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ANNO LXXIII - l925
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LA C E LEBRAZIONE DEI MEDICI CADVTI IN GVERRA FIRENZE - I N OVEMBRE MCM XXIV
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. N . B. - A questo fascicolo è annesso il supplemento dei R u oli tl'aozlan i t à del Còrpa san/lar lo m ilitfre (Uff.'c/s/J m ~d/cl e clllmicl farmacisti In servizio a ltlvo p erm anente) si l J(en nsJo 1925.
Pubbl icazioni in vendi.ta presso l'Am min istrazione de l (,'fo rn a i e- d i m e-di cin a milita r e R OM A -
Via X X Settembre
Palazzo del M mistero della Guerra
RO MA
Collana medico-militare, pubblicata r1al Ministero èiella GueiTa Direzione centrale di sanità militare - 1-'. Tt·:-;·t•J. Storia retrospettiva dc!l'igiene nt' II' Esercito italiano . . L. 7 Il - Ricerche biolngiche deg:i Ulìiti p:;ico -fi;iolo~ici di a via7.loue militare. ,. 15 1-n vnlt1111t' dt p;lp;. ;!:lli <·<·Il ·IC\ fì:ttll'<' t· :1 lnvoolr . . . . . l l i - E. l' 1:-<TO!W. ferite addomina!i dì guerra · P r·,•f:o/.Ì<HtC .!d Jlrntc:-.· "WE' :\ (:1 \l'::s'I-:TJ'I-;1(). l ' H V• .•lt ul!l· di pug. Pl{) r·On :IS IÌ~lll't•, 30 l\. . \. J.U-;l:tv · •\ . B u"': :s"t '"· - l gas d1 guerra "· Impiego cd effett i PrOV\'Cdirnentl c cura. --- LT11 ,.,,lnrm· di p :H!. 1111 t·nn 11'•' J,,, ..,,,, mit·ro~•·ufit·l~<· a • 12 \ · - . \. LN>''l'rG. - Brevi cenr11 stor:cì S!tlia evo!u:r.il:t.ne dt>!la masd!era contro 7 •i gat; durante la guerra mondia ~e (1!>15·9 18). -- < ·,.u 2 1 li)!\11'~·• . \ - L - Jo'. C.wct.\. Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti In guerra. p,.C'f!\zintH' dnl pt·nf. R. D.u.l.A \ 'J.:t>O\ \ . . . . . 6 \' rr - ~- :' 11.1 'i.-Ilo. hne~narnenti deWuitima guerra sul trattamento delle ft>rite QS(eo articolari in l" e 2" temptl. ·.- l 'rl'f.tzione dnl JIL'Of••;:;. svre H ..-\i.t•:l;S.\;o; Pttt. Fn vol uHlll di pag. l!!!! . . . . . . .• 20 \ ' Ili - .. \. < '.\SAt<1NI. . la mecticìn<t militare nt>ll'antica Roma. { :ou u lig. ,, 5 l:\. - La celebrazioue del ntl'dici caduti in guerra. l'11 vul. di )~>•!!. !l:! <'OH Ili lìgtm•. . . . . . . . . . . . . . . . . . . IO '\. - :-:. ){nJHNÒ. La profì!assi del:~ rna!attie ln:·etth•e dominauti nelle nostre cnlonie africane. l ' " \'Phun<: Ili pu~. ~ 1 . . . . . . . . li
,.,.,,.,.r . . . . . . . . . ...... .. . .
Altre pubblicazioni. La lotta antiluber cotiare nell'esercito.- \h1 ,·nllum· di Jl•~l-!· !)(ì •·un ~ 1 :t voli' Per LI'OIIa nlo eia Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - lfn v<ol tllth~ dt
png. lt•O •;on :n !ÌI.;t~r(i . . . , , . . . . , . . . . . . , . , Per Giovanni Maria l.ancisi n el Il Centenario dalla sua morte. ,.,f,,Hl' ct i pn.g-. l O(i ('"'' :lS figu r~ . . . . . . . . ·. . . . . . . . .. IH Conferenza intcralleata per l' assistl:'nla agli iuvalidi di guerra. (l<u""'· I!JHl) - L{••hlzioni ullku~li o cor ttutti<·:Hiotti. - Un vo n Il(• di pa~. !W . . I V Conferenza interallcata per l' assistem.a agli iuvalidi di guerra (Ut·ll~fllll'~. J!\20). - R•·l~?.ion i ufli<·iuli. - U1\ VtJllill\f' di }l<lg. 44 . . . l Congresso internazionale di m ?dicina e fannJcia militare (Hrux,·llu-< 1!12 1). H<·lur..ioni uilici>~li dt' l l )< IIJIO ,;attil.>\riv 111ililaro ilalit\nO. . . . . . . Il Ccmgresso internazionale di medicina e farmac'a militare (Homa 1!1:!::). Alti del COil!Jresso - Vol. 1. - H.~la7.ioni 11 friciali - U n ''olumt· d i tntg. 4lù con tt·e tavolo . . . . . . . . · . . . . . . . . . . . . . Il Congresso internai!lionale di medicina e farmacia militare ( l~om•~. l 9:!:~}. Ati i. clel Cougres.'lo . · Vol. lT. - Lo.vori d el Congt·c,oso e comunica<:ioni. lrn W1h1111•' eli pag. 600 !'Qil :33 1-l.\WII•• c l!) inc i -~io uì • . .• • • . Sturli e ri('erche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. tli r>•>g. .J.R
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LA CELEBRAZIONE DEI MEDICI CADVTI IN GVERRA
FIRENZE - I NOVEMBRE MCMXXIV
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LA CELEBRAZIONE l> El
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CAD UTI IN' G UE RHA
Agli abbonati ed ai lettori. Il Giornale dì medicina mil ita,re inizia la settantatreesima tftppa eli s11.a lunga esi.strnza celebrnntlo in lf'IUJSt'' 111w pri'fno fa,~doolo la. qttculruplice eent·wria. dei .ftf ed ici t!a,duti prr la grandezza cl' l talia. La glorificazione dci nost1i fmtelli, che nwri.rono di. ferro u fli contagio per non far morire, 8i è c01npi1tta dopo sei anni dalla l'ittoria, ma la lunga attesa '/Unt ha per mtlla i nliepid-ito il f<Jrvore degl·i 1t.ni1ni: si clirrbbe a.nzi che il tempo ?W?t abbia fntto che i·ngiga.n tire il .~acro <lt>bito d 'mno1·e e di ·riconosctmzc~ che la classe m edica. ·italiatut deve verso gli oscuri ero·i cad7tli senza anni. E con manifestazione eli. 11lta. soli.da·rirtcì 1tmana e patriottica ha r·i8pnsto co1nplttta. a./l' wpprllo. n ?n01MI1nf'nto ai lri r.dici carl11ti in gunra sorge in Firenze e si eleva. com.e un'a1·a nel chio:stro l1w1.i ·noso di. quella Sc:uola di .~anità m·ilitare, donde :sono usciti da oltre un (J'U(trcwtermio, a migli-aia rd a ·migliaia, i giovani ufficiali m edici effettivi e di. r·omplem ento, perchè sia. mèta di dnra.t1uo C7lltu civ ile alle balde genara.::ioni che si a-vvir·enc7rranno e si crl7whcrann-<> (tl piit. luminoso esemp·i.o di. sa<wificio pe-r la l)atria.. L'ina•ugura::ione, com1Ji•uta.çi con t1.tttt1 lc1 forme di un rito misti.co e solenne, all'a.1tgusta. 11·rese-ttza delle LL. M Jlf. il R e e la. Regina e di S . A.la D ucheflsa d'Aosta, è str.tfa 11eramente r a1Jotrosi degli apos!ol·i della. pietrì e della sciP.n::a, che t·utto off·riron.o e nulla chiesero, alla q·uale, si p·uò d-ire, ha. pctrtec-ipato tu.tta la N azione. P.rim.i fra f11.tti i superstiti glori-osi. 1111Lfil.ati, testimoni vi·venti. cl.ell'opeNt zn·ot"Viclenziale d·i intrlletto e di anwre apprrstata n ei fra{Jili posti fli m.edif'azione., ·nt:l t1W11tltuoso fllbb-rite la t:oro delh se.: ioni di sa-nitrì o 1~elle imp-rot't'i.~(!,te corsie degli ospedali. Jl:ll anche le mallri, le vedove tlei. caduti e gli orfrm·i rl'i guerra sono conven·uli in. pietoso pcUegrinaggio a cementa./'(' n el dolore com·une l'infinita gratitudine VPrso coloro che f·urono falciati dctlla morte, mentre si aJJprrstMano urrnammt~ a ricostruù·e la ·vita dei loro clilettissi mi. congiu.nt·i. Oa1·lo Del Oroi~:, i.7 grande mutilato, ('he fra. i ta-nti co11obbe ltt ilolcezza del conforto f'ra.temn nello spa.9i11w del dolore, colui. che f1t più. cnulamcntf'. 1JrovaiAJ nelle 1mttila~ioni ilel corpo. le lf?Wl.i ha.uno in lui ma(lgiormentc esaltr1.to la nobiltà dello .'ip irito, l'eroe C"1tc ?tclla glorio.ça ('ecità i ntmverle il mi.'ltcro clellct vita e ne SC'IIf.e con wrme-n:ll i palpiti, ,~ stato l'umtore della •< Sagm ))' nè potet:a dire più. d1:gnammte le hwdi drl -medico caduto i.n. guerm, clo]JO dw i lauri drl Palatinc , cnw.~to di storia, f.rrt.~f)()rlctt-i. s·11l Garroccio dt>.lla Y.ittm·in e nwwti l'omaggio di Roma i111'1110rtalf , sono 8ta/.i deposti sull'm·a bron.: ea e ma.rmorra t>ln·nrmlr. l'alto e Ren~n o sal'l'ijil'io. Il Giornale di meclicina ntilitare, per q1u.tnto lo t'onsel'tano le s·ue morlc.'lte 1·isorsc, ma con non millore fede ed. e11htsiwmw , si ·u.ni.~Ge con qur:;t.e. p(fgine al tri.lnilo rli a'lnmirrdonc• e rli ritottosr•ew::a ver.so gl-i eroici frat elli immolatisi prr la l'ttfria , f'he rico nnbbc>ro madre qu~tsi più. CII/t'ora d·i qttrlla dolcis8Ì.tll(t che si era 1'11inrtltt .~?111ft loro Clllla adorando e lt"mf'nrlo, eri abba.ssa. .yulle .yedi ci pit> tre tomba li d~l mmt u mr11lo il mndirln ·vr.~8ill<> dalla Noce vl'1'miglio.1 r,:he gi<ì si. frrgia di 1iltnu!ro.~i segni ta,lgibili del valm· mifitM·r. e eli bt:ncmt rl'll ::<t, e che c'm le mille e quattrocento " 1>iìt. l'iro mpnu:H! att e.~ta. l'olocrtu.~tv offn·to in 8ile n ~ io tlrd corpo sanitario 11 ella guerm immane. FJ meutr11 .~rri. cc in (Jt< Ndo fascicolo la ('1'0/lfH'fl della m enwro,1rla ('('[cbJ'a::iune f. ;·nccoglie .,,,.z suo .Libru d'uro i nomi dri ,·aloroNi. cru/ttli .~oli o le ilw·gnc I'I'Oriatc, invia alle fttmiglie tll'!la i ,tfin ita frtlu,ge dtyli t·roi della pil"fri. ·umruw., ·'>twri/iNr.tisi .w·n:<t storia , 11n nu·~·t o f rr.rerr·tll<· .~(t/uta.
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LA CJ<;LF.BRAZlO~J<: DEl llfEDICI CADUTI IN OUERRA
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L'ALLORO DI ROMA La consegna dei lauri del Palatino nel Foro Romano. J;a celebrazione dei medici caduti in guerra ha avuto inizio suggestivo nella Città Eterna fra i ruderi grandiosi del tempio di Venere eRoma, al Foro Romano, il 27 ottobre, ali(} ore 16, con la cerimonia della, consegna dei lauri del Palat.ino offerti dall'Hlustre Senatore Giacomo Botti, direttore degli scavi. Per il rito solenne l'Ordine dei Medici d<•lla Provincia di Roma ave\·a diretto alla cittadinanza il seguente manifesto: Q1tattrocento .Merlid hmmo dato la vita per la vittoria d'Italia, 1n·onti swtp1·e, nelle ore clel sacri.fìaio e della. gloria, rlm·u nque il bisog·no <~hianw.sse, swi mont.i , s·u·i fìu m·i e sui mari. al IJOn:oi·&o e al conforto c7ei fratelli combattent·i . A 1'C'11(1ere imperitura. llt rnemo·ria. ilt'll'opera di patriottismo, di scien::..a e di pietà , !la loro tanto sem1Jlicemente e nobilmente <:ompi1tta, il 1° Novembre si incwgum a F·irenze, nella Smwla. di Sanità }lfilitare, il mmmmento coZ.ut.o <lalla gratit udi)la della .Ka:::ione e. dall'affetto rli t1ttti i M edit:i d'I talia. E Roma invitt segno eli matenw amore. c di glorht, l'alloTo degli Eroi cre8d1ttu sul Palatino e nel Foro, per dit·e ~;!te e.s;sa congiltnge, ·i-n 1m abbraccio solo, quanti m.ori·rono per la grandez.~a iiell'Italict ?I'Uot·a e (tntica. Oitta(lil~i e Jfedici d·i Roma.! Il giorno 27 ottob-re, alle OI'C 16, accorrete numcrrJsi al Roro Roma:no intomo al carro che recherà (t Firenze il. simbolo rlf•lla. no.~tra fede negli alti destin;i t7ella Patria e ·il 110stro ·reverente saJ.uto ai Compttyni, carl11.ti adcmp·iendo et tutto U loro iio·verc. R oma, 24 ottobre 1924. n Con.~iglio dell'Ordine dei .l/ C(lici.
Alla. cerimonia., a.ustenL e solenne nel mistico rito, sono intervenuti il Presidente del Comitato romano e d<'gli ordini dei Medici Prof. Gallenga, il T en. Generale Barco, Comandante la Divisione 1\Iilitare di Roma, il Generale Medico Prof. Santucci per la S<mità l\lilitare, il Dott . Comm. BaRile per la San ità Pubblica, i Generali Medici Cavalli-MoUnelli e Monaco p<'r l'Ispettorato di Sanità J\Ia.r ittima, l'Onmevole Sandrini ed il Colonnello ::\'Je~'lico Prof. Baducl per la Croce Rossa Italiana, il Prof. P cdicooi in ra ppresentam:a del R. Commissario eli Roma, il Prefetto Zoccoletti, il Prof. -Sern. Pesta!uzza per l'Università, i Professori Levi, :Marganwci, Pane.grossi e moU.i altri della facoltà mediea, il Dott. Quirico. M<'dico di S. M. il Re, nna numerosa rappreseuta.nr.a di tut te le armi, tm largo stuolo di medici civm e tutt i gli Ufficiali mcdi<:.i della Direzione Centrale di Sau it:'~ ?llilitan•, dell'OsrJedale del Celio e del Presidio, ron a. capo il Colon n<' Ilo 1\l<'dico Ri va, direttore di Sanità del CoqJo d 'Armata. •
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LA CELEBRAZ!ONF. DEr ~IEDICJ CADUTI IN OUEnRA
Abbiamo ancora notato il Maggiore Medico Liehmann per la M. N. V., l 'I spettrice della Croce Rossa Marchesa Guiccioli, con le Dame I nfermiere Marchesa. Cito di Torrecuso, Marchesa Riva. di S . Severino. e Signore Borghi, Oiust i, Gargitùli, Colasanti, Schiappadori, Bertesi, Panizza , ed un gran numero di invitati, fra. cui molte signore e signorine. Erano pure presenti la rappresenta.nza, dell'Associazione combattenti e mutilati, quella dellH madri e vedove dei cadu ti di guerra, con bandiera, la Sezione Romana del nastro azzurro, il Comitato per le onoranze ai soldati di sanità morti in guerra, il prof. architetto Lombardi, ideatore dell'autocarro simbolico, coi suoi collaboratori, scul tore Niccoletti e cav. Barberito. Puntualmente alle ore 16 daH'Ospedale militare è giunto l'autocarro, guidato da ingegneri dell'« Alfa-Romeo n, che ha generosamente offerto al Comita,to il personale tecnico, il materiale automobilistico che recherà
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L'nutoc~trro e lle c·ccò du R~ma u
Firenze i lauri del Pulat1no.
i lauri del Palatino a. Firenze attran>rso il Lazio, l'Umbria e la Toscana , como pure tutti i mezzi di trasporto per il ComiLato. T:autocarro è st.ato
a,rredato dal prof. Lombardi, della ~'>cuola del Bt'asini, e spicca nella sua ferrea veste guene.-;r-a con le ba.ndiere tricolori e rosso-crociate come una specie di torrione merlato, i cui nwrli ~ono rappresontati da ba-ionette, e come un'ara ricoperta della squàma e del cuoio dnlla lorica romanA. Lateralmente in ba.<>SO lo adornano S('i teste di lupi. Ttltto intorno, a lettere d'oro. corre la lcggon(là dettata dell'on. 'l'inozzi: Ftat·ribws u.t ·1;itam urvares, munar.t vitav S<preV"ist.i - O pi.eta.s rna. .1:i11ut - · (1igna Deo.
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L'opera veramente artistica. e severa come si addice alla solennità del rito, riscuote unanimi a.pprovazioni e l'autore è vivament<> complimPntato dal le Autorità. La c~c.>rimoni't della conl':t>gua dei lam·i. che, ·secondo il P"O.g l a m ma del Comitato, a-vrebbe dovnto ;.;volg<'rsi rtl' 'apt'rto sulla spianata degli avanzi del Tempo di Venerc e Romn,, per la p.iogg a ins ister•te ha avuto luogo invece nella sala delle conl(•rmze, rtlliH';;sa al )iusco Alch<>ologico istituito ncll'rx 0 : nvcuto di Santa l•'ranct~;.;ca Romana. Sull'apposito palco hanuo -pn•::;o po>Jto il Seratore Boni, il Generale ~Iedico Sautucci, !l Ten. Gener· le Barco, l' On. ~andriri, il Prof. P ediconi e i l nott. Gal'cnga. Fra la commozione generale e un si enzio religios o, da soldati della :::ianità militare c dell~t C. R. l . sono reca li quattro enormi rami di l flnt'O del Palatino <Lnnodati con na::;t.ri tricolori e rossogialli del C'omnne di Rom.a.. Prende prima hL paJ·J ia il Prof. Giacomo Botli, il quale pl onun~i a il seguente discorso: « Lr frondr t:rtspe e st•mprc) 'L 'Nrli drl hHn'us nobili::;, f'rrsci1tlr nrl bel.sole
di Roma, .~1ll rolle ili Ewndro, centro d'irra!lia..:ion.e della ciriltà latin.ct, c• c·he ·vo·i porterete alla 8cuol(t di. sanitrì militart> di Firenze, 'f~Wle ufferta rl<•(ln Jl!'a<lre Roma. al momtnunto del medico caduto in !J'IU'rra, simholeggictno la divinitrì lltl Sole, seaturigiiU' del rntprnuo dci bt•ui, la Sld11te agli umani. < <Il sole uel'ide gli ·invi8ibili " mi ripetN'a ·il comrwrlante clell'rsercito ·i.nfJle.9f T.ord li. ictrnl'1'1 pt•rcoi'I'MldO il cli~;io rlella Yia Ra('m, ()'ln/)rl'gy·i ata lli la11.ri t di mirti, l'ricordando il motto dei n•JStri antichi padri indo-al'iani. dc•ll'ctrì. vedir·a chr illal(rO rr11i1•a 11sato da. AJJollo nrl 11'111'ificare il m.airicida Oreste sull'omphalos di Drlfo, centro di pror)'(t.yaz ione rl<•1le stirpi ellenic1w e vhr le fronde cingevano le tempie dei. combattenti, rtl seg1tito del carro trionf:tle e <leUa pn>ecs8ione (·he ne glorifictwa le gesta, del trionfo ed espia·va gl·i o1nicidi legali COIIWII'SSÌ ·in g1terra. Oltre dw dri riti purifìca.tori e dei silt!boli cegetali sacri a particolari divinità sal·uta.ri, gli antichi tenevano gran c;o·,~to di molte piantr, ilelle qtwli 1nu~ esperiP.H:a Jnille'lla,rict cd un mi.~l el'ivso istinto di L'i nator·io, ll(''ttik> r1nll<t memoria ereditaria, avc'l:a rit.onosciuto le virtù ntedit•amento:se. I dw: chintTgi Polidcoi.o e Machrwn , figli di R,yculapiv c nipoti di Apollo, c·he .~egu'iwno l'e!Jerdto y1·eco u.~.~erlietnt.e T·roht , dopo avere estratta 1ma p unta di frerci(l,, .~?t('(· hi avano la frrit(l, e la cospargl·va no eli polrcre cl' erbe arouwtirhe, perrM rimargina.i.s<' piiì farilme·l/f.e. Una di tJUrstl' erbe, il teucrium marum , por/a anwra il nome del 11obilr l"tetese e prin.citJe troia no, etti em cleclicalrt da dodici seooli ctva nli Cristo, e t;egPfa. rigogliosa sul Prtlati no, dovr e..~ al a. nel gmn Nole un aroma, che•, giudicato dall'a.z ione be11r•fìcrr sullr nwro.se Jw.~ali, pmTt>bbc ml di.~illfrttanl r pi·ù, etrf•rgico del rnentulo. Aggiun~i il tPuc·riuru allct flora, paTatina, col dii/amo creit:s f' e con molte altre piante sal1ttari VCII.t'l'atc dagli ant·ic11i e create da di vinità benefìeh e alla spnie 11m a n a; propago nel viridarimn paln.tiuum altre .~p,•r·i e m edicam entose utili.~.:nte 11ino d<tll' ettl cu·<·aica w ·r guarire le ?llalattie t' le ferite. Sono lieto rfi offrire u 1:oi, medi ci italiaui, alr.une ram P di law·o del Palatino TJCr <li:porle :s·ul monumento <.Ù med'ico caduto in guerrrr, Cl'('tto ndla &t·uolft
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LA CELEBRAZlONE
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M~Ol(; J
CADliL'J IN Q l;J•: RRA
di scmi/.à. militare rli F iren.::c, onorMulo cosi {.(.L?ncmo,·ia. eli i.nnumere·tmli c-olleghi vostri, sa(:rifica.f.i.~i fin dall'età america. nel rr>11der meno duloru.~r e spietate le guerre e ?tell'otfrire la ·L'ila it1 soccor.<~o dei loro fmi,t'lli rombattenti e nel bcnefir.m·e l'wnum-ittì tttttn <ttt.anla col sal·mre moltituil'ini di giovani vite genero.~e rùtlla 1norte più cnulelr>, per rr>stifuirle alla fa miglia ed allrt Patria ''· TI discorso del sen. E oni è salutato in fine da fragoros i applau$i. '
Segue il generale medico ~antucci, a nome d("lla Sanità militare : È aUi.o;si mo onore per me, egli esord i ·; re, prf' uilt're la ]Jaroht dopo l 'ill·u.~f.rr' senntore Roni, e potrebbe forse .~embrare superfluo Nl1 nopportu no; m.rt io ve ne do1nwn<lo vt'nia pel'('hè .,;etwi a ·mancare ad.1m .~a c t'o dot:ere, se, IJ.'tWle rapprrsMttante ilella ,qanità militare. non 1·ivolges.~i 1tn vit:o, riverente pt'nliiero rli omaggio a tutti i glol'iosi tnerlici cucluti. La solP-tt-ne cerimonia rlella CMII1tiC1110rttzione del ]{erlico italiano caduto n-ella 11.ltima grande guerra r1i 1'el1en;:i.OIU' rlle rcaliz:·ava finalmente il pens·iero di Dante, il vati~in·io dei nostl'i. grandi pen11atol'i - 111W Italia unita. e libera dctllc A.lpi al Qua,ma.1·o - non poteva at>erc un ù1izio piu solenne rli <tuello che oggi q1tì si cornpir>. n lauro nob-ile del Palatino, simbolo delle antiche glot'ie di Roma irmnortale, parte d~. questo 8a<"ro colle con maestoso corteo per anila.re ad ornare il •monu·mento eretto per i n(ìst.ri osvw·i eroi, 1non1tnwnto che la. citt.à rlei ji01·i custo(lirà ·ins·ir>mt' lti cap()lavon: dei nostri yeni immortali t;he ltL rt'ndono ·u.na. fra le piu belle del m.ondo. E(l a Voi, illustre .çenatore Boni, V(Ula la riconoscenza im.prt'itura. di t1Jt.l-i i medici d'Italia, a Vt>i 1:cra yl-oda. italilout che avete 1·idonrtta nottella ·vUa alle grandiose memorie dell'antica Roma, a V vi che con gentile? e nobile pensim·o ·voleste 1Hepa·rare con le vostre 11w n·i, l'omaggio drl lctw·o pa i nostri gloriosi mmii. La g1·andiosa ceritnonia che si compi.rà a Firen ze è ben ilcuna ili rtlwsto ·in·izio s u.ggesti.vo, perchè il da1·e la- propria tita per la pntri a è stato .~e m p re, presso t1ttte le più antiche cit:ilf.à, il più granrle, il pi.ù nobile sacrificio rhe mnMHL oreatttra, potf.liSC C01npie,·c. E noi che fummo compagni elci. 1Wiitri. modesti ero'i li ricordiamo con religiosa a11w~ira<-ione perchè furono 1nimbile r:scmpio dt i più pu.ri irleali del ilovere, di altruismo, eli a.mor di Patria, ta.nto .mi p eriglio.~i ghiarcia:i. iielle nostre .Alpi, qua.nto sulle i1wcces~>ibili e,·e.~ff. dellt' 1W~>t.re cime, così nelle insidiose giogaie del OariSO dalla, terra 1·ossigua, cont.e nellr ,fangolic tri1wr.e del Pia.ve. E l'am.m.im::ione cl-i t11tti deve essr>rc tanto maggiorr IJIIa:nto 7Jiù profonda-mente .~i consideri che essi non drttcro la loro giot'Witr f'liÌSlenza. n··ll' cntu:ficLsmo (lelle tempestose azioni, o n ell' ehbrez.;a della mi.~rh ia ; ma l1·urante il jnuldo e pensoso ailempirnento 1lcl loro sat·ro do·vere, q·ucwr1o, animati clall.a fede ardente e ~Jictt ra ilei ~JCtrri de8tini iiellcL Pfltria, soccon erano con fraterno affetto quelli che già avei,ano dato il loro .~aii:JU e gr·neroso per la. sa uta ca11sa della redenzione della Pat.rilt no.~lra. 8ia perdb eterna gloria CL Yoi, o puri .~1ii1tli <'t'Vi della pietà, r que>Jta mia nuHlesta vuc(' cclu'g{Ji in ogni. angtJlo d'Italia. Qu r·.~to .'Lrutro vircL in ~:terno sulle pietrr tomlwli. rli q u ~'l moìW·1ncnto rhe indichr·nì. ai puste1·i il 'L'ostro nome
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LA CELEBRAZIONE DEI l'IEDlCl CADUTI IN GliEURA
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glorioso,~ d·i?·à ail E.%'Ì l'·inno ili ·riwnusr:enza rhc dai mwd rli tutti gli I talia1ti 1 libe1·i e 1·ellenti, si. leva t:er.~o il'i Voi clte facest.e oloca.ustu della vost·r a giovan·ile esi~tt.:nza per l·iberare i fratell·i da l·tmyo tempo op1;ressi e per ?'ivend·ica.t e i. confini e le ten·e assegnate alla Patt·ia nost!'a dalla N at·ura e dalla. Stol'i.tl..
Le v ibranti paro:e del generale medico Santncci sono state coronato da vivissimi applausi. Quindi ::.uccede l'on. Sandrini, in rappresentanza della Croce Rossa Italiana : Ho l'onore, egli rlice, di mppre.~enf.are in qtu.sta solennf. manifestazione S . E. l'on. C·i.?'ltOlo, Prc.~iflente generale tldln. Oro(Jfl Rossa Itali.am.a. La Oroce Rosslt Italiana, umile mwella del nostro glorioso esercito, <le·t:ota soccorrit1-iee del popolo italia.no ndln lotta per la salute. partecipa con · a:ninw commosso all'omaggio che viene 1·eso ai rnciliei itaUan:i eroicamente caduti in gnerra. Quatt·roeento essi f·urono, e fra essi ·'.lttattordic-i appartene?)(J.nO alla. Croce Rossa l t<tliana. Essa li ha onorati ·ricorrla:n,<lone i. gloriosi nmni. in tl'IU~ lapide che a.ttesta la sua perenne riconoscenza ecl ora si a.~soc·itt all'onore che 'Viene tl'ibutato ai confmtelli dell'esercito. · . Onote e riconoscenza SQ'IW domt.ti al •medico, che ass·iste la ·nutternità. confarta del stw aiuto l'infanzia e la giovi.nez:;;a, son·egge e consola le famiglie ·nelle infermità, cura il ferito nelle ore tragiche delle blttta.glie! ra-ccoglie l'ttltimo sospi·ro clegli e1·oi more11Ji per la patria ! .N obile e eli alto :;ignifìr,ato è il ?nonmnento che vmnì ina u.gu-rato in 'Firenze per attesta.re la gratUtuUne clella. na::;i.one ai med:ici, che nel c<nnpimento del loro ,d<YCerr hanno fatto il .~acrifìcio della 1J'rop1·ia 'L'Ìttt., ma. un monu.me·nto a:ncora piit grltnrle è ad es.~i consacrato nel nostTo cu.ore. I la·U?·i. ·i nviati dal Pal.atino percm·reranno le vie d'Ita.l ia fra il commosso plauso delle popolazioni: la Croce Rossa I taliana U seg·ue col suo pe·n siero devoto e depone ai piedi <lcl ?nowttmento il s·uo trib·nto di. amm·irazione.
Alla fine l'on. Sandrini è molto applaudito. Segue il prof. Pedicon i, che rappresenta il primo Magistra.to di Roma: A. nome del R. Com·m.issario io co1npio il gradito ilu·arico di reca1·e i:n qt1esta cerimonia il <:omrnosso saluto della Cittadinan:!a Romana. PiiL 1;0lte, e precisamente ogn-i anno ·i n qrwste giorna.IP nelle qua.lf è in tr1tti più.. vivo ·il ricordo llel t·r·ionfo tldla N az·ione, che ·v·inse la G-uerra più gtandc che mai sia stata. nel mondo combattuta, Roma celrbrò gli. m·oi che caddero per la granclezza tl' Italia . Il popolo tr1.tto che combattè e che vinse frt celebrato àa Roma in nome d' I talia, menb·e ·in ogn:i ·regione, in ogni piccolo Cornune del Reg1w, veniva dall'Italia cr.lebrato nel ·1wrne Augusto d·i Roma ! Ora è l:rascm·so rm altro an1w dalle gloriose giurnate e noi lornianw a.l nostro 1·ito. Non evocheremo oggi le ye.~ta gloriose, ricordando fatti singoli di eroismo, descrivMul<J il travagz.iu di chi v·iSifl) nella t!'incea, esaltando il sam'ifìcio di chi mo1·i s·ul C(tntpo di battaglia : tutto ciò è swperflrw, pe'r celebrare i ca.du.t'i basta. il ricm·ilo della Grande Impresa che fu. cundotta a compi'm ento da t11.tt,o il popolo italiano, 8ia <ùtll'·u1nile la·vora.tore della terra e clell'officina, sia dt~Uo st·udioso in oyni bmni~a del sapenJ.
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l, A CgLF:H RAZIONE DF:I
~IEDlC.l
C AOL1TI IN G UERRA
Tutt.i ?lg·twlrnente si ùnmolnrono p('r l'Italia., lt1tti tt[J1Wlmente son degn·i figli tl' It-alia ! Ciò io aff cnno mentre l" alloro del P alati no .~ta pet P88e r e nfferto alln mem.oria dei mer7ici catl1tti in guerra, r;he dettero la lonJ rita nwnt1·e silenZ"ÌOfiamente e jrltico.~arnentc. t.o·rr~71irono la loro missione amoro.m : chi t•ornbat.tè li vi{le, rhi combrtttè li ricorda., chi l.fOmbattè li ama, pProhè rbbe t1a1 nuclico con forto Nl ai utu e q nel 8occor.~o r.hr. 8pesso sal và la vitlt. Chi l'Qr/1./)(tttè ricM·derà JHtrr q11.ale grande O]Jera il mrdico s1;o/.Nt' ùtcorflggia nrlo e confortando il soldato <:he venit•tJ, spesso dal m~tlit:o unima~o e cont'into clrll1t na·essitii. del xacrificio. I merlici .~i/P. II .::ioNammlf. (:addt·ro .s·ul r.arnpo di battaglia tnf•ilicanr1o i. f erHi, .silennosamf·nte I'IHltlero ll.l'gli ospr.tlali t' nf'Ì la.::~Metti mentrr tltrcwano i malati ; carldem per ferita u cadtlrro per malattia, cruldrro 8empre da. eroi ! O eroi mnili per il wstm ,'jilt>11<:io, ma grandi emi, gmndi. .'$Ìngolarmente per la ·vo8lra umiltà ! Ora a ooi. ~~dorati /i gli rl' Italia.. l'alloro rrr·.~r·i uto tra i nuleri del Pala·tino, mistico simbolt> di Roma irr1 periall~ ! Cessati gli applai.I.Si che hanno l>!.Liutato In fine d el rliscorl;O del prof. Pediconi, ha preso da ultimo la parola il prof. t~ietro Ga.llf>ngn., presidente del Comitato romano per le onoranze. e dell'Ordipe dei wedici.
Da?Ja.nti alla m,r.e,çtà d·ì. yu esto l·uogo, egli comincia, e alla nrlbiltà del gc,'jto solenne che Roma ha. com.z>-i uto pa 11w 1W dell'Illustre 7'ot1W chr con infinito alrtore e profondct sf.ien::a, qui p1·et~ied1: a I:O·IISf'I'Wre lr. piìt gr(oul·i relir1u.ie rlella, Oittà Eterna, .yoltanto por.he pa.rolt' io 1>os8o di re. Ringra~io cou viva oommoiione, a iwnu~ del Comitato per le onoranze ltZ JiecNco caduto in gur~rra c a ..wme rli tutti i mcdi<:i italiaoi, i'u.tti gli ar1ercnti e gli inter ve n11ti. . . (hnu.ggio piÌI C8]>1'C!i.~ivu e pih f!lto i ;w.~t.ri cm·i morti non avrrllbero ma·i pot·uto ricevere di IJtlello che oggi qui si è ('Om.p·iuto: nel.l'al/o,'o rli Roma è sintetizzata tuttrt la gloTilt che ma'Ì uomin-i po.~.~ono 11pera.re; esso ~ il segno divino clella immurtalità . I com.pn~frLÌ oarluti p er la patria, compieildo sotto l'emblema delllt Croce la. loto s·ublimr 01H' I'ct ili pirtlt e r/i sdenza, sono immortali : essi han!U> ben m.erit.rdo IJUe.sto alluro. I miei colleghi erl io p1'1' 1trliumo rire;·(mti in COitsegnu. le .yimbolirhr ra1ue e ron lle1.10zione e ('On mniltlt le porterrm.o a! nutrmo e al brott::o elle attendono a Fi.renze ! Da mani. pw·": dalle 71Ut·,,,i di qnrlle gmtili che lenirono le piaghe e con/Oi'tarono curL le 1·ure nmoro.~e i tonnent.i dolorosi e le agonie eroiche dci combatt~J nti, sa.ran,w drposte 11u.l 1110ii.umento. 8ignrm?, e 8igntJri, Col prrrtPci p11 re a. q1wst.a a ustcnt r:l'l'i ownia ·noi tutti a nf>ont u ,w 'l'oltn IIVI'le mostrato eomr l(t m e11Wria. di quanti morirono per la graltdl'::::a d' Italia .~ia. vivct P ·prt!Sl' it i P: du• i
loro .~pirit. ì. l'i a·iutino e ci guirlino .~t' I)/f)!'(' per il ben,.
della patria 1w,5 /m. Fiw. l'Jt.ali.a! Aucho le paroll• del prof. Galle!lga. sono <U·eolte da lllHDlillli applausi . Egli, a notne del Comitato Romano, pi'<•nò<• iJ1 con»<•gnn il lnuro d el P ala-
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LA (li':U:BRAZ10NF. DEl MEDICI CADUTl lN Ol.JERRA
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tino, che viene p ortato da-i f;Oldati di sanità sull 'autocano simbolico. il quale poco dopo viene ricondotto all'ospedale militare del Ct•lio, mentre gli astanti salutano militarmcnte o si scopwno reverenti. A tutti gli intervenuti, con gentile pensiero del sen . Boni, sono stati offer ti piccoli rami di lauro del Pa.Iatino, allacciati dai nastri tri<•olori.
IL VIAGGIO DELL'AUTOCARRO SIMBOLICO DA ROMA A FIRENZE. l/autocarro recante H lamo sernprevercte, cresciuto sotto il bel sole eli Roma :-;nll'evandrio colle, sacro alle origini delta civiltà latina, è partito dall'Ospedale del Celio all.'alha. del g-iomo 28, accompagnato da due automobili di scortn,, nei quali avevano preso posto il t.enente colonnello medico Frisoni, il maggiore medico Fn.brizi, il capitano nwdico Pedrazzi e gli ingegneri Bidotti e Giani ctell'<< Alfa-Romeo "·
a Bracciano. All'ingresso della cittadina erano ad attendere l'autoC"alTO la Giunta comunale con nna larg-a rappresentanza. di tutte le associazioni locali e del presidio. Sono state offerte due corone ed un t.ralcio simbolico d'aHoro legato dai nastri tt·ieolori, ed ha. pronunciato un patriottico discorso il Sindaco, ex combattente. Randiere da pPr tutto, anche alle finest.redelle più modeste cas€'ttP, e folla enorme lungo tutto il percorso.
ad Oriolo Romano. L 'autocarro è entrato nella. piazza del pae"e accolto dal suono delle campane a. festa e da tutta la popolazione del luogo, con a capo il principe Altieri, che ha deposto acC"ant.o ai lauri del Palatino altre c.orone e fronde d'alloro. ~Io lte donne, madri e vedove di caduti, piangevano. Con vibrante improvvi.<>azione ha ringraziato il capitano medico Pedrazzi, il quale nelle successive tappe ha pronunciato altre nobiUssime parole di riconoseemr.a a nome del Comitato.
a Viterbo. A J)Orta. Romana l'autorarro è st.ato ricevuto dal sindà<"o comm . Maturi, clecora.to di 3 medaglie d··al'g-ento al valore, dalle Autorità civili e militari e da gra.n folla di cittadini. Quindi per via Garibaldi e Cavour si i' formato un imponente corteo: preceduto dalle bande C"omunale e pre· sidiaria, che suonavano alternativamente la canzone del Piave, ed a l quale hanno preiio parte tutte le rappresentanze ed associazioni con bandi€'rt' c grande massa di popolo. 1n piazza del P lebi.<;cito sotto il cnlonnato dello storico palazzo del Comune, sfarzosamente addobbato, il Sindaf'o con tm elevato discorso ha. recato il :-;ah1to di Viterbo forte e gentilc al la nu' moria
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LA CJ.:LF.BRAZTONT:: DEI è\IEOICI (',\D'l!"l"l JN Cllf:RRA
dei medici caduti in gnerra, esa,l tandone l'opera. umanitaria compiuta in mezzo a continui pericoli e sacrifici. Il pa.rroco di S. Angelo ha benedetto l'autocarro, mentre lUla tromba st10nava l'<<attenti )' .; la folla si scopriva reverente, commossa.. Dopo, per il corso Vittorio Emannele e viale Principessa Margherita, dalle finestre imbandierate, e con tutti i n<.'gozi chiusi, il corteo si è diret.to in Piazza. della Rocca, passando innanzi a.Ua caserma dei u Fotti c.ome la morte »1 ove la truppa. schierata ha, reso gli onori militari, e si è l'Ciolto a porta Fiorentina. mentre l'autocarro riprendeva la sua cor~a gloriosa verso l'Umbria.
ad Orte . Erano ad attendere l'autoearro le Autorità comwlali, le scuole, la Sezione mut.ilati con la medaglia d'oro Arcangeli, l'Associazione comba,ttenti: il Circolo opera.io, ln Società di tiro a segno ed altre munerose a.ssociazioni con la banda del Comune in testa. Altri fiori e corone hanno recato l'omaggio del borgo vetusto, ed altTa folla compa.tta si t- scoperta religiosamente innanzi al lauro di Roma.
ad Amelia ed a Narni. Queste due ridenti cittadine ham1o portato il primo saluto dell'UmbTia. Il rito è stato compiuto con profonda devozione dal numeroso popolo accorso. Particolare commovent.e: ltmgo la via gruppi di contadini, non sii sa, in qual modo avvisat-i, hanno offerto faRei di alloro : « A chi ci soccorse in trincea. il nostro oma~gio devoto ') : così f'ssi dicevano con la ~m plicità della loro a.ni.ma buona. e Re ne sono tornati tranquilli alle loro casupole sperdute fra i monti, lieti e soddisfatti del modesto tributo recato e del doveroso omaggio compiuto.
a Terni. AH~~ barriera Romana il cano simbolico è s tato accolto con una indimentica.bile manifesta7.ione di omaggio e di gratitudine da una folla immensa di popolo con a ca.po le Autorità cittadine, le rappresentanze del Presidio e numerosi~ime associazioni con bandiere, convenute anche dai J>aesi circostanti. In piazza Vittorio Emanuele, mentre lo stol'ico campanone del comune suonava a di<;tesa,, il cort-eo ha. sostato a lungo. Le rappresentanze civiche, l' Associazione c<>mbattenti, il Comitato locale della Croce Rossa) le scolaresche ha.nno deposto sull'autocarro grandi corone d 'a.})oro. Prestavauo servizio d 'onore nn drappello del 70 artiglieria pesa.ntel reparti di milizia nazionale, di vigili del fuoco e di gnardic municipali in grande 1miforme. Il sinrlaco Bantini ha reca.to il saluto della, città con un commovente discorso. Fra. gli intc•rvenuti abbiamo notato il cav. GIJidoli in I'appr<~sentan;r,a del sottoprefetto, il ve:-;covo mons. Boccoleri, il colonnello Golil4ciani, il JH"<•Hid<>nt·e d<:'l Triuuna.le, .il procurHtore del Re, i presidi degli istituti, il rflttore dt>l convitto Umberto I con una squadra di alunni, i reduci gari))alùini, i g-iovani <>sploratori e ln sezione della. Associazione
' . ...
LA CF:l,EBHAZ I ONE DEl MEDJC( CADU'l'I IN GUF:HHA
li
madri e vedove dei ca.rluti in guerra. Ha risposto ringraziando il capita,oo medico Pedra.zzi, rievocando la quadruplice ceuturia. dci medici morti per la Patria, i quali ~i immohtrono pN ricordare ai popoli che non invano passarono nella umanità secoli di progres.<>ivo affinamento morale e che ormai •i è qualche cosa che a nche attraverso la strage non può essere piu dimenticata, in futuro, e che finalmente nella storia delle genti la pietà ha preso veste umana, ed è discesa fra. le schiere in armi al suo posto di dovere a fianco del coraggio, della rns.'!egnazione e del sacrificio. l /autocarro simbolico, fiancheggiato da carabinieri in alta uniforme e seguìto dal lungo corteo delle associazioni: si ~ mosso a lle 14,30 dalla piazza Vittorio Bmauuele, percorrendo lPntamente il corso Cornelio Tadto, sotto una pioggia eli fiori lanciati dalle finestre e dai balconi gremitissimi.
a Valle San Martino. A Valle S. Martino, un lembo pittoresco della ridente Umbria, fra Terni e Spoleto, in ctù qualche raro casolare biancheggia tra il verde dei boschi e il grigio delle roccio, l'autocarro fu fermat.o d~L li!Ht maestrina
comunale, che insieme n.lla sua scolaresea. (6 ·o 7 bambini in tutto) stava.no pazientemente ad attenderlo da piì1 di due ore. Anche qui rimane un enigma come quella umile educa.tricc, isolata dal mondo, fosse venu~a a, conoscenza del passaggio del carro simbolico. Poche foglie d 'alloro furono il modesto segno di gratitudine di quei bimbi attoniti; ma quant~L poesia in questo semplice atto ! E mentre il carro proseguiva la sua corsa veloce, la macstrina tratteneva a stento le 1a.grime, ed i bimbi a-g itavano fc.<\tosi le pi('cole mani in segno di saluto.
a Spoleto.
n ca.rro COl lauri del Palatino è giunto a porta Romana. alle ore 16, e percorrendo via }fonterone ha sostato a piazza Vittorio Emanuele, ove alla pre~euza delle Autorità cittadine, delle numerose associazioni, delle scuole e di tutta la cittadina,nza, il sindaco avv. Ferretti, ha pronunciato un nobilissimo discorso offrendo un ramoscello di elce di }fonteluco, la montagna. sa.nta, fregiato dai ('..Olori municipali. Alt.re elevate parole ha aggiunto il Sottoprefctto. Qtùndi l'autocarro è stato accompagnat o per Corso V-E. ed Umberto I in piazza Garibaldi da gra.n folla di popolo, ed ha prosef,!ujto per Trevi scortato da. numerose automobili delle notaùilità citt.adine. a Trevi. Un altro pietoso epL<>odio ha dimostrato in questo borgo pittoresco la gentilezza d'animo della popolazione umbra. Una madre di Ull caduto, velata di nero, Ila offerto pirmgendo un ramoscello d'alloro. cc Forse fu un medico che nlCcolse le ultime p:iM'Olc di suo figlio, un medico che invano tentò di strapparglielo dalla. morte .., ba, detto il Sindaco nel suo breve discorso. Un contadino che passava nel borgo si è fatto il segno della croce, e più di un s-acerdote ha alr.ato la de;,tra benedicendo !
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LA CELEBHAZJONJo; DEl !1\EDlL'I CADl..i'l' l IN QU};HRA
a Foligno . · P er le prolungate so~t~ m•lle varie citt:'\, e pat-si ed ~melle m·lle piit piccole borgate durante il pcrcorflo~ non compre:-;~> nel programma, l'a utocarro nella sua marcia a t1 ra.vPrso l'Urnbria ha dovnto neccss:ll'iamcmte impiegare un tempo rna~~dorc di qu(' ilu st nbil ito, <>d è arrivato in cit tà sul l 'imbrunire. Nonostante il ri1 nrdo, la folla at te ndeva trnnqnillanwnte da ore, si-
'TOSCANA
N.
LA'L \ 0
JcA L.A.
1 .' ,2 S O O 00
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L ' itlnu•·ario d(>Jrnutvc•u.,.,, l'l•r• •·cc() il llnu·o del Palnl i nn d n TtrHnu a Fironzl·.
l<•n ziosa e race:olta. Anchfi' q ni omaggio di lì ori e di l auri~ patriottic·i dis(•orsi, lung'() corteo ùi a.-;so(;inzioni e di rappr·ps(•nta n zP. r lH• hanno at·com pagna.to il simbolico cano l)<.•r il I'O!'SO Ca.vom· 11 piazza V . E. <· pet· -.;- ia XX SettPmbr~> a porta F irt'nze, fi n oltn• i sohhorghi.
ad Assisi. Fra lP tenl'hrf' n utt urne ;;quan·b1t e dal c·lri arorP clc•lle torc·i<• a v<>nto è pas:-;ato il cano nPJI<-t> r it Ut Franct•stana , :wvolt o quasi da misti<' a IU<·c.
T
LA CELEBRAZI ONE DEl
~fEDIC I
CADU'lrl I N O UF:RlU.
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È stato degno di _1\ s~isi questo rito am;tero nella sua semplicità- per celebrare eoloro che offrirono .in silenzio la. propria v ita. col solo miraggio del proprio dovere compiuto e caddero senza altro premio sperare se non la gra.ndezza dell'I talia nostra. Brevi e indovinate parole ha pronunciato il Sindaco della, città, ment re venivano offerti lf~>w·i e fiori ed un umile figlio di S. Francesco a~pergeva il <'arro con l'acqua benedetta, fra la commozione generalt>.
a Perugia. L 'autocano è arrivato a P erugia da porta S. Costanzo a notte inoltrata. U campanone della vecchia tone ha suonato a distesa ed il popolo della città del grifo, che ha trascorso le ore notturne in febbrile attesa, è accorso in ma,'lSa a rec.are il sno tributo eli fede e di a.more. P erugia, la città dP-lla forza e della grazia, non poteva rendere più degnamente omaggio ai me<Uci morti per la Patria. Il severo palazzo del Comune era sfarzosamente illuminato da lampa.dine elettriche e tutte le associazioni cittadine si erano date convegno nella piazza del :Municipio con le Autorità prefettizie e comunali al completo, colle rappresentanze deU'Uni\·ersità e degli I stitnti di educa.zione, col comandante della Divisione militare, insieme a largo stuolo di ufficiali di t utte le armi e corpi. Reparti di truppa banno reso gli onori. Molti sono sta,ti i discor::~i pronuMiati, tutti esaltanti l'oscuro eroismo dei militi della pietà e. della scienza, ed a ltri !ami e corone hanno l'ecato l'omaggio gentile della vet usta città. Il carro durante la notte ha. sostato nell'a.trio del palazzo comunale, vi~ila-to da soldat i posti a, guardia d 'onore
a Città del/ a Pieve. Nelle prime ore del giorno. 29 ottobre l'autocarro per la tortuoi'la via XX settembre è partito da Perugia diretto a Città della Pieve, ove sulla gradinata del duomo il Vescovo attorniato da.l clero, dalle autorità cittadine e da gran ressa di popolo, h a benedetto i lanri del Palat,ino, mentre le madri e le vedove dei caduti si prostravano in ginocchio, mute nel loro dolore, ma fiere del sacrificio dei loro diletti congiunt i. Nessun cliscol'so. Una tromba ha squillato l'attenti, un silenzioso e commovente raccoglimento di un minuto da pa.r te degli asta.nti, e l'autocarr:o ha continuato la sua corsa gloriosa v erso la Toscana.
a Montepulciano . U n'automobile inviata dalle autorità lota.U ha guidato l' autocarro attraverso le vie di circonvallazione e principali della città tutte imbandieJ·ate ed affollatissime. ll rito si è compiuto sulla pial'-za del Duomo, con nobile discorso del Sindaco e con off<'.rta di lauri e di corone. Anche qui, lungo le ripide strade percorse, pioggia continua di fiori sull'autocarro dalla finestre imb ~tndierate fin delle più povere abitazioni ; lattri offerti da umile gente, tributi spontanei, ch e dicono del cmore buono <' generoso di tutto il nostro popolo.
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! I.A ()f:LEBRAZ.lONE UEI MEDIC I CADUTI lN QUl':HHA
a Pienza . ~ella. piaz.z.a, Pio Il , vil>ìone unica, impan•ggiabile del primo Rinascimento, innanzi a quel eapolavoro del ROf;.'Se11 ino. che è il palazzo Piccolomini, fra la Cattedrale cd il palazzo Vcseovile dalle lince severe, la semplice ed austera cerùnonia. si è svolta t.ra la commozione intensa. cd ill·cligioso silenr.io di tutta la popolazione ac<:orsa con a cnpo le Autorità locali c le Società. cittadine. Il Vesc.ovo, rh·l'i'tit.o degli abit.i pontific·ali, ha benedetto il lauro simbolico. Madri c vedove di caduti hanno 1·ecato il loro modesto tributo di graf itudine, e con le lagrime l•anno detto tutta. la riconoscenza verso coloro che raccolsero l'estremo anelito dei loro cari ~acrifi catisi per la P n.tria.
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a Siena . .A porta Romana il corteo è giunto verso le ore 15, ricevuto da tutte le Autorità cittadine, da1 Comandant~ rlPl presidio con numerosa rapJ)resentanza di nfficiali delle varie armi t> corpi, dai professori dt•llc Università. e degli l stitut.i, dn.Ue Associnr.ioni patriottiche con bandiere e da gTan folla di gente. "R·eparti di truppa con la. music:1. militare si sono messi alla testa del corteo, il quale. tra due fitte ali di popolo, che si scopriva reverente, sì è diretto per via Ricasolì alla storic·a piazza del C.ampo, fermandosi davanti a quel gioiello artistico rlt~ è la Cappella votiva, mentre il campa none della st oric.a torre del .Ma Df!ia suona va a distesa.. Un Tappresenta.nte elci Sindaeo ha pronunriato un elevatissimo discorso, e la lungn. teoria di popolo ha sti lato dinanzi a.l carro simbolico in muto raccoglimento e religiosa compostezza, din10strando quanto la. città della gentilezza, dove la ling11a italica suona pi1ì armoniosa e più pura, prendesse })arte alla Cf'lcbraziom• dei medici caduti in guerra, rinnov·ando così il dolce saluto ::;colpito a porta Camollia. : << Cm· 11/(tgis tibi 8ena, p n wlit >>. Dopo la ceriruonia ~· piar.z.a del Campo. ha. avuto luogo J'innugurazioue dell 'asilo per gli orfani di guerra, e la glorilicazione degli eroi della pietà, si è felicemente fusa. con una cerimonia., altamente nmauitaria e patriottica. a Monte San Savino.
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L ·autocano è giunto a notte avanzata. e la popolar-ione si è riverl'ata fuori del pae::<e, muovendo incontro con g-ran numero di Jìaceole in una
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visione fantastica. Dopo brevi parole del Si nd neo, il dot,tor C'antalamesi;a, sanitario del luogo, rlcwornto al valore militare, ha esaltato l'0}1era e il sacrificio dei medici non ::-olo di qu('Jli caduti nel fragore della. mischia, m<~ anehe di qnclli immolatisi l'lCrenamcnte e ::;f>m:a lamento, nelle c·orsie degli Ol<pcdali nella. lotta contro i morbi infett.ivi, suscitando la più viva. commozione in tutti i J)rescnti.
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ad Arezzo . );pgli ultimi V('llti ehilomctri , prima di raggitmgere ArPz.r.o, i contadini di qn<'ll:l tt>na forte e gt•nerosa hanuo olft•rLo la pit'1 spontan('a manife~-;ta zio ne dc· Il n loro si nc·t'nl pietà. Ogni t an t o si vedevn bri Ilare lontano
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LA CELEURAZlONE DEl MEDICI. ('AD UTJ
r:s GUEJ{RA
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qualche lume : erano piccole lampade ad olio appe~e a dei lunghi ba,-;toni fuori dalle finestre. Al par-;sag~io dcll'a utocano dinanzi a,llp povere casette uomini e donne, vecchi e bambini, s tavano inginocchiati in religioso atteggiamento, grandi nella loro umiltà e nella loro pr(·ghiera. Ad Arezzo il carro romano ornato dei simboli sacri (> a rrivato a notte alta, nè l'ora tarda, ha fa tto diTa.dare l'enorme folla. di popolo che da oro attendC>va con ansia. Il carro è stato riecv uto dn,lle Autorità civili e rJJ iliblri, dalle r Hppres~>nt a n:t.e degli istituti cittadini e dalle numerose Associazioni a.lla ba,rricra Y. E. , ed un lungo corteo si è form~tto per il corso omonimo con alla tcstrt la banda, uffieiali del presidio e repa1'ti di truppa, sostando a piazr.a Vasari. Hanno pronunciato discorsi elevatissi111i rapprPscntanti del Comune e dl'll 'Ordine dei :Medici, e sono stati ofrcrti in gra n copia, fiori e lauri. Il Ve::;covo, attorniato da.l clero, ha benedetto solennell)ente il lauro, fra la commozione degli astanti. 11 carro dura nte la notte ha so~tato sotto le logg<' del Vasari, chP era no ~tate arti:;ticarnentc pa.H:;ate e decorate, e nelle prime ore del mattino st>gnente ha proseguito per la Rll a. ultima, t.a ppa gloriosa.
a Montevarchi, a S. Qiovannl Valdarno, a Figline. ~ella sua corsa veloco vt>r~o Firenze lu ngo r amenissima. vallata, d<'IL\rno, ùai caratterist ici filari di pini e <'ipr(•ssi, l'a utocarro siJnbolico ha fatto so~-tta a Montevar0hi, a S . Giovanni Va.ldarno, a Figline. All'in~resso di queste ciUi1 stavano a ttendendo le Autorità loeal i, con numctose Ailsociar.ioni ed immensa folla di POl>Olo h's1ali t~ , éhé in ltitigO corteo, dopo la. consPgna del laUl'o, hanno att.ra,versato ra.bitato fra gli inni patriottici delle musit.hc cittadine e fra il getto ropioso di fiori dalle finestre gre mit issime.
ad Incisa Valdarno . Ancora un episodio commoven te, l'ultilllO, ha caratterizzato l'ofTcrta del lamo in quest.H grazio:;a cittadina. Esso ~ stato recato da un bimbo rli nppena sette a nni, orfano di guerra, da nn bimho che mai couohhe il habbo mort.o per la Patria. Fu un monwnto rli indi<'ihih· commozione e pianse tutto il popolo di Iur ii'ìa, quando, a nome di quel poYeto orfano, il Sindaco rievoL~Ò gli mwuri eroi dre si imwolnrono per sn lvan~ la vita altrui . Questa è stata forse la più st•mplice e commovente celebrazione dei medic·i caduti in guena . E 1'a.ut ocillTo. scm pre ln n g-o l'Arno, attraversando rapidamcn te P ontassieve, le Sieci, C'ompiohbi, ha raggiunto fìnalmentc\ la mè t :t: la città. del fiore !
a Firenze . A porta Romann entno ad l'l.ttenderlo il ~en<'ral e rnt•dico· capo dclln Valle coi memln·i ò<'l Comitato esecutivo, il Comanrhnte la Diivisione mi-
litm·e, il con~iglic>rc comunale Raufag'ni in rappr('srn t a nza del ::linda<'O; il con!>iglierc ùi Prefrttunl> 01·iolo por il Prefetto, moltissime ..o\!'!'<OC'iazioni c foltissimo gruppo di ufficiali medki e d~·llc~ altre armi c corpi.
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LA CEL.i!:BRAZIONE DEI MEDICI CADUTI !N OUEnRA
L'autocarro, Iett.eralmtmte ricoperto rli corone e di hturi offerti al suo pa.'\saggio da tutti i paesi attr:wersati, dopo una breve sosta sulla piazza, ha proseguito per le Scurlerie Reali, salutato dalle Autorità, da, una. Compagnia di rant.eria, che rendeva gli onori militari e dalla musica, del 690, che ha intonato le fatidiche note della canzone del Piave. Così il carro ornato dei simboli sacri, recante il La.uro del Palatino, tra i colori delle bandiere della Patria e rosso-crociate, ha compiuto attraverso il T,azio, l'Umbria e la Toscana il suo mistico viaggio. E nella sua cor~a veramente t.rionfalc ogni città, ogni borgata, ogni paesello fra i piit remoti ha voluto unire il ramo di alloro al tralcio di Roma immortale ver
Il tauro del Pa.!ntloo; ldlop;ra6a di Duilio Cambellotti.
glorifica.re la quadruplice centuria dei nostri morti. Ora le semp're verdi fronde sono venute ad incoronare la lamp~\da spcntn. dt>l medico morto in J!Uerra, per proteggere intorno, con la loro frescura, la sua fonte rinata, che parlerà d'ora innanzi di martirio oscuro e purissimo, di sacrificio eroico, offerto serenamente sotto la tenda e.rociata o nella. trincea fa.t:lgosa .
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C~:L I·: l.lll . \7.10X~;
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I LABARI DELLA SANITA' MILITARE E DELLE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO. I C'<ltHlidi stt>tHlan.l i, chtll<t. c·roc·~-> Vl't'll t.gli:t. ('b(' portann gli ·emh l<>mi di'l valon' P d<'l sac·rilic·io Òf>lla famiJ,!' Ii:t ><lni t:t ria, non pot<•vano mantnr·t· alla Cl'1f'hra7. imw dc·lla quaclruplic·(' C'('l'l11l1'ia, clei lltl'!lil:i <:allnti ])('r I ~L P<ttria. Fra le c·Prittton iP pt·<'l i minari di'Ila g-lori li<·a.7.iOnt· dei no~tri eroi, ri('Ol'Ò E'l'<'IIIO f'lw il :~o ol!ohn· i lah:tri dt>lht ( ' nkc• Bo,.::-a Italiana<' d<'l :-;on:•no \filit:lt'l' Onlitw d ì 1\lalta. <·on 1:1 i'(·ort a d'oncm• dPII:t mus ic·a prPsidiari:l t'di nn pluton<· <1 1'11\:110 eli sanif;ì . sonn sì:Hi tra spnr t;lli cl:lll <• ri:-:pc•tti,·<· !<<•di d<•ll<t C:I;Jitall' :tii'OspPtlaiP 111il itare dPI ( 'l'lio" <l<'posti n<'g li ullic·i di DirC'ziuiW at:<·:wto al lal;aro clPila ~anit;1 mililltl'l'. i':ìnet·Pssi\·:cnll•.ntL·. al mattino flp J :{ l , i tr·t• h ian•·hi Vf>s.>illi. ,:fl c·ui f;pi<'<·:_.tvan<J le• lltlllH't'os<• t'il·otli[H'Ilst• al ndor wilitarC' p eli hl'llt'tm•n•tu:;l 1 souo !o;t:lt i <H'<'OiillJal-!'t~<ltl c·on la ··tl'"s:t :-;c·ol'la alla s faziollt' 1'<·rmini <' 1·0! dirPtto d<>llt• S -;ono p::rlit i al!a 1·olt:1 di Fin ·nl'.l'. Dj:m10 piì1 )1\'flll(i. n:-! la <;I'Oll:tl·a rlell:t. ('(•h•b•·;1ziww !iiH'c' lll inn. i nomi dL·'2·1i urTil-iali nwllit·i <' 1h•i sortullil'i:lli . i qtl:tli h:tnno an1t'n l'ollon· <l i :~1· ('0I-llJlU~n:n·p i lnh:\t'i. 1·hC'. <lopo l:l !nro istirn:donr. l:!s(·bv:lnO pl'l' !:1 ~ll'IIJ J:I Yolt n Rollla . .\11:1 st:~zitiiH · c~i :-;, \[:lrin :\n,·,•ll:t n Fin·••zt· ad atll'tHII'I'P i Vi'ssilli !-iÌ trova1·ano il I'OIOIIIIPIIO (~iuhill'i. <·nmanl!:n1tr cl<>i f'll l'a iii'J,:!."t'l'i di :\h•ssantlria , in rappn·--l'llhlli ZH clt•l Coni:Ul!lo rl<·lla l>il·is iorw. i (•OIOI11H·IIi llll'<li<·i )f:1uri P B:t<IH<'I. il IIJarc·ht•H' C'a1-riani d,.Jip '"'· M. O. l\1.. t11l ti g-li nHit-iali 111Nlif·i cl••l l'rl•siclio. in !!'1':111 lltiiiH'nl (jllt•lli c-onn•n\lt'i dn fuori, f' mnlti;o;simi nllkinli clP!i<' altre ;Hini t' t'(ll']Ji; in rappl'<'"<'lltani'.a dt·l Kindac·o cr:t pn·· St'll\1' :tnc·h(' ì'as:-wsson• (;ori. Il fi'('Jlfl, rN·anf<' gli s!PtHI:Hdi. (· arri1·atn in p<·r·fl't·to orario e la mu,.;ic·a di'l c)!)11 H. Fan t Ni:l l.a in! o11:1to l n maw·ia Hl•al<:, lll('l1tl'P la ('Ompag-n i:-t cl' o non• li P Ilo si <·sso rt'lf!-!Ì nw n t o !1a pn·s<·tll a t o l t· armi . :-->i 0 s u bi t o t'o n n a t o tIli itllpOnPntP <'Ol'lt'O :-;otto I:1 d ii'<'7.ÌOIH' ùt•l tolontwllo (jinhih:i, Prt'('l•tluto cl:t 1111 drapp<·llo eli agPnt i c·omlmali <:' dalla hnnda mili!éu·p : H·ni1 ano q uint.li il fo lt o g'l'llppo tlt•!.!'li ufli<·inli <' i trP ~r lo riosi lahari c·o11 lt• J'Plative s(;ortc·, S('g'lliti dalla t'Olllp;tg-nia <l'rlnon•. li ('lll'IPO. l-;1\ llltHICI 1'('\'('J'(•Jl(('IIH'Il((' d:tlla Jllllii('I'OS<\ folla :tt· ('Ol'!<H1 ]Wl' via clt>i 1':111:o: ~tni. ('l•tTl'lani. \fartdli <'· ( \ llfllll', si 1\ tlir<'tto alla ::;<·Hol:t. di :-<altitìt lliilitarc' . ovt· Pra atl attend<•rlo il eolonnello lllNlil·o di rPttnrf' professor~ Altnbe lli ( 'CIIl tnt t c, il Jwr,.;onalt' ins<·gnant P <'cl assistPJ1tt•. Ht•si !!li on,Jri llli lit:H'i, i h1bari sono sla li r1Ppo,.;1i nvlla sah·t!Gt d'oliOI'('. Cun il llli'CI<·sit110 l'('l'ili10itiah• g-li stt'ndartli, ilmatt i no dt'l:! U!lVl' llllH'<', ~ono rip:Hiih alla volt'a ciPila. Capita!<', e nella xt<•,.;sa giornata sono :-;htti llHO\'HillPlltt• l.\('l'OIIIp;t~· na l i a lh• pt·opriP sl'di .
~ - tliomale d i n><.dicill.{l mi/ilare. -
f'u ~o. l-
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c~: l.l.;BR.\ZIO~J,;
DF.I .\li::J)J< •J ( ' AI>l'T I
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OTTE IOIA
LA "SAGRA, DEL MEDICO IL SALUTO DELLA CITTA DEL FIORE. Il popolo di Fir<'llZt', w1a ,·olt::t anr·om, il J 0 no\'f•Jnbr<'. Jra u•so oma:r~-,rio ai Rovrnni d 'ltalin: lw rrrato il ~uo s;tluto <lr•voto alla graziOi\il R<~giua, <:h<' aprì h• !';li<' cl<>l (~uiriu ~th• ai llOi\tri gl orio~i f<•riti; ha d<>fto il suo cntusia~;1 no a l Re, primo Cittadino, primo :-\oldato ù'ltali:t. E ron f<:rvido HllHJJ'C i fiorPntini !Htnno s;dutnto andw la Dur·ht>ssa d 'Aosta, !' Augusl <t ~ignora d<•l ~<""t<·rifì !'io, r·Lw. in g"ll<'lT<l <' iu JHH·<.>, in open · sublimi di Ì'e ne~ h:1 sp<>so e spt•nd<' diutmn~tnwnt·t' la ,.:urt attiviti\, p!'ilrW ari n<'correre sempre dove È' ne<·PHsnrio knirc> un llolor(• <' fa r tomarP ill'orriso snlle labbra. D<tll<• lH'ovirLeie tosr·ane souo giunÙ' llligli;lia di lH•rsuJw, <'da tutta ItaLia una. mas!>a enorme, impressionante cl i llledir·i: la p iù granùim;a adunata (rlai morl~sti mNlici condotti dei pitl lontani pnes<'lli ,.:i(·uli o a lpi ni . alle piit a lte personalità scientilìch<•) chn >ia mai U\'Vl'llut a in I talia. Htipati:;simi i treni Ù<·lla nottr <' qu<.'lli ùt'lla 1l1<1t tina. È diffìril<' il tr:msito m·lll· s1.mde per l'enorme foJJa lino dalle prime orr ùf·l giorno. Mai come' questa volta Fil'cn:w, (·be sa tuttE' lp gentile7.ze r tnttr• le rle YOi:ioui, ha atteso con ma~giore ansia fehhri le la Yisit a dr i ~oYrani.. Già da qualch<• g iorno: autorità: assol'i~zioni e vomHati erano in pi<·nH attività per prepara.rc dC>gna. degli osvit.i angusti P dC'gna d<'l suo signili<:ato ~~~ giornata d 'oggi, che è enrnt tPriz7.ata rhiii'Pn1 u~iasmo pitt irrt'fJ•enabile e devoto per In .Ma<>stà 1lel ]{e e della Regi11a, non disgiunto dn una an!';l ('ra commozione per il rito che ~ i a l'cinge a celebra.re. F iren7.e1 alloma, di tnt t i i suoi t ric·olm·i, sa oggi la ùoker.za di (·ommemorare i suoi oscmi eroi twlbr rievocazione del simbolo più puro del :::ac·rifi('io e della p!etA La città, stall)ani, ha assunto prest is:-;.imo il suo ::tHpetto migliore. TI tempo si è guast:1to durant<> la notte e l'alba. ha trovato un <·if'IO grigio e gravido di minaceia: che no n ha p<>r ì, tolto nnllu a qndl'nt mol'fera di lit•tezr.a e di fcl';ta nella quale è avvolta ;;tamani la C'ittft <lt·i lim·i. È f<>sta <li popolo oggi, che unisre tutti i <·uori in una ~ola pa;-;,.;ione e in uu unico tributo di ril'.onos('enza v erso i Jlleùil'i morti }>11.!1' la Patria. ! ' 'è nel l'ar ia que l vago, inddìnihile. tono (li feotosità, C'he ne<·ompa~tHt~>C'IIllll'l' le grandi manifestazioni a cui tutta ln. popolazion<·, se l1 7.ìl <'<·<·<·zioni <' i11 tut te lt' sue dnl'si . partecipa con entm;iasmo. Bd anche nella sua accon<'iatura Fin•nze ha 1111'sso 11na <'tti<·acil'~i m<'~ nota nuOV<l~ C' IH• attc>st.a. questa unità "l•iritJndl· cii tutti i suni eittadini. Cas(~ s i{!noril i ùeLl't'nlro e modt•sft· alJitazioni eli artig-iani c di openù dC'i sobborgh i s i ~o no pavt•sat<' di tri<·nlore: dai '"' arazt:i c s t·oJft' danw sca.te <H gra11 p r<>g-io lP h n ~fi'Sl! fuori delll' finrsln• l'>t·Dza ris p<Jrmio. :-)n i muri e sui man·iapit•.di lt' lrggl'JHlt' sono fìori t t• ÌIIIJll't)\'\'Ìst', n1l OJWI'<l di <•ntu.siasti ,·olentrrosi. l)oyunqllr> c·arl<'ll i ù'o~-:·ni fo~);ia. d'ogui eolorc ion<·~ gianti nl Hr ('alla Ttr·gin:t d ' Italia. qn:111'1Jl· f<•stoup <l'alloro di,;t(•so at.tra-
Il
19 \ "\'1'!';0 ](' ~tradt• t'. lungo l"iti11erario tlel ('01'11.·0 n•a]!-, hah·oni c·ariclii di li ori
l" di
trofei.
n <'indaen t'la Oiunt~l CoJll\lllaiP, Jll'l' la (·in·os1:\IIZH. !Jallllll puhhli · eato qne:-;to patriottic·o manih·~t·o: <•
Fiort>n t i ;Ji !
•< L1· Loro JT af'xlri il Nl' e lrt R l'!li 1111 gi 11/t(/f'I'IUIIW di!IIIIUI i P ltlll't"lttb,·e alle r>rr 9 ,:~ 0 oll11 stll:iolll' 1/i .'irult.a .l/ aria Xur11llu. t( (Ni.A?I!JII-~ti 811t'l'll/l.i t'r' llf/0 110 fm noi p1w r·o11jcrirr• 1'1}11 l(( /,oro prl's(·,t:a maggiorr 80lf' IUI.Ìlà alla N'l'i mooi,• i ua ILfl!ll'al i d r l Jlf Ollltnu·uto al Jt Nliro Ntdll l o i n grterra c dd bu.~to di Silliii'.IJ Sonni ILO. c< Daranti alla M nc":-;là d1·l Re f' rh-1/a H r yinfl f'l'l eln·r·n •n1o 111'! ·('hio:-;fm dd
Jf,cglio la Sngm rld 1'(tlore, drl .cutpeo• e rll'l .~m·ri/il·io, c udlu Ca8a di ('o8ÌIIHI i/. V tw·hio ricordi'J' t' IIIIJ lo :->ll!lixlrt toscano, l'!tl' 1/ijf'xt• rt ri.~o rl/)('1'/ o'J il IJII0/1 rlir itto d'l tali a. X rl. 1'Hllllt'I'ÌfjgÌIJ, t'lln i rapprcxcii/IJIIfi Ili lulltt l<t Pruriucia, oxpiti nrJ.~tl·i grnditi., rrclwn•ow Hl He l' i/loriuHo r al/te J?,·yinrt dalla 81' mplirf' rita, tu maggio rlrl Comune t' d.·l P.u polt1. <t .Fire ,t ~c ll(tlati donwn i nm la .~1w rJN tlt 1'11('1' c• t·o ,l t11ff i i IWt1Ì /ìiJI'i Citi della Patria riu.~.'I1IIII C la qloritt e la sp,·mu :a. " Vie<< -il H.t•! J'i·va lo. Heyina! c(
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Dall'ala:-:o rc·tTitio, i1 :n ottobre 19~·1. ll t::.ind<l<'O: A.. Oarba .~ .w1 - L a Oinnta ('onlllllah': Ltri!Ji .'\rbn'!JIII,di . l ' go Corti, J,uirJi Ncwt·omrmui, Ca.rlo J! onfnltf'/li . [·;rmr·lu·rJildo f'i-~tdli , GinliaiiO n addi, Jf m·io Pe!agatti, fi'l(hi() Rll/'doui ., ];'or/tiiW[tJ f'h i ari. L11igi Jl n:::.w·~·hclli. Lorl'lt:u Si<·t·ol;ui, Agvsri1111 Gur i Il ~<·gn•tario d('] t'omnn<>: A. IT. Alfon ." ' .lf ii !JII'''ti " ·
L a dttà ~i è sVPgliatu in q ut-o;t a ,-intc·t' <·orn ic·P d i l'Olon• l'd ila as:-;un1o 1n·estissimo una anim <lzione ~Tand iosa. Dovunqut· truppa, milizia. pi<·<·oli f'Ortei di As:;oei;tzioni, à n tomo bi l i eari<'lw d i Da n w d('Lla C' ro<··o Rossa . eli ~utorit.à, di JH'l'SOMiità e di uffi<·ali in granclr uniformf'. Mentre in Piazr.a clf•lla Si~no t·ia ~i vanno adunando tuliP h• rapprP~c·n tanr.e citt.a.tlinc l)Pr hl formnziom• dt>l grande C'ortNJ ~imbol i<·o del Canoc·<:'io e le trupJ>f' si di!O;pongono lungo le vir c hP \·,·nanno IH't'c·or:;c cln.l cortc•o dei :-\onani, la folla <·lw provi('nc• da ogni panto <lc•lla JH't'if<•ria, >:i riH•rf.:a nd <:<>ntro l' invade tutt<.' lf' :-:tradc•. T;atnm•nr.a. è "JH•<·ia lmen1L' g-ranc\i:-; ~im a n· r~u la :-\1 azione di :-;_ 1l arin '\ovt'lla. Nl il luogo appm·t· tro ppo an gll!lto pc•t· contc·tH'l't' una folla <·Osì enormt•. Il ('olpo d'o<·dlio (> ~ll\H'I'ho. l"nn folla ~f'llza 11\l!HNO si <t \'(·ak<l e :-:i pigia, in Piazza cll'll'l"nilà.lt<lliana, in \'ia Jlanzani, in Yia ('f'tTdani. in .Piar.z.~ del n uomo. ~ llll JJ('!'Pj.!J!i<lJ'(ì m 1t'SI(\, 1\ll f1nl t nan· di lli <ISSI'. T nn o il popolo diFit·c:nz<", r ant it·o popolo di cpu.•>: l;~ n•t•c·lii:t c·il l~~. ì• qui a n •ttdl't'<' atto di om<lt,!:~io . acl oll'1·in· il ,;uo dc•voto all lOn• <li :-;onani.
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La dislocazione delle truppe. ,\Ile ~. -1.-, pr<•l·i,;p, !'t·t·lHlllo le• di:-;Jto,;izinui inr i•ar·t il<· dal ( 'nrnaudo dl'lllt i I'Ol'dOilÌ Ì!l 'Jll!'~(;t i'lll'lll:I:'.ÌOIH': In pi;l:t.~:a dt·lla ~taziun(• tl;tllo shot·t·o di \·ia Lnigi .\ hllnalllli allo sbnt·(·n di piaz:t.;l dl'll'l'nitit lt;lliana (• sc·hi(·ra t·o il ti!l11 btlllnia (·on nru,;ic·a <' h:lndit>r:t, l'~ i <~ f:tttiPria. p un· l'Oli ttltt;o;ic·a t' handic·l'a. •• la c·o rnpagnia tli,;tn·t t nn h· al (•om;llldo dt•l <·oionnPllo \ 'ae;llli. Tn piaz;~a tlPilTnit :'• Italiana. ,·ia •lt•i Panza ni !' phrzz;l S. 1lari;l 1brggior·t• (• >\l'hit•nttn il1!1" art i;.:li1·ria ;ti ( 'o rnando <lPII it'lll'li(C' I'OionnPllo Yannini . fu \·ia Pan;r,ani. pi;t.~za ~. Cinnu111i <' piazzi\ <h·l llHotno <• il :!lo fanti'· ria (·nH lllll>'ic·a t' handi!·ra. l n pi;tz;:a ~. 1l<tl't·o ì• il l'<'i!l!inll·nto 1.';\\'<lli<•.Q"gPt'i .\J.•,-,.;:tJIIll·i;l t·<H1 st<·tl· dardo t• 1\lll>'it:t. al I'Uilwtulo di'i t·cdonuPIIo Cinhi ll'i. 111 \' i;l )li!· IH·\i. 111'1 (I'H[lll (·ltp (• fl':t \'i:l (';t\'(llll' t• \' i<l ( 'l t«'l'lll>illi. s i !l'O· \':liH) st·hit•t';tt i il ti" l';lg';..!l'\l]l[l:tllH'Irt\1 ;..!t'IliO. il :~•> b:l(l<t:flinrt(' lf•lt•gTali:<ti, la H. G11ardia di finanza. la li11 t'Oii tpagn ia di ~:titit~t t' una t·oort<• dt·lla :\[ili;r,i;r Volont;triot al l'Otn;tndo d1·l (·olpntwllo Zic·a,·n. ln \ ' Ì<I (' lil'l'llhini ~ la lllll:<ic·;t dt•i l t H . l 'ar:thini<·ri. 1'011 rxo lwr...;;l!flit·l'i t'il li" l'll,!!;g'l'Hpjr1lllH'IliO t!'a;-;porti t' uno :>quadrO!l<' appiPclatn di c·;Jndll'ria a } I'OIIl<llldCI dt>J l'\l[(lllllt·llo ( 'onti . lli\'i~ÌO !H'. \ '(11\g'OllO di :-. pCI~[j
•\(I'ClltlHIH[O di tUt l(' le tl'Hjlpt• (• il i!C'Ill'l'alt> l ': mlona.
Alla Stazione Centrale. T/l'rl ifi t·in ;h·ll:l :""'taziou l' f'<•ntntll• (• lutto ~1\'\'o llo nt·l tric·olon·. 1 ft•t'J'o,·ic•ri lrannn la' ora tu indPf!'>':<anlt'llll' tino da i<·ri l':lllrOJ!l'l' dal'<' all 'a ndlil'llfe 1111 c·araiiPI'I' clpg·no dt·l g-r:tndt\ :·tY\'(•tt itllPIItfl. Ft•:<toni t' trnfPi eli haudiert• :<ono :-; lati dispo,.;ti tlll po' d ap pPI'llllto. ;rnt·hl' rw ll.ittlt•rno dl'lla ;.;tazioJH'. T.a :""':tkltH 1,~<' :1 1 <·. a dtloblr:tla in rn:;.,.;o l'l'l'llli>'i, 1• lo1 Sala d 'asppt to 1"0110 ;.;(;(.!(• t ra:-;fnr·rnnl\• in \'l'l'(' l' )J I'OJH'i<· l'PtTP di lim·i. È il printo onw~.gio llorPal<' di Firc' llZl' ai Sonani d'Italia! l~ n at·!i:<l it·o laharo app<•,.;o :"opm i <·ant·PIIi dt•ll'n:<t·ita porta l'iscTi;r,innt·: " T.rt r'l'ic hm~ifllll' dr·i llll'lfi,·i ,·ttrllfli in qtll'/'1'11 ••. ; \llt·IH· i ft•nov it·t·i hanno \'O(UICI :lllt•st(ln' in 1111 1-'T:IIHit• <·artl'llo ]>0:<\0 ,.;td l o la JH'll>'il ina <l·mTÌ\'0 1:1 loJ'n :tllc·zinn<' ai 1-!c•ali. Esso n•c·;t lo H('Ptllnl<l !"\a l•atH1o t' fJIIP iiil di Firt•nze t• nd l'l'llfi'O la rnora alata.: ,.;olto 1 a t:aralt<•ri ('ltbitali. ];l >'('l'il t a: " .l !fii .-lrlf/IISli Surnwi il bl'lll'l' lllllu d1•i jrrroricri jiort 'H1i H i 11. K<·mpn· snttn la JH•n,.;i lina . l'intr ;ti hin:trio <i<>V(• s i ft•rnH·rìr il tn· no H<•nh'. G ,.;tat<J stPsn 1111 rit('(l htpp!'lo l'l'l'll)isi. Cenlill<IÌ<l· e c•t•nli nai ;t fl.i v'an((• st•nrpn· H•rtli. tl11• fonnano 1111: 1 ,.;palli<'l':t folla, :-:ono stai<• disposi<• ni hti . •\11<· !1.10 lll\'l'i>'" an·iqì in s ta ziniH' la lllHt·c·hina sr:tll'P!la . L;l folla di <'ll'lli>':<illt('lll' l'solr:tl it :'l, <'IH·Hiall mano ,;i er:1110 alldaiP radn Jtalldo nPIIa Sula <l'aspr•tto, si nrunn-" si J't•t·n sotlo ln Jlt'n;.:ilina in :tll(':->a tiPI tn•1to n•aJ,•.
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Le Autorità. Fm gli inl!'t"\ ('11\lti ahhia lllO n otato:;:;:,_ r. ~at'J'OC'l'hi, -:\T ini~tro di'i L avori p11bhlid . ~- !~ . (' Jprit·i. ~ottost •f:T<•tm·io al ;\lin i-;1<' 1'0 tl<'ll:l }!ltt' tTa . l-'. K il ('ltrrlina lt· ) fi,;tran!:t·(·lo. an·i\'(',;c>o\ n di F it·pnr.<• : ~ - E.P<•t·ori U ir:lltli , g'f'll<'t·ale d ' Est' t't·ito: ~- 1·:. il g'~"IWr;tl l' l'rin•·ipt• Go n z:\;ra . t'Oillalldall1P il ( 'orpo d'armab1 : i st·Hat•:r i ({pt·ini, \'itf'll i, Zappi. P iHnig'iaui , 'l'rialig i, ( 'h i;tpp!'lli . ( 'ivelli. f'nntparr t ti. f)(•J Lun:.::o. C:atti. Lnslig. Pn-'sPrini. l';t·nisfori. Vi,!!a nò, ~intolirtta, :\,!:!:r:Nti. l'inw lo. -:'lla zzon i. ~lar(']liafa,· a, DI'Ila \< wl', Hosa<li , Ojdli, P<·lh.'t'ann. \il-•·ol ini. Bt>rt i, C:inOI'i l'onti, Bain:t. f ':tlbini. P <'lli Vahltru!li . pn•silkn tt• lll•l f'on:-:i!..d i<, pro,·int·ialt>. Ecl innltrt• l'anllnira~di o ('n,·a lli. dut·a ( 'ilo d i Filontariwl . ~-onte Touo ui. N'ritno nit•rt· •li Casa Ht•aiP. f.!t'lll'ntfl• llH'dit·tJ !'npo th•lhl Val i<·: il fP III'11 1l' J!PIIl'l':lh• D<• )i<lrtl! i. eomantlan t P la l>i -.- is ill11 <'. g't'tl\'l'illl' tHl. \' at·(·l•t•l! i. tlirPf10l'l' dt·lf'Jstitut o g'f'O{.!ta lit•a lltilitan~. W' llt'I':IIP ~andul l i. :rc·nPraiP ('L•tc·IH·riui. c · o n ~a n <l;tnt l' di Zon<'L <h• Ila \ l ii ili i a Yolon t aria );a zioll<l le : g·t·rH•r:tlc• l l l· :-<in101H': luo.~·ll<' lll'll1l' g(•nc>rniP rlpl ln ) 1. V.;.~. Yillon•,;i: g·Ji o rHll't"; ol i <l<·p11tati 'l'ri}!Oila, ( ìarg iolli. ('npanni . f'hicl~tri. l >t·kroix. Fl'ra, Lnpi. ~l an·hi. \l artini, \larquP1 , :\lartt•lli: :\lor!'lli: 1{<•1 i,(.(liaon, ~pim•lli . C:IIJO\'ili; ~- E. il 1Jl'i ll10 Pr(•sidt·nll• d(' ll:a Cort e cLt p pC'llu . S. 1~. il PJ'Or·nral oJ·t· !!I'IH'rak d;•Jia C'n rtf' d ·appl'llo: nw1c ~ . lortini, st>gTt'f a r i~> parth·•'htn• di ~- t-:. l'a tTi\t'sc·tt\'O : colonnl'IIO Bt>:-:l'om•. c·apo di Kl a t o :\f :a g·~· i on· <Id Corpo Il' :H t n:tt·:t eli Fin' ll 7.<'. T·; anc·or::t : il l'rl'fNt·o eli Fin• n;~.c· . <·nm nt. Oar;~.arn l i; sr•n:tlon • \nlln cio (ìa r h:t~so, s i111hii'O di FirC'IlZc' : man·hc•s(' P \l!'t·i : g·li n:-:s<•:-:sori: ~ic-r·<dini, sal'c·ntll<llllli , \hlz Y.lwr·lw ll i, C'm·t i. l'Pia!!;at t i: cotn!ll. .\ft•lt> twhini , c·oc cntt. 1-\adiani , fll'l'~id<' lll<' d l'll:l DP]IIt1az iom• lli'O\ indal t>. ing·. HtlJ'(·i. an· . .:\larziali. D<>lla -:\!. ~- \" . : ton,.;; !(• !:l'l'Ili: 1·on~•1 l <• ('J:iotli; c·on;-;olp 'L'anth urini ; <'•ln:-olt• Oi .mti: r·mtlt Yo:-:~olul:roni; t·o l•mnt ·l lo :-<c·l!lc·gnndi: nn·. ( 'nr:t:t.zin i, Jn·c·sitlPntP di'l hl :-;ezinnt• tion•nf in :c d i'l l':n ·l ilo lii.Pr:dP it ,di:~no; l'll!on uplf o \' atr nti n i. ,.,,Jontw\1 <~ ~•' 11 C• IJ J hrini: <·o lo:IJH'Iln Po.(.(ge:-:i: mag;.tiot·e t·ont·t" :-ìtribani Ro:-:si ; IPnt·nt!· Odo:tJ·do C:t~ l i; Hai·](':-:i t· st•niot· Lnp1n·in i pt•:· il Direttorio lfl'l Fa~1·io di Vin•nzr : t'OIIltl t. ( 'ntn• n, <p:t•ston' di Fin•n;~,e, il rt•t lnrf' tlc•ll'l- niq·rsit:'t pmf. l 'hiarc !~i c-on unnwro,.;i prufp~,;ori <h•lla F:atol t~t nt Nli<·a: il tl:arl'IH•:-:t• .\Ili \l ar·<·;trani. 11Pn1110 tld Corpo c·onsolat'l' <' c·o nsoh• eli 1-'pa ~na : l' ollllll. ('olo nn:t l 't•sari. l'cJn,;oll• di Ft·:nwia: f'OIIlll t. -:'llac Lran, <·rHci:tlh• tl'rngl! ilf<'l'l'a: <·n lonnt•ll r, ( 'ustn. HP_!.!'l!i ni t' un gniJIJH> folt. i:-:si nto di nll:r·bli df'l]H'l'HidilJ d 'ogni an11a r t·o rpo. l'oc·o ~~rilll;l tldf'alTÌ\'0 dt·l t·n·n o t·t•:IIC', sono giun1c in stn :~ÌO !ll' k rlatnc di Cortt': Dtlt'ltl'~~a ( 'il o, <:onfc'ssa Gui<·c·i an lini , pr·in\.'Ìpt>>;s<l ( 'ot·· smt, prin riJ•t·s~:l Slt·o:t.:~.i. ~ont t>:-<sa f) ('fl:l (.Hwrardt•:-:(·11, t·o n ft•s-:a l'<tudo lfini: le nobild tJJ IIH' lilll't•nf int> sostano m·! la sa ldta n•a ll'. Sotto la JWn,;iJina prrshm11 >'t'1T izio d i un o!'\• la n·nturia ,, ('ps;ll'l' Hatti..;ti "• rlelln !l:2a lt·giOJH' rlt·lla }l il izia Vnlonrcu·ia . <·on il lal•a ro ClPl F a:-:t·in di Fil'CilZ<' ed nna c·ou 1pag·uia in a ltot un ifol'llll' t(pJf'~-1 ° t'l'!.!).!'ÌIIIl'lllo fn nll·ria Con la. band it•ra d\•t•ora(a rli ltlt•cl;w)il' d'oro(' ('011- ];t llltiSit•a n •<T .-. ro.:o->'Ìill C'lli HI<'. ~
L'arrivo del treno Reale . ':'lfa twan o pnl'l1i 111innci Ulh :•ll'il •tllc 9,;w, ota Jll'('slahilila dl'lLHTi\·o tl i
~-:\L il Re•. L ':ll1 (•sa ,;i f<l pitt VÌ V<l : tina lu w nt e il st•mn fmo :-:t·:J·naht t·h(· il
tn·no RC';\\e è entrato in-"ta%i(Jlll'. ~N·<·lli t'OlltatHli milihni si in<·roc:iauo n ~'l :-;i!Pnhio fatto:o:i d'improvvi>;o. T.a truvpa C'on ntO\ inwnt i ~->imultan<'i :->t·atta sull'a.tt('nti (ll)res<•nta ](• Hrmi. TI treno. (·Otlll)O:'fO di rlt:P lOC'OHIOtin.. C' rli chw \'C'Hure-sal01w, <·he lun:!!,o t.utto il perc·orso {>stato saluta t o ali<• ~->ta Y.Ì<Jili dal PO!K•IO plawlcnt<>, giungt• lcnfant.,nt<.. <' :-;i fC"rma dinanzi agli uffic-i Mo' inH'nto. f{isuonauo g-li squilli ù<•lla fanfara l't•a•P. lJC aut.orit.à si a.il'ollano prp:-;so la w•tl nra-snlont> ùi (p:-;t~t , tw•ntr<' un f<'lTovien• ahhass;l la sc·:tlPtt a . .\ppan· suhito K E. il gt'lll'l'ah• ( ' il l'<ulini. Primo .\int:tntc• eli t:unpo l!<'twrul<' di ~ M.. seguito dH Sua. )faesti'l il H<•. clw t·on passo s111lecito sc·t>n1le n t cna. L'nngu~t.a ~ovt·nna s<'.!!'ll<' il ('Ollsnrte, (' \w <·on atto gl·nt ile k oiTr<' la m:1nn. TJa 'H<'gina cl'Ttalia. d• <• app;u·e in flol'idis:-;i :m· <·•m•lit:ion i. indoss;l 11na ma~niti(•:1 pc'IIÌC'Cia di lonlnt <' porta uu :uupio l':l(I(Jl'Jio di \'l'llntn nt•t·o, .!!narnit,) eli rriyrf'II ('N c!Pllo st<'sxo <'olor<'. · R;1pi<hLnwnte veng-t>no fat t e le pre.s<'tttat:ioni di pran .tnatic·a. e quindi ~ua ~laextà il H<' passa in ri' isHt lt' tntpp<• d 'mwrt•. :-;;tlut:mtlo In ~lnrio:;;u handil•t·a tl<'<·orata dì llJ('(\ag lia <l'()ro P i l gagli:Hth'tto clPI Fa:-;<·io. :\t'l fraltf'IIIJW lP Dame eli ('orte l'l'll<iono g-li Ollln.!!Y.i alla J:q:dua. n teuIT<' il pìl'l·olo Jì).!lio del Bitulaeo oll'n• ad El<•nt:.t rli Ha voi a un III<IJ-•:n i fiC'O mazzo di limi . omaggio <li Fit'<'nt:c• ;l\ht }{(•gina cl'l ralia. Il H<' to!'n;\ xui ,:uoi pas:-;i t c·ou a lianN> la HP).!ina si an ia ,;qruìto <lall:t t'olia ch·llt• autorità . <tll'u;:,· ita clPlla ~taziotw. ~el piat:zalc• t•:-temo s.i t'l'o\ ;t no giit pt·ontC' cinqu<' siiJH't'lH' ,, TorpPtlCI ,, elt>gnntil.;sim<·. fo1 n il<:' dalla " Fiat "· Kul\a. pri_ma atiiOIIJOhik l•H'tHlono po:-;t o g li Auguxt i Konaui. il .~l'tWra!P C'i\\ ndilli (' iJ :-)indn<·O rli (<'il'l'!IZP. Xt>nat.OI'(' V<ll'ilHXSU. ~n \ \;\ l'l'ù011da il g eiWJ'ale Uonzng<t. il i\finixtro :-'<ln·ocTlt i t>Ù il :-'oHos<>gl'<'lario alla gnNra g-enc·ral<• Clcric·i. S nllt> altrt' tn• il numeroso l;P~u i to. ::Ì(tnillano nuov:ullcHi t· lt• r r<llltht! tlella tl'llppa :whi<·rnta ti<' l }JÌ<lZhalc rh•! la stazimw. l.'att l'llhion<' drlla fo~ l a C'\)(• Jl ('!'(•g-gia dic·lt·o i torrioni f. ora. tesa, quasi intpazi<' llt<'. ':\rl vasto piazzale i rigidi <· :-;a.\di c:ordoni tld fanti c· dl'~li artigliPri hanno xvomhra.to <' man(Pngono lih<•ro il JH'rc·orxo. t: un n,f))IH'llto di profonrlo si lt•tt7.io: poi ad un t ratto un :.rrirto ittllllPnso ~ i \('\' <\ cln l popoio r·lw g t'l' !t:i,.;<·c> la piazzn: u Yiva il Re•! Viva la Regina. ! "· Il hnw!' <·mtc>o prur·Nle lcntanwntt.> <.. i RoYra n i rispondono !>OtTideuti allo spontant'n, enLu:-;iastic·o saluto della folla: ('!1(> i11vann CN('a di jufrangrr<> i tordoni ]Wr c.<.;(N·n;u·e piit da Yic-ino il suo aiT<>tto e la ~ua gioia . Cadono :-mi t•ort<·o a fa1wi fimi c fitlri. Grida di <'nÌ\ a c <li so lnto xi r.ipt>lnno. Dnl forti' d i HC'IvPòrtf' ~itiiiJ:!'<' h1 er·o dd\(' ~<n h ·t·.
Le dimostrazioni lungo il percors('. Da ]Ji<t7.t:a ddi'CniUt a pi;tzza clt•l UIIOIIIIJ, didro i r·onloni r<'"Ì cbi f:111ti rkiJ'lHo: dai fPparti rlt'l l a !l:{n k.~· iunr :\T. Y. \ .. da:di artigli<:'ri, da 1111 hrillant<· ;;t uolo eli c•ur;thini<'ri in nlta unifomH·. la folln "i :weal<·a a~pN· l:tlldfJ.
\'ia l'H lll.:llli c Yia f'Nr<'t.<\ll i hanno ;\d og-ni fin<'s\r;t un Yc;'ssil lo. llll drappo . 1-: lP lit i<'.-;\ rP <'d i halc·oni d<'i g-nu Hl i pahiZhi. ado1'11i di ma:.rnilki
23 arazzi, sono gn~ mite. Pretlomilta }"elemento femntinilc : signore <' sig-norill(' <dlO attendono, con gran iasd di fiori: di salutare col loro gentilr oma~gio le A ul(ust.e M:ac;.:tà. Qualche cittadino entusiasta, ò salito perfino ~ui tetti, e dalla strada si vedono spunt.are e mnove~i contro il cielo g-rigio lr fantastiche <• silhouette;; " di qtu'sl i audaci curiosi. I.e Jargh('J, ;.:olenni note dell' « attenti ., s<'g-uite dalla fanfa1·a Rcalr annunziano the il corteo si muon·. I eomantli sCI'f·hi, ripPtuti di plotone in plotone, di r eparto in l'l'parto, irrigidisconto k truppe ll(JIJa posiziom· di << prt•sentat'arm "· Dietro ai c·ordoni la foP;L, a capo scoperto, h a presoO la. sH':-;.-.:!1 c·ompo;;trzza dei fanti. Un grande .s ilenzio s'l> fatto lungo tutta. la stt·arla. ~ul cielo bigio, tagliato dalla seYl'ra 1-iagoma di S. :\Iaria ~ovc lht, stormi di rolombi int rN·t·iano voli. U ll<l vettmn staffntta pasxa rapidamt>mc. Poi. accolta da una salve fnLgorosa di ~Lp p la us i (dle si propn)!<l. s i .allunga. fr·emt>nte, eutu'!ia>;tica, lungo lE.\ due ali di folla. l'automobil(• ti Pale s i a.vanzn lentanH•nte, a pa;;so d'nomo, ~eguita dali(' nlt,rf' del ~~·guito. li pubblico ha un grido solo: " Yiv;t il He! •' B dalle fìot>stre c dai lnll · conj fàs<:i. di fiori vengono gctt~•ti da vanti alla ve t.tura dci ~ovrani. Il R•· saluta mili ta mH'nt••, solTidt'ndo <'la RP~· ina ring1·azia dell'omaggio gentile. ~\nrhe la folla rhe gremi>;c·e l<• gra.dinate della Cattedrale sc:oppia in un vihmntt> ft Jlplauso allorqnando il corteo Realt' sbocca in piazza di San Giovanni. Da i baleoni e dalle fin esi re vavesnll•, fas <•i di fiori t·tt~lono ::>lùLwtolllohile. g-Pntile omaggio ùi f'ittadini a lla ~\.u.~us1a pen;ona d•' ll<t Rt•gina. : :-:ua Ma('st iì ri11J!razia (·on sorrisi e con e<>rtni dPI eapo, nwntre il l'Sovrano nou si ::;tanta di portar<• la mano alla visif'ra. salutando la folla, immN1sa. Le automobili del eortco ùHhoceano ,·ia ~lart,•lli ali<' ore 9 140 prrC"is('. h1 xtrada, tl•nuta sg-ombra da due doppie• lllt> di <·.arahinié l'i, è> :-!ala tO· i'i pa l'l-i a rl i :m'n n gin Il ;l. Tutt.a, la via Cavom· l' pav<'sat<t rli hamliere e di drappi. La folla. ~pr eialuwnt<' agli ~boc,e hi d<'IJ(• vit' d ei Pucci e <l<•gli .\.lfani è strabocchevolc. l ;a 9-! 3 Jrgione dPI Ia ~filir.ia Xar.ional(' pr<'sta st'rvi;t.io in questo tt·at t o ('.oa fliuvaht da aleuni repa t'ti della g;;a lt"gione al <·omando del c••nturione Degl'rnnoc.enti. La fiH·<:iabt dPl Ootnitndo del Cot·po di arma.ta e d ella C'orte di appello sono f;.r.atc addobbate c•on handi<•r<' e s temmi Saba.ndi formati da trnlci e lampadin<' ekttri<·h<'. Il cort('o Realf', c he ywoeedc a l) asso l(>n t issimo, pen·one la v ia Ca \ ' Onr fra l'cntusia'!mo inclesf'rh·ihile della foll a . . Anc.hf'. qui d<tllt• lìnPslrr delle abitar.ioni e :;pee:ialmentc da qu<'lle del C'in·olo Fiorentino eadono sull'automobile d l'i S unani grandi fa;.;ci di ros1•. T trombettieri annuncht.no coi t>re s qttilli rC'golamHnt.ari a, distanr.a di dneronto metri l'uno daii';Llt ro l'arrivo dP.ll~ T1L. 1'.lM. Jntnnto la. fa n(a.ra dei Cavalleggeri int uona,, l'm lP acclamazioni dt>lhl· folla ra.r('olta in ])i:lzza .~ ~n )!arco r n1' llc adiaeenze, l'Tono Be>all•. 11 corteo attraversa la piazza (' s i cliri:.r(• alla !'~Cd c della Sruola eli ,.-aniti\. militare pen·orre ndo l'ultimo tratto di via Cavour e pi<'l!anclo a d('Stra in via V<'ne:t.in. Dietro ai co1·doni clw sb:.Ll'l'a no gli sbocchi d elle stm.de> la folla f> c•norm(• e non Hi sta nca di applaurlil·c· e di salutart> alla voce i Sovrani.
:U
IL CORTEO SIMBOLICO. L'adunata in Piazza della Signoria . .:\o n :-;nn o an.·oJ'a :-<nunah• 1<> ~<t> l l<· d11· P ia1.~t.a dPlla ~ignoria, ;tl•i( nalnl1'11H · qnit•hl t' :-;ilt•Jl(P a fj\1\' J!' ()J ·;I , si allilll<l eli .\:"S\)t·iaZÌI111i d i 0).!11Ì ).!('lll'J'(' ('hC dOYI'llllllll }ll't•nd<•rt· Jl<ll'll' al !..!T:IIldl' <·orii'O th·l f'an·n(·<·io. (~li('!; ! o g·i11ng-<· pcH·o dopo c•d i' disposto d a\ ant i nl l'a l:t:r.w \' Pc-rhio, Jllal'stosallll'lll<' hmdotto da qn;lttro paia di nwnsut·li h o\'i, a loro Yolta ~nidati da R f:wt i in <·aJllil'l· bian<·o <' st·or\a t i da K l'ar:t hini <'ri. Inn i ile di t·<· l'il<' il ( 'ari'O('I'iO IÌOI'I'tltill(), \'(•ra OJWI'<l <LII'll' di o.llilt•o ('!tini. ri:-t i!Oll' tlllt;l l"allllllintr.ion<· dd popolo dll' ~<'lllJH'(' più va fa l·<• ndos i follo .. ~lolto;t!lllllirato (• plll'(' J';lllt·;,I·;.U'I'O alh•;..rorh·o dtP lt: l J'('hiiO i] i;lllrll di i< IJIII:l a(lr:IVI'J'SO il Laziu, lTndwia l' !:1 To~,.;<·ana. Piat:w <lt·lla ~i ~nnria. JH·IIa 111:11 ti n a gri;..ria. ]li'I'SI'IIta ~ Ili ~t s pl'l t o Jlll'l':tviglinso . [)a og-ni lato ).!illlt).!C' 1:1 l'l•lla. l ]Jiit ,.;ol l<•c· il i sono ).!iii a l lo)'f) po;-;to p<·r Hssi,..:t('l'(' :IliO ,.;til:t!IIPIIIIl d('] ('(1)'11'0. ~f)Jl () lllllllilli. Ù!JIIlll', <lli O).!l1 i t'là ('pos izione ~u<·ialt'. Intt•n·:.;:;a a tutti itllli:<tinl<uHc •nl<' q111'sto <>r·<·<•r.ionah•spt•tlacolo. O .!..::IIÌ h;1 lt-on<' tl<•ll;t sloric·a pi;~un l lll il SII IJ ft·,.;lolll'. iltri<·<•lnn· ilaliano ì· do,· nnqttc•. l / adunai a dt•ll c· , \ ss<H·i;tr.ioni ,.;i l'll'vll na l'Ili 111:\s,.;inw ot·clin<• e <·on l ;~ Ht;)ssitwt snllc•c·itu dinl· . Ciii prinw th·l11• 1111o si pno hc•n din• c·h<· <·i:ll'l'llllo (• a l proprio posi o. L<' A:-;s tH·iazioni c·i ,·ili s i sono ra1·c·olt l'' :-<oli o il log',!.!'Ì<tlo do\'P (•~<itualo l'in g·t·Ps:-<o dPli <l H. C:al]('l'ia . nu•ntr<• d a l l:!! a> OJ•jH>:-lo s i trova!IO h• J);ìJIH' <l<·lla ('rON' [{ltssa, gli nl'fi•·i:tli tllt•divi <' <·hillii<'i l';tl'lll:tl·isl i. l ' na h<>l l<l o,·azinJH' sa lut a il c·<llt1p:t ri rl' dd li t lo stnoln d<·ll•• llam<•I!Pihl C'roe<' !<o;o;sa c• dc•l le Santaritant• <' ill!rttppu dl'i ('a\'ali1•ri d pl ;:o;u\THilO ~lili larP OrdiJII' <li ) Jalta . lt> r·1ti lirillauti uni formi ,.;r•no ogg<·l·lo d:t pari<' <lt·lla fo]l;t d1·1ln pitl \'ÌV<l ('lll'iOsih't pc] ;: l lllllii':I ZÌIHH'. ,\Ile cH'l' ~. 1;), [H'c•anl!unr.!<tto da:.rli squilli <l1·1l<• :tl'g'l' llll't tro llllll' dt·i valle>! 1 i c·on!lmali, c·lt1• iudos:-<ano il loro :-<lot·i1·o c·ostll ltl f;'. P:-<t·P da I'alau.o \'1•n·hio. :w!'olto d:. ,.j,i,.:,.;inti :lJ'ì•hJu:.:i. il g lorioso C:<!n t'alorw dt>l ( 'tJilllliH' Ili Fin·nz<·, a<·c•oJHp:tgnato clall'a:-:sc·ssw·c· <: o ri in r:lpJil'c•si'Jii •tn z:t <1<'1 sinda1·o 11 da i <·on"i.!.:'l it>ri r·ontu nali, lkrtH. ~~ · 11d i c • ri, Lanri, Haiotw , (:11:1;.;1 i. l<:tn!':Jgui. Doni, Barl:il'ri. ])j :\La rw. Frilli r· .\laros••o. Ji.a rappl'C'>'I'lJ1:tnr.a •·omnnHit• porta tino· r-Prolll' eli allo ro dPs \ in:Jt•• ad r·s,.;(•J'\'. lil']IOS \t' snl lltfllllltll<'llÌ\t. ]ntauto \'t•rso k HO\'(' VPilJ!OllO i111pa rlil t.• ]p llltirlll' di:-:]losizioni JH'l' la form;~zionl' d('[ <·orlt·o <~ 111lto s i svo ll!<' c·o ll:t più Pnt·nmialtilt• rap irlil:'t.ll c·olonnc·llr, nt l'clif'n :\T:t11ri r·onJIII. Luigi. illl'al'ÌI'ato dt·ll'org:a nir.z:tzinlll' tl('l t'tll'll'o, (> ÌJI:.:Ial!l'< lhih.· l'Il i s nui c·oll:thora l ori =-i adojl!':\110 t•Ai<·ac·r•nlt-111 <'. T,n utal'<·lwsa ~lari ;.llllt<l l h •:tti :li J>imino, i,.;pr· 1t rir·r• .~·· • nc•r:tlt' cl Pila 1' . H. I., <·Oallil!\':tla. dalla lllHtTlrP:-<a l r<'lH' 'l' :trJ,!i:lni Oiun(a . !ta di:-<posto ! <' D:11 ne ckl l:t f'arit ;\ c-lw sPg- nirannn il tortt•n. P o1·n dopo lrl' ><q ni lli eli tro tnha HIIIIIIIIZÌanu Ltnin) di:-\. :\.H. la Dnr·lwssa d ',\os t a. La fo ll:t , <·ll<• nr>l fr:t1'tr•l1llt<) ,,i Ì.' andata l'l'tllJtl'c• p ii1 in littr•nclo, x<-<ttl n in lll\:1 (IV<l?.illll(> i11tJ1nl1('111r•, lll <'ntt•c iu tiuiti :tpplattsi sHiutano la c·OIIlpar;.;a di~- .. \. C'lt<' (> g iuut a in aulonwl1il1· <l:tll<l ~l aziMil' , Ht·t·oni]J<lf!'Hala <la!
g<•ntiluomo trunot'l' tttal'<·lip;.;(• ('arlo 'l'orri)..(i:nli l' tln 1111:1 Danta di t ottlpa -
g-n i:t. La Dm·lwssa, rht> indos:<a la di Yisa di Da111a liPlla CrcH·<· Ho..;,;a . rin grazi:! soniclt•tHIO la folla , l'lt<' <·ontintta ad applaudi n• <'Il( n::ia:<t it-an~t•nfio: quindi dis(·<•nde> dall'autntnoloill' um•tHio,;i :d folto l!l'liJ•PO rll•ll<· D:llllP•It· ll a CrtH'l' H ossa. :-lubitn <l(lpo h' pn·=-t•tttav.ioui d ' uso. a ltri t t'\' s quilli di t t·on lha :tllltlln:~.iano t'lw il f•ort<'O xi ptli'l ntnnvt't'C, Nl p,;,;o inizi<t ::l·nz':tltt·o ht s[ila tn. ;-;nodan1losi lH>r via. ('nli:aioli. pblu,a .d i'l lhtOnto <' \'ia dl'Ì ~t·n· i.
n corteo è in marcia. . \pn• ht t·oln ttna 1111 dr:-tp]H•IIo di ,- i~ ili nrh:tni. in a lt a nnifol'tlt!'. 14<• ~,!'Ilo no
ht mu:<i<·a d<•l li!l<l l'l'J.{I,!'ittll'lll o fanlt•ria . la { 'Ptt1 nriot <• ( \•san· gat -
tisti » d l• ll :t f~:!r. Lq .d<•tH'. i <:io n n ti E,.:ploraltlri ::-:a zinn:tli.OiiW:t ni E,.:plorat ori 'l'iro a :-ìPg-tt<) ::-::tllinnnl<'. :-ìin<l:wnt i ~1<-di• · i, :\,;"o1·iar.iotll' l >:tn li• .\ lighit•ri. LPg:1 :\aval1•, .\,.:,.:o('iar.iOil<' \ar.ionall' l'rn llahnazin, Partito lihPra]P itali:uw. Fase·io 1·o m hnt t.im<'n to Firt> ll llt'. l•'<'ll<•t·ar.ion<' f:t:-wisl a. O"!ll'd :'d<• l1at10n·nti F il'l•llz<'. :-ltu<ll·tll i di lll<'d i<·ÌIIot, ( \ :nti(:lln l".l ttta !IO onnr:tt17.t' :ti ,.;ol, lati 1li :-::tttit:'t, ,\ ,.:,.;oc·iaziotw \'ol uttl ari di ~lll'll'a. 1'1Wic•l:à ~lntno :-ìol·t·nrs<J L:~n:arn t nra l'ra i lwr,.:H!,.d il'ri in I'Oll !!•'tl•t. :-ì•H·il'IÙ ~fttl 1111 :-ìol·<·or,;,, Ent·Ì(·tJ Tnti, r\;;,;n<·ia r. iulll' \lu•tH• i'O•·<·or:-;u :-ìo ttnllit·i:tli in c·c:ngl'do, ,\,.:so<·ia:r.ion<' '\a%ion:tl1· "''' tullit·i:tli !n <'llll!!'t'do. ~l''t.iotll' d i Fin·nzt·. ~ot+·t iì :\lutuo ~o<•• ·IJI',;;O l'llida li. sc tt tt fli1•htli arma ('( '. H IL <·tJtl !!'\'dali l' pt•n,.:iollati , .\ :.:,;n<·iar.iOill' '\ aziona li' :t l p ini. .\ ·•snc·i:tzintll' 1dlit·ia!i ::t'ili<! (':1\ ;tllt•:·i:l. .\ ,.;:<tll'Ì:tzÌt >tW '\ ilzillll;t](• :11'1 Ì,:!IÌC·t'Ì:Itla 111011\:t,!.!ll<l . . \ SS< II'i: tziOIH' UJlil' i:d i ('ltlll]'lt'· n11· nl o. :-ìm·i,·l;ì :\lui Ul• :-i;w(·or:-o n·<lnd 1(',\l'rint. \,.;,.:nl'ia:r.io nP :-lttJH'rsl it i Patri<' Ha t l a!.!l i(• Jh' l' !Tnitù li :tl !ati:l. . \:-::-:(wi:lr.iont• :\l ut uo :-ìoc·t'lll'"o rc·dtt (·i O<t r iha l:l ini Patrit• l ~af l :ttrli (•. l 'onti t:tfn to=-<·:ttlll \'l't pt·:tni .(.-;.;n . . \ s:-:nc·i:tr.inn<· l : llit:>ali in c·oll!!<·dc\ d ' l t:tlia. :-ì<H·il·tà fra i Jll'tlsjunati f1:1 gli ull k iali clt·Ì l{('g-llu tl'Jtlia. '- "'u:·i:t zit nH• :\ :tziou:tlt• l \ttttl •:tlll' ltli, l<'t·llt•razintH' pt·lf' i n l'i a 1t • l'Oli tl o:t 1 t t'Il t i. .'''"Ili' i :17. io Il <' '\ a:-l rn \:a.li l'l'o. .\:-scw i :1 z i(!l11' 'l' u iH•t·<·olof i<·i <li ~lii'IT:I . "ut ila t i l' in ,·:tlidi eli J!IH'ITa. < ll'l':tn i d i g-m·n:t. ~ l :1dri l' Yt•dov <· •·;I(Ltn i. C'at'iltl('l'i:-;l.it·i in l(ltl·~ta ,.:tilabt di .\ s'ft<·i :tzi .. u i, di,;( int i c·on i ri,.;p<•ll i' i lahari (' '"' nclit>l'l'. i clttl' ,!.!1'11J1pi di'i c::trib:tldini, .-];p indo",.;ano In .l')!,!.ti'Jl · ùaria C':ltllic·ia 1'\•ss::. l' dt •i 1-'.' IIIÌ:ll'tli c·on i ICti'O IH'I'I'<'I t i mu lt it·nlori. Ln l':lJ >JH'I·st•nt:lll7.:t .!<')!li :-:tnd<·n ti l> a,.;s:t i llllllll't'osa (' mnlti ,;qno \'t'll ll li d :t l l<• piit ln nt:llll' unin•r,.;it :'l <l' Ii a lia per n•ttdt>l'(· lllll <~ !-!'!-!'iO a i llll'<lil'i <·:tllu ! i i Il J,!'ll(·l'l'il. ( 'lll tolic·i.
Il Carroccio della vittoria. (~ni
fini=-<·(• la prilll:t partp dt·l <·nrH•o .. \ Ila •li=-t:111za di 1111<1 V('lll itta d i llli'Jl'Ì (>('('(l il eonf:dotH• d i Fin·m:e (' ;.;uhito dopo J':autot·ntT(I l'O tllallO ('Il il {'a tTn•·•·i•l dt•l a Yi1 tori a. Il CatTo<·<· io sitnhnli(•O è' pn•t•Pthtto da ttn dr:qtp('Jio ili vigili urlt;uti in alta unifOJ'till·, al <·oman .lo ch·l <·npitnnu haldi. lhw v ig:ili d<•l t'Hm·tt n•t·a no un ;Ì grantlr r·oro11:1 di lauro d H' \' l'l'n\ tlt·· po:-:la ,.:ull'_\ra <'111• :<la JH'I' t'""l'l'e inaHgurata alla lll'l·srnza d<·!.d i .\ug-n,.Ji
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:-;,lVI'ani. È quel';to l'oma~gio ehe Firenr.(' ~<'llti l(·~ per IIIC'r.zo dl•ì :o; uoi anllninistr<ttori, poi·ge alla memoria dC'i medici caduti. ~cgne il <'0111\ln(• di Firt>nr.P. J vniiC'tt i <:omunali, in <·ost.umP ùcl TreC'C'nto. con la hcrn•t ta rossa rovcsC' iata~ eon la tnnku hian ta <' le \)J'HCIH• ;o;<·arlarte. reggono le mazze argentee: a ltri valletti illlpugnano le trotubt• in mezzo, il gonfalone lllltniC'ipale t:OI ~i?:lio scarlat.to in ea111po hiancct. Die tro la rappresentanza eonHlll<ll<• procede len ta nwnt<• il <·aratt<Jri,;t ic·o autocarro romano~ eh<' già recò a Firbnze il la1tnts "'Jhilis del Pala t in o. c·he -Homa voli<' otlrii·c ~egu<'n do le gloriose tradizion i storich<', a ll ' Axa
(l • Cart·occi o d e lla Vittol'ia • ll ]Jit\na dello Si~tnot'in
eommenwrath·a d el )fcdinl Italiano. È una spec·ie d i torrion<> mcrlato. i cni Int-rli sono rapprest'ntnti da haioiwttl•. L ~1t<'ralnH> ntt- . in basso, lo adornano sci te.o.;te di lupi Rd ecco, snbito dopo l'autoc<UTo , che spi<:ca nC'lla. sua. ferrea. vcstt g'LtCIT('SCU , il simbolico r.uroccio della Vittoria, <Lppositamcntc ideato P~'l' qun>~ta sol<'nnc c·elebra zione n azionale . È vera.monte imponente, eilpubblico, a l Ruo a.ppa rire, h:t un moto di gra nde ammi1·azione e saluta riverente. 1l ( ta l'l'oecio. ~h e è sormont ato s ul d avanti da un grande ~i.glio fioren t iuo, cin·ondato da una <'OtOII<I di quercia e d'alloro. è t•irato da quattro coppje di magnifici buoi , rive>;t iti •li gua ldrappe tricolori, s ulle quali s picca il ::;imbolo della rrocc Rossa .
Tgrossi anilllali, dtt' nel loro intederc IPnto c grave, dà.nHo un maggior ri~<llto d i soiC'tmità
a l cano s illlboli co, recano s ttlla Lunata test.a rlci grossi
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nalci di tùi\·o: !'(imbolo di pal'<'. di eoU(·.ot·dia, di ~unor<!, tl'<l i popoli<' sono guidati da otto soldati con (')mct.to (' lunghe tnniehc <'.•a.ndidc. Sul e~no, sormonh,tto da una. g·nmdt• J'iprodu7.i0nP. clelia ,, Vittoria " alata, ~o no dt"po;.;tp le grandi 1'::tnw di lauro che l{omn. ha inviato per la scJI('DUP cerimonia. A i lat i xpieeano duC' stc>nclarcU ro;.;sn-('l'Of·i<lti , :->on·N ti cln due lJiccoli orfani marinari. f'orre intorno una llJa{!nifka fa;.c:a con "c·udi e :-:padc•. Sulla. part.(' postRriorc del ,, Carroc('io " è a.ppe;.;n una. g-rand<' corona di allol'O, a bacche dorate, con nn largo nastro t.urchino, su 1 qua~l' sono ricatnatc, in oro le inizi.a.li dei ::::.:Jvt·ani P lo :stemtna Sabaudo. PC'nde inoltre un gTa n dc drapvo <tzz lll'ro, som1on t <l t o dallo i;temnu\. ~ahauòo. _1\nehc questo simbolo di fcrle i' xorrt'tto da <.JlLattro orfani di _gnc·m1 dell'Istituto Vittorio Veneto. :::\ubir.o clopo i1 «('arroccio " viem· il g-rnppo rlci C..walieri del:--:.. M. O. ~r. , <'O m posto dai si{!nori marchp;;p Ca vrilt n i. v ic·e pre:-:iclpn te d<'li 'Associazione d<>i Cavalieri di l\blt.a, in rappJw.entauza di ~. A . :::\N·enissima il Gran :\Iaest.ro ò.ell'Ordin<', contl' Berto della Gherard('s<·a . prineipt~ di Sci lla, tlun ~mbm'Lo Ru!Io di ('alahria, conte Rarholani di Montatito, marclwsc Mastrani-13runacei, ln<ll'thc:,.;e D'Afllilt.o, 1la}!~i, Ba.ldassarri. Pulco Toni· g-ia.ni, èCC. I p1·imi :-;ei indo"sano la brillantt• unifornJC1 J.c•ll'OrclitH': <' c·io(o felur;\. nera. tunicìt cr<'nti"i <:on cintura dorata. panlaloni neri con hanclc dorah·, spadino e spemni dorati. .Nel gru1Jpo vi è pure una sig-nora appartencntt• nli'Ordinc. la contPS'i<l l"au;;;sotl(' di <i:ctnag-nano. Qnl•xto gruppo dei eavalim·i di "'Ia.lt a è oHn•mv1lo piUol'<':-(('0 e il puhhlico l'ossN·va. con tm vivo ;;;enso eli ammiraxion('. A quc.>:to pnnto il cortt>o Ì' :-:t·ortato da <·arahinic·ri in alta nniformc e da truppe drlht :\Iii i zia. ;\a zio n a 1€'.
Le dame della carità. E siillllO c·osì alln folt;l »dtiera clc:.lla Dautc· pietose,<:b!•.nwntre infmiava :->n l frou te l' nragan o della {.!H erra . ac·corsero (!O Il ea.ri tat.evole c• patriottic1o slancio :t lenir<' lo ~o ffrl '('.ll7.(> fil' i frntell i. dd figi i, de l popolo t.u tto. eh P radeva via via, lnugo il "anguinm;o c•::tl\'ario. per la r edE'n7-ione d'ltnlia. S .. \. R.la Dudll·l'(sa <l 'Aosh! ì• in t.<•xt.a, fra la n~:t•·C'hc>sa "M:u-ia.nua DC'nti eli Piraino ispettrirc <h• !la C't·nee Hos~a Tta liana e la marchesa I rene Targ-ia ni Giunta, d<·IE';!:lbt g"l•nernle d pila C'l'O('(' ){o:-:sa I t a l ialla JWl' )(' r nf(\1'llliere Volontarie. La n.gnra di Eh~ na di Orléans spie~.:a nohilntent<' nel grupvo c il I>nbbl ieo. eh o hl nota su hito, Ll<:cog-1 i e . ,~o n uno scro~wia n ll• <l p pia n&o c• <•o n :p·.mdi aeolo.mazioni. Gli applall:-;i e gli " 1'\'viva " all'indiri;t,w dell'..\_ugnsta Oama. C'hc rappms0nta in questo momento il più puro simbolo d1~ll a pi<•t.:\, uma.na, " i t'ipetono dappertutto, ealoro,i, vibranti, entu.:-;iasttici. L'alta cd arixtol'ntti<"a persona della Hanta rPgale, itu:edP lt>ntamcntc. so'lTidendo spC;o;80 con i snoi oc..:hi softusi di hontà, e inchin~uulosi ogni tanto, qna e là, per risponclrr~ al deferentC\ ocl <'nlllsiast if'o S<1lnto di'l popolo.
:-;111 pl'tto rlt>ll:l Utl<'h('"":l d'Aost a, c·hP in tlo:-;:--a il c·ostnme turc·l tino d(']l(' D anw lnf'c·t·ntic•n'. :<pic;c·ano 1\ltllH•roxissitnc• rl<>eor:tzioni it:tliant> ed !'stt>r<', <-hl· ,.;tanuo a di mo,.;lra rP <'1111 i lOI'tl riflc•s:.:i di arg-t•nto, 11011 solo la pit•tà <' J'n nton• <1PII rt "\ngu,.,ta Donua. n.n aru·lw il sno c•roistno. J)o po 1:1 ll twhP,.;!-;;t ci'Am;la. pn•c·t·•IP il fqlt issin to ,;t nolo d<'lh· Da nH• th•ll;t ( ')'()(' (-> n ossa, Cl<•1f(' :-::IIJI<II'Ìt:llll' (' dl'llt• Jnfl'l'lliÌI'l'(' d l') Ja :-;:llti l i\, lliÌ ]i(;lJ'('. Tutto il fi11l' lio rP d Pll'aris toPrazia lior·pnfin H p;l it: tl iana i• pt'l·:.:t•ntt.•, <• ilti]H'Ps:t a rdua ,.;;II'Phlw qn..JI:t di Yoh•r <llt tlOI:t n· i uomi pi it fn l~· icli ,. piì1 noti. :-;~'1-!'ll: tlialnO tu lla\·ia qnalt-lu• nonw fr:t lt> piPtus<• di,.;trihtttri<·i Ili an:111t> <' nn·ilà, (·!te 1:: 111 0 bc•w• l't•t·t•ro ai nu,;tri ,.;old:tti c· l'lu· tan t o t·t~nfr'il)Jiirono ton l'opPI'<! corag'g' ÌO<.;:t t·tl Ìlldl'ft·>',..:l . <·on la parol:t ht hlll:l P c·nn,..ol:ttric·t• u:l:t nostra. \' it t o ria : lt· ,.;i_g-IHII'I' : Onh·to. \'i\ardl i, H:11·duf't·i . ('J'I'III ~<t. Dc• l LnliJ!O, Ziliu. ~ l a:.:ini. ll a,;la,g- tw, J.'rl'diani. PtH'tl li . :-;c·ot 1i. Bizì::trri, ~ l a l'lll•t•. Ff'nuc·t·i. Bi<llH'hi - ~l ic·hP ii. f':trta, ~l acld:tll':ta. )f:t~rini - Oiw t o, l ':tpiamli. Ba<·t·i- lh•l l.n n}!O, ('aval l:u·o. 'I'an:lli, l'c·hw<·lli. Lotlt h:trdi. )ligl inrin i, \\'ol flPr , F iuzi-J:rulwlltl'lli , ( 'pct·h<'l'l'lli, Cntzzin i. ( 'arla-)la llH·Ii. \\':tt'hi . lk LcH'I'IIZO. ~l:c_!!anzino . !-'l'g'IIOIIO <IIH'ora 11' :-: ig·norine ('iul i. P l'l l. ·g't'tnt . nar.!!'iolti, ,.;Ìg'llfll'(' Hrlts(·lli. lknt·ini , Hi<·c·i. Hn:-:-\l'i . H;n·t oloni. t'i :ll 1i. ( 'lli:trini. Fra1wi ( 'c•cTÌ!i . ~l:tl•sll'c•ili. ~ln<·t·inrP!Il. O li,·itiÌ. ~l n:·ozzi. ~lur ta rdli , Oli,·illi, ~lorozzi. ~Jortar<'lli. :-;antan;.:c•!o. l'li\'i, /':a,·:dl a r u. Znnlll'lli, l'::tnt·n, 7-<·ddd\e, Z:t tnhoni, ~:w<·t·cloti. <: argini . . \IJH·t'ti . Bl'lllll'l · lc•s l'l1 i l' uwlt i,;si Il H• <Ili n•. Tnt!<• lP D:t ltH· d ella ('roc·c• l~os:;a inclos,.;ano il <·c,sllllll\' tlc•1!'.\~soc· i a zionc.•. L<! " :-;alllHt'itart<' " >'OliO Ìll\'c•rc• lc',.;t il c· l'Ì,!!'OI'OS:tllh'ntc• c·on la lor() unifornw 1wra. J,p \'olontarie cklla. :-;:cnif:) 111ilitan•. <·lw ,.l',_tontJ in horuht•se, t'ltinclonn la 11\llll<'ro,;i,.;silll:l ,.;t·hil't'a dc•li t> piPIOsl· l htlll<' clt•lla l 'a1·it:ì. :-;Il] lWI f O l] i 111 n ili• d i ('S>'l', spicT:IItO il• flll'cl <1.!!'1it• f'lllllllH'IllOl'a t i \'c• r](•Jia gllt'ITrt e fl\>11 pot·lH• ~onrJ cl<•c·ot·nl!• c·on ri<·OIIlJWilsr :ti Y:tlorr. L ' illlflllllPilt·t• <·or(I'O (> l'lliH,.;u d a un ft, Jtj;-;,_inc(t ,.;(uolo di ttflit'i:t li llll'dit·i <lt•('(JI'at i al Y:tlm·p militare• e <lallt• rapJH't•sc• ntanzc• ckg li ordi1ti sauitaTi. \-ellialno in pri nta lila il )!:l'ìl\'ra !P nwdi<·o p ro l'. :-;;tnt u<·t·i . il J.!PIH'ralf' nll·dit·o l)'An,!:tl'la ntollic), l'OI. Bc•nnHTi cbt \'prorw. lt•11 . <·ol. !-'arti d:c ~ l ihll111, lt•lt. tolo nnl'llo Fn11wlti t' IPn. t·ol. :\1',!!TO Ila Tonno. t.c·t;. c·ol (:Jtidoli . c• t1•11. c·td . J:i;r,znti <la Fin·nzl'.lc•n. <·ol. ~l:trt•nc ·<• da 'l'orino. h• tt. t·ol. C: i;tiiiiPil i da Jlo](l~n:t . lc·tc. c·ol. '\';tpolihtni tl:1 l'an11a . !Pn. c·ol. )l ;t_gn:tg-hi cla l:: c\'t•l!lt<l. lll :tUi!'ÌIII'I' Ya m H•<;1·i rla Fin•nzc•. IPn. t·n l. Ili' ~l;u·i a. t·o11soll' nu·dil'o J)p l'la t n tl:t t: onht, ('on,.;oh• nH·lli1·o :-;orrt•nt ino d:t :-.:a pol i. t·on,;oiP lltl'dic·n ( ';l ppt·llilt i da 11olol!'llH . c·on,.;ol\• Jt H'di<·u T't!).!'liPI"t' <la ( 'n·ii,!Hol:t. t·<·ntm·imw lltt•dic·u l'i n t ns d :t <':tgli:n·i. Et.l :tllt'IJ\';: : tl1Jit. B;~i,.;i. c·:n. I•'Pt'J'ari. 111'1' il Hnd:t<·:tlu nH·dit·o eli ' l'iq>li, dott. :-;t·ht·narrli di 'l'n· l·i,.;o. pc·of. ~l:tni c·otllllli,;,.;;t r io O nlilll' ~ ] < .. di<·i. clol t. ;\lauro di :\:tpoli, rlott. ~tlnl io d i 'l'rit·stc·, d etti. ( ':tstl><·io di Padnnt. !lui l. (:aiHlolfi di Piat·<·nza . dot f. ( 'a pc·t·t·hi <1: P i:"1 oin. prot'. \[ori rli Pi-.:a , doi l. C:alf:lltO eli ' l' ntp:tll i 1 d ott. l'a l'oli ]lt' l' l'Ordirw dt•i ~ledi<·i <li Ht·c•;o:t·ia. dnt t. ( ;;tlU·I i i di .\ t'ì'Y.ZO, Rra <·c·ini di Pt>rnp:ia, prof. ()allt' lll,!:l t li H onta, <lnn. :-;<·orpati. doli. ( 'osla, dott. lh•lli11i , t•d :t l l t i. rd :ti l ri <l 111'111';1.
:W N('~l\l' quindi 1' ~\~,;<ll· ia :: i oiW rl<·i :\ll·dit·i <'~•·t'f·<'ltlì, il :-<illflnc·ato nh•dic·o. i 1ft'dici c·ivil i. o l'O rdine th-i tanmH·isti tli Fi r<'IIZ('. Il <:or·f<'O <\ lia twh<'tr[!i:tl,l dai c.:arahini<·ri <· rl;~lh• ~·ua rdi<' tttnn itip:di. J l pa\lhlic·o <'tturttt(' <'h f' ;;i lllllllla-.;;:a 11(•11<· vi<• :-;i sc·opt·p t'Ì\'I'l'l'llf(· a l passagg-io <ldl'alloro d~t• lP pi<·c·olt> mani clP.d i o rfani di i!tl(']'t':l c·o;:paq;t•ranno .sullc• la pid i tkll'upc•m .tll ÌIIPl'hbn:l. Per \' i<t dei Sl·rvi, gl'<'t ni l i:-;sima . l'i tllpOllt·nlt· <·mt c·o shtll'r:t in piazza f':-<. Annunr.int;t, don· J'ac·<·o_!!lic· alH·ora lo :-<<'l'o.sc·iaJt!P appla11s0 dPila folla . Quindi, Jll'l' via C-lino l'apponi. ginng-e in \ ìa \ 'eJH•zia . dove sosta (Wr <jll<llf'IH• h'lliiHl in Hl ((•sa rli fare j ] ;-;UO illlfl'l'S.S() !W l. ('hi(IS('0 1 (l('!' ~{i hl l'l' daYall l i al pako H<'ah•.
L'aspetto del Chiostro del Maglio prima della cerimonia. ~l' l l'at fl-...;a dc·lla f·t•ri ii!Olli:1 il \'a:-; t o t·ort il<• <'l'h'll l t':-it'O cldla :-<c· un la <li ,;ani t i\ ntilil:ln'. c·n!llpktallll'lltl· tra.><l'on!lalo dalla pr<ulil!·io;-;a ,!!<'llia litù d i O :llih•o ('Il in i. .sfn!g·ora i11 rutt-a la fa ntn<:nl:t.!!OI'it·a :ll'lllòll ia •le li<• n ti O\'<' d ('l'CII'; l Zio n i. Sph·ucl<' eli vint ltll'P rwlla polif'l'OIIl:l s i111011ia r! i lilll'!' :u·<·l.il<•tlouil'IIL', rli t:olori. di han!l i(•l'P. di pian ti' \'('rdi. eli onntg·!.d li<>n•:ili c· di ghirl:ltHI<·. ,·ht· da og-ni <lll,!!'Oio cl' l t:di:t ,;ono [!illtl\Ì <·oltH· 1111 11io \'Oto all'ar:t di'fili npo.><l•Jii ·h·ll' Il l li :t ll(l j)Ìi't :ì. l nto!'llo i utorno. ltnw:a l:t f• ·<•lliP c!t·i log-)!'ia tì dt<' IOI'!Il :IIIO d ii<' lat i tlPI C'l ti<nl :·u. nq.di .spazi fr;J 1111 ar<:o l'l'a ltro ;:i <tlllnt inUII) -- lliOtivi. UI'<'OI':tl iYi all<·rnativ:lll l!'lllt' r·i,·Ol'rc·nti- i ro,:oni C'Il!· po1·tano dip in ri i d11e :-;i tnhol i ll<·lla .- :anilit : In t•t'OI'<' l'ossa c· !a <'t'OC<' di :\bt lta. l;l' handiPI'l' cl'lt;dia, in IJIII'sl :1 Illagnilil-a :-<infu lti<l. p:n·Jano la Imo :Io l:! piìt hl'lht: sl'aYi llano :tl tP n1·l c·il'lll di qnP:-<to pri1110 1111\'('lllhn•. nwnton• dc·i nost ri :o;anti ,. d(' i nos t ri nwrti . E !iot·i -l:tllli 1: 111 t i, (fii<IIHi po.s,.:ono <l;!t'Ht' t utti i g-i;mlin i cl' l tnlia- t•s:dalltl il l(lro profa t1 1o intorno a qtw,;['ara . <·O lite la piìt pur:t oll'c•t·h t cl i ,!!raz i:t. Tlmonnnwnt o di Anign :\l iiH'l'hi- J'al!;H·<' 1·h(' l'<IJllll'C':-iPll\a iltnartirio 111:1 ant· lll' J'l's:t l tazi~·IH' d<·l lllt·dko in\ i,;ihil t> <' la ri.sun<·ziont• pN la di it:i pit•l:\. d1·i <'•)ll '\:IIP.SI'I'Ilt i : ilmolll!lll<'!tlo t·he è sorto JH'r lo .sl:tutio, ht c·c,nl'ot·dia c·i\· il l' di tutta l:t l'la,.:st• ntt-dit·;l <l'lt;tlia- asp~'lta il hatlt•sinto <i<>lla gloria . (lnl',.:lo hattl'si l!lO rir·t•\·t•ri't. t'ra ptH'h i ist a nt i. d:tl la ~faP,t:'\. dt•l l{n n 11<' sar·:'l :\Iarlrina la H<•gina, la 11rima o ]Jiì1 augusta l>onll<l d' l t:tli:l. Og-n11110 ~wntt• {'lll' non una 1·c•rinwn ia. nta 1111 rito Sil<'l'O ,;i t•c•lc•bra. l'd un fn·nri t o tli <·onllnussa flpvnziOII<' :-;lilla fnll;\. Il !'!'l'\ izio di ar· (·p~sn :t i ( 'ort ili' <!t'l :\lat.!'! io, ur_!!all izzato in modo t'lli'Ollt iahih•, da! l':ttlt'l'l lo di Yi :t ( 'ht•rt tbini <' d:IÌ dtH' i ngTPssi cli Yia Yt·IH'Zia i• pc·rso:t:d tn{·n!t• t't•go!a!n dal clin>t torl' di'Ila Sc·uola di .sauit :) <·ohmnc•llo mc·rlic·o prof. Altoh,•lli, tuadiuYalll da l tPIH'IIIt• <·olt\lltll'll o ~ l <·l'tlli'PI I ì <l(•l ( 'ornan,lo d d la l >iYisiotH'. Dir·i,!!OiiO il :-.t·n·i:r.io rl'ordill<' a ll'ingrt•,.::-;,, di \' i ;~ ('lll·t·nliÌni i t<·fll'llti t·olonnl'll i lll<'di c·i :-:iantalllilrin c l ,aJIJIOI!i . il Jllll.!!!!Lol'<' ntt•dit·o Hill<llcl i. il nlag,!!ior<' m('flic·o Yt·f to ri. il c·apitano n t~dic·u 'l'l·lt•st·. il c·:tpitano tll('clil'n "ali<·<'. il dut l. \Yitt inJ.! <ll•lla Crot·l' Ht)ssa ft' ;ll ian;l <' il <lott . 11\'ll:t :-;pt a .
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Uc~ol ano
inveec l'entrata dC'~li invitai i l' di'H<' autorità, daJlc dU(\ port(' di via Yt' nPzia, i tcnt>nt'i c·olonnelli ntediei E)(' ~tephani s. FE>J'r ari L t'lli e ~Jo~lPstini. il magJriore med ico Tiomh~· , il dott. (l m.q wrini e i eapita ni mcdi<·i Ori!i P 'rah:nt;.
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nti li1 Or(· e di s·po~ izinni ncr la C<' ritnonbl .
l lll<'llll>ri dl'l C'omit.ato C':;('('ut.ivo dà.nuo le ullim r tli:-:pnsizioni, e rt•gulano eon gn~ndc' ordini' J'a<·c<~sso nei vari r ecinti. 1-)opraintc>ndono a l :;crv izio il qucst.ore com m. C'utt·era, il v irl'-<]U<~<>tore rav. ui1'. Conti, i quali ;;ono eoadiuvati da diversi fun zionari !.' uffì<:iali llci <•arabi n ieri.
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L'ntlt•:-;a (· intl-'11R<t. 'rut.ti ~tli Ot·ehi si soilPrnwno :l rlt·l iziarsi su ll a. t<lìl· c<·llata, tribolata dle l> scop<>rta e visihil<'. L'inqn·ps:-;iollt' <· l'c>:,;pn•ssionc• (> una per tutti : di <Hillllira;~,io rw . OltrP In c·atwellata, entw il corti iC'. subito a. sinistra di d1i V<ln·a l'iu~n·:sso di ,·in ('hC>L'uhini, è ilpal(·o dcii<' l ,L. ~Il\1.: n. destra (> il palc·o per· le• aut-orità (' ra·r la sta111pa. TI P al<·o R~>:t l e f. son11onta t u dalla Corona t•d è llrappt•!!:riato di Yt•iluto trt•m isi P eeleste: ha rwllo :-:fondo un a1·azzo di g-ranrl<' valore. JH'O\'(' llil'nl<' dalla l!alleria Pitti. Pof'o lun::ri (> la tribuna <l<'~li oratori. eni l'i afTPdC' per una stalNta. Il t·ol'tih> per un lar!!O tratto iu giro t> tenuto J<:!Olllhro da hahlnJ<I nllc· di l<'gno, cli~,>tro l(' quali, sotlo i log-giati, suno !(• J'ap])rt's<•ntanzt• dd mnl ila.t.i <: de,'4'li invalidi, le fnmi}!'IÌ<' dPi mNlic·i c·arlut i. i m<'rli<'i L'le lor·o l':tm iglit•. gli invitati. In un apposito n·einto in fondu all'a ln di log-g-iaro ywospidc•nl<' la ,·ia CJ1ernbini prcnrle p o:-:to la handa c·otttunak Ili R0111a dir(•tla ([all'i lluslrt> 1mwRtro V <·~o;e Ila. Le terrazze c·lw sovrnstauo ai lo~g-inti tWl'<•!!J!i:liiO di folla in aHitndilll' l'OIItposta t'OIIl~ si <~o uviPll(' au·ora. al luo.!!O H al rito. A. ognuno d<'gli an~ol i <•:-~terni dcii~· a iuole (·he i1wornic·iano il monulllcnto, in rappn·senhmza. d r ll' l<.:isE'rc·ito, monta la. guardia d'unOl'l' un soldato per o~·ni <·orpu, an nato e indoJ<santc l'uniforme di g uernt <·on Plnwt t o. Yi n .ont ano inoltre l: t guardia andte tre orfani di ~lH'na.
Le corone. Og~<'tto di spl.'f·ial<• allllllirazion<' da p;Htl' <1<'1 pubiJliC'O l' ilnunwJ·o sn•r-
minato di rorone di alloro: di quer·cia, eU tiori fr<.•sr-hi, Iii bronzo: im·iatt· in Olll<1j:{l!iO agli er oi d ella vietà, ai soldati ::;enm armi. appese ::;otto il portiNtto. Notiamo la tvrona. helli::;.')im:.t. di al101·o di S. ~I. il H<', qu<'lln della C. R. I. e d t>!le :o;E>gut>nt i ;t:-:xoc·iazioni : A:;s•H·ia,ion<> MNli<·i <~ondotti (in .fiori ), Ft>di'J'azione Ordinf" ù<>i Medit·i (in fiori), Ordine dei ) TNlici di Firenze (in tìoJ'i ), Orrlin<' dci ~l cdir-i di AlessanrlriH (in a-lloro), di ~apoli (in fiori): di Cata.nzarn (in quer<'<' e a.l!oJ·o) . di Macerata (in mirto), d i P:1vi a (iu fiori), di l-'al<•ruo (in a llom), eli Vcn!'zia (in fiori) , di Bre:-:cia (in alloro), di Aquila (in lauro e liori) , eli Ln~:c:a (in alloro), di Bologna (in laum P quert:e), dl'i l\ledic·i dPg-li Os pt' dali (·i,·ili di Brcseia (in alloro). Orclin<' dc•i ~1ecliei dci Friuli (in lnuro). di Forlì (in laun1). di Hondrio (in fiori), <li Bari (in htnro), fii R eggio l•~milià (in niiOTO), di 1'rramo (in lauro), di TrL'Yiso (in allo)'()), di 'l'orino (in alloro), di Zara (in querce, alloro e ('risantemi ro::;si), di )lilano (in fiori ), <li ~fauto\'a (in fiori), di Grosseto (in lalU'o). di RenPvPuto (in alloro), di Girg-enti (in tim·i). Rd am·ortt : O~pedal<' <'i\'ile rli R~·gg-io E111ili<l (i11 fiori ), Os pedal~· ('i· vile di Mantova (in fiori). Os pPdall' di :-\anta ( 'hiara di Pi:-:a (in fìori l. O s pt•dale Civile e C'linic he di ( 'ag-liari (in flori) , )Jcrlid dt•g-li t;p<>rla!i ( 'i,·iJi di ~as sari (in fiori ), Hindacato fasc·ista l\INi if'i })J'tJYitwia di ~apoli (in fiori), Os JW· <lale civile di V('nezia. (iu hturo), Ordine d~·i !\ll'llici dPII'Istria (iu Jiori ): di Vicenza (in fiori) , di RaVNllJa (in laurol, di ( \l lf aniss<•thl (in fìori ). di :\~c·uli Pic·eno (in lauro c a!LOJ'o), tli Padova (i n aJI(Il'ù). di Pi;H·<•nr.;l (in
lmm;~,o ) . di !:11\ i_g"o (i n 11!"(1117.0) . di l'anna (in hronr.o). di 'l't·i,•:<tt· (in :tlloro), <li Linmttl (in allnt•o :. di :-\:1ssa:·i (in a llc,ro). di C<·lld\H (in alloro). di FPITara (in :lilmu <• laurn ). tli :-:ic·n:l li n :li loro l. di ~lod<•WI (in fiori ). di ( )n·it'IOO (i n alloro). O~<JH'd:th· ( 'i\'ill' eli Pado\ a (in n l loro). di Vernnn (in :tl lol'o), di Tr;:pani (in alloro).< lspl"dnl<' R1·g-in:l Elt·ll:t di 'l'r it•:-11' lin al lot·u). ( 'onlltiW <li Folig-no (iu l1tonw l. l 'otn tlliP di O r·.-i!'to (i n ;tllnro). ;\lPdil'i clc·ll:t J>m\'itl,.i a di ( 'omo (in fiori \. ;\frcli<·i (J<'lla PnH· int·i;t di H on~;t (in :llltlro). Ft·dPraziol l<' 1le>dic·i lilll'ri prllf<';-.siou i,...t i (in allom).
L'arrivo dei labari. Pol'i1i lllillnli p1·int:l tlvll<· ltl. :<a l ul :lli 1lai l lP :-;q uilli P dali<' notP 11<'11 <1 m;m·in Hc•alt-, inl(l!l;Ji<l dalla lllliSit·:l di Homa. fat 111o il l11ro ill)-.'1"<';-;:<(1 tH'I pi:t x;~,ah· i lal 1al'i cl"!h1 :-\auil:\ 11ilitaJ·<·, d• •lla ( 'rot'P Ho:<sa t' rll'l ~onano ' filitan· !hdinf' rli ;\f:tlLt. l trl· \'l':<:< i Il i <·• •n lt• loro :-a·ort <' :-;i 1·Hi loc ·a 1111 al la :-:in i:-;f ra <il' l pako r<':tiP o La :<<·orla cl'o110n• ;d l:th:tro dt·lla :-\anif:'1 111il itan• i' c·ontpol-il :t l·tl!la· ~(·UU(•
:
Colontwllo nwdi<·o t'mlwrlo J:in1, <·:1pitano nH•tlil'o :\lfr,·• lo (; nnza le:<, dt•c·nra to d i una nn·tlii_g"lia il'<11°J.!Pil10 l'd i un;t llH'thtJ,!Iia di ht·ot t;r,o ;ll \':Ilor<' lllilit;~n• . lt• ll<'llll' nu·rlil'll Enri1·n Hip:1ri. ;illi<'J'('. \l an''<·iall i Ili :-;aniiit: \<,fari (du<· lllt•dng li<' cl':trg"•'ll t ll enna tli hronzn): (;,·atta (U ! la m<'d:t.!!lia d oai')!<'JJfo P nna di bro nzo). L a :<t·orla dount•n· a l l:1harn d•· ll a Cro<·e Ho:-::-;n Tta liana ò c·oJH]HJ:.:ta ~ll' i :-:l·gnc·lli i ullit·iali 1· so1111flh-i:tli: 'l'<·ll<' llll' t"olonndlo llll'di<·o B<H·c·hia prof. lc·ilio. tl<·c·on!lo eli nwlla~!'li<1 1l'arg"PI1 lo (• <li nwda:.di<l di hronr.o lll \':t lnl' ntilitart• (ft'riln ). ('apilano nwdH·o Bon:tzr.i dot t . ()f·psl<·. dt·c·t~l'ato di nna IIH'da~olia di bronzo a l v;~lor mi litllt'(' (f<·ril o ). (otlk i<tk porl:t-lallam: :-::ni tot(•tl(•ll( l' ll l<'ciieo \ -Pl'lliN• dott. :-\a l vaiOI'('. dPt·ontto di Hwdag lia di bt'llllZO al \'alt)l' tllilihtn·. Solt tlllkiali: nt:ll't'"'·iallo <:ianllin i f.ort·nw. <I<•Poralo <li n t••tlal!lia di argvnto al \'alor lllilit<II'P: :o;N!!eltlf' lnag-ginl'l' Bia:<o(lo ( 'di'S(t•. dt>I'OI':IIo cti nH·da.!!l ill di l mJtlW al \' ;ilor llli lit;tn•. La :-:t·ort a •l'o non• al lahtnl di'l :-\n nano )J ilit :tl'l' Orcli1w di 'l:t lt a Ì' <·IJIII p n:< t a <·o 111<' :1 p pn•:-.;:<o : )hl:,!l!ion· nwdit·u l:n:<.-<Pili prnf. gr. nll'. :-1onwo. c·apo II!Pclin • l'r·o;;pl'l't do! l. i'a\·. (:ciii."I'Jli H'. 1<·11. IIIPclic·IJ (<IIIÌI•rP) (:on•t l i clot l. .\ ;_!o:<l i no. t\oftHilil'ial i: llHt n•:-;,·iallo t·:1po :\T:llltini t;l\'. Lon•nzo. X<'l'g'<'llfl' 111: 1 ~ gioi'P l'i 11 t o o\ ll;.:'<'ln.
Le autorità e le rappresentanze . • \ i lati di'l palt-o H1·a ll' prconclono posto lP alte c·a ril' hl' d i ( 'cll'lPo (Ili re il <·unte Ft•:t l l<·e~~·o Giu:;t•ptn• 'l'nr.wui, Prilll ll ' laP.-<Iro di'l Il· ( 'PrilliOIIÌt' d i <'orte. il (·onte· Lotlo\' Ì(-O (~nicTianlìui, g1·nl'iltwnlt> eli ('onP. notia rno la <·ontv:-:sa FratH·t•sf·:t CHÌ<Tiard ini, lhtlll<'l di ( 'orte• (• l P l >anat> eli f':1laxr.o l'<•lllc•xs:t 'I'Pc·la Y<·uhlri-<:inori , mardiP:<:l ~laq.dtl'l' ila lll'lla H IH.'· r:lnlP:<<·<I. l·ontt·:<:-.;a Ort<·n,;hl :-;,'JTi.-<tot·i. t·e~nte:<~a B<•<llril't' l'ancl ollini 1 tll :l l't'ht·sa l-: l1•onora (':~la hrin i - C'or~<in i, d n<·h<•:-::<a 1'.1-r·t i-:-\t t•o;~,zi .
l.A Cf: I.EDRAZJONF
nt::t )lEDlCI C.\0 1.:'1'1 l~ t:UI':HHA
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~otiamo inoltre i Henatori: Alberto AgneUi e Silvio Pellenmo, i qu:1li rapprei"~ntano la Pr~>
idenza d el Renato del IRPgno, c>d i ::;c>natori prof. Alrssandro Chia.ppelli, gen . Giuseppe D ella Koce, prof. Donwnico Comparl'tti. prof. J sidoro D el r ~ ungo, prof. Girola mo Ga tti. avv . Gio\auni Rosadi, prof. Guido M:l zzoni, pm f. Al<>~'la ndro Lustig, p r o f. Ettore l\larf'hiafa va, pro f. Giuseppe Saruu·<•ll i, pruf. L uigi ;;:.;imouetta. '$. R f ' iraolu, Presidente fl.ella C.R. I. ~ ge.n. Ettore Viganò, m arc.h. Ol'torino Pianigiau i, nnHeh. Luig i Zappi, marchese Eugenio ~kcolini. conte 1 m h f>rto ~crristori , coutc• ;.r apoleonc Passerini, amm. ill'lllro Triangi, Ugo Ojctti, gr. ufl'. 8 ih·io B(•r t i, princ·ipe Piero Oinori; Pelli-Fa bbroni, presidente d~>l Con<;igl io provinf'ia.lc. Gli on orl:'voli d eputa ti D f>lcroi x, ~farcùi, Chiostri, ]'era, Capanni. l\larq11et, Lupi, Trigona, )Jartini, Calò, Martelli, ~Iorelli, Ca nova i, Gn.rg iolli, R.ot igliano, generale Vacclwlli , Rpiur lli, S. E. on. Marradno. ~ello s pazio risrn·ato a lle famiglie degli eroici carlutì deeoratì di med a glia d 'oro a l Yalor militarr, twtiamo: tenent e capp<•llauo milita re ::;act>rdote Antonio Mazzoni; sottott>nente dott. Annibale ( 'arl ~· t· ti, l'ip-n orn Carlotta P aselli. madre d el d efunt o te n. col. P asc% ; 1lott. l." go Del Greco, fra.td lo ù<'L rlefunt o capitano di cor VPtt a Carlo dd GrPco; Pit~)lo )ian<:iui, padre del ddnnto tenente .Mancini ; signor:.~ Elvira Frullini vedova P<·llas, madr~ del d<>funto sottotcncute LPopoldo Pdlas: .'\l<':<saudro Silic:.'lni. zio del rh· fu n t o ca p ora le Gin~t'ppc Si li t ani e Egisto ?Il ic· t i rw::::i1 padre d el d cfnoto capora li:' A rduinò :\1ircinesi. Presso il gruppo dci com pon~>n ti la. Cam rra vitalizia Nl eJPttiYa , prendono posto le r appreRentan zc eomunali e provinc·iali. Notiamo: Gli assessori cotmma l i : Rcbrf>goncli, Corti , l:3aceomanni, P elagat.ti,
Pistelli, Gori, l\lontant•lli, ('hiari, Bordoni, 'SirC'olini, Mar.r.u<·t:hrll i e Da d di ; i consiglieri co muna li Casati. B arbèra, L a m·i , Torrini. B arbieri, Di 1\farzo, 1\iaraRco, Rina.ldi, Bnione, Ranfngni, Salvucc:i, Pinuct•i, P aoli, D 'Amore, L asci<llfa re, Pa reti, 'l'ovini, Puc<:i, );'encioui, Ch~ne Dauphiné. Bini, Dari. 'l'aruffi , BeTta, De X obili, Marinoni, P og-gi, Sc-udiNi <.'d <1 11 ri . f'ou la. J'alJprcsf>ntanza. comuna le sono il comm. Magnani, srgreta.rio generale il «'av. uiL Honda lli ed altri fnnziOJ!Uri d el Cou1t1ne. Xotiamo ancora: i dcvutat.i pro~inciali ing. 13\ll'ei. eounu. avv. O. B. :Marzia li, avv. Boz1.i, rag. Bom bani; i consiglieri provinr·iali <:o m n L nvY. Vieri Corazzini. avv. Fo&'l'Omhroui; comn1. lllivi, sindato òi Pistoia ; col srgrctario generale ra.v. P ersico. Fra il gt:uppo dE-lle au t orità e notabilità <:: itt nrline R«'g- nalia mo: R. E. Oiannettasio, Primo PresidPute di ('orte d"Appl'llo, S. E. Campili, Procuratore G<>.nerale di Corte d"Al)pello; i gem•rali De 1\Jn,r chi, comandante la Divisione, R eghi ni, Cardona. Saudallì ; il luogotenente generale Cecc•hcriui cd il console gcn<'rale Villoresi d ella M. V. N ., onorevole Brunelli, on. Merci, colonnello Ma.nns, comnnò ante la Seuola Allievi sottufficiali r-c. R.R., colonnello P oggt•si, comandan te la L«>g-ione dci CC. RR. , il c:onnn. Badiaui, Presidente dPIIa. Dep utazionP provinciale, il tenente colonnello D ebuin ed il ma)!giore Scri han i -Ro~si d~>i CC. RR., i gcnernJi Fantoni , Pisani, Ricci e Pug i, i C'O lonnelli Uzi<•lli 1 RiC'asoli c Bonorba, il comm. l Jina kcr, i tenen ti grnera li Receo, A liprinlli, Frnlli. ('(IT ticelli, colonnello Nanooni, colonnello Pini d ei CC. R R., con1nl. Ve»tOYi, Presidente del Tribuna le, com1n. Gobbi, Procuratore del Re. 3 - Giorno/e di mi!Liiciwr mi/ilare. -
Fnsc. L
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LA CELEBRAZIONE DEl MEDI CI CADUTI LN
GUl'~RRA
E nvtia mo ancora: Dot.t. Fatichi, Presidente dd l'Ordine dei :Medici ; comm. Leone Poggi, Presidente del Collegio d egli ing<'gneri : comm. Tortonese, Provveditore agli studi; gr. uff. Chierkhetti, R. Commis.~:trio della Camera di commercio i I spettore S uperiore del Genio ciYi le ; comm . Bertolotti, Ing<'gncre Capo del Genio civile; comm. Bonanni, Jutendt~nte di finnnza : com m. Sc:hia \'OD , D n·ettore con1partilllentalo delle Fenovie dello Stato; com 111. Malencl•ini, Prei>identc d e!Ja r ongreg-aziunP. di carità.. Vediamo inoltre i profe:-<s ori Giglioli, Pinaroli, Bent ivt·gna, Ri\·a, Bevione, Bmni, Pellizzari , MibPlli, Di Lieto Vollaro: C'a~<agrandi , ~chnpfer, Gabbi, Pelizzari. ecc. ecc. Il generale medico capo della R. M. ('anlli l\Jolinelli e il J!<'IH:rnlc medico 1\'lonac·o per S. E. il ~UniRtro d<•lla :Ma rina,. il Direttore genentle d ella Sanità pubblica gr. \111. Ale&c;andl·o 1\IesHea per S. R. il Ministro degli intE>rni ; ten. col. medico l''ra.nchi cav. Luigi , tt'n. col. llledico cav. Lorenzo Marengo, maggiore medico Perrie1· <:~lv. Stefano per il Corpo cl'arm:11 a diTorino; tcn. col. f:iarti cav. Vittorio, m a~l! iorc Canq)ini, dr. Balrla~sarre, c·ap. Ca.Umati dr. Giuseppe per il C'orpo d 'armata di Milano; tcn. <>o!. Piazza Beniamino, nwgg. Ind<'lieat o Giuseppe, magg. Cervello Ugo, p er il C'orpo d'aru1ata di Palermo; magg. Sa!Yini eav. Gualtit'ro. capitano Cionini cav. Giulio, en pit ano Vaiola cav. Nazzareno, per il Corpo d 'arma.ta di Firenze; colonnello Trovanclli cav. Luigi, colomwllo cav. Bernuc.ci Rodolio, capit ano B er tolucci Gino, per il Corpo d ·armata di Verona ; colonnello Bonomi cav. Gaetano, tc,rH~ nte cololonnello Alfonso cav. Luigi, maggiore Bruni cav. Nieola per il Corpo d 'arnutta di Bologna: eolounello La Grotteria ca,·. P a ,·quale Jl<'r il Corpo d'armata di Napoli; t en. col. Castoldi cav. Ettore, maggiore ~lercu eav. Ros olino, capitano Solicri Giova nni, ten!:'nto dr. Guido Giovanni, per il Corpo d 'armata. di Roma; il colonne>Uo Stefano TTmberto per il C'orpo d ·armata di Bari ; il m aggiore ca.v. Caldarola Fmnce:-;eo pt>r la Di visione milita.r e di Bari; il mag-giore cav. Ba;~ile Antonio per la. Divisione milita1·e ni Chiet i ; il capitano ( 'a.ppclli Alir(!do per la, Divisione miJita.re di Ancona; cavitano ì\'fontini, cn.pit,ano Modugn o, sott"otenente Parizzi, colonnello Sag-gini cav. E varisto, per il ('orpo d'armata. di Tries te ; dr. Alberto Betti l)Cr il Sindacato meilico fasci:-<la di Napoli ; colonnello Suzzi, p er l'Istituto Chimico farmacputi co militare ; il prof. Frugoni, pc~r l'Ospedale Civile Umberto I di Ancona, ccc. ecc. Fra le autorità m<•diche intervenute, ra ppre:-<ent.a nti i Yari Ordini d ei medici, not iamo: dr. B ar tolone cav. Gioacehino, p er l'Ordine dei medici di Messina. ; dl·. Ridolfo D c Andl·cis, p<'r l"Online dci Meclici di Genova; dr. Ciro Biscioni. dr. Pà8quale Pini, dr. LtH'hetti, per l'ordine dei medici della provineia 1li Lueea : dr. Augusto Sor•lio p(•r I"Ordiu~ dei :Medici di Trieste; dl·. D c L E1oucmli JWr l'Ordine dei 1\rNlici di Trento; prof. Cervelli Angelo por la sezione ùi H oma ùcll"Assotiaziune Nazionale Mut.ilat i e Invalidi di gnerra; gr. uff. Quarl'lli, per Ja efttà di 'rorino; vrof. c.a >·. N azzar eno Tiherti . 1wr gli Os pedali riuniti di ~iena; dr. Oscar Luzza,tto JJèr l'Orllint• cll.'i mcdil"i dd Friuli: prof. gr. uff. Annibale Bert.azzoli per il comune eli 1\Jilano; proC A . Rentivt>gna J)er l'Ordine dei Medici di Palermo; inr,ltrc ntlmcro;;i rappre::;cn tanti dell it :.tampa. IliHdiea, con a capo il p . of. A. Ferrannini.
--LE CELEBRAZIONE DEl 1\IEOlCT CADUTl TN Ct:ERRA
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Le due ma&~ime organizzazioni sanihu·ie apolitiche: Ja, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e hL Federazione Nazionale Ò<' Ì Medici liberi professionisti sono rapprcsenta.te dal prof. Gallenga di Boma e dal prof. Giglioli di Firenze. E ancora - oltre il gruppo delle autorità che a v(wano o~:s<'q uiato le LL. MM. alla ~taz ione - vediamo : il gen. medico GalLi, colonnello me(lico Perego, col. Peras.<>i, col. Grott i, col. Donini, col. Fanchiott.i, col. Restini, col. Galvagnol col. Stefano, col. Tohia, il prof. Arturo Torrigiani e il prof. Umberto Torrini che rappresentn.no la 8ocietà Italiana di Otologia., Rinologia e Laringologia., col. Borgia, eomanda.nte P alma per il C'ommissariato di Aeronautica, gr. uff. Quarclli .rappresentante il C"onnnissario R egio di Torino, conte Foscari, K. U. Luigi Biondi, gr. ('Ord. Pedoj!l•, Sostituto procuratore del ~e avv. Fiozi, cap. N uzzolo, cap. Cal:lella,, Procuratore del R e avv. Mele, console generale della Milizia Fine::.chi, gen. AJe::;si, S. E. Pedoia, comm. Mele, Procurat ore del ne di Gorizia, avv. Vgo Mazzoni del Co ns. N az. del « N astro Azzurro "• ecc. Ed ancm·a: teo. geo. Rossi; mag~. gcn. Bassi o colonnello medico prof. .Baduel della Croce Rossa; prof. Trentacoste; mcd. tl'oro ten . Annibale Carletti; magg. geo. Larnbert ; comm. C"esari Colonna, console di Francia; Mac Lean console d 'Inghilterra ; Rverson, console degli Stati Uniti; marchese Alli Maccarani, console di Spagna, dott. Adam Prz~'horowsld, Presidente della C" a ruera m et' i<:a di V arsa via; com m. Bos io, Pres idente di Corte d 'Assise ; dott.. Fra.sRineti, cons igliere provinciale ; e tant,i, tanti altl'i confusi fra. la folla. enorme, imponente.
L'ARRIVO DELLE LL. MM. Alle 10 preCi:'le un lungo ca.loro::;o applauso della folla, che in via Micheli e Cherubini si assiepa dietro i cordoni delle truppe, annunzia l'arrivo del corteo Beale. · La musica dei carabinieri e la fa.nfara. dei bersaglieri int nonano la fanfara e la marcia reale, e le truppe presentano le anni. La. musica di Roma in tuona an cb 'el'.:>a l'inno fat idico, fra le piì1 grandi ovazionj delle migliaia t\ migliaia di pt•rsoue che gremis<:ono il chiostro e si affollano nell 'ampio terrazzo soprastante i lugginti della Semola. ll cor teo R eale giunge fra l'armonia. dci ~;noni e le grida entu ~ia;;;tiche c deliranti della, folla, all ' ingre~so dj via Cherubini. Le sole tre automohili reali ne Vìu·cano il cancel'o e si soffermauo davanti al palco Reale. Sempre fra le pii1 f(': tose ae.rlamazioni il Rovrano discende dall'a,utomohile e porge il hraccio alla Augusta Consorte. Appena scesa S. M. la Regina è ~-;tata avvir.inata da un gr<lziuso bambino, Camillo Cammilli, che Le ha fatto omaggio di un magnifico mazzo di finissim i fiori . S. :M. ha mostrato di gradire tale omn~gio <>d ha sorri'lo cd accarezzato il piccolo orfano di guerra. I Reali sono ossequiati dal gcncml('o medico capo Fran<:t'NCO della Valle, Pres idente del Comitato E secut ivo delle onoranze al Medico, dal
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01':1 )11·:01("1 ('.I OL' TI lN G'lJF.RRA
Direttore g-enPra lc clc·lln. ~<lll il ù pnhhlita gr. u l1'. Me:s..;l';l. clal PrPsidcnte dc•lla Cn><:o Rossa ~t' IL ('il';ìolo. dal rappr·<•s<·ntantc ctt>II 'Or·dinc :'\Iilitare di )Jall<l marth<'st' CaHi<lni. 11<11 J.!l'll(;'r:tlt> nH•d ieo capo ( 'anllli-)Iolinl'lli <klhl R . ~'lnrina. dal PrP~ich'n t <' di'Ila F<·tlvr•azionl' ;\a:donale dc«li Orclini elci ll lt•di<· i gr. u lf. <Yall<'nga., dal C'O lonnl'llo ltl<'tiko Altohelli, Dir('ttor<• dt•ll<l S1·twla di sanii?L rnilil <ll'l' e clall'ap. meùi<·o Ft•cll'ri:w BoC'C'hetti, st·grp( ario gent>ndt· dt•l C'omita t o. 11 ~iuh ilo <'ilP innl(le gli anirn i si Jn a.nifpstn in uua irrt>fwnahilt• t>splos ione eli eut.us iasnro. Mi;rli<1 ia rti I'O<'Ì ~ri d : 1no <t Vi\'a, il H r "• t< Viva la R egin a ''· (> le ac·dar nazioni si ripPrc·rwtono in una m:tnifrs tazionc cm·dial<•, spon 1:11wa, r nt usiasl ic·a, spN·ialnwn 1<' all'iru1irizzo d('( la HPgin a - esprrssioni' :1ugusta e s<•nsihilis,.:ima tli hont:\ e d i gntzi<~ - che FirPnzt• è feliC'e e orgo,\.!'l iusa <li risalutarc dopo {ani i anni !'he la. ~1mat a. liuna.lln. non Ll\'t'\' H onorata di sua. regalt· prrl>enza. L'eutm;ial'mo dt•lla foll a si fn. arJ(·ur più intt'nso e sale a l suo vilr alto (7iotJa.~on cp1andu i l-ìon·ani, ~">l'I.!U i li tla llt• nutorilà., :;:tlg ono su l pa.leo Reale. Tutte le hantliPr<' e i labari si ahha;:sano in s<•gno di sa luto e da t uttt> le 1)nrti s i ripete " Yi '<t il RP- .., " Viva, la H P.!:! ina ~> . Gli Anl!nsti RovrHni rispondono a ([tH'sl<1 ntnnifésU\zioH<', :-wrrich•nt i e <·ommQssi : il Re por tando I ~L m nno al hen·<•lto, bt H<' gina intlrina.nòo il rapo. VraHanto giunge S. E. il cardinale )fistrangelo, eho va a porlii sul pnh:o R<·ale, fr·a ~. i\I. il R!' c f.: . 1\f. la R1•gina . Sono inoltre.' l'Hl palc·o S. K f-\anotc:lri . il gPn. cl ' E,.:<•rc·ito PN·ori Gira ldi, il sot tosegr<'tario a lht (inena, gen. C'IPrif·i, S. K il gt>n. Gonzaga, il g<•rl. m!'dico (';tpo dc.'lla Vali<>, il Sinda<·o di Fin•nzP, il ronte Tozzuoi, e le Dame di Palazzo c di Corte marf'lr esa Clinori-Vouturi, durlwss:t Cito, eont<·ssa Guic{·iardini, conte,:sa Ocl la Ghc' rm·nc:,;c·a , princ·ilH•s,.:a, f:itrozz i. S. -'L ad un ret·to momento vede pa~san• davanti a l palc·o HPale l'onol'PYOle f 'a l'l o Drl<"roix, che è ac:c·ompagnato clalla sua. ,c.;i:,.rrwr~ <' flal tenente R<l.i 1lari. 11 l~c fa <·t>uno alla si::nora l>cleroix di far ~:llire il glorioso mutilato. l~e Vittorio !;i r<·<·a qnindi in('Ort tro nll'on. l h'll-J'Oix c g-l i stringe eon cffusio ne l!' hra N:ia nwt i hl l c. La fol ht a t(llC>il o gt>st.o cl C'l ~o \'l'a no prorompe in nn nuovo scr·oscia nte applauso. D a. ogn i p:nte s i gritla : <t Yivn il R(' d'ftaliu ", « Vin1 il ~lori oso R:st·rcit o italiano! "· L 'on. Ddc:roix, ch e npparp vi,·:tme utc ('Ornmos:'lo, si accomiata, dal "H e c vreuùc J)O~to fra il fol to g'I'UJIPO d('gli uffiti:lli mediti allin!'ati sn due lnnghH file alla d<:'stm del paleo. Iutanto vcn~ono fatte a i ~onani le pn•sC'ntazion i. Fra i primi ad <'l'sc>re chiama.ti ò Arrigo ~1inrrbi, (•o! qnal<> le LL. MM. si eon.! !ratula iiO p<'r La. nobilissima OlH' L':l d'arte e g li ril'olgono parole di \Ì\'ft nmn1i r·azione. V<'n;rlJnO quintlj Jll'<'scutat i i due Matt<'Uc·c·i eli F~wnza , zio e nipotc, gli antnri tldht <·;wc·c•llai<L t'Ù anth<' }JCl' qul'st i l<' LL. 1Df. hanno pm·olc di Jlhlll SO. .~
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LA CF:LF.H llAZI ONE OJU )IEOI C [ CAD llTl IN O l" E.RR,\
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L'ora della <<Sagra>> . Sono ormai le 10. L 'orn della « Sag-ra •> ~ suonata. n rito ~i inii'.ia ed è> al punto più ecC<'h>o d«.>lla s ua aw:;tera solennità. Grande è la rommor.ioue degli astanti. "Gn attimo di raccoglimento quasi rcligio::;o. dopo il quale Sua. l\facstà fa cenno di iniziare la cerimonia. L a folla degli iuvitati si protende per osse.rvnre nel mig lior modo possibile le varie fasi del grandioso aYvenimento. La commozione è intensa. Otto soldati rlella f;anità tQlgono il velario che rieuopre il monumento commemorativo. I tamLuri rullano e la music:a eli R.o111a iutnona le fatidiche note d~lla « Canzone ilel Piave n. L 'istante è solenne : il TI e ha la mano alla visienl e s ul suo mascùio volto di soldato si sc,orgono i S<'gni dell'interna commozione. ll monumento è S(•.opert,o : il bronzo d<'Jle tre figure simboliche <'he vide nella sua fusione cader~~ le croci di guerra dei medici superstiti appare nella grigia luce di questa mattina senza sole, come la più mi::;tica. e più vera delle rievocazioni. Entro il piccolo giardino tutto olczzante di fiori, R e e popolo dicono silenziosamente, ma con animo che freme di riconoscenza, tutto il loro a more imperituro ai 400 eroi della clas:sè mcrlica italiana. Tutti ammi1·ano l'ope1·a d 'arte. Vcroe glorificato non >'i è presPnt.e che in ispirito attraverso i palpiti di dolore e di spe1·aoza rli coloro che egli prima di morire ho strappato alla morte. Intoruo alla ,·asca, semplice, primitiva, il pavimento a f!!'Mrli lustre mas.<;icri<' è diviso in sedici pietre tomhaH : ogni regione d 'Italia dice i suoi morti. Nel mezzo è una stele, con appesa, spent.a, l'umile, eroir.a... :-;ilcnzioS<~ lampada del medico caduto. Dal beccuccio non t i >-prigiona più la. lìamma, ma sgorga un rivo d 'acqua pt•r«mne: la vita! SuUa s tele la parola c.he il Poeta voleva., sola, sulla to mha d<•L Militi' I gnoto c1 Res urgo )). R aUa. fonte, che simLolizza, la vita thlht dal medico pei compagni di trincea convergono i risorti, i convalt•s<·~nti reduci rlallc trincee e dai eampi di concentramento. Ed ecco nei due avvolti nel lenzuolo, come in un :o;ud:ll'io, la. ricvot'<l z.ione della trag·ed ia suhlimc: parla l'uno c appare c.-\tt'Ult<tto; ascolta impietrito l'altro. Il t<' rzo è l 'atleta <:hP si ri~:v<>glia c si lilwra. d t'l s ndal'io: il convalescente dalle palpebre serrate che tr>ncle l'orerchi o a ntc<·ogli(•re le piu tenui voc:i di vita ed il ritm ico pulsnre del suo sa ngue nuovo.
L'arrivo del corteo simbolico. Così, austNllllll'llH', la pt·ima fa;;<' dt>lla <·<·rimonia è com piuta<' si inizia la, sfilata dPl grandioso corteo simboli<'o, e hr . a un cenno convenuto, m entre i drappL•lli deliP guardie comunali c Ù<'il<' scort(· vroscgutJno per la. Via Cherubini~ si avanza, varc-a la l·an<·t>lhll a, e vol l}tnùo a sini:-;tra sfila, da.vanti R.! palco Reale. I giovani esploratori. che xonoiprirni, f;wuo il sa1uto alla vote~ col loro cara.ttcl'istico u.rra h.
38 LA CJ.:t.t:UK \ZIO:Sl: OE! MEDICI CADUTI IN OUF;Ril.\
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LA CELEBRAZIONE DEl MEDICI CADUTI l N GUERRA
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LA ( ' ELièRRAZIONE DE! lLEDI (' T CAOU'l'I T:'>!
CU~: RRA
Gli orfa.ui di gne!'l'a ed i vecehi garibaldiiUi, :;;uno oggf:tto di speciali Sl'gni di si111paticl da. parte dei Sovrani. Quando ''p p :lre a t tra ver"o la ca nc·ellata !':1 utucarro romano eh c precede il Ca:Toc·cio, la folla vrorompe in nuove a<·danwziorti che si fanno ancor pitl vihranti cd oèlltu:;ia::;tichc a l momeHto dE>ll'ingrt>sso dt•l simholico C'arroct•io della. Vitt oria. che reca l'on .ag{!io dei lauri. An<:hc il H(! c la Regina appaiono molto arumirnt.i per il,:uggesth-o ::;pett.;H·olo. I vessilli 1i<·lle As.-;uciazioni salutano. Il gruppo delle Dame ('rocerossine e Ramaritanc, che reguono, alla cui te!< t a i> S. A. R. la Dnch(•ssa. d 'Aosta, si volgono verso il palco R.ealn e sn.Jutano le LI.. :Ml\1. inc·l tinauùosi. Gli utlì<:iali mE'<lici rendono gli ouuri col ~aiuto . .Allotch(. S. A. Ht'\nle la. Dnéltessà d ' Ao!<tn~ c·ompare dietro il ,·ivac~ gruppo dei ('avalit\ri del Rupt·emo Orilù1e di :\Tall.n, echeg-~dano a lti,<;sime d a ogni parte, insieme a :o;ero!>danti apphmsi, le grida di u Yi va J.:l~·na d 'Aosta. ! ''~ " V i,·a la, Ductt!C'ssa. cl' Ao<;ta! 11 . S. A. R . risponcle con un inc·hino e sorride, come na'ra,·igltata òella. imponente manifesta%iune. Ella. si a.,· anza yerso il palc·u Reale, si inchina dinanzi ai Sovrani, mentre la Rcg:ina le muove iuconrro e la bacia sulle gote : prende posto quindi sul palt·o Reale. Il corteo prol'crl e oltre girando attomo al monumento, le assoeiaziuni si }Jongono in te.-;ta c s i vol~ouo Vf.> J'SO il eentro del Chiostro rimanendo su quat.tr0 righe !Jresso i canr.cll('tti rl.i legno. LH Dame si dispongono iu veci' fil' i quattro via letti di crociera fra le aiuole del monumento1 al ceuuo dt>.lla loro ispe ttrice, ln ua1rtht!sa Denti di Pi1·aiuo. Il c:1rro simbolico, <:he intanto ha, completato il suo giro iutomo a l l\Iouuntento. si d ispoue con 'la parte anteriore Vt:'l'so l'inl!r('sso del caneello pronto a. muovere per UJsl'ire ùal chio,;tro. Non appena il carro si~ fermatu, si cala illauJ·o dt>l P;l!alino. clte vien deposto fluii<} piet.re tomhali da. u11 ~l'UJI]JO d'orfani di guerra fra la. più intensa I:OnllliOzione: molti!<~i mi Jlon pos"ono trattenL'I'(' le lagrime. La 1>fi hHn. ~i svolg(' nel p i Ìl a ust t'l'O raf!cu.\t'l inwn t o, twl qua le s 'insiu ua una dolt·e <' <·,)JHJ1lovcnt:e nwlotli<1 vc•rdiaua - il <'oro d<'Ì LomiJardi C'roeiaU , inrlinwutienbilt• nella sua, ml.'laneonia supplith<•vol<': " O Riguore che d a l tc·tto nntiu ·•- est>p:uita lllitgistrn lmt>tJtt· dnlla banda di Roma, qunnc1u gli orfani rl,·pullg'OJJO sul lllOllt:mt>nto i lauri c due fanti rec·ano la ('Oro n a Il d H e.
I DISCORSI.
n saluto del Sindaco. '1\·rnliua(l) il sitnhulic-o rito e c<•ssarn la umsi<·a, ~ ·ini:da la serie dt·i di~cor;oi.
J>Hrla pi'r prinw il ::-\in<hH·o di FirPll.Zl', S<·natol'e priJf. Oarbasso. che dall'a lto cll'lla t ribuna deg-li oratori, rivoJg,• alle Ll.. ~L\1. ii SPguente saluto:
f.A
CEL~:BRAZJONE
DEI )IEDICI CADUTI IN OUERRA
.Siro, gm-::iosa, Rt:gi ua. è ·u·n [tilmw <li fe.~ta, oggi per 11 Comune e per il popolo di Firenze: Comww e popolo l)alutano con demto amwi'e il R (j ·dttorio&o e la, Regi ne~ lunga.mente drsidcrattt.. Firen..ze. che 1:amta ncWinsegnMnento della mefl.idna u ,w trculi~ione ili sei secoli. cht~ guarda 001~ orgugho a ~11esta. gran<le Sntola. tll> lla ,~a. nUà mtUtare, è g1·ata al suo Re fl al7.a sua Regina. che hanno voluto OIW mre con la. Loro cmgusta presenza la menwt·ia di quelli, t:ltt: d·i 'l"l<i partirtJIIO ·verso la glorilt e verso il1u1.<Tificio. D()'l;e si eo'mbatte e dove si soffre, dure si t:01•Sola e do1:e si ricoN7a., il ·vostro popolo sct di pott'rsi. st1·ingere intorno a·i. 8twi Sovran·i. A.nehe ~ grata Fi1·en.:::e al Comitato del 1non·nmento, che sent-ì. la poesia profolula eli fJUesto htogo ; la ·nobile uperu à'al1e Sttrà q1ti arì un tempo ,, esaltazione, monjto ecl esempio ». Sire, graziosa Regina, a.morc <li pat·ria, arte e sapere j1.t.rono ai nostri padri titolo l1i nobiltà ; pos;-;ano fìorit·e sempre in avvenire per la glm·ia llcl Vostt·o Regno e la fortlma d'Italia.
Parla il generale medico capo della Valle. AlJpena il seu. Garhasso ha termiuatù il suo di<>cor:::o di saluto, segue il generale medico capo della Valle, nella sua qun.lità di Capo della Sanità militare t} di Pr(;sid en t~ del Conùtato e.".ccuti v o della celebrazione: M (l cstà, Altez.za. R enle,
Eccellenze, Colleghi! Con anim,, commosso da 7tn sentimento nel •1uale 'llibra , non .~o se pi.ù la nmiltà o il trepirla.nte orgoglio, ho l'altissi'lllo onore di aflernwt·e che 'l1u1sf.o ?nontLmento, la c.mi ·huwg'ttNtzione è re.~<L solenne dalla. A ugu~Sta presenza rli S . M. il R e e della nostru. beneamata Regiua e di S. A.. R . la Duches.~a il' .tlosta, sorge per ini::iativa, e t·on t':Jn.Yenso unani.me <li tutti i Me(li.t.:i d'Italia. Questo mio sentimento sorpassei'Pbbe il vctlorc di qualsiasi persona, se non fosse e.spres~ione lH ·una idealità, la più. alt(t fra tutte, che per la t ita fa .si.IA.:rifica.re la vita .
.Acl esser-ne io l'interprete la dcsigna~~~ne .scaturl, per legittima rleriwzio-ne, dalla uenhua somma elle 1ni hu data. la earit:n rhe ·ricopro. n 1n01W~lte11t0 IJOrgtJ Ìlb ljttesta città eletta d'a·rte C di (/1'11/ilez::a ed in (/llt:8iO Ateneo, percl!è è rpl'i rltJ'Ve si avt•icenilt.oto geJu't'az·iolli. sempre wuot•e c1i gi01'HIIi medici.
Esso sarà per loro lo stimolo piìt Pf'fieace ar1 elera re il p.:n:rir.ro e tempm.re l'anima al sentimento del clo·uere; per lutt·i gli UttUani espressione del t:ulto di riconoscenza a chi è <lest.inalo tt com1)Ìere, qtwsi IIC7n[rre ndl'ombrct, l<t sua alta m.issione di p·ietà. e eli amore.
n discorso del Sottosegretario alla guerra. Le parol:> del gcner::tle medico capo sono accoltt~ da vivi applau~ i. Hnbito dopo P,, E. il generale di divisione Cleri<:.i, Sottoscgn'tario di ;;tato per la guena, in rappre:.- entanza del ministro generale Di Giorgio, porge con voce vibrante il saluto ddl'E>wrdto:
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LA ("EJ.EBRAZ IONE DEl
~IF.DH'I
CAD UT I IN
OUJ~ RRA
La. Ct'lebra::irmr eli oygi è solrnne rito rl'amurr. e di gratit1tdine profonda, puichè nella fiya,-a. fl,•l medico e dell'infamirra r·adttti sul r.<rmpo, la dolorante lonrwità rm(•r.<sct dalla yuerra, impN8VIlll Nl onora quel prirl(·ipio uni..versal.r r/dltr i.wlir/cn·il'là umrwu, r:J11' è il 1H'i mo pre.~11. J)j)Olil0 dl'llrt (ldi ema dviltà. Qurwdo lct f!!U' I'I'tt, tm tXIItlpr di odio r r(ljJìt·h e di morte, sufio(•avu. nei t'llfli'Ì ogni t'O('I· fr(lft•nw. il medic:o, nwnolto l'animo in!'itlo nrlla grigia tmifun,u·, nr11t I'U t"rmt,. dd pl•ri(·ulu, t'.1.1:corlie prPm to·o:,u e t•aloruxo P''l' porre (tl di.~np,-a di t.ltlfl' ! f' p111rif' l'uma11ità: medi.ci 111ilitnri e mrdi<'i ridli tull'i risposero in ma.~.~a al grido d'(lppdlo c pa·rve,-o tra.rrr la i'f"i.<rtitwa lf'g!Je dalla loro misl!Ìune, rlrtlln rus.wt tWWt' ,·hr ,çf'!/1Ul1'a. i lt!/'11 I:I'Sxilli : e(l all'ombra di C880· - soldati .~r·u~·arnli- S<'ppcrv leuire il dolon•, .sc·ppert• ÙH'WJI'W'<~ i puvidi, seppero talrollrt S08titui1·.~i e.~.~i .~tl's.~i 11i C(lm/urttr nti, t' , nu.Zti 1 n.m t·silarow> lt compiere il f.u i'o du1'1•rr> fino 11l .çaaifi ~io supremo di'Ila rita. O(JìWII O di. noi hlt visto i medici all'O!Jf' !'fl - tra il vo!Pre t' J'oprar s('n7.a intcrTnllo - e tutti abhi(vmo 81'11iito in t''I/11/'P un 8Ìiitcro tributo di an;miJ·a ~i,nw - la lacrima clelln rico1/o&ct'·llza. Eri. (I(·Nntlv al ?H('(licfl s'wlerse la t/MIItn -
infamiera •volontaria - -
n··/1,, .~ua pill pnm ,•sprr.<!:o;ÌoiiP di .~Of'l.'lla, ili. sposrr, rli nu.tdr~', guidat(' d(J,l m·ir,t/,ill' e.~C'mpio a11gtl.~f 1, di S. Jlf. la Ht•gina e di 8. A. R. la Duchessa d'Austo; l!! r101111ct, cht• lll''giio di tutti pol r>ru. /e,lire ron 11111110 l~'!hl•'ra lo tq>a-~imo dei .~,,ff,·re11ti e t'mtfnrlare. rouln ptrrola buona- 11rll'ora dr/ tmpa.sso- i nwrrnti. J~'d il .~am·ijicio rlr·lla d01111a e. il t,-ibuto di tl?ìtu!'r' e di yralitwline profunda ll.>i crn,i/m IleJri(< so 110 .~i utf't i :;zati nrll 'c pigra f r di R cdi p 11 yl i a., s·ulla tomba ilell~t il!fcrmiera codttta .~u l campo: A noi, tra bende fn.;;ti di carità l'a.ncdla .Mori<• fra UIJi ti col:-;e- re1;ta con noi sorclh! parv/1' .y('ritle da. uu ·~;irn, hr:n COII8apct•ole drl/.a. gmtit11di~te dri morti l ,-l 1(/lf.~te dac St>ff' lldit/e /Ìgure - ?nN{iCO efl injPI'Itlil'i'a che neU11 loro 1188isa parrrru pol'lrti'C fra gli. oo·ori dC'lla lotta. l'unicct lua supt>rstitc di carità f' r/i pOr8ia, io hu l'oiWI'I' vygi dtll:rwti alla saNa JJ ar•stà d f'/. B e e della Regina ed all'.·Lugtliilrr prl'Sfll::tr eli 8 . •1. R. ln D?t eh f.~Stt d'Aosta, rli portare l 'omctg!JiO rlrl Out•t·nw ed il fudutu ,•alvmxo d i S . R . il Jli~ti.~lro drlla Oucrra., non.chè di pnrg1•r e, a uvmr dt'/l'T-;xf'l'r:ilo, l ' espressionl' della rironosrrnz(t pih -viw per il t'lllltribut.o (li abit(·ua::ioJu', di fNll' e di Muryud rh e ambNlue- ·nwlieo cd inJerm iaa- hrolltO dtdv alla pnssiuue cd alla vi tforia d(·llrc Palritl.
L'inspirata, commossa orazione di Carlo Delcroix. ~rcrminato il f!i:worso ùC'l F;ot.tose:,rr·dario alla Guerra, che(> sa.l utato infìnc da un <'aloroso applauso, vil•ne acé·on1pagnato 1mlla tribuna l'un. Carlo Deltroix, che, fra l'a t te.nzionc gen<'rale ed un profondo silenzio, pronunzia i l segucn te <l is(·orflo:
si l't~ , ?tOn io, 1Wt il p,-ofl'ta t'h e 1u>lla sua. r~asa don((ta c011 rila con le 7nemorie r· rlal RUO ((l'f'II !JO ll1•.~,·,-to pHrll~ a1/r IJmbrc, l' uouw che ((/la voce del. futu.ro e in 11omr. dl'll'a.nwucia.:ionc dltt'e't'a (•hiu<lere in !tn.lt .<~lrojfl la ·poe.~ia e la possa dt>lla celrbra.::.irmc; egli che ft'ce Nm:oni rtl&augru•1 offrì /(t:::::e a.ll't.J.more e let•ò
I.A CEJ-E:I3RAZ10NE DEI MEDICI CADvTI lN GUERRA
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<tre alla m.Qrte, poteva f·onte·nere in un atto, esprimere i1~ una pa.rola la for.:;a. e l'armonia di questo poema di p·i efnt e di ln·onzo, che ttna muno di artefice t tm cuore eli uomo sof!tJrsero e plasma.rono per 11otti ÙI~Sonni, per giorni uon<baU·!tti con1Ja<·ra:rulo nell'opc'/'a. la grandezza ?nuta ils<J.Crifì<'io oscuro d~ì cad·uti senza ann·i, dci vinti sen.:a p11gna., dw: volte maTtiri· n ella ·ri·nun~itt v nel douo, d·ue volte eroi nell'a:nw,·e e nella morte. I o porto la tosti1nonùm.za delle mie piaghe e lct pa.rola clelle mie pene pa ·i vivi raccolti sulla. te1·rrr e rinwnttti 11el .~tt·uguc, per i morti deposti d(llla crot•t• e composti. nella jos.~a. per quelli eli.~ virlcro il wlto rlella pictrì assi.~ferli nf'l dist.a.coo, per q·uelli (•]w .~entirono lct mano rlella Provci(ltmza v·isitarl-i nel dolore~ per t11tte le ferite che trOt•arultO 1m balsa·m.o e una. be11da ~ per t1dtt: le grida. che rbbero una rispostn e u·n aiuto, per ogni umanu sacri/i(;iu che ebbe un IJ'tllldl'io pe.r dr.trrgersi e 1Hllt ta.~ztt per dissetarsi . I o ho un. debito dct rilnettrre e un voto ifa .•cioyliae rw· la rnfJUiturlinr : -i tianilanti d€ti pi.edi trafìtt:i, i IJèm·i natoJ'i. da.lle IIUWi b1tcatP, i çredt>nti dai g i nocchi a.t"'J'inti e ì ceruatori dl.tgU ot·chi fìssi tutt.i parlrwo in me 'ltll.tnti. a..n;rro di questo fuoco e btnn:ero <li quella fonte, ~ttanti t'011SU11Uirono eli IJIIC8Lo <~more t1 vissero di. quella. morte. Per t11tl'i io 1·ù:ordo lu voce che m i chiamò in fonclo a?la notte s·ttSoi.tcmilmni oolsuo fiatu e lcwa?!dom·i ovl s1w pianto, 1·icorllo le man·i che annoiia:nclomi le vrne e eong-iun:Jt?ltrltJ-mi l'osStt mi rijrr.ero 1m volto, mi ridettero una spera.nza., e le a.n ime ricordo elle veglianrlomi nrl del·irio e cerca.?ulorni ndl'ombm mi 1·ipurtarono sulla via redento c7alht disperazione e 1'Ì8ealtato dalla sorte ; pcr tutti io n:ndo grazie e fa.t•eio fede tJ&n. qu.eslct mia came tormr•ntata, .:on questa milt pa.rula 8offertu., e all.ct pirtà che i; la piìi degna di Dio offro la !fratituiline che è 1<~ più degl~a. clell'u.omo. Ma l'm-tr:,fi('f' pt'l' noi htt sudato, per nui ha pianto dtt.nrlo soslttnza alla nostn~ ve1·ità t.: Mlto al nuslro amore,· egl-i dovette aPere 11 ellc -vene la ft-bbrr delle nostre p·iayhe e nelle ma·n i la scienza. rll'lle nosl.re pene, q1tando pensò l'opera e pla..~mò la formn se potè i·nit:rpclratt·i trmto cla ispira.r c il?IOSito ardore alla pietra r ·infondere l'anJrna nost·ra al bronzo pnn:cnrndu il nostro voto e a11licipando la no.<rtra pm·ula. ll martire ?tOn (lpparc nel moml1nento, ma t/.'IHt presenza sru;ra ue pa.rla c, uom.e la messr ·ricorila. il srmin«lore assente, come i.l ea.ntv rit:hiama il poeta caduto, le ?UJ11fre piaghe ·risftnate e 1a nostra, gim~inez;;a t·isvrta parlano della. pietà che le 1'acuoloe, del sa('rifìcio che le ?'i.vcattò, e la vita. cter,la sgorga da u·na lantpatla spenta rlove il fuoco, fatto a.equa pe-r miracolo di a1nore, consola i ·morti dissetando i 81tpcrstiti. OomP nell'opera bella ugmmo rli noi. tese l'animt' e lv labbra alle parole della jmtf.e, ognu.no di noi raccontò la grande "'·icenda e quale p1·ovvùlcn::a lo st:rrresiJe cad~tto e lj1tanta t:m·ità. lv ra.:colse deposto, chè tutt·i siamo i.lmnagi?ti e pers&ne del p-iit va.'1to ·numumcnto ohe i ·n w·rtiri plasmarono ·nella ·viva caTnc, eressero nella nwm.oria vi·va della moltit·udine~ presaghi fon;e della dipartita, e, dot'·tmque. è 1l?UL vena stagnata e 7tna ferita ?'inchiusa, dov1~nque un 1:olto 1'i<'O'mposto e zm petto riscma.to, dovunque è una tnM!O memore clel f1weo e un'anima esperta (leJ. pianto, ù;i è 1~n segno del monmnento e una pa.rolu della celebrazione. . N m, poRsec1uti tVtl fascino clelltt g·ztet'l'a e dalla poesia del sacri{ì::io, chiniamo le fronti segnate e le band-iere logore <1avanti a questa ~aera fala.ngc che non te1uz.e il campo n.è gridò l'a$salto, ma battendosi ·in segreto guwrdò ·i
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LA CELEBRAZIONE DEl MEDlCl CADUTI IN OUERRA
termini sa.cri della vita e custo(H il p·r imo patto umnno: srn ::a la pietà vegliantç
sarebbe sembrata triste la nostra t:ontcsa e l'opna ·nostra t•m'!.a, perchè 1tessttna tntfm·ia avrebbe potuto Test-ituirci l'mnanittì perrluta, e .Yarebbe stato vano C.Qrnbatterc, atro~;e 1Wciflere e disperato mor-ire scn.ut u-na iipf'ran.za <li perdono e una viliione di pace. Lo stesso mistero r1eUa passione senza l e donne piangrmt·i e ·il bu.on crmtlt'l"ione , senza la V ergine del Suda rio e l 'wmw de·i bnliiamì, se11za le note di dolcezzcL e i segni di pietà. che precedettero e seguirono il SU'P1Jlizio, .~w·ebbe ap-
L'onore vole Ca•· lo Dclcroix, orO. lOto rlc lhl ,.~··i IHOJJ i a .
parso •una .~ventura aSS1o·da e una st:rage vano., trnppa di.sttmza sarPbbe resta-t a tra Ir1d io sacrificato e la. folla profana, c in IJ'Ifello spcdo a·ncltc il sangue ilell' Uomo ~;a.~· ebbe rar1tc!(l i nda nw Rs8i, gli eroi. naseosti, ·i. protagonisti. muti., ossrn·audo la legge Sa<"ra e la ~;erità etrrna, guardat·ano oltre la tr:m.pesta, vcrleunw nel f'uturo. QtUL11Clo ogni rapporto 7mwrw sembrata infranto c ln vita. at'CV(t 1Jerduto ogni 7n·c:::::o e la morte ogni ritegno, quando gli ·uomini iu:vasati dallct follia Tossa sembravano ignari di ogni legge e s·n111?norati di og·Hi sentimento, e la stessa terra. ebbra, più .1(t:I[Jt1C bevrva pi·Ìt sembra ca asutarne, im.;itando al!a strage eon le labbra seaf11·e delle sue fosse c ron la nera bocca delle s·ue caverne, poche anime 8battute clalla rooina tenta:vano di rùw nodal'e i t·hwoli e rin1wvcml i patti 11rncmi.
