<lllo del maestro Twardowski. Giovedì 2 e cenerdì 3 giugno. - Nei giorni 2 e 3 giugno ebbe luogo la quarta e quinta seduta del Congresso con la trattazione del secondo tema sull'eziologia e profilas.~i dell'influenza, sotto la presidou?.a dei colonn~llo medici Hansen (Danimarca), Diehl (Olanda,) e del tenonte colonnello medico W onken (Belgio).
Relatore per la, Danimarca il maggiore medico dott. Jiirgens, cho presentò le seguenti conclusioni : l. Le ricerche di questi ultimi anni sull'etiologia dell'infiuenr.a hanno dimoi!trato che il bacillo di Pfoiffer non può essere considerato come il virus specifico della malattia. 2. Come per i ptreumococchi e per gli streptococnhi, il coccobacillo di Pfeiffer è da considerare come un'infezione secondaria, quando è prosente nell'influenza. 3. Le varie teorie e supposizioni circa la natura della malattia sono state oggetto di diBcussioni e di con:~iderazioni in tutto il mondo dopo la grande pandemia del1918-1922, le quali banno condotto alla s upposizione dell'esistenza di un virus specifico, che forse sarebbe ultra.visibile e filtrabile. 4. Gli scienziati americani, colle loro ricerche sul '' ba.cteriu m pneumot!intes " hanno indica.uo doi nuovi metodi per cl.J.iMire il problema. e dare una soluzione definit iva alla ques tione. U. Le ultime grandi pil.ndemie è supponibile siano della stessa natura delle pandemie d'influenza di epoca anteriore. Parecchi autori riteng-ono che l'immunità relativa di persone attempate sia dovuta pre<'isa.mente ad un'iniezione subita in precedenza, in ispecie durante l'opidomia del1889-1890. 6. Parecchi batteri, come i pneumococchi, gli stroptococcbi ed a ltri, fra i quali alcuni sono stati descritti di recente e vi può essere compreso anche il cocco-bacillo di Pfeiffer, sembrano avere una grande importanr.a per quanto riguarda le complicazioni e le gravi ma.nift'\st.azioni consecutive all'influenza. 7. Queste complicanze non sono solamente pericoloRe dal punto di >ista prognostico in qualche caso, ma sono anche gravi sotto J'aRpelto epidemLologico. La loro capacità di favorire la diffusione della malat.tia e di aumentare il suo carattere virulento è proba.bilmonte d ovuta ad una simultanea azione del virus specifico e dei batteri secondari.
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I V CONGRESSO INTF.llNA7.10NAJ, F. O! MEDICTNA E FARM>.C'JA MTLITAliF.
8. In rapporto alla profilassi è da mettere in evidenza l'importanza dell'isolamento, in ispecie quando si tratta di casi gravi, tanto per impedire in generalo il contagio diretto, che per evitare il prolnngarsi dell'epidemia, in modo che la cura specifica non sia ostacolata da un soverchio numero di casi. In questa contingenza sj cercherà di indebolire il carattere altament~ vixulento della malattia. 9. Gli acc.ampamenti, accantonamenti e le caserme, a causa del loro carattere speciale e della chiamata dei soldati da vari paesi ed anche a caus~ delle condizioni di vita cambiate, presentano il rischio di diffusione della malattia maggiore che in aleun altro luogo : ed è per questa. ragione che in ta.li collettività un isolamento rlei eMi complicati ~imperiosamente richiesto.
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Sullo stesRo tema ufficiale riferi per la Polonia anche il colonnello medico L. Karwacki, che venne alle $eguenti con('.]uRioni : l. L 'influenza è una malattia ben definita nel campo epidemiologico; nulla clinica in vece non semvre riusciamo a precisare il limite e la. differenza diagnostica tra l'influenza e le affezioni catarrali delle vie del reSJ>Ìl'o. Le forme ~>poradiche della influenza sono considera.t6 da. alcuni autori come una malattia att.enuata, da altri come un'infezione etiologicamente diversa, mentre altri anccr:lt accettano entrambe qneste opinioni come esatte in speciali circostanze ed in certe epocJ1e. Fino ad oggi le ricerche eziologiche non sono uscite dal eampo delle ipotesi. La maggior parte degli autori non rit.ieno il bacillo di Pfeiffer come l'agente etiologico dell 'influenza per i seguenti motivi : a) Tale microorganisu10 non si riscontra costantemente negli ammalati d'influenza, ma subisce le swsse variazioni degli altri germi costituenti la flora rino-faringoa : i pneuruococchi, gli streptococchi e i faringococchi di diversi tipi. b) Questo microorganismo si trova invece in "\"ari stati morbosi, come il morbillo, la roseola, la pertosse, la scarlattina, la difterite, la tubercolosi, ed è presente anche negli individui sani pressoch~ con la. mederuesima frequenza. È perciò un nùcroorganismo ubiquitario. c) La virulenza del bacillo di Pfei.ffer per l'uomo raggiunge per lo più quella del meningococco, del pneurnococco, dello streptococco, ma non realizza mai il quadro sintomatico della influenza . d) Le prove di inoculazioni sperimentali nell'uomo della influenza mediante la cultura pura hanno dato risultati negativi. e) Le reazioni serologiche hanno messo in evidenza l'esistenza di una grande quantità di diverse Rpecie di bacilli emofili. 2. Con grande probabilit.à il virug della influenza appartiene al gruppo di germi filtrabili. Quanto alla sua morfologia, si hanno opinioni contradditorie : secon.do alcuni autori è un minuscolo bacillo (bacillus pneumosintes), secondo altri, un cocco Grampositivo, gecondo altri ancora un cocco Gramnegativo. Tutoo e tre queote specie di microorga.nismi, a parte la loro fùtrabilità, si possono riwnere specifiche in quan.to provocano nei conigli un'affezione nelle vie respiratorie sui generis, alquanto simile alle lesioni prodotte dalla influenza negli uomini.
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3. L'esistenza di questi tre germi ritenuti specifici mette in dubbio la loro importanza etiologica, nonchè l'affinità dell'n.ffe7.ione nell'uomo con quelle provocate nei conigli. 4. La presunta specificità del virus filtrabile, pur senza precisare la sua morfologia, è ancora da mettersi in dubbio, poichf> manca la conferma sperimentale nell'uomo. 5. Il ca.ra.tterH ipotetico rli t11 t te le ricerche otiologiche ostacola le norme profìlattiche: quindi biRogna eliminare dal campo doli a, profilassi i provvedimenti costosi e di carattere non ben d<'linit.o, i qnali non hanno resistito alla prova. della pratica, curando invece quanto più si possa l'isolà-mento .precoce degli ammalati ed il miglioramento delle condizioni igieche nella vita di caserma. 6. Vaccinazioni preventive contro i germi che complic.;'l.no la influenza si basano anzitutto su, dati statistici, che possono es:;ere fallaci, senza raggiungere Rictui. effetti immunizzanti. Sul secondo tema furono inoltre presentate comunicazioni dai dottori Thomann, Panaitescu, Sacquepée, l ;eroubouillet, :Minet e Bunoit.1 Olbrycbt, Buiwid, Owczarowicz, etc. Contemporaneament~ alla trattazione
del 2° tema ufficiale in un'altra sezione del Congresso fu svolto il 3o tema : esiti <lei tm~t.matismi del cranio e loro trattamento. Per la Grecia furono relatori il dott. Papastratigakis, già capo delle Centro neuropsichiatrico di Atene e il maggiore medico dott. Aisopos, che vennero alle seguenti conclusioni : l. Sotto il nome di reliquati dei traumatismi cranio-cEJrebrali si deve comprendere la totalità delle manifestazioni cliniche, nervose, nevrosiche e psichiche, lt\ l}uali persistono o si sviluppano dopo la guarigione degli accidenti immediati, senza interposizione di un periodo di t<>mpo fra. l'accidente primitivo e i reliqua.ti. 2. Nella determinazione delle manifestl'\Zioni cliniche bisogna tener conto di due fattori essenziali: da una parte il traumatismo causale, dall'altra le predisposizioni individuali, locali e generali. 3. Dal punto di vista sintomatico si devono distinguere i sintomi che non dipendono da un~b localizzazione speciale (sintomi a.topici) da quelli che sono in rapporto con la localizzazione della le&ione. Fra i primi si comprenderanno gli elementi subbiettivi della sindrome comune ai feriti del cranio, le manifestazioni epilettiche le nevrosi e le psicosi : questo gruppo dei sintomi degli atopici deve essere considerato come provvisorio. Fra i secondi preudemnno p oHto tutte le manifestazioni organiche provenienti • da una lesione circoscritta. 4. Dal punto di vista anatomico si devono distinguere : le lesioni dirette, le lesioni associate e le lesioni indirette (endocr::t.niche o a distanza). Le le!)ioni dirette pos!.'lono essere meningee, encefaliche o meningo-ence-. fatiche. La stessa élassifica.zione vale per le lesioni associate, le quali sono di natura infetti va od infiammatoria. Quanto alle lesioni indirette, esse sono in rapporto con organi che possono essere iLfluenzati sia dal traumatismo cranico st-esso (labirinto) oppure dallo shock commozionale (ghiandole endccrine).
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I V CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MET>ICINA E li'ARlltACIA MILITARE
5. Le manifestazioni cliniche non dipendono sempre dalla gravità e dall'estensione della ferita: semplici commozioni possono dare le stesse lesioni di focolaio, come le lesioni molto esteso. 6. La prognosi dei reliqua.ti dipende dall'epoca dell'accidente traumatico causale, dalla. localizzazione della lesione e dalla varietà di questa ultima. Di regola generale essa è più favorevole per i feriti che presentano dei sintomi atopici subbiettivi ; più grave per quelli che presentano segni di lesione da. fo colaio, per le psicopa.tie sviluppate sopra un fondo di degenerazione ment.1.le e per gli antichi si.lilitici. Su questi stessi elementi saranno uniformate le decisioni medicolegali militari. 7. n trattamento dei reliqua.t.i è tanto sintomatico, quanto causale. La cura sintomatica utilizza gli stessi metodi terap eutici di c:ui dispone la patologia nervo::;a. Quanto ~Ila cura causale, essa è chirurgica (tra.panazion(\, cranioplastia, puntura lombare, asportazione di cicatrice aderente, ecc.) o fisioterapica (radioterapia, ra.diumtera.pia, ionizzazione). Sullo stesso tema u:fficiale riferì successivamente per la Polonia il eoloLnello medico dott. Weglowski, che presentò le seguenti conclusioni: I. l. Le perdite di sosta.nza cerebrale consecutive a traumatismi non rigenerano più. Neanche le m~ningi, nè sopratutto la dura-madre possiedono la capacità di rigenerare. Ugualmente le ossa del cranio .e il periostio che li ricopre non rigenera.no più, e ogni perdita di sostanza. cranica si copre di un tessuto cicatriziale. In certi casi una simile cicatrice diventa dura e resistente ; l'esame microscopico dimostra che trattasi di un semplice processo di calcificazione della cicatrice, aenza alcune traccie di forma zione di un nuovo tessuto osseo. 2. n trattamento operatorio più conveniente, possibilmente precoce, delle perdite di sostanza cranica consiste in una minuziosa toletta della ferita, nella rimozione dei frammenti e del tessuto necrosato, nella regola.rizzazione dei margini o:~sei e nella completa sutura della ferita. Questo processo dà luogo alla formazione di una cicatrice molle e delicata nel tessuto cerebrale e di solito non determina gravi disturbi consecutivi. Al contrario, il trattamento delle ferite cerebrali con metodo aperto come conseguenza dà luogo alla formazione di una cicatrice dura, resistente e distesa nel tessuto cerebrale, che fissa. la parte corrispondente del cervello a l cranio e provoca dei perturbamenti nella nutrizione e nella funzione normale del cervello. 3. Tra il tessuto cerehrale e la dura cicatrice appare sempre uno strato di tesRnto edematosi>; in questo strato si riscontrano Rposso delle cisti, p iù o meno grandi, riempite di liquido cefJ.lo-rachidiano. L 'edema del tessuto cerebrale è un indizio favorevole, in quanto l'organismo separa il delir.a.to t.essuto cerebrale dalla dura cicatrice per mezzo di uno strato di li11uido cofalo-rachidiano, simile a quello normale, median.t.e il quale il cervello si separa. normalmente dalla dura-madre e dal cranio.
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IV CO NGRESS O INTERN AY.IONALE DI MEDfC rNA E l!'ARMACIA MU.lTARE
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4. In un terzo dei casi nei feriti con perdita. di sostanz~ cranica e . cerebrale non si osservano alcuni sintomi clinici. Nel 25 % si notano dei sintomi clinici piu gravi con le paresi di partieolari muscoli. I segni epilettici appaiono soltanto nell'S % dei casi. 5. Il t.ra.ttamento operatorio della perdita di sostanza cranica deve essere praticato solo nei 'casi in cui appaiono i sintomi clinici gravi. L 'in-
tervento deve mirare a stabilire nel luogo della perdita di sostanza dei rapporti anatomici normali. L'operazione consiste nel rimuovere scrupolosamente e completamente la cicatrice meningea e cerebrale e nel coprire la perdita di sostanza con un fino strato di grasso. A ripara.re la perdita di sost~nza nella dura madre si provvede con la fascia lata della co.c;cia ; a riparare la. perdita dell'osso cranico si ricorre alle lamine osS<'~', prese dalla superficie anteriore della tibia. 6. I risultati dell'operazione radicale sono assai ineùrag-·.rianti ; in più dell'SO % dei casi si è o ttenut~l la scomparsa parziale o completa dei sintomi cliniei gravi, come pUl'e la diminuzione dei fenomeni parotici.
II. l . Intorno ad un corpo estraneo che rimane lungo tempo nel t-e ssuto
cerebrale si forma, di solit o, una membrana fibro-connettivale, che può essere riempita di una certa quantità di liquido dando luogo alla forma7.ione di una. cisti e, in caso d 'iniezione, di pus. 2. I sintomi clinici in presenza di un corpo estraneo nel cervello sono inerenti alla localizzazione di questo corpo ed ai segni d 'irritar.ione del t.essuto cerebrale.
3. La determinazione molto esa,tta della localizzazione di un corpo straniero viene fatta: a) col metodo radiografico, per mezzo di radiografie prese in direzioni principali: la sagittale e la frontale ; b) col metodo raclioscopico: il più preciso è il metodo stereoscopico o quello del Holzknecht, che consiste negli spostamenti dei raggi accant o al corpo estraneo immobile e al dia.framma reso pure immobile. 4. La maggior parte dei corpi estranei nel cranio non dà luogo ad alcun sintomo clinico e non esige un intervento chirurgico. 5. L 'intervento è indicato nei casi di cefalea, vertigini per.; istenti, di epilessia, sintomi d 'intossìca,zione o in caso di ossessiono psichica per la presenza di un corpo estraneo nel c~anio. 6. I corpi estranei che si trovano profondamente alht baRe del cranio, in vicinanza d'importanti centri vitali devono essero estmtti unicamente in casi eccezionali ed in presenza di sintomi clinici molto gravi. 7. L'estrazione del corpo estraneo deve essere eseguita con ogni delicaoozza col minimo deterioramento del tessuto cerebrale sauo, e sempre sotto il controllo dei raggi X. 3 - Gwrtu~l~ di mmicina militare- E'a.•c. \' Ul-tX.
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lV OONGRESSO rNTF;R~AZJONALE OJ i\lEOICDIA E FAR~IACIA lllLITARE
III. l. Gli ascessi post-traumatici si formano pElr lo più intorno ad un
corpo estraneo, oppure nei focolai del tessuto cerebrale, o infine nei versamenti emorragici nelle meningi o nel tessuto cerebrale. 2. L'infezione proviene più spesso dal di fuori della zona traumatizzata e progredisce ver!!o i ventricoli nella direzione supposta della corrente linfa ti ca. 3. Gli ascessi post-traumatici precoci sono di solito corticali, quelli più tardivi, cioè gli ascessi cronici, sono !!ituati nella sostanza bianca; all'intorno di questi ascessi cronici trovasi sempre 1tna membrana bene sviluppata. 4. In ogni cranio-leso, che, in seguito ad uo 'irrit.azione senza moti,·o. presenta cefalee, vertigini o un lieve aumento di temperatura, si deve sempre sospettare la possibilità della formazione di un ascesso cerebrale. 5. Per la. diagnosi e la determinazione della ~ocalizzazione dell'ascesso, occorre giovarsi anzitutto di radiografia, con un'eventuale cefalografia. (). Il trattamento delJ 'ascesso non può eilsere altro cile operatorio e immediato. Si interviene il più sovente sul luogo stesso del traumatismu. L'asces!>o deve es:<ere largamente aperto e largamente drenato. 7. I risultati del trattamento sono :poco favorevoli per le frequenti rec.idive e, in caso di guarigione, per la formazione di una grande cicatrice resistente fìbro -connettivale. IV· 1. La frequenza dell 'epile.-;sia po~>t.-traumati ca o.-;cilla tra l '8% e il 10% di tutte le ferite del cranio. 2. ·Nello sviluppo dell'epiles'>ia post-tra.nmatica tma influenza proponderante ha il terreno e la predisposizione individuale (eredità, alcoolismo, sifilide) . Tra gl'individui colpiti d ello stesso tipo di ferita, si osserva più frequentemente l 'epilessia a q uc:>lli con predisposizione neuropaticn.. 3. Le più importanti le:sioni anatomo-patolologicbt~ consistono in una proliferazione del tessuto cir,atrizialo o della nevroglia del tessuto cerebrale. La presenza di questi tessuti provoca dei perturbamenti nella circolazione del sangue come pure nelle funzioni cerebrali. 4. Il t rattamento dell'epilessia post-traumatica deve prima di tutto consistere nella sopresl:lione della causa. L'apertura dell'ascesso, l'estrazione dei corpi estranei, clel tessuto cicatriziale, la chiusura delle perdite di sostanza nella dura madre e nell'oRso ecc., conducono spesso alla guarigione dell'epilessia. Di fronte a cicatrici estese e sopra.tutto alla proliferazione della nevroglia bisogna operare in modo possibil.Òlente più radicale.
IV CONGRESSO lNTBR~AZlONAJ.E DT )I'Jo:DICI~A E FARJIIACIA )11L1Ti\RF.
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Sul terzo tema ufficiale furono presentatE: numerose comunica.zioni, fra cui le seguenti :
r.
f~lll 0~1 IRADMAIUMI [ftAftiU ~f l~RO IRAIIAM~ftl~ pet· il prof. F. Caccia, colonnello medico, libero docente in traumatologia.
Le mie considerazioni sui tra.umatinni cranici fii baf'ano su 107 feriti cranio-encefalici, curati nell'Osped?..letto da camJlO 47, 11~ curati nell'Ospedale d a campo 057, durante la grande guerra, e su 11 cal'i cura t negli Ospedali territoTiali (Aqniht e Roma) dopo la gm·rra, negli anni 1920-21 : in eompLE's:;o 236 cranio-em·efalici. Oltre questa Rtatist.ic·a per~onale, della quale pE'rò Rolo una parte è utilizzabile, non ef;sendo sta.to po!;:;ibile seguire tnt ti i guariti per mancanza di dati, ho pregai o il nenrologo dell'Ospedale, di raccogliere le storie di tntt i i craniolesi capitMi da cin·a sci mef;i alla :su<t osservazione, qualt' speeia.lista, per provvedimenti medito-legali. Tali craniole~i sono t1.1tti feriti di guerra, che rimontano al periodo che va da.l1915 al 1918. Quindi i loro esiti sono oramai tutti ::;ta.bilizzati, e si prestano a considerazioni basate su dati p reei si. I casi però che meglio ,;i N>nfanno a considerazioni d 'indole chlrurgiea, :)Ono certamente quelli rilevati dalla mia statistica. per~onale, e ebe ammontano ad un centinaio, conoscendo di loro esattanwnte le lesioni riportate1 la cura seguit.a, gli esiti proRsimi e lontani. Tutti i crani.o-en(:efalici !E'si che formano oggetto, per lo studio degli esiti, di questo mio lavoro, oltre che da me, sono stati accurata.mente osserva.ti da singoli e provetti specialisti, ognuno per la sua branca (~ e·urologia: prof. O. Rossi, Consiglio, Gia.rrusso e dott. P. Kurzia; Ra.diologia: dott.ri. Cogliati-Dez.za e ComelU; Octùh;tica: proL Bucda.ntt'. dott.ri Capra e Tornai; Otoiatria: prof. Molisa.ni, Manconi e dott. Vitolo) (l ). Io mi limiterò alle considerazioni d'indole chirurgica, poiehè la parte neurolologica sarà svolta da.l mio diE;t,into collaboratore, prof. Gesualdo Giarrusso, con quella competen:at che lo distingue. Le mie considerazioni vertera.nno sulle seguenti questioni : 1° Esiti nei cranio-encefalici con guarigioni asettiche. 2° Esiti nelle guarigioni settiche. 3° Rìstùtati degli interventi tardivi ne1l'ep.i lessia post-traumatica. ·l 0 Risultati dell'osteopla~tica primitiva e tardiva. 5° L 'osteogenesi dei cr~miolesi senza plastic·a ossea.
Esiti nelle g1tari(/ioni asettiche. - Nei miei casi è evidente l'influc•uza spiccatamente favorevole della guarigione asettic;,~,, ta.nto per qnanto riguarda la riparazione delle breccie ossee, quanto per l 'eYoluzione dei sintorni nervosi. Spesso le lesioni nervose sono sensibilmente migliorate fino (l) Colgo l'occasione J)er ringrn~lnrc tuttJ questi gontili c valorosi collnborntori.
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IV CO.S OJU:SSO l~TER::o;-AZfO~ >,LJ;: DI ~!Bfli('INA E Y.\..IU[A('(A ~ULITARE
alla reintegrazione funzionale, ed anche quando, per la gravità della le· sione encefalica, i fani nervosi sono migliorah scarsamente, mai si sono notati aggrava.menti o complicazioni senza l'intervento di altri fattori evi· denti che ne spiegassero la ragione (suppurazioni tardive, corpi estranei, ecc.) . .Mai ho visto insorgere epilc~sia tardiva nei miei casi guariti asetti· camente, ed anche quando eSi;<l> è cotnparsa precocemente 1$Ubito dopo il t ra uma o dopo l'intenento, se il d('corso post-operat.orio ò :5ta.to e si è rnantenuto asettico, gli a ccessi convlùsivi Ri Rouo subjto diradati fino a scomparire completamente in_breve tempo. Hiferisro, a mo d 'esempio, un raso tipico, tra. i molto osservati : • Carabiniere L. G., cla.c,.':le 1900, ricoverato per ferita da pallottola di rivoltella alla regione occipite.le (protuh9ranza occipitale esterna) il 12 marzo 1920 al· l'Ospedale l\1ilita1·e di Riserva eli Aquila. Obbiettivarnente presentava ferita a canale com1)leto con tramite lungo circa 5 centimetri, l'OSt;o lw1go il tramite, era fratturato ta.n!lenzialrnente. Fu riscontrata. amauros i completa bilate1·ale; nessun'altra localizzazione nervosa apprezzabile. Nell'intervento (cre.niectomia) fu p raticata. una breccia ovalifor me, con il magltiore diametro tra.3versale di circa 6 centimetri ed il minore t<agittale di 3 cen · timetri. La dura era abra.sa s uperficialmente. ma non era aperta.. Non riscontrando nella breccia operatorie. pulsazione cerebrale per un manifesto ematoma &ottodurale, incisi la dw·a, dando e.;ito a. grwni s anguigni, commisti e. sostanza cerebrale spappolata; sutura completa. deJJa dura, s utura. del lembo muscolo-cutaneo-periostoo. con drenaggio capillare dj j:{arza. Nel giorno consecutivo all'in· tervento riapparve, sebbene molto confusamente. la visione, però si verificò un accesso convulsivo generale con perdita. di coscienza, •durato tre minuti, accesso ripetutos i ancora due volte l'indomani. I n segui to gli accessi convulsivi scomparvero completamente; si ottenne guarigione di prima intenzione. La vis.i one andò gradatamente migliorando tanto che dopo lll1a licenza. di convalescenza di tre mesi il carabiniere L. riprese regolare servizio; presentava f<Olo lieve ristret.tezza. d t> l campo visivo con lej:tj:Cera. riduzione del Visus. La cicatrice o>;sea. l'i rilevava molto resiPtente e solida alla pressione. La neoforrna.zione ossea è molto evidente nella radiografia. Ebbene. i.n tal caso ~li accessi convLùsivi non si sono più ripetuti. Sono tra· scorsi circa sette anni dall'intervento ed il benessere pet'!!iste completo tanto che egli prosegue regolarmente il s uo servizio di carabiniere.
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Il periodo di ~et te anni riten_go elle sia ~u tf:ì cient.e per poterlo çlicbia rare oramai completament c guarito, t1mt.o della riparazione della brercia os:sea, che della. le: ione nervosa. Potrei citare molti di b li e.~e rnpi, ma la rist rettezza dei limiti imposti dalla Presidenza del eon_grosso, me lo vietano e poi non farei che ripetermi. Tanto per non essere frainteso, non voglio dire con eiò, che non sia J?OSsibile l'i u -;orgenza del! 'epilessia, ;1,ncbe nei decorsi asettici, naturalmente in asseuza di alt-re cltuse, ma certo deve essere molto più rara se io non l' ho mai 03~> en~a.ta nella mia statistica abbasta,nza numerosa.
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Esiti dai cranio-encefalici con gua.rigio1ti settiche. - ~ cll'evolllZione d ella. sepsi, nelle ferite cranio-encefaliche, bisogna innanzi tutto distinguere se l'infezione purulenta. interessa. la sola tcca cranica ovvero a nche le rneningi e l'encefalo. ~elle sepsi lievi deUa teca cranica, l'esito non viene disturbat,o, anzi per la. rigenera.zione ossea, un<l. suppurazione limitata e lieve serve di stitnolo all'osteogenesi del periostio e quindi alla piì1 fa.cile neoformazione del callo (Ollier). ~elle suppura.zioni estese e lunghe invece, come con parola.
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lV CO:>ORESSO JNTER:-:AZIO:SA!'E Dl MF.DJC'INA E FAR-1>1.<\CIA )llLITARE
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felice si esprime Leriche, il periostio si sterilizza, e così avviene che
anche perdite di sostanza ossea minime non vengono riparate con callo osseo, perchè è distrutto nei contorni della bl'eccia il potere osteo-genetico. Le sepsi del conwnuto cranico (meningi ed encefalo) sono sempre gravi e rappresentano in guerra le maggiori responsabili della mortalità precoce. In pace, invece, forse per la minore estensione della lesione, ma principalmente per la maggiore resistenza organica. dei traumatizzati, la mortalità anche negli encefalici S\}ppma.ti è minima. Però in tutti i feriti encefalici suppm·ati, gli esisti lontani sono sempre più gravi non solo per la. stabilizzazione dei dist.urbi di localizzazione encefalica, ma anche per la più facile insorgenza di crisi epilettiche od epilettoidi. Riferisco a tal proposito un esempio tipico di 'ferita cranio-encefalica del dopo guerra che bo potuto seguire per sei a.nni . S. Edoardo, di Ernesto, l"Oldato del 130 artiglieria. campagna, fu colpito da una scheggia. di bossolo alla bozza. frontale destra.. :Ebbe per tre ~ion1i vomito ripetuto a cefalea. intensa. Fu condotto dopo 4 giorni all'ospedale militare di Roma. (intervento ritardato). All'esame si riscontrò paresi del facciale sinistro, sensorio ottuso, pol<so raro (60o), ritmico. L1tervento : Sbrigliamento della ferita., asportando le parti molli contuse. Si mette allo scoperto una. limit.ata fra.tttrra. della teca ; craniectolllla con pinza Luer, praticando una. breccia della grandezza. di tma. moneta da IO centesimi (vecchio conio). Attraverso di essa fuoriesce sostanza cerebrale spa.ppolata commista. a ~mi sanguignj, lesione meningea. hmga due centimetri. Nell'encefalo in vicinanza dell'apertura meningea. esi><teva.no numerose scheggia della. vitrea. Rimozione delle scheggia della vitrea. e della Sf stanza. cerebrale spa.ppolata commista a coaguli sanguigni ; regolarizza.zione della ferita. della <htra. ; toletta del cavo cranico con solliZione fisiologica., emostasi accurata, sutlll'a parziale della dura ; sutura del lembo cutaneo-muscolare-periosteo, con drena.g!tio capillare di garza epidurale. Decorso postoperatorio dapprima normale afebbrile con sensibile miglioramento del semorio. Al J2o giorno è comparsa febbre, voruito, cefalea. ecc. Riaperh la. ferita si è dato el'lito a. pu~ proveniente dall'encefalo, commisto a so~tanza cerebrale. La suppurazione è durata circa 15 giorni con complicazione di piccola ernja cerebJ·ale, che poi si è ridotta con la scomparsa della suppurazione. Dopo circa 50 giorni di degenza ospedaliera la cicatrizzazione della parte lesa era completa. Pe•·ò la breccia ossea, !'ebbene non molt-o estesa., persisteva molle con pulsazione cerebrale e Valsalva positivo, fatto che non :;i è mni verificato negli altri casi a decor.:o ~ettico con breccia ossee delle medesime dimensioni ed anche maggiori. Fu riformato dal servizio militare. Dopo qualche anno sono comparso vertigini con caduta e perdita eli coscienza, ep ile;;sia vertiginosa., che persistono tuttora, come persi~te la breccia cranica non riparata da tessuto osseo od osteoide.
E di questi esempi di complic.azioni epilettiche od epilettoidi ne pot r ei citare parecchi tra i miei operati suppurat.i. X ella st~•tist ica raccolta dall'Ospedale di Bologna sui cranio-encefalici le~;i, curati ùa altri, ho tro-
vato che su 58 feriti con esiti tardivi (da 9 a 12 amti), 5 present~Lvano epilessie post-traumo-en<'.-efalicbe, tipo Bravais-Jackson, e 3 avevano crisi di vertigini epilettiche con appara.to auricola.re integro. In tutti que::;ti casi nell'anamnesi risulta ben evidente la snppurazione pregressa persistent.~ pAr molti mesi, ed in alcuni si sono a.vuti veri e propri ascessi cerebrali in periodo più o meno lontano da.ll 'intervento.
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1\" t'ONOR'E~<;O INTERYAZI ON ALI:: DI l>tr.DI\"INA E FAllllACTA MILrTARE
Quindi dal complesso delle osservazioni fatte, se ne deve d ed ~trre che la snppurazione è un fattore non trascurabile nella patogenesi della epi· lessia in seguito a traumi encefalici. È da notare che l'epilessia consecutiva alle sepsi encefaliche in genere sopravviene tardivamente. Nei nostri casi comparve da un minimo di sei mesi ad un massimo di otto anni; in genere però dopo uno o due anni. :;sel caso unico di comparsa dopo otto anni, si tratta. di un alooolizzato, ed è quindi molto probabile che in quest.o caso, la causa tossica debba avere la prevalenza nello sta.bilirsi degli stimoli epilettogeni. Per quali ragioni le suppurazioni meningo-encefaliche possono determinare l'in~;orgenza dell'epilM!ìia. ? Alessandri e la sua f!cuola ammettono due specie di cicàtrici ed aderenze, l'una in cui predomina il tessuto gliare sul connettivale, e l'alt.ra in cui predomina il tessuto connett.iva.le. E tale predominio dell'uno o dell 'altro tessuto reca come conseguenza una maggiore o minore retra.ttilità della cicatrice ; maggiore per quella a predominio connettivale e quindi più stimolante ed eccitante per i centri corticali direttamente od indirettamente interessati, minore per quella a predominio gliare c qaindi poco stimolante ed eccitante. Pare che il predominio connettivale sia dovuto alle complicazioni infettive, mentre il gliare sia dovuto al decorso asettico delle ferite cerebrali. Leriche pensa che l'epilessia è sempre legata alla presenza della ~i catrice di un focolaio di contusione corticale. Però la semplice cicatrice cerebrale fibrosa non basta a determina-re il J acksonismo. Le cicatrici epilettiche, egli afferma, sono la sede di una proliferazione nevroglica anormale. Questa proba,bilmente è dovuta. ad una reazione particolare dell'individuo, a.U'istessa guisa che avviene per i nevronli delle cicatrci dei mon· coni di amputazioni. Molti sono i monconi e solo in alcuni si osserva il nevroma, secondo Leriche, per la medesima disposizione individuale. Oltre questa, ragione anatomica fondamentale (cicat.rice nevroglica) Leriche arnmet.te che, per la provocazione della crisi, sia.no necessarie variazioni rapide della circolazione cerebrale in modo da avere disqtùlibri del liquido cefalo-rachidiano in eccesso od in difetto. Tale nuova concezione dell'epilessia rivoluziona, completamente la cura della medesima. Ri8ltltato degli interventi tardi1:i nclt"epilrssia post-traumatica. - N ella nostra statistica compaiono 4 interventi per l'epilessia, in due si è fatt a l'escissione delle cicatrici senza alcun risultato apprezzabile, in due oltr<' all'escissione della cicatrice, si è aggiunta, la cranio-plast.ica. In quest 'ultimi due, in uno, non si è av~uto ristùtato apprezza,bile, perchè gli accessi persistono ancora dopo parecchi anni, ed in un altro si è avuto aggrava· mento per la frequenza maggiore degli accessi e perchè la cefalea è di>entata più intensa. Quest' ultimo è operato da, circa uua.nno e mezzo, e l'aggravamento persiste, non ostante tutte le cttre mediche più assidue e coscienziose. Giorgi riporta diversi interventi del prof. Alessandri per forme t ipiche di epilessia jucksoniana traumatica (7 di chimrgia di guerra e 3 di chirurgia civile) con due guarigioni, parecchi miglioramenti e qualche peggioramento.
IV CONG.RE3SO L.~TERNAZ!ONALE DI AH:DJClNA E: .FARàiACIA lll!LITARE
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Il prof. Alessa.ndri ha fatto altri interventi per epilessia generalizzata post-tra.umatica, eon miglioramento fino a guarigione senza però poterne precisare la durata. n prof. Alessandri è fautore delle plastiche percbè, secondo le sue vedute, la produzione di tessuto cica-triziale si può ridurre al minimum colmando la perdita di sostanza con mn scoli o gy·asso e con la. ricostruzione sistematica degli strati anatomici cranio-cerebrali (metodo della clinica chirurgica di Roma) ed a.ttribuisc•e molta importanza a tale tecnica per i risultati. Leriche ha, presentato al Congresso internazionale di chirurgia a Roma (1926) una statistica operatoria di 30 casi, dei qnali 15 senza recidiva di crisi da anni. Però egli atierma che con tutto ciò non si può dire che tali epilettici siano guariti. Quenu ha. osservato una recidiva dopo 18 anni di gttarigione assoluta. Leriche conclude affermando che il vero trattamento dell'epilessia jacksoniana consiste nell'escidere la cicatrice fibro-nevroglica, ma ciò non è sempre possibile. Però anche gl'interventi parziali producono scomparsa temporanea della crisi. La recidiva, secondo lui, è però usuale.
Per sviare le recidive, secondo Leriche, bisogna. cercare di mantenere uno stadio di equilibrio del liqtùdo cefalo-rachideo con iniezioni intravenose di una soluzione ipertonica o con puntura lombare evacuatrice nei casi di ipertensione, e con iniezioni di acqua disWlata nei casi di ipotensione. Con tale cura ha ottenuto risultati molto ~>oddisfacenti (scomparsa delle crisi, della eefalea, delle vertigini, ecc). Ri8ultati della cranioplMtica negl'interventi primitivi e ta,rd-t17i. - N elle lesioni craniche cbiuse ho spesso adoperato nel primo intervento il lembo osteoplastico alla Durante, e nelle guarigioni asettiche, ho avuto costantemente per ristùtato una cicatrizzazione ossea solida clinicamente e radiologicamente ben dimostrabile . . Ancbe negl'interventi tardivi per ricolmare brecce ossee abbast.anza voluminose, ho avuto risultati molto soddisfacenti con lembo osteo-plastico alla Durante-Righetti, come posso dimost,rare con le radiografie dei casi operati. N ella statistica dei craniolesi osservati nell'Ospedale militare di Bologna compaiono 4 cranio-plastiche su 58 craniolesi, due per colmare brecce ossee con ottimo risultato, e due epilettici jacksoniani ottenendo in uno peggioramento e nell'altro condizioni stazionarie. Certo che la cranio plastica è sempre utile tanto in primo tempo, quando è possibile farla, quanto in secondo tempo per ·ricolmare perdite di sostanza ossea. Le cicatrici molli non offrono alcuna difesa per l'encefalo a traumi anche Iniaimi, ed è facile comprendere come un tale punto di minore resistenza, possa costituire un continuo pericolo per i portatori di brecce molli. La questione dell' utilit.à della cranioplastica negli epilettici è molto controversa. Io condivido l'opinione di Lericbe che la cranioplastica non ha nessuna influenza sullo sviluppo o sul ritorno delle crisi epilettiche. Accanto ai casi di peggioramento e di nessun miglioramento si contano numerosi casi di guarigione e di miglioramento, riportati nella letteratura,
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lV CONGRESSO INTER!iAZfON ....LE Dl MEDI CINA E FAR.M AC TA MILITARE
che hanno subito la cran.ioplastica., oltre all'escissione della cicatrice meningo-encefalica. I peggioramenti non sono attribuibili aJla cranioplastica, ma con tutta probabilità all'intervento meningo-encefa.lico (escissione della cicatrice encefalica).
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L 'ostoegenesi nei cra111Ìolesi senza plastica ossea. - N elle brecce craniche non molto estese da 20 a 25 mm. ed anche, in alcuni casi, a 30 mm. di massima larghezza, è possibile la. rigenerazione ossea od o~;teoide, purchè si abbia decorso al'ìettico o solo lievetnente suppurante per breve periodo. Io, già in altri miei lavori di chirurgia di guerra, ho riferito gli esiti molto soddisfacenti avut~ nei miei operati eon guarigione asettica o qua.si. ~ella statistica dell'Ospedale militare di Bologna su 58 craniolesi in ben 35 abbiamo osset·vato una breccia ben riparata, con Va.lsalva nettamente negativo, solidamente resistente alla pressione, sebbene non di rado dolorosa.. E non mi sono contentato dell'esame clinico, bo fatto controllare tutti i casi dall'ottimo radiologo dell'Ospedale di Bologna, capitano dott.. Comelli, e posso dimostrare, con le radiografie in doppia posizione, la conferma del mio asserto. Certo non in tutti i casi la neoformazione ossea è molto compatta, in parecchi si ha rigenerazione osteoide, però ben visibile in tutta l'estensione della breccia. La breccia ossea nell'immagine radiografica si presenta come una chiazza di minor trasparenza (o zona di rarefazione) a fondo uniformemente velato, a carattere generallnente amorfo, che comprende nella massima parte dei casi tutta la. superficie della breccia stessa. Tale contrasto di diverlle tonalità d'ombra (fra tessuto osseo sano circostante e zona compresa nella perdita di sostanza) a-ppare specialmente evidente nel confronto con ra.diograTl).mi di casi in cui esistono bene tutti i segni clinici di una mancata rigenerazione di tessuto compatto, in cui apptmto massima è la rarefazione della breccia con aspetto addirittura aeri· forme ; oppure in quei casi, pa.1·ticolarmente dimostrativi, in cui questa rigenerazione non è completa. Cosi il quadro radiologico accennato acquista il valore di una documentazione anatomo-patologica per stabilire il grado e l'estensione del • processo neoforma.tivo e nel tempo stesso come conferma inequivocabile aJ giudizio clinico (1). CO~CLUSIO~I.
l 0 La guarigione asettica delle feri te crauio-encefaliche è un fattore
importante per la reintegrazione anatomica delle brecce ossee non molto estese ed anche per il ripristino funzionale delle localizzazioni nervose. ·• 2o Le suppurazioni cranio-encefaliche impediscono la riparazione delle brecce ossee anche piccole e contribuiscono alla stabilizzazione di esiti più o meno gravi di origine encefalica. (l ) r~e lastre radtograflohe dimostrative erano a d!Rpostzlone del signori congressisti.
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IV CONGREl$0 JNTER:olAZlONALE 1)[ MEDIC INA E FARMACIA :Utr.ITARE
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30 La. cranio-plastica è un intervento sempre utile per la difesa d el-
l 'encefalo. Jo La cura dell'epilessia è principalmente chirurgica ed allo stato attuale delle nostre cognizioni è l'unico mezzo per ottenere alle volte una
guarigione, e spesso un miglioramento sensibile. 5o La cura. alla. Leriche per correggere i disquilibri ipotensivi od ipertensivi del liquido cefalo-rachid.iano rappresenta, allo stato attuale della questione dell'epilessia traumatica, la, pii1 promettente cura palliat iva. ed integrativa della cura chirurgica non riuscita.
I I.
CONSIDERAZIONI CLINICHE E MEDICO-LEGALI SULLE SINDROMI TARDIVE DA LESIONI CRANIO-ENCEFALICHE DI GUERRA per il prof. G. Giarrusso, tenente colonnello medico. libero docente di clinica. delle malattie nervose e mentali.
Dopo circa dodici anni dalla grande guerra e dopo aver visitato e rivisita,to quasi ad ogni anno durante tutto questo tempo, nei concentramenti militari di pensione, una gran quantità di ex-militari lesionati e minorati, oltre a considerazioni d 'indole clinica sul decorso, s ull'esito e _ sui relitti definitivi delle forme morbose di guerra, alcune importanti deduzioni si possono trarre nel campo della fisiopatologia ed in quello medico-legale ai fini dell'indennizzo. Ci sembra per ta,nto, non scevro d 'interesse, accennare ad alcune questioni che si possono ormai pt·ospet.tare per la definitiva soluzione, tanto dal punto di viiìt.a diagnostico-tE>ra.peutico, che da quello medi<'o-legale pensionistico. Ma il campo sconfinato delle lesioni , sia a riguardo della loro sede anatomica,, che della sindrome clinica non ci permetterebbe certo, neanche di cominciare l'a,rgoment.o, se noi volessimo nel breve spazio consentito a questo lavoro, toccare t,utte le questioni cbe nelle forme morbose di guerra s'ingrana,no. Trtttteremo, perciò, questa volta, in rapida, somm:tria rassegna, solo le lesioni cranio-encefaliche nel loro decorso tardivo e negli e~;iti più significativi, tenendo conto di quei casi che ha.n contribuito a ch.iarire ed a fi ssare l 'evoluzione clinico-catamnest.ica delle lesioni che sono riuscite ormai ad esito definitivo. Altri con la competenza speciale di provetto chirurgo tratterà a parte gli aspetti clinico-chh·urgici inerenti allo stesso nostro materiale d 'esame ; noi sfioreremo qui l'argomento dal lato neurologico, e per l'elencazione statistica dei casi d 'esame ci riferiamo fin da ora al lavoro del ~;ig. colonnello medico prof. Caccia, con cui abbiamo, appunto in comune, il mate-
riale di studio. I casi clinici che abbiamo raccolto per questo lavoro non sono molto numerosi data l 'enorme statistica di guerra, di cui i centri neurologici dispon gono, ma si direbbe che essi si possono considera.re c·ome << l.'sempi ))
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TV C'ONORESSO lNTJ::RNA7.10NALE DI l\mDH' TNA E FARMA<'lA MIL!T;\RE
di lesione cranio-encefalica, di cui noi abbiamo potuto vedere e studiare e valutare moltissimi altri casi simili durante il nostro quotidiano lavoro di revisione medico-legale dei cranio-t.ra uma.tizzati che d alle Commissioni mediche pensioni di guerra, dal 918 ad oggi, vengono numerosi fatti affluire ai centri neurologici di Corpo d'armata. Per dare un'idea del numero di ex-militari che sono visit<llti ogni anno uei nostri centl'i neurologici militari basti dtare che qui, a. Bologna. soltau to nell'anno or decorso, son pa8sati per questo concentramento uelU'ologico circa 1600 neurolesi di guerra, e quanto più ci avviciniamo all'epoca della gtwrra r:iandando indietro, tanto m.aggiore è il numero degli ex-militari visitati. Le nostre deduzioni, qu.indi, oltre che fondarsi sulla esperienza di questi casi raccolti per la presente pubblicazione, trovano il loro fondamento su riscontri, su dati e su elementi che ci tornano contin.uamente nell'osservazione di tutto il mat.eriale di guerra che il nostro m andato medico-fiscale ci fornisce per neeessii.tà dello stesso esercizio della nostra professione. Lo studio delle lesioni del cranio neUe tappe tardive del .loro decorso, è stato Jn·aticalio da noi prendendo in esame le ferite chirurgicamente guarite e facendo una, inchiesta, per quanto possibile minuziosa, sia eou la documentazione dei mod. 59 e degli estratti nosologici, sia. con lo studio dei documenti sanitari della (( pratica '' riguardante il traumatizzato, sia apprendendo dallo stesso i nt.eressato gli accidenti sop•·aggiunt.i al trauma in immediato rapporto cronologico col trauma stesso, e nel decorso successivo della sindrome. Abbiamo cercato di fare, come si vede, 11 una storia della lesione >> sopra tutto rispetto agli esit·i tardivi che in questi ultimi anni si possono considerare ormai sistematizzati e riusciti ad esito definitivo. Abbiamo potuto, così, formarci un'idea dell'evolvere dei fenomeni morbosi dal lato neurologico rispetto alle sindromi di rige· nerazione o agli intoppi staziouari delle sindromi st-esse o al loro aggravarsi catamnestico. Su certi punti le ferite di guerra del cranio e dell'encefalo, hanno precis~•to rnolt.i fatti clinici che la medicina aveva intuito, m.a scarsamente documentato, su altri punti, esse ci han rivelato qualche nozione supposta., ma nell'insieme nulla di assolutamente nuovo ci hanno esse apportato. La .q uestione delle localizzazioni cerebrali anche con l'esperienza di guerra, nou è stata risolta nei punti oscuri su cui vertono i dissensi dei fisiologi e dei neurologi. Le localizzazioni bene accertate, indiscusse, o meno contrastate, sono stat,e col.lfermate dalla traumatologia en cefalica. di guerra, e tra queste hanno ricevuto conferma, se ne avevano bisogno. i centri auditivi nelle eirconvoluzioni temporaU a funzione bilaterale, i cent.ri visivi nella regione pericalcarina, il centro tattile nella regione post.-rolandica e parietale, i centri della scrittura e della parola articolata nel piede della F. 2 di sinistra, il centro cinetico o dei movimenti ,·o-
lontari, nella regione prerolandica, i centri della motilità segmentaria nelht zona rolandica ; ma dal punto di vista psico-intellettivo, d al lato della dinamica volit,i,Ta del c~ervcllo, dal lato delle associazioni psico-emoziona.li e nei meandri dell'attività mnemonica, neanche l'esperienza neuxocb..i.l'urgica di guerra, ba potuto localizzare la SE'de dell'animalità inli.elligente. e la questione dell'origine delle sindromi commotivo-emoziona.li con l('
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gravi conseguenze psico-dissociat.ive in segui to a. scoppio d 'obici, t utta la serie dei t remori funz;ionali, delle tw·be istero-traumaticbe, delle attitudini coatte post-commotive, degli stati spasmodici, delle disla lie, dei mutismiinaudizion.i , delle dismnesie e delle amnesie ecc. vaga sempre nel ·mare 1nagnu·m delle ipotesi a cui nessuna suffragazione anatomo-patologica od anatomo-disfunzionale bene accertata, bene limitata e circoscritta, porge sostegno e conforto sperimenta le. Qualche volta, insistendo nell'esplorazione o nella compressione digitale di una cica.trice osteo-cutanea, cranio-encefalica, abbiamo assistito a.l l' insorgere di stati angosciosi autenticati da fenomeni vasmnotori e secretori concomitanti, o a stati vert.iginosi con pallore del viso, coscienza presente, improvvisa debolezza agli arti inferiori ed instabilità ortostat ica, il cui mec<:anisrno patogenetico non appariva certo evidente, n~ chiaro all'indagine clinica della lesione. Misteri della fi siopatologia um.ana, in cui concorrono certamente gli elementi costit uzionali, i fat tori biopatici e genotipici del soggetto, sensibilizzati dagli stimoli meccanici e più specialmen te psico-riflessi del momento. La patologia della sostanza bianca del cervello non ha avuto nea.ncb 'essa molto da apprendere da ll'esperienza traumatica di guerra, le emiplegie, le monoplegie, le dissociazioni della motilità attiva segmentaria degli arti, han confermato la sede corticale già nota con la relativa d egenerazione dei fasci di fibre dalla cor ticalità p artenti. Si son mostrati molto sensibili e difficilmente restaurabili i centri cortico-occipitali d ella vista, e le emianopsie, le ambliopie, i rest.ringiment.i del C. V., si sono incontrat i spesso nelle lesioni cranio-encefaliche occipitali. Più rari sono stati i sintomi cerebellari, se si fa eccezione delle t urbe dell'equilibrio cinetico-dinamico dell'andatura; ma quest,o fatto è, del resto, in rapporto colla minore Vlùnerabilità dell'organo per la sua sede anatomica, v ulnerabilità che si ripercuote quasi sempre nei nuclei grigi centrali e dà-, perciò, piuttosto di!)turbi vertiginosi dell'andatura, anzicbè la tipica. andatura cerebellare o le asinergie e le adiadococinesie. L'evoluzione delle sindromi residue alle lesioni crauio-encefalicìbe, è stata quasi sernp1·e prevalentemente riparatrice; col ripararsi delle lesioni della teca cranica, col riformarsi dei tessuti osteogen.iei, col cessare dei fenomeni suppurativi, delle infiammazioni m eningee e meningo-encefaLiche, i fenomeni clinici relativi han subito anch'essi delle involuzioui. Certo, là dove i fatti t raumatici erano stati devastatori della corticalit:ì cerebrale non si poteva avere una sindrome di restaurazione, ma come per lo più i fenomeni plegici o paret ici ripetevano l'etiopatogenesi da fatti di compressione, via via che la decompressione per craniotomia veniva. praticata., i segni della motilità e, talvolta, an che della sensibilità, spari vano. Così si son visti cedere paraparesi da lesioni sincipitali per interessamento dei lobuli pa.racentra li e sparire monoparesi e monoplegie per estrazione di scheggie di proiettili o di frammenti ossei da fntttura. .Anche le disfasie, le disartrie, nelle lesioni temporali e fTonto-temporali sono scomparse del tutto, anche spontaneamen te quando si ricollega.vano a fenomeni di schock encefalico o a fatti di contraccolpo. Si sou mostrate tenaci le sindromi subiettive dei craniolesi, le cefale(' e le vertigini ~cessuali, specie qua.ndo la. commozione encefalica. era asso·
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ciata. a. commozione labirintica. Di questa. sindrome comune e frequentissima. nei cran.iolesi semplici e nei cran.io-encefalo-traumatizza.ti, noi abbiamo potuto identificare va.rie forme, diverse per meccanismo patogenetico e per sede della lesione. A questo riguardo è bene interrogare intelligentemente i cranio-traumatizza.ti di guerra, specie quando la sindrome è nettamente subiet.tiva e non sono obbiettivabili nè tUI'be dell'equilibrio ortostatico nella posizione di Romberg, nè squilibri dinamici nell'andatUI'a, nè segni patologici colla prova voltaica di Babinsk.i. Ogni lesionato del cranio parla di cefalee e di qualche capogiro. ma alcuni IH.nno dei veri accessi vortiginosi, talvolta, persino con caduta ed incoscienza da rient rare nell 'epilessia post-traumo-encefalica ; altri, invece, limitano il loro disturbo ad un fugace senso di squilibrio ortostatico che li fa appena. tentennare per un attimo per poi riprendere subito il dominio della propria stabilità. È interessante, perciò, sondare beue questa sinw·ome subiettiva, oltre che coi segpi obiettivabili, anche con un interrogatorio minuto ed intelligentemente condotto. Perchè è importante vedere sino a qnal punto entra nella patogenesi del disturbo la lesione crani<'.a o encefalica, potendo le vertigini essere collegate a molteplici e svariati fa.ttori etio-patogenetici costituzionali o acquisiti indipendentemente dalla le:;ione traumatica . Astrazione fatta di quelle sindromi obiettiva.bili o controllate dalla prova della vertigine volt-aica e dai segni la;birintici, anche di semplici la.birintismo, le altre hanno una gamma di sfumat ure che va dall'attjmo del disq uilibrio fugare e raro, alle crisi vertiginose con fatt.i di n<l>usea e annebbiamento della vista senza segni vestibolo-cocleari. Sono queste vertigini prodotte da turbe ernodinamiche cortico-encefaliche, specie corticocerebellari, e, difatti, gli stessi amm alati vi dicono che coincidono colle stagioni pii'! calde, coll 'esporsi al sole, con il moviment,o brusco ed esagerato di flessione o di iperestensione del ca.po, o con eccessi di libazione o crisi eccito-emotive, in cui. essi dicono u sale il sangue alia testa. 11. È bene, dunque, distinguere queste vert.igini da quelle di origine auricolare e da quelle a carattere epilettico ed è anche bene !SCeverare quanto vi concorra il fattore J)OSt-traumatico e quanto l'elemento biopatico d 'origine vasomotoria, arterio-sclerotica, disindocrinica, tossicat ecc. La fre· quenza di qttesta sindrome vertiginosa nei craniotraumatizzati non è forse da addebitare sempre <ti reUtt.i del trauma al capo, e queste considerazioni, noi crediamo valgano a dinlinu:ire l'importanza in ra.pporto alla causa traumatica ed all'a-pparente frequenza . :Nelle stesse condizioni si t.rovano le cefalee di questi lesionati di guerra. Per la cefalea, poi è bene anche . sondare attenta.mente il soggetto per accertare se Ja sensazione di dolore è topica nella. sede della cicatrice e con essa in rapporto, perchè in tal easo non si tratta di cefalea, ma può trattarsi di neuralgia dei filetti nervosi cutanei inglobati nel tessuto fibroso eicatriziale, il quale risen te le variazioni della pressione atmosferica e s'ispessisce o si estende costringendo o distendendo le terminazioni nervose suddette. E finalmente ci sarebbe da prendere in considerazione la questione clell'epilessia post-traumo-enN•[alica.. L'esperienza a riguardo è ricca di dati c ili deduzioni cliniche. Xoi l'abbiamo riscontrata piutt osto raramente
IV CONGRESSO lNTERX;\ZlONA!.l': 01 ~H:OICl~A E FAitbl.\f'rA l\IIL ITARF.
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nei cra.uiolesi di guerra in periodo tardivo. Più speHiiO la forma vertiginosa abbiamo incontrato. ,\la su tale ~u·gomento tratta ampiamente il sig. colonnello medico Caccia, nel lavorQ che pre~enta contemporaneamente a noi in questo st-esso Congresso. Accenniamo, anche qui di sfuggita per necessità di spazio, alla cura di queste sindromi residue in periodo tardivo e di sistema,zione definitiva. La cura nelle forme nervose organiche po:st-traumatiche, sia che il processo abbia intcre:;sato il neUI"onc, sia che abbia. determinato, o no, fatti degenerativi del suo proltmgamento, non può riuscire con probabilità di succe8so più o meno completo, che quando si pratica in primo tempo. È C<bnone fondamentale in tera.peutica new-ologica di intervenire in tempo. Sulla cura. chirurgie~\ parla il colonnello Caccia nel hworo succit;\to. D al lat.o rnedico, in periodo ta.rdivo, poc·o si può sperare. Pur troppo, dopo a\7 er ricorso a tutto l'armamentario delle cure fisiche, non rima.ne che la cura :sintomatica, e qualehe volta si epilogo:~ n<•lla protesi ortopedica. Qualche cosa si può ottenere nelle forme emodinamìche, a earattere episodico, con gli ipoten><i vi e coi cardio-regola,tori per correggere o compensare gli squilibrii circolatori , o con la sotnrninistrazione di estratti di incret.i ghiandolari nelle forme a patogenesi disindocrino-neurovegetativa concomitante. Ed ora vorremmo dire qualeo8a. dal lato medico-legale pensionistico. Da que;sto punto di vista, le sindrom.i moto-:;ensitive e sensoriali obiettiva-bili, relitte e sisternat.ir.zatc ad esito definiti vo, non hanno bisogno di part-icolare trath~zione, percltè il danno da, esRe arTecato alla ca.paeità. lucrativa ed <1lla f;a,lutc fisica del tratllnatizzato, si può con Inolta approssimazione, fiss~Lre, e pt·reiò, compenl-ìare. È inter(>ssante, invece, ricbiama1·c r att~nzione del perito medico-legale, specie in sede di contest.a.zione a <:a>ra.ttere contenr.ioso-u tilitario, sulle sindromi su biet.ti ve più indietro a ccennate, e piit particola.rmente RU quelle consistenti in cefalee e vertigini, la cui valutazione rnelli<"o-pen8ionistica. d trasporta facilmente su un terreno instabile ed . insidioso come la sabbia e ci può condmTe a giudizii erronei, sia in eccesso, ebe in difetto di valuht?.ione. Per identificare con una cEwta, e:;atter.za, que:ste sindromi ai fini dell<~ diagnoRi medico-legale qua.litati va. e quantitath·a occone fi:-;sare bene e bone approfondire i seguenti termini: a.) origine e filiazione della sindrome; b) importanza etiopatogenet.ica, del trauma di guerra, e sua. selezione e sceverazione dalla eventuale coesistenz<1 di fa. t tori patogcni costituzionali o acquisiti prirna e dopo il trauma stesso; c) eventuali coesistenza di forme tossi-infettive larva.te o di distnrbi emodinamici di origine cardio-vascolare, disindocriuìca, uew·ovcg<::tativa ecc. ; d) cma.bilità ed incurabili tà, durata probabile della Rindrome ; e) gravità ed evoluzione del tasso d 'incapacità lavora t iva rispetto alla sindrome. Ma come si vede la sola enunciazione di que~;t i element-i di di:;aminfb lascia intendere subito quanto spazio e quanto tempo occorrerebbero per
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poterli sviluppare anche sommariamente. E noi per necessi tà inerenti alle esigenze di ogni Congresso medico ci limitiamo, perciò, soltanto a posarne la questione ed a ricbia.marvi sopra l'attenzione dei signori medici militari <:ongrcs:5isti. · CO~CLUSIO~J.
1. Dal pLlnto di vista delle localizzazioni cerebrali, lo spirito anato· mico e morfologico che ha dominato fin ora il concetto cliniéo delle sedi corticali motori e e sensi ti vo-sensoria li, ha ricevuto conierDla spc· rimentale dalla t.ra.umatologia di guerra per quanto riguaraa le sedi che sono ptmt.o di par tenza degli impull:!i volontru·i destinati alla, con trazione dei muscoli ed, in parte, anche ller quu.nto riguarda le sedi di recezionc e di prima elaborazione delle impressioni del mondo esterno. P er que· st'ultime per6, oltre alla sede specifica a base anatomo-patologica circoscritta., I'esperienzfL di guerra, ha messo meglio in evidenza ed ba controllato, a tr:werso le sindromi di restaurazione, la. sinergia funzionale del cervello che si è rivelata con fatti indubbi di collaborazione e persino di supplenza fisiologic.a. Non così è avvenuto por il segmento psico-intellettivo dell'attività cerebrale. La specificazione dei centri intellettivi nella concezione del Bianchi e del :Flecbsig, non è shLLa, invece, C'Oufortata da.Ua traumatologia. encefalica <li guerra. ~ oi abbiamo potuto eonsta,ta.re, dallo stato ps.ico· intellettivo dei traumatizzati frontali, ehe i cosidetti centri intellettivi non sono localizzati nè in questa, nè> in quella ~<ede corticale circoscritta, ma ricevono vita e vigore da t nt.te le zone, in clù conflujscono per il tramite delle cosidet.tc fibre associative, le corrent.i che muovono dai centri sensoriali. Le lesioni i'I'ontali a focola.io non hanno danneggiato l'attività intellettiva del traumatizzato, più di quello che non abbiano fatto le leoioui ùcUe a,!Lrc sedi cort-icali. I n uc::;snna Itmzione neul·opsicllil'a., più che in q nella int.elletiYa, il processo nervoso rappresenta la messa in attività di una catena compleRsa e varia di aggruppamenti neuronici i quali
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costit ujscono i circuiti funzionali del pensiero ragionato. 2. Abbiamo potuto rileva.re che l'eYoluzione delle sindromi post-t.rau· matiche cranio-en cefaliche è stata, ov'era possibile, a tendenza prevalentemente riparatrice e restauratrice. 3. H a influito molto o sempre n el derorso e nell'esito delle sindromi l'eletnento costituzionalistico eonfermando anche nelle sindromi patologich e post-traurnatiche le recenti vedute della scuola italiana del biocostituzionalismo. 4. .N"elle sindromi subiettive (cefalee e vertigini) che si son moshate Lenaci come le sindromi a base anatomica devast.at.r ice, è emersa La neces:;ità di un attento esame diagnostico-differenziale con indagini medicolegali di controllo, per approfondire bene l'elemento etio-pa.togenetico (·o~ì molteplice e vario in sindromi simili, e ciò anche ai fini medico-legali pensionisti<:i.
IV CO~GRERSO INTERNAZ!ONALE r>I ME11!C I:-IA ,.,; FAl~)IAC IA ~1!LlTA1U.:
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III.
ALCUNI ASPETTI DELLA SINTOMATOLOG IA DEGLI ESITI DELLE FERITE CRANI0-0EREBRALI per il dott. Vlrglnio De BernardlnJs, mnggiore medico. ~cH'accingermi a scrivere queste brevi note,
mi si profila. nelranimo la gntnde figura del Maestro insigne e geniale, che dette in Italia alla traumatologia di guerra i più severi e sapienti indirizzi e che fece della sua integerrima vita un apostolato di scienza e di fede. Dico del Generale medico prof. Lorenzo Bonomo, della cui perdita il nostro corpo sanitario militare sente ancora vivo il recente schianto, mentre sempre si illumina - come di una tradizione ispiratrice e gloriosa - del suo fervore e della sua dottrina, di cui (,rià seppe far tesoro per la Patria sanguina.nte nelle guerre vittoriose. Io ebbi la ventura di studiare, nel 1920, sot.t.o così alta guida esit.i lontani di ferite cranio -cerebrali in 1m notevolissimo numero di reduci. Il Maestro aveva già subito intuito quale gra.nde apporto a.lla fisiopatologia dell'encefalo dove::;se derivare dalia o::;serva~ione ordinata. e minuta di un così ricco materiale di studio, ed aveva tra.c('.iat.o un vasto programma di lavoro diretto ad ottenere una sistematica cla~sifìca.zione degli epifenomeni conseguiti alle lesioni di ciascuna circoscritta zona dell'encefalo. X ello stesso anno, nel nostro «Giornale di medicina tnilita.re >>, pubblicai due saggi dai casi più significativi, scelti fra qua.lcbe centinaio. Poi la rassegna si interruppe perchè no fui distolto da altri doveri. Ora ho voluto riprendere ed aggiornare i vecchi studi, e, come me lo consentiranno gli angusti li miti imposti a queste comunica.zioni, tralasciando h} singole rela;~;ioni cliniche, esporrò alcune succinte deduzioni su qualche aspctt o della sindrome fenomenica generale e part.icolare dei cranio-lesi. È pur vero che in argomento hanno profonda.menl e indag-ato ed ampiamente riferito autori illustri di ogni scuola, e che ormai silfatte acqtLisizioni hanno definitivamente sorpa.ssati gl'incerti dat.i per l'innanzi forniti quasi esclusivamente dalla fisiol·ogia sperimentale e dall'anatomia patologica dei processi morbosi d 'origine vascolare; ma non sa.rà mai vano n è troppo pretenzioso, in un capitolo nem·ologico di così recente formazione un qualunque nuovo, sia pur modesto, contributo ba:-;ato su esperienza vissuta. Sintomatologia s·ubietti·va. - Oià fin dal1916 Pierre :Ma.rie ebbe a descrivere particolarmente quella che si è poi convenuto chiamare la sindrome subiettiva dei traumatizzati del cranio ; ma. questa sindrome è ancora tutt'altro che ben definita nel modo e nell'essenza, e sopratutto nel suo rapporto con la sede e con la estensione dei traumi. Il Generale Bonomo vi pr~stò un_'a.ttenzione particolare, tanto più cbe le nostre osservazioni si compivano. m occasione di accertamenti medico-legali, onde occorreva, per la coscu~nziosa asseb"'nazione a ca,tegoria di pensione valutare al aiusto . . ' "' punt msteme con minorazioni obbiettivamente rilevabili, tlll'be neu1·o-
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IV CO!'GRE3SO 1:-ITJo:R :-IAZlONALI<: DI MEDICI N A E FAJt~fACJA MlT,ITA:R}:
psichiche dalle manifestazioni le più multiformi, spesso dominanti l'intero quadro morboso. Pot-emmo in vero const.at.are c.h e alcune sofferenze, come ormai è Ticonosciuto dalla generalità degli autori, presentano caratt.eri· stiche speciali : Ja cefalea, gravativa o puJsatoria, frontale o occipita.Je, quasi mai continua, si accentua o si determina in alcune ore del giorno specialment-e al mattino e alla sera, o anche per stimoli meccanici (l'affa· ticarsi, il curvarsi, il tossire) o sensoriali (intensi rumori , luce molto viva), le vert,igini, costituit-e da bmseo senso di squilibrio corporeo e quasi mai !ieguite da, caduta,, imorgouo variabilmente :'lenza cause apprezzabili o in rapporto a stati iudividuaH , e sono speeialmente favorite dai movimenti del capo e dal cospetto di c<Jse o persone in moto. Ma il fatto è che questi comuni segni posfiono anche maneare del tutto, e a volt.a. a volta possono a_!!giungervisi le più varie alterazio11i della r:;fera p sichica, oscillanti fra ampliiisimi confini, da lievi :;t,ati psichialgici tino a sin,t omi demenziali. Ancbe quando l:!l'Hlbri che il trauma 11on abbia il1t,erel:!sato ehe i tessut,i di rivesti· me11to è po:;sibile un profondo disordine delle facoltà :;uperiori, no!lmeno c~1e n ei casi dalle ext<!se devastazio11i oRsee ed eucefalicbe. Roussy e Lhermitte, nel loro bel capitolo di neurologia di guerra.. inserito sul classico trattato di Scrgent, descrivono i fe11omeui s ubiettivi dei cranio-lesi con un quiHlro bene individnalizzato. Con le mod~tlità de.lla ce· falea e delle vert.igini, anche lo stato psichico, le turbe v~tso-rnotorie, v isive e udit ive sono prese11tati con moda lità proprie e nell'insieme sono mesfli l:!~ llz'l.\ltro in rapport o inverso con la hreceia crauica e con la estensione e gravità delle le:;ioni cerebrali. Simili enunciazioni così schematiche 11on trovano affatto conferm~i 11eUe nost.re osservazioni , le quali per altro non couse11tono <li fi ssare le_!!gi contrarie o diverse. Se mai, come abbiamo a.ccen· n<l> to, noi s iamo per u11a regola ueg-a.tiva, rite11ia.mo cioè che la siutomatologi<L s ubiettiva non abbia alcnu costante rapporto co11la entit-à della lei ~oue cranica, nè con eventuali segni obbiett.ivi dli focolaio. Di ciò pot rebbr dar prov~\ tuUa h~ nost.ra lung:1 raccolta, rna ci ba,sta citare pochi esempi presi alla rinfu)la. e e be 11ella loro casua.le proporzio11e, ai fini dimos tra t h·i del nostro assert o, si mante11gono presso a poco negli stessi termini d<>ll'il1tcra ca,::;istica. Di due sog-_!!et t i, ciaseu11o con a.mpia perdita di sostanza, della bozza frontale di destra a tut.to spessore. chiusa da ciatrice molle pulsante, l'uno non denunehwa. a.lcuna speciale sofferenza, l'altro iuvece diceva di an· da.re incont ro a freq uc11ti vertigini, intense cefalee. Un terzo iudividuo, con esit i. di ferita trasfossa Cf<l.nio-ccrebra.le con perdita di sost.anza ossea, à tut,t o s pessore, a ClLrico del fron tale a sinistra e riparata da cranio - pia· stimt a.lb reg-ioue temporo - parietale destra, p sichicame11te era presso ehe normale e 11on accusava alrun disturbo. Un quarto, co11 perdita di sostanza ossea a t utto spc:.;sore nelle regioni temporo-frontale siuistra. e pa rietale sinistra 0011 ritenr.ione di proiet t,ile 11ella cavità cranica, offrint 1w esame neurologico del t.utt.o negativo e uon mai aveva avuti disturbi psichici; allegava. soltanto ricorrente cefalea, e senso di vertigine, special· me11te se s i espo11eva al sole. U11 qui11to, con perdita duplice di sostanza del cranio a tntto r:;pcs~;o re Ilèlle regioni parieta.le e temporo-parietale di sinil\tra. vre~enta va sph·eah~ emotività C'On di!llali a, emozio11ale, instabilità di ca.ratt.ere, fac ile dcpressìhilità ed irritabilità., il1et t.itudine ai protratti
lavori corporei e intelleUuali. Quale ultimo f:'sempio v;tlg:t .il c·a~o di un in valido con perdi t:~ <li ~ost.anl'.a o:-:st>a a tutto s p t>s~or(l in c:orrisporulen:t.<1. della rt>gione periatele de::;frn: in t'sso aù nna c miplPgia f.i inistn'1 emno af-1.~~~~·.i a li tUla sindronH' n~>nropsiht:< t P ni<'a Ù<'lH'f>;.;,; int gran' t> ~>tn t i p sic·opa tit·i c·on fn~iouali. l 'o n q "~'~ta minirna ntssl•gn<t, alla quale . c·ont<• s i l> de t t o, oltre f'l11.ì ilnpossibile. s;nebbe in.utiiP <o}!giung-ere a,LI ri <:usi, t•l s(•tnbnt ess<>rfl mttori;r,r,;~.ti a IH>g"ar· v~1lort> ad ogni sc·ht•rna.fizzazione d t·lla s indrt~tn<• su biettiva dfli c·nmio-lesi. Xon r imane, speC'ialrnt>ntf' ai filli ntNiic·o -lt•gali, tlr<' lo ~Indio nllt>nto t> s preg-iudic·<tto d ella ft>n onwnolngia non ohil'tf·inlhih•, da N>ntJ>il•r·si c·~~so per c·aso. l <.'il'l'<t l'cvolttlliont> d~>i dist lll'bi soggc•tt iv i, }>UÒ dirsi C'l te C'ssi o i>eguono irnrueùia.t.amente hL l<>siont>, o. frpN·ie n ei trapnnal i. r.;i manil't>slano a dishtnza di giorni o di ~-<ettimane; hallllO poi unn lf'nfa f.(•nclen?.a a. dirninnit·t>, uta non scompa iono qua f.l i mai dt>l tutto, !'ltè unzi a d un c·erlo punto f.:i st.a.hi lizzano senza ulteriori apprezza bili tnodi tka zioni twl l'Or»o d egli an n i. 'li P. Rta to possibile ri vedC're in qn<•sti nltimi 11\P:'li alc·uni ùc•1.di inf<'mti uhst•rva ti nel l920, i q ua li an('ura lameutano gli :-;trssi tUst urhi eli allora. Ho fra l'alt.ro sotto gli OC<'hi la l'l'lazion(• di un esanw U~>nro-p:; ic·hi ro, eseguito menrre vado scri\·oudo qne:oJie not e, e rignat·daJttl' l'n l l imo in v:-~ lido della f:'sernplifìc azione ora riportat<~; ebbene ancora adt>sso la sindrome subietliva. sostanzia.lmente c•qui valt· qut>ll r~> d rsc·t·itta in ol·c·a sion(' eli ae<'ertalllt•nti del 1919 P 1921. Lf'sioni d.dle zon<' 1111fl.r . - Le ferite eli guerra. c•oìne ~;i è ac·e:enuat o, hanno realizzntP c·ondizioni idc•ali per lo xfndio d t>lht patologia dt>lla Rn:;hmza, grigi<~. l.Ja i'confinaht c·:tsnisliea d ei eolpit.i del capo permette, com<' prinlil non t>m pofòr;ihile, ~bnalizz:Ht> la sintomatologia ri~> pondeut e ;tile Ie,;inni di qua.ll'in~;i limitaf'o c bt'n dctinito tn'1tto della cnrtet·cia, e C'i ò anc:on~> meglio n e lle fPrite da. scbeggiP d i vroict.tili di <lol'l ip;lic>ria . e be in generp, per la loro Hcar~a forza viva . limita.no la lor o ar.ioue ai p un t i colpiti l;f'nza not P voli P durat.uri f t•nomNti a di><ta.nr.:~. Pf'r i nof.:tri rifl'rinte nti t·i siamo ,:pmpr<' f:erviti rleltuet.odo di t opop;ralia. c.ranio-<·ert>hralt> del Bnnomo . c·cnne qnE>llo. :o;ncondo noi , il più preciso per la p roiPzione ~nll 'e rwdalo d t>lle a lfC'J'a;r.ion i o:>teo-cuta.nee. Le numeroi'e volte <:lw la le~imw l'l'a <•selnsinunent<• riferihilc ai campi front ali (ivi ef:eluso il IJietle df'lla printa e seC'.onda ein·onvoluzione), a.nche in un Ntso in cni il proiettile ~tvt>va at.tra.vprsali t>ntrambi i lobi fronta.li a l d·a,vanti del ginoe('hio d el corpo C'HIIoxn, n !l'infuori cl ella, va.riabilc :;iutlrum.c subieLl i va . uou abbiau<o risnllltrat i si ntomi specilil'i di surt.a. C'iò c.oinc·ide r.on le eon~tt\.ta.zioni de lla. l:('tmcralità d C'gli osservai ori, 1mdt> rimane a,ncora oscura la. funzione di qm'sto tratto dPI C't' rYelto. c:ui g ià Ù<l> ern.inenti ne urologic·i e fi~-<iologi er a si Ma. a.f frihuita a lt a impor tanza c·ome s ust rato dei p iiL a lti ft>nomeni psichico-intrlkll i•i, fòJlN·ialnumtc nrlla porzion e ineeccit.a bile o vrefronf a lc. ove, ~ec·ondo L. Hianl'lri, ri::if'(1C ~ l 'o r gano della sin resi coflciente e storica d ei grn ndi fa t l ori tl <•lla Y i bt me n t :1lc ''· In verità n ei nost ri primi casi avevamo quasi St'll\pt·e rilt>,·at:t, <lualc·he incer tezza e qualche sor.;ta nella memoria , ritardi di per cezione o eli rrazionfl pxic!Jica, dim inuzione della faeolt à n tt.ontiva, e t·nrpm·o clt-1 pott>re iclcativo, (\ in un p ri mo momento ci parve di pot er sostenr rC' r h(\ eli qnPsti ~ in t.omi p o~ .- rliornnlt' fli '"~tliri •w milil•>rr- Faso. ,., rt·TX .
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tesse costituirsi una « sindrome frontale '' ; ma dopo ulteriori osservazioni nelle qttali disturbi simili furono riscontrati in lesioni di zone affatto varie e diverse, e quando anche avemmo 11. constatn.re l'assenza di ogni disordine psichico-intellettivo in lesioni dei lobi frontali, desist~mmo dalla nostra enunciazione che di fatto non ha avuto altra. conferma.. Lo stesso dicasi per la grande zona. latente temporo-pa.rieto-occipitale del F lechsig, ove secondo questo autore e secondo L n ciani si « raccoglie la più grande parte del patrimonio int~llettuale cd umano, in quanto che le ilnma.gini visive, uditive tattili o olfattive v i si asRociano, formando una. serie di J>rodotti psicbici più elevati ». Rimane pertanto intiolu ta la vessata. q uestioue su Ila imyortanza dei detti due grandi r..entri ast~ociativi , in cui le fibre arcuate cbe collegano i vari punti della corteccia sono in maggior numero delle fibre cortico-spi· n ali.
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Le.9i011i lÙ'lla ~ono tnol.rire e srnRi&i1Jn. - Dopo <~he nel 1870 Hitzi~ Ci Jt'ritsch ebbero dimostrata l'eccitabilità. elet.trica del l~rvello, per primi Sciamanna in Italia e Bartbolow in America tent.arono di determinare sperimentalmente la topografia delle a.ree eccitabili della f'ortec:cia.. :Ferrier: Horsley, Beevor, Bechterew, fra ill890 e 1899, in seguito ai progressi della chirttrgila. cerebrale, profittando di interventi nei quali era ;;tata scopet·ta la regione rolandica, la sottoposero alla fn,radizzazione coi metodi già prim11 usati Slll.i cani e stùle scimmie. Si giunse così ad una prima. determinazione dell'ordina,mento dei centri motori, ancora meglio individuati da ricerrhf' successive di chirurgi, fisiologi ed anatomo-patologi, che hanno, fra l'altro permessa una più esatta distinzione della zona motrice, circoscritta, come è noto, alla frontale ascendente, al piede delle due prime frontali e alla partE' rmteriore del lobulo paracentrale e della zona sensitiva, che eomprende In parietale ascendente, il piede delle due prime parietali e la parte posteriore dellobulo paracentrale. I dati anatomo-elinici delle fcrit.e di guen-a, sono venuti a confermare non soltanto nell'insieme la sede di dette localizzazioni. ma, banno anzi permeRso tma migliore detinizione dello scaglionamento dei singoU centri motori e della sind!·ome r<ensitiva corticale, che per primo Dejerin(' isolò nel1914. In fatti le sind1·omi dissociate e parcellari, motrici o sensitive riguardanti singoU segmenti di arti, o gruppi muscolari o territori di distribuzione nervosa, ba.nno perme.-so 1m riferimento assai p.iù preciso di quanto per l'innanzi non avessero consentite le sindromi globali fornit.e. dalle lt'sioni a ftoeolaio per emon-agia. o rammollimento. In llll n9stro soggetto, nel quale la lesione coincideva esattantent e con la porzione opercolare del rampo rolandico di destra, ebbe subito a manifestarsi una paralisi completa e dopo poco tempo isolatf1 del facciale sinistro, che, sebbene attenuata, permane tuttora. Questo caso ha una certa importa.uza, non percbè meriti confenna la già. riconosciuta sede del eentro dei movimenti della faccia, ma percbè è molto raro trovare manifestazioni eort.icali esclusive a carico di detto nervo. X el corso dtJlle nostre osservazioni, natm·almente, ci è capitato con tutta. frequenza. di onserv:1re monoplegie con distribuzioni segmentarie o a tipo raùicolare e paraplngif' ed emiplegiP cortieaU, le quali non meritano-
una particolare descrizione, che nulla aggiWlgerebbe <b quanto alrigmtrdo è universalmente noto, pur essetHlo certo interest~antt> e seduc·ente seguire le infinite possibilità che offre una easuistiea di t,al genere nelle inesauribili possibilità relative a.lla. intensità e alla estenrsione delle lesioni centrali <:ort·icali. A tal riguardo le osservazioni degli esiti remoti hanno tm assoluto vantaggio discriminll>tivo ed interpretativo rispetto allo studio dei fa.tti immediati e recenti. A prescindere d:1-llo stato commozionale dei primi giorni, sta di fatto che normalmente le più fini sindrotni di~;sociate emergono solo dopo qualche tempo, al dil:ìlliparili cioè del vasto corteo di sintomi dovuti a transitori fatti eonuuotivi o vascolari di zone vicine. Ciò sembrn dimostrare non tanto l'isolamento dei singoli centri sostenuto da Beevor, Horlsey e Bet.cterew, ma quanto la loro dificrenziazione, intuita da Luciaui, in aree focali e margini periie.rici, median~ r1na.li i detti centri ~i rhmiscono t~ p~m>.ialmente si ingranano fra di loro. Lesioni della .: ona del ling-uaggio. - Come è noto, i cenl'.ri cortieali de~ linguaggio erano stati riconosciuti e definiti in un modo che doveva sembr:ne incontrastabile. Proprio in argomento, fin dal 1861, Paolo Brora aveva fatta la sua memorabile scoperta, che fìnahnente collocava per la prima volt.a sn solide ba~;i anatomo-diniche la cont.mstMa dottrina delle loca.lizzazioni cet·ebrali. Si ammetteva dunque che al rivestimento simholico delle idee, perch{• queste potessero e~:;ere e::;presse e c•omnnicate, contribuis:~ero tre <'.entri tra loro rnll('g~bti : il <·entro delle inunagini motrici dell'articolazione verbale o centro di Broca, cbe oceupa. il piede della terza, eirconvoluzione frontale sinistra, il eentro delle immagini fonetiche verbali, o di Wernicke, che risiede nella prima. (\Ìl'convoluzione temporale e nel giro soprama.r ginale sinistro, ed il centro delle immagini visive verbali nella rt'gione della piega curva di sinist.ra. La rimlione di questi tre centri formava la zona del linguaggio, unica e monolaterale, con sede nei dcst.rimani nell'emisfero sinistro e nei mancini nell'emisfero destro, con posl:libili t.à , Spt'cialmente nei bambini, di compenso o supplenza fum~iona.le d~ part.e della zona simmetrica inattiva. del lato opposto in caso di lesioni dcii~ zona nornlalr:nente attiva. Secondo Gowers e Min~azziui , anzi, nella, infa,nzia. gli ordegui centrali del linguaggio sarebbero bilaterali, di modo ('he ht ulteriore di.fferenziazione funzionale sarebbe dovut,a alma.ggior ul:lo che i dci:ltrima.ui fanno del cervello sinistro, e i mancini del cervello de~ tro, dnra.nte gli esercizi educativi. Attesa la accennata diversa funzione dei tre centri collegati, le l esioni della circonvoluzione di Broca deterrrùnerebbcro l'af(l.f!ia mot.rice, quelle del centro di Wernicke la sordità verbale, q nelle della piPga curva la cecità verbale. Già prima dell~b largbissi ma e:s peri enza della gra.nùe guerra Pierre Marie, basandosi sull'esame diretto delle lesioni a focolaio per rammollimento cerebrale, aveva descritti numerosi casi clinici di afasia motoria, per i quali alla necrospopia fu diuwstrata l'assoluta. integrità della terza circonvoluzione frontale, mentre in altri casi, in ctù la sezione metteva in evidenza la distruzione isolata dellobulo di Broca., non si erano avuti disordini dell'articolazione del linguaggio. Cosi Pierre :Marie potè autorevolment~ contrapporre alla concezione classica dell'afasia una sua nuova. teoria, che avrebbe trovata un'ampia conferma negli studi ist.ituit.i sui fe-
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IV I'O"'O HI·:'\"'0 I~TRR~.\7.IO~AI.l~
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riti t•l'n •hrnli d {'l((• b:1t ta~liE> di l•'r·an<•i:t. ~> JI('Ci:l.lmenle in rij:!uardo alhl 1-ontes tazione Ùl;'lla :;pe cilir ità. del ('(' n l ro t>i Hrota, tanto c- h<" Dt• )tartE.'I t• ('hatelin rip<'tono nel loro lihro s nllt> fNitP di gu~>rra riPI f'rnnio .- del l'('f· V<"llo. eh<" u tu, troi:<il-nH' t·irro n Yolnt ion frontale DE' jonE> ;1H<·tm t·Olt• ~ p(l<·inl rlanR 1:~ Ionc·tio n d11 langag-t' ''· :-\ec·ondo Pit•rrl' ~farie. dunqHt', l'afa:;ia propri a nH"nt~> dt>lta è l 'afasil~ di Wl'mit·k<• <·hl' i• dt'll•rminata da lt•l'ioni <·ort iC'ali o ~otto<:ortif'a l i dP-IIa zoJW omoni1na. rht• c·ompt'E'nrlE.' lt• prillH' d11r t<•mporali d<'lla lnro m e tfr pos t eriorr. la piP{!:t <·un· a r il giro snpnunarginalt>. L ·anat·t ria (o dett>t·ntinat a da lt>Nioni d i nna zo na lintitnta, all'inna nzi da nna line a c•ht? Jl<I~'~'H per il ~>~oko fm l'in· ).Ula (' h~ lt•rza fronlllk. <l lin•llo dt>IIH }Jart (' iufl'r iort' del nnd<.'O ('li Ilda! o . ., po:-;tt>riorn\<'111<' 1\a un'altra lint>a pa~sa n le per hl p arte posteriore deln n. Mtla,, t;~ngf•mdahn('nt (' alla ('stJ't' mi t i\ pos ll•rior(' d t> l nn <'leo le n t i<·olatl.'. Jn qHt'shr zmm rimane PS<'Ins o il pit'd<> d <.'lla tf'J'Z~r frontale. Rc·mpre ~e<·ondo lo :;tes~ o nu ton• non (• da amnH•t tt•rp una. sorclitiì H•rual<" p11ra , ma 11na. liin· di'Oll1<' mi Ma, dO \'li t a ali ':l.S!':Of'Ì:tZiOJH' i Il Jli'OJIOl'Zioni ti i ver~t' tl i liii:LI'tr·i:\ t: tti ,~r,1 s ilt pro pri<t tl\l' ll t e d<'t t a . St•t·o n do ~lin~a.zr.i n i. i n tìne, l' af aRht l't' ns o r ialc t' do v nl a n nn a li':;i o n(' d<' Ila. r<'gion<· di W<•l'lli<·kP : n ve ~>~>~ifltono, pt•r l'il li· tlizio nP v('rhal<' <' 1wr ht ll'ttnra, ch•i N'nlri tlis tin ti, la t·ui ll'sionc po!rl;'bh<~ delerminnrr c·t•c·ità e sordihi v erbali c·o1·tira.li. r~·arasia. molri<·r in\'N•e 1u1· r ehbe d ovuta a nna. lesionE' delh, ris twtti\'(' libr·e di proit>zionp (afasia, s ot· torortic·nh•) . t·hP :<i dirigono verso la. t'llpsuht> int e rna c ;;i rit·tmginnjlono 1·on Qlll'lJE' d<.'Jl 'oppoi'IO lato. <> he ])O:<ROIIO iiJH• lt (' ~>~ llpplirle. ) [i ~ono sembmt i iudispensahili qn <>sti f'onunnri rieordi per llli opportuni riferimenti di qualche noi<lro <'a:<o. Allo Rter-;~o sropo sono da ri<>or· dar<" l<• cli\'rrsc• ~pPt ·iP di afasia. dl>s<·rilt<' da Pien-e ~La1·ie e l~oix in r ('l:l· r.ioue alla. s+>dc• drlll:' IPsioni dPl c·PI'\'f'llo :-;inis t.ro. !Wcondo la rifl:'rit u, dill'erenzhndone. Qn<.'s t i nn tori disting-uono h• ::;intii'Omi anartriche d all<J s indro!lli <tfa!<i<: lw 11l'OJ)I'i a mente d ct.!t• e dalle ~; i nclrorni di n.fasht globa,lt>. Le :-~ indromi anarfrit·h(l Ri dividono in 1rt> tipi: qut•llc• ron eìlilo in guar igione quasi t'Olll· pleta corris po ndono a lle lesioni piì1 ant<•riuri , qnellr ron dixa rtrhr pert~i· l"tt>nlr alle l<•sioni po~teriori della zona di n.nariTia, il t e rzo ti p o, cara,! t.eri z· z~tl o da l<' n t t•zr.a e sntndimenl o dt•lla parola, senza 1111a vera. e propriu. alte· razio ne dell' nrt iro laziont> ,·t>rbalP ma. con torp ore d <.'lrideazione, r iguarda le lc•sioni piil alf(• \'f'rso la seconda l'Ìl'C•on,·olnzione frontale. L e sindromi afa· siehe propriament t' d ('tte si di s i in!!uono anc· lù~sse in tTt• ti p i (temporale. della r e::rion<> d(•l\a pi('g<l rurnr e th•lla r<'giorw del gi.ro sopramar ginalc) <'OH una s intoiT\<\Iologia tutta rropri;t r <.'la tiva alla intPn Hità e alht durata della ahts ia tl Sflt'C\ialll\l'lll e ùc ll 'a.leRsia. e d(•\l'allrtlfia e au·a!"sof'ia,zione di di:;turhi diiiartri r i o di f(\ll0111.eni motori o Hen ~ iti v i; 1111 quarlo tipo è da riR<.'rva.r(l ai ]1ircoli disordini a.fafl iti per lt>s ioni maq~inali o i'l llpcrlì<'in,Ii . r~n ~indrome di aJa.s in. glob:\1<• c·oni ~ponde ~una lesimw profonda tlPlla zona in t <•rrnNiin fra qnell:l di a.n.a rtria e <li af<t Ria proprianwntt• d<.'tLa . ("n Utlr no:;tro os~>~ervn l o f11 fpr·i fo al (•apo dn SC'heg-gia di :.!Tana! a nt' l luglio 19l'i. Fn OlH'rato il giorno dopo pe1· la r<'golirizzazionE.> della bre<·ci:r rranir:r (' pN l't''' razione di una st· lu·~gia mel alliea impianlabt nel! n s o· :-tauza c·<'r<'lmlle. R ima~>~e in ~l:1to <·OII\IIlOZionule per eir C'a .J 8 o rt>, dopo il qnalt> l<'mpo ri c·Hperò l~ c osf'it>nzn. a,· vrrt t>JHlo viole nta <·ef~t.laljlia, otlun{limPnto eli' l ~l'n-<orio . n hha::rlinmrnt o d rlln vii' t a ed ana.rtrin, rh(' gT~l rl ual·
1\" CONGHESSO IN'l1!:RNA ZIONA.LE D l :\ll.:DWINA Jo: FA Hl!.\ C l .\. l\lll.rT.\ Hl~
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meuLe <bndò modificandosi iu di:;turbi di:-;artrid, atl~nu<ttisi quindi lentamente tino a scomparire quasi del tutto, collle si r·ilHa ;tllo sta,to <tt.tuale, mostrando il sogget,to, dnnwtc l"esa,me, solo una. cèda l~nt.er.za dell'eloquio ~ ht tendenza. a. 1wandire a,!cune pa.role. Eblw àtH' Ile paralisi del faceiale sin.i.stro riilolta!Si in ci1·ca un anno. Alla lesione residuò tma. cira.trice ovoidale, molle, pulsante, lunga tre centimetri e la.rga du(', dirett<t obliqna:meut c dall'avanti al"iudiet.ro al lirnit·c della regione fl·onto-paril't-<tle. Secondo il ruetodo cmnio-topOJ.,'Tafico di Bono m o e mcliogra til"!t!Jtt>nte la Je:;ione ~·oin.eidevll> col terzo inferiore dPlla fron!"ale a:;<·endent(~, e, per un breve tratto, con la porzione posteriore dell'estremità t·mTi:·qwndt>ult' della terza dr<·onvoluzione [rontale. Un altro nostro invalido fu ferito da. r;dwg-gia di l!l·anat~• ili.> di<:mnbrc l!H7 . .l!'u operato di eranio-resezion~. Rima~e in 1\tato conHnozionalE> pt>r otto giorni. Ricupemta la coscienza ~>·acc·orse di non pott>r vronutH:iar<l uè ripetere alcuna parola, pru· com;cnrando int.egro il liuguatrg-io interiore ~ <·ioè la t·omprenr;ione verbale e la, possibilità di legger<' c di s<·J·ivere. Dopo t]nakbe mese, in r;egnito a prolung<Lti esen•izi riedu<·ativi. c·ominriò a poter profferire qualche ~>illaba, e, eon ìlt.ento sempre meno penoso, a scandire qualche parola•. Dopo <'Ìrea due anni a.veva riacquistata, f·ompiutalltt'nte la fa~;oltà della p<u·ola, libem e scorrevole c·ome prima. del tra umati:;ntO. Obbiettivamente pre:;enU.tva. nelhL regione fronto-parietale sini:.tra una cira,trice em·vilinea ton uulirnitato punto- e:;attamente proietta bile sul piede della terza circ,on vol uzione fTontale- o ve si seorgev<t pulsa.zion·c cerebrale. Un t.erzo caso riguarda, un ::;olù;:Lto rhe nell'ottobre 19J7 l'iportò una fcl'it.a. penetrante del capo da scheggia di bomba a mauo. Subit,o opera t o per recentamento della. bn~e<Cia cranka e per la rimozione di sc·heggie ol'lsE'E>. l n s:tato cmnmozionale per due giorni. ~el ripren<len' i se oRi si trovò nella impoHsibilità .di rievoca.re J'jnuna.gine fonetic;1 delle p~ii·ole i comprendeva senza ritard() e senza, eilitanZ<1 qualunque to:;a. gli Jo:;::;e detta, r imsciva a. ripetere qmLlsiasi parola gli venisse ~uggerita, ma aveva dimentk<.tto un gra.ndil\kill\ò umnet'O di nomi propri e di sosta.utivi. Jnrontravi\. au<'he UJ1<\ grande difficoltà nella Jett.ura., l!ilbtbava con stentor il{H'sso ::;i sbagliava e, quando era fatieosamente rius<·ito a decifrare qu~tlohe p<iTola, non ri<·ordava più qnelle (')te precedevano. Sitl'atti disturbi si attenw1rono nel giro di qualelle rueke, rimase tuttavia l>t.abilmente un not.evoh• grado di amnesia verba,le con inettitudine al calcolo e alle applicazioni intellettuali 00lllplesse, come fu dato rileva.re nel uost.ro esame pr~. ticato tre auni dopo. Obbiettivarnente. nella regione temporo-p~~rietale sinist.m tii osserva.vu. nnn. estet;a cicatrice solida, ~~dell.'(•nte e infO~>I:lata,, sulla quale i;l palpav~~ ~ Hi vedeva un impulso duraut.e i colpi di toiì~e per nna zona di cin~a CIII. 3 per :J, coincidente con la por zione media della prinut e :;eNmda cin·onvoluzione temporale. Dopo quanto abbi<l>lllO preme:;:;o d riesce agevole collotare, più o meno esat.tarnente. il no~;tro primo caso u.l !!eeoudo tipo delle sind.romi anartri0he <li Pierre ~lari e, ed il t.-rzo caso al quarto tipo delle ~inùt·omi afa.& i che propriamente dette. Ma, e il Recond o ('<\.so ? Qui , come al>biamo det.to, fu int.e1·essat.a proprio la tireonvoluzione di Bror<t, e pnre vi fu JH'inu~ auartrla e poi disa.rti•ia gl'ave, durata per anni e gmM·ita. forst> pl:'n·hì• conqwn:;ata (•.ol tnef·c·anismo di xupplenza intuit.o da )lingan:~,ini.
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IV (;()NO!IJ.:SSO L:STI::.RNAZlUN.U,J·: .lJI :\mDJ CINA 1-: FARMACIA. l\trLI'l'All.E
:So n <·erto io po:sso intervenire nel di ba. t tito sulle localizzazioni ce rebrali del linguaggio. Questo argomento ha avuti così ampi sviluppi e coinvolge cosi alte questioni, c!Je bisogna.lusciarlo soltanto ai Maestri. Può darsi che la verità non 8ia t.ntta da. tma part.(• e <:he illobulo di Broca, pm· facendo pa.rte delll'\ zona di a.nartria, non sia esso solo il c~ntro motore. Ed infine P a.nche da ammettere, con Von 1\fonakow, che la semeiologia dell'afasia è in rapporto non f!Olt.anto con le localizzazioni anatomiche, ma anclle con localizzazioni fisiologiche iniinit<unente più complesse, onde una lesione di un ptmto qualsiasi della zona dE'l linguaggio deve avere un ri· scntillleuto su tutto l"insiente di qn(lsta zona, ingenerando disordini fisiopatologil'i dipéndenti non soltanto rla.Un zona u~ahnente offesa m.a Ml<'ht> da. tutte quellf' <'Ùe vi sono <·ollegatf'.
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Lesioni della zona vù;i1•rt. - I primi ~~ uùi Rulla. luc~1lizza,zi\,IJH.' dcll 'a,r~;>a eortica.le visiva furono fatti in Italia. J3. Pani.zza fin dalll:)55 aveva osservato <'he la le~ione di un set~:rnento poxteriore di un emiRfero del cervello ùcl <:an.e produce (•.(ICità dell"oc<:}JiO ùcl lato oppo~;t.o con dilatazione parali t ica. della pupilla. Alle :stflsse conc:lusiotù giun~:~e Hit,zig nell87 4, ignorando q ua.uto già era sta t o u:-;st>rvat-o h~nti anni prima. Lncia.ill e Tamburini furono i primi (1879) a dinw,;t'rare, nei cani c nelle scimmie, che la zona vi:-;iva. di un lato è in rapport.o con ambedue le retine e 110n soltanto con la r·etina del lato opposto. Subito d opo Muuk elaborò la Stlè~ famosa. dottrina della proiezione d<>i l!egmenti della retina sulle diverse arE>e della zona visiva dei cani. Sull'argomento fUJ·ono est>guite in !;eguìto il massimo numero delle ricerche dE'i fisiologi sul ma ntello cerebrale. ~el 1892 Henchen, sulla. base di osser vazioni <:linic!Je ed anat.omo·p!\· tologi~he, sostenne che la zona visi va. del cervBllo lUnano è circoscritt-a alla corteecia della fessura cf•lcarinH. c <'ioè all'area ~triata, che deborda leg· t~:twmente sulla C'Onvessità del lobo o<·c·ipitn.le, cci ~~pplicaudo le vedute del Munk sulla proi<'Zione retinica, fu d 'avvil'O che i quadranti superiori della retina fossero in rapporto col segntent;o superiore della fessura. ca.lcarina e i quadranti inferiori c·ol segmento inferiore della medesima. Questa dot· trina. che allora e poi a.Yeva RuRc·ital o i pii.1 a,mpi contrasti fra clinici e fìHiologi, è stata interamente c·onfermal a dalle deduzioni h·atte daUa pa· tologia di guerra, che :;u di es!!a ba potuto baì'are la più (•onvincent.e int-erpretazione delle flindromi emia,nop ~i<·lw rixc·ontra.te <·on not.evole frf'quenza rwi f<>riti della rf'g-ion~> occipibtle. t\t.tt•so, dunque, che la zona eortica.le visiva di un ~ol lato riceve le immagini visi ve rac·<•olte dalle due re t i1w (mf'tà temporale della 1·etina dello stesso lato e m~tà nasale delh~ retina. dal lato oppo~:~to ). ed ammesso che, Sf't•ondo unn. più pre<:i.sa diff~renziazion~ della. proiezione retinica. di H enehen, il la bbro s uperiore della c:~•lc·ar.in a di un sol Jat·o corrisponde al qart o :mpel'iore d<'lla retina di ciasf·un oec·hio, noi possiamo renderei conto deUl' Y:ou·ie a.lt orazio n i della funzione visiva t•on!:ieguit,e a lesioni cor ticali, come ~>ono ~tr~t;e descritte da di versi a.utor·i Rpeciahnent.e della, Scuola franr.cse (~fltl'i (\. Clhu.t.E>lin. R onssy, J;. <'orni l, C<'!J. ). f:-\ono pP-rt.anto rari:-~simi , tliKrutibili o nulli i casi di cccit.'ì. cortica.lce di emianop~in la t era le omonima definitiva, poir.hl> im})licberebbero vasi~ e prnfond<' di:-;t r uzioni c·erebra li , _c-ui i (·olpiti non potrt>bbero sopravvivere.
IV CONGRI!:SSO J.NTI<:Jl.NAZJONALB n1 ltl!:D101.NA
J' FAJnL-I.OIA MILlTAltE
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'Tali fenomeni sono invece possibili in via del tutto transitoria, e per la dun~ota. al massimo di qualche giorno, immedlatamente dopo il trauma per iatti commotivi e inibitori di vicinanza. L 'em.ianopsia inferiore è incomparabilmente più frequente di quella superiore per la maggiore vulnerabilità del lablJro superiore della calcarina rispetto al labbro inferiore, situato profondamente con stretti rapporti eol seno venoso destro e col cervelletto, onde la quasi necessaria contemporanea determinazione di lesioni Jet,ali. Sono molto frequenti infine gli scotomi eruianop!';ici, sempre omonimi e nega.t.ivi, abih1almente assoluti, vaTia,bilisshni nella forma, nel numero e nf'lla est.ensione, a seconda. della inten: ità della lesione della zonfl. visiva abbordabile dai proiettili. I nostri casi in verità non po:ssono nulll.ll a.ggiungere a quanto ora abbiMno sommariatuente ricordato. Può tuttavia avere una qualche importanza una osservazione negativa, già da. noi riferita in uno dei saggi dell920 c che forse val la l>ena di ria~sumere : t;n tale soldato fu ferito al ca.po da, seheggia ùi grana.ta il 10 ottobre 1915. E n !$Otto posto ad intervento chirmgi('.O cl1e, ùalla forma. della brecci<l. cranic·a, si ebbe ragione di ritenere ~:~i fosse limit at.o ad 1m recent.amento dei margini e ad esci~sioue eli scheggie. Rimase in ::;tato cornmoziona.le per i primi 5 giorni dal trauma. Ricuperata la cos<"ienza non ri corda di avere :w-uti d isturlJi visivi all'infuori di t.ransitorie obnubilazioni, denuneiatc anche al n1omento dell'esame. Olt1·e 1ma cert.a sindrome subiettiva,, obbiet~ivamente si osRervava, attraverso h1regione oceipitale, un dito al di sotto ùel la.modrb, una, cicatrice lunga cm. 7 in direzione pres:;;o che trasversa.Je, e:-: tesa per '1.f:~ a sinistra e per 1/3 a desh·a della linea mediana. N el ruezzo di essa una dep1·es::;ione ca.pace di ammettere l'estremità del polpastrello di un pollice. Pnlsa,zione non vh;ibilc nè rileYabile ~tl tatto. All'esame dell'apJHHato visivo non emianopsie, ncr;:mna alterazione campiutetri(:a., nè seot()Jni. Questo t ran matismo, che si proiettava <Wlpiarnente sulla porzione media dei ca.m.pi ocdpihLli fra le prime e seconde circonvoluzioni, potrebbe Re la que,;tione non fosi>e già sorp~bssatfL, corn·aliòare anche mrglio la dottrina. che a.si>egna alla sfera visiva i descritti ronfini, lin"titat.issimi in superfi<:ie, e non eshll;i diffnf;amente a t.utta la zona cortica,le dei lobi occipitali, come priuu~ della guerra ancora si sosteneva da fisiolog-i e nemologi autorevolil"isirni. Solo co:-;ì ~tpparisce chia.ra. la ragiono per eui quando, como nel nostro caso, l'azione v ulnerante :;i estrinseca. non in profondità. ma in senso tangenziale, non si determimtno di:;ordini vir;ivi, nemmeno immediati e fugaci, se non allorchè è colpita la zona, conispondent<• alla protuberanza occipitale esterna e alle ~:~ue immediate vi('.iJUt.nZ<', eh e coincidono C'o l la bbro s uperiore della calen,rina. Furono inoltre sul t.erzo tema presentate al t;rc com unica,zioui da i dott. Butoiano, Cantonnet, Billet, l\1aisonnet, Gnilla.in e Bertmncl, Cronzon, Wonns, La,ricbe, Jarkowski, Ost.rowski, etc. Xegli stc~ssi giomi 2 a .3 J.!ius;no. in llll:h tHrza. sozione ùel Conl!'rl.'sso fn 4° t<~ma nffit·ia.le : gli co·st~·n oiJf'n ~oli : '111 ct"di d i a·11ali.~i e riliP.:•i J'lt i mif'i. l.lil.ICII"l!<O il
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IV CO~GRESSo T~1'F:R'IA7.IO:-;.H,J-; l)J .IIJ.:Pl l'IS .~ t•: F't\RJII.AC IA )LJLITAtn:
ll eh~tore per bL Lettoni!~ fu il c-.olonncllo c·himioo -farmati~ta, Blum~n Lhal, che vonuo alh~ seguenti (·ondtH!ioni : Di tutti i metodi c.hitni('i di controllo d elle prepara1.ioni (li ar~eno henzolo, quello del .dott. F. de :\fyttenaer~:~ dà i ll)igliori risultati, como
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1\ta.to ricouo'!ciuto in parecchi L'ODgi'l'Rsi : qnesto processo (;, già stato a}Jplic·a.to presso pa,rN:clJic Nazioni. T saggi di esame eli qnt\lche prepar~l.zioTw di a.r~t>llO-honzolo. illtr;>~,pt·o~ i c:ol metodo colorimetrico, ma che~ per man· Pa.nza d.i tempo, uon sono stati eondotti a, buoua. finn in clifferenti gnirm, non d~tnno aku o ri Sltltca t o posi ti'' () ver il contl'OIJO r·himico rlell 'a1·senn· henzolo. I>i tutti i metodi di cleterminazivno dell'arseniPO esaroinc:\t.i al hl,h ora.t,orio, q u~llo ;wunes~o uell'uJt;irua. eùiziono della farmacopoa. rusaa, i· il lJiÌt adatto (JI'l' (lart• faC'ilmmlt.(} e prPi'to dei ri~ultati RttffiC'iPn tf'mentl' e~atti.
Sullo stc•-;so lt!llla uf'l'il'ialfl rifl·t·iruno in xegnitn per la Polonia iJ dottor W<>il , Llir<•l t ( lt'Q cleii' Lstitut,o Lbrlllit.Cèuti<•-tt di Htato cd il tenente <'olo•;JWIIo d: imi•·n -farn~<tl'ista Popl:t\\>'ld , di emi diamo le e()tWlnsioni:
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J. La !'ifJ'a. <·•HTi"pondC'nle ,~l l'indice D~P <li una. <leriv:bta. dell'ar>'t>nohenzolo dPI t.ipo •li ~oo~alv:~rsan, f\t,a iu un <:Ol't·o rap]Jurt•> <·.un la to1-· ;;i('it.~ •Lei pro<lotto e~mt ninato. :!. La c·ifm a.s:solut.a coni:qlOndcnto .~!l'indice D~Jl ~in 11tretta, relaziono •:o n ];~ to~<sicit :'t. del pt·o•loHo -;olo q n anelo ~i tratta di proiiotti della ~t<'SfilL f;~hbi'Ì('l\.
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:-:o si f:tnno <lclll' :-~oluzioui al LO 0 .., dci proclot ti non tol'll'liCi del t.ipo eli XC( t~!\l var;;;<.W t1 se ili OK pongono all 'azi()nt~ de li '<\ria1 h~ refrazioue <lello ~t.n1to Rnporicwe tli quc~te ~oluzioni clà. entro ug-uali spazi eli temJlO. d<:>eorsi dal mou·.ento dell'e11posiziono 1l>ll'arìa., df•lle t•m·ve Rimili , t:r:l.ttn.n· dosi (li pTodotti f.lt•lla :lt;(\~S<~ fa hbri(:a. -1. La rofra.z;ionl:l inìr.iale varia ReC'ondo l'origino dol proùot.to e:;a· minato. Esistono ve.rò, benr.hè eli rado, ilifferon.ti st111bilimeuti fa.rm.aceut.iei, i c>ui prodotti danno delle ref1·azioni iniziali ~imi li fra di loro. In ~enn ml~ si può amrnottere che la cletertninr,7.ion<:> della rufrazione iniziale permette eli riconoscero l' origint1 del prodotto esamina t o.
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;). Lo eurvo ot·tOlllJte per la dtìtenuinazione degli indici eli -rolTazioue nello ~trato suporiO!'ll delle solnzif•ni allO % dei prodot.ti to:.~sici, det(lrtni· nato nello stellRO n'odo, cioi> in rapporto a l tempo tra.:<<·orso dopo espo~ta l a solmdone all'aria, dift\;,ril)rono in generalo dalle enne dei prodott.i non tossici, non provenienti dn,lla ~;teRSa fabbrica. ti. La detenniuazione clegli indici Dl\fl, l;K 2, (IJ~J2), noncl.i• lli quell11 della re.trazioue, può in un certo graòo Pontribuire a iis,.arr l'identità e la
tossicità dei prodotti provenienti <L'l.lla stei!sa fabbrica.. (~\WSbt determina· ?.ione può ugtH1llnenf.e condurre a, una ntlntaziotw fì~ieo-t•himiea , in modo relativamente rapido (' facile. 7. Per <lgevola.t·e dunqne la ùetenuiuazioue dell'idelltitfl c dcll'iiiiWcuità degli arseno-henzoli d~ l t ipo di ~"' eosalvarso.n, ~arebbe opportnno l'hl' i fabbricanti di quo·; ti prodotti fac·essero l'onosC'~l'(' dietro richiesta: 11) <tuàlt\ q nn.ntil;"t <li ;w:-enie<t t•()ntient~ il loro pl'odott.o: h) quale i.' il loro indi('f\
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Dll L e :-)K2 (a.ppt·oR;;imat,ivaHloutc\ ; l·) qua,IP. indice di rt>fraz;ionc iu.i:r.in,le flO~':litlltuno le RO!uzinni <~1 10 o,~ del loro vroclotLv (appms:;itnatiYallll'lltè) .
:-:lui quarto tcn•.a. h•r·c,tw inoltre pn'~<c · nttttt• <·tlllUini•·<~zioni tla.i dottori Tlwma.nn, Pan a it~>.sc·u <· ('t~d>ldl's<'ll. l. alllil ·_,., ('f<·.
X egli stessi giMni '2 e :~ ~iugnn fn teJinf;<t nra·lw c·onh•ttqJOl'<~llcatP.cnte . 1111a :!edut.a stomatologiea, nella q nate furono d i!'i<·w;si i seg u!•nt.i temi: l) dott. ~Ieis~>ner : organi;,z;t7.ione del soc·corso :l.gli sto ma tolesi negli stahi limanti sanitari di prima linea: 2) àof t. Goldberg-U orski: orgauir.7.azione negli lòtabilimenti ~an i tari d elle retrovie; 30) doLt. J3eno : OTganizzazione negli stabilim('nti ::1<1nitari, nella t!'Uerm di mo•imm1to o nclh~ gum'l'<l. di posiziono. Riferirono anro1·a interessanti éomnnj('f17.ioni i dottori Osta,s;,Hwski, F'ilderman, Barrow, Wilga., Gollllwrg--Gor::;ki e R<>no. Furono inoltre presentate divcr:;o con1unicazioui fm <:ni : l o 'ì\letodi per la. verifica dei termometri, ùclle YCtrflrie per uso farmaceutico e dei prorl.ot.t i in caoutchotw (colonnello f'hirniéo-farma('i::;l<1 Blumenthal) .. ~o Note i~ulla. razione a limentare del soldato (maggiore medito di complemento Grimani). :~o J./a.viazioae Ranitm·h~ militare iu Polonia al ilcr\'ÌiliO d~lla popolazione civile (dott. reobia:~z). J.o I rapporti t r a. la pedia.tri:t c la medidn.a ltlilit.arc (dot l. )IiJ\UJow~<ki).
* ** .:\ el pOII\e•·iggio ùul ~i orno :! i tongn•11si:<ti d:>it.aJ·ouo l'o:~pectalo lllili tarc e l'i~>l'ituto lì~ioterapico cc Mm·esciallo Pil:mdski "· Quindi si re<:a-rono iu treno speciale a Wilhtnow per visitart> ilnut.gnifl<·o car~tello di Oiovanni :-ìobiewski ed il parco a.lllHlt:So. Alle :H in Va.r~avia ebbe luogo une\ rappro:;cutazione al teatro a.ntico <lei parc.u di Lè~7.ienski di c.anti f' danze ru~r.ionali. :::>egni un<~ fantastica fesL<~ c·on illnmina7.ionc a.u,~ venezi~mn., danz(\ in costumi locali e pittorll8<:.ho i m barc.azioni sui laghet.ti e r..a nali artifieiali della vi Il n,. Alle ore 2:.! c h l)(' luogo al palazzo di La7.ier,ski un ri('(>vimento off~rto <'tJll maguitie('n:m rc~i~le dal pre~;ident~ <lei Congre:{~o ~~i delegati uffir·h\li, C()ll int ~ol r\"(mto dello maggiori n.ut,oriti\. c:it.taclino.
li giorno :{ ~i viHitarono lo Stabilimeuto d'igiene e<L il 'centro d 'igiene cl' AU\elin, le l'liniche e gli ~tabilimenti universitari. e la st azione dei filtr·i per l 'llp]li'OVVi!!ÌOUH·IUeJltO dell '<~('QUa pota h ile.
:'\.-1 giorno 4 giugno si tf'nne la seduta, plon:tri~~ di cilill.sum <lol Congros:.w. Furono posti in vot::tzione Nl <tpprova.t.i all'un<mimit:\. gli ordini dt~1 giorno, ,proprmti flai rela.tori p~:~r i 4- temi prinripali dili(·n~!o\ i nt'lle ~edure Jlrcredenti e (•.hp f]Hi riprofturiamo :
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IV CO!' Gf\ES90 l:STl<:RNAZJON AT,l' DI l\IJ•:Il J C'lNA E
FAR!IIACIA MILITARE
I. TEMA. L ~ella guerra di movimento l 'influenza delle condizioni tattiche, della natura d('.l terreno~ delle intemperie assumono una importanza ta.le cJ1e è impossibile e da1moso uno schema preeiso di funzionament.o.
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2. L'ideale da attuarsi, nel tra.namento dei feriti, è q nello eli far convergere tutti i mezzi, dei C[Uali si di!lpone, alla finalità della cura.~ pur tenendo conto delle v a.r iabili condizioni dell 'ambiont.e. Per quanto riguarda i mez?.i di tmtta1nento, mobilità e leggerezza divengono condizioni indispenrmbili. Circ:l. i mezzi di sgombero, tutti i t ipi sono ntilizzahili: regolamentari o improvvisati (barelle, aut-osanitari, antoc.arroz7.et.tu, vet.tme ippomobili divm·se, t.elaferi<'he n !tel'Ol)lani}.
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3. La. tattica sanitaria. nella gnerra di movimento dovrà consistere nel non ingombrare le grandi unità ùi combatt.imento, in modo che presso di esse ,.i siano solo lu formazioni indi!-~pensabili di trattamento o di t,rasporto e che Riano scaglionate nell'Armata, le riserve importanti.
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4. L'avi.aziouo sanit~~ria do vrà. assumere un còmpito sewpre più importante nello sgombero nella guerra di movimento, ed alle volte sarà l 'unica soluzione possibile. L'organizzazione deJl'aviazioue sanitaria, a.ffermata~;i ormai, dovrebbe essere t~tudiata in tempo di p~tce per l'uso d egli am·oplàni di trasporto c·.iviH a scopo l';anitario.
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o. I mezzi teleferiui dovn muo <H!titUnore una parte iruportauto uello sgombero delh~ guerra eli movimento in montagna . L 'o1·ganizzazione delle istallazioni teleferiche dovrebbe esf.ier~ studiata fin dn.l tempo di paee con lo M:opo di adot tare le teleferiche ai biRogni di guerra. 6. È ~;empt·e più indi~Jpensahile elle i direttori dei servizi di sanità. e lor o stati maggiori speciali sia,no preparati a risolvere i problemi inerenti alla guerra di movimento. Solo unn. conoscenr,a profonda e continuativa nello st udio dei casi concreti, non solamente delle condizioni tattiche, ma anche del servizio di stato rnaggiore, permetterà di essere in grado di t rovare ra.pidamcnt.ela i!Ohn>.iono logica e mE-glio rispondente a lh.~ differenti ~nmt.n ali1ifl.
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l . "La. manc~Hl.za <~tt.ual e di e lenu: nt.i decish·i di dia.gnosi battt•riolog·ica Rpeuifica., congiunto all 'in.cet·tczza frequente della diagnosi unica. rond e particolarmente difficile l'a.zione profìlllttica., sopratutto nei rasi di prime manifestazioni worbo!'e epidernicbe. È dei:iitl€'rabile che scambi di vedute sull.e questioni avYengano tutte. le volte che R~tl'à neceRsario. 2. L 'influeuz<~~ seml>ra dovuLa. a no virus filtrabile, con sede di elezione! specialmente nella mucmm rino-faJ·ingea. e nell'espettorato. Questo virru; i• t!ll:!<'~Wblle senza duhbio ver i l mecca.nismo dell 'allergia di favoriro
LV CO.NGRb:Sl;O I N'!'EHNAZION.U.E DJ l\LEIHCLNA J•: 11.-I.RMA<:lA :MIJ.ITAHF:
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fortemente l 'attecchimento di numerosi germi, sopmt ut.t.o di quelli che <lànno luogo a. complicazioni. 3. La ti·a.smissione diretta deU 'inftnenza. per mezzo di quella. vera disseminazione di germi, che avviene colla tos11e, è il modo quasi esclnsivò della diffnflione della, m~tla.ttia. -L ~ei. corpi di truppa il rieunoscimento e il vrec·ocissinw isolamento d ei eolpit i sono la base della profilas$i. La dja.gnosi precoce è impossibile, senza la collahorazioue stret ta. ed illuminata dei comandanti di tutti i gradi. L'organizzazione della camera d 'isola,meuto è delle più utili. Fr~• ie numerose misure c omplementari, a d;.tttate alla vossibilità, quale l'orgt~nizzazione ra.ziona.le ilella >isita, medica nelle infermerie, la si~temaziono rapida di ciascun m:1.la to, e il diradamento dei letti nelle C<'bmeratc, l\•1larga.mento dei contingenti, la diminllzion(l dflllavoro giornaliero, sono frn, le più m ccomandahili. fi. Negli ospedali l'isolamento indiv iduale si rett!}Diente con:\egtùto con mezzi di fortuna. di tutti gli amrua..Jati, ehe presEmMno eompllcazioni infettivf', dovrà essere mantenuto in<:{ls::;a.ntemente. L'impiego del vaccino nE-lla lotta cont,ro le complicazioni inf(~ttivo dt1lb~ influenza deve continuare a. richiamare l'atwn zione. È da. O!:!:erv:u·e nel personalfl medic.o e di asf;istenza addetto alla cura dei eolpiti della intlnenza la protezione d <'lla hoec.'\ 1 dfllle naril:i e def!li O(•chi (nml\ehero:.
n r. T~<:'"\. J. L 'e~ perienza, delh~ guerra lta dimo~;tmto tbc gli e!\it.i dei t.raumat.iJ;mi cmnici, quali l'epilessia, le neVl'apsicosi, le n<·no~i, i disturbi tif;iopat.ici, ecc., si sviluppano in individtù predi!!post i. ~. (~\lesta cate~oria
di individui deve es:-:ere ulimiua,t.<'l. dall 'eSilr cito. non s olo in tempo di pare, ma. altresì dnrante I ~L gtwrm, c·ome t'ltmwnt o nocivo.
3. I n consicleraziono che J'esp~:~ri~mza. ha ditno:ltrat.o che i decor:si piiì favorevoli si verificano nei fm·iti senza infe;r.ione, o che invece i casi più J!r:Wi riguardano quelli che ba.n.11o ~<ubit.o suppurazioni prolungate, è ne· ces&ai·io elle durante la guerra. siano a pplicati metodi <·he permettano la. g<uuigione delle ferite per prima intcn?.ione. 4. Fra. gli esiti di traumatismi cmnici, l'epilessia tH·<·u pa un vosto pr<.'punderant.e da.l punto di vista della freq11 enza c della graviti!.. ·Lrb nl'<·es:<it,it impone di fare riccrcile s ulla paJog-eut•si di q u<·sta Jll:t lat tia. IY. TE\1.\ . l. ~e~s un metodo c.himicu )JermeLte a tl. naluuml.(~ ùi ~tjJpn,zzan:l con !;tJfliciente sicur<>zza. la toRsicità d ell 'arseno e neor~enohe nzolo. Si mcco· manda eli cont.inun.rc le t·irerciJe su tale p unto. L a ri<·er<•a d<>_gli inrli~i D. )1 1
o del D. Jl2 non devo es~erf• t'onsillerMa f·ome misma sufficiente ùoll<~ t.ossi.cit.à.. Il CongTCsl'o fa voti rhe i Yari (.joverui prendano <tccordi per a<lotb~re metodi dtimiei di saggio o di do:;agg-io dell 'arsenobenzolo. ~ . TutLi i neoarsenobenzoli e benzoli pmpo~ti per mo terapoutico debbono avere un titolo eli <l.rseniro, <·he non pnò C!i!\ero inferiore :ll 19 % n(> ::IUJWriure al :W 0 ~,. ~.
:-;i r<tf·<·omauda tli pcrnwerare JWg!i st11di eirea h.~ po.'ìsilJilità tli apprezzare coll'impiPgo dei mttodi fiRici là tossicitù. rela.tiva. dei prodotti . .J. Il metOdi) Speriment.al<1 tOSllicolngiCO sugli anùnu.li {Nmiglio. ('<\Yi;t. topo, oc·t.) è ritenuto uec·esli:l>rio. Ri potrà uniformare :l.i metodi ela.bot·ati <la.lla Com missione d 'igiene d111La Hcwit,tà <l eli~~ 'Nal'.ion i.
5. l/esame rhitniro Ht.a.hilis<·e uu coutrollo di ident.it.: ì.edi f<~bbricaziollt<.
H. ~ei <:asi in cui s~~rà, st.udiat.~ l'a;r.ione di un arsenobenzolo su Ull<\ iufoziont' :>p(n-iment;~le di tripano~;oma. hl. denominazione dell'~Lzionc prende. il nome <'li a,ttività tripanosomirida sperimentale, e non quella di attiviti~ terapeutiea. :-:li farà seguire tale cle;;i~nazione dal nome della spede dt'll'inferione impiegata. :-:li ra.ccoma,nda di Rervirl>i di Tr. Hnu~ei.
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Venne da ultiq10 de;-;ignat a }1t>r :t('(·lall\::tzio.nc~ Lontlr•~ a sedt' Ufll 1!.1~!1 tlel pro:;simo C1mgressu interna:r.ionale tli medi(:ina e faJ'll.\aci:~ militl'\rt>, c: fiU'ono Jll'OJIO!iti i sHgHenti temi ufficiali por la. fntunl. rinnior.e:
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l. GU sgomberi dei ma.lati H fori ti per via acquea e per Yia ~1erea: unione dei ~:~t-rvizi :-;a.nitari dollH nrmat<l di terra. è di mare {nran Brcttag:na. e PnLn<:ia). ~- J,o fehbri ll'o!Jit:~li <li bn:H:\ Jnrata {G ran13rettagna e Pae~i Ba1'l11i). .3. l"eri ti' d(\i n~si e loro H!!i ti (Gr a-n P.rettagna e B<llgio ). -1. ..,\ Dil,lj:;i lisi c· a o t'Ili m it·a. delle vat.rerie e oggt'.tti in C<Ut ti:! w n<· uti lizzati per i ser vi:r.i di ~:~anitlì . (nn1.n Rrotta.g~a o ~tati Uniti e t-:.pagna). 5. Lo :ll.ato deli{L d<mtat,nm o J'attitu1lin~! lisic·lL ai ditfer<mti ;;!'rvizi militari (Gran Hrettag-nn. 6 Culht}. Yeuue inolt.re ;\pprovn.t.o 11 n progetto di ,.lHi<tnii ~h~ apporta.re a llo ~ta-tnto <lei ('ougre;;!'i intt·l· na:.:ion<~li eli medidn<1 e f<hl'lll:~cia. milit.a.r·H e '
I:Onlj)OR11) tli (i iU'tÌ\·nli.
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.Xcl pomoriggic• del -1 i eungru~;sist.i interv~nnel'O al t:ou0orso ippico intcmaziooa.le ed <~Ila :;or;\,, alle :.>-1, fu t enuLo il b<hiWhcttt) tinale. Allo :-;pumante fnrvoo fMti hrindisi (Utl generale medico Rouppert, presidente <lei Congres;;o e dai capi delle diverse d~leg-azi oni estere. Il generale 'l'rovanelli brindò alla. prosperità della Polouia,, rifulgente di vecchie e nuove glorie, la cui luce si irradiava vividamente nelrico:-;tituito vi~oro:;o lJal un.nlo della <·i v il t~~ ()('Cidunt.a.le e vatil'inò legami ancora. pii1 stretti con l' Italia.
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l l t) !{iugno, ricornmza. dello ~Latnto, nel h~ l\Cde della nolit.ra. LegaziortP l'i t> \'Olsfl una fesLa tlltta it(}liana. :-;_ 1~. il ~fini;;tro plenipott>nzi.:1rio
l\' (.'(l~('IU:s,:;o IN 'rl>:llNAZlONAI. l~ IJI .I!Jo:I>JI'J'N ,\
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rieovt•ttc i con:n·l;';o;;;isti f'\ la rolllllÌ;t it:nliarut e t·on <·onuno,·<•ute ('cl austera (·erintonia: dopo di;;c·orsi delJ'arldel t o <·omnter·rialtl :.\frnotti C'on·i e dr l dottor Croce, inaugurò i fasci eli Va,r:-;a ,·i a, e delht, I'olon i:t. l i gmwra lo TroYa nelli Ri didtia.rò Jie.t. is~im.o eli J•nrf:Ht' ip:ne insietno ai coll.!!.'t'tl~>!list.i n. questa. fr~>l·a.. E' eli rostitnir<~. (·on l'ouur(l <l<'llt• ùivi>.t', <l<'J,!JìO sfc•ncto a ll'a lt a o
;;ignilknl int so l ent~itft patriotti1·a. ~c'Ila. notte ('(lll tn•ni ~;pec·iali
i <·Ol1gl'fls:<ist.i part in•no JWl' Il' l'st·m·liioui f'olottia. : l ,wo,r,
or~:~ r.iz zate J•er visit•am eil;tà e t~fahili tJ wnt i l':Lr,it.ari dt>lla
Torùn . P ozlì;-\n, Wilno. ('rac·ori;L
• . \Ila fìnt' di qu('sta l'ommarb mlazionc il Oifll'llllll' di 11/l't/ir-i"n militm·r• llun JlllÒ a uwno di st~_gnalare la magnitì<·;t ot·ganii17.:1ZÌOII<~ o la. spkn<lid:t riusc.:ita del lV ('ongTe:;~o, <'hc ]H.'I' Hnntt•ru (li :tdf'rrnti , per intportauza di rclaziOJii e c·oruUilieazioni c per la. trt·andiMa mo~tm di nwtt,ri:dt! sanitario, ha rng{..'Ìlil1to lo splrnnido f<\H' I'Mf<v d<• lle pt'P<·<•dt• nt i l'iunioni tli HrHx ol\(l!< , di Roma e di Pa.rig-i. ( '<•11 }ogitl i WO Orgoglio Ì• Ù;\ l 'Ì('()J'Chtl't' h~ lJarf i<·O);tl'(' a.r<·ogliC117.:1 O lf! i'qni:o:ite gentilez7.C:l nKate :ti <:ongr<lssisti italiani . .A pre;-;ti JHl<'Te dai ricovimtml i ufticiali, è <L'l rihn ·a,re le. ~c·biett.a. ~impatia. rou t•ni lo nost.ro eli ,·is11 ('rano ovunque notate e segnaJat(l da. dttadini di ogni ceto eon f"alnti e ]Ht· role eli esaJt.azione per l'Ttn.U <~. p t1r il Re f • ]Wl' ?lrnssolini. F. nt\i migliori ritrovi clelh·~ città, !tll'eut.rare ùogli ufti('iali italiani, !<1 orchelltre intonavan(l la marcia. r eale e l'inno fascisLa, mctH.ro il pubblico in pi(•di :wclam:~,·a ron l<' destre tese al saluto romano. Queste manifestniiÌOlli di sehictta cordialità. hanno coutribu ito a rinsa.lda.re somprt> pii1 tenaromNlte i vincoli eli fra.tcrna amid.zi:t fra le dm1 ~ :~7.ioni .-;oreIle. Ed à qut>!ita i!impatiea affermazione il aionwle tli 1111'tlid11a milill'/,rl' si lusinga di a.Yor portat·o nel sno anuo giuhil:tre un tenue <·otll'rihuto l'ol modesto oma.ggio al Corpo ~anitttri o militm·o pola<'<:O: vubblir·:tt o in oCC'a· ~ion(' ù el C'ongrt~~ ~ o, che ha nvnto ntùw<·ug-li<·nza Sli!Wrion• art ngr.i Jll'(' \'i si o n f'.
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MEMORIE ORIGINALI
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TRATTAMENTO DELLE FRATTURE ARTICOLARI (l) . per il prof. Filippo Caccia, colo•tuello meùiro, già. capo del reparto tre.umatologico dell'O.;pedale militare di Roma, li bero docente in t raume.tologie..
:gene fra.ttun~ articola.r i è ra.zionale comprendere non solo le frattw·e dei <;api articolari, int1·acapsulai·i, ma, anche le fratture pararticolari, nssia quelle fratture dell'epifh;i o meta1ifii che rel!tano al d i fuori della ··~~psula , perc.hè a.m·he in queste le superfìci articola.rì :~ono sempre int.eress:bte (laeerazimw ùt>i lt>g~wrenLi , rot tm·e siuovi~~li, eru;u-Lri, ecc.). Spesso poi le fratture int:eref:sano contemporaneament-e i se,:rmenti ossei intra.rticolari e par~trti co la.ri e t{nindi la distinzione s<:hematica riesee ancora pitl difficile. Per la tinalità della eur~\ è anelw. ut.ile consid<>rare le d11e specie di fratture come fratture arti<"olari. fJa prat ica giornali«>ra insegna elle le fratture articolar i :;ouo più delicate delle f:ratttll'e dia1hmrie e richiedono quindi, nella terapia 1 maggiori aecorgim«>nt.i tecnici per ottener<> la migliore l'eintegraziom· anatorrùca. e conseguentemente il maggiore 1·endinwnto funzionale possibile. Sebbene la riduzione anatomica _perfetta non !;empre sia n~ce"saria iu tutte le articolazioni, come vedremo nel tr~tttamento dellE> frat.tnre articolari in par-tieolare, certo che per alcune non si può di~>f•utere (ad es. collo del piede e ginoechio), dovf' la funzionalità va di pari passo alla riduziou<> più o owno vicina al normale delle superfici ossee articolari. Tali Vf'I'Ìlà · ben note sono Shbte conRtntate de vistì da quando i chirurgi hanno potuto est>guire la riduzione di tali fratttn:e con il controllo radiografico. E cosi a nc he gli esiti funzionali i'.Ono venutj ~euRibilmt'nt~> migliora.ndo dopo taiP prezioso sussidio diagnostico. B sempre piit miglioreranno so i fnt Ltura1i del g<'n('I'e r iC'orreraun1• subito al uhinn·go orto pt'dico che abbia, la pos~>ihilità di disporre di tutti i mezzi L'azionali che ln singola fraJtma, richiede. Su ta,Je qnei!tione ì· necesi'ario iusi,;terc, pet·chè un tra.nmatologo uon s'improvvisa.. Per poter curare con V{'nien t(' meu t:e le fr~Ltture, e specialment e q uellt• • articolari , non basta essere buoni clJirurgi, è necessario a vere una cultura ed tUla prat.iea specializzata. Ogni caso di frattura. articolare, con sensibilt• spostamento dei framnwnt.i, e peggio ancora se <~ esposta., implica nn problemn- terapeutico, spes~o di difficile soluzione~ che ~;olo il chirurgo che ha pratica spe<· ia.le di tali lesioni può convenienteuwnte risolvere. 'J'a.li ru:incipi fondarlleutali onnai nou dovrebbero essere più discussi, ma pnrtroppo nou sempre è così. Solo chi ha avuto il campo di curare molti fra t tnntti, di segui1·li a lungo, può conoscere tutte le difficoltà, non di rado difficilmente sormout:lbili, e comprenrler(' qu<>st(> sacrosante verità. Del resto, dò in molti ~'entri import.a.nti di Rtudio è stato ben compreso. Infatti l'Italia che rit0ngo abbia oggi H primat.u della specialità traumntologica-ortopedica, (l) Com~tnlcnziooto al Cong roq,;<l '"'donale di OrLor>odl!•, doll926 n Voner.l&.
<:onta ormai numerose cliniche ortopediche-tmumatologiche con arredamenti ben forniti e moderni , e parecchie snr.ioni o1·topediche ospedn,liere specializzate nelle città, pi\1 importanti_ )'li è di speciale compiacimento a.~giuugere che anche iu qualc·he ospedale militare italiano ha prevalso un tn.le concetto. Infatti, nel 19:n, il generale medico Riva, allora colonnello medico direttore dell'O:-;pedaJe militàre principale d'i R.oma, is tituì il H.epnrt.o tranmatologico dell'ospedale, dove è degente una media giornaliera di . <'irca sessanta trauma.tizzat-i. A nessuno può sfuggire l'importa.nza che un Re p:trto ospeda,Jiero cosi. numero~o può avere per l'inùirizr.o tf•rnpeutico e per il perfezionamento del medesimo, diS]'OnPndo di tutti i mezzi d 'inda.gine e di cura • .Basti ac<'-enn~tre il f~l!tto che, ogni anno, nel H-<'·P<u·to tnwmatologieo dell'Ospedale militare del C'elio a Homa. sono curati dai l GO ai ]liO caf.òi di fra.tture ed <~~>iti di esse. Infatti nel J)eriodo di un a nno (giugno 19~ 5-giuguo 19:!6), elH~ è· quello ehe C!ons ideriamo in que:-;ta memoria, perchi'. à.ppor-it a.ment-e ra <'colto allo scopo, sono sta, ti rkovera ti sola nten t{\ per fra.ttnre re<'en t:i ·1-1$ militari. 'l'ra questi ~f) (37 ,l %) pre::;enta vr~uo iratture articolari e più preciRament.e :.>.8 frat tUl'c artirohu-i e 27 pararticolari. In tutti i fratturat-i ò lltato prat icato il cont rollo radjog:ratico prima. (lura.nte e dopo la cura, ; s i è fatta insomm:t la radiobiop~>i a , come con h-ase felke si esprime il prof. Dalla Vedova {1). Come già dissi al Congresso ehu·nrg-ico di Bologna. nd 1917, <L propo" E:it o delle ferit.e a rt.icola,ri di guerra, il mi<·ros<'opio delle ltlsioni ofisee è l'app arecchio radiografico (2). Nelle fratture a rticolari con spost,a,mento dei fr:tmmenti, :-.;pel'iSO è nec:essaxio la I'iduzione sotto il controllo radioscopico, poichè solo cosi si possono r~tzionalm ent.e graduare e dirigere la t razioni, fare le pres:ioni opportune s ui frammenti, daro ltll'art o la po 'izione più conven iente pl'r immobilizr.~~rlo nell' atteggiamento rispondente ad ~un a IJuona. riduzione. Ed a tale scopo in alcune frat-ture con sposta ment o piuttosto r.;ensibilc dei fra.mmen ti, non di rado ò necessario r icorrere all ' a.nestC':> i~t loca le,spin;l,le o generale, come vedremo meglio trattandl) della parte ii]lcc-ia le delle fratt.ure. Alcuni chi.rmgi, a tal vantano rig11a rdo, l' n:->o del P au nevrol. A d ire il vero, io l'ho usato parecchie volte, e mentre ho avuto qualciH~ buon ris ultato in interventi anche lunghi di cbirur:ria. comun<', ma.i ho potuto avere un risultato soddisfacente nei frat tur<tt.i. In questi n~on ~ i ottiene 'l·isoluzione muscolare <>d il dolore non (1 neppure attutito. È vero che nei miei ca.:;i s i tratt a.va di gionwi e robusti militari e può darsi che in questi l'azione sia, poco ellit-a cc, nonostante si siano iniettate le dosi maRsime. Quando, ecce;r,ionalmen te, non ilo potuto ottell <'rt' una sufficien te 1·iduzione con i mezzi incruent i, ho ricor:-JO ai mezzi r n w nt·i. , 'n 55 frat t urati ho dovuto ticorrere all' intervento :;olo sE>i ,-olt e (10,9 %), t re volte nell'art,o superiore e tre nell'inferion>. \1) DA~.1.4 :Vt:oovA. - S ul moderno tr~ttamont.o delle f'rBLluN. XXV II Congresso Socitltl )f<ll Wna d~ 0h1T'UT(JVL. JlnO. (2) Alti del Cmor~.•ao dr.lltJ SQCiel<l l t•uitc>JA di Ohirnra i<• Ifll7 . La Chfnargia degli o rgnnl dJ
J<l'\OVimento. Vol. III ~·osc. V- VI- Dlcemhl'6 Wl Il.
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_FH A'J''I'L'HE DELLA HI'ALL,\.
In <1u.:~te ft'<lttnre sono t\tllnpn•:-:t> qunlle del <·olio ~tnat·omi<·o. a rif!OI'C int.rarti<.:olari e qnelle dél tollo chinu·g-ic·o <'hé, h<•n<•h(· parart:it·olari.
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int<'re:;sano :wrnpre l"arti<·ulailiOJw (t>ma rtro. lim•e eli frattura c·he :>"irradiauo Jtel collo anatomieo ~c> u.:lla testa dell"otnero, laN•raxioni <'a'}Hntlari ect.) )rei l{.eparto Lt'atlllw.t.ologic·o deli'OspNiale tnilitan-' fii Roma, ucl periodo detto di nn :-tHno. ne :;ono stalf' os:;t>rvat·.: il.: p rel'so ll· por·o il lllNi<'simo numero ne è st.;d o riiWOntr;ll{l nt>g:li a.Itr·i anni. L;t- variPtil viìt frcqnentcmenl<• notata. Ì.\ hr frattnnt del <"Olio c·lrinnf!i<·o e piìt specialme.ntf' la fn1tf'nn1 sottotubm·<•oht.re <' ~-;ot totubeTo sitnrhl 1 detta- a.nche frat-tura. del collo <·!Jirurgi<·o bas::;a. :\lolto piì1 ra~·am.:ntP i.· ~tata o~servata la frHUnra. d(') <·olio <·hintrl!ic·o pPrt uiH'rc·nlare c rarissilnamrnt.(• la fn1.t.tura ù ella tf':-:ta f' rlPI f·ollo an;ttolni,·o. • La ragione dPila frt>qlH'Il7.:l df'lla fratt-ura s otLot- uberor;ibnh~ è not-a i (•l'a 'l!ià shl t;l l'ile v:-1 ht da Ma.lf!;J.i/!tH'. l n fatti, in t a le punto i l t<>l>SU t.'o compatto df>lla. dia.tisi è ridott-o ad nn;~. :-~o t t ile lillt<>rc.>lla.. c·orti<'ale <'he ricopre il tt>Rsut o spugnoso ~lrlle t11f'tati~i <' per<"iò 1111'110 r elìist-E'ntl'. Dei :; f•aHi. in d ne !l Ì t-rnt t a nl di fra.t.tnre p:-nPellari <h·li<• tnber osità in milit-ari dw a vt>va.no riport.a.t o htssailiOnP H01 t n-eoracojdc.>a. Sono stn.U> <·uraLe c on il tna.ssag~rio <' ht mobilii17.a.7.ione lino da l primo giorno dopo la. ric1n7.iOn<' tlt>Jin ln ssazion<'. ))('g-li altri l l'f' <:'s pong:o una, sHccinf-il df•:>crir.imle: l. - C . <i iovanni, eapora le l'Ili. ;.;ott-ull1ciale cleliA. cla~se l !)OU, n el praticare un volt-eggio s u un t.rave, nel t·ortila della caserma, cadde al suolo riparan1losi con la mano destra distesa, sulla qnale gravò tutto il peso del corpo. Diagnosi : Frattura ùel collo chinu·gico (sottotuberositt:wia) c·on lieve incuucamento dei franunent-i in buona posizione.
Tra-Uamento : Apparecchio ges.'lato in abùttzione e J·ota:~;ione l'.'<ilterna. con il quadrilatero di Taddoi. Al controllo 1·adiog rafico dopo qualche g-iomo con sorpresa. ho constatato che i frammenti si erano spo~tati sensibilment€~. Rimosso l'apparecchio ho constatato. ,:;ott.o il controllo radiografico, che invece i frammenti si 1nant-onevano ridotti in buona. posi:>:ione, applicanflo un cuscino sotto-ascellare che spingeva nll'estemo il fmnunento inferiore con il braccio in adduzione ed avambraccio anteposto. Fissa:-.ione dell'arto in tale posizione per circa. 15 giorni e poi ma.<>su.ggio e mobiliz7..a-zioue, ottenendo 1111 ottimo risultato. È uscito dall'Ospedale dopo circa 40 giorni e dopo un mese di conva· lescenza ha ripreso rogol!u·mcnt-e il spn ·izio. 2. -
~1.
P.
13r·i~ttdier·~:~ P. Sicurczl\a, dasse lS73, il 26 1licernbre 1!.12!> "WiYolò
por le scale e cnddo bnttendo ~<lilla l'ipalla d(•stra., Dinatwsi : Frntturn sott.ot.uborosilario. trn. ,vcr"Ralo e frattm·a vert-icale lleUu baso della g r·o>'sa t·uberositù (f1·attnra <'cwvico-t.rochitcrica n tre frAmmenti). ]<'rammento superiore m.olt.o spo;.tnto nll'cstHrno. fnunmento infl?riore spostate a-ll'in temo e superiormont.c (V. R. X. l). 1'rattanu>nto: Appl icnto l'apparccc·hio di Borch_g~·eviPg in >tlxluzione e lieve rotazione esterna, si è osser vato con la radiografia che i frammenti non si manto· nevano ridotti. Tolt,o l'apparecchio sotto il coutrollo radiografico, bo potuto constatare che app licando una st-affa sotto-ascellare pe1· la -controest~nsione e facendo trazione sul gomito addotto anteroposto, la riduzione era buona. Ho applicato quindi un apparecchio ad estensione con cerotto e pesi e controt'~tE>u· 1>i0110 n el m.oclo &f17,idetto por Ye nti gior·ni.
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TRATTAMENTO DELL'E FRATTURE ARTICOLARI
Dopo tale epoca ho cominciato il messaggio e la rnobilizzazione graduale risultato anatomico buono (V. R. N. 2) ed un risultato funzionale eompleto in circa. due mesi. ~tt.eoendo un
R. N. l. Brigadiere di P. S. M. Frattura cervico· t rochiterica dell'omero a 3 frammenti (frat· tura sottotuberositaria trasversale e frattura. della base della grossa tuberos ità). Frammento superiore all' esterno, fr. inferiore all'in tern') e superiormente.
R. K . ~La. medesima del N. l dopo circa un mese dalla riduzione.
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Giornale di, medicina militare - Fase VIII- IX
526
TllATTAME~TO
DELLE FHATTURE J\RTI COLARI
3. - De. C. Sig. E. capitano laboratorio di pre•isioue, Roma, classe 1888, l'Il febbraio 1926 caùde da ca.vallo battendo violentemente a terra la spalla sinistt:a. Fatta diag,wsi di lussazione. fu eseguita la riduzione. All'esame ra<liogra.fico fu riscontrata inoltre la frattw·a. del collo chirurgico sottotubercolare con incuneamento regolare dei frammenti e frattura parziale della grossa tuberosità. Dopo qualche giorno d'immobilizzazione con fasciatura alla Desault, fu subito cominciato il rnassag~io. Dopo un me.~e dalla frattura i movimenti attivi e passivi erano pressochè normali. La radiogmfia. ha dimostrato la buona consolidazione dei frammenti in ottiDJ.tl, posizione. Per altri 20 giorni ha eseguito cure fL'>iche (diatermia, bagni di luce, massaggi, ecc .. ).
Dopo queste osservazioni sembrerebbe che la posizione in a.bduzione e rotazione e:>terna non do vrebbe corrispondere. Ora., secondo la mia esperienza, molte volt-e mi l1a corrisposto egregiamente, ma non sempre, ed i due casi sopracitati ne sono due esempi molto manifesti. A roio avviso, tale posizione risponde bene allo scopo quando i frammen ti assumono lo spostamento classico ben noto, dov uto all'azione muscolare. In pratica, le cose non vanno sempre cosl, .come appunto bo potuto osservare nei casi riferiti. Concludendo, bisogna dare all'arto la posizione che meglio risponde alla. riduzione e contenzione dei frammenti con il controllo radioscopico. Nella posizione in adduzione si corre il rischio della rigidità articolare e retrazione muscolare, ma a ciò si ovvia immobilizzando per il minimo • tempo necessario (15 o 20 giorni) e cominciando subito il massaggio e la mobilizza,zione. Certo i risultati funzionali, con tale metodo, non sono stati' inferiori a. quelli dell'immobilizzazione in abduzione e rotazione esterna. Io credo che tali risultati dipendono da dne fatti : il periodo relativamente breve dell'immobilizzazione e la qualità dei curati (giovani robusti in pieno vigore). Nelle fratture con buona posizione dei frammenti ho sempre applic&to una semplice fasciatura alla Desauit, facendo fare massaggio e mobilizzazione precoce con soddisfazione. Non ho dovuto mai ricorrere, per la riduzione delle fratture dell'estremo superiore dell'omero, all'intervent,o cruen to, anche perchè per un buon esito funzionale, non è necessario un completo ripristino anatomico. Gli esiti rh;contrati (lieve rigidità articolari con limitazione dei movimenti, specialmente di elevazione, dolorabilità) sono sempre scomparsi dopo una. con ve niente cura fisica (diatermia, stufe, massaggi, kinesiterapia). II -
FRAT1'URE DEL GOMITO.
Le fratture del gomito ricovera,te nell' anno sono state 71 due dell'epitrolea, una pa.rcellare dell'epicondilo in seguit o :a distorsione, tre fratture dcll'olecntno ed nna frattura del capitello del radio. Non vi sono comprese le fr:l;ttnre soprn.condiloidee, poichè non considerate articolari. Le fratture epitrocle<:~l'Ì ed epicondiloiclee non banno richiesto applica,ziooe di apparecchio, non essendovi spostameuto sensibile dei frammenti. È stato inizia,to subito il massaggio e la mobilizzazione, ottenendo in uu mese completa gmLrigione.
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TRATTAME:.TO DELLE FRATTURE ARTICOlARI
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~on
sono state osservat~ frattUie del condilo e della troclea. R iferisco succintamente i tre casi di frattura dell 'olecrano: dei quali due h~Lnno richie!)to interventi chirurgici: 1. - Allievo CC. RR., C. Pietro, classe 1905; il 24 ottobre 1925, in seguito ad un. urto ricevuto dal cavallo, cadde a terra battendo il gomito sinistro. DiagnoBi : Frattm-a. traversale dell'olecrano, con spostamento rilevante in alto ed all'indietro del frammento distale.
Intervento 10 novembre 1925: Incisione a ferro da. cavallo a concavità inferiore, emicerchiaggio con filo di seta ; sutura. paroste.le con grosso Ka.tgut. Apparecchio gessato in semiflessione ed in semisupina.zione. Guarigione asettica dellaferita operatoria. L'apparecchio viene rimosso dopo 15 giorni, inizia~do il massaggio moderato e la mobilizzazione progressiva. Esce dopo 40 giorni dall'intervento con licenza di convalescenza di 40 giorni.. Al momento dell'uscita. i movimenti attivi e passivi sono tornati quasi normali ; si constata solo lievissima limitazione dell'estensione rispetto al lato sano. All'esame radiografico si riscontrano i frammenti ben combaciati con callo ben formato. 2. - Brigadiere RR. CC. 'B. Armando, Legione Roma, classe 1889, il 12 febbraio 1926 cadde dalla bicicletta., battendo al suolo il gomit<> destro. DÙllflwsi: Frattura. comminuta. della. base dell'olecrano; frattura dell'apofisi coronoide con porzione della dia.fisi ; sublussa.zione a.ntero-estema dell'avambraccio (V. R. N. 3).
R. N. 3. Frattura della base dell'oleocra.no a grande spostamento: frattura dell'apofisi coronoide.
I ntervento do~o dodici giorni dal trauma. Cerobia.ggio con filo meta.llioo, previa. rimozione dt franunenti liberi ossei e di grossi coaguli interfragmentari ed intra.c:a.vitari. Sutura. pa.roste.le con katgut. Appa.rec bio gessato in semi-flessione ed in semi-supinazione . . Guarigione asettica. Rimozione dell'appa.re<;chio gessato dopo 12 giorni, iniziando gradualmente il m•wsaggio e la mobili~one. Esce dall'ospedale dopo 41 giorni (V. R. N. 4) con licenza di convalescenza di due mesi. I movimenti sono tutti possibili, ma alquanto limitati nella. supina.zione e nell'estensione; notasi modica. ipotrofìa.
628
TRATTAMENTO DELt.E FRATTURE ARTICOLARI
Dopo la licenza ha eseguit.o una cura ambulatoria fisioterapica per qualche mese ed una cura termale di fanghi. Riesaminato nella metà di ottobre, bo constatato la completa guarigione, avendo già ripreso regolarmente il suo servizio da tempo.
R. N. 4.
La medesima dopo l'intervento.
3. - F . . G. Soldato del 7° regg. genio, classe 1905; il 4 marzo 1926 ha sdrucciolato per via, riparando il peso del corpo con la mano sinistra distesa;
si produsse una lussazione posteriore del gomito sinistro, subito ridotta. All'esame radiografico fu constatata una frattura del becco dell'olecra.no con frammento in buonè. posizione. · Non è stato immobilizzato ; si è cominciato subito il massaggio e la mobiliz· zazione progressiva Dopo 46 giorni esce dall'ospedale completamente guarito con funzionalità e trofismo eguali a quelli dellat.o sano. La frattura del capitello del radio è parziale, in buona posizione senza distacco del framment.o. Si verificò anch'essa per caduta, battendo sul suolo con la mano distesa. Trattamento con massaggio e mobili:zzazione; guarigione com· pleta in 20 giorni.
Nelle fratture del gomito è necessario andare molti cauti nel massaggio e nella mobilizzazione, poichè sono molto facili le iperproduzioni ossee e le ossificazioni periartieolari. Durante l'anno è stato ricoverato nell'Ospedale un brigadiere dei CC. RR., per un esito di lieve distorsione del gomito, riportata circ.a. 4 . mesi prima dell'ingresso in ospedale. Egli non si era neppure allontanato dal servizio in considerazione della. poca entità della lesione. All'esame presentava. paresi accentuata del cub+tale con fenomenologia classica. All'esame radiografico stereoscopico (Pr. Busi) si riscontrarono corpi mobili articolari ed ossifìcazione periarticola.re. N ell'int,ervento si trovò il cubitale nella doccia ispessito con infiltra· zione fibrosa che lo fissava ai tessuti circostanti. Neurolisi attorniando il nervo con tessuto grassoso. Rimozione dei corpi mobili articolari. Dopo la guarigione asettica della ferita operatoria è stata iniziata la cura fisio ed elettroterapica , ottenendo un progressivo miglioramento che gli permette attualmente di prestare regolare servizio nell'Arma.
TRATTA);(ENTO DELLE FRATTURE ARTlCOLARI
III -
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FRATTURE DEL POLS O.