LA
('l~l,E BRAZIOI"E
DEl MEDICI C'ADlJTI lN Ol;],;JtltA
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Essi con arte rara,. smwnw pa:ieH!:'a, ton ~orda angogcia e mutv amore. ·conten.dr:vano il pas.~o c la prrdr.t <d drst.i no, e a CPl•a no ·i n pt•lto eOìtlr trna for~n creatrice e ne!le mcMi 101 isli11to matri'WJ TJI'I'rlu~ l'umnnità li manrlarn. a riaccenrlerr: fnei di pit!'lrì nella notte cn,enta, a g1·tlare pa.mle lli prl'dono 11el deserto cmnbl~ttnto, a ,·i(·,weare le vie drlla cita. .wllc orme df.lla 111ort.e. Più d·i ogni b(d:wmo r rh ogui br;ula.. piit rli O[jni. offPr/n c di ogni niulo, noi riootrl irono questa missione u mrow, uoi onoriamo q urs(o]Jera ~t<tl'l'tt, rh e, rirlona.nr1v&i sr,·enità nd t·umnlto e coSC'ÌI' n.:lt nf'l rlclirio. pi"Ìmlt pmvdde all'anima che alla persona, c, se oi ricon?scemmo innocenti dopo la. strage, .çe ci. r-itro'l:ammo mammrti dopo la lotta. fu prrchr) al lume del ·1108tro sacrifi.:io scoprimmo un t'i80 d'uo mo. Essi non feNro pn·rla, non ciitseru c:oro11t 1 ma. ?H'S-Y IW dr·lirio r1i porf(~, nessuna gioia, di artrficr. pos.<wno a.ch-guare la l'rnmno.::;ione dell'uomo che uella viva carne r(·eide il nor/() drl dvlon: è nt•l::;a,~gue caldo rin v-it11R il ~Segreto clella vit<t, con~Juistandosi con le sne mau·i una ·rilloria r·h e lo a1;t:inee allr creature e lo avvidna a Dio. B bt:llv morire; co11 l'armi in pugno e il1Jctto gonfio cl'i.,.a. c la gola piena di canto, ma caclrre ·nr•ll'un.~in di, 'fll·l'lla lotf.a, perdnNi ·nell'ebbre:.:;<t rli qurlln ·vittoria, è il sacrifìziu che pronwl.te la trasfigu,.a.zion e. l'assu·11zione clw eàtcL lct 'lllOI'te. li on pochi, 1Jel'eossi nrl -momento dt>llct gm::ia, ft'ollrtti nl'll'l,tto dt'l <1ono, giacqurro .~?tll' r,pun sacra aggi uugc,ulo .<?rwgue a. sa II!Jlll'! in un caliNJ solo pe-r un'offr•i'la t•lte 1:ide insie1ne COIIRit-nWti ·il t•oto e l'unm.o: ·i l martire arse nella .~trs.~a. luce dell'alt11re rome 7/11. poeta che ascenda CO?l l'ala stt·-~scL del C<wto. Come ai piedi della. Oroer le dunne veglia'l:lUW tlietro la 7ntgnn. e la pietà ebbe 1tna voce doler, una mano lieve e ogni figliolo sog·nò ln. lf'Ua 'ìlladonna; la Regina apd le portt1 df'llc~ -reggia al popolo che vi portò la v i ca. luce rlel .~tw strario, la vera. imrnngine. drllt.t .~ua gloria. c· vgni casct vide tra le s·urJ 1mmr. da quel giorno t'tnlere un lume e piangn·e ww rltrnna. Oome il rJWfJIW Ale~8a wlro bendò le JJiaghe di Iti.sirnaco con la fa:scia del :;;u.o cliarltmta c ·il smt!Jile ·nin.~ e ilwe:zo c la luce di u{Jn-i gemma, -il R e no8t1·o accolse i martiri nella sala clel- trono, e la. coronct br·u tiava ·i n ogn:i jrontc11 lct porpora, 1'r>StÌ't;a ogni rlolnrr. Tultct la Patria, dal monte alla '!:alle, dal 111.onarc:a al. popolo, eta. un inferno di. 81-raz·i o e ·1m paradiso cl' a-more, e piit di ogni JJrrda, oltre ogni 'Vittoria la g1terra ci donò il fnoeo che ci ret~e TJ·uri e l'ombra che ci fcee grandi. Oggi le memorie sono lontane, le cicatrici so-no e.~tinte, c la l·uce del sacritizio pctrlct in questa fonte che versa un·acgtta lmona a placm·r. ogni sete, a, detergere ogni ·mncch·ia, ma fo;·se noi non siamo pi.ìt rlegni di tocca-rla ta.uto siamo tornati ·vani da quel giomo. Noi r·i;rnp'itwgin-mo i giorn·i c1r•llct pr01:a. fJ1tanilo l'umanitcì era più. tr·iste e -meno vile, quando la 7wl.ri n cm. piit mi.~em c p-H~ g1·unile, t 7:r,i, uomi-ni dell'arte sacra vedc.<?tf cadere il raggio c levarsi il grìdo ilrll 'an.im.a dallo stra.::io àellct carne, la, sent-iste vibrare e sfnvillarc nll sacrificio come il ferro sott.o il 'nl(tglio, e parevct crest:i u.ta cla.ll' angustia e accesa. dal tormento, qua11i che il 8110 j1toco e la sua voce venit~srro dctl n~acero . Voi, ·uomini rlell·a.rte s<wra, che ved(•8te il .~01Hat:t'('itlo dt•ll'cmima .s·ulln carne, e, quanto più vasta la 1)iaga, tanto più inkrfl vi aJJparre nel suo soi'I'Ì8o ~:temo, nel s-uo volto im.m71tabile, rlite, t•oi, se il dolore e la 8rrntura sono provvicl&n::a., se la nwrte è wnclnnna o sal,;a.: ione! Dite mwhe se IJ!l esto 1JIJ[ìPlo
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LA CJ.:LEBRAZIONF. DEl MEDICI CADUTI IN OUER.HA
vostro ftt grande, ·voi che lo S!·r~ttaste nel1:ivu d1!lle sttr pittghe e nel fon<lo della mtdit(ì della carne, qtul'ìulo lct l:l'l·ifrì :sgorga dal labbro come il sang11e rlalla vena, e vicn fatto di ronft'~Ssar:si alla. mo1te !{em-a piit mella da ·nas1·ondere, senza più nulla. da temere : dit e !le que-.sto popolo 1/0iitro colmò la ,çua mist1m crl. em pì il suo giorno, sv disse t1ttta la !IUa 't:eritn, IJG fece tutta la surt .~tradn, magnanimo nella SVt'nhcra e generoso nel biflugno; ditr se abbiamo ragimw di a.mu.rlo srm ~a ccce ~itod assurde o distin zioni ·vane, noi che siarnu i mrdivi rli pa.ce e, (;Omo voi nella {J7certa, non teniamo il. campo nè partrt'ipiumo alù~ 1>1tf11Ht, non faccia ·mo p;·('f]rt n è pott.ia mo eorone, ma, oflrenr7rwi in .~egreto e battenrloei nt'll'ombra, cnRtotliltmo 'il71atto 11.mano, guanla ndo oft,.efa tempesta, eercml(lo nel futuro qnando la prwe sarà falt.a per una. n eas~ità pi.ìt t'era, in. tuw ·t:t'ritrì JJit't alta. Dite, 1101nini drll 'arte sacra! Per ·t;o.; parla la pietra, ri~:~ponde la fonte, e sia bcner/rtttt l'opem e lodato il sacrifi.cio dei rompagtti t'v.~tri, rhe 1•issero i11 purità e morirono in gloritt, e rlal loro CSI'mpi.o intparia·nw tutti a wmbattere senz ·armi, a t:i·11Cere sel,za prNlti. per amore rlrllrt Patria e 11i ))io.
S11fl coscien::a, voi che lo guanla.~te nell<t since·rilrì dell'anima ('Ome n&lla
La fine della cerimonia. Quando J'on. DPlrroix termina di parhtre, dalla folla l' olllmO~!'a parte una grande, calorosa ovazione. La dinto.'trazionc eli rispetto>;a ed affettuosa simpatia verso il grand e mutilato si prolunga per qualehe tempo. Dalla calda. orazione del cieco sPnza mani (> :;gorgab luminosa tnt.ta la b.,·atit.ulline dei feriti e ùei mutilati verso i medici di guena. Elogio pit'J fervido non avrebbe potuto ps~;ere trihutato alla Milizia <.:rociata: è stata la prima vera grande csalta?.ione della clas e sanitaria.. Il si C'ompiaee vh-amente col generale nwdico capo della Val lo pe.r ltl magnifìea riuscita della cerimonia e si fa, preRentarc il cavitano nwdico Bocchetti, ~><>greta.J·io generale del Comitato, al quale nwnifesta pure la. gua alta soddisfazione. Anche il eolonnello medico Altobclli, direttore della Rcuoln, ~ trattenuto dal Sovmno in allahile colloquio. Qtùudi il capitano Tiof'ehetti presenta a R. ftl. il Re ed alla R.E'gina. un esemplare rilegato in pl'llc dt•l J-'ihro d'oro pul,hlie:al o in onore dei .Medici caduti. I f::lovraui l1anno viv:11nente gradito il dono ed hanno appoRt.o la loro finua all'a.lbo d'onore d<'lln Scuola. Pa.rinH' ud la Du('hessa Elena ha firmato ('Oll ht s ua pPnna. ~t il ogralì.<:a . I R eali e la D1H:hel>sa di AostllSCcndono dopo dal palco e aceompagnati dallo f>t ultore ~l iuerbi, dal ministro f'arrocchi, dal l!encrale medic.o capo dE'Ila, Valle, d~~' Sottosrgretario S. E. C'lc:riei e dalle altre nota.bilità, si l'f'{'ano a \'isit·aro il monunwnlo, del quale il l\finerhi d (•scrive mimJtanwnLe il signifi('ato. I RoVI'ani c la DudtPss~., che hanno dimostrato di a pprezzn.rc alf HJll(•n(.Q r opera insip-ue ('h e d N· ora il C'h iustt·o del Maglio e rhe così nuhilnwntc sugg-clln l'anlrnte voto di vt>nerazionn della classe mediea. italiana. pct· il sa('rilìeio dci colleghi ca d nti, hanno rinUO\'ato allo seultot·c l'esprt•ssione del loro compiadlllt'llto. Gli ;\ ugnsti Pl' l'sonaggi hanno HJH:.he ammirato il magnifico cancello jn fmTo battuto ed lwnno Yoluto cong-l'a1u larsi 11110\'~Ullnnte con gli artefici f~H'nt ini: Francc· co ".\fatte ucci e il di lui nipote Giulio.
ne
LA
ClF:L"EBRAZJONl'~
DEl MED!C! CADUT I JN O UERUA
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U n raggio di sole lla fatto finaimente <'apotino fra le nubi ed ha rallegrato per qualche ista.nte la fine della indimenticabile ce.rimonia. Terminata la visita, i Sovrani e S. A. R. la, Duchessa d 'Aosta, ossequiati dalle autorità e salutati da. tma imponente dim o~traz ione d 'affetto della folla, al suono della l\Iar cia Reale hanno preso posto neU 'automohilo che li attende, e si è subito formato il corteo che attravc~rso i cordoni di truppa ha percorso via M:.icheli, via Cavour. via Martelli , piazza ùel Duomo, via Cerretani, via Rondinelli, \-ia Torna buoni c v ia 1\faggio e si è recato a pa.lazzo Pitti. Per tutto il percorso erano schierate le rappl'e~entanzc del pre,o;irlio che hanno reso gli onori. La folla che si assiep:wa dietro i cordoni ha salutat o ancora en tusiasticamcnte i Reali.
Gli aeroplani. Durante la commovente t:d austera cerimonia, tre aeroplani hanno compiuto ardite evoluzioni nel cielo di Fireo;r.e. Gli audaci piloti hanno abbassato notevolmente la quota., gettando f11sci di fiori e piccole bar dier ine t1 icolori sul cll'ostro secentesco della Scuola di sanità milita.re.
D concerto della banda comunale di Roma a Palazzo Vecchio. ~el pomeri;!gio alle ore 16 ha avuto luogo nel f:lalone dei 500 in P alazzo Vecchio un grandioso conct>rto della Banda comunale di Roma,, diretta dal maestro V tlsr;ella, a benelìcio delle istituende bo riSe di studio per gli orfani dci medici caduti in guerra : con il seguente programma :
P A Ltl'E PRL\U..
Spont.ini: Beet hoven: Wagner:
Olimp·ia. : ot1-vert·ure. Qu.i nta. S·i nfon·ia. : allegro con brio ; andante con moto ; suher,w e finale. PM.~ij(tl : Preludio. PARTE SECONDà .
Paisiello : Boccherini : Pagn,nini: Maocinelli : :Masca.gni :
A n ilante con tnot<J. Nimtettu.
.Moto perpetuo. Frat.e sole - l voti ili S. Chiara. Iris - I ntroduzione : Il sule
n successo fu completo e il numerosissimo pubblico accorso proruppe più volte in acclamazioni (mt usiast.iche. La potenzialità sonora di questo meraviglioso comptt>sso dj strumenti a fiato sembrava creata espressamente per il ~alon e grandi oso. La eccellenza d ei solisti e delle singole <' famiglie n è stata messa in rilievo da una strumenta.zione di un'abilità e di una fedeltà sorprendente; nè si saprebbe se più ammirare la castigatezza dt>l Direttore, alieno da en-
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fati(·i e inni ili g-e;;t i, o la nobili;;:..:ima e~<e('u;done, d,·ll<l quale vog-liamo soltanto fare un t>IOg'io: Nl è c·hc in <:ert i llHmwnti dt"lla (i,uiut(l .'\i11ft)t!Ìlt l;'S!<a uon ha Jasc·iato rimpiangPrr l'orc·hcstm c nelle music·he di \Yagner e di l\Ja;;ra:rni ne h a tal volLa ;;n]H'rata la potl•nzialit à.
Omaggio di popolo. Per tut t o il po1nerig!!iO t l(• l JO n o\·t•m1!1'P (' pe1· i gicn·ni "<'I.!'UPnt i la Scuola ùi :-;nniUL !llilitare è stata mc>ta di un p io pel l t•gJ·inal!~rio da parte del popolo di Fircnxe. c·he ~ H('(:cmw in mnssa, ;;euxa dist in zionc di <'t'nso e di parti1:o, a rleporre il ~iore Ù<'lhì g1'atitninc sull'ara clw ~tlorilic·<t gli osc·uri ntiliti della pietà <• dr l In sc·iPnza. • Ed è stato in vero uno f'p('t tnc:olo (•ommoventc n·dt.·re la folla silenziosa, eli uomini, clonm·, vN·C"h i e bnmhini . non quc•lla Sl'lllpl.icit à che cou•mnovc c ra JWnsare, avvi<:rnllarsi ininteJTothì llH'nt<.• nttomo a l monu1ncnto per compi<'!'<' il ~imho l ic·o rito di anwrt> Ycr:so coloro ('11(' n;ori1·ono per rì-
dare la vita altrui c ehe t>spri111e tutto il c•uorp huono di no:.;t-ra gente. H giorno ::;aC'ro alla r:omme111oraz ione dl;'i d(·fnn t i una t·uppn·sent,anza del Comitato >;i f> rec·ata al c·imifero toruu n ale di 'J'rc•spi;mo a deporre coront: di liori su ll~ t0111hr clei lllediei lior·<'nlini 1110!'1 i p(•r ht Patria, e l'atto pietoso ha ùe;.;ta.to la piì.1 fa,·or·e\·oJe i1nprf'>:sioue in t11tH1 la cittad inanza.
** * Qtù fini ~C(' la crona,•a d l'lla m cmoranda g:iom ntu: giorna l·;t di fremente entusiasmo, di ra,.,scr<•na t1·ice !('t i :r.ia. Firenze, nobilissima di Jcdr, rli amore, di lealismo dinastico, nel celehran~ la <' Sa.!rra 11 cl<•l Mcflko si?> stretta intorno ;l.i f:.onnn i, i qua li nella austera. e d.egna St'll11)liC'ilà. della. l01·o vita t utra <·onqH'N.;a nel <:ompimento del dovere e nell't•sf'lllJ>Iare est•J'<:izio rlf'lla bontù, veranwn tP impersonano o rias;;umono le virti1 piì1 <·aratl<'l'istithc della nos tra raua. Popolan_i e ho1·ghesi, 111ilil:tnti eli og-ni idt>a, W>titi rla og·ni <'las;.;p sociale, Lutti si sono lwnli t i p('rva;;i dallo st('sso palpito <li tle\'Oziuue e dì amore verso gl i osrmi eroi d(·lla J>ietù c d<•lla R<:ienxa.. 1\ Jrond;\ta di ent.usinsmo t· hP ha inva,<.:o il 1° noYenthre Pircnze, facendo dimrn t iearc, a tult i, le uoie della vi t.a quoti dia na, me n t re i col01·i dcllt~ handien•, i suou i delle mu:-;icl t<'. 1{'. grida rlclla fr•llll cr<':avano una atmosfera d i c·.ontmovt•n1·H f<'hltrc patl'iottic·a, hanno rispo::;to le città vicine e le <:ampaJtn<', C'ile lt:tnno in,·iato lt• p ii1 haldt• s(·hiere dci IOJ'O rapprescn t a n ti.
La ~riornata. im·omi rì<'ia ta c·o11 un rito Ro lt>nnc di ri conoscen za, nella ce l <'hr:ìziotH~ clc>i mt>did c·:uluti in gut' na, si è t:iliwm in unn apoteosi di entuHillstic·a ff'llt' e eli amore \'erso i ~ovrani . An<·ora una volta la Ci t t à del Fiore hn mostrato il sno ~ran cuore, r·lm palpita JH'r le:> piì1 pme, più belle, più 1Ull1ÌI10H! icle,dità.
LE ADESIONI. L'alato messaggio di S. A. R. il Duca d'Aosta. Da Na.poli : •< Salll!>i.f·. o fraldli /111'•/it·i , l'aduli /)l'l' 8UI.Iim t· irlt•alr di amorr, di 7Jietà 1 rli p~tlria! l'i a~twi udlt• lllal'lorialt• trioh't', ·ri r.~,tllrti ,1'!/e ,•slt' IWanti vigilir, vi 1:('/H' t'lti nel ft•conrlu 8(1/'i'Ìfit·io. Sou 8Ì f'((' 11/0r'IÌ olg{fi. Hilll<tll è fra ·noi 811-1Jer!<{Ìfl' i/ l'O!Jfi'O !<pirifo (' r r·.w•mpiu ('/1(• roi r·i llfl·fr d,/<1 di a7triiÌ.m1V e (/·i dCVù:iclll f' : r oi e l e r·rr,ich e sordlt• di pidà rhr· dirist·rtJ lo spasimo rlcll c atroci ayoIIÌe. Siate benf•dl'/ti, o jmlr·lli, 1'•'1' lr• rostra rilfl t' pt·r la l'(ls/r(( 11101'113. E\1.\!'\\ ' I·:u: Fll.llll·:H'I'O lll R :\VOTA "·
S. E. il Ministro della marina. l ht Roma: " Jfe ut.rr~ in F'in·11::e .~i chra u,; lluhil1• l'it·<Jrt(/1 agli uffit·iali mrdir:i C<uluti 11 el!a grande [JUI'I'I'a , i nwt'i.-lwi r/' Italia .~i inr:hinauo con d<'vota reverenza ~lla mcmut'in di tJUt' .çfi ErrA. r·hr. ncll'adempilll''nlo <7<'lla l01·o 1tmanitm·ia rni::;sivJle offi'ir•) IIO la 1~if<1 pt•r .~t,·o p]JIIrt' alla morte i fr.ttl'lli combattenti. D E REVEL »,
S. E. ~ Ministro dell'interno. D<L Roma:
" Sel giorno i-Il l' Ili la f'/a.'5.~~· 1nN/iNt itrdiluw ·1 uuwime crlebra eroismo oolleglli ccut1tti. in gw•rra per la granl/1•-:::a dt•lla Patria i1wio a L ei 11ignor presi~7ente jal.:ir1a corcNalr urlt::;io,,<. c· pregola t·v~u;ìderarmi prr.~ente zJat1"ÌOttica CI'I'ÌUtOIIirr. rordiali 8(1{/ltÌ FJ~ OEHZONI )),
S. E. il generale Diaz. Da :-i a poli : " :-<int'fl'lt.lnr nlt• rrw11nruit·oto di lltJ/1 pottr inter-N' tt-Ìrl' ~>olenne releb·razionc ri.r·ordo rr1<.~ie111 e ai mNii6 d'italia eroici r bnll' lllf'riti. cail·uN c1u: gi usta.mentc es.çi. r.rleht·a no i n unioni' di fi"rt' :;:a e di f ed,. com'' r.~,.mpi p·to·is.~im.i di amor patr in ,. di 11 mrwtt pietà. O i tlllf/11 (l/la glorimm lcyio.1c il l(a( uto che le rit·olgo r.o11 rrf!,•tltw.~o J)(' ttsir·ro. r·ou for::a t/i ·nwmorir, r·on riemw.~r·f>tl :(t fen·idi::;sima
.
D TAZ )1,
S. E. il generale Giardino. Da Homa: " I're.~ente con ?111''111<11'(' <'lUI t'l' t' r·on alta r f>l't' l'l'll ~rt
Gc·nerale GunnrNo. »
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......::;.,. p,,;,._ ••lh'7jr7;~,;,...
La me:iaglia d:oro on. Paolucci. IJ.. 'P.· >:='..S :
• F·' ~.-;,;:., .,.;,. _ p ._.j ..,••ì..u.,, ,,J, ,,,f,f,J ..,-.,t., PtHihM•' ·' •1Qrt1 y~..rio$i t'<Hil -
r· , .J• ; ;A.i ~! : : .., ri., ti,....-•
..!... ,-i? ·-1 t.. ,.; r. r• •d• ~ frl ttln. 't
D prof. Au.,aust.o Murri. I--i : i S"J , ;. L .. ·•l'' r «J;:}·, ,, •.ti'/ . "" di ...a_Ji(IJi-<~>irHtl mi ha. profkJtto •: '?~·"i::inrt!: rìr.at.,,,,j ri·• ~!l;,,,'- /),r.> r i"•m<"im-.· 9'-)(iimclliO O'tWrt> : ·•··vw : p- ,,.,;:~ . -;,., ... g1..r i i•,1 : i·•••• . ,,,,, dl'.>l'id<1'fl pn>t.. ~arm rle somt1UIf
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S. E. l'on. Rocco, Presidente della Camera dei Deputati. Da Roma, : <<A i sile n~·iosi E1·oi rhll diNicro /«. ri.ta p1·rh! l'fllrit~ ~.;ompie ntlo u na i,Jcomparab,le mis.~ione umana r<:nrlt~ onore Fh·cn::c ·in 1tome dell'Ital·ia. nolrntf,, rli 1wn potert? per ;precedenti impegni ttHSÌMere, i1~1;io la mia fen,irla afl,•siMit; alla solenne cerimonia, re~:~a più. augu .~tn r7alla prf'l>f'nza delle LL. Jf ltf. l ' platulo al proposito giusto P fJI' IIti l, chr t,·rr1Jwnrl11 fli pi)Mel'i la memoria di
gesta. rleyn1~ ili 1Jt:I'I'11 11P onon' Rocc~, "·
n proi. Luigi Silvagni. ,.
••
Da. Bologu<~ ; " J.'utti i m edi,·i italiani. fJI'f'Sf't!ti t!d a.•m:11ti (t/l•t .wlt' IIIU: <:elt•bra:;iollr dt·i colleghi twlut.i in ,gu.·rra ilt·vono r.ç.~ere grc1ti a T.ci, che cou cuore <li patrio1<1 e 1liri.ÌI iU 8uldatl) volle (' CO!tflttsse l'oper(l (l fi rtl'. Fra i f{t'rtfi.<:.~imi a L ri 1"(1 ni 8uni f·•Jllttlmmtori ~l<'''ulga il S itO dn;.'IIIIJ
D Capo di Gabinetto di S. E. il Ministro Federzoni. Da Roma: << 8piacentt:. non poter a.c~.;ogliere gentile in,·i.to ringra:::io ;,,.;,wdo mio m e.~to salrtto alla m emoria dri -gloriosi crHl·u ti >•.
....
....
Inolt.ro hanno t<'ll'.!!rn fato, inviando la loro fervida. adesione : l'A::;::;uf·i azione N'azionale Italiana dell<• rlottOr(','l'lC in Medicina o Chirurgia, l'onouwole Luigi Fuki, l'o n. La. Bella, l'on. Luigi ~l aec:ol ta , S. E. il geuNalt· Giulio Tassoni, Co111anrlanto di Armata; generale dott. G. Bol'iani, Comandante la Di,•isione militare di Padova; on. prof. Umherto Ga.bbi: ou. Rossini, a nume a.nc· h~? dci Combattenti della provincia di Novara; on. St>ll. prof. Cirincione, on. ~en. prof. Leonardo Bianchi ; on. prof. sen. Antonio Cardarelli; S. E. il geMrale Tiscornia, comandante il corpo d 'armata di Torino ; S. E . vice-amruù·aglio di anmtta Ac•.ton, ten. co l. Jida, addetto militare p1·es.'S u l'Ambasciata del Giappone, P ietro Bolzon. E ancora: il generale mcruco prof. 'l'rombetta, :::;. E. il Presidentl? dd Tribunale Supremo di guerra e mariua ; S. E. il generale Basso, coma.ndante del corpo rl'armata òi Pahmno, l'ou. Penni~i , R. E . il genera.)(:' Montanari comandante il Corpo d 'armata di RaTi, il prof. A:;coli, S. E. l'ou. Peano, pre.~idente della C'orte dci conti; S. E. il ge1wra.Jn Sani coruanda.ut1• del Corpo d'armata dj R ologmt, il tenente colonnello chimico farm aci.<;la P agniello, la famiglia del medico caduto Mario Magni, il Commissario Regio di Pizzo, il generale l3an:o, comandante in 1Jerinale del C'orpo d ·ar· mata. di Roma, il gen. medi(' O Gozzano, K. K il gen. Petitti di Rorctn comandante d'Armata., S. E. il ten. gen. mcdic:o Sciumbata, il Presidenti' d ell'Ordine dei Medici di ~apoli: gli ufficia li mcdiC'i della Direzione centrnle di Sanità al )lini'ltero della guerra, il tcu. C'.ùl. Dr. Procacci, l'avv. J{omualdi, dr. Gaetano P acini , S. E. l'on. Manu.<·ino, :'>. R. il :tPn. Morroll t',
i)2
Pr~·~idente d<'lla l 'omm . 'Naziunàlt1 OnorauzH ai <"a.duti 1 la famiglia Picc olo d i R(JC·clletta ~. :\n ton io, il colonnello rnerl ico f'h<'l<'l'Chi , il d1·. Foruario
di ì\IiJano, il rlr. T'a ..;;;a r·rlla F Nlc•rit:o, f' . E. il gen. Graziol i, comandante dd Corpn ù'annata di Verona . !). E. il )?'f'UCrale CaUaneo, comandante d~·l ( ~orpo rl' arrllata di 1\fil ano~ ~li uflif'hlli llll•llici rll'l Prc;;idio e dell'o:-:IH'thlc d i S"onmt, il tPn. f'Ol. medieo D<'lh C'io)lp:t, R E. il vieP-anunir:wlio G:tllt>ani, 1·omanthtnh• in ~·apo <IPI Dipart iuH•nt.o rnm·itt imo eh· l H.t;;;;o "\ driati<'v. il sen . HaiTa<'l<' 'Pc·l'la, ~ . P.. 'J'it toui 1n·c•:-:i1lentc del Senato. la fa tt)Ì)!lifl tlr.l r·;qlitanl• IIH'di('n ì\Ia late>~'>l : t . !:1 'I·ÒoYa clc>l JnPdieo dJ·. It.aliano :\ ndn•ùli. la Din·r.ionf' d<•ll'osp<'tla lt· ~~~·gl i l nnoe<•nti di Firen;,<•. il Sl"'il<1 1ow prof. ~ L wl!·ia~<tlli. ,.:ind:H·o d i MihtHo, il Jìl'uf. Tan,.:iui , l 'ou. Tinoz;.-.i. il :--:iud .. ~·o di .\ n:~.io c• t'an t i, t: tn t i altri.
n nobile aHo di S. E . il tenente generale medico L. Ferrero di Cavallerleone. :--:. E. il t<' tH'nte g o•tH·nilr nil'lli<·o P(•rrero di ('a nd lt•rh' niH' ha volul o :HH·ora u11a vol ta dimo~trar<' il profondo all'et·t o l'IH' lo kga al Corp o !'làn if:t l' i o mi .l itare ist it'III'IIÙO, ron ~e:-:to munili<·o, un pr~>mio ()lladriennal<' . .c• h t> d•·<·OJTerù. dal 1° ~{' J11laio e. a., a IH'n<·firio di'g-li utlil'iali lllf'diri in 1:. a . p .
c·he piì1 1-'Ì ùisting-nnno p<'r llll'rit·i M·i<·ntifìci <' VTOff'sl-'ionali. 'l':ll<'. vr<'nlio Egli »i è compi:wiuto di oJl'rirc• n.•lla riconenza d<'lla, <'<>h~ lmtzionr dPi Ml•rli1·i in guerra. cd il Giornrtlt> di 'IIINiirina militare, nnl ponf' tNnline a lla. cronaca. d ella indint<•nticabilc ~iomala che h a glorifìrato g-li 0H'IIl'i ('l'OÌ drJ1:1 pi<>t:à 6 d<•J]a ~<·ÌPBZA., (> b f'll l iPtO di S!'!!lll\lare J'atto ~ell(' 1 I'OsO Ù('] ~uo anti<:o Capo, riprodnteudo l n nohi issim~l l<'tlera che• :H'<'011l· pag-naYa la grnrro~'>a olTHt•a, dir('fla a 8. E. il :\lini..;tro df' lla g u('rra: Eccellen11a,
in ·ri<·ordtm::lt rd rJIIO'rlfll~a r7r•g1i U f!ìci(l,li ·nll'llir-i Ntd11t'i in gw·;-ra, .«ire iu 'l''r.<~ta 1tltim.n comlmttuta 7Hr la rnlc11::iont' dl'ilt· nostre it'l'l'r' ('Jie gemrumo ancora I!Oito lo 8tnmicro, che Ùl qu elle di .J<Jritn•a e di Lib·i n, alle quali elibl' l'oltorr> di. 1>rc,ulNc parte, dl'siclt•ro istituir!' ]JI'r gli 11/]if'iali nwditi. r/frtti1·i dt•l Carpo litt.nitario df'l nostro Esercito, ·tw prrmio lfllarlrir,nall• rorriT<'(Iml-
tli' utr• agli inlt•n •ssi di 1111 titolo del Con.~ulirlato i) %, di L. :!0.000, <·he mi ollfii'O di offril'l' ·i n IJIII!isla ricurren~a c/,·/l'iwwgura ;. iou(' dr·l 11/IIII!I?Jif'nio rrl .1/ Pi/it·n tarluto in gurrra. 'l'rrll· 1JI't:mitJ t7rìl'rt·lihf' t'!iSI'I'f aygi?lcl ir·ato 11 tptdl' uj/ìf'ial(' mrt/i('O, f'!rt• /1.1'1 qurrilrir·nni•1 abbia rli''JIIÌsi to il maggior tit11lo 1li nu·r·ito u con qualrhP :-st·opr•rto lued·im sl'it•ntifit·a, o t'Oil pubblic•a.:i011i mNi iC'hr·, n dia sicuro affirlmllt' llfr, Jl''l' la .~urt cultura, c·onoscen.:a eli lingur .stnwil'l't:. titoli .~ci e ntifivi acqui.<;ifi. di lrorrr profitto rla 1111 ·nir1ggio all'Estero w ·r lo studit>di 't"ant.n riguarrl" il Rt'l'l'i::io Rnnitari.o tlliNf{lrf di altre ?\·fl~ioni, sul lftWir dorreh/le riferir<'. ] .n Commi::;sirlilC' aygiudicalrice ilei 7Jremio t/t)l'f'ebbc f'Ssrre nominrrtu tlal Jfini.'ilro d!'/la Gu1·trrr, ed t'8S<'I'C f'0111fJO.~Ia di t·ilwll l' i!I C'mbri, d eiq·u alitn• lt//ìf'i,lfi 11!N7ici gr·oNali o .~aperiori, dl f p!tlrehht·rr, cs.w·m ml(·fle .<~alti fra gli ujJiri1di lll ('dif'i di drtti gmtli 11m1 più i11 flltirii1Ì di .w·rri~in, e r7·tu' m f'mbri .
53
l'1tn0 f1ellrt Accademia mnlica di Roma, l"altro di I[III'Ua rli Turino, alle quali ho l'ot~ore rli appct?·te·ntJrf'. Co-nfidando che r. E. voglia act;ogl.iere be nevolme~tte queflta mia. offerta, pur t1·oppo m-odesta, per gli ufficù~l-i medici. del Corpo .uwitario mili.tm·e, al quale ebbi l'alto o-nore di presiedere e per il qt~ale conservo il piì1 prvfondo •ffetk> ed altissi1na esti?na.::ion.e, ne po-rgo ilmtiti ri·ngraziamenti, e La. prego di gradire i sen-si del·rnio pih pr·ufomlo osseq1tio, col quNle ho l"o11on· di ras.~e gnar·n~i di V.
E. <7et•.JIW sttboNlinato :
L. l<'f:R.RERO di CAVALLF.I{L.l..:O~F. Villa Cambiano, MonMli rri, ~O ott.obrc 192 1. Ecl ('('C'O la rixpo~la di S. B. il ~Unixtro d(!lla Gttt>IT<l :
Romn, 21 ottobre 19::!4.
Caro Ferrl.'ro, il p;·emio, ehe ttt ti propmti di i.çt.Itu.irc a bc11 e(it·io di qu.rgl-i ufliciali )/11' tlid in S . A. P. ch.e meglio 11i distinguano p er /UI'riti. professùHwli e sdruti/iri. oltrech.è dimostra·re il tuo te1~ace atlat:nunrutn a .jttellfl catf>goria di ltffit·iali, <mi per tanto tempo t-u fosti degnamrnte a crtpo, i· pro1'a anf>ht• rlf'l luo animo. gen•'I'Ol!O e rlel tuo 1)ere1uw interes.'famento per quegh studi, a i q urcl i luti ded·ieato tutta. lrt tna f'.Sistcnza . Rono xic1tm chr il tuo nob·ile atto sanl opprc:.~o Mn la piì' 'IJ'i·va rironoscen za da tutto l 'E.~t·r(·it-<1, N/ io . t·nmr JJfinistr.) t' <·ome mni.co, te ne ,•,qprimo le p'iìt .~f>ntite grc1::'ii' . . lbbifi i più l'Ordi(l/i sal.11ti.
:-;. E. il teneutt· gcmt•rale ut<•dieo Fenet·u, con gentile twnsiero. ha
voluto da.re partecipazione del suo munifico gesto contemponmram<>ntr al generai!' Inedico capo F. della Valle, il quale ha. riugrilr.ia.to con la. s~gnc'ntc• lt> t t era : FiTf'n .:r, :27 ott~~bn• 192-4
Eccellenza, Ellr.t non pule~Ja eclcbrttl'f' la. q nadrnpl ice rent-u r i a. dò medici r·ctdnti p1•r f,t gra?l(ln:za della. Patria 1w.~tra c:on nutgqio-re .fervore e oon pii' alta nolJillri. Ora zie a nomi! di t1ttt·i i mnliri 1nilitnri eh r. .~i onvm no eli at•er cH'tifo r 'FJ. v. a lorv capo 8ttJJremo. La m•u.nificen::a con. cui l'J.J. V. partedpa alla Sagra. del .frfNficu lca ''it;a·mente co-mmosso l' ar~imo mio, r• mi sento altamente onorato di esprimer,·, a JWme. di t'tltto il Comitato, il r1e8iderio rH. ve(lerJ,a IJtli in Firen::e it 1° IlO,., mln·e. Il rresidt'n'te del Comitato Jo;;;N:utivo:
F. D.ELLA V.\LU:.
LE OPERE D'ARTE ' Il monu~ento di AITigo Minerbi. Il nlOil\lllH:lltO a i lll(·di('i c·adnt.i in ~llt' l'l'<l ~i ]>l't'l'l'Ili H\ a, <Jil:lnto ntai difficile. Era opNa invcru irt a di diffic:oltà. cost-ringc·n• in tUl a. forma J>la !<l ica la pie ti\ rtl il ~af·rifkio d ella qn:Hlrupliee centuria clP~Ii osemi <•roi mmti per la patria.. AJTigo 111 i llC\J'bi h a :ts;:olt o ÙI'J.!II:tnH·n 1<· c• n1> h i hncnt.<• il 1·òn 1pi t.o, e ili fronte a ll'opera I'IH• c·g-li ha f·r~·ato . lll t'l'UYif{lin~a Rintr;;i fli clolnro ('di vita, xi prova cpwl s<•nl inH•nlo nm :111n eli ('o;:n soprannatUJ':l ll' (']w l(' i'llt' <1pc•t·e d 'a,rte ric•srono arl infonden•. B ene sc·rixxe dt'l :\1itwrhi r illusi l'l' 4·riti<:O cl'artc• l iW Oit> tti: \1 ~ llBO ~pirit.o lHli\ioxo r prn~oso C'lt<' per evitar<• ht r<•ttot·il·a <' l<' vt•c•rhiP Ht1-ltuc• :-;imholrggiant i il Doverr. la Pietà. il :-\:H·r·iti('io, er·r. Ila ,·oJuto soltanto natTare c·on <.:OIIl lllOssa s<·naplic·it:\ J'nmot•c• dc·i supen;liti P la ri c-onosc~l'llza d<•i conva l('.c;;c·enti verso i Iom martiri r i loro :-:a l n1tm·i, t•d hn l'ltit'sto 11llo f;)lt>t-t ator e nn minuto di r:H·I·o).!li HH·n! o JWr intl'lHic•n· qup ..:;to nw<·onr.o •·. " Ed è proprio in anl(ll't\ di spirito r:lt<' il c·olltplr~xo c-ntp po scultorio venllt' •·olle<'pito: Co~i il " nwdiC"o c·aclut.o ''• l'erot• da g loritil-ar<• non vi (> prcseul.1' du• in ispirit·o. attmv<•rsn i palpiti eli dolon· <· tli spt·ran7.:t Iii c·oloru ch'c•_g-li , prima di ntorirc•. hn. strap pat·o a lln rnot·tt•: 11('1 g-or:,roglìo fle llo u1mpillo t·h 'Mce (laJln Inni)JUfl:t :;IH'nt a d(·lln Hll!1 ,·il a, <·IH.' ~i ì• lt';t;;forn~<ttn in fontnna JH'rcbò la vita. lluista a11rora ]Wl' i c·OJll}Kt:,rni eli trinc·ea " · 1\fa, Lnl'<,ianto la ]Jaro la all'artista.<' dianto pn,;to al c·omnh' nlo rlw <').!'li fa <tlla sua OIWl'H : Il Tl lll CflÌf•(l f•ht• l l'a nt!lìc-it(' ÙÌ llllll'f(· t•i:ti'I'C'Ild! • la \'ila. ..... •1 (;().'iÌ di<•f' j] magnitìco pro(' lama di'l Comitato ordimt.t nn: JWr l:t <·nlebrazion(' dei meclic·i <·:t<l uti in. guerra. « 'Ed -ecco, io racwlgo runtil t·, croj<~a. sil1•n:~.iuHa lampada dd nwdic•(, enduto c l'a ppe ndo s penta :1 u na s tf'le. 11 Un gorgoglìo, un gocciolio, e il hcct ll(Tio 1·!w portl~va la fiamllla porta ora un ri\'O di acqua. prrenne: la vit.a. l< Intorno alla vasnt, s('lllplice, primitiva- nuda di modanature e di ril ievi il pu.villH'nto :-t grandi lastre• mal'sie('i(• (> àiYi~> in scdi<:i piel-n•
tnmba.li. «Og n i regione d 'ltalia ùicei f.Juoi morti. Una legione dunqneehc ritorna inquadrata per re§{ioni, dalle trince<'. rlagli ospedali, dall'es ilio c daUa p rigionia. Sulla. stele la parola. clw il Pol'ta volrva, sola, sulla tornl>a d el M ilite T~noto: " Resnrgo ,. << E, alla Fonte c.:hr parla di sac:ri Hcio c di ntart,i rio, oscuro e pu r~ ::~i lllo, convengono i "risoni", i c•onvalcscenti reà11ci dalle trin cee c d ai l'.nmpi di concentrament.o, coloro c he viirlrro Mi loro ocPhi mortali, e mai d imenticheranno, il Medico, lo Scienziato, l'Uomo, al d iuturno assillan t<> estenuante lavoro. ('oloro che hanno ~entito nella. <:<une mar toria-ta il l~>nimento r il eonforto, c D<'llc vrnr t•:;auste ritomare la vita.
-
Particolare del )fonumt·uto: J.n •·i~w•<>ozi Otlt; .
86
I.A ("Jo:f, J.;BRA71fll\E OF.I )lf:OII"I ("t\Ol:TI IN C:IHJBRA
Portir•olu 1·c· •l•·l ~ronHiuc• ntr.: T.n r·i:-- m't'P1.ionc-.
LA ('I•: I.EORAZIONI:: DEl .\lEDI C I C \D F 1'1 I N G l ' ~; RR .\
.);"
<~ Ed el'co n ei clne. avvolti oPI Jen;r,uolo, <~ome in nn !lUdurio, la ricvoca.zione d ella bolgia infernale o della tregE>dia sublinw . P arla l'uno <' le gambe ~li si piegano sotto ; ascolta impietrito l 'a.lt.ro. ((11 terzo (>l'atleta che si risveglia c si lihera del suda rio.- È la·' Resnrrezione", è il convale.-;eentl' accMciato, inerte colle palpebre serrate, intento a l chioccolìo della fonte e al ritmi<:o pulsat·o <lei suo sangue nuovo. 11 Il m edico morto, il pii1 umano dcgEi Rroi. non c·.' l> in effìge, ma è pr<'sente, (> qni tutt.o, anima c <.\.;done, vita. t> );aerificio. «Sacrificio e a;r,ione ehe non si potevano compendiare in un g-c;;to tradncibile in forma pln~tica . sE>.n%a. ml;'nomar·ne la infinita belle%r.a. (:h·sto che solo è possibile invecp ria);snmere con um~ pa.rola : A.·more. "Azione osew·a, sa.critic·io eroico, <·onsnmato in s iiPnr.io, soUo la teuda. crociata o nella. trincea fan~·osa, nel st•pol<,ro dei <'ampi di concent.ra mE>nto o nell'ospedale bombardato dalla feroc ia urrnic·a; sat·r·ilkio <·ons umato solo per Amore ''· Ga.ht·iele d ' :\n nunzio ha rhiamato (!li l'sto mouunwnto " 1111 · opet·tt d'art.e veramente italica, di a.lta. e unhilf' ron t(·t~ ionc> , in c:ui l' a.rt ista ba saputo dare all'eroismo la ln<·f' dc•lla pic>tù "· Fìd invc>ro Arrii!O Mint•rhi, ('hC' ha pn•"il•rln to alla ~ist<•.lltar.ionl' <li tutto il cort.ile, ha di~egnato i pra.t i intorno a.l monumt,nto e suggeriti• le ti n t.<· delle pareti del chio:-;tro erociat:o, ha dato vibrar.ioni umane alla materia., e por uu giuoco tm•r;Wil!lioso di pat.int•- c•g-li. notoriamente, ~ mae:;tro nell'arte di pMin:nP i :-:uoi bronzi-<' eh rifiv);.->i , :<t udiati e voluti da lni, la materia ;;i '·in''''c>tHle eli l11l'i c·ll l.' Yi<·ppit'l sus,·ita l'illltsion<• dt•lla Yita intorno a, quelle sugf.!Cst iv<' fignrt• ... È qu('st.a l'opC'ra, in!c·ui, forsl>, l'at'll' drl ~fiwwhi IU<lgl!o l'i Vl'la le s 1w · carattcri:;;ti<·he siugolarissillle, le quali :<ollO, nei rig-uardi dd conc>c>t.to : una perfezione cstretn<t eli fonnP~~piri tualizzata, e n•sa. ruateria. pol't i(·a <·on un ineffa bile ,;forzo genialE> (•ht> -può ì!:i~<'r<' l-ll'llLito. m a, non analiuato; llt'i riguardi della tC('lliCa: Ulla fu~i O I11' 111irahill' degli C'l~ll1l'llti pittoriei H Òt•g li elementi ~<'ttltm·<'i , ortC'nut:t, in appun•nza . ''on un spmpli<·i);...;imo g-ioc·n di piani. Il conntlt•s<·<•utc ~<·Jlulo, ('IH' pre.-;ta Ol'l'('f·ltio al mormorio d ella follt <'. è, for~e, l a figum p iì1 bE>IIa, ; ma dalll' due tmgkhe H~uro in pit•di, vestitl1 di un ampio s udario ('hc> arl<'risce ai loro <:'O rpi s!'arni com<' il fango dE'Il(~ trincee, emana una su~gc:-:tione <lmrnmat i<.la st•nzn ugua li, una C'ommozinnn. alla quale, <'hi visse la guena, non può xottntrsi. 1/iscriziou<', dell'on. Tino?:r.i, s<:'olpit a a gTa tHI i lf'tH·t·e d i hrun1.0 i ntorno al b asnmento, dic>f' : « T'RNJ'HIB'\,;1:) ()l' V l'l'A M
l'\EitV ,\Jn;s, )l U NEH .\ Vf'I'.\E
:SPilliVI STl - U PIETAS .\JA.XIM A - DI GN A DEO "
Nel t·etro, s u tmo dci gradini acldo);.<>ati alla fonte. che appare :;emplirl' come un ablwveratoio, è> ap]J(>g~iato un •C'espo di spine in f.erro battuto dorato, offerto dagli ufficiali chimici-farmacisti : (1 non. nota. piutt,oRto viva, e guadagnerà.. come tutte le eose dorate, quando il tempo ne a vr;) abbru;sato il tono, trattandosi di nn'opem d'arte. n basamf'nto e le sc>dici pietrf' tomba.li, \Ulà per regioue, ~ono in granito del Sf'mpione, la pietra piìt dura ilell'Alpt> itnlica, ; su qne::.tP. in
Yenniglio, sono incisi i quat.t.rocmlto nomi dei caduti. chi? spiccano sul ~'l'igio
del marmo com0 :;prur.zi di sangue, in mor.zo ai quali rifulgono
lP stelle, s imbolo dei gradi militari , a guisa di tante stelle d'oro. Ese<·ntor c tiPi lavori in ma.rmo : Tommaso Biouda di Gravellona Toce.
Il gruppo della u R,.~ 1ureziu n e " (\ sta.to fuso a Pistoia da.Jla fonderia Primo Capecchi ; meutrt> il gruppo della " RiriJO('a.ziO IH!" è litHtu fur;o a Milano dalla fonderia d 'Arte La.zr.ari e C'. Tutti i lav01·i di sist.emaziont· del Chiostro del .Magtio, ove sorge i l lllonumento, :-<ono stat.i diretti dal <'olonncllo Ri~rnorini t' 1lal Capitano Cani)!lia . dt'lla DirC'zion<• rlC'l G1•nio ~:filitarc di J<'in•nr.<•.
La cancellata di Francesco e Giulio Matteucci. Il 1' <\IH·~·Uo l ungo ht·U M.i mt·t ri. t'iw i M a rt I'UC:t'Ì fU Faen z:1, zio (' ui pot<>. i quali si pos.~ouo hcn chiaman• i 111aghi del ferro, l1antHl J.a1 tut o per il <• hiostro dPI 1\faglio ~ORtituisc<> nn mu1·o òivisorio ò<>moli to fra la :-;r:Hola e la Yia 0herubini, c pentwtt.e n l pubhliNt di nmmirare il rnonntHPut.o di Arrigo ~lint>rbi. E:-<Ro rompleta l'opera 1li marmo e bronzo <· rapprclient:.t piante
irte ùi t.t·iholi. iutes.->ut.e fl i at.nlei. <·.he sim boleggiano la vitst del nwdico fìgu rabt in Hna sNtimana d i pas.c;ione. JJa cancellata è tutta llguale, come t;uttc uguali !;Ono le giornate del medico : ognuna delle :<et.tc giornate è rli ~4 ore, a.nrh 'fssc tutte uguali e legate insieme da un ' unica corda robu~;ta , simbolo della continuità dell 'opera pietosa. J,e sette giornate sono tntt.p fondat.e sui triboli e culminano in spine: sono unite da nodi òi quercia., elle vuol dire fortezza.. Ma in a.tto tra. le spine rifulgono in oro le stelle de.la beatitudine, c dalle 't<•lle il medico morto continua o·t,rc tomba la sua opera di vita. La giornata centrale è ancora più robusta rli nodi d i quercia, e culmina nel vischio, simbolo di eternità. Ai due lati la cancellata si a b barbica a.Jla pietm viva con nodi di quercia. F. un'opera ~aldiasim a, in cui i simboli di Y.i.schio, di quen:h.t , di stelle non ,;i la:;;eiauo giudicare ii"Oiata mentt>, ma rientrano n 0ll'e~l'tnr.iont> di tutta sdntgge~
la caneellata in 1ma OlllOg'('lWità fli fattum dP~rna ha.lauRtrn rh•l!'arR minerbiana. Tl dottor Aldo ~pa.lli<-ei, poeta di Bomagna, chC' a l•'a.cu%a \"ide f"op tn·u meravigliosa. sorgt'rf' cl;\1 fnoro :udl'nll' della fot•gia, c•osì pr~l'lò ai <-nnvenuti nella fucin ::t : et Ragioltf di liryuglio pN noi medici di Romag,ut, f'lti. il qnotidiamo pmblrma rlrllrt rita.'t(a.~.çorl,ito nrl 1Puimrnto rl!'l dolori' fi.~iro , 11011 llu jatto
Parti()lllur·r·-dnl l'tmcc·llu Jllf>Uttrncmlol<·: le ~pine .
1wrdi aUt• wt:i dell'talrl. ì- elle di qui. pa·rt<r que,/.'op ~ra t:ht· in og·ni ~uv 11egmenw reca il stJgno del martello e i n ogn·i fihm la contors·ione, quas·i v-i.ta.lr, del metltUo uscito chtlla vampa. I lt nt'lilfU·n l·uogo più ehe in 'trJ.Csta sm1.a11te fucina la febbrile fatica tlell'·uumo f compend•iata. J>aùm pulmmti <'he s-i estrn'lta-no nel 8ll.f/io, ·i ma·n tici che ra·mYiumo le bmge, e, svtfo i magli <'he tempt·stano, la materia incandesce·nte part' ribellur11i scagliando Rcintille, ·riottosa ne.lla sua veste bruna., d·utfile, domata ·nella s·ua ce.~te rli. fuvcu, c il p1·ofìlo r1.ell'ttomo si 8C.filpisee neUa v·iulen.:a rlei run.traRti della ltt~•e t' f'(l(•chio ri1·erlle?'U il f-uoro che doma.
" J."J tr11 nwrldlo r iueucliu1· la fonna .~i ,fel111~a. e lo .~pino e il no~lo l' lt> -~lr:lll' ctppaiono, mor.~i tnl(·ora a 'l'lnlufu a q·ua11tlu dall•t li.ng·ua. viola.c:ea della fiamma ORsiilrica, t·hr· spil'lt C•tlll rir,lt•n:a wttaniea, e ltf ntJbil?llì del Rogno r ferma: r il '/ilirar·olo 1' (·om p i ulu : -~i che j(Jrmr rli pcn.çiero si trttoriJl'HO e .<~i df'linenl/.v 111'/la ?IH~teria r·he 1111 giontr, ]Utl't'e n•ftaftaria al fuoco. " È il fiotr. di ,.;,_.,,,·do c di yl•1rirt 'ftte-~t.o, d w fa ghit/ttnr/lt al 111<'11111>/ CIII·'> di .l rrigf) .~f·iurd; i. " Qtti attorno il ft·rrl) murlt-1/ttlo d<1i Jf atlt•ucr·i. -~t·.'onilu f,, li.nra mlnta da (}irrll ll l'l/o Mrdmrrr ,uli, tfiu nt'l .~ur, r'llflc liHgunyyio lt~ f,·agnlifl. I t1·i.boli dt•lla (;lr•clil.w·hia Triacnntho!J, rru·rnlfi tl f'lllf .<;iept! rlrll'urt.o di (}cf.>~emal!i f!'' l' /11 <:OI'Illlt'l di -~JJine di Cristo, l'fii'I'Oil'l rrrst) i[ faMigio, orr< lt• foglie lrn1ceulrrt l' dd ri.w:hiv. t-Tw j-u d' l gt•fl, .~-illllN't·i.,,w, aN't! tlf•• a mrt:::i di Rlt'lle. "<. "!1-dl'o/to T11 glori.a 8tdlo l e· Nl.~ft:i[l, ::Ì!illi, i11 terra iT I'OI'l'l.v del do/ti(('. t< Lct spillar /ti x/1•/la. T,'111111 inlli!COI·~,([,i/1' nr/ ('tll>rr, l'ttltr(l {{'l'ma. al/'opp rudo rf,.//,1 JIO!!If'll _r,.rf,. •·. f, 'opent dt•Ì ) fati t'lll:-<·i co,.;( i t \iÌS('C' ìnfatl i llll<l uoJ;iJI' l' Vi,!!Oro;;a. c>sprc;;SÌOilC 11'aril: : C'ssi. S!';.!U('lHlo h• li tu~c dcH·"lrat!vo (h·l pitt:m· ' fahnerendi, hnnm• sapu to :H·mnllil'.7.an• la ll':Hiil'.iOtw t·la-<-<it·a l'O! buon gu'<tO n .od t>rn o P t•CJron:u·l' n>n t•ll!.·a('i:l l'oJ•Pt':l lllÌI1PI'hian :L l Pt'l'.zi ·rlrll<l t·:nH·t•llata ,.Pnnrm na.<J•c>rtnl i i11 nutoran o da J<'aenr.t~ a f<'i rc·n:-:t'. fa t ri st·.!!nO dmalltP !l \Ì<l,!!_!!'i,, all";1·nn ti rar.ionc clt•llt• popolazioni, lf' q uali. ,.;:qwndo chP la r·ant·c·llata l'l'a (l(•sl i n~\ l~~ al llWHumento clei wccHr.i 1·aduti in I!U.erra. pres,•ro ocTns iotw JH>r n·ncl!'l'l'. o maggio ai crociati dt>lla pi<•t.à. Co...;ì !! f~no f;ll'lll"ino g-iunse q u' OJ'nato di fiori: ri tn cho p i1'1 tal'di 1l1W~\'l\ 1'tiliH>\' a t',.:i. solto aHro aspt>tto. fl'<l Honl a c Fit'Pfir.(:'. à llotèhè pàrtl 1lal P ahl tinn nn autoeano ~ imhol ir.o. fog-g-iato ~-nnw 1111 an t i co furtilir.io , rP•·a ntt• il lauro immm·tn h•.
Il groviglio di spine offuto dagli uHìciali c'.limici-farmacisti. 11 c·tll'JN dlintico r,u·•naecutieo w ilit are. chP ha così sa l•li rap]JOrLi di ;;anitaria ha ,·oJuro eon uobile gt>$t:o ret'lll't\ il proprio t rihuto di r ic.onosc·cn;m ai lllt'C lic·i e:.uluti in g-uena. }<;con l'P-Iice intuit o h;l. drpnsl o f<ulln pit•tra. t-omhale ntHl il htu ro, nò la quercia, m a. un gr·ov i:(!lio di spin(' in fPrro battuto do rato, aln-a febbril e fatica d ei Jffat trurei f:trnti ni, C'Il!' ra. pprc·~rnr:t il l't) \·t:>to liPI dnlon>, l' asprc•?:za d/li sacrifit'io dl'll 'osl'nro <'l'OC clelia piet;\ Il nwg-g-i01'1' t·ltitr~ii·O l'nrma('i ta. dot i'. (;iust']JpC ('appdli 1Jl'lll?- Ila !:wri tto d i J,ui : 11 Il l'Un !lmon· !;:1JWVa di lontanaur.a. ,, Noi ehc fnmmo t:on lui. tin dovr pott•m1uo, d iciamo che uel suo !';;.,:'ll<l rdo, :.llli"io,.:o. v i\·p,·a.uu spJ·11zzi in<tttl•si di lineamenti lontani. " Manmw. himhi , fanciulJP, nnimc amanti ed arna.tc>. easolari Rp el'duti 7 piceoli \lt)l'/!hi, eitt.à, ric·ordi e ~ogn i ; cht> c'cnl mai in qn<'llo ~guardo p ot.entt' dc> l llWI!i(:O. tisso ;<l! ( })U\'1.' 1 o fHtte)Jo lllOI'Pllt.e f •: fihi può rl irlo ~ (·:'l. liH'l'ati~nw f'nn la no.~tra f;uni_glia
--
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CEJ.EBRAZION:.,~
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CADI.:1'1 JN 0 0 ~:HRA
61
u .~ e l silenzio laborioso di'Ila tt•nda da. medic-ar.iont: l'amplesso ;tllpassiooato fra. lt• pupille qua.osi ;;penti.', e quelle, vigili. dt>l sa lvatore vstinato. aveva il tono di uua s uhlime tragedia. ,, q .uautt> volte . da queUa nnita ~·1•mtmioo e spirituaJf>, ~tuan1l.' vol tt•, da quell'impeto s ilenr.ioso, tra::;!<(•, il ruoribondo, J"ulti mo dolrP ronforto?
Il grovl~lio di ~pin e off,•t·to da~li n ((\ciuli chitn ic i-fnr macl~ti.
« C'IIe c'<>m mai nello sg-uardo potente d el ntedic·o ' " Tutta. rutta la. lontananza., :;;opraggi unt,a nei fori i dolori della ,·it.a! Caritatevole, sempre. F.gli fa cf>va al1:1 morte, un dono t-temo: il sorrif;O . ){oi rh c fumrno con lui; fin cio ve potrmmo, uou abbiamo più t t·nt>ro ri-
cordo: averlo :-(er vit>O con viva fndc·, dokl'llH' I lt(~ c·o u(:l':-;:-<o al .~ac· rifi ciu di un'incl em ente a:-~pre:r.za. •c P er quosto, g.i uffic'a.\i c hi tu .<:i-farma.cisti, recarono un fatleio , doUt
!>;pine <b Lui ca-o, e lo depo :ero, t.a.citi, sull'altare de'la sua gloria.
!{on querd<L, non alloro, solo spine pungenti, chn ::erenamente si sul cuot·e, m('n trf' donava g;gu c viole, al la.mpo improvvise) de ll a v it ::~ r iacc<» a. >J .
"Cl'l'!Wa
I NOSTRI MORTI
DULCJtS A~10R Vl'J'Ag, DOC'l'RI~AE( ~UE ALl'li.\ VOLUP'I'Mi ClJ.SCTA SE O Hl PATRTAJ~ POSTHABlll'}RE RUAE 8 I C V l XERF. D l U, .NIL .X ON DIDICERE: CADUC. I ::S.
O M: liSA E, O YIRTUt', LAUREA ~J<JR'L\ D ATR
f\4
• co l'Ilha ttil'llen t o. I l'Jledici caduti In in acie occubuerunt ... .uon ln tnra oprtNI l t ru7Jrl'. L> cir· ctJH jondl'
f, luce .~t'11•7)1ferna r{('[ srtnf{ll e
cfl •P.•.'<i 1'iSfll[/llllr0110 . . . . CAT1Hit: l .t :
]) A:-'Nl' !'7. 1l)
A m;-;OLl'l G1rL1o, da t'<IIPtno. Jt·twnt<' 111l·<lh·o dl'l ~ono J;~ntc·ria. t Iler-
mada, 10 sclf l'mbJ·r 19tl . .,\T. RGHT .\RlO l 'nA:'\CEf.:C\ 1. eia OualdraJ.;t·o di Bomw.;<·o (1':1\ ia ). aspirante
n1 edko del 1.41o fantPria. t Xn<l LOg"t'lll, J1 ag:oRt.o 1916 . t :->i luranll'nto dd« P<>rseo ,,, 4 magg-io 1917. ALLORA Flu~c~.;sço. da Ri,·a eli C'hil·ri ('l'ori11o), sottotc•ucnt<' nwdic.o del :.~" regg. alpini, t MonJe> :"'<·m.~ agosto 19l!l . .i\J,ZTATO!t t'W<,\HE. da \aaJiari. c·api(ano llH'<li<·o· dc•.Jia \.l<. l. Ìll S('l'VÌ:t.ÌO aJ 11o fantt>ri~, t )Ùt i piano dt·i ~et le C'on. ~ìni. i'i •lic<' JIIhn• 1!117. : \)lOS nA PRATO I TALO. da Harg:a (Lu<Ta). sottot<·Jll'lltC' lll('{li('() dPI 1° alpini. t Moutc Hos;,o. :!:.! 1\0H! mhn• 19l(j. ANGIO,J DO)J E:-l TCO. c!n, Hon(l ( ~a~:<ari l, af'IJirnntc 11u·ùito dt•l l-1° fanteria, t AffondamC'nto pirosrafn ·• Tri1;oli ·•, l 111arzo 191 8 . .~l'E XICOLA, da ]{o<·ta di :\Pi o (<'aiall:t.<ll'o ), •·apita11o llh•rlit·o dd ·1° fan.li.J..U .\ UD GIOV ,\1'\:'il dn \'(·rona. :l~pitallll' tl!Niic·o,
t P.ria., t nol'izi'a,, ~l agosto l !l17 .
AHCJD.IACOJ-;0 ~AL\'.\'l'OHE. da .\<·i-( ':tlt'na (<'nJania ), sottotr·sH·ntt• uwdieo,
t (\tf'at·:-~a, 3 0 ottohn• l!Hi . .ARIWri ll~UGEJ-;JO, d:l Pn•:<ic·tt• (T,t•c·e<•\1 :t.-.;piraJJtl' mNiic·o <h•l 10° hatt. !Jcrsag-lieri ciè·listi, ì\lonlf·llo , 18 g-iu~nu l!llR. rL\LLETUO GlOVANXl. da Fin•nJ.l' . tPilCilh' ll!Niic·o <1<-1 (i0 Bonlh:u-d il'ri, Gorizia, 13 nsnggitJ l!ll7. BAT.-Ll.\N~ ~l.~HW, ùa Kac·il<· (l'din<•), aspit'Hlll<• llll•dit•o ùd 131° fanteria, t Monte> De bi' li d l'l ( 'arso, :n ag-osto l !J l li. B.\ HsA ':'i'J'f Al{ NAU>O, d;l Ltl<·c·a, H1tJ olC'nt•Jd l' llll'<l iHJ del :!~o Orupp() hOillhnrùiet·i, t Quota lOii, 1° llo\·t·Jnhr(• 1916. B .\Tl'IS'I't FJ-~os~ntco GAWI'AXO, <la. 'J'n•g-nago (Vt•J·ona) . nspin111te nwdico dc11'8 alpini, batt. ('j,·idalr, t i\1. Orappa, l l rlirt•mht'<• 1917. BELLAHlA ST.\:-ll~LAO, da Panc·alil•ri (To rino ), ~ ottutl'li<'llte 111Nli<·o rlC'I 2Zfio fanteria , Jfer111Hda . -l spt t<•Jnbn• Hll7. B E J.LIN .\7.7..1 Vi'l'TPitll•. da J sola. dPlln :-)(·;11;1 (Vt•rona ), eapit;lno nwdieo dl•l ~1° ~lltiglit>ria lln liiOill<t/!11<1. Pi<•tlit·<•lk, ii n<•\'(' !ltbre l!Hi. Ht.:nT.\ LcH;I , da Torisw1 l<'tH·Iltl' nll'dit·o dPI Ia :3p ~PZ. eli ~ anità , t Do· berdò. J-1 :;pt fl' ll lhr<' lfllli. R E TTI Dfnil·::-<sco . <ht HoJn<l. sot lolt·lll'lll t· m<'tlit·o dc•l i'!-1 ° hai t. IH•rsa.g lit•ri, t Potlgora, :.!1 lu;.dio J\ll:-,. l:\.1.\?<C'll l J)n:THO. da C:a!l:ts<·o ( t•a,·i:t ). IP!Wnlt• lllt' di <·o d(•] ~:~o fant{']'ia, t Col d,·IH )J·so, :!x tna;.r:rio 1 !li~-
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l".\IBEtero, da l•'ontatwt1o da Po ( So\'Ha}, ca ]litauo medico rlt-115;)•\ l•'antl'ria. t :\I.?!Jrzli, 2~ agosto 1917. Bor->r l''n_,~ ç r,Rco, da Castill<L cti Pii-la, sottot('tl('lllC' nwdic·o ù<:l :&8° fau-
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Bo:-<1'1'.\'I'JRU; D r o~tl-:ilv, da Pdt.orano :;ul Gizio (Aquila }, !-lottott.'ncut(• mc<lit·u Ilei l~~o fantNia. t Dolina dei Ra:r.r.i, 15 g-iug-no 1916. Hoxo VAl.l>niTRO. d<l 'l'orin,,. t·;lpi1·;mo medico rlel ~o ~rrana.tieri, t (\nso :!-l lll<l).('g' ÌO 191 j. Bo1wxrNo Fn.A~CE~t·o. 1la ( 'anTwto P;nex<'. fb<;pirantc medieo, t S. Gahrit•le. 11 ottohn: 191 i. B<mc;o<;:--~ o;-.; 1:: 0 ,\ 1uo, da Geno,·a, tenent.e nwcli!:o del 2o:lo Os]Jeda le da C'a.mpo, t BomharrhlllH'll l o ll!'l'('O di f'astelfmneQ Veneto, 2 gennaio 19Ut fio;:;u:r.u FJu :scl·~sco . rl<t :\rt'thl P o ( Pa via ), tt·nenlL' nH•di<·c) riPI :~-~ 0 fn n·
t E·ria, t 1•\\iti Krih, ~9 di(•t·mlm; 19Hi. HJW;);t>~l-: ('J:.:~.\RI-:. d~~ T r ino Verr·l•lh:st> (Xuva ra} . suttoh·ne:nte mHdit-o. t 8ilunnH-'.nto pirosc·afo '' J>enwo », .J. mag-gio 1917. Bro~r l{r::Nxru, da Cop]Jato (Ferrara), tc:.nenlr medieu <h•lla R. Marina. t Rilnranwnt.o IL ml' e " ~t(•fO]J<' 11, 7 aprii<' 1918. C:\t;J.lO l<'Ju:-.c o, rl<l 1'orino, t\'ttt>nte ml'dÌhl del :zt• alpini ba t t. ' Bir·o<·<·n •• , t Ortigara, 2TJ giugno HH7. 0 .\l.CA'J'ERRA T1vo, chL Domn~n (Como), tencutc m Nli<·o del 1 :i 1° CanLerìa, t M. C'o>~ton, ~o m;ì~_giCJ 1916. ( '.\ .\ !MARANO C.:nEsC.t;N%0 1 òa RofTano (t;alerno), aspirante m<·llko del -J2o regg. fanteria, t ~oher, 20 agost.v 1917. C.\\II J >;~u .\ Doi.F•'-
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12!l0
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(\Bf,J.I F.-~1 :\:su t·~ T, E,
da Crenwnà, l<'llPll te 11 ll'tl ic·o th•l J f):)c. fa il rl:'.ri u. t fJu-
trano, 30 ot t:ohre 191 8. da Muro 1.\l ta no ( Pt!Wtlz;t), lt:lll'itl<' 11\t•di(:o clt•l :"{go fan teria, t Cltief'ett a di D olwnlò, :n a~w"to 19l i'i. CgRVELLIN[ BR UNù, d a O simo (Am·onal, t•'tH'nte nH•di<:o <ll'l 7•' alpini, t Quotn 2:n 4 I=> a ,·ione, ~~ febhw io J !)J 7. UERONJ~ ALFOl'\RO,
ClU .\R.\VAf,l ,(JYt'l LE OLt;CA . da Pizw (<'<ll ~lllzaro), t.,·th't Jl c· n m<lico, t =-' to p-
pio poln' riera di S . o~v ald o ( f Tdint·). ~~ a~~O>' l 0 -4. f;('l'tc mhre l !H7. Om eco OnJSU:PPE, cl a All(lri;l ( B;l ri ). l'li p i t.nnn tll1 ·tl ic·o d<'l ~~:30 fa n t •'ria. t l\lou t P Hos;;o, 27 ottohn· l H17. Ctt..Gi'\'1'0 R AFFAET.t·:, d;l l'aol:t (C'osl•n:w . l. lt' lll'liÌ (· !lll"di<-o d~, L 1° fallf<•rin, t OrliK;lra, 15 giugno l!lJI . Cun o r,r GI ACO~:o, da Alife (Caserta ), aspi,·n llt•· lnNlito, t .\Jl'onriaii ii'Tl lo piro;;ca fo " El vt•t i a " :~ dic·t•m hrt• J 91 K. C'OCETTI H E:'iATO, da Pc•nJç(a. tr>tl PIII<' lll (•diro 1lt•l :{o ulpini . t Vodict·, lR magg-io 1 917. CoNGTU .'\1.JTmuo. da 14. Vito (('<~ !.diari ) . iPill'llll• na•tliru dPl ti~' alpin i, t Ortig-ara, ]() ~iug-no 1917. CuNSùT.IN[ Gt{.I SOST OMO, dH Cn ·,·altort• (Holul,ma), a:;pi ranw tuedir•1• del
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t l>rnrc di'l P nli nhio, l O X<'l lt•Jt;brc 191 G.
dn Calang- i ;~nu:-; (Sass;H'i ). ~ott-otl'nl:'nll• nl(•rlic·o dc·ll ·u o fanteria., t P o< l gor a, 21 Jn~liu 1 !lHi. COS'l'A NELLO, da ~u sa (Tuni:-;i), tPIWntc> ttlcllil'O <lnl li0 ;tlpi ni. t I\fnnt<·pi;mo , 1lì nwrw 19Hi. CORDA l\'lA('; Llu,
C'ozz1 ANTO:\rO. <l;t Mih1n o, sot t .ott-m•nr<~ ll tNlko (1(•1 i'i" alpini. t .\ll,o rs.,nzo. 30 g ing no 1.9J6. 0RI~:-;Pl CE;';ARB, da. Orvit:Lo, aspiranlv llt('diC'O dc•l .J!Jo fantt.\t·ia, Cam it>l~ ~ ottohre 1 nl(i. D' AJELLO ì\l('OLA, fb }lapoli, Jflìllit·o t:o l m li al(l~ t :-:.i llll'<1 lllfmlo lH'l 1\ia.r ,Jonio, 3 magi! iO 19 l7. D AT'ruu C: u JTJu, da Celle ~- V it o (FnJ!gia ). ~ottoll•ncnle mt"lie:o dr•l 1 24-" fa11teri:l, t Ch ieset t.a tli Doh1' rtl ò, :n ag-oAI u Hll:i. D E FRANC.t·:::>C' Ht Lum, da l{ iYarolo ì\ lan tO\'lltw, l f'JWI\ te· nH•dil'o (l<'lla C. H. J. in sen ·izio alla l'qa St'zionc, t MC!nt e Grappn. 2 mar:r.o UIJ 8 . D EGLI O tmr G U:SEPPE, da Cld<l ,.a ri, :-;otl'ot\'lli'Ut<' nw•lieo rld l · ~·· n l p in i, t l'\luntt• Chiesa, 1° lug-l io 1 !ll\i. D EL O n : DI('J.; Vn',\ì\'l'U~J u, cln ispani (:-)n,'hmw\, aspirante ~l l l'd ic·o d C'l :!]fio fantPriH, T',m\.t' tklla Prinla, 17 noYcmhrc 1917. 0 I::L Pt:ATO Ol t.:;-·u-: rPg, d n l nqwria, a., pitaute IIH~(lico ckl l -t:!o fant.r t:i;~. t );a d L OI!<'tn, 11 <II!OSto lHJii. Tt,;TTO O HES'I' I·:, <la f:ì. Stt•fallO BOI'l'ù (<.'lllli'O), tl' llCtlt(' Jlll'd icu d l'l ~o a!pjn i. t Ortig·ara, :!5 Jriugno lfJ 17. D ~<: JJUC.\ J (;:-;M:ru, lla. Calla~irone (( 'at nnia). aspirante• nwclil'O Ml 2GI'i0 fanteria, t Pi ave, 2~ g iugno H118. D g P ACJLA LUJta, d a S . l\lan·Pilino (('a~<·J'ta), ~o tt oh' m'nh' rncrlico rl<• l 9n° htnlt.:ria. 't Vrr toiha, l!'i agosto 101fl.
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Gl D1 .RAlA NIOOLà, da :l'filano, tenente 111ediro òe.Un. (' . H. l. :<d<let,t., ::tlla
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LAZZBIWNI Et•ox, ùa. P ontt•cl<·ra (Pi;;a}, ;t:-;pirantt> llll'rl iro,
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Dl•: l .\LEDI<'! 1'.-\ lll 'TJ IK Où~:llRA
Loul ,\ SA:nonr GlrsEPPE. da Thi{·:<i ( Sa~sal'i). h"nPntt' nwllit•o tic•! lf;:~o
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fantt'l'ia, ::Silut·anwnto J>i rose~1fo " P<•rst•o n, 4 lll<tl!gio HH'i. ~1.\ t'('Hl.\VP.J.LI Otti:;.:TE. da SJwr.ia. tPilP!ltè Jll<•tli<·o dt•IJa. R. marin<l.
t l',:;ilu-
r;tnwnto " 1'. l"lllhl'rto •·. x g-iugno 1911;. :\I.H::-i'I'R I 11:V,\Hl s'l'u, cbt l'arma. solfoh•twn tt• lill'rlÌ('o d<•l H'i" fanl!• ria ~ t Gorir.ia. ]t\ ago,;tn IHifi. )1.\t. .\ H.\HB A Pt ETIW. (hl :\fuJI;tr<J, c·apitano Jll c·dic·o dt·l iR0 l':tnf<•ria. Oot'ii',Ì;l. 9 <l,!!Ost t > Hllti. )1.\L.\TJ·:s'l'.\ ILnlBI.;wro, cla ( 'it.tatlt•lla ( Pacluva), capitnno medico del 2 0~o
t
osp('(lalt• da c·alllJhl. t Rund,,ll·<lattlt'lltv àt•rt•o <li ( 'aHtclfr,• n<·u \·erwto. :! ,!!<'llll<liO Hll ~. ~L\1::\ .\!\1 R.\NTE. da B t•!:.~io Elltili:t. Ìl'l lt'lll (' lllt>dic·{l 1klla C'. 11. f. in ;.:E'rvizio òl l 5~0 fanteria, "l' ( 'ol di L;Jrta. :!0 a,goslo 1915 . .M.\t: :\t ~L\lno, rla ~lontiano di Rom:J.!!n<l. sottotf'nPntl;' nll'rli<·o dt•l 141° fantPt·i:t, t Q uota :W~. lO ot t f)lll'l' Ullfi. 11.\ln 1:\0 1{ .\FFJ\t·:LE. da Y allPiong:J {<'<ll<IIIY.<U'o). aspintnt<· nwdieo <l~>l :~ oo fallt<' l'ia. t (' ittlil Ebtr. :n <li<·<·ndm• l !)1 7. '\1.\\' EH ('.\ HJ.o, da Donada ( l{ovi,!!ll), aspi r nn t·(• uwdil'O d<'l 9 l o fanlt>ria. t :\lnnfl' GrapJJH, Hi rlic~t· Jnhn· l lll 'i . )1.\zz.\ ::-;'1'.\NJ~L .\0, da Fin nH' Frc>ddo HI'Hl'.ÌII ( ( 'n:<<'llr.a ), <·apit nno nwcti<:o d<'l I:Wo fanif·ria. t l~'a it' , l a~os t· o l!ll 7. ~l.\zzo!\1 A<'lf!l,l.l.;. <la !•'orli, aspira n t(' Jlll'rli<·o d p[ ii7° fa n t (•t·ia, t f'nl della BelT<>tta, Jl cl i<·<•n Jl•n· JUli'. 11 \Z::t.O'J'TI B.\HTor.o. d;\ f'olog-JW Bn•:-:1·iann. fi 'TH' Ht<• lllt·rli<·o dc•l t :{n ;\sNt ri Nitr<'i, t Tarh tllta .• l i\ g'Ì II ~'ll<' Hllf,.
~ l t·:'IEO l11C'<'.\IWO.
da .\ndria (Bari). c·a]!Ìl:Jil!l lltl·<lif'o rh•l :!0 1° fanteria,
t Piave. Hl g'iugno IU18 .
ìl i ;O);l L 1..:cu:>io, <la On it•to, <·a pitano uwdico <ll'l:! 1.!)0 OHJI<'clale d:\ c·:-unpo.
t Poclgora. :!0 agosto 191ti.
da ( 'aste~g-io ( P:n· i;~ ). aspiranti' nwdir·o d(•[ axo fa.lll('r·ia, t 11ontt- Solarolo, l'i di<'<•mhr<' 1917. Mt•:~ .\ C'CA PIETRo. da S ..\nci rf'a YalleftNlda (<'a~<'rta) . tllilf!'!!ÌOrt" nwdiC'o, t P uln·r·i pra <U l:'. 0 :-:,·aldo( l ' dinP), :!'i ag"osto 1917. ~J t st=:LJ ,J Rrcc·AtWu, rla f'am]Hlg':llliano (Modena). tPII(' Ill'<' nwdit·o del 215° fa.ntt>ria.~ t Dosso Faiti. '27 ottohr<> 1917. ~IIsTù ClPHL\::\u, lla Hillll/l'U (Como), sottot(' tt(·nte rnedi(·c, do.:IJIOOfanteri:-~, t Alripiano rl1·lla 1\fa.l'<·<•sina, lfj lul!·lio l!Hfi. ~l (l t. u: P .un. o, cl a Boi;:Ha n ·t l (G t• no v n). t<' JWn t•• ntt•d Ì<'O. i' Mo n t<•llo, l(i n ove m bre 1!117. \I o:-.~ llF.LU Cc:~A H 1~ . da (l l'<l\'Niona. (Co IHO ), t'<'11l'll t(' 11\Cd ic·o rid 67° fanteria, t ~Iulini di c.;ahrie, 'J'oln1ino, l'i gin:mo l91fi. )f,,~T .\;-;o KAVJWTO . da, La•dlo (P otenxa), tenc·ntt• m<'dic·o della C. 1-t. I. in s<'rvizio a l f.l<> fan!Pria, i' Hos<··O Lautia, 1:3 lllarzo 191U. _:;;AR D.uu Do~n::-nco: da Vittorio Yf'nPtO, t.f'rwnto nwdieo dPila C. R. J. R7° fanteria , t f'onta di P l11zzo. :! l ol'to h r<' 1917. :\.\RUt.LT.I PA:'\ '1'.\ I,g(JXJ·; , da Martina Fr:.tnc·a (Lec·ce), tenl'nte medico nel lli0 f:1nft>ria, t LeYiaua S<>hau (Albania). 7 ht~lio 1918. '\'n~ n r:-;o :xr :\L\ HC'O A nmuo. da ncr~muo , tl'IIPII I<' mNlieo del ha t.t.aglione nlpini •r l>t'OJWro... t Rt('!Yio, 1!) giugno t91 ~ . :\lEZ.ZAOfU GJt ":-mPPr::,
ORT, .\ì'\Dl Xnw. cla ,~,.roll <l.
lti maggio 1915.
1\•rwnt.• 11wdiC'o ch'l ti'\O fantl'ria.
"t 1'arhtllt<l.
.
P AL.\;-;DR.I GrovAN:'\T. da S. l'aoi(J del Brm:ih·, ,;oltotE'IIt'llh' tnt•cli('(l \lP] l.ì!J€' fanteria, t Qnota H-1 , 11 ottohH• l91U. PA-:"fDOLFI GgN:'\AH.O, rla Pozwoli (Xapoli). l"<•nt-nll• rucdit; o d1·l fl 1° fantt•ria. t Monte f'oston . 1:1 nw.g-gio 19l(i. PANStNr L"urur, da. Xapoli. <·apitano toH•dit·o dl'l!a R. n t;tt'itw. i' .-\ll"ondnmento d e l!!'\ 11 l .Ponm·clo eia VitH·i ·•, :! a ,g osto 191 Il. P.UtASCANDOLO Lurur. da. \'iN) Eqnt·llH' (:\apoli). nwdic·o di. bordo. t Silm·<tltt<mto virosrafo ,, Catania ", 17 marw 'i. l).\:5\!llALr.; A.\IBDEO. da Catanz;u·o. sottotPnl'llt\' uwrli,·o ddl"~90 f:lutl'l·i:t. t Quota. ~08. 10 ottuhre 19Hi. · P .\ f1:sAREu. r GIU~J·;PPE, fhl MnH·ra fPotrnz;l). H·nt•nt r 1\H'tlìrn di'l 11 ° fanteria, t Host:o f'aplJuctio, 19 ottohrP 1915. PA'.l'JNt RonBtt1'0: rla ('assiJ10 (Caserta). a :-~pi t'<lllh' tn<'dieo <h·l .)~•' fatdl'ri;i .
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t Munte Grappa: B fehhra io 191R.
PE:->'l'A R R:-:.\TU. da (\ts'-inO (('a~-;etta.), <:apitauo lltt·dit·o ll<·lr~:.!•J fantPri:t, t Monlt• Grrt.JIP:l : tuorttl a ll';llnhnlan~a t·hinll·g-ic·:t 11. 3 il 17 nuH'tll brP 19 1 ~. PEitNit:OT'n GJUUO, <la Mel<' ((}Hnova l, a:-~pin.tnlt• lllt'dic·o dt·l :101i11 fat tlt-•ria. ~- Man·o di Gorizin, 1 ~ ag-ostu 1917. PElWZZl TNwr, da. Macc·rata, te m• n t<• mt•diro fi<'l ~;)OQ fa Ili l'l'i a. Ht•rmada, ·l ~-;<'lt<>m hre l!H 7. PElWSJN[ GAE'l'A'NO, òa l'dittt·, t;lpitnno lttPdi1·0 :-'ì(•;r.inne di sanità. (.'or·
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ùir.<•ntln·t· 191?>. PEKCI·: M.\~FHIWO . da I~Otil;i, t<'lh·tlt'l• lì\t>cli<-u i ll'l :nn;lt't h.dir t•hi d;i (·;illlpn.!.!'lla, mous.
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P ~'I' H GLLA
da \'o<•t>lll'tO (C'ast•t•ta l, sottoll•twnl\· lllt'dÌI'II dd loa.Jpini, hnttng-lilHI(' Yal T:uwro,t~Jont,• LllZZH Or ti~ara. lln_!;(lin1917. Pt-:1'RUCCT GÌOV.\:>iKT. rla ('apo,;ell' (.\.\·l'lliuo ). l'Hpilano lllt'dil·o clPl l'li.., fanGH>VA:-INI,
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SIR.\I'I.i:SA Gt :m.n::L,\10, da Casfror(>al(' (~h·s:-;ina) . <:apitnno lllNli(~O ùt·ll' ospeùah,, tto da ca.mpo 0-1 : t Altipi;IUO (h' li a Bain :::i:~.za., 21 set.tembre 1917. ~OHttENTtNO B )fA1'\TIET.E, dr~ .Xapoli . tl'tWntP ml'dieo dcli'R2o fa n tt>ria, t 'l'arhuna. 18 ~iugno l!Jli). SPA'IO ('f:C'C'HJNo, fla PloaghE' (~a:-<sal'i). sott·otc•Jwnt<• llt<'di(·o dd li!l0 iHntel'iu, t H N'111<H1a , -1 s<'tt('tll hrP J 917 . STR•JMEI VnTomo, da '1'0('<'0 cla C'asanria (f'hieti), sottotenen t <' w~di<'o ùel :!16" fantPrin. t J.'aiti. J7 :-<<•ttPJnbre 1917. T .\C'C'm~I T t ' LLJO. €la .\tH·onn, eapit;HlO medico del 97° faut (>ri<l, t Gorizia, 18 agosto 1 911i . T .\:11 BORELU Grn-q·:J'I'E, .\l vigna no (C'asNta ), ea.pita nn m Nlico d(>lla R. marina, t VPJH'r.ia , inrid(•ntc <1Yial o rio . :~ maggio 1917. TI B.\ LlH Vl't"POR.J o. fl::l 1fil:lltO. tPnl>nt.n nwclic·11 cl~>li l'l C'. R. T., t Hilm·~ nwnt.o clc•J " :Ytina:s "· Vi ft•hlmlio l 917. T oH f ht·sJ;;PPE. rln .A::;ola (;\lantuva.). tP.JH'lltll mNli<'o dPI :no ;utig-liC:>ria da montagn<1, t Oni~o di I.)htve, 19 uu,·embrt' 1917. TH.\ Bl'C'C'O Sa. VJ<:~'rtw. cl a Carinola (Ca:o;t•rt a), tc•nentc nwrlic·o dd :{n rPggimento ber>i<lgliNi. t f'ol di T ,an~1, :? agosto t9J.?). Tt'FAHELU BELl~.'IIHO . da Xo('ar!l (Coscn:~.a ) a~pirante medic·o del 20<1 " bc.>rsag-1 ieJ·i, t ('ar:~.anu, 19 l-:(·ttem brp 1917. . CRrCCH JO GTJ'SEPPE da Tricnri(·l) (Potf'n:~.a), tenem(' m<'dil·O d(' l (i~O fanteri;l, t Qnotn 10:>0, S~lltmiiT O , l f) sett<'mbrt• 19J l{, , •. \XN1-:r.r.r 'RNRH.'u, fla Yillnfmn!'a Luni~iann (Ma;:~;l ( 'anara), ca.pitano mediro dd :3:>ii0 f;tnt'I:'I'Ìll . t Ii <'rtnacla, 8 ottohre 1917. Y.utv \lW l 'o HR.\Do. fl:t Pnl<' l'lltù. tPJtc•ntr nwdieo dl>l :!19° fant<•ria , t Piave, ::< lu g-li u 191~. VrxA('l'L\ F EOEHIL'O, da SapCili . h'JH'll1t• ti! Nlil·O Ilei 590 fantt>rùt, t Col. )JO!-\Citin, lf) 1-{Ìllg'llO 191ft VJS)I.\ltA ( ~.\HLO. fi n 11ilano. ;.;ot tntt• twnt<' 111('(li1·o <lt-11511' f<tntt>ria, t .Monte Coston. l<' .-Ntc•mht·c· 1911). Yr\'I.\NI LL'IlH. da R.oma, nttJitano 11H·dieo d<·lla C'. H. T. iu servizio al :!02° u;;;_peda.lo d;.t (•<1lllp•>. t Bo111hardamentu ;Wn:o fii C;lst('U'l'llll<'O Von<>to, :.! gC'llfl<lÌO 1918 . Z.\s !'!I l'i l (' u ;:)IF.;-I 'I'F., da Fire n:~.,,_ nwdi('o di honlo. t Si htl'H mento p i rosea fo " V l'l'una "· 11 nHtl-{gio 1918. ZEH13 Jl'l[ A'R.'I'l'L<-0, d<t ~lilano, l'<tpita no Ht~(li ('O tl(•J :!10 fanteri<l, t Co:-ir lt , u; a,gosto 191u. ZEttl3J l'il ARTL ' JW , d<l Ll•nclinara, :<ot tot<'nenh' ntPdic·o del 1 41° fant('ria, t JJc>rmndu, ·1 >Wl t c•mbr1• liH 7. Z1~ro AHCI:Il'I'A, da Taranto, sottuten('nll' IIH'dil'o 1h•l 141° fanter ia, t MuntE' C:appnccio, J 9 ottobre l 91 5. ZTPPJ~r GtOV.\XNr, da. ~anguinetto (VProtul), :Sottotenonte medieo d el 55° _ fant<•ria, t Siluramento « P. l~ m b(>rto u, 8 giugno 1916. ;o>,.:PB.u n: GlOVAl'\Nl, d a Firenze, ;.;ottote1wntt: nwdico d(> l l 0 grauati('I·i, t :4('10 del ( 'ar:>o: 7 settetnln·e 191 i.
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Gli studenti in medicina e chirurgia laureati <<
ad honorem >> caduti in co1nbattitnento . . • . . . .
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•\HH O~J)A~Z.\ :-;A\'1-:HJO. da ( 't•St>lla. s(l11olt•flt>llll'
1li fallll'l'ia, t (;ur i zia. Hi ag-osto HllH . • \B.\1'E GlO\' A~NT , da ('rpsc·l'nf i no 1'\ovara ). >iOtlntt·twnlt• Ili f;•nft·ri;t. t :!~ lll<HZO 1917. AOINOLFJ ALBI!:InO , d'l Salc•nto. :-:ottotl' nt•LlH' di fr~utt-ri<l. .!. C'ar:-:o. Vi th)vembrc 1917. AI4B ER1'l L1 ' I(il, <la C: attalic:.o (H. Entilia). sottott•nf'nlt• dt•i ÙNsa).ditri. t M. t;r:-:it, 20 a ~o,to lf)liJ. ALÌ GIOVAJ\NL, da ~\(1\•I'I)Ò (( 'al a nin ). snttoll·nt•nlt• di htnlt•i·ia. l 'ar:<o, 7 g iug-no 19lli . ..-btOROSO A;-;1'\r~n:-:o . da Litllos;tnn (('<U11poh;l:<so ). sol to!t•nPnh• d<'i ht>rS<tJrliPri. t M. ~t'bio , 7 lug-lio 191H. . \l'iUF.J.IN[ MAltt(), da r is1oia, sol {()t('lll'lll(' dt•i hl'rsa:.!'Ji(•ri, ·j· :'l'l. .\ sololl('. l S tlit·entlJJ·(\ 1917. A:X::iJ·;T.:O.I ETTr Rn. VJO , da (~ltislarPng-o, I ••Jl!'tl\(' dPi bonthnrtlieri, j· :-;;~ IPt lo di Pia ve, 1:1 giug-no 191K : \:'\TO;'III Nl L I!WJ. d;t Totli, ~.,t.totflJH'IIl(• di rantl'ria, + (·:ori %i<t. ]Il l nagl!:iO l !ll'i. APPIANI S IT,YIU, da Yi<·t•nw, sot1oft>ll1'111t· di fanteria. i' :\1. ( 'appu!•f·io, <!l o·ttohrc l!)lil. At{A ELI (-H~Nru , da Vt.n·t·t•lli 1 sottot<•nt•ntt· ch•i h.-t·~aglil'ri. t :\lunral<·onc, Hi mag-gio J 91 ti. AHI){ ' JNO A;-;TONlO, da :\lonc·ali.•ri. sottoh•JwniC· di f;~Hh·ria. '· Hudt Log. 1o novemhn· Hllfi . .AIWEl'<'L'IEHO f' ATA!.DO. da Ceg-li<' :\l !':<:<apic·o. :.:ot~of~>IH'I l lt• ù i fnlltt·ria, t l'i avr. 15 giugno HH8. H .\="Cl-R l ' ONAMI C I :-;i]\·io, da f'm·migm111o (FiJ'Pn:t.e). a:.:pirant(' nftkiale degli a lpini, t;. Lnt·ia rli 'l'olmino, ~ -~ ottobr(' HH5. HMtBA PA~<ltTAl.E. ùa Atri {'l't•ramo), :.:o11oft•n(•nt,• ù 'HI'ig:iPJ'ia., ··· :\Ionte Mayo, 17 110\'t'llthn• 1917. n .- \HRJERJ TAf'OPO, da Bllti (Pi:-;a ), lt' IH'lllt' di fant.!' ri a . t ()Ilota llll ntH<"Ola ta, 1 :~ ottobre 191 i.
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Vi<·Pnxa 1 sotlotPm·uh· dP;..di :tlpi11i, t Ortig-at·a .
da l ' it·:ila ({'atanr.am), lf'l H'lliP lli falllt>ria., t !1-lont-e Val Hc•lla. :J-! giu_gno l !JlK Tt·:s:-;AHI Lr·Jc:r. d.a ~JuntC'fort·,, (\ 'C'rona ), ,;oitotPitl'll l <' rlt•i m itJ·aglicn·i. Rotnan~iol , ~~() ottobr<• l!ll~. 'l'liOtWS .\XO UJOV"\XXI, <hl ( 'uu,·o, ,;ottùll'nt•nl (' ùi fankr.ia. t ('a,;tu,gnevi:t.Z<l, 2:~ ITI<II!I!iO Ulll. 'l'uL0.\11-:J ~f.\luo , d:t Cuan·ino (Ho111:t), sotlott•tH.'lllC' di fanteria, t Osh~vi~t, :2:> nnv<'mhn• l VI :i . 'l'osJ ~l l· \lllEWI' O, da Hovi~.rn, >'\Il lt>l'eiH.mft' di fantl·ria, t Ve.<;t.oiha, :! 7 IHa_g/,!iO Hl Ll. T .\I .L.\I!ll'O ( ; JT~JWPt·: ,
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TOHCHI 0'f'I'AVJO, dìt Bologna., :-:ottot ,'nelll<' di fnntt>ria. t 2!1 nm1·:w 191~. V ARESE GAmtrt:r.E, d~t Pa lernw. :-:ottot.PIH'ute di fa.ntf'ria.
:ori· il!IJ, Ili!·
.nìu. 111111'.
t Pa~ubiu ,
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l medici morti per malattia contagiosa . Bu-i.
morbo absumptl a bello recentes
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. . . . . '-' lu pietà t:operto dfl Ullrt m(lylia
rl'ra:c iaio, la maglitt d!'flr1 Sf'ienza, che qna si ·r it•ela e .~i -'<·opr l' jro i m.edi<"i rli guerra . .. ..
l ~t·ll· 1. 1~ior.
BA!tHANO
c. . HLO, !la. Tol'ino, tenent<l lllt'lli<·o ( '. H. I., t :!:~ marzo HJl l .
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l l \Il!•
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è:clpitnno
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N .\~CDtlll·:l'lt·: )1.\HIO, <lu 'l'orino t·apitano nwdit·o.
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A!:J·:LM'iiO I'I ETHO. Ila lktl!:llltO. <·anilano Hll·dit·o. t '!.7 novt•llohl'<• 1 9li. :\1..\(::'\ .\
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{:-;i ra(·Hsa ), mng-giore
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6 - G-iornale di medicina militare. -
Fa1c. I.
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Bot' I·'J.'!Ett AOOJ.L"(J, da ~Jilano, ntag-~.don· m<'d. ('.H. l., li nJ:q!g iu 1!))!). R07.7.t ERNE~'l'O. da l;a<Thiart"lla (~lilano ), t<>lll'llt<• eolonnrllo IIJNiiro. •li<'l'lll bre
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1917.
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CAn.oNELLT MA'l'TIA, (hl, 'fravf'sio (lldiu<>), aiutante nwdico. t 1° ottohre 1918. f'ARLJ!'\E PIETRO, da, AlE-ssandriA delln 1~occa (Girgenti), sottote1wnte menJedieo, t 3 aprile 1917. f.' ARLONI FRANCRsco, da Radda {l'3iena), tent>11te medi<-o, t ~O aprì! e 191 i. ( ' ARL'SO ANGELO, da nema lda (Potemm), capitano mNlic·o, t 10 novenlbre 1917. C'Mn' ALDI FRANCF.~co, da Forio (~a poi i). tf>n<:>ntc uwdi(·o, t 15 wa ~
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~!EDICT
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CLAVENZANl ~\LFREDO, da Como, c:a.pitano medic o, 1o dicembre 19H). ( 'O~C.\ RAFFAELE, ila Gaeta, capitano wedico, 5 ottobre HH6. ('o~DOH.F.LLI ANTO:'IJ NO, da :\lh.;terbianco (Catania), tenente nwdico,
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t
cta. Padova, c:rpitano nH>dico, t U febbraio 19.16. ( 'ON'l'I-PIZZARBU.r P .\oLo, da Ca tania., t,enente 111eclko S. A. P., t 4 settembr(} .l!H5. CuRf!E.'J''I'.\ GIA CO ~ro, da ~ovara, tenente wedit~O, t l4 f.;ettembre 191R. rours A~~ os, da. Verona, sol toten<•nte medico, t :w luglio 19Hi. ( 'o~su Ru•'J-' .\EJ, I~, da Algh ero (~<~ssari), &ottotenente medico, 3 febbra.io 1917. ('mn'ANT!NJ HE~ATO, da l::ì. Donato di · Lecci:', tenente medi<:o, t ~{ ottobre 1918. <'o·J• J'A-MoRANDINI GLOVANNI, da Vigevano (Pa.via.), eapita,no medito C. R.. I, t lti dicembre l!H7. t'n.~:~rO:-<A A:<l'l'ONro, da. J,angoseo J,onwllina. (Pavia), (•.apitano medico, t ~9 ma~-tgio l 917. ('RICCHJO Cirl.'::;EPPE, da Palermo, <:apitano mediico, t 21:i g-t'nna.io 191R. CeciNUTTA .\LPrn:oo, da Porto 'l'orre::;, mal{giore medièo S. A. P., t 23 set· tembre 1917. D'Ac;os·rrNt) F&ANCJ.:sco, da Nl~poli, sottotenente mcdieo, t 5 ot.lo· hr<> 191R. D' AJ F:J.LO RAFFAJ-;LE, da Ca."ert.a, colonnello medico, t 3 a prilc 1918. l) AL COR:-10 J ACOPO, da. Treviso, (:apit ano mNiko, t ~7 marzo 191 7. D' A~ r wo CAHLO, da Quadri (f'bieti), nsphantt• medi<:o, 6 oett(>mbre 1917. D '.ANNA A l i OL'fHO, da Perugia, (·.apitano medico, t 3 ottobre 1915. DA P I AN CJ•:S.\ltE, da Allt•ghe (Belluno), aspirante medico, t 7 ottohl'e 1917. DE AN<.:ELfS EDOMWO, da :5. Antimo (Napoli), tenent,e medico, t 16 agosto HH8. DE CAPitARJS C'RE:>CENZIO, da Altripalda. (l\\'ellino), tenente medico, t 17 l'ettPJIIbrP 1917. l)J.; CESARE ZACCARJA, da ('hicti. colounello nwdi<-o, t 6 ~l'ttembre 1917. DE CoN CILI!S Uoo, da .:Sapoli, tenente nwdico ~ t :j novt•mbrt> 191~. DE DoNNIS CE~tnro , da Pm<c·oeol'St~nzo (Aquiht), maggiore JlH.>diC'o, t l 9 marzo 1!:117. DE GIOVANNI EGvENIO, da Benevento, tenente 111edico, t 7 a.prile 1917. ( 'O:XlW:L;\IER PlE'I'H.O,
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Angelo Vannini, soldato portaferiti di Casole d'Elsa, decorato di medaglia d'oro al valor militare. • .... . c-n/ .frtt!filTP yitt11 ye /llf/r, /'ruf.~/r· ro "8f)('IIO d ell'' lollu urti<'"''' : "o/lo il j uot·o i f101'1rt .fe1·it i rnOII'I il rud11/u con {p memhm .,tillanti 8"/l.ff'U' r. yli ocr/ti 'IC·
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Dù·r ttiJre re.~po1W1bile : A'!I.TO'RO U.\SARINl, k ncnto colonn ello m l'dico.
(:woq) ·Roma, JI)!-J -25 - Stabilime nto Polig rafico p~·r l'amministraz ione dello St:tto.
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militare nell'antica Roma. -
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S. ~ALIN".\KI. le lesioni traumatiche dei centri nervosi. )Jemoria rH torni n d'" l premio H ibori. - Roma, 1000 - IJn ,-ol. di pag. :l2fl . .
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7-
M. Ctl>iANt. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sa·
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n i tarlo in campagna - l !l J.L . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
;\1. Cm•:~-N[. E sposizione sommaria dell'ordin amento e funtionamento del s~rvizio sanitario in campagna wesso I'Esercao Italiano - 1!l,.H. . . . . . . . .
'"''·rli•h' i ~ti! i -•lf•l•nn~t•'· "· >t.·• '!'"" media.<:tiuic·o) · Houtu. l!lO\l. - l'u ,·nl. ùi 1'·•'-'· Ili. . . . .
5 -
l'. htnnrA OO. Sull'azione degli attuali fuci li da guerra e specialmente del fuci le Italiano dì piccolo calibro, in confr.onto con (!uello di medio calihro. (i)tudi speritnf·nl!~li eon 1:; tavo!<} di io1o!!JHIÌ<' o uulio )!!l'>l.lÌ<• t'IJ•I'rl· ,.,dol te Ì11 f\llo tipia ). - l101na Jllo:;. . . . . . . • . . . . . . .
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l >~<: C1~>! Al~li:. Studio delle mediastinit i
l'. hwn.L\t:n. Le operat.ioni più frequenti n ella dt!rurgi<t Ili guerra, L'Illi l l:.' lìgun• - Firm'"' ' • l ~\Il' . . . . • . . . . . . . .
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J{isultati 01 tenuti dallo ~poglio dei fogli sanitar i delle classi 1859-1863; dnu \'O)Illlll in-~0 <·on allnnto; \ 'ol. l (duti a11trr,. poloqic.i 1'-d et w;7ogi<'i) <·<>Il aii<Hlto• d··lta gP•n!.~'tlfin. antmpolr>,!Ì<·>L d·~l -
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F. l\''~"' ,., .. t• C. :'t··• "'"·' · Compentlio di chirurgia di guerra compilato ~ulla storia medico-ch irurgica dèlla guerra di secession~ d'America. Rwfla, l~!l:),
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L . lh :J;.l';.\tWO e l:. l) tu·:U.t. Lo sgombe ro degli ammalati c leriti in guerra. \l(' tiiQJ'Ìil Jll'('lllÌI ~( t\ al 1'0111'1>1'~0 Hiht•t· i. 1!11~ - l ~,, l t;h tll l" di rag. :!i'ti <'011 :.!7 fi!!IJI'I I P lH\"Q(è :.;r:t fi,.flt' • J:o)ll Ul, J!JO.) . . . . La fatica nella vita ruilitare. M•••uori·~ 1'"''"Ì•\Ia ai •:ou•·ot·.. o Rihm:i. 1905. l 7n \ oiwnP d i pa~. 3:10 •·on tiil li!.',tlrr•. · H()lna. 1!\Pl-)
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Giornale di medicina militare CON DJZlONJ Dl ABBONAMENTO. r. Il ti/1117tj!,· ,!/ medicina miliinre ~i pnhblic~ il J)r imo ::ion1o ù\ ciaseun me('e, iu f;.,•·i,·nli •li tre in:.:h ùi ~tnmpa almeno. l. L 'abbou'\mcut<J C, anuuo c decorri! dal 1o gellnHÌ•) _;. J l prezzo dcll':tblJonamento è<· l'cr J'Il alia e Cf\lnn i e> • • . L . 2-1-. l'er l'Es:~·ro . . . . . . ;Jt;. 1 iu !tal! ., 4~ • Uu fasckolo ('elJ:lt ato ,-,,~t.< 1all'E~ l et o ~ ,1)11 ] l !'llpJ•kliH.'IIlO COIIÌCIH lllC i U11<J/i l in l t alia , 16.
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6. l ,;~n .. ri abbo>tt:t ti !nilitati in flleuività dt ~crvt~i•> p:tf! IH·t:mno l'intportu del· l'ahbon.-.mento per noe:<>o dci ri"pettivi comaudi di c ..rpo c <1i r i.'7.Ìoni . ;. l'f'r i ~uli ut!iciali ntedoci t<kll'l~s~rcito e d• Il:~ \1-.. ina ), in qualtmqwe pos izione s.i Uo•\o'ÌUO , è :unmeS;'<) tlll A1Ul0N.'\ ~1 EN1'0 CUMll L i\'fJVO nl Glnmalc ài '" edfcltta militare ed ;~gli .4muli di me<ti,·iu•• IIIH'•'''" <' c<:>/·Hti.J!l.' al pre>~o di L. 27 annue. Pe r o ttener e tale tacilita>.ione cumulath-a ;;li ahhcHati m ilita,-i >1 ·.1\'taun•t far pen·en ire l'int e ro importo :111':\nutun:~lJ:LtiOll\' 11~1 J1Uitn1i\~o (1:rl tJlf,Jl1io {"orp<). S. A i lihrai ~i fa lo :<~<Hl t<~ •lc.:l '" l c.-r <'nllo . 111 :1 ~oh auto pe t t: li abbonamenti de lleJ·I:t-oU<' t ù<':~li enti 11on •ni!i•.Hi. dtt· non l''"~'Hhl fnr: re d<'lla facilit~1.inne di cui ai nnn1 eri ~~ 6 ~ 7·
NOHME PE R Lr~ l->U~BLICAZIONI. I lcovori ori;!innli, le not<'. le ri,·:ste - d~llilo.;r:~hu o ~cr itti a mtlllo éle\•On() <tt:<!np:\tc un Folo lato ,1cl fog l io t:d C!<•cre ;latlrat:un~?nlc rivcd'.lti dagli amori. Si fa 1.
speciale O:ICCOillau lnziunt' che quelli s•·ritti a :nan•1 ;,i,UlO l)en leggibili, p<:r modo eli t•·itnre •·l-!ni dnbhi•1 di imeqnct:.>inn,·. ln c:tsn coutr:uio, ln Jlire?.ione ~<i \'edrehbe ce>· <lrE'ltn a Hhl><'U<krue la pubblica7:on~. :!. S ah·o ca5i c-<.'C~"-ionnli•:;imi. la c•,rre, ione delle ho>Z>-<' sarà fatta <l:~lln r(!da:tioue, '111zich€- •l:t,:di .mt11ri , ;><'r nun vinc<>l.lre il ln ,•n:n tipo~rnfko n~!i inPvit:lhili ritnrdi pt>;;tali . .>· Le '>P~Sc pe r gli cstr.1\li e quelle per le t:wole ~itu;!r:tfi<'llc , fnlo)!tnfi<"he . ecc., che accr,nlpagua~st ro le Jn r:nt OJ i€', sono a C"aricn degli au1ori 1. Cli <'Si rnlti •ou~'> di •hH' tipi: 'l'ipo .4. Scn"a cnpcrt:u n c coll a i111 pagi u atu.ra e nuulera1.ion c ùcl fa!.cicol(). - 'J'ipo 1!. Cnn cnpcrlin n <tnOip:ll:'l, fronte-<pi?.io, iHip:lgÌn:l tllra e nume razione speciale. '· Il p :<'I.?.O •l<•gl i e~t r::uti. rer J;:l i :.ntori <l ell~ """""''~ che li r idlit~lrllln. è rt>go latc> rl~lh se~u<'nte r~rin'n:
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N.B.
Prezzo del presente fascicolo per i non abbonati : L. l 0 . c;J.I!>t>) - Rom o., 1024 - ~=· - l'tal•l l'rn~nt.o P olt11:7"tl1 on 11~r l'A mmlno~t.rnzlone (!pllu >'t n t o·
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Pubblicazione mensile
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLIC AT O D A L MI N IST E RO D E LLA GUERRA
SOMMARIO Blla ncion i. <:o~lp<• di •·nllH'<· ,. "~ i"t"'"i tu u·i<: ulttl'i . . . . . . . . . . . ' '' '!/· ~·:>, Venturelli e Sa lvini. -- Ln N\n~n·H>~ ~fl~r< oaa n oll'uh.ir' "' g u .. n u ••urn 1,,.u . " !!8 Consoli e Pivetti. - Sull A JW I'!!i~te nzn tl<'llu r<'azion<' d t> lli• tnrn!llpt'<'l'ipii in<' no•gli m·gani pc!' t·<>" i umani •·t>II·I'I'\'A.i i . . . . . . . . . . . . . . . l Hi
RIVIHA SINTETICA : Virgilio. -
J.,. iuolicl\zioni di tog u o,.: l iclw iratte dalln o·c•Jtl'n l.,gill ..J iui1· 1t.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIA NA E STRANI ERA. CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITA RE NOTIZIE . . . . · • NECROLOGIO . . . · PARTE UFFICIALE .
ROMA -
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Direzione ed amministrazione Palazzo del Mi nistero della Guerra - Via XX Sette mbre
ROMA -_, .- ---- - -- - - - - -- Per /t ìnser;;ionì dì pubblici/a rivolgersi DIREì1'AME N'TE all'Amministrazione del Giornale d i medi( 1/IO
militare· Palauo del Ministero della Ouerra - Via X.'< Settembre • Roma .
l'e r le n u ove
nor m e ci rca le ou bb lica7.ioni
de i la\'ori \'Cdi co p e r ti na (4a p n~rl n a).
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di m edicina militare ROMA -
Vca XX Settembre - Palazzo del Minis tero della Guerra -
ROM A
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare Storia retrospett iva dc:l'igieue ueli 'Es~rci t o italiano . . L. 7 Ricerche biologiche d<~li Unici psico-!isiologlci di a\'iazlone militare. t'n "qfllllll' dc Jlll!.!. :?:Ili l'PII -Hi li:O:II I'I: l' :1 I .C\'11 1< • . . " J.') Il i - 1·:. !'-;,,:->1'<•~<• '· • Ferite addocuinali di gue11·a l 'c·dM.i•HII dd pr·•fe,.,. :-111'()~.(: 1.\'>'I :Tf _\-.1(>. ('n \ ' <'111111(' di fJII:.!. -JPII c'Oli:;~ figun·. 30 l\' - .\. lx-.nc. -\. Ht"-. !'< "· gas di guerra . . Impiego cd effetti Provvedimenti e cura . l 'u , -.,11111>1' di p:t!.!. 1111 •·••cl In tan>l<' l - 1•'. Tc,.,Tt.
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.. 12 \ ' - .\. 1.1 -.-r11:. Brevi c~nnc ~ torici wlla evoluzlvn r del latllasch~ra cont ro i gas durante la gu~rra mosuliale ( 1915·9 18). · l 'c·•• :! l 11)!111'1' . • \ l - F. f.''' es'· Tralla!t!rlllo e sgombero dei fratturati degli a rti in guerra. l'l'c-l«zwc"' dc·l prni. H. D'"' --' \'c·:SIIl\ .\ . . . . . \ ' Il S. :-; , \l.!'\ ,\1{1. lnseguamenti deli'uiticna gue~ra ~ ui trattamen!o delle ferite osteo-articolati iu l" e 2'' tempo. l'r•·f,,'liottt· di'l prof<'s· '<\cl'l• H . . \r.~;'-'S .I"\I>t:J. l 't• , -,,llltuc· d i 1'••1!- I!Hc . . . . . . \ r Il .\. ( ·_,;;_\Ht:>l. La medicina militart nell'antica Roma. ('ùn :; fi,l!. IX - La celebrazioue dei medici caduti in e;ucrra l '• • Ynl. di i'"i-!· !!2 1·011 Hi lh:cu·•·- . . . . . . . . . . . . . . . . · · · · . . . . . X - X. l :otlf"\c·, , La profilassi d rh: ma1a1tic infet ti ve do111iuanti nelle nostre co!onie alrkaue. , ." ,-pl 11111•· di l'"!!· ~ f . . . . . . .
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Altre pubblicazioni. La lotta autitub<:rcolan· nell'esercito. - L'n ,-.,J"""" di 1'<1<:!· !Ili ,.,,.\ fì t n1·o lp Per leonardo da Vinci uel IV Centenario dalla sua morte. - t 'n ,.,,ln11te .li p11g. JHr <·on :r; fi_g11•·<·. . . . . . . . . .. . . . • . . . . • Per Giovanni Maria l ancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - G ll volume di puJ.!. l Oli c·urt 2S fi !!tll'' . . . . . . . . . . . . . . . . .. 111 Conferenza interalleata per l' assisteuza agli invalidi dì gurrra. ( l :"nta, 1919) - R ... Jazion i uff"Lcial i o o ·•>mntti•·r~/.Ì (Jit i. - Un , ·ofnllit: di pag. !Jl) .. IV Conféreuza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bc·ul'e lles. 192(1). - Ht•lazioni 11fl it·iu li. - ( Tn \'OhJtn.e di pug . 44 . . . 1 Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ( Brt~x,• llc'S 1921 ). .Rdn:r.ioni ufficia li d•·l ('<>I'JIO !;unii urio tnilitu•·c iLnlitllt<> . . • . . . . 11 Congresso internazloname di medicina e fannacìa militare ( Homn- 192:1). Atti. del Co~tyresso - \ 'ol. l . - l{.l·lnzconi uftil· inli - - t · n \ 'Oiunw di pug. 4 lù con t-ru tu\'I .Je . . . . . . . . .. . . . ... . .. . Il Congresso internazionale· di medicina e farmacia militare ( l{ìHnu, 192:1). _.w: del Co11gresso. - \'ol. li. - La\·ori d e l Con~tru,:;;o t· <;~>cnuni cazioni. Un \'VItune di pag. fiflll C'OH 33 tm·olc· c L!ì. incisioni . . . . . . . Studi e ricerche sulla tuberrcolosi negli ospedali .oilitarì. - tfn ,·ol. di pag. 48
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MEMORIE ORIGINALI
COLPO nI CALORE R SlNrl'OMl AURICO LARI per il p1·of. Guglielmo Bilancloni, direttore d<'l la Cl iniC'a oto•·iw•-laringoi:atric·n d<•ll n 'R Uuivot-,;ità cl i Pistt.
La. :sintolllatolog in d(·l colpo di ca lore prC'Sf'nta un JlOiimor.fìsmo spicea.to. A voltC' In. dilJel'Pnr.a delle manifrstazioni nd diVC'rsi C;lsi è tale, t: h e se m bra impossibile potc•rli i d<> n t itirar<> in una. medesima forma morbo::m,. L'estt•~:;a casistica e le m1m erose denominar.joni atlottatl' ci dà1100 la c•ouferma di una notcYole Yariabilità, b quale orig ina dalla prepouder:mz;t dei sintomi a cn rieo d .i nn dato organo e di una data funr.ione, talora così :->OYer <: hiante da nias<'ltt>nli'e o quasi l<• Ul:Ulifest-azioni morbose degli al t ri organi, imprimendo a.lla :-;inùl'ouw una parti colare tisionomia, con le pn r venze d i \IU~ eotit~t JllOrh osa bt>n delìnit<L. D a. qul'sto S}WCiale comportanwuto ddla malatti;t sor;.;c il bisogno <li Tl Ull)I'J'OSC èla!>R i fi C'< t r. i O li i. Già g li antiebi avevano notato al<:uni fatti in propo.~ito . Lorenzo :Belli n i nel Dr· morbis capit i~; t r n Uando delle varie sp ecie di ver tig-ini, at:ccnna a quella ob sole 1·chnnenti : 11 D etincaLur ig it ur homo, et praecipue capite in sol(' vehemr ntiori, igne, hypof'lJausto, lo<:o angu~>to, et hominibw; refC'rtis:<illl o, et si quae Runt. alia huius mondi, a q11ibus cal01·i:s vis ingPns ; rarcsceL ig'itur maxime sangtus, et velut c!Iervcscet, tmd e amplitudo a.rterin,rntll a li/.!C\bitur C\1 111 impetu cxtror:>um, et loco movebitur oeulns, a<· nervi, ndt'\lqlw vert igin es s uce<'clcu t cmn rcliqui!'> omuibus, q uac v-erl igincm r. o m itan tu r .... 11 Haglh·i a n ch e sct·iveva : <• In q11esti pro~si mi due a.nni 1694 e 1695, non ~o l o in H.oma, m a p N qu;tsi tu l·l a Italir~ morirouo non pochi uomini di n poplcs:<ia, C'd rrano così frequent i i casi ili q ueAto m or ho, <'·h e ad ogni molllento i viYeul i provavano l'onore dell'istante morte. La CfLtlsa di questa apop](•,.;si:t epidt•HtiC'a .-;i potrebbe n1eritamen t.o ricercare fl(•lln insolit a t<•n• peratura dell'nere di {Jtl t'lli ann i.
L 'e&t;lte del lfi\);1 era cosi ur<•nte per lo sqnallore e la siccità che t ut.tc le co~e sembravuno venir meno. Ma al cominchnc dell'a.nno 1694 si ft>cero sent.ire intcusis:::im i i freddi . .. . L 'cl';tat,e che ne snguì fu molto p.iù a rdeh te dcll'ant<'f:<'uPntl' e lH~r cin que m c,.;i continui non appa rve alcuna ]lioggia ... >l (07J<TC CO lnpl el l' mnliro-pratiche N l anatomichr. Firenze, ( 'oen , 1841, p. 762) . <c
Ed è i.Jnporta ntl' nntarc come già i vC'Cdti autori nost1·i ave,.;sero o;:ser vato il predomin io d<·i ff'llOlliNl i Cf'J'ehrali e scn:;;oriali JWihl comJili'>'>'<L sindrome ùa. ca lore.
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COLJ'O DI CA~LORE E SI.KT0;\11 AURICOLARI
*** Il caso che desidero illustrare sobriamente merita di ferma.re la nostra attenzione, perch~ il culminare delle sofl'ercnzc amicola.ri, aveva indotto alcuni colleghi, preoccupat.i di una meningitc d 'origine otitìc.a, a proporre 1m interveuto grave e d 'urgenza, il quale a.vrebbe di certo fallito al suo seopo e peggiorato ancor piìt le condir.ioni •iell'infermo . .Ai prillli di :>ottembrc dell'altro anno fui chhunato, con grande sollecitudine, presso un hambino di circa 10 auni, sotrerente di oreccbio. Il pic('olo pa?.i<'nte era ai bagui, a. Xettuno, e per obbedire ai can oni di una falsa ed esagPrata f'liotc~rapia, si I'Sponeva ogni giorno ;tl sol<'. sia sulla spiaggia, s ia percorrendo sov<'nte la strada fra Nettuno ed Anzio. Dopo una ìwolung-a.ta in.solaziotw venne colto un giorno da malessere generale, vomito, febbre, tirra ohtl~ia, prostra.zionl:' rlelle forze. In questi: condizioni fu trasportato a R.oma., in antomobile. D a cin·a una !Wttim:ula la ft•hbre si nwn teneva alta, continua, lejrgcnncntr remilt~>nh\ Mrillante tra ~90 c J(.I4J, a<'compagnata da scarso s udor<' e non avt•\'<1 f'Niuto ai COill nui lllPr.zi ~mt ipireti<:i fisici e medicam entosi. I dolori a ll'on'c·cllio dPl<tro pel':-:ist<>vano 11101to intensi, così da. strappare grida al mahtt·o 1 eh~> di solito cru uh hatt nto, soporoso, talorn s ubdelit·cuHe. Trovo il picc·olo vazient<• di sdlnppo schelrtrico rel!'olare, ma. un po' gracili' e a ti ]JO lù1fa1i<·o, g ia•·<'Ut e uel le t t o, nmniecl.lia t o, torpido, acce;:;o nel YOit·o, con pelle ut·ent(' e arida. rou qna lc lw S11:-:sulto nHtscolare, lin~ua as('intta l<')!germentC' pntinosa, ÒPnti fnli~ginosi. Polso a 95, proporzionato a Ila t<'IIIJWI'<l t nra, regola re, non m o l t o teso. Respiro 25, t'<llora~ inegual<', inh·n·al:llo cl;1 profou<l<· l'spirazioni sospirose. • 'cni'urio l'oc·o prontn, nn po' f<ltno~ linguag~io spontatH'O ridothl. Nul la. a cari <'o dt•II'<.HTh io: oculomor.ionl' esterna e iJllierua. eonst>rvata . .Pupille eli solito tni<ll'iatiéll('. Su lla al fn~:éial<· e agli altri n ervi craniei. l~<'ggNa rigidiEL della mH:<\ e del rac·hid<•, :->]H'cie nel tra,tto cervieodor:::n l<.' : dol(•nt i alla lJl'Ps;.;iotJP lP ÙOCT<' parrtv<•l'tt-hra li. Non K crnig: ma, facile dolenzia alla }li'L'""ionc delle gT<llHli art kol.a:~.ioni c delle ml'll'l~C nntscolari dP:.rli art i. Dt>miOf.!Tafi:.;mo su lla enti' dd dorso <' <lcll'a.c'ldonw. Hitl('.!-<...;i rotul<•i. p lantal'i, a<'itillci, C'l'('tll:lstt·t·it·i pronti e vi\'aCi. Dal lato :>ubi<'tt'ivo. insistPntcnwnt(' inlerrog:tto, il malnto si Jam PIIb:l \ 'fl di cl'fn lt~a, ~pN·i.C' oct·ipi1 aie <' di ota lg-in d(.lst ra lanrinantr. );nn \'i <>rn ;.;tabl nn1i fnorinst·ila eli pus dalmPato uditivo ronisponch•ntt'. A ll'('sant<' ut oswpi('(J : a sini:> t t'li n u!l<~ di lltl(<',·olc. A destra <'Olltlotto udit ivo c.-;ll•rno lilH'l'O. :\lemhnlll<l timtnll1i('a int<'gra , rctnltta nei quathanti antcm-inft•l'inri; eosì t'IH' fa(·c·,·n :-:aliPnza. la picc•.ola. apoJi:c;i cl1·l mat'tt>llo l' )(• ~>U<' pii<:! ti:' IPganwn(os('. lp<'rPmi:t ditTus.:t <ii tutto il quadro 1impanieo, sia d<'IJ;t pars f/a('cirla, conll' di q11dla tt ' ll.~<t. Xoh'Yole la con~.w stioD<' dei vasi a 1tPriosi C'he contornano il manieo dl•l m;ntello. ~una a tari<·o d<'IID lll:tst o id<', (' d<'i punti dolOl'osi C'las~'>ici in c·orri,.poudenza rll'll'ltll1t'O, d<•lla punt n. e <le•li a clot·<:in dd ::;eno s igmoideo. V'erl't :-:o ll antn fJLIPIIa dolnrahi lillì dtr si rilPYaY:t alb prp,.;.;ion<' e lllla. pcrcus::;ionc d(•! cranio in l!t<lH'ralt>.
COLPO DI CALO R E E SJNTOMJ AURICOLARI
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l/esame del naso-faringe mostra,va un discreto grado di adenoidismo. Posi la diagnosi di colpo di calore con localiz.za..:ione (turicolare e sconsigliai qualunque intervento. Preserisrsi cura generale corroborante, ghia<'cio sul capo, clisteri eva('.uanti, instilhu~ioni tiepide di boroglicerina fenicata nell'orecchio ogni tre ore, disinfezione del naso-fa.ringe con olio mentol-gomenola.to. In pochi giorni la forma si attenuò, il bambino riprese le forze, il seusorio si risvegliò, scomparvPro l'iperemia. e i dolori acuti all'orecchio medio di destra.
*** Quest o quarlro noi pos;;ialllo disporre cnt.ro la. compiN;:-a ;;inclrom!' di cui ci occupiamo. Nel colpo di calore Obernier, in base ai sintomi dominant i. distins(~ due forme cliniche, l',~stcnica. e la stenicct. Wood secverò due forme, una lli. collasso e una ipe.l'tcnniNt.. ~olia. prima notò p elle wnida, polso frequente e piccolo, t orace freddo, tPmperatura geo€'ralc bassa ; nella seconda polso frequente e piccolo, cute a(1usta, tempenttura elevMa. P etella, in rapporto al decorso, istituì nna prima, divisione tra form(t r.roni(·a e form a j11l1ni·na.nte; qnest'ultima suddi vise a seconda del predominio dei sintomi nel ea.mpo del sistema nervo>;o encefalico e dt>l vag-o, nella forma cardiaca. o sùteopale, forma cerebro -.~pinule o ?IU'ningitira e jrwma a.~fittica.. Nel colpo di calore i dii<ttu·bi del sist.Pma nervoso sono cu:;ì imponenti da indmTe R . M. Robb a c·biamarlo non ·i·n frctil'f: (•ercln'o-spina.l fever e a, far pensare che dnll'Nlema cerebra le, dalle emorragie ce.rebrali multiple (Hi hanno talora delle sindromi a t ipo cerebellare) sotto l'influenza. delle èlevate temperat ure - ver sovra.cr.riht.zione in una pritlla fase, dalla paralisi n ella fase s uccessiva - tragga. origine t utta la. sindrome e anche la morte. N ella maggior ])ar te dei casi queste due fasi sono eYicleutissime, m n. non sono r ari qu€'11i in c·ui i fenomeni nervosi sin da1l'inizio hanno cara.tterc depressi vo. Barclay ba os:>ervato d w in molti c:asi l 'ammalato rimane inerte dall'inizio dell'al tacco alla morte. Raramente si hanno convulsioni all'inizio ; q ne>; t e eorninchwo di solito agli art i superiori e in quale: be easo non s 'estendono oltre, perchè il paziente eade rapida.mente nell"insensibilità p iù completa, piì.l di rado entra in convalescenza . Altre volte le c;onvulsioni si fa nno gl'uerali, attae<·nno tutti i muscoli; sono allora Yiolente c non c€'ssano clw per ripetrrsi a hrevi intervalli o con v iolenza sempre maggiore. I fenomeni convulsivi, parziali o generali, sono rappresentati ora da. con tra.zioni tonieo-cloniche epih' t.t iJormi, ora da con trazioni toniche e da un vero tetano. Il t risma, il digl'ignare i denti, l'C'missione di snoui inarticolati o di parole t.ronche, la rigidità dei muscoli sono freq nenti nei colpiti da calore. :Mahrholz vide in un caso opistotono per circa 1! m'.; lu stesso riscon trò Ullmann in uno dei suoi infermi.
CO I.PO DJ C.H,ORJ·; E SJ•:\'1'0.111 Al' Bil'OLAIU
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Silva j!ni in due <'asi mortali d'individui insolati trovò: coma, rigidità dei tnuse.oli d<'ll ~l lltt<·a , del tronco, d1•gli arti e sopralutto della mandibola, :<t',(WO ili K cm ig. In <~Itri due 1·asi guariti risconLrò coma, che ebbe hl. durata di 12-16 on', sc·osi'P tonico-clouic·hE:> d<'i m u ~eoli degli arti, Kernig presente 1 di'lirio a lla Jine del r•nma . I fPnomt>ni motori ~ono stati a.ur·hP o~~Nvati a enrico dei globi oculari. i quali possono rotare convul~ivamente o rimanere fi.;;si, vitrei, leggermente l'ùt ati in alto. · **>l< :-\c.:a l'l'i ~ono i conlrib ul i d H• t'i oiTr(• la ricca lettt'ntt ura ruedic.a, in otrline a lla l<walizzar.ione anrieolare •lPl ~olpo di calore, il quale nel nostro nlso potè• dare q twl la ~i.nto ma l ologia pn~roce a. carico dell" orecchio per l ' hobitu.~ adeno ideo dPl pa:dcnte. La funzione uditiva pare si com;ervi, sebbene attutita., per qualch E' tt>mpo dopo l"i11izio dello stato convulsivo o comato::;o; così fa. pensare il rilii'YO di molti os.«enratori, i quali r.i[criscono che chiamando a voce a lta g-l"infcrm i ottcn<'vn no o una ri~post·a a. frasi steut.ate o nn segno capace di tlimostmre che e~si avevano sent~ to e com j)n~so . ~egli animali Gèl.ogi constn.tò che, dnra.ntc il periodo d ell'eccitazion e, l' tulito era consena.t.o; ù~tsta,7a un nunore leggero per provocare un ecC'itamento ehH pot.eva t.ra:>formarsi in una ver·a convulsione. Sembrò in genere conserva ta la Jaeoll à uùitiva an<'ltc all'inizio del periodo depressivo, tn3 evidcnt.emcnte attutita; o<:cornwano rumot·i forti e ripet uti per ottenere umt n'azione. Jac.uba.srh rifcri:-;ce rli avm·e not<tto nei colpiti da. calore allucinazioni acustiche a~soci.ate o mr.no alle visite. Dell'olfatto, del f!ttsto e del tatto nul la, si conosce, ~L prescindere da quanto rifcrisec Hiller s ulla sensibilità o irritabilità della, pituitaria, c he ll'OYÒ ora ahha::;sata o eH t iut-a., ora. accentua ht. q ua.n t o al mccc.:a n ismo per <;ui può a versi la loca l ir.za ziouc auricolar(> nel la :-;indron\c d:l (·.o lpo di calorc1 oc<·orre t•iflettere cbe la. cassa del timpano c la sw1 mcmun\.U<L - se non ri\'ela. d iret.tamente lo stato delle meHiu~i <· del rervcllo, come volc•vano [!li anl'.ithi m edici, eh(> cre devano alla olortea (·r•rdmtlc - possono in certo mudo paragonarsi al fondo clell'orc:hio, i.n quanto :.;ono influenzati dalla congP:>tione, <htll 'edema, dalla r·:w(;olta di liquido cchtlo-rarhid ia.no ne lla. ca,vi.tà. intl'acrauica. Cosi è )..tara notata l' iJWI'('IllÌ<ì inlNI~a. rlC'l quadro l'impaniro nel la meuingitc tutwrc:olar<.' e nfoll'i1lroc·eJ:tlo a po•u.~~>6es. Alcuni ricnrcli nnaton1i<'i ill u minano quPsle evenienze : olt re la cou,!fc•:;tiont•, l'iper<'tnia <1tt i,·a, THIÌ\ c:-;>;ervi :>ta:;i. L'o:o;laeolo al d\'lin;;;;o si tnl\·a nelle nuP d ella ù n ra, dove in pa.rte il sangue rdluo dPl tir11pano ;;i riversa, po i('hè l'altm part.e sfocia, nel seno trasverso, JH' ll:l rete vpno;;a t n ha :·iea e uel plPsso pteril-(oidco. Le vene della nnrcosa dell 'orei·C'hio lllellio hanno anehe eome loro ~boccole vene mening<.~e nwcUe c H sc•no 1w1roso :;1 r p~·riure , ed è fa<'ilc inlenrlere (•ome questi vasi siano ingm·gat i in tll1 pro<·<'>'I'O. <'oJue il colpo di ralorc, eiH' tocca così gra,·om eute hL rna s~a r.nct-[:lliPn t> i ,;uoi inYolucri.
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COLl'O DI
CALOR~:
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Sl ="TO~Il
.-\ URit!O.L A JU
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BIDLIOGRAFIA.
Hiu,·inJHln alla E'S>IIIr ir nt e mon og mfin di K. C::\1\I'J. Il r olpn di r a lni't> (C'ahmia , Giunnottu. l!ll.) ) dll· 1'/H:t·ntrl io> qllflllt .o si e l'a ,;c1· itt.o s ino u d <'t.ta cpocn. t·i li111it.iau1o n e n11me nu·e ;d.-uni studi pr>.4<'r ÌOJ'i : ·
Ori:tille elproji.lo.rie rl11 COUfl de chole111·. (A<·lHI. dP :::i<:ie rt('l:'>'. U nmi l!J I7) .rl cru;e of JiO.;.çi(Jle Ì11.~olution. (Ai ic-ni><t. 11nd Nt•mnl., Hl l ~. 27()). ('Ov LDHJ~Y - llyperrwre.àal heatstroke. ( 131'it. ::\lf'< L .folli'.. I!)J!l. [1 , 15:!). D1 ::\1.\TTE T Stdlc r!ltf'.rtt:;ùwi d ell'appomlo JJeu.m/ih)·/l/are ,f, lla cellula llerro-<a Jtella morir p er Ùl8')/rt::irme . (An·ll. di antmpol. CJ'Ìln in nk , l{)lt), 18-!). DU(T RTJL. l~'n /crmed"de.- del .~ohladn (colpo de crdor y iu.wlaccioo ) ( Hc-, ·. St1n. rni l., l!l l !i, :w:l). FABRJS Ossen:azion·i awllomo· islolortiche sul coltJO di calore (H ifo nuu meùica., A ' IAR A \lll lm~:
-
192:3). } 'RANK -
F a/l
Kopj t·erlctzunr~. todlich r.
li i?'Jt-haulrlliZ'iinchwg kr.i11. zu.~ou/1/CIIhcwy.
(:\led . 1\lin, B er lin , l !J l t;, 8.J.:3). GAuss o.n d ::\IJ·:'\gt{ H eot .<;lroke: reporl oj one h umlred cwcl (ìfty·ciftl.t ca,,e.~ fmm Cook Cow<ly H o.•Jiitol. C'hicrlffO . (A m t•r..r our. :\!C'd . S0. 1911. i)[>~ ). GRADWOHr. and :-;r· n r<:J.EH A . .y/ urly oflh e.rmic jr:rer, wilh -'/lCcirtl rt!ferel!rr lo the
blood a.11rl urio e ch emica l /ìllrlill(f·S· (A m .J otu·. )fc·d. 1-'C'if' tH'<', Hll7. 407). Ph!J.:n'cologi,cal a.~J!I!I'I oj heat-.,troke. ( Lnuet't, l 920. l , !)Ili ; T l w B1·it i:< il ~ led. Journal. l !J20. :l!l7). HILLER Hil:.~chlag und Sol1llCI18fich, L C' ipzig-, l !l l 7. Ho n::-: -- Veb er SOII IICI/slidt mit orwmi.~cht?lt SymJ,fomel•. ( Di• JJt. %r· it:<C'JJ. f. ):prn ·n ~.vstf'm><. l !I l 5. 26!) ). J lllLLY H!{ perth erm ic el Ìll80lai i:O,L. (C'liuiqn('. M o ntréu l. 19li, v rrr. l l;;l). KOI7.1.J ~H - 'Chermic f~rer. (C'I 1Ì11H :\l,•d ..Joul'., Sh>I II,J!hn i. 1917, XXXJ. :)36). KOI07.1J~rr E .lperimeulr>lle Slwlie uber clic H ìtz schlarJ. (Z (•it. fm ::\lil. APrzte, 'l 'o kyn, HllS. n. 75. :.14). - 'l'he e..rperimcntal .•tiUl!J 01t lhe h c•al .-;troke. (S t!' i · i - 1\:wni ::\f(·d .•Jom·.. Tok,, ·o . 1918, :Ui). Lnn: Ny pUJ)!J re.t'ial hea.t.•t roke . (B r i t ~f<'d. Jour., 19 1!l. 709). ::\1-\YI':n. ls cle.a.l/t from h irJh I Pm J>P.mt u re due lo th e acrmt11dotion of arùl i11 tlte lis.~u es ? (Am. Jn111'. P h ~·s i o l., l!ll7, 58 1). :Mc KE~zn: and L ..: COill'ò'l: H.eol 81mktl ; u•ith a secOJtd, .~ludy of cerebm/ erlema. (Jour. Anwr. ì\l!'rl. A:l><()C .. 19 18, ~fio). )I O SC'HOW!'t7. P osi npemtice heatstmke O l<'d . R !'c., l!l l fi. 1070). Rm.>.DEAU -Dt' ~!AS L e coup Je rlwleur du nourrisson (.Jo•u·. d<: ::\·lc'·d l' t. dt• e hi1·., 1922, n . 10). Rt<..:HET fiL'.! Coll lri.lmt iou à l'étude e.l'J>h-imentale et th ,!mpeutiqu.e rlu coup d e chr1leur. ,(Soc>. dC' Billl. , 22 nf't. l !l2 1. RoRn H eat jerer (11on i~tfecli l'e cereb?·o-spinaJ ferer} (So uth Afl'ican :\!t'd. Rt:'c., 1916, X V I 15J). STEWA R.T Òn the occwTenre oj a cercbellrn sy ndrom e follou·iii!J lw.ll .<;/ roke. (l{ c·,·. K e u•·o l. llncl P syc h., 19 18, XVI. 78). T.>. YLOR. 11leteoroloyù:al condii io11s in Jl e.;opotwnia. atfecl ù•r1 l h e orcw·e11re o.f heal .slroke. (Indirm Jom· :\Im i. R !'s. , 1!119, 18 1). V o:>r ScnRO'ETTER - Cons·ide ,·ations théoriquea et prat1'ques sw· le cottp de clwleu r (R evtte d ' hygiène, 1924, n. 1). \Vtcl!l':LTN Jlultiple T1·i mblu tugf'.tl bei SolliiC/l.~tù;h. (C\H·. BI. f. Sdl\\f'Ì'l.. Af'rztc•. 13af<el, 19l7, 15\M). \ Vn.LOX 'L'he Jl(llu.re, 7Jrei'C'II/io11 tlltcllrealmenl of hcal h.lfJ2erpy re..ri{t. (Thc- Brit. ) l ed . J nn r. , 1!)20. J , :HI2 ). Htt.L -
.xxx.vn.
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LA C~NGRI~NA G.\SSUSA NELL'ULTIMA GUERRA EUROPEA (STUDIO CLINICO E BATTERIOLOGICO) pe r il prof. Glovannì Venturelli e dott. Cesare Salvlnl, capitani medici.
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S'fORrA E DB I~ fNlZlONB. - Una d elle più gravi e terribili complieazioni eu i po:>l'iono andare sog-gette le ferite di guena, è rappre,sentata, . senza. dubbio. dnlla cang1·eJut gtwwsa. ~otto questa denominazione, generalmeutt> a.òottata. q uant nnq uc a l4uanto impropria., s'intende una forma speciale di infezione d elle f('riH> dovur a a dci g <>rmi anaerobi, prod uttori della, putr<'fazione e capaci di g:cnt>rare gas. Tale grave morbosità, c:hc ha r a. pprc;.enta.to una t.ri~;te e funesf'issima. complican~za di tutte le grandi gm•n·e del secolo ]Jassato quando ancont incer te erl o~r ure ne cra.uo l'etiolog-ia , la pa.tog<>n esi, la s intomatologia. qua ndo i mezzi di dife~<t ~c mbra \' <lllO talora insufficienti a. frf\nn.re ilt·apido ovolversi Ji ftUP~h~ :.1!'1'czione che diveniva pertaut.o non fa.<:ilment.e din ;rnosticabile. è stata 111Hl clclle più <>rudeli sor]Wt'l<C di que~ta ,gut>n-a, cornplieanào {'ss<l· le feritP- POn frequenza t all' c he q ua~ i tutt.i i chirw·ghi di forma:zioni ~anitnric avanr.ate n e h a nno O:>~CJTali <·~~~i piìt o m<>n o gntvi. pi (t o meno nnmero:;i. La cl t i.rurgia d el t(•IJl po di pa ~;e, r a n tisopsi, r USC'.psi a ,·e vano prJtica. mente soppresso le form e estensive, per c ni s i ent· mal pre parati a dia~no sticarle ed a combMtede. Sembrava, quasi, all'inizio rlell<• o:;tilitn., che si fosse dimenticata la. definit.:ione eminentemente classica d;Ltane da.l P asteur. essere c-ioè la can~rena ga,'l~o~a « una dil'iorg,wizzazione d ei tc•ssuti animali. dte (~ poi una vera putrefazione ~n l v i vent.e "· La sua terminoloj!ìa, iusnffi cientementt> precisata rla.i chLti anatonwc;linici e batteriologid, ha òt".terminato (·ottfnsione nelle eoncrzioni d<>gli AA. a suo ri;;uardo. Alcuni eli qut>sti dassifi(·a.no, a.r! Cl'empio, fra le ca ng t·en !' a uc·he altre form e clinic·hc e sopra tutto e.asi di flemmoni pio-gac;snsi a t<>nc.leuza pit'1 o meno 1lil1'usiva.. N<>lln dcnominwl.itme llella, ('a ngrenn gns..~o-~a non s i duHehh<• quindi iut.cnd ere uu~t ma lat.tia as~olnta.meute nuiforn1 c n elle sue ma.nifesta.zioni e;linil:lte ~ nellt> "lH' ai.tcra7.ioni anntomi<'hc, co mpnmdcudo ~ssa tutta nna ~l·rie di tipi diffl'renzia nti:.;i su una gamma a s;;a.i ,·aria, rlO\'C ]JJ'<'IloiUin<'t !-:~m!)re ~o l o il tono fonclamentalt·. Non vi è pNtcLUto 1111<1, ma vi sono rlellv <·:111grene g-asso:;<'. E cpw,;to ci pe1·ml'th: di eompt·euderr il lu!<,;,;o di nomi diversi dllti a questa :dter.ione a st·conda che l'redon•inanu ques ti u quei siuf.u111i. S i è voluta atH:hc iuglohat'la sottv voea.holi a più larga ddinizion<•. <.J.U:ì li quelli, per c·i(.at·ne aluuni, u sati da. OmhrédannP (23) : " L'infection gang-rcneuSl' rl c~ pia i('s de guerre », c clrt. D e la ~t<' t> t Prat (:'l) : •< Les plai<>» ~az<'USPs eu t:hit'llt';!ie d'arnH~e n, rig uarda nti ' ' a.rie ma nifP~taz ioni infettivi' tlellc ferite di guena ~c·nz <l n•ht.:donc ah-una fril di loro. Leuonna nt (:!1) ha. sostt-'nut.o eh(' pC'r caratterizzare t ale U1<:~latt.ia. occ·orre che alla pre:.;enF-<1 di gas <( s 'ajnntf' une néerose plus on moins étendm' rles ti~su~ n . R g li però, cou qur~to, :;e s piPga abhclstnnzn, bene la cangrena. gassosa: non la cletinis<'C punto.
99 André et Jo,;eph Cha lier (J) ne ùanuo la l'lt·gnente definizione : (( L acangten 't gas:--osa, dovuta l"Opr atutto a lla pnllulallione di microbi a.narrobi. si svilupp:t in seno ai nmscoli sbraudellnt i, generalment2 di qualche importanza: ella. è un'infezione gassosa dC'lle fE'rite di guerra che earatterizzano la s ua marcia progressi va mente in va.dente, l"appa.rizione dei fenomeni caugrenosi cd i s intom i di to~siemia 1). Anello q uesta ci appare t rOJlpO nrWìciosa e complE>ssa. (( I n difinitiva, a.fl't'rma.no W cinber~ e S<'gn io (.:13), la cangreua ga:;sosa <· e-'>senzialmente ttna· complicazione delle ferite che, malgrado la sua apparente unità, non €>, dal punto di vista genetico. nè una ma.latti:l nè un'insieme di due o t.re di e,;se, ma uno :,;tato di malattia causato da flore mi<:l'Obiche estremamNtte dive r>~<> » . E q ucsti A.A., pur attenendosi ai soli anaerobi, hanno trovato 40 tipi di agNtt i produttori nei 91 easi di gangrena gassosa da loro ~tudiati. li Quénu (:!fl) ha ntes..,;o bE>n in evidenza l'imprec i::;iouc d<'l termine di t al e morhosità ; ma noi vcnsia 1110 <·li E> quando E>~so l· consacra t o da.l lungo u:-;o. invano si tcntN'Phbf~ di sost ituil'lo: b:tsta invert' prec:i:><Ullt' il n\.]ore. In ogni modo, dal pu nt u di 'istn patolof!icO, e~sa <·onsistc in nna mortitieazionc dei te:-snti 111'('\'Mati. I due e lC'menti (( necrosi o pntrc>fnzione ,, _ :-;ono fondamrntali. L a distinguiamo dalla nN-ro~;i srmplicP, perch(· qu<>sta manca di putrefazione c percht' i momeut.i ctiologiei sono rappresentat.i da ::~gent i r hirn ici o fisici e solu qualehe volta da quei microl>i, come p el bacillo diftt"rito; la distinguiamo ù~tlla. put1·ejt1::ione perchl! qu<>sta consiste nella. proteolisi e liqnefaziotH} dci rt'R:mti llcv.itelizzati. J,a, n cer osi dl'lla eangrena, vice' ersa, ('- un pwdotto del traumn.tismo in <·tù si pt'ùduce uu.:L tnt~formazi one putrid ~L dei muscoli devitclizzat.i: abbiamo in tal ra.s o la ('ltn(JI'enn lorali::zata. Alt re volte la put,rt'fazione prer·ede i fenomeni nN'rotici estt>llf;.ivi, i mustoli :>i nc<'rotizzauo progrcssi\·amente di zona in zona e solo in seglli to la putr<.'fa.ziùne guada~ua i mus<:oli neerotillzat i: sono questi i casi delle forme esten$it·e caugrrno-gassose, nelle quali putrefazione e twcrosi sembr ano aiutat·si mutua lnwntP. T eorica.mente, adunque, indipendenti, i due elementi pssruziaU sono iu pratica intima.mente lc·ga.ti. (.PoU<·arù, 27). E se è pnr vero che la necrosi nella. cangreua ga~"losa. è un prodotto del traumatL"nw, nou i> :<lato raro constata.ro in certr forme che g li agenti microhici elw rletC'rminauo la putrefazione a\·evuno prodotto anrhe la necros i ptogre;;sint dc.l muscolo. Bra il germe, insomma, cbe uecrosava e putrificava . In altri casi, necrosi e putrefazionc sono fra loro in ntpporto con meccanismi diftm·enti fra. i quali vi ha.nno grande importanza anche le aRsodazioni microbiche. Abbiamo già, detto che la maggior parte dei easi di cangrena gnssosa., speC'ie le forme gravi, sono un tTiste r etaggio delle grandi g uen e. Le sta.tist.iche in proposito variano però sens ibilmente. Salleron (32) nella g uerr a di Crimea, fissava. al lO % circa il mm1ero dei suoi ferit i in c:ui la lesione violenta s i complicava con quella settica., cioè· con ht eangrena g:'lssosa. Ill'':réry (15), n<>ll'assedio di B elfort nel1870, preseH la va la percf' n-
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tun.le d(>[ !l. ),i('!Jn l!ll<'JT:t- Ang-lo-ho<•ra, conH' in qu<'lla clt>i Balra.ni, srmiJl'a cho taii tontpli(·ar.ioni ~i:tlHl slall' molto rarP. Nella ~nc·rra, monclinlt- t<>rminal a ne'l HHR, Lapoiute, f'tt -tOOO ferii i ba. !SG raugrénc ~as~ose eioè· l'l, 1 % : Réva.l, ~u 707, ne ha J 00 eioè> il ·1 -!.,:!~ per cento. 11 Lavnl, il H elenglatle. er·e,. hanno sLati:-<tich<' <·Ile sono inti:'J'medie a-Il<' perc-entuali <·itatt'. ~oi ><u lli:!!J f<•ritc eli ogni S\'du e flella piì1 varia E>ntità.. da Ile fasi i nir.ia l i d<·11'<•\·ol ur.ione an atomo- hatt(>rio l o~icllt> sino allP t('t·miu;di, llt'> <lhhi<1mo pt,j 1110 oss(•n·;tre solo 14 <·asi, tioè> IO('llo dell'l
%-
~l'aie di::.c-onlanza eli ùati (• dovnt;~, a va1·ie eircoRtaur.<'.fra h· qu~tli hanno certo g-ranclc importanr.<1 la. flora. mic•ruhi<·a. r-;pE'c-ifìf'a dcii<' \'ari.e ZOlle, la.
spc<:ializza:dow' rki Yari J'<'Jl<ll'ti thin1rg'i<-i in l'<lppol'1-o a ll<' lli\'('rse feriit• ed a ll'uhieazione lJi.ù o Hl t'no JH·ossima alla linea dei rt'J>rtr t.j l'tt•ssi, e 1'01se In. predisposir.ioiH' indi\' i<ltwl<• alla >i pN·ifka infe7.iOUP. I nfatti n na fot'lllazi(ln<> sanitaria tlt',:;tinnta a riec>v<'n' unit·anH•utl? fl'riti gta.d, spPcic fLPgli mti inft•J·i<H·i, c·ou1Prà nna. pen:entuale p iù f'k'Yata di tuùlltra. rixC'l'Yata a fC'I'iti lrg~c>J·i o a. tutti inrlistintauwntr. [•j r.o;;ì Ù;1llt> sta.tistiche {André P t .rnsl'ph ( 'll;l li<'t', D<:' lh<• t e 1-'r<'sxiug-er, ''rei n bt·J·g e SPguin), n. :,:omig·Liaur.ct <U quanto Jm cli111ostrato~ }Wl' esf'mpio, il l,;P\·adit'i p er le i n..fer.ioni strPpt O('Ot·<·i<· h<·. r isnl t ~L clw ;nwhe prr g-1 i a!!<'n ti produ ttMi dell<t <·angJ'<'II<I gasso;;;~ <';;istono dt' liP \'l'l'C' t> p1·opric l'<'~!'Ìon i OYe t•;;si YÌYOilO più spiccatanwnte clio altronl. N ui con f<'rtni;HlO t a lP aRsrrr.iuno an~n<lo potuto constatare in Ya ri esam i di t<'JTNii sia dPI ( ';ll'i'O, ;;ia- del nrappa. sia. dl·lhL ('amia, l'iia rlella, pianura, Y<'IWt:t, la prrsPnza tl0l p<'rl'ringeus o del \' . s<.'ttirn o dt>l tetani,·o, per parl<HC dei piì1 intPn'ssnnti, in ln;lg-giore o nlinot: IJrepo!!deranza fr;1 IMo o fra alt.rc ,;}WCÌI' mi.nohi(')w. E così an•:or~l . f'OlHC' (• dimostrato <'he il popolo ing·lese (• p iù rt'C'ettiYo allo stl'uptoeoceo, nnn è impmhalJi lc> Pile p;ish\no a-nche razze e tipi di in<Lividni naturnlme>nte piì1 p l't>clisposti a. conLt<lrrc infezioni aHaerohkhe. Per q nani o rigo narda lo le;;ioni a-natomiche, si può aff<•mtar<' che ,!!li arti inferio1·i oll'rono il t<>rr<'no <li llla):giol'e attec<•hime>ntn . 1-'erch(·, per Jc condizioni (li v itl'l <lt>l cnmbut tent<', suno ahi tmdmenfl' più Sof!g"\'tt€' ;lll'inquinanwnt.o cl:J. parl.e del te>lTnno. ~(> Ya da, trascurnt·si l'elclu<'uto << f l'<'ddnumido n, come infatti il eonf!Pbm<>Hto dei piedi predispone all'inl'ezion<> tetanica,, così non ilal'à azza.rcl<tto ammettrre c·on lo Sbrozr.i (:3:!} che possa pn'disporre an<· IH~ a ll ' inf<~z i one g""ns"Oi>fl. J./apl>nriziont' tl<'lllL ca.ng-re>na ::;i kt per lo più dalle 12 nlle> -18 ore ùal ferimento, <'tl \.>. in <lip<mdenr.a Je>lle c-cmdizioni inerenti all<' lesioni infette che J10ssoiw favorire piì1 o lllf'llO In, [Hillulnzione dt>.d i auat>tobi pntO,!!Cni. Qu('ste condi1.ioni si po»::.ono l'<t-gg-ru ppa.rc in due ('::~,teg-ori<' : a) fi.~icht•, <'Oillfll'<'ll•l<•llf.i ](' le»itm.i dei t.essuti che diminui~cono h re..:;i:-;tcnza loc·:d(l e pn•p:m\HO il t<'tTe.no ;:t-Ilo sdlnppo deg-li a~cnt i ùella.
c:mgrcna. ; b) ùnl/.f'rio7ogi!·he, c-omprùnclenti le azioni red1>rocameule f<I\'Ot'f'llt i:-;i dci germi p a hlg<'U i w.•lle l oro assnc·iaz ioni. E non S<l·rà. certo :tr.zMdato il IPnrr conio <lll\511C di altre condiziolli event.ua.lnwnte secon<laric e anc·ora, mal <·onos<:iut·<', nla c·oa(Liuvant i, qu:lli
lUl l'influeu;m. atmo~ft'ri1·n., la costituzione tlel !-molo r. ~<•pl'<lfutto ht· flom microbica eli etti diremo in Sl'~uito. Si sono però notat1• delle atl'czioni a. solo 8 oro (('lta.lier. 4) ed <tll1·h(• ;~ sei giorni dal fcrinwnto. Al di lù di qu<>xto tf'mpo :;('m bra pC'rò dali<: ~taf il'lti<'he dei ,·,u·i A. A. rhP (]U<'xta J!l'a,·c l'Olnplicazione <l<'lle fl'rill' s ia f'C·(·<>zi ~~ nale n.nche nPi ft>rit·i J!l'<tvi. :\oi ;~hhiamo nol <lto un (·a~o di ca ng n •n;t !!<ts· soRa it1 nn militare eolpito da pallottola di mit.ragliatri<-f' alla. 1·os<:ia silliHtra, a distanza di 1:! g-iorni 1lall:\. IPxioiH'. Tn tal t·:~so lH'l'Ù lo stato r\i t ossiemia fu gravif>si lllO <' r:1pidi:;simn. tanto 1·h<> nn ll'llll><':;tivo int('ITt'lliO operatorio d i rlelllol izitHH~ d1•11' a rt1J fn illfru t tuo o. QUl' llll (:!9) ha attirato l'att(·ltzimw s 11 a lcuni (':tsi di eangn•Jt:t hmli,·a.• che HOJWa.vveunt>rO in n•tt·hie ft·rit1• g t·anuiPggianti. iu fl·ritP in da di guarigione. Così rr•·ifaud nK) ha SP!!11:tlalo pmc· l'app:tri:tit)lll' tartlint di cangrene g-asxose dopo nthl opC'l'<lzionc o Hlll'll<• xolo tlopu una xt·lltp l in~ eS]Jlora.zimJc di uaa 'N~<·hia fl•rita. Ma q nest~ form e ta.rdi ,.<, d i <'<!IIJ!I'<'ll<l. sono p:l tog<'tH'I i<·anH'Ill <' ;1ssimilabili <JI tet<Jno tnnlinJ E>•l enll'a Hn nd cpt;tdro g'l'llt'rah• tl1·l " Jni<·t·qhisn to latent(• •l, del qual H parlerPJno in st•J!u ito. Comunque una, r<'lazio nc• p,·i<l<'nf·,,, in g'!'llN:th•. tra hL da,[;J tli ;tpp:u·i ;done dclh~ cangl'f'll<t ~al':;o:;a P la fon11a <·linica. t·lw si tlt>l'<'nnina. non :;eu1hm esistere: simihlll'lllc• tnt la Ò<ll:\ eli apparizioni' dplJ'<tl'f<•zion(' c~ la sua Pvnlnzioue più o llH'UO rapida. l nostri frriti flll'ono colpii i da tak g-rnve c·IHnplitazion<• !'i<' llZ <l distinzione di et~~ e xpnza <'11e in 1•s.si s i JH11 Pssero l'ilt•Y;Ht' hue sp0dali, Pt'l·clitarie o :wq nisitc. Gli antichi a ntOI'i insist<•vano stlll'importanza favoJ'c>vole di disturhi gastt·o-intest.ina li pn•rl'dL•H1 i (Yl'l'UPUi l), df•ll'al<-oolisnJO ('r<mi<·o (TPrrillnH), della glieosnri<t, dPII'alhundnuri<t e 1l<'lla fosfat m·i;~ (( 'ha uH•I ). Dali<· s1af istichc però, non vit•n tlat(l di rilc•,·ar<> ;llenu c-hP di simile e ni>i p<'H>'iatHO c·on Salleron (3~) e g-li ChaliPr ( l ) (·lw ht eangT<'nH g'a~soRa può <·o l p in• dt•i >'O!!· getti robusti e rio;parmiame cl<•i HIPno rf'sist<•nf i. Rigtmrdo alle ferite, in mppo!'l o al geuerC' del proi<'tl il<', ~ono f!lt<'lln prodottt\ da. sehc·~ge di gnHl:ll a <·hl' xi <·nmplil'ano più fac·ilnt ent <' t·nu 1:~ cangr!"nn _gas><os:~ : e il f<l-tto non può sorprendt>rt.' quando si t(•nga r:on 1,, •1<·1l'aspet to inC'g-nlare, dei grn ,.i ~hrig-li :Hnenti, delle anfrattuosità 1·lw xtmn, si può c'lire, la. rt>g-nla di tali feritt> . Per quanLo rigmmla in\-N'C' il punto di vista prouostic~o e c·linic:o. non si pnò dednrro nulllb dall'ngC'ntt• Ytdtwr:Hlte, ma. t\ rla riten<'rsi condiziolH' pred iRponen te una. lt>,sione O~>;t•a ('(lmplitan te Il' f<'ri te. Dalle statistic· h~~ infntti (André Pt Jost>ph C'halier, D l'lbct e FiPssÌll· ger, Qutlnu, f'<·e.) ri~ttlt:PrehiJc• eh<> il 70-80 °f<1 delle f'<IUg i'Pne t,:'H<·;s os l' ~ i sviluppano !> Il tali ferite. Gli Clutlier (-1) eonc·ludono ;1nzi c·he le 1-(l'llVi frat.tui'C nun sono forse~ neppure cstmn r•e n<'l cleter1ninnre ht llWdalil·à. clinica dt•lla. cangre11a. gassosa. e spec·ifllment.e pC:'r qnnnto riguarda le forme mnssiYe. Noi p erò non siawo rli (jll('sto H\'Yiso,pur conn:•nenùo :mila impori:HlZ<t d elle lesioni osspe pt>r lo SYiltqrpo ùC:'Jia C<lllJ!rena. ~a~sosa , in qua11t1' rhP esse, in genPre. I;wo•·isf'ono lo svi luppo dei germi anaerobi: el<>m<'nti et iologici della. iuf<>zion<:'. Diminttf'ndo ht \'it;tlitìL dC'i 1·e~:>.nti, anche le lt'Si()lli
102 q;~>;cohni conconono 1naniiestamente allo sviluppo d ella complicazione gw;~(JS<\· ed a lla rHpidità. della sua esten;;ione. P er questo i congelamenti,
drtNmiuantlo anche dei distmbi ciJ·colatori. ne favoriscono l'apparizione. ETtoLOGI.\. - Gli a~rnti veri ctiologici della cangrena. gassosa sono clei gc:'nnì i cui <'arn.t.teri fondamc:'ntnli sono <pu:-Jli di essere anaerobi e di drt ermiuare la putrefar.ioue. Ment l'<' priuta della g-tH•rra. s i ritene-va erronealllc:'nte che il v . srttil:n ne fos~e l'ngeute specifi co; i recenti studi hanno rilt>Y<llo la l)lmalità clt>i ger1lli produttori delraflezione. Fm qu(•s ti i p•·incil)ali sono: a) il b. perfriii[!CJIS, o b~ll'illo di Welc·h, o harillo rt.erogenes capsula,.,,s, o h. phlf g11W11i.<s nnphi8f''ìlt(f.(o.sae di Fraenckel; b) il b. sporoge,,es, o b. trttlarr:ri.s SJWI'O(Jf"IIR·~ Ili Metdmikoff; r•) i l lì. sdlir·o, di P:\~t eu r. Le osservazioni batt'erioloJ,!'i<"IH· pratiche durante l'attuale guerra. hanno J)()l'l:1to ;t.lla ('onosccnza. di altrl' tre !;pe('ie (o gruppi omogenei di sp ecie) eli g <'rllli intermr>diari fra il \'. ::;pf l ico cd il perfringens. le quali sarebbero l'a)l-J)I'!>Sf'llf":l ti.• Il<\ l h. fl j s/u{j (i CII.~ )a ])l'ill1a. da 1 b;),CÌliO bell011 en.~i !l e dal ba.diJO uPdenr.a/it' /1.~ Ja seconda, e ùal bacillo falla x la. terza. · 'l'ut ti que!<h ~wrmi pl•rù, ed in g-f>ncre ~li anac.:>rohi, nou avendo a,ncon\ tro\'ato un dcfiniti,·o a~1-'etto JH!lla ~-;i1-'te.wat.ica, sono causa ancora oggi, (li cli~~<en~i e di di:;<·ussioni. Pr<'"alg-ouo a.I rigmmto dun opposte tendenze, d<•llt• q n ali l'una JlOrta a disting-twn• un {,'l'an nnnH' I'O di specie, e l'a lt,ra a riunirli in vot'l·ti g-~.·uppi, tenendo l'Onto dei earnt.teri fondamentali comuni c• traseurantlo partic.:olarjfà ritellllt<' susrettihili di nmtamcnto. Per quanto r iguanla gl i a nn erol•i della cangr<.'na, gassosa., d(•sideriamo ricordare, a, IliO • di <'SPlllpio. come da un htlo Werd, nel trattat-o di b a ttetiologi<l di Kolle e Wassenuann, distingua una dozzina di specie diverse, (' Conradi e Bic-ling inv<~('l' ;wtnwttauo l'e!lilltf'nr.a di un'tmica. ::;pccie ca.pace di tntl-ifOI'IHarsi in tlue t.ipicstrc>mi: e cio(• : fomtaA = b. phle.gmMiis emphisrm.rllosat•; fornta B = b. ordl"ìiMiis mnligui. CoJnuiHJut', i g-Pnlli pro<iuttori della cangrcna gassosa., vengono in"t'lll ina t i worouda Jll<·n t c nl'i tessuti della ferita da. corpi esha.n ei, come i proietti l i, o c·omt• i hntJHlE>ll i tl i v<·~ t imen ta che vi si rinven[!ono costan1C'ut<'ll1t• (DdhN t•t Fie,.;singer, 8- Poti<·ard, 27- G. Vcnturelli). t '!w l<" wst i ment ~l d ci soldati sinno ric<·he di a.n aProbi, l'hanno ben dimos!Tato 1-'h·:-;~ing (PI'N>:se .M édi<·r!l<• 11. 18, l!H5), il qnale nell'83 per cento dri <·a:-;i vi hn tJ·o,·ato il}•erfringt•ns, nd ~;3 %i l tetanico, nel 41 % lo strepl oc·fltt:o; Si111onds ( T'rr.~.~r "AUdicale, n.ll, UJ17), che nel100 per 100 dei casi vi l'inYenne spore di hat.teri anaerobi e nel 90 % spore d el gruppo del perfrin.~l· ns. Soi ab1Jiall10 rin\'enuto ilJw•·fringc•ns il 50 % , il v. settico il 24% (•tl il 1l' hllli(·O il 1:.! %· _\n <·he Polkard e Phf'lip ltanno Yisto c·omparh·e il b. pe1·fringens nelle ferit e eli Jnt<'rra dalla. !)."\ alla 1:!a ora, 1wlla vicinanza immediata delle fibre ''<'Kt·iJnetl!.arit' . Le vestimcnl:-1 sono SOl)ratutLo contaminate per la vita pec·ulinn' the dt\vono tnts ronere i :-;olclaU in trincc.q.. Seconno Delhet e Fies~ingì'l' (1 -1) , qnr:-;t'a. fl0ra ì• di oriç-ine s{']Jiett.amente tellurica, dovuta alln putn•fazion<.' drlle sosta nze organic·ltl' ciel l'\uolo. A noi sembr a però ammissibile· anchco la Hta orif!inc fecale• tanto pitl cltP il b.lJ<'l1ringl'ns, che è il più
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ft•t•qmmt.entc-ntl• ìucont rato nrlle feriti' di gu<·r!'a, è o~pit.e abitualE' dell'inte:;tino dell'uomo e d<•g-li animali. Counmctue, noi ri tf'nianto che la l'an~rt>na .l!<l:;;~o~a debha rit<'ner~ì una infczìon(' primitiva, inizia l nwn te in~PJlli nata nella fl:'ri ta, clal proiettile> :'t r,.;:;o, e non una COill plic·a nza eon~<<•eu ti Vft. Portati nelle ferite, per lo più allo ~:<tato eli ~pore, i g<'rmi produttori della eangr ena gassosa, p<!t'Ch(• po,.:,.;ano sdlnpparvisi rirldcclono tutta. un::t. serie di C'Ondizioni favorenti. Jra le quali due :-:ouo di prin10 or·diur: la necessità di tPssuto ;mcehera.to <' ras,;oeiazioue con gc·rtni aerobi. li fatton> font!amentaJt- JWrc\ (> l't•:.:ixtcnz<l di te:-;suto morto, sia tossut'o contuso, laeerato o clf'''itelizzato per perdita di circohtzione, per ematou l~l , per rottura. V<tsC:'llnJ e. Cosi H l e.-·pmph. il pt>Tfringens (CIH' è il proto1 iph della s<-ric d<>g-li ~~naerobi produttori della caugTf'na gassosa.) 111l'Dfl·p si dimostnl, di regola, innocuo, :'1' iniettato 80ttocutnneamente sia negli animali sia nell'uomo (Marbis), è all'incontro rap;v·e di riprodurn• n<'lle <·a,·ic il quad.To clinico della can~•·ena gas:-;osa ~;e iniettato illtramus('olarmPnh• e ,.:e <:ontl.'mporanea.mentc s i traumatizza. il muscolo inoculato (laceraz ione con ago, cim·isC'hiaulP.nt·o con vinZf•, ecc .•). (Delhet, R, ed altri). ('o:-;ì ::3ton•l l' Vincc>nt ; V<'Dturclli, Carbone c Quarella, col medf'~<imo metodo e nPgl i !-lt1·s~i aninw li, hanno potuto riprorlurla sperinwntalrnent P tino :1. l~ giorni ùopo l 'introduzione d<'i t:rt'rm i, inci::;(:hiando i museoli inoC'lJiati. 'l'n H i i t<•x'm ti eon tu si, non iniga ti in scg-u ito a lla t.rombosi <lei vasi sangui:mi, !-lOBO votati atl una s<•rie di tmsforrnazioni dht.,.tasiche per lC' qua li s i assoc·ia no i fermcnt i a utol it.ici, i fpt·nwn ti l<•ut·ocitari e fJuelli mi<'robici t·he fom1n no di essi o ttimi ten-eni di coltura JH' l' i germi. \\"right (·l-1.) IHL diJoostrn to ~nrhe elw i microbi (tmnnc lo stn•vtoco<:cn c lo ~taffilococ-eo che <?g-li chiama :::iProti ti ) nun po~sono ;;Yiiuppari'i negli umori (sangue e linfa) tino a che non :::in :->Comv~r:-;o in quel:lt i il potere a.ntitriptico norill~tl<:>. Questo potere antitript ic·o, inibisce i proc<?s:;i digestivi clw trm;formano in mezzo di coltura i tes.«ut i e umori or~anici. Allorquando IJlH''ito potere a n t idig(·~ti v o è annulla t.o, il fermento tri ptico normale, por· tato o dai mk1·obi o dai leuoeociti o esic;;t.t•nt(• nei tt>ssuti, entra. in azione e. per mu1 proteolL<;i n1vida! trasfomH;~, in mezzo di coltura i tP~<!'>uti e gli mnori vrìm ith·antente inospitali ai batt('l'i. \hi~ht (-1·1) lta paragonato, ver e:-;empio, l'azione del bacillo pcrJJ·iog(•n;,; nella gene:;i della eangt·ena. ga:;;;osa, a, quella di un violento csplosh·o. il qualE' resta relatinunent.c inoffc11sivo fino a che la. sna esplosione sià.
tlPtPrmin;na clall'azioue (lei detonatore. J,,L partP- del detona.torc• sarebbe 1•IJ>pre:-;c•ntata clnliP c·onùizioui patolot:riche rhe provocano la neutralizzariunt> d<oll'alcnliniti't del S<1 ugnc c del suo potere. a.nt.itriptico. ('usi ~ i JlllÒ sviegare il fatto noto da teJJl})O c: h e dei germi mi erobici pns:-;,Jno rlimorar<' latenti nelle p•·ofondità dci tessuti e riprendere la loro vimlt•nza. ad un dato JllOillf'Oto. R.ievucnto molto tempo fn da Verneuil. qnc•sto frnonwno fn cla lui cltiamato con il nome eli ?nicrobismo latente. Troppo :::pcsso i chinu·ghi delle retrovie hanno constatato dei riwcgli 1li iufczioui gmvi, di caugrene gn~sose. di accessi tetanic i in seguito a d egli internmti, a delle rcgolarizzar.ion i, e più semplicemente ancora,
lO!
LA Ca~CiRF:".\ C: .\SSOS.\ ':1-"ELI;UL'l'DIA nUJ::fW.\
IH:"ROl'EA
in S<'g-nito a d<>lle JWI!lovre di moùilizzHzionP di un 'nrticolazionc. fllH·IH' qwwtlo J"inf(•r.inne Ill·imitint parent guarita. l"re>que>nti f>ono ;;(a,t i, m•lla gtLClTa. nll ima. a.nche i ca-<.;i di inci,..!alltPnl o ùi corpi ef'tranei 1wllc fPritt·, JH' r i quali Phlw ori~i n€' nn ri;.vl>_glio inliannnut;oTio. Questi pn>c·.(';;:~i ben c:t>no~cinf i, ha uno a lla. loro origiJll' nn aft1H":- '~ s:mgnig-no che l';j pnò l1l'odnrn• 1wr <lt>lle eau:-.;c> dh·<'nw. l lt' ll('(H·it i pnlinllcleuti clt•gen<•rano1 ;;i rompono l' tllPtlnno in lih<·rtà. i loro f<•mJC>ll1 i pr~tl<·t> litici che, non pot1' ndo """t'l'<' lWHtralizzati d:llhmt it 1·ipsina eh• l ;.;:lllj!'Ut· t' ol<'g li nntoi·i, a1'taC'cano i 11•:-.;:-.;ut i <:ir('OJI(lanti (jltC':;ti f·orpi (•,..;tran<•i, tra,..fmmandoli in h noni nwzzi coH nr:di Jkl' i mil'l'ohi dw, rinw:-.!i lat(•nt i ;-;i110 ;t ll ora, si mettono a pulhdar('. ( 'n,.;ì ,;i ptiÙ n;.;..; isten• ad un ri;;\·t·'.!lio inft ·lti n•: lll<l in n•alt'l'l non ~";Ono i n1i<·1·n~ti r·lll' primiPra:n('llll' si risn·g-liano . llt:l i• il JJH'Y.ZO di col fma <:hc> d iH•n(;'t loro fa,·nrPYole. :-;<'l'importanza pn•,·a lr•ntc• rkl t<·;.;sulo di c·ollura (tt·sstdi I IPC·mti•· i. c fra. qnesti i lnn:-:coli 1'oprat u1 t n. JWn·hì• r·onh·ngono il g l iC'ogene, il qtt;tll', alla morte rlel tf'R:-:uto, Yitne l'l'isso rapitlameut~ jo d<•strosio (• iscllll<dto;o;iu . prodoHi ehe po~sono t•;.;st•n• rapidamen te ff'rnwntMi •Lai g-rnppi haHl·rir·i au:wrobi<'i saccarolitic-i d<•l ù. pl'rfrww•n;.;, cJ(II v. !'t•tl'ir-o, dt'll'ol·d<' mal it·11s <~ dt>lfallnx) è univvrsalllll'lllr· :ttllliH'ss;t. tlag-li A . ..:\ ., non t\ p<•rò r·osì dPII'inlportanza d0i l';Ìllgoli §!t'l'Ili i nt·II'Pziologi:t <'10lla c; ngTl'lJ:'t ga;.;so,..;a , anzi "" quefito punto rlumiuanrJ lp opinioni pitt disp;u·atr•. ('osi. ad e:-;empio. llll'lltl'l· :->ncqnt'pér• riti<'Of' chP in c·irc·t% dl'i r•asi l'ag·PntP eziolog-ic·o sia il,-. ;.;ptti1·o P ne;.di a.ltri 3/ 4 il b. ht'l l onr•n;.;i,.;. \YcinlH·r~ e >'qruin :tlllllH•t tono <:IH· In c·angrena g-assosa sia il piìt :-:pc•s:-::t) tlovtt!a all'a:<soc·ia;~,innC' SJHll'ogc•np~-J>Pl'· fringens: (il bneillo spoi'O,I!'t'llt'" sc•t·t·rtwn·hhe una. ;;ostan;,a., la. q11:tl••. mentre (• r:apa<'e <li n('utra lizzat·r, :tlnwuo in vitro. le lll"'"'ine del b . nr·d~· matiens e q tiC' l i<' d(') v . ;;c'l tito, la;;('Ìa i n altt-t·a t o q tiPI k del pc•rfringr•n>:. Altri A . .A. inlin<' t<·ndnno <Hl iuc·l'iminan· quale <'st·l usi\·n ag-enft-· il b:lcillo IH'rfriJ1~<·n;;. ~o i. IWII:t graudP nlag,! òornnz;\. dci ra:<i studiati . alobiamo not·ato il hadllo pPrfri og-c·ns. 1\Ia le eo1H·lttsion_i e> lt• di:-:r·l)l•d anz<' di p:n·c•r(' aunwu 1nuo anc·om r i~nmrdo a.U'rnutualo i111 por! an;r.a dl'lk lll-i;;oc·ia;r.ioui miC'rol•il'll<', <\ iH partknlcm·. dc>llc ns:-.;oc·iazioni dPg-li at·rnl,j t·on gli un:t<>rol•i, in raJ•porfo alla c>\·nluzionP ('({ alla gra,·iti't tiPI dPt·c,rso rldla ti\.lt!-{1\'lla g'll~><O>'a. E ;-;e FIC'sl'ill!!' a m m ~>tt ~ Ltziou<' d PlP! l'l'iH ckllo ;;t a fìloc·c•r·t·o JH'Il<' inJP;r.ion i Huu(•robic· h•·, • ;;(' Col(' e 'l' roi,..;i('l' l'i<'Ollosc·olw r·onw c·a usa tl.l•lla <·Hll)!.Tt'll.:l g·:1~sos:t nn ·n:-.;;-;oc-illz ione dl•l fJl't•mnoeoN:o c· <l(•l pl'l'fring-Pn,..;. "<' .i rc•httori al l'ongTt's;-;o di c·Jtinug-ia. i.ntPndlt' a.ta n.tutl\1'( hm o l'il<' lo si l'<'pf O('Ott·n Hf:'l!l'll v:t il ]Wuno:-.;tiC>o tli ecrtP inl<'zioni, g li ,\ ..-\. <·he sost.Pn).:·ono la f>pc•citic-itù di talt• o di t.al'~.Hro bn,f1Prio non po;;""ottti li 'f 11·ibuirr• 11n:t ;;Ìillih· a;,iOIIl' :1gli <Wl'ohi. T.i.<;sier (BIIflf'[. rlr· l' Tust. J>. f. l.i, n. 9, JHl!-;) è in mat<•rh il pitl eatc~.!!r> rico. l~er IIll<':<f:ttttorr•. l'nnac•rohio non è patog<•no !'ìf' non viPJW n;;:-.;uc·ialu ;\.d nn. mi('roho :l(')'t,hio dii' tnl~.m rc,,..;-;Ìgt•no lih c•t'~) chli tf•;;sut.i~ pn·paran•lo llOSi il n1ezzo. L':wrohio prc•c·t•tLPI'<'hlw sl'!liJln' J'anaProhiò: fatto qnc>;;to. r·he non :<:ar<·hhe daunoso <·ltt• pt•r l'a:-:soc·iHzioJH' Jnierohil;a . :\la :>l' :;i r it iC'tH' c·he è L\ tJIUl'I'Oh io <·h~ tli\ :11 Jli'OI·t·ss() i s11oi pl'inc·ip<lli C<U'<\tl'Hi , l~ l'ilpitlitù •lei procc::-~-;o >:tc•sso) ("l'lllprr· ;o;<•(•fHHlo fJliP!"tO "\. ) olipr nrl<•rcùl>e dnlla stll'l'i<• aCl'<•bir·a. a-ssor·iata.
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Ed il Ti;;~ier h a in~ist ito st~ qu<':<to fatto,<:ht' ha. trov:~to c·onferma anche iu alt ri .\.:\. { Dur;~ntC', ;\Iidwl, Bvyer e 13an~:iÌì . dt<,, ucllP faite p11tridt· l·irr-osN·ittf, Ja. flora <Hl<H'tollin• (· ;~x:-;oc·inl<t a dt' Ì g-Prmi <H'rohi po(·O pa.t,og:eni (enteroeO<!I'O, mic'l'Ot:<.H'èO eaudido, sarc·iuP, l'l·<·). in lftu•lle inrttde.nti, agli siafliloc·ocdti <•d ai pnPumoh:Jd ll i; allorqmtwlo i·: \'l'l'P l 'in,· a~io u c i.• rnpirl Ì!<:r;inlll. eusta ntPnwn l<' <ilio stn•pto<·oc<·o. T a l<' \. lw <·osì in t Pso ·prPci;;nrf' il met·tnnismo di qtwsl'ass•>ei<tziwH• tanto grav<• dt·:.di nnat'l'(Jbi <:og-li ael'tlhi <', ft·n (] lll'sti, srw<·ia lnwnt <' eolio s t rc•ptoc·o<·<·o, cl<•<luN.. u<lone couélus ion i clini(·!i(' di !!l'<tllfit imporhtnza.. È CPrto <·h e J'as,oeiazione d<'i gPrmi. c· o n w lo »t rl:'pi'oco<·cu, ~~ per la <•:'1111-!l'eu:L ga;;;;u~a un fattori' intrmtt>sl ahil1· di gnwità: ma (· voi sclllpre <·.~atto Chl' :>tJio l'as:;of·iazion(' <·un un ~wmloio :<ia nu•zzo <li procluzionc di f•wnw ~rasi, il! \'<tCLent i clt:'lla e:tllgrc•na g-asstJ>;a ~ l)'alrra P<l t't:t', dite Polieard {loc_·. t:it.) l'iniPziuH<· sperinlt>nln lt• rli anael'llhi c rli aert)hi non è': ,;ovl'ntt• pHt patogt•na eh<' l'inh•zione di so li anaerohi ~ C<Jlldudeutlo, d setnlmt log-i<'O di<:hiara.J'(' c·he il t:lllllJll<'sso IIH'tntnismo di t:tli azioni di mutue IIILC'!'ohithe (• a tH·ora <Jj.!gÌ pcwo uoto t•tl anolto di ineert<'ZZ<' e di O~('nrità. PPJ' conto nostro sianto tli an·i;;o, in tt':-:i gen<'r<1.1e, <·he gli a<'rohi vossono aggra.vare eù <l!!PTa\'ino talora, urla infezione gas:<0""• soprcLtutto o:>tacoh1uclo i pote>ri norntali tlifeusivi lot<1 1i e ge11erali dell'ur~ani:,:mo : ma }Wl' a»SPrire l'esi;;t<'nza. di una funzione loro pitt compl!:ta e p<'r::>ino inrlisp<'nsaùilf\, rigunt·<io alla t•voluzinne del J1I'tH·('s;;o ra.ngt·enoso~ ci scnlbra eh<' llh\nc·lt i no a t tualntl:'llt<' "llllil'it>u1 i c·lt•nH·uti proha.ti\'i. Sr:-<TO)I.\TOI.OGI A B PA'l'OU B.'i r-:sr. :\hl> i a t no g·iìt, d<'tto come la tn'tHlominanza di un elt"ment.o sintomati~: o s ia ~ ~~a t o allf nni<•tà <li rc!'lil-ìt.t' nza ch•ll'nq;n.ni:;nto, a l le qua.lità chit11irl1<' di'l lltt·zzo nN; t'Of'Hlo e soprittutto alla natura dt>g:li agenti mirruhici i quali prm·twano la C<\llg"t'<•na.. .:lliat un: o- patoJugictLll t ente ''"" putrefa zio n<' i• un el('!ll<'l1f o P:< •..;enziale e
costante della, sindrome. [ tl'~<:mti in Htorti!kazi.on<' :><'lll]Jikc• h:mno un odore amn,onia<·ale, Hrino~>o: qna.nd<) vi è.' caugn'na il loro o•k•rt> !lc~riv~tnte dalla produzione di c·orpi orlo{anici più o lllPII O ,·olatili, di un·f'~< !rl' lll<t complt>~<sità ed a;.:-;ai liJa.l eonos.. iut.a, e tntt.'atlatto SJJC('htlc. L<t putrdazirme (• nn fenomeno generalmente as~ai pt't'c·ot:e e tut ti i g<•rmi an:H•rohi delle can!!rflle ;.ono atti a formnn• d(•i [H"<•llot:ti Jlntridi. fJa profl uzion l' di g:1» n t'il<• <·angTt'U(' di g'111'1Tfl 1\ straord i n a riarncn te lreqnente. ~<'condo Polit-ard si i· pt>t·ù <'S;\g<'rato part•edtio sul ,·alm·e di q1wsto sintouto il qnalr non è che e lf>llH'nto ù<'lla "indrom<'. La fot·JHnionc 1li ~as è cont.iug-ente {Polieard, l<H'. <:it.: pag. :~.-,):('":-:a clip<'ndt' 1la l fatto <·he l.t putr efa.zionc· si atttH:ea, al t.e;;sut.o lliH~<·o lare. ~t\.rloiug ha tlimostrato gi:\ (la nwlto tt•m po c-Ile In. sua prntluziune è (•ssenzia,lruente in rapporto con la. fcnnPntazione tlPgli irlrat i di f'arhonio. l rapporti fra JWOduziorre di ga::; t' pre~t·nza, di itlrat i <li <'<ll·bonio sono c·hiaramente dimo)'tmli dalla vecehia t'spct'it>nza di Wcl<:h: 1111 eon iglio inoculato con b. pcrfrin~t"ns, ucc·iso e Jll(':<:;o in teJ•mm:ta t o, ,.a in pu t rdazione; os.;ervandolo dopo por.hc ore, s i può constatare clw è pn•t·i:;amrnte i l fegato, organo rice;o di r.HCdH~ro, o\·e più pn•eOC'<'lll<'n tè e p i ìt a h htliHhtnt Hmcntc si sv iluppn.no ga,;. Certamente q~tcsla proflnzionC' di g-:ts tlitwndc
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a nclrt> rlalla nn tura <le i I!C>J•nti prP:,!tonti :~o iliudore put rido e hanno origiut> nell'intimit à. :..:tl's~a dPi n•us<·oli, d01Hh! pa~1';anu, a poe() a puco, negli >=pazi in ter•mu;rolari c: h e. d 'ordinario, sono pieni di liquido di edema, e possono an<:hc aJTi \lHf• a1 <·<>Il uhll·t> sol tontUweo. Secondo Gu~niot e 1\Jalga i~ qu<•sti ga,.; son o infiammauili: noi, con a ltri A. ;\., non sia mo per ò ùi que~t<l
o piniOIW. L'in to~s ica:i•;n e l or·alr· si manife~ta
cou il progredire ù el procl's;;o d i ncerosi d<' llc tih•·e tnu:-;colari, processo spc>:so assai accentuato come nell<· ea.ngrcne inva.d<-nli. [l nwccauhm1o di qu<-:st.a. n ecrosi è mal conosciuto : ,.;f'mln·a lllOll o vero>:itui ln eh<• sia dov uto alle tos~ine sccrete tlai g<>rmi o lilw rate dalla ntorle di <'ssi. l~ c<'rto però ehe alcuni anaer obi, (per <'~l'mpio. il b. hi;:tol~·til·ns 1Li \·Vci nhl' rg e t')e~uin) S('grt>g:mo ùe lle t.ossinc assai necrusauh. Wt·i~rltt (-1-1 ) l<> nwt,tPn·hhc in\·Pce in relazione con l a <liminuziout• c la :;eompar:-:;1 4lel potPre antiniptico ùel sa ngue e rlegli umori loca li. Altri. intine, vorrt>hhrro farlo diJ><'ndere dai prodotti di an t·olil:ii d ei te;;suti iu,·a:<i dal pro('(~>::o;o . l ft·twmr•ni t{t·fl'iulu.<;.<:,ica:: iutu• y('nl'ralc sono itl dipl'urlenza. d ell'Pmolisi. <k ll'a f'ido:;i, ddh• to~,.;irw l'!w i J!<' t'mi n•spon:-:abili d!'llè\. cangrma gassos;l ,.;pgTI'.~ano (<,~otossin r) n lll('tl'ono in libenn cuu la diMruzione dei loro P.orpi hntl1•ri c·i (f>llllotnssint•), Nl infìn f> cbll'~z i nno d P.i prnilotti dJ•II'llttar·l·o •lclle protPillc d(•i tP><,.ul i, pN O]wm l!('i fermenti dt'i germi. Al<:uni A. :\ . lmnno a t t rihui to una gra nde intportauza. anclrP ai fermenti ùi ori ~rin c autolit i<:a : ~N· on d o Po licnr d p erò, q uPsti f<'rmenti anehlwrCI unçr importanZ<l assai pieeola . La. qu<•stione d<·lla produzione d Pile tol';sine JWI' op(•ra d1•i g<•rmi dl'll:r <·a ngTPIHt (• purt: ass;ti eom pli<'ata .<'•l os<: um. Non r-:ol tanlo int<>rviell<' la J;ozione dt>lle ~"PC'I· ie miN·ohithe (:>JWcie v irnlt>n h~ c ~"PN:ie inoiTcn1'i\·•-·) m;~
anehc quella. d<' ll'inll u~'uza del mezzo. rli (·nllum. l gernti, iu,.;cmin ati s11 1111 mezzo, da t o da 111 usc·ol i fn•:-;c·hi, non coagula l i, pro d ueono il mas:-;i mo J.tnHio dl·lle tos:-;inc• : (·.iò d i nrostH•n•h h c (no,·<·l hL JH'o '·a d eli ' in t porta nz:r •·avit ale d l"lm(•zt.v <l i c•oltnra ) l'lt<.• la tossi dlà dci g:t•r m i t• in diretto 1'<\pport(l <·ol II'I CZZll . Lrt -l! l'l'l'lisi proyn'8Ni ne ù il ri><ul t a i o di'l l'in t ossil:azionc lotalc•. <lcll:r quale ahhia.nw g:i;\ ;wl·<·nnato. o( La nN·roi'i inizi<t C'Oli l;t (·oag-ulaziontckllt• lìhn· nln:-:.-·ol:lri: quexlo (: il s1·g:n :tlc 1lella mor te d PI run>:c·olo t• custih•i:-;nc 1111 buon :-;in to mo in Ull1l <·nng'J'l'll<l iJwipil'llt.<'. Essa, si manifPsta eon t•ig idil à e dolore. in f!<'l1('rale. nwlt·o for'l't· : poi il tnus<·olu ~run lia , hl sna t c•nsio•w aulnètdn., il sno Pnlor<\ tanthi;t. l :stolo_gic·ament<' la prima e.)s<J d a os:o;pnarsi i: il J'i:!!<Htlianwnto <ll·l la !ihr·a: la ,.;t ria.llll'a loHgitudinal<• l' qu<'lla t r asversale tl'ndono H xcontparin• ('la li h nt din•nta. otno~<>nt>a . l n ;.;pg-uito ·~PJlHI'l! un e<Lenra inll'rlihri lhu·ro (fai to JWtfamcntP :3>Tnnd:trio) . t-Ili H' !!ll<· la. Jn;lllif<•><tazione tldla n~·(·l'l)i'i rll•lh· lilil'l' du•. l'otl'o l'i u lluPnza. d(' i fcrnll•nti pro (N>liti<•i1 f\ nbi Rc:<•nO Ullll diHÌIIIC';!I'Hii ÌIIIlO <'Otllpll'la » (Po l ic:ll'd).
l ft' IIOitl f'"Ì rldf' cdnna ltnn11o fot':'t· la, viì1 gT<IlHlC' in rpm·tanza tll'lhl sinttH tt;tlologia il(·l ht f·;mgTl' lla ~a;;sn>;;l. -:\rll(• c·ang"t'<'llC' \o,·a li7..%atc•. nelh1 mnrtili<·nziOil<.' pntri1L:1 <l<~ i tf's,.:nli d(•,·ih•li r.za(.i di Ull<l f<>ri t;l . l'eill'lllll ~· e::>trrlll<llll('lllr rillot t'o : la mmt<• dc>i h·--sul i (· R( ;thl lll'ltl:t ll'. f' o,.;ì C'i r-:i p uè• :;i>iPgarc <:Oill<' non >:i trOYi rl<'I I'PriC'Illa dll' a lht ]Wl' iflot•i:r,dc>'·e YÌ ~0110 anc·om
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LA CA:SGRE:SA GASSOSA NJ•:I,L'GI:fiMA C:UI<:RRA EUROPEA
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d ei vasi sanguigni. Ma quando si t ratbt di una caugTPna estensiva~ dovut.a <l tlei microbi ps.rticolarmente vin1lenti, la morte dei tessuti non è immediata :
vi è allora il tempo perchè pos~.a determinarsi una. 1·eazione orgn.nica., Lt quale determina l'edema. Quest,a incomincia tra le fibre muscolari, poi guadagna il tessuto connettivo las.-,o interfa-scicolnre e, in ultimo, il ;;ottocutaneo e lf' guaine va~colari pit't o 1neno in fretta. secondo i c:v;i. Al('une volte, sov rapponcndovisi dei fenomeni di E>molisi, questo liquùlo din•.nLt brunastro. Queste ma~e essud.ati\'e poi, si ùimostntno pitt o uwno pient• di bolle di gas a second<t della formazione di esso. La ca.ngrena gassosa quindi t'iJsulta, d i un insieme di fenomeni ahbastanza tipici, rilevanti gli uni un processo cangrcnoso con infiltrazione ùei t-e><suti da gas e da edema e gli altri riproducenti ttn~L re:1.zioue genera.le piit o meno accentuata, in dipenden7.a d i una vera tossiemia. Come sintomo precoce as.<;ai freq nente un dolore spesso tuo !t o viYo al punto di impedire il sonno o di rn·ocura-re delle vere cri.-;i al par,if'nte, il quale avverte uua, p<trtirola.re sensa.r,ione di tem;ione e di rigonfi;Lmento alla superficie o neJie v icinanze della ferita, crl ha l'impre~<;ion e di un intortllentimcnto dell·c,trcmità del membro affetto. :N'dia ma~gior parte, il feritu aecu.sa la medicazioue di essere ecces~ivament-e strf't.ta e d om;lnd;t di <>~ );('l'Il(:} sharazy,ato a-n(']H>o quando le b ende non sono afY<ttto strcttt•. :::ihnnzì. Ombrédanne e gli f'llallh•r fnnno poi dell'odore un Vt'J'O '' ~ii!H<l l-sym ptome » della iuf(•zione cangreuosa dellt· f~.:rite. 8!';~0 è n•ranwnte molto particolare, .~'Ili {JCIH'ris, inùPlìnihilt•, perchi.• è HS."-aÌ speciale• e, HPilo ><h•s:-:o tempo. fetido P n:n1sC'<lllte, molto tc•na.ce, pcrsist(•nte : 111:1 non L' nè u<lon• cti putrefaziorw, n(• fpcaloidf'. I n.vcro q11t>Sio sintomo ha mo lto \' alorl' iu qua-nto c·ho l- <'Oshtntc e pn•rote, bench(· sì;L ·.-arinhile <li inti'Ttsit;'t ~~· condo le ferit.('. E:-;so i> lea<d·o non ~olo ai ~ra,s cl1e ~f n)!gono dalla. f<~l'ibli ma :uH·h!' a llt• .~l'('l'('l. ÌOlli <'11<' Cll1<Ulano dalht r~·ril a l>t('s,;a. Al <lolun• ('l)i'ITitti\·o Nt all'otlot'f' special~, si a~l!inngP infine la. pl•r<·ezitmP rli 1lllll rat·Potta ga.s~osa :-;ol ll)<.:\1tanea.. crepitante e timpanica . (.~u<':>to sintomo è- assai pr<! Zi<J~o }Jcr•·h<' lo l>i constata ~o v cm t<> anche fnori <lC'lht metli<-at ura, ><i<t ver><o l' C'stremi t à l'c>rminale del membro l('so, sin, VC'rRo la sun, radici'. La, fPrita, qnasi ><empn• g r<t\"<' Pcl an.fnttluo:-;1,, è per lo piil di H><[H'tlo atonico, a bordi c·ontnsi, viulatt•i, ht·uu;tslri, in da di :sf<ICl'lo; alla ><11<1 supc>rficìe non è raro poter os"e1·va.n• tma più o llH'llO lltarraht C\ e1·siont• tnui>:l·olare : iu tal ca~o i JllU"<·oli sn11o ro1wrti cln 1Jll;t Jmtiu;~ f!ri.!!'iastra. La ft>rit~~ no n st•gTc>ga pus m:L liqnillo piit o uwno ahhonùante, :-;iero san~tuiao lento, l~o;;sn::;1 ro, molto feti< lo. m<',;colllto a. gas. A Ffat,to lH'eeo<·emrnte si c·nnsta.tn. poi ;~n<·l•t• -<nll'<ll'to un note,·ot(· autn(•n1o eli ,·oltune erluna. motlìfi<·<ll.ione dì eolon'. L<ltH'llc s i <l ltera ordina•·htmenlt· <lov(' la tunt(•far,ione t:- pitt ;t(·C'<'llluat•l : e~sn (> tcsn, piìt o Jll('!lo lix<·ia, t•· r>r«>sc•nht tut t::~ un;t ;;rric d i alt'(•r:1zioni <-IH' JWl' il loro a,.;rwtto ~on" ~tate paragona f,p a 1lC'IIf• n•si poi<•. 'l'ali altl•raziuni s i pre~t·ntn no so t l o l'or• n a <li tnacdtie o plael'h c; rin·o;;<·rittll, più o mPno rotond€' où OYalari, di dinH'IIs ioni variabili. Alt re volt.e ::;i ha invece u11a df\1'11WI itl' dif'fusa. di tinta. livida o brnno-vioiac~·;L l n alctLni cal'i l't>pidermiclf' }H'<'~cnta l'a.si>cLto <h•ll;t. peli'~ di fN.o mal' P l'<! t o c si :se·o Ila tb l (lerma. . .Xo n iiiJI'N[UNlt i ~OIHJ andJC! le flitteu<:.