Le fratture del polso sono le più frequen ti delle fratture articolari riscontrate n ei militari. Nell' anno ne sono state osservate 23, e precisamente sette articolari e sedici pararticolari, per lo più fratture di Colles con l'ahit.uale meceanismo della caduta con la mano distesa ed il caratteristico dorso di forchetta. Nelle fratture di C'olles, quando esisteva spostamento sensibile, si è ricorso per la riduzione parecchie volte all'anestesia locale con successo. Mai si È' dovut o ricorrere all'anestesia generale. In genere in tali fratture non è necessaria la completa riduzione ; anche con spostamento di un certo rilievo, ho osservato un completo ripristino funzionale. Nelle fratture senza spostamento si è applieato un semplice palma.re di legno od una doccia gessata., cominciando subito il massaggio e la mobilizza.zione. Dopo dieci-quindici giorni si è rimosso completamente l 'apparecchio. Nelle fratture 00n !!posta.mento dopo la riduzione, si è praticato apparecchio gessato circolare in flessione volare-ulna.re o radiale, a seconda dello spostamento dei frammenti, ed in posizione t ra la pronazione e la supinazione. Negli spostamcnt.i pitì rilevanti si è immobilizzato anche il gomito, ma il più delle volte si è lasciato libero. Dopo dieci-quindici giorni rimozione dell'apparecchio ed inizio della fisioterapia. In un caso è stata osservata la frattura di Goyrand riportata per caduta sul dorso della mano a pugno chiuso, da iperfl.essione. Presentava. il frammento er)ifisario sporgente anteriorment-e. Fat.ta la riduzione si è immobilizzato in apparecchio gessato in flessione dorsale per dodici giorni, indi m a.ssaggio e mohilizzazione. I n genere~ la guarigione per le fra tture parart icolari si ottiene in 30--lO giorni e dopo un p aio di mesi è possibile tornare al regolare servizio. Gli esiti O::!servati sono stati dolorabilità nei movimenti con limitazione di essi, speeie deUa supina7.ioue. In genere, dopo 15-20 giorni tli fi sioterapia tali dii:turbi sono completamente scomparsi. Le fratture art.icolari propriamente() dette sono state 7 e precisamente tre delle apofisi stiloidi che hanno scarsa importanza e quattro sono state provocate da contrn.r.colpo d ella manovella del motore di automobili (fratture degli automobilisti). Le descrivo ~uccinta.mente : l. - C. Orlando dell'autoreparto di Civitavecchia, classe 1905 ; il 29 no· vembre, nel m ettere in moto uu camion. ha ricevuto un urto violento della manovella. nel palmo della mano. Diagnosi : Frattura. della metà esterna d ell'epifisi inferiore del radio senza spostamento. Questa. frattt1ra. è qus lla. che ordinariamente chia.ma.no degli a.uto· mobilisti e che io ho già descritto fin da.l 1909, riproducendola. anche sperimentalmente ( l ).
Trattamento. : Doccia gessata, posizione normale retta. per circa. dieci giorni indi ma.ssa.g~io e mobilizza.ziooe. \1} F . C.-ccr., . - !:bilo ft•Mt.ure r ndlo-epillsnrlc dn. contrnooolpo d<'l!'li fHtto mobiUstl. 1>\ e4 alti Soc. 1/. di C hirurui(l. XX Ili n.dunan?-e 1\HO.
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TRATTAMENTO DELLE FRATTURE ARTICOLARI
Esce dopo 37 giorni con l.icenza di convalescenza di giorni 20; presenta, ancora lieve limitazione dei movimenti di flessione ed estensione della mano. Dopo la convalescenza la funzionalità. fu riscontrata nmmale come uell'altro lato. 2. - M. Pietro, soldato claS!!e 1905, reparto Carri rumati; il 16 dicembre 1925 riportò frattura con il mede'limo meccanismo. Diagnosi: Frattura radio-epìfisaria inferi01 e (rr;età e:;terr.a), con fra ttura dell'apofisi stiloìde dell'ulna. Frammenti in buona posizione. Trattamento : D oocia ge'!Sata in lieve fle._qgione volare-tùnare. Esce dopo circa un mese con 25 giorni di licenza dì convalesceuza. Esito ottimo. 3. - Z. D., claS!!e 1906, del Raggruppamento trasporti. il 21 gennaio per contraccolpo della manovella sull'eminenza f.enar, riportò : Diagnosi : Distacco diafìso-epifisarìo radiale inferiore (piìl accentuato nella metà esterna) ; buona posizione. Trattamento : Doccia gessata in lieve flessior.e volare radiale : esH<> ottimo. 4. - M. Quinto, carabiniere, claS!!e 1904, Legione Roma ; nel mettere in moto un camion, in seguito a contraccolpo della manovella nel palmo della mano, avverti forte dolore nel III inferiore dell'avambraccio. Avrambraccio notevol· mente deformato a baionetta. nel III inferiore al lato radiale. Mano prona. e deviata dal lato ulna.re, movimento di supinazione abolito ; gli a lt ri movimenti possibili ma. limitati dal dolore. Diagnosi : Fra.t.tura. dello scafoìde ; frattttra fra Ili medio e III inferiore del radio a grande spostamento (a. 4 frammenti) ; lussazione ant~riore inferiore del cubito (V. R. N. 5).
t R . N. 5. Ca.r. M. Frattura dello scafo id~: fr. radio tra IIJ medio e III infe· riore a. grande spostamento; decalag~: lussazione anteriore interiore CUbito.
Trattament.o : Riduzione in anestesia locale ed applicazione di apparecchio gessato circolare, comprendendo anche il gomito fino a metA dei metacarpi. Avaro· braccio in supil1azione e flesso ad angolo l'et-to sul braccio. Alla radiografia. sì è riscortrato che la frattm·a e la lussazione non erano ben ridotte ed esisteva inoltre decalage (frammento inferiore in pronazione. frammento superiore in supinazione per la. ben nota azione muscolare).
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TRAT'l'A.MENTO DELLE EBATTURE ARTICOlARI
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Si decide l'intervento che viene praticato dopo 12 giorni dal trauma. Si asportano le due sche~ie libere e si riducono i frammenti applicando una placca metallica. dell'Istituto Rizzoli, fissata con nastri metallici Putti. Apparecchio gessato che vi-ene rimosso dopo 15 giorni, iniziando il ma.asaggio e la. mobilizzazione (V. R. N. 6).
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R. N. 6. Le. medesima dopo l'inter vento.
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Esce dopo 36 giorni dall'intervento, che compiva hene i movimeott di flessiore, e'ltePsione e pronaziore ; erano ancora a1quanto limitati i movimenti di supinazior>e. Dopo una licel"za di corwalescenza. di giorni 40 torna. all'ospedale. Presentava callo alquanto esuberaPte e dolente ; fu perciè> tolta l.a. ple.oca. Dopo circa. trenta giorni di cura. fisioterapica., torna al Corpo completl>..mente guarito.
Questa. varietà di fratture degli a.utomobilisti è molto interessante. Nella memoria citata io, nei 5 casi riferiti, avevo osservato due varietà di fratture degli automobilisti da pressoflessione e da t.orsione (Caccia), ma, dopo uno studio sperimentale, finivo per concludere ~osì : Sono solo queste le varietà di fratture indirette prodotte dal contraccolpo della
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TRATTAMENTO D E LL& FRATT URE ARTICOLARI
manovella del motore di automobile ~ Io ritengo di no, essendo troppo svariati i fattori che concorrono al meccanismo di produzione : fattori individuali, modalità d 'impugnatura della manovella, momento del contraccolpo, ecc. Solo uno st,udio lungo e a ccurato radiografir.o e clini<',o di tutti i casi che si verificano, potrà rispondere a.deguata.mente a questo importante quesito. Infatti Lavermicocca (1), ripigliando la questione con molta competenza, in base ai casi osservati, ha cou ingegnosità spiegato i diversi meccanismi che producono le varie fratture da trauma degli automobilisti. Nel mettere in marcia un motore di automobile, egli dice, il nlanovratore, colpito dal contraccolpo della. man~on·ella, può avere una frattura, quale effetto di nn dato meccanismo e questo sarà determinato dalla posizione nella quale si troveranno i l:legmenti ossei dell'art.o superiore nel momento dell'urto ed anche dalla dil'ezione di q tLesto. Se nel momento dello scatto della manovella, la mano si trova in esagerata estensione ed abduzione, si può avere la frattura dell'epifisi del radio o del cubito. Però, se la direzione della forza impressa dalla manovella non incontra la faccia inferiore del radio nel perimetro della sua base, a llora. non si parlerà di pressione sull'epifisi, ma bensì si otterrà un effetto di leva., inquantochè, data. la forte estensione della mano, q uesta. farà da braccio di potenza e, con un fulcro costituito dallo scafoide che poggia !;Ul radio, se questo non cede fratturandosi prima (frattura da taglio per pressione) si esercita una forte trazione sulla resistenza data dal legamento anteriore e ISi avrà allora. o la rottura del legamento o il distacco di un frammento osseo (teoria dello strappamento). Ma di strappamento non si potrà più parlare, quando la direzione della forza o il p,unto di applicazione di essa coineide con la. base del radio e la sua. direzione è parallela all'asse longitudinale dell'osso stesso. Ma in tal caso l'interpretazione dei vari effett i non può essere unica. Difatti, se la direzione della. forza coincide pressoehè con l'asse longitudiuale del radio, questo, cont,rasta.ndosi col gomito, per la sua costituzione anatomica ed in particola.r modo per la sua curva.tura., tenderà a flet tersi lateralmente (leggi della meccanica). ~enonchè, allorquando saranno superati i limiti di flessibilità ed elastir.it.à, l'osso si romperà verso il me.zzo, come porta la. teoria meccanir.a. della fl e~so-pressione (mecc.anismo del caso 40). ; Ma. se invece la. direzione d ella forza nel suo punto di appilicaziono sulla faccia inferiore del r adio, interseca l'aRSe longit,udinale dell'osso, formando un angolo sempre meno acuto, avvicinandosi cioè all' angolo retto, allora gli effetti si faranno sen tire sull'epifisi; in quella parte cioè che sporge a guisa di mensola e la frattura avverrà uei modi caratteristici, di questi, con asportazione di tutta o parte della sporgenza. Si avrà cioè la tipica fratt ura degli automobilisti, osservata nei primi tre casi. Infine accenno semplicemente ad una frattura che . appartiene alle articolazioni della. mano, osl:!ia a cl una frattura trapezo-metacarpica intraSul mecca.u lsm • d ollll fruU urll d e ,eU r•at .:no!:lllist-1. Soc. Lomha.nla Sei<:t.u e OIOU>(/ÌCh 1. Vol. Ul f n.«e. Il[ IIH4.
(l) LA VÈR)UCOCCA. -
Medie~
T&ATTAl\lENTO OELI.E FRATTURE ARTICOLARI
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capsulare (tipo Bennet) con lieve lussazione dorsale. Nella radiografia. si riscontra .frattura della yorzione volare dell'estremo prossimale del primo metacarpo e f1·attura pa.rcellare del trapezio nella faccia distale. Riduzione della luss;tzione ed apparecchio gessato per dieci giorni,
per altri quindici giorni massaggio e mohilizza.zione. Risultato ottimo. IV -
}'&A'f'I't:RE DELL'ARTICOLAZIONE COXO-FE,IORALE.
I casi osservati sono stati i tre seguenti : !. - Capitano RR. CC. B. G. le~ooe R1:1ma; ìl 23 dicembre 1925, nella caccia alla volpe, nel salto di una staccionata, cadde stù suolo,. travolto dal cavallo' che gli schiacciò il bacino.
R. N. 7. Capitano B. Futtura. verticale po;teriore della metà. de3tra del bacino e del cotile corrispondent'l con accavallamento dei frammenti e spostamento ad longitudine:n (dopo circa. 70 giorni dal trauma). Diagn.osi : Frattura. verticale posteriore della met.à destra del b'l.cino e del cotile corrispondente. Esiste accavallamento dei frammenti dell'osso iliaco e spostamen~o ad lonf1it11dinem (fra.mment.o laterale (esterno), spostato superiormente ed 1l irammento media.le (interno) infossato con un dislivello di circa due centimetri) .. La cavità cotiloidea si presenta. spezzata circa nel mezzo con spostamento dc1 frammenti nella medesima direzione dell'osso iliaco. Te.<~ta del femore integra.
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Trattamento: L'obbiett ivo terapeut ico in t a l caso era complesso, poichè b isognava corre!Zgere tanto l'accavallamento ch e lo s postamento longitudinale dei framment.i. Ho avuto un esito m olto soddisfacente con l'amaca di Rauchfuss D aiJa Vedova, che con pre:'s ione laterale ha ridotto sen~ibilmente l'accavallam ento dei frammenti e con la trazione a pe::~i con cerot.t.i lungo l'arto in adduzione che a giva sul frammento esterno, t.raendolo in basso, si è ottenuta la diminuzione dello spostamento l.o ngituòinale (V. R. N . 7). Certam ePte la riduz ione non è anatomica. ma suffidente per una buona funzionalità, tanto che dopo le cure successive fis io-terapi che (mas:>ag-gi, stufe, kinesiterapia) ed una c·uta prolungata tenno-minerale, ha pot.ut.o dopo circa otto m esi, riassumere regolare servizio e p erm et,tersi di riprendere l'equitazione con salt i acrobatici ( 1), come dimostra una fotografia che mi ha inviato ( l ). T ale caso importante dimost.ra ancora 1ma volta come la rein tegrazione anatomica n on sia sempre nect>ssaria per i1 buon l'ipristino funzionale. 2. - Frattura t ransce,rvicale del collo d el femore, verifìcato»i in un soldat.o di cavalleria per caduta da \lll carro battendo nel suolo. N ella terapia si è adottata la p osizione di Wi thman n in abdU1.ione e rotazione interna ad arto inferiore esteso, essendo risaput.o che con tale posizione i muscoli pelvitrocanterici si rila· sciano e cessano di attirare il moncone diafìsario in alto ed in r otazior.e esterna e che lo p soas, g li aduttori ed il manicotto capsulare si tendono e con la loro tensione contribuiscono a tenere ir>timarnente applicate le superfici di fratture d ei due framment.i. Dopo c irca cinque m esi di cura ospeda.liera, facendo negli ultimi due mesi cure fisioterapich e, fu inviato alla cura t ermo-minerale d ' Ischia. Risultato buono, con .f unzionalità quasi completa ; a ccoN·iamcnt.o di due c:n. e lieve ipotrofia.. 3. - Frattura trans e sottotrocanterica con accavallamento ad x <lei framm enti e con un terzo grosso frammento comprendente il piccolo trocantere. Fu o ttenuto un risultato molto soddisfacente con l 'apparecchio a trazione a pesi in posizione a camatica, in abduzione e fles.'lione del la coscia. in circa tre mesi. Anche in questo caso sono state lleces,:;arie succe,o;sivamente por fa.r scomparire gli esiti (dolorshilit.à. nel movimento òi flf'ssione dellR coscist a lquant.o limi ta-to. ipot rofìa, facile stan chezza) le cure fisioterapiche e tenno-minerali. , Ma i, negli a.nni decorsi. è stato nec(>S.«ario ricorrer e ad interventi per la cura delle fratturfl ò e l collo ùel femore . .Non >'i ~ono os.<servat~ p seudo-artrosi.
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FR.\ TT URE nEI. GIN OCC HIO.
A ) Frattlt·re dell'estremità injerio·rc llelfPni-Qre : Tali fratture Rono state sempre rare in tutt.i e sei gli anni. :Nell'anno che abb iamo preso in con..;;i. dent.zione ne sono stat-e osservate due, una hi condiloidea ed una parziale del condilo esterno. La. bicoudiloidea f- sta.ta o;;serva.ta nell'archivista del Ministero della gttena C. O. ; si trattuva. di una fra ttura. a T con frao1· menti in buona posizione. Fu applicato un apparecch io ge~sato in leggera flessione della g-amba p er circa i5 giorni, e poi fu iniziata la enr<t fisioterapica cbe ha proseguito in fan1ig-Ua, es~Jc ndo uscito dall'Ospedale dO!JO un mese di degenza. Bisulla t.o buono. Nella frattura parrellare dt'l cond ilo esterno, riportata da Wl carabiniere in seguito a contusione, fu subito evacuato l'em astro e fu iniziata la cnra fisiotE'rap ic:a, ottenendo guarigione <:omplet.a in tre mesi.
TRATTAMENTO DELLE FRATTUIIE ARTICOLARI
535
B) Frattut·e dell'estremità 81tperiore della tibia: Queste sono alquanto
più frequenti delle precedenti. Nell'anno ne furono osservate quattro e precisamente una frattura parziale della spiua de1la. tibia, una frattura parziale della tuberosità anteriore, una anche parziale della tuberosità -esterna ed una quarta int-eressante la t uberositi\. anteriore della tibia e porzione del condilo esterno. Sorvolo sui _primi tre casi che non richiesero apparecchio di sorta. Fu in tutti a tt·e eseguita la pa1·acentesi articolare in primo tempo, ~eguita da la vaggio endarticolare con soluzione fisiologica calda per sciogliere i coa~uli sanguigni ; vnotamento del liquido di lavaggio sostituito da aria filtrata. (pneumo-art-ro a scopo emostatico e diagnostico «metodo del R·eparto n) (l). Fu snbit o iniziata la cura fisioterapica, e si ottenne in due un ottimo esito in circa 50 giorni ; nel fratturato della spina della tibia che presentava condizioni g~nera li scadenti, fu necessaria integrare la cura con un soggiorno di cit·ca tre mesi nel Campo sanatoriale di Anzio. (Elioterapia e cure ricostit.uenti). Riferisco con qualche dettaglio il quarto caso che richiese interv('nto chirurgico. P. C. All. ufficiale, classe 1908 : il Jo marzo 1926, durante un percorso di guerra, nel !:'altare un muretto battò l'arto inferiore contro il medesimo, rimanendovi sospeso.
R. N . 8.
Frattura da strappamento della tuberosità an teriore o porzione del nondilo esterno della ti.bia.
Dia_gnosi : Frattura da strappamento della t.uberosità anteriore e porzione del condllo estemo della tibia con divaricazione a bascuglia. del frammento e sporgenza in t rarticolare (V. R. N. 8). In considerazione del dislivello che, a causa. del sollevamento del frammento. era venuto a formarsi nella piattaforma tibiale, dislivello ch e non era possibile (l) F'. CA<X'lA. -
Lo pneumo-:ru-tro
V alume per l e o1wr«nze rU ·p rof.
•erapeutlco neU'emartrosi ed ido-emnrtrosl del ginoochlo.
n·. B«slianeiH.
TR.~TTAMENTO
DELLE FRATTURE ARTI COLAR[
ridurre incruentemente, si decise l'intervento, essendo n oto che solo lo. reintegrasione anatomica perfetta, può restituire in tali fratture una hmzionalità. completa.
R. x 9.
Le. medesima d ella figura precedente dopo l'intervento.
lnteroento : Ra.chiana.stesia. stova.inica : l ncisione para.rot ulea. int.erna ad uncino (tipo La.ngenbeck), artotromia, inchiodamento del frammento (V. R. N. 9); apparecchio gessato, per dieci g iorni, indi massaggio e mobilizzazione graduale ;
R. N. IO. Operat:> di cerchiaggio della rotula.
negli ultimi dieci giorni stufe e diatermia. Esce dopo trenta giomi. inviato in licenza di convalescenza di giorni 60. Dopo tale epoca ha ripreso regolare servizio. . Rivisto dopo 4 mesi ho constatato una. funzionalità completa. Solo note.Sl una. lievissima ipotrofìa. del qua.dricipite che è causa di un po' di stanchezza nell'arto dopo sforzi; chiodo ben tollerato.
TRATTAMENTO DELLE FRATTURE ARTICOLARI
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c) FraUura deUa rotula : Nell'anno se ne sono osservati tre casi, uno è stato curato con massaggio e mobilizzazione, non essendovi diastasi dei frammenti. Negli altri due è stato praticato il cerchiaggio con filo metallico in uno e con seta nell'altro ; in ambedue fu integrato il cerohiaggio colla sutura periosteo-fìbrosa dei frammenti. la quale in alcuni casi degli avni precedenti da sola mi ha dat.o
R. N. 11.
La medesima della figura precedente c~m refrattura.
ottimi risultati. Ambedue i casi hanno avuto guarigione chirurgica asettica, ottenendo un ottimo esito funzionale in circa due mesi. Nell'operato però di cerchiaggio con filo metallico (V. R. K. I O), proprio nel giorno che doveva uscire dall'ospedale, in seguito a caduta nella scale, si verificò refrattura (V. R. N. Il ). Fu perciò riopera.to dall'ottimo mio assistente capitano medico Giacob be.
E' la prima volta, nei miei operati di cercbiaggio della rotola che ammontano a circa una trentina, che ho . osservato una refrattura. Ho. notato parecchie volte però la rottura del filo metallico senza alcuna conseguenza. Per tale incidente non ritengo che possa. dedursi che il cerchiaggio metallico dia. minore garanzia del cerclliaggio con seta o Katgut. Io ho rivisto operati di cerchiaggio metallico che rimontano Rino a 25 anni fa. e qualcuno, ufficiale di cava.Jleria, ba fatto parecchie cadute sensa. che la rotula suturata abbia risentito conseguenze di sorta. Non insisto ulteriormente su tali fratture, essendo ben conosciute ormai in tutti i dettagli. VI -
FRATTURE DEL COLLO DEL PIEDE.
Ne sono stati curati otto casi, però non vi sono comprese le fratture sopramalleolari, perchè non considerale articolari. Quattro di tali fratture appartengono al tipo Dupuytren, tre della varietà bassa. ed una alta. Le descrivo succintamente :
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TRATT.~)IENTO
OEl.LE t"RATTURE ARTlCOl, ARI
l. Solriato G. Gino, cla..'!-se 1905, del 3° raggruppamento trasporti, il 22 gennaio scivolò e cadde a. terra col piede .,;inistro ruota.to all'esterno. Diagnosi radiologica : frattura. malleolo peroniero alla base ; lacerazione del legamento mediate; frattura parccllare doll"astragalo in corrispondenza. dell'inserzione astra.galica. del legamento peroneo-a.straga.lico posteriore ; dia..<;~ta,':!i tibioperonea. Si tratta dunque di una fratt-ura di Dupu~'tren bassa., dove not.avasi ben evidente, per la notevole. diMta<>i a..':!tragalico-malleolare interna, la lacerazione del legamento laterale int-erno, equivalente della frat-tura del malleolo tibiale I frammenti erano in buona posizione. Trattamento : Per correggere la ditl.'>tMi tibio-peronea. e quella a..<>tragalomalleola..re interna fu applicato un apparecchio gessato modellato in adduzione fino al ginocchio per venti giorni. Fluono poi fatte cure fisioterapiche, cominciando la deambulazione dopo altri venti giorni. Uscì dall'ospedale dopo due mesi di cura in queste condizioni : ra.diologicamente le dia.stac:i erano completamente scomparse ; callo del malleolo esterno ben formato e regolare ; il piccolo frammento dell'a.st.raqalo ben conBolidato ; funzionalità buona, solo lieve claudicazione e dolorabili ~à. Tali fatti sono completament.e scomparsi dopo 40 giorni di licenza.
2. - Tenente G. G., Scuola centrale militare di educazione fisica; il 3 dicembre 1925, durante le esercitazioni di gin nastica, facendo una capovolta. sulle parallele, battè il piede destro s ul suolo, in modo che non sa. precisare. E. O. Piede destro abdotto, ruotato all'esterno ed in lieve posizione equina, più corto di due cm. di quello dell'altro lato, con aumento del diametro traversate tra i due ma.lleoli. Diaqn.osi clinico-radiologica : Frattura. di Dupuytren bassa: frattura della. punta. del malleolo interno, fratt.ura del malleolo esterno alla base, frattura marginale posteriore della tibia ; diastasi tibio-peronea. con frattura vert-icale del perone in ool'l'mpondeoza dell'inserzione peroniera del legamento tibio-peroniero ; sub-
l\l!ISaZione postero-esterna del piede. T1'attamento : Riduziove in narcosi con il controllo radiografico ; applica· zione di apparecchio gessato modellato fino al disopra del ginocchio in ipercorrezione (adduzione) ; ginocchio in lieve flessione per la detensione muscolare (tricipite surale). Dopo venti giorni si toglie l'apparecchio constatando la buona riduzione. Cure fisiche per un mese; invio in licenza per due mesi. Guarigione completa anatomica e funzionale. 3. - Sergente aviere S. L., classe 1901. Il 2 settembre 1925 durante un volo, essendo l'apparecchio precipitato in mare dall'altezza di 50. metri, riportò parecchie lesioni, nel piede destro percepì vivo ,lolore e senso di scroscio. Diagrwsi : Frattura Dupuytren alta : lacerazione del legamento med.iale ; frattura sopra ma.lleolare del perone, frattura marginale anteriore tibia (V. R. N. 12-13). Trattamento : Riduzione in narcosi, apparecchio gessato con piede m va· rismo, ripetuto dopo ott.o giorni, perchè diventato largo. Dopo venti giorni fu tolto l'apparecchio e furono iniziate le cure fisiote.r apiche che durarono 40 giorni. Licenza di convalescenza di giorni 60. Risultato ottimo.
4. - Granatiere B. O. · Frattura bimalleola.re (tipo Dupuytren bassa) ; pre· senta fratturo trasversale alla. ba..c.;e del malleolo tibia.le con frammento in buona pos izione e fratt.ura. a becco di clarino del ma.lleolo peroniero, con spostamento m odico doi fro.rnmonti. TrattamenJo : Riduzione senza. M estesia, apparecchio gessat.o circolare in va.rismo in primo tempo ; fi..<~iotera.pia in secondo tempo. Convalescenza di giorni 40. Risultato ottimo.
TRATTAME~TO
DELLE FRATTURE ARTICOLARI
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Gli a ltri quattro ea.si vresentavano fratt ure malleolari di un solo malleolo (d ne de l ma Il eolo interno e due dell'esterno), t.re accompagnati da lesione dell'a stragalo. Dei 4, tLDO presentava frattura pa.rcellare recente del mallcolo interno e dell'astragalo per grave distor;;ione; guarì completawente <:on cure tisiot.era.piche, subit o iniziate, in un mese. ~egli alt.ri sa trattaYa di esit.i, dei quali dne di una certa. entità., curati incn1enteruen1te <'vn soddi.·fa.cente risultato. }feritano uno speciale rilievo :
R, N. 12. Frattura Dupuytren alta, lacerazione legamento mediale, frattura alta del perone, frattura marginale anteriore tibia.
l. - Tenente R. E., della divisione autonoma RR. GC. Cirenaica; nel 19 gennaio 1926, in seguito ad un incident-e automobilistico riportò trauma del collo del piede sinistro. Fu curato all'ospedale coloniale di Bengasi per due mesi e poscia inviato a quello di Napoli, da dove fu dimesso con licenza di convalescenza di 60 giorni. Però egli, avvertendo dolenzia continua, specialmente in corrispondenza della regione malleolare esterna, difficoltà nella deambulazione che st compiva con l'ausilio del bastone ed impossibilità di mantenere anche per breve tempo la stazione eretta senza appoggio, si fece visitare da un distinto ortopedico che consigliò il ricovero in luogo di cura. Ricoverò perciò nell'ospedale militare di Roma, dopo circa 15 giorni dallo inizio della licenza e dopo tre mesi dal subìto trauma.
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TRATTAMENTO nET.LE FRATTURE ARTICOLARI
E. O. In corrispondenza della regione anteriore del collo del piede sinistro Ili nota cicatrice irregolare, della grandezza di uno scudo, ben consolidata, sposta-
bile, indolente, consecutiva al trauma x·iferito. n dorso ed il collo del piede sono alquanto tumefatti. Il piede ò ruotato all'interno (variamo piuttosto marcato). Nella stazione eretta poggia al suolo il
R. N. 13.
La s tes>a della precedente, dove si rileva la frattura marginale anteriore della tibia.
tallone ed il lato esterno del piede. I movimenti dell'articolazione tibio-tarsica sono tutti possibili, ma. sensibilmente limitati e dolorosi . Modica ipotrofia delle masse muscolari della gamba e della coscia corrispon· denti. Esame radiografico (nelle due proiezioni) : Esito di frattura della pw1t.a del malleolo interno consolidata in buona posizione, ingrossamento e proliferazione del corpo dell'astragalo, probabile esito di frattura parziale, e sublussazione a.stragalo-scafoidee.. Dinanzi a questa sindrone complessa di esiti di frattura., artrite deformante e sublussazione astragalo-scafoidea, fu subito iniziato una cura ortopedica fisioterapica, consistente in kinesit.erapia, massaggi, stufe, ed in circa due mesi si ottenne un miglioramento veramente sensibile tanto che poteva deambulare senza claudicazione. Esisteva però ancora dolorabilità. negli sforzi e lieve limitazione della flessione dorsale e dell'adduzione, fatti che con una cura doppia di fanghi quasi scomparvero, permettendogli di riprendere regolare servizio. 2. - Tenente Genova Cavalleria M. Z. G.; nel 16 febbraio 1924, trovandosi alla Scuola di equitazione di Tor di Quinto, cadde al salto di Wl8 staccionata,
541 rimanendo travolto sotto il cavallo. Riportò grave contusione toracica e lesione al collo del p iede sinistso. Fu perciò ricoveranto al mio Reparto, nell'ospedale militàre del Celio. Per le gravi conclizioni toracicbe (emotoraee abbondante) fu trascurata alquanto la lesione al piede tanto più che una radiografia aveva solo constatato una frattura del malleolo peroniero in buona posizione. r Fu perciò applicato un apparecchio gessato. Dopo un me..~ uscl dall'ospe· dale per recarsi in famiglia, rimandando ad altra epoca la radiografia di dettaglio del collo del piede, già proposta per la dolorabilità e tumefazione esistente in tale regione. , Eseguita successivamente fu riscontrato, oltre la frattura consolidata del malleolo, frattura del collo dell'astragalo con accorciamento e deformazione del medesimo, contorno della porzione posteriore inferiore del corpo dell'astragalo sfrangiato con piccole e numerose proliferazi.oni (da probabili fratture parcel!ari), sublussazione astragalo-scafoidea, frattura parcellare dello scafoide (margine superiore anteriore) (V. R. N. 14}.
R. N. H. ,... Frattura del collo dell'astragalo, frattura parcellare del corpo con proliferazioni ossee: sublussazione astragalo-scafo idea; frattura parcellara dello scafoid.e.
r Per tali gravi comples.'le lesioni un illustre ortopedico gli consigliò UD intervento chirurgico che il T enente però ha rifiutato, preferendo le cure incrue n te. Infatti, con cure assidue ortopediche (scarpa ortopedica per piede piatto varo) che ha portato un anno, kinesiterapia, massaggi, stufe e cure termominerali. dopo circa due anni alla fine del 1925 ha ripreso regolarmente il suo servizio, facendo campi e manovre. Rivisto da. me in questi giorni ho potuto constatare un miglioramento insperato ; il collo dell'astragalo è ben consolidato e i contorni dell'osso prima sfrangiati, tornati quasi normali con qualche rara proliferazione, sublussazione astra.galo-scafoidea scomparsa (V. l~. 15). All'esame del piede notas i; lievissimo valgismo, cavo del piede un po' meno accentuato del lato sano, movimenti di flessione, estensione ed adduzione buoni, limitati quelli di abduzione e rotazione esterna. La deambulazione è ottima; solo avverte che dopo essere stato parecchio tempo a sedere,'alle volte, nel riprendere il cammino, avverte dolori nei movimenti del piede, che scompaiono dopo la deambulazione (artrite deformante). Nelle variazioni atmosfer:cbe e nelle giornate freddo-umide, risente dolorabilità..
6. -
Gil>rn(l/t di m edicina militare- FMC. '"Il- l.X.
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TRATTAlllENTO DELLE FRATTURE ARTICOLARI
Per tali esiti (artrite deformante lieve) proseguirà le cure termominerali, dalle quali, egli afferma di aver ritratto i maggiori vantaggi. Per il lieve valgismo • a ppiattimento del piede ho consigliato ginnastica e soletta ad hoc.
R. N. 15. La sieeea della precedente dopo d ue anni. Contorni dell'astragalo regolarizzati; scomparsa della sublussazione astragaloscafoidea.
I due casi descritti sono molto interessanti per il buon esito ottenut<> con la cura incruenta tanto per l'artrite deformante, quanto principalmente per la. riduzione graduale e completa , dimostrabile radiograficamente, della sublussazione astragalo-scafoidea. Quello che si può affermar~ con certezza è il fatto che un intervento cruento non avrebbe accelerato di più la guarigione e non avrebbe permesso di ottenere un ·risultato migliore. E questa. constatazione ba grande interesse pratico per la condotta da. osservare in tali gravi e complesse lesioni. Ed a. tal proposito è interessante seguire ancora il caso del tenente M. per constatare se con il tempo e le cure opportune, finiranno per scomparire, come è razionale attendersi, fino a guarigione completa. i lievi fatti residuali dell'artrite deformante.
***
E sposta. cosi sommariamente la casistica. di un anno delle fratture articolari osservate nel Reparto traumatologico dell'ospedale militare di Roma ed i risultati ottenuti, io non bo avuto la. pretesa di dir cose nuove, ma solo ho inteso di voler esporre i metodi curativi eseguiti nelle diverse regioni, derivanti da. lunga pratica, in un Reparto traumatologico importante per numero di ricovera,ti f! varietà di lesioni. È doveroso però osservare che i fratturati negli ospedali militari presentano condizioni speciali (giovani e selezionati) e quindi non è possibile generalizzare ciò che in essi si osserva. Ed io mi guarderei bene da una. pretesa del genere, solo mi permetto di consiglia.re nei giovani i sistemi curativi adott ati e specialmente quindi mi rivolgo ai colleghi degli Ospedali militari.
TRATT.~~NTO
543
DELLE FRATTURE ARTICOLARI
Quello che posso assicurare e provare con dati di fatto (radiògraflci e con la dimostrazione dei soggetti) che tutti i fratturati articolari riferiti, in tempo più o meno breve sono stati restituiti al servizio. Infatti gli esiti nelle fratture a.rticolari senza. sposta.men:to sono stati ottimi con guarigione rapida., Dopo pochi giorni di licenza di convalescenza. (15-20) i militari riprendevano regolare servizio. Negli altri casi invece sono state necessarie cure sussidiarie (massotempia, stufe, diatermia, kinesiterapia., fanghi). . Alcuni sono stati lontani dal ser vizio per pa.recclù mesi e qualcuno anche per uno o due anni. · · Nessun esito ha richiesto intervento chirurgico. Certo, lo ripeto, tali esiti cosi favorevoli sono in gran parte dov11ti a due grandi coefficienti abituali nel nostro ambiente militare, gioventù e robustezza. Q UADRO RIASSUNTIVO DELLE FRATrURE ARTICOLARI ' CURATE IN uN AN NO.
Numero complessivo delle fratture articolari ........ .' .. Fratture dell'omero .... . . . . . .. . ..... . ............ . Id. del gomito ......... . . .. .... . .. . .. . .. .... . ·Id. del polso ... ....... . .. . . .. .. .. ..... . . .. . . . Id. articolazioni coxo femorali ..... . . .. ....... . . (estremità inferiore del femore.... . 1. Id. . d e11a t'b' gmocc N 9uo es tr · em1't"'*"' supenore 1 1a . ... . · rotula . ..... .... ... ... .. . .. . . ·.. . I d. del collo del piede ..... ·........... . .. .. ... .
l
55 5 7
23 3
~!
8
8,9% 12,7% 41 ,8 °/() 5,4% 16,5%
1415
CONCLUSIONI.
l 0 La maggioranza delle fratture articolari nei giovani sono suscettibili di completa guarigione funziona le con metodi incruenti. 2° Tale risultato quasi sempre è subordinato all'accurato controllo
radiografi co (radiobiopsia). 3° Il trattamen to cruento va riservato solo nei casi di sensibile spostamen t o dei frammenti irreducibile, e non in tutt.e le articolazioni, • nè in tutti i segmenti ossei delle medesime. ~o Tutte le fratture, e specialmente quelle artico\ari, rich iedono una pratica specializzata. 5o La reintegrazione anatomica in alcune articolazioni (spalla,, P?lso, anca, piccole articolazioni del piede) non è dimostrata indispensabile per un buon ripristino ftmzionale, mentre è condizione sine qua non per a ltr-e (ginocchio, mortaio tibio-peroneo). . 6° l .Ja cura tenno-minerale negli· esiti abituali delle fratture articolar i costituisce una delle più vantaggiose risorse terapeutiche per integrare le cm·e fisinhe A kinARit.erapiche. Le cure fisiche nei giovani, e specialmente in alcune ar ticolazioni (goiDito), vanno usate con molta prudenza, per la facile iperproduzione ossea con conseguenti artriti deformanti traumatiche.
:o
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ISTITUTO D'lGIB~E DELLA R. UNIVERSITA DI TORINO Diret tore prof. A. M:AOGlORA.
RICERCHE SULLA RESISTENZA DEI BACILLI TUBERCOLARI DEGLI SPUTI ALLA LUCE SOLARE NELLA CITTA DI TORINO per il dott. Ugo Reltanl, capitano medico, a ssistente militare.
Gli studi sulla resistenza dei bacilli tubercolari agli agenti esterni, specie a.ll 'az.i one dei raggi solari, inve~tendo uno dei piti importanti problemi di epidemiologia, quale è quello della diffuRione della tubercolosi n ell'ambiente esterno, ha.nuo stimolato da oltre un tren tennio l'attiVità dogli sperimentatorL Cornet (l) ave>a già. dimostrato la posllibilità di infezione tubercolare per inalazione di polveri bacillifere ; ma il Fliigge (2), con le sue classiche ricerche, mise in evidenza il fatto che la fonte prinripale. se non unica, di contagio è rappresent-ata dall'individuo ammalato e da,lle goccioline elle questo emetto l.:On la. tosse, lo starnuto, ecc. Tutta.via. il problema non si può considerare definitamente risolto, come a ragione osserva W . Stranss (3) in un suo recente lavoro ; in quanto che, se le goccioline rappresentano il maggiore p ericolo di contagio, le infezioni da inalazione :)Ono d el pari un pericolo, r;pccialmente per i bambini, e recent.i ric·ercbc di B. La.nge (4) confermano la possibilità, di infezione tubercolare da. inalazione di polveri, pur sapenilosi che in pratica tale p(wicolo è diminuito da.Jl 'influeuza delle correnti d'aria, dall'attenuazione di virulenz:·~ dei bacilli, ecc. ~el I V Con~r<'f;SO dell'Associazione Italia.na. p er l'Igiene (1926) .A. C01·siui (5 ), in una Tcla.ziune di gmnde interesse sull'igiene stradale e tubercolosi, mise in evidenza il grave pericolo rappresentato dalla. polvere per la difinsione della tuberc-olosi. Ritorna quindi di attualità il problNll:\ • di sta,bilire quale azione abbia la luce solare s ulla. resistenza dei bacilli t.uhercolari cont!'nnti ne~li sputi. T ale azione ·è pronta e sicnramoute battericida' È costante o incerta! È UF(ua.le in tutte le stagioni dell'anno e in tutti i climi, Vl'tle a dire è in dipendenza eli con(lir.ioni metereolo~iche e di speciali localitiiiY Quale intiuenza h:~ il ruczzu in cui sono cont.enllti i bacilli tubercolari e l'oggetto o il luogo sul quale sub i~co no l'azione dei raggi solari ? ERiste una differenza eli l'esistenza. c cl i virn lenzn. tra. ·ceppi vari rli bacilli ugu3.hnente espo~ti alla. luce dirett:l ~ E infine f!o no soltanto ì ra~gi ul tra violetti qnelli forni ti di Jlotcre bat.terieida. ~ Tntti que:;li que.->iLi sono Kt.ati a.fironta.ti ampiamente o in modo frammlmtario da nn<t lung:'L :;Nie di sturliosi, con risulta ti dei più disparati, in dipend l'nza corta.mt'n te delle div(lrse modalità di tecnica., di tempo e di luogo, siee.hè a.neur<~> non si pnò trarre un giudizio attendibile, sicuro snJ-
BKE!ICRE S'Vl;LA :Rl;:SISTENZA DEl BACILI.I TUBERCOLARI
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l'efficacia della luce solare direttn. e sul tempo necessario perchè questa esplichi la sua a~ione battericida !:lui bacilli tubercolari. Per R. Koch (6) i bacilli della tubercolosi, espo~Sti alla luce in diversi strati, erano uccisi sicuramente ent.ro }JOchi minuti, o al più tardi entro qualche ora. Secondo il Feltz (7) gli ste8si germi contenuti ne.gli sputi mi~li a sabbia, non venh·auo uccisi che dopo 40 ore di esposizione, e secondo 8awitsky (8) sputi tubercolari e~posti su tela erano innocui soltanto in capo a. dne mesi e mezzo. Il Pansini (9) osservò cbe le forme veget.ative di bacilli patogeni erano uccise in l b -.1 h % dalla luce solare: in tre ore ~pesso venivano rese innocue. le spore del carbonchio. A tal proposito il C1·oner (10) pone in evidenza il fatto cbe le suddette osservazioni erano eseguite sotto il sole di Napoli, di azione ba.tterici'da più energica cb~ non quello dei climi nordici. Secondo D. Ottolengbi (11) sputi tuoorcolari perdevano ogni virulenza se esposti ai raggi solari pe.r 40 ore su lana, per ~4-30 ore ~SU· tela, }J<'l' 9 ore su carta. Il Jousset (12) affermò che basta:vano 4 ore di esposizion~ al sole perehò i bacilli di Kocb contenuti negli sputi venissero uceisi. H. Bncbner (13) ampliò le ricerche del Pansini e confermò (•he solo i raggi verdi, azzurri e in parte i violetti avevano azione battericida, quelli rossi, arancio o giallo riuscivano inefficaci. E. :Esma.rcb (H), con giudizio n.ssai equilibrato, crede d.Le i raggi solari non possono rappresentare un utile e pratieo mezzo di disinfezione, per l'insufficienza della loro azione. H. Thiele e K. W oli (15) a. eoncln. iotJe delle loro ricerche, asseriscono ebe i ra.ggi a onda cort;a, ultra violetti, determinano la morte dei batteri nel più breve temi>O, fatto già affermat" da l Dieudonn~ (16), senza notare differenza tra germi e germi. La morte provocata delh1. luce ultra. violettn., sarebbe indipendente dalla presenxa di ossigeno. Raggi a onda lnnga, cioè raggi non as~orbiti dal vetro, non influirebbero molto s1ù germi, alla temperatura delle stanze a bit ate. Ad alta te m· peratura i batteri sarebbero uccisi anche dai raggi a onda lunga, quantunque non così rapidamente come coi raggi a onda torta. W. Kruse (li} dà grande importanza all'azione battericida dei r aggi sola.r i; secondo lui, n. temperatma }Jiù alta corrisponde una piì1 intensa azione germicida. Secondo il Migneco (18) spnti strisciati su tela e su lana venivano sterilizzati dai raggi solari in 24-30 ore. Abba o Borelli (19), ello fecero dell~ ricer che analoghe in quest.a città ('l'orino), attribuirono grande influenza germicida ai ra.ggi Rolari : questi autori e~ponevauo sul davanzale di fìn est,Te a levante e a ponente sputi tubercolari su lastre di vetro, su assicelle di larice, su pannolini e su mattoni comuni e li lasc·iavano aucbe al vento ed alla. pioggia, allo scopo di porsi nelle condizioni più vicine al natura.le. Secondo loro degli sputi esposti per poche ore al giorno frazionate in pochissimi giorni, si dimostravano col:!tantemente innocui, allu prova biologicn. su cavie. Seçondo Weinzierl (20) bastavano 10 minuti di esposizione al gole percbè i bacilli tubercolari •contenut-i negli spnt,i restassero ucci ~ i. Mitchell e Orough (21) studiarono a Denver (ùmerica) la differente azione che banno i raggi solari in pia.nura, ed in altitudini di met.ri 1356 sui ha-
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RICERCHE SUI,TA RESISTENZA. DEI BACILLI TUBERCOLARI
cilli tubercolari degli sputi. Angelika Treschinskaja ampliò ed arricchì le ricerche dei due autori suddetti e dimostrò la importanza che ha l 'altitudine nell'azione battericida. .dei raggi solari, la differenza della luce solare a grandi altezze ed allivello del mare, ove i raggi a corta l unghezza d 'onda vengono maggiormente assorbiti dall'a.tmosfera (rimarrebbe soltanto il 39 % dei raggi ultra violetti) e quindi r isultano meno energici nel potere germicida. La T1·eschiuskaja procurò di elimina.re l'azione del caldo, dell'essiccamento e del vento per controllare soltanto il potere d ella pw·a luce solare sui bacilli di Koch : osservò che nei mesi estivi la luce di retta a 1560 di altitudine, uccideva i hacilli t.ubercol!tri delle ctùture emulsionato ·in peptone ed esposti su vetro in tre ore - a 903 metri di altezza in 4 ore - al livello del mare in 5 ore. Secondo l' .i. la potenza battericida clelia luèe solare è ma.ggiore d 'inverno che di estate : il calore non arflnit·ebbe sull'ucci~ione dci bacilli di Koch. È oppor ~uuo infine far cenno di ricerche recenti sull'argomento di M. Oald.well (23) e di M. Friedland (U). Il primo Ila osservato elle sputi tubercolari, me.>colalii a sabbia cd espo<;ti alla luce solare, potevano ancora essere virul<mti dopo 72 ore. Il ~ecoudo a.!Ierma. c!le tntti i l'aggi solari possr·ggono azione battericida.; speri mentando con colture di bacilli di Koch in brodo gliceriuato, entto capsule di P etri, ha con~tatato elle in un'ora- un'ora. e mezza di esposizione, anche senza l'intervento dei raggi ultra. violetti , i baci lli erano uccisi. Singole parti dello spe~tro, con es posiziono di 40 minuti, si dimostra,vano battericidi, maggiormente i raggi ve rdi e ultm violetti, piit deboli i ro8si ed i violetti. Probabilmente ciò avverrebbe pNcl.tè i raggi moditìcano il mezzo eulturale. · Questa di;;pari!;à di parere, la credenza, tuttora assai diffusa, che In lu ce solare r~1pp t·esent i un sicuro e rapido mezzo di morte pei bacilli tuber<:oln.ri di ffusi nell':trobieutc esterno, l'intensA. pro}>agandft che, ilJl(>cie jn quo~ti ultimi tempi, ~;i va. ffl.ccndo p er oornba.ttcre tutto ciò elle pos::<\ rappr('o;;entare un pericolo di contag-io di ques t~1 grave ma.latt.ia sociale, m 'ltnnno indotto, a.utorovolmcnta cvw;igliato dal mio i\Iae;;tro prof. 1\faggiora., a t'a.re una serie di ricerche per stabilire possibilmente quale azimte a,bbia la, lnce sola.re diretta., nella cit.tà, di Torino, Stli bacilli di Koch, <:outenuti negli spuLi, q ualo tlillf'rt>nr.a di effimLcia si nvti nei vari mesi dell'anno, in sostanza quale valore pos..;a da-rsi, in un clima cume il nostro, :ti ra~g-i ~o lari « iu tolio n eome mcnzu di disinfezione antituborcolat·o nell'amiJiente esterno. Le mie ricerche son durate circa. un anno, avendole iniziate il 1 0 marzo 1 92G e porta.te a compimento nel marzo c. a .; ma l'a.zione della luce sobtrc <• stata. sag-gi~tta nei primi otto mesi, e,;sendosi comprese le quattro sta~ioni dell'anno con tutte le varia,zionì climatologiclle. Nei restanti mesi ho ri c!'L'cato qua.tc efTel t o ;n·esse prodotto sulla cavie sopravvissute l'inoCllla;done dr~li ~puL i tuhereobri. Il procedimen to da me Stlgu ito fu il seguente: E ;; ponevo sul Ù;L\'tmznle di quelle finestre del laboral-orio che guardano a levante cd a pont' nte, s pnti tubercolari, ricchissimi di bacilli raccolti m·lla. mattirla all'Ospedale S. Luigi, entro cn,psule di Petri, e li la.llCiU.\'0 fino a tanto <:he i raj!g-i sola.ri .ccslla.Siiero di colpirli direttamente.
'l
IUC:ERCl:IE SULLA RESISTENZA DEI BACILLI TUBERCOLARI
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Nei giorni 'seguenti lasciavo ancora che continuasse l'azione della luce solaro per nn numero str\bilito di ore, 10 - 2 4 - 48 - 70~oro. Durante il periodo di terupo in l:ui gli sputi non erano esposti al sole, ritiravo le capsule, e le chiudevo con cuperchio di vetro, per evitare che improvvisi acquazzoni o turbini di vento o comunque inclemenze atmosferiche dil!tnrbassero il corso dello esperienze. Lo spessore degli sputi è stato di norma 2-3 millimetri. Dopo che lo sput o, già. essiccato, era rimasto al sole quel numero stabilito di ore, lo raschiavo accuratament-e dal vetro, lo tritw·avo in un morta.io di porcellana sterilizzato, e lo addizionavo di un v olume doppio di soluzione fis iologica. sterile. Lo sputo così preparato inoculavo in proporzione di 2 CC. sempre per via endo-peritoniale a cavie adulte, il cui peso variava dai 'J,OO ai 460 grammi. Ilo prescelto cavie adulte e robu~te, a differenza di quanto comunemente si pratica, perrhè danno maggior garanzia di resistenza alle infezioni intercorren ti. E infatti delle 9G cavie inoculate nel corso delle mie ricerche soltanto tre morù'ono di infezione intercorrente, e nei primissimi giorni dell'infezione (c vennero sostituite con a.ltrcttanto). Le cavie poi erano tenute in osservazione lunghissimo tempo, sa.pendo per esperienza che i primi segni dell'infezione tubercolare possono manifestarsi anche dopo 4-5 mesi ; sacrificandole prima, a.d esempio solo dopo un mese o due, si c.on·e il rischio di dichiarare non infetta una cavia, che, per contrario, tenuta in vita. altro tempo potrebbe presentare segui di tubercolosi pur conservandosi apparentemente in ot time condizioni generali : ciò che può produrre un grave errore nel giudizio sul risultato delle esperienze. H o inocula.to 12 cavie per mese, cioè 3 cavie con i diversi espettorati che erano stati esposti ai r aggi solari diretti per 10-24-48-70 ore. Nel mese di luglio bo inocuhtto 2 d ello 12 cavie con sputo tubercolare misto a sabbia ed esposto alla lnce solare per 70 ore, nel mese di agosto l. Degli animali inoculati, a presr.indere dei tre morti per infezione intereorrente, 9 soccombettero in seguito ad infezione tubercolare generalizzata, gli aH.ri fu rono sacrificati dopo un periodo di tempo d a.i 5 agli 8 mef>i dopo l'inocula.zione. E.saminavo sempre accuratamente le cavie morte od uccise sia macroscopicamente sia mediante numerose indagini microscopiche. D agli specchi seguenti risulta l'esito delle ricerche: T/esposizione degli sputi alla luce solare fu fatta in marzo d a.l giorno l al 6 e dal giorno 11 al 15) in aprile (dal 9 al 12 e dal 14 al 26) in maggio (dal 24 al 31) in giugno dal 15 al 18 e dal 20 al 25) in luglio (dal l al 6 e dall'8 all'H) in agosto (dal 23 a.l 31) in stttembre (dal 6 al 13) in ott-obre (dn.l 23 al 31).
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RICERCHE S ULLA ltESJSTENZA DE l BACU.LI ;I'UBERCOLARI TAB E LLA l.
Mese e giornJ d1 fnoculnziono
MArzo 3- 11 - 14 - 16
C:•wfe
Cavie ruorLe d'lnrezioue tubcrt:olnre
r tc ld· 111o luC.,.zlou e
N . 6 v cn •1t :l tL m o rt e dopo 82 - 122 124 gior ni clull' inocula7.iouo (s;.llto CSJIO.>to ! •Cl' Ili 2-!-48 ore)
-
1\umero delle cavie
lut~r· C• l'l'('nte
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12
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RICEBOllE SULLA RESISTENZA. DEI BACILLI TUBERCOLARI
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Tempo deco1"8o e<l epoca dcll'!noculnzlonc e materiale Infettivo adoperato
Esito dell'autopsia
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l 6 Dopo 150-158-161- 165 ~!iomi dall'ino- Riscon tmtc infet-te di tubercolosi. (1J hia.ndolo caseose addominali). culazione avYcnuta. nel marzo con sputi esposti a ll'azione della luc~ f<O)are per 10- 24- 48 ore
9 Dopo 148-152- 156- 159 giorni d all'ino- Inietta da. tubor!1olosi, pur non notandosi in 7 di esse dimMricula.ziono avvenuta nell'ap r ile con per 10-24-48 sputi es:>osti al sole mento. (Ghia.ndolo nddomiua.li tu70 ore borcolari- tuiJereoli 11011a milza).
--
12 Dopo 170-172-l74-176 ll.iorni dall'ino- Infette da tub<•rc·oloRi (noduli tuculazione avvenuta nel mll.l!p:io con bercolari) diffusi ne llo. milza , so11i fì:;t.o losi a l punto di inoculazione. S:JUti che avo vano subito il u oto t ratta.m(ln to
--
12 Dopo 165-l70-173-176:ziomi d1tll'inooula.zione avvenuta nel gi u_gno 0011 ~puti che avevano subito il nvto t ra.tt.amento
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Dopo 155-158-162-165 giorni dnUa l N . l O ri&·ontrate infett~, comprese iuoculazione avvenuta nel luf.' lio le due che avevano subito J'inooucon sputi che avevano subit-o il !azione d~· llo sputo •••i-;toasal>bia, ed esposto pe r 70 ore alla luce trattamento abituale. (2 cavio ino· solare. i\. 2 riscontrate immuni culate con sputo misto a sabl·ia ed (inoculato con ~>p uto esposto alla es;1ç>st.e a lla luco por 70 oro) luce solaro per 70 ore).
.... -> 12 Do:Jo 168-170-172-174 ~riorni dali» N. 9 riscontrato infetto, com :,rese <
inooulazione a vvenuta in agosto con sputi che a.vova no su bito il trattamento abituai<'. (2 cavie inoculate con !'put,o misto a sabbia ed e sposto a llu. luce diretta per 70 o re)
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quelle che 11\' 0 Vil.llO SUIJito l'inO· culazione d~·l lo sputo m isto a sauhia od esposto por 70 oro ~1lla luce solare. N. 3 riRcontmte im mw1i, di cui 2 m·en111o subito iuoculazioue con sputi esposti alla. luce solare p~r i O Or(', ed una con RjlUt i es;Josti per 18 ore.
D opo 150-152-155-158 g iorni da.ll'i no- N. Il riSC'ontrato infette· (ghiandole culaziono a vvenuta ·in set tembre tubercolari, soni fisto losi. N. l con sputi che avevano subito il esposto per 70 ore sputo immu.n e), solito trattamento Dopo 130-133-135- 155-157 g iorni d a l· N . 9 riscontrate infette. N. 3 im· l'inoculazione avvenuta in ottobre m uni, di cui 2 a,·eyano subito c o n s:m ti che nvevano s ubito i l inocultw.ione con sputo espos to solito trattamento alla. luce solare per 70 ore, una es:1ost.a per 48 ore.
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RICE RCH E SO l.LA RESI 3TENZA DEI B ACILLI TOBE&COLARI TAB ELLA liL
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RICERCHE SULLA RESI<!TJ~~ZA
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Delle 87 cavie sacrificat,e dunque 75 furono riscontrate infette di tubercolosi, la quale aveva assunto un carattere così torpido e lento da l)Crm ettere ancora agli animali, non soltanto la vita, ma spesso un ottimo stato di nutrizione e di vivacità, put· dovendosi supporre che a lungo andare sarebbe SOJ>ravvenuta la morte. Questo fatto si potrebbe spiègare coll:l. robust-ezza degli animali inoenln.ti e l'ottima nu trizi·o ne e h~ ricevevano, e con un eventuale aUenuazioue di virulenza dei bacilli tubercolari, in scguit;o all'azione dei raggi solari. D;tlla. tabella seconda risulta che 10-21 ore di c8po>;izione ai rag~i solari " in toto ,, sono insuffi,:ienti, a Torino, e nelle varie stagioni, ad uccidere i baeilli di Koch negli sputi in istrati di ::!-3 millimetri. Dopo 70 ore l'effic;H:ia della luce solare è tuttavia incerta; sputi rncscoh~ti con sabbia ed e;; posti per 70 .ore non erano re ·i sterili nelle 3 e..;pc ri<~nzc csoguite. Neanche sull'effica,cia. del calore si possono trarre dei dati sicuri sull'uccisione o snll'alteuuazione dei bacilli) poìch<\ se nei mesi di luglio e agosto si suno ottenuti migliori risultati, che nei me;;i fli marzo, aprile, maggio e giugno, <la altro canto nel mese di ottobre ho conxtatn.to vress'a po<'o i medesimi risultati cbe in a.gosto. J/espo:;izioue dE'gli sputi era fatta, como ·apparo dalla. tabella 3a in giornate ùen I)Olcggiatt> e poco umjde, IJUindi nelle mi~liori condizioni perch ~ la luce dit·cLt~t esplicasse la sua azione batteri<:itla. Le ('Ondnsioui che si possono t.rarre dalle mie ricerche sono : l 0 Nella città. ùi Torino, a clima di collina, prc,-alentcmcnte asciutl.o {!O n venti dominauLi nord-nord est cd est-sud est, l 'a,zione dei raggi solari diretti sui bacilli t,nbercolari contenuti negli sputi si È' dimostrata poco efficace ed incostante. 2° Ore 70 di espr>sizionc ai raggi sohtri ((in toto ,, non sono sempre sufficienti, anche nei mesi più caldi, per sterilizzare sputi tubcrcvlari in ist;rati di millimet,l'i 2-3 dl}posti su capsule di vcLro. 3° ~on risulta provato che nei mesi caldi l'a1.ione dei raggi solari !lia pii1 effirace che nei mesi di trantlizione di st~tgione. 4° Si conferma il parere, espresso da a.ILri autori, che gli sputi tubercola.ri essicca.t.i possono csscro pericolo di contagio della maln.ttia, rappresentand o un veicolo di infezione, di cni a scopi ig\Pnici e sociali si deve tener ('Onto. Esprimo i ::;ensi della mia gratitudine al prof. A. Maggiora, per la larga ospitalità accordata.mi in questo I stituto e por i consigli e i mezzi forniti nel corso delle mie ricerche. BIBLIOGRAFIA. Zeil$clvrft f. llyg. B. 5. FLUG~.<E (). - Orund is:; der Hyl(ione. ~Leipzig l !)()8. Zet.1chrjt f. Hyg 60·3. STIMUSS \\-. - Ùber dio Bodeutung der Tropfç:hen uud Staubinfektiot1. bei der Tuberkulose. Z cit.9chr. f. Hyg, J 925.105. LA......,OE B. \Vèit.ere Unber:-<u<'ltunp:on iiber die Bcdoutttng d er Staubiniektion bei der Tuberkuloso. Zeil$ch1·f. f. Kyg. B. 106. · · CORSINI A. R elazione s ull'igiene stradale e tubercolosi. Atti del IV Ooll{Jre.sso deU' Associaz1:one Italian<~ ?Jc-r l'igiene, 1926. · COR~ET. -
552
SULI."J;'r l OPAT OOENESI DELL'OFTALMIA • SBU'.ATlC.A
Koca: R. -
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~Ull' fii~~~~~fifH[~f O[ll' ~fiAlMIA ~IM~AII[A Nota critica del prof. Glauco Casagrandl, ten ente colonnello meùico, hbero docente di clinica oculistica..
Se consull iamo un tratbto qualsiasi di oftalmologia, al capitolo dell'oftalmite ~; impalir·a. troveremo eht~ questa 1nalattia., nota per i suoi tristi effetti anche ai profn,ni, è ùelìnit a., su per giù, in questa guisa : (( MalatLia gravi~;si rua, eh(• l'i manif<'sta. gc·neralmente sot.to forma d 'irido-cidite, in un occhio sano (;;impatizzato), a cau. a di lesioni esogene o endogene esisLcnti nell'altro ocd1.io (i'imp~ttizzanl(>)n . Ma quando poi si tratta di precisa.ro qna,Jo sia la c·ausa che fa amm<1lare il simpatizzato, e per quali -vie PSSO a,nunali, entriamo in llU g:inepraio d'ipotesi e di teorie, talor~b contradditorie tra. loro e unilaterali, in qua.uto ciascuna teoria. prende in COIL~ide razionc o Ja, sola etiologia senza prooccupar~;i della patogenesi, o solta,nt() rttwsta sc.nza, tcuf'ro conto di quella.
SULL'ETIOPATOGENESI D•ELT;OFTALMIA SlliiPA.TWA
553
~on riporterò qtù le molteplici teorie in discorso, per<•hi·, solo ad enuneiarle, andrei troppo per le lunghe. Da vari autori, in questi ultimi tempi, .è stato affern~a.to che la malattia è divenuta p iù rara, specialmente tra i militari nell'ult ima guerra, ponendosi questo fatto in rapporto ad una maggior refrattarietà data dell'elemen to Relezionat o, alle cure oftalmiche praticate da specialisti e non più da generici, come pratica vasi un tempo, e ai progre:;si della tecnica di disinfezione. Infine vi fn chi ha attribuito la rarità all'enucleazione preventiva precoce, che si è pratica.ta sn larga scala, negli ospeda.li di guerra. Ricerche ed osservazioni, praticate in questi ultimi anni d a Starck, .S yppel, P eters, Ablath, E lsching, Glùllery ed altri, alrestero, e, recentissimarnente da De Rosa della scuola n apoletana e da Addario La F erla, in Italia, tendlono a dimostrare che l'oft. sirnp. è una vera e propria forma tubercolare non primitiva e non batterica, I~a tossica. Perchè detta forma t ubercolo-t.ossica si determini, secondo i predetti autori, sarebbero necessari va,ri fattori: 1° La preesistenza di una uveite traumatica o spontanea (endogena); 20 L 'esh;tenza di un fo colaio tubercolare latente, o clinicamente inavvertito, in qualsiasi altra parte dell'organismo, produttore di antigeni e di un conseguente stato tubereolo-to:>sico generale; 3o l'ipersensibilizzazione dell'O. s impatizz~tto per mezzo del pigmento d ' uvea, disgregato e liberato dell'O. simp1ttizzante, sotto forma d 'antigeno- La tossiemia generale, così stabilita, sarebbe causa di Ulalattia, colà dove t rova organi o tessuti, in i stato d 'inferiorità e, nel nostro caso, nell'O. simpa.tizzato, reso ipersensibile nel modo anzidetto. Que:-;to è il concetto generale del quadro etio-patogenetico dell'oft. simp., secondo le nuove vedute. A dimostrttre la nat.ma tubercolare della malattia, il Deo Rosa, fa rilevare come essa sia più frequente nei soggetti inferiori, per età, ai 15 am1i, nei quali. p erciò, l'immtmità contro ht t ubercolosi è nulla o quàsi, c lo stato tuberc:olare, spesso ignora-to, o latente, o <·lini <'antente inavvert ito, ed accertabile solt anto coi più moderni e deli<:ati lnezzi d 'iuvest igazione (deviazione del complemento, (~ec) ., è m.olto frequente. Volmer di Berlino ha praticato esperienze, inoculando in animali, frammenti di <:or p o ciliare, affet.t o da oft. simp. t>.d ha ottenuto non la riproduzione. della malattia, ma encefaliti tossiche, meningiti, focolai tubercolari t ip ici, in un caso ascesso freddo, e in un altro caso necrosi epr~tica, aimile a quella descrit t.a da Gtùllery, ottenuta inoculando direttamente bacilli t-ubercola ri nel cavo peritoneale. Addarjo La Ferla, sintetizza le più impor tanti obbiczioni fa.tte alla teoria tubercolo-tossica e risponde alle medesime con molhL chiarezza e precil5i one di fatti. E gli, sostanzialmente dice: Il fatto eli non essersi tnai riscontrat i germi nell'oft. simp. non h<h valore negativo, in quanto trattas i d i affezione t ubercolo-tossiea e non tubercolo-bacillare; non esis~ono sostanziali differenze anatomo-patologiche tra la tu bercolo:~i primitiva del t ratto u veale e la tubercolosi tossica (secondaria) che costituisce l~ oft. simp. ; gl'innesti fatti furono sempre negati vi p el fatto che trattasi dt forma esclusivamente tossica ; il r apporto numerico esistente fra traumatismi in genere e tubercolosi (5 %), corrisponde perfettamente a quello fra traumatismi oculari ed oft. simp. ; la cura tnberrolinica ba
554
SULL.ET IOP.-\TOOENE$1
DELL'OFTA~IA SIMPATIC'A
uguale benefico effetto, t.anto nei proce~~;i tubercolari di altre parti dell'organismo, quanto in quelli di oft. simp. Non vi è dubbio che silTatti studi banno portato luce nuova su di ùn argomento tanto <liscusso, si~ch è etiologia. e patogenesi dell'oft. simp. appaiono ora chiaramente concatenate tra di loro e la teoria tubercolo-tossiea., n on pecca di unilateralità, come quasi tutte le precedenti. SoRtanzialmente però, io oRs~>rvo che la teoria suddetta non è nuova, ma è quella stes~a e:;prcssa dal Santucci molti anni or sono al XVIII Congresso deli '.A:;sociazione oftahnologiea italiana. Era quello il tempo i~l cui eominC'ia.vano a fa.rsi strada nuove concezioni sulla trasmissione delle malattie infettive e sulla, immunità. e il Santucci, basandosi app1mto sulle m10ve vedute al riguardo, espresse la teoria delle a.utocit.otossine nei uppoTti dell'etiologia. e patogenesi dcll'oft. simp. Secondo questa teoria, infatti~ le cit.o-tosRine medrsime sarebbero la causa della malat,tia, nel senso che un O. affetto da iridOt' i<'lite traumatica o spontanea, produrrebbe sifl'atte sostanze aventi azione antigena, le quali, se abbonda,nti, o molto virulente, o in presenza di un organismo comunque defedato, sensibilizzerebbero l'altro O. nel qnale, cosl, si produrrebbe la malattia. L\1nica differenza tra q ue. t a teoria e quella. recente tubercolo-tossica~ consiste nel fatto che nella, prima non era precisata la qualità specifiCJ\ della citotossina, p cl' non essere, a quell'epoca, gli st.udi progrediti come oggi. , Tornando a.Jlo osscl'vazioni recenti, se i casi riferiti dal D e Rosa e dall 'Addario La Ferla, corredat i da precise ricerche di ga.binetto sono indubbiamente di na.tUl·a tubercolare, non mi sembra che, in taluni altri casir possa dirsi altrettanto. Il Tersou, per es., riporta il caso di una donna ercdo-sifìlitica, la quale avendo riportato una ferita, in O. D., con rottura sclero-ciljare, ammalò dopo sei settima.n e di oft. simp, in O. S. miope di 14 D. Orbene, dopo energico trattamento di novarseno-benzolo, mercmio e bismuto e preparati salìcilici, ne gmuì, riconducendo l'O. S. ad un V = "/ 10 . Sembra qui che il fondo della malattia, per quanto specific-o, debba ricercarsi al di fuori di qualsiasi influenza tubercolare. E sperienze prat.icate d a 1\Iarcbcs~tni su sette conigli, iniettando sotto la dura madre e sotto una depressione del corpo ciUare, pezzetti d 'uvea affetti dali~ malattia , non solo non la riprodussero, ma diedero luogo a forme patologiche in cui rinvenne il virus erpetico, che ~>gli ritiene causa dell' oft. simp. Ancora: I~ru c e D<'j an, in tre casi d 'estrazione monoculare di ca t a.r att a senile, lH'.r inc·identi occorsi durante l'operazione, ebbero inclmeamento d cll' iritlc tra le labbra della ferita corneale e successiva oft. sirnp. nell'altro 0., bcnchè fo:;se stata. praticata l'onuclea,zione preventiY:l.. Questi autori sono portati ad ammettere che la malattia possa essere di natura meccanico-inita ti va e non ba t t eri ca. Jl P etit riporta un caso di oft. simp. a decor:;o pun1lento in un catarattoso operato, con consecl.l hvo incuneamento dell'iride nella ff'rita corneale. t Ossrrvo poi che la m a~gi or frequenza della malattia nei bambini, sf'condo la statistica del lJntoit, non è molto notevole: 38 %, contro il :28 % ncgH adulti , e cbe pnr ammettendola, ciò non implica che in tutti i C"a.l'i si pofifii~ invoc-are l'etiologia tubercolare. Occorre poi tenere presen te che sono. lati osserva.ti casi di oft . simp. anche in soggetti robusti, scevri di qua.l::;iasi t ara. cost if H7.iOmllP, nel cui anamnestico esistevano precedenti
SULL'ETJOPATOOENESI DEJ.t.'OFTALh!JA S IMPA TICA
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traumi d'entità in altre parti del corpo, senza successive complicanze tubercolari. Durante l'ultima guerra, in alcuni autolesionisti monoculari, sani· sotto ogni aspetto, la malattia si è manifestata rapidamente ed in brevissimo tempo ba compiuto il suo ciclo letale per l'O., senza alc1m risentimento prossimo di alc1m organo, in modo da dare l'impressione di essere di fronte ad un episodio patologico, intenso si, ma del tutto localizzato all'organo visivo, e non ad una sindrome più complessa. 1 Osservo ancora che se l'affezione fosse sempre di natura tubercolare, data la frequenza di una tale tara e dei traumatismi oculari, essa dovrebbe essere assai più frequente di quello che realmente non sia . A questo proposito, mi piace notare che, a mio giudizio, la. rarità .stessa deve attribuirsi esclusiva.mcnte ad un fatto: alla enucleazione preven tiva precoce dell'O. leso, che si pratica abitualmente su larga scala quasi ovunque, tosto che l'O. stesso si ritiene perduto per la visione. Co~ corre a ciò la volontà dei pazienti, cui è noto il pericolo di perdere anche l'altro O., per cui si rassegnano facilmente alla mutila.zione, sopperendo, con una buona protesi, al difetto cosmetico, tenendo conto anche del fatto, che nulla, o poco, avrebbero da guadagnare mantenendo un globo oculare atrofico, deformato, o, comunque in utilizzato e fonte di pericoli gravL A parte l'insorgenza dell'Oft. simp. anche dopo l'enucleazione e le forme anomale e tardive (vedi caso :Redaelli), è noto a tutti che siffatta operazione allontana i pericoli dell'insorgenza stessa e su ciò non può cadere dubbio. Ora, a mio modesto avviso, questo fatto dimostra che è appunto nell'O. leso che esiste il focolaio della malattia e le insorgenze, ad enucleazione avvenuta., si spiegano facilmente, se si pensa che, malgrado la mutilazione, restano in sito annessi oculari, sacco congiuntivale, nervo ottico, aponeurosi, muscoli, adipe, ecc., nei quali tessuti, sia pure atrofizzati, può permanere a lungo la causa morbigena qualunque essa sia. Per questa ragione da tutti è preferita l'enucleazione all'exenteratk, la. quale, lasciando 1n sito maggiori elementi, lascia anche sussistere ma~ giori pericoli d 'insorgenza. della malattia. È dunque in questi stessi elemen 1i che se ne deve ricercare la causa. Inoltre non va dimenticato il fatto che gli organi contenuti nelle due cavità orbHarie, banno larghe e molteplici vie di comunicazione e di connessione gli uni con gli altri, attraverso le quali la malattia si può propagare con tutta facilit à e rapidità e elle gli stessi organi banno comunanza di funzioni , di nutrizione, ùi centri nervosi ~ cost.ituzione anatomica, cosi da. non potersi negare la logiC'a possibilità di ammalare, l'uno dopo l'altro, direttamente per continuità di processo morboso, sen1.a l'intermediario di lesioni esistenti in a.lt.ri organi lontani . o '?cini, diversi per embriogenesi, funzione, ecc. Dice l'Ovio, a proposito det legami intercedenti tra l'uno e l'a.ltro O. << i movimcnti sono associati; la reazione di una pupilla ad uno stimolo si estende anche all 'altra pupilla, ~o stimolo sulla superficie di un O. fa lagrimare anche l'altro, ecc. Le espcn enze dimostrarono inoltre che i mutamenti intimi che avvengono sugli ele;ffienti retina.ti di un O. per uno stimolo diretto, si estendono anche all altro 0.; mutamenti fisico-chimici dell'acqueo per tntumatismo su un O. si riscontrano in parte a,ncbe ncll 'acqueo dell'altro O. ecc. n. Se tuttavia una genesi tossica, da focol aio a distanza, è possibile nelle fornte spontanee endogene, non è altrettanto logico che sifl'aUa genesi si
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SU!.L'ET!OPATOGENESI DELL'OFTALMIA SIMl'ATICA.
abbia sempre, anche nelle forme traumatiche, a rapida insorgenza, in soggetti robusti, in cui il solo tramn.a può essere tenuto in conto quale elemento etiologico.
Volendo poi ammettere, in ogni caso, la natura batterio-tossica, non si può logicamente escludere che altri germi, oltre a quello tbc. , dotati -di alto potere t.ossico; siano cap aci ùi produrre ugualmente la. malattia. '
CONCLUSIONI:
1° La teoria tubercolo-to:;sica. d ell'oft. s.imp. in alcuni casi è da ritenersi la più convincente e cioè negli individui con tare tubercolari, specie poi so sussegue ad uvciti endogene; 3° La malattia può ancl1e in~>orgere in soggetti n ei quali ogni intervento tubercolare è da escludersi, preceduta da traumat.ismi nell'O.
simpatizzante, nei quali traumatismi va ricercata la causa o le cause, forse •
mol teplici, che valgono a determinarla. In questi casi la malattia stessa si propaga da un O. all'altro attraverso le molteplici vie di eornn-•J.icazione tra di c::;si e ciò conformemente a lle aut.icbe teorie. Di conseguenza, ritengo che l'Oft simp. abbia. un'ct.iopa.togenesi molteplice. 3° La ru,rità e il decrescere dell'Oft simp. sono determinate esclusi· vamente da.u·enuclcazione prevent.iva e precoce dell'O. primitivamente leso e dalla odierna. tnigliore conoscenza della. malattia, percui sono escluse d alle statisticlw i semplici ca:>i di « irritazione simpatica ))' ciò che forse, prima., non si faceva. Ogni ~tltra ragione non ha motivo di .s ussistere, e la d ebbono escludere segmttarnente i fautori della teoria tubercolo-to:;sica unica, sapendosi oggi, coi moderni mezzi d'indagine, quanto sja grande il numero delle tuborcolosi la.tenti, a umentato dopo la recente guerra, men tre, al contrario, la oft. simp. sarebbe diruintùta. 40 r,e diiTereme riscontra,te nel numero dei colpiti, t.r.a civili e militari, a favore di qnesti, duTante l' ultima guerra, non possono essere dipese da una maggiore selezione di tale elemen to, poicbè, per necessità belliche, i motivi di esenzione furono grandemente ridotti ovunque (prova ne sia il gran numero di tubercolosi riscontrati dopo il conflitto) e le cause di dep aupera;meuto organico furono molteplici (patemi, prigionia, tralllllli in genE-re, cause reuma.t.izzanti, ecc.) . A mio giudizio, un tal fàtto devesi ascrivere alle pronte cure cui furono sottoposti i m ilita,ri, in ospedali spech•lizza.ti e,
sopr:Ltntto, alla enucloazione pnwcntiva. precoce degli 00. tra.umat.izzati, divenuti inutili per la visione.. BIBLIOGRAFL-\ LA FERLA. tania. 192.J..
ADDARIO
Sull"oftalm.ite simpatica -
Officina Bodoniana. -
Ca·
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Ovxo. -
Ooulistica pratica. -
Ed. Fr. Vallardi, Milano.
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REDAELLI. -
MEDICINA LEGALE MILITARE DECISIONI DI 1\fASSii\!IA CoLLlWIO l\tè:P!CO LEGAT.E
Infezioni acute ed arteriosclerosi
n sig. X, di anni fi8, in mla freddissima giornata di inverno, pel' recarsi in famiglia dopo l'ufficio, da un aUlbiente molto risc:lldat.o volle passare in un altro molto rigido senza coprirsi in modo adeguato, p~r chè trovò accidentalmente chius~~ la porta di c<Jtnunic..•zione interna che, attraverso altri ambienti, mettevn. nella stan7.a dove teneva cappello e pastrano. Contrasse una broncopolmonite, deUa quale guarì rapidamentQ, in modo che dopo circa. un D\eSe potè ritoruare al p1·oprio
servizio; m~ il4 maggio succes:sivo, trascorso un altro mese, morl improvvisamente per emorragia cerebrale. La famiglia. presentò alla Corte dei Conti dornauch di pensione privilegiata, asserendo stùla testimoni<l.D7.<\ di medici dl fiducia, che l'apo_plessia cerebrale era dii·etta conseguèu7.a dell'arterio-sclerosi determinata. dalla bronco-polmonite progres::;a. L~\ Corte dci Clonti chiese il parere tecnico a questo Oollogio rnedico-logalo, prima di pt·onuuciarsi al ·riguardo. Questo Collegio medico rispose cbe in via preliminare nel caso in esame non trovava gli elementi per ritenere che ragioni di servizio siano state la causa, unica, dirett~• eù immediata della bronco-p1>lmonite sofferta dal paziente nelle circostanze indicate; percbè egli non si espose senza sufficiente copertura ad un · frcùdo intenso in seguito ad un ordine ricevuto o per W1a necessità inerente al suo ufficio ; ma per propria imprudenzP , giacchè niente gli vietava di attendere che la porta. venisse riaj1erta, o di ma.ndare qua,lchednno a prt:!ndere i vestiti che non aveva 1. -Giornale d\ medic!n.n mililt•re - F>\.~c. VI11·1X.
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~LEDIO !NA
LI':OALE l'HLITARE
sott.omano. Se dunqn.e, non poteva ritenersi dipendente da. causa di servizio la malattia (broncopolmonite) per prima manifestata.si, ne veniva di conseguenza che anche l'arterio-sclerosi che era. stata causa dell'emorragia cerebrale doveva essere giudicata alla stessa Rtregua, qualora. fosse ammesso che questa era conseguenza di quella. Ma ancora per questo punto il Collegio medico legale diede parere nettament-e contrario, per Je seguenti ragioni : l o È fuori dubbio che una malattia infettiva acuta. (tifo, grippe,, polmonite, scarlattina, colera, ecc.) può dare luogo ad un processo infiammatorio acuto locale di un' arteria di grosso, medio o piccolo calibro ; ma ciò avviene o nel corso della malattia stessa, o nella conva. lescenza; sia che si tratti della localizzazione nell'arteria dell'agente che ha provocato la malattia prineipale, o di agent.i infettivi secondari, o delle loro tossine. Questa arterite poi è scle~osa.nt.e od obliterante; e porta como conseguenza delle altemzioni più o meno graVi, e più o meno profonde e durature nella nutrizione del territorio che si t rova a valle del punto stenosato od obliterato. Così, ad esempio. se si tratta di una arterite acuta obliterante della pedidia, si avrà la ca.ncrena delle dita del piede ; se si tratta di una 'arterite stenosante di tma arteria cerebrale, si aVl"à. il rammollimeut.o ; rna nòn si avrà mai una emorragia primitiva. Quindi nel caso in parola, non può ammetterai che l'ictus apoplettico sia stato dov11to ad nna arterite acuta; ed in conseguenza esso non può ritenersi dipendente dalla bronco-polmonite incriminata ; 2° Escluso che si tratti di un processo acuto, non resta. che da amm ettere una. arterite cronica, la quale è qual'i sempre genf'ralizzatn. Essa è la ristùtante di tutte le influenze patologiche che l'organismo subisce durante la vita. È quindi frequen'te nei vecchi ; ed è determinata dalla diuttuna. azione di intossicazioni esogene (alcool, tabacco, ecc.) od endogene, (veleni intestinali, artritismo ), o microbiche (b. coli, sifi· lide, ecc.) ; sia che esse agiscano direttamente s ulle arterie, sia che agiscano indirettamente attraverso l'ipertensione arte~iosa. Ma, come è stato eletto, queste sostanze tossiche agiscono lentamente, e producono i loro effetti a notevole distanza di tempo. Non è quin<li ammissibile che nel caso in esame in JJOCO più di un mese le tossine della. bronco-polmonite abbiano prodotto di per sè sole una cosi grave alterazione delle tuniche dei va~i cerebrali da determinare la rottura improvvisa di uno di ef::si. Al contrario è· da ritenere ~be la loro usura e la loro friabilità siano da attribuire alle comllli.Ì cause che sono state indicate e che esse già esistessero ed in grado avanzaLo prima ancora che insorgesse la malattia acuta che ora viene incolpata. Tutt'al più, e volendo spingere la condiscendenza fino ai suoi estremi confini, potrebbe ammettersi che le tossine nella bronco-polmonite abbiano dato l'tùtimo colpo alla arterio-sclerosi cerebrale già esistente. Ma in t.a.le caso si dovrebbe parlare di concausa, e non ruai di vera e propria unica causa eli servizio.
RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE Personale sani tarlo presso l'esercito britannico. (RiciBta Mil·itare Italiana, n. 6, 1927) Il personale sa1ùtario addetto all'esercito britanrùco, comprende : ufficiali medici, truppe d i sanità (22 compagnie), infermiere (nurses). Gli ufficiali medici sono reclutati fra. coloro che hanno ottenuta la. laurea. in medicina e chirurgia, dopo aver compiuto i prescritti due anni di corso presso \ma università e quindi tre rumi di pratica presso gli ospedali. Gli aspiranti sono a mmessi per concorso al Royal Army Medicai College, ove compiono un corso di 3 mesi. Sono quindi trasferiti aJ deposito del Royal Army .Medicai Corpa per un mese d 'istruzione sui regolamenti militari, equitazione, ecc. e successivamente alla scuola d'igiene per tré settimane. Al termine di questo corso, essi entrano in un ospedale, ove restano a far pratica per 7 od S anr\i; qtùndi, dopo un nuovo periodo di tre mesi passat,o presso il Royal Army Medicai College, possono scegliere un ramo nel quale specializzarsi. N el ramo prescelto essi permangono fino al ra.f{giungimento del gra.d9 di tenente colonnello. dopo di che 11.\sciano l'esercizio della professione per e;;sere adibiti a cariche direttive o amministrative. Fra i rami, nei quali ~<!li ufticiali medici possono specializzarsi, vi è anche quello delle malattie ginecolorziche, giacch6 nell'esercito illglese, il Corpo sanitario è tenuto a. curare anche le famiglie dei militari. Ad Aldershot esiste infatti un ospedale militare femminile, che è uno dei più reputati d 'Inghilterra. Gli uomini di truppa delle compa.g1ùe di sanitt\. passano sei mesi preSso il deposito del Royal Army !\fedical Corps per le istruzioni di recluta, quindi vengon o assegnati agli ospedali militari dove si specializzano nei vari servizi. Al termine doi brevi cors i di specializzazione, tutti debbono sostenere a lcuni esami, dopo i quali vengono no1nin.ati inJornrieri di 3" ciasse. I più abili di es~i sono poi ag!,"l'Ogati al corpo delle « nurses ». Quest'ultirno corpo comprende : i • Queen AleNandra's Imperia.! Military NlU'ses Services e i Queen Alexandra's Imperia! Families Nurses Services ». Le infermiere addette a. questi servizi :;ono reclutate fra quelle che hmmo compiuto un corso teorico pratico di tre amù presso gli ospedali civili. Nel Corpo sanitario militare e.'>se entrano per concorso e sono scelte con la rnassima cm·a. Oltre al personale suddetto, og1ù unità dell'esercito, attivo o ~rritorin.le, deve avere - nella proporzione dell'l per cento rispflttivo al nmHero dei soldati componenti l'unità stessa - elementi che abbiano frequentl\to i corsi impartiti alla ,ocuola d'igiene. Tale personale è diviso in duo ca.te~o rie. COl'J'Ìspoudenti alla igienA p ropriamente detta (sanita.tion) e alla potabilizzazione dell'acqua (wa.ter JHuifictt.tion). Analogamente ha. gli ufficiali combattenti vo ne deve essere almeno tulo in ciascuna delle predette unitt\ che abbia frequentato i corsi relativi a. tali istruzioni. ~l tempo di guerra questo persom~le viene riuruto in speciali unità denonùna.te sanitary sections e water ttulk compan:ies, assegnate ai t·oma.ndi di corpo d 'armata e di divisione. Nei repa rti presso i quali prestano servizio, questi n)ilita ri specializzati hanno il còmpito di visitare ed ispezionaro, dal punto di vista. igienico, i locali d 'uso comune, dormitori, cucine, latrine. ecc. e di riferire ai superiori gerarchici le manchevolezza eventualmente riscon t rate. La. scuola. d'igiene ammette ai corsi speciali, ai quali 'si è accennnto, anche i militari prossimi al congedamento che s i propongono di concorrere al posto di ispettore civile d'igiene. Que.<>ti militari. lasciato il servizio, passano, senza alcun esame, al Roya.l Sanitl.\ry Institute, dal quale, dopo due o tre mesi, escono forniti di relativo diploma. La RCuola d 'ig iene ha sede ad Aldershot: essa dispone di un laboratorio chimico, di un l]abi:letto hntte riologico, di nn mnseo, d i svariatissimi modelli di apparecchi e costruzioni sanitarie campali e permanenti. e. inoltre, di una zona. paludosa. per le esercitazioni e gli esperimenti di profìlnss dellu. malaria e delle malattie tropicali. La Scuola compie nei suoi laboratori stud i, esperimenti, ricerche svolge corsi vari per il personale del servizio sanitario dell'esercito. della marina e dell'aeronautica, nonchè corsi sui lavori sanitari da campo e sulla sterilizzazione delle acque ad ufficiali, sottufficiali e truppa dell'esercito della marina e dell'aeronautica.
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RIVISTA DILLA STAMPA M&DICA }ITALIANA E :STRANIERA Em1s. -
Sulla metodica della perwaaio1~e degli a pie~ polmqnari. - (Zeitschrift fiir Tuberkolose, 45,~1927).
L 'A. raccomanda in specia.l modo la percus._~ ioue comparativa della clavicola eseguita con media forza., po nendo· attenzione alle variazio11i comparative dei due lati nelle due fasi inspiratoria ed eapiratoria., con re.>pira.zione lenta. e profonda. Questo metodo, adottato dall'A., si è ri-..·elato ottimo anche in confront o di mezzi strumentali più e3atti, quali q uelli dei ra.~~i X. UMBER E RosE~BERO. 1927).
Sul diabete traumatico (Klinische Woch.enschrift, n. l,
Gli AA. affermano che non eaiste fino ad oggi una sicura dimostrazione clinica e sperimentale che un trauma. cerebrale, del capo, del tronco o degli arti possa determinare un diabete. Per contrario, è oggi ben a ssodato che la. genesi del diabete deve essere messa in rapporto con una. ipofuzione dell'apparato insulare del pe.n. creas. Depone inoltre contro le geneai traumatica del diabete il fatto che questa malattia. fu relativamente rara nei combattenti. Teoricamente, un trauma potrebbe provocare un diabete quando esso interessasse direttamente od indiretta mente il p ancraas deter•ninanclosi delh le.<ioni irnpone:1ti; que -;te it:>.sioni sarabbero p erò di gravità. tale da causare la. morte immediata dell'infortunato. Bisogne. con· cedere tu ttwia. che in casi eccezionali un trauma addominale può provocare la insorgenza di un diabete, causando delle emorragie pancre~tiche oon necrosi del pancre;lS stesso. Traumi fisici e psichici di una certa gravità. possono determinare invece, attraverso e. rnodifìcazioni dell'equilibrio del sistema nervoso vegetativo ed endocrino, una. g licosuria extra.insulare, affezione morbosa questa di importanza trascurabile in infortunistica, gie.cchè non è capace di indurre une. diminuzione della ::a.pa.cità lucrativa dell'infortunato. Un trauma psichico o fisico grave può, in determinate circostanze, aggravare un diabete, preesistente e rendere manifeato un diabete ancore. latente. In rari casi il trauma potrà assumere l'irnporta.nze. di un fattore capace di avere determinato un reale aggravamento di un diabete : cosi, ad e3empio, quando fra. un tre.u.rne. di una certa entità. ed un diabete di gravità sproporzionata. all'età del paziente, sia. intercorso un periodo di tempo non superiore ad alcune settimane. Ai fini dell'indennizzo, dovranno easere tenuti in considerazione solo quei oasi in ()ui l'ammalato per la anticipata cornpa.I'Be. del diabete, abbia sofferto dei danni o per la propria. salute od economici, che sarebbero manca.ti se il dia.bete si fosse manifestato alcune settimane più tardi. Per quanto riguarda il cosidetto d iabete post-infettivo, si tratta dì solito di una semplice coincidenza.; oppure, più raramente, l'infezione costituisce il .movente aggravante o rivelatore di un di.a bete : quasi sempre dell'apparato insulare del pe.ncrellS.
L'origin,e della ttistribuzione lobnre della polm-onite. nische Wochen.'!chrift, n. 2, 1927).
LAUOHE. -
l
Le. polmonite può trarre origine da. tre vie : oorea (tra.cheo·bronchiale), ema.· tica e Jinfa.tica. La. di.<~tribuzione loba.re secondo l'A. e conne~sa. a. condizioni immu· nitarie, condizioni cioè che provocano un rapido sviluppo dei germi e le. relativa. formazione di grande quantità. d'e35udato, condizioni que;te che richiamano alla mente azioni di tipo anafilattico.
RIVISTA D E LLA STAMPA .M EDICA ITALIANA E STll.A.N I EllA
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Co118ù:kravioni clit1iche su alwni caBi di fratture del collo chirurgico della scapola. /La Chirurgia degli orgll.Di di movimento,• Fase. Ill, 1927 ).
llioJ,lUJ..O. -
L'A. illustra quattro cao:i molto intere>~:anti e poco frequenti d i frattllle del collo chirurgico della scapola capi tati alla sua oEsei vazione e riferiHe con n:olta competenza le varietà a.natomo-patologiche riscontrate, rilevando i sintomi clinici che possono condurre alla diagnosi sempre d ifficile, OCCll]Jandosi in modo particolare del meccanismo di produzione, che è tutt'ora molto di scu~so. L'importante contributo t raumatologico tennioa con le Eeguenti conrlutioni : l o Le fratture del <'Olio chinagico della scapola sono lesioni più freqt1enti di quanto, fino a poco tt>mpo fa, non si pensaFse : tra. e.~se hanno \llla maggiore prevalenza quello indirette per caduta. sul palmo della. m ano. 2o Tra i fat tori patogenetici delle fratture indirette del collo chirurgico d ella. scapola. è da ammettersi, nella JJl~{!i o r )181 te <.I ci casi, come causa efli ciente il contra.colpo del basso in alt,o clelia testa dell'omt>ro contro la superficie art-icolare della glenoide, cui va aggiunta la forza di gravità del peso do] COll)O. 3o D ata la frequenza del !'ìilenzio dei sintomi nei primi momenti del t rauma e ten uto conto anche di'Ile d ifiicoltà dE-lla J·iceica di e~si, per la sede dt'l collo della scapola, che è p oco acces.;ibile anche dal cavo de ll'a:::cella, ·i11 modo che tale frattura passa spesso inosservata oppure viene scan.b ia ta per semplice contu!'ione della spalla, la diagnosi va sempre confortata dal reperto radiogmlico. 40 Gli esiti più frequenti sono le art1·iti e le pcriartriti scapolo-o.rr.emli con limitazione della ftmzione dell 'nrticolazioile della spalla.. 5° La j!llarigione è la regola, quando non vi siono lesioni associate d i vasi o di nt>rvi e quando 'la. terapia è tempe~;ti ,·amente impiegata. 6o Nelle fratture tipiche la cum con la fasciat.ma di contenzione e di so!':tegno alla Velpeau, segtlita dal ma~l'nggio e dalla meccanoterapin., (l à ottimi risultati con la rutitutio a<l -inUgrtmt df'l la flmzione scapolo-ou lemle. CA CCT A. SEBRAZF.S -
Le 01'Chie·pi<hdimiti da tifo e 1Xt'I'Cl-lijo A - (Rev• e Mèdicale rniver-
selle. n. 3, 1927). L \ rchiepididimite dipendente da febbre ti ìoide è una compii• a uza rara. ahit ua:m ente insorgente nel periodo della conva1esoen7a. 11 b. d i El;erth ]Jerviene al testicolo per via ~ anguigna, piil raramente per via ascendente ùa.l CIJ.Dale <le· ferente. L 'orchite " a t.itualmente unilater a ie, a com) arsa spesso insidiosa. con poca rea2ione generale, ma ~ empre con un ritorno < ella feb h re e con cefalea e dolore locale, che è ùi una certa entità, tanto che il testicolo non si pnò pal· pare. e spesso anche perchè si ha un idrocele acuto che vi si accompag na. L 'epididimo partecipa in maniera variabile e scar::;a alla. infiammazi<ne. che <l propria del testicoli . Si possono avere, clinicam ente, due forme di o n hi-epirlidimite tifi ca : un a semrlicemen te infiammatoria, che guarisce in 7- 8 giorni e può recidiv11re e in cui il testicolo si decongestiona prima <:ello stesso epidid imo ; si ha lenta rest·i· tutio ad integrum, e q ualche volta non s i ha affatto, potendosi al onntra1·io ini· ziare un processo d'atrofia.. La secon<:a. forma clinica. è la suppurativa: si forma nel testicolo o nell'epididimo un ascesso che 1adora l all>uginea. e si versa nel· la vaginale che si distende. ln que~t.a evenienza si procede ul la incisione chil·ur· gica. E interessante J.er il suo it i7io, ,:ecorso e cura un caso Jell 'A., in cui fu riscontrato a gente cat•sale il parntifo r\. n decorso di q uesta affezkne dura in genere dai 35 ai 40 giorni, quandn vi è suppurazione : nella prima forma. clinica invrce, con riposo e topici, si a bbrevia cii molto l'evoluzione infiamu:a toria. Do,,n l'ascesso, quando si è verili· cato, si ha atrofia testicolare, ma. per fortuna, e.<sen:lo J'afl'e/.ione sempr-e uni· laterale, la fn.n zione genetica viene conservata cia.IJ'nlt,•o k'st.icolo. ~on Ri conoscono orohiepididimiti (1a para.tifo ~-
RI\'lST.-1. DELLA ST..UfPA llEDICA l'l'AL!A.o."'A E S TRANiERA
G. VIALE e J. DI LEO LIRA. - Sulle origine della leucocitosi in aeguito ad eeerc-jzio muacola.re. - (C.,R. de la Soc.i eté de Biologie, n. 3, 1927).
n lavoro muscolare, come la. digestione, produce una. leucocitosi, che e s tata fin qui attribuita. a variazioni di acidità in conseguenza dello assorbimento di acido cloridrico o di acido lat~ico. Gli AA. hanno istituito una serie di esperimenti, iniettando nel peritoneo di ani·. mali !:Oluzioni diverse a.cide e saline. Es.<;i notarono, dopo l'iniezione endoperitonea.te di acido cloridrico (mgr. 5 per kg. di p~o), un aumento notevole di leucociti, dal 20 fino al 30 %, sicchè concludono che il s uo assorbimento può essere la causa della leucocitos i digestiva: l'acido lattico e l'acido fosforico diedero invece leucopenia, come pure i sali di calcio e di magnesio. Sotto l'azione del la.ttato, fosfato, cloruro di sod.io e del cloruro di potassio, il nun1ero dei leucociti subl un aumento. Dimostrato così che l'a.ciqo lattico non determina leucocitosi, ritengono gli A. A. che l'aumento dei globuli bianchi, che si ve!'ifica in seguito al ·la.voro muscolare, possa essere dovuto all'aumento di K nel aangue circolante. '"'· A. LISTEll.. - Le oo;u8e dell'emholia polmon.are 8tt8B€{/ItenJe agli atti operativi. (The Lancet, 15 gennaio 1927). L'A. ha raccolto ed esaminato 195 casi di embolia polmonare esaminati all'Istituto patologico del London Hospitale, e 12 casi di embolia susseguente a frattura.. L'assieme di 195 casi si ra.ocoglie in una m.aasa di oltre 4000 casi di grandi operazioni. L 'esame degli elementi predL'Iponenti mostra che due fattori hanno unu l'flll l!l impor·tam~l\: l 'eta d el pa :i en te e l'inrisio ~(· sotto la parte anteriore lloll'a.cldome. La libertà muscolare, un buon equilibrio respiratorio diaframmatico e costale sono i migliori fattori per mantenere in perfetta efficienza la circolazione venosa. Nelle fratture del femore questa libertà muscolare manca sempre e le operazioni Sl.Ùla. parte inferiore dell'addome inducono per lo più in una lesione della funzione respiratoria diafrarnmatica.. La p rofilassi contro queste embolie post operatorie deve cercarsi qui51.di n el ristabilire nel miglior modo questi due fattori, dopo gli atti operativi. Cau.ae delle ep·i dcmie d'i t~fo. ('l'h e .Journa.l of the A merican l\ledica.l A«sociation, febbr., 5, 1927.) L ' A . ne~om <' he le epidemie di tifo debbano considerarsi come fenomeno naturale inevitabile. E14li riporta. il parere di Virchow che le riteneva indizi ammonitori di una irregola.r·itt\ nello sviluppo della popolazione. Il numero assoluto delle persone c he vengono infettate dipende da cause accidentali, e non ha l' importanza che ha il n umero dei focolai delle e11idemie. Dal punto di vista. epidemiologico infatti non vi è gran differ·enza se l'inqwnamento di un pozzo causa. parecchie centinaia di ma· lati in w1a cittl~. o un solo malato in un villaggio. l::iecondo l'A., ilmunero dei focolai in Germania, dopo la g uen·a. è andato aumentando continuamente a causa del rilasciamento nell'igiene individuale e pubblica. L'aumerttato movimento delle popolazioni, e l'affollamento nelle case hanno accresciuto i per·icoli ; invece di migliorare l'igiene pubblica. e p rendere precauzioni, gli Stati e i comuni cercano di risparmiare denaro riducendo il numero degli ufficiali e del personnle sanitario iu genere. · L ' A. suggeriRce le misure necessarie per migliorare queste condizioni. e cioè l'impiego di numeroso personale addetto all'igiene pubblica, il cont rollo su tutte le persone che sono addette al traffico dei ~eneri alimentari, l'eliminazione delle piccole rivendite di latte, la migliore sorveglianza delle acque potabili, delle fognature ; e l'istituzione di speciali irtdennitò. per quei portat.ori di bacilli. che devono essere allontanati dalle loro occupazioni ordinarie. ::ÌTHA 1113.
K Ell'H D. e KEITH P. -
Oateit·i e perioatil.i tifiche. (The J o urnal of the American l\Jedica.l A'lSociation, vol. 87, n. 26, p ag. 2145, 1927). In una statistica complessiva d i l 8840 casi di infezioni ossee sarebbero stati r·i.acontrati solo ·164 casi di infezioni tifose. L 'A. ritiene che l'osteite e la periostite t.ifìca. si presentino con J'nl\g~ior fr·equenza. òi quanto sii possa supporre e si riscon -
RIVISTA DELf,A. STAMPA MEDICA ITAf.IANA E STRAt'lll:RA
tr erebbe in prevalenza. fra. i maschi predisposti p e r le lo ro occupa?-ioni ai tramnatiao:U. Lo ossa. più facilmente colpite >sono : le co~<te . la tibia. la colonna ve rtebrale . il femore, l'omero, l'ulna.. La pa1·te prima inva.~a. è il perio;;tio. d onde il proces~o si propa.p:a., determinando in esso escavazioni e dando origine ad ascessi quasi tu-tti a. bottone di camicia. L'esame radiografi co neUe lesioni d e lle ossa ltL~he m etterebbe in evidenza 1m semplice processo di peri ostite con 1mo o p ili asco,.:si, in genere m olto piccoli, s it uat;i nella parte corticale dell'osso. D ella colonna vertebrale il so.~rnento pi ~1 colpito sarebbe il lombare (59 volte su .Sl:l) e si ve rifì(,horobbero alterazioni distruttivo d e i corpi ver tebrali, assorbimento e s<'ompar;:;a dei dischi in te rvertebrali e tHip: Li stadi più avanzati della malattia d epositi di osso nei legament.i latei·ali. ossifkazione d ei le~amenti costo-vert~brali. !'Ompa rsa di uncini e st.alatti t.i ossee che riuniscono i corp i vertebra! i fm loro.
Resistenze naturale ed acguisita alla tubercolosi. (Amorican Review of Tuberculosis, nov. 1926).
SMITH . -
L 'A. rileva. la necess ità di rivolgere la nostra attenzione più al paziente che a l bacillo, non già perchè questo abbia perduto d ' importanza, ma pcrchè ormai l'armamentario difensivo contro di esso ha ragg iunto un sufficiente grado di sviluppo. Oggi è sopratutto essenziale aume ntare la. rosis t.enza. d ogli individui : è appunto la. resistenza normale o natnrale d e lla razza o d ellu specie che ò intimamente associata con l'epidemiologia della malattia. Tutti la posseggono in grado maggiore o minore: essa è dovuta a forze inerenti al sistoma; e, secondo la q ua.nt.itil. eli que!-\te, da un lato, e la d olSe infettante e la ,·ir nlenza dol bacillo. dall' altro, si ha che queste fono sono totalmente o parzialmente cons umate; quando es.'>O scendono al disotto di un certo livello, la. malattia progredisce. Frattanto, alcuni fattori antigeni del bacillo tubercolare tendono a stimolare ed a innalzare il sist,ema della resistenza naturale, anche fu::to ad impedil'e l' ulteriore sviluppo d el bacillo, o, per lo meno, a la."!Ciarlo crescere lent.amente : l' innalzo.me11tO della r esistenza è favorito dalla vita sana.. La resistenza acquisita è soltant o un incremento specifico di quella naturale, ~ovuto a temporanea mobilizzazione d elle fone nA.turali oppure alla più prolw1gata 1perattività di alcuni elementi della resistenza nat urale . Queste cons iderazioni non devono ritenersi come negative nei riguardi delle possibili scoperta nella lotta. antitubercolare. Esse anzi indicano che vi sono due possibilità. definite: lo. scoperta. negli individui resistenti di quei fattori naturali che tenrlono a sopprimere il pro· cesso tubercolare e l'isola·nento del fattore specifico, che viene ele vato nella s ua. azione dal processo morboso stesso. Il portare al massimo sviluppo le funzioni normali deve ora principalmente essere lo scopo della. lotta antitubercolare.
CONGRESSI
111 COIBRESSO DELLA SOCIETA ITALIANI DI MEDICINA LEGALE N ei giorni :3~·31 maggio e l o giugn.o scorsi ha avuto luogo in Firen7.e il III Con·
g~esso. d.ella. ~oc1etè. italiana. di medicina legale, al quale ha p reso parte la Scuola
d1 san1ta .militare, entrando così per la prima voltA. dopo la sua fonda7.ione nel mon.do sc ~et~ttfìco .U.fficiale. E questo avvenimento è d i legittimo orgoglio per noi tuttt uffictali medtCI, in quanto il nostro Ateneo , uffic ialmente a.mme;;so da. ora a. prendere parte a tutti i congre,;si scientifici. non può c he fare ri.so.ltare L'op era fati· cosa e non <:<>mpletamente apprezzata del medico militare. Delle s e1 sedute. tre furono tenute in un'aula. d ella Scuola di Sanità, dove nu· morosi uffic iali modici fecero delle inten:•:;s(•nti comunica?-ioni. ::le in. questo Con·
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Jll CONGRESSO DELLA SOCn':TÀ lTALIANA Dl l\IEDlCJNA LEOALE
gresso la Scuola di sanità ebbe il plauso unanime dei con~essisti, si deve alla sagace attività ed all'indirizzo eminentemente scientifico che il suo direttore, colonnello medico Grixoni, ha voluto imprimere a questo Ateneo. Numerosi gli ufficiali medici intervenuti, fra i quali il generale medico Riva, rappresentante il Ministero della guen-.a , il colonnello medico della R. marina Falso, rappresentante il Ministero della marina, il direttore di sanità del corpo d'armata, colonnello medico Ferro-Luzzi, il direttore dell'ospedale militare principale, colonnello medico Pavia ; il tenente colonnello medico della R. marina Sgarbi, direttore dell'Istituto medico leg~Me per l'aeronautica di Napoli, il maggiore medico Talenti, il capitano medico Casella e moltissimi altri. La seduta inaugurale è stata tenuta nell'aula. magna della R. Università di Firenze, ed il magnifico rettore prof. Buroi p orse il benvenuto a nome dell'Ateneo fiorentino a tutti i congressisti. Rispose il generale medico Riva portando il più caldo saluto di adesione a questo Congresso di dotti e facendo rilevare come il Corpo sanitario militare si ritenga onorato ed orgoglioso di portare il proprio modesto contribu.to e di seguire con viva simpatia i risultati degli studi dei nostri scienziati, in quanto la medicina legale, rappresentando il pane quotidiano dell'ufficiale medico, potrà trarre da questa riunione tutti i vantaggi utili al Corpo sanitario per una congrua prevenzione e cura di malattie. Alla fine della seduta del 31 maggio i congressisti visìt&rono il gabinetto di traumatologia restando ammirat-i per la ricchezza. del mat~ria.le e per la sapiente organizza.ziono. Visitarono inoltre l'Istituto medico-legale per l'aeronautica « Gino Galeotti » ed ebbero parole di vivo o1ogio per l'orga.nizzazione perfetta in tutt.i i servizi inerenti alla. visita. del personale aero-navigante. Tema. deHa. prima adunanza, relatore il prof. Biondi, fu l'importattza del fattore co8tituzionale nel determini$71W, nel danno e neUa liquidazione degli infortuni. D tema. fu trattato brillantemente e sotto vari aspetti, mettendo in particolare evidenza l'importanza. del fattore costituzionale in tutti gli infortunii sul lavoro. Ba.sa.ndosi su la teoria d i Kretschmer, gH individtJi prima di essere adibiti a determinati lavori, dovrebbero essere divisi in due grandi categorie, catabolici ed anabolici, essendo i primi individui emotivi, facilmente esauribili, impressionabili, daranno una larga percentuale di esiti di traum.atismi, mentre i secondi essendo lenti, meno esauribili o per lo meno in grado minore da.ra.nno un affidamento maggiore. Nella. scelta dei lavoratori, come nella scelta dei soldati, si dovrebbe dare grande importanza a questo concetto, in modo da a.vera un personale adatto ad ogni impiego e così cercare di evitare, per quanto più è possibile, dnnno allo stato ed all'individuo. Vi furono dopo varie comunicazioni, tra le quali interessante quella. dei dottori Biancalani e Costa B'lt le fratture craniche per coltpi d'arma da fuoco. Gli AA passano rapidamente in esame la letteratura esistente sopra l'argomento, richiamando l'attenzione in modo' particolare intorno al lavoro-su le fratture del cranio per colpi d'arma da. fuoco a corta distanza, pubblicato negli • Annales de médecine legale • del 1923 da P. Chavi~y, ed E. Gelma, i quali vengono alla conclusione cbe l'esistenza di fessure estese mtorno ad un orificio per colpo d'arma da fuoco nella volta cranica deve fare presumere che si tratti dell'orifìcio di entrata del pt·oiettile, e più le fessure sono numerose e lunghe, più sarà. permesso di a.mmettere che il colpo è s tato tirato a corta distanza. Gli AA., ritenendo l'argomento interessante, descrivono la ricca casistica dell'Istituto medico-legale di Firenze con l'osservazione di 42 casi, atudio.no la ricor· renza delle fratture in rapporto al tipo dell'arma, alla distanza. di sparo, e in rap porto allo. sede del foro di entrata e di uscita, con la compila.2ione di ·tabelle statistiche comprendenti tutti i casi complessivamente, riguardanti partitameute i casi con solo foro di entrata, quelli con foro di entrata ed uscit&, suddivisi alla loro volta secondo il tipo dell'arma e secondo la distanza di sparo. R elativamente alla ricorrenza delle fratture nei casi con foro di entrata ed uscita, i risultati delle varie percentuali non combinano con quelli dello Chavigny e Gelma, onde sembra poco affidativo il criterio da questi esposto. Riguardo alla fratturabilità delle ossa craniche al foro di entrata, non computando l'osso occipitale (un solo caso), risultano in ordine decrescente : frontale, parieta.le, temporale. Rispetto al foro dì uscita, la fratturabilità delle varie ossa può considerarsi pressochè equivalente e cioè del 100 per 100 por il frontale, temporale, occipitale, dell'SO ~o per il parietale.
Il i CONGRESSO DELJ.A SOCIETÀ ITALJANA. fii MJ::DIClNA J,EGALE
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Il dott. Ballotta riferì sulle rotture traumatiche del tubo digerent.e, illustrando due casi di rottura del tubo digerente in seguito a trauma contusivo addominale ùa precipit-azione ed insistendo sulla frequenza deUle rotture del tubo digerente e su la non necessaria veemenza dell'agente lesivo nel determinismo di tali rotture, nonchè sull'importanza che ha nel meccanismo di produzione lo stato di pienezza dello stomaco e dell'intestino. Il dott. Palmieri trattò le in~ossicazioni industriali da josgette. Nella prima parte della comunicazione l'A. riassunse qm\nto oggi è noto dal punto di vista chimico sul fosgene e dal punto di vista clinico su l'andamento dell'intossicazione e sulle forme che esso può assumere. Nella seconda parte si occupò più particola.r· mente del problema medico-legale, esaminando i dati che al perito possono essere forniti in ogni singolo caso dai : l 0 commemorativi; 2o da.ll'evoluzio11e dei fenomeni morbosi che hanno portato alla morte ; 3° dai risultati dell'autopsia. ; 40 dalle ri· cerche tossicologiche. · Nella seconda adunanza il prof. Leoncini riferì sull'anatomia 1Jatologica dell'avvelenamento act~to da ossido di carbonio. L'O. si è assunto il còmpito di parlare dei reperti anatomopatolojrici dell'av· velenamento ossicarbonico acuto. Dei casi di avvelenamento acuto considera. se· para.tamente quelli in cui la morte avvenne nell'atmosfera tosflica e quelli in ctù la morte avvenne a qualche distanza di tempo, dopo cho l'individuo aveva. respi· rato in ambiente ossigenato, sì da. avere eliminato per massima parte od in totalità l'ossido di carbonio assorbito. A proposito dei primi casi, l 'O. illustra. l'a.<Jpett-o caratteristico che i cadaveri possono presentare per il colorito delia ipost-asi e dellt\ pelle in jrenero e per la pre· senza di chiazze asfìUiche in sede non ipostatica, di colorito rosso vivo sinùle a quello delle ipostasi. Si intrattiene sull'andamento della putrefazioue in questi cadaveri, esprimendo l'opinione che esso sia effettivamente a lquant-o ritardato, restando però .ignota la ragione di questa. influenza ritardatrice dispiegata dal· l'ossido di carbonio. Passando all'esame interno, l'O. si fe1ma a considerare l 'aspetto speciale dei muscoli a più ancora i caratteri particolari del sanf,_rtte. Fa quindi m1o studio critico dei reperti rigliardanti i va1·i organi intemi, soffermandosi su quelli riglmrda.nti i centri nervosi ed i reni. Per il sistema. nervoso fa rilevare come le alterazioni cellu· lari descritte da alcuni autori non abbiano niente di specifico ; per i reni Yiene alla conch1sio11e che si hanno soltanto alterazioni di lievissima entità a etn-ico degli elementi secernenti di questi orga.ni. Riepilogando, l'O. conclude che in questi casi di avvelenamento acuto ossicarbonieo, fatta astrazione del rJarticolare aspetto del sangue, non vi sono altro ·che reperti indifferenti e di scarsa rilevanza, aggiun· gendo che lo stesso aspetto del sangue anche nei casi più tipici non è affatto pato· gnomonico, ma rappresenta un semplice criterio indjziario, sicchè la diagnosi deve essere integrata dalla ricerca tossicologica. L'O viene quindi a trattare dei reperti anatoroo-patologici nei ca.<Ji del se· c.ondo gruppo, riguardanti cioè gl 'individui morti quakhe tempo dopo essere stati sottratti all'ambiente inquinato dal gas tos:;:ico, illnstrando le ,·arie complicanze che possono riscontrarsi a carico della cute e degli organi intemi, mettendo in rilievo la frequenza delle complicanze infìammatorie a.. carico d ei polmoni e doi fatti trombotici endocardiaci ed endova.c;ali e segnalando l'importanza del reperto di focolai emotTagici o di nunm.ollimonto a carico dei centri nervosi ed in particolare nei nuclei della base, dove hanno spesso disposir.ione simmetrica. Conclude col dichiarare che nei ca-si di questo gruppo le inda.!!ini cadaveriche non offrono mai, a differenza dei casi del gruppo precedente, criterii di diagnosi assoluta per un avvelenamento ossicarbonico, ma che in taluni cnsi è possibile una diagnosi di probabilità ec! anche di piena certezza qua11do i dati raccolti dall'esame cadaverico si pongono a raffronto con quelli riguardanti le circostauze di tempo, di luogo, etc. nelle quali insorsero i disturbi cho condussero a moJ·te l'individuo. n tenente colonnello medico Ferrari-Lelli riferì S\l le rnodificn:;iotti fisiologiche che si veri{ìcano nell'organi-imO umano dura.nte il 1:olo, e s-ui metodi di esnme impiegati per la scelta del pilota aero-navigante. Dopo avere passato in rassegna le modifìcazioni fisiologiche dell'organismo dmante il volo con speciale riguardo al respiro, all'apparecchio cardio-vascolare, alle funzioni ,risive, acustiche, e al sistemaneuro· psichico, l'O. descrive il rnet-odismo d'esame in nso pr('f'SO ~!li l!'t.itnti medico-legali
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Ul CO NGRESSO DELLA i!O('lt: TÀ JTALIAI'I.'\ DT l\IEDIC l.s'A LEGALE
per l'aeronautica. per la. selezione dei piloti, t rattenendos i particolarment-e sugli esami psicornetrici, e s ugli esami che si praticano n ella carnera a depressione barometrica. n tenente colonnello medico AcCOI-inti comunicò s u la prova del ba$wne per la scelta dei candidati a1 pilotaggio aereo. L 'A. des01·ive la t.ectdca per ott-enere un grafico dopo la. rotazione del canale semicircolare antera-superiore e post.ero-superiore. Questo grafico rileva. la. stabilità d el tono muscolare dell'arto superiore, qualità. indispensabile per un buon pilota. che nella manovra. d ella. cloche deve essere esatto e capace di I"Ggolare in modo perfetto i propri movimenti. Questa. prova. che ha molto analogie con quella del Ba.ranj, e detta d el bastone, perchè e un b!\Stone avente all 'e.<~tremità. superiore un lapis c he clisegna su la carta il w afico e con e.'lsa. si possono ottenere dei tip i di grafici, nei quali si può ravvisare l'ipersensibile alla rotazio n e o il normale, in cui lo stimoJo r ota.torio fisiologico non produci'~ alcun disturbo. La prova, che viene adoperata. da. più tempo nell'isti· tuto, r iesce utile n ella. selezione d egli a..~piranti al pilota.ggio. L'A. riferì ancora. s u coMi.derazioni su. le.:tion1i dell'apparecchio percettivo negli avù.JJ.ori.. L 'A. su mille e cinquecento piloti visitati ha r iscontrat-o sei casi di lesioni pure dell'apparecchio percettivo, che trovano l'Ìs<;on t ro in momenti eziolo gici anamnestici e nessun rla.to in lesioni pregre.-.se della. cassa t impa.nica. Esclude la possibilità. che dette lesioni potevano esser e in rapporto al rurnore .del motore fomito di tonalità bassa. L ' A. richiama. l'attenzione sull' uso in aviazione dei motori nuovi lupiter ed Asso, che , forniti di tonalità alta, possono essere capaci di p rodune lesioni cocleari. Ciò e importante per il medico-legale nell'esame a. lunga scadenza di piloti, che attualmente hanno iniziato ad usare apparecchi fomiti di tali rnotori. maggiore medico Talenti e il ca.pjta.uo m edico Meineri, esposero a lcWli lltud~ 81.1 la cletermiln<uione rapidct del vi8us in ratpporto all' ad-attam.ettio ret,inico al buio, con r~gtutrdo aUa sce/.l'a. clel1)er~Jonale a-ero-naviga-nte, presentando' un d.il,1)0sitivo còn il quale si propongono d i determinare in modo rapido l'acutezza. visiva. in rapporto a ll'a.da.t.tatnento roti.nico al buio, metodo che potrà avere utile applicazione per l'esame della visione nottltrna. d egli tWiatori. Una. grafica costruita. con i dati per ora. ottenuti fld esponenti il rapporto t ra illunùnazione (X) ed angolo vi.sh·o
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(j). :si an·icina ·nella s,ta par te media ad una iperbole coH la formula j = a. x ~
x
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mentre se ne discosta ai due estremi. G li AA. s i riservano di s tabilire entro quali limit.i la. c> mTa. possa. Yaria.re e ~e la. deviazione notata. sia dovuta. a. fenomeni fis iologici o ad errore di tecnica. I capitani medici l\1.a.gliulo e Bucci riferirono s u alcune esperienze fatte sui ca.n i coll' U$0 deile .~oltn~ioni salino-gom.mose nelle gravi enwrragi-e, quale presidio terapenti co molto più enica.ce d elle comuni soluzioni saline isotoniche ·e ipertoniche. E d-Si hanno usato soluziorù saline gommose a varie concentrazioni da.! 6 al 15 % inietta.ndole nelle vene dei cani sa.la.ssa.ti dal 67 a.l 70 %- Le esperienze sono state divise in tre /V'Uppi, usando rispettivamente in c iascun gruppo soluzioni al 6,al lO ed al J 5 ~o· In un 4° [,rruppo a. titolo di controllo hanno usato liquido di R inger dopo un sala.:~so dal 60 a.l 70 %· · ln ba..<;e alle loro ric&rc he sperimentali gli autori hanno potuto t rarre le seguen ti conclusioni : l 0 !\elle emorragie gravi, nelle quali la. perdita eli sangue SOl')JMSa i 6:'i% della massa totale. un animale muore anche se g li vengono praticate iniezioni endovenose di liqllÌdo di Ringer in quantità eguale a.l sangue perduto. ; ·1n vece, iniettando n elle vone nna soluzione salù1o-gommosa., e.'lao sopravvive nono· stant-e la. perdita del 70% del suo sa ngue ; 2° È preferibile l'uso di soluzione sa.linogomn'lose. leggermente ipertonica rispetto al sang ue, rna non è consigliabile che la. concentrazione della. soluz.ione sup eri il l O % ; ao L ' inna.lza.mento della pressione arterios a., ottenuto mediant-e l' uso delle ùtiezioni endovenose d i soluzioni salino· gommose, si mantiene q uasi costante a. differenza. delle iniezioni di liquido di Rin~er, che eleva la. pressione arteriosa solo in modo temporaneo ; 4o Le soluzioni salino-gommose possono t rovare pratica. applicazione olt.re c he nel trattA.mento d'urgenza delle ferite complica te a. grave emorragia. sia primaria che secondaria. 1\n<>he nei feriti in ;'<t.:lto di schock. nel C)ua.le l'a.bba'li!a.:nento della. p r essione san·
III CO~GRESSO DEI,LA SOCil!:TÀ I1'ALIAl:'A L)l ~n: JHI'IN.-\ LEGALI!:
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guigna rappresenta. w10 dei sintomi piit imvorta.nti. cui il c:hit'lii').!O deve rivolgere principalmente l'attenzione prima di procedere ad importanti atti operativi: 50 Le iniezioni endovenose di soluzioni salirto·~Oilllnvse debbono essol'e iniettate alla temperatura di 40-50° a dosi frazionate e molto lentamente. I l Cl\l)itano medico Casella r iferisco su la ju11zione tubnrica in rct]Jporto Clll'u-
to.iazione. L ' uomo in volo per i continui sq uilibri di prt>ssione, ai quali è so,g getto, ha bisog-no di normale fuHz ionamento clollu. tuba d' En:o.tn{'chio. Qualora niò manchi. possono produt•si a ltera·t.ioni e dist.urbi f~tn7.ionnli dell'ort>cchio, alcuno volte gravi.-;.-;irni. e cho OCC'OITO it\ r.u~ti imo li preve nire. Allo 'l<:opo di sO.).!!!ial'e la porvict-i• tuhari1'a gli istit ut.i medko- leL!ali 8ono p l'O v· ,·isti di campan.a Jmeumati{'a.. in ('ui un impianto n d op res:<ione ed un impiantoO frigor·ilot·o permettono di riprodul'l'e le c•ondizioni delle a lte quot e, e l'A., avendo visitato primt\ e dopo tale prova oltro 2nn soggetti, riferisce la storia di 36 fra i più importanti e rlòl!gruppa i sintomi o~>servati a carit'O d e ll'orl'l't'hio nel >;C~uonte modo: 1" Kessum\ ~tlterazione t.irnpanica. 2° Iperemia rnt\ll~·o laro che si ri>'t:Ontra costt\nte quando esi.«te catarro nn.«ofarin!!eo e piì1 t\C'N,nt.uata cin qu ella parte O\'C uotasi limitazione della pen·ic>ti\ na.:;s~ll). ao tp en•mia mnllco laro della plir a poswriore . del quadrant-e postero-supericwe co:<tante quanuo esiste catmTo 11a." o-far·in_goo a<'centuato. 40 lporemia tirn]'anica ditYusa c:'lll l picc·{lli ematomi intrnlam.e llari. ~.JUalc·he volta ver,;amento i!ieroiio intnotimpo.nico " idmpe ex vacuo •· Da tali fatti l'A. crede potor dc·durre r·hc. mentre i SO!!l{et.ti. i qnali dopo In. prova. JH'PsenJano >:;ompliee iporemil• H1ttllu•llare . pn:<sono P.ssere lt.'< '<tlllt·i in sor·vizio, in qmm to .c: li offotti sono lievi e q n.ind i tr't\.'-'Ctll't\hi li dal lato med ico-log:ale, nt·gti altri il g iudizio dovrà es.«ere ne~ativo o per lo meno f<O:;pensivo. se si ritiono che con adat.te cure la steno,;i tu baria, f"an~a d t• Ilo. mancata ae•·nzione della r·a..-<;<a. e quindi de!lo alten1.zioni l'iscontrato. po>'sa ntiJ.dionwe o !!liiWirP. Pe1· i pi lut.i in r;en·izio in cui ~i t•i;;oontra tala aff('.zione hi'<ognerà istit,uire cnn\ oppM tnn>t o il r iCO\'Ot'o in ospedale. proponondone anehe, se del ca.<>o, il J'>l."Sil.!!l!io in quelle ;;pe<·it\lit.i' O\'e gli squilibr i di pres;;ione sono relativamente minl')ri. Seguì quìndi la re!a·.done del prof. Ottolenl!hi sulla .Uetli.ci.na lryale e pol1:zic 8ri<:nti/im. L'.\. par.lò stti rn.pport.i reciproci tra. l!l. medicina. legF\le e lt~o polizia 8c:ientifics, far:endo U()tfl.re corrw la poli:?ia s('ientifìca è nna figlil\~ionc dt'lllt\ medicina lega le. di cui a 8un. volta è vennttt ••"' A.t·crosccrne il campo e ad estcpdeme le appli<Jazioni. La poli71ia. scientifka da m•llt.eplici n ltre brand1e di soimtzf~ attinge le conoscem:e ed i metodi di indo.gi11e. nessuna p erò ha co rne la medi<•ina IC'Ig,tlo parte essenziale costitutiva nella form.azione di una ri,~:roro.;a polizia sciontifit·a. NesslUlO meglio rhe il medico le!!ale f. in cond i~r.ioni di informare le indagini e le applicazioni tecniche alla polizia a quelle e,;igen.ze scientifiche. cho >«>rlo norlllt\li nollo inda.t ùni di laborator io e nelle funzioni peri tali, ma che devono ritrovar>'i in tutte le funzioni orientate all'accertamento del vero . n problema della. identità e speciatmente la. identificazione di persona è un esempio dei più convincenti per dimo:ttrare la. iJ1fluenza recipr oca delle due scienze di applicazione. L 'A. l.'onclude ('he il diffondersi della polizia scientifica secondo l'indirizzo italiano, cioè quello della prevenzione e represflione. ha. creato un nuovo ramo medico-forense, la. medif'ina legale d i polizia.. Il tenente colonnello 111ed.ico F\maioli comu nicò a.l congresso a.lctmi r i..,;ulta.ti d ei 'suoi stud.ii sui mibitarl 'T'e?. ùnp'UJ$ivi., prospettando le co-rrelazioni ehe si rilevano t ra alcuni tipi sub-endocrinopatici, tip i morfo logici e tipi nouro-p;;ic]Jici particola rmente violenti e t rae motivo da queste >ttret.to correlazioni per s piegare la gene.\'i delle loro azioni criminose e mettere in evidenza il valor·o dell 'elem~nto disendocrino sotto il punto di v ista. antropotogif'o. ll tenente colonn ello medico de lla R . m a rina. S,!!'a.r bi pa.rlr\ sui dat·i stat-i.9tici, 8uglb irv.ii<·i. 8tatici e din.am.io('& e loro imporL<u12a n<:lla r·alutazione. dd/a. r obtUJtl•zza costiJ.uz:ionaJe nella selezione dei pilot·i dell'aria. L'A. a.c<:enna. all'abbozzo morfologico, che ritiene ind i:;pensahile per i tempi che corrono. e che si impone per le esigenze in tut.ti i campi di medicina lcgL\Ie. E::<so è orientato verso i quattro p unti cardinal i della m.orfologit\ e cioè : l o Classificazio n e del tipo morfologico ~econdo il Viola: 2° Criterio e ndrocrino-llmor,\le per la. det,errni.na.ziooe della dominante endocrina. (Pend<'): :lo Ricer·ca del nevrotono individuale con l'indag ine sul :tegrnento simpat.ieo e pnrllo-~ÌIIIjlati.:o del si,;;tt>nUJ.
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Ill CONORESSO)>ELLA. SOCIETÀ I'l'ALM.NA DI MEDICINA LEGALE
neuro-vegetativo (Cnstellino) ; 40 Desiglll~zione della costituzione psichica individuale con la qualifica del ten1peramento e del carattere, quali esponenti pih importanti della. psiche nei suoi due segmenti, l'affettivo e l'intellettivo. , L' A. critica. il numero esuberante di indici facend o constatare la. loro manche· vole7.za, dovuta. a diverse ragioni e sopratutto al :fat.to che diversi AA.. studiano l'individuo a completo sv:iluppo, mentre dovrebbe essere sorpreso in piena evolu:z;ione. Si sa, specie per gli studi delle scuole italiane, che le for-Le costruttrici del· !"'entità costituzionale si raggruppano in due punti, che l'A. chiamerebbe centrosoroi di orientamento. Questi centrosomi, pur rimanendo differenziati, sono molto vicini fra di loro e svih1ppandosi in equilibrio determine1·ebl::ero il normotipo, mentre che allenta· nandosi fra di lot·o e prendendo il sopravvento o quello che è destinato all'accrescimento in a ltezza o quello all'accrescimento di m8Si'a si verrebbe a costituire i due tipi di d efonru1zione deUa costituzione morfologica. Nell'istituto medico-legale per la R. aeronautica. di Napoli l'A. ha usato gli indici di Pipneto indice strutturale e di Bouchard o indice p onderale sopra. tm migliaio di individui, ed è venuto alla conclusione c·he rispondono a l loro scopo ed hrumo un valore in qua.Jlto sono st udiati ed adbperati, non separatamente ma in rappm·to fra di loro e che queste rapporto è inversamente proporzionale, venendo così a rispondere ad uno dei r.ostulati del Viola, e cioè : " La vah1tazione ponderale od aumC'nto di massa e la evoluzione morfologica. o cambiamento di proporzione, sono tra loro in rapporto inverso •. Ma questi indici, che l'A. chia.rra statici, non basta110 per il reclut,ru:r:ento degli aviatori; occorre avere degli alt•i indici, cl1e l'A. chiall'a d iiJamjci,per cosi cercare di esprimere in cifre la potenzialità di tm &}1pMccchio o s is tema. A questo scopo l'indice dello S<'hneider non ba~ta e l'A. ne propone uno che chi&ll'.a indice toraco-polmonare che è la risultante di Fei el:>"J)Ont~nti elte donebl::c misurare la potenzialità toraco·polmonare.
li prof. Lnttes, comu11icò ci1·cu. In mol'te per arresto di respiro nell'a.vvelenc-
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{
mento in gas, ma non da gas, che, secondo il Lattcs. sarehl:e prodotto dall'acetilene contenuta nel ga.s illuminante. li maggiore chimico-farmacista Cappelli fece rilevru·e nei rigu ...-di de! ! '~.s.s!do di carbonio puro, di ctli il prof. Latt.eso f'i sarebl; e ::::ervito, d>(' ad nuerin;e la purezza non è sufl'ic1ente il dire di averlo p1·epara.t.o riscalcla:ndo l 'anido formico con l'acido solforico, secondo Doebereil1er. È infa.tt,i, fra l'altro, ben noto. che l'acido formico è facilmente ossidabile, con pa:ssaggio ad anidride carboniea, e rerciò è necessario essere ben sicuri della pur(:'zza dei due acidi, specie per CJuanto si riferisce agli ossjdanti. E poiclu' è pitl SI!CYole dispoJTe di a cido oss"'lico che non di acido formico, purissimo, C'rede cho l'o>'sido di carl~onio puro, per esrerienro di quest.o genere. potrebbe essere preparato riscaldando l 'ac·ido os~>a.lùco con l'acido solforico, S.."l;Or· bendo. completamente, l'anidride carbonica nella l iscivia pota.<:sica ed in successivi lavaggi con arqua di barite, e, controllando infine se l'ossido di cartonio, cosi sepl\l'a.to, è interamente assorbito nel cloruro mmoso, so riduce il cloruro di pa.lladio o· d 'oro, od il nitrato d 'arl!ento sodico anunor1iacale, e se bnJCia con fiamma livida spettroscopicnmente canittPI'istica. Q.uanto alla determinazione quantit.ativa dell'ossido eli carhonio in medicina lt'f!ale. la. sr>ettroscopia. applicata, certo con adatti aprn.rec('hi e conYeo ienti metodi di ricerca., potrà condurre a feli<'i risultati. n Cappelli O>'serva, in.fi11e, al prof. Lat.tea, che l'acetilene è contenut.a solo in quantità. assai minima, ne l gas illuminante, risr.etto alla rerceohrale dell'et.i lene e degli altri costituenti Ionclnmentali d el gas (CO, vari idr<>carburi, HCN, H 2 S, ecc.) così che riesce impossibile pensa.J·e che il gas illuminante possa uccidere a causa della mh1ima quantit-à di acetilen e in esso contem1ta, per arresto di respiro, prima ancora d1e l'ossido di ca.rbonio. l 'acido cianidrico, l'acido solfidrico, e le altre !'osta.nze dann oso, abbiano avuto il tempo di pot<>re e;;plicare le loro a~ioni Yelenose o mortali. È ben noto che l'aretileno ruro pre~;enta. uno scarso equivalente tossico. Nella morte - per arresto di res.viro - determinata. spenmentalmente dal prof. Lattes mediante acetilene preparato, come egli ba di<'hin.rato, da carburo di calcio ed acqua, viene immediato il pensiero che la ref-;ponsabilità principale spetti proprio ail'os.<:ido di carbonio, all'idrogeno fosforato, ed all'acido so!ficlrico, e cioè alle impurezze contenute nell'ncetilene, così preparato. È infatti noto che l'acetilene ordinario, p reparato dal carburo di calcio ed a<'qua, ò velenoso non già fer il 98-99 % dj acetilene che contiene, sibbene por l'irJs ieme delle impurezze sopraindicate (CO, PH8 , Ha S), le quali ra.ppres('ntano soltanto uno o due per cent.o della ma...<OSa
CONGRii:SSO IN'l'F.RN.-I.ZI ONALF! D. lGit:Nl,; PUBBLICA JN GAND
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~~osa. Se - -
fondatamente - dunque, io.;Se por o.;-;em da con.-.idet·;we la possibilità di morte in ga<> illuminante, mi\ uon da gas - p'lr arre,to di roRpiro - , il Cappelli di\rersamente òa.l Latte.s, r itiene che mai potl't3bbe pen.sl\rsi. come causa d etet·minante, all'acetilene, sia per O:<!lervi contenuta in ror<:entuale troppo pic· cola, sia porchò la voleno;o;ità. dell'acotilone, quando verament;o .,,.;.;t;e, n o n ò dovuta
alla a cetilene. ma alle vario impllrez7.o cho può t:'Ontenere (UO. PH3 , H! S, fosfuri.) Sembra invece al Cappelli e-«atto pens1u o, che la mot·te - per arre;;to di t·espiro provocata sperimentalmente. dal prof. Latte.~ . sia doterminu.ta dt\ll'aciclo cianidrico e forae da u11 Riner~ismo to~sico da n:-ido cit\ni: lrico, acido ~;olfìdr ico; ed ossido d i carbonio (sempre presenti ne l !lo,.; illwninante e. :;po.;~o. por qua.uto concerne l'acido cianidrico, in quantit!l in;;olitt\mente elevn.ta., per delìcient.o purifìcazione del f!i\S stesse) qualora egli u.si !::'-~"~ da ilhuHinaz io ue. o, :::in. determinata o:-.senzialmente, dall'idrogeno fo~fo rn.to e cln.ll'o:-~sido di carbonio. qualom. o;;li usi acetilene ordì· nario, e. perciò stesso, irnp1n·o. Il ma·~giore C6ppolli foce inolt.t-e uno. com•uliNl.?.iOrte sullr~ spettroiJcopia, luce di lVood, e potenzi.ometr ia in mRrli~;i1U/. lrgale. Seguirono ' altre intf'r~::<santi <'Omuui('azioni de i pr·of. Df'lla ' 'odova, Cazz-a.nil!a, ecc. Alla fine dell' ultim!lo sedut:t. il pruf. Leoncini rivJ lse un caldo saluto di ringrazia mento al direttore della :)cuoia. e a.~li ufficiali medici tut.ti per lo interessanti comunica1.ioni e per la cor,liale osptta.Lità. ricevuta. l'rAZZA.
CONGRESSO INTERNAZIONALE DI i lGlENE PUBBliCA IN GAND n Congresso interna'llionalo d' Igiene puhblica, orgnnÌ7.7.1\tO dal • R oyal ~~~-~ti tute oj Public Health » di Londra, si S \ 7 0lse d t1.1 1° al G giu~no di quest'anno a Gand. Al Congresso, che aveva. uni\ :;pecit\le tiezione ri,.;orvata A.l!a Merlicina militare, navale e tropicale, parte::iptl.rvno le m:1pm~entn.nzo militari d ell'Inghilterra, della Francia, del Belgio, doll'It.~lia, degli Stati Un.iti e della Rumania. : l'Italia. era. ra!)presentata dal ten n te colonnello rne lico :>r. Bruni. della Direzione di sanità. militare del Corpo d' Arrnata. di Bolo:J:no.. Il Congresso si svolse nol • Palair~ de.~ Fhe-~ • di Gand o:l alla corirnonia in~>u· gura.le intervennero le LL. M.\L il Ro o la. l~e~ ina del B elgio. L' Univer:;ità di Gand offri da parte sua tm ~ra.ndioso ricevimento ne ll'Aula ".\[a<:!;na. ed un s >ntuoso banchetto. Al banchetto uflìcit\le, a cui partec1pMono 250 persone fra congressisti e::l invitati, il ten 'n·.u colon·•ello 13r.rni P'' l't; \ il ;n l•to dell'Italia e del Co rpo sanitario militare t\lla nazione belga ed a tutti i congressi:;ti. Oltre alle riunioni scionWìche, por iniziati,·a. rlo.z li u.tliciali mo~lici holgi fu organizzata. una gita a Bruxelles por vis itarvi I'I-;tituto di e:iucazione fisica. Altra visita interessante fu quella all'Istituto d'igiene di Gand, fondato ùal prof. Van Ermengen, oggi diretto dal p rof. Bessernf\.n.~. Al dolo.zato clell'ltn.lia vennoro in tutte le circostanze fatte calde dirno3tra.zioni di s imp>ltia per il nostro paese, specialmente da. parte dei belg i. n ten9nte colonnello me:iico Bruni presentò al Con~reqso una. comunic!l.zione (l\ Cjuah sarà pro>>i·n!'l.men •.o p ·•h'llica•a nel Gi.·•rw.tle <l·i melicina 'lllill:'rtre) sulla vaccinazione a.ntitifica nell'E.,ercito itl\lia.no col lipovMcino a.ntitilìco T . A. B., che interessò moltissimo i congressisti tutti. ta.n&o che la disc11ssione, a. cui parteciparono i delegati francesi. i delegati bolgi e:i il delegato della. Germania, prof. Praussnitz, dovette essere ripre-,a in una seconda. so:luta.. Hanno sopratutto interessato i nostri dati statistici, poichè le altre nazioni non ne posseggono, in quantochè in Francia viene lasciata facoltà. all'uln· cia.le me:iico dol Corpo di sce~liere fra. il lipovacci.no, i vaccini acquosi e l'}uelli per via orale e quindi un confronto non è facile e nel Belgio, in cui nell'Bser· cito la febbre tifoide è molto rara, la vaccinazione venne finora pratic!l.ta. coi vaccini acquosi. F ra le comunicazioni, che meritano uno spocia.le rilievo per l'intero8Se che possono presentare dal punto di vista di igiene militare, una venne presentata. dal tenente colonnello medico dell'Esercito inglese C. F. Searle s u un tipo di la · trina portatile da campo, ed una dal dott. Colomba.ni, direttore del servizio s ani tarlo a Ra.bat (Marocco}, che riguarda i gruppi sanitari mobili al Marocco.
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Som mario degli argomenti trattati (Ili
prmssi n~Rii JtrYnlli alla limi• catrall ii salti llilita11 •a1 t• al 31 I11U• 1921).
DEI T IRREN1. - Capitano medico RAFFAELE D'ALEssANDRO : Terapia. specifica de.Jla, febbre tifoide.
CAVA
L'A. si occupa della siero-terapia., vaccino-terapia, stomosino-tera.pia, protei: no-terapia e chemo-terapia della. febbre tifoicle. D i ognw1a d i esse espone i p r incipi teorici, su cui sono fondate la tecnica di preparazione dei diversi p rodotti e le norme della pratica applicazione. Dallo Rt.udio, sia di lavori sull'argomento, come di molti casi personali, conclude che, sebbene un notevole p rogresso siasi fatto in detta terapia con i vacciru lisizzati e più con le stomosine, finora non può dirsi che s i è in possesso di una terapia specifica della febbre tifoirle veramente efficace. Ciò probabilmente è dovuto al fatto che non ancora è ben conosciuto il meccanismo d'azione patogeno. delle tossine t ifose e delle reazioni imnnmitarie, che esse p rovocano nell'organismo. Ma!!giore medico VINCVNZO DI P ALMA : Delle ghiandole a secrezione inte1·na.
(.,Hll!TJ. -
L 'O. tratta dell'influenza vitale che hanno queste ghiandole, mE'diante la loro sec,rezione sulla salute del cor110 e della mente, e dimostra come nesstma parte dell'individuo possa sott1·a:rsi all'azione eccessiva o deficiente degli onnoni. Richiam a quindi l'attenzione sulle correlazioni esistenti fra le varie glandole endocrine ed i rapporti recipror:i fro. -i vari ormoni, e parla delle funzioni della tiroide e deUe sue disfunzioni. Ricorda che la tiroide è legata a lla crescita dell'organismo, al suo sviJuppo regola.ro ed alla circolazione del sangue: ha inoltre il còmpito di regolare iJ ricambio orp:a.nico (delle sostanze proteiche, dei grassi o degli idrati di carbonio); funge, in6ne, da antisettico vitale, per l'azione fag-odtica ed antitossica delJa iodina. Illustra infine le disfunzioni tiroidee, l 'ipertiroidismo e l'ipotiroidismo, nelle loro canse e nei loro effetti. Tenente colonnello medico EnlltENECILDO B ASSO : Due casi. d1; pleu'1"ite da malaria.
UENO\"A . -
L'O. presente due casi di pleurite consensuale da infezione malarica., illustrando i rapporti fra splenomega.lia. e risentimenti p leurici fino alle manifestazioni di pleuriti vere e proprie, con schietta sù1tomatologia clinica. e ra.diologica. R iferisce sulla. frequenza di questa complicazione facilmente constatabile allo schermo con spianamento del m. diaframmatico e scomparsa o quasi _del seno costo-frenico. Quest.o reperto, che egli chiama segno d el diaframma, lo ha riscon· trato in f,r enta casi t-rià raccolti. e dei quali presenta radiog-rafie dimostrative. Tenente colonnello medico SANT'T BBlGVGLIO: l mrportanza cùU'ind<lfliM r(:!(.iiologica nelW studio delle aQeziorvi delle ossa e nelle lC$Ìoni traumatiche.
l\'lESSINA. -
L'O., dopo 1wer aC<'<'nnato all'ori pine dei raggi ROnt~?en ed al modo di attenerli con i tubi a gas rarefatti o Caolidge, tratta dei processi infiammatori e tumori p iù importanti delle ossa come si rivelano allo scher mo, e delle loro malformazioni scheletriche. Illustra. quindi varie affezioni, quale la sindrome scafoidea di Kokler, le malattie di Osgood e Schlatter, la ·sindrome metatarso-falangea d i Kokler e l'osteocondrite giovanile
• CO:-!FERENZE: SCENTIFICHP.: DEGLI OSPF.DAL.L :\lll.ITA Rl
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Trattando poi delle lesioni tramnatiche dello scheletro, fa rilevare l'import.auza enorme della indagine radiologica. in ogni fe.Se dell'evoluzione del trauma all'i-
nizio, dUl'ante le. cura, a guarigione avvenuta, nei caso di eventuali complicanze,
ed infine presenta e illustra numerosi radiogram.mi. :\fo.gg:iore medico Gw,.:EPPI~ St~ t:L t1'1 GO : P MI' l'~ te1rn1ci s~tllu diJ>en· clenza o meno da. cau.se di se-rvi-zio di ùt{1wmi.tà o hwimti trrwml'ftidH'.
P AVOVA . -
·
L'O., definito l'infortunio e la malattia profe~~ionale e :<pie_smt.o il mec<'ani,;mo dello sforzo, illustra tutte le cause occasio111~li ed etlil'iMt.i delle malattie ~tcute e croniche degli organi polmonari o delle a r ticolazioni. fac~>mlo ri.salt.are sopmtutto l'azione delle cause reumatizzanti ed in quali condizioni o sotto quale sintnmatologia J)Ossa riconoscersi eventualmente in tali cause la produzione di un iufnrt\Ulio o di una malattia p t·ofe~tsionale. Espone co!<a de\'e intendersi JlN' 6 l'IIÌO. tl'f\wnat.ico. e per ernia di forza, ricordandone ln sintomatolo~oria e iac·endo di l)ue~tn. una cri tica, dimo::<traHdo come i dati e linici :;in.no vari, rna nf\si'HII\0 pre!;O isolat.amento j)lls:;a sempre avere valore as.«oluto. Conclude illustrando le di;;po,;izioni che rel!olano il ril'onoseinu:-nt,Q da cnu,.;e di servizio di una le::.ione od informitA :;ecnndo la )!itu·isl>l'lldPnza noedir·•>·legnlf' militare.
P AL.ERMO. -
)faggio re medico FRANCEsco P1 YE1"'l'L : l servizi d' igifltl' e profilassi del nostro eB&rcito in campagna.
Rivelata la impor·ta.nza morale. sociale ecl econoiTlica. ùoi servizi d 'igiene e profilassi dell'esercito in camptl!-"lla. l'O. passa ù1 ra.<;.~o~rna. l'or~~:anizzazione nei suoi organi direttivi e dii sorve.'{LialiZf~ e negli organi esecutivi e mozzi <Li diiesa. Si trattiene sui mezzi di prok,zione individuale e coUottiva contl'o i gu.s, :sulla istituzione degli uffici idrici presso le Armate, sui posti di pot.abilizzazione campali e sui vari metodi di depuraziono·delle twque, sulla profila.,;;;i tl.Ht.imalarica, su quello, a.nticeltica e sui prop;ressi di q uest'ult.ima. dopo la g uerra. Ilil1stra le modifiche all'or·giulizzazione doi $et·vizi igicnico-profilattici pmposte dal generale medico 1\lemmo in Ct>so di I!Uerra di mov;nu:mto. ed accenna ai mezzi profilattici di dotazione presso le Divisioni, costituiti dal mtcleo di disinfezione di sanità. Rileva infine l'utilità che deriverebbe dalla istituzione di wu1. sozione di disinfezione per ciascuna di\'isione. alle dipendunze del capo-uJlì<:io di :;artitil., del quale si rendorebf>o così piò olticiente la t\mziono di igien.ista. Tale sezione potrebbe in ogni eventmalitò. mettere uaa delle su e tre aliquote a disposizioue di ciascuno dei tre reggimenti, di cui si compone la diY:isione, e potrebbe al LLo.<og:Jto funzionare in toto per còmpiti di mo.1.q~ iore importanza. ln tale c,·cnt ualitt\ si p o· trebbe sopprimere la sezione di disinfezione del Co1110 d'll.l'I1Jnta. potoudo ili cr1so di bisogno il direttore di sanità del Corpo d'armata se1·virsi di uno o più ropu.rti di una delle sezioni assegnate a lle dipendenti ilivisioni. PtAOE~ZA. -
Maggiore medico GENNARO RO.){ANO: Cura chirurgica della tubercolosi polmonare ..
L'O., dopo di avere brevemente riassunto le indicazioni e contro-indicmzioni generali del pneumotorace terapoutico, prende in esame e discute su1la scorta dei dati anatomo e fisiopatologici i casi in cui è indicl\ta la cura prettamente chirurgica. Descrive ed illustra la operazione del I acobaeus e del Leotta, la frenico -exoresi e la toracoplastica. extrapleurica (Brauer - Friodric - \Vilms - Sa\lorbruc), mettendo in rilievo la gravità di quest'ultimo inte1·vento, le complica.nr.o inuuodiate e tardive e gli esiti lontani. Parla quindi della. collassç>terapia associata, dimostrando la maggiore effi.oacia della frenico-exeresi sulla toracoplast ica e conclude col ritenere cho. quando non esistono· controindicazioni tassative pel pneumotornco (sinfìsi plcurica totale, perforazione del polmone con fìstolizzazione, eco.), quosto t·ealizza il tipo più prat i co ed efficace di collassoterapi&.
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CONFl!:ltENZE SCENTIFI CRE DEGiol OSPEDALI MlLTTAIU
SAVIGLIANO. -
Tenente colonnello medico VIT:roaro Gaosso: Contrwutc flUa paJ.ologia e cu.m d-ella luaaazione abituale 8$terna della rotula- M etodo Carle.
L'O, ritiene la. luss~zione abituale della rotul.a Rffezione non frequente: l'etiologia e la pawlogia sono complicate, intricate e paiono variare da caso a caso. La. terA.pia deve sempre essere chirurgica : non è però possibile stabilire norme fi\!se, dovendo esse variare a seconda dello spostamento rotuleo. a seconda delle condizioni della. capsula., delle alterazioni muscolari dei legament i e dei capi articolari. n risultato operativo sarà. tanto più perfetto quanto più l'intervento verrà. esteso al maggior numero delle alterazioni presentate da ogni sin golo caso. SA.VIG[..tANO. -
Tet\Onte colonnello me:lico !LORENZO
M .m F:NOO:
Le 11i8-ite ~a\
Consit:Jli d.i levcs ed ai dist·rett1:.
L 'O. ria-;;;ume i TlUin 5rO:>i Ci\'li di militsri che si presentano in osserva'l.ione affetti da ernie bi llt3r<~.li volumino>:~. ~Oz'l.i. anchilosi complete del gomito, lussa· zioni dell'anca, r&Ui volumino.:;i, esiti di antiche fratture delle gambe e del pie:le e~c . ; CJ.<Ji che dimo3trano l' iu~uffioiertza. delle visite mo:liche ai Cons.igli di leva. e:l ai di:.;tratti. a rlim:ntra la no:.:•H~it~ che ;;i proc:oàa a dette visite con calma e con dili~enzo.. Conclu·le in•is te.<:lo perchil tale importante servizio ai corpi sia 'fatto ella per· ~onale 1\"lZia.no, pr.>t ioo. per evitare iru1tili in-::ornbri ne;li o.s pe:lali e spe3e all'erario. SAVIGLIANO. - Capitano medico GrusEPPE BauNErrr: Bwmutoterapia col bismuto colloidale. L'O. riferisce sulla. terapia bismuto·colloidale nelle varie manifestazioni della sifilide. La sua azione è per nulla. meno efficace di quella di altri numerosi preparati, di \bismuto e costituisce una cura molto indicata nei casi precoci per la sua rapida azione speciale s pirillioida.. L'iniezione può farsi intramusoolare o e:1.dov:>nos!\., Ren'l.'\ prrtpa nnionc !!p 1ciale dell'ammalato, e tale prodotto, usato con discernimento, permette di intraprendere una. vera lotta contro il pericolo sociale della sifilide SAVIGLIANO; -
Sottotenente medico ANTONIO ST&.NOATI: La febbre da sifilide.