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11 ~intonl~L <'apitalc però c!t>lla. c·au~r<•!Ht gasso!-i<~, quello t::he non Jlt<ttwa DJ<li, f·unw clic·t• 1 ~1 d••!ìnizione stb>-u, è la rac·<·olta t\i gas nei tessttt,i Ìll\'axi dal prcH't':.::<o. in partieol:ll't' npl tr:.::..:ut.o {;ellu larò sottocut<l· neo. È qtw:..:t.o c.hc. <·un tt' a h biamo g ià <ldito, r!Ptc•rtllina la H<'ll8:1~ioue suhhi,•t t in• ùi <:ostrizion" Ù1•ll ;1 m <•tliC'a:donc. Per lo più. profonda dapprima. c sN·oncl:lriamt>ntl' sU]Wrfkiale. IJIW:<t:H infiltrazione ò qua ·i semJH'c v<·n·et Lihil<' ;JK'<H.i }W<•::;to s<' .;i fa J'('sanH' dinieo un po' minuzioso. ()t w~ tu è nfi:·wru:ì. <:i tt·ad ta·e, a Ila p a lpaziun<', in una ('t'Ppit azione ga.ssosa : :dia JH'rcussione, in t i111p:lnismu. Lt errpitazione è lino e d:ì la sensazione hrn nota. ùell'n1·i;t iusufllal·a. :;;otto hì· IWIIe, conw si os~crva nelle fr:ìtl ur(' dPih: <·osi o lp <'Ott J<•rit;t polmonnre. :-;tws:.:o has t:.t , lH'I' otlt>ncrc qne!-ita St'llsazionc. appcJg-ttiare S\tl membro Jllalato un solo dii o : n m è• nd:rlior metodo rit·en·arla Clll1 ambC'dUE' h: m alli t·on1e si fa JWI' 1<1 !'it·t·rc·a dc· Ila flutl ua7.ionP. Il t impnnisrno, di tonaliUt un po ' vnriahilt' a :::cetmcla dt'lla (Jll<l lll ità. o lu pressione dei gas at::c:u 111ulnh. non mau<":t mai. ('IJstautt•ntpntC' voi <' prec·nt·<•tnellll', a lla su pl'rlicie ùrll 'artc) colpito si not:mo dPi dis t urhi di e ireolaziOlH'. Ili rnlorifi<-azion•', d e lla. sen sibilità t' tllotrid, astr:~zion fatta natur:1lnwnt(' fipj r·asi lllllltl!rusi nE'i quali sono sta ti h•;;i cl e i §!rus-;i tronehi Yas<·ol:ni e nc·rvusi. Qncsl i ft·uonwni appaiono vrinw all'l'~tremiliì ùt•li';H"to f·he si rMfrNlrla e di\·pnta. pallido o ci:wotic·o, i11:.:ensihile ed immuhilc. Xon è raro nelle fasi iniziali t"ltc il calorico pcn;i..;;ta od à-JWhe si a.t·cr~:sca. nell~b rel!imw c·otTi~ponclc'niP :li fotolaio cti origine• <l<'lla Cllli!.!TI'Illl. nl:h que~ta ipertermia nou 1\ di qua lt he ùurata che in proft)!Hlità (Chal'licr), «:>d a poco a p<,<:u il ra ll'redcl;lllt<'nto si <'StPnd<~ in n li C'7.7.o.t, sempre wc·no sia pPrcepita a 111isura t·he si ;w,·icinn. alla radil'C d1•ll\uto: e l'anl'ste;;in. che g'li su><Sl'J.!II<-' ; P la. ~na progT<'><!;ion<• v;\ t li p a ri p;ls~o eou i ùistuTbi terlltit·i ._, ht par;di:.:i . t Ol'Ì dt(•, nei ca~i <L\'anr.ati, Hi ha vcmmc•nte a che fare <·on un '' memln·p cle tathi\TP >• Yiol:wt•o, freddo, inl'c:>nsihilc ed i.t.upotcnt.e. La. atlt>Ilil<• e b linfangite, ciouo no~tante, si ossen·ano quasi mai . Yel perio1lo t<·t·ntinale, ai ~intc>mi h•<'ali c•l!e ahbiamo cntm1era.to si a ).!giung-ouo, e tlloltr t·on un'impouNtza ,·eranH·ntc impressionante, a.ncho d e i 8iutom·i qrac•utli. ltl vpro, p:iù uei primi p<'rio<li ); Ì l1anuo Rintomi generali <li in t •>~~<i<·azion<•. Qnt·.-t r (l ! te'razioni dPIIo sta t o gPucral<• si riflettono anzi! Hl tu :;~~ 11 ;1, l<'lll[>('J':\tlll'a. sUJ 110[:-\() 1 !;l! !la J'(':>pintziollC1 ~m !la ja6c.~ e SUllO ~t ;ti o
1\ll'lllal<•.
QthJsi tutti g li ,\ . .<\. :.:ono d'arc:or<lo 1wll':unnw t kre clw 1:1 tem,p<'I'(L· .tu m ahhia nulla eli t ipic·o. Può c•ssC"rt' 111otlit·a o ntnl to rlevata o può anche tna.n<·arP. Pl'r lo più <·ssa !;i JUant it•Hc fra i :.$8 eù i :39 gradi, con delle remiss ioni ntattinali anc·ltc di un l!l'ado e piìt: è inxoJtllll:lla. CtU'V<t della ma~gior p<l.rtt• d,•l!c fPritt• eli gut·rnh 1\on c•sistl' al<·una r<'lar.ionc.Pviclente tra-la temJICI'<l·l um c la. ){ravit(l tklla iufèzir>IH' (·an~r(.'no -~m--;so~a. Il po/.~o è• s<•mtn·e aumeuia.to di fn•qn<'llZ<t fin dnl principio, e nello ~ootrssrJ tt·mpo è pi(t <lcholt>. Esso è tanto viit frcqtwnte quanto più la cangrena (> to~sitlL <' i l dere;:;so d<·l L'l Ulllla la t.0 <~ J)l'CJi'ìHitno. T.a. !;tJH. a<·c·c!Pmzi()nc è tret nr:llnwntt• magg-iore di quello che romporterebhc la tempc•ratura: questa tathieanlia si :t(·<·ompa~na, alcune volte anl'Ile atl aritmie c sopwtutto twlle fa~i ulfÌ!llC dc·lla. lll:tlaltia.
Anche L'\ reiJpim:ione è un po' frequente sin da.Ue fasi iniziali, ma, a q uest·o momento, è piutt.osto una polipnea c.he una dispnea vera e propria perchè il malato non accusa ne=-suna sen~Sazione di disturbo re:::piratorio. Ma la polipnt•t't È' un sintomo meno precoce e meno accusato, all'ini?.io della. ta.chicardia : u •••• è- cosi, dicono ~li Chalier, che con un ritmo re::;pil·at.orio normale o assai poco accelerato si vede il polso radiale a 120-1:10 in feriti che muoiono per la. loro can~r<'na gassosa)) Si vE.'de pE.'rò sempre la respirazione preeipitare, eome il pol:;o, con il progredirt> dfll male, e, all'avvicinarsi della morte, essa diventa anl'>:wte, rtU'lloro:;;a, senza, la minima (\Oes i~tenza di complicazione polmonare, nè la pill leggera. cianosi. E una dispnea tossic.'l. che, arrivata a questo grado di intensità, costituisce nn sintomo di cattivo augurio. Essa, nella cangrena. gas::;of!a ha dunque pil1 nn signifìcato pronosti<.:o che un valore diagnostiro. L 'intossicà?.ione prodoU.a dalla cangrena gassosa, oltre alla dispnea ed alla tachicardia, iletermina anche un'alterazione della. farirfS, che diviene pallida, t enea, plumbea. Nei casi pit1 gravi si vede ~•JJparire aucùc una tinta !'ubitterica, che può restare localizzata. alla faccia. o geuerali?.zarsi alla tot.alità. dei tegumenti. Questo subittero secondo gli Chalier, è un sintomo di ca.ttivo pronostico. Spesso una cefalea a tipo frontale: qualche volta U vomito, dell(• coliche con diat'l'ea~ agita,zione, delirio ed insonnia completano il q n a-dro della siutolllatologia.. ~b ciò che molto spes.'!o colpic;ce, come fanno notare alcuui .A. A. è l'euforia e la. conservazione dell'intelligenza, e della coscienza degli infermi sino a.ll'ult.imo istante detla vita. · DIAGNOSI - FORME CUNICHE - COMPf.JC'AZlONI. - Può tentarsi oggi, alla st.regua dei reperti b~tterio!ogici ed ana.tomici, una sicura diagnosi della cangrena gassosa. ed nna cla.ssifica.zione delle sue diverse forme 1 Queste costituiscono stadi diversi o gradi di diversa intensità della. medesima infezione, oppure hanno un substrato batteriologico e anatomo-clinico proprio che possa permettere di considerarle e studiar le separatamente t Il complesso dei sintomi, assai netto rivela le tre caratteristiche manifestazioni prineipali (eilema, enfisema: caugrcna), ci permette sen?.'altro di distinguerla nettamente da qualsiaRi altra affezione.. Per la, grande loro variabilità di evoluzione e di associazione ben diversamente è invece la <:hu•:.;ificazione delle sne multiple manife:.;t.'l.zioni cliniche. Così Ombredanne (25) attribuisce all'infezione cangrenosa le 5 torme <lliniche e anatomiche seguenti: l ) cangrena massiva: 2) csmg-rena diffusa : 3) cangreua localizzata: 4) forme a predominanza cutanea : 5) forme m usco lari. Orticoni, Delace et P rat, (26) ne fauno invece appena due ~.ruppi e do(•: l ) ca.ngrene primitive: 2) cangrene secondarie. Oatelhier (lo) le divide in: l) forme limitate; 2) forme parzialnwnte limitate a fuso ; 3) forme massive. T nffier (39) distingue: l) uua cangrena con gas; 2) una. setti<:<>Hlia ca.ngrenosa ad evoluzione acuta; 3) uua. setticemia ca.ngrenosa ad C'\·oluluzione acutis.sima,. Lenotmaut (21) : l ) forme lùcalizr.ate; 2) forme diffuse ed (•st·rn~h·e. 8 • Oiomu/e eli. mrdicilifl mi/i/ttr~. - FtO.."C· li.
Lapoint1• (1!1) eonuidde quesh"L cdussifieazione, ma vi aggiunge nua massivn >>. :-<aecpwpt'c, \\'<>inb!ll'f.! et. Se7uin hanno t<>ntato di fare una. classit'ica zionc ba tterio-r himka della c·angr<·na. gai"SO:'IH : Sa<'q nép~e l~L di~ting-uf' iH a) settkemh1 eangreno~a di Chauveau e Arluing-. llhtlatl ia: spP<·ilit'a monornil'rohil'a, clefinita, !:lecondo l'A. t:linicame.nte e batte>riologin1nwute cd il r ni <1gente è il v. settico ; b) edema g-asso,;o maligno d<•lla. prim<t forma o tipico: malattia. sp!'citil'a. nu>nomicmbica, definita ~econdo il punto di vL'lta clinico e l>attt.>riolof.!ÌCO ed il ctù agente è' il b. dcll 'edem ~l 1n~s:-oi'O maligno ; f·) edema. gassoso maligno della :>eeonda forma o atipico : stato patologico ma.l determinato nella sua sintouJatologia e patogenr~'>i, dcino clinicamente alla se.t.ticemia r:'l.ngrenosn : }JUÒ e;:sere provocato da. diversi agenti. Weinberg e ~c{!uin (-!3) ht disting-uono in : t't) forme (mfi~eL·uatose, b) forme tossiche o edematose ; c) forme mi::; te ; d) forme putride; e) casi romplessi. E così si potrebbero moltiplica.re le forme all'infinito, secondo che si dà pi1'1 o meno importanza ad un a,c;petto sintomatico, al modo di inizinre a.l modo di estendersi dell'enfisema, alla loca.lizza,zione o alla diffusione delle lesioni, ai reperti batt-eriologici. Pur non dli;conoscendo l 'interesse di tutto queste divisioni, giudichiamo pertanto che e.'lse ba.uno tutte l'inconveniente di essere troppo schematiche e di non tener pr<>,sente che la predominanza di ogni elemento sintoma.tico è legata al complesso delle condizioni create dalla varia, re!'listenza. dell'organismo, alle qualità cliniche del mezzo necrosato, alla natura ed all'associazione degli agenti microbici che provocano la cangrena.. Lo Sbrozzi (3:3) ci sembra che abbia saputo non perdere di vic;ta i tipi essenziali della cangrena gnssosa classificandoli in: a) flemmone gassoso ; b) cangrena gas.c;osa ma.ssiva o totale; c) settico-tossìemia ca,ngrenosa. D flemmone gassoso rappre.c;enta la forma clinica più mite della infezione gassosa, la forma loca.Uzzata e superficiale; la ca.ngrena gassosa massh·a, rappresenta una, forma molto più grave della precedente, in qnantochel'infezione non è localizzata e superficiale ma profonda ed estesa a tutt.i i muscoli del segmento dell'arto colpito: la settico-tossiemia cangrenosa i> la forma. più micidiale della infezione, ribelle quasi ~empre a qualsiasi tra-ttamento, con decorso progressivo, talora addirittura fulmineo. Questa cla.ssificazione dello Sbror.zi st:>mbraci accettabile eorri-:pondendo abbasta,nza, bene, nelle sue !:,'l'audi linee, anatomo-dinicamentc. Come poi tutte le malattie, anche la cangrena ga.s.-:osa. è suscett.ihile di complicazioni. Fra queste, la piit frequente, è il tetano. Nè il fenomeno d può meravigliare quando si tenga, presente che la natm·a delle ferite gravi, anfrattuose, imbrattate di terra e di brandelli di vcstimcnta, s porche di fango, che la freq uenza degli ematomi profondi costituiscono dei fattori eziologici comuni alle due a.ft'ezioni. L'nna. e l'altra sono l 'opera. di ag-P.nti pn togeui anaerobi, pullnlanti ·i. n sit·u, impregnanti l'orga.nismo delle loro to~sinc c ron virulenza, notevolmente accresciuta dalle nsso<:iazioni microhic:IH'. I n prati(·a. il tPtano non ~i ~;ovragginn~e eh<> raramente alla gangrena )!ll~~osa ean~<a h1 iniPzione prolilnttica di siero antitetanico a. t ntti i feriti. f<'I'Zfl· rategoria., C'iof. quella delle '' forni<.'
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Son 1nancu.no pl?t'Ò n<:>lla lctt('rat mu. <lJH:lle ra,;i nei quali il {.etano s i è .wiluppa.~o nono~la nte la. ;;it·ro-pl'oli l.a~'Si pill :::trupolosn. Altrt~ complicazioni sono rappr••s('ntate. dali(' P.lllOrragie ::;e('OJHiariu prodotte da altera:r.ioni delle pareti vasali le quali, pPr opPm del proc<:>sso cangr<•uo:;o. po~,;ouo wnire p<·rhno )Jerforate; da flPbiti e d<t lesioni a dil-itn.nza nei vari org-ani, SJHWialnH?Ut<> twll'a.ppar<>cchio t<:>spiratorio. PH OC->NOSI - PROFLLM;:'(r ,_ C'n~ A . La. pl'ognosi di q uext:t tPnibile complicazione de li~> feritf' di guena. è se111pre grave an(·he quCLOc7 ritMn Riesce talora difficile pronostica.re perehè vi sono tlelle Jorm(> che,ù'apparenza be11igno all'inizio, sono inHte di una e>:trema gravit-à; e ve ne JSono delle altre che, pttr procedendo cou andamento JHaligno, riso·lvono in guarigione. Così Re le forme diffuse ~ono di progno:;i peggiore delle altre, è I>ur strano osserva.re come le forme circoscritte non siano talora più berugne di quelle massive. Pierre Delhet ha proposto un i.Jl~(·_gno~o proceùinwuto di laboratorio c·he doVl'ebbe essere di grande aiuto per stabilir(\ una vrogno~i E>.<l andte per dettare una ter::tpia: la pioc1tlt1m1. Dclbet si è domandato se non sa,rebbe stato pos.'libile misnrare le due forze antagonist.e, della vimlenza aggressivn dei microbi da un lato c del potere difensivo dell'organismo da.U 'altro, coltivando i microbi nelle secrezioni d elle ferit-e. '' Queste secrezioni, egli afferma., dipendono dallo stato genE>rale del :;oggetto, dalle lesioni trauma.ticbe e dai microbi. Esse rappresentano, in ciascun momento, l'indice delbt lotta che si stabilisce fra l'ammalato ed il t.ra.llllla.tismo fisico, psichico, chimico e microbico >l. Partendo da.! fatto noto ~he n1olté proprietà degli umori pos..~ono por:-;ist.ere in vitro, e ehe i globuli bianchi (elementi eost.itutivi principali del pus) sono capaci di vh·ere fuori dcll'organi<~mo, egli si è affacciata, l'ipotesi · da un punto di vista puramente teorko, che il pus, messo in termostato, al riparo dall'assecchimento, pos..;;a essere la sede in vit.ro dei fenomeni di ordine vit:tle, variabili natura.hnente da oa.so e caso e conseguentemente elle la piocultura possa cosi perntettere di valuta.re, con una certa precisione, le relazioni dei microbi <',olla ferita e coll'ammalato. Gli è sembrato che se le condizioni generali e locali erano tali che il 111ala.to apparisse impotente a lottare con i microbi, questi ultimi si sarebbero potuti coltiv-are abbondantemente nelle s~crezioni : se invece . le condizioni erano tali da permettere ttna lotta, si sarebhr osserYato o nessuh sviluppo dci microhi, o uno n~sai UUJitato : i.J1fine, se le condizioni stesse locali e generah a,\·evano già permesso il trionfo dell'ammalato, i microbi non wnebbero potuto più coltivarsi nelle Recrezioni o, ()vcntua.lmente a.ncbe, :;a,rebbcro Muti dalle stesse distrutti. ~e risulta,,ano <:osì tre stati eorrisponrlenti: J) al trionfo dcii microbi (piocnltura positiva); 2) alla lotta (piocultura nulla); 3) al trionfo dell'ammalato (piocultura. nega.tiYa). . L'esperienza, a giudizio di ])clhet, ha. confermato h1 sua. ipotesi. Anche Trcmolières, Loev, Routier e Bclenowsky conferma.no i 1i,:;ultat.i di D elbet.Ma dello st.C>sso giurlizio non sono Pozzi, Agasse I,afont, l!'ic:-i5iuger, :lloirond, Nimier, Vigues e Policard. Vcnturelli e Quarelht iutiJH' iu uno Rtudio iu cui sperimentarono su 76 pioculhll'C (Giontttle ilrllcL Jt . . li-t'IUff' mirt rli Jfct.l.-Torino, V. 6fi - 1918:
n. 1-2-3-4) arrivarono ali~ c·onelus ioni che la piocultun1 ha. dal punto di vix!a pratico. uu valort' asio\ai sc·a r~o, ne' può, in tesi ~enera.l c, e~;;ere lli gu ida, <11 chirm)!O per il pronosl'ico e P l'l' l'ev('u tuale iu ter vt•nto perchè (: da. ritenen;i C:l1e se la pioeultnra nulla o uegati va iudic·a no di solito un prouostieo hcni:,rno, non è. altr·ettanto esat.ta la proposizione in versa, e ciOl! in altri termini: una viocultura voxitiva non può ecrto indicare nn pronostic-o ~·an• n(: imporr(', c-ome una llt'<'Cssità, l'intcrn·o to operatorio. Di front·e alla gra>vità dt•i c·as i. di cau~rrena gassosa ed a ll'assoluta irupos:;ibilità d.i a.vcre dei dati clinici e sperinwntali per uu esatto pronostico. si impone ai ch irurghi di studiare non solo i metodi migliori per ctmuli. ma anehe, e sopratutto, eli escogihn·e il modo di prevenirli. B enchè> poco contagiosa, 1:~ C<l·ngrena gas~osa deve essere trattata come una mahtttia. t rasm is;;ibile: di conseguen:r.a. l'isolamento deve esserE' ap plicato con tutte le vrec~mzioni che esso il11J)Orta. l\ia la cangreua. gassosa è un'affezione evitabile e la sua profi lassi deriva dalla conoscenza della sua etiologia. P ortati i germi produttori dal proiett.ile t> dai brandelli di vef;timenta n ella ferita, v i n'stano allo stato eli 1<1tenza primrt. di s \'ilupparsi e di pullulare, cioè l'infezione non diventa manifesta, non si tra(luce cliu icamente. tanto per sintomi genE'r ali che locali, se non dopo un certo tempo che abbiamo visto varia.re dalle 12 alle 48 or~ tlal ferimento. Occorre pertanto t!>l.'>ere precoci nella operazione a.!lo st.adio pre-infettivò o di ast>psi clinica, con t rariamente a quanto si credeva all'inizio della ~uena, quando predomina.va l'a.ssolut.o concetto dell'a.st:ensionc operatoria : ed a.llora. qua.ndo si imponev a l 'intt>rvento, era in generale troppo ta.rdi, t roppo mutilante e spesso inefficace. Oggi è da ritE'nersi già. completo l 'a.ecordo fra i vari chirurghi che r exeresi precoce del tessut o mortifìeato e mortifica bile la pulizia meccanica accurata. secondo le norme onnai uen stabilit.e nel e.or,.;o dell' ultima guerra, mett<' al riparo la ferita dalle gravi infezioni sia (Li natura flemmouosa cl1e cangrenosa. I recenti st.mli aprono poi la speranza a nuovi s ussidi terapeutici nella siero e vacciJto-tcra.pia clw posl':ono esst~rE' degli ot.timi coadiuvanti della chirurgia. Il trattatnento profilattko con sieri e vaccini anticangrenosi dHe e!;serc energico e pers~>veran te E' richiede il concorso del batt.eriologo col cbirurgo. La. molteplicità. delle specie auaerobiche che possono eRsere causa dei process i cn.ngrcnosi ree· lama da parte del batteriologo una vigile e continua sorveglianza, essrndo l'~ffi cacia, della cum suborainata a.lla ~ua. speeificità. a11a conosrenza cioò della specie o delle specie microbiche iufett.anti. Weinberg e Segu.in souo riusciti a preparare un siero ant.iperfringens. m1o aut.i vibriotw s(•ttico ed Hno an tioedcmat icns. Vauclt ba fatto delle iniezioni pre"entive dci tre s ieri con risultati iucorag~ianti: l'iniezione dei tre sieri insieme, secondo lui, è ben toll~rnta anche dagli antitetanizzn t i. I / A. f•ousiglia di iuiettare. a s('opo preventivo, 20 em. cubi(·Ì eli c· i ::~senno dt'i t1·e xiPri qu::.nt.o prirn::~ i• poxsihiiP dopo il fcriruento: qualora voi il t rattamento chirurgico, ])er motivi di forza maggiore. non potesse esst•re lH'eeoce, occorrerebbe ripetere l'iniezione })er alcuni giorni.
::)econdo gli autori stessi succitati, i sieri da loro preparati, sperimentalmente sag:giati, wiegano un reale potere a.ntitossieo ed aut.imierobico ~'• in a.pplicazioni terapeutiche su ammal:-:ti, hanno dato luogo a risultati incoraggianti, <:ome dimostrano le os~<>rnlzioni cliniche dei citati autori, riportate nel loro recente lavoro ~mila cangrena. g;:t~Sosa, osservazioni che 111eritano r t'almente una seria punderazione. Sacquept'e ha pure fatto lllolti tentativi sicroterapici a, scopo pre,·entivo ed a scopo c:urativo della cangrena gas:-;osa, con due tipi di ;.;ieri polivalent.i ri:mltant.i dalla combinazione: runo, del siero antivibrioue :-;cttico, di quello antiperfringens e di quello antibellouensis~ l'altro del siero polivalente di Laclainche et Valée (att.ivo contro il perfring-ess ed il v. settico) con il siero a.utibcllonensis. Su 319 feriti gravi cui furono inietta ti preventi,·amente questi sieri, si ebbero a noi are dall'A. :<o lo 4 insucce!\si, cioè 1'1,17 %; tali 4 insucccsl'!i furono ottenuti col primo tipo di siero con ClLi furono iniettati :!39 feriti, mentre non se ne ebbe alcuno col sN·ondo tipo con cui fmono iniettati 80 feriti. _\nciH• lVlajPrt'ssc et R~l!IH:·r (:2:! ), Delh<'t e Iriens (7 ), V in ecu t et· Stoclel (41) si flichiarano soddisfaHi <lri risultati ottenuti cou la sieroterapi:• pre' '<'ntiva P <'ttrativH anUcang-rt•nosu.. Tutti questi A.A. però sono d 'a<-cordo n!.' l considera n• la sierotrapia. in ogni c nso, come coacli nvante del trattatn~·nto chirurgico. Da qua.uto si (· detto sopra si deduce dw il tratt-amentc profilattico dl'lla caugr~;>na gassosa è nello ste>;so tempo an<·he il miglior trattamento curativo della ferita stessa.. .~.'\nclte quanòo la cangrena gasso!la ha già fatto la sua comparsa è sempre però al trattauwntc.i chirurgico eclettico, radicale, o conservatore. <~seconda della peculiarità dol caso (associato ad una ener_giea medicazione, alle inalazioni di ossigeno, alle iniezioni sottocutane<' massive di olio canforato, eli sit'ro artiticiale o di soluzione eli bicarbonato di sodio, secondo Wright) che sp<•tta il compito prineipnle della curn. Come a n t isetti<:i p'er la medicazione sono poi sta te proposte da i vari A.A. sosta.nze molto diverse: l'acqua ossigenata e l'o!isigeno per lavaggi e per iniezioni ipodermiche (Delonnc), l'alcool, l'etere, il formolo, l'es:wnza di trementina (Dionis de Séjour, (10), l'arsenobenzolo (Lacapère <>t Lenormant., (18), il cloruro di zinco (Thiéry (;3H), il chinino (T<l.ylor (35), l'aria calda (Qnénu (29). :\fencière dice di aver ottenuto buonissimi risultati c·on la. formula. sf'guente : u ,J octoformio, guaiaeolo, eucaliptolo: an a gr.: 1 O; ba h.;a m o del rel'll . gr. 30 ; aleool a 90 cc. 100 ; etere litri l ''· Ogni metodo ha. i suoi partigiani ed i suoi detrattori. Nessuno ha <lato dei r isultati tali da hw:o accet.ta.re senza. critic;be. E questo dipende dal fatto r:he anche gli antisettici più potent.i, non hanno, su di una ferita infetta, un pott'l'e microbi cida a na logo a quello che d imost.ra no in vitro; ed Anche quelli che sono dota.ti della maggiore diffusibilità come l'etere e l'acqua. ol:l.-:ig-enata.. non po!>sono essere portati in tutti i punti d('lla ft•rita dove vi i'ìOno agenti patogeni. E non bisogna ueppure dimcntic~lrt> che i ff'~~uti e gli nrnori n •agiscono all'infezione cd t'ntnuw in lott.a contro di (•ssa e <·he, se con una sostanza qualsiasi si lt'de la, loro vitalità o ::;i pl'oducc !>!O lo tlllà neerusi supt'rfìciale, si va contro il procf'sso nonual<• eli difesa. antirui<·robi<·a. 'r utte queste consi-
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de1:azioni limitano as>;ai il valta·p degli antiseLtiei (' :.;pie~Mlo como dei <'llirnrghi prt'eouir.r.inu !"astensione da essi. L ·opl"rar.ioue cltirttrgic-a flpv~ e~C'rc il p ii1 possibile consona t r ice e. eomr abhiamo g-i:ì. dètto, dt>\'e Nmsi.~tere non f<olo in st•mplici sbrigliamenti i quali :-;i limitano erl rvital'e l'accumnhu·si dei prodotti di df'gcnerazionE>, ma andte iu resezioni ntuRcolari larghe eh(' impediscano ogtti putrefa· zione, sopprimendo ogni alimento ai ger!lli infeUivi relativi. In questo modo si evita. anc·he il fatto svontaneo dc•Jl'arrivu e df'lla distruzione nella ferita dei leucoc:.iti i quali cletenniuann una rn·otlnzione costante di tripswa. (~ue;;;ta, come ha dimostrato Wright (H), ha per l'ff«>tto, in un primo t.em1w la- ueutralizzazioue delhi a.ntitripsina normaJe della lillfa iuterstiziale e d0l sangue. È oggi ormai l:t.<:qui~ito alla seieoza." che la resistenza. dei tcssutj all'infezione mi<·robiut ~ e~!-lcnzialmeute in dipetHienr.;\ di questo potere antitriptico degli umori. Là triJJsiua, me:-;:.:a- <;osì in complcta lihe.rtà. di azion<'. attacca, in un secondo tempo, i t(':.:snti vi(·ini. trar;forrnandoli. in mPr.r.o di coltura per i mi<:robi. Tn pref.ìcnza però di importanti lc>siuni n'lseolari eh<' COIII]Jromcttono la. Tit.alità. dt•ll\uto, come a.uchl"' lH•lll"' lesioni arti<:.ola.ri e :.:peRso anche nf'l ll' ft·attme o:.:s<·e, che. banno tanta importanza nrlla produzione deUe forme lll<ll-iSivP, non si può non ritorn•n' suùito a ll'at tlpntar.iunc. In questi (":tsi il ritarchtr(' rntto di d<•ntoliziOII(' sarebbe pcrdct·e fat allli('Ute uu tf'i11p0 <•hf> forsp potrPlJhC' an<·oT·n essl'r<' utile per la sa l\ <'zza d1'll:1 vit-;t. cito tra m ma b r o. ((~w:uu, DPlhrt, g-li Ch:li ic•r).
H l B I.IOC:H.·\J.' LA.
l. Rn,::t·Ho~:. - ,, \{.é union d e" ?lfi·det·in« dc: lltt l\' At·mi·t·" · H<lllt . l !l l.), ['H!! . .J.'\Ii.
l'muri>.• mtJdict~l -
:?· CAHBo.:-.."E, Q!JAtu-:t.r.-\ o \"~-:~1" \/ tmr . t ,l.- " :\Iicrobi f<upt·otil i e m ic·t·obi pnH•~eni " · Riri"'trr rli hiulorrirt, n. 2. n1•rilo HJ l !l. :t c.~RHI•:I. A. et Lh:rn:LLY c:.--., Le· tntiteuwnt def< pini<'-< infcctPel; " · l\la:;,.;oll ('d. l'ad-<, 1!1 17. -!. CtL\I.li':H :\;>;llH ~: <'t Jos.1-:T'H. " Ln C(nng rè·nc• ~nr.t· use• . LilJt·n ri<' Aknn. Pat·i". l fll7. !i. J h :T,AC: E J<;T P t.tNr. -
Hull. et Jlé111. Soc. Chi1·. Pari-<. l fì f{•,•ri<'t" l~~ In. l Hl g . 13fl.
!i. Dt·: L.\~(:J,ADE N C :\TI·:l . IIII-:H. J,a l're.~SC! .ll éd. fi jA nv: Pt' l!ll6. n. l. png. ~· • . J)~:LBE'l' P. Ru/1. l'l Jfém. de/a Soc. rlc Chir. - 23 r. tn t·s lfJiil. ptt~. 6lH [bt ·
ck'•n. 27 juin l!Jl.). pug. 1:324. R. Dr-:Ll'll' 'r P. et Fn;<;;q"'c:r·:R ~. - .-l nn(ll:!s d(' ln C!inirprr Chi1·. Du P. J)P. lber.. N.U. " Bioi<JI!il' rh' In plrtie de g\WITe » . Librairie Alc· ttn. Pari;:;, l91B. !). l)r;p.a(:F:. Hu/1. ~>t .1/•im. Soc. C!tir . - 23 11181"f<, l!JIG. . 10. Dro::-rts d e Si:.Joll"tt. - " DC' l'emploi di'i< sc->lut.iiJns t(>J•(.bt'nt hin(>e;:; dans h' t nu· tf•ntent d t•-< pluies c·nnt11st~ inf<:-et.l·m; et _p:nngrene11sos ·•· Bnll. el Jlf,:m. dr lrr ,'-,'or.. de Chi r. de Pnris, :30 •nru·s l Ul :j. pn~. 7 fiO. li. DunANTF: Ltll<,·t. - " Lo st t·Pp! O("O<'CO nelle prime fasi della t~\·o!t1zione delle Ù'rite di ~HE'rra " . La riforma medica. N . 1:1, l\Jl8. _ l ') ])I J \· t\T .• P. -· l1ul/. et Jlém. cle fa ,C..'or. de ('hir. 1:1 j11i!ll't U)lR, png. 141a. n. Dl·Y.\L et \' .~="t:Ht·: R Dr-:LRET. lHtr·::--·s. - ... A propò;<dt> là gang-rènegar.euse • . l'rr.~se .?tl écl . n. 48. 2U aoùt 1!118, paJ!. 44:). Sue:. d e Chir .. 3l j11illet 1018.
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)
116
ISTl TVTO D 'IGIENE DELLA R. UNTVERS rTA DI CATANIA dire tto dal Pror. E. Dr ;\l ATTEI
SCLLA PERSISTENZA DELLA REAZIONE DELLE TRRMOPRRCIPITINE NE HLI ORG A ~I PES TO SI D ~l AN I CONSE RVATI p C'r i d ott. :
Nicola Consoli
Francesco Pivettl
Assist •nb s tr·aordina.rio
lllaggiorn medico, u.ssistr·11te militan•
I htvori di Pù·as (l) sulla termorl'azione delle precipitine nella pc:.;te o ~ul ;alm·e oramai in cont(.~l'ltato ch e cs.':ìa ha nell'accertamento rapido della diagnosi di ques ta infezione, dapprin1a. lilllitata ai nmrini, hanno fa tto fa re un pas.':lo a vanti e molto im!Jortante allaquestione. Applicando alla prat i<:a qne:;ta, reazione, anehc in quei casi in cui le ric-erche microsropiehc sperimentali e hatteriologiche, dopo un tempo più o meno lungo di ar-;pet tat iva, non ricseono che negative o molto dubbie, come nelle ca.rogne di ratt i in putrefazione più o meno avanzat a, si hanno ~cmprc dei risultat i f.l iC'uramente positiv i, ben int(.'so nei cas i che si tratti di pe1:1tc. ~è le con:>ecutive ricerche della Warner (2) c del B crlin (3) vaL-;('ro a diminuirne il valore, perchè le loro esperienze, ora con qualche ri!'ìultato nt~ga tivo, ott enuto da materiali sicuramente pestos i, ora con qualche ris ulta,to positivo, ottenuto da materiali non p~tosi , e quindi con conclltsiooi <"he mettevano piuttosto in dubbio la specificità della reazione predetta, non si dimostr·arono scevre di obbiezioni e di errori, quando vennero xottOJJOste ad una diJ.igente disa.mina (J ). ~lis.siroli (5) in un episodio pestoso umano studiato a. Tripoli, potè o:::ser·vare che la reazione delle precipitine s i verificava ugualmente r on alcuni organi uma.ni, gangli crurali e ascellari di 5 pestosi, e miiza di una bambina di pochi anni venut a improvvisamente a mort~ senza c-he presen tasse bubboni apparenti. Questi risultati vennero anehe confermat i da. Pulgher (li) che potè esperimentare su di un bubbone tipico di individuo morto sospetto eli
(l) PntAS. La r eazione d elle pricipitine com e n w zzo di diag uos i d ella pest.e. J yiene . Jfodema HH3. (3enova. (2) \L\RN~:n. The t ermo precipit in Me th od in t he diagno~<is of bubon. Plar1tte ' 'l'he J our i!Cil of H;~~giene. 1\ ' . 3. 19 J.l.
(3) BERI.l~. Die s ier odiagnnse d er P est mit Hilfe d. Precipit a.t ions methode Cent ralbl. f. B akler. Ori_g. Bd. i5 H. fi76. (4} l'rRAS. Xuo\·e oss('rva'l.ioni sulla reazione d elle prPcipit m e come m ezzo di diag n osi Ùf'lla Peste. Geno vo. l gieae Jloflem a N. 12. J!H6. ("J \!t ss tn o u . La reazio n e d e ll a t e l'll tO pre,.. ipit in a n e>lln di a gn osi della p es te. }Jal holrJIIÌCrL S. / .Jfi. J9 1.J. ( : mo ra.
(li) ·l' u L<= JH: R. Knll"applieaz ione praticate\ d<>lla reazio ne d e lle precipiti n e alla llelh\ pest e. i giene m oder na. Lug lio 1!12:.2. <'en o va.
•lin~ no<~ i
I)UJ,LA PE.RSIS'fENZA DJ,;LLA REAZLO~I-; DELLf: TERl\JOPREClPlTI:-11;: 1 F.('C'.
peste. La precipitazione praticata con estratto di tE·ssuto gangliare infiltrato fu nettamente positiva. Non accenniamo quindi agli altri risultati concordi degli studiosi che consecutivamente si sono occupati dell'argomento, Philip e Hirst ecc., percbè il valore della termoreazione è oramai ta nto ass;odato, da far parte delle prove che devono ist.ituirsi noi ca,;i di accert.Stmento di diagnosi d ella peste, consigliate nelle istruzioni pubblicate da.lla Direzione Generale dell::t. Sanità Pubblica. A noi è accaduto, nei vari episodi pestosi umani avvenuti in Catania, di esserci pot,uti largamente occupare di tale reazione nei murini. non soltanto nei casi conclamati di peste, ottenendo ri~tùtah conformi ai precedenti autori, ma altresl ottenendo risultati positivi insperati, cioè quando ogni alt.r~t ricerca di la.bora.torio ci veniva a fallire completa.mente o anche quando eravamo molto imba.razzati a formula1·e una diagno~i. Ora. le presenti ricerche istituite su orga.ni di cadaveri ptHtosi, ebe si allontanano ·da tutte quelle altre già a.ccennate, ci hanno forniti dei risultati che ci sembrano piuttosto interessa nti, e degni di essere resi di pubblica ragione. Essi invero possono servire in quei casi di decE's.<;i umani in cui il medico, lontauo da ogni preoccupazione di infer.ionc specifica pestosa, m~L impressionato dSt una sintomatologi:l. non conforme alla nattU'a, del caso clinico, si voglia, accertare in segtùto eoll'esame anatomico delle eventuali ;.llterazioni che alla sintomatologia predetta si pos~ono riferil'e, riserbando lo studio degli organi e dei tessuti ad altro tempo, per cui il materiale a-natomico va ad essere immerso nei soliti liquidi conservatori. Simili casi, in principio di epidemie pestose, non sono iu ve1·ità. rari; ed infatti ci è accaduto di osservare che per errori diagnostici di ca~i di p<>ste misconosciuta si è dovuto ricon·ere alle autopsie e alla conservazione dei pezzi, i quali dal punto di vista batteriologico e istolog-ico nulla hanno chiarito, e che invece ci hanno molto illuminato per via della reazione delle termoprecipitine, di cui ci occuper('mo. D 'altro ca.nto noi abbiamo a.vuto l'opportunità di aver fatto pa.recclùe a ntopsie di pestosi, ed abbiamo conservato dei pezzi di organi in vari liquidi, e di questi organi ci siamo serviti per le nostre ricerche. I liquidi consenra,tori sono stati : Soluzione concentrata di Cresofenol (l) Formalina, a.l 5 %, al 3 %; Liquido di Foà. (2). Alcool a vario grado di concentra.zione da 700 a, 95o. J ...a grandezza dei pezzi anSttomici variava. da. un volume di una noce a. una. arancia. I pezzi predetti sono stati il polmone, il fégato, la. milza, ( l) La soluzione di CrP.~ofenol fu adoperata a. forte concent.rnzione e piìt allo 8COpo di u ccidere i genni pestosi, che per i'<tituire ricen:he speciali (5·10 %). . (2) Il liqu.ido di F'uà. ot.Lirnu CUIL'ii:H"Vtlt.ore uei te;;~<uti, è C0111pu><to di liquido eh ~HiHer con sublimato cono><ivo al 2% per 2 giorni, lavaj!gio per 3fi o 1·e in acqua conente, indi immer,;ione in akool jodato fino ad e;;auritnento del sublimato per 3-4 giorni.
1J8
SULL.-\ PErt><IS'J'E:-.-:tA OF:LIJ.-\. .IH:AZI0:-.'1,
DF;LJ,E 1'/•:n:\IIH'R~XIt'JTTNI~. E ("C',
i .-cm, i bubboni, la tiroidt, le glaudole aseellari, inguiuali, <:erviC'ali,
.nesenteri<'hP pii.t o meno infiltrate. I pezzi tolt-i dai liquirli (~On~ervat.ori venivano abbondant;ement.e lavati ad acqua corrente ; indi asciugati in carta bibula, tagliuzzati, tritati in mortaio, e, infine messi nella quantità di circa 5 grammi nella, prov('tta · a bollir€' a bag-no maria. per 10· -15 ', con l'aggiunta del doppio di acqua. dL'ltilla t a. o di soluzione fisiolog-ita. Adopera ,.-amo il siero autipestoso preripitant-e che ci viene fornito dai Laboratori della Sanità Pubblica . F:sso veniva impiegato ;;enza preventivo allungauwnto o con lcggient dilnzione al 0.2 al 0.5. Si ehhe cnra di istituit·c per ogni esperienza dei controlli rispettivamente <"OH altri organi simili, sia norma,li, Hia variamente alterati per altre malattie, immen-;i nei predetti liquidi di conservazione, nel dubbio c he le varie malattie interessant.i gli organi, o i liquidi stessi avE:'ssero potuto simulare o n•a~('hcrare la r('azionc delle termo]Jrecipitine. Allri conr.rolli veJJiYèlllO i;-~lit uiti f'on org-nni I11'~tOI'li frt'.-;chi io COITelazione a q ndii t·on~erva t i q un n do e i Pnì po::;sib.i le di tarlu.
Soluzione di Cresofenol 5 1}eo· UHG.il\1 "0111' /I! U.
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Kou si pl'Ott·assero nltPriormentl' (p t>sperit·nz<• p<·relri• g-li organi ]Jestosi furono llH'><si i n t al l iq n id o per d istrUJ!I.!('J'(\ In (·o n t agiositi\ d.i es"i t: dopo VPllll l'l'O utalauguratatttcntc g<'ttati. Gli org-ani nonnali fresl"lti (milt.<l, pulmont~, !\•g-ato) ed organi variameut.e patologiri (milza, polnwn(•, ft>gato) immersi nella detta soluzione rlietll'l'O l'ìl' lllpre l'l'az io m• n<'ga t i n t.
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(l} rt So•J!11t) indit·a che la l"t•azione f: stata pO»ttinl.. Jl sel!llO fo•·lf'lliClltC po:;itiva. 11 segno - negativa. Il !·wgno + - leggeris::;ill)ameute pos it ÌV!l.
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Gli organi nonnali fn·~c·lti (milza, tiroide) ed organi pntolo~iei (milz:L pancreas) imrtH'rsi nel liquido 1'-upnuktto diedero sempre, per tu l ta l:t dura ta Iisp<'tt i,·a di tempo, r eazion<' n<.'gntinl. Liquido Foà. 0 HG .\ ~ f
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Gli organi normali e 4uclli patologi<:i immenn m alcool per la duratà Ili tempo rispettiva a qtH' IIi pt>stosi, dit•tl!'ro ~cmpre rear.ionc negath·a. Organi di cavia pestosa.
Durnl•l fil tempo tl'illllllC r~ivn<.: clc)!li organ i
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.SULLA p~;.nst8TE~ZA DELLA R EAZTO:s'E OELT;E 'JI'I':RMOPR~:CtPITTNE, ECC'.
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* ** D;l uno sguardo d'assieme sui risultati delle tabelle si rileva che il
prcdpit inog<mo del batterio pestoso, contenuto negli organi pcstosi oltre a l'{'::>istere alla bollitura, che per giunta ne facilita restrazione, oltre a non es><{'r e alterato d.alla. pntrefazione a.nche avanzata, come era noto, resi.<;te noten>lmente e per lungo tempo negli orga.ni immersi nei varii mezzi liqui(li di cQnservazione. ('i era ben noto per gli studi di Ascoli (l) che il precipitinogeno batterico in genere è reRistente nell'alcool, nel cloroformio, ecc., rna uno studio sistematico sun·argomento non era ancora stato condotto. Oggi adunque alla cat{'goria generica. dei precipitinog-eni battf'.rici possiamo aggiungere quello pestogeno che per le nostre ricerche ci appare resistentissimo. "Sella. fattispecie petò P. bene tenere presenti alcuni rilievi, che noi aY~mmo orcasiune di arcertare. Gli organi pestosi che pi\1 costantemente e piit fortemente hanno da.to la reazione delle termoprecipitine, sono stati in ordine di durata e d 'intensib\, prima il polmone, poi la milza, poi i bubboni, in ultimo il fegato. Però questi 01·ga ni non diedero ugua le risultato per i diversi cadaveri pestosi. J,a milza per esempio di alcuni pei'ltosi ha dato reazione positiva fino a 40 giorn'i, di altri fino a 50 e più giorni. I polmoni e i bubboni diedero una. reazione positiva più resistente e piit duratura di tutti gli altri organi. Fn i bubboni veri e propri variamente grossi come una noce, <:ome un uovo di pollo e i gangli più o meno congest.i, o più o meno infiltrati la differenza è notevolissima i nei primi la reazione persiste per lungo tempo, negli altri essa. (' debole tin dai primi giorni, e dopo qua.lcbe settimana scompa.re. A proposito dei bubboni si{> rilevato che qua.ndo essi sono fortemente induriti anehe per razione dei liquidi conservatori non prestandosi facilmente aù ef5sere spezzettati prima di essere sottoposti alla bollitura , possono dare una, reazione poco evidente, e qualclte volta ci è riuscita .anehe negu.tiva. ; però in questo c.aso è buona precauzione ridurre i frammenti a un vero detrito. Pe.r giudicare dell'esito della reazione quando non a.v veniva. quasi subi to, si attendeva da 10 a ~O minuti, non si andava mai al di là di mezz·ora. a. t.empm·atura rl·ambiente i ahttandoci in qualche caso col tenere i tubicini nel termostato a 370 e sempre per non più di 10 - 20 minuti al massimo. ll I.imite di tempo a cui vanno i ri<;ultati delle nost.re e~perienze non de,·e cs.-;ere ritl>nuto definitivo o estremo, poic hè esseniioci mancato il ma,teriale, non abbiamo potu1;o protrarlo ulteriormente. •
*** I corolla.ri che si possono desumere dalle nostre ricerche sono i seguenti: (l) Ascou · L I? 'l'er·moprecipitine.
J. La rc•ar.ione delle termoprecipitinc mantiene il suo valon• specilìco anc·be negli organi 1)Cstosi che !-lono stati t<>nuti nei liquidi <·on.;Prvatori (liquido di Foà., formalina, akool) pil1 in uso nei Laboratori, e in qunlcbe liquido disinfettante (rrcsofrnol); 2. JJa. durata di tem]JO dPlla r<'ar.ionP è variabile }JPr uno s1el'so or.ga.oo nei diversi pestosi, fors~ in rapporto all a naturn d<•lla. llla:!~iorr o mi no1·e !ocal ir.za.zionr tlell'infczione in c•sso org;wo (poi monit t?, ~llenro polmonitc pN;tosa, buhhone, ecc.); 3. La intensità. della rear.:i.one va. gradn.tameut e rol tPmpo }H'J"deudo la sua intensità; m~L qul'sto tempo non sempre preei.-;abiJe è probabilmente più lungo della. data in cui si sono dovutr arrestare le ricerche per mancanza. tli materiale pestoso ; 4. La reazione resiste più fortement-e e più lungamente negli organi pestosi immersi in alcool (:è-3 anni), poi in quelli immersi in formalin f~> (70-80 giorni e forse pii1) e poi in quelli immersi in liquido F'oà. (60-80 g-ioTui e forse più) ; 5. Gli orga.ni che danno più intensamente la reazione sono i polmoni (specialmente se affetti da localizzazione del proeefìso), poi i ~rossi bubboni, poi la milza, e in ultimo fegato e reni, e gla.ndnle varie lP.g"lcH'l"ll\cute iogorgate; 6. La reazione delle termoprecipitine non è influenzata dai liquidi di conservazione predetti, in quanto che essi non possono eventua l ment~ mascherarla o simul:ula ; 7. L a reazion~ predetta adoperata come controllo sugli organi sani e patologici, immersi nei detti liquirli conservatori e per una durata di tempo ugua.Ie a quella degli organi pestosi, si è mantenuta constanteniente negativa.
RIVISTA SINTETICA
LE lftDIUZIOftl DIA6ft01JI[HE TBI TTE DALLA [0PROL0611 [Liftl'[l per il dott. Saverlo Virgilio, tenente medico. Lo studio delle materie fecali, l'analis i della loro compo><izione, le r·it'ercb~ sull'origine e il meceanismo di formazione dei differenti prodott.i che Yi :::i ri:=:(·nHt.rano forniscono dati della pita alt.a impoa·tan.za semeiologica. e permettono di raccogliere indicnzioni importanti su Il o stato d i cia.<>r11na delle funzioni dell'intestino: in cui possiamo considerare tre differenti regioni : una superiore che rappre>"ent.R il vero laboratorio chimico, dove ~i compiono processi che l111nno per obbil:'tto d.i trasformare gli al imenti in principi i alimentari aiol~orbibili; 11111t media. dove lEI so:;tanze .così tl·asformate sono as;>orbite; e una inferiore dovP si accumulano i materiali di rifiuto dei lavoi'Ì digestivi che sono in seguito Plirninati sotto forma di te<'Ì. Se in cer·te affezioni dell'inte,.t.ino !"esame delle .feci I"Csta in :'tCConda linea, di fronte ad nlta·i SPJ?•Ù utili per la uiagnoi'i; in altre, e ~onn la mnp:!fioranza.. un esatto Psnme dc>llc ieri non può Pi<!:ere lnsciato cb\, parte, perchf'> il ri:::ult..nto può as>'umere impoa·tanza dce:i;;i va.
J.E 1!-<DTC AZION I DI.\(:N O~Tlf'HE TRAT'rf; DAT, T.;\
C'OPROI.CJ(:fA ('l, T:-11 (':\
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Capita. ad ese mpio, trovars i davanti nrl un mala to. la <·ui anda t urn. !':t a n <'R accusa Ja. pe rdita dello forze e la t inta p a llida o ~li or-chi fo:«(·hi d a nno alla fi,;i()nomia nna e;:.pre:<!'<ione d 'inquietudine e di sconfor to: d a rrw.:;i o anche dt~ an ni et:rli prova dolori addominaJi ed è affet to da diarrea liquida o pasto.:;a. con pc•. riodi di remissione eli co;;ì breve dnra.ta da non rinfra 1tcnrlo. L'e., amo dinico intanto mof<tra. che l 'umma lato non è n è nricemico nè ta be-tico nè cachett ico n t'nevropatico nè ba~edow i an o, nè affEitto ùa appendicite cro niNl o d!l oo;tr·uzione intestinale : il sintomo d ominante è la dinnea •·i beli~ con o senza alt.e•·•Hl.t.iva. d i C'O· pi'Ostn>~ i; è in questo momento C'he d ev 'c;':>'C'I'e fat.t o obbligntorium ent.e l'c>:ame d f> lh> feci. Altre volt.e capita trovarsi in prel'enzn di amma lati affct.t i d n sta," i intr-st.in n l<' cronica e da f<t.ipsi abi t uale. con .-:<'J.mi d'int o.:;sicaziono ge neralE>, (Juali In ('P.Ìn h•11.. la fac ile st-anc hezza. il deperiment.o org anico e nutlf'S;';f'J'e addominalo ; nnchc in questi cas i & ut.ilissimo l'esame d elle fec i, il quale. se è me;;so bene in rapporto ron rilievi semiologici obbiPtt.ivi. e con i dati dell'e---ame radioscopico, nelle ,·nrie ore s11ccessive all'ingestione d el pasto col bisrn11t-o, è in grado di farci dis tin· guere le vere ftMi d ella stas i int~tinale cronica e di far localizzare anche la ~ede detrli e ventuali ostacoli meccanici. - Spetta ad Ad. Schmidt e 8trasgurger, il merito di avere introdotto, molto più razionalmente di altt·i, la l)l'atica di un pasto di prova con o;:.;:.m·vazioni cimante alcuni giorni, portando cosi, non Ro lo dei vantaggi dal punto cl i vista diagnost.ico e ter·apeutico, ma anche dando il m odo di approfondire scieut.ifìcamente lo studio delle feci, Ja. cui importanza diagnostica non è stata considerata molt-o in pas,i ato dalla maggioranza dei medici pratici. Ciò non apparisce strano quando si pensa quale influenza abbia sulle feci da esaminare l'alimentazione. Sarà. buona norma prima di eseguire l'esame delle feci osserva.re una scar ica derivante da un'alimentazione mista, ovvero dall'a.limentazione fino allora usata dal paziente; perchè in certi ammalati che erano st,ati imprudenti nella scelta dei cibi e malamente nutriti, basta già il leggiero pa~to di prova ad indicare, non solo le facoltà cinetiche digestive e di as.<>orbimento dell'intestino, ma anche a ridurre mol to i fenomeni morbosi e in qualche caso farli scomparire del tutto. FlsiOPATOLOGIA DELL'INTESTINO. L 'intestino è sostenuto dal mesentere, ma si curva in alcuni punti ad angolo, e sotto l'influenza delle ptosi viscerali, le curve si accentuano e rallentano il cammino delle sostanze destinate a formare le mat1.~e fecali. Bisognerà tenere conto, in modo precipuo, dell'angolo duodeno-digiunale, dell'angolo ileo-cecale, dell'angolo colico-destro e sinistro e della curva retto-sigmoidea. Re in questi punti cause meccaniche, come la ptosi, esercitano continue trazioni, s i sviluppano de~li ispe..<:simenti mesenterici, vere briglie corrispondenti alla linea di traz;one, che sono adatte tanto a rinforzare i meso (effetto utile) quanto a provocare stenosi enteriche parziali, e viziose fissazioni int.est.inali, ciò che è la causa. precipua della stasi int6:'Jtinale cronica, e che spiega di quanta utilità curativa. in queRti casi possa riuscire l'intervento chirurgiro, ed il taglio di questi tessuti fibrosi neoformati, costituenti dei nuovi dannosissimi lega. menti ao~>pom;ori . I diversi trntti del tnbo digo•·onte, oosl como presentano relazioni fisiologiche indiss~olnbili , offrono anche indis.'!olubili rapporti fisio-patol ogici, che si riverberano nella dige~tione degli alimenti, nell'assorbimento e nella J.lCristalsi. Normalmente in alcuni punti vi deve e--.sere remora e ristagno d el contenuto enterico ; :;pesso la stasi patologica non è che l'e-<:lagerazione del ristagno norm.a le. La scarica quotidiana non è buon criterio di una normale funzione enterica, poichè vi sono individui che vivono be ne con una soli\. scarica ogni due giorni. e vi sono molti altri, i quali soffrono st.a,:i intestinale cronica, pure avendo una. scarica quotidiana. ed anche diarrea. Quanto dura ed a che cosa si deve la normale t·raveròata degli nlimer.ti d ei vari tratti enterici ? Secondo H ertez, gli aliment.i raggiungono il cieco in quattr·o ore e m ezzo, l'an~olo epatico del colon in sei ore e mezza. l'angolo s plenico in nove oro, e la :-\ iliaca m l l ore'; queste cifre però non sono assolute poichè la. traversata d el cibo è in rapporto non solo con la qualità di efi~O, e col numet·o e la capnciti\ fu11:r.ionale delle val'ie ghia.ndole digestive, ma sopratut'to col t.e:«;:;uto musco!aro C'nterk·o. il quale è rinforzato in alcuni plmt.i da fibre sfìntedche, veri cuori int~tinali. le eu i r·nntrazioni fanno procedere il contenuto dige~tivo sotto l'impm·io d el si;;te ll u\ mw\·c.,;o, i cui
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f,F. ll!>DH'.-\ZIONI DIAC:NO!:!TH'IHI': TRATJ'r: OAI.[,A l'O.PROLO(:IA CLINICA
ple::;:;;i entel'ici. con fìb1·e e gangli. pur pos:<edendo un propr:o automatismo, son sottopost- i alle eccitazioni dei va!!hi e clel.{li splancnici. L'ileo t.et·minale è colle_gato alla pareto non un meso breve: e~so è:> poco mobile ma molto contt·atto, con disposizione obliqunmonte ascendent.e a destl'a, riò che lo rende predisposto a t r·attenere il chimo, detel'!ninamlo una stasi ileale normale. lj'intende bene che un pertm·bamen to nella runzione cecale se ne tiri dietro wl altro in quella dell'ileo : cioè ta :>tasi cc->eale, comunque prodotta può causare una stA>'i i leale seconda1·ia; ed un purgante che ,·uot i il C'Ìf'<'O può fare scornpati•·e immediiHamente la suddetta stasi ileale ~econda ria. Que>;ta si dist.ingue dalla stasi ileale primitiva, appunto perché scompare dopo il pu•·gante: ciò che si constata anche col past.o bismutttto. Anr·lrE> la funzione duodeno·pilo:rico può es.~ere turbat.a dalle modifìcazionidell'ileo tenoinole e òt>ll 'appeudice; anzi esi~t,e una re lazione qua.•i costante tl'a sta,:i duodenale e stasi ileale; tanto che le ulcere duodenali coincidono spesso colla >'inòrome appendicolare o con la, cmvl\tw·a ilea.le eli Lane. I co:>tipati pre:;cnt ano f<])C>'SO una zona dolo•·osa alla palpazione in conispond enza della terza pol'Zione del duodeno, e quivi è unche la sede di una zona sfìnterica o di un cu01·e intestinale. Esist.e poi un vero riflesso ga::<ti'O-ileale e duodeno rlea le. per cui l'arrivo di a liment.i nello stomaco provoca l'evacuazione dell ' ileo. Sog_g.otti ipersensibili ed ipercinetici po!<sono dopo un pa:;to, anche piccolo, vuotare subito il contenuto gastl'ico nell'inte.:;t.ino, o posso no pr·esentare evacuazione liquida o poltacea ><unito dopo il pasto (diar-rea prandiale). Viceversa dalla regione ileo.cecale po::;sono partit'El stimoli e messag,l!i ver<;O la r·egione pilorica, che h a nno lo St!Opo di fare :;t.l'Ìngere il piloro dal momento in cui l' ileo è :.uffkientemente disteso: sicch~ que;;t'ultimo è protetto contro il :;ovraccarico da questo speciale riflesso ~astro duodenale (Roux-Berger). Le zone sfìntoriche rlell 'intest.ino o cuori int,P.«tinali pare che e.o;;istono iu questi punti : nella terza por·zione rlel duodeno, nell' ileo ter·minale fino :t11la valvola ileo·cecale, pat·te destra del colon trasver·:::o, sede di un ione de sigma colico col retto. l ~embra ad alcuni che il plesso di Auerbach. sprovvisto d'inYolucro, fa.ccia da tes~uto nodale che presiede a.ll'automatismo intestinale, il ctù ritmo eli contr·azione. in c orri.<>pondenza. tli queste zone sfintet·iche ricorda quello del cu ore, per cui da qui la somr~lianza di questi ple:;si coi nodi di Keith-Flaeh, da qui anche un a rassomiglianza tra i pertmbamenti del l'ltmo cardiaco ed i fenomeni del blocco, con i per·turbamenti del ritmo int-estinale e 1ma specie di hl occo entericCI al livello delle summenzionate zone sfìnt.eriche, donde può avere origine una sindrome d i stasi intestinale acuta o cronica e manifestazioni ent-eriche dovut-e a lla disarmonia tra i VIHi centri r·egolatori del movimento intestinale e fra i t·itmi dei d iversi segmenti dt>ll'intestino. La contrazione di qu<'Ste zone sfint.eriche, elle funzionano autornaticanwnt.e come dei cuori intest.inali, ru>sicurano l'espulsione regolare delle sostanze inte:>t.inali, ma ;;e avviene un disturbo della ftmzione muscolare del cr asso, la peri;:;talsi ~i modifica. la zona sfinterica può divenire paretica, i punti d ' appoggio per le contrazioni vengono a difettare, e tutta. la contrazione ent-erica. non è più capace d i ~pinge•·e ver"SO l'ano il contenuto 1lel colon. L e feci allora posson o tornare vel'so il l'ieco e piir t ardi la valvola ileo·Cecale può essere forzata; ciò che det-ermina. u n a s tasi i leo le con tut te le ;;ne compi icazioni. N ormai mente il cieco non si contrae come il colon nè C'Orni" il t.en11e. e pnre che non conco rra, Re non sr.arsarnente, alla progres:sione ritmica dei movìment i colici ; nò si vuota mai in una vo lta, tanto che con i p>~st i d i bismuto si possono os:-tervare delle ma:;se oscure nel cieco, quando i :::!:'~menti rl" l colon ~ono già v110ti. Pn O I'RII,;rA <:E~ERALI DJ~LL.E F~~>:C'L. La quantità e la qualità dell e fec:i ù in rapporto co n i quattro fatto •·i principali : «) la durata e particolarità della pet·is ta.bi; b ) la qua lità d ell'alimento; c) la qua litll o qunntith d e i RuC'chi <iigc~t.ivi: d ) l'assor·bimento dei liquidi e dei prodotti a limentari t.rasfonnat.i.
Lu quantitil nw difl o,:cilla gi>t nei sani entro limiti abbas tanza larghi: co>'ì ;;e<·ondo le ricerche di Rubne •· fntte con posto esclusivamente com.posto di carne cd uova. :::ono e\' H C'Ila t. i gio maln,en~e Rolo (i4 grp,mm.i <,li feci fresçhe; lllent.re con un pasto ~~>base di pane scuro esse ru!!gitmgevarw 815 grammi.
T.~: lXOl\'.\ZIO:-<l
Dl.\ 1!:-iOSTH ' IIE 'l'RATTI•: llAT.I•. \ f'OPit<H.l)I! I A l'l.lXI('A
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1\cl le ntTc•zioni iHlf':>tiunli nu·iu ht CJlll11ith e qulluritìl di'Ile fe<·i l.tttc-lsc· per l'in· fluemm del distnrh>1.t.o n,-sc>rbirnento. p<'r mnncanzl\ dei sunelri di gf'!'t iv i o l'an mento dei pl'oclotti potologi<·i. dovut.i al li" nlif'I'>~Ziuni ridia pnrl'l<' intu,:sinaiP. J>er Jn fre· quen7.n drllf' d t'le<·u.z inni. :<i hf'L clw (!"''·"'"·in ,·in norr1111l<'. r;o r·s·i><pondf' pn:"Sso H poco olltl qut\1\Litù tlcliP f<'ei fonr\1\(C . .:\dl'infinrvmuziono o ne)!li s tilli irrituti\·i del l>t lHUCO><A. intesi inu lc•, q wu rdo lcanno :<<~le nel lP sczinn i inì<· riori dc·l l' iulc-..;1 ÌIIC> c:r (l:;.<;o. insorge invc·ee 1111!l spropnn-:ione rrn éJUnntisit fl frcqueJLZll dvii" :<l'ftric·lcc, poi<-hè\ si el iminan(J C'OH Jli>I!!!!ÌOI'(' frequt' lli':!l 11(•11<· gi<or·n~tte pit·<•olc· qunntilù di feci ·a emi l"Ì uccornpo !.!llù "<'ll'>O dj pr<•no itu ( t-cne:<mo). P<:r ciò ehf' t·ic:tlm·dn la t·onsistt•nza. ,.;i di:-;ting~tnno l<' ìec:i iJ1 dtu'P, hen [oc·mut<', pultncr·o o liquide• : le ultinw d w.> :<pecir· de vo11,;i ril.."llnrdnn' eomo putologi<'h~. Ln ft·cq ucJw.a dl' li:t dPft•c·nhinn<' t'In <:Onsi-.tem:n dPilf\ Ì<'C'i ::ono due (:umpCln~>nti tini quali ri.Sill il'll lO i c·('ln.c·Nii di clìmTCtl n qudli di ;;tìtir1H'Z7.u: lu Jn·inlH puÒI'I\'<'r~i t l;'lnio pPr malatlin. cl t'J ('l'lbSO. (JI1U1110 p~:!'llcOJntiÌII df'J tt:~nne: C Jlt•J Sl't'OliiiO <'liH> ><u)O SO il ern!"::<O pnrte<:ipi in quHi<'h o mndo nnf'h' C's:<o. ~itconw il pt·os<' Ì t t ~lll1<Cnlo th•l eont.Cm Jto int.c,.tinnle è ci•mpito dPl c·rn;;so e 1'-llCCÌH IIlll'ill<' 111'11<' Slll' !Jtll'i':iiiiiÌ ><Up~•riori ; 111111 ('OliSisi<'IIUL fluidu ([(•Ile f<:t: Ì dilllo:>tnt l!iit di J11'1' ,:(• un'nbnonne flu tzìo nP d i (JlH•stP p>wt.ì. Ln " ' itidcl'z:w. ill\·et·l' è cp111Si .<<'mpn· dip<'lH le n!<' du l <TM,..o. c<" ePt! un t.i i t'!l'-i d i <"omplcLn o cci u::;ione l • d i pn ral isi de l t<'H\1('. l.• · "ut• <'au;;o pm;:,;()IIC'l ri" iNIPl'f' m•ll" piìt svArìl'ltA nltcruz.ioni d<'l le sezioni i nfe rìori d••l r·r·''"''" '· non Rolo Hc llu. l'O llr·s d n t n pp,·ist.JI;:i. mu n m·h e in stati spa:'<t.i<·i d ella JIIU:::<·oll1tur;t. uclln diffic;o ltnta Ùl'i'e<·n;r. i c.n~· (d ì~c·hc;;in), tnlnrn fntc:],c· ~o lo nPIIu <l,.fieil'ntc• fonnnzi~>lll' dc·l le fec·i. 'Lh ·~· n <.: o it'fon hnnno propo,..lo 1HHl f'in~sifictt topn· ~rmtir•n 1nolto 11t il<· jWI' clc-ti'J'11 1inan• l'uriri tH' d i unn d inaTf'H. A tn i<' >'I'Cll Hl ><i poi<sono cl i::.1: Ì llj.!;U(~I'(' : l. L e fec· i di'l digiunc1 c hr pa·r•scntnuu intHtti ~l i <'1< '11t<'llti l'll uuc;Htllrì e In secrezioni digl·st.i,· t~ ~ott o forum di 111111 llllll">:'ll gr•lntinosa i l'f'molunto p:inllo -rosa , quasi 1msw•rPnU• dì odtn·e p <:JH'i·rnn t••. JlOU urlel'l'nt e nl \'l'tro t' nl'lle qnnli In bilinahinn ò dìtlu;;a : In Cf'llulc di'Il<' poi n i €' ~o no intntt<' <"on nmido ubhonrluntP, le fibrl' musc·<• lar i non a l tnccate <:ou tl ll~oli l' ~trit· inhtt.i<'. il f!t'V.f<><n in J!OCr· iol im· ner<' nbbon clantis:-;ìme . i llticr·obi >wausi e ::c•11ztt l'lllttf'J'Ì o t'<•t'lllf'nt·i ioclccfili. g li c·n;.-:imi p>~ncr<•atici nttivil"s imi, 1>1 c·t·n~ inno YI('Ut s·u. j;W 2. L<· t'el' i cl d l'i leo <:l lf' hunno lo .;;t<'sso aspetto d el lP pr<'l'c·de nt i e rontengonn pigme1rl·i hilinri llOl'lllnli. cellul e dì pnmrc• in rats c c:on umido ~tbbondflut i~simo, film!' muscoltui al , hcmdun t i {'Cill nn.!.!nl ì t~ :o.irì<' nwno ovidPntì ; g rnf'si uhbnndnnti, nume· rosi batte t·i P qunkltt' l'< ·rnwnto c:nlnmto in 111'1'0 dnl joclo, enzimi abht•Jtdunti~sirni , n·azionl' ac·idn. ~. l.t· fPei cl t•l t·iC'co, d1 e :-:ono pa.~ t os<'. d if1'us ìhil i. a con:>i st<~n;.-:n di pur&, di odore acre IN!!!C<'J.Il<'lll<" I.Jt.nirricu. o l1111U1o ìclrohilir·nbina <'OiorantP~ i in t·o:;:-;o nMt.tono col ,;uiJiiJ,.uto. t~hbondonti a'C'l'lnr•nti jodolìl i, p oet1 t1·ip>'ina c-d ol.>bonclunto O..Jt rilasi; n-'t•zionc J,.;.!~t: nnt•ntf\ ucid}t . .L l.c i'<·ci dt•l colon 1ncdio c: he ha nno maggior visco,..it (t e odorr g iìr frcal e,
ìcl,·obilimhina l' tihrf' Jnllscolnri in l-'1'1111 mmwro digerite. rnri::;;;imc gocce ùi gra;;su, llull1em;;i butH' l'Ì, nntt <·o lornnl i::<ì pii1 C'ul jliclO. aJn iiAsi !\llC'Clrn nbhondant.P., r eaz ione
ne ut!'a.
:3. L o fr·ei d el r·t~lou rli.-<·"'"kntc, cho sono formfl.t c, <·on,.;i,;wntì. di odo,·& for·11.le e hnnno poc: h i elementi dijrt·ribil i. mri re,; id ui d i cellule d i pntnto, Jibre museo· Jm·i in oxanznt.a digc:.:Lione, niente glohuli eli grn:::so. pochi bntteri t> non colorabili <·<>l jod o, o t·nr·i fenneuti jodofil i : r<"nzione n e utra o por·o n<'ida. o legg<•J'm<'rct·c n lc n lina. ES.Ai'IF: l\li<'RO~'<<'OPtco DELLT~ :n x:r. - P er l'<"f;antfl mì('rnst'('[lico, se ne prendono d e Uo f>tut.i('f•lh- con tllliL JIÌltzll. o si di ~socinno con g li aghi sn d i un portu·of!getti ist soluzione di clonH'O di ~odio al mezzo por c:cnto; t rat tandosi di feci liquido, ò me~(! io prolevarne un saggio dal ;,.cdimento. Per Jn colorazione ò bene aggi1.mgcre qualche goccia di :>OIHziouo ncquosa diluit·tt di eosina. Gli Pl<'mOnti lnicrosc:opici delle feci sono fatt i da l'P:::ic!ui a limcnttlri, fibre mm:colnri, cristalli, cellula epiteliali, cellul~ ghiandolari, Jcucocit,i, globuli t·ossi. p~tra:=:siti animali e vegeta li. l. Reeidui alimentari. - Freriche ha dimost.rnto nelle .sue rinomate ricerch e s ulla digost.ioHe, elle anche dr·Ji o so~tanze facili a ùigcril'l'li (fibre di carni), solo ttna data porzione viene a dissolven:i pe r la digestione, me~ ttre un'altra parte si rit rova r elativa.r oente conJservata nelle feci . Per lo più vi si trovano in eonrliz ioni p:~ tnlogich e
resti dì te:~uti comwtti,· i e di t end i11i: lu <:ttlt.'>tt d el la loro cornpn r:<a w?lh· ff"ci rL, ìcde n ei dii!t.urbi dt>lla ÙÌ)!c><t ione pcptif'fl dt>Uo st~)mtH·o. f" ciò nvviPIH' pc•rf'hò di tnttf" lfl sect·o:.~ìou i ùjgru;ti ve :;n lo quol ln d o Ilo sto rna co P. c·a pace d i dit.rcri re i l cunul•t-t.i \ ' O nn u lo. Le tibre muscolttri. d•<· si !Jo:<so tw trontn'. un<'I1P noli o :>lato nonna lt•, !>ono ricc>· nosl·i hili per lo loro :;t rut.tura curatt(::rÌ-.:1 ìeu. Il fntt o di Lrovm·o grun 11u rnero rli ~1ue:;t.e fibre piì1 o uwno nltonlLO, ~un indie~; sopratut to d'in>'unìcien'l.a pancrt•atica. f n questi u ltim.i anni sì c molto studiato .~ ull e fibre mn<;f'nlsui rlcllf" fc>r.i. e si è voluto tiare una parte Ì1nportaute ai rlìYet'Si s u<·c lti dt•lla rli)!<'«tionr.> d PI[f' dive-rl'e parli dt,Jie fibre . Così s i è pen3aLo che la eOIL"l·n·a'l.ionc dC'I uuden fo«>'(' 11ft ::<t•gno di dPfìPit. p~:~.nerent.ico. P. f'iH' lu bunna conson ·u1.ione ckllc st rit' tra.wer"ali fns..-;e tm indico rli ipo·., lori~lri>L. Qu<·stc r·onclu><ioni hanno però un vulorP n,;,.;<Ji pmblernntìco. La dig••sLìone ùellu libro tnuscohui s i puù ><Lild iilre ::;ctTontlo><i tl<·lln ll!r·nic·lt soc:uentr• : si pre-parano piccoli c· n bi di carne ù n d tH' A t t'l' m i Il i1nC'lr i, c;IH' 10-i <'h i n dono i n ,:ne:(· ht>tt i di gttrZil; si funno inghiottire al pa·t.it•ntP c si f;,•rt·ano in -;~·g uito nt'lle Ì<'r·i: e ><i studiano i re"idui trontti nei :Sttl·che-ui. dopo di aver ricorso nl lo diffPrPnti tE' · cniche isto lo)!id1e <'he ><t>I"H>IIO a 11\<'Um·c in e ,·itl<•n:t.a la s!nattlll'll intinm ne-lle fibre nnt~colurì. 2. Cristo/li divcr.~i. Qnalc:ho volt.a si ri.~coattl"fl l'ossalat.odi enki .. J'I'O\'Imient.e dall'nlimentu:.~ioHe. \\'agne1· d~cri,·o un ('!I>'O di Nlfarro ,.:totnar·nlP. >~.ceoppinto Cl>n diarrf'u. dovf" si tovanlno in C'Opiu dPi Pristnlli di Charcot·!'>Pttmnn,. (~n l'st ì venner<> o::;stJt'\'ati anche u~;llo' fpc>Ì do• II' i l t'n l ii o. d t> li n d i...;senterin l' do' li' >Ineh ilo>< t ontiil-,i. Vf'felmann v ide falom nellf" fec i di poppanti suni ed,.:t alli di b ilintbina:,. nella dio r · rea cronica Lev iet· ha trovo.t.o Ultc'(H'I\ d«''IP s i\·rc· di leur.i na: '111111\t.o al!n tit·osinn. nulla vi figura. 3. Cellule epitl'iiali. - Kell'e,·act ta'l.inne di indh·iu u i ><ani. le el'! lo aiE\ cpitP-Iiali non xi riscon t.n\nn isolnk; se n e rJ,,,.,. conehiudPI'f\ ehe !P- cellu le apitl'lil11i d PI !.t mueosa. intestimtlt• non so no pttrlicolanm·nte disposw a ,.tì\CC'ar~i. o che già nPI tratto intest.imtle. !!;li cpitf'li cadnti suiJili("HHO una eomplota di;;:,oha'l.Ì<mt'. Tuli cellnle l"U· ranno fac ilmente riconosc ibi li allo fignm f'ilintlt·ici~ e al di::;t into nu<·I N'I Allttn~fl(C'I nell'interno; oppuri><cono incolore P"''' lo piìt. e c:ioé rno.~tmtw poc·n. dispo,;iziOilt' a imbe versi d i mu teria colorante bi l iar<'. 4. Gelf?de ghimululori.- La lm·o pt·t•sl'nzu n nlle Ìt.>ci è ;,ta t a d esct·i t( n pi1'1 voi t,. : apptt t·irehbt'ro ~Mto fonno di c<•llnle p11llide, rotondi' o allunc:flt-P. o ç:rnnnlnse: mu ci sem bra t:lte tUUL ùiag uosi diffl:' rl' nzit~.l c fm CPII u lc ghinwlultat·i, f'U I'[)lt.~c oli di pns o di muco. debbu r-iuscire a ssai ditìicile. ii. Gfobuli ro8si. - );on di roclo si r·isc:unt rano in r•onrlizionì di l'il.!nnfi ttmento più o m<.>no s p1c·cato: o allora uppnt·i '<l·ono int:Tanditi. scoloriti. ed in :<cguito como sottilnlt'nte buenti Ja part.e a put'tl'. e tinnlntPnte ll>'><tHnono unu fig ura sferica p er· fet.tt~.
6. ;1/Ù!TOY(Irmismi. - ~ ncr·r-:;sario di luire >'<nlliùÌPnt.cnwnte lP f.,ci con >Wqua o Rtl'mpPrUndo!(' ne ltHortnio OJll"ll'f' sul pnriH·Ili!!!l'tti rlirt'ttamPntr•. Lr1 colnrM.iom' d i W ui rvrt E-;C'Itcl·ich ha duf o dPi I'ÌsultMÌ. :<upm tut t o nelle (('Ci dr·i hmubin i In tt.ant i. Dopo l'in,zestic•ne di lut.tc si ri>'r·on1n1no Nlll 'fiiC':"tO IYtPtoclo. p r<>clominunti ri Pi bai t..,. l'i eolora.Lì iu b le u (il bncillo biliclo di 'l'i,.;icr e il lmeallo uc:idolìlo rli .\forn) : dopo alimentazione con Ja~t e dj Yaccu. st I,I'OVHHO prPntlr•nt.emPnte le> !i pPc i~· Hlt.hno ricor. d!lt..:. <'d tH!CRnto. in minot·o fJIItlt\!ÌiÌI. vnri t•o<•c•lai eltlo' r(•;:i;;tota•> nl Un~m. cd e~f'tn· plarì isohtLi di bacillu.s bifìdu.~ : co11 ln nut1·i7.iono.• pn•ntlcntr.tn\'lltl' lntt.•n od ldf'()cat·bonata, si ved ono tra i colibacilli n on ptù eolontti lpPI'chè morti\ d<'i htl.cilli piìt grossi colorati in b leu. in pane contcnr>nti ne l loro inu•t·no dt•lle sporc• (·olorRt<) i11 rosso; cr)n t tu vitto prevulri!nt.c•mC'nt.t> eal'tll'O. :<i ltH llf'C'Httt.u ni C"olilmc·illi. 1111 ntm1e r o stn~grando di cocr.:lti. ùi cui la gt'>\ntlcna ~ h~ di-;J'Inc;i ziont> ,.,,ri11.n0. I !:(t'l'tnÌ d11~ si colorano col jodo. haru10 V>~rie fonti\': hacilli lunl!lti e :-ot t,iJi . bnstoncnlli tozz i C"OI'· pi gt·andi. ontli. della craurlt''l.ZH o d<>lla ìornlll dr•lle 1:ellule di ,·t>nncnti. La sostAnza ùel corpo Ji tutt.ì qut'st.i mi1:robi. clw ,:;i (·olot·ono. r· un idrnt.o di onrbnnio. molto pro~· simo all' alludo che vir>ne ùonomiuaw grmwlosa: ed i baeillì chr' lo contr•uc:ono COll'\· pniuuo dopn lllllllllttrizionor·outc·m·nti'Hil\ldo.csl·t)Jillmrisconocon 11na di,.\ a r-nrnt.>fl. :Se t\1' può cutwludo·t·t: dal' ucllu fr~ci. (·ltt.> se, no l'lllC.~-;f" dopo 1111 nr:>l'mnle pasto dì prn\'1'1. monCilJtO d e i bac illi cunren•·aat i gntnnln~tt: inolt.rc in quei cas i. in cui compaiono, ai p0:>souo cousidl·rare quule <:i1'g11o cl i d i tf't t.of<a elo.IJon1zione de~ li idra t i di cm·bonio; ciò d 1c cornpl(•!a il reft·rt o di l'f>><ti di umioln nll'csnH\l' mi(: ro~copico, oppure il 1·i-
sultato posit.ivo delln pr·ova. tet·moo:;tut.ica. Tra i prvtozoi, i ilngdhtti 1utruw !>ignifi cn.to di paral'Siti innocui: il pin importnnte è l'Arnf'bn. n<'llo !"11e dne fonno: coli t> hi.9tolitira (dissenteriu. tmpi<'alc) <' <·hc si ricono><<'<' (H'I :<uu Nr r·ut-tct·ist if·c> rnm·inl<'nto che ces~a, appena. il pr<'ptu·ato l"i mflreddH. 7. Vermi intestinali.- Nol cundutkre J>~'r In III'O:mnza Ji onteuni nti non bi. sogna baAAr.<i sui distur·hi ><uhbi<'Hivi : mn. snlo d imnst.rat.ivo è il roperto di Vtlrmi. ovvero eli u<lva di pt\r·n>o,.:iti nel!(' f<·<·i. d re ~i può fnr·ilitar(' ><•l lltlltini,.: tmndn d Pi pm·_ttnnt.i ; ut il e ù In ,.i,·uJTH. mi('l'u.<c·upi<:a s••t:ondn il Htf'IOdo di T r?l<'numll. Il sn.;pet.t,o . che vi sin n•• dei vl·•·mi nASN• nllorf'hi• si t t'O\'>llJ•l •l<•i <·ri><t 11 li i di ( 'har<·ot- L<' i• IIm nellf' ft>ei. P<l nbhonduttti l<•rwo<:iti cosinotìli ~~~· l sungtt('. E sA)Ir·: (' UI )lfi'O T>ET.T.l'-: Fr·:l'r. l. l rlro·carbomrti. -- Lns1:iaudo, la J•nr·te lo zuc·· <:lrero. che in qunlunq11e qnnn1 itiL ÌJ ill)rCT'itn, è ;;cmprc C011tpletu.m<'ntc •rs:::nrhit.o, e Jn Ct'ilulo:<!l. eire t' dilliciimenLe ntt.wculrilo tini »UC('hi cligP~l.ivi. (•cl o\ :::l'l"·n.t.tutto ft·nsfonnaw dni bn.ttr·l'i. :-;pccialrnente rlnll 'nmido bntlf'ric·u. il snln aliHIPI\tO df'gli idrnt i di ca rbonio en 1111Pi eli cs«crr t,a·usforrnnt i dai :<ucc hi di!!Pst.i,·i. f' di (·Ili f> n t ile ;;tudi>lt'HC lt- tn\..;ÙJJ'tna:t.ioni pea· cono,;,·o•r<' il Ynlot·o di CJIICsti ,;uccbi. è l'o.tnido . E.-istcmo lltllllt'l'lisi pr<•<·<'!"~i p<!r la ><1111 ricPr<'a ncll<' fcC'i: .>i pu<Ì farlo qwrlita · ti\'tllllt-nlt•. Ìllt·t• r" 1,, bollire lP. ice i n•·ll'ncqun. o trattando iltilr r·nt<• cnn uua ;-;oluzion•• iodo jodut'flia di pultl:<.~io; piìr illl<'t'P,;$1lllte p('t·i> !':t\!'<' h be l'nnnlil!i qunut itnr i va . •·\ nclr~:~ il m<'tndo di '-'IIC<'a•·if"i<:ll'l.ÌOno >'H t·cbhe utile. trm espvn(' ud e rrnri . poidr(oo,c!iS•;esu t.utti ~ l i idr·•tti di carbon io Pspubi. Pcrl'icì :Sdtt11idi.h o ~tt·nshttl').!l't' lrnrHIIJ pro· pusto 1m metodo. c·he •·iposa Slli prirH·il'io d'una digf'Rtiono SC<'on rlut·if~ cito detertuina iu •ma rlllltti f'r·a ckUin1 l'n1otido. fn<:ilnwntc alt<'J'IIhilo dai succlri di,l.(esLivi. È in L(r·a:~.in di L'"·"~'~ l'h<' •tue:-;1 i an tori ltflllllO poluto rlr•;-;c riYenl lllll\ d ispPpSiH ~~~~ ft•r·mcnt nzimw i n t l"~"' t ina le . <·ar·nt 1t•rizzn lil "U bbi<'l.l intnrPnl 11 d ti ti! •l m· i Il<' l ln r<'f?iOnf' p C't·i -ombl:'lit:nlo e Ùtt 1 i mpuni.-'mO rvldurninn In muli o 1ìpi•·cut o : e nbbid tivarT•c•nt.t~ du lingna p nti n<><fl. nlito fetido. <:ont <:'tllrto !!n.~td<·o nm·•nn!o. nddome Jlc,·crncntP clole nt<', mo·no drf' flll'<'pi::ra"t r·io. J.e feci ~0110 pii• ttl>bvndnnti c-1"' 1ìllo ::;tatu not·mul<', tLtlv olau dinl'l'oieho; csll!· ;;ono in tnt.ti i l'n.-:i "'Jlli1110"'(' <: ~i>tllustrt•. c· eli r·caziutw fortPIIt('nt~ Rcirln. 111 tino, per questi autori. la dic;t'."'t ione clc·!l'an1idn 1\ mnlt.o in<:rllnplotn, sicàr(, In pt·ova di ferJn~n t azionf' i: '"'t lnuJ('JilC po-;itivu. p,.,. P.-'.-:i ariiiiHJIIC la pre:-;e11za di urJtiolo JJ('IIe feci. in g rande qrwntitit. i:si,!..''nilicfllin\ di unn turba <II'C!nnieo <> ftJJl7.i<lna](' dol t.enno; o que,,to llH'H•dtl •·riti<·uìo d n ull'rmi nr 11 rwi, •" sU\ t n rt ·<a•utcrnentc utili7.zuto da l-fu bel. <·Ire nel cot'SO oh·ll.: ~n<· ricert'IH) (·linit: lw Ira pr>lnt.o <:P IIC' ItH,lt•ro c·oxì: l . ~<'i <·u-<i d ove ,..; i tratta di le,o;ioni orgnni!' lw dt"ll'into~."t.ìno, la fNm('ntaziont> è multo pitt t'od<' dt<• llPÌ casi o,·e si trattt~ di Lurbe funzio11uli; nwlgrarlo i ,;i nr oJni talv o lta u rolro u wno '"'nliti drt~ in 'lli~"St<' lllt.irne. :?. Tut l <' lP tnrhr• inh•stinnli fnn7.i 01Wii ('cl O t'j.~anir ·lw clnnll<l l'flln<>l'ltt> n dimo strato Kcllin.idt, (' Klra"bul'gor In fcmr<'ntnziome, f' sembra e ll e que;;to m etod o po.~sn t'l:'nd ('•·o dci s<' rTig i non .:;olnmcntc•. eomf' la Jlf'lt.•mno (]Ile,;! i untori. Jwlla clin~'l1Qst.ìcu <i <'lle di ~fl"J>sie da f,.rmc ntnz ìoni. nu1 anclw in tun t"i ultri 11\tnte ro!<i Nt,..i, tf'nenc!o <·onto <lr·IIH dìff<'n•nzadi inf<·nsi tir di'Ili· fl'rnu•nluzinni.
f..~ (·inù:
ro Per· pn·cìstu·c~ ì.l grado di'li(' tl lt t•rnzioui fm1zionnli dPI! ' intel'tino: 1<> Per contri hnire alla dìngnol<i tlifft>ren~.in le tnlvoltn cO<.;Ì diJlit"ilt', lnt h· >~ffe:t.ioni o t·p:nni,·lw c' fttnzionali dl'l l 'intc~<tinn; . ~ P"r fnl'llir·o una indi<:nziono di pi(l qm111clo ,:i t.t·nJ t a eli ::~upf' r·o "n nlc·uni ll'ttomen i pn t olo;.(ìri d 'm·d in e gc·nero le JH'(J\'tmgnno da torbidi gcnornl i o d n tutt'al t.nl. ca u~<n.
. PNò !!l i idntl.i di carbonio. t;CIIlH: risnlta dtt riccr·c:lrees<•guitt:!, !:'onn di uUinu~ utilrzz?zion(' gPaw r·nlf'. nrwlre i ull'nr) ,:oli rl•ili; l't't'l·iù non si po><;;orro d<'dllrTa d e ll t• noz•oni \11 ilis.-inw. j)<'l' lu prntint. da (JtH";lP. ,·aricu'r dt e;;nrni di fcc:ì. CPT'I O è che )H ~·onstntaziotW sc·rnplic·(' dPj.d'idrat'i <li ('arbonio in q11Hntit;, t1normal e ncll<.> Ì!'Wi dcvf" 11\r f'CU>òfll'f' l\ un'nltcrn7.iOriA cl l'lill fnr·oltit a.«.;ot·IJf'lltn dd l 'inl<'!'tino. qunl<.> clJfl 1re s ia l'o1·iginf': eu usn fun:t.ionolc v <·!!anicn. :\la qucsLu constnwzio n è non ila vui<H'(• rçal•· r,o .n~11 m;sociuw nllt· ric·e•·<:llc dc·•ll'auuii"i qnanlìtntivn e Cfllfllitativn df'l!' li n!huminotdr e rl f'i J..'l'U"-'<Ì. 2 . .-1 nlwtillnirli. - La t•it·o•rcll dl'll'ut ili:a.a:t.ium: ·h·j!li aliJHf'llti HIUIIIIJilloidi, tIl Il rnetocJo flltCtll'll pÌÌI <Je lil'>ltO, (: ~O['rl1ttULIO Jrtlllto 11\f'IIU problltiYO.
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L'azoto che s i dosa net:di Cl->Crementi e che sovent.e :>i dimostn 1. sotto forma oli alburuinn nou u:;sorhitn. Jll' li\) riccrclu:J s ulla di!!eribi Jj t,à cl('!! li Hlimc nti è rappre'<o u tata da una pnrte (d rd punto d i vi~H~ fi -;io loL!i<:o) non "oloment.e d all'uzoto d~di aJ:mcnti. ma ancora un quello rlP.g li el~t • wu ti ><i ultlat-i dPI trat to int-Oiltinale, e daii 'HItra(da l punto di vist-tt el•irnico) com<' Lumblil! a .!!instu. ragione l 11.1 ftll to notare, que,to nzoto non j)J'ovie n o !'O!tanto dug li Albuminoidi non n:<.;orbiti. mu. ancora qut~.'-i :"<ewpre, s ia <lu materie uzol<tt ~ u p i\t liCH.lp li ci (lno u·iuu.. piro,.inn). ilitL dn sostanze· azot•tte non cl i!!c•ribi li (nm·h>Ìll>l. mw: inH }. . Le roatcr io a lbumino idee ])I'O]Witunc nte dette che s iu!!gnn o nll ' a:;stJrb iment <> 'Suhi o;eonll in C'f!'l•tt o t>tol'e, t nmtitit ini<'o·i'll'l' •h·ll' iule>4ino la pultot'uzione puo:~L-cliw · st iv~T. ~Si l·c h é è diffi c ile ottl•ncro· co n I>L lo t·o ri<:o,·ca nor.ioni Cll·JHH'Ì d'infonnarci s tol valore del fnnr.ionunwnto int.c:-:tinnll-. E po i :;c• !' inte,;f i.no e le ;;o t~' glandu lc h an no una intlne nr.u. corLa ;;ulln digestione ùegli n:iuwn1i ur.otati. no i sappiamo q naie ntlkio prima1·io uhi>iuuo d n nnn parte, In mu,.;ti eaziono r• d >t ll \ ll t m lo f<to m•t•·o P i s uoi Ru cc hi glti~uHlol.u·i. ndi~t lru>-fO t'lllHZitoJl(' di ceri i nl td<•>< itui al im~? nt.i. ]Jf't· non poteJ'f' fonnnlnre nlt,ro. dnpu la •·nns tlltur.iune ddl11 loro 1ot ilizznzion l'. elte d(•Jic· couc;lusioni imprcci><P . .Nonclimon o. se la J'ÌC<'ITU dd l'azoto n elle t'c ~ei , eontp>tratinnnootc lil ll'Pzoto <lc~l i nlintc nli, pw) dur lume SCJ IH'tlltu t toi'''J' pol;('t·c ~>tabili.n·un bilnncionut.rit,ivo com p IN o. <'>'SII p o1ù 11\!1111 lt oH·n i" " '"''' q w t i(-111' inrl it·nziono .:.:ul f unzi o nn rnenl.o cle) t n bo dÌ \:!C'.~t iv o (~ :l li li t · SII C fll\'O!t Ìo d i tl>-,:ll t'hi nu•nro. .\J.T. SOI:(Jfld () ,J lll'ks. ltL J'ÌC('l'Cil qualitnt.i,·a d t•ll'alh11111inn. o tlc i pu pi<Jili nl'ill' feti può funtin·,:u que:;t,'uh i1110 pun to delle notizie pit't estll.t•·: co~ì l'n lb11mina n.•scn1 e. >WN>ndo lu i. nelil' i'P<:i del l'individuo JIOI'llla lu. s' in r·(lnt-ro fn·qu l'IJl('lllCillc· tw llc• ft••·i d<'i l ito><i . o dt•t!l'iJtdividui colpit..i du dinn••tt. n e l c·o t·so d i c'atlti'I'Ì in t t";tinuli. lnu lt.ru non ha 11111i tr<>vnte~ pe ptonc ltelle j uci rle ll'individno nnt'IIHik. m•t l"!u\ trovuto nel le fc~c i d e).!l'i ndividui nmlati: di t.iio addomil tlllt: {:;etto ca'ii), di di:;;.;p.ntcria (due t;~l.-< i ) . IH'll'n .."·l'~i.:O in t c:<Lin>ll l' (t.t'P casi). ])'ultra. ptn·tc, gra:;:iu ai Ja.von di Schill1idt; In •·il·Pt·c·a. CJilUn1 i tut.in~> d egli a lbnnlino idi sdolti, r·aptwi tli e;-;sore O.'i>-'orbiti. e che non lo !')OllO sluti . può IIL!tlu lm e ute tH.stll' t'tt!Lta : :;iuchl.· in que><ti c:.a.~i. :;e s i Qpera eon un pas to d i ]•nova st•ntp re IIJ.Wt\lment.<: cmupl>!')t.o , l'i lm. H pt'OJWiot di:,pos iziou e, 1111n ,.;pc<: it• Ji nt.:zz,, l'IIJHpH o·ut ivo. l"' '' npp t·t•7.'l.are l t·n di l() l'<l l•· turbc funzi(l nal i d cll' inl!·s tino tlllll ltl:tlt\tv. 3. Gm ~-~i.- ì:\ c• IIP fce:i il .t!nt.-:so è· t·nppt·P.selllulo d i" !!rU.>"i no11tri. a<·ic.li g ra:-:s i, sapone. _g :;:<o in purte pt·0viC'11e <h1llc P•trr:l i int-co::tinul i, cl1ti J'C'sid11i alim entm·i e do ll r seere:;:ioui ; In qnnut.i ~i1 , .u,·in a S('<:tHHia d ell'n limt'll f 11zio1w, P l'<'i:m inuzimw rlip<'nd C' nnc·h o dnlla qwtlit<~ dPI grn:< ..;o :;t:e-;so; qw\nto p itJ IJM'<><u (< il s no pnnto el i fn;.;ionC', tO.llÌO 111ll.!!.!!iOrO l; i l S tlO Us.~uriJi lllUII t Il. Q uando In s•x·rc•'l.inne bi l i ~ll't' non :-<i vr·r·sa n eli' in t e,-; t i no nn n or· n t a. il g1·a-;.~o fecale; J'i gut~ rdtl 11.11 11. ""<·r<•:~.i.,llc pallc·J·etu il'a t\111\ -:i hilltiiO • lai i conetll'd i. La quantità com ples:-<t\'fl di gnt:<., ll c,ht; vttl•e t·duto ne ll•· t~-ftcr.ioni pnuc·rc nfi(·l m . pnò osciiiiH'l' tra il 20 <' l' oU 0,•0 cl t- l w·u:-so ul i m c n tu re. i n 1owd in m Ti vtt al i) O- fil) ·;~ . Qupsll' oscillazioni d ipt:•ndono duli a •[' • antilÒ~> di tc-<:-<111 o l!laudnlarn HtH.:ont fnnzionnnt<··. mEmtre la l ihe rt"i di d eflw;.'>0 tl t•lla sl'Crf'ziono ha un ' ini J"lrtall',r,a Sl"·ondariu. :-5f• si <:(llnhilln ull'atl't.'7.ioue p n lllTt'>ll ica eon un t'l:<ht<·olo al df·rtusso della bile . I'E~It.eJ·azioll(' d l' lla ut ilir.znz imw dl' l gn1s-:u, noli ,.,,,,.;1. p<·t·<·irì pit• llCC'Elnt.nttH f"h<' .~c " i Lratt.a so lt,aulo delln, d(·fìt·i c'IIZII ddlu ),ile. Le <lisp<' p.< ic• (' i <'<tl!tt•t•i inlo.4imlii o o.; l avuluuu lu. d i!Le..;t ione dai g t·a!-:..;i solo in tui::: m·tt m odNnta: ud ogni nw du ntm t· gi n-; ltt 111 frn:<e COITtmt.C'. e he un dist tu•bo n ell' util izza:~:io11C' ddUP ="'' ·"' a11zt• nutriti ,·o n oi eu t... ,.,.; into.>t·.i11ul i. s i n ve lere bbe i n primo luof!O coll lr~ pn·<t•nzn di )!l'lt<-:i \'h c 1·it-hit><l<ono relnt i vatn~entc un ruaggiot·o 11.1-VOI'iO d il!l'-:1i \ '0 . Xd moi'IJO dd Hu.-<ed ow, l'd in qudlo di Acldi·;cm . ; i ltttllliO diarree, uell o qunli ;;i ri'<c:OIIInl unu ]'(' •·di i o forti:::.~i 111n. di gra:;~i. L>al punto di visln. tlim!llu,:tic·o. pul onodo di t:O IYII I01'1HJ',:i <i l' i !P'" ""i nelle fel.:i, s i po><sono c nuJH:iru·e qu(':-<tc du o I")!L!: i. t: JYlC's,;e ~~~~ :l.oi11 : J. quuntn piì1 ulta (, la ptm;c nt uu l<' dci '-'tlponi, lt•nt<> pi\1 facih• è la <':-<Chl 'iionu eli 111111 Cll'el us itlll(' d..! d•>t i O ptUIITPn l tl'O; c \H'~·,;wu i loil t• invuco 1m'nlte1·azionC' dell' a ppunti o H'<SIJI'ht•nt c· o l' oc:c:lu:-;iotH' di'l <·n ltld oc·o. 2. Qunntu piì1. gmndc:: è lo quu11titit di ~n.t:;.:-:o Hl'Uiro e picco ln la q uantit t\ d i sapone. tunto piì.t è Jlresu mibi ln u11n oeeln>'ìom• d e l dott-o panc t't' ntico. :=:ola o unit a a quolla Je! eolcdocll.
SINTESI DELLE INDICAZIONI DIAGNOSTICHE. L e conclusioni, che si po:;;;ono trarre
rlt~
r' iu.-.l:u tw <1<-i J'l'<'t·cdeul i
e,;;~111i
sono e lenca! i nei seg uenti q uatlri (Harist oy).
Esame diretto.
Ciò cht: ~i os~t.· r,·n
('i/, t·lt~.· o;) dc\'t• CcJilChtdCI'C
AS PBTTO. Liq11ido wrbido
Di anca ùi origiue colica
P !tStOSO
Diarrea ùi o1·iginc cel:alo Dian·eu. dell'inlcst ino Wtluu
:\Ia.-;se gelati uo:so gtt~l.la..;ll·e, 11 o n adt•ren ti Gei t i sanguigni xcnzn, cl!•ment i fcr·n.l i
Dis.,~ ntcrii~ ·--
C:olilo dis:;cnleriiorme
Pa..,;h•so o liquido decolorato
Jn,.uffil:ienzll. duodoul;lle
11u~,.
Coli t e sini:st m iu lì tu n ' ' •nzioue de lreìto Emorragia {rettite, s igmoidit e, emorroidi)
i 11 gi'Os:si frammen t i
!:iangue rn:;.;•>
'L'lcerazio ne A,;c·aridi - - Os,;imi -
Pus Pnt·a.-<>iti
T enie.
RBAZlO~E.
l •'enuenti idrocarbonat i
Acido.
Alcali nn
P•ltt·efazioni ftl b•n1 d no idee.
•
Esame microscopico. ~'l••ra. j odofll a
ahb<Jndaule C'elhùc di patate numero!'<o, YllOlO (> piene A111idt> in g1·amùi liberi
Tnsutlicicn:t.il cocAlo
.'\ mido .amorfn l:Olorato in ble u per i l Lugol Fibre muscolari co une:s:;e tra di loro ma a bbondantissime
Fibre m uscolari isolate; muncrw<o, a striat ure visibili Grassi a.cid i in cristnlli
Inl<uflidonza epatica
Pnrac;si• i adu lti
Antebe, triconwna.«, Lamhli11.
Ci~ti
Da ArndJo. da La.rnblia .'\;;(·aridi, trko(·ct'alo, a n c ltilo;:;tnma .
Uon1.
l 3U
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .'\cco.R WTI. - Jn.,ufficienza. ,-rlo-]Jtllrttinrt; llttrmutlirt del palM'I o8.9eo. - (Atti della Clinica OtMi no lnringo lol!ica d t: lln H. Un ivPr><it.è di Xap<Jii. vol. n , anno 1924).
X el riferire lll t inlNf'~nnt:e •·n«o d i brevit.1\ dol pn lato <lHt·o in una mgazza di l 3 uw1i. co11 cotH<'.!?lleu te ìnsu!TiC' if'nr.n. funr.ionalf' del V(·lopomlolo, l'A. diffus am ente e~nmina gl i f'fipt.t i d i tal f' im;uiTit·ienZA. illustmndoli con jlrafici, e prende l'opportnn ità pN' C:>JliliT<' l'<·nalwiol<>gitt dd ln regione, nonchè- lo varie forml.' <li >l lTf'~to di s \· iluppu d clln volta p>tl•t1 inu n de l velo. Tali cusi P"~' f'sserr t•at·i, pn;:;.cmo <'S>'t'l't' misr·cm o,:ciuli, non J>Prchò ,;itmo di diagnosi clifl1Pile, rna per l'a ppunt o. pPn·hè mri, po!<sono n on Ps,..c·r e sospettati . .'\l l'CÌPrente ù oc·c·or>H>.d i n~ceHt<',di \'i:<itnrr 1111 g iovane militnre d('lla.classe 1904, o quindi l!ià eo n ;;l'i nw><i di H<'lY ir.i o. il cp rnle <>m e11t rato in ospedale per rinite ipf'rtt•ofic-n hilatNal<', c l'il(', ciò Hunostuntl'. l"'<':<t>nta\·a il fl'nomeno de lla rin oln.lia ttf1Cl'tn <' l>llvolta n.m:IIP il p•1;;sn!!L!io oiPi liqu idi tlftmvPr-;;o il n a~o. Nel rnilirnrc• in pnrol tt. in pritn() 1<'mpo. fu Jl<'ll >'>lto nd uno paruli;;i dPI vclopen dnlo• n1n :::fuggi\'a In )'Il tnj!C'no•,;~ dd In "'" l'l,.,,..( a J'lll'O l i:< i llll:cle:<imn.
Crilt ri c/.inici per /.' e1wtlP":iu11 e r(; ttfr,bi lrm.mwti.:::rtti con pericolo di rJjtrtfmil•' -~i'IIIJlO/if'a, ;lt m p porto con lrt nwtilrcz.ione Il la rlt•fo rmitrì per JiìWI <' Itk dt•ll' ili/''rtwwtu (Att.i ('o n).!l'''""" Xnziona le di oculi .~ 1 iea info rtuni~tiea. l!!2fi J.
lCo\\'r: LIIH:-10. -
)ft'll\l'f.' le gut' ITt' pr·c·(·C'dc- nti llnnno l'or·nito lllh~ percentual<' alti;;;; ima di u[ta lrnit.i >' Ì111 Jllll it·ll<', che il >~ l'llt!giunt.o fin<1 il i):) ~o in quella fnmf'o -prul's iallll, lo stnt.istif'hf' dell'ultimn J:(l ll'ITil. mond it\1<' luwno tlimo,;trato eia~ .l'oHumite ><impatica twlh' J.:•;;i,oni <•culnri Nl:>tit.Hi:<r·e una !'OIIlpl i!'nnr.a ~~~sn i r:ua . per cui è d el tut lo urhit•·n rio il t·riterio di ri rorr<' t'<' ;;enzA :;;uflicien.t i indil'~zi.oni all 'enuck'nz iono ol()i glo bi trnunrutir.r.at.i. )Hfatti ('irindn ne 'Hl 2000 l<'r' it i h: t prnc·Ninto soii& HI O >l 5 int erventi peruitam ite s impatiea; L>lJ1•' L'><onne, dnll'ini'l.io dc lln gJICr ra n lln metà. del 1917, ha u~SCtTnto ;;olu l llt f'n,.;o di nftnlrnitc simp>ltico, t n1 i fNit i di gnE'ITtl; ~nrville su 3000 feri ti JHlll hu L'ÌM'il llf.ntto n f>p p1rrt> 1111 l'tlso, e così \\'t'rk<>r s u Sl.lO feriti . •.\nrlle nl l'Pntro oftn hno loL!i<•<• di Laboirif'ii·t'<' su (ì2fìii fel'iti ,;c u'& \'erificRto u11 solo '!'<\>'o. In llll..se 11 quc;;t i ri;;otlt.ut·i, l ' A. ritienn l'lw twgli infortuni oeulari hi;;ogna ~erupr<> tcllf't· r·o n t•J. primn di p r'>tt i<·n1·e ntt i OJWI'Hti \'i df' molitori. de li~\ rnrità diHicanwnt o o·o nstnt..tta dc ll'oi tu lmiu >< illll»l l i<·n, o c·he rw lla n ece;;:;i tll. d (• U'i n tc r vento s i11 oppnrtuno udottarf' hQ l'xcntl'l'at.io b ull1i; •·i><l' l'\'fln d o lf\ cnuclea?.ioni ui cnsi ]JiÌt g•·aYi d i i<;Ìmpnt i» giìt i11 n t t o. E)! li è ino l t t'C de l ptHf!l'<' e h<'" ltt legge deg li inl'urtuni dovrt'hb'o•;;scre mmli lir1tta 1w l Hen;;o t· he . 11\"t>ndu Hubit.o il sini:<trnto n v n solo 111111. dim i nu;~. i on o eli l'llf'IH·ittì. lll\'Orflti \'n , nu1 t~nch e un' amputazione e Hnt\ dpfonnità pc•rJYum cntr. d c-hl>a •·,;,;erv r·i ,;A rr·irn •t rwlw di qu esta mea omnzion e.
B,;ct•n •h,,
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l'"ll«en·a. - (H cvuc c!'HyJZiènt>
T. X LVI, n. i. png . nn;;). L'A. lm compi u.l•> iJLtf'res,;auti t·icPI'(·he luot.il'l' i<>lol!i'· ho :;u ll o »<:ntolet-t.e di c·arnl.' in con>:e n ru o•d ha const atato d1<> la tPnrin di :'\lai llal'(l r irPn l'nzion e degli r.uc('he ri ><uL! Ii am ino-M·idi non è ,.;uftiticnte n ;;piPgnre lo l'W il uppo di ga" nel l'interno •[('Ile scatolettf'. dove non >Ji p o:Nono nwttl're in evide nza tiPi m ic robi , ·iventi, e perciò il rigonfilllnent·o di t n li sca t olf'lt<' d 'n1·iv irH' pur·amentt> chimica >· RllCOI'O. da dion o,; trnr,;i. L'.'\. l u~ pot.ut o !u·c;·nHn: dar pH t't·(•(·hio >;o·atolr tto ('Onto•ngon o una quantità ruugl!ion: d i azol <> allr mon ia l'A li:, di olll t in c azot ato, specialment.e di t iro>< ina. c.· (·he è piìr C'l'ande l'n(·idi 1ìì. \'o lnt ile Pd il <><mtPl lllt ll in iclt'n.(!r n o lihPro. l
t l l
131
Dall'inùttgine batt.eri o lo:;icn egli lut isoln t ù dèi gN·tni ,·iv<·Hti <:HJHl.Ci di determinare tlll<l. atmo::;fera g~:~><><Ol'>ti 11d iu bu;;o n I.Jllèl'>ti t·isullnti l 'A. ~1.111.mett\> una causa. hi o lo!!i l'a, da n~;tribuir;; i a <lt·i ge rmi ,;im i li n l coli ·hl'l<'illc, come d t·· t-ermimtute il rigm<fiamen to rldlt· scnt olt·tte. Con cl ud e perci(• raecomandando una. ri)!oros;t ><tet·ilizzazionc por diUtinuire quc,-to a ltcntziuui . D 'a lt ra parte lC' <'onset·vo eh<· V>t nno comtmt·mente ;;otto il noutP <ii p~e ndo-homb?<·~ non ii i posROno di;.tinp tere da qnE>Ik c lw ;;ono in Yia di fPt'lllt'ntnzioutl :-;ott<t l'influen?:A deg li nnn.~· rohi putr<>ft1C'f'nt.i, f' tli con:;t·uucnza tutte le :<catolettt1 di c'trne in c on , (•rvn <'hO s i prc,;entano ri.(!Onfint c rlovon u >' ('Ju.'altro e:<:<<· re ~>lim i11a. te P"" il consumo d cll tJ ITup pe. H At:E. - -
L-a m'lrCiHaziwte tml-iti/ìo i11 l'tlppor/o a /t l!.•pcricwur dell'1dtima. r~uerra.
(7.1'n!l·a.l blntt fiir bakt.oriulo!!ie, \ 'ol. 92, J!ì.:?.t). L'A. d t•po a v<'t' rift;t·i t o i Yad ri.~u lt.a t i ott t·nut i ne li ~.t pvpolazione civ i lt' dalla vuce in n?.io u(• nn ti t ifi t·a, l i mct1 <' u co11 f r·on t o con l 't·,-peri<·nza ri cava ta presso l o vul'io nazioai d a ll'ultima g ul' ITtL Alc:uni. pure ha~ando<i ;;ullt: mcde;;irue cifn-J. S(JS(l·U.!!Ol'JO rLnJ;uccos,;o di talt· vaccinazion e, la qual<· ha provo<·n t o nu ·nNoso ~<ind rorni anafì laai<·ho; altri, al r·ontnu·io, ne ammettono inC'ondizionattuncntc l't•ffic:Ht'iu. L'A. l'i Lieno r. hl• non hi,ogna dare molta importanza ai t't,;ultati ottenuti in pic('oli cenni ; ogni indi,·iduo prt"scnht un a dh·c•·sa »E'n::ibiliti\ nllc infezioni, o comi' UJlll P~"~'!P'l'"~a tn a lat ti a può n on pmr lnn·e im munilit, tunLo 1nc•no t..p.w~tn può e;~sere det.enni nnt n da n nH \'>W<'inuzionc . .Bgli l'ifl·ri,;t·c nu mP rn-: i <;asi di mi · lita.ri colpiti da il i'otifo prit na di'Ila gm'tTn, , .a<·tin!lti i' t'Ì\'Hc<:inati durnntc ln campag na, tdte ~< i ::mw <ltnlllnlati nuuvanwnte dopo il •·<•llt!l'dn. <·t•n UJHJ fo nnA. l'ebbene lie,·e, d i tifo. L'A. conc lude ch e t'ton s [ deve o,;p li(;ihtme nf (> ritcncr~· ['pfficm·ia a!'<so lut.a delle vaccinazioni ant.itifiche, ma c he bisogna pint to;.;tu ri(~O l Tl're al le antichi' dott.t·inc epide rniol ocriche: es:=<cre c·ioè il tifo un a infezione co:<ta n te ne lle trupp~> in campagna, c he J op o qualche t t•mpc• :;comi'UI'€' >~11<"111' SE'ltZR vaccinazi.o no, 1 m 1\ volt-a e liminati i soggetti t'C'CP.t ti,·i dellft rrutlattia.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati !Dai processi nrbali pervmti alla Direzione centrale di sanili ailifart dal t 0 oH o-re 1924 al 31 genn.:O 1925) Capit a n o mNiico Bt·::>:F:DI·:TTO CMn·: r~l,A. r -into auricolare.
f'IRE:-<Z E.
-
Flsiopntologùt del la.b,;.
. Dop' ' fw<"r a<'cf'JU'lt1ta all'unatumia del labiriutu a u ricolare ed nlle comle:<· stoni delle ht'<ttl<'hc JIOL'\'OSC cocJparc e ve,;t.ibolat'(! con i vari nervi e con i centri supel·iot·i cerebrali f' cerebellari, l'O. t·i f<'l'isce »ulln fif' i<Jiorr i<> clel lnbirinto, citan (ln le espE>ri.enz(' d el F lolll'ens C' le Yarie teor ie del Brener e rl e l Krom Brown. su lle correnti enri(•liuiat.i<'he for.r nnnti s i in :;t'guito alle ncce lorazioni llngolari della t,e»t a e con formate da lle e:<pot•ionzo d el p•·of. l'{o~<s i di Fi,·cnze . .Es p n n<> CJ ilindi il meccnni;:;mo di prodmr.iune d el ni><tagmo vesti bolar(~, trat· t a.n <!o a.nch~ dc!!li impul:<i che dalle croste ~'mpolltw i !'; i c,;e rc ihmo su tutti i mu"0?lt d ello iiChPict m invPRtendo le al tiviti\, toni eo·mm,tolu ri. e cita a tale ri guardo glt 1 ~timi. s tud i d l'l !-:ìherrington <' le applicazioni del Barany ;;ulla deviazion<' deglt art..
l :!2 Espone le vurir• fot·mtl di h•hi • intiti nlla. ,.:tl'<'!.(tut delle u l t ittte nh• .">< ifiiNtzioni ~:d acrl"llni~ nlk ,·ar ie dimmo,.i difl'or<'ll7.i~li. ;;poriP con lc~<Ì<JIIi cerobrali . rlell'a.cu-
"tioo e qorchl'llnri. l\lm;tra dn. 11h imo prnticnmf>nle com(• !;i C><nmi nu illahirint<) .- qunli ,;ono i , ·nri lll<' zzi di pr(ldttziono dd ni,;tn!!'mo (st•d itl. t•otntnt•in - 1wrpu.1. <:< tlda. e fredda - t·on<·nlc t·ll'tlt·i<·•1).
l.J'u e ('f( ~ i r{ i T ctwntl' <·•·l"nll!'llo ltH·diN' l'~tHVHTo ) l t•S<:L·zzJ. morbo t:el'lilen. L ' O. illu,;t1·11 dur· t·n,.i di ;.ll' lll t,.;i d e-l l" p<dnHUHl.I 'P. <"<llnbinnti n pen·i1nù del
)JovARA. --
p;.t:l,t.o intrn·r·nt l·ic·olut·<·. Dopo tl\' l'l't' Ht·r·<·lmntn ali<' vn 1·ic tl'<>rie patt•!!<'ll<'tirhr dei vizi (·nngct lili d('( <·ltnrl'. l""l'tHi t> ili l''-'11111<' i duo!lllllltnlai i illll>:t.t'l\IHIOJ'l(' In rnrH !<in tonml<tln)!ÌH. )fl';o;.-'a in f'\"i<knzll h1 •·inno,.: i. ne di,-<·111(' In pnto~ownPsi dH' 111)11 puèt. n Ila. lur.n d<•IJ<' nwdt•t'Ht' ,-c~dutt•. Psst-1·n po,;iu t·onqtletnmunte a <"at·ico dd l» Htisrt·la do l >;Ungut' ,·onnH• ''"Il l ' n l't <'l' i<,~n. I 'rcnd(' in r--.:oml' In notc•yoJp iporglohu lia c-hl' i rlno f<llg!!l'tti prP~l'nlnnu <' 110 l'H Pmf" l'lft'l'P lv l'>lll"t'· f.'O. mPtt~ Ìll rili!'\'ro i :<intntn i dPI RiYa -Rctcc·i e del C:i~tll'l·i·. n11dto c•yidf"uti uei <111'' Hlltllllt lnt i. l' pt'<''-'Plltu dllf' l'lldio!!t'nli<' illn:-i randnnt· i dl't1ngli. ,:opmtuttn c•f•l'ctt.IPJ'i-.:t iei ÌH ncppurtu alln j) l'h' ('ll'l.ll dc·lln ~t•• no-.i clc.-11<1 pohuunurc. Da 11ltimo di!<I'IIIP ~ulln din.<.rn•>l->i diff('rf'llt.iAI<' •·cd IIIOl'hn d i Ro~01·, mppn•· -.:elllt\10 dttll c~ S('tllplic•t> )ll'l'\'Ì!'tJ\ df:'l ><!'tifi illt<'ITC'ltl I'Ì('IIill l'l!, ;o:PIIZH st<'IIO'-'Ì rlCJIH pohnnnn rP. PA I H>Y.~. -
)IUL!!!in•·<• tlll'clivo J ).\=''11•: ('.-\sELI A. -
S •tJll' ileo.
L'O. J'il·•t•is<.:H 1111 l'liSO di l1]l]II'Jldir- it" tuht•rcolnro (:nn. Ù•JIOIHOJIÌ eli il"u ui Jlflllll<.:U 1111 ult1·u ca,;" c·on (Pn<~mc·ni di ili'., mt•t•cflnil'o du incurcet·a,nonto per bri~tliB (·Ìc-u t •·izi>11i, c•nl nHnh i cln l11i o)'Nnt.i di nppcudit·cl'lolllill: l'atto op<' r>ttivo conft' l'lltÙ In clitll!ll< •Ri. L'O. p11rlu cliHIIsfllll(·ul<• d!'l!'ilr-o, dixtilii!IH.'JHinue duo• ~t·ancti doss i: ilt:'o Il tN'('UJii<·" f'd il1·o dinHmir·<;: il Jll'ÌiftO u sun voltn si di,·ide ÌI J il1•o per stroz7.111llt'llto ed il<'•J pet• ot tltl'!l:l.iom·, nwnnc• l'ih•'u dntflll1i<'o ;.;i difltin~u() in iiPo paf'ttliti<·ll •·d in ilc•r, ,;pn,..i iN•. L'il<'ll dn ;;h·o?.l'.>lnH'IIttJ <~ t'tHni l••t·i:r.zulo do.ll'nrmsio ch•l cit·c::olo fctul<" f' sUJtg;u iguo <' può R\'\'t•Jtin• l'l'l' in<•an·t• rtmu•ntn. pt't' :'!tl'<>zznlltf"llto rl!'!l'crnia interntt. é pet· ,·.,h·ulo: l' ileo (11'1' ot f\n·nzi<~w• i· t·HllMtio dt~ ostucvli est.rauoi HIJ'nppn re<'l'ltio •n tesi Ìll!lif' o l'"'' jn,·Aaimt:r.icmo; l'ill'o pnrnlitJCO P d eiot'lnimtl o p~r lo piì1 dn pni1t1ni t•· difTu,..n 11 L'il·co:--t·•·it.fn: i11lìn<• l'il<•o ;;pn,-tico f. pn"lottn dali .. SpH;<IIt(J l<tl'ill i7.Zlll() ft !<ÌIII!fl[i sc•gtlll'lll i inte,.:1ÌIIO(i. Es]'(),. t n In >'lini cmmt olo~in e In cl i!II!Jto!<i, l'O. 1rft t t o in fin•: d<·IIH eu m tnt' dien u c·hirllq.!icu: In lttpU I'illmnin. <tii:1Jhlo ((• r·oJtdizioJ1i df'l ]'HZiPill{:• In pet·IIH:I·lflno. dt·vo ''""<''r<' prnti<•flta il piìt J'l'<'>'lo pus,.:iltik·.
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'l'Pll(' lli e TI II'di <·" t:n·>u·a•t>J~ Pt,:twwn.i't:. - Trallrw~t·nto l'fl~ù,.,i[P tf,.f/F .ferite i11 rf'/w: ioul' off,, !JIIicitr( biulogirhc dri /c.~suti.
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L'O. t nu·cinto il mc:cctmi:-;nto di ovolwdnno dc·ll1· ft:'ri tc· noi vuri pel'iodi lo l'<' h c ma d i C l'l t'l'l'l (P"I'iodo JW<' in ti 111m 11n tnrin, infìm11rnntorio, suppHn~ti,·o. <·i<'ntrì~.inll•) <' ;.:c·r-uJHiv i ccm<·Pfti del \\'righ1. c>:pon<' lt• rngion i per le qual i ne! p t·imo po•r·i,.Ll., nwì <\ "Jlporfuno l'tt~o d <'i 1:omuni Antist•ttici e delle :-~oltt:r.ioni ipf'l'l••nic·lw di Xo1 C'l, n~· l'l•xt•t'f'f' i dtil'lll'!! irn. l mit:diori ris11ltnti si ottengOJH> Pnn l'11xn Ocu lnto ddlt• ,;nluzioui detPI'xÌYI' (solt17.i011l' i>:<oton ica. di N u Cl, ~<e~nntln
dellf' npxrrnirw. dr·i RiC'ri . \·cwciuì. ~tnmo>:inc, l'C'r.), dPIIn
m<!dicn~.ÌOII<'
ast'in tta e
;;tel'ile Nl i11 pari ienl,ll' 1111•tlo dd r·nlore. Jl periodo suppurai in> ,.,i giova xopn1t ut.to delltl mediC1lhll'CI unii!>ettica ed di frPqtt~•nt,. t•i llnovAi-a, cl!' l enlon•, (]plJ'!'liotenìpÌtt o dei Jiquiui antisct t.ic:ì ~tc·rilizz:lllti t' non C011j..'11 i<Hl1 i. c· ho liOll 11hbiuno influenza di:::tntt.tive. ,;ui dt•boli h1xstd i di nc·of-ormnzione. Dimostmto il ntCCNlllÌflmo d'a:r.ion e del liq11ido di Dnkin-Cnrn•l <' suoi >'\ll't'0j:(Ht i, l'O. pnrla infine del C]uMto periodo .. cile e,;ige ,.:olt.unto puliz iu o 1n·otf'ziotw. s~sndtcnt<'.
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare
Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1?15-18 tC'ontimwo-ioluJ • Vwi /tMcit:oli fie/ l!JUH (i -17-1$·19-Z0-21-!2-23 e U)
:llarh1. tb Tri e,>t~-. te m -ute medit·o ,;;, rl'l;!~i me nt(l alpi n i. - \"olontario irredeuto, po rtù alla uo;,{r<~ ~ut>rr<t tlltto il contributo che g li itLc:.pir<ll' nno il ;;uo c-len>to !<Cn tim ento patriottico e la :;ua grande fed<' JI(•JI:J ,-,ittor ia. Ri111as to ,-olonta riam c ntc fra i C<)J1lh:ttlenti iu prima lin<~a. fu !<t-mprc di c~c m pio p er ~prezzo tlcl pericolo, :;pinito <li sanili t· io, c ;;entimcnli di umanità c di altrui<mo. In cirl'f>'< l:l111.e nit id1c, ìuviwt o (lni s upe ricoti :ul ollunt:mar!<i , ondc cvita r,1di che poH·<~e c:Hie rc in mano :1! uemi.:o, tt<m rolh- abbntHlonnrc: il suo pu<;to eLi coutiJattint<' tlto, don: cn dde co u"acnmdo {~ ila Patria la ~ u a nobile t:~i< ten,a . - :'>fonte F k>r Olt-lette) , 11 JHll't·mhr<:--J dit:c: mlore t9r7.
23 1. .Sn.l·rsrH
1~- rtl't"rr/(l 2o
tl i ccmhrc 1923.
!1-'9. f'H'H l<affaclln. capit:uto tn t·tl icQ 6o reggim.-mo fa nlt' ria . -
/u !'<l))ll>tttla: io ul!
della croce al 111<rito di gue rra W >tfc rilag'li sul C<llllj>O p.-r lo slfs;;o fatto d'armi: - Dirige utc: il ~o::n·izio ~:w itnn<J rc).(_gimcnt:tlc , lo orp w iuò in nwdo in appuntauile. Co n t:aro ,-pirito di nhn qt:Jziom: preMò l'o pt' ra ~tl<l dunmte una ,-io lcnta ;uioue d fe n;;il'a m:tni ca . - \ 'a l Ca.Jttporoa, 13-11\ giugno 1918.
A:-;nw t'O U Lurido. tene nt e nt(·(li<'o :! ti n.:ggittJt:nte f:~ntt:ria . - l' nìciale medico di batta~lione profuse la s ua ope ra indefessa t•d intl'lligente in aspri c rluri combattimenti, non curante del pericolo cd espommc!o sè ste~~o per il bene dei caduti riman ent fe rito alla tt-•sta. - :\!alga (:llnpighi (Pa~ubio), 29 maggio 19:!4. 1141. C ·IROillltO .-lnwldo . eia Colog-no ::Uonzl.:.;;e .D\Iil:lllu), ktkutc med ico 6 se;done sanitù. - l>t cont11111lazio11 e d ella croa cii gucn-a al -...atore militare conferitagli cO>l R. decreto 6 gowaio 1924: - Fat:cnte parte di uu repurto somegg:iato tennto più giorni >'Otto il fuoco dell'artiglie ri<> n emint, quuntnuque colpito da fenomeni d'iutossicazìone dol'uti a ll o scoppio di proietti a liq u idi spcci:tli, contin u:~va ('OD serenità, abn eR'a7.ione e s prc7.zo del pcrkolo, nel proprio sen·izio dando bell'c!<empio ai propri dip<~udenti. - O,;terin FontBne llll (,\ s iago), 4-6 dicen1bre 19t7. n42. Cor.osrMo Aìl>crto. tenente m edìro 29 n:gg-itn e nto fanteria. - 111 CilllltnutaziMie , d~/l'encomio solemte tril>ll/.al ogli dttl comando et c/la 3• armala c011 ordine del gtonto 11. ::?4 del rs olloil r c TCJt6 : - E se mpio c0~t:mk di fede e di (]e,·ozionc al Il JO.
>'illlf:'UÌIH>;.a a:~.ion c , !'otto l 'iu fiiJ i:1re dd f m.>.:o di~l rm~orc, COIL t·~t•i;<J .a" " ''?'~?iùne pn.:~t:n·:l ~ereno l'q>l-r:t s na .; ulta prima l iut·a iu pro di uulllero:<J,;~wu fent1. Lok,·•ca, 14 a:,;<>~l(l 191t'i.
dm·c r c, iu un a
Fl lllJ:" l Emamr t'lc . rla Torinr!. u ·m·JJlt' uu.:<lko .p r tg-)!Ì ili <· nto art iglie-r ia <::1111 · paglia. /11 (.?IIIJJIIIIa:iou,• <icli'<'JICOHIÌ<I s<•lnwc l!illlllalog/i co 11 /). l uogal cucl!::itlft, 3 tìicc m l>rr.: JtJJtl: - l 'lìic iale lllL•cl ieo d i tlll )!ruppn di ballc·ri~.: l':t lllpa l i. dur a nt e il <'Otnh:t tl ÌlllelllO dimo~tr(• di po~~dlcre <tltt· q ualit:ì mi l itari l ' proft :<~ innali, pn·~ ta ntlo coli (';d ill a c •·ornggio l 'opcw ~ ua ndla zolla pit'1 perit·ulo;.a e riu" ·c·ndo c<"•n la '-1t:t a iHh..:g:a1.iuuc c con l'niuto 111élll·riah: a rac(.;V.ld it:n..: (\, l ili s,.!ra ,·i tr:I'Jlllrtan<.loli in sah-o. - l'atllpo l'o!'>«lla ro , 21 maggio rgr6. l l li· <~v : J. t.\JH;o Fcci, c, da S . c~i· Jn:tiHJi !\ l'iro (SHh·ruuL ( Hp lt ;.'l ll'J ltll·dico 1.) g-ruppt' ci'a~~c·.lì(l . /11 rouull ll!a:i.lllt' cl;lltl crnl'< di ,t;tlc''Til al <•alc>r,· 111 iltltH'I' co,l.ft l'i la gfl nu1 1<. dt'CU'(a .z ~'('1/ c• ,JI (Hc' tr).!J: .\ lterr:at'J un U<'~\rO acrl\p1 ano in lt:t'l'l·tto :-;cu-
1 1.13·
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1
Ct.Jrll"IIH · JHt.· hatt tt lo dal !lr·v lh: IHi'-·o. \·c.,Jq nt .u·ia tll\.' llle si rt·t::l\·a -:-.n1 luo~o ~o< 't.'urn:\':t l:d nt'<'c.HHp't\.! 11:1\':l l'l.:'quip.'lg,g t~) i n po:--lo :-;icuro t· ,.1 ;·itt,rn~H-a p er ri('Uj)t·r :lr<: la ~al nH\ ckl !'i lvi<! 1: <lill' nlitragli:nrir:. l'utll la l( ;ori7i:t l,
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9 S(·Llclllkl' I'J l / . ILJ .' i· ·_\[ .\I ; Ko .l/aria. lt: nc:nte llll.:.lit;<) .1 1 t,·gxiu~<· nt n falllt·ria. - Sì .,(fri ni ,-o loularia· lll eiHt" t: .,·urat!).!io!"\::tllh: tlll' si :-.pi n_t.:c,·u di uotu: ultrt: la IJ(J;-.trtt liuc.:a pt~ r nl <"l'og l it.·re e pr~~t:u t• Sfh~C(Jr!--O a fc.:ri ti f.!r-''"i ri1nast i ~u l posto di coutha uiulc.:11lC•. l'rl" ...n a
flll'Ìh tt• chll'nl'\'l' l' ":trin, ,·onliu n;l l':t l a ~ "'' O(WI'a g(' l\t•J'(>~II. IÌlll' l ll~ \'t'II Ì\'11 l'Ìrt'O!l· dato <: ~·;1( tura t u l'(lll un drapp,· llu di uu m iui di ><n tt itil.. 1\'l! lllpio di \'itlnrc " allo sp irito di ahun:;ar io nt·. - Sagrado (Cir.. ol, 21·22 g iu gno rq 6. Ro:"CII FSI: 1-"l ciH fi'Sc'(J , sot,utc nl•ttl e tt ll'd i,·v 1 r,·)!g<tth·n to a ljl itti. l n rìp t·luti importa n ti l'OIIIhHtt int ..:llli, l'PII ca h mt « :n·na . a lottc,t::J1.ÌOn c· e grattdc ~prezro del p c rit·•>lo, pro\' \'t•<k\·a ;1 11 <1 IH~·dic-a~ioll•c' eli nu tnero~i ft·ri ti ~nll t· prinH· lill l'l! , m a l· ;.(rn.ln il l'i(,\ento fnut'O n e.ukCJ. In Ili Hl ~P"<'lil k ,-:n·o-tan/;1, uolldl'lttj)o, n ,.,,. i, :t dnlle IIOh tr<: l illt'e a c:<po di n tt~l patlug lt a ['<'l' rrtl'<'n .L!lÌl·n · ta lu ni fl·riti grad riJn asti ~ttl t errc u o rll'lla loti a. - :'Il o tt k u er~1 - :\ ~olnuc - \..'o l \..';1 prik, n o \-<'11 tlo n: r!icembr e 19 1;. 1 q;. ST~ I "l l<od,lfo . d:~ S:t..,,!lri, <':lpitattn !nl!dieo 21(, reparto ~olllegg!a to. /11 CMII/HIIIct.:i a /11' di'Ila croCI' al lll l' r i tn di )ill<' l'l'lt COHII'Iilag/.i COli rlt'at'lo illcl .~c>lt · lll' u::i,J/t' T6 gillf!llcl Hl l 9 : - l.'romaudant<: di 1111 rt· pa rlo di Sll ll itit , dnra lttl' lll1 1'<'· ri odn di <>Jlt'l':-l?.i o ui iu .\lh:~n i a, t l'mo~tra \'a h<:llc dl>t i di ~nl datt • p.. nal ttlPi'i ,-r•l r eparti) :tt! immo:di «lt> t·ontulto <k1le lntp pt.: nn nlofl ll<'llli, ur ga ll i7ta ll do lltirah;lll te utc.~ ~ntto i1 fuoco th· nllc.·o 1'onl'ra di a:--~l~tt.· u?.a :--nl c~un po e 1o ~~on1hro d<·i ft_ · rit i c claudo pcr!'On ;thut:: nl<: u ub il isl'imo <·~~:mpio di !'t::r <: n itil c ùi l·m·ag-giu . U s um (:\lbm1ia :'>Ic-rioli"mtld, !'l'ltc· utln\: 1917. 1 1.1~. ST!: \'\:"1 l<odnlfo. <la 1':~~-nri . t':tpi tano 11ll'tlicro 1~ reggilllcnto a rtig linia c :11n· pagn a. - t "ttì;·ia lt- 111l'tlic:o att i l' i~:'Ìtll o t.:d a nin1a to cla nh o ,..p ir:to m ilit<'ln: . r!;n ·a L•ell'~·~enlpio alli:' t rup1w rccm lll<·~i frc:q nt:: nt.:ntt:nt <: a l' i.• ìtark, di " " a ini zi:ttint e ~<· 11 J.<t c:hc lo (·!<Ìgc<~,. i l ~ u o ~p~:c· ia le '"n ·:zio , fi11o :ti p CJst i più a ,·n m nti sott o il fu o<''' d i fHt:i lc ria an· ~.: r~aria c ,;ehhenc fo~~ ... ~:i ii riltl:l,tu {,·rit(o nlla fronte ,la p rcoiettik 11e1ni,·c.1. - \'a l d'.\ s~a. gi ugn o-lu g-li< > ; 9 11'.
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N OTIZIE Assistenti mi litari alle cliniche universitarie ed istituti scientifici. - P1,r l 'mm., '"'· 1!124 -:2i; ,.,o n o Ili( lÌ d t•st innl i altt> c· li uidu• (•d 1\J.d i i~ti l l l l i ~c· icnt ifiri d Pllt' R. Un in'r·.~ it it 12 11ffìvi>1li rnl'di<: i (2 lll!ll!l.!iori <· IO ('''l' itu11i) l ' :.1 c·npirnn ì clJ Ì111ÌI'i fariiHH·i-ti , c·o-<i distribuii i: 2 ;d le• <·lini<·he uH•d ic· lw. -l nllf' <'linid1c ehiriii'!!Ìc·hc. 2 tll l(' diHil'i11• IH'll!'u·j•.<ir-hinLI'i<· hc . 2 11IIP c·linil'itl' o c·tdi -<f idll'. 2 nt:di i;;f Ìfllt-i d' i)! ie nc e 2 agli i:-:t itut i d i C'hintic·o. i'>on o ,.; Lati C'llllft•i'IIH\ti JWr 1111 nltro Anno n ll <' c- li lli c·lll' t•d if'tituli H' iC'Hf ilit'Ì <'nrl c 111ÌI'C1
lllli\'(•I'S ilèui (i lWI!.(giu r i f' (i C<lj >il llliÌ. lllCdÌ!'Ì .
:..t·:L'IIO l.<)f: 10 Amm issione alla Scuola d i sanità militare degli aspi ranti alla nomina a tenen te medico in S. A. P. - ,\J t•v JH'UI"v di .iO p c•sti l ~~"'' l'uamnio.;sio nl' a l cnn-<(> pre· ptHfltnri() 11lla IIOil tilln a tr-flt·ntt- 11lt-'din1 in K•.-\, P.. di rni ltt <' iJ·c·nlllre :HS dt' l U. J f. 1!1:!4. ><i ><Oil<J JII'P>'PIItnti Il i <·wwo i' J'Pnti. Tn ha:-P nl ri ;; u ltnt o d••ll'<'"'lltllt' clillit'O d i un IIIHl i\1·<> •' ddlu >< vnh.ri tt t~·nto d i 1111 tPtlltl sr·r it Ilo d ' igit•tw gc•ncridl' ~;ullc abi l m;i•HIÌ r·r)ll<'t t in•, !'d in r<>ilw.innf' n i tin·•li >'t·ie nt ifif' i P tnilitftr i. ><OliO .. tat i d ir·h iua·.tt i id <JIIP i 4U ('OIIt·otT(•ttt i. d<•i quali 4 luuan" l'illunzintn ul t•<HII>< )J':<t • e gli alt 1·i ,.;nno i< IHI Ì im·i11 ti all tl ;-;c·unla di ,.;n nit ìl 1nilitan· J WI' frf'(JHI'HIUI'€' il snddett.o c·•J t·;;o 1•r t" puratorio, cio<> l•n H\' Utn iniz io il l •• diceJt aiJt·t• u. s . t' (·ht• ~HTIÌ. l n. d urut a d i n te-; i (j. Corso tri mestrale presso la Scu ola di San ità militare per gli as piranti alla nom ina a sottotenente medico di complemento . Il 5 mu,·w l'· , .. pl'('-<"'O la ;-;,·nnlu di s anit>t mi litare tl\TÀ. inizio 1111 c•o a-..;o t(>oa·it·u ·pntti c·o. di :l J!lP,.; i IH'r gli >lll iP\'L uffìc-iali IJtt•ri i<·i di (;OII t ph• llti'III LI , \'Il(' 1\1'!1 ~ ( ,OI)Jh> t: <lllll>it•Jt.Jo i l p t·riodo i[5 i><ll'll· ZÌOlW 1 ni ii rnr~ p tvs~o i :o: in!!ol i Cnrp i d'm·Jnflln. Fra )p t tta t<·ri<' d' i t t~P!!HAIII('l\ l (' sono c·ott>pt·c·;.i, in br<•vi Ilo?. ioni, il s<> rvizin :-:auitariu lii Ìiillll'" in p11 Pt' ed in l!ll<' ITH . In t ratuunto l<1j!ÌU. l'il!iC'II0 P In rn~.:d i c imt IEo"gn le m ili tAI'<'. :\111'1 hll t' d C' I ('ot·-n g li a l l it' \'Ì s>\I'I.IIHI O so11Pt•<>'l ti 1111 f'"lllltC' r•d in base al r is u llu t o c·n tt-l'guinwnn lu JH >ntitut a sn ltni'PiltHli C m!'diC'o di c·<.>lll)Jit· · mcnw. ul t.inun1do !R. fc• t'trHl IJ ~'<'""" i \'tii'Ì eorpi e :;tuhilimC'nt.i ><R.nitari mil itnl'i. Libere docenze . J-lnnno r<'<· <>nl'elltc nt u <' Oil" t'!!llito la l ib<· ra. d <w<'nza pa·t·:<"O ltl R. r ti i \'t'!l',;itù d i ){011111 i l t f• lle l\tP C'l) 1 ~>11111'110 ltt(•tl Ì(' O Adolfo Pao l i n i i n fi siO· lovia Pd ÌL!Ìi'IIP n pplicntu u ll'\"duntzimtC' fi>' i(·H. il nt O.)!)..'Ì lH'L' Jut>diN • l 'IN Pi<·r·iniui in J>Hto ln gin t'lliJ·llt'!!Ìt·A Pd i <''HI •ÌUHli lll(' tlit·i (:iw·gio l 'i>wc> ri in l'iini •·a O<' Hli, tiP it t' ( ioto lt\ All wr l o in put < >l o~i,t ç·hi rurgi< ·ll. Ai di-tiHt i C'tllle).!lii lf' nostr!' p ii1 :<t: ntitf' <·<'ll,!!n1 t·nlazinu i.
NECROLOGIO Prof. comm. NIEDDU-SEMIDEI colonnello med ico. ]l 1.0 d ic· ... tuiii'L' s(•<JI'>'<>, a fi l 11nni. s i SJ >t'\..'11('\'ll in F ì t'E' Il~.(:'. dnpn i111l~H tlll1 · 1nt l Ìll ""l'l''l i'IH\iì ('(>Il P>'('IIIJ' Jar·c 1'1\S~P!.!Ili'IZi OI W , iJ coJonn(i'JIO m c di( :() jll'tJft'>'"O I'll An t onio Niedd u Semideì. Lu :<UR \'itA. tlt·dic-tlltl p<' r int<•ro fi li• > >' ludio et l al lll\'<ll'<>, tllPritn di t·><:-<!·rc· l'i!•on lata. nttdte a J;<Hil ll ti tr>ltti . nvll r.nnto )>Cl' 1111 d t l\·,· t·u"o ntnag~io 0 1111 m cmoriH tli lu i. f' iH' d P!! Ii c lo)!i fu :<f'lltpt·f' ><f'hi,·o. quMdo l"' '' 1111 ltttni tH>.<n <•:-<ctn J'Ì O di att iv ità "1''',"~"~ tu1 :a tt ,·nnlltg~ io d PihC\ ><r·ic•nzn c d <' l ;;NY izio. L mu·ento;;i ron ;;pl c nditla vot >l:t.Ìo LW w·Jl ' L' ni , ·t·J·si1i\ di Torino, <'nnò tH' Ill'll:l7 uel Corpo ,..nnitll l'tn f• vi ,. ; d i,. tin-<e :<ubit,o !'PilC[tt istando In »l i nlH e l 'nA'•• i lo tli t-utti i c·~'"•·glt i e :<nperit•ri. A --;.; i;;H• nt e ononuio p t·,·.-,;o ln. ('Jini ca d e l pmf. (:rad('n i!!t). )Il~ t· i sn .. i st udì o t·ic·PI'e h e originn l i e per· lo Jt lltlll'rose l H'!'):!;!' \·o l i p u h· bJ Ì<'fl'l. inni , Jo l'!!fl II IP I\Ì P. 11'J>pi'P1.Z>IT f' 1\tlr•Jtp II IJ ' ('"!l'l'( l, ><P p fll' in )H'(' \'P Il ffl'!'IHIH.<i s pl(•tJ didl'ltllt'llt t• 11d la ,; p ct:i uli t i\. C<lll:-<cg u elHio la. lil w ra d o<·t• ttza i11 !'i ì nic·t\ otorin oluri tt!!oint r·it·rt. Piì t tnnli ftt ntuninntn ;;nc·io onor11t·iv e sne<·cs-<Ì\'Illl!l'nt-e , ·i<·epre-;ident·<' <J p Jia ;-;ociN it l l >1 l iana d i o t o r· illo - 111 t•ingo l.,::ria. X el I!) l l , in "''!.!llitn a t·rm<·OJ':<ù, ftt nolllinn lo in st'!!HiliiiC' t itnhu·<· di tn<'di· ci n a leu>tll'l tll'lla Ke ttola di sunitr\ Jt tilitflre, C!lttPdm c•I Jf' 1Pil tH· in tnodu ludt•· volis,;imo ed ~.:llìc·•wi'"'"i t llO fìuu a l lo >'<'"I'Pia t·(:' clell>l g tL<' lTtt. :\t• ll ' nlt i tntl C'ìllllJ>tt).! lltl . f' lt\ ('I)IIW CHJIO uflitin di >'llflità ciP IIa at" Di ,· i,-ione. dw l'\1111(' dirl't.t(H'P d i Stt lliti~ dt! l lR<> C<Jr·pn ci \ H· 1mu 11 . "'·oi:<C' l'ope r a " " n AhH· rC' e d ì l lum irt>tl>t. <' pm· l11 JH' I'fPit l\ <'rgani'l.zaziont• tlf' i , -A r i :;en·izi n lui allidati otH'tli LO la [li'VIIIIJZiow· a c·o lunn,·ll n p er IIWriti ee N·ziounl i. t~!! l ì ha I•L"t·into c·ornpin n !o n 1mninw in qHtlll li t•hltt·l'<l 111odn di ~~!mo;:c•<•I'P e d II.Jl l>l'f'Zl':llfP J'nl to Ì111t'I )P l1 0 1 J'HIIiiiiO n obile l'![ i l (' lll'll1t(' l'(' ttdJitllHilllllll, t•d l
~UO Ì f1111 ('1'! lli . \'1' 1'1\liiC'IIi (' '<OI('IIIlÌ, furono ltiiH. 1:01111110\'( 'lll•• IHI\11ÌÌ<':<IA ~i 011 e <J'nf. f Pt t0. J co l o nuelli n w dif'i Alt ohcll i e Urixoni f'~ lll nohili •·d ~·l evate p>tr o l c disI'C'I'O dP!!IliUllt'llll' d(•tJ p V Ìl'tÌI drl Citi'() t'S I int o. I l U iflrllflle di llletlil'Ì/>~t militflre. 1·hc Ht'l •·olnHnt·llo 1ued ic·o Nieddu-Semidel pt>nlP t111 o 1lC'i suo i JHÌI nnt.ic· hi f' ,·o l o ro;.i N>llnhonttori. :;' ilwhillll. ri\'l• rf'nr.e a lla ,;~ 1 11 ni<'Jllfll'Ì>I . f' d iuvin ai dt•sc.!nl i c:on1-(iunt.i le p iì1 s int·t• •·u c:on d o)!lia n~•~.
P ARTE UFFICIALE li) ) I[X l :-i'l'EHO D I:: LLA GL'ERHA Jlol K~:ZIQ!"f•:
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l ) X. :J:WS ·T df' l ~i n ovcmln·e 1!)24. - Monumento al Medico caduto in guerra. Alla !Jiorczio 111! drlla .sctwln di sa nil/ì militar e l•'ire11ze 11 )[!>llllllle nt o ul n w dieo {'f\ d n(o in )!11<'1Tll . ri "'wd o illl] >f'ritiii'O dd :::ac1·ificio dPIIfl cln,;,o m cdi1·a alllt J>ut ri a t• si nd1<1lo 1''·' 1'1'11'''' di gratit udine d t> l Jw!'<t r o pO· pnlo ""'''"" C' hi in si lr•nY.io ha fntro olocausto d(·llu ]ll'o pria \' ita, è al'lidato u lle di sa nil>\. di :\lo nunwntu . IHC·co!u d i 111ole, lll!l l'Ìe<·o di nltn con t e mtio spi l'itH!llf'. ~an\ mi·t·n di dnra tum cull o (·i,· i lt• n ti C' !!iOntn i lfl' lll' l'a~ioni dd lllf'di<· i " ; t' O:<Ì n >. niva lanciato il Jli'Ìmu ~1 ppdl o ui llh'dit'i d ' I ~~tli>t, clw llllllllillli l'ofl:<l'lllironv p t•a· !!IO· riti•·n1·e i l sa•·•·ilìzio . È a. 0ndf'>'ta :-if'twln eh(' n~ n ivn. 11•lt uru.l c In d t>s igno~i f> ll<' di sì Alto compito, Jl('l:(.'l!è c p,;,.;n dtt' n<·coglie gener:.tzinni srmpn~ nu <>n~ d i gio"" 11 i Ili P d i e i. l.o m•'•t·a d eve cl ivf' n tan' un (· ul to. O !!ni cn r.~o di istl' ll~ ione nll.~ F:.: uo ln dì snu itìt inizii co n unn fun~i<mn se mpl iet'. lll!l Hllst\"1'!1 inllll nzi ul lllOJII IIII <'Ilto. f11J1· • zi nllt' <:111.' conti>ÌIIIIt f'OII U:i:<•llu t a Jlll l'~·~z.a di Jl<'ll'-'i<' l'O c di c uu1·e, ;;a rit n oh illrwnte Sltl!gP;;l i, ·a )'t' l' t l"lllfi ll'ill'l' ),!'li a11 i111i dei I! ÌO\ 'Hili medic i a l culto dd dovl't'fl '" alla cv>!C' ir>n~n. d PI SIH:I'ifit· io. <'nll t enttto su J•n ·mo d t·lltt s11a n ltn tui:;;sione t·i,·ile . ).; t" lle l'i<:ort·f'n z<· d <>IIP p i \1 sll!!!!l'" ' i , .H ft•,;t o lluzit)JHll i n on tnRll{'h i a t ton1o a l Mvnnment.o uno :;pc(·inle A<·'l'\·iziu di on nrC'. Og ni n •>tw il to n ovc1ubt·e s inno in,·itati i m e di e i ci \'ili d·~lla c·i t rà e tu t·t i Ì Hlf'dic i df' l .PrE>,;id i o (~ Ull>\ C<' I'Ì1110 iliU t:Olllllll'llllli'Ht iqt , l'hO l'it:onJÌ l 'a ltì;;:SÌJl10 ::;ign ilica to id1•nlo d c• lla r·C'II.'i> ra7.i onc H \ ' \ '(' lluto nd Hl~-t ul'fi11cht'· sin, St'll1 Jll't1 più ceu u•nt nto n e ll'nnitiiO d e i m ed ici d ' It alia il s•·n timc nt o dd don:• r e int.nramcnte e r<>ligiosamC'IItc N >m piuto. :o;ont) sic11r0 c i H? ~:odc:stn :-ic·ur.ln ~lll'ft Yig i le CI J,:;todc d e l :\ll>llUnl<'n io, e s aprà mnnte n e t·e v i\'a la IÌHIIIlll>l c·h~ iutu rno vi l'i;;pJ.oudc. gdo::W C\H 'e dt•l la :-:)c·uoln
1>"r il Jiinislro: A . Ct.. t-:RT('I . Q) ConcorM t1l premio H iberi .fnt rtf i Vj/irittli, metliri del H. Esrrcito e della R. 11fa · rim~ .ywrluto i l :ll rlirrm&re 11114. P e l' i l eonC'OI'..;o o l JH'emio Ribc r i fra )!li l"fiC'i>ll i IIH•di•· i d~d R. J-~,.;~> t ·<,it.o e 1lel la H .. )hu·itul, itul c tt o <·•ì n C'ir••ol!ll'e n. 4 d r l t:. )L d ol 22 dit:t>m bl'n 19:23 e ~cad11 to il :~ 1 diN' IllbrP l !l~+. ' <HlO pen•<•lln(•1 in t<'mpo uti le• al la D it·czi<•ne t'Clltl'lllt' d i ~alli( Ù. Ili ÌJ Ì(H l'(' du e ln<' II HI I'i l" COli ( I'HS,;I'C:Illl te dai :'<t1gUl'rttÌ HlOtti : [ Tmnn. L..,•. m r.i om(' n liutP.Ilt.l\1'1' d f' l ,;o ldnt0 in ]M C(' f'rl in g n•n·n. ; I l r·omyyio è 11f'llo .~wm,rò. Fr>tll'l'ico il L; rande. Il Temu. - L ' Atll ulr·.~ÌO IIÌ,; nu l nl'l lt' >:Il "' Vtlrit• e u e i s u (li e.; it i. l m· r'>l't>lll/.tl. dvfla >;11>\. <liil!lllO>'i ]WI't'l li;O ne i I'Ì !!<l!tl'dÌ milij·.ari ; .\f•• rll!(fllO a c•iù nè io nè altri aede. D nn L<' • 1nfe m o, ca n to II.
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P. hmBl \<.:O. Sull'a?.ione degli attuali fucrli da guerra e specialmente del tucilc italiano di p:ccolo cal!bro, in coniron to con quello Ili medio calibro. (.-;lucli .~pPrimt·lltali c·on (.) 11\\'ol<l di Ù>ln~:m'i(• c· rn<lio;.<L'alic ripr"do! 1e in fotot'l'it~). Hou•a. I! IO~L . . . . . . . . . . . . . .
8-
P. J lllltll .\ Co. l e opera1.ioni pi ù frequenti nella chirurgia Ili guerra, t'O li Il:? ligure - p ;,.,.,l/P. IH!ìS . . . . . . . . . . . . .
8 -
. \ :s~rtoa·o~tl·!'l'ttl .\
.\ frLtT.\Itl·:. Risultati ottenuti dallo spogl io dei fogli sanitari delle classi 1859-1863 : d1u~ ,·olu111i in..! 0 eon atlunte: \ ·ol. l (dati alllrO· pfllO{JICi ~:cl r!/I •.Oloyict) t'Oli a liante dnlla .Z< '0(! 1':1fi n t\nlropologit·a cld1' ltalit> · Ho~t·U. lb!lli . . . . . . . . . . . . .
\ 'ol. IJ. (/Jrl.f' d.r lnD{fi'Ct /ici e. /,iologiri) • 1:u11m. Hll).;
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A. C a~,Uti_:)I J . la fatica nella vita militare. :'lh~nwri tl prt'llli!\lt> al coucor:w ll,il,c,·i, 1905. .-\. CASAJU.." 1.
t: n 'oltllllC di png . :r~o c-on r;r. figw·<'. · Homa, 1!}08
le malattie e gli infortuni nella vita militare. :'IJ omoria pro-
mia t a al concor.;o Hibc1·i, 19tH). Un \'Olun11: tli paf! . 402 con tavole g i·afìche c o:<to. tistit· he - Ho, 11a , 1908 . . . . . . . . . . . . . . . .
. . -- -
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Giornale di n1edicina militare ; ~,1
OireZI'•IlE'
J\nHHIIH~ l r:t71olh' ;
p ;tl:'lzl.o tlt~! .\\1111st.; n• th·l l:t 0~•\·rr:t.
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6. l ~i,_ nori :ll>holt:tli militnrì iu eiTetti• it:'t 1\: <-e r vi-.i" p·•gh E'r:umo l"intporto del· l'ahhonn tnenlo per Ul<'.?.i'.O tic i J'Ì.,j)ellh i <.'utn~nùi ~.li CHrJIO e di rezl()ni . ; . l'e1· i S<t li u rticia li l11C•lici l <lcll'F~n··ito e di'i la ;\l:uinnl, i n 'Jli ;\)Ufl\jtie posizione SÌ tro,·ino , è amme~~o otn :\llTlON.\~Jli ); 'fl) ClJ~fi'J.A'l'l \'() nl r;iorualè d i ~t~edlciua milito·re i'd agli . tmra!i di mr fr.-lu a ucr1:ulc .: ~olclllì,1/t~ n l prenQ li r. 27 annue. Per ottenere tale ra.cilitarjo uc cHm n hl\i,· n 1:li ahl>on nt i m ili tari .ltJnannu far pervenire l'intero importo .d l' \ tHHth11 ... lJ:!/Ì111:r eh· l pt .; .. ,ti'" ,t. 1 lll••pli•• P11 P"• S. Ai lihrai >i fa lo "'onto d c.>! w pl'T cent o . ma !'oltauto pe r ~:l i abbonamenti del.le }'e i ~One e <.1 P:!1i ~11t i 110 1! !niH•,lrL che non po.:.~"""o rruire della faci 1ita?.ione di cui ai nnmcri ,, 6 c ì·
NORME PEft LE PUl:H3Ll CAZ10Nl. r. l ltl\·ori oll~i u al• , le nol•· · l t> ri,·i~te - <lattilc•.g r:tf~lll n ~c ritti .t mano - (\evono oc,·upare un ,,olo lato <ieì rCY,tlio cd ~s~re accnmtam•>nte riveduti dagli autori. Si f~ s pedale rnccolll:tll<lto?.ion e che quelli scritti a mano .<i:tno heu le~gi hili. per modo d1 edtr.re ngn i d n bbio d i iutcr preta?ion ç-. l n c-aso con l rar:v. In Direzione ~i vE-drebbe co· <tretta a so~pendenJe ln pul)blica? iun e . ~ . s,h·o casi ctc e:?.ion'llisgimi. la cr, rrc?.ione delle lt<>7.7.C <nrà ratt a d:t:l:J. redazione, nu tichè tlagli a nl flri. JX'T non vinc• !are il hl\·o:·o IÌ po:.r•alì<·o n~li in r.vitnhi.li ritnrdi po· ::tali. 3· le spese per ~: li cslrtlti <' quelle pn le t:wnl<- !itog r:lli<'he. fnt o~mfiche, ecc.., cbe accnrn pagnasscro le rn cm o1 i e. ~ono a t'M ÌCo <l<•!!!\ ntn oOri 'ripo A. St'nzn. CtJpe rtinn e colla ÌJJ1pagiuatura e l· Gli E'St r;Hti sono d i due d t,i : nume1n1.ione del fn..•ci<:olo. - Tipo /!. C•'n cop~rtin:t nampal:l. fmnlR'l'i"io. impagina· t llnt 5
c numer:~zi~Jnc speci:~le. li pre 1.1.0 <le~li ··~l ra11 i, rer g li :~n:ori del le memorie che li ric hi<•<ln u o . è r<'~olato
<ln ll a S<'gncnte t:~ri ffn :
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OttSIOLOGIA APPLICATA ALL'EDUCAZIONE FISICA Pubblicazione mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE PUBBLICATO DAL MINI STERO DEL L A GUERRA
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Fascicolo /1/.
SO M MARIO l MEDICI D'ITALIA ALL'ON. DELCROIX . . . . . . . . ·.. ... . MEMORIE ORIGINALI : Casslnis. - A pue11 Vl>l u 11 la ri u <" lti\' <JI'" ""'·'t ,., .. ,.,. t>n g. 140 Ferraloro. -- L n ,!!Ìtlntu p ul 'ln&oria CRI•·ulutu in ulcu; .. .' ,:.....'iLil•t.oi ·d; 1 ;,.;,, ;, lfj~ CASUISTIC A CLINICA : r alvin i. - - [ :·n CU>;O di j )po - tifq l'( tt n piÌI'tll <t cfol u f a,ja
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIEJH ~NFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . . N~~RlJ'L~~~~~ _D·.o~~ DEL CORPO SANITARIO MILITARE . .
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ROMA
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Palazzo d l t\1' . _ e llllStero de lla Uuerrél - Via XX Sette m bre _
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. Pu l~ Inserzioni tli pub/Jii à . _ c•na militare- Pataz·o dei 1 ru·o/gust lJII?ETTAMENTE all' ·\mmfttistmzfoae d 1 01 1 ornate di medi~ " '!!.te:_o d~l/<1 Guerra - Vitt XX Setkmhrc _ Roma . l! Per le nu o v e norm • -l -
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare ROMA -
V ia XX Settembre - Palazzo del M in i stero dl:!l l a Guerra -
ROMA
Collana medico-ntilitare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità ntilitare - 1!' . T•·:,..TI. - Storia retrospettiva dell'igil'ne nell'Esercito italiano. . . . L . 7 Il - Ricerche biologiche dE'gli Uffici psico-fislologlci di aviazione militare. • là l ' n vr) llltn l' d t pll!.!. ~=3() r'on .j.fò tiJ.! t>rn r• 2 tuvOif' . . . . . . I li - E. 1'.\!"'r ouo. - ferite addominali di guerra Preru~10n c r!d pt·otu;;SOJ'e N . GIA~ ~ ~:TT\;; 1 0 . - l 'n \'(! lum P d i pug. 400 <'Oli :!!i figu1·e. ~U l\' - .\ . Li: ;:,TJG -.-\ . Ht;, r!'c·•• . - l • gas dì guerra • . Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. Un v n l un tH d r p nl!. I lio! c·o n t t'E' t a voi<' tnic'J'O,I.!J'Hfìch e ,. c·nl01·i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 \' - :\ . l. t·s T w. - Brevi cenm storici sulla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale ( 1915· 9 18). - Cnn 2J fìgur e . . \ ' l - l•'. C ACU JA . Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti In guerra. - Pt·ufuziom' d e l p l'o f. R.. DA I.LA \ 'E o O\ 'A . . . . . • \ ' Il ~. SALl~ARJ. Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo·articolari in lfl e 20 tempo. - Pre t.tzion P d el pt·ofos so n · H,. Au;ss ·\'\ lHU. -- Un volunw d i pnj.!. JfJ(J • . • . • • • 20 \ ' IU - ,\. ( :A s AmN J. - La medicina militare nell'antica Roma. Con .i fì~. • l X - la celebr:azione del medici caduti In guerra. - l'n v o l. di f"*· 92 r·<>t t ] 6 fig urf'. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . X - ~. H ooLNò. - La profilassi delle malattie infettive dominanti nelle no-
stre colonie africane.
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{: 11 voltu ne d i paj.!. ·H . . . . . . . .
Altre pubblicazioni. La lotta antituber colare nell' esercito. - Un v o l11 1t te di pag . !l6 r·on S là\ o le Per leonardo da Vinci nel IV Centenari o dalla sua morte. - F n , ·o lllt tt a d i png . 11'0 • ·o n 37 figuJ't· . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . Per Giovanni Maria lanclsi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un ,.0 llltt to d i P" !-!· l O!> con 2l) f ij.!lll'l;' • . . • • • • • • • • • . • . • . • 111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra. ( Hrmta , I!JI9) - lh•ls~'t.i• •tli ufficit~l i t' r·o tnuni r·az io n i. -- ll n volt 11 11t· di P'\1!· 9!l . . IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (B ruxoll e s . l 920J. - R !\lttzion i llffì !·i·lli. . l'n volumP. di ]'a_g. H. . . . . . . l Congresso inlermazionale dì medicina e farmacia militare ( Bruxt> lle-; 192 1). · l{e l a~r.i on i nffìda.l i <.irol C'o rpo sanitario 1ni litt\I'C itulian o. . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacìa militare ( Ho ma J\12:J); Atti del Congresso - Vo l. l. - R elaz ion i u ffi ci1\li - Un ,·olu nw dJ pttl-!'· 4 16 c on t.re tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e fannacia militare (Homa, 192H). AUi del Con{Jrcsso. - Yol. J f. - L avori de l Congres:>o e conllln icazioni. Un ,·ulume di pug . 600 con 33 tavo l o c 19 inc isioni . . . . . . . Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - U n vol. di ]ìB$!· 48
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l MEDICI D'IlAliA ALL'ON. CARLO DELCROIX. Ll' migliaia di nwdi1·i (·b«> <t Fil't"nze, il giorno di tntti i ~anti , si dt•t-
lt·r·• conve~no JH' l' af's i ~<tere a. li a Sa.rJnt drl .M edico, a.Ila prel'>enza d elle J..; L. )f~l .. hà.uno a.n(·ora l' animo vibra.nt (' di e mo:t.ionf' lHH' l 'ispira t H ., tomnJns,.a. or aziOUP di Carlo Drlrroi;r. n G ntndt• ) inti lato, a.ll 'esalta.zione d ei prhil~nti
ap parVI' un V«>ggcnt«>, nn Va.tc omeric•o. T.Je parole c:he E~li dif4st• merit a no di P:<:-;l"l'f' ~H·O l lJitP in tàl 'g'hP di ce!4ella.tore : ,, Dite, uomini t/1' /l"rtrft' ..wrnt! l'rr ro i parla la pietra, riRpondr la j o11te, e sia br ·u rilet t a 1'"/'l'ra e lodato il .~ttl"riti ~io rlri rmnpayn i t;ostri, <·he ui .<;.~('l'tl in 1nrrità r nuyiroltO i n gloria, l' dal lnro t·.~Nnpil) i.mpctrinmo t1ttti a t·ombattttre xrnza l(l'llli . '' ducr·rr .'11' 1/.:a prNfrt, per amore di'[ R(',, della Patrict, lz.i J)i.n! "· l i President.1· del ('omit.a t o .E:->t•cutivo, geoflJ'al~· m ediro D ella. Vali~~ gr. niT. Francesco, int<'l'pl·et.and o il sent.imflnto unanim<> di tutti i medici d'lt;lli a. IJa fatto G(lniare una gran1lc• t;Hga d 'or o t•h(• i• st.a.ta o!l'Mta <~l H l 'll·ndP i\1 u t ilato. Ed l~gli ~te~so aN·.o mp a~n;;~. to d:'l!l prof. Galleuga, j.li'Psich:ntE> della I<'cdPrazione dt~g li Ordin i dPi ) [ edici, dal prof. Giardina t' comm. f'ris;~: fulli d<>lla ~anità puhhlie;t., Ila,! g(>nt>mlc• mNlieo ~li HHHina. R.<·pet ti 1 tia.l (·ol. F ·alsi, dal prof. R oselli <l<•l K M . O . :n., da l IP.It. <'01. L <~>}JJ)I)lli , ù:~i m a !!'giori Hin aldi <' Uona.t,i P. dal !-;{'gretu rio Gc>u era lf' del ( 'onti f M o 1·a pita.no JiOI'Chet·ti, è stato ritwvuto alla t;I:'(]H del Comih1to <·entmlf' ò.f'l -' l'A ssorià:~.iorw d e i mut ilat.i il 31 'gE>nnaio sc·orso . .-\Ila presenza dei rappresentanti di tutti i m u t ilati cl'Ttalia IH~ avuto luogo la semplice<> connnovcnte Ct"rimoniu·. Il G l'n(•r :tl<~ IWI '})ùl·gel't' alla. géntill' è <l è~l\a t:oiì1pagua del g rando m utilato la tar~a <·lw, nel linissimo cotlio, rappre:wnta la. Scienza e la P i•·t.;'t :;; nl t·ampo di batti~glia.. ha 1n·on un:t.i }~to Il, segu('nti paro!(': " OIIOI'I' VOlt' n ,~lf'roi.r. • Sono q11i 1"011 mr· i r ttp zu·P.w·l!lfllt f i rli t11tli i medù·i rf'ltalia. • H ·icordo : • P('l' {llor,ificare la mù.~iont' .~odnlt· del medir·o, l 'oloG<W~Jto dato r.tlld J'11.tria da.ll<t quadrtt pliN <~entur ia dt:i. crtd•ttt·i nrlla gra nile guerra ({i. reden-:ion.r' , i m editi su pn·.<ll'i.ti, tli lnro i ni:·ifJ.tiva, ·una·n·im-i, ·volll'ro che sorgr' IJSi> nel chiost.ro tiPI .l!aglio, f/(•.de t{l'llrt 8ruola di sanità m.ilittn·r di Jt'irr·n=r, '1.111 lltrlltlm~ en to .~imzbol ico co·n u segno di oflcrta. ' L ' irlf'a n.ncqne sotto gli au11pici tz.i Gabrù>l.r fJ'Anllil'nzio. ~ 1'utto era pronto 1>1'1' la. granrlr arimouia, oc:curre·va solo l 'oratore t:}u n e fo.'f.<~e interp r fltf . ll pensil'-ro unà,.w imr drl Gorn.itato promotm·e ~:~ i ·nol.~e a Voi con d.esitlr rio jm'?lf'ntr. E l"oi. ,qrn::a e.qitan:;a, <JOnRenti-Yt e. J:a IJ()dt1isfa ;; ioru no8tra j 11 so1nnw.. . ·• O n. l )(·foroi.r, il l o IW1'('1nbre 1 9~-J. la i.u a·ugara::iow dr·l monunu·ntq tlt A rrigo Jlf~n~>.~·bi, alla MI(J/18/a pre.~rnm (lei n·ONlri 1'iOerani, r·on Z'interv~nt? rlell11 rttpp1't'.~r·nlt111Zfl· piÌI nobilr' r/!·l no8lro PaPI'JP, .W' fJIIIÌ ll'llfl <lat<t .~t·OrtC((
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• On. f)t·INIJÌ,I', t1at·l gion111 mnwtrautlo ltt l'll.~l.ra rort·..~ollr• fu rnltt' drl ('if•lfJ di Pil'f'll~t·, fu l'flf'f'fJIItt t/11 /ut/rt Ìllft' l'fl /11 .\'fi:ÌOI!I' . llf tt.~lrao rf.,
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il mon·umtento, l'o i davate vita ed. expre:-:sionc ltl lingua.ggio m·uto rlezr,~IScr · riz-io eli 1m atto il più. signifìfal.iM 11CI ·dncolo rlrlla solidrtrirtil. ltmrma : sacrifizio t' rigenerazione. '' 11o i solo pote1;ate compùrr il ltliracolo di fa.r sent·ire il (•ontatto di'i nw1·ti coi 11ivi, destando in t·utti nn frc·m ito di profonda cmmno::ùm r. · 11 Ogg·i, i11 quest.a. 8Nle, alln pl'f·.~en::a rli fJ1/.I'&to .~ttwlo rli eletti, <ltrl/1! .yti1nmate gloriose, s1'll" q·unli Hi. proietta f1rlqidissi ma la !·u N• dellrr tlo.~fl'fl fl.nimct <li Eroe, è dato a me l'onor1~ di nffri.rvi, <:on am1n:ira::ionr' <:ommo.~!!a. fj!Le8ta tal'ga sim.bolica di .~rtpi(' II Z(t e C(I'I 'Ìf(Ì. (;ll,t• l'N'li Il roi, l'IJIII(Ig{JÌO /'Ì· conoscenti' iii, t1ttti ·i rnedid d'ltolia ''· Tra gli a.p]Jla.nsi di tutti i presenti Delcroix ha. abhl'<H.:t·iat-0 il u~ ner~ble e con voce commossa ha. improvvi:-mt.o nn mira.hilt> dis<·orso. éli <'ni
ci è appena, consentito di riprodUJ'l'!' un ria.,;f4un to :
" GMurai e, " A me pa-re che .~i sia.110 Ìlll'l' rlit e lt· 11arl i; suno io t•/11• debbo ri.ngrazùtre lO'ro, 1>o-icl!è f'u som.mo onorr e gran<le 111·it'ilPgio 7Jer m e prtrlarr rlfl. medico e<ul·u.to in gue1·ra, all'attgnRta 7UCSI'n;:a dell<' LL. 1liJf. r: di m i· glùtia di Ut ediri c.· omwnuti da t11tta la Naz·ione in IOifl rlelle più belle r.ilfri <l' Ital·ia. (t E ' ·rnissione che onora. eh ittnrru e il p m·la l'<' per uurt sì gra·ndl' cel!:brazione, per la. quale si dettero corwegno i migliori artiRti d'Jtalin; /H'rrih
io ho già1·icevuto iltnìo prfmìo e non ho do11ato. « Ma poichè ·i l vostro nobili: a.'lti mo ha 111t]J&rrtto ogn-i. limitr eli <·ortP.Sùr, conservel'ò il ma.gnifico dono r.otl g1'a?lde ·religione ; esso ·m i r·ii·m·der(ì sr·mp1·e ·i l g-i&rno 1° n01;embre, alwTchè, fi·ni,ta la. m·i a 01·a zione, nel ('Mostro tlcllrt Scuola di. Sanità ?nilita.re, tnì trov a.i alla p1·esen:a d·i S. 'ftf. il R e tm ·uno folla. comnwR.~a., 1Jla1Hlente tli tnigli rtia di. medici . .Ri1·tornb allora alla m i a memoria lit visione clella mia t·r iste vita a.l l'ospeda.lc, 1ni ricordai di hc.tti. i ntiei d·olori e delle 1nie pene. Ricordo, Generale, an che ll· pm·ole chi' t'Oi ·prommciaste, alte, deg111'. <li ttttta la classe medica che rarJpresentak ti E' prop1·io •vero che lct meclicina è la pM.t artist·i ca delle u·ienz1• e /Q piit sci.e·ntifica delle arti. 1/. medico abituato a t1·a.ttanJ il ?nltt(li.'Ìltle ?tmano. a ftratta1·e lP anùnr, de·ve essere ed è filosofo, artist<t, 1JOPta. La stori11. dc./ pensùwo wmano ci nwstt·a tanti escnl1Ji di medioi. poeti, a·rti.sti., ·pentuttori. L 'alt1·a sera ascoltando ·i l <• Giard·i.·uo dci c·iliegi " pro·1;a·i una delle più forti e·mozioni. L 'autore è Cfcof, qran.il.e 1nedico e ill•ustrl' scritto-re. L ' e81'1'Cizio tlella ?neclicina non può essere disgùmto dalla ]Jiù. t!a,~t.a CMIOS('l'?lz a. clell·an.imo 'U'mcw.o. R ' per 1ne q1r.indi !l'Ila g·rande gioia , è nn vero rn·i?,ilegio P.~ser" onorato dalla piit. nob·ile f'ra. le clrtR.~i .~ociali. u .Ma io non. raJJpresento mr st.esso : oggi, cum.e a .li..in·nz1: il ]O ~ton: m bre, ntpprPsento t1dti i muti/.a.ti ll'ltal'ia. ;; ·non a cuso, Generale, .~ono ·ri1tniti q1d per qw:sta cerimonia t11tti i ra.prJrese·ntanti delle sezioni tlt~ i. mutilltti <lel Lazio, perchè t1r.t.ti. ·i 1111tWati. JJt·nsano ai m.t•dici. c011 commo.98011eli~SÌCI'Q di grat·itttdine. Pe·r l.'opem sa.pient.e, sa.gace~ 1n·onta dei m edici noi .~iMI•o ritornati alla clolce poesia. d ella ja?ni.glia. 1: del lavo1·o. " Potre·mo ben dire di aver av1tto d1.11.' madri : La madre• ed i m<'dioi! « La. prima. ci ha dato la vita t•cl i m edici ci hanno dato lo ln('e ; ,q•ì, p l'r la laro opera noi, dall 'ombra 8ia>'IIIO ritornati alla. l1tce ... t1t.tto è ['llrr, l<~ v·iln è sem p·re luce anche q·1wndo quella dPqli nr·rh ·i è gpe11ta .
141:
" Gr·lu'mil·, il/u.~tri rOJ1f}l't·8rulauli di fu/li yli Nnti .~attitrtri, dil.t ai eu/legh i t!'ltrdi.rr ch e pt'r /(• rit· r{r>(f rt f'atrin i Nf'ITi l nri ili f'.'o;a, t11crati dol f!·n·o t· drtl furwv, ,.,.,.flfn/0 111'/ ,.J,iu.qo !{('/{oro IJ?Int't• lltHt fiamma illr>Nfi·n.g·ui bilr di grati.t·11dint•, di WIIIOI'f: r'.~IJ'(f, i· prr i M fllir·i. ·
t:na gt·atHiP ovazionP ha ;;aiutaLo la 1itH· d~l di;;c·ur,..n. t•d ai pn::~Hmti tut.ti ì• ,.;embrato c· ht• nellt• pupille );IWlltl• d<•l gr:tndt• t·iN·o "i r:H:(·ogli.-.:4,.-<· la ltll'l' di tutti i ntar·tiri rl' I talia..
MEMORIE ORIGINALI f:-(TI'I'l''t'O IJ I
FIKJOLOCI.-\
IJELI..--\. H. l 'X I\l·:I{K ITA
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din•tlnn:- : prof. ::5. BA <' I. l0=-'1
APN~ A VOLON'rARJA Jr; LAVOHO MrSCOLAHE pE't' il rlott. Ugo Cassin1s, c·npitauo rn('<lico. fl><si>'tente milihcrP.
La " "O>'(H'llsiolll' ,·olontaria dt>l t'l'"piro " da t'f'ntpo it!lpit•.!wta a s<·O])() eli lavoro da palt>tul>ari. pesc·atori di perle, nuotator·i (' :lc·whati. fu !<\udia.t;t twlla ;;w1 <'I'J)l'<'s;;ion e fisiologira per la prima volta da Hielwt n<>l l~Rx. Egli si lituitò a clisC'\ut.('l'H la possibile durat-a massitnà clt>IJ'apm.•n volontaria s ucc·pssiva ad a ume-ntata ventilazione polmonare per cen·a.re i limiti oltre i qnali non è più poR..;;ihil<· a ll'uomo di inibire> volontariament<' la funzione d ei centri nervo;;i e per studiare la neee:.:,-ità o meno d ell'intprvrnto d('(la Yo]ont.fl pc'r il fnnzionamento dei <'<'ntri s1e><.s i. Rit.emH~ C'IH•. fNntandos i q naudo l'a ngo,-;cia e H nm le!<sere comhH:iano ><i poss;\ no a l mn"'simo ragginngt•re minuti ~·,::w" t>d ecc<>r.ionalmente ~L :-)npemre il pPriod{) delLt.nI!O"t:i<l ,·noi dir<' andar<' i11c·ontro a disturhi gra~ i. 1;\ mmi!<e ;;(>m;·a rtro che la dnn'l.ta <lrll'apm•a volontaria è in t'apporto ron la quantità di ossigeno d<'l s;tngu<' rd è intim;\mente IPg·ata al c·himismo respil·atorio. Mos,;o nelnm appli cò Lo studio ò<'ll'npnea volontaria ut>ll'uolllo t'Olil t' inclict• della funzione respira.toria al piano ed a varie altcz;r,e t' ~:omr m e1.zo di imbgin<' ;;Hi <~cuLrì nervoi<i ad <'>'"n arlihit i. f'on:-;idc>rc'l sht la durata dell'apnea dopo nonuale i.nspiJ·a~iutw sia dopo in,..pirazione profonda <•st•guita twllo spit·ometro, s ia in fini' dopo <tllllWntata v<•ntilaziOIH', c·ereando il rapporto eventuale tnl ca pac:ità v ita!<•. pt>so dt•l r·oqlo, );tatnra e dmHt.a dell'apnea volont.a.ria . ( 'ondH"<' C'lw: " la quantità di. aria rbt> abbiamo nei polmoni non è qu('(l:l ehe ei rbì. il m<'no di rc;;L..;ten• più o nw no a lnug-o ad un anesto volontario di re pit·o, ni· "ono il (ll'SO o J'altrzza o lo ,-tato gr· !l l'l'a le . llllt ì• il sist<·tna lll'I'Vu"o c-l t!' do m in a q m•s ti fcuOJnPni colla sua re~istt>nza mng-gion' v minore• all'asfissi:t ''· Bi:sogna suhito notan• ehe f.'gli feee tali o;;::;ervaY-ioni pat'tPIHIO Xl' m p re dalla t·apadt ~~ \'i tale massima d ei sogge tti esamirwti. lmph•ganclo pt>r primo :-wmpr<' il metodo gratko notò <·h e Jlt•lr 1101110 l'apnl'<l. non prcteclnta da inspi razioni forzate è Sl:'·g uì ta da hreve di..-;pn<'<l t• !JIIÌltcli da diminuzione deilr t•sc·ursionì respiratorie che c;P":.:a qiiHJHio la \'t'nosi.tà dt:l sangue. ac·c·rt'~Cint!l durante ln sospensioni' d<'l "~'"piro. torna poc·o a poc·o al graclo norma le· per !a riprrMt attività. Ti·
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\ ' 01.0:-<T.\RIO
tmica del respiro: s{' l'apnea i• invece pr<·C('(luta da e:-;agerata ventilazione il periodo di dur1\t;l. ?- llhl~~ior<• ed è ;wguìto da un diminuendo meno spiccato in rapport.o alla minore veno~ità d el sangue pe1· la pre(:edento
maggiore Y('ntilazione poltnonar~>, ('d n diminuita t•eeita.ziouo dei (Wntri. Osservò che: " , .j sono v;"triazioni inclividuali e J;{iorn:t.Uere nella dtu'ìl.ta dell 'apnea volontariA- (' che dopo nn lavoro mnseolar<> c·om1.• pm<· a grandi altez:w ta,le durata è nott•Yolmeute minOI'e "· Fu anche il primo ad oss<>rv~tn• il eomport.anH•nto della j!n•ssiOH<' artcrio:>a nell'apnea volont.aria : t>sl'a diminui ehbe 1Wl periodo ini?.iale e nel .corso dell'apne;L <" tale dimii.uur.ione ritt•nne un fllttore non trasnurabile de'la durata dell'apnea st.e;;o;a.. ~eandl?r, nel 1902, su :;è ;:;te~so cert' Ò di <•liminan• In sforzo di inibir.ioue volonta.ria di.'ltracndo l'attenr.ione dngli Htt:i re.-;pirator·ii pt>r r<• nd~>re que.-;t,i indipendenti dall"aziont• p~ich it·a ed osservb dopo l'apnea un en•sc·t•ndo, non nn dimiJmcndo degli a t ti n·RpirM.orii, il eh e l{li fet·e ritener(' l'apnea di tipo misto, in parte eioè di tipo v<>rn (a.rt.eriosità dt•l sang-n~> , origine diim ica) in parte di tipo nervo~o (stimolo dellC' terminnr.ioni del vag-o nl'lla dist«>nsione dei polmoni ('0111<' annni~;t>ro Loew~· , HE'ring l' Hrener. N'C'.) e in rapporto crn la, qu;mtità p<'re<"ntnale di 0 2 inspirato f' <·olia inibizione volonta.r ia del bulbo P l'e<·c·i1azion<· di questo per a<·eumulo di CO~. Sabra,zès. nC'ilo st<'S80 anno, pensò d i servirl'\i dc•l rna..,;..-;imo ili durata dell'apnea. volontaria per indagare la capac·ità funzionale dPli"<tppiU';l.to respiratorio anche nei malati. lmpicgò fap1wa dopo c•spirar:iom• pn·<·eduta da iuspirazioni normali <" trovò che la durata UH:'dia di 20-~!'i" eet:t>zionale di ~0-35" n<:>i sani. d iminuiseP di molto n ei rnalati. Kon nsò nwtodo gralìr-o e t·ontò c•gli stc~so il tt·mpo eli apnea. del pnziente. Hilt è Flack nell90~-l() fec·ero l'o::;servazion<' dH• h1 durala dt•lrapuea volont-aria a,unlC'ut a i"t' si n•spira trunquillam<'nl<' o;.:~igPrw puro irnnwdiata nwn te prima d t'Il 'a.pnca. Vernon. nel 1909-!)]], dopo uno ~tudin pn•li111inarP ;;ull' intport·;wr.u. dt>IIP J•espù·azioni di 08Sig!•uo puro prima di 1111 l';.:erdzio ginnastico. il quale così rit·~f·irc>hlw tanto m en o faticoso <' piì1 [I<'T'ft'tto, riprese in l'Samc la dmata dell'apnea volontaria nl'l riposo 1: ùnrantc il la ,·oro fa cendola precedf>re o no da ventilazione fonr.ata e dall'aggiunta di rel-lpinwzioue di ossigeno puro, s!tndiando col mt>todo Ua.ldan<' g li se:tmbi g-a~sosi re,;piraturi dOJ)O l'a.pnPa, giungendo ai risultati riportati uella s<'gucnte tatH'lla: U lli'U l. !t dd le
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=--=== -=--=-~---.---- Stang-t•, tWI l !Il-L si ~wrvi d<·ll'nptwa 1·olon1ari~t a st:opo olinieo, <' c<>rt:ò di 11tettenw in mpporto la minor dnrata t•oll 'esi:-:tt>H7.a di ~o~pt•ttt? lesioni tnioc·anli('hl' . :-ioste>nne che la dm'ilhl dt'!Lqml·a nrm è i11 rapporto c·on la. quantità d'ariH im;pirat.a. Flad; nc>l 1!)1:-; 1·en·ù di iut;rodune la prov<'l ddla dmata massiJnl:l dP.II'apnP:l volontaria fH'I' hl sc<•lta di'gli aYiatori <' ><t abili rlovN' i sc·art.aro CJlll'lli ('!l(• HY<'I'HllO chmt l a. IIIÌil()l'<' ùi -Iii". "Laurents PÙ altri ~\nwrk nni rit<>mwro invell<' inetto <11 volo >;Olo (:hi ;;~.,· p:-;s(• eapa1·it:ì vita l<• infPJ'im·p n :3-!00 c .c.<' durnta di ap11ca inferiore a 45",
perì1 atnmisPro 1·lw la l'<l]l<lf'it:ì vita lt' non fo>;s<• suiTil'Ì<'lllf' a g-iudirare d<~lla. 1!1•!J' H])JH'a. Guil1;1in n1>l t·Pntro nwdic·o drll'aviar,ion<' a Long-in l:onc.lmw che un lJqiiH) iucapacP di J'itPnPJ't' il n•spiro 111eno di lil-20" è un c:tttivo aviatore. Binl't t• Bnr~Pois. twll9:!0, tl·nt.arono stahilin~ il valore elinico dell'apnea. volout atia inspit·atoria pL·N·<>clnta d i~ un'inspintr,ioue fol'Z<tt.a Ul'~llldO il met.odo gratic·o f'On rall'ronti nl'll'uomo ,;ano <' nel malato sPconda l'età. il JIP1'indo della g-iomat a, il hn•ot·o n\usc·olart> eec. Es"i non 1:alrolarono hl qn:tntità d'aria ÌJ11pÌ1•gahl per <·ompit•rc la l'Pspirar.ion(' f01'7.a la rlH~ prcC'edP l'aplW<l <' 11011 tl'J11\ ('l'O r:onl.O Ùf'l ra.pporto 1Ta ta f~l:':(' l'<'~J>int.tOl'Ì<·~ 1:' l'ini7.iO dPirap1wa <·hr• influis<·e not<·l·o!nJ<'IIIf' suiiH durata d<'ll'apnca ste::;sa e quindi snl t i p o l'l.'spira1 orio posi -a pnoir~o. :\o n s t ndiarono i earH t t <>ri d eli:t pausa. apnoi<·a t' ri~twnlo alla durata <:onl'lnsero f'lll' os<·illi nel sano fm -10 e 100" a llllll·nt an do in vosiziOJll' oriz:wntalc. Osservarono C'he dopo l'apnea il ritmo. I':Hilph·zza ckl !'<·spiro e la v<•ntihtzioue polmonar<' aumentano, poi dccrcsi·Ono P si 111!-'llag-1 ia no alla 1i ne. H ign:u<l o BIla pn•!:isiont• arteriosa notarono 1'111• tlnrantP l'a)IJH'a aunH>n ta là sistoli<'n (<·m. l) (> diUliJtu~<;te la dia.~tol i<.::-t <·m.:.!). f• il polso prl'senl:l ditllinuzione rli frequ<>nza per tut to il dccol'so del pt·t·iodo apnoir·o. :-:tahilironc> 111111 r·ssr•rri rupf!f11'1o trrt c•opr,.itrì ritolt• r· !111(i ITI'<llll
\P'\;1·: .\
\ ' (11.1 ) :-;T\I<IA 1·: 1..-\\' 0R(l
~ fl ' s i 'O I. , \RI ·:
,..,,,, r(,·/l· rt pltt•tt . c·hl' qu<'sla Ì.' lll<lg'l!iOt'P étl tn;1t.t.ino, c·llt• il frNldo t'il pl'riodo d ig f.",;ti ,·o la fanno ditttinuire t' q u t~INi rtsi lic•,·e lanwo m\lsc·olarl' In ri1ln c·e ad ,,o lrr :o dt•lla tlnrata tlw ha in tondi;r.ioni di ripo~o. :'.ugli ammalati Of;:"('r\-;11'0110 s<•mprP spifTiltll diminnzion<• variabili· da ntso a c·aso: flhhero solo <U lllH'Iltl' eli llmatn IH' i mi:..::-;NI<•n~;tto:..:i (fiO-l Hl" } h •galo fot·sp <l ralh•nttlmento •l l'l rit·amhio. ( 'oud11sero I'IH• la durata cl<·ll'aptH'<l voi<Hlt·aria 1Taduc·e h1 l">tf."nr.a n•:..:pind ori<l <l l'l suggptto in 1•sanu• c> la >'l la d<'11'1'1llill;lr.iotw mc>rit ;l •li Pntran· ll!'lla pratif'a c·nrrP!ltP. (\lsh1ii,!'Jll' ,. l';lillanl. n<'l IH:!l. tw studi;II'Oil<> il c·umporl<llltc•nto negli ;t,..;istolit·i no tando <·hc· );t durata (• t;rntH tllal!giorc• 1[11<11110 maggiort' ì• !'('ner~·i a 111'1 tnifH·ardio. Xatali. nPI 1!l:!:t s11 sani P atnmala1 i s!'nr.a nu•t<l(lo g-raliC'o c· usando l'a plli'H t•sp ir-a t oria ondt• l'V i t n l't' t·o.lla _inspira to ri a c·ht• la tl'n:<inn v df'i mu,..,·nli pos ...;a diminuire> l'apn<•a inc1ipPndent<' mc·ntt• dalh• vat·i;tzioni <lt•i gas r•'"'Jiiratori. o:-;st·n·ù 1luralt• Sl'tllpt'l' minori twg-li antma lat i. lh>lt•rminando tt prP:..:siotll' arl<'rio,.;u , il pol,.;o e In t·apa·c·itù ,·itale og-ni ,- o~ta. n111mise ,. :<t'· vi nn appo• to f.a capa<.:it.:\ \'ilalt· c• durah1 ntas>'il'lla ch•ll'apn<'a 11<'1 ""'1so <·hl' qnl'sla vnrht pat'll lll'l<lllWnh• a q11f'lb. f.hlhltnini <' ~uardo, in qn<'sto laboratorio (l!l:!:{-:! ~1 ) stncliaronn il t·llpporto tr:t <u mmtità d'aria inspintta l' rhu·a.ta ù<·ll ·apnl'a. intJ,>if'g:ando l'ap'"'a dopo in,.;pimr.ionl', compiut a ncll() ;;pixonwtro. di quantità. cl'nrin gra ,{at;tlltl'lll t' ntag-gioti o minorj prcvht 1n·ofondn t' 1'pim7.iotu' . :\o t aro no clw la thtrata <klr;tpn<•a aHmc•ntn JH'r un (:Prto tPtttpo progrPssivanll-'ttt.l-', l)l'P~• · nta poi 11na spc•('il.' di pltl/l' tt./1 pf?r d Hl-' o t t'<• qtwtttitù tl'n.ria ,. .;ue <·I'SSÌYC ~· ripn•ndP ;l salin· lino a raggitUlJ!I'I'P nn massimo c·hc• ta lora coin<:ide colla •·apacit.;\ ,-it al<' tlla>'sinaa, talora si prl':·wnta prima pet· ricadere eol raggiun;.:inwnto ùi qttt•sta. ('ol lllP1·odo gt';II'Ìl'O applic·ato ad og-ni Tirerhl :--tndiando h• t•un·p rP><piratnrit' torac·ka c• a<ldom inali•, notarono c·hc• il tono mnR<:.ol;rn· wr:rc·ieo P atlclotttinale prin~<t dumntt• c• dovo l'aptwa talora JH'C•Rcnta nn anmPnto in~pimtorio: talora espiratorio c· molt'o >'Jwsso dopo l 'a.pnea, pt·r nn N•rto tt>mpo. si pn·~;enta lltan·Ht·.n in c·oCH"diH<lzionc• <' Jl<'n;ino di,...- .ociazione dPi nHn-imc•nti toraei<'i t' acldontinaiL Hic·.hiamamnn l'att.cnz iorw 1·onw giù :4e warcl <' J:>olbtrcl Hlllla pr<'sc•nr.a cpmsi c•o:-;tantP nella t·un;a apnoita aùdontinah• ùi llWYimPnl i attribuiti a t·ontrar.ioni diafl·an•ntati<·hl' <'ilP pl't>C•('d0110 di If,-:!()", la fi!lt' df."IJ':lplll'H, C'ite SOllO del tutto involontari i <' d te ri tl:'nnc•ro possn no d imostnlr<• t O!l H' i ('(•Il tri inspira tori d iafralllllla( it·o t' toraC'ic·o pur<• t•s:-;t•JHio incliywud<•nt i entro c·erti limit.i s ono pf'l':tlt·r·o !Pg'ati SI'<'O!ldo nua divNsa sf'ahl di sPnxihilitù di frontP a llo stimolo vt>noso eapacn di et·c·itarli . Ammisc·ro eh<' l'<•salllt' t1l'l l'Pspiro J•ost -apnoic·o rll'hba l'"-"l'l'l:' st' lll])l'l' fatto ovc• dell'aplll'a ri si voglia N'l'\' it·t· c·ont<' nwr.r.o diag-n()stic·o, indit"andvni, una dis pnea di intl•usità. che il sogl!l't t o ha ntP~Iin tvll Pt'ato Lqm••a c· h(• non quando si vt·t~ilkhi lllhl disptlPa d i f'rc>q m•nr.a . J n t't>tH·Iusiotw l<· n.;s<>I'\'H%ioni dPi nu·i A:\. ton('(H'duno in lilwa di mas ...im:.t nel chn·t• all'apnl.'a ,·oJont<H"ia un posto importa.ntt- <:onw nw1.r.o dì Nmmc 1lt>ll(• fuuzioui dell'apparat·o rl':-;pirat o l'io l' l'irC'olatorio tiPI riposo C'Ome ue l la \'oro. pur non potPudo ancora eirroscrivcre i l imi.t.i di rker('.a <•n t ro i quali tale l!lt;>lodo possa ~·on !-\iC'\II'I'r.r.a ('ss<·t·.., applieato.