L'O. passa in rSBtiegna i diversi stati febbrili nel decorso della lue. Parla delle caratteristiche della febbre a seconda dei periodi della infezione, rilevando che n el periodo del sifìloma iniziale si può avere un lieve rialzo termico, che oscilla dai 37°,2 ai 38° ; nel periodo secondario si può avere una febbre di lunga durata.. che a.ccompagna le manifestazioni ulcerose e mutilanti ed infine nel periodo terziario si ha non di rado febbre che accompagna le manifestazioni di tale periodo e la cui frequenza. è in relazione alla localizzazione del male. L'O. termina richiamando l'atten'l.ione su queste manifestazioni febbrili della sifilide per evitare numerosi errori di diagnosi, in cui purtroppo si cade quando ci si trova. in presenza di una malattia.febbrile da treponema. Toar:-<o. - '!Colonnello m e:.lico Sr::BASTfA.NO R O'TA : Alcune consi<:lerazioni sui (}Wl cl(! combattimento. Pr<m-Len-lo o:::::a,ione dalla recente istruzione diramata dal S;;,rvizio chimico 'nilit}re. l'O. fisi!t\ l'!\tOOn?;ione s u alcuni principi generali. Parla dell'a'l.ione degli a.~qrd.;sivi ohi ·n ici, tanto s ulle collettività dei co:ubattenti, come sui singoli indi· vidui. esponen:lo e di><cut()n'lo le varie cla.ssifica'l.ion•.i dei gas di guerra basat;e sulle loro fH'Oìlrietà biolo;siche e fisiopatologiche, descr.ivendo sinteticamente i principali disturbi da o3si pro:iotti, e sofferm~ndosi sulle più importanti t'orme cliniche e s u a lcuni crite r·i dia~nostici differenziali da tener p resenti. Enumera i principali tipi di a~gre3Sivi aiopera.ti nell'ultima guerra, descrive la composizione chimica di essi e l!\ masL(iore o minore loro persisteuza, e:i accenna al diverso irnpiego a secondo flelle vn.rie ciroo;stanze e dello varie fMi del combattimento, facenc\o rilevare l'opportunità di riconoscere il più prontamente possibile la natttra. dei gas Eanciati dal nemico, non solo por regolal'Si sull'impiego dei m02zi di difesa e di cura, ma anche per a,rore possibilmente una norma circa la maggioro o minore
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILI'rARI
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durata del pericolo, dopo la cessazione delle emissioni d ei p;as stessi. Parla poi dei me:zri di difesa collettivi (meccanici, calorifici, chimici ecc.), di protezione degli ambienti chiusi, di bonifica degli mnbienti st-e.<;si. n onchè del terreno circos~-ante, soffermandosi particolarmente sulla difesa antipritica. In seguito d escrive i vari mezzi di dif08a individuale. accennando particol..rmente a quelli ora. in dotazione e tratta infine della cura dei colpiti, dando norme generali riguardo ai soccorsi da prestare ai gassati, alloro s~omùero e relativa. ospedalizzazione. Termina, invitando tutti ad avere la massima. fid11cia, sia nei mezzi di difesa e di protezione, sia nei pr{!;;idi cmativi consi~tliati dall~1. scienza e dall'esper ienza. Segue dimostrazione del resp iratore ingle>'"e e della tm1sehera Draeger. ToRINo.[-; Colonnello medico L uwt FRANCHI : Un caso di men.ingo<'ele.~ L'O. presenta un caso di meningocele in una recluta inviata in osservazione per • tumore al capo. Descrive l'affezione rr.orbol'a consistente in una turr.efazione circolare alla regione parietale destra. del volume di un gros!';o uovo di gallina, sessile, di consistenza. molle-elastica., con evidente segno di fluttuazione, non pulsante, coperta da tessuti normali, con capelli alquanto radi. Mostra quiQdi la. radiografia. della. parte, in cui si osserva che il parietale presenta tre fori rotonde~~ianti, del diametro di mm. 2 e mezzo circa, che fanno com1U1icare iJ meningocele con la cavità cranica.. L ' O., accennato all 'anatomia patologica dellA. affezione morbosa, da ultirno si intrattiene sulla diagnosi differenziale fra. mt-ningocele. C'Ìsti, d er moide e angioma del capo. ToniNO. -Capitano medico FELICE. LuciANo FuscÀ: Sen;iz-io idrico in campagna. L 'O., dimostrata l'importanza del ser vizio idrico, durante una. guerra moderna., fa. cenno d egli organi direttivi: 11ffici idJ·ici del Comando Supremo e Comandi delle grandi Unità e degli orgo.ni che concorrono per la. parto igienico-sanitaria e per i trasporti. Parla poi dogli organi esecutivi del funzionamento del servizio, sia per quanto riguarda costruzioni tecniche che per la vigilanza sanitaria. Tratta ancora delle diverse specie di acque e della loro scelta ; della. raccolta, del rifornimento alle truppe ; dei trasporti; degli accertamenti igienico-sanitari ed infine dei sh;temi di potabilizzazione in uso o semplicemente esperimentati nel nostro e negli altri eserciti. To&Tl-lO.- Capitano m edico li:NRt CO L<niB.-\RDr: Diagnosi, epidemiolnrtia e profilassi delhz febbre t1joidea. Secondo l'O., il compito dia.gno5tico della febbre tifoidea. consta di due parti: una parte clinica. e una. parte batteriologica. E per ci.,scunn. u i e.->"C' mette in rilievo i dati ed i sintomi, ooi q ll>di ~ i p.rò arrivare co n :-icurezza alla. diagnosi. Parla. quindi dello ;;tudio epidemiologico di dea.t e. infezione e svolge ampiament~ il 111odo col quale avviene la. trasmissione da uomo ad uomo, !>p ecialm ente 1 er quanto ha rappor to coll'a mbiente d el soldato. J'nssa. iuline in ra.'>l'gna i mcz'li prol1lattici a.! 1 i a difonc!ert. In cotet.t i\·iti~ e< L i singoli ùtdi vidui dall'infezione , intta.tt;eneml,rsi speciahnente sulla. vaccinazione per o;; alla Besredka TRIESTE. -l\1aggioremotlico OnEsn; (; a At.W~IIJArtDO: :l'nbercolo solitario d ell'iride.
L'O. presenta il caso clinico: ia l'anamnesi e l'esame obiet.tivo dcll'a.nunala.to e descritta la. regione sia dal punto di vista. anatomico l!lte fw1Zionale. passa in rassegna. tutte le forme di iriti, a.cconnando alle va.rie clas:~ilica?.ioni e mettendo in rilievo il predominio delle forme tubet·colari in base alle recenti statistiche. Esaminato il risultato dell'accert.ament.o t. b. c. e<l il repert.o de i vari esami di laboratorio praticati, descrive i camtteri della. forma tubercolare a focolttio riHcontrMi da vari autori, mettendoli a. raffronto con que lli riscontrati nel paziente e fa dia~uosi differenziale con la fonna luetica. e con le varie neoplasie dell'ir:ide. Riferisce SLtll'e.o:;ito de ll'esame da. lui praticato con la lampada a fessura ed in ultimo sul risult.ato positi,-o o&tenuto mediante lt\ reazione con la' tnborC'O in a., Fatta la diagnosi di tuborcolo solit-ario dt>ll'iùde, tratt-a infine dello. prognosi. della. terapia e del provvedimento medico-legale che il caso richiede. S.- Giornale di medicina ndlitare- Faso. VIII-IX.
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NECROLOGIO Prof. caY. ROBERTO PICQUt colonnello medico Chirurgo dell'Armata francese, professore d'anatomia alla. facoltà. di medicina di Bordeaux, apostolo dell'aviazione sanitaria : tali sono le t re espressioni che r iassumono la. meravigliosa attività., come dice il pro. Leja.rs, della vita d i Roberto Picqué. Egli è caduto sul campo dell'onore, vittima d'w1 incidente di volo, mentre trasportava in aeroplano sanitario all'ospedale di Talence, per essere operata, la signora d'W1 ufficiale aviatore dal campo di Ca7.aux : la signora si è salvata, mercè l'intervento precoce, e l'eroico pioniere Picqué si è immolato a.l suo ideale ed a l sentimento del dovere. Al suo fedele pilota, sottotenente Goegel, che gli faceva ri levare in tale circost-anza la minaccia di un uragano. egli ha semplicemente risposto: "Che importa ! una vita umana è in pericolo, nostro dovere è di partire ! ». Roberto Picqué, dopo essere stato p rofessore aggregato a Va.l-de-Gràce, era stato nominato insegnante alla. facoltà dì medicina di Bordeaux e medico capo, e nello stesso tempo, chirurgo, dell'ospedale militare di Talence. Egli. durante la grande guerra, ha portato il suo soccorso di chirurgo valoroF!o nelle linee avanza te. D i tt\le esperienza chirurgica di guerra fece una brillante relazione noi I Congresso di m edicina e farmacia militare tenuto a Bruxelle-9 nel 1921. Nel dopo-~zuerra Egli consacrò la sua a·ttività. all'aviazione sanitaria in tempo d i pace e ne divenne l'apostolo più devoto e convinto fino al sacrificio della Sua magnifica personalità.. Il ricordo della Sua simpatica e fine figura è ancora. vivo in molti di noi che l'ammirammo in Roma ne.l 1926, quando vi si recò, in aeroplano da Talence, duratlte il Congresso internazionale d i Chirurgia, facendo una ben riuscita. dimostrazione d'aviazione sanitaria a Centocelle. n Picqué lascia numerosi ed apprezzati I!\Vori di anatomia., di chirurgia e dii a viazione sanitaria.. Un Suo pregiato trattato di anatomia. è stato tradotto in italiano dal prof. Dorninici, con prefazione dell'illustre prof. Alesssandri. E~li era nn amico del Corpo sanitario militare italiano ed un ammiratore convin to dei nostri a viatori. La Sua morte met·t e in lutto l'Esercito francese, la Medi:. cina e l'aviazione sanitaria. CA CCT A.
Dott. cav. ERNESTO SASSOLI maggiore medico in S. P. E.
Il giorno 14 giu~no scorso, a !!Oli 44 anni, di spegneva improvvisamente m Firenze il ma~giore medico Erne.<;to Sa.o;soli. E~li prese parte alla campagna. it.alo-turca riportando Wl encomio per l'atti vità, previdenza ed ardimento spiegati nel disimpegno del servizio ~;anitari o nella residenza d el Garia.n. E nella campa<!na italo-austriaca partecipò col 6-!0 reggimento fanteria alla battal!lia di Pola.zzo d el luglio 1915. conset:ruendo la medal!lia d 'arfleoto al valor militare, perchè • sotto l'ilnperversare de(f uoco nemico prestava il
suo servizio con coraggio e mirabile abnegazione, con intelligenza ed operosità e provvedeva con prontezza. allo sgombero di numerosi fe riti e. Fatto prigioniero o. monte Cost on nel ma~gio 1916, fu internato nel campo di concentramento di Mauthausen. ove fTa disag i e fatiche non lievi diresse il ser vizio sanitario tenendo alto il buon nome italiano ; e la sua opera altamente umanitaria fu apprezzata anche da parte nemica.
NOTIZIE
DoH. MICHELE ESPDSITD capitano medico in S. P. E.
Un'altra immatura perdit.a. ha colpito il Corpo sanitario militare collamorte <iel capitano medico l\1ichele Espoaito, deceduto dopo breve malattia, e. soli 34e.n.ni in Ancona. Partecipò come aspirante medico alla guerra italo-austrie.ce.. Nominato tenente medico effettivo, p restò servizio in Colo1ùa al presidio dj Roma, conquistando la piena fiducie. della popolazione indigena.
n Gi<;T"'UÙe di medicina twilitare si inchina. reverente dinanzi alle salme di questi giovani vite x·epentinamente troncate ed invia ai desolati congitmti le più sentite ~ondoglianze.
NOTIZIE
Onoranse al colonnello medico della riserva navale S. 'U. A. prof. W. S. Bainbridge. Il 23 giugno scorso, alle ore 18, o.ll'ospedale mi litare del Celio, nei giardini di villa Fonsece., elegantemente pavesati con bandiere ame ricane e nazio•lali, coll'intervento dei tenenti generali medici G. B. Calegari, direttore generale della sanità. miilitare e F. della Valle, presidente della Commissione medica superiore delle pensioni di guena, del direttore di sanitìh del Corpo d'armata e di tutti gli ufficiali del Ministero della guorra e del Pre-"idio, ebbe luo~o una simpatica ed intima cerimonia in onore del colonnello medico della riserva navale S. U. A. prof. \.Yilliam Seama.n Bainbridge, che, di ritorno dal Conl!resso Intemazionale di Varsavia, ove aveva rappresentato il Corpo sanitario militare americano. aveva voluto t ratte· nersi qualche giorno a Roma per salutare i nume rosi amici che egli conta nella ~la.sse medica civile e milit-are. Al festeggiato, accolto dalle note degli inni nazionali e!!re!:!;iamente suonati dalla piccola orchestra delle reclute di sanità, recò iJ :su.ILLto del Corpo sanitario militare italiano il tenente genemle medico Ca.legari, eSt\ltando i progressi dell 'Italia nova ed jnneggiando alla fratellanza. italo-americana, consacrata sui campi della gloria. Gli offrì quindi in ricordo w1a targhetta d 'oro, espressamente coniata dallo Rtabilimento Johnson di l\Iil&no. ::ieguirono brevi parole del tenento generale medico della Valle, e del direttore di sanità. Rispose commosso il prof. Baiubridge, ringraziando vivamente per le calorose accoglienze ricevute. che ogli intendova rivolte più che alla sua persona a tutto il Corpo sanitario n:tilitare americano e compiacendosi dell'ordine, della. disciplina e del continuo progresso dell'Italia sotto le. s icura gttida dell'Uomo, che' egl i non esitava a ritenere il p iù grande del mondo.
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PARTE UFFICIALE
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A ) GIORNALE MILITARE UFFICIALE.
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(EBtratto dalle dispense n . 20·33 del 1927)
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l) CmcoLAllE n . 241, del 24 febbraio 1927. - R. decreto che detff'mina le attribuzioni del capo ufficio di aanità della Sardegna. ~
Art. un ico.- Al capo ufficio di sanità della Sardegna sono devolute tutte le attri· buzioni che attualmente, in base alle disposizioni vigenti, sono di competenza del direttore di sanità di Corpo d'armata..
2) CIRCOLAro:: n. 351 del 12 maggio Jl927- R. decreto-legge n. 846 - R eclutamento' atraorrlinario c/fl, uOiciali inferi ori d el Corr;o sanitario m ilitare (ufficiali m edici t chimici farmacisti). Art. l. - È data facoltà al :Ministro pe1· la guerra di procedere, in deroga alle norme vigenti ed ind ipendentemente da. ogni altro recluta.rnento in corso, ad un reclutamento straordinario di n. 2.0 capitani medici e n. 25 tenenti medici, nonchè di n. 10 cap itani chimici-farmacisti e n. 12 tenenti chimici farmacisti in
S. P. E.: c~) con trasferimento nel Corpo sanitario m ilitare di ufficiali inferiori dei gradi rispettivi in l:lervizio permanente nelle varie armi e cor pi, i quali siano provvisti ri~pettivamente della laurea. in m edicina e chirurgia, o della laurea in chimica. a del diploma in farmacia ri lascia.ti da una. Un iversità del R egno ;
b) con nomina in servizio permanente a capitano o tenente medico, ed a capitano o tenente chimico-farmacista di capitruù o subalterni medici o chimici-far-
macisti delle categorie in congedo che non abbiano olt repassato alla data del l o maggio 1927 il 45° a.n.no di età per i capitani ed il 38° anno per i RUbalterni e posseggano i requisit-i richiesti per la nomina ad t1fficio.le nel servizio permanente. In dipendenza dei trasferimenti e delle n omine che saranno effettt1ati in applicazione del p resente articolo s i considereranno ridotte di altrettanti p osti le vacanze ne i ruoli d egli ufllciali delle altre anni e cor pi che, per essersi verificate posteriormente a l 2U agosto 1926, possono essere ricoper te con nuove nomine, a. norma dell'art. 2, secondo comma n. l, de l R . decreto 16 agosto 1926, n. 1387. Art. 7. - Le cariche di direttore degli ospedali secondari sono conferite ai tenenti colmmelli medici più anziarù. Art. 8. - I tenf.\nti colonnelli m edici hanno facoltt\ di rinunciare all'avanzam ento a l g rado superiore anche quando per la p ropria. sede di anzianitt\ n el ruolo spetti di ricoprire la carica vacante di direttore di un ospedale secondario. I predetti ulllcia.li, incorsi nella. esclusione definitiva dall'avanzamento a. seguito della. ri.nwJCia di cui sopra, potratmo egualmente e:;sere trattenuti in base all'art. 72, tl ltimo comma, della. legge s nll 'avtl.n'l.ll.nlf'nto degli ufficiali del R egio esercito 11 marzo 1926, n. 3!)8, e con le limitazioni ivi st,abilite. D ir ettore responsabile : AnTUHO CaSA ltiN I , tenente colonnello m edico. (H83) - Roma 1927 - Anno V- Sta.biliruent~ ~··a.flco p er l'Amruinis.tra.z ione dello Stato. ~· ~ '·~· . ·: ..'... ,; ....... ....,
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·t~ .~ ~~ :...i.~, ~
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! V Conferenza interalleata per l'assistenza acll invalidi di guerra (Bruxelles,
1920). -Relazioni ufficiali.- Un volume di pag. 44 . • . • . . •
Congr~ ~o
L.
5-
,
6 -
internazionale di medicina e fannacla militare (Brux~lles, 1921 ). ·
r alazioni ufficiali del Corpo sanitario militare italiano. . • • . • •
Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti del Crmgruso - Vol. I. · Relazioni ufficia li - Un volume di pag. 416 con tre tavole . . • . . . . . . . . . . • . . . . . . .
• 35 -
Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atii del Conrpesso. · Vol. Il. - Lavori del Congres.so a comunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . • . • . •.
l
60 -
111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Purigi, 1925). Lavori del Con gresso e comunicazioni. - Un vo lume di pag. 88 . IV Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (V ar:;avia 1927). Lavori del Congresso e comunicazioni. - l'n Yolume di pag. 116 Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48
• 8• 5-
S. SALINARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata d el 1,1remio Riberi. - Roma, 1900- Un v ol. di pag. 320 . . . . • . . •
•
7-
l
6-
•
5
• 7-
.
M. CuSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario lf\- campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . M. CuSANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito Italiano - 1906, . . . . . . . . C. DE CESARE· Studio sulle mediastlnltl (mediMtiniti suppura t ive, ascesso mediastinico ) • Roma, 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . . . • • •
-
• 5-
P. brBtUAOo. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodot.t~ in fototipia ). - Roma. 1903. . . . . . . . . • . . . . • P. lMBRIAOO. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8 -
•
8 -
MTROPOMETRlA l\ilUTARE. RlsultatJ ottenuti dallO spoglio dei fogli SIIJJitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlante ; Vol. I (dati antro. pologici ed etnologici) con atlan te della geografia antropologica del· l' Italia · Roma, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . Vol. II. (Dali demografici e biologici) • Roma, 1905 . . . . . . • .
1
F. B.~ROE.FIO e c. S.FORZA· Compendio di chirurgia di guerra corrrpilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secesslone d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. BERNARI>O e G. BaEzzr. Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904- Un volume d i pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche · Roma, 1905 . . . . . . • • . . S. GALBUSERA. L'Igiene delle carni alimentari. Manuale d'ispezione delle carni A. CASARINI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1905. U n v olume di p ag. 330 ccn 65 figure. · Roma, 1908 A. CASARINt. Le malattie e gli Infortuni nells. vita mìlltare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1906. Un ~. olume di pag. 402 con tavole grafiche e statistiche • Roma, 1908.. . . . . . . . . • . . . . . .
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Giornale di medicina militare Olrnione ed Anunini•trazioue: Pala:tzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Ron•a
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1. Il Oiornaù di mdicina milUar~ si pubblica li primo giorno di di quattro fogll di stampa a lmeno.
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per l'Italia e Colonie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . ...... .. ... ... L· 32Per l'estero . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . , 44In Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 6Un fMcloolo separa te costo.. · · · · · · · · 7a 1l' E storo ............. . .. .. ........ • Il supplemento contenente l Tluoli In Italia . .... . ................. . . . , 15 di anzi«nità cùl cor!)(l sani tar io mil«are costi'. all'Estero. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , 18-4. Per gli uf'!lolall medici e chlmloi far m aclstl del R. Esercito (In servizio atti vo, lo posizione &uellinrla. di camplemen~. della rlser~a. cd a riposo) il prezzo dell'abbonamento è ridotto a L. 24 an.ticipate ed il prezzo del supolemento è rido~to a L. 8. Non si trasmettono ricev-ute per gli 9-bbone.menti personali. 6. Non si accettano reclami trascorsi trenta giorni dallo spedlzionC' del Giornùie, cbo: sl H· fettua regolarmente al primo di ogni mese. Trascorso tale termine, l fru;cJccll richi esti vengono spediti se disponibili, solo a pagamento. e. l signori abbonati militari In elTettlvltà di 6el"'lzio pog~Jcranno l'Importo dell'altbonamento per mezzo del rlftpettlvi comandi di corpo e dlreztoul. 7. Per l sol! u:flciall medici (dell'Esercito e dello Marina), In qualunque poslr.lone 8• trovino è ammesso un ABBONAMENTO CUMULATIVO al Giornal~àimdicinamililar~ed agli .4nnnli eli mdicina navale e colt>niale al prezzo di r•. sg annue. È Inoltre ammesso un A.BBOl"..U.iENTO CUMULATIVO al giornale l'Universo, rivista geogrtU!ca lllustrata, al prezzo di L . 5Q annue. Per ottenere tali facUJto.zlonl cumulative gll abbonati militari dovranno fa.r vervenJre l 'Intero lm· porto all'Amministrazione del periodico del proprio corpo. 8. Al librai si fa. lo sconto do! 10 per cento. nta ~oltanto per gli abbonam.,ntl dolle per!!one e dea-Il enti non militari.
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Per ceutJnalo
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tano come metd, purcllt per<l l 'urdinadom non sia infericre a 50 copk
6. I manoscritti non si r estituiscano. I lavori brevi ananno la precedenza.
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Pubblicazione mensile
GIORNAL ~E DI
MEDICINA MILITARE PUBBLI C ATO D AL MI N ISTERO D E L L A GUE RR A (Direzione centrale di sanità militare)
Giornale di medicina militare: r88s-r 888 Giornale medico d el Regio E sercit o e della Regia Marina : r 88s-r e95 - Giorna le medico del R. E serdto : r 8g6 · rgo?
ANNO .L XXV - 1927 - V
Fascicolo X
1° Ottobre
SOMMARIO MEMORIE ORUIINALI: Mtmm•. - L a r ar.louo a llmcntnro del sold fl.to in tempo di pt>CC . .. . • .. . .. .... .. ... .. ... . .... M1lner1. - D pup llloscoplo dLJl'er enziale di Hc~s . . . . ... . ......... . ... .• . ... . .. . . . . .... . .... • .. CIMIIL - L a funzion e tu barie<\ in rl\pporto a ll 'av iazion e .... . .. ... . .. .......... ............ .
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OAIUIITICA CLINICA: Malmone. - Eezema ed aut oemoterapia.. . . .. .... .. . ...... :. • .. . . . . . . . . .. . . .. .. . . .. . . .. .. . . . . .
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RIVIITA DELLA ITAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .. . .. .. .. .. • .. .. .. .. . .. .. .. .. .. . . . .. .. .. COIIQREIII .. . , .... . ... . .... .. . .. . . ...... ..... ... . . ......... ... . .. . . .. .... : . . . . . . • . . . . . • . . .. . . . . . . . . OOIIFIREN%E IOIENTIFICHE NEGLI OSPEDALI MILITARI . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . • . . . . . .. . . . . . . .. . NOTIZIE ..•..••.•. . .... • •........ .... .. . . · · .... • . . . . . . . . . . • . . . . . • . • . . . . . • • . . . • • • • . • . • PAIITE UFFICIALE . .. . . • . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . •
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620 624 630 63:, 636
DlmiDftf ED IIMiftiSTRAZIOU: Palazzo del Ministero della Guerra · Yia XX SeHembre · IOIA Telefoni 43-283 R . T . - 21-84 R . M.
Per le- nuove norme circ a le pubblicazioni dei lavori vedi cope rtina (-l• paJina).
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Pubblicazioni in vendita pr\!sso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare '
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ROMA
V ia XX Settem bre - Palazzo d el M in istero della Gue r ra -
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare
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I - F. TESTt. - Storia retrospettiva dell' Igiene nell'Esercito Italiano • . • L. 7 U - Ricerche biologiche degli Ulfici pslco-fisiologlci di aviazione militare. Un volume d1 pag. 236 cor• 46 figure e 2 tavole . . • . . . • 15 Ul - K SANTORO. - Ferite addomina li di guerra - Prefazione ciel pr ofessore N. G IANNETTASJO. - Un volume di pag. 400 con 38 figure. • 30 IV - A. LusTIO - A. Bu~r~co. - 1 • gas di_ guerra •· lrr.olego ed effetti Provvedimenti l' cura. - Un volume di pag. 104 con tre tavole micrografiche a colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. LusTio. - Brevi cenm storici sulla evoluzione della maschera contro l gas dura nte la guerra mondiale (1915·918).- Con 21 figure. . 7VI - F. C ACCIA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. - Prefl\zione del pro f. 1~. DALLA VEDO\' A • • • • • • 6 Vll - S. SALI.NARJ. - Insegnamenti dell' ultima guerra sul tratta mento delle ferite osteo·arllcolari In 10 e 20 tempo. - Prefazione del p rofes· sore R. ALESSANDRl. - Un volume di pag. 190 . . . . . • • 20 VIII - A. CASARINt. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • 5 ._ IX - La celebrazione del medici caduti In guerra . - On vol. di pag. 92 con Hl figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • • IO X - N. Rooi NÒ. - La prolìlassl delle malattie lnrettlve dominanti nelle nostre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . • . • • 6 X I - A. CASARim. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un v olume di pag. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . • 20 XII - G. CAPPELLE. - La chimica m ilitare e le sue relazioni con l'ordina· • 5 mento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . XIII - S. S.u!N ARt- L'au tolesionismo nelle sue varie forme e nel su oi esiti. Un volume di pag. 250 • • . . • • • • • • • • • • . • • • • 20 XIV - F. CAJ1CIA e S. Rt ccT. - Le ocrlusJoni Intestinali (escluse le ernie strozzate) . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . • 5 XV - G. GmxoNI. - Geografia medica ed igiene del nostri possedimèntl coloniali. - Un v olume di pag. 240 con 3 ca rte geografich e •20 XVI - s. SALINARI. - La razione a li mentare del soldato In pace ed In guerra. - Un volume di pag. 240 • . . . . . . • . . . . . l 20X VII - A. CASARINI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare . - Un volume di pag. 60 con 9 figure . . . . • • • • 7 R. p ALMIERI. - L'ospedale milita re di Napoli e le vicende del servizio sanita rio militare napolltano. - Un volume di pag. 72 . l 7 -
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Altre pubblicazioni. 'La lotta antitubercolare nell' esercito.- Un volume di pag. 96 con 8 t a vole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pa g. lC'O con 37 figure . • . • . • . • • • • • • • • • . • . • • • Per Giovanni Maria Lanclsi nel Il Centen ario dalla sua morte. - Un volume di pag. l 06 con 28 figure . . • . • • . • . • • • • • • . • • • • ·m Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Inva lidi di guerra. (R oml!o, 1919) - R elazioni ufficiali e comunicazioni. - Ur.. volume di pa g. 96 . •
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MEMORIE ORIGINALI
l'lliMfHTAlmHE DEl ~OlOAT~ ITIUAftO IH UMPO DI PUE per il dott. Giovanni Memmo, mags.:ior generale medico, libero ùocente in ! !?iene nella R. Università ~li Roma
I.
ll problema. dell'alimentazione, se è grave per una Na,zionc, lo è ancor più per la maggiore collettività di es~a, per l'Esercito ; in quanto si tratta di ·problema logistico, amministrativo e sanit<Lrio della più alta importanza. L'argomento, come osserva giustamente il Salinari nel suo libro «La razione alimentare del soldato in pace ed in guena n, interessa l'igienista, l'economista e il sociologo : l'igienista,, perchè la collettività militare è rappresentata d a giovani che non ltanno raggiunto il complet o sviluppo e devono essere sottoposti a una stPssa. ~~limentazione obbligata e quasi allo stesso lavoro ; l'economista, percllè la. Flcelta. degli alimenti deve essere regolata dal criterio della spesa minima per il ma. simo dell'effetto utile ; il sociologo, percbè l'alimentazione del soldato, se in tempo di pace costituisce una questione di moralità, di giustizia e di tranquillità pubblica, può essere in tempo di guerra una delle fouti più grandi e più vere di successo, capace, se trascurata, di trascinare nella. rovina con le sorti dell'esercito l'avvenire della Nazione. Tutte le ricerche, tutti i numerosi lavori e studi fatti e che continuamente si fanno presso tutte le Nazioni sull'argomento dell'alimentazione dimostrano che siamo ancora ben lungi d all'aver ri so l t~~ l'ardua questione. Le difficoltà. sono evidenti, se si p ensi allo infinite condizioni che infl uiscono sull'alimentazione, la quale varia secondo il clima e le razze, è in rapporto con l'età, con il sesso, con il temperamento, con l'energia e con l'eccitabilità individuale, con il lavoro ; è in Pelazione con la. digeribilità e con il modo di preparazione dci cibi. Una delle maggiori difficoltà. poi per la nostra Italia, è data. dal fatto che non esiste un tipo nazionale di alimontazione popolare. Nelle altre Nazioni si può dire che nno solo sia il regime alimentare preferito : vi sono per esempio, popoli mangiatori di carne e di patate e popoli che si
n utrono di riso, grano, orzo o quindi nel regime delle collettività la scelta delle vivande non è di.fficile, pcrchè sono quelle stesse della popolazione. In I talia. invece si riscontrano forti differenze tra una regione e l'altra, e poichè il reclutamento è nazionale e non regionale, noi troviamo accanto al soldato veneto, che ama la polenta e il riso, il soldato toscano che d à la preferenza ai fagiuoli e il soldato napoletano che predilige la pasta asciutta. È per queste ragioni e per le incertezze cbe esistevano in fisiologia
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L'ALIME:-ITAZIO~"E DEL :òOLDA'rO ITALIANO lN TEliiPO DI PAI'E
e in igiene e per lé varie teorie dominanti che la ra.zione aliment.arc df-1 soldato italiano ha subìto ripetute modifica.zioui. Fino aJ 1885 vi erano tre t ipi di razione, dette rispettivamente di • guarnigione, di accantonamento e di marcia, senza che si parlasse di una razione di guerra. Non vi era alcun accenno a va.r ietà di cibi (pane gr. 925 - carne gr. 220-300 - pasta gr. 150) : a!;senza assoluta di erbaggi e di lee,crumi. Nel 1886 la mzione fu modificata: fu diminuito il pane (gr. 750), fu aumentata. la ca.rne e la pasta, assegnando un centesimo (!} per l'acquisto di erbaggi e di altri condimenti. Nel 1 893 la razione fu ridotta a tipo unico : fu diminuita la quantità della. carne, della pasta e più ancora del riso e del grasso; fu dato invl'ce un ma.rgine maggiore al condimento (8-8,5 centesimi)~ nel senso cl1e dovesse comprendere, oltre il lardo e il sale, anche legunù, erbaggi, spezie. Tale mzìone fu adottata in massima all'inizio della guerra per le truppe territoriali, mentre per le t.rup]>e combattenti fu stabilita una ra.zione speciale. · J\ia nel 1917, anche per le difficoltà degli apvrov~igionaroenti , furono apportate nella razione notevoli modifiéazioni, variando soprat11t t o gli alimenti. con il precipuo int;ento di salvare il patrimonio zootcrnito e di profittare più largamente dei prodotti del suolo ita.lia.no. Come per l'Ita.lia· anche per le altre Nazioni le modificazioni genera 1ment.e adott.ate nel vitto del soldato non riscossero l'una.nime con~en:;o, e i fisiologi ed igienisti si divisero in duo campi ben distinti : gli uni, dominati dalla. preoccupante necessità di as~>icnrare sino a1 termine della guerra la resistenza economica, sostenevano che la riduzione della carne non poteva lhrrecare dan.no al ,~igore dell'organismo (Cbittenden riteneva sufficienti gr. 50 di proteine) : gli altri invect1 non ::~n.mettevano t.ale diminuzione nel quantitativo della carne. Le propo8te in base alla prima tesi, sostenuta dalla Cùmmissione ~anitaria. dci P aesi alleati, furono accolte e messe in prat.ica dai rispettivi Governi tra la fine del 1916 e il principio del 1917. Ma. nell'aprile 1917, la. Commissione S6ientificn inte1·nazionale, della.
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q11 ale fa.ccv~1. parte H nostro Bottazzi, non concordando con il giudizio della prima Commissione, proponeva, una razione basale minima di 3300 calorie con una aliquota non inferiore a gr. 75 di grassi, senza fissare una quota per le l'l Ol;tanze proteiche, le quali doveYano non essere inferiori a 140-150 gr:l>mmi, e ùi esse la terza parto almeno doveva essere rapprel'lenta.~a da proteine animali, e specialmente dalla carne. Si accese una di~-;r ussione ardente tra il B ottazzi e il Baglioui : il malumore nelle truppe per la ra.zione ridotta determinò una nuova modifica alla razione nel gennaio del 1918 con l'aumento della quantità del pane e della carne. :Xel 1919 fu rir-tabilit;a la razione unica di pace, che fu moclifìcata nel 1921 ed è quella che in liuea di ma~:~sima è oggi adottata per il nostro E !;crcito. l\Ia tutt'c le <li:wussioni e tutt<' le "t'!lriazioni sono sempre stat;e fatte su dati tcoreti<'i, calrol~mdo cio(•, mediante le cifro medie (rb preferenza quelle del Konig), la composizione <Ielle sostanze .alimcnta.ri e deterrui-
L'ALrliiE:-<TAZION'I,~ DE L SOT.DATO IT.\ I.lA!\0 l~ TF.:\JPO Dl PA l 'E
5i9
nando così lJer la razione il qnantita,tiYO di sost,a.nze proteiche, di tiOatanze gr<lsse e ili sosta~ze iili·oca.rbooate.
Il prof. R·O:>;o;i, molto argutattWllh' s<:ri\'e che. a ehi sulla. gni!la. di alcuni tratta.t i e di alcune t;~belle pret.cnùesse di regolare con norme precise ed inflessibili ogni minimo a.t.to dei suoi xituili, non sarebbe forse male ricordare questa dttm v<>rit~t: u se l'umanità inli <>ra s i fos:-;e a.linwntata secondo le indicazioni C'Ontenule non molt.o tempo fa negli f;C·ritti di alcuni fisiologi ed igicriisti, (·PJt O si sarebbe ••,.;t int.a nel giro di non molt.i a.u)li n. I ristùtat·i invero cht> si ot.tcugono con il ('a.kolo si allonhtn<mo molLo spesso dalla verit,à (e valga J'psempio ùel ~Ieinert eh e nelle c~trceri di Plot.zensee eoll 'analisi dire Lt a liro va.n1. gr. Il di ~tlbum iu~t. ment re le taYole del Konig ne d ~1n no b<·n 117 ) : e d'altm part.t>, iudi<:audo le qua.nt.ità introdotte con gli aJiJn eu~i. ma. non quelle r<'almeut.e ùigerit.e e a~similate, po:ssono a ,·orsi gnl.vi '1.'1-rori. varianùo molti:-;simo il relativo c· oeffieient~: di a.:-;sorbimento e di a~:imilazione. Mentre ncll;b popola.zione ciYil<• in Italia per OJWra. del De Giaxa, del llla.nfredi, dell'Alhertoui e del Celli vi è stato tlU fervore di ricen ·he e di la.vori in questo senso. st mli:mdo cioè realmente e dirli'ttanwnLe H bilancio nutrit.i ,.o di s ingoli gruppi di intliviclui e <LÙ alimeuta:r,ione diverr-;a: nell'E:;ercito ness um~ rierr<:a. del genere è sLat;a e~<<>gnil·a. Erl è perciò che dmaute una serie di sLndl a.Jfidati dal )linist.oro d ella, gu('rra a una. Commissione da, mt• pr<>si!'Cluta. sulla. eventuali' ut ilizza.zionè 'di'Ila farina di soia. nell' alimenLazione ùel soldato, ho rH,enut,o oppor t uno <'~'O guire alcune ri<'erche con m etodo sperimentale f; ull'a.limenta:r,ione e sul bilaneio nutritivo del solda.to it;•liano in tempo di pace. Non mi illndo certa.mt>ute che i dati possa no avere un valore a:-;;:;oluto, perchè, per quanto accuml;e s iano state le esperienze ed est>guite nelle condizioni più na.tura.li, non si pOI$Sono generalizzare i risultati ottenuti e stabilli·e il bilancio nut ritivo di una f."''anùe collett.i,ith in base a poche esperienze l-lH porhi individui. In o~ni modo pot.remo sempre ricavarnc n.lcnui ch~ti utili e a \'ere una lncc, unib guida in un cam110 di riccrc·he molto <.liticusse e cont rove rtl~.
n. J.JA R .\ ZIO :\E ALDJ:E:q• \RF. I.:o< TF. \lPO ni P.ICE.
Il prof. Ro;:;si richiam<t J'at.t(•nzione sul va lore ben din·rso che hanno le due er-;pres:;ioni << alimenta.zione del soldato >J e <<razione alirn<>ntarc ,, ; pl.'rchì· per r(tzione alimcntm·r ~i dr1·e in trnd(•rc qnPllo che l'anJminis tmzione !-li propone di dare al sohl:tto, mentre per alim cnta::ione si deve ind.ic;tre gli alimenti effettiva m l'r. t t> con:mwn.ti. 1,1. ra.zione a.!iru ....ntn.re del soldato, quale è fi s,~ata dalle vi{.!'mti dif\p osizioni, si può distinguere in una parte fond arnrnt.a.le e una ]Jarte ra.ppre· senta.ta dai generi di <>ondimcnt·o ; e per magg-iore <>omorlit.iì posiiiamo ancora distinguere nella. pa;rte fondamentale una « alicp10ta im·a.riabile l) costituitn. dal pa.ne, dalla. ca.rn<', dal caffè e dallo zucchero, e una « ali-
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L'ALIMli:N'l'AZIONJ:: DEL SOLDATO ITAI.fANO Jr> TEliPO DJ PACE
quota variabile ,, che può present<ue quattro diverse combinazioni, e cioè: pasta e legumi seccl1i; pasta. e patate: ri~o e legumi secchi ; riso ~ patate. La composizione della ra.zione teorica può pertanto essere indicata .come appresso : Parte fondamentale : a) a liquota invariabile : Pane g r. 700. Carne bo,rina fresen o C'On.rzeln ta g r. 200. Caffè tostato l!~'· 10. Zucoh ero gr. 15. b) aliquota variabile :
P a'lta gr. I SO ovvero riso gr. 150. Legumi secchi gr. 50 ovve ro patate gr. 100.
Generi di condimento : Lardo ovvero olio gr. 15. Conserva d i pomodoto ~tr. 15 ovvero pomodori fre::<chi g:r. l 00. Sale In'· 20, Formaggio wa.ttug iato g r·. 10. ~;lezi e, c ipolle e miglioramenti vari al rancio centesimi 20.
Nei riguardi della costituzione chimica di questa razione teorie~, eseguendo in massima parte i calooli in base alle tavole di Atwa.ter e Briand, riportate da Lusk, noi abbiamo: Parte fondmn entale : a) aliquota. invariabile : Pane gr. 700 ......... .. Carno con osso gr. 200. Caffè gr. 10......... .. Zucchero gr. 15 .•.....
Sostanze protclobe gr.
Grassi
Carboidrati
66,:30
3.85 9,80
350-
31.50
gr.
gr.
1-
15-
b) aliquota ,·ariabile : ]3 combinazione :
1,98 P a<:ta gr. 180 ..... ... . 16.20 0,85 10.90 F.a~ioli g r. 50. . ...... . 2a combina.zione : Pasta gr. 180. .. ..... . 16,20 1,98 P atate gr. 100 ........ . 1.50 0.20 3a <'Ombina.zi.one : Ri>"O g r. 1;)0. . ...... . 9,60 4.95 F agioli g r. 50. . ...... . 10,90 0,85 4" combinazione : Riso IIT· 150. . ...... . 9,50 4,95 Patate gr. 100........ . 1,50 0.20 Parte acCC$80ria : Lardo e olio gr. 15..... 15Pomod oro gr. 100 .. . . . 0,70 0.40 Formaggi gr. 10 .. . . . . . 2,75 3,20 Verdure e altri generi por l'importo di cent. 20.
136,80 27136,80
20-
11427-
11420-
3,80
0,15
L ' ALIMENTAZIONE l>EL SOLDATO ITALIANO lN TEMl'O DI PACE
:'181
Il contenuto medio della razione teorica ristùta quindi : :S'Jstam;e proteiche . ..... . . .................. .
gr.
120,55 36,10
C,tr boidra.ti ... . ........... ... .. . ........... .
•
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Da questi dati si può computa-re il valore ener~etiro della rnzione alimentare del soldato, servendoci dei roefficieut.i stabili t-i da Rubnort che sono i più generalmente amme~si e cbe st.abili~cono i Yalori di calorie 4,1 por l gr. di proteine o per gr. l di carboidr<l-ti o di ca-lorie 9 ,3 per l grammo di grassi. Razione te01·ica. So•tn n ze protclr:he
Carnol<lrnti gr.
Cnloric
gr.
01'!\.iSi gr.
l :?$,:35
3-!.98
.j:J:3, 75
30-!1,64
li!). 15
:H.40
.}~6,75
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Volendo ora calcolare i ch.ilogmnunetri di Ja,voro, a cui corri. pondono i valori energetici della rnzione, ricordando che l'eqniva.lente dinamico di una. caloria è eguale a 425 kgm., si ha : Ra~ione teo rica mtldia . . . . . . . . . . . . .
Kg.
l.l32.2 UO
Poichè la part;e realmonte u t ilizzata delle calorie svolte dagli alimenti è, come b en noto, minore del 10 % delle calorie lorde sviluppate, il calcolo dei Kgrn. è stato fatto in base alle ca lorie nette. Con circolare dell'agosto 1926 il Ministero dc!J ~~ guerra disponeva che l'Ufficiale igienista presso ogni Direzione di Sanità prelevasse dai vari corpi, saltuariamente, senza alcun prea.vviso, e in diversi giomi, una razione alimentare cOID})leta per le analisi da eseguire nel laboratorio chimico del rispettivo Ospedale principale, seeondo dettagliate istruzioni e norme, al fine di avere risultati comparabili tra·loro. Dallo spoglio delle relazioni pervenute, eliminando quelle per le quali poteva esserci anche un lontano dubbio nel modo di prelevamento e nell'esattezza. delle ricerche, ho potnto riunire 159 analisi complete e che possono dare sicuro affidamento. Nella :;('guen te ta.bell<'l. riporto i dati delle composizioni m edie delle diverse razioni :
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L'ALDIENTAZlO!>E DET. SOLDATO ITALIA.NO l:-< TEl1PO DI PACF:
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Compo"iliooe medie. deUe. rnzloue
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Acqua
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LOCALIT.\
::òd., Qnantltà. gr.
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Sostanze Or&>sl azot Me gr.
gr.
[d r at. f di car - Ceneri bonlll gr,
gr.
Torino
Il)
:?0$7, 3') 1345, 70 13.>, sn 12,4()
571, 13 20,92
Milano
92
2820,90 2:J2l, 70 123, l 9 42, 13
596,28
27, 60
Verona
J(J
241.5 -
f'l2, i5 34,55 585,31
26,39
Bolog na.
IO
2-l-67,411 1767,43 123,76 33, 12 52.5, 74 17,35
F irenze
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2490- 1771 -
Roma..
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1676 -
108, 2:3 .53,06
543,32 H, 39
I tl 25fi5, 70 1847, 80 120, 12 28, Il
53 1,60 28, Il
Palermo .
IO 2224, i'IO 1-1uy,st
Cagliari .
7 2534- I795. 89 129,49 .)6, 03 534,27
I 2$, 49 37, Hl ;)70, 56 2(.), 44 21,32
-Media p:enern le .
2-149- 1712,29 120, 24 37,08 556,90 22, SI
Para.goniamo ora i risultati fm la ra.ziono teoriC<l. qual 'è J; tabilita dalle disposizioni ~Iini steria.li e la razione media, che viene effettivamente distribuita alla trnppa :
Razione teOI'it'll ......... Razione effetti,•a media ...
SOSWOZt"
Bostnn?.c
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CMbo id1·o.tl
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Risul ta una. corrispondenza quasi perfetta, anzi la razione effettiva presenta una lieve superiorità nel qua.ntitativo dei grassi e degli idrati di carbonio e nel vàlore calorifico su quella teorica e cosi pure nei chilogrammetri di lavoro, cbe sono 1.132.300 per la teori.ca media e 1.193. 8~7 per la effettiva. Questi risultati potrebbero sembrare a prima vista illogici, poichè non è ammissibile che non vi siano perdite sia nel preleva.mento dei generi alimentari, sia nelle varie manipolazioni che ei!si subiscono prim a di essere distribuiti, sia infine nella distribuzione stessa della razione ai singoli militari. Ma dobbiamo innanzitutto considerare che nel calcolo della razione teorica non abbiamo compreso, per la. irnpos6ibilità di esegtùre un co mputo esatto, quegli alimenti che vengono acqnifitati giornalmente coi 20 centesimi a.ss~CTJlati ad ogni convivente per il migliot·amento del rancio. Tale aliquo ta, pur essendo piccola., se presa indi~ridual mente, permette tuttavia nella massa l'acqllisto di discrete quantità di alimenti complementru:i, capaci di aumentare il valore energetico della razione : d etta aliquota viene impiegata. di solito per l'acquisto di olio e di verdure e talora di vino.
L'ALIMENTAZIO:SE DEL SOt.D a.'rO ITALIA~O lN 'fElll'O DI PACE
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Inoltre è da. considerare che le due combina.zioni di razione teorica contenenti il riso, che sono le più povere in valore energetico, vengono distribuite solo due volte la settimana. Le prime ùue combinazioni contenenti la. ]ntsta., h<~nno. come abbiamo visto, valori più alti e J1itl prossimi n.ll a rat.ione ell'ettiva. e sono distribuite alla truppa per un numero maggiore di volte. Jnfine è da tenere presente che il ealeolo del vn.lore energetico della razione teorica è sta-to eseguito, servcnùoci di tabelle comllilate da autori stranieri per ma,nca nza. di tavole complete compilate da italiani, ed è più che proba,bi lc che esist.ano notevoli ùill'rrenze nella intima ~truttura e quindi nel corril'pondente va.lore cn.lot·itico . degli n,Jiment.i, sopnttutto Vt>get.ali ha un paese e l'altro. In con clusione possiamo qltintli ritenere ehe la ra?.ione media. eiiettiva, quale risulta. d:tlle li'i9 :'boa lisi eh imi che e:;(•)!n ite in vari Corpi di m· ma t.a corris ponde di fatto n. q ut:>ll~L che viene dist.ri lmit.a, ;1.110 truppe del R. E-;ercito. T ale ra.zione ha un coutcun t.o di sost;;tnze proteicùe di gr. 120,24 grassi gr. 37 ,O~ - idrati di carbonio gr. 55G,DO e un valore energetico di ::n:n grandi C3 1orie lorde. X ci rig·uardi d t> l va lore euPrgt>tic:o tot;Lle della razione ulPd ia c !tetti va, non può dirsi che il numero di c:tlorie, che vengono giornalmente mo;;se a di:<posizione del ;:;o!dato, s ia del tntto soddi~bc<.'nte. Inf<btti è unanime parere dci fì>iiologi e degli igienisti che il met.abolismo energet.if'o di un oper;l.io, che compie un lavoro medio (al qu;tlc viene a.ppunto a,bitualmente pa.ragonato il lavoro del soldato in gua.r ni-
gìone) importi circa, 3000-%00 ca,lorie lorde, e a.ncllc la. Oommi.;siono scient ifica interna7.ionn.le st n.bi li va in 3:300 càlorie lorde il minimmn della razione di gnarni;.{ione. Vi deve poi essere una, ripartir-ione dell'energia fra le varie sostanze nutriti ve organiche, IH~rc bè , se secondo b. 1nggc dc !l 'isodinmuismo del Rubnier sarebbe indifl'crente che la. raziono fo,;::;e costitu.it~t d<o uno o da un altro principio, una parte dell'energia. deve però es:>ere risel'vnta. per la riparazione dei tessuti e qlùnd i deve essere da.ta (!:\Ile sostanze prot.eicho. Ora non esistono a tut;t'o,g-a:i d;Lti ben defmit;i che stn.bilisca.uo in modo ta,s sativo in quali rapport.i debb,mo trovar$i le tre so~ta.nze a.limentari in una razione normale. Io non ricorderò tutte le ardl'nti discusr;ioni che si accesero dopo l'affermazione del Chittenden che sosteneva si potc;:;sero ridurre fb G0-70 grammi giornalieri le sostanze proteiche. Si potrebbero teoricamente riùmTe al minimo le proteine, cioè a quella, quantità esa,ttamente neccssa.ria a ripa.mre le p erdU;e dei tessuti, m a allora esse dovretrbero essere esclusivamente eli un alti;;simo valore biologico, quali~ per es., quelle della carne e del lat.te. Ma so, come di solito, noi prendiamo una gran parte delle nostre proteine d ai cereali, è n ecessario che esse ci siano somministrate in propor:done molto maggiore. L e val'ie proteine estranee contenute negli alimenti devono essere infatti dissociate con la digestione nei loro costituenti amino-acidi e da. questi amino-acidi l'ol'ganismo deve scegliere per la ripa.razione dei propri tessuti quelli a datti nella giusta propor.?:ione nece$Saria per la c,~
584
L'ALIMENTAZIONE DEL SOLDATO ITALIANO IN TE!U'O DI PACE
restaurazione delle proteine del corpo :
c per raggiungere tal risultato
è n('cessario un considerevole margine nelle proteine introdotte. Inoltre le sostanze proteiche sono ottime sorgenti di calore e il Bottazzi dice che « le proteine attizzano il fuoco, al quale bruciano i grassi e i ca.r boidrati »• .Anche la questione concernente gli effetti di una razione troppo scarsa di grassi non fu mai presa in seria considerazione prima che la guerra mettesse intere popolazioni in una condizione che potrebbe dirsi di fanne dei grassi. Si è ammesso che i grassi concorrano alla costmzione organica e qumdi ai dovrebbe ammettere per i grassi una quota minima come per le proteine (Berry). Ma.igron e Amar invece ritengono che i grass.i, se pure non partecipano direttamente alla costruzione dell'organismo, concorrono tuttavia a tale bisogno, in quanto provocano un risparmio delle proteine e una migliore loro utilizzazione. Certo è cbe diminuendo i grassi debbono aumentare le proteine e assa.i più gli idrati di carbonio, affincbè suss.ista l'equilibrio nel bilancio energetico. Comunque, per i rapporti fra le sostanze alimentari in una razione ha tutt'ora un certo valore, almeno come punto di riferimento (sebbene ormai giudicata non del tutto sufficiente per il suo valore energetico eguale a 3055 calorie lorde) la razione normale stabilita dal Voit per l'uomo cbe compie un lavoro medio, composta. di sostanze proteiche gr. 118 - grassi gr. 56 - idrati di carbonio gr. 556,90. La razione quindi media effettiva del soldato italiano 1isultante dalle 1 59 analisi corrispondo a quella del Voit l)er il quantitativo delle proteine e degli idrat.i di carbonio, ma non per il contenuto in grassi invero troppo scarso sia per quantità a.ssoluta che proporzionalmente alle altre due sostanze alimentari, fatto già rilevato dal Lustig per la razione del 1920. Un aumento del loro quantitativo eleverebbe in modo sensibile, dato l'alto potere energetico ùci grassi, ancbo il valore calorifico Lota.le ùella razione, va.JorC' calorifico che abbiam~ visto essere un po' scarso.
III. L'ALilillNTAZIONE DEL SOLDA'l'O (1) .
Se la razione media effettiva concorda. quasi con la razione teorica., dobbiamo però rilevare da.lla. tabella delle 159 a.nalisi che vi sono oscillazioni non indifferenti nelle razioni dei diversi Corpi. Cosi per le sostanze azotate andiamo da un minimo di gr. 92 a un massimo di 135 e per i grassi da un massimo di 56 scendiamo a un minimo di 12. (l) Le analisi chimiche sono stato eseguite dal T. Colonnello Chimico.farmacista. cav. Ro~IOLO CE.RRUTI ; la sorveglianza suf!li esperimenti e l'e laborM.:ione dei dati fisiologici sono state fatte dal Capitano medico cav. Gumo FERRI. I due distinti ufficiali hanno compiuto i loro laYori con alta competenza e con attività e zelo superiori ad ogni elogio.
L'ALIM.E NTAZION"E DEL SOLDATO ITALlA~O D< l'EMI'O t>t PA<'E
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Poichè queste cifre rappresentano le oscillazioni vere nell'alimenta,zione del soldato, nello studiare il ricambio ho preso in esame due tipi di alimentazione, dii·emo così, uno massimo ed uno minimo, quali cioè si possono verifica.re nelle oscillazioni in pra.tica. presso i di versi Corpi. Un primo tipo di alimentazione è stato studiato in G militari, ai quali ò stata. data la razione comune prepa;rn,ta, n<'lla, Scuola di Sanità militare per la truppa: razione !;;otto molti punti di vista migliore di quella media eiiettiva. Un secondo tipo di alimentazione invece. è stato stndhLo in 4 militari con la razione che veniva normalmente distribuit;~ pre!)SO un Corpo, e che diJJ'eriva sensibilmente in meno da.lla ra1.ionf' me<Li;1 eiTet.t.iva., sia per il contenuto in sosta.nze a.limeuta.ri, sia p<'r il valore Emergct ico totale. · N on a vendo a disposizione mez;-.i opportuni per uno stndio eompleto dol metabolismo enel·getico e re:$piratorio (<;a.Jorimctro di Atwater), che nonostante gli attacchi che ba !!ubito e i grandi progressi fn,t.ti nel campo delle ricerche sull'alimcnt.azione, rima-ne tutt,a.Yia. abbastanza esatto per una determina.ziono di ricambio. L(' indu.gini furono quindi rivolte sopratutto all'osservazione dol grado di as;;orbimento dei vari costituenti della razione alimentare (proteine, grn.ssi, idi·ati di ca rbonio, sali) e alla compilazione del bihmcio ddl'azoto nel periodo di esperimento. I dieci militari di truppa del Presidio eU Firenze appartenevano ad armi diverse (fanteria, bersltg-lied ciclisti, cavalleggeri) e a diversi distretti di reclutamento. Dopo averne accertat.i i buoni precedenti sanitari e::;si vennero sottopoilti a visita sistemati('à dei vari organi ed apparati, con speciale rigua1·do ali{}. ittMion~ delrappa.rato digel'ente; venne anche praticato un esame completo di m·ine, onde accertare l'assenza di albumina. o di altri clementi patologici. Tutti i militari si prestarono volonta.riamente alla prova. E ssi vennero adunati presso la Scuola di Sa.nità. militare (P seri<• di ricerche) e convenientemente alloggiati in locali separati da quelli dei militari addetti all'Istituto, o presso l'Os}ledale militare (2a serie di ricerche) iu locale pure sepa.rato da.l rimanente della truppa.. J soggetti in esame rimasero sotto la sorveg-Jia.ur.a. continua di tre sottufficiali e sotto la diretta vigilanza di alcuni Uffieiali medici e chimici farmacisti. Un primo periodo di 5-10 giorni venne C:$Ciu:-iv;l.mente dedicato all'ambientamento e all'educazione dci sogget.ti : P:-;si si a.ù ituarono a mangiare la raziono ordinaria, e soltant.o quella, nonch<" a raccogliere scrupolosamente le mine e le fe ci di ogni giornata. I militari si recavano giornalmente ai Corpi di provenienza p('r prender parte alle istruzioni e continuare il più possibile nel tenore di vita ·abituale: sempre sotto la sorveglia.nza dei gra.tlnat.i rispettivi essi fruivano anche della. libera uscita giorna,liera. Dura.ute il periodo di ambientamento i soggetti avevn.no cura. eli L'accogliere le orine e le feci della giornata in appositi recipienti di vetro a tappo smerigliato, tarati: ciò allo scopo di educare i soggetti a non dlsperdere le deiezioni. Le feci venivano pesate e le urine misura.te giornalmente a,nche in questo periodo, onde avere un certo criterio di massima sulla quantità media dei materiali eliminati nelle 24 ore.
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L'AT.t:UEl'TA.ZIONE DEL SOLDATO ITALlANO IN TE~Il'O DI P ACE
Nei giorni invece di vero e proficuo tlsperimento (tre giorni) i viveri venivano sempre accmatamentc pesM·i ad ogni pasto da un ufficiale medico. Di ogni alimento veni va prelevata un 'aliquota identica. per qualità e quant~tà. a quella dist.ribnita a i soggetti e raccolta in recipienti di vetro a t::~.ppo smerigliat·o. Le orine dell'intera giornata erano accnmtamente raccolte in recipienti ben puliti a tappo smerigliato e dal mescolo delle 24 ore si prelevava wl campione per l'analisi. Per la raccolta e la. separazione esatta delle feci, si fece u;;o di sostanze coloranti rivelatrici, adoperando carmini di cocciniglia. e carbone animale. Una. l'Ost.a.nza, rivelatrice veniva somministrata dopo 10-12 ore di digiuno al momento del primo pasto del periodo sperimentale: quella di contrasto veniva fa.tta ingerire all'atto del primo pasto successivo alla fine dell 'esperi~ ento. La comparsa dello speciale colorito d elle feci segnava. volta a Yolta., con t.ut.ta sicur ezza, il principio ed il termine del periodo utile di raccolta. Le feci venivano pesa.t.e esattamente, mescola,te accuratamente con agitat.ore di vetro e ogni 24 ore ne veniva 1nelevato un campione per l'analisi cllimica. I metodi di analiRi usat.i per la determina.zione dei singoli costituent.i chimici della rarziooe1 delle feei e delle orine ftU"ono i seguenti : A cqua. Azoto. Ceneri. C'rra,~s-i . -
E ssiccamento a l OQo. l 05o fino Rl peso costante. Metodo eli Kjeldal : a ) os!lida.zione con acido sol for ico conce n t r·at.o con &ggi unta di os:;ido di r ame e cloruro d i p latino : b ) di~<tilla· zione e titolazio rl o usando come indicatore l'a.zolitrnina. Incenerimento a fuoeo dirotto. E ;:;trazioJlO per otto ore in a:lparocchi d i l':ioxhle t, usando co me soh·ente l'etere di pe trolio.
D l o periodo di esperimenti si è s,•olto nei giorni 26-:27-38 ottobre 1926 e il 2o periodo nei giorni 19-20-21 gennaio 1927. Negli a.llegat i sono riportati tutt.e le os~er vazioni e tu t.t.i i dati analitici ricavati nello studio del ricambio materiale. Hiferisco nella s<1gnente tabella i ri!mltati medi ottenuti:
fiQ;donc t\"t:o.OI'bimeoto ~0
zo Periodo 92 °/
.
0
razione
•o
went.o
ro?.inuc gr.
11.650thl·
gr.
146,72
86 °/o
22,10
so %
(1!)!),3 1
9!! o o
ll3, l!)
88 °/ o
28,96
86 °'o
511' 02
!).S o o
Bir.\="' ' !0
l o PPriocio •lo
Pt' I'Ì <l:irl
assorbi·
C'arbul d mti
mc!lto
tfl>.io u o lfl'.
l o Periodo 91 0 /o
Q.'!sorbl·
l l
Grnssi
Su~tnn1.c ]Jrotclcho
•u
D ELL ' AZOTO
g r. 4.:W gr. 0.4:!
..
naeuto o
L'.UIME~TAZIONE DEL SOLUATO ITALIA.:W L'\' TEMPO DI PACE
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' VALORE EK;); EROI':TJ('() DELLA R.I. ZIO NEl
Ca•I·ie t o tal i ..... .. ..... .... ..... . ..... . . Id. per kg. poso .................... .
Id.
por rn•J· di su pcrfi<·ie .............. .
1• Periodo
2• Pcr·lodo
:3 6!'1:) !HJ
2828 48
18.'\S
l Ili i
D urante i periodi Rperimenta.li la ~orve$!1ianza del per::;onale in<·a.rica.to non subì mai interruzioni : cosi pos~in m o seuz ·alt t·o ritenere che l'introito degli a limenti sia stato f'ITettivarnente e~uale alla razione di;;tributiva, che venne sempre eonsurnata in l it>rHmeut e da tutti i militari, e che le deier.ion.i siano stat·e S<'mpre qua.ntitativamente raeeolte. I militari ha.tmo sempre go1lnto buona ~alnte durante i periodi di C!;pcrimenti. Non vi è ~t.<lh1. 1mn notevok variay,ionc nel 1wso, che è rimasto pre::;so a poco cosktute in tutti; solo in due si è vcrifit·a,ta una lieve diminuzione, ma e::;si hanno dichiarato ehe. oltre la ra.zione giornaliem aYevano l'abitudine di prelentre c ibi prE'sso la caut.ina, ciò cl.w non potevano fare durante i periodi di prova. E :;rLminando i dnti rehLt.ivi all'a;;sorbiment;o, sia, della ra.zione, sia dei singoli romponcnti al imentitri, si riii'\'IL ('be il valore medio complessi,·o di assorbiment-o della ra.zione totale fn :-t:;,:a.i buono, ra.g,!!iungeudo la cura del 91-9:3 %· .Sci riguardi dcU'aRsoriJiment.o ùl'lle !\ostanze proteinhel t,enendo conto che circa l gr. dell'azoto eliminato per le fcc:i :>i può considerare dE-rivante dn.ll'orga.ni:-5mo stP. so, specia.Lment.c dall'intest.ino, i valori dell'a,:sorbimento (Sv-88 %l si possono ritenere soddis[<Lcenti, trcttta.ndosi di una dieta mista costit.uita prevalr.ntementE' lla. alimenti di origine vegetale. Altrettanto può dirsi por i grn.s~ i : è noto clw qua.nùn l'olimimtzione non supera i 1,'1.'. 7 di grasso g iorn;~liero, si pnò ritenere che quasi tutto il grasso ingerito è stato assorbito. Ottimo è stat.o l'assorbimer1to delle sost;an;~,e idrocarbona.te. Il bilancio dell'azoto si può coni"iclemre prat.icamente attivo per tutti i soggett;i in e~>perimento, pere h è i piccoli deficit con. t;Lt<l t.i in qua.lcbe giorno o J:?Cr qualche individuo po,;sono probalJilmente rientrare nei limit i di errore del metodo a.nallt:ico e di ogni ricen.:a, f;IW rimPnt.~Lle. X el primo periodo pot'Ò il bilancio dell'a.zot.o è st.<tto di gr. 4,20 e nel 2o solo di gr. O,-t3. A una parte dell'azoto imma,g-:'tzzinato è certamente d~wolntt~ uua funzione plastica e una e1IettiYa a~;simi la.zione : il riJU<tneute costituisce un'ottima. riserva di ma.novra di albmniua eireolanl,e, semp1·e a disposizione dell' organismo per ogni richiei3ta giorna.liem o st.ra.ordina.ria. Ora, se la prima ra,zione in relazione al bilancio di N rileva.t;o corrisponde perfettamente a questi rottuisitì, la. sN·onda mzione, pnr dando un bilancio attivo, dimostra un va.lore troppo b;tsso, tra.ttn.ndosi di soggetti giovani in periodo di accrescimento. Lo svolgersi degli esperimenti non sembra consenta di fa.re rilievi speciali in relazione alle varie armi e alle regioni di origine dei militari : i fenomeni di assorbimento delle varie sost.a.nze alimentari e i bilanci dell'azoto si sono comport;tti in modo quasi analogo in tntt.i i soggetti.
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J.'ALlMENTAZlO~E DEL SOLDATO JTALTANO IN TEM-PO DI PACE
Vero è eh ~ si tra.ttava di soldati già anziani e quindi già da tempo abituati all'unico tipo di alimentazione militare : sarebbero forse int.e~es s:~.nti delle ricerche in reclut.e di diversi distretti, non appena giunte alle armi. Per quanto riguarda il valore energetico, abbiamo già detto che la razione media. effettiva non ò sotto questo punto di vista del t utto soddisfacente. Le osservazioni di Tiegcrst.cdt, Atwater e molti alt ri stabiliscono che viene spesa una caloria per chilo e per ora da un adulto normale in riposo assoluto a letto e a t.emperatura di st~mza ; tale spesa si eleva a calorie 1,25 nel ripoiSo relativo durante la veglia. n peso medio del soldato· può stabilirsi in 60 kg. ; dormendo 8 ore e rimanendo in riposo pe1· le altre, il fabbisogno minirr·o giornali~ro sa.rcbbe dunque di 1680 calorie. :Sella razione 'lUindi n:edia effettiva del soldato i taliano rin.angono 1441 calorie, e praticarr.ente n elle nostre ricerche 2015-1387 calorie utili per ripaTare le perdite di calore dovut.o agli abbassamenti di teiltperatura e per la conversione in ht,·oro. Occorrerebbe quindi aun:ent:are il valore er,ergetico dP.lla razione anche allo scopo di conferire una. cert.~t elasticità che è resa necessaria sia dalla variabilità delle condizioni climatiche nelle diverse regioni d'Italia, sia dalla circo~>tanza cbe si t rat,ta di un tipo unico di razione, cbe oltre alla vita di guarnigione, deve soddi~<fa,re anche alle esigenze. dei periodi normali di allena.rnento o a.i periodi di campi e manoVl'e. In conclusione quindi teoricamente e praticamente la razione media alimenbu·e del soldato in tempo djj pa.ce può considerarsi ottima sotto il punto di vista del con tenuto quantitativo delle sosta.nze proteicùe e llei carboidrati, lievemente defìcien te nella. quantità delle sostanze grasse e nel valore energetico.
IV.
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:Ritengo utile un raffronto t.ra. la razione alimentare del soldato e quella del marinaio e dell'aviere, che di poco differi·scono tra loro. :R.ilevo i dati per la Marina dal Foglio di Ordini 27-28 giugno 1926 e per J'a.via.zione dal d ecreto ~1in:isteria.lc 29 luglio 1926. Si rileva che : a) il qun.ntita.t.ivo della carne è m aggiore p er il ma.rin:aio e per l'aviere, essendo di gr. 250 e per il marinaio a giorni alterni di gr. 250 o gr. 300 (t.ranne il venerdì) ; b) la qua.ntità del pane invece di gr. 700 ò di gr. 500, ai qua.li vanno agginnti gr. 60 di biscotto, che equivalgono a circa 80 grammi di p a.n<' ; c) la pagta e il riso varia.no : la. pasta da gr. 150 a 200 (per il solùa,to è costan te in gr. 180) e il riso da gr. 120 a, gr. 150 {per il soldato è costante jn gr. 1 50) ; d) i fagiuoli sono gr. 100 per due giorni e gr. 140 per un giorno: in sostituzione dei fa.giuoli possono essere date le patate nella quantità di
L'ALt~IENTAZIO:sE DEL >;Ot.DATO ITALIA.' \'0 I N TEMPO DJ PACE
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gr. 250. P er il soldfLtO si ha invece g r. 50 di legumi secchi, oppure gr. 100 di patate ; e) l'olio di oliva è di gr. 20 (36 il venerdt) : per il soldato gr. 15 ; /) il formaggio varia da gr. 10 a gr. 20 : per il soldato è costanw in gr. 10; g) per il miglioramento del vitto sono couce;;si giornalmente centesimi 40 invece dei 20 che lu~ il soldato. Le differènze principali consistono quindi per la marina e l'avi a.· zione nella minore quantità di pane (gr. 120), nella maggiore quantità di carne (gr. 50) e di fagiuolì (gr. 5'0), nella maggiore quantità di grassi (5 gr. di olio e gr. 10 di formaggio), nell'aumento di 20 centesimi per il migliorament o del vitto. Sarebbe certo interessante uno studio compa.rativo, sperimentale stù ricambio nutritivo del soldato, del marinaio e dell'aviere in rappor to al valore energetico delle razioni e al lavoro che gli individui compiono. Si può però in ogni modo ritenere che lo r azioni alim.ent.ari del marinaio e d ell'aviere meglio debbano corrispondere. perl:hè vi è in esse un aumento certo nella quantità delle sosta.nze grasse e perchè scorrendo la composizione dei pasti non si trova la monotonia della ra· zione alimen tare del soldato, fatto re qttesto da tener8i in considerazione anche nei riguardi dell 'assorbimento e dell'assimilazione. La Rpesa giornaliera per il vitto clel marinaio è calcolata in L. 5,20, per il vitto dell'aviere in L. 5, per il soldato in L. 5. Se quindi si volnsse stabilire un tipo di alimen tazione unica per le forze a t·ma.te, non vi dovrebbero essere aggravi amministrativi, e non credo poi che la diminuzione di un cen tinaio di grammi di pane nella razione del soldato sarebbe risentjta, quando il pane fosse ben confezionato e la diminuzione fosse compensata dall'aumento dogli altri generi a.limentari. Il tipo di alimentazione unica dov.;J:ebbe corrispondere a precise direttive. L 'economia alimentare non è nemmeno diffusa nella popolazione civile, ed è tma questione importante per noi, perchè economia. è risparmio. Ohi non sa. che nelle famiglie borghesi non si conosce a.l:fatto l'economia alimentare, nel senso di preparare i cibi adatti con la minore spesa t Per es., a lla carne si aggitmgono molto spesso come contorno i fagiuoli o le len ticchie, sommando cosl una qmmtità notevole e inutile di sostanze proteiche mentre sarebbe più logico ecl economico aggiungere alla carne le patate o le verdure. Oosl nel vitto del soldato non è razionale dare la pasta con i legumi e il riso con le patate, mentre sarebbe più opportuno unire la pasta con le patate e il riso con i legumi, onde otte· nere una. più conveniente associazione dei principi nutritivi. Inoltre, i supplementi all'assegno vitto sono per tutte le forze armate di regola in contanti : ora è facile intendere, osserva il Grixoni, come con il variare delle stagioni variino in modo manifesto per una stessa regione i prezzi delle derrate e quindi il qua.ntitativo delle sostanze alimentari che dovrebbero completare ed integrare l'ordinaria rar.ione. Le oscillazioni del costo possono pertanto rendere irrisoria la quantità e sarebbe quindi preferibile la quota non in contanti, ma in natura. Un altro punto fondamentale~ la preparazione del vitto : scorrendo le 159 analisi eseguite sulle razioni alimentari troviamo degli sbalzi
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da. 92 a 135 gra,mmi nelle sost~toze proteiche e da. 12 a. 56 nelle sostanze grasse. Perchè queste oscillazioni cosi grandi presso i diversi Corpi, quando l'Amministrazione militare forni1$~e la stessa qua.nt.ità. di mat.erie prime 1 Chi conosce l'amb~ote militare ben sa gli sciupii e gli abusi di ogni genere che mai mancano nella manipolazione in grande dei cibi, fat.tore questo sulla cui importanza, ha ricbiamat~\ l'attenzione il fi siologo Rossi. Ed è anche ben noto che molto spesso il vitto non riesce gradit.o e non è consumato da un gra.n numero di soldati per la irrazionale e cattiva confezione dei cibi. La mine~;tra di riso pe1· es., va perduta in l'orte proporzione tra i rifiuti e le ragioni dello sperpero sono molteplici: la non abitudine dei meridionali a m~tngiare il riso, la cattiva prepa,razione della vivanda, elle si scuoco rigonfìando nell'attesa di essere dii:iLribuita, l'ineg na.le mescolanza del condimento a causa dell'irrazionale sistema di versare il padellotto nelle marmitte già tolte dal fuoco. Il padellott.o poi per lo più è mncido, perchè i grassi del lardo sono sottoposti a cotl.ut·a prolungata e ad elevata temperatura, che come ~ not·O, scompone i grassi neutri in so:;tanze irritant.i (acidi grassi e acroleina) rlisgustolle e dannose. Ma si può pretendere una buona vreparazione del vitto da cucinieri che sono tratti daJJ.a massa della truppa, senza che abbiano nozioni pratiche acquillt<bte nella vita borghese e senza che poss;bno acquistarle per esercizio, essendo molto spe;:so e dopo breve tempo cambiati T n cuciniere, come dice il Salinari, che non sa che la tempera.tura dell'acqua nell'eblùlizione non :;aie oltre i 1ooo, crederà., intensificando il fuoco, di accelerare la cottura. delle vivande, mentre con un inutile sperpero di combustibile finilice col sottrarre tma notevole quantità1 di sostanze aroma.tiche ; P così ignorando il valore nutritivo della broda, ove sono stati ('otti i fagioli o i cavoli, la butterà via senza scrupoli di sort.a,. n :Hinistero della guerra, nell 'aprile 1917 pubblicò come bozze di stampa una " IsLruzione sul servizio del vitto militare ». L'intent,o era di co ordin;~re in un testo unico, oltre alle nozioni genera li !lcientifìche sull'aJimentazione, ~mche le nozioni speciali e pratiche relative alla composizione del viLt.o delia truppa e ai modi di prl"pn.rarlo e le varie disposizioni che riguarchtno l'organizzazione de-l servizio. Giustamente nella circolare di diramazione si osservava che l~ istruzione pubblic.-Lta non era, avvalorata dall 'el'pcrienza e cbo quindi la sua prima applica.zione donJV~~ assumere carat.tero eli esperimento, dn.rant.e il (]naie ogni Corpo e Reparto avrebbe dovuto fare tutt.i gli opportuni rilievi e tutte quelle oss(~rvazioni che potevano emergere dalla, applicazione prat.ic31. Per quanto mi consta 1a '' Istruzione sul servizio del vitto militare o è rimasta allo st;ato di bozze di stampa. Ritengo invece che una bllno intesa organizzazione del servizio sarebbe molt,o opporttma e cbo molto provvida sarebbe l'istituzione del sotttlfficiacle di cucina, nel senr;o però che il sot.tufficiale ave~se una vera prcparnzion<> 1wl ca.m1)0 rlella tecnica e della prAparazions del vitto e fosse in grado di bene istruire e gtùdare i cucinieri, i quali dovrebbero essere s<:elti con criterio e c·on cura. e rimanere sempre a.ddettti alla cucina.
L'ALIMENTAZIONE DEL SOLDATO ITALIANO TN TE:\11:'0 Dl l'<\CE
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L·« I struzione sul servizio del vitto militare n corrisponde molto bene allo scopo in alcuni punti (credo sia. stata preparakt d al prof. Ra.glioni). Dovrebbe però, secondo il mio modo di Yederc, c:ssere riveduta. e messa a.l corrente : le nozioni generali scie n t itì.ehe mi sembrano troppo eleva.t.e, mentre vorrei una maggiore estensione nella pa.rtc tec·nica, pratica dE'Ila preparazione del vitto. Ricorderò per es., che mt't.teudo la came nella acqua fredda non si ott.iene un buon lesso. La quantità di acqua per la, cottma deve E'. ·;;e1·e tanta q ua.uta n P. basti per coprire tutta la carne ; ad essa è bene unire sedano, cipolle, carote, prezzemolo, basilico, ecc. e la carne si deve mc1itere ::;o lo q ua.ndo l'acqua è al bollore: il sn,le con,"iene aggiungerlo in fine di cott ura . La mam•itta deve essere chiu sa, : h~ carne devo essc•·e cotta, a piccolo bollore; non si deve affatto "sclliuma.re ,, p erc:hè la schiuma tini;;ce per dissolversi nel brodo e per arricchil'ne cosi le pro-priet-à. nutri Li ve. Una volta cotta la carne si a.llungherit il brodo, che sareblw ta·oppo c·ourentrato, con acqua calda e mai con acqua fredda. Per quanto riguarda il modo di cuocere il riso, rilevo da nn opu:-;colo giapponese che il riso deve el:'sere lavato pit1 volte tinehè l'acqua non riesce limpida, rimescolandolo con bastoni in croce. La quantità. ùi a.cqua occorrente è di volte 1 ,40 per ogni peso di riso : il riso deYc essere mesl:iO nel! 'acqua bollente ; la chin.'mra del reciptente deve essere permancnt.e. Si (·noce a fuoco regolato ; l'acqua a poco a poco si rH.ira ; quando è (Jtla;:i sparita, si lascia. il recipiente nel fornello ca ldo per 7-10 minuLi. Secondo l'opuscolo, il riso cotto in tal modo può con:>t>t·var;;i : fìno a 13 ore tenendolo a 45 -50 c . id . 18 id. id. 300.350 r .' id. 48 id. id . 150 (' .
Di estate la pasta e il riso possono essere conditi con una. salsa ~emplice prepa.ra.ta a crudo con pomodori ben ma.tm·i, dai quali sieno t olti solo i semi ; lieve salatura ; a.ggiunta di olio eli oli vo profuma.to con basilico o nepi te!la. Si tiene il recipiente copert;o per un 'ont, e poi con questa. salsa si condisce la ]H~>~ta o il ri<;o, aggiungP.ndovi un po · di [ormaggio.
Per la. prepa.razione di mine:::t.roni si mettono nella pentola. in acqua. fredda le -verdure della stagione, ben pulite e mondate ; si aggiungono i legumi, un po' di cipolla e di profumo (basilico, ecc.). Cotte le verdure ~>i aggilmge la pasta o il1·iso e cinque minnti prima della cotturu, complet<t, si leva ht pentola dal fuoco: si aggiunge l'olio rimescolando e ~;i las<'ia riposare cinque minuti con la pcnt.ola ben chiusa. Gli erbaggi e i legumi va.nno rotti con pochissima acqua: anzi alcnni, come gli spina,ci, senza a.rratt.o acqua, in :ventoht ben chiusa, a fuo co lento: così essi consei'YlHlO t.utt.i gli aromi e i lll'incipi nutritivi. Il sale e l'olio devono esscl'C aggiLulti quanùo la vcrdm·a. è cot.t.a. Ho voluto accennare alla prepar::tzionc di a.lcuui dei prindpa.li alimenti per far presente come con piccoli detktgli ;;i pO$S<bno conservare t.utte le sostanze nutritive delle va.rie sos(,a.nzè con un·economia non inùiJl'erente e con un reale vantag·gio per Ltliml'ut;tzione. . Mi sia infine consentito di fa,re due rilievi, ùi orcline morale sopratutto.
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L 1 .U.~11::NTAZTO:-<E DF..L SOLDATO ITALIANO 1N TEl\lPO DI PACE
N el periodico « Le forze armate )) vi è una rubrica intitolata. << Le parole oscene '' nella quale giustamente si richia.ma.no alla lingua italiana parole ed espressioni tolte, e non sempre a proposito, dalle lingue straniere O perchò solo nell'esercito si deve continuare a parlare di 1·ancio e di rancieri (forse dallo sp~tgnuolo) quando si può dire razione alimentare, razione viveri, vitto, cuciniere, come usano l a Marina e l'Aviazione! Sarà una tra,dizione, si dirà: che non h.a. una grande importanza e io invece ritengo cbe importanza ne abbia., anche nell'educazione del soldato. L'altro rilievo più importante consiste nel ben diverso modo con il quale vien consumata. la razione alimentare ,d al soldato. È ben raro trovare nelle caserme dei refettori nei quali la tr uppa possa consumare il vitto ; per lo più i soldati mangiano nei cortili e quando piove nell'interno delle camerate, mangiano nella gavetta e hanno solo il cucchiaio. Comprendo la difficoltà dei locali, comprendo anche che la sostituzione di un piat,to e di una scodella alla gavetta e di una posata al semplice cucchiaio, sarebbe una spesa rilevante, ma questa spesa sarebbe una volta tanto e nella costruzione delle nuove caserme o nella riatta.zione delle vecchie, non dovrebbero mancare gli apprestamenti per i rcfcttorii. Si avrebbe in tempo di pace, una maggiore dignità, una maggiore educazione civile nel soldato e un maggiore rispetto all'igiene. Concludendo : 1° La razione alimentare prescritta per il soldato italiano in tempo di pace corrisponde di massima bene: sarebbe necessario un lieve aumento nella quantità delle sostanze grasse; 2° Lo studio sperimentale sul ricambio nutritivo dimostra ottimo l'assorbimento dei va1·i componenti la razione. n bilancio dell'azoto è attivo, sebbene talora in limiti molto bassi. D valore energetico è appena sufficiente ; · 3o Al miglioramento vitto in contanti si doVTebbe sostituire il miglioramento vitto con generi alimentari in natura ; 4° Sarebbe necessaria la istituzione di un sottufficiale addetto alla cucina e la istru~ione dei soldati cucinieri ben scelti ; 5° Dovrebbe essere studiata la possibilità di avere nelle caserme locali adatti per refettorio e la distribuzione alla truppa di una posata, una scodella e un pjatto ; 6° Sarebbe opportuno lo studio di un tipo unico di razione alimenhre per tutte le forze armate dello Stato. Se nolla riforma del servizio del vitto militare si incontrassero delle spese, io credo fermamente che queste sarebbero compensate da un completo consumo della razione alimentare, dalla eliminazione dello sperpero di tutto ciò che viene rifiutato e che il soldato acquista invece fuori della ca.serma nelle trattorie o nelle bettole, verificandosi cosi per lo stooso individtlO, una doppia sottrazione di generi alimentari all'economia nazionale. ~apoli, maggio 1927 - Anno V.
593 CLINICA OCULISTICA DB LLA R. t:XIn msrrA DI TOH.IXO
lL PUPILLOSCOPIO DIFFERENZIALE DI HESS per il dott. Meineri Luigi, Cd.pitano metlico, a.'>sistente milital'e.
Lo t>tudio della reazione pupillan'} a lla lu ce è di gra ndissima import a nza sia. per l'oc ulistica come }Jer la neurologia, cui la ::;emciologia, ocuhu·e fornit~c:e dati molto Jll't<Ziusi. Cio spiega le nnmero,'Se pubblicazioni, a llè quali ha dato luogo l 'o.~servaziuuc di tale feuom l:'no fisiologico e i numerosi mezzi di volta iu volta ~cogi tati per cN carc d i mi::;ur nre le variazioni 6el diamet ro pU[Jillare col ,·,niare <lcll'iutensità. luminosa. Sembra c he L a.mbert sia sta.to il primo a. utili1.zare un mezzo p(>r tale m isurazione. Egli si m ette,-a. in urta ea.mera osc•ua e guardava il cielo attraverso un piccolo foro ; quando supponeva elle la sua PUIJilla a vesse acquistata. un 'ampiezza ben definita., iu rapporto con quella data luce, volgeva r a pi<lam ente lo sguardo atl uno specchio piano e ne rilevava il dìc'\llletro a mezzo d i un compa,-;so. Heddaeus 1ui;;urava direttam eute la pupilla servendosi di un r.ompas.,o a pun te smusse, che egli teneva il più possibile vicinu alla (:ornea d ei :;oggetti presi in esame. A que:sti metodi rudimen tali, ca.nsa. di molti errùri do\·uti a lle mudifìeazioni pupillari, che accompagnano o ht convel'geuza e la accomodar.ione (metodo J,ambert) o il rifies:;o p~ichicu (metodo R~ddael,lll), vennero iu seguito sostittùti numerosi strumenti speciali - p upillometri e pupillo:;copi da vari A.A. ideati. Uuo d ei primi ~ qnellu di Follin con;;isLent.c in una. !;Cala di discbi neri, d el diametro progt·essivo da, uno a l~ millimetri , elle egli faceva, scorrere <Wcan to all'or.chio per giudicare a quale di quelli fos11e pa ragooa bile la gTattde;;;za della pupilla. P ospernatsky si ilervi della liliera d i Charrière <'O m posta di 2t. fori con rlia,m('ti'O progressi vn.men te ere~ ce n te di un terzo di millimetro. Evans fere uso di un'a sta gntduata: La1n·cnce e W ei-ss munirono tale a sta di un indi<'e fisso e di uno :!ìpo:;tabilc a vite. Ga./czowsk·i e Dubujadoux sostituirono agli indici dci sottili criui tesi. Più tardi lo stesso Follin adott·ò una Jastt·ina d i Yetro rettangolare :mll:1 quale era iuei:::a una scala millimetrata.: sovrapponeodola all'oc<:h io si determinava la gra.ndezr.a d el di~tmetro pupillarc. H alma <hand vi ag-giunse una lente hiconve;;sa. per f<H:ilitan~ la let:tunl clclle graduazillni. l essop a doperò una lastrina metallic-a. !JOI'tan te tkgli urili<.:i :::emieir colari del diametro vari~Lbi le da l a. 10 millimetri e Scltloc.sse-r una di vetro !mila. t{Ualo erano segnate due liuee couvergcnti e fra queste a.ltre linee orizzontali parallele della l ung h<:zza cre.s<·ente di cir(' <t % di mi l li metro. Un sistema a na logo è st ut o proposto da l urel : una la str:~. Jnot.allica. rettangola re fenes trata attraversata. nella SIU\ lunghezza, eia due lili limitanti fra loro un angolo <ten to : delle gt·adnazioui lungo il tehtio imlicano in millimet ri le d ist-anze com]Jre:w a- diversi lin·lli f1·a, i due fi li. F'ick ne l 18;36, avendo notato che. i cerr.hi di rliffusione molto , vicini all'oc(•IJio Appaiono iu contatto :tll u r·clu3 In loro cli;;t;utza è up:u;tle al diam<'tro 2 - Gi.ornak tU mt<licina militare. -
k' a.:JC. X.
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n, POPfLLOSCOPIO DiFFERENZIALE DI HES S
della pupilla, ideò un pl)pilloroetro consistente in una lastra sulla quale sono pra.ticat~ due fes~m·e convergenti a V e su cui scorre un'altra last.rina munita di una. fe~~;ura. l)rizzontale. Nel punto d'int.erRecazione df:'lle fc!\ilure si formano d ne piccoli fori la. dist a.nza dei quali varia con Jo ~postarsi di una lastrina su l~'altta . Basati sujlo stesso principio sono i pupillometri (li Crété~, ]avel, Robrrt, Houain, Ba(7al, ' Bordier e Nogier, e quello di Pedra~zoli. Ooeci1t8 cost.nJì tm apparecchio nel quale l'immagine di una scala millimetrata viene riflessa sul piauo pupillare mediante tmo specchio. W eil~n· 'ri aggiunse un cannorcltiale allo scopo di avere 1m'imroagine ingrandita della pupilla e della scala; Sehirmet· <sostitn1 a.llo specch io nn prisma avente m1a faccia argentata. Bumke ideò uno strumento d(>IJo stesso genere. On1ciu8 e poi Olz•m fabbricarono un Jmpillometro binoculare. Doijer e in ~e,!!·uito Scha.clow per det.ermin:ne il diametro della Plll)illa. !':i ser \iironu di un cannocchiale nel cui interno e1·a disposta una '.!cala, millimetra.ta. "l[ulder e K?·enkel €'Seguirono misure della pupilla in un modo singolare: due randele erano fatte scon-ere su nn'a~ta gra.duata posta alla. dil'tanza fi s!(a. di 50 ceHtimf'.tri dall'occhio in e~amc fino a. ch(' i rifles"i corneali dellè candele eoincidevano ron i margini della pupUin. ; conoscendo la clhtanq,a delle ca'Dòclo e la curvatm:a della. cornea, essi ottenevano con il calcolo il d..iamet.ro della. pupilla . Alc1Jni A.A. hanno atloperato come pupillometro l'oftalmomet1·o a sdoppiamf'n to vnriabile o :fis~o (Landolt, Lans e.ec. ).
Un altro met.odo usat.o è quello Iotogrntko. Fu Claude dtt Boi~ Reymond che per primo nel 1888 utilir.zò il lampo al magnesio per pren· dere la fotografia d'tma pupilla d 'un soggetto ehe era rima.s tu per nn q1mrto d'ura in una ramera bub. La nYa luce di tale lampo non ha ìl tempo di destare il rifl es~o pupill:u·e g-iacchè cla f'sperir<~n?.e fatte risulta che per essere provocato simile riftcf;so dcv~ trasconere un seeondo, mentre la. durata del lampo non oltrepas~a la metà di un secondo. Ri servirono pure della fotohrrafia. Oohn: Ga1-ten Oha1·pentier, Bardier, Bella.nninoff, A. Jf'uchs. Al posto dP-lll'l> lurt> al waglle!lio vennero utiliZ7:ate ora. la scintilla elf't.ttica, ora la luce uJt.raviolf'tta, la qt1ale non agisce sulle fibre pupillomotrricP della ret:ina.. L 'npparPrchio fotografico deve in t.ale caso esS<'r€1 dotato d 'una lente di qun.rr.o. E.leefeld nel 192J deseris<>f' un mJovo apparecchio per la mismar.ione d('l riflesso fotomotore della pupilla 1 appa.recchio aùbal':tanza. eomrlicato, il quale pf'rmPtte di sottomet.t.ere l'ocehic> in esperimento a t.ut.ta una serie di illuminazioni di intensità e durata difl'erente. Per poi potere eon1parare i risnlt.at.i ottenuti l'A. hn imDJaginato una grafi<;a (~·n,fica pupillometricn ), la quale dovrebhe dare a rolpo d'occhio un'idea. esatta della sensibilità fotomotrice. Nel 1923 K oj1nan e B1tjadou..v idearono un nuovo pupilloscopio, che il T. Col. Med. della R. Marina Jlazzuceoni ha :iiJ alclme parti modificato e .ba, espt>riment.ato.
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Ho lasciato di proposito per ultimo il pupilloscopio differenziale che Hess nel 1916 fere costrtlÌJ'e perchè con esso, in seguito a consiglio del :sig. Diret.tore di questa R. Clinica, ho intrai·preso delle ricerche, i cui risultati formllno l'oggetto di questo mio lavoro.
IL PUPJLLOSCOPlO DITFERE:SZIALE DI HE'IS
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L ·a pparec<!hio ~ essenzialment.e <·o.-;tit.uito lh1 un sish'nH'l- ottico, che produr.e tm campo luminoso rircola.rP di circa 2 cent.im{'tri di diamct.ro 1mifvrm~ment~ ri<;ehiarato. Imm<>diata,ueute da vanti ~~ qne!;tO si trova una. ~ott.ile corni(·e metalliea f;Lt·l a in moli o da poter sostenere: nella metà superiore un rettangolo metallico munito di quat.tro apertnr{', delle ()nali tl'e provvist.e di tm vetro grigio (v<•tro grigio <li paragon~) di trasparenza di •E>r sa, l'uno o l'altro dei quali può a vol0nt,à. e:-;sore poTI'ato in corri"ponrlenza dt?lla sm·genh~ lumin<,sa ; nella ml'tà infer·iore dne coni di nt.ro g-ril!iO (coni di Goldbery) a. ha.~i eonlr:lpJ•o~te. Essi, a. me:-:r,o di appo>;ita. ert·maglier;l, s0urt·mw uno inmmzi ;tll'altro, in modo da lasciar pns.'\are più o menu lnc:{' set:ond0 cliP s i sovrappongono per parti vicino agli apici o per pa rti vit:ino n!lc ha,;i, Per cia,;cunn. posizione dfi tino coni ~'1·igi, posizione elte :-;i lt•g!!:e su una app(•Sit.a sea ln, millimetrata, rorrisponclP una data tra~pan·uza. la qn:1.)(' \'i<.'ne indicata, da. una tah~lla, (·he la, ('a:-:a Z('i,;s forni'il:E' Ìllsiemc con l'ap pare('(']l i\). Que~;to sist.ema dei due coni, oltn~ a. permettere llna nt.riar.iooe g t·aduale dell'inten;;ità. luminosa. llfiSieura anrhe una unifol'lllità d 'illumin<tzione RU t.utto il cnmpo d'o:'tS<.'rv::~zione. Tu tto il siMema tki vetri di paragone e dei coni ùi Guldllerg-, montati ndl'apposita cornice nwt.allica. sopra a<.:cennata, può P'lserr spo.4:lto in "<''•"O ,·rrt.ica le davanti alla. ~o r~n;n te luminosa a, mezzo di una leva, in modo che la lu<·e pa:-;sa a.lt<·rna tivunwnt.o att.raverso un vet.ru grig·io <J at.tra\'E'l'l'il• nnn d;lta J>Osizionc dei due coni. Un ]Jiccolo cannorl'!ti.alo pos Lo ~ulla va.rt.e !ltq H• riurt> clt•ll'appare<:<·hio !)E'nuette di o;.;:scrvat·c In }mpilla ad nna. dist:wzn da. l ·! a ;30 cent.itnet.ri (·on ingran(limeuto fiuo 8 di ~llll<'f t'i . Con 4nesto pupillt,s<:vpio :-;i pol'~ono :stntlia.n' : l O) La soMibilitrì..,,w/l'ice diffci·,w:inle (s.m.d.) cio~ l:t più piccola dU'ferenza di intt?nsità lnmino~a, capac.e di pi'OdUt'te nn re;-;trioginHmto della pupilla . .Per ùeterminr~re la. ::;.m.<l. si procede nd modo seg11rnte : si pone nella. parte :;;npNiore della. cornice 1 da.\anti al sistellta. di illumina~ione, uno dei t.re vrtri di pa,rag-one; si spo:<tano i ònf' eoni in modo cltf' H loro Jloter~ di a,;:<orbinwnt o iu conispondeuza delln. fiOl'rtente luminosa. sia maggiol'e di qlwlla del v~tro grigio :;oprastantc. Illumin;mdo alterna.t;inm1ent<' la pupill3. attntverso il doppio cono e il vet.ro l!rigio, ~; i o~>st>r·va nnn dilì'erenza netta nella gn.1n<kzr.a de.lh~ pnpi!la.. Si mrt'ovono allora l<.'ntam ente i dne co ui in modo da aumE>ntarne h tra.spat·enza., mentre si routinna m•ll'illuminazione aUerm1.nt.e fino a. che le contra,7.ioni dello sfintere siano u~mali nei due casi. Si leg-ge s ulla, scala millimet.mta a the numero corrispotu.l,e quella data, posi~ione dei coni e nella t.abella la rispettiva tra,spareuza . Ripetuto l'esame pa.rtendo da una posizione dei coni con potere di assorbimento minore di quello del vetro di pa,mgone, si ricava. una seconda. cifra. T~ntrambe delimitano uno spazio (pircolo nt>gli occhi normali, più o meno grande in quelli ammalati), entro il quale i movimenti pnpi1lari rel;tano uguali pur variando l'intensit'à luminosa. Il quo?.iente (Q) dei due valori limiti cosi ottenuti ci dA. in nmneri decimali la s.m.d. 2°) La .~ensibilità ·rnotrice differenziale consensuale. Per studiare la quale hast.a rischiarare l'occhio da P~aminare con 1ma sorgente luminosa,
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IL POPILLOSCOPIO DIFFERl~NZIALE DI HESS
posta il più l)Ot~sibile lRt.eralmente e di intensità nppena ~u fficient.e da permettere di percepire i movim~nti pupillari rot>ntre l'alt ro occhio è ri&chiarato alternativamente nel modo anzidetto. 3o) L a StJ n~ibilità ottù:a di.tfercnziltk (s.o.d.) e cio(: la pii1 piccola differenza di intensità luminosa che il soggl:ltto è ancora capace di distinguere. Il modo di ()ttenerc il valore della, s.o.d. è uguale a quello descritto per la ~:~ .m.d., solo rbe invece di osservare i movimenti pnpillari si deve por mente alle ·indicazioni fornite da.ll' indiyitluo in e~Same, il quale dovrà dire quando, nell'illuminazione altPrnante, non percepisce più alcuna differenza di luminosità tra la luce filtrata attraversv il \·etro di paragone e quella attraverso il doppio cono. Accermo per 1:1ltimo alla possibilità di :>tndiare, per mezzo del pupil· loscopio di Hess, il potere irido-mot.ore delle luci colorate. Tale studio si basa sul fatto cbe ogni luce, oltre a.U'avere una data valen:r.a ottica, con la qnale agisce otticamente sulla retina e sui centri sensori così da dare la sensazione lttminosa~ possiede pure una valeuza motoria. capace di determinare una reazione pupillare. A tale scopo ai vetri grigi di paragont' si sostituiscono vetri rli varia colorazione. Hess, esperimenta.ndo con il suo apparecchio, ha trovato c-ome valore medio della s.m.d. n egli occhi normali 0,9 e come limite fiRiologico inferiore 0,84.. Al eli sottv di tale cifra la s.m.d. è da considerarsi patologica. Tale limite vale pure per l'occhio di un vecchio, la cui apparente minore viva.cit,à del riflesso pupilla.re è esclusivament-e dovuta. a dimi· nuita elasticità dell'iride. ~è il valore della s.m.d. muta per la vresenza di opacità dei t.oez:w diottrici i epperò in caso di cat.t\ratta una s .m.d. più bassa del normale .deve far pen::are a alterazioni del fondo, tali da. compromettere l'esito dell'atto operativo. J ,e ricerche di Hess furono continuate e sviluppate ampiamente da G1·oetlwysen. Egli ba pure trovato che il valore fisiologico della s.ru.d. sta tra Q = 0,91 e Q= 0,84 i in a.ltri'termini che la s.m.d. si deve ritenere norma.le quando due sorgenti luminose d 'intensità t ra loro in rapporto come 95 a 100 ~:~ono sufficienti a prodmre, alternandosi l'una a l'altra, una. variazione del diametro puvillare. Questo rapporto rimane uguale qualunque sia il vetro di '(\onfronto adoperato. Lo stesso quoziente sorvç pure per indicare la. s.m.d. consensuale normale. Di qui un primo vantaggio del pupilloscopio di H ess, la possibilità ciol! di potere individuarE' con una cifra una reazione pnpillare normale diffcrenziandol!l co~i nettamente da una reazione patologica, e di potere riconoscere i disturbi del giuoco pnpillare a,! loro primo inizio, assai prima di quan to fosse posRihile fino ad ora.. Anche la s. o. d. normale ha costantemente un valore che oscilla tra Q = 0 ,91 e Q = 0,84 ; può diminuire in casi patologici e di una quanti· tà m aggiore o minore della s. m. d. La reazione che passa fra queste due forme di sensibilità nelle diverRe mnlattie dell'occhio fu accuratamente stndia,ta da Groethuysl!'tt : Le anomalie di refra1.ione, n on complicat,e da. alterazioni dell"appa· reccbio nervoso, presentano, indipendentemente d al grado dell'ametropia, una s.m.d. e uua s.u.d. normale. Le alterazioni di tra,o;parenza del cristallino e gli intorbidamenti del vitreo non modificano, in generale, sia la s.m.d. che la, s.o.d. I,a, reazione pup.illa.re è però meno
IL l'UPILLO::>COPJO lìiFFF:RENZTALIO: DD H ESS
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vivaee, e per ottenere un movimento uguale a. quello dell 'occhio sano occorre per una cataratta una luce nove volte pii1 intensa, e in est.cse emorraggie del vitreo (sempre che non esistano lesioni del fondo) unn, luce di intensità trecentoventicinque volte mag~-tiore. Nelle lei;ioni delle membra.ne interne - ret,ina e coroide - non si possono trarre rapporti sicuri tra s.m.d. e s.o.d. oe 1m~ data malattia, !.{iacchè il gl'ado d ella dimi,nuzione delle due sensibilità d ipende non già da.lla natum della lesione, ma dalla su a sede e dalla sua ef;tcn:-;ione. Le alterazioni della regione cen trale riducono ùrdina.r iamente as"ai più il valore della s.m.d. che quello della s.o.d. J,e alterazioni cbe colpiscono le altre parti del fondo possono ancora lasciare normale la s.m.d . e la s.o.d. (1) . Nelle atrofie del nervo ottico Ja s.m.d. e la s.o.d . diminuiscono de11o stesso valore e sono in r<>lnzione costante ron l 'acut.czza vh;iva. Questi rapporti, secondo l'autore, si mantenebbE>ro tl1.li d al primo iniziudell 'atrotia ottica primar.iia fino alla cecit.à ; se in qualche caso v<>ru:;t;efatto di rileYal'e la s.m.d. miuore della s.o.d., si potr4!bbe co11 sicurezz!laffermare che, oltre all'atrofia, vi ~;ia anche una lesione della parte motrice dell 'arco riflesso. Nelle a.Jt,erazioni delle fibre di l'a~snggio tra la parti' cen tripeta dell'arco riftes~o eia pa.rte centrifuga, come pnre in qHelle interessanti qnt>!'olt'ultima la R.o.d. è normale, nwntre la s.m. d. ·pre:-:cnta. una riduzione eorrispondente al 1;-'l'ado della l<>sione fino alla sua abolizione. Come diagnosi di:fi'erenziale S<>rve il riflesso all'acromoda.zione, il ·quale, se presente, sta ad iudit·are che l'alterazione è locaUzzata. nelle vie di collt.>gamento delle due parti del l 'arco. A concluiiione aua.loghP- Rf>DO giunti O. Barkan, Laubc1·, Gradle, Jfehrtens, IAtnecke, H ersberg. Di speciale valore apparve a quest'ultimo A. il pnpiliMcopio differenziale nella diagnosi pr~coce di lue, perchè permet.t.e di rilP.vare minime a ltemzioni della regione fotomotrice quando· coi ~omuni mezzi il riflesso pnpillare pare affatto normale. [noltre tale diagnosi è poss ibile iudipl'nùentemente da O}Htcità dci ruezzi diottrici od anch~ da sine<·bie, perchi> tali da lasriare libera una piccola porzionedel margine irideo. Secondo Barkan, l' apparec<'hio a.(" q nist::r no1 evole importanza per constittare a.ggravaruent.i , per ::-co1)irirc siwulazioni· In cont,rasto con le osservazioni dei precedenti A. A. stanno qnelle. di Km·pow il qua.le ha, esaminato cento individui in part<> normali, in p arte affett,i da, malat.tie oculari diverse. Egli ha trovato, contrariament~ a quanto aff~rma Groethuysen. ehe i valori d~lla, s.m.d. va.riano per uno stesso occhio col variare dei vetri ' di ronfront.o, ottcnendosi con nn vetro più scuro Yalori quasi sempre più h::tsRi che con vetro più cltiaro. Il che è specialmente manife&to negli oc:chi dei '\'ecchi. Ci(, è f'an~a. di errore, non sapendo in t.a.li casi comP. effettivamente valut.are la s.m.d. Altra difficoltà contro cui ha urtato l 'A. nel determinare la s.m.d. fu l'impossibilità di poter t a.Jvolta deviare l 'attenzione dell'<>saminatn dal movimento alternante dei vetri di confronto e dei roni ; l'involontari() (l) Tale compOttnmento è <ia mettersi In rapporto con le rlcc:rcho eseguite d~ TleBS nel lll(l7· 1908, tn aea'uito alle quali egli ha potuto ùlmo~tra.re che solo l'ecclt>~mento della regione m11euhU'eo e di una piocola zoua attorno ad css11 di circa 3 mm. di dlamotro destt\ Il riJlcsso pupll laro e eh& se, Plli'O eccitando parti periferiche cicli~ rotln~. si vede re.<t.rlngersl la pupilla, ciò dJponcl~ da. dlllaaione dJ luco alla reelone <'entrale. Veramente gt~ Heddnws , eecondo riferisce Ovio, e.-a venuto alle stesse conolusloul; lo lavori uJ(.erlorl aveva pel'Q m odl!!cate gueitA suo !den,
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IL PUPI.LLOSCOPIO OIFFERESZIALE DI HESS
interesse a questo giuoco è fli notevole influenza Rulla reazione Pl.!-Pillare per le conseguenti aecomodazione e convergenza sulla sorgente luminosa; le quali producono una contrazione nella pupilla Jlroprio quando ~ avvenuto il ca.mbiamento rli luce e deve e.~sere ossen·ata. la grandezza della reazione d a esso provocata. A questo bisogna aggit~ngere il frequento(' senso di abbagliamento ehe porta ad nn vivace. ammiccamento ; se quf'sto viene impedito, ogni ehiusura n.nche solo intenzionale delle palpebrtl ha come conseguenz:1 una. contrazionl:l della JJUIJilla che rende nn t.m·<tlmeuLe ùiffkile il giuùizio sulla pura reazione aJla lnce, giacchè non è poiisibile scindere l 'uno dall 'altro Qllesti diversi componenti del movimento pupillare. Vi sono dei casi, ri.ferisce Karp ow, in cui non ha potuto arrivare a.d un ristùtato coat.ant.e ed in cui i dati di numerose ripetute ricerche variauo assai l'uno da.ll'altro. In ocC'ùi normali ha trovato la s.m.d. uguale a 0.84, in altri casi ugna.lc a O,.J. Data. la. perfetta integrità degli occui esaminat-i, r A.. non crede di poter interpretare qu('sti · casi come un segno di torpore del riflesso foto motore de Il 'iride, ma ritiene piuttosto cbe essi stiano ad indicare come non si pos~a, in base al reperto pupilloscopico, segnare dei limit,i netti tra s.m.d. normale c patologic•t. La s.m.d. <·onsensuale in occhi normali è, secondo Ka·rpow, sempre minore d2lla s.m.d. diret.ta. Difficoltà anr.ora maggiore ha riscontrato nella determinazione della s.o.d., la quale in iuùi>idui perfetta.mente sani ha da.to dei va.lori talvolta. assai inferiori a .quelli indicati cume normali da Groetlt'Uysen i in a.ltri casi, come già, per la s.m.d., in ricerche ripetute, ha ottenuto risultati st.raordinariament.e in ~icuri P vari:ui, tali da non poterne tenere alr.un calcolo. L 'A. ritiene tuttavia che anche per la s.o.d. i valori norru<l·li oscillano entro limiti assai Ya~ti. In occhi al'fct ti da cataratta non potè rilevare fra, s.m.d. , s.o.d. e visus (dopo l'operazione) quell'apporto che Hess, Groetlwyescn e Bm·kan notarono e per il quale questi AA. diedero alla pupillosC'opin un valore prognostico importante Così pure nei vizi di refrazioue. in oC'chi ambliopici, in lesioni della retina e del nervo otti<·ù, Karp<YW tro~vò dt>i va lori dinm;i e fra loro di~:~cordanti, tanto da non poter trarre da essi a.lcuua utile conclusione. Egli riti<me pertanto che, prima di arrivare ad una valutazione incondizionata dei reperti pupilloscopici, siano necessarie ulteriori ricercbe. Solo allora sarà possibile giudicare se lo strumento mantiene ciò che parve promettere: delimitare la. s.m.d. normale da quella pntologica i rendere possibile il giudizio prognostico degli occhi affetti da oataratta più sicummente che coi sistemi usuali ; C'hiarire la ques tione della sede della ambliopie.
* ** Ho esaminato col pupillo1>copio differenziale di Hess 100 individui <li età diversa, a.lcuni normali, a.ltri con n.tl'ezione le più S\·ariate (vizi di
refrazione, cataratta, opacità del vitreo, lesioni del nervo ottico, della retina e della coroide) . Per non dovere ogni volta calcolare il quoziente, ho creduto opport.uno ricu.vr~.rli tutti dividendo ciascun numero indicante il valore percentuale di trasparenza dei due coni in una data posizione per gli altri. Ho potuto in tal modo rileva re che per la distanza d~
IL l'UPILLOSCOl'lO DlFF.ERENZIALE DI Ht-:SS
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un millimetTo della ~Scal a Q = 0,92 raramente 0,91 ; per la distanza. di 2 millimetri Q = 0,85- 0,84 ; per 3 millimetri Q = O, 77 - o, 78, ecc., cioè chè per distanze eguali ì (}uoziènti si possono ri t<'l'H'ré uguali (il èhe ave\'a già notato Karpow). Nelle mie ricerc-he ho costantemente adopera.to il vetro grigio n. 2, perchè le Ya.rie equazioni pupillomotrici così ottenute fossero, sotto questo r ispetto, fra loro confl'Ontahili e non potesse. sorg-ere il dubhio che la, loro diversità fosse da iruvutarsi anche a l diverso vetro di comparazioue li!Sato. Questo per la considerazione chr, mentre Oroetltu~J8fn asserisce essere in linea generale eguale il valore di Q. qualunqu<" sia il vetro grigio che ha servito per la ricerca, Kal"pow, c·ome già ho sopra Ti[erito, non è dello
stesl'O avviso. L - SE~S1.BILrrA IVIOTHh' E DIFl,.ERE.NZlALE. La sua ricerca non (> fMile né priva di f~a.use di enore giacchè la pupilla si presenta in continuo movimento dipendente, oltre che dal va,riacre della luce, da numerose altre ·cause non tutte apprezzabili.-« L'accomodazione che spesso si tende o si rilasci~1,, lo sforzo per aprire molto l'occhio, lo sforzo per tenerlo immobile o aperto, ment.re si St'nte l'irnpuli!O ad ammiccare, l'attenzione che si presta. o non a-IL'og-get.t o o a.l punto che Ili fissa, il modo c-omt> si respint durant.e !'esame, l'all'atieamento che non tarda a ma.nifestat·si, sono tutte cause che iuliuiscono e bastano per far sì che ment.r(' si t>rede di essere n.alle migliori condizioni per ottenere nna cifra esatta si ot,tenga invl:'ce su dieci prove una ciU:a almeno sei volte diversa (Ovio) ''· A questo bisogna aggiungere le variazioni del diametro pnpillare prodotte clalla sensazione di depressione, d 'isolamento, dalla apprensione che puo avvertire un soggetto nel tr<H·arsi in una camera btùa davanti ad un apparecchio, del quale intravede scarsamente i particolari (Kleefeld). 5è bù;ogua dimenticare l'influenza vaso-motoria, la qua.Le, Jlroducrndo nell'iride anemia ed iperemia, modifica singolarmente l'ampiezza pupillare. A si fatte condjzioni idrn.uliche, l'iride è sensibilissima (Ovio). La pupiUa poi nel reagire alla. luce presenta costa.ntemente delle oscillazioni <;he segnono immediatamente alla miosi rea.tt.iva, oscillazioni che variano secondo gli individui e nelle quali a volta predomina la fase midria.tica sulla miotiea, a volta. la miotica sulla midriatica (Santamaria) .In alcuni ca~i sotto l'azione improvvisa di un forte stimolo luminoso sn un occh io, ndattato a ll'oscurità,, si può produne un crampo dello i;fìntere (Groethuysen), il quale impedisee per ctualche secondo alh:t pupilla di muoversi malgrado l'alternarsi di !'\Orgenti di luce di intensità. ùiversa e può così colla sua immobilità trane · in inganno. Oltre queste c.<tuse di errore dipendenti da stimoli che difficilmente e non tutti possono es:;ere eliminati, a lt ra ve n 'è dipendente esclusivamente dal pupilloscopio. I vetri di paragone ed i due coni sono separati tra loro da un ponte m etallico largo poco più di 2 millimetri, il quale, passando e ripassando al davanti della sorgente luminosa nel movimento alternante dei vetri e dei coni, durante le fasi dell'esperimento, porta ogni volta un fugace oscuramento del campo, tale però da essere sufficiente n produrre, col riapparire della luce un rest.ringimento della pupilla anche se sopra e sotto l'asticciuola la lnce che Jiltra abbia la stessa intensità
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I L PvPILLO!';C'Ol'JO o'JFFERI::~ZTALE DJ HESS
T/inconveniente era. già, ~t.ato rilevat.o da GroethuyefJen, ,il quale ritenne come esatta. quella poAiziune dei coni che, nell'illuminazione ~Jt.ernante, produce una. rNtzione pupillare uguale a qnt.-lla del vetro grigio di paragone. Tutto qH<'Rto eomple$sO di movimenti, cui va lloggetta la pnpilla. (> af:f:ai meglio visibile quando la l" i osserva a t tra verso il piccolo cannorrbiale del quale è fornit.o l'apparef'chio. Ovio, dopo aver cef{~ato di Rervirsi per misurare la pupilln di nn <·annorchiale al>tronomico, al qml-le a.veva allPiicato un orularC' mirr<,metTico, :;c•artò subito tale ~;trnm<:nto !)('l'C'h(• le c·ifre ottf:'nnte l!li p<lrvero molto poco a.t.tendibili. ,, C'on a.pparecc·hio d 'iugrandimento 1:' :scale millimet·rnt.e, cosi si esprime l'A., si va mali ~<<;imo a pr·cndere le mil'urazioni gincr.!Jè l'oscillazione l'ontinua rlell 'ocehio cti:;turha. immen sa mente ~.. È nMuraJe che tutte le continue Yariazioni del diametro pllpilla.rc, dipendent.i dane molteplici c~11~e sopra menzionat.P, se s i po:.;sono abbastanza facilmente scever~re fino a che l'alternante stimolo huninoso ha. variazioni molto grandi e per conseguenza induce nella pll}Jilla dei movinwnti ù.mpi, r.iò riesce qunsi sempre impossibile a. man o a. mano che la luc~ filt.rata attraverso il vetro di }Htragone e attraverso i <!Oni tende a eguagliarsi producendo delle oscillazioni pupiiJa.ri che per ampiezza. .si equivalgono a quelle altre. f'o!lì quando più I.'S~ttezza oceorrerebbe per rile,are gli estremi della equa.zione pupillomotri<:(' i>IÌ maruf('Stano invece maggiorn1ente )e molt·eplici cause di errore, che ostacolano ogni giusta "('aluta?.ione. Per ridurre al minimo possibile queste, ho precedut.o nel modo seguente: portato l'individuo da esaminare nella camera oscnra, dove si tro\ava il pupilloscopio, Jascia\o t.raseorrere chùtccbiera ndo qualche minuto prima. di comineia.re nna misurazione, e ciò perchè sc.omparisse nf'l sog~etto, sperie se donna o f::~nc'inllo, ogni sensazione di apprensione. Durante l'esperimento il paziente era invitato a volgere lo sguardo un po' all'esterno, in modo da formare nn angolo non superiore ai 15 gradi, e a guardar<' nel buio della camera, e ciò allo scopò di ridurre il senso di a.bbagliamf'nto e di eliminare l'accomodazione. Fu Groethuyse1• a, notare che, agendo in codesto modo, il valore della s.m.d. non dimin uisce, mentre si ha il vantaggio d i nvere una. pupilla più dilatata, della quale riesce perciò più facile rilevare i più piccoli moviment.i. Essi pero sono m~mo energici, ma. !'empre tRii tut.ta.via da, essere nettamente o s~f'rvati. Percbè il ~oggetto mant.enes1:1e più farihnente deviato all'esterno l 'occhio sottoposto a esa.me, chindevo l'altro. Per ridurre a.l minimo l'effetto oscura.nt.e della sbarretta met.allic.a, posta. f1·a il vetro grigio e eoni, la facevo rapidamente passa,re davanti all'occhio. Infine, prima di , giudicare della rea.zione pupillare ott-enuta. per un dato stimolo, ten4.'vo l'occhio per a lcuni Aecondi Aotto l'azione della, stessa sorgent(> luminosa . Ma.lgra,do tutte quest~ precauzioni, ho ilerupr P incontrato non poche · difficoltà a. determina-re la s.n1.d . specie in occhi di giovani, la. cui pupilla è sogget.ta pil't che nei vecchi a cont.inui ed ampi movimenti, dipendenti , dalle cause sopra acct>nnat.e. In numerose ricercht> in orchi verfettamente nol'mn li mi fu a::~~oluta.mente impos~ihile segnarE> i limiti fisiologici della, !'.m .d. variando questa dn 0,92 a Il. 79 - 0,1)9 - 0 151, in nna ragazza di 13 anni, fino a 0,45 i.ft un 'altra di J 5 anni e most.rando essa delle notevoli difi'erenze ùa ur<'bio a oct\hio n~llo stesso individuo.
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IL PUl'tLLOSCOPIO DJFFEIU: );ZJ .U.P. DJ l!ESS
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In un uomo di 3·1 a.nni con V = 11/10 pe.r occl•io, ho trovato la ~.m.d. nell'o.d. = 0,85, nell'o.s. = 0,6R. ('iò mi accadde !'ipex~o di rilevarl' a.ncbe in occhi coruunque pn.tologici. '1\llvoltn. poi mi riu.;eì iropossibilH determinnre il valor~ della s. m. d., non avendo potuto, malgrado rip~tute Jn·ove, rilt>va.re uno d~i due estremi del la ~q nazione pu pillomot.rice. Quando poi ho cercato eli det~>rminare la s.m.d. in ~;ogget.ti afl'E'tt.i da malattie oculat·i non solo bo trovato per le st<'i'SC lesioni i quozienti più disparati, in ne~>sun apprezzahile .rapporto con l'entità e b sede di es>;e, ma essendo ruanl.'ata la. po»ilihilità di nettamente sta bili re i limiti fisiologici della s.m.d. non ho potuto in multi casi decidere se il quor.iente fos8e da ritenersi norm:tle o meno. Così in un cal'o di <:ntaratta bil~tf'rale ho trovato Q = 0,50, qnantnuque le comuni prove ave;:tsero faHo <"SdudeTe qualsiasi altra affezione ; la qual cosa venne pur confermata. dall'esito dell'atto operativo. In un secondo car;o, ID(:'ntre nell 'o.d. con leucoma trovai Q = 0,86 nell'o.s. affetto da ca t.aratta. Q = 0,118. 'l'uttavia dopo l 'estrazi-one del crist.a lliuo la funzionalità dell 'o.s. l'hmltò buona. In molti casii di catan1tta t rovai la l'.m.d. uguale a 0,77- 0,650,59 mentre non mancarono di quelli in cui la s.m.d. si rlimos trò ugnale a 0,92- 0,86, collimando tali quozienti con quelli di H es.~, Groetlwysen ecc. In tutti il risultato dell'a.tto operativo fu ottimo. M. Elia, 51) anni A.trofìa primnri!J> · n. n. ottici. V. O. D. - conta dit.n n~. l,.'JO. \'. O. S. · C'Onta dita m. 0.:!0. O. O. 'Refr =E. s. m. rl.: O. D. Q. 0,7(ì. O. S. Q. O,Sil.
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È evidente in questo' caso il ne=-sun rapporto fra visu;:; e s.m.rl., la. quale ~~ migliore nell'occhio con acut.ezza visiva più ba~'<!'a; uun :;;olu wa. in quest'ultimo es~'<a è m~i limiti ritenuti cta. Groethuysen normali, mentre in esempi co nsimili cit.ati da codef;to à. la s.m.d. aniva a 0.400,60 al massimo. G. Emilio, 30 anni Atrofìa ]'rimaria n. n. ottici. V. O. D. = 4/ 10. V. O.:-:;, ~ 4/ 10. O. O. Refr E. s. m. d. : O. D. Q. = 0.68. O. S. Q. = 0.60.
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Pur eRRendo il vi:;us superiore al caso pr,eeedente, la s.1n.rl. è inferiore. l\!. Felicita, Gii anni Ncvritc ottica O. D.
V. O. D. = 4/10 scarsi s. l.; non mig-liora. cou lenti. O. S. normale V.= IO/ IO s. m. rl.: .o n. Q.= 0.79. o. s. Q. = 0,70. ,\. r.a.rlo, 59 anni. Atro(ia pns t-neuritiCt\. V. O. D. = 1/10 con lente po~itiva + 3 ù. = 7/ 10. V. O. S. = l/10 con lente positivA. + 3 d. = 7/ lO. s. m. d.: O. D. Q. = 0,63. O. S. Q. 0,7:!.
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A parte il fatto che il valore della s.m.d. è diverso tla uu ocrhio all'altro, pur es~endo 6ntrambi lesi in 1tg11a,1 misura, cssu dov.rebhe, secondo GToethuysen, essere normale, giacchi\ solo tJua.ndo il vi:;;us scende sotto 3/10 anche la 1'\.m.d. diminuisce. B. Antonio 31 anni. Atrofla post. n~ltritica. V. O. D. = :lflO sr:arsi i;. l. V. O. S . = 1/ 10 !><'a r,;n ,;. l. O. O. H.eìr s . rn. tl. ,.,. O. D. Q. = 0,76. O. S. Q. = 0.85.
E potrei continuare.
F..
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[L
Il. -
PUPILL0$COPJO DIJi'Ffi:RF.NZL\LE Dr HESS
SENSIB ILITÀ ::\'IOTR IC'E DIFFEREI'\ZIALE C ONSE:i'iF; UALE.
A tntte le numero. P C<luse di errore c he rendono incerti i valori della s.m.rl. si aggiunge qui il fatto che lt> contrazioni della pupill~ in esame sono meno marcate che quellE! della pupilla ri:schiar:'l.ta. I nfatti Bumke hfl. dimv~trat.u che l 'intensit.à della eorrente galvanica necessaria per provocare una r eazione pupillare cou:sensuale sta a qutlla che è sufficiente p er produrre una reazione diretta come 4uattYu 8ta a uno o quattro sta a uno e nwzw. Xei miei esami ho tt·o\·a t o per la. s.m.d . consoo..'!uale i quozienti piit diversi : per occ hi normali il Yalore fn qun.si sempre inferiore n quPllo indicante la fì.nt.d. diretta ; per occ lli patologici in q nasi 11essun <·a:so n1i fn pos.sibile mettere in e viden1.:1 quel rapporto ('he, secondo la l'edt> della lesione, e.~is te fm rea.zioue diretta e J·caziuue confìensuale. B. ~Ial'in, l 5 an11i. i:\r:;,>t~na alterazione dei m~7.t.i di<>ttrici. nè le;;i'Ju c del fonòo \' .O. D. = lflj ](). \ ' .O. S . 10{10. s . m. d. d irE'ttll: 0. D. Q. = UA 5. O. :-i. (J. = O.til. s. m. d . <'')!)~(>Ili'. o. n. Q. = tu ~ . o. :-i. Q. = 0.46.
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F. Maria, 41 a nni. O. O. Po.pì'l" t'Oli margini IE'g~ern tellt<' ,;furnat i. c·ami•O vii<Ì\' 0 ri-;t.rc tto courorntrica.rncnt ~ l '''l' i colo ri.
\'.O. D. = gfl o. \'.O. S. = l>f lU. O. O. Reft· = E. s . m. d. diretta: O . D.(~ . = O.lHl. O. S. Q. = 0.92. s . m. d. con><cns. O. D. Q. O.t>t•. O. :-1. q. -= O.tli.
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Kel primo (·aso , pure es~e n(lo gli occh i normali , la :;.m.d.. d iretta e la s.m.d. cons<'Hsu:ale sono diminuite e in morlo non eguale per i due occhi ; nel secund.o caso, mAlgrado la :;.m.d. diretta sia n t•rmale, quella consensualP. è- bas:;a . .Sou si potrebbe certamente rius('ire n. C(lmprender e lo strano modo di comportar~i de llt- due forme di sensibiUtà, se l'errore nou dovesse e::sclu:>ivamenh· a:-:crh·er~i al pupillosc·.opio differenziale.
III. -
SENSffilLITÀ OTTlCA DIFFERENZI.\LE.
Questa è la. fuJ·ma di :;enfìihilità piil diffi<'ile il misurare d.i]tendendo essa sia ùalla difficoltà di poter apprezzal'e bene delle differenze o non di luminosità t.l·n i cuni e il vetro di parag(Jne essendo il lor o colore grigio non p erfettamente ugna.le. sia dalln intelligenza del :wggetto in esame. Già Gmetlwyse11 aveva notatu com~> si dovessero afìC'ri~·ere all'inettitudine del paziente i quozi(•nti })OCO probativi talvolta trovati, mentre Karpow per le · difficoltà. incont.rate rinunziò nelle sue rir.~rche a tenere conto della s.o.d. Per la valutazione di qu~>sta form a di St"ll:,ibilità invit,:;no il ~oggetto a guardn,ro un p6 all'esterno sia per eliminare ol{ni abbagliamento, s ia per purmi UPIIe stesse couclizioni che per la ricerca della f'.m.rl. a l liue di poter notare i rapporti C$islienti fn1 queste duf' St>nsibilità (Hess) ; e~cludevo inoltre l'occhio non esnminnto p~rchè la sorguute tli h.H·e apparis~e pil:t chiara ( Groethuysm). Su 100 indiYidui presi in esame, iu 5~ non sono r iuscito a deterroimlire il ,·alo re de lla s. o. d. perchè essi aceu~a vano differenza di chia rezza, an1;hc quando qul'ste più non esistevano ; negli a lt r i trovai dei da ti in::sicm·i e n\riabili , sia c he i soggett i a ves:·ero occhi norm:t li o comunque a.mmal~ti.
.IL PlJPILLOSCOPlO DllFERF:NZBLE DI HESS
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C. Ltùg i, 48 anni. NessLma infermi t:ì· ~li occhi V. O. D. 12010. V. O. D. = 12/ 111. s. m. d . du·ettf~: O. D. Q. = 0,71. O .~. Q.= O. <i . s. m. d. consens. O. D. Q. = o.;o, O: ;-;, Q. 0.7!1. ~>. o. d. O. D. Q. 0,::!8. O. ;-;, Q. = O,ti8,
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B. Pietro, ;\8 anni. Papi Ile iperemiclie 1\ rwugini appC'r iR >'ll ililllt i : C'ltffiJ'O visivo normale per il bianeo, ri;;tret.to p e r il t·o,;,-;o e pe r il vc·l'(lfl. R. \\'. = p nsitiva. V. O. D. = f>/10. V. O. :". = 6f 10. s. m. d. dirett.~~: O. D. Q. = 0,88. O. ~. Q. fl.!l::?. 1-1. Jn. d. C'Orl.S. o. D. Q. = 0.7!\. o. :;, Q.= ù.$0. s. o. d. O. D. Q. 0,7(\. O. s. Q. = 1),68.
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Dall'esame dei due casi ~i vede come il valore della s. o. ù. possa appa1·ire, iu individuo norrualt>., molto a.l di sotto della cifra ritenuta come limite inferior~ fisiologico da. Groethuy.<;eJh e come e::.11o, in inili~iduo affetto da perineurite, sia molto flÌÙ basso ~he quello dl.'lla s.m.d., mentre, secondo detto A, donebbe es::;crt} uguale.
*** Al fine di poter meglio vedere di quale reale utilità potesse es:-::era H pupilloscopio differenziale, llo V(lluto e:seguir<' un certo numero di ricerche su iudi•idui <tltet.ti dalla r-tes,;a, forma, morbosa in stati di versi di gra""'ità. Ho esaminato così 50 pazienti affetti da ambliopia conseguente a intossicazione alcoolico-nicotìnica. La mia scelta fu motivata dal maggiore affitUlSO di tal genere di ammalati ali 'ambulatorio dtlla Clinica e dalla relativa facilità di poter in ogni ca~o st~Lbilir~ l'esa.tta dia-gnosi. In ta-le affezione Groethuysen ha trovato eh~, se la lesione È' limit.ata alla parte centrale del fa.scio jJUpillo-maculare~ l'acutezza, visiva diminuisce assai più che la s. m. d, la qnale può conservarsi normale o quasi, perchè la restante parte del fa..:;cio ha a,ncora un numerv suffiriente di fibrille attive pupillo-motrici. Se la lesione si estende (e di questo nè è prova l'aumento dello scotoma ed il suo ruutarsi da relativo in assoluto) il valore della s. m: d. si abbassa. fortemente percl1è colpite tutt.e o quasi tutte le fibrille pupillo-mot.rici) c iu una proporzione assai maggiore dell' acutezza visiva, le cui fibrille furonu già. in massima parte danneggiate fin dall'inizio della malattia.. I1a s. o. d. è in ogni caso sem pre meno ridotta della s. m. d. Secondo liunecke nelle forme incipienti di nevrite retrohulbare i valori delle due sensibilità sono diminuite di una. quantità quasi uguale; con l'aggravarsi della le::;ione, la s. m. d. si presenta }Jiù bassa della s.o.d. Ka1pow anche per questa malattia ha trovato per la s. m. d. diretta e s. m. d. consen::;ua.le valori diversi tanto da non poter trarre dal comportamento di essi alcuna utile conclusione. ln due di cinque casi di neurite retrobulbare unilaterale con grande scotoma centrale la s. m. d. dell'occhio 8ano e la :;. m. d. consensuale òl.'ll'occhio ammalato erano normali, mentre la s. m. d. diretta dell'occhio leso e la ~. m. d. consenouale delsano, erano fortemente diminuite e press'a poco della stessa. quantità. In a.!t:ri due ca~i solo la s. m. d. consen:;uale dell'occhio normale era un pò minore di 0,8-1 ; nel quinto poi vi era una diminuzione eguale delle due s. m. d. dirette e più forte delle 'due ~- m. d. consensuali. Iu, dall'esame dei mi•~i· a.mmalati, nei quali l'affer.ion~> si pr~sentava nei
n. P"t:PILLOSCOPJO OJFFERE~ZJALE D J H F:SS
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più svariati stati, non ho potmu rilévare a,lcun rapporto fra gravità della lesione c i quozìeut.i delle vari~ sensibilità. In ventnno poi di essi mi fu impossibile st:.abilire il valore della s.o.d. per la stessa ragione già sopra riferita. V. U iuseppe, 30 a nni, parurchierc. Beve n todcratament,e ; fuma. molti..o;simo. D a due mesi annebbiamento, e nittRilopia. :-;<'otornn, <'.entrale relativo per p iccolo mire ro,.;se E' \'Ordì. 1\I;";Suna appr-::z..:Rhile le;;;ione d el fondo.
V. O. D.
= 3f l 0 «carsi s . l.n.V.O. Heir- = E. O.~.
:"~fiO ~cnr;: i s. I.
=
s. m. d . dir. : O. D. Q. = fU~:{. O. :-:. Q. O,(iil. o. D. Q. = O. i :l. o. s. Q. = 0.47. s . o. cl. o. D. Q. = (J.ul). o. s . Q. = tl.u'!.
"· 111. d. CO!IS.:
:\1. Pietro, :.lf> anni. fucinn t orc. Btwe vino e liq uori; fmna e rnastÌC'A. tabacco. Da c in·a c111 mc::;e 1\nrlebbiameuto: ui ttalopia. Scotoma. centrale as::~olut.o per r osao e verde (piccole mire\. Pa!•itle le:!!.!f'rrmmte anù.;.;;ate. V. O. D. = '1fl0 .-. l. \ ' . O. s. = 4/10 ;,. l. O. O. R~:~t'r = P,. s. m. d. di•·. : o. D. Q. = tt,.i7. o. s. q. = o,s:;. s. m. d. cons.: O. D. Q. = li.HII. O. s. (). O,i4. ;;. o. d. 0: D . Q. = 1), i:.J. O. D. Q. = O,~ti .
=
T. UiovA.nni, 36 lUmi, CM retti~>re. Buon bE-vitore e buon fnmatore. Da circa cinquA.nta giomi F\~cu;;t~. nn annehbiam~n to El fa o ...<servare ~he verle meglio se la luce ò poco inten,.:a. Scotoma centra le fl."-';!CJhlto per piccole mire rosse e verdi. Papille pallide dal lato temporale. V. o. D. = 1/ 10 P . !. v. o. s. = '1/1 0 ... l. O. O. H~>fr. ==- E. s. m. d. dir. : O. D. Q. = 0.27. O. ::-. Q. = 0,63. s. m. d. com:;.: O. D. Q.= OA-l. O. S. Q. = 0,7:! "· o. d: O. D. Q. = o.us. O. s. Q. 0,79.
-=
P . Emilio, 50 an ni, con1J1le."-'<O. Buon iumA.to re ; monerato bevitore. D R- tre mesi annebbiamento della v ista e nittalo;1i \. Ampio sc otoma Clent·•·alc as~olnto per il rosso e per il verde. Mez7.i d iottri ci tra.<~pareoti. P a ;1ille con ampia e 3cava.zione centrale, pallide dA.! lato t-P.mpora.le. 'feu-:;iout' normale. V. O. D. conta dita 2m. V. O. S. = 1·ont.a di ta 2m. e !r'2· O. O. Tpe1·m.: + I d . ; il vii<us non migliora con lent i. s. m. d. dir : O. D. Q. = 0.82. O. S. Q. = 0,86. ~- m. d. con;~. : O. D. Q. = O. i9. O. S. Q. = O. 70. " · o. d . o. n. Q. = o,n. o. R. Q. = o.i9.
=
R. Colomho, 132 anni. carrett.iPre. B"vit:11'<' e fumat ore : accusa rla due roe.;:i diminu..:ione della vista e nittalop i:t. Scotoma centrale •·e lativo pe•· il ros~o e per il verdE'. Pap ille leg!!ermente pallide d~tl lato tem:>orl\.le. V. O. D. = :.l/lO s. l. e 4{10 con lcntfl positiva pii1 0,75 d. V. O.~. -= 4/ 10 s. l. c 6/ 10 <'On lent.l' positiva pii.& O, i5 d . !S. m. cl. d ir. : O . D. Q. = 0.!12. O. :-;, Q. = 0,85. s. m . d. COIIS. : O. D. Q. = O. il. O . ti. Q. = O,SO. "· o. d. O. D. Q. = O.i~. O. S. D. = 0.7!'1 . B. Giacomo, 34 anni. vet.t urino . Beve v ino e liquori ; lll:l.' ltica tabacco. Da un me"O forte di1nin nzione della vi ~ta nit.to.lopia. ~cotom!\ c·entrale assoluto por p iccole mire ros~e e ,·crdi in O. ~.. relativi'J in O. D. Pa:•ille pallide dal lato temporale. V. O. D. = lf l ll -.. 1. V. O. ~. = c.:onta d it·a a l m. O. O. Relr. = B. s. m. cl. d iretta: O. D . Q. = 0.41. O. !:i. Q. = o, sa. il . o. d . O. D. Q. = 0.63 O. S. Q. = 0,68. uon fu ricercata la il . 111. ci. cons.
JL PUPiLLOSCOPIO D II'Ft:RE:-. ZIA LI-: lH HESS
6115
In alcuni casi ho voluto, limitamente alla :s. m.d. diretb, ripetere la ri(•erca. ùue o :Viù voltt- 1 wa i valori otteuut,i variarono sewpre as:sai uno dall'altro. Il che era già stato o:<sen·at.o da Karpull) . l\1. Giovanni, 42 nnni, c:ont ndiuo. Forte b~\· it ol'l' e funlat.cH'C'. Da dt.a Illesi annebbiamento e nittalopia. Scoto:n>.~. r~lat,ivo per il ro"'<~o e per il ,·erdf'. (Piccole mire). Esame d el fondo ne:taLtvo . v. o. D. = 3/ 10 s. l. v. o. s. = :3/10 !'Cili'$Ì f<. l. O. O. Heir. = E. s. m. d. diretta: O. D. Q. = 0.82 = O.(i-1. O. K Q. = 0.01 - 0.84 =z - O,IH • O,IH = 0,70 = O, ili. s. m. d. cons. : O. D. Q. = 0,85 O. S. Q. - l).ili. s. o. d. o. D. Q. = o,n o. s. Q. = o. 79. B. Carlo, 43 anni, indw;triule. )[oclerato hP.vit.ore e fumttlore. Da nmti g iorni improvvi!'a dirniuut.ione <lei vi$uS, la qufl.le amlù rn.pichuncnte aulllcntaudo; nittalopia. Scoton)a centra!P. ll>i.-;oluto con piccole mire n~:-<~e f' n• rJi. Pal'illl" leg~er mente pallide dal lato t-ernt•omle. . V. O. D. = 3/ 10 V. O. ::>. = 2/ 10 O. O. R e lr. = E . l':. m. d. diretta: O. D . Q. = 0 .7ti = tU\~ O. S. Q . - CUl l - fL ili. s. m. d. cons.: O. D. Q. = O,fi-l. Q. S. O. = 0.\iL s. o. d. O. D. Q. = h. 73. O. ::->. Q. = o.•il$.
P. Ferdinando, 52 mmi, filatore. Be,·e viroo e li<p w ri: furna e rua:<t,ica t alme· <:o. Dn due 1116!'i accuRn anuebhialllf'llto c nitu..lopiR. Pil'<'•llu :<<·otonnt r·t>ntwlP lt:<:<O· luto per il rosso, relativo pf'r il n't'de. Kcs.'>unn apprczznh ile nltcruziotoO del fondo. 2/10 scar;,i s. l. V. O. ~- = lf llJ ~cttt-,;o "·l. O. O. R efr. =- Y.:. f<. m. d. diretta: O. D. Q. = OA l = 0.0:~ O. ::>. Q. = O.!<(i = O.v8. s. m. d. con><.: O. D. Q. = u.;•7 - n. :-i. Q. = 0.:)7. "· o. d. o. D. Q. = o. 7!' o. ~- Q. :oc u..)fi. V. O. D. =
Il pupHloscopio differenziale di Hess avrt-bbc per scopo ; di esprinumeri, sia i movimenti norma.ti dell:.t pupilla e la alterazione ancbe iniziali dei medesimi (s.m.d. diretta c cous :), ~ia la minima differenza di int~n sità. lumino,;a percepitlt da.l p aziente (,;ens. ott. cliffereuziaJe), escludendo in quc:-:Le det.erminaziorù ogni elemento soggettivo da parte dell'oiìserYatore: ( H e!is-Groetlmysen); di ottenE're dalla relazione fra le s.m .d. e s.o.d . un importante aiuto di<lgnostico pt-r la localizzazione delle les ioni dell 'm·ro riflesso. In seguito alle mie ricerelr c, i cui ri>: nltati collimano con quE>lli di Karpow, io ho notatv cume si;1 difficile dare un valore numerico alla. reazione normale della pupilla e differenziarla in modo nel to da quella patologica, specie se questa è incipiente. ~umerose sono le cause che intervengono a modificare in vario modo il giuoco dell'iride si che riesce spesso impossibile scevern re quant.o di eSI'O sin. dovuto allo l'timolo luminosò e quanto agli a ltri molteplici, speei:-tlrnente Re il primo è debole (il che si ha quando è molt.o piccoh• ht. dWercnza, di trasparenza fra il vetro grigio e i coni di Goldberg) . È edtlente che in queste valutazioni entra in gran parte l'apprezz<lmento da parte dell'osservatore, il quale, anche nell'ipotesi clre l'iride si muovesse solo mer~ in
per eff~tto della. luce, de>e gi.nrlica,re non gj;.\, ùi uua. rigidità pupillare
606
IL PUPILLOS COPIO DIFFERE.~ZIALJ>: DI
HE~S
(che non riesce mai ad ottenere in ca usa del piccolo ponte metallico che separa. i coni dai vetri di paragone), ma di una eguaglianza del mov.imento pupillare. Ne conse,<:TUe che tale giudizio non é sempre facile, può variare per uno stesso paziente da un osservatore a un altro, e non diventa più esatto anche dopo una lunga pratica. Così riesce spesso difficile, molte volte impossibile, stabilire il Q. della s. o.d., dipendendo esso esclusivamente dalla maggiore o minore intelligenz~ del soggetto in esame. P er tutte queste ra~ioni la determinazione delle varie forme di sensibilità 'negli occbi ammalati è molto in,certa e i valori ottenuti sono in casi identici talmente discordanti da non riuscire a scoprire alcuna rela-zione fra loro in rapporto con una. da.ta affezione.
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607
ISTITUTO MEDICO LEGALE PER L'AERO:'IAUTICA
BENI TO MUSSOLINI RO;\L\ {~fontcce1io) diretto 1lal 1f'DPnte eoloJmello medito prof. A. SANTA:\IARIA
lA fUnliDftE TOBARI[IIn RAPPORTO AlL'AVIAliOnf (l) dott. Benedetto Casella, capit:lllO lllCdito
L 'importanza della per,· ieh\ t n hari(·a, è già nota. in ~vi,tz ion e (};t parecehi anni. Selle abitn:tli c•onùh;ion.i ùi dta 1wrchè pos~a otten<>rsi un e· quilibrio di prel'~ione tÌ'<1 l 'a.ria <·o n t<· n uta n<'lln. ca:;!; a, t·i nrpanica e quelli esterna, è neces.~a.rio che la tubìl. eli Eulilt'tl·llio, fìsiologicmneuto chiusa, possa. eli norma. aprirsi, a permei l N't> il rf>~olartl rinnovarsi di es~a.. Qualora ciò manchi, l'aria della cassa, è ria.ssorbita dalla UlH('O~a. che tappoz?:a.· tale cavità o. non potendo o:-:~f're reg-obrm(mte rinnovat:>, subi:;ce nn certo: ~rado di rarcfaziono, per la, qu:tle la pre~sione e;;;terna ::pinge la membmn~ del timpa.no ver::;o r interno. ]) i conscgu<,nza la. raJ<.'lU\ cle _gli oii~iciui sn bh;r.e· a neh·essa un movimento t ale, che la statb, iufo~;:-anrlosi nc:lln. tinrst.m ovale, e~;crcita una rn·e~;sione rontiuna Rul liquido h~birint ic·o, proYocando la. nota; . in tomatologia. d 'init azione l:tbiriut ie:J. d}~ compn's:sione, e cioè ipoac usù\1 rumori subbi<~Lt·ivi, distm·bi di Cf)uilibrio; vertigini ; er·c. Quali sono om le condizioni elle Ri verilic~mo nel ,-olo ~ Fisiologicamente come si dict'V:t la t11ba. deYc considerarsi chin~a : se gli ~•oLi c bi autori Rudlnger, H :•iler, i\lnllcr, SéLppey. Lucae. Fom·I:ùé penliav:l,no che essa c·o~Et ituis:e un caru.\le beante e pcrcorl5o liberamente dn.i fluidi liquidi ed ~t.eriformi « t11 ba perpetuo p al et » ; gli studi di To.'n hee, Poi itzer. ~beh; Kessel, Dionisio, e le esperienze praticate dal Bilancionl e quelle ultime di R ornano, m osi rano il con t rari o e cioè che essa, aùitu:"lmente è chiusa. Solo durante ce1·t.i atti muscolari e specie nella dl'glutizioue, nello sbadiglio e talora nel soffi:orsi il naso, per eft'etto della. contra7.ione ùei muscoli sfenosalpingosta.fìliui, il ca.n!l.le tnbarlco si dilata e si fa pervio. Xe consegue che, come dice Gra.ndcnigo, « quando l'avia.to1·e si porta a. graudi altezze. l 'aria della cassa viene a. h'ovarsi n.d UJ1<~ prei'isione superiore a quella dell'aria ambiente e a ciò si ristabilisca. l'equiLi brio è necclisario che m1a. certa quant.ità dell'aria timpaniea si faccin. strada all'esterno, fifugga dalla cavità attraverso alla tromba. Quando invece l'aviatore ridiscende, l'aria della. cassa viene a trovarsi ad m1a pressione inferiore a. quella atmosferica ed a ciò !'.equilibrio si ristabilisca è necessario che nuova aria entri dall'estern o cioè dalla rinofaringe nella cassa ,,, Si arguisce quincli come un qualunque ostacolo nella, sua pcrvietà debba impedire quel rapido eguagliarsi delle pressioni, producendo alterazioni ( l ) Cou'lu~icnzione fatta al 3° Con~resso della Società itnliana d i Medicina legale, tenutos 1 in Fire m.e il 30-:n maggio- l giugno 1927.
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1..\ FVNZIO:-> E TV BAR rC'.\ I N .RAPPOHT(l ALL' .\\" IAZJONE
importanti specie per l'aeronautica, ove le conseguenze possono essere fatali. In aviazione, inoltre, bisogna tener c.onto del modo di ·agire della pressione, il quale sarà di verso a seconda che avvem1 gradatamente o in maniera rapida e ineguale. Se nel primo caso, insieme con la sintoma.tologia ·~ che Aggazzotti propo:;e chiamare ipobaropatia (alterazioni generali della crasi sanguigna, della meccanica cardiovascolare, del sistema nervoso) si
Fig. t. t'!•m1>Wn PAl!nuJu.tlcn dell'lsiltuw eU i\lontcceliu.
avranno fenoJHcni auricolari lievi o appena accennat.i, nel secondo caso le alterazioni dell'orecchio prevarranno, imponendosi con una sintomatologia costante e precisa. Essa fu ben descritta da Bilancioni e Aggazzotti dopo l'incidente loro occorso nell918, quando, trovandosi con due allievi in campana pneumatica, in seguito ad un guasto, la pressione, diminuita di oltre 6000 metri, fu fatta di colpo ritornare a zero. u Tutti avvertirono nella testa come 1mo schianto, una esagerazione della astenia, e delle vertigini, un forte dolore alle orecchie, ma mentre in breve i disturbi vertiginosi dileguarono, persistettero invece i dolori alle regioni temporali ed twa forte diminuzione della acuità uditiva. con autofonia ''· Le lesioni osservate flll'ono in prevalenza vascola.ri della mucosa della cassa e della membraua timpanica, in uno si ebbe lacerazione di essa, in un alt,ro si formò nn ti pico ematoma intralamellare. È anche probabile che
LA FUNZIONE T UBARJCA IN RAPPORTO ALL' AVIAZIONE
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si sia. avuto versamento ematico entro la cavità timpaniea, che non fu po· tuto obiettivamente constatare per le ecchimosi esistenti sulla-para ttm~ta.. della. membrana.. · Ora., se abitualmente tali sposta.menti per fortuna. non avvengono, l'uomo in volo è sempre soggetto a continui squilibri di pressione e ciò esige una perfetta. o quasi permea.bilità. tuba.rica.. E poichè i soliti criteri d'indagine usati in clinica. per diagnosticare la. stenosi tuba.rica. non offrono assoluta. sicurezza., e sopratutto per l'incomodo che arrecano, non sono bene tollerati, gli Istituti medico legali per l'aeronautica. sono muniti di campana. pneumatica., la sola che ci può dare affidamento di normale comportamento della. tuba.. Mi pare quindi opportuno riferire i sintomi osservatori nell'esame <U oltre 200 fra. candidati al pilotaggio e piloti in servizio, per trarre da essi quelle considerazioni pratiche occorrenti nelle visite quotidiane. La. campana pnewna.tica esistente presso l'Istituto di Montecelio è costituita. da. un cassone cilindrico di lamiera di acciaio della lunghezza di metri 6 e del diam etro di metri 3 (vedi fig. l), cui è annesso un impianto a deproosione ed un impianto frigorifero. L'impianto a depressione è azionato da motore elettrico ed è costituito da. un motore a turbina. che permette di giungere fino a. 13.000 metri di quota ; l'impianto frigorifero è azionato anche esso da motore elettrico ed è capace di portare la temperatura. interna del ca....sone a meno 45 gradi, corrispondente a 9000 di quota. Con successive diminuzioni della. pressione atmosferica e con proporzionato abba..<;samento di temperatura possono riprodursi esattamente le condizioni ùi freddo e di depressione delle alte quot-e. Il sistema di rofrigera.mento è fatto in modo da. non produrre esalazioni di gM nocivi per la. respirazione, e un ventilatore a motore nell'interno del CI\Ssone, completa il sistema obbligando l'aria esistente a. quella. nuova. immessa. a. pa..<;sare a contatto della miscela frigorifera. Adatte manovre permettono che il tempo impiegato per giungere alle condizioni delle quot.e elevate sia. uguale a queUo effettivamente necessario a lm aeroplano per salire alle quote stesse. Il collegamento tra il cassone e l'esterno è fatto con telefoni e con un sistema di segnalazione a. bMe di lampadine elettriche a. colori, disposti uno entro il cassone e l'altro fuori presso il comando di manovra.. La depressione in campana. si determina giungendo a. m m. 354 di mercurio in 35 m. primi e rinnovando l'aria in ragione di 500 centimetri cubi per minuto e per persona. Si con.CJerva. tale depressione che corrisponde a. 5000 metri per lO minuti, quindi si ritorna alla. pressione normale in 25 minuti, eseguendo due o tre rapide compressioni • picchiate ~ di 500 metri circa.. Tale tempo corri.c;ponde alla. media impiegata dagli apparecchi da caccia. per porta.r:>i all'altezza di quelle quote e quindi per discendere da esse. D escriverò brevemente le storie di 36 tra. i soggetti visitati, potendo le altre riferirsi ad esse. l - av. M. Umberto, a. 20, Mp. pilotaggio. - Es. otologico. -A. D. membr. a.lqua.nto retra.tta. ed infossa.ta. anteriormente. - A. S. membr. alquanto opa.ca.ta con zone di atrofie a.nt. e post. - Es. rinoscop. Modica. Ipertrofia della mucosa dei turbinati inferiori. - Es. rinofa.rmgoscopico e fa.ring. Mucosa fa..ringea arrossata. in parte ipertrofica. - Es. ot. dopo la prova. con la. campana pneumatica : Arrossamento del manico del martello bila.tera.lmente. 2 - a v. F. Antonio, a. 20, M p. pilotaggio,- E s. otologico- A. D. membr. retratta. ed anteriormente opa.ca.ta. - A. S. membr. fortemente retra.tta ed opacata. marginalmente. - Es. rinoscopico. Dev. del setto a sinistra ed ipertrofia. della mucosa. del turbinato inferiore destro. - Es. rinofa.ring. Non potuto eseguire. Es. faringeo: tonsille palatine ipertrofiche ed incappucciate. Mucosa. fa.ringolaringea. fortemente arrossata.. - Es. otol. dopo la prova. con la. campana pneumatica : negativo. S. - Gl.tmaale di medic(na militare - Fase. x.
'
610
LA FUNZIONE TU BARICA IN RAPPORTO ALL'AVIAZIONE
3 - e.v. A. Salvatore, a. 20, ~p. pilota.ggio. - A, D . membr . fo~mente retra.tta con zone atrofiche posteriori. - A. 8. membr. le~germente retratta. ed opnca.ta. - Esaro. rinos, D ev. del setto a destra ed ipertrofia dei turbinati inferiori. - Es. rinofa.ring. Residui adenoidei non osu-uenti. Mucosa faringo laringea arrosl'!a.ta. --=- E s. otol. dopo la prova con la campana. pneumatica : negativo.
4 - a.v. C. Pasquale, a.. 20, aspirante pilota.ggio. - Es . otol.: membr. retratta ed opo.ca.ta con scomparsa. del triangolo luminoso. - Es. riconoscop. Lieve deviazione del setto a destra.. - Es. faringoscopico. Mucosa arrossata e a tr?'tti ~spessita - Es. ~tol. dopo la. prova. con la. campana. pneumatica: i pererom b1laterale del ma.ruco del martello
5 - D . S. Giovanni, a. 20, asp. pilot. - A. D. mem br. opacata. e re tratta anteriormente. - A. S. membr . opa.ca.ta con zone atrofiche posteriori. Es. faringoscop. Mucosa. in parte atrofica, in parte ipertrofica.. - Es. rinoscop. Sperone del setto a destro. - Es. otol. dopo la. prova con la campana pneumatica.: negativo bilateralmente. 6 - D . S. Potit.o, a. 20, asp. pilot. - A. D . membr. opacata anteriormente. A. S. id. - Es. rinoscop. D eviazione del setto a. destra.. - Es. fa.ringoscop. Mucosa alquanto arrossata. oon piccole zone follicolari infiltrate. - Es. otol. dopo la prova con la campana pneumatica: nessuna. alterazione tin1panica.
7 - F. Silvestro, a. 18, asp. corso premilitare pilot. - Es. otol. A. D. membr. timpanica lievemente opa.cata A. S. id. - Es. rinoscop. Spina della base del setto a destra.. - Es. rinofaringoscop. Coda del turbinato inferiore destro ipertrofico - Es. fa.ringolaring. Mucosa arrossata. - Es. otol. dopo la prova con la campana pneumatica. iperemia del manico del martello. Subiettiva.mente dolenzia binauricolare. 8 - D. Francesco, a. 32, pilota allenando. - Es. otol. membrane retratte anteriormente. - Es. rinoscop. Ipertrofia della mucosa del turbinato in feriore a s inistra. - Es. faring. Mucosa a rrossata con zone follicolari arrossate. - Es. otol. dopo la prova con la campana pneumatica iperemia bilaterale del manico del martello. Ronzio a g li orecchi. 9 - C. Guido, a . 34, pilota.- Es. otol. A. D . Esostosi del condotto che permettono di vedere la membrana solo parzialmente. Opaca.mento e lieve retra.zione timpa.nica. A . S. membrana opacata. - Es. rinoscop. Setto irregola1~ mente deviato per esiti di frattura da pregresso incidente di volo. Pervietà. na.sa.le limitata. - Mucosa faringea arrossata. - Esame otol. dopo la prova con la. campana : iperemia accentuata del manico del martello.
10 - A. Antonio, a. 32, pilota. - Es. otol. membrane retratte anteriormente. - E s. rinoscop. R inite vasomotoria bilaterale. - Es. faringeo. M ucosa arrossata. -Es. otol. dopo la prova con la campana.: A. D. N . N. A. S. iperemia del manico del martello. 11 L. Mario, ten. med. pilota (polacco) a. 34. - Es. otol. retra.zione timpanica anteriore bilateralmente. - Es. riinoscop. T urbinati inferiori tumefatti. - Es. otol. dopo la prova con la campana ness una alterazione.
12 - F. Prospero, a. 34, tenente pilota. - Es. otolog. membrane lievemente retratte nei quadranti anteriori. - Es. rinoscop. I pertrofia del turbinato inferiore sinistro. - Es. faring. Mucosa arross ata ed alquanto ispessita. - Es. otol dopo la prova con la campana : iperemia bilaterale del manico del martello. 13 - M. Filiberto, a . 18, aspirante corso pilota.ggio. - Es . otol. membrana leggermente opacata e retratta anteriormente. A. S. membrana opacata in tot.o e retratta anterior. - Es. rinoscop. I pert;rofia. dei turbinati inferiori. Es. Iaringosc. Modica ipertrofia delle tonsille pa.latine, mucosa faringea arro.<>::;ata ed in parte ispessita. - Es. otol. dopo la -prova con la campana: A. D . iperemia del manico del martello. A. S. iperemia diffusa a tutto il timpano con pie-
LA FUNZJONt: TUBARJC:A 1;-.1 RAPPORTO ALL'A\'L\ZlO~ l::
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colo ematoma intralamellare pos t eri ore. Tali fPnontcni ,:;(\ 110 s< ·nt~q •tH-si i11 due giorni. - Subiettivamente s i ò antto »C<:entnato dolore alrore.<·ehio s inistro e ronzio all'orecchio de:;t1·o. l 4 - A. Cooare, a.. l 8, aspirante pilota.ggio. -- Es. otol. membnmo lie,·emtmte opt~oeate ed infos>'ate anteriomlente. - E,.. rinos c. D6\"Ìa:livne ù~:~l setto a dest.ra ed ipertrofìa del tmbino.to inferiore medio a sini,-tm. - E~. rinofaring. Residu.i adenoidei non o,:;truenti. - J<:,-a. fari11g~ Mu('o>'a arros,.-ata ed in parte ispessita. - Et!. otol. dopo In. pt·o,·a. con la. campana.: A. D. an·os..,amento del quadrante timpanico postero-Ruperiore e del manico del martello. A. ::l. Ematoma. intro.LaOlellare anteriore ed iperemia raggiata dei vasi tirnpani ci dipru·· tentisi dall'umbus. 15 - P. Gra1.iano, a. 18, a..; ;pirante corso premilitare pilot. - Es. otol. Modica retrazione bilaterale timpanica ant~riore. - E.;. riJJO,;cop. De,·iazione del setto a. destra, rinite i}Je1·trofica compcm<ati,·a de i tm·binati infe riore e m edi.o a s inistra. - Es. fa.ring. MucO!'a arross at-a.. - Es. otol. dopo la prova con la campana : iperemia. bilaterale del manico del martello. 16 - S. Ale.<;.-;andro, a. 18, aspirante corso vilotaj.!~io. - ]-;,. otol. Modica retrao:ione timpanica bilaterale. - l•;,.. rin.oscop. Cresta della bn..-;e d el setto a ~i nistra., con lieve ipertrofìa del turbinato inferiore da questo lato. - Es. faring. Mucosa leggermente arros~:~ata. - Es. otol. ùopo la prova. con la campana. : iperemia del manico del martello a sinil'ltra. 17 - C. Claudio, a. 18, aspirante pilotag~rio. - E;;. otol. Lie,·e retra1.ione timpanica bilaterale. - E s. rinoscop. Cresta della base del :;etto a sinistra. Es. faring. Mucosa alquanto isJle;;sita ed arro,;sata. - ER. otol. dopo la prova con la campana: manico del martello iperemico bilatei"IJ.Imente. 18 - D . A . Mario, a. 1 S, aspirante pilotaggio. - Es. otol. Modica retrazione timpanica bilaten1.lmente. - Es. rinoscop. Sperorte tlol :;etto a destra e liEwe ipertrofia. della. muco"'a. dei turbiJU\ti infe1·io•·i. -
E .... rinofarinfo(. Residui ade-
noidei non ostruenti. - Es. faringosc . Mucosa faringea arrossata. - Es. otol. dopo la. prova con la campana: iperemia bilaterale del manico del martello 19 - M. Olo, a. l 8, a.c;pirante pilotaggio. - Es. otol. opacamento t.impa.nico e retra.zione anteriore b ilateralm ente. - Es. rinosc. D o,·iazione del l-'e tto a de;;tr a e rinite va..~omotoria a. Finistra. - E s. fa.ring. Muco.~a fortemente arrossata con 1one follicoli.J.l'Ì infiltrate. - ER. otol. dopo la prova con la campana : A. D. lperemia del manico del martollo. A. S. Iperemia del marùco del martello postero"Superiore che permane s ino all'indomani. Subiettivarnente accentuata dolenzia da questo orecchio.
20 - G. Vincenzo, a. 18, a..o;pirante corso pt·em. pilot-a~rgio. - Es. otol. Modica retrazione timpa.nica antel'iore bilateralmente. - Es. rintY.< c. D eYia.zione del setto a desJra. - Es. faring. Muco~ a leggermente arrossata... - Es. otol. dopo la. prova con la campa.Jla : n essw1a alterazione. 21 - D . M . Dario, a. 18, a..«pirante al corso prem. pilota!'{gio. - Es . otol. Opa.camento timpanico posteriore bilateralmente. - Es. l'Ìll080. Modica de"-iazione del setto a d~>~tra. - E s . fat·ing. muc0:5a. in parte isp~s ita ed arro.;:,;ata. - Es. otol. dopo Ja prova con la campana: iperemia bilaterale del manico del martello. Subbiettivameote ronzio. 22 - C. Aldo, a. 18, Mpirante al corso prem. pilotaggio. - Es. otol. A . D . Modica retra.zione timpanica anteriore A. S. N. N. - Es. rinosc. Cresta della base del setto a destra. - Es . faring. Lieve ipertrofia ton.'iillare. - E s . otel. dopo la prova con la campana: i peremia del manico d el martello a destra.. A sinistra. N . N. 23 - R . Mario, a . 18, a.~pirante corso prom. pilotag~:.rio. - E s . otol. A. D. Piccole zone di atrofia posteriore. - A. S . Opacamento t-impanico, eli modico
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LA FUNZIO:-lE TUBA.RIOA IN RA.PP08TO ALL'AHAZIONE
g rado. - E s. rino3cop. Devia.~ione del setto a de-;tra., ed ipertrofìa globo;a. del t urbinato inferiore sinistro. - E s. faring. Mucooa arro3sata con zone follicolari infilt rate. - E s. otol. dopo la prova con la campana: A. D. iperemia malleo· lare di lieve grado. A. S. arro><~arnento inteu'So del ma.nico del martello, della plica po:~teriore e del quadrante po.>tero-s uperiore. Subiettivamente accentuata. dolenzia da questo lato. I fenomeni sono scomparsi in ·iS ore. 24 - D. P. Giorgio, a. 22, sergente pilota. - E >. otol. Modica. retra?;iona tirnpanica bilaterale. - Es. ri nosc. D eviazione del setto a sinis tra. - E s. faring. Mucosa tendente all'atrofia. - E s. otol. rlopo la prova. con la. campana.: iperernia malleola.re bilaterale. Subbiettivamente ronzii in ent rambi gli orecchi. 25 - T. Renato, a. 18, a.>pir. corso prem. pilota.ggio. - E s. otol. :r.rembra.na alquanto retratta. e leggermente opacata. bilateralmente. - E s. rinosc. Deviazione del setto po.>teriorrnente verso destra. Ipertrofia della. muco;.a dei turbinati inferiori. - Es . faring, Mucosa. fortemente arro.>sa.ta. ed in parte ispe>Sita.. E s. otol. dopo la pro,·· a con la campana: A. S. Mcentuata iperemia del manico d el martello A. D. iperemia. m<.~.lleolare, della. plica po3teriore e del qua.drant.e postero-superiore. S ubbiett.iva.m~ute accentuata dolem;ia da que3to lato. I fenome rù s i dileguano in circa. 48 ore. !':s. otol. Lieve opa.camento 26 - F. Orlando, a.. 18, a">pir. COI'.iO prem. timpa.nico bilaterale. - Es. rinosc. Turbinat i ipertrofìci in modico grado. - Es. fa.ring. Parete faringea. a.t·ro>Sa.ta.. - E s. otol. dopo la. prova con la. campana: A. D. iperemia ma.lleola.re e del quadrante po3tero-s uperiore. A. S. lie\·e iperemia malleola..re. j 27 - R. Giorgio, a . 20, a.spir. corso prem. pilot. - E s. otol. Modica retra· zione tunpa.nica bilaterale. - Es. rino~c. J)eviMione con s perone del setto a de· s tra. Ipertro!la compen>ativa. del turbinato inferiore sinistro. - E <>. fa.ring. Arros. sa.mento della mucosa. - Es. otol. dopo la prova con la. campana: A. D. N. N. - A. S. Lieve iperemia. del manico del martello. 28 - S. Giulio, a.. 20 Mpir. pilota.g~o . - Es. otol. Modica retra.zione t impanica bilaterale. - E s. rinosc. Cre3ta del se tto a. de>tra.. - E >. fa.ring. Mu· cosa. arrossata leggermente. - Es. otol. dopo la prova. con la. campana.: n e.>suna alterazione., 29 - M. Bruno, a. 20, a~ pir. gilotaggio. - Es. otol. A. D. Pia.'ltra. calcarea nel quadrante anteriore. - A. S. Modica retrazione timpanica. - E s. ri· nosc. Deviazione posteriore del setto a. destra.. - Es. fa.ring. Iperemia della mu· cosa.. - Es . otol. dopo la prova. con la campana.; n e;suna alterazione. ~f30 L. Gino, a.. 20, a>pir. pilotaggio. - E s. otol. Lieve retra.zione tiropanica. bilaterale. - Es . rinosc. Piccola cresta. del setto a. destra. - Es. rinofaring. Residui adenoidei non os truenti.- E s. faring. Mucosa. arrossata.. - Es otol. dopo la prova con la campana: iperemia del manico del martello, bilaterale·
31 - A. Goffredo, a.. 26, sergente pilota.. - E s. otol. C. D. cicatrice lineare nella. regione m~'Steoidea. ben consolidata. per e3iti di ma>toidotomia subita 5 anni or sono. Membrana in parte infìltrata., con piccola. cicatrice posteriore, senza alcuna. perfora"Lione in atto. A. S. membrana. alquanto opaca.ta e re· tratta.. - Es. rinosc. D eviazione con grosso sperone del setto a destra. -Es. fa.ring. Mucosa. arrossata.. - Es. otol. dopo la prova. con la. campana : non si riscontra. alcuna alterazione.
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32 - S. Bruno, a.. 24, sergente pilota.. - Es. otol. Lieve opa.ca.mento tim· panico bilaterale. - Es. rino3c. Lussa.zione della. cartilagine del setto a. sinistra e s perone a deotra.. - E s. fa.ring. Muco3a. arrossata.. - Es. otol. dopo la prova. con la campana. ; nessuna. alterazione.
33. - F. Salvatore, a.. 21, a.'S pir. pilota.ggio. - Es. otol. Retra.zione tim· panica bilaterale e lieve opaca.mento anteriore. - Es. rinosc. spina. del setto a
LA FUNZIONE TUBABICA IN RAPPORTO ALL'An.- \ZIO)IE
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destra. - E s. rinofaring. R e.;idui adenoidei non osh uenti. - E Eam. faring. arroe.ata ed ispeesita. - E s . ctol. dopo la prova con la campana: intema iperemia <:!el manico del martello bi lateralmente.
Muc o~ a
34 - M. Carlo, a. 20, ru:pirante pilotaggio. - Es. otol. A. D. Chiazza calcarea nei quaclrant.i anteriori e posteriori. A . S. Lieve opacamento timpanico. - E !': . rino!':c. Modica ipertrofìa del turbinato inferiore destro. - E s . fa.r ing: Muco!:" a arroH ata, ed in part e i~rel'' il a . - E s. otol. do): o la prova conia campana: irerEmia del manico del martello bilateralmente. 35. - G. GiuEeppe, a. 18, a,..,pirante corF o pilot:ap:gio. - E s . otol. A. ID. membrana retratta in toto ed opacata s pecie anteriormente. - A. S. membra.na !!'etratta fmteriOJm ente con piccola chiazza calci\fea. posteriore. E::. rinosc. I pertrofìa. dei turbinati inferiore e medio a sinistra. Lieve deviazione del setto a destra. - E s. faring. Muco~· a arro~n\ta con lieve edema del velopendolo. Es. otol. dopo .la prova con la campana: A. D. I peremia intenPa del manico del martello. A. S. Timpano di colorito bluastro che lascia ~oorgere nell' interno un versamento sieroso il quale nmovesi co11 gli spostamenti del cttpo. ~ubbiettin~o mente accentuata dolenzia da que..to lato. l fe••omeni si dileguano in oltre 48 ore . 36 -F. Mario, a. 20, a.<;pirante pilotaggiO. - E:;. otol. A. D. Retr.a.:zione timpanica anteriore - A. S. Lieve opacamento in toto. - Es. rino.-c. Ipertrofìa. della muco~ a clel turbinato inferiore destro. - E s. faring. muco<a arroesata. - Es. otol. dopo la proYa con la campana.: A. D. l peremia del manico del martello e del quadrante po~ t ero S\Jf-eriore. - A. S. Ir-eremia ma.lleolare.
Esaminiamo brevemente i nsu1tati ottenuti. Nei casi numeri 2, 3, 5, 6, 12, 20, 24, 28, 29, 32 e che ~rappresen tano l'optim1tm della pervietà tubarica non si ebbe alcuna alterazione o quasi del reperto otoscopico. Ciò è tanto più importante in quanto, se alcuni avevano membrana timpanica integra, altri presentavano segni evidenti di pregressa otite catarrale o di pregresso catarro della tuba. Inoltre in uno, n. 31, operato di mastoidotomia destra e in cui si notava piccola cicatrice timpanica posteriore e chiazze calcaree diffuse, malgrado nelila discesa da m. 5000 si fossero eseguite te solite due « picchiate » di 500 metri, non si ebbe il minimo accenno di risentimento auricolare. In tal modo la prova ba costituito un reale collaudo e della integrità tubarica e della perfetta avvenuta guarigione delle affezioni pregresse, ed a me pare, che in altro modo o con i comuni mezzi clinici ciò non si sarebbe potuto cosi bene rilevare. Nei casi numeri l, 4, 7, 8, 9, 10, 11, 15, 16, 17, 18, 21, 22, 27, 30, 31, 33, 34, si ebbe soltanto ipe-remia del manico del martello e tale fatto ello rap}Jre~enta il primo gr:.~do dei distlll'bi vafcolari cbe si os~ el' vano sul timpano dopo la prova con la campana, si manifesta nella maggior parte dei soggetti visitati. L'iperemia più o meno intensa è sempre costante quando esiste modico catarro faringeo ed è più accentuata da quella. }:al te dove trovasi eventuale limitazione de1la pervjetà nasale I n genere si attenua dopo poche ore sino a sparire del tutto l'indomani, e però i suoi effetti traducendosi soltanto in lieve dolenzia e qualche ronzio, possono dirsi del tutto trascmabili dn.llato medico-legale, circa l'assunzione degli allievi. Nei casi numeri 19, 23, 25, 26, 36, oltre l'arrossamento malleolare si è avuto iperemia più o meno intensa della plica posteriore e del quadrante timpanico postero-superiore. Snbbiettivamente è stato avvert.ito dolenzia
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LA FUNZIONE 'CUBARICA IN R .\ PPORTO ALL'A'I""IA7.t0NE
e ronzio che sono scomparsi in genere nelle 24 ore successive di pari passo alle alterazioni timpaniche. In uno, n. 25, il dolore per3istette più a lungo ed i fatti auricolari dilegua.r()no anche essi più lentamente. Tali casi sono quelli nei quali si riscontra catarro naso-faringeo accentuato, il quale agendo di consegLlenza sulla tuba, ne limita più o meno la permeabilità. In essi il giudizio dovrà essere negativo per gli ammitten:li o per lo meno sospensivo, se si ritiene possibile che con adatte cure od evcntLmli a tti operativi, l 'aere tzione della car;sa possa compiersi meglio. Nei piloti in servizio bisognerà. instituire senz'!~lt1·o cura opportuna e, se necessario, il ricovero in ospedale, proponendone il pa<;saggio in quelle specialità ove 1 per la loro funzione, gli squilibri di pressione, :;i ~}nO relativamente minori. Nei cR.si n. B, l.t, :35 Le lesioni va.scolari a. cRorico del t impano a.!'lsunsero forma realmente grave, in quanto si ebbe iperemia timpa.nica. diffusa e in due piccoli ema.tom.i intra. lamellari. I n uno vi fu anche ver.samento sieroso intra. timp~\nico 1 idrope e.c vaono, tn!}ntre subbiet tivanlonte si ebbero dolori accentuat i alla regione audcola.re. All'esame funzionale fu riscontrato ipoactL'i!ia per i fonemi bassi. Tali soggetti sono senz' altro da eliminare ed inutile dire che se eventualmente vi fosse tra e:;si qualche pilot a in ser vizio bisognerà subito instituire cura adeguata vigilando gli effetti direttamente nella attività. di volo.
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Nell910 Cipollone volle constatare quale alter.~zioni anatomiche possa produrre sull'orecchio una rapida variazione di pressione. Nelle sue espe-
rienze, posti gli animali (gatti) in un elmo da palombaro ridotto a camera. cbiu.9a o cmuunica.nte con un recipiente di aria compressa, in un minuto portava la. pressione a 5 atmosfere, manteneva que'3 ta pressione costante per 4,7 minuti, e quindi, aprendo il rubinetto di scarico, eseguiva una rapida decompressione. In tutti i casi egli constatò infossamento della membrana d3lla. finestra rotonda, emorragie interstiziali, in un caso rilevò sublussazione della staffa con frattura. della branca. posteriore, in nn altro vide frattura della piastra della staffa con lussazione. Non esistevano lesioni dei canali semicircol:l.ri e delle macttle acustiche. Urba.ntsc3itsch fece inoltre delle osservazioni su un individuo a tuba pervia, che entrato rapidamente in una. cella ad aria compressa, ne uscl subito trattenendosi soltanto pochi secondi. Alla otoscopia fu constatata iperemia ra.ggia.ta. della membrana. con ve:;cicole bluastre lungo il manico del tUa.rtello. Ora se tali fatti avvengono a t uba la etti funzione è normale quali non saranno essi quando per la mancata permeabilità tubarica, l'azione della pressione, che aumenta nelle rapide discese, potrà. esplicarsi in guisa ancora maggiore ~
L'influenza della pervietà t ubarica nelle alterazioni rifer;t) appare indiscussa e il loro meccanismo di produzione può diri!i uguale a quello stesso cbo determina Cemorragia nell'orecchio e nelle ossa cave degli uccelli, l
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LA FUN"ZIONE TUBA.RtoA IN RAl'FOllTO ALL'A\ì. t\ZW~F.:
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quando questi animali sono sottoposti a una troppo rapida decompressione. Sperimentalmente è stato dimostrato che tali emorragie non si manifestano nonostante i più forti e improvvisi squilibri di pressione ambiente, se prima di sottoporre gli animali all'esperimento, si apre una comunicazione artificiale fra. le ossa cave, per esempio del cranio, e l'ambiente esterno. Analogamente accade por l'opeccbio umano ove la possibilità di resistenza alle ·varie pressioni - nei limiti fi siologici - dipende dalla possibilità di apertura della tuba di Enstaclùo
CONOLUSIO~i!
E PEDUZIO:n l\1EDIOO-LEGALI
1. La pervietà tubarica importantissima in aviazione deve essere provata con la campana pneumatica in tutti gli aspiranti al pilotaggio e nei casi dubbi nei piloti in servizio. 2. Lo stato della membrana e della. cas:ia ùel timpano osservato dopo la prov<~ sarà vagliato ai fini medico-legali dell'asstmzione a seconda della intensità delle alterazioni riscontrate.
3. I piloti in servizio che presenteranno stenosi tubarica. devono essere proposti per cura opportuna, osservati nella loro attività di volo e, se del caso, trasferiti in reparti nei quali per la loro speciale funzione gli squilibri di pressione sono abitualmente minori. 13IBLIOGRAFL-\.
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CASUISTICA CLINICA OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI ROMA Direttore colonnello medico F. lAcoNO
ECZEMA ED AUTOEMOTERAPIA per il dott. Dogali Malmone, maggiore medico, capo reparto.
n ricambio, dice Bosellini, costituisce il nodo vitale di ogni attività generale o parziale dell'organismo, e ad esso vanno riportate in ultima analisi e fatti morfologici statici e fatti funzionali dinamici che i tessuti, gli organi, gli apparati offrono all!esame. Molte diatesi, molti errori di ricambio, debolezze di costituzione, si rivelano attraverso anomalie cutanee o dermatosi, tanto che si è chiamata. la cute carta. da visita della costituzione (Pende). Non che le diatesi siano la causa essenziale di una dermatosi : l'influenza che alle diatesi si riconosce nella genesi, nel decorso di queste forme morbose, và intesa nel senso che contribuiscono ad alterare il modo di reagire della cute, a formare il terreno, a costituire la predisposizione : occorre cioè l'azione di uno stimolo dermatogeno in genere su di una cute predisposta, percbè su di essa si sviluppi una dermatosi. L'eziologia e la patogenesi dell'eczema è ancor'oggi una questione di attualità. V'è chi vede in questa sindrome morbosa. l'espressione di stimoli esterni, di agenti traumatici, irritanti, diversi. Unna ritiene che sia prodotta da un microbo patogeno che però non può attecchire ed evolvere senza un terreno favorevole. Altri la considera come una nevrosi riflessa vasomotrice scatenata da una irritazione che colpisce le terminazioni dei nervi sensitivi dell'epidermide. (Kreibich). I ph'l riguudno 1'eczema come espressione di stimoli endogeni1 di stati di squi.librio endocrino, di alterazioni del ricambio nel senso piu lato. Brocq lo pone fra le « reazioni cutanee », cioè in un gruppo di derma.tosi ad eziologia e patogenesi ignota, legate più ad uno speciale modo di reagire della cute agli stimoli che alla natura degli stimoli stessi. Non sappiamo precisamente se queste« reazioni cutanee l> sono legate piuttosto ad una struttura particolare della cute, ovvero alla costituzione generale da riguardarsi come la risultante delle singole costituzioni dei singoli organi : è certo però che ciasmma costituzione particolare è influenzata ed influenza, a sua volta, quella degli altri organi e sistemi con sommazione, interferenze, compensi che ci sfuggono nella loro composizione analitica ; in conseguenza errori, debolezze costituzionalistiche della cute possono essere in definitiva accentuate o compensate daJ complesso delle influenze dovute alla costituzione generaJe (Tommasi). Molti oggi vedono nell'eczema fatti di sensibilizzazione che può essere determinata da fattori esogeni (albumine eterogenee, sostanze chimiche, a.limenti, agenti fisici) ed endogeni (terreno, ghiandole a secrezione interna, disfunzioni visoorali). Pula,y ritiene si tratti di un fenomeno di sensibilizzazione generale, nella quale ana.filassi ed idiosincrasia si fondono, dipendente in ultima analisi da, modifìcazioni patologiche dell'al-
E CZEMA ED A UTOE:.tOTERAP IA
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bumina cellulare. Perchè si determini hL re,azione eczematosa occorrerebbe una. tendenza specifica. all'eczema ed un agente provocatore. La. tendenza consiste in lma iperrecettività dell'epidermide che si rivela con un'aumentata reattività flogistica e in una particolare sensibilità delle terminazioni nervose. La ipersensibilità nervosa., a suo giudizio, è alla dipendenza di cause endogene e di regola si identifica in un abnorme svolgimento del ricambio. La reversibilità o la irreversibilità delle reazioni inducono la guarigione o il cronicizzarsi del processo morboso. D circolo sanguigno della. cute e la funzione delle ghiandole cutanee sono regolati dal sistema vagale: orbene nell'eczema con discreta frequenza si riscontra squilibrio del tono v ago simpatico, un'ipervagotonia, che favorisce la sensibilizzazione del t.essuto. In base a questi concetti patogenetici, per fa.r tornare allo stato normale soggetti malati , sensibilizzati, occorre modificare il terreno, operare la desensibilizzazione che riesce relativamente facile quando l'a.ntigene nocivo è conosciuto, molto difficile il più delle volte percbè l'antigene è ammesso, ma. non è dimostrato nella sua essenza. I n questi casi si interviene con mezzi aspecifici (proteinoterapia, la.ttoterapia, autoemoterapia, autosieroterapia, peptonoterapia, etc)., utilizzando, con l'introduzione di a.lbumine, le proprietà terapeutiche della crisi colloido-clasìca, per la. quale si determina la rott ura dell'equilibrio fisico dei colloidi dell'organismo, sia nel sangue che nei tessuti. L 'azione avviene preva.lentemente a mezzo di piccoli chocs, sia nel sangue che nei t.essuti~ per cui gradatamente e progressivamente l'a.mmalato perde la proprietà di reagire all'antigene, riacquistando la norma.Je sensibilità; e sono esaltate t utte le attività funzionali e difensive dei protoplasmi cellulari. Nell'autoemoterapia le albumine introdotte, pur essendo del paziente, assumono per le norme tecniche carattere eterogeneo ed agis0ono in quanto diven tano materiale estraneo per il paziente stesso da cui provengono: il sangue, che pa.ssa dalla vena nella siringa e da questa nei tessuti, in quanto a contatti, sca.mbi gassosi, movimento, trova certo un ambiente che non può essere adatto a conservargli inalterati i suoi caratteri. L'autoemoterapia. a.girebbe dunque in definitiva come prot.einoterapia . L'a,utoemoterapia nell'eczema, sperimentata la !)rima volta. da.. St.umpke oggi è impiegata nella. pratica ; ed in questi ultimi anni, nell']ntento di utilizzare con le proprietà terapeutiche della crisi emoclasica anche l 'azione eccitante dell'immunità istiogena. cutanea, J:a trovat o applicazione la autoemoterapia intra.dermica. Ho ricorso all'autoemoterapia in dieci casi di eczema volgare, consegttendo risultati molto soddisfacenti, in quanto che in nove bo ottenuto la guarigione. L 'unico che non è stato influenzato dalla. cura riguarda un giovane cara.b iniere, a temperamento nettamente liniatico, affetto da eczema, cronico essudante del volto e del capillizio e da acne volgare e comedoni del volto e della parte alta del t,orace. Per la tecnica., premetto subito che bo pratil'ato le iniezioni a giorni a.Iterni n elle masse dei glutei o del gran pettorale, iniet.tando ogni volta 8-10 cc. di sangue a.spira.to nel momento, con siringa preventivamente bollita, da una. vena della piega del gomito ; e che mai ho notato cefalea, malessere, reazioni locali e rialzo della temperat.ura. Riassumo i casi più irnporta.nti : I - V. &., maresciallo CC. RR., 17 febbraio 1926. Gentilizio e precedènti morbosi personali negativi. Ammogliato con d onna sana, da cui ha avuto due figli che godono buona salute. Sei mesi fa vide comparire sul pollice destro, senza causa apparente, una chiazza rosea, cosparsa di vescicole che rompendosi
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ECZE~1A
ED AUTO&MOTERAl'JA
davano esito a secrezione che si rapprendeva in croste. La lesione allargandosi ha finito con l'invadere in pochi giorni il dorso d ella mano. Dopo 25 giorni una. chiazza simile si è venuta. formando sulla mano sinistra. Da due mesi sono sta.ti colpiti Bncho i pa.di.glioni aurioolo.ri, le regioni p r o - o rotroa.uricola.ri.
Costituzione fisica robusta, muscolatura. tonica e valide. ; nutrizione generale e sanguificazione florido. L 'esame sistematico dogli organi interni è negativo. La cute dei pa.diglioni auricolari, delle regioni prea.uricolari e retroauricolari è iperemica., di colorito roseo viva.':e, asciutta, un pò inspessita, ricoperta di squame piccole, aderenti, biancast re. La zona iperemica. ha contorni poco regolari e non nettamente lunita.ti e pro ,do in parte anche il condotto uditivo esterno ; il colorito è più intenso s ul bordo dei padiglioni, che sono anche un pò tumefa.tti. Tali lesioni hanno press'a poco la stessa estensione d'ambo i lati. Sul dorso della mano destra si rileva. un'ampia chiazza. eritema.tica, di colorito roseo intenso, che, u1iziatasi B\llla superficie dorsale del pollice press'a poco sulla lillea. inter. fa.langica, segue il marg me esterno del primo mete.carpo e va verso il margine interno d e lla regione ipotenare, limitandosi anteriormente su le commessure interdigitali e mdietro si perde sulla lillea. carpo - meta.carpica. La cute in corrispondenza del l 0 dito e dei due primi metacarpi è secca, ispessita., desquamante, solcata da. ro.ga.di talune Sllperficio.li, altre profondo : nella. rimanente superficie chiazze umide, con ve..<Jcicole piccole a scarso contenuto e croste giallo-bruniccia distribuite irregolarmente, frammiste con altre zone circoscritte, squamoso. Lesioni press'a poco identiche si osservano sulla mano sinistra. Impacchi tiepidi di soluzione borica, seguiti da applicazioni di pomata. Wilson od unguento diachilon Molle di Hebra. a parti uguali, coa.diuva.te da somministra.zioni por via gastrica di latta.to di calcio e da dieta esclusivamente la.tto- vegetarian 1. portano ad un rapido miglioramento d elle lesioni della mano destra., mentre sulla. ma.no sinis~a e su lo orecchie lo lesioni con.~ervano scarsa tendenza a. detergersi definitivamente : i conati di risoluzione della dermatosi iniziatasi più volte sono sempre sopraffatti dall'insorgere di nuove gittate di voscicole, dalla rjproduzione di squame. Con la pomata borica di De Amicis i risultati non sono più decisi, sicchè il 7 aprile tralascio il trattamento locale od inizio l'autoemoterapia.. n miglioramento è rapido : dopo la 3" iniezione è cominciato a diminuire il senso di tensione dei tessuti ed il prurito ; dopo la 5~ le regioni già sede dell'eczema sono perfettamente asciutte, lievissimamente infiltrate ed iperemiche ; nei solchi retroauricola.ri persiste qualche raga.de superficiale. Dopo l'sa iniezione rimane ancora un accenno di iperemia che scompare completamente nei giorni successivi. L'A. dopo aver avuto 10 iniezioni è dimesso il 30 aprile, senza che pre..~enti più lo. minima. traccia della. d ermatosi, che, a quanto mi consta, sin'oggi non è più recidivata. II - E. R., soldato, 6 aprile 1926. Genitori, fratelli viventi e sani. Da. bambino è andato soggetto a bronchiti ricorrenti per vari anni nella. stagiono invernale e(l è stato operato per vegetazioni adenoidi. Da ragazzo ha avuto polmonite d estra ; e da tre anni, all'mizio della primavera, va soggetto ad un'eruzione cutanea che colpisce le orecchie o le regioni circostanti e risolve lentamente m 3 o 4 mesi. Da lO giorni tale eruzione si è di nuovo presentata, accompagnata. da senso di cociore o di prurito sulle pa.1·ti ammalate. Costituzione fisica. sana, pannicolo adiposo bene sviluppato; cute o mucose visibili un pò pallide. Con l'esame sistematico non si mettono in evidenza. alterazioni dei vari organi interni od apparati. Sul volto e sulle spalle la pelle è unt uosa., cosparsa. di comedoni e di pustole di acne volgare. I padiglioni auricolari sono sede di eritema cutaneo con piccolo voscicole della. grandezza. di una. testa. di spillo a contenuto scarso, sieroso - torbi iiccio, frammiste e croste gialliccio, taluno piccolo, altro più 'grandi, di forma irregolare, ri.~ultanti dalla confluenza di crosticine più piccole. La chiazza eritema.tica ha contorni sfumati che si estendono nella zona preauricola.re e indietro un pò oltr e il solco. Chiazze iperemiche di grandezza varia con vescicole e croste, ripetenti i caratteri sopra accennati, si osservano sulle regioni anteriore e laterali del collo. L e ghiandole dello regioni laterocervicali e sottomentoniera sono ingorgate, un pò dolenti. Dopo un mese di applicazioni toniche, persistendo i fatti eritematici e la voscicola.ziono specialmente sul collo, mizio l'autoemoterapia. D opo la 3a iniezione, mentre sui padiglioni d ogli orecchi si ha. desquamazione, sul collo non si osservano più chiazze secernonti ; dopo la 9a la cute ha. ripreso aspetto normale con qualche raro punto d esquamante e l'infermo ò dimesso guarito.
619 III - M. R., soldato, 19 maggio 1926. Nega precedenti morbosi famigliari e personali. Tre mesi fa ha cominciato ad avvertire senso di cociore e la presonza di numerose croste sulla testa; qua.<>i coutomporanea1nente è apparsa un'eruzione di ve3cicole sulla fronte, che dopo hanno invaso quasi tut.to il volto. L'esame obbiettivo sistematico non m ette in evidenza alcun fatto ò.egno di rilievo ; lo st.ato di nutrizione generale è buono. S ulle regiorti franto - parietali ;;imrnetricame nte si hanno croste numerose bruniccia che incollano i capell i. E sse si lasciano staccare facilmente, mettetdo allo scoperto zone e r·ose srt chiazze di arrossamento uniforme. Sui padiglioni dop;li orecchi. stdla. gto{•ncit• dciltro. o :<ini:;t.ro.. onllo. rc~ionc
sotto - ma.scellare dest.ra su chiazze uguahnonte orit.e rnn.t.iehe a contorni sfumati si constata la presenza dì accum~di di croste gialla.'ll r·e. fra1runiste a ve,;cicole piccole, superficial.i. a contenuto scarso. L 'ant oomotem.pia. iniziu.ta il 24, dopo 5 iniezioni, port;a rapida.rusnte alla completa guarigione dell'infermo. IV - P . G .. recluta, 25 aprile 1!)26. ~nlla d'importante noll'ttnu.mnosi fami gliare. Siuora hB fatto il fruttiven:Lolo a .\Iilano. Quat tro anni fa ba sofferto tiJo addominBle. D a. 3 anni va sog~ctto ad eczema essudant.e delle mani, che, senza e35ere m'l.i guarito parfettam9nl;e ha avuto d elle re1 ai,;sioni nell'e:>tato e n'•ll'autunno, per r iaccentltM:Si ,;ulla fine dell'irlve rno !ti ogni anno. L'ultima e1· uzione si è iniziata ai p r·imi di febbraio o si è m'lontonuta di t;ale inte ns it•Ì. da co:St.ringere il pu.ziente a CUL'tl.l'Si poco d ella pt•opria Azie wla. ln qnesti ultimi mesi, prim L di partire per fare il soldato. da uno stim!>to specialista di .\lilano gli sono state praticate 6 iniezioni di Lac I. 1:>. M. e 12 di vaccino antistafilococcico corl risultati molto scarsi. Nutrizione generale soddisfacenoo; cute e mucose vi:>ibili piut,tosto pallide; nessuna alte razione, dimostrabile con l'esame fisico, a carico degli 0 1 ani interni. Sul volto, nelle sedi abicuali, e sulla parte a lta del torace presenta " ' t'Ìe pustole di acne volgare e comedoni. La. super·ficie palmare delle mani è arross:ta . umida., calda, ain'oltre la radice delle dita. In corrispor,denza delle falan~i pressimali delle dita, delle commessure interdigitali e dell'emirlonza ipotena.re la cute è cospar,'Ja. di squama. piccole, biancastre, aderenti. frammiste a croste giallastre ; nella. parte m ediana del palmo delle mani. su ba.<>e sempre eritematica si osservano vescicole piccole in parte integre a scarso contenuto sieroso, altre rotte. Tali lesioni sono presso che simmetriche e della. stes:;a inten.<>ità in ambedue le mani. Il 28 aprile si inizia l'autoemoterapia ; il 30 le lesioni sono manifestamente meno umide; invece negli spa.zii interdigit.ali e sulle d ita si sono formate numerose nuove vescicole s u base eritematica. Dopo la 5a iniezione non sono comparse nuove vescicole, e la superficie pa.lm!\re è molto migliorata. Anche l'ammalato nota che i movimenti delle mani si compiono senza quel senso di tensione dolorosa e molesta che l'aveva sin'ora tormentato. D opo la l3a iniezione, il 25 maggio è dimesso g uarito.
Il 10uccosso conseguito in questo ca~o mi sembra degno di particolare rilievo, d ato che prima, come ho detto, avevano fallito non solo le cur e topiche e la vaccinoterapia. ma a nche la proteinoterapia aspecifica impiegata con il La.c. E può valere anche a far ritenere che il meccanismo di azione dell'autoemoterapia non consista unicamente nel determinare la crisi emoclasica provocata dall'immissione in circolo delle proteine del sangue, ma. che probabilmente è più complesso per l'intervento di altre modifiche dell'organismo, che per ora ci sfuggono. Comunque sia, i risult!tti da me ottenuti, concordanti con quelli di altri osservatori, incoraggiano a ricorrere all'autoemoterapia di esecuzione facile e scevra di inconvenienti in t utti i casi di eczema acuto o cronico, di luuga dnrata, facilmente recidivante, in cui le cure topiche e generali si siano dimostrate insufficienti per dare Ja. guarigione. ·
620 BIBLIOGRAFIA. BREDA. L'autoemoterapia. in mala.ti di pem1ìgo volga.re - Giornale i«ùiatw malattie vene1'ee e della pelle. Fascicolo 2°, 1924. BBOCQ. OliniquetJ dérmatologiquetJ. Paria, 1924. CASTELLINO. Autosiero ed autoemotera.pia. in dermatologia - Riforma nudica n. 5 - 1925. DRACOULIDES. Sensibilisation et desensibilisa.tion en dermatologie, M. Vigné, Paris, 1925. FOBNARA e ARToM. L'autoemoterapia per via intradermica. in alcune dermatosi, GazzetW degli ospedaU e deUe clMI,iche, n. 4, 1925. PuLAY E. Ekzem und Urticaria. Urbane Scbwarzen, Berlin. 1925. ToMMASI. Cute e costituzione. Giornale itaUano di dernwtologia e sifìlografìa. Fascicolo 1°, 19:.:!6.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ·ITALIANA E STRANIERA V. TRONCONI. - Alterazioni del lristema nert:o8o centrale nella fatica. ·3ta di patologia nervosa e mentale, fase. l , 1927).
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(Rivi·
In alcune parti del sistema nervoso centrale di animali affaticati col metodo di Nissl è visibile nelle grandi cellule nervose dei gangli spinali, corrispondenti ai due rigon.fiamenti midollari, una spiccata cromatolisi delle zolle tigroidi, specialmente nella porzione periferica. n nucleo si presenta alterato, a contorni irregolari. Non si osservano alterazioni ben nette nelle cellule delle corna ant~riori del midollo spinale e della corteccia cerebrale. Col metodo di Perls per la ricerca del ferro organico si notano alterazioni pres..qo a poco uguali a quelle ottenute col metodo di N issi. Nella struttura morfologica delle nourofìbrille enducellulari delle cellule corticali non è rucontra.bile alcuna altera~)on'!. Lo studio del comportamento del reticolato di Golgi non permette di trarre OSSI:lrvazioni tali da. concludere per una modificazione del reticolo ste!;so sotto l'azione della fatica grave. · I mito.1cudri, studiati col metodo di Meves e di Regaud , nelle cellule gangliari di ~nimali affaticati a lungo diminuiscono di numero di grossezza e forse anche del potere colorante. All'esame microscopico è possibile rilevare una diminuzione dei lipoidi nelle grandi cellule gangliari ed in quelle del midollo spinale e la scomparsa delle forme ad anello. E probabile che vi sia. una. diminuzione della quantità delle sostanze grasse e lipoidi nei gangli e nel midollo spinale di animali affaticati. Le af}ezioni deUe bor8e s-ieroBe. scipline affini, 1927, anno I).
REDI . -
(Rivista pratica chirurgica e delle di·
Trattasi di w1a esposizione esauriente della anatomia., fisiopatologia e clinica delle borse sierose, al punto da costituire tma monografia completa sull'argomento. La parte clinica, svolta nel modo più metodico, è arricchita da una va r :a casistica personale ed illustrata con nitide fotografie. Ampiamente trattata con riferimento biografico Msai curata le varie etiopatogenesi delle borsiti acute e croniche. L'argomento, di carattere essenzialmente chirurgico, ba tuttavia una importanza tutt'altro che trascurabile per i medici militari e cultori delle assicura· zioni sociali. L'anatomia e la patoloj!ia di questi orvani. po(O AJ pariscenti e sovente « incostanti • non è infatti nota come doVTebbe, sì da causare talvolta confusione con affezioni di altri organi e sopratutto, delle articolazioni; con le conseguenze facilmente prevedibili nei riguardi del nesso di causalità e del giudizio sull'attitudine al lavoro.
RIVISTA DELLA. STAMPA ~rEDTCA. ITALlANA E S TRANI ERA
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JACQUEMAAT E CLEVELIN. - S ervizio sanitario in pace e in gwm-a. le et Cie. Edit. Pa.ris: 1927)
(La.va.uzel-
L'opera di Ie.cqueme.rt e Clevelin, di recente pubblicata. da La.vauzelle et Cie, non è soltanto un manuale di amministrazione e di legi.<;lazione militare, ma costituisce un vero Vademecum per il medico militare. n« Servizio sanitario in pace •• redatto dal médeciu-major de }ere cl. Jacque· mart, è diviso in due parti. La prima, amministra tiva, mette al corrente su quanto si riferisce al servizio sanitario territoriale. L'A., per redigere questi capitoli, ha dovuto fondere insieme tutta. una. serie di istruzioni, decreti e circolari, per ciascuna dei quali riporta i riferimenti bibliografici per coloro che desiderino attingervi. La seconda consiste nello studio delle varie fuzioni del medico militare: funzioni di perito per la scelta. del contingente di leva; funzioni di controllo sanitario sull'educazione fisica. e l'istru:Gione nell'esercito ; funzioni di igienista. per la vigilanza. delle acque, degli alimenti e dell'a.bita.'.t.:ione (ca'!erme, campi, accantonamenti); funzione di epidemiologo per la profilassi delle malattie infettive s ia in patria. che in colonia. TI médecin-major de 2 éme · cl. Clovelin, chirurgo degli ospedali militari, professore aggregato a Val-de-Gràce, ha redatto il • Servi1.io sanitario in guerra.» diviso in tre parti. La prima parte descrive il funzionamento del servizio eanita.rio in caro· pagna, a partire dllll'unità. reggimento per giungere fino in territorio. La seconda parte, dà a grandi linee, la descrizione delle forme cliniche delle ferite di guerra., con l'indicazione della condotta. da. seguire nei differenti casi. La terza parte, che in certo qual modo rappresenta. la. sintesi delle due prime, dimostra. l'organizzazione del servizio ti&nitario in campagna, tenendo sempre come principio l'adattamento della tecnica chi.t·l1rgica allo varie circostanze delle operazioni militari. . Il rapido ria.~unto del vohrme dimostra ehe esso è destinato a molti lettori, perchè costituisce un manuale tecnico che ria~<;ume le nozioni di igiene, di epidemiologia e di chirurgia di guerra che ogni medico militare deve conoscere. CoSTA.
lniezio~le endovenosa di liquido cefalo-rachtidiano per evitare gli acci· den.ti della rachianestesia. (La. Clinique, anno 22, n. 78).
D ANLEL. -
La rachia.nestesia dà. talvolta. luogo a.d accidenti immediati (sincope cardiaca , respiratoria) e ad accidenti t!\rdivi (vertigini, vomiti, cefalea., disturbi vaso-motori, ipo o ipertermia, ecc.) Parecchie ipote.~i sono finora state emesse per spiegare il mecca.niHmo di tali accidenti, ma. ness una di e.'!Se sembra sia perfettamente rispondente a tutte le condizioni. L ' A. ammette che questi disturbi s iano conseguenza del disquilibrio vagosimpatico indotto dalla rachianestesia., e cerca di porvi rimedio c'on il seguente metodo. Al momento in c ui pratica la puntw·a lombare egli raccoglie 5-10 ome. di liquido c. r. in una siringa e li inietta sotto la pelle o p referibilmente endo-vena, a ppena che la soluzione anestetica è introdotta. nel canale rachideo e il paziente è d isteso s ul tavolo in attesa della comparsa dell'anestesia. L 'A. non ha avuto finora che a. lodarsi, di questo p rocedimento e non ha notato nei suoi casi l'occorrenza di alcun accident e immediato, anzi ha osservato un a.umen· to della intensità d 'azione e della tolleranza dei prodotti anestetici iniettati. E solo in quattro casi, su oltre sessanta, ha notato la comparsa di lievissimi disturbi tardivi, consistenti in una leggera e passeggera cefalea, manifesta.tasi al terzo giorno di distanza. dalla pratica anestetica. A. FICHEZ e N. L EFRA.NC. - Il torctcollo come segno precocissimo della febbre tifoide. (La Clinique, gennaio 1927).
Gli AA. hanno constatato che il torcicollo, più o meno accentuato, dalla semplice diffi.col~ dei movimenti del collo, fino alla inclinazione laterale del capo è il segno più precoce della tifoide e che esso si manifesta. in oltre il 75 per cento dei casi. Ordinariamente accompagnato da uno spiccato stato di depressione morale, precede la sindrome Mtenica. fèbbrile ; perciò esso viene considerato come la prima localizzazione amiostenica di una malattia infettiva essenzialmente astenizzante, risultandone più facilmente colpiti i muscoli cervicali, causa il loro continuo lavoro.
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RIVf!'TA OELf,A STA.M PA MEDICA lTAI.fANA E STRANIERA
:\I. RuniNSTF.IN. - Lo stato aUuale dei 'metodti impiegati per la sierodiagnosi della sifilide (La Presse -;\iédicale, n. 10, 1927). È ÌJ1discussa l'utilità di associare, negli esami sierologi<:i della sifilide, alla reazione di Wasserrno.nn altre reazioni, meno specifiche, ma. a volte piò seusibili e che in ogni modo si controllano a vit>enda. Come pii• vanUtj!giosa di tutte l'A. ritiene l' associazione dE>lle tre reazioni: ':Var;.c;erma.nn, Hect, Jacob~ t.hal. Sono invece molt-o meno sicuri per una. interprt"ta· zione esatta i metodi a flocculazinne diret.ta e di opacificazione, di cni l 'A. illustra. le varie po.rt.icolarittì, intrattenendosi sopra.tutto su quello di :Meinicke, che è il piò comune o notandone i pregi e i difetti. Pur ricono!'cendo a. C]tlesta reazione i me· riti di una tn"a.nde !'emplicità e rapiditò, egli insiste sulla difficoltà della lettura, che resta molt~ volte incerta; ad ovviare anzi a que!'to inconveniente propone di leggere sistematicamente i risultat.i ritardati nelle 24 ore. E precisamente, dopo aver la.~ciato tenninare la reazione, le~ge : l 0 I risultati immediati ; 2° Dopo qualche ora; 3° La mattina del giorno sc~uente . .Anche l'A. non ha riscontrato la reazione nettamente specifica l'er la ~>ifìlide, avendo ottenuto alcuni risultati po~'<itivi. in tubercolosi, !:Carlattinoe.i e cancerosi. Un'altr·a causa di errore nel metodo Meìnìcke può essere dovuta alla rapidità gran· dissima, colla quale sì modifica nel suo equilibrio colloidale l'estratto mescolato coll'acqua salata., anclte operando con pochi sieri (lO) per volta. Quest.o inconveniente può essere in parte eliminato adoperando acqua alcalinizzata, per la quale l'estratto non si tm·ba istantaneamente. In tema di sifì)jde manifesta la concor· danza fra i processi colorimetrici adoperati dall'A. e la r·eazione di Meinicke si è niostrata negativa in qualche caso, ove In Rierodia.g nosi aveva import.anza capitale e i metodi colorimett·ìci avevano dato un t·isulta.to al massimo positivo. Discordan· ze sono state notate anche in casi di ta.be e. di paralisi progressiva. Rimanendo sempre fedele sopratutto ai metodi colorin:etrici, l'A. raccomanda come eventuale associazione di un met.odo a flocculazione, il procedimento di Kahn.. Egli è solito praticare due modifìca.zioni a questo processo, usando sempre estratti alcoolici di cuore di bue addizionati con colesterina. Nella prima. modificazione vengono adoperati eme. 0,3 di siero per 0,05 di lipoidi ( J parte di estratto per 3 di soluzione fi~>iologica rapidamente mescolat.i). Il secondo processo viene praticato con eme. 0,15 di siero e tre dosi di estratto : eme. 0,05·0,025-0,0125 ; si ag~iunge poi solm;ione fisiologica. in quantità di eme. l per il primo tubo. 0,5 per il second o e il terzo. Si agita e si leggono i risultati. Specialmente ques ta. seconda modificazione si è mostrata superiore alla rea· zione di Mein.icke, perchÈ', su 96 sieri al massimo positivi colla re~ione di W asser· mann, es..«a ha fatto fornito !l4 risultati positivi, ment.re la reazione di Meinicke ne ha dati soltanto 84. Per l'esame infine del liquido ce.f alo-rachidiano, l' A. è .d'avviso che nessuna técnica di flocculazione realmente pratica può sostituire o anche esRere associata alla reazione di B ordet-V asserrnann. LEYADtTl, Nr ('OLAU t> f:A!< <'lil S BAVAlUU. -
L 'etioloa·i<~ dell'encefalopatia post·1XLC·
cinale. (JJa PrP!ISe l\IMicnle, n . 11 , 1927}. Dalle ricPrche degli AA. si crede elle non r;ia possibile preciBa.re con certezza la natura di questa complicazione della vaccinazione antivaiolosa. Rembra tut1a.via che il virus del vaccino jeru1eriano non è la causa rliretta di questa encefalopati&. L'infell'.ione vaccinale, indebolendo i mezzi difensivi dell'or·ganismo, specialment-e quelli di cui di~pone il sistema nervoso. scatena, in certi portatori di germi od indi· vidui con encefalopatia latente, un processo infettivo a localizzazione nevrassica, molto probabilme nte della stes.'>!l natura di quella della malattia di v. Economo. Si tratter·ebbe di un risveglio d'infezione occulta da parte di altre infezioni .soprag· giunte ed agenti come fattori adiuvanti. · RA \ ' A U'l' e D Eco UJtTTOlJX. -
La cttra del re1tmatismo e delle seuicemie bl.enoN"agiche con iniezioni encun·enose di siero antigonococcico. (La Presse médica.le, n. J, 1927). Dall' in»ieme delle loro esperienze cliniche, gli A A. sono convinti che il siero anLìgonococcico di Nicolle. purchè iniettato per via endovenosa., è dQtato di spe-
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA IT.H.IANA E STHANlb;R.-\.
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cifiche proprietì~ curative. Gli s hock che esso provoca sono probabilmente un utile fattore dell'azione favorevole. In tutti i casi di artrite, di gonococcemia, nei quali ò s tat.o adoperato, la. :<iero· terapia. endovenosa. anti~onococcica., od essa. solt.anto. ba dato buoni •·is ultati. Perciò essa. deve essere considerata. come il •·im.edio migliore contro le forme setti· comiche della hlenorra~ia.. Nel trattamento delle artriti acute, per la sua azione ra· pida contro il dolore e gli essudati ar.ticolnri, la sie roter·a.pia. ò il metodo di elezione che permette il massaggio e la mobilizzazione precoce delle articolazioni colpite, evitando così la tendenza all'anchilosi. Anche nel la cma d elle artriti gonococciche di vecclùa data., specialmente se sono ancora. sede di riprese infìaiT)ma.torie suba· cute, la sierot.erapia antigonococcica endovenosa fornisce talora risultati Ìl:L<;perati. La. diffusione più frequente è per \'itt linfatica. e in quelle parti del polmone, le cui glùa.ndole linfatiche sono state colpite in modo primitivo. La distribuzione loba.re per via ematogena. e aerogena. dovrebbe avvenLrespecialmente in quei casi, nei quali esiste una lesione locale del polmone che consenta w1a essudazione acuta massiva. lAcowrz e ScaossERER. - Il cloruro d·i. qmmon·io nella piccola chi·ru.rgia. ner Klinische Wochenschrift, n. 35, HJ26).
(Wie·
Ottimi risultati gli A A. riferiscono di avere ottenu to contro processi infiammatori acuti, quali paterecci, foruncoli, linfoadeniti, flemmoni, ecc. (comple.;siva.·
mente 32 casi), col trattamento col cloruro di anu11onio S>Omministra.to per via orale. Per un periodo di otto a dodici giorni al mas:;imo, &j danno pro die 3 grammi di cloruro di ammonio, suddivisi in tre dosi di l ~tranu11o cin.<;Ctmo in ostia. Tenendo conto del decol'f.o di casi analoghi curati senza il clorurio di anunonio, ~tli AA. si dichiarono convinti che il rimedio abbrevia. notevolmente la durata del proce.;so infiammatorio. Naturalmente, perchè il cloruro di anunonio riesca efficace, è neces· sario che il focolaio morboso si apra. spontaneamente o a m6'.t.zo di una incisione per dare li bero deflusso al secreto. Sotto l'azione del clo1·w·o di anunonio, la lesione non si diffonde ulteriormente, si calmano i dolori e si ha una rapida riparazione. Secondo gli AA., il farmaco provoca w10 spostamento dell'equilibrio ionico nell'àm· bito del processs o flogistico.
E. PEREZ ZAVALIA. - Le iniezioni di oss-igeno nella terapia della sdruica. (Rovista. Médica. del Rosario, n. 5, anno 16°, 1927). Gli AA. mettono in rilievo che le iniezioni di oosigeno nella tE-rapia della scia· tica hanno il triplo vantaggio di essere anal~t>siche come i migliori oppiacei, di ave· re buona azione curativa e di mancare di ogni tossicità. Le iniezioni vengono prati· cate nel cellulare sottocutaneo della res;rione glt1tea e possono esse1·e ripetute ogni due o tre giorni : esse si fanno adattando all'~o un tubo di gomma che con l'altro estremo è in comnnira.x.ione con la bombola d 'os,;igeno, entro cui si esercita unasuffi· ciente pressione. È bene pro~urare di fare in modo che l'ossigeno iniettato ei raccolga fra il cellulare sottoGutaneo e l'aponeurosi dei muscoli supedìciali ; è neces::;a.rio assolutamente evitare la plmtnra dei vasi, a fine di non incoiTere nel pericolo di un'embolia gassosa.. La diminuzione del dolore è quasi istantanea : rimane una sola leggera mole· stia dipendente dall'enfisema. terapeutico, la quale può essere diminuita mediant-e un opportuno massaggio della. regione. Si ammette da taluni che il benefico effetto delle iniezioni di ossigeno sia dovuto ad un brusco stira.mento dei nervi, provocato dalla formax.ione dell'enfisema. o anche alla. costituzione di un cuscinetto gassoso che ricoprirebbe le terminazioni nervose, proteggendole da ogru pressione esterna. Altri, invece, e forse più giustamente, attribuiscono all'ossigeno un'azione generica. tendente a Inigliorare gli stati discrasici, grazie al suo potere ossidante sulle tossine e a quello di eccitazione riflessa del sistema. nervoso. Ne.turalmente, di questa terapia non si avvantaggiano quei ca.<;i in cui il processo neu:re.lgico dipende da. fattori speciali : quì si dimostra. efficace la sola. terapia causale. Quale che sia il meccanismo d'azione, certo è che le iniezioni di ossigeno riMcono oltremodo efficaci ; perciò è bene richiamare l'attenzione dei pratici Sllllllo u tilizza2ione di questo metodo, cho, por lo. suo. o.<>tremo. semp1icità, non richiede nè tecnica difficile, nè apparecchi costosi o complicati. A. CASIELLO e
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CONGRESSI
Il 8alvar8an nel trattamento d~lla. pa·rotite epidemica. (Rivista Espanola. de Medicina y Cirurgia, Vol. I , n. 96, 1926). Kermorgant è riuscito ad isolare w1a. spirocheta., le cui culture pure, trapian· ta.te nella scimmia, producono parotite, orchite e s ubmaxillite, identiche a. quelle provocate nello stesso animale mediante la inocula.zione del liquido che s i ottiene da un lavaggio boccale di un infermo di parotite. Detta spirocheta. è agglutinata dal siero di convalescente di dubbia parotite. L'origine treponemica della. pa.rotite, simile a quella della s ifilide, giustifica. secondo Kennorgant, il tentativo della chemioterapia con g li arsenobenzoli a do::;i elevate e della profilassi con lo stova.rsolo. L'A. ha eseguito numero.~e ricerche in proposito e ha notato- che le iniezioni endovenose di neosalvarsan esercitano un inBusso benefico e vidente sulla p a.rotite e sulle s ue complicanze, riuscendo talvolta a far abortire il processo morbo.<Jo. I risultati s ono tanto più notevoli quanto più precocemente viene iniziata la cura. FARRERA.S. -
Bul comportamento morfologico dell'anello del Waldeyer n elle affezioni tubercolar·i dell'albero respbratorio. (Archivio italiano di otologia. Fase. V. 1927). A conclusione di un s uo s tudio su 200 bambini e su 200 adulti, d'ambo i sessi. l'A. ritiene che « l'ipertrofia dell'anello del Waldeyer, mentre è espressione dello stato Linfa tico dell ' or~anismo, rapp reser<ta una condizione inadatta. allo sviluppo ed all'azione nociva del bacillo tubercolare e quindi una barriera di difesa organica •. M AFFEO. -
BALLA.
4, m-ilza dal punto di 'IJÌ8ta ch·irurgico. (Napoli, HlZ7). È uno studio completo su quanto finora si conosce su tale organo. L'A., dopo di avere con molt.a ch.ia.r ezza espost-o quanto :finora la scienza ha assodato c irca l'embriogenesi, l'anatomia, l'istologia e fisiologia della m ilza, tratta diffusamente della patologia di quest'organo, sia isolata.mente, che in relazione cogli altri organi e apparati. Passa. quindi ai vari interventi, di~tingu.endoli in conservativi e demolitori, e spiegandone le indicazioni. Di originale sono esposte ricerche minute fatte negli Istituti d'ist.ologia patologica e d'Igiene nella Regia Università. di Napoli sul valore della. milza nella difesa dell'organismo, specialmen te nei riguardi delle infezioni chirurgiche. · R O)tA.Nu. -
CONGRESSI Colonnello medico G. B. MARIOTTI BIANCHI
IL IV CONGRESSO DI MEDICINA E FARMlCIA MILITARE (V~rsavl~.
30 m~nio-4 g-iugno 1927)
LE PRIME IMPRESSIONI I nostri delegati al Congresso di Varsa.via sono tornati dalla Polonia incantati dalle cortesie ricevute. Ricevimenti, onori d'ogni genere, ufficia.li e non ufficiali, si sono seguiti con una ricchezza e una signorìlità eccezionali ; e con un calore e una simpatia. senza pari sono state sottolin:eate le manifestazioni e le attenzioni rivolte in particolare eJ.la. nostra delegazione. Ma questo, se è adatto a solleticare il nostro amor proprio, non ha importe.nza dal lato scientifico. Vediamo invece se dalle prime pubblicazioni può trarsi già qualche cosa di utile per noi.
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La cronaca. del Congresso è già apparsa nel Gion11~le di medicina militare ; di essa è dunque inutile occuparsi. Invece è OpJ,>Ortuno trurre qualche i.ns~namento da quanto a Vars&via è avvenut-o. Prima di tlttto vediamo che cosa. ha. fatto la giovane Polonia, in questi suoi otto anni di vita, per assicurarsi un buon servizio sanitario. Nel 1921 fu fondato a Va.rsavia l'Istituto sanitario dell'Esercito, incaricato dello ricerche scientifiche nel donùnio dell'igiene e della. profilassi, come puro dello studio del ro.ateria.lo tecnico del servizio sanitario. All'Istituto fu anneslia. la. Scuola. di A.pplico.zione per g li uf. ficia.li del Corpo sanitario. Questa aveva lo scopo di completare l'i.->truziono medicomilitare degli ufficiali medici, già. laureati nelle w1ive1-sità, e de.<!tinati a restare nell'Esercito come ufficiali modici di carriera. Tra.ttavasi dunque di una ::icuola che aveva. molte analogie colla nostra. di Firenze. Ma nel novembre 1922 fu creata la. Scuola nùlitare sanitaria, facente parte sempre dell'Istituto sanitario dell'Bsercito. Essa. era completamente djversa dalla. nostra., e divet-sa da quella di Val-de-Grace: infatti gli allievi seguivano i corsi di medicina, farmacia. e odontoiatria nell'Università di Varsavia e contemporMieamente ricevevano aUa Scuola. l'Istruzione militare e modico-militare. Inoltre la Scuola. fu incaricata. di corsi di integrazione per gli ufficiali del S. P. E. Nel settembre 1925 l'Istituto sanitario dell'Esercito fu soppre«SS, e gli incarichi già ad esso affidati passarono alla. Scuola, che prese il nome di ScuouJ lt~periore del SPrvizio Banitario militare. Ad essa fu annesso l'06"fJedrtle rnilitare d'i-11truzione. Compiti della Scuola. oggi sono : 1o Allsicura.ro l'istruzione militare e medico-militare degli studenti in medicina, farmacia e odontoia.tria, futuri ufficiali di carriera del Co.rpo sanitario. Allsicura.re l'istruzione militare e medico-militare dei giovani medici, farmacisti e dentisti, obiam.a.ti sotto le anni per compiere il loro servizio militare obbligatorio (ufficiali di complemento). 3o Studiare tutte le questioni di igiene, di epidemiologia, ecc. relative alla. vita militare.
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40 Organizzar-A corRi Rp~iali eli perfezionamAnt-o pei mAC!ini militari in RArvizio
attivo per specializza.rli in medicina o in chirurgia militare. Gli allievi propriamente detti, cioè gli studenti, sono alloggiati, mantenuti ed equipaggiati alla Scuola. Le tasse universitarie, i libri, strumenti ecc., necessari ai loro studi, sono pagati pure dalla Scuola.. Di più essa facilita. agli allievi i loro studi universitari, organizzando conferenze, esercizi di anatomia, istologia, anatomia. patologica, chirtùca, ed esercitazioni di clinica. nell'ospedale di istruzione. Gli allievi entrano alla Scuola per concorso. e all'atto dell'ammissione assumono un vero arruolamento, obbligandosi a servire nell'Esercito, dopo aver terminat-o i loro studi, per un-tempo doppio di quello che hanno passato como allievi alla Scuola. L'Ospedale d'istruzione ha 600 letti e possiede tutti i servizi, compresa la ginecologia, l'ostetricia e la pediatria. Esso ha tutti i mezzi moderni di indagine ed è uno dei migliori ospedali della Polorùa. Oltre ai militari e loro famiglie, vi possono essere curati dei civili, ammessi su autorizzazione del Direttore del servizio sanitario militare. Come si vede, l'organizza.zioùe ricorda sotto certi punti di vista. quella. francese. Ma quel che interessa è il fatto che alla Scuola, che deve creare i medici militari, è annesso un grande ospedale di 600 letti. n dire che a lla Scuola di Sanità milita..r e debba essere annesso un yrancle ospedale è un'assenione lapalissiana : e ciò tanto più dove, come da noi. i corsi di istntzione sono brevissimi. Si deve dun· que approvare toto corde il concetto che ha indotto i polacchi a porre à coté della Scuola un ospedale di 600 letti. Liberalissimo e modernissimo è poi il concetto di. accogliervi anche i civili· poichè essi concorrono così, con una più abbondante e varia casistica, alla forma· zione di un buon corpo ssnita.rio militare : questo concetto non esiste in Italia, od ò un male. G'hi ha. fatto la guerra sa che cosa. significhi avere medici militari provetti : e per formarseli bisogna anche saper spendere più di quello che s spende attualmente : l'interessante è di saper spendere con profitto. Un altro insegnamento ci viene da. questa organizzazione ; in Polonia. è la 4. - Giomole di medtcina militare - Fase. X.
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COXCRF.SSl
Scuola di sanità militare che adempie alle funzioni altissime di studi e ricerche in tutto quanto ha t1·atto al servizio milita.1-e, come igiene, profilassi, chimica, ecc. ()osi la Scuola diviene un centro di studi scientifici, oltre che pratici e di applica· zione. Da noi questo si fa, in parte : e recentemente la Scuola ha brillantemente eseguito, sotto la guida del generale Memmo, le ricerche s ulla soja ; ma viceversa. poichè la Scuola è a Firenze, si è reso neces.~·io un doppione, il laboratorio chimioobromatologico, annes.<JO al Ministero e avente la. sua sede all'Ospedale militare di Roma. La Polonia invece ha creato la sua Scuola a Varsavil\, e di doppioni non ha avuto biso({no. ·
*•• Un altro argomeuto de~mo di attenzione è st.at.o fornito dalla t.ruppa di Sanità. Fra i numeri del programma del Congresso ve n'era uno costituito da. una esercita· zione sa.uitaria in campagna. Le reclute destinate nlla. Sanità sono incorporate in battaglioni sanitari, in cui rice\'Ono una is truzione militare e profes.'!Jionale, per un periodo di 6 mesi. Solo al· lora esse sono destinate a far servizio negli ospedali. Su questo punto adunque la Polonia ha ben provvedllto, perchè in 6 me6i le reclute possono realmente, oltre che apprendere l'istruzione militare, divenire buoni infermieri. Date le mansioni delicatissime affidate a. questi soldati, quelle
cioè dell'assistenza. diretta. ed immediata degli infermi, sarebbe il caso di studiare
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se qualche cosa di analogo non potesse farsi anche da noi, benchè colla. istituzione ùei sottuffioiali. infermieri capi sala si sia. fatto un buon passo avanti. ' N è è a dire che vi sarebbe l'ostacolo della brevità. della. ferma. Dalla. chiamata del La nuova clas.~e, a marzo od ad aprile, al congedamento della classe anziana, a settembre, corrono almeno cinque IlleSi, tempo sufficiente per avere un buon sol· dato in.ferrniere. Invece vi è t~n altro ostacolo : a.Ua chiamata di ciascuna classe vengono assegnati alla Sanità, militari con ogni specie di ferma ridotta o abbreviata, talor a nella JH'oporzione del 50 e più per cento. Cosi, quando le reclute hanno fatto dt1e mesi di istruzione, è urgente, indispensabile passarle a far servizio in corsia.: vi sarà almeno chi scoperà i va.vimenti, chi laverà le stoviglie. Il rimedio è dunque uno solo : alla San:i~\ non devono essere assegnate reclute con ferme ridotte o ab· braviate. Si eviterà lo sconcio che si ripete ogni anno per qualphe mese, di avere degli aggregati dei Corpi in funzione di infermiere, gente senza la più piccola par· venza di cognizioni tecniche le più elementari ; si avrà un personale fisso per 12 mesi. e, volendo, si potrà costituire una specie di battaglioni sanitari, in cui le reclute rimarranno dalla clùamata. fino al momento del congedamento della classe anziana, pas.'!Ja.ndo allora, e solo allora, in corsia. Finchò avremo in Sanit.à. la ridda delle ferme ridotte, avremo sempre un'assistenza degli infermi insufficiente. i\la., per tornare al Congresso, il battaglione sanitario polonese viene addestrato anche in esercizi coJlottivi, allo scopo di rendere famigliari e automatici i movimenti dei porta.-feriti e d i aumentare la loro abilità nel maneggio della barella. L 'esercizio delle squadre avviene di solito sul terreno : il porta-feriti apprende come si ricer· cano i feriti, come si proteggono sul campo di battaglia, quali sono i primi soccorsi da apprestar loro, oome si prendono, come si trasportano, come si caricano e si sca· 1·icano dai carri d'ogni genere, improvvisati o specializzati, come si superano gli ostacoli (fossati, siepi, oco. ), come si fanno discendere dal cavallo, come si portano nelle scale, come sii circola nei corridoi, nelle sale, ecc. L'esercizio presentato a i congressisti consistè nella simulazione di un bat· ta.glione di fanteria in combat.timento. Alcuni uomini furono supposti feriti, e squadre di porta.feriti, di cui ognuno aveva come capo-squadra un infermiere, partirono alla ricerca. dei caduti sulla linea. del fuoco. I feriti furono raccolti e tra.· sporta.ti al posto di medicazione e poi all'indietro. L'organizzazione è qui diversa dalla nostra, in quanto il personale di sanità, quello cioè della sezione, non oltrepassa da noi i posti di medicazione : comunque, tali esercitazioni sanitarie sono molto utili, e quantunque ai campi e manovre qualche cosa di analogo si sia. sempre fatto anche da noi, non sarebbe forse male, rendere tali istruzioni più complesse e più proficue.
627 Ed ora }>tUltlt'Ò brevewonte dei la,·ori scitln tifil:i d el Cong1·o:;so. Pt>l' ilwonumLo non abbiamo che il solo p rimo volume J egli atti, quello cioè contenente le relazioni ufficiali. Dei quattro temi, il primo era quello più strettamente militare, parche riguardava • lo sgomb~:>l'O nella guen·a di lllOvimento >t. Relat.ori onmo l3ru:;ile e P olonia.. ll rolatore brasiaJiano ha vromcs~<o d w. non avendo l 'o.~porionw della grande guerra, avrebbe trattato il tenm nei riguard i dello :;pediziorù che il Brasile ha doVl.Jto eseguire conti-o t ruppe u-ro!Zoluri. Lo sue condusioni sono dUllque poco app li · ca.bili a una guerra enropoa.. Tuttavia vi sono dolio atTel'lnazio11i che raJlpresen~auo oggi veritù ind l:;cutibi U : • La necessità chirurgica impone l'intorvouto immodiat~ in ospedali prov· veduti di tutte lo risorse nwderne, ciò che non ò roolizzabile , iu li~ea di ma,<;sima, che nella zona delle Aml8te: la nece~sità rHilitare o.<~igo l'lte non ;;i tratt.engano i feriti nella zona di combattimento. so non i l tumpo :;trl:ltta.lllente nece:;su,rio a un J>rimo trasporto, al fine Ji numtenere quos~a zona sompre libera. •· « ······- Qu&.stv dtlvtl t>:l.'Sl• rt> ltt p•·i11u.t. pnmccu]'tt'GiOut>, t><l e.;sa richieùtl wto stretto collegamento fra i l Comtmdo e il sor.,-izio sanitario •· · Donde la con~(-gucnza ('hO 11ella znnn. dei Corpi d'Armata debbono rimanere solo g-Li intrao;portabili e i rocuporabili in pochi giorni, mentre tutti g li alt.ri dalla. Seziono d i sanitil. debbono e.~.srre inviati nella zona clclle armate, molto indietro e bc>11e al sicu.ro, dot•e gl·i ospPdal:~ spN:inlizzat:i possono ben corri.s-poudere al loro scopo. Ancora: « Pitr pre.~to un ferito P Oll<'rato. mi11ori saranno le probabilità di infezione e maggiori le proha.hilitÌ\ di gunrigione •· Questo, che è \'e ri;:;simo. non è iJI contmdiziouo col postulato precedente : og~i. coi mezzi antomobilistil'i. lUl forito in duo o tro oro può, dalla Sezione di sanità, percorrere all'ind ietro (i(l o piì.1 c lrilvruotri, quanto bu:;ta cioè per essere bene indiE:>t.ro nella zontt. dello Armate. Viceversa è da resp ingere sonz'aiLro la proposizione seguente: «TI bisogno urgonto di Curare i f~fiti impone delle Soste, delle tappe, Ove l feriti possano esser·e di 11uovo osarninati e avere lo loro medicature rinnovate ,, . Orbe11c. questo, almeno en urwiatv così. è Wl errore, e il generale Calogad insiste sempre su ciò. Di nornla, e salve le ecce~iorù che ovicl('ntemente possono presentarsi per cause molteplici, pit1 il ferito si me<lictt e pe~r_gio ò. L ' ideale di un buon servizio sanital'io sarebbe questo, che i fer·iti, modica ti al post.o di medicazione. !,riungessero all'ospedale di Arnvtta, dove dc,bbono :;ostare a lungo, e dovo po:;sono ricovere tutte le cure, senza che la medicatnra. fo::<Re rinnovata mai. È inconcepibile il danno prodotto dalle frequenti, intempestive. inutili medicazioni, anche perchè può occorrere che talwla di esse :;in. pmticat.a. da nmni poco abili e poco pulite. Anzi il CaJegari raccomanda di non j)J'e<,)CCUlhu'Si affMto se la fascia si ò macchiata (dice aemplicernent.e mnrclriata, intendiamoci !) di sar1gue, liuritu.udosi acl aggiungere sopra alcuni altr1 giri di fascia nuova. • li servizio così inteso riduce eli molto il compito della Se'.tione dj t<anità, la quale si occuperà essenzialmente. e con mAI!J..,rior profitto, della cerni:.S. e dello smista· mento dei feriti. Sul luogo rimarranno g li intr·lu;port4l.bili e i roo11 perabi li in pochi giorni, e questi la Sozione potrà operare : mentt·e gli altri :mrrumo inviati, senza soste in ospedali intemux;U, molto in:Liet.ro n ella zona d elle Armate, in ospedali grandi, ben provvisti e dove vi siano chirurgi provetti e nwnerosi. In quest'ordine ili idee è del resto il relatore del Brasile, il quale più avanti
afferma:
"n principio tecnico Jello sroisto.monto è questo: il ferito o il malf~to deve ricevere, il pih presto possibile, la desti.naziouo, dove potrà trovare le cure defini · tive imposte dalla ierita. o dalla malattia....... Sarebbe eviuentemente l'i•lea.le se si potesse fare un solo smista.ment.o iv prossi.miUJ. del fronte. ma a ciò si oppongono il fattore numero e le necessità militari, che esigono l'allontanamento rapido dal ferito •· Ora questo non è esatto. Oggi, coi mezzi automobilist ici, queste•nooe.ssit-à. sono per forttma superat-e, ove si eccettuino giorni oocezionn.Li dj combattimenti gravi ed estesi, con nwnero di feriti molto ~mpe1·iore alle metlie comuni.
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Ma il relatore si trova costretto ad emmciazioni spesso contraiditorie: cosi avanti aggiunge : • ........ I trasporti intensivi di feriti sovraccaricano il servizio delle ferrovie di sforzi considerevoli, e assorbono un materiale importante di cui l'utilizzazione può essere reclama.ta pel movimento delle truppe o per l'esecuzione di manovre strategiche o tattiche. Ed ecco perchè il metodo di impiegare largamente l'ospedaJiz. zazione sul posto deve essere consigliato e seguito tutte le volte che le circostanze non facciano temere l'ingombro nelle zone vicine al fronte. Ora questo modo di agire rende le iormazioni troppo pesanti e impaccia grandemente la loro mobilità in caso di bisogno di uno spostamento rapido ». Tutto questo è contrtJdjitorio. Prima di tutto bisogna, nella guerra di m ovi· m ento, evitare pon cura che le formazioni avanzate, specie le Sezioni di Sanità., di· vantino pesanti : e d'altro lato non vi è da temere l'ingombro ferroviario, e tanto meno lo spreco di materiale ruotabile, perchè i treni sanitari sono formazioni de· finitive, non utilizzabili per altri scopi. È evidente che ia tutto questo il relatore è stato influenzato dalle condizioni speciali in cui si t rova il Brasile, con linee fer· roviarie scarse e lunghissime, non aventi risorse <;he 1\ grandi intervalli, e, queUe andine, con pendenze formidabili. Ed è di conseguenza altre~ta.nto evidente che queste affermazioni non si possono generalizzare. Comunque, iJ relat-ore m ette bene in vista le difficoltà. ciel servizio sanitario nella guerra di movimento. « Nello. guerra di movimento la raccolta dei feriti caduti in terreno Rcoperto e su una linea di battaglia mono estesa. diviene una operazione molto complessa e pericolosa, che esigE' da partE\ del personale sanitario la maggiore dedizione e il co· raggio più deciso. L e difficoltit che es.~o incontra sono enormi, non solamente pel fatto di trovarsi esposto al fuoco nemico, ma anche per la natura del terreno, per le grandi distanze da percorrere, n el trasporto a braccia o su barella in terreno sco· perto, dove tntto questo movimento diviene un ptmto di mira pel nemico e dove i portaferiti che circolano non pos.c:ono protegge~i quando sono sorpresi da una raffica di m;tragliatrici o da un t iro di s barramento •· Sono le parole quasi identiche che scri,reva il Mati~on, or sono più di 20 anni, dopo la guerra msso.giapponese. c Lo sgombero nella guerra di movimento ha. queste caratteristiche: massimo di imprevisto ; cambiamento continuo delle linee del fuooo e del terreno occupato al· l'indietro . Per conseguenza : cambiamento continuo delle rlisposizioni sanitarie e dei mezzi eli trasporto da impiegare, e, in caso di avanzata, allungamento con· tiuuo e talora considerevole della. via di sgombero e di rifornimento». Quindi • ne· cessità di prevedere continue varianti nei propri piani, per le diverse ipotesi pre· vedibili ... Essere costantemente al corrente della situ.a.zione militare del momento... Mantenere un collegamento permanente fra gli organi sanitari avanzati e a.rretratL. Costituirsi delle riserve di personale e materiale. per inviarle in rinforzo là dove il personale in azione diviene insufficiente o Là dove l'allungamento eventuale del fronte lo richiede •· In realtà Le difficoltà del servizio nella guerra di movimento sono grandissime, e s i rende necessario un personale direttivo dotato di molto acume, di molto buon senso e di molte conoscenze di tattica e di logistica., il quale sia sempre considerato dai Comandi come un coadiutore importante e non come una cenerentola, come qualche volta è avvenuto. Queste difficoltà aumentano ancora nella g uerra di movimento in montagna, eome il collega Caccia ha fatto rilevare a.( Congresso medesimo : in montagna do· vremo ricorrere a mille ripieghi per far giungere i feriti a l punt.o dove le a.utoa.mbu· la nze possono arrivare, e forse per lo più d ovremo servirei del trasporto in barella a catena, perchè nei t ratt i di fronto veramente in movimento sarà poco frequente di potere impiantare teleferiche. Al relatore brasiliano seguì quello polonese. Quì gli insegnamenti della grande guerra appaiono e videnti, cosicchè ben poco vi è da. dire. Discutibile è l'afferma· zione che nella guerra di movimento le formazioni sanitarie debbono essere piaz· zate molto lontano dalla linea del fuoco ; e in contradizione coll'altra che «tutta· via questa distanza sarà calcolata in modo da permettere ai feriti di arrivare i n alcune oro agli ospedali do,·e potranno s11bire l'operazione chirurgica precoce •· pi~
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Quindi la prima. delle due proposizioni può es.'lere solo accettata nel senso di ospedali di armata., destinati alla oura definitiva dei feriti, con che si ritorna. a ciò che si è detto prima. · Giustissimo è il concetto che durante la marcia in avanti non si debba asse· gna.re alle grandi unità. se non il minimo di formazioni sanitarie : ma noi siamo a questo bene abituati, perchè in tali condizioni non affidiamo alla. Divisione se non la sua. Sezione di sanità. Anche il rela.tore polonese ritiene peraltro necessario costituirsi delle riserve importanti da impiegare secondo i bisogni. Corrispondono poi in modo perfetto e preciso alle idee del nostro generale Calegari le seguenti enunciazioni : • Saranno organizw.ti per i grarul.s btessé.s, il cui stato reclama cure chirurgiche urgenti e che non possono sopportare che un trasporto breve, piccoli ospedali ravvicinati alla linea del fuoco. Es.'li non avranno che una piccola capacità e non sa· ranno provvisti che di un personale cltirurgico poco nwneroso. Tuttavia questo personale potrà essere in caso di bisogn.o rinforzato con équ.itpes chirurgiche mobili ». Il generale Calegari insiste sempre Ru queo;to concetto : e vuole che degli Ospedali di Corpo d'Armata. :;olo alctm.i siano destinati a funzione chirurgica, con almeno tre chirurgi, possibilmente già bene affiatati : a questa altre équipe.a di t re clùrurgi potranno es.':lere aggiunte A.! bisogr1o clal direttore di Sanità. Ma quel che non mi pare giusto si è il parlare di feriti che pos.'lono sopportare un. trasporto breve. Il ferito o è trasporta.bile, e oggi. colle autoambulanze, può andare fino ai grandi ospedali chirurgici d'armata; o e intrasporta.bile. e deve rimanere alla Sezione, al cui fianco si metterà LUlO degli ospedali da CA.rnpo chirurgici di Corpo di Armata.. Perchè bisogna sempre x·icorda.re l'a.fot·ir<rna del Ualega.ri, che il ferito è per lo più trasportabile, mentre l'operato è in.tl'Mportabilo. Il relatore conchiude raccomandando il più stl'etto collegamento fra gli organi direttivi e quelli esecutivi del servizio sanitario, uonohè fra g li organi del servizio sanitario e i Comandi : e affermando che r istruzione militare tattica è indispensa· bile pel medico militare, affermazione qnest'ultima C'ire merita, per la sua impor· tanza, tutta l'attenzione delle no.'>tre Autorità. centrali. Le conclu.'lioni dei relatori sono state in mnssima. adottate nell'ordine del giorno finale del Congresso, coll'a.~giunta dell'importanza delle telefe1·iche e dell'aviazione sanitaria. A proposito di quest• ultima sembra poco persuMiva. la affermazione che essa dovrà a11aumere -un còmpi,to 11empre pi-u imporlante s-ullo Bgonwero nella guerra di mm;imumta, ed alle volte Barà l'·u.llica sol-uzione posaibile. Si confondono evidentemente le pianure coloniali colle zone montane europee, dove la mancanza di atterraggi di fortuna sarft. molto spesso m1 ostacolo insormont11bile.
* ** Impor tanza militare uote,·ole aveva puL-e il terzo tema.: I " postu rni dei;tra.uma.tismi del cranio e loro t rattamento». i\Ia di e-'3So parleranno con maggior competenza i chirurgi : e d'altro lato su tali questioni as8umeranno maggiore intere-<Jse forse le comunicazioni che leggeremo a suo tempo nel secondo volwne, anzichè le relazioni. È sperabile che molte comunicazioni sn.ranno veramente nuove e importanti, e che molte cose potremo apprendere dalla lettura di esse. Il secondo tema invece - Etiologia e profilassi della influenza - n on ba nulla di militare. È un tema di medicina e igiene generale, che peraltro è stato svolto bene dai relatori (Danimarca e Polonia). Conclusioni principali sono le seguenti: • n cocco-b!Willo di Pfeiffer non è il virus specifico della malattia., ma ra.ppnlts.,nttt. lUla ·iu.fezione secondaria, come il pneumococco, gli streptococchi,eco. • · « Esiste certamente tm virus specifico dell'influenza che probabilmente è un virus filtrabile e ultra-visibile •· • Quanto alia sua morfologia, esiste una divergenza. di opinioni fra gli Autori: ta.luni lo cousiderano come un. bacterio finissimo (ba<:illus pneumosintes), altri come un cocco piccolissimo, ora. Gram-positivo, ora. Gra.m-negativo. Tutti e tre questi germi sono capaci di produrre un'a.ff6'àone intia.mma.toria delle vie respirn.torie nel coniglio ; e questa affezione sembra. corrispondere esattamente al processo influen· zale nell'uomo. Tuttavia non si può dare ciò come esito definitivo, in quanto manca. l a conierma sperimeutale nell'uomo ».
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CO)(FERENZJ:: SClE!:'TlFI CHE DEGLI OSPEDALI !IHTirAIU
I relatori finalmente insistono sull'isolamento p recoce dei malati come unico mezzo profilattico : ma sull'importanza dj questo mezzo non sembra possa farsi un soverchio affidamento per ra grande, enorme diffusibilità e pel breve periodo di incubazione della malattia. ll quarto tema. : «Gli arsenobenzoli : Metodi d 'anaJisi e d'apprezzamento chimico • è di indole strettamente chimica, e di e.<>So parlerà, se vorrà, ohi s ia com· patente.
*** In complesso è da. affermare che il l V Conb'l.'e,;so di medicina e di farmacia. militare è riuscito degno dei precedenti ed ha ser-vito magn.ifì.oa.mente ad affra.tel· la.re le Sanità militari dei vari Paesi del moudo. Roma., luglio 1927.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degl i argomenti trattati (Dai prvussi mbali JtrYtalli alla Direzim ctalnle di sa1iti llilitare ~al t• lgGS'o al 30 settem•re 1827). tottotenente rnodieo ( ; LO\'AXNI FATTOV1CH: Oli orga.ni a secrezion~ intenta. L'O. osposta la. storia dello studio delle secrezioni interne, parla dei rapporti esistenti col sistema. end ocrino fra. i due apparati nervosi simpatico e pa.rasimpatico. ciaSCWlO dei quali ba tUl sist.ema endocrino ad esso legato anatomicamente e fun• zionalmente. Illustra infine ampiamente la funzione d elle sin~ole glandole a secre· zione interna.
A.."'CONA. -
B.a.nr - Maggiore modico CA.Rr.o DE Lrso: 'l.'rattamento cttrati·vo medico-legale dei aifilitici di recente infezione.
L'O. fa un'ampia esposizione dei diversi medicamenti antisifilitici (mercuria.li, arseno-benzoli, bismutici, iodo), con accenno alle vie di somministrazione, all11 posologia. ed all'indjca·z iono clinica., ed illustra i vantaggi e gli svantaggi dj ciascuno di f'Ssi. P arla q\1indi del trattamento medico·lep:ale dei sifilitici dj recente infezione. esprimendo il parere che, dOJJO la cu.ra. d'assalto completata nell'ospedale all'inizio dell' ù1fezione, il militru:e doV1·ebbe temporaneamente essere esonerato dal sen·i· zio militare e opportunamente demmciato all'aut<Jrità. civile. Capitano me<Uco UMB ERTO CoM.ELLJ : 8ttlle mwmalù topografidie coatitttziouali del tubo digerente dal ptmto di vista radiologico, enlhriogertetico o clinico.
BOLOGNA -
L'O., accennata alla raritù. delle os.'lervazioni conosciute prin1a dell'epoca. ra· diologica come curiosità. anatomiche, illustra i reperti operat-ori di H a.mmesfahr e di )felcbiot· e Ja sindrome ra.diolo!Zica che Alt.<;chul ha. descritto nel 1924 di mesen· terium comune, tl rifet·isce il contributo perso.n.ale. H icordato lo~;vih•pJ lO ombriogenctico del tubo intestinale dimostra come questo anomalie topo{!rafiche parziali o totali assai frequenti siano da interpretarsi come il risultato di un errore di :;\'iluppo dog li elementi derivanti dall'ansa di Told,nel senllO ùi \lll arresto dPII'impulso f'\'Oluti\'o ne l corso doll'outoj?enesi.
CONFI::RE:'<ZI'J SC l !'::'ITIFICRE D P.GT.f OSPf:DA Ll ;)ULl'r.\ LU
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Considerando ilt•eperto radiologi1;0 in Tapport-o all11. siwlrome clirti<"'a. pur non potendosi escludere il valore che pus;;ono a,·ere nlt.emt.ioui c·nualieola.ri o tL'!l.Zkmi nervose, l'O. espone infine l' interpretazione data dallo .Sehins:<i, il quale ritiPne a ;rpwltO che l'errore evolutivo si aecompagni con una noru·o:<i del sistorna nerTOso velleta.tivo a carattere va.gotonic-o. CI!IF;TJ. -
Ca.pita.n.o medic-o COU>o ('HOCE: D c:lla f<Ut<J-pruteinote-ra.7Jia.
L 'O. rirorisce sulla curi\ de lle adenit,i venerE-e con iniezioni di lutto, che in mol-
t. is.~ imi casi ha dato ris ult11ti vemrnente sorprendenti. Le udonit.i lrunno a,,·uto una.
rf'gressione ra.)Jidissirne. culrninntR. con la (!uarigione. ecl egualmenLO lo o rc-hiti ed oL·chioepididuniti. Nella b lonormgiu. nella 11\etA circa ùei (:u•..;i t mt.tat-i. si è antto notevole a.ccorciatnonto del pc>riotlo eli dorwnza. L'O. tratta infine del la irnmlutl)tf'J'fi.\IÌ!l. sioroterap ìA. o v.wcinoterapia, e posda delle proteine animali e rif~ris\"o i Cu>li in cui 1(1. proteinot('nnia rie,;ee giovevole ed i motodj di cura do. seguire. FmENZE - Maggiore medico GrLJLTO CroNINl: Il problema cle/l'ere.di.trtr~età nl'l/(L tubercolosi,.
L'O.. rilevato che la tra.'<JriÌ><:>ione ereditaritt della tuberr·olosi va. O_l!gi ar;quistando un credito sempre ruagp;iore per !(li studi rho snno ~tati riprc.">i in quo.,;ti ultimi tempi sullo. evoluzione e rnorfologia del bacillo di Kodt, aecenna al concetto della ereditarietà norrm\le che t·iguarda i caratteri di razzt\ o dt>ll'orcdit.arietfl. Jlll· tologi.ca., sotto le due forme d.i tra.--rnissione: dPIIn. mr~lattiu e della predisposizione. Rig uardo alla malattia. a.nn.lizza lo -"<HO pn,-;ihilit,i\ di t.ra>;rni;.;,.;ione: la via. phtcenta.ro, più importR.nto, e la via gerrninale. Prrndt":l quind i in e~o.me la prerlispo,-izione ereditaria all'infezione tubercolaro e l'imtdizza :>ott.o i diver;;i a.<;petti : cor11e tri\Smissione delle taro organiche, como immunità :;pecifi(·a credi~ar iarnente t.rMmi.<;sibile e nome ncmtagin farui~lisu·fl . Conclude che il concetto d i tn·erlisposizione non può t1S.'<P rc nP.gato. sia che si \"O!!Iia intendere como dipondento da.) t,erreno orl!anieo rima.-,t0 in i;;t,\l,ocl.i minomt1:1o allergia o di en ergia per lo st-esso proce•F<o tubercolare oredita1·io o u<·quisito o per altro processo infettivo cha tthhiano det.er·minat.tL 111111. altemzi0ne rwlht nutri~i<HH>. delle cellule dei tessuti. sifl, che cssfl, s i voglia riferÌ t"!' dirottn.rnf'ntQ o indit"<'L~Hmcnt.t~ ad tm alterato eq uilibrio d e lle secrezioni endoc·rino. LrvoRNO. - Hottotenente modico ltg:-<ATO Cuc-uoLTAT.\ : Un ca.so eli emi-ipcridros-i angiopareticc~.
L'O. pre;enta un ca.<;o di e mi-iper·iclrosi angiopareticu. sinistra d e l cuoio Cltpellnto, della ra.coia. e collo, di no.tur·a riflo.-.,sa, ist.et·ifol'lne. Espo;;ta l'anarnne.si. da cui riIenLs.i la forte ta.ra ueuropatica del co.so in esame, illlL<;tra i segni e sintomi a Citrico del sistema nervoso cornpletarldolo dolle poche note antt"OìlOiogiche e p:;ichiche pre.':lentate dal soggetto, concludendo quùtdi sulla rHJ,tlu'u riflesso., isterica di tali disturbi. Sulla terapia accenna alla probn.bile utilità d olia galvani?:zazione del simpatico all'uso dei prodotti opotempici globali. a l cambiamento di clima e di abitudini corno fattore autosuggestivo: nes><un miglioronH'nto hr1. avuto (ne fisico. n è sugge:;tivo) dai bromuri, nè da cure ricosl il11onti . LtVORNO. - )[a<!!!iore mo~lico ArroS'L'INO DE CARIR: Sul traJ.ta.men.lo Urapentico . delle pleurit·i nelle loro varie 1/Wnije.sto.zion·i .
L'O. riferisce su numerosi casi cur.tLi nel rej>arto meùicina.. e basandosi su moderni concotti tertlopeutici delle plom·iti. è d'avv~o che ai t.lebba t·icoT!"ere a lla toracantasi solo nelle forme e decol'so lontu, estraendo piccole quantità. di liq uido, e nelle forme acute soltanto nei casi d'ur)!enza, quando esi.~tano gravi fatti di cornp ressìone.
632
CONl!'~ENZE ~CIE~TIFH :HE
DEGLI OSl!'ED Al..l l\ULI'l'A.Rl
Ha tratta.to tutti i casi di pleurite acuta somministrando cloruro di calcio alla dose di sei grammi al giorno. ed ha notato un'influenza. benefica. non solo sul rias:;orbimento, ma altresì sul decorso d ella temperatura, e senza. inconvenienti. In secondo tempo, dop o la. scomparsa del fatto acuto, vi ha associato la iruEY..ioui iodio iodurate con guaiacolo, e cure ricostituenti (olio di fegato di merluzzo, glicerofosfati. ecc.). )1aggiore medico Luwr tubercolos-i nell' ambùtnte miJ.itare.
PADOVA.
OELORMJNJ :
Fatwri tnol»U,zzami della
L'O. dimostra come l'esercito. che è la più grande collettività. sociale, non sia immune da tubercolosi il cui ,;viluppo è legato alle condizioni stesse della vita. sociale. A torto però le caserme sono considerate un pericoloso focolaio di contagio e dimostra come in molte altre agglomerazioni sociali sia molto più facile contrarre tale malattia. Dimostra come nell'ambiente rnilit.are non si diventi tubercolotico, ma si entri 1{ià. portatore di tubercolosi localizzata o latente e come tali lesiorù, compatibili con gli attributi di una buona costituzione e di una. salute florida, non si rivelino nemmeno con un esa.me penetrante. Considera. rapidamente quali sono le cause della maggiore recettività alla tubercolosi nell'ambiente militare ed esamina i vari sistemi di difesa adottati nei vari eserciti. Espone le varie teorie e accenna. a quella più particolarmente, dell'erede p,redisposizione, oggi sostituita dalla eredo - immurùtà universalmente accettata, compreso il Calmette io Francia. Infine considera il problema etiologico della tubercolosi nei neonati, nella seconda infanzia e nell'adulto, dimostrando come in quest'ultimo caso si tratti sempre di una. nuova reinfezione che può essere di origine esogena o endogena. Infine ancora parla della fonte massima e continuativa del contagio nella tubercolosi e che è rara e transitoria nell'ambiente militare. Essa invece si realizza. a pieno con l' intimità, la molteplicità e continuità dei contatti nella vita. coniugale. '
T enente colormello medico dell'organi8mo ai proiettili.
PALER!Ito. -
ANTONlNO AMENTA:
Sulla tolleranza
L'O., premesso che l'argomento della permanenza di p r oiettili nei vari organi appa.~ionò durante la guerra i c hirurgi, i radiologi e i fisiologi, ne dimostra l'impor-
tanza dal lato medico-legale. Ricorda vari casi di permanenza di proiettili in ferite nel cervello e nei muscoli c he fmiscono per iucistarsi ; r-arla quindi della tolleranza dei proiettili nel cuore e nei polmoni e cita i ca.<>i d e ll'Ascoli, del Maraglia.no, Rocchi, Silrnan, ecc.. o.~er vando che migliori sono i risultati di intervento per 11strazione di proietti e dal mediastino. Riferisce inoltre s1ùla emijlrazione dei proiettili e sui criteri di OjJporturùtà d'intervento per l'estrazione di e.;si, sia per considerazioni cliniche o fiscali, sul rifiuto di molti feriti a sottoporsi all'intervento a scopi pensionistici e sulla necessità che nei giudizi medico.-lejla!i l'attenzione sia rivolta alla esatta valutazione delle lesioni già prodotte o di quelle che la ritenzione dei proiettili potrà portare nei feriti di guerra. PALERMO. -Capitano
colare preventit·a Nl
medico
GIUSEPPE
PERRI CONE :
Vaccinazi<mè antiruber-
liJ<~~rciJo.
L'O. mette in rilievo la frequenza della tubercolosi nell'Eser cito, specie fra le giovani reclute, ceppo voqtine, non ancora acclimatate alla vita di caserma. E spone l' importanza della lotta antitubercolare, ed i diversi metodi vaccini usati finora per la. vaccinazione antitubercolare, ilh1strandone il meccanismo, e gli studi in proposito del Maragliano, del Pondol'ff, del Calmette. del Ferra.n, ecc. Conclude che solo una vaccinazione antitubercolare preventiva. può impedire lo scoppio della bacillosi.
CONPr;RJ::." ZE SCIENTIFICJil: DIWLI IJSPEDALI ~ULl'l'AlU
633
PARMA. - Capitano medico DO,\ JENICO c.~CCIAT\.I.Hl!:: La 8(/,/j.(j(:'I'Ù<?1!(t nella (,'Ura della tttbercololli potmon<tn:. L'O. e::;pono gli studi del l\Iollgnrcl sul potere l;urativo d olla. l'!llnocr tsina (a.ur'otiosolfato di soda). Questi noi vitolli iniziò i primi tentativi di cma dolla tubercolot;i umRntl , con t inuati -por oporn di :Secher. \\'nert,zen, Grave.->on. Pennin, Foober e Tn .'nti e J applicati con vnnta~J:!iO a quelle forme di t u bot·<:olosi polmonare r elat iv amen te recenti ch e si pre~enttlno del tipo C'ssudot,i \'O o d i un tipo misto essudativo p r oduttivo e ohe nort oltrepassano i 3!lO U. P ERt:GIA. -
)1aggiore mod ico VINl'E:NZO ::il'NAPI: Norme gener(l/i 7JI"T il gi11dizio 81llla rUpe1Ule'ma da ccwsa d1' .~en-izio delle lesi cm i o malattù<ùt genere.
L 'O., p remesso che cosa b i>'~ognA. intendere per son·izio COillandato, ù.istinguendo la causa di serv i:z.io dall'occasione di servizio, pariA. do!lt~ questione delle concause e degli aggravamenti, ed o:::setva che, mentre p er lo conc11.use sopravvenute è opin'ione concorde di far r isaiin' alla nu\lattia o lesione prima tutte le çonse.'ruenze immediate e mediate che da o..:;~e deri,·ru1o, per le conca.us~;~ pree:>istenti i pareri sono discordi. Dopo aver acceruw.to alln valutazione dn dfiJ'O a certe nu1.lnttio o lesioni quali conseguen ae. remot-a o p ros.-.ima di a lrre softf'rte prm:od€1ntementE.\ e por le quali sia già stata anunessa ht dipen dt:H"-ft d1L causa di SE'tTiziv, l'O. tcr tninn ufTermaHdo che per· riconoscere com e clipondonte da causa di st>r vizio una ferit.a ll:'!!ioue od infer· mità, non si può dare una dirf'ttivn. IUtica c ta:>::<at.i\·n. nut O)...rni f'u.:;o va studiato e inda.cat.o da per sè, fermo r estando il concetto che :;i deve prima. ben vagliare il fatto di servizio, e poi il n e.'>SO cau,;alo tra. questo e In lpsitme o malattin.non tenendo conto delle mere occasiona li. PIACENZA. - !\iag!{ioro medic·o della tubercolo,~i.
NAZZA.H.t:NO
VAJU L A:
Eziologù~
e patogene81
Accennato alla scopert1t di Koc h, descr ive il p le iomurfì»mo d el bacillo tubercolare dal punto di vista morfololrico e b iologico, illu:;trando la que.">tione con g li studi di Much, Sa.nfelice. Amonilli e H inclberg, per venire ai recenti trovati di Philibert e Besanton sulla diversa costit-uzione d e lle colture del bacillo di K och noi vari periodi di svilu ppo, per cui oglri giorno :>i può ritenere accer·tata la liltra.bilità d e l virus tubercolare. Spiego, in t.nl modo le forme di tuber('olosi abacillari e le para·tubercolari descritte dal Poncet,. Riport.ando quindi le molt.op lici forme anatomo-patologiche della tbc. a tre a;-;ioni ìondnmentali del bncillo d i K och: n eofor· mat1va. essudativa, ne<'rotizzante, nega il cluali;;mo \Virchowinno definendo la tbc. malatt ia anatomo·clinicamente polù norfa. dovuta A.d un'tmica causa. Accennat-o a tutte le possibili vie d'ingresso dol bacillo della tubercolosi nell'organismo, l'O. illustra la via enterogona ed aerogena e d escrive il jocol.aio primit·i'l:o del Rouen nella sua localizzazione e ~trutt.ura istolo~ica., secondo le ultime ricerche del Ghon. Parla del p robabile mecoanismo per via linfo ematogena, della. diffusione negli adulti della tubercolosi dal focolaio p rimitivo agli ap ici d o! polmone e conclude ammettendo nella maggioranza dei casi di tubercolosi d egli adulti, trattarRi di r einfezione, raramente di nuova infezione, la quale è possibile soltanto sotto cariche massiTe e continue di bfwilli di Koch. PIACENZA. - ::\1aggiore medico NAZZARENO V AJOLA : L 'ereditar6età e p redi8'p08Ì· zione nella lt1bercolosi. L'O., accennato alla complessità del p roblema ancora vagante nel buio, esamina gli argomenti d egli autori pro e contro l'ereditari età della. tubercolosi. Ammette ormai accettata la tubercolosi con(!enita n ella r azza umana e r iferisce anche al riguardo sulla tubercolosi congenita speriment.ale de~:di animali. Definendo ciò che deve intendersi per ereditarietà, esam.i.11a sotto quali aspetti patologici va essa interpr etata e tratta della predisposizione alla tubercolosi. G. - GWNwle d( medicina militare - Fase. X.
634
CONFERENZE SOJENTlFfCifE DEOLT OSPEDALI MILITARI
•
Confortando la sua esposizione con il richiamo di vari eMi clinici, registrati nella letteratura, identifica la predis;>osizion(> con ~li abiti tisici ereditari per uno stato anafilatt.ico dei singoli t.es~uti. Rol\tA -
Tenente colonnello medico RosoLINO CtAt.iRr: Bac·i llo eU Koch ed uUra
m~ tubercolare.
L'O., rivendicà a sè alcune idee emesse fin dal l 91 Onel Policlinico e nel maggio 1923 al Il Congresso Interna.zi.ona.Ze di Mewiàn.a e Farmaci.aMilitare. Con le prime illustrò la natura ed estensione dei rapJlOrti tra i ~ormi visibile e virus filtrabili. f ornendo il substra.to a quella che oggi va sot to là. denominazione di teor ia di Nicolle; ammise allor a e so;;tiene ancora la teoria dello scopobismo. secon do la quale i ~errni visibili nelle infeziorù in genere sono r ivelatori spie di in.feziorti da virus filtrabili, invisibili e t.alvolta visibili. Seguendo tale concetto, emise nel 1923 1' ipotesi della esistenza di un ultra- virus tuhercolare che poteva renderei conto di molti fatti oscuri e paradossali nell'etio-patogenesi della tbc., e nei quali il bacillo di Koch. per sè e per il follicolo tbc., appare come elemento di sopr astruttura. Tale ipotesi ha avuto piena conferma da numerose r icerche, sul virus filtrabil e della tbc. l i complesso di t.ali idee troverà posto in un p l'Ossimo numero degli Annalb d'igiene del prof. Sanarelli. Tenente colonnello medico contro la tubercoloai.
TORINO. -
GIULIO
i.\1A:>SERA.NO:
La lotta aociale
Premessi sommari dati statistici l'O. mette in rilievo l'importanza del sistema linfatico nella T . B. C. ed espo!!te le moderne conceziot1i sulla patogenesi tubercolare, passando in rassegna i mezzi attuali nel campo specifico della prevenzione: consorzi provinciali antitubercolari, cent ri di accertamento diagnostico, sanatori, tubercolosari e dispensari profilattici o preventorii; soffermandosi particolarmente sulla profilassi infantile : n idi di bambini, colonie permanenti, colonie estive temporanee. colonie alpino e marine. colonie elioterapiche, scu ole all'aperto.Tr atta ancora della vaccinazione antitubercoln.re, e, rilevata la necessità dei mezzi ru pro· pagando. per la. creazione eli nna coscien7.a pubblica predimosta all'osservanza delle leggi sanitarie, ed illustrate le leggi sociali lìancl:le.g giatrici della lotta antitubercolaro passa, per ultimo. alla proiezione di diap•>sitivi di propaganda del localE' ufficio d'l~iene.
TRIEsTE. - Maggiore naf'dico GtO\'XNNt PICCOLI: La diagnO&i precoce della ttdJer· colo8'1: J>almonare. Sriogato cosa si int.ende oggi per dia/(nosi precoce della tubercolosi polmonare, l'O. mette in evidenza le difficoltà della d imostrazione della localizza.zione primi· genia del l' infezione tuberco lare ed accenna alle di versa, henchè rare, possibilità della trasmis.<~ione diretta dal baoillo di K och dai genitori ai discendenti ed alle principali teorie per spie~are la p redisposizione. IHettendo in rilievo, come le dottrine costituzionali e le dottrine immunitarie ( unton:~.li e istiogcne) relative a.lla patogenesi della tubercolosi, vengono a collimare perfettamente. L'O. p m· ammettendo che la localizzazione primitiva della tubercolosi polmonare non s ia elettivamente a p icale, dimostra come s ia. g ra.ndisaima l' importan7.a dell'o;;ame fisico degli apici. Doro di aver affermato la necessità della raccolta minuziosa dell'anamnesi, insistendo su eerto malattie progresse e su certi s intorni. facendone la discriminazione differenziale. espone i moltep lici sel!ni dit1.gnostici, anche i più recenti. metteodone in rilievo i principali e , raramente utili. a lfine d.i accertare una iniziale loca.liz· zazione apicale, e dandone la p re.<>urnibile interpretazione. Parlando dell'ascolta· zione, accenna ad alcuni criteri per differenziare un catarro apicale tuber colare dalla pnownoconiosi. dalla grinpe. dalla lues polmonare e dalle malattie del tro.tto superiore delle ,-ie r~1liratorie. Infine parla dello reazioni immunitarie e d egli esami radiolo~ici rilevando l'importanza. integratrice dell'esame clinico.
NOTtziE
635
Capitano medico ALES~Al).'TIRO MALICE: Le aflezùmi chtirurgiche più comum rlt>.lltt reuimte 'Ìli'I{Jldno-ntb:lanùinoll'. (! dP.lla Ù'I{/'JÌno-r:rurale .
'TRIESTE . -
Traendo argomento da un ascesso ossifluonte da morbo di Pot~ lombare , presentat-o nella. regione crurale sinistra d11. una recluta. l'O, dopo aver esposto l'anatomia topogra.fica delle regioni inguino-addominali. crurale e prelombo-iliaca tratta delle affezioni chirurgiche che pitt di frequente s i manifestano nelle due prime regioni, esponendo con particolarità di dettagli i criteri diagnostici differenziali tra le affezioni stesse. In ultimo illustra il caso p re!lentato . Rieorda l'etiologia. la patogenesi, l'anatomia patolo~ica e la sintomatologia. dol morbo di P ott n ei vari segmenti della colonna vertebrale, met.te in rapporto i sint()Jlli presenti dal malat-o con le lesioni r ivelate dalla radiografia a carico dol corpo della seconda lombare, od es;>one i criteri che dominano oga:i nel t rattamento modico e chirurg:ico dell'affozione, riferendo anche sui casi osservati nella clinica chir·urgica d i Padova. Capitano medico EooArtoo CAin'AGLro : Il giudizio mPÀ·ico-legale aulla cUplmdenza o ncm'da cau.ye di- aervizio di injermitd, le.%on·b o ferite.
'TRIESTE. -
L'O. fa un raffronto fra la vecchia pr·ocodura rnodico-loga.le, in tema di accerta.mento di dipendenza o mon.o da co. w;e di servizio di infennità lesioni o feritQ, e
la nuova procedura. che a!Iida al comandante di corpo colla cooperitzione dell'llf. tìciale medico le attribuzioni gi:ì ll.tisegnate al Consiglio d'amminis trazione. Perciò -€ necessario che i mod ici militari sapviano come contenersi quando siano chiamati a dare in giudizio su di un presunto infortunio e Slùla. dipendenza o meno da cause di servizio. L'O., specificata ltl figUl'a giuridica dell'infortunio su l lavoro ed i suoi elementi ·essenziali, il damno cioè sulla persorla; l'accidental·ità del fatto; la cau-sa violenta e il rapporto genetico con le conclizio1ti in cui il lavoro si svolse, parla dello possibili cause di danno nella porsona, in occasiono del lavoro e spiega che cosa ò la -ooncaJUaa. Fa poi una ras.-;egna dei traumi e malattie ri;;arciblii o meno e chiarisce la differenza fra rie/1.io generico e specifico, dimostrando come si debba tenore gran conto del rucM,o ~tpeci(ico . Distingue fra le mtllattio JH'O!Irie del lavoro, non risarcbili, quella cateJ!o1·ia di malat,tie che può pa.t•ag;onu.rsi a l gua.<;to inovitabilo, imp rovviso, accidentale. violento di una macchina e che sono da ritenersi un infortunio sul lavoro dipendente da cause di servizio e quindi indermizza.bile. Conclude ritenendo che, col conoscere i regolamenti e lo circola ri e col seguire nello ricerche e nelle conclus ioni, i dettami della rnedicina-logale e della iufor tunistica, si sarà sempre in grado di emettere giudizi equi ed illuminati.
NOTIZIE Congressi nazionali di medicina Interna e di chirurgia, In Parma D .l l 18 al 2-! ottobre p . v. si t <Jr ranno in P arma i Congressi italiani di medicina intern'.l. e d i c:hi ntrgh. I mpor tan te è specialmente il prirno, perchè. per la prime. volta, per accot· li presi colle a utoriti' s anit arie delle forze armate, esso avrà una sezione di me ·licinit. militare e colonio.le, che terrà le se:lute nell'Ardìteatro di clinica mo::lica pr~sso il n ·.t ovo a ran:le O.;p 3dale rnag ~iora . Sono già p reannunciato utu confer<mza sopra un tema di gr;lndCl interesse: l'aviazione sanitaria in Italia e n umerose e::! importanti comu nicazioni da parte de~li ufficiali me:lici, c he c o::;tituiranno:> cer tamente una nuova affermazione del progreS>:~o scientifico del Corpo sanitario militare.
63G
l'ARTE UFll'ICUL E IV ((Ingresso internazlnnale di navigazione aerea in Roma (Sezione medica)
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Tutti i colleg hi che d esiderano prendere parte attiva alla Sezione medica d el l V Con~?resso internaz ionale di navigazione aerea, che avrà luogo in Roma dal 2·1 a l 3U ottobr e p. v., potranno rivolgersi direttamente alla segreteria. g&n em le d el Con gresso in Roma, via della. }\'lercedo 7, maggiore A . A . Pier Francesco Bitossi. È da augura r;.;i che il concorso di tutti gli studiosi di discipline inerent i ai p ro b lemi d ella p!;icofisiologia dell'uomo in volo ed a quelli di assistenza e vigilanza. al personale nndg aute, sarà rispondente alla importanza che sempre più va acquist ando questa branca della medicina, ed il Giorna.le di medicina m ilitare espri mi') Jin d' ora i più ft>rvidi v oti p er la b uona ri uscita. d ella riunione.
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Corso di specializzazione in medicina coloniale a Bologna.
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Alla. tìne del prossimo no,·embre s i inizierà. presso la scuola di Patologia coloniale di Bo logna.. an11e~sa a lla. Clinica n:eclica., un corso p er diploiil& di sp&cia list i in m ed icina coloniale per i laureat-i in medicina e chirurgia. H programma comprenr le i se!!1Jenti insegna menti: Clinica delle malattie coloniali- Igiene CO· loniale - ('linica. m ed ic-a - Proto~oologia. - EPtQro.ologia. - Elmintologia B àttc riol o!o!ia - S ierolog ia. Alle lezioni te<1 riche si alterneranno esercizi pratici e d imostrativi, essendo l'Istituto fornito 1ti abbondante matel'iale scientifico e di laboratorio. L'Istituto rest.a. aperto tutto l'anno. Le tas:<e in totale (iscri:tione - laboratorio - dip loma e cc.) ~tm mont.an o e. lire 2100, metà pagabili all'atto dell' iscriz ione. P or schia rimenti rivolgersi alla Direzione dell'Istituto in Bologna - Osped itle l:i. Orsoln.
PARTE UFFICIALE A) GIORNALE l't:IILITARE UFFICIALE. (EBtraito dalle d.i8pen.se n . :J4-43 del 1927)
l ) CntCOLARE n. 531 d el 25 agos to !927. - B:$ilo d.el concorso a premli per lavori
su te mi m ilitari tra ufficiali i n servizio permanente effettivo. Nel concorso a premi band ito con c-ircolare n. 624 dAl Giornale milii<zre d el 1926 sono stati giud ica t i m~ritevoli del p 1imo premio d i L. 2000 le seguenti m em orie : E lementi bellici jonclamentali, d el maf!piore cbim ico- farn· acista G. Cappelli.
Ch<I.rilas i n armis: Sagaio stor ico Bwi sen·izi semi/ari negli eserciti, d el tenente colonnf:'llo medico A. C.aSI\rini. D ilrettore responsabile: .\ HTUilO CA.SAEUNI, ten('nte c-olonnello m edico. (~HO )
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Roma 1927 - Anno V - Stabilimento Poli grafico per l'Amministrazione dello Stato.
l V Conferenul interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). -Relazion i ufficiali.- Un volumE.' di p ag. 44. • • . • • • L.
5 -
Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare .(Bruxelles, 1921). • Relazioni ufficiali del Corpo sanitario miUtare italiano. • • • . • •
6 -
Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti del CongruBo - Vol. I. - I~olazioni ufficiali - Un volume di pag. 416 con tre tavole . . . . . • • . . . . . . . . . . . • . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti tùl CongruBo. - Vol. II. - Lavori del Congresso e comunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incis ioni . • . . . . .
•
• 35 -
• 60 -
111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi, 1925). Lavori del Congresso e comuni cazioni. - Un volume di pag. 88 .
IV Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Var;,avi a 1927).Lavori del Congre~so e comunicat.ioni. - L'n volu me di pag. 116 Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48 S. SALINARt. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. ì\lemoria onorata del vremio Riberi. - Roma, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . • . . . . • M. CusANI. Guida del medico mìlltare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario In campagna - l 914. . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . M. CusANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito Italiano - 1906. . . . . . . . . C. ,DE CE>~A.RE. Studio sulle mediastlnltl (mediastiniti suppuralive, a scesso mediastin ico) - Roma, 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . • . • . . P. htB&IACO. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi speriment-ali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodotte in fototipia). - Roma. 1903. . . . . . . . . • . . . . . . • P. hmauco. Le operv.lonl più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
l
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A.rl.,aOPO~fETRIA
MILITARE. Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlante; Vol. I (dati antro. pologic·i ed etnologici) con atlante della geografia antropologica dell' Italia • Roma, 1896 • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Vol. II. (Dati demografici e biologi-ci) - Roma, 1905 . . . . . . • • • F. BA&OFno e C. SFORZA.. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi . . . . ... . . . . . . • . . . . . . . . • . . • • . L. BERNA.a oo e G. BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904 - Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole gra fiche · Roma, 1905 . . . . . . . . . • S. GALBUSimA. L'Igiene delle carni alimentari. Mam1ale d'ispezione delle carni A. CASARINt. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al con corso Riber'i, 1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. · Roma, 1908 A. CASARINI. Le malattie e gU Infortuni nelle. vita militare. Memoria premiata a l concorgo Riberi, 1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statistiche - Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma
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CONDIZIONI DI ABBONAMENTO.
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l. Il Gi<>rnale di nudicina mi.litare BI pubblica 11 primo giorno dJ ciasouu mese, 11.. toscloolo di Quattro togli di stampa al meno. 2. L'abbonamento è annuo e decorre dal l' gennoJo. 3. Il prezzo dell'abbonamento è; per l 'italia e Col onie . . . .. ..... ....... . ...... ............ _ .. .. , .. .. .... ... L· 32P er l'egtoro . ...... .... . ....... ........ ................ - ........ ................. • 446t t ~ In Italia .............. .......... ... • U r l l n asc co o separa o CO$ a. . .. . . .. . all'Estero .. . .. .. .. .. . . .. .. .. . . .. .. . , 7~
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11 supplemento coutont>nte l Ruoli
lo Italia.............. ... .... .. .. . 0 15 , 18 ali Estero ............ . .. ........... • 4. Per gli ufticia ll medici e cltimlcl Carm aci~tl del R. E sercito (In servizio attivo, In posizione ausU!arla.. dJ complem eut'l, d~lla r iacrva ed a ri poso) Il prezzo dell'a bbonamento è ridotto a L. !H anticipate ed l\ prezzo del supnlemento è rido t to e. L. 8. Non si t r asmettono ricevute per ~U abbo namenti personali. c;, Non sJ accetta no r eclami t rnscorsJ trenta g!ornl dal la s)ledizlolll' del G!ornnle, cbe sJ ef· tettna regolarmente a l priolo <U ogni m ese. T rascorso tal e termllle, l to xelccll richiesti vengono spediti se d.JspoulbiU, solo a pagountlnto. G. I stguorl abbonati mi Utnri In etTettlviLà di Aervlzio pagheran no l'Importo dell'abbouamento per m ozzo d~l rls oettlvl comandi dJ e.oo·po e dll'ezlon!. 7• .Per l soli u;nctall medici (dell' !'; .,cretto e il ella .Marina), In Qtroh111QU<' p osizione s.• trovino 6 e.mmeaao un ABBONAMENTO CUMULA'l'lVO al UWrnale d i medicina militare o.l agli Al\nali '" medicina ~vale e coloniale al prezzo di I,. 39 annuo. :S: Inoltre ammesso un ABBONAMENTO CUMU LAT IV O, al g!orn&le I' Uni•crso, rivista geogmftca Ulustra ta , al prezzo di L . 50 annue. Per ottene~e tali facllltnziooi cumulative gli abbouatJ militati dovrnuno tar p~rv.. nJre l'Intero tm· port o aii'Amm.lnlstrszione del periodico del proprlo cor po. 8. Al librai si fa lo sconto del 10 per cento. nla Roltanto p er igll abbonamenti delle penone e dew;l! enti non militari . di an:riani~à del corPO sar~ita.rio m ilitare co~ta
NORJ\iE PER LE PUBBLICAZIONI. 1. I lavori originali, le note, le riviste - dattilografati o ~crlttl a mano - devono oooupo.re d <!l foglio, essere nel testo deH.nltlvo ed acoure.tamente corretti e ri veduti •1"'811 autori. SI fa spcelalo racoomandozlone obe quelli sorittl a mano stano ben IC1nl'lblli, per modo dJ evitare ogni dubbio di Interpretazione. In C880 contrarlo, la Direzione si vedrebbfl costretta a ~os po n derne In pubblicazione. 2. Salvo casi eccezionallsstml, la corrczoone delle bozze sarà f atta dalla redazione anzlebb dagl.l autori, per non vincolare il lavoro tipografico agli Inevitabili ritardi postali. 3. L e spese per gli estratti e quelle per le tavole lttograflobt. fotogrofche, ecc., cb e occom· p a~ ne.saero le memorie sono a oarlco dogli autori. ' · Oli estratti sono dJ due tipi: - Tipo 4. Senza copertina e colla tmpo.glnatnra e numenv stone del fascioolo. - Tipo B. Co Q oopt>rtlna stampata, frontespizio, Impaginatura e numerazione apoola le. 5. Il prezzo degli estratti.: por gli autori delle memoril.' cbe U rocblede.no, è regolato dalla. seguente tariffa. llll aoto lato
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a. I mo.nosorittl non el restituiscono. I lavori brevi avranno la precedenza. (547n) Romr., 1027 - A.nno V - Stablllmonto Polla'raflco per l' Ammlnlstrulone dello Stato.
Pubblicazione men•IJe
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICAT O DA L MIN I STERO DEL L A G UE RRA (Direaioae c eatrale d i aaait& militare)
G iorDale di m~dicina militare : t 88s-x.S88 Giornale medico d el 'Regio E~ercito e della Regi& Marina : t885·1 8g5 - Gi orna le medico del R. E serrito : I896- t907
ANNQ LXXV - 1927' - Yl l'
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MI!DICINA l<f:OAU' MILITARE: - Deeltlonl di ma.. lma .. . . .. •... ...•.. • ••••••••••• . . . .••• . ·- • •
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RIYIITA IINTETICA: La diagnos i prccoco dolio tubercolosi l>ohnonnro lnlr.llllo n cll'mltLito • • . . . . . . . . . .
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RIY IITA DI TECNICA E IERYIZIO UNITARIO MILITARE.. . ... . .... .. ..... ... . • . . . . . . • • • . . . • . • RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E ITRANIERA . . .. . . .. • • . • • • • . • . .. . • . . • . • • • . .. • • . • CONFERENZE ICIENTIFICHE NEGLI OIPEDALI MILITAR I . ...... .. ........................ . . : .
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IIIEIIDIIE ED llllftiSTHIZIOftf : Palmo del Miaislero jefla Guerra · Via IX Settrm~n • llll Telef'o nl 4 3 - 2 8 3
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Per le nuove norme olroa le pu bblicazion i de l lavori vedi co pertina (4a pagina).
Pubblicazioni in ve_ndita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare ROMA -
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·ix Setten'fbre - Palazzo del Ministero della Guerra -
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di ·s anità militare
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Storia re.trp~pettlva dell'lglenè · nell'Esercito ltalfart6.
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Un volùme di pag. 236 con 46 fig ure e 2 tavole . • . . . . • • 151ii - E. S'.&N-roao. - Ferite addonìlnall di guerra - Prefazione etei proféa~ aore N. Gu.NNETTASIO. - Un volume di pag. 400 con 38 figure. l 30IV - A . LusTIO- A. Busmoo. - l • gas di guerra •· Impiego ed eRetti Provvedimenti e cura. - Un volume di pag. 104 con tre tavole micrografiche a oolori . . . . . . • . • •. . . . . . . • . • l 12 V - A . LusTIO. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro 7l gas durante la guerra mondiale (1915-91 8).- Con 21 tìg~ re.• l VI - F. C.&oOIA. - Trattamento e sgombero del -fratturati degli arti In guerra. - Prefazione del p rof. R. DALLA VEDOVA . • . • • • 6 VII - S. SALINARJ. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-artlcolarl In to e 20 tempo. - Prefazione del professore R. ALESSANDRI. - Un volume di pag. 190 •• • • • • t 20 VIII - A. CASARINI. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. l 5 IX - La celebraziOne del medici cadatlln guerra. -·1Jn vd1. di pag. 92 con 16 figure. . . . . • • . • . . . . . . . . . . • . . . . . • • 10X - N. RooxNò. - La pronlassl ~elle màlattle Infettive dominanti nelle no6 stre colonie afrlèane. - U n volume di pag. 4+ : . . . • • . . l XI - A. C.&sArum. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un t 20v olume di pag. 232 c on 97 figure . • . . . .' • . . . . . . XII - G. CAPPELLI. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordinamento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . • . . . . . . • • 5 XIII - S. SALI N ARI- L'a utolesionismo nelle sue varie forme e nel·suol esiti. Un vol ume d i p ag. 250 . • . • . • . . • . • • • • . • . · •20XIV- F. CA<:CIA e S. Rtcc r. - Le occlusioni Intestinali (escluse le ernie strozza te) • • • . . . • . . . • . • · • . . . • • • . . . • • • 5 XV - G. GRrxo Nr. - Geografia medica ed Igiene del nostri possedimenti coloniali. - Un v olume di pag. 240 con 3 carte geografi ch e . XVI - S . SALt:NAR r. - La razione alimentare del soldato In pace ed In gcerra. - Un vol ume di pa!!'. ~-'0 . . . . . . . . . . ~ . .· • 20XVII - A. CASARINI. - Per le • nozze di diamante. del Giornale di meillclna militare. - Un volume d i pag. 60 con 9 fiJ!u r e . . • . . • • • 7 XVIll- R. P ALM IERJ. - L'ospedale militare di Napoli e le vicende del servizio • '7san itario militare napolitano. - Un volume di pag. 72 .
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Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell' esercito. -
Un vo lume di pag . 96 con 8 'tfivole L. Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n volume di pag. 1(10 con 37 figure. • • • • , • • • • , • . . • • . • . • • • 1 Per Giovan ni .Maria La nclsl nel Il Centenario da!l a sua morte. - Un volume . di png . 106 con 28 fifZl.Jre • . . , • • . . . • • • • . . . • • • • a 111 Conferenza lnteralleala per l'assis tenza agli lnva ildi di guerra. (Roma, 1!)}9) - R elazioni ufficiali e comuni<'azioni. - Uc volu me di pag . 96 . • ·• l
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MEMORIE ORIGINALI
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LA VACCINAZIONE ANTJTIFICA CON JL tJPètJ VACCINO T. À. B. NELIJ'ESERCITO ITALIANO <I> per il dott. Nicola Bruni, tenente c~lonnello medico.
L'utilità della va,ccinazione antitifìca ha avuto la sua piena conferma nell'ultima guerra ed·i risultati sono stati sorprendenti, non solo inconfron· to delle guerre precedenti ma anche dei vari periodi della guerra mondiale. L'esperienza fatta nell'E ser cito italiano ha dimostrato che la morbosità
per febbre tifoi~e, la quale nel primo anno di guerra fu del17 .9 per 1000 della forza totale, scese nel1918 àll'1.3. E tali benefici effetti si sono protratti anche successivamente, fra la popolazione civile, come attesta la difierenza di morbosità e di mort-alità fra l'elemento maschile e quello femminile. In seguito a questi favorevoli risultati il Ministero della guerra ha mantenuto la-obbligatorietà della vaccinazione antitifica anche per il tem· po di pace. Con questa sola differenza, che, mentre in t(lmpo di guerra furono impiegati i vaccini acquosi, subito dopo la guerra è stato invece introdotto nn nuovo tipo di vaccino preparato con eccipiente oleoso, per i vantaggi pratici che indubbiamente quest'ultimo tipo presenta. Difatti l'inconveniente dei vaccini acquùsi è quello di rendere necessarie tre iniezioni suC<'essive e di dare reazioni piuttosto marcato cho immobilizzano la truppa per vari giorni, ~enza contare il fatto che alcuni individui possono sfuggire a qualcuna delle surcessive init>zioni e quindi risultBrne una vaccinazione mcompleta. D lipovaccino, proposto da Le Moignic o Pinoy fin da11916, ha invece il vantaggio di ritardare l'assorbimento dei germi e di dare quindi minori eftetti tossici e per conseguenza minore reazione, sia locale che generale, pur conservando notevole il potere antigeno. Si altera anche più diffi·cilmente perchè la massa batterica. non va soggetta a fatti di idrolisi. Inoltre, per la collettività militare, presenta il grando vantaggio di richiede· re una sola iuiezion('., per cui la truppa non è troppo distratta dalle itltrnzioni 4l nn periodo in cui è necessaria la massima attività per ottenere un rapido allenamento, data la brevità della ferma. La vacci.nazione antitifica con il lipovaccino, iniziata in Italia nel 1920 con la classe del 1900, è stata praticata sopra nn totale di circa 1.500.000 nomini ed è stata accolta assai favOI'evolmente dai comandi militari per i vantaggi di ordine pratico che presenta sugli altri tipi di vaccini. Vedremo in seguito quali sono stati gli effetti immunitari. Come eccipiente oleoso per emtùsionare la massa battmca è stato fin qui impiegato l'olio di vaselina, mescolando insieme bacilli tifici o paratiftci_, attenendosi quindi un lipovaccino polivalente T. A. B. (l) Comttnfculone fatta al Coqreeso lnternar:lonale di lefene tenuto a
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LA V AOClN AZIONE .ANTITIJ'ICA, E CC.
Dalla pratica finora fatta si è constatato che le reazioni generali a tale iniezione sono quasi nulle, tanto che la truppa ha potuto attendere senza ~nterruzione alle ordinarie istruzioni, quindi ottima la tolleranza, ma non cosi le reazioni locali. Difatti si è notato che in un corto numero di individui, poco tempo dopo la iniezione, compaiono dei picco1i ascessi ben circoscritti, i quali decorrono senza notevoli fatti acuti e che si risolvono rapidamente in seguito ad una piccola incisione. In parecchi esami che ho avuto-occasione di praticare ho potuto anche io accertare che non trattasi di suppurazione da piogeni poichè le culture sono rimaste sempre sterili, ma di ascessi chimici, nei quali il pus è costituito da globuli bianchi polinucleati, numerose gocciole oleose e sangue. La percentuale di ta li ascessi varia, poichè in parte essi dipendono anche dalla tecnica, in quanto che non sempre la iniezione viene praticata nel tessuto sotto-cutaneo, come è prescritto, ma penetra nei muscoli, ed allora è più facile che si verifichi l'ascesso. Gli ascessi guariscono però rapidamente senza lasciar traccia, quindi trattasi di iesioni di lieve entità.. Ma un'altra specie di lesione interessa anche maggiormente, se pure a ssai meno frequente, una lesione piuttosto tardiva, perchè per lo più compare qualche mese dopo la iniezione ed anche alla distanza di un anno ed oltre. In alcuni in.dividui, nei quali esiste forse una certa predisposizione, si manifesta sul punto della iniezione un nodulo indurito, di forma varia, (ovolare, rotondo o rettangolare) che va gradatamente estendendosi e che raggiunge talvolta dimensioni relativamente notevoli e richiede l'in· tervento chirurgico. Difatti in tutti gli ospedali militari si sono dovuti operare parecchi di tali casi ogni anno ad ancor più nell'ultimo scorso. L'esame istologico ha fatto riscontrare che non trattasi di neoplasmi, come qualcuno aveva sospettato, ma bensl di una reazione fibrosa lenta, alla quale è stato dato il nome di vaselinoma. Come è noto, questa nuova specie di lesione, a !}arattere indurativo, è stata messa in eyidenza durante l'ultima guerra per il fatto che l'olio di vaselina fu impiegato da alcuni autolesionisti come mezzo provocatore di malattie per esime rsi dal servizio al fronte. Io non starò quindi a diff:On· dermi troppo sulle speciali caratteristiche di tale lesione essendo assai vasta la letteratura in proposito. Accennerò solo al fatto che il processo reattivo si inizia neUo strato profondo del sottocutaneo, dove l'olio di vase-· lina si infiltra formando delle suffnsioni oleose ed alterando le pareti vasa· li, con conseguenti stravasi saguigni. In secondo tempo poi si svolge t1ll.a neoformazione reattiva a carattere fibroso e con decorso lentissimo. All'esame istologico, in mezzo ad un· tessuto fìbroblastico, si riscontrano delle cavità cistiche contenenti olio di vaselina, e intorno a queste, ovvero sparse nel tessuto ft broso, cellule giganti con numerosi nuclei aiiUJìassati al centro o respinti alla periferia. Le cellule giganti originano, secondo l 'opinione di alcuni aut ori, dagli elementi istioidi del tessuto di granulazione ed esplicano azione fa.gocitaria, come dimostra la presenta nel loro proto· plasma di goccioline di olio minerale, colorabili con il Sudan III. I nd ubbiamente qUindi l'olio di vaselina, comportandosi come sostanza estranea, che l'organismo non riesce ad assimilare, irrita i tessuti con produzione di un processo reattivo. Secondo l'opinione di alcuni autori, l'etiologia. degli ascessi chimici e dei vaselinomi è unica, eolo l'ev~luzione
LA. VACCINAZIONE ANTITIJriCA. ECC.
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è diversa. Difatti in alcuni individui si forma una vera e propria raccolta unica, in altri invece si hanno piccoli ascessi microscopici con formazione reattiva di t-essuto connettivale. Quale la ragione di quest-o diverso comportamento individuale dinanzi al medesimo agente irritante Y Con tutta probabilità ciò è dovuto ad una reazione particolare dell'organismo. In alcuni individui esistono cioè qualità umorali speciali che determinano un'attitudine particolare alla reazione connettivale. Un fatto analogo noi osserviamo nelle cicatrici, mentre in alcuni operati residua una linea. cicatriziale appena visibile, in altri invece residua.no cordoni fibrosi più o meno estesi fino alla formazione di veri e propri cheloidi. D maggiore Cappelli, chimico dell'E sercito, avendo esaminato diversi campioni di lipovaccino ba potuto riscontrare che oltre l'olio di vaselina spesso essi contenevano petrolio e sostanze catramose. Ha perciò affacciato l'ipotesi che gli inconvenienti del lipovaccino siano dovuti piuttosto alla impurità anzichè all'olio di vasellina di per sè. È difficile poter dire qual parte spetti all'uno o all'altra di tali sostanze nella produzione dei fatt.i reattivi. Indubbiamente però seppure gli accessi sono lesioni minime le tumefazioni reattive {vaselinomi) rappresentano invece lesioni di una certa importanza poichè richiedono nn atto operativo al quale residua una cicatrice. Quindi il metodo non è da ritenersi del tutto innocuo. E poicbè è norma costante anche negli eserciti pr·i mum non. nccèr6 per conseguenza l'olio di vaselina è stato abband.onato ed in sua vece è stato introdotto un nuovo tipo di lipovaccino preparato con olio vegetale in cui l'eccipiente è certamente innocuo. Per quanto riguarda l'efficacia immunitaria è ben difficile poter emett-ere finora un giudizio assoluto, definitivo, inquantocbè al lipovaccino è mancato un controllo su vasta scala come quello della guerra per gli altri tipi di vaccini. Difatti le truppe nelle ordinarie contingenze di pace non sono troppo esposte a. pericoli di contagio per il tifo 7 poichè l'approvvigionamento idrico e tutte le altre misure profilatticbe sono scrupolosamente curate, sia nelle con.dizioni di ordinario accantonamento, sia durante i periodi di campi e manovre. Ed anzi una provvida disposizione dell'Esercito italiano, che data da qualche anno, ba prescritto che le località dove debbono svolgersi le esercitazioni estive siano preventivamente visitate dall'Ufficiale medico igienista, per accertarne le condizioni sanitarie e sopratutto la qualità dell'acqua. E questo è stato un reale vantaggio per.la salute della truppa. Con tutto ciò, durante gli .u ltimi anni, pur mantenendosi in genere ottime le condizioni sanitarie delle ti;uppe, per quanto riguarda la febbre tifoide si sono avuti alcuni episodi che lasciano qualche dubbio sulla reale efficacia iÌnmunitaria dellipovaccino, episodi di cui giova sopra.tutto ncordame due. Nell'estate 1924, nel 2° reggimento artiglieria da campagna, non appena giunto a Camerino (Marche) per le esercitazioni est.ive, si manifestò una epidemia di febbre tifoide di notevole entità, poichè su lUla forza di 996 uomini si ebbero 259 casi di infezione accertata da bacillo di Eberth, con 37 morti (28 %di m.orbosità e 14.3 % di leta.lit.à). Trattavasi indubbiamente di epidemia idrica per il modo con cui erano comparsi i vari casi e
LA VACCINAZIONE ANTITIJ'lOA, ECO.
il numero notevole di questi. E siccome nella popolazione civile non esistevano casi di tifo, si ritenne che l'infezione si fosse trasmessa per mezzo di
un acquedotto usato esclusivamente dalla truppa. I soldati erano stati vaccinati con lipovaccino, una parte circa un mese ptima, ed una parte, cioè quelli della classe anziana, l'anno precedente. Non si notò però notevole differenza nella morbilità fra i vaccinati da un mese e quelli da un anno. Un altro episodio epidemico si verificò nello stesso anno 1924 nel 91o reggimento fanteria, con 155 casi e 19 morti su una forza totale del reggimento di ,964 uomini. Quindi morbosità. del16.09 per cento e letalità del 12,25 %Altri episodi di minore importanza ebbero pure a verificarsi in altri presidi, sia nello stesso anno, sia negli anni successivi. Ma oltre gli episodi suddetti anche la morbosità generale per febbre tifoide ci fornisce dati assai interessanti. Negli ultimi anni i casi di febbre tifoide veri.ficatisi nell'Esercito italiano sono stati i seguenti: {l} 1923 - n. dei casi 664 - pari al 3 per 1000 della.j;forza. ; 1924 » 971 - >> al 4.3 n Yj 1 ;; » 1925 » 584 - >> al 2.55 )) Il 1926 >> 1117 - » al 5 Le cifre percentuali rispetto alla forza, pur essendo approssimative, date le oscillazioni periodiche che subisce il contingente di truppa, possono ritenersi assai vicine al vero, e non sono certo trascurabili, specialmente se messe a confronto con gli anni precedenti alla guerra e con quelli dell'im· mediato dopo guerra. Difatti la morbosità per tifo nell'Esercito italiano dall'inizio del secolo è rappresentata, in proporzione della forza, dalle ci1re seguenti : Morllosltl per febbre tlfolcle nell'Esercito ftaUano. Proporzto1111
ÀJID.1
per 1000 della
forza
1901 1902 1903 1904 1i05 1906 1907 1908 1909 1910 1911 1912 1913
5.2 4 .1 4. 1 4.4 5.1 4 .4 3.1 3.2 1.3
1.9 4
7.1 7.1
NOTE
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Proporzione
perlOOOdella f òri6
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Guerra libioa
191. 1915 19Ht 1917 ,1918 1919 1920 1921 1922 1923 1924 1925 1926
8.5 17.9 12 2.6 1.3 0.2 0.5 2.8 2.7 3 4. 3 2.55 5
NOTE
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Vaccini acquosi
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Lipovaocino
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(l) In aegutto a pltl proolal aooerta.mentl QU«<te oltre diyera1ftoano J.eaoermente da quelleoo• mmililate al Oona-reeao di Gand.
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LA VAOOmAZIONE ANTlTIJ'ICA, ECC,
Da queste cifre appare manifestamente l'effetto notevole che ha àvuto la vaccinazione antitifìca sulla morbosità durante la guerra e nell'immediato dopo guerra. Difatti nel1919 e nel 1920 si è raggiunto il minimo dei casi con una percentuale di 0,2-0.5 per 1000. E questo cioè nel periodo in cui si è praticata la vaccinazione con vaccini in sospensione acquosa. Ma subito dopo, non appena è stato introdotto l'uso.del lipovaccino, cioè nel 19.21, se è avuto un lieve rialzo, che ha tocca.po il massimo nel 1926 in cui 8i è raggiunto il 5 per 1000. Cifra questa assai elevata poichè supera la. media degli anni precedenti alla guerra, non dovendo tener conto dell'an· ment o verificatosi negli anni 1912-1913 e 1914, poicbè in conseguenza della guerra libica si ebbe in questi tre anni un notevole perturbamento nelle condizioni igieniche della truppa per effetto della permanenza in Oolon.ia. Tale cifra è ancor più imponente se si tien conto delle migliorate condi.zioni igieniche generali, sia dell'E sercito come della popolazione civile, le quali indubbiamen te hanno avvantaggiato lo. stato sanitario delle troppe. Ed è pure interessante a questo riguardo il confronto con i dati della :popolazione civile, nella quale durante il periodo corrispondente a quello sopra indicato si è avuto il seguente numero dei casi di febbre tifoide: . Morboslfà ,er febbre tlfofde fra la popolazione dvlle del Regno.
Il
l
.Almi
Numero totAle del eMi
1901
39313
1914
29141
1902
39001
1915
35798·
1903
43849
1916
44812
1904
45768 45699
1917
37150
1918
35758
44799
1919
23400
34647
1920
32487
1908 1909
31365
1921
35527
34969
1922
25316
1910
33643
1923
25355
1911
37474
1924
1912
30558 34119
192n
24454 23989
1926
35906
1905
1906 1907
1913
Anni
Numero totale del cast
..
La media. quindi della morbosità fra la popolazione civile non ha mai superato 1'1.5 per 1000 e negli ultimi anni si è mantenuta anche al disotto' dell'uno per 1000, tenuto conto che la popolazione del Regno è andata continuamente crescendo da 32.500.000 che era. nel 1901 a cirC'.a 40.000.000.
642
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LA VAOOINA.ZION'i-; AN'l'tTmCA. ECC.
Confrontando poi queste ultime cifre con quelle dell'Esercito si vede cbe sebbene anche fra la popolazione civile nel1926 il numero dei casi sia stato superiore a quello degli a.nni precedenti, pur tuttavia non ha. raggiunto una cifra eccezionale. Per conseguenza l'aumento veriftcatosi nell'Esercito non corrisponde ad un proporzionale aumento nel numero dei casi fra la popolazione civile. Indubbiamente quindi, dal confronto fra il periodo della vaccinazione con vaccini in sospensione acquòsa e quello con illipovaooino, risulta che la morbosità durante l'uso di quest'ultimo è stata assai superiore, fino a raggiungere le cifre del periodo prevaccinale. Evidentemente però non è solo il dato della morbosità che può farci giudicare dell'efficacia vaccinale in genere, in quanto occorre tener conto anche della mortalità, sebbene su questo punto, nel caso della vaccinazione antitiftca, le opinioni non sieno concordi, essendovi chi ritiene che la mortalità sia poco influenzata dalla profilassi vaccinica, altri invece ch.e lo sia notevol,rnente. Per quanto riguarda la letalità. per tifo, non sono ancora noti i dati completi degli ultimi anni, quindi non è possibile una precisa valutazione. In. ogni modo però le cifre riferite a proposito dei due episodi epidemici di Oamerino e-di Torino ci forniscono una percentuale del 14.3 e 12.25 p&r 100 ; che per la iniezione tifoidea deve ritenersi non bassa, dato che la letalità media per tifo degli eserciti in tempo di pace si aggira intorno al 12 per 100. Riunendo quindi le osservazioni fatte in occasione dei vari episodi ed il numero di questi, nonchè i dati statistici generali sulla morbilità, si può affermare che l'uso dell'eccipiente oleoso per la preparazione del vaccino antitiftco, non ha dato risultati troppo favorevoli al riguardo dell'efficacia immunitaria. Purtuttavia ciò non inftrma il concetto generale dell'efficacia della vaccinazione antitiftca, cbe, come abbiamo detto, è stata ben dimostrato dalla esperienza della guerra. Vi è poi da chiedersi so il van~aggio dovuto alla mancanza di reazioni generali dopo la iniezione di Jipovaccino sia un indice favorevole nei riguardi della efficacia immunitaria. Anche le reazioni umorali (agglutinazioni, etc.) non possono darci indica~ioni precise al riguardo dell'efficacia i.lllmunitaria, poichè non bisogna sopra-valutare nemmeno l'importanza delle hatteriolisine, dato che i bacilli tiftci possono vivere nel sangue anch-e quando esse vi si trovano in abbondanza (recidive con un forte potere battericida del siero) e viceversa l'immunità persiste anche quando le batteriolisina sono scomparse. E potrebbe a questo proposito citarsi pure l'ipotesi, affacciata da qualche autore, cioè che il potere battericida del siero tanto nell'uomo come negli animali, è una proprietà dei sieri normalo mentre i sieri di individui vaccinati o guariti sarebbero sprovvisti affatt-o, <1 i batteriolisina (! ). Questo basta per confermare che le ricerche degli anticorpi non sono un. indice sicuro per l'accertamento dell'efficacia immunizzante di un vac· cino, dato che l'immunità, sebbene sia in parte legata ad alcuni anticorpi, è d'altro canto in massima parte connessa a modi.fi.cazioni cellulari, e sopratutto a quelle del sistema reticolo-endoteliale. Perciò, come nel campo della clinica l'esame dell'ammalato deve sopra tutto guidarci per la dia ·
SD DI UN NUOVO INDICATORE CHIMICO
643
.gnosi, cosl in quello dell' igiene il criterio fondamentale deve basarsi sui -dati epidemiologici, i quali nel caso speciale, debbono farci giudicare con
molta prudenza della efficaèia del ·lipovaccino. · Ma una riserva è·doverosa, cioè la possibilità cb e i risultati poco favorevoli finora ottenuti siano da attribuirsi alla qualità dell'eccipiente ()}eoso usato ed anche all'impurità di questo, in quanto che è lecito anche .sospettare che gli ascessi e le reazioni fibrose (vaselinomi) provocati dall'olio di vaselina abbiano disturbato il processo immunitario. ·Induce a tale sospetto il fatto che nell'anno 1926 in cui si e avuto nn maggior numero di reazioni locali la morbosità. per febbre tifoide è stata superiore a -quella degli anni precedenti. Concludendo quindi, l'efficacia i.mmunitaria del lipovaccino è risul. tata fin qui assai dubbia, in confronto della esperienza fatta con i vaccini -.acquosi, ma giova fare opportune riserve per quauto riguarda la' natlll'a :dell'eccipiente utilizzato. E poicbè da quest 'anno · è stato 'introdotto riel nostro Esercito un nuovo tipo di lipovaccino ad eccipiente oleoso vegetale, eliminando coslla causa perturbatrice rappresentata dall'olio di vasefina, potremo avere, d'ora innanzi, un criterio decisivo a riguardo degli eccipienti oleosi in · genere, seguendo scrupolosamente i dati epidemiologici ·e paragonandoli con ·quelli fin qui ottenuti.
OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI BARI Direttore : oolonnello medico prof. A. BucCIA.NTE
SU DI UN NUOVO INDICATORE CHIMICO per il dott. VIto Savino, maggiore ohimioo-farmacista.
Fin dal IV secolo a. O., sia dai popoli egizi che dai greci e romani, era -conosciuta una sostanza colorante che essi traevano da certi esemplari di
licheni (della specie di Roccella, Le-canora, Ocbrolechia, Variolaria, ecc.) una sostanza rossa che probabilmente usavano come cosmetico e che chia· · mavano pm-pora di .A:morgos. I tintori Fiorentini, che erano tanto famosi, quanto nobili innovatori -dell'arte tintoria, tingevano le stoffe col colorante rosso, violetto o azzurro di uno di questi licheni che chiamarono Oricello dalla celebre famiglia Ruccellai e Oricellari. E cosi l'impiego di questi coloranti continuò nel medio-evo fino ai no~tri giorni. La storia invero non ci dice se dai primordi della civiltà i suddetti licheni esistevano nei nostri luoghi ; si legge soltanto che nel medioevo solo nella Svezia e Norvegia si cominciò ad avere la preparazione accurata di questo colorante che va sotto il nome di L accamuffa. È fuori di -dubbio però che nelle nostre parti non sono mai esistiti simili esemplari di
SU DI UN NUOVO INDICATORE OHDIIOO
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licheni e che quindi gli antichi popoli importavano il colorante, come si importa. tùttora., certamente con delle spese rilevanti. Ora, questi licheni ci vengono importati dalla lontana. Scandina.via.t da.ll'Ola.nda, dalle Azzorre, dalle Canarie, e specie da. Ceyland e dalle Indiet da.ll'Africa. Orientale ed Occidentale e da.ll'America·centrale e meridiona.let assai meno dal Mediterraneo . L'antico processo estrattivo usato nella Scandinavia. consisteva nel fare fermentare i licheni con urina. putrefatta. che, come si vede bene, svolgendo NH3 colorava i licheni in bleu-azzurro. Ora invece si fanno fermentare con (NH. )1C08 e K 2C08 • Dopo f~rmentazione tutta. la. massa. viene messa. in stampi e venduta in commercio in pani o tavolette. Dopo aver conosciuto le proprietà di questo colorante, che con acidi o sali acidi si colora in rosso e quindi con alcali di nuovo in azzurro, comin· cia.rono gli studiosi di tutto il mondo non solo a studia.rne il suo comportamento chimico ma. quanto a volerne fissare la composizione chimica. esatta. Certo si è, conclusero gli studiosi, che doveva trattarsi di unione di composti di natura acida oppure acidi veri e propri, nei quali, pare accertato, debbano esistere dei gruppi fenolici fondamentali. Questi acidi ebbero nome come : Aci~o Leca.norico, Orsellico, Evernico, Eritrico, ecc. La colorazione azzurra che dànno con le basi è dovuta. alla formazione di sali che, stnrdia.ti dal Kane, presero il nome di Azolitmina., Eritrolitmina., Eritroleina, Spaniolitmina, ecc.• ai quali tentò di dare una. formula. chimica. ben definita.. Ecco perchè si ha che questo colorante camaleontico, diciamo cosl, è usato da lungo tempo assai bene non solo nelle determinazioni alca.limetriche ed acidimetriche, ma. quanto per svelare la. natura basica. o acida. di un qualsiasi corpo da esaminare data. pure la. sua grande sensibilità al cambiamento di reazione chimica.. Di qui poi è venuto man mano l'uso delle cartine e della tintura. che servono assai bene nella pratica. analitica.. Orbene, dopo che il tornasole prese larghissimo uso ed impiego nei laboratori chimici~ miria.di di studiosi furono indotti, chi dal tenace studio Ui laboratorio, chi dall'osservazione sperimentale di altri fenomeni consimili, a. cercare di introdurre in commercio altri coloranti che ·potrebbero benissimo se :non sostituire, almeno avere impiego di fianco al tornasole nei laboratori. E cosi fu pure introdotta. la Fenolftaleina che serve molto bene per la. ricerca. degli alcali, colorandosi con essi in viola ; l'arancio di metile per acidi e basi ; il giallo di resorcina ed altri molti che per ora non hanno avuto un largo impiego tale da. sostituire il tornasole. In questi ultimi anni però lo studio dei chimici si è rivolto di più a.lle origini vegetali dei coloranti, poichè è nei vegetali che le sostanze si rinvengono in gran quantità. Al caso sarà, utile che io tratti assai fugacemente della. genesi di questi composti nei vegetali, che tanti anni ha tenuto occupati gli studiosi di tutto il mondo : primierameute si ammise che l'a.ntocia.nina, o sostanza colorante, avesse origine_dalla trasformazione della. clorofilla, la quale nei processi fotosintetici o eliosintetici si trasformava. in antocianina.; ma questa. ipotesi fu del tutto scartat& quando si constatò che nei vegetali, e specie nelle parti fogliM'i o fiora.li, avvenivano dei processi metabolici per cui si aveva la trasforma7.ione o meglio la. neoformazione del colorante o antocia.nina.. Così altri studiosi furono indotti ad ammettere che il generatore di questi
SU DI UN NUOVO INDICATORE CliiMlCO
645
processi chimici di ossidazione e riduzione era sempre la luce solare e specie i raggi ultravioletti, che agendo sui vegetali iniziava questo metabolismo biologico. Anche questa ipotesi iu abbandonata perchè, mentre poteva ammetterai per le parti aeree dei vegetali, non si ammetteva per quelle sotterranee dove la luce solare non arriva e che pure! sono colorate ; ad esempio, i nostri comuni ortaggi con radici a fittoni o tubèri. ~.Ora invece è universalmente ammesso che non è la luce n è la trasformazione della. clorofilla. che ingenera.no i composti antocia.nici,~ ma'. la preesistenza:di corpi speciali detti cromogeni, ossia generatori di colore, che con l'età e lo sviluppo del vegetale si trasformano per mezzo di enzimi o fermenti di ossidazione e riduzione detti ossidasi e riduttasi, in a.ntocianina (1). Gli studi di Willstatter sulla composizione dei cloroplasti hanno certamente ~ pienamente confermato che essi contengono allo stato colloidale quattro pigmenti fondamentali : i due primi in istretta relazione di genesi e di composizione fra loro e così gli altri due. Essi sono: la clorofìlla .A, la clorofilla. B, la Carotina, la Xa.ntofilla. Le prime due colorate in verde sono composti magnesiferi, -di cui è nota la loro costituzione chimica, che non! è qui il caso di parlare e che hanno proprietà chimiche loroyproprie, mentre le altre due poi, una colorata in rosso-arancio e la seconda in giallo,, Bono una. un idrocarburo non saturo della formula: 0 40 H 1141 e si trova principalmente nelle carote e l'altra un prodotto di ossidazione della Carotina della seguente formula: 0 40 H18 0 1 • Un isomero della Carotina è la Licopina materia colorante del pomodoro (Licopersicum esculentu-n~). Da tutto ciò si vede che la genesi del colorante è indipendente da quella delle clorofille che tanto differiscono sia per la composizione chimica che per f loro comportamenti. Ritornando quindi al cromogeno, è interessante vedere come si ingene:rano essi nei vegetali : si è osservato, e giustamente ammesso, che debba esistere una relazione fra i cromogeni, le sostanze tanniche e gli idrati di carbonio, i quali sempre coesistono nello stesso vegetale. Sperimentalmente infatti si è visto che dove in un vegetale si è formata dell'antocianina., preesisteva 'dall'epoca del primo sviluppo la presenza di tannini ; coaicchè, si è detto, i cromogeni non sono altro che uno stadio della trasformazione delle!sosta.nze tanniche, e questa tesi è stlffraga.ta dall'osservazione analitica mediante la quale le a.ntocianine presentano ancora le reazioni dei tannini. D secondo stadio della trasformazione dei cromogeni è il passaggio di questi composti a.ntocianici o per meglio dire la fissazione delle ossidasi sui cromogeni che danno origine a pigmenti a.ntocianici. Cosicchè è ben chiàra la genesi di questi pigmenti, genesi che è diretta si può dire da questi due enzimi fondamentali, ai quali sono affidati dne processi di trasformazione inversi. Iniatti, mentre l'ossidasi accelera il processo colorante, la riduttasi (in un secondo tempo) accelera il processo di scomposizione dal corpo colorante o cianoplasto, come da altri è stato chiamato. Esposta co.sl in breve la genesi dell'antocianina, accennerò per sommi capi qual'è la composizione chimica di essa. Più innanzi ho detto che ai è cercato di dare formule bene appropriate a queste mat-erie coloranti. In (l) Memoria originale del dott. Pot.JTIS . ...ttt·i 18Wu w 8 ot-.nico, Pavia.