144
I. -
Tr.;c·NJ<'.\ ,;J>EJU~JR:-1'1'.-\L J·:.
_\bhiaHIO ripn~;;o ttttc;;to arg-onH·utu p<•r c·tHH;ig-lio tlt·l prof. Hai!IÌ••ni c~ru1nd() di ;;tudiorC\ il con1portumento dc•li'•IJ>I1l'ot volonturiu , in di·n·r:;i ~ogg-etti, in rapporto a di.fl'm-<>nti rnonwnti tlello ,;tato rli riposo pPl' aq·re nn punto di rep<'l'<' nel confronto <:o l suo <·oul por t a nwnto dopo o d tu·antt• un dat.o lavoro muH,olar<', t' t'<'l'<:at'f' t·nsì di l'~mw;('Pt'l' qua l<·una d«'IIP l<·!:gi dalle quali qnesto fPnomeno ll<'mbra intitHHnt<'nl.l' tlipPndPn·. t\hbiamo prPfl'rito l'apn<'a sueceRo;iva t•cl una i.nspimzim1e Jnoùi,·nJn<'llt<~ forzata ('0111<' qul.'llfl che>, clatn la mug-_gior duntta. p<•rnH·fl<•s,.;(> di ian· meglio lt' va.rie o~-;ervazioni t• si a v ,·i<;in asse d i p i il allo sta t o ti:-;ioloJ.(it·n n('! quale sia pm·<· per IH'f'Y(' moHwnto, si t;ompiono lliOI1'i a t 1i di'Ila vita o·tl al q naie corrispondono _gli ish1n ti di mag-:riore in t f•n:-:ità rli la,·oro tllu:,;t·ttlart>. Fatto quindi sedere eomodanu•nh• il >'og-g-<·ttn s<·l'lto rra nH•<li<·i ;!iOV;.LOi <' stud('nti , liberato da og-ni illlpa<:<'iO a l t•ollo, al tora<'l". a iJ'atldoJIIf' e munito di un <·rononwtro dH• p_g(i faN•va :o:t·attar!' :dl'ini~io t•cl ;d tPr n1ine del pério<lo apnoi<·o, gli si a PVI i<·a vano d llf' ptwu mog1'a ti d i (; 111 Y.ln:Ln n. uno :ll toraec>, l'nltro alla partP :mpcrion• dl'll'addom<• in ''orri"]JOOtll•oza d ellf' Ìll!'\<'t'zioni diafmmmatidH', tnnnl<'llut'i a clistan~a <·o:o:htnt<• f1·a Iom e collt•gat.i <·on due titupan i dèl ~'htrl'~·. l - n c·ro11ogTafo d<'l .J<J(·quct se)!na,·a il tempo sul r l1inw::o·afo doppio in st>c·ondi t• 1111 s<•gna lt> ùi Dt:R/)I'('t~ mat·c-;n·a i punti SaUenti th•Jie _grati('(w. 11 ~Og'j!l'tlo dopo ;l l ' l'l' l'Ìpo:-:ato alllli'IIO 1;, llli11 uti cv i taudo di t·om pi<•rc• qualsiasi a t t o rt•spira Lorio profondo ( t·apa<·l' dj. 11\0llifìt·an• s<•nsibilnwnt·<' la dm·at;l dl'll':llliH'a \'Olontaria) _ginulo al t t·t·mine di una inspirazione normale, <lo\'<'V<I <·ompi<'l'<' 11na <•;.;pirar.ion•· proronda che, 111L"m·ata nello spù·oJIH'tro, rappl'P~<'ntass<• la JHa:o:sima. t·;qo;witit vitale. Tnùi in::;pint va da Ilo :sviro1uct ro q ul'lla quanti là d· :u·iu ll<'<'''""aria all'eì'!perienv.a in eorso ed innuediatanwntt~. c·hiH>'<' lP nari<;i uHt 1<1 m a no o con appo>'ifa pin~a, rest·ava in aptwa duranti' la quale doveva IIH\IItt·HN~ la più gra.nde in•utohilif.~l l'tl evitar<' o~ni tuovimcnto J'<•::;pimt.orio a ;.dottide cb iH!'\<-t. L· apnea dovcYa ogni voi t <l <'S>'('n' :o$pi_n t a tino :11 mas:-:i nw. 1·ioe t-ino al monwnto 1wl quale si prc;;pnfn.,·ano t·on.zii allt: Ot'<'<·c' hi(', .s<'nso di malt>s;;t•re gc•u('ra le, di n n_gos<·ia pl·erordiH le, d i <'on tr·a1. ion i i11 volo n !.;H it· (henf' avvNt ihili) <h•l diafmnlnl<! erl infinp obnubilètr.ion<' lien• d t.>lla ,·oscienza l' abo lizione dl•lla volontù. ,\Jlol'<t imp<'riosaml•nte ;;i impone il bisogno di ril ornare a Ila ftmziotw n·spù·a tori a norma l<·. ·'""icura tif'i c· o n l'<'"amf' dù1 iro <· radiosropico eh t• i sing-oli sol!gt'tt i fo:o:>'et·o ,;a n i :
l 0 . . \bbi<tlllO da p p t'i ma ri pn•so Il" <'SP('['Ìt>lll',(' d l'l Ua la m in i rit·cl·o·:lltdt) quale fosse nello stato eli riposo H t'omportanwnLo dt·lla duntttl dt' ll'apnt•a \'Olontari.<l dopo inspi1·azinrw di quantità dif1'('1'<'nti <li aria tino a qw·lla •·111'ri-;pond<'nte a.Ua eapa<·ità. ,·itale Jltas!'\illla 111'1' og-ni llOI!I.!etto ..\llora ahhiamv s<·clto qH<'ila qurmtit~. tl'nria elw, di poc·o inf(•t·iorp alla t·apat·it·à v it·ah• Jtl;a.-.::-;ima (la quale import-a unv sta.t.o cec<·i<~ivo di tli~l(•nsione d c i mu:-;<·nli re,.;piratori toracici e del diaframma rbe provoea pii1 l'acilt• >'tnnrh<•zr.a 11d altera il ùerorso d<•ll'apnt:a <' i l t'ani Ltt•re del ril' 1110 n•spira torio post-a pnoico l d p<>rntette <li compicn• ritwtuti periodi a.pnoit:i l'olhl Htinima fatic·a cl<·i Jnu.sC<lli inspirat·orì. J)ifatti p<'r il ~O/.!ge tto n. lt·on t·a.pa<·ità vitalt• di -li'iOtl <·•n \:.
l
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abbiamo s1·clto la quant.ità di :~500 <:m<·. cl'aria pt>r tottf' q nelle v•·ovt) nt>lle qua.li dov(•;.:se essere mantenuta costante: pt-r il soggetto n. 2 con c·apacità vitale 5500, la quantità di -l-000 : per il n. ;} <'ou ~a pa1·ità vitale .J- ~00 la quantità di :1500: per iE n. -1 l;on cap;wità Yitalc :3500 la quantit:'l eli ~1 000 e <·o..:;i per a· tri : :!o. Abhiarno quindi studiato:
n) il comportamento della tlurata. dell'aptwa volontaria uel cor:;o di nna intera giornata con quantità sempre ug uali di aria inspirata; b) il c.ompor tanwnto della chm1ta d ell'apnea nelle stef.i.~l' Ol'e di più giorni successivi con quantità sempre ugua.l<• di aria inRpirata in rapporto con la templ'ratura ambiente. <'On la pressione atmosferica., con lo sta.to psi-
ehico c ti!'>iCo del "ogget.to, co.lla sua. pre~o~sione arteriosa. prima di ogni prova l' eoll'l•vt>ntnalf' allenamento all'apnf'a. c) l'influenz;L suJ!a durata t.lell'apnNt di tm periodo nt.t iabile di precedente v('ntilazionf' polmonare; d) iofi nn il earattt>re dt>i pnemHo-gnunmi toraeico e addominalt> tennnclo c~onto, per ogni eul'Va. d elle earat.teri;;tiche del t-ratto apnoico, delle variazioni dt>l touo, d ell'ampiezza, del numero degli atti respiratori prima e ùopo ci<•Irapnea, d(:'lla coordinazione o rlis.-.:o<·iaziOJw fra i moYiHwnti tor:WÌ(\i 1\ addominali dopo l'apn+>a. ('o n un "econdo gruppo di rif'ercltP a h biamo studia t o il l'O Ili por t :unent o dt•lla durata dell':qmeèt dO)JO un clet..:lnuinato tipo ed una. QtUtntità ntisurata di l:tvoro umscolarE>. Pt>T la produzion<> di ta.le lavon1 a.bbiamo ~o~celto gli a.ppuggi Raumam1 c he potevano servire ad un lavoro che seppure non calcolabile Psattamente in chilogrammetri era hen gr:ldnabile lll'lh1 quantità t• poteva dare all'at.icamento ilei mnseoli tma<:ici e respiratori. rn uwtrono1110 s<'gna va cl lll'an te 1\•sN·f'izio il tempo o~n i sf'f'Ondo e nwzzo rl ur:m t e il quale il soggetto in e::;am<.> clovE>vn, compier<• una llt-ssimw o 1111<~ Psten~ioue >mUe brarcia sicrhl'> l'intPro movinH•uto fosst• c·ompiuto in :3 >:l'(·oudi. :\ l'Ssuno d€>i i!Ogget.t.i e~aminati em allena.to a qnt>st·o o ad alt r·i .tipi di !!innasti<'a.
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Ahbiamo st.udiato comt' nel gruppo di rÌI'l'r<'hn prP<·Pdl•nti: l o. 1l Compor tamento del l' ap11C<L volontn ri~L ÙO))O Ìl1Spira?lione ÙÌ 1li1Ierenti quantità d'ari~1 immediatamente dopo aver eompiuto una quantit;\ ogni volta eguale rli lavoro muscolare. A ta.le sc:ovo L'indh·icluo eseguiva a.• l'itlllo d el rn<:'tronomo quel numero ma.s~imo di fles:-·ioni che sentiva di poter ripetere ogni :W min11ti compiendo ad ogni fles~ione una ill~pi ra.zione e ad ogni e.;tell1sione una espimzione o v icevcr:-;a. Appena terminata l'ultima est.en.siooe. qualora ~i fos><' t.rovato in espirallione completava questa fase fino a t ma~simo prima di inspirare quella quantità d'aria che g;i era di vo~ta in vo!t;a ne<•es:-·a,ria, o qualora, si fos, o tiOvato in i -;pira.zionc COJn})ÌVa la su ··seguente espirazione prima di inspira re dallo spirometro. Com1mque cm neC(•ssario che egli non <'Ompil'se altro atto l'es:lpiratorio tra la fine del lavoro e l'inizio dell 'apnea che avrehbe a lt,et ato anche in questo ca<·o il l'apporto tra lavoro, durata di apnea e earattere. del ritmo resphato.' io post -apnoico. D ' altra pa.1te era anche nece:o;sario che le singo!c prove fo3>ero compiute nello :-tesso giorno per ovvia.!·e alle variazioni eh<> vndremo a.ver luogo nPila dnrata dell'apnea da. giorn0 a. giorno.
14fi
•
T1'1 • Il compwtanwllto dt·lla du1ata dt-ll"a!JI1l'a, con dil'f..n>llti quantità di aria in:-:pit·ata. cln! allt<' i 1 ~;,,·o•o: - Il : o~J!t>tto. pinzaro il na<;o c inl'pirata. I'OIIW sopra, q nel hl qnant it~ cl'nria O('(·Orrt·lltP ver l'e:;;pprienza in t'CII':'O, c•atll\\'<1 >'IIJ.di appog-g-i, f'>'('I!\IÌVa al dt>tlo rifn10 ut"l In<·ITO!l0111ò il la,·oro di c·ni t•ra <·apat·t• P ,.:i rialzava un istant-i' pri111a t·lH• l'apnea t<"rmina:-::'1' dovNldu <·ontrnll:-u·t· d:t si· sfps:-;n il lt'IHJII> <·on1Plllporancauu>nt-t' ;.~. . qnrllo o>'~f'L'\' ;lt.o <hl 1111 a>'l'istpnf e. \ lallt.<"Uilta poi 1pu•lla ~trssa qnanf·, ità lllNiht t!'<lf·ia c·hl' fn :-:c·(•lta prr lt:\ l'" p<•ri<'ll%<" prPct•tlt•n ti a h hia nto ron:<id<•J'fl t. o : ff ) il <·OJuporhtuwuto dc>lla fiuntt:\ tlt'll'ap1Wa og-ni lltt>zz'orà nd 1·orso eli nna int1~ ra )!iornat;t, <:on cpullltit iì. st•nq•n• ug-n;llt> di aria inspintta , dopo '"t'l' <·on1piufo o.~ni volta la sll•:-:sa qtwntità di hl\' OJ'O; '·) il <·oJnport :lllll'lllo t)PII:t 1lnrata tlt·ll'apnNt (•on ~!'lll)>l"f' ug-ual i quant.itiì. di al'i.:1 inspirata •lupo quatHif~L \·ariabili di laYOl'o. 1'111' ogni volta l'appr<':;Pnlassc•J·o il J ll:t;;~in1u per og-nuno pos-;ihiiP (:-:tnnc·lwzza), ritWtf'nclo la pl'o\·a pii1 voli<' u~rui ~tlntinuli uPIIt> :4t•sst• ore> del lll;lll wn t• 1lt>l pomeriggio }H't' pitt giorni :-:tH't:t>s:-:ivi c• ri<·PT'I·;tndo, anc-lw in qursl o ntso, oltrf' al rl'lntivo aiiPHal JH'llto al ht,·orn il rc•'afin• ;diPlllllllf'lllrt llll'aptwa: 1·) il <·onlpm·t :unt•Jitn dt>ll:t 1lnnd<~ ùc:>ll.~tpnc· ;t t•on e~nalc• quantità di ari:l in:;pÌI'; lla dnpo q nani itit pn•I-!T<•s:<ivaml'nft> l'l'(•sc·puti o flt•~<t·r<•sc>enti di );~. \' 01'0 : d ) lo >'l f':<Sio <'Oitl)lOl'lHllll'lllo dopo una qnantiti1 ('ll>'tant.<· di lavoro prt.•<·<•<lnta tl:t 1111 pt·riudo variabilc· di V<'lllihtziOJit• polmOI1al't> Ida ;!() :iH· <>onrli n :r) <' iufitw il t<ll'atlc•n• <lt>i Jllt<'nuwgr:·tlllJni prima. dltrantt' <'dopo il :::olo h1Yom. JWinw clumnt.t• <' ùopo il lan1ro :·wguìto da apn<'<L, pritHa. cluranff' c tlovo il la\'oro <·on1pinlo in :~pll.Pfl J'ilWtt'nòo JWI' c)gni pPnmog-ntlllllm ]p ()SSt'I'VHi'.ÌOili lll'f'I'E'dPill i. ( 'ontelllporalii'HIIl<'lltl' abhi:.tltlO portato ht 110stra af!<•UJ~ÌOJH' :-:ul <·ontportanwnto clt>l pnl:;u f' cl<·l rif 1110 c·anlin<·o durant(' P dopo l'apnea in stat.o di ripo:-:o rouH· su(T(':<>'iva al htnll'l) Jllii..'·WOlan•: clf'lla prt':<!-!ione a.rt.('rio~'l. prilna, duraul<'" dopo l'aplH'll t>cl in tiru• abhia.mo voluto vNlere qnali fo:-;>;Pl'O le V;)riat.ioui radi<~SI'O]!ic·lt<> Jpll'ombt·a c·ardi;wa rlurante l'apnea. !~ qnali i l'anltt.-r'i clt·ll·l'il•ltt·o t·anlio~rntttltta durant.<• e tlnpo l'aprwa.
P<•J' ltn·,·il ;, t·onfroutPI'I'Itt(l -:uhiln fra lm·o i ri:-:ultal i ottPuuti ron i <hl<' )! I'II)J)ll eli ri<·en·lw in al1·nni >'OJ.!',2:Pfti. J. ( 'tiiii'OH'J'.\\IE:-i'J'o
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DUHAT,\
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Vtli.O:XTAI{IA
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ili r·ondi:ilirti rli ripr1st1: c·on qul'i<ll' rit·t·t·t·lH• ~~hbia1110 00ilf<'J'llLa-io lt• os:-.el'\':tzioni di (ìal:.uniu i. La. tllll'ala df'll'lti)IH'<l va doi• prog-res.<;ivamentt> aunJt•ntanllo t·oiLtllli1<'1H;u·t• della quant it:\ d'aria iJ1:-:pirata e, non ~ernprc, :td un ('(•rfo p1111to p<•r clm• n t,J'f' qu:mtilìt Sul·f·<•ssil'(~ si ag-g-ira i11torno a.llE> sf<',.;sp 1·i[n• !•t'l' r iprc•JHic··n· ;1 ,.;alirf> lino a rag,!l'inngt>J'P il nta.l-isimo f'Oll a <'apaa.)
14i
eiHt vita.lt• 11\assÌIIIH. l n altl·i t•a,..i. e sono i p.iìt. l:t ea.pat·ilà vitall' tua."sillla
detprmina tUla (•atluta. d<'lla flma.ta ùc·ll"npnt'<l. (~l((>f;ti dati sono costanti ver 11!!lli sog)!c•no. tenuto a n<:lw c·()n t o d Pile· vn rinr.ion i ù i tl un1,ta, c• hr ~ i veriliea.uo ript'ten(lo lP prove twllostPsso gi··rnn o in giorni cliHert-nti c·onte alternando le provP ste,c;se. ::-i IHtÌl t'OIUt>l'llHll't' dunque cbe " esiste un ravport·o diretto fra qna.ntità tl'aria inxpit';tta (' dm·ata tlt>ll'apnl.';t volonbtria.. per 11011. ~ran pa•·t.•• ilt>lla c·mva, nta dH• h1 <'<tpac-ità. Yitalt- tllal'lsima. non è sc•mpre q tt\'lla 1·ltt> <:.i dà la n..-.ts"i l Wl <l mara dPl periodo a pnoieo 'olon t a rio ,, : h) dv7Ju I'(J!npiuta uua t'!]tutlc IJilllJilÌitì di ltn·oro (p. Ps. li) flessioni) : toll~· mndnlità sopraill'ttl.' t' inspit'aJHio qu:mt itit pt·o,gn•sxivanwnt<> <·n•xc<:>nti l) dt•t·n•st·l'lll'i <li :ti'Ìa. si nota t•lw la 1J11ntla. tll'lJ" <llllll'll /> lJI'OgT('Sl>i\':tllll'Jll,(' '~"'j' nta·j!giorc> o ntiJJorP c• l'itP la tllasxima t·oinl·ide pl'r lo piit t·on la nw.-sima t·al•acit.:ì vitalt•. La \';tl·ia:~.io•w di ùurata ]Wril i.• uwlto piiJunifornw ÙOIH> il lavoro
<· lt <· •wl rj poso n d ;;(>Ili;O r h l'. JH"O<·eclc• xt>uza .-halzi <' l'Oli un Hlllllt'llto n uua d i ntinuzione diJ'I'ttan•Pllt<' proporziona!{' all"alltul'Hto o alla ùilllinuzion<> eli.' Ila quant.it~L ùi ;tria inspirata. ('hp s<• 'aria la quantitit 1li ht vom varia.. ronw 'Ptlremo, la llurat:1 dl'll'apn<·a, tna non ·~ ' aria il rapporto <•ou la quantitiì tl'arin inspirata. :\fpntrt> ttPlla dllJ'atacll'lhlpU<'a ,. ill riposo si notano fra mininH• P ma-~'<,. ~ UllP qnantit:t rl'aria iu:<pirata difl'<•ren:~.f' .~ di .1() a f•O" . n<>lla d11rata tlf•ll'aJllH'<l dopo una. <•p:ualt• qua n t itù di ln,·oro IC' tliffl'- •• l't'tlZP. t,r;\, massirni <' 111inimi non ;.;upt•- "' nmo i ;{()". ~ì: :.:i clt•Vt' amnlf'ttPrP <>lw ,, la sta.nche;~,za del <·mn pll':-;sivo la v oro 1 {lht 80 a 100 tkss ioni in ore due t•ir<·a ) ' inflttisea a :sua volta :<ulla dm;11tl rli'IIP ·o _..!_.::::__ __ :-:-:::_ _ -:-::-_ _ -:::-_-i '' ''t <b}Hlt'C l>llCC'f':-ìSÌVP S(• tra J"ull:t l' J'altùt '"" ""' prova. si h<~ ('tll':t eli interporre il IW- i" i~. l. - 2 ca ~d t li vtn inzit tll t' dc11H thu·atu vntr,utnrtn~ tlupo ins plr·u7.iO· riodo di ripo:-;o sitddt·l t o. :-;i può notan· c.lc•ll'HpJil"O "" •li qunutltà d'•trin !(r·n•latUJnt•nt<: cw· li n tl'ont chC' la tluntt<L (ll•lraptwa dopo SO\'Ilti o dccn·"'c:t•ntci, ~iu iu l' i p u:-'(l e hr dnr·:~nte o d opu il lavoro: 'JlW:-;to tipo di laYoro j)('l' o~ni quani1• l'il) Of'O - clopn il ln\~ ur<, t-ità d' ~Lria in:-;pirata. osc•ill:l fra la metù t hii'UIItt• il I H \ ' IH'fl eol il qua.rto oli (Jllt>lla. in C'ondir.ionc di ~V. ·B. :O:.ull't•:.:~•· dc:U •• OJ'tlinnll' t~ httlit:H1n ì\ ft•HlJHl Ì11 :O.' C('HIHli: ~li q\\{'() O c"~\;( )t• t•iposo: nta v:u·ia ll\'l' :litri tipi Ili In- :t!'ici ... .:c· l a tpu.lnti Hì •l':11·i a Ìl& ~ ph·a t u. 1-.loJ~•
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\'Il l'O.
"'i 1mb <·,nf'lurll'l'(;' qninùi l'ltP .. la dmata dell'apuea volonhtria dopo una dal·<b qmwtità 1\i lavoTo IIJUst:olan• (·in rapporto dirl'tto f' <"ol la voro <·ontp into P <·(•H In quantità di aria i11spirata. "· <"') durantr il lamoro: la dural·a dt>U\qJJH•a volontaria. ditl't·riscc d~t IJitt'ila <•st•)!uita. clopo illaHn·o pt·n·h(• VÌI'llP anm(•nt.atn per la agitar-ione delLu·ilL iu"pinl(;a a c·:tu::>a c\el l:tYt)ro, nl'l tl'li!J.IO rh<• ì• 1·idotta ùal Ja,,·m·o :st'C~>'o.
. l 41<
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\ ' OLON'l'Aitf .\
Jo: J.A\' ()JH) \l tjSI'() I.AJH:
Al.>hi<Hllo vi:-.t1J così d te : q um;ta. durata <Li a p n l'a p un• es"en<.io magl!ior·•' di qn<>Lla c·heiWg"lJe alla\·oro ha nn <·ornportanwnto in tutto analogo n qm·· st.' ultima.. él'<'S('P. f'inf> o nPerN>I'~> prop«wzionaltllentC' alla qt~antità d 'aria in$;piratn. li lavoro n•us<·olar<• <·Orllpiut,o durant«' l'aptwa arH:IH· ttUIIll'llta l'OILtumentaJ'P «l<•lla. rlura1a <.iell'apu«"a., H1a uou pr·opot·zionalnwntt> a. qnm;ta : si vede difatti dallo spt•c~:hio segtwutc· t·ht• ad un t·erto puuto il la\'ot'«• I'Ì· ma.ne lo stes.~o pure t·RsPndo t·apat:è il sog-getto Ili · lltantètH~n· lfl :-;tato a pnoieo, rioì- i l la v oro si <·om pie p iit h·n t·<llll<'nte . .\ ·uwr,•o ilr.lle tlt·:t~i(wi
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a) ÌH I'ÌfJO·WJ . l'ii 11utù pt•r la prit1IH \'olia in qu..,:ta dura vr«wa t· lu· IH durata di'Jl'apnt•a clopo inRpiraziorw Jl('lla sll'ss}t 411antità. d 'aria prp~~utn ogni \'olia variazioni risp<>f.t.o alh1 \' olt a pn•t•t•tkntc•. l l()pn il vasto per tnt-ti i l'oggetti in l'='Jl<•rinwnfo Ja durata d«-ll'apttc•a e:omiH(·iò a diminuin· lJf'l' r<~>gf!iungere un mininw dopo (·.Ìr(·a :-{ on· <• ritornar" suhito o flopo a •l Ph ~ v n rsi. su PC' l'a tHlo twllt• on• vt>sp<'ttilw Il' cifrC' massiuw •lP. l ma.tt iJW. -:\o n eh<~ pC'r c ibla d nrilt-a sia s<\nl)m· lll<lf!ltÌIII't· n eli<~ ori' <l l• l ponwriggio, pc•rì' i.· ,;pnqm~ lllltggim·(• qnando la prova i;Ì tl ripetul a ogni tll<'r.z'ora pet· lO «i l'P <' lll«'ZZO <·olii'«'('IJiivP ('non ostant«' la s1·andll'Z7.a. J l mas."imo d<•ll:~ lhn·a ta
~<i veJ·itie(J Sl'lllJlt<' uell(• cn·p pii1 lontanE' dai pu:sti. Alia l;ne della giornata ~i f'bhe p<'r Ol,'11i s oggetto : :;cnsazioue rli malessere v ago, J)allore intenso, lit>n• senso di oppres~;ione prN·ordiale, l:>OnnoiE'n7.a xpi<'c·nt-a : fliRtnrhi c hf:' d tc· si dilegu:H'ono dE'l tutto dopo !i-11 01'(\. · b) dopo rgtwle quant:ità di {anuro mu.~('olarc mis urato con lE> tleAAioui a~li appog~i ript>tute og-ni m<'zz'ora per IO ore di seguito, si{> notato per la
secondi
in contlùitmi tii ri;;oJo
.•, . ..· ·. '
··--... ...
....: .
.. .
- ............. .....___ .... .J
tiopP il lauoro m.
ore 9. JO 10. Jo 11. ~ 12. so 13. Jo K :~o 15. .1o 16. ;o 17. .1o 18. .Jo 19. J() Pia-. 2 . - Tre ca~i di \'O~inzi o od •l dlu d urodu dell'apn~n volonln~ia nel c or s o di u.n'int.l'r:o gioo·nato~ i n oen dizi otd di ri t>OHl ,. ol o r o lnYoro Inttf Cilh.lr t:. L P fr~ Ccl' lnclicnno i l mvmcnLo <le i pasti. - L·1 durntr. c-c mrl<·s~h·n 1l t•l p<>rlodi apnoici ll<'nza lavoro è ~<tntn ci i 1652 ~c· <~ O ndi p er 11 n. 1, 71R ,. IF43 ~I•JJCtth·omcutc per In. 2 c 3. Dopo uo lln·or o con;r,h-~~i" o •l i 200, 210 ,. 280 rl<' H i r-ui :n 10 .,.,. ?- rcr i t r~ ;;ol:(gcttl d1 63~. 312 c- 56!\ s"cou di.
prima voltn il fat,t o della (·o>~tanr.a nella durata dell'apnea volontaria. l\1f:>nt.rt> in ista.t.o di t·iposo le oscillar.ioni di d ma ta nella ste~;;;a giorua t n i'ono 1iiv er::;~ da indivillno (t inrlividno c<l in n1edia si a~girano intorno n diffP· renzé di 40"; dopo il la>oro la dttrata d ell'apn<'a dm·ant(' t-u tto un ~im·no è q oasi t•guale per o~n1mo degli t>i'periwent.i r le o:;cillazioni non Sttpenmo la fl.ifferf:'nz;) di !i' '. n p~riodo di~(>.;;;ti vo poi non esereita. la. minima aziotw s u qu(>.sta dura.ta, forsP per qua.Iehe tempo la rende pii1 Pg-ua le. :X è> dopo J (l ore e mer.za rli tal i vro,·e i ~=:ogp:et-ti f'rano più stan<'hi <'111' }Wl' IC> prove prPr·edenti (lìf!. :!l.
J:,o
. IP:-:1<: .1 \ ' tiLU'-=T\HI . I
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llJ. ( '(1\IPOWr~\ .IIE:"\TO 01-:Li u\ UUIL\'1'.\ Dl~l.L.AP!\EA NEt:LJ :-:TF.:-IH PJ.;U.l()DJ IH T'l l'T 1:111H:'II :-:t '('('~;,.:!':f\11 DOPO T:'IRPIR.AZIOì'f: DELLA ~'I'Ef\l:';A 1)\IANTITÀ n·.\R(A:
a ) {n ripi)SO: si xono s1·t•ltc· per!'i(ouella Jllattina l<· Ol'f' dulle 111 allt> l:!. nel pomC'rig-gio frn h· 17 t> le 19. Ripetf'ndo la prova o~ni 15 miuuti }H· r un'ora ogni volta. t('lllltO <·outo di tntti i dati i'OJJI'a indì1·ati po:-;...,i::llllO rou[ermat'(': " la dnr·at.a dell 'apnPa volontaria dopo in:;;pir:lzione <lE>lla stt::r->:a qna.ntità ~~ divt•rsa l'C'l' ogni pl'O\' l't dt•IJO iltc>s:<O g i OI'I10 (' eli giorni din•r>:Ì,
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J.""ig. 3. -
c d o po ,tune l,c·zza uHI:-o(•f•l o., rc•: - - Jh•lhl tntt.ttilu'
Hè l pouu:riflgin.
ma non i> in rap1 Jorlo ni! con la prt:>:-:xione artt>rio:-:a ui• '·nn In pn's."!ionf' ::~t.mo sfl?.rica. n{• eou la t<•mperatma amhiPntl'. (Le prove furono fa.ttH con T. fl0. e I'ipcf;ute eom '1'. :!:i ). Dipt.>ndf' inve<·e dal ten Ol'(' di vita (stanclu;or,za fìska o mentale, i rrf'p:O la rità Ili alinwntazìonl') P MlJmtu t t o 1la lla Cl'llf'Rte!'l.i inllivi.dualf' <' (fltindi ptt~habilnwnte dal rif•amùio mat..-riale ••. La piil lnnl-(a durata ~i i.• nvnta J:.lt'r Ol!llllllO nt•IJp on• dt•l martino e nei l!iorni ùi pil'l p<·rf1•tto henE'x..'-'<•re - talora a.nchc nel pomet'i!!gio - (da 1011 a lf)O"), .ma la d lll':t t a m<'d in r!Pill' a p n ce t-:->egn.it<> ud nta ttino non offre sen · sibili' arht;~,ioni da qm·lln dellt• apnE-e Pseg-uite nel pouwrig-1-!iO. La. diffen' nz<t t1·a )p s ing-oli' durai·<' dt•llo "t<•sso giorno C011H' già si i• visto , ... da :W" a ..JO": h) rhJpo ltu·nm lllllf<l•(llare : S<' con.frontiamo la durata dell'apnea in riposo 1·un quPIIH <·Il t• al•biamo avuta dQpO il la v oro in g-iorn.i diverf<i vedia mo essere• q \1(':-<la· t'a.ra t.terizza ta da tm di'torso pn·;.:so a por· o 11n i forme. Que.o.;tn ;.;rand<' re~to l aritù si Jli'PI"~>nta in tutti i ;.:o~l,!l'lti. ~i ripl:'tP in ditf~nmti
giornatE! dò elle abbh ttno \'Ìsto acet>den· in cliven;e on• tlPlia. st-t>ssa g-ioruat<t eio(> e he la durata dcll'a pnN" oseilla int;orno a. eifr<' molto u~uali fr a loro in diretto rapport.o c·on la. q tmntit~ t lei la v oro (·o m p i u t o. ( purf'ht" [os.~P sempre raggiunta la :-:ta.nc iH·7.7-a·) e con la qua ntit.à di nria. inspir<1tl1. I noltre non vi sono sens ibili ditl'Pn'l\7-t' JH'Ila <lural a <lc>ll'a pn<'<t I'Olllpiut:a d opo lavor o dal mMtino ri::;pctt.o a q nE'Ila 1·0tll piu 1a n t'l p o n tt'riggio. "i deve quiluli mnmelt.!·rc l 'l'.~istr• n:a di t/11 jatton• co.~tnn te dtr• 'mautil' ll<' la r P· yolarità 'Mlht durata dell'apnNt per ogni rfattr qttlttlti/lì di lnrnro. n· altra pa t'h' q u:.~.nt..o ~· maggiore la massa 111 n;-;coln n• im pit~g-a t a ucl compimento di n n Ja.voro (' qua u to i• utag-g-iorf' la ra piòit.à cnn la fJUa.h· questo verrà compiuto. tanto minori' sarà la durata dcll'apnNt (<'Orsa. s a.Ito, E'CC.) m a non p er questo ::;i perd<•ln coRtanza della sua dnr:lta. ~on sarebbe e'>atto c hiedersi st> dol)o un em;ì hl'<·ve periodo di provt> succer-;sive s i pos1m parlan• di allt>Jtnuwnt.o all 'a·pnea volontaria; si pu(! o~: llervare però che coninmtando fra loro le <lur ate dE'i periodi apnoici ripetut-i nella ste.--sa giornata. tanto in riposo che !lopo lavoro, le dm·ate delle prove su<·c·es~iv c alla prinlasonomoltospes<>C?maggiori
e crescono, si pott·ebbe dirr, r ol <:rcseere della stanchezr.a generale. Ma la dura ta della prin;a 1no va del giorno :-uccf'ssivo n on l~ mni ::;imile alla durata d•,ll ' nltinta del giorno precedente, corue dovn•bbr ar· cadere ovt> s i fosse stabilito l'allena.mentv. Col lavoro poi si vcrifìe<l> che mentre la quantità di esso (numero di t1N\Hioni) anmenta col passan• dci giorni per efl'etto dell'allenamento, la. durat.a dell'apnea, o· scilla intorno alle stesse rifre. Quindi possia mo l'itenere che, se nn allenamento vi è. questo ha luogo s olo nella ste~"a giornata e TJOche om bast.ino a fl\rlo perd~'r<' (li~. :1}.
1o
(.(, )JQ(>
IV . CO)!PO.R'l'A-'IF.N'L'O D !;;L'LA !HlRATA DEJ,I.'AP;'\EA C'ON l, A ~TBRS.\ QU.\è'ìTI T.À D ' ARIA I NSPI11ATA DOPO QUANTITÀ P R.OG itEl'IStv A~fF.XTE ~l A(HHO IH O ~IINO IH l)[ LAVORO. Questa prova <'i dimostra. q ua.ut.o si r."';,, o , ~ J , ~ ~ , s g •r ., ·1 •l " arcennato (> cio(> q nal<' :-ia l<' lg. 4. - Quattro Ct\SI 1\1 vo.rìa?.iouc d H la <Ili· l'inftuemr.a d ella qua ntità di lavoro rata l.lcll'avnc~t V()i, dopo dltrc r<'n t i "mw . t i t:\ di In v oro mu~ooll.li'C, mn co n l n ~ pir;~. !-mila rlurata dell 'apnt>a. P er ogni in- ziono scml!I'C <le lltt stt·s~a <t unu t i t à d 'tu·; ,,. dividuo infatti il p r ogrE>ssivo a.un1ent.o N. B. - Sulle or•linutc ò ~cguuto il tempu di la.voro porta una J>rog .. rf>ssiva dimiIn kcoo•Hil. :-:uth) u ~ci s"o u nnm•:~·u <1•·11,· flt••eloui oompi\tle ""'"' ~v·. nuzionc della durata. dell'apnea. c per il lavoro massimo (numero di f!C!s.<:.ioni) di cni ognuno(> cap:H:E.' h1 duTat<~ concorda con qnE>lle t rovat<> n el ~Tnppo di rirerd1e pret:~~dE>n ti.
(> più v c.lte
Al':>' l•: ,.\
1' (11.0:-:TAHJA E
L..\I' OJto .11 I'.''I ' OI.AR~:
Qne;;to rc•mportamento i· lo st-t•:>.-:o ancllf' !'<' si itn·Nt<• o "i a lterna l'ordine dell<• proYe pnrch(• qn<>ste vengano COOIJ1iute nello ste~so ~riorno per la ragione giil ~'"po;;ta. :-il' 1wrù nello 1-'t c>sl'o giorno dop<• <·ompiuto un gruppo intero (l i proYc apnoi<'lle con quantil ~t oli Jaq>ru cres(·rnt<· "i ri<·ominda. da. capo, la durntn dell'apnea f. maggior<' 1wr le proq• rht> ;;eguono alla. minore q·uantità di Iii\· oro, mentrP rt:>sl';l c·o:--tan1 P per q nelle t:lw 1-'cg-uono a l maggior lavoro. l:><' ancora (]nestr pron~ si ripetono <·on di!TerC'nte 'ILta.nti, à. . di aria iURpirat<t (cio!' o ::>cmpn• minori o sempre maggiori) si OS.'>t't' va e h<>, pru·e essendo ruiuore O ntHgl!iOl'e . la durata drlJ'apncn, il COlllpOrtam<.'nto è ngual<> <'resce eiot• o deeresc·f' ('oll'aumentarf' o <'1>1 diminuire del la ,·om. Si p nò con cludere elle'' la durata d <·ll'apnt'a \'Oiontaria <'On quantità sempre utrnnlt' cl'aTia iu:;p.irata (• per ogni individuo direi tament't> propondoualt' a.lla. quantità del lavoro <'Ompiuto t'd i• ianto più ln'<'V<' quanto tlla~~!iorP i> questa quantitù ,, (fi:r. l ). \'. !)O PII T t·: \l l' O \' \1': l.\Ili LI•: l) l \' 1-: :-<T t 1.. \ 7.1 O :X 1·: FO HZ.\'I'c\ :
,, ) in ripo:so : t> q Il l'" t o i l t i po ùi a pn<:a p i i1 ttot o. Abbiamo (•ompiuto ogni pro,·a ;l tlist anza 1li (·it'tll un·ont 1laiLtl t.ra. ritenendo questo tPtnpn suflìricutf' ;li <·on:·mnw <h•lla nHtJ!gior<' tln;\ntit.à di o~sig<•Ho introdotl'o ton h1 n•ntilazion('. Ri eotntPJllÌJl(·it• c·on ~0 .. tli ,·eutilazion<• rappn•:wntata. da 1<4 nn m1mero rontato di al ti respiratori profondi ,,. <' f'lH' misurat i di tempo in l<'tnpo nt>ll<• spiro, metro si mantf'OC's~ero c·osta nti per quantità ,,. d 'aria ins piratn Nl ('spirata (:1fi011 (;Ili<;. per alcnni. :WOO Jlt'l' allri \. Dopo l'ultimo .atto !'('spira to1·io, com p in t a tUla profonda rspirazionP il soggetto inspin1va dallo ::;pironwtro la "te~-:a qua n titi't d 'aria usn t a p er tntt <· l t> pron• pree<''"' d<•nti e r<>:-:tanl in avnea. ~Hc(•essivamt•nte rompin\ un minut.o 1.~~ 0 ,2 ·~ 2.3() e ;) minuti di vt'ntilazrolll' forr.~1 ta. La ùmata dell'a pnea i· s t ata
.....
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molto uu-tgg-iore r·b<• !'enza Yent.ilazione ed (• au~ _ nwntata ('O!I'anmeutare del })('riodo d.i precPd('nt t• ,·ontilazion<:> fino èì rag-giungere dopo 3' di JO 1<1-L-=---- -- - - - ; ,·pntilaziO!w con -Il atti re,...piratorì 11rofondi di lfq;J(I/J_..
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l
APJ-;EA
\'()J,Q~T.·\RIA
J·: LA\'OHO ~l t.: !'ICOLARI':
ad un uipr(!sso ilrapport ocou ladm·a ta in <'ondizi(llù di ripo:so eome abbiamo vedut.o acradere n ellf" provi' prN·erleuti. J>opo :{' di ventilazione con 41 a.tti r cs1li.ratori profondi <:ni ~<>gnono 13 tk.;;sioni eon 1:3 at·ti respiratori. la durata dell'apnea <·on ;woo c·c. di aria inspirnt;t è· :o;tHta p<'r Io ;;;t<'SfiO KOgget to di :soli 5:l''. l disturbi consec utivi sono iden.tic~i. però il lavoro €- e>wg'u it n con magiort- fa<:ilit à clw quando non vi sia. precedente ventilazione. Dunq UP .. a uclw facendo precedere la ventila-zione forzata il lavoro tnltscolare d etermina una riduzione cost<mte della durabl d('ll'apnea. cbe sembra <'SSN'e direttamente diJlendentc dalla q uaut.iti\, di Oi':!':ig-eno prf'viamentc introdottfb e da.lla f]uantit à, df!l la \'Oro st<•s.<:o "·
VL Co~!POHTAMP:ì\1'0 DEL RT'DJO JU::SPrRATOltlO PBl.IIA, DDlU~'I'E DOPO L'A PNJ,;A VOLONTARIA:
r.:
a) i.·n ripo.~o : ogni :';Of!J!'t>tto e~;a minuto in il'tato di riposo mostrò sincronismo tra il re!;piro tora<·ieo e addominale. ~el compimento dell'espirazione profonda c he prerNle l'apn ea. v·è. p<>r tahmi , n1autenimento di tale sincrouismo, nei p iù JWl'Ò si ba ant.icivo dPl movimento addominale sul tor a<:i<'o. J,a curva aJmoie~. è:' car at.terizr.ata ))cr taluno dal perfet to mantenimento d el tono toracieo e addominali' fìno a ch·ra 7 -10'' prima della fi ne, per a.ltri il tono prt>~cnb1 o,;cillazione (specie qnl'llo addomina.le) alJora si vede talora anmt>ntare, tn.lora diminuire il t ono elci t orace e d ell'addome, o a.umentare l'uno e diminuire l'altro, ('in·a. l O-:.W" Jn·irmt d ella fine dPlLtpnea compaiono semp1·e or più or lll<'t1 0 evidenti <t <:arico d ella c·m·va addominale d ci movinwnti ch e vanno inlt:>ni': ificandos i fino alln finC' dPirapnea. Sono dovut.i indllhbiamtmte, rome vidt'ro ~ewald e Pollard a c·ont;razioni diafJ·a.nltnatiehc involontarie e P~'I'C iò ineoei·dhili. i\(' ah biamo confm·mat.a la natura ('Oll I'N;anw radio::wopiC'o: ~i pltò c•of:.ì oRR<>rvn.re alla tinP delr a1mea. volontaria il compa.l'ire, pit\ o meno evidt>ntP ]J('I' ogni individuo, rli un'onda di contrazione che dal ccut.ro si diffond e verso le im~f'r?.ioni f•osta b del diafra.mtna evidente s p(\c·ia,lnwnt.<' R11lla mel i\ f.l in.istra q wmdo la bo lhl, gaRtrica sia piìt voluminosa. ~on sembra a noi clw qut•stP ron1rar.ioni po:->sauo i nterprl't n r~ i come causa dell' aumeuto della dura hL del l' a puPa p<> re h i• vrovodtint) i l rinnovarsi de l In snperfkie·rU conta t.to frn.parcnl'l1 ima polrnonnre e aria inspira.t.a, poieh(~ <t·l piìt il r:ontraccolpo di es,;(' Rnll 'aria aJveohu·e non può f'Ssere rhe limitato alla -porziorw di parenrhi.na. immNlia.tamentc a eontatt o I'On la superficie diaframmatiea.. X& que~te contra.r.ioni hanno rndiOi':<·opi<·anwnte Jl valore di veri e propri a.tti respiratori diaframmatiei. S ulla curva a.pn OÌ('a addomina le lo;<JUO anche spesso visibili lP pulsazio ni aortiche e talora. J'itto rardia~o. La em·va. a pnoic~1 toracica è> i n ~·ener<' priva di aC'c·iòenti o q ualeh(l rara contnuiono muRcolarl' irrego· a.; l' compare poeo prillla. della fin<> , dovuta allo sforzo C'Ompiuto per lllant<'UC'l'e l'apnea.. H paxR}I~~io dall'apnea al respìro è earattf'rir.zato. eomc <\ naturale, sempre da. una profonda. espirazione cui segue di~pnea di intensità. l /::tltf'zzn dE> Il<" esNtrsioni r<'xpiratori<• addominali è RemprP maf:!giore (li quelle tol'a(·it·h<>1 in mf.'dia due vol1o J1ÌÌI
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delle c•scnrsioni norma! i. rtara mcut P si (• ;n·nt<l ùispJH'<l post-11pnoica cli b·equenza. che lu~ al più raggiunto il doppio eh·! numl'\ro <ll•gli atti n>spit·<~.tori norma.li per uno Rtes,.,o periodo di tcntpo. In t.utti i c·a,-:i si è aYnta. netta incoordimtzionc fnb le l'l'spira.~ ioni toracic·he e le ;~d•lominali. :\1 ai d.i&;ociazione di queste. Il pt>r.iodo •li inMorflina?.ionP non ha supera.t.o il tempo ruas.simo di 10" mentre la. dispn<•a si è protratta talora per cil·ca :w". A que.-;ta fase dispnoica. non segnf' sempr<• nE'Ilo :-.~t<•sso sog-g-t>t.t.o n(> in tntti i soggetti, un pt'l'iodo di ditninuzion<• della intt•nsità dc~li a t t i r(•spirHtOii (i:lte però in ta.luno può g-itmg"t•re s ino a d~u'(' pa.use rspirat.mit> in vo lonhnit• la cui dm·ata. (> stata in nwdia d i 7" -10''). quindi si l'iprPndc il ritmo J'<',;piratorio normale. Abbiamo vednti pre:-:cntar:-~i la dispne<~. ùi freq ncnza <' ht 111aggior quantità di pausfl post-apnoichf>: indi!l'erentemcntP or rH'Il'uno or nell'altro ~og getto, ma con maggior irequen~a in taluni senza un l'llpporto ('011 la dnnlta dell'fl.pnea., ma forse con la, piì1 intensa Vt'ntila.zione post-apnoica. Queste }tlterazioni del ritmo post-apnoico sono rima<::te invctTiat<• in questi oggetti ancl.le dopo cinqun mc..<>i di frequenti successive prove. Dopo la pau::;a a.pnoica il tono dr i musc·oli respiratori toracici <' addominali talora aumenta, talora diminuise<>, talora intine aumenta il toracico e dinu.nui::;ce l'a drlominale o vicevC'rRa senza alcuna costan?.}l pt>r lo stesRo soggt'tto. In condm;ione il passaggio dallo sta to di a.pn('a. volontaJ·ia. allo stato di respiro è intimamente dipendente dalla (·ontra~ione ,·otontaria del diafr:~nuna che automaticament.e riprende pel' primo la sua fnnzion(' . Qu<>sta precedt>Illl!\ ò.eJl'addome ~ fOl'Sf' ht f'HUSH PSSPilZÌa)C' deJl' incoordinaziOJW degli ntti respiratori po.~t'apnoici; b) ilopo illnmoro 1mtscolart>: il ritmo re:;piratorio i· rappre>.;entato •la. dispnea di intensità. e di freqtHm%a relativa al tipo c alla quantità di Javoro <·ompiuto. In maniera meno accent uatn si riproduce t·ntt.o <,iò eiH' ,;i ossf'n·a dopo l'apnea volo n t aria solo che ,;i Yf'riliC'rt· 81''111 prr .~int'I'On i.'l/1tfl tra gli a t.ti rcspi.mtorl t.oracici e addomina li; c.) se al lavoro si fa seguil'e l'apnea volontaria, il carattm·t~ della curva apnoiea ditierisrf' solo per la minor dura t a <·h e r ende meno (w ideo ti g-li a<,eidenti ;\. carico della nnrva. addominale: i quali però sono >iPmJWC pre:;(•nti e Yisibili anche radioseopicnment.e sotto forma di m1 piccolo hrusco sollevamento della cupola, diafn1rnmatica ehe precede di 5 o w· la Jiue dall'apnea. Il ritmo respinìtorio post-apnoico è sempre cnratteriz::ato da <:(mtra::·ionP. sincrmna del torace e dell'addome, come ~i i' visto avvenire dopo il solo la v oro. La clL<>pnea di intensità. è piì1 arccntnatn, al t.ora.ce che all'addome. Vi è sempre relat iva dispnea di fl'equcmm (~-3 atti respiratori di più nello s tes.'SO tempo) la cui durata va da 10 a 30'' tino a.d l ' e varia da soggetto ~L soggetto. Solo cui la,vor o escgu i t~o in apne.a. la dispne<l di fnlquenza e di intensità (>. più accentuata e si protra.e anche per ~ · .. t ono muscolare s i comporta come nel gruppo di ricerche preeedentè. (~uindi « la, curva. respiratoria tlle St\gtte ad un la-voro muscolare, <:ome all'apne~t dopo un lavoro, d:i.fferisr.f' da. quella ch e segue l'apnea compiuta in condizioni di riposo per il sincronismo costant-e dei movimenti torn.rif·i e addominali (fig. 6. 7 e R).
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li. HI'Oill C.\HDCACO E Pl{l-):ì~lONE AHTEIUOI')i\ DURANTE 1:: UOPO L'APNEA VOLONT,\!UA PRF:C'EOl 'T .\ O l'O J)A LAVORO )flJSCOL ;\H,l~. Pol~So. !\d pcriotlo a pnoiC'o in condizione di riposo quahmque sia la sna cluratà. purchè l'a1ml':l sia protrat.ta ogui volt.a sino al massimo pos.<>ihilr, si prl'~ent;ano <:ostantemente morlificazioni della frequenza e rlella qnalit:i't del polso. In tutti i 1-!ei so:;rg-etti esaminati questi fat.ti sono stati JH'(',snnti. In genere in un primo pt'riodo dell'apnea la. frequenza del polso t• diminuita in trr, aumentata. in altri tre dei <'àsi stndiat.i. T anto la diminuzione cl1e l'aumento sono accompagnate in questn primo monwnto da, pkcol('.zza e dicrot.ismo delvolso. In un solo caso frequent.em('nt;t> ~;i è presf\ntat.a, dopo circa. 7-10" dall'inir.io dell'apnea inspira.toria, sospensione completa, del polso con diminuzione della. pre:;sione un.it.a, a lll<tles;.:cJ·e rlte talora obbligò il paziente ad intcnompcre il COl'i'O delht t'sp<>rit'nza ment.rc, a l tra volta il polso riprese <:o n maggior forza, per ritornare piero lo, molle, fr<'q n ente, iueguale pochi sPcondi prima d el hl fin<' dell'apnea. Tn nn a ltro (·a~o invf't·e dl'lla, totalt• s<·omparsa si è avuta una forte dimimtr.ione della fmr.a del polso nnita a diminnr.ione della pressione dura t a cirea !'\", s ubito poi aumentat~t oltre il normale e mant<'nnta tale sino alla fine dcll'a.pnea.. Tn media però nel primo momento dell'aJnHl~t il poL':ìo divent:L più freqnent('. e più pircolo in a<'cordo con la diminuzione quasi co~4a nt,f> rlella pl'(~o.;sionc. poi \'CL gr'nd nal mente riprendendo la b·eq uenza normale mentrP la pre.-;ximw a.umeuta, t' nt>lla SN'ond a, metà del periodo a.pnoico prcst>nta. di nuovo dimiuur.ione eli frequenza in quasi tutti i ca~;i 1 talora un aumento o ;uwlw nessuna variazione. Comunque in questo moIU<>nto il polxo si fa sempre pieno, t\•so, sper-;:;o aritmieo. I1 passaggio dall'a pnea a.l rf•Spiro è earat,t.erir.;~,uto, coHH' ei eonfrrrna. l'elettrocardiogran1111a. d:t aritmie più aceC'ntn<tt~. lmmedìata.mente dopo ht ripresa del respiro il volr-;o <H111l('nta nnt<>volnwnt<> di frequenza, f' con t>s;.o aumenta, la pres.;;;ionr :H't.eriosa e si man.tit>ne per certo tcrnpo l 'aritmia,. Quindi attraverso o,;cill::~:doni in un tt'll1]JO variabile s('coudo i sogg:et.t i (~'-::i') ritorna nlht ft•(•qut>nza UOJ'malP. ~<' ]Wnì eonsi<l~.>ri~uno il numero dellt> pulsar.ioni per ogni ~o·', notiamo cb e dopo l'inizio rlt' ll 'avrw<r t a !volta la frequenza del po)!';O aunwnht <· rimnrw ta.l<> JWr tutto il corso dell'apnea, taraltra anehc nello stt>!';»O sogg<'tto nelht prirna metà. del periodo apnoico a.umenl.a e diminuisrc twlla Rf'c·oncla llleti\,; in a.Ltri soggetti rN:ta uguale alla. frequenr.a del pP.l'iodo t·he p rt•cecl<' l'a}mea per tnt.to il decorso di questa.. annwu btudo solo (lovo ; infitw in altri easi diminuisce fin òal principio e tali' re~tn lino al 1ermi ne d t'Ila l)ansa apnoiNL :\on a1)pe.na finita l'a-rmea. nei primi :30" di ripresa del respiro il numero dt'llc pul:mzioni t>. pnr tutti i sog-j!rtti in esame, sf'ntpr€' rnag~iore CIH' dtu'a.n t,. o prima de Il' a pllNt. ~1.~1 nei RllCCe:':i>iiVi ~~O" dimin ui:Sce or più or JIH?no <·os rcrh(· la. somma POmplessiv;l dei battil-i per minuto (• quasi sempr(• maggiore, talont uguale, t.a lora, minore che prima dell'apnea volontaria.. '' L ';tpnea volontaria. dunque altera la. fref)ueuza. o la. qualità del 1)ol:..:o t' \l('tPJ'lll in a. non ro;;t a n t (•ment•~, nna <li minuzione dell~t frNJuenza.
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Al'NEA \'O I. O~ T.\ltiA 1•: J. A \ ' ORO :ut J$ ( '()1... \ ltl~
specie n('gli ult.imi secondi della sua. d tU'ata com<•, quasi s<'m pn•. nn a umento nei primi secondi della r ipresa del respiro )). Sullo sfigmogramma si nota la discesa. dell'onda. d icl'Ot·•• che nel primo periodo dell'apnea viene a t rova.rsi nel punto di passaggio tra la linea diastolica e la sistolica per ritorna,re gradnalment.e al suo posto prima della fine d'ell'apnea. Il polso cioè assume un earattere che lo pone in 1100 st adio intermedio t.ra il ti~o a nacroto e il dicroto. Alcuni esempi della frequenza del polso nell'Apnea volont.aria. F r c· q u t" n 1. n
Quantità Dlll·utli
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Ar•nc... a
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l l l a coro 11111-~('ola rl' già per sì• stesso fa varia re l a freq II Cilll<l cl(' l polso, come (• noto da. tempo ~ tanto più quanto minor<' ;.. l'allf'na.mf'nto del sog-get.t o e ma.ggiore la quantità del lavoro ste&;o. In media da 3-r. pnlsa.zioni <11 minuto in più n el pa.ssaggio d alla vosir.ione sdra.iata alla. s0rluta e !li 11}-30 immediatamente dopo lo sforzo. Sono sta.te notate le stes..~<:> moditieazioni della forma dell'onda dicrotn sullo stìgmogrnmma ((';tsarin i. Gerbini, ~[osehino, ecc.). La frequenza rit ormL a.l normale ~Lttraverso oseillar.ioui diYrr;:;l' iu un tempo diverso da soggetto a sogget.to ; in media in -L M a, se facciamo segui re a~ una data quantità <Li lavoro un }.lcriodo di <~pnea v olonta1·ia inspiratoria Ri nota che: dnrantl' l'a pnea il romporta-
151\
•
nwnto d<'l pol:;o i· analogo a quello che abhiamo veduto n el grup}JO di ri· c·c•rche precedenti ; i> però ~<empre più teso Yerso In fine clell'apnea, menti'<' il nnu1ero delle pulsazioni n ei primi :30" dopo la fine dell'apnea è pPr ogni l:lO:!!rt'tto s uperiore a quello c·he si ha, nello r-tei'so periodo di tempo, dopo eompiuta la :;ola apnt>~l o il solo lavot·o nm:;c·olar<'; tutta,ia Rubito dopo In h·<·cruen;-:a diminui:;rc• <·osicr·hè il lltlllWro coruph':-;."ivo delle pulsazioni twl primo miuut.o dopo l'apnea cbe segue il laYoro non è ma.i sttperiore a q nello che si ha dopo il ;;olo l:a Yoro. È da rirOI'dn.rP c~he queste ricerehe sono RtntE' c·ompint<• ~o;n individui non allt~n;\,ti. Fl'~·•lll t'IIZn
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ùopo 2B flessioni t'n t te tlw·ante 48" di apnE>a
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+ 42 = 99] i8 79 i !l i6 i (l
..\lt.ri t'!WilllJÌ ~imili SÌ potrebbero acldurrtc>. fl lavoro compinto in apnea d1•tcrmiua. una frequenza di polso molto su periore n(•i pl'imi 30'' immedia· tament~ suc<·Pf:sivi alla. sua fine, ma nel complcs))ivo vrimn minuto <tn<·h' t>ssa non supera la. frequenza che si ha dopo il solo la vmo. Il tempo impiegato dal polso p~r ritorna.re al norma,Lc i· in questo <::<•~•) in me(lia. minore che dopo l'a pu<>a successi va a.llavoro. Quindi: l 0 L ' apnl'a volontaria, senza, ra ppurto con la sua durata, fa ~<crnprc l\unwn tarc or pi\1 or m«>no In fl'~:>quenz~1 post -a.pnoic·a dPl polso ;
1
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Primo esempio di •· nf'inzlonl' della frcqu enzo. elci pol•o C'della pr<'~~iOtll' tu·IC'riO~tt durante e f!opo l 't•PtH'a volontaria in"ph·n1·orin.
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Fig. 10. - Secondo esempio eli ,·ariazionc della frcljncnza del <) clopo l'apnea volontaria ìnt>J)h•ohwln.
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Il l:woro tntL-;colare f a aumentare la, frequenza del pol:;o in ra,p porto diretto con la sua q ua.ntità ; ~o L 'apne~1 tlopo il lavoro, eome l'apnea in lavoro, determinano un amnent,o m<'l.~giore della frequen:~.a del polso :;ubito però regola.ta d a un s uccessivo ra.llentamento ehe in gene1·e impedmce c:he la frequen;.:;a sia s uperiore <;ile 1wi casi 1>recedentenwnte riferiti. La, qualità del polso in qu esti (!<iSÌ non differL.::ue da. quelli preMdenti, è ptwò più t.eso ma, lr· àrit.Htiè postapnoich(' ~>ono minori. La. prti.~sione fl rto·iosa f"lw fu e.saminata 'con l'oscillometro di Pachon ~t bracciale unico e c ol polij!ra,fo di 13alitte munito di ca.psula oscillografica. <~ stata a nche considemta ne i tre casi dell'a pnea in riposo, del lavoro muscolare, e dell'apneH. ~uN·Pssiva a.l lrtvoro llltL':l<:olare o del lavoro compiuto in apnea. ~ino dal HH~ "Mosler propose di gindie<tre de lla potenza. ftm zionale del c uore dalle varia~ioni della 1n·e<;sione, non a l mo mento dello sforzo, ma, dur a.nte un'apnea, di 25". J,a pressione non s i modificherebbe nei c uori sani e b en f unzionan t-i si :a,hbasserebbe al contrario noi cuori a capacità funzionale rid otta, si eleverPbhe nei c uori ipertrofi<'.i e funzionaJmonte sufficient i. Galamini, al c·ontrario di ~fosso e di Bi n et, in tra v vide che la pressione arteriosa, dW'a.nte c dopo l'apnea. volontarh~ inspiratoria, pr·escnbwa in gf'nere una, diminuzione nel primo perioòo dell 'apne~~ per sa" ire gradna.lmentf\ e rnggitmgere il ma,-;~i mo n t'J moruento eli pa,<;sag-gio da-ll"apnea a l re~piro e quindi <liminuir<> g-radua lmente fino a tornare norma~e entro in nn t.empo variabilt' x<>condo i ;.;og~tel;ti esaminati. Vide anehe che talora prima della fiue la pres,.:icme diminuisee per rmalire :;ubito nel lllOIIWnto del l'itorno del rp:-;piro. ~tabill eh(' q ue~to a.umento c_, specia.Jm entP nett o a ca.r ico della pressione sist,olica., ma ehe pnre e,~f;endo (lifficile a controllar~ si osserva anche a c~trico della. diastolica per q m~>n.to meno accentua,to. Con le nost,rn rie<m:bt> a.bbh~mo confermato que.<;te vedlltc e c ioè: l 0 La (Jresxionc ~-;istolica può (liminnire nei primi momenti den· a,pnea. per r b;a.lire gJ·adualrucnte, superare il normale e raggiungere un ma$<;imo nel mom ento immediabtmente s ucee.-;sivo alla, fine dell'apnea ; 20 Puo diminuire in principio, a.umcntare poi e. diminuire a.ncom prim<t della fine presentando dopo la fine dell'apnea :;balzi inegohwi; 3° P ttò inlint> variare poco o nulla. dma nte l'apnea, ma salli·e bruscamente nell' ultimo ist a nte per ragginngf>rt> sempre il massimo nell'istante immediatamente succes~i vo alla, fine. Questo ma,;;simo va da i :.m <ti 75 millimet,ri di mercurio in piit della 1>1"1';-;sionl' iniziale. Rit-orna a l norma le iu media dopo il'. Varia secondo gli individui e nello ~tf's,;n individuo ili volta in volbl e non i> in r apporto colla durata. dell'apnea. La pres.'5ionl' ùiastolica an 1nenta, Jmre, llla non ~;pmbra supera.re in media i mm. lO di merc urio in piit : h) il r:otnportwmento lldht pre.~:;ione a.r/.;l·i.o:;a l tf!l lltVOI"f) ·nw~.cola.re è in parte a.n<'Ol'l'L contr oversa. l fa.tti ben sta-b iliti sono i :;eguenti : 1 o L:~ prt!.':l!iionc sh;toUen aumenta solo di m m. l O H g. per nn tievis::;imo lavoro; ~Hunenta. di m ttt. 40 dopo lo :::forzo, rit orm~ n,l nor male dopo 4 minuti :ti piil tardi;
.\1'~1•:.-\
ltil
MUSCOJ,A.H~:
\ "(}L():-;T.\RIA 1·: LA\"ORO
l.;a, <Uastol.it<L non auml'nta f'lte di mm. 10 e tanto meno quanto più è allenato il ~i!ltf•ma c-ardio-val'wolare; ritorna al normale anche in -1 minuti circa. Quindi con lo liforr.o <t>Umcnta, la tensione <lifferenziale. r,e variazioni da queste cifre con diminuzione della pressione sistolica o con aumento relativamente forti' delhL diastolica. unita ad aumento aeccntun-to delht frequenza del polso, inditherebh<' i'ìtati patologici del cuore e pPr lo più insufficienza latente. Non i• oggetto di qunsto hLvor·o stabilire quale possa P!-i.'wre nei vari cafo;i la rea-zione df'l Ristcma cardio-vasa.le al solo lavoro; ma per ogni soggetto in esperimento ci siamo limi tati a prendere varie misure dopo quantità di ver~e di lavoro per confronta.rle <·on quell<• rhe si OS.'iervano dopo fat-ta seguirc a l las oro stesso l"<Lpnea volontaria. Abbiamo così constatato, come lo specebio seguente dimostr~L, che se ad un dato lavoro muscolare segue un periodo di apnea volontaria. i valori della pt•es.\lione sist-olica. <Lumenta.uo or più Ol' meno per raggiungere quelli che si ottengono collo sforzo, ma per non superarli mai e aumenta, la ln·essione differenziale; ruentre non ~ umeut.a, al di là d i ·quello che già aYeva det-erminato il solo la.voro, il valore, della pressione dia-stolica. Questo aumento (' ~empre mn-ssimo al momento di pa."~>aggio d<LII'apnca al respiro e ritoma. normale in un temvo un po' superiore a quello ehe si verifi<·a dopo il hlYoro. (Tn mf'din il minuti} (ti~. !l, lO f~ 11 \. :! 0
Variazlonl d ella pressione arteriosa. So g\!'ctto l
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Per I"Nmme ra.dio~Co}Ji<:o 'del cuore a.bbiamo tiss<tlo lo ~<:hermo n<\l ,;opporto verticale per radiol!rafie in posizione eretta. Il :soggt>Ho in posi:t.iont> antera-posteriore, si t~?nt>va con li' mani al sopporto onde diminuirP. la po~,:;i1Jiti1·à dei movimf.>nti lat:('l'ali : la. sua posizione (ll'a eontrollata con mardte eli piombo fis:;at.e n egli !=~pazi s<·apo lo-vertt~brali. li tubo (')'a <·entrato a <·in·a (·nt. 70 rla.Jlo schermo. I valori relativi che abbiamo in questo modo ><i p(os><ouo tonfrontart> da !'IO;!I.t<'tto a !'iOg~el'to <' p<)ss(ltlO <•ss('n' sutfki<>nti a sta bi lire l"esa ttezza di dò <'h e si o,.;sprva. TI :soggetto est·guiva dietro lo schermo inspiJ"azioUI? della solita quantit~t d 'aria adoprata 1)er le varie pron• apuoicbe e con nn cronomet1·oaUa tlll\tlll ,.;c•gmwa la rlurabt rlf>ll'apuea. Ugualmente rlovo lWergli fatto compic·re ,·ark quantità di lavoro a~li appog-g-i, immediatamente ~-;j poneva in
1 ... . _..... .. biJÙtJ tlùsto!t'rt1 dl'l k f'P17':\
,,s,simP li' (. Cl"?.
·--- ··- .. c(mrr;Tibn/ilujrz.mmat'iclu <l qna'll. .
Fig. 12. -
Scb <·nHl delle DlO!lill<"nzioni radioso <•Piclto dcll'ombrfl d ul !Wl pc•·ioclu tCr·
CU O I' l' ,. •Il-l <llnfr:ornmn in po~ i~i on c ln@pirat.oria JUillflll• fh•II ' A].HH"'il ,-ol o lltl\l'Ìu.
po:o:JY.HJtH' ewtta, dic,h·o lo :·wlwrmo l' dovo a v ('l' compiuti H Il :ttlo
re:spiratorionec(:essario per dPiimit::u-e il c·ontorno del mtOre normale(' la posizione del diaframma ent.rava in apnea iuRpiratoria. Su earta tra~par~ntea.pplicata allo "rhenno si disel!nava la. forma rlel cuort> normale in diastolt> c la linea diuft·ammat ica int Ptmedia tra inspira.toria c l'espiratoria nonna le. 0ompiuta l"in;;pirnzionc profonda. si d is<'gna va. <·o n altro colore i l n uovo contorno ù<>l <'HOI'<~ e la linea diairammMica.. I uoltre !'>i se~rna.vano le ombl'e délle 111<1l't'flf> <li piombo printa dell'iuspirH-ZÌOUC C a Vlll'Ìe l'Ìpt·ese dlU'Hllt(' l'a.puea. LI? pic·c·ole variazioni n<>i diametri del nwrc in vosizione ìuspirntoria. proronda ùovuh' a Ila sist o le e alla diastole non hanno s(,'nsibile importanza. :-;<',!!tH'tHin i l dee· orso dt>ll 'apnea si o:;serva che i l d iaira.mma P la fì.gura. del (:ttore J)('l' ttn crr! o tempo non suhis<•oJlO- 'ariazioni , ma, circ·a. 10-20" prima della fin<' si prp,~;pntano le contrazioni rliaft·:tmmatiche di cui si è ~>Opra parla to < ' soltanto :1-7" prima flella iìnt• si pre:s(•ntano le modifiea.:t.ioni di formn nl'lln lil!ttnt del <'uore. Mentr<' cioi> il limite d<>stro rimane itJtlltllhlto la ntetìt inferiore ù<·llimitt> ~inistro, o piì1 particol~U'IIH'Ut<' la J>Orr.iOIH' fl<'lla )Htota , pre,.;enta Pnergif'i sloalzi (liastolici t' ri<'llh'aint' nti ;;i~to-
.~1':-11•;, \
\ ' (JI.I>XT.\RI.\
1-: l . A\ IIIHI
\I( ' ;,(. OI•.\HE
lici i quali tlllillli però uon o.ltn•pa:<>'<HlO la lint•;\ ~ià st•gua.bt ch•ll'mnhnt ventricolart> in po:>ir.iorw in ~<piraturi.a profonda . Gli sbalzi diastolic·i, invece. port<liiO il limilt' ()p)J'Pillura à h-1 <'l'llti -
llletro ~tl ma:<~imo infuori ron tenùt~llr.a a rian·ieinarlo a l limit<-' rlt>ll'ombra, dPI
Fig. 13. -
_\luclìJil'tUd o ni (lt: ll',·ll·t tl' Ut"tl'tli•,~rauuut• 1u J). L : illt'IH1di~inn i di l'iiu'-•'·
1'-ll<ll'(' iu pO)'iziOnf' U.Ol'llHtlt•. :\ p]J'i;;taHtc• in c·ui quc•;;lt• rontmzioni df•l f·ttore (lin' ntano più intcns<· e<·~<sa l';qHWa. Qtw:<tl' violt•nt'l• c·ontrar.ion i ventrkolari, fnrst piì1 :1 c·aric·n th•l \'('11tri<·olo ;;inistro. s i 111anih•stano tiPI lltollll'lllo H<·l qual<• il polso s i fa p iù fp,.:o c
la ))l'l'l'.simw artt•riosa aut ll!'llta.
Es;-;(' :so11o qrunlnll'llft• \'i:-;ihili al knnill(' ciPII'apnt>n c·ompiula i11 riposo come di cpwlla t·omp iu ta clopo illa,·oro trtus<·olarf', c•d in <1uesto <:a,-;o hanno ~li sll'ssi c~aratt.eri dPIIa pnlsaziorw rl<>lJa punta osst>rYata IWI 1110nwnto terminai<• di un lavuru lllll~l~olun•. I.' intPnsi - 1-'iR. t<a. - Ici. Id.: dmnntc l' u!to ~'"'l'ìralorlo '"·ofon1lo f,i\ di qtwste c;ontrazioni l' doo vrc<·cdc iulmcùi tiLau~enlt: l' o:qmcu. llta~gio!'(~ }J('t' trn laYorn llta.! !giorP (·OnlP IH'l' una llt;l,!!l!'ion• durata di a pnE"a. Dohbiamo <Il la t·ort t.•si•l del d oH 'll'f' <~ a l iti à i l 1·on trolh1 ('lt·ttro-<·m·clior- - - - -- - - - - - -- - --..., ~rali(·o d<>i fc>tlOtnPni <·h<' >:i osser-
•••••••••A = '•\ l r-• """' r--- -- -- - - - - -- - --l.-1.
dopo
!_Jf,,,.
,·arw all'inizio. dnrant<> P Ltp11t:'<t volontaria inspiratoria. Cni soli t i ;H·eorg-itn<>nti f' aùop<'ranùo l<t i '--- - - - - -- - - - - -- ----1 sola d1•rivaziorw l. si ;;ono oss<•rvati Vl~t.
1:•. -
ld. Id.: durant e l'urnen •li HJI\ ' .
i segtu•nti fatti co;;tant-i:
al il periodo della in~pil'ar. iorw profonda <"h <• J>reeedt.• l'apn<'a ù ca ratterizzato da unH 111<11-!'I!ÌOl'f' fn•qnf'n;,n rl<' l ritmo l' da un<l- maggiore ampier.za eli J{. e 'l':
~'ig. 16. - Id . hl. n. l tt.:rtulut._• th:ll'u 110Wa · ul 1uunwu1 c• di r·i1H"t•30 d el 1'(.•:-~ pfl·() t.: (tu.:LJchl' :\\·cuuuH dopo (è cvld1·n t l' l 'al'itJnio.) : .V. - IJ. ll mome nto di ri)H'l''il coro-i~l>OIHh· al 3° lt.
b) il periodo àpuoi<·o i> caratterizzai O: t al ora. da notevole eonfu:>ionc del traeciato almorllento inizi:1 1<·. tar altra darws;;nna alt<•raziOJH' di qu<'!ito; st>mpre p erò nei 2 casi e.-.aminati da diminttzione dE>lht fl'Pfllll'llZ<I del ritmo c <ht lWCenl'lwirt 1·i.clu :::ionr· di a111 piN~,r.a di J'. B. '1'. n c·in·a 3,'5 d.-l norntall!
Hll?,Ì P. E' 'l'. f(l(f/1'(/ .~(·t).,IJifiÌIIHfl.
n t.r::wcia to tende a de v i are dalla l inNt oriz:tonta le fot·::;e per nn aunwnto della roiTente di pelle, e si aYvertono verso la fine dell'apnea piò oscillazioni tibriUari probabiluwnt~ leg-ate a c·ontrnzione 1lcl la mnscolatura sclwletrica e del diaframma; i') la, ripresa del respiro t· <:aratterir.zata da nna lllal!giore frequenza f> una marl'ata irl'(•golarità. d<>l ritmo rol ritorno eli P. R. T. a ll'ampiezza normale. ('i ripronwttiamo di -;tnùiar~ pros-:imamentP )p altr<' due d<•rivar.ioni e di approfondire l'ar.ionl' e::;<•rf'itnh1 da nn periodo apnoi<·o dl'll'elettror.ar<liogramma lfig. n, 1-1, L0 <' H-i ). ~H·.c·entuat,e
l{o:;entha,J ritt>ntw (1 A~O) che i moduH•nt i <ii tutti i mw-;coli n•spiratori :-;iano regolati dall 'a-ttività d<>i <'t>ntri nervosi (lei midollo allnngato e l'intPrvento della volontà non sia nt><·e.<.;.os:u·io ver il funzionamento regolare di ttue:-;ti. O'a.lt;ra, parte d\U'ante l'apne:1 volontaria ~<i accumula nel sangue ( '02 e diminuisce 0 2 rapidamente ; la vPnosità ()el sangue amnenterà e lo stimolo sui cents·i re~<pira.tori eresc·erà rapida uwnte p~>r ra~giungere tale int.ensità ehe l'ar.ione della. volontà non :>ia piit in gTado eli iuqwdire il funzionamento dei Cf'ntri c si dcbha tornare a rel'lpirart>. Durant;n l'apnea l'cr-f'ita.hilitiì. •l ei centri rl.'i<piratori, <~ome l'ee<·itabilit à ritlesf\a del midollo ::;pinale, sembnmo diminuite sP non ~OSfJ~'-"~' completament.e: vi & inoltn' diminnzion<> tli attività dei c'entri \'!IRO-lllOt ori e ca.rdioinibitori. A questa, tlot.t riu<1 nhimic~L Head1 Leuhl' .i\tar.k walù. :\Io:-;so, Fredericq, Loew~' , H ering c~ Brener opposl'!'o la dottTina mi:;ta. e.himica in pa.rte, in pa.rt.e da st imolo d<'lle tc•rminazioni intrapolntOnari dc•l vago il cui tono ~H1menterebbP nella inspirazione, rliminuil·c>hbt> uelht <>~pirazione. Si ritienl.' che in gt>swre i ga.~ respi1·atorì c di ront-;c'gtwuza i gas del sa.nguc abbiano, tl<!l mantenere il ritmo respil'atorio e nPI determinare la durata dn'l 'a.pnea volontaria, il primo posto e che, arrimPs,;a ormai la dottrina dcll'acapnia di )losso: la. loro ÌIUJJort.ibor.a. sia non lanf o lega.ta. allo ~;tiruolo ebc sono <·apaci di dC>termina.re ~<ni c·entri n<'rvosi per sP stessi, quanto aJ fatto c·hu ~<p~>eiali proclotti df'lla ff.l:>(' c·ataholiea clw sono ahitua lmente resi inert-i dal .vrocesso di ossiflazion~>, ove questo diminuisca, sono portati in ciJ·colo <·ome tali e ries<·ono f os:<i('i per i <'Nl tri n t' n 'osi in ii<pe<'ie sui q na li agiscono tla ~timolo. Per quanto riguarda poi il lavoro JHU$<:-Ohll'<' omJai i• ammesso es.'\ervi diretta proporzione fra ttn<'llo f' il consumo di 0 2 •·ome fra questo e la vcnt.ilazione polmonarc. ~i i<a ehe durante c dopo l'esercizio lfl, capaeità vita le diruinnis <"t' ns(•ntn' au11wnta la v enWar.ione pohnona-ro, il eh~~ dipenderebbe dalla <:on<·PntmzionP dPgli H -joni nel san~n<' e -parall<'h1nwnt-e dalla. mag)!iore sensi bi l it à df'i <·<>ntri rc;;pira torì a questo stimolo. 'Ca.nto nPIIo :;tato di riposo che di lavoro il quoziente n~spil·atorio non (•(LJlthia, <lllt']H• :0:(' :-;i tTipliehi, (~()lllf' aN·:tdP SÌ<'I j)lll'f' j)PI' Jipve attiYità 111URCO-
Jfl:l
la,re, il ('OUSUIIIO eli 0 2 t' l"<>JnÌs~Ì()Jlp ('() 2 ; n l> SÌ altera SPll.'<Ìbilm('U{ P la J'CaZÌOlll' del sangue. Xt'l ~angu<• la c·oncf'utrar.ion+> rlegli H -joni (.. ra.pprc.«en ta.t.a da Ila · l a, JH 2 CO., d nn~ è H ('0 : e' proporziOna . l e ~1 Il a t.enstone . " ltormu " nf' 2 1 y
•
~aRC0 3 caTbonico nf·l ~ang-uf•. ~a li( '()~
l'acido i· la quantità tobllc• drl hicarbonat.o sciolto nel pla:;111a c K i• la (·ostante della dissorhtr.iont• dell' H 2 C03 • In seguito al lavoro mus<:olar<' nel l'ia ngue art1•J'ioRn a.ument.a, la roncent.ra.z'one degli H-joni non f.;Oio JlCr l'ammontare dell' 112 f'O~ ma an<·h<• per il diminuire dell' :\a LH'03 dPtcrwina.to dal pa!i.-;ag~.do in circolo di ra,dicali acidi (acido lattieo). CBainlJTirlgP). Il centro respit·atorio sembra elle cspli<-hi la sw1 influenr.a. impedendo eh<' la tensione dell'acido carboniro nel ::~:mgnl' salga. di molto H rhe lo sl:a.mbio dei radicali acidi e bnsici fra globul i rossi pla.<;ma e tPs~mti osta('Oii la. troppa diminuzione del biearbonat,o del plasma pf'r l'amuf'ntare rlf'i pr·oc·e.ssi di os,.,idazion(•. Per tali:' mezzo la. rf'ar.ionf' del "angu<> non ,.,i alt.<•ra in modo sensibile ò.m·antf' il lavoro. Ba;rr e David pure videro cbe la, rc>ar.ion1• del stbng-nP dura.nte il la voro era incert-amente aC'i<la, tua per diveniT<' ruolto a<'ida :~ , dopo ~o:opeso il lavoro. Es!< i inoltre non trovarono rapporto cof.;ta.nte t.ra. l'addosi dE'l S-ctnguP e il voiUllle d'aria n•spirafa: qu<·sto a11111Pnta durante il lavoro e climinuil'lt(' progressivamente d opo. mentre J'aeidosi aHIIIenta. dopo il lavoro quando già il respiro diminni~c·c• ùi inten,.ità. Nell'apnea, vol.oHt<U'iH, t auto st>nza eh c unita. a, lavoro. l'f\r inibizione del <~e n t l'O t'~'>~p:ira torio {' ]Wl' i l con>:egm'nte i nq,l Nli to s(•am bio gassoso probabilmcnt(' ce~a là fnnr.ionf' rcgolatri<'e del centro respiratorio stC"-'>0 P aumentH notevolmente· la t.emdone dell'ac·ido carhonieo e quindi la <'Oil· cent,razione df'g-1 i H- jon i nd snngu<'. Gli sra.mbi dei I'adita.li acidi(' hasic:i fr<t plasuM. e tcs.-;nti e la. con~egunn tE> diminnzion<' del bil'C·a rbona.to 1wr· la gra,duale diminuzione dei pro<'<'."~i di ossidazione, fors<' suhis<:ono notevole altemazione eh ~ si ripercuote, associata all'azione df'i ~oprnddetti ('ataboliti e di quelli ehP si producono <·on il lavoro muscolare, sulrint<'ro org:aniflmo e spf'cia lmentt' sul ('<'nt.ro respiratorio. ::ie queste f·anse d po:;;,o;;ono spif'gare in parte il m orlo di dec·orrere d!'II '~Lpnea volontarh1 si;l nel •·iposo f:h<' dopo lavoro, non ei spiegano a.ltrettanto henl' l'unifomw dnl'<lta. d\ e:-:"a dopo qnant·ità rg-uali di lavoro ntnscolare. (..)uel fattore costantf\, l'ltf' pare r<'golare il raplJorto tra durata dell 'apnea c quantità di lavoro, d<>.YC v~>rosimilment.e css<'rc anch 'e!i.-;o legato ai proees.<;i di o&;idazion(', ma può anche <'f.;pl'Ùlwrci una. produzione semJl n~ uguale (per quella data qnllntità. di la voro e j)('r quell'individuo) di materiali cataboliei muscolari. JiJ poicbè qncst.i a.nmentano eoll'aumental'P della massa muscolare impi<•gabl nel lavoro D(' :-wgut' di pari -pa:-:,_o la diminuzione d~lla, durata dell'apn<•a JWI' la magg·im·e quantità di 0 2 (']H' Òf'\'(' t•sscre inlpiegata ad os.<>idare quei prodotti. D 'altra parte ;;i notano aleune analogie fra lavoro musc:olare c aprw:t volontaria per quanto ri~uarda il c·omporta111ento 1'0pratutto ùrll'a[ll'a· . rato circolatorio, ma rimane il fntto clp~no eli nota Phe il lavoro ronw di per sè ri<'!o\CC' a. regolare il ritmo rt':-:piratorio snC"ce;;si\'o, rosi intlnisc:C' sul-
16()
l"apllt'a l'l'l!Oiarizzando oltr!' C'lw la. tlm;~tn a1whe il ritmo l'l•spiratorio vost-aponi<·o rd il rit111o rlrl polso. l fNlOuwni o,;stiTat i a n<1ric•o del polso t'c\ Pila prPss ione at·t.orio~;a sono indnhhia.ule>nt(• in p~lTfP di ordine rne('eaniro, in parte di ordine chimico ,, nervol'o. ~1<>e<'ani<'o pew·h<'- 1WIIf' nostre prov(' si ripf'tc <• si protnte per qua.Jchè tc~mpo hl l'htssi<·a prova cii \'alsalva-'lilllc>r basata, sul fa.t.to che t-anto l l! W profouda ('l'p ira zio1w, q 11<1o t o una prnfond:l inspirazione po,.;;;ooo far l'essar<> lP pnl~azioni Nl i toni canli:wi per smTac·earico del pk<·olo I'Ìl·eolo e rPla.tiva \'110t<•zza dPI g-rande. :-:\t- prrèl eio ;;i 1'• vPrif·i,·afo sctlo nn~•nwnH•. si è- avuto più spes!òu un ac<·<•nno a qtwsto Jl.'nomrno poeo dnpn l'inizio drll"apn<>a c•on maggior(' o mino•·<> int-l'nsitf~. La ('irc·olaziotw i.• favoritn b<'lWlì<'amrntt> tlai movimenti respirat.o1'i solo <ptanrlo qn('sti si <'Ompiono tra.n qnilhLnwntt•: nt•lla. inspirazione> ('01111' n t> Ila. c>s pira?.iont> forza t a la lll<ll!f!iort> prPs~ione E>ndopol nwnare ~.11111t>nta n cio la C'Ontpressiont• dt>l l'llOrt• aunwnta l'ost~rolo allo svnotamt>nto sistoli1·() ('OIIH' al riPmpime.nt.o diastolieo. ~t·l primo monwuto dell'apnea volontaria pe1' l' inihir.ionc 1lei 1·entri respiratori f' !;1 lfll'o diuùnni1-n ~>c('it.abilità., il tono· dd vago diminuisf'e, C(nitH.li l'<tbbas.s anwnto •lt-lla pr<>ssion(' r J'au!UI'llto sia Jlltr li<'Vf' della [reque>nza dèl polso. ma v<•r,.;o In fìnt> dcll 'apnen per il pt>rmanPn' dPll'oshH·olo nl 1·irc:nlo t' JWI' l'annwnto 1lrlla V<'nosità del sangw· <· dt>i ea.taholiti an?.iddh, ai fattl)l·i llH'I·<·anir·i si uniscono i fatt.ori chimi1·i 1~he tendono a ri,;~·rJ:di:u·~· l'ec·eitahilit:ì dt'l l'<'ntro re~pirat·orio. f'mnr llurautP. l'asfissia In perdita di eosci<>nza i> 1•a.r at1 ~~riz?.a.ta da un notevolE> atimento d1~1la. prP,'-sioue> eon nn l'a ll<>nta nw.nto della. frecpwnza d<-'1 ritmo, cosl analogamE>nlè ac·<~adr pPr lo piì1 (• >'Opratntt.o alla fiue dell'apnra quando :-:i nbolisee la volontà e fugl-!n<>mt•nl.e :-;i »opi!-i<·e In cosr-i<'nza. J ndnhbiament.(• (•ntru in ~ioeo atwlw in C(tl<'!'tO ultimo mo111eoto l'et:tiht.bilità c\('1 v:~go cni si nggitll11!l' quella ùt•l ,;impatieo. 111a non rie,::e<• fa<'ilt> dire SP l'n.:dotl<' dei dtll' nervi ~ia ùi l'~!tl;})(' illt('lliiit,à J'nnO f'OIH'I)JT()lldO aJ rallentanwnto <lel polso, l'alt.ro all'atmwnto clelia pre»sione, o quale dei cluP. predolllini. Di certo H eentro del frPnico rii)rende per J)l·imo il suo a.u t omal il-11110 eonw dimostrano l(' pitco:~> eontrazioni dc•l diaframma chP prf'l:edono la fine cll'll'apnea; a. qm•:-;t.o si uui:<ee l'ec..it-ahili1-à dei centri 1h•l vago P di'l ~impat ico, C'lw insie11H.> <·on<·<nTnno ~111 impNlirf' il pmtrarsi dell'apnea unit-i ad un probabile a.H IHPlltiJ della endt.abilit.à del <·entro 1'«'spinltorio, (' determinano gli :--ha lzi ns el'\'<tti radios('Opil'\ament(• :t ca.ric·o 1l1~Jn punta del cuore. Il lavoro muscolan' ha un IIH' (•(•;utismo anulog-o. 1 I·Htaholit.i 1•he abbia-mo vi:::to pt'(Hlnrsi t• ric-1\il'tll'l'<' una rapida os,;idar.ione 1wr non divenire• tos.-.ici prnvo<·ano incliretlanl('n1P uu rapido aumento della ventilazione polruonarP t' dPI rit1110 <·Hrfli<H:o forse diminuendo il tono del vago. Il cuore si a•latta a qul:'stn [nnzione maggiore fin dall'ini?.io del lavoro e si ha pereiò nei differenti so~getti differenze di f•wtm•nz:l <' qualità del pol!\o che <lipen(louo dalla diiTer~nte (·apa<'if:ì d~>l (·uot·e ad Ulllllt>ntar1· la, forza si~t-oli<·a prr ogni battito in •·apporto ron In intc' nsifù rlPI lavoro. D 'altra part.e la <'OD tra zio ne 111 Ui;C'olare a 11 nwntaudo le r<>r<il'l PnzP ]lCriferiche dett>rmiua t':nmwn t o di:' l l' CUI:'l'gia ::;istoJi1·a del ('UOI'l' ed H!-iHJC'Ì;11ldOsi alla COStrizioni:\ IIPi v;tsi splnnc·niri rhP h:t ~('!llpr<· luogo nel laYot·o mn;;colar<', provoca
J(i'j
l'aunwnto di pr<>sximw il <'Ui massimo :<i ha al culmine del lavoro. IIPila
fatit•a. o imnwdiatamt>ntc dopo. J.'a.pnea, volonhtria dH• st•gut· il la voro o dte ì· mantenuta. dunwt<' il la., oro, limita. la qunnt)til di ossig<"HO necessa.ri.a au·o,..,..iclazione dei raraholii.i ed alla ripara.zione df'gli elementi tdlulad donde la sua minor . durata : llht provoca nn m~tggior a ument.o delbt frcq ueuza del po bo <· della. pn·~-.iorw per ebi· si inizia q naudo già q nesti :-:o11o in amnen t.o, a.e<·re:<<:f•!Hlo gli o"hl r·ol i periferici e l'reritaHIPnto dei r·eutri l>nlbo-spinali. Questn. ipertensione di sorwrso - come dice (hdla vnnliu l> già esponente rhe il cuore<" anclat.o al di là dei limiti di arlattamento perfPtto per il qnn.lr> non si dovrehhr• pn•st'ntare dopo il lavoro akuna va.rh1zione di pressione. Essa app;-tri:>ce tanto piìl presto <tuanto piò lo :-:forzo ric·hil•sto è inten~o o prolungato e il SOifl:rt'tt-o meno allenato. ScLuilibrio ).ml'4sl'gg-nro imp:ltenza che tnHiisee l'impotenza nella qua le ~i trovn il c·nore rli amllPIIta.re il suo lavoro xenz:a a.umentan• nt>llo ste,:;,..o t r>mpo la pre:<xion(•. <"osi il cuore basta aJ lmo .seopo. Ove si domandi a qu<>l-lto :-;h'xso eu or(· uno sforzo manife.-.t a rnt>nt.c• sproporzionaro alla !-lml eapaeità di riserva apparisc·e una ipoten~iotw di debolezza c·on hL spossatezza e l'aiJanno che t.radisrono quest<1 specie rli insufficienza circolatoria, at·ut,a, ~> cht' sono la prova. tanf,!ibile ehe il c·uoro non è ~tato eavae<' rU c·ompi<•rP <'Ollvt>nic•ntl'lll<'Jtt:e il lavoro inr postogli.
Emerg-ono da. q tte:-~t o st n dio importanti pwhlerui eh e HH>rit ano rli f'x><en~ ltlll).{f!ÌUI"Jil(' lltf' ll]Jprofonrliti. ( 'omunque SÌ pui'l :;;in d'onl ritt>ll<'rf' ('OIIIH a s.<:odato: rt) la durata rlt>.lr:tpnea. volontaria, sembra jnt.im;lnH•ntP ùipelldrmtl'
d al ricawbio mu.teriale-: tanto in r iposo eh<> dopo hWOI'O r\ il ri:-:nlt:ato r·orllple..;so d i div<>r~i fattori tra. i qnali emergono : l " [ c·himiei-nerYosi ; ;tn I
1·ardiontsa,li :
b) il lavoro mnseolare riduce la durat.a delra.pnea, Yoloutaria inspira.t.uria in ra.pporto dit·<>tto eon la, sua quantità <' ron l~· ntal'lse musc·olari impif>gate per compiel'lo. <~) una ste."'-;a q nautità. di la.voro determina. per uno stesso indi dd uo una durat'ct f',ostante di apnea indipendentemente da. qua.Jsia-~i 11ltT:I influenza (veri odo digestivo periodo d<>lla giornata. ecc..); tl) il lavoro influisc-e stù cor~o dell'apne:t 1leterminando siucronismo del re»pi.I·o torncico <' arldomina.le post -apnoico che non si verifica m a.i n elra.p nea compint:a. in condizioni di ripo:-o. P- sul polso che non è quasi ~ai ac~:itmico dopo, <"Ome invece quasi semprP si rif;cout,ra, dopo l'apnea In condizione eli riposo. .;\1entre poi il la v oro a.mnenta la. freq n enza del polso l 'apnea successiva a.l la voro l'a.um<>nta ancor di piÌl non a p pena finita; ma il nnmNo c·ompl<•ssivo rl<>llt> }Hil~azioni in uu minuto primo per
l(iS
lUlO slt>s:<o iuùividuo non allenato, non st>mhra, l')li ]H'r a r· lllai quello flc~t(•r minato dal lavoro mus<'olare pH :-;P st(•sso: t·) la pression(• urtt·riosa sistolic·a c'hl'! aumenta ~ià dopo il hl\'Oro (·o n i in ua ad lHI111entar<' durantt.> l'a pn(•a !'i nc:cc•ssiva .al la v oro raggi ungendo in imlh~ iclui f'.()ll cuor<' sa no c:ifrt' not('volnlente (•levate. (lino a mm. 'ifi Hg. viii dw n ello stato di ripo. ·o) e st>mpre pii1 elevate Ili quf'lle c·hc :;i Y<'rifica.no p(•r· l'apnea. non J.>l'l'<'Cduta da.[ lavoro. J,a pres.'\iOnc diastolif:a aumenta p Ul'l' ( rn assi111u 111111. 10), ma neg-li individuj iinora, I"Saminati non ha :mp c•rato mai i rum. tiO di H~r. pN· qualunque quantità di hworo c p<'r qualunqHc· (\nntta rti apnh1 p receduta o a on ùallaYoro mnsrohtr<'; j) lr tmùe cardiac:hc oskc'l'\ al (• dura.nt<' l'apnea ,·olont;nia :succ·essiva o no a l la v oro e t.> h!' trova.no la. loro esp1·es.<done nelle variar.ioui del pol:;o (' drlln pw·~'lione, c·ome nelle modifkar.ioni radiof\eopirhe ò<'l cuore alla flnc• d~>l l'a pnt'~ non st'mhra c hP la trovino per quanto si può dedurre tin or a, an<' hP nf'i Ntratteri d<>!l'('l<'f troC'arrliogramma il qmtle eon;.;er\·a fino all' n!· timo istanl"<• dell'a pnca le stcs.o;<• moclilita?.ioni delle ~nt> cnn·e· cb e si mani · fesi allO all 'iniziO. fOl'S<' diH'Uh' ;.;oJtnntO :1J111 Vl'rtiealitìt Ìlll'jlÌnttOl'Ìa dt>IJ';'I><.'!c• <lei <'1101'1'.
Himan<' JJPrt.a.nto da stabilire fin do\ P <pwstc turhe <:ard iache do\'ute <11la ;.;omma la,·oro +apnea possano nt(•g-lio kl.'l'YirC' a llt' stnclio d<•ll'effidem:a D\Pt·<·ani<·a rlel c·uorl'.
l , J•:TTJ<: H A 'l'l'H:\.
T !te phys o.f m u.~cular e.rrrcisf>. L o11dun Hl ) !.1. 8 tud.i PIJ iu the phys oj Mll·~cular r:re,·r•iRe hl''"" rPnct iolt u11tl ùrect1hi11(1 . .Jonnt. ol' hiul. chc111. 26- 1\12:1.
B _-\Df rutr oc: r·:. B .\RR
-
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Hl ~r·:'l' e HOt' JH:J.;ots -
i'.',.:7Jioralion cl·i ·nique dr l<.! .fwlctioll t'C-<piratoire- epre'l ll'e du mn:r;iimmn, d'a.puée. 1:ol.. l'•·es;;e nH'clir. 12-6-!l:lO.
J3J~ET P .'\("ti.ARII -
H.wanen jo~tclionel du 1'0UIIIOH. l'tu•is · :l(n,.; ..:on.
1!1~:?.
t'.->.s.\RI:-11 J,,, f'tlicct lt(•/la n·tn mi/ilare. H ,>nta. J!t(ì$. CAb'I'Arc::-:r.: f• \ 'AII.LAtUI Les maladie.~ de.~ l>rJilii!'Jil.,. et ,,,_. /Jrnucl,c.,.
T./aptilude re.~pirt'lloi1·e drr/18 le8 rapJiflr(.~ Jlflrlicttf ;,·r ,< fu·rc /'rtl'ìati<w . F t..-\• ' 1' .-\1-c·h. int. dc.> ph~·s. IH18. (;l· ll.L .\IN . fA!I' e:camP. ItN m e,ficau,r el pJ, i.~. du P~'"·"n''"l JW t' Ì!/fll• / ,/,. l'uri,ll'ioll. C. H. :;o<·. hiol. 14·6-Hll!).
n,.:.
( ~XI .. \~11KT,.. !-ìO\.RDO - L'fl]>lt&l r (l/011/rtl'irt . A l·c· h. oli 1!124. ( in ('(IJ'S() di i'l!l lll(lt\). t: ,,r.r..\\'.\lllll:-.1 - l./1 te11,qion ar/l'rielle e11 rlin i'Jltl:. " ' n",.:on. l'M·;,., 1!120. Hr~ RT:O.:t:- Bnr, r · ~; Jt. /)ie st>.b81r·w· d et· o/lmlllllfl etc. \\'i(•n, ltitiS. Hn.r. P J-'r.,\< ' J.: R ••spimtion. J<•nrn o f ph~·,.:, 11\01-l. , ,,ff!wnce oJ o:riye11 on wletic. 1<1. xxnn, J!H.J!i. O .t'Ìf!P II 011 1/w.<culrtr work. Jd., 11}10, Lo~o:wY
L n ' L\)o;J
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Li "'"''.<111'11. iiler rlie t•rspiral ion. ('/('. Hl'l'lin .IH!t5. l?i.• i,(l/o(tio d t•ll'uomo. Homu. 1!1:2:{. .1/or/i(i<·n/Ùllli' de.~
C. H. 1!<~0.
lflfl111'('1fl!'ll /.< ~'"·'/ì ÌI'III()ire.; 1"11' /' e.rt•1'f•ire 1111l$CUle1i1'e.
LA t:ll'TA'l'A I:'C I.SA1'VIt1A t '.\I.COI.A'I'.I 1:-' AI.Ct:l't·: t•o,.;t:t, tONi Ili IUJ'OS(I
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Mosso - .F iJJioloyia d ell' tu:mw :m/le .·1l71i. 1~92. PùJiOl<Jgic~ clell'a7Jt1ea. Ace. H. Torino. 1902-0:l. I morimenti re., pira-tori de'l to·m c'' t• rtf'f di((_irrwuna. Ard1, i t. dt• hi.)l., [!103. :\I osLER · - Go11gres-~o cli W i esbmlr u . l !H3. l\fOSCBINl e (;~;&BINI Arch. fi-<. XXl · Hl:2:J. NA'rALI - Ricerche clinich P .<ullo dum/a tll l t'rtpll l'fl. mi. " _r(.i,· i-<ta o s pt•d. "· \'01. l r, 1923. RICRET -- Dictionnc,i·r e de phys. J!l!J5. ROSENTIIAL Die athembe1•. uml ih!-e etc. Berlin 18()2. SABRAZÈS - La durèe ma.~;im.a de fu pause apneiqu.e ,,ol. (:az. H f:' hd. Horth·uux. 1002. SEwALD - YoLLA:RD - MYRA 011 th•• r elatìrm,y of d iajra(Jmalic and i'O.</al 1'C·'P i ration with ?Jarticular reje1·em·e 10 fonution.. P-4.. Y -1 5!!. 1S\J6. STANO]!)- Ruski ·t-rae VERNOU e STOLZ -
N. J-U. • Rifor·mn me•licu • , Hll4. lnfl1.umce of jorced lrreating m td of ox i(lt>11 on atldet ;c 1i' ,._
jornw'Y!ce. Qu~;~tcl'ly foUl ·n. 190!!-ll.
JSTJTllTO D T FHHOLOUL\ DELL-\ l't. U~l\'l~B:--:[TA DI TOHINO dir·et,tore : prof. A. HERLITZ.KA
LA BITTATA l1ULSATORL\ CALUIHATA l~ ALCUNE PO~IZIUNIIllltiPOSO pe1· il dott. Giuseppe Ferraloro, capit11no medir:u.
:\ OTA
PHEVE~'I'IVA.
Da pitt di un secolo un gran numero di spt?riment.atori hanno <:t·n·ato.
con vari metodi, di cMcolare la quantità di !4a.ngne c.ht> il cuore. :-:pinge in circolo ~:..d ogni fòlistole •• L a gittata pul~atoria . ,, Il metodo più esatto, ~pede pt?r gli !'ltudi sull'oolllo, è ba:;ato sul ricambio res-pira.torio, e fu 11er Ja prima volta enunciato da .-\. F ick (l) nel 1870. Esso è hm;a.to Rtù principio di d1•t Hl'lll iua,re la q ua.ntità d i o::;sigeno e C0 2 che si trovano risprttivanwntc noi xangue arterio::;o ._. venoso, e la quantità di ossigeno che viene assorbito e di C'0 2 chP viene eliminata attraverso i polmo n i in tut da.to periodo di tempo. Dèt q1w~ti dati è fa cile calcolare quanto :";angue pa<>sa ~ttt1·a.verso i polmoni H(>JI'unitR di t.Pmpo, e, dividendo questo risultato per il nu utt>ro delle pulsttzioni n(IJlo stPs~o periodo di tempo, si può <:tLic:olare La. g-itta t a pulsatoria . I n.fat,ti dalla ctill'erenza del eontcnuto 1li os»igcno tra ::;angue <tl'f.erioso e venoso si sa quanto ossigeno viene as,.;orbito da ogni c . c. di s~ln gue n el suo paiisaggio }ttt.raverso i polmoni: dal rieambio "i sa quanto oss igeno viene in tutto assorhito nt'll'unità <li tempo, e così <'on un <·Hitolo si hanno i dati volut.i P arimenti l'identico calcolo si può basar<' sulla quantità tli ('0 2 f•li111inata., divisa per la. diiì'erenza tnt la fJtlf.llltit.à di CQ 2 ront·l'l1\lt;l JH•l s;tngue venoso ed art.erioso.
.li(l
r.A C:I 'ITATA Pl' l.!l.-\TOtiiA C.-\ I.( 'C)I ,ATA 1:-1 , \I..CU=-< 1·: POSIZ!0:-1 1 1)1 Hlt'O"tl
l p1·imi cxperinwnt i sull'twmo, in ba:st- a tale prin<'ipio, furono tnt· ziM.i lll~l 190!) da Locw.v e ScluottN (2); da allora e spt'cia.lm<>nl'P in qne-
sti ultimi ann i exxi hanno preso un grande ineremeuto. ~ieconH' la c urva 1li :tl-!:sorbimento per I'C0 2 rwl ~>a ngue è più costa.nt e, et1 è aN:l'rtn t.o che ~ quasi ugua.lC' per qualunque individuo, in eonflizioni lì siolo~iclu> , m~nt re variabile da RO:;!getto fl. sog-g~tto è la curva (li rlisf>Of'iazione dell'emoglobina, la maggioranza df·~li autori fanno i caiC'oli dnii 'C0 2 èlllzicb?> dall'ossigeno. In rN:ent i espt'rionze è s tato trovato : che una. quantità di sangue vnriante da lit.ri 5 a 8. circola a.ttraver so i polmoni in un minuto; che durant.e. il lavoro la quant ità. di sa.ngm' aumenta. not.Pvolmente fino a 15-l H ed a.nclL<' :!4 litri al minuto. Che la gittata puh;a.t oria. in a ll'u ni soggetti, si maution(l q ua~i ugua.Jp s ia duru.nto il riposo che durante il la voro, e s i aggira intorno a 120 c. c. ; in altri soggf~tti è invece minore d i una ta.IE> rifra. rlurantP il ripoRo. e ali· ment.a uotcvolm e nt<~ dura.nte i l lavoro. ~oi a hbiamo adottato il metodo di Dougla~ e Haldàne, (:3) cou tlllà modifi.ra zione di Y. Hendf'rson e PrincE' (4) r e lat'iva alla df•termiuazione dell'f'0 2 ch~ l :-~a ngue venoso, cd abbi:Mno cercato di vedere Re una qtl<ll· che influrnz;l a vesse sulla quant.ità di S<lnJtlll' circolante p<'r minut-o e sulla gitta t a pulsa.toria., la diversa. posizion(' del 8oggctto, in condizioni (li riposo c nf'll'aF;::;('nzll. di un qua lsiasi lavoro; influenza rhe finora non èo sta.ta, considerata cla alt.ri. l ,a t f'cnica d a. noi adottata è la srgue.nte : :si nwLt-e il soggetto in una determinata pol'izione : in riposo :-;eduto; in piedi in l'iposo as immetrico (po~izione di riposo militaro) ; in piedi in riposo simmHr· co (poF;iziont' di at.tC'nti milita re). Dopo a-lmeno trenta minuti <'he il sog~?etto sta in quella posiziont' si inizia l'esperiment o, e si f a rimanere i l soggc•tto :-~empre nf'l· la :-~tess;l posizione tino a l termine delfesperimento. ~i prendono dei campioni di aria alveolare Utlla ·fine di untt profonda e:spira.zionc) t' t>i determina la, quan t it-à p(•rcen t uale di f'Oz in Pssa contE'nuta. I,a media di questi dat i ~i dl\ 1~. qua nt it-à di ('0 2 f'ltf> (o contenuta ne l sa ng-tH' arterioso. :::ii prc•ndt> un sacco impPl'lliNtbile dl'lla l'ilpadtà di 5 litri P si \' Uota. Dopo nna normale inspirazioue si fa t rattenere al soggetto il r espiro pe r 10 Sf•coudi, e quindi s i fa fan• una profonda espirazione nel sacco; dopo :i miuut:i il 1'10ggetto fa una profonda raplcln. cspixazione nell'aria esterna, iJl(li r a pidament,(' inxpira t ut ta t'ètria, de l :sacco, t rattiene il respiro 10 S<'· condi ed espira profondamente nel ><acc.o. Si continua cosi di 5 in 5 mi· nut i. lino a eh<> non si raggiunge un perfetto eqtùlihrio nella pPrcentuale di 0 0 2 dell'aria dt' l sacco. Ciò :wviene fra la quinta. e la settima r{'.spi· r azionP nel ~'><l<·co . Qu<>Rt.O dato ri dà la quantità di ('0 2 ('hE• E> <'Ontt>nut a nel sang ue venoso. R a~giu n to l'e411ilibrio. >;i determina qualf'he volta la qua.utità di os~igeno che è contenuto n cU ' :.ni ~l dPI sacco, senrpndoei poi la mf'dia di tali dat.i per le opportune correzion i al calcolo. · Si determina poi il ri~:nmbio re!;pù·atorio, facendo respirare il sogget· t o <•sattamf'nt<' per c·inque minuU, col ::;istema di D onglaK Si ::;a così qua nta C0 2 viC'n P e liminata da i polmoni in nn minuto, e il quozie>nte rf'~piratorio.
1. .\ 11J'l"['.\TA PU J,,.:A'.rOiliA C'AI. <'tiJ..,\'1' \ IN .~ 1 .1 '1. 1\1·: I'O:'<IZ J(\'\'1
l'l 1\II'Of: ll
)j' l
l n t·elazionE' alla prcl5Hiont• ba ronw tri~l del giomo C' a.lla te m pera t ura a mbiente, ctaHa percentuale di ( '0 2 contenuta nPI l'l:lllg'lW arterioHO e w·noso, si ottiene la tensione parr,iah• di quf'sti gaH in n1111. H~r. e ,..., 111' fa la differenza. Ottenuta ta.le differenza Cii riportiamo al rliag-rantuut di Douglas c H aldane (3 ), per calcolare la differenza dt:>i voltuni di ('0 2 assor b-ita, e siccome i nostri da.t i sono pN san~ u C' vcnoHo parzia.lnt<'lltl· ossig-enato, con 1'8:~ % di satw·azione di ('moglobimL, mentre U dhtgTI\lllllla c·itato è per sangue ridotto con solo il 5i'l c% di satnrazion<> di t<moglohina , introduchtmo una correzione n<>l calcolo, considerando Hol.o i '1./ i dd sopra earico di 00 2 Dividiamo quindi la cifra indi('<lllte la quantità di l '02 elim inata in nn minuto, per la cifra indicante. la ditTerenza rlei volumi di C0 2 assorbita, e cosi otteniamo la f')nantità di Hangue c'ircolantl' per minut-o; ciividiamo questa cifra l)Cr il numero d<>IIP pul><azioni al minmo, l' ott<'niamo la gitta.tn pnL<;atoria. Abbiamo fatto gli e.<.;pf>rilnt•nti ;.;\1 dm· sog-grtt.i o t t Pnendo i se,g-u(•nti risultati : ' d1't'Uh•Jit (•
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fattt nelle 0 1'0 nntimet·idiutae. coi soggt>t ti u d i· gi li Il<) . >lP IIIJli'C
li j' i) . i!illi
U.-<lt,. ,. ,., ~ ,· o n i
(;. ~ .
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riposo
G. f.:.
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- ---4 . 783
l 4.573
7J
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62
62
Dai dati così ottenuti a.ppa re evidente la dintinuzioue, nel volu111e di Aa.n gu.- circo là-n te per ntinuto e nella gittata pub;nt.oria, f•he i n t utti
li:?
l.\ PIT'!',\1',\
l'lli..>' .~T<IIH .\ I ' A I,('<l l .. \1', \
IN AI.<'I'NI•: I'OSJZ I ONI
DI
Rll'(\-;0
i d n., :-:og·g-vtt i :t\'vj('nP quando da lla po:-:i?.ion1· eli rivo:-:o :-:eduti. pa"~>ano ;dia JliJ,.;i;,ionl' <1 i ripo:-:o i n pi••d i. ~P! :-;oggl'tto G. J ,. d:1 l. 7.:!71. in lllf'dia.òi san:.r11e c·ircohtntP e <;. c. lOO, i11 nll'ùia, tli :rit tat<1 puhmt oria, si Sl'('llflP ris)H'ttiYament<· H l. 5, -!58, ('c. (·. 7:.! . .Xe.l ~OI!I!I~tto G.::-. tht l. 5,!H..J, io nu·dia, di sangu~ circolante, <• c·. 1·. 81.fi in nH•<lia . d· g-itt:lta pnls:ltOJ'ia . :-:i :-:1·Pnrlt> a l. -1-. 7~:1 P l' . r. fW,n ri:,;p p t.t i" a n w n t P. )lentrt> Jw:;,.;nna ditl-.·nm;,a ap pn·zz:tbil<' si not:-1 nl'llt' dii<' po:-:i:;doni di riposo in pit•di , <amsidt'rate fra IMo, si vede c·hi<ll'<llll<'J1t,l' cbt> il solo fa t to della posizi1HW <'l'l'ti a ha lJJhl notevole influenza sulb1 diminuzione, sia <l<•l volume tota lt> di s:wgue cin·olanll•, :-~in del vohlllll' òPII:I~:d1 tata pulsa loria, riSJWI lo <ill a posi11ionf' di ripOl:>o st>dn to. A ::;pie:rar<' nn tal fatto noi cn•clinmo d1~ bh;1n t·onl·nnel'e du<• ragioni: 10 L;l st.a:-~i vt>nosa l'lw ;;i dPtPt'lllilla rwgli art i infet·iOI'i cp•ando il ,.;ogg<>tto Ì> in pic•di; :zo Là ricl11ziou,· <1Pil!.'1 to vasale, dovuta alla (•ompres;;ione c•ser~·it.ata su di t>s;;o, quanclo il :-:ogg<1to ì• :>ed uto. PE>r t}ll modo, quaudo il sog:rdto è seduto, PsxPncio il ll'tto v;.~,.;ah· rido1 to. il sang-n(' t·ircola più rapid anwnte, mentJ't' q u au<lo il so:rg-et.to ì• i11 pil'di. sia per Lmmcnto del 1<'1 to vas<l le, sia per In stasi v<'no,.,a. ,.;i ha notevolc• diulinnzionf' n!.'lla v('lo<·itìl t·it·<·olatnria di'l ~<:tll}!'IH' . t' nt>lla gittala pulsat·o•·ia.
1H BJ.Ior ; H:\ 1-'1..\.
(H i cH l't\lt • clttl J)it· Ph!J·~;.,{uyit• rlt·.~ J(rt•islwt/•·s d t> l Tigf'r.-<t fldt) • Sitz. 8cr. ; l. Phy,.;. .\l !'d. (: ('><1'11. zcr \\'iir·zb crl'!-( "· 1~7l1 p. XVI. 2. LOF: \\·\' & S<'linii'I'T~~~t. - lliltt'r8ttduu>f1P11 ii/u>r die. Rf,tzirkufotion bci111 M ell.~t·ht-11 • Ze il:<c hr·. fur exp€'1', PMI1<>I. und Tht'r·ap " cr. l. p. J !l7; 1905. :{. ('H«I>'TIAl'Sf:N, DO!'(:I.AS J~ H ALD:\="1·: . 'l'he rtb.surptiuntntddia8ot•ifction oj carbon rl·io:ritll' by H111nrm /)(()f)d • ,To•u·nal nf Ph~·siulogy u n. 48; p. 244 ; 1914 l ,. A. F r, ' K.
Don<:L.A::I & H Al.l)ANE T h•· rt•guf,ttion o.f thc r1ene·ml. circu.lation raf.f Lo :-:t.e,:;so "· J)(l: pt\g u!l; 1!122. 4. \'. Hl-::o;nr:n;.;oN & P ml'< ' l·:. T/w (;0 .• /t•11siu11 oi tft<' V<'IWUS blood ami the circtt lt!lirm rat•• ,, .J o nr·nnl ol' Rio lol!irHI ('l;,,mi>:t •·,,· ; ,~, :~2: p. 325; 19 17.
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CASUISTICA CLINICA U~ CA ~O Ul ILI(O- TIFU COliPLWATII IlA AFA ~IA TRANSITORIA per il do t t. Cesare Salv in i, eapitRJlO mf'di(•o.
l libr i e h• c:linica. lt;utno ius(>~n:lto (·o11w il si><tl·tna m·rvo><o nt>l t iro si.' uno d i quelli ub~ lli<lggiorm<>ntf' vi~> n<' l'.lJiltpr-omf':'("CJ dalla in.fl'ziou<> r·ht> qnaRi gin;;tilì<'a il nome Ili " fehhr(' ltf'~'VO:'(a ,, dato in antko a l t.ifo, prima cioì: chC' gli studi l.;at!Priologicì di EbC'rth. MP~' er, Koch, C'rooke, N'<'. , ci porta:;sero ;~Il<' coguir.ioni t>sa.tte d(>lla Ptiologia dt>ll:'t tnalHttia . Però, :'((l i.• vt."I'O <'h<• la, fenntncnoiCJgia f\('rvosa. i• un fatto qua~il'os!.n.Jtl l·. f. plll' vpro <·ht> t•ssa ?• as:'(ai variabile tlf'lla int('nRitfl ,, nl:'lh> su<' manifestal',ioni. t;t.n t'o eh e, nwntre in a,l(·uui in[E'rlll i la p;;il·he ~w m hm poco o nttl h~ altent.t.a, in altri (• faci le rilfware uno stato intenso di stuport>, o conntlsioni, o d Pliri. tuentre in a Itri a n<·ont afa.-; i p, pa ra-1 iRi , pa.raplegiP.. p~ic·osi. ecc-. l 'na. dt\llt' <'Olllplit-:tnr.e as:'ìai rare a.d o..:,.<•rnw~i i• J'a,fa.<;ia, trf~-Tl:::.it.ori a, N'l Ì• plé'l' qnef\t.a rHrità Clte IJ)j pare O]>pOI'ttlllO rifl•rire SU di Ull ('lJ.R() Ch<• ho ~tvuto oc·<:àllionP di Of:~erv ~u·c• in ( 'amerillo, p rP..:><u !'0 Rlll'dal(' Civile, (J\'O fui c·omandat;o, nella tircn:'(tanza di una epidl:'mia eli tifo ;wihrppa.tasi in un R('gt,!illlf>nt.o colà d ist:H:C>ar.o, come c·:rpo-revat·t o. Storùt dini('a,: At·t iglit•J'( ' :'1 1. (~ .. di ttnni :20, :<:ln lo, Jl(-C:Onoi(). \'i,•ne ric.:ovvl'lltn In s<:l'>l dt •l ~ l ngosto 1924. Xnn i• possihilc I'ACCO).dit>r<' l'n.nunmPsi fnmilit~re n è quella pen;ouAI•· •·c·mot tl ,. pro,...,.ima (nè c-iò si può conosc-f'J'e in ;;egttito, sia {Mll' l'intelli gen;t,H dPII'infl'nnc>. :<ia l>~''' il suo l inwwggio). lll·rchi• non puù pai'ILHI'. E.,nme oM>ielli i'O: c·n,..t·itlll'.lOIIt\ ,.;C:lw ldricn l'l'p:l> ltll't'. llltJ ...;s(' ll11L"<!Oitll·i ipo tJ'Ofklw · t·d ÌJ.Otoniclw. flH 1UIÌ('olo nd ipn:<o sca•·:;c>, ente di c•olorito hnnw e :<OJif'. vuhilP in non profonclc' p lid oP. llnu;o>w ,·i,:ibili pall idf' . . lppru·nJo tP.~pint.lo>·jo: prt'semm. di ronchi t: rttntoli clifl'u..;i. \':<ptd torlltc .J :<(·!l t'so "' co mpo::<to di sien>-muco, •·•·><pi•·o 25. ..lpJiarttlo circoiutorio: nuon' nei li111 iti. tuni dch<1li ,. tri'(J1lt>nti, pol:<o piutto· ;.ro d~:•bolc, ritnlico c fn·qutntf' (pulso~z. !)6). Ternp. :P,4. -lpporu/(1 digerenlr>: lin;!lJfl, modicnm••ntf' impunillttt . qwtsi :<t•<:C>I nl Pt•ntro Nl alla ba:<P. tlrJ•os;;n t il nliA punta t>d a i margini. denti ><E'ech i. lahhrn. ,.;('J't'JK>ItttC' ~· poco umide., alito piuttol"to i'f'tirlo. fHt·inw• >ll't ·n~-:ullt. .-\ddomt• o,·vallato <" co11 p•···senza di modico gori!<>l!lio twlla fos.-:u ilen·el'· <·ul\•. Hilntl>li1ZH tt><:;o lutH da p urtf' ci(•IJ'infermo >td iugct·ire CJI~ttl:<i>t :'i liquido llll· t.ri t<ttll' . tJtfttlll e ;rhilli'C'Ìo. F ryolo tJ\:i Liu1iti. mi/:o lc·)!gt•nnentP dt•honhtn l v d.lll'nn·ut>t cn.~tnl.v.
·" '·'lt'lll·t lter,·o.wJ: sonuo!(•nz~o~ di:'<<: J't>lu. modicn ttplltin. Knltu n c·a r ic·•; dt· lll' lllt'IIÌtogi t> dPi •·i(J,.,.."j p!lt<'lluri. AIIP d\ll1l>111de eh<' J'i iWtllhllllfllltP :<i •·i,·olgono ol· l'inft•J·mo, IJIII:'sti . pn•· fnt·•·ncl<> :-;t>gno di U\'f'J' CApito, indica, <·t•llu mtmo po•·ta.ht Alfa hPcc:a ,. ftH'<'n rl o >'<')!Ili di rliui ego, clw nn11 può pt~riArc e, additando lu golu. !"emhra c lw voglio fn•· <"omp r•' JHIPr<' <'lw la c·nu:<a di tu l(' snu impotenza t'i:<it•dn Ùell11 s;edc> iw lil'ntu. Qui;',.; t a . fnt tu ;H'CIIl't\hl11k'l.lH' t'""miw1t'<' da llll otorinol~u·in~oiatnt, \' ÌC'I tt' ti'OYHtll JWI'frtt.umelltP l<HHH. l,'e.•nwe dell"nril>n i· llL'!Z>Iti\·c•. S ino dioqi•O·•·i di \\'idn l pP•· il hn<" il.o dt• l tif(l: p~>><itinl l : 400. T n le qtulfl ro ><inttHmttologic:o, ::<uh·o la so nnl•l('n?.H ,. l'u pnt ia (' lu• mij!lion11·o n o. l'i mu,;(' i m1 11\lll'l t n dAl :11 .. go:> t o . ginl'ttO in cui l 'inff·r·mo C>tdd<' "''t t o In t niu <>>;><l' l'· ,~,tz.lillt<l t' t·un•, :-\ irH' al -1 ~<.· t h '. lnhn_ .. .
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C' Ai;O 1)1 l L ~:O- TIFO <' 0.\ll'f,I <'ATO OA AF.\S I A 'J: f<A:-I S.I'rO RI A
L n l< 'l ll jlo: nttn c·;t fu la :~t·gth·utc · : 1-9 : :\7, S - :lR : :?-!): 37-:37.4 ; 3-9: :{11,-!-:~J).:?; 4 -!1 : ;311_;').:{11.2.
Lu "''l'H <h• l 4 sultt•cubr,·. n· t·,;n Il· <)t'l' l i , d ato l!• ::< ttt to di'l poL·m, o J•lina i tUHl ipoclt•t'lltoc-li ... j di .iOO eme. Dopo quulc·ht> <ll'tl cltt dNta init-zioue tl dopo un 'nhbondttlllt• cli tll 'l'"i, l'in i'Pt·n co itnpt'I I\' \'Ì><alllt·nte t·iehhe, pc·ima l>tentuta e d opo pochi toÌlllltÌ ÌnH•I'I\ , In -;w t ptuolll ciJit:'dC'Hdo ;;uhi to di YQLN' IIUII'Ìl'l<Ì c 1111\stJ·nndo><i :~orl di'lfHtr is:<imo df'lltJ s ue 111111\'t' <•cot tdizioni. li g io rno :; l'p,.;ucn•· dd si:;tt•nc>t IH'J'\'cb•>, IIUO\'I.IIl,e ntt- prllt Ìnlto, ll Oll fett' nl<',.,.,.,. nhe illl Ji en• Utlltll.\lllO clt•i c·ifle:-<si J>>l t<~lln ri. TI giorno 8 :i('Lt(•IJ11JI'e , lnl' l\trt- '-;t•lll· h rnnt c·lw l11 mu lltHÌtl \'nlo>,.;;;c \'Oif!<'l't' \ 't't "><O 1m e:::ito felice, il pazient-e \'t-un• c·•·lpito cl >t ht·c nw<\p<•hw)llitc· t' dop<• R )!ÌIH'IlÌ, t·inì· il l 6 :-<ettomhc·e . venn~ 11 m cwte.
); 1·1 t <ti-lo ••sposto io mi suno t.l'uvato di fronte arl un infe.rmo l'l H~ ò ,-t.at o •·olpito da. afasia transitoria, la quale f. iniziat-a in ùata ineerta {ior,.;e un xoh' g-iorno prima <'h<' a.vvenisse il xno tn.t.~fcrinHmto dalla infernwria fli Corvo <\li' OspPrl.a.lo), l-'d (• c.<>ssàh-l rlopo .J giorni di ri<:overo in qut•st' nl .' tin10, lt ~<tnift•st andosi eio(> P<' l' uu periodo di t.<'IHlJO in tlti h\ tercllWra.tnra. t•r·a. nonnale o di poco elevata. xulla norma.. La Hla.nc~lllZ<1 di libri e di l'iviste clw tra.ttino l'argowento in proposito mi vietano di poter t·onsult.a.rc c quincli fedelmente riferir<· h· upinion i dt!i "ari A.:\. <:h t} di tak wmpucam-.n si sono int.c rc•s::-;ati. Fan) o,uiudi <\]Ypl'llo a,lla Jllia memoriil> per citare qual<:lw st.atistic:t e qualche ipntPxi avanzata xulla. v~~t.ogt•n<'xi dell'afasia t ra-n sitoria nel de<·ors o elci tifo. Il Kuhn , rifE>renclo l'mlla. lJetc<>ntuale. di tale complicanza nella infezione Eh<~rthiaua, comunicò, se non eno, rhe s u eirca .30 <·a-si da lui rueéolt.i Ul' lla let,tl'rat nrf\, 5/ 6 a.ppa>I·ten~v:\no n-i ba.mhiui etl 1/ 6 agli adulti. Tali' pr<'pond<'r:~n;r.a n<'Ll'Ht.à infanW<' penRo c iH~ s i poRsà prt~:-:urnibilm r ntl-' >~ pit'· gn.rP. <'ou il non •·ompleto ìWihq)po del ~i:-:terna nt!r voxo in ta.Jf> <•tà, t' q ni11fli n ua ma~giorP f:wilitil eli <lltl'n>zioni. T., e ipot e>;i s ullit pnto~t>ueRi panni <'h<l :-;iano xvariat<:' " fon;l~ tanto nuHwrost' quanti Hono :;U1ti gli A. A. C'Ili' h:tnno avuto agio (li rilcvarl' ximile <:ompli<:ama. ccrca.nclo facilnwnlt> ognuno di :-:pi<>g~u·Ri il fenomeno a xecond:t del rnodo come i• sorto (>'t' impi·ovvil-'amentP o pc1· gradi). com1~ ha JII'O:->I.·g-uito, com<' xi i· risolt.o (~>e improvvisam<>nt<' o per gradi), couH:· xi è prP:wntato (x«' xolo o <H'eornpa/.!n:l.to cl<l a.lt.ri disturhi, ~ome t•miplegif'. p arr.si, t't('}. !!; rw•· quanto jo ricordo, chi ha invocato la iperpù·e.~.~ia. chi 111w ar· leri.tt• tljo11a, d 1i t~lt.mnioni dPgli nuloteli valiali. 17tlla. n •giu1w con éOil~w se~uente o:<tac·olo alla circ·olazione. éhi ww. o.9t.ru::ioll(' rldl't'' ft•ria .'iilv'iaua, prodotta da qna le hP. <'111 ho lo e o:; t it.uit,o da a m 11H\$SÌ rli lnwill i ti fo"'i. rhi la. losNit'WM. T/a.faRia 1 n«•l mio caso , (> st<~t~1 rilevata in g iornate in ('UÌ la t t:> m pc·rn.tunt f'l'a molto poco l'leva-ta. :,;nlla norma o addirittura nnrmah' : non poRso quindi invoearc la ip<>rpirt•:;xia : essa. 1\ Rt.ata iuolt ro constatata. in un infermo che non si pres<>nt.ava colpito cla gra.q~ "<:'tti<•C'nsia, ;iuzi in <'Ondizioni cl a far .ritflnPre q n:\si prvxsi rna la sua cnt.ra.ta iu <:nn v n lt>s<·enza : non 111i par(\ p urr;iò <'il C' s i possa inYoca re la gra VP in t osxi<:ar.ion<• }Wl' qua nto io ramu\enri r hl' la. ma~gior parh· d <'gli A.A. s ia qnaxi t·ont<ll'de nPl t'itencre. COllHì J)i Ìl V t>l'OSÌ lll il<:', per la vatogcuei!Ì 1 la t• a. usa tos:<i!'lllÌC'à, a ne) W per<:ltè Pl-'!·>a 1mò d ar lno}{o alla mcdl-':;itnib eompl ican?.H· in altn• malattie <t eantt !Pl'E' apjJllnto t.ossi~>rnil'o , eome il Ya.iolo, la :<(';lJ'Iatt-inu, e.tc·.
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li:) ~on ,'. t·erto facilE> t>l'printt•rt>
un JHtrN<' Xli una c·oHtplic:anxa Pltc, s('hdn parE>r-clti illustri dini('i e pat.ologi. uon ha anC"or.-~o nna pat.ogene~! nHta t>d ane!tP p<'n·h(·. nel mio C'Hl'O, il ritorno clf'lla parùhl· non l'i (o verili<:ato in modo h•nto e gTafhu~le. tolltf' pt•r solit.o ì· à ,·vt•nuto in <·asi con>"imilì, n w quasi brusca lll•'IH<'. T'ertanto, a tue basta denunziare il t·aso, eht• s<·rvirà ad arri<·t.•hit'P la letteratura. !asciando acl altri di pott>r gitm:ren·. con "tudi (' ri<'<.>rclw, arl una esa.tt·a f:Oinr.iorH• dt>l fpnom<'no. sul qual<> anc·or<1 non 1\ stntn clPtta I'nltinHb p;.l.ro1a. h ..nP
c·onst~-tata.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA l'te <'1:\INJ. - Si,•rt>lflrtia t • /"''~~'''""; Ìll/llllmitflri ,,../(,. /(·.~i•mi trrlltlll'tlidtt' , {Hnntl'l. l fi::?:J). L ' A. ha Jli'l'llO in e~ame in quf'l't.O lt1\'lln1, dtt• fu tt--si di li bera doeenztt, il J'l'<>· blt-tno. dell e relazioni che intt>rcf'dono fnt ·l"' IPsi(•ni trawnatidte e le ntodifi<:a zioni siPt·olop:iche ad e~!"e c·onne>-sP: arf!•Huento <"he gli lta offol'lo l'opportunilit di eseguiro munf·ros(! indagin i c:ornparali,·<· P <" he hR JHWtatn una uuo vn eonfl:'t'mt• di qunnto t:w eva jZiìt as»<"t·it.o B o rdt>l. c·if>è- dte l'e< ruil ibt•io <:nlloidale del !<ie t·o >'1\11 · guignn ì.• molt.o in:<tRbile e può ~"">'PJ~ influen ztltn d>t c·att>'C' ll!H'lt e tninitne e di H>l· turò d ivet'!<R. lnfntt.i, ~ia nell<> t•icet·cltP ;;p(•t·itneutali ~<u!!li onimoli . c·om e nt' i "nggi :<iew lot!i<·i ,-nll' uomo in seguito o tra n mi R<"eidentRii . !'A. ltll p•>turo met tcre in e,·ide nz>1 modifìcazicmì di notevnle importanz11 nel s tPro !<Un~uip:no. c·nusare dall'ttzione dei t.n1.umi. qna.li l 'atunPnto c·ostnnte rlei leucotit.i (pnlinu<" leo"i !<C'!WÌta tnlnnt da monouncleosil, pt·nJH>~'zirmalc all'entitÀ del t r·IH1fl1H stc"!>\o: discesa. n<>ll ' uomo. d e l valor·f' complf'montare dol sAngue subito dnpn il tntumo. con suc·c·es;;iva tl>'l'f'><ll " poi l!l'flriHalc ritorno ~tlla norma: diminuzi on E' dt•lrindic•p di re fntzion<'. atmtento d~>l pot-ere tmt itr·iptiro, ipoton~;ione arterio.-;a <' frPquent e nnmento della coa)!ula biliti'L dol son!!ue. i'ìPS~una alt<'ra~.ion<> nppt·<'zznbi le in se!!nito al t r<n:ma lta ri:<con. tt·atC\ neg li autic·orpi acquisiti (ap:glul initlf'. bntt~'t'i o!is in ~>. etuolisinc), tanto ll('f. l'uull'lo I'Omll twgl i onimnli. Tal i modific·azion i cmosiMolngid tt'. Jll'l.l>'t' nf' l lor n insicm <" ado m hmtt o, r·nmc ~iustltmt'nte elice l'A .. qnel cotHpl(•;;so di roazinni r·he ;:i hanno nHII'i<'ttt::: peptonico e nell'ietus ~tnllfilut.tico ovv<'t'O in se:zuito acl introduzione clt pt·oteinP e tt' n>!!enpr• r1 m~ta lli colloidali. ::-ebbPnA nel trauma i tE'nom<'Hi non siano ('OtnpiPti comt' n~> l l'ietm: atHtfìlattir·o : A <JitCsto in~i eme di mudifit,azioni della et·u,o+ >.8ll!!lligna in ><t?g uitn a traumi P_tdi tlò il nome di sindrome po;;t-t.raurnatif·a. la fJim le d 'altro <'nnto nffre reali ptlllt.i di contattn con le modificazioni tUToorali e mor(ologidoP 1·ftp si t•ittvengono nel sanguP dopo w;tioni e p er l'azione dE'i l'il!-"!!i Rèientgcn. Alle ricet·ch<' sierolog-iche. di C'Ili s i c'- intere!'<)<nto in modo ;:pf'ci>1 le. l'A. ltn fatto preccd€'re una vasta· ed iu tt!t·e;,;f<antc rn::;scgna <·ritiC'a generale s ulla teoria dei colloidi ed anafila.,si. sui con<'f.'tti anatomici Pd i:.:topiltolo~ici d e i tratmli. c sui fenomeni ~wnemli nhe accompagnAno que-;ti ultimi (dolorE'. shòck c febbrt> t t·au. rnat-if·il.) non,.ltè s ni rapporti frn·trAmn i e fonne tnorbol"e. N el comple-:;..;o la pub. blica:t.ione ciel Piec·inini. oltn• importanti ri<:et·che pl'J-sonali. off•·c a l lf'ttt•re un ({ll!l<h·o C<impletO dAl J' !lrgOI11f'l)t0. <'O l'l'Od ti t<) da \1 Il. !llll}' ÌI\ P mod t>l'Jl!l bi hl iO({I'tl fì11 C.J ,H..LO~IBAIWO. -
f'o.•t·WIIÌ r[i Nlll(fÌIIO{ Ì I· i l i }JI''J<'f11'1fle { e<(:iOI'IIalt' <ii or·uli>'ti<'l1 »· n. ll , 12. Hl:!4. e 1·1. l . 1!)25). Nella clinica oculi~li<"tt di P a lermo. dire ttu dal lli'Oi. G. Lndato. 1':\. ltu potnt.<l O>"servore in ex militari 18 casi di cong:untivite prnvo<'nte.d1e cl unmte lagul'rm fn~on o t.utti riconosc:i\tti (!Ome aff('zion i tra comatose. l<~spone i \·nri fattori . cloe. ntenhe Rll'eYiclf'n7.1l t·on tra><tnno col r·ouJutw fJttRdrn del tracoma o di nltt'R fon11a
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di nll!lfltti•l ot•tdaro <'lHH>st'illta. rnppt·c•;;eut a ll o d ' ,llt·r>l l'!ll'ff• Pl~lllf' lll i nhl•i•·t t j,·i. •·ho t'Anno. riuniti inf!iemo. in l oto od in pttrte . cOJl quasi :-;tcm·pzza. fnrmuiA•·e la. di>1,!!tl<>>'i di lll'lll''>t·azionc>: tali il ,·olu•·ito di t·anH· lnv11t11 c he l!<'liCI'Uinwnt e lnt !.1 o:ont{iuntivH n nn <'Ìt·at.t·izÌt\IP. le- t'ftt·ntt,.,·i.~ t.ic·he ddm·mA.zioni r·ir·ntri9.iAii dt·ll" t'Oli· giuntin1. In pr·e~f'llZ•l di JHtc·ltf' e Hpn t·se pnpille, l'tlssettza. " qun><i. c!i altc• razin ui d...ll t~ 1•lic·u f· c.lt'lla C'<JI'Iten. l>1 jtl't•senztt eli lori!!li t> Qlll{llltll·i in •tfl'•>.t.io ni n'l't'liti. l;· t•flrAtt<· •·istidt" ]'1'<11if<' t'>lzicmi limh>1ri e J>Pt'i limblu·i . l'ipPt·lf·II>'Ìom~ in :-<O)!,!ZPt·ti !!i•Jvnni f" SJ>I'<Jj>nt·zi<lllllhl ttfl c lesioni CIH'IH'Il li. J'C\j)(lt'll d'in>'nl'!!l'IIZII. la n1<11H'fltll l' l· fi caPÌil dc•IJn IHII'U >l lltitntf'flll(f\\OHH. l ' nA. ,;in1ik "'intomatnlo!.!ilt ri>'C'nlltl'lllfl iu utl lllil it lll'('. ,.,,, ,fl'><>-0 l) 11111 1. d,., .., l'•n· ><ttJ't.'!;PI't', se 11011 l' n,;,.;o lnttl c·c·rtezza . a lti!CIII l l11 urnnde prc,- unzi o nf' " l'" :<i lt'>ll·l i d i fr)J'tnll. Jll't)\'O<'itlll dll 1111 H,!!t' lll (' iJTittln W (Jiltll:-<iHsi. ;,;"poi la lP ipot<•s i (• >)\Tulora ta d11 di'menti fl.tHJm nt>'<t Ìt• Ì di pr·irno •mlinl'l, <JIIHII' l'p,.;c·ln><ionf> d i nw latti<' ~i111i· lnri in t~lt. r i IJWnthl·i d r- Ila fa tni,!!!ÌR e l'in>'OI').!<'IìZO IH' I t•<"J'inrf., ltf•!lic·ll, ,.i I1H Il' f'o> \1 · lCI'Illll d t• l l<(l>'jll'tt O di JII'0\'111'1\ZiO!l('. PAlH.Il'l. - nin/llt.,{Ìf'(l wililrtrl' , /11'1' /llil i l•ll'l' ,. t•'··•!-lili/ilft/'1 ( Hivi,.;t.a pc·dll:t•t!fio·;, •. d ir·c>n 1b1·e l !124). Tlltl>'li'I\IÌ g li ,;t:o pi d Pih1 g inn~tst i<:a 1nilitart> d i l'l'f'IHli'UI'f' l'al'lnO 11<)1110 iill ll j!IH'I'I'll . l 'l'l'fl'~.iflll fl!H i to(o fisi('Hilll'lll.!' (' p,.;iC' Jtit•fiJIIf'llte. 1'.-\. tiC'>'C' I'i\•e (p f'lll'llf·t·~ l'i>'t·i· c·ht• fis io ltt!!ic·IH· dt• i rnl'zz i dei quttli pos-; iumn di,;p<>t'l'('. c•ioi' d•·!!li t::-<t'I'Cizi tisic·i: •• l t<' d io u11o. l'lu,.;,.; ilic·n ··l"' J>f' l'lllf'tte di rendere i eonto d•··lle clifi'Pn' IIZ<' di efff't.ti r·h· · B«Ì t•l'ttci ii"Ctn l\ <' dE·IIe rliV<'I'•'C' qunl ità lìo.;idte,.. p><i<'li ic·he <·hP conffwi.wcHH.J. P,,.;pntw qu indi qu>tl i snnc) ~:: l i ('Sl'l'Pizi tdlf' la g inuw<t.it·R ruilittlr<' d t> , ·e a rl oiLttl'fl )>C' l' nl)!L'itlll)!t'l'C' il ><no Ìllfl'nto: e,.;e n•izi !!illlutst it·i di HJ11'l i r·n~. i ull<' . u:iuochi :-<purt i,·i. "'l"lrt,;. i qun li d P\' l1lln !'sS<' t'!' prN·cduti dnJ! Ii f:''<<'J'c:izi d i ,.;vil11ppo l"' '' IJI'f'll!l · 1'>11'<' l'•wg.mi:<lno dPIIt· t'f?t· hu.e no11 a ue m·a i •· ~·oh ust.it.o •·cl ttdd~-;truto. l:attuule j>I'O!!I'llii'IIIIU t li \,!Ìll iHl>:l it•il >ttlotltHtJ j}l'('>'lltl il 1\()Sj l'O P'<f'l'Ci tu (• Jli'N'Ì:'lillllt'Jitt• io ud a t o su t Hl i <·1· it t•ri. t> IWr<· iò c·omp•·end<" t':'<t'J'I'i'l.i l!i nna~ t it·i d i , , . iluppo. ginnnst ica d i a p· pJit'lli'.iOJIP, !!ill•tt·hi S(l(ll'ti v j (' >'JlO I'Ì';: p,-,;j S()Jltl ripllrtiti in {l'C• f>E'I'ÌOcJi. <')lP nlJ'· pr<'~<<•nh1liO 1111 <·I'P.«·P rtdo di int.onsi tù. L'A. . dt'H'I'i'·c· infi 11e gli •' S<'I'<'izi e;),,. d o, ·•·eu lwn) t'at· parte d i 1111 l'l'C1gramm<• di !!im m.·:ii<'>t j)l'<'lllili !ttt'c' H !'""t-mi litare, fncendo ~·ori dte tuttu l' educuzio n c fi ;;ir-a de llo ~ttzinlll' ,.;ifl iii"'Jlinttn <> <'Oot·dinnta ai fini df'IIA dift•sn1 pt'r J'L'e pamro e c·c•n· scr·,·a •·~' 1· lemC'ul i t'>tJIM' Ì di r ifcwnirf:' 1111 1-:sPreito bPnf;' organizz,~tn. ('i\ \!ORI ' "o. /,c• '" 'J.[ ,tflie (' /J i r uryi rh e dP/1(1 ,,!;;rn,cfi'Jirt lim:rt~. - (<:t•nm'>l - T il'"· !fl'll fi>l :1 !u'<t'lll'!' l l i . l(l :l4 ). Lo ,.;tud io d t IJ.. nl~·., ,~ i oni dt· llH ~ltitl!H i n la tiroidt·. IJt•J' lp il! t Ìllt(' l'l·luzinn i c·o11 il s i,-t,·IIJ U ••ndnl'l'in•t ,.;iiiiJl>H it·o . in ll•l't' ><"'H HlllJliuJitt·nt•· tutti i mnti dd lu pH tol.ogiu l' cJptl tJ fi-;inpu tn lnciu. tuntcl\·hc\ •·it' >'C'C• im po:ssihi ll' 11hhrt1l'C'inrln c·ont plt•t•llll!'tl tt:. c· tll'l'!'><>'itil imp"nf', t''"'"' f{inst un ll'ult• diet· 1'.\., c· in·oseri,·e t'llt' la tt·•ttttlziunf'. ( 'iollOII<>>'I <Il i !t•. i l \ ' O [Illll l' dt•J d o t t. ( 'lllllOI'ÌHliO. !'Ili~ d O\TI'itl w lin ~ itUI',-'i ttl C!lol'llJ!Ct •lt·lle 11 1<1 IAtt.it-· c· h i I'III '!Z il'I H· tlt>lln . t iroic le ·. s i <':<tl'n<IP a hlttl..-t nnzu tll ll iJÌ>III IPtltc> ll lldt« HJ[,. >litt'(' hJ'>IIII'ht•, t••lll >'PIIIJliÌt.:i. llUl t•hi tiJ•i l'ti OjlJ>CII'tlUii l;l l'('t•lllli IIIJI:l <' 111 • b 1·iu lo!!i11. >I!Hitowin patnlc1gic·n P lì>:iopllloln~ic·n. Di gui"'" clw, llt'lia pttr! t• geJH:nllt'. il l..t ton· loa 1111 IJilll•lru f•omplc•to ddl'cH,:omc> nto. intc'J'<';;~ante in tnndo pa.r ti<>olan' tuttn qlulllto !'Ì!!Htlrc l>l la fun z it•nt• clt•lln tir·nid e Pd ancl11· tlt·ll!' p>~n1liro idi . dtHO In ,.; trc•ttn lt•g<IJnc• c·hf' un isf•t· lJIH'"lt' dut• lnnzioni. ;-;,.·tla p1:1rtt· ,.;pcei ult" pni. d0po le l!'sinn i tt·nuJnutichr c i<" affeziouj infiu11Hl1>1· i tii'Ì <·. trnnmo ampi•~ tmttur.icnw i ttn nnt·i t•d il morbo d i Flaiani- Btli'C'dow,es;;pndo lf• for111c' lllllrb•'"'"' r·hl:' p ii1 llltPI'<'"'·" ""'' In ei •ÌJ·uJ'!lÌn dt•IIA tit·oidr. li ett pitolo de l 1!') 7.\r.('t i' qu tlll!tt nm i di ll l!'J..dio ,;. pt>it:m oggi t n l\'UI't' :-,llll'u i')!Ollll'Jito, :-<Ìt.t dn l hH<I ,)!.. Jin e t io lolo{ ia e p o togv ttl•;;i. r·n ntt· ·"l w•·it~ ll ne ·JttP d n q ut•ll t> d(•illl l·<• l'Hp ia cltit·urg ica., ~,,h ben <', pw·t l'" P P"· .r·o tn<' g in,.; t tl liWII t,. d i<'P Lu ukt·. l't·•t ic• logiA d l'l gm.zo t·ct.•tit 11 i::ca flll ( 'lll'l\ l l liti (jlll'Sl 1(111<:' lllCtltn l!S('lU'!I . L•J "tiiC' fttr· ilp •' )'i>tnn. !11 ;.ndtli \'i :-<ioiH,' ,. l>t lnltiHZÌo ne d t: i \'HI'Ì c;Rpit nli, futt >l i11 fO t'lnll prd:i"u ~· C< J iìiJWIIclirt~fl. full l! l) ,..j d u· l'urgon Jt'nl o pu~,.:a ,-otto g li n~;r·hi in 111"do t"lti>tt'o c> c·ntnpleto. cotne ulti'Ìillenti 111)11 p<ot n>h bf' rlt:•,.;Ìtll'l'l11.,.:i. l'C'l' t·hi p oi ''";! liu th·diC'tll'><i 11 qunl•·ltt• •u·gc•r nc•n to "i'r·c·ittle. il \ 'ulun w off t·e. nl"lltt parte li111d ... umt qo,; t t~ h ihliogrnli.1. l>l ll in di pnl•iJiic·mdnn i Hnt ir·hl". ('OIIIt' n•ccnti. -:--ia it td i!lne c·lw p,.; tt' l'<'. l3nt · :.;J.
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l.a 11wlori rt nei muri1111i d ellcb ,l[ari.mt ,ì/ert"<lllt•h• luglC.~P . - (Oflit·f' Ìllt fll'lll.l tioJilll d'H ~·J.:d èrH' Pub lìque, tonw X\' l. fa:;c· ic u le Jl n o vembre 1924) Ang lf' tf'JTI '. C in .:uluiro n" 5 .1:1, <'n d att~ 1i juìn 1!1:24. clu .\linìs tt•ro d l• la Sil!lto publiqw·. Le pre<:auzion i consigl iali> l'llll!) li' :<f'gu c nti l") e \•ittu·f' la puntum dì l'.H ilZ<tre : ~') (>1'1'\'f'lliro la u utln ttia pl'<'lJdc nd o la c·hininu. :3°) c•HJ'Al" i c·a:-i d i nol'll•u·ia dic:hin rntn. F nl l<' p r<'t'i1117. io ni f•ons iglii\te ~ Ht~>l l o import.a.ntc rife r irt' pttrl iPo lt~rnwnte In 2" . l't' Ili t int o l mntl o di prr>, ·enìre In malatt i11 prcndenuo In C'io in inu. Anche mmndo k• pi i1 1-(nuadi pr·eeuuzi oni, :<tu·ìt ranune n te l'v:;sibilc di prot.A.·g!!<' l 't' c:omp lc: t fl ll\('1111' i lll Ol'ill!ti ('<111 1 l'O Je Jlliii\III'C d el le ZOILZ>ll'f' t.unt o n ICITH . quanto a bord o . P er qw:,.,tu rn_!!iOill'. dtll'tt ll t.e il sol!gitll'llO in 1111 p cu-t.o . in <·11i •·<~gllil lA. n\tt· hll 'iH (o ltl'<' tutt e le nti,..ut·c po,..,.ihi li pn'se )>l' l' evitare le pu nt·\II'P d i'I le znnzar~) i C'fl(> itnni d evono s f.,J7.tll " i eli all<'n tunc• g-li (' t'fPtt i dt·· ll'int't•z ìmw :<flll\IHinist.t·undn sis1\·1naticmnc nte In d oiuina A t.utto il p crsonuh• d .. ll~t nav,~ e fl tutti i p asseggeri. L'as sm·hiu\!'nt.., d e lla Phin inn non intpt'd isc·<'. lwrt intes,). nc.l una zanzm' a. d'iuo<·tlinn ' i germi <! Pila mahwin tH.' I s>lll)..(ll'~ d l'll'indi,· id iiO (·hc p1u1g1··, nln ltt r:hi· ninu. IJ IIaJocl o e;;,_,,, è- twl sU IIJ!tte. ~1 ll or<'ito.'> i dt•tti ger111i , ·i :<ono intt·o d otti, li ltc<·idc· t•rima cht• Pss i tl.hb iuno avuto il tl'nopo di '" n lf iplicar:o<i s uflic·il'nt e n l(' lll <' p<'1' <:111-!ion are In f!'hlorc. B i::;O!!IHI dunq11<' dH' lu dtininu si t rovi rw l saugue JJ('l lltCIII1 l'lltCJ in c ui Hi NHT C' il p t·1·ievl o di f'><sf'l'<' punti dn IUi t\ ztui.Zam infPltll . l Jl•ntflti \'i dd!"' zonzar<' p>tlu"t •·i ])l'l' 11l lll,!.!<' re g li e~:<P r·i nmnn i :<ono t•tll't ii· .. lnriiH'Itt<' l' ipt>tuti Ja ,..ent . INCO ]Wi1111\ d t> l !'I'PJlll:<<·olo !' la n nU e un p 01·0 pri11u1 ddl'nlba: s •mo cluucpw qu e:-;ti i motnc uti twi ( Jll » li irnpurtll d1c lu (' hitlina t.·irt·o li n e l snugue. Come si può otte n e 1·P c· iò ~ L a dili'ico lth d 11 supP•·nr·e dip!'ndf' d a l fntt.o rh,•, sl'bhc>ne la r-l1inin a in· )!<'ri t a Jlfl' In huN·n :-<ia. t o:-;to a;-;.«orhitH 111'1 S>Ut,!..' HC, t' H><Jl. al triWI' r ><H n tpid tunc nt.e il tm-r-Put.c r- irc:o lutol'io ed f.. f'iim iu ata dal corpo i11 sei r;ri>. P e 1· co n Hegue uzu, un a p e t·· ~ona t· lll' pr('ncln unl'l dnso prevcn t i \'fl, p <'l' e:;e utp io Hilf' cH '!' J $. n on Sil l'Ù protetta <·ile tino t\ m<~zzHnot t e. p€' n:ltò d opo qn r,;t'om ""'-'H non un·il piLI chini n a cirt~ol ant<; n Pl sHngn<'. <"d è- <'h iu m eh<' p r r ll>'si<·u ra r o la :::uo prn t f•zi•mo d11lln n wzz>lnotte s in o al mnt 1 iu o es,o;a. <Il'\'<' pr~'11dere un a tinse pt·e v e nt iv>t ><c i <H'<' dopo la prinm. Ln. conoscenza d e l t'ntt•) du' l'azione IH'otet tri•·c di una do:;<~ di dtinina. <Lw·a ,:;o lanwu t.e ,çpi ore spiega Jllll'€' per•·ltè- nntt d o:<P pl'l~>:<a al molli1,r; o fl 11/I'Zzogiurno è. a.ç:;olutumt'lrlt' se11za efJ~'ltO 7YI'Olell i1·o coli/n'l i {/<' l'Ili i f'/11; 111/Ct zm,zw·a inoculi-l'Il ·p robabihue1<lc la ·n oi/ e -~l'11UI!Il le, p err:hi!. la lutu/ità d cl m edi<·umento sarrì .~to/(1 Plim inofi t rlul r:,,rpo 7n·iloa d•·llo sera . È: dnn que d e l tutto inu t-ile di comin c iare le so ull lli n istl'ilZio n i prcvent.iv<· di c hi11in a prima. clw lo. n avo giunga in un pnrto iu cu i tl•)lllitw lo lllnlaria. La rcj!ola e,:;otta d n ~<'J:tllire JH!l' la pro t czi01w t·t~nt ro l(• nuo,·c infe zion i di malaria è la :<<'I!IJPn te: Ali n da t n di nni\'o in lU1 vol'l o in <·ui regna la n ~alo riu <' lP Il• H t i :<t'~l l\'ltf i. pre nd e re una d O!'\€' d i i) p;nln i (!-'l'illiUlli 0,:J24) di c:hinina in soh r;r.i<ollf' O!!llÌ :<C'l'ti Hli<' ure 18 C \llll.l. SC'COncht d oso C)!UR i<' Il l11CZZJ\lHitte. (Se la llHVC tliTi \ ' H fl'!1 il ('l'(')' li"I' Oio <h' lia S!'l'ft o il lova rc dc•l sole. In prillln d,•:;e d eve <'"!<<'1'11 pr+>sn ill utw d intnno <'rHc-). C'ont.i nunt·r q uPsta do:< i J'l'f' \'Ntt i v e O,!!n i n oi te, fi n r h è ltt u tn·p "''' rù I'ÌJ >utst a :<t d 1n:u·•• e s ino a du e gilll'ui d ut·ont..., il t;11o vi~H!)! Ì<> di ritornu. :ll odv d1' 8UIII III illi.stm::ione d••lla ch ini11a. -l:ìi<'come le pill o le P lt\ tnvol<> fl<' <'omp rr:::sc d i c:hinimt >l.t.trtwc•·sano spc,.;:;;o l' int es tin o senza cssero a:.;siJJ' I>it <". •·o n,·i c• u n evihnne l'nso. Se non si di:<p on <' e l1e di pi llo l"' o di ta,·olc tt c comprc•:<:-;1'. nc·c·OITP ('011· t-a re il nu mero d e ll e• v illote o di tll\'l>lette romprt>ssO u ec<>:<sarit• 1'<'1' unn doHt', t•·Ì· t-urnrl~ e sc·iog li <'d e in un bicch iCI'e di ac·qna 1\0n ten <'lli,o :3 o 4 goct·ie cl' twiclo :;nlio· ri co diluito. Lo p e rson e, alle quali è illJ]JO>:s ibilu di Jll'<'lldf're la dtillÌJltl in "olu zio1W senza vomitnrc . la. d evono lll'(' Jtdt' I'O in polve re in tma cap su la d i ~elati ua sn lu h ilt• (cach et) o s empliceme nt e avvoltft in un fog li ett o di cartn da f'i!!nr·ette. e :;orbil·ht in un bic<:liiorc di acqua con l'ag-giunta di :3 o 4 goccie di ac id o sol.fut·icu. Re la cosa è poss ibi le, ad o p e mre il clo ridrato o il bisoli'ato di t·llinina, d1c: s i ~cioglie rapidanwnte n PII'tt<'qua M nzn aggiunta di a c id o . Ke n on si dispnn.e •·hc di solfa to di ch inina, ag~o-riungerH al l'tte<Jlla le :oole gocce di noido n cr·essa ri e j)<'l' cl isc·i ... .t.d i c rl o . Le s udd c U e considet·azioni potrebbe1·o pttre es:;ero Htil iz:a ll c p er In pro tilu:-;,.. i l'lntimalariPA ita liana. ( ' . f:;FO R7.,\.
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aiomolc <li me-!i<"illll .,,i)ilare. - Fn,;o. t f t.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati l81i ,lt!Wi nrblli 'menati alla Diruiane rtnlnle di s.nitl mililart dal l 0 al 21 febbraio 1925) Fl llF.:-:z~:.- Cnpi l t\ 11 41 lt ll"dieo
nrusJ,;pp~;
C IAR l -;n.
Sulltt /i.~iofRT(l}J Ì(I .
PrE>ndf'ntlo oc·cn..;icHH' dull"imtt•~m·l\'l:imH' <lt•l nttc)\·o gnhin~'tto porr.u1-c fh•ich<'.
ro. ill w;lrs h' \"!Il ic• Ì(lJ"llll' di tf'ntpill fi:-;Jcl1. P (' J" il mn..,SU!!!!iO ··iti••nt> C'hl' d c• hho. f'J'l ·
-.l'l"<'. se n o n tutto. nlnwno J.!ltidnto t• pr('-;Pnzintn cln l nwclic·o. P rr· In termmc•rnpia cii\ con-.;i~.di prntic·i '-'ttll"impiPgn clt•i bttgni eli ltu-P. pu•·t.•nli f' ~enPrnli. <·hr de,·onn l'l"t•c:c>.Jet·e il IIJU:--.ol!..:gio f' lu !!lllltl\;..t ic·,l nwdic·H Jll'l" pn•JUIIttrc• !P I•Hl·ti mll.lllt(' niiP "uc·c·c>-.si ,.r. t-lll"<l c• li i ti t>" i t C'l";\ pu- h". P u d n in :-P gli i t o d ..t l n qin n n-..t ic·;t n t ti , ·a e Jl"·'"i "" P d l!!In Jnt•cen n n t <'FU p in, iu tra t · t f'tiPllclo:<i ><ui var i IIJ'fllll "<•tThi l" ;..ullc• indic•nzio11i c' c·c~tllrcJindicM. inni di 111li c·nrE'. Ri cl iffonde sul! n PIPt t r nt P l'Il piu. ac-c•f'lliHUidO n li<• \ " H •·il' fon ne· d i c:ntTC' Iltc> r. :;uP 1tppl icn :t.io Jti l ' d il i1din c> 1111 c·c•nno cl" l! tt clinl(•rmill. r ilc'\"1\ lld o <:n11W (jl tl·s to mflzzo di ._;um ubbia a l hH!!Hlo il f'lliiiJIIl dPIIn i<'I"HJlin P ll't i r·it·n. ,.; p c•l•t(• in N' t ti organ i eh<' no:n poi n· \"ltno c"·wr·e ll\!!.!t"Pili ti c·on nltr·i trwzzi. - :\l llgL.'iOn' Jtlf'rlic·c• D A~TF. l'A-; r·:L t ~. /'qtnlvy:, r r/,irorp·fl pll'lltiru 1· polmo1w N' . ~rc>tni'"-;C nJr-tllll' llCI7ioui ,.;uJrunlltfllllÌt\ l' fi-.illllltrirt tlo•Jin piPtll"U. !"Q. cli:<tillj!IIO Il' pll•urit i in l"·iul:u·ic• c• ..,f'Nut ltu·i1•. t• 'luc·s•c in ;..t•I·OllfÌIIr ir• JWr drfl"usione t' :,cc·nntl arifl si rttom<ll idw : fl<'l" In dumt>r lt> di1·idf' in arntl', s~thnrtHI' r c•t•unic·h". t' pct· lu nntnrf\ in ~<'C'C'hP e m l<""I\"P. l"i••r·n·lihrino"l' .. o>morr>t!!il'iw, pnn tlo•ntc'. piotonwi cd enlpi!'mi. D i ciiHcnna for·mn i Il u ..,t t'li l'o n m urnia pii tolns..:il·tt r In siutnll lllt uln!!in . P p rH In in lì 1\f' tll'lln tc·rlljliA r·ltinu'l.(ir·n. rni t·rnf·<'twndu;..i ,.;nllu t l)r:H'Pilii''<Ì ":<ulln plc>urntnmiu t·on o sf'nZI~ co"t"tomin . li t mttlltnf'nt o inr·rnento dovn\ <'"'~'l'C liutitato ~olianto Alli'\ (ì,.;wle plct~ri.-l1f' S(111\plit· i o d n pic·c·,Jp C"<Witù.
P \DO \ " t\.
L'O., preudt•tulo o<·r·n><ir •n <' rlll 1111 r·w.;n r·liuil' o ot ·(•ur~n in llll c·nptwnlt' di un r PggimP Jtt.O di flH\·.IIIP• ·iu. r·lll·, co lpil u cl.t \111 <·.d Pi• > di t•tt\'ll ll o nl fi>tnC'o ;;in i,-no. t h•et>d Cnl, non <J't u 111 P rt 11 eH pir lo i n , .. ,.,.,~ n t" opPrll t i'' "· p t> r• g t•>t l "i-<-<i me lt>« ioni ri · pnrtlll<' !l <"lHÌt"<J clc•l l'C'Il!' '-'itli-<!rct, .J,•Jitt milz r t' <h• l fPg>llO. ll"cl ll a le \'HI"iC SIWC i<' eli traumi addr>tninul i t·oll Il- 1•·-ion i c·tlntlt l'ri't id w. lu >< Ili wrna t .. lo)!in r t'la t in1 Nl i lll<'to<li di curn. pm·tnudcl 11 qu ..,t.ultiulo •·igu rr·do il <·u nt•·ihnto oli studi p<'r-<onuli. D opo ompi•~ di,<·u..;,iuJh'. l'O. couduriP dw 111 ogni c .....v eli contu-.,iono ndcl ollllll·de bi•"l!"" \uJ.dinr 1' ucc·w·uttuiWHl<' tull i i "intornt. pPrc·h·~ solo un in ti' l"· n•nlt) JWN·nt·i .- ."llllll pu.'• un tcll"l' ucl 1111 e.<ito fntnl1•, qu tlon1 ,·i ,.,ja ll':<ion<-' d t>_gh or·gnni C'n\·itart. 1{ (})[\. -Sot totc•tt f'II IC•
rru•dtt•n •\-;-rn.,.-J:->0 N \C::T\'<1.
CoiiJ1Ùl erazioni clinichl' c·
/erupwtichc su ulctt.ltt casi di infezione t ijoi,tc. L'O. rifo•ri:-;c-c >~Il HO l"th i d 'i nfpzion c lif•Jirll' c urnt i twl r P put·Lo infetti1 i. l u 2~ infe rmi !m prnt ic·nl·ll lu , ·accin<J-t,NH fl iO an l i t i fie-n t-n l vucc·ino 1[,- jz:~.nto Di l'r·i ... tina- ( ·amnin. l'd hn r·mHtnt ato e h<' e•sn C.· 1111 nwlodu di cur·a ra~o~i onn.le. privo di ilH:ntll'l' lli i• Ht i mwhc p e r 1·ia C' ndu,·p n o,-.n, ,..e rnpro P•'rÒ che ><i pt•a tildli c·on le dontlo (•antl"lt'. ,. s i *""'"~):d i l 'urnmn lnto 1wr il J><'•·iodo di r c rtz i on c nl '"ll('l'illll. L 1 \"<l(•t•inlll t·rnpi ,, un t tt1fic·ll. clt>pn J,. primr ini~:ziomi . <IN{"I'tlrinulip~ ...,..o unH r·ap:cl, dcii';·,·.. «· •11z' <·!w t ,rl, nll tt c cinl"ide <·on l1 gult·r~HIIIC. <'. quund o ciù nm t ltl"\" it ·l1•~. si h t n!Jm'llll 1111 11Htl'\"nlt' uhhrP,·iaull'11ltl o nuglint·urn!'nto nel ciPc·or·..:o cldl"tllfc-Lion('. lt wllr,•. pur 111111 U\"l'tHio un'nziono prr,·rl1t in1 sul!<· N•mp!if'll ll7.<-'. 111• IHII·J~ IIl l'l "liltOIIIItnln~ru. tlcit.dic•rRnrln l!' l'tmdit.innl )!l'nCWR ii dt•ll'infrnn<'·
1
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18
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lltOlllagna. - Durn.n tc vi1·o cd iuteuso hom iJa rd-n mc· nto da parte :> n ·ersa:·i:J, o.:d allorthè rlue pt>z;r,Ì dell a ha tkria funm o pn·>'i in pieno sr.OII\'Oigemlo mat erial.i ,. ~e rvcnti, prontamen te a<.'COrsc con l1<: II H iuiziatiHI c raro c:or<Jggio ~n! pos to, n< on· <' urante del perieolo , con idto ~pi r i to di ahm·gazionr , p~:r far dis"otterran· i mort i, c ur~t re .] feriti, dare soccot·so ai contusi, ittcoraQg<ÌA nrlo e r iuc uorarulo con fl·de .-d e ntu sias mo i superstiti , cia ncio c.<e mpio di ,·alorE' t: di " J>iri to milit.1r.: ai !'ll ui clipc·ndenti . - S~t~tt'A.tHlrea di 1\'ervcsa, 27 ottobre !CJ1S. 11 '''· ZA:'\0110:'\J A lbe·r to, tenente uw dico ('Clltpl<~tn ~n t o 9 reggi m t" nto l>er!'ag-lieri. fu o~<JJ•i ci rcostanza di guerra non c:!'itò m:ti ad t'>por" i 11 "i~·uro pt·ric·olo, pur cl1 ('Olll pi<:r<· l;~ sua mi,~ionc. portandosi ta h'olta fin sotto i re ticolati ncniÌ1' i p~r n trnre c r:l('COglierc dci fcr-iti gravoi. Tn un a l'I'U c: ll ta Mionc rimalll'\'fl gra \·,·ml'lll(· ferito. - )lontc: Zebi•,, lugl io 1916 - :llmtt<· Ortig-am. giugno 19t7.
NECROLOGIO Dott. cav. GIUSEPPE VILLASANTA tenente colonnello medico Vi t t imn di in e~o rahil f! mm·ho "onprwt.ato COik a tnmirr vo le s~>renità. a :<oli 45 auni s i f. ><p nnto in Firenze il 9 Frblwaio ;;cot·,.;o il t.e ucntc colon n ello 111(' ·
dico Giuseppe Villasanta, in ~egnllnte t.it·oinl'l'l d e l setTizio sanitn.rio in pacr ed in gu() t' l'll pt·r,:;so la ::>r· uo la di ~unità l11ilil are. E ' uu a ltm fig lio d oHa fo r tt\ e p:(•nerosa i;:;olo. sat•da, ò un'u ltra giou1.n e e:-;istenza stt·n ppnta cnulf'lmE>nt.e a lla n ostnt famiglia ne l pi<'no vigcwe df.'lla monte e nell~t C01llj>lot4t. mn t n1·it.iì. de.ll'a,.;pcwienza. " 0 :-sidcro, pt·in ttt d i rhiurl et·e g li ocwhi alla lu<"f'. invia1·e il mio pe n.')ioro • d evo to a JJoi cd a l Corpo !'m nit~u·i o, a cni ne lla vita d edic·Ri tutte le mi e fo t·l7.e <l pe r la lllll/!~iore grand~)ZZa d ' Italia u ; que,;te \lllime 'iU6 parole, diret t-e. a ( /!f'· ne1·alo m edic:o capo F. d e liA ValiP-, sintetizzano rnirahi l m~nte tutt,n. l ll\11. n obi lr ?sistenza con-;at:rata a lla piì1 t•ig ida di:;c ipl ina d e l <.lo ve r e. Giuseppe Villasanta tnvel·o riuniva, in un ntro e fort unato (';unplesso, le piìt ol!'ttc d ot.i int e ll et.t unli. ~0r.ali e mili ta1·i. Ad una profonrla vnkntìa prclfe;;!< ÌIHl>IICI. nel unn s picc·>lt a 1\t.tiv.ttà. cii p crfot to orga n izzato t·o, 0.1l un 'istancn.bi le opel'osilà, ns.~oo ia 1·a una " rtui:-<at c)zza di sen t ir·o occo?.ionale, un intrepido cc>rttJ!gio e sprezzo di ogni p r ri colo. f! ><o pntt utto un cuore cl'ot·o, che sap!'1·a infonriPrc in quanti lo avvi c inavano lE> s u e piìt be lle qua lità, :;ì. da stitbilire con tutti un'intima I'Oin uni on e rli id ee> c d i affetti.
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PAR'I E vl'FJ<'L-\.LI::
}; <pu•Rl" d o ti Jll'('dll r e rifui:;I'I'O <:ostunt t•nJt'nte in tuttH !.1 s 1tn <:tuTiern, e J h·JI~, d e lit'n.t c mn.n s ioni di aiutante nmggio1·c· prf's:;o l'O:<pt>dnlo 111ilital·c di F i l't>IIZt' . o COllie ll >'" i>< tente onorario prP.~><o la ('J ini c n medica di qur>II 'J s titut o >' li· p•Ti'lrc. ed antor piit n P I.lu ~.,rtH' tTil lil>ic·a, in c·11i ;; pie.~ò l> p e!'a nlla rnl'llt P bf'ru' fic·JI JH'I' lu profilnss i dc•) lc> truppe~ l·ontro IC' mnl1-1tt ie infe tl il'l', m t,Ji i plìnlndo lo l"·u u
lll f'l'>n- ig li o,.;n atth· ità. <·cl f'ucrg ia, fH'u di!(l.l lld os i co n l c• nt•r c·z'l.!t fmt e nw 1'<' 1'>'0 gli inftwln i, e fucc·udo cl e llu s ua ,, j,.;;icuw \UI v o ro Bllllstolat o di ;;c·ic•J JZil e eli W1JttrJiliL )Jc•ll'ult illlo gmude gu<"J'l't1 , ,~ q un le dit·c t ft•1·e tl'o~ pednlr-, o qunl<" (·.omant l!.tlll e di ,.;('zio n e f1 tH]lO uffi<·io di ... un i• ìì. d i ,· i~ioualc• . tcrn illunriltflti <·1·it e ri d i o r gH nizznzi o n<' c• CO!l c·o ru).!g: iv ,;erenC> e co,;cit•ntP dt'll'a ninHJ :<tw ,;uldo, s<' PPtl in ogni circo;;tnuza fa r honte ad ngni :<o rla di difficoltà, di di>'H~i o tli p l' ri<:o li. eosì du ln l· I·ittll'l' ""l (';\JJJj>O la llll'tl aglin tl'al·l!I'HIO a l \ft!.,,· JJ ~ ilil•u ·~·. Bd ult1·i dur> e n com i ,.o lpnni C',l!li 1·ipm·t ,·, dnJ·Hnf <l In c·nH!p ogna p r 1· la Rnpif'ntp tll'gllfl izztlz in nc• attunta n e i s t•rvi7.i di tli >'i nÌ<'ZÌO iw e di pro fi luss i unLÌIIul biJ·int. rhP g:li nlls <'l't' tnwh e In •·ic:Olllflt'JI><A ci Pl lu IIIC'th•glin d 'al'j!flll t o d <' i hc•JJt'IJJf' l·it i dc•lla salutC' pubhlic·n. Ed opt' ra intc·lligron 1e et l aln<Tt-, l<'l'l' idn di p •·n nt c• ini7.iat i1·C'. C'>'Jl lic;ò tli1COI'H eoznc d i1·C' t t n 1·<• d c• l r e ni l'O d i sm i;;!u ul <'nt o d C' i tul wn:t •losi di 1-'lH'I'I'I.l e cl el l' o:: pc·c htiC> -< p <·c inli7.zntr) el i CHl'l 'J,!'gi. c•d in qtws! i nl1in1i nuni c:m1u' insE>,!!IHIIJI·e tit•J!an· JW<':-so ln S<·lJc•la d i su nitt\ mif i tHI '''· tn ·r n• ppc· couqui:.;ltrrs i iu bri'I'P t<'mpo !11 >< t i t1tn P l '~tffp tto di tutti i cc, llt·ghi <' clisr:c• r)(r li. 11 U io n w le d ì 11wdir-i1w nu/itrcre hu J·ic·•w uto il 1 ri ~ r P 11 unuuzi o d eli n ><ua fiu l' iiJilllatunl llu'lltre s i ll JII ll'Ps1n,·n >H l ttnnunzim·p l'inn ninc•ut o pnhh! ic·n?. iu n e d i 1111 :-; uo ::\lnnuale ,.111 "''l'I' ÌZio s1.1 nituri n mili1un• iH pu uc:o t·d i11 .gU<'I'J'II, llp<:ro p ocl e J'CJ"'' di ciJ'C·H liOIJ IHl"in<·. un ic·11 nd gc•JW I'C' . nf'll a qua l" c·cm noirnhi lf' dllllJ 'C'i'.z.n <' rnn· d t>l'li i l iL cJ i \'t:d lll <' t I'Ul l IL la COli rpii' t H (• <kl il·!l lll l 1lfl l<' l'in cJ,,) Il O,. (l'O '-'C'l'l ' i'l.iO sani ltll'io. L 'op•.->r·H r, (l('dÌc:Jlfa (l , ,., .~((('J'fl ·nu!'UIOtirJ - dP:tfi uf/it•ù'l!~· 11H''hci - - rh P. in u.m'i/trì. op1·rwrlo yeHPmsi, d er!l/i. lllttff/11!11 i111i - - .~ileuziosomf'nte cadclrro ,,,,r lrt gru11<lezza d'Jt,tlic~ ; wnuggin pi(J n o bil e e d c li t'u t o , <:Ile ris p ecC' hiu t.. nc,bil t H. cl ' •tninoo dt>l l' ,unnto C'~<lìnt o . non po te nmo invero riC CI'C'!'e i n ost t·i frntc lli <·n du~i ! W l'
In P ntrin.
Ìlln purt 1·oppo i l 110 1111' c·•u·o d t>ll'o utot·r on1 110 11 è piì1 c·ltc• 111o u IIIOIIIOI'iA. nll<' qwoll• offriamo, ('nn l't111i lno p ir>n o d'nngni'<"in, i l !llP,.to tril ru lo rlt'l nost ro ,· i \' i,;,;imo rinq>ia nt o , n w nlrt> im·ialll o l'Ps prc>>'><Ì.,II P cldl <' piì1 ;.;i n nc rf' condoj! linnzc· UÌ !{p,.:olut i C:Oilginnl i.
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P AR1"E l JfFI CI ALE (~Imi/o dtr /lt• clistJI'rtHr u. !·Il t1el
1,9~;,)
1. ( '1 Il<'<>J. .\ln: JJ, 4 f, ·l :2!1 d i<:ct nbrC' l !l:2.J.. f'onco1'si a fli'"II<Ì prr lo•·vn .m l• mi wilitrtri . ÌO: indPtto 1111. !·(ltl('( >J-,;;n a J'l'<'llliO p <·r· :·oud i o lll <•n oa,·nfic di HI'J!Ilnlf"nto mili l•11'l' , n l ll'lìlle p o,;sono l''"''''l' ip:ln;o t u tti !!li nfli1·inli "lll''' rinr i C'd infc•rior i d PI R. E ,;<•l'· c·it" in:-< . • \ . '1'. n ric-lti >UIHLti d !!l I'OIH!<'d o •In l 1° g C\JJnn io nl :w )!ili!!JH'I 1!1;:!;), Si IM<'ifl la pii1 11111pin lil•e rl il 111'11 11 -<(·('ILA dd tc•Jl Jfl , pon· l'iii111JJ <'Itdu JH•I <'tllll JIO nti lit t1 1'f' , Il tc·J'Jni llt~ 111 il i' !"'l' lu p1·<'st·!l!nzio n c·• dt·i liovnr i ,;c·>HI P il :lO !!Ìlll!JI () l !1;2;;, l 'l't' i J>l'<'llli sono ll>' <t' !!lllll <' l ir~· :-i2.'rll ]"' l' ol!ni ( 'nmAn.lo rli ('m' l"' d 'arnlfltll 1u·r l!• "!' ll o i P 1uil i t n ri <' ! u·r i l .1 lllti,; l•'rll d•·lln J.!ll~' t' l'll . ;\Pl "'"il t' ( 'm nmi ~"ioni prPss \1 i I'AI'i ('wnnndi di ('t•l'l '" ci':1J'Illft l n t•cl 111111 l 'n JJIJJJis~i nlW Ct' lll l'>lit• !'l'('>; ..;o il ~Iin is i.<'l'O dPJIH g'IIC'l'l'tl !!illtli c·)H' l'lll1 110 ,.;till\' ll>'><l'!!IIH7.il>l li d <'i lli'<'I J1 i n i C'Oll i'0 1T" I1( i. J )l.l l.t )l'i dc·h iJ<JJ i< l ..,,..,..P l''' illl'd i t i ,. l l'ilSme~si in l> n,; l >l c· h i l1Sl1 ('CJ11 mnt l·O <' Il' ini7.ktli r ' ;;;, od l!. L. H >'t'('( JIId>t•·IIE' (J'IItt.Ni di un ir·i nli Sl ljll'l'iOI'i nel infi'J'Ìc!l'i.
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D in•lfore 1'1',~f'OnNrlbif<, : .-\u:r1;1to l'Mt-\Jl-I.Nt , l C'Jll'lltO l'OlOJmello meùico. (_; 1! 1). Rrrma, 19~4-25 • Sl;~bilimculo P o iÌ )!TIIIÌ<'t> per l'Amminislnnion e tlello Sta to .
S. S: ~LI~ Alti. Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. ~1 eH iotin onomt.a dd premio Ribcr·i. - Homa, 1900- Fn ,-ol. di pag. 320 . . . . . . . .
L.
7-
M. CusA:-< 1. Guida del medìco militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - l f!l4. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Il
6
M. CuRM-: 1. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - 190ii, . . . . . . . .
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5-
C. D1·: C't·:SAJtl::- Studio delle mediastinitl (IHHciia><tinit i ""JIIHtrat h ·a , a;tr·t·.-:<o
"
5 -
(Sturli s perimentali con 15 uwolo di fotogn~f ie o 1'1\d iol!n\lic riJWOrlot 1e in fototipia). - 1-tomn. I!JO:L . . . . . . . . . . . . . .
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8 -
P. 1 MllRIAC'n. Le operaziOoni più frequenti nella chirurgia di guerra, l!Ou 112 ligme - Fironz(•, iS!lS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
"
8 -
A:-<T&of'O).t";TRlA :\l rLITATn:. Risultati ottenuti dallo spoglio dei togli sanitari delle classi 1859- 186·3; due volu111i in-4° con atlante; Vol. l (dati antropologici ed et11ologici) cou atlante della. geografia antt·opologic-a dell' Jta lia - Homa, 189v . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . \ 'ol. n. (/Jat; denwgra/ìci e biologici) - Ro1m\, Hl05 . . . . . . . .
• 15 -
mediastinico) - Borno. 1900. - Fn YOI. di pag. 1-H. . . . . . . . .
P. J )fBR!Aco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano dì piccolo calibro, in confronto con (Juello di med:o calibro. -
" 36 -
F. BMtO I·'nO e C. ~vottz.\. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Ro11H\, l ~88, -i \'Ol11111i. . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . • • . .
" 40 -
L. Bl!:!tN~uwo e U. Bnl-:JIZl- Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Me11101'ia pmmiata a l C"OllCOI'SO ltibori. 1904 - l'n ,·ohune di pag ~'in con 27 1\gw·e e la,·ole grati clte - Romt\ , 190:i . . . . . . . . . .
•
8 -
A. CM•Armn. La fatica nella vita militare. J[ernoria JH'f.nniata a l r:oocon;o Riheri, 1905. L"n volume di pag. 3:10 con li5 fignro. • Ho1111l, 1908
•
12 -
A. CASAR.L"r- Le malattie e gli Infortuni nella vita militare. Memoria premiata al con corso ltiberi, 190(). Un \' OIU11t6 di pag. 402 con la\·ole grafiche e statistiche - Ho1na, J9u8 . . . . . . . . . . . . . . . ,
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Giornale di m e dicina n1ilitare Direzi one eU Amnun•slr:tziouc : Palazz,• dd .\1i nisrern della (_ju~rrn. \'ia XX St:llemb rl" ·· h', u, ;,
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esi rotti tlliiiOI i •ti Wl {olglio çj t: H t(f?Jcl ClJUlC fo~lio Ì>t/C10 pn le o rdlnarion i di JM I'SIIIl /1 1 o nH uo. f'<'r qt~elli elle sup.-,,wo "" foftlic> , le f •aziorli ili piìc, elle noli super ano il mcz=o (nr,lio, si coutu11<1 co111C metà . Pt<~rltè j>r><) l'o•diuazior!c ,.ou sia inferior e a ;.o copi.:. 6. l ntnno~critti jJ On ':i rest i tui~cono. (;[i
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N. B. - A questo fascicolo è annesso il Vol. X della Colllloll m edloo·mlllt11re : RODINÒ • La profll11ssl delle m11latt/e lnfetti•'e dom ln11ntl nelle n ostre oolonie 11frlcane. (DONO AGLI ABBONATI).
Pubblicazione men•lle
GIORNA·LE DI
MEDICINA MILITARE PUB.BLICATO DAL MIN ISTERO DE L LA G UERRA (Direzione centrale d i aaniti militare)
. Giornale d_i medici~a militare: •S.s •:r88.1 . -~ Giorna le med1co del Reg10 Bserc•to e della Regta Manu~tti~.t~LrO:vt•/ ~ Giorna le nt e1lico del R c)!io Esercito: 1896- ~~':' · - .. _1
ANNO LXXIII
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Fascicolo /V.
l Aprile
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SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Cappelli. - Studi s ulln Jipo~i - Il RdtiY.imw dt•lla lipn:;i con la predis posizione d t·ll'uom o 11 lln h lb E> r<'olo>< i - .-\zi o m· d e lla lipasi sul bacillo di K och . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , . . . . . . . Pnr;. 18 1 Bruni. - I nquinamPttto dC'I p tm c con b>~cillo dd t ifo, colera t> cliftt>rite 11 100
CASUISTICA CLINICA: Ciotola. - Diag nos i a c u m d ell' nscE>sso ~pati co amebìco . . . . . . . . P ag. 195 Mallce. - Cont1·ibutò a llo c:tmlio ed a l t.r a ttament o delle h.tS,uzio ni tra.u » 201 matich e d e ll'ancA . . . . . . . . . . RIVISTA SINTETICA: P ag. 212 Peclrazzl - L a figu ra cl~> l tni'dico m ìlitat·e RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE . . RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . • . . . . . . 111 CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE
Pog. 211 • •
220 222
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224
Direzione ed amministrazione ROMA -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
Per le Inserzioni di pabbllcitd rlvolgus/ DIRETTAMENTE aii'Amminlstrazlont del Giornale di medi· cina militare • Palazzo del Ministero della Gaerra . Via XX Settembre • Roma.
Per le nu ove nor me circa le pubblicazioni del lavori vedi copertina
<•• pagina).
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare ROMA -
V ia XX Settembre - Palazzo del M i n istero della Guerra.- ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare l - F. Tr.sn. -
Storia retrospettiva dell'igiene nell'Esercito italiano
n - Ricerche biologiG:he degli Uffici pSiCO·fisiologici di aviazione militare. -
Un volume <h pag. 236 con 46 tig-ur·~ c ~ tnvo le . . . . . . l Il - E. SANTono. - Ferite addominali di guerra - Pl'efnz•o•H' t!CII professore~- (~J..\~.\"E'I'TA:'IO. - l" n \"t•lnmc rli pag. 400 <:ou :JS fir.rnre. n· - A. LUSTJ <:- A. B u" •'<·o. - 1 " gas di guerra ••- Impiego ed effetti Provvedhneriti e cura. - l"n n• lnn\l" di pa!!.IO~- con lrE"tnvolE"
microg mfiche a colorr . . . . . . . . . . . . . . . . . . Brevi cenni storici ~ulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (191 5·918).- Con 21 fì~rure. . , . T - F. CACCI.\. - Trattamento e sgombero del frattura h degli artì in guerra. - Prefazione del p1·of. H.. DA !,LA \ 'Eoo ,. A . • . . . VII - R. HALL'>ARI. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-arlicolarl in 1° e 2<' tempo. - Prer.w.ion,.. del IH·ofos-
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,, 12 -
\ ' - :\. L usTlG . -
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'\' III - A. CM>AlnNt. - la medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig. IX - la celebrazione del medici caduti in guerra. - Un vol. rl i pag. \)2 con
5-
~<Mf' R. ALl;ss .o\_'>nm. -
l'n volum~ di pag. l!)fl . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . .
• 10 -
X - N. R oDI:-iÒ. - La profilassi delle malattie infettive dominanti nelle nostre colonie africane. - l"n voluna~ di pHg. 44 .· . . . . _ . . xr - .--\. C'A~ARl:-.'1. - La scelta dei piloti per la R. Aeronautica. 1 1n VO·
6 -
16 fi[!ure . . . . . . .
lurnt· di png. 200 ccm !Il fìg-ur·t• . . . .
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•
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• 20 -
Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un vohunc dì pa.g. 96 <'On 8 tavole Per Leonardo da Vinci rnel JV Centenario dalla sua morte. - Un ,-olume di
L.
8-
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" •
8-
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6 -
1>
5-
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pag. H'O con 3ì fi~11re. . . . . . . • . . . . . . . .
Per Giovanni Maria Lanclsi nel Il Centenario dalla sua morte. -
U n ,·olume di pa.g. 100 con 28 lìf!n r·p, . . . . . . . . . . . . . . . . . .
111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma, 1919)
- Relazioni ufficiali c comuni(·azioni. -
Un volurn<> di pag. !)f) • •
IV Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi dii guerra (Bnixelles, 1920). - RC'lazioni ufficiali. - Ua volume di pag. 44. . . l Congresso lnternaziona!e di medicina e farmacia militare (Bnrxl!llos 1921 ). • R.elazioni ufficiali di' l Co1·po sanital'io militure ita-liano. . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Homa 1923). Atti del Congresso - Vol. L . R ela'l.ioni uffì<'iali - Un volume di pag. 4 16 con tre t;an, le . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8-
35 -
MEMORIE ORIGINALI SCUOLA DI f\ANfT:\ l\fiLITAHE
STUDI SU L L A L I P A SI .•
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RELAZIONE DELLA LIPIASI CON JJ! PR~DISPOSIZIO~ R UELL' UOMO ALL~ TUDRRCOLOSl - AZIONU ORLLA LlPASI srL UACILLO DI KOCU Notn del dott. Giuseppe Cappelli, maggiore chim i<·o furm11cista, TnsPgnante titolar·e di 1o gr·ndo, eli c llimi<·a.