6(.6
SU DI UN NUOVO INDICATORE CHIMICO
questi ultimi anni infatti si è riusciti a determinarli esattamente. Dall'Iuta· lisi elementare si vede che essi sono dei ®mposti organici di : Carbonio,
Idrogeno ed Ossigeno e molte volte anche di Azoto. Queste formule corri· spondono esattamente a quelle dei glucosidi ; perciò tutti gli studiosi hanno ammesso ch'essi siano dei veri e propri glucosidi che differi.econo da quelli normali per la loro ricchezza in ossigeno, ammettendo che essi si originano in ambiente più ossidante di quello normale. Questa tesi infatti è stata confermata dalle recenti ricerche di Portheim e Scholl e da quelle di Grafe. Gli studi di Willstatter hanno pienamente confermata tale tesi, cosicchè un lampo di luce è stato gittato ancora una volta dalla chimica agli studi di biologia ; non solo, ma questi studi hanno determinato esattamente la costituzione chimica di questi glucosidi Gli antooiani perciò sono dei glucosidi ternari con carattere fenolico, con carattere basico dovuto all'Ossonio o Ossigeno tetravalente ; perciò le combi'nazioni di essi con gli acidi sono rosse, quelle alcaline sono azzurre. Con gli acidi diluiti al 20 % essi si idrolizzano e dà.nno le antoclanidine a fianco degli idrati di carbonio. I principali antociani osservati e studiati da Willstat ter sono i seguenti :
..UtoolADJdinfl
H 31 O u Cl + + 4H 1 0
Pelargonidina
C 11 H ~ 1 O u Cl + + 2H 1 0
Cianidine C uH 10 0,
C 11 Hu0 1 Cl
C 13 H S$ On Cl + + 6H ~o
Enidina C 11 R te O,
C 11 H 11 0 7 Cl
c
Pelargon.ina
C 11 H 30 0 u
•
Cianine
C 11 H 10 O 11
Clor14ratl
Cloridrati
A Dtoclt.ll l
17
c" H o'
C u H 11 O, Cl
IO
Enina C 13 H_. 0 11
Come si vede, essi hanno avuto nome dalla pianta cni furono estratti. Cosi la Pelargonina dal Pelargoliio, ecc. D più importante di questi autociani è la Enina, materia colorante dell'uva e che si può avere ben cristallizzata. È interessante ora conoscere come è costituita la antooianina ossia conoscere la struttura del protoplasto : al microscopio si vede che esso può essere sciolto nel protoplasma cellulare oppure può esistere sotto forma solida accumulata nelle cellule sottostanti all'epidermide e al parenohima. Nelle forma solida è costituita. da granuli rotondeggianti con scarso nneleo e con un corpo speciale che da Politis è chiamato Cianoplasto, cioè quello che più tardi da.rà origine all'antocianina, ossia in cromògeno.
SU DI UN NUOVO INDICATORE CHIMICO
64.7
Questi cianoplasti ai presentano più o meno intensamente colorati in tur· chino, ravvolti in involucri. All'esame microchimico dànno le seguenti reazioni: con gli acidi si colorano in rosso, con gli alcali in verde giallastro; si decolorano con acqua ossigenata e con anidride solforosa. Poco solubili in acqua fredda, di più nella calda ed in quella acidulata. Tali reazioni però non presenta l'involucro cosicchè si deve ammettere che esso presenti una maggiore resistenza all'azione dei reagenti. Con acido osmico si annerì· scono. Con carbonato ammonico, carbonato potassico, idrato potassico, ammoniaca, si colorano in giallo. eon acetato ferroso e cloruro ferrico diventano azznrro-nemstro. Oon bicromato potassico in soluzione si colorano in bruno rossiooio. Assorbono in poco tempo il bleu di metilene. Da ciò si vede che devesi escludere che l'antocianina abbia un'origine proteica, ma, devesi ammettere per forza, come ho detto precedentemente, che essa abbia siclll'amente natura tannica per il suo speciale comportamento con i sali ferrici, col bicromato potassico e con gli alcali. Dopo aver dato uno sguardo generale troppo fugace sulle sostanze coloranti vegetali e la loro genesi, applicate nella scienza chimica, come indicatori, vengo a parlare su alcune mie esperienze rivolte al contributo di studio su queste speciali sostanze. Qualche volta si è lamentata, nel commercio e nei laboratori chimici la mancanza del tornasole, o lacca~uffa, prodotto come ho detto importato in Italia e che ha un certo valore commerciale. Un problema quindi che si è preaentanto è quello di cercarne la sostituzione con prodotti italiani, e, possibilmente, a buon mercato ed alla portata di tutti. Ecco perchè gli studiosi si son dati a ricercare nella nostra fiora tutti i coloranti che essa ei fornisce e che possono essere adoperati come indicatori. Ma, mentre tutti gli studiosi hanno cercato di estrarre il colorante in questione dalle frutta, dalle foglie e dai petali colorati (citerò come esempio lo studio del collega Marino sui coloranti delle bacche secche ben mature di mirtillo), io invece sono stato tratto dall'osservazione di alcune esperienze da me fatte su alcune radici a fittoni o tuberi colorati di assai largo uso domestico che, a mio parere, hanno coronato i miei modesti sforzi, cosi da essere riuscito nell'intento, non solo di aver trovato un ottimo colorante indicatore, ma quanto di aver avuto dei vantaggi enormi su tutti gli altri metodi per il fatto economico ; poicllè, mentre per prooacciarsi il colorante dalle frutta oecorre anzitutto procacciarsi queste nella stagione adatta e con una certa spesa, il mio colorante invece viene estratto da fittoni di vil prezzo e di ogni stagione e di grandissimo consumo nell'economia domestica : parlo del Ravanello o Ramolaooio domestico (.Rapka,nua satimu L.) e di altre come la carota, la pastinaca, ecc. Orbene il Rafano contiene nelle buccie del suo fittone una materia colorante rossa, colore che rinforzato dagli acidi vira visibilmente, rapidamente ~ nettamente al violetto bruno o al verde con gli alcali. n colorante è di na~um acida e i suoi sali sono verdi, violetti o bruni, secondo le basi e la natura dei veicoli nei quali sono contenuti. Questo colorante permette assai bene la preparazione delle cartine reattive che io ho preparate e dalle quali ho avuto dei risultati soddisfacentissimi. Oome metodo di estrazione ho usato il seguente : Presi all'incirca gr. 150 di bucce Rafano rosso, le ho fatte digerire per 24 ore in 100 cc. di
M8 '
SU DI UN NUOVO INDICATORE OliiHICO
alcool etilico a 95° acidificato con acido acetico. La sostanza colorante Bi è sciolta completamente colorando il liquido in rosso rubino, che, evaporato e portato il suo volume a circa Ya del primitivo, si è più intensamente colorato. Ho diviso il liquido in tre parti : nella prima ho fatto imbevere delle listerelle di carta bibula per parecchie ore. Esse si sono colorate in rosso rosoo; nella seconda, alcalini nata con NH1 , ho fatto imbevere altre list&relle di carta bibula che si son colorate in verde ; la terza parte Pho . precipitata con etere e, lasciata in riposo per 24 ore, ho raccolto (al fondo della bevuta) un estratto fluido e denso colorato in rosso 8Clll'o. Tale estratto, trattato con acido cloridrico diluito, mi ha dato una belHssima polvere p:llcro-cristallina che, al microscopio, mi è apparsa cristallizzata nel BiBtema monometrico o cubico. Per le cartine ho stabilito il limite di sensibilità in tal modo : preparate delle soluzioni rispettivamente N1, N1 , N 10, N100 , N 1000. di idrato sodico, queste, intinte in dette soluzioni, mi hanno dato un graduale viraggio al verde molto marcato ; cosicchè, se queste cartine fossero intinte in soluzioni di colorante molto più concentrata, esse reagirebbero ancora al di là del Nsooo. Uguale risultato mi hanno dato le ca.rtine verdi. Ciò, a mio parere, costituisce un risultato soddisfacentissimo·, potendosi con le mie cartine svelare quantità relativamente troppo piccole di alcali~ di acidi. Le mie cartine inoltre 'si conservano molto bene e non Bi alterano all'aria. Dalla terza parte del liquido, come ho detto, ho potuto facilm~te ottenere il colorante secco, sotto forma cristallina che, a mio parere, potrebbe conservarsi IQolto bene, e all'uopo, essere adoperato nei laboratori o preparando estemporaneamente la tintura alcoolica o idroalcoolica, e da queste preparare le cartine nel modo facile da me seguito. Infatti all'osservazione specifica ~ssa, ripiigliata con acqua ed alcool, dà la reazione caratteristica di indicazione. . Inoltre con l'estratto alcoolico ed acquoso ho fatte delle titolazioni confrontandole con quelle con tornasole. Ho avuto degli ottimi risultati atlalitici. Orbene si vede ben chiara la vasta portata che può avere lo studio di questo colorante quando si pensi che esso può sostituire completamente il tornasole e può essere preparato su vasta scala da chiunque ed ~che estemporaneamente. Il mio colorante inoltre servirebbe molto bene nell'arte tintoria, poichè· ho anche preparate alcune lacche che hanno colorazioni molto vive. L'industria e l'ecenomia Nazionale potrebbero risentirne enormi vantaggi e ancora una volta l'importazione nostra si allegerirebbe di uno degli importanti prodotti scientifici. Fin qui il mio studio che mi riserbo di continuare ed ampliare. Prima di chiudere, annetto a questa mia pubblicazione uno specchietto riassuntivo delle reazioni specifiche del colorante in parola : ·
649
8U DI UN NUOVO INDICATORE OHIMIOO
RAFANO
soluzione alooollca
RAFANO
soluzione acquosa
Acido solforico .
rosso-arancio
rosso-arancio
Acido cloridrico.
rosso-arancio
rosso-arancio
Acido nitrico .
rosso-arancio
rosso-arancio
Acido acetico .
rosso-arancio
rosso-arancio
Acido solforoso .
fò!iSO·àl'àfiCiò
rosso-arancto
P otassa.
giallo-canarino
giallo-verdastro
Soda .
giallo-canarino
gilillo·verdastro
Calce.
verde
verde
Barite •
precip. giallo-verdastro
giallo·verdastro
Ammoniaca,
verde
giallo· verdastro
Acetato Basico di Pb.
precipitato verdastro
precipitato verde
Acetato di Uranile
precip. violaoeo-bruno
Acetato sodico .
viola pallido
viola-pallido
Cloruro stannoao
!'()88()
·roaso
Carbonato ammonico .
verde
verde
Cloruro ferrico •
rosso sangue
roeao sangue
Cloruro di Bario
.
violaceo
violaoeo
Cloruro a\Uioo .
brunaetro
bl'UI1.81$tro
Solfocianato K .•
precipitato verdastro
verde-pallido
Solfato di rame .
viola
viola
Nitrato di argento
precipitato giallastro
viola
Reattivo di Njlander •
precipitato giallo
giallo
Ea:baoh (reattivo) .
giallo-arancio
giallo-arancio
Reattivo di Frodhe.
rosso-arancio
rosso-arancio
Reattivo di Flager •
giallo
giallo
Ree.ttivo di Deriges
~-arancio
rosso -q.rancio
Reattivo di Mandelein
rosso-roseo che per ag· giunta direattivo passa al giallo verdastro
Reattivo di Millon • . .
precipitato rosso-roseo
Re6ttivo di Majer • • Reattivo di Dragendorfl
precipitato rosso·roeeo
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CASUISTICA CLINICA
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OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI FIRENZE direttore : colonnello medico C. P A vu
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REPARTO CHIRURGIA
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MALATriA DI OSGOOD-SCHLATrER
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per il dott. Corndlno Olaeollbe, capitano medico '
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Delle malattie epifisarie ed apofisa.rie dell'epoca della pubertà, che pur presentano un quadro clinico uniforme, un reperto radiografico ben definito e che h anno comuni varie condizioni predisponenti (età, sesso, etc.), l'evoluzione e gli esiti sono ancora assa.i discl188i. ed incerte l'eziologia e la patogenesi. Credo pertanto opportuno ed interessante riferire brevemente su due casi di ·morbo di Osgootl-Schlatter (di cui ho potuto osservare e seguire attentamente il' primo lo scorso anno nella sezione chirurgica del Reparto uffic~ali dell'Ospedale del Célio di Roma ed il secondo in questi ultimi mesi nel Reparto chirurgico dell'Ospedale militare di Firenze), poichè tale malattia, che si riscontra con una certa rarità negli adolescenti, può e deve richiamare - sia pure eccezionalmente - anche l'attenzione del medico militare. } o 0080.- Si tratta. di un allievo del Collegio Militare di Roma, di
Alberto P.
l
'
anni 16,
~oitori viventi sani. Ha una sorella che gode ottima salute. De. bambino ammalò di roea.lia. . Tre anni or sono in seguito a cad uta. ripor tò piccola f. l. c. alla gambe sinistra, che guari senza aletm reliquato dopo· quindici giorni di cura. Nel ge1maio 1926 nel raggiungere il proprio banco di scuola urtò con la gambe. d. (nel terzo superiore) contro lo spigolo di un tavolo. Avverti subito vivo dolore, che scomparve dopo una ventina di giorni, tanto che lo stesso giorno poté partecipare alle esercitazioni di ginnastica. • Dopo qualche giorno però cominciò ad avvertire dolenzia al ginocchio destro che andò alquanto tumefacendosi; facile stanchezza nella deambulazione e nella prolungata. stazione eretta.. Fu pertanto ricoverato in infermeria per circa. due settimane (dal 14 al 29 marzo). . Entx·a in Ospedale - Se.,ion e chirurgica d el Reparto ufficiali -l'Il aprile 1926, accusando dolorabilità in corrispondenza della tuberositè. della tibia ;.dolorabilità esa.cerlmn tesi notevolmente nei movimenti del ginocchio, che riescono difficolt-osi. Esame obbietti·vo. -Costituzione scheletrica regolare. Colorito un po' pallido d ella cute e delle mucose vis ibili. Stato di nutrìzione discreto. All'esame metodico degli organi torneo - addominali non si rileva nulla di notevole. n ginocchio destro è lie vemente tumefatto. Cute sovrastante di aspetto
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ll.ALAT'l'IA DI OSOOOD-SCHLATTE.B.
~- l. -
..UUeTo Alberto P. - atnooohlo destro (16 aprUe 11126)
•
(prima della oora)
J'lc. 2. - AllieTo Alberto P. - atnooohlo Biulstro (15 aprUe lllli8) ''
· ' (prima della oora)
l·
MALA.Trl:A DI OSGOOD-9C HLA'1'TEB.
:n.. a.: - .Allln'O Alberto P.- ctnooohto destro (Il mqalo 102'7)
l'Sa. 4. - .AlUAITo Alberto P . - alDooohJo aln18tro (Il ~ 1t2T)
MALATTIA DI OSGOOD-SCIILATTER
(153
normale ; non prEsenta mc ùifh azicni tf I miche a l t n tto. A Ila: palpazione crociata rilevasi medica fluttuazi cr.e. la prc~~icne sulla tubercsità anteriore della tibia, che appare rilevata, provoca dolornbilità.. I movimenti, sia attivi che paSRivi, so.u o abbastanza ampi; alquanto limitata la flessione. Lievissima ipotrofia dei muscoli della coscia e del polpaccio. Nulla di notevole si rileva a carico dell'arto inferiore di sinistra. Reazione di Wassermann (9- V- '26): negativa. Cutireazione con tubncolina di K och : negativa. L'esame radiografico (Maggiore medico Coglia t i - Dezza) praticato il 15 aprile 1926 fa rilevare : A destra (fig. l). - In corrispondEnza dell'inserzione del tendine rotuleo si nota un nucleo di tessuto osseo, ovoidale, del n:aggiox· diametro di cm. w1o, in· dipenden te, costituito da trabecolature più fitte nella sna. po1'2ione antero- SU· periore, delimitante una. lacut)a nt'lla porzione infuiore e posteriore. Nella zona . circostante della metafisi Sltperiore della tibia, cioè al davanti ed al disotto della cartilagine di coniugazionE>; J'architettt1ra. ossea, è irregolare e si presenta costi· tuita da alcuni piccoli nuclei, gtobosi, ravvicinati, che risaltano in modo evidente dall'osso circostante. · A &ini8tra (fig. 2). - Sono bcno evidenti due nucici O$SCi in corrispondenza del punto di inserzione del tendine rotuleo, dei quali il superiore, più piccolo e globoso, pur essendo bene individuauzzabile, è in inm1ediat.a contiguità. con il tessuto metafisario e l'inferiore, più grande ed o\·oida.le, è costituito da trabecola.ture aventi differente grado di ossificazione e circondato da una zona di rarefazione ossea nel teSSllto met.afisario. In tut.t.e le ossa, che costituiscono l'orticolazione dE'l ginocchio di ambo i lati, sono ancora evidenti le cartilagini eli coniugazione e le epifisi non hanno ancora raggiunto il completo sviluppo osseo. n paziente, tenuto in riposo a letto, \·t>nne subito sottoposto a curo ricostituenti. n 26 aprile venne applicato w1 apparecchio gessato alla radice d ella coscia d el piede , con staffa per la deambulazione . Dopo circa un mt>se l'apparecchio venne rimosso. La rilevatez7..a. in corrispondenza dE>lla tuberosità. della tibia era alquanto diminuita e la pressione meno do lorosa. Ma!=<soterapia del quadricipite per cjrca due settiman<>; indi applicazione di un altro apparcce:hio g(•ssato, fatto tenere per circa un mese. Alla rimozione del St'condo apparecchio si notò che la. tumefazione in corri· sponden1.a della tuberosità della tibia era notevolll\enw diminuita e pressochè indolente, tanto che nel· luglio l'allievo potè lasciare l'Ospedale con 60 giorni di licenza. di convalescenZtl., trnscorsa in loct1lità marina, doYo il paziente si sottopose alle sa.bbia.ture ed alla aerocliotorapia. . n paziente è andato progressivamente migliorando, tanto che in novembre è tornato in convitto (Collegio militare eli Kapoli) e -come risulta dt~ inionna· zioni assunte- ha potuto regolannrnte frequentare per tutto l'anno scolastico le lezioni e partecipare alle t>sorcitnzioni ginnastiche. Nelle radiografie eseguite gentilmente dal maggiore medicoVassalti presso l'Ospedale Militare di Napoli t\ distanza di ol tre un fumo (31 maggio c. a.) !1i con· stata che i nuclei ossei precedentemente riscontrati in corrispomlcnza dell'inser· zione del tendine rotuleo sono totalmente scomparsi e sostittùti da. un tessuto osset> a trabecolatura. regolare, che, mentre a d estra costituisce un'unica emergenza continuantesi regolannente col profilo ti)>iale (fig. 3), o. sinistra. inYece (fig. 4) as· swne la forma <li una espansione ossea a mo' di rost.ro, la quale con la sua base corrisponde alla cartilagine epifisarin ed in basso è tutta inte rrotta, non es.-sendo ancora avvenuto il completo ·saldameuto con il tessuto osseo della cresta tibialt•. 2o. caso.- Alfonso P., 7." compagnia sussistenza. Anni 20, contadino, da. Acquasparta (Terni)- Entra in Ospedale il 25 luglio c. a . pE"r eR..c;ere sott<>posto ad intervento chirurgico per un tunwre alla regione piantare sinistro. Pad1·e soiferente da tre anni di infermità mentale, che il P. non sa ben<' d<.>finirc . .Madre 2. - Giornale di mw.cin11 militare - Fnsc. 'X.
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.11."-LATTIA DI OSG::>OD-SC.EILATTE:R
affetta da epilessia. Non ha ne' fratelli ne' sorelle. Nato a. termine, ebbe allattamento materno. Deambulazione all'età. di tre anni. · A dieci anni, in seguito a caduta. da cavallo, riportò frattura della gamba destra. Va soggetto frequentemente a tonsillite, con elevazioni termiche notevoli. Ciro& due anni or sono batt.é con il ginocchio sinistro contro lo stipite d 'una porta. Non avverti, all'infuori di lieve e fuga~ dolombilità, alcun disturbo. Dopo aualche tempo però notò una. tumefazione indolente e stazionaria. in corrispondenza del tubercolo tibiale anteriore di sinistra. Ha potut-o peraltro attendere, regolarmente e sempre, alle sue abituali occupazioni. Da un anno ha notato una. tumefazione alquanto d olente alla. regione plantare sinistra; tumefazione che si è notevolmente accresciuta in quest'ultimo mese, tanto da d.i sturbare &SS3i la dsambula.zione . Gli riesce molesto anche l'uso della. calzatura. Esame obbiettivo.- Stato di nutrizione e s~nguilìcaziono buono. Nulla a carico degli organi tora.co - o.ddnminali -Cifosi arrotondata dorao-lornbare. Non scoliosi. Non deformazioni tora.ciche. Non dolori spontanei nè provocati con la pressione metodica esercitata sulle apofisi spinose, sulle lamine, sulle apofisi trasverse. Rilevatezza bene appariscente della tuberosità anteriore dell& tibia. sinistra. (fig. 5); indolente, non mobile alla pressione portata in tutti i sen.si.Motilità del ginocchio ampia. Nella. r~gione piantare sinistra si nota una tumefazione della grandezza di un uovo eli piccione ricoperta da cute di aspetto normale, fissa sui piani sottostanti, di consistenza dlll'o-fibrosa, discre tamente dole.n te alla pressione. La. deambulazione, a causa di detta tums(azione, si c ornpi3 m'lle e riesc3 d olorosa. Reazione di W a9serm:mn.- Negativa. Cutireazione con tubercolina di K ?ch: lievemsnt3 positiva. E~Same radiogra{ùxJ (27 · VIT · 927) -Maggiora medico d:>tt. Crd8p3llani : A B'inistra (fig. 6).- La tuberosità tibiale si presenta costituita da due nuclei distinti ; uno superiore, impiantato sulla. metafisi tibiale con una base ri· stretta <El che si espande superficialmente a capp3llo di fungo ; un altro inferiore nettamente distinto, a larga base d'impianto ed avente profilo triangolare. La loro architettura è irregolare a. zone e tra.becolature aventi differente grado di calcificazione, la. quale è più intensa. in corrispondenza delle superfici d ei due nuclei, che si trovano affrontate. n~ ,. A dutra (fig. 7). -Un unico nucleo quasi completamente saldato con ìl restante osso tibiale, del quale pera.ltro è possibile individuarlo per una linea di dema.l'CD.zione costituita da un diradamento trabecolare. Tale nucleo present.a però una fitta. tmbecolatura omogenea.. Viene subito applicato un apparecchio gessato. n 30 luglio in anestesia. locale n ovocaioica. viene asportato il tumore (opera il capitano Giacobbe). Decorso normale. Guarigione per pr.imam. n tumore presenta la Struttura di un (/))roma fascicolato, ricchissimo di OU· clei. In alcuni punti tale ricchezza nucleare è eccessiva. e congiunta. ad imma.tu· rità degli elementi, tra i quali è interposta scarsissima sostanza interstiziale a carattere precolla.geno. Caratteristico è il polimorfismo nucleare, con nuclei ovali, fusa. ti & anche rotondeggianti di varie dimensioni, taluni addirittura molto grandi. Tali ca:ratteri depongono infatti per l'accrescimento rapido assunto dal tumore in questi ultimi tempi ed altresl per una iniziata trasformazione se.roomatosa. Dopo circa un mese viene rimosso l'apparecchio gessato. La rilevatezza a carico della tuberosità della. tibia. sinistra è meno accentuata.La pressione in cor· rispood.en~ di essa non riesce d olorosa. IJ& cicatrice operatoria è ben oorutc.lidata, indolente'. La deambulazione lli compie bene. TI P. sottoposto a. cure ricostituenti ne ha tratto notevole giovamento nelle condizioni generali. .
Nel primo caso, che succintamente ho riferito, il quadro sintomatico presentato dal giovane sedicenne, la comparsa dei disturbi ai due
:.'IIALATTIA DI OSGOOD- SCJILA'ITER
Fig. 5. -
Soldato A.lfomo P. -gamba s1nlstra
~·
:s'li. 6. - Soldato AlfoDllo P. - ginocchio slnlstro
F!g. 7. -Soldato Alfonso P. - glnoocblo destro
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li .U •.\T1'1A D I OS GOOO- Sl' l:l LATn:H
lati, il reperto radiogralìco, il decorso stesso dell'affezione non lasciano dubbio alcuno che trattnsi di mo1·bo <li Osgood-Sc1tlatter. Ed in tale entità nosologica è inqnadrato anche H secondo caso descritto- ..:11 d·i O. S. tardivo - e per In estrinsecazione clinica e per il reperto radiografico della affezione. Osgood di .Boston per il primo descrisse Jiuo dal 1903 dieci casi interessanti di lesioni in adolescenti a carico del tubercolo anteriore della. tibia. In seguito Scbla.tter di Berlino pubblicò ulteriori osservazioni, seguito da molt.i altri autori, i quali hanno molto discusso circa l'etiologia e la patogenesi della malattia; stessa. Caratteristica nella malattia di Osgood-8chlatter, che colpisce i fanciulli nella seconda injan~ia, più frequentemente a 12-16 anni, è una alterazione a carico della tt~bcrosità anterim·e della tibia, che si manifesta con inizio subdolo, in pieno benesser~ o consecutivamente ad llD trauma ancl•e lieve. Con grande frequenza l'affezione è bilate-rale e colpisce esclusivamente i maschi (in l'apporto con i loro giuochi sportivi- joot-balZ, specialmente - ed agli esercizi ginnastici in genere). Ed infatti uci primi dieci casi descritti dn o~good. tratta i di tut-ti maRchi. Ollerenshaw però (Britisb 1\fedic::.J .Tonrn:ù, n . ~~86 dt>l 21 novembre 1925) fa rilevare che su 32 rasi orcorsi alla sua osRervazione in hen 19 tratt~vasi di fanciulle. La malattia si manifest-a con tume-fazione e dolenzia, spontanea o provocata, in COITispondenza della tuberosità della tibia. Talora rilevasi modico gonfiore ed arra :samento delle parti molli sovrastanti. L'element-o dolore, scomparsi i periodi di maggiore es:werba.zione, è modico e permette facilmente ai fanciulli di continuare a camminare, pur mostrando talvolta un lieve impaccio nella. deambulazione. La malattia ba decorso benigno, senza cotn})licazioni e tende anche spontaneamente alla guarigione. D morbo di Osgood-Schlatter è un 'entità a sè, clte va. nettamente distinta dai bruschl distacchi totali o frammentari del nucleo della t.uberosità. anteriore della tjbia, dovuti ::. traumi od a violente contrazioni muscolari. Per una e-sa.tta interpretazione dell'affezione è opportuno ricordare fugacemente come si evolva il normale processo di ossifica,zione della tuberosità anteriore deUa t ibia. L'estremità superiore della tibia si sviluppa da due punti di ossifìcazione ; un punto principale che appa.r e alla nascita; un punto accessorio per la tuberosità. anteriore, il quale si manifesta solo fra i 12 ed i 14 anni e si salda in seguito col punto principale. L'epifisi si riunisce al corpo dell'osso dai 18 ai 20 anni (Testut-Jacob), più precocemente nelle femmine che nei maschi. Il nucleo di formazionE> acces:;oria presenta uno o due punti distinti di ossifìcazione: per cui anrho normalmente nelle radiografie del ginocchio (proiezione .laterale) possiamo o. servare due isolette distinte di tessuto osseo, che non debbono quiodi essere intorpreta.tQ como segno di frattura. L'esame r adiografico è in questa maJattia di una si grande importazione da 11rq uis tare il significato di una vera radiobiQpsia. Si nota infatti «che il nucleo della tuberosità anteriore si presenta sfumato ed irregolare noi suoi cont orni, e, quel che pitì conta, si osser va che la trabecolatu.ra
:MALATTU DI OSGOOD - :'CUI,ATTr: R
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interna di quest-a apofisi si presenta rarefat,t.a con zone lactmari più chiare e con altre molto opache, per anormale addensamento di sali calcarei, per modo che nei casi più tipici si scorgono multiple isolette di tessuto osseo assieme conglobate » (Bertolotti- Trattato di diagnostica radiologica. S. I. R . M. - Taddei - Ferrara). IA! ipot~si circa la natnra. delb malattia sono varie. Oitgood e Schlatter so~tengouo una causa traumatica- talvolta così lieve da pll.ssare inot~ servata- che determina frattura. parziale della tn bero!lità, specialmente dell'apice. Ollerenshaw nei 32 casi che riferi:>ce in « British Mediéal JoW'nal » del novembre 1925, occorsi alla sua osservazione, ammette per tutti l'origine traumatica. P~r J'Ollereu~baw la malattia di Osgood-Schlatter corrisponde negli adolet~cent.i a quello che è la frattma della rotula. negli a~ulti determinata da Ulla violenta di~:t~n:sione 1el quadt·i<;JpjtQ contratt.o. . L'impotenza funzionale, che è la caratteri..:jt.ica. delle frattlU'e, è ap}lena accennata in rpresta aiTezione. Fl ciò possiamo .>piegarci, riferendo<>i alle t!S~ienze di ÙSI.S(..od, che dimostrano com.' la tuberosità della tibia, distaccata. con nn colpo di scalpello, non subisce sposta.menti di sorta nei movimenti del ginocchio, poichè è mantenuta in situ dal legamento rotuleo. ~1a, se per un numero mini1uo di casi possiamo riferire esclusivamente ad un trauma violento il distacco pa.rziale di una tuberosità sana, non possiamo però spiegarci come nel maggior numero dei casi una semplice contrazione del quadricipite, non avvertita dal paziente, determini la malattia. .Altri autori, i francesi specialmeute, sono per la. natura infiammatoria (periosta.le e osteocondrale), contro cui p~rò parlano, oltre alla frequente ' bilateralità dei disturbi. anche lo stesso decorso dell'affezione e la negatività. del reperto. Il Fromme riconosce nella malattia una rachitide tardiva. Il Delitala (Ohiru.rg•ia degli organ·i dei mo~;i me nti, Vol. IX. fase. 39) descrive un caso in cui la malattia è dimostrata come manifestazione eredoluetica. Anardi (Società, Merlico-chirurgica lli Pav·ia., seduta del 18 febbraio 1927) illustra un caso di distacco della tuberosità anteriore della tibia destra, in cui ritiene - per le modifìca.zioni strutturali e per il reperto radiografico di una sella turcica piccola- che la patogenesi della affezione debba riferirsi a disturbi endocrini (vedi Ri·nas('cnza merlica, 1927). Nel nostro primo caso potremmo invocare il t.rauma quale i~gent-e dell' affezione a carico della tuberosità tibiale dest.ra. Per l'altro lato però la malattia. si è iniziata senza tra.u matismo di sorta, è t.rascor~n. complet.amente inavvertita dal paziente e si è rileva ta a-ll'osservazione solo a-ttraverso l'esame ra,diografiro. D pa7iE'nte- il cui ~?:entilizio è immune - è giovane di costituzione schP-letrica regolare, non presenta segni di r achitismo nè di eredolue, non ha. sofferto- :all'infuori di rosolia all'età di t.re anni- di malattie degne di nota. Dobbiamo quindi ammettere una c1.eficienza nello sviluppo e quindi nella strnttW'a della tuberosità. tibiale- e di ciò spechLlmente fa fede il reperto radiografico a carico della tibia di sinistra, che ci fa rileva,re
.'lL\LA't'l'tA DI OSOOOD- SC IIl..ATTER
(fig. 4) come persista ancora un ritardo nel saldamento della tuberosità..
n trauma si è sovrapposto eome causa occasionale «sopra. un terreno predisposto da un normale processo dell'ossi.tìcazione complementare». Nel s~condo caso trattasi di un giovane ventenne, tarato indubbiamente di ra-cbitide (deamblùa.zione all'età di tre anni ; gibbosità. dorsolombare) in cui il trauma, agendo su una tnberosità tibiale deficiente ha ·potuto quindi facilmente dare origine alla malattia. La malattia, come si è detto innanzi, ha, un decorso benigno e tende · anche spontaneamente alla guarigione, che è notevolmente favorita dal riposo dell'articolazione e dalla immobilizzazione in appareoohio gessato modellato, cui seguiranno massaggi del quadricipite e prudenti movimenti di flessione del ginocchio. All'intervento cruento- fissazione della tuberosità. alla diafisi (Solieri- Soule) o estirpazione della, t uberosità malata (Altschnll, Matsuoka, Rieder)- si ricorrerà solo eccezionalmente, qua.ndo saranno stati tentati invano gli altri metodi di cura. Mi fu guida in questo lavoro il colonnello medico prof. F. Caccia, al quale ancora una volta sento il dovere di manifestare tutto il mio animo grato. BIBLIOGRAFIA. AGRIFOGLIO :M.- Sulla
malattia di Osgood·Schlatter. Chirurgia degli organi di movi·mento, giugno 1927, pa.g. 375. ANARDI. - Sul distacco della tuberosità tibiale anteriore. Società medico·chif'twgica di Pat>ia, 18 febbraio 1927. . BASSETI'A. - Sulla malattia di Schlatter. Chirurgia degli organi di movimento, voL VII, ottobre 1923. BERTOLOTTI. - Trattato di diagnostica. radiologica. • S. I. R. M., Taddei, Fer· rara ». CosTA.- La malattia di Schlatter-Osgood. ll Policlinico, Sezione chirurgùa, 1916, fascicolo 7. 0 • DELITALA. Sui rapporti tra malattia di Osgood-Schlatter ed eredolue. Chirurgia degli organi di m()l)imento, vol. IX, maggio 1925. PELs. - Arch. f. Klin. Ohir .. voL 129, fascicolo 3.0 • LANOE. - Pari8 CM.rurgical, aprile 1924. LANOE E MouCRET. - Soc. de M édec. de PariB, febbraio 1921. LoLLINI. - Contributo alla malattia di 0 -S. Policlinico, vol. XXIV. MArnoLDI. - Contributo alla caaistica radiologica. delle alterazioru ossee del gi· nocchio. Ohirwrgia deglti organi di movime?lto, vol. IX, maggio 1926. NASCI B. - Contributo alla conoscenza delle varietà di frattura dell'epifisi prossimale della. tibia. Il Policù~nico, sez. Pratica., 1926, fascicolo 28. 0 • Mn.A.Nr. - Due casi di malattia. di Osgood.Schlatter. Radiologia Medica, 1915. MULLER. - Beitréige z. Klin. Chir. OLLERENSllAW.- Osservazioni sulla. malattia. di Osgood-Schlatter. British Me.dical Jourrwl, n. 3386, 21 novembre 1925. OsGoon. - Lesion of tbe tibia. tubercle. B08Wn med. a . Surgical Joumal, 1903. PIEIU. - Sulla malattia di O·S. Rivi.sta O.spedaliera, vol. 2. 0 , 1912. SCRLATTER.- • Buns' Beitriige », Bd. LIV. SoLIERI. - Sulla cura operatoria della malattia di 0-S. Chirurgia degli organi ài movimento, vol. IV. TESTUT·J ACOB.- Trattato di Anatomia topografìca. • U. T. E. T. ~.
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MEDICINA LEGALE MILITARE DECISIONI DI MASSIMA C O LLE GIO ?>I E DJCO-LE GAL E
Emiplegia deslra da emorragia capsulare
Il Collegio medico-legale, in una delle sue ordinarie sedute, per ordine del Ministero della Guerra, ba dovuto prendere in esame i documenti che riguardavano il sig. :K. N'., comandante di un reggimento, allo scopo di dare il suo parere sulla dipendenza da causa unica diretta ed immediata di servizio dell'emiplegia destra da emorragia capsulare, della quale l 'ufficiale era affetto, e per la quale da tempo era stato collocato in aspettativa. Da un accurato esame di t utte le testimonianze scritte, risultava che il paziente aveva 53 anni di età, qua.ndo fu colto dall 'insulto apoplettico, preceduto da intensa cefalea., dopo essere stato esposto per lunghe ore, a causa di servizio, ai raggi cocenti del sole. Risultava inoltre che egli non era afietto da diatesi artritica, che non aveva maj abusato di bevande alcooliche, non si era mai contagiato di sifilide, che non aveva sofferto malattie infettive, che non era andato soggetto ad intossicazioni endogene ed esogene appa.r enti in tutta la sua, vita.. Inoltre rendevasi chiaro che in 35 anni di carriera. egli era stato sempre un ufficiale zelantissimo, che in ogni circostanza, di pace e di guerra, era stato prodigo di sè stesso, e che nessuna. fatica e nessun pericolo, lo aveva mai arrest ato e t rattenuto dal compiere il proprio dovere. Principalmente fu documentato che nell'anno 1906, essendo in servizio d 'ordine pubblico, riportò grave commozione cerebrale e distacco retinico, a sinistra, per un violento colpo di pietra; e, che durante la recente guerra, nel compimento dei suoi doveri di comanda.nte di Corpo, ebbe a soffrire di un' altra commozione cerebrale, per aver battuto fortemente la sommità del capo, contro la volta di una grotta, producendosi anche una larga ferita lacero-contusa delle parti molli. Altri cinque traumatismi gravi, l 'ufficiale in pa1·ola, ebbe a so:ffrù:e, durante la sua lunga carriera milit are. Dopo a'•er preso cognlziNù di questi dati di fatto, il Colle1,rio medico· legale non ha, esitato a convenire che, in generale, si debba considerare l'ar· teriosclerosi come la risultante di quelle influenze patologiche che agiscono durant~ la vita, che a.nzi sono insite nella vita stessa ; e che quindi es~a si trova, quasi per necessità! in t utte le personf> ('be banno raggiunto ù var· cato un certo numero di a.nni. È per questo, che nei vecchi è piuttosto fre· quente l 'apoplessia cerebrale, la quale, come ognuno sa, è la conseguenza dell'arterioscleroRi, nella sua forma aneurismaticamigliare. Queste influenze patolo~~he, si ritiene cb ~ siano costih1ite, in primo tempo, da agenti tossici (alimentari, diatesici, surrenali, collcs terinici, infettivi, strapazzo fisico, pinmbo, t:1'tlacco), i quali l·:dono le pareti vac;ali; ed in seconrlo t.empo,da!l 'iport.ension~ va!!ale, donlt'\ all'aumentata fnnzione cardiaca compensativ~, la quale, a sua volta! aggzava. In stato delle paret.i dci vasi. Se ·dunque
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llEDIOI""A LEGALE :lULITARE
questo concetto eziologico e patogenetico ave~~c;e valore di legge assoluta. non si potrebbe che dart\ parere sfavorevole sulla questione della dipendenza da causa di "ervi7.io della infermità., che ha colpito l'ufficiale di cui si tratta. :Mu il Collegio medico-legale ha riflettuto, che sarebbe in grave errortl chi ritene se che spetta unicamente agli agenti di natura chimica, il potere di ledere in primo tempo le pareti vasalii pcrchè un grande valore bisogna attribuire anche alle cause meccaniche. Sono esse di fatto che deoorminano l'arteriosclero!!i della femorale e della tibiale negli operai che molto si sono affaticati con gli ar t i inferiori i o l'arteriosclerosi dell'omerale e della cubit ale nelle liwandaie, le quaH, per il loro mestiere, molto devono adoperare gli arti superiori, e la sclerosi delle arterie sottomesse a pressioni ripetute; e quella delle arterie, che per essere situat.e subito sopra. un'articolazione, sono costantemente st.irate nei movimenti di flessione e di estensiont\ dell'ar to. Una terza cau~a poi, di non dubbio valore per questa malattia, deve essere cercata, nel sistema ne1·voso, porchè cou la sua alterata azione t roflca sui vasi. e"~o disturba la loro nutrizione, e può provocarne la degenerazione e la sclerosi. Sono noti di fatto i casi di arteriosclerosi localizzata. ~ulla fac. ciale, o stùl 'omeralo o nella. femorale per neurite rispettivamente del trigemino, del }>lesso hrachia1e o dell'ischiatico i ed è stata dimostrata, in casi di lesioni unilaterali del cervello, una arterite che si è sviluppata dal lato in ctù si sono prodotti i disturbi vn-somotori. tn qnesta. maniera. viene spie~ata l'arteriosclerosi unicamente o prevalentemente cerebrale degli intallf'ttunli. È amme so eeneralmente che l'arteriosclerosi determinata dall'alterazione del sistema · nervoso non è diffusa, ma localizzata. nel terri· torio che è s tato colpito. Applicando ora queste nozioni al caso in esame, il Collegio medico· legale ba riconosciuto che in sostanza, mentre non si potrebbero invocare che in modo generico e come presunzione le causo chimiche per spiegare l'arteriosclerosi cerebrale dell'ufficiale N". N. : mentre sono da escludere quelle prettn.mento meccaniche; e mentre nell'esame obbiettivo non è fatto alcun cenno •tllo stato sclerotico dei vasi periferici; sono invece da. tonere nel ma::ssimo conto i dn.ti amamnestici, i quali mettono in evidenza. un fatto importantissimo, quaJ 'è quello delle ripetu.te gravi commozioni cerebrali sofferte dal paziente nell'esercizio del comando. Esse col disturbo del circolo linfatico perivasale, colla consecutiva alterazione neurotrofica, con lo scot.iment.o della massa encefalica, col disorienta mento delle cellule nervose, colle alternative di spasmo vasale e di paralisi, sono state le cause evidenti inequivocabiÌi di quella arteriosclerosi cerebrale, che ha. portato l'emorragia nella. capRtùa interna. con tutte le conseguenze che ne sono derivate. Per que ·te considerazioni e ragiduamenti il Collegio medico-legale ha espresso parere affermativo stilla dipendenza da causa di servizio dell'in!eTmitf\. ch e ha colpito l' ufficiale in parola. IL PR.E!iiDENTE.
Tenen t.e generale medico C.
GUALDI
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l
RIVISTA SINTETICA I STITUTO DI CLL~TCA MEDICA GENERALE DELLA R. UNIVERSITA DI PISA Diretto dal sen. prof. G. B. QuE I ROLO
LA DIAGNOSI PRECOCE DELLA TUBERCOLOSI POLN10N ARE INIZIALE NE LL'ADULTO per il dott.. Cesare Sal vini, ca:1itano meJico, as.-sist ente militare.
n pl·oblema. della prooocitt\ nella. dia_gnosi della tuberrolosi polmonare è tmo d ei più difficili e più importanti per la utilità. che ne deriva dalla. sua soluzione. n saper valutare il p iù esattamente e precocemente pos;;ibile tutti quei sintomi, dì qualunque natura essi siano, ch e possar10 svelare a l medico un focolaio iniziale di tubercolosi pol monA.re, acquist-a. nella. rrat.ica una not.p,·ole im:Joi-tanza. perchè molti ri.r;ultati felici di cure me< lice.mentose, climatiche eJ igienico-dietetiche, è p roprio in questo periodo che pos.;;ono avere ragione della infezione. La presenza del bacillo tubercolare nell'espettorato è. bonsì, uu segno sicuro di tubercolosi, ma non può essere considerato un seJZno precoc;e. Sarà pertanto neces.<;ario che la nostra condotta. sia svolta a rilevare tutti quei segni p r opri dello stato generale, tutti quei sintomi di rot.ti, statici e dinamici, e indiretti d i localizzazione polmonare, pesando e ravvieirumdo poscia fra lor o tutti tali elementi tenendo 1n·esonte che è col concorso di piit di os:.;i che ci si avvicina alla certezza dia_gnostica. Trattando questo -argomento io rtort ho av uto la pretesa di dit·e cose nuove o di apportare notevoli modlficazioni a lla diagno11ti.ca. precoce d(' lla tnber colosi polmo· nare nell'adulto, ho volut.o solo ritm.ire in ra! •ida sinte.c;i c1uanto m.i è stato posai bile raccogliere cii ciò che si ò scritto in proposito. riu11cendo arno utile per meglio conoscere un così scabroso problema e potendo ad altri d irninuirC' il lavoro per una rivista con1~imile. Al mio tema pertant-o ponso sia ut.ile p rernettere un breve esame della tubercolosi eo s ulle vie di p ropagazione. a l lume d elle ftbbast.anza recenti vedute, esame dal quale s i poR,;ono trarr e delle notizie utili per la din(rnos i. DISPOSLZTONE. EREO!T,\., COSTTTUZfONE SOMATICA E TUBERCOLOST. Si a fferma che la disposizione a contrarre la infezione tubemolare sia comune ad o~ni uomo le dimostrerebbe la percentuale altissima {60-93 %) di foc-olai tuberGolari più o meno na.scosti. guariti, r iscontrat.i ne.lle nt>..croscopie scru~Nlosarnonte eseguite negli Istituti di anatomia patologica. P ertanto, ad onta di questa generale disposizione a cont.rarre l 'infezione, ad
onta dello. gra.nde diffusione o della resistenza al bacillo tuberc·olare, non tutti anuna1ano di tubercolosi e muoiono di tale malattia, e tra gli stessi individui che soffrono di processi tubercolari at.tiv!. si os.<;ervano sensibili differem.(1 s(a per il decorso, s ia per la localizzazione. sia ncr l'estensione, sia per la gravità della forma morbosa. T ali differenze sono da mettersi in rapporto tanto colla ,rirulenza e colla qtlan· tità dei germi quanto colla dis.-,osizione ad ammalare dell'individuo che va incontro alla infezione la quale, a sua volt,a, dipende sia da.ll'etil. del sog_getto. sia dalla entità dei processi immunitari preesi.stenti nell'organismo o in questo p rovocati dal processo infettiv·o, s ia infine dalle particolari condizioni individ11ali dovute alla pecu· liarità d elle s ingole costituzioni {ì\Iarcora). La clinica ci insegna come la tubercolosi sia tma malattio. molto spesso familiare: ed è cosl frequente che fanciulli infetti derivi110 da parenti tubercolosi che la oonoscenza di q\le.<>to fatto. afferma il Foà.. può valere nella diagnos i nei casi dubbi.
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Già. sin dalle opere di Silvio si trova accenno alla disposizione famighar~ 11er la. tisi e fino all'epoca. d!ella scoperta dell'esistenza, del virus specifico, l'importanza del fattore ereditario venne ammesso senza. obbiezioni come un dato di fatto rite· n uto come un dogma. • · In questi ultimi anni la questione è stata ripresa. e studiata con concetti di maggiore obbiettività. nel campo dell'esperimento .e della. indagine clinica.. In base a dati di fatto messi in luce dalle r icerche embriologiche si deve ammettere ch e la trasmis.<;ione diretta del bacillo tubercolare dai genitori ai figli possa a~,rvenire secondo due modalità e c ioè per penetrazione dei bacilli nell'uovo o per via tTansplacentl:Lre. La t r asmissione del virus tubercolare dalla madre al feto in seguito a pen etrazione di germi nell'uovo non fecondato, se pure è teoricamente ammissibile, pare non avvenga. nella pratiica. se non molto raramente anche per il fat to che 1•uovo contaminato subisce dei perturbamenti per cui non giunge a maturazione. L'in· fezione dell' uo\-o da parte paterna durante la fecondazione e per mezzo di germi tubercolari commisti allo sperma, dovrà considerarsi come evenienza molto rars. n Calmette afferma che mentre infatti sono stati resi noti dei casi in cui dei bambini sono nati sani da mad.r e sana e da padre affetto da tubereolosi degli organi genitali, n essun caso è staio mai comunicato di bambini, congenitamente tubercolosi, la cui infezione potesse essere messa in sicuro rapporto con lesioni tubercolari degli organi genitali paterni. L'infezione del feto d urante la vita intrauterina mediante bacilli provenienti dalla madre attraverso la circolazione placenta.re, considerata sino a. qualche anno fa. come una rara possibilità., viene oggi prospettata sotto nuova luce mediante recenti studi e r icer che di insignì autori. Nel 1925, dopo che Ca.lmette, Valtis, Negre e Bouquet (Arloing e D ufourt. Presse ~Iédica.le n. 2 del 5 gennaio 1927) ebbero stabilito la realtà. del pa&3aggio delle forme filtranti ottenuto partendo da un'ascite sperimentale nella cavia, Arloing e D ufourt poterono portare un altro fatto confer mativo, ma ottenuto con filtrato di lesioni umane. Dirette allora le ricerche sul bambino nato da madre tubercolosa poterono nel 1926 presentare la. prima. prova con una. bambina nata nel 70 mese da. madre affetta. da tubercolosi molto avanzata, morta d opo 55 giorni di vita senza speciali fenomeni o senza. causa apparente in cui l'autopsia più accurata non permise di rilevare traccia di una. infezione tubercolare, m& dei bacilli di K och furono rinvenuti in numerosi stt·isci di organi e, unico fra. tutti i filtrati, quello dei gangli mesen terici, determinò il dimagrimento e la cachessia. n ello cavie che ne furono inoculate. Posteriormente Oalmette, Valtis e Lacomme hanno intrapreso nuove ricerche comu nicate nel novembre del 1926. Essi, su 9 bambini e feti nati da. madri tuber colose, dimostrarono in :3 ba.cilli all'esame diretto e tutti, nei visceri e nei gangli mesen· terici, ave,·ano elementi virulenti che inoculati nelle cavie provocarono quasi costantemente la. comparsa di bacilli acido-resistenti in vari gruppi ghiandolari. In bru;o alla conoscenza. di tali fatti, Arleing e Dufourt si indussero ad esaminare il comportamento delle cavie inoculate nel momento della loro nascita con varie forme di virus t u bercolare filtrante, tentando di mettersi, in tal modo, nelle condi· zioni se non equivalenti almeno paragonabili a quelle dei bambini che avessero eredita.to il virus. I risultati furono vari: a.lcuni animali si svilupparono normalmente senza presentare disturbi apparenti, altri, dopo un ritaroo nell'accrescimento del peso, tor narono rapidamente aJla norma col crescere dell'età.: la intradermereazione con tubercolina concentrata dimostrò in questi un periodo di , ·arie settimane di reazione positiva e all'autoj)SÌa non furono riscontrati nè bacilli nè lesioni speci· fiche dei gan~li, ili altri si ebbe un dimagrimento progressivo, cachessia. e morte in 2 o 3 mesi e nei gat~li si riscontrarono numerosi bacilli. Dopo tali risultati Arloing e Dufourt hanno moesso in evidenza i seguenti punti: a) nell'uozr.o, una madre tubercolosa può trasmettere per via. transplacen· ta.re al feto che essa porta nel seno il virus tubercolare sotto la su a. forma filtrante; b) fra gli stati di ipotrofìa e di atrofia dei bambini n ati da. madre tubercolosa ve ne sono di quelli in cui c'è sta.ta la trasmissione del viru.s tubercolare filtrante; c) alle èue varietà. patogene di virus tubercolare filtrante si deve aggiun· gere una terza e ci c(· il Yirus tubercolare filtrante labile temporan eo, il quale mani-
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festa la sua presenza nell'organismo con un'allergia effimera alla tuborcolina con· centrata. Questo virus scompare dopo un t.empo Yariabile e l'infezione tubercolare che produce è spontaneamente guaribile; d) l'inoculazione in animali di queste diverse varietà di virus filtrante dà dei risultati variabili in rapporto alla diversa virulenza di questi vari tipi di virus. Alcuni neonati non sono infetti, altri invece presentano un arresto di SYiluppo ed un ritardo nelle sviluppo ponderale, altri infine muoiono dopo una denutrizione progressiva rapida. Anche i dati di oe.'lervazione clinica. depongono per la. esistenza. di una tu ber· colosi placentare la quale si può manifestare sia sotto forma di tubercolosi miliare acuta sia sotto forma di bacillosi (Landouzy) dimostrabile mediante prova biologica inoculando sangue e frammenti di organi in animali recetti\ri ; così anche la clinica umana dimostra che alcuni neonati non presentano nessuna manifestazione, altri soltanto un ritardo nell'accrescimento, altri ancora diventano distrofici, atrepsici e muoiono con la sindrome di denutrizione progre.'lSiva. Per quanto le ricerche dei sumrnenzionati autori apportino degli elementi nuovi a delle vecchie controversie in rapporto al concetto della eredità tubercolare se tali vedute sarazmo ulteriormente confermate, è certo che al problema ereditario, che si può considerare come non completamente risolto, nel senso della trasmissione diretta di formo di virus da Ila madre tubercolosa al feto, sarà riservata una parte preponderante nella diffusione della tubercolosi.
• *• Ma lo studio sulla ereditarietà non può limitarsi alla ricerca dello sole condizioni che possono rendere possibifflla trasmis.<;ione diretta del bacillo di Koch dalla madre ai figli, bisogna. con.'!iderarlo in campi più vasti. Uno de~di argomenti piìt discussi in questo tùtimo lasso di tempo è stato quello che si riferisce alla predisposizione ereditaria della infezione tubercolare. L'argomento infatti che è stato posto sul tappet.o è quello che riguarda gli individui nati da genitori tubercolotici, ma immuni da tube1·colosi congenita, non infettati cioè da bacilli prima della loro nascita. e con t.are organiche che li rendono più suscettibili di contrarre l'infezione in confronto di altri discendenti da genitori sani. Scriveva il Landouzy nell891 aver egli osservato che genitori tubercolosi, dopo aver dato la luce al primo figlio tt1bercoloso, aveYano a\'uto tutta. una serie di parti prematuri oppure avevano portato a. termine delle g~·avidam:e da cui erano nati dei bambini magri, piccoli. di scarso peso, i quali soccombevano sia per atre· psia dopo qualche settimana, sia tubercolosi nel corso del primo aij.IlO di vita, il più spesso senza motivo apparente. Tali distrofie. come le chiamò il Landouzy, generali come l'infantilismo e il nanismo, parziali come le turba della nutrizione, le lesioni cardiovascolari, i disturbi nervosi, ecc. e che sono state anche sperimental· mente riprodotte da vari ossen·atori come lo Cha.l'l'in, il Ra.beli, il Maffucci, il Carriere, ecc., furono validamente sostenute dal Landouzy stesso e poi da Loederich basandosi su numerose osservazioni cliniche e su ricerche di indole sperimentale. Esse fùrono con.'liderate come indice di una particolare sensibilit,à al virus tuber· colare. In aperta contra~izion.e con tale teoria altri hanno sostenuto, come il Sana.relli, che nella discendenza dei tubercolotici si va, viceversa, manifestando, nel corso delle succes;~ive '!'enerazioni, un r·esistenza sempre maggiore di fronte alla. infezione tubercolare. ~ È noto infatti, fra l'a.lt.ro. cl1e non è raro il caso di os~ervare individui deboli e debilitati, con precedènti tubercolari familiari accertati. re8istere in ambienti infetti ove sono continuamente ed intensamente esposti al contagio t ubercolare, mentre altri individui di robtlsta costituzione, in breYe tempo anunalano e soccombono. Come pure è da rile,·are dalle indagini cliniche che individ1,1i discendenti da genitori tubercolosi presentano dei processi tubercolari che assumono un andamento assai lento, quasi benigno. ·
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A rendere ancora più complessa la questione che ha rapp orto colla e redità tubercolare. s i aggi1mge la grande frequenza con cui i figli di genitor i tubercolosi vengono contagiati d opo la nascite. a causa dell'ambiente infetto in cui vengono a trovarsi e che li ospone al diuturno conta t to col virus tubercolare. Statistiche ed ossen•azioni cliniche dimostrano infatti l'importanza preminente d el contagio fami.J(liaro il quale è per molti osservatori uno de~tli element i più importanti per la difTusione della tubercolosi .
• •• H o a.ccc•u1ato in p •·incipio come sia ormai all\m~o che ogn i uomo può con· trarre l'infezione tubercolare. Tuttavia l'esperienza clinica ha dimostrato che la malattia. con sp ociale frequenza, sì mruillesta in Ì11divìdui cho presentano delle ca.rattorhltich o somat.iche. Intendo d ire dell'abito tisico. Ne sono noti i s uoi caratter i. I sejmi esterni costituzionali di questo hobi.tm coincidono in una s peciale deformazione d el torace alla quale corrif.lponde, n atural· m ente, una deviazione nello sviluppo dei polmoni. 11 torace tit>ico o paralitico non ha conse.r vato il suo n ormale rapporto collo sviluppo Rch eletrico ~enerale: esso è più lungo del torace normale, il suo d iametro antero·po:~teriore è e.ccarciato, anormalm ente r is t.retta è la sua apertura infer iore, lo s \·ilnppo totale della cavità t oracica è minore d el normale ; si ha cosi l'impres· ~:~ione di uno stato permanente e.c;pirator io dello pareti toraciche. Fu a.m messo pertanto un rapporto fra una anomalia della prima costa la quale è, poster ior· mente, immobile. ed anteriormente raggiunge un massimo di spostabil.ità di mezzo cent.imctro (Y . )[ara~l iano) e La r istrettezza deU'apertura superiore del torace che non solo ò data dalla conforma zione già d &Scritta ma anche da un'aplasia d ei prinù due anelli t oracici d escritti da Freund, colla dLc;posizione alla t ubercolosi polmonare. P er alcuni au tor i autore\·olissimi, fra cui il Quoirolo. qu~to particolarità morfolo· fticho costituiscon o dei veri e propri segni virtuali della tubercolosi polmonare di c ui i.• evidente il rapp ort-o collo Rviluppo d ella malat.t ia. L'ap lasia toracica, particolararrnente d elle prime cartilagini costali (Freund), che vor la irnrnobilità deUo scheletro d ell'apice polmonare post-eriormente, a cquis ta anche mag~:riore importanza. erea una. condizione ~tromament(l fnvorevole por la infezione tubercolare d el parenchima polmonare. Queste. dottrina, fondata su numerose ed a c·curat.e osservazioni cliniche cci anatomo-patologiche, 1;0mbrò impor · s i d ofiniti va.mento sp ecie dopo La conoscenza dello ricerche sperimentali e.~guite dal Ba.cm eiRtc-r il quale ri tt..~l a. p rovocare una tipica tubercolo~;i ap ica le infettando sia p er via aeroa che j)er v ia ematica, dei gion\n i coni~li in via di a ccrescimento. nei quali avtwa in JH'ecodenza. determinato artificiahnonte un restringimento del torneo in co rri>'pondon.za. d e,s.:li apic i.
) l olt-<> pitt recont-omento Iwasa ki, r ipetendo l'osperien.zn s uddetta, ma con to<'nico. più ri"oroRa, giw11teva. a ris ultat i d h·el'~i per i quali hn infìrmato, almeno n ello s uo basi, la d ot.tt·ina di Freund. Questa è tuttavia som}H'e a ccettata daHa r.naggior parte de~li a.utori i quali con<'ordemonte ammettono che le anomalie morfologiche primitive dolio. apertura s uperiore del torace. s iano la causa. p reminente della. frequenza con cui in indh·idui con t-craco paralitico, ~i rilevano localizzazioni p olmonari specie apiculi (:Iella tu ber· colo~;i.
) [a lo studio dei rapporti fra costituzione w matica e tubercolosi non può loce.· lizZ8.rlli al 1:1olo problema m orfologico : esso de,·e tendere a chiarire anche l'intima ragione di tale mino re resi»tenza. Secondo autorevoli cultori di scienze costituzionali, come il Viola, la scarsa resistenza di tali indi,ridui verso la tubercolosi dovrebbe attribuirsi ad una d eficien· te nutrizione delle cellule dei tessuti, la quale a s ua volta diminuisce i poteri di· difensi,·i influenzando sfayore,·olmente i fenomeni immunitari, particolarmente quelli che caratterizzano la cosidètta. immunità isto{Cena. Questa concezione poggia s u dati di fatto d 'o•·dine clinico e ::q>erimentale. In tal modo si verrebbe e conciliare le dottri ne cost ituzionalistiche con quelle immw1itarie relat h ·e alla patogenesi d ella tubercolosi e ,·errebbero ad essere illuminati di nuova luce i rapporti fl'a m or · folojlia O!lterna d i un determinato organismo ed i più delicati e intimi proces.cù b iolo·
J.A
DI.\G~OSI
PH J;:COCE DELLA Tl:BJ;:l!l'OLI"\SJ , E<"C.
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gici che ~i svolgono nell'interno di e"'"'O· (:\faJ'COl'll . - La predisposi::.ioue alla tubercolosi). VIE DI PROJ>AGAZIONE . Per la produziom~ d ella tubercolosi po hnonare vengono con:sì<ierate t re vie e cioè la re;;pirat.oria. la ematogena e la Jìu.fat icu. Può infatti il bacillo giungere al polmone per la via dei bronchi (tuberc·olosi polmonare primitiva) per asj,ÌI"<izione dei ~ermi i quali possono troYarsi o nella poh-ere allo stato secco (Cornet) o nelle ~occioline min.ìme emesse co~tli sputi. Quest'ultimo modo è il più freque nte ed anche il pitl peril.'oloso perchè i bacilli sono \'inùenti mentre quelli che sono nella p olvere sono oomunemeu te a ttenuati per l'azione della luce solare. l:'uò invece giun~ervi per via san)!uigna o pE-r via linfatica. ed a llora o proviene da un altro organo o \isce.re oppure da un fucolnio tubercolare proosist.ente. La frequenza relativa delle infezion i primitive t ubercolari d el polmone è tuttora molto discussa. Il Monti afferma che ricerche a natomiche odierne, cui è stato di valido aiuto l'indagine radiologica, tendereb bero a convalidare la classica dottrina della tubercolosi per inaJazione sostenuta in vassato dal Leroux, dall' Hutinel, dal Mantegazza. dal Verga, dal Biffi, dal P arrot, dal Comet, dal Fltigge, ecc., dimostrando che a nche i bambini lattanti. se pur la prima localizzazione clinicamente riconoscibile è quella d elle ghiandole traC"heo-bronchiale, ciò non di meno tale localizzazione è preceduta da lesioni iniziali del polmone d onde i germi son passati alle g hiandole linfatiche i lari e tracheo.bron<'hiali, le cui alterazioni, anche se notevoli. risultano, tuttavin più recenti di quelle del polmone anche se quesLo sembrano in apparenza piit lel(gere. meno estese e ~<pesso n on rile\·abili aJl'esame obbiettivo. Lustig e R ond oni condividerebbero tale opÌ11ione, deducendo il loro giudizio da os!>ervazioni anRtomo-patologìche. Recenti studi rad.iologici dì Opi!, por accertare l'esist enza di un focolaio Jlrimario di tubercolosi polmonare ed ese~t\litì s istematicamente l>U polmoni est.ratti da cadaveri, hanno condotto l 'autore ·a d affermare cho in tutti i casi di atlenupatia esiste nn focolaio primit i\·o pohuonare e per ro )'Ìù noi lobi superiori, che l'adeliO· patia ilare o tracheo-bronchiale è 'tanto p iì1 estesa quanto pii1 precoce è stata l'iniezione e ch e è quasi nulla quando l'infnzione primiti\·a è ll\TOnuta dopo la pubertà. Altre ricerche r adiolop:ìclto HOilO state eso~t uito dn ll'AlessaHdrini il q ual;, sarebbe ~unto a questR conclus ioni cl10 nl'gli adulti la rt:'lativa frequenza d clln t ubercolosi polmonare primitiva ha seòo Helle re~ion.i apicali o sot tap ic·nli, che effettivamente i focolai primitivi infantili coPsi;;t.ono con una adm10patia SE'COnda.r·i•L e che è dubbio che la tnbercolof'i apicale dell'adult,o po,.:..,a attri buiJ:l'i ati tuta diffusione secondaria d all'ilo verso l'apice lu.ngo i linfn.t.ici peribronchiali. W eìge1-t ed altri sono di opinione <"110 la tuht:'rC"olosi polmonare s ia consN·utiva. a. quella ghiandolare; nitrì anc01·n. c·omo il C'om'l'our. aff<'rmtuiO che i fatti associativi sono rari~imi non ritf'nendosi c ho e.c;ista una corrc;>lazione fnt. atlono}'atia (cervicale) e la tnberl'olosi pohnonarn. Pertanto. allo stato a tt-unle delle nost.re cono>;c!'nze. si JH>Ò nffcrmare che la tubercolosi polmonare sia. primit.iva e ::wcondaria e C'ho qucst'ultima può trarre origine: a ) da. una infezione trasmc,.~<a dallu madre al fE>to p er , ·ia plarentare ;
b) da. una info"ione pervenuta nnl ~<i stema linfat.ico per , ·arie \'Ìe come le tonsille, i t egumEmti, ecc. e ]'Oi t ra8ml'ssa. al polmone an ch <' 1•f'r via sunguigna;
c) da una infczion<' ]H·imith·a dt>ll'apparato d i)l:erent<' o trnsmE>s~<a per , -ia venosn ; d) da una infezione p lem OJ!f'nn di o ri)l:ine linfatica. P ERIODO D'lNCUBAZ101';},;. - Como tutto 1e malattie infE>tti\'e, la tnbcrcolo~<i polrnonare primordiale p resenta un p€'rìocio el i incubazione che R. Dabrè e J ac· quet hanno denominato p eriodo antiallorJ!ic:o perclu'1 ~so pre<·E>de l'appari7.ione della cutireazione lJositiva. La durata di questo pN·iodo vnria secondo molt i autori : Keyser ritiene che sia di qualche giorno, LawtschCik di qualche mc-s('. P oll nk di alcuno settimane così con•e R. D eln·è e L. Lap l a.n~·. In qul'~<to pcri<>do d i lat.cnza che preswnibilmeute è moltn lunj!o e varia da caso a caso, i sintomi C'h<' i pnzionti accu8aJ.w come i dolori riooucnt.i alle r e!Zioni scnpolari o intcn<capolari. i dolori
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vaganti nelle grandi articolazioni, un certo grado di estonia al lavoro, (a tendenza ad un.a lieve traspirazione, ecc, passano molto spesso inosservati oppure vengono attribuiti dai pazienti e qualche volta dai medici, quando vengono consultati, cosa che accade molto raramente in questo periodo, a leggeri stati di malessere, trascurabiJi. Quando il processo tende a passare nella fase di attività, o il passaggio avviene improvvisamente in seguito ad un attacco influenzale, per esempio, o a.d un'emot· tisi con conseguente infarto polmonaro e si ha il quadro di una tubercolosi a rapido decorso, oppure, e questo è ciò che accade nolla grande maggioranza dei casi, l'attività del processo inizia il suo svolgersi lentamente, subdolamente, con manifesta· zioni vaghe che spesso vengono riferite a cause di carattere transitorio, a t urbe eli natura intestinale, a liev i disturbi legati a reumatismo o ad influenza, alle stagioni, all'eccessivo lavoro fisico o intellettuale. È questo il periodo in cui l'ammalato comincia a r ichiamare la sua. attenzione, è questo il periodo in cui il medico viene spes.<~o coruiUltnto.
*** Numerosi sono i segni ed i sintomi che sono stati descritti e consigliati per giungere alla diagnosi p recoce della tubercolosi iniziale dell'adulto. Di essi alcuni sono stati ormai consacrati dalla esperienza clinica, altri sono ancora oontrover· si, altri attendono che la clinica o successive ricerche ne confermino o meno il valore. Sn.'TOhll OE}.'"EBALI - La febbre. - Ha attirato, a giusta ragione, sempre l'attenzione perchè è uno dei sogni molto costanti, anzi all' inizio della tubercolosi polmonare rappresenta. un vero sintomo d'allarme. Può essere considerata.l'espres· sione di una intossicazione para.ssitaria lieve, provocata od esagerata. da.ll'affati· camento, dal passeggiare, da emozioni morali, da preoccupazioni, da '\·aglie, da abusi di qualsiasi genere, dall'aria confinata, impura, polverosa, da perturbazioni atmosferiche. Cosi l'approssimarsi delle me.r;truazioni nella donna provoca spesso esacerbazioni febbrili le quali raggiungono talora i 40 gradi e coll'apparire del Bus· so mestruale possono cessare mentre in altri casi possono protrarsi dopo il periodo cata.meniale. In tal caso essa può essere indice di aggravamento di lesioni. Spesso, mentre ancora i segni locali non sono ancora percettibili o lo sono in una maniera molto debole, si nota. la comparsa di segni febbrili che si possono constatare sopra una curva termica a deboli Dl88Simi ma a tende.n ze prolungat~. Alcune volte dì essa i pazienti non·si accor11:ono se non quando controllano la tempe· ratura col termometro per rendersi conto di un leggero stato di ma.lessere, talora di modica cefalea da cui vengono colpiti quasi sempre alla stessa. ora., o di un senso di debolezza o per rendersi conto di un senso di calore fastidioso nelle palme delle mani, o di secchezza della labbra. E quando si vede, sopratutto nei giovani, una temperatura che raggiunge il più delle volte, nel pomeriggio i 37.2, 37.5, raramente i 38, che dura poche ore, che non si accompagna a sintomi rilevanti e che persista quasi come unico segno, per settimane, che non cede se non dietro un riposo prolun· gato, senza che alcuna causa faccia comprendere la sua. origine, la clinica msegna che bisogna pensare alla eventuale esistenza di un focolaio più o meno latente di tubercolosi polruonare. Spesso tali febbri vengono attribuite a.d ipotetiche affezioni intestinaH, ad infezioni lueticbe, a setticemie di Bruco, talora vengono confuse con le febbricole epatiche (da colicistite calcolosa), o con le febbricole conseguenti ad infezioni delle vie urinarie, o ad una endoeardite lenta, o vengono legate al morbo di Basedow e, nelle donne, spessissimo all'anemia o alla gravidanza. AJ. ouno volte è facile la diagnosi differenziale ; talora possono sorgere delle difficoltà ~avi diagnostiche e bisognerà allora fare tutte quelle ricerche anamnestiche, eli· m che e di laboratorio suscettibili di mettere in <:'h1oro la d iQ~mosi . Ed a proposito delle febbre non sarà. forse fuori di luogo che io qui accenni alla prova del lavoro e della fatica. n Darenberg, osservando la spiccata instabilità deU'equilibrio termico nei tubercolotici insieme con il dott. Chuquet, pensò se n on fosse il caso di utilizzar!~ come mezzo di indagine diagnostica in quei pazienti nei quali per certi fenomenr anormali, non netti, ero. lecito sospettare l'esiston.za di un foc<11aio tubercolare
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il quale sia per la sede, sia per la. est.ensione limitatissima, non era possibile apprezzare con i comuni mezzi. Le loro esperienze furono tutte positive perchè sottopo· nendo tali individui sospetti di infezione tubercolare, che in seguito fu sicuramente riconosciuta., a strapazzi fL~ici, ad w1a fatica nn p ·l' prolWlga.ta, presentarono, dopo circa mezz'ora, Wl aumento di tempa.rtura variabile da. 5 decimi a circa 2 g radi, piressia che dopo circa Wla-due ore di riposo assoluto scompariva. Tale fenomeno era sta.t.o studiato dal Mosso negli uomini sani nei quali pur essendosi rilevato un aumento di temperatura., essa. non superava mai i 5 decimi. Vi sono stati numerosi sperimenta.tori che hanno sostenuto il valore di tale prova come il Turban, il Borgogno, il Benzoldt, il Bertrandt, M.arcantoni, Trentini, eco., ma. vi sono stati però degli oppositori come il Teissier, il Mantoux, il BesR.nçon, J . de J onk, Kuss1 La.ndouzy, Renon, Jousset, L. Berna.rd, ecc., i quali hanno rit-enuto la. prova non importante sia perchè l'aumento della temperatura. sarebbe stata. osservata anche in individui sani sia percbè avrebbero osservato lo stesso fenomeno negli obesi e negli anemici convalescenti di :ma.lattie esaurienti. L'anemia. È un sintomo fondamentale. La sua importanza, il suo valore, il . suo grado dipendono dalla evoluzione del male e dai soggetti divenuti tubercolosi. Essa. si accompagna spesso a. scoloramento della. cute e dellt) mucose. Procede di pari pas.c;o col dimagrimento oppure, all'opposto, la si vede in individui pseudo-grassi, dai muscoli poro sviluppati, ipotonici, ma gonfi : aspetto che viene qualificato talora col nome di anemia linfa.t.ica.. Specie nelle rnga.zze, al momento della. pubertà, es.c;a. può pr~entarsi !lotto l'a...<~pfltto rli clorosi, detta. da Hayem, clora.nemia tubarcola.re.l . Il dimagrimento. Quando esiste, colpis0e le ma...:;si muscolari, specie quelle del torace e del collo ed il tessuto adiposo. Esso può prodursi rapidamente e non si presenta. in stratto rapporto colla dispepsia. dalla. quale viene però influenzato. A fianco ai soggetti magri vi sono i soggetti grassi. Questo fatto non è raro nei bambini eredo-tubercolotici i quali hanno questa cn.ra.tteristica. di presentarsi come bambini in apparenza gros.'9i ma che spei!So hanno Wl peso inferiore al nor:ma.le. Nei bambini più grandicelli, affetti da. tubercolosi latente, questa. obesità. no'n è rara e costituisce quello stato di linfatL~mo florido che spesso si impone per uno stato di perfetta. salute. Negli individui adulti tra.ttusi di obesi, ereditari o no, di artititiei. 1 quali ril'Jlallgono grassi nonostante la. tubercolosi. Si ha quello stato che viene classificato come una. obesità tossinfettiva.. Mancando altri segni, il dimagrimento è spiegabile col potere tossico dei v f'1n:l i tubercolari ; pià di frequento è secondario alla febbt·e a lungo decorso.! Sudorazion.e. Frequentemente si nota. l'aumento delle secrezioni sudorali pre· cedere a. tutti gli altri segni. Sorgos l'ha. riscontato il 14 % in individtù che non presentavano segni polmonari evidenti. Sulle prime dopo sforzi minimi, dopo i pasti, dopo emozioni, la pelle della fronte, delle IIlll-IlÌ e dei piedi si fa. umida e fredda. ; più tardi i sudori si fanno più profusi dopo gli sforzi. Sono per altro cara.tt.eri.'9tici i sudori notturni i quali sono la sola. forma. però di aumentata traspirazione che colpisce i pazienti stessi e causa mole· stie. Si presenta più spes.<>o nelle ore del mattino, tuttavia. non è raro che i :ma.lati, dopo essersi addormentati, siano svegliati dalla comparsa. del sudore. Esso si rit1ene in dipendenza di Wlç> stato di tossiemia. Malessere generale. È spesso un segno soggettivo precoce della infezione tubercolare. Esso precede le forme iniziali e procede non esse come riappare per ogni ricaduta. nelle forme tubeTcola.ri intermittenti ed in quelle ad esacerbazioni periodiche ed emoftoiche. È l'indice di una. intossicazione specifica ed è SJ>esso l'espressione del tubercoloso nervoso e febbricitante. Indebolimento. È anche un segno precoce di forme iniziali. Va.rrune.lato si lamenta di perdita di forze, di debolezza, di stanchezza generale. È l'esponente di una diminuita attività. funzionale neuro-muscolare. SEGNI DI ALTERATA J'UNZXONE TORACI CA- La tosse. -Può mancare nella. tuber• colosi incipiente ma può costituire WlO dei primi sintomi. In principio il paziente crede di aver preso un raffreddore e soltant-o l'ostinl\tezza. dell'ultimo u ra.ffeddore » lo fa. andare dal medico. Lo scambio con una bronchite da raffreddore è tanto più facile in quanto che si tratta ta.volta di individui cho soffrono spesso di corrizza. con tosse. Talvolta coll'interrogatorio si può constatare che l'ultima tosse ostinata
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non è seguita al ra.ffeddore, ma. in altri casi si rileva che ha preoodut.o una rinite catarrale di poco conto in connessione ad un ra.ffredclam.e;nto dimostrato, che poi si sono sviluppati i fenomeni di una.laringo-traicheite e che cessati i fenomeni acuti. è residuata 1.ma. t osl-.J\ Ja quale, come dimostra l'osservazione ulteriore, dipende da un'affezione apicale. L& to1l5e tubercolare per solito non cede ai comuni rimedi. Una tosse anche leggera, persistente, provocata facilmente da uno sforzo, da una emozione, dal freddo, ecc., che non ~>i riesce a spiegare in capo a qualche settimana, è molto sospetta e quando sia accompa~ta da un espettorato siero-mucoso, ~ualche volta spesso, tenendo conto degli altr1 sintomi e segni, è tuborcolare. Essa VIene ritenuta non tahto lu. conseguenza ai uno sviluppo suhdolo e lento di lesioni tubercolari conducenti aliA irritazione di filetti terminali del pneumogastrico quanto il risultato dello con~estioni peribronchiali, delle lesioni anche iniziali della pleura e dei ga.ngli bronchiali. La rattcèdine. - È frequentissima nei tubercolosi e non è raro che giè. sin dell'inizio si inFedi, anzi essa può essere per lungo tempo il primo ed unico segno. Tale raucedine cbo direi prodrom.ica acquista pertanto un.a importanza diagnostica. Staehel:in affem1a che una rauced.ine ostinata senza che l'esame laringoscopico scopra la causa, è sempre sospetta di inizio di lesione tubercolare polmonare. Si tratta. molto verosin.ilmente di un sintomo riflesso. La dis-pnea. - Può essere presente fra i primi segni dell'insorgere di un feno. meno polmonsre tubercolare. Essa, nelle formo i~li, è più soggettiva che obbiettivo.. E talora seçondaria alla febbre, appare per lievi fatiche fisiche od emotive. L 'emottiei. - Nella sua frequenza, è molto varia. Secondo alcuni autori essa andrebbe dal 24 all' SO % dei casi di tubercolosi inoipi~te. La sua importanza diagnostica è tanto più grande in quant.o essa può presentarsi come un incidente traumatico nel corso di uno stato di salute in apparenza perfetto, quando cioè l'esame clinico è ancora negath,o, rappresentando quindi spes.<10 il Rolo s intomo rivelatore di una tubercolosi che per mesi, anni, decorre la· tente. Una emoftoe abbondante (salvo i casi di bronohiettasia) quasi sempre è tubercolare. N elle donne è 11tata talora ritenu •a come una semplice emorragia vicariant.e, specie in sostituzione del periodo mestruale o in coincidenza di questo. Ment re le emott isi vioa.riant i propriamente dette sono rare, si tratta piuttosto di di vere fonne di emoftoe dovute a lesioni polmonari iniziali specifiche. Oppure, come afferma il Pirera., si tra t ta, bensi, di emorragie vioa.rianti ma nel senso che esistendo unn z OLlA respiratoria. indebolita poichò enfìciata. da un proces110 specifico iniziale, finanche non diagnosticabile coU 'esa.m e clinico più accurato e ne?pureooll'e· samo radiologico. ed essendo in a otta zona più fragili, meno resistenti 1 piccoli vasi sanguigni dol p olmone. proprio in corriRpondenza dei medesimi si avverano le· sioni che d •lllllo luogo alla. produzione di emottisi. N on va. però dimenticat-o che questo disturbo si può anche avere in parecchie altre malattie come, ad esempio, nella stenosi mit ralica. in forme conges tizie polmonari. nella trnoheite emorragica, per facili r otture di vasi enclo1Ul81lli nelle r initi croniche, nelle gengiviti dovute a processi locali, eco. I dol,ori Un-acici. - Rap presentano un segno iniziale che spesso assumono un alto vo.lore pratico. Sono talora spontanei, talora provocati e ~iormente accentuati in quei tratti del torace cho sono in rapporto con le zone col~;nte. Essi compaiono molto precocemente e sono stati oggetto di osservazione specu~le da parte di alcuni a\1t01i. sl da. assurgere, in alcuni casi, a. veri segni speoiGli di cui dirò in seguito. Le opinioni sulle origini di tali dolori variano. Stahelin li riferisce a mod.ifìcazione d ella. pleur&, Machenzio li considera como una conseguenza. di un riflesso viscoro-motore. In seguito ad irrito.1.ione centripeta da p11.rte di un organo interno ammalato vengono tesi i muscoli del corrispondente segmento midolla.re (difesa muscolo.re) e no conseguono i d olori. Altri p ensano che si tratti di \ID& perinevrite la quale però può escludersi per il fatto che il plesso rimane sempre insensibile alla p ressione. Knotz li considera come un.a conseguenza di una m.iosite tossica tubercolare dipendente da. una pleurite dell'apice. L'ammala to si lamenta. di sofferenze toracicbe, di dolori circoscritti alla. parete toraoica anteriore o posteriore, di dolori interscn.polari, di dolori e. diffusione ne·
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vrslgica lungo gli arti, la nuca, ecc., dolori che spesso si accentuano col respiro, o colla toese, o cogli sforzi, o con i movimenti, o colle variazioni a tmosferiche. Sono
dolori sordi, talora passeggeri, di varia intensità. SEONI DI ALTEllATA FUNZIONE DI AI1l'JU ORGANI. Sintomi !Ja8tTo-inle· 8tÌ1lali. ':fra i numerosi sintomi della tubercolosi iniziale i sint{)mi gastro-inte·
stinali sono importantissimi. Le nausee, la perdita dell'appetito, la sensazione di ripienezza. dopo i pasti, di acidità più o meno spiccata, i vomiti analoghi qualche volt.a. nella donna a quelli di una gravidanza, la comparsa t.a.lora di diarree intercorrenti, possono essere i primi segni di una tubercolosi incipiente e, soli o associati &d une. sensibilità. o a un dolore nella regione epigast.rica, possono simulare una. malattia organica. E. Ma.ragliano descrisse, molti anni or sono, richia.mandovi l'attenzione del medico, una sindrome gastrica nella tubercolosi polmonare iniziale. Se l'esame del malato è superficiale, gli errori. di diagnosi sono frequenti tanto più che come sintomi polroonari non si riscontrano talora che segni vaghi ed incerti. Nonostante i sintomi gastrici, non si rilevano modificazioni dellostoma.co nella tubercolosi iniziale. Rara.m6D.te si ha. gastro od enteroptosi od una. ulcera, ma. in g6D.ere queste lesioni sono anteriori. Alcuni spiegano tale sintoma.tologia con una compressione del vago per i gangli, altri con la febbre. Sintomi cardio·VCU!Colari. La palpitnzione di cuore, la quale è sovente le· ga.ta 1ui emozioni od a. sfo.r7.i fisioi. piì't rarnmAnta in;:;orgentA !lenza. 1\IUJSe occasio· nali, rappresenta uno dei sintomi più p recoci. È talora accompagnata da un'angoscia. precordia.le manifestandosi il ca.rdiopa.lma. con fenomeni vaso·cost.rittori; si ha tal'altra una vera tachicardia. ed eccessi parossistici o permanenti con 120-130 pulsazioni al minuto. Esaminando la pressione in questi casi, essa è stata sempre trovata inferiore alla norma, si avrebbe cioè una vera ipotensione (Potain, Teissier, Boschi, ecc.). Ad un polso vuoto, molle, frequente alcune volte il mattino talvolta nel po· meriggio, corrisponde ora. una ottusità debole, ora l'impulso cardiaco appare diffuso ; i diametri del cuore risultano talora aumentati, i toni cardiaci si ascoltano concitati, mentre è anche apprezzabile alla. base od alla. punta un lievissimo soffio sistolico; il 2o tono polmonare appare. sovente un p6 più forte del 2° aortico, contrariamente a quanto accade nel sano. Se l'acceleramento del polso si osserva in un solo lato, secondo R. Abraharns che l'ha riscontrato nell'SO % dei casi, s ignl· ficherebbe che da quel lato l'apice è malato. Alcuni autori mettono in rapporto questi disturbi dell'apparato circolatorio con una ipoglobulia con ipotensione vascolare ; altri pensano che essi siano lega.ti a.d una vera nevrite del vago ma ciò sarebbe un fatto tardivo e sempre accompagnato a.d altri sintomi polinevritici; altri li attribuiscono ad un fenomeno riflesso da parte del pneul'!loga.strico le cui terminazioni polmonari nella infezione polmonare tubercolare verrebbero a subire delle irritazioni · Riguardo alla tachioardia che molti autori fancesi ritengono essere una conseguenza di un fenomeno riflesso del vago da. parte delle ghiandole bronchiali ingrossate dal processo specifico, il Cornet fa osservare che si dovrebbe avere più che tm acceleramento un rallentamento d el polso, contrariamente a. quando noi siamo soliti &d osservare nei malati di petto e che il proce.'>.~o nevritico di esso compare quasi sempre a.d accessi parossistici e negli stadi terminali della malattia, quando cioè l'obbiettività polmona.re specifica. è facilmente rilevabile. Altri n e attribuiscono la natura a disturbi riflessi di origine gastrica., altri a.d una degenerazione del miocardio, altri ancora ad into8llioazione di nautura. tubercolare. E non è rara la concomitanza di fenomeni nervosi subbiettivi ed obbiettivi quali la cefalea frontale, il senso di vertigine talora ostinata, un certo grado di insonnia, una facile eccitazione o una depressione e diminuzione delle funzioni intellet· tuali. Sintorrù questi la cui patogenesi è piuttosto oscura. Tutta ta~e alterazione circolatoria ci rammenta un p6 il quadro del morbo di Basedow s i che si è pensato da. alcuni alla probabilità. della natura tossica legata a turbata funzionalità della ghiandola tiroide. Vergine, partendo dalla conoscenza di tali alterazioni cardiache ritenute pro?a.bilmente legate &d uno stato di ipertiroidismo e da. quella che talora ne~di stati mizi.ali dAlla tubercolosi polmona.re si può anche notare tmo. diminuita tolleranza per l carboidrati per cui riesce positiva la prova d ella glico!ltlria alimentare. ha fatto Il. - Giontale di medicina militare - Faoc. XI.
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LA DIAO:-I'OSl PRECOCE DELLA T OBfJRCOLOSt, F.CC.
delle esperienze dalle quali sarebbe risultato che l'iniezione sottooute.nea di iodio fa aumentare la frequenza. del polso e che la prova della glicosuria alimentare riesce oost.antemente positiva quando con l& somministrazione di glucosio si fa contempo· mneamente l'iniezione di adrenalina. L'A, tenendo conto che lo jodio accentua tutti i fenonteni di baseclowismo e l'adrenalina mette in maggiore evidenza l'iper· tiroidismo, conclude che nella tubercolosi incipiente esiste probabilm.ente una di· efu nzione tiroidea cui potrebbero essere attribuiti i aintomi cardiaci. Oallotti affer· ma che i sintomi di Basedow non raramente accompagnano la tubercolosi polmonare talora nel suo inizio, tal'altra nelle forme a decorso lento ; che tali fenomeni possono coneidere.rsi in molti oasi quale probabile sintomo di tubercolosi polmonaré latente e che l'ingros.~amento della tiroide complica spesso la tubercolosi dando al decorso della malattia un carattere tipico. Telangectaa-ie venose. Sono dilatazioni dei capillari superficiali descritti anche dal Franke nel 1907 col nome di strie vasali e ohe egli trovò nei tubercolosi su '/• dei oMi e sul 25 % dei sani. Questi vasellini comparirebbero s ulle prime fasi del male sulla faccia posteriore del torace, come segno precoce di una lesione incipiente. Lombardi le trovò notevoli in vicinanza delle apofisi spinose della 7• vertebra cervicale e delle prime 3 dorsali. D Costa che l' ha riscontrate nel 62 % dei oasi studiati, affetti da tubercolosi polmonare, ritiene che la spiegazione di tali vasellini ecta.aici dovrebbe rioercarsi nei rapporti anatomici fra la rete venosa superficiale e le vene profonde per cui ogni infiltrazione dell'apice polmona.re di qua.lsi8:8i natura intralcerebbe il libero defiusso dei vasi venosi del polmone donde la formazione di stesi e poi di varici nelle vene superficiali. Tale segno, su cui richiamò l'attenzione anche Rabaioli, fu assai studiato anche nella clinica medica di Pisa. Queirolo, il quale afferma che esso merita di essere ricordato perchè esiste in un gran numero casi nelle affezioni dell'apice ed appare molto precocemente, ritiene che sia da mettersi in rapporto con l' infiltrazione apicale e lo interpreta come un circolo venoso collaterale favorito dalla coe6i.stenza. di circoscritte aderenze pleuriohe. Qualche altro osservatore, come il Rinaldi, nega a tale se~o qualsiasi valore perchè sarebbe stato trovato in una percentuale pressoohè uguale tanto negli affetti da tubercolosi api· cale quanto in individui sani o ammalati di altre forme. Al pib t.ale segno, si aggiunge, può avere un valore prognostioo in quanto che lo si riscontra nella quasi totalitè. degli individui emoftoioi. Segno del pol.to di Welù. Consiste nell'accelerazione del ritmo invariabile collo varie posizioni prese dall'infermo aUorchè sia colpito da tubercolosi pohnonare incipiente. Album~nuria. È un segno di alterata funzione renale e si afferma. essere frequente a risoontrarsi nelle urine dei tubercolosi incipienti anche senza. lesioni renali : è spiegabile talora colla febbre, talora colla emissione di veleni tubercolari. o coi disturbi dell'apparato gastro-intestinale. o. specialmente, collo stato anemico che crea una diminuita resistenza degli epiteli in genere e di quelli glomerulari in specie. Si hanno albuminurie scarse, transitorie, intermittenti nelle prime fasi della malattia o anche prima che sia palese la localizzazione del male stesso, tavolta. anzi l'albuminuria precede le localizzazioni polmonari creando quello stato detto di albuminuria pretnbercolare. È facilmente riducibile col riposo e con opportuna dieta: è spesso ortosta.· tic.a, cessa colla posizione sdraiata e riappare, di giorno, colla stazione eretta. Per quanto non imputabile ad alterata funziono dell'organo visivo, ra.m.mento qui, come segno indiretto, quello della ani8ocoria, segno oho è stato studiato quale esJlOnente di un p roceeso apicale tubercolare. L'anisocoria si può trovare spontanea o latente. Nel primo caso una differenza del foro pupilla.re fa facilmente distinguere ovo esiste una dilatazione maggiore: piil speeso essa non è visibile normalmente ed allora si provoca oon soluzioni midriatiche (atropina, euftalmina. adrenalina, cocaina, eco.). L'e.nisoooria spontanea non è sneoifìca della tubercolosi polmon.are, sebbene si trovi con discreta frequenza noi ca.~i eli questa affezione. , Me.ssa.lo~o la riscontrò nel 30 % dei casi di malattie pleuro-polmonari: anche Chau:ffard e Loederioh l'hanno riscontrata nelle pleuriti e nelle polmoniti. È fre· quente nei tumori del collo, del mediastino (Cantonnet). nella sifilide dei centri: cosi anoho si può rinvenire nei oasi di p resenza di corpi estranei nella cornea, nella
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cecità unilaterale, nei tumori dell'orbita., nell'angina flemmonosa del Vincent, negli aneurismi, QC{). Anche 1a m.idriasi p rovocata è stata. trovata. presente in altre malattie che non siano la tubercolosi polmona.re iniziale. Ciò nonTlerta.nto molti autori vi attribuiscono un grande valore per svelal'e una. lesione apicale. Dehèra.in, Pernot, Fodor, Bichelome, ecc. hanno insistito sulla frequenza. della. reazione quale sintomo precoce d ella. tubercolosi polmonare. Ma chi nel l !121 comunicò una serie di lavori, di- · scutendone minutamente il sintomo, dandone la spiegazione anatomica, assicurandone il r.ilievo tecnico, fu il Sergent il quale non si limitò al tono p upillare ma déscrisse a.ltresl come sindrome di tubercolosi polmona.re il dolore alla spalla. e l'infiltrazione della ghiandola sopradaveare già descritta. 80para.tamente dal Lemoine e Sabourin. D opo Sergent molti autori controllarono l'esattezza. della sindrome e fra questi non ultimi gli italiani fra cui Novello, Ce.rusi, Fanelli, Brugi, Pisoni, Moggi, Panzini, Bana.udi, ooo. Fra gli stranieri J ullien, Alterthun, Golmann, Martin, J essen, Destrè, Bichelome, ecc . La positività della reazione va d.a un minimo del 21,58 o/o. (Dehèrain) ad un massimo del 100 % (Brugi). La caratteristica della inegua.glianza pupillare è data da ciò che in un p rimo tempo si ha m.idriasi e poi mi osi del diafra.rnma. omologo al lato della lesione pleuro-polmonare pur permanendo tutti gli altri riflessi oculari fisio logici. Varie sono le teorie invocate per spiegare .tale fenomeno. QueUa più accetta. pare sia la teoria di Dèjérine con oui la. m.idriasi si mette in rapporto colla irritazione della fibre irido-dilatatrici del simpatico. Pisoni attribuisce questa. irritazione dei gangli simpatici all'abbassamento degli apici c.h e stira la cupola pleurica.; J ullien ed a.Itri autori seguono in massima tale spiegazione del fenomeno ; ii Ka.d:i.ng delimita. del tutto i rapporti che corrono tra tubercolosi polmonare ed il sistema. nervoso vegeta.tivo appoggiandosi fu parte alla teoria del D èjérine ed in parte spiegando la midria.si come una irritazione delle fibre del simpatico per ingrossamento delle linfoglùandole cervicali, dando poca importanza. al fenomeno come esponente del processo tubercolare. Chauffa.rd spiega il fenomeno come una eccitazione riflessa delle fibre sensi ti ve ed il Massalongo come un fatto tossico. · In complesso qùesto metodo di indagine ha un valore tutt'a.ltro che disprezza· bile: e:~so però deve essere adeguatamente valutato alla stregua della sindrome clinica.. ESAME DffiBTTO DEL TORAOE.
I apezione. Oltre ai segni caratteristici del torace tisico di cui si è fatto già cenno e che talora pos:~ono riscontrarsi all'ispezione del ma lato, vanno presi in considerazione anche i seguenti : I parziali rientramenti della 1XI.rete toracica specialmente a.lle parti superiori del torace anteriore : e se esistono ai due lati, l'abbassamento del manubrio deUo sterno sul corpo produce quel rilievo t rasversale che è d etto angolo di Ludwig. n segno assurgo alla. ma..CJ.'>ima importanza quando la retrnzione della parete tOracica interessa tutta la parte superiore di tlna. ffi(ltà. del torace, con abba..">Samento della spalla. e della clavicola. ed acquista il s uo valore serueiotico qmmdo in un soggetto, nella pienezza della. salute e f>Onza alcun fenomeno. morboso obiettivo, si manifesta. una. emottisi, alcune volte anche asstti loggera. o costituita di pochi sputi sanguigni. Segno BaccetU : consiste nel diminuito movimento d ell'angolo Sltperioro e interno della scapola dal lato colpito riS!)Otto a quello sano c he si rivela nel paziente seduto, colle braccia incrociate in avanti in modo da. essere rilasciati quanto pitl è possibile i muscoli della. spalla.. L'A. aveva osservato che tale anisocronismo fra i movimenti dogli angoli su· pero-interni delle scapole è evidente nollo forme inizialis.">ime nelle qutl.li possono mancare o essere incerti i sogni clinici obbiettivi ples.siruetrici, ascoltatori e palpa.· tori. St!f/no dii, Boeri. È dato da una ipertrofia compensativa dello sternocleidom~ stoideo del lato sano.
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Segno t» Boixa. È dato da una ipot.rofia dei muscoli della cintura scapolo· omerale del lato malato. Heinz Blwnen richiamò l'attenzione sulla asimmetria che talora può esistere fra. i due cingoli sca.pola.ri a. causa. delle differenze piil o meno grandi nello sviluppo delle parti (muscoli ed ossa) che li compongono. Ne è incerta
la ~enesi : V ltlpian e Ra.imond la spiegano con un meccanismo analogo a. quello delle a.miotrotie artropa.tiohe, Durante e Kippel ammettono una. degenerazione retro· Jlrada. del nervo irritato, Bianohini l'attribuisce ad un'alterazione riflessa delle col· lule del midollo spinale, Hutinel e Queirolo a veri processi nevrotioi. Segno di Conca,to. È dato da una atrofia del fascio interno dello sternoolei· clomastoideo del lato colpito. Segno di Espina y Oapo. Consiste nella persistenza della impronta. che la· sciano le dita, lo stetoscopio od altro oggetto che prema nella regione apicale colpita L'A. affermò essere W\ tale segno molto frequente nelle forme tubercolari iniziali ; Rummo lo ritenne di scarso valore. Segno eU Godlin, È dato dall'as:<Jenza di peli nel cavo ascellare durante la pu· bertà come espressione di tubercolosi latente. È un segno molto discusso e pare di valore relativo. Segno clt ReviUet: è il rientra.mento inspiratorio della regione sopraclavicolare che può notarsi nella tubercolosi apicale per diminuita. funzionalità dell'apice. Sintomo acrominale d.d Kuthy. Fu descritto dall'autore nel 1910 ed è ritenuto im~orta.nte pe.r la diagnosi precoce della tubercolosi polmona.re. Esso corrisponde quasi a quello di Baccelli e consiste nel diminuito movimento dell'a.oromion del lato col.o ito nelle profonde inspirazioni rispetto a quello sano. La ragione di questo sin· t omo va probabilmente r10ercata. nella diminuita. mobilità del lato malato prodotta da infiltrazione e da sclerosi polrnona.re. Fenomeno d.el r-itardo crociato det movimenti reapira-tori. È stato descritto dal Turban e consiste in un "ritardo della espansione inspiratoria che si os.~Jerva da. un lato in corrispondenza dell'apice e dall'altro in corrisponde~ della base polrnona.re. Tale fenomeno si rileva quando nello stesso tempo esiste una infiltrazione dell'apice di W\ lato e postumi di pleurite nella base del lato opposto. Segno del trapezio. È dato da un incurvamento, una ipotrofia ed un abbassamento del margine del cucltlla.re. Fu descritto dal Federici. Tale alterazione va congiunta coll'altro sintomo eU Boeri che è dato da una dolorabilità alla pressione nella regione dell'apice e che va ricercata. e mediante la pressione dei pollici, contemporanea, simmetrica, nelle regioni sopraclavicolari. Il contegno del trapezio è cosi significativo nella tubercolosi iniziale da rivestire perfino delle caratteristiche elettromotrici per lo più consistenti in una ipereccital;>ilità fa.radica monolatera.le (Roumaillac) ; in una obliquità di ascesa, oscillazione dei vertici come pure in una caduta meno rapida. del periodo del rilasciamento (Lafolla). Segno del rifleaso scapolo-toracicc. È stato studiato da Collin e Zola controllando i risultati con l'esame acustico, plessimetrico e ra.dioscopico. Gli autori hanno constatato che nella tubercolosi apicale il riflesso soapolo-tora.cico è esagerato nel lato affetto rispetto a quello sano, che esso è costante nella maggior parte dei casi, che nel periodo iniziale è talora un segno precursore. Non si troverebbe nel periodo cavitario, nelle affe1ioni polmonari acute non tubercolari e nelle affezioni tuberco· lari delle ghiandole trachea-bronchiali. Anisomastia. È data da una disuguaglianza della mammella rilvelabile speoie nelle donne con un rimpiccioJimento dell'organo dal lato della lesione. È frequente anche negli stati iniziali. Cartolari, GllSJ>erini, Iness e Sorgo che hanno studiato il fenomeno l'attribuiscono a<i a.ltera.zioru dei nervi trofici della mammeUa. P alpazione. Con tale mezzo di indagine si possono riconoscere la àtminuzione della eapamione dell'apice affetto e l'aumento, in corrispondenza di esso, del fremito vocale tattile, più facile a percepirsi verso il margine del trapezio. Molto raramente si può constatare la presenza d1 uno sfrega.rnento pleurico, e cioè in qualcuno di quei casi in cui la pleurite secca ha preceduto o accompagna lo sviluppo della. t11bercolosi. Di piil, in qualche caso, la p ressione digitale nelle fosse sopra cla vico lari p rovoca la. tosse (Concato); ma questo segno, secondo Ma.ra.gliano, d' ordi · nario manca e, secondo De Renzi, può essere dovuto a cause ben diverse. Palpando
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la regione sotta.acellare, o meglio, penetrando colle dita sotto il cavo ascellare e strisciando sulla. parete toracica fino a. raggiungere il primo spazio intercostale, pigiando dolcemente e contemporaneamente ai due lati sui muscoli del l 0 e 2° spazio intercostale, secondo Jacono, si può determinare un vivo dolore o w1a leggera dolenzia. in uno v in arnbedu6 i lati e il r~:~purtu uniù.LLen~lt1 parlerebbe per wta lesione apicale iniziale nel lato corrispondente. Goglia. ha richiamato l'attenzione su quanto può offrire la. palpa.zione della. fossetta di Morenheim. In questa piccola. zona il pa.renchima. polmonare è separato dall'esterno da un esile strato di tessuto e presenta qtùndi le migliori condizioni per riconoscere i minimi cambiamenti semeiologici capaci di indicare le più leggere lesioni der polmone. Colla. palpa.zione si ottengono i migliori risultati. Con essa., afferma l'A., si rileva il dolore provocato alla semplice pressione e le modificaziorù del fremito vocale tattile. È necessario, per avere i migliori risultati, comprimere contemporaneamente colla punta dell'indice i due lati osservando se in uno di essi manca. il dolore alla pressione. In caso neg ativo si deve esercitare un massaggio col pollice su entrambe le fossette per vedere SO' si risveglia una sensazione dolorosa. Se questa si manifesta, si può sospettare la lesione dell'apice dolente. Il paziente deve restare in posizione di attenti con le braccia aderenti al tronco. E così per apprez· zare il fremito vocale ta.ttile, si appoggiano le p unte dci due indici nelJe sue fossette e si invita il paziente a pronunciare la parola 33. In condizioni fisiologiehe non si notano differenze nei due lati ; se invece in un di essi si ha un rinforzo, e tanto più se dallo stesso lato si è ottenuto il dolore provocato, il sospetto di lesione dell'apice viene ad es.<>ere avvalorato. L'A. dice che il valore di questo sintomo per la diagnosi precoce della tubercolosi polmonare è superiore a qualsiasi altro, salvo al murmure vescicolare aspro circoscritto al punto di ipofonesi in altra regione, e che esso, M· sociato ad altri segni e sintomi come la tachicardia, i fenomeni vaso-motori, la instabilità termica, ecc., permette la diagnosi precoee della tubercolosi polmonare. Sintomo di Pottenger : COil.'!isto nella consto.tazione alla p ressione di una. rigidità muscolare e di Wl8. maggiore resistenza nei muscoli che giacciono al di sopra di un tratto di pleura o di pa.renchim.a polmona.re in preda. a processo flogistico cronico. Si può riconoscere anche alla semplice ispezione perchè, per effetto della contrat· tura. che piu frequentemente interes.c;n. i muscoli stemoc]eidomA.<JtoidAi A g li scaleni, si ha Wl8. inclinazione della t-esta verso il lato affetto o un abbassamento del capo in avanti in caso di affezione bilaterale. Tale rigidità muscolare corrisponda ad un'attiva concentrazione tossica che sopravviene quando il muscolo si trovi e contatto con una lesione tubercolare attiva, mentre nel caoo di antichi proces.<si ero· nioi poco attivi o latenti si avrebbe a che fare con vere trasforma.zio1ù patologiche del muscolo colpito. Un esame accurato col sussidio della pa.lpazione permette di ri- · conoscere l'una condizione dall'altra. L 'importanza di questo rilievo semeiotico, afferma Queirolo, appare evidente se es.<Jo può servire, secondo l'opinione emessa anche da Wolf-Eisner, per il riconoscimento di un focolaio morboso e sopra.tutto per la. differenziazione di un focolaio attivo da uno inattivo, differenziazione che pre· senta assai spesso delle difficoltà. Il suo valore è tanto più notevole in quanto esso corrisponde, nelle diverse sue modalità, alle diverse fasi della lesione anatomo-pa· tologica. svolgentesi nel polmone o nella pleura. Sintcmo del frenico. Si ricerca premendo il nervo sul suo decorso sul muscolo scalano. Tale pressione provoca una dolorabilità irra.diata. che non si ha mai, a dire di Fortunato che ne riclùa.mò l'attenzione, nelle lesioni polmonari non tu ber· colari, mentre, pur non essendo molto frequente, quando si trova è indice di tm processo tubereolare perchè si riscontra solo in individui affetti da tubercolosi ~rta o molto fondatamente sospetta e propriamente di lesioni pleuritiche. Anche il Regot «J ourna.l de médicine de Bordeaux-, n. l O, maggio 1921, ha fatto oggetto di sue speciali ricerche tale sintomo. Egli ritiene che esso sia m o lto precoce tale quale la zona d'allarme di Chauvet-Sergent e che sia quasispecifico dellatubercolosi polmona.re. Brugi, viceversa, dopo averlo ricercato nei vari stadi della tubercolosi polmonare ritiene che tale sintomo sia l'espres.'lione di un processo tubereolare ma non iniziale, bensl in pieno sviluppo: esso sarebbe quindi presente quando la sintomatologia. del male è cosi ricca da poterne fare anche a meno per procedere alla diagnosi di tubercolosi.
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Sinu>mo eli Mautrtni. L'A. nel 1925 ha richiamato l'attenzione su un sintomo molto frequente a riscontrarsi nelle lesioni tubercolari apicali inizialissime (90 %). Esso è dato da un dolore che si provoca palpando, anche dolcemente, nella fossa minore sopraclavicolare. Si rice.r ca esercitando colla punta dell'indice una media pressione nella regione carotidea e più precisamente lungo il decorso del fasoio nerveo-vasale del collo cominciando dalla fossa sopraolavicolare minore. Ad un certo momento ci si imbatterebbe in un punto dolor060 che, nella maggior parte dei casi, è situato neU'àmbito della fossa indicata ma che talora. può anche rinvenirsi a metà l unghezza circa della regione carotidea. Secondo l'autore, tale punto doloroso non si riscontererebbe in altre affezioni polmonari dei lobi medi ed inferiori, ma solo esiste nelle lesioni apicali. Il Maestrini sulla scorta di numerose con.siderazioni anatomiche e fisiologiche, ritiene che per la. patogenesi di tale punto dolorifico si debba ammettere che dal polmone malato partano continuamente stimoli per la vie afferenti del simpatico, mediante i rami comunicanti con il plesso cervicale superficiale, si portino alle radici spinali, indi ai centri grigi dei riapettivi centri rnidollari ove arrivano pure gli stimoli sensitivi provenienti dalla superficie cutanea della stessa fossa sopraclavicolare minore. Non mi consta che tale sintomo eia stato constatato e confermato o meno da altri autori. Ad~itt t linjangitt sopraclaviuln-t. Si ricerca palpando dietro la clavicola e contro il margine dello stemocleidomastoideo. In caso di processo iniziale di tuberco)osi polmonare si riscontra spesso un ganglio a.llungato. di varia gmndezza, oppure un piccolo tronco decorrente lungo il margine posteriore della clavicola. PtrCU6.nOne. Tale mezzo di indagine può riuscire negativo sia che essa venga eseguita comparativamente sia topograficamente, e specie nel primo esordire del male, quando le ~ranulazioni sono disseminate o si mantengono centrali (SéEt . P erò in molti casi il suono del lato affetto è meno chiaro e meno pieno della norma. ed a tonalità più elevata. Il rilevare una vem, marcata ipofoneei in corrispondenza dell'apice è eegnp molto importante, ma piccole differenze si possono trovare anche indipendentemente da una infiltrazione tubercolare e particolarmente per effetto di enfisemi. CoUa percussione inoltre, nei casi in cui l'adenopatia è spiccata anche nel periodo incipiente, si può conatatare la presenza di una piccola ottusità,. in forma quMi quadrata. ai lati della colonna vertebrale (per 2-3 centimetri da ogni lato) ed in alto. Anche la specie dei movimenti degli apici polmonari ha un valore diagnostico. L'apice del polmone si muove in uno spazio limitato in avanti dai muscoli ecaleni, indietro dai mus.cC\Ii lunghi del capo e del collo, e, data la ristrettezza di questo angolo scaleno-vertebrale, la motilità dì esso è cosl piccola che in pratica, nella posizione normale del corpo, non può essere presa m considerazione. Altrimenti avviene quando la ricerca venga eseguita essendo il tronco e la nuca piegati in avanti. Koranyi ha provato infatti che il polmone ammalato, avendo perduta la sua e lasticità in se~uito ad infìltra.z ione, non può seguire la deformazione che subisce il torace nell'incurvamento, e che questo fatto può essere messo in evid enza ~ià nelle affezioni dell'ilo e dell'apice. Se s i percuotono col metodo di Goldschneider gli apici dei due polmoni, essendo l'ammalato in posizione eretta, essi possono ancora trovarsi nella medesima altezza, mentre facendo inclinare ilcorpo in avanti, l'apice del lato ammalto si rivela più basso di quello del lato sarto il quale invece rimane allo stesso liveUo di prima (rispetto alla colonna vertebrale). Combinando la percussione con i movimenti respiratori s i trova inoltre, secondo J . Kolomen e F. Korufeld (Deutsch. Med. Wooh., A. 48, n. 43, 27 ott. 1922, rip . dalla Rif. Med. pag. 65 ; 1923) un altro sintomo oon.siatente nella maggiore ampiezza dei m ovimenti respiratori dell'apice malato. Questo fenomeno dipende dal fatto che la diminuzione di elMticità del polmone malato, mentre impedisce a questa di seguire i mutamenti di posizione, non è sufficiente ad impedire che esso si sposti nelle pro· fonde inspirazioni; n e segue che facendo inspirare l'ammalato piegato in avanti, il polmone sano, che con il movimento si è spostato in alto, esegue una escursione relativamente piccola, mentre quella dell'apice ammalato, rimasto indietro, è molto più ampia. Se però esistono aderenze pleuriche questo movimento inapiratorio manca o è incompleto. Segno di G. De Mmtty. È detto anche d ella ipersonorità di compenso ed è dato da una ipora.ttivitil. compensativa di zone circostanti a tratti di parenchima polmo-
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na.re divenute per compressione impervie all'aria. Tale segno è stato validamente confennato dal RondopouJos, Grasset, Fernet e Sergent. Segno eli Riviere. È dato da una modificazione di suono plessico ben delimitata del torace, costante nella forma e nella posizione e sarebbe compresa in basso fra. le apofisi spinose della. 5• e 7• vertebra dorsale e in alto fra. quelle della 1a e della 2• vertebra. Lo smorzamento è p in marcato verso il lato del polmone affetto o di quello ove maggiori sono le lesioni. Si ricerca così : si inizia la percussione dal limite infe· riore pa.rtendo dalla zona di risonanza normale ed essa deve essere piuttosto debole poggiando fortemente il dito che fa da ples.<>imetro sulla parete toracica.. n cambiamento di suono di percussione nella sua altezza ci indica il limite inferiore che si segna. Si procede poi ugualmente dall'alto verso il basso sino al linùte superiore che poi si segna e si fa il controllo se la porzione della zona corrisponde a quella accennata. Per evitare errori durante la ricerca p ercussoria attribuibile a cambiamento di suono negli atti respiratori, si invita il paziente a sospendere temporaneamente la respirazione come, per aumentare la risonanza toracica, si può stimolare la cute con strofìnazioni o con cloruro di etile. L' A. afferma che detta zona. di smorzamento non solo si trova in tutti gli stadi della tubercolosi polmonare ma anche nei primissimi quando gli altri metodi semeiotici avevano dato risultati negativi. Segno di CoBta. È dato da una alterabilità del suono apicale di percussione nella inspirazione profonda che si può riscontrare nelle apici ti tubercolari. ABcoltazione. Prime a manifestarsi sono le modificazioni più o meno spiccate del respiro normale descritte dal Grancher. Esse consistono in un affievolimento del rumore vescicola.re in coincidenza con la in.spirazione : esso sarebbe dovuto alla. localizzazione dei tubercoli alla periferia dei piccoli bronchi così da diminuire la J>ermeabilità. Ma è da notare che, se esiste il fatto nelle lesioni precocissime di natura tubercola.re, esso da Besançon e da altri è stato segnalato in diversi processi morbosi, ed anche qualche volta, in condizioni normali. Esso acquista · valore, per la tubercolosi, se esiste in coincidenza. con altri fatti che fanno sorgere il sospetto di queeta malattia, e specialmente con condizioni generali capaci di dare allo stesso un valore specifico. Importanza ben maggiore, afferma Queirolo, e valore ben più sicuro hanno le modifìcazioni acustiche del rumore vescicola.re nella fase espiratoria : una espirazione prolungata ed aspra è segno di un maggiore addensamento, infiltrazione o sclerosi, del pa.renchima polmonare, fornito così di una maggiore capacità di suoni. In alcuni casi ai può notare il respiro interci.so : questo è segno aAAai precoce e delicato di una lesione iniziale del polmone. · D'ordinario i rumori anormali (ronchi e rantoli finissimi) nel primo inizio sono rarissimi e talora anche"l'attenzione più profonda non riesce a ricercar li; talora si percepiscono durante un solo atto respiratorio e soltanto nelle prime ore del mat· tino. In qualche caso si riesée solo a constatare la. presenza del cosidetto «rantolo orale» (Galva.gni); se Si avvicina infatti l'orecchio alla bocca dell'infermo quando compie una profonda inspirazione, talvolta si percepisce lo scoppio di qualche DnisSima bolla di cui non si ha alcuna traccia coll'esame ordinario. Infine per la concomitante o pregressa pleurite, si può qualche volta ascoltare la presenza di un rumore di sfregamento pleurico, e il più delle volte nelle fosse sopraspinose, molto raramente nelle regioni infra.clavicolari (Maragliano). . Ho detto che i rantoli fìnis..'!inù sogliono non essere rilevabili all'inizio della le· SJOne apicale : ma essi possono talora es.'!ere risvegliati mediante prove dette di arrecchimento come subito dirò. · Prova. di iocluro. È basata sulla capacità. dello jodio di produrre fenomeni congestivi a livello di presunti focolai morbosi tubercolari incipienti. Tali focolai di· -verTebbero più attivi e quindi di facile rilievo. Detta prova è valorizzata anche dal Maragliano. Lo joduro agisce come la tubercolina ma con questa differenza che mentre questa dà origine a dei fenomeni generali, a dei disturbi della cinestesi, talora impressionanti e sompre sgradevoli, quello farebbe sentire la sua influenza solo ~ui foc?l~i di infezione. Somministrando, pertanto, per qualche giorno una B?lUZio~e d1 Joduro ed esaminando poi al mattino il paziente, si rileverrebbero 11mtom1 ascoltatori là. ove prima nulla si rilevava.
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Prova alla tiroidina del Landolfì. L'A. partendo da sue speciali ricerche e da quelle di Leone e di Franco sul sondaggio potenziale endocrino, ha suggerito un nuovo metodo di indagine fondato non solo s ulle modifiche e.scoltatorie ma anche palpatorie, t>leasimetriche e radiologiche minime quando si sensibilizza l' infenno colla tiroiclina ri uscendo spessissimo ed emettere un.o. d iagnosi precoeissima di tubercolosi po lmonare iniziale. La p rova si effettua cosi : si somministra all'individuo sospetto una o due tavolette di tiroidina (equivalente ognuna a gr. 0,30 di ghiandola fresca) per 15 giorni consecutivi. Se dopo ciò, osservando giorno per giorno, si riscontra qualche piccola modificazione nelle indagini semeiologiche indicate, si è faoilmento in presenza di un individuo malato d i tubercolosi ; qualora viceversa tale indagine fosse negativa e tali fossero anche la prova d ello joduro, d eU'emetina, dell'autosierodiagnosi, ecc., si può asserire, secondo l'A., che il paziente è sicura mente sano. Zom: D t ALLARME. Zona d'aUarme di Ohauvet-Sergem. È situata n ella parte interna d ella fossa sopraspinosa. Tenendo il sog~etto con il t ronco in avanti, come consiglia il Koranyi, colla percussione ai delimita una piccola zona, dell'ampiezza d i una. v ecchia moneta da cinque lire d 'argento, nel punto medio di una retta che congiunge il centro d ello spazio intervertetu'ale t ra l'ultima cervicale o la p r ima dorsale con il tubercolo della spina della scapola. Tale zona è frequentissima a ri· levarsi nella tubercolosi a?icale iniziale. Zona d'allarme eh La.ndolfì. Corrisponde in gran parte a quella d i Chauvot-Sergent p rima della quale fu descritta. E data dalle modi.fie&%ioni di suono che si riscontrano percuotendo in alcuni tratti della regione ap icale. L'A. d escrisse 6 punti e p rooi.Samente il p unto • A • situato ad un centimetro al disotto della clavicola, sulla verticale passante nel t ratto di unione del 3° interno coi */3 esterni di q uest'osso ; il punto • B • situato sulla stessa linea p recedente, ma un oentimetro l)l di sopra della clavicola ; il punto • C • d eterminato dalla inserzione della line& acrornio-ma.stoidea colla linea che unisce il p Wlto A al D; il punto cD» corrisponde al centro della linea tirata dall'aorornion all'apofisi spinosa della 2& vertebra dor· sale ; il punto • E • situato sulla linea erniclaveare ad un centimetro al disotto della clavicola ; il pWlto • F • ch e si trova all'indontro d oll'aorornion o a l disbpra della linea aoromio-corvicalo. L'A. affermò che i primi 4 punti sono i migliori o che per· cuotendo ora debolmen te ora fortemente in tali punti si r iscontrano delle differenze di sonorità, specialmente se la percussione è com, arata, che fanno presumere una lesione apicale. Z ona d'allarme eli Franco. P . M. Franco, n el 1920, richiamò l'attenzione sopra speciali con.<Jtatazioni che egli avevo. comp iuto· studiando la semeiologioa del cavo ascellare. Egli affermò che in caso di tubercolosi ap icale· iniziale, nel ca vo dell'a scella., si può osservare una depressione ad ogni p rofonda Ìri.Spirazio.no, ipofonesi plessica., respiro interciso. espira.ziono p rolungata, Q timbro talvolta soffiante. rantoli a minime bollo e molto sonore (consonanti del Co.ntani) : tutto ciò p uò no· tarsi spesso quando riesca negativo l'esame della superfieie anteriore e posteriore del torace. Lo s tudio slù cavo ascellare fu fatto anche dal Fanelli il quale, n el 1924, ri· ferì della e.~istenza di una zona compresa. tra la linea toraoo-addomina.le o le ascel· lari anteriore e posteriore la quale sarebbe dolorosa negli individui affetti da tu ber· colosi a;->icale omolaterale.
• •• ~ Sono questi i sogni ed i sintomi che mi è stato possibile raccogliere a proposito d ella tubercolosi apicale iniziale nell'adulto e ritenuti utili per una diagnosi precoce. l n cenno por altro meritano le inda:;cini radiologiche che ra'lprosentano talora un · valido a •1-.ilio allo indagini semeiotiche. l ~'tDAOtNl B~IOLOOtC BE . Alla radioscopia polmonare, a parere della m~iorao· za d ei olini<'i o dei radiologi, si assegna da qualche tempo in quà, un notevole valore someiolo~ico per la d etermina.zione di una lesione iniziale polmonare. Merklen af.
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ferma essere la radio.'3COpia un mezzo sussidiario diagnostico che nei casi dubbi non deve essere trascUJ'ato. " Si dànno dei casi, dice il P erussia, inizia.lissimi di tubercolosi nei quali scarsi ed incerti sono i risultati del metodo radiologico, in tutti i casi insufficienti a stabilire con sicW'ezza la diagnosi, e per nulla superiori a quelli di altri metodi chnici o di laboratorio. In questi casi, se si ha ben fondato sospetto clinico di tubercolosi polmonare iniziale, non vale assolutamente il reperto radiologico negativo a fare escludere tale diagnosi. n più delle volte, in casi di tubercolosi iniziale, soprattutto se localizzato ancora. all'ilo, può l'esame radiologico avvalorare notevolmente il sospetto clinico, conferirgli talvolta. il carattere di assoluta certezza, talora anche essere il primo a svelare l'esistenza della tubercolosi, altrimenti del tutto ignorata•. Sono gli apici polmonari le zone in cui comunemente si iniziano a preferenza le ri· cerche radiologiche per la straordinaria precocità. delle loro altera:,doni. Però non sempre la trasparenza è talmente diminuita. ri<:~petto all'altro lato o in ambedue i lati da poter essere giudicati. Si consiglia da alcuni radiologi, fra cui l'Adorni, di ricorrere a degli artefizi fra i quali l'• artefizio di Bittorf •· quello di Arton e quello di Krenfuchs. D primo (artifizio di Bittorf) consiste in ciò : Si conducono a zero le resistenze e qu,indi si ricominciano ad aumentarle sin.o a raggiungeillimiteprimitivo della precedente radioscopia. Aumentando l'intensità radiogena, gli apici si fanno più chiari e si nota allora con molta chia.r ezza che l'apice leso offre un ritardo nelle permeabilità. dei raggi, Il secondo (artefizio di Arton) è fondato sull'aumento della. trasparenza dW'ante la inspirazione. Se vi sono zone lese o infiltrate, questo fenomeno non si nota e queste zone rimangono immutate nella. loro trasparenza.. Il terzo (artefizio di Krenfuchs) ha lo scopo di differenziare le lesioni del parenchima. polmonare da quelle proprio della pleura. Durante la radio::;copia si fa tossire il paziente : se l'apice si rischiara, la opa.cità che prima. esisteva era. di origine pleurale, nel caso inverso si ha. a che fare con lesioni polmonari. Bianchi attribuisce molto valore a tale artefizio. Egli afferma. che l'assenza dell'illuminazione impx·ovvisa dell'apice all'acme del colpo di tosse è il segno radiologico più noto fra. i rilievi p re· coci della infiltrazione apicale. Oltre la. trasparenza. viene invocato, per la. diagnosi precooe, la. constatazione del reperto di abbassamento di un apice. Il Perussia. (citato dal Guarini) è del parere però che non si debba tener conto del rilievo se esso è solo radioscopico perchè chiunque possegga. pratica di raggi X è convinto della impossibilità di determinare con esattezza sullo schermo fluorescente una. differenza di livello degli apici polmonari. Sulla lastra radiografica. invece, eseguita con scrupolosa esattezza, in mod~ da ottenere la perfetta simmetria delle parti, è più attendibile una constatazione d1 diversità di altezza dei due apici, per quanto ancor qui sia necessaria. molta prudenza nella. valutazione del sintomo. Oltrechè su~li apici, l'attenzione del radiologo va portata sulle regioni ilari. Prescindendo dalle a.denopatie, bisogna ricordare, afferma. il Gua.rini, come l'ombr~ dell'ilo possa. apparire di una intensità map:~iore del normale. Questo atUnento di intensità è noto come possa precedere quella polmonare, secondo quanto è stato ammesso da molti autori fra i quali, per i primi, da Rieder e da. Rosenthal di 1\iona.co, specie nei tubercolosi all'inizio e molto precocemente. L'ombra dell'ilo polmonare, continua il Guarini, si mette in evidenza per un aumento della opacità. e per la scomparsa dello spazio chiaro ; il corpo si allarga e le strie, che costituiscono le cox:na.. perdono la. lo.r o caratteristica forma perchè si allunga11o molto, sia superiormente, sia inferiormente, a seconda del predominio del processo patologico. Le strie che partono dall'ilo, secondo il Ba.rion (citato dal Gua.rini), non costituiscono un segno pa.tognomonico perchè si possono trovare in molte infiammazioni bronchiali e peribronchiali, però egli ammette che la loro constata.zione ha. grande importanza in un malato affetto da. tubercolosi. Lo Sturtz ritiene che queste strie nei tubercolosi a.ssumono un aspetto di om. bre cordiniformi, che si dirigono verso l'apice, e presentano lungo il decorso degli ingrossamenti nodulari. Queste strie dello Sturtz pare che abbiano una. grande imoortanza. per la. precocità. nella diagnosi di tubercolosi polmona.re. I piccoli noduli hanno tendenza ad avvicinarsi, a confluire. conferendo al polmone del tubercolotico un aspetto ma.rmorizzato. Questo fatto, afferma. il Guadni, che anche egli ha oosta.n· temente trovato nella tubercolosi clinicamente incipiente. spiega il perchè del valore che i clinici dàrmo all'esame dell'apice. Radiologico.mente, invece, il l o segno della
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tubercolosi incipiente viene dato appunto dalla propagazione vel'SO l'apice delle strie dello Sturtz. L'Alessandrini è di opinione che le strie sono sempre constatabili in tutti i processi iniziali polmonari e le divide in tre categorie: 1° strie moniliforme, che sono le .meno caratteristiche per un'affezione tubercolare. Ma allorquando i nodulini si rilevano molto vicini l'uno all'altro o assumono la grandezza di un grano di canape, possono ritenersi caratteristiche di un proceeso tubercolare. 2° Strie varicose, le quali sono costitwte da ombre linoari per lunghezza e spessore e che ricordano nella loro struttura. i cilindri urinari. 3° Strie granulari, le quali sono costituite dal progredire dello stadio precedente per cui il polmone appare disseminato di piccole ombre non molto opache che vanno dalla grandO'Z.za. di una capocchia di spillo ad un granello di canape.
L'Alesslllldrini ritiene che queste strie di peribronchite siano costanti nella tubercolosi polmonare incipiente. Il Mendes (citato dal Ouarin.ii) ha fatto notare che tali str ie possono tTovarsi anche in individui normali. Egli si domanda se non possono rap presentare postumi di lesioni dell'a ..,parato respiratorio, le quali siano p888Bte inosservate o che p ossano dipendere da cause che sfuggono alla nostra osservazione. In ogni modo, conclude il Guarini, si può affermare che nei tubercolotici si notano precocemente delle modificazioni delle ombre ilari che consistono in un aumento della opacità della regiome ilare, che si accompagna alla scomparsa dello spazio chiaro. · Una certa importanza dànno infine alcuni autori, fra cui l'Adorni, al nntonw di Wtlliam8 il quale si osserva paragonando l'emidiaframma dei due lati e rnisuran· d o ortodiagraficamente l'incursione dell' uno e dell'altro in eerirazione ed inspira· zione p rofonda, e segnalandone le differenze. Le. mobilità cie lato malato ri9ulterebbe sempre minore di quella del lato sano. Béclère ed Assmann ne-gano a tale sin· tomo ogni valore per la dia~osi precoce della tubercol08i polrnonare; Perussia è d ella ste6sa opinione perchè ritiene che esso non dimostri altro che esiste un osta· colo a lla libera espansione del polmone o per un prooesso di sclerosi o per otturazione dei bron chioli : il fatto stesso che si t rovi spesso nei tubereolotici dimostra solo che vi è una complicanza. p leurica. Il Granducheau, pur non schierandosi de· ciHamente fra i contrari , dice che la constatazione d i tale sintomo raj)prosenta solo una preeunzione in r iti in favore di una lesione pleuro-polmonare e che la s ua assenza non infirrna nulla. n Guarini trova an oh 'egli che tale s intomo n on merita speciale considenzione tanto p iù che esso può dipendere d a varie cause clinicamente e r~~r diologicamente constatabili.
• •• È chiaro che non tutti i sintomi ed i sejlni esposti debbano risoontrarsi in ogni malato :ma è pa.rimente ovvio che basta il rilievo di alcuni di essi, di quelli che ven· gono riconosciut.i come i più importanti, per poter formulare in tempo utile n on solo una diag nosi di natura e di sede. ma anche di fase della malattia.
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RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE Organizzazione e funzionamento del servizio sanitario In guerra nell'eserc!to tedesco. ,Rivista militare italiana, n. 9, 1927). Il servizio sanitario militare presso l'Esercito tedesco é organizzato come segue: Ogni reparto di truppa. dispone di ufficiali medici, sott'ufficiali e personale di sanità. Le compagnie di fanteria hanno 6 portaferiti ; le compagnie mitraglieri lancia.bombe e pionieri ne hanno 4; le batterie di artiglieria. 2; le rimanenti truppe impiegano alcuni uomini di truppa come allievi portaferiti. Ogni combattente è provvisto di due pacchetti di medicazione e di un piastrina di r iconoscimento, che viene portato attorno al collo. I sott'ufficiali di sanità. ed i portaferiti hanno in dotazione una tasca di sanità ed una borraccia con bevande di conforto ; gli ufficiali li\edici un astuccio con strumenti chirurgici. I battaglioni di fanteria hanno un'lllllbulanza. con 9 barelle ed un carro per materiale sanitario (4 o 5 barelle e 2 zaini di sanità). Sul can;eg~i? _ba.g~g~ vengo_no ~rasportate le coperte per i ~alati. . . . . A~ ogru diVISIOne di fantena vtene AS.qegnato un grnppo dt formaz10m sa.mtarie di campagna. In genere, ogni divisione ha una o pi4 compagnie di sanità:
RlVlSTA Dl T E:CNICA E S ERVI ZIO S A.NTTARIO .ICLITARE
l -3 sezioni autoambulanze ed l o 2 osp edali da campo. La com pagnia di saniti\ si può dividere in 3 plotoni; ogni plotone ha 3 carri ambulanza, un carro di sanità con materiale e medicinali vari, un carro bagaglio con tenda, una cucina ro tabile, un carro vettovagliamento. Ogni carro ambulanza può trasp ortare 4 feriti sdraiati e 3 seduti, ovvero 11 seduti. L'ospedale da campo è divisibi.le in 2 p lotoni; ogni plotone ha utensili e materiali sanitari per la cura di 100 malati o ferit i. La sezione autoambulanza si compone di un ufficiale, 26 soldati, l O a utoambulanze, una autovettura, un autocarro, una motocicletta, 5 rimorchi ambulanza. Ogni autoa.mb1ùama può trMp<>M~ 4 feriti sdraiati ovvero 8 seduti. n rimorchio-autoambulanz3. può trasportar e 2 feriti sdraiati o 4 seduti. Più s ezioni autoambulanz'l costit.uiscono un reparto autoambulanza. D servizio sanitario durante le marce e negli alloggiamenti si svolge colle seguenti modalità,. Duran te le maree di una grande unità, a l momento in cui si SERVIZIO DI SANITA
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arriva alla tappa, si B.ssa.no dei «posti di raccolta d egli ammalati •· A q u esti posti vengono poi fatti affluire gli ammalati che devono essere lasciati indietro quando si riprende la marcia. Se la grande unità pros gue la marcia, gli ammalat i vengono invi.ati ai reparti o sgombrati su gli stabilimenti militari. In vicinanz.a. del nemico i reparti di sanità devono essere integralmente disponibili. Durante le soste, si costituiscono infermerie locali, oppure ospedali locali; al disimpegno d el servizio d ebbono possibilmente coacliuvare gli stabilimenti sanitari d el luogo. Proseguendosi ravanzata, gli ospedali locau , vengono sciolt i o d ati in co:1segna alle truppe sopravvenienti o alle autorità di retrovia. Durante il combattimento i repart.i impiantano uno o più posti di medicazione (fig. l ). La loro dislocazione deve ossere resa nota alle truppe. Essi devono essere stabiliti alla minima distanza possibile dal campo di battaglia e, quando il terreno lo consenta, coperti alla. visto. ed al tiro nemico. Se non è possibile impiantare i posti di medicazione o p rocedere subito allo sgombero, i feriti devono essere curati sul posto, utilizzando il materiale degli zaini di sanità e costituendo c nidi per feriti •· La compagnia di sanità impianta il p osto principale di m edicaz.ione ; in esso i feriti vengon o curati con maggiore tranquillità. Circa la sua dislocazione, valgono
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BJ;VISTA DI TECNICA E SERVI ZIO SANITARIO MlLITARE
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gli stessi criteri indicati per i posti di medicazione dei reparti; in genflre, esso deve essere in posizione più arretrata. I porta.feriti e le carrette delle compagnie di sanità. si spingono fin sul luogo dell'azione, o nelle immediate vicinanze; i portaferiti e gli allievi portaferiti raccolgono i colpiti sul campo di battaglia., oppure sgombrano i posti di medicazione dei reparti. Il trasporto dei feriti dai posti di medica?.ione delle truppe al posto di medicazioni principale è fatto con le carrette dei reparti combattenti e con quelle delle compagnie di sanità, nonchè con le carrette isolate e con le colonne vuote di ritorno provenienti dal fronte. Per non ingombrare i posti di medicazione principali con i feriti che sono in condizioni di camminare, vengono costituiti dalle truppe combattenti e da quelle di sanità., in vicinanza del campo di battaglia e delle grandi vie di comunicazione, dei posti d i ra{lcolta per feriti leggeri. Gli ospedali da campo vengono impiantati fueri della zona di combattimento, possibilmente in abitati; essi prendono in cura i feriti sgombrati dai posti di medicazione o provenienti eccezionalmente, per altra. via, dal campo di battaglia. È vietato alle truppe combattenti di procedere per loro conto allo sgombero dei feriti. Gli ospedali da campo, dopo il combattimento, devono mettersi in condizioni di seguire di nuovo le divisioni. Qualora ciò non fosse possibile, essi dovranno essere sostituiti da rm ospedale da campo sopravveniente oppure dalle sezioni per· sonali per gli ospedali di guerra. Eventualmente viene fatto rmo scambio di ma· teriale. Le autoambulanze servono, sia per il rapido sfollamento dei post i principali di medicazione, sia per lo sgombero successivo dei feriti dagli ospedali da campo sugli ospedali di retrovia e s ulle ferrovie. Quando è possibile, servono anche per sgombrare i posti di medicazione delle truppe. Le sezioni autoambulanze, assegnate al gruppo ùi formazioni sanitarie divisionali, sono ripartiti dal medico divisionale a seconda delle necessità del momento. Su richiesta degli ufficiali medici, i veicoli vuoti e le colonne di rifornimento possono essere utilizzate per il trasporto degli ammalati e dei feriti, sempre quando il loro itinerario non v enga troppo allungato. Quando si prevede w1a forte affluenza di ammalati e feriti verso le stazioni ferroviarie e verso i luoghi di imbarco per via acquea, il Comando di annata costituisce, colle sezioni di trasporto ammalati e feriti ad essa assegnate, dei posti di raccolta ammalati e feriti. I feriti e ammalati, ricoverati nei posti di raccolta suddetti. vengono sgombrati a mezzo di treni ospedali, trem per ammalati e feriti leggeri, o con navi ospedali e navi da trasporto per ammalati e feriti leggeri. I treni ospedali possono trasportare 200 uomini sdraiati. Gli sgomberi ferroviari e per via acquea vengono concordati tra le autorità dei trasporti e le autorità sanitarie. • Gli ammalati e feriti che non possono essere tra~portati vengono ricoverati n egli ospedali di guerra, che le armate impiantano con le sezioni personali per gli ospedali di guerra ad esse nssegnate. Nelle retròvie vengono istituiti dei convalescenziari, ai quali sono addette delle compagnie di servizio da convalescenziari. La cura degli ammalati affetti da malattia infettiva viene fa tta negli ospedali da campo e negli ospedali di guerra per contagiosi. P er il rifornitnento dei materiali sarùtari, i corpi d'annata e le divisioni dispon· gono di autocarri per materiali sanita.ri. I reparti vengono forrùti di medicinali e materiali sanitari o dalle compagnie di sanità, o dagli ospedali da campo, o dal medico divisionale; le formazioni sanitarie vengono riforrùte a cura del medico · divisionale. Nelle retrovie vengono impiantati parchi sanitari. E ssi contengono mate· riali sanitari, di medicazione apparecchi e strumenti chirurgici, medicinali, utens ili e .materiali diversi, occorrenti o.lle truppe ed agli ospedali. I po.rchi sanitari forniscono pure veicoli di sanità, strumenti ed oggetti in dotazione alle singole formazioni sanitarie. All'inizio della guerra mondiale l'organizzazione dei servizi era, all'incirca, l a seguente:
RrVIST:\ DELLA. STAMPA MEDICA lT.\LlANA E STRANIERA
L'armata ed il corpo d 'armata erano le due grandi unità. logi.stiche che provvedevano ai rifornimenti ed agli sgomberi dell'esercito; la divisione n on aveva quasi ingere112a nell'organizzazion e logistica. Ad ogni corpo d 'armata su due divisioni venivano assegnati mezzi ippomobili con accentuate caratteristich e di magazzini mobili; alle armate maga.zzini, parchi e d epositi a terra e mezzi di trasporto automobilistici ed ippomobili. Per quanto riguarda l'organizzazione dei servizi della zona di operazione, ad ogni corpo d'armata veniva assegnato un comando d ei treni ippomobili ed un comando delle colonne munizioni. Il comando dei treni aveva. - normalmente - alle proprie dipendenze : L 'equipaggio da pont.e di cv•·po d 'armat.a.; 2 colonn~ forni da campo; 6 colonne di provianda (cariche in genere di viveri di r iserva); 7 colonne parco viveri carreggiate; 2 infermerie quadrupedi; 12 ospedali da campo da 200 letti. Alle divisioni non erano assegnate che l o 2 compagnie di sanità. ed un equipaggio da ponte divisionale. Il ser vizio delle tappe era organizzato in modo preesoohè analogo a quello prebellico dell'Esercito italiano ed il servizio d ei trasporti per via ordinaria era accentrato presso le armate e prefiso i corpi d 'armata. All'inizio della campagna, all'intendenza generale a alle intendenze di armata furono assegnati reparti automobilistici. Essi erano in genere costituiti da un tipo specia le di treno automobile militare, composto di un autocarro da 4 tonnellate di carico utile e da un rimorchio da 2 tonnellate. I t rasporti automobilistici venivano considerati in genere come sussidiari delle ferrovie, ed il corpo automobislist ico faceva parte. insieme al personale ferroviario e telegrafico, delle truppe delle comunicazioni. . PIANEGlANI.
RIVISTA DILLA STAMPA miCA ITALIANA E STRABIIBA B I ETTJ . -
Trattato di oftalmojatria (Milano, Istituto editoriale scientifico, 1927),
In questo t rattato l'A. si è proposto di mettere in evidenza l'anatomia patologica d ell'occhio, facendo seguire alla descr izione dei caratteri clinici delle singole &ffezioni quella delle rispettive alterazioni ed in particolar modo dei reperti istopatologici che servono a far meglio con oscere l'essenza delle manifestazioni morbose che si osservano in clinica. . L'opera, corredata da. numerosi disegni, per la rnas.'3im& parte originali, è divisa in cinque p arti : la p rima. tratta dei principi fondamentali di anatomia, fisiologia e terapia oculare; la seconda comprende l'esame obiettivo dell'occhio e della fUll2ione vis iva; nella terza sono descritte le malattie dell'occhio e degli annes.'3i; nella quarta le anomalie della refrazione e dell'accomodazione; la quinta finalmente, dedicata alla. chirurgia oculare, svolge le operazioni che si praticano più frequentem ente sul globo oculare e sugli annessi. n trattato del Eietti, oltre che colmare una lacuna nella cultura dei giovani, che non possono apprendere dal cort~o di anatornillo patologica le alterazioni oculari, costituisce un testo italiano di oftalmojatria veramente moderno, pratico emeritevole della p iù larga diffusione. BACCARANt. -
Tubercololti post·operatoria (La riforma medica, n. 21, 1927).
L 'A. riferisce che esiste una varietà. d i tubercolosi che può tenere d ietro qualche volta ad atti operativi ed alla quale perciò bene conviene l'appellativo di tubercolosi post-operatoria. Questa forma p articolare di tubercolosi si osserva sopratutto in quei casi esemplari, n ei quali il fegato ha mostrato segni di p atimento: cosicché pare ragionevole ritenere che il meccanismo di ria.ccensione delJa tossinfezione bacilla re debba ricercarsi nella mancata linea di difesa della gianduia epatica . Un'o-
RI\'JSTA DF:LLA f'T .1~1P . \ )lf:Dll'A lT.\LIA:-;A F. !"TH \:SII·:R.\
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poterapia epatica largo., generosa, prima e do!)o gli atti operativ-i. può sembrare consigliabile e logica in quo!:(l'inferrni noi qnali vi ò qualche rn.!-(iono por s:;ospettare
che possa ravvisarsi -
DE NAPOLI. -
per la via del fega.to -
la tossin.fezioue tubercolare.
SfUisn e amo-re nella dta degli nomini e degli animali. (Fratelli
Bocca, T orino, 1927). L'El(\"regio nostro collega. ora ispot.tore dcnnosi!iloh'I'afo centmle. in quest'opero. podero,.;a, frutto di hmgo studio e ml'dit.ttzione e di pazient.e lavoro, ha. trattato l'importante e delicato argomento d•1lla sessuologia. in Of.rni suo piì:t minuto particolare. . L'opera è divisa in due volumi, orcli.nata in 17 cap itoli. con una larghissima bibliografia di olt re mille autori consultati. Nel primo volume sono esaurientemento svolte, s upert\ndo brillantemente o.g ni scabrosità. lo. supremazia della vita animale. il mist.ero e la bellezza della riproduzione, le armi d"nmMe, la tr<'neraziono e voluttà., il sesso in rapporto ai sen.c;i. a lla societi•, itlla j:!uerra ed ulla reli.l!ione. al mntrimoni.o. con speciale riguardo alla sterilità, al ì\11\lthusiani;;rno. all'mtgoniea. alla visita prernatrimoniale ed all'educazione Sl'i<Sualt'l. N'el secondo volume sono ltw!!arnente discusai gli importanti problemi della prostituzione noi rigLmrdi del regolt~rnoutari smo e abolizionismo, le anomalie e le malattie degli organi genit.ali, le a.nomalìe sessuali e la profilassi delle rnt\lattie colt.iche. D lavoro ò preceduto da una rna,rrnifìca prefnzione di Au!..rusto l\iurri. il qualG afferma • essere opera meritoria il cm·care collo studio no.t.uralistico di ridurre al minimo i danni innumereyoli che prosicdono alla ftmzione sessuale~ . Ed a questo importante contributo di pr()hlemi moderni della scs,:;noloji:ia non mancherà il meritato successo, non solo nella cla.sso medico., ma anche in quella più va'Sta degli educatori. sociologi e legislatori. Tecrr-ie eziologiche c patogenetiche clei tumo·r i (• :Ncoplo..,:;rni ». Istituto sieroterapico milanese, 1927).
RoNDONI. -
Nell'oscuro campo 1loll'origine dei t.umori : < i delimitano alcuni punti di repere: la causa ùei tmnori non si può dLre del tutto ignota, se possiamo dimostrare agenti chimici, fisici, mecet\nici, pa.ra.ssitari da un lato, e riconoscere cause interne dall'altro. Per spiegare la insorgenza dei tumori i trattati classici ricorda110 : l o Teoria irr·itati·v a : Ammette le più svariate cause esterne : dai traumi piccoli e ripetuti alle azioni chimiche (p. es. del catrame) e comprende lo stimolo cronico esercitato da taluni S.$-!;onti parassito~ri (esc.lusi g li specifici); 2° Teo-ria Oohnhehn-Du7'Ctn.te (gorrni ombrionar·i aberranti); 3° T ear ie cellulari (sono ipote:si istogenetiche più che e7.iologiche) ; 4° Teorie injettive specifiche (ora alquanto di.scw~se). P er spiegare lo sviluppo dei tumori, oggi si ammettono concljzioni diverse, obbligate o no, n ecessarie o facoltative. E,:;se debbono essere appw·ate tlella dignità e posizione reciproca e classificate in modo corrispondente. Secondo queste vedute si. riconoscono ora : a.) Co11diz·i oni esterne necessarie. Catramatura, azione di cet·ti parassisti sui tessuti (spiroptera nei ratti) ; trawni cronici (ratti alimentati con ruvidi chicchi di avena); gli effetti di certe radia· zioni; b) 1'\'lcmumti di8poncnti loca.li e geMrctli.- Ct·ea.ti questi ult.imi dalla stessa azione esterna e provenienti da cause diverse endol!ene (ereditarietà.) od esogene. Purtroppo però per molti tumori (e fra essi cancri e sa.rcorni dell'uomo) non si è per ora. trovata una causa. che s ia veramente necessaria ed obbligata. Ma il fatto che ben conosciamo molti gruppi eziologici (che possiamo far rientrare nell'àmbito della teoria irritativa. in senso lato, condi:r.ioni esterne obbligate), capaci anche sperimentalmente di provocare la. insorgenza di tm twnore, ci permette rngionevol· mente di ammettere anche per i tumori, ancora non eziologicamonte noti, la. pre· senza di agenti causali (forse tali da costituire gruppi nosografici divers i). Circa il meccanismo patogenetico. occorre rilevare subito che esso è oscuro anche dove è chiara la. eziolog ia. Le molte ricerche che sono stn.te fatte e che si fanno a questo proposito possono raggruppo.rsi secondo tre pl'i.ncipali direttive : Embriologica, culturale, biochimica. 4 - G1.ornale di medicina militare. - Fw;o. :XI.
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R l\"I ST:\. DELLA S T :\l\t:PA Mf:DlCA lTALTANA E STRANJF:RA
l. Ricerche embriologiche: Hanno come presupposto le molte analogie esistenti fra cellule neoplastiche ed embrionarie. L'A, ricorda le esperienze di Spemann (antideterminist.e). gli studi di Deelmann, desumendone dati per potere ammettere che le cellule influenzino altre cellule inducendovi modificazioni inquadrantesi o no alle esi~enze organismiche. Ricorda poi le esperienze di innesti embrionari {a scopo di dimostrazione e sostegno d ella teoria di ~hnheim-Durante) fatte da Askanazy, Fichera, Freund, Rondoni e quelle di Bologolowy, da tutte le quali, se ci viene qualche lume sulla genesi dei tumori benigni, nulla o ben poco possiamo ricavare circa i maligni. Sono recentissime le osservazioni di Carre! e ì\lurphy e Landsteiner, che avrebbero riprodot to con una certe. frequenza lo sviluppo di saroorni in polli inoculati con giovanissimo materiale embrionario omologo e trattati poi con arsenico, indolo o catrame. Si confermerebbe così la necessità. di uno stimolo esterno, senza del quale neppure cellule embrionaH potrebbero divenire cellule neoplasticbe.