Quanto souo JH'I' e:::pm-rc eolltituisce il rL-;ulta lo 4li alt-une mie c::;pe· 1·ienr.e sulla. lipa1<i, c-he isolai fino ùal 1!)1!) rou 1111 metodo da· me illetLto, e, rapprP~Pnta inolt•·e, l'fsplicazione d i llllO d(d ('Oueetti J)l'e\·eutivawente ~u·C'ennati, iu tl'L'tniìli gt•nei·i<'i, nl.'lla. min. liHJltogm(ia << Lipasi nei vegetali» p11bblic·nt·a ~nll'J.Jncidoprclia di c·ltimico, tli:;;p. ±9:-3-94, YO.l. (j0 , pa l't(• :~n, :?Gi · :!fJO. Allot~l· nffe-I"lHai, fta. l 'a.Jtl'o, clte la. lipa~i ~><Weltbe .:;tat~L, a mio '.:\.\'· \'iso, snseettibil l.' di utili applirazioni tt>•·aprutieltt> ùclll' qnali mi r-ta\'O ilJteressnndo: o~g-i, dalle ric·•)•-clte rli lnhnratorio, da mc eseguite, e d all't>speri<'tll'.;.l cliuka <li uwl tb medici , i qnali usarono la lipa::;i da me prt'p!t.ra,t~1, ho l'<W<'nlto 11 n \'H.l ilio appoggio l'lj)CI'Ì m t'Il ta.Jp '" sost<~gtw d i -quelil.L alfel'llHtzione. Vari antol'i Hllllll{·ttono l'hc bt Jipnsi :sia. llloltn diffusa. _n cll'orgaui~m o nm<lllo. Si parla. ~li lipnsi dt>J sang-ue, dPllo storua(·(}, d e i polllloni, tlel fc~nto, del pant·r·pas, tlt•i l'Plli. l'<•rJ.tltt·o, l e C'nnOsl'f?lli'.C un po' più p r·ecise ~i rife i·is<·oJHI ;lll:l- Jipasi pancwatit-a. rtl a •pwlla tl<:l sangu•'. 1nentr-c, la lipasi {)f•llo stom;u·o, tla qualcuno è It(•gnta.. A me sPUlhrn, c·lif' quando un Pnzim;1 t- ~·o tdrnuto in un liquido ch·eolante eom<: il srntgue, base fondanH~nt:tlc di'Ile più impot.· tanti rea· zioni. chimico-biologit·he, ctl inorant<> tutto l'oJ·gaui ~nto) d1'hba rssere molto proba.hilP, ell e questo enzima. ~· ia pt•(>s(' trte in pitì eli un organo. Ritengo, per t'ÌÒ, <• tPt-elierò di dimostrar·lo, I'Oll llllil· sPt·ie eli l':">pc:>t·iPnr.e ju rol~'-<>, tll"t: h1 lipasi è )Jei·fino mùlt(' più t.lilfns;t di qu~t nto rtggi c-omunemente si f't'<'•l;l. 'P<>r quauto si riff~l-i' st·f' ai Y<'g-rt~li, dopo ](• cli~tol·cli ricc:>rche di molti m1tori. rHf'ngo che tutti i semi oh•o:;;i fl1•1Jbano cont<>nrrla. I n due hwor·i t'be Pst>g·nii, 'per in!'al'if'O <:'d uso d t'l ~l inistcro cl t'Ila, gm't'l'a., nell'Istituto dtimi co della n. rni,·rrsitù (!i Hout<t, JWI l!l:!l, ll·o,·ni, come risulta ·dall;), f·omunif·~lzion<:' utlkiale 1lit·elta (la! <lit·PttoL't' tli quell' I stituto al ~linil'ltf't•o pl·(·tlrtt o in datn. ll ft·MH·aio 1!1~~, c·ltt> la lipa si è, acl esempio, pre~Nrte n e i sNni dt•lla. I ngJa.ns t't'g-ia L e di Ht.>.J i;r.utus :l·Dl!lUJS L. Sto cont innat11lo lo st urli o rlei ~;emi di git·a.sole, Jll'l' identifica n~ .
nltJ·i pt'()(1otti coutenuti: inrlicatot·P. aka1c,itlt• o gltwo~ide . 11 fatto che alf-tnti ~l'mi oleosi :lhhiano mostt·ato, di non contcm•t·e lipa!<i, de,·e, l>C· t·oudo me, esst>t'E" spiega.to <'OH le a,.ltPt'llllinui ~poubLtwamente o accidPn· tal mru te s ul li l~ {]ali"(• 11 zi ma, pt'Pt·f'dpntf'mt•n t e a lle rit·ct·cl.te (l'i~<·;t.lda · meni o, autwuffi uwnt n, et·<;.) opptn·c· in d i pc•nili.'HZa. lh·ll'l')o:JHll'ÌenzH stclSS<l-. IL ~'<c'lllH I'~I{'O·:>o non pucì (·)>::<el·(~ sprov,·is1o dPll' enzima (o del RUO zj. mogeno) tH"(·Pss~ll·io a ~~ po11 i lic·a t·e la snsh111za. gt'assa eou tenuta. ]Wt·c hè la. num·a. piantirina, s,·olg-t•utesi cl111·antt• la gennogliazione, non po trd)be, altrim€nti, .assimilarla. T'f·nso dte l~ rluc rrla.zioni: Grasso :::.~ 'Lipasi
.A:buminoidi
:=-- - Prpsina
presentino :..p·andi ana lng-i<· ucl tJuadJ·o p:J·atlllit>.'<O clPII<t- costt·uzioitr te· i<'olùg-ic-a: c . poit·hè twlht tt·t•;tllione, c·aJJ:<(' ('d dft>tti ~un(l tnY inti <la. <li· l·ettt·iti unit:uif', 11e rou:<q_('ue, dH' l;) dm·1· il p:r;tfi~o rapprcsent~1. l'in· dii-'lWnsauilc alimento {li nn ot·g'l.lnism(} ùa po.:o nato, e per dò a,'<:<<d dehol.c, ·den• coN:i~tere l'l'nzima, o il ~no :~.inwgcno. indispensabile alla. pronta. e fat·ilr~ a,.,,;itnilaziotlf' tlc>lht so:<tattz:t g-t·a~-;>"<J. P et• ljllilll tO :<i t•ifet·is(•(> <ll!li aiiÌTIJa.]i C >IJII't.:ÌltltJI ('Jlil' aJI ' UOUlO, l'Ìtt•ugO che lu. rehnione: Gra~so
ahbh~
_ __.... Lipa~i
un impot·t;mtis..-;imo significato.
~oi 11011 s.tppia1110 :tHt·ora, c·on (•:-:altt•r.za.' int:olltP:<t<1·hill', ((naie. ~ia
l'a.nùameJJto tlell'H:<i-'Ot·llillll'nto cki gt·a,~i m·l co r-po umano. l:;(·o::;f;n. e, s<•mln·a itTC>pnmuilnH·ntt:, almeno lH'l' Ol'H , la clottl·iua fl e'll'a.s~rhimt>nl.o in fot·ma, cot·pt lsl·olat·e; distussa l'a:<situi lazioue ~lt>i gt·M,si (:ome acidi g-t·as~i cJi,..eiolti lll'lla bile: ac·f·l'(b.tt.o. d:ti più, l 'nl-ìliOI'hitnPnto sotto forma di saponi ; qne,,to solo pos~iamo dirP. (·on r,;att1•zzn. : l'organismo umano può 1-11'inùrr(' <·on grand-e fadlitù, in c·otlllizioni norrua.Ji, il grasso iugf'rito, pnù l'.il'OlllJIOI']o il:t i Jll'odntti de'Ila ~na s<'i~:<iouc, ed infirtt• può sa.lilit-al'(~ g-li acidi g-t·n:-;si f>oih• fm·ma di :<apoui sodiei. Queste ronos(:t:nr.e, bf'll el:t·tt>, Jll'L' 1-t· qnali l'org-n.ni)o:lllo t•i ~i pt'{'st>ntn. come lllt OIW· l'atOI'I' cclen· c pt·P<-iso ùi ~Jl·is><ioni <> eli :;; int P~i di ~"O~tanr.e gt·ns)o:e, di· l'flllO ('Il{' I'Ss(), ll OIJ d Ì!-1101H: IIci O Jlto di altf' p l'l'l':-i i Oil i, ll f' Ili alte t('m r){'l'll · t n re, nè (li a lc.n li 1·an:o;tici, Pl't•g-ui:;;t·f' ta li r Pa;dnni ('011 g-ntndt• ~~~mpli· t·itil., mt><liantc l'azione t"nziuwl it-a. tlrlla. lipaf;i , la qnale, c•ome è noto, è un euz ima analitir·o e sintt,ti<-o tl<>i p:ra:;;~i l' non :<oltanlo di e:<~i. E<·co, perthil ln J'(•lazione: Grà&'IO ~
-=
Lipasi
raplll'C:-J('nta liiJ:L l'NJll'l'-":<iolll' illl<!n•ssauiisshua. nf'i l'ign:n·di dell'uomoIl gral'sO, c-oute Ltle o <.·OJJit' F<aponc, poco imrotta pet· le mi<\ imuwrliat.c ckdur.ioui, <'it·cola rwt· l'm·g:tlli:<lllO, :wl'inl :li ntri organi , e, an,..li.c, IH'r il dotto t.oracko, ~ù polmone.
I gras~<i neutt·i tt·a. .:;porta.ti . dal sangue. s' n.rre>lta.n o nei ca.pilla.ri del pulmotw. Ciò pv:,;to. non menwiglht affatto, che auche il polmone contenga, li pasi; mct·a vig-lit>r'''Lhe il <·o n t.ea r·io. Dobbiamo anzi completare que!:ito (·ntwetto <>d nmmr.ttc·t·~ qmmtitat'in11ncnte nn cont<'nuto in Jipasi: nor·rn.a,Jc in <lifetto i Il CC('P:SSO Yn l'in bile f'
qualitatintmente:
a t t h·o di:pre:-:so iuattii'MO.
Re Jet lip<t•Si polmnna-n• è it.tLÌ\'<L, i ~t·a~si Jleut•t-:i xnHo S(·Ì.os~i; s-p difetta, lo souo par·7.iahuente; :-;<' è ina.tt.iYata, o a •..;sente la. stil'ìsione è nnlla. Ch<' <'OSa avviene. in l]ttl'st'ultimo ca:-;o. d1·l graJo>~o:o twult'G giunto ai eapillari llPI polmone? E' q·ucst:t una. tlownn<la la IJua.le si nnnod;t' n molte nltn·. rd a, 1u!te iusirrue risponde, a. m io an·i:-:o, ht t·<•laziollt>: Sostanila grassa ~--· - Polmone.
) l i scanhra rhe le Hllalog-ie Llcl1bauo co nsig-JiaJ:e quak« ~>:a di utile. Il ~lemmo llf'lhL sua. t:omunintzione ali'Acc·aclemia medica di Roma del :!7 g-<'IIII<Lio J9:!4 sul cc :KHp\·u indit·i7.zo nella tea·npia di alc·unE> mala.ttie inf~>ttive l> ha l-:oxtamialnwut<· proiettato il ra.pporto: Tu berc:olosi 111Wtna ~- _ : Lipasi.
Il l l{~ut<Ì(:}I'<> e ht <letluzinm• intima sono, <L mio an·iso. l'inizio di ogni é>lpPrienza, poic-hf. l':Lppt·Ps<•nt:tno ciò (;1\C l'lo auticipa, nei colloqui con sè medesimo, sulla via. dei risultati eosi Jetti po~iti\'i, e rappresentano, Jwt· nH', la tn1ma. ~-;u cui l'atto esterno :speriult'Htale si a.ppogghJ. E' hL sc11ola. co~i detta, null l'!O ~e Ìll!!l'Unamc·ntl' o ~pl'ezzante mentc>, t·n-mantica, <:Ile :,;i rbttferma in cout t·a.pposto d<~ll ' altr;t •definita, Hon so ~<e pct· :-,upc1·bia od nina~D, re;tlista.. Per questo, ho amdtutto, pensato, che n.Jl chc «in \'itr·o » il bacillo <li Koe.h don~ssc {'sl'ìcre molto seu.sihi le all'azione della. lipasi. La· parte ~'l)el'irncntalt· , di questa mia. notn, òimo8tl'eri\, che ciù è
vero. A.ncor'<t·, la. p1·cclisposiziouc> o ht non predispo:o;izioue per la. tuherf'Olosi pohuonat't>, nc'll'nomo, S<lliO el'lpresf<ioni raghe <·ni dc.)n-Pl>bc cor· risponder\! nnn. realtà, im·Pro a~sl'nte; IH~1· C]m>.<>to ho peusato clw anche eSfo,le potesse1·o a!':SHDleJ·P, per ctfett() del la. lip:t'-'i, una. s i g-ni lit ·a~iour con· cretn .
OrNlo d1P il gra8.~0 ncntto ~·iuuto Hi capilbtti del polmone e 110U sci~;so pe1· difl'/to ]JCrm:<liHmte (lcfla Upa.:si in quN<t'orgcwo) (fatto che io olda.mo <( prcdisposizio nc ul'ffOIIil'a allt'l tnh <-r<·olosi polrnonare ») o per difetto q·ualitatiro o quanlita.liro f(III}J')}'an c v ~fa tto che io chiamo« ]WC'· clili1Josizionr: tn~o~1si.toric~») costitui~ca lo1 llHltct·~'l· prinHt nc~.:essa.ria al
oac·illo di Kod1 per le L'ipat·ar.ioui alla. capsula adiposa <:lte lo :1·\'\'0ige o che forma 1m tutto <·outinuo eon lo ~tt'sso eorpo l.Jacillare. Cl•c la, <·atH"llh1· adipu~u ~Ìit dil'i'int;t dal bacillo. oppn1· uo, in altn: pa t·olt>, che il g-•·asso ~r:ia n. l'UJl-JII'I'SCllt<ll'é il 1·in•stimento esterno op· pure l'intillltl. costituziouc• dd h;willo li<ÌI'sso, non l'u1 , a mio n.n ·iso. ec· ecssiva importan:w . Il d'atto c·Pntralt• del mio 1·agiona.meuto è elle la re· lnzioue:
Sostanza. gra.«sa +---~ Bacillo di Koeh sussil'>te . .Ma puichè au<:lal' l';tltr;l:
Sostanza gra~sa ...-__... _ Lipa-s i sussiste, ne ron~<'J!IH' clim~txt1·ata la 1Pt·za , più int<'rt>-x!';<tllte di tntte:
Bnc.illo di Koch •- --- Lipa>:i Ed cc~o.• nllora, i miei concetti al t·iguanlo: ~e il g"l'<l~'SO r;lppn•seuta la c·onùizion(' nomlflle ed e~;~--enzia..le di vita,, e di clift>S<L, per il o:H:illo c1i K of·h , è po!';xibile <lednrrc che la lipasi rapJH'esenbt la. 1·a~irme l'OUflici<>nte •Ù.t>lla !';na morti' e pct· ciò la, tl ipasi n egli ot·g-ani llc·l cc>~·po mnauo e, qnincli a.nc·hc dt>l polmone, può e.ssPI'l' iutet·pretata r onw la poxtazioJH~ XIH'ei[ka. dift•n:sint dell'o1·guno e d{·l · l 'org-:w i sw o con tt·o il baci Il o d i Kod1. Vit;.<.;:·il'gnanwnto eh e può fn rRi sulla l i p:l l'; i del sn nguc_, rlel fegu t o. del panct't'IIS, nei t·ig-uanli .(]C:'lla rlifrsa llnlla. tuhcrcolosi pohnona.re, è indubhiam<•nte 11011 trasc·urabile. lll<'t 11011 es~cnziall' , .nou solo pt:>r·cltè inùin~tt a., ma pt:>t·-cht\ r·ompt•omes~a da r·eazioni :<<·ronll:wie, ruentre il si gnificato della. li pn.si ·clc>i polmoni è clirrtto e spednt·o. F<c la ·lipasi po lmonat·<· <~ tr:lnxitot'Ì<llllrnt<' a~srnte o inattivata. i polmon .i sono in condizione 1li 1larticolarc• predì. po:o:izicme all'infer.ione tubereolan~, p(')'Cht• <·aclnta la dif<:'.'<a (:1t tiv iti\. saponitie.a ut.c della.. lipn!<i) è possil,iiP l'otft<l'Ofl (fan)I·PI'cdi <·nntlizioni di attc·c·(')•im<•nto pe1· H ba.· dllo ùi Kod1) il quale l'in• J1('1Y·Iu\ nnn pnù <'~sP J'C ;t(Wcc·ato dalla Ji. p;Ì,'-iÌ, ('h(', ,<.: e fo~xe )ll'PSf'll t<', s;l] lllll i li(' h l'l'f'blw il :,!,'l'aSSO ('he lo a.nolge o lo costitnisc·e. s\·e;;-·h•Jl{lo o SIH''-Z<tlldo il batillo s l t':-1so. J,e conseguenze sono cl'identi, il bacillo t•h·estil() o nddirHtln·a t·ostituito di ~stanza gt·:u;sa, resiste ag-Ii ngt·nti c· ir<'Oi:l11ti nnrmalm<•ntP otl eccezionalmente nl'l S<'lngue. e quindi a tlt·IH' a.g-li antisl'ttki incwg-anici od org:mici., e~'O · geni où c nùor.r<·ni. JH' JTltè il ~n lH;t ratu ;l(•.quoso {](•l plasma, sdvola· !;1111 bacillo JIOll l:'sscudo i gl'assi miseiiJil i con 1'ac·qua·. l'et• la stessa ragione
RELAZION:E DELf,A LlPA$ 1 ('ON J ,A l'RF.OIRPOS IZIONE DELI.. U0.\10, E CC.
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~~so
resiste, ~ebl>e'lle più o meno int(·nxa mc•ute, an eh <> ai {'omnni a.uti!'Settici e~.;e ni JH'OYeni<'uti da.lle Yie respiratot·ie. La. I'ela-zione : Sostanza, grassa -.._- -+ Bacillo di Koch
ha dunque un '~mport.nJJ7~1· eccez:ionaJe yer la viht ùel b<lléillo. Se immaginiamo cht> nel polmone, uo.nualmentc lipa~ko, posl'a,no giungere dei bacilli di Kod1 d ebolmente inca p~nla.ti 'O adipodeficicnti, e1-1si corrono il ri::;cltio di morire pres~o n. JIOI'O cmne neom1ti t:ui non ~-;ia dato di a.vere una. f<t...<;eia. e il tepore di una ctùla.. )ii sembra. quindi po~~:>ibile pensare c he Ja flif<>sa ~icut•a ùel polJIIOne dall_a tu hercolo~i sia. la giusta quantità e la 'buona. quantità della lipasi in esso contenuta, poichè in tu l ca::;o i gr<lSSi ueut1·i gìnnti ai ca· pillnl'i !del polmone <:ol snug-ne, ~>Ono prontamente sds~i; viene cosi a llt<llle<ll·e la. materia, prima. (gm:-;so uPu tJ·o) netcssa ria, a.i llaeilli d i Koch, t•\·entun.lmeute giunti dalle vie r~spiratot·ie, p~r il rifor·nimento di so1-ihlllza gras~l nt-'<:CJ>::;aria, alla. ripa t·a:~.ione della. ('<1·psuh che li nNvolge' o al ma.nt:enimeuto del tes:;nto tlw li -col'ltitni-wl'. In tal caso il polmoue non è- nn tPt·reno fa.,·or•·,·ole all'atteechi· mento •lella, tubercolofli, in altre parole, esso non è prtdisposto verso
tale malattia. Si può ox~eJ'\'a re d te i badlli tn lwrcohn·i giunti clctll~ prime de t'("'-:pil'<l·l·orie l-'ODO già ben I'<'tnolti nel loro in\'oluct·o a1c1ipo._<10, o COIIDunq ue, ben pronisti d i gras$:0 ; con dò la. l i pa si polmona l'e p;1 rrebbe n eg-arP, a indi\'idui e ht> gi;ì pm:;seggono l·otnoda rlimora., o, godono perfetta. salute, u.p pena un mattone e Utll.L <'U:t.znola eli malta. l·}bhene, non cliruentkhia-mo che Ja. lipasi non si limita S?mplicemeute ad 11na. a.:t.ione HP.gatint· ,.e,·so il bacillo, ma anch e lo aggrt'd i~ce nel suo inn~htct•o o uel s uo t€'>iSUto, ~ponifìeaudo il gr;1sso costii ut>ntP, ùeuuùa.udo il hat·illo, esponendolo in tutto o in p:ute nd utili azioni a.nti:-Jetti(·he o dell'orgn.ni ~rno stesso, e ù1tìne, !Spezz;luùolo nel momento ste~so in c.ui fr-a.n· tnma la. cap~uht t:he lo a.n-olge. Tu tto ciò, Jlt'rcbè, edù<•ntem<·nte, la lipa~i polmonare non può }j. mihu·e la 1'11<1· !::pecitit'lt a"'ione ::;oltanto \'l'l'lòO i gra.<>r-i neutri, ginnti col ~angne ai CH'fJillari del polmone, ma den' e:;:tf.'nderla a. tutti i grassi. euclog-eni od e,sogeni, <' OlllllllfJilf' pern>nnti nl polmout> stP~ e quindi ancltP all'insit>me adipOf;o: Capsula
L'.a.lipasi,
+ Bacillo di Kocb.
•
e hl· dixlipasi polmonnre o genprale lmuuo dunque nn'impoo·tttlJ17Al· g'l'Undii:sima, ed un significato predso, nei riguardi della pn"(lixposizione dell'organo o clell'ot·gnnismo alla tubercolosi. St.o eseguendo una· :.eJ•ie di e!irperienze dimost.rati,·e al rigmwdo~fa.
l'ipolipa~,
,.·è di più: E' noto c he rF estrazione, opportunamente e-seg-uita
del bacillo t.ul>ei·coliwe, mostra rlte esso non contiene, rnai) aridi grassi liberi, mentre contiene, sempre. F:nstanze gt·asse neutre. E' eddente che
!Uo~ L.\ZIO:V~: l>I~ Ll,A l.li'A S I
]86
1'())1
l.A 1'RI~JJI S1'0S!%JON E OF:J,L'UO~IO, E CC.
qU<'l;te non <:'hhrrc) m;IÌ ()('Ca~ion!' eli ~otto!'ta•·e all'azione saponificante c.lt-lla lip;wi pt•J-r-IH\ altJ·imPnti i badili ·di l~ cw h clniTt>lJhero {'0J l teut~ J·o nua enta, qn allt i{;\ tli ac·idi gl'n.f.:si JiuHi. Clte poi il san~uc, 1n ('onùi;,ioni nor·JiJali, por·li ai c·a.Joill;ll'i !lt>l pol · 1uonc lilla, quantità di ::.,YJ·a~si sullit·ienti per Il' supposizioni sue.-q.wste, <·<• rll' <'OIIvinf'i<Huo ri<-m·da11clo elte Jlt'i 1·ari llllHnmift·r·i il contcuuto dei gloh11li in <·olt•sfl'l'illa, c•cJ in ~r·ass i (f'l-'111'(•ssi ili f J·iolPilla) c\ p<' l' Ogni 111(1 <'('. di j.!lohwli. tli: (h. 0,215 di toll'st·c•·illa; Or. O,ii:-ìO di ~r•·assi (t·stH·c·ssi in tJ·iolc•ina ) . ~i
pnù osst>l'l'<ll'!! che• alla alipa.:<i, ipolipa,-<i o d islip;lsi , polmonarc. pt1ò soppc•dt'c In lipasi <Lc·l ~<<lllg'llt'. Hispolltlo <·lte an;,ltuttn la F>ierolip;Lsi UPÌ tubt•r·colosi diruinnist'(!, e poi , che sc·ar·so afficlamC>IItu può fu.rsi sull'ar.iOIIl' sapoH itka.ntl' dt>l\:1 litJHsi del s;lngliP, (H' I't'hè \a. reazionr del plasma. è ail:alina IIH'IItJ·t· la tipa:;i ue<'t>~sita tli una. leg-g-e1·a (·OHt·entl'à· r.iono in idrog-eno ·ioni. Qm·~ti peu:;i<>a·i 111i lulltllo t·o~f.retto all't·~ttt·t·ipnza tPlltlt·nt(· a.uzi . tutto a.d o!ss('J'I';ll·<~ H· la lipasi, {la Hl<' prc>parat;l, ahhia, una azioue, t' qnalt•, snl\o sputo umano c·olltc•H<'nte h;u·illi tulwre ulal'i. Quanto sC>gnc lJH......,tra. i ri:;ullati ·da 1111' tinOJ'il conseguiti in (JI'Opn~ito.
*** LP l'SIJE'I'iconze •eli f•ui sto pPr tla1· t·<·nno tt·nclo no tltiiHJlH:! a pon·c in Pl' iclc>JJZa qnalc· sia. l'azioue della lipa»'i s11l hncilln tuhi:'J'c:olare presento nello Sl'Hto lllll<Hiu. l\li oono J";(•J·I·ito clt•lla ruia lipa!si (' pl·t•c·i~arm•lltt• di 1111a soluziotlf' a<•.fJ110Stt a\ 0,:!:1 JWI' ]()1)0. Lo .-;puto, sottopn><1o all'azioJJl• clt·lla solnzionP di 1ipasi, ric·tùis· ~imo in bi'tcilli eli KcH·It ottilll:IJll(•lltt' c:nHsPJ'\';IIi. molto <ie11 i<o, c·J'<'IIJOSo, è l:'tato 1·:wcolto :h•C·f th:anH•flf<'. Jlo eseguito l'i\l'ie st•t·i<• tli ricer·<·hl:' pt•t· l'(•lh'r'P io((' la lipasi ag-is<'e in modo id-enti('o a. t r lll]WI'a t 11 t· a o l't! i na.rin c) a :n•• ('. P COJ'I'Ìsponci._.ll trnw n t .. a dasc una. ~~·•· i<·, ho P~t·gnito JH'O\'l' in hianro ç·on~ist<·11ti 11<'1 tJ·;tttu.. mPilÌI} del la i<tP:o::s;J. qna\il;ì di :-;pnto eon aeqnn, st·nza lipasi, C' m>lle ic1Pll · tiche con<lir.ioui. In un pt'salilti'Ì ·:->tPr·il<•, }\c tappo sllll'l'ip;liato, e pl'OI'Yisto di agitl · tOl'e in vetro, ho ]'<'sato ~luP g'l':llliJUi d i sputo e l'i ho Yl'l'sato snhito dopo :W cr. <li :o;olllziont• ac·qnosa eli lipnsi nl 0.2i) pPr miiiP. H o agi tato at'(·lJr·a1allt<'lltl' P ft•t•qnt·Hit'llH'Il t P ];l na;\ssa~ (•cl t':·wgni to, ll·g·li int<•rral li inclicati, le ossl'l'YilZÌfllli rni(·J'O!<t'OpidJr. In 111\llo p1·ina<1 'I'PJ·ic• .(]i p•·o n~ la. massa eli l'pnlo e lipasi c·onlo~•nut;J. 11('1 jwJ";afiltt·i è ·~tata lilsc·iata alla tc•m]~e'ratm·;l t·o~tnntc tli 13<' ('. m('n tJ·c' iu una. :!" sPJ·ie> ;li\a t<·mper·at·rn·a tli ~7u 0. Lo f<<·opo. PI'Ìr1Pnle, <·lw mi t-:ono 1•l'efisso. così opt•J'[liHio. (ì ~h1to <li I'Pcl<'l'<' f]lla.\'è il pompOJ'ta . nwnto d(•lJa. Jipasi ~ui had lli 1li Ko<'ll (' !{IJ ]la m:H<i<a ckll o sputo, alla t~mpct·a.l'uJ·a ntl'din dl'll'anthi entl•. c·cl a quc>lla. ·ch·l co1·pu um;HH~.
Azione a 12° C della lipasi sullo sputo umano contenente bacilli di Koch. Quantitit P crlotlo eli lipasi di conta l't<•
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J.a sca1·sezza d c i bacilli ed i rc·s idual i x<m ù rigunfì tt t i e sp~zzat i.
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ba c illi molt o diminuiti di nume ro, f) llt' lli r c>< idtml i :;i J'II'O><e n t !l no c om e di· x fa t t i : lo S!)C'l.ZOtl.tllH(' Ilto del C UI'PO
hn(· ill >ti'O lu• l' a:<pt'tto di friUTlm<'nt.i u !!t'l\nc lli dì l'n~at• i o g r.lflt ino>< i e 'eli Stìln;.ÌHI i g li unì dug li a ltri. >" ill'l ili
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C'ontl•mpoJ·aJH·;tllll'll tt> n fjlJt•sl:t IH'Ìlll<t !'>t'l'iP eli t"Sjll'l'ÌPnzt• JW ho '""e· guiU~ nna. seconda, in bianco, m· lla qnalP ho \'('tlnto clw Jl(•lle identkhc condizioni, ma. in as~1.·nza di lip<Hd, 11 011 si os,.~·r,·a, 1wssuna lllll-Ùi!i<·:t · zion1· n(' qnaJititatil':l· uf- moJfoJnl!icn ur-i haeilli tli Krwh f·onknu ti nello sputo . ('ontt'III]IOI':tll (;'lllUf'IIH• :td 1111;1, t t' I'Z:t SPJ'il' di ('S[IPrÌ<'llZ(' (n•flj 'J.'a])e}la pa~. lX!l) HP ho PS<'g'lJilu 1111a quarta in hian('o, in eni ho rr.tlnto (·hc uell'illPutic.he cond izioni, ma i11 asst•ma d i lipasi, Jwssu lH\. modific·ar.ionc, qnantitnth·a o moJ:folog-k<-~.., si O>'Xf' l''·a in l'Ìf~· 1· im ento ai ùnci lli <li Koeh eontenuti ne llo .-puto. Queste mie rict>J·t·lu• <·ollf't•l· n t ano dnuquc• le.' mit• pn•Yi~ioni, <', JX'l' ciò, h'L :-:Pconùa pa.rte di qut•xt;l 11ota t'<lllfPJ'Illa la, ptim:t. l:lo rliuuMtl'a.tO t'ile la, lipa,..·i n t tan·a. p•·ofonrhtml'nW il c·ot·po ba · cillaJ·c df'i badili (]p1Jn, tnlH'I'('tdosi IIJI);tll;t.. L';tzione t'Oilsi::;te in una sapou iti cazioue tl<.'JI P. snshlllzP g" l'~ts,.;c ro!'>titnenti la. cap,.nla. o il bacillo su ,)ò~"(), c ht coJH::t•guem·;;). è : lù l>'pf'z7,<'tt.::~ nlPn to tlel corpo ba.ci Ila l'E> i n fr;trnmenti a, grani di l't}Si'H ' ÌO di:-;tanzi<~,ti, molto r igouthtti, a(l ii•"PPtto laJ.Tifm•JlH'. la. d i ffusioni:! e1l in rlPtinith·a hL f usione 1li molti h;H·illi in a.rum;u~i ~l(>.l.'eziati da qualt-hc t·<·:-<ifluo <li coq)o badll ~'l!re d>mpl<•ta.mE'utc
svuotato.
I <·ritN·i g-enpJ·:di tlt•snmihili d,d Je mit• rii·PJ'tlw sono du nque i seguenti: l" Lt lipasi atta('!':l prdontlamt>nte lo sputo lJmano ri cdtisj';imo di bacilli tu h<•t·<·olal·i. ::-:nponifi<·:tnJCloli;
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ltf; J.AZI O :-.J :: DI·: I.LA l.fPA S I C'ON LA P1U~DISPOS IZIIJNE DELL' U Ol\10, E CC.
::!• La. tt>nqwJ·;tlunt ùi 37" C. è Ja più fa\'ot·evole <1-l l' azione della Iipasi s11l hat"ill o di Koeh; :~" Alll'llc alla t l'lllfJ(' I'Htul·a rli J~· C. la Jip;l~i saponifica. il ba· cillo di Kuc·h; J"qiù tlopo :>O' l'azi~m t> delbt lipa.si sn l bacillo 1li Ktwh f. accen· tua t a ; 5• Dopo tJ·f' OJ'<' la JHa;,r~iOJ' ptn·tp dci badili MIIIO :sppzzati in fra.muJc nU rig-onliati (' di>;tanziati; (j• Dopo 1:111 t' pill an<'OI'a dopo· :Uh i h<t~·illi ROIIO l(lHtsi ~<·omparsi; 7• Dopo :wh il• :-:puto ì: t·ompl<'t<~nlt'Htl' di-~>c·iolto E'd i hacilli scompa •·si pt:>I' "" po11 i Un1zione ; ~· J>opo GOh (> possibil e 1'n<·<·ogli!'l'(>. snlo nwrliantt> ePiltl'ifugar.ionc di ut<~;-,z' or;t , uuo :-:rat·sis:-:into 1-l(~tlimcuto in cui " i o:sste'J'vauo lmcilli s n10tati, la•·,·if(H'llli , rigonliati, diffusi , pt'O\'\'iRti di a lone e spez· z:1ti i n mol li f•·nmnH'Hti n ~~·ani 1li ros;11·io. 1listnnzin1i.
L e mie attuali t·ict·rc-1 11' c onl'c•J'IItHII ( I pienamelltt> quanto 1;~-;Rern1vo nell;t. JII'Ct'-t'ÙI•Ille puhltli t·<~ziorte 11 Li pasi tH'i n~getali 11 tino da,! 1921, pnbhlkata. Iwll ' l~llcidow·dirr di (·himica, ùispl' ru,;a -t!l:!-9-t, ,-ol. G•, pa.rte 3•, pagina :!(i7-:!!l0. tlw tioè ht Lipa:-;i è lo;ll>'tE'ttihile 1li utili applicazioni terapt•utithe. Esse co11~istono m•! ttalt;lntento ~ l.,llit· tul>ct·colosi umana, pr.w·ltè la. Jip;t~i, r1~IilC io ho co11 (jiiP~te rkP J'('hl' tlimostmto, $3-ponifiea il cor·po hadllarc tll'l bnl'illo di Iùx·h ridut'PJHlolo in fr·ammcnti. Qu<•sl;b ~aponiti('nziont• eHzimHtic;t IH'odotta, dalla, lipasi si e ffettua. a sp(•sc o dPI 1.·in · ~ti IIH'II t o gmRl:iO dd hacil lo o ~l t• l t<•:'$nto stesso del COI']lO l.JaciJlaJ·C.
P er l'azione ~ll'lla lipasi ~~ (·arattpr·ist iro il •·igonfiamcnto d<>l ba.r.illo il qua le assunw asp<•tto la-ITiforme gelatino~<o , a c·outol'ni sempre Uli'JW netti J·an-olti Ila 1111 aloue hiant·astm, fìnch~ si s1wzza e poi si foncle in Hmntnssi l'nppt·es<•ntanti i<L fnl-iioue di molti badili ricouo~i !tili dai 'ft·aJnrtwnl i 1't'sidnali ju~<eriti sulla ma,<;:-;a. tli fu~ i ou c <' OUJe <'-<~ pocehi<~ di :-opilli su g11andal(•tti. lJJ<nntlo la. Jipasi c]a lite prt-'par;lbt f~lla C<lllCl'lJtrn~ i nllt' dd O,:!i'l p e •· 1000 f.' Jl(' lla. qnantilù -rli :W e t . JWI' due :t;I'<llllllli di ~'JIIItO lllll<tno ricelthRiml} in hal'illi ~li Koclt, dopo 36 ore d i contatto <L 37° C. lo Rputo (' ('OJOp1Ptnml'll t t> ilil'dolto Pcl i baciLli Raponiticati; dopo GO orf', ~olo ceutTifnganclo JWr mt>z;-:()l·a il liquido, è possibile· I'<l ccoglic>re uno :.war~issimo st•llinwuto hudllarP. Jl(•l qunlt> i rari lmd1li rc>sid n a li :-:ono •·i~oufiati ~'Jlt>zzati o disf;t t ti . L'uso d<>lhl lipasi t·oHtJ·o la tnht> J't•olo~i unwna clt>\'C Jlt' L' C'iò t• ssel~ lll't'!':O in s~ria cousidPI'azione: <· nulla (l per mi' tanto caro quanto re<'<ll'e il !'OIItr·ihuto JII'Ci-:(' Jlte, a. quanto, pose iu edtltmza., a que;.<to propc}f<ito, il )ll'llllllO. 11t>lla c·omunkazione sopra. r·knNlnta. l'rr (Jnanto si rifi'I'isc.c> a lla pr1•rlisposir.ionc Nl all.a Hon preùi~posi zione <lcll'tJOill o a c·ollll'a •·•·e la tu hcl'f~ nlosi polmona.t·e inù iro H (lifetto 1Jerma·1u•ntc d('lla li pasi nel lJOlllH)llt', e la alipa..si dell'oq:rnnismo in genere, come canfK' della Jn·c•lispo:-:izio ne 1·osta,nt(': ed il difr·tto qnalita -
RET,A ZTONE DELLA LII'ASI CON J~A PREDV'H'USIZJONE DI::LI'.'UO)fO, ECC.
189
ti·vo o quantitafivo f ('}npo r ant:o (alipaxi, ipolipasi, di s lipa~i polwona.re o generale) t• ome <le tenui nau ti della. p1·NJ i F;posi~ionc tra n<,;i t oda . Ho in corso delle r icerche spPI'imenta li a l dgnn rdo.
Firen ze, 30 novembre 19::!4 . Azione a 37° C della lipasi sullo s puto umano contenente bacilli di Koch. l
Q•ulntìli• di sput o
Quantll•\ Porìodo Tcn•pe1•n .. di lipns l di coutatto1 tum
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I badili di Koch sono numerosi;;simi e mo rfol ogicamonte inalte1·at i.
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La ma!!gior porte d e i b ac illi d i Koch è ina lterata quokuno è rigouHato e F<p ezzottato. ~f()lt. i bacilli snno rigonfiati e sp ezzettati.
I bac illi ,;on o d iminuiti di nume1·o, coloruti in rcs.~o scw·o ,rigonfia t i e spezzati in fr·amment.i, con tratti d el Col'po bac illare completam ente svuotfit.o e C('ll a;;petto lurvifonne.
I bac illi !'<ono inf!ros,-,ati, rigonfiati, di coiOt·c r osso cupo, ad aspet,t o gelatino:<o d iffu;;o, con alone biancastro intorno al cor·po hoc-i ll~tre s pezzato a. grani di n>,;at·io, di l<tan~. i ati. Alcuni ,;ono fusi in gmppi di 3·4 ·5 b>tc illi, forrnnnd o una mass:1 gelatinosa r·o;;a con mac-c h io r os:se, piì.t cupe. in:serite, su di f's;;a, com o capocchie di spilli su d i un gurmcialetto. I bac illi sono m o lto diminuiti di numero, n oi rosto conferma della precedente Ol<Servazi on o.
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T bac illi sono divenuti anc he più rari. ne l re.~to come sopt·a.
L o sputo è completamente discio lt.o ed i bac illi del tutto snponificati. Ho dovuto centrifugare il lìquido per poter raccogliere uno scar;;iss imo sedimento bacillare. Si vedono bacilli completamente saponificati, c ioè, di,;fa.tt i; il corpo bac illar·e, d iafano ad aspetto di larva, !<Olo in qualche punto, ricorda l'antica forma. Ammass i di 5 o 6 bacilli spezzati, quas i del tutto dis fatti, hanno assunto tnlpetto s imile a guancialetti rot.ondi di colo r rosa su (:ui sono insor·i t i piccoli frammenti di color r·osso più c upo, r esiduat i dal dis fac imento d e l co rpo bac iUare.
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--HlO
LABORAT'OHIO DT RTCERC'HE CLH\ICHE E 13ATTERIOLOC1CHE DRLL'O:-.P I'.:DAl.J:: mLlT.AHE PIUKC'IPALE DI BOLOCNA
OIQUIHAMEftTO DEL PAnE con B~Cilll DEl TifO. [OlfRA E DlfTERITf per il rhtt. Nicola Bruni, Jnt\).(giore m<'~lico.
In una r ;t;.;st'i!ll<t <Tit i<·a pnhhli<"ata rwlla Jgi e111: wor1enw, (19:l2 so 4) ricorda \ ' O conH• l.a q uc!'.l io n(• tlt•l pane ahùia. senqll'e ass untv importa.ur.a. di prilllo urtl inc fl'a i prohlt·llli i ~.denid, ;;c·nr.a p<>rò t·hè da p arte tldle au tOJ·itù t·omprh·nl.i s i sia fa.rto qwmto sar1•bbe stato ck•sirle rahilc o n cc('ssario. Fra 1\dtro ;H·C<'lllLH \·o puri:' che i }H'rkoli mag-giori pro;·engono non ta n to dalla, lH'<'lhnazionl• c manipola.r.iolle tklla farinl't e d 0lla pasta., perchi•, fortuuataiiH'Ilh', la tt·lnprratura eh<' il pau(-' ra~l! iuu gc n ella cottura e la tlul'al<t lli qu<•s ta sullo sultil• ienri n<l uteidt·rc> i c·ontuni germi patogeni, l'Uill]H't•si qm•lli tl PII <l tnbl'reolosi. quanto ùni ~ ltrccssid pas~aggi , a llun·hè H pane, ]Jt'r una tp t:\llt it[t non inò.iiTt>rCnl.e <li mani, pmn·a d al forno, tino <ti t:urtstuna tore. IlJWl'il'olv :;;i JH'(':>t~n[;l an(·he mag-gion• rwgli amh it' Uli <'OllPtt.i vi, (oRpetbli, rnanieom i. collt>f!i. 11011 Ps<•iuso I'.Esnn·ito) 1wr ln mortalità f'Oil c ui ì: fatta h rlislrih nr. iune di'l paut tJ ]JPl' l a p ossihil<: e~b;t<'tll.a di qua,lclte bat illifero, <' ~pPda.lmt•nl t• ha(' illiff'l'll 1 fra il JH•rsoit:'llè di M•siRtc>uza c di son· l'~li un za. l>ifaU.i, Hd <'~<'lll lJi o . sono xtate piit di una. volta ricordate p i1·(·CIIl' q>irlc>mi<• di t.iftl. a tipo c·asa li n):!'o, \'l.!l'ifit:atc>si nei m au itomi; di una. di quesh· piJltPJ'O ad ot•(·uparsi l'Pl'l'ntem\"ntt· ani'IH.' i dot tori Pulgh<>r <' Jla<·l':thruni. E non (> t<Jtalnu:nt\• 1la esl'ludt>r<': llt'hl•erte l'acccrtament.o s ia lwn ([ i riicill.', Che il ]JaiH' JHI:<!<<l t'~S('I'(' :- ta1 O in ((ll<l !rho Ca$-;0 iJ ve.irolo. <'osì pur<', a riguardo della d il'k ritè. (• stati\. rif1•ri l a. da :Moraus- una ]Ji<·c·ola l'j) ill<' tll ia <li 10 C'asi \'t•rifk;ttasi in un paesPllo rlt>l ('in ·ondario eli ~t·ns, don:! fu appunto a <·tt·r·t;Uo c- h l' il e<Jnta~Yio era ~>l a t o diffu!io da. un fornaio e la m(,J,!lie, i quali a\'PYano la J>rvpria :.tl>itar.ione in contatto <:on lc1 rmnetteritt !'d t:r:tU<> amhr•lue ammalati di difterit-t•. Iuolt.re (• da. tener ('01 11 o della importauza som nu~ ehc h;uloo le mosdle, s jJ<'('Ìa llliPill<' Tll' lla d i n·n~ionP 'd ('llf' malattie in testina.li. D a un gran nunwro d i medi<·i lllil itnri. di<·e il ~lli.ll<>r nellt• lez ioni di epi<temiolog-ia g·cn<'t'ale, :-;ono st;tt<' nH·<·olt e i m porta n t i os~<·r vazioui r h t• dimostrano una. ;;trel ta C'O ITC'1:1zionc fra il tifo <' la di;;.,enteria cd il flng-t:\llo nelle mo:::dL<', tanto\'1,(•, prr a l<·uHt' lof'~tlitù , è> :'tato lliJn ostratu graftcamentc 1111 uct l <J Jlara ll eli~ J IIO fra la fr't'CJ uenr.a dc• Ile nto~c· he e l<l nwrta.lità per nffeziuui jnl<•sl inali. Kc si p<:nsa c·he nelle f<~('Ì di mo:<;t·hf' inqui nate art ific ia lrnente, i bacilli del tifo sono stati trovai i viwnt i fino a. 2:) ,g-iorui dopo l'inquin<omeuto c s<' s i pensa alla fa1•ilil à con t•ui le- nw:,:c·h<> si po~a 11o ;;nl pane, (>facile M'· guin• (:Unlt' no n ~i:t dt'i t utto tntsc·Jn';1hi l<' antlt€' qul';;l o Yeicolo d ' infezioni'.
1:-iQULNA.\IIi:NTO Di:L l'A~E I ' ON 13,\l'ti~I.I DEl, Tlf'(l, I.'OJ..Ii:HA E DIFTEHlTE
l!JI
Mi è sembrato quindi di una C'<'rta utilità sopratutto per ns~are i limiti dell)eri<•olo, ripl'Ntd('rl:' io consiùcmzioue t<t.le ur~omentu, del qua le. p<'r quanto Ilo potut(l vNit·r·<>, lHH·hi s i ~0110 oecupati, tanto<'h(• JH'Ila ~b't citata Epidemiologia gPL•e •·a l t~ d<>l ~ILillt•r, dnv(' ~ouo pn•:;;i iu 1.':-;ame tutti i po~sihili ll.lf.'zzi di eont.u(!io, non (> fatto a lctlll C'cnno al palle conte possibile veicolo d'infczion<•.
Per la maggior<' fadlità con la qua't• pos~ono difl'ondl'r~i a mezzo di.'gli alimenti, lto fermai t> stwc·ialn•<'Jde l'att<'nzioHe su tre gPrmi, c eioi• il haeillo del tifo, quelao dPl eoiPra e qut%, della d iftc·rite t•d ho t'stt•st• le ricercllf', oltrcC'h(• al paue, attt·lw nlla ~n.llelta, (t.ipo militarP), ('d ui biscotto, sct•g-li<>Hdo lH'l' (JlH•sf ultimo i l t i p o H c•lst•r, allo sropo di ae<·t•rt:1rt' evenf.nali dl!Tf'r('uze <.li <·onlporhlHWnto fn1 l'uno <' l'altro di quesl i a.li n w n t.L H,iferisco St'P<H':ttnnwJdP lt· l'Ì('(•rehe e,;t•gnite <~1)11 i vari germi:
I. Il'iQUix.niE':'ITo <:uN BACfLJ.O IJBL TH'u . Per <'OHlOclità. eli riN•r(:a. ho >;udùi,·iso ill>anc, la gallett:~o ed il biscotto jn piccoli pezzi di l C't'li ti mel ro q uadra.tt> <·iascuao. C'ou una cultura. iu a.ga.r di 24 ore di un ceppo di tift>, dn. 11w stesso isolato di recente da uÌ1 ca:>1> lllùrt.al<>, ho pn•p:u·al n uon. emulsione iu brodo, piuttosto spC'ssa, spalman(lùnc due an:-;t> :-;ulla superlide crustolja. Ho S('f'lt.u In. superficit· crostvsa. verchè ~uwhe in eowl i;r,ioni normali t- qu<•lla v iit Sl)ggctta all'inquinamento. [ pezz<>tti inquiuati sono st.at.i poi cotl:-\l'l'Yati in capsule di Petti alla tCll!JlCl'Milra f'd alla lnce tliffusa del l;thoratoriiJ, r;iuquiuamrntn è stato xipc~uto d u e volt·.e, 11ua HPI mt>sP di ago:;;to <•tl um1: nel nwse di novembre, quindi in ~ta_gione calda ('Ù in sta~ionl:' a utun ualc. A periodi vari ho pr!•Jrq~oto m• certo n unwro df'i detti JH'J:r.pt.l'i passandoli in tuhi di bile dj buE' RtL•rilizr.ata , conw cult ma. di arricchimento. Dopo due giorni ho fatto dd le semine sn piastr<: eli terreno Drigalski, e tubi di brodo a lros:;o neutro sccourlo B<' sson, Hanquc e Senez. Oltrcch~· dalle variazioni dci tnl1i ul rosso neutro e dalla lllt.Jrfologia. delle coloni<' sul terr<'nu l)rig;:.lsld lto accertato h'l. J)Oi>ilività dei risultat-i con trnvhmt i dal tenl'no DrigalsJ, i in 1-ttbi ([i agar e iH!C'Cti!Sivo controllo per mezzo della nggluti nazion<' <'011 ~>il•ro agg-lutinante speC'ilìco. f'on il primo inquina rrwnto, prn tiea.to uel mese di agosto, il bacillo d el tirv si~ mantenuto in vita, tanto Ru l vane come sulla ga.Jlctta., fino al mese di dicembre, cioè per no giorni; con il !'<econdo inqnìnamen~o. prat-icato nc·l mese di novembre, la re~ist<•nza è stata. anehe ma.g giOJ'P, protraendosi fino al nwf(e di aprii•·, ciui• per lwn 147 giorni. liu comvortamento speciale il bacillo del t.ifo ha. prescnt:~oto col biscot.to, sul qw1.1 ~ la v ita lità si è riv('l.ata. a;:;:ai minor<', uou ollrep:lssaudo i 30 giorni. Gli esperimenti sono stati ript>tnti più 1:' pH1 volle, in \'aric> condizioni di temperatura amhieute, mu. sempre con gli stf's~i resulta.ti. Tale difTcrcnt-c eomportctmento ].Jotrebbe att!'ibuìt·si alla pt·eseHI.a n('l biscot.to della vaniglina, 1-':ost.anza che, se<·orHlu 'I'Va:-:;:ermann, avrehbe in-
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TN<-/Ul:-.1 ,\)!KNTO DI'H. PA~H~ CON BAf' ILLl OEL T I FO, COLERA E DIFTERITE
flueuza nociva sullo sviluppo dci {!'Prmi aerobi, mentre fa,·orirebhe quello degli anaerobi p<>r la sua azione riducente. Però tale opinione non è stata eoufermnta da altri ricerC'atori, per cui il giudizio deve t'l'Sere piuttosto ri~>ervato .
l;a vitalità <·he il baeillo dPl tifo ha con~Prvat.o sul pane è veramente notevole. l 'meoka, il quale esc~uì esperienr-e :;:ul pane giappone.c:e, ottenne una vitalità ma~siu1a. di ~O giorni, inferiore assai a quella che P. risultnta dalle 111 i e ('S!Jei'ÌPU ZP.
IJ. lN\Jl.'JNA~!EN'I'O CO~ BACILLO DEL COLERA. Il proeedinumt.o s(·guito per il bacillo flel colf-Ira b lo sl·esso indicato precedentPtnente per il tifo. Ag;..duugerò soltanto ('he, data la }Joca resistenza, di q uestu g€rme agli agent.i esterni , ho ò<Jvnto ripetere le esperienze parecchie e parec<:hit> volte, g·iacch& i result.ati si prese.nta.vano assai differenti nelle vnrie condizioni di esperimento. Inoltre, per avere un (;rit.erio circa la. J>O~sibilc azione anta.g ouist.a di J!('rmi eon<:omitanti. ho eseguito esperienze auche su matl•ria.le }JI'Cviamente sterilizzat-o a l 20o C'. Jl ceppo fii cultura usa tu per l'iuquina.mèJJtv mi era stato gentilmente ' favorito dall'Istituto di lgieue della R. FniwJ·sità di Genon~, ce.ppo che agglutiuaxa ott.imameutc e:ou siero agglutin:tnte sp1~citico fino ·a l : 10.000 e svilupp~wa benissimo sui LClTPni spPdfi(·i di <'ultura. Ad intervalli di tetupo nn·ii ho passato il materiale inquinato in acqua. p<'ptonab, dalla quale ho fatto p vi delle semine su terreno Dieudonnl\ Pd inline ho -proeeduto al controllo medi ante l'a~glutiuazione. Come ho già a.<'eennat.o, le (•sperienze sono state rip«>tutfl parecchie volte, sia in Pstat.e <·ome iu inverno, cd i resultati sono sta.ti varii, ma in lilUit.i di tempo piuttosto ristL·etti. ~el materiale non prPviamentl" iiteri lizzato ho t.rovato una vitalit-à ma~;; ima òi 18oreil4 f.ebhraio 19~4 a.d lrtlà tmn pur~ttura. a m bi ente di R-10o O. ed una minima di 5 ore il 35 luglio 19:!~ a tempera.tura ambiente di 31o C. Con ma,teriale sterilizzato la vitaliti\. Jn as;;:irna ~·stata di 36 o re il 20 marzo 1924 con temperatura amhient.f' di 10-]l)o f'. ed una minima di 14 ore il n luglio 1924 C\011 t-emperatura ambiente di ;30° C. ~essuna differenza, rwtevole fra il pane, la galletta cd il ùisc·vtt u. Nella ('ùnsiderav.ione poi <'he tali mc;:zi nutritivi hanno reazione leggermente acida c elle il vibrione del coll'l'a è st>nsihilissimo agli acidi, a llo scopo di accertare se ed in quanto l'al'icUtà <h·lwez:r,o pol'sa :were influenza stdla vitalità. d~c•l g('rtnc, insieme con le esperienze con i detti alimenti sterilizzati, ho proceduto a controlli l'OH qn:Hlrat.ini di tela, predamente sterilizzati eù inquinati con la, stessa cmul~ioue di pa,tina di cultunt: I resulta.t.i s.mo stati identic·i a quelli ottenuti con gli alimenti sterilizzati. Quiluli ~ da, ritenere che sulL'l. vitalità del ha.cillo del colera seminato std pane, ga.Iletta. e bi!>(·otto, a.l!isca sopratntto l'essiccamento e poi la concorrenza di altri germi antagouist.i, ma. nessuna azione a1;1prezzabi ~e eserciti l'acidità del mezzo.
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JNQlJINA:'I!l::NTO DEL l'A1-.'E ('0)'< BACILI.l DEl, TlFO, COLERA E Ol~'Tl-:Rll'E
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Ili. L~QUlNA~IP.N'l'O CON RACILLO DELLA DlFl'ElU'IE.
Anche pt.'r il bacillo ddla difterite ho seguito, per l'inquinamento, uguale procedimento come per i fin<> germi prccellcnt.i, usa.uilo uua cultura hÌ siero Loffle.r di un Ct'ppo <la me slc~~o i~'>olato, eli Yiruleuza tale che inoculato in una cavia, aveva determinato la morte dell'aninHLI<' in due giorni, mediante iniezione sottocuhmea di l t·<>ntimctro cubo di brodocu:t.ura. Come terreni di ricerca ho pt•eft•ritu qlll·lli di Pergo'a , di eui a\·C',-o già rieonosciuto la buona ntilità pra.tien, poit:hb n(~l ca~>u attuale presentavano un dup:ice vantaggio, permettendo al tempo stesso di wmfruire sia di un mezzo di tuTi<:chimcnto, sia di 1111 tt·rrcno solido per l'accertamento dd lo sviluppo delle colonie. Kella miscela di al'l'icchimcnto, prt'para.ta sc-conrlo le indicazioni di PergolH>, ho ma.ntenuto il materiale inquinato per due g-iomi (> piì1, alla temperatura di 37° C. df:l termo"tato. D opo tale periodo eli tempo, preleva.n do alcune aMe della misc<,la, ho fatt-o stri:;;(.;i ~ul teneno solido H rli Pergola, ~.:ontJ-ollando i resulta1 i sh"L (·un l'esame morfologico delle cultme, sia con l'esame micru~cOjJicu, p('r il quale h•J tenuto conto (l elle particohìrit.à di tecnica. consigliate dallo f;1;ps;;o rergoh~e, e doi'· la fìsf:azione del prepa· .rato con a.Icool etilico anziehì• col calMe, la eolor~tzione t: o l b leu di ); eisser e quindi il trattamento con soluzione iodo-iodurata di I.ugol senza colora zione di cont.rasto con vesuYina. Seguendo tale metodo di colorazione ho ottenu1;u pr(•pa ra ti cun granuli polari hcn evidenti e faldmente riconuscihili. Voglio puro jn('identalmente <WC:Pnnare clte il teJTeuo di Pergola mi ha dato sempre othmi resultati: solo ho notato chf> rtunkhe volta non inibisce completa.menk lo s,·ilup:w 'li altri germi, speciahnente eocrhi. Però le colouic difteriehe ~ouo n:>:>1l i piì1 precoci nello sviluppo c beu caratteriRtiche. na a.leuui (• :-;tato aecrnnato a ditncoltà. ndla preparazione del tCJTt'IJO I'CJ!ido. Io pPraltru ho trovato che non ne presenta alcuna: llasta solo usare un po' di a ttcnz.ion<• IH'l' non oltrop<H~~are il punto giust.o di coagulazione, altrimeuti il 1l'Treno :1ssumc una. ,•oloraziolle verde seura.. Le ricerche rla mc <>se.\!uite. tanto clmantc la 1'lag1one calda <·ome la fredda., hanno dimost,rato ,.J,c il bntillo d1•1la difterite si mantiene vitalE>, sia sul pa.ue come sulla gal l<'! ta e ~nl hiscotto, fino a :'{!l--to ~!iorni, 8t'nza difl'<'renza notevole a l';(WUlld<l de' le \'ari<' condiziou.i elimatk.lw. 'i't·on, eh(' si ì1 pure oc;cupato di qnt>stf> ricercli :', ha trontto che la resistenza del ha.cillo diHerico ~u l pant' (• di ·19 giorni. Credo che la. dif'l'erenza. con i miei ri~ultMi stia soprattltto iu questo che il detto autore ha usato, per l'inquinamento, una brodoe:ult ura ed io inYccc una emulsione pinttos1 o 8pessa. dclh\ cultnr<t in siero J.otli<'r. Una diverl'lità ft-a l'inquinamento dd pane con brorlocultura e quella con cultura. in agar l'bht' già a notare ~lontefuseo, il quale ot1t'Jllle, eou broflocultm·e, s ,·ifnppo dt>l ba(·illo dift.t'ri1·o fino a 4 ~iorni dopo l'innesto, e con cultun~ in. ag<H' fino a 1 Ogiorni, nou ~weudu p('rò continuato ricerelte oltre questo limite.
CO\""('IX S I O~ I.
Hiassunt<•tHlo, <J11Psti l'i \l!t O i l't'Stiltaf i ci<> Il<' mi e ri<·t>r1·ht•: Jo T,a n•sistem:a (i('] 1Jadllu dc•l tifo ;;n l p:lnt> c ;;ulla ~a ll c·tta, f. u otcvu\ntc•nt<· <'ll•vnfa, potPndn ]H'ofr:lr si d a l 00 giorn i fino a 1 40 a seeonda <ltllc c.:ondizioni di tt•mp(•ra t ur:t ant l,irntc•. ):p] hisrotto non re~<iste oltr<' i ~ O giorni, f\ t al<' (•untporta iiH'nlo ?> for:-:e rla atfrihuil·e a ll 'nzione uneh·a rRpli<'a t:t dalla Ya n ig l illil. Xe con1w:ruc• dtP, pt•r il tifo, il parw può <·<·rto ra pprl?s<'nfare un '·eit:olo eli infezione·, sia do H' le• p:uH't t<'ric l'itHW unite a i loc·a li eli n hitazinue, com o spf'sso a" ' iPne u e i ph·l'llli <·entri, sia. twgli mnhic•n t i colletti\- i (sta.bilimr u t i sanitari, co llc·~i <'<1 andt(: 1:\ Pvl l<•t t ivitì•· wil it:1n~) q uanùo CRistano in tali :unbil'nt i porfat.uri di bnc·illi, e ;;;oprat utto poi quand<t il p11nn non !'in ronvrni<'n t <'Ili C'Il t e l'i para t o dal)(' m o:"<dll'. P er la trallettn il p eri<•olo (• as»ai lllinorc, Ria pt:rclt(• s i prrvar;t in x!ah ilimrnt i RJlt'ciali, sia pt>n·h(• ~:i c·on ~uma dopo un lungo JWriodo <li t<'lllpo, ::.;np<•riorP in g-enPr:tl<· a. cp~ell o in <·.u i è eompr<'l'a Ja. vitalitù tl<>l h:t<·illo dt'l t ifo. Altrt>r.tant-o ]JCH' il hi;;;coito, sul qua le inoltrl' la rt'xisl <'li ra ti r i g<·rmP ~ anrlw notevoinwntc' minore. 2° Pt•r il J.;u·illo ùel ('O lt•ra la vitalit à s ul panl-', sulla. galletta e his('o( lo io relnt h anwnte hr<·n·, fino il l R un', per l:azion<• rapid:'l mente nori' ;t elte <'»<·rdtano xu (li <·x;:<) 1\•s,.;ic·c·:ltttl'nt o cd a.1t1·i germi at~tag-ouisti. Perr iò 11(·,.;:-;un JWric·olo clall'u:;o dc•lla. .~a llt-•tta (• dPi hic::cotti. P er il pane invf'('è il )J<'l'i\'o ln può <1"i~; t P t'<''. d ato c:ltr qursto a limrnto si consum n ~Lbi t.un lnl\'ntc urlb ste:-"a' gi « 1rn al•~ tklh~ fnh1n·i(\a7.ÌOIH'. Quindi bumw preca.uzion<', in l em po di epicl(•ntia l'oh·ri<·a. di eonf.:c•rYare il Jl<tlle in Nt<::a ;11nwno LH'I' un ,!dorno, prin ta di ('Oll>:tnnarlo. :1o L~ rc•sistl'rtza. ckll •<tdllo della diftPritt> snl pnnt>, ga llc·t ta e hiscotto osrilla fra i :{O(' ~O giorni, ~><·Hzn clilh·r·Nna tra l(' h·<' Rpt•<·Ì(' di alimenti s.prrimPnta t i e ll<'lllllWll o u o t !'volc d i ll'cn•nza per le COlHlizioni di a mhieu te est<•rno. ll JWril'olo del ('OntagiCl rlift cri<'o, m<•ntre pm la g-n.llct.ta cd il bi~o;cot1:o p ui'l rilcner:>i null o, prr il p:lU(' in VN't~ è u11a. pol'\~iltilit;à d~~ t.ener prt'sent<>, t'<)lll<' d !' l r<'f.:IO ~~a a lliliHJstnll'<' quakh e pi<'l·ulll· rpW<>mia g ià verifkatas i. BIBI.ICGHAFIA. Rulla vitalità del v ihr inn e cole rigeno nel lat.te e nello mo,;d LP. A Il n n li d'lgi<'ne, 19 12. BJ!:SSON A. T éPhnique :\licrobiolol(Ì()tte, H)24. 13tNOSJ-:rL. Ct'lwr rli<' Hultbark<"it. der Typltushn7.illl'n a n Nnhrw1gs und GenusRmittoln. Zeit.~chrift. fiir N!J!J· •tmd btf. K n111k.IJd . 28. BtWNl N. - Panifìcaziono e paneLfet·ie dal punto di vista i~i enico. Igiene illodenta, l !)22 n. 4. Cr::r.u A . - D(•Jio n();;tro sostn n7.e n limf'ntari consiclf'rA.tf:l come kncno di culturo. d i germi patogc·Hi. Bullel/i)IO della R. Accademia J1cdica di Roma., anno XlV. ALESSANDRJNr G . E RAl\IPIF.'t'flO G. -
Co:omAPI e TH01·n . -
Ein Yednltrcn ZV!r Xachw<'is de1· DiftPriebazillcn. 11./wu·li.
Jll ed. Tr'odm•. 19 12.
19;') Vebe1· den Nnchwl"is ,·on Typhu,.:bazill('n in 13u1ter 7-eitschrijt fiir Hyy. t md In/. Bd. !)5. H rjt 4. KoJ,LE E \VASSEn~r,\N N . Haa1dbt~~·h de ~ pa tiH>gpue n :'l!ic-rooq:;ani;;men . 1912. L uSTJC; A. - Malattie inft>tt.ive d e ll'ttomo o d egli auimali, L922. ~fONTF.~'U S<;O A. ~111 m odo di c-omportarsi de l l:mc ilto d t> lln dift er·it o >'llllf' :-;o;;hmze a limentari. A 11nali d'lyimc, l !!!lH. :\f ORK-\UX. - Bulleu in de l'A cxult'tltic de :llhlicine. l!) 13 . DJTTHORN. -
:IH.ìLr.F.H P. -
VorlesungPn iiber Allgemeine Epidt•miologi~. Fisuhe r. 1014.
PERGOI,A }[. -
TI mi o mt'tod o d i ri e('r•c·n. d e l ba!' ilio d ift t:' r·ico nella prnt ica de ll'ac certamento rl iagnost icn de lla difterite. Amwli d' l yil'ne, 1922 n. 8. PP:R<<O f, A M. :\Toda litl\ pe r a<· ('p[prare la di a~tno,.,i ba t te ri ologira d l'Ila dift.~H· i te. l gi.e m• 111ode ma, 19 2:l n. 3. PK!WOT.A M. - TI m etodo cle lia, ('o!ornzi<>M' rirl o t.tn ne lla diagn o.~i btttterioscopicn. d e lla difter·itf!. f gi<'lt e modt n w, l\)23 Il. S. Pot.r.AK F. - l:cbcr· di<' Ld>ons d nueJ' tULd r;;nt,,· ickdun)..r,.:f drìgl,<'it vnn ('hn leravib r·iom·n aur Obst Ullll (:ernii,.;t•. Cnttralblalt i ìi r lJol.:t. etr. Abt l Htl. ti6. Originale. P cr.c:HJ·:R F . e ~(A< '< 'ABRUNr B. - P urtntcwi d el tifo in un mnni1:ornin. Igiene modernn, l 923. SA:MI?IETRO n. - Sulla clin )!nosi b ttt tPr'Ì<)Ingicll d d ln difte1·ito col siem al t<>l hrrito di C'onradi T rod1. A llll'tfi d 'l {I Ù' II e. l !Il '!'noN G. - La re:"i>'ten.zn d PI bac-illo d iftt'ri co fu or i d e ll 'oJ·ganismo umano od i mezzi di contnj!iO indi1·e Ho e d t>xt raHnuln (•.(Pa,·i a Ti p. P opol arP ,) Hl23. {.:)t :EOA. - Le l.x•H:«Iau c r d cw T:'·ph u." 11nd Parutyplru>< lnnill <>n in Spt'i~en e t!'. Zc it;;c hr. fiirmilitilritrz.te-T o ki o. 1Hl2. Ccm tmlblatt j i i1· IJa!.·t. R ef<·ra.to. Bd. L VIII. VATa\ GUssA F . ::iulla rt '><istem:a d el hHt·illo difteri co nll'c;;sic<:untcnto. Riu~ta di Cli11iw P ecliatrira, l!JOH u. <J..
a.
CASUISTICA ·cLINICA OSPEDA LE :lll L l'rARE I 1 HIKt'fPALB DT HO:II A t. REPARTO ('HHHJ RGlA diretto dttl tene nt,o colonnello p t·of. s . .HWci
DI AGl\OSi ~] CURA DELL' A SC ~ SSO EPATICO AMEBICO per il pro f. Alberto Ciotola, C>.l pitnno medico.
So il problema tcrapeutico della dissenteria amebica può dirsi orma.i risolto con l'applirazionc della Cl.u-a emotinica, non altretta.nto p uò dirsi del t rattament·o dcll 'nscesso epntico che costituisco frequentemente una delle più gravi complic:nzioni dell'amebiasi. T:1l e questione è d 'import-anza notcvol<>, percbè il numero dei colpiti dalla malattia si è notevolmente accres('iuto clopo la guerra del 1914-1918 per i frequenti fiCarnbi colle colonie, e l'affezione ha perduto il suo carattere esclusivo di IIHtllttt.ia tropicale. Di fati i il suo e~tond4?rsi è segnalato in :Fran6a in tutti i di pari imen ti anrl1e in individui cl1e non hanno mai r i-
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DlACKOS ! F; C URA OELL' Ml('F:,.;:;Q lo: J'ATJ( ' O :\.\II':B J\.'0
sieduto in altri paesi (Mattei, Rist, Garin e Lépine) e presso di noi, date le numero~e osservazioni antiche e recenti, alcuni autori sostengono l'esistenza di un ' amebiasi nostrana, autoctona, etiologkamente identica o
affine alla dil-ìsenteria. tropicale (Boeri, lzar, Pontano, :Mondolfo), mentre altri ritengono che, in tutti i (·asi, se Jl(:' possa ricercare l'importa.z ione coloniale (C'asagrande). Le maniie:>tazioni enteriche sfuggono nei nost.ri paesi frequentemonw ad un eflatto a(•<·(wtamonto, p<'rchè si maniiestano con quadri clinici svariati, .assa.i lontani da dissE'nterici (Pontano); ma tanto più frequentemente sfugge la diagnosi nella localiz:.:azione epat ica in quanto questa può verificarsi spesso senza,. aleun sintomo intestinale, c·ostitnendo un problema diagnostico. di non faeile soluzione. L ·ameba infat.t i può invadere il fegato senza. che la. sindrome .dissf\nterica si manifesti, c, persino, qualche volta senza che si producano dl'lle lesioni apprezzabili sulla mueosa intestinale, come è stato verificato aU'antopsia. (Valaf';;opotùo). Pontano anzi ritiene, e con fondate ragioni, che gli asce:;;si del feg-a.t.o nt•l eui contenuto frequentemente non si riscontrano ~ermi e che vengono citati da tutti i trattati di P atologia r.omc a.scessi sttrili non :;;iano altro che aseessi a.mebici. Infatti
la dìffnsìon(.> d(!ll\'l.mebia.si ris1•ontrata sempre più estesa quanto più si procede :all'esame metodico delle feci di diarroici banali, il reperto di scarsi germi o la pret(:':>fl morte di questi in un ambiente adatto invece alla loro molt.iplieazionl' c'indicano che non d<'bbono aseriversi a causa microbica la ma.g gior par te di tali asce:,;si. I,a storia clinica. dell'ascesso amebieo del fE>gato e le basi del suo tra.ttamento non devono e~scre perciò nozione solta.nto di speeialisti delle malattie tropkali, ma dovono di1Tondersi tra i medici, poicbè in nessuna altra ma,Jnttia c·omo in qu<'SUL ln diagnosi ed il trattamento precoce dànno risult,a.ti brillantissimi. •t La p1·ognosi dell'amebiasi n all'erma giustamente il Françon tt è- ~oltanto una questione ùi diagnosi 1•, e c.ioè vale. ancora dippiù per l'ascf'RSO amcbico dato il facile trattamento medico, ben diverso dal chirurgico, pratica.t o finora, la cui gravità non sfugge a nessuno. Le manifestazioni epat.icho dcll'atnehiasi sono state solo di recente acetmttamentf' studiate nel loro qua:iro clinico ed anatomopatologico; ma un accordo c·ompleto non si può dire aneora ra.ggiunto tnl i vari autori. I fenomeni ehe aceolllpagnano la migra:.:ione dell'ameba. nel fega.to sono camtteristici e IJecnliari di tale forma, morbosa.. La migrazione si eompie attraverso i vasi portali sotto forma embolic;L Si determina prima. una tromhosi vasrohne, poi Lln focolaio necrotico nel parc.ncl1ima epatico, e la, liquefazione di quei>ta massa necrosnf·a. costituisN' J'a..,cesso dissenterico. Ciò perchè l'ameba non produc·e mai velC:'oi ca,paci di difl'ondersi lontano, ma e~nrriUt invc<"e un'azione di necrosi locale che si <letermina unicamente n suo c·ontatto. Infatti negli asc·essi epatid, anche voluminosi, ma.uca-no a.bitualtncn1e sintomi funr.im1nli del icgaw, perchè J'intE>gTit:à delle eellulc epatithe cbe non sono ~;ta.te toceat c dalle anwhH, as~icma la p crsist.cnza della, funz ion(> .
.Alcuni autori, c tra. essi ;rpe<·i;llmenttl il nostro P ontano, ritengono ehe la fluiditiea:.:ionP, d(•lla max;;a n<.'<>rotka aYvenga per azione proprie'~. dell ':mwba 1 ::;en:.:a l"in tPrvcnto dPi g<'rrni ; per cui non si tratterebbe di un vero a::;c·.p~:-;o, ma di una nec-rosi collitl_tHltiva.
DIAGNOSI 'F. CUTIA D~;T,I ... \I<t't;;SSO El'ATI!'O .\~IBOH'\1
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.\ ltri autori rìt.engono invet'P l'in t<>n·C'nto d<•i germi nccc·s~ario per a n•r:!i l.a tinidifii·a.r.ioM, Nl in<>vit}.tbilt' nel decorso dPtraJTezinne. I~e id~·e <ll'l Ponta no sono a.mpiament(' comprovati' dal rep~rto microscopic·o del pus ('~trai to.
in <·ui risc·ontra.nsi eli :;olito d<>h·iti c·ellnl:ari, enlallit>, :;carsis:;imi )('llCtJ<'iti c, ass€'nza di germi . In qual('hl' caso i vari germi trovati o l'cvPnttnalf' t.ral'!forma;r.ione pnruiPnt;l possono ag<•volrn<"nte riportarsi a tl inf(•zioni io\Peondaric Pndog-Pne c• l'sngt•n«'. Dal vario modo eli ('on;.:id<•nu·~: l'<,volvt•J'<' dPI processo morboso ùipenclc la varia eondott.a t<•ratwnLiea con~igliata dai var·i autori. Fin dal Rogcr~o;, che la introdux~w 111~lla tt>Tapin arnebi<·a, fu ritenuto che l'emetina pot<•sst.•. ilH'.rt· a r. io n<' ~o lo n C'lJO ;o;tadio pn•snp1nu·ativo (' eoadiu vas:-;e l'interwnto openlti vo rwt·l·,..~ario ed t>s.•;vn;r.ia le ]Wl' ottrnere la ~ruarigiun<'. I l Pontano <d'ferma t' di111ostra pratit:amentt~ c·hc LtS('C'sso c•patico può ~'"lit'rt> non solo >'t<'I'ÌI i ;r. ;r. a t o ll<llla c·ura rnwt-.init·u. ma une· h<' <'Onq)letaltlen t(' riassorbito. E (•iò tanto pii• fat :ilntPIItP in quanto l'a>wf'sso ~qntt i co di solito è nni('o, pet<:h(• lP embolil' <lt'hhouo essere poco muneroi>le <' limitate a piccolo tnttto di varf'nrhima. Vnlaxsopoulo. infatti. :::u 311 autopsie in morti di asc·<·sso clissentc·rit·o nl'li'OspNlal<> GrPro di !\l e~"amlria. ha c·onstatato il fiO o~ rli ;IS('PSSi lllliri Nl iJ J(} o;, di <HWCssi lllU)t ipJi. La sPth' ì• a prdnrenza nel loho destro dt•l fc•g;:lto l' spetialuwnte nella parte• t·entralfo, ('Oli tcncl·e nza ad t•s!f'ndersi verso la parte superiore ch' l lobo, c· c·iù in rf'lazionP all'importanza della hranc·a portale d('slrn C'h<' xi ·d i rigc' <·oli c\ sue d ira lll azioni vPrso la su perfì.<-it> c·on vc·s"a d t• l lobo. r.·:t,..t(•sso puù <':4Lc nd<:'l'~i in tlltl(• le din•zioni c~ formar<' dellC' adt•n•u;r,p '('011 §.!'li organi vic·ini uci qmlli può rompersi(' ùnre ol'igine ad una, ~into matoln~tia ca.rait<•ri:.:tiNl pt'r OJ,!IIi r1•gione. P<'l' la suèl sede pr<·~fcrita l'a:>ce:;:;o :<i 1·ornp<· piit f;u·i l nwntP twlla ph·ura t' n<'i bronc·hi. e talorH, qtlftndo la s int.onwtoi<Jf!ÌH r stal<t muta,, una Yomi,·a ~ il primo xt>gno rilt;\"abil•·· ~·b1 alt l'(" furtl'li' llL l'fJàtiti <11lH•hklw sotlO sta t<: tles('J'if t P dagli ;tutori, a n chl:' s<' non sntlid<·n t(•·lnentu sulì'mgatP da un l<Ol'l'~"JHJntl C'ntr reyerto tln<Ltorno-p<ttologic·u ..\l t: unr forme dPhhouo e:;sPl'C !,;l'n;r.';l ltru esC'lu~c rome le ('llltyt·.~tiuni rprrtil'ltt' <1!'11<· fol'ln(• disl-lentericlw gmvi, tlovute PvidPntcnwnt<' noli all'innt>;ioJH~ auwhi<'ll. rna a ll a tos~iemia l'hl:' si verìfi ht in tuttc' k tnalat'ti<• iul\•ttivP . . \ktuli parlano di f'7Jttliti .~11Jip11mll' ad ttlldrtl/11'/t.to torpido, rli '' Jmfili trmcbir·l!f' t·ronù·it•l che piut.t.o~to clt>hhono intt•l'Pl'Phtr•si <·onw pro~·t>ssi nN·rntici <' h<• si a n ·<·st ano a.l p!' imo pNiodo. dcterm ina n dosi una rc•J.!l'<'ssionl\ :-;ponhtlwa o provo<·ata dalla c·tua, 1·h<• fi,nisc<• <'On l 'inristamPrttn clcl nodulo o <·olia sua Pi(·at.rir.r.a ;r.io rw. P aisspa.u e llul int•l hanno :St!f;('ll<llalo l't·patilt• ipt'l'lv/it'(( fWII'bir11 • ...\c·liard P Foix J't•palit'• nuilnTar" gomnWN<L I~o ~pr·~; <unnwtt·(l 11na V<·ra <-irm.~i mttl'bil'n. l Ja ~t-orht ·di qnestp forme ('ronidw non i\ lwn t> re<· isa h i ](•, perehè in individui ~oggetti a s va 1·ia tC' ca ust' morhi}!<'lW è diflkih.> stabilire l'importan7.a d!'i vari a~I'Oti JHttogc•ni. !'fel ca.m p o d<• ll' :Lmebiasi Ppa t il' a <Jgni cont ributo può !>ssc•n· utile P('f l'll1:wirc tutte lr pal'l ieol;t.r·ità, della cornpl!'ssa sintoma.tolog ia l' della h•t·~J?ia. h asat<1 a.nrora su eonc'<•tti :uttitPtic·i; ondl' nou ~arà. or.iosa l'c>:pu"lZIOnC' di uu ca!>o l'linico v<~ nuto alla ·nostl'iL os;,l·rva;r.ionl' t• che ditno::~tra -<mcot·a. una volta la stmordinaria. atti\·iti\ clelia <·w·a Pmdinint.
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H. Hot·t·u. d i uru1i 2tl, da i\[oul "' ::>. tfinnum i Cu r111.m n<> ( l•'r·o:<i J HlllC~). Nullo. d i notevole n e l ~ent,i lizio. Ueuitori vivent.i Il suni. Il 1mzicn te tlffnnwr eli P:<:<f'm stnto S!'llliWO bt•no e n1111 r·ic<ll'dn di avor soffc> r·to n<.>ll 'infan:~.in. f' rw ll' ud n . leRCenzn. molflt.t.ie degne di n oto. N<:!!tl Ili<'" c• rn11 lntt il' ,·cnt>r·0f>. f.; modir:o ht>,·it.or·(• e fnmn.t.ore. Alln fine d el 1922 s i 1\JTnolò nellu R. l :wudin. di Firmm.a H 1111 J!''t:>l i>H·<> ser·vizi,, J'irna ~~ R o ma. poi da l maggio 1!124 a Napoli,(>\'<' Ila fa tto :<er·vizi•> di :<or·vt>glianr.a all o :5ca lo .Mu r·it.t imo. Dunmte la pe rmanenzn in q ueRta l~ittà hn snffer·t.o ci i di sturbi d is pPpt ici P. q uitlche volt!L h a a ,·uto ><ca•·il'lu' d inn oich<". accompagnate d tt dolori addom in!'li. M11 ta li di~;t11r·hi ful'llnO :;eu . pre di liPve Pnt.it.à f<t'll:7.rt tlltl'r·azioni ter·· mieho e fur·o no ctu·at i amhula tcH·inll1enteo ,;f'nza r·iehit"dt-t·e ri<.'O\'<' r·o spedaliei'('. Nf'g li ul tim i giorni d el me,:e di luglio s i nutnifcst ò un doloro vivo a ll ' ipocom · di'i o d est r·o: dt>lor·e cht• s' irrad iu\'>\ ve1-,;o lll ~-: parla~ c·lw :<i acc:e ntuavu r:on i movi· mt'n t i r'C•:< pir'flt.oi'Ì. Il puzien i<• a nd ava Jlii.Ht ma n o ll<'l~ •·t•ndo nwntr•f- n otll \'a. nnn profon<ht a .. t,e nia. Fu in\'iat.o perriò a U'ospt-•du le Milita r'!) Prinr·i pn lf' di Napoli In'•' fu p r·opo,.t-o per il pr·oscogli mcnt<l d!•ll>t. for·ma der· oligoemiu" d(•p<·r·i nwllto or!!u · nico. R endPurlo,;i int nnto t•vid c utl' o l rfi><otto de l bordo cost a le d ci<tm uoa tur~e fazio ne r:he nn da va progresRivu nw rll c• allll)CI\ t u.nùo d i volunw ~t'n""' t.l ol«irminarc· n lc Wl dist.u !'1>0 J>ar·t ico larf', a nz i i l dolm·<' suhictt i\'0 >< l 11 t tPnliiiY!l nnt!'volmont f' . Compari va per·ò inumt.o c levmdon.:> t c rmit:U St>rule> d i poc hi uocitni chu aumun · tand o ù ' int<>nsi tà assunwva un tipo n e ttarncnt<' in tt> r·mittonte c· ull'inizio !'!f'u zu bri v ido a nzi con ;:enzo d i eH lorC'. Le eo nd iziou i gt>ner·o li t-r·u no sempr·e piìr :<cuden t; anorcssi11. completi\, nh·o regola re piutt.os t.o :;tit.ico, f1•ci ('<>Ol JlO>'< t fl di co lcn·it.o no t·rnale a:<.:;Emt.n di itte ro; w·im·, limpide. Inviato in licenza n R.or11u . l'lt i E~d€' di (',.::<<we J'Ì!'(t~'<" rat o i11 quf>!<to O><pf'dal•• in eui ont nt il 1o settflmur·e 1924. E. O. C'ostit.uzi oue schelet.rica r eJ!olare, notevole :stato di dept•r·intonto ~ell o>· ra.le, o li~<,ern ich e le mu co1<e vis ihili, S<'llrf<v pannicolo adiposo, trofismo musrularP discret.o. NE'ga t iv o l'esame d eli' a ppan=tt.o res p irat01·io, esu·d iova.<!colarc c linfat.ico. L ' ipocon<;lrio J eRtl'O (· defor·mato J>er· nn a turnefnziont•, e h<• l"·ot.nncie 11.! disotto d ell'ar·eat11. cost.a le s uU 'emidavotH e. La. tumefazione. dell n g r·ossezza di una grossn arancia, ricoper ta da cute alquanto R..<:sotti~liat.a, è molo~le con i tnov imonti l'&.;pirl.l · tori. Colla palpazione non Ri t·i P~'<OO acl. indi vicl uar-e il bo1~l o epat.ir•o r.he sembr"a fa•· corpo colla turnefa.zione, la 0\ti ott.u.sitA :;i con tinua coll'~:tiit. opatir!a, clw ).!iun.g~> in alt.o al la quinta costola. La milzo è nol'lnale, il reHt.o d c-IJ'addonw ~~ inch>lent e, t.nttt.nhi iE' In t.nt.ti i cpt!l· dran ti. Esmn e d elle u1·ùw: color·i t.n not·mull'. ll<'l!llt·ivu In r·i cer·c:a di t'lr rnent i t\nor·mnli_ a:•flenza di pi![menti b ilià t·i. Esa.me di'l 11angur: G. R . .tOOIItiUO. U. B. 11400 i'o l'llmln IPncoei tai·ia : Pnlinuclatnti neutrofìli 73 %. cosino lì li l %· linfClc it i 20 %. mnnonudrati 7 %. R eazione. W a.ssermam•: n rgativa. E.samP rctdioscopi<"o' " ·rwliografico : aia epnt ica pi (t sp~S>~a ttl bordo inforiorro ove es i~te un'ombra rotondogf;iantP n conLomi sfumat.i. mobile con i m ovime nti re8piratori. J~peziono cl<.'ll 'emitol'llCe d f'Rtro nego tivu. /<]same de/lf' feci. prev io ]>11J'Qitn1 c "alino : t'OJ.'<' t'orm<'! vegrM t.ivf' di nmnelm hystolitica. Decorso r./init·o: l.1t t umcfozi<HtC ;:.i r·cthl e semprl' p iì1 evident,f'. diRt-t'nciell(io la. p e lle e prendend o ndC'n'Jtzc: rfii.(!!;Ìttn!:!f' o rm ai il volume di una t.est.n <li fpto. La temporat,u ro. sondo tUTiva a :~!JO. a!),f)O. Il pn.zient.e ò faci lm ente di i<pnoico. (, impm:;sibi li tllt.n ad ntt(•ndet-o nll n piìt lieve fat.ica pE'r im:OJ'f!Cre di uffnnno. · Il 2 1 :-;C"!tomhre 1!!2+ si pratica puntura esplomti va s ulla pnrtH piì,r pl'Omi· nente delln ~umt::falliont•, est raendo c:ir('a t·mc lO. di liquido tlcn.w C(•lnr doccolat.t.l'. L'esame mic·roscopir·o d el pus n on ml't te in cwidonza. <' ho frammenti cellu la ri ncm piì1 identificabili . scnrs issirno oma:~.i e. quitlc he le ncocita, osscnzn. di germi o di forme· vcgd.at.ive o ciRt ic h<' amchichc. 11 !!2 sf>.i!<•mbrc l !1:!4 <>' in i?. ie llt cura cmPt.inicn t:on son uninistrazi on a pol' vii\ museolor·o di 12 ce-ntt·ignunmi n l ~ i o•·no di r.toridrato d i C'rnet.ina (Ffl t·mM in <"'<>ntrllle
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IHII llillll\ll). :-;i pro><c~u c la t·unt pt'l' tl"P giorni. Il !!iC)I"IlU 2:l fil H~tnpN>l111J'tt ><Nn l.- ì• di 38.!50 ; iJ giorno 24 di 3~": il gionw 2:l .ti :no : il g iomo 2ti di :lti.9U. Le con d izi<>n i !!t'ttt'l"llli ><ono uncini P l"tlpidnmrntP 111 i!!l iorA11do. Il pn/.Ì t'nl ,. hu seu'<o di euforia . ltH l'i(Jf"P:'<II d e ll'appetii (). LR tumd>lzionr l· pt>wì r·i ur~l><tn ionniat.u. ì!embra però m eno tt'sa. li ~riomo 21) mo!<t.r"nsi dimi uttita dì \'lllt rm r>. Tnlf' rliminu·
"tione prosegue lflntiss iml\mcmt·e. n 1° ot.tohre s i }>I'IU.ira. P<'T' trl' giot·ni lllt.t"ll "''l'it' rfiniPZÌOilt' oli CliiWtinu di 12 "entigrammi 1•1·n <lie. LI lO ot.tnbt·e Jt<) l\ ~ i " "' 11 1111' ipot·• m d'r io dP::<tro n lnliHl rlt>iort ttnY.ione (.)el 1>1 part>te, la t.ume ftnion•· f>n n c•m'>l lwn d istinta nlln pnlpazimu• P fA ttPt.lAnwnt<' ''m'l''' eol b01·dn epat.iro. Il 20 ottolwe ltt t.IJJto"iuz ·i on P un11 i• piì.t itll'n ti lir·•lbi.l«' nllll pnlpnziono, il bordn eptlt.iC'O p e rù l"i polp>\. not.evohHPnt<> iiH!J'(}>;>\t1tO n 4 dita rl nll'nt·('Rtft co... tal e . Du· ran~ l ' inl<pir AY-inm• si >I\Tet·t(1110 ull>t p nlpa;o:iww ><frf'J!IImC'nti l'l idi in r:orril;pon. d en?.u, del rnn•·,;;iuo <-pt<ti<:o. Jl lO novmn lwf' il mnrgine intf't·i()t'e di'l [egoto Hflf!tl.J't> •• o•·•nal('. d l:'bonht di l:irca due dit-a 1rH>"Vt'!'SP fl a ll'nr<'ata. 11 pozit•ntP lo in (·omli;o:i<Hii t!l'tH' I'>lli ottimf', f'd ha sen.-<uzionc rl i complf'tn lwnes><f'rc.· :.:;'inizi>l rtn t~t·zo pNiodn di f!ttra ~'lllf't.inic:a cnllr· >'tf's.~P d oRi. [l givrno Hl 1111\'Cntf>t·e e>;(•e fWUritn e rf'Nl>'i >1l c•nrpo c.a m pro 1•o~1:1 d i li<:o?n7.n di convai<'S<'f'liZtl. id onP'l fi l servizio militare.
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ri
Il nostro ca»o coJH:ol'fl a pcl'fcttam ent.e c·on i nunwmsi l'a.-;i descritti di ascessi amebiC'i gua.riti colla i'ìola cur:t t>rn<.'t.inirn (Pontano, Ma.nini. l<'a.lzi), ecl t' solt.anto notl"vole p('l' lo stntordinn1·io Rvilnppo della ra.ccolt;l, che aveva detl'nninato tali aderenl'.t> con la parc\te ed a.<;sottigliamHnto di qnesta. da. far ritenere pros:)itna una rottura spont.an<'a. La, cba&rnosi f. stata. rigorosanwnte accertata colla vuntura esplorativa e r·ogli e;;ami rui scroscopici. m:t le varie ricerche ('Seguite di laboratorio non dànno elementi nuovi da rilevare. Esisteva. neJ nostro par.ientP lo !;fregamento periepatico Il sintoma, di ~acbs, U1('dic•o del ('n,iro, che l 'pa, R('j!naJa,tO Jll.'l' l:>I'Ìll10 1 SÌDt-oma però di srarlSa. importanza patognomoni<:a cd in r('lal'.iOtH' solt.a.nto a lla $Cde deiLtSC<'SSO. ~onostante cbe l'inf~rnto non abbia mai abbandona.to I'Ita.lia, non t·redo che il nostro ca11o possa convalidare l'idea di una amobiaf.;i nostrale, poichè la ragione del contagio può ricercarsi facilmente n el periodo in cui il paziente ha. fatto sN·vil'.io al porto di ~apoli a eont.att.o rli provenienti dallo zone tropica.li. L'efficacia straordinaria dell'emotina c ht• dopo due o tt·e giorni di a.p plical'.ione ha, ùato la scomparsa. dei sintomi pii1 gravi dell'all'f~zione e, in definit iva, la guarigione completa è ancora una volta dimost.mta. Dopo quanto siamo venuti esponendo desta mera,viglia il leggere ancora statistiche d 'intervf'nti c·hirurgici pratieati ml' todit•amente per ascessi dissen.terici oppurE' la ricerca di nuov i atti operativi consigliat i siRtematieamente pe1· tali intervent i (Petridif:\). L'opinione diffui'ìa dal 1-{ogers c:he l'emetina non serva quando l'asce:sso (~ forrna.to elle a migliorare lP t'ondizioni gHnerali del mala,to, es."endo incapace di far rinssorbin~ la mceolta, non f> esatta.. Possia.mo· accett.arla soltanto per quelle foTme nell<' quali l'infc·zionc sopraggitlnta abbiit l'amhiato tota.ltnentc il camttcre della r accolta, : quando, cioè, ci troviamo di frpnte ad un vero ascesso del fl"gato di or·igirw microbica insorto su di un focohtio di neerosi amebica. Non hnst,a. infatti ri8contra.re dei gf'rmi colth;abili v er intcrveuire, pereh(> i g ... nni in tal l'a:so nou hanno valor(' patog-<•uo, ma ronw <'Omuni snvrolìt i :-<ono di :<olit.o t'a-
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pidanH'lltf' distrutti (Pont.a,uo). Quando invet€· i gPrmi c·ompli<mnti JWr il loro nunwro trasformano il prodotto necwotic:o in vero pns1 aUora !;'impone
il dovere d 'int.ervenire, ma. tal <·aso t;arà. tanto piit raro q mmto più precoce (' diJfnHH ::;nrà la cma ('metiniC'fl . l~ quando a n€·he qum;ta falli:;se o per id io sincrasia spPeiale nei ma,lati o per speciale rc•$ist.enr.a delle amebe è da ~P<'· rinwnt are aneora In cnn~ ar·sl'nicale endov<>.nosa pura o a;;sociata c·oll 'e·
metina. l i trattanll'HIO ehirurg-i<·o, che ha dato alt.t! ruortttlità opP.ra,torie e per la dcl)ole:t.r.a dt;>i soggett.i già. cstc>nuat.i dall'all'ezioue e p er le difficoltà tee;nic·he di ac\ee~;so H.Jia partt• alta del fegato. OVH di solito si loc:x1>lizza.no le ra<Tolt<'. r·f>sta c·osi eon indi<:azioni bl~n limitate. Tn questi casi dE'V<> snguirsi la \'ia di a.cc<>sso sperimentata .da.J Pe:t.riclis, pra.ticando tuùu npia hrt>C(·ia latNale con rei'cnziont> della i, g, !l <·ostola e penetrando· attraverso le pl<>m·p il rlia.franuua (poliplenrodiafntmmntomia): via che P<'l'IHflttt> d.i ragg-iungN<' gli a~-:eel-'si situati nella regio n<' l;UpNiorc dell:ot volta del fegato. <'o11 t.al!' metodo f> stata. notevolmente t·idott.a la mortalità. operatoria ~Lnc lw nei f'a.c~i ~.,·avissimi di compliNtzioni inf(•ttivt:-: casi che ablJaudooat.i <\. sè :st e~~i. portano inevitabilmente alla morte•. l\'la a rH' hP. in tali int.ervent.i preparatorio, coadiuv.wLc. molte volLe impn~ ,·ed nta.mente risolutivo è il t ratt amcnt.o <'llTPtinico per f'liminar<· dal c::wa.IC' inte~t in a le> lt• atn<'he: c·a.usa IH·ima dt>l ptoc·e~~o rnorbo~o. BfBUOOHAFIA. ( 'Hl<;Vf{J~:H. - n.c//I'IÌtl "' m é moirl8 r/t• lo .....·r,.;,.,,:
"'' ('lt:·rttrr;:,. r{•· p,,.;.•. Tmn.
XVTTt 1921.
et L ÉPJN R. - l~twii' de 20!-; ~'''" d'""''''•io.•r 1wisP. - « Pro>s~~ l\létlit·ale• , n. !14, 1!1:?4 .
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F r\1.7.1. -
rentilli.~ rhw.y ltt rt•(TÌoll 0t(Ott·
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Lo r·,~rtJ medica d('(!'fl.~ce.<?8f1 '' (Jf"1lir.r, do mr~ l'/){1. -" l'olir·linic·o "• :-;ez. Pra·
t.icu. l !Ji!2. )JA'rTEI. -
~rt J'-ruliqtH' .11férlirafP l"nmçrti.v('. n. H. ·1 !l2.3.
fir,ntribulo allo l <>rttpia mul:ro ddl'rt.~t·t·.•IJO ''l''tlicr, d'on~td!'t " Poli•·liNeziuuc l'rnt.ica. l !l20. YI ONDOI . Fll. • li'oco{o.i rl' rt11, chirt.•i in Rouwy•w. <· Pnlic·l inicc> "• :-\t'zionc Prtu.iea, 1!.120. l'ONTA NO. - - Dirtyllof:li l' I'Ur" w N {;Nt dt:Ll'usr•es.wJ ' 'J•Ctl;ru di.-.~elll<"rit:o « P c,li r: liuico • 8c':r,ione Prati<'<l. l !J21J. 1/amembia.•i itl lPHti,.,ft· in Jtalio. - ,, P oliclinic·u "• l:ìezione Medica, 1924. VAf, ASSOl'OUJ.O e P~:'I'R.IIHS. /,t··• ht!pttl:l••ll rltl-"·'''' l>lériques et leur /roil':mer•t. Pa1·i;.. Mm;~on, l D24.
)1ANJNI. l<Ì<· o ,,
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:)CUOLA DI SA~ITÀ MILITARI~ CABlNJ<:l'TO DI TRAUl\IA'fOLOGIA E DI MEDICINA OPER:\TORlA di•·t>tt n del tt>n. (•<Jionn e llo medico pr·of. 1·:. DF. ~ARLO
Contributo allo studio ed al trattamento delle lussazioni traumatiche dell' anca pm· il dott. Alessandro Malic:e. Ptlpitunll mt'dico.
I.e lu~Ssazioni traumat i<.:h(' dell'<w('a forma nn pPr la loro rarità (' le difììcoltà non ::;<·mpro liPVi del tmtt.amPnto uno dei l'àpitoli piìt intcr(>.s~a.nti della tranmatologin. Costituita. da.lln. t.<•sta del femore e dalla eavità cotiloidca. rh•ll'o~;:>o ili1wo ingra.ndita. da un cercine [ihro·eartila~ineo.• che in c:orrif'pond enr.a, dell'incisura isehio-pubica passa a ponte. formando il legamento t.msverso delJ'ae.etabolo. l'articolazione dell'anca è provvista ùi una rotmsl<t cap:>ula fihro~a e di va.ri legamenti Pd è eircondata e protetta ùa nHuw.rose ma~:se mn>·ML<H·i, le quali, ~i a per la resi~;tenza del te .. ~;uto c;lte per la loro cont.razione, cont.rihui~cono potrnt<'IIINit <' ;~. m:• nten<'l'E' in :-~ito la t.,f't·a ùel [l'more. La capsula fìuro:;a dal <>onto m o del c iglio eot-i lnidoo e da ll11 J"ll?.ione dt•lla. fa(·cia e;;t.e1·na del cercine pros~irna. al l'o.;so s i at.tncL'ft s ul fE-more anteriorn•ent.e in co•·· rispondenr.a della Ltinea inw•·t.rof'~lflt.erif'n . po,;terio•·mentf' a ll'unione d(~J t.e•·•-.o eHtt'lnO eon i d n<' t.e .·zi int C>l'lli del 1·ollo. in a llr) ed in ba><so :>11 llf' JinP(' obfi (plf'- <"hf' dtliIA linea di inserzione nnt.l·•·im·c va.f'uw a q ucllll po~ler·iore. · Fa pa.•-te d e lla capsula lihrosn dell'a•·t.icolazione dell'tmca la 'iiOua o•·hicolnn' o lep:amento anulare dei fratelli Webe1·. COiltitui1-t\ dnlle fibrE' e it·colari cht• ocenpano il piano p•·ofondo rtiellu C'Upsula st.ei':-<a, (~ ('htl, diri14endo;:i perpcndieo)n,·mente al ('olio del [emm·e, descrivono intorno ad esso un ('Or<"hi o pitt o rueno eompleto. A questa zona alcuni autori. come il Fal,b•·i. il Pnf'i. ecc .. lls>'e!!nl\no not('vo lo impo•·· la tw.a n elle lu;;sazinni d~> ll 'nn~il pt••· i l ~mol o d i :-:po!<t.n•r~cnt<) l'h t• pn<Ì :<uhi re la t-cM& dE> l iemot·fl in t·appo•·t.n a Ila in t.egl'i t il o meno d i <'>'SII. ~pe;;><a, specie d O\' O i.• t·inforzatn dn. leg-amenti, la capsulu lìhrv:m d cll'a •·t.icolazione coxo.femomle presenta due trutt.i ne i cptt\li <.· tnolto as>'uttigliatn: in nv•tnti fra il legnmento pubo-ff,mora le Ad il ftt>'('io vc•·t it·aiP dd lt'!t<tlltt·nto tli Be•·t,in. in ha><>'ll Jl(>lJO Sf>tl:.liO COffi J>I'C':'O fra i) )f'!!>liHf>nto J1Ubn-ff'rlll01'11fP ('l Cilll'll (> i:o~(') lin-ff'Tllll r~tJE'.
ll lega~rtf'nt.o ile o-iomoo·ale o eli lk•·t.in (IP!!111lll'nto ad Y di Bigelnw. triang<•· l>u-e del Ft~hb•·i) nn.;c.:e sot.to In >;pina iliat!H ant.e•·itw-inferiore e t.ennina tl vE'ntt\glio in co•·t·ispondenza della linen obliqua che unisce antcr iormenu~ i duo tr·twantet·i. 0i fJilCf<t.o lf'Q;8JHento KOI10 più ill1p<11't,l\11ti i fa.<;;C i l<UpCl'iOI'i e fJHC))i inÌPI'ÌOI'i. i IJilll)i co~<t.ituisnono rispettivamente il fn,;;cio oriz:~.on t.n i P cd il vl' l'ticulc di B crtin . e ><i at.tar.cllOO alla. estromit.ÌL s uperiore t>d n fJudla iufe•·icwe clelia li non imerWol'anter·iC'a >\nt.eriore. <:rantle impo•'t.an?.A h>t <pH"Rt·O le~anwnt.o nelll' lu:<F<Bzi<,ni del femor·P. e ciò fu ben climostra.to dal Bigr'low. dai \\ 'ebor , dt~l Fabbri t' dal F iorani. TI legamento puh<•·fC'mot·ale va cltllla emi nt•nzn ilt'><)·pcttinea. dnlla c·•·c::<t.a pet· \ in.,a. e dalla branca o•·i?.zon tale de l puht> u lla t'oi<:.:f't.ta C'lt l\ t.·ovn><i in av~•nti rlclpic· • olo t rocant-e•·e ed ttll.:t <·ap:;uln. filn·osn. ll legamen to ischio.femorale JHI::;Pf' rlnl '!O]t;u :.:ot.t.o-r:ot.iloideo c d allu por1.ione del oiglio osseo F!ituata al di sopr·a di f!SSO e tm·mina s ul marJ!in~ anh••·ion• olellu cavit~ fligita-1<' del _i!randt• t•·oc;antNe e s ull n capsnht fìbrOHa.
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C'OJS"'l'RHlii' I' O AI, I,O STI ' fl i U J•:o ,\l. 'l'RA'fTAM~~I'TO 0.1-:IA.~: I.USSAbiON I. ~:cc ;,
Oltt·e ttue:.:ti t•·e lej;!alllent.i, che costittti:>cono i f~U~ci di rinfor-zo della. capsula. vi<· il lo!.!itmc>nto rotondo. situato nell'int.emo d e ll'articola·.r;ione ed este~:~o dalla. t e· .-ta del ·femore (iot'ea C(I?Jitis) a l Legamento trasverso dell'acetabolo, alle estremit k ([eiJ'incisura ischio-pnbica ec.J a ptu-t.~' del retrofondo clelia cavitò cotiloidoa. l mu::<coli. c he •·irr·ondano e prot.eggono l'art.icolazione de ll'nnra, Rono: in avanti il t e ndi n" del r·e t to anter·io t·e della coscia. lo psoas-ilia.co ed il pettineo ; po· :<ter·i01·mente il pil'antidale. l'ottunuon· int.cwno, i due gemelli. il quadrato cru.ra.lc ed in un pinn(l piìr :'<HJIE't'fi<'ia.le la parti' inferiore del grande glut.eo : in ba>;.<;o ecl all' interno l'ottw·ator't' e:;temo, in a l1 o ed All'~>st.ernn il pi<'c·olo !!hrt.e<l E'd in un J.lÌanc1 piìr ~IIJ>f'l'fi<·inlf" il nwdio gluteo.
Provvi,ta di nn ~iuo,·ialt• <'~h• dal marginP lilwro dt>l cercine eotiloideo rive >te poi In s11perficic intema della cap~uta fibrosa ed il collo fino alla perifet·ia della carti lagitHt che• ricopre la testa d e l f<•more, l'articolazionE' dE'll ';tn('l) cost.ituisce il t.ipo più perft'tto delle :uu1.rtrosi: in N;~a., infatti. sono possibili movinrenti di flpsxione e di <'stensioue, moviment.i di adduzione e di abd11zione, movimenti di rotazion(' interna ed esterna. e movimenti eli cirrumduy,ione, le cni <'s('ursioni ~ono Rt.atE' miflurat<• dai frat.e lli Wcber. daJI' Henk<> P dal 'I'extut. Secondo i fratelli WHbcr i movimPnti di flp:o;sionr <' di E'stensimw uel ('<LdaveTe llli:sm·nno 1:390. nc~l vivo soltanto x!lO; l'abrluziouc• (> l'a.ddllzion<· 900 i la rotazione ;)!)O. VHen k<> ha trova t o usrursioni a.lq uanto magg iori. Il 'J'estut ha t,rovato che l'ampiezza dei lll0\7 imenti di flf':;;sione e di estE'ns ion(• è d i t'il'<· a 13()0. q H l'lIla rlf'i movilllell ti d i a.bd nziotH' c• di a il d n zio n<• di circa 8!l-90o. l dE'tti movinwnti sono Lin1itat.i dall'int'ontro della coscia colln ))<1rett• n.nt.criorr d<>IL'Hddonw (ftessionP). clall'inc.ontro dei clut> arti (adduzione), f' sop1·atutt.o daUn tc•n><ione d ei t r<' legà.Jilenti ileo, puho ed isdJiofcmorate, i quali <·ost itui:·wono, {'OIIH' djc~> il 'I'estnt, i freni dPII'a.rticolazione deu·arwa. Difatti il fascio orizzontai<> del lE'g-amento di Bertin limita. i movinwnti di addnziont• e di rotazione esterna; il fas<"io VE\rtica l<> limita l'csten<iOIH' <lt>IIH to1wia sul bacino: il legnrncnto pubo-femorah• limit.a. i mo\'iment.i di abduzion<> <' <li rotazione <-st('rna : il IC'ga.mcmto is('hio-femornle limita qndlo di mt.aziont• interna. ~orpa~!<Hh i limiti della mobilità norma!<> !<i può avt•n• la fuorus<·it.a delh~ t·. <•sta dPI femon• dalla {'a vi t il <'otiloide~t. Occonono però per quest.fl lesioni traumi int<' nsi: (·ostituita eia due superfìde artieolari perfett.ameot.e adatt,autisi in t ul hl la loro csll•nsione <' per una. rela.t.iva profondità. prov,·ista. di 1111 apparE'<·<·hio l'apxu lo -legamentoxo asf)a.i robusto, circoudnta P protetta da uurnerose ma,;sp musrolari. (l<' qu:tli, come con(·l\J>;p il n(>I'hll UE'Ila nl('II LOl'ia puhbli<'ata Il(•) ] f\94 in O[)J)O~iziOil(' ùJlH teoria rll'i fmt<'lli W<•hpr ~nll'azione t'l-ler<:itata dalla pre,;simw a.tmosf<.>rira nel HLaut.c·twn· il lllntuo nlP1)0rt.o dclle 1-lnperlitiE' at·t.icolari, ro n t ribuisrono poi.Pni.PllH·niP a tent'l'<' iH c·ontat t.o il fc•morc t'l'osi-lo iliaeo), l'articolazione dt>IJ'an<·a \'a raranwHt(' ,;og-_gctta a lu'>:s<lzioni t.raurnat inhf'. chE' secondo la. ;;tatistit-<L di'l Kr<in)(•itl. rappresPntano af)JWna il dnC' pc•r f•ento delle Jnf;' sa zio n i i n g't'l\('1'<•. Da c·iill'ini<'I'Psx<· dw suscita ogni cas~1 eli questa import,a.nté Les ione: )>t'l' <·ui, a ' 'endo <l n11 o JWI novembre u. s. l'opporhmità di osservare una IHHHazionE' capitaLa ;ttl tlll :-;oldato del nostro prE'sidio l? di ridnrla pflr _geot ilr <'flllCPss ione rlrl tl'tl. r·olnnnC'Ilo tnedi<·o p1·of. TirE'ILi, <:apo reparto di
I 'QNTJUBU'I'f) ALLO STUDIO ~;l) Al. 'l'RA'JVI'A~U·:N'.I'O DEI,I.I•: I.I ' S::<AZION I , ~:c ·1:.
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chirurgia <lE\li'Ospedale Militare di 'Firenze, penso ehe si~L ut.il<' porttlre su ll'lu·gonu>nto il modesto eontribnt.o di una nota (•.linic•a. :Soldato H. Lore nzo, òel reggiment o cavallegge1'i Ale:;sandria.. della c ln,;,.;e 1~0!1 ~ f'l mattino del 7 novembre u. s. dura.Jtte una rna1·cia cadde col cavallo in LU'l fos,.;o, h>~ttendo a tel'l'a con l' arto infer iore d est ro in posizione eli fles;;ione e di abduzione.
] mpossibilitato ad alzar:> i fu sollevato dnì I'Ompagni e, dopo aver ricevuto le prime c nre del capitano medico diri~Hmte il sE' r v izio ,.;anitario d el r e_ggimento. fu trasp01·· mLo a ll' Ospedal e )1ilit-are di Fire nze. Lo vidi dopo qualc he ora dal trau111a: presentava l'ar to. inferiore destro lit•vemenw ffe><so nell 'arti colazione d ell'anca. addotto e l'uotato all'intemo ; la ns. t ic·a ('lll'rispondt>nte e r·a appian!\ta.. i l g inOC'C ir io nn po' fies~O. Palpando :<ulla r·ègìone ~rluteo-ar·t-i co lare destra, notai ehe il gran t1·oca.nte'J'e ern l'llot,nto in avanti eò <>levato di qualche (:entimet.ro eli f ronte a quello del la.tn sano. Hotto il g rande glut.eo. e propriamente indietro cd in alt.o dell' acetabolo, con~tatai (il lJazient.e <'rit molto magro). spe~ ie nei limit~tti movimenti passivi di fles:<ione e ad(luzione d e lla co~(· ia, la presenza di una ma~sa rotoude ggiante e dura. l<imile pe1· g r·andezza P forma alla t·esta femor·ale, mas~a che partecipava ai limitati movimenti impressi all'arto. Premendo anteriormflnte al ~ran trocanter·e. nou a,·vert.ii lo r·c~ ìst.enza da.t.a in c·ondizìoni normali dalla testa e dal collo d el ferno re, ma una ntm·eatn d epr~>ss ihilit.Ìl riPi te,.;snti molli. in c:orTÌ~'<pomlonzn d.ella c•avitù. (·ot iloidea. Cou t ut.t.i i tnModi oons igliat i da Ila serneiot ica confermai c he minimo era il sollevame nto d(•l gr·an tron ca.nte re cle.'<tro e minimo il racco1·ciamento dell'arto. Tra<;c iai, infat.t.i, la linea di Roset-Nèlat.o n , tinendo la ~'<pina iliaca anterior-su]Jf'l·iol-e con la tuber·ositit isch iat.ica ; costruii il triangolo di Bryant, abbassando dalla >:!pina iliaC'a a nte t·ior -snp er·ior e nna perpendi colare al piano del letto, unendo poi d etta spina con l'apice df>l a;ran trocantere e quest'oltimo ancora con la verti cale dirul'ì:i trnccinta; prohmgaì verso l'ombelico, come dico lo Hhoemaker, la lill t•a tirata fra l' api!'o del1p·an tro<:antere e la spina iliaca antet•ior-superiore; traé1·ia i la linea s infisa.I'Ì a. t.1·asve.rsale del P oter : misw·ai, come consiglia il Forgue, con il pollice ~ l' indice, la diRtanza fra la Rpina iliaca ant.erior -superiore e l'apice de l gran tr·ocantcre : mistu•ai i.n ol tre la di.':!tan..:a frn la !>pim'l. ilial'a anter·iol·-supet·iore •·rl i l n tal lcolo c:<ter·no. 1\1tt i i mE>tod i mi d ied ero uguale risultai o . L 'ar-to e r·A fi><l\'O nell'abnorme p osi:r.ione: la mobiliti! att-iva dell ' nrticolw.ione cle ll 'nnca era abolitn. i nwvimcn t ì pa">!<iv i e rano molt.o dolorosi, limit-ati soltanto nt"l senf'o della fle;;,.;ìoue ed adduz io ne c venivano t.!'Asme:<si, l'on.e ho d et,to. al ttrarl t l'()cantero erl alla rna«,..a che l" i palpava ~ot-to i l g rande gluteQ indiet r o ed in alto deld~ll'ac.ctabol o. Nulla di anormale n otai nellacontiuuit.ì.t. e nolla 0on t iguitil. d egli alt.r·• se!lmentì d e llo ;:;cheletl'(>. ll pa'l.iente. oltre J'impos.'<ìbili.t./l a compiere i rnovì rn!'n t.i ntti,·i d e ll'n•·ticolazionf' dPII'anra d estra. aCC\t<;ava. d o lor e ,..pont-ant>o nf'lla I'P!!il'ln(' ,g luh•o· !Ht inolttr·f> Pd un Iii'\'(' '-'t'lti'(l dì tm1'or<' in tntto l' nl'l·<>.
Data l:l po:o;izione di adduzion<' e ro1azione inlcrna. dell'arto, la. rota.zin•w in <.~vanti del gran trocantcrt•. la presenza sotto il grande glut.eo di un<L m<H•s<t rotondPgg-ia.HtP e dura, simile p er grandezza e forma a.Ua tc8ta femora.l<·, la depn•ssibilit.à dei tess ut.i molli in corrispondenza, della <·avit.it <:otiloidea, la fissità dell'arto nell 'a.ibnorme posizione, l'abolizione dei movimenti attivi e la limita zione di qm•lli passiv i, ebc a loro volta veniv:wo t.ra-l<rnessi a,l gran t.ro<•antere cd a.Ha rnas:::a che si palpava sotto il gluteo, <'xc·lnsi tra.tt.arsi di una fra.tt.ma del nollo llE>I femore e pensai S<'nz'altro ad una. lussazion<> clell'art icolazion!:' d e ll ' anca. )l e lle frat.tur<' 'rl<~l collo del femore, infa.t.ti, salvo rare eccezioni, l'ar to inferiore, pur presenta.udosi lie vemente fiesso sul bacino, è a-bdot-to per la coutra.zion<' dei glutei e rnotato all'est<'rno per r aziorw dei detti mus~;oli P. per il pE\!<O dell'arto: e C'iò a.n<'ltl' quando esi.«te inc·nn<'ame.nt.o dei
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l'ONTHJIH tTù AJ , r.O S1'vT>IO J-:0 A L 'rltNr1'A .I1.1·:N'l'0 I)P:J,LE LU >;,.:,\ZIONl, F.C'l'.
frn.mmenti, gi:tc.f.·h(> in questi ca.:;i il frammento pro~;~>imale si infos~<a in quello distale più nella parte po!':teriore che nell'anteriore, dE'termi nando uo aceorciamento del collo piit aecentna.to posteriormente, t' 1·on C.'iSO una rot:tzione dell'arto aJJ'p:;terno ; vi è t nm<'fazione diffusa della rP~iou<' gluteo-a.rticohtre dell'anc:t data. dalLa notevole infiltrazione ema-t ica: m<mea, sotto il grande glut<'o la massa circof>critta, rot.ondeggia.ntf' e dura ehe notavasi. nel <;a,..;o nostro : manca la dept·e::;sihilità. dE'i tessuti molli in r·orrispondt~nza dell'a.cctaholo, essendo que.<;to occupato dalla testa df'l· femore r c.<;t.ata in sito; <'- meno nei t nxi di inc·uneamentodei framm enti p ossiamo provof\are (manoVTa pericolosa e da evitarsi) moviment-i abnormi nella Rede della frattura ed a.vvertire alle volt«: lo :;<.·ro~<>io dato dallo spost-a mento dei frammenti ste~;si; i movinwnti !)assi vi, a frammf'nti liberi, non si trasmet.tono mai a lla tPsta del femore. Stabilito che mi trova,vo in prE>senzn di una lnssa,zione dell' ant·.a e non di una fraMura del <'ollo del femore., doV<'\'O weei:;an• la varict.à delln lussar-ione. Numerose sono le elas:;ilil'ar.ioni c·ht> i vari autori lmnno fatto <it·llc> lussa.zioni dell'anea : di (•,.:se alcun(' sono basat·.e sulle osservazioni clini('he. <.lonfermatc aJie volte dai r eperti a na tomo-patologici, altn' sul rL'Iultato degli <'-Sperimenti fn trti sul <·a.cj.avf're, ed altre, eomc dice il Pari, " piut.tostocbè a vert> a guida l 'a n a tomi a. pa tologiM e r osservar.ion<' 1·lin if'a dc> i fa t ti, si sgorgono m·chitettate a t.a.volino, calcola ndo le possibili posizioni anormali c:he sullo sl';heletro è dato ùi far prender~ al ca.po del f(•moTe sloggia.to dalla eavit~~ cot.iloide, senr.:1 tener <:onto rlell'importanr.a dc>i ll•gamenti e rlei mtls<•oli, nè dell'oi-lsNvar.ione dl"i fnt1i rifel'iti d(•i gmorli c>hi-
rnrghi di t.utt.P li.' ('poc.he )1. Il Bigelow distingue L<' luss;'Lzioni d!~u·a.nNt in regolari Pd · irreg-ol:ari
a. ~eeoncta. òella in tegrità o meno dèl legamento il.t•o-femorale. C'on l ' intl•grità d i q nei-\to legn.rnen l",o, la. t (:'x t a del femore> . iipo~ta n dosi. occupa, per nn dato spoììtamento, una. posizion<' costante, J)tW <•ui si hanno tipi rf'gohwi e costa n ti di l ussar.ione con a tteggi;ttnenti tipici d~U' arto lussa t o : l'Oil una cste~<a larera?.ione del (('gam~nto ilco-femora.IP inve<:l'. per -uno stesì'O ::-postamonto, si po~"ono avere v~u·iar.ioni grn ndissimt.> nell'attl•ggia.mento dell'arto e nei !':int.omi della lussazione, ma.nf'ando l'a;r,ionc di Ul'I'Cl'<t() 1•sercitata, in condi;r,ion i normali, dai du(> fasei orizzontale t• ,.,,rtiral<• dt•l leg:'l.rncuto di Rertin. n Bigelow stesso pòi, COtn(> rifel'is(',(' il PaC'i. tl'H(•(•ht ùm· dl'ltaglia1 e <·hts~<ific:1r. ioni del!(• lussar.ioni dell'an<>n. La prillla ra<,<:hituh• quat.t.ro Ya-ri1>tà tipid1e: l. Lussar.ionc in fuor i. ebl:' comprende la lussa;r,iont.> ilia1·a comune
c quella d1>l Monteggia; ~- JJn,sazione in dentro. che r·omprende le ,·arietìt pnbi<:a, ovahtre c - lH~ritwale; ;). J~u~sa.r.ione in bm;so, Sltlla t.ubE>rosih\ clell'isc•.hio; -l. Lussar.io tH~ in alto, <-lw COffil)r<~ndc le varietà. dal Bigeléw dette sopraspi.no;;a, sotto>~pinol>a· ed anteriore obliqua, a seeonda. dE'IlA posilt.ione oceu pa ht dal! n testa femoralP in rapporto a ila spina iJjaea a n· terior-inferiore. La seconda l'ht~<t:ifi<·ar.ionP rlisl in~nH• l<> Ju:::l-iazioni dPll'a.tH;a iu dorsali OYalari e pnhiehc>:
l. Le dorsali comprendono la lus~azione ~ulla tuberosità dell'isel!io,
l'iliaca comune, l'iliaca del MontPggia , l'antNiore obliqua e la sopraspinosa ; 2. Le ova.lari comprendono la va rietà perinPale e la ovalar<' propriamente detta: ~. Lr pubichP <·omprendono le lu~~azioni :->ul pub(' f' Il' sonospinose. Il Malga,igne ammetti' solo t n· formt~ di lussazionP dell'anc·a,: t'ileo-pubica, J'ischio-pubica, e l'ilia('a. Il J<o(·hflr divide le lussazion i dt>ll'anca in ileo-pnbica., ova.lare, ischia.t.ica, illiac.a, sopra<'otiloid<•a <' sol.t,o<'otiloid<•<t. G. B. Fabbri, con espt~rimenti fatt.i sul cada vt•rP, ha portato, la, unl~ sima luco su questo argomento. Bgli distingm• l<• lus~azioni dell'a.n<·a in anteriori : ileo-pubiche ed ovalari : posteriori: ilhwa comune, ilitte<l cie l Mont.eggia, sacro-ischiatica ed ischio-iliaca :ed inft•riori o tHh('rO-<·otiloiùt•r. Altre classifieazioni fanno l'Hotl'a, il 'l'ilmamls, il Forgue, Pce. Dallo studio a.natomo-patologieo e elinit·o delle lussazioni clelLtn<:a troviamo che a ~econda della posizione occupata dalla testa del femore uscita dalla cav ità articolare, si possono aver<• quattro g ruppi di lu~sa zioni: L Lussa.zioni preC'otiloidee; :l. T,ussazioni retro<·otiloidN•: ~. LHssazioni sopracot.iloidec ; -1. Lu."s<lzioni sottocotiloidN' Le lus.sazioni sopra c Le ~otLoeotiloidt>e sono moltP rarP; più frPquenti ~ono le pre<~otiloidee <~ le r('t ror·oti loidee.. ~elle lussa·7.ioni ;.:opracot.iloich'l f' la. test.<t del femore trova~i o in conispondHnza della spina, iliaca anteriorinferiore, o al disotto di rs~a o t·.ra essa, e la spina iliaca antf'rior-~nperiort': il gran trocantere è rivolto a ll'indit'tro: l'arto è Pstf'so. Jpg:gPmwntc adrlotto ed accorciato. fort<•mente ruot.at.o all '('st.erno. n Bigelow, c·ome ho aepennato dianzi, ba dPs<·.rit t o una V~td~t à di lussazione sopra<:otiloidest (lus::>aziont• a ntNiorc• obliqua rlf'l femorf' ), nelln qua le, in seguito a laeP.ra.zionc pit't o meno csl<$a d<1l lrgamcnto ileo-femorale, la cosci~~ lussata è. ac<·orciata, leggernH•nt.e ruotnta a!J'(•st,f'rno c~d i> co~ì fortemente addotta da ill('.l'O<'iarc in dit·cziotw obliqua. hb c·os('ia sam1 . ~elle lnssa.zioni sntt.ucotiloider,lepiù rare di tutte, la testa. del ft>morc, nscit~-.. dalla c-twità. art.icolare, ~i c:olloca ~opra la t.ubero;:ità dell'i;whio. tra. questa, e l':wctabolo. N ella lus:-azionf' , ottoc·otiloidea pura la eos<· ia i• fies>;a quasi a d angolo l'Ptto nell':uti<'olaziont> cl<•ll'arwa. senza abduzioni' ne\ adduzione; essa.. inv<•ce è alquanto abdotta, <' ruotatn all'C'st·Nno od àddott.a c ruotata all'in temo, a se.<,onda f'.lH' lc1 tt'sta di'l femor<·, porta t a sotto l'acetabolo, si è ;.:postata un po' in avanti n•rso il pt'rùwo od un po' ali' indit~tro verso la, tu b<'rosità isch iatica.. N el nostro paziente l'atteggiamento rl<•ll. llTl o Pra d i l'l't>rcmte da qut>llo desc:ritto nelle lussazioni sopra. P sottocotiloider ; non t>ra quindi il ea"'o di pensare ad uno dci pr(\detti tipi di lu~s;lzion e. Le lussazioni pnwotiloidee, the nella, stat.ist..iea di Ast,Je.v Coopt'r tiglll·ano in proporzione de l 22.6 per (·.ento di tutte le ln~s;~zinui ch•ll'an('H, vn,nno di.c;tin te in soprapuhiche t' :sottopn bich<'. Le prime, inferiori di nmnm·o in rapport.o aiiP :-wc:ondl' (~ .H per cento di tutt.e le lussazioni dcll'anc·a), pre;;cnt.a.no, secondo il 'I'illtn ann~. le varietà sottospinosa, ileo-pubka, <' pubica, a sec·.onda eh<> la tt•:<ta de l femore si colloea nell'e~terno dHll a, erninenr.a ilco-pettinea, <:ontro questa. eminenza od internamente a~ essa.. Lo Scri ha Oi>f;<'rvò una forma sp<'eiale ài lns.-.a.zionc >~opra-pubica. che lui chiamò int.mpelvic•a (da di~tingnl:'I'P da
<1uella c hi.' ~:~i ba in seguito ali<l frattlU·a del fondo dell'acetabolo, detta anclw lussa.zione centrale della test-a d('l femore, io cui l'arto è accorciato, a bdot.t.o e ruota.t.o all'esterno). nellà qua.Je la tt>.:.;t~t d el femore stava Mnt.ro la linea innominata del bac.ino, ed il gran t rocantert' contro la hmn<·a orizzontale del pnbe P la spin::l ilillel'l ant·Prior-iJlferiore: l'arto era llt>:o;so, a<ldot.to (' ruotato a.ll'int~>mo. I1e lu~Ss~tzioni sottopnbic.he. <·. h~· m·lla stat.i:-;tica. del f'ooper fìgu.rano per- il l J per cento di t.nttt' le lussa11ioni dell'anNI·, vanno distintt> in otturatorie e lH:• rineali, a s<•eunda <·.h(' la. t1•sta del femorf' si ('ollo<'a c'ont.ro il fomnw ottnrat-orio o C'Ontro la. br~t.~wa ist·hio-pu bica. Le lu!:!sazioni retJ·ocutiloide!:' sono l<• più frequenti fra le lu&~azioni dell'anca. ~l't.ondo la s t.at.isti('(t di F. K1wer, riport-ata da Tillm~tnns, di 210 lussa11ioni t-ra.umati<-lw dt>ll'anl'il l(lO (cioi>. il 76 per cenf'.o) erano retronotiloidHe : e ~Pt·onrlo A~t h·~· ( 'oOIH·r di :!~2 ln~~azioni il 77.4 1wr ('('nt.o erano postP-riori. Esse vanno di~LintR in isehiati<·he ed iliaclw. a Sl'<·onda che la t~·l-lta del r~~more ~;i port:1 vNso la gmndt' inc·i~>ura. ischia.t.ica o nella fo~l'a-· illiaca esterna.. Quest.e ultime sono pH1 l'rcqnE>nt.i d elle vrimE.', 96 f•.ontro 37 se('ondo Kneer, e dn. sole mppr<>~t'nt.ano quanto t.ntte le a.ltre lnssazioni dell'anea a.<~sieme, rii:iultando l'l;St' nella sf.rttistit·a d<>l Coopc·.r in ]11'0porzion(' d el f\~,1 per c·.<~nto di tutte le lnssa.zioni dell'anC'a. 'l'ra le Lnssazioni ili<u·he i' st.at:t deserit,ta clal ~fontcggia una varietà ••st.rema.mentt> 1·ara. nella quale la tl~sta del fc>.more, pur t.rovandosi contro la fossa ilia(·a est:erna, ~ ruotat.n in ava,nti, f' l'arto inferiore invece di es>;ere nwtato in drntro. tome ('\ di solit,o nelle lussa.zioni postet·iori delr~~m·a, lo ~ in fuori. Qne~ta forma. si \'('l'ifi<-a quando(> lnC'f'rato il fa~cio t.ra.!wers<tlc dellt'gamcnto di B ert.in. Le lussazioni isc·.hiat.iehe sono mt>no frequenti dellH ilia-ehc, ligurando E>:s:se, nella ~t.:ttistie a del C'oop<•r, nrUa prnpnrzinn<• del ~ 4 .:{ pc1· c.ento di t.ut.te l<· lns~azioni delL'<HH::l. IL l•'abhri eh<>. s<:>rv('ndo:;i del metodo sperin1en tale. ba. studiat.o acc:nrat-ament.l' 1<- lm;sazion i d P li'a ll('a,, d istiug-u<> l<> lus~a.zioni ischiat-iche in sacroisc.biat. i<·lw~ nellt' 4uali la t-rsta del femor<> si collona c-.ont.ro la grande in<·isnm, cd in isch io-iliac·he. npll<> quali la testa del femore si arrP.<>ta in corrispondenza rli cpwl tratto del bac:ino ('he sta. fra, il nmrginc l)Ost.eriore del r.otil<• " la inrisnra is<'hial'i<·a. " io l'ho c•hia.ma.t~a ischio-iliaea -. - diN• il l<'ahbri - ([U:tl1dO il <·apO l'illll:UH' tnt l'a.c etaholo l' l'ineÌSUI'll l~l'bhttica, <' l'ho <;hitunata :;:wro-isc·hiatic·a qnando il rapo va })roprio eontro l'indsm'<l i;nddet.t.a "· J,'a.tteggia.mPnto tlc•ll'arlo fa in ge1wn• di:stingtu' re subito LC' lus.oo;azioni ant.eriori dalk po~t eriori: nelle }ll'ime, meno nel eaf!o osservat.o dallo :ìcrilm, L'arto Ì' abdotto P rnotato aii'Psh•rno. nelle i;l'<·onde, e<1cett.o nella hl~i'!LIIIicme i liac·a Ò,Pl ~( 011 tPggia. ['art<> (• adrl01-t0 (' l'IlOta t O all'internO. Xulnost.t·o t:aso l'arto lul's<tto era addotto r ruotato all'interno - la sporg<•nza del gran t.ron<·aut.nn· però <'l'a Lontana dalla branca. orizzont-alt· d el puhe e dalla ~pina. iliara ante t·iot·-inf<>riorc come è nella ln::;sazimw dCi;(·.ritt.a fla.llo ~crib<1 - s i t l'ltttètv<l quindi fli una lussazion<> poflt;t~rior<' <l ~ll 'a.tWH. Ma di <pHl h• variPLit di trattava~
ll gra.n tronoantere era risalito appena di qualche centimetro e minimo ora il raccorcia.mento d<'ll'arto ; La testa del femore non aveva, rag-giunto la fossa iliaca esterna, : si trattava di una tussazione ischiatica. L 'lll'to Lussato per() era, lievemente Hesso nell'articolazione del!" anca (nella, lm;."a1.ione ischiatica vera la, coscia è molto flessa), lieve era il sollevamento del gran ta·ocantere e. minimo H 1·accorciament.o dell'arto, la testa femomlf:' trovavasi dietro e un pò in a1to dt\Ua, cavità cotiloidea e non in corrisponden1.a della grande incisura, : non poteva. trattarsi quindi della lussazione isf\.hiatica vera o sacro-isehiatica del Fabbri, ma df'lla varif'tà i><<' bio-iliaca. E la radiografia del r anca confermò la du\guosi. Eseguita con incidenza <mt,ero-post.erion• dimostri\ integrità completa della estremità superiore del femore c• della, parte corrispondente del bacino ; mostrò la dian si femorale moUo obliqua iu bas8o f' in deut.ro per l'adduzione della coscia ; assenza, dell'ombra del piccolo troca.uter<' per la rotazione interna, dell'a.rto: la metà, est.ema della curva. formata, da.l margine inferiore del coUo del femore t' dalla parte superion• del forame otturatorio, lievemente sposta.t.a in alto di fronte alla ru~tà interna per il minimo accoreiamento dell 'arto: rombm del gnm tro<~a.nteTe di dC'stm, l)ÌÙ ampia ch«> quella di sinistra, per la rota.zione in a va.nti dùl trocautN·e l'\tl•sso : il collo del femore J)ÌÙ corto chP- a,llato s!Lno per E'l'i'<'re stato proiettat.o sulla lastra in posir.ione obliqua, in eon:seguenza della, rota-zione interna dell 'arto lussato ; la testa del femore di poco :sposta.ta in n.lto e Ritua.ta lira. il margine posteriore del cotil<' e l' incisura, isc·!Jiatica ; la pa.rte più bn~;sa dell 'a<'et.a,bolo brl} di:.;tint;a.. ]H'l'<;hf. lihera per nn brev<' t1·atto dall'ombra della testa.. Q.ue.c;ta varil't.à di lussazione, <'OmC\ os.<:erva il Paci, non è <lellf' più frequent,i Hd i r-asi r.linici possouo essere rintracc-iati soltant.o 1wi trattn.ti e upi t'ei'oconti frn (fiiPlli a-ttribuiti alle, lussazioni is<'hifltiC'he <'d alle ilia<·he. t\omnni. 1 <·asi de:-critti sono nui. L' ,\stley Coo1wr ha riunito in un ><nlo grupJ)() t ntt.+> le lnssazioni isehiatirhe> : dalle :st.o:·i<' diniche dei suoi va.zicnti riii:lllte~, }lN'Ò Phiaro, eome o;;serva il Pac.i, la diver:;ità d(•Jlf' lussazioni stes;;e. fl Fabbri. nel la v oro p11bblicat.o !-!nll"importanza òella chirurg-ia spt~ri lllèntalt• nC'IIo studio dcll<' lussazioni, rif<'ri;;ee di un f'a;;o di lussazione isc-hio-iliaf'a c·apita.to ad una donna P ridotto rlal dottor f'arlo 1\fas.-;arNlt,i. Jt P:.wi, nel tra.t.taLo :;;perimental<• delle> l11ssazioni traumatiche, rif<'risc·P di un <'nso di lu::;.<~azione isehio-ili:wa c·a pit a t o alla sua os:;f'rva.zionc nel lR~l. Ri tratta \"<1 del marchese (' , di -:\ola. il qualt• aveva riport.a.to la lus:.;a:r.ionf' dt>l f<'tnon• sinist.ro iii s<•guito aò un tranma snbìto nel disast.ro ft>l'l' OVi<LI'io avvt>nuto pn•sso Sar1.ana il ::!1 ottobre di qu<'ll'a.nno. ();;s('rvò poi un altro c·aso nt>ll891 in nn fa,uf'iullo di cinque am~i (C go V., cln NiWlWC·hio), il quale aveva riportato ht lus..;;ar.iouf' isr·hio-iliaC'a dell"arlo inferion• sini:tro in :-;e~uito il caduta l'OH l'altO in {':;ag·erat;a abduziont•, La si n to111:Hologia. presen ta.t a dai due pazienti rl<•l Paei E'ra itkut ic:a a quf'lhL notata nel R. ><E> s i f.'tf'et.tni In. mancanza eompletn di acrot·cian tf.mto dell'arto lns.'lllto, ehr nf\1 nostro paziente era ra<·eortiat o appt·na di qmtlf'he centimetro. R,ef'tava rla c·hiarire antora un punto rlPlla dia~mosi : punt.o di nott>vole i111portanr.a pmt.ka. inqnantoehè si eonnet.tt>va al tnNw~lnisHIO
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I:()NTR IB irTO A LT.O :>TU I>HI ~;o Al. 'l'ltA'l"rAMF:NTO D'ELl.E LIJSS.<\ZIONI, };\'C',
c;on <' Ui s i E"ra. proclottn la lussazione e qnindi alla mod:llità pitl s i<·m·a <la ~..-g-ujre nel trattamento .di essa. La lussazione in esame era primit iva o se<"oudaria ! Le lus.-,a7.ioni tranmat i('.ht' de ll'anca vanno distintE' in primit iv e ~ se('.oncla1·ie <1 s<>('ouda <'he hl t~stJa deJ fE"m01·e, us<·it.a dalla c·.avità, a.rtieolare, si a rresta in un t.ratto del eonturno dell'aceta bolo corris pondPnte diretta.mE"ilte a quello d ('.lta t·a psula lac·era t a. oppure 1at·c'ra la e a psu In. nella part<.' in ft!riorP <' pas:<a prim:l pc>r Ja posizione sot torot iJoidea . p<>r venirf' poi ad occuparE> In posiziom• defi nitiva att.omo a ll 'acet.abolo. r~e lu:-;s azioni , 1Jt'imitive sono ehiamate anche dir(•tie, quell(• ~Pc·ouùa rie indil'ett.e. :-\i vuole inte nder<> ('011 queste parole il JTJ<'C:('a nismo c~o 11 <:ui ht tc•stll f<>mor·al4? fuoriP~:t'e dalla c·a,·ità c>otiloidP P n l!!giun ,çrc• la Sll<l sed<' <lt>lin itiva . l 1e lns...-;azioni sc·c·onÙM'Ìt' sono indise ut·ihiiJnentf' più l'requent i delle primitive : n(:'lla m agg-ior parte d ei easi, infJ tti, ogni lus:;;;uioLw dt•ll'a11ca c.omincia c·.on l'l.'ssere nn ::. l.nssazione sot tocotiloidea t' :-;('('Ondnrit~.IIH.'llte. pt>r la forza. clw eonti nua a rl agire e prr il pe::;o dell'a t·to, di vent.ll pr<• o rf' t.roc·otiloidca. I l l<' a bbri è Tiu:-;ei l o ad ott Cllt\l'C sul <·ada \'er<' la lu:o;sazione i:-;1· h io-ilia<·a ('011 du<' processi diJTc•reoti : quello comune' o dirC'tto e q ue llo ehe lui <·hin.m.:~ di circonduzione : col primo, ruo tandc; a ll'interno. fl etten d o ed nùdut:<•ndo l'a r to; col fmeonùo , abdnc·endo prima fort.cm f'n tP la cos<·ia . poi ruotando all ' intN·no l 'ar to abdot.t o, Nl in 11Ltimo portanclo il ginoN·hio dall'alto i n b asRo e dall'est,c~rno all'int.erno. È ben difficile Ti<;onoscerc~ dai srmplici ca J·a.ttrri estPrrli cd oblJietti vi ilm ccca ni ~ m o con en i ;;i i> prodotta una ln;;snione is('hio-iliaea : soltanto i. rla.ti a n amnt•st.ici po:o;sono a Ue volt e illumina:rl'i in proposito. ·· ~~ ·, per esl•mpio - dice il Fabhri -- La per:;ona eh<• h a la lussazion<> postt'riorc (> eaduta a gambe larght', è certo ehe la ln:ssazion<! è t·onsec utiva, se i' caduta da cava llo è molto probabile ch e lo sia . g i<wc·hi', 1•adenùo in qnt'slo m odo, sembra molt.o diflì<'il(' l'il<' l>t eoseia abbia potuto subire quel ,·iolento e <'ontPmporaneo mo v imen to di fles:-;ione . udclur.imw c rota~ioue in terna ('he li." es perienzt' provano essPJ·<• indisvc>nsa hili. af1 iJH:h(\ il <:a po d e l femore rompa la parte post.eriOJ'f' d <'lla c·apsuln ~cl <':oiNl clirl.'ttam<'nte d a lla p a l't.<' poxteriorc rle U'ac:<>ta bolo "· ~ieromP il nostro pa7.i<·nt e era <·a d uto nel fw;:-;o llH'IItl'l' si \t'O\'àYa a ca.vallo c> quindi eon gli a rt i iufe1·iori fl essi e abdott' i. la lns:-;nz ionc> diWP\' ll Pssm·e a v vc•nu t a molto p roba bil:nwnte eo l u wc1·a n il" IliO della. <·ir1·nud uzione, e dov<•va trattarsi perdò di una lussa:r.ione ist·hio-ilia<:a !'il't·OJHiari<l, os.-;ia prodott::L-;i a tappe. t'Ome. c·on geniale espression e', di(:<• (J p1·of. Hur(·i. · <-lnaLi !Ja.nno potuto essere le alterazioni anatomo- patologi<:llè n e l t·aso in <'S<Ull<'! Haramente viendat,o di os><<'rvarc so1mtun inl1i,·iduo mort.o pOPO clopo a ver subito una lnssazionc dell'anca le h•sioni a pporta t.(> dal tmuma. J)obN::uno avere 1wrciò comE' g uida le osservazioni fa.tte ;;ul c·adan•n• dopo ave r prodotto, con un m eccanismo n g nalt• a que11o ehe si h a nf'l viYo. In. lns~a~i onc ehe vogliamo studiare. :Seguir!'> p er ta.11to ciò c· h e il l•'abhri ha riscoui r a.t o n~i s noi l'~<verin H•ut.i e <:h ~ auf'llf' i LPac·i ha de~1·ri1 t o.
Le lesioni anatoruiclw che Ri lutnno neUa. luf.isazione iRcbio-iliaea varianv a second a del rneec.ani::;mo con eui si è p1·o~otht la. lussazione. Quando ht lu~r; ar.ione è a'rvenuta col proc~sso comune o diretto, i muscoli piracla.le, gemelli ed otturatore interno sono lact>.rnt.i; l'occhiello mus<·olare, at.tnì'' ei'SO il quale è u:ocita. la tl.'sta del femort>. è <·o::;t.ituito in a,Jto dane tibr(•. inferiol'i del medio gluteo ed in basso d al margine superior0 del qna.drnto t·.rmale : la c.a psnla i' :4ac,·ata dal ciglio per tutta In metà po.~terior<'.
quando invt>ce la lnssaziont> ischio-iliaca. è avvenuta col JH'OC<'sso di c·ir<'onduzionP, i muscoli gem0lli c l'otturator<• intt>rno ~-;ono tesi e poggiano "'"l t·ollo del femore ptw andare a raggiungere poi il punto di loro inserr.ione IH'IIa ('.a,vitù digita.lf' del gra.nde troca.ntere : il quadrato C'rurale iip(•sso i> Ja.<·eJ'ato: l'o('(·hiello mus<·olare, attruveJ·so il quale (> uRc·it.a la testa del ft>ntOJ'I•. i• eostitnito o dal quadrat.o crttrale 1 qmLndo queHt.o musc·olo (>lac·Prato pa:rallf'lanH•nt (' alle sue fìbre, oppmt> è costituito in alt o dai ~e.Jilelli f' da.ll'othll'fiiCH'P interno t>d in bas,;o daUa parte piìt alt.a degli addut:tori, quando il quadra.to t·rurale è rotto di tntvc,·so. J..a capsula è lacera.tn. nell:l porzione antl'J'O-inferiorl'; il l~;>ganwnt.o intPra.rth·nl:ne f. ::.tacc>ato ci:Ll r;t po lll' l fr111ore . .'\pl no;.:tro pazientt>, pf\1· le ra_gioni deJ!e sopra.. le lesioni anatomo-pato l(lg'ÌI·hc saranno Rta.te quelle desc:rirte clal Fahhri c dal Paci nei easi di h1ssa.ziom~ is('hio-iliara seconda,ria. La proghQsi, tra-ttandosi d:i ttna ln.<;sazione l'eecnte _(' nt>lla quah• l'c"''ttn<' t·linieo e qnt'llo radiologico avevano esduso ogni lesione oss<'a, poteva <>onsiclemrsi hno11a : In riduzione. seguf:'ndo una te<' n ic·n prec·is<1. n on clovt•v:t pn\~o;t>ntM·t• grande diffic•oiHt.
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* ** ,\tc,crtat;a hl diagno::;i. vrocCdl•t.ti alla rirlur.ion1•. Yarii erano i JHPin1ii di t'Ili pof'.evo sHrvirmi: ael't'llllO ai print·ipali. Xon pensai di rieorr<>r~ ai metodi di forza., ten<•ndo prt·-~ent.e e!t1• Pssi , JH'llu. ricl u~ion<• <Ielle lnssazion i de tra ne· a. o sono in utili o da n no~ i. J l rlott . l<'iomn i, iufa,tt i, nel suo la v oro sulla mct<·an i<'a delle lussazioni l'l'<'enti dc·! fP.morv c d<>l.la loro riduzione ba:sat.a sn nuove ricerche anatomit:IH\ h:t di· 1110>\trato la. il'l'<tzionalit iì, d0i m('todi eli forztl applir.ati alla riduzione delle l11s~a.:r.ioni drlLtnt:a., rnosi rando c·on esperimenti la potenza del legauJetlt n di Borti.Jl, il quale si OVPOIIC au·uuontanauu•nto forzato rlclla testa fmnoniiP lnss!Lta, quando si voglia. tentare la riduziotw <·on la rstensiouP e la <·ontnl ~slensione. Per ottenere la. riduzione, dice il Fi.urani, qne1-1te manovre dovrebbero es~er(\ fa.tU• ron tanta violenza da stra..ppan' la porr.imu• :o;npt>t·i or·t• del dntto leganwnto. n Cooper consiglia un metodo t!he ~i può du·e uti:stn. ma elw sf' è ap· plicahile alle htssHzioni posteJ·iori del femore, a.vvcnute ~:ol nwccanismn della. flessione, adduzione e rotazione internal nelle quali In lacm·a?.iont• della capsula trovaRi nel segmento po,..teriore,, non rispondC' 111•i <·u!';i iu t•ui la cn.p~ula è la<'erata infCI'iorm<"nte.
Pensa.i q uindi ai metodi di dokezza, che, t·enendo a guida il eriterio anatomo-patologico, potR.v~no permetter(> }tlla te~o~ta femorale di portarsi t•on ad;1tte ma.noVl'e in c·orrispondenza dc:>ll'apertnra dC>lla ('apsuln t> f!a.rrni <·.o~ì il miglior risultato. :'11 ideldorpf e Roser con~igliano di portarP d<LJIIH'ima la <:oscia in tles.-;ione SUl bacino, pOi di j)OI'tarla ÌU auduzionc e rotaziOne esterna HÒ in ultimo di· estendPrla.. TI Kocher (:onsiglia dapprima. la rotazioni:' int<\rna. dell'a.rt.o per disimpegnat·e hL t.esta del femore dal margint! entiloide.o, poi la fi<>~~o;ione della c·oscia ad angolo retto ~;ul bacino pt'r portan· la te.-;ta cont.ro la lacemzione della r.apsula, poi la trazion(> della eoscia ver::;o l'alto pc•1· portare la t;psta in corrispondenza d(>ll'a.cMa.bolo. la rotazione rlP-II 'arto in fuori por spingere la testa d t> l f<•more nella c:a vi t.:\ c·otiloidea, ed in ult.imo l \•stensione di tutto l 'a.rt.o. TI l<'a.hbri - come riconla aJ1('hP il t·.olllpianto (·ollega dott. :::\abeiJico nel l>UO pregevole nwnua le di fascia tu l'P Pd appareceh i, fr;1ttnre e lui'sazioni - uniformandosi alla massima :secondo la" quale per rimettere un osso sloga.to a.t sno posto bisogna fargli percorrere, torna.ndo inihPtro, quella strada che si è aperta nell'atto d ' uscire da.Lla natura.](• sua sede, consiglia il metodo da lui detto di circonduzione, col qua.le l'operatore, piegata la gamba sulla coscia.lussat::t, m<~diante un movimento di flessione e di abdn.. zion.e, innalza il ginocr.hio e lo porta in fu ori i qua.ndo la tef.:t.a. del femore i> sot.to l'acetabolo, passa l'avambraccio sotto il poplite e ment.r<• tira a sti l'arto, spinge con l'altra mano la testa del femore in alt.o ed 'in ava.nti per· hula rientrare nella c·.avit.à cotiloidea. Tl Davis nel trattato di Anatomia a,pplicata consiglia- per la riduzione delle lussazioni posteriori dell'anca un metodo diretto ed uno indiretto : il primo si a.vviciJJa a quello del Kocher, il secondo a quello del Fabbri. L 'Hoffa, conl>iglia il metodo del Kocher ~ quello del Mideldorpf: metodi elle lni chiama anatomo-tisiol.ogici, inquantochè derivano dallo sl.ttflio fieli a etiolog ia. e dei caratteri ana.tomo-pa.tologici della lesione. Il. J,èja.rs nel trattato di chirurgia d 'urgenza consiglia per La riduziom· delle Jussazioni ischiat.iche il metodo indicato dal Pouteau per le lussazioni iliache. metodo riprc~o dal De..,près padre e che il 13igelow ha poi sistema.tizzato. TI metodo. consi~te nel flettere ad a.ngolo retto della coscia sul bacino, nel tir<tre poi la cosei<L direttamente in a lto, e nel porta,re: continmtndo l'inna.lzatnento, l'arto in abduzione e rotazione esterna. Ii:segnii que.r;to met.odo e sotto na.rcosi pt<r evit:ue il dolore al malat.o e diminuire la resistenza dei mm;coli. Coricato l'infermo sopra un rua.terasso clisteso per terra., (' pl'OClcdut•> alla. etero-narcosi, mentre nn aiuto ti~o~sava il bacino, premendo stùle dun <:r·«>ste iliache, at'l'errai in eorri:;;pondenza d(>) ca.vo del poplite e della estremità. inferiore d(•Jla. g:tmha. l'arto lnssa.to, flesso ad angolo r etto nel gino<~ (:hio, e portai la coscia in fics~ione a.d angolo retto sul bacino, permettendo cosi alla te::;ta femorale di portarsi sotto l'acetabolo, in conispondemm dell'apertura del1:11 capsula, librosa i tirai la. coscia in direzione verticale per porta.re la t•estn. allo sl CS!>O livello della cavità cotiloidea e feci poi un movimento di abduzione e rota.zione t-.st.erna di tutto l'arto per favorire il ritomo della testa nell'acetabolo. Al ptincipio di questo tempo la testa do! f<.'utorc rientrò bru!o;ca.m('.nte in eavità, da.ndo luogo ad uno l<l·a.t.to Ntr\'ltlc-
ristico: fu I!Ossibile cosi l.'stt•nd~ru subito (' c·cmtplt>fa tnc•.nh• l'arf.o, ripor-
t.a.ndolo nella snn. posizione not·tnal!•. N eli 'ese.gn irE! i vuri tempi ci(•l metodo ag·i i t·on :lttemdmH' e <·alnut, tenPndo pres<.mte che con manovre affrNt.a.h~ la tpsta d <>l femore poteva. scivolare sotto il rotile H<'n za pene! rarvi, e vt>nin • a t:o lloc·ar~<i nella regione> otturatoria. l' che con mano vr<> b rus<:he ~~ v i oh~nt.i pot,,•va prodursi una frattura. del eolio del [(>more: C\'<>.ntmt.lità questn ('apitatf'. t•om•' rifet·isi'Ono il Paci ed il Till.m~tnns, anche a va.lcnti chirurg-hi . Ridotta la lm~sar. ion e, immobili zzai per una diec·ina eli giorn i ra.rt.icolazioue dell 'anca, feci comin ciar!'\ poi il massaggio, i mov inwnt,i passivi cd attivi e dopo il q ui ndic<.•simo giorno feci a.Jza.r (' il pazient.<>. nn(' dopo il trauma il S. potì'> hts<·i lU'+" l'ospPda ll' gnarito.
tn r>~i
* ** H(J t•itcnu t,o iuteressa.nte ilh1sLrare il caso capitato alla mia o,;snrvazjone sia per la rar\tà. della, lesione, essendo la lussazione ischio-iliaca. una varietà, di lu:,;sazione dell 'anca poche volte descritta, .- sia per dimostrare il buon risultato ottenuto con il metodo d i riduziont> <•.onsigliato d a l LP.jars n ell(' lu:'>sar.ioni pol'ltE>riorf' d ell'rLn Nl. BIBLIOU.HAJ<' I A.
'L'rnttalv d i aoalvm ;, t~lllfl/10. Vol. l - ..\ t·fl'ol oi'ÌA - . l.! n io tW Ti p. 'l'ori no. 'rF.!>l'UT E. ,J A<'OR. - 'l'n1tUlto rli r111atmuin topogru{im. Vol. 11, t :n ione TiJ' . ll;djt.. T orino. DA V I A. A.tmtomia applicata . - :-;oc. Edit. Li bm•·ia. :\fibtuo. D u:Pt.A Y·ROC HAUI) .~~ D .F.MOUl. IN. - - /)ingnOIIIica chi·r nrgica.. F.d i~iOII~ ' '"· :-ìor·. Edit. Librai'Ìu., Milano. U. GERRF.LJ•:. - Gomtpl:(lio di diaynostica chimrgica. Pnione Ti p. Rdit, To rino. RF:ROMANK-BRUNS·MIKULJr7.. Trrtltflto di chimrgia pmtir.n. Vol. TV. ~OC'. Edit. Libraria, M ilano. TII,J,MANN!'J. '!'t·aJtato di pfltrd()gù.t !JI!1tna/P e. ·"1>eciull' •:hi·f"'t'r(ticn. V o l [T.l, Ca.-.u Edit.. D ot;t,. F. Vallal'lli, Milano. W u LLS't'F.l.N-W rr.liiS. - 'l'rMUtto di chirurgia. Vo l. UI, l-ioc. Edif.. Libt·Mia, MilUJil; Fò'ROUE. Ormt1>edio di patoloqitt, chi-I'UI'(JÌCà . Vol. Koc. !!;dit. Librìit•ia, Milan(>. [..Jo~.T;UtS. - - 'rrattato di rhintrgia d'~tT!1Cll!zcr. Parte 1n. Cn..;;o Edit.. Oott. F. Vallnt·· di , l\tiluno. U. B. FABRRL Dr/./o molla ·h nport,anza dc)la r.hiruruin .9perimentol,e nello 8tll dio delle lU#8uzioni. Tip. Oamberini a P armeggiani HHiO, Hologna. (~ . B. F AB RRJ. Di una htsl:la.zione. ovala·r e com.pleta 1·idottn con un metorlo ?tUOt:o ~ di alc·une quest·i oni .;he ri,guanl ano alt·r c lussazio1ti trwtww.t?:t;h e dRl crtpo dPf. .fr· nwrc. Ti p. Gamuerini e l'onneggiani 18HG. Bologrut. A. PACI . Trattato .,pcrime;ntnle di'Ue lu.ssazion·i t?'atllllflticiH' riP.ll'unco. J<::n r·ico Spoeni Erlitot·e, Pisn. A. PAC J. LuS.SIJZ.Ìone iachio-itioea tmumatù•fl, J>rim itimr rir/otta dvpv :l:l rTim'lti con nuovo metodo. 'l'i p. Piero Af.!nelli l ~9 1 , ;l-ti!ano. l<' IOttA.Nl. Lct meccanica delle ltl8sa::.ioni r11centi tlel /e~nore e dt'lla lorv rirl,tziont' basato. .m mwve ricerche an cuomiclw. (L ocli, 1872). l'IABJu.uco. - ft'aHcirlt1tre ed tL'P'Pttre.cr!li - Fratture P /uR.9ntifmi. Ti p . Bm·hPru HlOi . Firen7.e. ' l'E!'I'l'U1". Ed i t ..
r.
RIVISTA SINTETICA :-:<TOI....\ UI SA~ I T.-\ )fll.IT.-\HE
LA FIGURA DEL MEDICO MILITARE ( l ) pn i l , .., p i t H t w nwd i c·n Arrigo Pedrazzi. l>i qu!',.tu hn·n·. Ìlll <'ll>'o, l' l:tlll inonilt· c·ot'>'\o, dot' :<<:~111' i v<o:<tl'i ,.:i udì gitt l'atti o'<• llh' llt'('•'·"-"'HI'Ìto I'Oiltpl•·llltllt'lltn fll'l' In , · jr,l. >tlln fllllllt' ll\'e ft' \ '(l( IliO illclirJ/.ZJli'\'Ì, 111 matt·t ·ia <'lll• pii.r ,.j ulltlllllltHI tln que llt• dtf' <'1'11\'tl!t' tlbitnHti H :-.tuditll't:, la ll\lll t' t'ÌH piìt '"'"''" Jlt ' l' \'Oi i11 q u(·.~tH tltl:'lt'll Ìt1111Ì).!,I iami lih11 '1'. n!llundu· lu rnutPri» dw dnvt·à ,.,,..,.,... h o pnllit·u sini ('"'' okllu \ 'tt:'II'H lllltliifomw ulll\' ito't flltlll'tl , i·ol't<'l ht l'ht- trRtltl il ,.,.n·izin ,.:nnitarin itt rt'tllp<> di pHCt· l'd in tt•uopot di L:ll<'ITH. ~ le lt'ziuni di Ch i. l'lli'I!,Ì II d\tl'jll'll1.H, di :\(l'clit•Ìtl>l lf"gH[P. di [ )!H ' Ilt• . di ( 'ltilllÌ('II (•[iniCH. l'l'C .. COIIIilllll.li)O ' l"" ol t· ntro ),• \ 'o,;ta·p tlbi't tdilli oit " '"oli o,.: i. ttflit oftllcl<>\'1 JHl(:o . Jll'l' r.hi ;;egun con , , Il""''· ndlt• ,.:Ìngnk di :-wi jt[Ìtlt' (']Il' ho l e it Ili t 0 • il >i('I'\' Ì'I.Ì II :'Hl oÌIH T'ÌO . VÌ lt'tlSJHII'I t\ t l i ('ol lpn in 1111 nmiJit•nt<' nmn·o. , ·i s \ 't •llt· dnll >t """''IIH plaC'iclit it IITIÌ\'('l""ituriu [l~'~' port-an·i a dtot•tto l'tìll t nito di qllt' lllltllldO corllpi< ·ssn , .c[ on t<'I'I'>'Nlllll' . rh<' (o l' l•:,_,.,.c·i:o, di qu e l loolllldO 11 p>trl<' . S<'P:llttlll d;~ lnliTit·rp I'Ì!!:Ìt!t• t' cl>t lP;!IfÌ illflt·,..:<ihi li. llcOJHlO nd fJIIttll' II'Ul"<'fll'l't'ft • In \' ÌTH dnnwni n..l l'>td t' lllj)Ìillt·llf o di Ili oH IIIÌ><:'Ì~IIl<:'. tlt· lln ljiiHit· i !)l'l ofnni " "" ritt--t·inllliJtl 11a>1Ì t~d i ti' l'll\'1'do·t'<' In \ 't•ru pt·t~t'< lltolu hdlc·zz~l. f ' hi ÌIIÌHfti IHII1 si :ti'O'II,;tu ('1111 AIIÌIItfl 1Wil't1>'0 nlln jli' I',;OilHliT ÌI tft•[ lllt'dÌc·o rni· Iii >Il'\'. o·hi ll"ll "' j.!tll.lit·u l'ntti,· it ia. l'hP dH 1!11 Ui c·lw lutoo, C'h,· può P:<-«:·1~· un c ht• nmrs · • ..lo 1·, ·n lt· . 1·o >m<' oh i n·-.to U\T Ì•·ne i11 11111 (' h· e<t ft'gna· jp ,;oc·iuli. clo i in ~Oillllt>t n o n ,.;i >tl'l'<':<'a l'Ili· nllu II'"I'Po fuc·ilt · c·riti('>t dd dl'lll1 j.!lll•. p t·t·olc·ndo di ,·i s 1A l'in" iPillf' . 111111 on tintn poo·.~ iu " "' lttt<'llt (' in (ftlt\'Sl H fil!tll'>l di j.(Ìctq~nt· nwdico. 1,.,.-, Ìtllllltt~i o uli'C• l'!ti>IIIIHI" u d ,.,.,.,.t'Ì Tur• · ln I"' ' Jil' lll ultn mi,..,~i""" in 1111 Cll')!tl ni,;nw (.'IO,.:Ì !!U~!liaa·d o , <' fll"' '''' c·o-.i d• •llf·llt <• 'JIIIIk ,., I'E~t • o·<·it tl. in un Ol'l!Uili~ano d c· l qual<' in c·r-rl i llltlnll'liiÌ ,,"'' "''"lhl'Ht'l' tJlla t il.!tll'll >lltat·roni,., it·ll . P c·lw in,·l'c '<' p•·•'P' it• in lui t ron1 Il t w d t·i ,,.,., itno· i JII ÌI 1·flif't1C'Ì. llllll di'il.- fm''/.1' piLT .- .uld\' Il s<l,.:ft•t!l!U dt> IIH "'Ili :<IC'S'-Il \ ' Ìgoria. \l t•d it·Otllilit>\n•, f'HI'OIII :'('<'"''lO hi :<tr·u ttlllll dagli i,l..'liOI'Iltlt i. parolA d 11• it n>l!!O tll<lltt • \ t Olt o• 11'11\'l'dt• O 11\is{'(llllh('l! , il \ 'O I,!!O . t·iu• Ili' Ìj.!lt<ll'll j si letW.ioo-;j SUI'I'ifit•Ì t' l>t ttlll ilt• . "''1'1'1111 . I'H•ntodll lllli\' ili> p c l' [H l'>lfi'Ì>I: ll ll'ol if'o ll •il i tlll't', O,l!III'>I'I.Ìilllt' T't'l'l'Ili~ ,hnf'r· ia tu nt• ll ' llhimoo f' in q unnlt-n11i n olt'llll \' ÌIH do ·i p 11p11li. "l\~I! Ì>Itu HllH pic lm òi p>ll'll.!ltllll' di Ì11111111lt'l't'\ 'ol il l"'"' •·· I Ì)!III'll dlt· llt'lr ll t l tl dÌ 11111\ ,·i tu qn o tidi>ttlll tt<:'J.H'a t' (OI'II II'Illtllll. in TIH'ZZtl Il diflil<>lt t\ . eht' 11'0\'1\110 1'1111111\t'l){(' r Ì:<COI11l'O Ìn H f lrt' >l(li· ,· itìl llll·dio·ht· t•i , ·ili. hu 1'1\'c•l•ll•• ('Otll<' rwll;> tia., .<(' n l!'dir ·ll non '<itl t111dntu pt•nlutu q11..lht q 11nlitil. t'h<• dt~\' ro·hlw ""~<' f't' ft•t lllH 11h'll l ttl<' J'l'r In forlltll» ol1·i p o p o li: 111 Ìl ll'Zil di I'III'HIII• I'<' • . (}11H11tl<> Ofllt'"ltl >'1'1'\'i?.Ìrl >'H nit HI'itt \'Ì 1\ \'!'ÌI I I'II., JIIIl'tll l (l 1111 po' atlt t<'tlll'" :~llu ,.:tnlllllln ,t,.ll' l•: ,,.,.,.itt•. cpttHII io > qth·-.t·• 1''11"'0 di :<t•r,·izw :<11nita rio \'Ì 11\'l'ÌI fltol'ltl!Cillll 1•11' ttddl•l\11'11 Hil'llllllllll ,[(•fili \'OS I l'Il Ìltl lll'll lllÌ:<.~ i fl llt' . \ '1)1 \ 'l'oi t'\' [(' o1nuh· l'llllt'lltl' i• "l"ll'tun7.a n\T<ll\11<> p!' r , ·oi 111111 s(Oit>tlllt> l'intdliw·nza . il f'hf" i• 11HIItntlt• . 111'11 s<~ltn11111 lu pr<'j>HI':t~.Ì tll\t' ' I' Ìt ·llt i fÌ l'>l, il o·hl· (• IP)!it•to . II HI 1\ 11 !'111' il hUIIIl """~",.In f!-'llljll'll t il·l ('III 'HIIo'l't•. ru (l,l !ll Ì ISIHI\ fo' "l111'diro militllf'(' i• ('<IStrctt<l u h>t,.H t't• ln s un >tZlt>ttt • ,.:u qtH ~l<' dut• q tudil ìt fmuftllll<-llt tlli . eltl.' p o trl'i d tÌ fl.llttLt'C lt\ ..!li ll \ '(' di ,·olta tlt•llu ''"' jll't> I<>'>'TilP<'. ;--;;" '"' "" I'IHio• !!H!flinrda \ 'Ìta <h· l ,.,.~l!irnt>nlo , i,~ twlln , ...,.; d1'rt>1 ll':tll<f\tdlit tì d, ·:-.! li utlic·i . sitt twlla -:p a'(>nitìt d~·ll· >l nc hwna· o:-:pi · tal i1•r·oo. t>)!lll i >< l tll\1 ~· i tl••t t•llni olt •llt • lt'L:!!i >l~>'incilatt• 11.-ll' l'ui\·1 t',.itÌt lll'l>lllt\ in 'f llllkht' p llrl it•olutt• I.'<Hli i'O Il' t•:<i!l'<'ll /.t' dd !llltl\" o :uuhie nto•. "1-!"i Ì:-t>tlllt' i hi,.:ugn i dt•lltl p a·pj, .._,j,llll' t•(t7.:t.tl lll' in q wll!'lt< • lato t·ooJI,• d,•fi••lf ti~A' <l•• ll'o r_galli:;ll)ll, do\'(' ,.:iett· t't>,.:tav lli ud t\:! il'<' . ,. )'<'l'l'ilo ' t•l•• nl , ... ~11·v l'l'ih•ri<> . ,.o(o ullt• ''""'tl'>l t ·awr~ia, i'o lo t'l \'<l:-(11> ('ltl'nt l<' l't' f. ntli.lntll tl tlitlktl..- I'ÒIIlpiltl tlt HT'lllt•llÌZ.t.>tn· qu ,• i hi ~1 o!!nÌ C'l oll
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L:\ FIG VIU D T·: r. )IJUHI 'O ~UI.IT.\l<E
2J3
qnollc d dìei,•nzc. Udicntn, pc• r!'iò t: in o~ni istant<• ltJ posi1:i0nc dP i llwd ic·o lll ilitllrt•. so pruttntto 1)1'"""'" i n'.~!)! im enti :-iolo C)l'.(!uno tecnico in nre~r.?.oud umbit!lltc d iv1·r·,.-"· la s ua llttLo ri f'ir rnon1l<· è sc·t~rpr•e inlinitHIIIHII(e Jnuggi<wn cld gntd<) eire ri co pr·p. t• tnmilll'i"" slthito pt>r lui 111111 non ugf'W>I<· fnt il't\. quella tfi dettn r·P k p r·o r,ri o d irPl· t ive, nl-'l C11111p0 che lo rigmndu, prt'sst> JWr·sono a. lui tardo :-;upt·J'ior·i lH•Jla ;.;<·ula g•·rarchicn e sen zH nrt.l.l t'JLC la suscettibilit>Ì. Qut:stiont' di tntto d ir<>te voi? ~ì. nm·lto rpu' ><linrw d i tatto, rno ~f\pmlt ur tu qncstimw di e·rwattt>n'. Q•tl'll.o clu' è> dillit:ilt• non i! tnl\·un• la fr·•lsP tn rniltl pl·r dit'!' llfl n o, JWr Psempio, <rtruntl o dnll'u ltnl p>.ll'tC' si dt>,;idt•r'A u n sì; quello l' he t' diflic ile è il diro quel no. 0\'1'1'1' 111 Yolnn h\ di cJirc quel no . bi? n 1'!1 j><'!Hio che dò pussu qualche volta contru:staro !'O! dP>'iclc rio rle l s upt•rio r·p, fi1 tper·iore n l fJIIIII\' :;if'tf' eo~ì prof(>ndanH' ntP l«>go ti dn vinco li di ril'ipt•tto <>. di suhonl innziorw. O gni j!iorno vi è udtmque un ' intima hnttl\j!liu. 11<'1 nn<tro io t1·u il d\>Vùl'e pu1·o. SE'mpliC('. feneo, ed 1111 dcsidN·io nusco;s to di t.r-anquillitir. pt•r il cl tLale siNI" trascinat i a la:;eiAt' co r r·r·' l1' pe l' non tl\'t·r' no it" , n. ::.q~ui1·o le ideo d e ll'nnrbicnte [lPt' non sPm hr·tu·e illlpOr· t LUli o pPdn.nti. Bt\ttflglill oho la di\'P I'>'Il ps icnluj!ia ÌII!1,"<[Wisce quot idimwmPnt•· e che solo il ::.impnti co camC'rut.isnw dd rPggimPnto •·ip;.rf' n smorzal'(', qnP L ~ inr pat.ic:o ('llrnPt·ati:srno, ch e in,;iC'mf' allo ,;piritn di ~Ar·ri (i ('.io i.· la cu:;a. piìr ht•lh.t, clw ,·iva sotto le bandicr·p . •A.hi,;si di eon<'t>ziww >"ono infutt i frn voi t'gli 11lt1·i. Voi n'r lile da una !<e\ 'f'l·n prepanu.ionc di .;tud i i11di r·izznti ad un fino pn•fondnment.e umnnitu 1·i<1, e!:'"'i ven· gono dalla pre pnraziòno d elle scnolP mi li l'IHi ~'<f'VPJ'st mwh't.'>;.':;a, mP <:h<• dona un tb t'onccz ione meno u ni\'t~r,.niP de l pmbiC'n ra della soc i ~>tÀ ; \'Oi VC'cktc twl so kh1to l'uomo. l' uomo con tutto le sue d e bolezze•, mo lte volte scusabilt>. s<'mprc Ùt:'gno di conforto P. d '/\iuto . e.-<f<i q•dono nel soldato la n rnrC'hinn da g'ti<'!Ta, Vpt·:.;o la. qunlt! s< mo atTt•ttuof'i, p1·emuroxi. è YL' ro, 1n1.1 con b~n nlt l'l\ linPa di ri~Ziditò ; \' Oi con~i d ~·rate lo s for·zo co rm• o"""" :'<l'mprc dunnosu ull' o1·gnnismo. t'~!<i C'on:-<idemno lo sforzo come metA, nlt ima, nlln fj iUli P. >: i Llew• ginrtg(· r·c pttro\'PI':lO u n allenamPn to raziona li', e q utt lr.!he volta. pt• t· c><igenze di ;;er vizio. tlll(· lw "'~'llZn. tniC' ruzionnlit.'~: vo i v i irritate per· Vf'cie•rt> nn 1'<'gj!inu·nto lnat·e·int'<' in concli7.i oni eli f'linul uvv<·r·:-w. sotto nna. p ioggia di 1·ottn. pt• r· L's., P<' l' 1lllfl csel·citu?.ion<:. la (·ui ut ilith giwrinll e 11011 u.deg-u11.ttt alle suffC'reH~"'' di chi la COIIl JIÌl' . ed t•><s i l'onsidt• t'li!IO qrwstu mur<:i11 in quelle ennd izion i eom<' n1 ik' rwr· l'a nirnn rlPII n tr·upp>r. com~ IH'<>e:-;><tl l'i>t J)t' l' du 1·e la te1npc>ra ttl r·epHrto. Ahi:<:<Ì. t·ipPto . di concf''l.io tw i<l' pttl'H llO !!li uni cfngli ultri. Chi avn't. <hmq tttl rag intlt' 'l La, V(•riti~ c·omo ~PIItpro :<tu twl tnPI'.Ir.O, nnt '"' si guurdu ne l fondo io penso d rt• !'inno più v i•·ini al v c•ro loro di , ·oi. L ' l~:;prcito, se s i con· consiùel'i le cose con sf'rcnitil, ò tuul mat:ehina da lt'lenu. mHc chinu d<'lii'A\t i~ ,;ima, perelri> fonnA.hl di nnmin i. ma è c devt> e,:serP 1111>~ nHH·<'h ill>l <'on tutt(• le ~<llt' lc,~q..,>'i inRt·::<."<ibili. L ' l•:.::t•r·<·ito lli'E':-.up po u<• i'tllo oqwni,.;nri g>~g li11n li d rf' In !'l<'l'Vt11W, d<we c;-;pelk·re i d~' boli. che non p0::<sono :-;qnLirè il ril nrt• dPII.>l :<ll!t 1·ude e,.:ì,.:tenzu, ma dai j!tlglìunli hn diritto di pl'l·tt·ndt·r·e t ntto qutHlto ''"si po,.;sono dnre: l'E:.;erc ito non può asl" l·<' dei ~<en timc>ntu J i,.mi, il ginrn<J e h.- li avPi<><C, :'llln' l> l)e ,Il priori vottl,tO t'l.lln :;c-onfittA. E v<•i d ovrete P\'rciò t'art- una p t·ofondu, tna ::;ano . re , ·isi<mf' d t• Ile vost1·e conl'f'zinni, ,;<.·nztt ,.:pingf'n·i n con:;Pguf'nzp <'H t r~n "'. pt• rchè ,;iett· ,;(•m p re <.l e i mcdiei. m i\ riconlandovi ~tnche clw tw~·te l'up pdl>ttin, d i 111ili1 n ri: d€'n! J}l't'· rner e a voi il malnto. dc>vde sPnt ir~:~ In. ""~( r·n trn Ìnlll mf'di<'n h;Jtll'rl' pt' l' lui cu11 t n tta In. s1ut violenza. llll~ non rlo\'l·c·te. nnn poll:t' l<· 11n1 i pl'rdere e·ompl<•tnnwutE' di vi;.:hl. l'eflicicnza del n•purto. li gio1·110 dw voi lo frtef':<fl' . ,;are.<,tt> :<L' I1l1We dei buoni medici, mtt ces!'<et·este d i e;.;.p rp. d .-i buo11i nwdi c- i m ilitHI'i. J•: c 1·t•diute c·hf' si p11ò eqsere tali rw l Sf'n::;o amr,io dd lu j)llmla. l'Nto. pPr· es., non :;;nn\ facile per ,·oi In qLtOtidiana vi,.:itu mnttntinn. l't'.>;Hlllf' d f' l .;nldato d..-1 t•t'IZ{!imento. che ..::i pr·Ps!'nta al s uo m (•d ico. ~lmu::a LU !Il ha;;e funnidnbile, per· l>t>n giud ic-trrt·: la li<lutia IH•I Ia s iuccritit del puzie11te. TI snldnt.tl lf'rHIP s rws,.;o nel f'f'a{!t·n:u·c i propri 111uli, qunkht: volt-a giLmgP Jl<"•·sirw 11d inn•,nhn li. e qnf':;to quotidiun (> crcd<-:rP. e non cn·dc•I'P, qut>:;to quotidiano do\'e l· :<Ce,·ériH'(' il , .,, 1·o dal falso, qut>sta qu otidiana ba t tnJ.! lin fn1 ciò che , ·ie•rw deposto d ul rntllt1tO e <.-iò tht· , .j può essero di :<oRt>Ht'l.iale. a l u11~o undar·c t.w ·ba il nu>dico, lo P~ll>'JWI'll , P può t ogli~·1·g li in pnrt<.· la serc•uitÌl di giudil.i<>. :'Ira .a n c he in quc:;to non bi:so~na c,<~r gt·rn.rc . Conosco nwdi1·i m ilituTi pc·r i quuli upn 111alato è dt·uno di fc•d e : c·onoseo nwdie i m ilit.rri per i qunli ogni Ro ld nto. ('Jr,. s J pn~,;enlt~ a.lla vi,;ihl, è poten~r.iulment ~· un simulntor~ . ::>ono nt:l fttl>'o Hll th(·dw• Jt} categorie . Kou bi;;ogmt 111ai, xipeto, ne l no:;tt'o cam p o t~ndure pet· vi~ e;;t rcntr:.
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'LA :F fGU'RA DEL MEDICO !\fTUTARE
Il ~olda to . in fondo, ò un grandi' fan ciullo, un gnmde fanciullo l'he ha. bi >~o~mo d i nffett<t Cl d i c m·e . L n vita dt• l r t>t-Urinw nto Po l f.ra,:;c·ina rl o lontano d a lla cn;::n paterna, in nmb il'nt <> rurl(•. g li fa st> nt irt> mworit m nggiorml'nt c la mnn eanzt~ di quelle uffett nositì• dc~ll e qn oli h n nnenr·n d Psid t·rio . e l' unico uomo 'JX'I' l u i chi' po~,:;n I';Os t ittÙre in p a rt P Il' c·nrP lnntnne . 111'l qn Ale pn;;sA vC'rlr' I'C' ln st o ffA di un co.n>oolo.tor P, è il tnPrlicn . il buon nwtli Po d i l'l'g'J;:irne nt o , che sa dn rC' il riposo al moment-o opportm1o, C" ho l" O Cc)nc·Pdl•ro un po' d i r·pspi n >. tra le n:-<sillnn t i fo.ti eh e d el servizio. Q ttanto vi è da f an> in cprC''*' enmpo 1 LI\ mnggior· parte <lf' i ~<o l<lnt i si contenta. d i una buona paro la, di P~l' l'l' r·o.ssi<·llt'llt n. c·ho non h a. nuJl n di /!l'tw e , eli pote c· JHln·a rP diffusnnw nte qm,J ch e p ii'C'O lo g ua io pPl'SOIHllC', n •u·c·a7.ionf' l'l rP se fat.ta. in compnp;nia. lo fill'Cbhe p nsf<are J)t'l' nn Sf'CI'>ItOrC'. s i t·ontC'n ta im•onm10. eli 1m p iccolo conforto m or ole , cos ì fa cil!} a. dm·;;i C' dt•nl•u tl i ri~<ultH ti. Qttesta sarà la grandf' ma":<!\ d ci sn ld a t.i. ch e onhtira nn o l'Ili<' vi:<it·.~ m a tt u t ini' pr('>i.<;O i rqnwti. ma:<,;a do r· i!P. p iena d i ingC'nuit ù cd ond tl' di :<inccr i1it. P oi v i surunno i malu.t.i ve ra m ente t~ll i, e q u('s(i !'ill l'it fn eilr :<C'O I'A'<'J'li nt'LIA folla, e v i M nmno infine i s imulnf tH'i. Oh ! su qucs t i s imulatnri di ma latlic . che la lt•ggPmhl. ha f>tt to l<'gion c, o che la m ia lunga pl'llt icAl. eli 1·eggimento mi pe rmt'tt.e d i pre><l'lliHITÌ co nw una e1<igua i<ChiC' r·n, >;Il que.-t i f!imula t<Ot'i (JC:t'OI'I'!: batterC' non in(lp:;s i bil<~ C'ne1·gia . Lo so anch'io <:he n<m ò fa.<:ile prendi'!'(' In d l"risit)ll(' d i dic hi ttraro un ~<olrl>t t n inn nune nn quulsius i lesione od in[!'rm itìt, il dtt> no n ba:;t:a, cnn. ll iH:h c dn qmds ia,.;i d olor:ahilit1'1. quando tut ta la " intomatololl'iHs uhiett iva (il j!ra nclc aiuto d <" l medico) è rla pre nd e r"Si r on bPueficio d ' invent-ar io ; ma a lnn!!o and n t'<', p Pr m r> z7.0 di AcNu·at e os.<;crvazioni in inf('l·merii~ C" fuot·i, per m ez7.o dello infor mn zicmi d e i c·nnlnnrla nti. di l'E'parto ~ u prC'c i~ i que<l'l it i, clw vo i pot.rct o loro fnrl', l'li rie~c·l" n scop1·irC' il xirnu lato re, ed a llora. r ipet o , r·on tal i individui oceon e uhhnncl onat·e fnlst' p ie t;, , oc:<:OI'I'O Cl';se re infles:sihili. E cco d on· d ev e :<punta1·e fuo ri il n t('di C'o m ili t m·t· con f u t tn la xu a ene rg io. P Pt' u n si m ult~t ore l'.liCCiatO Ìll p1·igione 1\ tCIIIJlO Opportun o, l'Ìl' lll 1'1\ 11 0 >'\llltt l'('t(~l v iu >llt.r i fiaef·OncelJ i. che a.tt<'ndevan<) n VH.I'H t'() i propri multumi appcnt~ tl v('.~,;o tl\'\tLO <·s ito fdiCL' il hmtutivo rlol compa,gno pi\r uud>tt'<'. Vedete qww Li pr·oblnr11i di o rdini' n on mt•d ic·o >li p t·cx<•ll b mo a v oi d u n"ntc tlll ntto dw dov c·<•bbe c·...;,~f' rc pt tt·•unc·nh> n> l'di <'o, N:<·o t!Ovf•, oltr·p la p repnraziono pro. fo,.s ionale , uJJio m, la nccf'..:.-<itit d el buon xt·nxo, l'N'•> d O\'O s i pt·t·,.,cn t n come n ota clo· mi nante il camttcrc. E so a quest~ . clw sono piccole diffi colt à, nggiungPte infi.n it.e a ltre i1rer en ti a lla co~< t.itu7.io ne delJ'organi.-n10 nel qua l<' d n\·et.c opcnue : p e rs•Jnalo nou p ratieo, che le leggi ùi r eclu tame nto camhiono cun ft·('(pt<'llZI\; u na et•l'f.tl ;;ca.J':>ezza di m <:zz i 1:he v i o bblif'O. a 1ma còntinua ginna;;t icn di J'ipi <·g hi ; cli,.:<·iplina . flt' v.:r·n. necexstLrin , mn. chP n Bi p r imi t-e mp i, può und1<' )Jl'>'ll t'C, s u p crsont> ehr ve ngo no cla llH s confin a ta. libert à. univ('r-sittnin : d ixl:lg i fì:;ic·i, dtt• s i t>xttt:N hano Jt!"i p~·riod i di istrm:io11C' d C'Ile r e !' ln t e e n e llo fo t ir·he d i'i cunr p i o 1 lc:IIP m n 11 1 cvro. ><c ugg i unge f·e , ri peto, que:;t e Nl nHrC' ~pine Al'I C( II'H- d ol ~<t'I'\'Ì 't,io suni! n rio, uvre(,c la prova. pmvat.tl d i quan ta fo r7.t'l. di vo lou t h, d i quanta f'IH' rJda Jis il'n ~' mo rali'. dt;bha d is p orTo il m('( lit·o milit.are p c1· 0111\tta t':'< Ì pl'Ìm a e d !tf!"Ìt'e pni f<('l't' I HIJI1Pil! (' llt>))o fìJ 11 dr,lJ 'c,,;(~I'(• Ì t.O . È d j tutte> q u e,:t (' " Pine. C'IlE' clovril oecupar,-i il o<•n;o prcsf•nf c,, f> nt,tl'llverso qn t•xtn. enumt"·a zio tw d i r·l'golnmf'l1ti, d i pri.'Scrizioni, d i ordini. <·hP voi n poeo a p oPo, tl opo i l pi'Ìmo pe · riodo d i sm a rrint ent o , COiltJ11'PnclnPto la hPlkzzu d i viv<>rc' in qn<.'s to ambicntAJ mil itart>. in qm·xto n111hic·n l t' fiC'ro c !!Ht:rlinn lo, il "olo e lte, m Pnt1·e tut to il mondo v ive tf piJa parola Di·rillo, ahh ia :=;apul o co n~>c· rT>lT'O i nalt crnl f~ la p a rola Drn:ere., come indice clel ln. n ohi lt ò. d ei sn oi ordim1nw nti : il l'; olo C' he . m (l\ntre tuttn intom o nlP!!I!ia. la parola l,iberl d , int t>sa. an ch e como Licenza, abbia rispos t-o e risponda, tutt'o ro, con una JhU'o ln pi ~t t tm ile, "~" \'Ol<•tP, in nppnrenzn, ma i nfìu i t~1 ment.e piLI alta m•lla SO!'t l\11Zll· : f>i,qrr>pl in a. D i«ciplinA, ;;i, e (·colo il gra nde !<ptHH'acchio çk gli imbelli. eceo la grande forz.a d egli u omini di ('aratt<·r c. K cm ~tbbiote P >\Ura di e;:;so. Qu<':>to vincolo mngnifko. l'he ci innnlztt u C' IIa bt>ll(•zzn di 111m d('di:~,ion<" m:solntn,, qnando semhr(• rl"bbc ab. bnsstu {·i n d ltL wni lth d PI111 obbed ien za. clw ci d<·vtt nlh.\ di p;nith di str umenti inflessi h i li c J)PIL"fll1 t i. me11t re • l';em bn•r <' hhC' m ·vil irei nf'l!B !<chiavi t\r d ella snbo·r·<li nunuzi mw. c he c·i s ub liml\ ,;emprc in ogni mom f'n to a comp>nte ei pi d i ordini, le lo ntnne o r igin_i d <'i qu a li !<i pe rd on o n ei f<H(lr(> mi cun cilii. ('hP prt)~<i cdono a lla vita d e lltL n nz io1w. questo vinr·o lo ò ln nostrn f (mrJ:I , 0 il d or·•m wnto . ripet-o, d ella nostra. n o . biltù. P er es;;;a il lim ite di'Ile gc rarchje twttom<'Jltc scgnnlo, precisa la gmn ma d e lle
.LA FlOURA DlO:L MEl)lCO mLITA.RE
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responsabilità e tlci d0veri, per CS!'t\ l'inferiore eseguE\ l'ordi.no ricevuto ser!?nomente, nncbo se qunlcho volta po;;sa. e,;sere in con~rusto collo proprie concezioni, pe1· essa ognuno acquista netta una in<lquivocabile tisouomia neJio l':l ingole azioni compiute. 1·:-;sa. è ndtmque la forT.a de l superiore e nello stw:;o te111po è la. ùHesa dell'inforiort. Non Cl"f'dia.to allo appnn.lllZ<'. N<-11"1\nlhicnle militare voi teoverctc semp1'1' dei subordinati, mni dei servitori, come tunto spesso acca(le nelle carriere civili. Voi siete uo111o t.ra uomini, pari tra i pari nel senso profondo della pu.rola., perchè, ~<e il gnulo nettalllt>nto septnu, la divi:<a unisce, <'d il grigio·V('rd!" non consenre gmdaziorti di dignità umana ltitl'u\"en<o In sc·a.la J:(<'nu·c-hiea. Qups'ta ò la ba.so del nostro or~<>glio, p e t· que.->ta supf'riori eti infCJ·iori, lealrrwnto opN'andu, adempiono funzioni dive r;;;e, ma con lo sl.(•,;:;o touo di fie rezzn. Vedrete quumJo cntre1-emo nei dettagli, quando qu<';;to C'o1-;:;o vi avrh ~>>: poo.:t.o In. vo;;tra mis~<iom~ , si~l nei reparti, ,;ia negli o:;pedali, sia negli uJlici, vedn.: t c quanto, in fondo, s ia bt~ Ua e poetieft qu<'.sta c><i.'ltt·nza, lucida e t('nm come w1a laum forbita, senza l'a;;sillo quotidiano della l.ot.t.a por la vit.a, senza i quotidi>Uli urti delle concorrenze, eho inacidiscono t' t •u·bano, bella, ripeto, anche nei mOlllenti di dedizione profonda, ancl1e nellu, apparento wnilt>'l. tlt•Jia suhonlinuzi one. E sopratutto ;;in te sempre t>rgugli<ISÌ di l"~'lc1·o medici militari. Siatclo ed anchC' un poco, con buon garbo, mo:;tratelo. Dohbiamo nuche noi nvere uno spi1·ito di corpo ? D obbiamo anche noi sent i1·e quoll 'o1·g r,glio di cul<'gorit> che è così dif'fw<o in tutto l'Bst>rcito ? Io cn•do fermnmPnte di sì. A parte tut.te le di8Sot·tazioni sull'arcaismo di ques to sentimento, ~~~ cc cpwst.:~ mcdioovale f\O].l i"Q.\ov·ivenza ,,, corno venne da a lcuni chiamata., lo s prdto di corpo iu un ot·gaHi!'ll:IO coruo il nostro è u!Ht forza di incalcolabilo valore, qnando sia be ne int<'so, ò uno stimolo por sompr·o cor1·ett.amcnt.e agire, è uno sprone ad essc•"t' st'mpr·c clegni doJJa nobiltà ciPlla no,::tnl missione. ~pirito di corpo che in n<>i nwdi<.:i 1nilitar•i può <'s,;l•ro facil e o IH"Ilo ,.;t{'s.-;o tcmpu difficile. Facile pm·chò df\ CJim,.;;i nJt.tn le ult l'E'l c·nt<'go rio di ufficiali ci scpnra un r:rip,rna., <:hp è lU:II\ btHTionl. non •lgovol<.' i~ vuliea1·si. lu laure a; diftit;ile pc1·chè, dat-o <·ho il medico >:!i trova qut\Si sempre isolato, solo del l>\ smt clu.,-;:;o in m ezzo ad amici, cho hanno il loro orgoglio di cntPgoria, orgoglio eh•• le gi.(H· io!'O tr·ndizioni d e llC' unni r:ombattlmti nulit'arouo te!H\<'("IIle nte oPi ~;uori, e!!li perciò d ove nlltl·in~ eh~ solo lUI st>nt,im<>nto, che per !'lll\ d efinizionP. ha bio..togno di e,:.«ere nutrit.o in C<>lllpngniu . Vedrot<} che potn\ aer.adero li- voi qut>JIO che accadde a noi : la l w1gt\ petmarwnm n(• i n•!;nrt i errd1c1·h eli S<),;tit.•~il·e }:1H1iruu d e l JJUOY_o nmhicnto a.lla vostro ]Wrsonah1 à. E urnuno l'd ò an<·hf• loh'l<'O. I roppo gt">lll<le i> Il fase m o dre emuna di~ quello con Hm i!l\ mi m bili LJOL' sln.ncio, P'' '" CO l'aggio, pe1· >HdOI"C, c ho sono i reggim{'nl i, t•·oppo gnmdo ò q ll<'sto ftl--:cino [J('I'c lu' vo i uou dobbin t P '"'Il t in• l' in (1us><o, o s<' ll t iutn in conscguflm•.a diminuire un poco nll.t volta la voMr·a per::;o11alit.ù ui m<'dici mi lih~ri, per considt•tnrvi qull.-<i ~oltnnt.o un nwllòbt·o della nHOV>~ famiglia. È tunano, rip<,to; acra<ld n a noi. potrebbe >H:r:adPnl anr·ho a yoi. Vi sentil'f•t.c> font i coi funti, alpini cogli nlpini. b('lo;:;aglieri c-oi l.x•r·sngli('ri c~ co,.:ì \ ' Ìtt. figli del reparto, in tutto P pe 1· tutto ll)!ILH.li ngl i altri. È piì• futile infatti qnPsto ton<ll"l"si 11l'llt\ nuovt\ famiglia, T'itt facile e meno fM.i~:oflo, ch(l n.ou con;;ervur" rum p1·opl'ia [inca eli pensiero lucida, una JWOpr·iu psicologia, chu hu~<i , anche n~i po.rticohui, soltanto su quel lm·T·aviglin:-;o eonetlo <.li s tudi o di n•t·ditnv.ioni, che ci ha pol'fato alla nost ra. Hliill'< ionc di m cclici; è pitl facile. ripeto, o forse >lllrho non inutile da.l punto di vistn dell'inte re:;sr clelia collt·itivitìt. Mo. M que~to potò 6S('I"6 in passu.t.o, se questo potè es:;oro co~tume d i quei tempi ne i qua li il Co1·po ::>unitario, formazione g iovonissima d e l nostro Esf'rcitu, non pntc- \"ft n neon\ pn"senlurc un degno battesimo por lu. sun glo•·ia, oggi qu<'Sto non dt.l'"C piì1 avvcnin:. Ogg i un luminolòO p<'riodo di !'HC•·ifìl.i e di e roismo pone lu. nostm catPp;or·ia s u rli llll piedistallo così ulto, cho essa può gua.rdt~re fìoranwnlc in fnccia i confmtdli di quaL<;ius i arma, Ol!f!Ì i nostri end n! i di guerra, i no,.tri feriti t\ttestano cnn llt loro forrnidahile percentuol('. che i mediei pagu.rouo un trilmto di &\1\f,'Ue, che'><' in ]li'OfJOI'ZiOIIO p er TIUJ11<'l'() (;l'de il l11'ilnlll0 Alla fanl<'ria, JH"CC<•do nltro fl.I"!Ui COlllhllt1c;nti. È in nome di questi cndul i, ò in nome di q1w><ti feriti, c he voi twr<>to il duvc•re di t<'nPro !;Ompre alti\ in ogni is tnnt.o t•d in ogni O<:rn;;iono quc·;:tn gimtHIIP c' pur giir. CO:'lÌ robnslf~ g l1•ria 1fl' l l"Ot·pu ~mnilurio mil itn r<'. E ee Il<' ,.:nn\ f:(• cnpr<.> bi-
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L.\ Frf:t ' H.\ DP.L 1\l )f.:l)J('O .M ILITAR E!