2- Ricerche cuùurali : Le. cultura in vitro delle cellule neoplastiche è difficile, In cultura esse perdono presto ogni carattere di malignità. (5-12 giorni, Erd.mann). Il plasma d egH animali affetti da tumore conterrebbe qualcosa (Ens maHgnitatis, Teutshlander ) che faciliterebbe il mantenimento delle proprietà. neoplastiche. Oltre che in questo p lasma è stato osservato anche che le cellule neoplastiche si sviluppano meglio in plasma di animale omologo. In base a queste difficoltà. di sviluppo Herzog riaffermò la teoria di Borst: « trattarsi nei tumori piuttosto di malattia cellulare che non di spostamento delle forze intracellulari ». Esperienze molto interessanti in questo campo sono quelle di CIUTel Partendo dai tumori prodotti nei polli, come sopra si è detto, avrebbe trovato che il filtrato di questi ttunori p uò trasformare una cultura di monociti in un vero sarcoma.
del quale assumerebbe l'aspetto e che iniettata al pollo lo ucciderebbe con sarcoma diffuso- Sarebbe così stato dimostrato che cellule normaH possono fuori dell'organismo trasformarsi in cellule neoplastiche. 3. Ricerche &iochimiche : a) costituenti minerali ; il rapporto K jca.. parrebbe proporzionale alla. mali~tà. del tumore (Watermann). I Ca-ioni avrebbero funzione antiochica (Schade); b) costituenti organici. Nelle cellule neoplastiche è stato riscontrato un alto contenuto in glicogeno ed un aumento dello N incoagulabile di fronte al proteico (processi autolitici)_ Oltre il potere autolitico v 'è anche potere eteroHt ico verso i tessuti normali (fermenti proteolitici). L'autolisi sarebbe accelerata da vari metalli : di qui la metalloterapia giunta fino alle recentissime comunicazioni di Blair Beli sull'impiego del Pb colloidale. L'A. ha riassunto anche recentemente le scoperte del Warburg e dei suoi allievi, che videro come in grandissima part.e il glucosio sia utilizzato dalle cellule neoplastiche con un processo anaerobico di glicolisi con formazioni di a cido lattico (riscontrato nel 1910 dal Fuloi in gran copia nei tumori). Tali fatti in ultima analisi. rimettono in onore vecchie constatazionì fatte dagli autori sulla. importanza dei carboidrat i n ello sviluppo dei tumori. A questo proposito sarebbe s tata descritta
anche una certa azione ritardante della Insulina sullo sviluppo dei tumori da innesto. Ricerche sul ricambio organico complessivo dei oancrenosi : dal punto di vista biochimico la cachessia neoplastica non ha caratteristiche sue proprie- Dal gruppo di r icerche sul ricambio si potrebbe forse dedurre che la cellula normale si trasformerebbe in neoplastica quando le venissero offerte condizioni di anaerobismo ; c) azione di materiali chimicamente meno ben definiti. Est.ratti od autolizzati di t essuti vari, alimenti con più o meno principi vitaminici, sostanze armoniche (qui potrebbero anche rientrare le indagini immunitarie). Nel tessuto neoplastico vi sarebbero sostanze eccitanti la sua proliferazione ed altre che la inibirebbero- L'azione delle prime ostacola la utilizzazione di quella delle seconde. Dopo aver esposto numerose, interessanti esperienze di vari autori, l'A. concludendo su di esse. dice « Potremmo pensare che un fattore di squilibrio ce llulare che porta alla. p roliferazione neoplastica sia in processi lipolitici implicanti lesioni delle membrane cellulari e quindi modificazioni del tipo metabolico delle cellule stesse ». Egli si è pertanto domandato • Possiamo ottenere un consolidamento delle membrane cellulose modificando i lipoidi organici nel senso di ottenere una antilipolisi? • e sta attualmente cimentando tale idea. I primi risultati confortereb-
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RIVISTA DELL'\ STAMPA MEDICA ITALLL"'A I'! STHA.'HERA
bero la sua ipotesi dt lavoro • Le alterazioui precancerose della pelle del padiglione auricolare ~mbrano essere in massima meno spiccate nei conigli trattati con lipoidi e siero di maiale, cioè presumibilmente immunizzati contro i lipoirli •· Non v'è chi non veda la importanza di tali ricerche. La biochimica ci promet· te ulteriori progressi nel campo eziologico e pato!!'enetico. Anche nel caso del sarcoma di Ruos dei polli (che prima era ammesso da tutti come Ricura. origine infettiva) ci si deve orientare veTl!o la ammissione di un quid, non vivo veramente; ma riproducendosi via via che si riproducono le cellule in de~enerazione che lo formano (Ens malignitatis). Saremo dunque al confine fra chimica e biologia, fra agenti chimici ed essere viventi, fra enzimi e microrga11isroi ; si aprono nuovi e meravigliosi orizzonti alla indu.gine ed al pensie1·o filosofico. CASELLA. -
La tem.peratura d~ll'aria up~rola nel canto. (Valsa! va. n. 5 ,927).
L 'A., rammentato come le prime ricerche esatte stùla temperatura dell'aria espirata siano state fatt~ da Galeotti, dallo Scaffidi e da Borkan. riferisce i risultati deUe sue ricerche della temperatura dell'aria espirata nel canto in due tenori, tre bassi, tre baritoni e tre soprani. Inoltre. a titolo di paragone. egli ha. fatto ricerche suUa temperatura dell'aria espirata dopo un'ora di fatica muscolare (ginnastica) in 12 giovani militari, robtL->ti ed allenati. 1° La temperatura dell'aria. espirata oscilla nei vari sog~etti fra i 34°.2 e 350,7 (temperatura ambiente: 23o, 27"); • 20 La temperatura dell'aria o.q pil'ata aumenta nel canto, nelle seguenti proporzioni per le varie voci : bns.'lo 0°6 O, baritono oo 7 ; tenore 0° 8 ; soprano 10 2; • 30 La temperatura del corpo a.ttmenta col canto con una media di oo 2, ma il rapporto fra aumento di temperatura dell'aria espirata. ed aumento di temperatura del corpo non è costante ; 4o La temperatura ambiento influisce su quella dell'aria e><pirata e quando la prima aumenta, anche la seconda aumenta e viceversa ; so La temperatura dell'aria espirata subisce una notevole diminuzione, specie se al lavoro succede un' abbondante sudorazione. Il fatto potrebbe essere posto in relazione con gli effetti della sudoraziono, cioè con lo. va:rocostrizione e conseguente diminuzione della temperatura del polmone e ro.ffJ"Cddo.mento dell'aria. in esso contenuta.
BALLA DuccEsCRJ. - L<' jm•ina di sojn nella nlimet~ta.zione u11uuw.. (Atti della. Società. medico·chirurgica di Padova, marzo, 19:27). L'A. riferisce i risultati dogli studi compiuti nell'Istituto di fisiologia. di Padova sul valore nutritivo del pane confezionato con il lO % di farina di soja, che contiene oltre il 50 % di sostanze azotate (proteine): questa primtt. comunicazione riguarda il ricambio d ell'azoto. Furono soggetti di esperimenti sei individui adulti normali, di differente classe sociale, i quali durante 4-6 giorni s i alimentarono e:.cl\L'>ivamente con pfl.ll.e di soja, salvo l'aggiunta di piccole quantità. di burro, di caffè, di zucchero e di vino. La quantità media giornaliera del pane ingerito fu di 739 grammi. Que.;ta alimentazione fu benissimo tollerata, i soagetti continuarono le loro occupazion.i e due di essi aumentarono di peso. Si studiò il bilancio azotato degli alimenti, delle feci e delle urine; ad un ù1troito gener ale medio giornaliero di gr. 16.24 di azoto corrisposero òei valori di alimentazione azotata. per le feci, che oscillarono fra ~r. 1.92 e F.T· 3.54 equivalenti, nei s ingoli individui, ad un minimo del 14.75% e ad un ma.,4'flo di 21.53 di perdite di azoto con le feci (media gener a le del 16.77, corrispondente ad una assimilazione dell'83.23 % di pane ingerito). Qu6.'1te cifre indicano una ut.ilizzazione nutritiva uguale a quella delle migliori qualità di pane di frumento. Il bilancio azotato delle urine, rispetto agli ingesti. r isultò positivo in due soggetti, molto pros..c;imo all'equilibrio in altri tre E' mostrò un deficit non molto sensibile in uno dei s oggetti. C~>ncludendo : il pane co:1tf!nente il l O % di farina di soja.. elaborata dopo la. e<Jtraz1one dell'olio dai semi, è perfattamente digerito ed utilizzato dall'organismo umano.
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RIVI STA D !::I.LA S TAMf'.-\ liEDlC A ITAL.JA..'iA 1': STRANlER.~
, ALOT'l'J. -
1l volmne del cu~Fre a4 roggi X. (Atti della Società m edico - chirurgi<' a
di Padova, m e.r-.to, l 027)
L 'A. espone i r·isultati di numerose ricer<'he radiologiche volumetriche del cuore, ese~rui te con i vari metodi di Bru::rs<'he, Seigel, Ro~i. ecc.. e ne ana)jzza le cause di erroro che portano, n el 40 % ùei ca.<>i, a di~parità di giudizio s ull'indice cardiaco co"tituzionale. Qu~te causA gli sono staw confennat.e an<'he in ricerche su cuori cadaverici, dei quali ha poi determinato il volumA vero. L'A. espone un suo m etodo rli volumetrica cardia,ca, dimostrando, con preparati anatomici e con nwnerose p roiezioni, l'esattezza dei calcoli e la differenza notevole con nlt.re ricerche d i AA. tede.qcJti e itaUani. Il metodo semplice e rapido si ba.~a ~ul volume doll'eli.c,$oide, calcolat-o con elementi ùi elisse ruotant e, nei qual\ si può scomporre la .,;uperficie ortodiagrafica telero.diografica ùe1 cuore. Aggiunge che in v ivo, p er iJ di verso orientamento del cuore, variabile nelle posizioni e da individ\10 a individuo, il metodo s i è mostrato s empre di .notevole 6'lat.tmza per la .,;ovrapposizione dei punti fondamentali di ricerca ed il compenso dei va.Jori degli a.<;.<;i, e ne dimostra in vario modo e con proiezioni sovrapposte la vericidità. Concl ude nel ritenere, data la s emplicità e rapidità del metodo, possibi le la sua introduzione nella pratica radiologica, e stabilisce che il volume de} cuore in vivo, fino Ad oggi mon definito, poss.a ritenersi eli cc. 500, con una mw;simo di G50 ed un minimo di 400. Sulla disinfezion e chi mica degli eacreati tttbercolari freschi ed umiçli. (• Tubercolosi •, fase. J , 1927).
VETrORI-TOì\1111ASJ. -
La q uec,tione della. dis infezione chimic.a. degli escreati tubercolari b-aschi e wnidi è ancora praticamente imoluta, poichè la difficoltà di tale disinfezione subito apparsa dalle prime ricerche di Schill e Fischer (1884), non potè essere su.perata neUe numerO$e ricerche succe:;.<:ive. L'A. pa.s sa in ri,,ista le proprietà. e il potere disinfettante (valutato sempre anche dal punto di vista pratico) delle varie sostanze proposte, che si possono dividere in vari gruppi : disinfettanti che a~cono per l'o~igeno, altri che agiscono per gli alogeni, acidi min erali, ba.qi alcaline, sali metallici, sostanze organiche della serie gra..'<l"a, sostanze organiche aromat.iche. Nelle su e esperienze, condotte coD metodo rigoroso, ha voluto accertare se e in quale misura l'azione disinfettante del fenolo venga. rafforu.\ta dall'aggtùnta di sali neutri ; stabilire l'attività della Clora.mina T ; controllare le esperienze di Sampiet-ro col Peiodolo. L'A., mentre da un lato può sicw'8Jllente stabilire che la Cloramina T, pure in forte con centrazione (20--10 %). disinfetta solo in otto ore uguale quantità di escreato, e che il P eriodolo l %è ins ufficiente aUI\ disinfezione per un contatto tra l e 3 ore, propone e calde~ia l'u.r-o di soluzionj salino-feniche (con N a Cl e oon Nà S 0) rivelatP.Si ottime in condizioni sperimentali, s icm·e e p iù rapide di ogni altro disinfettante. CovA. -
ToracoacoP'ia. Operazio·ne di .TacobeU8. (Milano, S. A. StucC'.hi-Ceretti, 1927 ).
L'A. si è proposto in questa pubblicazione di ofh-ire un testo che pos.<>a servire di guida pel medico e per lo s tudente, che intendono apprendere la tecnica della toracoscopia e della operazione di Jacobeus : e in questo intento è certo riuscito. Nella prim.a parte sono illustrati il toracoscopio, la tecnica per il s uo uso pratico, gli inconvenient-i d el metoùo e i mezzi per evitarli. ll?articolare interesse present.ano i dati s ulla anatomia topografica del cavo pleurico, sul reperto endotoracic-o n onnale e patologico di esso, visto col toracoRcopio. Casi clinici ben esposti, chiare tavole e nitidi fotogrammi d il nno al lettcore uita visione esatta di quanto s i rilevR nell'esame d<-lla pleura, sii\ in condizione nonnale, che nei <'asi patologici quali si p ossano nella pratica presentare. Uno Bpeciale rima·rco merita l'illu"trazioue de1 differenti quadri che RÌ possono riscontrare colla toracoscopia nella varietà dellle pleuriti. L'operazione di Jacobeus è illus trata nella sE'conda pa.rte del lavoro: dal punt-o di vista istrumentario, tecnica, metoùo di applicazione s ua nella prat·i~a clinica, incidenti, docor:so poitoperativo, complicazioni.
RIHSTA D ELL A STAMì'A MEDICA lTALL-\.:.'>A E ST1V...'\JERA
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L'intervento alla J acoheus, una vera e ntile conquista complemental'e nel campo della collassote rapia, è noto e pure studiato in Italia. Varie pubb li~azioni sono già compnn<e sull'argomento. L 'operazione alla J acobeu.., ha posto al patologo nuovi e importanti problemi, problemi che hanno re::<o l'intervento, non s olo di interesse curativo, ma anche di conquista di nuove cogrùzioni che avranno una. notevole importanza nel campo della collas.«otcrapia. :Mancava nella letteratura medica nazionale una. pubblicazione crit.ica di as::deme e l)ersonale, atta a dare del m etodo una. precisa v isione, ed e. questo scopo cotTi><ponde b t'lne il lavoro dell'A. ; lavoro reso ancora. p .i ù interessante dalle storie cliniche, dett.agliate e metodicamente esposte, che vi son~ allegate. Nwom:. FoussAL E MiUUSSAL. médicales, n, 4, 1927).
Cwre ioJ.iche e tubercolosi polmon<t1'e (L es scienccs
Gli A.A. riportano prove numerose dirette a. illum i11are il q llestito dibattuto se nelle varie forme di tubercolosi polmonare la somministrazione dello iodio s ia giu stificata o m eno. Le prove inducono a queste conclusioni : nelle forme con lievi movimenti febbrili (inleriori a :~8°) la sonuninistr azione di iodio (tintw·a o iniezione di iodio mvaria forma) può dare risultati bt•oni e q\lindi può recare giovamento. Per contro llelle forme evolutive con movjmenti febbrili appena discreti è conveniente astenersi dalla somministrazione di un preparato iodico per iniezi6ni endomuscolari . Quest o ult,imo sarà sempre ben tollerato : il che invece non si verifica. con un P.reparato sommin istrato per bocca.. WINTE.RSTEIN . -
Le fratture deZ primo mr:tacarpo (Schweìz. medizinische W och.en -
schrift, n . 9, 1927 ). L'O. descrive, in base all'osservazione di 200 casi, le diverse forme della frattura del primo metaca.rpo. Quest-e fmtture non sono rare, all'opposto di quanto vien r itenuto in generale. Nell'SO % dei casi è lesa la base dell'os.«o; seguono in ordine di fNquenza col 29 % dei casi la fJ·att,u·.a uJnovola.re intrarticolare, e col 25,5 % la frattura tra.':l,·ersale della base. Le fenditure longitudinali sono rare. Nei giovani con epifisi ancora aperta le frattme presentano spesso un quadro analogo : di frequente è associat<> ad esse il dis tacco dell'el)ifìsi. HA.Bs. -
In.tossica.zion.e saturnina da permanenza di proiettili (Deutsch. Zeit.schrift fiir Chirurgie, vol. 200, 1927). .
L'O. riferisce il caso di un soldato che aveva riportato fin dal 1870 una ferit.a. alla natica, con permanenza di due proiet.tili di cha!:lsopot. Nell892 questi vennero estratti e nell9ll cominciarono a manifestarsi :'lintomi di a vvelenamento da piombo. L'esame radiografico, allora praticato, rivelò la presenza nelle parti profonde della ferita di due scheggia di p iombo. delle dimensioni di un fagiolo. Riporta. inoltre un altro ca..<;o osservato nell' ultima guerra di ferita da. fucile di fanteria belga riportata nel 1914, in corrispond en:r.a. del bacino, con permanenza. del proiettile. D opo 10 anni comparvero fenomeni di intossicazione saturnina dall'articolazione dell'anca e nel 1926 venne asportato il proiettile, insieme ad uno strat<> di osso ed a. porzione d ella capsula. Riferisce infine altre 19 osservazioni raccolte dalla letteratma., e con riferimento a q uesta numerosa ca.suistica t ratta della patogenesi, biologia e terapia dell'intossi cazione saturnina, concludendo in base all'esperienza sulla durata dello stadio di incubazione di queste forme che tali manifestazioni si iniziano, di regola, dopo un decennio. · La dieta prima· e dopo gli a.tti operatcm. (Sch'~>eizerische mediziniscbe Wochenscqrift, n. 13, 1927).
BAUMA.o."'l. -
L'A: attribuisce grande importanza alla cura dietetica., prima e dopo gli atti operativi, sia in ra.ppO<rto all'introduzione degli alimenti, s ia riguardo all'evacuaZlOne dell'intestino. Di solito, un regime, che sia. abbondante prima dell'opera2.ione
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RI\' ISTA DELLA ST.urPA :MEDIOA lTAL IAN.~ E STlU.NIERA
e scarao dopo, indebolisce il pa'tiente eccessivamente : specialmente agli operati deboli e di età avanzata si può senza pericolo prescrivere grandi quantità di alimeutL L'A, somministra, al più tardi due o tre ore dopo l'operazione, thé carico od una leggera mucilaggine: è utilissima l'acqua di calce che può venire anche be· vuta mista a thè. Anche dopo le operazioni suUo stomaco (gastroenterostomia e resez.ioni), come pure dopo le operazioni suUa cistifellea e dopo le laparotomie per ileo o per peritonite, l'A. permette l'introduzione di liquidi a cucchiai, già cinque o sei ore dopo l'atto operativo. D opo tuttele grandi operazioni sull'addome debbono venir somministrati al paziente liquidi, e due volte al giorno si praticherà un ente· roclisma abbondante a goccia. L'A. pratica di rado le infusioni, al mattino del secondo giorno s omministra delle sostanze capaci di regolare la defecazione, ma prive di a zioni dra<Jtiche, e solo in casi rari ricorre all'olio di ricino, alla peri. staltina, al neohormonal e ad altri medicamenti analoghi. WILLCOx. - Terap ia delle afjezi.oni reum:~tich,. anno 1927).
(The Practitioner, n. 710,
n reumatisma cronico riconosce sempre il suo fattore etiologico in qualche infezione cronica. Esso dunque richiede per un completo e razionale trattamento il riconoscimento del focolaio priiuitivo, la sua rimozione completa e la stimolazione di una salda immunità. La. sepsi dentaria, le infezioni intestinali, tonsillari ed uretrali (gonococciche) stanno al primo posto fra detti fattori patogeni. Si deve quindi innanzi tutto ricercare quale fra queste condizioni sia presente per poter opportUnamente ·intervenire. E l' intervento deve essere radicale, perchè l'infenzione deve essere a fondo a.tta.ccata, ca.mbattuta e vinta, se ci si vuoi mettere al riparo da ulteriori recidive e peggioramenti. Attuato quindi il trattamento causale, la idroterapia sarà di grandissimo vantaggio ; questa invece, da sola, potrà dare solo lievi e transitori miglioramenti, senza impedire il sopravvenire di riacutizzazioni. Essendo le infezioni del colon presenti nella quasi assoluta maggioranza dei casi di reumatismo cronico, i lavaggi del colon o la cura di Plombières, ripetuti due o tre v olte per settimana, potranno dare ottimi risultati, specialmente nei casi di lunga data.. Quando il colon è largo ed atonico, la somministrazione di mezzo ome. di pituitriua prima del trattamento riuscirà vantaggiosa. Gli antisettici intestinali, come il carbonato di guaiacolo e il sa.lolo, si dimostrano notevolmente efficaci. La. tintura. di iodio (prepara ta. secondo la farmacopea francese, cioè senza. ioduro di potassio), somministrata in acqua o in latte (cominciando con cinque gocce per giorno e gradualmente aumentando) tre volte a.l giorno dopo pranzo sembra essere assai ben e indicata : probabilmente essa agisce come stimol&nte della tiroide ed anche come antisettico gastrico. La flora. intestinale può essere vantaggiosamente ridotta con la somministrazione di latte fermentato da microrganismi produttori di acido lattico. Efficace riesce anche il trattamento locale delle articolazioni colpite con misure idroterapiche, applicazioni calde, calore radiante, ionizzazione, diatermia. n massaggio e i movimenti attivi e passivi sono indicati solamente quando l'infiammazione. è completamente cessata. La stimolazione dell'immunità generale del corpo con la elioterapia a rtificiale o con bagni di sole b en regolati, riesce assai spesso utilissima. La dieta deve essere di alto valore nutritivo e ricca di cibi contenenti vit-amine, l'alcool deve essere evitato. In a lcuni casi la endocrìnoterapia può riuscire utile, come p er es. piccole dosi di glandole tiroide o para.tiroide. La. proteiuoterapia con iniezioni di peptone o di vaccino tifoido · ha. dato finora sfavorevoli risultati, l'autovaccinoterapia invece dà sempre ottimi risultati, essa però deve essere condotta molto prudentemente, facendo uso di piccole dosi di vaccini piuttosto deboli (mai oltre i 5 milioni per· eme.).
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Ili praussi n!Mii ftlflllli 1111 DimiiH etatralt di salilà aililtra ~Il 1° Il 31 0H1bre 1921). ALEsSANDRIA. Maggiore medico GJOROIO CBtABRERA: Sop1·a un caso di congestione polmcnare. L'O. prende occasione da un caso di congestione polmonare per trattare questo gruppo di affezioni. Dopo breve discussione sull'anatomia patologica espone quali siano i concetti moderni della malattia., sia nei riguardi delle lesioni polmonari che pleuriche (cortico-pleuriti). Analizl'.a infine i sintomi presentati dal ma. lato discutendone la diagnosi differenziale rispettivamente colla polmonite e colla. pleurHe e riporta 12 osservazioni di fonne analoghe, os..qerva.te nell'inverno decorso. ALESSANDRIA. - Capitano medico ERNESTO CAltPINTERI : Il signifu:ato della baueriologia lattica. L'O., distinto i fern1enti nelle due grandi categorie di organizzati e solubili, espone le ragioni per le quali i fennenti lattici possono essere compresi nelln prima. categoria., illustrando i vari caratteri culturali. P assa. quindi a considerare quali sono i fattori benefici che si vogliono ritrarre dalla. dieta. lattea. nelle malattie intestinali ed epatiche e tratta infine del meccanismo d'azione dei fermenti. Capitano medico ENRJCO LOMBARDI: Un cMo di albuminuria ortostatica.
ALESSA.NDltiA.
L'O. presenta. un caso di albuminuria. ortostatica. e ne illustra la. patogenesi, che mette in rapporto a fenomeni di stasi circolatoria e di sindrome astenica, e la. sintomatologia., soffermandosi soprattutto sulla !abilità ùel sistema nervoso vegetativo. Descx·ive quindi le varie modalità di esami per la l"icerca. dell'a.lbtuninf.\ in ortosta.tismo ed in clinostatismo e per la. dimostrazione della lordosi lombare e parla. infine della terapia., che è d'ìrrobustimento e simpaticotonica. ricostituente (calcio, ferro, arsenico, adrenalina., stricnina). Maggioro medico DOMENICO Bnu : La radiodiagnoei delk affezioni. osteo-articolari.
BARX. -
L'O., con la scorta. di nUir.ercsi radiogrammi, illustra le affezioni delle ossa. e delle articolazioni ed il loro aspetto radiologico, soffermandosi particolarmente sulle varie specie di fratture ed esiti di esse, sulle esostosi, di cui espone la. diagnosi differenziale con l'osteoma, l'encondroma ed il sarcoma e sulle infiammatorie acute e croniche osteo-articola.ri, con accenno all'importante capitolo delle epifisiti. Conclude mettendo in rilievo la. neccessità della stretta collaborazione fra il clinico ed il radiologo in questo come negli altri capitoli della. diagnostica. CATANZABO. -
Capitano medico G10v ANNI ScAMBIA: Su ù-e casi di situs t.~isce-
1'Uf1~ inverBUB;
L,O: presenta. ed illustra. dal Jato ra4iologil"O due casi di trasposizione completa dei visceri ed un caso di destro-cardia.. Dopo un'ampia 6l<posizione di tutti i casi re~istrati nella letteratura dei vari paesi, espone le varie teorie sulla genesi ~eU etero-tassi e fa rilevare l'importanza dei raggi X nell 'anomalia degli ogam cavitari dimostrando gli errori a cui il chirurgo potrebbe andare incontro trascurando tale preziosa. indagine : ed a proposito ricorda un caso del Prof. Lusena di appendicectomia, coll'appendice in posizione sotto epatica.
CC)S FEJl li:NZI!: SCIENT!fo'JCIIJ; OEOLI O!:IJ'EOALl \lll,lT.\Rl
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~L:tggiore medico CAMILLO ::'llAZZoc~;o:-a:: Sui gas asfissianti di '.ftM!rra.
L 'O., d opo a.,·e r cla.s~ifìcato i gas di guerra in ns fì'!.;ianti, vescicant i, t ossici <>d irritan ti, por ogni !!Tuppo tratta rlel meccanismo d 'azione, de lla sintomalogia, del pronto socco nw e ùella. cura. Passa quindi in rassegna i diversi mezzi di difesa sia individuali che colle t tivi tL'!oti nell' ultima guerra dagli e serciti belligeranti con ~li eff,tti rdt~ti,·i eri espone alcune proposte por la difesa d ' uno. città. del territorio nazionale attaccata d9. aeroplani con bombe contene nti gas. PALE it,~O- -
:\Ia9giore medi?O Gr~EPPE C1CCO: .Il n!l?vo in1irizzo della ~oloytG lt~ Jt~rco ta.re della dta:Jno;n precoce. · L'O. dimnstra che dallo studio d el rapporto dell'azione del bacillo e cl.el terreno orga nico v iene chiarita la pMte che spetto. ad ognuno: la terapia non deve e:<~e re piì:l. :<intomatica e rivolta c-ont ro il bacillo, m n dove tendere a rialzare la capacit1\ rca ttiva imrmmitaria rlr l terreno org,mioo. Ed anche la profilassi non 11i dove tutta. imperniare sulla guerra al bac illo. como prima, e con l'is olamento d ogli rtmrnalati, ma s i deve r endere rofmttario l 'organi.~mo alle offese del hacillo aur11entando le resis tenze del terreno organico sto..s:~o . Per la diagrlOsi precoce de lla tuborcolo >i occorre rilevare i primi segui tossiemic i d etttLti da :'llaragliano: lahilit >ì te rmica, mi11stenia, iperestesia psichica, insonnia, perturbamonti digesti,·i, cardiopalmo, dimagrimento, etc.; a lla consta.zione di tl\li se~ni clinici occorre subito aggiu ng.~re le ricerche con met-:> di biologic i noi l:"tl.ngue. 1
- :'llaggiore medico PIETRO RAMPr: U1~ caso di tetano. Premesse a.lcune conside razioni sull'cziolo~ia o s ulla s iJLtomat.ologia, l'O. presenta un caso di tetano post-sie rico monoplegico insorto in w1 militare che aveva ri portata una ferita, lacero-con tusa al ginocchio destro cd ora s tato sottoposto alla profilassi anti tetan ica. Tratta quindi della cura e conclude cho i risultati migliori si o~IRngono con la s iervtera pia. ed iniezione di solfato di magnesia. PrACJ~NZA.
P:rACE=-'ZA. - :'lfag~tiore chimico-fa rm'\cista ORE"iTE BOB.LU<é rro: L':J. soja e i suoi prod:>Ui terartpeli.ci e4 i11dustriali. L'O. d opo a,·er d"'scritto gli e lem " nti co~ titu-.mti la pian ta. parla d ei prodo tti per wro alimentare, e cioè p rove di panific-a.zione, d nlla caseina vegetale, degli olii comm,..stibili ed industriali, d ello farine alimentari per la. confezione di pane , poste e biscotti {X'r i malati di diabete e d cii<' farine alimontnri per animtLli. Conclude dimostru.ntlo i ristùtati apprezzabili. oltre il cc!!pito di guadagno eccezionale , della coltivazione di questa l('guminosa di molt i et.tu.ri di te rreni incolti e re frat tari ad altre colt ivazioni, non essendo essa attaccata da nessun parassita. TnLES"l'E, -
carcliaco.
Sottotcnente medico
At:.~::SSAN DRO
SEPPrLLI: Disturbi del ritmo
L 'A. tm tta. d ci disturbi d el ri tmo ca.rclin.co, con speciale riguardo del giudizio mcdico-legtd e militare ed ill ustra l'importan7.a. dc ll'elottrocardiogramma nella valuu~zione de lle nevrosi ca.rcliache . VE~EZrA. -
coccìca.
Moggioro medico GrORGJO S,\CCOMANI: Un caso di aettìcemia gono-
L 'O., pres~nta. un caso eli setticemia g?nococcica iu u n avier.) sottoposto a cura iut<•nf!B eli siero ant.igonococcico d ell'I. S. M. (20-30 o.o. t"\l giorno) s enza alcun distirbo anafila,ttico all'infuori di modi ca o r t icaria. D :>p:> tra giorni, la febbre o In sintorna.tologia a.nd.lrJno ced~n:to e fu fatta. qu~lch? iniezione consolidatrico di vuc('ino gonococcico (s"'rie d ebole}, in s "guito alle quali si ebbe modica febbre realtÌ\·a c st itichezza., cur il.ta con t intum. di b:Jiladonna..
DU"etw{e responsabile : ARTURO CASARINI, tenente colonnello medico. (.3814~ -
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Roma 1927 - Anno v - Stab illmento PollgTnOoo per l'Amministrazione dello Stato.
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IV C~nferenza interalleatà per r• assistenza a~n invalidi .rl guerra . (Brnxel1eS; 1920). - Relazioni ufficiali. - Un volume di p a g. 44. • • . • • • L. ·· 5 Congresso Internazionale di medicina e fannaeia militare (Bruxl'lles, 1921). -
Relazioni ufficiali de l Corpo sanit ario m ilitare i:tàliano. . • • . • •
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u Congresso Internazionale di medicina e farmacia
militare (Roma , 1923). Un volume di pag. 416 con tl'e tavole . . • • . • • • . • . • • • • • • . • • •
Atti del Oongruso - Vol. I. - Relazioni ufficiali -
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~~ ll Congresso lnternazlona.te di medicina e fannacia militare '(Roma, 1923). A1H
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del Ocmgruso. - Vol. II. - Lavori d el Congr~o e comunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . • • • . ••
IJI CongrèsSo ·internazionale di medicina e farmacia militare (Parigi, 1925). Lavori del Congresso e comunicazioni. - Un volume di p o.g. 88 .
ol IV Congresso lnte.r naz!onale di medicina e farmacia militare (Va~'>'avi a 1927). a .hsvori del Congresso e coruunico.zioni. - l.:'n volume eli pag. 116
Zi Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedalf militari. l
U n v ol. di pa g. 48 S. SALINARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Mem oria onot·ata dt:l premio R i beri. - Roru a, 1\JOO- U n vol. di pag. 320 . . . . • • • • M. CuSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . • . . . . • . •
M. CoS.ANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso I'EserCìlO Italiano - 1906. . . . . • . . . C. De CE~ ARE. Studio sulle mediast initl ( meùia.<~t.ini ti su ppura. t h·e, ascesso med1astinico) - Rom a., 1000. - Un vol. di pa.g. 144. • • • • . • • • P. lMBiUACO . Sull'aziòne degli attualì fucil i da guerra e spedalmente del fucile Italiano di pic.colo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimen t ali con 15 hwole d i fotog r:afìe e ra.djogra.fie riprodotte in foto t ipia). - Ho111a . 1903 . . . . . • . . . • • . . . . . . P. lMBRYACO . le ope!'aJ.Jonl più frequenti nella chirurgia di guerra, con I 12' figur& - Firem.c, 1808 . . · . . . . • . . . . . . . . . • . . . • . A.rtTROPOMETR.lA MILITARE. Risul~t l ottenuti dallo spoglio dei fogli sRnitarl delle classi 1859-1863; due volumi in·4° con a tlante; V o~. I (dati a·.. tro. pologici. ed etnolog ici) con a. tJ ante dolla googmtia antropologica del-
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l' Italia - Roma, 189ti . . . . . . . . . . . . . • . • . . . . . •
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Vol. TI. (Dati àemogra{tei e biologù:i) - R o ma., 1905 . • . . . . • • •
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r. BABOFEIO e C. SFORZA. Compendio di chirurgia di guerra con.pilato sulla sto~la
medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volur ni. . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• 46 -
L. BEitNARDO e G. BREZZI . Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concor~<o Riberi. 1904 - U n volume d i pag. 216 con 27 figure e tavo le gra fiche • R oma, 1005 . . • • . . . . . . 1 8 S. GAT.B-USEBA. L'Igiene delle caml alimentari. )Ianuale d 'ispezione d elle car ni » 2DA. CAS ARINt .. la fatica nella vita militare. ì\femoris prem iata al concor::~o Riberi, 1905. Un volume di pag. 330 cc;n 65 figure. - R o m a, 1908 • 1.2 A. CA S ARINt: le malattie e gli infort uni nell8 vita militare. Memoria p remia.t a al eoncot~o Riberi, 1900. Ù n 'olume d i pag . 402 con tavole gra6clte e stat isti{·he . Rom a, 1008.. . . . . . . . . . . . • . . • • 18. -
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'Giornale di medicina n1ilitare !)Huie>n~
ed Amlllinistruiont: PaU.zzo dtl Minis tero della Guerra, Via XX Sdt r nobrt
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&IJ abbo&omcn U per~onnlt .1 fi. 1'\on f\1 acet'ttano rt'cloml trascorsi trenta ~:torni dnlla •T·Pcli>.lor.t' d<>l GlornHit'. rh~ Pl t f· f.oettuo Ngol a rmcmte o l v r lmc dJ ogni mCfe. 'l'rof.Cur>o tnle t. r111ine, l la~clcc!l ridole~tl veo .l(nllo "p ~dltl ~e dl• tlonlbill. aolo a
pagomo11to.
sJgoort nbloonaU lfllll!Arl In etrctt lvlt Il di >Ct·\'lz.i o pa ghcro c &o l ' import.o dcll'nt.I.Jonnm• Jt lo. p or mezzo dt-f riRJlCttlvi oomnndJ dJ corpo e dh·ezlonl. 7. Per l POli nlf\t'ioll n ordici (dcii 'FFcrelto c dcll n M nri rn). In cp•ahu' qltl' f'OFI7ior•p F1 lro,·Jno • ammc~FO un .AllBOl'AMENTO Ct;MU LA'fl VO al niornaladi n rfd;<';.urmtl;lllrrt·•l A$!11 ,,.,,,,fi rli medici nn f1 0MI~ e r ?lrminle al prev.zo di J,. 3tl nu nue. È lnroltre anome, Fo 110 .~ BBOI' A ~l Fl'TO G. I
<' U MIJL.A'fi VO nlln..Uid~la aer~,naul im al prezzo di L. 39 ann 11e. t Jnflne a<> • me~"" u ·· A l'IlO· · l'.AME!\TO Cl!M\ 1 LA'fl \ 'O t\1 giorna.lo l ' U niverso, r .vitlta I!'OoJ::raficalllnstra •a. a l p1 ezzo di L. 5 1 ' annue. Per ottenere tnll focl lltazlonl oum ulnt ,,.e' gli abbonaLI mJlltu.rl dO\'I"anuo lor J>crv.,odra ~'iutero ·lmo'lrto oli' Anunlo!Atra.zlon e del pertorltco del pro p rto co rpo . 8. Al lib ro,! ~l fa lo ~conbo del IO per ceuto, ma soltao t o per gli abboname nti delle IJ"r so ue • doCll'll enti non militari.
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. I laYorl orll!innll, le n ote, le rlvl•te - dR1111otrrnfntl o ·~rlltl n 81/lf>n - d ~,·rno oC'cnpeNI • n solo la t o .d.,l fQirlltt, eFFer e n<'l teP! o d efinitivo <'d r•rcurntn nl('lltc <"nrr<'ttl C' rlvt·du fl •l acl!
autori. SI ro s pt-clftlo JIHttonlaod azJooe cl1e qHelli f-erlttl tt rnt\n.:- sltntu \J e ll lc~~1hiH . fH r u twl n tU
ev•tnre Ollnl dubbio <li lnt,crprctazlone. I n ca~o controrlo. In Direzione s i "eùrebi·P <'ostrc ttn a IIORpend cl'ne la pnblollcn.zione. 2. Snlvo oost e<>('.ezJonolls• lmi. In corrPztone d • llt hozzo Sllrà fAitn clnl ffi rl'rl nT.ionc anzici:Ì. •dBa'IJ Autori, per non vinco lare Il laY<>ro tlpogrnftco n~rll l nrvitnhl ll rltnrcli pn~tall. S. Le St>Cf'O p er ~:Il e~t rottl e Qu ellt' pl'r .le tn\'ole lltogra 6C'h", Joto"rnfrhc·. "''C., <'IlE' ""<'OB!· JIAll'DaBscr o le m emorie son o a enrloo d etlll a utori . · 4. Oli P~trnttl sooQ ili dii(' tipi: - T ipo A . Senu cop Prfolrn P <'Ol'ln ln'Pna1 11flftu•• • nnm~rn. · stnn~ del ru~cicolo. - Ti po B. C o n cepo:.rtlna st11mpatn, frout;espf:tio,l n opr.gjnntui'J\ <' n\llllf.tozlorie
1peolale.
. 6. Il pre zzo tlpgll estratti, per gli autori delle mem oriP elle Il tt<'h,! edsno, è N:$!Gloto dol,ln aeguente tori·!Ta.
PREZZq DI CIASCU N FOGLIO DI STAMPA.
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Tipo A .
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~Ul Rolllll, l92~ • An.u.a. V - St-ab.ili.lxuln.lo Pol.l.lP'afico. ocr l' Alllln.ioist rulo n e dcll.o St atQ,
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Pubblicazione mensile
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GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
P UB B LI C A TO DA L M IN ISTERO. D ELL A G UE RRA (0iretione centrale di aanità militare)
Giornale di medicina milita re: I 88s-x888 Giornale medico d el Regio E sercito e della Regia Marina: xBBs-x&)s - . Giornale medico del R. Eserdto: I8g6-I907
ANNO LXXV-
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Jo Dicembre
Fascicolo Xl/
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: CaMila. -
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Il metodo .Perthe•-Uudolt assooia.to alla ga.stro-enterostolll.ia. nella curo. di un
caso di gastroptosi parziale ......... . . ........ . . .............. .. ........... ... . .............. .
Pog. 6!13
RIVISTE SINTETICHE :
Sul v !ll oro delle varie reazioni n ella <liagnosl della tubercolo~i polmouare. .. . . .. . Graal. - Timo o morte ti mica. ........... . ................................................... Perrlcone. - La vaccinazione prenmtivo. antitubercolare cowe questione socio le .. . .. . .. . ..
7~ 6
lulnl. -
732
RIVIITA DELLA ITAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA • .. . . .. .. . . .. .. .. .. .. . . . . . .. .. .. .. . .. .. .
• •
74r)
CONFERENZE SCIENTIFICHE NEGLI OIPEDALI MILITARI .. .. .. .. .. .. .. .. . . .. .. .. .. .. .. . .. . .. .. .. ..
•
i43
i3fo
IIECROLOGIO....... . .. .. .. .. . . .. . . . . . . . . .. . • .. . . . . . . . . . . .. .. . . . . .. . . .. .. .. .. .. .. .. . . .. .. •• . . .. . . .. .
745
PER LE NOZZE DI DIAMANTE DEL GIORNALE DI MEDICINA MILITARE ...... . ................ . .... .
HS
INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1927....... .... .. .. .. .. .. .. • . .. .. .. .. .. . ... .. .. .. .
•
HG
DIREZIONE ED llllftiSTRIZIOftf : Palazzo del Ministerodella Guerra · Via XX Settembre - IDIA T .e le'fon l 4 3 · 2 8 3
R . T . - 21 - 9 0
R . M .
Per l e nuove no rme circa le pu bblicazion i de l lavori vedi copertin a ( 4• p'agl n a).
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medlclns mllltsre ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del M inistero della Guerra -
ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare
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I - F. Ts:sTI. - Storia retrospettiva dell'Igiene neii'Eierdto Italiano . • • l1 - Ricerche biologiche degli Umcl pslcO·flslologlcl di aviazione militare. Un volume dt pag. 236 con 46 Rgura e 2 tavole . . . • . . 111 - E. S ANTORO. - Ferite addominali di guerra - PrefQztone etei profes· sore N. Gt ANNETTASIO. - Un v olume di pag. 400 con 38 figure. IV - A. LUSTIO -A. 8USINOO. - l • gas di guerra t. Impiego ed ertettl Provvedbnentl e cura. - Un volume dì pag. 104 OOJ? tre tavole micr ografiohe a colori . . . . . . . . . . . . . . • • • • • V - A. LUSTIG. - Brevi cenm storici !lilla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale ( 1915·9 18). - Con 21 figure. • VI - F. CAOOIA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti m guerra. - PrefRzione del prof. R. DALLA VEDOVA . . . . . VII - S. SALINARr. - Insegnamenti dell' ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-ar11colarl In 1° e 20 tempo. - P refazione del professore R. ALESSANDRI. - Un volume di pag. 190 . . . . . . VIII - A. CASARINI. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 6 fig. I X - La celebrazione del ìnedld caduti In guerra. - On vol. d i PRg· 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . X - N. RooiNÒ. - La proTIIassl delle malattie Infettive dominanti nelle nostre colonie africane: - Un volume di pag. 44 . • • . • • . • X I - A. CASARINI. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un v olume di pag. 232 con 97 figure . . . . . • • • . • • . . XII - G. CAPPELLI. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordina· mento dell'Esercito e la guerra . . • . . . • . . • • . • • . . XIII - S. SAUNARI - L'autolesionismo nelle sue varie fonne e nel suoi esiti. U n v olume di pag. 250 • • . • • • • • . • • • • • • • . XIV - F. CAC:CIA e S. RlCor. - Le occlusioni Intestinali (escluse le ernie strozzate) • . . • . • . . . • • • • • • . • • • • • • . . • XV - O. Garx oNI. - Geograna medica ed Igiene del nostri possedimenti coloniali. - Un v olum e di pag. 240 con 3 carte geografiche XVI - S. SALINARI. - La razione alimentare del soldato In pace ed In guerra. - Un volume di pag. 240 • . . • . • . • . • . . . XVII - A. CASARINI. - Per le ·nozze di diamante. del Giornale di medicina militare. - Un v olume di pag. 60 con 9 figure • . • . • • • XVIII - R. P ALMIERI. - L'ospedale militare di Napoli e le vicende del servizio sanitario militare napolltano. - Un volume di pag. 72 •
L. 7 15 • 30
• 12 7 6 -
• 20 5 • IO
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Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell' esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 t av ole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n volume dl pag. l 00 con 37 figure . . . . . • • • . . . . . • . • • • • • • • Per Giovanni Maria Lanclsl nel Il Centenario dalla sua m or1e. - Un volume di pag. l 06 con 28 figure • • . . . . • • • • . . • • • • • • • . 111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma, 1919) - Relazioni u fficiali e comunica zioni. - Ur.. volume di pag. 96 . •
L. 8 8 -
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(Segue Ji' paotna lldl~a e<>Periiflll)
MEMORIE ORI.G INALI 1... ... : )
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OSPEDALE l\fiLITARE PRINCIPALE DI ROMA (Dirottoro : Colonnn.llo medico F. JAcoxo) II REPARTO CurnU"RoiA
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IL METODO PERTHES·RUDOLF ASSOCIATO ALLA GASTRQ-ENTERO~~ STOMIA NELLA CURA DI UN CASO DI GASTROPTOSI PARZIALE per i~ dott. Dante Casella tenente colonnello medico, capo reparto docente di patologia chirurg ica.
Le relazioni presentate dal Donati per la parte patologica e clinica, e dal P arlavecchio per la terapia sul tema: << Le p tosi gastro-intestinali ,, a l XXVIII Congresso della Società Italiana di Chinrrgia tenutosi a :Sapoli nel 1921 furono cosi complete, e le discussioni suc:cedutesi così esi\u· rienti, che può sembrare un fuor di luogo il volervi tornare sopra, se nuove pubblicazioni specie nel capitolo della terapia, ed un caso a me presenta· tosi di gastroptosi parziale ed operato con esito fortunat o che si presta ad alcune considerazioni, non mi faeessero riconoscere l'utilità di riprendere, sia pure succint~tmente, l'argomento. Certo, per quanto rigua,rda la etio-patogenosi della infermità, un caso solo non può dirimere le controversie che si hanno in proposito e fare accettare senz'altro una teoria piuttosto che un'altra, come pure l'ottimo risultato, conseguito col processo operatorio impiog!l.to, non può dare, anche per la brevità del tempo intercorso dl\ esso, la sicurezza. della preferenza del metodo su altri, e che i benefìcì ottenuti abbiano a mantenersi; ma il fatto della scomparsa totale della sintomatologia. specie dolorosilo, della. funzionalità gastri('.a. ripristinata, del benessere generale suben· trato, mi permettono di 1itenere che con un'accurata sorve~li n.nza dietetica e appropriati mezzi contentivi a<loperati per lungo periodo di tempo, si possano rendere permanenti e definitivi i risultati già acquisiti. J.Jo stomaco normale in posizione eretta e che oggi in base ai reperti radiologici si considera come un grosso budello situato coi due terzi superiori nella metà sinistra dell'addome, con il polo cefalico che volge in alto e alquanto a sinistra della fu1ea mediana, e la porzione pilorica ripiegata ad uncino unitamente alla piccola curvatnra coperta dal fegato, in basso ed alquanto a destra, era prima paragonato ad una cornamusa, e per quanto il Luscka ed il Doyen ne avessero segnalìtto la sua posizione pressochè verticale, avente una direzione quasi orizzontale o diagonale con il piloro situato molto in alto a destra. Lo Stiller ed il Rovsing, ritenendo tale forma del viscere come manifestazione di speciali reazioni provocate d~•i sali di bismuto del pasto, considerarono le immagini radio logiche come << earicature dello stomaco )) ; esami però praticati con sostanze inerti, come polvere d 'ossa mescolate al pasto, o con modica distensione gassosa, ecc. dimostrarono che essa non
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subiva modific.'ltzioni, e si è oggi concordi nel ritenere con Grodel e Manginelli che la immagine radiologica sia rispondente al normale e sia. << il più fedele esponente della forma reale dello stomaco». Osservazioni radiologicbe e sistematiche di numerosi individui normali hanno permesso di fissare in due tipi morfologici principali la forma e direzione e sede dello stomaco: J.o Tipo di Rieder, o a ù uncino, o a sifone di Grodel, che si osserva nell'SO % dei casi, predomina nel sesso maschile ; in esso la porzione pilor.ica è per lo più collocata tutta o in gran parte a. sinistra. della linea mediana; zo Tipo di Holzknecht, a corno di vitello rovesciato, cioè colL'lo punta. in basso, senza uncino, in esso il polo inferiore è situato a destra della linea mediana, lo si riscontra nel 20% dei casi. In ambedue questi tipi la pars eardiaca e media sono dirette verticalmente a sinistra, ed il margine inferiore arriva circa all'altezza della linea ombellica.le tra.sversa. Il Manginelli descrisse un altro tipo : (( lo stoma.éo allungato ,, che si presenta con l'asse verticale obliquo a sinistra, il piloro basso e con il margine inferiore molto al disotto della cicatrice ombellicale; questo tipo, però, da altri è già comiderato patologico (Baclère, Faulhaber). Comunque si vogliano interpretare questi tipi con tutte le loro numerose forme di passaggio, e la loro normalità specie in rapporto al tipo morfologico dell'individuo, sta di fatto che il limite inferiore dello stomaco è situato sempre al disopra o poco al di sotto della cicatrice, e come giustamente fanno rilevare Oestreich, de la Camp e Saidmann sia prevalente or l'uno or l'altro tipo o altro di passaggio a seconda della cavità che sta a. sua disposizione, e cosi negli addomi stretti, allungati, ad angolo costale molto acuto, il viscere si presenti allungato, 1° tipo di Rieder, mentre negli addomi larghi, ad angolo costale retto o maggiore del retto prevalga il 2o tipo di Holzknecht. Nella loggia gastrica, interposta fra la grande cavità addominale, e la retrocavità degli epiploon, e che superficialmente corrisponde alle regioni epigastrica ed ipocondriaca sinistra., lo stomaco è trattenuto sia da rapporti di continuità con altri elementi del tubo digerente, in alto coll'esofago che è aderente all'orificio diaframmatico pel quale passa, in basso col duodeno che è solidamente applicato alla faccia anteriore della colonna. vertebra.le per mezzo del peritoueo che ne tappezza la sua faccia anteriore ; sia. da mezzi di fissazione che l'uniscono ad altri organi, costituiti da plicbe peritoneali che formano altrettanti legamenti che uniscono la piccola curva.t ura ed il fondo dello stomaco, al fegato, alla milza, al diaframma (leg. gastro-epatico, splenico, freW,co) ; infine dal tronco celiaco che, particolarmente per l'arteria coronaria ne unisce la piccola curvatura. all'aorta; il cuscinetto intestinale poi colla sua pressione lo tiene respinto in alto. Elementi tutti che se normali impediscono allo stomaco di spostarsi, pur cou~;entendogli nella sua loggia una mobilità sufficiente ad assolvere il suo doppio ufficio digestivo e dinamico. La ptosi (mwatç caduta) gastrica, descensus ventriculi, pertanto più che dalla sua direz:ione e forma é determinata dalla sua mobilità anormale, per il rilasciamento dei vari mezzi di sospensione e di fissazione che
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fan sl che dalla sua sede fisiologica lo stomaco migri in toto o in parte in un'altra abnorme (Montanari), ed il suo limite inferiore venga a .trovarsi a tre e più dita trasverse al di sotto dell'ombellico, e poicbè la posizione di questo non è mai costante, quando si trovi al di sotto della bisiliaca. Holzknecht distinse : la << gastroptosi ,,, quando tutto il viscere è disceso ed entrambe le cm ve sono abbassate in tutta la loro estensione, la cc piloroptosi » quando è abbassato solo il piloro, rimanendo fisso il cardia.s, e la grande cmvatura assume allora una· direzione verticale. La distinzione del Don.ati in cc gastroptosi totale » e cc gastroptosi parziale» è più appropriata, poichè colla 1a si comprende la discesa in toto dello stomaco; colla 2a non solo lo spostamento in basso del piloro, della regione pilorica e bulbo duodenale, ma anche quello spostamcHto determinato dall'abbassamento in grado elevato dolfa piccola e grande curvatma, cioè della porzione intermedia, per cui lo stomaco, rimanendo il piloro fisso in sede normale o di poco abbassato, si deforma a V o ad uncino molto ricurvo. Bastianelli e Manginelli ritengono che più di una gastroptosi parziale o piloroptosi si tratti di un allungamento del viscere a detrimento del suo diametro trasverso che infatti si trova diminuito ; il Busi, invece, considera la gastroptosi parziale come entità bene definita e distingue, in base ai reperti radiologici, questa dallo stomaco allungato. Secondo il Busi nella gastroptosi parziale lo stomaco appare, dopo un comune pasto opaco a tronco eretto, verticale, ristretto, allungato, situato completamente o quasi a sinistra della colonna vertebrale, coll'angtùus, formato dall' inflettersi della piccola curvatma nel suo passaggio dal corpo alla parte pilorica., molto acuto e più o meno al di sotto della linea bisiliaca e col polo caudale collocato a poca distanza dal pube e non di rado perr,iuo a livello di qu.esto; il piloro è caduto in basso, all'altezza della quinta vertebra lombare o del sacro, l'uncino pilorico è per lo più pochissimo sviluppato, inoltre la parte pilorica è diretta anzichè all'indietro non di rado un poco all1 innanzi e pertanto più visibile in proiezione obliqua anteriore sinistra che non in proiezione obliqua anteriore destra. Da questa direzione inversa della parte pilorica. unitamente alla brevità e alla quasi assenza dell'uncino pilorico e alla posizione bassissima del piloro, avrebbe trovato i sintomi differenziali fra la gastroptosi parziale e stomaco allungato costituzionale ». Escludendo tutte le cause acquisite che portando ad una debolezza della parete gastrica. o a un disordine dcll'eqtùlibrio addominale determinano una gastroptosi, sia endogene, tumori di vicinanza, raccolte endocavita.rie di liquidi, gravidanze, deformazioni scheletriche, sia esogene, compressioni di busti, traumi diretti e indiretti, cadute, soluzioni di continuo, sforzi violenti e continuati, sollevamento di pesi, e per le quali la etiopatogenesi della ptosi è chiara, e che appare all'atto della causa che l'ha prodotta, o se a distanza di tempo dimostra sempre una evidente connessione col trauma o malattia sofferta ; escludendo la concezione della ptosi in dipendenza di modificazioni endrocrino-simpatiche primitive (Pende) che potrebbe essere oggetto di studio in tema di splancnoptosi generale e come Donati fa osservare che <<se nella spla.ncnoptosi esiste uno squilibrio nervoso cd endocrino-simpatico il quale certamente influisco sulla
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grn vità ed estensione della p tosi, come questa a sua volta infllùsce in quello, non(> però dimostrabile ohe detto squilibrio sh1 la. causa determinante della splancnoptosi )) ; esiste un gruppo di p tosi g~1.stri che il più numeroso, il piit lntbùolo che :;i produee len.t,a.tnente, all'im.;a,puLa Lalvolta del pazioute e che si ri \"Cla non tanto per i distmbi che la. p tosi può determinare in sè e per sè in seguìto a scompenso funzionale, quanto per i fenomeni nervosi che gli stiramenti dei plesf!i nervosi, che hanno rapporti collo stomaco, determinano. Conl>idm:ata questa discesa del viscere nel quadro della splancnoptosi generale, la teoria. dello StiUer cbe le fa dipendere da una debolezza congenita genemle cc asthenia ttniversale congenita», e quella di Tuffier da cc una, inferiorità fiaiologica dei tessuti », He spiegano la etiopatogenesi; ma non così quando la p tosi è sola dello stomaco, mal si comprende allora come un'astenia genera,le, una deficienza generale dei tessuti, possa limitarsi a detenninare una enteroptosi univisc(~rale e in particolare de!Jo stomaco, che come sappiamo è uno degli organi dei meno spostabili, tanto più elle essa. è stata osservata in individtù con scarse o assrnti noto di astenia. La gastroptosi piuttosto riporta la sua origino a uno speciale tipo morfologico di individui che si J)resentano longilinei e insieme nùcrosplancnici (De Giovanni, Viola) o dolico-scheletrici (Ferranim) con prevalenza delle lungher.ze xifo-ombellicale ed ombellico-pubica ed esagerata distanza delle spine iliaebe anteriori superiori. In questi t.ipi si hanno abnormi condizioni di sviluppo: il dorso è lungo e stretto e i rapporti di spazio in un addome stretto od allungato, ad angolo costale molto acuto sono anormali, ed il viscere dovrà adattarsi ad occupare nel cavo addominale superiore quel piccolo spazio che gli vien lasciato dal fegato e si estenderà quindi in dire?.ione verticale e t1.ello stretto addominale inferiore a detrimento di vi· sceri mobili, facilmente spostabili come l'int estino. Si avrà così lo stomaco allungato che può essere normale per lo speciale tipo morfologico dell'individuo, ma fatalmente in proseguo di tempo, sia per l'abnorme e non armonico sviluppo scheletrico nella pubertà, sia per la posizione eretta. che è obbligato a tenere l'individuo nel disbrigo di molt.e sue funzioni (Lane), prolungata sposso oltre il naturale per necessità professionali, sia infine per l 'iugestione di cibi incovgrua per quantità e qualità che sottopone lo stomaco a carichi eccessivi e a digestioni laboriose, tenderà aompre più ad abbassarsi; i legamenti allora sempre più si allungano, si assottigli~wò, perdono di consistenza, i pleasi nervosi stirati si altera.uo, e con essi in particolare la museulatura gastrica, e lo stomaco inir.ialmente allunga~o, diverrà, ptosico totale o parziale a seconda dei casi. Il Parlavecchio stabili vari tipi di ptosi a seconda che si allentino e cedano soltanto o prevalentemente i va,ri gruppi di fissazione dello sto· maco. Così se cede il gruppo destro dei mezzi di fissità, l'asse di gravità della porzione orizzontale gastropilorica tende progressivamente ad ab· bn,~;s;~rsi e acl a\·vicin::m~i alla vert.icale «vertic.'l.lizzazione della porzione oriz;>;on tale dello stomaco )) ; so si allenta e cede soltanto o prevalente· mente il gruppo di siJ1iRtra, l'asse della porzione verticale tende ad inclinarsi verso l'orizr.onta le <c orizzontalizzazione della parete prossimalo dello stonu~co » ; se tutti i legn.menti si allungano e cedono contempora· neameutc lo stomaco discende in mas~a disponendosi più o meno al di·
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sotto del livello dell'ombellico <( gastroptosi totale>>. Questa disc.es<L sia totale sia parziale dello stomaco comporta, come ho detto, uno stira.meuto del plesso nervoso e dei vasi, che fa si che lo ptosico presenti uno squilibrio e perturbazione fnn:zionale nervosa che pur non essendo patognomonico di esso, talvolta precedo e sovTasta, ma che in ogni modo accompagna sempre l'insufficienza motoria meccanica che si viene a determinare per l'abbassamento del viscere ; basta ricordare le pressioni, gli stira.menti cui sono sottoposte le Teti nervose simpatiche che circondano gli organi spostati per comprendere quale somma di stimoli patogeni centripeti debbono a essi risalire ai plessi e centri vicini e lontani, ripercuotersi sugli organi endocrino-simpat.ici e produrre quelle svariate nem·osi e magari psicosi che per lo innanzi venivano rileg:.l.te ira le malattie essenziali. Al senso di pressione e di ripienezza -dello stomaco con eruttazioni e talvolta rigurgito di liquido, si aggiungono ver.e gastralgie e lorubalgie tipiche, sintomi tutti che :aumentano in stazione eretta e a stomaco ]lieno, quando cioè il viscere fa maggiormente trazione sui smri legamenti e sui plessi nervosi, e che si attenuano o scompaiono in posizione coricata e a stomaco vuoto. Caratteristico è il fatto che donne gastroptosiche nello stato di gravidanza vedono scomparire o per lo meno attenuarsi i sintomi, e ciò perchè l'utero gravido è un ottimo mezzo di innalzn.mento di tutti i visceri e in particolare dello stomaco. Frequenti le iperestesie, sensazioni di calore, congestioni al capo, rossore al viso, cefalee, palpitazioni, insonnia, vertigini con vere sindromi talvolta psiconeurotiche per trasmissioni di abnormi impulsi al cervello (Bastianelli). Frequenti pure i punti dolorosi alla pressione dell'epigastrico sulla linea mediana (Boa.s) e, fatto notevole, più accentuati e maggiormente riscontrabili in stazione eretta al disopra che non al disotto della cicatrice ombellicale, talvolta dolorabilità. alla. pressione ai lati della eolonna vertebrale più spesso a sinistra, e ciò percbè si esercita sul plesso celiaco una pressione più immediata (Donati) . Questi sono i sintomi indiretti, sintomi iniziali essenzialmente nervosi; quelli diretti determinati dal fattore meccanico di discesa del viscere possono rimanere latenti per lungo tempo, fino a quando cioè le alterazioni del sistema nervoso tnodi.ficando il tono della. musculatura gastrica e turbando il complicato meccanismo dei riflessi che regolano l'a.Pertura. e chiusura del piloro non vengono a portare lo scompenso funzionale aggravando cosi gli ostacoli meccanici, provocando disturbi paragonabili a quelli di un:a. stenosi pilorica con progressiva denutr·izione sino al deperimento grave org:tnico. La cma. della. gastroptosi intesa come enteroptosi univiscerale, escluse cioè quelle che sono parte ,del quadro delle splancno ed enteroptosi generali e quelle provocate da cause endogene od esogene, al pari della sua etiopa.togenesi fu oggetto di appassionate discussioni al Congresso di Chirurgia già. citato e lo è tuttora.. Ai partigiani della. cura incruenta si oppongono quelli della cruenta, e fra. questi alcuni giustificano un intervento solo quando fenomeni gravi di scompenso si siano prodotti e tali da determinare dist.m·bi paragonabili a quelli di una stenosi pilorica o duodenale, altri invece ritengono l'intervento tanto più utile quanto più precoce.
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R. Bastia!!elli considera il gastroptosico come uno p$icopatico, in esso la funzione gaatrica che si compie male, diventa cosciente, le sofferenze gastriche non sono che un episodio della malattia nervosa generale, il fatto meccanico, Jltosi, ha una scarsa importanza; l'intervento chirurgico agisce più per suggestione che per altro. Liek ritiene che i miglioramenti e le guarigioni che si ottengono con la cura chirurgica si possono avere con qualunque altra cura incruenta, con l'a.ggravante che l'intervento operatorio peggiora lo stato del paziente per la presenza della cicatrice e per il formarsi di a derenze. Egli considera le ptosi gastriche come un sintoma degenerativo e clhe l'azione favorevole o sfa.vorèYole della cura riposi unicamente sulla suggestione. Per l'autore è completamente indifferente sostenere lo stomaco sia con una ventriera sia con una sutura, con questa differenza per quest'ultima che porta con sè dei pericoli; sconsiglia pertanto ogni intervento operativo. Taddei ritiene che il numero dei malati da sottoporre all'intervento sia scarso, la più parte di tali infermi può ritrarre vantaggio dalla · cura ortopedica incruenta. Donati è del parere che la gastroptosi è affezione che per lungo periodo di tempo può non esigere alcun trattamento percbè " compensata », in periodo di scompenso l'indicazione a un intervento non può provenire che dalla considerazione di un disturbo funzionale grave, o da una progressiva cachessia per impossibilità dell'alimentazione gastrica; è con esso Vignolo, pel quale l'indicazione chirurgica dev'essere posta come neces· saria. nèlla fase ol!truente. Morelli, considerando che una gastroptosi anche se non dia fatti funzionali può dare sintomi di eccitabilità nervosa, anche perchè in primo t empo accentua la ~ristalsi ed in seguito può apportare stiramenti sui plessi nervosi, consiglia l'intervento operativo. Schiassi, infine, è d'opinione che mentre nei casi di piccola e media gravità la cm·a medica può migliorare la fenomenologia di questa infermità, e talvolta i benefici ottenuti essere anche duraturi, negli altri casi consiglia la cma. chirurgica. L'azione benefica del tra.ttam.ento incruento si esplicherebbe con vari mezzi e Cavazza che ba studiato particolarmente la questione li raggruppa in tre ordini: 1o favorire l'inualzamento dello stomaco dando al paziente una posizione adatta, e cioè mettend()lO in un letto duro, liscio ed inclinato in modo che dalla parte dei piedi sia. più alto di quaranta centimetri del lato della testa ; 20 promuovere l'adipogencsi colla sovralimentazione e con coadiuvanti digestivi ed eccitantii del sistema nervoso ; 3o rendere stabili i vantaggi eventualmente conseguiti col mantenere, riprese le normali ahitudini, lo stomaco in alto con un apparecchio conteutivo. Morelli e Taddei giustamente ritengono che per aversi una buona contenzione, la cintura addominale dev'essere applicata sotto il controllo t·adios<>opico e inoltTe avere requisiti speciali, altrim~nti è di danno, contribncmclo con la. sua. contenzione errata ad aggravare lo stato ptosico che si vuol correggere, poichè simulerebbe una correzione senza ottenerla. P ertanto essa dev'ellsere di tessuto rigido, poicbè quello elastico è soggetto a troppe ,·:triabilità di tensione, in primo tempo esercita una
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compressione eccessi>a in seguito rilasciandosi diventa insufficiente, nè le fibbie che rilasciano o tendono il tessuto valgono a correggere l 'insufficienza di esso ; dev 'e~sere infine costrutta su modello preso dl\l paziente in quella posizione che risenta già il beneficio che la cintma doV!"à rendere permanente. Adiuvante a questa cura, la ginnastica addominale, ottimo il sistema di Muller, e l'idroterapia sotto forma di affusioni fredde ad 80-l0°, che eserciterebbero benefiche azioni e sul dinamismo gastrico e dell'intestino e sulla circolazione. Questa cura che nei casi iniziali e meno gravi di gastroptosi non escludo possa. dare risultat i talvolta soddisfacenti, e che in ogni modo è bene sia tenta.t.a. se non altro per mettere il paziente nelle migliori condizioni d'animo per accettare l'ineluttabilità di un intervento operativo, si presta · a critiche severe e non è priva di iuconYenienti. É una cura che richiede parecchi mesi di sacrifici da parte del paziente, la posizione inclinata, una vera declivo-terapia, oltrechè immobilizzare l'individuo, porta un forte squilibrio SJlecie nella ematosi, e richiede la costante sorvt\glianza del sanitario e ben raramente si trovano inferrni che vi si assoggettano e la seguono interamente anche in considerazione dei dubbi vantaggi che ne ritrarranno. La ipernutrizion~, col determinare l'a.dipogenesi sia interna sia delle pareti addominali, non risolve il problem·a di fissare lo stomaco nella flua nuova sede, poichè come vi sono gast.roptosici magri cosi ve ne sono di pi.n_gui e l'adipe non potrà nè rendere robusti nè raccordare i legamenti allungati ed assottigliati, nè modificare sostanzialmente e rendere tonico il tessuto muscolara sia striato e sio. liscio i potrà modificando lo sta.to generale migliorare quelle particolari nervose, e aumentare le funzioni di cuscinetto dell 'intestino i miglioramenti aleatori e tali da non giustificare il perieolo che una sovra alimentazione gravando maggiormente sullo stomaèo non lo renda più ptosico. La cura c!Jirurgica integrat!~ da un ottimo apparecchio di contenzione, dalla ginnastica addominale ed idroterapia, ritengo sia la più appropriata e i risultati di es11a tanto pit\ soddisfacenti e duraturi quanto l'intervento sarà. stato precoce. La ptosi gastrica secondaria ad u no stomaco allungato in soggetto longilineo o dolico-scheletrico non è nella ma.ggior parte dei casi destinata a subire modificazioni sostanziali e permanenti col modificarsi dello stato generale del paziente e col progredire dell'età i potranno cure mediche, regime dietetico appropriato rendere meno gravi e tollerabili, per un certo temJ)O, i disturbi di essa, ma fatalmente sarà destinata a scompensarsi, e<l il disordine funzional e e nervoso saranno tanto più gravi quanto maggiore sarà stato l 'uso di ipertonici nenini; in queste condizioni si comprende come un intervento opera.t.ivo per quanto radicale possa dare scarsi risultati, potrà rimett.ere lo stomaco in sede, ma non potrà modificare lo stato della. muscula.tura gnstrica nè dei plessi nervosi ed il paziente rimarrà. il r.europatico di prima. L'intervento precoce sarà non solo meno grave, ma, fatto imporrante, darà risultat.i più brillanti e duraturi. perchè agirà su tessuti suscettibili di modificarsi e su individuo con sistema nervoso tale da essere capace di approfittare e di sfruttare i v:>ntaggi conseguiti dall'operazione. Nell'esporre i principali metodi operativi hv ritenuto opportuno,
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anzicbù seguire nn ordiu.e cronologico, ra.ggrupparli a seconda della somigli;:.,nza della. tecuita e ùei mozzi impiegati per raggiungere la. fissazione d~llo stomaco e per ripristiua.rne la sua funzionalità. Alcuni di questi, che io cito subito per sconsigli<l>rli, sia perchè incompleti, sia perchè troppo losi vi, co n ~; istono in la.paroplastiche proposte successi vamen te dal Depa.~c (18tt3) e da,l P~Lrlavecchio (1!:lofl), sia in correzione di diastasi dei retti, o, infine come propoi!e il Koffey (1912) di allargare la metà superiore dell'addome, per formax:t~ in tal modo la loggia g:~strica., e restringere l'inferiore perchè così l'intestino potesse più rM:colto formare un cuscinetto allo stomaco; da Schiassi giudicato con favore, da Parla vecchio, invece, come a.ssa.i cotnpletiSO e lesivo; questi processi come interventi a sè non rispondono, potra nno essere di complemento a.d altri più radicali e quando le circostanze lo richiedano. R. Bastia.nelli, considerando elle è la parte allungata del viscero quella dove sorgono le sensazioni abnormi che sono poi riportate al cervello e da esso elaborate, e siccome è tutta la porzione pilorica che deve muovere il cibo, e i movimenti ed il contatto dei cibi sono ri.'!entiti dall'infermo sia come peso sia come dolore, ritiene razionale la resezione del piloro ; operazione che eseguì più volte, ma i pazienti rimasero i neuropatici di prima, migliorò solo lo stato generale. Questo processo era. già stato eseguito dal Duyrusbinski in casi di gastroptosi con ecta.sia; da Tansini è considerata operazione così grave e da Schiassi cosi mutilante da non trovare nessuna giustificazione anche pei casi più complicati. Bier, Beyea, E\·e, Stengel eseguironb la pessia dello stomaco per sospensione accorciando, mediante pieghetta.ture e suture io senso verticale, i legamenti gastro-epatico e gastro-splenico, Davis fissò la zona iuxta-ventricola.re del piccolo omento al peritoneo anteriore; queste sospensioni sono insufficienti, poichè il piccolo omento nei gastroptosici è sempre stirato ed allungato e spesso cosl osilo da essere ridotto ad un velamento; basta, pertanto, un aumento di peso dello stomaco riempito di alimenti per vincere i punti di plicatio e percbè si riproduca la ptosi, tanto più che la p~'l.rte dell'omento sulla quale si interviene è già fisiologicamente debole, pars flacida, e tale da non dare anche se normale alcun affidamento, mentre la parte più resistenl.e di esso, prrn1 condensa, è troppo profondamente posta e vicino a va.si cospicui che debbono essere assolutamente rispettati e che possono esser lesi. Evo e Coffey apportarono delle modifìcazioni a questi metodi, sia fissando il gmn omento alla parete addominale, o contemporaneamente il piccolo omeuto sopra, e il legamento gastro-colico sotto, sempre però alla p:1rete addominale. Pertbes e Voghel volendo conservare la. mobilità allo stomaco ed ovviare all 'in sufficiow~a di sospensione por la esilità dei legamenti e alle consocuiivo recidi ve, ~~doperarono per sospendere lo stomaco il legamento rotondo del fcg:1.t.o, che viene staccato dalla parete addominale: isolato e fatto passa.re tra sierosa e musculMm·a gastrica lungo la piecola curnltura e Jìssa.to il !!no estremo distale, lasciato libero, alla. parto superiore sinistra della parete addominale. METODI DI GASTlWP ESSIA DlltETTI MEDIATI. -
II. ) I ETOO :) J'Ell" ll E::;- J<<:DOLF. ECt' .
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Rudolf moùificò questo metoùo fissan ùo il legamento aH'a.rco CO:ita.le
sinistro. Il passaggio di questo le;r<blllOHto tm siorosa e mut~colare gastrica è tra.umn.tizzante e t~~l e ùa protlmTo facilmente ema.tomi e la sua fissa-
zione alla parete a.ddomiun.Ie fu ri te nuta da Beh loesmann troppo d~bole e tale da compromettere la. sLa.lJilitù. dél f('g'<Lto, per o vv i<~>rc a qu(lsto inconveniente fa passare il tcrote n.ttr;wer~;o la P<l.rcte torac.iica a li\·ello dell'ultima articoh~zione conilrocostale dc~stra. c l'attorciglia intorno a questa e all'avpenùice xiCoiùe, in tal modo fi ssa il fegato, il t·esto dtll legamento l'n tilizt:}~ ptH' ht gastropessi secondo P(·J'Lhès. Donati modificò e semplifi cò il metoclo Perthes nel senso che in \·eco di far passare il terete tra sieros<\ e mul!culatura, causa di ematomi, lo adagia., dopo averlo §taccato dalla. parete addominale fra. due lega.ture, in una doccia a guiRa di amara d ella I;'Jl,ccirL a!tteriore dello. stomaco in vicinanza della piccola curvatun1. e i vi lo fis~a mediiLnte quattro punti staccati, per l'estremo libero usa il metodo l~udolf : le aderenze cbe si formano in questo tratto sono tali che il fegato non subisce alcuna modificazione di sede.
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}1ETODI DI GASl'RùPESSIA DIRETTI DL\H:DfATI. Duret, fissa al peritoneo parieta.le anteriore la metà destra della facria, anterior~ dello stomaco, affrontando cosi la sierosa. viscora.le alla pa.l'ietale, con una serie di punti applicati, con un unico filo, presso la piccola curvatura. Rovsing, allo scopo di ottenere una più tenace ed estesa adesione dello stomaco alla parete addominale applica tre serie di suture oriuon· tali, previa. recentazione superficiale della sierosa, che mùscono, la.Hciando libero il piloro, la faccia anteriore gastrica alla prospiciente parete addominale. Kautscb, P arlavecchio, SchiasRi sconsigliano questi motodi perchè oltre a creare allo gtomaco delle aderenze dannose svecie a.lla. sua funzione motoria, costituendo un vero blocco, sono causa di Rofferenze uguali e talvolta superiori a quelle di prima dell'intervento. Tansini, Wehner e Bo:ker, non ritengono giustificate queste critiche e affermano che l'obiezione che le aderenze debbano altera.re la funzionalità motoria. dello stomaco abbia solo valore teorico, poichè praticamente si sono a n1ti ottimi ritmltati di funzionalità gastrica. Grignani affatto recentemente allo scopo di dll·imerc la questione su l comportamento delle aderenze create dai processi di fissazione diretta sugli eventuali disturbi eli funzionalità motoria, esegui n na. serie di esperienze, su nove cani e due conigli, adoperando il metodo Rovsing modifi -
cato da Kraft. Ebbe risultati positivi di adesione in setto cani e due conig li, negativi in due cani e venne a lle seguenti.conclusioni: 1 o le aderenze d ctermimtto d .. una buona applicazione della ga stropes;;i diretta sono resistenti pt!r lungo tempo e valide nella loro fun zione; 2° tn.li adc·re11ze nello spazio di due-tre mesi acquistano la. forma come di nuovi lPgameHti sospemori dello stomaco; so la muscola re dello stomaco non è i.n taecat~t dalle aderenze e conserva il suo potere di contra~:ione; 4° lo stomaco così fìssato Ili contrae regolarmente, si svuota e tal voH.a più ra.pid!HnHnte che non il norm~le; 5° nella g}\f!tropcssia diretta da.ta la S<:<H'Ili ti~ di mano ~-re manuali sui visceri e sul peritoneo è possibile mn.ntcncrn (·ircoscritte n.ei limiti vo-
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IL lilETODO Pb:RTHF:S-l!UJl OLF, E CC.
luti le aderenze che si vogliono ottenere; 6o è assolutamente necessario, allo scopo di ottenere valide aderenze, mantenere in posto i punti di sutura almeno per una ventina di giorni. Queste esperienze furono eseguite sui quadrupedi e già Stockton (1902) in hase a ricerche aveva stabilito che è possibile rinvenire casi di gastroptosi nei bipedi, mai in,-rece uei quadrupedi, inoltre la direzione e la sede dello stomaco, mancando la posizione eretta sono differenti, fanno· sì che queste esperienze perdano del loro valore e le conclusioni alle quali perviene in particolare per ciò che riguarda la contrazione regolare e svuota-mento dello stomaco, sieno poco convincenti. Parla vecchio, Cinquemani, considerano t utti i mezzi di adesione come dannosi, controindicati quelli di costrizione, di scarsa efficacia quelli di sostegno, giudicano più rispondenti allo scopo di cura della gastroptosi i mezzi di sospensione, e poichè le plastiche accorcianti e rinforzanti dei legamenti natn.rali non vanno esenti da difetti e da inconvenienti, dànno la preferenza a legamenti artificiali vivi e vita bili i questi offrirebbero vantaggi di una maggiore solidità, di una più facile applicazione, e di un salutare riposo di tutto l'apparecchio statico del viscere. Prove di anfiteatro, risultati sperimentali e clinici avrebbero confermato, col perfetto attecchimento di questi legamenti artificiali, il loro valore di sospensione. Parla.vecchio liospende lo stom~Lco a due legamenti artificiali aponeurot.ici, ricavati dai margini interni dei muscoli retti, aventi base fissa in alto, ai lati della base emsiforme, e in basso suturati alla piccola curvatw·a; il sinistro subito sotto il terzo superiore di essa, il destro subito prima del piloro. Il corpo di ciascun legamento viene unito al sottostante piccolo omento debitamente rialzato; le porzioni esuberanti di questi legamenti sono disposte lungo la. piccola curvatura l'una verso l'altra ed ivi suturate. La gast.roplicatio immaginata da,l Bircher nel '91 , eseguita da Weir nel '92, da Brandt nel '94, da Tricomi, Caselli nel '95, ecc. da sola non dà la stabilità degli effetti inizialmente conseguiti sia p~rchè la debolezza della musculatura gastrica dello ptosi<'O non viene modificata (Giordano) sia perchè il semplice aff<>rdellamento viscerale non è sufficiente al riprodursi della discesa del viscere. La gastroenterostomia che credo sia stata. adoperata per la prima volta per la cnra della gastropto~i da Va.n K leef, non diede risultati soddisfaconti, perchè con esf!a. si possono modificare i disturbi funzionali, non cosi quelli prodotti da.gli stiramenti dei plessi nervosi, come intervento a sè. Donati, Bastianclli, P a.rlaveccbio, ritengono si debba assolutamente proscrivere e solo trovi la sua indicazione nella fase ostruente. Pii1 rispondenti allo scopo si sono dimostra.ti i metodi combinati di fissazione dirf'ttà mecliu.ta. o immediata colla gastroenterostomia, avente quest'ultima l'ufficio di evitare alla pessia, plicatio, ecc., il gravame alimentare e pernwttcre in tal modo il formarsi di valide e permanenti aderem:e, e il ripri:;tino del tono mn!lcolare del vis<'ere. Scll iassi è cont.ra.rio ~~ qnaluryque genere di pessia comunque sia praticata e ritiene, per qua.nto si riferisca alla cura della gastroptosi con ectasia, miglior metodo quello cbe, pur riconducendo lo stomaco nella sua sede e ampiezza normttle, HOn impe<lisca, la sua mobilità con suture o cou qualnnq11e altro mezzo coercitivo che aJtori le sue funzioni chimico-digestive
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e gli impedisca di assolvere al suo ufficio dinamico; ottima considera la plicatio associata alla gastro-ent.erostomia, quest'ultima sempre come atto complementare per impedire che sul Yiscere rimpicciolito si esercitino ulteriori azioni distensive. Metodo che il Bast.ia.nelli chiamerebbe di elezione - se fosse in grado di rimuovere totalmente quella, parte del viscere a llungato ove sorgono le sensazioni abnormi cùe poi sono portate al cervello. Il notevole numero dei processi operatori escogita.ti sta. a dimostrar·e quanto sia difficile il tidnn·e in sede normale lo stom.,<tco ptosico e render-e pennanenttl tale riposizione unit:~mente al ripristino della sua funzionalità e scomparsa dei fenomeni nervosi. Ritengo che pur essendo identiche le cause predisponenti cbe fanno si che la caduta dello stom~wo si· presenti con a.lcuni carat.teri generali uguali, ogni paziente abbia una speciale attiturline e morfologica e nervosa a reagire diversamente ai la fenomenologia di qnesta infermità; e fa al che il tipo clinico variando da individuo a individuo più che di gastroptosi si debba parlare di gastroptosici ; e che pertanto non si possa avere l'operazione tipo che risponda a tutti i tasi di ptosi gastrica, ma il chirlll'goO debba caso per caso adattare l'intenrento sia modificandolo sia a.ssocia,ndolo ad altri a seconda delle particolari esigenze dell'infermo. In un soggetto longiliueo o dolicoscbeletrico, lo stomaco normalmente si trova al di sotto più o meno della ombellicale trasversa; in taEe sede qualora non si accentuassero, per condizioni anormali di stazione eretta e di gravame alimentare, l'allungamento e assottigliamento dei legamenti e gli stiramenti nervosi che ne determinano l'ulteriore discesa, potrebbe compiere le sue funzioni chimico-digestive e dinamiche, come quello a sede normale avente il margine inferiore al di sopra dell'ornbellico. Un intervento chirurgico che voglia riporre lo stomaco ptosico di questi soggetti nella regione classica, colla picco la cuna tura coperta dal fegato, ecc., non farebbe altro che obbligarlo in una sede angusta già quasi per intero occupata dal fegato, determinando, se la fissazione è assoluta, una. compressione da parte di quest'orga.no che non può non provocare dolori, forse superiori a quelli preesistenti, e compromettere gra.vemente la funzione dinamica, periistolica e peristaltica del viscere; se la fissazione è debole, lo stomaco sarà per cosi dil·e espresso da. quest~t nuo\a sede in un tempo piit o meno lontano, ritornerà ptosico con l'aggravante di a ltri sintomi dolorosi provocati di1lla distensione delle nuove aderenze determinatisi coll'operazione. Pertanto il viscere dev'esi!ere sulle·mto di q11el tanto che possa trova.re posto in ambiente ove sieno organi facilmente spostabili, che non comprimano e alla lor volta non sieuo compre!lsi, e questa è la, regione sot tombellicale in modo che il lilnite inferiore dello stomu.co si trovi all'ombellicale trasversa .o poco al di sotto ; è questa a. mio parere I'optimum di una fisiologica correzione a<L1otta al tipo morfologico del paziente. La fissazione dev'essere procurata con un mezzo che plll' ga.rentendlo al viscere la. permanenza nella nuova sede, gli consenta la mobilità, ed in particolare, quel movimento che i fisiologi chiamano << rotazione passiva n, per cui quando i cibi scendono in cavità la grande curva tende a farsi anteriore e la piccola posteriore, e così si compie quel rimescolameuto dei cibi coi succhi gastrici, tanto necef;sario ~~Ila. sua. funzione chimico-digestiva.
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Infiue un neo-stoma abolendo il gr:t.va.me alimentare, per In. più rapida comnnit•a7-ione ~; ta.bilit;'1,SÌ fra stoma.eo e intestino, impedixà gli stira.menti dei legamenti e dei plessi nervosi e con essi il ripetersi della ptosi e dei fenomeni doloro.:;i. F. :\In rtino . clasSE~ l 906, nato a Sant' Angt>lo di Piove allie vo carabiniere IRgione H.osnn , rico ves·ato nt>l Repar to il 3 dicembre 1926. A. R. P ... Gt•ni tori vivc•nti e san i, una sorella d eceduta per t.b.c. polrnonarc a ll'E> tti di 24 anni. A 14 anni si Ammalò di poliar trite reumatica, guarl dopo quattro Jnr:>si; a. lG anni coutrasse malaria , e bbe un altro accesso ne l luglio u. s. Negt\ lues f'tl nltre n11tin t t ie n•ne t-ee, mcHlico ftunatora e bevitore . Prima d ella sua chiamata alle urm i n<·c u<liva ai lnso l'i fa t icosi dC' Ila terra unit.arnen te ai suoi famigl iari per molte ore d d ln ~Z iornnta; a li nwn t.azion e incongrua per qualità e quantità, costitui ta prcwa lcn temE•nto da c ibi p r.·santi: polenta, verdure, ecc. e abbondanti. RiiPrisce cho:: all'età di 15 asm i ebbe uno sviluppo assai rapido nella statura, pur riH1nn<>ndo magro ; <:" in qudl'e poca cominciò ad avvertire dei vaghi d isturbi nc1domint11i, SCH!';O di pr<>ssione e di ripienczUt dello st omaco, anche con pasti norJI~IIIi, che si pt·ohmf!avano per m olto tempo con moleste sensazioni di stiramenti del Yis<'ere e cht' pe rcepiva c·on maggiore in tensitn alla regione e pigastrica. e dorsale corrispondC'nt-e, scar;:;-: E-rut tazioni, a h-o irregolare . Il sa.nitu•·io, a l qua le s i era rivv lto p~rclurnndo tali condizioni accompagnate da dimagrimento, gli pr·escrisse una più appropriata dieta e d ei tonici c he porta•·ono ad un migliorame nto sia. dt'lle condizioni generali sia dei sintomi locali. La Yita militare, la girmnstica gli arrecarono nei primi mesi 1m notevole benesse re . se non che tre m Psi or sono forse , a quanto ritiene, per strapazzi fisici, cominciò a riav \·ertire i sintomi dolorosi c he g ià lo avevano colpito per l'addiet ro P chf' p iù si rendc:- vano m a nifest i a stomoco pieno e in stazione eretta, che p er i doveri de l propr io servizio e ra cost.re tt.o a tenere p er molte ore del giorno. Questi dolori speciali che avve rtiva alla. regione epigastrica e dorsale corrispondente con sensazione di for te stiram~'nto , tanto che gli sembrava che lo stomaco costretto venisse t.ntscinato n el basso ven t re ove formava una b ozza, si accompagnavano a. se-nsazioni abnormi di calore a l viso, palpitazioni, vertigini che w1itamente all' inappetenUt, alle eruttazioni e a ll'alvo irregolu re, l'impressionarono fortemente tanto da mut.arlle il carntte re e renderlo m e lanconico, schivo d ella compagnia.. IL medico che l'ebbe a. visitar.:> sosp3ttando un'ulcera iuxta.pilorica lo inviò all'ospNlale e in questo reparto fu ricoverato il 3 dicembre d . a. E. O... lnclh·ithto a pannicolo ntliposo scarso, ma.ss.;o. muscolar i toniche, muCc')se rosce, p t;>lle elastica un po' arida. Caratteristico è il tipo morfologico che s i presenta longi li neo, microsplancnico; coi vari p~rimetri sproponionati alla statura; il d orso è hmgo E' sù-etto, l'addome è notevoLnente allungato, avvallata la regione epigast rica, glo bosa lcggerrnt'n te quella ipogastr ica, la linea xifo-ombelica.lp spro porziona.ta in rappor to alla. omb~li co -pubica, n otevole la distanza fra. le S. I. A. S. L'angolo CO!';tale è così ncuto che le dita vi passano a stento, e lo sterno è por tat.o t.tmto in a lto <la avere la Sl"nsazione che sia m o lto ridotto. L 'addome è indolente e trattabile n e i su oi v a ri cpta drauti, si ha senso di pa!stosità. nell' ipogastrio. L 'aia e pat-ica in bosso non d eborda dal margine costo,!e, ma. si prolunga note volmen te n ella n·gione e pigast ri<'n olt.re la linea mediana a sinistra, e la p er cussione è ottusa ; ridotto lo spazio di Tranbe ed il S\Iono timpanico d ello stomaco spostato tutto a sinistra. dnlh~ linf'a nwdia na. e prolunga.ntesi in basso a \m dito trasver:;o a l di sopra d el pube, nC'Ile fosS(' iliu.c he suono chiaro t impanico profondo ; n on gt~u zzome n to, lingua patinosa. XP~»t-h·i g li esami d r>gli a ltri or gn ni ed apparati. D ennogrofismo accentuato, assenza d~· i riflessi conginntivflle e faringeo. Carattere piuttosto taciturno, intelli · genza S\·eg:l ia. lTrine e feci n('gnti\·i come pure la cntirc•:tzione. H itenendo trattarsi di nu gastrop tos ico v c1me fatto eseguire l'esame rndiolngico. E. R ... Stomaco sinistro p'lsto d ?cis.l.nw nt.e, allungato a forma di grosso bud ello , n on ect.(lsico, con lt:-gg~ n1 vb liq11iLù. tb ll'alto in basso e d a sinistra. a destra;
IL METODO P ERTU ES-R 'CDOLF, F:CC .
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la. porzione pilorica, piegata ad uncino, a. circa tre dita tras,·erse al di sott.o della bisiliaca ed addossata ai corrispondenti corpi vertebra\ i. l\Iobilità. a t ti va e passiva
nonnale, dolombilitò. extragastrica, peristnlsi assai lE-uta. con buona formazione dell'antro pilorico c he si svuota. completamente; nulla a carico d(•i , -ari tnlt.t.i del duodeno e dell'intestino tenue. Dopo circa 24 ore dall'ingPstione del pasto opaco, questo occupa quasi esclusivamente il sigma colico e l'ampolla rettale con residui piutt.osto abbondanti nel cieco e colon ascendente a carico dei quali non si apprezzano alterazioni eli calibro e di spo~tabilitl\; l'appendice non è visibile. Confennata la diagnosi di ptosi parziale in stomnco allungato costituzionale, proposto al paziente l'intervento c hirurgico e da questi accettato, venne sottoposto ad un regime dietetico leggPro e sostanzioso e a cure tonico-ricostituenti pe r circa un mese ed il 30 s. m. fu operato. Operazione, l 0 tempo. - Anestesia generale morfìo-eterea; la para tomin. mediana superiore con incisione prolungata a sinistra olt re la cicatrice ombcllicale. Aperto il peritoneo, si scorge l'ala sin istra del fegato cl1e occupa q nn si interamen te la. regione epigastrica ; lo stomaco è latern.lizzato complfltmnent~ a sin istm e sit uato colla porzione pilorica. molto in basso nf>l bacino ; è ,-uoto, di colorito nonnale con vasi congesti, si sposta. facilmente e non presenta. adexenze abnonni, piloro pervio. Sollevato l'epiploon e trovata una zona a.vascolare del mesocolon pratico una gastro-digiunostomia verticale post.eriore a lla Hacker con ansa corta. zo t6mpo. - Riconosciuto il legamen to rotondo del fegato lo isolo e lo separo dalla parete addominale fra due legatuxe, avendo cura d.i !.asciare hmgo il robusto filo di seta, dell'estremo prossimale ormai diventato libero. 3o tempo. - In tut.ta vicinanza. d ella piccola curvatura prondo l t~ parete anteriore d ello stomaco, lasciando libera la porzione pilorica, e Jonno una specie di doccia, di amaca, e vi acL1gio il legamento rotondo, in modo però che lo estr~>mo libero eli esso fuoriesca. per due centimetri. Suturo il legamento, che è posto nell'amaca, con quattro pw1ti di St>ta staccati cho attravel"sano la sieromw>colare di unn parete d ella. doccia, tutto lo spessore del t-erete e la. siero muscolare d ell'altra pa· rete della doccia. Invito l'aiuto a sostenere lo stomaco, o ·m.unit i d i ago i duo capi del lì lo che lega l'estremità libera del terete li faccio passare n br.-ve distanza l'uno dall'altro nel 6o spazio intercostale sinistro e quivi li fisso in modo che il legamento faccia corpo coi tessuti molli, quindi il capo infE'ri ore del fìlo vien fat.to passare in motlo da circondare la 7a costola e viene fort-emente legato all'altro capo del filo. Sutum del peritoneo, ricostruzione dei piani. Il decorso fu 1dtatto regolare, guarigione per priman, in settima giornata si tolgono le agrajes. In 20" giornata quando già il paziente si alzava ed era tornato all.a dieta normale viene fatto eseguire un nuovo esamo radiografico. E. R ... Stomaco sinistro posto obliquo, nccorciato con aumento del diame tro trasversale, scomparsa dP.Il'uncino pilorico; il margine inferiore del viscere è a 6 centimetri al di sopra della bisiliaca, mobilità. attiva e passiva nonno le , assenza di dolore alla pressione, peristalsi vivace, neostoma perfettamente funzionante, più-attivo del piloro. Scomparsa la sintomo.tologia dolorosa, ripristinata la funzionalità gostrica, e subentrato un benessere generale il 20 germaio c. a.. veniva invi>tto a. casa. . Ho ferma convinzione che i bene fici ottennt.i, e che la brevità del tempo intercorso dall'operazione non .mi permettono ancora di considerare pennanenti, possano, qualora il pazient-e segua. i consigli datigli di a.ttenersi ad Wl regime diete· ti co. ap:\'ropriato, di saper a ltemare con criterio le ore di riposo a quelle di lavoro e quest ultime lontane per quanto possibile dai past i, di usa.re Wla cintum addomi· nale fatta ad pers011am sotto il controllo radiolog ico, diventMe duraturi. Il metodo da me prescelt.o pertanto fu que llo di Perthes-Rudolf combinato alla gastroenterostomia, metodo che se non può cousiderarsi come u intE'r,·cnto tipo • certo può corrispondere alla generalità. dellE' gustro-pto:>i parziali non complicate da ectasia, ecc. ; con esso si riporta il viscere a quell';l.ltezza che il chirurgo ritie~e più confacente al tipo del paziente, impedisce gli stiramenti specie dei p_lessl UE'rvosi e fissa il viscere solidamente pur consentendogli una mobilità Sllffic tente per assolvere le sue funzioni chimico-digestive e dinamiche.
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SUL VALORE DELLE \'ARJ E RF:AZlO~I, ECC.
BIBLJOG RAFIA. !::iTOt'KTo:-;. -Riforme' mdica. I V, 1902. Chirurgia clr-ll'uddl>tnc. ~ncie t ll Editrice L ibraria. )filano, 1909. E\'E. - Briti,•h Jled. Joum., apriiC' HlU6. TANsrxr. - ::iulla, ctul\ chirurgica della gastroptosi. Il Jlorg(l{lni, n . 41, 1914. BRACCO t:iE::o."'OR. - l capi&lldi per la cura delle dislocazioni viscera li dell'addomE". Il .Jllorgagni, n . 6, 1916. · Do::-lATI. P.u{liO!,'!i3 e clin ic~~ de lle ptosi ~astro -in tRstinal i . R elazione al X XVIII Co11gresso della. Società ltalictna di Chirurgia. Kt\poli. 192 1. P ARLA \'ECCl!IO. - Tcnlpia dd le p tosi gastro-enteriche. R eùuione al XX V III Co Il· greB.9o de/w Società ltalùMH~ di Chirurgia. Napoli 1921. BASTIA.' \'ELLI , VIO:-<OLO, :\I oRELLI, T ADDEI, ecc. - Atti del XX V III Congresso della Società, ltal i<ma d i Chiru.ryicL. Napoli. 192 1. BASTIANELLt.- ::>e e come Ù<•i>bono chirurgicamente trattarsi i gastropoosici ectasici d isìunzionali. A rchit•io I tctli'mo di Ch irw'{Jia. Vol. VIII, 1923. B usz, ecc. - Trattato di diagno~t ica mdiologica. Tadde i, Fe rrara. 1\Iomt-STHAEHELJ::-.'. - Trattato di medicina inte rna. Vol. III, Parte II. Società Editrice Libraria, }l ilnno, 1924. · ÙRIGN A)Il. -n valo re del mewdo di gastro pessi çlire tt.a. Archivio Italiano di Chirurgia. Vol. XVI, fase. 4o, 1926. LIEIC - FHut.. il opérer I'Pstomnc ptosé ? (Archiv. /iir Kli1~ische chirurgie. T. CXX.."CVII, fase. l o, 1925. Journal dc chirurgie. T. XXVIII , n. 3 St>ptembre 1926). B mt\:)1.-\:-;:-;r. -
RIVISTE SINTETICHE ISTI TUTO DI CLTNICA MEDICA GENERALE DELLA R. UNIVER SI TA DI P ISA diretto dnl senatore prof. G. B . Qe E IROLO
SUL VALORE DELLE VARIE REAZIONI PER LA DIAGNOSI DELLA TUBERCOLOSI POLMONARE per il dot t. Cesare Salvlnl, capitano medieo, assistente militare. ll problema dt>lla diagnosi precoce della tubercolosi polmonare, da molti anni impostosi all'attenzione dei semeiolo~ e dei clinici, ha provocato un meraviglioso riHoriro d i studi, specialmente biologici, spesso genialifiSimi, che hanno avuto lo scopo di soccorrere la cli nica in q uelle p urtroppo non tenui difficoltà cho t a lora. s 'incontra no por procedere mpido.mente a lla. diagnosi di tubercolos i in qu ·l ,.erirdo che da Granchot fu detto germinativo e che noi siamo solit i cbin· mare come inizit\le o incipiente. E se o~.rui nuo,·o metodo che viene proposto sembra quasi superfluo se n on dannoso alla semplicit,,\ delle indagini, purtuttavia. le dette difficoltà diagnostiche giustificano i numerosi t.entathi fatti per venire in aiuto del medico che in al· ctme e,·enienze si tron\ imbara..:zo.to per l'accertamento di un quadro morboso che. sc·nza avere un carattere speciale, stimola il dubbio circa la. natura e la etio· logia eli esso.
SUL VALORE DELLE VARIE R EAZIONI, ECC.
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Le indagini di natura. chimica. o biologica. sono numerosissime. Le descriverò in modo succinto, corroborandole della critica. di quegli sperimenta.tori di cui nù è stato possibile raccogliere il giudizio. REAZIONI ALLA TUBERCOLINA.
Cuti-reazione. - Dal 1903 von Pirquat emise l'ipotesi che la reazione dei tubercolosi alla tubercolina, come quella dei soggetti anafilattici al siero a come la reazioni vaccinali, etc., erano dovuta a. fenomeni di sansibilizzazione ai quali dette il nome di «allergia». Questo fu il punto di partenza di una serie di studi che lo indussero nel 1907 alla scoperta della. cuti-reazione alla. tubercolina.. Questa. si pratica. comunemente sulla cute della superficie esterna del braccio e della regione del deltoide o sulla faccia anteriore dell'avambraccio. Previa /~ disinfezione del tratto cutaneo, si eseguono due sca.rifica.zioni a distanza di cinque- <.:~·' ~ sei ce!ltim~tri l'una dall'altra: una. viene inietta~ co~ una goccia di tub~rco~a. . :~~'~ '?:J vecchia dt Koch pura (A. T. pura), l'altra. s1 lascul. per controllo. 81 lascta. ~ -::> _'-·· essica.re per 10 nùnuti e si esamina. dopo 24 ore. Se la reazione è stata. po·, :. ,S· :-...' sitiva. si apprezza. più con la. palpazione che con la ispezione una macul.a. rossa.~ ;;,. .};,.' con infiltrazione cutanea.; essa può essere di tre gradi e cioè «reazione debole '2, ~~ se si nota. una. zona eritamatQsa di circa. 'l2 centimetro avente il centro papu:~",; loso, duro ed un alone debole ed effimero ; « reazione media. » se si nota. una. zona eritematosa di circa. l centimetro, qualche vescichatta ed un alone persistente per più giorni ; «reazione forte» se si nota. una zona pa.pulosa. indurita., di 2-3 centimetri con alone esteso, edema e spesso papule acuminata, secondarie sull'alone. Se la. reazione è stata. negativa, si sarà formato sulla piccola. sca.rifìca.zione cui si aggiunse la goccia di tubercolina una crosticina. nerastra. che si distaccherà dopo tre-quattro giorni oppure si sarà formata una. piccola. pa.pula. che dopo 36-48 ore scompare quasi completamente. Mentre pa.rmi troppo lungo citare le varie teorie emesse a. spiegazione del meccanismo della. cutireazione e che sono legate ai nomi di numerosi autorevoli autori fra. cui Nicolle, Besredka, Biedle e Kra.us, Wolff-Eisner, Pende, Centa.nni, Cavallaro, Woala, Arloing, F otter, Jousset, ate., penso che sia. bene a.ccenna.ra alle varie opinioni sul valore della. cutireazione. Olmer e Marcel Terra.s affermarono essere la cutireazione di scarso valore ; Hirschler la. trovò meno proba.tiva. della. oftalmorea.zione; Wolff non vi ha dato alcuna importanza; Citron n ega. ogni valore e solo la attribuisce, in determinati casi, un leggero valore prognostico in quanto essa suola essere negativa. negli infernù cachettici in tubercolosi polmonare ; Gruner l'ha trovata. utile nei bambini ma ritiene che perda. ogni importanza. nell'adulto; Ma.zzetti afferma che la. cutireazione non è affatto specifica e dà indifferentemente una. reazione positiva. o negativa. tanto in soggetti certamente tubercolosi quanto in quelli immuni da tale malattia: dello stesso parere sono Feletti e Citrino. ll ~1azzetti però su tre tubercolosi praticò inoltre contemporaneamente cutireazione e ricerche nel sangue e, come Tacce aveva osservato in precedenti ricerche, notò che in tutti e tre, in seguito all'assorbimento della. tubercolina., si produceva. generalmente tra le 12 e le 24 ora leucocitosi e polinucleosi. A questo proposito l'autore concluse che l'assorbimento della tubercolina., applicata. localmente, sembra. produrre nei tubercolosi, ed in questi solamente, delle modifica.zioni nel sangue consistenti in leucocitosi e polìnucleosi e che ove mai questo fatto, rilevato dal Tecce, e da lui trovato esatto in 3 casi, avesse avuto conferma. con nn.merosi dati sperimentali, la. cutireazione potrebbe rendere preziosi servizi in clinica., sempre che trascurando la reazione locale, priva. di qualsiasi importanza., si studiassero le modifica.zioni del sangue. Chiaravallotti ha. praticato in seguito la cutiretvlione e l'esame del sangue in un buon numero di individui sicuramente sani o affetti da. altre malattie non tubercolari o ce~mente tubercolosi, seguendo le ricerche del :Ua.~1:etti e del Tacce. Egli venne alla. conclusione che la. reazione locale ha. scarso valore diagnostico, che la. reazione leucocita.ria invece, come fenomeno di anafilassi generale, manifesta.ta.si in seguito all'innesto della. tubercolina, sia. positivo {nel maggior numero dei casi) che negativo, verificandosi soltanto negli infermi con lesioni tubercolari in atto, rende la. ricerca. più completa. e sicura, confermandone il valore
specifico e servendo como criterio dia.,l!nostico differenziale di grande utilitiL. Leckie (1Jr1tch. med. foum ., Hl m~(!io l!H4) non attribuisce alcun valore diaguo· stico nè pr•·gno ti·''' alla cutireazione ed afferma che casi di rewna.tismo gli dettero una maggiore percentuale di casi positivi in confronto dei ca.~i di tubercolosi. 1\'Iai· ni t.i l'ha trovato. buona e facendo uno studio comparativo con la oftalmoreazione dedusse che mentre questa può dimostrare una tubercolosi attiva, quella è capac • di s velare o..nche una tubw·colo$i Intente. Bartos Lope!l (Rif. M ed., pag . 558·1919) in tm'ampia sto.ti ~ica sulla cutireazione noi tubercolosi ha rilevato che in questi la reazione in jZOHere è piì1 precoce, ma molto meno durevole di quello che sia negli individui sospetti di tubercolosi o clinica..mento sani. Secondo Oppert la cuti·
reazione sornbra essere specilica di una lesione tubercolare evidente o latente, in periodo eli evoluzione, d i stato o di guarig ione, ma non d à. alcun dato sulla sua estensione, s ul grado e sull'età della lesione. E ssa indicherebbe una tossin· fezione tubercolare, non la malattia e non può il suo valore paragonarsi a quello dei dati c linici. A. F agiuoli (R·if. me<l., png. 636-1920) mise in luce il fatto che in se~to alla cutireazione possono oompurire chiari sintomi a focola io nella zona polmo· nare colpita. L'evenienza pratica si presenta soltanto nel 6-7 % dei oasi, però, quando è munife.<>ta, rivC'ste grande importanza in quanto ci informa sulla na· tura. sulla sede e S\Ù carattere di a.ttività ò e lle eventuali lesioni apicali, mentr" la soiA. reazione cutanea, anche se inwn.sa, non d ~pone con sicurezza per la spe· cificità di alterazioni polmonari sospette, rnn. tutt'al più dimostra che le lesioni decorrono su terreno tubercolare. Feletti (Rif. lo!led., settembre 1924) per dare \'alore di maf!eiore probabilità alla cutireazione ha eseguito delle sca.rificazion.i con tubercoliua in varia soluzione. Dalle sue esperienze l'A. è venuto nella de· termina.:r.ione di affermare che la cutireazione con tubercolina al 5 % riveli e la outiroazione con tubercolina a l 10 % rende molto probabile una. tubercolosi attiva. Usando porò queste deboli soluzioni di tubercolina, la reazione si limita Ftd una 7.0nu roi'<Sa lungo i bordi della scarificazione. La cutireazione ordinaria fu studiata, rarallelamente alla ofta lmoreazioue in soggetti apparentemente sani, anche da Wolff.Eisncr: egli ebbe il 50 % di reazioni positive. In 7 di que!lti casi l'autopsia di.tn<'s trò i.t1 uno assenza completa di le.'3ioni, in 5 dei vecchi focolai incapsulati o appariscenti guariti, in uno delle lesioni recenti in individuo cachet· tico. Ancora. Baginsky e!leguì le stesse reaziorù comparative in fanciulli non tubercolosi od ebbe il 18 % dei eMi in etti la cutireazione fu positiva. Stadelm.aw.1 provando su 192 so~getti non tubercolosi e bbe il 50% di reazioni positive. l:n valore più probati\·o pare abbia la cutireazione regionale. Pisani (Rij. j).Jed. , pag. 665-1916), studiando tale sistema di cutireazione cioè quando essa vf'nga fatta stilla proiezione cutanea del viscere ammalato invece che ne lla ordinaria sede d i elezione brachiale, ha notato che in pa.zienti sofferenti di tubercolosi ]JOltnonai·e .iniziale, e.<;clusiva di w1 apice ed apirettica. o quaai, la. cutireazione è J•iù precoce e più spiccata dalla parte arnma.lata. L'opposto suole n'-venire a llo rchè la lesione dura da tempo non breve, specie Jlòi se il decorso è st.a.to febbrile. In pazienti sofferenti di tubercolosi polmona.re bilaterale recente o antica, fPbhri le o a.p irettica, la. cutireazione suole figurare p iù pronta. e più int.ens a dalla parte della nt.ino t·e lesione tubercolare si da risultarne una vera rea· r.ione para.dos;:;a.. Tali fatti sar<>bbero e~«ponenti di reazione um.orale circumarn· hiE>nte ed il fenomeno avrchhe come s ubstrato anatomico il reticolo linfatico distrett.ualo. Rulla base d e i rilievi preced enti risulterebbe pertanto che il signifi· cato diag-nost.ico della cutireazione reg ionale SFtrebbe identico a quello della. cutireazione ordinaria, ru.a con wta umggiore sens ibilità elettiva che l'autore ritiene Il<:> l 'UJ>Jll't!senLi lu. c:u1·aLtt.risL ic a esseu.ziul<:>. ~[ondolfo e Cosc:era. (Jf?:j. Med., pa,g. 210·1922) hanno sperimentato sulla cutireazione regionale in 82 sogc:etti malati di tubercolosi parte accertata e parte sospetta. Dal complesso d elle O!';Servn:cioni risulta. che ne!Ja maggioranza dei casi, essendo stata praticata sia quella regionale che quella ~:mi braccio, le due reazioni l': ussistono contemporaneamente con spiccata prevalenza eli intensità per la. cuti· reazione regionale : quef'ta può grandemente avvalorare il sospetto clinico di lesione tubercola re in sede dete•·•n.inata e può. più precocemente della rea.rione sul braccio, rilenu·c un focola io tubercolare in atto. InJìne, e questo avrebbe moltis· s imo \·alore, la. cutireazione L'egionale può sceverare una nuova infezione tubar·
St!L VALORE DELLE VA.RIE RF.AZIONJ, ECC.
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~ola.re da altra pregressa. Pollitzer, con sue e!<perienze, ,·enne alle medesime conclusioni del Pisani. Uorinaldesi (Ttd;ercolosi, n. 8-1923) in 58 casi notò che spesso nelle prime 24 ore non si rileva diversità. nella reazione sia brachiale che regionale, mentre nelle successive 24 ore spesso la regionale è più intensa.. In generale, nella tubercolosi apicale, la reazione praticata nella fossa. sopraspinosa del lato leso è stata più intensa di quella praticata alla regione omologa od al braccio; raramente fu negativa la. reazione brachiale e positiva la regionale, mai si verificò il caso opposto. Anche il Da Gradi ha praticato ricerche consimili ed ha notato che la reazione praticata sulla. cute della regione sospettata come colpita da infezione tubercolare gli è stata nettamente positiva mentre g li era stata negativa o debolmente positiva quella. praticata sul braccio. P estalozza e Mensi non videro viceversa alcun vantaggio dalla cutireazione regionale rispetto alla. Pirquet ordinaria.. • Specificità deUa reazione. - Argomento molto :;cabroso, afferma il Magliulo, complicato, ed ancora si può dire insoluto. Koch la ritenne una reazione strettamente specifica ; dello stesso parere fu anche il 1\Iaragliano. Eppure, ad onta che ancora oggi molti autorevoli AA. la ritengano utile, specie quando, inten.'!amente positiva, si presenti iJ'I.'Iieme a. sintomi di sospetta. tubercolosi, dalle comunicazioni sopra riportate risulta che attualment-e la. cutireazione ha perduto molto della. sua importanza sia perchè è stata riscontrata positiva in individui affetti da le· sioni non tubercolari o sani e negativa. in individui certamente tubercolosi, sia perchè essa pecca talora. di eccessiva sensibilitt\ dando ris ultati assai spesso marcati anche quando in epoca lontanissima vi sia stato nell'organismo a lcunchè di tubercolare (un ganglio m.i.ni.mo). :h:ssendo pertanto ormai dimostrata la presenza. in quasi tutti gli individui adulti di lesioni tubercolari, già clinicamente ed a.na.tomo-pa.tologica.mente guarite, è chiaro che la reazione darà, con tutta pro-
bnbilità ooito positivo, costituendo uno. notevole causa. di errori : il suo valore
quindi non è assoluto potendo essere anche positiva in individui aventi focolai spenti di nessun valore clinico attuale. CUTI·REAZIONE CON l'ROCESSI "àlODIFICATI •
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Metodo di Lignières. - Consiste nel radere la superficie della pelle e sfregarla subito dopo con qualche gocciolina di tubercolina.. Nei tubercolosi appari· rebbero papule il cui colore varia dal rosa pallido al rosso carico ; queste papule sono generalmente contornate da. un alone e formano spesso, per la loro agglome· razione, d egli isolotti confluenti od una. placca edematosa; le p apule SJ'ariscono dopo 4 o 5 giorni o si trasformano in vescicopustole con formazione di croste. n malato prova una sensazione di smania ma non presenta nè febbre nè fenomeni generali. • Metodo di Lautt'er. - Senza alcuna Pt'eparazione della pelle, si applica sulla faccia esterna del braccio tma. piccola. quantità. di cotone idrolilo sufficientemente imbevuto di tubercolina diluita l a 100 (3-4 gocce) ; si ricopre con un tratto di gutta.perga per permettere il contatto prolungato della tubercolina con la. pelle e si circonda. il tutto con \ma falda di cotone e con una. fascia.: il tutto va. ten uto a posto per 48 ore. Quando si ritira. il bendaggio per rendersi conto del ristù· sultato, bisogna ancora attendere tma. o due ore perchè la reazione si confernù. Se essa. è positiva si nota. o una piccola. zona. eritemo-papulosa, o degli isolotti. La colorazione è rosa. o leggermente rossa ; la pelle ispessita ed edematosa, dò. la. sensazione di secchezza e di rugosità. La superficie, a.ccw·ata.tnente esaminata appare disseminata di piccole vescicole, finissime, che contengono un liquido incolore. Tale eruzione persiste da dtie a venti giorni, producendo una sensazione di prurito. , Rino-reazicme di Dupont e 11-Iolinier. - Verrebbe provocata dal contatto dÌ unn soluzione di tubercolina all'l % con la mucosa nusale. sia. stilla.ndone una. goccia. sulla superficie del cornetto inferiore, sia spalmando per 10 minuti sulla mucosa. della narice un piccolo tampone di cotone idrofilo imbevuto della stessa soluzione. La reazione positiva è carattt.rizza.ta da una piccola crosta sottile e trasparente che si forma. dopo il secondo-quarto giorno sulla mucosa congestionata. 2. -
Gwrnale df, meà•cina militare - Fase. X n.
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SUL V.U.ORE DELLE VARI E RJ::AZlOXI, ECC.
Uretro-reaziMe di Oppenlteim. - Basandosi sul principio della rinoreazione l'A. ha. utilizzato la instillazione della tubercolina nell' uretra: ma. la reazione così prodotta. è debole ed incostante. Vagino-reazione di Schwab. - L 'A. ha fatto la s t essa cosa con la vagin.a con dei risultati che non sono migliori. Reazione percutanea di Moro. - Si prepara dapprima. una pomata di tubercolina incorporando a parti eguali tubercolina e lanolina.: con un po' di questa pomata. si friziona fortemente un piccolo tratto di pelle sia del viso o della coscia o d ell'epigastrio. Dopo 24 ore si notano numerose piccole papule rosse che spariscono dopo qualche giorno. Bislini afferma che la reazione di Moro, quando è positiva, ha un valore maggiore della Pirquet non solo, ma anche ha molto valore quando è d ebolmente p ositiva: egli è quirrdi del parere di dover tenere tale reazione ln considerazione. Metodo 80Uocutaneo del.la tubercolina. - È un metodo che fu una volta largamente usato, oggi lo è solo da. pochi. Si adopera. la A. T. (vecchia tubercolina) diluita ad uno su mille in soluzione fisiologica e leggermente fenicata al Y2 % : si inietta un centimetro c ubo di tale soluzione , che contiene un milligrammo di tubercolina, sotto la pelle nella reg ione interscapolare o alla coscia. Il paziente deve e.<>Sere tenuto in osservazione per almeno tre giorni misurando e seg 1ando ogni 3 ore la. temperatura. Fatta la iniezione di tubercolina si costringe ancora a letto l'ammalato e si cot1tinua a · misurare la temperatura per tre giorni ancora ed ogni tre ore. Se in questo periodo si ha una elevazione termièa di almeno % gr ado, la r eazione si considera positiva e quindi si ritiene di essere di fronte ad un tubercoloso. Se la elevazione termica è solo di pochi decimi si ripete dopo il 3o giorno l'iniezione aumentando la dose di tubercolina e cosi successivamente per altre duo volte facendo quindi al massimo 4 iniezioni nel periodo di 12 giorni, tenendo però sempre conto dello stato dell'ammalato ed avendo cura di non sorpassare la dose di 10 milligrammi che può riuscire pericolosa e dare talora fenomeni di reazione anche in persone sane. Bisogna notare che la. reazione può talvolta riuscire negativa anche in individui affetti da forme batteriologicamente a.cCArta.te: Riamo allora di fronte a tubercolotioi gravi i quali sono in qnello stato di minorata sensibilità. organica che viene detta comunemente « anergia. •· . Se questo m etodo ha alcuni vantaggi, ha anche numerose controindicazioni e dati anche i pericoli cui va. incontro, ha. perduto a poco a poco il suo valore. E ssa è controindicata nei casi anche sospetti di lesioni meningee, nelle nefriti, nelle cardiopatie, nelle emottisi, etc. Reazione aU.a puntura di E~cher-ich e Hamburger. - Questa. reazione è dolorosa : essa determina una infiltrazione edematosa, un prurito assai intenso, qua lche volta febbre e, sopratutto quando si esegue sul braccio, un ingorgo delle ghiandole corrispondenti. Per tali fatti essa presenta le stesse controindicazioni ed una parte degli stessi inconvenienti della sottocutirea.zione. Si esegue in questo modo: si inietta un decimillesimo di grammo di tubercolina vecchia di Koch nel derma della r egione esterna dell'avambraccio, evitando di affondare l'ago n e l tessuto cellulare sottocutanoo, come nella ìntradermo-reazione di 'Mantoux. Dopo 24 ore circa daUa puntura., in caso positivo, si osservano due zone infia mmatorie di cui una si svolge intorno al ptmto di inoculazione e l'altra nel tratto che fu colp ito dalla punta dell' ago. n rossore e la twnefa.zione aumentano di intensità per 24·48 ore e poi in breve scompaiono. Sussiste molto lungamente uno spessimento della pelle di colore bruno. lntradermo-reazione di l'r!a.ntou.x. - Si può ritenere come la. sostituzione della cutireazione e v enne p roposta dall' A. perchè ritenuta migliore. Si pratica in questo modo : disinfettata la cute, si inietta n el derma, mediante una comune siringa. dì Pravaz dotata di un a rro sottilissimo, una goccia. di soluzione di tubercolina v ecchia di Koch l a. 5000 di soluzione fisiologica, cioè un centesimo di milligrammo di tubercolina. Se la r eazione è positiva, dopo 24-36 ore si inizia una. reazione locale che raggiungo il suo massimo in 48 ore circa. dalla. iniezione e caratterizzata. da. un nodulo duro, rossastro, circondato da un alone piuttosto esteso : tale nodulo persiste piì:t giorni. Se invece è negativa. allora si osserva. solo
SCL- \ 'ALORJ.: DELLE VARIE RI::AZIOSI, ECC.
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un lieve segno di iperem.ia cutanea ed un piccolissimo indurimento che si dilegua in 40-48 ore. Secondo l'A. questa reazione sarebbe più esatta della cutireazione perchè fornirebbe degli indici anche in quei casi in ctti la cutireazione era stata negativa. Secondo altri .AA. essa invece non presenta a.lctma !Onperiorità.
Oftalmo-reazione. - Fu proposta da Cabnette e da Wolff-Eisner. Consiste nell'instillare media.rite un tubo contagocce, una goccia di diluizione di tubercolina l : 100 di acqtu\ di:;tillata nell'a.ngoìo intemo di' un occhio, di cui con la mano sinistra si tengono divaricate le palpebre, evit-ando che la goccia instillata venga .respint-a da una contrazione riflessa troppo brusca delle palpebre. Se la reazione è positiva, si rilevano nell'occhio delle rnaniiestazioni di diversa entità. a seconda del grado e cioè, andando in ordine progressivo, si avvera, dopo 5-6 ore dalla instillazione, un 81'1'ossa.mento edematoso della canmcola e si nota presenza di un essudato fibrinoso (reazione lieve) ; oppure ai sintomi suddetti si aggiunge un arrossamento di tutta la conghmtiva. bulbare e palpebmJe (reazione media) ; oppure si ha una congestione di tutto l'organo visivo, chemosi, epifora., secrezione fibrino-purulenta, mentre l'occhio può rimanere completamente ricoperto dal processo di tumefazione. Tutta tale fenomenologia, in genere, si d ilegua. in mezza giornata.. Ca.lmette afferma che i so_ggetti non tubercolosi non reagiscono in alcun modo aJla. instillazione della. tubercolina: tutt'al più si osserva qualche volta, dopo 2-3 ore, un leggero rossore se si fa. uso di tubercolina glicerinata o di soluzione mal sterilizzata., ma tale rossore scompare rapidamente subito dopo essersi formato, e non si accompagna a lacrirnazione e la caruncola non prende mai il colore rosso-feccia di vino caratteristico di una reazione positiva.. L. Petit, sopra una statistica di più che 3000 ca.'3.i di individui clinicamente tubercolosi, sospetti tubercolosi e non tubercolosi e bbe una reazione positiva del 92,32 % nei primi, del 61,6 % nei socondi e d el 18 % nei terzi. Però tale reazione è negativa negli stati avanzati di tubercolosi polmona.re, nella tubercolosi acuta, mentre è spesso positiva in altre malattie. Essa non può essere provocata in pazienti affetti da lesioni oculari di qualunque entità e bisogna inoltre prima di praticarla., conoscere se il paziente non sia stato trattato con tubercolina poichè in tali casi si potrebbero manifestare rea:r.ioni vive e spiacevoli per fenomeni anafilattici (Bozzolo) o, all'opposto, per avvenuta immunità a.ntitubercolinica, le reazioni potrebbero mancare anche esistendo lesioni tubercolari (Micheti e Qua.relli). Ta.le prova. un tempo venne usata s u larga scala ma le opinioni sul suo valore e stùla sua innocuità. furono varie. Comby (citato da. Chiaravailoti) ritenne il metodo come il più semplice, il più elegante ed il più sicuro. Hirschler (id.) sperimentando con cuti ed oftalmoreazione, ritenne essere la reazione di Calmette molto probativa ed essere desti· nata ad avere grande successo nella pratica medica, anche per la sua completa innocuità. \Viens e Gunther (id.) furono d el parere contrario a. quello dello Hirschler perchè poterono invece constatare che le les ioni congiuntivali producentisi negli individui sottoposti alla. oftalmoreazione erano tali da far loro pensare che la reazione è tuttaltro che p riva di pericoli e combatterono nel modo più assoluto l'ulteriore impiego dì essa sia. per i risultati topici che per quelli diajmo· stici. Stadelm<tnn e Wolff (id.) insistettero sopra il significato diagnostico e prognostico della reazione la. quale fu da loro ritenuta certamente positiva. nei tubercolosi mentre era tale solo raramente nelle persone clinicamente sane. B. Nicola (id.), dopo yarie esperienze, concluse che seppure la oftalmorea.zione è un mezzo di indagine clinica di una certa utilità, per le troppe cause di errore che si incontrano nella esecuzione e nella. interpretazione della reazione, per il fatto che individui certamente tubercolosi non reagiscono alla tubercolina ed altri certamente non tubercolosi reagiscono, ed infine per i gravi danni che l'ìnstilla.zion~ di tubercolina può apportare a.ll'apparo.to visivo, non si deve attribuirle quell'alta. importanza vantata da Calmette, ma deve essere praticata con molta mode· razione, non potendosi ricavare seri vantagjti diagnostici. Schoder e Kufrnann (id.) attribuirono alla oftalmoreA.zione un valore effettivo per q~nto limitato. Cobn (id.), dopo avere sperimentato su 310 pazienti dei quali a.lcum tubercolosi accertati o sospetti ed altri affetti da altre malattie, venne alla.. <:onclusione che se si adopera una soluzione di tubercolina. all' l % il risultato pos1t1vo della reazione deve far ritenere molto probabile l'esistenza della tuber-
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SUL \";\.LOUE: DELLE \ARIE Rf:AZlONI, F:CC.
colosi ; che il resultato negativo della reazione non basta ad escludere la tuber· colosi : difatti il oO % dei casi gravi di tubercolosi non reagiscono mentre nei ca-si leggeri ai ha quasi sempre risultato positivo. Negli infermi di tifo, e specialmente nella convalescenza laofta.lmorea.zione è assai spesso positiva. Olmer e 1\Iarcel Temes (id.) ritennero essere scarso il valore clinico della reazione. Trerotoli (id.) concluse che la oftalmorea.zione non è un mezzo sicuro, preso isolatamente, ma che può, soltanto insieme ad altri sintomi positivi, concorrere a fare affermare la diagnosi della tubercolosi. Baldewin (id.), dopo aver praticato la oftalmoreazione in un non indifferente numero di ca.si, venne alla conclusione che bisogna andare molto cauti nel praticare questa prova, ustlndo soluzioni di tubercolina diluite, e che, se r iesce negativa, non dimostra che l'individuo è esente da tubercolosi. Blum (id.) affermò che la oftalmoreaz.ione ove manchi non può escludere la presenza della tubercolosi. Dello stesso parere fu anche Schench. !{lieneberp:er (id.) ritenne che la reazionediCe.l· mette costituisse Wl metodo erroneo e che la comtme esperienza non autorizzava ad impie!{arlo come mezzo di diagnosi differenziale. 1\1. Delorme (id.) affermò che l'uso di tale mezzo dia~mostico oltre che essere nocivo, dando spesso luogo a vere lesioni oculari, conduce spesso a colossali errori diagnostici come risultava daiJe comm.ùca.zioni di Poucet e da.lle ricerche di Sougues, di Marie (di Villeinif). d i Btienne, di Leuible, etc.. P . T ecce (id.) concluse che la oftalmoreazione, p ur avverandosi con grande frequenza negli infermi che present ano lesioni tubercolari non è specifica e che tranne il fatto della mancata o scarsa reazione nei tubercolosi gravi, nessuna relazione esiste tra estensione o gravezza delle lesioni specifiche col grado, intensità e durata della reazione. Pertanto, a parte il suo valore dù1.gnostico, in seguito al grido di allarme non solo di numerosi clinici, ma anche ed in modo speciale, di octùisti i quali den uncial'ODO quale non rara complicanza la comparsa di varie lesioni oculari, specialmente tardive e consistenti in iniezioni della t·ete pericheratica, irregolarità. della pupilla e comparsa di noduJi sulla congiuntiva bulbare, molto rassomiglianti a q uelli della congitmtivite ft itt-enulare, in questi ultimi anni, facilmente per gli inconvenienti citati, la reazione è andata sempre più decadendo per lasciare post-o ad altre non suscettibili di analoghi rischi.
** * P armi qui opportuno accenna.re a tre metodi di indagine che per la tecnica uno alla ct1tireazione di Pirquet e le a lt re due a lla intradermorea-zione di l\'Iantoux : intendo dire della autod<1criorea.zione, della reazi.one 1M Busacca e dell'autorinoreazione di Wildbolz. s01ni~liano
·Autodacrioreazione. - Kel primo congresso della Società. Italiana di studi scientifici sulla tubercolosi, tenutasi a Milano, nell'ottobre del 1926, L . Magliulo espose un suo metodo originale di cutireazione tubercolinica nella que.Ie adopera le lacrime dello stesso J>a.ziente in esame. Egli raccoglie le lacrime prodotte spon· taneamente nel bambino o provocate con la stimolazione della. mucosa nasale, con un contagocce o con una siringa. per tubercolina, quindi procede come per la P irquet facendo delle scarificazioni sulla cute e versa.ndoci sopra le lacrime, oppure introducendole negli SJJazi dernùci come per la intradermoreazione. Cosi ha visto apparire dopo 24-36-48 ore rispettivamente delle papule rilevat-e o dei nodi intradermici come quando si adopera qualunque altro IIU\teriale tuber· colinico. Tale metodo semplice e pratico l'A. ha raccomandato di usal'e sopx·atutto in pediatria, nei centri dove il medico difficilmente può venire in possesso delle varie tubercoline in uso. Mancano in proposito finora ricerche che confermino o neghino la utilità. della reazione. R eazione di B~1sacca. - L'A. nel 1921, considerò il fatto conosciuto attraverso gli studi della iuununità. che i tubercolosi sono specialmente sensibili verso il siero normale di cavallo. Infatti, se nelle iniezioni endovenose una piccola quantità di dotto siero invade il tessuto para.venoso, si può osservare una forte infil. trazione nel pm1to di iniezione come pure possono osservarsi attacchi anafilattici in seguito ad iniezione endovenosa di siero di cavallo. Allo scopo quindi d i utiliz~~:are to.le siero come mezzo diagnostico nella tubercolosi, evitando una reazione
SUL VALORB DELLE \"AIUE REAZIONI, ECC.
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generale, ricorse alla intradermoreazione di eme. 0,2-0,3 di detto siero. La reazione positiva consiste nella formazione di tmo. chiazza eritematosa a limiti non netti, di grandezza varia, ai cui orli possono talora osservarsi strie linfa.ngioitiche. Tale chiazza poco o nulla sollevata, mostra al suo centro un nucleo di infiltrazione, di grandezza. variabile. La reazione appare dopo 8- 10 ore, culmina dopo 24 ore, per poi lentamente sparire senza lasciare traccia in un periodo di tempo da 2-4 giornL Busacca, avendo praticata tale reazione su 119 individuj affetti da tubercolosi cutanea, con l'SO % di risultati positivi, concluse che la. reazione è positiva quando la malattia trovas i in pieno sviluppo nel significato clinico. Nel 1922, Kusans, degli ospedali di Vìenna (Wi611er. f( lin . Woch.) ne_gò laspccificiì-à della reazione. Rispose il Busacca. confutando le asserzioni e ribadendo il concetto che è necessario praticare la intradermorearàone nei corpi Dapillur-i e non più profonda..rnente. Nello stesso anno, Aiello, dell'Istituto di Patologia Medica di Roma, nello S tud·ium,
rifer1, dopo aver comunicato di a.ver praticata !a intradermoroazione su l!iroa
200 individui prevtl.lent.emente malA.ti di tubercolosi polmonare, ch(;l la sensibilità dei tubercolosi al F<icro di cavallo deve ritenersi pitl forte e Jiiù pronto nel pe· riodo iniziale e nelle forme ad andamento non lento e oi6 perchè l'assenza della reazione di Bu.c;acoa è da. ricet·carsi nella ìpersonsibilittì. tubercolare. Montemartini (Rij . .!""l ed., pag. 4-37-1923) dopo aver praticato delle ricet·che su nume.r osi ammalati delle varie forme di tubercolosi e su individui predisposti, comunicò di aver .avuto la reazione positiva nel 65 % dei casi ; che la maggiore positività. si ha. nelle tubercolosi a decorso rap ido e non di lunga durata; che le forme che raggiwtgono 2-3 a.ruù dànno genera lmente risultato ne,:rativo. L 'intradermorea.zione verrebbe quindi ad avere un significato prognostioo oltrechè diagnostico. D'A.niello (Gicrn. di Tisiologia., n. 1-1924) avendo praticato anche egli delle ricerche, riferì di aver av·uto il 48 % dì reazipni positive nei tubercolosi e dà alla reazione poca importanza..
L'au.tcrinorea.zione cti Wildbolz. - Consiste nell'iniettare l'urina dello stesso a.mrna.lato ottenendo delle reazìotù biologiche le quali svelano lo s tato di attività d.i un focolaio tubercolare. Sì procede in questo modo : Si raccoglie asetticamento l'urina e, per mezzo della concentrazione nel vuoto, operando a 70°, la si riduce ad w1 decimo del suo volume. Dopo raffreddamento, si passa sopra Wl filtrato imbevuto di soluzione fenica al 2 %- Si fa poi una iniezione ipodermica. La reazione positiva è data da una inJUtrazione circoscritta della pelle che nella sua forma. e nel s uo modo di insorgere e di modificarsi è identica alla. reazione intmcutanea prodotta dalla tuborcolin!\. Pertanto, secondo l'A., vi sarebbe una eliminazione, a.ttr·o.verso l'urina, di antigene tubercolare allorquando esista un focolaio attivo e l'introduzione di tale antif(en.e determinerebbe una zona di infiltrazione più o meno marcata, mentre una iniezione di urina non darebbe alcun segno rileva.bile, traru1e legget·o e momentaneo dolore locale, se l'antigen.uria, mancando il processo di attività, non si verifica. L'A. avverte che e.ll'infuo1·i della tubercolosi, solo a]cune nefropatie e le sta.ffil.ococcemie dà.nno risultato positivo e che la reazione va praticata utilmente solo in individui in stato di e.llergìa riguardo alla tubercolina, cioè con Pirquet positiva. Sul valore dì tale reazione i pareri sono discordi. Kuhn, dtenendo che l'autorinoreazione sembri dipendere da tre fattori e cioè dall'attitudine della pelle, dalla composizione dell'urina e dalle modalità di tecnica, conclude che essa non
può avere valore decisivo proprio perchè la concomitanza. dei fattori non specifici e sconosciuti (sensibilità cutanea e concentrazione dei sali) può simulare una risposta positiva. Offenbacher in 20 prove, s u individui certamente tubercolosi, l'ha a·vuta solo 3 volte positiva.. Bosco ne riconosce la utilità. solo in qualche raro caso nella pratica infantile. Galnssi, Kusan, Biese, Arloing, Corbier, Krenkel, non vi attribuiscono alcun valore. B a.naudi non trova utile la roazione, per varie cause, pur riconoscendo che ha un serio fondo.rnento scientifico. P etruccelli dubita della specificità della rea:.done perchè entrano in giuoco, come notò il Kuhn, vari fattori aspecifici, quali, ad esempio, e specialmente, la. differente sensibilità della cute ai sali urinari, per cui, la reazione non ha alcun valore pratico e può essere causa di e rrori. Bolaffi e Castelli hanno praticato delle ric.erche su 50 ammalati di tubercolosi polrnouare che si trovavano tutti in stato a.lletgico e dei quali 40 in evoluzione e lO in comp leto arresto di attività. Nei casi
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SUL \ ' ALOH" DELLE \ 'ARLE REAZIONI, ECC.
ad esito positivo, la reazione si presentava dopo 12-16 ore, generalmente sotto forma di lieve infìltrato della pelle, la quale spesso non si mostrava neppure arr?~sata, sì che 111: urinoreazione positiva era apprezzabile :ne!-(lio col~a pe.IJ;>azione. Ne1 40 tubercolosi 111. attiVItà gh AA. hrumo a""'llto solo il 50 % d1 reaz1oni po· sitive; 9 furono dubbie e una fu negativa. La reazione fu positiva anche in 3 dei lO in cui le lesioni erano inattive. I risultati quindi non sono favorevoli, per que.nt~ gli AA. non si sentano in g r·ado di nl!gare ogni valore alla a1.1torinoreazione in considerazione dei buoni ris ultati avuti da altri autori. Trovarono infatti utile ed attendibile la. reazione Irohof, Strefel, Alexander e Masso. Mango ammette che la negatività della reazione permette, con discreta sicurezza, di escludere negli allergici un'affezione t.uberco lure. Bresso!, C'epulik, ne confermano la. ut,ilità.; il \"eun ti asserisce che la reazione è specifica per la tubercolosi .
••• METODI SlEROLOOJC'l. Coltra-rrazicme di Calmrtte. - L'A. nel 1902 M·eva indicato che allor(jua.ndo si mettono, in Yitro, in presenza del veleno di cobra delle emazie di bue, di cantllo· di uomo, etc., p roventivamente private di siero per mezzo di numerosi lavaggt con soluzione fi<>iologica e con successive centrifugazioni, si constata che non si produce l'emolisi, m <'ntre che questa si manifesta in pochi minuti quando si ag.~tiwtl!e alla miscela un po' di siero di cavallo o di cane preventivament<· riscaldato a sso. I~avori ulteriori di K yes e di Haus Sachs e poi quelli di Noguclù hanno stabilito che solo i sieri che conteng ono lecitina o degli acidi grassi o dei saporù sono capaci di attivare il veleno, cioè lo rendono emolitico. M:a l'azione attivante degli acidi grassi e sa.porù è impedita dall'agg iunta di una. dose converùente di clormo di calc io al siero, m entre che quella della lecitina non la impedisce. Il Calmette, M·endo constatato insieme con l\Iassol e Breton, che i bacilli tubercolari posseggono tm'affinitt\ particolarissima per la lecitina e che i sieri dei soggetti tubercolosi riscaldati a 58°, dtmque privi di alessina. attivano il veleno di cobra, cioè lo rendono emolitico ù1 t:ilro, mentre che il siero dei soggetti sani ne è incapace, pensò che si sarebbe potuto, in qualche modo. tirare partito da questa proprietà per corroborare od infirmare la diagnosi di tubercolosi. Ed infatti avendo studiato sistematicamente su sieri di un gran nu· mero di ;.oggetti sani, sospetti e clinicamente accertati di tubercolosi ebbe i seguenti risultati : tubercolosi a l primo stadio, 76 % ; al secondo stadio, 57 % ; al terzo stadio, 70 %- In 26 soggetti clinicamente non tubercolosi la reazione di attivazione fu positiva 8 volte, cioè il 30,7 %Ma non solo il s iero dei tubercolosi contiene lecitina, la contengono anche quelli di individui normali sottoposti all'azione di anestetici come il cloroformio e l'etere, dei sifìlitici (neonati e a.dult.i}, dei soggetti colpiti da meningite cerebro· spinale, d egli arldissoniani. d ei dementi, dei paralitici generali e forse anche quelli di molti i.udiviùui colp iti da affezioni caratterizzate da una alterazione più o m eno profonùa delle cellule nervose e delle capstùe surrenali. ·T a li sieri attivano il veleno di cobra come il s iero de i soggetti tubercolosi. Sembra pertanto, afferma il Cabnette, che la lecitina vi si trovi sotto uno stato differente poichè i bacilli tuhercolari non po~sono fìsMrla. Senza dubhio, il fatto constatato in Clinica che d egli indi,·idui colpiti da afl>zioni le piò disparat-e, interessanti in modo particolare g li organi ricchi di lecitina (sistema nen ·oso e capsule sunonali) po;;osono o.Yere un siero attivant(', toglie alla reazione una gran parte del suo valore. Tale è l'op inione d i P eknnO\'ich. di Fornario, di Nowaczinski e di Beyer. i\[a se positint., afl'erma Ca.lmette. E>~<sa non costituisce una prova in favore dl:'lla esixtonza. di WHL tubercolosi . negati,·a presso Wl soggetto so!lpetto, può far rit t>net·e come non e;;istcnte l'iufezione tulJercolaro. Tale reazione da molto tempo è stata abbandonata per set,'ltire quelle piì1 attendibili.
1l!eio81agmi11a reazione eU J1I. A8colì. - È noto il pl'incipio fisico che il nu· mero delle gocce fornite da tm. d eterminato volume di un Liquido è in ragione Ì li\'N'SI\ delltL tensione Stlperfìdale eli qu~>st.o liq\tido. Su quest.o principio furono co><t.ntiti il contagocce di D uclaux che set·,·e per d osat'O gli alcool e gli acidi volatili
St:L \'ALORE DELLE YARIE REAZiONI, F.CC.
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e lo stalagmometro di Traube che è stato applicato allo studiio della viscosità dei diversi liquidi organici. Ascoli, utilizzando lo stala-gmometro di Tra.ube, ha trovato che la tensione superficiale di un siero tifìco era diminuita quando si mescolava. a tale siero un antigene tifico. Jzar e poi Roncaglio hanno applicato U..lè reazione alla. diagnosi della tubercolosi éònta.ndo il n\lfilero delle gocce fornite alla temperatura della camera. dal siero da studiare solo, essendo queb-to diluito al 20°: Izar trovò, per es., 56 gocce. P1·endendo in seguito, 9 centimetri cubi della diluizione di siero ed un centimetro cubo di una diluizione di antigene preparato da poco e portando la. miscela per un'ora a 50°, si trova per lo stesso volume una. differenza. in più che si eleva generalmente ad una goccia o ad una. goccia e mezza. Wyschelessky ·ha portato delle modificazioni al metodo di Iza.r. ComWl.· que tale relazione non sembra tale da dare affidamento per affermare o negare la diagnosi di infezione tubercolare. Metodo opsonico. - Il metodo opsonico di Wright e Douglas consiste nella determinazione dell'indice opso1ùco, cioè del rapporto fra il potere opsonico del siero di un individuo ammalato e quello del siero di un individuo sano. Il potere opsonico di un dato siero lo si deduce dalla. quantità di m.icrorga.nisrni, nel nostro <:aso di bacilli, fagocitati da un dato numero di leucociti, in un dato tempo stabilito a temperatura. di stufa. Occorre dunque avere a disposizione : A) siero di indivi duo sano e di individuo sospetto ; B) emulsione di bacilli tubercolari ; C) sos) ensione di leucociti normali. La. ricerca si esegue in questo modo: in uno o più (a seconda del numero dei preparati che si vogliono allestire ) vetri porta-oggetti a poz:zetta si introducono, mediante pipette Wrig ht sterilizzate, dello stesso calibro e non troppo sotsottili, parti eguali (una goccia) di siero (o dell'individuo sano o malato), di leuco<liti e di emulsione bacillare. Una, prova sarà. per la ricerca del potere opsonico normale e l'altra per il potere opsonico dell'individuo sospetto. Si mescolano accuratamente (mediante pipetta. Wright, con la. quale si aspira e si scaccia ripetutamente la miscelo.liquida.) i tre componenti liquidi, si aspimla miscela nella stessa pipetta. di cui si chiude l'estremo allìla.to alla lampada e si collocano le diverse p.ipette così preparate entro un bicchiere e quindi in stufa a 37°, dove si lasciano p ·e r 15 minuti. Trascorso tale tempo, si ritirano le pipette le quali vengono suo· <lessivamente rotte nella parte saldata, se ne fa cadere il contenuto su vetrini porta-oggetti, distendendo il liquido in sottile strato ; si essicca lo stato liq1.ùdo e lo si fissa in alcool ed etere, quindi si sottopone il preparato alla colorazione col metodo di Ehrlich-Ziehl. Non rimane che a fare il conteggio del numero dei bacilli fagocitati da 100 globuli bianchi per ogni preparato, ciò che si esegue con un obbiettivo Zeiss ad immersione omogenea. (1/ 18). Dividendo il numero dei ba-Cilli fagocitati per 100 (leucociti) si ha l'indice fagocita.rio o .indice opsonico che nell'individuo normale oscilla fra 0,8 ed 1,2 ; e dividendo l'indice fa.gocitario dell'individuo sospetto per quello dell'individuo sano, si ha l'indice opsonico del soggetto malato. Wright avTebbe trovato che l'indice opsonico dei malati di tubercolosi è inferiore all'unità., per cui, quando in Wl. individuo sospetto di tubercolosi si trovi l'indice opsonico sotto ad uno, si dov-rebbe concludere per l'esistenza effettiva in detto individuo di tale malattia. in atto o latente . Si deve però osservare che l'abbassamento del valore dell'indice opsonico per il bacillo di Koch venne trovato anche in altri malati esenti da tubercolosi, per es. in malati di a.f. fezioni acute (Milbit), per cui anche il valore di questa reazione biologica, d'altronde non alla portata del medico pratico, viene menomato (Barbier). Agglutinazione di Arloing e Com·mont. - Venne proposta dagli AA. nel 1904 e si effettua mediante culture omogenee di bacilli tubercolari e tenendo presente che il siero agglutina specialmente al px-incìpio della tubercolosi. Secondo gli AA. l'agglutinazione sarebbe stata. positiva il 26 % in supposti sani, il 34,6 % in individui sospetti di tubercolosi e 1'87,9 % in tubercolosi conclamata. Altri osservatori avrebbero ottenuti risultati alquanto differenti. Schraff (citato da Calmette) ha trovato il 42,5 %di reazioni positive nei sani; Sabareanu e Sa.lomon (id.) hanno a~t~;> ~l 59 % ; V. Grysez e Job (id.) ottennero nelle reclute il 40,5 % di risultati poSlttVI ; Ma.sius e L. Bec6 ebbero il 56,7 %· Pare che a.nohe altri liquidi presentino le agglutinine. Esse infatti sono state trovate presenti nei liquidi ascitici, in quelli degli idrarti ed ancora in quelli
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StiL V.-\LO.Rk' OELLE VARIE REAZIO:>rr, ECC .
degli idroceli. Ka.rwacki (id.) segnalò la loro presenza anche negli espettorati dei tisici ove esse sare bbero particolarmente abbondanti. Al contrario, il siero dei neonati da mn.ùre tubercolosa non agglutina. il bacillo tubercolare (La.griffoul e Descos) (id.). È perta11to molto probabile, afferma Oa.lmotte, che le reazioni pos itive rive lino d olla tube roolosi latenti, oome le re1.zioni alla tubercolina., di modo
che la. ricerca. delle ag~.: lutinine nel siero non avrebbe valore clinico se non quando essa. fornisce dei risultati negativi. R eazione di Ab<lerhalden. - Questa. reazione che l'A. ha dapprima. applicato nel 1912 alla diagnostica. della gravidanza, è stata studiata di poi da un gran numero di sperirnontatori che vi hanno intl'avisto la po>s!bilità di trt~rne partito per determinai'e Je a\torazioni funzionali dei diversi Ol'i);a.ni, TI SUO principiO riposa su questa. con..sta.ta:o~:ione che nn Ol'g'l.no san.o Ia.c>cia diffondere nel sangue dei prodotti diretrome nte assimilabili, ris ultanti da una decomposizione completa dei corpi grassi, degli idrati di carbonio e dei OOI'J)i proteioi, mentre che un organo malato inonda più o meno gli umori, e particolarmente il siero, di prodotti incompletamonte elaborati elle rappresentano allora. dei veri corpi estranei. Questi non essendo assimilabili, tendono ad essere decomposti in prodotti assimilabili per l'intervento di fcn·menti cellulari, per es., per mezzo di fermenti distruttori di materie a lbmninoidi riversati allora. in eccesso nel siero. La. reazione ha per scopo la ricerca di questi fermenti che si può effettuare con due metodi: quello della. dialisi e quello ottico. Metodo della cUaJi-si. - È ba..<;ato su questo fatto che l'albumina non passa. attraverso le m ernbra.no dialiso.nti mentre che i peptoni, gli amino-acidi ed i loro composti, l'urea. etc., attraversano più o meno facilmente alcune di queste membrane. Se si mette in un dializzatore appropriato l'albumina pura di un organo sano qualsiasi (fegato, milza, reni, per es.) e il siero di un soggetto sano, nè le a.lbuntine di questo organo sano nè quelle del siero sano passano attraverso la membrana; ma se l'organo è malato, i fermenti che sono contenuti normalmente nel ~<iero decompongono più o meno le albtUni.ne di questo organo malato e i prodotti della decomposizione (peptone, amino-acidi, etc.) possono essere svelati mediante alcuni rea.ttivi chimici nel liquido di dialisi. L'esecuzione di questo metodo richiede l' uso di un dializzatore perfettamente impermeabile a.lle albumine e perme a.bi le ai peptoni. Occorre anc he una. preparazione particolare difficile e d eli-
cata della polpa dell'organo che de ve usarsi. Metodo ottico. - È ba..'lato S\Ùle variazioni di deviazione osservate al polo.ri. metro con una soluzione di albumina quando le sue molecole s i decompongono in peptoni ed in amino-acidi sotto l'influenza di fermenti cellulari contenuti in un siero pa.t.olo):!:ico, aUorchè questa. decomposizione non ha. luogo in presenza di un siero normale. Occorre un polarimetro speciale e tale quali sono quelli che s i usano in laboratori specializzati. La reazione di Abderhalden è stata applicata alla diagnosi della tubercolosi. Lampè e Ed. Arno. Fraenkel, Gwnpert~ ottennero risultati discordanti. Jessen trovò che le reazioni sono, in genere, positive nei tuberco!osi, salvo nel periodo della cachess ia du1·a.ute la quale non si producono più fennenti. Abderhalden, con un peptoue ottenuto da F loxuer da bacilli tubercolari, sarebbe arriv~;~-to a dei risulta.t1 &Ssai precisi col mezzo del metodo ottico. Sembra., dice Oalmette, che la specificità della reazione sia lontana dall'essere così netta come si sarebbe potuto sperare e che da. essa non è possibile attualmente ricavarne dati utili dal punto di vista diagnostico. Lo si"udio di tale reazione non è }Jerò iniziato che da pochi anni e probabilmente in un avvenire più o m eno pros.')imo essa forse potrà essere utilizzata come mezzo per determinare p il1 che la. dio.gnosi, gli effetti di una tera.ryia razionale della tubercolosi polmonare. · Reazione (U Dold. - La prova di. Dold, di intorbidamento con flocculazione, proposta. dall'A. in questo ultirno decennio per la diagnosi s ierologica della sifilide, fu dal Bonaccorsi, della Clinica. ·Medica. di Parma, applicata. alla diagnosi della tubercolosi (Giom. di M:ed. prat: f. 7-1922). Essa. consiste nel rilevare la. comparsa di un intorbidaru.ento specifico nei sieri dei tubercolosi dopo 4 ore di termostato a 37° e tutta la. notte a temperatm·a ambiente : a.l mattino s i leggono i
SUL VALORE DELLE: VARIE REAZlO~ I, ECO.
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risultati i quali, se la reazione è intensamente positiva, si leggono già ad occhio nudo, altrimenti con l'agglutinoscopio di Kuhn e Woithe o col sieroscopio di Dold. Il Bonaccorsi ha. sperimentata la reazione in un non indifferente numero di casi (150) e rilevò che la. flocculazione intensamente positiva concordava con la. Besredka. neli'SS % dei casi ·mentre, nel totale dei ca.'li esaminati l'aveva avuta positiva nel 92,50 %· Egli affermò che tale reazione potrebbe sostituire la Besredka per esigenze di tempo e quando non si avesse a disposizione un sistema emolitico completo. Pro-va del voocicante di Rogt;r c Jos!d. -
Secondo que.<sti AA. il liquido sicroso
raccolto dalla flittena del vescicante cantarida.to, nell'individuo sano contiene gli stessi elementi cellulari del sangue, ma. in proporzione differente : vale a dire il numero dei leucociti polinucl.oori neutrofili sta fra il 65·78 %; il numero dei leucociti eusinofìli oscilla fra il 20 e 25 %- Qui starebbe il fatto ca.ra.ttei"istico : nello stato normale, cioè, il liquido del vescicatorio conterrebbe circa. il decuplo dì cellule eosinofile del sangue, che no contiene 2-3 %· Nelle iniezioni in genere e nella tubercolosi in specie qut:sta eosinofì.lìa del siero da vescicante rrumcherebbe. ~ella tubercolosi le cellule eosinofile diminuirebbero ù1. proporzioni varie a. seconda della gravità della malattia e dello stato generale dell'infermo : nello stadio primis.':>imo della malattia e nelle forme di tubercolosi locale attenuata, come per es. nelle pleuriti ad essudato sieroso, la percentuale degli eosinofili cade dal 25 al 15, al 10, ed anche al disotto. Gli AA. hanno affermato di aver potuto con questo metodo scoprire un processo tubercolare latente in ammalati, per altri segni, non sospettabile; hanno affermato di aver potuto fare la diagnosi differenziale fra tubercolosi miliare acuta, febbre tifoide e setticernia streptococcica, etc. in casi dubbi. Tali vedute furono confermate da.ll'Humbert. Tale mezzo di indagine fu studiato accuratamente anche nella. Clinica Medica di Pisa dal dott. Me& e le ricerche fu1·ono esegnite su un gran n~nero di individui sani, a.t:ru.nalati di malattie varie, ammalati di tubercolosi. Le risultanze emerse dalle osservazioni furono che anzitutto la cifra del 20-25 % di eosinofìli assegnata dagli AA. francesi al liquido della flittena nel soggetto normale, non è corrispondente al vero nella grande maggioranza dei cMi, che nelle forme tubor· colari lievi, allo stadio latente o iniziale, quando cioè la reazione può avere il suo valore come sussidio della clillica, la formula leucocitaria del vescicatorio, se dà. una lieve diminuzione degli eosinofili, essa non esce dalle cifc·e minime che possano verificarsi, eccezionalmente nello stato normale, di regola nelle altre malattie infl.ttive. Tale prova pertanto non può servire alla diagnosi precoce della tuborcoltsi. Reazion~ Biero-cUagiwBtica del FO'rnet. Si tratta di 1.m preparato messo in commercio col nome di « Tuberculose Diagnosticum » (sarebbe un antigene pre· parato mediante digrassamento dei bacilli del tubercolo con vapori di etere) il quale a contatto con un siero di tubercoloso cWuito 40-200-500 volte, darebbe luogo entt•o 12 ore, alla temperatura ambiente. al fenomeno dell'agglutinazione. Tale reazione è stata sperimentata da vari AA. come il Jevicho, il Kromecke, il Tegtmeie.r , il Kellner, lo Zecnovizzer, il Goldeuborg, eta. Questi AA. hanno trovato che l'esito positivo si otteneva sia con sieri di mdividui n ormali sia con quelli di individui malati : pertanto essi negano ogni valore alla reazione. Meno asaoluto è stato Pitzen il quale conclude in sen.<;o meno negativo degli altri A.A.. r itenendo però ugualmente che la reazione non è specifica e che non si tratta di altro che di fenomeni banali di flocculazione. Josephowicz ha, del resto, dimostrato che la reazione di flocculazione di Fornet è dovuta ad una precipitazione
aspecifica. delle globuline per opera del fenolo.
Deviazione o fr.ssazione del complemento. - È noto che la reazione di fissazione o di deviazione del complemento nella tubercolosi non sia. altro che l'applicazione della reazione di Boz·det-Gengou alla infezione tubercolare. Fu applicata la prima volta da. Widal e Lesourd ottenendo risultati positivi mettendo in presenza del siero di tubercolosi un antigene costituito da corpi b~illari. Quasi nel medesimo tempo J. Camus e Pa.gnìez si servirono della reaz~one usando come antigene la tubercolina. i\:larmorek applicò la reazione di fissa· ~one ali~ ricerca dell'antigene nell'urina. e nel siero di malati per mezzo di un s1ero antitubercolare da lui preparato. Altri AA. invece hanno cercato di preparare
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srL VALORE
DF.LL~
VARIE REAZIONI, ECC.
p er questa reazione un antigene atto a svelare la presenza nell'organismo di anticorpi tubercolari. 1 prim i risultati furono incerti e contradittori; in seguito la prova è andata sempre man m ano perfezionandosi e in questo ultimo decennio pare sia entrata in una. fase di pratica applicabilità. mediante gli antigeni preparati da Oahnette, Besredka, vVassermann, Bouquet e Nègre, Pirera, Leoru, :Sivori, Villa, etc. La. preparazione degli antigeni ed il sistema di tecnica varia. più o meno .a seconda dei divers i A...t\.. Descriverò alcuni degli a.ntigerù : Antigeni eU Ca/mette. - Passano sotto il nome di Bl e B2. L 'antigene BI c onsiste in un estratto di bacilli preparati per macerazione a bagnomaria a 65o p er 48 ore in acqua distiJJata, filtrati e concentrati nel vuoto sino a IOO centimetri cubi. L 'antigene B2 consiste in un estratto di bacilli preparati per macerazione a bagnomaria a 65° per 48 ore in 100 centimetri cubi di una soluzione di peptone di Witte al lO % in acqua distillata e poi filtrata. Antigene dti B esredka. - È il prodotto di nna ctùtura di bacilli del tubercolo n el terreno brodo-uovo Besredka., sterilizzata a ll5° e centrifugata. Anligene eU Bouquet-e-Nègre. - È dato da una miscela di bacilli umani coltivati s u brodo gliccrina.to. I corpi bacillari sono lavati con acqua distillat-a, poi essi<:ati nel vuoto o alla stufa a. 37o, indi trattati con acetone per 24 ore, di nuo"o ~ssicati e poi macerati per I2 giorrù a 37o nell'alcool metilico puro, avendo cura di agitare frequentemente. Il liquido, separato colla filtrazione, costituisce l'antigene. R ecentemente Berliner (Deut. Med. Woch. 1925) ha reso più sensibile tale antigene con l'aJ!giunta ad esso di deternùnate quantità. di lecitina e di sostanze grasse estratt.e dai bacterii con acetone. Antigene di ll'assermann. - È rappresentato da bacilli del tubercolo trattati con t et.ra lina e conservati in polvere in essiccatore. S i p esano di questa polvere gr. 0,50; si stemperru10 in w1 mortaio sterile con 5 centimetri cubi di soluzione fisiologica che si aggiunge goccia a goccia in modo da formare lUla sospensione omogenea ; si aggitmgono a questa eme. 0,55 di lecitina al 2 % della casa Priedel. Si agita il tutt-o con energ-ia per 30' e poi s i colloca in ghiacciaia per 24 ore. Si centl'ifuga a grande vel{1Cità; s i toglie via il liquido soprastante e si sostituisce con soluzione fisiologica sterile. in modo da avere w1a sospensione omogenea di antigene all'l % in soluzione fisiologica . L'antigene, così JJreparato, conservato per alcwo giorni dhiene più atth·o.
At1tigme eU Villa. - L 'A. raccoglie della patina di varie culture di tubercolosi bovina e umana su agar glicerinato ; trita. in mortaio con piccole quantità di alcool; indi aggÌlUlge alcool etilico (2 parti), etere ( l parte), acqua (l parte) e lascia il tutto in Erlemneyer in termostato a 37° per una settimana agitando di tanto in tanto. Lascia evaporare poi l'etere e filt ra attraverso carta : il filtrato è l'antigene che, dosat.o con i comuni metodi, è p ronto per l'uso. Anti{Jen~ di P ·irera. L'A. p repara il suo antigene nel seguente modo: si asporta con una snotola tutta la patina di una cultura di tubercolosi umana su a 2ar, vecchia alrneno di molti mesi, si che non Aoltanto la patina sia molto spessa, ma tutto l'agar che s ia infiltrato ed impregnato dei bacilli e dei loro pro· dotti d i secrezione. 1n generale da una c tùtura. si preparano da 50 a IO centimetri cubi di emulsione, a. seconda. della grandezza del tubo di ctùtura e dello spessore della patina, procw·ando di ben raschiare anche gli stl'ati superficiali dell'aga.r. Quindi s i emulsiona prohmgatarnente in soluzione fisiologica., in un mortaio di vett·o, si fiJtra attraverso 3·4 strati di garza ed infine si aggiunge acido fenico nella Jn·oporzione del Y2 %· Accennato cosl breYentonte ad alcuni modi di preparazione dei diversi antigeni, descl'iverò qualche sistema di tecnica, tenendo presente che per effett.ua.re la reazione occorre Jll:'eJHU'(U'e e titolare i diversi elementi che entrano in giuoco e cioè una emulsio ne di emazie la vate, un siero emolitico inattivato, un complemento titolato oltre all'antigene ed al siet·o da studiare.
Metodo eU ricerca di .L"'larmorek. - L'A. usa il suo antigene. A eme. 0,15 d i siero di ammalnto si aggiungono eme. 0,30 del suo siero antituber·colare semplice ; poi, per assicurarsi che vi sia anche il complemento, che dal
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SUL \ 'A LORE DELLE \ ·,\RIE REAZIONf, ECC;
siero dell'ammalato, qualora non fosse fresco, potrebbe anche mancare (dopo 2 giorni il complemento scompare dai sieri estratti) aggiunge una goccia di siero ft·esco di cavia : quindi mette tutto in stufa nella quale lascia per un'ora. Decorso tale tempo aggiunge eme. 0,30 di una soluzione di emazie di montone, più una quantità di siero di coniglio emolitico per queste emazie, tale da essere sufficiente a sciogliere le dette emazie in 45 minuti, e riposa il tutto nella stufa per un'altra ora. Decorso questo tempo o l'emolisi è avYenut-a, cioè la miscela è diventata. limpida acquistando un colore rosso di vino di Bordeaux e ciò significa che il sangue esaminato non contiene veleno tubercolare, e quindi il soggetto da cui fu tolto il sangue non era tubercolot ico, oppure la miscela totale è rimasta torbida, cioè l'emolisi non è avvenuta e ciò significa l'esistenza n el s iero esaminato di antigene tubercolare, ossia del veleno tubercolare e che perciò il soggetto, da cui fu tolto il sangue, è tubercoloso. Con questo metodo, :Marmorek, avendo esaminato 600 tubercolos i, ottenne risultati positivi nel 95 % di essi, con queste particoladtà e cioè che l'emolisi mancava. completamente (reperto positivo) nei tubercolotici con pronunciata intossicazione, con temperatura e levata ed a ccentuata cachessia ; mentre in quelli con poco o punto febbre e lieve intossicazione l 'emolisi era positiva ma parziale (reperto positivo incompleto). Bergeron che SJ1erimentò con tale metodo ottenne anche egli risultati positivi nel 95 % d ei tubercolosi esaminati. Tale prova. però, praticata col sistema Marmorek e col suo siero, offre questo lato debole che cioè essa non è applicabile nei casi di diagnosi dubbia. come è n elle forme iniziali o nelle forme latenti. · M etodo d~ ricerca di Calmette e JJ!aJJsol. - Gli AA. usano come antigene il loro estratto peptonato B2; per le prove si adoperano dosi crescenti di complemento di cui la. prima è la. dose doppia della. dose minima. che ba. d eterminato l'emo· lisi complet.a nella taratur~ del sistema emolitico. Le prove si eseguono cosi : in 4 tubi si versano eme. 0,5 di antigene, 0,5 di siero in esame inattivato a 56° per 30', riS]1ettivarnente eme. O, l d el complemento nel l o tubo, eme. 0,2 nel 2o, ~mc. 0,3 e 0,1. Si porta. il volume a. 2,5 centimetri cubi con soluzione fisiologica. Contemporaneamente si allestiscono prove di controllo per saggiare il potere anti· complementare d el sic-ro (0,5 di siero 0,1 = 0,2 = 0,3 centimetri cubi di com· p lerr.ento, Si collocano tutte le p:roYctte a 37° r er l ora, poi si ~~>l!~iun(!e il •istema emolitico (ambocettore di 10 w1ità) e si porta il volume a 3 centimetri cubi con soluzione fisiologica. Si collocano tutte le provette a. 37o per 30 minuti primi. indi si esegue la lettura. Metodo di rictrca d-i Besredka. - L 'A. per la prova di fissazione adop era. una dose fissa d e l siero in eeame inatth·ato a 55° per 30' (eme. 0,2), una dose fissa di antigene (eme. 0,3) e dosi progre~sive d i complemento (siero di cavia all'l : 15). I·er rendere p iù a ttendibili' Jn rt>a~ ione è nppo1tuno titolnr~> prcviarr.ente il ccm pl e· mento rispetto sia all'antigene siero normale, sia. all'antigene siero tubercoloso. All'uopo si allesti~cono 3 ~e!'ie di provette. N elle provette dc-Ila p rima serie s i collocano in ciascuna. 0,2 di siero normale 0,33 di antigene, poi ri~pet tivamente dosi cre~ccnt,i di compltmento. Nelle provet.tc della f.ee:onda. serie si collocano eoltanto a titolo di con tmllo dosi crescenti di c<'mplemento ; nelle pro..,·ette della terza !"er:ie 0,2 di siero tul::ercoloso 0,2 di antigene dosi ere· s centi di complemento. Si r1 porta in ciascuna provetta. il volume del liquido 8<;1 l eme. con foluzione fì~'< iologica. e si collo<a il tutto a 37° p er l ora. Si aggmngono, indj, i corpuscoli rossi sensibilizzati (ambocettore 2-3 unità). Una volta titola.to il complemento nella prova d efinitiva per la scelta delle dosi progressive s i parte in questo caso dalla dose minima che ha. determinato l'emolisi completa. nei tubi della prima serie. Per rendere ancora più attendibile la. reazione vengono suggeriti ulteriori dettagli di tecnica. Così si può titolare il complemento non. risp etto ad un solo siero normale, ma r ispetto ad una miscela. di più sieri nor· mah, data la differenza da. siero a siero per riguardo al contenuto in emoJjsine na turali oppure rispetto ad un siero normale privato delle sue emolisine.
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. M_etod-o dt ricErca di Bcuquet e Nègre. - Per le prove s i allestiscono 3 serie d t tub1 : l a ser ie : in 3 tu bi si Yer~:ano in ciaEcuno la dose fìsEa. dell'antigene titolato (l centimetro cul:o all' l : 20); 2a eerie: in 3 tubi si ver~:ano in ciascuno 0,3
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St:L VALORE DELLE VARIE REAZ!OY.I, E CC.
centimetri cubi eli siero in esame ; 3" serie : in 5 tubi si versano in ciascuno la. dose fissa di antiJ!:ene + 0,3 centimetri cubi del siero in esame. N elle pr0\70tte di cia.<;cuna serie si v e rsano dosi p r ogressive di complemento, prendendo per dose iniziale il doppio della dose minima di complemento (siero di cavia all' l : JQ) adoperata n ella taratura del sisterna. emolitico. Si porta. il vo· lume a 2,5 centimetri cubi con soluzione fisiologica e si collocano le provette per un'ora. a 37°; poi si aggitmge in ciascuna una goccia. di emazie lavate + 10-20 uni tà emolitiche di ambocettol·e. Si aggiunge soluzione fisiologica fino a 3 centimetri cubi e si ripom a. ;no por ~m·ora.
Critica a.i metodi di (UJsazi,cne del complemento. - Kalcher e Sonn.enfeld (citati da Azzi) (Zeitschr. f., 'l.'1tb. vol. 40) os.-;crvarono ·che su 400 ca.<>i esaminati la r eazione failì nel 40 %· Dubbi sulla praticità d ella reazione con antigene Wasserman.n sollevarono pure B rin.krn.ann, B eck, Fortig, Holland (id.). l\1onternartini (Rif . .Jled., pag. l 23. 1925), usando lo stesso antigene, affanna che dal punto di vista clinico non s i può dare alla reazione tm valore specifico assoluto e che alla pari di altri metodi di fi:>Sa.zione de l complem ento, essendo privi di risultati in una forte percentuale di tubercolosi accertata, la rea:~;ione non è sicura dal lato diagnostico. T omas (id.) (Zeitschr. f. H.ùtd., vol. 38) afferma che la. reazione può essere negativa. nel bambino perfino in ca.<>i di tubercolosi grave a decorso p rogressivo e che si presenta spesso negativa nei casi dubbi o lievi. Hilgers (id.) (.ìlled. l{lin., l92òi) ritien e che la d eviazione del comp lemento nella tubercolosi possa serviro come w1 buon mezzo di o rie ntamento, ma che non abbia. valore conclus ivo ; n è si può affermare che il g rado di positività. della reazione eia in r apporto colla g ro.vità. d e l male. Von Hermann. (id.) (Ned. Tijdschr. v.; Gen., vol. ' 69, 1925) afferma che la pron~o di deviazione d el complemento coll'antigene di Wassermann non è praticam ento utilizzabile a scopo clinico. Egli la ebbe n egativa. il 22 % di casi di tubar· colosi certamente atti,·a. Anche Pinner (Am. R ev. Oj. Tub. e Z eitsch. f. Tub ., 1925) dà un limitato valore alla reazione. S u tì46 pazienti risultò positiva. soltanto noi 71,5 % monke d't\ltro lato si ebbe reazione positiva anche in casi clinicamente inattivi e perfino s u soggetti no n tubercolosi. Klemper e r e Salomon (Jlied. H.lin., 1925 e Zeit.~ch:r .f. J{lin. Jled., vol. 10 1) ottennero positiva la prova di fissazione del comple111ento n el 73,2 % d oi casi di tubercolosi attiva, valendosi dell'antigene di Wasscrma.nn e in 89,5 ~o v a lendosi d ell'antigene di B osredka; ma. l'ottennero anche positiva. n oi 27 % (antigone \ \ ' assermarrn) e n el 4'6, 7 % (antigene Besredlm' in soggetti non affetti dn. tu bercolosi attiva. G li AA. concludono con l'affermare che tàli r eazioni non servono nei casi dubbi, cioè proprio in quelli nei quali dovrebbero venire in aus ilio d ella clinica. Scheidenma.ndel (Zeitschr. f. Tub., vol. 42, 1925) affe rma che la reazione tubercolare di Wa.c;sermann è specifica ed è positiva nel 65 % dei casi di tubercolosi conclamata, specialment e n elle forme essudativo ed in quelle produttive avanzate ; però fallisce rtel 50 % dei casi nelle forme di tubercolosi attiva infantile. Inoltre alcuni piccoli focolai produttivi d ell'apice possono talora non essere sufficienti per dare la reazione positiva ; viceversa essa può risultare positiva anche in forme tubercolari latenti. Non è quindi possibile distinguere con essa le forme tubercolari attive da quelle inattive . Da dati statistici, nei quali ha studiato contemporanea· mente le reazioni di ì .Ya.<;Serrnrmn e di BO'> redka, rif!ulta che nelle forme tuberco· lari cli~ùcamente accettate (3<> stadio) è più sensibile la r eazione di B esredka, la quale è st,a.t a positiva in casi in cui la Wa.'>Sermarm era stata negativa. Nei cas i nei quali si hanno lievi manifestazioni cliniche ed in q uelli dubbi la percentuale delle reazioni diminuisce notevolmente, mo., e anche in questa circostanza, la rea· zione di Besredka s i dimostra più sensibile. L'A. è di opinione che in tutti quei casi, in ClÙ la r eazione di fi::;sazione d el complemento è positiva. e nei quali si os serva inoltre l1infocitosi. è molto p r obabile che si tratti di una forma di tubercolosi attiva. anche se clinicamente n on fosse dimostrabile. Kalbsch e Sirnsch (Zeitschr. f. Tub., vol. 4, 1925) trovano in genere concordanza fra la reazione di fissazione del complen1.ento secondo ì\'a.<;sermÒ.tul ed i segni cUnici. Ra.bino"·sitsch riconosce i pregi della reazione ese~ita con l'antigene B esr etlka ch e riscontrò positiva anche in caso di lupus.
SUL \-ALO RE DELLE VARiE HF Al.IOXI , ECC.
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Wadsworth e Maltaner (Jour. of bnm., 1925) valendosi di particolari antigeni da loro preparati, trovarono positiva la prova di fissazione del complemento nel 95 % dei ca.si di tubercolosi attiva. Togunowa (Aroh. di Il.lin. u. e;op. lVled., 1924:) e .Kisse (Zeiùchr.j. Tub., 1925) affermano che la rea.zione di fissazione con gli antigeni di Besredka e di Bouquet e Nègre ha molto valore per la diagnosi della tubercolosi attiva, ma che pertanto tale valore non è assoluto. Dalle osservazioni di Calmette e collaboratori risulta che il tasso in anticorpi nei tubercolosi è debole all'inizio della iniezione; cresce a misura che l'infezione evolve e scompare del tutto alla fine quando subentra la. caches;;ia e si avvicina la morte. In base acl osservazioni sue, della scuola e di tanti altri, Calmette conclude che nella maggior parte dei casi la reazione di fissazione del complemento è negativa. nel soggetto non tubercoloso, mentre è positiva nell'S0-90 % dei casi nei soggetti tubercolosi. Quanto alla scelta dell'antigene egli dà la preferenza al B2 per il suo elevato potere di fissa.zione, là sua. perfetta !ltàbilità é là semplicità. di prepartl.zione. A. Raimondi e R. Helman, usando l'antigene Besredka, conformano il valore della de";a.zione del complemento. Piccaluga, nella seduta ordinaria della R. Accademia Medica di Roma. il 30 aprile 1922, riferi che dopo J1arecchie ricerche eseguite era venuto nella persuasione di potere affermare che usando il brodo Besredka, il valore della. d eviazione del complemento meritava. grande fiducia specie per potere fare una diagnosi precoce. Trenti, della Clinica 1\fedica di Roma, è del parere contrario : egli eseguendo rice1·che con metodo Besredka. concluse che nei casi clinicamente dubbi la. deviazione del complemento non può assolutamente servire. G. Barbaro-Forleo non dà. alcun valore alia deviazione del complemento per la tubercolosi perchè es.sa. raggiw1ge il massimo della positività nelle forme evolutive, quando cioè la. malattia ò già clinicamente ben accertata. Villa, usando il suo antigene, afferma (La Pediatria, dicembre 1925 ) che la r·eazione è sensibilissima. presentando nna per<Jentuale di positività. del 96 % nei casi di tubercolosi iniziale ; egli inoltre afferma che la presenza di una reazione positiva è indice di wla lesione tubercolare più o meno attiva e che la reazione negativa esclude la. presenza nell'organismo di un focolaio attivo o di recAnte spento dì tubercolosi. Parise, in un suo lavoro sul a Valore della deviazione del complemento nella diagnosi della tubercolosi », dopo aver notato che la ~isparità. di apprezzamento è conseguenza di due ragion i fondamentali e cioè la. scelta dell'antigene e la tecnica usata, sulla scorta dì un discreto nwnoro di casi in cui l'ha ricercata, è venuto a queste conclusioni : a) che negli individui sani la deviazione del complemento è negativa tranne nei casi nei quali, del resto, non si possono escludere in forma assoluta pregresse affezioni latenti di natura specifica; b) che negli individui colpiti da. malattie non tubercolari. essa è risultata generalmente negativa, salvo nella sifilide, nella malaria ed in qualche altra morbosità, dando p ertanto una percentuale di reazioni aberranti di circa 1'11 % ; c) che negli indi~dui tubercolosi essa ha dato risultato globale positivo del 92-93 % mostrando una percentuale maglriore nelle forme incipienti (95 %>e riuscendo spes.c;o dubbia o negativa negli ammalati in condizioni di enerjria. ma.IJZra.clo affetti da forme bacillari. Egli ritiene pertanto, tenuto .conto dell'antigene da. lui usato (antigene Pirera), che essendo sempre positiva nei tubercolotici rappresenti per la diagnosi di tubercolosi incipiente un ottimo mezzo di indagine. Numerosi altri AA., oltre quelli indicati, hanno sperimentato la reazione con i diversi antigeni e sa.rebbe troppo lungo so si dovessero citare tutti. Dall'insieme dei pareri esposti e tenendo conto anche di quelli di cui non si è fatto cenno, ·si può concludere che la prova di fissazione d el complemento per la siero-diagnosi della. tubercolosi indica, se positiva, molto spesso tma forma evolutiva della malattia se si esclude la influenza di altre malattie; che la positività. è maggiormente manifesta, stando al parere d ei più, nei periodi avanzati della malattia che all'inizio, venendo cosi la reazione ad a...aumere più un valore prognostico che diagnostico. Praticando infatti la reazione a periodi e sapendo che nei periodi avanzati aggravandosi i sintomi clinici la l'eazione scompare, la prognosi di,;ene particolarmente infausta.
Enzimo-reaz1:one. - La enzimo-reazione permette il rilievo nel siero di sangue dei diversi fennenti in esso contenuti. Le attività. fermentative insite nel siero v erso i differenti elementi cellulari dei vari tessut,i, verso le a lbwnine bactericho
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SUL VALORE DELLE
\'.~RIF.
RE:AZIO~I,
F:CC.
e verso le molteplic i sostanze alimentari, possono· essere messe in evidenza e valutate ne l loro quantitativo d a questa r eazione che si ba.<>a sulla proprietà enzimatica St)ecifica svolta dal s iero quando questo venga messo a contatto dei diversi materiali sopraricordati portltti allo stadio di ultra-peptoni mediante la digestione cloridropeptica. La tecnica originale d ella enzimo-reazione, nei riguardi d ella. tubercolosi, è la seguen te : Si v ersano in una provetta 2/ 10 di centimetro cubo di siero d a e.<>aminare con 8/ 10 di centimetro cubo dell'antigene tubercolare speciale, previa alcalinizzazione di esso al tornasole; in un'altra provetta solo 2/10 tU centimetro cubo di s iero ed in una. terza solo 8/ 10 di centimetro cubo di antigene tubercolnre. Si ripo rta. il volume d el contenuto di tutte le provette a 4 centimetri cubi con acqua dist,iUata. Le 3 provette si lasciano per 24 ore in termostato a. 37o ; indi si preleva da ogmma di esse un centimetro cubo della miscela e si versa in un'a ltra provetta. A ciascuna di queste 3 nuove provette s i addizionano 2/ 10 di centimetro c ubo di una. soluzion e di ninydrin all'l % e 9 centimetri cubi di acqua d~<>tillata; poi il loro con tenuto si porta a. bollitw·a per non m eno di l minuto primo : si lMcia.no raffreddare e s i legge il risultato. Se esiste malattia tubercolare, si osserva. che la prima provetta. delle prove d efinitive presenta un colorito viola, mentre la seconda (controllo s iero) ha asstUlto solo una lieve tinta violacel\, e la t.er:r.a. (controllo antigene) è incolore. Tale metodo di ricer ca ha. subìto notevoli modificazioni in confronto d ella tecnica. d escritta.. Recentemente è stato suggerito un per·fezionamento che r ende l'enzimo-reazione Msai più facile e rapida. E sso consiste nella cosidetta. • r eazione a freddo •, largamente studiata dal l\fenniti (Rinnovamento medi.co, n. 6, 1925): si è suggerito di preparare in un sol tempo tutte le miscele con s ie ro, antigeni e soluzioni di ninydrin, di lasciare le pro,•ette a temperatura ambiente e di fare la lettura. d opo 24 ore. La. parte però v eramente delicata è tutta racchiusa ne llo allestimento d egli antigeni e più che altro n e l dosaggio dei loro va.lori biologici specifici. B a.r;tnno infat ti minime variazioni nelle diluizioni degli antigeni o nella quantità adoperata per avere reperti completamente inesatti.
Sin/o-reazione. -
Ideata. ed attuata, come la enzimo-reazione, da Sivori
e R ebaudi, allo scopo di mettere in rilievo quelle particolari sostanze, a carattere
fermento-digestivo, che si riproducono n ell'organismo durante le fasi della. necrobios i ce.llulare fisiologica e patologica, consiste nel porre a oontat.to con un disintegrato (appositamen te dilnito ) di un organo, di un germe o di un alimento il siero da esaminare. Nella. linea di divisione fra il siero in esame ed il d isintegrato usato, si produce costantemente, in 1m breve periodo di t empo, una reazione zonale rappresentata. da un opacamente p iù o meno intenso cui segue la formazione di piccolissimi anunassi che det.erminano un intorhidamento diffuso in seno a. tutto il siero. Tale intorbidamento va man mano portandosi verso il fondo del tubetto di Msaggio e dopo wì certo periodo di tempo, mentre il siero s i chiarifica n ella parte superiore, nel fondo si ra.cco)<lie il precipitato, rimanendo evidente quMi sempre nel punto di contatto un debole aloue bia.ncMtro. Gli AA. ritengono che la r eazione zonale s ia l'O;;JH'eHsione di poteri fermentativi esistenti nel siero verso i corrispondenti antigeni rappresentati dai disinteg rati dei vari i organi. Applicando la. sinio-reazione alla tubercolosi occorre avere : a) s iero d el malato che deve essere esaminato non inattivato ; • b ) l' antigen e che è rappresentato dal VITS nella diltùzione dell'l 0/ IO • c} provette da mm. 5 Y2 di diametro;
d) pipette da tecnica opsonica. con cappuccio di gomma.-
Si procede con la segu ente tecnica : F acendo uso della. pipetta. si mettono nella p rov etta 5 gocce del s iero in. esame e su di esso si colloca, facendolo scorr ere lw1go la. parete della provett·a inclinata, tma eguale quantità di antigene tubercolare. L 'osservazione deve essere esoguita al ptmto di contatto dei due liqtùdi, che non devono essere corrunisti t1·a loro e la Je.ttw·a. si fa dopo 10 minuti, dopo un'ora e clono 4 ore. Dai riswtati ottenuti dalle indagini condotte contemporaneamente e su s ieri appartenenti a tubercolosi nei diversi stadi di evoluzione del processo morboso e su sieri di individui sani si p uò concludere che la sinio-reazione, a dire del Figari. è caoace di rilevar e uroprietà. specifiche esistenti nei sieri dei tubercolosi. I sieri di soggetti ritenuti normali dimostrano con questa reazione
SUL VALOU E DELLE VIRlE REAZLO:-<""I, ECC .
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referti debolmente positivi, tali sem1we però da non indtlrre in interpretazioni dubbie in conironto dei sieri malati. Quanto più i tubercolosi versano in gravi condizioni, tanto più intensa è la s inio-reazione ; quanto più e~i toi trovano in fase di buona. r eatt.ivit,à, organica a.ltret.tAnt.o debole pre,;entano la ,;info-reazione. Cr-&tica alla sinjo-enzimo-reazione. - E. Maraglia.no, nel 320 Cong resso Ita· liano di Medicina interna., dell'ottobre 1926, a meglio valorizzare il valore pratic<> della. enzima-reazione nonchè il suo valore pos itivo, ricordò che si era servito di tale mezzo di indagine per l'accertamento clolla esist enza o meno di tma infezione tubercolare in soggetti che non presentavano ancora alctma a pprezzabile localizzazione specifica nell'organismo potemlo così riuscire a. supon~re serie dilftcoltA diagnostiche non disunibili con fZIÌ altri criteri a. disposizione. Argentina, della Clinica Medica. di Padova, sostiene che la enzima-reazione non solo conforma la diagnosi di tubercolosi. ma indica il g rado di reazione organica di difesa individuale. Controlli eseguiti su malati di altre malattie anche plenro-polmonari, gli diedero risultati n egativi. Egli ha sperirnentat,o largamente anche la. sinio-reazione nei tubercolosi ed afferma che e.«sa. semnlifìca la tecnica di Abdorhalden e dimostra un valore scientifico e pratico d ella massima importanza, meritando di entrare nella pratica accanto ai più moderni mezzi di indagine biolo~ ica. Dardani è de ll<> stesso parere dopo avere esaminato s u liquidi lJletlrici, peritoneali, pericardici e su sieri di sangue di bambini sperime ntando colla enzimo-roazione. Biasotti e Mars, dell'Istituto di Patologia. Medica di Roma, condividono dette opinioni affermand<> che nei casi sospetti o clinicamente accertati d 'infezione tubercolare, l'enzimo-reazione corrispose loro costantemente positiva. :.'\Ialca.ngi la dichiara di valido aiuto nella diagnosi della tubercolosi. . P estalozza ebbe la enzirno-rea.zione sempre positiva in tutta una serie di casi di moningite tubercolare mentre g li riuscì negativa in tutte le altre forme del sistema nervoso. Egli vi attribuisce un valore specifico per la. diagnosi di meningite tubercolare. Secco, in una serie di ricerche esc,guite su 25 tubercolosi trattati col NovUtn Sofos, riscontrò in tutti i sospetti \Ula enzimo-roazione più o meno intensa secondo la rispettiva resistenza organica. e potè ùwltre rilevare alla fine del tratta· mento una' posh:.ività. della onzimo-rea?.ione più accentuata. Pancrazio, datle esperienze fatte afferma la utilità della enzirno-reazione a scopo diagnostico ed il suo valore decisivo quando coincida. nell'esito con ricerche sulle urine, particolarmente col persolfa.to di sodio e col permanganato di pota.«sio da hti proposte, l~ quali ultime troverebbero il loro criterio esplicativo in fatti lwneggiati dalla re>~ · zione enzimatica, o cioè dalla presenza di sostanze di disfacimento cellulare. Rabino, dopo ricerche eseguite su circa 150 malati, conclude che la enzima-reazione eseguita sul siero col veleno integrale tubercolare si può cons ide rare Utla reazione specifica, che si può affermare che un siero che presenti questa. reazione nettamente positiva appartiene ad un soggetto tubercoloso ; una reazione negativa. non esclude la tubercolosi ma ad ogni modo fa escludere m1a tubercolosi attiva., vale a dire una tubercolosi in cui l'orgarùsmo colpito reagisca attivamente alla infezione. Possedere un mezzo che ci indiclù la reattività organica. di un individuo di fronte ad una infezione, significa avere uno squisito elemento prognostico ed un solido indirizzo tera.peutico. A ciò ha anche mirato la enzimo-rea.zione, in quanto palesando la maggiore o nùnore attività disintegra.tiva posseduta. dal siero verso il germe era. a ppunto in grado di darci la genuina espressione dello stato di difesa dell'organismo stesso. L' Andolfi afferma. che la enzimo-rea.zione segna invero una pietra miliare nel cammino glorioso nella. diagnostica biologica della infezione tubercolare. Reazione del Darany e del Matejy. - Studiano lo variazioni della stabilità dei colloidi del plasma e del s iero di sang-ue. Si basano (Azzi) quosti metodi sn alterazioni del quoziente proteico, cioè sull'atunento del fibrinogeno e delle globuline a. scapito della frazione albuminica in dipendenza di dis truzione cellulare nell'organismo, quale avviene nei procet>si infettivi. Tali sieri dimostrano una maggiore Iabilità ed hanno tendenza alla. flocculazione. Per quello che si riferisce alla tubercolosi si dovrebbe avere maggiore aumento delle siero-globuline nelle forme essudativo, ove i processi distruttivi dei tes.<;uti sono più intonsi ; minore nelle forme produttive e nei processi cirrotici ; dati normali nei casi di guarigione o al primis·
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VALORE DI!:LLò' \"ARIE REAZIONI , E CC .
simo stadio dell'infezione. Il principio e la tecnica sono assai semplici: ner s1err ricchi di l!lobuline compare una flocctùazione con l'aggiw1ta di sostanze precipi· tanti, quali una miscela di a lcool e cloruro di sodio {Darany), una. soluzione di sol· fato d i allwninio (ì\fatèfy).
La reazione del Darany si esegue così: si aggiungono a 0,2 centimet ri cubi del sier·o in eSil.me una miscela di eme. 4, 1 di cloruro di sodio al 2% e eme. l di alcool a 96o. Si agita, si conserva il tutto per 20' a 60o a bagnomaria e per mezz'ora alla temperatura dell'ambiente. Se la flocculazione avviene dopo l ora, si designa il grado d i positi vità con ++ ++ ; se dopo 2 ore con +++ ; dopo 3 ore ++ ; dopo 24 ore +. La più Jlarte dogli Al\.. solleva dubbi sulla specificità della reazione. Cohn {citato da Az:d) (Zeitschr. f. Tub., vol. 42) dice che la reazione di Darany per se stessa non può sen rire per la diagnosi di un processo tubercolru:e; la positività non è specifica., la nega.tività. non esclude l 'infezione tubercolare. Cosi l'A. ha ossen'ato che la reazione era positiva in 7 casi su 8 di tun1ori maligni ; in 8 su 11 di re umatismo articolare acuto ; in 3 casi d i endocardite ed in 5 casi di polmonite. Sardo (Rij. ;lled., pag. 2!:12, 1924) dopo avere eseguito la reazione su 50 individui dei qualii w1a. ]Hl.IW affetta da tubercolosi polmonare in vario stadio ed una parte sani, vexme a queste conclusioni : a) che la reazione era stata nettamente negativa negli individui sani ; b) che .in certi ammalati di broncoalveotite D o S la I'eazione ero. stata più forte che in certi altri ammalati di bronooalveolite bilaterale nei quati però aveva potuto notare uno stato generale abbastanza. buono ; c) che la. reazione era stata leggermente positiva in un ammalato affetto de. cloro· anemia ed in un a ltro affetto da adenite tubercolare. L 'A. pertanto vi annette p iù un valore prognostico che diagnostico ed affer ma che sarebbe bene, onde attribuirle un più sicuro vtllor·e, esaminare il siero di sangue dello stesso ammalato .in epoche <liffe renti ed a. distanza di tempo. De Jonc (citato dal Sardo) (Deutsch. ltled.. Woch.., n . 71, 1922) affermò che la reazione non è specifica della. tubercolosi perchè fu trovata positiva nel cancro e debolmente positiva nell'ulcera dello stomaco nonchè negli asistolici gravi. Tinozzi (citato dal Brossa) ebbe colla reazione solo il 55 % di positività nei casi di tubercolosi avanzata. Kremer (id.) esperimentò il m etodo, sia. originale sia nella. leggera modiflca· zione apportatagli da. Ba um-Schumann, nella tubercolosi e venne a queste con clusioni~ cioò che i s ieri di tutti i tubercoloticii ed anche i sieri di altri malati erli sogget.ti sani rea~iscono col metodo di Ba.um-Schumann, che la intensità. della rea· zione è proporzionale all11. estensione del p rocesso morboso, che i siol'i di tuber· colotici n el primo e ne! secondo stadio d à nno reazioni deboli, che i tubercolotici nel terzo stadio e nel periodo finale reagiscono fortemente. Dugar (id.) studiò con lo stesso m etodo la tubercolosi nei latta.nti e ritiene che esso abbia un reale significato diagnostico e progn.o;;tioo. L a reazione dPl ltiatèflJ si esegue cosl : si preleva il sMgue al mattino, alcune ore p rima de l pasto principt~lo; si lascia coo.gula.re completamente; si stacca. il coagulo dnlla provet.ta; si la.~cia siera re per 24 ore in ghiacciaia. Si aspirano con una pipetta 0.2 eme. di siero, avendo cura di non sollevare dal fond!o e ritrociti lo. cui pro.<;enza nel siero può prea:iudicare il risultato delle analisi. Si m escola. il s iero con 1,3 eme. di lmn. soluzione a l 0,5 per mille di solfato <li allumini·o in cloruro d i sodio all'l :rer mille. La precipitazione delle globtùine avviene sotto forma di g:~·ossi fiocchi '\o"isibili nd acchio nuùo e tanto più rapidamente vanno al fondo della provetta quanto più olevat.o è i l contenuto in globuline del siero in esame. Si osser va i l comportamento della reazione por la durata ma~sima di un ora e mezza : se essa compn:re d opo 15' si designa il grado di positività con + + + + ; se entro 30' con + + + ; se entro l ora con + + ; se entro l ora. e mezza con + . I dati ottenuti con tale reazione non concordano: alcuni A.A. hanno avuti risult.ati buoni, a lt ri risultati incerti . Sku totzk.'.' (Z eiachr. f. 'btb . vol. 43, 1925, citato dall'Azzi) ha. eseguito la reazione del J\latèfy su 151 sieri ; di questi in 45, che rappresentavano casi di tubercolosi a ttiva, eli nicamente accertata. riuscl positiva in 37 casi ( 82 %) e fu particolazmente inte nsa nelle forme essudati ve. La floccullazione fu più tardtt ne lle formo produttive ed indurative cirrotiche. Nelle formo di tubercolosi iniziale ottem1e per lo più delle reazioni deboltn~nte
SUL V AJ.OlH': DELLE VARn:l ItEAZlONI, EC'C.
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positive che avevano luogo· appena dopo l ora e me7.za o affatto · negative. D 'altro lat-o ottenne reazioni pos itive in casi di carcinoma, di nefrite cronica, ipertonia, polmonite, lue, gravidanza (70 o/o). In base a ciò l'A. afferma che la reazione del Matèfy non può servire per la. diagnosi della tubercolosi iniziale; pu6 pertantd servire per giudicare del grado di attività del processo tubercolare e quindi avere anche un valore prognostico; può infine servire per distinguere catarri bronehiali cronici, nei quah la reazione è semprenegativa, da processi tubercolari. Kremer e Dugar (citati da. OLi vero) attribuiscono alla reazione un certo valore clinico, pP.rchè secondo essi, esiste un parallelismo tra intensità della reazione eo gravità del processo morboso. Risultati meno costanti ebbe il Tinozzi. Salzmann, Kromecke, Gaethgens (id.) asseriscono che nella grande maggioranza. dei cnsi la flocculazione appare. tanto più precocemente q uanto più grave è la infezione tubercolare. Lucka.s,
Beelanann, Winkler e Gerth (id.) negano valore alla prova avendone constata la positività in casi normali. Olivcro offerma che ]a prova del 1\latèfy non ha un carattere di specificità per l'infezione tubercolare, ma che la sua positività e la sua intensità sono in rapporto col grado di distruzione di a lbtunina nei teF<R'llti che si ba. negli stati febbrili e nelle malattie esaurienti. Berri affcm1a che la reazione non è specifica e che essa non ha a lcun valore perchè è costantemente negativa nelle forme iniziali, nelle fonne lievi e nelle sclerosi e può invece essere positiva in altre forme morbose.
Reazione del Piazza. - L'A., nel 1924. ha proposto una nuova reazione biologica per la diagnosi della tubercolosi ricercando gli nntigen.i tubercola!'i nelle urine per mezzo di una reazione precipitante o litica ottenuta artificialmente con i sieri immuni. Oécorre : a) un sioro ottenuto immunizzando un coniglio del peso medio di gr. 1500 con tubercolina vecchia di Koch; b) urine fresche possibilmente sterili e rese limpidissime m ediante apposita filtrazione ; c) due prove: la prima completa (eme. 5 di urina + orno. 0,5 di siero ottenuto 'nel modo sopra descritto) ed una prova di controllo con eme. 5 di urina . Le due provette debbono stare per 24 ore a 37°. Dopo tale periodo, se l'urina è tubercolot.ica allora s i ha precipitato. Per mettere bene in evidenza In fase litica dopo la lettura del riSt1ltato della fase precipitante, si esegue la pt·ova del biureto. Nelle due provette precedenti si pone una. soluzione alcalina di solfato di rame, si lascia filtrare e stratificare. A seconda del peso specifico del fiJ tmto questo si strat.ifiea. al di sopra o 1\l di sotto della so· luzione del solfato di rame. In ultimo si fa stare per 30' in termostato a 37°. Tale rea;1.ione, secondo l'autore, si verificherebbe nel 90 % dei casi di tubercolosi polmonare. Non mi è stato possibile trovare letteratura in proposito convalidante o infirmante la rea1:ione suggerita dal Piazza. Reazioni anafilattiche indirette. - Sono quelle reazioni che si provocano sopra animali (cavie, conig;li ) in cui si iniettano sangu e, sputi . essudati di un paziente sospetto di tubercolosi, anzichè sul pa.ziente st-esso. Esistono vari metodi: Metodo di Yamamouch-i: cowiste nell'introdurre nella cavità peritoneale di un coniglio, del peso di circa mezzo chllogrammo, 0,5 eme. di sangue, o di liquido pleu·rico, o ascitico o di quello proveniente da un vescicante. Dopo circa 2 giorni ~ n tale animale si pratica una iniezione endovenosa di 5 eme. di una soluzione di residuo di tubercolina vecchia, cioè di corpi bacillari triturati col vetro e cliluiti nella. p r oporzione di l : 200 in soluzione fisiologica . In pochi minuti o in poche ore il comglio morirà con fenomeni classici di anafilassi, di dispnea, convuls1oni, ecc. Metodo di Mar·iew:: consiste nell'introdurre in una cavia tubercolotica 2 eme. di sangue di in dividno sospetto e si misura ogni 2 ore la t emperat ura dell'a· nimale. Se la reazione è positiva si manifesteranno 2 esarcerbuzioni tennichedi nno o due gradi : una da 2 n 6 ore e l'altm da 24 a 30 ore dal momento della ip.iezione: in caso tali esacerbazioni non si p1·esentino vuol dire che la reazione è negativa. Metodo di Marmorek: consiste nell'iniettare in una cn.via sana in un primo tempo una piccola quantità (in media 5 eme) di sangue o d; e.<>Sudato di individuo sospetto e poi, dopo circa mezz'ora, l fSO di goccia di tubercolina ( = 6/ 10 di mmgr.)
Se la reaz1one è positiva si manifesterà. uno. vivaae esacerba1Jone di 1-2 grad i. 8. - Giornale di medicina militare - Fase. Xlll.
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SUL VALORE DELLE VA'RIF; REAZIONI, ECC.
L'inoculazione nelle cavie può essere fatta con : a) e 1pettorato: si raccoglie al mattino. in recipiente sterilizzato con ebollizione; sì preleva un fru.~tolo muco-purulento, si deterge dalla saliva con succesìvi pllSsaggi in &CflUtl. bollita e sì emulsiona con eguale quantità rti acqua sterile o siero-fisiologico : intii con unn comune siringa si inietta sottocute di una. p li ca inguinale ; b) oon urine: ei centr:fu~anv o si seriimentr.no le urine raccolte con cateterismo sterile: il c entdftqat:> si d iluisco in 4-5 cm~. di urina e si inietta come !'espettorato ; c) con liquidi sierosi. aiero-purulenti, pns, Hquor, ect>.: sì iniettano in quantità. di 5 centimetri cubi. Come risultato po'3itivo si osserva dopo 15 giorni e dopo l'ascesso di infezione secondaria, banale. che a volte si produce sul punto di inoculazione, un lieve ingorgo ghianrlolare all ' in~uine, al lato ove fu praticata l'iniezione: que-l'lto gan~Slio duro, S!)O<>tA.bile, aumenta rapidamer.tA di volume sinn o.lla ~randezza di una J•ÌC· cola no<'ciuolo. od e volte si trasforma in ac;cesso freddo. Se si sacrifi<'a l'animRic. a seconda del tempo trascorso. si trova. l'infezione pib. o meno '{eneralizzata. Lasciato a s~, ver!lo la :~a-4n. settimana. comincia a. dimagrire. ha febbre, dispnea. e in 8-10 settimane· muore. Nei casi urgenti si può egtirpare i~ 1° ganglio cbe si forma e esaminare la polpa per la presenr.a. d i bacilli di Koch. T ali reazioni anafilu.tt.iche indiretto sarebbero molto utili (P arise) perchè facili e percnè si prA.ticano in animali ma bisogna tener conto che la temperat.ura delle cavie, sulla quale appunto 'lÌ basa la positivith. o meno della reazione, specie poi quando si tratta di cavie tubercolose, è soggetta a parecchie variationi anche in condizioni normali e bisogna inoltre tener conto che altri sperimentatori, come i l Quarelli, con il processo di Yamamouchi, hanno avuto risultati non sempre attendibili. R ICERCHE E R EAZIONI VARill NEOLI ESPETTORATI.
Albumina-reazione. - Si era con.'3tatato da lungo tempo (Caventou, Biermer, Benk, ecc) che i prodotti di espettorazione in certe malattie, contenevan() dell'albumina in più o m eno abbondanza. Wanner ebbe per primo l'idea di fare uno studio tnt,to speciale di tale sostanza nelle diverse forme di affezioni t.oracicbe. Nel 1909 in una comlmicazione alla Società. Medica degli Ospedali di Parigi, in lavori succes'livi su giornali italiani e francesi, nel 1910. nel 1911 e 1913 Roger e Levi-Valenzi dimostrarono come gli espettorati dei tubercolitici contenessero sempre albumina mentre quelli di persone affette da bronchite all\l.ta o cronica. ne fossero sprovvisti a meno che tal' catarri non fos.<~ero legati a fatti di a-lbuminuria o di cardiopatia. Fu anche osservato che tran.'!itoriameote l'albumina si pu& trovare nell'espettorato di forme acute polmonari (con~e;;t.!ono, polmon;te, bronco-pomonite) ma tale fatto scompare con la deferveocenza e la risoluzione del proCe';.~O.
La te:}nica è h~ sog uente: si diluisce in una provetta a parti eguali lo espettorato, i l quale deve e."sere privo di sangue, ottenuto il mattino (perchè as.'!ài p iù puro e non m escolato a saliva o a particelle alimentari), con acqua distillata e si agita per qualche minuto; con qualche goccia di acido acetico si precipita la mucina e poi si filtra: sul filtrato si ag~iunge ancora qualche goccia di acido acetico per veùere se tutto il muco è precipitato: se non vi è intorbidamento, si aggiunge un po' di sale marino e si ricerca l'albumina col metodo del riscaldamento o del ferrocianut·o eli pota..<>sio. La presenza di cloruro di sodio è necessaria.: altrimenti l'albumina. non COl\~ula in un ambiente privo di elettroliti. I pareri sul valore di t a le refl,7,ione sono varii. Brugi, di questa Clinica Medica, ricercata\a su numerosi pazienti affetti sia d rt forme sos pette, sia da si c tUa tubercolosi nei vari stati, si a. su indivi1lui sicuramente sn.ni. afforma che la ricerca, sia qualitativa che quantitativa d l:lll'utlmmina d egli espcttontti, notl ha alcun valore diagnostico per la tubercolosi polmonrn e, ma solo, forse, un leggero valore prognostico; Roger, Dieudonnè, F'erroira, Guinard, Raymond, Letlùle, Courtois, ecc., attestano che l'albwnioo-
SUL VALORF. D ELT~F- \' ARlE REAZli'INI, ECC.
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reazione è un eccellente metodo per se~ire l'evoluzione dana tubercolosi polmona.re perchè dispare quando i focolai divengono inattivi e riappare in modo passeggero o duraturo quando interviene un processo infiammatorio nuovo ; altri come F. Bezanc:on, Remlinger, A. Schreider, Durand, ecc., la mettono in dubbio o la negano; G. Artom afferma ohe l'albumino-reazione è sempre positiva nella tubercolosi polmonare anche quando il reperto bacillare è negativo, ma. essa. non è specifica della tubercolosi perchè riscontrata anche in altre malattie. Comunque il suo principale difetto è che la reazione è spesso negativa al principio della tubercolosi polmona.re, proprio qua.ndo avrebbe potuto chiarire la natura della malattia.
Reazione cromatica degli e8petto-rati. - A. Germino ha compiuto delle osservazioni su circa 20.000 preparati di espettorato allestiti con il metodo dellactobleu alcoolico del Gasbarrini, leggermente modificato nelle proporzioni della mi· scala nel seguente metodo: bleu di metilene in ecce.':lso, acido lattico cc. 50, acqua. distillata cc. 150 (una parte) con alcool a 95°-96° (tre parti). Egli notò fin dall'inizio una notevole differenza nella tonalità residuale del colore azzun-o di contrasto assunto dai diversi preparati, già macroscopicamente apprezzabile. Due tipi di colore si contendevano il campo: un colore bleu-azzurro ed un colore bleu-verde. Questa colorazione bleu-verde era decisa nella totalità dei preparati nei quali la ricerca del bacillo di Koch era positiva; l'altra, la colorazione bleu-azzurra ri9'\laròava i orepA.rM·i Mn ricPrca fon:!a.mentnle ncgP.tiva del ba.dllo. Accertato, con adatti me~zi, il valore della reazione, egli ha po::,to in evidenza il suo signifì.· cato il quale è molto importante in quanto esso è inerente al fatto che la reazione stessa è risultata positiva in molti casi iniziali di t.ubercolcsi polm ona.re nei quali gli esami di bbora)ori o più com1!lllemente w:ati ave~·ano dato r3perto negativo. In parecchi di tali casi l'evoluzione della. malattia, seguita in fasi s ucceF.sive negli 'ltes.'lì individui periodicamente visitati, ha conìermat.o Ja sua r.R.tura ?pecifi:.;a rivelata in principio col solo reperto rositivo della re!l.zione .::romatice.. Prova dell'alizarina. - Nel 1919 ~ùla Rimsta Medica Espanow, Roncal proposs una reazione molto s13mpiice e molto facile, pure nell'~ettora.to dei tubercoìotici, partendo dal prinoipto che nelle escrezioni e nei te.'ISuti di ta!i maiati si trovano dei prodotti di scis-ione delle albwnine che si tingono con alcuni reattivi. Nel caso particolare, il Roncal fece uso di una soluzione alcoolica all'l % di alizarina. E gli operava in tal modo : in una provetta da. controllo metteva dello sputo non tubercolare addizionato ad acqua in quantità 5 volte del peso di esso ; in un'altra provetta poneva dello sputo sospetto parimenti diluito in acqua. Aggiungeva 20 goccie della soluz•one di alizarina e lasciava riposare. Lo sputo di un tubercolotico, in contatto del reattivo, asswneva colore rossastro: inoltre veniva
a. formarsi un pre13ipita.to polveroso nel fondo della. provetta di colorito runara.nto: lo sputo di i ndividuo non tubercoloso si colorava in rosso-porpora. ma dopo qualche tempo tornava trasparente : precipitato o non se ne formava o tutt' al più si poteva avere una nubecola azzurrognola natante nel liquido. L'A. ritiene che la sua reazione sia sensibilissima erl utilissima per la diagnosi precoce della tubercolosi polmonare iniziale: essa è più o meno intensa a. seconda della gravità dell'affezione. Egli l'ha inoltre ritenuta specifica. Zuhledorff non la ritiene specifica. avendola ritrovata positiva in casi di eltre malattie. Goglia ba rilevato che essa non è specifica essendo positiva, sebbene debolmente, anche in pazienti sicuramente non tubercolosi. Nei sani però gli è riuscita. sempre negativa, mentre nei tubercolosi gli ha dato costantemente esito positivo per quanto la intensità della reazioona non abbia corrisposto alla gravità della forma, come voleva l'A. Genovese, Albertario e Maffeo hanno confermato la bontà della reazione di Ronca! ed il suo valore diagnostico nella differenziazione degli espettorati di soggetto tubercolotico e di soggetto non tubercolotico. M. Loreti, esaminando 65 escreati ne ha trovato 48 con prova dell'alizarina positiva :di questi 48, 38 erano di pazienti affetti eùi. tubercolosi polmonare e lO di pazienti esenti di dett(ll. affozioM 17 escreati _banno presentato la reazio_ne. negat!vn: e di essi 6. era1_10 _di tubercolo~i e 11 di altrt malat1. Nonostante quest• rtsultatt pmttosto Ius mgh• ert e favorevoh, J'A. afferma che la prova deve ancora essere studiata e controllata. N. Lovero trova che la prova del Ronca! può rappresentare un ausilio nella diagnosi precoce \
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SUL VALORE DELLE VARIE REAZIONI, ECO.
della tubercolosi pol.monare. Brugi, di questa Clinica, che ha avuto modo di sperimentare su abbondante materiale clinico a disposizione, ritiene che la. prova sia. un buon mezzo di indagine sussidiario nella. diagnosi della tubercolosi e tale da meritare di esset·e accolta. tm le comuni ricerche di laboratorio. Egli ritiene inoltre che le modifìca?.ioni di intensità. della reazione possono fornire anche qualche utile elemento per la prognosi delle lesioni tubercolari. La formula di Arne/.h nell'e.screato dei tubercolosi. - La teoria di Arneth riposa sulla constatazione che nelle infezioni tubercolari le tossine specifiche provocano un'attiva iperfunzione del midollo osseo, ciò che spiegherebbe la. presenza di giovani leucooiti e la 'ìperglobulia nel sangue. La formula.leucocitaria, secondo lo schema di Arneth, fu studia.t.a prima nel so.ngue e poi negli espettorati dei tubercolotici. conoscendosi che molti elementi contenuti negli escreati sono elementi delle serie leucocitaria. Alcuni A..">.. hanno desiderato chiarire i rapporti fra schema di Arneth nel sangue e lo stesso schema nello escreato, eseguendo sugli stessi individui malati il doppio esame. · · I risultati sono stati che negli escreati non tubercolari prevalgono i valori destri (sono cioè più numerosi i neutrofi.li a numerose lobulazioni nucleari) ed in quelli tuborcohU'i prevalgono i valori sinistri (cioè a scarse lobulazioni) e tanto più quanto più grave è l'andamento. Esiste inoltre rapporto fra la formula. di Arneth ne l sangue e quella nell'escreato. Circa il valore pratico della ricerca, Riccioli e Paci, afferman.o che non si può dare ad esso un significato diagnostico o prognostico assoluto, ma essa può servire come elemento di valutazione per la conoscenza delle riserve e della resistenza dell'organismo. Nei casi dubbi di affezioni delle vie re.<>?ira.torie la formula dell't>screato può èervire come crit.erio diagnostico differenziale tra le forme tubercolari e forme non tubercolari. REAZIONE DELLE U!UNE.
Uro·reazione di Malmejac. - La perdita di elementi minerali nei tubercolosi sarebbe la risultante dell'accwnulo di un eccesso di acido carbonico nel sangue che si manifésterebbe con UM rimarchevole petsistenza. dell'a<iidità. urinatia : di ciò l'A. ha. voluto fare 1m sejlno di diagnosi precoce della tubercolosi. E gli, prelevate in bottigliette sterili le urine dei tubercolosi o sospetti tali che non prendono rnedicine e conservate dal libero contatto con l'aria, al riparo dalla polvere per mezzo anche di un semplice cappuccio di carta., ha rilevato che esse consorva.no per un tempo variabile dai 12 giorni a 3 mesi e più la loro reazione acida, mentre le urine dei soggetti su.ni s'alcanilizzano spontaneamente, nelle ste.sse oon.dizioni in 3·10 giorni. La. persistenza di questa. acidità. delle urine dei tuberco· !osi aumenterebbe a misura che la malattia evolve. Il metodo per il dosaggio dell'acidità. sarebbe, in breve, il seguente: misurati, con l'aiuto di una. pipetta, lO eme. di urina raccolta e conservata come si è detto, si versa in un vaso a. fondo piatto ; vi si a~~iunge, p er attenuare la colorazione, 50 eme. di acqua distillata, poi 4·5 gocci e di soluzione all'l % di fenolftaleina.. Si titola esattamente con l'aiuto della soluzione decinorma.le di soda (l eme. di questa .soluzione corrisponde a gr. 0,0049 di acido solforico) e si esprimono i risultati in acido solforico per litro. I risultati di questa. reA.zioue non sono confermati dalle ricerche fatte da Chntelain nè da quelle fatte da Sussex, da. Letulle e da. Pertik. Tuttavia Grimbert, e Morel adopra.ndo una. tecnica un po' diversa ne hanno dl;'dotto intere~Rnti indicazioni. Non semhra., a.ffo:>rrna Colmett.e, <'he allo stato attuale delle nostre cono!';cenze la misura della persistenzp. e quella. del tasso della acidità. urinaria. pos.'lano fornire dati veramente utili per la diagnosi della tuber· colosi.
Prova clel p ermanganato o reazione di MOT·i tz. Weiss. - Fu proposta da..! Moritz-Weiss nell913 e consiste nel mettere in un tubo di saggio 5 eme. di urina chi ara o filtrata diluita in l O eme. di acqua distillata; posoia si aggiungono 3·4 gocce di una soluzione all'l per mille di permanganato di potassio e si mescola il tutto : l'urina, quando la prova è positiva, diventa. di un bel colore giallo. Per quanto ri~uarda la nntura chimica della reazione Weiss la. riferisce alla prc:;enza. di urocromogeno o ad acido ossiproteico nelle urine; Martelli e Pizzetr.i
F;t)L
VALORE DEI,LF; \"ARIE llEAZlONI, ECC.
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ad una anonnale eliminazione di sostanze proteiche; Pierre(,, Bardon, Zung, ecc., alla ossidazione di particolari sost.anze albtua.inoidi pruven.i-enti dallo sfacelo dei t-essuti; Ott e Rossi alla scissione del permanganato in presenza di speciali prodotti di decomposizione delle sostanze albuminoidi ; Salomoni ad w1a combinazione çhimica tra sostanze eliminate colle urine in speciali stati patologici ed il permanganato di potassio, ed il nuovo prodotto formato!';i darebbe all'urina Wl colore giallo caratteristico ; Ehrlich e Brewin[l n riassorbirnento di sostanze caseose ; Feer, Jez, A~oleo, Burka.rdt, ecc., a trasf01mazione di tossine microbiche; infine Baglion1 e Art.n!';i I'A.ttribui A~ono a procioUi di rinu7.ÌonA dArivati dalla degradazione dell'albume, prodotti che si trovano nonnalmente nelle escrezioni & secrezioni e che per speciali cause patologiche possono aumentare. Stù significato della t·eazione l' A. ha affermato (Semaine Médicale, 1913) che essa permette di rilevare in modo llenerale l'esistenza di una malattia grave e, particolarmente, dal punto di vista della tubercolosi, avrebbe un valore diagnostico e prognostico importante. Cottini, Zaniboni, Rossi, Salustri, D e.Michele, eco,. la trovano positiva in tutti gli stndì della tubercolosi ; altri, come Courmond, Pizzetti, Daxlacx, Martelli, ecc., la ebbero n egativa nel primo stadio, di grado pQsitivo alcune volte nel secondo stadio e sempre positiva nel ter.~:o stadio; altricome Dozzi, Lollini, Salomoni, ecc., solo positiva nel terzo stadio. Vi è sta.to chi l'ha trovata positiva anche nei sani, come Ott, Rossi, Candela e Marcantoni i quali negano ogni valore alla reazione; c'è poi stato chi ha os!lervato una reazionepiù intensa in urine di pazienti alla stadio iniziale che in ammalati gravi, come i~ Pignacca. Anche Corsonello, dopo numerose esperienze, ba concluso col ritenere che la reazione non p uò essere utilizzata a scopo diagnostico nella tubercolosi avendola riscontrata alcune volte in altre malattie ed anche nei sani. L 'Artusi ritiene che le divergenze sorte s iano una conseguenza di interpretazione della reazione: vi è infatti chi ritiene positiva la reazione a colorito oscillante tra il giallooro e il giallo- ambra intenso (Tuliato), giallo-canarino (Snlomoni e Pignacca)~ giallo-v8l"de (Salustri), giallo-nnmciato (Bonin), ecc. Da queste reazioni positive se è facile distinguere quelle nettamente negative, dice l'Artusi, che non si colorano affatto, non è lo stesso quando si tratta di passare dalla reazione nettamente positiva alla negativa attraverso ad attenuazioni insensibili di colore. Allora egli ba proposto questa modificazione: si diluiscono 5 eme. di urina in 10 eme. di soluzione di recente preparata di perman~ana.to all' l per l 000. si mescola e si osserva. Le reazioni positive assumono immediatamente rm bel colorito giallo mentre le ne~tive si colorano in rosso. Qutmtunque però questa prima osservazione sia suffìctente a dare un giudizio, è d egno di nota il fatto che anche le reazioni negative possono talvolta colorarsi immediatamente in giallo. Procedendo nella reazione, si fanno bollire le urine così trattate per circa l minuto: si vedrà poco dopo raccogliersi un sedimento in fondo alla provetta; si osserva allora una seconda volta e si vede che mentre le prove positive mantengono lievemente chiarificata la bella tinta gialla, le prove negative sono quasi del tutto incolori. Per l'Artusi ha importantissimo valore diagnostico il colore del sedimento che è giallastro nelleprove positive e brunastro in quelle negative.
••• Sono cosi stati passati in ral;SC!Pla, in modo sistentico, numerosi mezzi di indagine di varia natura proposti dat singoli A., metodi sostenuti od infumati da. successivi sperimentatori per il loro valore, dei qt1a.li alcuni sono poco in uso o ~-r difficoltà di tecnicu, o pe1·chè t:Hil;Cettibi li ili enori ùi inLerpre taz.ione. o perchè producenti reazioni o complicanze allarmanti nei soggetti, ecc. Tuttavia, è ~nd~bbio che alcuni dei metodi di ricerca ricorda-ti, per il serio fondamento sctenttfìco. per la ~eniali_tà del principio su cui essi si basano, per la scrupolosità della tecnica, merttano di essere tenuti nella necessaria considerazione, potendo con ~~riori eventuali modifìcazioni, divenire in seguito di maggiore ausilio al chm~o nella. risoluzione rapida del problema inerente alla dia~'Tlosi della. tubercoloSI polmonare iniziale. Non dimenti chi però il medico che, per ora, il complesso delle indagini semeioticbe ha un valore predominante.
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SUL VAL')RE Df:LLE VARIE REAZIONI, ECC.
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TDlO E
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Til\1.1:0 E
JM:ORTE TIJM:ICA
per il dott. VIrgilio Grassi. capitano medico.
I. -
TIMO.
n timo ò un organo linfoide, di natura g hiandolare. Esso è di forma pira.midale e diviso in due lobi di:;posti a clava, colle estremità piccole in alto. (rl)ner ahnente i due lobi s i addossano sulla. linea. mediana con un setto di tessuto corUlettivo ; talvolta sono uni t i da un istmo detto lobo medio. I lobi sono costituiti da lohuli, i lobuli da una congerie di follicoli chiusi, come quelli linfatiei, separati da sepimor.lt·i o tra.becolo connet t iv ali. Questi lobuli contengono i corptUJcoli di Happctl d i oscuro s if!nificato. Il timo è costituito da una so"tanza corticale e una midollare che ricordano la struttw·a dei ~tuutli linfat ici ; il sostogno è dato da un tessuto reticolare ed una ri cca r ete capillare sanguigna. Il timo comincia a svilupparsi n ei primi p e riodi della vita embrionale ; appare nell'uomo verso il 3° mese di vita fetale, ed il suo sviluppo diventa mpido fino al 9° lllef!e. Continua a crescere in peso ed in volum.e anche nei primi tnesi della vita extra·uterina e, sebbene lentamente fino a l 2° an.no di età. È quindi erroneo ri tenere il timo come un organo esclus ivamente fetale. Dopo ii 2° alU10 incomincia. il periodo di involuz.ione, ma, secondo i fisiologi, rimane stazionario fino al 100 mmo.
733 Jnratti se è vero che g li elementi nobili sono in parte sostituiti da tes:,uto connettivo, è pur v ero cito essi po!;sono e.'<s;ere rigcnerati di lluovo e la ~;hiandola ritornare al suo volume p rimitivo, come !!Ostiene L. Williams di New-Jork. Dopo il 10o anno va gradualmente atrofiz7.ando;; i degenerando in g ra._<;so. Non raramente il processo involnti,-o è a.ssai ritardato. Si può o~ervare, per esempio a 25 aru1.i, e . talvolta a.u r:he a tarda età, lo si v ede sviluppato.
Il peso normale oscilla entro limit i con;;idere,·oli (['n'. 5 • 25) TI timo si trova. n e l media.stino autoriore. Alla pcr cu.<;s ione lieve (nei bambini da l mese a 9 anni) d à nna ottus ità • o/t?~ità timicn" a forma di triangolo a lati disuguali, la. cui base forma l'union e dello due articolazioni sterno-clavicolari, l' apice l'mu.<~sato g iace al!'altezza della 2a costola, o un po' al disotto. i lati sorp~sano in modo non unifo rme le linoe ,;ternali. • i che la metà maggiore del trian· golo viene a giacere verso sinistra (Hiumcmrei ch). Dal Jo.tò s ini.<•tro . tra J'ottiD:ità cardiaca assoluta superficiale e l'ottll.'!it-H. tim ica, trovasi sernpre w 1a zona di s uono alto polmonare. amp ia c irca 1-2 di ta tro.sver:<e, che s i estend e dal principio della incisura cardiaca del po.mone sinistro verso l'alt-o, fino al li mite la.temlo ed infe· riore dell'ottw:it-1\ timica.. Le ottus ità che oltrepassano t.ali li miti laterali di cm. l opi~. e che ricoprono il suono chiaro (nlto) polmona.1·e tra. ottusi t>\ cardia<'a timica, indicano ingrandimento del timo. n timo ricopre l'origine dei grossi vasi ; talvolta arriva. a toccare la tiroide, ed in bass o p u ò arrivare a t occare la cartilagine delle 5" co~tola. Se ~i.:tono fenomeni di bCrofolosi, di tnrhercolosi pohnonare (specie tubercolooi miliare), tma. ottusità che s i presenti s ul manubrio d ello sterno, s i può riferire tanto alla. ghia.n·
dola timo come a ghiandole linfatiche cllSeificate del medillStino anteriore.
L ' ipertrofia fu conotatata pih volte, ma s i pensò che gii~ in condizioni normali delle considerevoli oscillazioni si trovano nel peso e nel volume dell'organo. Clinicamente si può riconoscere l'aumento di v ohtme della. ghiandola dalle de formazioni toraciche, dalle dilatazioni venose, da mod ifìcru:ioni di sonorità, da. soffi alla base. Un dato semeiologico da ricordare è che nei casi di atrofia del timo, la. percussione sul manubrio dello sterno dà iperfonesi con risonanza timpanica. Questa perclL';sione ellercitata durante l'emissionE' della. voce, viene acl intercidere n ettamente la voce stessa. (Franch etti). Nel digiuno il timo diviene spicca.· ta.mente atrofico. La funzione del timo non è ancora ben d eterminata ; pure essa è molto affine a quelle dei ~angli linfatici. Infatti n oi rettili e n egli anfibi, i quali sono p rivi di gangli linfa.tici, il timo è un organo permanente e funzionante per tutta la vita. Che al timo debba accordarsi una funzione linfopoietica è dimostrato dal fatto che la. rrur.<;sima. parte delle cellule contenute ne' s uoi follicoli è rapp resentata da liniociti di varia. grandezza, alctmi dei quali si vedono in moltiplicazione mitotica. n timo è interes»ato in parecchi stati di iperplu..<>ia che si collegano collo, stato linfatico o con leucemia. È meno certo che ~so abbia una ftmzione ematopoieti<'a, benchè alcuni ahbia.no ctistinto tra le cellule timiche dei corpm•coli r ol:'si nucleati, dei veri eritroblasti, eimili a. quelli che si osservano nel midollo d elle os~a. Fu primo il R~ telli ( 1845) a tentare negli a.gneUi, nei cani e n ei vitelli, l'estir· p azione del tl.mo, ma non otte1me risultati precisi ed utilizzabili. Nel 1858 il Friedleben riprese con miglior succe~so i tentativi ; trovò negli anirnali privati eli timo a.mnento di acqua nel sangue (idroernia), aumento di leucociti (leucocitemia) e diminuzione degli eritrociti (olip:ocitemia), disturbi trofici generali s p ecialmente d elle ossa. e d ii altri tessuti. Tarulli e Lo Monaco al Congr~so 111edico intema.zionale di Roma. ( 1894) dimostrarono però che l'idroemia., la. leucocitemia e l'oligocitemia, ~ono disturbi trans itori. Il Friedleben concluse che il tirno non è indispensabile alla vita, ma che ha grande importam.a nei primi tempi d opo la nascita, favorendo, durante lo sviluppo del corpo, la nutrizione, la formazione del sangue e quindi quella dei tess uti. Da. uno studio recente del Bosch r is ulta che l'asportazione d el timo n ei giovani cani determina il ritardo nell'accrescimento delle ossa hmgh e ; g li animali privati di timo restano inferiori di sviluJ•po. e di p eeo, hanno ossa pih flessibili che, nelle fratture, preeentano calli più sottili ; essi elirninano w1a. quantità maggiore eli calcio colle feci e colle orine. Si osservano inoltre a.lt.ero.:Gioni a. carico del sistema nervoso, e cioè aumento d ella eccitabilità d ei n ervi, d ei muscoli e dei centri.
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TIMO E MORTE TIMICA
Essendosi constatato un vero antagonismo tra i fenomeni di deficienza del timo e quelli che si producono dopo l' iniezione dell'estratto di detto organo, il Cervesato della Clinica Pediatrica di P adova volle tentare l'organo-ter apia del timo, muovendo dal concetto che nell'uomo esso è un organo funzionante durante il periodo infantile. e che forse i bambini sono meno facilmente colpiti e sono q1.1a.<>i immuni da certe malattie. Lo Stoppato riferisce d 'aver somministrato, come alimento, del timo • crudo di vitello, o incompletamente arrostito (20- 40 grammi al dì) in quattro casi di atrofia infantile ed in un caso di anemia infantile. Dopo due mesi di cura t rovò notevole miglior amento dello stato generale di nutrizione, con sviluppo del peso corporeo, aumento degli eritrociti e dell'emoglobina del sangue. !->i può quindi affermare che il timc influenza il nudabolisnw general,e. Anche il Mendel ritiene che il timo abbia ufficio importante nei fenomeni di croscenza; forse eso.gera dicendo che il rachitismo è dovuto alla sua insufficienza. Nell'embrione i leucociti si formano in questa. ghiandola, e poi pa.<>Sano nel sangue e n ogli altri organi por aiutare lo sviluppo degli apparecchi linfatici ; mentre questi s i sviluppano, il timo regredisce e si atrofizza. In questo periodo, in cui l'iufanzia dell'uo1110 è rniJ1a.cciata da speciali forme di endo e esointossica· zione, e speciali forme ba<:illari pare abbiano il predominio, tanto nelle vie intestinali che nello polmonari dell'uomo la ghiandola svilUJJperebbe dei complementi adatti (oltre a quelli della tiroide con cui il timo ha. ra11porti funzionali) a neutralizzare i tossici. Ri ritiene quindi anche che il timo abbia funzione antitossica. TI Boigey, avendo dimostrato con statistiche che la tubercolosi è quasi eccezionale nel feto e nei bambini giovanissimi, volle indagare la causa e trovò : l 0 atrofia del timo n ei bambini che muoiono dj tubercolosi polmonare, ed involuzione completa del timo negli adulti morti per tubercolosi ; 2o evidenza. del timo nei bambini morti in piena salu te, e presenza costante di esso in adulti non morti di tubercolosi ; 30 persistcnza del timo nei giovani bovini sani, atrofia. nei bovini e nei por ci tubercolotici ; 40 assenza a.o;soluta di lesioni tubercolari primitive del timo. Si può concludere che il timo ha. secrezione interna tale da aumentare la re8i~ten-za dell'organùnno al vin1$ tubercolare. Il Boigey fece esperi menti e trovò che in verità.l'ingestione di timo fresco dà la. scomparsa dei segni della tubercolosi iniziale (più il timo è dato fresco tanto meglio). Si deve dare il timo di vitello appena ucciso in dose d i 10-20 grammi al di a frammenti ingeriti con sale o con brodo ; darlo per 15 giorni al mese e, preferibilmente, alla colazione dal mattino. Lo stato di funzione del timo ha notevole importanza nella patogenesi dE'Ila teta.nia infantile. P uò produrla la funzione del timo alterata essenzialmente in dilett.o. s ia che le pa.ratiroidi siano analogamente lese o n o. Insieme all'altera?.ione funzionale, l'esame istologico dimostra. una grave sclerosi dell'organo. Tali cognizioni si ba.c;ano su dati sperimentali. Siccome il timo si atrofizza nella pubertà si suppone un certo antagon·Ì.9mQ tra il tinw e le ghiarnicle 8CSStWli.
Ha invece ra.pporti funzionali colla tiroide e la sua azione sarebbe complementare di questa. n timo (c-ome l'ipo(tsi) ha influenza inibitrice; il suo eccosso di funzione ritarda la pubertà; il difetto l'affretta. Come tutte le ghiandole a secrezione interna, v eri reg istri d ell'orologio della vita, versa i s uoi ormoni nel sangue, agendo sui proce.-;si anabolici d ei tessuti. li Williams ricorda. che l'asma colpisce specialmente il ses><o maschile nella pubertà, e che tre rimedi att.ivi contro l'asma sono capaci di dirninuire il volume del timo: digiuno, joduro, adrenalina (v'è clù aggiUJlge i rag~i X). In tale caso l'asma sarebbe doVl.lt:> ad un timo ipertrofico comprimente il Stimpatico. Nel gozzo esoftalmico l'ipertrofia del timo è un fatto quo:.<~ i co!itante, e che J)UÒ spie@'arsi con inclusioni tiroidee. L'ipertrofia del timo
interviene infìne nella gene;;i della clorosi e della cefalea. Come terapia il timo (o l'endotimina) serve nella cloroanemia dei ba.rnbini; clorosi d ella pubescenza ; anemie .9econdaT'ie, aumentando rapidamente il conte· nuto emoglobinic? ed il numero dei_ g lobuli rossi, miglior ando lo s~~ generale ed alllnontando d l'OSO ; n el raclntwnno ; nel morbo d1 BMedow ffilghorando lo ~;tato generale (White, Reinbach, Porther); nell'artrite deformante, dove diede
TIMO :E MORTE TIIIOOA
735
buoni risultati secondo Natham: nell'in8cnmia (Hirsch l'afferma eccellente in dose i l - 2 tavolette la sera) dei nevra..«tenici, arteriosclerotici, diabetici (in questi diminuirebbe anche la glicosur ia ; nella ftubercolosi; nell'atrofia infantile; n ell'cuma ,· nella tetania in.fcmtile; nell'epileui.a ed in alcuni disturbi encefalici dell'infanzia (da compressioni venose del timo). Si possono avere emorragie della ghiandola contemporaneamente a quelle di altri organi : sono del volume di una tesj:.a di spillo, di un pisello, e si trovano in bam bini asfittici o con dissolutio sangu1nie. Si possono avere ascessi. Furono osservati più volte dei tumori ma.Jigni. Si po&;ono avere le. cisti dermoidi e le cisti genere.
II. -
:MORTE Tll\UCA (Mora thymica).
n timo può raggiungere un ingrandimento abnorme ed allora può produrre,
per compressione, una. improvvisa occlusione della. trachea. ancora. molto cedevole,
e quindi la morte (Grawitz). F urono pubblicati molti ~i di morte improvvisa., del tutto inesplicabile, di bambini apparentemente u del tutto sa.ui » in cui l' wùco fatto patologico è rappresentato dalla ghiandola. timo a.bnormemente grande. Questi bambini sono tutti ancora al disotto del 2° anno di vita. ; essi cadono morti improvvisamente nel giuoco, o vennero trovati morti ne l letto. Oltre a compressione sulla. trachea, si parlò pure di una compressione sulle grandi v(>ne ocl arterie del mt•tlia~tino. sulla polmonPre, :-;ul cuore, sui vag .•i e sui loro rami ricorrenti. Spesso col timo ipertrofìco si dimostrò con certezza, anatomopatologicamente, quale causa di morte un restringiment.o della trachea. Ma n el cadavere non Bi può certamente provare invece la. compressione dei va.o;; i del mediastino, del cuore e dAi nervi, benchè tale compressione non sia inverosimile, e possa verificarsi durante la vita. D Beneke dice che il pericolo di soffocazione verrebbe provocato specialmente p iegando fortemente il capo all'indietro, e manifestandosi pertanto una eccessiva. lordosi delle vertebre cervicali, sl che facile è la. compresF<ione della. ghiandola timo ingrandita sulla trachea.. Oltre ai casi di morte tinùca improvvisa da soffocazione, esi,o;;t.e in numerosissimi bambini, nella prinù&;ima età, una morte improvviso. - morte da cuore che v iene attribuita. ad una particolare anomalia costituzionale dello stato linfa· til::o. È la costituzione linfatico clorotica o stato tinùco linfa.tico dj Paltauf, in cui, anatomopatologicamente s i ha. non solo un timo straordinariamente grande, ma anche una iperplasia d ella maggior parte degli altri organi linfatici esterni ed interni, dell'anello linfatico faringeo, della milza, dell'apparecchio linfa.tico intestinale. Tali bambini sono spesso rachitici, pallidi, gras.o;;i, succulenti. La morte in questi ca.o;;i non è meccanica, cioè da compressione d elle ghiand ole ingrossate sopra uno degli organi vicini, ma dalla d ifettosa costituzione corporea. linfatica di cui anche l 'ipertrofìa del timo è uno dei sintomi. Tali bambini m uoiono durante un accesso di la.ringospa.smo a. cui vanno soggetto di frequente i rachitici, ma il laringospasmo non ha rapporto col timo. Altri muoiono durante piccoli interventi, magari con una semplice iniezione d i siero. Allo stato timico linfatico adunque corrisponderebbe speciale a.l toraziono d ella. forza. di resistenza. d ell'orgruùsmo. La. ~ritica. scientifica ha. sostenuto l'importanza del cosidetto stato timico linfa.tico di Paltauf, circa il valore che gli si attribuisce nei riguardi delle morti improvvise, solo nel caso in cui all'eccessivo sviluppo del si.<Jtema linfatico vada congiunto una ipoplasia del sistema va.<>ale e specialmente se vi è ipoplasia della sostanza midolla.re dei StllTeni. Pepere vide ripetersi più o meno classicamente lo stato tirno-linfatico in quattro casi di mcorte improvvisa in soldati (dai 19 ai 26 anni} di diverse unità. militari, .sempre pe-r cause di entità tra.<Jcurabile. In uno il timo pesava. 22 ~ramrni; in altri due il timo era. ipertrofico, ma senza azione comprimente sugli a.ltn organi toracici, iperplasia. gangliare linfatica ed ipopla.o;;ia d el sistema cromaffine; nel quarto vi erano scarsi residui tirnici, costituzione robusta, m orte sincopale durante una partita di calcio. Va. poi citato il caso di morte verifìca.tosi 11n anno fa in un caporale del 61° reggimento fanteria., caso che va ad aumentare la sta.ti..o;;tica delle morti improvvise
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LA \'ACCI!'IA7.IO:-E PHE\'ENTlVA ... NTITl'BERCOLI\RE, ECC.
ùi ori){intl uscw·a e chtl iuùu.'!ISI:l il ~;otto:;crit.to a. fare llllll bnwt:J tra.ttaziont:J di questo interessante argomento. Il caporale, coricatosi in per[ette condizioni di salute, fu al rnat.tino del l" ottnbre trovato morto nella sua. branda da. un commilitone vicino, che con lui conve1~o;ò fin verso le 23. e che non ebbe ad avvertire da. lui, n ello ore seguenti, nè un g1·ido nè un lamento. Eseguita. un'accurata autop!<ia. n ella camero. necroscopica di questa. infermeria, alla presenza. del Direttore di Si.· nità. del Uorpo d'Armata di Firenze. si trovarono tutti i visceri perfettamente sani, solo si con.~tatò w1 timo ipe1·troflco del p€So di circa 25 grammi; si giudicò trattarsi certamente, anche in questo caso, di morte timica. Riass umendo, i casi di morte timica, di cui esi.<ite oggi un numero discreto, possono &l)iegarsi : 1° Colla CQmpres,9inne data dal timo anlla trachea. T ale compressione è gene· ralmente ammes::;a pei bam.bi11i fino a 2 anni di età, dato il volume della ghia.n· dola e la. debole resistenza della trachea. Non è impossibile che tale compressione (come pure la compressione sull'aorta, s ulla polmonare, sui vaghi e loro r ami ri· correnti) possa effettuar·.i negli adulti con timo ipertrofico, specie nei movimenti di ipe1·estensione della toota. (Williams). Altri propendono ihvece per lo 8pcutmO glottideo ; 2o Coll'ingrossamento di tutto il sistern& linfa.tico. È la teoria di Paltauf, il quale afferma che a. tale fatto generale corrisponderebbe ~;peciale alterazione d e lla forza di resistenza dell'or~anismo. Secondo Eichorst tale spiegazione sa· rebbe un semplice gioco di parole ; 3" Colla coes~<>tente 'ipoplasia del B~terna a-frenale, e proprio colla deficienza o colla soppressione del suo ormone simpatico·tonico che la.scierebbe eccessivamente e rapidamente elevare l'azione vagotonica dell'ormone .timico antagoni.~ta.. arrestando il cuore. (We.sel, Eppiuger, Herse, Fa.lta). Secondo molti (Oliva, D elber) si spieghorebbex·o le numerose morti in narcosi pel fatto che, durante essa, avverrebbe un' impoverimento dell'organismo in adrenalina. Altri spiei';herebbero le morti improvvise colla esaltazione frenatrice del timo iperplasico sulla secrezione croma.ffine, il che creerebbe una. specie di insufficienza ~;urrenale acuta, rapidamente mortale (Hornow.;kj).
ISTITUTO DI CLINICA CHIRURGICA GENERALE DELLA R. UNIVF.RSITA DI PALERMO diret to d 'll prof. E. Tni COlU
LA YAWftlliOIIE PREnrtTIYl AftTlTUBER[OLARE [OIE QUtlTIOftf SO[(IlE per il dot.t. Giuseppe Perrlcone, capitano merlico, ASSistente militare
La va.c,cinnziono prevflntiva a.ntitubercnlare f. una questione em.inentemonte sori.nle, ![i:\Cchè ormai i> indiscusso che la t.uhercolnsi in g(\nera, sia medica. che chir ur)!ica, è Ullll> ma la ttiA. <.:ocialc. La m0rta li ti\ p er tuhe<colosi va1·ia. nelle dive rse regioni sc:;nando sempre \IO continuo cr•escendo; in Italia muoiono di tubercolosi ci<ca 75 mila indi vidui all'anno. di c ui :;:i.OOO por t••i>ercolo::;i ch imr~iCA. E .osa ra.!'lprf'Jsenta. quindi una im· po r tm1t issima. () uc..-;t.ionl' sociale non solo per il t.'ran llltmero di vit.time chP. es<>l\ fa. 111a a ndte n cw il dn11no econon1ic>o con•mlt'rt~voiE>, che rle ·.·'l cai('olnr"i in merli'l a.d 1111 miliArdi' e· mP7.zo ùi lire :\!L'anno. Es~n A panrlPrni11 r:l:., im: utf~ i1 terrnre in tutto tJ 0 1011d0 . , ]':; 11oto c ho qunwlo ln t.-then:olosi UJTI\'.t pe-r la priml'l. V•>lt<t in un pao;.e in<Ìelln!l, e:>.'lll si Jmtnif.-..;h• con u u" ,·irulPnM\ spivtnta. che va poi m11n mano e.ttenuando,:;i.
l.A VACCINAZI ONE PREVEN:J.'IVA ANTITUBERCOLARE, ECO.
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L 'Han..coen rifP.risCP che in 1Llcnno <>ontrarle dellA K orvegia, dove Il\ tnbC'rc>olo~i per l'innanzi non era conosciuta, è compBI'ba coli.,, nuove' viA di com1micazione 1Illlrittime A ferroviArie. In quPlle contmd<' lA. mAla ttiA. s i ò presenta t:> come w1 flutto impetuo-;o ed irre.«i..:;tibile, t.rA.volgente intere popolazioni. Lo stP.>:;;so fenomen o si è ripot11to in parec>c>hie rflg'Ì0ni, speeinlmPnte dell' Africl\, dove e 1\VV<·nut-n una immig•·Azione di bacillift>ri. Possiamo i'le~UÌL'(~ la compRr.-:a de lla m'lll\ttia in Algcri11. nE'l 1.830 coll'cr.cupnzione ri<~i francesi, nell'Egitto colla ponetrazivnE\ inglese e poi man m:m0 colla imruirzra:T.ione deqli Purop(li nel Sudao. nell' Abi~sinia., Del Marocco, nell'Eritr(la, nelll\ Tri!Jolitanil\, tut-ti paesi ori~Zinariamcntt' indenni e che sono stflti dura.menoo <!olpiti, annientati dalla. tuhercolo~ i. I l-ednini nomadi nhc :>P~uono i loro arr.r>enti, che dormono Rotto il gonrhi, che VÌ\'Ono all'~~ria liber·a. ~ono immlt.'li; im·e'!e gli ~rahi delle città dc.-lla c>osta si ammoJano molt,() facilmente e muoiono r.on una Jlercentuale molto alta. .:\ Tahit..i gli abitanti che nel 1771 t>rano 80.000 nP.I lSfl!) era.no rirlotti ~ 7000, qnnsi tut.ti erano stati unc~i dnlla. t nlwrcolosi ; nflll<> isole Hawq,i m-l 17713 Arl\no 400.000, ogf.!i sono appena. 30.000, erl ult.ri e!'ernpi ancor>\ si potrc.>bh<'ro adnurre. Il generale medir.o Sforztt in una sna pnhblicazione sulla tuber<'olosi nell'esercito, n•ettc in rilievo il fatto rlle arnreala11o p iù di frequente di tuhercolo;;i i cosr.:t·itti che provengono dalla Call\hria, dA>IIa Bas ili<'atn. t> dagli Ahru7.:r.i, mentro nfl sono meno colpit·i qnolli che provengono di\Hn. Liguria, che ò la re~ione più fortemente infetta. L'l l tal io.. Ciò dimost.ra che coloro che provenJ!ono da luo~hi infetti ammR.lono di tubercolo!>i con U!11\ pet·centuslc <li ({l'an lunga infE'riorc di (jlleili che p·rovAn~OUO di\ orohienti rnrati, dA. regioni inriem1i o poco contaminA.t<t>. La vita militare non infl.uisce nel senso eh!" e~,;;a. <>rea delle condizioni favorevoli al risveglio di pos.,ihili focolai Jatenti ; rr.R. !:'ono le ocr:!\.sioni ed il J>ericolo del contaaio che t.!, come abbiamo visto, molto fa.<'iiP. e moltO ~rave per e,)Joro cl·1e s0no visiuti in luoghi immuni o qua!<i dal har.illo di K"ch. 11 Golin dir.t> che nP.i coscritti c he g:iungonn dalla campagna alla ca.c;erl!\R., lo. mor-talit;\ per tisi è molto ma~gi.oro ch€1 nei ~.<olrlati già. twclimata.t-i, porch€- i primi non sono <~tati in r:ontatto coi germi del contagio. n campagnolo, ceppo vergine, <'he pae.,.a bruscament<- di\ una. loc!llit.à attna., lontano dn accidenti microbir.i, iu una <>ittà dove infif)ri<:~cono ~>variate infezioni, si alllii\Ala subito dopo l'arrn0lnmento d i qualr:w1a di qut>ile malattie c>he sono endemirLe nella sua nuova rosidem.a. R la faciliti nfll c>ontrA>rrA l'infeziont> tubArcolare non è in rapporto colla dehol~zza tìsicA.; i ~iov::mi campagnoli clall'nspetto florido e robust.i si amm11.lano pit'.t fnrilrnente di quelli deboli, grncili, mn d1e sono abitatori delle città. n Go•.u-and parla della Rpt>cialfl predisrosizione alla tubercolosi nPi mont.anrul cb~ vanno ad ahit.are nelle citt:\. g~;;si s:tcr'·ostnmati all'aria lil:-era sopportano mello hone l'Aria. relativamente cor.fìnata dci centri urhnni. La loro rohu"'tE>zzn fisica non li proteg~c ll-ffatto l'On t.ro la t.uberrolosi. Ormai è ocquisito che gli orgAnismi nuovi provenienti rla ceppi familiari vergini o di!>ct'ndenti da. gonerl\zioni che non !'ono mai stA.ti t occhi .dal bar.iUo di K oc>il, e che in con<;eguenz::\. non sono forni t i di alcun princ1pio immunizmntf:!, sonn dett.inati a. sor.:coml>ere facilmenw al primo contatto col bacillo della t.ubercolo<;i. Lo reclnte quindi che vengono dA.llfl c>a.mpagne e dalle montajrne ~;i tr0\'1\00 in c-ondizioni biologiche di mngg:ioro vulnP.rabilith e non possono sfu~gire R.l bo.cillo t•Jhercolare c-he trovano nell'ambient.€1 di guarni~one. È errato il concetto che il bacillo di Koch acc:;uist,i ma-x:zior·e virulenza nei militari; i, invoco la r:ompleta. mancanza in essi di qun.lsiasi fo.tt.orc immtmitario sper.ifico che li nmde molt.r. piì1 S('!nsibili all'aziono patogeno. del virus tubf,rcolare af!IZI'ava.ndo il decorso de;u~. malattia.. Giovàni vite, C'he lenta.m"'nl·e si <'onsumano e si spengono, preda del triste flAgello contrA.tto nell'adempimento del uiìr sacro dei loro doveri. Nel passato la tubercolosi veni>a <·on!!idera.ta solo como ma.lattin degli Adulti, perchè com~ tipo della malattiA. si p rendeva. la tisi. Però dopo lA. st>opertB del bacillo c, nA~Ii ultimi tempi. dopo dili)Zenti r·eperti di 1\utopsie o con i risultati delle reazioni locali colla tubercolina. io stato dimostrato che lo. tubercolosi è una malattia prevAlentemente rlci hambini e la pii1 importante dCill' inranzia. È noto che la frequen7.a. rlell;r tubercolosi in questa et/\ aumenta con. o~ni armo di e1A J-e morti per tubercolosi r~;-titm ~:rono il massimo nP.) primo anno ùi vit~. a co.u;>a evident~ment.e deliA S<'8!-sa resi.<~ten7.a di tJ116i3ta etlt, divont.ano scnrse nell't't/t media in-
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LA VACCL"'<AZIONE PREVENTIVA ANTI';rtTBE&COLARE, ECC.
fMt.ile per anmentRre di nuovo n Ila fine di essa por la comparsa. della. tiei polmonsre. Lo nostre ener~?ie quindi debbouo anche o piit che mai, O!>sere indirb:zate 1.\ com· bat.tere la malattia n ell'infanzia, nel periodo C'io?! in cui l'organismo trovROi esposto aliR p1·ima invAl': ÌC>nt> rlt>l bAC'illo dj KoGh. Tn Alcuni individni tale bacillo rimo.n~ Allo stato indiffct·Emt.e, mentro in altri villC'<"ndo la resistenzo. intraorga.nicn, detE1r· mina la malatt-ia. La. lotta sociale contro lo. tuberr.·o lo;;i, quindi, dovrebbP. ()Onsi· stere prim;ipnlm('nte nel ridurre la. qunntit:\ e r enrlere rr.eno virulenti i badili che circond<~.no l'uomo, ;;ecoudariamt?nre tenertl ;;empre efficenti i vari elementi biol.:>gici di resistR.nza e rli diiesa dell'organis mo umano contro il b,:willo SP'.'Cific0 che sia riuscito a penetrare in quell"organi;;ml). Dt~ cit\ appare ()hiaro Ghe dev'*li p rovvedere :tlla di m inuzione dellP. c11.rich~;~ bacillari ed al rinvillorimonto d~llc saldczm intral)l·· !'!Emica dP.ll'organismo. -· N"~i ooo.-;i civili, dove la tubercolo;;i. P.l'i'lt-E~ citi t.o:lmnn, ln virulenzA., non è rinforzata. È CO.>a cert.f\ ormAi che chi Ì!t stato Il n~llltat•t•.), ili (!UA.!SiMi modo, Con dei ba· ci Ili di Koch n~agisc:e- ll.d un!l po<;sibilo infP.zio!le: la rn'l.lat.t.in. perde molto della ~<na virulenza per la formazionfl degli anticm-pi spec-ifici formatisi nell'organismo. QuiUldo i bacilli di Koch o i loro pmrlotti t.->ssici ve1~gouo ino(lull!.ti n ell'or-ganismo, si determina in quA~t-o una reazionP difen<;ivA. che dP. originfl a lla fnrm11.2inne degli anticm·pi :>flet:i f. ci. t stat.a. dimo«trata la pre;wnza. rli batteriot.ropinP., batteriolis ine, predpitiru~. op~oninc. :)i è peusa.to di iniP.ttare nell' organism'> d ogli ant,igP.ni tu berc?lari per e<:citn.re attivamentll ls formszione di tnli antiGot·pi dife nsivi. È sorta quindi l' idea di v~tccinar'fl l'individuo. Sono in nostro potero dne sorte di V!\cGinazioni: l'attiYa e la impropriamente detta VA.CGinazione pa<;.'livr•. Si ha l'immuui:l'.zazione att-iva o vaccinaziOJ1e qmmdo, inoculati un gorme o i suoi prorlotti, vert~Zono da qu~t.i stimolati i poteri difensivi, viene cioè dal ~or· me provocn.ta lo. formazione deg;li anticorpi. Si ha invece In irnmani7.MZiOnfl pa<~&iva o sieroprofìlassi quando vengono apprestati all'organismo i materiali difensivi gii, prep1,mtti, forniti pP.r mez~o rli un siero spC'oific:o, ottenuto da.gli animali dop o l'SSere stati t.m.t.tati MI bar.illo di Koch o coi suoi prodotti. Dopo t.'he Roberto K och comunicava. l~ sC.O!:Jerta dellni Rua tuh~rcolina, tanto speranz~ si riacc(>.c;ero e pi1:t iutenc:amente furono proseguiti g li etudi per !fua.rire la tubei'C·olosi. M11 dRI punto c:li vista sociale t- int~res..c;ante sopratutto prevt>nirla. E nel 1903 Edoardo Mara.gliano, dopo IUlni di ricerche e di esperimPnti, :;i faceva banditore d ella va.ccina:r.ione 1\.ntitur..ercola.re preventiva. Da. allora la. questione della vaccinazione ha toncentato costantnmPnte la mPnte degli ;:cien· ziati e dei rice1·<.:at.ori. I n sui principio avvoc'Sl\ta dai più, a poc0 a poco ha guadagna· to molto terreno, ed oggi, sebbenP ancora molto dihstt.uta., tanti sono i fautori di t>s.sa. C'almette dice che l' infezione tnborcolaro è così r.omunemente diffusa. elle di lficilmente si puù spPrare di limitarla prima, di estinguerla dopo, se non si ricorre arl una vaccinazion~ di tutti gli uomini tubPrcoli7.z~bili ; ed il Shiga di Tokio affflr· ma che solo una vaccinazione· preventiva dell'uomo per la tubercolosi può impedire lo scoppio rlella bacillosi. e ciò è un fattore impo1·tante per l'igiene pubblica. Oggi in quMi tutte le nazioni sc-ienziati illustri s i sono fatti propugnatori ò ella vac<'inazione antitubercol~~ore : l\1araglia.no in Italia, Pondorff in Germania, F~rra.n in Spa.gnll, C~tlmatte in Francia., t'C'C. Da tutti ormai ò a.mme3.so che l'immun.iti\ con· tro la malR.ttiR. tubercolare si ruggiun~e provocando una infezione tubercolare blanrla e poso;ibilruentfl precoce con bacilli tubercolari. Il Me.ragliauo adopera ma· terialfl tubP-rcolme morto, bMilli ucc isi col calore. Questi b,:willi morti, uccisi col calore a 120 gJ·I\di, oltre ad E'.S.'>ere a.s-;0luta.mente innocw all'organismo, ha...rmo la propriet;\ di provocare la più ric-:-a produzione di anticorpi, r appresentando quindi il potl3:re antigene pi\1 eleva.t.o, f!'ttto che anche rec entemente é stato Gonfermato dalle ricerche del Bagu~t. Il Ma-ragliano con una ricca "erie di esperimenti e d i r M7.ioni, fra cui recent-e l'anz imo·reazione, p rova che nel siero di sangue dj animali e cii l':O!!l!otti vnccinnti è eviclf'nte la ricchf'zza di anticorpi, ·dimostrazione questa della cren'l.ione, in se~uito alln. vaccinn.zi,1ne, di \10 movimento difensivo in seno All'organismo. E(!li p ratica de lle inocu.l"tz.ioni sottocutanoo neg li individui che non hanno mai pt€\S<'nh~to alcuna. man.ilest.azione tubercolare (ce-ppi vergini), neg:li altri la scarifìca:r.ione al fìno eli evitart? po~,;ibili danni n<>ll'organismo, che una rapida introrlnzion<' do! VftC()ino, pot.rPhbn J)rorlurre. Rioorta 1mP. statistica di 20.000 va.crinn,ti d oi quali ne ha potuto sognire solo dal 15 al 20 %, os!;lerva.ndo in tutti le stigmate immunitarie. È v enuto alla conclusione che è possibile vaccinat-e con buoni risultati un organismo contro. la tubercolosi.
LA V.\CClNAZION(;: PREVENTIVA ANTITUBJìRCOLAR-E. ECC.
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Come è noto, le idee del Maragli~no sono molto combattuto, affermando alcuni studiosi che soltanto dal bacillo vivo e non dai prodotti risultanti dalla sua morte possono ottenersi delle vere vaccinazioni. Ricordo a tal proposito i lavori del Hormit, Miesmer, Neufeld, Schutz ecc. i quali adoperarono senz'altt'o dei bacilli virulenti, dtl Klimer che si servì del bacillo umano dopo vari passaggi nella salaman · dra, e del Broll, Werber, Krattshrw1g, Ehber, Gué1-in e Callnette che adoperarono delle colture del bacillo di Koch coltivate in pat.at.e cott-e nella bile di bue. Ma sorsero in seguito dei lavori, quali quelli del Baumgarten e <lel B eh l'i 11!!, che dimostrarono come ai fini della vaccinazione il bacillo tubercolare morto avesse la stessa azione di quello vivo, conclusione questa che dimostra in modo incou[utabile la verità delle asserzioni del Maragliano. Il Munch, constatato come alcune forme di tubercolosi cutanea non si accom· pagnano quasi mai a lesioni polmonari e che la tubercolosi dolla cute difende l'or· ganismo dall'invasione della malattia, adoperò la via cutanea. Il Sahali era entu~>iasta di tale via e sosteneva che la t.ubercolina noll'attr a versare la pelle perde completamente la S1Ia tossicità. La cute rende atossica la tubercolina provocando la maggiore formazione di anticorpi. Essa. secor.do l'opinione di molti AA., rappresenta un organo di immunizzazione dell'organismo. Nel 1904 il Friedmann, partendo dal concetto che il bacillo tubercolare della tartaruga fosse nei rapporti coll'uomo inoffensivo, dal punto di vista tossico, ed attivo da quello immunizzante, affermò che tale microrganismo racchiudeva in sè tutte le proprietà richieste per costituire un ottimo vaccino. L'indole di questa nota non mi permetta di addentrarmi nella numerosa letteratura d el vaccino Friedmann. Molti sono i fautori di esso, specie per quanto riguarda l'azione curati· va di tale vaccino. Di recente il Sagono. ha comunicato i risultati delle sue numerose esperienze, risultati che possono considerarsi a.<>sai incoraggianti. Numerosi altri studiosi hanno sperimentato altri vaccini, di cui ricordo il bovo-vaccino di Behring, il vaccino di Klinuner, quello di Ferran. Pondorff ha sperimentato un vaccino costituito di bacilli tubercolo.d morti ed uccisi coi raggi ultravioletti. Secondo l'A i bacilli cosi uccisi, pur non avendo proprietà tubercoligene, avrebbero la proprietà di determinare 1mo spiccato numero di. anticorpi. E gli adopera la \'Ìa intracutanea. Ca.lmette e Guérin usano la via orale. Vaccinano i neonati entro i. primi dieci giorni di vita, praticano la rivaocinazione verso il terzo anno di età. Socondo le loro statistiche, risultano vaccinati col loro metodo 1317 bambini con una mortalità del O, 7 %- Essi ritengono che la profilassi col loro vaccino riesce a salvare un gran numero di bambini, che entro il primo anno di. vita sarebbero votat·i a morte pex· la tubercolosi. Ma dopo gli esperimenti felicemente riusciti del Bel'redlm. s ul meccanismo di infezione e sulla relativa vaccinazione anticarbonchiosa, altri orizzonti altrettanto vasti si sono schiusi ~;ul meccanismo della vaccinazione in genere. Il Besredka ha proclamato la regola che ogni virus ha la sua cellula. e che ogni cellula ha la sua immunità. Egli sostiene una autonomia dei diversi organi, nel senso che tutte le volte che un animale si trova insidiato da un agente infettivo e tossico, è necessario sondare se l'animale è recettivo al virus in parola e di più se esso possiede qualche organo oltremodo sensibile. Egli quindi crede che immunizzando elettivamente tale organo si può arrivare a. renderlo immune, mentre ciò tante volte non avviene cogli usuali procedimenti della vaccinazione. Da. lui è ammessa una sensibilità locale ed una conseguente immunizzazione locale. Ha applicato tale suo concetto su parecchie generi d'infezione (carbonchio, stafìlococco, streptQcocco, dissenteria e tifo) e sembra sempre con ottimi risultati. ,Ma, t.rasportandoci nel campo della tubercolosi, il problema della speciale sensibilità dell'organo comincia a. diventare arduo. Nessun organo è refrattario alla tubercolosi: possiamo avere la tubercolosi cutanea, dell'apparato liufatico, de!l'a~parato locomotare, dell'apparato re.-:.piratorio, dell'apparato digerente, ur~l'lo, genitale maschile e ferruuinile ecc. Da ciò quindi appare chiaro quanto multiforme può essere la localizzazione del bacillo di Koch e quanto difficile può ~ere. se non altro, lo stabilire·qnali di que.<;ti organi ·sia, se possibile, meno recettlvo .. In ogni caso queste nuove vedute pos.')ono ntppresentare la base su cui po:;:re mt~apr!"ndere dogli esperimenti che sc:hiuderebbero la via ad un nuovo metodo 1 vaccmaz10ne preventiva e di. terapia a.nt.itubercolare.
74()
RIVISTA DELLA STAMPA MEDièA lTt'"LlANA E
STRANIER.~
Naturalmente dopo tanti esperimenti I~ vaccinazione antitubercolsre dovrebbe essere un fa.tto acquisit.o. Certo i ricercatori in mater ia sentono tutta la bellezza di questa qu.istione ed i (autori della. vaccinazione ne propugna.no senz'a.ltro
provvedimenti da parte del governo per la obbligatorietà di ossa. alla maniera J euneria.na. L 'esercito poi si gioverebbe grandemente di tale vaccinazione. Diverrebbe così m eno grave il p e ricolo dell' urbanesimo, la nazione potreb!)e contare su un magg ior mamero di soldat i, baldi, forti, pronti a tutte le contingenze internazio· n a li per la difesa e la grandezza. della Patria.
RIVISTA D.ELLA STAMPA MED11CA ITALIANA E STRANIERA :Neiropalia grave da atn;elen(lmento con sublimato corrosivo e auo trattmhcnto con Le soluzioni i7Je-~·toniche di glucosi o. - (La Riforma medica, n. 25, 1927).
ScHrFANI. -
In tu1 coso gnwi><simo di ing€•stione e assorbimento di sublimato corrosivo. v erificatosi in utl g iovtln e ufficiale, l'A, per vincere l'anuria e dominar e le lesioni infiammntorie del rene , è ricorso alla soluzione ipertonica. di glucosio al25 % per flobocl isi. D et,to in iezioni enùovonose devono, secondo l'A., essere intraprese entro le prime 48 ore d oll'avvelonnmento e continuate g io.-na lment-e fino al completo ri.stnbilirsi clelln secre zion e r onn le, e la d_ose g iomaliera deve esser e in r agion e di gr. 0,50 di g lucosio per chilogramm o di p eso d ell'avvelonat.o. Vinto l'ostacolo r enato, occoa·re combntterc le p ericolose uJcera.zioni d el grosso intestino e premunirs i contro la fac ile virulenza m orbosa doJla flora intest,inale patogena. · l\!oRA LIS. L e contu-sioni toraciche con-s,iderate come ccu.se dirette delia tubc1·colizzazione del polmone. - (La Presse médicule, n. 5-6, 1927).
HJ NA ULT E
Gli A." A, pu.r p rem ett,endo di non creder e che un tr awua toraeico possa gen er a,rc la tubercc.llosi sen7.a una le.-;ione p reesist ente, riportano due osservazioni p r oprie cd una ùe l proL P ilot, nello qua li ripe tuti esami clinici, radiologici e di labomtorio m ai avovauo rues;;o in e videnza lesioni specifiche n eppur minime, e che ])\11' tuttavia, a breve ùi:;;t an7.a di un trmuna toracico, harmo presentato n ettamente una forma g rave di lesione Rpccifìca, i.n due casi anche con ba.cilloscopi a positiva; d a notare che in tutti e tre i casi il trauma non aveva prodotto piaghe penetranti n è fra tture di costo. Gli A. A., Rpiegnno questi casi ammettendo che si avesse prima
del trauma uun local i~~a~ione specifica latente ganglioilare e che le lesioni prodotto d e l tra;uma no i pnrenchima polmona.re abbiano costituito in questo un locu..s minoris reeisten/liae por l'attecchimento ùel bacillo di Koch.
C1tra della. malaria, colla chinina zuccherata intravenosa,. Presse m édiea lo, n. 50, 1027).
R .osENTHAL. -
(La
L 'A., partendo dai p reced enti lavori di Carnot e dalle ricerche di Marchou.x, d imost•a che l a v era cw·a d ella malaria è fondata sulla iniezione endovenosa d i chininomctnno in m e?,zo zuccherato. L a ùiluizione d evo es::;ore s uHicientè : 5 a lO eme. per iniezione di 0 ,30 di b iolorid r ato dii chinina.. La dof<e qu oticiiana è di l a 4 iniezioni. Questo procedi· m ento ns,.;icura l'integrità clellft. pMte venosa, come l'A. ha dimost1·ato fin d a ll91 G e come conferm a no poi salicilut.o ùi sod io i lavori di R enard. Tuttavia., l'A. insiste sulln. util ith di adopl'rare soluzioni zucche rate forti, in ragione del còmpito fisico dPil'f'ccipicnt o. uno, soluzione zuccherata a l 10 % sarebbe per la malaria di emcncia. r elativa .
RIVIST .~ D~:LLA
STAMPA MF.DICA JTALIA:-;A E l'!TRANIERA
741
VrLLARET e BAILBY. -
L'atmenire dei trawnatizzati cranio-cerebra.li). (La Presse Médicale, n. 19, 1927 ).
Sopra 2000 casi di tra.umatizzati cranio-cer ebrali riportati ne~li ultimi anni della. guerra. ed osservati al centro di ncUJ"ologia d ella X VI Rn~ione francese, gli AA. ne hanno scelto 500, in cui, oltre alla precisione delle notizie sulla primitiva lesione, se ne avevano esatte anche sul decorso immediato e sullo stato residua le a ùist.auza di 10-12 anni. Riguardo alla entità d e lla leo;ione cran io-cerebrale dci 500 cAsi. solo il 26 % comple.o:;siviUTlentA hnn n o avuto 1m nggrltvArnento t,Ar'llivo, e pstrt.inolArmente il 26 % nei casi di lesioni limitate al td.V()Iato esterno. il 23 di lesioni del tuxo lato intemo senza ferite della dura madre, il 20 con ferit-e della dura, il 31 con dist ruzione del tessuto cerebrale, il 30 con presenza di co1·pi est1·anei. E di questi casi il 27 % banno p resentato solo dist-urbi soggettivi, il 51 % epilcssin., 1'8 % distw-bi di moto, il 4 % di!<turbi sensoriali, il 5 % distw·bi ment.a.li. Nei casi che hanno presentato lesion i distruttive del tlo'~~uto cerebrale s i sono avute le maggiori probabilità di ttf<gnwa.mento, tnnto più quanto pitt gravi sono state le lesioni. Infatti, su 100 casi se ne sono avuti 2·1 dopo sempl ic i fc l'ite ù el t.essuto cerebrale, 36 in segt1ito estrnzionne di corpi estranei, e ttli altri dopo vuotamento di asces.'ili cerebrali : non s i ebbe nes~un petzgioramento dopo una semplice trasfissione. Nei casi di ritenzione di corpi extmnei n clltt ma><Sil cerebralo non s i ROno avute condizioni speciali di aggravamento: le complicazioni J•ilovat-e sono da ri fer irsi, più che a fatt.i batterici,~ lt-f<ioni in-itati,•e e cicatrizial i spcdnlmente d ella cort-eccia. Riguardo al coso di morte , come p o!;tumo turdivo. l'l i ha unn, percentuale molto piccola ( 1,34 %) e ]n, mott.e in genere è stnta prodot.tn da un nsee;;so sviluppatosi a distanza. e al risveglio p1~ r cuuse O<~CasiouHli d'una attività microbica rimasta fino allora latente in potenza. Fra tali cause ò stat.o rilevato l' influenza in due cause. L'evoluziono delle conse~wcnze di preg1·es..;;i tmumi cranio-cerebrali di~o stra l'esistenza. di disturbi soggettivi e speciaùnente nei cusi f'enza ferite della dura mad1·e: tali consej:tuenze sono in rapporto con la trasformazioue in cicatrice d'un ematoma non notato, e talora non hanno riscont.ro con ri:mlt1tti obl>iettivi. d'un esame accurat-o. Bisogna quindi essere sempro cauti e ri;;eJ·,·ati s ul valore di questi di,turbi subbiett,ivi, speciAlmente quando si trattu di liquidazioni d'indennit.ò. L'epiless ia può lllitnifestarsi dopo uno spazio eli tempo molto variabile, tanto più breve quanto la lesione è più profonda. Le crisi taloru s i mauif~>stano sotto forma d i semplici equivnlcnti comiziali, ma con l'andare dt' l tempo diventano più nettamente CIHatterizzate. Esse hanno tendenza a guarire quando s i tratta di lesioni ossee d el cranio ; tnlon> spa.rite possono ricomparire dopo pRreMlùo tempo. Possono awavats i al cont,rari o pro~ resf<ivament.e con un decorso di hmgtt durata. Se in genere i fenom eni sinLomRt.ici sono gencraJizznti, spesso s i h11. accentuazione di essi n el lato opposto a quello d elle ferite, specialmente se ùelln zom'~> rolaHdica. I distw-bi di moto, le paralisi spast,iche subito rilevate, sorw state osservate solo nel caso di lesioni d e ll•t zona ro landica ; essi in genere non hanno tendenza a guarire, e l'incapo,cith da esl<i prodotta diYenta totale. Le pu.ralisi flaccide non iJnmediate, contru.riamente allo spn;;tiche, non tendono ntl ag~rnvat-.;i, però non spariscono per lo piil completamente e lascillllo poM.umì p.iù i meno gravi. Così pure le emiplegie e le monoplegie. I clist.urbi mentlili possono essere intenf<i. per quanto a.bbns ta.nza rari : sono in rapporto spooialmento con ferite d e lla r egion e frontale e .,; manifestano con sintomi di depressione malinconica, di psicosi cwniche, di psicosi interpretativ e e talora di disorientamt-nto completo, che richiedono l"internA.mento. :::ìi hanno forme psichiche le~f!ere con scmpliei disturbi d ella m emoria, cJ.•II"a.ttenzione. del carattere, ed anche queste costituiscono wut questione molto dolicnta in medicina legale, a causn delle loro lim.it.tlta. re~ponsabilit-h. Fra i disturbi sensori a li importanti sono quelli della vista, mA. non p er-sistono mai nella loro iniziale gra\-·it>l.: però non guariscono ùe l tut w e lasciauo o un restringimento concent.rico del campo visivo, o delle eminnopsic, o degli scotomi. Si verificano di prefere nza nelle ferite J eUa zona occipitale. t. -
Gio•llflle rH medici Ila militare. - Fase . :X li.
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RI\'L')TA Dl::LLA S'l'AMPA MJ•:UlCA ITALIANA E STRANlli:RA
Le cmnioplastiche in genere non inducono miglioramento dei suaccennati postwni. Anzi quando sono fatt-e nella zona rola.ndica possono dare luogo più o meno tardivamente a fatti d 'epilessia. Fra e.':!Se, quelle metalliche sono più pericolose d elle autoplastiche con tessuto osseo e cartilagineo. (;oncludono quindi gli AA. che il pronostico d ei t r auroatismi cranio-cerebrali deve essere riservato: p er un lungo periodo di tempo che oltrepassi anche i dieci auru. La mortalità è scarsa ed è in reln:r.ione il più delle volte con accossi profondi del cervello. L 'assieme deg li nggravamenti (26 %l è costituito dall'aumento di quelli già esistenti, sia dall'insorgenza tardiva di fenomeni subbiettivi, di epilessia, di distu1·bi motof'i. D medico perito dovrà quindi sempre tener p1:eeente la possibilità e la frequ enza di questi aggravamenti tardivi e anche dopo w 1 e.~me apparent.emente ne.! !ativo, non dovrà mai con facilità esprimere il suo giudizio d efinitivo. FRIBOvJRO BLAXC'. -
Esili tardiei delle ferite ciel cranio (Anna les de Médecine-
iegale, n. l, 1927).
L'A. (>spone al<·urw cons ideJ·azioni cliniche e medico·ltga li a proposito p rin· ff'riti di gu(•rm, eh~ in primo tempo furono tmpa noti. EgLi, dopo aver rife rito la Rtoria par·ticolar('ggiata di alcuni d e i tanti casi capitati o l suo es.'lme dt•po parecchi anni dalle ripor tate ferite, raccomanda di vugliur€1 con In pii.! grnndf> attenzioue tutti i disturbi pre;se,nt.Bti da siffùtti pazionti. o concludo che dal ptmt.o di vistu clinico si deve usa.1·e la più grande prudenza nel· l'aml'ttc re il proprio giudizio sull'u.v,·cn iro d ei trapa.nati, e che perciò anche d opo molt-O rewpo o~:rn i pronostico d eve rimunere risr,rvato. Nello {X'rizie la s indrome soggettiva d i detti tr·apa n ati spesso non è apprezzata nel suo giu,;tù vulorr. All'ubbil·zioncche molti di essi s i sono dati a ll 'a l cooli~mo, t' che perciò a t.u )(' intOl''<Ìcazic.\ne s i debbono riff' rire n .olti. sintomi, e specialmente la facile <:'motiviti\ cd irriltrbilità, le cefnh·o, [(' Y~:<rtigini, bisogna essere in grado di rispondi' t'e coi risulto ti d'rm esame minuzioso del sogl!otto per pot<~r fare 1m~ e!\il.tta discriminaz ion e di esili. Tanto pit• perchè ne lle. legge (franCeS(') per pensioni di gltPrra, non è faLkt una ùiversa valutazione de l danno a seconda di. detti sint-omi, ad eccezione d cll'vcccrhlnw nto ctelle n:~ rtigin.i e dell'epilessia., e l'estensione della breccia ossea dovuto ullo. Lrapnuazion<:' il piir delle volte non ò proporzionale all'('ntità dei disLurbi prcS('nt.ati tlal paziente. cipalmemrt~ dei
A11titenn·ia e jebfn·e tifoide. (Gaz~tt.e Hebdomadaire Médicale de Bordeaux, n. 2 HJ27).
1\frCHI':LV.A U. -.
L'A. si domada se n e l tifo si debba combat.tere e far. cadere la febbre. Egl i ritien e che fe bbr\1. miocarditi ed a.Lt-ri sintomi gravi siano legati alla gm· vità dell' infezionf' e non dipe ndnno l'uno da.ll'a.!tro; in questi casi perciò il bagno freddo, è l'unico ri.nwdio da tentare. poichè oltre agire sulla temperatura, allevia gli altri s intomi e combatte la tossicemia. L 'A., con os:;wrn.1zioni personali, conclude che con l'uso d ei fa rmaci, nel. tifo, s i r ischia di chiudere il !'E'ne, fiaccare i l cuore e d eprimere le forze or ganiche. rarliulogil'o del trrra1·<>, -nello stadio torminrll.~ deUa tuberr.v!osi poiu;on111'C. (Am('rican Jour-na l o f Rontg., n. 4, J 927). L'A. ha ese1nrito su 100 cadaveri, morti di tubercolosi polmonare, subit-o dopo la m()l'te, delle radiogrnfìe rndio;;ur>piche ; il r(lperto rad iografico ìu quindi con· t roJlnto con la necroscopia J.ft. rliagnof;i radiolo)Zic~ erll> quasi Rempr~ Matta. ~i t.t!ltttwr.t in !."r·an ptu'le di Ro ldnti e di mar·inai : 2:{ dimostnwano solament~ tnber· colosi miliare acuta cmntogcrm senza. fibrosi, con pleurite acuta. Tubercolo~i acut.11 d i;:"cn•illltta con foeolni 1>1·o duttivi co"parsi, eli dive!'1<a. età, ftt r i.o::contr&ta in ,')() r.adan·ri (ùiffuRionc linfu~I('lltl. o bronchi•)l!ena, con disseminazione ama~o l!enal; in 6 fn ace<'rtnta. polmonite cascosn. essi preRcntnvano anche grossP ca· vewo, Ht.JflZit ace<:n••o di fibrosi ; ÌH l 0 Ju tro,·a.ta. ca.seosi e fibrosi in.~ieme, ritmìte in divPr;:c proponioui. Fibroeoscosi tuborcolar·c fu os<Jervata in 6 casi, con forma· HF.nJ•F.L. - · Stuclw
CONFF.RENZE SCIENTU'IC HE DE GLI OS P E DALI XCT.ITARI
~ione di
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piccole cav~rne e poca. fibm<si ; l a pazie n t i e •·ano nffetti rla tubercolosi
cronica fihrosn., mA> ne."'m no vPnrW a moJ·te pP-r CJUI';;tn ra!!iOIIA. I pit1 m ost r·avano anche moa. di!>::.eminazione acut11. r:uni<"o <'B:'l<• {.li tubercolosi unilat e ral e mo ri ror carcinoma df!l fegato: 2!) JHtzi,.nt i r;on l'l ifilidP m ostravano ~una. n otevole cirro-;i polmonare. Un infermo rive lò di,.truzione (!llARi comp leta del pohnor.c :'lini;otro e gro!'ISe caverne ne l d est.ro.
M. BOWEY. - T1tflu.enza clrtU'e.~e-rCI7.ÙJ .• ullrt t~N'N!:ione uriwtrùt e ;:~nclora.le. (Journal de Phi:>iologic et de P at ho lo..;io (<én f- ta le, T. XX.\', n. 2). Nell' intento di me>ttore in chiaro l' influenza con"iclor ovolfl cho eset·cit.a Rul lo as&orbimento e l'eliminazione dell'aequo. im:erita l'•~t.t. ività muscolare, l'A. s i è !lervito di un SO,!!'getto ~iovo nP ;t> sott o ogni p un to r!i vist.a. sano, per f'Scguire lA sue esperienze, dali A qlulli doducf! qlllw to segue : 1° Quanr!o l' inge,;tioul:} eli p,r qua. vi!'na setr11ltn da e!'erci7.i s variati. s in o ad una lieve s udorazio n e, aumenta la rn p iditlt d 'ns;:;orbimonto e d 'Plirninazione dell'acqua ina:erita; ed inoltre, l'e<><' l ozionc s i va p rnlunQ'nndo : da c iò con.<:egue una diminuzione a p pre7.zahile del p o:;o d el corpo. a C>t\!iono d el1 ~1. sottrnzio n.e rl i acqun, che avviene nelle ore mtece:;.-;ive al perioJo di in!!estione e cl'eserc izio ; 2° Il fra1.iona.mento d Plle do;:;i f>"lvori;;cP. l' a.<sorbimen~o come l 'e~orrizio ; ed è notevole che qne.;;to modo di somministrnziont• non è accom!)a\!nato dalla iperterlEiOne osservabilo n ei ca."i eli ingcstionl:' nuM<.;iva; 3(\ Quando l'e.~e rf'i7. iO, invece di seguir·o preoede l' immi.:;.«io no rl el liquido nello stomt~.eo, J'a.c;sorbimen to si fa. più pronta.rnente, ma. l'f'limiua7. ion e non s i prolunga. P are che l'oll'ganis mo t rnt.t emm a l'<UO p rofitto, per rip arare alle perdite, una parte dell' acqua i11gerita.; od iu questo ca:so, le varinziòni d nl peso sono meno notevoli che nel precedente; 4 0 Jn assenza di controindicazioni rignanlant.i il cuore, o l' iperte nsione porto·renale contomponmea di un'op!'<inria permant>nte. una cura di ditu·e«i do· vrebbe dunque associare l'e::<ercizio a ll' inl!('"tionr.- d e ll'acqua. l risultati più favo· revoli s m·anno d ati da.ll'c:serc iz io JII'O)JO.~to all'iuge:;tiono del liq uido, preso a d osi refrat.te.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI So m mario degl i argom enti trattati (lai proemi nrilli pmnlli alla Dirmne tlllrall di satll militare ~al 1° al 30 nOY111bre 1921). ALESSANDRIA. -
Capitano m edico ENRICO L OM.FIARDl : Prowinoterapi a .
L'O., dopo ave r chiarito il concetto di prot,einot.erapil~, enunciato Jallo Schmidt fino dal 1916,, parla d elle azioni, rle~li effetti e flel meccanismo Kvolto dai vari agenti proteinotorapici e de lle condizioni e processi m orbosi, cui la proteinoterapia è avplicabile.
AcceHnato a.Ué va.t•ie cure st.imolanti eh~ VO!!liono rnrsi ht'!lobure nel coMctto di proteinoterapia, elenca il numero di d etti pl'eparat.i, soffenna ndosi su <tne lli che debbono essere accettati, perchò dotati d ei requisiti voluti, e cioè : scnr.>a tossicità, costanza d'azione, fncile doMggio e min.ima dolorficità. T ratta in fine della posologia dei preparati proteinotentpici, la qua le d eve essere adattata alla forma m01·bosa ed alla. personalità d e.ll'ammo.la.to da curare. Capitt~llO m edico BRUNO SV RACI : Un m~to t:J eli. Cl~ra 8 /l lllf.l r:rt: e rapida clelia erisipela. V O. riferisce s u numerosi ca<;i di eri;;ipela da lni trclttn.t.i c'>ll la soht zio·te et.3rea ta.nnico·canfora.ta riport!l.ta g ià da. T•·ou ~so.J.n nelle s ue l e~ioni clinic~ te per la cura. della erisipela dui neonati, e p reconiuatlt d~t U. Cn\'•l'lZtuti per la sua me t o · dica applicazione. ALESS~NDR[A. -
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CfiNFEJH!NZf: SCl E~TlFICKF: DEGLI 0~P~~DALT MILITAlU
La soluzion~ t: costituita da a<:ido tamtico. canfora, anagr. 8, in ot.ere solfo rico, gr. liJO, da peru1ellan;i ogni 3 OL'e s ulla. regione erisipelacea. e sui tratti circost.anti. lasciando po;ocia. el"sicare a ll'aria, sì da formarsi una pellicola bianca sulla parte in cum, preservando, se del co.«o. gli occhi con due batuffoli eli cotone. Si ottiene in tal mudo. per l'azione antisettica del tanruno, rafforzata dn quella. prevalentemente antist.reptococcica t! ella c:aufora, la guarigione in 3 giorni in m edia. NovARA. - Mn_!!'.a:iore medico .MJUl C'.ET.LO BERTINETTI: Il 1:alore ckll'infezicme tubercolare nt<ll' adu./.t.a. Premesso che l' infe·tione tnbercolare nell'adulto debba es.c;ere considerata, nt'i paesi dove la malattin. è difftL<;a, come il risultato di una nuova reiniezione di un orgnnismo già infetto ne ll'infanzia dal b. t. e par-zialmente immunizzl\tO da <preMa prima in[ezione, pone l'O. il que.><ito ten!IOnte a riflolvere quale dei due mec· cnni<>mi di suninfezione (c;;ogena ed E!ndogena) sia. in pratica il più importan te e per q n ali condizioni :::;i d etermini. La surrinfeziot1e, qualtmque .;;i~t il suo meccanismo di produzione, trova nell'adu lto tm teneno modificato, allerwoo, espression e dell'infezione precedente, che s i met-te in evidenza con una magf.riore resistenza ai !lOrmi ed una mag~ore sensibilità olio tossine. Non bisogna diment.icare però. nella patogenesi dell' infezione de ll'adulto. In predisposizione, generale e locale, del terreno. Dn queRte cognizioni ne deriYa che la profilassi contro l'iniezione tubercolare deve indirizzar'Si specialmente allA clifesa della prima età come la ]Jill vulnerabile alla infezione ; che la prernunizio nE> e bt vaccinazione antitubercolare applicate alla prima età, ,·anno considerati mezzi etncaci di lotta contro l'infezione deU'a.dulto, senza trascw:are tutt.avio. le norme diiensive proposte e dimostrate effica-ci a vincere e a regolare il contngio. Pl.A\l':NZA. - Mnggiore medico Gr:N:-i'A.RO Rmt~A..."'O : Lcltcemia e chiintr[;ia. L'O., dopo aver trattato d ella leucemia. in base alle moderne vedute della scienza. del decorso clinico e dei repez·ti istopatologici d ell'apparato ernolin.fo· poietico e del sangue, discute il concetto dei sostenitori della t~oria iperplastica, neoplastica e mista e most1-a I'E~;:;att.ezza della concezione dei più moderni ematologi al ri,!luardo, F:osten itori della teoria n eoplastiforme (Banti. Martelli, ecc.). Pru·la poi d e lle varie forme cliniehe, e dei vari pre;;idi ternpeutioi in \L'SO : fa.rma<'O· din~tmici, R.ontge nterapia.. E>!Tllmazioni di t-orio. ecc.. e viene quindi aUa cura prettamente chirurgiea. associnta o meno alle precedenti, illustrandone la tecnica e ~li incidenti e le controindicazioni, e riferendo s ui dati statistici, ancor p oco conìortant.i, dei vari autori. ToRn>~o. -l\'ra,ggiore chimico farmacista Sn.no CoRTASSA :
Radioa.ttiv1J.à e chim ica degli eleme11ii rad·ioattivi,. Prerne&<;o alcuni cenni sui carllttel'i della radioattività e sugli elementi radi oattivi e loro posto nella. tavola d i 1\ tonclelejow, con speciale riferimento al radio e alle emanazioni, l'O. tratta d oli' attività indotta e dei depositi att ivi, illtLc;trando la t eoria della radioatti,·ita, l'evoluzione e velocità di trasformazione degli ele· menti mdioattivi, i raggi a , {J e y (proprietà t~ara.tteristiche, differE-nziazione, assorhiment.o). Accennato quindi af!li altri tipi di rncliazion.i, all'estrazione degli e lementi radioattivi ed !\l ron('etto di equili brio radioatt.ivo, tratta delle misure impiegat e in r·adioatti,·it.il. e dei relativi ap parecchi e della radioattività., in rapporto alla concczioue dell'unit!'l. della materia o della trMmutazione degli elementi. Tml?or.r. - Capitano medico Do~unw:::o Lo.Nc.:o : Un C/..l80 di endo.:urtlùe malig11,-. mel i tor;occic-<t. L'O. presenta un sottullìciale affetto da se.tticemia del Bruce, clinicarneonte e s icrolol!ieumento ac·certata ai t f.l«i" i di 1:100, 1:200, 1:300, durante il necorso di q ue,;ta,- sop r·a v\·enno w l'cndnccl..-d ite mal i~~;na. Trat.ta la diagnosi differenzialfl, la rar·itt\ della nomplicA rtzt•; i· il q muto c.'l.'lO n'1lla letteratura (uno illustrato da :'1\an~on n<:'l l!JP:{. due illu;;trati da Bn"'"et-~m i th nel 1906). L'autopc;in confermò la dia~orno"" i: !\i tro\'Ò un·enrlocnrdit€1 1•leewsa delle ,:;emiltmari aortiche.
rER LE NOZZE D I
DIA~lANTE
DEL GtORNALF., ECC.
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NECROLOGIO Dott. cav. aff. Micbele De Rosa colonnello medico a r iposo
15i è spento improvvisamer1;te a Caserta, a 67 anni, il colonnello medico Michele De Ro.~a. Prese parte alle campa-gne d'Africa del 188fl ed it.alo-turca del 1911-12; nejl'u!tima guarra si distinse come capo ufficio di sanità della 20~ Divisione, e per le numerose prove di abnegazione e coraggio dimostrate sul Carso fu ricompensato con la medaglia di bronzo al vaJor militare.
Prof. cav. GIACOMO DE FRANCISCO tenente colonnello med ico di com plemento
È morto a !'i5 nnni in todi, dop:> luuga e penosa ma.la.ttiil>, il prof. Giacomo De Francisco, ehirurgo p rimario per ben 22 nn ni d i r1uell'ospedale. Le sue eminenti qualità di clinico e di operatore rifulsero !! O 1ratutto nell' ultima guerra come direttore del locale ospedale militare di riserva, dal· l'agos to 1915 al febbraio 1919, dnr11nte quest.o periodo prestò sapienti ed amorevoli cure ad oltre undicimdaysoldati, per la maggior parte provenienti dal fronte. Il G·iornale di medicin'l m ilitare invia alle d esolate famiglie le pi~ sentite e profondo condoglia!•ze. ·
PER LE NOZZE DI DIAMANTE DEL fiiORNALE DI MEDICINA MILITARE Con quest-o fascicolo il Gi(Jr?UI.le di m.edici:n"' mil-itare ha compiuto felicemente la 75" tappa di sua ltmga esistenza od ò giunto al tennine del s uo 3o anno g-iuhl~~ ' La celebrazione delle noz?.e di diamante del nostro periodico, deliberata· mente ristretta ad w1'intima riconenza famigliare, ha avuto una simpat.ica eco anche fu01·i del nost ro ambiente per parte di cospicue per~onalitt\ della polit.ica o della scienza, ed è stata ricotdnta con lusinghiere manifestazioni di stima e di plaw10 da-lla stampa medica e da quella militare, italiana e st.raniera., che ha voluto recare il fervido saluto augurale. Primo fra tutti S. E. il Ministro della pubblica ist.ruzione, che si è degnato di esprimere tt il suo vivo com~)i!lcimento ed i suoi auguri più fervidi per l'avvonil·a della bella rivista di medicina miUtare •·. E quindi S. B. il Sottosegt'Ot.a.rio di Stato per l'istruzione pubblica, che ha formulato • i mi!?liori auguri rli prosperità». Ed inoltre S. E . il Sottosegretario di Stato per l' IutenlO, il Direttore generl\le della Sanit1\ pubblica, il Direttore gerierale della C. R. I., il medico di S. l\L il Re. i l venernndo tenente generale medico Montanari, che, unico superstite, ha ricor-
INDICE GENERALE DELLF: :MATERIF.
dato con viva emoziono una p iucovolo discuAAione avuta 68 anni fa Slùl'abu.so del sa· lusso con Ale::<sandro H ibori, l'illus trE' fondat-ore del periodico. Ed anc:>ra il Prcsidcnt.e dell'Accadem ia di m edicina di T orino, il Presidente clcll'Ospeùale Mn<z[!iOre eli San Uiovnrmi Bntti ~t.n. e della città di T orino, il Rettore dell'Ateneo torinese, il Pode.'ltr\ di ::itrOj)J)O ed il dott. Antonio AbeJii.Riberi, pronipote del grande iust(Hll't~t.0re del n~stro Corpo sanitat·io. Tutta. la stampa. metlict\ italiana si è comp iaciuta. di rioordat·e l' eccezionale avvenimettto, ed ha. avuto parole di elogio e di simpatia pet• il nostro vecchio Giornale, esp rimendo il fe rvido augurio di sempre migliori fortune. Fra. i tanti periodi<:i ci piace menzionare gli Annal-i dti m edticina navale e colo· ni.ale (fase. l· [l), il et Pol-iclinico • (l:>oz. pratica, n. 5). la R i forma nuulica (n. 6), la Minerm medica (n. l ). il VoL~alva (n. 2), l'A>'VI'It·iresanita1'io (n. l ), la Cult·" ra m edica ·italiana (n. 4). la Omzrtta rlcql·i o.~pcdali e rtrlle cliniche (n. l ), la Rassegn.a della prwi· de11za sociale (n. l), la R il'i/Jta cii l<~mpic~ moderne~ (n. 2), il Rolletti1w deU' Istituto 8to1'·ico iJaliano dell'arte sanilaria. (n. l), ecc. E della stampa med ica estera ricorderemo il Thc 1\!ilitary Surgeon (n. 4), la Vierteljahrsrhrijt fur 8('h11.ll.'tizeri.s,1he 8anitiit.~rJf!ìzier (n. l ), ed anc.o ra il Segretario generale della Croce •·ossa spa~nola ed il Di1·ettore degli studi della Scuola superiore di Sanità militare d i V1trsavitt.. Fra i periodici mili tar i citeremo la Rivi.çta mihtare ttalirm.a (n. 2), la Ri'l,-ista di w tiglieria e genio (n. 2), la Riv-ista a.crmu~utica (n. 2), le Forze a'T'mal.e (n. 7), il BollettiM dell'ufficio stOI"ico del Comand.o rlel Corpo di S . .M. (n. 2), ed inoltre il Mes· saggero (n. 6), l'Italia che scrive (n. 2), ecc. A tutti quanti hanno preso pat·te alla sua modesta celebrazione delle nozze di diamante il G-iornale di nw(liC'inn 111ilit.a re, nel chiudere con que;:;to fascicolo i tre quarti di secolo di suo. lnnga vita, vuole esprimere lo più sentite gra.zie e la più profonda riconoscenza.
INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER.
L'ANNO
1927
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Nel 75° anno del Giornale di m3diciDa militare. 1° Tre quarti di secolo di vita del nostro Giornale........ . . .... ... 2° Alessandro Riberi, fondatore del Giornale di medicina militare.. . . . 3° Il Corpo sanitario 111ilitare e le sue tradizioni storich e . . . . . . . . . . . Per le nozze di dintua.nte del Giornale di me licina. militare... . . . .
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IV Congresso in ternazionale di medicina e farma~ia militare - Varsavla. u Polonia e I talia » Omagg io del Giornale di medicina militare al Corpo
sanitario militare polacco ... . . .. .. . ... .... . ....... ... . .. . . Lunedi 30 maggio - Seduta i.tutugura.le ......... . ......... .. . . . . Martedì 31 IDftggiO e mercolecli l o giugno - I Tema: Lo sgombero dei malati e feriti nella guerra di movimento .. .. . .. .... . .. .. . ... . Comlmica.zion.i : CAcca. - Lo sgombero dei feriti nella. guerra. di montagna. . . ... .. . . . .. . . .... . ..... .. . ....... ... ·.·· . . ··· ··· Giovedì 2 e venorcll 3 giugno - 11 Tema: Etiologia e profilassi del· l' influenza. . .... ......... . ............ . . ........... ..... .. . Ill 1'em.a : E siti dei trauma.tismi cranici e loro ·trattamento . ..... .
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1NDICE GENERALE DELLE MATElUE Comunicazioni : CACC1A. - Esiti dei traumatismi cranici e loro tmt· ta.rnento .................... . ................. . .......... . GIARRusso. - Considerazioni cliniche e m edico-legali sulle sindromi tardive da lesioni cranio-encefaliche d i guerra . ...... .... .... . . DE BERN.A..RDIN1S. - Alcuni aspetti della sintomatologia degli esiti delle ferite c ranio-cerebrali .. . .... . .... . . . .. . ... .... .. . .... . IV Tema. - Gli arsenobenzoli metodi di analisi e ri liovi chinùci .... . Sabato 4 giugno- Seduta di chius ura . .... ..... .. .. .... .......... .
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Memorie originali. AccoRlNTl VI~CENZO, tenente colonnello medico. - Osser vazioni e criteri medico-lega li in r apporto alla sordità. ti·anmatica. . ..... . . Pafl· 221 BIAGINI Gwv..u~m, capitano medico. - Sulla utilità in elettroterapia d elle doppie correnti . ... . ................. ... . . ....... . ... . 78 • Bnum NICOLA, ten ente colonnello medico. - Gli a.vve lena.ment.i da. carne. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ... . .... .. . . . . . .... .... . • 161 BRUNI Nrc or,A, tenent:l colonnello me.lico. l a. \'accioa zione a.nti· tifi ca con il lipo\'f>ccino T. A. B. ne li'Es,' rcito italiano ....... . 637 • BRoSSA G. A. prof. e L O)lDARDT E~mrco, capitano medico. - La.rca· zione di Botelho e la !abilità seri ca .. ................ ........ . 59 • CACCIA F'ILIPPO, colonnello m edico. - Trattamento delle frattlU'e articolari . . ... .......... ........ . ................. . ...... . • 522 CAPPELLI GlC1SEPPE, ma!l'giore chimico-farmacista. - Lipova.ccino profila.ttico T. A. B. ed ascessi ..... . . . . .... ........... ...... . 127 CASAGR.L"Dl GLAUCO, tenente colo rm<'llo medico. - ::iull'etiopatoge· nesi dell'oftalmia. s impatica ...... . ............ ............. . • 552 CASELLA BENEDE'l'TO, cA-pitano m edi co. - Polso e res piro dopo l'eccitamento labirintico in ]'ilo ti ed alliovi p iloti di vario tipo m o l'l·o· logico . ....... . .... . ........ . . . 226 CASELLA BENEDE'l'TO, capit.ano medico - La funzkn o tuuM'I<:a in r a pporto a ll'aviazione .................... . . . . ......... . . • C07 CASELLA D.-\......TE. - Il m et odo P erthes -Rudulf a.ssoeiat.o a lla gastro(>nterostorniil n ella cura di un cuso di g astl'v-ptos i 1 artiflle .. .. • 693 CAssrnrs Uoo, maggiori,) m edico. - ModifiC'azion.i de l volume, d e ll'e nergia del polso e della pressione arteriosa dopo vari esercizi fisici in nùlitari non allenati ... 70 • CASSINlS UGO, maj!giore medico. - l tonogra.mmi del respiro durante alcuni esercizi fisici nei militari in allenamento. 171 CASTJGLIOLA ORLANDO, tenente colonnello medico. - 11 tratt.amenmento dello « shock • con glu cosio-ins ulina ..... . . .. . . . . ...... . 113 CAVAllZERANI ANTONIO, maggiore m edico. - ~lùl'a.ttività. del reparto chirurgico durante l 'anno 1926 .. ......................... . • 363 CuTELLI PAOLO, tenente medico. - N uovo apparecchio da. pneumotora.ce e toracentesi ...... ... .. . 79 • 433 FuNAJOLI GAETANO, tenente colonne llo medico. - Che cosa. è il delitto GRIXONl GIOVANNI, colom\ello modico. - Per l'inaugurazion e deLl'anno scolastico 1926-27 alla. Scuola di so.niu\ militaJ·e .. . .. 101 MASSONE GIACOliiO, capitano medico. - Diagnostica. radiologica delle sclerosi pleuriche . .. ... . .... . ......... . . ................. . 423 MAUOERI NICOLA, maggiore medico. - Gruppi sangui!!lli e trasfusione. - Applicazioni nel campo del servizio sanitario militare. 357 MElNERI LU1GI, capitano medico. - n pupilloscopio differenzialE' di • 593 Hess ..... . . . . . · · · · · · .. · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · ?11E~rno GIOVANNI, maggior generale medico, CERRUTI Ro:&tOLO, tonante colonneLlo chimico-farmacista, CAl'l'ELLt GIVSF.l'PF., ma,c:giore chimico-farmacista e l<"'ERRT Gmno. capitano medico. R elazione generale a S. E. il l\linis tro della Commissione p er lo stu• . 281 dio della. soja ............................................ .
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TNDICE OP:NERALE DELLE MATERIE
1'fl.ElrMO GIOVAYm, ma-ggior generale m edico. - Corso dj perfezionamento in tisiologia. - Conferenza di chiusura. ............ . ?t!E~lO UIOYANNI, maggior generale medico. L'alimentazione del soldato ita liano in tempo di p ace . .... ........... . .... . .. •. . . NAS'!"ASI ANTONt .:-~0, :sottot.emm te medi co. - U lteriore contributo alla vaccinnterapia d ella febbre ti foide .......................... . OoOEJW CESARE, rru~>ggiore m edico. - Stati;:;tica operat.oria d el r e parto chirurgico ......................... . .... . ...... .... . . R EITANr Uco, CEtpitano medico. - Ricerche sulla resistenza dei bacilli tuborcolat·i dogli sp uti alla luce solare nella c ittà di Torino ... SALVINT CESAJH:, capitano modico. - F ebbre influenzale o febbre da pappataci ? . ..................•.......... . •. . • . • .. . . .... . • SALVIN I Ct:SAJtE. capitano medico. - Sul va lore rua.gn ostico d ella r eazione no\·ocaino-forma.li.nica de l Costa in alcuni gyuppi di n'lalattie ... ........................... . .... . ............ . 1-)aVJNO VJTO, mt~giore chirnico-farmacista. -Su di un nuovo ind icatore chimico . . . .. . .. . ......... . ........... . ....... .... . ...... .
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Casuistica clinica. CASELLA DANTE, tenente colonnello meùioo. - La c ura chirurgica della p erforazione inte:stinale da ulcera tifosa ................ . Pag. CASSUTO AtJ(loUSTO, profe;snre - }.}maturie e pillrie silenzioso di ori· gine alta .. .............................................. . • CoRKAPlNO CJA CO UBF., capitano m.edico. - L'azione nervosa. e tossica 11ella p rodm:ione dolio ~<hock t raumatico .. .............. . . FARAONE VALERJO, capitano medico.- Un ca..;o di costola cervicale • 0IA C0 8131!: ('O IUtA DINO. ~·l a.l:~.ttia. d i 0.~g0od-Schlatter .. .. . ....... . . GEI•.\:<ZJl: C I%1-~STtNO, capitano medico. - Un caso di difterite primi· t1 \·a del condotto uclit1 v o e.;terrto .................... . ...... . 1\LUMONE DooALrno, ma.!!giore medico. - Eczerna ed autoemoterapia .. .. . . . ................................. . ... .... .. .... ... . • ~lAR UL I·I ALUEHTO, ma.crgiore medico. ~n tributo allo studio del· l'i nSllflic·ienza aortica ru ori~ine traumatica ...~ . . .. . ......... . • lo M B T1!'.Eit! L OHH, capit-ano mod ico. l ;n co.'JO di catarattJ. da rame . . . PEI;ORAI!IO RA.FFAF.f.E, capitn.no m edico. - Osservazioni e ricerche su due casi di adenite b lenorragica ... . .. . . ........ ......... . . • ZIPPAin·G.lltor.A ARJSTmE, tenente medico. La cura d ella ;:;ifìllde per via or·alo . . . ......................... .. ...... . ....... . .
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Medicina legale militare. Di>:CISO:-H D( MASSiMA
Broncopolmoniti) da cau;;a di sOr\'izio.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Eresipela ed c>:-;crc·i:do proìc;;;;ionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l1tf~zi oni ac ute od a•·tei·ioschnosi.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Emiplegia d c·stra da emorrugitL ca p ;ularc.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Riviste sintetiche. CASTIGr.tOLA 0Rt.A..>u>O, tenente colom1ello m od ico. -
La trasfusione
d('.! sanguo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . • . . . CASTOLDI J-:rronE, colonnello mctlico. - Ernia da infor tunio.. . . . . . D "A~tano;; J O G tu;; r:PPE. C!\pitnno !llcdico. - I pertul'bamenti ronali se· condo le moderno v ed ute cd a llumo dei moderni mozzi d ' indagine
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I~DICE
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GF.NERALE DELLE 1\tATE:RfE
GRASSI VmaiLlO, cap itane medico. - Timo e morte timica . . . . . . . PEmucO:NE GIUSEPPE, capitano medico, - La vaccinazione proven· tiva antitubercolare come questione sociale.. . . • . . . . . . . . . . . . . . S..u.vmx CÈS&ru;:, capitano medi~o. - La tlia.gnosi pmcooo rtella tubercolosi polmonare nell'adulto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . SALVINI CES.\RE, capitano medico. - i':iul valore delle varie reazioni nella diagnosi della tubercolosi polmonare . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Rivista di tecnica e servizio sanitario mUltare.
n carico e l'equip aggiamento del fante (PIANEGIA!'II).
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Organi7.za.zione o ftLD?.Joua m ento oel sorvizio sanitatio in guerra dell'esercito tedesco (Pr.L~CHA.'\I) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P ersonale sanitario presso l'esercito britannico . Primo concorso internazionale di materiale sanitario di mobilitazione e sua standardizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . • . . . . . . . . . . Trattamento delle asfissie accidentali in seguito ad arresto respiratorio - Il posto di soccorso mobile per asfissiati (CoT)... . . . . . . . . . . . . o
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Rivista della stampa medica italiana e straniera. Affezioni (Lo) delle horse sierose. - REDr . .... .. .. ...... . .. . .. ..... . Albuminuria (L') negli adolescenti. - BASHFORD . .. ............ . Analisi cliniche di (Guida. delle) chimica, mioroscopia, batteriologia e sierologia. - BELLI ...................................... . Anello del Waldeyer (Sul comporta.n ento mor fologico a ell') nelte a tfezioni tubercolari d e:U'a.lbero respiratorio. - MAFFÈo .. . ..... . Ant iter mia e feiJbre tifoid<'. - Mrc aF.r.Jr.AU ... . . . ......... . .•.... Apparecchio per la. cura. delle fratture della. gamba: un'opportuna modifica della stecca di Bohler - MAT.r...................•... .Arma (L') chimica.. - PAONIELLO .............................. . Avye~ire (L'_) _dei tra~at~z~ati cranio-cerebra.h.- VrLLAliF:T BAJLBY. A Vlazlone militare saruta.na. - GABBI . . ......... . . .... ... . .. ·. . . . Azione dello sport sul cuore. - ACKERAl\lM .................... . Bagliori ed ombre in medicina ................................. . Cause delle epidemie di tifo. - STRAun .. ....................... . Cloruro di ammonio (Il) nella piccola. chirurgia.. - lAcowrz e Sc n os· SERER , ... ...... .. ..... . . .. .... . ...... ... ............... , Considerazioni cliniche su alcuni casi di frattW'e del collo chirurgico della. scapola. - 1\lAoLJULO ...................... . . .. . . . ... . Contributo allo studio della. genesi dello stato di alleha.mento. - HER:x::HEIMER .. . • . • • . • . . • . . . • • • • . . . • • . • . • • • • . . . • • . • . • , • • , • . . • •
Contusioni toraciohe (Le) considorate oo11,e cause dirette della tubercolizzazione del p olm one. - Iù.NAOLT e 11IORALIS •.•• . •.•• Cura della malaria oollA chinina. 7.Uccherata. endovenosa. - ROSENTHAL Curo ioctiche e tubercolosi polmonare.- NrooOL, Fou ssAL e MAR.ISSAL Diagnosi (La) della xnalaria latente. - LANDOLYI ...... . . ........ . Diagnosi {L&) delle neoplasie con l'enzi moreazione - 1\h:NNITI ... . Dieta {La) prima e dopo gli atti operatol'i. • BAUMAN ............. . Di.l.atazione acuta sperimentale del cuore. - LOEWY e MAYJm, ....•• Disinfezione chimira (Sulla) degli escreati tubercolari freschi ed umicli. - VETTORI TOMMASI . . Disordini mentali da vaccinazione profilattica.. - PERRE~s . . .. . ... . Distruzione dei par~iti, specialmente delle cimici, mediante l'acido cianidrico. - NEWSTEAD - EVANS è Porrs .. . ........ .... . . Effetti del vento sulla tubercolosi polmonare. - CounoN.......... . o • o o •
b. - Giornale di m edicina mi/il~ re. -
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Fase. XII.
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INDICE GENEBALJ!! DELLE MATERIE Emboli&(~ cause dell') pobnonare susseguente agli atti operativi.
LISTER •.•.•.•.•...•.•.......•.• . .• •••••..••..• •.••• .•. ·. . .
Encefa.!Qpatia pQSt-vaccinale. (L'etiologia dell'). - LEV ADITI, NrcoLAU e SAN~"HIS BAYAR.lU . . .... .. .. . ...... . . .. ........ .. ..... . Epilettoidismo ed endocrinologia rispetto all'antropologia criminale ed alla medicina legale militare. - F'uNA.IOLI e TELESE ........ . Esercizio (Influenza dell') sulla secrezione urinaria e sudorale.- BoiGEY Esiti (Gli) tardivi delle ferite del cranio. - Fll.rBOURG-BLANo •. . ... . Farina di soja (La) nella alimentazione umana. - D uooESCHI .... . Forme invisibili di microbi visibili. - HANDuaoY. .......... . .... . Frlltture (Le) del primo metacarpo. - WINTERSTEIN . . . .... . .. .. . Influenza del lavoro eccess ivo sulla. secrezione del succo gastrico. TELHONOUE .
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Insolazione ed a.stenia. cronica. - BENON .. .. . ............... . . . Iniezione endo venosa. di liquido cefalo-rachidiano per evitare gli accidenti della rachiana.stes ia.. - D ANrEt.... .. .... . . ... ........... . Iniezioni di ossigeno (Le) nella terapia. della sciatica.. - A. CA.SIELLO e E. P EREZ ZAVALIA • .. ..... •. . .•.....•••.• . ••••. .•.•. .•••• . . Intossicazione da. ga.s di scappamento nei motori a. scoppio. - TREu. I ntossicazione saturnina. rla perma.nenza di proie tt ili. - HA.us ...•. Lesioni (Le) ossee post-tifìche e la .loro diagnos i radiologica.- KRAUSE Lesioni traumatiche del ma.<.~cella.re inferiore nei boxeurs. - R oUVILLOIS e B mRCRER .. . ... ... . .... . .. . .... . .... . . . .. . .. .... . .. . L ussa.zioni traumatiche del gomito. - ZANoLI ... . ..... .•. . ...... Malaria (Sulla.} di guerra.. - GaAF ....... . . . .. . . ............ .. . . Malaria. in Inghilterra.. (Nuove ricerche sulla.). - JAMES e SIIUTE .... . Ma.latti~ e. l~ioni provocate, osservate al Centro .di p1:lrizje medico-le· gali di L10ne durante la guerra. - MINET .. ................ . Meccanismo (D ) ed il trattamento della frattura. degli ohaffeurs. Eou ARoos ..................... . .... ... .... .. ... .. . .... . . Metodi (Sui} di a.ccerta.•nento batteriologico rapido della. infezione tubercolare. - BA.RONE ......... . . ...... . ......... . .... . . . . Milza. (La) dal p•mto eli vi3ta chirnrgiO(), - H.Ol\IANO .... . . ..... . . . N efropatia. grave da a.vvelena•nento con sublima.t o corrosivo e suo trattamento con le sol uziorù ipertonich e d i glucosio. - SoHIFANI Orohiepididimiti (Le) da tifo e para.tifo A - SEBRAZÈS ....... . .... . Origini (Le) dell'infezione tubercolare nell'adulto. - RoNZONI .... . Origini (Sulle) della leucocitosi in seguito ad esercizio muscolare. VI.AI..:~t e DI LEO L IRA •. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Oscillazioni (Le} pupilla.ri con.'leoutive al riflesso fotomotore- SANTAMARIA . • • . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . • .• •• , •••.••••.••.•••••. . • .