,;ng-Ju1. Dm·unrpt<' vo i sf' ntit•dt• d tti \'OM ri fu tt u·i e>~m<•t'ilt.i di !\t'lit i t·ioVO<'~n·e con p>~ t ·n l (' d i pn>:,;ionp lo gl<>rit• d• ·l pn.<;;;nto. L'J~:<<• t·ei to vive<' n·,;pit·a otlt<'Ot'll l'et·oic·n nlmnsft•m d f'i qnat tro anni tl<·lla trnr;:..diH t•ut·opt·o : I'E,;t· rc it o ><i nntt·<~ dittlunu\ mt•tttB dei rico rdi di ~lor·ia o pc •· f'><."i ><i prt•pnt·n. nllr· ntJO\' (' \ 'C' rtlt tt'C' n<Ht nnirno ,!.(HifiÌai'( IV. 1::><.'-<o , ,.;ot~n " JIPilt'<'nzagc lida, r\ un nt'g!uti:-:rn•J pn:-::;ioruJ IP. nf' l (J II>t lf' il s••ntinwnto ug-i tH. pt·ofondum•' nt e i cuori <• t11 •l qwd l' i t·ic•.nnl i IH>:t·iull" tntr>f'Ì<' ind.-·lt·hili . l\•,;t•rf'ito (., fot·,.;<• l' turi co Ol'l):ttniSillO itulinno <·h·· lllllt dinw utichi mai e (~h<' c·t·l~·bt·i lltWht· adesso i ~< UL•i 1no ni colln ><l <':<." a l'lllllltto t:iruw. t·ulll) ~t.t•:-<-.;o animo ufl'..tt LW><O <MI qua lt· ' i a r:co mpaun0 l' ult itnu , ·nlln nll'<·stre ma tlim o rH cd in <:i><e il IH)tlle :;nlla. I'OI!.zH eroe<• di'<n,Jorna . &m prc , -o i udrdf' ritio riro il P"""uto. :--iitt ne ll l" l,t·artcJUille scr·ate dei villa~gi di lnontu~-rmt. ntPnt,l'<' il n•parlo d o ruw il sonno rhu·o 11 <·•m,·into di t ruppa in l'i p o;;;o e p:l i ltflic·iali ;;;i :-;tdn gono intorno uliA. J'ozzt~ Lavolu tli tula IJ\ocle,<;La (1:-;tc rin , ,.,;a nrl s ikm.iu tl e llt> piun m o libiche ntl'ntL·t' ardono i fuoc:hi dl' i hinH:chi e g li incligt•ni hi>< bi~-tlitlttO n€'4 Iom idioma lllmon io;.;o i ril,O rdi d t• llo ca!'<' lontn ne, s in nellA. t•·anquillitù d e lle· s alc-co nn>gno di'i l't•!!giull•n t i, "io. n e l ff•t·,·ort- d e lla. vit-a tki campi. f\ ia tH· IIt> falidle df'lll' lttMI•l\' I·C. tt ppetLO. JWI' tta m o m è iLOO taeciu il sc- rvi:~.io e eadanc> Il' pn·twc ttpnzinni df'l t! o n1>1ni, J.'a.nimn. frc-,.ca (l'o.n itntt resh1 ~=:tontpre frc.«ùll sotto le hn11d iet·e} :'< i lihC'ra. c tl i ri c-ordi ufliorano in lllilltl' t·i iut omo ull11 c omitiva sta n ca t lc·l!li ttllic i>t li udunati : ri<:ordi di d onnf'. fii mw>ri. eli g-i unC'o, di miLle C'o-;e, ma. :;.nl>nlttttfl) ricor·tli di f!l tC'J'l'tl. l·:cL i vostri t:ompagni JW-tTt 'l'U LJHQ lo glorie dd reggin tt>ntQ. dd buttagliont', <ielbt cutnpn!-!llia, l~· t <'II Hf'i d ift•><f' <' i di,.:; p <' n:tt.i aUaN·h i, n:~ccontf'runno l~ gt!:<ta ;·mirht•. fo r,;t· (J (lf\ le· h(' Y<l ltt\ anicr·hit e nei p >.l lticnlari dalla fnntasiu acce<:<a, mu :<PIIIJl l'~-' ve t't' 11c> l fund u, e ~PI HJJI'l' piuw di ,;u)!jtt\'-(1i \'il IJI'llE"nu. A.;:;colt.-lt<'li a l~.t.~ti>t· t~> li JHt d llt·e. J~ l'tmimu e roi t·o dPl no,.;ti'O E«r>I'Cito Phe p1u·la itt loro. t: il rnir-ahil1• l-' la m :io t li qu(·:;tn g io , ·n ne Hulin, d1c in 1m c:inquan t• •1mio di ,-;~,l h n ~apnto sn lit't' dalln ~w ltiaYit it n domitHttt·iee d<•l ;'\{e>d iten·am•o, è 1\ ·ro ieo ><pir·ito di quc~ta mzZtl immnt·hll,•. c·!ro miii••;Hti eli .;tcwia >rflìnHt·o no f'ollu luce di lutt gh<• Ere di c i,·ilt à, (• <;hc rornl'riì in fa tt llnl, dobbiamo e redt•do, o d.l>ltlll'(: IH propriu impr011tà p e 1· ht tPt'ZH v o lta nlltt e i,·ilt iL d Pl m o nd o . L>.~,;c·int<·li Hdunqu c padnl'c ill !:iilc nzio ed a:;cv l· fatl• li c:on rf' ligio.~R Htl<'ttz.i nne. :\l a qunndo avJ'>.IIIllO t.e r 111inat.o <li JHUTUI'C', quando il s ilf'1111.io dt·lltt nwditazion« !':~trh caduto, nn rHt> sPm Jwc· a v vil'tW, snl ri CO I'clo lo ntano. pr-ìllta c he i C'anti, i nos talg iei c:auLi d i" Il,• tri~W<'<' , ·,•ngauo o, fo nd e i'P i <·twri in una armonitl di sAcrific io e di t!Pdiziou..-. twllit qtt uk• <'tttlo (JI(tti ~p irito di corpo o d mnina t-<·(;d,;a l'ici E>ttlitl\ drlla PH.tr ia, prinut dH' qttt-sto tt\' \ 'Citg n, C'ome quus i St•ntpt·c a , ·,·i<'uc, cominc iate , ·oi ~;~, llàlTUI'l', e I'Ht'I' Oitbtll' piallHIIIt'lt(C ](' g p;:;to. di CJII(·:-;j,(• JltOS it·int> (:Q]Ot'O di St.lllgttC', lltll'.m te il Ruf'rifi zio :-:i lt· n ziP><o e :-<enmo d ei <:ompugni cadnt i c le •)l'C t ro g i0l1C' pieni' d i in lì n i l u lHIPJ<ia di t·o lv ro cito to rmt •·o n o. l•; d a , -aut i ulla bell <• zz.-.. d e lla ri evoett · zi o m• d e lla <:tlntpag-llitt lun (' in ta allo ><baragl io, ,.;••,-o('ate lo bdle7.za <le i piccoli po~t i di ltWd i(·ti7.ÌO·tH' s pRr;:i pe r t t1l t i i campi d i hnt ltlg litl, le tn·c :>ttlle q un li u t'>'<e 1w l >'<lt·t·ificiu ltl JH m'zzn d t'i uostri C:<l lllP•• ~n i caduti pe t· la Pat t·i>J . P i<:co li posti di trll'd i<:nziouc o a.JToiJ(htti nèl fango dt•ll ' J::<ouzo o d t> l Piavf', o il bbnH·inti tw l foti( ho dt•lll' rh•lino urd~·nt i , o ttJ.!g ntpp>tti nll'orlo d egli abi><.-.i d L•lum itic i, o p e rdut.i nei ,;ilt· nzi d e i ? lt iael·iai di'II'Adumdlo. tutt i n g uali fr·,, Iom u clJ,t mnilc p ovet·tit d e i mf·z;r.i, tutti 1tg ttllli twlla i1tf i11i tn ;;r> t't'llit à dH\'tltlti nl pe ricolu, tutti u g uali nell'a•·dt·itl t• >< la nc io .li piclìt <'di a Jo ton• p >t tri o. 1·\t tcli rifi<H·irc s ullo ali cldla. tt l\t't'lll.ii! II C' qttL':-<Ii pi tcoli pt>sti rli mPcli c~w,ione, l'hc furono il " ""t l'O Ctl h·ori o <' la nostm Clnt·ia, fatl' li ~-i fiorire· JX•t·C'h b essi hann o lllt ultissiwo " i(o!tt ifica tu. pcl'(: h~· ('s,; i rive hmo ui popo li cltc 11 0 11 iuvnno pa.~sat'IJIIO s ul lt\ tununilil ><l·•:oli t!i J11'"f!l'f'><'<i,·o nfli HUil tt:nto mon1 le, perl"'h(• essi ri co rchmo ai pnpo li dw o)l'nllli antltc• m·l fw·o t·e tle llu mi:<c·hin il t'l' ri to i; sucro p e r t utti, anch~:; fll'L' j l)o•llli('i. l' ('Jtc- la JlÌ l'tà Il ot i hn \' ÌtH'Oli d i I'HZZ>t. l 'P t' lfllC'Sta pidit discc·:-<a limdmcnt t' ft·a. le st:hie n • i11 m·mi al s uo po,;t.o di dove re aceuulo a l .. nrt·if ic· io , •1 l (:orap;~ i o, alla r as,;c•f!JIU7.Ì(Hte, JWt' quc:<ta pi ~til nmantl, ~<on•l l >t in g-tl!' t-ru tli llllL<' lP a ud!H'it', o tr~nuec ul fi>1nc·n dd le piì1 tf'nuc:i ostinnziotti, f'<' r fJm•stu pi<·l ittlltttllrul c-ltt> Hri>i' c·omt> uni c-n, fn('(l !t't d cwe s<'mh•·ò cndo·c· fl!-'11 i ~"P<' t·unzu . per CJIIC"<Itt pi..t ù umnna c·l11' lu>:e iò hm! tddli dt~l rorpn tk•i s uo i d evoti, lX'l' l nt ti i c•un1 pi di h s-!lta!!li tt. JWt' qw>sl!t p iPtà umanH, dl'lla qwtlfl voi ~=<arf'te domuni i :-<!H'Nd ol i fedeli fi.uo ull\·strPJIItJ "<H·rilieio, 1'1-' IH't t• alt o l\1 rgog li o ck•llu nn,;tro cn·
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lU\'lSTA DI T.Ef'NH'A E S F.RnZIO S ANlTATIIO MTLITARE
tcgori a , cet·cattl che mai un a maç;chia, llnclte la piìt pic!cola, VL'ttga ad intaccnrne h t pu wz,...n. Quc..;to io uve ,·o i l doven• di dirvi prima di inizia t·c il cot-,;o, r.he Yi m ettcn\ a Nlllt~tlt.o della 11\li) \ ' >L ' 'it.a in t utt.i i ;;uo i particolat·i, q uo.khc volta tl(liosi, m l\.ttnc h(j in t.uttn lu !'; tlf\ inti.111a e profo11dR. pnPsi t~. ; qtu•,;to avevo il cloq•rc di dirvi aftinchè vui domnni, tL~c•cndo 1fa qur·:o;t->.1. modtJ:::t.t ~cuo [ll. di !'lunitil., d ovo tunt.i c.tuatt.ori s i (.ll'<}parnrono ad lll t agitato futuro. di:<porsi fOJ':'<!' p ct· k• C>ittì.L d'ftulia, dis put-si fot'><C P"'' la pimHII'C l i bi c ho o p <' t ' lc tnt>lUH~(' et·i LI'<'<', p-> t: t in h) pt:ofoutlo n~< l c ttOt•e l '01·· ~ogl i<l d c•lla no,;tt·u c·ht.",;o e rltostrill to a ll t1. luce tld solo col vo,;tro cat·utt•·n·. col lt\ vu:;t m cue rg iu, ltt f·ìer·e:r.7.a eli c:<.-;erc <lei mt,dici tnilitari.
RIVISTA DI TECNIC.\ l~ SERVIZIO SANITARIO MILITARE La guerra chimica e la guerra batteriologica avvenire. Prei'SO la ì'\ociNh de llP Nazioni è :::tiltn istituita una Commi&"'lione composta da L o r-d Ceril, diii generalo D e J\fa rinis, d ll ll'ammirngl io Stn ithe, dal colonne llo Heqnin. incaricnt.a dello st.udio della ~ruerra chirniea coi vnt·i m ezzi di e,.;plo;;i,·i. proclot.ti tosi3ici, !lO..<!, ecc. o de lla [!;m'L'l'Il. batLeriologica, sotto forma di microbi, in un'eventua le conflagrazio nP ft.vveniN~. Per collabo•·A•·o in toli r· icerch o si i" r ivolt.a a d alcuni eminen t i scienzinti. fra i quali i profes:o:ori Pa t<'rnò ed An g-eli, Mnyor tle l Cc>l lcgio di l•'rancia . Bonlet. d e ll'Istituto Pa.~tout· di Brux <:' ll<'!~, Pleifl"t't· di Hr·P-siAu, cec.Dnta l ' importanza e la a.t.tunl ità cldl'm·gomento. rit eni a ~r~o u t ilE' rillS.'~II tnOJ'e in qucstn rubrica lo pil1 important i eonc lusioni.
I . G u ttuRA CJn)HCA . l
Dw-nnte I' Hl tima ~n•en·a l'ar-ma c himica è stata efficacem ent.e impie[!;at.a dn.i brlligeranti, violando la convenzione doll'Aja, a lla ,.;te:ssa guisa d elle altre armi. È eli\ riton ct-:;;i quinrli ch e essa diven terh di uso comune anche n oi futuri conflitt i. li p•·imo attacco di gas nsfì i s~; ianti fu fat to dt\i tedeschi il 22 aprilo 1015 n Bixsc hoot e ed a La.ngemtwk, nel Belgio. La guorra chimica u t ilizza i mezzi pitt vat·i pe r mette re tcmponmeamentc o d efinitivamen te il soldll.t.o fllOl'icornbat.tirnfmt.o. Dal bromuro di b rmz ile, i cui vapor·i ,:;par'$;i sulla t.erra lll'o'·o<•ano 1111U violt~Jl h.t laca·imaziono l'enza produrre g rav i di::.t.urbi, nll'o~siclonu·o di car·bonio (fosgenc ), ch e d ct.ermina rlisorrlini rcspirator·i, soffoeazione e m ode. In !!ltC'rTa r·h imic•a dispono rli una numerosa serie di _gas. ehe in rappor·t.o alla loro azium~ tìl'iolo!!ica p ossono e~sore di::.tint.i in tre g randi clussi : irt1trmti (lacr·imogeni, :o:t.urnutato r·i e ves~c-icanti); ,qofjocr.mti e tosBici. l. Gas i rritnnti.
Carat·te1·istica di questi gas è quella di m ettere l'individuo fu01·i combntt.imento sen;r.n, nl·<:ide rlo. · a) Lacrimogmi. - Hanno 11zion e prevalen tem<'n te sull'organo viPivo, cau:<ando un dolo1·e in tol lerab ile immediato, ugli occhi, con disturbi visivi temporane i (lacrirnnzion e, fotofobia), puiciH~ tratta.-<i di una initazione superficia.le de lle mueosc, che scom pare !!en ernlmonte dopo qualc lw ora o tutt'al più ù opo qunlch a l!iorno. Ft·a q ucsti gal'; ricord er e m o i l nw n obromo-acctone nel i composti d e l toluone e d e ll o xile ne. . b ) Swmutatol"i. - Sono composti ar-;;cnicali ch e 1111nno molt.a ana logia con t cacodilati impiegati in tt-rapeut.ic:a. Pmvoean o delle cri::.i t·ei tRrnte di st.al'lluto irnpr·ovviso. incoercibilo, con cefa lea .i nsopportabile ed accesst di sofl"ocnziono, cl1e st,irnola no il !<o!dato a. togli<'t'$;i ~~~ mH:<c herft di protezione c ad espo rsi così all'azione di nlt.ri gas to!<sici lanciati contemponmeament.e o s ubi to u opo.
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lU\'JSTA Dl TECNlC'A E Sl<::RVlZIO SANlTAlUO 3t!LITARP!
c) re.~wicanti. - Fr·a i principali è il soliuro cl" <>t ile b.iclomra.to, dPtto anche gas mostorda o Yl>~"itc . che dc•tcrmina sulla, pelle speciaJn.cnte al collo, alle ascelle, al,! li iuguini ed ali<J :<c·roto un cri t<:11u1 ros-;o, poi Lrouzino, oppure, quando l'al'.iono è p r·ohll1l(tH8, nwnpr·ost• e .g •·osse flitt !'ne pe t· tutto il <'orpo. D 'a lt ra parWI il !molo (•o:;pan:;O da ypritO infet ta f'CI' CO II Hllt<l t utli COloro Che Vi SOg"!!iOrll!lllO O J'attru\ "CI'Silll O : il gas p enct.ra nel l.~ v<·st ÌlllPnt a e if• tr~o~.~ionna in ver·i vc•!)c· i<·nnti, i quali C'Jmtllli<'ano le lot·o p•·oJ.II'ietù dei C'tr-ri c J'Cl' lllezzo d t• l .;C'rupi ice c·onl atto o pt•t· un CC'f·t•J ru11•acro di giorni. 2. (:rt$ .ov{fotrmti o a-9/Ì<~8ianti.
Fra quest-i !Zfl~ noli.a mo i l cl0ro, i i hromacot.o n<', h1. <'lm·opic·rina. l'os!"iclorw·0 di c·nrhonio, o ios!.(<'n C, l'ac:t·o lcìna: provoca no to::<."C . ui.<;pn<'a, sen<:o di angosc·ia, l'di'mi c coHt'est-ioni po lrnon!lri, qua,;i sempre n ul rl ali. A ltri gns ag iscm1o dù·cttalllente sul stwgue r:ome l'os.-<ido di cru·boniu ch e impedir-wo l'o::.":>igenazione dci te~snt i e dcfPt·mina hl- morto per anossiemia senza sofferenze speciali. ·
3. G(ls lo8-~ci. :-iono compo~ti a base di acido cianidrico ed l1 unno azione sul sistema ner\'O!';o : a:vl nn gr~o~do di concc>ntrazi one elevato producono un effet-to paralizzante s ul ccn· tm rcspirntorio, con esito letale . La ma~l!ior prwl-c di qu(!};t-i gas non presenta soltanto le r:fwniterist idtc enuncia.t<>, poi e> h(> :-;e, ad esPmpio, i v csric·ont i invec:o di aHrt<.'Ca1·e la pel le p en etrano nel pol1none, JWovocauo le.~ioni quas i so1npn: mor ta li. lnolt1·c tliH\ mndifi<:azione d ella d ose impiegata ottenuta. col va1· iare de l ca1·icmncn to del proiottiiC' e col mutare la t·on centt"azion e d el t iro t.ra,;fo1·mn. compictamente l'eff<'lto n ocivo di quest.i ga.;;. :-:ia1·ebbe quindi un e iTOl'C c lass ificare i prodotti <:laimici m•l lo stesso o 1·d ine d!'lltt J:.'l'uvi t i~ d c i principali ~into1111 d a !';;si prodot.ti . potendosi fiV<'l"e degli efkt.t i combiun t i qunndo sono proiet1.a ll! (:ontem JHi ran<'A111Pilt.o di\·orse sostanZe. Tutti tjltesi,i gas vengono gencnthncnte adopMat.i n AI I'indust1·ia in tempo di pace e non ,;i può <lire a p riori q uAli a ltri !!llS potnmno ~set·e pe t· l'avve nire introd otti come m ezzi eli offesa t:on 1n·o babile ar.ioue :-m altro f unzioni d el t'OI'JJO mnano. Il prof. Paternò ri1.i en~ che nulla ci aurorir.za a eJ·ede t·e c hasi pos<nno prepamr·e in fut.uro gmndi quantità di uuove sost anze eh<' pn:sen tino una ~< upc t•iorità bellica Sl.l tuttu ( fUt·llc fi.nfJ nt usate". Iniatti all"inir.io d elta. g11o r-ru il flltfU~·nJ tlei gas impiegllti nPn sup eravft la trrmt i1aa, mentre ora olt-rf.'pllssano 1 m ille, mu in questo rapido llumento non s i è ri ve lato alcun pxodotto nuovu. imporlanl.o poidJi•. il fo!':gene, il c-loruro di c:ianogNto, l'yp a·it<', et·~;. , che avevano il pri mo posto du l'lllltf' l'uJ t.irno i m· lunnc c:onfl itt.o, Jo consl· r·,·Hno jJure ora in Jrtezzo a i mille nu<H"i pJ'odol-ti. Oltre cho sull' uo mo . i g-n;. h>mno az ione d ell'teria aHche s ug li animali. con Jicvi,,:itne Uilicrf'IIZC di sensi!J iJÌt ÌI. /:)enahr-a ill\"C'<~e che Ja V~·gdazione n on risCillH alcun dtuulo da ll"azitmc di q11este sostanze : la fores t1t deli'Argonn<', :-;ntn mta di go~ durante la guerra, non h a :;u hìto grandi dc\·ustnzioni. l'er q u anto rigua rda infine le altre fonti di ricchc7.Zn, ,l!li effetti danno:":i c:- ho Ponxcguono dall'u!lO d<'i gas :;ono Ct"tui<ati i.mlirci.trunen te dttll"nzinne pm·ali zzante eser citata :<;11 lla macchinn-uolll.o, eome, nd ~Prn pio. chiul':ura di fabbric-he in :<E>~n i t.o n scoppio d i bombe lacrimogene o !'OffO<'Ilnti a ll'intorno, oppure sat-urazioni di m inie r·e con detti gas, tt t'I'C.;I.o di COIIIUnica:tioni fcrrovia1·ie, mar·iHhne, ecc. La difesa individuale contm i 1;11~ d i J! uen a si è ::;viluppata d i pn.-i gr ado con J'offf'ns iva, !':ia a utez;-;o di 8J'J>I:l l't:<"Phi i~ul allt i , ~ia con mns<:here od apparecchi re:-pi· ratori filtrant.i. I p 1·irni sono cost ituil.i <In r;pccie <li sc:afnndri più o meno semplici c he isolano l' individuo dall'ambiente esterno e g li forn.isNmo l'ossigen o , di cui ha bh;ogno. P11rtroppo t u li apparecchi sono talmente in~o111bntnt·i p er i combnttent,i ello si è p rcf('t•ito l ' u.«o <!P ile mnsdwre e d c i re>l pirat,orì. i quali liut:>l-ano l'aria in.«pi J'!Ita<Lai p rodotti nocivi mediante l' irtlerposiziom• di un filtro clae !-lÌ colloca davanti ugl i OJ·i{ic·i lh·lle vie rc:,.pimtoric>. D e-tti Iii t ri sotto cost,it.niti da co1·pi pot·osi a s::;or bcnti, oppmc da liquiui di::;svlvcnti o du. r eagenti chimici, oppuro da mezzi (ìlt.mnti veri c pruJ u·i. Tali fi.!'Jllli'CCPia i si sono dimosfm~i di grand i><simr"t <'flìr:a<'ia.. P erò, como O!':.«f' r vn i l prof. An~eli . :-;e le c-ont'l'lltm:rioni (litn·J,n:;.;u n o un ec1·t.o li.Juit.c, le maschere ri,.tdtuno iu:;uflicicnl i cd i soldati :;i LJ'o\·uuu privati di 1!11Uisin-;i mezzo di difo:m con iru-
lUVIS'I'A D t Tf:C'Nlf'A E S 'E:RVIZTO S.\ NlTARtO
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min cnt.e p eri colo di vita. F.:::~enziale p er la 1lifesa è ch e i romhatt.ent.i abbiano ad immerliat.a ]lOdata la ma1=1chem e che s imlO abit-uati in JH'f'tod<>nz>t a servir::;e ne. La mAsch era ò A.n<"'ora inefficace contro i gAs v<'sticant.i, per il fatto f·ho non esiste alcun indmnento fìlt.rante. ed i v('.<;t,iti i,;olon!.i dopo t m certo tempo f'Ono in tollem bili. Tnolt.t·e non si è p ot.ut.o trovare nl(•un rimedio prul ico pm· la rn·otezione dei (;avalli; al contrario i piccioni viagl)'iAtm·i son o cfficn.ct>men te dift-si da stoffe impregnat.e di rca.gent.i avvolt.e ÌJJt.orno all e j!llbhi<'. Nonof'tante c he il genPrale F1·iPs. cnpo d PI f'<' rvizi o. c himico fli guerra negli S t a t.i Un i ti d 'A mer·icn., so::;t e nga ch e In. IWr(·<'ntunle d Plle m o r t i prorlOLtC:l dai gas asfissianti è min ore di que ll a dPt pr·minuta da.tl e nnn i buli,;t ii'!Je, e nono· ~<tan te c he il gen<'rale frfln('e~e M tt l!e t C' rr-o flmmcUa c lw la gt lf' ITa chimica a bbìn :-:ollevato t a nto opposizioni ,:;ulo per il fatt<> tli nvero violato la Convenzioni' d e ll'Aia dfll 18m), si può rit.e n<>re- c lw l11 nu ovis>' ima armtl. chimica s ia induh· binme nte un'ttrma molto t.emi bil E> : in fa U i, anche q11undo n on uccide, ù e t e rmina. sull'organismo nnu S<'n~ibilissinm a[tl"mzionC' di tuft e lo funzi oni. È presumibil e inoltre chi' ne lle guorrf\ avven in.1 s i tC'nden\ specialmente alla di;:;tnrzi o ne ò ei cen tri di produzi one e di ri:<orsP d el ne mi eo, com e il m ez:t.o più dir'C'tto pè r fìa ccarn c s ubi to la n·si!<tClnza. B ro;;i zomL di guPITit divt•nttwà tutto il t.oni tori o avven;n •·io, o >'ll ùì esso si molti pl ic he r!l nn o le offe?.SC dttll'nlto, tant.o più micidiali se, comf' parC' fibbia g iù. inve ntato il B osi col s u o f' iiPnzint o re l'otath·o, il m otore n egli nc ro phmi non determinerà alcun rumore, e S('. t,:ome fonno rit e ner e le recent.i ~si~ne e>:pe ri f' nze ù <' ll'in p:egnc re navale inglese Ada n Roenn e , i velivoli con l'appliC'azion e di ve rni c i traspnrC'nti a.l c rom<> sarn.nno prtlSSOC'hè invi!'; ibili. Si aggiunga infìn El <'hf', m escolando J!HS diffus ibilissimi, eom~' il c loronrdolfenolo e d i l bromoh cnzi iC' innu ro (C'h<' nl.'lla prop o1·zion<' di 1llla parte di {?;H!< · sciolt.ll in cli.eci mili oni di pm·ti d'uria div<'utano iiTC'!<f)inthili ), a gn;: f'm irwnt cment.e tof'sici e di effètto pl:'r!': istt•nt e, s i verrà a l!n c·ost itnzi onc di qw' l ~n.s ch e gli ame1·icani gin tlllllllll(· in no sotto i l n ome cl i lewis i t<'. e<l n\ quale eon t e t·mirw carattPri;:tico, hann o d il lo il nnmP rli " rug iMla mi::;teJ·io,;n d e lla morte ,, : ess<> dd.orminerobbE' tlist.ruzioni immPn1<n pr•r· il s uo m oltiplicu.rsi in virlù d ull'l'llur·llw tlifiw;ibilità. d ella pot en z>l. e t!e!Ja tlumtn. Oft'e:;;e tan!.o piìr "lli\VE>U tl.'voli, inq1amt.oeh1\ ~~, In pur nroblcmatica difc::m contro l'azion<' di questi ga~ potl'(•hbc C'>'sor e impo><tR. n ell a. zona d e llo opl.'razioni sotto una fl'r· r·cu di>wipli11a, non sarebbe i11vect' fn c ilc farlo a d ottare da tutta 111lll p op olnzione di un g rande Ct' ntro co mposta por la m11ggior p1ute di v e<'c hi, donn e o h11mbini. Coslln gu orTII rhim if'A ln!<ria a rH:ora inf:o luto il !!''n \· issirn()prohlcma della prot<'· zi<Jne 1lella•popolazioni <:iv il i. Le sostanze nocive impif'gatc sono t.uttc u>'a t.c com1uH'· rnente ucll'indnstrie in tempo di pnce, sp e1•ic dC'i t·o lori. in t·nodo c he tton si può f~tre alc1m cont-rollo a pO~l'oun e;:serc ov11nq ue fahhri cate. La nnziono clJ<' ~a rti indust.rialrnente e r himicmnen tc p i\r J)Otent'e potrù •w•'rf' in bmvi,;simo tempo a. sua di::;posiziono mu\ forza immen>'a <'h P lo penne t tC I'Ù d i tr·o11catH li Ott.a OJ:!tlÌ v~llcit·IÌ. di l'l'sis t.enza da p ur·te dell'a.vvorsa r·io. II. GUERRA B KM' J;;RIOLOr:lCA.
l prof. Pfeiffer . Bnnh>t. :lh~<lsen e C'aunoJJ funm.cttono (:h<> l'u rmn bnii<'I'Ìo lo gica n <.> ll'evPntualitÌI tli un a guerra fu t um non abbia m olto e m('tH:iu : non si drve pe rò m olto fidare su qu<'ste r.ondusioni d e ll'attuai<" momento. p oich ò n on suplJi fmlo ancora che cosa p ossa pre pnrn l'Ci in avvenire l<~ f'v iluppo erl il proc:resso delle sci enzo mi c r·obi olog ic l1e. È da preverler~i l'impiego di C'olture di tifo e di colera pe1· contami n a re le a cque potabili che s i può C'Ombattore con <'omuni mezzi fisiC'i <> C'himi1·i, riNlJTC'n<lo ai filtri od al tnt M mnento a 1nezzo d('] rlor·o. Il nem ic·o potrebbe mwhe in q uinarC' l'acqua filtrata n ei S<'r·bflt.o i a, mC'zr.n di bomhfl lanc iate rht. a.A!'Oploni. OlJ<'r azione p e raltro diffi c ile. e contro tale in,:;idio. s i notr<'bbo premunire ri <'O rT<'ndo a lle vacci nazioni preventive. I,a propn.gnzion e delln prst.o o m ezzo tlei top i pri~;;enta IUnrali pe ricoli per i due 1\V"V<'l"'Ari , e d ' nltra parte tal i epidem ie f'i po~::-ono ll!<f:lli rlitliC' il· mente soffocal'e.
tctnsT,\ DF.t.f.1\ STA)ff',\ !\IEOTf'A TT.\ t,! AN\ t·: Sl'RAN ti-:H.\
P cw rp11111h> I'Ì~-t ••nrcl o l ' ìnq11in Rnwnt o d i'I l\' fu·m ì. i go nni pnlo~<'ni r·ltc dovTehlor• •·o H1' I'Vi 1·o• nll t o K<'UJH> (slulil oc·oc••·lt ì. sl ropl (>l'l)t•dli. c<:c . ) 111111 l't•sis~('n•hb<'I'O ltd una 1"''"1'" ·"" ~- inJIC' fnlln IW >Ito f<>mpo innnn7.i c> >Hll·c•hh!'J'O in<>flirn!' i nnrt volta o;;r·c·t·1di " '"''' t<tq•<••·fi<'i nal't.nl lkloo. (:)j si<\o;si J.!Pl'lni Ìl lliYI!'><si entro 1111 proiPt til e non•·csist<>J•nl>hOI'" a lln sc·n><s•~ ch•ll o c•cl tdla l'llll>l<'!!,lll' l11 <' f\IOntzione clt-lla t e mpernt,tll'll l'cl P>< pll•><iotte. Holtnnto il 1-(1' 11" di un pullnno di vC'tl·o pil•no di gel'lnt ft\tto da velivo li l" '' n•hho <'S>'<'f'C' l"'rìnoJ,.,.o, L11 finn In mn gi.(Ìm ·n n~n. dPt.!l i l-lt· ÌI·nzi>l t i non ri ti P no d1!' s i pc;.<sn ('ott In !:!H OJTI\ !tnt fl •,·inlui.(Ìl'll 1'1'11\' ~l!'ll!'t' In tl i;<IJ'II'l. ÌCOll<' d f'Ì ('!' rN d i: )JCI'Ò il prof. ( '>l llrt \H1 ammt>tl!' ~·In• 11 IIH'zzo di mlf'nJ'Inni l'<i p(>ssnoo sc•mi n uro <h·i ptlntssil i CllJ'Hl'i d i dist.ruJ:(gcrc i 1'111'1'1" l i. In <'OJH· Iu <~i OJll' . ><i pr!'sll!ll!' l'lr!' Il' n t (un l i conosc-c• nzo d· Ì).!icne c d i mir:rohiolo!!ÌH l'"ll'<·hh''''" fn r l'r11111c• t•ottlt·o l'<•stf'JHI!'J-si di <'pidf'lliÌ<' JH'(>vocnt~ si.:t fra; i combatlt•nti 1' l"' f•·u lo pnpolrt'l.inn ì t· i,·ili, \' c· lu• d <'t t c <-p id C?m if' pcrciùno n pol re bbe n>nve rc 111 11t d t·t·i><i\' tl inflni'I\Ztl >illll'<'sito d d h' tl~( ilit il. Tnt t m · in sf' l'tli'II Hl hnt l!'rinlngic·a il pi1'1 do•llf' volti' è- ttlÙII'Inl\1'1 doppio t.fld io. Pdllff uu hw•n t•• no n 111ulll> ll' lllihil<'. ll<lll s i p11ù mni !'S,:erc sieuri J>li'l' I'Hvvcnirc. cd il JII'PL Ht>rd••t. •·it •tlJ'd~t in l"'o po>< ito l•ht• n B tll'lln'st, ttt~l rortilt' ch·lln L f'gaz ionl.' l{f't'lll!l· 11i<·1t tlll'• >ll n st'<>Jll' l'l<' do·lil' C'tdtlll'!' di nw•·,·n ('cm httl~ l<' il't ruz.i<•ni ncc-es><a rie per l'"''l'" J.!:" I'I' l' iiiÙ''l.illlll' 111•11n c·u,ntlkrilt l'lllllCIItl. l.o ( '"llli!IÌs><ico nt• du u ll imo ha st uditi i n J'impÌ t')!O (' \'c'n l uni t• d cll\u·mu c:ltìmit·>l t•n Jd •·•l l•· l'''l"'ltt z.inni t· i,·il i. Dttl puntn di ,-ist~l l f'euÌ('(I >l('lll hn\ po>:,.. ihi ll'. q uant.uu q11e lin nn\ 1'<'1' f'tt l'lllllll 111>11 s i ><iu vt•rif Ì\-11(\l ulcu n t'><t't11 pin. el11• IC' l!l'llllf li c: il' ìil si11110 inondl\11' di J.!IIS (;(os."il•i Il llll'Z'l.ll di lli'I'I'Ì. OJ'JH111' ri<'<WI'Pild(l il 1'1111111\ll Ì di \{1'1\llrli:<l<ÌJlHl J'OI'· tnln. f·: dn >'Jll'l"<ll'<' •• l~t• :<tHIHl<'"''l'!!i l,uti d,•i llll'a.i spc'<'inl i ]>L'l', [Wot cu:gere le p o poli\· • 'l.i .. lli •·h· ili c•n11 lll!l><l'h<' l't' indi\'iclwtll o ('1111 di t'<'>'!' (•tollt•trÌ \'t'. E da t·it·nrdìl.r<• nnr·nnl o•l11• i !.!H>' IO>I:<H'i p1ÌI J'I'.~Hil l i J'l'l'l llliii!.!• >H<l ::;11) h'fl~'tltl Jll' l' 1111 h 111)!0 J>f'l·iool() di h'lllJlO. l.} lUIIli lllltjlll' l(llt'"l i llll tJ\' Ì lllt'Z:t.i di \!lll'l'l'll :<Ìllll" C'Oli! I'III'Ì li 1(111\l:... insÌ l"t'lll Ìlll~'lltcl di 111011\IIÌI Ù J'IIIT 1\ cln (1'1111'1-,.,i t'Ili' in 1111>\ J'l'<'>'>li llltl ('1\llllntri'>IZÌ!lllt:' dt' i h..Jiil!t'l'l\111 i \'1)1'\l 'SI'I'IIJ't>lc>,:i 11<'11 fHI't'ÌIIIW d il)'t'J''IIZ.Il llt•JI'IIsl\1'(> i !.!ti>' \1)>'-<Ìt•i sulh• II'IIJ>I,..-. t•ntnbat!I'II!Ì ,. 1'111opi1'!.!ll clt•dì stl'-<-<i !.!11" t'IIIIII'O i l'l'lit ri dt>lllll!! l'lllit•i t•d im luo;trinli elle fut'ILi· tt tJlll'><l<' t r uppt• i llli'ZZ.I l'<'r In gli<' l'l'Il.
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA H.\ mH;"'' ·· S ul/',,o/,,u,,"'"''' •i• !l' orqrc '' is1111> erli< m n ree in CIItn moutuqmt. ( Ar\'1 ti,·io
dt :--:l'Ì•'IIl.•' Hi t•I•>.:Ì•·hc•. ' '"'- 5. 'n n. :~ - 4.) nll ri··•·"·lw '"'''~o::uit1' m•i lnhtWlltt>t·i "•·i,·ntitìl·i • .\. ~1 .-.:-.."- •• ul (\>Il<' \l'Oic:'n. ><ul :'ll •>nlt• L \ , hH tl<'l't'l'l:ll<> l'itt' l'llLII'tll' d t'll'nllt•nnnwnto si •namll-.,.:ta \'t'r.-<.' t) :!,'>•' !.!Ìo>l'lll> .Ji ltl\'(l"l·l':llll)'il>llt' I'I'T'T'Ì"'J't'll"l'lltt' t\f l'il"l'>l 4 ;~p() dJi)•l\ITtlllllllÌ. fi) ~'h'll · .h•h> •>..::ni :{. -1 !!it>rni 1'<'1' un m•"•' "'i t">-t'~ll<'lhh• n··~lt llllt' JTI\lli clt•llo>mnn'<' twn mnlto in t H'<''''''· !),'1"' il .lt•t n> ht\'t>l"l' si t\ \ ' t'! tri,•ntt> nnnvn· llllnll-'nto dd In \ 't'Ili 1hl7.it>llt:' j>t>llll\llHII't' t' dl•ll'lll\"llllH' tli '""'Ì!..'\'1\Il. (),,,.._, l'nll,•n:tllh'llh• ti !'<'i"' ' i• uwr11> in'<JII<'Iltt' : tUI<' tluuinui:Ìt> llt' 8)•pll!'t' d •'P" In h'l t li "'"'Il >IIIHIII\ Q n:tkht' minnt•> .1"1"' l>l ÒIW d t•l l:\\'•>1'\l "i J1o>lt\ Ili\'"''" Jlf'('t'lt" · Ylllllt'lll<> '"'HI"~"-'IIdt•ntt' !""''' Il qu,•J1,, n,,.,,nt nH•' ti! prin••Pi" d .-Ilt' i»>l'<'· I'H'llt•'· l.n ìn-..lll<'lltU .J,•I l"'!' " t\ riJ"-"''' tlmHIIIIl'\' ' ~rnd tttunwutt.> nalu mt~.lh• dtt' '' J'''""'J,• ndl :\li<'H>~nwnt.,,
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tnr l'ul,.,•rkul-~-..·.
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lU\"JSTA .DELI•.-1. STA)!PA )!EO!CA 1TALIANA E RTJIANIERA
particolare compet<'nza l'impot·tante qn~tiont' m~clico·l('galc. ~Xl anzitutto considera il easo in cui l'infOJ'tlmato era f'Ìà Rffetto da tubercolosi pobnonare: l 'agg:n~· vamento può rifflrirsi al trauma quando il tempo ùi Jatenz(~ è bt·eve (()uniche settimana o tntt.'a! più qualche mese). Si tenga presente però che, per escludere un ag· gravamento spontaneo in coinciùenza f01·tuita col tnnuna, ò IH:cessorio cono:,<em'Q esattamente il ùecorso della malattia. Piìt frequente .j il Cttso in cui si debba e><pt·intCI'<' nn pnrcl'(' ITII)tl ico-legnlc •·irrmu·· dante indiviùui (•he hanno goduta buona .;nl ute pt·ima dell'infortunio. Per lo piìt l'espl':'t.torato, la t-osse, 11n pOP'giommen.fo nr·llo con d izioni generali pree:sistevano al traurua, ma sono passati inosRe1·vati all'infortunato. Qualche volla il »ogget.to n on dichiara i sintomi di ct ti era a perfetta conoscenza: il che si vel'ifica specialmente in casi eli t.ubercolosi latente o in fase di attivitù iniziale Jli'CCI'istente a.l tramno. )!a, conmnque, si dev(~ ammettere un tempo più lungo di h~to:>n~a.. da tl'e lllf~;;i al massimo a sei. Per quanto riguo.rda la tube rcolosi tratUllatica primAri•L, la letteratura no~ J·i· por·ta casi !'lLl\lU'arncnte d imosinlti; tuttavia :ii devo o.rn.meLtet·e l'e:;isfonza di metastnsi endogene da un aut.ico focolaio tube rcolare.lnfatt.i, quando s i int-erviene su focolai ossei di natura specifica, si può pro,·ocat'f:l una metu::;t.asi polmonaro più o meno diffusa: in questi casi sat·à opport1u10 riconu:-;<:et·(' un tempo di latenza dl'l proce!<SO cl a ·t re n sei mesi. L 'A. infine cita dei c·nsi in cui si 1leve ammettere un periodo di lat.cnza più lungo fino ad un anno. come ad ei'., qnundo dopo un t.raurna s'inizia un lungo processo suppurativo inducente una gnw~> diminuzione do:>lla re:si!ifA:'nza dell'organismo e con.c;e~ruente ::;viluppo di tubercolos i. In questi ca~i dev' eR:sore ben dimostt·ata l'esistenza di tma serie di c ircostanze ·~ eli 11vvenimenti tali da rendere evidente il ~·apporto tra t rawna e processo specifico, sii1. pnro inclil'f'tto. Contn:b11./.Ì di tera.'pia e teC11ÌCa chÙ'1tr{/ic.a. \'olunte l. (Coltura medico. eflitl·i(;C - Palermo, 192:'>). È tula pubblicazione che richimncrù. l'attenzione dl:'gli studit>si o eh() in· eontrerà. senza dobbio largo ft~vore nei chirurgi, siu (IE' I' la notori~taì w·l r;an•po >!cien tifico dell'A., ::;i a pc t· il valore intrinsf'I:O del lavoro. nd quole i\ raC'coho con !<intesi effieacP e con illnstra.zioni molto dimostJ·ati\·e l'c('c~·zionnle cout.t·i· buto che a lla te1·a.pia crl alla wcnico. chirurgica il valot·oso chirm·go di Palermo, provrnientr dalla :')cuoiA. di Roma, ha portnto cnn um1 ge ninlità ed umt. pru· ticilà tutta ptntirolare. Questo volume tra.t.ta d<•lla chiruJ·gia gc>nerale, del eapo, della faccia, del collo, dei S<"UO, del tot·a.ce, d el cuoJ·<", delle pt~t·eti nd· nominali e del ra.vo P<'t·itonf'A.If:'. ed in ognuno di questi capitoli risn.Jta l'irn· pronta per:sonale dci proccl'!si (' ntr·todi oper•ttori descritt.i, l a sem 1>1icità dell11 tecnica e de llo strumentario idf·~tto ed u suto, il }Jrogresso c he E-ssi rapJ>l'<'Sf:'ll· tano nelln modt•Ina chin11·gia. È in corso ùi :otampt~. il 2° volume, chi> conten·à lu tct·apìa e ]R. tecnint l'hirurgic:a defl.o >'t.omuco e degli inte!"t,ini, della rcgioM nno-ref,t4~le, d(\] fegato, e delle vitl biliari, del pnnct'NlS. cl elia milza, dei reni e vio urinariP, degli o r· goni genita li ma~chili c femminili, degli arti, e c·he non sarà certo infcrion· per import1.m za ul J<>. PARLAVECCHIO
RIVA.
Gl~fK.lE Cosa. -
Oli orgmu: u scuezione intem.ct; le loro rtlterazioni c applica· zioni tcrapeutiche. (Milano, Istituto Sicroterapi.co Milanese, 1925).
Il volume che i proff. Belfanti e Vu.lagu,.;sa presentano al pubblico ml•dic·(l è la seconda edizione italiana, amr,J iota in base allt~ ter.at ed izione inglE-se. di un libro già favox·evolmente noto. I traduttori ht.tnno aggiunto brevi note sul capitolo rlelle ptu·af iroidi. met· t.endo in luce alcuni fatti, ormfti ncquif'ii i alla r;cion;r.a per opera specialmente di ricercatori italiani. L'A. s i è preoccupa,to di mettere in e \·idenztt non solo le grandi sind1·omi delle disfunzioni endocrine, ma ha volut.o attirare l'attenzione del medi co f!\1 i piccoli sintomi ri,·clat.o•·i delle pertm·bazioni di minor entità di una o più ghiando ll'· Questa edizione ha un capitolo ìntroduttivo sulla fisiologia dellu secr<"zioni interne e ~;ulle lot·o correlazion i ; ''cngono in seguito i cvpitoli sulla tiroide e 17,- G-Iornale di Medicina.
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PER 1[. L113R0 li 'O RO DEr. COR PO SAN!TA RLO MILITA lU:
sngl i s t at.i d i dis funzione t i ro idt> tt, f- pal'ttt i roidr>a. :::io no trat.t» ti più avanti il COJ' fJO pituitario. lt> ghiandol<• sm-rt>nali. il pancreas, gli or~ani se:;suali. Sono poi studi tt!.e l<' ;;cc re?.ioni iu h ·nw n e lla digE'stio ne e n e i disturhi mwvosi, ed un (·apitolo è riPdi <'A t o nlla qnt>>ltione dd rapporto cie li (' H<'cri'zi oni inte rne eol ><istr>rnu nt•r·voso. Lt• npp licu'l.io ni terap!'utich~ d E'gli o r·rno ni, che tanto inte · r·f•sso.> lmnno pt<t' il nwdico pr·atico, sorw riussunt.e in tut appo~it.o capitolo ~ so n o f<t!g\tite da un o sche rna gcnt•ralc di <u·gano-t<' r't~pia.
L a tub1~rcolo8i neU' Esercito Ù!glc.:ie. (The Lancet n. 5274. Vol. CCVII, 1924). Da tUla •·oc·e nf,e stat i;;t.ir·a !>t\ni tal'ia doll'esernito ingle:;e por- l 'anno 1921. •·i:;ulto. <:he p e 1· la tubercolosi s i è exuto una morbo;;ità del 2,0 °/ 00 eà una mor-
t al ith del 0.2:l ~>,100 . mf'nl-rf' pe r la mnr·inn. le p Pr·centuali sono s tate r ispettivn· m ente rl <' l 2,38 <' d e l 0,28, e p l't' l' a<"r·onautica d e ll'l ,7 e del 0,14 °/00 • L e perditi' mnnori c he co mpl <>!<,., ive delle tre anni arnrnoutnno a. 721, e sono più elevate di qnello dovut.e alla mnlariu, alla polm onit e , ecc. .È in turcf;san t.o l'e:;tLttt~ 1le lla frequt>nzt'L d ella t-uber colosi ,polmonare rispet.to alla polnwnito, alla bf'()nohit.e t·d al l'amiwtalite. Dalle lStati:stiche d elle guarnigioni d i L ond1·a e dd X o rd, nPIIe quali la tube rco losi ragg:ilmp:o una p ertf'u tuale e lr> vHta, lino a qut:lle dc ll' lrl nwla, in c ui l' infezione è m eno diffus a, s i ril eva <·hf1 n on ef<iste tllcuna relAzionE\ t.ra p0h11tm.ite e tubt" r·eolo;;i, mentra qu est a ha ntpporti con l11 hro nc hi te e l'nmigdalite . Dl'g u o di uota è anehè il ri lievo c he in ldnnda, con lilla fot·za di 50,321 uomini sott.nposti a ~e •· vizi pin fat icosi, ~< i è lwuto una p ercentuale di tuber<·olosi, p er amigdali te e p er· p olmonite iuf1'1·io re np;li alt•·i corpi d'armata d el Regno Unito o si r af(giunge il :<eeondo p l)sto fl'a le p er centuali pi.ù basse p er bronehiti. Una spit·gazion o plausibi le può tt'ovar·s i fo1·::;e nei coutinui ;.:cambi a quell'.e po<'a tl'a le tl'llppt• o lo p opolazioni c ivili. Co><i ne l 192 1 n e l R egno Unilo le c ift·e più elcvnte d e lla t~tbe rco l osi po hnonare. co rt·i!lponde nti a 1 3,1 0 / 00 • ~<Ì !>Ono Av11te a Londm c Jw lle ~ual'lligi n ni d e l Nord; In pe rcentuale mnggiot·e di p o lm()n it e dd 6.3 %o si è •·is<·ontJ·ahl per lt: guarnjgioni rl~>ll'ovest e quelle pel' br·onc hi te (4S %o) nello gua•·n igioui del N m·< l. Lon d rn. infine p1·esant~~ la percentuale più ole vat.a di amigdalit.i, u ollo pro porzione dd 62.8 %o·
PER IL LIBRO D'ORO
del Corpo Sanitario Militare
Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Contimwzionc - Vedi Jm;dcoli llel 1915-16- t7·18-Hl·20·21-:.!2·23·24 t :.! 5)
1<. decreto
12
fi'bb raia 1925.
Jl,\kllASTI Hwou.1:-<n :1bt'lclrJo . da Hol ogn;~ , te nente medico è . R. l . arldello u rcggim<-nto (;~Jitena. - ' " t'IIIIIIHll/a:.i o ii L' <id/a mcda)!'lia dì /1 ro n:.o cmtfcri tagli con d l'( te/o luogo /l' nor: ittlc 9 af>•ilc 191/l: Vulomario di gn~::rra. :n.,ntrc nom:urantc
2Jl.
dc:'l peri colo anenJ.c \'<1, con la t'ùn~ue ta premura. a lll<:di<·are militari, feriti da llo s..·uppio di una granata di )!n>S.so cnlibro, l'C IIi\';~ tral'olto cj.!li stesso da nltra ~ra tl:t l;o. Schloctu: <:ontu;.u, ritnc~~o:<i ~ ubi tn 1lnl pri mo naturale sbi!(Ottimento, con twhilc e~cmpio di <·onli('Rin c rl i St"lllillt<:n to dd dove re , a ttral'er savn un trntto d i tC'rrcno forlt, lllentc h:nuno d:lll'arti).: lic:ria '"' ''er~ari:t per J'Cl'arsi a ~occorn:re un uffa·iale ri <·o\·eroto in tm ospedale <1~1 campo per shock neri'OSO cousc~uente alle cotnn:-ion i riportate. TI giomo "ncçe,,i,·o ri toma1·a ,;pontanea men.te al ~uo posto in prima linea. - l'odgora, 2 1 luglio 1915,
PER IL LlBHO D'ORO DEl .\IEDICl ~IOltTl IN CVElt.KA MEDAGLIA lJI BKO;>;zo.
II5I. C\RIA:->1 Aldo, tenente medie<> 209 battag lione mi li zia territoriale. -
In giorna te difficili diede bella pro,·a di ~hn eg-azion€· , !<prezw del perit·nl<; , \'alore persona le , prodigau.dosi in modo iu ~ uperahile, ~otlo ,·iolt:n to bombardauH;:nto nemit:o, ne l rac~oglie rc, meclicnn· e ~gomùrnre i feriti dalla l iJH~a di fnoco. :\To11te Campomolon, T_;- tS maggio 1916.
Gualliel·o, da RO\'Creto ( l'ren to). capitano llledico 6 r~·ggimento alpini. - Irrcdento tremino, \"Oiontarit• di guerra, nei \"J.ri o~pcdaletti da ca-mpo. cui prestò se n·izio, dette bella pro,·a di ardente patriutti:<n1o, fede incrollabile nella vittoria e sprezzo del pericolo. Dc:~tinato in ì\lacedonia, tro,·a,·a morte gloriosa per siluramento d<:'! piroscafo s ul qnnlc era imhart·ato. - Basso Adriatico, 4 maggio ~017.
II 52 . c.w.u,u:~ t
IT53· DE I_,n; K~ :->T IS Micltl'lc, ;.uttotcueule medico 138 rt:g-J.('Ìmento fru1tcria. -
G i:ì distintosi in cin:ostanzc difficili in cui era ~tato m:ces.·;ario il ~no pronto intern:uto di sanita rio. Durante due g iorni di accanito comhattimenw, usci1·a piì1 volte ali 'aperto, da lla at\'erna in <" ui era ~ituato il po.«to di medicazione, per curare feriti, COJllilll.llllldo la SlHI opera, <'on alto !'entimento dt:l do,·cre e ~pi rito di sacrificio, sotto il homhardam ento n emico e lo :'l'Oppio degli esplosivi di un 1·icino deposito di nnmi zioni incendiato. Quakhe tempo dopo riporta1·a ca.<;ualmente uua ~ra,·e ft:rita . - CastagnCI'ir.za, 13-1.1 mag~io-7 ottobre 191;. Gt~glielmo, ca pitano mcclico o!'pedaktto da ca mpo N. O.J · Già ,;egnalatO!'i per abuega;donc c fern1ezza nel tli-<impegno, ,;ulla linea eli fuoco, della sua umanitaria mi s>"ione, cratlen1 g loriosamente sul ca mpo di hattn~lia mentre prestava pietoso ·uflicio di a""iste nz(l ai feriti. - :llnlini di !h scht:k (Bain"izza), settembre 1917.
1 154· SIRACUSA
(c:o 11 Un uu 1.
PER IL LIBRO D'ORO dei tnedici tnorti in guerra La Segre t.eria della Celebraziorw df•i :'1-fedic i mort.i in guorra ci comunico : Data la grande richiosta d e l Libro d'oTo: l M E DICI ITALIANI AI LORO EROI, si prevetle che presto il1ll'à. compl<:>tamente esatu·ita la. prim>~ L'dizione, e poichè non sarà possibile f>trne una seconda. per un complesso di ragioni, si crede opportuno avvisa1·e quei colleghi che, pur sente ndo il dt<:<idcrio od il dovere di omare il propl'io tavolo di lavoro di questa mirabile opl·t·n di fed e tJ di pa.s.-;ione, temporl'ggiano uncora nell 'ttcquistado. Il L ibro d'oro ha avuto già !l migliore succe:;:;o dj pubblico c di c t·i tictt, poichè s'è affermato come ope ro. di fed e e di pnssione mtt anche como pr<·· ziOSI\ doc\Unentazione storicu. È quest.o uno de i pochi lib1·i s ulla cui ultin1a pagina, come dic(:jva. Carlyle, le braccia >''i11crocia.no ad accogl iere il volto reclino, in un de~ ider io di raccoglime nto f! quMi di prcghic nt. n volume è in vendita Roltanto pres:~o lt\ 1:>egt·r, teria. ddlt~. Ce lebrazione dni :\Ie dici caduti in guerra, Sanatorio Militare di _-!nzio (Roma), ed il prezzo di vendita viene fissato in L. 60. Il modesti:ssimo t·icavato ancll'l\ a totale be ne ficio d E>Jle ist.ituende B orse di studio degli Orfani dci Medici morti in guerra.
...
224
111
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[ooureuo internalionale ~i me~ilina e farma[ia militare Parigi
20~2!5
aprile 192!5
F ervono i lavori di pre parazione d e l Comitato organizzatore per il I Il Con· yresso ·internazionale di mf{lirhw e jrtmu1cia m ili/(l.re, c he s i imlllgur·e r·à. a. Parigi il 20 aprile p. v. Hanno invittto fino r·u hr lo ro adesione i srg uf' uti :';htti : B e lgio, B olivin, BrMile, Danimarctt, l<~><toni a, Grrc·ia. Gu~th·ma l a. I tulia, Lrghilte rra. Iugos laYia. Li t uanin , L t'tt.onin . .Kon·egia, Olanda, Polonia . Rumt>uia., ~p~.tgna , Stati Uniti d'Amc r·i ùa, :'i\'l•zitt C' 1-h·izzm·n. La dell·~uzionf' uffiC"iak italiana. è compoHht cln.l g('n ~ r·alH nw dico c;a.p o D e lt.t Vallo gr·. uff. Francl':<<.:o, dal coloonC'IlO chimico-farmac•ist a. :-it~zzi cttv. uff. Filippo, dai tenenti r:olonnelli medici Oarcia prof. Filippo, e Bale:stra cav. Duilio. !)i sono in!';ct·it t i in o lt(e al Congresso 59 Ufficiali m odi ci e tf 8 Ufficiali chimici fn•·maci:sti in .«crTiZiù atti,·o. ed è tl~:"icurnt.o già L'intC'n ·t'nto di una lar·gu rupprc:;cntanza. di uffic iali in congNfo. Il Congn•s><o ;;i tC' J'I'IÌ. 1\ " v.ll d!) G t·àc.... " pres:so lA Sl'll ola di i":ìttnità nrilitarc. i:;titu ita n el uovcmbm 1852 ne ll'antico MOJIS.'<te ro b e rwcfe t tino. fouelnt o dttllu regina Anna d'Austl·ia. Vi è Anneil><CJ nn ru ng nifìco mus~o stor·ico d clltt Saniti• 111ilitare fr·~.tHCes(', che raccof! lie tutt.i i cimeli di guenn. tfisl"gni, fo tografie, 1110· dclli in nera, prt~paruli Ull fl tonri('i d e lle ferite e le;;ioni di gue1Tu. meni di i.n\S(>l> rt.o e eli rico vc•rò . 01'(',, Una r icchissimu biblitJt(>C >l or·na t 8 dei UUSti Òl'JI\ più t•&niu e nti Pl' rsonalit.à. m ediche o c hirurgic he del Corpo :mnihwio. A questo pr·o pos it.o c i piace ripwdur:re l'e pig rafe <:h<' ò .-c·olpita su una lus tra eli mal'mo nero collocata in uno d eg li a.mbulac ri: LA PA'J'RlE RECONNA.ISSA.NTE n fa i t grave1· sur l'Are de 'l'riom.phe de l'Et o ile le~J ·uoms rle. P. F. PERCY' - D . .T. LARRlO.' - R DE Gf:NE'l'T.E l nspecteur8 Géné·raux d1~ SPI·»ice rle Sa 11té i1fililair!', 11a·r ons de l 'Empire. Com· nwndo:1tl8 d<' kt [;,>gioi~ cl'H omwnr, <1:lembn•.• de l'In~tlitut de Fram·e et de l'Acrzdémir rle 11.fédicùtf!, ProfP.SS<''W'·• 1ì la l-'act1ité dc :tlfdr•cine d1• l'm·is. con~<ctcrcmt ahUii sur lt• monumenl qu'eiJ.c a élevé à ltr Gioire lmpé1"i"sabte rlr.y Anoù.~ Françrti8t' R. C··llc rle.9 Of(icicrs de &mté illi l i.toire qui. de 1792 à 181i5. à l'e:n' lllJilt•. et sous h<autl'picn• tle Ces Jllusl·res Ghejs, ont 1>t·odigué a~tx V 1ctiums de la Guerre, 8U1" lous (~.~ chmnp.• d" bata'ille et dans lrs épidémies les 1>ltts ?tti'UI'f?·ièrP8, au pé-ril de leur prop1"e vie, lcs ,ye.cours de !eu r dé1•ouement et rlc Lr ur A1·1.
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<'t11n<: :;rià rif•·1·immo. l' ft a lia, c ht fu :s<•d<> cle lln prN:cn c nte 'riunìorll', 1wr· n·gola.Jllc nt.o cl1· l C\lllg r:t•sso no n h tt relato ri utnciuli s ui t('rn i gencl'uli pos ti 11ll 'o•·· d in e ckl gioruo . Souo :>tu te Ìll\' t!N' JH'<'~C· ntutc l~ se14uenti comunicazioni: I T E;\IA - l. Rapon - Nuovo mod ello di tf'nda da ricove ro l ' Rut• applit·n't inni o i d i ,-cr ,;i :;c:agl io ni d C' l ><CJT i zio suni t ur io. 2. Coccia D c lht s pt>cializzuzio ne r-hit·urg-i('u, iu guern.l-; sua applì cu · zione ne lle formazioni.:;anituric eli divis ione . eli <·orpo d'armai n c d 'a rmnta. :1. Oasarini - La S]>Pciulizzazit>nc t ec nica come hn,.;e ùi funzionnmtmto rlf' l Rt·rvizio snnitti·I'Ì O n ell 't·se rcit o itn liun o dul'lmt e l'ultima guer r·a . li T1::MA - L Balla - L A illl[ll' rft.:t.i oni d elle lmduttÌ(' d<' ll'orcr:ehi o c rlC'lle pt.ù ue vio a c> rc·f' in compat ibili cnl :w rvir.in milit.arc, ~'<iu ud tmnpo di pace che ••<' l temp•> d i g ur rrn, in. ntppodn al la !'t· l('zionc d el c·ontigentt-•. 2. Ca.oarini - )[<·todi di ><Picr.iww clt>i pilt>ti m•l la tHTI'nnllutir-a itn.lianu t' nuovi ~'<n,.;sid i d i te c11 i ca p :o:i<·o-fi.-i<·a. 3. l>'unaiol i e 'l.'i'l•"<•e - Endoc rinol•Jgia e "C'Icl.io lle d t·tdi d'fd t,ivi sotlu il puntn di ' 'isfa montle. l fl T rntA Crtccùt L <· al'f rit.i 1·on sec ut Ì\'C n. tn&UllHtti,;mi art icohtri c· hius i t'ci il lo ro f n1f IHrntmlo.
]) irrtlore ?'C.~ ponsrtl•ile : 1\ U:l'U uo Cas.\ n r:"' r, t t>nf'nt e eolonuello mnd i co. (6059) - Roma, 1924-25 ~ Stal.nlimento Poligrarrco pl' r l'A mministra zio ne dt'llo Stato.
Il Congresso internazionale di medicina e fannacia mili tare (Rotc\>~. 19:!3). Att.i del Congresso. - Vol. n. - J...avori d e l Congl'~:SSO e (:Omunica1.ÌOI\i. Un ,-olumo cii pag. 600 con 33 t.avol<.' c Hl incisioni . . . . . . . L. 60 Fn ,-ol. cti pag. -18
,,
5 -
S. S u.1 N A ru. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. .\1emori~t onomta d ul premio ~ibed. - Romn, 1900- U n \'OL di pag. :'1:?0 . __ . . . . .
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7 -
M. Cus.un. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - 1!114. . . . • . • . . . . . . . . . . . • . .
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M. Cti;; ANJ. Esposizione sommaria dell'ordinamento e fum:!onamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - 19011. . . . . • . . .
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5 -
C. DE CE'>ARE. Stud io delle médiastin iti (me<liast.i.niti suppurai i\' e, t\>;('t>><so mediastinico) - R011 ln. 1900. - U n vol . di pa.g. 144. . : . . . . . .
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5 -
P . hmtuAco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (l::>t udi spe•·iment.nli <'On 15 tt\\'ole d i foto~t~·l\fì o o •·adiogralic ripmdofl.e in fototipia). - H onta. 1!J03. . . . . . . . . . . . . . .
"
8 -
Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. #
P. br DRIACO. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, co1t 112
ligure - F irenze. 18!>8 . . . . . . • • . . . . . .
-.
•
8 -
ANT&ovom;l·ara ~-bLITARt-: . Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classl1859-1863; due volumi in -4° con atlante; Vol. I (dati cmtro. potogici ed etnologici) con a tlante dello. gcog •·afìn antropologica d e ll' Ital ia · Homa, 18ù(; . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. II. (Dati demografici e biologici) - Homa, 1905 . . . . . . . .
" 36 " 15 -
F . BA&OFFlO e C. S~o·onzA. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla 'Moria ~dic~chlrurgica della guerra di secesslone d'America. - Roma, 1888, 4 ,·olnmi_. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
" 40 -
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L. BERNAitoo e G. B t~Ezzt. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. 'à:Iemoi'Ìa. premiata al concot·so Riber i. 190-t- Un \'Oh un e di pag. 276 <'Ol\ 27 fig ure e ta.\·ole grafiche - Roma, 1905 . . . . . . . . . . ' ,,
8 -
.A. CASAR INr. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al con corso Riberi, 1005. Un '' Oiume di pe.g. 330 con 65 figw·e. • Roma, l!)Q8
~
12 -
A . CA!; ARtNr. Le malattie e gli Infortuni nella vita militare. Memoria prem iat a a l con cot·so Hiberi, 1906. U n \'Oiume di pa.g. 402 con tavole grafiche e stat is tiche - R oma, l 908. . . . . . . . . . . . . . . .
• 18 -
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Giornale di medicina militare Direzione ed Ammintstraztonc: Palazzo del .\linistero della Guerra, \ ' ia XX Settembre - Rom&
CON DIZIONI DI ABBONAME NTO. I. U (;ior~~~lc cii mcdiciua militare ~i pubblica i l primo giorno di ctascun mese, iu fascicoli di tre f ojl'li di sta m pn almeno. 2. L'abbonan1ento è anuuo e decorre dal 1• genn:ti" 3· Il pre>.>.o dell'abboname nto i! : Per l'Italia e Coloni e . . . . L. 24,Per l' Es~ero . . . . . . . • 36, . 1 iu Ita lia • 4,Un fasctcolo separato costa . . . . • all'"'· t 1 c.s ero • 4,60 ll supplemento contenente i Nuoli in Italia dì anziani/li dd corpo sa nitario !l'E • 18,tuìllta~e costa a •stcro
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4· Per g li Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. J:!sercito (in servizio attivo, in posizi one au siliaria, di complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbona· mento è ridotto a L. r2, a nticipate, e<l il prcuo del snpplC'mento :1. L. 6. 5· Non si acn:tlalll) reclami tra~~: .. rsi t renta ~iMn i <lallil ;;pedi7.i•, uc dd Giornale, cb<· si cfTdt na T<'J!Olanncnte al pdmo d'ogni mc>!.'. 6. I signori ~bbouat i.r,:·militnri in e rrettività di servi:do pagheranno l'importo dell'abbonamento per mez1.o dei ..-i~j)ettivi comandi di corpo e direzioni. i · Per i soli u f fi ciali medici (dell ' Es~rcito c della Marina), in qualuttqne posizione si trovi no, è ammesso tln ABBONAME NTO CU!\tULAT,IVO al Giornale d i medicina millta~e ed agli Amta!l di medicina na11ale e coloni.lle al prezzo i i L 27 annue. Per ottenere tale facilitauone cumul:1.tiva çli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo a ii'Antmiuistrazion<> del peri,xJico del p roprio corpo. 8. Ai libn\i si fa lo sconto d el to per cento, ma soltanto per gli abbonamenti de lle pet sone e de~ li enti non militari, cbe non possono fruire delllt facilitazione di cui ai numeri 4, 6 e 1·
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Pubblicazione men•lle
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzioae c:eatrale di •aaità militare) Giornale di medicina militare: •8.51-1884
G iornale medico del Regio Esercito e della Regia MArina : 1885:,!~i --. . ,"': Giornale medico del Regio Esercito: I!!c)6-I907_........~ ~ -~
ANNO LXXIII - 192
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SOMMARIO MEMORIE ORIOINALI : Funaioli. - Le rivelazioni dell'anomalo nella condotta preeso l'ambi"nte reggimentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 226 Magllulo. - Sulla rotazione del frammento distale nelle frat ture diafisarie isolate dell'ulna . . . . . . . . . . . . . • 232 CASUISTICA CLINICA : Veneronl. - La febbr·e biliosa ernoglobinurica è un'en tità mo r bosa a sè? Pag. 263 RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE . . RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA . CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . NECROLOGIO . . . . . . . . . . . . . . . PARTE UFFICIALE . . . . ... . ... .
Pag. 257 , 262 » 264 R
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ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. TEsTI. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito italiano. . . L. 7 TI - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-fisioiogicl, di aviazione militare. Un v olume d1 pag. 236 con 46 figure e 2 tav ole . . . . . . • 15 Ili - 8 . SANTORO. - Ferite addominali di guerra - Prefazione c!el pro[es· sore N . G t A.Nl-.'F.'lvl'A S t O . - 1:n volume di pag. 400 con 38 figu re. .• 30 • IV - A. Lusxro - A. B mn~co. - 1 • gas di guerra ~- Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - Un volu me di pag. 104 con tre tavole mjcrografiche a. colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A . L osTia. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915·918}. - Con 21 figure. . 7 VI - F. CACCIA. - Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti in guerra. - P refaz ione uel proL H.. DALLA \"EDOVA • . . • • G Vll - S. SALINAJU. - Insegnamenti dell 'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-arlicolari in to e 20 tempo. · Prefazione del professore R. AT..ESSA..~RJ. - l l n vo lume di p ag. 19() . . . . . . • 20 VIII - A. CASARINI. - la medicina militare nell' antica Roma. - Con 5 fig. 5 I X - La celebrazione dei medici caduti in guerra. - Un vo l. di pag. 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IO x - N. Roowò. - la profilassi delle ma lattie inf€\ttlve dominanti nelle nostre colonie africane. - Un vo lume di 1'>:-tg . 44 . . . . . . . . ti Xl '- A. CASARINJ. - la scelta dei piloti per la navigazione aerea. - U n v o lurnc eli pu~. 228 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . • 20 -
Altre pubblicazioni. la lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume dì pag. 96 con 8 t a vole Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - U n volume di p a g. 11.10 con 37 fì g u r·e . . . . • . . . • . . . . . . . . . . . Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua ltl·orte. - Un vo lume di pag. 106 con 28 fìgure . . . . . . . . . . . . . . . . .. 111 Conferenza interalleata per l 'assistenza agli invalidi di guerra. (Roma, 19 19) - Relazioni uffic ia li e comunit·azioni. - U n ,.o lume di pa g. 96 . . IV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bl·UJ<elles, 1920). - R elazion i ufficiali. - Un volume di pag. 44 . . . . . . . l Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Bmxe lles 192 l ). . R elazioni uffi ciali d el Co rpo sanita•·io militare ita liano. . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacia mitlitare (Home. 1923). Atti del Congresso - Vol. I. - R e lazioni ufficialii - U n vol u m e di pag. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . .
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Le rivelazioni dell'anomalo nella [Oo~ona nrfs,Jo l'ambiente reggimenta~e m per il prof. Gaetano Funaioli, t enente co~onn l' ll n rnedico, ini<~!gnn n.tc tit.olA.rc.
11 trma. ri\'Cste significativa importanza. pra.Lica per la. missione SOcia.le dcll'ufficia.lità. 1/ufticinle deve educare il Midato ai fini della difp,sa na?.ionale, egli però non llOtrà riw;cire nell'intento, so non h a dinanzi a sf. individai con disposizioni morali, adeguate all'ambiente speciale di soggiomo e di lavoro. La selezione, opcmta nelle varie v:isirc di reclutamento, immette nel recinto r<'ggimentalc un contingente io buona parte idon<'O pc1· costit.uzione allo svolgimento e al perfezionamento delle att.itudini d!•ll'intelligenza e del rara t t<'l'O c, perciò, ruodifìcabile ed adat.tabilc ag-li sCO}li della milizia. l\Iolti indh·idni, che sono deboli di costituzione, hanno anche imperfezione d'intl.'lligcnza (}, quindi, si sottraggono all'incorporamonto nei q1u:tdri militari ; diversi a.l tri, che sono all'etti da dcbolcz7.0 circoscritte di organi import.,wti, rivelano al tempo ste!':sO difettosità di sistema nervoso e per coust>gtwnza. non gi ungono nelle file reggimentali ; altri ancora.sebbene rohu:>ti tbicamente, sfuggono all'arrolamento prr il non adeguato cquilibl'io mental<'. Onrle 1ma plLrte del contingente di lf•va. mcreè raziono epnrativa. (lcl tecnico, non arriva a intralciare nei corpi l'opcm educat.iviL dell'ufficiale. :Ma i critr.ri dottrina.li su le norme di r:wlez.ionc prevcnti\·a non sono sempre snfficicPti, lo scuole scientifiche non concordrmo sempre nel suggerire J'interpreta.zionc pratica dei rilievi fatt.i coi varii metodi di tecnigismo; quindi il mf.1ùico non pnò oggidl ai.utare in ogni caso l ' nffieial<' sino ad allìdargli, iu linea preventiva., elementi umani rigoro:>antentc aùeguati a c:-;igcnze del la soein.Lità miJita.rc: e l'insuffìdenza <lei teenici;;mo medico si ve.rilica spceialment.e lli fronte a indagini su organi, che, come quelli del pcnsi!'l'O e del volere, si sottraggono all'os.-;pr vazionc diretta ~d banno un pò ùell 'enigma. nelle modaJit.~~ anche norlltali di fmu:ion~1 mout.o. Pcrta.nto, se la cono:;cenza, flf'lle costit.uzioni, deturpate da dovia7;ioni strutturali, è relahvamcnto agevole, il rilievo invece di imp0rfczioni psico-ncrvose di più o meno seria, entità, (·hc r~ndono il sog;retto dissomigtiante dal tipo medio della spedH o anomalo, come suol dirsi, non può farsi sollecita mente ma. dovrà eseguir:; i in ' tempo p i t'l o m eno ta.rdivo, quando cron ht trama nervosa indi\· idtu~!e abbia subiLo il saggio di buona. parte delle suggestioni o delle influenze va:rie dall'aggrega.t.o militaJ'e. (l ) D t\ unn. conferl"nza cl i presidio tenuta in Firenze il 23 ge nnaio 1925. 18 -
o;nmalc eH mcdic·i na militare. - Fase. V.
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LF. RlVEI~AZtONf l>ELL'ANOMAT,O NELLA CO NDOTTA. };l'C.
In tal caso è il dato sperimenta le che fa da battbtrada all'indaginl' tecnica, all'orientamento scientifico e l'opera del sanit.a.rio dovrà e~serc preceduta da quella dell' ufficia.le, il quale, vivendo a contatto diretto delht truppa, sorprende giorna.tmento tma serie di reazioni, determinato da ' tempera mento e dal ca.r att.ore dei reclutati. Quindi la, neressità per l'ufficiale dei reparti di avere a mente e di l'avvisare le forme principali di q uesto rca.zioni, indici di deviazione di condotta.. Il complesso deg li stimoli d<•ll'ambiente militare! di i11ùole fi~;ica o momle, temporanei o pcrma.nent i, forma una specie di rcagcntario, cb<' metto in evidenza ùefìc.icuze personali, difììcilmento csplora.bilii in alt ro modo, rcagentario elle la, lttnga osservazione ba dimostrato essere l'espediente ll iù sensibile per la prova dc·lle attit udini organi(;hc. In modo particolarn sono gli stimoli a contenuto emotivo, che collegati a co n tra.~ti diseiplinari, ad attrit.i in terpersonali hanno largo eJiett.o nei giovani con evolu:t.ione corpOI'Nt in corso e rivelano insufficienze d i energia menta,le, che ~ i risol vono in sqnilibrii di comportamento pratieo. La reclut,a, da educare è un organismo, il cui sv iluppo viene determinato da eredità la più varia e da. ambie.nti b orghesi assai differenti: in vil'tù del fattore ereditario la J'ecluta nasce con determinati caratteri di forma, di funzione, d'iutellettualità, l'eredità p erò non basta a st.abilire~ da sola, la costituzione morfologica, le attività fisiologiche, le attività. mentali ; occorre l'opera dell'ambiente, risultante di t utte forze. che a.giRCono sull'individuo da,ll'esterno per completa.r e il lavorio eredita.r io , modificando cerw dis posizioni, svilupp~tndone altre. Ma anche l 'azione dell'ambiente dà sempre un prodotto greggio, che a.bbisogna di' e!isere raffinato dalla educa:t.ione. L 'educazione militare tende, come ogni altra forma di educazione, a. valorizzare le diverse attitudini corporeo-menta.U ; esige in modo spec~ale, da, p arte della sfera intellettiva, un'attenzione pronta, intensa, costante; ba maggiori esigenze nella sfera sentimentale, in cui al tono giusto di sentimento v orsonale e di alcuni sentimenti p articola.ri (ad esempio r affettivo) vuole associato uno sviluppo notevole di sent imento morah' nelle sue varie manifestazioni ; ha ancora più serie esigenze nel campo della volontà, ché deve essere proporzionalmente rapida, forte, tenace t.' superare, pm·ciò, il peso morto di tendenze istintive, lascia.ndosi ispirare a idee e sentimenti di tipo altruistico. Con tali intent,i l'educazione militare si propone di far corrispondere le origina,rie at.tività funzionali degli individui alle necessità di servizio, cioè si propone di adattare gli individui all'ambiente specifico. Nello svolgimento di questa opera educativa complessa si possono osservare effetti varii di reazione personale anomala, che giova riassumere, secondocbè essi dipendono da prevalenti irregolarità dell'intelligenza o del sentimento o della v olontà. La condotta può avere carattere predominanti di alterazione intellettuale: più spesso è l'attenzione la facoltà modificata, perchè fortement e impe~nata da, esigenze di lavoro ; è diffi cile allora l'orientamento a un dato obietto di istruzione, a un da.to tema di servizio.
LE lUVEf,A7.10Nl DEU} ANOMALO NELLA CONI)Ol"tA, F.f'(',
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Vien fatto di pensare a un individuo svogliato, a un negligente ; i mezzi persuasivi, gli espedienti correttivi possono a.vere l'effet;to di ristabiliTe pi\l o meno prontamente i rapporti tra l'attitudine attentiva e h• altre attività dell'intelligema: in tal modo l'eq uilibrio della ment.e si rista.bilisce, quando l'insufficienza attentiva dipenda o da irnp<>J·fetta educazione sociale o da altre semJ)Iici imp<>rfezioni di sviluppo: ma, st• questa insufficienza. persiste malgrado i mezzi pedagogici, essa può essere siut.omo di vera anomalia., forse anche di malattia. In questo cas() la segna !azione dei connotati di condotta da pa.rte dell 'uffi<.:ialc del reparto è di ausilio al me-dico, che in sede di osservazion(• dovrà utilizzarli per il giudizio mcdico-l<>galc. Anche nell'ambiente :scolai->tico l'attenr.iont' si snol valutare qual<' indice dello sLato di mentalità dell'alunno: ciò è nnturale in quanto l'att,enzione ?- lo strumento della, cosèienza e di essa se~na i gradi di sviluppo. di coesione, di fon~a. Pcrc·iò i più accorti psicologi h anno rivolto ogni cura a Ila misura. del potere attelll'ivo, p Hr cu i si chiariscono le p(>rCt'zioni, si ra.Yviva la m<'moria, si N'gola il decorso e il contenuto del p<>nsiero, si controllano 1<• embzioni, si suscita e si rende valida la volontà. L 'ingranaggio, cb e col complesso mentale ba l'attenzionE\, ne spiega il Rignitìcato di sintomo o giustifica lo sforzo, che i medici de!Je collettività sociaJi, gli psicologi, hanno fatto e fanno p er il rilievo di essa e per la determinazione del valore effettivo dell'individua.lit,à: Iu Italia, Pa,trizi, fi siologo, Guicciardi, psichiatra, ha.nno (tra gli altri) sottoposta tale attitudine psicologiea ad accurata misura; il Pizzoli, educa,tore, ne ha fatto larghe applieazioni in pedagogia; il Binet e il Sollier in Francia hanno particolarmente fatto larghi tentativi per stabilirne il significato 1·ispetto all'età, al sesso, alla matw·ità psichica personale : è quindi documenta.to, che la constatazione dell'indirizzo dell'attenzione ba per· ogni educatore ma,<ssima importanza pratica. L~L condotta può rivelare connotati di diffidenza verso determinato persone dell'ambiente, di interpretazione un pò ostile di fatti allusivi a una data persona, coUa quale l'educando allo armi è in ra.pporti frequenti. Tali connotati, che offrono occasione a rimarchi, a punizioni, possono valutarsi quali estremi normali di un dato modo di pensare subiettivo ; in qne!lto caso la suggestione pedagogica va attenuando col tempo le angolOl'~Ìtà di pensiero individuale, mettendolo in armonia con quello delkt ' collettività; ma, se l'elaborazione diffidente dei componenti dell'ambiente continua ad onta della influenza correttiva, questa particolarità di condott.a dovrà desta.re sospetto circa la validità mentale del coscritto, specie se sia notorio cbe egli commetta qualche abuso alcoolico, Jlerchè non di rado, sot.to questa veste di pensiero, si nasconde la fase iniziale di er ori di giudizio: che sbocc::tno ad atti socialmente pericolosi per la presenza di armi.
Oppw·e (e questo dato può riguardare sonatutto militari di carriem) la condotta, è disturbata per dimenticanze a ripetizione, che susseguono a periodo più o meno lungo di comportamento regolare: in ta,li contingenze l'opposizione tra gli atti di cui nell'attualità c:onsta la condotta e le manifestazioni antecedenti del carattere personale mette in luce un'in-
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coerenza, che desta dubbio e può rivelare un inizio di disg-regazione di organ ismi, che si disadattano all'ambiente abituale di la.voro, forse per rnorbosit.à. Intcres"e prati<·o mH.!:!g-iore ha nno i raratteri della l·ondot ta, in di ]JCndenza. più dirPtt a drllt' abt>rra;-.ioni di sentimen talità in genere. E' noto che la sentimenta lit:ì (cioè il eomplt•sso dei nervi sensitivocoscieuti) è l'impaleatunt. dC'lla vita ve::reh:ttiva come è (Pntro <:erti limiti ) il ftùcl'o, attorno cui si sviluppa. lrL vita mentale i è noto che la variazioDl~ dei :;en t ill\enti n('ll'cvolur.ione intcllet.t.uale dei popol i è assai piì.t lenta di quella del pcnsi('ro, m entre il ritorno allo stato primiti,,o €· assai pilì facile per la sentimt>nta.lità. che per le raeoltà intellettua li. propriamente d ette. 1\C' è> prova il n'J!l·osso s(•nt im<•nta lo dopo le !!'l'andi en1or.ioni colletth>e o indi1·irl ual i, dopo i f01t i cvt>nt.i pol it i ~o-mil ì t.ari, in C'lli clasl;i d'individui smaniscono i <·nnnol ati C'sLeriori di rivi lizr.ar.iOJw per riassllllH' r~'> le form e primordiali di ''ila coll rt t i va. improntate a p uro l'goi,;mo, mentre l'intelli~cnz:L (·.ontin ua o quasi il <"ic·lo di s\·iluppo nonna((•. l'on f<Ln\ clun que mr r:t\'ig lia se in Tag ione cl!·ll a tnagg-iore imperff>ziouc e su,;c·c•tt ihilit:\ di'Ila ,·ita s<•nt imc·n ta lc a st inlolaz iorw esteriori h~ eonùott::t pP!'sona iH xuhil<<·a pitl PstP:<i nod(•g-gi:Ull<'Uti da.ll'itnpul so del fattO!'('. senzic•nt.e c·hc da q\l(•llo uwnt ah·. Sot.to qu<"slo punto eli vista la c·ondottn può cssc·re viziata, a.nr.it utt.o. l)Cl' oseillar.ioni d(')l(• vibrazioni sc•utinH'lllali t roppo estc·so in a ltezza e in profondità.
J,a scnti nwntn li t ù. è pM<1g"OIHl·hilo (per moclo di intoudersi) a d una rn:il.HSll. fluid;~ tllobilc di eontinuo rapporto nllc sPnsazìoni, speeìo visivo••cu :;~ich l•, n tpport.o allo slal.o dci nu:;lri visecrì P a tjuello ùi cc>rte ghi<Lnùolo un pò ntisl nrios<' lìnor~, eo~l dettt• a. ::;ec·.n•zione intl'ro:t. f 'ome •·i (> pl'l' l':tttività <·alurifk:t di'l no::;tro organism o un <·<wffieicnt,(~ ntodio, co~ì la m a.s~a fl nitbì sc·nt it u<•td :t.l<• h;b un livc·Jlo llledio, c·hc :si t ra.dtwe con c·cH!tlntta unifornw, d i t.ono u(• troppo .!!•tio nè troppo depr<'~"so, col t.ono ('ioì• l'IH• g-li psit·olol,!i qualilìc•HnO di c·otnutw : orbt•ne nella condott.;~ di a l<·nni incliYitlui sia c·ht' \iYano allo xlato di lilwrt;\. l<ia ehc dC'bbano t•:ssNe sog-,u-Pt t. i. a ,. int'oli ùi~t i p! in ari. si può rilt•YnrP. fat·i lrnente un'oseilI:L:donp sPnti ltlPntal<· ampia nc•l s<•nso tll'll';tltezza in nni i g-iomi o in vru·ic CH'C di uu dt'IPJ:tllinato giorno <' senza t!IOti\' i atiPglutti, c·iù che e;Htxa u n umc)r(l assai allt'gTo (•on t•sul•eram:a d i atti,·ità l'OIIlC nel primo :-:tadio dcll 'e bbr<~zr.a al<·ooli<·:t, n•<·nt•·c in altri giomi o iu alt re or<> Ùl'llo ste:<so giorno ::i r<'INvir;a un ' os<~i l la z ion o Sl'll~ÌIIIl'Uta.le . ~~stesa in ~<' nxo d e'Ila. profondità senza ('<lli e p roporr.ioua t C' . ciiJ ('hl' è <·agioiH.' di t.ristC'zza e di "carxa. nt.t ività . QuC'st..o cloppitJ iud.irizz,) t>nt iment;tlt>, che lta. d<'l fauciulle co e che mac tri e l!H'd i c· i :<t·ola,;tiei hanno o s Prval.o e oss!'rvono t m· bare non infrl'qur.ntr-uwnto il c·ontl'~no d <'~li a l ic,·i , si pn't ril<COiltmt·c in alcuni gio · vani clt•l le l'<IS('I'IIII', in ttuakhe militare d i c·.n JTi Pra e può formare i conno tati di catt i va c·nndfJtl;l, elw, n on 1it•gnalal.a a tl•mpo clt>hito, dà tuogo a.d cpisulli criminosi u pa ut>:<t:!ti Vi ò un 'altra forma di a 1wrrur.ionc ~Pnt.intPnfa l c, clw J)ÌÌ1 della form a prccrdent.c int<' rt·s a. l'intimità cll'i eu t i11wnt.o. l::ìi pn ·) ess<•re d i fronte ad indivi<lni , <"IJ.e da.IJ 'atlolo.- c·~nza hanno amor~:. :Lgli escrcir. i violent.i, ai ri:;chi, ba nno un ccrt.o spirito di prepotenza, di
LE RlVEJ,AZIONl DEJ, L' ANOMAI.O Nl!:T.T_,\ ( ' 0NOOTl'A, ECC.
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tracotanza, amano il cambiamento vertiginoso di mestiere, di residenza, di amicizie, sono cioè individui a tendenze istintive cs'uberanti rispetto &l loro livello mentale, talchè dalla. sproporzione tra il grado di sviluppo del sentimento e quello dell' intelligenza nasce una certa imprevidenza, una certa spensieratezza. Alla scuola essi manifestano tendenr.a alle risse, alle violenze; nella società borghese hanno passioni smodate, percbè l'urgenza dei bisogni è cosi intensa che sovente non ba.nno il tempo di pen!lare a dominarsi. A contatto dell'ambiente militare quesU individui poRsono in primo tempo attenuare l'esuberanza s~ntimentale, specie se prendono amore agli esercizi fisici e disciplinano la loro e..c;pansività; a.nzi alcmni di f'ssi tiniscono per adattarsi all'ambiente. Sovente però o per abitudini al vino o per cattive suggestioni, riprendono gl i attf'ggiamenti, di attività disordina.ta, donde assenze arbitrarie dal quartiere, poca snbordinazione, attriti interpersonali e ::m questa via incappano in. reati, se il creseendo delle manea.nzc verso la disriplina., H modo di originE' eli esso per motivi pffimeri, non generi nei superiori il sospetto sul loro stato di mente, definibile solo con esame medico. Vi è inoltre un'altra forma anche peggiore di abenazione sentimentale, che si e.strinseca in individui di tipi non espansivo, come il surriferito, ma di tipo così detto insensibile (Tanzi). Si è di fronte ad individui sino da,Jl'adoloscen;r,tb non impetuosi, non pa.ssionali, non ribelli, ma (tut.to al contrario) glaciali, lenti, in apparon;r,a riflessivi, pinttosto ligi alla le~alità: ha.nno essi scarf.lo senzo di simpatia, arte impressionante di finzione o di dissimulazione. ~ou si affezionano ad alcuno, ver~;o i compagni di scuola banno desiderio di dominio, non restano mortificati da rimproveri uè umiliati, quando sono colti in fa.llo; provano più curioJSità, che ripugnan11a., non cono c.ono ribrezzo o vergogna. (..)uesta foggia di anomalia sentimenta.le non dà luogo per il solito a gravi mancanze tra i reclutati; anr.i alcuni di e:>»i riescono a godere riputazione di buoni elementi; f'iò che è più il frutt.o di abile ipocrisia che di elevatezza di sentimento. . Tali soggetti di tipo insensibile, in appan•nza innoeui, sono temibili per !~ · cattive suggestioni, che in : ilem:io inducono tra i compagni d 'arn1e contro qualche ~upcriore 1 contro dete1·minate modaJità di . ervizio, contro certe disposizioni regolamentari, mentre essi sa.nno trova.rsi al riparo dalle conseguenze delle loro inHuenze suggestive. Se poi essi sono scoperti e incorrono in reato, il reato desta meraviglia, perchè mette in luce un programma d 'azione un po' complicato, concepito con scaltrezza, con premeditnzione, con raggiri, raggiri e premcdita?.ione che si rendono pJlt evidenti al dibattimento, in cui di rado e..c;si tradiscono la pochez11a morale, mentre cou abilità rovE>_c;ciano sugli altri la colpa dei fatti incriminati c fimba.lzano l'ae<•usa con dialett ica. c con olimpica. calma. Assai interessanti poi ~;ono le deviazioni di condotta, dipendenti da prevalenti di turbi di · volontà. L 'a.tto eli volontà è il più compl es~o dei fenomeni mentali, perchè presuppone un lavoro di idee, d'immagini, di tendenze affettive, da cui l'atto scaturisce: la intelligenza insegna a conoscere i nostri interessi, il
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J,J~ RlV.I!:LAZlO.NJ DJ-;LL'ANOMALO NEL LA CONDOT'rA, ECC.
sentimento spinge al pia-core e fa rifuggire da ciò che è o ha sembianza di doloro, la volontà è il congegno necessario all'esercizio del dovere, all'attuazione del sacrificio, a,l rispetto deg li altri e del principio a utoritai"io. E ssa quindi è la sovmna ideale della nostra condotta e devo gover nare tutto ciò che è istintivo, cioè nn grande gravame ereditario, che, se :-:i adat.ta colle norme di vit;.L primordiale, richiede già freni nella vita so<·ia,le comune e più a ncora in <11J1bicnt.e tm po' disciplina.to come quello x0olastico e maggiormente nell'ambiente militare : onde eon ragione gl i vsicologi a.fl'ermano e i biologi <:onferm<lno, che il valore uma.no s i misura d;:tlla forza d i volontà. La volontà, fìno a un <·erto punto a.utonoma , qua lo attività t'secutori<t, dall ' ini!'Jligcnza <' d <ti sent.iuwnti, va hwrontro ad anomalie più fr<'qncnti, ehc 110n t'int~,>llignnz;t stt'ss~t . An:dt.ut1'o la volontà può e,;se dt>hole e, p<>rò, non proporzionata aliP incombenze ~lH'<:iali di :-;erYizio : art esempio un ordine dMo, che. la media tlt>gl i inùiviclui <>:<eg'IW eou una detN'lniunt a rapidità, .fii elTcttua inv cct' dal torpido di ,·olonl iL c:on ritnrclo c solo òit>t.ro stimoli rip<'t.uti e fort.i: anche ngui op<>razioJJ<' spont anc·a, sia ma11uale sia rnentnlc, si compiP c·nu l<•ntezza, ('iù c·ht.•. ùi"t urbn la eurit.mia degli Htti di luvoro in nn ambientA> nd <'C! n iv a rrehhe pl'c•"so :t lHH'O ngl i (•IT.<>t.ti di una mar<: ia, fa.tta con soldati in p;11'!-e ùi st al'IH'a molto a lt;t e iu parte di statura bassa. Ke la dehol<•zza YOlitiva dipende da Sf'arso (•sercizio educativo~ Cfi.<;a ~tnLdua lmente :;c·omparf' n1nn mano c:h e gli <'l'ercizi g innastki si compiono 11 i St'UI i menti si al"lina no, ma. se s i ricollcga, <1 mot,ivi di Hnomalia, allora , <~'-'fìlt persiste o s i Ya aggravando ad onta di ogni fatto vrdngogico. /\ltl'a forma di eser.uzionc vnlont:uia è ili tipo d el tutto oppo,to, pccnmdo di sovel'uh ia rapidità.. J.Ja nost.t·a nttivit~t nwntllle. eome ogni altra, a t tivit,i\. organica, :;;i basa stl la. ({'gge delle lH'Oporzioni t-r~: PN' ilnnwnti e l'Ntzioni; inoltro la volontà., intC'rvctwndo dopo d 1c> l'int <> ll t~tto ha pn•so conoseeuza, di una, data. sit.ua.r.iom~ ed ha va lu t.at o, se l'el<•mpn t o l'~itrim;N·o g iov i o no <l i ti n i sociali o indi\'idu a li, ha bisogno di 110 po' di tPII1}10 :per r<'alizr.ar;;;i rispetto a l moHtento d PIl n st iluolaziotH' g<'norn t t'i<·<· ; s i osserva perci ò normnJ mentec· Ile d(•t<•rnt i n a li stimoli in<·id<'n ti ad rsem Jl io, su la sfera Uil i ti va o v i si va non ::;i nt,tnano imnwdiatanwnt(' mn I'Olhlnto dopo ~illfficicutc }1ondera.zione d<·l loro sign ili <·~Ho :. <\ltri nwnt i si veritil'lwr<'bhe un movimcnt.o insnns;tto, C"ont;rario a l'"igrnZ\' d ell'amhi<·ntc•. di lavoro, a ragioni di servizio, agli st1's::-:i intl'l'('s:;;i indi v iduali.
Questa, mo<htlità di at.ridtà volitiva esag(•raht lla il c·arattere di un intpulso, tl qu<'sti impulsi possono opporsi allo spirito di convivenza ncll'aggn'ga.to :.;pcwifi('o, oppure possono ri volg<~rsi eontro gli stessi esponenti flel pritwi}lio autoritario, ondtJ t'SI'i h <inno sempre J'pffctt.o di element.i cl i,.;gregati v i. La YOlontà tro ppo l'PatLi\'a si regola (spceie con ('l:\Cl'Citazioni nsiehe) assai pitl pr<'sto ÙC:'ll:.t volont:t debole, qua lora essa, dipenda, da vizio educativo u non da anomalia, ll<'l'VOJoHL .Altm int.cmssante df'viazione di volontà si può ra.v vis;tre, episodiC'atncnte, n('i cotlllOblti di condot,ta, c-ioè in detl•rmiua.te circostanze di
LE RIVJ>;LaZIONI DELL'ANOM<\LO NELLA CONOOTTA , ECC.
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serv1z1o, che negli anomali sogliono esaltare la emozionabilità. e deprimere la influenza, volitiva, come sa,rebbe, ad esempio, l'eser cizio del cavalcare. Il contegno del soggetto rivela allora una lotta intima tra pensiero e tendenza istintive dell'animo ; le tendenze istintive destano impressioni di pericoli esager ati, cosicchè la pnma di un danno corporeo in1minente si affnccia e preme con intensità sulln. YOlor1tà., impotente a cacciare le hnmagini di ecce~sivo timore e a rirlnrle a logiche proporzioni. In tale Ritnazione di mente la (·ondotta dell'individuo è subordinata H un'idea fi!'::sa, inisistibilc, che difficilment e si modifica eoiJ"educazione u con altri e:o;pcdiPnt i e può condun·<' a. r ca1:ioni delittnost>, se non se n e :-:eoprc IJ:t, nntw·a. morbosa. La devia.zione d 'indirizw volitivo e quindi di. condoU.a !':i può manifextaro bruscamente nelle circostanze di al1'ez io ne grnv<> di parente di un reclutato , il quale sino a; quel molll ento em stato di huon eontq:mo in caserma. J,a, mahttt.i:1. d<>l (·ongiunto può, verol':imilnwntt\, a,·e•·e indotto una modilìcaxion<' rl~1 pn•ssiva dell'auimo del ~ohlato, on dt• ~otto la. s ferza <loll'cmot ività xi ùo::;ta un ·intE>nsità di i':C•Dtimt•nto all't>! t ivo-fam ilia.r f'. <·ontro cui la volontà. è impotenti' nPII'individno cor..titnzionalnl(>ntc rlcbole o uell'indi"viduo sc·arsamcnte edm·a tu alla SO(:ia lit à ; s i assiste a llora a una. fuga dal reparto, se s i lta a fare eon a noma lo opptue a. una rnodifiliuazione di condotta, l)er at:ti di tiPglig<•nza, di oziosità, :-;c si tra.t.ta di rn:tl<' t>ducat.o soc•ial<•. Tali i<Ouo lP più comuni eù appcui:-;een t i mauift•stazioni di condotta ir.r O~OhlrC 1 Che :-;i OSSI.\l'VallO in aOOnl<lli di 111 Bllle ll f'~l i a111hienti retti d isciplina, m:mi f<•sl azioni che io ho un p o· sc·.hema tixxa.to per piit facile com p rensio Ile. Per quanto la realLi\. sia. più complessa degli schem i scicntiÌìci, pure <>s~:~i, frutto di e.<;perienxa. v i;;:,;u ta, :,;er-vono qua.! i elementi d i s<'gnala zione generica ùi tipi ordinari di oeeent rici, di originali poco a dattabili. È quindi o ppor t.uno che gli schem i sicno nelle lince gencmli tissati i n m ente d all'ufli<'ialitù., hL qua.le <'olle influenz(;> sug-gest ive, porta.te sull'animo dci soldat i, determina reazioni imitati ve, la, cui esecuzione, sinl etizzata nelht condotta, è la [utn~rafia, dol valore individua le rispetto all'ambiente ; valore che, mentre indica il grado di educabilità. personale, dà occa--sione di cogliere i segni pii1 tangibili di a.berrazione pra.tica, a.tti a provvedere a d obiettivi di igiene 1110rale nelle caserme.
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R. U)JIVERSITA Dl FIRENZE- CLI NICA CHIRURGICA GENERALE diretta dul prof. E. Buncr
SULLA ROTAZIONE DEL FRAMMENTO DISTALE
NELLE FRATTURE DIAFISARIE ISOLATE DELL' ULNA pe>r il dott. Alfonso Magliulo, capit ano rnedico, assis te nte militare.
Le lesioni trauma.tiche delle os!'<a dell'antibraccio erano conosciute fin dai tempi di Ippocrate. Galeno, dopo di lui, richia.mò l'attenzione sulla natura di tali le~ioui e contrilnù non poco, C·OU le sue osservazioni cliniche, allo studio della fi siopatologia del radio e dell'ul!la. Egli, infatti, fu il primo ad ammettere che ai movimenti della. mano vi concorresse l ' ant.ibraccio. N el secolo XVI e XVII Paracelso, Fabrizio d 'Acquapendente, Scultet ed altri, a.l concett;o cura.tivo dell'empirismo ed esclusivamente meccanico, sostituirono criterì più razionali « raccomandando », nella cura delle le.sioni .d iafisarie dell'avambraccio, << la riduzione seguita dall'immobilizzazione per a.'lsicurare la giusta solidità dei frammenti ossei ». Gli studi positivi, fondati su ricerche ana.tomo-patologiche, ebbero inizio, na;rallelamente alle conoscenze 6siologicbe, alla fine del secolo xvm per opera di Petit, Duverney, Desault, Pott, per raggiungere un completo sviluppo nel secolo scorso con le ricerche di Boyer, Dupuytren, Larrey, Velpeau, :Malgaigne, Dwnur, Dwigt, Jabulay, Bardenheurer, Vion-Delphin, Destot, Tanton, Delbet, Masmontcil. A t traverso al ricco ma,teriale di osservazione e di esperienza dei diversi autori, cbe si interessarono di tale argomento. e davanti alla ricca messe di metodi curativi, rappresentati dalle più ! variate forme e tipi diversi di appa.recchi, quello che colpisce, dando uno s::,ruardo alla vasta letteratura, sta nel fatto che le lesioni diafisarie dell'avambraccio furono nei tempi più antichi, come ora, considerate quali lesioni abbastanza gravi per gli esiti da,nnosi che ne conseguono a carico della rotazione antibra.cchiale: pronat·iunc e supinazione. n :Malgaigne, infatti, fin dal1847 affermava che ((ogni fra.ttura di un osso dell'avambraccio con spostamento di frammenti è una lesione grave per le sue conseguenze » e parla.odo delle fratture del cubito ammoniva che << 'eggero cbe sia (lo spo8taruento) es.so è sempre eccessivamente difficile a ridursi, at.tcso clJe manca la presa per l'estensione». L'Hamilton, a sua volta, a proposito della consolidazione di tali fratture, asseriva che << questa è ritardata o fa difetto per 1m insieme di fatti molto importanti e qua.lclte volta una fra.t.tura molto semplice porta alla pel'dita assoluta dell'arto)).
SUI•LA ROTAZlONE l) J~ r. ~·HAMM~~NTO DISTALE NF;r.u~ FHA'l'TURE, E<.:C.
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Della stessa opinione era il Cant~not che sostenéva la perdita. dei movùnent.i di pronazione e supinazione essere una complicazione frequentissima nelle lesioni traumatiche dell'avambraccio e faceva osserva,re che la soppressione di queste funzioni è un'infermità grave, di cui la prognosi è molto severa. Nè sono meno pessimisti Gallois, Destot, Vion-Delphin, La.mo~ch e:, Bosquette, D elbet, che in questi ultimi anni si sono occupati di tale lesione, facendo rilevare che le fratture diafisa.rie delle ossa. dell'avambraccio sono da. ritenersi, agli effetti della prognosi, degne della pi1'1 premurosa attenzione per la gravità dei risultati funz ionati poco lusinghieri che vanno daila pseudo-artrosi al callo deforme anche quando sembrano di lieve entità. . Tale fatto del resto non dovrebbe meravigliare, se si consideri, 'da l punto di vista anatomo-fìsiologiro, qua.nto sia complessa e delicata la meccanica di que><to importante s!·l!mento dell'all·to su-periore, tanto utile per l'economia., a l quale è collegMa la mano, che viene molto spesso a perdere l'armonia e la completa libertà. dei suoi movimenti ogni volta che cause perturbat.rici creano un disordine di mec(·anismo nel sistema. di leve di una o di tutte e due le ossa dell'ava.mbraccio. ~tu di e ricerche, non ])rive rli int·ercsst', w n nero fati c nel :;;ecolo scorso e al principio di quello in (·orso, pe.r· appurare le vere caw.;e dell'alterazione nella funzione di rotazione antihrachiale c non }JOChe furono le teorie e le interpretazioni in -proposito dùnostrando che la frattura di tali ossa in sè non è tutto: le modificazioni dei rapporti dei frammenti fra loro, le eonsegueuti posizioni di questi ed i viziosi esiti funzionali sono consecutivi a, modifiuazioui delle parti dello scheletro sotto l'intluenza dei muscoli o dei mezzi di connessione che tengono in sito il radio e il cubito. La spiegazione di alcuni dist11rbi ftmzionali fu ricercata d~L alcun i (Volkmann, Ramonet Perdrau), nella retrazione rlella memhrana. interossea collSecutiva uJla diminuzione dello spazio interosseo, da altri nell'azione dei muscoli che possono eventualmente trovare maggiore o minore resistenza sul punto del loro attacco sullo o sa. TI fatt-ore -più accreditato, per spiegare la limDtazione della prona?.i.one o della snpinazione, specie in questi ultimi anni, è fondato senza dubbio Slùlo spostamento dei frammenti o meglio sulla speciale posizione che questi assumono l'uno rispetto a.U'u.ltro nel focola.io di fl'a.ttura. A secondo della sede, della direzione e violenza del trauma lo spostamento si ('Splica, principahnente a. ca.rico del frammènto inferiore più mobile rispetto a. quello snperiore, che nel cubito in alto è incastonato nella. cerniera omerale. Da questa peculia.re posizione che assumono i fntrnmenti fra di loro si origina. conseguentemente lma alterazione dei rapporti di connessione nella sede delle superfici articolari dello articolazioni radio-cubitale superiore e radiocubitale inferiore e quindi uno spostamento negli assi funzionali intorno ai quali si compiono i moviruenti di pl'Onazione e di supinazione. Prin1a di p assare alla. descrizione di tali alterazioni a.ccennerò brevemente alla conformazione scheletriea dell'avamhra.ccio ed alle principali conoscenze fisiologiehe di esse, attualmente in maggior vigore.
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su r,r.A HOTAZ ! O~E DEL FRA)fM I::NTO
D I STALE ~ELLT>: ~'RA1'TURE, l'X'C.
Com'è n oto lo schd ctro dell'antibraccio è col';tituito dal mdio e dal cubito o u lno. rimuti fra loro in alto ed in basso rispettivumente dall.e articolazioni radiocubita li superio r e edi nf<'rio re c divisi nt?lla parte diafisuria da. uno spazio occupato dalla membrana i!uc •·ossen-. L' u lna si aJ·ticola in a lto co n l'omei'O, però non segue la direzio ne di questo osso, poich ò in corri,-pondenza dell'articolu1.:ioni omero·cubitale si di1·ige in fuoi·i formnndo un an~olo aperto estern!'lrncntt? c he costituisce quello che n~ sotto j) nome d i valgi::;HJO fì,;ioh•gico del gomito. N'l'Ila :>lta forrna p•·i;Hlou.ti<:a trioutgolare ei':Sa i> i"hlt1~ ru.-~omigliata a qnella di omn S i.tnlica ulilmg<ttH, prrsent11ndo 11na concaYitil e.-<te rna in a lto ed una convesf<it ll. <'St<€'rna in bnsso dw ,.n lino nll'!.'pifis i in f<·•·ion' . Questa ultimu. po•·zitme f<i porta in fuori ed e-stenuun ente ull'us:;e 1wincipule d<·l cuhito, in modo che il Ct'nt ro tlellat tes ta re~ta ;; ull li lincfL a.~siolt' d <' llu ca,·ità ;.igmoidea ddl'f'pifh;i sllpPriore. O lt l'(l u. que,;h' eun·atHI't-'. l'11 b1a presenta una coneu,·iti:l anterion' lungo l'a,'5SH lo ngitudi nale. chl'. se· costit ui;;ce du nn luto una pt·edisposizione alle frattu•·e du· rauLc l'esn)!eraht fks!'imoc dl?ll';u·to, (<'nnH•not }, c r<'>l dnll'o ltJ·o h• t o una condizi o nE' •mtltomicu indispt' II><Hbilll a rendc·re più fnciiP la rota'l.ione antibr·nchiule twi movim cnt i c.li sO \TH pposizione 'll'l md io. L 'c•st n•rn it ìt su p!.'riore prese n.( t\ unn Cttvit i\ a •·licoltuc e ;;igm<>idC'n. che si a•·t iC'<J l~l r·ollat trne le!t onwntlc, e dut• upofi;;i : olccrano t' apt•fisi conJnoidt'. );t'LI' t'Stl't'llli t à inf<:>rio rt• l'ulnu hn •m'up11fìsi d i fo l'lnH cilin · dri cn . diretta dnll\dw in lw,..,;o t' f<ituata 1Wila1 parto ccn trttil' e posteriore ùella. te· !'<la, dte , .1!1 !'Ott o il nmalf' di upofi'<i st iloide. J l l'IHI io >t l l' OJlJH.I><lO dd CUUÌ tO lltl lil\H )Hll't(' p ÌÌI ris tl'et t.a Ìll a lto C p itl 11111{!U C più ,·ohulli no;.; a in ha:•so. Ltt d iufi,;i htt unat Ct ii'Valt 11 nt H Il t1•rio re t>d. una doppi>! eun·at.unt ,.;econdo •111 piano fronta le : 1111>\ f<npt· •·io•·c conc;n·tt al l'<'><l<' rllo e llltH init' riu•·e con· \'e:<::ill u ii'C',.,I1' 11IO. 1\C'II 'r:'<ll't'mitil "uperiore ha. ln formn di llll O\"oidt: col grundr ussa dir<•tto obl iqowrnc•ntl:' indietro etl in ftwri (Crego ire, Fick} co n supe l'fìti ~;Jc libera , t·onca \·.a. Tal •~ fol'lnH on)ÌthalC' fa1cili!a In rotA7.ion(' nnl ibm.eh in l<·. poidtè ltt sna superfic·i.e l'li il"soidah· nl l on t >:~na la tub<·rois itìt. bicipitnle ed i~otpedisce c h e que,;tn urti con· tro il eubito ({ :n•gnirf·). Ln f<llè Oi<stt ;< j riuniseotv• s upc· •·iomìC'ntc ed infer·inrmcnto l'nL di loro pet· 1nezzo •li due artit:ola'l.ÌOIIi: l'lldiu-cubitn le, "U J)('rio rr t' inf•·ri•ll'('. Quella superiore è costituitn da u rl lato dal proct•s;;o ci li1Hh·oid c d<· lln tc>sta de l mdio e dall'altro da l >iCJUÌ· I·i lintl•·o ('U\'0 drllll ]1iceo iu Ct\V.ità ><ÌJ!ml>idea del cubito, pi un(·g~iante n~:>i !<(' liSO VCI'· t ie>~le concavo trl'ls \'l'l'l;ttlrn(>nte. C:<))n]>lf•t n il cilind•·o cavo il legamento anular e, una lwndPrPila fìbl'O><a olto ci1·<:a l tt millimrtri. )l nttlio ò av \·it:inato in Hl to al c:.ubilo pt>J· mezzo ùel legamento qmHh'ttto di Dcnueé. 111111 launina quadl'ilni<'t·a disposliL orizzonttllmcntc tra il ma•·gino infm·iot·e dello. pict•ola cn\'itù. !<i~moidc·a N l il radio. J,'~tr( ieolnzione radiO·<·ubitn lo ~nft•r·im·e 0 ftWilliltA dH i lt~ >; IIJWrfìc ie lll'tÌcolare COI1 \'l';;;;u d <'l c 11hi tn e qu<·lla COII<·avu delnulio. un s<'mici lindro cu,·o situato intcrIHl iiiL'nte lilltl a po fisi iuft•rio •·c. Tnt il <:uL ito c il cm-po "i interp one il l!'g<tmento triang<>lare. Ln ,;pnzio inH·•·.,s,;(lo ò occupato <.lu i legamC'nto 0111oninlO <:Ostitnito d j fasci ti hrosi dirc•tt i dall'alto in bns"'o t' da fuori in dent •·o. A l di sop•·a del legaml•nt<> intC'l'OS><l'O t•,;isH' lu cord a di \Y t•itbrecl ot: UJ1 nas t•·o Hbroso dirPltO nll'cstet·uo <' clw ;<a attucn~ al t u iJ<•re(•lo f<Ottnc~o ,·ac:oidco del c ubi to in alLO e sotto In tuberosità bicipittd~o: dd rudio in l.Jnsso . Co:>ì ri uniti, r·aclio o (;uh itn. prt':<c' ntnuo entrambi \llln c tu·vtttllra antf•t·i o•·e ne l :<enso long-i tudina lt• t'ti una CUI'\'Hiura par•t~llt> la fra loro secondo in pi1u1o irontu.l t>. in mo<lo eia!.' nlln enm' Hdtù P><tl'ma dP i mdio corrisponde una. C<.m eavi tà. del c ubi to in u.ll.o etl ulla co u vc•ssilù c><tCI'IIl\ clcl n1<lio in bt~sso C<HTisponde una consens u a le conves:::;itU. e;;tt•rna dul cubito. Il ;\Tnsmontnil., in bttS(' a tal e co ufo n nn?.iono anatomica, ha paragonato lo scheletro <i <'llt> os;;n ddl'lmt ihrnceio a du<' trapam a mano ineguali ed oppo;;ti che funno pcmo al lin~ l lo ddl 'ar Licnlttzionc radio c ubitale superio re ed inferiore. Il trapano >1upe•·iorc' <\ piìl pi1:eolo ed hH- un braccio ili leva molto cort o, quello inferior e più lungo ho. un b•·t~ cc: io di leva m>~f!gÌ•>n.>. li D~.:;;tot,inv ccP,<I n t.o l'a;.golo c he fol'rna il collo dclrttdio cou ladiafisi, l'ha.rassomigliuto ad una baionelta pinntn.t>:~ sul fuci le. Tu le a ngolo durante il moviment.o
SUt.LA ROTAZfONE Dl<:L FR:\~D1ENTO DISTALE NELLE FRAl".rU1~E 1 ECC.
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di rota'~.:i one della baionetta s i esplica in un movimento circonferenziale S\Ù calcio del fucile. Il radio per la sua convessità nella porzione superiore forma una cw·va detta supù1atrice, su cui si attaccano i mu><coli supina.t.ori: bicipite e cort o supinatore, i quali, contraendosi, fanno girare il t'adio in fuori. La pMzione inie l'iore a conves· sità estoma, detta curva pronatrice, ùà attacco ai muscoli : pronatore rotondo e pronatot•e quadn1.to. I mw;coli rotatot; d el cubito sono il pt'Onat.ore quadmto e l'anconco ; il primo agirebbe sul cubito, quando fa pwHo fi,;so s ul radio, ed il secondo agisce come .::;ten.wre d e l cubito. Ncll>\ J'OW.ziono d e l n:~ clio intomo al cubito, oltre a tllli mm;coli, vi c<mcorrono in llneu accN<:;oria i fl ess<H'i comLmi de llo dit.a per la pi'Onnzione ed il cubitttle nn· t~riore e brachiale anterio1·e pt>r la s upinazione.
L a rotn.zione antibrachiale ,')i COI1lpie coi movimenti di prona1.ione <' tmpiuazione. TI Bosqtwtte rl<'fìnisce la _p ronnione e la snpinar.ione quei movimenti che l'avambraccio compio intorno al suo asse in modo << da modific:U"<' l'oricnt azione rlclla. mano mentre l'o mero sta fi:-;so >). Secondo il Fick ht :mpinazione rappt·csent.a la. po;;i7.ione dell'avambmccio quando In mano è n.l massimo della ~n:.t rowxionl.' in fuori ; la pronar.ione, im·ece, r:tpJWC!';ent;t la posizione rlcll'avambrn(·cio quando h mano ha <·ompintò completamente la ~na rota11ione in derttro. Alctwi a m mettono n na posizione int.<'rnwd ia di s<'t 11 i pronn.l-ione. Quef!te posixioni .atunPnLono di grado di rota-z ione quanrlo vi eon<:Orrono i muscoli dcll~L spalht. Esistono quindi movimcnt i intrinseci ed ei<;trins<'ci nella, rotazione aotibrach iale. I primi si ('ompiono nf'll'avaniùracC'io, i secondi nella spal.la dando luogo a dno rotar.ioni : quella antibrnthialc c quella ornerale CJH~. uno ad 1m C('l'tO punto lJUÒ eom pensare fun:r.iona,Jment.c l'altra.. Secondo Poù·icr, l"iek c l>t-stot la rota:r.ione antibTachiale va. d;t un minimo di 1:!00 ad un ma,ssimo di lGOO e lìno a. 1~0° secondo 1\Iasmonteil. Con l'in fhwn:r.<t d<dht rotazione omem.le s i raggiungono nell'antibraccio i 3600. No!i'lla rot.<l:r.ione antihrar·hiale 1500 sono per la pronazioue e 300 per h S\I]]Jina.r.ionc. In questo movimc11to il rnòio compio unn. rotaiione s u se stesso ed 1ma di traslazione circonferenzia1e intorno al cubito, descrivendo un semicerchio in cui i due estremi segnano i limiti dell;t posil-ione di snpinazionc e pronazione dclh~ rnano. L 'af)s:e di rotazione dell'antibraccio passn. in alto per il eentro della. testa del radio ed in basso per il centro dclhL tf'sta del cubito. EHso non corrisponde all'asse di ciascun osso, ma segue ·una linea diag-onale elle va sotto il nome di asse diagonalè (Fick), che passa all'infuori della tubei'Osità bicipitale ed a.ll'iodentm dell'apofisi st.iloide del ra,dio. Per ottenere la rota:r.ioue antibra.ehialc è condizione nece.<;saria Cb{' l'asse della testa del radio nell'art.icolazione radio-cubitale anteriore passi
per la testa del cubito nell'articolazione radio-cubitale inferiore. Nel mo· vimento ·d i rotazione a.nt.ibraehia.le non tutti gli autori sono d 'accordo circa, la mobilità o meno del cubito. Bertin, Sappey, Humphry, Cruveilliiere, Dmnur, Testut., partendo da.ll'e.sporienze fa.tt.e sul cadavere, sostennero che il cubito ~ immobile e se una certa mobilità sembr a esistere nei movimenti di rota.zione, essa è semplicemente apparente.
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SUJ.T.A R01'AZJONE DJ.;J~ l' R.c\M.\IENTO DISTALE NF.I.r, F,: t"R,\'f'l'URE, ECC.
Secondo Lecompte, Gerdy, Poirier, Heiberg. il cubito partedpa 3i movimenti di rotazione della mano e gira sul proprio asse. Questa interpretazione venne confermata dagli esperimenti fatti dal Gerdy sul viven t-e e specia.l.mente su sé stesso. Altri Autori infine ammettono una mobilità del enbito. Tra essi sono da rieordarsi il Vico d'Azyr, Duchenne de Boulogne, Heiberg e Dwight , Vion-Delphin, Gallois, Grcgoire, Bosquettc Hultkxantz. secondo i quali it cubito nella rotazione antibrachiale compie dei movimenti di flessione, estensione e di lateralità, D alle esperienze fatte sul cadavere, dopo di avere aboliti i movimenti della spalla, essi aHebbcro os:servato che <<il cubito compie nn movimento di est<'nsione durante il primo terzo del quarto del circolo che descrive l'est.remità inferiore, un pircolo movin'\ent.o di inclinazione laterale da dentro in fuori durante il ser011do terzo ed un movimento di flessione nell' ultimo terzo )) (Bo:;quett.e) . Oltro a ciò imovimenti di flessione e di estensione del cubito nell'~l'ticolar.ione del gomito portano quest'osso ad uno ~postament.o l.atera le esterno che aumenta il valg.isrno :fisiologico. Sul vivente non st>mpre si possono isolare i movimenti della rotazione a.ntibrachiale da quelli della spalla. Le due rotazioni1 omerale ed a.ntibrachiale, completano il meccanismo dei movimenti delle orienta.zioni della mano. Di conseguenza per ottenere una rotazione a.ntibra.ch i al~ pma occorre tlet.tere il gomito e fissare il braccio in modo che vengano esclusi i movìmenti della spalla. In questa posi;done1 se si fa punto fisso sulle dita della mano, si hauno diverse rotazioni passanti ciascun per assi dh·ersi. I p1·incipali sono quelli che attraversano il zo, 3° ed il 5o clito. J'er quanto riguarda la rolazione omerale. secondo alcuni (Masmonteil) . es:s~ è obbligatoria, perchè quella antibraehiale pura non è possibile. Inoltre essa interviene nei movimenti di rotazione ed avambraccio disteso raggiungendo i 360° per il concorso dei muscoli rotatori interni (sottosca.polare, grande pettorale, grande dorsale e J)Orzione anteriore del deltoide) e dei muscoli rotatori esterni (sopra.<;pinoso, sottospinoso, piC'colo rotond1) e porzione posteriore del dt~l.toide) che va.nno ad attaccarsi a.ll 'o mero. l/asse di rotar-ione della spaUa è il prolungamento dell'asse dia.gona.l.e dell'avambraccio (asse di costruzione di Henke). Da quanto ho esposto, sebbene sommariamente. appare chiaro cbo ùi fronte ad una cosi complica-ta meccanira, quale è q·uella deU'antibraccio, per ottenere una regolare funzione nt·i suoi mo,,imenti di pronaziom~ e supinazione, è necessario non solo l'integrità delle leYe, ma anche un'armonia nelle connessioni tra le due ossa. Ogni disordine ùi esse po1·ta. indubbiamente ad una alter azione fun:donale nei movimenti puri di rota.zione autibl'achiale nel territorio della
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::;upinazione e delta prouazione, che sono possibili quando ra,<sse d ella testa
del ra.ùio passa. inJeriormente per la testa del cubito ed i perni intorno ai quali si muovono le due os~;a. conservano i loro rapporti nelle articolazioni radio-cuhitali. Le fra tture del cubito possono. intere~sare sia l'epifisi che la diafisi: io mi occuperò di queste ultime.
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Le fratture della <liafì.si sono piuttosto rare (B~squette, Cantenot). Secondo Bnms esse si verificano nella proporziono del 3. 7 per cento. Pla.gmann lE' assE>g-na al terzo posto, in ordine decrescente, e ritiene che J·appre.-,entano ·il 2.22 per cento delle frattme dell'avambraccio e 1.07 rispetto alle altre fratture dello scheletro. Sono più. frequenti nei bambini e nei giovani che nei vecchi e pìi1 negli uomini che nelle donne. Pos.-:ono el'sere dirette ed indirette; quel)te ultilne sono meno frequenti dt·Ue prime. Le fTattu re diTetto si v<>rifìcnno in genere quando nell'atto di dife-ndersi da un colpo di bastone a.lla testa si mette l'avamuraccio in u.va.n t.i. Quelle indirette si producono per caduta, snll~L mano quando questa i~ ftessa sul Ia.to cubitale e l'arto è a.bdotto. In hLl caso viene a pog~ia.re sul wrreno prilna, la regione ipotenare, che, ricevuto 1·w·to, lo trasmette al cubito mediante Le ossa del corpo ed il legamento triangolare (Bross~n·d, Desto t, Gallois). Fratture indil'ette si possono verilicare anche quando il braccio venga trascina-to da una. coreggia di macchina in moto ed infine in seguito ad una snpinazione forzata. A seconda della sede le fratture diafì»arie dell'nlna interes.<;auo più facilmente i due quarti mcdi e quello inferiore che il quarto superiore. In . una sua statistica Plagma.nu, citato dal Tanton, ne t•iporta 15 casi, di (·lù 7 al terzo metUo, 6 al terzo inferiore e sulo 2 a.l terzo superiore. A seconda della direzione della linea di frattura, qnello complete si di~tinguono : in tra,sversali, obHqne, spirali e longit.udina.U. Quest'ultinlO tipo è piuttosto raro. Come è facile osservare in tutte le fratture complete delle ossa lunghe, anche in quell:t del cubito i due frammenti sì possono spo»tat'O in vario senso ed, a seconda della clù·ezione e posizione, nei ùivet·l';i piani" (lonp:it.udinale, frontale, sagittalo cd Ol'izzonlalo), si ha uno spost*Lmento di lato, nC:' l senso della lunghe?.za oppill'e una rotazione. Nelle fTaUme isolate l'accavalJamento dei frammenti è piuttosto diifìcile quando 11on t'l':iistn Lussa:done o frattura completa del radio, pnrchè quest'o~~o funziona. da puntello tra. l'omero e la mano, e principalmentP]:Jer la, maggiore lun.zhczza del radio ili 4 mm. rispetto al cubito (Dcstot). TJaec:1 va ila mento de'i frammenti è più pORsi bi lo invece nelle fratture i::;ola.Le del cubit o l'l'l' f<>riLe da arma. d<1 fuoco, poichè- in tale caso si ha lussaziono del radio sia, Jlet' l'accorciamento della lunghezza, della leva sia per retrazione n t useohn·c. Nelle fratture eon ~>J)ORta.mcnto secondo un piano sagittalo o frontale ~-'l'nza acca.valla Jucnto il framnH' nto inferiore del cubito, che è più mobile di quello supe.J·iore, 1111ò portm·si in ava n li, in dietro oppure in clcntro o in fuori. Per la, retrazione muscolare si formano delte angolature che influiscono Sltlla rota.zione :mtihrachiale per le modi!ìcazioni che si stabiliscono negli assi di rotazione 1;ia neU'a.rticola.zione radio-cubitale superiore che iu quella, inferiore. Se il fraa1menh) inrcriore si porta verso lo spazio interossco si forma un angolo aperto intemamente e qnindi il centro di curvatura delle due ossa, t rovandosi ùa.llo stesso lato, dà. luogo ad una deformità non molto grave. Se ilwece si forma un'angolatma, aperta esternamente, il radio e il cubito si guardano con due curve opposte: per cui il cubito oltre a dil11inuil'e
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S!.'J.I,A ROTAZIONE DEL t" H;\)D1EN1'0 DISTA.ILF. NELLE F"HATTlJRE, ECC.
la. lunghezza della leva supinatrice ha tm centro di eurvatm·a esternamente au·avamhraccio. 1\egli sposta menti secondo un piano sagitta le, con frammento inferiore situato anteriormente o po~teriormente, 13i ha limitazione della vronazionc o della supinazione a seconda cl1o lo spostamento è rispettivamente a.nter:i_ore o postl!rior·e. Di massima importanza è lo sposinmeuto con rotazione del frammento inf<'rion· sec:oudo un piano orir.zontalc e cbe i francesi chiamano u rlkalaye )i . l~' nHH'ito d<'l Dc~; t o t di a v(>r richiama t o per priuro l'a.tteuzione s u q ue.-.to tipo di spostamento. Egli riteneva tale alt.erazione como (•ccezionale, e con lui altri autori CBosquettc, Cantcnot,, Tanton). In questa a norma le posizione, nelle fm tt uro isolate della, ùia fìsi eubitalc, il frnmmenio inferiore ruota intorno al slLO asse longitudinalo mentre il ~;upPriore rimnne qua;;i fiS.'lO. H meccanismo di }Jrocluzione di tal!~ rotazione del frammento infeti.ore venne interpretato in questi 11ltimi anni diversa.me.nte dagli autori. Il D estot ammetteva che il frammento inferiore del cubito, dati i rapporti di conucssiono col radio inferiormento per mezzo doli 'nrtirolazionc radio-cubitale inferiol'e, accomJ)agnasse il mdio dmaute i moviment.i ili pronazione e q11indi ruotasse internamente su se 13tesso, come fa, l'epifisi ùel radio nel movimento di rotazione intomo al cubito. In que:-:ta nuova posizione la faccia est('rna de.ll'epi1ìsi inferiore dd eubito d~t anteriore diventerebbe interna. e quella esterna anteriore. Dato questo tipo di rotazione del frammento inferiore, il radio viene ed m;sere impedito nei suoi movimenti di rotazione circonferenzia.lc intorno al cuhito e per preeisare meglio, il radio non può compiere la snpinazione completa, perclr(> la superficie articolare del cubito non è pii1 ~;itna,ta lateralmente. Il radio nel girare non troverebbe superficie articolare, ma la porzione ossea situata posteriormente al cubito e la corrispondente apofisi stiloide, cbe costituisce un osta.~olo alla completa. supinazione dell'avambraccio . Con uno sforzo muscolare si può oth~nere un grado mng~iore di supinazione, ma in tal caso la superfieie articolare del radio si lusserebbe su quella dorl3itle del cubi t o costituendo il così detto pugno a sca.tto del Desto t. N el 1917, però, tale intcl'}U'etar.ione cjrca la. possibilità o meno t! pl'incipalmcnte cit·c~t il meccanismo di produzione della rotazione del frammento dllita.le nelle fratture isolate diafisarie del cubito trovò qualche oppositore nella stessa scuola francese. Il ~Jaf!munteil, infatti, l'unico che in questo ultimo decennio si è interc~>sato deU'a.r gomento, mentre prima aveva anche lui accettato il punto di vista ammesso dal Destot, durante la guerra, in base a.d alcune osservazioni capitategli, mutò opinione aJTermando che la rotazione del frammento distale avviene in senso inverso di quella, descritta dal DestoL, cioè, dali 'it1terno all'esterno, in modo che La faccia a.nteriore tHventa esterwl. Tale rotaziono su sG stessa del frammento inferiore si verificherebbe in tutte le fratture dci due quarti medi della diafìsi del cubito. Bgli era stato colpito dal fatto che nell'operare un frattura.to di cubito si era accorto che la. rotazione del frammento inferiore anzichè ~eri ficarsi nell'articolazione radio-cubitale si eiTettuava nel focolaio di frattura. :-)cgucmlo i criteri di cura del Dcsiot, immobiUzzò l'arto in supinazione.
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Sl)l.Ju\
ROTAZIONE DF:L FH,\MMF.:-."fO DISTA LE NF.LT, E FRATTt:RE, EC'C.
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Qualche giorno dopo osservò all'esame radiografico che l' l"pofisi stiloidc era ruotata e situata al lato interno lungo il margine cubitale dell'a.va.m bra~cio. Rirnic:;e l'arto in prona,zione e, scr,·endosi come punt.o di repere dell'apofisi stiloide, notò che il eubito avcv_a ripr<'so la posizione normale Dopo 40 ~iorni il ferito poteva. liberamente compiere i movimenti di pronazione che prima era incompleta. In un aUro ferit.o con frattura isolata. del cubito al terzo inferiore per· l>roict.We eli ~uerra, sot.t.opost.o l'arto all'esame radiogra.fico constatò che, mettendo ht mano ·n supinar.ione, il fra.mm<'nto distale girava su se stesso sull'asse longit·udinnlc ruotanclo infuori. Conducendo, però, l'a vambl'accio in semiproua?.ione il décala{ft: scompari va. L 'immohilitazione in pronazione ridiede anclle in questo caso, dopo 30 giomi, una l'Otazione antibmchiale. di 175c'. In scdiei casi osservati dal J\lasn10n1 cil. quesii non trovò mai una rota7.iono interna del frammento distnle e JH'rcisamentc SPi volte nelle fratture isolate c dieci volte in quelle di tutte e due le ossa del l 'ava mhra~cio. Circa il meccanismo di proù uzione c g-li ritiene ehe la rota.zionc est ero a. si produce per un 'a.zione ruusco!ate e propriam('nte del muscolo pronatore quadrato che si inserisC.C!. in hasso sull~L faec·ia. :tntcriore. Quando t>sistc fratt.ura del cuùito dotto muscolo finisce coLL'aYertl un punto mohile sul cubito per cui nella supinaziune dell'avamhraccio il pronatorc quadrato, aventlo punto fisso sul ra-dio, trascina in fuori il frammento distale del cuhito che fl mobile. Ke consegue cbe la supinazione non fa altro chtl aumentare la rotazione all'esterno. Contrariamente quindi all' opinione chs.c.;ica del Destot di mettere l'avamlwaccio in supinazionc, il l\Iasmont.cil fa osservare cho. nella cma delle frattme del cubito con rotazione all'<'sterno del fJ·amruento di ta,Je bisogmt mettere l'avambraccio in pronazione leggera e non accentuata, lasciando il ~omito in leggera estensione per annullaJ·e l'azione dell'anconeo che trascina il framment.o superiore in dietro ed in fuori. Stando le due interpretazioni in quest.ione ancora sub-i,-lt<lir,e, profittando del materiale di clinica, ho preso ad esaminare alcuni casi di frattura della diafisi del cubito a.Uo scopo di controllare questi fatti sia dal punto anat.omopatologico che terapeutico, da.ta la grande importanza che possono avere questo lesioni sulla rotazione dell'a.ntibraccio agli effetti prognostici nei riguardi della validità successiva. Pri ma però di descrivere i casi premetterò alcune nozioni sulle indagini radiologiche delle fratture dell'avambraccio e principalruente sulla posizione da darsi all'arto nello studio e nelle ricerche degli spostamenti dei frammenti ossei in rapporto alle loro eventuali rotazioni nel focolaio di frattura.
*** Tenuto conto che il cubito è piuttosto cilindrico nei due terzi infE>riori non (> facile stabilire la posizione dei suoi margini se non si fa ricorso ad alcuni punti di r('pere, che ci possono fare orientare nel giudizio radio-diagnostico di lesioni recenti e in special modo in qu~>lle di antica data. Questo punto di orientamento per l'ulna è l'apofisi stiloide. Questa con la. sua
ombra ci p uò volta p(.'r volta iu.dicare la. posiziono dei frammenti ossei e
le eventuali rotazioni di ciascHno di es.'!i fra di loro nei diversi esami sia allo stato statico che dinamico a sec:ouda che viene praticato rispettivamente l'e~amc radiografico o ra.dioscopico. l 1e posii:ioni rhe in genere si danno all'avambraccio sono niverse, ma quelle di scelta sono due : posir.ioni di faccia e posizione eli profilo. f'inscnna, di es!;o comprende quella di ~upinazione e 1li prona.zione. Il Ma::;montcil consiglia nella po::;izione di f:wcia di mettere il paziente coricato sul tavolo radiografico c di far poggiare l'avambraccio, disteso lungo il corpo, sulrapoli~i olcr r:.~niea . ()nnsl.a l)Osizione di faccia ~ detta posizione di sccltn . I n condizioni norUlali rom bra ratliogmlìta dell'apofisi stiloidc del cubito occupa la pa.rte me:liana o quasi delhL tcst:1 sia in pronnzione che in supinar.ione. J n easo invece di spo~<tamento dci frammenti <~on rotazione di f1Ue1Jo distalo in dentro (Destot) o in fuori (l\I asmonteil) l'ombra dell'apofisi st.iloide nella radio~ra.fia viene a sitnarsi rispettivamente al lato e.<>tm·no o al lalo interno dC'Ila t.esm, del cubito. Nella rotazione dol frammento di:-;tale a.U'iufuori, seeomlo il Ma:·nnontcil, l'ombra della stiloide nl'll rt pos izione di pronaziono eonsPrva. il s uo posto nel mezzo della testa del cuhiLo; nella supinaxione, ÙJv<•c•e, Ai sit,ua int<'ruamente quasi c·ontinuandosi col margine interno di que:sto osso. ~('llo studio dei n.1ièi cnsi ho Aegnito appunto tali indicazioni d'indagine ra.diolog-ithe ccl in ciaAcun di es:::i l10 <'1-5l1 mina.to sia il lato leso cb e quello ~<mo, a stopo di controllo, ed lto segnito anche nella scelta ddla posizione quella di faccia nella pronazione e nel la. supinazione dell'a va.m!Jraccio.
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Osserra.ziooe l. - C'. C:iu:<Pfllll'. rli ottni !i:l, baro<:ciuio, eia ~'i• ·••n'l.O, viene ricoin c lini<'t~ per !(•:;ione ti'IIUtHHi int di'IJ"a,·HmiH"RCcio destro il 25 nove mbre bro l !t2:j. ::\ e:s:;un pn·cC'ci<:nte morboso tl~>gno di nota s i11 dallnto fWC'clill1rio cl{o personale, d1e pos~n <'>'~C'n~ nu•sso in ntppnt·to co n la IP;;ione attuale. Il gior-no i111111tw.i, avt>ndo il proprio cantllo tC'ntato di ::wnppnre, egli aveva cercato colpir!,) alla tes tn col pttgno d<•llt.t mtlnO clc;.t rn. In qu..L mentre il cavallo, pm· t>Vitnr" il r.ol po. ulz.twfl hnt~tanwntf' il P-11po l'Cl <tllora il pnzit•nte batteva col lato ulnn re detr u ,·n m b1·n•·n io deslro con t.ro l 'u l'C'a t a soprnorbi 1,. t·if; ù e l cavallo. :-lubito aV\'t•rtin.t dulor(! vi,·o nl'l 1111ntn d•>ve tl.\ 'l:lVi\. ngito il tl·i\tlll"lll· e n otava conlt• tnpo ranct~mc'nt <• dtC', n ltt·l' u non pot('r con1pic•1·n Hi<·uni nH>vinwnci dell'a· vambnwcio, c•m nl,blignto a f<~J:<knt•rlo cun la ntH tlo sini:;t ra. E.~ame obln.eltiro. -- L'twnmhracrio tkstro Ri prvseuta fks~o sul braccio in semi.prnlul:ti•mt•. Pr<'>><'l1t•t un a lr•j!t!rra ttHndazin tw e una ~HJll' rfìcie et'C:himoticn.. non 1110lto f'~ t f's>t . l"C'uliz.ztlt>t ul IHto ultHt t·o in corri:<pOJldc n:>.a clol ter:to medio. La lltHIIO c in li(· ve abdttziune c >'C'tllifll'>;s<l. ISl' j:!Ut•ndo il lu<ll·g in <' cul>i t>~ I P . In pt·('><:< i<uw digitale ri,.;vt>glis un dolore vivo in corrispondr11Zt\ d<• l punto di ntnggion• tuntl'fa:!.ic.m r. Dal.lat.o radiato nulla di obbictli,·tJ Hll 'c:;m rtc t'>;l\'1'110. 1-><<' I'C.itumlv, <·on una m ono \Ttt bi tmuwttlc,dci movimenti sopra o :soLto di'l punto dol<>ntc. sin in sl'nso Intent i<· che ontc1·o·poswriore, si avvene crC'pitio cd un certo spo><tmnl."nto cl<•i fn11nnknti tl carico dd cubito. I JUO\'intcnti uttivi di su pinal'-ione sono incOJnplt-t i o dolenti; quelli di prona.zinno so no !imital i. J mvvirnt•nti pn>::;id sono limitttli 11<'1 campo della pronazione. l;;sarninato. l'arliculnzionc dd gomito non si rilova lttsstl7.iono dPlla testa del radio. VI'I'Oto
SULLA ROTAZiONE DEL FRAl\UfENTO DIS'rAt.J.; :~n:r. r,r,: }'RNI.'TtmE, ECO.~ 241
Fissando con una mano i due (•ondili dell'om.:ro ed imprimendo con l'altra dei movimenti di pr·onazione e supinazione si pr·o,,oca un dolore più acuto nella sede della tumefazione ed una eerta difficoltà a far compiere i movimenti di rotazione antibraclliale, f\.Ì quali il paziente concorre con dei movimenti de la spalla, $; ia:per dùninuire il dolortl, sia per potf'l'l'llggiungere il grMlo di completa rotazione. Alla regione del polso nulla di notevole: i movimenti della articolazione radioc arpea sono completamente liberi nella flessione e nella estensione. ~ess1.ma appat•ente lesione nervosa.
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A f."ig. 1
Esame mdwgra(ìco. - Viene praticato prima. n-ll'avambraccio destro, quello leso, e poi a quello sinistro per controllo. La radiografia fa rilevare 1.ma frattura completa del cubito destro, al terzo inferiore, con rotazione del frammento dist.ale all'infuori (vedi figura l-A e B) e una infrazione longitudinale incompleta del radio destro al terzo superiore senza diastasi nè spostamento. L'ombra ro.diogr·afica dell'apofisi stiloide del cubito è situata internamente. All'avambraccio sinistro (figura II) le ombre radiografiche non presentano alcuna alterazione o anomalia di sede dell'apofisi stiloide del cubito, sia nella pronazione (fig. II A) che nella supinazione (fig. II B) . Il 27 novembre 1923 v.iene immobilizzato l'avambraccio destro con un apparecchio gessato, mettendo il gomito flesso e la mano ili leggera pronazione ed in flessione sul lato radiale. L'esame radioscopico fa l'ile,·are cho i frammenti del cubito sono bene affrontati e nella giusta posizione anatomica. Il 26 dicembre 1923 si toglie l'appa.recohio. I movimenti di pt·ont\ZÌonesono ancora un po' limitati, ma molto più ampi di prima. quelli di supinazione sono possibili sia attivament-e che passivamente, raggiungendo circa 16Qo · L'esame radiografico sia in posizione di supinazione che pronazione (vedi fig. III A e B) fa osservare che la rotazione del frammont.o distale è scomparsa e le due ombre dell'apofisi stiloide della testa del cubito occupano la st.e-c;Ra sede sia nella pronazione che nella supinazione. Dimesso dalla clinica con lieve limitazione della pronaz.ionc dei movimenti passivi, si iniziò la mobilizzazione ed il massaggio l Q- Owmal ~ di med'oi•w ·militare..- Fosc. V.
242 SUl.LA ROTAZIO!'IJo: D~;f, r&A~DmNTO D l flTAI.l-: ~.t:I.LE F.R,~ 'l'TlJRE, ECC.
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~\JLLA RO"rAZlONE J)F.f, 'FRA~IMBK'I'O DIHTALE :SELLE }'ltA"l"l"IJRE, ECC.
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Dopo 45 g iol'lli Ri ottenni' In gwu·igione comple tn. : tl'ofis mo buono, s u p inazion e e pronazionc' norm a li'. Il pu1.il•nt E· p oh·,·a li bcn11nent c attendPr(· al :;uo lavoro g iornt!. licro se nztl nlcun ri..;eutiucl'nto ck,Jo r·oso t'compiendo a n ch e d egli sforzi.
08.sen·az-io11e IT ·- il. Al bC'I'lO, rli anni 24, dA. ];~iJ·c •nzf'. Il 24 ge nn uio 1924 vi <: nl' ricove l'l\to in C'liuica per unu lesione t.r·aumntica a.ll'uvambmc:cio si ni:;t ro. DuC' j!iumi innanzi in um\ r·is,.;tt f'on dei <'Oetanci, c r·a Stil to minacciato di un colpo di baRt o nf' a lla t('f\tn. P or difPnde rsi misi' 1\ rvnmbmccio sini:;t i'O in avanti in att.o d i purat'Si la testa, ve·· cu i il bttstorw lo culpint sul luto UltlUH' dPII'uvamhntccio s ini:;t..·o. Av vertì immediatame nte do lori" vi,·o e dopo poco n(•l muovf"re l'an\mbrat<'io s i Rcco~o cE te non po teva Bilwnuuente co1npiere i 1110\' illlf'nti di rotazione antibl'ac:hiale. Esrnne obldt-llit•o : l' tt\' Hrn bru<·r·io :<in istro J) l'f'Sr' nta in co rris pondt·nzn dd suo wrzo i11fe ri oJ't" UII H. lit•\'LI tnlltl'fuzionl' ::~ nl lato 11l11nn.• pC'l' lo t'Ht('n><ione di e ire~\ :; c:<• n t i md l'i. L; n,~ pic·<Cc,lo ><II JWrfi ci(• <•<·f· hinHHi CII ~· rH.:IItl ><l'cl <• clf"llu tunwfnzio ne. La muno è in ;;om i prmtt~ziOII l', J'unl nrbr:u(·c·io st•mil'lc ·;;so. J mp•·inwnclo riC'i movintf'nt i nllu llinfi:;i c11bitnle si ,.,·veJ'Lt'l un lil•\·e ROrt.'lO di !<croscio . Lo t es ta t h•l ~·ndio è ni.'Jin :<un "'<'<h· m1n toJJLÌ<·a. A etti'Ìco <le•Il,. diufisi l'aÙÙ'tle uulltl di obbi<•t t in >. I mov int Pnti 11lti \·i sono limitati l' d<ole ntl; m· lltt ><upinazione si rn ggiungono ci rca 130''. rH•I Iu pnmazio1w ein·a J tlll" . I mo ,·iii iE' Ilt i pa:-:<i,·i ><onn piì1 pn,..,.; ihili. mn dolf'nti . f" piìtliruitat·i nella pxonnzilllll'l dle nt'l la s n pinwt.io ne. La fles:<i<)lll• 'c 1 -.~s h• ns i ouc s iù al gomiit> che al pol><o n on pr<•;;(·nltUlù n lctma liltli(nzion c di lno,·inw uti . .i':same ?'rtdioqm(ìco. - - J'o:<izinne rli fn ('<·in clt• ll'n nu ub•·~tee io di><t e;;o lungo i l co1·pu . Viene pmt ieH V > 1\•:<tune ntdi<tgrtllit·o ::~i a d .. l Luto ~<l:l llll {vedi fig . IV) ch"' di que llo le;;o (fig. V: A c B ). Lamcliog-ruHa fn o::;,;('JTHI'e nd In l o k :;o un>t i'ntttura isolutn cie l cubito al t.crzo inferior e , d e llu for111a (li u n V roY<':·wint o co u r<lltl~.i('lll.' in fuo d t lr l fmm 1nen to cli;:;tale . L 'om hm <h•II 'Apofisi l"i iluide nr· lht p osizi•mt d i s upimtzio ne oc:cupa il h1.to mn r·f!intll<• in t(\rno dd l.tl tes t A d èl enhitu fmttnnJtO.l\(lllato suno " ia iu s upinn.zione cht! in pro nu z io uc l' tllllhrù. dellu ,..ti[uide clel cubito <IL'I'lljlll In ptH'tf' nll'dinnn deli A, t.t1sta. Viene imunobilizwto l'arto nt' ll n po:;iziortt> d i scmip ro n>lzinnp conllt·,;siune quusi itd ango lo r nlLu dvi gomito e c·on lle;:;s ione lellgern d t'll11 mu110 Sltl lato radial e. J>op o il 25° g ioxuo, ;;i •·i rrn1on • l'nppur'('<·c hio. Il puzi<'nl<' no n uvvertiva alcun di:;turbo ne l compiere i lllOvirrwn.t.i d<>llu Jlwno . fnttn eccezio ne di una lieve limitazione flt• i lJtO\' iJilf' nti di pr·onazio nC' e èli supinuziono. Ripe t nto l'N:n111C' ntd ioscopico :;i o,.:se•·vtt v n Ju fonnaziont> di un callo 6 lo. riunio tw ùei frttnunt·nt i in hli(>Ha. po:<i~.iunc·. Lu rotazione d el frutrlnwnto distale era HC(ll1l [>>ll'Sfl . \'e u no co u,.;ij.!linto il nms><u~j!Ìo c mobi litìt dPil' m·to. Non fu po~«ibil c 'l'i veder e s u<.:!:('><><ivllnH·n to l'ini'L'I'Htc' pe•·l'ht· tl"-~t'ututosi dtt l•'inmze, mtt è presumibile per il r c:><ult a to con»tatnto rndiuscopiclllllC:nte, che la funziono sia tot'ml.t.a perfe.tt.a.
Os.<ervazio11e III. - H. J...i,·io . <li >1nni 2;3, d tt c:olluz7.o. Fi•·enzf'. Eutnl in clinica il 10 mt\rzo 1924 ) ll'l' uno lt•sione tnn.unnt i(·n o ll'>t \'!unb•·ucciu Jt•,.;t 1·o. Il g iorn o avanLi trH'ntro 11c ll u sut~. (l tlieina ltthril-icava l'tts;;e eli nn volano in mot.o, itlllWovvisHntf'nte <'nt s tato preso colln rnano (lc:s tra m•l mov imPnto d('Jla correggia, che, dattr lu fnn~a e lu v~·loc i ti• dellt1 m~tcchina t.t·asl'i.navu t.utto l'a.r·t,o imm edi atBmf'nt e co ntr·o una stnffu di f1't'I'O <'hc r;osl<'llf'\'ll i l vo lnno.Kell'urtoviolento il pazient o b~ttl('vn col lalu uhwn• <li clc•tto tlvumhraccio contro la staffa e solo e:;tend cntlo J' u rt<• ritLo;dnt a lihc·•·n•·si dulia cò•·n·ggia. Avvet·tì 1mnwdiut.ttmtntP dolore Jt('l punto don> U \ ' f'VA ngito il trauma 6 dopo poco n o tò una li1 nitu<.ione tlci mo,·irnent i di •·otuzioul' dd l' annnbraccio . .I!Jsume obbiellii'O. - Anurrbntecio des tro fl.c:-<so ;;ul hrnccio od in pos izione di !;Gmipronil:(.iOne. N c lln fuccia anteriore rtl int.c m a tlel lttto cubitale l'avambracci o è tu1ndu t to u ei dut' terz i sup erio 1·i con unn supel'fi (•ie e~'<: himut ica dell'estonsion.e
i':U,LT, A ROTAZIONE DEL FRA:IUJENTO J)JSTALR NET.Ll:: FRATTCRE, JWC.
245
d i circa 4 cm. nel senso longitudinale. Nessuna modifica.z ione dell'asse dell'avambraccio. · Eseguendo la palpaziono da l basso in alto lungo la faccia. interna dell'avambraccio in corrispondenza del te1·zo superiore, la pressione digitale risveglia un doloro acuto. Vi si percepi">ce un lieYe crepitio localmente. Ne.'>.'>un dato obbiettivo a cal'ico del radio : la. testa di q11esto osso ò in sito al di sotto del condilo omerale. L\~1·ticolazione del gomito e del polso sono completamente libere. Esame radiografico. - Po1<izione di faccia. come nei casi preeedenti. L'esame viene praticato anche all'avambraccio sano pm· contro llo. La radiografia del lato
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Fig. VI
malato (fig. VI) fa osservare una fmtturA. pura, isolata d.e lla diafisi del cubito al ~rzo su~riore sen7.a. rotazione del frammento distale e senza s postamento fra di loro_ ne_1 piani frontale e sagittale. Si applica 1ma ferula di cartone provvisoria ~opo o gtorni, dimintùto il gonfiore si immobilizza. l'avambraccio con una ferula di rete metallica in posizione di semi-pronazione facendo a meno dell'apparecchio gessato, tra.tta~dosi di una frattura senza spostamento. . Dopo 20 giorni viene rimosso l'apparecchio e si inizia il massaggio e la mobilizzazio~e precoce. La gual'igione fu completa dopo più di un mese senza alcun distmbo a canco della r otazione dell'avambraccio.
l"ULLA ROTAZIONE DI>L FRA~DlENTO DISTALE NELLE FllAT'l'UHf;, Ec.;C.
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Ossen:azione IV. - R. Rmneo, di mmi 24, da Firenze. Si presenta in clinica il 9 aprile 1924 per wra lesione trntm1atica riportata all'avambraccio :>inistro 25 giorni avanti e eli cui non è v;unl"ito. Racconta che il 16 mtnl'.o J!)24. mentr·e conducevt.~. tm'>llltomobile ad tmn grande velocità, ltmgo una strada r·otabiJ e, i-lÌ accorse ad un certo punto che gli veniva incontro un birroccio tirato da un cavallo. Per eYitare l' U1Yestimento cercò di frenare la macchina, ma non ,.i riu.;cì, in modo che m·tava con violenzn contro il binoccio, nel moroent.o in cni questo enli<Ì me><>:o tnt>:,·ersalmente snJla ,;trada. Nell'tuta batteva coll'a\'tllnhm(;cio ~ini,;tro con tro 11110 dei raggi ùell~~ ruota del binoccio. Avvertì subito un dolor e acuto ali'>~Yambraccio ed una diftico ltà a compiere dei movitnenti, an che piccoli, di supi11azione e di pronazione. Trasportato al pronto soccor><O di 1111 ospedale di una c itth ,·ici uil. venne fatta diagnosi eli frattura isola t-t\ dal cubito. D opo . q•tah:he gion10 gli venne applica.to un apparecchio mettendo l'avambraccio nella po:::izione di s11pinuzioHe . Rimosso l'apparecchio dopo 20 g iomi, non solo or>1 rinat><to un dolore nella sede della frattura, mu anche !.1. limitazione della. rotazione autibrachinle erna1.1rnentata. specialmente n ei mo\'imrnti di pronuzioue. Perdurando quindi tali dist11rbi entra in c linicn per· t'S::<t•t·c osscrn~oto . Esame obbietiivo. - Sullnto u lnure dcll'anunbntC(·io si ni~tro al terzo inJct'iore S Ì rileva Ullll !Ì(>VG ttUnOfttZlOile clt•!l'P8tCilst01)0 di CÌ I'CA a Of"l\tÌm.;,tri O(•()OmpttgnUl!\ da una deviazione non molto m ercata ddl'a,;:;e antibmcbinle . L'a\'tùnbrncl·io ò fle$So ad angolo retto sul braccio qua;:;i con;;erva!<;;e la JX>:;izione obbligata dell'immobilizzazione nata dall'npparcechio. N ess1ma lesione di continuo, nè tn\ccie di eechirnosi. Alla palpazione lungo i nl!ll'gini intt>rni e~l est t?m i dell'!tvambl'llCCio s i risv<'glia un dolore vivo in coni;;pollllenzu della twnefuzione stLl lato ulnaro, dovo si percepi!>ce w1a lievi;;sima mobilitli d E'i fn:uwnenti os><ei. NesslUla alterazione a carico della testa del radio e dell',u·ticolazione radioOlnerale. . I movimenti liia di pronuzione che di ,.upinazione sono limit>1ti. s iano cs;;;i attivi che pa..,sivi. Lt~ lJronazione at.ti,·a è più illcompleta. della supinazione ed in quella passiva ogni sforzo fa accentuare il dolore in sede eli frattw·n. E8arne ra<liorrmfico. - Viene praticato nellf~ posizione di facci11. come per i casi px·ecedenti all'avambraccio lei-lo (fig. VII) in pronazione (lìf!. VII-A) ed in supinazione (fig. VII-B) o a quello sono {lig. Vlll) sia in pronaziono (fig. Vlll-.-1) che in supinazione (fig. Vlli-B). ' La raùiografia mette l i eYiclenza lUla fratt.ura completa nl terzo inferiore <.le cubito sit1i.stro con t·otazione all'infuod del ft·ammento distale. Nel focolaio di frattura si nota un inizio eli callo deforme con un afl'rontamento dei frammenti ncu,~ posiziono. viziosa. Sia nella. posizione di prona.zione che di :;upinazione l'ombra del· l'apofisi stiloide del cubito ì'rattm·ato occupa la parw laterale into ma. di questo osso. Previa tn:~zioue manuale , si appllica un apparecchio gessato all'avambrnccio, che viene messo nella. posizione di sem ipronar.~;ione e flessione della mano stù lato radiale. L'avambraccio è in flessione sul braccio. Al controllo coll'esame radioscopico si nota una discreta correzione del clégala!Je. Dopo 30 giorni viene rimosso l'upparecchio ed iniziate la mobilizzazione ed il massaggio. Ripetuto l'esame radiografico (fig. IX - A e B) >:i rile ,-a c he la rotazione all'infuori è molto corrotta, che il ca.lJo pre:;;ent.a. una leggic ra angolatun~o dei frammenti. Sia i roovitneuti attivi che passivi sono possibili ed indolenti : quelli attivi dell'avambraccio sinistro nel terriWrio della. prouazione sono leggermente limitati rispetto a quelli del lato sano. Riveduto l'infemto dopo 3 mesi, poteva dirsi completa.10ente guarito. T rofismo normale, mobilità delle art·icola:~.ioni d el polso regolare e rotazione antib1·achiale di eircn 160o.
24:8
SULLA JWTAZ10N],; DEL FJtJDlMENTO DISTAI-l.: XELU: FRATTURE, E CC.
B
A
Fig. lX
SULLA ROTAZIONE DEL FRA.MlfE:STO DISTALE NELLE 1-'RALTURE, ECt'.
24!}
• CONSIDERAZIONI.
In tre dei quattro casi sopra descritti csL-ste frattura della diafìsi del cubito senza lnssazione e frattura del radio, nel quarto si trova anche 1ma. incrinatura incompleta ~enza sposhtmento e s<~nza mobilità abnorme. In tre casi la fratttu·a i\ recente, nell'altro essa data da circa un mese. L'etiologia è la stessa per tutti i casi :la frattura in ciascuno di essi fu riportata per causa diretta. In un sol caso (Oss. III) la frattur~b ha sede nel quarto superiore d<'lla diafisi del cubito, negli altri tre (os:s. I, II, III) si i> vet·ificata nei due quarti inferiori. Nello stesso caso, in cui la frattura ba ~ede al quarto superior<' si tratta di una fratt,w·a completa l'lenza spostamento dei frammenti. Nep;li altri tre ciascuno di essi presenta una frattura com pletu. con spostamento accompagnata da w1a. rotazione laterale del framtnento distale del cubito secondo il tipo descritto dal Masmonteil (déralage alri_nfuori). In nessuno dei casi descritt-i esiste rotazione in senso inverso del frammento dist:tl(• cioè secondo il tipo del Destol (tlé(;a.la.ge all'indentro). Dagli esami racliologici risulta, che in due casi (o~s. T ('TI) l'ombra. dell'a.pofisi sl'iloide del cubito frattmato è situata lat..>ra llllente e si continua col margine interno dell'ulna. nella posizione di supim1zione, mentre occupa la parte mediana della testa di questo osRo nella. posizione <li pronazione. In un sol caso (os:;. Ili) in cui non esiste spostamento dei frammenti, non vi è rotazione del frammento distalo. Nel quarto caso (oss. IV) l'esame radiografico dimostra che l'ombra della stiloide, sia nella posizione di prouazione che di supiuazione, è sittHLta lateralmente al margine interno del cubito. Questo fa.tto indurrebbe a prima vista a far pensare che il meccanismo di rota.zione esca dalle norme sopra esposte sia dal punto di vista anatomo-pa.tologico che da quello dell'indagine radiografica.. Tale rilie.,.~o, invece, oltre a dimostra.re che si era costitu ito un vizio di consolidamento fin d~~ principio per cattiva posizione dei frammenti, richiama maggiormente l'attenzione sui risultati poco lusinghieri che si hanno quando, seguendo i vecchi criteri classici, per ciò che coneerne la terapia in simili lesioni, si pone l'avambraccio in supina.zione anzichè in pronazione moderata. Infatti la radiografia in tale caso (fig. VII) fa rilevare la esistenza di connessioni stabili fra i due frammenti ossei per cui f.ra quello superiore e quello distale già. si è costituita una stabilità, lasciando quest'ultimo nella posizione di rotazione all'infuori così come si era costituita all'atto della frattura. Per questa, ragione quindi l'ombra dell'apofisi stiloide si trova a l lato marginale interno del cubito sia nella prouazioue che nella snpinazione, percbè il frammento distale, non essendo più mobile, non subisce alcun cambiamento nella rotazione antihrachiale. L'esame radiografico di controllo eseguito in ciascun caso, nelle stesse condizioni di posizione, nell'avambraccio sano conferma i dati patologici
2.)0
SU J.LA lWT.IZI O ~~; DKI, }'Jt.UIMENl'O Dl~l'rALE NJ::Ll.E FRATTURE, ECC .
• rHeYati in quelli con fra t tma mos trando una. ombra stiloidea n ella parte mediana, della testa del cubito sia in pronazione che in s upinazione (fig. II, V, VIII). Da- quest i reper t i, considero1ndo che su quat.tro casi di frattm·e isolate ùt'l cubito tr<' prrsenta uo spostamento dei framm enti e tutti e tre a-ccompagnati da rotazione all'infuori del framm ento distale, si è indotti ad ammettere che la mta zione all'in! uo1·i in s imili frattuxe è qut'lla più comune e che, se <'~il': te q t H' !la in senso inverso, cioè una rotazione aU'indentro, essa deve ritenPn;i cc rcrezionale " come all'enna Destot, che ne descrisse alcuni <'asi.
P er qua.nto l'ÌI!tHtrda poi il nwccanismo della, rotazione lat<~I·ale del fr::umnent,o di~tal e, debbo convenire che P~xo è da JTH~ ttersi in rapporto all'azione n111scola rt\ dd pronatore quadrato, il qua.lc, fa cendo punto fisso sul radio infl'riornwnte: fa ruotare tale frammen to del cubito, che è divent ato mubilc>, dall'interno verso l'eRtc.>rno nei movimenti di s npinazione. I o erNlo 1wriJ, eh<.> l'azione del nmseolo vronatore quadrato non sia. la sola ad ag-i l'<' s ul framm ento di:-:t.a,lc io t nt.t·e le fm Ltnrc isola te, ma el1e vi inh:rveni[ano :lllr.i museo li, che in flu iscono sul {(rado di rotazione a seconda tlcUa sed(' ch·fla. frattura. Be qttrsta è bas:<a, cioè nc•l tratto drlla òiatìs i del c·nbito su cui prende insen:ione il pronatore quadrato, la rohtzionc• a.tresterno è pi i1 accen t uata e ]1iìt manife~ta. poichè in questo caso entra in azione solament.e la contraY.iono di qtt<·l'to tnnseolo. Se la frntturn. invece è alta (primo quarto medio o porzione del secondo) la rotazione aU'cstemu del frammento distale è di grado minore od appena aceennatn., perchè allora., in contra.pposto all'azione del :m uscolo _prona tore q ua1lra l o c n tra in gioco quella dei q ua.tt;ro muscoli (l ungo abduttore del polli!'e, breve e lungo estensore del pollice, estensore proprio d.eU"indice) che sono ins<'riti Sltlla faccia dor~ale dell'nlua nei due quarti medi di que>;ta e elle hanno ttna direzione dell'alto in basso e dall 'interno a ll'esterno per andare a. terminare o sul polliee o stùJ'indiee. Per quanto rigu arda, la, tera-pia la pol'izione moderata con leggera fless ione della numo sul lato radiale ha dato buoni riRlùtat,i sia per il salda111ento d€'i frammPnt.i che per la bnonn. funzion e della rotazione a ntibradt i a le. COXC'LUSIOKL
In base a tn.li t'<•perti ed a lle considerazioni dei casi da. me O·l'serva t i si può conclnd<>n' : 1° Che nelle frattme isolate della diafisi dell'ulna con spostamento di frammenti è coskmte la rotazione laterale a.U'infuori dei' frammento distale. 2° Che taio rotazione si verifica principalmente quando lafra.ttura ha sede nei due quarti dista.li della diafìs i del cubito. 3° Che e~sa si correggo mettendo l'avambmccio in posizione di pronazione moderata. o intermedia.
SULLA ROTAZiONI<~ Di::L }'!l.Uillli!:NTO DISTALE NELL'E Flt.\.'lTUR.E, ECC.
251
40 Oh e con quesLa posizione si può ottenere un saldamento dei frammenti in buona direzione ed il ripristino completo dei movimenti di pronazione a guarigione avvenuta. I reperti dei miei casi quindi, mentre non forniscono elementi per giudicare circa le asserzioni del Destot, portano un appoggio alle idee del M'al:ltnonteil.
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252
SULLa ROTAZ!ONE D'EL FRA~UfENTO DISTAL'E NELLE FJH:~_V.FURE, J!:CC.
25o EISENDECK. - Fractwres dia:phisaires des l'avant-bras et leur trait~ment (Thèse, Lille, 1902). 26° GALLOIS.- Frad·t,re de l'extremité ù!férieure du radius (Thèse, Lyon, 1898.). 27° CEnDY. - Physiologie médùx:tle, didactigue et pratique, (Pari<; 1832). 28° GunTH. - Handi)uch de1· Lehre ·von r.len Knochenbruchen, 1902. 29° HEIBERO. - Ueber die Drehttllger des Band. Wien nnd Le ipzig 1884 (Jow-nal o( Anat. und. Phys., avril 1885). 300 HA11ULTON. - Fractures et lu.xations. 31° HELl-'ERtcli et DELllEX. - Atla.s manuel des fra.ct·U?·es et lu:~:at·ions. 32o JABOULAY. -Le culritus et le nuiius da.n.s la pronat1'on et la sup·i nat·i on (Province médicale, 2 J octobrc 1893). 33o JUDET. - Traité de.9 fractu.re.~ des membres (Ed. Expansion. Scientif. Frnnc. Paris 1922).. 340 LA.i 'IWIIJCHE. (Thèse 1897 -1898). 35° LECOl\IPT. - Essai ck physiowgie mècanique. du rnot,vemenl de rotatim~ ck la 11Hlin (Arch. gen. de moo., aoi.lt 1874). 36o MALGAIGNE. - '1'1·a-ité des fmctures et lu:cations. 37° M ASMOt«TElL. - Des jractures diaphisaires cle l'cwaut-bms (Thèse, Pal'is 1917). 3so :\1ASMONTIUL. - Examen 1·ad·iosc01)ique des jractures diaphisa.ires de l'avantbrrts, po8ition de clwix (Joum. de ratliolog. et.. électr., Pal'is, 1916-1917, pagine 704- 709). a90 MASl\fONTF:rt.. - Lim.it(tlion Otl soppressi.on de l.a rofation antib?-achiale à la s~tile des fractures de l'avant-b'I'Crs (Revne cle Chir., Paria, 1917, png. 38-88) . . <!Ò" l\IASMON1'EIL. Le clécalage d-u cubit-us (Presse médicnl, 1918, pag. 1 70-172). 41° M.As~rONTEIL. - Le lraitement des fracluns et luxations en clientl;le (Paris, 1920, Ed. Ma.loine). 4lo TANTON. - Noucea~~ traité de ch·il·t~rgie. Fnwtw·es d.u membre su.p érieur (Le D en tu e P . D elbet; Pa1·~s, 1915). -!3o MEYER. - Ueber die D ·rrhu.ng dM Untemrmes (De utsch. Zeitsclu·. f. Ohir.,
Bd. XX, Heft 3 llllcl 4) • .uo Vxco D'Azm.- CEuvres publiées par J. L ..More<~·u, (Paris 1805). 4 50 VxoN DELPHIN. Cont1·ibul"ion à l'ét·u de des motwements d,e p-rorwti<m et de supùtation (Thèse, Lyon, 18!)8.
253
·.
CASUISTICA CLINICA BRAVA (SOl\'fALIA ITALIAXA)
la te~~re ~ilio!a emoolo~innri[a è un' entità mor~o1a a 1è 1 pt'r il d ott. Carlo Veneroni. ('npi1t1nn IIH'Ilico.
Esorbita dal compito che mi M il O prefis,;o l'<.~dd(\n trarmi ti'Oppo neLl'e:;poRizione della }>ctrt.e let.teraria, l'hc tutti i c·ultori di })UtOlogia esotica (' 0110SCOUO j ep p Pl'Ò a.ccennerÒ SOlamente a i })iÌl moderni f<tttdi, prima di portare a cono:-wenza rlci l<'ttori qu<'llo che ì> il risultato delle mie pcr~'>onali ossf1rvazioni. Octstellalli e Ohalltlcrs defitùtivamente ùithiarano ello 11 la. ft>bbre biliosa. emoglobinmica o blar:k,vatn· fe' er degli inglesi n è una malat.tia a sè sebb ene che la deiìniziono che ne danno di n emog-lobinuria ch iuinica.•• possa. a 1nio avvi~'>O, ps--;ere pure la defìl.lizionc clelia blackwater fevrr. Jlfanson n Ra.hr pensano rhc la malaria ne è la cama. <~ f·entano invano di convincere loro stessi e gli altri. Jlf c. Oay inlìrm~t l'azione del soli<tto, nel solfato di c hinino, ma Ca.fill'llani e ChalmenJ hn.nno dinlostrato che il tanna.to di chinino e anche il cloridrato po:-;sono çausarc l'emoli:>i . Balj01o· incolpa un~L ignota tossiua inicl tata da un Ì{!UOto insett.o o a lt ro artropodo, ma il parassita non 8arebbe ma.i stato visto nè prima nè dopo la morte. Olelrwd l)arla di anafilaxsi. StcrJ1WJUI è convinto cb(;' la malaria è la, prima causa, <'S~endo il ehinino un adiuvante, che agisce soltanto alla prest•nza di un terzo sconosciuto fattore o sotto certe neeessarie condizioni. Byom e A -rchibal(1. nel loro libro pa.rlano di una affinità ctiologica. della ma,laria <'. della febbt·e biliosa emoglobinuri('a. · M. Blanchr~rrl e L efroll hanno fa.tto un helliRximo studio sulla presenza, di spirochetc nel sangue o negli organi di duo Ew·opei solj'crenti di «febbre biliosa ~~moglobinurica>). I pa.zient,i erano in pessime condizioni quando entra.rono nell'ospedale sofferenti per a.ttaccbi d 'intermittente bi liart> e ittel'izia. J1e spirochcte onu:10 contenute in abbondanza nel sed i· mento per cent.rifug;lzione del Rangue. Culture nel siero furouo nega.tive. }<~speri menti compiuti sopra cavi(ll dimostra.r ono cho la malattia può essere tra..,mos:>a. per via del s;tngue o estratto del fegato, ma non per le urine. Trenta cavie furono inoculate in r;erie di quindici per volta. ; le inoculazioni causarono lesioni emorragiehe e la morte avvenne dopo 48 ore. Le H ~Ji.rochete nel sangue o negli organi dt>gli animali erano identiche al t 1po umano. I. G. Thomson riferi::;re s ui rislllltati negativi ottenuti nelle sue ri<'erchu fatte in I{.odesia e conc~ lud e : 11 non <· provato al presente che al<'une spec·ie di s piroebete ed anche una detcrminat,a specie di spirochete produca o predisponga a un attacco di febbre biliosa emoglobinmica. l risulta.t,i <;ontrari ottenut i da noi in Rodesia mostrano in modo rimarchevole l'affinità di questa forma morbosa alla tcrzana malariea l)erni(·ioM.
LA FEUIJR~: JIILIO!';A E~(OCf,OBINlJRJCA È UN 1 RNT1TÀ )IORBOS;~ A SÈ?
2:)4
A. Joung ritiene ch e la Blachoater jevcr non sia
una malatl.ia a s?-, ma soltanto una complicn.zione di una geave infezione malarica. Questa complicazione può Ropravvenire in seguito ad una somministrazione. di chinino più abbondante di quella che il pazient<' è a.bituato a prendere . T.Ja s ua a.zioue sopnt un g-rande nnm<"ro ili <'ellule g-ra.vemente attossicat.o è caus<t della esploRione d ella blac!.:watrr fcver. E:;sa sarebbe cbiàmata. •< nHtlaria ha.tmwglobi.mtric ,,, A preven ire la malaria deve essere usato il dliniuo pro(ila.ttico scicntifka.m eote e non disordinat amente. Esposte così in s uccint.o le ultime ved uto stùla dibattutissima questione r iporto i risultati dell a mia :mddet1 a. esperienza. 'l'rovandomi a prestar<' servizio nella. regione del B asso Giuba, ove la mnlaria vi domina endemica, ho intnt}H'eso e ho eondot.lo a, termin e, dal ma.rzo 1923 al ma.rzo l!l2-1, Df'i :-;oli cent ri J)iÌ.• a h il a t i c <'ÌOB Gin m bo, ~fargherita, K ansmna, ::\Ia,k<tma Oelib, il censimento dci m::t.larie:i. E eiò oli re che JH'r poter dare forma con~ creta ad un programma <.li pro!ila~:-;i in grande. stiiC', p er poter even tualmente eseguire in q uef't:e Yisite di eont rollo fatte nelle capanne degli i n ùig•1n i utili osservazioni su qualc.h e forma morbu>~n rara e tenuta IHIseost.a per qnelhL na.tura.le riluttanzn degli indig(' lli a ricorrere a,ll'oper:t d el medic:o. IL seguente ~-;pncchi etto è- il ri<'pilogo di olt.re 1m anno d i d iligenLi ricerche :
LOCALI1'A'
l
Abitnnil
;\II\ItLI'ici
.. •o
l
Pt>rccn Ltllllt· 01('11 i 1.0.
-----<.~iumbo
..
4AO
70
15 %
){arghe rita .
HJ8-l
(ilO
~0%
400
200
50%
Makama .
250
J2:)
;)0%
Gl'lib. . .
2~24
960
4] %
Ktt.nscima
•
--
37%
-
Ho assistitò n. 1965 mala.rici, che non avevano mai praticata. la profilassi preventiva. o preepidemica. e che erano o al primo attacco, o
recidivi, o eronici. Ed ho p me osservato frequent.i casi di perniciose :l t.ipo dis enterico, meno frequente a- tipo ga.<;tralgico, scarla.ttinifol'me, neul'itico. J,a dissenteria, che in un primo tempo mi era sembrat a d 'origin(;' bacillare o amehica, scompariva dopo la 21\ iniezione endovenosa, di chinino; o lo stesso dicas i per lo alt.re forme. Ma il quadl'o tipico della.<<febbre biliosn, cmoglobinnriea. ,, nei na.t.ivi non l' ho ma.i ossnrvato. Viceversa i due cas i. ~: he vengo a de~<:rivéTe e ch e f ui chiamato ad a<;siste.re nel Jubaland in.gleso, rappresentano il quadro l)erfctto dell'identit.à, patologica. in questione :
LA FEBBRE BILIOSA BMOt~ LOBlNUJIIL'A È U~'ENTITÀ l!Ol!BOSA A ~È ?
2.i.i
I CASO.- ~Mis.«. A. H. a. 26. d e lla ~[issi ono :o;ve<lesc di Iont.i. ( :enit ori viventi P sani. La. pazicnt.e, d odice,;ima figlia, nncque a t.Pt·mioP. flhbf' allath11nent.o mnt.e rno. non sofferse i comuni el<t1ll~mi cl..! l'infanzia, nè a lcuJtn molati ia tfpgmt di noh•. Mestruò a 12 anni. Godette sempre buona sal ute fino al suo arrivo in coloni1i. inglese (Jubaland) (l ) dovo sbarcò nel C:Pnnaio 1!)22. Qui, non cssPndoai c hin iniz· :~.ata, contrasse La malaria che curò con doridnlt.o di chinino 1w•· on~ or o l;>. Ebl.tc in seguito, per aver trascurata la pl'Oiìlas><i, altt·e duP rc(·idin· di n111lnria Ili m edi a . . . l'l . h . . l' l l . l l . gravlD .tt\. a t re g•orn• a ccw;11 te 1"rc n ht r·c rnrt tC'nt.e con l'lVII r.< o •>l'l m H 1nn. oppl'C'$· sione toracicn, violenti vvmit,i bilinri, cli ~pnca. d o lori p recordiali. Hiimdon o <l oloro;:;n di orine scarsi><sime e di <:olor rosso sc ur·o. Esame obbiell i1•o : cost.it uzi one scheletrica normale. stato d i nutri)\ ione d i· scn~to, mucose scolorite, i<t'h~t-e Oè11lari e cnto di ttL'l.a tint.a vi>'ibilnwn te giulia. P o lso 120, }{,, 34,·T. 3!!,8. Lingua. a.'lciutta, po.tin o~a. 1'orace: negntivo l'esame dell'apparnto r C':::pirator·io. i toni ean iiAc i sono ~o st.ituiti da rumori di soll io . Il fegato è inL.'l'Hndit.o ; irt alto s i del imita dnl mor·g ine superiore della V co:=:t.a. sull'emidnvoore, e il :;uo maruine si pnlpa a Qll>lt.t.ro rlit.a sot.fo l'arco costale. L a milza in alto è al l'Sa co:>ta, in bas-;o deborda llhhondantement.o f.Otto l ' m·co costale . Urine: q"ant.ihìJlClle 24 m·e C'c. 3 100. colorito da l rosso Rol'lkuux al rosso n ero. albumina 2 % o· nel sedimento :::i rim'•' ngono cilindri jnlini o gnHudosi. cilin(h·i cpi· t~liali e leucociti. Esame del sa.ng11e: g lobuli rossi 2.400.000, Jeuco<,iti 5000, eJHoglobirh\ :l2 vo (V. I•leischl). Col metodo di colot·azione Romanowschy, 10odificnt.o I.eishrnnn, posit.ivo il r eferto del parassita della terzana estiva. auttmnale. N egativa la ricerca dj spirochete o pseudospirochete di qualsia>:i !<pecie. Nellastessa. mattinata in cu i venni c hiomato, le praticai 1111 iniezione end o,·onosa di chinino di un grauuno e dopo 1m'ora una flebO<'Iisi di 250 grammi di soluzione fisiologica, seguita da iniezioni di caffeina. Nel pomeriggio : ipodennoclisi in due volto di 1000 cc.3 di soluzione fisiologicu. IL giomo dopo l'emoglobinuria era quasi scomparsa e la din1·e~<i leg_germeut.e in aumento. T. 38, P. IlO, R. 26.-Con<.lizioni generali migliorate; 2'1 iniezione endovenos~1 di chhùno ipodermoclisi di 1000 cc. 3 in due volt.e; iniezioni eccitant.i. Ja giornata: scomparsa. l'emoglobinuria : emissione di cir<:a 400 cc.3 di orina; dissipatosi il vomito, persist.ono dolor·i i lombari, la dit>pnca o l'itt ero. T . 37,2 P . 100 R. 26. aa iniezione di chinino endovenosa; ipodermoclisi cc. 3 500, iniezioni eccitanti. 4a giornata: diure.c:i sempre in awnento ; miglioramento n elle condizioni ge· nerali; persistono l'it.tero e l' album imuia.; iniezioni eccitanti ; bevande diurf>ticlw. In 5" ~iomata permettendolo le condizioni ~enerali dolla pa1.iente, n e ho or· dinato il trasferimento da Yonti a Kisimay u sul mare. E le condizioni della sif.,'110I'Ìna andarono sempre gradatamente mig-liorando fino alla. scomparsa dell'alblu:ninuria e dell' itt.ero, dopo un m ese c·irca dall'ntta<:co emoglobinurico.
Il CAso. - Leon V., a. 32, capomeccanico dell'East Afl'ica P lnutatoriHalwalood. Trovasi nel Jubaland da 2 anni circn. Senza proC'e<ient.i morbosi e1·edìtari e personali di qualche importanza. Ebbe una successione di acces:::i molari ci, e perchò il personaledellaSocietànon era fornito di chinino, e perché l'abitaziono l<ituata proprio a 10 metri dalthune non aveva protezioni meccaniche di sorta contro le zanziU'f'. Giù. cinque mesi avanti durante un atttlcco malnrico m 'era oer.or1<o d i assi><te l'lo e di praticargli l'esame del sangue, con csit.o positivo cir ca la t·ic:erca del parassito, della terz.a.na prirnavet·ile. . (l} Il Glubaland
Inglese corri•ponòc all'attuale oltre Giuhn, c•l ù lol'n<' si •appia che òa e militari, religiosi e borghc~i } ù da oltre 5 anni ch o v io no tlit~int()O!flltl~u •h• i no~tri medici :IOslmaJu ad Alcxandrll il scrvi>.hl l'(lnit<Lrio per la popolazione l<:lrropc•<L (funzlormrl civili
tnllitatl.
:U;O
L.\ FF.UUJn: Dli.JO;;A F.~IOC:LODI~l:R.H'A È ITN'E::-ITTT.Ì. ~lOUllOSA A SÈ?
1'\r>l fehbruio l !1~4- fui c·ltinmnto d'ut'!!~>nza prN<so il l.N m. V., ma 1lur eio. feb· l11·ic·il an t l' d n rnnllll·ia. uon pof·<'Ì fare di meglio cltc inviaqrli con le iRtruzioni del •·nso l'iniern•ierc indi!!L'IIII. A t>pcna mi fu pos-:ihile o cioè ci11q11P ~iomi Jopo mi fcc·i t rns1 tor·tm·p i n n 101 O·Pnr n d H a l wu lood . v co111 l i'l,ioni piPr ose <l l'Il' Anuna lato avevano t:iust111nenLe destato un N>><ì !!'nwe allarme <"hn vi troYni pure al suo capezzale il Pndre l'iiiJWrioro dr·IIH :.\fi>'f<iono :-iv1•de~e, Ycnuto pPI' sorn111in istrn.r·gli i confo1ti r·<>li!!io~i. :\li infrmtu) dni pat·cnf.i cl10 da cinque J?iorni il V. è stnto r·ipreso da vioIPu~i a(:l"t•,;.;i fpl,hril i. a<'l:()IIIJ'tli!Uati dai !l•·~uenti distud>i (!nwi: dolori lombari che lo in n nn ::;pa;; in uu·e purP nel de' lirio: ePin lea: vomiti l>i liosi; p nlipnca : oppre~sione tnmC"icn. La cute e ]p ~'<<· l e roomr lnri ltnnno as,;unt.o unn tintn it.uwica; le ori~te son o sc·m-,..i><sime e di <·olor· t·o;;~o hurwsf.r·o o ln ruinzionc èo dolm·o.~n. L 'ummnh110 1•hi<'dC\ itt,;i::;tcnt.enwnte C'ho gli ~>i dia da bere od orrni minima inge ,;tinnc di liquido ì: H<~J!II itn da vomiti bi liosi incucn·ibili . Le Ol'i no, el1o mi sono sta.t e t•nn"'t' t'vnt e e ehe sono di 8 ot·f' p1·imn hanno tul coloro J'O,;:-;o sctu·o ; gli csn.mi pntt.i(·nt.i piir t.nrdi dann o i >'P!.!tl('nti ris111t.at i: • qunut it. JWIIP ~+ ore : tiU cc." lllbtlllliiiH = :2 1 ~1 0 00 • . sf'dimE>ntO: J>t'<"~<'nt.i numerosi <'ilindri jnlini c ,! •.'Tnnulo,;i - c ilind r·i epiteliali - t·ellu le epitd iali - lettC'oeiti . . b;,wuoe cl••l srmyur : l{lnbuli ro;.:si 2.300.000. L<'III'O('iti fi200. Erno):!lobina 23 %- l'osit iYa l:~ ric·on·o. d d J•ùra:;::;it<~. dello. t<'rzana. H<'1Wr1 o n t'!.!Ilt i vo p or la spi roch<•tu. Esum i! o/)/, if·lfil'(): (·o:<titttziono sc:h<'l<•t.r-i('a norrnaiP. mns;.;e muscolari ben svillq•pntc. pu tHli(·olo ndipo!<o "cnrl'o; sciPre oPulnri e cute di colore itterico; mu<'""1' forklllOH1-e ,;colorii P. T. 40", P. llO, n. :10. 'l'oral'e : i l T fono <·nrdiaco ò prolungato e so,;tituito da un rumo re di soflìo. Addome: in!.!t·andimC'nt.o del f<'!mt.o e della milza - C]liCSt'ultirna è not.cvoltll<'nt.e d e hcH·dnn l <' s<~t t n l'm·(·o ro~tnle. (:l i sf <'ssi i ntf'n·<'nf i •·he f.a n t o t{iova r'Ort<l n l •:aso prN·C'dl'nt e. R p p l icnt i H l Leo n V., 11on la111110 a.vut.o pt>t' el'fett.n che un tt diminuzio11P df'li'I'JilO)douinurin cd un aunwnto dt>ll'orinn fìm• a rttggi un!!<>re i 200 cc.3 n••IJp 24 "~'"· Alla sopravvt~Hutn rit:cnz.io;lC d' orina si procedo con l'C'vacuazione della vescica lll<'dinnfo il cu t C'f<'risrHo fatto soc·ondo nr-t.P. AncltC' In t<'rnp<'nttlll'n i' r·idot-ta a pochP. linllf' e il vornir.o cC',.:sat.o o qnaJ.;i ; rimane iut mututo il subdl'i it•io e lo r r s pirazionc di,lkil<•. cnr·attcrizzata. da veri accc•,.:,.:j di spnoi<"i; i.: pnn' per:;ist<>nte l'ittero od il repetto eltimiC'o e microscopico dello ori ne. 'R J'HIIllliHil\1 0 , l'hl' 11011 ('. trfl<:ferihilf'. J'Jl\1 01'0 i11 1()11 J!iOI'J1Uta.
È opportuno l'i(·OJ'<1<11'<' che ll(\Ì nati,·i malaric-i c immnni (n. 5~98 os"t'n·azioni), nei qunli JWI' ragioni ovvi(' non si (> potuto prat.icarc la proJilas;;i chinini<:a ]n·cv('nt int e pr~cpidcmit·a, 0011 mi f> mai capitato di osl'<t'l'\'al'è un htxo <li ft>ùhn· biliosa cmoglohiuuTica. E C'IJP. tale conl'<tatazione (· mnnc:abl put'(\ JlCi nunwro.;i Enropei, t. ra~portat.i n<'Lla rPgione d el Giuba, dell;t. t;omalia Jt a liana <' nPl.Tnhaland inglese, eiJ<' praticarono la profilassi d rininic•ft Ìll <·nnlinuazione (2 COlll pl'CSSC Ili 0,:?0 pro-die) . Al riguard O d ei cltH' t·aJo;i , dc•i qu<lli Ilo (•spo;;to ht st.orin, clinita, essi erano malarici acePr· tat i prima. dt·ll'nN·('sso uu1og-lobinuJ'ico, e non s i <'hininizzavano che H rq~o larm<'nl.c•, p1u·c Yi,·e ndo in zonr lungo il Gin ba, eminentemente mab
ric·lle. J)it quu.nto ho sopra esposto OH-'lcrvo : Se si deve aceett,nre la t '''• tklla natura spN·ifì<-a clt•lb·L blackl<'ater fevm· b('nchè non se ne conos•" L n è l'ag-Pn t.e ;;po(· i liro, n è la d ist.ribuzionc geogm Hca., e m i si a.cconsm. t ,, d i c:;('] ndrrc la JH'Pscnza. da Ila ma ln tt ia in q ncstionc nel ht Somalia i Ll · liana .
257
E non tl·edo :-;ia il t·aso di p a rlarc d i teoria eh inini~;a, percbè nulla di simile è stato ossHn'ato nei numerosi biau~:hi ehc viYouo in Somalia, zona equatoriale, e dove remoglobinuria dov1·cbbc l'Si:ière piì1 frequente. e che si rhininizzano inintcrrottam<' nte pl.'r mesi ed anni. A riguardo poi dri due <"a~<~i che ho pr<>scntato identici nella sintomatologia e nel decorso a quella entità patologica che va sotto il nome di febbre bilioslL emoglobinurica essi sono abbastanza eloquenti a conforto della tesi che la bfltckwater jrbl'r cleve ritenersi di natura esclusivamente malar·ica.
BIBI.JIOGRAF JA. LEFRou - •• SllJ' un :spiroehète ti'o u vé dans le sang en cas de fièvre bilieuse hémoglobinm·iqne et sou act.iun pathogèue "· O. R. A(•adé?nie de Soiences Oct. 9, 1922. BLACKLOCK- « 'l'he Etiology of Blackwuter fever n An"ll. trop. M ed. a'lld Parasit. B . 1923. DUDGEON- " L. S. Blackwat<'r l"ever "· Journ. vf Hyg. 1921. A. JouNG- '' A Theoretic~Ll snggest ion a;,; to the came of so-ca.lled '' Blackwater fever ,, and a fe'v noL<~ on treatment and prophylaxio:;; ,,_ Dicembre, 1923. The J oumal of trf.!pÌc(ll medicine an d Hygiene. J. G. THO:\lSON '' Tbe rommon occurence of pseudospù·ochaetes in tbe blood of « Blackwater fever case ,, an d of norma! Rum an Beiugs ,, . The Joumal of Tropic(a Medù:ine, A1tgust, 1923. BLANOHARD e
BI VISTA nl 'I'I~C~H~ \ g SEHVIZIU K\NITAHIU MILITAI\~ IIEonl arpetti delle perdite deii'Esenito Italiano mostrati In baie ai dati-degli omtt notlzte. Sot-to quest.o titolo i profe>;sori C. Gini e L. Livi pubblicano in u Metron • (Rivista intf'l'nazionale ùi statil!tica, Vol. N. 2, l dicembr·e 1924. Ferrara, Casa Editrice Taddei) un interC>;Rnnti!;.'>imo articolo nel quale gli illustd AA., cui la profondt> conoscem:o. delle di~'<cipline statistiche offre modo di vas:!liare, sotto ogni aspetto, le numerose notizie raccolte, mirano a l precipuo .;copo <"li integrare i dati delle autorità militari sul numf'ro comp!esaivo degli invnlidati (feriti e malati) e dei morti, cosi d a dare uno. visione più precisa delle per·dite subite dall'Esercito. Data l'importanza dell'orgorncnto. ritengo oppor·tuno tiare un largo riassunto dell'articolo, che per il suo alto int~resse meriterebbe una riproduzione integrale. Gli AA. osservano che la guona. che si è combattuta per· cost lungo t-empo ha avuto come naturale conseguenza che, più volto, gli stessi individui tornat·ono al rischio dei combattimenti c delle rnalnttie. anche dopo essere stati feriti o eomnnque lesionati o malati. Cosicchò, mentre le comunicazioni periodiche raccolte durante la guerra dat·anno tm numero di invalidi, il numero degli u invalidati »(col quale termine gli AA. definiscono i feriti, gli ammalati o comunque lcsionati dalla guerra) sarà di molto superiore e dirà quanto grave sia stato il sacrificio personale dei mobilitati.
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Rl\'l»TA 01 Tl':f'NfCA E
S~;HVJl~.TO
SANT'I'AlUO .\HLITARl':
Lo studio dirit anche l'iut~nsità dello sforzo compiuto dall'Esercito, poichìil rapporto fra invalidati ed invalidità, saril. tnnt.o p iù grnnde, quanto più scarse erano le riservo disponibili, non nncora !'ìOttoposre ai ri!':ch i della guerra. Infatti, indipendentemente dalla durata. uel la guerra, il logorio delle mll:>:>e n e diminuiva la dispon ibilità cd n ciò doveva ovviarsi con la solleoit.a riutilizzazìone di individui già p1·ovati dallo anni, o ùa altre cause vulneranti o dalle malattie. La fonte miglior·t>, c·ui si potesse attingere per lo ROOpo che $!:li AA. si erano prefisso, era indubbinmontc, allo stat.o delle cose, lo schedario degli « t:'fficì not,izie ": e a tale fonte g li AA. hanno attinto, coadiuvati dtlllu di:;inkrt>B:>ata P volcnter·o,;a collaborazione del personale nd E'~~o addNt.o. È forse da additare alJC? antoriiil, per ((uanùo il r·itmo della v ita nazionale sarà. tornato al nonnr,le e s i potr·,), di>'porre di mezzi alll!~nuti. w1. campo ùi indagini che oltre agli scopi, pn,..Lisi da~li AA .. dnn\. la piì.r completa storia sanitaria della nostra guena ed il biluncio di tut ti i d o lo r·i soffcl't,i dal popolo italiano nella ~terrn mondiale. E sso sarù costituito dalla raccolta" doll'<>~ame di hrtte le • Cm-telle cliniche "• compilate dagli stabilimenti di- cura p e r i ruilituri che fru·ono in essi riCO\'Crati. La cartella clini<."a era redatta JH' t' <>!!ni indivicino riC'ovcroto in cura, e dopo avere accompag-nato l' infermo negli evr·nt wtl i ka,;fC'rimenti attmverso i varì luoghi di cura e ra chiwm. con la dimissionf' o c·on In mor·tf! e veniva conJ>ervata poi in archivio. So un giorno s i pot.rmmo coneenlnll'<' in un solo arc hivio tut.t c le cart.elle cli niche che oggi sono conscn·ate JH't-''<HO i "ingoli Htohilimenti snnihtri eù in alcuni centri rli mobilitazione e si potranno di><IHliTe i11 ordine r1.lfnbet ico. .;;i avrt't una st.oria sanitaria (',;att.a di ogni individuo. pe r ognunn delle infer·mità o lesioni :sofferte. così come gli AA. huttn(J cum(<l di avei'! n al tra vet-so i dati raccolti da!(l i uffic·i notizie. Intanto qul',;to primo sf.udio l1a. il eamt.tere de lla. originalità ed offr·e agli studiosi una larga me::;se di dut.i. Gli AA. non avendo po~ut.o utilizr.nre uno :<chedario genel'ale, nÈ' quello centrale dell'Ufficio ccntl'ale no~izie di Bologna, pi'Ìncipu lrn cuw perchè questo come molti altri distrettuali erano stal•i S!!ombl'nti <htlle notizie di data più ant.ica. hanno utilizzato gli schedari di l l di:>trctt-i. da i qt1a li hanno t.olto le not-izie riportat-e nello specchio che se~ue ed altre di cui si diri\ in o.pp1·e"RO.