Osteiti e periosteiti tific he. - KEITll ... . ..... . .. . ..... . .. . . .. . . Osteomieliti (Le} infettive alla.la.stra radiografica.. - CAIRo ........ . P eso corporoo e condizioni fis iche. - DEAit. ......... . .... ....... . Problema. (Il} infortunistico delle ernie inguinali. - BIONDI ...... . Radiografia e radioscopia nelle affezioni croniche dei polmoni - D EL· HERM e ~1o:REL· KABN . . . . .... . .. ........ . ........ .. . . . . . . . . Radiografia. (Valore della) nella. diagnosi di ma.stoidite - SUNEY ... . Razione (La.) ali montare del soldato in pace e in guerra. - SALINARI. R esistenza naturale ed acquisita. alla tubercolosi. - S'MITll •........ R euma t i-;mo IL a cura del) o d elle Re tticemie blenorragiche con iniezione en ' lovenose di siero a ntigonococcico. - RAV AUT e DF.COURTTioux .. . . . . . . . . ... . ... . . . . . ... .... . .... . .... .. .. .. . .... .. ... .
Ricerca. nell'orina. degli zuccheri Fehling riducenti col metodo miorolo· gioo di Ca.stellani. - PIETRA..... . ... . . .. . . ... .. .. .... . ... . Salvarsan (Il) nel trattamento della pa.rotite. - FAIUtERAS .. .... .. . Sa.oroileite (La}. - P INCliERLE .. . . . . .. ... ... . . . .... . .... . .. ... . Sala.sso e tra.sfusiono del san~1e nella. intossicazione da. ossido di ca.rbo· nio. - GoRDON. W ATSON .. . ... . . ........ . . ... . .......... . Servizio sanitario i n pace e in guerra.. -· J ACQUEM:ART e CLEVB:LIN Sesso e a more nella vita dogli uomini e d egli animali.- DE NAPOLI
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:Begno· (TI) della congiuntiva nel tifo esantematico. - JANOWSXI ... Pag. Sierodiagnosi della sifilide. (Lo stato attuale dei metodi impiegati per la). - M. R UBIS TE IN' • • • • • • • . . . . • • • • • • • • . • • • • • • . . . . ••••••• » Sistema nervo.so centrale (Alterazioni d el) nella fatica. - TRONCONI • :Sindromi nervose organiche consecutive a lesioni del cervello per ferite di guerra. - PiccoLI . .................................... . Il Sordità profeesionale nell'aviatore (Esiste una) ? - AcooB.INTI•.•.. • :Studio clinico sulle lesioni dell'apparecchio respiratorio da gas yprite. - p ANO.B.A.ZIO . ........ . .. . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . ...... . .. .. . . . . • :Studio comparativo di quattro metodi di colorazione del bacillo di
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Studio radiologico del torace nello ste.dio terminale della tuberc~ t '. losi polmonare. - IlERPEL ......... . . ....... ....... ..... ... . "Trattamento (Sul) abortivo della blenorragia. - LUTZ . . • . . ... .. . ·Trattato italiano d'igiene. - 0ASAGRANDI . .................. . .. . Traumi della laringe in infortunistica.. - BRUZZONE .............. . 'Tra.tta.to di oftalrn:>jatria. - BIETTI .............. . ........... .. .. . 'Tem:peratura d ell'aria espirata. (La) nel canto. - CASELLA . . .... . . 'Teorxe eziologiche e p a.togenetiohe dei tumori - RoNDONI ...... . . . Terapia delle affezioni reumatiche. - WILLoox ................. . . 'Toracoscopia - Operazione di J acoubeus. - Co v A.. . ........ . .. . ... . Torcicollo (TI) come segno precocissimo della febbre tifoide. A. FroHEz e N. LEPRANc. .................................... .. 'Tubercolosi poJt.operatoria. - BA.CCA.Rru."'J ... . . . ................... . Vaccinazione locale mediante gelo·vaccini. - JAUSION, VAUOEL e
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Congresso internazionale di igiene pubblica in Gand ...•.• Pag. Cong ressi nazionali di medicina intèrna di chirurgia in P arma • Congreeso della società italiana di medicina legale in Firenze. • Congresso interrtazionale di medicina e farmacia m ilita.M in Varsavia. -Le prime impressioni - (G. B. MA!UOTTI BIANOHI) .. ......... . .. . .. ... . . . .. ................... . li" Congresso intema.ziona.le di n avig;a.zione aerea ....... , ... . Cong;esso in~azionale di medicina e farma.cia militare .m V arsavxa.•.. • .•.....•. • ... ...... ...•. ..•.. • . •••. •
569 635 563
DJ:OT ... ........ . . . . .. ......... .. ... .. ......... . .. ...... . .
Vaccinazione (La) profìlattica contro l'influenza. - TRoN ....... .. Vapori di soluzione iodo·iodurata come profilassi e terapia dell'influen· za. -
LOMBARDO . .. . ....• .. • • . . . . • • • • . . . . . . . . . . • . • . . . . . .. .
Volume (ll) del cuore ai raggi X. -
I$ALOTTI .. ... .. .. . ... . . ...... .
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Congressi.
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99 160-404 Vll Congresso italiano di re.diologia medica in Napoli • . . . . . . . . • 91 ·xvrr Congresso della società italiana di ortopedia in Venezia. ... . • 92 XXXIV Congresso della società italiana di chirurgia in Padova. . • . . . . • 94 Conferenze scientifiche degli ospedali militari.. . . . . . . . • 97 154-217·274-398-454·370-630·691·743
Necrologio. BIANom LEoNARDO, professore ...... . ......................... . {)AWC'l"I'I SILVIO, tenente generale medico a riposo .. . ....... . . . . . . .
·OARDAll.ELLI ANToNio, professore ......... . .............. ... . . . . 0
-~~=: cfx,~~~~r~~~~~~ ·c~i~~~~i~~· ~~ci.ic~· di ~~~pie·~~~t~
DE Ròs.A. MtCKELE, colonnello medico a riposo .... . .... . ....... . . :ESPOBITO MICHELE, capitano medicro in S. P. E ................... .
Pag.
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INDIOE GEN.Ell.ALE DELLE MAT.EBlE
MA:aocoo AOBILLlìl, maggiore generale medico a rip oso ............ . PicQUÈ RoBERTO, colonnello medico ... . .. ..... . .. . ..... , . . .. . ... . SA.SsoLI EBm:sTO, maggiore medico in S. P . E .... . ... . .. . . . ...... . T.n.LABICO BoNIFACIO, tenente genernle medico a riposo . .. ... . ... .
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Notizie. Conferenze scientifiche presso la Scuola di sanità militare .......... . Corso di perfezionamento in tisiologia presso il sanatorio militare di Anzio . ... . . .... . . ............................... , •... . . .. Corso d i spedalizzazione in m ooicina coloniale a Bolog na . .. . . ... . Esami di avanzamento a scelta. dei maggiori medici ............... . In memoria del tenente generale medìoo prof. L. Bonomo . ....... . . . Onoranze al colonnello medico della. riserva navale S. U. A. prof. W. S. Bainbridge ... . .. . ...... . ........... . . . . .. ... . ............ . Per ~t li orfani dei medici morti in E?Uerra. . ..... .. . . ..... . .. . ... . . Per il tenente generale medico Luigi Montanari. . .... . . .... . . ..... . Una cerimonia p resso la Scuola di sanità militare ... .. ... .. .... . . . .
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Parte ufficiale. A) GIORNALE MILITARE UFFICIALE
l. Circolare n. 17 del 16 settembre 1926. -· ·R. decreto relativo alla costituzione del Collegio medico-legale . .................... . . 2. Citrcolare n . 18 del 6 ottobre 1926. - Decreto ministeriale di nomina del segretario del Collegio medico-legale .... ............ . 3. Circol.are n. 618 del 14 ottobre 1926 - Di,Penden.za, attribuzioni e sedi dei maggiori generali medici ispettori .. . . . .. . . . .. . . . . .. .. • 4 . Circolare n. 64! del 4 novembre 1926. - Determinazione del numero degli ospedali militari e delle infermerie presidia.rie .. . .... . .. .. . ti. Citrcolare n. 703 dell8 novembre 1926. - .1\ggiunte al regolamento approvato con R. decreto 22 giugno 1926, n. 1067, sugli accertamenti medico-legali·.. . ·.................. . ............... . . . 6. Oitrcolare n. 689 del 25 novembre 1926. -. R. decreto che approva le tabelle graduali e numeriche di formazione del R. esercito e dei servizi dipendenti dall'Amministrazione della guerra .. . ...... . • 7. Circolare n. 673 del 2 dicembre 1926. - Soppressione del Convalescenziario militare di Massa.lubrense ed istituzione di una. sezione Convalescenti p resso l'infermeria presidiaria di Cava dei Tirreni 8. Oitrcolare n. 110 del 17 febbraio !927.- Concorso al p remio Riberi per gli ufficiali medici del R. esercito e della R. marina scadente il 31 dice.m bre 1927 .. . .... • ...... .. • • . .•.. ••.. ... •. ••... •. . 9. Circolare n. 241 del 24 febbraio 1927. - R. decreto che determina le attribuzionu del cap o ufficio di sanità della Sardegna . ... . ... . 10. Circolare n. 35! del 12 maggio 1927. - R. decreto legge n. 846. Reclutamento straordinario di ufficiali inferiori del Corpo sanitario militare .................... . . .... . . . .. . . . .. . ... .. ....... . 11. Circolare n. 531 del 25 a gosto 1927 - Esito del concorso a premi
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D irettore rMponsabile : A RTURO CASARINI, tenente colonnello medico. (6647) - Roma 1 927 • Anno VI- Stabilimento Poltgra1!co per l'AmJillojstralJ!one dello Stato-
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IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxellt~s,
l!l20). - Relazioni ufficiali. - ·uu v olume di pag. 44. . . . . . . Convesso Internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxtl!les, 1921). • Relazioni ufficiali d e l Corpo sanit ario militare italiano. • • . . • . Il Congresso Internazionale di medicina e fannacia militate (!Wma ( 1923). A.tti ckl Congreuo - Vol. I. - Relazioni ufficiali - U n volume di pag. 416 con tre tavole . . • . . . . • . . • . . • . . . . . . • Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923}. Aui ckl Congruao. - Vol. II. - Lavori del Congreeso e comunicazioni. Un volume di pag. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . . . . . . 111 Congresso lnternazJonale di medicina e farmacia militare (Parigi, 1925). Lavori del CongretSAO e comunicazioni. - Un volnma di pag. 88 . IV Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (V arsa. via 1927}. Lavori d e l Congresso e comwuca.zioni. - t;n vol ume di pag. 116 Studi e rlcercbe sulla tubercolosi negli ospedali. militari. - Un vol. di pag. 48 S. S.a.LINARI. le lesioni traumatiche del centri nervosi. Mem oria. onorata dtli Qremio Riberi. - Rollla, 1900 - U n vol. di pag. 320 . . . . . . . • M. CosA.Nt. Oufda del medico militare per le esercitazioni pratiche sul ~rvlzio sanitario 1it campagna - 1914. . . . . • . . . . . . . . . . . • . . . M. Cus.a.NI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzkmamento del servizio sanitario In campagna presso l' Esercito ltallanò • 1906. . . . . . . . . C. DE CESA.RR. Studio sulle medlastinitl (mediastiniti suppura t ive, a scesso medi&'itinioo} - Roma, ~900. - U n vol. di pa.g. 144. • • . . . . . . P. btaauco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fuciJe Italiano di piccolo calibro, In confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodotte in fototipia). - Roma. 1903. • . . . . . . . • . . . . . . . P. hfBRIACO. Le operv.loni piÌl frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 fì.g ure - Firenze, l 898 . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . A.,TROPOMETRIA MILITARE. Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con a tlante; Vol. I (dat i antropologici ed etnologici) con a tlante della geografia antropologica dell' Italia - Roma, 1896 • . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . Yo l. II. (Dati ckmo(J1'a(t.ci e biologici) - Roma, 1905 . . . . . . F. B.utoFno e C. SFORZA· Compendio di chirurgia di guerra con.pilato sulla storia medico-chirurglc.a della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . L. BERNARDO e G. BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904 - Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche - Roma, 1005 . . . . . • . . . .
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S. G A.r.aosERA. L'Igiene delle carni alimentari. ~Ianuale d 'ispezione d elle carni • 20A. C.a.SARINt. La fatica nella vita militare. Memoria p remiata al concorso Riberi, 1905. Un volume di pag. 330 ccn 65 figure. • Roma, 1908 • 12 A. C.a.sAat.Nt. le malattie e gli Infortuni nelhr. vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 190(). Un ': olume di pag. 402 con tavole grafiche e statistiche - Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . . . . • 18 -
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CONDIZIONI DI ABBONAMENTO.
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1. Il Oi<>rnale di r1W'didna m ilitare al pubblica Il primo giorno di Oli\IICUll m ese, (n !a.scfeolo di quattro !ostU di atan•pa almeno. 2. J,'allbonomento è annuo e decorre dal 1• gennaio. s., l pr ezzo d ell'nbbonom~nto ~ : per l 'Italia e Colonie • . . • .. . . . . • . . . .. . . . .. .. .. . . . . . . . . . . . . . . ..... .... . .. L. 32Per l'estero .. .. . . ....... . .. ..... . . . .. . . . ............ . . . . ...... . . . ..... .. . .. . . . . • 44~ ln l talla . . . . . . . .. . ...... . ..... . ... . • 6Un fa.~:otcolo ~~epo rato costa.- . . · · --- ~ all'Estero . . . . .. .. ...... ...... . .... , 7-
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Il supplemento conten~ote l Rttn/1 di anrianiltl d ti cnrvo 1111nilnrio militare co~ta
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/ aiJ'Estcro. . . .. .. .. .. . .. . . . .. . ... . . . • 18 ' · Per gli ufficiali ID(>dlcl o cltlml cl fnrmnclstl del R. ERercito (In servlzro attivo, In poslzlont ans.lllnrlo, di complemt-nt" · delln rl s<'rvn ed a riposo) il prezzo dell'abbonamento é ridotto a L. 2~ anticipate cd il pr<'zzo del supr.lh'nll•nto è ridotto a L. 8. Non Hl troFmettono r icevute per gli abbo nnment.l personnll. 6. Non Fl accettano reclami t.ruscorsl trento glornl dalln 6pcdlzlone del Glorn~le, cb~ el ef· fettun regolarmente al primo di ogni 01ese. Trascon<o to le termine, l fni\Ciccll rlchl~tl venQ'ODO •Pedltl se dl• pon lblli, solo n p agamen to. 11. l signori ablJonnt i m ll it nri J u offcttlvltà di ser-rlzio pagher anno l'Importo dell'ohbonamento per mezzo del rl ~pet ti v l comtwdl dJ corpo e direzioni. 7. PCT l soli nlfk inll mt'd lcl (cl cli 'Kserclto e dello Mor.in&), In Qt•eiUtJQtH' poll1~1on e s r lrovloo è ammc~•o un A BBO JIIA ME ?\TO Ct:J\IULATIVO ol Oiornaledimeàicinnmilifareecl ogll Annali Jf mulicino nm:ole e c, l,-mialc o l prezzo di r~. 39 o noue. :t l nolo-e ammesso un ABBONAMENTO CUMULATIVO n li!> R ivista ttN ""' mtt.:a a l prezzo di L. 46 u nn ue c d •~IlA- R itJista M i l i tare JlQ/iana nl pr.,zzo •li t~ . 4 1 nnn uc. IÌl luli 11C tun rnC!!~o u11 ABUONAl\tEN'r O ClJI\IULA'flVO ol giornale l' U n iverao. rlvlsl n I:OOI!'rnJlcn Illust rata. al ru·ezzo dJ L. 50 annue. Per ottenero tali fnotlltaztouJ cumulntl,-e gli nbllonntl mi ll ttlrl ùo\•rowno hLr pervenire l'lut.ero Importo all'Ammi nistrazione del periodico del pro pri<~ corpo. 8. Al llbrnt •l fn lo ~c o n to del 10 per cento.-mo Foltanto per gli abbonom.:ntl delle persone t d04rll enti non militar i.
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. l la\'orJ or ig inali, le note, le rlvi6t.e - dattllogrnfstl o •crlttl a mano - devono oconpnre 1111 solo lato d <!l foglio, esse.re nel testo dellnltlvo cd occurou•mento corretti e rtveduU tlagll autori. SI fa speclolo raccoma_ndozlono cb e quelli scritti a mano stono ben lt>gg!blll, J)f:r modo di ev•tare ogni dubbio di Interpretazione. In cn~o contrar lo. la Dtrezlone st vedrebbP costretta a so~ peudorne la pubblloozlone. . 2. Salvo cnsl eccezJonaUselmJ, lo correz10ne delle bozze sarà fatta dalla redazione anzlchb dagli autori, per non vlncolnro Il lavoro tlpogrollco agli tucvltabUI rlt.ordl postali. 3. Le spese per gli estratti e queiJe per le tavole lltograllche, tot.ograflcbc, ecc., cbe accom· pagnasser o le memorie s ono a corteo degli autori. 4. Gli estrnttl soniJ di due"tlpl: - Tipo .A. Sen za copertino e colla lmpag!Datura e numerazione del fnscicolo. - Tipo B. Con cop.,r tina stampato, trontesptz:lo,tmpoglna~Jra o nUDJerozlone speciale. 6. Il prezzo degll estr atti. per gU autori delle memorie cbe Il rtch ledono, è r egolato dallo seguon te tari iJa .
PREZZO DJ[ CIASCUN FOGLiO DI STAMPA. .
TIPI DI ESTIL\ 'l'TI
Tipo A. Tipo B.
~-=---r NllMERO DELLE COPIE 100
200
so
90
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80 120
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Per
ogni centini\!<> oltre 200
Gli ulratli m i nori di un {oqli<> ri contano com~ fogll.o intero per le ordifi(Uioni di l(lO e~tratli O
tMIW.
Per quelli che ttttr>trcmo un /oq·ll.o, le /razir,n( i n più, che n-m ttUJ)erarw il meao IODII.o, •' cmt· tana come m.:td. -purcht perd l'urdlnazione non aìa inferiore a 60 cavie.
e. I manoscritti non si restitui scono. I lavo ri brevi a-vranno la precedenr.a. C%47 ) R oma, 102; - Anno VI- S tl•blllmont o PoUgrafico per I'Ammlolstrazlone dello Stat.o.
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Pubbliéa zlone mensile
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBILIC ATO DAL MI N IST ERO D E LLA GUERRA ~""·"~~
(Direzione centrale di sani tà militare}
~1:-nat~~i medic~a . militare : x88;>-I888 -
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..._-:;:.:.__· Regia Marina: 188s - t895 r • '· ·'
Giornale medico d el Regio E sercito e della Giornale medico del R. Eserdto: z896 -1907
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ANNO LXXV - 1927 - V
Supplemènto al Fascicolo Il
al Fascicolo Il 1° Febbraio
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al 1() gennaio 1927 - V OlllliOftE -EB aMMIHISTHAIIDftE : Palazzo del M inistero della 6uerra · Via XX Seffembre • ROMA p r te inserzioni di pubblicilti rivolge•si D IRETTAME NJ'E all'Amministraz ione del Olomale di medi~ t' no Jn,/[/nre · Pdl a:&z • del M/m'si ero della Guerra - Via X X S~llembre • Roma .
~rez-zo del pr.esent e Supplemento : per gli abbonati L. 8 ; per i non abbonati L. 15.
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare
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ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guem Direzione centrale di sanità militare I - F. TEsTI. -
Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito Italiano . . . L. 7 H - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-nstologlcl di aviazione militare. Un volume dt pap:.· 236 con 46 fig ure e 2 tavole . . . . . . • 15 tll - E. S ANTORO. - Ferite addominali di guerra - Prefazione rtel professore N. GJANNETTASIO. - Un volume di pag. 400 con 38 figure. • 30 rv - A. LUSTIO - A. BURTNCO. - l • gas di guerra •. Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - Un volume dJ JJag. 104 con tre tavole rnicrografiohe a. color i . . . . . . . . . . . . . . • . . . • 12 V - A. LosTia. - Brevi! cenm storici sulla evoluzione della maschera contro 7 l gas durante la guerra mondiale ( 1915-9 18). - Con 21 figure. . VI - F . CAOOIA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti In gue.rra. - Prefazione del prof. R. DALLA VEJ;!OVA . . . • • 6 VIJ - S. SALL'IARJ. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo·artlcolarl In 1° e 2° tempo. · Prefazione del professore R. ALEsS A.NDRJ. - On volume di pag . 190 . . . . . . • 20 VIU - A. C.&s.&RJNI. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. • & IX - la celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. di pag. 92 con 16 figure. . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IO X - N. RooxNò . - la profilassi del!e malattie Infettive dominanti nelle n~ stre colonie africane. - Un volume di pag. 44 . . . . . • . . 6 XI - A - CASARINJ. - l a scelta del piloti per la navigazione aerea.- Un vol um e di pa.g. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . : . • 20 Xll - G. CAPPELLI. - La chimica militare e le sue relazioni con l'ordlnamrnto dell' Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XIII - S. SAUNARr - L'autolesionismo nelle sue varie forme e nel suoi esiti. U n volume di pa.g. 250 . . . . • . • . • . . • • • . • . . • 20 XIV- F. CAr.crA e S. R1ccT. - Le ocrlus.onl Intestinali (escluse le ernie strozzate) • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 5 XV - G. GruxONI. - Geografia medica ed igiene del nostri possedimenti coloniali. - Un vo lume di pag. 240 con 3 carte geografiche • 20 XVI - S. SALINAnr. - la razione alimentare del soldato In pace ed In guerra. - Un volume di pa g. 240 . . . . . . . • . . . • • • 20 XVII - A. CASARINI. - Per le • nozze di diamante • del Giornale di medicina militare. - Un volume di pag. 60 con 9 figure . . . . • • • • 7 -
Altre pubblicazioni.
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La lotta antitubercolare nell' 'esercito. - Un v olume di pag. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volwne di pag. JIIO con 37 figure. . . . . • . • • . . . . • • . . • • • • • Per Giovanni Maria Lancisl n·el Il Centenario dalla sua morte. - Un volume d J pl\g. 106 con 28 ligure . . . . . • • . . . . . . . . . .. 111 Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma, 1919) - R elazion i ufficiali e comu ni <'a zioni. - U n volume eli pag. 96 .• IV Conferenza lnteralleata per l' assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1020). - R ela zion i uffi ciali. - Un volume di pag. 44 . • . . • • .
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SUPPLEMIENTO AL FASCICOLO II del GIORNALE DI MEDICINA MILITARE -
{ANNo u.-xv) 1927 -v
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RUOLI D'ANZIANITÀ
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DEL
CORPO SANITARIO MILITARE (OFfiCIALIIEDI[I ED UffiCIALI CHIIIU FARIA[JSTIIft SERIIZIO PERiliiEIITE EFFETTIVO) a.1.
1•
ge:n.:n.a.t.o
192~ (V)
AVVERTENZA l cortesi abbonati, che riscontrassero nel presenti ruoli qualche errore od omissione per le indicazioni che loro riguardano, sono vivamente pregati di darne solleclt.a comunicazione alla Direzione del O/orna/e di medicina militare - Ministero della Ouerra • Roma - valendosi dell 'apposito modulo che trovasl a pag. 3.
ROMA PROVV EDITORATO GENERALE DELLO STATO LIBRERIA
1927 - ÀNNO V
AGGIUNTE E VARIANTI ai Ruoli di anzianità degli Ufficiali medici e degli Ufficiali chimici farmacisti in servizio permanente effettivo
Pagina ···········-···········-· ···········-····--··----· ------····························· ----·--··---·····················-···········--------·-··-· Grado -·············· ............................................................................................. ·······································-
Casato e N ome ······························ .....................................................................................................
.
Data. di na.c;ci ta ··········-····----·--········-·····························-·---·------·····-··-·-··--·························----··---·--······ L uogo di nascita ·············-·-·····-·-··-·--·--·-··---·-·-·····-·························--···-·----·····---···-····························
Stato civile ····························-·---···----····-·-·--···································---·---····-··-·-·---······························· Titoli ncc.adomici ........................................................................... _.................................................
···································································································································································Decorazioni e ricompense .............................................................................................................
Campagne ..........................................................................................................................................-
Anziani til. ...........................................................................................................................................
······················ ······ · ······· ·· ········ ·· ·· ············ ··································· ·· · ············· ··········· ·· ··························· ·········~ Posizione ............................................................................................................................................. .
A........................................ addì. ........................................................... 1~..........
L'UFFICIALE
SI prega staccare e spedire d' ufficio AL PI Ù PRESTO Il pre>ente modello, colle aggiunte e varianti, alla Direzione del GIORNALE DI MEDICINA MILITARE· Roma .
SPIEGAZIONE DEl SEBII IIDICAITI LE DECORAZIOII ELE ABBREYIAZIOII MM. •
Meda<rllll lllaurizlana. I d. del S>~. Maurizio o Lauaro. ~ Id. dcUa Corona d • l tlllla. /:, Id. coloniale tloUa Stella d'Italia. GC } Oran Croce. t: u davanti ai st>gnl dello sopl'fl \ Orande Ul!lolal e. c \ Ind icate \ Oomruondatore. l" l f UlD~Iale. 6 Medaglia d'oro pel oonomerl tJ della salut.o pu bblica. • Id. Id. TICI benemeriti del terJ-emoto l 008. O Medal!'lln d'argen to a l ,·alor militare. O Id. a l valor ci vile. Id. pel bconeouorltl della HoJ.Jute pu bblica. ~ l d. poi beuemolrltJ del terremoto del l IlO S. o Meda!:lla di bronao al •alor rullltare. Id. nl vnlnr civile. Id. rei benemeriti della 'alule pubblica. ~ Id. poi l•onemorltl del terren•oto del 19 08 • Croce al merito tll guerra. @ Medaglia commemorativa por le campagne d'Africa ( 1 ). (Q Id. per la campagna d t•lln Cina (1 ). Id . llflr l a oampagn11 d ..Ua Libia (l). ID Id. per la compagna itaJo.austriaca 1915·18 (l) ~ Id. lnteralloota della \ltLorla. Id. dell'UnitA d'Italia. !!l Id. pel b enemeriti del terrem oto del 1908. e Orooe d 'oro oon corona per anziani t~ d i servialo o§o Id. per unzlaull~ di eervlzio. w Promo&loue per merito di gu11rro. Aapdl. it~fer. AspettotJ va per ln fermltA. Jf apdt. mol. apec. AspettaU7a per motiv i apeciu u. Dil!p. .lllin. A di~J>OHizlono llol l\llnl ~tcru. com . comandoto. L . D. Libero docente universitario. Dir. ocntr. san. mll. Di rezione centralo di snnltA mlllterc. I soott. d l san. mll. bpct.Lo•'O di sanità militare. Dir. capo dlvts. lno. lJirettor<• capo dlvlsiouo Incarica l{). Capo sez. lno. Capo so:louc iuoarioo.to. Conolgl. lnc. Couslglh·ro iucurlcato. Coli. mcd. leg. Collt>glo medico legale. Dir. Snu. J)l rezion e di ;;ault A. Dir. san. Direttore eli eanltA. osp. OIJllOdllle principale o scronde.rlo. Di r. osp. Direttore ddl'ospednle militare principale o secondar io lnr. fnfermorln presfd lnrla. Sez. dl sluf. ScziOII'' di dislnf,•ziono di corpo d'armata. Centro nutom. <.:entro nntornoblllb1ieo. o. n. c-orpo d 'artnatn. So. di san mll. Scu oh d i sanitA militare. lns. tlt. } O grado I nso:rua nto tltolnro di l o grado. Ins. tlt. 20 grado Jn~cgnantc t itolaro df zo grado. I st. cbim. farm . mll. Is tituto chimico farmacoutlco mlllte.rc. C'cntr. chlm. mil. Centro chimico mllit e.re.
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docorn.~loni
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omruog-ll~>to.
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celi be. vedovo.
(l) l numeri C8poncnll intlic11uo te <'lllllpngno
CENNI STORICI SUL CORPO SANITARIO MILITARE Prima del L83! non cf!i>~tcva un nwo Corpo .-anitat·io ne ll'Esercito: VI e rano dei sanitari. d egli O!<pNla li t·eg-gimental i. senza uniti~ di i ndirizzo. R e Carlo Allw •·to, con R. Y. del 24 di c<.'mbre IS:H, iniziò il ri ordinamento del se•·vizio sanitario eon la creazion C' de!:!l i ospedali mi litari clivisiouali, in sostit.uzione di qu cìli r(•J;.rgi m<.'n tali. Uon s ttece,.;sh·o R. \'.d e l 22 ([icembre 1832 istituì il Consiglio llnpcriore rl:i saniU~ milit-tne, cui v e-nnE' affida ta l'alta direzione d el servizio, e con altro R . \ '. o le i 4 ~iugno 18:l3 em'.lnò t utte le nonne ordinat ive e r<.'gola:twnlal'i rPiativc al p<'rso tulle ed a l Hervizio sani tario militare, con a,-;similazionc ai grad i milita ri. Con R. V. d el 5 settem bre JX4:! fnrmto nppot·htt.i nuovi •·adicnli ordinamenti, rendendo obbligatoria In dorpin laurra in medicina eJ in chirurgia per l'ammis:;ione nel Corpo, e c on R . l) . :lO ottobre 18:jQ si fusero le due categorie di m cdic·i ~' cltinu·i.dti in que lla di ffi(•dici m ilitat·i. dist.inti in me~lici di divL<>ione, di r ej:!gimento e d i b~ttta;;lione. · Con R. D. (lei J:l ottobre 18.>1 fu rono lSOppt·esse le inf'et·merie reggimentali e di presid io e ,..:ostit uitE' d agli O>'pedali ><IIC!' t tr~a li, che fmtzion Etron.o a lla dipendenza di quelli divi"iOt'\ill i. Con R. D. d e l IO ott niwe 1855 fu ::t.ubilitn una n n ova gerardti'l. con l'a"similazione ai g1·acli militari "' fu c·reat :> il g rad o di m edico aggiunto. Con leggo ~ lol 28 gi11gno 1865 a ,·vc·nne la fu;;;ione d l>l Corpo sanital'io dell'Esercito :::iardo con quelli d e lle altre provin<"ie. Con leggf' <lt•l 3ll S<'ltPmht·E' 1873 fu conferito il grado effetti vo agli uffi ciali del Corpo sanitu.rio m.i lit. a r~. l'd il COtlSÌglio superiore di sanitit. fu sostituito da l Comitato di sanith m ilittu·e. ciLE> <:ol JO n ovembre 1887 af:sun.c;e la uenominazione di I s pett.orat.o di sanil'i~ milit.at·e. Con la st essa. legge furono istituite J() Direzioni di ~nni !.t'-. milit.a r·e eri a ltr·ettante compngn ie di s atùtù, una per ogni Divisione . Con le_2:ge del 22 marzo 11>77 le Dire;t,ioni d i .~auitù mi li tare e le r.ompa~:nie di :;nnitù. f mono portate n 20. e con lc)!l.!O dd 22 u;iugno 1882 t·idot.te a. 12, una per Corpo d 't~nn a.tn. Nel 1923, con l'abolizione eli 3 Corpi cl'tUTnatiL o la cren:~.:ione di un nuovo Corpo a Tri<>ste, lt· Direz ioni di sanità e dipen•lonti compn.gnir furono rklotte a IO. Nel Hl26, col nuovo orùinamen to dei i 'B~ercito, fu ripris tinata la DiTezione d i Banità di Ale--;sandria, t:ou relu.tin\ compagnia eli s anità, e fn istit.uitn un ufficio di sanità a Caglia ri con la XII compagnia di sanità. Con R. D. d e l 20 a.p•·ile 1!.120 l'I:;pettorato di s anitt\ fu :;oppre .•so e .;ostituito dalh Dire-tione cent.rale eli sanitt\ militare, cho giÌL funzionava fin dal 1917 come Dire zion e gene ral e del Ministero della gne!Ta. . Con R. D. n. 1203 d e l t! luglio 1925, fuTono istituiti 3 I s lH.•ttorati di sanità militar e , con sed e a Milano, Firenze e Napoli. diretti da ma~g iori gen erali m •11lici. Con R. D. n. 1821 del 14 ottobre 1926, ve nne ro piì:t particolarmente determinate le attribuzioni d ei rnnggio ri ~e.norfdi medici isp ott.ori e fissnti i Corpi d 'a•·mata e i Comandi militar i di loro _giurisdizione . Con R. D. n. 1925 d e l 4 novembre 1926, il numero d e)!:li s tabilimenti ,;a nitari fu fissato come ,egue : li ospedali militflri pt·incipali, 16 ospedali militari secondari e<l 8 infe t·rneri e pref'idiarie.
RICOMPENSE AL CORPO SANITARIO MILITARE I. -
1\IEDAOLlA D'.-\ROEN'IO AL VALOR. MI L ITARE • Per gli lmportanU servizi
resi nello. campagna dl guerra ln Li bia J911·12 , ove J'(lstremo pericolo no n !u lilnl to nella grnnde, umnuu opera pietosa • - R. D . 19 oennaio 1913. l i. -
JIIED.A GLJJ\ D' ARGE::-> T O AL VALOR 1l'ULITARE Jler la campagna di gU'cna l!JH>-1 ~. • lnhta uc·abllr, 1nc ùes to, eer eno, co nfortnndo dl cure e dl e.moro 1 saugnlnantl fratelli n egli ~tcsRi l'l menU d<'lln butt!lglla o sot to le implaCI~blll
lo ntan o offes e n cmlch<·, d ct ttQ cob tnnte. mirabile es empio di ardore e dJ va lo ro. dl ~prezzo d el p ericolo c dl ù<'VOZio ue nl do vere (19Hi-18) •·
R III. -
D. 6 oltiOIIO 19-lO.
MEDAG L IA D'ORO per l'o pera data n ell'occ asione del terremoto del ~.S di·
cembre i n Calabl'lo e E'lcilla. ...::. R . D. 27 maooio 1911..
IV. -
1\U,;DAGJ,JA D 'O RO ol nwr·ito della flllute pubblica. -
U . D. 15 marzo 1922.
ORGANICO DEGLI UFFICIALI MEDICI E ClfiMICI-FARMACISTI IN S. P. E. ( t.eooe 1l 1na r.:;o 1926, " · 39U ).
1 -
UFFICIALI MEDICI
i T eneuto gcncraJo
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1\JIli:'!' i nr i Ile n cr o li
3
A.) ART. H )
T O'r.l r.r-:
l 'olunnclli '!'<menti rolo nnelll 27 \ J\lngglori B.) AR1' . C'npitonl
l Tenenti
25 87 1 55 392 205
. T o·r..u :
rr. -
UFFICIALI :cHIMICI-FARMACISTI
Co lonnello • . . . Tenenti colo unelli .
.4.) AR'r, 27
8 64
l 4
\ Muggiorl .
26 41
. l St,;apllanl uba ltcr nJ . 'fOT,\l.E
117
UFFICIALI MEDICI. 1
CASATO E NO:'IIE
L UOGO di
DECOR.\ZIONI E C.\ MPAGl'\E
DI NASOITA nascita
1 gennaio 1926. n Fontanella (Dcrgamo)
7. 11.5!1 0 Calr,::nri Uifl. IJulti.•la. :'Il )l. U $ , C c!:. '\. ,,.u, tj ...........:, 4) •u-n. ~ tU·1•·11·1t, •\", l ' ,~-~. ~ .
TE)>'J-:1-.T~:
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OE)>'J.:HA LE ;\H:OTCO .
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16 marzo 1926. a
Oaastalla (Rcg-
1G.ll.G2
Oirdtorc gcu<·ralc ttnnit.A mll. :\Ilo. guerra.
o Gunldl Carlo, lJ, $, C ~'.O. O O.
Pre<hlcnle Collegio ructllco·lcgnlc
® ....... .,, f. , ,y. •n·u, ~' 1... ~. ~.
lrlo EmUla)
• · tP. L. u. In patologia sl)(:Cinlc medica nella R. U. <li ~lllJOll.
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dal n . 1 al n. 3.
... . .
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16 novembre 1924. a lllo..tena · · · · • •
31. 1.67
o Rh•a Uml•crto, $. C cji>, @ .,.... (t),
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bp~t t. d1 Fnnit.A mll. l~lrcuzc
ffi.
2 febbraio 1926. a
S. Agata Feltr ia (Pcsaro)
22. 12.65
Tro.-onclli Lui(li, • · U. ~.O. (i) .....,
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Id.
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l'\apnli .
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30 marzo 1926. a
Roma
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17. 7. 7G i'\Iemmo nob. patr. veneto contcGi<>· t'<l11ni, •· (; <!'· 41. 41. @.
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• -&. Il. (!1. ~. 'P, L. D . In igiene nella R. u. di Roma.
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D AT A LUOGO di
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d
NASOITA
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nnsoltn
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CASATO E NOHE POS IZ lONE DECORAZIONI E CAMPAGNE
C:O LOX::-JELLI MEl>ICI.
dal n . l al n . 10. 31 marzo 1923.
'*'· o. Dlr. san. N&poiJ
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ltont o r o ~ ~ o (Monteloono)
5. 0.05
a
A.tessa (Chlct.l)
5.1l.66 Stcfauo Unr'berlo. •· U, ~. ®"'.. ', 0), ~ ·u~u .. a-:-u, @. ~e ..p... . . ••..
n
L& Grotteria Pcuquale, C ® ...... 9 ....,........ @,@, ~ . ~.
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id. Bologna
VI otri sul Mnrc 20.11.66 Oimlno Fraru:ucantonio. U. ®"·.. (Salerno) @ . ©.
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Roma
Grillo Ettor e, 1:, :!>. ®" '", O, ~ .,,.,..,, ~·. t(Ì), ~-
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Trieste
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o Hru:almulo (011·· 12. 2.U 5 g~ntl)
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30 settembre 1923. v
BaMa.uo ( V l. ~onzaJ
13. 3.69 Bornuool RO<Jol/o, • · U, ~-O. ~. ® @ ,.,.,..,.,.. • ©. O. I!J, ,:P.
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Dl$JJ. M in. Finanu.
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Tom]X!Stn CosttJruo, • · l,;. ~. O. @ "'" ' (p, ~ m·ll ·l7·ll, @,(W, fio.
Dir. so n. llo.rl.
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Rutn Swast.ùmo, • · U. •:O.•. C ......., <D......... u • · ~ •u·••. D· u), t'B.
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Torino.
31 marzo 1924. &
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11. 0.60 Ferro·L uzzi
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C h l o. r a monti 31. 7. 70 O rl x o n l Giovarmi, • · U (Slt...,sa.rl) 6.ò ........,.,,,, :t} ~. ~. d-, L. D. in Ig·lenc uolla R. U. di Slenn.
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DA. T:\
CASATO E 1\0ME dl
DI NASOITA
DECOR.~:t.I O N l
POSIZIONE
E CA:\iPAGNJo~
nascita
dnl n. 11 a l 11. 20. 30 giugno 1924 . a
Ve nbl mlglla 16.12.61 Santinl l-'Nitrico. • · t: :f.. ·3 ; "'" ( Palermo) ~ . ......... v,. 1• • Q, :IJ,
a
Biella (:'\ovara) 12.1 J.6i
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Coda C(lr/o, • · l'.~. @ ....., -9 ..,...,
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a Trojo. Pfo.ce· 22. 1.72 Cn••cll'ltll · •
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Pall'rmo
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ti setttmbre 1924 . a
Pomarico
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Vootut ono (Nn· 25. l. 71 P Oli)
'*·
Jacono Fnmcuro, U O, O, <&''·••·tt, 4). ~ .. ~·lt·U·II, ~ \l~t -f-.
DI t:· o~ p. .\lllu no
Id.
Id.
ltu n\1\
Id.
h l.
Flrl'nzo
26 marzo 1925. n
Alessandria.. .
I S. 4.70
Pavln Cal ilnon, •· Il ~. (9 , .p....... ~ tl l • tlt•U•II, lV.. • t_:,, • • -I• ~
18 giugno 1925. a S pl n az z o la
a Zogno (Borga· mo)
e . e ::..o.o.
Amrltativa i•afcrmilà
•• u·,. o. o.+.
l> l r. "'Il· T(lri 1111
1.11.70 llirnl{ll a l':tt.Slacllio,
0.0. "!!: .,.•.,.,•• v .,1> [!, ~.
(Dari) 7.10.70
Franchi L lliui,
o. .v.
~ t ll• U •U•U 1
*'·
~
l" ~.
1
~
(9,
6 dicembre 1925. a
Torre
ti' Isola (Pavin>
30. 5. 71 Caatoldl 1-:tlore, • · {; ~- 0, !>, @ , il), ~ .......... {y!. (t,!}. •
1•1.
Id.
1•1.
hl . l'np<'ll
Jlal'i
• -11-
11 dicembre 1925. a Cast r()r o a l e ( :\tessl .na)
12. !1.69 Do Maria Nicc/a, •· C,~. O. ~.~ . ~ •n·u. ~ tlt•lt•t:·", (Y,, ,1 ~ • • tB.
CStuue) ('01-0SSELI, I )!~; !)I C I
10
DATA
CASATO E NOME
LUOOO
POSIZIONE
di
DECORAZIONI E CAMPACINX
Ul NASCIT.\ lliUICit.a.
dal n. 21 al n. 27.
3 febbr11lo 1926. a
Porultla •••••••
1. !l i l
~lnrlottl lllanchl Oio. Batti~ta•••
rf>, Mio. guerrn. Dir. t'npo dh-tslooe
o.. Il? ......., ..., l\' , Il'. 4. ~. +.
Incaricato
J•. O. In aontomJo patologica nella R. di Romo.
u.
31 marzo 1926. a
~copplto
(AquUa)
16 ' iO \1) Coccia Fili'P7Jo, • ·•ti .[!. !IJ, <l) '"'"· •u-at~n-at • ,V), ·r•' •..}'t, L. D. i n trou·
e
Olr. osp. Dolegna
motologlo nella H. U. di Roma. a A velli no......
29. J.iU
Oc ~o rlo E11(Jtnio, Et. ~. ® ,...,.,.,, l\' , C t'. m, 'i', L. O. In clinica chirurgica nella R. u. di Pisa.
Coll. mcdloo legale
D aar\ {CI\t.an. znro)
1!1. :..G!I
J>almlm Ra(fadt, •· •!•. ® .,..,..,,
Dir. Of'P. Polermo
a
+.
\' , , ..
m......
6 maggio 1926. a
Po11011 (Aquila)
11. S.flb
Do Stcpbi\Dis CXu8tf)pt, • • c§l, O.
® U-U-tl', (Q t N t N, ~ 111•1t, (.Y, (l~
l d.
Id.
Verono.
Iù.
1<1.
'frlosto
• · m. ~V. w. 5 giugno 1926. 22. 3.69 fo'nutoll Giulio, •• <!·. O. !t'. "''"·"'",
a
Novara . . . . . . •
a
Cb la r o monto 311. 6.71 I!P Rlcci.S'era(lno. • · C. •!:. ~!> . ~'"'"·", CPotonzn) ' · (t), ITJ, + ffi, J,, O. !n Patologia t'hlr. nella R. U. di Roma.
e. +.
Min. guerrn Dir. capo dh· Jslooe lncarlcnto
11
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.sè ....
DATA
C.\~~'fO
L\:000
1:: ='Oli E PO!"LZIO::\E
d1
D l XM$CITA
;J)
]) ECO l! AZ l O::\ l E l ' A)JP"\G='B
nascita
'l'E~l':!.''rt
CO LO:-::>::r;LLt )JEO IC.:I
dal n. 1 al n 8.
8 luglio 1917 . a
Pnnottlerl (Co- 22. 7. i2
Rt>.zHtiOii«<I"TiPC. G ,•H•. <t .*· &'"'"'
Dil'. u~p. Gcno,·a
senza)
26_lugllo 1917. a
a
tfi', <). <!), ,y, .1 ' . ~' ~- +.L D. In oculinllcn odia R. u. di Roma.
Fossacosln 27. 5.50 (Chlotl)
~ llii<'CiunlO . 11/rtdo. ilt. C
~ola
~ )! o z 7. c t ti
(Caserta)
1.12. 77
0~!1·
Rouuì
~ Ut•IC•U·u.
O!?
I U•I&•n.
Loreto. E;, :;,, 4),
\> ,. •
~~
. , ..
R. t tllllJlC colonloll (Tri pnlit.)
~.
28 ottobre 1917. o Carmf:4{nola(To· 12.11.74 rluo)
Marengo Lorc11:o,$. U ~. O. O. O
Dir. O>JI. i'tn-lt:llnno
~~ ~~ ~ tu ·u, ~ tla-tt- n-u, ~., 1 :, ~...
v
L ivorno ••....
23. ~.7 0
Olllone Carlo, ilt. '~'· O . Q), $§"''"'"'", (t, 1). • •• {•.
a
Torino,..... . .
l:i. 2.7G
Besse Ett{INiiO !llarìo, u ~. L. D. tn oculi~tica n<'lltl R. u. di
O. +.
111. hl.
AllCOill.l
.ISJJeU. intum.
Roma.
7 novembre 1917. a
Carpi (Modoonl 2G. 4.73 Tirclii J.:tio, ljt.;f:. <t•. ~ .....,.", ~.,c>·, ~. >{o, L. D. in cliulcn ohi r. o mc<II OIJil\ OP<·rat. uclla R. U. di
+.
Dir. oHp. Pnùtwn
l\1 odcun.
16 novembre 1917. a
Sala Conslllna !Salerno)
3. 7 .72
Volpe Jlla:::i11i, llt, C. ~. <!),g ......, <V, l', >§., J,, D. l u otnriuoinrln· golutrtn twlin R. L'. dì :<;e poli.
ld
Id.
<.h i et!
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(S'rg~~) T~:<~TI COI.ONI<ELLI MI!OIC'I
1:!
DATA
OAS~ T O
LUOGO
E NOME POSIZIONE
di ni NASCITA
i
nascita
DECO RAZIO!'(I E CAMPAGNE
dal n. 9 a l n . 19. 2 dicembre 1917
tE>. ~,,..,......., et . D ir. osp. Novara
'' i\fru!Siguano CA· scoli Piceno)
4. 11.69 Vll'tl'lll Lufgt, $ ,
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Stona ........
26. G.70 Ocrullf A11drea, *,O.<!ì. ~ ""'"'"''", &~. rr". o§-.
11
Cagliari .. .. ..
2t. 5. 71
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S. ) fartlno San·
4.10. 70 Ccrza Fra11~oo. t3o, (t), ® "''"'", ~.
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Cadoddu Alberto.$. ~. @, C ....,...,,,, 1!>, ~. O)fl \•1t, ~ tJ.J·Jt-n·n, @, 1.(1",
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mll. (!ns. tit. 10 grado).
R. truppe oolon. (Cironaioa.).
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nlta (B B n e·
vento) " Cagliari . . . . . . a
À\'Oillno... ...
28. 1. 72 Dornardl Luigi, • · ~. ~. O, <lì. ~ ............. @ . Q). o§-.
I d.
Id.
Cagliari
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Id.
Id.
Catanzaro.
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I d.
Id.
Perugia.
20. $. 7G F'crruri·L ciU Franc~sco. • · c§>, O. O.
Di~p.
24. 9.72 Tecco Pa8Q'ualt, (l j ,
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VIgevano Vi l< )
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(l'a· 29. 9.72 Sarti J'illorw, • · +. O,~ . ~ ""'"· ~. l!]), (t),
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10 gennaio 1918 •• Mollcna . . . . . .
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a
ro. ~ ............. w. ,w. • · ~. +.
Nocera I n!erlo· 26. :).72 l't' (Salerno)
Olannclll .J.IUMJndro, • · tJ!o, O. 0. O. ~. (Sl. <!;!, ~ ..........,., @, l•t .
•..
Dir. osp. Piacenza.
~.
Gadano. tJ!o, (t) ""'" "• g,, @. • · r•. D. In antropolo;;. crlmln. M llo. R. U.
Pomnranr.o (PI· 27. 3.73 Funaioli lUI)
Mill. A eronautica.
+.
~ .............
So. san. mll. (l ns. t lt . 10 g rado).
di 'forino.
24 febbraio 1918. • )lontorio ('l'eramo )
2il. 1.73 Paollnl Ad~l/o, • · o§>, O. (t).~ ....,.. ...... v.. . ~. • • O. l!J. L . D . In tl-i ol o~r. ed J(llcnr appl. all'cduo. 11-lca Ul'l!ll n. u. di Roma.
+·
Osp. Roma (So. cent. rnU. ed . lls.)
LUOGO
DATA
CASATO E ~OME POSIZ I ONE
di
DI NASCITA
DECORAZI0::-11 E CAMPAGNE naso! t a
dal n. 20 al n. 28. 3 marzo 1918 a
S ortino
(S tra-
3. 4. 71
Columbn Cetrorc, ·~·O . J;, .,,.,., •u-••,
Os p. Roma.
CUAa)
13 giugno 1918 o
Forrlero
(Pin-
28. 5.73
Ca~!lpinta Giflt'(llllli, tt ~.O.~. 1!::!.
I of. Oorh:ln.
(!] , Q) tll• U • U•1J, + ,t, ~ t U •If•l!· lf (0,
~I\7.A)
@, of•.
23 giugno 1918 a
Torino . . . . . . .
11.10.73 Trinld Giacinto, •E>, Cl:), 9
n•-••·n·••,
0 3p . Alos. aodrlu.
{\;:. ,t~ ~. ~-
28 luglio 1918 a
Campoeuoo (Ca-
6. l 7~
1\apolltnnl Jl t lcldorre, :t:. 4) ...... . ~ • u·u·H·I-, \'~· ·' , ,
aorta)
+·
!d.
LI voroo.
22 settembre 1918 c
~lonr,atvo (Aics-
2.10.73
81\ndrln) v
TriOOtllmo ( Udi-
Atull~ lo
~~. ~~
J'irtro • •. ,!=, (TI, I9 .,,.,•• @,
+· '
5. 6. 75 Znuutllni Primo , '~· <[), ~ ,,.., •. ,, @,
ne)
(1;;, •
••
+·
D~p . •11-in. l'ittcmze.
Os p. Udine.
6 ottobre 1918 c ' Palermo..... .
22. 4.73
VIola Pirlro. U. •!:. 4), .,, .......,, 9m·
Id. l 'u lcrmo .
..., &. u;.. • ·· ~ . f{•. 13 ottobre 1918 a Voltnrnrn(Avellino)
21. 5.73 Pennc ttl Cesare, <§J. 4) "'• g ..,.,...,...
&,l, \lJ~ . , +·
Dir. Son. Nupoll.
27 ottobre 1918 c
Trapani · · · ·..
22. 7.74
Lomhnrdo Lconida, • · of:, ~ .,,.,..,,
\.~ · .0. +
0 SJl . J'alcrmo.
14
---=-
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= D\'l'A
CASATO E :\OME
J,UOO O di
DI
N.\~CITA
nascita
POSIZIONE
DECORA.Zl0::-."1 E CAMPAGNE
dal n. 29 al n. · 4{). a Sas.~arl. .... ...
l. 9.74
Ca.sttgllola Orlan.ckl, •· U.+. 4) "'""' • u-••, 6;;; tU·ll·n, ~. ~ C +.
a Modena.. . ... . I G. 8.7G Ca.'lru'lnJ Arturo, • • U+, O, crJ, ~ .,,_ "". @,@, • • +a
Perugia . . . • . .
29. 6. 72
+, O, ITJ, 4),
Dnyoo Edmondo, • · t U·U·P·J•, @, t0, . ,
e
+•
Dir. osp. Venezta Min. guerra. Capo scz. lno. Osp. P erugia
7 novembre 1918 a
Drosoln.. .. .. .
17. 11.74 Foresti .dll>erto. • · c§>, ttll•ll•Ut @,, @, • • +•
a
Reggio Emilia.
2. 6. 74
FQrrCttl 4rri(IO, ~.
*·
4), ~.,,_
+. . .... .. . . . Osp. BololftlQ.
+. 4),
Id. Milano (lsPOtt. ~an. mfl.).
+, ~.A
Dir. San. Romo.
o T orro Pelli c o 14. 2. 73 Armand-Ugon Giooanni. • · (Tori no) e "''", @,, lQ:, +•
+·
o Catania.......
!!7. 9. H
Martogllo Ferdi114ndo, $ , U ~ t u-u, ~~
a
Gibellina (Tra-
pani)
©. -/t, t{•.
o. 2.73 Clnurl R080lino, e . +.O.~ . ~. ,t, 4), ~
D lr. oep. Broeola
.,,.....,.,., \'. g, +. L. D. In pa-
Qep. Romll.
tologla speciale medloa nella R. U. di Napoli.
17 novembre 1918 a
Lentini ousn)
(~Ira-
l. 6. 77
•Consiglio Placido, • · u. +.o.rn. «>, ~ tU•It•U, • ;!;), +-
Id. Roma.
24 novembre 1918 a
Na;poll. . . . . . . .
a Lugo (Rovouua)
a
2.1 O. 74
+.
Santa·)laria .dll>erto $ , C ~. ~"''", @ . .l])• • • L. D. in ocu· Ustica nella R. U. di Napoll.
+.
7. 7.75 Qa.sngranùl Glauco, e ~- O. Q , 4). ~ ~ ' ", ~- ri.J~. L. D. In oonll stlca nella R. U . di Padova. ( ' )
+. +.
Alessandria •... 1<1.10.73 i\fargnrn Cesau. $. of:, ~. ~ "''"'" ~- 1_), • • >§<.
(') In,·allùo di guerrn.
Disp. Min. A eronautica.
Osp. Romn.
I <l.
AJessaa~lrln.
•
Ia
(SeOttC) ·n:x~:XTI CO LOX"N E I.I.I MF.D I('I
D ATA
CASATO E NO ~lE
LUOGO
P OSIZIONE
di
D I NASCITA
D ECORAZI0:-.11 E C.! MP AG NE nascita
dal n. 41 al n. 54. 31 marzo 1923. a
Casa.l hor d l n o (Chieti)
i. 2. 76
~Iollsanl
Al/recù>, è , tjF . (f), ~ "'"".
Osp . Roma.
6~- tiJ), + . L. D. In otorino loringoia·
tdn. nollo. R . U. di Roma.
Q, l!l. (f),
Dir. San. Pale rmo.
*·41. 41.
Osp. Rom&.
Frison l Paolo, Et. U cf>, (f)~ m -u -n,
Id. Roma.
Pi~za Beniamino. • · 'Ì!'· ~ .... @ , (!~ •}<.
o
Termini (Paler· mo)
a
S. Stefano Co.- 26.12.75 Za.tnro Antonino.
3.1 L 74
ljt,
U
mastra C?>.l os· sina)
a
Urbino (Pesaro) 10.11. 75
@'.©. + · a
Spezia . . ... . , .
17 .11. H
Foce Etloardo, $ . <!•, O. l!l. (f) ,.,....,
41.
*· •.
Casto l ce r lolo (Aie.9sandria)
4. 8.75 l\fontnnari Attilio, tjf, *- CD.® "•·tc·n.
c
Nulvi (Sassal'i)
27. 7. 75 T e d d e
a
Terlizzi (Dari)
14. 3. 76
a
~~
(TrRpani)
OiwJtr•7Je.
Barìlc Felice, $,
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A.ccard.i .<llario,
@,
a
T riggiano (13ari) 20. 6.7i
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Rieti • . . . . . . .
Id.
id . Torino.
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Id. llilnno.
t!t, ~ic.
tt. ~'• (f)
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Di.r. So.n. i\lilnuo
~" ··t<·t:·••. @. (i]), o{• .
+·
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......,
*· ~-
Di.srJ• •1fi11. Finanze.
*·<!;> . S'"·"·"·",~. Osp. Palermo.
S urdl Domenico,$, <-!>,Q. O, I!J.(f),
+
24. 8.76 Balestra. Duilio, $ . U c!f, O. [!].~. ~ tU·It•U, l'Co(l]}, • •
+•
lei. B1.1rl.
ì\1in. gul'rra. C8110 se;o;. lno.
a
Parigi
.... . . .
21.12.76
Balla Alberto, llJ U ~. EJ, I!J, (f),
O~p. Torlm>.
a
)loclcna . . . . . .
19. 1. 79
<:tozza ~Jlesswulro, $ , ~.,•.11 • 11'", \SD (!t. ~: T , ~b) .
Di r. Sn n. Verooa .
a
Trecasali ('Par- 28. 3.7<. . Co rrntIl. n" · uma. "" ~ O , "" ,...-, tff1, ffi, "' I.!J"• ma)
® f1~ • 1t•l7 •1 t1 @, tt}), -f-.
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Se. a.ppl. fnnt. (ins. tlt. 10 gr.).
•111
D ATA
I.UOGO
di
DI NASCITA nasoita
POSIZIONE DE<:OIIAZ10N1 E CAMPAG NE
dnl 11 . 55 t\ l n. 67. a
8
Levanto non•)
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22. :1.75
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J.'~lana Fran~uro.
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Di~. Min. F&nance
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Aspdt. riclu:. quadri.
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Osp. Napoli
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30 settembre 1923.
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Id. 1-'lrcr~n
c (;blnramonto 18. 7.78 Ionntzzotto Canneto, ~· ~ ' "'",
Id. li!J1nno
n Cagliari . . . . . .
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Pidro,
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CIUitrODO \'O (Pah;rU IO)
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12. !1.77
Torino. . . . . . . .
Moclcstlnl Paolo, e .'!'· (!i, C!} "'""• + ~. ~. ~ . ...... @, l~
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Osp. DNSc1a
3. 4.79
Do Bcrardinls Luigi, e. t; ~.O. O. [jJ, Q). ~. ~ ............. ~- ·· ~· • •
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Jlnrbanlfl rluo)
DisJ>. Prrriden::a rrm~ulio.
Osp. SM·igHono
Id. Palermo
M • n·u-n, <S• . (I J . + .L. D. in clinica ocuii Ytlca nella n.U. di Palermo.
(i'nle rmo)
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Ace. mll. rant. e oa•· nll .
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13.11.74
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1rl. Caln1 1ZO I'n,
31 dlrembre 1924 S. J O. ; !l
L ti n ti r l u u l ~
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Ruflli di ""~iflllitrl cl•! Ourr10 Scmi1111'io mititnl'c.
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1.11000
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or X .ASClTA
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DATA
CASATO E XOME POSlZJOl'E
di
'Il
JJECORAZIOXI E CA MPAGNE mlsoit.u
dal n. 81 al n. 90. n
Parm •l .. . . . . . .
3fl. 6. 79 CBsella Dante, T • 0- ~. ~ ..,.,..,..,, Q)t U•II•Ia•U•U, •
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O.~p.
Roma.
~ ltl:.•l.,• ll• l ", ' " •
(lj). L. D. In pntologln dtlrn•·· gioa. pr~""'o hl R . U. di l'ndont.
r 31 dl~embre 1924 "
~fczzoluso (Pa·
lcrtno) f\.
16. 0.7!1 Criscio11c Oada!lu . '~'• 1. '" "" 9 eu.u .. u·u, \( 'h!], ~.
Pizzo (C'atn n· 21i. i.71l Accorl.nti 17incefl::o. •il'· O. ;r;. ·P , znro) g, •u·*'·l1·••. (~.n ? . +. ~'·
a Cat ania
26. 3.80
Giarrusso Gesualdo. ~·.<l!>,<D'""" - ~"'· tn·lò·ll, @.@, • • L. D. In c!In. DC II• ropslcltltllria noi: a n. u. eli llnlngnn
J)i~Jl. J/i11 • ..1,-rnnCiuliro.
0 ;;1'· Bologna.
3 1 marzo 1925 n
CBmpolJa.sso . .
21. 2.80
a Gargnano (Bro·
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Id.
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Del'tolli E11rico,
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31' dicembre 1925. 11
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6 maggio 1926. t•
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5 giugno 1926. a
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2 1 giugno 1926. 1\
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7 ottobre
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Se. >nn. mllil. (l ns. t it. !O grado :.
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Id. Homa.
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G ri ll l"il·i m;o ~. ~ .., .... @;. (!;;.
+· Scuola sanlt. mi!. (!ns. tlt. 2• grado).
Isola del Gran 10. S.SG :>as~o (Teramo )
c C<1lletorto <Cam- 20. 3.~s pobnsso) ~lont<lpulci a n o
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c Caldarola (:.\la· 22. 1.!<4 a
Scuola sanlt. mll. grado).
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roscia. CPo •·lo ;\Iaurizlo) a
Telese J7inc~nzo, 'i= 4i, ~ •u-1 •·•'·". @. @, ~. • ·
Tattoni Fil~rtO,
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Osp. Trento .
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R. truppe col.
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Ch' menti Fertlinmulo. . . . . . . . . • . . .
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(::iìena.) a
F'rattamnJçgì<>J't· (>lapolì)
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9 .,,..,.,•. ~. \!,)) • •
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Osp . Napoli (com . Isp. san.). Id. Fl-cu.zc. In f. Rodi.
6 ottobre 1916
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Scuol a san. mllìt. (i ns. ti t. 20 grado).
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UEC'OTI.'\1.10:\J E CA~lPAO::·.-~~
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Osp. 1111lano.
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113 raot. 4 art. oo~t. 4 art . J>C6. eum p.
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LUOGO di
Dl NASCITA
POSlZIO:"E IJEC'O HAli:IO:'\I E CA.)II'A.Gl\'1::
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dal n. 111 al n. 127 • Q
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23 agosto 1917. c lllontclcono di On•lcto (Pc·
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Osp. Perugia.
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Id. Roma.
Pisa......... .
G. ~.!lll
Bianchi Vittorio, O-. . . . . . . . . . . . . .
IJU!p. Mi,., Colonie (Somalia).
e ltodl Garganico
3. 1.1'9
De Nunzio Francesco... . . . . . . . . . .
152 fnnt.
5.12.90
Reltanl Uuo, O. . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dir San. Alessand ria.
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Noto (Siracusa}
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DATA
C.\ S.\'1'0 E :\OME POS[ZIONE
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DI N.\ SCI1'.!
1JECORAZIONI E CAMPAGNE nascita
dl\l n. 146 al n. 160. a
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Di• 71. llffn. A <rouaul ico .
n<; li n H. U. tll Romn. 30. 6.SS
Conto ro Alllvninr., ~ m-••, ~· ,~ ..
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Ocrmuno Giu.~tJlflt, O. ~ , ...,., @;, (tJ
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Pocllli Al/rr:tlo, O . . . . . . . . . . . . . . .
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Dcrtoluccl Oit~&. O. ~ .,,..,.,..., ~.,t· ' Q, p, V<>rooo.
n C a st. ropi2nnno (Cnmpobasso)
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I'OSIZ!ONE DI•:CO I! :\ZIONf E 0.\ MPA G:-.:E
nuscittt
dal n. 161 al n . 176. a
Scafati (Salerno) 30.1 O.M
Langdla Dtutitk........ . .. ... . .
Awctt. iu/um.
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Genova . . . . . . .
S. G. Si
Calignr·ls Carlo, +·......... .... ..
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Gramc·gna Oi<Jronlli.
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UanOn\ llomrmldo, ~
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Voltrl (Genova) 17. 6.8!\
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:Ya.lotl (Salerno) 18. 1 t. !lO Confalonl.' RaDatlt.
~- ·'~· 19.10.90
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Fablonl l 'iclro. t!: . . . . . . . . . . . . . .
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Trornhntor·c rincen:o,
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S . Va lontln o
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Napoli
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R ose to C ap o 16. !1.85 Manfred i S pul.l oo ( C o ©. • ·
J7(nce••to,
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Dlsp . mi11. C'olon it (Erllfca).
O~p. Bologuo.
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Voghera . . . . . .
12. 5.87
Bcret ta Giuseppe...... . . . . . . . . . .
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Osp. Vcro M.
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DATA LUOOO
CASATO E NOME di
DI N ASCITA
nascita
POS IZIONE DECORAZIO~I
E CAMPAGNE
dal n. 177 a.l n. 195. c
S. Cosarto sul 6. 10.88 Panaro (Mo· clona)
CoUI llenzo,
19 "'"", ~·- tLt . +-
AIJ)etl. i tc/erm.
a T e v c rola (Cn- 19. 4.$9 PecorMio RaOaele. Q. ~- 4), ®"'' scrta) .....,... , @. (jt. +-
Osp. Firenze
e. Terracina(Roma ) 1O 3.RS Salvi n l Cuare, ® '"'·"·"·". (0. :!).
157
e. Melcgnnno (MI. 29. l 0.89 :Uontl C'ada""• ~ ,.,., •.,, @. (1) . +-
Osp. Roma.
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Inno) C
Oang1(1. , a 1ormo )
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Id. Palermo.
(Cfl· 15.11.87 Luciano Fuscà Felice, @ " , ....,, l" S()j!. didnf. Torino . a Vazzano tanzaro) @. ,w.
a Salerno .. ... ..
17. 9. !10
Corrcale .J.l!redo, <j(:, Q. ® .,,.,...,..., @. @, • •.
A81Jelt. in/um.
c Teramo . ......
1~.
5.91
Vetuscht PM'fUale .. . • . . . • • . • . . . .
Osp. Bologna.
n ROTti!\- . . ......
15. 7.88
D'Amico Oit<Scppe, ® .,,....... @ . @.
I d. Roma.
Frosinone 13.12.89
Decina• Oamillo .. . . • . . . . . . . . . . .
Di$p. Min. Colonie (Somall3l.
Id.
c
.
(ROJl\0.)
c Cnaerta ..•. ...
9.10 91
So fio Santi, O ....... .. ..... ~ .. .
c
Monasterolo (Cuneo)
l. 2.86
Brunetti Giuseppe, O. @. (LJ .
c
I1cggio Cn.ll•brla 13. 8.67
Suracl LJrww, Q ,
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® ,,._,._, ••.
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Id.
Id. (Trlpollta.nlal
Osp. Sa vig:tnno
+ .. . . . . . .ilspelt. intero~.
22 settembre 191 8. c Ca i vano ( :-1 a poli) 25. t 2.89
Launa Leonida. . . . . . . . . . . . . . . . . .
a Castelp lanio 27. 6.90 (Ancona)
Ricci Antpnìo,
•••
~ .,..,..,... ,
@, lQ),
c Novara. .......
20. a.n t
Parona En.:o. @ , 9 ,,......., @. @..
a S. Glullnno lllilanose ()filano l
l. 2.91
Carlmati Giuseppe, (),
n S. Romo ....... c
O o r uta rugia)
(Pe- 20. 7.90
Magnlnl Ema,
6 Id.
Id.
id.
R. truppo col. (Erttroa).
+ .. ..... .. Osp. Milano (com. !spett. Enn.
6.10.8 4 Pfgatl Giocanni, e .,,.,..,.,., @, @. •
10 art. pes. camp.
+ ................
! 2 fant .
51
Id.
(See~Ue) CA PM\l!!l M EDIO!
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... o .s ., -=
DATA
L L:OOO di
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D l l'ASCITA
("ARATO E NO:.I E POS IZIOl\E DE<:OllAZION l E CAlJ P AO.NE
UR@C(tU
00
dal n. 196 al n. 213. 13 ottobre 1918. c Sporono (Avei· lino)
IO. 5.90
ROD!fll Oactatlo...................
Cavali. Outdc.
l aonr8u (Ca·
2.12.90
Dutlilo Oitllltppc, •!<.1) ..,.,. ~ .,..,..
8• &z. dl><lnl ozlono Roma.
c
taD7.1lrt1).
c
Ulso (J,occo)...
2. 7.90
nuoci f'<•~'/tutle.............. . . . .
So. sun. m li. (l ns. ngg.).
c
(;uartlla So n tra· mondo (Uooo·
S. 4.90
Do Dlaslo 0 \liilo, O. ~ ,.,.,..,.., ......, @. (lt.
A sp. t~wl. tt'PCC.
vcuttl)
c
~f<•rlwllo
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Saluzzo {Cuneo)
a
Oordlgll<'rn(Por· 2a . 8.92
(,\ICS· 27. 3 .88 111\ndrla)
Colomharn Gu idi), O
5. 7.90 ){o r ino Enriro . . . . . . . . . . . . . . . . . .
l art. co.Ln.
Cblc..a Emanu~e . . . . • . . . . . . . . . • .
Os1• Verona.
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D io!. m il. J'('r UBin .
to ~!aurlzlo) o. Oc novn..... ..
16.10.90
\\;, '> • · a
MtLUto,·a. . . . . .
15. 3.89 Capm L t<mi!ln, ~ . ...... @. © . . . .
Osp. Bo'ogtlll.
c
Aqutlll........
7. 7.88
P r (lJ>Crt.l Cur·tl lJt tlt dt'llc, q), S....
Min. gut:r r·a.
•lt·t :·t-. ~.\l ~·
c Cass..uo Irpino t!l. 5.91
Mao>lmo i"r<mCU<"O. ~ "'"", @, ~~~4)
R. truppe col. (T!'Ipo lft aula).
(A vt'llloo)
c
Bonito (Avcl· 2i . S..llO ~UicUJ Ern~.o .. .. ...... .. .... lino)
c Ca rin o l a (Ca· 16. t-88 Lepore Luiqi, ~ .,.., •. .,.,..... @.,~ .
Disp .lllil•. F'inau: e. J d.
Id.
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O. +............
Osp. C'~orta. 9 regg. genio.
(Potenza) Corato (Bari)..
l ll. 3.90
Plocarrota F rancuoo, O. ® , ,.,•..,, @.Q]).
c Mo ntoloooo (Ca·
11. 8. 90
Frogglo @. @.
Il. 8 .89
Polito IùMario, 4). ~ .
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tanu.ro)
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N i cotera
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tansaro) &
France~~ro,
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A.apdt.
nwt. aJ)tc.
@. (l), • ·
s. Karoo A.rwen· u . 5.89 Mnntrcdl .J. ,._14o. • • • • • • • . . . • • • • • tano (OoeellA)
Disp• .llfitt. Colo11ic IErll rea).
MJn. eucrra.
46
(Segue) C.APJU.\: 1 )fEDICI
DATA
LUOGO
C.~S.\TO
E XO.\I E
di
DI
P OSIZIONE D ECO RAZ I O~I
~ASCI'rA
E CA.\lPA ONE
n ascita
dal n. 214 a l n. 230.
27 ottobre 1918. n S. Stelnnod1Cn- 2i . 1 J.ll!l mastr" (:11<'1'· Mina)
Znillro Giovanni, g•u-",10. &· ...
a
!,o \erchlo Gioucehino,
Onngi (Palermo)
Il. 5. '!l
ta~·t•, ~· \,l: ., •
c Sola r ino
6. 2.!)2
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CII «:l)
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Milano
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2.}i!)
Cinl.'crl Gioroio L . D. in <-llniru ocu· ll >tica nelle\ lt. u. Il! nucnn . . ..
AsntU. in!erm.
(Cnta-
27. 0.~8
l'olomonc Giuseppe. ~. ~ ,.,..........
22 nrt. camp.
CU<;{\)
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CIIS<I)
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c Osilo (Sn~saril
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Cipollinn Uli<~l!e, O . . . . . . . . . . . . . .
O~p. ~lilano (l spclt. sao. mil.}.
J O.JO.ll l
Dettori Oio . .llaria, g H ;..·t•·•:-u . ....y...
Id. Ca4tllarl.
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Bologna.......
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Gtoogo J.'r1111ru. O. ~ ., _., .. , •. •1~.
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Boroaldn (P otcmza)
4. 5.l!~
!-'clllerf So/rotore, *·~"''"·• · ·••. <S;.1..
]d. Ucllrw.
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2. s 2:i
Vcndiltl r."mi/io, 0 . ~ .,,.,..,., •. ~ -
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Scalati (!-'al<:ruo) H. !t. '9
Dudi Ra(Jacle....................
Oibtr. wil. Mllnuo.
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D•Jrcllo Cio. OiusrmJe. <le ... . . ... . .
0-p. Tm·ln n .
f-"araooc J "al~'rio. ~ •••·"·• ~· .., ,y,.. ,lj.
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-<auolrill) Oc-liann\'lc ( Ho•g . c: io (~tln hriu)
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c 'l'mTil.'c·li!O. !-'l~uru (Tc·c·nm••l
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Merli n l Carni/lo, ~ .,, .....,..., (\ ' . te;.
Ol.u·. mi l. 'l'crn mo.
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LUOGO
DATA CASATO E NO::IIE
di
DI NA::iCI"l'A
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nasci t n
POSIZIO!\'E
DECORAZIONI E C.OJPAGNE
dnl n. 231 al n. 248. a
Monto San Pie·
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Mignani l'il/orio. ~ ....,•..,., •• @. :f~
Osp. Bologna.
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2.1 l .87
Ambros i
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Pisa. .. . . . . • .
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Onalclo Tadino
Hl. 4.90
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S~rro.
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I'a r>ult• f; iroltlmt>.
c
Mlnl,u rno
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T t· or. C.C. R R. Qlg' i.tri .
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Centro c h lm. nul.
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ront.
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2. 2.110 Orng1•nlo Aulouio, O. ~ ,.,.....,..., · , ''~·
n .\l o nopoll (Bnri)
3.12. S Bnrnahn :.oJIWrdo, ~ .... .,. ••• ~. @.
a
3. 8. ~ 9 Po~tuotta L'mberlo, ~ 9 ""·"·",
:Snpoll •.. •••.
l~
l\'. ~~ ·.
~ o rta)
o C<•rlgnoln (F'og·
e:'"! I U ·II·H-11
', ~·
R. tr uppe col. ( Eri~rca ) .
O&p. Dnrl
+• 10 centro outom. :-\ apoll.
(St(llle) CAl'ITANI Klti)ICJ
..
> ()
D3.TA
LUOGO
CASATO E :-<OME POSI ZIONE
di DI NASClT.\.
DECORAZIONI E C.HLPAG.:-;E o.\scita
dnl n. 268 al n. 283. a
Vlllamontercht (Arezzo)
20.10.85 Albcrtl Ettore, & "'"". IS!,. ;tì), + ·.
17 art. camp.
30 giugno 1924. c
Portici (l':apolil.
G. 4.90 Torre Salvatore. <!>. ~ ....... .,..., @,
:H fan t.
\l] , •. a
S Remo (Portomaurizio)
2. 1.90 Denza Rat!ae/e,
~'•
4) .,,.,. .. ,
~.
c S . Giuseppe Vesuviano (Napoli).
15. 9.91 Ccln Francesco, O.
n Siona .........
5 . 7. 92 Ma.sP.u F-ilippo .. . . . . . . . . . . . . . . . . .
Dl~tr. mi l. Bologna.
c
9. 1.n Iannizr;otto Antonio,~"''""". @. @.
2 a•·t. costa.
Cblaramonto Gulfi (Sirucnsa)
~
,.,..,....... @,
CavaU. Firenzo Uap. Verona.
(IJ, • ·
c Cetah) (Palermo) 20.11.92 La Martina Rosatio. O. ~ ,..,....... , @. @• • . c Terni. . . . . . . . •
~2. 7.93 l'llri~ l E11nio, O.
a
Ba.rl • . . . . . . . .
S. 5. !)2 B eli sarto Ciul'io ~ "'· @;. tW.....
c
Vicari (Palermo) 13.1 O. 92 Lomendola li'iliJFpo.. . . . . . . . . . . . . .
o
Taranto . . . . . .
8.12. 9:\ ~'laohettl Giuseppe . . . . . . . . . . . . . . .
O•p. Ancona.
c Palermo... . . . .
2. 2.91 Meodola Gerolctmc> . . . . . . . . . . . . . . .
4 bcrs .
a
11.11.92 Filograna P~quale.. . ...........
Legion e C.C. R.R. }'it·onze.
Nardò (Lecce).
~"'-"'", @, @ .
l>i.<p. llli n. Colonie (Somalia). lS a•·t. ))('S. cump. 0 ~)).
R
Firenze.
truppe CQI. (Cirenaica).
30 settembre 1924. o Gioia d el Marsi (Aquila)
23. 2.93 Giannantonl Mario 4).. 19 '"'""",
c
27. 4.94 Pultrouo Ra(Jae/e, ~ "''", @. @ • • R. trnppe col. (Eritrea.).
Badolato
(Cn-
So. sa.n.ml l. (lus. ti t. 2"gtado ioc.)
@, @, •·
tanzaro o
:\&poli. . . . . . . 4. -
18. 2.96 Cavaniglia. Alfredo . . . . . . . • . . . . . . .
Ruoli eli anzianità del Corpo Snnitc.rio .Militate.
l l•crs.
50
(Se(71U)
DATA
LUOGO
OAP.JTANI ltF.DICl
CASATO E NOl!E
di Dl :"\ASCITA
nascita
POSIZIONE DECOIUZIONI E CAMPAGNE
dal n . 284 al n. 305. OegU àzzl Guido, ~ .,, .....,, @> @.
a
Perugia . . . • . .
13.11.90
c
R oma . . . . . . . .
26. 9.92 Slwbaldl Guoliel'fTI(),
c
Ma gliano cl~i Mat·sl (Aquila)
2. 9.91
+· Se. san. mi l.
e "''", &;. t!J). Oap. Roma.
Di Lorouzo Odoardo..............
Centro chimico milit.
o Russano Calabt·o 15. 7.95 Gru do Giovanni. . . . . . . . . . . . . • . . . .
bpelt. nU>t. 8]>ee.
o M o n tcodorlslo (Chieti)
16. 5.95 Scardapano Florindo . . . . . . . . . . . . .
O ep. Roma.
a
Sq uUiaoo (Co.t !mzaro)
17. 5.\J6
Sqwllaclotl Ratluele, @ '"'",
c
Portici (Napoli)
lì. l .\15
Gagllone .dntonic, g.,........ t:!J, tW-
(Si-
Il. 9.91
Astuto Giuseppt, ~,.,.,., @. (1) ,
c
Sa.ssarl. . . . . . .
3. 8.91
Mun-u Giaconw, ~ m-u-1\ @1. 1\.Ì!· .
a
Mossina. . . . . . .
!Il. 5.9 '1 Mastroglacomn Guido, ~··•·"·", @,_t;J
3 tant.
a
Gr o t t a f•••·•·ntn (Romll)
l. 3.9~ 'tappi Prìm.o, Q .. . ........... ·...
I.Xsp. Min. Colonie (Erltr~ll).
c Sortino raousa)
l
w. (gl. +·.
Id.
Pado,·a.
Se. contracr. Netlunu. 1.1 centro autom.
5 regg. genio
Vallclun({a (Catanzaro)
Ili,
G.~'-1
Penso vccch lu Antonino .......... .
A .,opett. injertll.
c
:-\apoli . ..... .
14. 8. \) l
Palmlor! Alfredo ................ .
12 fant.
c
Sola (Case rta)
3.10.!11
Turano &t/Mle........... . .. . ...
fl al't. oo.mp.
o
c Partinico (Pn·
2. 2.95 Av<,llone GMtmw . . . . . . . . . . . . . . . .
''l font.
!ermo) Carl~:ntlnl
:.!. 2. :J.J
Fallla tsruvatore .. .......... . ... . .
Leg. C.O. R.R. Bolo!( na.
c
Bonorva (~aA- 23. 5 .!13 sari)
Nurra .d1.ionio, ~ "•, @ , ,l) • . . . . .
Acr. art. genio Tnri ""·
'3
Torino
28. 9.95
a
Bo ~ comat·cngo
ll.tl.!lO
O<~Miobcli,;Corrado, ~.,,.,. .......~.1\t
c Cava Tim·nl. .
30.10.:15
F ord Antonio, ~ .........., •• @!, @.
a
Cunoo . . . . . . . .
26. 4.9(i
Brezzi Giovunni, ~ ,,........ @;, @ ..
o. Partinico (Pa-
26. (1.9~
c
(Si -
r aousa)
l>'i.sp. Min. Colonie (Soma! i Il). R . tl"Uppc col. (Trlt,oltt.) .
(A.lcss•~nù.rlo. \
ll.'m\O)
+- I>isp. Min. Colonie (Somalia ).
'R. truppe col. (Circunica) . . Pas.alacqna Raffaele®"''"'"'",@,@ 22. faut-
al
(Se!}'\U) C \PITASI MI!:DIC I
LUOGO
DATA CA!:>ATO E
ì\'OM~~
dl
DI NASCI'fA
POS!ZlONE DECORAZtONl B CA.\lPAGNE
nascita
dal n. 306 al n . 323. &
c
Seoond lglla no 21. 6.1!1 (NapoU) Vittoria (Sira-
Oonsanto Atntxlto.
<YJ; -W• • •
e ·······Jl-U·l•-u. Dl~tr. mll . A .-ersa.
111. 6.!11
o usa)
a
Augusta (Sira- 22. 6.9:J o usa)
Patt&vlua D<J'mtnico .. • . . . . . . . . . .
c
Venafro {Cumpcbasso)
8.12.05
Alonzo
a
Catania.... ...
3.10.92 M:osumarra Nicold .. . . . . . . . . . . . . •
,. NapoiJ . . . • . . .
24. 4. 9!
Rt'{)Oero..... . .. ....... ..
Fiume Guqlidmo,
~ .,, ... ,
@, ,~,;~ . .
Osp. l\1llnno. Savoia onvall. Oep. T orino. SS fan t.
,. S. Grego rit1 Ma· 19. l'-!)6 goo (Salerno)
Go1fredl Luigi, l9 •u-u-u, @. ~~~. ..
!U
Acerra(Casorta) 18.10.95
Bnttlgllonc MWlele...... ........
O Sc:t. dJalut. Bari.
<)
o. ~ '"'"'"'", @, o nlp.
('fra-
23.11.91
a
Vita (Trapani\
17. 1:1.96
Perrlcone Gìll8eppe, ~ " ''", ,y;, \Ì)
.+
a
C~oaJJouio
17. 4.90
Diana Eugenio,
~ u •·n-u, @, l!Ì)
..
c Scanno (Aquila)
17. 6.11-1
Del Futton• Gl'{]lielmo, @, (i}
Formicola (Ca-
17. G.92
Giuliano Celutino, ~ •u .....,.,, ~· l};
n Salurn i panl)
Patti Giweppe
Id.
@, • ·
14 nrt. r. .. mp.
(Cosenza)
et
~ "''"'",
3 regg. genio.
eerta) c S. Apolllnar(' 22. 5.01 M.tlbzzi . lml!.rign.. ... . . .. . .. ..... (Caser ta)
81 fant.
a C asto l graudo (Potenza)
8. 2.!16 Guaparrlnl Nicola, ® " ', (~. \ID ...
10 nrt. camp.
o Caatolla.mare di Stabia
9. 4.113 E sposlto ltfi.chelt. ~ "', @, © .. . .
Legione OC. RR. Ancona.
Casal-
S. 8.96 L lbta D~ico..................
6 bore •
o Marina
..-ellno o
NaJ)oli • . . . . . .
23. 6.93
Buonlncontro i hllonw. . .. . . . . . . . .
Cavali. 1\lontorrato.
(StOU.) OAPIT.L':I MEDI CI
IlA TA
CASATO E NOME
LUOGO di
DI NASCITA
POSIZIONE
nnecita
DECORAZI0:\1 E CAMPAGNE
de.l n. 324 e.l n. 343. 3 1 marzo 1925. e
Fa:,uno (Bari) .
12. 1.110 Pot.en•a Luivi. O ............... .
Disp. Min. Colonie (Somalia).
11
Barro.franca
16. 3.90 Paraninfo .dnodo, ~. ~- ®' "·"'"'",
10 bcrs.
(Calttlui~sctta)
• (l'.
n :>:nro (Gh·gcnti)
15. •I.IJ l Ctustt·onovo Oaela11o .....•........
Dl>t r·. n di. Cnlt.>.mia.;etta.
"
Portola n d o Il o (Bono ve nto)
16. 7.91 Rlntlldl Ora.eio ......... .... .... .
15 rnut.
a
Aolrenlo (Catan la)
2l
a
S. Scv.,t·o (Fog·
ZS. 4.91 C'a••ano Lor=.
9.92 Foti ..1/t!o, @ , ,..,.., ..., ~· ©·
gia)
*'·
+·.
@"''", ~.©.
11 rcgg. l(()uln.
+ IJ art. pcs. eamp.
30 giugno 1925 c
Pnganlca qulln)
(A ·
31. 8.95
Giacobi o Corradi110, 6;. \l~ .. . . . . . .
Osp. Jo' lr cnzc.
a
Salento (Salcr·
21. 1.07
Scarpa .dnuiolino ~ " ' , @, (IJ), <P..
9 rant.
17. 8.98
Tr'Oplcclonl Emanuele .......... ,.
Coli. mod. leg. R. truppe ool. (Ciren aica.).
no)
c
Andria (Dari)
c
:>:oto (:,'iwcuso) 21. 8.91
Avolto Caro Ouwo..........
u
Mormanno (Co·
30. 3.9i
l'ondoln Edoardo ~ "'', 6· . (l~ • . • .
Di87J• .Miu. Colonie (Somalia).
...
liCIIZII)
c
Palermo . . . . .
13. 9.96
r"o Blo.noo Domenico.. . . . . . . . • . . .
59 rnnt.
o
Roma . . . . . . .
~2. i .9~
(ir·lanzc CduUno, ~ " '·". @. ~. +
O~p.
c
O;,tnnl (Lccc,·)
2~.
Snntor-o•a Dome11ico. ~ "''", &;. @.
Id. ROliUL
5.!16
)),
•·
FlreoY.c.
Pc•clou(.\qnila)
G. -~.95
Tarqnhal Cairoli . . . . . . . . . . . . . . . .
8 centro autom.
c Bucciano ("Be"'''~n lo}
12. 4.0r.
Bcllolll Carlo....................
Diep. Min. Colonie (Eritrea).
o
u
Vittoria
:10. 6.93
l'aollllo Slan(slao ~ ....... , ...,@.®.+
n. trupJ')(l col. (Trlpolltn.nla)
c
Palermo
17. 6.!11
l'a "ono Giuseppe, IJ;,
Id.
o :\a rde) (Ltceo)
!!0.10.90
Manicr1 .d!berlo . . • . • • • . • • . • . • • . .
Nicolosi (CaLan in)
4. 4.96
LOI:lltO Domwico ~'"'"",@, @,
~
, ,. . .,.... @,
Id.
Id.
(EritN'a).
(lÌ.~. • · o
+.«)
Centro ohi m. mll. R. truppe col. (Tripolltani&).
53
(Segtu;) CAPITA:.! MJo:DICI
l Q
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DATA
l CASATO E NOME
di
DI NASCITA
nttscita
POSIZIONE DECORAZIO NI E CA.'-!PAGNE
. dal n. 344 al n. 361.
a
Palermo . . . . .
6.11 96
La Rocca Jlnbutc • . . . . . . . . . . . . .
5 faut.
a
Teano (Cuscrta)
t. 7.96
Clpl'lano Sctlvalore........... . ...
12 art. camP.
a
Romano Lombar. (Bergamo)
S. 9.90
~fori
Osp. Placcm.a.
c
C a s to Il abate (S alerno)
8. 9.96
Matarnzzo Lucio .. .. .. .. .. .. .. ..
Distr. 11\il.. Pndon>..
c
Aquila . . • . . . .
2. 1.95
Sa.udrcttl Ernc/1to.. . . . . . . . . . . . . . .
.J.spett. inferm.
o
Co fai (l
(Pa-
l. 1.91
l'l'rnice Vincenzo, ~ 01 ' '11 , @, ~j) . .
Dist.r. mll. Cela i!!.
o
Va.ira.no (Caserta)
15. 6.97
Za.ntagna RV:cardo...... .. ......
225 !nnt.
n
VIttoria (SIrncusa)
26.10.9$
Sslmè Ettnre....................
35 Id.
a
Palermo .....
5. Ul6
Mona•tra Solvotcre,
4n.nwalc . . . . . . . . . . . . . • . . . .
lermo)
~ ..........
@.
5 art . pes. camp.
©- • · a
Setti ugl an o (Cuta nzaro)
26. 1.96
VIrgilio Sct-.-erlo......... ...... . .
R. IMIPPO C•JI. (Trit>Oiitania.).
n
Padula
20. 4.93
Ac(·etta Amilcare.
@,
3 l ers.
+
4 scz:. dl sinfo>:. Verona.
(Sa-
lerno)
~ ,.,.,.......,
@. • ·
o
Napoli •...• , .
7. 3.00
P&lmera Uoo. ~ ... . ,•. , ... , @, @,
a
Napoli .. . . . . .
17. 3.97
de Co-are Oian11ino . . . . . . . . . . . . .
26 rant.
c Ariano di Puglia.
2. 1.97
l'urooro Gi•tscppe . .. .. .. .. .. .. ..
O•p. VeneZJ&.
P~trl.z:tl (Cnltu1-
Hl. G.!IG
A.raé1·i Alllonio ..... .
84 !aut.
l à. 9.9:•
<.;acciatol~o
c
~:a.ro)
c S. Stefano Qul~ qu inn
Dnmenico,
~ •• •~a·n·u.
rot. Parma.
@, (tlj.
(Oir-
geatl). c
Ca. l v l Rl~orta (Cata.nzaro)
8.12.!15
Zona. Demdrio, ~. ~ ' 11 • @. @... . .
t
o
Ca.serta. . . . . . .
2 8 .97
IM<' Ili Mari-o . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
R. truppe col. ('rrlpolltania.).
bers.
( ,Segtt<: t C.<PtTAl\1
DA'l'A
MhJ>JC I
t:A:-IATO E 1\0ME
L I 'OGO
PO S IZIONE
di
DI :>;M'C ITA
D ECORAZ IO:>;J E CA..'\lPAONE
ouocll a
dal n . 362 a.l n . 378. 3 1 marzo 1926. 17. 4.97
Olu l!oo Ccmttllo . . . . . . . • . . . . . . . .
(B··-
9. 12.07
Scinltlonc llarlblumM, 1;, ,g.
c T a" e r n a CaLauzn ro
13. 6.9 ;
l 'as~a.nre
a.
Taran t o ... .
c
V Itulano
oovcnto)
.s:.
~ " '' " ,
Car mine .. .. .. . .. .. .. ..
4 art. camp 4 a lt•·
27 a.-L. camp.
l luglio 1926. a
Tonno .. . . . . . .
Il. 6.9:,
Hizzo Carlo , Q. <P.~ ,.,.,. .......
c
VILer·bu . . . . . .
17. :l.97
Ma.zzarou.l O«tcomo, !P, ~ "', (Y,i, Q!)
&
Ar iàno <Il PugUa
31. S.QG Cà.lò~nl .Amtrlo, <l) ~ '"• ,y_·. (t ~...
Id.
c
Ale·•&ndrla...
:!ò. 0 .93 :.togallcbe Curio, ~,.,.,. ....... !v, ,. .
Dùfp• .Mi11. Coloni<: l Somalia)
o
Bitonto (Bari)
25. 5 .9 ;
Perrlul lfrr(Jrlo,
o
O~raco Marlua
li . :3.9 ·,
Gi urlco M u•ht le, ® ' "'"'"'", w.. 11}
S L fnot.
1. 2 !li
Loml artll Salualor~. ~ ' "
5 art. camp.
~-
·~ ··
~ ... ....
y,, ,,, . . . .
12 ber~.
J\Un. guerra.
lù.
ti<'.sun mll. (ln s. ~.).
(H<·tc~elo Ga l.)
a.
('hl u ~oa Sclafani
~ - \1!;. .
(Palermo) o
Palen~ (Chieti)
:1. ::.!h
l,.'arupnna A tllo>tio. ~m-••, ~, l ' ..
R. truppe col. (TripoUt.)
a
Aidone (l'alta-
:!5. l 9·1
Plo~za A>ll<)lr irw, ~ ....... ~~.
,,1) . .
>'cnola san. mU. (lns. agg).
25.6.~.;
Ptwoue .tf nlonw, & ........,.... \i. ,,.,
ut ,~c~ta)
c
Gioia d e l Colle
R. truppe col. (E ritrea).
( fll\l'[)
c
:Uor g<l S. Dou-
9.1 J.9:o (lua),JI Vir1r er>zo. 4,1, ~ "'"" '"'" , l\~ ,
mlne> (Parma)
7 lant.
\lj). • · . •
9 '"· V.,. ,l ~ . . . .
7 nrt 11c~. camp
c Chlotl ...... . .
0. 12.0!)
A morn.l O.•t•nltlo.
c C nl tagl r one
:10 1.911H
1\1<-a-t ro .drl,.r o ........ ........
i!l rant.
12 7.97
Uer·tonc 0\u.' tl>ne. ~ .,... , (y, . 11t . .
~o. ali. utT. e sottu1f. Cosert'l.
( CaL~<nla)
r
CaroJ-o OU8 1l)
(Siro·
.. o"'
s
cj
DATA
LUOGO
C~SATO
E NOME POSIZIONE
di
DI :'\AS('ITA
nascltn
~
:1.
DF.CORAZIONI
E
CAMPAONF;
dal n. 379 al n. 384.
t luglio 1926.
o Moclona . . . . . . .
'8 " '· &;. ~ ~-
6. 1.07
t\dnmf F tlire,
O. 6.97
TdUlc t ti Ju'lno, ~ ·n-••, 1,Y., u_D •••••
:l l
Id.
® '",~. tu) .
l
Id.
7:1 fan t.
l
a
Napoli • . • . • . • .
l
c Montano Antilia.' 26. 1.97 !Salerno)
o Sortino (Sirnouaa)
Oel Sonno Oiooonni,
22. :!.99
A;tuto Oimlamo.
~ '". ~. lç ....
l ceut.ro autom.
~ " '.
Jt. truppe ool . (Trfpolit.)
1
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A'!Ooll Piceno.
U . 5.97
Sa.ocbotll 1\'ìeola,
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C&stelhottaoclo
5.
De Lbio G~anni, ~ "''", ~. ~ ..
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Hegg. ~ufo pont. lagunarl.
(C&mpob8.tl~<o)
TE:-.'E1'\TI MEDICI.
dnl n. l al n. 4.
t aprile t922. a
<.:atanl a . • . . • .
2. 1.96
A follo GiUMPf"' • , . . . . . . . . . . . . . . •
46 fant.
c
S 10poJ1.......
12.10.92
Gnr~lulo Fran~esco . . . . . . . . • . . . .
16 art. camp.
l luglio t 923. a
Pa latzolo-Aorel- 12. 5.95 do (S iraouea)
i\lo-~i nn .4.1/re<lo. ® ,,...,.,., @, ''~·.
H. truppe ool. (Cirenll.ioa)
l giugno 1924. o lfont..·pulcia n o (Sit•na)
25. 9.98
llorooco Luigi. . . . . . . . . . . . . . . . . .
1•1 .
Id.
Id .
(Id.).
LUOGO
DATA
CAS ATO E NOME
di
o
"
.s
DI N ASCI T A
lfl
nascita
POSIZIO NE DECORAZI ONI E CA MPAGNE
dal n. 5 a l n. 24. c
~·ano
(Pcaaro).
5.LO.!J8
Ripari Enrico ~ '"', @, !t]) ... . ..
n. t.rupJ><• col. (Trlpoli t .)
o
Genova . . . . . .
9.7.901
De P aoll P aolo . . . . . . • . . . . . . . . . .
D iSp. Min. Colon ie. (Somnlln).
c
Discq~·llo (Ba ri)
2S. l .97
Barhkrn Maura11gclo, ~ "'· ~. 11 ~
R. truppe col. (Tripolit.)
o
Aru:l (Potenza)
12. 4 .\17
Pomaricl E11rico.... . .. . . . . . . . . . .
Irl.
a
Sal~rno . . . . . .
ao. 4.98
Vitali.' Salvatore . . . . . . . . . . . . . . . . .
R. t ruppe co l. (Circuaic n)
o
NaveUI(Aquila} 17. 5.98
P!ccioll ErnumcgUào, ~ '"• @), \!l ..
Id.
+' ..
Id.
id.
Id.
(Id.)
id. (Tripolit.)
o Mola di Bnri..
29. 1.94
Gigante Dornrlo, ~ •u-u, @. @.
a
Tt•ramo . . . . . .
23. 1.93
Dazio Francesco, '01 n uu-u ,. r.> W• @~ ·
CamPO san. mil. Anzio
c
Moltctta (Bari)
15. 2.99
Spagnolcttl G<ùileo......... . . . . . .
R. trupp e col. (Tripollt.)
o Gibellina (Tra-
s. 3.!.16
Pakrmo Carmelo, ~ '". @, @ ....
Id.
Jd.
Id.
(Id.)
• . o.
Di&p. Min. Col01ai.e (Erli re..).
pani) a
Pi<'nzn (Siena l
3.11.97
Santobon.i Umberto ... .• . ..•. ••• ..
Id.
id .
Id.
CId.)
8
Palermo
•••• o
25. 3.99
Viola Donumico,
Id.
id.
id.
(Id.)
a
~tona
tSi('nn)
23. 8.9G
Cor t iC<'lli Mauro, ~ ,..,.,,, @. l0.
c
Calant'llo (Cascr ta)
18. 9.9S
R ossi 4/tilio, ® "'• @), @ . . . . . . . .
R. truppe col. (Tripollt.)
S. 8.97
Scblrru Oiusem>e. O ............ .
UiSp. il1in. Col<>n;e (Somalia).
9. 2.0G
Barbiera Giusei>TJe. O) • . . • . . . . . . • .
R. tn1ppo col. ('l'rip oli t.)
c Cnl!'llnr! c
Sciacca (Q i r -
~ ......... @. <Q)• •
+ . 7 cent r o nutom.
geo LI)
a
S iano (CaRorta)
21.11.95
Ontti Arturo.............. .. .. ..
Iù.
o
Acc ... Hu ra (Po · t C'nzn)
5. 5 .99
Maggio Pietro, ~ '" ' '", @. @ ....
9 art. camp.
n
'rorino .. . . . . .
24. 6 .!12
Snnaon i Curio . .... . . . . . . . . . . . . . .
1 art. m ont.
n
:-.:oto (Siracusa
~o.
Cu r pin w ri Ernesto, ~ ....... @), @ .
R. truppe col. (Cirenaic a ).
4.91i
•·
id.
Id. {Eritrea).
(.')~) TI~N ENT I ~H:Oif'!
DATA
LUOOO
NO~! F.
CASATO E
PO::;IzlONE
di
DI NASCITA
ua.s cita
DECOnAZIONI E
CA~li'AG~~~
dal n. 25 al n. 45. c
Partinico (l'aJo:rmo)
:!~. 6.97
Cnnnlzzo S«wsticmo, ~ . ~- u) .. ..
c
Bdpn~so
(Ca·
30. 9.98
Com<'!i Sebastiallo,
o
Tricarico (l'o· tenzo.)
U . 7 .!lOO
Oaglit\r<li Plt$1Jiuùe.. . . . . . . . . . . . . .
c Palermo.. . ... .
s. 9.9~
Ca iVI'IIO Salvatore
c
Palermo.......
13. 3.96
Intant iuo Sint.one, ~ . ... \.~· .r;,. ...
R. u·u ppo col . (U ironn ica)
c
Pott-nza . . . . . .
30. 5.98
.Sa lvati GitiSCiJIJC.... ..... . ..... ..
Disp. Jlfin. Colon il'. (Su m al iu ) .
,.
Palermo......
l. Z.!l6
;\lanze Ila (fit"iePJ>e, ~ "'. @!. © . .
n.. tnrppe col. (Trlpnlit.J
a
Caserta.......
21. 2.117
Clgn la Mario, C>. ~ ' """,@, \l] ...
62 fant.
c
Pale rmo... . . .
15. ltl.99
Ptcordla Mariano ... . . . . . . . . . . . .
Disp. Mi". Collmie (Somali a)
e Belpasso ( ua-
13.12.9i!
Ougll ~lmwo
28. 8.96
Labruna Vi/torino, ~ "'• @!, @.
wn la)
g "', ~- ti;). . . .
DiSJJ. Min. Culrn1 U: (::;•)malia). R. t r·uJJpe col. ('l'ripoli t.). D i.~p. Mi~t.
Culoni< ( 1-:ritrear.
Id.
Id.
id.
Id.
I.A<Cio, ~. @, ~ .....
Id.
id.
id.
(Id.)
+ ..
l ù.
Id.
hl.
(Id.)
wnta ) o
Ave llino... ...
a Altamura( Dari). 21.10.96
Sarùono Antonio, @ •••, @. @.....
Di. l t-. milit. Barletta.
o Llcaw(Oirgcntl). 12. 2.96
D'Augclo Emanmle.... ... . . . ... .
R. t.ruppo col. ('frlpol!t.)
e Gragnano (Nn poli )
1. 1.98
Dello I oio Giovarmi ..... . .... . .. .
Id.
hl.
a
Tropea (Cattln· !:aro)
9 . 5.9~
COC'cia Gitt.$ep~. ~ .,..... @, @. •·
Id.
Id. (Cil·cnai ct\) .
c
T r e q un n d n (Siena).
22.10.91
Tt·rzl Fuieri.co, @,@
o
Trani (Bari) . .. 15. 11. 900 Stx·zzarerrl .thtlonio. . . . . . . . . . . . . .
~ .,,.,.., ...,
O. • ·
(Id .)
D isiJ. :llin. Col<mi~ ( Erit ret~) .
R . truppe ool. (TrlP<•Ill).
o C~•Arò (Messina) 24. 2.90(\
Zlngalt• .Salt>atore. 4j. . . . . . . . . . . . . .
5 PE>>'. oamp.
c
Daglwl'!a (PaIO>'rmo)
7. 9.900
Sol orti no Saltullore. . . . . • . . . . . . . . .
:-5c. cenlr. mi!. crluc. llsica.
n
Barra ( Napoli).
11. 2.98
Vh·ianl Rodol/o, ~ •.,..., ®. ((D. • ·
R . t.rnppu c ol. ('l'ripo lll.) .
c
Rntlgllano (Bar!)
8.12.96
Valenzano GitiSe/)'/)e, O. ~ '""", (S:?,
D isp . .Min. CoL1111ic (Eri t re~~>) .
@, •
(SIJ(IUe) TENESTI lllEDICl
DA'l'A
CAS ATO E NOME
LUO GO
POSIZIONE
rli 111 NA,.CT'T'A
OE('ORAZIONI E CAMPAGXE nascita
dal 11. 46 al n. 61.
e "''", (g, tt:, ....
o Catanla.. .....
5. 9.!llt
l•'engn Edaordo.
c
C a Rt t• lla l.a to (Sale rno).
18.f.Uì7
Cammara.uoPi?letnzo, ~ "'·". ~, (ij;
Id.
c
Dari .. . . . . . . .
5. S.UG
Cupuli OW!Jrmni, ~ . @, ltiJ·.. . . . . .
Disp. Min. Colonk (flomalia.).
c
P a d u Il (Dl· Dc · vento)
16. 7.9X Fnl ho Ji11rico, (!!, lf!;. (l ~ . . . . . . . . . . .
c
Cn t old
l S. 7. 99 Ca ro,•·ili Giacù•lo, ~ . ~. llD· . . • •.
(Co·
R. truppe col. (Cirenaica). Id.
Id.
ld.
1d.
Id.
(Id.)
id.
R. Lrup)'>C col. ('l'ripoli t.).
~enza )
25 giugno 1925. o
Vallata (A\'ol· lino)
l. 9.900 Rosa Ouid{) .. . . . .... . ........ . ..
ld.
Id.
Id.
Id.
o
Napoli
17. 7.900 lto muuo Enrico .............. . . .
l d.
Id.
Id.
Id.
o lw m<L.. . . . . • . :?/!. (l.IJOO .PhoRtim• M ario . . . . . . . . . . . . . . . . .
Id.
id.
Id.
Id.
Ro ccapi em o nte (Sale rno)
27.1 L !lfl Sini~ralohl Carlo, ~ " '. ~. (g) . . . .
fd.
Id.
Id.
id.
c (;u ,ma (Ca•crt n)
23. l.!lùU St·ufè .Ame<leo........... ........
Diii'P . Min. C olonie (Somalia).
c
.\){Ira (Catan i<L)
22. 4.900 Colomhrltn F ilimJO .....•...... ..
Id.
Id.
Id.
id.
c
Te rro.oova (Ca l· ta.n l~actln)
3. 7.nov J.'a,Jcone RuOa,le ..... • .... • .....
l d.
id.
Id.
(Eritreo.\,
c
:oiu l•>PUCa (Be· n<·vonto)
lG.lt.90(1 L<'OIHII'fli ])(J> It(IIÌCO • • • • • • • • • • • • • •
n. truppe ool. (Ciroru~ron.).
o
Corleone lorm o)
(Pu.-
2. 10.900 L lpMi Domenico . . . . . . . . . . . . . . . .
90 !aut.
a
~l otta
c.I'Atror-
:/4. 7 97 F iumllra A11ionino. Q. ~ "'"", 6t.
n. truppe col. (Cirenaica).
o
mo (~kdsina)
c
H plnazzoll\ (Barl<'t t 11\
(t;J,
+·
2!1. ?. !11! Csu·r·Qr·a Nicolò A tlrlm<>, 9 I(,Ì . • ·
'", @,
l d.
Id.
id.
(l c.ll.
59
(Segw:) TENENTI ~tEI)IC'I
DA'r~
CASA1'0 E NOME
LUOGO
POSIZIONE
<l!
3 "' èii
DI NA-SCITA
DECORAZlONI E C.B1PA0NE
dal n. 62 a l n. 79:
c
Canicatti (Olrgentl)
~- S. 9S Contrìno Ferdin<Jn<ù>, ~ " ' ·", ~.
{~.
•·
R. t ruppe col. (Trlpolita.uia)
o
Agira.(Catania) 23. 3 900 Troina Fra·n asco.. .... ..........
Id.
Id.
id.
(Eritrea)
c
Napoli.......
& •n-u, ('Ò. !Q),
Id.
id.
id.
(Ci ~l!lnaical
27.11. 98 Caliondo .Michele,
•·
o Sas'!&rl .. . . . . .
8. 1.900 Bua G(tlUP'J}e... . . . . • • . • . • • • • • • •
JS art. oatnJ1 .
a
12. 3. 91:l Vimercati Luigi . . . . . . . . . . . . . . . .
157 tant.
Bari . . . . . . . . .
o Paupls! (Bt•ncvento)
21. 7. 99 Bianco Gioo. @,
a. Noto (SirD.CM&)
5. 6. 9~ Cultrora Frm•cesco,
c
Forino (Avel· Uno)
+-
Battista,
g. "', @,
R. truppe ool. (Tripollt.)
Id.
l. l. 99 SanLuccJ Olmcpp~. ~ "'· @, .!!;.
+
(ClrcnaiCil)
id.
Id.
OBJ>. Roma. (CaUIJl>O mil. s anlt. .Anzio)
3. 1.900 Taocrcdl Urb<Jw) • . • . • • • • • . . . . • .
R. truppe col. (Cirenaica.)
(Mo·
21.10. 99 Grìlli .31arlo .. . • • • . . • . . • • . . . . . .
Id.
c
Roma . . . • . . . .
4. 8. 98 Bolla Lui(li, ~ ..,..., ~- !Q: .. . . . . .
Disp. Min. Colonie (Somalia).
c
Cautano (Benevcoto)
25. 4. 99 Mutarazzo Sera{ino .......... .. . .
c
Grumo Appula
6. 4. 9~ Cicc imarra Guewno,
c Tol'toretla (Salerno) c
Sa~suol"
id.
id.
(Id.)
d e na)
& "'"", ~. ,ij)
Id.
id.
(Td.).
id.
R. truppe col. (Circnalna)
(Bari) 1'.
Palazzolo racul!a)
(SI-
16. l. 97 1'rnnchina. 17\ncetleo, ~ "''", ~. \li)
Genova cavali.
c
R! posto (C&-
8.10.900 Va.~ta Giweppe .. . . . . . . . . . . . . . . .
R. truppe col. (TripoUt.. )
tanla)
c
Partinico (Pal enno)
9. 1. 97 Lodato Ga8'pare, ~ •n-u, @, ;~ .. . .
Id.
Id.
id.
(Id.)
c
MCl!~inu . . . . . .
4. 2. 9S Cnll Duwenico, ~ ' ". ~. ,aj . . . . . .
Id.
id.
hl.
(Jd.)
a
Napoli :. . . . . .
7. 2.900 D'Aicr-;;andro .J.ntimo . . . . . . . . . . . .
16'1 fant.
60
(SCUlU) TE:'<ESTl MEDIC I
~
,.
lJAT\
·;:;
Lt 'OC:O
-"
01 .\"A:'C LTA
c::
POS IZIO;>;E
!li
~
rr..
n n>;Ci tu
DECOHAZJO.\"l F. \.'A.\Il 'AU X~
dal n. 80 al n. 97.
+ R. trU)lJlB col. ({ 1rcnaicu.) .
Il
Faruc~e (Roma)
G. 3. !)7 Urigant i .d.rnor.io, 9 '"'"'", @. @.
c
l'aupisi (Bello· vento )
23. 6. !.li llifnno .4uyusl<), ~ "'. ~- tfi •. ••••
Id.
Id.
id.•
id.
n
1\npo lì .. .. .. .
24. !l. O!t J3n ,·n .11 rluro ... . .. . .. ......... .
Jd.
Id.
Id.
(Trlpollt.)
c
P erugia . . . . . .
7. 9. !li Polli dori R(ldo//(1, g " '. ~\. lido ••••
l d.
id.
id.
(Cl rom~ica) .
c
.\Jo lfctla (Badl
~o.
6.901< J.'nHinnu Niculò . . . . . . . . . . . .....
Id.
I d.
id.
(TriP•Jiit.)
c
Na p oli . . . . . . .
1. 1. lJ~ lJi Ctl soltt OittSrpJX! ..•.. . ..•..• . .
ld.
id.
Id. (C'irenaica) .
c
>< o inr c a (Gir· gemi)
H. 1. !l~ .\Juglic nli 1-'rancescu ..... . ...... .
Id.
id.
Id .
id.
o
Cast r o <'! Ila ri
2!). S.(); :-:alituri Gird/fmUJ. ~ " '. @!. @. + ..
Id.
id.
id.
Id.
(C()SOU?.a)
9 luglio 1926. c
.\1" l (l z z n n a
13. 1 1.118
MtuwauJ ..Jòcle . . • . . . . . . • . . . . • .
6 regg. genio
1Ma.ssa )
c
;>;leo s i a (Cn·
3. 3.90 1 llfns tr·olonni
Decio.............
3 ra.nt.
tnnin) c
Pttl~r·mo ......
c
Cazzano eli Tra· mign.ù
ro n o,)
c
1\J. 9.90 1 Plnzzn ()uido. ............ . ....
rt. truppe col. (Tripoli t.)
5. 5.00 l Costei Il Oialll;x.tt.isU<
Pleluonto Caval i.
( V e·
. 6 . 3.!!0 1 Car pino Ilo<iol/o...............
Pet r o n:\ (Ca·
J~.
faut.
tunznro)
c Jlaghcrìa (Pa· lerruo)
1. 1.90 1 Cn pu to /lift(Jio ....... .......... ~Io rèlli
c
Tnmnto. . . . . . lJ. 5. 911 l
c
Bur·l . . . . . . . . .
c
llcllo ~< guurdo 21. 12. !)5 Mo •:ro n e
l'ili/Jcrlo . . . . . . . • . . . • . . .
13.11 !JOO Tn.g lìuficn·o Armun<lo....... . . . .
J. •tiui ~ ""·"·",
+; @. @.
H. t ruppe col. (Trlpo llt.) 9 cwt ro autom.
n. trupJ)c col. (Tdpollt.). Id.
Id.
id. <Circnaicu).
(Salerno) c
S. Stcf. Qlll sq ui· i 5. 3. 90 l Aroniea Ferdi11~.nulo . . . . . . . . . . . . un (0 irgcn~i)
2!i art. camp.
6l
DATA
cA;;A'l 'O E l\mH!
L L'OOO
POS I ZI01" F.
di
Dl NA::ìClTA
llE('OfiAZiù::\1 E ('AMI'At::\E
ùa.l n. 98 al n. 11 6. c
Rnlitusa ("irn - 17. 9. 0() l llhmdo Lui ai. .. . . ... ........ . .
H. trnrpo col. (Tr-ipolitnnia).
I'U'II )
c
Anzio (fioma).
4. :!.9!11 Fl lib&·k UittSe)))le........ . .... .
c .\rpino (C'asor- 21. 2.91.11 l'nna r n ('(lr/o . . . . . . . . . . . . . . . . .
Cnllltlo :mn. lnil. Anzio. S I fnnt.
t a)
9. ~.!Hlt Zlll'cttl Salmtore ............. . .
lì 1
id.
o
Napoli ....... 25. 3.901 Princ ipe Rcmdo . . ..........•..
23
Id.
c
IUzztconf ( fieg. !('io Cala IJriRJ
5.1 0.9(10 :-::t al!nittf Frallt.e$Ctl • . . . . • . • • • • .
1 :'>1
i cl.
c
" "lnazzo la (Barl)
7. 6.1!00 Calogero Vi/Q . . . . . . . . . . . . . . . . .
l nrt. mout.
c Cervinara (A. velli no
l. 6.9Gl Fucc!o Oionnmi . . . . . . . . . • . . . . .
7 bors . <>iolistl
o Onln?.zo (Ca· sorta)
11.9. 99 Annarllll:tma Ernwnno ~'"', @.@
-i rcgg. genio
o Palermo
o Li,·orno . . . . . . 29. 1.90 1 Col Fili!lcrlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . c Pollica (Sa- ll. 2. 95 Gtlldl Jo'lori(Jl<O terno)
~,,. ,•.,...,
@, @..
IlO rnnt. 63
id.
o Giuliana (Pn· !ermo)
7.12.9Ql llella Vinctllzo . ...............
!l a lt>.
o
5 . 4.901 Oregorinl Pietro
i 1
Alcamo (Trapani)
•
•
•
;
•••••
o
•
o
•
••
rn n t •
o Palermo.... ..
6. 1.002 Ingria Lorcn:o ............... .
Candi. A<>sta.
o Sassari.. .....
8. 2.901 Idio t FriJII<~o . ........ ..• ....
45 fan t.
o
Palermo......
S. 4.901 Tomasclll Antonio ..... ...... . .
n. t l'Il p pe col. (Tripotìl nnin).
o
Castellnmnre :9. 9.9!11 Colomba Sicolò .... . ..... • .... Gol!o (Trapani) 4. 9. 99 Papaguo Michele . ..•.....•.....
c
Trani (Dari)..
a
Sal\'ltello (Sa- 23. 2. 95 IJnbt·en,la Mallco e'"'·"·", ~. @ lerno)
36 fnnt.
60 iù. 93
Id.
(.Segue) TE:-'E:-ITI
62
DA1'A
~IKOICI
CASATO E NOME
LUOGO
POtilZIO~E
di
3
DECORAZION I E CAMPAGNE
..,"
nasci tu
m
dal u. l 17 al n. 133. c
Ler~ara (PaJor·
me) e P alermo ......
7.10.9UI Bntta.glia liJfd&tlt . . . . . . . . . . . . . .
.
S. IO. 99 Mangio ne (li 14~1)1)C.
~ ...... • @,
\!l)
88 fan t.
73
id.
r
'forino. . . . . . . 16.1 O. !1!1 D e Alcool E ve~& io • . . . . . . . . . . . . .
<'
Vh,glouo (Potonzn)
~.Il. 9~ Di Rugo PrOS7JUO
c
Laurito (Saler-
l. 6.001 Panzuto J.o'iliJn'JO. . . . . . . . . . . . . . .
27 Id.
7. 2. 90 ~rnloella: Cl11t1dw. . . . . . . . . . . . . .
28
Id.
8. O 001 CariJODO Jllirhclc. . • . . . . . . . • . . . .
5fl
id.
a San Giovanni a 14. 1.000 (..,'rocco Oiw<~/JIH' . . • . . . . . • . • • • . .
65
id.
e.:®, (!j) .•..
CavnU. Vi t t. Em. H
faot.
no)
c Pozzuoli (~ a . poU)
c
PnlD\n Ct\lllPf\· nin (Cill!Orta)
Piro (Salerno) c Apice CB e n e - 22. 3. llll Paragona Pirlro ~,,.,_,,, • •
', 11~
52 Id.
vento c Ca.etlllliono dJ 2(1. 12. U7 Morgantl Paolo ":!P""·". +- ~. 111) O arla~tnana
6 alpini.
(Massa) c
Sa vlao:o CC a· serto)
3. I.HUO Montone ~rltuo...............
21 art. .:runp.
a
natn.IWC:I>
(Ca-
7. 7.HOO Fi,.lcbolla. Oit1011bnlti•la . . . . . . . . . .
23
Id.
Id.
t~<nia )
c Bisa<'<tllinu CPa- 6. l. !o O l Marino Sal~X~Iorcs. . . . . . . . . • • • . . . l ermo)
CavaU. Non1ro.
c Torrano,•a(Cal- 19. 5. !h lllllana Oad<liW g "". @ . (l_i.... .
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Scuola d'appl. di fanteria (Parma). T ,(',M.
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Scuola d'appl. di cavalleria (Pinerolo). l\I.M.
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Accad. mll. fanteri a e cavalleria (Modena). (• () M .\ ~ U .\ T l .
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Accademia d'artiglieria e Genio (Torino). 0.0.1.-. Lay !);,.,,
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Istituto chimico-farmaceutico militare di Torino.
Collegi militari. Ile Angcli R A>·duùto (:Sapoll).
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Gallu Arturn (Roma).
Comando scuole centr. mlllt. (Civitavecchia). :'-l.)[.
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Scuola centrale di fanteria (Civltaverchla).
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Scuola centrale di artiglieria (Civitavecchia).
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Scuola centr. mlllt. di educaz. flslca (Roma). T.C.l\1.
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Labora torio plrotecnico (Bologna).
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Scuole allievi ufficiali e sottufficlall. SC'rwla A.. U • .J. s. II m.
Centro chimico militare (Roma).
C. M.
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Scuola ' '· (J. A . •<.,, M I)(/. u(t.
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C.C. F.
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Stabilimenti militari di pena. ~-··-······ · · ·····--~· ··-- ·-- ·· --·--··· ··· ··· -··-- ··············-- ·
St'tu./a . 1. U . A. s.
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Reparto car ri armati (Roma).
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Direzioni di sanità di Corpo d'armata e stabilimenti sanitari. llii<E7.1t):.O ~' 01 !I.ISI1'À
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Ospedale seconda rio di Pa<Ùtlla.
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Col. M. Caccia Filimw (dirot.toro).
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Argenti o n. Gio. Uatlislo.
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(Cuuro)
C.M. Ca rbone 2'no~J-w .
--···--... ---· .. 61° fauluia (Perugia) . C.)I. Mnguinl Enea.
;s.;v fcmteria
az o fanteria (S'IJI)lelo).
(LJol oonaJ
C .M. Haltrw h'tUn-t· ,
'r.!\l. PBrngonn. 1-'irtro ..
:wo fanteria Plo<lena ). T.M. Colomba ,\ 'iccol 6.
5;$0
Cort ella P ra ru-e~<eo.
('.)!.
370 fanteria ( 4/essandr ia).
T.M. I)'Ambro~lo ...4le.<sandro.
fl4.~
C.M. Sandrertl
38 " Jrwl erirt l .1/b••) .
T.M. Lougo Antmilu>.
Ernaw.
C.M. De Cnrli Ouslm:o •
•
o
Pocot'ella Owvanni .
5 r. o fanteria (t'mtt:ul U.no).
T.)I. Carbn110 Micliele.
, 4. 1o fa nteria (l ut)')<!ria) .
57° fanteria
( l 'iccn.:a).
C.)l. Catnpano I::doo r d<J .
T.)l. Orcgorl~l P~tro . •~o
tallleria (Nm-ar a).
66° fanlerit• ( Udine).
1 o fanteria (.\'<t(Wli),
C.M.
fatllcriu ( , .trcelli).
fanteria (S. Uenw)
('.)1. Fi tmle G11Ulidmo.
C.M. Plgntl Oi•A'llnni.
69Q /cUlleT"ia (Cìoitcroecchia).
' 30 fcmteria ( TvrtmU& )
_............................ .............................. . .........._...................
C.M. Lo Biaoon D umenico.
6 1" frwleria (Parma). T.M. DI Rago Pro~vero .
u o fanteria T .M. l d1nl Frai!CfSCO .
tl . -
1'...M. ZnretLi .Salr:atort. G~0
(Sassari).
fanteria ( Parma).
T.)l. Cigaln Mari<>.
Ruoli d• an:ianità del Corpo SanUari<> militare.
Sl
l
(S'ecnu) RIP\RTO nF.Ot.l l · rrii"IALI MRDIOI & CBlloli C I•PAR\IA I' IfiTI F.C'r.
SS0 / <fflk ria (Piiltoia)
630 j~ìa (Solern11).
C •.ll. Mallor.r.l .dmt:riq,,.
C. M. l'e1>o R"(fo~ le.
')'.)1. On ld l
PIIITian ~.
66~
/a11lcria
u o fattkr iu (J.'(ren::e). (J>iwm:a)
C.M. Arnori .d rtlunino.
T.M. C•·ot·c•> Oitu~ppe.
SGO ftmlrria (Traf)ani).
66° f c, tcr in ( lleuui, Jo: milia)
C.M. Colomba 1 OIUL::Ìfl. s ~o
s; o fault ria (('ol/'11) .
/trnlerin ( f.Ì"<>TIW).
T.ll. Bali nglia .llirlte/f'. C.:IJ. Dc Bernardo Frmtr~<C<' .1 ui•Juio. 8 JO !ll>~luìa (OentJCOJ. 68~
/mderia ( .\'tll'tWr ) .
C.M. llantern Loren:o. <.:.~.
Pn•qunll U r >n i{lil1. ~0° foll l eri c• ( T &ri71Q).
70' jaulr ria (..Jrr::o). C.ll.
Fci' NU'O P cwl o.
T .:M. Coi F itil;erl<l.
010 /n11lcria ( T vriM). 730 fanteria
( l 't~lmca).
<..:.li. O alti Oi•II'O ~ '"· !):!"' fun tt ritt ( 7 'uriJW),
('.:11. Adaml Felice.
C.M. Cambozzu .Ma r io. t•:~"
7 40 fanteria. (P illa). 'l'. l\!.
(.:.M. c,., l!garls Carlo.
rmbronùo Mali n>.
7 a0 /ali/triti (S irtU'U80).
!l' '
- - --·~
. . . .......................,_,,.•.,. ________ .....-----·"''''' .......... ,,
1620 jrm lcria
7l;O janleria (llcronmll),
( Trieste).
C.)t. lJc :\nw:lu f ' Nml'(.'IC'"·
C.:ll. Coufnlone Ra(Tflcle.
1670 ft~r~tcria ( Zara).
;no fanter ia ( l 'cr /lllo).
C.ùL Snl vlul ('c.,rr r e.
t'.M. Ntca.<rtro .il.rtlt•o.
C. :\1. Gmrloo
( Fono).
161n /tlllltria ( TritSf<t),
770 /anuria (.8rurif•>·
tanleria
fcmt~ria
C.>\L Ourfi·Nll l .uioi.
(',l\f. J3nrono Giot·mmi.
~H 0
fa n lerit• (.d1!l'(".O).
(llO>ll<<).
T.M. U'Aics•audro .d11llmo. ~260 /allkrio ( AM'Oii l"i«M)
~lichd~.
C.~.
Zo.ofagna R<ccardo.
83 2310 /a1W:ri.a (MU'Gno).
Relldmentl alpini.
C.M. Oanepa Romolo. 10 alpini 232o Ja~ia (Hol.caoo].
(Mondo1li).
............................... ...... .. _
C.M. Saudnllì Pietro. -
- - - · · · • - oOOOOOo o oo oo
Reggimenti di bersaglieri ciclisti.
•0 • • +00 0
Oo~OO Ho o
oooo ~oOOOOoo_o _
_
_
_
_
30 alpi>li (ToriM)
C.M. Ornmeifna Oi11"anni. 10 ber$0(11-ieri (.\"aJ)vli).
'o
alpini (lr:rra).
C.M. Ca,•auls!liu. .4.1/rcdo.
C.r.t. ~inldone IJartolomca. 20 bersaulieri (Ronw).
;,o alr>ini (Milano).
C.M. Chlmcnt.i F erdi>uotUÙ>. •- • •• ••••••
30 ber.roolieri (Lirornol.
C.M. Accetta .tlmii<'are.
'obersagl-ieri (Torit>o). C.i\1. Zona Demetrio. s o berBitfllieri (Siena). C.M. Frosin.i Dino.
so bersaolieri ( Uuloona). C.M. Li sta D&menico.
; o bersaglieri (Bre.sda). T.M. Fuocio Oit>~~<tnni.
0
•• • • • • ••• • - •• • • •••• ••• • • •• •
• • •• o • •
•• • • • • o n ooo . . , •• , , • •• • ' • o o • • • h
• , • •·•
6° alpini (7'rnllo).
C.M. Patti Giuseppe. T.M. Morga.nti Paolo. 70 alJ)ini ( Belllmo\.
................................................................................. so almtli (Vdi?u·). C.M. AmbrMI Luitti. 90 alp·i-ni (Gorizia) .
C.M. Cappelli Al/rrdo. T.M. Bella VincMt::().
so bersaglieri (VerO?W). Reggimenti di ca valleria. 90 her.~a(llieri (A.&ti).
C.M. V en,litti F:•Mlio.
10n bersaglieri IL'aler>M). C.M. Paraninfo A.noel o.
uo ber.oaqlieri (Grodiua). C.M. Pomo Felice. 120 bersaglieri (M-ilaM).
C.M. Rizzo Carlo.
Nit!za Cavalleria (Torino).
C.M. Bruno Carlo.
Oat:a!Zcnoeri. Vittorio Eman~Uit II (Voolura). T.M. De AJessi Evasio. Savota Cavalleria (.Milmw).
C.M. Alonzo TiUilotro, Caoal~l!ri Guitk (Padov4).
C.M. Ronca. Gcutano.
84
( .''<•!JIU') lUI' \ RTO DEGLI UFIII C IALI )[&DICI E (;OIMI C I-I'ARYAC •STI ECC .
Caoollr(l(lt ri l .!on/t'n"olo ( Udine).
Q.M . Uuonlncont t·o ,d}llonio. Oerurw Caraller io ( B•Jiv(}IUJ) .
T.M. Tr.. oohioa
l ' ir~M=·
Corolleoor r i Al!slo (F r r rar a)
(".ì\1 .
~·M.:gioiJ
C a rlo.
Gaoolù.O(}• ri Salti.Zt() ( f'or d.-.vm• ).
C.M. Ouaralili Carlo.
so art. da campaona (Oori:io). C.M.. Tulauo Ra(Jaete. i 0 art. da campauna (PC&a).
C.li. Argatùo·l T eo/ll o. l) O
a r i. da campagna ( r trono).
c.M. F Mclll ri tant<mw. 90 art. da campagna. (Trento). T.l\f. Chi ..ra Oi~PV"·
100 art. da cam paona (.Ya1JOl'>· Carollroot r( Sorara ( P llr mn).
C.M. O ~parl nl Nicolo. T_M . .\1 ar i no .Sol col<. re ..
u o ari. da campagna (.<tksMJndrla). Oavallc(}oeri AI;-M a1uirio (Fir• nt:• ).
C.M... Bassi Uoo.
C.M. Del Fattore Ouqlielml). 120 art. da ca•npaona (Co..-ertea).
Pu·monte l ù alr Catlallt rio (R uma).
C.M. Cipriano .Saltlalore.
C.M. ~ n"'>! Emillo. l :JO art. da camJ)a(}1l4 (Ro n14).
('avallcfJO<-ri d i F i r r n te(: ( .Yn tJ•Jli).
C.M. R:t•lfat l .dlberlo.
C. M. ))e nza RaQaelr. 110 art. da campa(}na (Barò).
C.M. l liana F:u(}triW
Reggimenti di artiglieria da campagna. 1o art. da ca »t7J0/11l4 (Foli(}7W).
.................................................................................. 20 art. eia canmarma (Pc$aro). C'.l\L D i :\'ella .\'ico ltr-
t .;o a r t. da campag na ( Ud ine). T.M. Campagna Gaspare. 16 0 art. da campanna. <Oauliar !) •
T.M. Gargi ulo Frmtc~sco . l ; o art. da campa(}Jl4 (NC)t)(lra).
C.M . .\\berti E ttor e. 30 art. (la ca~IJ)all'IO ( 8 ol oqn.a). J SO art. da cmnpauna (.dquila).
C.M. D 'Agò•tl n o A oo.•llnn.
4.0 art. da camvaona (Pola). C.M. Oludice C a mW o. 60 art. da cantpa?na (Jlenaria &alc).
O.M. LombardJ Salval<rre.
·-•uooO o o o~OoOOOooo o '"' o oooooooooooo•o •• • • • • • •·• • -ooo o ooo o o o oo o ooooooo o ooo oo •-
190 a rt. da campa(J1l4 (Firenze).
C.M.. Bnttaglla GWacchino. 2 00 art. da campaQfta (PadotHI).
0.111. Mazzeng.J. lRatXmtO.
85
210 art. da ca'IIIJ(t0114 (Piauttza).
T .M. M ontt•ne .drluro. ~20
so arl. da montacm4 (Gomia). T .M. Amo rioUo Fmru:uco.
art. da camiJ(t011U (Palcr>ll',) .
C.)l. SalomontJ Giusrp ,,.. 2:10 a r t. da campao11a (1'ric.'>lc).
T.I>r. FlsJebeUo Gialltlxtlti.sta.
Reggimenti artiglieria pesante campate. JO art. )JC$, campalt· <Casale Mo11/rrralo)
:!(0 art. <ÙJ CaJII)xt!}IUI ( M eJ<I'i tur).
C.M. 7.n tllro Giot·truni. 2f>O art. tla rn m paona (.\"fila).
C.M. De Bernardo Frrmcc.•ca.
!16<' ari . da campa(lna (l<'trram). C.M. De P aris ..d·UOI~'t<J.
20 ari. pu. CIWIIJ(I IC (Gennva).
C.M. l\fas trolannl .tlnlm1ino. ;)o art. pes. C(tU.}Jale (Orenwna) .
C.M. l•'ioro Mario.
270 art. tla rom)Ja(I1W ( .Milrt lltl). ~o
('.lll. Pa•samc Ca r mw. 2 ,0 art. da ca m fJII01ta (r wu u).
fl rl. IJC..•. campale (.Man/<)1.'!1).
••• •• ••- • •• •• • • ••••• • •••nu•
••
U••• •••• •• • •••••••••••••·•••·•••• ••~•- ··-•
oo art. pU. ('(llltiJ(Ilt: (Udine). 290 ari. da ca>IIIJ(t{111a ( .dlbrn(la).
T .M. Zingale S alta/or e . GO art. 11r.o:. cam11ale (Modt:na).
300 art. da com))(lOna (Brescia).
C.M. R icci .dnltmio. , 70 a r t.
Deposito allevamento cavalli (Grosseto). T.M. :-=toolo>l .dntonw.
P f-ll ,
rom,Jalt: (T.ivorno).
C.M. Amorosi O$Valdo. :- 0
art. pe.•. campale (Roma).
C.M. Pari si Ennio.
Reggimenti artiglieria da montagna. (IO
ari.
p~.
C<IW11alt: (l"oovia).
10 ari. da monlaona (2'orhw:.
T .M. S Rn sooi Car lo.
20 a r t. da m 011Wuna (B~rgamu).
C.M. CattAneo .Arhillt·. C.llrf. P lrcotU Eoùlw.
T.JI. Clampolillo PQS!Jualc.
C.M. CMSano TArr nzo. 100 ari. pes. cmnpale (Napoli). t'.:M. L anna Lcv11 fda. 11 0 art. 1•1:-•. camtxùc (Palermo).
C.M. Lo Vecchio Olllru'china.
(S•(IW') RII',\RTO DIIOLI OII'F ICIAL I MJ!:DICf E CllrMICI· P'ARM .\ C'I!ITI
l'A."C.
Reatmentl •rtlllleria pes•nte.
--·-··-..···-- --···-·--·-··-----
l o art. pu. ( ToriftQ).
C.)f. Germano Gi.-pfl'. 20 art. J)t!S. (A ltssan.tl,.ìa ). 70 rrnlro conlroo,.rv-i ( Fiun~).
flomu-C~ldo.
C.M. Onuora
C.M.
so art. pN<. (Pttlmannra).
Alh>eon A1W>nio.
so rrnlr o ro11 l r •Kttr ri (Roma). 40 art. fX!I. ( T'faro n:a).
C.M. s untoli Pasq·ll,(J/ino. r, O art.
g o rrnlro rtml rflt.U'rti (P e."Cara).
fH'N. (l'"&n a).
C.M . )luuMtra Salt>cd t.w,.
l 0 ~ r ,.nlro conlrCKI • t • i (Sapoli).
Regoimtnti 11rliolitri<1 du co~l.lt. !O art. d a
110 r.-ntro cor~ lroo •r,.i ( Palrr11111).
t'lilla (SI~Zt<l).
C.M.
C.M . .M<Hino Enrito.
Llnl\rC~
Anorlo.
120 rrttlrll crmt.roarrri (Cagli<•ri).
20 art. da c~la ( l"rll<'fta).
--·-·-· -···--- ~ ··· ·-· · ·- -------- ----
C.M. lnnnlu otto ..fnlmtìo.
Centri automobilistici.
:lo art. da c~la CM r&<itw). C.M. Scudcr i
Giu~l)flt:·
10 rt"ntro autcmt11h. (Torin•>).
R~wìnu:niiJ artiolitria n cara/l•; (JIIi/t.mo).
C.l\[. A 'tutu Oir ola>no.
C.M. Bollii Tr' rrsifl.
···-··-·············-····---
Centri eontr..aerel.
30 centro au.lmnob. (•Uilano).
---·-····- ·- ···········-·······················-··········-····-- --
·-···----..··············-·····.... ········--·-············'"·············10 centro a>Alorlloh. ( l t"rona).
·,lO f'e nlrtJ rmalrfWit r ci (Ornorn).
T.M.
De L ucia RatTtu:lt.
------ ---·····························-···-·---··········---;;o rettlro a111mnw. (Trieslt).
---..·-··-······----······-····························- ....................... 10 rtnlrt> r<m lr•)(J.ff'ei
- ··--··..---·····--·-·····-··--··-·-GO t"nlro aulomwl•. (8olt>OM).
(l ' r rcma).
-------- -·······-··....... ··--· ·········-·-·--- --- ~·· -··········-
--
(;.llf.
De Mar ini• .J.urr Uo.
(StUIU' ) RIPARTO DIO(}LI UYriCIALJ KKDICl Jl: C JJIVI CJ·FAIUL\CISTI &CC,
DO reoo. ~ (7'1-ani ).
70 centro aul<:>mob. (Firenze).
T.i\1.
~o ~nlr"
Plooar~ ta
C.l\1.
CX>r t.soolll .Mauro. atttom<XJ. ( ll<mul).
100 reqq. oen\o (S. Mari-a C'apiUI Vetere).
C.M.
C.)l. 'rurqui ni Coirt•li.
DI Monaco Parùù. 110 reqg, genio
90 C'Utr,, tu'J,mwb. f /t(lri). T.M.
O.M.
Moro>lll Fitibrrl••·
Re(Jq. oenio rwnt-itri (Pi~en::a).
Il o reut '" ""
C.)! .
C.M.
PDgnottn. UntiH>Y"tH.
''"'">11. ( Palermo).
( Palern~o)
!o'otl .ill/!o.
100 em i ro a •tt..uu>b. (.\"aJ)oli).
C.M.
Fra~~eesco.
Do l..IHIO Oim:onni.
l o rroo.
gtnio radio-t<:leuratlsti (Roma).
.ktuto Oiii~~<'IJII('·
1 ~o rr ntro aiLI•>III</Ò. ( t ·aoliari) .
2° rego. genio radio-l-tleuro/lsU (.Firenu).
~ou.
10
genio terrooitr'-i. (Torino).
Rtnimentl pnlo.
C.M.
rruu o•uio (f"t r celli).
Batlaglione misto genio della .Sa riÙ/lfta ( Ozien)
Borac no GiUM:ppe.
----·-··--·-----··--------··--- -20 reuu. oenifl ((""""'" Mont~rrato).
1'.)1.
Distretti mJJitarl.
:\liiO.DI\ Olltl (l/l(/.
3 ° r tg(J. Qtllio (f'aeia).
.drellinc. C. 'M.
,o
rt{/(1.
T.M.
C .:\1.
geuit• (Verona).
A.nnn•nmml\ J:: n !la n t\Q.
60 rtjl{l. llura·u
{/1 Il in
.d~er.a.
c.M.
Gia~•JMu.
Barlett-a. T .M.
~ardo ne
.d ..ton/c.
Bari.
Fl\llla G iot·cuua i.
70 re(} (l. ocnio (F iren.:e).
Benevento.
C.li
PM<tnnli
f"lncen::o.
1-' onzone Lorenzc.
Bo'-·
s o ugg. genio t Rom.a). <.:.)l.
Doosl\nt.o Amedeo.
( 7'rÙ!Sf<:).
60 reoo. (Jtllio (Boloona ). C.;\(.
r.a Bruua Frrntl:e3CO.
C.M.
M -a J7(1(ppo,
( $t(1U<') Rl PARTO DEO Ll
t.:Ft' JCl ,,LI M,& O I C I E CJIDIIC"I •t'A RlLH' I iiTI ECC.
B olzano. C .)f.
}{o tJouc Al/<>n i<O .
M essina.
C.)!.
Bonacc·w~•>
J;ilterio. ,)fila~to.
c.:lf.
Bndl Ra(Jacù . .Yapo li.
Cauliari.
C. ;\1.
Pncillì Altre<w. (..'<tllani sscita .
C'.l1.
Cn,tron oYo
L' ad r>ça.
Gael~1w.
C a. m J)oba~:;o .
C:.l{.
)l ,.tat·tt7.7.<1 (.urio.
c a.•··rio.
Peru11ia.
C.M.
:ololerl Gifwmmi.
C atani a.
C.)f.
f,lp n nl .élntu11i n t>.
f(~'fl(IW
C.:'ll.
Ag<~, i i no
Crfaltì.
C.)l.
P<"l' ll iC<•
CaLabria.
Vinc•·nzo.
Roma.
Viti.CtiiZO.
j.;;r'-rzana. Gr'IUira.
l'.M.
Fnbianl
P ietro.
Siracusa. ('.~1.
:-:cìllieri Vinl:'mzo.
I.A•cce.
l Avvrno. (:.)!,
)Jmn Salvalurr.
T cranw. C.~L
llerliul
.Mantm·a.
Can~illo •
Trapani. · ···· ~··· ··· ······ ·-·····
·············-······························-.---· ..···... ··
(Sf!/llr ) HtPAR'I'O OJO:III.I l" FFH ' L\1.1 :MF.DIGI E CII I"--ICI· F'.Ilt:ll .\CISTl 1':0('.
UFFICIALI MEDICI E CHIMICI-FARMACISTI A DISPOSIZIONE DEL MINISTERO DELLE COLONIE. 1.
-
'f.M.
Pla.stinn Mario.
T.M.
Sinisc nlchl Carlo.
T .M.
.Hinnco o;mubatlifla.
T.).J.
Lodalo GO$parc.
T.M.
Centrino F erciintm<lo.
T .M.
Cnll Dom4:nico.
'l'.i\1.
li'ontnnn Nicolò.
T.M.
Bava .ilrlttro.
T.M.
Piazza. Gt<ido.
•r.M.
Taglia.fierro .ilrmando.
T .M.
Oa.put.o Biaoio.
T ,l\1.
Blw.1d0 Luioi.
T.)l.
Tomasolli .ilnlanio.
Trlpolltanla.
T.C.M. Mazzetti Loreto. 0 .:\1.
Guarno.ccia Girolamo.
C.J\1.
SoJlo Sante.
C.M.
::U:a..«simu F'ra11ce8Co.
C.M.
De hllcltcli~ Corrml.o.
C.l\I.
Paolìllo 8tcmi$lao.
C.M.
Longo D <>menico.
C.M.
Ylrgillo Sawrio.
C.M.
Ia.seU1 Mari{>.
C.M.
Guarno.ccla. Gi rolamo.
C.l\l.
Cu.mpau a. .i1ilunio.
C.M.
S a<:'chctti Nicola .
T.i}1.
Rioat·i .t:nrico.
T.M.
Bat·blcra Jlllauranoelo.
T.M.
Pkcloli E:rmene(Jildo.
T.M.
:5J>ugnolotti Galileo.
C.;lf.
Lnmetl tlola FilipJ)O.
T.M.
P alonno Carmelo.
C.M.
Brezzi Giovomti.
T.l\1.
Santoboni Umberto.
C.M.
A1·o!io Caro Ottid<t.
T.M.
Viola D omenico.
'l'.~f.
Mes~ìno.
T.M.
Ros~ l
T.ì\1.
Mm·occo Lwi(li.
T.M.
Barbiera Giuseppe.
T.M.
VItale Sah:alore.
T.M.
Comes Sebastiano. T.l\L
lnft\ntiuo Simonl!.
T.M.
Manzello.
T.M.
D'Angelo Emanuele.
T.ì\I.
DeU'Ioio GWt!anni.
'r.?U.
Coccia GitiS<?IJM·
T .M.
Spezzaterrl .il'*>nio.
'f. M.
Fouga Kdoartùt.
T.M.
Vh1anl Roàozto.
'1'.1\f.
Cll.Dlmnro.no Vincenzo.
T.M.
Caroselli Giacinto.
T.i\I.
L eonu.rdl Dmnenico.
T.M.
Rosa Guido.
')'.1\L
Crural'o. Nicolò Adelmo.
T.M.
Romano Enrico.
T.M.
Callondo M icf<'-l e.
C.C.F. Fortunato Let:mardo.
.
.iiUilic.
II. -
Cirenaica.
'l'.C.:If. Cndeddu .flbtrlo.
.A.l/redo.
Giu<~eppe.
89
T.M.
Ciccimarrn Gatlano.
T.~[.
Turzl
fr. ){.
Bri,;cn.llti ..dulun ·i o.
1'.)!.
\'all'nzat>o O iusc m>e.
T. ~1.
lllrllll'l
LIU(II"'to.
T.;\l.
Falcone Rà(farlr .
T.)L
Filllllf\ l'a.
T.;\f.
Truiull Francrlf('o.
'f.)l.
Pnllìd<ll'{ lltxl"ll"·
T.:VI.
\'i merc~>tl
T.;\1.
!Jì ( 'Mo la Oit~/J/~.
1'.;'<1.
Uua Oi~ppc.
T.:\1.
.\l Al.{ lioni i ,..ranrc<N>.
T.i\f.
Mngonui
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68 Faraggiana Fran·
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Farioa Felice
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Fedele Pasquale 48 Fellc!angell Guido 23 Felsanl Oiac,nto 39
(,Segue:) ISO l C't-: AJJ'ABln'ICO
58 l!'el'l'3ri Gi()t:07111; 26 V go H lo'crro.ri Lclli F ran -
cesco
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Gallo .4rturo 30 Gallolti Giovam<i 22 Gaoora Iwmualdo ~ 3 GarbaguJ Oimevpe 38 Gal'giul•> Fr(lt!CUCO ;;5 Oastlarrlni iViculo .il Gnll i A.rl"ro
Ferraro Paola 36 Ferralo r o Oi u· Bel)f)~ 18 lllouiul FerreLt.i Arrivo U Giot·u t1ni :F' erri Antonio ;,o O iusemut Otti<la 37 Ga Z7.u Ale6srm<lra Ferro· Luzzi 1llas· similin11o 8 Gclanzò C~lr.•li11o l<' icrro M ielle/c 17 Gelor111i11 i Dttirri. l;'iJil ,ek Uft<.•r]IJlC !ò1 Gennaro L11ciano 1-'ilogranf> l'o.squole 1D Fiore Oert-m i a 3G .11CI1'ÌO 38 liio •·e•lza Fenwndo~ 31 l q natio
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l Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Brux~llos 1921 ). · Relazioni ufficiali dol Corpo sanitario militare italiano. . . . . . . Il Congresso Internazionale· di medicina e farmacia militare (Roma. 1923). Atti del Congruso - Vol. I. . ltela.zioni ufficiali - Un volumt:i di pa.g. 416 con t re tl\vole . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 19:!3). Atti del Congruso. · Vol. II. - Lavori del Congre~so e co •uunica.~~: ioni. Un volume di png. 600 con 33 t.avo le c Hl inci:<ioni . . . . . • . IU Congresso Internazionale di medicina e farmacia milìtare (Pm·igi 1925). Lavor·i del Cong resso e comunicazioni. - Un volurne di pag. 88 . Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. -Un vol. di pag. 48 S. SAt.INARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata. de l premio Riberi. - Roma, 1900- Un vol. di pag. 320 . . . . . . . . M. CusANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . M. CUSANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - 1906. . . . . . . . . C. D m CesA&E. Studio delle mediast!nltl (media.'31 initi suppurative, ascesso mediastinico) - Roma, 1900. - Un ,·ol. di pag. 144. . . . . . • . • P. IMBRIACO. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, In confronto con quello di medio calibro. {Studi speriment.a.li con 15 tavole di fotografie e radiogl'afie riprodotte in foto tipia). - Roma. 1903. . . . . . . . . . . . . . . P. IM BRtA OO. le opera1.lonl più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ANT&OPOMETRtA M .I LrTARE. Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlant~; Vol. I (dat·i antro.
L.
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pologioi ed etnologici) con atlante della geografia antropologica del· l'Italia • Roma, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . Vol. II. (Dati demografici e biologici) · Roma, 1905 . . . • • . :F. BAROFFIO e C. SFORZA. Compendio di chirurgia di guerra conopilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . iL. BERNARDO e G. BnEzzr. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. 1904 - Un volume di pag. 276 con 27 figure e tavole grafiche - Roma, 1005 . . . . . . • • . . A. CASARINI. La fatica nella vita militare. Memoda premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume di pag . 330 con 65 figure. • Roma, 1908 A. CASARINr. Le malattie e gli infortuni nelle. vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1906. Un voluu1e di pag. 402 con tavole ~rafiche e statistiche - Roma, 1908.. . . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare Olr~ziont·
eJ An11ninistr"zione : P•lnzzo Ilei Ministero della Onerra, Via XX Settemb re - Rolll.&
"' CO~DIZIONI Ul ABB O~AMENTO. 1. Il Gior11alt eH 111edù:int• militare si pul>blica il primo giorno di OIIU!Oll!J mese, h· fiiSoio Jio •Il quatt•·o togli <li st4mpa almeno. 2. L'a buono.m~oto è n1muo c decor-re tlnl 1• gonnnlo. R. Il prezzo dell'ubhonlln\<lnto ò :
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Per l 'ltnlin o Co Ionio • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....... ... ..... L· 32 Per l'estoro ............ . ......... •. .. . ............. .. ............... . ..... . ..... • 44 , ~ In Itn Ila .... . ...•.................• • Un rnscicolo sovaruto oos.n.. . . • . . . . 76 ali'E~tero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 11 su pplcmcuto contenente l ~uo!i 1 In Itnlin . ........... . . . .. . •... .... , 15 di anrianiltì del Chrl)o sandarro , 18 -militare co~tn l nli Estero. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 4. Per gli nfllcinll mctlicl o chimici formnci~tl d el R. E !<erclto (In servizio attivo, In poslzlo11c nuE<Illn•·in, di oomplemout•l, della riscr<"a ed a riposo) il prezzo dell'abbonamento è ridotto n L . 2~ anticipate od ìl PNZZO del sup~;Mmento è ridotto i\ L. 8. Non si trasmettono ricevute per gli abbonnmcnLI pct'SOnn ll. 6. Non ~~ M~tta.no r eclnn\i trMco:r sl trenta gion•l dnlln sped izione <1<'1 Giornale, che si el· lc ttun r"golo.rmeo tc nl primo di o:::nl mese. 1'ra6corso tlllo termine, l foFclccll richJe6tl vengomo ~pedltl se cUsponll!ill, ~olo a pngnmento. 6. l signori abbonati IJl.illLill'l In cJTcttlvltò. di •crvlv.lo pagbcrnnno l'Importo dell'abbonamen1o per mc:>.zo cl('! rlkpcttlvl comandi di corpo e direzion i. 7. P er l soU u:J\cia ll mc-<llcl {dcll'l~scrclto c <lella !lfartna), In quolunquo posizione si trovino •' anuucs.<o un ADBONA!IIEN'l'O CU M O l.ATl VO n l Giornale dimeJ.licina militare ecl ngll .eltma/i di mtl"/icina 1WVale e C9lrmiale nl prczy.o di r.. 39 annuo. È inoltre amme>lSO nn ABBO:\ AMENTO CU)!UL.-\ TlVO, nl giornale I' Vnit·er.~. rivi,la got~gr,.(lca illnstra•a, al prezzo di L. 50 annuo. P-er ottenere tali faollltnziOIIi oumulu t.lvc g!J ubbouat l militari dovranno tar por,·enlre l'Intero lm· :vorlo nll' Anuninlstrnzlonc del periodico del proprio corpo. 8. Al librt\1 si fa lo ~conto del 10 p e r cento. ma BOltnnto per [trii oblJor.om.,ntl ddle persone e degli enti non mllltal'l.
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o. I m1uwscrlttl non si ro~Litui aoono . l lavori bre'VI anaDllO la Pl·ecedcn7.a. Anno V - Slnbìlimt·nto PoJigrnlìco per 1'.\.mlo.ìnlstrazlone dello S tMo.
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