Numero delle Invalidità osservate In base allo spoglio degli schedari di Il Uffici notizie. DIST R E'rTO
. Ivrea Novam Varese Parma Forlì Modena.. Lucca. P erugia , Spoleto Trapani(! ). V icerrLa (2).
.
TOTAI.E
o
~'r-l'i te n~<wt i per
ret'l t<•
Malattie o m n •·t i per mnluttio
l tn compiciHIO l
8.093 23.041 19.363 17. 033 21. 268 16.491 17.380 17.662 13.414 16.798 26 .733
10.662 35.906 29.073 26.662 46.985 36.917 33.270 24.878 2i .865 27.271 38.891
18.ì55 58.947 4,8 .436 45.695 68.253 1)3. 408 50.650 42 .540 41. 279 44.069 65.624
197.2i6
340.380
537.656
(l) La rll eva1-lone >l u•·•·~sto. a l 1• gl""'"" 1918. (2) La rUevuzìuuc ~l an·e4a ol 1° se1tc· mlm: 11118.
IUVl-':l'l'A lll Tl':CNICA E St:ltY lZI O SANLTARlO M(LLTAltl~
251:1
L'esposizione del rnetodo ;;e~uito nella raccolta ed ~>lnborazione dei dati, e pa.rti rolarmente in te ressnnte pl' r p:li n,c:cort;!iment.i seguiti onde r endere facile, rapido NL il p!ì1 po:;,;ibile .>ctw r·o eli e tTOI'Ì, il lavoro, tuttn,·ia sembra che il criterio adott111 o dì cons idPrare come niiOVI' infC'rmjt.ft. i po~.tum i el i ferit.e o di congelazioni e !r r icttdu t.e di mnlat.tie pre<'C'< knt i. JHtr P;;atto di mnss ima in teoria, po~r-;a. a ver i11fiuito pntt.icamente a d e rermin>tr" a le une d e viazioni c he >;i rìn ctteranno, quantunrptl' in mi ~u1·a f orse tr·ascurabile, n<'i ri:sullntì dt!' f<ucc~,;; i\·amente vengono esposti, <·m ne? d e l •·e.:;to gli A A. stl>s:-;i notano. L:)i ,\ A. stud il!no por prm•o. in base ai dati t·a<:colti, i rapporti Ira forit.i e fer·ite , fra malati E1 ma latt.ìe, fra invul idut i ('([ Ul\·aliditi~ ed, in cifre proporzionali n 100, dìmuo i seg-uenti rì:'lultat.i : Dopo un anno r.li ~nena so pra l 00 reri t.i il n umf'ro dei fe1·i t.i erf\ d i 97,5 ; dopo il :?<• di !13.8; dopo il 3' di ~1 1. 8 od, alla fine d f'lle o;;!ilità, di 9 1. 3 Per lr malattie si ha una piit r~pida d iminuzione dei rapporti, poichè da 95.3 rlnpo il 1° anno di gut>r1·a sì scende ti $!1.3 dopo il 20, a 85.!J dopo il 30 e ad 83.9 >1 1 Jo di!'emb1·e 1018. f l'apporLi degli itlV{I)idnti in f!UC!Ta (tnlllftti O feriti) sr·endono alla fine delJa ~ru<'ITa a Hl.8. cosic·chè olia fìnfl del le o..;tilitit il :!1).20 % clelle invalidità in genere si sono ripNHtfl su incli,·idui preced•·ntcment.f' invalidat.i. i\el capitolo della distri hii/.ÌOnE> degli invaliclat.i ~~X·Qndo il numero, la qualità f' l'rsito della l<'s ione sì v<:de come i militari r:l•o furono fl"•·iti e ma lati nel primo anno di ~ucwra rappt·r...;entano il 47. 3 pcw I OOIJ di tutt.i )!lì invu lidati, e come essi salgono ttl li4.0 pe1· 1000 dopo il 20 anno; a l 7:).!1 dopo il 3o ed all'84. 6aJ io dicembre 1918, e )!li A..'\ ., ca lc•olando il nume ro d egli arruolati nei di:-trett.i presi in esame e riferendo acl esso il munP.ro degli itw>,lidati, giungono alla conclusione che solo 1' 8 pe r rent.o di'J! lì a.rruolut.i non Rarcbbe mai ;stato amma lato o ferito e probabilmente. essi dìrono, questi poch i fot·t.wlati appartengono a g 1·uppi che o per tardiva c:-biA1nnta o ptJt' :'lollc!'ite el iminazioni rf'l':taJ·ono alle o.rmi per breve tempo. f'osic!'hè , l'ifercndosi alle storie ss.mitai'Ìe raccoltR da!:(li Uffici n otizie, gli AA. , danno la seguente distribu?..ione approssìmat.iva, al termine d ella. guerra. dei cittadini c:he furono vinc:olati da l se rvizio militare. Milit.ar·i che non furono nè feriti n è malat.i . 80 Mm·ti per malat.tie o fer·itt> . . 71 ~opravvivent.i soltant.o feri t.i 251 Id. ieri ti e malati . 73 Id. ~oltanto malati 525 1000 Lo s~udin sulla distribuzione dei militari feriti o malati a seconda del nu mero delle vo it.e che e<:si furono colti da lesioni o da malat.tie porta alla conclusione che i feriti pì\r di una volta dal 25,2 per 1000 dopo il p r imo an no di guerra, salgono a11'83.2 per 1000 al 1° d icembre l!llS, e di questi 72,8 per 1000 erano fe riti 2 volte: 8,9 per 1000, fet'iti tre volte; 1.2 per 1000, quat.tro volte e il 0. 3 per 1000 feriti 5 vo lte, ment.re coloro che ammalarono pi ù di tma vol ta erano nelle :<eguenti proporziotù per 1000: 46.4 al 1° giugno 191Q rcl. id. 1917 101,8 ld. id. 1918 132.1 al Jo dicembre 1918. 149.5 e di questi ultimi ogni 1000 116,3 et·ano malati due volte, 25.9tre volte, 5.6quattro volte, l. 7 cinque volte. Tali rlati si riferiscono ai sopravviven ti e morti e gli AA., espongono dati analoghi per i feriti sopravviventi alle varie date, come ptll'e una tabella dei feriti alla fine d ella guerra, distinti secondo il nume ro delle ferite e secondo che e1•ano stati o no malati. P er questi u lt imi risulta che su 1000 feriti. n5,4 e rano stat.i solamen te feriti e 224,6 anche ammalati. . Questo capitolo è chiuso, con un cenno di comparazione a dati analoghi pubblicati per l'esercito i nglese, e risulter ebbe in esso che la frequenza d ei feriti 3
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RIVISTA Dl TKC~ICA E SER\'IZIO SA'NTTARJO
~t l l.l'l'All~:
o più volte, in confronto dei feriti dne volte, risultt•rebbe a lquanto 1nia fllenata nel nostro Esercito. Nel I V Capitolo è st.udia.t.o il rapporto tnl m orii P""'' fl'rita <• m<>tl i 1'<'1' analntt it1 e tra fet·ite e malattie , che . Rltrebber() di 270·280 mo rti p<·r ferii i n l 0011 ruOJ't i l '~' '' malaU.ie n ei di:4rrtt.i JH'l'>'i in e;;unH~, ml"utn' In propm?.iQaW rld lt• mnlott Ì(' All1· ferite RliJlCI'Ol'Obbo, Jli'Obahilment.e. pC'r tutto J'E,::('I'I·il O il :~/(l ll ioo . Il capitolo è inoltre ri<·r-his.:;imo ùi dat.i ;;ull e p<' rdite d ci va r·; P.><ea·<·iti d au·auliP la. gue rra mondiale, come lo è qu t'llo i'IICCN<:-ii \' 0 in cui è t.ral ta1a la lh<wtulit·ÌI p1•r· ferite e mn latt.ic. In qul':>to la modalità pl'l' fe rit.e (> >'tudiatn. in primo luogo. riferendosi alle- notizie ;;ulla mOt·te tWutt•si subito doj>O Ili' bntlm:die e ehc dnrehbcro per l'Ital ia l morto su 4.0 feriti ; r e·· la Franeia l morto f<ll 4,4 fE'I'iti ; pet· in ln· ' ghilterra l a 5; per I'C'sercito t.cd~co s 11lln front e occidl'ntnl l' l a 3. 9 e pc•· l'e><f.'r· cito bulgaro l a 3,1 ; in secondo luogo, nlle notizi<> sulla moJ'té' pPI' fer·ita, Phe si sono avute anche per coloro che furono dati in primo t em po fra i dispe r:;i. Dalle cifre così int.e~ rate ris ult ere bbe chi) JX!l' ogni mo rto si ebbero in l•'rnnrin ed in InghiJt.~>n·a solo :1,3 fe riti non morti sul campo. ed in Jtnlia 1111 ntpptWto anche minore di l a 3,0. P er l' f.'sercito nrncricano si avre l>hc invE>N:' 1111 rap· porto di l a 6,5. Giustamente g li AA. pongono in rilievo CJHant.o le d iven:<e condizioni d i t.ernpo e di luogo influiscano su tali rapporti. Ma la morlnlitn per fe-rite non ~ solo quella d eterminatasi s ul campo. ma, ad essa bi,:;op::na aggi11ngere anche quella avveratasi successivarnente n e i luoghi di rnm, e gl i A.'\ . ciò studiano e met· t-ono in confronto con le guen·e pa~,:;ate, giunf!endo alla co nclul'ione C'IlO. me nt1·e l'accresciuta micidialità cle lle armi ha prodotto tm mo~rl!ior numea·o di mort:.i im· mediate, i notevoli progressi d ella organizzazione saniturin vn ll"ero ad abbassare la. mortalità, per ferit o, dci feriti ricove!·nti, ùal 15 % ehe era nel le ~;,ruerre di ap· pena. mezzo secolo fa, a. cifre che si agg irano intorno a 7 .s % negli eserciti italia.no, fra.nceae ed americano. La. mortalità per malattia, secondo i dati degli uflìc i not.izie, ~1webbe ,:;tata per tutta la durnta de lla guerra del 2.12 %. così cli:.:tint>t: pe1· il 1915, il 2.1ì0; per il 1916, 1'1,17; per il 1917, 1' 1,34; pe r il l!ll8 - <.la gennaio ad agosto 1'1,62 e per il pe riodo succes>ivo - sette mbre. novembre -- de l ~l,G5 in relazionE> alla epidemia. infiuenzale. E. nei dat.i comparativi, chr gli A...-\. riportauo per lC' guerre precedenti, si v ede corno anche il rrtppol't-o <!i l LI morti all'anno per malattia du•·anto l'ult.ima guerra, sia n otflvohnente più bas~o della. mortalità media annuale di gut>rre, anche recenti, ed in cui non ,,i ebbero epidemie a carattere di gt·a.ve e :!>Oileeita diffu.:;ibil ità, qua le il colera c J'influcn:r.a che funestarono il nostro esercito. Sono anche iutercs~<anti le questioni studiate sulla variabilitÀ de lla moJ·talit•\ per malattie, pe r ferite, in re lazione al numero dello v olte c he> il militare è sta~ ma.la.t.o o [erit.o e sulla frequenza d oi militari g ià feriti o g iit malati, t.ra. i fer1t1 o tra i malut.i di ciascun mese, specie perchè qu~t' nl tima può dure informuzion a interessanti del progressivo agg ravarsi dello sforzo persona le so,:;t-cnu to, col pro· lungarsi della. gnPrra dal n ostro esereito. È così è da.t.o vedere c he, m entre.nel· l'apri!~:> 1916 su 100 fe>riti ben 8 erano st.ati ferit.i An<"he nei m esi ante rion. la proporzione s i abbas:-;o. t.ra il 5, 2 e il 5.5 % fino al luf!liO d(IJ]o st~so anno, con l'invio a l front~ d elle 3 cnte_gorio dal l 88 1 a l 18~15 e della cla~se l 8!~6. Ma a.nch.e queste rise rve s i esami.-cono ben preRto ed il rnpport.Q ('omincìa di nuovo a rt · sa.li rP- raggiungendo il 13,8 1 % nell' a p rilt' l 017, pe r 1·iclisccndNe ''on l'invio in zona di guerra. d e lle c lassi l 897, 18!)8 e l 8!!9, mggi ungendo il ma,~ imo nell 'apl'i le dd l~ l 8: per poi rirlisCt'nd ere in r elazione fon:<e nll' invio di •·inf01·zi nec<>~<ilnl'i al le operazwnl belliche. Logicamente gli AA. m et.tono in evidenza como la. diminuzione dellA frequtHl 7••8 • dei feri ti più volte sia 11n indice de llo sforzo fat.to <ialle autoritt'l. militt'l,ri p<"r 1111" gliorare la massa de i combattent.i, mentre l'nwnentu•·e di t.ale frl'quenztt sta un indice d e l logorio per1<onale e dello sfo rzo 1' hf' l'esercito ha dovuto so;;t.enore. Di particolare inte rc;;Re, per le conclu.;ioni cui giungono gli A..'\. e p er le ~n· da.gini critiche. in esso esposte, è i! ~a.pitoJo.sull'_andamento. 1lel nu.mero delle fe{!~ e delle ma.latt1e ne1 m es1 Ruccess1v1. polche da1 clnt1 e dn1 !<1'11fiC't appatono c ua raroente due fatti :
RlVTSTA OI TECNiCA E SERVIZIO SANITARIO MlLITARB
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~) una notevole concordama. nelle va ria zioni mensil i delle ferite e delle ma-
lattia: h } un contraRto nella. tendenza evolutiva fr a le ferite. le qut\li tendono a d iminuire fl le malat-I io. le quali tendono ud aumont!H'e. ro~iechè parr~>bbe logico
uoncludere clw dn una parte le gnmd i a:t.ioni miiitar i fttrilit.ino il diffondersi di una 11t0rbilitt"t, di C>U't\l.t.e•·e non grave. C'he ~'<i prohiiiJW ~<pt•:,,.<> al di h\ d ello azion i Rtesse pPl' quttl c he mC'r;e. e da ll 'altra cho la re:::i><t(lnza fi~ir.a dollu mn~:'ltl vada progres!!i vamont-1.• a •nnentando. L a diminuzione succe,.;Riva dei fet·iti è po«t.a dugli AA. in •·elaziorte ad una ma~giott:' pr'tlt if'H d t• H' n r t(' b e Il i<·tt. c he po a·lu n d 11 n a migli ore preparazione tecnica nelle nzioni di oft\>,.:n. a p iì1 va,.;ti accor~i mènt i di ditP>;t~ e di protezio ne collettiva ed individ ual(l. d i perit>zionament i ri Pi "f'''''i7.i di as:::i!"t.enza. ecc. L'ultimo cnpitolo dice come i copffi<·icnt.i di ripetizione. sia per le ferite, sia per le m alai t.iE> A bhi11uo va •·iato not.e,·oln<Pn H' da d i;;t.n'lt.to a cl i'l t re tt.o. sì da dare iu primo tempo 1~gli AA. lu :;cn,.;uz iune dtl• i lu,·nri , n ui d inm<i ullic i, tos:5€WO stati condotti run ma)!g:iore n m inore rl ilis:r<•nza. mn poi('.hi• es.<;i ;;on riw:;citi a dimo,;t.rare C!Ome attntvPI~o il tPmpo e,;istll unn cor\l'orda uza tra numero dt•llc ma lattie e numero ddle ferito . cleri ,·nntc d~tllo dintinuiht J'e.:;ii'tenz.a fisiea elci militari sottopost·i ad int.eat"'<' H'l: io ui lmlli<'lw f' pc,ic;hi• pe1· il <atrUttf•re della pupolazione di eia· ;;cnn di;;t•·Ptto g li ati i alli' ar mi <·h El ne d ea·ivano po;;,:;ono cs.«f're ;;t~tti esposti in misw·a cliversn ai t·i;;chi df'i comhattimPnti (acl ihiti od iudust.,·ie di g ue rra oppure Ad esempio !U't'Uolati in fnnter·iu ) anc·h1• tnl i diffi'I'Pil'I.P ."nno spiegate od ammesse. Come appare anche cln qw)StC brevi nol e. l'articolo è di nn notcvolo intere~e dal lato milittlre. sucial o~ e >'ttnittu·io. AC('I\ntn H dati di fnt.to Yi ;;ono m olte dedu· zìoni l.we:::unti,·o. che pcr·ò :;ono <'OIHIOI'tf\ c·on tale pnrdc~nzH E<d atl-rnverso ad un cosi rigoroso vaQ:Iio di e rit.ica o di e~ami t·om :>~ll·llt i,·i t;hol è> lt>f'it.n p<'n~ttre rappresentino una. sens ibile uppro:>>'imu'l.iunt' ullu a·I~Hitìt. Le n ot izie che l' Cfficio statistico del Minif'te t'0 de lla gLtN' r·a. cm ninc·p•·'• int non molto a pubblicare varranno ce rtame nt-e a confennat·o le c•mwlusioni d<•;.di AA.., lo fJIIIdi dimo;;t.rano qnantosia stat..o gt·n r1.de lo sfor·zo ><Ost<·nut o dttll ' l·:st•r·<·ito itttlinno 1wl >'HO comple;;SQ e nei suoi si ngol i Pornponent.i e comt• ogni ri,;or'><H <·d ogni nl igl iOl'HIIIt'l1to :;inno stati att·uat.i al fine di a·e ndf'r<' pitt ellkm·e lc1 sfu rY.o P lll<'llO S<'n,.:i hili lt> tri:-~ t.i con><eguenze della guel'l'il..
BoYB - Il snvizio IPtnitrr.rio ll l'llll (Jlterm in m 'JII/(t!f!l't - ( :\r·c· ltivt>>' d<' Médecine t.t pha.rma.cic mi!i t ai r·es. T. LXXT n. 11,1!)::!.~ ). L'A.. dopo un ampio prot'n1iO ,:;alllo• (•ru·ut t('ri>< r io· h·· do •IIH ~>'\ll'r·ra in montagtH~ e sopra la. s ua s uddiv ìsion<> in zonf' nttil:e (di piì1 fn cil!' pe1·c•ol'so), dove nntura.lrnente le perdite so no piit forti e zone 1W8si•·e: (q un,;i inaocl'>'sibi li), dO\'(l p er ragioni del tcrr~no la g HPr·•·a è fr1 tt H cl i piero l L e pi ><nd i >'tnccs~t i. en~ra a trattare la nu ova COHCf:'l. ione frall<'('ol' intonto u. ll,• f<>l'll ttt:t.;oni -<anitarie impiegate nella guerra d i m o n tagna. Lu,.;ein m o du pHrf e i sca·vizi di Armata e di Corpo d'armata nei quali tro,·iamo poc he diffc·•·e nzP di d ctta~l i dn llC' A.naloghe' formazioni d i ugua le uni tà opern nt i iu pianum. don• le rliffe•·c·nlf.E' si fnnno ;;o:::htnziali ~ nell'orbita della Di,·is ione. La. nuova J o rmazione int .·rt·~Hltnte tt :<iuòia•·e nelll" t r·uppe francesi è infatti il grwppo sanitario divisionaLI> di m.onta{lna. l'hc {: mo lto ciiwa·so da que ll o di pianura. Non bisogna. Ponf(Jnderc• ques1n uniti\ .,.anita ria co n un ' a.lt.ra c he già. e;;istev!t, c ic>è l'ambulanza ]Jer tnqJp~: da. mo-ntngnu, p it:t•oln un ità sorneggia.t.a. c h e corrispo n<[e,·a •ti no;;ta·o re]mrlo some[1giato pPr gr1~ppo alpino, e che l'e;; perienza nella. guen a ha. consi{ll iato di a ho l irt> )W l' l'e~igu 1 tà dei mozzi. per q uanto fo>:;se fonnuziono sa nit aria pi\t pott-~ntt• de ll a no:::tnt annloga. Q uesto gruppo sa.-n itario divis1:ouale eli montagna è oggi fo •·mnzio ne pod<'· ro8a, ? he pref'.e nta un n umeroso per"o nal l' ufficiale . vari éq u.ipe'l r.kirurgicaLPs, rna.tena.le·lottereccio o relttti vi ricoveri pM o ltre 100 f<·ril i. e fort i m Eo•zzi di t.rns porto p e 1· .zone imp~ rvio. Que8flt u nità ~Anittt a·ia <·onsmT a il compito fonda. ment,ah• det gruppi di ;;anit·à di\'if'ionali, eioè ,..mi:::tl:tnwnto (l opf·razioni d'urgenza., ma t~ncfe a p o t·tare il p i 11 ava.nt.i po;;:sibile i l primo :':(){:l'O l'l'O operl:\.torio, date le con ch zioni d e l trasporto d ei fe •·i t 1 in m o ntagn a, e di fare que;;to "OC· corso nel modo più ampio e migli ore possibile. .
RlY I!'TA DEf,J,A
STA~ I PA
.\\ EDICA 11'Af.JANA t;•
l':I1' RA :tl li~R A
L'A. f;Ì oecupa quindi dal tr·a:-:por·to dPi f<'riti in montAgna e d i vide la z o na in tr<' p»rt i: l ) znna inar·t·(·.-,;ihil<> o i quadrupNli ; 2) zona per<:orribile rla q ua.drupt·di (rnulttu i<· n·) : ~) :r.•>tnl tti·C:<•<;.-.i hil!' 11 , ·c·t turp h·gg<·n· . A >"ec·onrla dell e t re zon0. din•r·f;i >:nrnn n u : conrpiti d,•J ._,.,.,· izi co sa rrilflr·irJ. Lu prirmt znmt infat 1 i è JWrc·or·.-a piìr c·hp n l no dui pm·tnff'riii r c·gl!'imenta.Ji 1\tfibit i a trn~porto ft•r·iti t'nn l<)H'(' ;ttli npp>tl't't"l'hi, o!<· i <: uni i ogni r·t·purtn <hl mon t ngn11 f. prm·,·i:-:1o. ' L~o~ -~<'•·o JJola zona •' .:c•rvit!l •1:11 Gnrppo sn nitHrio di,·i,:;ion>d<' (lf'l' lltf'zzo d i nun11:>rtl><i mu li clw ha a dispo:-.izinne (1·irc·u l:lt) per ll(.!ni ~ruppo di\·isinnurio) ll di ba,:;t i ,.:pet·i>t li P. b tndle fi><><nti ui hu>'ti . Ltt tf'rza ZOlltt è lll'(;o)s:;ibrlo• d!! l l!'> ctl'tlbflx. I<'I'!J:!•' I'P l'H l'l'l' t tt• tt du!' ru otf' .-lw in numf'rO di 30 ~<ono in dotuzinn!' J'if'l' og:u i (hltppo snni l urio rli,·i,;ionaiH io montagna~ c·he po r'I C'rC'hh,•J"o i fC'riti «ino >111.- nruhr rlaJJ'l.(' dw aspf'.t t>ti •O sulla vin cam ion!lbilf' piìa , -icillu . L 'A. flt poi 1111 '(~('o·u mtu rli,.;uuri aru. df'i n.('z'l.i ,r; tnr.;pcwtn u snt i a pur ri!'O· noscendn i l pf·~s i mo a·endimen t o dPJ)p b>ll'C'IIc >'Ili muli, in,.:i><lt' JWI' nutnt(•nerf' ques t o nwzzo di tnv<porio rw ll u fnnnaziorw ><ltlliin ri u iu purnlu. Prop•>n l' u nu ngg i unta a l sen·izio nella terz" zona p<'r m(•zzo d i autochn• illes. ('Il puc-i d i ,.:u · perare pendeaw;o de l 40% <> di nuiomo bili a 6 ru ote cl 1!'> p utr·(.>bbcr·o tw•• rP utile impi<>go in rinio r·zo a lle arabas. La>'<l" in poi ud un pl'ossimo fulllro l' o a·g;anizzua·e at>roplnni ~<a nitari <·on i qu11 li il "C'J' \'iz io Rcqui>'tC' r c·hbe mera,·iglior~t stw llezza. Con tutt i i mcz7.i di tnt:> IJ"rto s •òJWfl citat i 1111 g mppo :-;unit ar·io polnl'bbl' sm isto r e 400 feriti Al giorno, cifra cht~ l'A. gi udic-a sll ff ic-if'n1(· JWr le pea·rtite di una dìvisinn<> in montagntl. Tur.to qLw>'tO ftt ><uppoa-n• che colln po;;:;ibilitH. di osp itare 1()0 Fc-riti gravi ~· el i >"llli:<io n w 400 al f!iorno il l'<•r-yizio sanitario cfi una d i vi,:;ione iu mont11gna po:<;:;a tw:e r·c a,-:;icuntto. Non è il momento di fare ora uno :o:tudio t;ritio·o. mu poichf> qu esto lavoro è bru;ato :;ull'eì'p<'I'Ìf• ,t:r.a. della g-u!'rnt in ~l !lc::(> d onia, quindi di un'alta mòntagna molto rehuinJ. (ci r ca l 100 nwlri ). (' duto. 11-1 e:<pHienza immane e h <> nni a.b· biamo de ll a vpra guerra di rnon(u~na. io non mi ,:;Pnto di sotto,:;c a·i,·er e complet-amente a. molt.e delle aìfc!rrnnz.iu ni di CfiH~"to ;:t udio. (:he pnr tut.tavia è degno (fi P.:<:<f!I'P. lflt.to per· mol t i lati int er·(':;;;n rHi c hP. l'Cm( iP.J\1:. PEDR.AZZt.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA TI wPtoclo di C<ul/PI/illo (globulicida) 11el/1'1. difl[!IIOI!i differen.z·iale jm tr·asu;lat i ed 1'8-<u.tln.li ,, ( l<'ol ia nred i ca, n. 24. l 924 ). La prnn1 rl<'l CHstellino ò h•-1 ~u to :mi C'ftnc~·tt0 clw i l p ot-l'r{' globulicida i> pii•
GO RSOI'ELLO: •
fo rte m• gli 1·;-:~udnt i 1·h<' nE'i t r»HudH r i ~t n a lop:amf'nil' A l potc·n~ t o,.:,; i co e cong ulante. Pe r stubi lirt> il pnt f' l'f' globul it•id•l, bll>'tn dt>p111'1'1' "" un n·t rin o p orht.-oggt•tti una ~occia di'l liquido du t•:<nmiunrf'. C' rnc•:wuhnla con nn'ngnnlf' qmmt i Ut di Hangu<> de llo s t Nl:-;o Hn/Z'g"t t o : ><i r·icopa·<· q u ind i con un q • tr•ino c:o pri nggctti "si fn l 'osser vazi cme a l n aicr os('opi tl. Se .;i tntttll di 1111 tmsudutn . i g lobu li r'os:.: i à ppnin no in lt'gri !'·conservano tutte' lf.' lo r o purticc>lnritil mor·fo lngirl w; sf\ ,i tmttn iti\'C'Cf' di nn f'l<>"WiAto, ;;i os"en ·a. dnpn qunldrt- m inuto, che i ~l"bu l i rns~< i eomincinno a diss()h·t>r,;i :,:i u o all>t rmol il'i r.omp iN-11. L'A. ha C'SJWrinwnta t o q iiP:<to nwtorlo in \'Pn ti l'>l~i, con!-ltAtandn In Jlf'rff•t t n rnaT i>'pondl'n7.11 PE:NnE:
Il 8ucco di lim ti/IP 'filttiP l'~'l'l'!'~<li 1·o e t·ur11/ÌI'O dell'rtriNio-sclP-ro8i .(Gionrnle
di cl inif"l JOH•dicn. n. I O. 1024). L 'A. r·ife:·i:-;()C' ,;ui ,-nddisfar-inwnti I'is ultlHi ott.en111i nl'lln pro•, ·enzi011e e nella c ur>t d e ll '>ll't C'rios<· lf'I'O"i !' clf• lle ><r rE' cornp li can:r.e. (l r omiHl." i ). s()m minis t rnnrlo c i r CI\ 200 grnmrni al giomo di :;ucco di limone bf'n mntua·o, a dosi fnnionnte t- con poca
JU VIl'ITA DF:LT,A 8'tAli\PA .MF:DT('A fTALIA!:'IA E ~TRANIF:R,\
acqua, !!Ìt\ dunuttc cl1t' iuot·i d~i pt>:"ti è per tllt pe t·iudo di tE:>mpo tno lw \ungo. Egl infatti, in seguito a tule <:uru . ha potuto eon:<tuttll'b un 'attivuzion t: della circola· zione, con diminuzi ou e di 4uuldtE> centinwt t·o delht preil;;iont• urtt•t·io:<a, una ridu· zione gr·atlual(• d e l p E>so dE>I <·orp(• ul'i :<(>ggl•tti obt•:;i, un'>tttivazwne ddltt :;CCJ'C· :~;ione biliare e d e lla peri:<tul><i intf"stinttll', unn diurf's i nhbonduntE' P ,.:pn,.azione gen emlc e eli bt•u~·.;,:;erc: L ' A. ;;piegtt qtH'slu llZÌune bl• ndi ctt col fll tto t· hf' i »tt li alcal ini <ll·gli acidi ve· gotali, migliomndo i l mctuboli:;JIIO orgunic11 c stimnlundu ltt futJZiune di o t·guni pn>tet tori ed diminut ori , difendOill> il fl'>'o<ltto dPII'n t·teriu. e :-~oprntutto l' in tima , dallE.> sos tunze rndugene cd e:;ugt• nt· ci rc:ulattti. I•:' prohahilr• und1e che i ::sali di po· ta~sio, di cni ò l'icco il !'llll'CO di limo tw e cllt' sì tr.t,;t'c) l'lwuw u cl ::sang tte in curbonati, contJ·ibui;.con o a pt·r,·eniJ'<' In ipE> rt C'nsiouf' ,·ust:olllr('. C'ni predi:;pon<· l'ec<>C>'t<O di donu·o di ,;ndio H<' l sang u< proclo tt ~l dali<- nos tl'f' nl•itudi11i u!:nH•nhll·i. CHJ[MENTI : D i ww u.t·i le modificazione del ·m etodo Ro~tch esP prr La rù:erc(t rapida del
bacillo d i Koch nell'c,;crealo. (l=ti vi:<tu. critiet~. Ili el ini<'a nw di cn. n . 12. 1924. Il metod o d e l Ron cht>se, com e è noto . c·onsi!<l l' rw l ,·er,.;tu·e in un biccluere a. t Hlice unn dntu qw\ntitÌ'l di :;puto . c·u.i "' H!f!!lllll!fP du 5 a l:) vol.te il !<UO volume. a piccole d osi e sempre a gitando <'Oil um~ b>\cch,•t.ttt di \'l'tro, di nle:ool sodato (75 parti di nc qua. di:-;t.illatu, 25 pur t t di nl cool u 25o, " 5 purti eli li;;civia di ;;odu a l IO 0 11 ) . Nou apJwnu l'ennrl ,.:io ue ;;i è fntta onwgenE>tt e filante, con una pipctta s i vPr:o'a tur piecolo :-~tmto di uct t or1 e n el fo ud o d e l bicc hiere l'aceton E> si tm,; p ot'tll o.llu s upe rficit•. tr·Mc iJl<Utcl n c·cm >'Ì! i bucilli . i qmtli res tuno impigliuti in una pt'llico lu c he ~i formu ft eontnt lo d,•i dtw liquidi. A llll'Zzo di wt'ausa si !:!tempera q uestu p elli<·o lit cCJ n utHL goccia di n lr·ool ioda t o s u di uu vetrino portuoggf'tti, quindi :;i Ps»Ì<'Il il prep.uat.u e ,.:Ì colo1•a (•uu il comtm E> m etod o di Ziehl. L ' A. hu o,:,;pt'\'HlO cht' lu pPIIicola formtlllh'si fra i duE> liquidi s i scioglie con una certu clifficoltù. e pl'l'ciò con,.;iglta di "ciogliedn in umt pron•uu >ì parte con alc·ool iodnto p quindi l't'nti'?Ìil!ZHI'C il turto, olleskuclo poi i prqHl rnti. Con questo rnet odo <.'g li è riuscito ad o ttc•n e rE' d s ultttti non lllni <:<lll>'eguiti <·on n ltri proce~s i indicàti ,Pl't' l'arri cchitHcn t.o d cgli eo<pettomt.i. ipot iro itlis tno ( Deut.~rhe Archiv. l{l in. Med. n. 3, 1924). L ' A. ri t ie ne, come i l Le,·y, ed in confpnnu. llt·lle I"~JWrienze di YasstLie e Mo·
DE USCH : 8titichezz!l. t>d
ruu·i, ch e la mu.ggioranzu. d e i co,~i di stiticlwzza Cl'Onicn nbbiu. un'origine t it·oiden. lnfat.ti sì so no a\·uti Msi di obesità l'Oli st itichezza, ne i qnuli. ad ogni ripresa d e lla Clll'a opoterapicu prescritta cont•·o l 'obl•:~i tà , la ;;titichczza. :-;t;Olopnriva com pletum ent.e pe r r'CJtders i nuo ,·amt•ntt> manifc;;ta app€1HI ccs>onta la cura tiroalea.. Somminis t-rando inoltl'<' de i prt>parati tiroidei a lle çnvie cd a ll'uomo, l' A. ha riscontrato tm aumento de lla pe ri;;tt\ls i. sp eeie de ll ' int e:~tino c ru:;so. P er ciò egli consiglia. n ei casi di ;;titichezza cr·onica di ri cercare un 'ov<:> ntnale origine n ell' ins ufficienza. t.iroidea, e ri co rrere d e l C(t,;o ad una cura tiroitlt~a tldegua ta.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati tlai pltCISSi nrblli ptrmati alla Dimiont mtrale di sanitl 1ilitart
del 1° febbl'llo al 30 apri'e 1925)
Tenente colonnel lo mcdi•·<) I•'nAI'tCES<·o SECCHI - Oa.si di paraparesi S'pastica degli arti infen'fJri d; origine iBterica. e di. at9·ojia mu.:~cola.re progressiva. L'O. illustra un cn:;o tli ptu·apa rt'Si s pas ti<>t\ det:tli urti inferiori di origine isterica. Esclu:sa la forma. lurticu <· la sclerosi a placche, formula la diagnosi in base a ll \1bo lizio ne di tu t t(' le vHI'ie fo t·nw di "tn><ibilitlt all 'estrt•mo distale degli arti inie!'ior·i ed ulln topugrufiu u tipo prcvalcnt('rnente segrncntario della anestesia. Pre:senta ino lt r·e due ca:-;i d i atrofia tnuscoltlf'e progr(;ssiva, uno d ei quali ebbe inizio con l'at rofia Aran-D u <· hl· nn e e l'altro <·o i CfHatteri del l'at r ofia scapolo-omernl e, in ::;eguito ll trauma . Tmtto1 d e llo \'n l'Ìe forrne clil'lic lte dipe ndenti da una lesione simul tanea to to.le od i,;olata ne i su o i segmen t i d el s isternu mo· t.or e cor ticO-:ìp inule f!. pre nd e in ~JWC i al e cO n!>iderazione l'at rofia muscolare progress ivà, · cho è <·aro t tPrizzn tu da un a clt•gf' n<:' raz ione del solo neur one [JOI'ife rico. E s p one infine il si~nific>~to scm c·io logico d t' rl' at r ofiu. mu:s0o lat·e tipo Aran- DuchNm o, dirno,;irilndo come po:;;;a. esset·e l'esJ.H·c·ssion<' di mo ltep lici altri processi morbosi di orig ine midollare neur·it ieu e miopatico. BRESCIA -
BRESCIA -
!\[uggior·e m edi co
A C'HTLLE
An,,
-
Un
ca.~o
di
.~c/e·rosi
laterale
ami otro(wa. L'O. rife risci" la sro ri u elin ica di un nx milit-a re a ffetto da scle1·o;;i là terale amiotrofica. All'esnme obbiettivo fro. i rilievi più importan t i s i riscontrò defi· oìt'nza del facciale di sin is ll'a, ipotrofiia dei muscoli d ella spalla e degli interossei d e llo. mano sinistra, esag:eraziom1 d oi riflessi patollari, clono della rotula e del pied e, proHenza d~l riìlcsso di Bahinski, cammino pareto spa-<>tico. Prende quindi in e~ame le var·ie diagnos i pt·o;;petta.te d i sclero;;:i a. placche, nevrosi, s iringomielia, ccc., s t ab ilendo quella di ;;cle rosi latertl-le amiotrofica ehe comprende tutt.1~ la complessa si nt o m atologia d e l caso. GORIZIA- So t tot<.>m n le
ruedico L u101 TU E'ANI- Sulla cura del reumati~mo ar·
ticolare ncul o. Da numer osi casi di rt>o ttnatism o articoiE~rP acuto curati nell' infe rmeria presidiaria l'O. t-rae occasiom• JWr illu st. rar~ la t(.! r'apif\ adot.tata. I preparati salicilici, rÌi l'llu ti corno :;pecifeci, n e i ca:c;i osservati non hanno corrisposto, qa.ntunqu e u sati anc he a dosi a lte : t•i!;ultato n egativo hanno dato pure le iniezioni endornuscolar·i di metalli colloidali e la proteinoterapia. L'O. inve<'A ha U:s!ltO cffit\acemcnto ltL soluzione a lcoo lica di cr eosoto al 20% somminh;trHttt in abbondante veico lo acquoso e nel latte a lla dose d i 10- 20 gocrie. t re al giorno, dopo i va:sti, evit-ando cosi l'irritazione cle lia mucosa gnst.rica e q uals iasi ineonveniente . NaPOLI -
Ten~ n te colonn e llo
m edico A1tTURO MoNACO -
U-n CaBO di frattura al
bacino con rolf1lru della ve..:~cica. L'O. riferi;.;ce un caso di fl'Ht.tura d el bacino con •·ottura della vescica in seguit.o a. cud u to da ctwallo, da lui operato di grave fle mmone settico urinoso della p e ld. ed lll'a in v ia di g u arigiom•. Esposta l'anamnesi e la sintomatologia prese ntata prima ù c ll'in ter\·t·nt o operativ o, illustra l'anatomia topografi:ea. d ella. p elvi e d el perineo, da. cui si può ricavan~ gli e lementi per la. diagnos1 e per la cura.
CON E'Ell,h;!'Z.I ~ S( ' li•:N'l' l F'WH ~; D IWJ.l O::;}'}; D .\ LI .\llLITA H l
Studia quindi In fntt ttiJ 'tt del bacino, uuu.lizzundonl:' il mecèani:;mo di a.zio1l\' ,. rile vando come cs;::<· souo spes"o c-omplicate a rutturn. d e ll'ttli'tra memhrll· liO;;u, pl·o,-tu ti eu. <' di'l lu \'t•:<cic·A, ~'Onw s i ~ Vl'rifit•tU n nel c'tlMJ in , di><r uf''-i <llw. P a novA - <.:api tauo m e d ico D o~u:.NICO BIN r - - SuLla. cosi itttzùYtu' e juuzùmcnJw11fo del serV?:zio san·itetr·i o in guerra. L'O. in bas<· ali<· nnovt· n o nne sullll cos1 ituzivnc· ..- sul funzioname nt o dt·l "t:•·vizic> sani lario i lì guurrn, illus t n1 ~li sco pi csst•tLt.iali di tu lo se rvizio, cl H l l,, primP lineP ullo zonu tt·rTitnriale. Dl'>~criYe lo smislt\roent.o e lo sgomhe.·o oiPi rnu lati c fe •·iti cd il lo ro l'icupcro, Pnumf'raJulo i vo•·i mezzi di trasporto l"''' 'ia o•·d inar iu. fc tT(I\'iaria cd ncquell. accenJtll ullt• , .u,·if' ope •·uzioni di •· isa 1111 · rnento de l campo di hHltuglin ed a ll u difesa contro le mu lnttie inf('tti1·c <' ,.j . <'OrdA infin<' l'nlta percenlunle dei ri<:uptlri veJ·ificttti:'1i llc ll'ultimu guerra, c·om· p rovuntc il nol't>,·oln r•ont.J·i h n ro •In to rt.1 l ('o•·pn :-<>l n it>11' in allu. \'i t! m·itt d PII< nost rE' ·~•·mi. Tcue ntE' cnlouHE'\Io rnNtico F1 UL'l'O C'ACC':JA. - S ·u alct•n1· ccun· n,; n[• r,era rluotleuale c tli canyrcna simme/.l·iw deyli nrti inferiori. L'O. prc:>e nta tn' suoi ope1·n.Li d i gu.... tJ-o -cnk rostomia per ulc<·ra duul~t·wd· ·· ,. cogli(' l'occusionc pc·r •·ico niHI'" la s intomotolog"itt carottcri,:;tica di t.ali afi'<·zio tli , così ben lumt•j:tginta du ).Johinium. Pal'lu quinrli delht cosidetta ><imbio ... i •ned ieo·chirurgica, dimu:-tnlllrlo quanto !'ia importante lll curti me>dica dopo l'inte•·vc n to curath·o [!Pl' un p s riodo di tempo <:hc non si può prPci>'ttte. ~el caso letttl" eli cangre n11 simtnt>tl'ica d 0gli >ll'ti in[<WÌ (H·i •·iassume ht :-:in rnma.to logia cl inil'>l, che: pot('\'tl fare inqundnu-e la malattia n<'lla ,; ind•·omf' d<·l <OOI'bo di Rny~tau d , m o utro il rcpel'to llccrosco pieo t.n •·il~·,·• •t\l una cave•·•"' ,.IJ' npict· polmona•·•· dc·:;tro con fatti di bron<·o-pohnonite spccifit-n. eJ ipe rn<·· ìroma. Pone intin<~ la questioni" F<e l'occlnF< ion,, di (• nt.rnmb<' le a.rtet·ip ff'mn,.aJ i tlcl e nnimtnt.o la can~trt'll!t. sitt stntu. Cil-usatn du. trombos i o d !\ embolia ,, i n quest.o caso R~ l' t·mbolia s ia mppresentat.u. da un pPocesso di trombosi d~ li· · , ·ene polmonnri d<' l lobo :>upr.•·ior<· dPAt•·o. ovvi? t'O da l tnrnore re nate , che cl., 1•· p1·imu. ha )H'O\'Onn1 o met-a-;t,,,:;i nt'l df'tto lobo e SU!"CI'f<>'Ìvnnwnt<· emholitt dl'l!r· ft'ffiOI'A l i. ROi\tA. -
Ca.pitu <tU nu~dicu t:iAJ'oo'Tl t'ENTJNl!:O J)·im1>0'rla11Z<t ddln radioloy;o nella diagnos i delle rtf,fczioni deUo Blomaco. Bspvstu t·nrne :si p1·ucedt> ad un e:sumc tudio logico dello "tonHH'O, l' O ...... •·etma ai vAri futtori prim·ipa li. (nHJb.ilità, 1·iempimentt), forma, pu i,.tnlsi) Pd 111Je di,·er,.;•: a lit•f'ltZÌ<'ni (•d imagini pntologi<·he VPre P propt·ie . 'l'rattn quindi rfella pat.ologiu dt:ll v stoHJ<H·o, d ist.ingucndo lt· form e morbose rloYut c acl a ltcru· -r.ioni di voluntL: [ìl' r nt.onia dcii•·· pareti e d.e i J11o\ ·inl('uti d~' ilo sroma~o (gn><t r •·•·· lll!" ia atonicu, pto><i, <·OJ·ca) dai \'t~ri pn>CC'i'si pntoJogic:i (ulceragnst riea. n.:'Op lasmi ). IIJu:-;t,m qui11di 1111 ea:-;v di :-:U•no:-.i pilo ric·a di•1!!110sticala dinir:umc n te e C<•ll · fl' t·mata dtll l't'Jlll1'1<> •·adiologit·l>. il qnall' l1>1 l'ont •·ih11ito Acl I.IC'!"PJ'tn.n' ln diugno" i c lu s!'d c <ll'll'tt t'fezio111J. lJOIN.I!! -
\ 'F. RONA Capit.ano m edico BFJH'NLUCCI CINO - Sopra U/J C<tsO a<l inizir1 v 8intomatologia non co-mwti di sclero8i e 1Jlacche. 1..'0 h>t !l.\'Uto uce11sio ne di L•Sumin>ll'<' un inclil'iduo, pc111:1iono.tu rli guen-u. inviato con diugnosi di mot·bo di Pott dorsnlt·, nel quale. m e ntt·c ha potuto I'!>;Cl ndet·c con l'esa m e r11dio lvg ico nlt<>ntr.ion i d el raehide, in b>tRe all'esame e li· n ico, sussid ittlo d>llle t·icerch~ s ul li<1uido cefa lo·mchid iu no, ha formul.lto la d ing nosi di sclerosi a p lacche, qualltuu.cpJC non fosse com p lPtfl la nnt H h·indo di ('ha.r cot_(nistagmo, ptlrola scnudi t a, t •·cmorc in t c nz ionule). . E~! t ha !onnulato lo diagno!>i fondanclosi snlln U<'Cl·l'bltn moltiplicil à Lk·i '"'to_nH COI'l'1Sponrlenti a. di1·e r·si focol td del nP\Til>ìSl', c• :;nlltt pr!:'senz>t d i un11 llllUI' It? t·eti·obulbarc e pre nde occasione eli ril<'\'Hrr· intinn l'i m por ttl llZil c he i •·ucc nt1 ~tuùt nsscgnau o a.i tipi ~ià rlf'tt i fl'usli. C'h:l rappt·c·sl'ntouo inw·Ct' lu ìormn pti:l fr<'qll c•nt(' rl!"ll'nff('~r.iow•. 21
NECROLOGIO
Dotf: Gr. Uff. GIUSEPPE SCIUMBATA
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generale medico capo a riposo
fl (:tll'flll Sllll it urÌo III Ìlllll l'<> hll ,.;uiJÌl!J Ull ' afll'll g l'Il\'(' pt•i'd iLH 1'1111 fu llllll'l o• di ~. 1·:. il ,gi'IWrlll<> 11Wdi"" <'llf'O Giuseppe Sciumbata. "lwntu,..,i il 5 tlprile "'<.'""·<" "' R orrw d11po bl'f'\'i~sinm mu!;Ht in. ( 'un Lui s<·om pHl'C' uu ',.f u·n ll<>hif<' l'igu•·n d i qw:·i mf'di<·i ntilitu1·i. clol!t t i di e<:<·vzivllal<' llilldhtiu, dw ,.epp•·•·<> 11'1\"('<'ll'f'l'<· in ,.,if<·nzio. :-.enza fu1· pul'iun• di .~•\ lllllll l11 lu nga l'>IIT Ì<•rn. 11()11 ave nd o ult J'il umhizinll<' C'Il<' fJIH•fltt di t'IIIIJJ)it•J'(' <·nn lu pit'l lltnlll il't'\."fdr ><<•1'11Jl0it•"itll il Jll 'tl prio do\'PI'<'. Di 1111illlo fon • <' gl:nt·n•so, di ,·os<"Ì<' IIZII Hdtlll llllllillu, di <'tll'>lill'l'<: Ìlll ('j.trn d i pro(on d >l <·ultul'lt. 'Eg li riu sc- ì h<' lt p• ·•~::to t« l ntf<•rn•ur...:i lllelle tli"ci p!inl' du · l'll l'g"ir·lw . <•;.:pfi<'llllrlll 11<'1-(l i O >< pf'<lllli tni li111r i di :\>t poli. :\l t•r'-.ÌIIH. l '<1 \ 'll d t•i Ti r· l'!'ll i t' F il'o'IIZt'. ltt ..-1111 1'111'11 11hdi1it di Of'l'l'lll UI'I' t·d t•..;q!<H' IIdt) lrn i pri111i dif· lir·ili int <"J'\'f' <H i -<u ll ' uoldo•H•·. •'d um· h•· 1Wi pi ì1 nl t i j!ntd i, <·on'll· di•·•·! ton• di <"H· oiiÌ\, ('111111' I!CII I"I'Ilil' ll)o•dit•(l t•!l Ì>'f><'tlOI't' l'>lj\0 di Sll11iltÌ tn ÌIÌ III I'l', >:'('J})It' fHI' I'Ì(uJj:!<' l'l ' Jt> '>Il\' tf <1I Ì pft 111' di 1111'1111' l ' di ('1101'1' . lll'f{Ui1-111lldto~ j f'll ll >llli lll' ' ,j lll · J'>\tiu C' ll!' IWVOif"IIZ>I. Aùdf'lto ~1 ll ' l n t l·tuh.: n zu gl'I IC' I'>IiP t'in d •t ll ' inizi u dt •llu !!'''''"'•· gn•• I'I'U., arte ~•· ~• ·nnpro t~ i compili i:;p!'! t;,.; c·h•' g-li flll'(lllo affidati con !( 1'11 111 1•• <·nnlpPtt>nut , . .-.••lo indcf<·~,..o, C'd in cn •·il'>tt" d <•ll<t , ·i;.:i lnlw.n !'\t t i m t> zzi p1·o1 <'Il i\·i ''C IItto·o i C'f\:t· !! <~ l nnwntL vo lle •·ipct uttlllli'l>le l'Ccun.;i s ull e Jinc•c piìt tt.Vnllzn t< <' nf-'11• · t rin<·<·P 1'''1' g li tH·rf'rtHmellt.i, affronlundo di><a!!i <' p<!ri<·oli. P o,...a Il contpinniO lllltHiinté la>'<· int n d t1 1 c•u ro E:::linto DU I'IlH I't' r!i q uul cloP c·••nforto ullfl dc·~olatn ('on,o•·i<-. ~;~ I la quul<•, il (iiumal<' di fl,,.rlir.ina militrtre. -<i•·11 1'0 intcr prN<> eli rut1u !.1 f111niglin .~u Hil>tJ'in. Jl"l'!l'l· lP pi t1 ,;,.N'l'<' 1· p•·"f''"'"' ' ·rmdnjl l itl iiZf'. f fll llf!l'UI Ì • ..,Jw l•bl)l•nl lUV).!Il Jl t• l lll<.lltÌilV d~·f 7 l'fll'Ìlt •, ri W ·WÌ I'OJI\1 \ 'l!l'Xlllnlll•• 1111pon• n ti pe 1· l'i l'tf' l'\'t'lltn sprHti HIH'O di qua~i 111rr i ,_, li t : Hicinl i nwdil'i d P I p,.,. . ..,i<fio . in so.·n·izic• ,.cf in t·<>llll:t•doo. Il ~c·nt•ru l<· Jrl<'di ... > f'" i '" d ntt. F'. clt•l l11 \ 'ull•• )l• >rln l'u lt Ìlllu ..;n iot(<\ nlla , .... 111•nHn sHi m11: A nome di 8 . 1·;. il )lini"1''" dt·lla guerm ,. d<·l t'<>I'Jl" sa11 ÌI>tric m ili1 an·. •·o i<lpio. f')!li di~s•'. C:•>ll UILtlltO Jll'<lÌuml amt~ntt· c•oi11HH•SNO. il nH' ~Io do, ·erb oli t't>('lli'C' l· r·..;l l'('fllO "'ll l\ltn >lfl>t -nlm:1 di f.;. E. il l:<•owt·nfp nwc li•·•l Nt p n l:ill;;ep!•·· ;o; c i u rn hat>l. " 'I'PIOE" I'e Ì u1·a di llff<·JHh·•·c In suu •ru•Juol'in ><P tPllta..;;;;j eli lt•:-.;t'r<' 1111 lm nu l•• o•lug io fnH<' IJr<·. io c·lu· connhhi In ->lltl t'HI'II lliCdl'st ia . la CtHuptostt z1.n dei "li"Ì -t·nlimt•nti. lu rPUÌLudill<' •lt ll11 ,; 1111 """<·Ì<'Il'l.>t P ltt iull'll i' ÌI >1 n<luno>tntinn d·· l .-11<• !'llll;t(• l '(\ ('li l'Il lì t'l't', " Jn onO ri' dd!ù \'C·1·itù di1·ò N JÌ< I elle• il Cc·lll'l'llf" ~cin 1 n lmt >l IIJ>Jltll'tt>n •: \ '11 ullo i;C' hi o·nt P ll' tt>l dei >'ilt·nzio..;i. che. rnirundo <•selusivumt• nt ;• ul cnlnpintc' nt .. ofpl tkJ\'C'J'( ', :<A11llfl ~fll'l'lfit·lll'o• "•'117.11 -<f•li'ZO (' i<l'llZII (i:'lèliiHZiflllf' OJ,! IlÌ JlRI'tÌf!Oft11 'l' ÌllrOI'(•$:-;t ' .
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2ti7
Ngt'I!OLOOIO
•• Curupiu tu ouor tthLJnl"ntP la s\I H l11ngu
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rle ll ' indirizz" c hintrgi<·n 111~ 1la d ri l'lllfÌ!I opemtin1 otllfisl'ttica. ,, Ju quel JW r· iud~• di r·iuu v l'llllleJtltJ d..J iu lllt•di1· ÌIIa, q u undu d,llltt <:utt odnr tli :Sulvattll'l' 'fvmrHa:-;i. d i l'u 1·lo C:allozzi. di .\ ntouio D e ~ hu·tirw. di Lucia11n . \ rmt~nni, di Giontnlli Antunclli pari in1 i l uuuvn l't'l'h" d e l " àJkl'<' mr::dico con l'indirizzo di'i n uu\ ·i t empi. (: iu:;eppP :SeiurllhlllH, in q ttcl ll llt)!rrifi<·o ambien to di ,;f.udi tu ndl'Ospeclale :.\>lilita r ·~· di, Kupoli i~ piì1 >tppn,;<:Ì<noH(n rii<H·r~nt,on• d•·ll'et·u nu<•l'l\. ehe pr·cpurav.~. ,.:rn d srllont rl Corpo :<ltnrtnrll.l m rlrhu·c· nll >trd tm prov11 d c llt~ (:rund<' <: ucrm, nella quuh· (:iu-<t'f>Jl" Sc iunrbnt>& fu tnvdico ,. ;o;c•l· d>1to u ll 'ttl1e>zzu di tut t i i ;<Uni d OI'P t· i, ] ;; p l·t tort• ('tipo d e i Sf'l'l· izi :'>nninnri dn l 'umpo (lei ttllo ('nn -<ul entc cll'll ' l nu:ndenza C t· ttemle d e ii ' E~t-rcit". ' C:hiu$<' In ,..Wl t'<ll'l'il~ rn c;on la eariet~ di lspc·ttoJ'<" Ct~pv dcllu SoniLi• Mi· litnrc, ln:-;e iam lo in og11i r'u.rzioue l'c>wrnpiu dc lln. :;ua nltu c·n,:c;rt m:u, d i nwdÌ<'• l N> l t n e d i u fl'ic:iu lt· f~·de l e alla relir..ti()tJ<' dc· l tlo\'i:~ n·. · ,. I o eh<' «'bbi la ve nt urn di c·~~en> s tH• u.::~i .~tenlc ll lll ~>erviziu d1 it'\U'git·" .J .. !l ' Os p edul1• miJitHI'I:' di Xupoli e pui suec<'~::.or·l• nf'l le ca ricl11' che tenne co11 rno lto on.,re .::u l l<'!ll l't> della (~uerm ··d t1 capo dC'I C'orv0 ~ur • itnl'Ì<> :\lilita.r.•. ll!!lJU, C011HU1<111Zil di l'lta, tfi lll\'fll'O l' di idt'U( i l'l'll(i l i Lllll.it Ja J)UI'L'ZZtt delJu ~uo animn pr·v f<Jildtunenl~;> l11 w rr n ,. tlt'I IH ,;mt C"i<'m plu r·c> r·c·ttit udine. Con ques ti 1 i~n rdi inuuuzi Hll tt 1-itm ~tllnra l 'f'lll'l'lllll, nwut rf• :<tA P~"" sc·omp~tr·irc• llnlln hH·•· •lc·lla v ita, pot·tv ul 'htC':o;lJ'U r-d nll'.\n lit·n il rlnln r·ftntr• tril•uto dc•J mio <'0111· p iA nto f' de l rn io ml'rt~Ol'f' nff•~ttn. \'fi iP, Am ic·o <'AI'Ì>:~i n11•!
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UFFICIALE B) 1\IJ t\ fl'{'fBH O DELLA C~UEHH.i\
Comitato di assistenza orfani dei medici morti in guerra. Ali< Fa tu ;q/ i c dei M NUci r-adul i iu f1Uerra . Ln l'lu;;s<' ;\[,·dir·H ltnìi>~IIH h>t ('<·ll'bnlto il s uo dup lic•(• urd\· n tt' rÌI<J di kd•· li lllllnJ'l' ÌllllU.l1.HlldO. in Firo' IIZ(•. il )fonnnu·Jot o xi ( \olh·ghi Ili() l'l i in g t H'•TH ··d ha e,.,u[lnw ~""11 alto (c•n·.,,.,, il lnro ,.,.,.;,." '" 11t·l · LiiH·n rl 'Oro · tl\'r·. P'' '' i po.::tC'ri. lr> tnntiH' HllllllOilitrir·i dul'"""" l tH·c·. t
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d i jlni tt l!'<H !•d Hf'\'01'111 11 tf e ii P III>Hiri l' CflU ' IfH tiP,I! fi OJ•fnni Ol'HII!nÌ fHt· t Ì quindi pit1 hi ,..oj:tiJo,.;i di tntl'lu <' di t~iu1tL
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Ln pro n "''"·' i::ti Luzio•w <lt·ll<· Bor..;•· ol i :-;uu l io può cl i •·:.:i um11wi unu rNdt iL l ,a ('In ->~l' M t'd ic·<> .si fn rit 1111 n ohi"' dove'l't· ri:.: pondt>rl' n q w·->t c) 11110 \'0 rÌC' h i ~ In• • oli IIIIIOI'C' e di c· i vil'a \'ÌJ·tìt. A tal u ·•ptl si l• t•o.stifniho 111111 c·olllHIÌ:<:-ionf' Ct' ll· tl't1[f'. Cù:<Ì CO!llpo,.;tu : C :é'IWI'tti <· :\I •·dit·CJ :b-. tl! ·ll tl Vnllc·. p,.,.,.:i, lt' ll H' Ke n a.tw··· Prof. L . ~iml'lnPt 1.11. K upp1'<':<1·11t>llil•' J,:;t it utu 01·iuni do•i è'IJPditi d i P <'l'ttgiu l'rof. L. kih·ng;ni ( '<•lunu..ll•l ) l l'dii·" P rof. ( '. lltH i ud. H: tp p n·><•' llll'\ll t<' la t·. R. I. - Prof. P. C;a l !.m~a. 'Prl·" id t' ll t<' n t'l ln F<·rlPrttzion <" tl••1..d i Q ,·dini dr i ~l<·· d i.ci - T eu. Colon JH' Ii o ì Jed •co Pro f. . \ Kn ntn muri>\. H,t ppr•'"''llllll 1 tt· d e ll a Ku · 11Ìt1\ Ì\[ilit>tn' - Dott. G. Fnt io:hi. HnpprC'H'Illnuif> g li O rdini d,,, :\kd il'i dista• ·· ,. ,11 i (l SindorAt i ~l <'ol i <· i · ( '" t' itnn<• :'l l<>rli<·" 1·'. Boc·<·lwtti. :-;C'g n•l•tr·i .. Gcn•••·n!1•. Iuf.untn. llWilll'l' xi stu ••labontlu[n ll ll piìt ,·n,.;to piHIJ<•, ,.:'è dt"o· i,-o rli in iz iur• · i lltllled in t anwnte l' a,.;,.;i"t<·II~H •·on ft •n d i l'(•.s id ui d l'Ile• O nora m.e •t i :\IN l ici eu d <li • c· rlc lla so!to,,c•riziunr d >ti P 1·of. ....:il ntj:!;ni i11 izh>f n fJI' J' "O<'NJJ'I'I'n' i hi"'ogni Hl'· g•'lll Ì d olle f11111igli<· i J, •i :\Jt·dic·i i11 )!llll!Tit. ~ono -.;l at i nH's>< i Sl' ll(.'ulll'" '' di,.;p<J,.: iziunl' di l11 t fi ;,:li nrf11n i (l otn.,;C' h i "l'c·· C\IIIH'
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Il P.re.çid1·ntr: cldla Comm issùme <:t·:NF:RAT,t~ .\ItmH'O · CAl' O F. n ELLA V AI.t..•··. Di?·euore r<'sponsoliile: AR'l'l "RO CAK \TU:\1 , ten.en( <' colonnPJlo medico.
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Il Congresso Internazionale di medicina e fannacla militare (Roma, 1923). Atti clel Oongr~ao. - Vol. II. - Lavori del Congresso e comuni cazioni. Un volume di pag. 600 con. 33 tavolo e 19 incisioni . . . . . . . Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. -
Un vol. di pa.g. 48
S. SALINARl. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata d~l premio Riberi. - Roma., 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . • . . .
L. 60 -
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M. CoSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sa-
nitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . M. C uSANt. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito Italiano - 1906. . . . . . . . .
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Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi s per-imen tali con 15 ta.\·ole di fotogrofie e r·adiografio ripr·oùot.te in fo totipia ). - L{ oma.. 1903. . . . . . . . . . . . . . .
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P. hrnarAcO . Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con 112 figu re - Firenze. 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8 -
C. DE CESARE. Studio delle mediastiniti (media..c;l initi !';Uppura.t ive, a sce!òso m edia..o:;tinico) · Rorna, 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . . . . . .
P. b t :SRTACO. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile
ANTROPmtE TI.tlA i\IU.l'l'ARE. Risultati ottenuti
dallo spoglio del foglì sanitari delle classl1859-1863; due ,·olurni in-4° con a t lante; Vol. I (dati antropologic-i ed etnologicì) con atlante della geografia. antropologica d e ll ' It-alia - Roma, 189ti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. II. (Dati demogra(tci e biologici) - Roma., 1905 . . . . . . . .
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F. BAROFFIO e C. SEOR7.A- Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - R oma , 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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L. B EitN ARD O e G.
Bar::zz1. Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Memoria premiata a l conCOl'SO H.iberi. 19M- Un volume di pag. 276 con 27 ijgur·e e tavole grafiche - Roma, 1905 . . . . . . . . . .
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A. CASARJNI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al con corso Ribed, 1905. Un vohtroe di pa.g. 330 con 65 figure. - Roma, 1908
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A . CASARrNr. Le malattie e gli infortuni nella vita militare • .Memoria premiat a. al con corso Riberi, 1906. Un v olume d i pag. 402 con tavole g rafiche e sta t istiche - Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare Olrnlone ed Amministrazione : Palazzo del Ministero della Guerra, VIa XX Settembre - Roma
CONDIZION I DI ABBONAMENTO. r. Il Giornale di medicina millt4re si pubbliea il primo giorno di ciaeeuA fascicoli di tre fogli di stampa almeno. 2. L 'abbonamento ~ aniiUO e d ecorre dal r• a-eunai o 3· 11 prez.zo dell'abbonamento è : Per l'Italia e Colonie . . . . L. 24,Per l'Es~ero • 86,1in lta lia • 4,Un faacicolo separato costa . · · • • 1all'Estero 4,60 Il supplemento con tenente i R~<oll 1in Italia . • 16,-
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di
anzianità
del
corpo
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all'Estero • 18, militare cl.lsta 4· Per gli Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. Esercito tin servuto attivo, io posizione a usiliaria, di complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbona· mento ~ ridotto a L. 12, anticipate, cd il pre-.zo d.,! snpplemento a L. 6. 5· Non si accettano reclami trascorsi tre nta giorni d alla spedizione del Giornale, che si effettua regolarmente al primo d 'ogni mese. 6. I ~ignori abbonati milita ri in e ffettivi tà di !;ervizio pagheranno l'importo del · l'abbonamento per me>.?.o dei risj)ettivi com andi di corpo e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici !dell'Esercito e della Marina), in qualunque posizione si trovino, è ammesso .ut ABBONA ME NTO CUMUL.'\'riVO al Giornale di medlcitla militare t'Ò agli Atur3ll di medicillcl t~avale c coloufal" al prezzo ii I, 27 annue. Per ottenere tale facilitazione cumulmivn g li ahl>onnti m ilitari dovranno far pen·enire l'intero importo all'Ammini stra zione c.ll'l period ico ù..el proprio corp'l. 8. Ai l ib rai s i fa lo S<'OittO del Jo p er cento, ma s oltanto per gli abbonamenti delle pe1sone e degli enti n on m i li\ari, che l l OU possono fruire della facilitazione di cui ai numeri ~. 6 e 7·
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80 J20 " s1· rou t ano co me fo"ll' Gll estratti minori ..•,· ut1 f ox /10 " o r'ntcro per le ordinazion i di roo estrati l o meno. ll mez::o . Per quelli elle 5u f>e•ano "" foglio, l e frazioni in più. che tiOtl sttperano foe!lo. si contano cotnc m età. purcfrè perèJ t'orditwzionc ti Otl sia inferiore a 5° copie. 6. l matH>scritti non ~i restitu iscono. -- -
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t!\61j;) - Rome.. 1024-26 - Stabil!meow Poli~enfleo per I'Ammlnlst.rtu:lone dolio
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GIORNALE MEDICINA M ILI T ARE DI
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PUBBLICATO DAL MIN ISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale d i san ità mil itare) Giornale di m~dicina militare : tS51-1SS4
medico dd Regio fi,cn;ito e della Regia l\tnrina 188.~~ . Ciornale n~tdico del Regio E•ercito : t8Q6- 1907 l ~;:.,,;, 'JA -_,I-:_-..;::
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Direziofle ed arnmlnlstrnzio ne
ROMA
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Per le fn ser zfo · di -- --- -etna m/lftnre, • 11 pnbbliclta rti'OI~trrsl DIUETTAMENTE tt/1',\mnrlnfstrnzlone del • Glomole di medili azza del Ministero 1it'lltt Guerrn • ~·ro XX Settembre • Rt>mn,
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giorna le di m e d icina militar e ROMA -
V1a X X Settembre -
P~la zzo
del M 1n1stero dP.IIa Guerra -
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare l - ~-- TRiiTL - Storia retrospettiva dell'igiene nell'Esercito italiano . . . 1i - Ricerche biologiche degli U!Ticl psico-fisiologici di aviazione militare. l'li VUIIIIJI(' do pfl!!. :!:!{; \:Oli -J.(i fÌ!!III'(' c' :? (!1\'0ic:' . . . . . ·• Ili 1·.. :-;.~:-<TOltO. ferite addominalì di guerra P rPfa:r.tntu· c:e l protvs<~nrc :-J. <: 1:\ '\'Nr:1~I' ,,.; 1o . l ·" \'Oiunol' cl 1 !ut;.r. ~011 c'"" :l!l fhru re. l\ - . \. l. tr~Trn .\ . Ht'"''''~'''· 1 · gli$ di guerra " l r'llj)il'~O e~ effetti Provvedimenti e cura . l '" voloncH· d 1 pa:.r. IO!""" tre tovol e JllÌI:l'O)!ratic-IH• 11 rnlot'J • . . . . . . . . . . . . . . . . . \ ' - A. l.thTtr:. -- Bre\'1 cenm storict sulla evoluzione d~i la :uaschera con,tro i gas durante la guerra 111ondiale iJ 915-91 ~ ). t'o" :! l fiJ,!n re. . \'l - 1•'. (' tiC'l'l.'\. Tra ttamc111o t' •gombero dei fratturat i degli arti 111 ~uerra. l'rr-lat.wnc· d<•l pr••t. l:.. l l,\LI. 1 \ ·FoOYA . . . . . \T l - S. ~AL.!"' 1111. - lnsegnameu tl dell'ultima guerra sul trattamento delle · ferite osteo-articolari In 1° e 2u !t"npu. l' r•'fll7101~<" del p rof-c~-;r•n' H .•\i.E,.;,.;,\'\I>nt. - l 'n \'OitlloH' .lo l'":!· 1!111 . . . . • . V Il J ,\. CASAHI:--11. La medicina militare nell'a ntica Roma. t'on 5 lig. l:'-\ - La celebrazione del noetlici cad'llti in guerra l 11 ,-nt. eh fl"!! !l2 c-n11 Iii IÌ!..(II I'I '. • • • • • • .• - • :'-\ - N. 1-<onr:-:i,. - La proliiassi delle 111atat11e mlettive domiuanti nelle no-
l>tre colonie alricanc. l·,, voitH• I~' do Ilio!.!. Il . . . . . :\ f - A c...,,..l<l:\1. La scelta dei piloti per la navi~a7illne aerea. Y •>hlllll' dt 1" '1! :!:e r·nn 91 IÌ>!III'c• • . • . • . . • • •
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Alt l'e pubblicazioni . La lotta antitubercolare nell'esercito. - l ' n ""h""r' rli P~ll· !IH c·•m 11wcole Per Lt>onardo da Vinci nel IV Ceutenario da lla sua morte. - l'n v•Jiume di pu.!.(. ! P(l r·nn ::!7 lil!lll'f'. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Uentl!nario dalla sua morte. - Un volume di paf.(. lllli ron :!~ lil!otr•· . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ili Conferenza interalleata per l' a~sistenzn ag li iuvalidi di gue rra. ( H<>ula, l!H9) - l{I']U7.1111U llllll'J:tÌI c• C'llllllllllt·u,/.lllld. - l'n \ '{)111111'' .Jj pn.g. 91) . . l V Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di g11e rra ( l31·uxelles, Hl:!lJ). - Hda7.t••ll1 ullit"i,d!. - l 11 'fllttuw d1 1•:\!.!. H . . . l Congresso internazionale di meclicina e fnrmaci a militare 1H1·ux.•11, .., Hl2 1). Rt>l>uioni ullic11l.li ' 1•·1 t '•u'J•O ..ani lul'i•• 11dl11:11'(' italiano . . . . . . . Il Congresso internazionale di rnrdicina c larmacia milita re (Honw. 192·:{). Alti dd r·oiHfrf'SIIO - \ ' ol. l. Hl'lo~'t.ll>Jtl uifi<·inlt -- t·n ,·olum<· di P"~· li(\ ('011 !t
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[Dlllf~!~o intun~Iional~ ~i m~~i[ioa ~ farmatia militare
Durante l'ultimo !!l'ande conl1 itto. per rar benc>tìdarc quant.o più possibile i feriti dei continui progrrRsi scienWici nel trattnnwnto I'Prapeutico, le Nazioni alleate in<li s~ero molto opportun;lnwut<> a Parigi delle ConfeI'enze chil'UJ'giehe intentlleatc, presiedute dnu·mustr<' prof. Tu!Iìer, nelle quali furono stabiliti' le regole g<'rwrali ed i mdodi di <mm d<>IIP varie le~ioni di guerra . L a sanità militare hel!!a, ritenendo convt>nic>ut.u che qm•;;ta. efficace collaborazion(• :-;(·ientilìea nove;;;;(• eontinu<H·si anl·he in 1<•1111)0 di pnee, prese l'iniziMiva, i-101 to l'Alto Patronato di D. ~L il Re del Bl'lg-io. di organiY.zare nel 19:!1 a Bruxl:'lles il10 f'ongres;;o intemazionale di m<~dieina. o farmacia milih1re. al. qua.ll:' furono in v itate tnfte l<' Naz ioni a lleate<' neutre e che raN·OII'~' ben 20 delf'gazioni dei Yari Paesi. A qu<>sta. printa. riunione interna;:iona lt> !'«'guì n<>l J 9:!3 il :4° Congresso, tenu.tosi ::L Roma, eoii 'Angusto Patrocinio di S. l\1:. il He Vittorio EmannrlP III, al qua le;> p:H·trciparono 26 Na.zioni e ('he riu:-;l'i una mag-ni!ì1•a alì't'nnaY.iouc del Corpo sanitario militart' italiano, di c;ui Ì' atwora vivo ilTic·OJ·do. · La Franc·ia, ha a\'uto l'onore di o1·ganiz;r.are, qu<':st'nnno. il Jo('ongrcsso internazionale di mPdicirta e farmaf'ia militare, svoltoxi dal 20 a l :w aprile scorso, il quale ha costituito una grnndiosa man ifest-azione dt>l più sehictto camer a.tisrno fra. le Sanità militari deUc ya.,·in N ar;ioni alle• a t e. rinsa !dandone tenac:ementt:' i vill(·oli an<·or più <:he ndle due peeecù('nti riunioni e che ha. messo in evidenz<'l an<'ora nna. Yolta l'importanza della, :-\anitil. milihtrc in pace eù in g-uena. Il numero degli inscritti al Congresso di P a,rigi ba sup('r:\to i 2500 : e fra, le Xar.ioni clw hanno dato ma~gior nume-ro di aderenti fìgumnc in prima linea la Polonia <:on 198, il Bf'lgio con 189, l'Itali:b eon HO, la. Rumenia con 122, la Spagna o la :-;,·izzc,ra con 39, J'Inghilt rrnt con :~3, ecc: Hanno partPripalo inoltre alla riunioni.'- 34 Naxioni ~·on dPlPgaY.ioni ufficiali propriP.. L'Italia Na. rappres('ntata, dal gc•n e1·ale medi<'o capo . . F. della Valle. dal <'olonrwllo <·bimi<:o-farmar·ista F. SuY.Y.i e ùa.i trnenti c'olonnclli nrcdit·i .F. C'ct('(· i;l e D. Hakstm.. A questa <lt'lt>ga.zioue del ~lini :<tero della _gJwrra ~i ~'I:W~'I!ò il eo lonnHilo mcdi<·o A. VaN•ari, in ravprcslmtanza dPII a 1{. ~far i na, il c•olonrwiiCJ nwdi('O A . Tohia per il 1\fini;;t.ero delle finanze., ('ti il t<'Iwnte colollllt' llo n~t•dic·o A. Di 1'\ola ])<'l' il Comrnissa.ri:tto di Aeronauti<·a. ùa Crclf'e Ho:;~a [t a linna a.vent· dckgato il profl·Hsor <>. R. Alessandri, clircLlore dclht ('linif·a chir·urgkn di Homa .. Le altre :\HY.ioni ra pprt.'Sl' llt a te fumnu le seg uont i : Arj:tc·nt in a, B('lgio, Bolivi~t . Bntsilc. C'c·c·o;;lova<:clri<b, ( ' lrilì, Cina, Colombia, D au inrar<·a,, Estonia, Equaton' l•'inlnnclin., GiaJ)lJOnc, OrN:i;l., G-ualC'Jil<~la. Inghilt('rra., India, Lituania, L <·tton ia, :'lfesf'ic·o, ~orv<•J!i<l, Pac•si Bassi . .PNÌL Polonia., ~egn~ df'~ scr.bi.' <:roati e slo~eni , HnrneHiH, l';pagna, ~.~a~i Fnili ù'AineI'JC:t, Sv<•?.rn,, :-;v1zzcra, Tul'f'hJ<t. l't·agnay. Vc>nt•ztwh~ ·.,·"''iì) 4
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Alla Pre::illt,nza dd C'on.!...'1'esso ven tw d c~i~nato il gl'nct•ale ntediCIJ prof. VinN·nr, mPmhro d clr!::;t·itnto P dr! l' A1•c·adetn i::t di mt>die inrL. PrPsidcnti d ·onore del Con!!re~so furono il pro f. Tnni<·r, (·Ile pr<>sied ettt> già, le eonft>rrnzo ch irnrg ir lw in tcr<lllen 1•• a P a ri ~.d, il gen<>ralc modico Wibin, ]lrpsid!\n tl:' d el lo Con~n'sso di llrnxriiPs, l'd il !!t'ncral(.' medico capo d rlla Y:tllt>, pn'sidentP. dt>l :3° ( 'ongt·<•s:-;o di H.oma. /~ <'ummis:->ario generale del Con~t'eRso fu elrtto il dott. l f:.:ac·, m t>lli<·o principale di ·lo. classe, al qua le i.• dontltL la. lll<'ravig;lio,;a, org aniz7.nzi0tW d el C'ongrrs:->u, eHra.ta minutanwnte in tu tti i suoi p;wti<·olal'i. i ~pet tMn
Lunedi 20 aprile. l;i11llllglll'<l7.iOIH' <1<·1 ( ' OI1gTl'Si'0 (•\)IJe lliOg'O il httH'llì :.!0 a]Jl'i lè a,IJ (' ore 10, alh~ pre><<•n;.:a d <• l Pr<•sidPnte d1•1l;1 I{Ppllhhli c·a franl'rSf' GasLonc Dounwrgur, Jlt•.l grande anlil l'alro c!1•lht· :::o rhona, dH' si ilnpotwva. nella :-ma nm<tera srmpl i<·il:à. Cl>l grandioso a trrcf:c·o (( 1L Boxc·o l'i;H·ro ,,, ntpolan>ru di Pnvis de Chav;lntW~ e c·ollEI l>l a ltte Ili Tiic·IH·Iit•n, Holi in , D escnrtes, P a.;;ca l, L:tvoi:-irr. Al tavolo <l'onore :wevano JH'(•:-;o posto il :-:'.ot lo~cgT<'ta rio ili Stato per la Uttl'lTH ::\-L Osxola, in rappr('>s<•nhtnza ci<>L )finif:tro, il mare$Ciallo Foth . il prof. 'l'uflkr. il l\Iinisl nl d t·l eum nlertio, il genC'ra l<' tnC'dico d t>ll<t :Marina UinHL, l'nmntit';lg-lio Ralann, il C'a po di t;t;ìlo :'lfa).!'g-iure gen c'l:'a le l)t>bctw.'·, il pt·of. Yintt>n1, pt·<•sich'nl<• <lt'l ( 'on).!'n•s;;o. il g-encral<> m edic·o l'<lJ!O di'Ila Valle, ilrPtl (•rc dPIJ'l ~ ninw.-<ib\ .\ppl'll. il prPs idl'n tt• clt'l Comil;tlo ÙC'ILExpn:-;izionc d el C ongrr:->~o l·'au n•. Pr<'l-:e JH'I' 1wimo hl p:trola il pro f. Vin c·<· n1 , il q naie pt·onutwiò il di~;c·on~o . iuaugur·al1·, c-lw ::;ia mo lit~t i d i ript·ntlur·t·e inl·<·gra ltllt'nlc Mon.~ir: u r le Prr:.~idt• 11t cle la
Hr:puh/it(IH:,
Yons avt'Z uil'n \'oHiu <H·<:Ot'(lcr votro han l palrnnage Hll J Il e ('ongrl:'::; in lerna 1ion:tl d r Ml-df't·ine et eh· Ph:mna(·ie m il il ain•:-t, 01· <ljout.rr à· cet honneur celni rlc votrc pr<:lsc•nre i\. Ja, :-;railt·e d 'inatt.g urat iou ÙP c•r ('onf!rt•:->. Qu'il mo soit. pPl'JllL-<, a n 11om dt' >W>l Ol'g'ttni><nh·un<, d<• vnn,.; c xpt'Ìll!Pl' l'ltommagc k plus l'('SJH'<·t tH'IlX dc> nns l'l'tm•t·<·it•nwnls. Nutro rn<;onuais!iat1l't' va, égalt•nwnr ù ?IL lA )finistre cl\> la. g LWl'l't', qui ~t hit·n voulu tc'moil!llf'r <>xpressémcn t nu c·orpR dc t-:ianlé miU taire et :\ noR c·onfrè·r·t•s c•ivil,.; l'in tt'.T'\;t tont p;H·Iil'uliPr qu 'il l (' t~l· potte. Jfessif•u,-s le • J)(-(,:g·w :s di'.'> (imcrPI'III'JJI('II{,; étm n.gr'r8, ìlfesdrrmr·s, Jfe."-~icur.~ tt d1ers C'dUgucN. L 'hqnn<•nr t•st gru mi d c>. vou:; ;l(·c·uei llir.
Gnt>. renne in1Pt'U:tt iona l<>, iL la foi:; s('i<•nl'ili<tttf' d pr;tl'iqm•. qui asf:<w ic !es repn;s<·n~ ;ml:- kR p lus a.utoris<'o d c la m érlt·titH' mililain·, ùe la
rHé<le(· in<' navali:' et; de la nH:di'<'ÌIW civile d o -Il nal io ns, Ùt'lHls:->o JHll' sn s ig n i tic·a Lklll l'impor! a n<·'' c·<•twnda n t <·.on~idéra bit> Ms C:ongrb:> h:l.bit,uels d t• 1f<'- dec-inc . Vous YOU:-t Nt>:-t lH'Opos(>, iiies:->iPur:->. d<' 1<\moigncr, par votl'i'\ pré-<<•ntP Pt p;tr vos fra ,·:111~. 111' YOIT<' sollicit11lll:' ponr tout re q n i toncbc
IU OONGitt:SSO Tl\"'l'J:;HNAliiONAL~: JJl )t ;: OI"I:'>.-\ t·: ~'.\101.\( lA ~Il l-l'l'AH"
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an bien-fltre <'1 ;l, la sa nté clu soldat. Hon hyg-il>ne. sa. rl.t;fense médiNth· ou <' hi rUl'gicale ·contrc l<'s mah~rliPs on lt>S a<·<:ident:,; qui lt• IIH'll<H·ent. vont faire l 'objet de vos d(>Jihérations. ,Te JH' f;lis qnc tra<lnirf' un sPntiment. unanime en vou:'l assHr<lnt, à l'n' 'iln<·t•. <l n vif iniPri'\f :1vc•z INJtH' I vos clisc·usl>ions S('I'Qllt S HÌ VÌ('S , J e su is hem·c·ux de YO us soni w itt·r la hi<·n Vf'lllH' la plus c·ord ia le. ~ous a\· ions songé ft. tPnir la prt•mil'rt' sé<t nrp clu Cong'n\s clan: c:d h opit<ll d'lnstrudion et ('Pfte Et·ole ùu va l-d e-Hnt\'0 qni' ont t'l é IPS bN'ceau:x dc• la mc1d.c·c·iiw mililairc· fmnc·ai:<e . et don t; lr•s hùt.intPn tx onl con, servé je nr >mis quC'II<' ph~· s ionomiP majc·shH·Hsc• CJll i ll:'s ral'hll'hf' au passé. C'en t ét<' projetl'r :<;ur la solnmit.é de t<'t l t~ a::::.:c•tnhJclp l<• so un·Hir è l l(•s g:ran fu; noms de Per<· .~· . l > c•s.~Pnet t<•s, Do m in iq m• LalT<'.", SNlillol. Mai ilo t. ViUemin, J\plsf·h, Yalliu , .\. L H\'f'l'an, qu i ont illnstré noi1·c· c·cJL·ps t•t· don! plusicurs ont cuseignl- tlaus c·pt l<' 1·~!·oh• an•c la pa:.:><ion ;;il<·nc·it•usf' <lH la sc·ienee d dn dCYoir. LI.' noml•rc <'lc•Y t~ itt'S ('ong-r<·s><isks n'èl pas JJ<'l'lltis d e les réunir, nujonrd 'hni. au \'al -dP-Gri'tee . ) I Hi:.:. }.!I'Ù<·e à l'c•xtr\•ttH· bit•nVE'illnnC'e d<' )f. ~\ p]WII. J'(' uaillPn t HPdPllt' d<' ITniq•r.-.itl- dt' Paris, ucnts H\'OllR en la gJ'anll<• fn n•ur dt• lrOII\'<'1' a:<ill' dan:.: N' magniriqut' amphit·hé(ttre rlP la :-;orhonne ..Je tit•ns à PxprinH'l' à ::\[cm...;iPHr l<· Ht•c·tt·m· nu' ;.: plus vifs l't' llll'n·it•tnt•nts. f'ollllll C IC's d t' liX ('(lllg'l'Ì'S qni l'onl vn;c·t1dt.>. lt• 111 1' ( 'on.!.!TPS int('rnational com]H'('JH1m à ln fois dc>,; nH;tll'c·in!-;, d C':< c· h irurg'it•ns. rks ph ;u·m<H:it•ns C't del-i oiTi<·iprs d'adntinistrntion . (' ll un mot l'ensBllthl<' tks élémt•nt.s <·onstitutifs du COI'JI'i dc• ~anté ntilil;lirt•. Tous ~;ont. tonfondus Ì(:i dans h·s m~mm.; ntn j:!·s, HninH;R <l'une lll t nw JWnsc•r 1.\t pr~ls i\ partic·iper nux tllf•nwR e l utilf's tr;n•aux. (''est unC' v i\'(' sati:.:fadi11n dP t·onstakr (]li<'. venus (~\> ton:.: l<'~ pnys c·onviés et, cn pari ic·u l iPr. d•· 1·ous Jps puints d f' la J•'rnuee, de nolld)n•n x médeein:.; apJ><trl enant ~ la Hés<·n·<' ou à. l'at'llH:P t<·t'l'ilo t·ialt•, ou hic•n ctneore cl~g-ag-''" rle l<•nrR oblig-a t ions militail'<'>l, H ' sunt Jair ' instt'it·e com me a.dhl:'rcnts. L(•S F:H·u ll <'s c1u .'11t;t1N·ine de :raris et d e proYillN' onf <'llYoyé an Cong-rt'·s rl'é naillt'nts prol't•ssi' Hrs pour lt>s l'Ppr{·senft' r. Il ~' a là un in~igne et fntctueux exenlpl<' de co nfrat!'rnil é an édi<·ale. L(.':> gnl ,·es rh{(·essités dc la g uC'rr<' monlli;\l(• ont; étroi t<•nwnt 11ni, prnd;t nt. ()Wt!J'<' auuém>, IN! médc<·ins t iYils et lr:-: médN·ins milihlil'f'S. l\fohil is t>s so11s 1111 ('Omm un nniformt), nos confr('rp;; ('iYils ont· prodigué sans eomph·r lv.ur I'Xl1l-rienc<' et leur dévo\H·nwu t.. C 'est flOnrquol. avidPs d<' consoli ,Jer davanhll!t' cn coro l'eut<•ntr q ni s·\'>:t nOìrm (>~\ d ans Jps nmH:e>s, nous sommcs hcnrenx qu'Hs a ient· r<'pondu an'<' lt• plns grancl c mpn•:.:si'IIH'llf :\. l'in vit<ll ion qui I<'Ul' a
été aflress0l' .
* ** La n 1centl:' gul'ri'C, ftll i èL préc·ipit 6 tant d~ rnaux. sur l'llUmanité, a rveillé parnti lt-'s lll ~cl( •(·in s lle tous lc>s pa.y s - c'cst -à-clire clwz ccnx qui sont appelé::;, par lt•ur profel'i:<io n, à en at.ténnt•r ks cO'ds- u n sentimcnt
de solidarité nouvellc. L<' prést•nt Cong'rès n'eu f'st-il pas l'cqoqut:'nt témoignaj!~> f A'7 a n t 191-l, l'oonvre et l<:"s ITaYa n x fllt SPrviee th• :-)<tnt.é d<l cha.quc n;t.tion é.tnil?nt, ~>in on ig'nor{>s, du moins Ìlli'Qnt pl(.t(' lll('nt connns d<>s nnt.J'('S
27:?
111 f.'ON<:Hr·:s'-\(1 INTEHN:\ZJO:-IXLJ>: DI ~11-:D J I'IN.\ r•: J•'ARl\1 .\('f.·\
) IIL JTAHJ•:
Mai>: la g urrre moucUa1e a. bif'JH01 montr~ a ux médecins milita.irel:l liiObili;;és la néees>;iiP d e Sl' réullÌJ' pour (•Onférer enh·r t'UX des g ravcs prohh\ mc:-; d'ordrc lt'('hnique qui sr posaient s i so u vc• nt ùan:: lcs armées. D f' là sont. nées Ics Réunious mérl·icalr!.~ d'annffR et le!l Coujérrn t:t'8 méd'icale.q ·ilttnallit:es. C'es demi\.-l'<•s H.' sont. tenues à Paris t't out ollct·t une très ~ran ùe importance p ral ique. Il faut f<lU'f' homlf'.\11' de cctte institntion à l\L .Just in Godart, alors ~OIIs·l:::'l•c·rét.a irr d 'Etat du Srrv iec de Santé militairfl. L l\ ('on)!ri•s inH·rnational dc· l\ft'dc<:inn et dc Ph:u·nw<:'ie militaircs <>st· le prolongemcut agra n di d c <·es r~nn.iow;. Après l'a L'Illisl i<·C, ('Il c•ll\•1.1 lt's mf.dN·ins ll tilitairc:s ou mobiU:-;és qui , à d e;; ii tres divers, ava i<•nt p<~ rtic·i pé a u ftHIPtion ne111en t cl u Servi ce d e Santé1 ont de nouv(~au épron,·é le lwsoin di;' se rapprocber pom· discutl.·r dl'R multi}>les questions d'01·drc 111édieal, c·hirm·git;.ll, h~·gh1 n iqne l't administra1 if que son l(•n:nt non l)lns scu h•rn c•nt la. g"1H' I' r e, umis enrore 14.'1 temps de p aix. Afìu d e r(>;l li..;cr c·(>ttn eomml tatio n colleetive, y[. 'vYibiu, m édeeiu inspectcur g(onéral du RPI'vice de Sant-<! dr l'Armét> béii!P 1 a pris l'initia t h e do proposer, c n 19:!1, la créat.ion d ·nn ( \ongTès jntemational l)ériodiqtw réunissa.nt dt•s rept·é:;t•ntants du :::ìcrvicc d l' Sant6 d m; a.r mée;; de tcrrf\ et rle m er a-ppart ena n t a.u x n a t ions alliées ou ncutres. Le premier d o ces Congr fls s'c;;;t te nu à. Brnxcll<•s, ~ous sa présidt•JH~c. L e se<·oud s'est trn u à Bome, en Hl:!0. so11s b pr(·:;iùcuce de l'II. le gén~nt l mtlùN·in Fr:meosco c}(•IJa Va.Ut'. Yous save1, qu!'l a. ér(o lcur très grand et tr(•s k·g i t.i m e "uccès. Ct'R réunio ns, dans Jp;;queiJp;; Ics parti(' ipant.s sont. appelés à écba.nger leurs idées et à fu irr connaitt·e l t) ré:-ulrat de lcur cxpérielH:e personncll e. se pt·opo:-c·nt la nti!->c au point dt· cert nirws quei<tions ai11si que l'unil:ìea tion des solutions q ui peuvent. L<>ur {>tre apportées. L es problèmos à discut('r so nt, e n el'l'P t, toujo urs no m brcu x . Le perfe<>tion nement d e l'orga ui~'>at. iou t(whnique rlu Ser vice sanitaù'(' dans ;;es rapports aYer· Ics m éthodcs de g uP-rre modc me SUl' terre, dans l 'air et sur 111 or, les règl<'S d'éva<·ua.tiou ra pide d.cs b l<';;s('s et des ma.lade::;. la prévention et la g-nèrison dcs complications septiques d cs plaies, la prophy la x i c de certa i ne~ tna la dies infec·t ieus<>s très extensives telles que la grippe, c€'lie des ma ladiPs vén6ril'llON;. le rMt• dl.'s Ja.borat.oircs eu tc rnps dt' paix et e n te m ps de ~ucrre, J'édm:ahon physiq ue et sportive des j ounC's g<>ns, etc., me parai~;;<'nt ]J<II'Illi les sujl'ts cl'étude qui s' imposent toujou t·;;; aux préocruvations dn méliN·in mi lita ire . Il e n est, tl'~dlleurl", bien d 'autre:e ncorc, quc son eon ta<:t a ,·ce le solclat lui ré=vèle c haq ue j our et le forN• pay;~.
Oli
à m é<iiter. Pour le nt<I<11'C·i'n. Pll E>IT(•t, il n't>xislf' ])<lR, à vra i din•, de })ériode de }Ja.ix. :-;a vi~i l ancr n•sl·<' coni inuPlleniPnt, <'D ~arde <'Ontre k s rauses qui peHvt>nt aiTaih lir la :o;an1tl nn la n lsis1 <IIWP dii so ltlat. f,es g·erlliCS pathogènf's. ccs « ennemis silellf' ieux h, ain;;i qu 'ou l1•s a ll!JlH· lés, JlP ro nnni::;sent g-uerc do tJ·h·c; i):.; ne dt'sar·nt<>nt ja111ais. Lt• m(·dPC'in 1lernpmp toujonrs con Lrc eu x en état: <lP ~!'U(' ITC oJtPHsiY<' <•t d<'fen;;iH . En dt1]'it. dt•s meRuTcs prophyl:lctiquP8 qui h·ur f;ont opposl'-t·s, lPs u1aladies iJJJec·tieuses 111ènrnt san s ~UT[•t leurs a t l;tqnt·s ;;om·noi:'I'S 011 bt·n.\·antl's t'On tn• la s:mté cf, la. vie dc·~ jl'IIIICS gPm; qu i l ni so n t tonlié;;. ('m· hl ganll' qui H ili<• à. la. porte d es <'à.· 1 RL'I'IH's n '<>n th;fcud JlaS lr sold :tl. ( \•lui-t·i <Jil'l'c, a n <:<mt r·aire, à 1'<gard d f:':o>
Ul t'O:St,;JtESSO I);TI·: K:-<AZI0:-1.-\LI-: 1)1 ~fi':O!C!NA 1•: FAHMAC'J.\ ~UL!'rA HE
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agenl.-> mitrol>i~·ns, une rt>reptivité vé ritablc.>mcnt excessive, et qu'il <o'!>t prPsquc banal dt~ rappeler. J,e mtldccin milihlire ·~ la nJi,;:;ion de prot<'~Pr les soldats contre ce~; f'on t.ages vrtritl,;. IL partag-e l<'ttl' exbtence et le.ur,; f<ttignes. II s'cfTor ce d(· i CS présC'l'VCl' du g'CI'IlH' homi<:idt~ ()U du d;tng'PI' d<' f acc ident. Jl ViRitc leurs ehatnhréPs, il rontrolc leurs a linwnt~, il véritìe ju,..qu)t l'air qn'ils rcs11irent. tiiL solliritudo les s ui t n vrc énJOtion à l'b611ital lor:-;qu 'ils so n t malades on blesst;s. Il le,.; soignc a,vec tou1. son dév(nn•nttmt, <lVrr t.out- son savoir. C'est :-:o n ìm;trul'tion · "t:irn tifiqne so li de, <'t c \'St so n (IX lJtlril'm'c a ,·er tie qui ont. nlvolutionné l'h~-gil'ne d~>:-; <H'Jilées ùan,; lr month•, et qui ont entrainé dcs améliorations si consillérablt·s dans IC'nr cltat sanita i.re. Le profe~seur Brnuardel. qui fut., eu Fnm<·t>. un ùes lllaitrcs de l'TJ~'I.!Ìt'ne, se plai;.;ait à le Ill'Odamcr. La t:ìclw du médec:in Juilil ai n•, qui Jhlrait. si Jllodcsh' et qui. pourtant, Pst si grande, t>xige dc lui 1les conmli~;.:anePs Hl'Jlrofundies et v;H· i~t>i'! : il e:::t, à la fois, dinic:iPn. thclrapcutl', hygirniste, épiMilliologue, rnE!dt>ciu IC:.giste. doit (•t re, enc:ore. fa Il) i liè l' "VI'(' Ics l'P!! les d l1 i-;Pl'\1 ice de Sa n t.é en ca nqlap:ne. Se•:-; V(' J't us mornles vout de pai.J· av('e l'i<l \'alcur pl'O fN;;.;ionnt>lle. fl f•on d en"e C'n lui k sPntiment; éJe,·ts du devoir. la <lif!Jlih.', la bonté, l:' clrsiutérc;.:sprut>nt. la haute <:OD:·H.:im1ee, en un mot ]('S q n;di té:-; qui font., d t> sa carrif>re, un apo:-;tolat et, du <:Ol'ps auquel il ;tppa.rt it>nt , 11nt' 1llite. Il a ùonné, tWndant h1 deruit·re gut•rrc, la nw:-;ure dC' f.iOU ('sprit ùt• sacri tkc, ear les pcrte:-; <1.cs médet·ins franç-<lis v icnnc~ut, ponr la. fréqn<·n<·e, après (·elles d(l l'iufantrrie, qui ont t'1é lc>s plus ékvér.:>. J{endons un hom n la~e m~rité <111x tllt'IIJbre du Corp~ d e Santé m ili1aire qni savent biC'n vivn' l:'t bien nJom.ir. Rt>n<Lons an:-;si lt) nu>mc> hommag-c à nos c·onfri'rps t i\·i ls. I,c sang dt>s un,.; et dt·:> antre:s s'e.-t mt;lé s m le sol saeré dP la patriP, attc·stnnt la mfon11• abnt~gatio n. snndioH tHlnt cdte fratt•tnit~ qui ne s'exprinw pas st'ulrmC'nt. p<ll' d(•s Jnots. n1 ai:-; qui s ·est t.raduitC' par nn ~·~,JI $<H·riliN•. lls sont <·onfondns dmts nntr<• rN·onnais-
n
,,.ance.
* ** .1/ CS!iiC'IIJ'.';, 1€':> <ll'llll;I'S :-\Ulll I'OII l)lOSl'e:-i ([P jl'llll('S g'PIIS ,;{>1\•('j ÌOilll(os }>anni lt-s p lus robuste:> (•t Il'!> phts ~ains. ll 1!11 ré:~11lte qnc. si lt' :-)et·viC'e ùe B~u1 t.é a la mi,..»ion dn IN.: :-.:oigtwr e( tle l<•s g-uél'ir, il a, lH\Ut-(•trt>, plus eneor e celle de Jps pro t l-gPl'. ~o n r{)l(' <•st e:-;:-.:entiellc•nt<•ut proph~·ln<-tiltll<' et il n 'N;t J)as nn s('u[ actc de la Yic d11 :;o lrbt à l'ot·(';l:;ion dn(tll~>l (·l'tIC' fon<·tion t utéla.iro n 'a it ;\, s'<'xerc·pr.
L'{'(folt. métlit·nl Yi!-;<1 dune, a.,·ant tout, la p1·ése n·ation dt• la snnté du soldat }HII' IC's ru ét ltodps IPs p l ns :>('Ì(•ntifìt[Ul:'S. l >ans la lnltc• ('O ntn• li'" nut.ladi(•s iJl.fP('tiensP.s il ~:-;1 jn~t.e rle nqqwkr que le ~crYi<·P d<' ~ant(.a,.,on vP n t inaug-uJ'P la prntiqHP rlc:; gn111clP~ lllf>SIU'N> rJr proph.l'laxit· sanih1 irC'. -:\J. Léon ht.bhé a di l ~( qnu J'armC:t• t>tnit Ll,·nnt~;lnl<' du JH'og-t·t>s t•n ma1ièr« d'h ygierl(l ol. ::ii VOIIS t'Il \ 'Ol!]l\1. 1111\' pl'(.' li\'C 1l1;,jù. <lJl(•it' JJII(.'~ jl' (·itPJ'<IÌ J'C'Xl'lllple de la vaccination <t Ili Ì\';1J'iolique. C'est tlans i(':'l <li'JIIcii'S d e Sapoléon r qne la vaccination jennrriPnnP a i;lé rt-gll'mt·nlrt•. lP :!!l :\! ai 1 ~l l. et cpt'E.> II~
27-l
Ili
('I)N(:tn:><><tJ I!>TrmN .\ZJO;>;AI,J·: DI ~IVOlt'IN .\ E 1''.\lUIA{'I.\ ~ULITARI·:
n ~~~ rrrHllll' pratique11wn1 obligatoire, prcs df' <.:Pn t an;.: av;mt qu'cllc n o le fu t da1 1 ~ la populat ion eivilc de no tre 1Ht~·~; . P(•ndant la lon~ue gn('rre de 1914, qni a Pxig<l b~ mobilisation d'ei:Icetifs rnrmidabll's, on H ,·u renvrr·sée l;t règlc qui asl'igna it jusqn'alor~; plu,; de pm·t<•l' humaines aux: mala <iic•s infrC:t it>usc·s qtùmx r.on:-;éqnPm·Ps du feu dc l'entwn1i. Gr;\('(' lHlX mes ut·r;.: in:-;1 itué<•s ehm;.: Ics a.mH'rs belli~érantes~ les all1•t·t ions épid(.miqu<'S ont Mé ranwn<1t>s ~ dt>s pl'Oportious véritablt>.nwnt tT(•s faih lps. D E> !l'l;.: nl;;rtlt al;.: ap portt' nt une eons(.c·ral ion èJ·Iahtnle i'l la V<t·leur de>i ruétholl('s proph~·ln('tif]U<·s ncmHII<•s qui ont f.1tl in-.;titnét•s par· le 8t•ryice de 1'1ant cl. L<• ròh• (\(' la thirur!!'ie dt> gul'tTC rw so limite pns st•nl<'lllPnt au traitetnf'nt dt•s ])Ics:'"''~· E lk a, Pile au:-;si, une fond inn pt·oplt~·lac·tiqnt> fTt'S important·e, ear l'Ile ùnit !l~><urer la pmlf'<·l ion dc:-; hle><>~éx <,ontn• lt•s infec·tions xi g-ra,·<:~ qui l1·" nH:n<.tc<•nt. Lt·~ <·Ontplinll ions septi(ju<·s de,; pla,il'~ qui r é><ult('nt d c J'ino<·nhlt ion <lire<:H· di'S ;tgPnts nJitrobit•ns dnns 1.i(;s tiS>;lJI'; contnil N infihr!-s di' sang-- <lonhh' c·nutlit ion qui l'Pnd h•:' hlc>sst;s ~i nL c;rptifs- ont lt•lJI' plrasl' tl'itH·uhat io n Pt IPm lltarelil· ton t à fai t ;;péc·iales. gjle,_ (111t, Hll>'SÌ, [('lll' lH'()}J!J.\·IaXil• Jlf'OJ'l'l' fol1dtol? Slll' la l'apiùit{> di'S éva('ll<tfiOllS, la pn:c·oc·ité dPs inf·<•t'\'l'lltion-.. la prati<.ptP Ul"" injl't·tions <ll1litètaniqttPs, l'i,.,O II'llll·nf strie·! clt•s IJipss(;S I'Ollhl).!'Ì('I IX. Lros pl'Ìili' ÌJ W>< gc:nvrnux d<• la proph,vlaxiC' <·lrirurgit·:dl• dill'l'l'C'Ilt donc lltOins qn' il ne pal·ai t dl's r(•!!'lt•-< qui goun•mc·nt la prnph,\·laxil' ltll:dieall'. AY<'I' "Oli juuPnH·nt s i l'<'lllit·é H avi'(· son t·XIH;ri<·tH·P stqJI'ril'lll'l' <l ti furwt ionlll'liH'llt du ~<·n· i<·P dc ~antl> ('11 IPtnps tl<• guetTe. :\l. Il:' nH:d1•<·i n inspN·LPtu· générnl 'L'onlwrt a [onnulé 1111 Jll''"tl' ptl:' autoris<~ , pt qui n •xl\>ra, ~~ S<t\'Oir que l'organi:-;alion tltirurgi<·alt> en I'Hlltp:lgnr s'inspit·f>. av;mt l'uut, d~, l'art Ùf' guc'rir. Ellc• doit, dii -il \'11('01'(', " <l,l!il' l't rait'(' a,I!Ìl' (·linÌijll\'11ìl'Ut "- ('(.' :-;out, en t:'IT\'1 . l<•s lois Ù<' hl ( 'liniquè l'L tl<• la Proph,\-laxic qui t·orulitiOllll<'llt ìt sa ha~(' lP fonl'l intlnc•nwnt· du >-'1·n·iN• dc• :-;ani<' <LP:-; arnH~(>s lHl ternps de g-Herr~>. Ce so ni le!' nrrrnrs lois qui d·g·iss1·nt t•sst•ntic·lkn ri'IH s1•<> prine ipt•s <•n l'l' Ili p~ de pa ix.
* ** Elroil<'lllt'lll lit:<·s aH drn•lopp<•nwnt d<· la tllt1 d~c"I'ÌlH', la diniqnP, la lli<~nqwutiqn<' <•t 1<1 proplt,\'l;lxir ~on 1 <'11 Jll'l'Jlt'fllPII<• t~\'o i H l ion. L';:mal.\'Rt· dit·rctP l't ohjt•r·tive <h-;; nral;tdi<·s l'l dPs prot·h;sus infediPHX s'édairt', sanf'l dnlllf', gl'iìc·f• à. lC'Hl' oh><Pt'Vat ion patiPnte i•l t '<:p,~h,<:·. ('<'IW!ldant IC's investigalions t·liniquc:; ne• lli'UVI'III nv<tlltl'l' an ckli1 d<• C'l'l'laitws linlitt·~ sans le sc•c·out·~ d n lahorntoire ~> l <lP la rt>c·lt<'n·h<• ~~ ·ic•nl ifiqn<'. (''p..,t lt> laboratoù·1· cpu a sus1·ift~ clans IPs seit•tH'I's ntt~clinlll'>< 1:1, I·Oll><t;q ll<·nllnt·nt, dans leurs applil'at iCJlls nsul'l lPs_ knrs pro,!!TÌ•s lc•s plns clt'1·isif>'. (''pst. son intcrventiou qni a JH'l'lltis <l<· d\;finir h·s 1·at rsi'S dPs 1naladi~>>' l't, 11ar là, dt' mat·quer un Jll'rfl•l'! itllltll'lllP11t intlisl·utahlt da n>< ll'rrr j)l'(lplt,\·laxiP et dans lt>ur traitetlll'lll : /Jr' ltf' 8r·il't' r8f. ·pr·r f'IIII8(V'i .w·il'f•. (\•Ili' t1•ndatH'é qni snbordonne l'ét rlll<· i'ptlt·ttlal in· fL cles lins d'onlrP pr;~1 iqt11', a )WrtiC'nlièt·ement Ra j1lsl ifil·ation {'11 llll;lll'('ÌI1(' pni:-;<Jlll'. \'11 tlt' lini1 iv<·. (•(•Ile-C'i ;<(' vropo:;e <ll· ptÙ<I'l'\'l'l' t•l Jlp I.('IH~I' Ì l'.
La guerre dc 1914 a constitué utw in11ltt•nse expéri<'nce. Elle a été, d ans tous les domainPs, ponr les bommt>s Pt pm1r IN; cbo~(•s, un agent révélateur de premier ol'dre. Elle a refltlté sur eux l'imph1<'a.blc nettoté de sa lumière. Rnfìn, d a ns lf1s innombrahles rerhcrrht•S qu't•lle a susf'itécs, ellE' a sanctionné l a puissancc d cs ré:mltat s apportés "Jl<ìr' les rec h erche~> seientifìques. Eu médec·ine, nota n11n ent , l<•f; lahoraloirPs ont Né les instruffi()nts indispensables de la lui re eontn· ics ma lHllips et l'Ontre !es compli<)<ltions scpt iques des plail's. {,t'ur i111porta n<'E' dcnwm·<', Pn tout. tcmps, prépondérante. lls ouvrent une fl'll N rE> :;nr l'in(·onnu . ::Sans h•ur r.our·onr!->, L'hygièno fftt dcmeurée avr ugle on h rsifant.e. Av:llll· Past.f'u r, I N~ np]Jlications in<'ertaines d 'une prOJ)h~·laxie JHU'<'lllent P1ilpiriqnc Iùtvaicnt p as bit avanc<'r d'un p~ts la lui te con1r't' 1 <>~-' malarlÌ<'S <;pidt:nlique~. C'et (>.JUpiriAme n 'a l><ìs n'- us~ i à. noul' afTran('hir dP la mg-P, ni dn rharhon: il n'a pa.s fai t rcrule1· la diphtt~ri<', l<' l ~·plnt:> Pxanl h<' nwt ique, l<'~ mahtdi<'s t,,·phoicl~R, ui l<' choléra.. Cc l'Ollt h•;; laboral o ir<>s de r e<·lw r<·lws ~<·i e> ntiliqn <'s q ui o nt révélé le sccret d<.• la guérisnn ou dc la )m\vpn t io n d c\ rcs g ranflt·s inft·ctions et dc hcauc·oup d 'a utl·ps <'IH·ore. Leur rMe p,;( lo in cl'<'l l'<' :tPIWvl'-. D c nornbn•ux H ditlkilt•~'< prublflrne~ f; 'iulpo:-;ent to ujours à. l'attention d Ps mt'dcr·ins. Voi<·i, cl'a illt'urs, (] ne le labonttoit'f' a l'amhitio n dc forgcr· Ù<'s annc•s ehiruJ'gi<·;~lt•s nonvt•ll<·~. U prétcnd faeilitt'l' la l)l'al i<pH' du Sc•1·vit·<· d<• Kant<! en e:l111llagrH'. Il a l'firme qu<' J'on ]1<'11t a ujourd'bui r pa rg tll'l' :lllX blt•s>:t>s N~S C0 111pli<"ahons gangrPne.nseS si f unt'st es (] ni ont t•ntnlin0. lJ('ndam In d Pmit>n• gnerre, d t's morts in no m h nt biC'H. Ainsi, la st'rol hémpit· ì'l't;C'iliqut• don11P1'a au h les,.;é nrw prot c('t.ion p lns etlìcat·t•, au <'hirurgit•n une S<~e urit é op<'ratoirc miPH:X n,;sHree, a ux (lil'N·tc• nrs du ::;rrYiC.:<' (le :-;a.ntt: d<•s fal'i lit t',; tl"<'va<· Hill io n p l us (11o ig-née doni· ils auront à t<•nir eo111ptc dans ll'urs pré\'isions <>1. tl:tns !Pnrs orùres. La mort sera éparg·ntl<' à clr nom brPn x h l\'sx<;>i. L<'s inft•C'tions médicul<.•s t'l chirurgif·<lles cì•tl<'nl fll'll à 1w11 le pas drvant les dérouvertes rnotl<'rnes. ( 'crtes, nombr·c d ·C'n l re t'll<•s :;e d érobcnt enrore ì~ n os 1110 .'·<·ns de tra i t e r1wnl'. Mais lf•s rPdw re bes ne r r ssP.nf, d 'Hre pour·sui\'ies ..l e n e doHI·<' point <JHA, pa.t'llli l<•s <:o mplieat ion:; infert·ipu::;cs d<•s phtil's. d'nnlr<'s <'neon• panni lei< ]llu::; gnwes et los J>l us r e· bell<'s, seront, à l<:'ur tour, Jllaìtrisét•s par une mf.dieation SJH;c ifiqnc, prévent.iHI ~~t r mativl.'. AlnrR srnt ~l ]Jl' U pn•s c·om ph•l lr <·:·l'le protectetu· des bl(lsstu·rs Pt d es bh•ss.-1,;. ( 'C' st•ra un<' tHlnvC'lle vidoi.re de hL JH'ophy la.xi.e C't de hl th<\rapeutiqu<' sc-iuntiJiqu<•s, don t. !Jclllllfìc·i<>ra a u>:si 1t1. c·hin11·g-ie du trmps d e paix. Cn grand fmnçais, J11h•s ~icgf ri l•d , :t dii que la s:mt ~ est l'élt'mcn t le plu~ pré<·irnx d n bonht>m cl' ll!le t·i l t.'. Ll· nu~dt•ti n poursuit eett.e fu.nmt.o cbimèr<' rle vo11loir asRurrr, pa r[ois tontrr lr JU' ~rr. la ~;lllt é d t's rollcctivit.és. Il ne se• lus;;e jannli;; d a nA ;;a t<tdlt' r~pu r~tl'itt' . ~nn donwino so d éploie d~1ns la sou ffrnnrc qu'il ~·t,1Toree d e souhtg-(•r, dan~ 1:1 rnnl:Hli A don t il voudr·ait aiT1'aJll'h ir l'lnunc~nité. r·<'st ?t lui qne r evien t la nohiP mi:>sion d 'atténner l<'s 111<'Lilx intini ~ de Ja. malndit• el rm1x rle la gu<-' 1Tt'. Il :;·<>lllJlloie non ft, détruir·e, n1ais à conserver , uon à uuire, mais ;L pruU•gt•r. El e 'est. a.insi que, dan:s ce siède <'11f'Ore trcmissant (lps confl il s ù pt>inc apaisés qui l ' ont bon(é\'et'!>é, il se r•nnsat·re à ann ihiJ('r J' <X!t1Vl'(l ([p ll)(l l't l'r]l:tllfhlC r\nns
2/f·i
Ili l 'ù.S< : J<VSSO l~'rEB:>l \ZIO?' <\LF: D I )IEOJCf.S.\ E .f.\IUL\ClA llTLlTARI>
la. nature. La nH:dt·l'ine est \Jn s~·mbole de ci>ili:;ation et depaix. Elle appanti! c·omm<' Ullt' !!énén•use e.<;pNauce d une bieuf<tisante pro1111'S:'<' !
Al prof. \ 'in<·<·nt, :::altllato alla fint• d~l un:.1 impuuent~ ovazione, sel!uì il ~··nt'ral<· nu·di•·n 1·apn <l<·lla Vallt'. <:hP parlò a nonw d<•lle df'IC'g-azioni esi P l'e:
Eu Jlla q11 :ditt; cle Pt·,:siil<·nt <lu <IPI'llil'r f'Oil!!I'PS lnt<.'rnationa l dP 1\féHonw il y a d cux :tns, j'ai l'hounellr hic·n ,trra1Hl ilt· l"'''llflt·c· it C"etle ht>Hr!' :-:olennt'lle la paro!<' au nom de:-: Dél(g-:1 tions <•t ran~f'n•s. Sons SOilllllf'S UJI('(Jf(~ ,~lll liS t li' rc•ut housiastll(' aYet.: lc•quel 11011!; a vous lll'<jllrilli la dési)!IWfion dP raris c·ol ll llll' siègP de C<•lte troisiì.• me rt•un.ion : jt\ s11is hiPn tPJ'lain ùo r etroJI\'rr nws Jlropres sentinwnts rlwz tons mes illustr<•s l'olie)!u<·s. qLW j'<ti l'IH•nneur di' ,·oir enc•ore iC'i réuuis. C ' c•:.:t dcJnc· avee le plus \'lf plnh;ir qu" j'apportc à h grande "Sation latine l<·s ~-Jalutatiolls vibrantPs, C'CH·cliales et fraterm•lles d<• sa SO!Illl'. l'I taliP, et ('I·IIC's dc l'ont e:-; h•s Xations rc•pr<·sc•nté<'s ìt cc Conl!r~s. La prc•mit•rf• de no~ r{>uniom; date• de qn!ltrc ans. EIIN; sont l'cxprcss ion Jllf·lllc de la ~oli cl ariH~ lHilllaitl<', }Hii .~qn'<'lles ont lH'Ill' lJUI de fortifìer l'cs)n·it dc n•c·unsf rnc·tion f't dc• c·onst•n ·ation df' la vi<' par la prt>paration
Ù<·<·in<~ P.t de l'har' nt ~H·i t· militain·s. tPU U à
dt·s IIIOYI'IlS l<"s pl.us ul ilt·s à ><;l Ùt·fpnse. l~t ùans hl s(orip d~>. cc~s assPmhlc.'I'S: le• tro isit'll1<' ('on}!rés JH'c•nù un<:> llll}l01'1 an('(• 1Oli l fai l CX('C)II ÌOIWII E' . l''f'sl e n plc•inc <·onsciPIH'C de la JlCII'I éc~ ex acl e de ceti c a mL'tnat.ion quc jt• vnus lJl't:srnt<·, )[unsi<'nr le Pr~sident, mcs hnnunagt-s les pltts resJ)(ldlt<•ux c•t, Ll's plus ll<•vntH:s, puisque vous votllc•z bi<·n augmcntcr la. })Onqw Ù!' !'dt(l ('Prétuonie var votn• ltaul pntrona_gc et pm· YOtre présence. ,J 'aclrP"sf'\ 1111'S sc•ntinwnts lrs plns l'PSJH'<·tHI:ll' :ttn: iJlHsh·e!': n•prc,:;C>n t:~nts ùu <louv<~rn<·nwnt- , ù, r<·s g lorit•nx cltel's qui ou(' al':-urt' la vidoirc dl' ;lrmérs f!·a n~·ai,;ps, Ics :\f:tréc·ltaux di:' Franc·c ! ,Jn sal11e nc>IT<' (·ltet· tnlli•g-11<' , l\fnnl'ii'Ul' le I'rofPss(' lll' Yincent, j)l'ési· 1kn~ cl<' l'<' trnisii•nw ('oug:rt·s, !'t lc•s illuslr<'H savants qni. d11 moncle cntier, st• sont. rendns i<· i. Le C'ongrt>s n ~ ))OU\·a it. s<'- rassCnJbl<•t' eu plm; dignt' lim1 flll.:tll \'al d<· C:r.'H·<·, lH·n·<·au de .h lltc:d,•cine miJitaiJ·c françaisc, où , cLPpuis lll'<•sqtw un si~·~·h>, f.\1' suel'i•dl'nl cl<•s g.:nérations de mt>dcc·ius, éléV<;s dans h• (·J tltP dn dn\'oit· et dans lc1 piPiiH' cons<:i<•nr·o du dt•voucment. ;-;Ili' (·t• l l<· E1·o le. J·i<·bc d1• ~o;ouY\•nirs !'t de gloin·s, pJane l'E>sprit d es .Mai t r<·x h•s plus rt·spl•d•\s: parnti eu x j'ti\·uqtw n,ycc émotion le !':OUV<'llÌJ' dn DonJilliqnc Larn•y, le g·(on ii• t utt•lain• d o c·c g loriPux lnsf it ut. J/iJJI)HJrt anc·r <'l J'al'lualit <: 1l<'s snjC'I':-: port<~s à l'ordm tln jour, le Jo!l'<lllÙ IHJJHln·<• d<!s <•oJ11111lic·a1 ions , la réunion .itnposaJJt·e dt·s honw1e::; émincuts qui sr h'onvPnt ic·.i. la. magnifiqLtc exposition des mat1~rianx sauil.airel"1 nous font pr(•\' <dt· lr plus gra nd S1H'<:t:s ponr· lt·s tmvaux tk ce UongTcls, tlo llt (• II J<' <tlt(' }llHJr l<'~ Jll't;<·t•ùc•nt~; dt• Bnl:-,(•llps <'l ù c· Ho111e.
TU C::ONU Rt·:<;:;() l~l't•:HNAZI O:-i.\T.E DI ~u·:OlC'IN .\ l~ F .\lt\IACI.\ ,\[[[, ['l'ARE
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Perrnettoz nwi de rempli.t· maintcua.nt un devoit· de solida.rité, de fraternité professionelle, et d 'h uma.nité e n aclressant à nos frt>rcs morts pour la Patrie, tme pe n:;ée toute faitc de souvt•.nir, de rPc.nt'illement et d '<lmotion. Uhcrs Co!Ji•gucs français, lo nwnuntent qnc v-ow; av1•7. drcf;~é Mt Val de Grace, an rultc de leur sacrilic·e, m 'c n a p pc lLo nn a u tre f;em bla ble, l'a utel quc nous avons él~vc.' à no:-; h érof; et à nos ntart.H;; à l'Ecolc de Santé ~Iilit u ire à Florence. Ce sont là, dit·ns un milie u ron:;acr~ itux étudt'S ReYi.•res, dex pctits autcl!:i de forme modeste . mais ric hes de signifi(·;ll io n t" t ù ·une ltautn portée spi.rituelle; ils t(.>moignent cn E>fTet dll t. rilJut d<i foi , d'ahne~J:a.tion et dc sang que la fantille san ihtire a. pa~·é ponr Ja. grand(•nr dC' hb P atri<•. A ces héros obscnrs ùc la pitié ot d e In, seicn.re, à ces héros qui ont su mourir pour ne va:; htisser mourir, nous adrcssons, à cctte bcure ~;olcn nelle, l'hòmmn,g-e de notrc 1n·ofonde reeonnaissanc·c et d e noLre :-;incère
admiralion. Andte il tlisc:orsn ùel gem·ra lc m cc.Li(·O U~>po ùdla Va iJH fu ac·c·olfo in lÌ ne da unanimi applaus i. Prese da ultimo la. parola H f)ottoscgretario ùi Stato per l::t guérra. 1\f. Ossola, il quale rievocò Le prececlenti riunioni di Brnxclles e di Roma, e la loro splendida riuscita, brneaug urando an<·he per il :>LLeresso del Cong resso attu ale di Parigi. In una ra pichL sinLl';.;i egli di111ostTò la neeessit[L da, parte dell'nffi<:iale mediro, p er potct dare picn<L E>ffica<~ i<L a l funzionam ento dei se1·vizi sn.nita.ri in glli.Jrra , di t(•.n e.rs i al concnte deg·li ilu·esl'i<Hlt i mig liorament i e perfcziona.tncnl i <·he si fanno in tnl'tt" lo hnt!l(\be de ll 'nt.t.ività. u1oana. Il mcdiro ntilitan• ù cYe essere pre para.to incessantemrnl e a, t u tti i progres:>i scien.tilici, son7.;L dei quali non P l,)Os,.;ihilc a l<·una a:~.iono pratica. deve es~ere edotto dri miglioramenti dt•l materia!(' tf'<'ni<:o <'lto rcnùe ogni giorno il trattanwnto tcra.pnu t iro più fa.dl e e. viti l'iic·uro o liualnwut e deve seguire i progressi ù ell'org<Lnizzn.zionc dei Sel.'vizi ,.;ani ta ri , che ,;ono rostrcL ti ad aclat tar!:ii continua1nrnt.e a i m ol!Ppli r i ed inevitabili intide n t i clelia vita, ju C~btnpagu a, ed all'iu<·cxsantc 1'1\'Ìiuppo d(•!la. oomvl<::;si ti't dc·g-li organisnti
militari.
·
DOJJO la seduta imtugumlr le va rie clele~azio ui estere d el Congresso si r ecarono ai ('ampi Elisi, all' .A.rc:o ùi TrionJo, por r onclcro OHW!!gio a lla. tomba d el ~Jilile ig·not{) frn.ut>ese, s ulla qmt.le f urono tlepost() ma.guifidte
corone di fiori. Alle oro 14 ebbe lnog-o l'ina ng-umzione dell' l~sp o~iz iou.e indusLriale sanitaria., allestit~t in apposite tende uri ~i <trditù di Va.l-dc-Ori'tce, che d.imostrò il magni firo sforzo l'ea l ir.zato da!l' indtlst ri fL JnmcPse per forni1·1~ alla m cdicimt Pd alla chirurgia. i mlllo c mille o~g·et.ti, strumenti, appn recchi e prodot ti resi ncccs;.;;tri da ll 'inces~:tnte progrex;;o della scienza. :Fu inolLre a.perta. una mos l:m dt11Je l>itt importa n t i w1it iì. sall it.arie o del ma.terialc in
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ILI
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<.:0!'1\:Rt::sSO LNTt·:}{N,\ZinNAI.E Hl )JI, I)ICIXA E 1-' AH)!A(:JA MlLlTAltF.
<lot,,tzioue j)l'Ps:;o l'Esercito. C'olrintervento d.c•l Oirct·t ore gener a le de lle Belk arti fu pnr(l inangnntl:.tuna e~posi:~.ioJH' artisti<·<\ di l]nadt·i c di acquen•lli 1lPi f<'l'iti di gm•rra, mo lt o interesr·mnh\ riguardanti rpisodi del servizio s<l nitario i11 c:1mpa~na . Quindi al le o r t> l li i Happr<>sent an t i delle d e l<•gazioni, furono ricevuti in particoh1rc HÒÌ<'nza dnl signor Prl'sid<'ntf• ùt•lla Rcpnhhlic·a francese al P:t ht:~.zo d<'ll'Eiisf'o ed il g-<'JWJ'ale nwdif'O <h·lla Valle, quale capo delle ra.p1n·esentanze e~!Pre, t•hbe l'onor<" di essf're introdotto 11<'1' il primo ed intn1th'nulo in <~n'al1il<> parli<·olaJ'f' eolloqu ·io col Capo dello Stato.
Allrt sera allt• :!1 'l! n<~l J!TallÙ(' anfil<•atro d<•lh.l ~01·hon a fu o tTe i·ta ai congr<'ssisti una splen<lida s t•ntbt nrf'istil'a <·O] eonc·orso <Iella Musica della Gnat·tlia lhq1nhhli<:ana 1 dir<'! la dall'<·~ilnio mat·~tro l~<t la~- . con lr~ <lizionc1 di ah·uui po<•tni ]Wr part·p <Li .l<•an Il <•rvè e <·ou la rappn•spnfazionr della COll1111edia ùi ~l ol i <lrt' " LP rurberi<' di Rc:apinu "• mirabilmente intc•rprotata dagli arh:-;t i d<•lla ('on1m edia. franN•s<·. La va::-;ta l"ala pn•;;t•ntava uu magniJko <:ni])O {L'oc·c·li io t·olle ~ma.r!'linut i u nifo rllli ctPg:li utlieiali delle v;.nie 1l ilzioni e coli <' t•h·gant issillw toil<•tt.-s d<• Ile :-~igJH )t·c· e sig-norine : l<· da nH: t·n men<· ind o~sa\· an o i graziosi c·nst umi dc• lln Vnlar·<·hht e <l<·lla )foh1avia. Dopo il tra.ttPniiJH'llto il prof. Vin<·<'ll t rieev{'f(<' i eon.!!r(':o:sisti e. le loro fatlliglic· JH'i nJ<Ii!llitit'i sa loni dPIIa ::;orbona. grnt ilm<'nt<• m('ssi <1 rlisposiziorw dal RPI ton• dt•lrl'ni,·t•rsità.
Martedì 21 aprile. Il giorno :!l awilH alle u y; a Yal-dc-nri'IN'. S('dt•d<·lla ::::;t'LLOiad'appliC<1· zi<nw ùi san i t~ n1ili1are <·on <111IH's;;o osp('d:tk•. fm·ono iniziati i btvori sot.t,o la presiclPllZ<l dPI g-rtwr:ilf' llll'<li<·o th·lh1 Yallc•, t·he t'N·•) ni <·Ollgi'P>;Risti il St'g'lH'Jlt.l'
sa l1 ti:O :
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ln f jlll'S I a ;;l•dut :1 fu di:-:<·us;;o il 1° 1t'lll<l u tlida lC\: Df'llct Spt•ciali.:::a.::iune teruica rnnu• has<· dd j<w.:iolltfllll'tll<• dd .~,·n·i~in .<wuitario : 8na a717Jl·i t·a.:itme ni 1'11/'Ì s<·trgfit,,i rf('{ -~fiTi.~ i.n sa11iltn·it!. 1-tt>latori per la Franr·ia. il prof. J enJlhran, ll<'lla fa<·oltù di tu<•di<·ina di :\fontprlli<•r t" il prof. Spire, medico }Jl'inc-ip;llr di :!a <·la;;se, inseg-nant <' alla ~<·no l a ;;up<•riore di gnl'na, i (jUali Vl'lllH'I'O a1Jl' St'g'll<' Jiti ('OIIf'!H:<iOlli:
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t n TE:\f.\ .
l. P oid tr il spn·i7.io H:lnifario ì• nn :-:PITir.io c>s:-;<•nzialn tl'n tn tN:nic·o,
la ~peC' i :tli z7.tt7.io JW, Jrropor7.io na1anwntP a llo :-;y il up]lO d<·i tlati ~<' i<•ntilie i , eh• v t• co::; t itnir<> ÌJH:ontPRt.u hilnwntt> una d<'IIP h;~ si d t· Il::~ sua o r~ani?.zaz io ne t> del s uo fun zionamrnto. :!. l n piH·e qu('st a SIH'r·i:ll i7.za7.illlll' ha In S1 <•:-;s;\ nt~ioHt> rl'('s;;en' r·he nell'ambi<•ntP. c·ivil e, don' ~ o<!ni ,,dorno piit rPali7.zaht. 3. In gnl'l'J';ì la Hwt t'agiorw d 'nsse rc ò mag-gint·nwnte s(•ntita; non Ili nwno dc VI' adatt.<~rsi alla <·onc·tl7.ionl' rl<•l :wn ·i;t,io, lt'gata ;l lle csigenzo d 'ordin e lnililarP. Es;;a dt>V(' r·<nTispondPrP all'inten·sse g~·ncrale . -!. La fn n;r,iO JH' dl•Ho Hpt•<·ia li,-;;ta in g·llt'lT<I non flpvc• (';;spt·e nuiC'alllt>nte indiv iduali s t <~: lo spN·i;tlisl :l. sl•nza mannll'P pPt' quanto posf>ih ilé a)!li obblighi ehe ha vc•rso i f<'rit i e gli <llll liWlati, drvt> agi rl' in non1C' <L<•Ila eollcttivitù militan•, <·ioè 1:on la JH'('O<:c'U JXlz iotw don1inau1·e e co:tantt> di l'<'· c:JlpPra.re l!li pf'fe?t,tiv i. ·rl. L o qualità trt·ni <·ht·. g institkatc sr.eondo le dt•bit·e forme, rlPhhono accoppiarsi, a ltl\('110 in qut• lli c·he sono de:-:tinati ~d agire nelle zone di opPraziouc•, a tptalit à lisit·hl' di ré;;i:-;t·<•nz:l P a qnalit:\ <l'org:Hii7.7.H7.ione e eli J'<';llizza zio n<.'. · 6. Poi<-lti· l'nn i1:'t. ù i v eduli• e di do t.tri na <· iudis pou:su bill', i'> ne<·es~ario stabilire, tra gli Rp c<·ialist i, appart(' JWnh a dill't>t·<•nti g-nHii, rapporti c·ontinui Pd ltll<~ :-:u bord imlzio n<' 1l't·niNL in vista d<'lrin1cn·s;;e g<'ll Prale . 7. l Ja spN·ht.lizznziorw deve esst>re t<>nnt<1 (·0111<! h~ !-lO n~• Ila rip<trtiziorw d e l personal(> tN•ni<·o . 'l'uff <' le formazioni sanitarie• devono essere provvist <'· di Rp e<'ialisti d Phita nwn te q ttalifkat-i: i piì1 giova ni do vra nno nonualnwnto e~-.;ere a"·v iati nelle ?.Orw tli prinm linl'a. · 8. L 'ns;;~·gnazi one c,lPg-li speeialist.i acl un incari (·O con q>at i h ile eon la, loro specia lità d(·,-e av<•re l11'r ba~o innanzi t.utto In loro contpf'tenza, e lA t•sigeuze del ~ervizio .
L a ripartizione deve essere ctuiru.li fatta. in bas<l ai sPgtwnt i c·ri tPri: 1o Stabi lire il nunHwo degli sp«>ciali.:-:t i Ol'<·on·Pnti n (•i <lh·<'r..;i g-r<1 di
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111 CO;-<OltESSO I N'I' I·: H:-1.-\ZIONAt..~: 01 )I J.: IJI ( ' IN.\ E J-',\ }t:\1.\\ ' l t\ .\I I LITAH~;
:.l° Cl ns~iliearli per ordine ùi età c di obblig hi lllilitarì: la c-la,-;sific<t-
zione d eve e~<:.:crP fo nda t<t sùlla lo ro eompHU•H;r,<l llellit.a lllente ri('onosduta. s in 1wr i titoli o:.:pedalit••·i P sri<·ntili('i, s i:L p Pr le rdl·rrnze di notorietà, ]ll'OfE>:.:sioualc. Lt• c·.on(')u:.:ioni d el r r latori non di<'dem luogo ad aJc·una o:.:srrYazione. e furon o appronti<• ad nnani•nità, (·ouH.. pure furono <l.('(:olte senz;\ dil<cnssionP h.• relazioni d(•i t•·n•i uffitinli t:hc si svo l;.;('ro nt•i g io rni !-\ II ('<·Pl<~i vi. :-\t•g-uirono q uindi Lè <·OI11Ulli('U 7. ÌIIIli int'rentì a.ll0 tt·nHt. l'ri111a qucUa dt' l tenente <·oloum·llo nlt>di<'o A. ( 'a:-;arini . the espose in rapida ,-:intesi la speda lin:tziono d el S(.\rvizio s;lll ifari<• rwll'Esl'r<·it o italiano rwlht g-rand<l ~ttNI'<l e c· lw qui s i ripro <ltH·<· : I.-.\.( '.\:-; \I LL.:\ 1. l<'nt·nte ('IJionm•llo IJIP<Ii('O.- Ln -~PI'<'io l i;:rt:itnu· tr·t·ui1·rt •' OHI(' base di jlttr: iouolllf' l/lo dr·/ 81'1'/' i: if~ -~•r11ilorio lll'li :t·:sr•N· ito itnfiuno flU1'ftltte
l' 1/ fl.i 11/11 gW' !Tfl.
R<·opo di quPsht JHIHI<•:.:ta c·o rmtni c·azio•w i· di <'"Jl<ltT<' somr11aria nwntt! la vast;L org-a nizz ~tzio tH• sanitaria. di'II'Eserd to italiano IIPII'ul1ima l{llN Ta dal punto di Yista d t'lla suddi vision e ltwni<·<l-sr·i!'nti fit-;t ()t'i \'ari s(•l'Yizi. Anr;lw d a nna rapirlu sint t•si, imposta d <li liruiti di f<' 11lpO eOll<·Pssi, 111i lusiugo possa t'Si<t'l'(' 1111':-<~a lll•no in t'V Ìd<•nz;t. l'in•porf allza <• la prah<"iHL di qt1esto nuo,·o indil'iz;t.n <' J'enon••e sfo•·zo fatto dall'Itali a rwll'imn1aue c-onflitto an<·he in (tlll'sto c·anlpo, e p <'r ri<·('hezza e JH'r IIIUdl'l'lli !à ()'in tpia nti, di lll :llt·riali P eli llli'Zzi di t-rasporto, P pPr t'Ol11]JI~ta s p N· i ~l l iz7-az inne di og-ni l':lnto d<•l spn ·izitl, l<} c·iù t·alltO p<•r il riton•J'o, pPr la c·ura e lo ~g-otn uc·t·o dr·i tnalati "ft•rit i. quanto per la difpsa c·onfTO i n;m·h i inft>tti ,·i. axsic·untll<lO <·tllltPlllpOl'<lll<'a llll'llle. 1·un oppot·l Ull l' d isposizion i )(•gislat in>, l 'nssist rn za rwlle pri llll' Ji n <·e aIle· 1ruppr· o 1ll't'all f i. ;1fl id ;1 t a n i l Hl'd ic·i d tt• l) (l n <lVI'SSl: l'O <lli('O l'll S llfl l'l'it10 il :):,!0 HllllO di t•l it. E lJI'l' l·n·,·itit mi li tnitt•rit :t clan· llll •·t'Jl!IO dt'lll' piit itn porla n ti urg-a· . nizza zio ni. l. o'it•rri:io l'hirur!Jit·r•. Pr•r fal' fru !l1<• qu:lllfo pi i1 ]Htssih il l' acl un prem io t'd op por! 1111o intl•t'\'('ll(o, da l' tti dipl'IHlc·va qu asi Sl·lll JH'P il <k1·orso :,uc:r(•s:-:ivo <ll'lh• piÌI gravi lesio ni di g-JH'IT:1 . furono anz i t 111 lo 1'0"1 i t 11it i lil'i
.
·tlltclri rhinu·!Jit i <·lllltpo" ti da Jll'II\'Plfi stn'c·iu listi . <·lw ili c·it·<'nsfalliiC di lllll)!~ior la\'tll'O Y<'lli\·ano tf'IIIJlOI';l!H';t iJH>lll(' as-<c·~nat i c·ou tu tto lo slntllll'llfario Pc1 il lllat c·riall' lll'•·<·s~ario. aiiP 11nitù sani taric•. 1w ll<' qnali. per la. pi ù tunll il tnosa a fl luc·u z: t di 1'1•rifi. l'l'<\ pii1 ut·gpnfc· la Jh'<'t'ssit il di pront·o soc·(·Or~o, spc·<·i:tlnw·ltP 1w r i <:a \·ital'i ìn tms pol'fahili. furono inoltri' i-.t ifni 1P. in zolla ;J\' <I li Z:ala. tO OtllhuloH :" t·hintr!JÌi·/tt:, di cui s<·ffl' dc•IJ'F:-;t•n·ito l' In• th•lla ( ' l'lwl' Hossa l t:llia nu. dol:tlr di ll<'!':;Onaltl abili,.;;;;ÌJJco <• <li og11i nH·zzo ;td al t o Jll' l' c•sr·gnir<· qtJal,.;iasi atto OlH'nl-1j,·o, t'ar·iluH•nlc· :-:postahili fin sullt• p r·inl<' lilll'l' nlll ~t l110ill<'ZZi JH'Ojtl'i ed inlJliauf:tl•il i in )IIJt'IH• Ot'P. (>~·n i ;uu lo ula nza Pra <li,·is ihil<- in due aml11da Jt:::r·flr>. thr• potc• ,·ano <•ssc'l'(' tlislot·:ll<' presso Il' ~(·zioni tli s:~nilì~ cl1•lll• divixior •i jtiìt iuqH·gmtft•, t'd p-.:sr-ndo rlol<rt<' di lllt'Y.Zi di ft':l s porto piìr lt').!.g'Pri, <'t'HllO in t·o•ulizioni tii Jll'l't·OJT<'I'I', :<t•nza i111·idr· n t i. qu;llsi;1si st n1da <' s uP•·ran' q uals i:t s i Jli'U d<•nlm.
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C'ome mcui ausiliari di:-ìgnof<tiei fmono nll!'stitc ancora. 9 autoMnbulmz:e radio1orJir·hr, fornite d(•] peri'lonale t('<·nico <· di tutti gli apparecehi più J:J.10derni e perfezionati ver lf' osst>rvazioni radiosc·opi(·be e radiografichf', ehe potevano così pra tica.t·si a n che in zona molto a vanzìltn. Per ricoverare inli1w in una :'\t('sJ<a unità i feriti delle va.rie categol'ic che r ichiedevano speciali interventi ed appropriat-O t.r·a.ttamento, a}lprcst.ato d~L personal\• s pt>ciali;r,;;:ato, furono ilnpiantati in wna. d 'operazione altn•ttanti (J.~pcr/tlii dzirur,qic:i per f~·riti C'fl\'it ari, ]H'l' feriti Ost.t•()-fll't i<:oJari, per frttt.turati. ]Wl' fe1·iti dt>l polmone. <:on appositi l'<'Jl~lrti })('!' tt:'ra]'lÌH pueumotoratic·a.· N'l'-. ~ . Semizio IU' urolugiro. Oltre .i suddett i o~;pcclali SJH'Cialir.znti furono istituiti in zona d"ovcra:~.ione a.lfre nnilà. sanitariP per il ricovero doi feriti del s istema npr·voso ccntra!e e perifPrico, allo scopo ùi sott<•porli ad un trattamento unHot·m<>, tanto sotto il punto di \'ista ch irurg-if'o che nemologico, per. overa di tec·niei "lHWializz<tti ndl\mo e nc•ll'al!ro ran:o, che dovevano intf'rvenire di eomunc a(·eonlo. I•"m·ono inoltr<' <'reati in zona territoriak, a. Milano, Bologna c Catania, tre Ct'nll'i nrurologif!i di prima I'(ICtnlttt. nei q na l i era no trasferiti i feriti del si~;tcllla nervoso, dalh'h zona ùi guerra. per essere 'smistati succl•:-:siv:t1Ttl•nh1 con cl'il eri rrgi.onali ~n altri 10 ct11lri. n('uJ·ologici territoriali, iu modo da otl'ri 1· loro il confnrto di trovarsi posxihilmento vicino alle rii;pett.i\'C famiglie. Ogni <:entro nemologic·o territ·ori àl·o colllprendcva. a sua. volta nn repa.rto por le lesioni oqraniche del sistema nervoso <·entmlc e periferien ed un ~ec·ondo r<'p<tt'to per le lesioni funzionali . .3. Servi.::io Rlornatoiatric.o. - Prt:'~so ogni armata fmono co~tituiti ?'epa:rti stomatoiatriti, per il tratt,a.m<'nt.o ciJ irurf!ico cd ort.opedieo preventivo dci feriti della, faccia, pt.~i quali un conveniente, l'apido intervento poteva talora deridere della completa reintegrazione a.natomiNt, (evitando gravi deturpazioni) e del ripristino funr.ionale delln voee, del respiro , e d e lla mastiea,zione. In r.oua. territoria.Jo fnt'ono inoltre impiantati a Milano, Bologna e Roma,, 3 cc11tri st.m natoictf.rici di pri.ma rcwcolta, a i quali alllui,ano ~l i stomaco/esi d a.lla zona di opcmzione provvisti di. npparec('hi. con1'0ntivi o di una p r·otesi provvi~;oria, per <•ssnre, nna volta ~u:witi C'hirnrgie:tmcnte, tra&l<>cati in sc~·uito a. sczinni stomaloialriclw terri.toriali, costituite preS.'iO ogni corpo d'arntata., }H'r l'nHeriorn trattanwnto e per l'npplieazionf' definitiva, dPgti apparecr·lti di p~·otl';;i. -L Servi~io o/talm·i ro. - Jn zom1. di g'llC'ITa fmono org-auiz;.:ati reparti oft.al?1>'1ici J>Or la t'ur::t clt•llo ft·rite e malattie ocular-i, e per tutl·c le indagini medico-iegali in rap})Orto all'autolc:donismo cd a.t'a ~imuhu~ioue, da parto di sper·ia li:o~<1.ti , sotto la \'igilanza rli un cor1~ulontc <Lmnata, scelto fr::.. i doccnt.i univer~ita.ri . Per· le les ioni inducenti eec:it:t lH' I'IIl<lllt'lll·<' furono costituiti m· l t~·t· ri~orio, a ~filano, Firen:r.e e Hnma. tt·e ospedali. eli t:onceulrrunento per riahi d1• g-nerra., ai quali '' l'tli\•uuo trasff't·iti ùa.l front11 i grandi invali<li, }H'f f·~ sere <:1uat i da provt'tti spcc·ializzari, e p(•r evt>nt.uuk appli<•ar.ione dt>lla, protesi O<'uh1re. rnmno nur-orr. i ~ tit ~tilf' <·inquc ca8e tli rit·tlu<'a.::i.olle, nello
(ftt:lli i t·iPrhi di g llt'l'f';t JHllt•V:IIlO l'rllirt• di Og·ni <·•111fnrto Hl;tlt'l'Ì<t]P t· 1110l'alt·. t•ll <'!""l'l'P <ttlli<•..:tr;J! i <t la,·ori t·lllllpatihili con la loro in\·a li •l it:\. l lt')!IIO di nnta inni! n• Ì' la ~ppr·ia li z7.a:don\' d<•l s('n•i:io <'lllilrar·unl((luso. oJ·g-:llliz7.:\lo jll'P>'-<n ogni c·orpo <l'lll'lll:lhl tt•l'l'itoriaiP t·on J'inqJialtft di 1111 o,vpl'tlolt JU'I' tnu·,llno/o.~i. :Il quale t>rano <lvv!aii <lirdta ml'llf.(', st·nza pa..:,.,art> JH'r i ris]wtt i\'i di:<ll'Piti Jlli litari. tutli g-li ufl:lltni<·i. Quelli prC'· sl'ntanti fornw si'C'!'l'IWTlli <•l·ano trattP!Illti 1:' t·umti lillo a ~tl<ll'i)!ioue; g li atl'dt i da forlll! ' a..:<·i 111 !t· rrano invl'<:l:' in('orporat i in spt•\:ia li ballaglioni ll'lli'IJino/o.~i. Jll'('"so i qu:lli pr<•o.;tanlllo regolat·t> ju•riod o d'istruY.iOIH' militare f'd in s<'g-nito \'PniniiH) adibii i a x<•n·ir.i l!'ITitot·iali. .\1l <•litllinan: infili(' qu;ll-<ia,.:i ntoti,·o eli an i n]p,.:ionisi!JO fu ahol ilo il diritto a rironna }l<'l' tra· ('()Ili li.
.).
,c..:,.,.,.;~;,, r!luriuultii'ÌII!JIIÌO//'i.('IJ. Flii'IIIIO c·o,;tifllif i ili :t.Oll;J d'op\'nl7.iOT1f' rt•pnrli ulnri~tularÌn!t"iatl'h·i JH'I' la t'tira tll'llP fl'ritl• o lt•,.:ioni a r·a · ntl l t'l'(' cl'nrgc•uw <' di'Ile· tll:t laf l il' rl~·l na:-:n. d l·ll:t ~ol:i c• dP:.di OI'P('\·IJi, c·h1• :;i pn·~nltt<•nt llo di hn' \'!' dlll':tla . :-<otto l:1 sm·vc•,di:~nzn <li un rnnsllh·nt<' tl'annala.! l':tllo d:ti pT·nt'<·:<,.,ori unin•l':<il:tri. :\ I~<Wigo \'f'II IH' ino]II'P (·t'P:IIo 1111 f'l' ltlm t/i primrt rru·N,/Itl, IIPI q ttah• <'1':1110 riuni t i i f<• r iti (l Jllalati d<•lhl spN·i<tlit:ì hi~o ~ nc•vo li di un piit lungo p<'rindo di c·IJra c• <li p t'O\ ndin ll'lll i lltt>di<·o-l<•)!:lli. () tll':-,1 i Pl'aiiU quindi sgomlwrali sii l'l'fili l'li .~pr•t·inli'::nli ·tt•rriloJ'iflli, flln:.:ionaut i c·onw uni!:\ ,.;anitnrie aulononH\ o ('01111' r<•parli di piìt nt.,;ti s l;~lJilinH'llli s:milari.
(i. 8('1'/'Ì:Ìo fi.~Ìfl(i'l'fiJIÌr·O. .\IJ o !'>I·OpO di Q(l('l1('1'(' 1111 C'flìC:l(•(' l'f'f'IIJH•I'!I dP;.rli inabili afi'Pt 1 i tb l'o,.:( 11111i eli f<•riiP o !Psioni rlc·gl i ari i rlt't<•rminant i una ìna l• i li1ìt t c•111 por a ne a. t: ]•('!' t·,·i l are· agJ.(T:t \':tnu•u l i <Hl i n ut ili 1q·ntJ'll··
zioni di lil'!'ll7.t' di <·on,·alc·sN>.n:.:a, non appropriate <tlf't•ntil:\ dPi n •liquali, furono ilnpi:•ntat i in zona 1<·1Tilorialr li l'f' ltlri fìsiutrmpir·i. !'tJI'tllati <:iasc·nno da un ospl'llolr . ]>1'0\'\·i,.:to eli tntt.i gli app:trrc·c·lti <'LiTw,.:i lt•rapic·i. <·ldtl·otNapic·i c• lisioft'nlpi<·i pi1'1 1\JOclerni. 0\' C c•1'auo ri<·o,·t•rati i ll'!>inllati dJ(• 11011 l'l'allo in t·orHli Y.ionc> di f:tn' la Plll'<b amlntl:tlori:IIIIHllll'. c• •la un_ llt'fl''xito. a l cpwiP c•r a no trasfpriti tntti q11 1'1li di!' 11011 ;tVP\';tllll f, i;;<•gnv di rit·Ovt•ro ospc•dnlh·ro <' <·Ile> J•Otl·\·ano l'<'•·ar,;i all'a11tltu la1orio pPr lt• eurr fi,;if'IH• <kl c·aso. Cnn <'otntn is,.ion<· l<'<'lli<·a. <:n111po,;ia da nn c·hil'tlt';.!'O. da un nrurolo,go (• da uno sp<•<·ialista in fi,.:ioll•rapia, t•ra iJH'ari<·ata di'Ila visita <li alnlllissil•ll(' dei utinnn1! i JH'r la loro axsc•gua.done nll'ofipt•clah.l 011 <Il cl<•po:-;ito. a ~"<'<·oncia ùl'll"Pnl il :'L cl<IÌ po;.;tunti eli'! la. l<•simw. di son•r,!!liarnP la c·ura pnr t n l t;~ la durala t> eli Jll'Oil •IJOYPI'<' infine gli c•vrnt-tlllli provvt•dinwnti lllètlic·o-l<•g:lli, ri lliHlllhlndo in pri1na litwn i ric:ono.-<l'int i idfliH'Ì ineondi:t.ionn.1;l Il l(' !l f t'.
P PI' i l{rancli invalidi f111'nrw an<·nra islit uiti d no ('1'111ri cltinugi<:i a :'lfantoYa c·cl n. Bari. IH'i qwtli ven intno ratc·olti i t ra,;portahili }Wl' t'l'ìl';t'rt· in :>e).!nitoriparl i t i fra;-; S!' :Ìolli ,·hirnrgic·he l'l'f/ÌPilrtli di 111 e :2" c'oll r·,•nlnlln<·nto,
ovo d:~ l'lllilll' llli ortop••dil'i Prauo sot topos ti a m7.i•>nah• trattanH'lliO, di l'<•lto :-;npr:Jtnf In a <lintinuin• la g-t·avili'! di'i postu1ni tlc>ll<· ](•,.:ioni in r:tpport.o
alla. fnnzionaliUt P ]Wl' l'ada l btlllrnlo clPiiniti\'O <lt•gli appan·t·l'hi <li prott>si. F nr·ono i1ditll' (·r<·:t!t•. 1·ol (·Onrnr,.:o dl'llc .\u !orill sanit:trie <·i,·ili e dt•gti ('Ili i di IH'll('[Ì('('Jl7.:L 11\lllJ!\)'1).';(' (·nlnnif' awirol!• (' pmjt•xsiqntcli ]H'I' ilr:l:t.ÌC)Il(t](•
)Il f'Ol't:ltJo:S:-<0 I NTE:R:-<AZlONA I,E
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addestraJIIPnto dei mutilati a riprPnd Pn·, JH'J' quanto posxihiln, il pritnith·o
m cstiere. 7. Servi~io '11/l'dir·o. j.Jiu x<·opo di ridun·p il )Wriodo tli l'il'overo per i malati nei luogh i di <'unt a l tPntpo sln:ltanwnlt> JH'<·i•xsario, fmouo impiantati in mna. di g-•tt•rra pt·csso lP hrig;ltt> t' )p divisioni iujn·tnt•ri r pro•:'l.'i:'lorie pPr i militari pn•sC'ntanti all't•zioni di )1Ut·a f'ntit~, JWI' lP qua li rra Jlreveilibile ht gnarig'ioue in 10 giMni l'd 1m c·o•npJ,•tn rN·upt\I'O dt•lla i•lo-
n rità al servi7.io . Gli infpnni inn••·•• c·n11 atl'c•7.ioni di dttrata prt':-nunihilmente non suvrriorc ai duo mesi ,.,... no •·i•·ovprati in o.~pt•drcl i p l'r mfll,rllif' 71W<licht•1 C SU<•t·('sSÌ\'liiH~mf(' trasff'rti in ('!JI/V/1/I'.<!f'l' tl:iari O JWi dt'JW8iti di conwr/c>.«r·ru::,a e l•tPf''t clt·lla. 7.0lla <li ~:rtlPrra, JH'I' t·ss<>r<', dopu 1111 t·nJl\'<'niente periodo di l'i poso e rli a.Jh•rHtllll' nl'o, n t ili7.zat i <:c>nw <·ompll'tl H·nto nei batta.!!lioni rli mat'<'i<l. ÀUt•IH' !)<'l'la (' Ul'<~ tl<•IJe IIIHlat 1 iP lll(•tli(')H.\ s i aclt[iVt'lllll' g-r·:tdllhllll<'L1t<• ;Hlnn<L ra7.ionalt' ='JH•I·ializzazioHP. adihl'nllo lP uniUt. sanitari!' piit a,· :utzalt~ a ricovero d<·g li inferlcli ]H'i quali <·ra tW(·t>ss ario nn t rathttlH'nto d 'urg·t' uza, <:ome i difterit·i, g-l i a ll'Ptti tla HH'nin!!if·t• c·t•r<·hro-,.;lcinal<·. i<·olpiti tl:r g'a:-:. ('l·c., e d istriuuendo a ~'<<'<·oncht d<•lln ma.ht1tia ttl'lf]i O:<JWtl.;ali di'IIP r·<·t r·o,·i<· e della zon:t tt•tTif·oriall• eolo ro 1'111• prPsc•ntavano ullt·zinni di IIW!-!;.!ior <Inrata o riC'ItiPdt•nti pro vvedimPut i mNlit·o-lqra li . 8. 8 e.rri ; io pr11/ilalliN1. L :\ dift'sa c•ontrn ]i , tnal:tltìt• infl't t i\'(• <·o stit.uì un'altra HJH\\'Ìlìlìzr.a7.iOtll' dt'l :-;pn·ir.in sani tario, <·he JHH'Io alla t·n·azione di un mirabile c·oll!.:'<'gno pmlilaf"t ì<:o <'nn i ro i ttlorhi infl' l t iv i, talt1 da ntpvrc.-Pntar·p unn \'<l litlis<;i nr:t- ha rTiPl'a vrott•l li,·a ~' {('t'!.!:O d('lll' truppl' comlnìtwnti. di <·ui poteV <L c·on l'<lpitlit:ì. Sl'g'llit·o g li spos l:lllll'nti, :-;l'n7.<l· :<~ub ire la minitnn h •·<·<·t·ie~. Pr<•:-:so l'Tnt<'tHlt•n7.a ~I'IH'ra l t• . allo s •·O]Hl tli (\OOrdinnre l<' difPSI' deii'J.:st•n·ito opl·t·ault• c·on qut•lle dPI fc'lTitm·io. fu istituita una ( '()11/liiÌxsitJ,tf' i .~pdli ra t/i projilaNxi, <·oulposta da 11fli('iali IUC· d it'i P funzio11:1ri de ii;L ~a11ilù puhhli<·;t. t) ut-sla a,·m·:t :ll la dirt•l fa dipPlldPn7.a prf'sso c·i:tl-'c ·una al'lnata una .<.·e :imtt• ixpl'llirrr, fnl'luata du 1111 lltl'dit·O militarP e da uno (·i ,'ilt•. ag-t•ni i ùi r·Oilllllll' a<·<·ordo r·o11 h· r ispdl Ì\' (' tlirPzioni di "nn it à . Il f<'rritorio eli OJHWaziorw fu qnindi ll i,·iso in altrd lant<' ;r,one (•ompt'<' ndcnti urw o piit <'tnnuni . allt· <Jnali furo no lJl'<' JHisti uflit-ia li rnerlki eon lt· a t t rihu~inni di ulli•·i:tli s:lllilari JH'l' lll t!t·nnll7.ia r pt•r la profìl a:-;~i cl<•ll<' rnalat t i(• in t'l'\ t h,, e l><'r la s,w,·<·:.d ian7.a. igi <•u ic·a d<•ll·t. zonu
prc.o.;tabi li ta.. La spcei;tlizr.<lzione di q twsto i cn porta n t t• e d t·l i<·n 1o st•n· i zio fu raggiunta con ht cn·nzione dt>ll <' :<~(•guent i unitìt: a.) ge::ioni di di~>infr: ionr, ;1s:it·g-nato ad o~ni arm;tl;L c <'Orpo d \ w -
ma.t a , di ,·isi h i li i n trf' MJllatlt·e. forni t t· dPI p<•t·:;o rta lP e ma t<·•·i;tle nc•c~>ssn r·ìo p e r il risananwnttl <l<•lle t.riuc:ee <' clt•i l uo.~hi infc•l t i e per hr bnnilicn di'i <'n mpi di b[l(taglia.. deg-li areantonantt•nfi c di'idi at·t·ampa lllt>llti; b ) 8ta:ioni di boni/iNtpN· il b.agno, la pulir.ia TH'rsonalc• dt•llf' trupp(', nonchè per il earnbio, dixinfl'zionn e disinfP~ta.zjotH' fll'~li O!!,!!<'tli d i V<'Sl ia rio
e di equipa_ggi:ì.lllf'nto ; c) rcpm·ti r1i osservu:ionf' pnt• il ri<;OV(H'O tl~>i rnilit.ari presentanti sintomi di mal a.tt i<' inft>tl in' o l'h<' aw~s<'rO a \'Irto rn.p porto cnn gli infett.i;
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JH C'ON(;H.Ei"~O CN1:'EHNAZlONALI·: 1)1 M!':DH ' INA l~ F.\111\TACTA
~HLITA.H~:
d) lobo,.atori batteriologici alla dipendenza di cr.ntri if'ispezioJU>, diretti da. eminenti igienisti e dotati di tutti i mezzi ili indagine necessari p<>r l'accerta monto dei casi sospetti e per la ricerca dei portatori; e) ogpul<rli di i.solamcnto per il ricovero df'gJj infett.i in harar(·amenti <'spr<'s~am(mte r·ostrniti. od in fahlJ!'icati O]>porhlllanwnt<' adat.tat.i, in modo da a~sicurnrC> la più rigorosa sc•lczione fra ammaln.t i: corn-alrsceuLi, sost>otti, ricono~(:iuti imn111ni, in a ltt'<'l l'.nnt.i rt'Jl<H'li dotati C'iascnno di persona.!e e ma t(•riale 1n·oprio ; f) conva7r'.~cen.ziari z>er i nfctt.i d per gli inùividui g:u~uiti dinicn mente, ma sui qnali occorrcnmo ancora indagini batt('riologiclH• llf'l' l'accertamento della completa immnnitii,; g) sr::-ioui JJfl' iJC1Hli'(GionC' clrlll' a('ltlt e ·potabili, ('!te V<'niva l ar~~t mente pra.Licata nei posti rli potuhili:za:::ione eam pali. coi m etodi ricono~<·inti più pratici ed eOìea.ci : meccanici (filtrazioni a. sa b l>ia) ; li siri (pota bi l izzatori a vapore sotto 1wes~ione) : rhimìci (bromo, l in l ma di iodio, p<'rmanga.uato potnssic·o, e sopr·atnttol'ipoc·lorito di sodio); h) campi, baraeumu' /lti ril arca nlonrun cnti eontumrl(·ir!li per l'osservazione df!lla bonifìt:t dc·llc trn}lpe rhc aYcvano avuto contatto <·on l!li iniet ti, ed an(· ile dci prigionieri e profltghi di gnerra; i) zona. contumoeialr di primo sgrnnbrro. Per e\·.itare il propagarsi di ma latt.i<' epid emiche ll(•ll'intemo del pa<'Sf> i f0riti e mal;1ti provenienl.i da zone inf<·tte. prinra di esse]'(.' sgomhcr:1ti n<'lle retrovie, erano ricov<wati in specia li o.'!pNl.oti cottfllmftciali e tml tenuti in os~crva.zione p<'r un periodo di almeno >~<'i giorni, d um n te i qn ali veni.vano Rottoposti ad opportuni acecrtamenti batteriologic·i ed alla di;.:irtfczione d el corredo. Quindi, sotto la sorveglianza di una i:pcriale cunt111issione tec·nic·a, c•1·ano trasferiti in ospcd;tli ili riReon·a d.dla zona. h'rri t oria lf' con p~tt('n t c nt•tta, rilasciata dopo l'oi:xcna.zrone c li.nir::r (\ dopo ripetuti <'sami delln feci . P er le provenienze daU'Ori('nte (L\lbania. )lacedonia) fu stabilibl! un'n.ltrn, zona, di primo ~gombero nel corpo d'armata di Bari, con analoga funzione, sotto la vigilanza di un a commi!'sionc sanitaria mi:-;ta, a l! a. dipendenza della Commissione il'lpetl int di l1l'Ofì!al'lsi della :r.o11a di guena . Acc:<'nnerù iufìne alla larga, l.lj)l)li('azione prev~nf iva. d1·llc vaccinazioni vro fìlnttidre sistrmatica.mrnte co mviute e riprhttc: non golo prr l'e ·erc;ito openwte. ma ancbo 1wr l ~ popolazion e c·ivile della 7.011<~ di gUNl'a, c·onf l'O il vaiolo, il colera, il 1ifo: fJt•l' qncsf.'ult ima infezione ai vac·cini in io:ol uzione a('(lUoi:a, ('!w rirhicdC\' tlllu t.rc su(·ec•ssivc vac·cina.zioni, In xoi:tihlifo un \'fl(·rino in so~w·nsi onp ol!'osa (li povac('ino), prr il qualP (·l'a sullit:innfl> 1111:1 :-;ohi, Nlll grautlè vaniHggin drl Rervizio. Prr l a JH'Ofìlasxi t:hirurgi<·a fu prn!-iNtbt sH larga ~t'<tla la sierotl·mpia ant-itMnnirn, <' l'ol'g:tni:t.Y.fl7,iorw fu t'Of;Ì 1wrfpitn C'Ile t ntti i fer·iti entt·o le ~.J ore veni va110 sollo]Josti a. d ne iniPzioni~ p C'r cui la. mor·ho,.:ilà fn r ifloHa appena, a.l 0,5 ]>l'l' %o· Pur·ono am·ora Pxp(:rinwut<il i ~i1 ·ri immunizznnl i e c umt ivi conf ro lr inf(•zioni dd le f<'rHe. 9. 8t'l't'i~io a~tlimalro·ico . - T...o OJWrazioni n<'lla zona Jit,o r:uwa clcll'A<lriaLit·o (\ sovml,utto qul'lle in Albania eù in ;\Eae:l'do ni a furono c·amm di nn vivac-e ri.•wcglio della infpziom' malari<·a. fra lP tr·nppe comhatf.nnti
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ben
85.032 casi, di cui 2H.382 forme 1>rimitive Dl:'lla nostra zona di guena. e per l'AllJania all'SO % éli t utti gli infermi cm·ati.
n servizio a.utima.larico in zona di guerra fu specializzato Sttlle seguenti
basi: a.) censin~ento dei mala.rici durante il periodo prcPpidemico c denuncia obbligatoria dei nuovi casi; b) mwa preventi·va chininica dei sani e bonifica invernale dei recidivi ; c) impianto di injermcrie ~Jpeciali presso le truppe ·operanti in zona ma.la.rica, per non sottrarre dal fronte un notevole contingente di combattenti; rl) rostituziono Òl ospedali 1m· malarici, con 11fiìcio eli consulenza. affidata, a specialisti in materia, e con gabinetto per gli opportuni accertamenti microscopici dei gantetiferi ; e) istituzione di grandi co:nvalescen::iari ri.':lervati a i umh1rici. Oltre a ciò fu provveduto largamente alla bonifica sanita.ria. delle zone malaricbe ed alla difesa meccanica., individuale e collettiva, delle trU])pe. Jn zona territoriale pre~:>so ogni gruppo di ospedali fu istitujta una sezione malarid, ove gli infermi erano a:;soggettati pl:'r un periodo conveniente ad un trattamento razionale per essere quindi inviati in speciali cle;positi di convalesoen.za impia,n tati iu zone alpestri e loca~lità salnberrime, nei quali, senza interrompere la cura., potevano attendf're a.nche a.ll 'istruzionc militare e prestare qua,Jche servizio territoria.le. 10. Brwvizio n cu1·o-psichiat1'ico. -Presso ogni armata e corpo d 'arm;tta. flll'ono istituiti re7Jarti .~peciali·z.:!'ali new·o-psiclliat·rici a sc·a.glioui, al duplice scopo (li un r ecupero immediat,o dci malati leggeri n ervosi e menta li e di un rigoroso acc:crta.ment,e dei simulatori ed esageratoTi, sotto la consulenza di uno specia.Lista per uniformare metodi o criteri di osservazione e valutazione eliniea e medico-legale. S'impiantarono ancora speciali convale.~(·f.1t ::Ì((ri in zona di guerra ove gli infermi, meglio che nei comuni depositi, potf\vano trascorrere un p~;~ riodo di vero riposo e di reintflg-razione delle e:;;a.uri te energie nervoxe. P resso ogni a rmata. fu tost.ituito inoltre un te11tro nt'11l'O-p.~ichiat-rù:o, d ir('tto da. specialisti sotto 111 sorveg:lianza dol (·onsulente d 'a.rmata, elle aveva. il còmpito di diflciplinare e sor vegliare l'aflluE>nza dai vm·i ospedali ed ospedaletti degli aJTctti da malatt,ie nervose mentali, e di n~golarn e la. dimissione dopo con veniente periodo d 'o~;:;ervazion<', sia. per il ritorno in prima linea, sia per l'invio ai deposit,i o per l'ulterioTe smista.mf'nto in 1111 centro r/i. pri1ua ?'accolta o della :on« di. gtw·ra.. Questo fn impia.11 lato a. Rc~:,r)!io Emilia con numerosi repart i per neuropatici, psicotwrvosi, epilcttic·i, tmnquilli, delirant i, agitati, simulatori, crinninali, ecc. TI ce ntro :wt>·va la funzione di emettere giudizi medico-l egali per t utti i ricoverati dte uon erano in grado (li riassumere il servizio, di re<'uperarc por la, gupna, c·oloro ('!l(' non presentavano alcuna anormalità o lic·vi fat.ti morbosi <' [H\l' sv<'hlre i si-
mulatori e degenerati. 11. Be.rvi.::io antitubtrcol((re. - La spec in,liz~azione di quesLo srrv i ~io fu oltremodo comple~<sa. e diffieil<': spceia lmcnto p<:r l'iugentt• numero di 23 -
Giornale ài medici nn milil<~re. - Faso . V{. V u.
286
III (.;0Ntan;s::;O INTEI\N.-\ZlONAI,f: DI .\H:D l l'I~A E F .\R)l.\ClA )l!LlTARE
nostri prigionieri ritomat i dali 'Austri.n t n h<:rc·olos i. In zon;J di I!UC'lT<l pres~o (' iasc:Hna :nmata ed in zona t eJTitorial<> pre:;so <:i;ts(·un <~orpo d 'ar· ma ta furono istit uiti 1·rpa rt·i di accerta m l' n/o rlin!Jno.~lico, fornili di t u1 t i i me:~.zi elinic·i h aitNiologic·i e radiologi<:i di ac(·erla!He nto piì1 moderni p, eli p orsona.lf'. medico spe<:ializzato, p er la pronta. 1.'li111innzione dalla f'Ol· let tiviti'L milit:no cl1•lle form e ineipienti e h1 tonti. A Roma ed a. Xer\'i fu· rono illlpi;wtal'i due Cl'ntri sanatoriali. di I.Wii.~lrllll!' lllo pM' i tuhN'C'Olosi rP· stiluiti da l ncmito . P er le manif''·>~htr.ioni ricono~dnt.c s 11.- wcttihili di mi· glioramento furono allei;liti, tl'n.ccordo con hl l'Sanità pnbblit·a e con la Croce Rossa Italiana, cen tri .9Cmr.t.tori.ali e campi dimatil'i in l•J(;<ilità :1rlat-te e provvisti di tutti i m<•;t,:r.i per le eure fìsi('he ed (•l io t ernpi(:he ùc·l r·aso. A :Massa Marittima , Ber,çn'ggi e F ara. Sabi na fnruno infìne in1piant ati i.~tituti t'limal.ici pnr la cura dl'i pr<·tHùrw·olosi. 1:&. ;)e/Ti ~io ani ir:cltico . - Dala r enonll(' ù i ll'usione ùl'lltl Jllaln t t i e venN'N' in zona di guerm, e nelle truppe e ll<'lht popol;tziono eiYile, Ju ~< pe· d a.li.zznziono d el sel'\'izio antic;elt ito fu dirPtt<t alla JH'otì las:-:i ~oc ial c ed inclividnale, a lla. cura. pronta <'Ù ellieàre d e i v enet't'i ed al rt' r upero lllH S· si m o di essi. Nessun 111ilitan• a !l'etto del ma la.t li t• vener<·l' potcYa esxNe trasferito ad alt,ro o~pPda le fuori d <.' lla zona di g nt•t'l'tì. l"u inolt1·e inten· :-:ifi1:ata la vigilanza. S<Hlitaria. sui miJi ta.ri ron la moltiplieazjo n.c d ei dis}Wll.· s;tri, <•on l'istituzione di s pe<:iall g:dJint'lt'i di disinfezione lH'i p1•stril>o\i dotati dHi I'OIIluni lll<~zzi (li prolih1ssi iudi\·iùtw lr.. e con l'impianto pres:-:o i rorpi di ap posi t i lO(':lli, don> i militari, eou l'aiut o di un infl'nniNe p ra· t i c· o, subiva n o un 'ace ura tu disi nfPzio ne vost. -eo i tu m, d irrt t a a tl a t tl'llll nre
od a C'limina-re il pericolo di infezione. Fn an(·om c;;;er<:it.afa un<1 sp ec·iale sorvPgliamm Slùh• 1·ase ùi tolleranza a mer.zo di mt'did milit (b ri RIH'<· iali;;;ti , C'OU v i;;ite }ll' rioùi<· h~· f' clando hl careia, in eollahora zione con le antoriU~ sauihHiP <:i~ ili e tli pubblit a s i<'u· r<'zza , alla prostituzione c landP:stina. Furono quindi istituite dt>lle (;Onsn· lenze a ntic·.t'lt i('he IJresso k arma te, ed asscg-nn.ti due is]H'ttori pre:-:so og-ni corpo a·arma hl, c:on impianto di ::;pedali osp('l7ali. p rr cr·ltiC"i e dermopa.fici. Venne inlino eff<'ttuaMt nna larga propaganda a mezzo di c·onfert>nzl', opn~co li , foglie t ti vola n ti, proi11zio n i, fi lms. ri [t'l'P n ti xi all'cd H<·a zio He soc·ialé, e vennero crea ti luog-hi di ritrovo (' di rine;lzione pPl' i ~;o lda t i. 1:3. k'lervi::: i o ar1ligas. - l.~a gul'l'nl c· uimiea~, iniziata sul n o;;;tro fronte oriPntale, n el giugno 1016, rkhiesc b rn pn'sto sp eci;lli 1n·ovviùon;o.o ri· volt.e s pec ialme nte alla prCVI'nzione. Furono s ubito :Hlottnt i m ez.:i di protezion e ·i-ndividuali (masclJ<>.re, 1'(\<;pil'atori, YPstiario, g w,111ti e c~lr.nture iJ.11perm ~ab ili, prot<'zioni p11r le armi e JH' l' i vivNi) e (·ollff/.i'!'i (ri('overi speciali muniti di porte a chinsttra completa o di trntl€' impr<'gna to di ipoclorito di calcio o di olio di lino. e dotati di appàl'<'<'t·hi rwr la liltrar.ione e d epurazione• d ell'aria c di post·i di socrorl:iO, fomiti di bombolo d'o::;si· gr no) . Si pr;tti<·ò in li ne il risana mento dt>IIP tri 11 cee co n pompe inora trid, sprnr.r.anti soluzioni nentralir.zant·i e d el terreno infef to cla yprite mediante il c·lOl·tu·o di calce. J ·L S l'n ,izio wofìlattico contro i co ngt·la~n e 11ti. - An<"he le co ngela· zioni furono oggetto di partic·olari ctu'e }Wr Op<'m d ella :::>a.nità militare, ('S· s c•ndo:;i verilìeato t a lora nn il GO % di colpiti rlle si dovetttero a llontanare
fll CON<.a~~;SSO l:N'rfo:Ul\.\ZIO~.\J,J-:
lH
.\IJ·: J)I(;l.NA F: F.\R:\1 -\ \"1.\ ~Il LITMH:
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dal fronte. Anche per le <·ong-elar.ioni ,.;i a<lottarouo otisur<' indiuidtwli (<·a lze di lana., gamb<tl i di lana a rllagli a, in I'O~I i t uziorw <11>11 <' moiPttier·t>, pPzze rla piedi ingra.~sa h•, ~OJH'<t>W<li"JH' i lll JH'I'IlH'a h i li, gua n 1i, ma no p o le, unzioni e pontate pt·otettivt\) e mi.~ur(' (·olll'lticc (ri,-attatt tento tlell<> trin<'<'<\ ]Wl' fa.c.ilitarc lo ~eolo dllllè a<:q tH' e migliora nH• n l i in 1f'Si a pro1 (•ggpr·e le trup pe dall'ltmidiLà a d;ìlht pioggia). ln .• rrl}i:io medif'o-leyrrle. - Fin dall 'ot1ohn' 1!11 !i fu i:..:t il' n i! a una Commissione .~a11itaria Cl'll lra/1> t1dla zonrt di g11erm c-on i pii1 ;1mpi po!Pri per quanto ri.rrnardava h1 c·onressionf'. di li renze di conY;l)(•:..:c·f'nza, h1 eura. in famiglia deg-li 11flidali. il rontro llo dei p rn \'VNl inwnti nJedi<·O- l<·g-a li. le v is ite periodiche d+>i 111ilil<tri in lit•Pnza pt•r ac·<: t·rtan~ la loro id<meità. o m t• no a lla, riM;sn nr.ione i n HI'TVizin. ,\i );l d ipc·ntiNl ;r,a d i C) tH•sta <.'0111111 is:..:iorw furono creMe le fli1tnte !lttnif,lric di arnutltt pt•r la. sorveg-li anr.a d<•lla. conN'S"iottc di licenz<' ai s ottuffitiali e militari, lll'r !t• JH'OJJO>;t<> a C'Ili'(\ ba ltwo-termali e e hinN;itt.•rapi<·he e 1wr rillJandar·e in zo11a d'tlJWrazionc qtwlli C'omplt.•huoente guariti. P er mag)!ior SJH'<Iit<·;r,z:t di <·ontrollo furono <'ost·itnite in spguito altr<\ 81)ltOffÌ10lll' .~anittrrit•. In zon;t tPJTi t.oria le furono in li nr ist i l u i Il-' pn·~so o_!!n i tm·po <l'cl l'IItH t a dPlle Commi.~sioni sCI'IIitarie ccntm li /!'l'rifuriali, allo scopo di l'l'i('J't·it are una rigorosa sorveglianr.a s ui ri<'o,·erati rwi Ya.ri OHJWd :t l i, JWI' J'idurn' la dt'I!PIIZ ~t al t e m p o stret.tarnen t o i 11 d i:..: p1•n,:;a bi l<•, }Wl' so t· topo rre a 1111 o v i ~tc·c·<• J'ta mPnti i già diebiarati inabi li prt•sso i v;ni <'<'lltri di I'Pd u ta nH•nt'o, e prr il 1wressario rontrollo su H<• l i<·1•nz<> d i r·on va h•:-:cenzn .. QuN<ta, in Tapida. visione: l'opP1':1 :1ssidna, pa;r,i<,ntP, l rnac·e della i-3anità militan~ italiana., lèl quale, sp<•(·i;t li;r,z<~ta. in ogui ramo d<'l s<'J·vizio. apportò ben prt>sto i p iì1 <·(l piosi frut 1i, t hP l'i ri\'t'laroHo r <·o! Jlla)!gior l'<'('lllWl'O pO~<:'\ibil~ di feriti e malati., e <'On la. ,,rnnta l'Plll'<'f<:..:ione di ;tlc·nnc lll<tlill tie epideuùco-rontagiose, e con la lùnitazicJnf' eli alti'<'. c-l t<' 110n lll ~IIH'a rono mai di fare r-;trago nellt• guerre antPriori, a pochj foc·o lai . ·rapifla.JriNlte <•:,;tinti. Fm·ono presentati" iHoltr<> l<' ~-'<'.!!lll'nti c·onnulieazioni tla nffic-iali medid italiani :
II. - E. B A YOI'\ 1 t encnte <·olounl'llo Jlledi<·o.- l' 1w nlmNt l f'11drr 1·icot•ero specializzal<t e s·ua applicazionr rri di rasi .~('ilfflioni rli·f .~ert'i~io sanitrrl'io. L a prCSl' nte com uni('azion e ri~twrda nnn specia li tiì t<>r·Jtica d<'l iier" i zio sanitario e porta un con t l'i uu t o al l><'l'f<'r.ioun nH' n t o df\l ma tt•ria.le sanitario d estinato al riron•ro di 111alati e feriti in guerra. Molli sono i tipi di tendo ricovero aùotf'ati d agli C'~c>rcili drlle va!'i<· 11azioni, ma n(ln mi risulta che sia stato nt <ti faJ to nn o studio critico aua litico al ri~11ardo con competen za ed esperienza eh<' a mpiamC'nte Jlnò <Wcr e nn vPec hio l·ia.le medico che ba vi::;suto con le t.ruppc in campagna m·Uc varie n•gioni e n ei vari clinù. Qua li sono Le con dizioni fo nd<~mcnta.Ji IH'r nna t<'nda rit"overo a scopo mj] i tar e f 1° Deve avere un p eso minimo per eonsidcr;tzioni pratiche e per risparmio d ei mezzi di trasporto . Oli S t ati ma.ggiori dei vari escrriti cono-
um-
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III CO.NG ltP.SSO INTERN t\ZIQNALE DI ]\[EDICJIS'.\ E FA RMAC'I A :.\ HLITAJ<E
scono l'imporhlnza di questa condizione essenziale. Anche il ris parmio dli dn<' soli muli s u cinque pcl t.ra.sporto di una tenda di ugu alerendimento. cost.it,uirebbe già un van ta~gio sensihìlissimo qua-udo :<.i penJsi al numero considerevole di 1ende ricovero neressario ad ogni a-n nata nella. guerra. di mo"imento. E se s i ritenesse poi opporttmo eli nnmentare i nwzzi di ricovero alle unità sa.nit}~ri e, si a-v rebbe il vanta~~rio di poter vedere anche sensibilmente a umenlat i i suddPtti mezzi di ricovero conser vando int<!gri gli stessi mezzi di tntsporto e lo stesso nunwro di p er;,;onale; so il fattore del p eso minimo fosse tt'nuto sempre prosente; 2° Deve ofTrire in ogni stagione, Ìll Of!ni clima., in ogni regiotw ed in ognj a.ltit.udine nn sogf!iorno gm.dito, di (·onfurto ; e rispondere all<• leggi dell·igione nd rig uardi della cubat ura, dcll'acreaziouc e dell 'even t uale disinf('ziono; 3° Deve essere resistente, semplice e pratica; 40 Dcv(1 impeg-nare il minor numero di uominj possibile per il suo Tapido impianto e pel s uo smont.aggio . .ì\Iolteplici quindi sono i problemi e le coi1dizion.i ù it riso lvere p er costituire 1111 tutto omOf!Cneo cd orga nico . Avrei d<'sidera to che il campione di questo tipo di h'nda ricovero, elle ho costruito a. mie spese, avesse potuto far parte del materiale esposto a Val-de-Grate, J>ercbè sarebbe riruastu. s icma.mcnte impressa la sensazione pincevole che ognuno avrebbe provato se s i fosso so l'fermato e vi a vcsse respirato, ma alla mostra non poteva.no e::;::;cro ammes;;i che i prodotti franc('s i. La tenda da me ideata. è div isa in nove colli, trasportabili da tre bestie da soma. su dorHo di mulo. Pesa kg. 285. Copre un·area di 100 metrii quadrat i. Ha una forru a piramidale quadrangolare elegante, con uuo sfi~ttat.oio cent rale, su cui sovrasta, tm coperc·bio di tela a guisa. eli lucern ario che costit.tdsce r a.pparecebio regolatore d<>lla luce e della. ventilazione. La t.end::t. ha una doppia parct;e. L 'esterna. di toht impermeabili.' di media grossezza ma, opportun:.llneuLe e proporzionalmente rinforza t a. nelle part.i ~oggette a sforzo maggiore cd in modo <·hc a tensione massima tutti i va.ri punti d ella tenda vengano a c>omwrviuo una resist,cnza urùformc alla. t razione e com prN;sione massi ma. Con q ucsl'o prin<'ipio, <·.be del J'(>:-;1 n ò legge dell'ingegneria cdilizilt, ho po1uto ott<'lWrc un tendag;rio non eccf!ssivnmeute pesante, più atto quindi a,g li s<·opi cui deve servi.re, e che p esa, quanto è stt'ettn rn.cutc n ece::;snrio ver elitre le migliori garanzie di resistenza e di durata. La pa rete iuh>m :t, o controtenda., c·in,os(·rin~ una sala quadrat-a, con porLe, tinest re c·orrispondenti a qnell(' cl<•l tendaggio : ha })are Li lateral i che cadono perp enùi<·olarm~·nh' al s uolo a.lte m. 2,:.!0 (!>0 cen t iruct;ri oltre la. slat un.t• mNlia (lpJI ' uomo): lP p~uoti :;;uperiori (so Ili l t-o) banno l'aspe! t-o di una piramide t ronca.. l\ e residua così M N•ntro un'apert nm di quM.t ro metri quaclnlti. alta Ù.<l l s uolo 111. :3.50, ('h e eo,;fil:ui:-.;c·e appnnlo Io st·ial-a t.oio s u (:llÌ sonasta am·.ora per un alt ro nwfro il IHcc•rnario. h 1 conlrot cndn è sempre dil'l· an~.~i:\.t.a. dal t c n 1b.~~;rio c,;tNno, in al to con una, eq uidistanza di iO ccnt imct.ri , e lateralmente viene a eostituiro colla. p;u·ete del tcuda~gio, ad iucliuazioae obliqn:l ostern:l. un corridoio
111 t' O.KI:Jtl': s:sO l~'N'RN.o\ZH)!'i .-\1.~: DJ
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a s('ZÌOJH' triangolan', largo alla ùas(' m. 1,50, alto m. 2,20 in eui troviamo i pnli di :o;o!-ltegno. e che ('irconcl:t i qu:ltt.ro lati dcii;~ sala ric<n-ero. Questa ampiH <>amera latt"ralt', <'h<' in ba::;so t•omHniea coll'rsterno prr le varie ape•·turl:' d el H'ndaggio, l'd in alto tutto aJI'intorno <·on la suddetta camera d'aria del soffitto, a,;~ic·unl la piit compl~>1 a vPntilal.ionc. I nfatti l'aria cnh·a dal basso pf~J' le portP e Il' fitwsf.re e dall 'int<'rr·:1fH'd iH<' <·lw si ottirnc col rialzamento dal suolo dE'Ila halza, del lt>ndHJ.('gio: ed esce all'esterno per lo sfintatoio centra-le r<'gOlat;t, dal di:-;pof\itivo <1('1 hlcPrnario. J,a sala ricovero pnò cont<-'llPI'H venti uo 1nini sn paglieri<·ci a terl'<l· : il corridoio laterali' ll<' pnò r·ontPJWI'C' altri :'\t'i su p:tgliPJ'i<·(·i, e<l inoltre il hagagUo, il corredo d('i ric•owmt i. nwdi c·inali. cc·c. ll tendagl!'iO E'Sterno è di,·ii-10 in qual tro quadrati <'hn si riuni:-:eouo col <·o m une sii'ìtema delle fu ni(·<.'llc in :-:rric <:h t> t-; i ro ll<'ga no ru n a t'O n l':t l tnt passando attraverso altrettante s<·rit' <li oc•d1il'lli. In ogni quadrante liono gif1 applicate, la eont.rot<'lHia, l(' vorte, lP fìnp:-;tre, privi' di qualsiasi ~i st<>nta. rigido, le t•a llottc <:Oll idtL• ]H'r la proh•ziOJH.' dt>i l~<lli e }>l'l' le f'\'Pntnali corde rli rinforzo. La rontrotE'nrla n aJH' h'cs:-;a tlivii'ìa in CJUattro qu;ldmnl i t·hn possono ;;eparatanwnte già trovarsi appli<:ati alriRll('ltivo quadrante del tPndagg-io, . ma ('ht> po~;sono p~scn• JHII'P. distac<:at·i p er l'opportuna pulì.-.ia e disinfezione e quindi riap}liicati anrho in s<'<'ondo tt'lllj)O. Il luc·N·nario c·lw sovra~ta lo sfiatatoio cc•ntntlP rostitni,.;<·<' 1111 uuieo ell'lll<'nto <" porta f!Ì~ all)lli<·ati i ,.;i~tt•mi di g-iunt un1 ai quatt-ro nwnil·o tti sit uati agli ang-oli d<' IIO s1intnfoio, (JHl'lli di tr·nsion.e del s uo tPI t or rli rialzamento orl abba>isaml'nto dPII<' ,;ne fald<' . [;;:-;so fon11a. nm1 dt•llc piì1 ùHportanti Nlrnti'Nist.i<'h<~ . <lc• ll:l h•nd:l. i~ formato tln una f'OJWI'f·.unt. Ili f.c•hL ron quattro falde d1e vanno <l pogg·iare :;;nl soflitfo dt'lla tenda. e elw, mentr(' impcdisc·ono J'Pntrata dPII 'aeq ua. funzionano ('(lnH· appat·c·e<·hi 1'<-',!!0latori dell\tsdt:t {l!'ll'aria imwlzaudosi <'d abha:<saJHln~i Jll'r s<·otTiJU<'nto JUNliantP trazione (ii funi<·<' ll <', C'h<l sr·rndouo nPJI'ìntt•rno "'''s~n dl'lht ;.;ala ric·ovHro. La ten>~ionc• dd tetto dd ln<'<'rmnio si efl'<•ffna st·nzn nppa1·<·r<·hio rigido con un sistema :;empliti~si1110 formato Lb un }liteolo a:-:;-;c, ~ituato al rentro del lu<·<·mn•·io , qu:tttro <·<IITttt'ole o qua! t ro funi<·<•lle in virtù di un princ·ipio eu Jll;t.h'lll;lti(·a appliC'<lfO alla liH'('('èHl i<·a. L'innalzanl('nto d<'lla tend:1 si et'l'tlttua eon ' '<•nli pa li, <li c·ui quattro cenlrn li alti 111. ;{,:{0 e ;;Pdici llerifel'iei alti m. :,!,:!0. Og-11i palo a-se;-.io1w qundrangohll'(\ eof\tituisce anc·h ' e~so un solo elemento divi~<o in varii :ll'ti<·oli J'ipi<'g:dlili rra.loro, atti al tra~porto ì>U dorso eli mulo. L'nuion<· d('gli arti<·oli si ell'l'h·tllt nwdiante una giuntura cho in se.-.iono Jnngitnilinale è fog-giata· a •c Z 111 t'Il<' porta a ciascuna estremità libt>ra. nn ('IPnlrnt o :1· roda. di roudin n <'h o va. ad Ìll<'lln('arsi jn un r·o •·•·i~l)On<ll'n t r. in en !<tro co 11 'a tl'1·o 11 f <1111<'11 t o d<' Il<' su p<>rtil'i di :o;c•ziono. La t'~tcm;ionc tlel palo c quindi l'aiJ'ro!ll<llllNltO clPilc ~II)Jt'dìti eli :l('ZÌODE' a\'\"ÌCI1(' fac·Pn<lo compiere ad uno d<·l!li artic·nli uua rotazio11o <li 1~01• attorno ad una c·hÌlì\·arda. ed il loro N>ll<·gantcnto !'i tis~a n lli<'ZZO di nn gàlletto. Il sistema è l'f'lllplit<' e solidissimo. t;ulto pit'l dtP le siiJll'rti('i di st•zioJte sono rinfor;-.at<' da ~Wl-l'Ili t ut·c di lamiPrfl. {.)liPsta :>JH'C'iah• giuntura ll<t il
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111 c·QS'(; HI·:SSO fl'TP.k'l'A~IO!'M.V. D I .\ IJ>DICINA 1•: FAR~l-\('JA llflL l'l'ARE
vantaggio non s olo di ae<'elerare \a. lllllllO\Ta ; ùi t>.vitèll'e la dispe rs ione di e i<'JH{'nti indipe nùC'nti, eli imTH' dire la compn•sf'ion() dri singoli ma-nicotti c'li la111i(' ra n"ati nella. ma ~g i or pa-r te d t•lle tende so mnH:-~gin bili , e di evitare il contorcinwnto od il rigonfiamento del lrgno })t'r eiTt• t lo de ll ' umidità: n1a h::t i l vantag-gio preC'ipuo d i p el'mPtt.cr e c·he un palo distN;o J'~ìggitmga la lung lwzza di 111. :2,20 e ripi eg-:tto n1gginnga la 'lung h<'zza ll f'f'essa.ria p er il son1m eggio. È in virtù di q ut-sta spN·ia lc g iuntura c·h c la tt-nda. aequista uu:1 1l<> lle piìt important;i propriet;à, CJUPI.Ia e io~ d<'ll'all<•zza, <·oeff1ciente dPl sPnso d i lwnr~sr1·e tanto n<>.<:essa rio a ll'anJ m alMo. 'futt;i i pa li perift•ri<'i sono dis post i :11 di fuori d t·lla "'ìla riN>VPI'O e cioè del corridoio latrr:-tle . .Le loro c:-;t re llti b\ 8 Upf'rio ri r·o ni (• lw ,.;i intJ·oducuno in SJI('c·iali Ntl lotte coni<·he g iù lisse a.l te ndaggio estf'rno c <-he hanno il duplir·r, s<•o po di pmfl'g-gc•re dall ' umidità e tl<lll'inliltra:r.io nf' dell'aequa l'inl-t>rno dPIJa tenda, e di es~l·l'f' ulilizzati 11er l'appliea;~,ione di ev<•nt uali corclr di rinforzo a nwzzo ùi una. st roualur a r in·olare si! nata al lP loro basi, e C'io~ al disot to d<~l tl•nda g-gi.o estrruo, in (:<l"O di n•nto i ntpt'tm>~O. l vali tt·ntrnli ,-c·ugono introdotti in 1'\J)eciali m a ni r·otti g-ià tissi a l ten<lag-gio ad ogni a ngolo ddlo f\IÌ<l taloio ·e c·hr h;t n no un ù i~<pn~ith·o atto • a l'ont<'nerP nl'l loro estr<'J IH> ,.;upcriorf' !P v a r i i t<•nui na li cki quattro nlber• ~ll Ì Ù i :>OSl.<\~110 d C'l lttCI'l'll<tl'iO. TJ<l tensio lll' lklla l('nd;t ;W\' Ì f' IH' ]H'l' opNa di p iiTol i :lppan·<·chi di tl'lli<ioll(} Hi tuat i all'1>xt l'l' BIO tllfi'I'ÌOI'I' (.[c{((• p;tref i d1•l f I'!Hlagi!ÌO. (~lll'i'ti
I'On,.;ixtonu in 1111 :IIH·llo app lif':tto a lla h•11tla. in <·Hi \• fi,.;sa ta una t'ttnicella. chr p:tss:tndo xu<·•·<•ssintn•<•nlt• pN tn> oec·hit• lli di una st""'"a I:J,.;tt·a cost :tu i se·e un cappio ~(·IH'"Il io d te ,. i t• n t• lis~-:a t·o n l l'<•la t i v o pit·(·hl'lto e c iH' si può ~tllung-an' o sc·o)'(·iat'<' a volont;\ e [a.r l't'star e lixso nel punto IH't(',.;sa rio gra~ic all'azione d ~ c·outTasto f'IH' c·srrr·ita. hl suddetta, las t1·a . ::\Ta. riò <'h<> C'o:,.;tituixc·e vcÌ'<lllll'lll e il mas;;imo dvlla p ra ti<·it i't è hl- po;;:-:ib i l~t il di <'S(·guirP la u1 a uovra. eli montagg io d <•lla tenùa con nn 1101110 so lo in 50 minuti td iu 30 milHt1'i <·on due t~omini. C hi volrss(' ronosc·cre le modalità ed i tl'nq) i da st'~tnil't' ]JI' l' J'inl p ia,ntn non ha ('hc da ('ons ultarP n strnzione n·la{ i\r;t, Ilo d Psid t•nt.to cspu-n ·e l<' quali!;~ fondam-enta li di qut•st o nuovo tipo di tenda, e;he lw ;;tudi nto <·on ;tntore Jl('JI'in t<•re--;s(' dl'l SI'JT izio sanit ario milit are. sh·111·o di an•r r;t!fg'itmto lo S\' OpO t· h<• mi ero prP!i,.;so .
lll. - F. ('.\<:Cl.\, tt•twntc~ (·ulomwllo nwd i<"O. /Jt>ll •t gpN•ia/ i;~fl ::ione cltit ll r!JÌNI in !/lt''l'ra: .~tla (IJJfllir·a ;;inn r ndlt• fo nlia.:: i,>tli -~a n i./orie. di tlirisiOII I'1 di ('III'P'' lfft/'1/la/a (' t/'onnala.
L;t. · sJH'<·ialir.za;~,ion c c hin1rgÙ·a urll'ultim a gnmde gHf'lTH·~ dopo lo_ inc·Prtf'ZZP d ci prim i tP!Hpi, CUJJP una fl'iif•(' ;;o iHY.iOI11' btnto l'Ili> i J'ÌSllltati d(•gli ultimi anni (m ·o no vrra nH·ntc brillatli'Ì in tutti i <·ampi d ella SJJO<'ialitù ellirurgi<·a. ~ o n llli sotl'C"l'llll'l'Ò !:'Il dnti
tr<·nif·i , tl(•l !'('~ lo ben n ot i. <•ssr tHlom i proposto <li t mi t an• solo la quPstio nc dr ll' or_:.:-a ni ;~,7.azinn(~ tkl ~ f'rv ir. io l'birurgic·o. Pt•rò J'or~a nizzazione <h' ii'Hltillnì g tu•tnt, c·h e fu in g·f'lWt'e di posi;~,'ione, ma l s i aùaltc·rebb1' ad una g uenn ilV\' I'llÌl' P c· lw s i pTev<'de di llHH1 imcnto,
lU CO:\"CRESSO lNTF;R~AZlO:s'ALE OI ?orE Uf<'lNA E F .·\lUfACIA )IILlTARF.
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e tanto m enò :-;e dobbiamo prevedere il ca:-;o più sfavorrvole di movim(•nto in montagna. Prima però di parlare dell'organizzazione ritengo indil'>peusabile premettere alcuni concetti teroici sulle ferite di g-uerra. c·h<'. do\Tebbrro servire di base per i criteri informati\·i di una, buona organizzar.ione del sl'rvizio chirurgico. È oramai bene accertato che una ferihj, qualsiasi, nelle prime ore dopo il ferimento, si deve con!iideram senq>licemente contaminata e non infetta e che l'infPziòne in geMre éoillint·ia. dopo 10-12 ore, ma. può protr<lr;-;i sino alle 24. Ora l'ideale della cura. ch intrgita è quello di prevenire le infezioni, asportando tuLt.e Il' parti f·onta minate sino al fp::;::;uto sano, praticando così la profilasl'li cltirmgita d<'llc ft•ritc. Quindi la rosi detta, prima. nwdic·ar.ione nelle formazioni sanitarie a-vanzate, alla quale un tt•tnpo si dava tanto V<t-lore, con i progressi degli studi batl'eriologici, fatti nell'ultima. grande c-ampagna, sul de<>orso df'lle ferite, ha perduto molta della sua importanza, <'d ha im'ece acqnistat.o il dovuto valorH la . cura ortopediNt nei fmt tmati (apJ,Jieaziotw di appal'I'C<:hio adatto). La prim~b Yera medicatma quindi è quella, ù1•1l'intern•nto C'hirurgico entro il limite di tempo enunciato. In genere tale limit..e di tempo può anche e~!>cre sorpassato pt'r alcuni feriti, ma è ncc·essnrio ris}wttarlo e possibilme-nte alJbreviarlo per i eavitnri addominali e pet· Je gran lesioni ossPe· d<'gli art i itlfPt'iori (femorali). E sono questi criteri tecnici che debbono inCormal'(l i critrri di sgombero <' n•golare la disloC.<l.zioue d<'g li :sLa bi l imenti sauitari. Il pro blenHJ, c he JH'<'SPllt a maggiori di fli('olt ù ~ CJuello dci <·<LY ifari addominali.. Xon ba~ta cb c ottimi sanitari, lwnn n ffìaf<l.ti, ~sf'g·uano intC'n·enti brillanti, è in.di:;pensabi le una convcu iPilte t·um- cons<'cutiva in ri<'overi adatt-i e di relativ;t tranqnìlli1à. Espo::;ti qnesl.i da,ti fontlnmentali, farò ;:<'gttire i critt.'l'i rurativi nelle diverse formazioni sanitarie ùi t'lllllpa.gn;h <·t't'cando eli (·On<·iliare po:;sibill11ente le inevitabili neee:-;14it.ì~ log-ist iC'ht;J .alle Ci'igt·nze teenico-sanitaric. Post.o di nwlit.·azin~te. - Da;:ftL protl'gg<·re k fNite e pr<'OCI:.Upar~;i prr la 1n·ima cura, pri.neipalmf'nte dei fratturati, in ntOdo che il tra~>porto non ag-gravi la. ferita-frattura . Le emorragie vanno frrnate con l'emostnsia, con zaffi e fai'<cint ure aclntte, applic·ando solo ec·re?.i.onalmeute il lar;rio, che deve considerarsi nn nemko giurato del ferito per le grav i <·onseguenzo c he può provocare (cangrmM ~ra:-sosa ). Sl'zione di sm1 i là di dirisionf'. - Lo st abilimenLo sauit;~rio di ll:Uerra. piì1 av.1nr.ato, dove in comin ciano ad <:>:s<'guirsi interveu t i chirurgici è il r<:>parto sonH'ggiato di sezione di sanità . Esso deve <'S!:lere dislora t o i n si t o il pilt c lw è pollsi bile centt•ale e vicino ai vari post.i di medirnzione di battaglione delllettore. ln quPsto TC.Jl<Hto gl'interventi debbono limita.rsi ai soli casi urg-l"ntil':simi di minaccia eli asfissia (tntf'hf'otornia), di grave emorrngia. (lrgatnrn. clei va~i), di regolarir.zazionc di arti ciondolnnt.i. Inoltre si applicano apJ)aJW(' hi oetopcdiri a i fratturtLti, specialmente deg li a1ti ini(•riori, dw non ne foHs<'!·u c·ouvenientL'mente forniti in t nodo da poter JH'rllletf el'<' uno :->!!OmbenJ <"Iii:' non aggra \'i ln lesion(•.
29:!
Ut CONCHmSSO IN'ri-: H)<.~ZCONAT-E IH :II~~DlCINA 1'~ FARMA (:TA llriLITARf;
In <pwst.o ropart.o debbono essere solo ricove.ra.ti quelli assolutamente intrasportabili. gli altri debbono essere tutti sgomberati. Tu coneluf;ione il repn.rto ~onu'gginto non è cho un ospcdnJe ridotto, più a.datto por la guerra di movimento specie in montagna, perchè più l<',f!gflro c q uindj più fa(·ilmente spostabile.
N1.1cleo clti.rnrgit·o. - È una istit,uziono molto proti<'ua., rnés.<J1~ in r ilievo da.U'espel'ienza d(' ll'nltima. grande guerra. Però è b o.mo intendersi ;;ull'impiego e fnnzione rlel nurleo chirurgieo. Il nurl<'o rhirurgico non sostituisee l'ambuhmza. ehir·urgica. o l'ospNlale <'h irur~ico specializzato per caYita.ri. Esso sof>titui;;ce il rcp~~rto opern.t.ivo Mlla sezione di sanità (reparto cal'rc>ggia.to), <'h(' n<'gli ultimi tentpi clnlla gr;\nde guerra fn disimpegnato dall'a.mbnlanr.<!tta. C'hirnrg-ica. (d.ist:wcata daH'amhulanza chirurgica base, posta nel Corpo d'armata o nell'Annata, da.Ua quale t.ecnicamcn te cd a.m ministra.ti va mente dipendeva). Il nucleo ehirurg-ico è inrari~ato, secondo le norme, e giu ~fanwnte ~eeondo il mio paren', dc• Ila. curn aptwopria 1<1 dei feriti gra.vissimi i.ntra~pol' t(tbili., specia.lrnente ca.vita.ri, poichè tutt.i g li altri trasportabili debbono essere sgomberati ntJgli ospedali spN:ializzati del Corpo d'a,rmata e d<'l1' Anna.ta. Il nudco chirurgico, vcrò, per ris)>ondere bene a llo scopo, deve avere mezzi prò1wi por trasport.Q e per funziont>-, escluso l 'arrPdanwnto ])Cl' il ricovei'O c.he [a parte dt>lln nni1à sa.nitaric, a lle quali si a-ppogg-ia. Esso deve <~ssere fornito di automezzi, ma. è bene chf' po:->st~ essere anclw someggi~~ bilc per il trasporto in monf ag-na sfornit·a. dhriH adìLt te, enmienza però cb e deve essnre eccezionalissima per le ragioni che dirò appresso. La, sua funzione dcv<' ~>Volg<'r;;i nella. zona ùPile dh·isioni: p~rò a uzicl1è f<lr pnrt.f~ delht Sezione di sanità, ~a mb bo utile a.p poggiarlo per la. direzione teenica. ad un ospecla.le eli Corpo cl'armftta spccirtliz;mLo per ca.vitari e dipendere per l'impiego da.l Dirett.orc di sanità. di Corpo d'annata, il qnale meglio può es>;rre ;l l caso di <•.onos<·<'re i hisogni drlle singole divisio ni e<l inviare i ntH'lt,i dove uocc•ssita.no . I vantaggi tt'cniei (per la C'Ura) c di servizio (per l'adeguato impiego), cbe del'iva.no da quf'sta òuplic·c clipr·nclenza., sono souz<t clnbbio rima.rchc•voli.
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1o Infat.t.i Rolo così po:<sono HssC're tMuti in continu<1 f llnzionc gli o1wmtori ilf>l nnc·IC\o, i <pwli , pl?r la. loro spN·ia le abilità tec·niNt-, debbono pol'cnd Jttc>tt<•t'e in <'oncli:done eli flan~ il n1aggiorA rendimento . 2° I noltre, lHll' il litnilat.o nuntcro dei posti <li ri<·Ov<'L'o clC'l nueleo pn'J-;SO la. Sl'Z ÌOJH'. di sanitù. (20 posti lct.to), e J1er procura.r e n.l ferito la maggiore possibile culma., è utih.11 a.ppetlJl, le stH~ condizioni lo P<'nnett.a.no, trasff'.rit·lo più indi(•tro all'oRpcd:lle di Corpo d 'armata. specinlizzato p~r eavitari (ospedale base), da.l quale il nucle-o ternieamente clonehbn dipend~'re. 1'a lc conclottfL è molto fa,vorevolc per il decorso ulteriore delle f(·ritc, per il fatto che la direzione tccni<;a non cn.mbia, ])Oif·hè Ol'llll.li tutti i <:hirur~i ([i tnlLi i paosi sono concordi nel cotH:ctlo c·hc .!!li operati, P. so-
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lll CONGR~:SSO INTEJtNAZ!ON.-\1.1-: DI .\IEDICINA ]<; F A IO!..\L' IA ~IILlTARE:
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vratutti i cavitari, debbono avere la mcd<>sinm direzione tecnica almeno fì.no alla guarigione chirtugica (1) . 30 Infine, da.to il disa.gio mag-giore dei cbil·urgi del nuelco, è equo e conveniente un turno con gli altri dell'ospedale base. CNtamento così la c~ntinuità. del servizio rimane meglio a.s;.icmata.. Dove deve fnn1.ionare il nncleo <'hirurgico l È questa una questione di grande importa,nza e di non fac·ile soluzion<'. Le nostre norme st:~ bilis<'ono che esso sia nel r eparto <'UI'J;"C~{!iato di sczionPdi sanità presso il n ucleo di smi::;t.amento. E Recondo il mio a, ·viso un tale criterio è giusto. ·Però è subordinnto all'altro prohl(mW. ~~ ne ll'osso di difficile soluzione in montagna ; (p.w llo di;'g-li sgom bcri. Le solnzioni di ta.le importante quf'Rtionc potrebbero essere dnc: 1a Unità port(tferiti. - Con la. fol'lll<lzion(' di 1mità. porLfl.fcriti ada-tti (robusti, pratici eli montagna e c·onvcnienLt'.nwrtte i.<;trn.iLi) a clispoRizione del dil·igentc il ~crvizio sanita.rio in modo che. pos:;n, assegnarli, secondo il bisogno, si potrebbe eseguire uno sgombero r<>pido, purchè le di;;;t anze eri i clislivelli non siano ecet•ssivi (circ-a 3-4 or·c al rn;\ssimo). È qnosto certamcnto il mezzo piìr fa(·ile. :>.a T eleferiche. - I n montagna è certamente i) nH'zzo di trasporto idea.te per rapidità o per comodità. Ed è questo secondo il mio a.vvi~o il JH'Oblc.nml. (la, st tuliare e elle ùcvll ri.o;o lvere l'arma benemerita dd Gt•nio. È di1fic-ilo cf'.rto in una, guerra di movimento, ma non impos:-;ibile. È questione solo di mezzi, io -eredo. Si sono risolte questioni hfn pit1 diflkili dal la.t-o ;-;anita.r io nelle colonie, in pa('si sprovvisti di vie, con c:omnni('.n.zioni diffi<·ili. Citerò, t.ra i moUi;;:<inti, due esempi . Nel Marocco ooll9~ 1 i frl1.n.cc•si, mcn·r a<•ropla.ni, tr<lsport<uono 18 feriti gravi (80 chilometr-i) in 35 minuLi, tmgitto c:he nPcc·s:-;itava. rii t re giorni per via ordina.r ia. Nello stesso anno, in levante, s ull 'J.~ ufra,tc, furono trasportati 48 fe1·iti gravi in Aleppo (250 rhilometri) in meno di due or~. Si spendono ta.nti denari per la. distrn:t.ioJlo ch•lle vite umane: è pur giusto che se ne spouda.n o per la rieostmzioue rho è aflidaht al chirurgo che ha bisogno, :per la m::J.ggior proha.IJiliffL di sn<:(·ps:;o, di nn posto di relativa tmnquillità. e dC'i maggio ri po:;sihili c-.oulorti p«'r In, f'nra elci feriti gravi. Nè la. guerra. di movimento è una, cliffieoWt insonuontabile, poichè i tecnici credo siano conf'ordi ncll 'atrc~rmn.ro che il movimento è sempre relativo in montagna : quindi rit<mgo si nhbia t.cmpo sutfìcil~nte l)l'l' impil1!tt are teleferiche dove nec-essitano, per un ra.pido sgo mbei'O . Nè d 'altra parte tali t<.>lefPri<-he sa.rebhero HLilizzato so lo per i ferit.i, e.-;so fa.ciliterebbero la funY-iOM di tuUi gli altri servizi, downdo scn ·1re pc1· i feriti solo nd ritorno . Adottando tu.Ji concf'tt.i la questione di'Ila enra. razionale dei fc.rit.i grn.vi, specialmente ca;vit,ari, potrc•hbe ('s:o:;ero risolt<L . (l) P r- l' gwl.ri~tione ch irurg i ~lt no t\ s'inton<lt• ••hu la fl'rita dohbn. e,.:sc·r·e sempre Ctcatt·izzatn., ma che sia in gntdo tule di av v it\ ttt gutwi~t onc d11 noJll <·ompt·onlettemo l'ulte•·iore d ecor·so por ) t} s~ombt-ro in t etTitorio.
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Hl C"Ol\UJU<::-;so
lNT E IIN AZI0:-1 ALE D l i\II'; OTC'JN A l·l F AR:\I.\ C IA ltl UTA RE
Conclmlrndo, per(' h è ] n, cura ehirurgi<·a abbia le rnaggiori probabilità di suN·esso, non (> il chiTurgo elle deve à ,·vir i nar~i a l ferito, ma questi d<>.ve ;;go m b<>rar:-<i dove il ch.i.rurg-o può con V('nie nt€'nwnte intervenire non solo, ma nu(·hc voter fare un adeguato trattamento JIOst-operatorio . D a t o l'esiguo num<>,ro d ei pm;ti d i r ic·overo d el nuclc•o prrsso la St,zio ne di ~<anitù. che uou è c·onvenien te, pN ragion i intuitiv<·. aumentare, è ne<·<•sf:ario f'lae il nucl<•o sia dif'loc·at.o in posto ùove lo ~<gombero sia pos~<ibile in a u to-a m bnla nzH prr nn n eompromettrn • l'n li (•riorc dt•rorso degli oper:l.ti. S<> ciò non è ])OSf:ihi!r, le- e>;ig(•nze belliche dovranno JH'evalrre su lle (•sigenze tec·niC'O-saniU~rie, c flll intli il trattamento cbirurg-ic·o dovrà }ldttttaJ'Ri l'l llf' ~JWc·htl i r-oncli;r. ion i impostP tl~11lc• c·i J·c·o~l:ln;a" S}1N·i::~ l i cl ('lla g ncnn.. ()g7Jerlali eli C017JO d 'annota . :Xegli o:;ywd:tli di Cor]JO d'armata, ùen~ inizhnsi la ('Ura ra~'>ionn lP nH•tod ica. ch'i JPriti g 1·avi non trasportahili
a !!l'ande cli;;;tanza. Qnindi deve in qul'sti O~JH'dali rhirnrgici a \' anr.ati i nl'OlllÌJH·iarc nna prinHt ~lH~c·ializ?.:tzione in due so le grandi spef·ialità, : 1 0 OspNI:ì li })Cl' cav itari: ~o OspNin li JIC'l' os1 eo-nrtiNJiari. Ln ragiotw di tale divi:-;io rw i.> ~uhordinata a hlltori d'indole ternica parhcolari alle due qnali tà di f\•rili (lU'lllalltl'ntario c matr.rialt• adatto: operatori S]J\'<·ializr.ati p<'l' ](' sin!!'ole brandw) ed a f<lLlori eronorniri di S(•r,·izio pPr il ll1Hg'ltÌòn' r<•rHlint(•nto. P a:-::-:arl? da. un J'erifo ca\'itnrio ad nnn o..;tf'o-arli<·olnre, tOll l'Hlntivo nppare<.:c·hio ortopeclic·o, o Yi<:ev('rS<1, nel nwdHsimo alllhiPntc•, è inc·nm·c•n i<>nte non Ji(\v(', ~lJc•c i ù l nH'ntf' per lo Rriupio dnl h•mpo, c·o;;ì prc·zio~<o i11 ::nwna. fh<p f'dtdi di annftla. l'.} in questi os]wdn li tlt<• pos~ono e dehbono <1\'Nsi tutte le ~pec· h11il à, c·hirmg·iclte, pc•n·bf. solo in essi è pos:-<ibile h~ cura. razionale• e>. eonapl<'l;t di lutti i f<•riti. »N·ondo la spN·iale ksiorw. :;;ono quiruli tlPl'C•ss;n·i i :)P!!Hf'nl i o:;pcdali ::;pctiali o l't'pari i clairnrgir·i : 1° Pct' nn·ifari: ~o l'er n<' uro-ksi (('(Jil1}!rcsi i rt·anic·i e mitlollari) ; :)o Pnr ost eo-n rl irolnri ; Jo Per slomafol('Si: .)o Per olorinolàringoiat ric·i : ()o Pc•r ocu lari. Coud udcn<lo. tpmnto ho e:-;posto mppn•s(•nht so lo uno ~-:cbema ideale ed avlJI'O;<sima t ivo ch' l scrYizio c·h irnrg-ico nelle fornl<lzioni Sflni tnrie di P,'ll<'tTa . d 1e poi va <Hlattato, sN·onclo jJ :-;ano eritNiO dPi <li t·ig<'nli, a lle <:onting<•nzt~ Il' piì.t S\'lll'Ì<ltc Ò(·ll~~ (•xi~elllw bcllif'la<' e del tNreno .
l o Il s<'t'V J7. 10 c· h it·m•trit·o appropria t o deYC ineomin(·ia re twlla, zona delle divisioni, però ~-:olo ]Wt' i g-md~simi intraspot·tahi li, fatt.o da n n a formazione•. sn.n itaria adatta (nnc·lpo C'llirnrgico o posto ('hirnrgico avanzato). 2° t'na. prima. ~JH'<·ia l i?.zazione ehintr~ita. deve iui:dar:-<ì n<'p:li o spedali da (·anapo ili f'Ci r po cl' arm;~t:l ((':lYihni cd o~tro-artiC'Ol at·i) <'d es~(·re complf'tata in C'Jll<'lli di ann:ll:1 con t utl<.• lr Rperialit:'\.
TlJ C'O~CRI.èSSO
JNTI•: I<l'.\ZlON.\J.E
111 JIEDII 1:>1 1 l~ FAK~IAl'fA :\IILIT.\RE:
2!'!.)
3° Requisito indis]Wnxabilt> JWI' il buon <'silo ch·lle eure è la. direzione tec~niea. unica allllPrlO lìno alla. gnarigione cl rirurgiea. 4° )Iella gtWJTa di montag-n:t, pN l<' linalit~t d<'lla cura adath1. (> necel>~ario risolvere l<l· qu <>~tione d(•] rapido sg·omlwro (tl'l<'f(\ri<·he), D al tcnen te C'O lo n n C'Ilo nwtlico pro f. A B l TC'L\~TE venne in ol t re Tll'('sentato il sC'gucntP online clrl giorno : Premesso <'h(• l'Esertito Ò<'VC avt•rr un :-;rn·izio sanitario a sè JH'ettame.nte m ili t are per o v vie• ragioni proli la tl id w. di assist('n ;m, medico-legali, disc·iplinari, <li nwbilibrzlone, bi:-:ogn;l t rner pL'('s('Uf (' : 1o CIre è- intlisp('n:-:.ahi iP assic·ttnrr(• l" ordina mento tecnic-o sanit;trio degli ospedali mi lih1ri su lht basfl f'8dll-~ira di' Il<! speeializzazione: condizion e si ne tJ'Ufl 11011 drlla loro e;;istcJl7.a ; 2° C'li e ognj spe1· i a li tà., per<· hè c·Mri:-;porHla a Ilo stopo. ric•llic<lc n n <:apo f;Crvir.io di provata <·ompe>tt'nr.;t ùa non1imue ]JC'l' ('onc·orso fn1 gli uffidali cff'e>tth·i. di un pt;rxon:tl<! s~tbal l <'l'liO e iol\·nn ie1·c pur·ef>~o sp<'ria Jizzato (e perc·iò Jis:-:o) c inoltre di arnhiPnli acl:ttti e di mezzi tPruic·i <l<leguati;
30 Clic: se la questione è giù 111aturn Ol'll a co~wil'nzu, ÙPl Corpo ::-\anitario c può ('onsiderarsi pcrciò dHI Jlllllto eli Yista t<•cnieo snpNat·a, non può òir·,;i al.trcttanto 1wr In pratica attuazione, in qnauto vi si oppongono rileva.nti difficoltà ~tmn r inistnrtiv<> , ;;;ia prl per~;onale dir<•ttivo e ùi as:'listenza (reclutamento, impiego <'l'<·IJrsivame>ntc Rl)CC·ializzato, avali%<1.11Wnto) <' sia pel materiale (pro,•vista di ::;1ntruPnti P appar('tt·hi) lH'I' nn pt•rf<~tto e C'Ollll>leto funr.i on:lllH'll(O ridlit>sto dallo s\·iluppo JWog-r('ssi,·o d e lle sin !!Ol(} specialitiì.; -!° Che allo ~wopo ili e\·itnnl eh<' fra le v:-;igt•nzr tec:ni<·hc di una. pE'I'fctta orga.ninazione ddle sperialità. in ogni OI"JH'llale e le J';tgioni di M'onomia di b ilancio, si determini un en•s<-entC' coutnl;;;lo ())w in d<•linitiva pott·ebbe Ìlldurr<' l'antorità mili!<ìl'(' nel aflid:we l<' :'l})CI'i:tliti'l, Sf•eondarie nd enti civili già all'uopo perfctbtnwnt<' organizzati, mrntrc la mNlicina P la Ghirurgia rlerono essert• beuc as:sicurate ì11 llclli gli o-~}Jt'flali militari, è fil'tt•ssario sta,bilil'e che le altre !-;']Jl'(·ialiti\. si(·uo organizzate nel minol' nunl t'I'O possibile di ospedali nailitari, 1>unlt?: iu modi) compl('/1): o,·e tutti gli abbi:-;ogneYoli di elll'e <) di accPrtanrenti ~JH•cia,Ji <h• l ri;;;p<' t1 iYo corpo tl"armatn debbono essere eoneent mti. Pm·ono anro•·a Jll'<';;entale le "t'lrtwnti eomunù·azioni rigual'<lanti H 1° tema :
BELGIO. -
1. C'apitano 11\Cdiico v\:\'I'RY: J.. a spcdaUzzazionc ecl il
tt·atta.meuto deg-li stonwtolcsi; tousider<tzioni sull'a~f;ist· cnz·1 odoutoiatri<'a nell 'E sercito in pace e in gncna .
II. Tenen't e gcnrra le medico \ 'VrL"Jl.\ERS : Snlln necessitù. da pnrte ù<·l I~1ed~co milita.re <li poss<'dt?re d<'JI(' serie eognizioni in tutte lo vnrit\ sp<'riu-
htà ~el servizio<' sull'opportunità d i soHoporlo ad un e~ame di maturità, pe1· mcora.ggiarne la specializza?.ione.
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Ul CO.SGHI':Si<O INTBHNAZfON .\1 ,1<: Dl :\11-:Dl< ' l :-IA l~ }',\R.\lA\' 1.-\ MlLlTARt·:
I. )!~tl!giorr medico ANDRIEU. Org-anizzazione g-enerai<> ch•l traLtam<>nt.o d<>lla tubeJ·colosi c·hirurgi_rn- in tt>mpo di /!ll<'lTé'lo. FR.\:'iCfA. -
n. M~qrgiot'(' nwdi<·o :=::cntCI\ELB: Ft iliuaziOJW 11l'l Sl'l'\' izio S;lll itario in c·alll vagmt di illg<•g-nrri tr(•niri 1-i~lll i t ari. · JTl . .Mag-giori mNli<·i \\'i::t:I'J..H e TIAit'R.\ZA:-1 r·Pnti·o nftalmologi<·o rl'cnmat·n.
Ot·g-a nir.;~,aziolll'
d 'un
~-''l'ATi Ul'\ITI o 'A)tEHI<'.\ . l. T<·n. colonu<·llo nH·di<·o H n11·; : La nlohilitazifJDC clt•lle l-niv<·rsità <\lllPrieatH'.
TI ])r[Pgato giappu11l'>"l' l hHlHt'a
snlht :<prtinlizzazione <h•l scn·izio xan itario in tt•ntpo di pa<·<· e i11 trmpo di g'lll't'l':l pn•sso q uri · l'Esercito. l'Ìfl'l'Ì
Ìll()Jtn:
In fine tli :-;r1luta. il prof. Almroth E. \\'right trnn(' una. in!ct·l',.;sante conf<>l.'t'n7.a c•on proit•7.ioni l'<\! l tt•m;\: " Tnsc•gnan11•nt i clt·lla g'J'<1111k g-uNra ".
Kl'l }lOilH'l'ig'_!!iO a. \'al-tlt• -( irùc·(~ rnrono fati<' itnportanti d illii)S(l';t:doni prat il'lw dr! fnnzionanH'nto di a.leunP l! Ili là :-:an il arie in t·;tlllp:•gna e d('! 1H:ttrri ~1 1e sanitario in dota ;~,iotw pt'<':<:<O l'Esl'J'(·ito franl·t•s<>.
Alle ore 10 t·bhP lunl!o 1111 ;;o ll'nn<' ri<"t'\' jJIH•nto a li'Ilol <'l d<· \'iiJ<~, n <!l gm n<Uoso sa IOJll' dello fpsl c, oll'l.'rto tht lla muHit·ipal i UL di P ;n·ig-i a-i l'l)ll~n·ssist i, al quale yartN·ipò inoltt•e n nn b-trghissi rmt rapprc•srntanza di m<>dic·i pohH,<·hi inLPrvenuti al II CongrPsso nH•di('()-franco-poln<·<·o. t<•nuto~i CHntrnqJnranl'anwnt<>. Pnmtlllriar·nno c>l<·,·at i <' patt·iott ic·i clisl'orsi il Prt>sidl'nte dt•l Consig ]jo mn tìieipnle, il prof. \'inl'l'llt l'd i l prnf. Hoger, <lec·H HO dt•lla fac•o ltà di mrdi<·ina , tnt ti intpt·ontati alla più l:tr~H simpatia JWr l<> na;,ioni allP<tll' e spec·inlntl'nte JH'r ht Poloni;t, c·h<• fu fat la spgno ad una SJW<'Ìa [(' <lVa;~,ion<·. Krgnì 1111 nrti,.;t it·o pi'Ogr:ttnnla tlt-lbl lllus i<·a tlt·U~~ 011nrdin repuhhliP:lna . nn <'OJ1('('l'lo JH•r pianofortl' dl'lla signorina I: rntwsson P furmto c·antall' antic•lw (·anwni patriottielw fralll't':<i •la :\L Dupr(>, (\t•J]'()]H'I'n l'illlliC·ll. 1\l\a Xl'l'<t aliti :!O ~2 I'IJIH' ltw!!n una :<l'l'al;l di gala. ai i 'Opt~ra dtc dP~t.ò in t ull i l!'l i intt•rv<•nuti llll.indillll'll1 i<·ahih• inqu·ps,.;illlll'. La tllag nilka ~ala, lo l-ifar;~,o:<o fo,,·t•r t• In :::t·alon<' d 'onnrr. ~~~ tui era st·ltit•rat:l 1::\ Gtt<IJ'(lia n'lHthbli<·ana. <·n l]a. folla t! i da nH' ~ ~ di ulli,·iali ndlt' st·int illa n1 i <livisc c d e eornzioni,' <•JTrint un <1>'1Wl1o i tn ponentl',· indPsc·TivihiiP, rhe ri('HJC·a.v:-t lfl ft•:<tt• dt'L sProndn intpero. Fu nlppn·~o;<·ntnto :-5:tllsono c Dalila, OJWl'a. iu 3 atti <li C. ~aint-Kal'ns, snt l o l<t d irt-zionn dd lltat•,.;t ro f1li;:~t·t· e mir:Lhilm nnt(> inteqJrl'tala clalla =-<il,!nora ( 'ham.r e dai :<;j_g nori l)ll(I'<'Ì'X , t'<n1~inod, P ''YH' <'d Hulwrty. i')t•J!nÌ un ,!!I'<~Z iof'o h<Jill'tto in ~ qna<lri: " La nnit enSOJ'('<'ll\<' ·• : c·on twt ,.;ic•<t di ( 'hnpin .
Jll C'ON(: R F.!'i,:;O lN'l'P.RNI\ZlQN,\ LB [ll MI.:D!CINA 1<: FAltMAClA Mlf.TTARE
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Mercoledl 22 aprile. Il giorno 22 rtprile a Va.l-de-Grace, alla. ste:;~><t ora, eblH' luogo Ja ze. seduta con la tratta.:r.ione del ~o tema ntficiale : u :;\[etodi di selezione del contingente con ::;periate ri ~u~trdo alla tubPrcolo:;i >•. Relatori per la Francin, il med i(•o priucip;\.lo di 1e. C'htsso L évy, professore a Val-de-Gtace, ed il meùico principale di 1"' éla:;:;e Jeandidier; e per Ja P olonia i colonnelli m<>c'i ici R11tb:~ki e :3okolowski. J;e conclus ioni dei relatori fnmce::;i furono le sPguent i:
I. Poich~ la gtterra moderna e:;ige la piìt grande ()Uantità. di cfl'ettivi, la selezione del contingente, realizzata altTe volt'f'- e.on la, scelta dei più idonei, è ora neces:;ariamente rivolta all'climina:r.ione d egli ina.bili. 2. P er il nume·ro dei sogf!ct.ti che colJ)isce, per l'importan:r.a dei problemi d 'ogni specie che solleva., la tubercolosi deve essere postn. in prima linea fra tutte le <\ltre cause di inabilità al :>ervi:r.io. Pra.tica.mente è opportuno metter<' in ntpporto la tubercolosi eou la deficiente robllstczza o meglio con la debol~zza di COf;titu:r.ion<', perchè nell' E;::>ercito t.utti i regolamenti per l'idoneità sono !>t~"bt i compiln.ti per l'uomo di media costit u:r.ione: ed è precisamente nei soggetti immfficientPmente robusti c he la t ubercolosi Ja.tcntc pot1·à diventare manifesta dtu·ante il servir.io militare. 3. L 'eliminazione d egli ina bili e pa,rt;ieolarmente dci tubercolotid e dei deboli di cost ituzione si f<t successivamen te ai consigli di leva ed al loro arrivo a i corpi. Na.turctlment.c ::;i deve ora dare maggiore importanza alla selezione del contingente fatta presso i ron~-;igli di leva per evitare che clementi infetti arrivino fino a.i corpi. 4. ~onostanto i miglioramenti introdotti nel procedimento delle vi-site fatte presso i consigli di l<'va (co mmissione uwdica., consultazione di specialisti, ricovero in osser vazione degli individui sospetti), è inut,ilo at.tendere ris ultati decisivi per ciò cho riguarda, l'eliminazione dei t uhercolosi, :tncbe se si fa.ce~;scro riordina menti pi1ì profondi . Arnmf?.ttendo a nche che si possano avE>re a èlisposilr.ione t utti i m rzziùiag1wstiéi indi:;p<'nsa.hil i, s i ha sempre una detìcieuz<t di persona le per poter co mpiere il diffh~ile còmpito della sele:r.ione in Ul\ p<•riodo di tc·mpo limitato. · 5. La visita pr<>sso i <'Orpi iuveee si fa f'Ontoda.ment.e llt' i primi t re ~t esi da U'arrivo delle rcrlut e enu l 'au;;ilio di riJwtuti esami cliniei, di mdagini di labora.torio, di consulta:r.ioni di specia li~ti , <.li riron•ro in o~s<>r v~ziono in ospedalo, c rnpprc:;enta I>erriò il nH' ZZO principnle pì'l' fare la d1agnosi preeoce delh~ tu ber('o!o;;;i. . ti. L 'appr<.>zzamento della robu::;trzza ch• ve c·~-:ere aflìùato a ll'csperi:-nza cd a lla pr~r ti(·a. personale ùel p<'ri to : csS<h può farsi t;wto al ('Ousiglio di le~·a rome presso i c:;orpi, ma in a111heùu<\ i casi, quando i provvedin1en ti me~teo-legali tempora.nei (r in:~ùihi l it à o li<•t>n:r.e <.li convH ll'sccn:r.a) ~o no sta.tJ <'S<lllriti, bisognn. R('l'g'l il·re tra c1ue ris<·hi : il danno po~~ibil<' e hc ne
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può ùl'l'iY;II'l' alla ;:alutf' dt>)!'li intli\·idni eù tLII'l•rario c·oll'in<·OJ'porazionc <li <'iPliH'nt i non i<lo n t~ i o i l dcii d t dw ne rif'<•ni irà il rf'd u t amento colla loro c lindnazione. :\ltn• \'Ollc· l'individuo sOsJwtto el'a inviato iu li eeuz<~ n,i prin1i sf'gn i di dl'l )()lt•zza. ma h1 lt•i!ge d t·l :n u1 a rzo 191 ~) ha reso questo :-:ist·pma troppo on•:roso t·on g randl' st•apil o di'l c•onting<•u t('. 'i. l/ orit•n htlllt'll t-o st>gni h l tl a i ,!!l'<lll cl i esf'rci t i !l t'l hl, lo ro orga11izza:r.hllll' inùic·<L una v ia di ust·ita da qiH'sta situaz io ne. Ol!nu no nella nazione ;tnna t<l dt'\'C st•n·il'C' l'Oll i propri Jll(•zzi e val(·LHlusi dt>i pro~!l'<'ssi scienl'i li<:i ('h<' la guena motlPnHl h;l <H·c·re:;c·iuto pr<'stare l'ovcra sua in quei r<'parti, ùon• n on f> ri<·hil•sla una (·onl plt'ta idonPità. al st>r vizio llli!if are. Ed in a\'Vt'nin• il rt•c·lutanlt'nlo si potrehiH' basa re· Ani st·g-ut>nti prin('iJli : (() 1111 pi:1no <li mnhililazion<' <lt.'Ua na;r,iOlH', intlieando lr d i q~rsc raf(>gorie dt•i m o hilirati l' <k;d i eiT<>ltiYi nrcessari ai ,-ari servizi; il ) nn 'istruziont· Kt dl'itiOJwii~J fisi<·a, imli<·audo ntinu tainrnte t! Jl<'l' og-ni eateg-oria l(• t'O tu li zioni <Lthili t ~ ri<·hit•st.t• o le malattie rompntiJ,i li COll IO 81JC<·ia1C S<.'J'\' iZiO ; c.) nnn Vt'l'<l c·l a;-;sili<·a~itliW d1•l eont in ~entc nelle sue <livPr:;e catef!ori<', l'OD l'osst'l'\'a n za r·lw Ht>ssnn trasf(•rinwnt o d all' una all'a l tra potrà, r.'l.·wr<' ult('rionli<'Hf<• h<<').!Uilo s<•nza nna nuova visita lllCtl ic·a . L e l'Ondusiuni tl<·i n·lawri puhtc·t·hi furono Io st•g:u~:-uti : J. C'il't.'a il ù(l % <h·i gionllli all't>là dt>ll'anuolamC'Hto Jli'N;cnta sintomi <li a iT<•zion<' tubt· n ·ohtn•. Z. r sog;r<•tti aiTI'Iti <la tulwn·olosi in Mto eostituisf'ono 1"1 % del nttntero dei g iov:1n i f'Oseritti. :1. Il :wr vi~io milìtart• faY<n·i;-;r•<• lo svi lup-po <h·lla t.nlwl'(·o lt}si. ,1, 11 problcma pii1 intpot·l<tntc ]W l' i C'O ns ig li rli lt•va (> rprell o di imped in> r·he g li insc·.r it t i aiidt i da tuhertolosi in aHo possano penetrare nelle li le llell Es('n·ito. 5. L a. prima 1wkzionc tlt·g li iw:c·ritt i, p<>r quanto ri~Hanht ht t uiJt.>rc·olosi, dev'ei<:-;el'l' faita a l l 'on><il!lio di leva, dove l'attcnzimw <h·l ]Writ o ~a ri\, 1·i volta speria lmente a lla eost'ituzionr lìsi(':'t. li. Tu t l i i soggl'Ui sospett-i tli t ulH'reo !osi in evolu zione d e-l) ho no essere i uv ia t i <l ll'ospedall' J1l i li t are JWt' 11 n <•,.;a n te piit completo, a pplìcando tutt,i j nwto1li dht{!'nos tic·i piit prii li<-i t' modm·ni. 7. ~ella diag-nosi d <·lla t nlH·r<'oloi'i Ri deve dare la. lll'<'ft•renza sopratutto ai lll€'todi c·lini<·i, non avrndo le ind ag-ini di lahoratorio e radiologicbe <:ht' una ~>N·ondarin importanza. 8 . L 'a l'l'tlOhllltt>nt o ÙI\Zii ins<·rit t i rieonos<:iuti idonei d<•ve fa.rsi possibilruentc sul)ito dovo la vi,.;ita nl Consiglio di len1.. 9. Le n•dute, nC"IIe qn:lli {~ stata eon sta t ata, la lltlwreo\o,.;i in a.tto, durante le prime 5 sdtimanc dal loro arrivo ai corpi, dovra.nno essPro e li m inate al piit rwesto d;tll'EsC'reito, senza passa n~ p('l' la commissione di rifcmna. 10. Ogni e,.;C'rc·ilo deve rtvc•n' un Ol'P:<lniC'o di mediri militari <'be siano al correnh--- d<'i rnc•todi di clia.gnosi p iù rnodcrni e prrfezionati deJJa t uber<:olosi.
Df CONG R b:SSO IN1'J·:R:S.\ZIO:S.-\LF: DI ~llì:lJl tT:S .\ 1.; 1-'AR)f.\I ' LA ~lll.ITAIU:
2!lfl
11. La Yalnta:r,ione dell'attit.ndino fil serYizio nrilitare non de,·e essere fatta SU criteri fissi, ma d fiVC va riare in mvportO all'importanza 11UIU(:Il'Ì("3. della popolazionE>, agli effottivi prpvi sti p(ll' l'Esert it o ed a.lbt lrgge sul recluta.mento. 12. Lo causa più ft'C([Ut'lllO drll'inahilità :tl servizio militm·e è la debolezza, di costituzione. 13. ~ esstmo tnt i metodi, propost.i li nora p<>r l'aeccrhtiiH'n t·o (}(~ Ila debolezz~ di costituziono. bn, dato l'i:-(u lht ti sic~uri. 14. È opportuno s\·iJ,,npparc 11\·llù più hnga mi ~ ut·a, t utti i mezzi the tendono a migliorare le condizioni dl'lh1 s:mità puhbli<-a.. 15. È nf'cr~»a l'io clw a nche i nti li ta ri in ('Ong<'Clo siano !';Q { toposti a. periodiche visite per l'a ccert.nnH1.nto dt~ ll a loro ido neità a l'ÌJH'<'ndere servizio, in r:a.pporto specia lme nte alla tulwn·olosi. 16. Tnt.to ciò c:ho favorisc·e il i>CU<'ss<·re della popola.zione riYilc migliom anche il recluta ntcuto per \'E,;prc·ito .
Furono s u<•co~siV<ltn en le prcscntat(' numerose <'Otntmif·azioni, ft·a cui le seguenti d a ufficiali m edici italh1ni: I . A. BALLA, ten(lnte c.olonlwlln lllNlico. - Le imperfezioni c /f ?l!f!· latt·ie c1ell'oree(·hio e d(•lle. prime vie arrrl' ÌJu•ompatiliili CCII .~t·rr i ~io mi/itan•, sia nel tempo eli 1u~ce che nel t(·mpo di {Jllfl"''a, in rappm·to all'< sflr::ione <7el contingente. Al tema << 'Mclocli di l>t>lt·zione dPl ~o ntinl!cn 1e u, posto all 'orcline del ~riorno dell'odiemo Congresso int emazion al(· di medicina e fanna<·ia. mili-
tare si r iconnette lo studio d elle impr rfl'zioni e dPlle ma !Mtic c[(•Jl'orc(;C· hio e delle prime -vie aeree che rendo llo l'in:;critto di leva etl il mì llitare inabil i in modo tempomneo o perm::wt'nto al st' I'Vir.io o c.IIt• n e lin1itauo l' i<l ouriti\, a l servizio med esimo. :::iarehhe de,;idem.hil(\ che tnt t i g-li iJ1HC'ritti e tutt.i i militari fossero fisicamente pl•rfet.ti, il che vurtroppo non è pos:<ihil<' . .Soi dunque ricerchi a mo in es:<i ln nonm\ lità fis ica rt'l<H i va. Ed nnc:or~ noi la dobbiamo ricercare nei suoi din'\ rf<i ~radi a. s<'<·onda dellr varifl RpN: ia litit. ; C'ome pure dovremo t.ener eo n1o dPIIC ronddo·ni di te111po iu cui il sèn 'i?.io deve compiersi, se cioè in t ernpo di pac-P od in tempo ùi guena. )l'ella evenienz<L eli un conllitto nrmato, ht Kaziunc du vrà e farà il suo mass imo s for zo per aumenta re il conting-ente a llt> armi ; n e viene ('he n tolte persone inabili al servizio milita.re uel tempo ùi pace, potranno, anzi dovrann o, essere idonei in tempo di gu(lrra.. P resenterò quindi una. propoi>ta. di elenchi di imperfezioni od infermiUL .A e B, a cl itnit·àzione degli a t t nali elen chi A e B delle imperfezioni ed infel'mil'à ita li<tni (eclizioue 19:!:)), sht p er il te011JO di pace che per il tempo eU g uerra . Faccio per alt.ro nna prima pl'cmcssa . A mia di;,;po:;izion.c, di elruehi recenti di. infermità ho solo (ed è poco invcro !} gli elenchi i taliano (edizione 19?3) c franec>;c (edizione 1919). H o pme sott'occhio gli Pleuchi briapponcso, olandese, svcd~'se, ~v i.zzero, spag nolo, m a essi dat·a no ù a parecchi a nni addietro, quindi è probabile ch e essi siano sta.ti modifìC'aLi. E
perciò può darsi che a.lcnne ch' Ile mio proposte (che io possa ritenere abbian o carattere di novità) siano già altrove con templa.te. In caso afferma-
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01 CONOHt,;S~O lN'TEJtN AZIO l'l Al. E tJl )Il!: lll \'JX.\ t:; F ,\ R':IlAC'lA l\IILITARE
t.ivo me ne rompiacerei, pel'(·hè vedrei le mie modeste cogniL~ion.i specialistiche, in relazione alla m edicina legale militaTe, confermate ila alte e cli;.;tinto a utorità sanitn.rie militari. Seconda premessa. : Limito le mie proposte all'csercit.o di terra, lascia.ndo ad altri colleglù, piil competenti di me, di eventualmente trattare lo stesso argomento pt'r la Marina da g uerra e p er la nuova e s ublirHe arma: l 'Aerona ut ica. PER. {L 'l' EMP O DI PACE.
Elcneo A dl:llle imperf<':-.ioni ed infermità che sono causa di inabilità assoluta o tetn])Oranca al ~C'rvir.io milital·c, tanto drgli insct·iU i di !E'va che dei milita.ri : Art . ... IJa l1lancan:-.a totale del p adiglione di un orecchio. Le altre imperfezioni congenite e le infermità del padif!lione di un orecchio, causa di notevole deformità, . . I tumori maligni (L('l p:Wiglione di un orer.('hio (compreso j! tubt>rcoloma.). In ogni caso, iu seg uito ~td oss('l'Vazioue in ospedale militare. I tumori benigni del p a diglione auricolare, producent.i not,evoli deformità, dO})O ossrrva:done in ospedale militare e trascorso il p eriodo de lla rivedibilità. AI't .... L'ot.ite medi a puruleuta. cronica., unilater a le o bilaterale, sostenuta. da carie delle ossa o (la colesteatoma o se abbia determinato diffusione o risenUmento a ll'orec<'hio interno, o se accompagnata. d a mastoidit.e latente, a ccerta.t.a con o~scrvazione in ospedale militare. L'otite m edia purnlenta. cronica., non compli<'ata, accer tata con os;;crvazione in ospeda.le militare e per sist ente oltre il periodo della rivedibilità. Art .... I fenomeni di labirintis mo, accertati con osservazione in ospedale militare e persistenti oltre il periodo della rivedibilità,. Art. . .. L 'ipoaeusia bilatl•ra.l(~ di alto grado, sì cbe la voce di conversazione sia ridothl a meno di tul metro d ·ambo i lati ; la sordità unilater a le con ipoacusia d a ll'a ltro lato con udito per la voce di conversazione minore di metri tre; l'una c l'altra eon osRervazione in ospedale militare e persistenti oltre il p C'riodo d<•lla rivcdibiliUt. Art. . . . La sordomntol<•zz<l, cotnproYata c·on documen t i legali, potrà provocart> :-wnz ·a.ltr·o il j.!'indizio di inahilit:l pNmanente, anche presso il Con;.:iglio eli leva . l n c.;a::;o eontT<nio, sarà rkltiesta l'osxervazionc in O >~pe dllle militnr~·. Art . . .. L n mnn<·u.nz!L tot<.~le del UM<o.
Art ... . Le it11prr fczionì c rrli cxi!.i di J c~i o ui <kl mt;;o, qwuldo produea.no notevole deformità od Ol-\bt<•olino in lll Odo not-rvole la. fonazione e la. n •spirazioue, a<'<'N'lati Nm o;:sf•rYaziOII<' in o;:pNlnlc miJitarP. Art. . .. lJà tuhcreolo:;i na,.;a le. Art. ... L<' nwl:lttie tnmit-lto d<·lh• fos~<c na:;ali (fi<·ni csdnsi), ta.ij da, indurre clifit.tll'bi funzionali gravi, acc·\'rtati C'OH oss<.'rvazione in ospedale militme o ! ra:;tor~<o il periodo della rivc·ùihilitù .
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Ul CONGRESSO INTERNAZIONALI~ DJ ltEDTCINA F. f'ARlltAC IA MILITAJU:
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Art. . . . L 'ozena ed i tumori maligni delle fosse na~ali, accertati cQn osservazione in ospedale militare. Art . . .. I tumori benigni delle fosse nasali, accer ta.t i con osservazione in ospeda.le militare e tral'ìeorso il periodo della rivedibilità. Art. . o. Le malattie cr·onjche dei seni annessi aUe cavità nasali, accertate con osservazione in ospedale militare e t.rascorso il periodo della rivedibilit.à.
Art ... . I vizi di conforma.zione e gli esiti di lesioni del palato osseo, o molle, con notevole perdita di sostanza e conscguent.i alterazioni funzionali permanenti, dopo osserva,zione in ospedale militar<>. Art. . o. L e malattie croniche del palato ossPo o molle, dopo osscr'azione in ospedale m}litare e tmscorso il periodo della rivedibilità. Art.. . . . Le forme gravi di Ialo nevrosi spasmodica originaria, aerertate con Ol:lservazione Ìll ospedalt• militaJ'e e perlih;t<>nt.i oltrt> il pt>riodo della rivedibilità . .Art. . .. I v izi di c:onformar.ione e le stcnosi a<:q uisite della faringe, causa. di notevoli dist.urhi funzionali, acc·ertat.i ton ossel'\·ar,ionf' in ospedàle milita.re. .Art. : . La tubtm~olosi dl•lla faringe, dopo ns;;(>l'var.ionP in ospectale militare. Art. . . . l tumori della faringe, arrertati <:on oss('rYil.z.iou(' in ospt•da1e militan•; i bC'llÌ!!tti smonnr1o motivo di in:1bilità. tempor~Hwa., i m<tlig"ni (coompreso il fibroma nu:-;o-faringeo) saranno c·anRa di inabilità pernlAnente. Art.... L'ipert rotla notevole dE'Il<' ton;:iiiE' palatine, ROJ!J.!·ctte a frequenti ria(·ut. izz;~r.ionì, sì da disturhare gntVPHJrul!' la respirazi.one. ac•certa.ta con osservazione in osrwtlale mi li tati' e p1•rs is t ente oltre il J>eriodo d(' Ila rivediltilit à . A.rt .... L 'ipertro!ia ~:ou;;idcrevolc della ton,illH, f<H'ingt:><l (veg(·tazioni adenoidi) . quando produc·a notevoli di:-~tlll'hi respi rafo1'i, ar.re1·t ata con Of'F;ervazioue in o~pethth• milil<li'P. <' pl:'rsiRtentl:' oltn• il JWriodo d<·lla L'i vedi bili tà. L 'adenoidis111o taratterizza.to, oltre ehe dalla f<H'ies adeuoidt•a. anc·be da not~wo li a.noma.lit> di sviluppo dell<> ossa. del torace e quindi dni c·ou~e ~u.,nti disturbi funz iomll i, dOlJO osst>rvazione in ospedale militare. .A1t. . .. Le malattie croniche d<•ll'esofni!O dopo o;;~ervar.ionfJ in ospedale militan• e per;;istf'nli oltn• il periodo dt>llù rivpdihilità. I vizi di eonforn1aziouc e gli esiti permanenti di malattie <i<'JI'esofago, che ostacolino gnwcmente la deglutizionH, dopo o~~ervazionr in ospedale militare. Art. o. . L a t.u berco \osi lari ngt~a, le gravi e croniche a lterar.ioni organiche e gli esiti di le1'ioni della lari·nge e della. t.rathea, aceertati con os~t>r ,·ar.ione in ospedale militare. Le alte•·azioni organic~he e ~li esiti di lesioni, meno g-n;~vi, della laringe e della trachea, arccrtati ('011 Of'servar.ione in ospeclal<' militart> e prrsi stenti oltre il periodo della ri,·eruhilità.. o
Ele.nco B delle ÌlllJ)erfc>zioni ed infermità <'he limit ano l'idnH<·ità :tl militare : ·
~ervizio
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Hl CùNvH~:::<SO lfl'J 'EHNAZ10NA1. E DJ ,\ tEUl (;lNA 1:: F .·\ H,\1.\i'lA ~IILl TA IH!
Art. ... Gli e:-:iti di ot.ite media. purulent;1., a neli~ unihltera le, con pt·rftn·n%ione t impa.niea, l>Crmancnte. A r t, .... J,a diminuzione notevole d e ll'udito, doppia , quando l'a udi-, zio1u· d t· Ila \'OCc afona. si"' ridotta ad uua dilo\hlnr.a iuf<•riorc acl un nH'tro. A.I't·. I ja. sordità unilatPra lc, anch e con udito buono d all'a ltro on·e<·hio. Art. Gli esiti d ell'ol>erazionn mdi<·nl<· sull'onwth io medio e " ulle cavit~ dell'apofisi mastoidc. Ar t . . .. Le imperfezioni e gli e:-:iti delle lcsio11i d el naì'o e d elle Iust:e n a"a li, stenosi comprese, quando non ragf!iungano il g rado voluto dallo a,rt . . . . delL'elenco A. Art' . . . . LI.' [OT'IIH' li<•v i di diKlalia.
Pmt H. TE \IP tl m Gt;.hlHHA • .E.lmwo A <h·IJp inqu•r'f<·zioni ed inf enni t~t di(' :<ono t·a11sa di inal,iliU~ al ~<t'l'vizio 111ilitan•. tanto dPgli in~<cr iU i d1P d ei militn.ri : Art. . . . l hunor·i nr<'Li ig ni d<'l pa.d ig lione di un o r<•<·(' h io, dopo o~~c·r· V<IZione in o~pcda !P militare•. Art . . . . L'otite m cùia pnrulcnta c·ro11i1·a , unila tl'r:l lt> o bilat<>ralc. sostenuta. da carie ch•lle osf:a o da eo lP:o:tl'ato ma, o se ahbia d ekrmina.to risentimento o dill'us iuhc all'orecc·hio in t em o . o sia ;te·eontpag nèll <\ da mastoidit.e h1t rnt e. a('certata <;on oss<'l'\'<l7.ione iu O:O:JWthll(\ milit.are. Art. . . . l ff'nomeni di ht birint.ismo, ;\c torta ti in ospcda le mi! i tar<'. Art . . .. L'ipoll<·us ia bilaterale di a lto gmdo, sì ehe la voct• di cou vei'· sazione ·· i<l ridotta a meno di un metro d'ambo i lati; la lo\ordità uni· laterale con ipoa<·us ia d el l'al t ro Jato con udito par la voce di conversazione a nwno di tre met.T i; l'un a P l'a lt ra M·r~>rtate <·on osSHrvazioiw in o:-:pcdalr- milil'ctre. Art ... . La '<Ordomutol<•zza, COllll'JH'O vata con dot·utm•nti leg-a li od a<:c<'rta t a i n ospt·ùa h• n t i li t.ar e. Art. . . . L a n1an<·anza totale ùel naso. 1\rt. ... L t• iutpl•rfl•zioni, le ini<~rmità <' g li esiti di lt>sio ni d~· J n aso. quando ost acolino in modo noteYole la fonazion(' e la n·l>lpirar.ione. t utt H dopo os:o:tl'Ya zione in o:o:p<~da le 111 il i t:U'(". Art. La tu lH~rc·oloxi nasale, dopo o:;:o:erva zio ne· in OS!1CÙ<t le Ili ili tar<• . l tumor i 111ulit!ni del naso, dopo o:;st'l'\'<lziont• in ospeda.le Art.. militare. Art. L'ell noid..it(•, k "inu"ili fi'Ontal(· e :;frnoidal(> <·rnnic·he. <11\('he unilaterali, dopo o~>;lo\(>rvaz ione in ospedal<' milita.r e. Art. .. . I \'izi di conformazione e g li e:o:iti di k sioni d el palato o~st>l) o molle clw pl'odH<·ano notevoli alh•razioni funzionali , HI~(·Prtati f'Oll us:'ervaziotw in Ospedn le tllili tare. Art. . . . l vizi di confonna:r.ion(' t' lp st enosi acq ui si te. d e lla fa.ringe, t{IJ<tlldo sia no t a u~<a di not<·,·o li dist urbi fnnr.ionali~ dopo ol'sPrvazionc in ospedalP mi li t an•.
Art. . . . La t11 ht·rn>losi eh• Ila f;~rin.!!f', dopo oss(•rvazionf' in OSJH'clale miliran•. Art. . . . I tumori maligni di'Ila faringe (fibroma naso-farin~<'O (·ompreso). dopo ossPrvazionc in osp('dale militare. I tumori benigni df'lla ffll·ingc•, eausa di clil-\l ttf·bi funr.ionali di entilù., c!opo o><servazione i n osJwdale lll ili t a rP. 1:\ rt. . . . Le malattiP uonieh c, i Yizi di tonfonnazionr e ~li l.'liiti pt'nnanE>nti di malattie. dell't'ROfHJ!O, (·hù oslatolino gravf'mt>nto la. llPglutir.jone, dopo Ol-\servar.ione in os1wdalr ntilitare. Art .... La. tubNeolosi ta.ringPa; la paralisi di abduzionP d(·Jie cordt>. Yotali, i tumori ntaligni; le steuosi arquisitc sili liticbe dr•lla laring('l e ddla trac·hea : iJ1 o~ni enso, dopo os,;<'n·azione in o,;pednle militarE>. Elenr..o R deiiP impE'rfezioni t•d infE'rmità ehe limitano l'idonE>ilà al l'lt:rvizio 111 ilita re : Art. . . . L'otite 111N1i<~ purulPnbl u·oni(·a non 1·ompli<-ata. Art. . .. J,a diminur.ione notevole dt>ll'udito, doppi~L, quando l'audiziom• della voce afona sia. ridotta ad una distanza inferiore di un metro. Art.. . . . La sordità total<• unil<ìterale. ancbe con udit.o buono da.JI'altro orec:chio . .-\rt.. . . . Gli t>siti di operazionf' radiralc x ull'ore~·c hio ntedio e sullE' <·avità dell'apofisi mastoide. Art. L 'ozena.. ~~rt. . . . La sinusite mas1·ellare croniea 1 anche bilateralì'. Art .... Le maliorma.zioni e g-li psiti di lexioni del pala.to osseo t~ molle, quaudo non raggiungano i limiti voluti dall'art.... d c ll 'elenoo A. A..r t . . . . L'adenoidismo, anc·hé S<' caratterizzato, oltre che dalla far.ies adenoidea, d a anomalie di svilUJIPO dl•lle ossa del torare e dH· consegul:'n t i di!'ltmbi funzionali. Art. . . . L 'ipcrtrofia. della tonsilla fitring<'a ( vE>gotazioni adenoidi), anc·he se di alto grado. Art. . . . J/ ipE>rtrofìa delle tonsille palatine, anche se di alto grado. Art .... La, larin~ite eroni<·a, anche iperplastica, però sf' non acrompagnata a di~turbi notevoli di rrspirazione e di Jonazione. Art. . . . Le Ja,J onevrosi Rpasm.odirhe originarie, anche d i Pntità. Le propost.e di cui sopra, si basa.no, olt.rc<·hè sulla mia rnodcsta prat.ica. pf'rsonalo, sullo studio attento c h c io ho fatto dl•.Ue pu bb Jicazioni d e.i <:ompiant.i colonnello medieo .Xieddu-~emidt>i e maggiore nwdico Oi'tino, già entrambi profe>:sori alla ~euoht di sanità, militare iu J.:o'ircnzc. 'l'ali 1>ropo!{te ho già altra volta fatt1~. sia, uPl Compendio di lll<•dicina lcgn.le ot.orinolariugologica, da, me pu bblieato in rolla.borazionc col JH'Of. Caldera (l~ieUa. ~tnl>iliment.o tipografico G. 'l'c!ita., 191G), ~ia. nel Gilìnwlc di medi<'ina miWare (1922). A propo:>ito della quale ultima pubhlieazione, debbo riconoscere cbe alcune mie idee in merito (qui non più riferite), sono statr aecolte dalla Direzione (·entrale del Sl>rvizio sauitario millt m·e, alla qual<' qui porgo pubblicamente grazie. Nelle testè rammentate pubblicazioni ho a.mpiamente <>sposti i criteri 1:he mi hanno indotto n<l inoltrarr le ntie propo):lte; e acl esse pubblica-
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Ill l ' r)NGRE!>SO INTI-:RNAZIONALE Dl ;~u;DI{'INA t•: FARMACIA ~riLlTAR I~
zioni rimando il cortt\:;:f' let.tore, il quale avesse vaghezza di pren.derne conoscenza. Tuttavia, non pos~o fa re a meno di il1sistere che altro è <' tempo di pace >•, ed altro è «tempo di guerra». ::\el primo è ovvio che solo il cittadino << -perfettamente sa.no ,, (almeno per quanto è pu11sibile riscontrarlo) deve essere anuohtto ; nel sccoudo, ancbe il cittadino " meno sano n potrà rendere utili servizi, se pme solo in drtenniu:1te con tingenze od in determinati l'(~part.i di truppa. Però non si devr dimentiean•, si<l nel giu~to interesse del cittaditio 4' dPLia sna. [amiglia~ ~ i a. neU'im.tere:ç!le dell.'erario, quanto sia imprudentt: a.rrnolaro versone con inff'rmit.à, ehc possouo p<'ggiorare per cause di servii:io od an<'h<1 (·.ondurre ad <>sito letale; quindi an<·he nt•ll'arruola.mento in caso di guena, si dovrà sempre usa 1·e grande c:antela nell'esame pE>r~o nale degli arruolandi ed il medko militare do\'l'à SPntpre rnmnwutarf'i c·he egli, oltJ·f' dw essf're "ot timo patriota .., d<'ve pure essere <• medi<'o 1'0~(·iPJ\7.iOSO ''·
J!etutli di scle:::innr dri 1>il()ii ill'll'rlrronou/iNt italiana l' wtwPi sus~icli di tct·ni.cr< ]J8it·nfìsir·a. II- A. C'AS,\HTNI, tencnh• (·olonnellu mrtlit·o. -
Ln llll·\·i,trazinn t· aen•a (> uu'attivitù ulllana (·he s i e;;plita in f•onùi:r,ioni :O:lll'ci:tli di alllbient<'. aiiP. quali non tut t i g-li org·a ni:<nl i sc,uo <·apati. di alla-ttarsi: d i c·omwgtH'Uza, la s<•t>ll a. dri piloti dPII'aria . <1 prdPrenr.a di t utti g li a ltri Nmmi di aJTuolanlrnto. d<'Y.<'><sl're qtwnto più O<·ulata c l'Ì,!!orosa f•d impronhtt'a a rrittwi r.-;<·lnl'iiva ltl<'ntt' sf'ientitiri. ,\Jio 1-il<•sso modo <·Ilo i tecn it'i, <:on molteplic·i ('d in~r<'J!!IOsc pron·. c·ollaudano la mRt·r·hina inanimata rn·i1mt d(•] \'O lo, è an(·or più illtli::;prns<dJile sot.toporre la. ma<'ehina -uonto ad un \'t•ro e 1n·oprio c·oll audo :-;c·il'ntili<"o, valt·ntlosi tli tutti CJUI•i nt!•zzi ùi;lgnv:-;titi Ol'lllai ri<·ono~wiuti pit\ 1Jra1i('i <'d <'Sìllti C\ tali da ofi'rirt' una t·omplehl garanzia dd le attitudini psit·n-lisil'llP di <·iasc·un soggetto alla n a dg-a?:innP. arJ·r.a. l [o pt•n·i ò rit<'nnto non lll'i\'O tli qu;l](·be inh•n•xst• ri<·hialuar<• l'attenzione tlPl Cong-rN<so su cpH'sli JIHI'I ieohu·i 11H'll7.i di :-:p]<·zionc c r il·onlar<> sommm·iault'nle, pur non usc·l'lltlo d<ti linliti i111po,;l i. di nua bn~ve comunkazionc•, quanto si va atlu:\llllentc svolg-I'IHlo J>I'rsso i no;;tri istituti psi<·olisiolot!i<·i p er l a SC'l'lt<l dd na,· i~·ant i dell'aria. E (·olgo l'oe~:a:-:ionP pe1· sl'gnalan• anc·ora al('nni nuovi sn-.;:-;idi di 11'<·1ìi<·H psi<·o-tixii'a. <·hc qua n t uuquP non ;o;iano t•nlnlti IH'lla prati<·a eomun<', riteng•l l't' l' mia modc;;ta pt·rsonale t'SJWri('nr.a r pN non bn•vc prati1·a di laboratorio fa Ha per f' ir<·a un dcernnio pn·s:-;o l' lsfit'ulo ps i('O-Iisiologit·O dt•lla H. l:niversità di 1\loclena,, diretto dal prof. Pat ri:d~ vo~~ano dt•gnantl'ntc tignntre andtc in (}11\'Sf·C pnrti1·olari indagini c•d t•sser<• c·on nou minor(' vantaggio utilizzati . Hias,;nmrrò in quattro gruppi princ·ipa li il nwlodisnw di selczionC' dei c·HIHlidati alla D:t\·ig-uzionc al.'rea. : 1o Ei;HilltJ anamnf'stico i 2o .Esam<• som<ltit·o; ;~o Rsanw biologi t·n i 41' lJ:~:HlHI psi1·ltico . 10 J:;sll'mr ww ·1n nf'stir·o. - L 'aspirante pilota, prima di e~~en.• amuws~o ll(·gli 11 rTi<·i p:.;ieo-li:-:iologici ali<' nunwros(' prove di ac<·t•rtam<'nt.o della sua idottl'ilà al ,·o lo. è :-:ottopO~<to ad un minuzioso esnnll' anamnestico ri{!Uar tlanl<' :<p<•r·i;tllnt·nto i lii'N;N(rnti morb().~i, erNlif.n.r~ (> pr·rso1wli, con partico-
111 ('0~C:HE!5l>O lK'I'I-:HNAZlONALI·: DI )li':Df('INA l·~ FARMACIA M!LI'J'AHE
3Qi)
!are riferimento al sistema nervoso, alla sifilide, alla tubercolosi, ai traumatismi soffert.ì, sopmtntt.o al rapo, ed agli E'veutnali provvedimenti medico -lt>.~ali che siano st:tti presi in merito. - L 'inchiP.sta. anamnt'iitica si completa ron l'aecertamento delle abitudini. d el candidato in rapporto partitolannentt> all'àl<:ool cd nl tabacco. ai suoi p·reccilenl i NpMlit>i ed nll'tlflr.na mento milita re, ai di., t 111'h i .~oggettivi eventualmente arc11sati (tPJHlPnzn. a lle vertigini. C'ardiopallllO. cefalea, in ~onnia, fnC'i le ~t ..,,nchrzza: ccc.). PE>r q tw;.;te no t it: ic e JH'r tut.ti i dati anamneì'>tici l'~rspirante drvc tC'.,timoni<H<' con la propria firma che le inforrnr,zioni fol'nite rù i s in1omi fl(•<'uRati corri>:pondono :t verità. P. dichiarare inoltre di essPre Rtat.o <'dotto delle ron~Pguenr.e e dei danni <·h t> d erivere bbcro da a!'.-.:err.ion i non eRatt·e o non eonform i al wro. 2) Esame 8omatirn. È dirct'to all'at·f·Prtamento di'Ila costituziOlw fisira del ca n d ida t o e dr Ila xua pt>rfl'tta ro b11ster.;r,a.. Frn i ri li<>vi a n trn]JOmetriri si roisnrn la statura, il pe.~n, i perimetri to!'a(·icn e addominale., l'indire !IO?IWlÌ('o, e si df'termiuano i rliamrtri torar•i('Ì C {;iarrnmioli CO[ C0ll1pas,<;O di spes~'<ore, nont hè la fon,w rlt·l tornt·é col tirtOlllf'tro. :-\i valuta inoltrP lo sviluppo srheletrito e m·u!lr·olru·e dell'aspirante l)ilot.a t> si ris(·ontrano jn line 1('. evE'ntuali alterazioni di'Ile Olis:t e delle articolazioni . le ipotrofìe, lo ;;tato di nutrir-ione g<•Mrale, di san~uificHz ion e, d<'l. sist-<.'ma linfatico (\ glaudolare (tiroide, ghinndol<' linfafithe periferiche ceC'.), non tras(·ura.ndo i rilievi di carMter P. endorrino c morfologi<:o. 3) E.~ame biologico. Colllprendc l'C':;a me d C'Ile fun ::ion i di. nutrizione e di ·rela::ione. a) Fttn"ioni d·i n·ut.ri.:iotle. - :::\i esamina anzitutto l'a]Jpa.recchio J'e8pi·ratorio coi noti metodi clinici, sussidiati, se del caso, dall.a radioscopia e radiografia. Alle indagini· ~çorneiologi<'hc si associa. utilmente la pne·umogratì.a, la .~pi:rmnct:riu, la prova. della. rr.~iRlrnza al v ento artifì<"iale c h~ f1etenn:i·na.zione dt?ll' a.p nea. colonta ria . .Ritengo opportuno per lo studio della resist en~a in,~pirato1'ia. dei muscoli toracici nei ca.ndidati alla, uavigall:ione aerea di segnalare l'ergostetogra.fo del Pat rizi, di cui mi sono già largamente servito per esaminare nei .~oldati come si comporta la museolatura dflll'a'])parato rcspimtorio per effetto delle marcie e del porto dt>llo za.ino, e col quale si può mil';unLre grafica· mente la scemata. tonirità dei mnscoli toracici. che non è possibile ac('er tare con la comune ispezione. Così pe•· saggiare la forza fspimtoria dei m usC'oli dE> l petto, anzichè ri!'OrrerE', come si pratic·a generalmente, al manometro a mercurio, le di cui oscillazioni nella. colon nn, provocate dallo sforzo del respiro, sono causa per lo più di lettme inesatte~ a mio avviso, meglio si presta il pneumatometro a criterio acu.~tiro, proposto dallo Rtesso Pa.trizi . Non ?> altro cht> una comune sirena Cagnard de la Tom·, nella quale a. mezzo di un tubo di gomma l'aspirante pilota cn.ccia dopo una profonda inspintzione tutta l'aria. espimta, a narici occluse. Più forte è la Mntrazione t.orar ica <1 ma.ggiore è il numero dei giri compiuti dalla sirena, che si pol'<souo pure segnare a mezzo di un anne.:~so contatore elettrico, e più alta è la nota mu:;icale. Per l'esame dell'a.pparato carditn·ascolare, oltl'e che ai c;omuni metodi diagnostici, 1ii ricorre per le indagini sulla funzione dell'o•·gano centrale
:!1)6
Ili \'(J:-;UIU;; ssO INTI·:ÌOI.·17.10.K.II.~: Ul ~lEI>Il"J:-:A 1·: 1'1101 11 ' 1.-1 .111!.11'.\HF:
clelia. <"Ìt'(:olar.ion<' ;\Il a r·ardiografin c>d a.lla ddll·oral'fliogmfia : queHt "nl1 ima., ha. il vantagg:io di dare un"ilnnntgi ne fotogTatica d('i fc•nometli ch•lh· tontrazinni d<>llc eavitù earùia<'he, e rapprc•s<•uta un s11ssiclio indispensabile nelle vro ve della l't'sisi c n Z<1 a Ile nu·i;lz.ioni b<ll'OluC'tt'i<· he. alln q n ali gli a~;p iranti p iloti /'!Ono sottoposti nella cam<'ra ptwttnHt t ita . In qnest.e ('OH dizioni <li ('SJ><'rimeoto non è possibile \'<t lc>r»i p<'l· la l'Pgistrazion<' gratìc·a della consnc·la tmsmissiono arr<'a per mezzo ùi tuhi di gonuna. non ])O· tC'ndosi maut<>ncrt' in ta,Ji app<ll"N·c·lli I'PqHilibri.o della lH"<'ssion<' nell'aria l'l\.!'P f H t t~\.. S i pro<·Nll! quindi a ll '<•s;tllW tlel pulsc) at'l<'l'ioso (.çfiqmonnc/ia} e veuo;:o (flelJorJm/io) <·ni nori a.pparecd1i. <'::;i miMU'<I la JJt'f88ÌOIIr srmyuiy11a a IIH'zzo d<.'gli stig·momanomrtTi di P ad10n <' di Riva-Roeci . A quP,.to propo~ilo ricordrrò elw Jt<'l' elilllin<Hè l'eh-1 1tento ~;oggettivo p<•rturhaforE', eltt' dei'Ì'"<l da ll'uso di qnc>st'ultimo st rnliJ('llto n('ii '<lPJI1'('7.z;\l'è a nwzzo d<'l.la. palpaziont• l ' i:.;tanl<~ <l<•lla ~~·cHnj)a!'sa. <IPI h<t! 1ito radialE', si vuù coHinga.r e l'apparc<·l" h io m isur:ll on• dc> Ila pn•ssio m• r·o 1 {/llfllll11 To/u 111 l'l rio dPI P a trizi <' L1 r ~t·gnare dalla p<•nnl1 del tambmPllo rcgislt'atOl'l! il momento pn•c-isn di <'quiY;tlrnza frn la p t'Ps:.:ionc• :;an.! !llÌI.!'ll:l dl•l J' t)llH'r<~lf• e In r·ont l'OJll'r•s,.;ione <'s('l'c·it:aht sulltl'<ICTiO llll'diante la b<:nrla Plast i<·<t. fa!"ilnwntl' riJc>,·ahil<' c·on una linPa eontinna (plllfl'ttu) suec·c·dPIII('si ;\Ila c·tnTa slil-!lliÌl"<l. X ella ('<11lH'l"<1 Jllll'lllll<lt iNL d ianzi rir·ordata. si psaminano gli ('/!l'ili dr lla rtrrl'ja;iQII f: rfd/'ru·i.fl sugli :l]JP<ll'Ol"<'h i C' in·obtorio <' re:.;pir!'ltorio. sulla fnnziOth· h tbaril·a ('' d('(l"nn•c·<:ll io tliNlio <'su l sbtemct Jwn·oso. La prova ba so m m o ntlor<• JH'rdt(· ri pro d uc·.c· a t·t i lic-i;tlmrn t<· lt• v :t r in zinni d i rlc•JH'N->>'iOJH' ba.rontl'l ri('a c·ll(\ ,.;i rl<'ll·rntinano clnmnte il volo, f' l"r;;ame ilt·gli a.spir:mt i piloti non 1lllÒ l'il!•n<•rsi <·otnplt·lo St' non dopo 1·he <•ssi ~iano sta.ti mt'lOilitaJuent·<· ì'1ll topost i ag:li OJiportuni a.c·c·<•rhtnwnt i nell"ari<\ nn·<•latta . 1 /<~i<anle 1ll'llt· l'nnzioni di nn t r izione Ì' tla uiLimo ("0111pletato dal l'i,.;pezio rw ilf'gli ttppnrat i diyar•llr· e w ·uilo-urinaril) . in base a li<-• eo111nni iwlag-ini "<'rnt•iotic·ho, intt•gratP dall"analisi ('himic·n e mi,·t'Ol'C'opit<L qnal it·ativa t' quanti ht ti v n, dd l" m· i n a. b) 7•1 ·/ln ;., ioui t! i rf'fa~iOII P . -- Pt·t· l"l'satne clPilt· funzioni piìt impot·t ;lrtti di rPiaziorw Ut>lla lwdta. dc.i n:r..-ig-anli dPII'aria, l"i111lagine 1\ portata anzit.ntto sng-li or!loni r/,.i Rt• u.~i. I n printo hwg·o si l'ag·g-i<l la sell.~ibifitcì g(' uf ralt• : 811 perjiria/1' (l-a t'ti h• l' sp:lzialC'. l'l<•ttro-c•ut n rwa . clolorifihl. tNmica) e profonda (hari<·a., di Jlo:-:iz ione rlPllt• nwmbr:1. Yihnltorin c' sll•t·Png-nosti(·H). ~i prot·t•clP quin41i nll ",,srtn/1' obbidth•o di'l ·urcw• t' d1·ffa go/11 e ,.;i ùet·('t'· llJÌlllL lo "tatn dl'lla f)l'JTiffà /ìtrsafl< eol lllrtndo :rndir·o di Gradr•nigo ,, cl Ht>rlitzka o la fun-:ione fJljttllira. ~u.t·c·t·~:-:iYan.ente si pa;;sa. nll't>gamr ob!Ji r l.liro !{f'l/'or,·r·r·h i o e tl<'lla full· ~ ion e 111liti t ' t( <'O i nwlrHli. g-i~l in u;;o di'Ila ,.0('1' nfona. ddl"nro lnl-!·io, d Pl JiSC'hit•lto. dPi rlinpa>o:on . di'i fonometri: e, se d1·l C<\so. l'i l'il'one <lll<'be nliE> prov<• ar·u:-:ti<·h<> per a<;('(>rtar('. la .« ttlc di evt'nlu:l li <ltl"t•%ioni O(•ll'clPP<\l"l'l·(·h io Ili trasnti~i<iono od in ()H<'IIC di pPn·ezioJW <lei suono. Pnrf iC'nlare valm'(' H<·lla. sc·c·lt<l 1lei piloti tl<•ll';1ril1 h<l l't•.çomt> tlell'ap 1Htl"l'('('/1io rr·.~til>Olltl"l', eo~t it.tll'tHio l"intc·grità clt-ll a sua funz ione, <"Ondizionr indispt'nsnbil!' per l<t naYÌ)!a?.itllh' <lCI't'<l. Sunwrosc "ono le pro\'t' l'lw :;ono s hllc· <Hlttl!at<• J>l'l' tale itwhic>:-;ta: j)I'OVH stutit·a, cl inamorrlt•lri<·a . clc·ll"P<:c·it a~ionc• I"Prllliht. <' g-alV<lllif'<\, th' lla
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rot:lzione, dell'indirazione, d1•l senso stati<:.o di po>:izione, e della verticalità.. Si pratica infine l'esame obbiettivo ddl'ocr·lzin (annN•si, mer.zi rifrangenti, membrane intern ..., ec(·.) e l'e~am,e fun::io·rurll' della 1:istf!, rle tPnnina.ndo il vistL~. l'est.ensione ae~:omoda.tiva, la rpfra.:done orular<'. il c-:Hnpo visivo, di sguardo, la visionP crPpUs(·Olarf' e st~rt>osropiea. noncht• il >:pnr;o r.roma.tico. Gli ultimi t'sa llli ùcll<· funzioni di n•laziom• ri~t~:ndano 1\•splorazione della motilità. Le iuchl{òn.i l'Ono dapprima rivolte a.ll"ruul/i:;i clf'i mo·rimenti volontn.ri e succ-t•ssinunente a quella dPi nwvim1'nli rif/ts.~i. P<•r le prime ricerche negli lstitnt i psic·o-fh;iologid di :wia7.ione si ri c·orn• a.lh dina·mom etria., alla rletennina::ionr clrlltt velori.M dd. morimM1ti !;olonl./tri, all'esame rlel Nen.~o m.u.çcolarl' a mf'zzo dell 'ergoe:o;tesi.o~ra.fo di Galeotti N.l all'ergogl'ltfìa. RitE:"ngo opportuno insist.<'rl' :;;nll"import·amm e sulht pr<lti<·ità dC'IIa r egistrazione gr:nli(~a dell'e:>aurirnento n•w;c·olarc U(•g-li aspiranti v i loti, rivela bile. tanto upll'arto Rn per io n~ a, nwz:r.o d(•IL' rrgogmfo br(lc/tiul e ùe l Mosso, quanto nell'arto infMiOrl' a nH'zzo dPJl'prgogrrrfo f•rumll' d<>l Pat.rizi, appa· rcccbi clw bo avuto occai'ione di sperimentar(' lunganwntP. nello shtùio della fatic-a stù soldati, ~ia. sotto lo :;;ti molo df'lla volontà rhe ~ut t.o l't>e<·itamento artificiale, mei'C'è L'irrita.7.iorw diretta. ocl inrlit'Ptta, d<'i faxci tnuscolari, e che rapprc~>'entano , a mio pat'rT"('. il piit df'lù~ato C'ti E>liatto >:aggiaforo della fatica muscolare dell'uomo. È piit anc•orn rnf'fita. di ess(•r<' (]ni s<'gn;l,l:\t·o il mt·torlo propo.-;t:o n•e.cntemP.nte ùal Patrizi d<'ll'l'rgrntlin(lr(t/irt pal'ftlll'la, assoc·iando la nota n•gistrazione dcll 'ergog-ramma h•·ac·hialoocnnal<' fa[f<L sttun <'ilinùro movc>nte;..i a veloC'ità m in i ma. ron la.r.ont<•m porant'a insrriziOJl<' di'li P ~ingoi c f'On t rn zioui volontarie (mingrammi ), nu·C'Oltl• a. me:r.r.o di un ti l intlro g-imnte <\massima velocità, l'nna s uU 'altra. lung·o una g'I'TH: ratrir·e d1•l <'ilindi'O >;tP~so (<>mhrienmento ver·titnle\. Coll"aC'roppin.nwnto e la siruulbtiiPilà di'Ile due <·tu·ve, quella. dt>llc· allezzt' riravaf<~ all't·rgog-rafo l' qnPlla della. durata <·rononwtrica di'IlE> c-ontrazioni s1•gnat\' dal miogr;~fo, oltr·P. <·he svelare 1<1 po,;,:ibili simular-ioni dl'll'Psaminando, si può faT'<' un r-ontr·ollo molto esalto fra le due gralit"ltP e sorprcnrlere alcuni a~-;1wttì 1lt>tle tre fasi r.ar~tttc~risLieh{! tlC>IIa ~.ontrn.r.ione mu.sC"olaT·e volonta r ia ])('l' c·ll"Pt to dPlla. fatica, quali, aù esempio, le variazioni d<>l brevis,:imo tempo eli l'lll'rgia lat('nte, f'!w 11011 è possibile rile.Yare c•on la comune tec·ni<·a ('l'g'O~I'l·afif'it linl <:ìliruho a giro più o meno !t•nto. Questa tec·nica quindi ax,nme nn pa.rticohr<' va.l ore per collauda.ro le att.itndini e le• inabilità a speC'iali mestieri, per slabiliT·e la. netta, pret:'isa. ripartizione fra fnttore ll1lll:iCOlare c f:tt.torc lll\l'VOso m•lla ~enesi di <'erti infortuni e per a<·<·C'Tta.t'(.' infine gli stati d'l's:lurimcnto durante il lavoro profcss iona.tc. in particoVu· modo nei cONluttori dt'i nieoli r·eh•ri in genm·e c nei piloti de li 'm· ia in isp('('ie. I./esame delle? funzioni motorie vjene infine rivolto all'anali8i dei mOI'~I~l.et~ti . rif[ei:J.'IÌ f'Oi comuni meLotli cliniti, saggiando tanto i rif/e.~8i. 8npe-rfiewl? (C'utauei e mucosi), ehe profondi (tcnrlirwi e pNiost<•i), ed t•splo~·a.n?o. i~ de.rmogra.fiMno e la f 1/ll::ionalitit dei nl'lt.çcoli e di'i m·rt·i rou l<' note mdagm1 .el<'ttrodiagno~ti<"ll<'.
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111 !'ON!;R~;sso 1:-IT!·:RNAZlON~LF. IJI )H:DI('I NA l~ F'.'\IO!At'l.~ ~I l LITAIH:
-1) Esa m P pfo!ichi.co. - ~tudiate le att.itudinj degli aspiranti piloti in rapJJOrto alla loro pl:'rsonalità somatica e ùiolog-i<'a, l'inchiesta è diretta da ultimo all'esame delle funzioni più elevHte della vita psic·hi<'a, quali l'emoti'vità, l'atten:oi.one, l'<Lppercezione, l'tn~ocia.::ione, la memoria, ecc. P er lo );tudio dl:'ll'emotiiJità mi sia con.'ientito di S<'gnata.re, fra i ntunerosi appnrecehi pletismografici, il guanto rolumf'lriro del Patrizi. r.he ha il vantaggio d<'ll:'l, ma.~giort> agi'vo l<•zza e velo<.:iti\, d ' imTli~>go e di <'Ol11l)rendcre nna zona vasale molto cstC'sa, H<'m:a. es<'rcita.r r al<· una r<,mpr<·~sione, in modo da ùan• tml'riati, in confr-onto agli aJt,·i strnmenti. molto a lti ed evi1hmti, nei quali è dis<•gnnto chianlllWnte tanto il profilo stigllliCO. quanto l"onduJazione plet ismo~nllihl di'ili' reaz.ioni vn»colari pro,·OC'ate o spontanee. t~; più a.n rora merita di essere rirord<\to J'espl~lli(• n te trcnieo proposto dal Pa.triz i me1tesimo per la misura dei riflf'f~Ri va~o -motol.'i, in sostit.uzionf\ del s<•gnn le elett.r ico I><'préz, ehe, fis»ato ad un rlt>lt'rminato livt'llo, non può s<>g-uiJ't' la penna pklìsmografica. D(•Jle sue r.ontinu~> ondnl.a7-ioni. 'Tale dispositivo ]lennette di in~l'ri.vC're il monH'nto e la durata dt>ll'rr·<:itazion('. sulla ste::.:<a cm·va. s lì~·miht anchP :::;nt d<'cOrRO t1C'Ila pulsazione, :;;enza alterarne alfatto illivPIIo, la. C'ontinuità e la fìf!ura. d1•l polso : e ciò a mezzo di 1ma serie eli fini smerlrttatnre prodotte dal rullare per tutta la durata dello stimolo dt•t marteltetto di un ea.mpanello elettriro sttlla me m hr::w a. ùi un tl'l.mburello, in comuuica,;ione con il timpano scrivente. n rifle:::;so vas(·olarP infine può essen' nnrhr ass unto conw incli.ct a·utogmfico ed incosci entf. rlcl potere inibito-re nei eand idati all';w iazionc, e le numerost• esperienze f~1ttf> ùa, molti anni dal Patrizi ~tanno a dimostrare l'opportunità c l'importa.nza dell'applica,;ione di. cptC'sto metodo . P er l'esame del i(' 1117>0 (li reazionr. srmplice ne~li a:spiranti pilo1 i, oltre che aUc note mistU'I' r lw s i praticano con gli orologi di Hipp e di Arsonva), stimo opportuno di acC'.enna.r e brevemente al 'metudo aut.()grafico propo:sto dal P atrizi fin dal 1894, r.ol quale si studia J'attem:ione in modo analogo a quello adottato per la registrazione della cu r va dell a fatica muscolare, as.«oggettando l'individuo ad una serie di stimoli di uguale intensità e suecedentis i a breve intervallo, ed ingiungendogli di coneentrare al sommo l'attenzione (' di indkare al più presto l'avvenuta percezione di ciascuno di essi. Una penna elettrica Depréz, postal a cont<1tto di un cilindro infumato rotant.e a. grande velocità, si abba.s sa nel medesimo istante in <.:ui uno stimolo di qual iasi natura, uditivo o visivo, viene esercitat,o s ul soggetto in esa me, che intE>rrompe a sua volta la corrente a. mezzo di un comune tasto tclegra.fico, non appena avrà percepito l'eccitamento, facendo alzare contempora.nearnente In penna. Lo spazio fra i due denti si risolve in tempo Jaconùo sc·rive.re sullo stesso cilindro la setola attaéeata a.lla. branca di un diapason, di cni si conosce il numero delle vibrazioni Mll'unità. Mediante un movimento a spira le del cilindro gti istanti delta produzione degli stimoli si })Ossono schierare sulla medesima verticale, mentre i roolJl<'nti della. risposta vengono a. disporlli a varia distanza, dai rispettivi istanti dell'eccitamento. Riunendo questi punti con una linea t racciata a mano, s i ottiene una grafica più o meno spczza.ta. a seconda del grado di concentra-zione drll 'iudividuo, la quale rapprl"senta. prC'cisa.mrnte la. grafica psicometri(·a i/('/l"atten:ion e. o p ro.~n"i{J/'flmma .
111 r.ONC:JU~SSO TNTEH::-<AZIONA LI~ Dl )H:Dl('l:-IA g FARMA('IA ~IILITt\RI':
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Sono state mosse obbiezioni a. questo metodo, contei'tando, fra l'altro, che con tale procedimento gli stimoli si sus::;eguono ritmicamente f'd il soggetto può rispondere -per automa.tismo, Sf'nza, L'intervento deUe facoltà. psichiche superiori, mentre r e::;amin1Ltoro può scambiare per tempi di l'ca.zione semplic:c movimen ~i automatic·i od involontari. ~Ia basta a'rc1·e la. pre<\a,nziorH.> di :<altare, di quanclo in quando. un lern1ine uclla serie drgli stimoli oppure di s postare, ncll'intl'nto di avt•re tut intervallo rorto, nw uniforme, di una, minima. qna.ntità, c·ronoiOI!ic·a J'ist.tnte iniziale dell'ecc·itamento c di avvertire il soggetto eli dare iltua:.;f<imo della sna attt>rlzionl;' alla, condizione di J'l;'agiTe soltanto dopo a vere pere('pito lo stimolo ed il più prl.'sto po:sibile, pt·r evitare qnl•stt• ri:<llOS1€' automatirhP,lf' qnali , delt·esto, pt•r il fatto di prl.'sent:U'f" telllpi molto al disotto della med ia., ~i po"BO no facilmt?nte distingnen~ dalle n·;lzioni cm:cienti, a llo st~>sxo modo <·hp in arhlloghe riN' l'dtt? psi(·ologirhe Ri ri t>~<·e <Hl esdndere qn:lh;iasi reaz ione anti<'ipat<t. n sistema d<•ll 'autoyrafia p.sicomdriCf~ di>ll'atfenziOIII' pmposto dal Pat.rizi può esHere utilmente aplllieato anrlw per la rnis ur~L del t(mi.JIO rli rca: ione discriminatiu~ mC'diante il :.;(•JTipJi(:(' dipo:<itivo di allacdarc un campan('[Lii,lo al c·ontaHo mobile, su cui lJHS~~t.l14lO Rtrisèia l'nlet t}) del cilinùr·o nel ogni giro. in modo che a ciascu11<L rotazione il campanellino suona e funziona, da ::;timolo acustico, senza bisogno delln, corr('nte eldtrira. Questa invece viene chiusa <bilo ::;perimentatore con una tltiave di coma.ndo, che fa ba-ttere una specie di martelletto, il di cui suono r.oindde con quello del
campnnellino e ne copre perfetta mente le vibrazioni. Il candidato in e::;:mH·· deve rea.gire il più rapidamente posi<ibile in modo differente a ~econda d(>llo stimolo e premere il tasto una sol volta. se ode il campanello o due volt<' f;C ode il martelletto, ott euendo~;i cosi un a grafica p~ieom(' tril'}t d(~lla sua attenzione djscriminativa. Con questo metodo si può misurare anche l 'intensità e la costanza della. attenzione conati·t;a., facE>ndo r.ompiere a.l soggE-tto una serie eli atti rapidi della mente più o meno scmpliri, preRentandogli, in luogo degli stimoli sensoriali senza sigilifica.to, una suecessione di stimoli intellettuali, come numeri di una sola cifra., lettere rlèll'a Uabeto, ed altri si m boU o lìgUTe, la cui apparizione viene regolata ed automaticamente regist.rata davanti gli occhi dell'esaminando ad un punto del giro del cilindro rotante,il q naie pr<'senta il solito movimento dal basso in alto. Il soggetto, a mezzo di un taf;to el<'ttrico a sua diposiziont> ~ segna ciaf;cun istante di appercezione o del riconoscimont<? della cosa significata dal segno, ed in una seduta succe::;siva, ad int.orvalli di pochi minuti, devo pronunciare, nel momento stesso in cui a.bbassa il tasto, una parola, ellE> abbia per iniziale la. lettera induttrice, un prodotto di moltiplicar.ione che abbia. per fa.ttore il numero apparso, un'idea rhe venga immediatamente suggerita dal simbolo veduto. Allo stimolo intellettuale visivo si può ~ostituire quello acuRtico iu tercalando nel circuito un trasmettitore telefonico che segnerà elettricamentt> sul cilindro l'istante di pronuncia da parte dell'esaminatore della. lettera. o dei numeri che determina.no le reazioni mnemonicho a.ssociativP. Si ottengono così dei diagrammi psicomet rici clelia, reazione comples"~~ (mnerrwgramm'i) , che hanno molta. a.na.logia con le curve dell'attenzione
a10
Ili t•():-;( : rn:;<:<ro J:"/TI•: H:-<AZIU:-1 I LE D I ~11-:1>11"11'\A
1·: ~'AHITAI ' IA )HL.IT.\HE
(prow·.rigmm m i) . L ';lllun g-~~~~wuto ÙPi tt•ulpi e le SJH'Zr.<•t tat un' d elle <·tU·ve
:-i fanno mngtriot·i quando il sog-gdto, invN·e di pronuu<'iarH una parola. <>Ire abbia pcn· iniziale la lt•l t era indutt rice, è inv itato a pronunc-iare pa.role bisillab o o t risilla.l.J<', o iSOli a.g-get.tivi o sosta ntiv i, ~cr. T ristn•tti li1ni ti ùi una <~OJuuni<'azione non mi <·onsen to no di riprod urr e le fotogr nfin <lt>g li app;tref'Phi e saggi dci tracrièlti c·hf' se ne ricavano, a nwggivr ehia n·r.r.a e rl ornmt>n tazione d el mio brevi" f'sposto. P er le une e per g-li aiLt·i rimando il l.l'tt o re ad 1111a mia l'<'ccnte pubblic·a.zionc (l), U<'lla qua lt' sono ampianll'Ute illustJ'a li qnesti nuovi :-;u:-;sidi di terniea psicoft:-;iea, c: h c ritengo posstUJO C'Ss<'re con va.ntaggio applicati a n ch e nella. sPirzioHP d r i piloti dPII'aria, com<> Psprdif' n t i si<•uri l'd f'Sat.ti prr J'acr.ertn Hlt'nto d t•ll c>. a l titndiui al volo . A lltt' Jl"''IIIE' so lt a nto di avc•re J'ic·hi:tllta.t-o ('011 qnrst.a. nota il ht•Jwvolo i ntpn•s,;anH~ nto d ~> l ('ongrps;;o sni ntnhtg-gi di rapiditù e di rrgi;;t J·azion~ a n tografìc·a eclP;;n t-ta c·hf' qnl'sti lll('t odi }Jl'c>;;r11tano p er saggiare lf' a.ttitudini p;;i<·0fisidH• dl·g-li :-l<i[Jtl'n n t i alla navil!~lzionr. aerea,, come h:1nno già. d ato iucl nhhi a tJt·ovn rc>(·rntc•trwnte 110lla Hepulobl ica Argnut.iua per stabilir(> \(' inl'ii'IJ;tziuni alla profc•s;;iuuc· in t:tlutH' (•;ll<·g'ot·ia o p ora.i<~ dc•llc olli.<·i nP di 1-'lato. !" rwr mis urarP l'anda mt> nto d t>lla fai if'a nm·vosa llf' l corso dt>lla :riornat a cli lanml.
lll -n. Ft ."'AlOU, t c'l\1'11 11:' eohJJtllt'llu Jlll'flic·o c V. TELE~E 1 rapita no uwclito . - f .'ridrJrriwl[,gir·a r .<;f(r· ~ionr dr•gli r·jjl'l ti ci 8()1/o il pu11/o di ri~;ta 1/1()/'(1[ (' .
Xc· !In ;;c·k'l.ioHc• ù c•g-li c•fl\·1 t iYi, olt n• a i (·()tllllllÌ <•ri t c•ri c·linic·i, si rlc•ve tc•.Ju•r conto d('] c· rilt•J'io c·oclorrino. J1a m·c·essi 1ii d i ro nsidern n• q tl(•:-;1o 11110 ,·o <:oeflkit•n t <' o rga n ic·o. ri:,:ttltà a nche da un lanH·o (in rorsv di puhblic·azionp) d a l t itolo Anlro1Jologia ,·riminolt• Ni. t'llrioNiuolngin, ehf' si (· [Htto dagli a n to ri s nlla sr·or ta di :2~ o ~ k(• r v;lzioni ><n soldati. ric-ov<>r:lti lWI' <'linme prp~:-;o l'osp0da.le mili ta re. di F iri'I1Z(', 0 st udiat i in modo ~ist t·mat-i c·o. Dag-li studi c' rn ~·rg·ono. fra g li :1 l! ri, i ;;eguc:n1i risultat i dJ(' hanno l l'.gallle p iù intnwd ialn f'OI1 le• applicazioni al rrduLurwnto . Il disot·nronifi mo , sotto fomm plmiglallli,,laJ'P, i> in t;X,-IIi % in r a pporto indiretto c·on l'indirizzo o rg-anizz,ttiro d{'l qnadro <·Ost it uziona lp ; ma.. l\.\'l'ndo ri ~(·o ntro in CJ 11<1kil <• c•lc·nwnto cl<·lhl l-'t'l'l'a fnnzitmale o fun zinn a lt• 111orfolog ira, h a JH'I'sumibi htw nlt' rill<';;si m·l c·olll'pim<•nto rl<•,rd i atti incli,·i<Luali. c-ioi' eonC'or l'Pl'Pbu<' n(·lla rO Jilpag-i JW dt'll.<·pilf'ttit.o , o in quella rlel eriminaloide a lla aec·<•n tuazintu' f!P II<• lint•<' dc·! c·nrattt•rt'per;;l•naiP. impulsivo o inùisciplinato, o ra l.l\'1' J'in1c·rnwdiario pre\'alPIIIt> cil'll'<'l<>JJt(•nto ipPrsHJTCil<tli<·o, ora. ùollo c l<.> n\l'nto ippt·g-t•nitalt• pn•clontinan tl'. o ]Wr il tramite d<>l NlPfn c·ic'n t e di!'ltiroidco-di:-:pilnitario, o JH'I' la via dPI fa t l or<' iposmT<•nalito, t•l<•Hwnti di!'>ondol'rini c·lrl', o r~·n<len< lo ha~,;o il neuro-tono YPg-etativo, o Pll' \'a ndolo, initano Ja, c.:oT! italit à o la d Pprimono. 11 disormo nism o C'OJH'Orre n e lla co m pagi11~ ist<'ri<·a . P tl in q uPihl del 1'('0 o<·c·a-;i()ll<l 11' 1 nrl aetJÌJ'(' l'orig ina.rio (l ) C'ASAHI :-JL - },a sr·vltn d~ i pr'f<,fi p er{, nrn·irf<'l ziooe ·rerer1. - Horn;~, T _ipogru fìtt rld lo K1 !\ l·o, l !);!.).
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I'ONI: lt P.,.;:<Q [;.ITI•: IOL\ZI ONAl. l·: l)l ,\I I·:OH'IN -\
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:-;quilihrio ••nrotivo travNso l'e h•mcnto ipertiroideo-di:-;pituitaric·o, i ndtlee nte ipertenRione simpatira. r pèr c·iò episodi c·onvnls ivi o criminosi di fronte a !':timo li d i fa <-i le ris<'n t ime n t o moralt>; rom:orre n ella <:orn p agi n c> nevt·;r stenica ad ar(·entuar(' la . prilllordia lc depn•ssione montlc\ ]Wl' riutennezzo d ell'('lonH' nto iposnrrc M -Iit·o; donde aflioramr nti piir fae il i di oss('l'l~ioni. aventi per obil'tto circo:-;tanze lli :-;Prvizio. ~~'gue la. JH' l'(•ssità pral ica di lwn t·ileva rt> ne i vari s<·ag lioni di l'N·Iut;tm cuto, i piìr pi<·1·oli s intomi disl'nùocrini c·on un P:-:n m e obiettivo accurato, perc•hi> il di,.;t>mloc>rini,.;nw è :-;oventl' alla base di nc·uro-psit·of':i, frl'qu c nti nPIIa. vita soc·iale; in pari ic·olar modo l'o:-;st'rvazionL' ospitnliera è l'occas ione adatta. alla c·onstatazion(' 1li si ndromi o di spunti endoerinopatiei eon i pro<'<'dimenti speciali di :-;a~g-io dt·ll <• fnnzioui d :>ll a. \' ita Vt'IH'ta.ti\'a. ln una minoranza di <'asi. il di~;o rnHmis mo ri\'t'IH s i il fult-ro ùi cletcr ntinazione d l'IIP <·osti t uzioni. e drtrl i atti t>Pr:-<onali , b lll'lt(• i vari s trati fli organizzaziorw. s i fo_gg-i<mo s ul modl'IIO del t t•mJwra.IIH'nto ipertiroidPo, o del te m pPra mc• n t o ipot i roideo, o Ili q u<•llo ipNg<• n i t a l<> <' l<> rP lazion i individuali d'indole impnl~i\'<L, avvt'rrg-ono o (Wl' c·au:-:e allrbit•nt a li tc·nui, o rou hmonwni di antomati:-;nro a .z.zn•s,.;ivo, o (Wl' ('HII"(' aurhiPnhtl i di f·ontc•nut.o a~sa i e nwti\·o. ~ei caf:ii in cui il <li:-wudorrini,.;mo a:-;:;n nll• \'c•sl<' piìt rwm·ata , e piìt a~evole ravvisa n w le Jht n ·pnzc c• l<• inlluPnze RniLttlt>gginmrnio p>:ic·ili<'O per:-:onalc, :-;pel·ie :-;ullt' rt•azioni snntinwnl ali, l'ipl't'tiroidi:-;mo <ll'<:re;;c·l' la ipé're~t l.'sia rwi JWe!lixpo:-:t i a lr h;teri:·;rno o a Ila n<•vt·a:-;t euia, o PlHrre f:tci Jit;·, le esuberan:w tWi di,.;po,.;ti a squilibri di c·ondot t a. allo l"l r,.;so modo elle l'ipergPnita lisJIIO o l'.ip<'l':HllTPll<rli;;nro cttt' <'lll u:rno l'aggn•:-;si v iti\ dei temperamenti fi' l'ipos rll'l't' ll ;rli:-;nro , togli<'rlllo tono HIIP volizioni, favoriRt·e lE> t ('ncl<.'nzf• all'ozio' r a ll 'int•ndn . Onde> l'i n tre<•eio d i s in t o m i di,.;endo<·ri 11 i <·o n si n t o m i di .neurosi o c·on ;ìltr<• :monra lir> nwntali agl-!'rn.nr il gi udizio 1n·ogno:-;tic·o. anc·he ai fini medic·o-l<•g-;lli , la LL!love :-;ernplit:i ,;intomi di rwmo,.;i 11ot·n·hlH'l'O conRig%\re un nltpriorP ('><]JE'I'iliiPnt·o sotto le arnli delrl'dutato. Il rri.terio ù<·lla V<Ilutaziont-> deii\·L<'IIH'Ilto <'ndotr·ino, va l<• sopmtutto per f!)i p,.;;Uni di aiTHOiatll('lltO av i::rtorio. [n l'l'SÌ 11110 d t•i tan[ini io la prOn'\, drlla <"Osf<lnza clc•ll'at tenziorl(' <' dt•l donrini <) :-:ulh' rrno:doni. La f(•rZ<\ iìt.l<'nt,iva :-;i }WO mìo.;nran' in ,·ia elini(·a. c·omP tOi mezzi s twrinwnta li; qHc•;-;t i llleZ7.i sono oggi ins11ftir-ic·nti per quant., n u mt•ro:-;i, latldove i t t•;;ti tlini(•i Sfi'rvono SCI}H'atntto pt>r ~.di psi1'11ia1ri. Quindi In ncc·t•ssità dt•ll'an nlis i att·<' nti n t in v i;l indirrt la, t:ioè s ulht ha se dell' asst' n~a nrl sogg<'tt.O da rerln t a r:-;i di ogni m a uifp,.;t,a zio ne endo<:rinopati<·a. C'he l'esperie nza veec·hia e nu(wa, dinro Rtra. indurre inde bolimento nella dmata dell'al 1i t U(litlf' l's i(·oloJri Nt, con rela t iva pnt·a elriar(•zzl'L ~Le! le pcr<·t'zioni. Le Ptn07.iuui :;ono pas:;ivP di rontrollo in v ia. l'linic·a. com e In via speri menta.IP. (,a tt>trliNr :-:pe ri nwntH lP è fo r,.;e n l('no r.onvt•ni Pn te d i quella diniea J) Cl' la mis ura. di 1111 fenomeno c·osì deli r ato, cl'indolt• sl rom p lcs~a. Poirht\ l 'osservaziont• xf•i('ntifica rilP\'!l h1 n ec:essit ù di ulte riori m e zzi d i Vt•riliea , noi po:<s iamo o:rg-i fare àppello ai rcp<> rti endoer·inolo$!it:i, cono$C,endosi r.hc sta-H di di;;tiroiùismo s us('itano o aggt•;rva no stati <>mot ivi. La ~os~ibilità. perciò di indng ini personali in tal !':ér;,..o per l'a<·C"ertnmento sa Ulta t'to s nss id ia i còmpi ti diflì r i li iL Pila psirot ern ic•a profr.s,.;iona l t• ft v ia tori a. .
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]Il t'ONt;H~:ssO IN'l'l-:1<): .\;t.ION .\1.~; T>l .\'!1';1)1('1!\A
J•: r'AJDI A<;.IA ,\Ili-l'l'AHI-:
Il diilonnonisrno inoltre, ha ritlessi notevoli nello strato morfolo~odco: in ti~.1.J %. <:orri::;pond<'ntPnH'ute a. sindt·omi marc·ate monoglandolari (iprrtiroidN~ o ipot iruidee o ilwrgenitali) oppure. a sindromi higlandolari di varia forma. oppure (nwno :<OYC'Ut<') in ('orrispoodenza a sindromi plurigbndolari vari<'. di tonalit ~l apl><triscente, Hi o:-;x<·n·a una c·uoC'onJitante ahnonnitfl, d1• l tipo <'Ostitnr.io rt:tl~' di Dc· Gioqmni-Yiola e òcl tipo <·raniofac:ialt> di Ottoh•nl!lli. I l tipo eo:;t itnzionaiP lon~ilineo ai ris c·ontra in :~().8 °~ . · asRo<'iato a tipo <·ranio-l';u·i;l)P anti<'uritmic·o in t!.14 ~:> :a l t ipo emro<·oidP in 4 . 1~ (> 0 , fen11ni1wo in l. I:! u..,. inferiOri' in H. U %, 111 i,;to in J :! , ~8 ~o e il tipo eostitur.ion<ìlf' hJ·t·vililii'O in :!t>.:H 0 ( , . asstH·i:ltiJ a tipo <·ranio-t'ati <llP c·r(•tinoide in 4.1:! " ,,. tni).:to in 1:~.u <}0 • iniNiOJ'<' in 8 .1 -1 11 0 ; n<• risn lta eu:-;ì rh<• l' in l irrn pl'.rsonali tà soma l ic·a ha in bili t·irc·ostanze larga itnpronta di <lf'''iH r.iont• o n t ogenrt it·<t. Il rilie vo frNtuen1 t• dPi t·ounot ali ahnorlll i 1li forma in t·OUJH's;;ionc• t'0ll dis('ndoc·rinismo, n!(· n t n• c·nnft'rma l'in{iuenr.a tltOcl., Jiat rif·O di:::endof·J'ina an t he su l<' tlispo:-:i:t,ioni d P Ilo 1wlwl...tro, ol1'rP (•l<•nwnf i fondatnrntali ]Wl' la designazionP di un suh;-;t l'alo organic·o dl'~t·nPra t i\'o c su!.!'gPrisN• intlic·azioni di 3dattahili1 i\ o di inadatt<lhilit:'l indh·idualt' n un ambicnf<, ordinario e d i po~-:si h il<· 1110d i ti t'<lr.io ne ]>l' l'sona le <-lÌ suoi sug_!!Pl'i lltt>nt i morali e di;;l'iplinari . l'hP d1•,·ono dit·ig('l't' a un lirw k ntolf t•plic·i attività. d<>gli associati. Qnìudi la (·ousta t ar.imw dt•l disormonismu, a tu·h(' trav<•rso lP J'i)ll'l'CUSsioni sugli at1t·~gianH·nti sc·lwlf'1t·iri, dì~ 1.111 <·ontrihnto à ll u Sl' lf'r.ione dtlf!li E>ffcttivi s otto il ri:-;pf't l o moralr f·Ome può rsset'E' nn <'l<'nH'nto di guida per la leva aviatoria, in quanto l'anomalia morfologit·a, susr·it<lfa dal fattore morboso, si innesta spest>o c·on alterar.ioni dE'i c·oelii('ient i mora li . ba:-;c• di a lle n anwnfo pt·r· l'ai'J'Onaut it·a.
IV -
Prof. H. AJ.E;o-;sA:>iUIH . - 8ull'acia :i11111' x(tnilario in I talia.
L'O. e s primi' l'opiniont> the l'utilizzar.ione dPg'li nf'roplaoi por il fTal>porto di feriti e di malati rapprl'scnta un grnnde pt·ngn•sso. e sarà sen•pt·o più svilnpvat:) rnan lllano t'h<• vernHmo pPrff'r.ionati i nwr.zi ;wrPi adatti. ~-:ia. in t.cmpo di ~uerra <:he in
parP.
La Crote H o;:;;a ltal ia n n ha. prt>so J'inir.iatint in Ihdia sin dal g'(1 nnaio 1920, e d·::r(·con1o con la DirPzione ddl'Aeronautira prima. c:ol Vit:t'\ Cornmi;;sa.riato poi. pl:'r mer.zo di una a.pposita Cotnmi:;xion<', ha pro('ed_ut o all'a.dattHmento di velivoli militari al trasport.o di malati e <li !'eriti, stabilendo nello st<•sso tempo un prog-ramma piìt n.mpio, consistente nella costn1zione di apposit·i apparecclli, a tipo b<•.n delìnit.o, le cui C'aratteristich (" ùevono '<·onsis terc I:'H S<'nzialm('nte in una. gmnd<~ stabilità di vo lo, velocità ridotta, dolc:ezr.a di at·t<>rnunc•nt.o, JaC'ile ma.nutenzionP, p1·ezr.o mod(' r a.t·u d i costruzione. Rignanlo al nunwro dei posti, è opportuno stabilire dul' tip i di a.ppa reC'd li saniluri di tra,;port·o : il JO ad uno o ùu<· po;:t i prr t'<lsi singoli d i urgonza, il ~o a pit't posti, che• ri(·hiedc tampi di atfl' lT<lllH'nto predispo sti, P. JWÒ Rcr v ire sopratutto per ~gomberi in casi di uum('rosi fPI·iti o mal a ti , ,;i a in gu rrra, xiu in n'lfJlt tllJI ic· i orr.asion i a 11 d t(> in pace .
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lfl ('0NORfi:SS0 IN'l'F:liNAZJOX.·U. E
0 1 MVD i t.' INA 1,; f'AR)IA('L\ )IJLl TAlU':
:.11:J
L'O. pr·e::.enta i diRegni di apparecchi tipo Iunkor, p;ià adottftti pe1· il trasporto sa.nitario, ed accenna a quelli di t ipo Varman. Comunica anclw l'esperienza gii\ fatta in Libia rect>ntemente, in cui nelle azioni di Giosa e d i Bir-Ghrem numerosi feriti vennero rapidamente t rasportati all'ospe ùa.Ie militare di Tripoli d a appRr·eerhi C'aproni, opportuthlmen te a datta t i, ('OD grand<• va ntagg-io.
Furono anc>ora
prc~enta te
le »<'J!llPn t i c:otll t111 ic·azion i rip;ua rda n ti
il 20 tema : ARGENTI~ .\ .- Tcn. colorme llo meùil'O LJ:;n::-<8: ì\fctoùi di s!•IPzione del_cont.in gente e diagnosi pl'Peoee d! l la tubereolo;;i ne JI'gsPrt•ito.
Btc:Lu ro. Ter1. gcnera !P mNlico \Ya.ur u : Hs: :-\ull'opport unità di introdurre nt'l lt> Yisite di a rru o larnPnto nn mdotlo prat i<"O d i ;;t•l€'r.ionl' so1to il punto eli v i;;ta psirhieo. I)ANDrAHC.\.- C'olonnello medi<·o 11 .\X:<J.:X: }l r t ud o di ;;c·l<>zio rw di'l <:Ontlngrnt·. p a ppli <'a f o in ])an imarea in rnpporto a lb st• l<'?.ione d ci tnlwr-
e.olosi . - · l. 'Ma~t,:rio n• nwdic·o HF.YXJ·: : Pt·<>sc·nta7.iOIH:' di 11n ottoll1Ptro p<>r la d et l'J'minnzione pr:atica d e \l'aeu it à Yisint diurna c notturna. FRAN(' JA.
TI . :\l;lg-gÌot·r. nwdi(·O l I! OC I. E:-i: ()ti li tù c• nlllt :lg-!rÌ della l ch· - ~tPI't'O· l'}ldiogra ti a lWila ~elvt. i o JH' dc· l ton t iogc•ut 4?. ri~)H\t t o alla t 11ht•rro losi.
JIT. Mag-gion· mefli('(J :\rJLl.Ot 'S: :-:ulrnt ili fil dC'II'antropoml'tm, del nastJ·o metri ro t' d<·lla bil<JJWia jW l' st a bilin: l'attitudine dPg-li .\nnamiti al :o!Pl'Vizio milit:tl'f'. t:olo~i
lY. :\h·di('O prin('ipall' Ili P <·Jas;;<' Hl hl' X: La F; +ziOlll' 1h•ll:1 lulwrlaH·nt<• 1Wll'E:o;<>r·r·i to. sptto il punto di v isla e ' inif·o. nttiiolngit·o ,.
h iolo~i eo .
V. J>otl. FH OSH.\Rn: P1·ovt> tlinant il'lll' Jll'l' la sE·~~·?.iolW <l<>l c·ont in/!('ntr (p r t>ssio n P al't<':·iosa, dinamonwtt·ia, apn!'<l volontaria }.
VI. Dott. prof. WO!Oil'i : Il prohkma Ù<' lht \' ;tlnt:tllio rH• pratil'a d<'ll'ac·uif à, vi>:i va n('JI' I~xl' l'< · it o. Grm<'l.\ . :\f<•<liC'o pl·in<·ipaiP di P das;;l' .\XTOXOI'Ol' \.0: His ultaii dt>llr J'ir.cn· lt t> s ui ~<Pgni di J>ign~>t {' LO{'Jlt>l' pt•r la :-:c.> lt•zinn(• Llei tn lwrc·olnsi .
P OLO:"ll.l. - - Prof. ::\ors;mw:--1\r : ~T,•todi di ottometri<l m ili ta re pOt'O conosciuti, in ofta ln10logia. SPAGNA.
-
r. ( 'olomwllo 111edic·o PEHEZ : L 'avi;~z i o n e sa ni taria :t i
Maroc>co.
Il. T t· n. c o lonndlo m edico R t: mA ~o : I s~:rvi1.i ])sich ialrici O<' Ilo J;;s!•rcito s pagnuolo: ~<'lt·r.io nP p~i e lti ca tl('g:li uflkiali durnnt<' la cnniera .
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3 J.:i
111 l'ù.'i'!:HFI<SO 1:-ITI•:It;-( \ZII>l' .\U:
nt ~II·:I>W IN A t•: F.\H\1 .~< ' 1.\ .1111.11' \H I·:
fiL ( 'olollllt' lio medit·o V ,\ LLE.lO );AGJ::HA: f) pJI'ipnotisntoc·nnltl p er s<·oprir<' la f{Ì tuulazione nc•IJ'I~sc•rc·itn.
llll'ZZO <li n~nost ic·o
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.'\PI pontNi g~io i c·ong-rt•ssisti eon trc·no spN·i;tlc si t'l'l.:arono a \'ersai lll's. ac·tolti c·orrlin lm<:'nt c clal :::ìin<htt·o d i'Ila città . Il c·ou>;t•rvaton • d('l ;\hlsPO )J. P eratr ft•('f' a gl i int.l'n't'lluti nnà int<• rc~~allt<' illu:-;trazion(' delle ga llt• ri<' c de li<' sa lt• dt•l fa lliO>lO c·a:-;1ello. Fa vor it.i tb1 1111:-t lllag-nilic·a ,giorm~ ta.. gli invita ti si ri vPrsarnno quindi negli iJH·ante\·ofi g-iardini t' tf'l'nlzze ,, pl'r il parr.o <11111'110 . raggiHnsl't'o il pi ceolo P grandi:' Tri;tnon, ùovt• fu st•t·vito un ;:oHtuo;;o rinfrt>:;c·o, r a llt•gra to cla un f'O nc·c•rto dc•lla umsic·n. 111 i l i t <H t'.
Giovedi 23 aprile. l.
Il giomo :!:{ aprile a Val -dc-Gr{u·<'. fu tenuta la :~a sl'dula. dt·l (.'(11\g-r<•sso !;Otto la pn·sidè ll7.<\ di'l f!I'JH>ralc t11 Nlieo Rkladkow,.;ki (Polo nia.) ~'del c·olomwllo mNlic·o KPnn ('cly (lnllhiltcrra ). con hl tra tbtziorH' di'l tPma •li <:hirurg ia di guc•rr·a: 11 Evo luzione e trattam ento ù<•ll<• artriti tramnat-icbe )>. ]{datori I>er la Fnwci<l, il medico principale di 111 c·laJ-:~~ Ron,· iJiois ed il magg iore medic·o '1\'faisonnet, TH'OfC!-;Rori a. Val -d.<'- (~rìtee>; <' pN il Bt•lgio il eolonnPllo lltNli(·o DNa(·hu, dcJI'ORI>Odak di HruxeiiPs e d il m aggiore m cdic·o \'onc·ken dPll'Ospedn iP di }.;if'gi. l rP-latori. dopo u n a disc-u s,.;ione pr!'limin.are, hanno diviso il la voro nel modo ;;('guentc: 1° Evoluziorw e trattamento delle artriti traunwtiehc con seentive <L trauntati ~m i c·hiu~i (relatori Derache e Von e k~>u ) i 2° Evoluzione c trattanwnto dc•l!e :-~rtriti rons<'rut.ivc• a ferite :ntic·(lfàt'i (r<'l at.ori Ron villois e ~f;\isontwt ). lB· Parlr. - J rl'latori limitano il loro rappo rto ai postumi clt'i tr<lumatisnti c·hinsi delle articolazioni e precisarn<'ltte considerano i fc•nom<>ni meccanici c r<>att iv i l'Ile :;opnwvcngono d opo un t.nltllll!\ arli<·olare o J)èlr:la.rtiColar(.\1 (•:-;('!udf'ndo I'OillpletallH' llte> il liattorc inf<'U Ì\'0. Essi quindi pasx:lllO in rasspgna i din~ n;i tr-a utllati,.;nli t<lpac:i di provot·an~ post u rn i i m port.a n ti e JII'N·isa IIH'lltc> lt> emartrosi [Ili l'l' da <'On t u,<;ioni., le distorxioni, lf' lC'>'ioni odi <1ft-uni organi s peehlfi ap pa r tnwnti alfartitolazionc> dC'I ginocc·.hio (mf' nist·hi. lrga mPnti croc-iati ). l(' lus,;azioni, le fra.tt nro int rarti<:ola ri, i trn.umatis mi a distanza, i trauma ti:-;nti l~>!.!g'eri e ritwt uti (acl e,.;. , le idartrosi r e<"i<livanti , ehe prov Pngono da lt•ggc•rc• dist<n·;;inni d C'l ginoc·c·h io rwi g inoc-atori eli fo ot-ba ll. e~·c· . ). 1 l '<• la tori. twllt· l'lllartrosi purf'. <h\ n no grandi' iii1JH)r1 a nza al ><a-ngue si r~~ ,· mmtn intra rtit·ola re . c·he <·onsidt•rano c·ome il l!l'<ltHll• r N:ponsa J,i le di t utti i tli~;tu rbi conscc·uti,·i, fn11zinn a li èrl organic·i: c:hl• si ossc>rvano nelle g-randi articolazioni, ;;peda ltm·nt.e 111~1 gornito e Ul'l g inoc-ehio .. '\ e li(> f<"sioni S}H'<·in li di'l g inoC\dlio lll l'ttonn rwl dovuto ri lit•vo Il' snhlusxazioni n le lussazioni. l<' fr<ltlnr<• <' ](' J<wc•r:tzioni clPi nwni:owhi: le· l:l<·l"ntz inni tlc•i l~·ga, mc•nt i c·r·ori at i. Ril!mtrdo <111'<•\"utuzionl', i n•la tori pas:-;ano in riYi:-.ta l e difi'Pnmti nt otl ulil<ì. d ei fenon 1cn.i d'inifazion(l, di t'l'azio ne: di ('Ìc·atriz7.aziont- e dj ~· •ari l! inn (>, in t'(•Jazion.n ag-li ;;pP<·ial i (H'I!<ln i i l'~i t•o,;t ittwnt i J'articolnzione
'•
'·'
,,
tnumatizza.ta. E dop_o avere esamina.ti t.utti ~rli r lt-lll('nti cndo-aTticolari (idartrosi consecutive ad e martrosi, a mcniseiti, ad alterazioni per hlrerazioni di frange sinovia li e q;. te;;;l;uto adiposo sotto>~inovi a.lc , a r.orpi mobili articolari, eec. ; clisturhi funzionali p<'r laccraziono ch•lla capsula. articolare e dei suoi legamenti con possibili ossifieazion i) passano in rassegr1a tutte le lesioni })E'riartkolari, ra.pa ei d i provocare ]Jost u m i a nrhr gravi, e precisamente gli ispess imcnti periarticola.ri, gli os1<>omi iuxta articolari, le a.trofie mnseolari e Il\ atrolìe ossee. Intinc: dopo avPr a(·e;cn-
nato al tra.ttamento curativo delle lesion i recenti c dci difl'erl'nti et>iti, ven~ono
alle sE>gnE'nt.i ronrlusioni. CONl'I.USlON[ DEL III l'E~tA.
l. Le artrit.i trattmati!'lw (·onsec·utive a. lf..'sioni c·hiusc non infPtte, dPvono ess('re considerate come ('OstituC;>nti un insieme di f{·nomC;>ni mercanici e reazionali da part.e dei diver;;i org:tni nrticolari. 2. I postumi di CfllPstt> artriti sono tnt le aff{·zioni piil rihPlli pt>r la CIU'H.
:~.
Que;:ti po;;;tumi po~souo e;;sere classi1kati se<·ondo la loro <·:w!:ia, in : a) lesioni inl'ra-articolari, interessanti ('ioè il contenuto a rt.icolare (tiqnido sinovialc, mcni;;co, eer.); b) les ioni peri-artirolari riguaTda.n ti tutti gli org-ani t·hf..> formano l'articolazione ste;.sa, (supf'l'lìt"ie o::.spa, ca.rtilagine, r;])sula: f~>gamenti, léndiui) ; c) lesioni iu:xta-arti<:olnt·i inducenti l'immobilità per sclwgge iuxta. -articolari ; cì) lesioni a distanza riguardanti sopratut.~o lt' amiotrofìc e le atrotie ossee ; 4. Dal punto di vista tf>J'apeutico si dt>vuno seguire rigorosa mente dut> principì : a) t>vitare nC;>l modo pii1 prt><:O<:t' po;;::.ibile ogni irritazioJle della. sinoviale da versamento ì<anguigno, da rorpi estranei, da dil'ett.i di static.'l: ecc. ; . h) mantenere il tono e la forza muscolare ;;in dnl principio, e sin dal momento in cui ::;i vede il ferito reagiTe coritro l'insorgere di una atrofia e perfino di una irnvot<•nza che porta alla. amiotrofia. 5. Da.l })Unto di vista. openttorio la <'hirurgia deve minu·e: et) :1 sopprimere le schegge irritanti di umt idartros i ribello ; b) ad assirmare, i mezzi di con tC;>nzione ad una Mticolazione rilas<:iata · 't) a togliere qualunque o:;t.acolo che impedisca i movimenti ; d) a mobilizzare un'anchilosi con un'a.rtTo-plastica. .
:ta l'Mte. -
I rolato.r i (l{OtlViHois e l\faissonnet) anzitutto definiscono
Il loro còmpito, che comprende le ft'rite penetranti nell'm·ticola.z ione di
qualsiasi specie, tanto della. pratiea civile che di quella di guerra. Dopo un' accurata rivista storira , pm·ofìlano in modo vrramente magi!'lt.rale ht
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III C'ON()RI-:S:<O l NTP.RNAZ IO:-IALE DI MEOICIS"A E FARl\lAC'IA )ULIT.-\RE
evoluzione :;onera.le d ell'artrite traumatica consecutiva a.lle ferit-e articolari, dividendola in tre periodi d ifferenti e precisando, p er ognuno di essi, l'evoluzione biologica d ei differ enti .elementi della ferita. l. Il 1o pl'riodo, detto primitiv o, di breve dura t a, è caratterizzato d a lle modifieazioni che> :-;u biscono i t.es:;uti t.raumati?.zati d all'agt>ntfl vnln er antt' ; il 2°, periodo secondario, incostante, poichè esso dipende dai germi che esistono o persistono nt'lht piaga: ha una durata più o meno lunga e ror·risponde allo stadio dell'infezione: finalmente il}wriodo terziario è il p\'riodo della ric·atrizzazione <lf>1Ie lesioni anatomiehc ed infiammatorie cbe eo nduce f'<'<'f'zionaltnente a ll a guarigion r complcla, ma per lo più a dei reliqnati permanenti. 2 . l,e part.i m o lli' pel'i-art,icola ri, la Nl psula. t' la sinovial.e, lo scheletro p<trte<:ip;mo, e iascnno prr la loro pa1·t·e E1 ~rcondo le loro ùivC>r,;e proprie tà., a questa <>vo luzione. l,·el'>pel'ienza, di'Ila g-uerra ci ba. dimo,.,trnto, eontrariamenle alla opinioni ani ielH>, rhe la sicrosn. spcc·iahnen tt>. qnando è thi!Lc;;a, e d il V<' rs<l llH'nto attic.:olare, !>i opponl!ono, ahneno per qut\.Jr lw lempo, allo s\'iluppo d<'i f(·nomeni inf~:ttivi. La ~'<ino via.le , le SllJ)erfìei articolari per 11H'7.ZO dd lo st rato-ostc~O - (·:l rt ilagineo, la partr intermPd ia fra qn rsie hanno un ·azione• prepondPrantf' sui ff'JH>nwni dc·lla cil'atrizza1.jone cht• s i }n·oduconn c·on una prolii'Naziont\ tanto j1iù inll'nsa quanto più è stata notevoi(' )'jnfezione. Il bottone {';Jrnoso riC'<:aiiHmtc vast·olarizzato porta inlinr alla formazione dc~i le;o;suti fihro:-:i cd ossei, c·hp costi t nis<·ono P.ntnunhi il su l>sltato anato!llÌC'O tll'i po,.,tunti <·onst>tutivi ai traum<~tismi articolari. :L h :' articolazioni ti<ntdolauti eli qna lnnqur fcH·ma sono <'<'c·rzionali e ::;uc·c·{•do no a IPsioni o)(tf'o-ntnsc·ohn·i est l'se. l 1e rigiflità eoJHwcut i ve allf' lPsioni ppr·i-art il'nlari e le ant·hilosi conispontlenti alla sn.ldat.ura infra:trtic·olm·<' filw• .•sll od o><sl'a clPi <·api po;.:ti n. cotih1tto J':tppr(•J>e niauo i post.umi piì.1 frNpH' nti d t• Il<• ft'l'it e cl t· Ile art ic·ohlzioui . Ln ('111'<\ dt•ll<• fPritP arheolari e clni loro posl·utni, :<ia pl'PVPnt int cht\ c·urativa. è soll c1posta :l Ile rl':tzioni hiolo:;iC"ho proprie di eiascnno <h•gli ~ l l'lllt'llt i c·ost il lH'llti rartic·olaziom·. -l. J princ·ipi JWr t·urare L<' <ll'triti t\OO;;t•cutive :1 l't'ritf' articolari , l'> OllO lli,·crsi a sec,oncta dl•l pHri•Hlo dnlla loro <'Yol nzione: nel pPriodo primario il tra t tn nH'nto tlPve essen• Jli'Oii l;ll tic·o JH'l' evitare l'inft•ziono; uel prriotlo :<t•c·onda rio (> <·ura t i vo <h.. l l'artrite, llf'l tt•t'lliario la cura è di r<>tt.a. ai posl nmi. ~t'l JH'I'iodo pritnat·io la <·Hra jll'<•ventiva deve estwre applirata prt>coC<'Illnnte a tHltP l<' variPtà dc·IIP fer-it<• art.it•olari s usc·eWbili di Ìllf<•zion<>: f'f;sà ba JWr isc·npo dopn nna larg<b a ttrotomia <•sploratrice di rc:><'<:ar<• tut ti i l't'!<sut i tra.uut<l.t izzati e d<'stinaLi all'jnft'zione, di est rarrr i proidtili <•d i <'OI')Ii rstTanl'i. di pratic·are le elllO,.,lasi delle ;;uperfkie Oi'fW<' Hangn inolt•nte e di e"t'I!Uire infine la s utura. primitiva s(•nza dn•uag"g-io d l'Ila ,;;inov ial<· P dc•JI(• p;lrt i molli. Quando vi sono l ~~ ioni osst•<>, la s('hpggN·tomia intT<kartirolm·P. sarà di mas;;in1a p referita a lla r<>sczior11'. llL<l qurst ' n ltint a, pr<.>:>1·nta delle indit·azioni cbe non bisognn t r :c !'f'lll';l rr. L ·artrot ontht sa t·;\ :><>gHìta da tnovitnt>nt.i a.tt.iYi ed immedia,t i (W ille ms} o, piit ft·t•quentt•na'nte. da movimenti <Lttivi e passivi p r ecoci. Al cont rario . dOJJO la resl'ziotu~ . :<an). neeP.:>s;n·io immobilizzare per lung o
lll CONGRESS O TNTERNA7.I0NALE DI )lEDlCINA è: FARMACIA ){[LlTARF,
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tempo ed in convcni<:'nte posizione le articolazioni dove si vuote la forma.zione del! 'anchiloRi, e mettere presto in movimento quelle in ctti la mobilità si dt''i'e conservare. 5. Kel periodo seco ndario l'intervento è inclispensabilc. Nella l:Lrtritc suppmata l ':-utrotomia targa con clrcnaggio dell'a.rtic·olazioue, con o 1-ìenza irrigazione continua o diseontinua. (<'a n el), dà risulf a. t.i sodd isf;teen ti nei casi di media gravità. E ssa. è seguìta d a una. immobilizzazione in buona posizione secondo il metodo classico, o da una. mobilizzazionc immediata. e continua secondo il metodo di \Yillcms. KcU'artrite snppmatn, ~r::wc, nell'osteo-art rite la l't'sezione secondaria ampia s'impone: iu caso di non rittscita si deve ricorrere all'amputazione. 6. :Xel prriodo terziario il chirw·go dtwe, dopo esa me clinico, funzioUllle e radiogralìco con1pleto, rivolgersi ai postumi che la cura. prevent-iva non ha potuto prevedere od evitare. Le ri~dditil. art ieoluri devono ossere c·ura.te con la riprN;a dei mov.iment.i, salvo qmtntlo vi siano cleUe sporgenze ossee peri-articoJa.ri dei teRsut i infiammati t~ degli sta]Jpamon ti ossei o periostei. La mobilizzazione alla quale, conviene associare una cnrn fìsiotcra.pica. e baJneo-termale, può essere progressiva, perio<li<.:a o istanta,nea : essa, è manuale o strumentale e richiede spesso l'anestesia.. Le indicazioni per la cuta, dell'ancllilosi sono in rapporto al proc~>>:l'io infettivo quando è completn.mcnte spento, con r estcnsione del deficit funzionale, con lo stato delle p arti moUi, con lo stato generale del ferito, con le sue condizioni psichiche o con ht sua posizione socil1le. 7. La rer-;czione quando è fn.tta con umt tecnica rigoros<L dù, risttltati soddisfaccutissimi : l 'artro-plastica è una operazione che promette i più brillanti risultati. ! Ja resezioue scgtùta dall'innesto articolare è ancora al J)eriodo sper·imcntale. Le indicazioni operatorio delle resezioni mobili, variano a seconda che si vuol dare all'articolazione solidità o mobilità. Le articola.zioni fluttuanti attive dell'arto superiore non debbono e~scre operate e la. cont.onzione è il miglior metodo. I metodi cumtivi utilizza bili, tra i quali il chiruTgo <lovri\. scegliere, in ogni ca.so sono : gli interventi stù legamenti, pa,rticola.rmonte al gomito, sui muscoli (spn,lla), l'osteo-siutesi, che corrisponùe }tUa maggior parte delle indicazioni e l'innesto osseo : quest'ultimo, sia uniepifì.sario, riparatore ovvero bi-epifìsia.rio anchilosante, non è st~tto utilizzato che in via ecceziona.le. 8. Come regole che si possono applicare alte ferite di guerra si può concludere : a) nel periodo pt•ima.rio i ferit i articolari, tra.sportat i il più presto possibile alla prima form azione chirmgica, sa.ranno in1111c<liatn mente operati secondo i principi sanciti e sorveg'liati almeno per una decina di giorni. Se lo sgombero di urgenza, ma di breve durata, è ineYitab ile, l'a.rto sa.rà immobilizzato con un appa.t·ecchio, il. preferenza gessato, e i pericoti di infezione saranno minori se l'articolazione è chinsa e sopratutto asciutta.; b) nel periodo r-;econdario le stesse re.!:!:ole sono ~1pplicahili, tanto che l'infezione sia precoce o tardiva., quanto elle t>ssa si m~wifE'sti nelle formazioni avanza te o di seconda linea. J·iornale di medicina militare. - Faso, VI-VII.
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Jll CONC RE>;SO lNTERNAZlùNALI~ DI Mt;J) 'I C' I l'A 1•: FAIU'[A('I.-1. ~IILITARE
c ::-.- .
:ilu L.
r) g li arf' idon t.i del periodo terziario lo;flr:l n no tr:ttta ti nelle formazioni <·hirurgiche territoriali. È eli sommo intcre:-;se che i chirurgi >;i(·no edott.i 1mU'ovolur.ione e :sulla cura eli ln.li fC'riti che trovrranno bcncJit·io ad cs::tel'e 1·aggruppati nri ecutri di chirurg-ia ortopedica, dotati di tutti i moderni m ezzi fij.;iot<>rapici.
Al termine d·e lle rehlr.ioni il tenente coloon(>IJO mecliro F. CACCIA pTP;;o la parola,, prima eli tutto per congratula.r;;i c:on g-li illu~tri oratori per l~> ehlhorate e dotte memorie d~b e,;."i compi lat.<>, e poi pC'r compiacl!rsi con loro di twer tenuto ll(~] dovuto conl·o il eontributo ita liano noi campo delle nrtroplastiche; al prof. Rouvillois h ~l poi il dovere di f<u·e uno spe(·iale ringraziamento per avl'l'lo citato n('lla sua rl'lazio nc. L'O. quilHli e:-;pose i suoi ri >mltnti cuntivi ~u 101 traumi c hiu~i deU.lìl'ticolnzionc del ~inocl'i1io, ~vuti in r.ma durante un anno nd 1o l~c }Jarto l'hirurgia, dt•ll'ospPdalc militare clC'l Cf•lio a. J~oma. Ri fer111ò specialmente &n ttu wetodo eli tmttamento ch·ll"cutartrosi pura imm(~dia tamente dopo il trauma, che finora non ha. visto mai applicare . Si t,ratta dell'applicazione alle emonagiP t·tHio-art.icolari di nn mctoclo <li cura italiano, <'he ha dato tunl.i Lrilhmti ri~ultuti negli emotora.ci traumaUci, o:-<sia. del JHtcumo-artro ctu'$Lt i vo, }Jl'l•retluto d a lava.!!gio endo-art irolar() con il liquido di D al\in. Fc('e infine rilevare COIIJH tale llH'todo, mentre rinHtOve ron i la n1g_gi i coauuli endo-al'lieoht'ri, rhe sono i fattori pitl freqltenJi dell1~ idmtrnsi r ecidivanti Iwgli cm~ntri sell)pli e:i, ostacola nel co ntrmpo, ron la cl1kaf'e cotnprcsl'<iOnl' del g;l~, iJ rinnovarsi delle 1\lllOrragie dai piccoli va."i endo-artieolari non ancora trombizzaLi. Furono inoltre pr<•~<cntato lo seguenti co ntunienzioui rigmndanti il UI tema : Bt.r.GJO. I . Prof. WlT.L1<::.n:; : (< Ri:mltati hmlivi cl<'l metodo di Willems nHlle ferite non infet te delle :utieolar.ioni e nelle artriti pmulonl('>'.
- H. Pro f. ror H~l"P : (( :-)ifltoma.tolog-ia e tratta.ntento chirurg-ic·.o dell<' lc•;;ioui d<'L midollo Rl>inale "· · E STON LA.
FIL\l'i"CfA . - T. Dott. FOVE.\U dc r ouR ~lELLl~S : ((Gli agrnti fisici JH•I trnHanwnto dl•lle m·triti trauttl:rtich(: >>. [ f.
Prof. bmr-:rn:
al'trOJJ~tlie
(( J,n
trauma li c:hc
dll! camm
incli -
rc·l t a. . Ili. Pro f. L An r: .\:xc: E : « T>l'llP l t•!iioni dc•llc nwt nbt·nue profonde ch·ll'oc·thìo in ~wguito a lrall ntati:-;111i cld c·n1nio e d(' lla faN;i<t >1 . IY. Prof. tr:l uma r·i<'IH• 11.
H EUIER Hr-: :
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Sul tr:tttamPrJt.o
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t':;il i delle artriti
Y. Prpf. ](~-;y :q-;:-; : (( Wi<liOI-:'Ì <t C' tntttanH'Hlo di'Ile arlrili trnuma tic·h<' c dci Iom. t•:"il i >> . OIAPP0::\8 .
- I . Dntt. 11.\rUt:A: << Le f1•J·i t c articolari ùa, a rm<~ fh-.,
fnoc·o e loro tra tbwwnto Jw)l"nllitna grH•rra, >>.
··
m CONGRESSO INTJ':R~AUONALJ;: DI Ml':DIC"UI.\ 1:: FAU)TACIA MILlTAllE
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GRECIA. - l. Mag~!oti ntcdici HELLM.l o Col'\'l'A RG"YTIIS : « InsegnamMti della guerra greco-turca rispt~tlo alle artriti traumati<'h<' ''· RU)t:E~TA . I. Colonn(•Llo tllr.dic·o n nnTnru: (( Appàl"l?(•chio praLi· co per la cu.ra a dotni(·ilio delle artriti t.rHuma,tiehe e dci loro esi t i ,,,
S'l'An U.:-.Tn n'A:\!EIUC!\. << Coma.nchwte SEAAL\"NX B ,n.:nmrDGE: << Dei twnori maligni delle ossa co111e consPgmm;.:a delle Ieri te di gucrr:l ,,_
X cl pomerig-gio, allf' 1-! , si svol:-;f'ro sednt e eiucmatog-ntliciH•, nelle qun.li fut·ono pl'Oi(•tta.te intct'<'SHant-i lilms s ul scn·izio ~'><Witario ntiliUtre in campagna pre:-;so l'csen:ito fr ancese, in rapvorto svccialttwntf' al primo soccot·so cd allo sgomhPro dei malati e (criti.
Venerdì 24 aprile. Xel giorno 24 avriJe E>bbe luogo a V}tl-clc Grace h~ -:~.a scùuta. del Collgresso sotto la preRidcu;.:a d<'i g-Pm•rali nwfl id Rougct (:Franriu) e Panaitesc:o ( l{umenia). Il qua.rto temu uflic-iale po:-;to all"ordine del giornofu il segut>nte: re )[t't odi di au:'llisi dc~ l nnttet"ialt• ùi n1ecucatma <'di ::;utura )). Helatori ver la Fra.nci~ il lllHI-!:;.(iore lll\~dii'O Le Bom<lel('S ed il farmacista capo :Moreau; ~per la. }{ul1tenia il eolonnl•llo Inrmacilita. Jonescu.
Que.4ti esposero una minuta rns;:eguu intesu n. <lis!'iplinarc unn tnatt>rin non ancora bene approfondit•~ ed a. lis:;are i nti!!liori requisiti c:.he d<'bhono essere richiesti lH'l' garant-ire al chinu·go una. ri~oros<l scelta del materiale di llledicatura p di sutma.. Le conclu~;iOtli dei rcl<llori fmono le s<'gnenti :
I. Requ.isiti fi..::ito-chi m ir·i 1/ill materiah< di ·nu•,[itaturrt e di su/ ura. 1° Per l'a<:e(•t.t;ì.zione di ogni :>pùl'ie di mat.erial(' di IIH~dif';ltura e di xutura devono eliSHe richiesi-P lo qn;t l ih'L .fi,;i(·o-chillli('he ben dctenninlltoe hmgamente M udiate nei lavori d1' l Conl!rcsso; . zo Le costant-i nnalitidw t·inora amm<'sse sono <·ontrolhttc e corrcttt~: st propongono d(•Jle nuove eostanti; · d :3o J_,a fornta.?.ionc <kl p ttt•('ltcl f o di m ed iC'a?.ion<> c ht, (jUPstione cl ricupero ùel materi;lle di Httdint tum nwribtno mùtltPnzionH tult:t
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Pl'Cia le ;
r . 4o I reqniRiti enunwr<tti 1wr J'aeet'L ta?.ione ù<•lmntNiale e }Wr Lnt:t-1,1"'di 1.sono indispens<tbili nPIIe pron·ii't e aHuuali di nwtNinle di lltl•dic·ahtre · sutu1·a ,.
. ? Sarà del massÌJHO inl<>n·sse <·lae C'i<ls<:una lH'OYYi:-;ta ~ia uti!i?.%<1t<L entro l annata. 0
lTI CO.:-IClllESSO IKTI;:RNAZIONALI': Df i\H:D I CINA E FAlUf.\CIA !IIlL ITARE
li. Oo11tro1ln clrlla sterilL::za:::i.one del materiale di 1neclicntttra e eli sut1tra.. 1° A ~cconda. del e.aso, si impieglum1 il contTo llo <·h imito e il controllo lmtl.oriologi<·O, <·he donanno complehtrsi a. vicenda. Il tont·rouo batteriologico eou1porten\ due procedimenti: l'esame del campione, Io studio del t<'stimouo batterico ; 20 Per il eatgnt , il controllo ha,t,t~,.riolo§!if\0 è indispensa,bile e non ha valore elt<' per In p ::u·iil<1 pr('sa in <:s<tme. :::li devono mettere in opera tutti i metodi, co1npresa, se occorre, l:\ inoculaziono; ~~o La c:onnseenza dei cm·attcri biologici dei ge1·mi sporig<>ni deYe spiol!ere a, ptf'fpr·ir<• l"impi<~go di campioni J10livalenti comprendenti diverse H]lf'de e diYPrse ori~ini; ·1° Si dovranno p1·endere tutte le pree;lHzioni utili por evitare gli cnori <·ansa t i dalfnzione ostacohtnte degli antisetti(·i i 5° I./o~servazion o dei mez:<li di e1ùtura. sarà J)roluuga b< il più possibi le, particolamwnto allorquando ~i tmttcrà del catgut. Sc·guirono altre comunicazioni fra cui Ja Sl'gucnte: F. SuzZl, colouuello chimico-farmacista,. - M et.odi rli analisi del materiale di mcdicatura e di :stt/.ura presso l'esercito lta.liano. " .· • ,, j A) M.\TEHTALE D[ M.EDICATURA..
n materiale di mcdicn.tura comunemente usato preRso l'E>Reroito italiano comprende il cotone, la mussola o garr-a, ecl il cambric, da.i quali si ba.uno, come cleri va ti, le fasce o bende e le compresse di mussola, non cb è gli st.cssi prodot-ti medicati o sterilizzati. • 4 Per l'a-nalisi di questo materiale in gener ale si richiedono le seguen t i osservazioni, rieerche e clcterminàzioni : Ca1'attrri fi.~ù:i : colore, odore, sapore, Cftrdatttra, qnl1lità e lunglH~zza delle fì br~> pt•r il cotone c per i tesSllti, qualità dei fili, loro r esistenza a lla trazion e e uunwro per emq., peso del tessuto per mq. Os:;ervazione microsropwa. per verifw:om~ l'C le fibre sono di cotoue. Ricerca dclht. idrolilità.. Raggi JJCr il rolone : a) deve csRero hianeo candido, inodoro, insipido, costituito d a. fibre tenaci, lunghe al111cno 3 centimetri, uniformemente cardate, privo di gnuuef ti bianchi, di trit.urne pulvcntlento e di resti di legno; b) bag-nato r·011 a(·qua dixtillaht e cornpreHso fra. carte di tornasol e rossa c azzuna, dove mo~;fTar;;i nflntro ; c) h;t)!nato ron a<;qua. distillata bollente, e spremuto dopo un'ora di contatto, dl•ve dare un Uqtti(lo Limpido, che diventa t,utto al più opalesPente, se tmllato c.:on dormo ùi bario, con nitra.to d'argento e con o ssalato ili ammnuio; d ) g . :!0 esauriLi con aeqna disl illata. a 8(10.!)00, fino ad ottener e 200 <·mc. di colat ura, dP>ono dare un liquido limpitlo ron residuo fisso a 1000 nou s upl•rio1·c a 2 % (limite dri sali solubili) i
fil CONGRES SO l NTt::RN \ZION .\ LE
m .:\li<:DICINA E PAR)!A C!A ilrlLITAR8
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e) g. 20 esnm-it i ro n a lcool, fino ad avN'<' 200 em e. di colatura , devono da.re un liquido nssolntanwut<• privo di eolorazi.one hlNl e verde; (;tsscuz<' di materie colo ran ti }, ro n re:<iduo fisso a JO()O non supl'riorc a l 5 % (limite d elle n•.·inc o d el s;lponc); /) g.20 Psamiti ro n c•t,c•r e fino a d aHre :~oo e nte . di colat ura, d eYono dare uu li q uido con residuo fisso r~ 100, non SIIJWriore a l 5 % (limite delle sol'tanzc gnt:-81'} ; g) t<'nuto in au.torlave a lla prps,;ioH<' di :! attno~<f<•n• JH' r J11(\7.z·ora, dC've perdere poco <l<•lla ~<na llianch1· zzn e la re:-;istt>uza dcl!H lihrc ù e,- c nHtntencrsi ngnalo a qm~ lla iniziale. J -4 h.) es<lminato al mi<·roscopio, d m•(' pre::;rntm·e !'ìoltltnto peli in forma tU nastro e spt>l"so c·ontort i : "--4\ i) el"sirato a 10:"1°, non deve pcrcll'T'C pi 1:1 di'l 7 % d<•l s110 peso ; l) ca lc:ina.to, non deve lai:c·iar\' viÌl d rl O..JO % di e<•1wri ; m) fatte d<>lln <:oltul'C 1 non si d4-\vono ftVI'I'C dPile coloni<•, :-;pcdalmentc di microbi pa.tog<'ni. ) fa. h~ bontà. d ol cot on e~ com<> puro dci vari mat<~ri;lli di mcùi<'aturn, rL.:;iNlo ess~nzi a l rn<>nt(• nel potl•re di assorbimento. Per l'ar<·crtHrll (' ll to dc?ll'id.rolilità s i ul"ano coHnnw rnento V<IT'i nwto<li molto empirici e poco aUenùihili; ttno di questi eon:-;ixtn nP!la. l)itl o m<•no grande rapidit-: \ con C'Ui affonda. il (·ampic)rw del rnateri<llo drpo:::to sulla super ficie dPIJ'a<·qna . (~Il l'si o ~;tgg·io è o a t unt hii Pn t e inticlo, p<'rc·ltt- h·t coniorma.zion e e disposizion(' r\pl cantpion l:' può moclili<·<ll'e l'arHhtnHmto deUa, prova e l'appr<>zzanumto è :-;og).!rttivo ; H p('l' ciò li n d al l HO:? (l ) l'I stituto chimico farmaceutieo nJ ilitarc id<•Ò uu nwt.odo basato sulla q uantità eli mat~·rialc (gr. 10} aggi ust ato :-.;t•mprc rwlla gt,c•s;;a guisa, entro npvo~ito apparecchio, in modo d a, oiTrirP s<>rllpn• a lla superli<'ie di a fli o ramento ht medesima s upt' t·fic ie alisol'iwn t t>. Va.ppa.recchio eh(\ fn rostrui to a llo scopo ~ qupsto c·hc> ho l'onoro fli pre:-;ontarc, e quantunque pl'r elTO I'<' piìt 11011 liguri Jw U'ult in w edizione ùel rna.nualù dei mt>ùicalll(\1\ti in uso JH'N:;;o J'c>:o;<·r·ti lo italiano,òtuttavia, P<'l' la b ontà dei risnltnti e In ~n a pra t il'itil. ('Ostant('llt <' n te u:>ato JH'i collaudi eseguiti pn•sNO l'lstituto <·himic·o f<n·rnaNHtl ic·o milit<tre. Esso con 11ta di : Io Una vasc· hettn p iana di nwta Ilo n i C'Ili' In to del d i a metro <li 2:!5 ntillimctri, profonda 111111. li o delht tapar itù di une. ~00. R:-;sa è <·ircondal a. da una svecie di gronda ia, la. quale ùt•ve r<tr(·ogl it'l'<' l'a<'qna ehe eventualmente venil';fiC a tra boera re, Pd è !'ìO:-t <'n uta ùa t r·o piedi di ottone a. vite cala n te, onde nu~t.tcl'la., qnnndo ocNnTn, a Liv(•ilo ; . . 2° Un panicrino ei liadrico di tela eli nichel, alto m m. 100 x ;{() ~diametro inl.<'rno, la eui s c... ziorw è quindi emq.lO <• la c•.apa<'ità cmc .liJO. L:~ tela metallie<t è costituita 1ln ti li 1h>lht ~n·ossp~;.:a di circa }~ m m. o eont:1 121 maglie per cmq . ll d isto dt'l fo ndo si attact·a, a lla p<ln·t~ d Pl c' (•sl i Ho f?rma_ndo ~m laùbw orizzonl'<lle. ~!)or·gl.'n te tn tto int orno 5 rnillinwtri, t•tl è rrvestlto di una lamina di ni('bel speHsc"t rncz7.o mi llimet-ro; a qucst<t sono
(l )~-. BARONI: Co n tributo t i Ilo ,;t uclio ~ulla sc·,•lta di'l nwtuitl!c tli m edic>tt~Jra. Ru:t8la m-edie<~ d ' iy ie11e c .9!.tnitd pubblica, JYfli.
fissati 3 pie dini alt i 5 millinH•tti, P~"l' modoc·he la :mpPr·fì<·ic• inte rna dt>l panieJ'C di si a dal piano ùi a ppo~~io li millimetri. Qu<'~t o pnni(•rino pesa 40 g m m mi.
3'> rna lin•llNt a dn·olare; 4o 1.:'11 ro nt:1 s(•c·oudi . Pc•r la c~N·uziono di qtH·s to :<aj!g-io dO\'Psi t enPr pr<'~ent·e cbe il mat<>rialf' vit·ne ~ctnlJiit·t'lltente fatti> a-llioran' s ull'a<'qua J>CI' 10 minuti st"c·otHli e t·he la ,;un bont;\ è Yalul:tta rlalht r apidit:'t chdlo assorbinwnto. );c con"t'g' IH' la n c c·t>:-:"ilit di non dinwn ticar<' <"Ile le lìbr<' htn[.!h e, rome
<JUt·lle ntl'JIO tHanonH·l<s<', a-;sMbo no piì.t r a pithtJn <' ntP. poic·ùè il liquido, p t.>l' c·apillarit~t. g-uadag-na l't>"t i'I' J Uit~t dt'lla. libra a ttmH•rso il suo lumf', in un l t·n1po piit hrPvt' di ((ltPilo Ot·(·orn•nt-pgli lJI't' arriv:lrt~ a lla slt>~s:l a ltt'zza, quando dPH· tra:<n1dtl·r:-:i d a una tibrn a lrnltra . P rJ'c·it), :-tfli11t'hi' i ris ultati ana liti<:i ]lo;;:-ano t>ss('t'C gius t a ntPn te var:ti!Ona lJili fra l o ro, il lll<'lterialr dt·ve essNt' pn' parato i11 mnnit>t'a da :-otlùi:;fare alle suPspost e esig(>nze. A t al(~ S<·opo si PI'O<·e d c tomc Hf'gne : Ki· ta gl ian o tras n•rsalme nte le fa lde Ili <'Otom• in modo di anro d<•Il (• fa ltlitH' alt<• 10 ceni imptri ('IH' "i di\'idono in JWzzi di 10 g-nunnti (·i:Js(·nnn. O g nuno di que!<ti, ronvenit>lll<'lll<'nt<~ arrotolato, tll'V<' fomin• un C'ilinclro di dian1etro tale da rie!llpit'(' JWrfl'tt<'lii H.'n tc• il p a tùt>rino s Pn za dH.' vi rin l<lllg:uw vani . SJH' <.: iahlll'nl v a lla base,<· c·iòl'\i r:t,!!'g iungt> abbasta nza HJ!(' \' Ohll<'l1t o, se, Lwll'in trotlnl'lo, lo si Ja :.:-inlrP un po· in un !-'t'II~"O e un po ' twll'nltro. ('o/ollt' . -
Tt·.«suti. - Per q tH•sli s i ta~l ia no tl PII<• fast:ic s ul st>nso long-i tu di nn le tkll <• ]H'ZZl' ; lt' f;1:o;<·i<• dPIIa llllt:<'-'ola th•vono H\' PI't' Llltt•zz;1 di f'lll. 6 c qual i<' tll'lt•ambric· eli c·nl. !), I>it•<·i gTa!llllli, tanto dPile nnP c·o nH• clt'!lt' altre. fomi s<'ono lt' lH'ndt> di prova. Og·Hnna di fpws t<•. ]w r hl prima mt·là, si ripil',!!'a. in f:altlinn, le qua li \'(' JlJ!ono rat·c·oltP dall'alt m <:h<:' ~;i fa loro )!irare a ttomo in n1o<lo da av t' r e un rolc> lo dd dian1n t ro ch'l p a nit>rino, s ul fondo dc•l qual(;l don·rt ess<·rp poi c·olloc·<tto. ( 'nkì OJH'raudo ht. Hia g-g-ior parte ÙE'lle Jihn• pitl lung"he dl'l l'O t OJ w sa ranuo dis ptJl< IH J~<t ralll'lilnl eUil' all'asse dd dliudro (\ p<•rc·iò aflìo r cra nno ~ ulla :-upc1fìc:.ic• tlell'avqwt, conw saranno dis posl<· l H•t'[H'ndil·olal'lliPilte ad p;;sa lt:' lihrl\ <h• Uia tn11na dt' Ì dul' te::;:-;ttt·i, <·OJJ II' (}lll'llp. ell<', t•:-s<'tHlo nH' IIO to1·tr, suno nwno man o nw:<s<' e piit assorht•ll t i . l 'n·paralo <·osì il n~tt!t•riall' ùa t•samin;ll'l', si t' ic•ntpie b vasC'Iw tta di <l!'(jll :t di:<till:tla lino n eh(• c_·o n1inc·ia a lmho<·<·ar<', si pos:l il paniPJ't' n l cent.ro 4li p;;sa iJIIjti'Ìtnt•tHlovi 1111 llli'ZZO g-iro p <• r !' \' ilare• la fornw z ion<· ùi qnalclw holla d'aria so( t o di psso, t' t·on! Pnlporan l'H illt' ll t<• s i fa ean11n inare il c·o llt a-sPc·OJ!C li. :-ic·oc·t·alo il 10°1 si tog-li<' il pau it·re da l baJ!IIO e lo :::;i ]lN<:::I. L':tlllllt·lllo ùi 1wso <·o;;t iluis<·t• il \':.t l<tn• di :1ss<lrbi lll t'nto panial<'. La media di )lÌ li :<:t!.U!i fornist·<' hL l1H'tli:t <li asso rhin w nt.o , <' qupst a otlrc• il mt~Z"-O per tliiJt•J'<'IIZia J't' e c·la;.;si tkan' il JJutlc•ria iP idrol'llo <·he s arà :::u flìtit'ntem e ntc hunuo ('()Il ll ll titolo di :H IH'I' :tJTÌY:IJ'e :1 :t~ ('d <1 111'111' a :~fi, S('Ottimo , cura 1·lw 1·orrispon<k ai g-r a nlnti di aç·q ua a:-:4orhit n.. 1"-olt u i l 1-l i'i ha ma terialc :;('llljli'C p i ll S(•;\([(' 11 l C (' 11011 t'011l<ÌJ.{I i a h i lt' ]lP!' l'USO ;L t: li i è d<•st.inato . Fu l inlitnl:t n 10' ' la dura(<L dt·ll'alliot·anH'l\lO. }Jo ic·h ò in !'\eguito a JllllliC'l'OS<' l'~JH'riPllZP :<i è o:;s<'n·ato c·ht· in t n le modo i valori di asf<orbim e nto Y<'ngono piìt distanziali<' llll'g")io apprt•zz:Jti . Jufatt i. m r utrc• pm· un ma te-
Ul CONCHESSO INTERNAZIONALI~ DI J\IEI)It:INA 1:: FAIO!ACIA )l(f,JTARI':
:!23 Te" 1
riale p()CO idrofilo si potrà. av<'l'e un vnlorc eguale a O, per quello Vl'ramente
assorbente e~so sarà ngua,IH a ;{0-:35. Si noti che l'uiHidità ehe il nmteriale può aR~orhit'H, ~e coullt'JTato in ambien ti p oeo a>;ciut.ti, non è tall' da far variare S('ll~ihi lmrnte ht percentuale <lei 7 % ciJ·('a,, <'IHl noml:tlnwntc roulicne, nè da influire ~mi risultati d(~l ~aggio ed inlirmarne l:t va licli là . D eterminalo il titolo di idrolili là ]n'ima e dopo la ~o<trrilizzazione, se (JHPRIO f;flrà, c·omprc>~o fra il 2·l (' 35, si potrà com piE'>tare l'an a l i:.:i colla (H'O"fWU i ,.a f' hr a ne h e gli a Itri saggi deporranno a favo1·e della, bontft d.-l vrodotto in <>sa m<>. PcT l'<'f;ècuzione di cpw:-;ti. sagJ:,:'i, rhr sono elt'llcati in princ·ipio, vnlgono j metodi noti al chin •i<·o e des('rit t i n('i tr;lt lati o nellt- farma<·opPP. Oltre ai satrgi suddetti, per il <·aruhriC' e ht mu~~ola si dt'tet·mina. anc·he il carico di rottura dei fili di ordito c ù!'lln t •·ama, per a(•rert.ar,;i C'hr i trs;;uti ftu·ono fatti con filati della qualità prPvi<tmento stabilit.a., c qnindi per garantir;;[ <lriJa convcui('nte re:.:istt~nza, all(l trazione.
In l\L\TJo:RL\LE nr SFTl'llA. I trattati che s i oc'('Hpano eli q11r,;l i pl'Odotti Sllg",!!Nisrono dt'i tnetndi analitiei rhe riguardano spei'ial m t>nte le loro propriPià c·himi<·he, :.:pnza tl•n(' l'e f'l('111JH'C in debito conto quPIIr tìskl•e, di cui d<•bhouo i'sS<'t'(' dotati Jlf>l' ri"pondt•re (·on sodtli:.:fazione <111<· esigPHze eli'! h\ prat it·<t. ?\c vi<•nc che l'nnalishl collaudatore d(•\·e di propria ù1i1.iat in1 ~ottopone il llliltt•riah•. a quelle prove, da lui ritc'nu~c.> pii1 adatte>, JWr una rip:oro~a C'Nnita. ~ono questi i flf'lgl!i rhc hanno hi~ogno di es~cro disdvlinat i c• geueralizzati . IA1 .~('(n 1)f'r ~uture piì1 J.!f'UNa lru entc ns;~la è tpwii<L rit.orta, i c·ni din~r:.:i tipi sono indi\'iduati <la. nHIIH' ri c·orri,;pondt•nti ad una filiPra, f'11e nou c>s.~c>ndo sempre la nwdr-sima, ill,!!t'I1Pra tonfnsion<', tanto elle ~pc>sso , sotto lo Sll'S80 nun1cro :.:i trontno grossezze' din•rs<>. Ed il ehiru1·~o c·he, a sc•cnnda. dei ea,;i, Òl'V<' u=<arc 11110 o l'altro tipn, dot.ttn dt•lln rt•sis!PllZ!t alla ln1zione ad esso <·onispnudt•ntt•, s i trova spesso fra le mani nn mal<'riale <"11e non ri:-;ponde al i<• ~~~~· asprtt:ttive. Allo :;;copo eli <>litninal·<· qtrPs1 i ineonv('ni«>nli e di clifl'Pr('IHdare il filo in!ido, pen·bè l)l'<•pal·ato (·nn ntal f•ria prinra di qualità s(·adPnt e, d;l qucliP el1c> o1Ir(\ g-anmzia <li solid ità e tli rc>sistpu;,;l ali;\ tr:lzitJJW, nl'i lahorntori dl'll'lstit.uto chimi<·o farma<·<•td i<·o militar'<'·, lino rhll lflO:i, si (l studiato l':ngOJruento e si è> trovato un mc·t orlo anal ilito che dic•dc sPmpn• ris ultati sodùisfaeen ti. D elle varir qualil:\ di sPI<l, b iarwa o p:ia lla., riforl:t OJI JHil'(', a treccia, quella r.hc fu pn•t'i·rita pPr il snrviziu sanitario militan• è la gialla in !ili l'i torti, lo cui carntt('l'i:<l idlP, qui sotto spPcitic·:ìtr, vc•ngono c-ontrollali' con l 'anzidetto nwtodn aualilieo, eh<' a]Jpn•sso si imliea. (~ tt<'>:la q11alil ù è <·ost.ituita dn un filo a tt'<· c·api ritorti <li :.:l'la gialla naluntl<·. di s1•i dinrse · gJ'os~('zze, controdi,;t in t<· da uu nu1nero 1\. (1·2 k - '2k- -Il.:- lik- ~lì - lOk), dotata C'Ì<ì:-;l'llll<t di una di'tPnllin:tbl n•,;i;;tcnza alla tra7.ion<• (c·:wico di rottura- C. R.) t'd avPuti un mpporto r-o,;lante fra P<lripo di l'Ottura e pe~o, il q11al<' sc•n·t• n, dist ing•w•·e la ~wta, (li buona qualitù, In sua omogeneità·e solidi!<\ in tutta J'est<•nsion<: <li-l lilo.
:32-t
liJ co:-;c:uro:SRO l!'TI-:lt'NA7.10'NALF: DI :lol~:m<:J.:-<"A E F :\JOfAI'JA MliXr,\TH~
P N<"iù assic·mnt·is i r.o i soliti metodi dclh\ p111'('7.7.H della seta, che non sia rolorata artili<-ialmrnte. ebe non :'<Ì~ earic:ata, che lt• sue eencri non superino l'l %, Ri pa:>s<l. aUa. classili<·aziono determinandone il peso, la resistenz;'t à Ila t razionr cd il rapporto. 1\llo seopn si d<"te rmiua il )H'!'\O di 20 mi'tri di seta. ehc diviso per 20 fMnisc·e il peso di un metro espn•sso in milligr:tt rtn ti. Qu(•sta st(';;sa ~wta. è sottopost·a alla prova dinanJOmi'tri(·a, operando sop1·a 50 c<'nt inictri; In Jll('(]ia, di :.?0 d<·temtina7.ioni indit·<L la r('sisLc•nza o C. H. tbc s i esprilllQ in gratnmi . Qu<•sto carico di rottura ::;ost ituist:e conv('nicntLmlente il unnH.>ro dr Ila lìlil•t·a. Es.,o, indi ('ando ht solidi l à. dPl lì!(), dà cont<•mporanea. nwnte l'id<•a pn'ri;;a, d<•lla sua. gTos;;<·zza, poic·h(•JJ<'l' il rapporto tostante <•sistc nte fra il earico d i rott um e J)Pso, lo gross<~?.l\e dPi ntri tipi son o sempre in rehtl\ione eol [(t]'O C. R. };c v i Pnc <'lw ht sda déi tipi J,Z k, '2k, Sk, f:arà, qtwlla ehn sopporta il <·arico di rot.tura di 500 grammi; di '2k, oppure di 8k, c via dicendo. }; l3. l)<•r :<i' lnplif'it ;'t, ncll'imli(·azionc dt·l tipo si omrt1 ono lo fra zioni (·lw posi>ono e!'xPrc ris11Jt<lte nelle clP1c•rminnzioui dinallhlttll't rit·he e ;;i elas;;ili<·a per % 7.- , H filo av<'nt.e nn C. H. o::.e illantc fra 0.-t-0,7 e s i u:-:;a mm toiiNanza massiJlllt di O,.J. in pi(t od in lltt'UO ppr i Y<1J'i tipi dal '.!.k in poi. Ma il rappot·lo fra il t'<tri<'o di rot.tm·a t' 1wso eompi<· un uflic·io ben }JÌÌI itnportantc .:O:!'l'V<•ndo :1 ditl'ercn7Ì<li'C ht xl'tn buona da qupJia c·he pPr difPUO di ht\·orazionc, o p<'t'c·bè fahb,'i('at.a (•on ntat!•ria vrima di qmtlit à. i-iCC'OJHlaria, è riusc·ita ~f·;uknt<~. Di fat.to, d i\·i<li'Hdo il l'aric·o ùi rottura ~>!'Jìrnf::;;o in gran11 ni per il JH'SO di un nwteo estn·c•sso in milli.!.!:ntliiJIIi, :Ri avrà ])(~r la. prima un rapporto el i ciren :~ o t'11c salirà. t:llorn a :~li. menh·e per la. seconda è inf<'riore al 30 c. può st:t'ndere à ncl! c ~ottu i l 20 .
.Jlinurtit•. -
11 filo thn si ottiene dalle minu.!.de coi nwtodi ben noti,
f•ss<•re p i<>gh(•volc, uniformt•nwnte cilindri(·O. :-:enza, rig-on tìam<'nt i, 111orbido al f a.tto ('. di color<> biondo thiaro. Le v;trit' S!TOs~<·zze si controd il'tilllfl!Ono rol unn1ero dt>ll a filiPnl <l c·ui POrrixponclono. j!; brnP però notnre ch<l, dabt l'orig-ine del fi lo, diflic·ilm('ntf.' ln gro;;:o:ez7.<l ,c;i mantiene COI'tantc in t.utta J'('st<•nsion<', lungo l:l quale si t.rovano dello dìlfcrenze di qualtlw ('('Jlh~sinw di millin1etro . LP gro:<sf'zZ<' the più gl'ncralnH'ntc si trovnno in romuH'rC'io inc·omit1('i;lno dal u. 000 e pt·og-rc·xs ivauH:n1o aniva.no al n. 10. Tuttavia., dat;l l a ptH·a <livNsi1à. <'~istPnle dal numm·o infPriorc ;\ qucllo inlnH' ùia1amP.nte "llJI!'l'i<•rP t• la disc·ont inuili'L sucdtatu, del hL grO~~'<'Zl\a, S!JPs;;o a.vvien e Ro :<t·an1hio di un nulll t'ro c·oll'altro. ::'lf <',!!l io s:li'Pbbc ridurre la quantiti't d('i tipi )Wr av~·n• dall'uno all'a ltm una llil1'ct·c•nz<t apprezzabile. P t•r il s<·n·izio ù!•l H. Es<>rt:ito itn liano s i usano t!'! l tipi di nllilngie. : le S()/tili cn1Ti~pond1•nti ~l n. 00 H O, prPsi assi<'JJle, <'he hanno nn di amet r o da utnl. O)!i a, o.:{;); )('. mf'llir! f'OlTispond<'nti a. n . l e 2. <'On un dianH'tro d a llllll. <J,.JO a 0 ,f)() C le grosse (•,l)] di~\llJPti'O Ò;t O,.ji) a 0,70, che S3l'('bberO i Hllllll'l'i 4 (' 5. P Pr le csigt·nzc d<·lh pmtiea,, il JHl'lJara,tot'c <l<•lle miungie ~o;terilizzate deve had:u·c sp<•c· ia lm<'nti' (•)t(' le minugie greg,!!Ì(' ~iano dotate di una r el'i~'>tcn:>:a alla rot t ma corrispond<·lltf' alla loro gm!'st>zza, P pQI' c iò deve sottoporre alla pmva <linatnnlltet rira parN:<:lti {ili a l li ne di forn tHrf>i un criterio clPWl
lU CONGRESSO I);T~~ I{:-\ .\ZIO~AT.I~ DI :lrEDlCI~A
r: F ,\R;IIAl'IA j\IJL[T.\ltE
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esa.tto dt'lla loro bonti\; inqn:-ndochè, <la.ta l'orig-ine e la tecniea di fabbricazione del pToùotto, non 0 r~.li'O il ea:-;o eh\' :::r ne trovino rli qn<'lli con poc·a o nessun l'Csi:-;tenza. :-;i ~ottopongono quindi nllo, prova nna (l('(:ina. di fi li , operando SO"Pra 50 CC'ntilllC"Iri JWr vo lta. Le minngio sottili dt•vollO :-:opport:n'c un C. R. ùa. kg-. 1 200 a 1 ~00 ; le medie da k:.:-. 3fl00 a 4.0110 P lt· l!l'OS:::t' da k~. 5000 a, liOOO. Il p4?so eli un mntro· dt•lle ~o t tili varia d1~ mg-. 100 a l :.!n. q n C'Ile rlc•Jle medie da· 170 a :200, qtwlk delle gros:-1" da aiiO a ·lfiO. Il controllo 1h•U 'ast' Jlsi dei n l <ltPria li d a sn tura si <' !'t'g'll iRce <·.on la scorta delle norme b<ll trritl lo.!:'it: hf<. t ent>rHlo prC'scnt<> rh t'. se dd m:t t C'l'i a le :::h•t·ilizzato a. va poro si po~)o(ono fan> d irct.t anH•nto le colrun' in br oùo, il mal r J'iale storilizzu.to ehintiC'<HH<>nto ùcve, bPn s'inl'enilP, e...;~pt'e 1nima. ~otto posto a quelle openlzioni Slll!!!<'l'ilc dalla ternil·a per ~pol!liarlo da quei ]Jrincip1, che so a n cot·a, fossero contenuti , potrebbero O>llitcolare lo sYiluppo d ei gt>t•mi c v Pntualrn e nte t•:-:bt.l'nti. Il tcnen t<' roluruwllo c h i rui <·o famtat'isbt pro f. A. . Paguid lo, di l't' ti ore do1l'Istituto chimiro fann:H·Nrt.iro rnilitme di 'l'orino, pt·rsP fJHintli la parola pt>r HCf'<'nnnre nlla dallt•nsa disparità dt>i eritt>ri ll)o(<th nf'i Yari p:wsi pPr il contro llo d<•i rnatNiali di rttt•dic·<ll ttra P per ridtinntan• 1':\ttrnziotw su aleuni fatti osst•rvati intorno a ll'idrolilità. dPl c·MorH' )o(terilì?.:wto. FtrroHo1 inoltre, 0
·~
prc:-;Pnta.t('
le
f.i(>~uenti
colllunit·a zioui in(>rt' nti a l
tfll1lrl :
FH.A:XCJA. -
I. rrof. LEsr-:r·rmt:; : « Dei mezzi di strri[izzazione col
c:1Iore umido, attunlttt<'nte impiegati >>.
n. Prof. H.EY~EH: (( Dt>lla llC('(' sto:if à, d.<•l t:Ontwllo tklla. ~terilizza zione nelle fabbrirbo di m:ltNiali da mediraturà "· PoLONIA . -
1'en. rolonn <•llo fat·nt;H·ista POP[JAS\1'='1\I : (\ Contributo
allo studio dell'cs<~me drll<t g·arza idrolila )), K el pornerig.I.!'ÌO, ron t rPno to:]J('eia l-e, i conl!rrssist i ~i JlOrt a m no a l Campo d 'aviazionA di Houl'gnt, ove·, a llft pn1:::euza del sottosl•gret.ario di •'ta.to por l'a,t'l'OTl<IUtic·~L )J . .E,Ynar, furono fa,tte dimostnlziroui pratiche di ~ter'opl ani ~anita ri eon nt anovrc di cari(:o e ~rnrieo d('i fl·riti e furono compiu ti diversi voli JW t' tll el tN'l\ in cv idPJtza, la Ial'ilità. di :;ollcwnmento e di atterra n tento ci P~di apparc>rc·hi in po('he dt•c·ine di nwt ri. Purono inoltre esr).!'uite tnano vTe ardite lWI' }lflrto th•l 3.Jo n•g;g. di av i ~zione, e eompiuti voli iH·robat ici m Pl'a \·igliosi per pa rtc ùc·ILts,.:o dqrli asst Fronval, :-;enza il m i nimo in(·idcnle. Fu infine v isit<Lto l'àtl iguo aeropor~o. per l'aviazione ci\'ilo, ron l'annt•ssn. st:lzioue prr i grandi trasporti P~rrgi-Londra-Bruxrllc.'ì-Ann;terù:lm-Pra.ga- Varsa,\'i<~·Btt ka.n•::;.t, e il pn.ùig~l~l~e P. Bcrt, centro }JSif'O-fìsiologii·O per re~ame dt>gli aspiranti ]Jiloti C~V~h .e militari, dotato di tut.ti i lll('zzi cliagnosLiei Clini<·i e lJSiCO-fisiolog tCt lHÙ perfezionati e mod<~rni.
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1Tt CON'GJn;S~O lNTJmN.\ZlONAl .E Dl :}JF.Dll'[N.\ E FAIDl~t:IA 1\{ll.JTARE
L a :F'r;lll('ia t;rovasi al t:na ln wnte aJravangnardia ùc·ll'avia:done sanitaria. I velivol i adorrat.i dall'eserc-ito fr~wcese IWt' il irasporto <li lllalati e rcrit,i sono Jino arl oggi i sr;.rueut i : 10 L'IJmll'iot H-H-R, pir<·olo biplano, della forza di 80 c·avalli e del la velo('ità di 110 km. nll'ora, c·h(' può trasportam un ~o lo ferito coric:ato nt-II'int·<'Tno so1'ra, una tomnnc b:ll'<'lla: tale apparocc·hio per la sua. agilità e mam·g~evolr7.Z~t ha reso i migliori ~<'n· izi , poi endo atterrare in brl'V(' spazio ; :!0 ll B rt>gul.'t -14 : (o il primo af'ro plano usa t o pnl tras porto dei ft>ri ti ; !Hl 1)11Ò trasportare 2 cari('at i su han· Ila più un inf<>rmiere o nwdi c-o seduto, che ha a sua d ispo~izion<' i I JHa t Nia le <:h irurgieo e di nwdi<:H zio ne necessario per un p ronto so<:<'orso; :3o Il Tin•guef -l~ . tkllo st·psso tipo, ma più pf'rft'zionato, per qunnto l'i~uarùa la s istclllaziune dt·i fm·it·i thi tr;h;port.u·e: :-;osti l ui;.;re il Bregtwt 14 ed è gi~~ in l"<'rvizio nelle Colonif' ; ..JJI Il Latéroì·re-~0 può porhu·<· 4' fNili c-orif'ati e dnc seduti, piìt un metli<·o, ma data la :,;ua nto lr, rif'hiNle 1lll c·aHIJ)() eli atterntmento rnolto vaj';lo nè l>UÒ <.'j';,'-'C'r<' }Wl' tiò Ul"alo dovunque .. L 'av iazione sa ni t;nia ha trovato nf'll'<.•:.;<•n·ito frallN's<.' la ;;na, lll<l~sima ap pli<·azimw lJI'at iea. ~->JW<·i;llnwntl' rwiiP f'olonie, al Man)c·Pn, OV('. in pr·e<·eclenr.a. il ~e t· ,· izio s;tnitario si t•IT<'tt uava c(ln un enorme di;;;pendjo di enl'rgia. e di nwzzi, dntn la disp<.•rsion <.• tli lH' rsorwlc• o matC'rin le sanil':trio 1wlle pii1 lontHJW zonP ò.etrint<•rno. AttU<Illllc nt e si sono invec·e c:o:-:1 ituit<.' Yaric, ~··andi zone r-;anitarie, al c·Pntro d<•liP q11a li è stata alh•stita un'11nit~ OsJH'dalit>rn, do tah1 ùi personule f;JW<·ializzat o e d (li mat<~t· ialc U('<·t•ss;u·io eù an•nte alla f;tJa dipondenza, 1ma Htllndri:.d ia di H<:mphlni :<anit·ari : apl'<'ll;t un rndiot<•l<'g-rarnma no ~~·t.!J1nli la lll'C·Pssità. unQ o ·p iù U<'l'opl:tni partono suhito P<'l' la de;;tin~udone ril·hil·sta JWr t'at·l·og·Ji<•r(' i malati t'i f~·riti ahhiso~lll'\' Oii di c·ur(' e traspor1ari i <l Jrunit ~ hase di rkovf'ro. Ol tre i v:tntaggi mon1li, p<'r la sieur<•zzn d<·l so<·eorso: ~ logist iri, p<>r I' at<·t·t·~r·inta indip<•nth•nr.a d nll<' <·olomw mobili, si hanno con qtl('sfa nuova orgaJliz7.azionc not<'voli vant:1ggi lin;m;r,iari, risparmiando:-;i lo indispen~a bili truppe di sc·ort a ali<> eolo n ne st l'SS<' l' lWt<'n<losi c·o;;ì l'ìOpprinH'I'(' pic<·ok infl·rm<·ri<• tlisppt·se JH'I' il Yasto ll'ITitorio. J) 'altrn, pmtt', il pPrieol n d<'i trasporti pf'r \'ia aPr<'a si ])llÒ rif<'IWI'f' oggi gT<111fl<•mf'ntP attenuato, :<<• non adtliJ·itturn s<·omp;~r:-;o, <'la mam·ata' <.·outinua;r,ion<• ù('] ~('l'Vizio in r·olonia a t·ausa dt"lla >;tHg>ÌOJH' d1•llc· piog-~rie (' dt•i vrnti raldi <1<'1 ~nhara, <"Ile fra.-<porbiiiO la s:1hhia a g-r:liHli ;111Pr.zC' <' pos;.:ono ost ac·olan• ht fu n zion<• d;oi mot<ll'i, Ì' c·in·o>:Ni t hl <1 hrl'Yi Jl<'riodi di f<'lllpo, liH' ntl'(' le difti<•oltù, di at·h·nanwHto, all'infuori d1'i c·a 1npi pn'~'>l<th i li t i, non rkstano a l <:nna appt·<'n;.:ionP e sono far·i ln ~t•nh• f;IIJlPWhili in ogni rir<·ostanr.a. J'prc·i<\ su Ila base di qu<·sti risulf a t i a c· q 11 isi t i in Colonia, la Sa n i t à militan· fra.Bt(•;.:e sta attua lnwn le or~nnizzando 1111<1 rndieal<' tra~forma r.ionP cki sC'lYizi a nelle Jwlla M1'l ropoli. ('Oll('f'Jl tTando Ln t to il grande lavoro di o;.;pedak in poc·he g-rar1<l i unità ospl'~lali<'r~, 1111:'1 ogni tre. corpi tl'<n'Jllata, forniti' di tut t o il JH'rsonah• P mnt<·riale nl~c·p;.:;;;trio JWl' essere alLtlt t'zza d<·i ll• tllpi c <·unispontlPn'. ali<• t•xig·t'llzc dt•i tontinui progre-::;si
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sci<>ntifi<:i e dotalo eli ~quadri.!!lic di tre aeroplani sanitari, <•he trasporteranno dai vari p rei'idi i m ala ti f' ff'riti a bbi~ogm~ w>li di rieovl'ro, e potranno ancho essere ev<•n1ualnwnte llh'l'si a di><]:>OI'izione del scn·izio sanitario civile, poi soccorsi d 'ur·genza .
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Sabato 25 aprile.
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Il giorno ~5 aprii<' a lle o n· 9.:{() 1 i c·on!!r<•,.;:-:isti f;j re<·arono a Is~~- -l<'s -Monliueaux con tr('no sp€'<·iahl per vi,.;itan• l'of;pNlalt• P t•rr.v p<•r tuber<:olosi, situato in una inc·antcvo lp posizione, <·lw domina 1.utta. Parig i <~d ofl're le migliori condizioni d 'igiPne e di confor1 o. Dal D irettore dccJI!o sta hilimPnto VC'll!H' ampianwnto illustra ta la. organizzazione di tul·t i i vari st•n·izi e fu fatht lllla dimostmziww pra tic-a dci mezzi diagnost i<·i più. r(•('c·n1 i <' p <'rft>zionat i di a<·Cf'l'l<lllwn1o. VC'nuPrO iufìnc pr<•sPnlati nulliPI'O.'·;i 111H ia1 i di tnhert olosi <·hirurgiNL, sottoposti a razionale trattanwnto tPrrtpcntico. 1\cl ponwri:rg-io aliC' l ·L$U f.O i lt•nne a , Yal-de-Gr}'ì.ee, :;otto h~ prc~ ith· nr-a del prof. Vht<·t'nt, hl :-;cduta final e d el Congrrs~o . Furono posti in vo h~ zione ed approvati aclultanintilù :rli ordini dt•l giorno, proposi i d<ti r<'la tori per i 4 t enti prin<'ipalj di ~e u l's i nt•ll e sedulc pn·cl'dt•nri e ('Ile qui riproduciamo: }'H l \l O 'l' l·: )l.\,
l. Tl SC'IT i7.ÌO f\HHi t ariO, t'l"i'l'IHIO llll f\(•J'\' Ì7.ÌO (',.:1'('11zi;llllH' lll <' t('tlll<'O, ri chi~>tlo co n1C' ha,.:t• tklla :o;1w orga nizza:t.ion(• e d (•l ~uo funzinnanwnlo la.
spocia.lizzazionc. II. Jn t e mpo di pa<·l' lo Rp<•tialisla <kv<> a tlal t ars i alle e~igt'll7.<' d'o rdine militare c~ in h'nlpo di ~lt<'IT<I. dP\' tl ~lV<'rt' P (·o n spn ·arP la preott·upaziono domiuan(e o costant(' dt•l rietqwro dt·gli f'll't>lti,·i. nr. Le quali1it 1t•<·ni dH• dt>g li spt•(·ialis( i. clt·hii:lllll'llt(• g-ins(iti C'ate. dPbhono af'coppiar:-:i a li<' qu al ilù lisi<-lll' d 'allt•uanwnto ed alle qua lità di organ i ;~,z:uionc e rli n•alizz;t;t,iOJW. rv. L 'uni 1i\. di \'l'Il li te (' d i Ilo t 1ri Il li è f';tll !)l'(' in d ispt' n,.;ah i1<'. ('d (> ll i:'Cl'l;· sario di Cl'enr!) ft·n ~.di spl'<· ialis 1i apparlt'IH'llti a xt•n).!lioni dil'l'Pn•nt i, llll collegamen1o (:Ontinuo <>d uua suhonlinHziotw IPt·nita, in ,·ista tkll'inte1'f'si-w g'(' ne raJ e. V. 'l'utte le form;tzioni sani larit\ cJtol>bono e~~<·re provv i ~tP di ~rwei a li:-:ti debita mente qualilì{·at i, (•x,.;t'lldo norma lltH•nto i I>iil giO\·ani ahidi ti a lla. zona dcllC' prinw lin.C'e. VI. l J<t l';J)e<·i<llillzar.ion<' th•vp ('Osi itn i1·e la has<• della ripartizione del p('rRrma le tt·rnico . VII. La ripartizione dl•l p t'l'sonalc t'<'c·ni<·o :o-twe ializza to d('\'C e~sere ~;hlbilita. :
1° Sulla Jiì'Sazione del pori'onalc lH.•ce;.:;.:ario, ;.:econdo i diffe1·enti ;.:caglinni ; 2° Sulla. t".la~;silkazione drg-li spcriali:-;ti F:N'oJH.l o la loro età, i loro obblighi militari, la loro co mpeten:r.a, ~H'certata s ia mediante i titoli ospitalieri <> srirut iftci, sia. mediante rcfcrrnze di notorietà professionale. VIII. Sin dal tempo di pac:c~ il lavoro di ripartizione tNmica devo cs;.:ere condotto con la sola. prcocc-npazione del valore pen;onale e dell'interesse ùcl sNvizio . . IX. In t<>mpo di guerr[l converrà di fare aflldamPnto s ull'autorità e sulla, rollaborazione costa nte dc·i lliPdid e f'hirurgi eon:-;ulenti di armata, con1c pme sull'attività delle soc ietà sc ientifi c·he nazionali. SECONDO l'B)IA.
I. I.~a tubercolosi att iva esig-e in ogni C'inostanza una. pronta elimina-zione dnH"escrcito. II. l;a dingnosi di t, ubc~rcolosi clPve essere mi.nuziosa . mettendo in o-pen1 tut t i i JH'OCf'Clinwut-i diagnosi ici più perfezionati (cliniri, radio logici, b<.ttte.riologici, biologici), s ia all'atto drll'mTuolaml'nto, sia, durante il servizio milit<ue. III. Per quanto riguarda le Jc,:ioni tubcrcola ri Rpnnte, i provvediJn('nti d;\ u.dolt.rtr>li po~;;ono ef'lsere dill"crenti, a seconda c· h e si tra t1 a del tempo di pace o ili quello di gul'rra, RN·ondo l<> lf'g-gi di r eclutameut.o in vigore presso ciascuna na:r.ion<', Rtwondo i rapporti tra la cifra della popolazione cd il fa.bbi~-;ogno di elte·w vi.· lV. l/eliminar-ione Ùl'i dc>boli di costi t u:r.innn è sottoposta alle stcf'-se contin~enze di qu<>lla dei portatori di leRioni tubercolari t;pente. V . ~a rebbe spec·ial rnen te desidera bi l<' c· h(' s i prende:::sero in esa me, d 'accordO . ('Oll le autorità eivili compc•tenti, tutte le di spo~izioni tendenti a gcncra liu,ar c D{'ll~L mng-gior nti;;ura possibile, parallelamente aU 'if!icuo soehlle-seolastica e post-s<·olnstir a, la cO m]lil ar. ion ~' di un libretto sanitario dei rosrritti e di-'Ile rec·lute: all'infuori delle operazioni del cons iglio di rc\·isione e della visi t· ~ JU edica ù 'arruolanwnto. VI. Il Jll C'OJ1gi'<'H:-;o, eon,:;tat.anc1o <·he il contingente non è generalJnente so t l o posto in ma n iera. siHtf'nmt iea H l vag-lio dell'm;a n w psichico, t'mette il voto the s i stucli il nwzzo di rimediare a b1le laeuna, specialIIH'ntc allo R<'O po di <Jti<'IH.'l'(' una llligliore ripnrti:r.iono dei giovani soldati, in rapporto al loro gr aclo d'in1 Plligenv.a, naturale od ac·quisita. 'l' EHZù TE:.\! A. ~ ·-·
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L I fen01r eni nwe<: .1nir i e rea t ti vi the sc•guono ai traumatismi delle articohu:iou i, sono ~">JH'sfio Tiuniti sotto il nom e di artrite traumatica. C~ue;o;Li ùist urbi sono ron:-;ccu t i vi allo le:-; io n i iutr::.-peri -e ju xta-a.rticolari p.ro\·oeato dall'aziono vnlnNantl'; essi si accompagnnno sempre ad atrofia Jnusc·olare où Olist·a.
III CON ORESSO INTEHN .\ ZIOX.\U': DI MEDICINA E F.\lDIA C TA .lrrLT'!'AltE
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n . Le infezioni articolari, artriti tranmatiehc JWLIO stretto senso della paroln-, che si manif<,~t lUI O in · seguito ai traumatismi aperti, ~ono fa.voriti dalla mortificazione rosta,nto dei tc,.;suti da p;wte dell"agcut o vuJnemnto e determin<lt i secondaria mente dalla, pcnetrazione e pullulazione dei germi. III. Gli esiti dei tnmmati:;mi artieohwi chiusi (<'orpi c:tntnei, ri~iùit.à, -anchilosi) hanno ver origino i, fono meni eli <·ira t1·i;,za.zione delle lesioni dell'articolazione. Kei lraumllti,;mi ap<'rti, <'"-"i sono t;mto più n o tc.~ ,·oli quanto più a ttive sono lt• granulazioni dt•lla sinoYialc, della cartilagine Mticolare e della, rt•giont\ internwcli;tria, le quali :-;ono t anto più intense, quant.o maggiore è sta tlt l'infezione artic·olarc. IV. Due priJwipl r<'golano la t('l"apeuti<·;t d('i f;raumat ismi chins i delle articolazioni : a) evHar~ quan to pii1 pr<•cocemente è> po~sibile ogni irrita zione della ~>inoviale da parte del sangue, di un eorpo cslt·a Mo, di nn difetto di statica, ecc. ; b) ma,ntenere ]a, tonic itù, e ] a, forza. lllllHCOJnro sin dall 'inizio e COnlbatt('II"C mediante il moviwento e la, fi sioterapia l'insorgenza di nna. amiotrofìa o di una impotenm. L 'intervent.o chirurgico non ba che delle indicazioni eeeezionali; esso non deve essere con;.;igliato ehe da una, lesiontl anatomica, constatata, determinante dei disturbi funzi onuli gravi. V. I principi del trattnml'nto delle a,rtriti consecutivo alle feri te d elle articolazioni sono i f.\~.>guen1 i : a) in primo tempo il trattamento d eve essere profìlattico dell'infezione (escissione dei tessuti, e mosta:-;i, sut.nra primit i,ra, 11.10bilizzazione) ; b) Il periodo secondario consi:-;te nella. clll'a doll"artrite. Secondo i casi, il chu·u.i·g-o pratiehcrà : 1o Un 'artro to mi ~L larga, segulhL : a) da, immobilizzazione, con o senza dis infezione progre!'siva ; b) da mobilizzfLzione attiva. (Willems) o passiva; 2° una r cseziono intra-fcbbrile di Ollior. VI. IL trattament1> dc~li esiti~ nel periodo t erziario, è basat.o su un esame clinico, funzionale l:l ntlliogra.ftco completo. Le rigidità debbono essere t,rattate con mobilizzazione. Le anchilosi, quando richiedano un intervento, con la resczione. · L 'artroplastica la:-;cia. s pera.re i migliori risuLtati. Lo indicazioni operatorio {ielle n'sezioni ciondola nti sono variabili a sceoucla, che si ct•rehi di dare <tll"articola,zione la mobilità ovvero l 'anchilos i. Q GARTO TF.;\rA.
. _L'ordino del giorno r.ig · 9.11 e il quarto tema, riassume l<J conclustoru dei rclatori, già riferite n..,tln. precedente seduta. Dal Presidente del ('ongt'esso fu inolrre enund;tta. la propost-a della costituzione (li un'As.~or·iaziollr. intl'rnazionala r7i m ediri.na militare, col C?ncor~o degli ufficiali nwdici, chirnici-farmaeisti, odontoilltriei e d 'am mirustrazwne sanitaria di tutti gli eserciti alleati.
3:10
Il! CONG!tl':SSO lNTf:!tNAZIO~.\I. t·: 0[ )11-:J)IC I NA l'
FAR .\ 1.\l "IA )l!LI'J:ARI~
Dopo breve disc·ussiom• il voto fu approvalo }J{\1' acclamazione, con l'int(';;a c he la Frnncia ne anebbe prf'sa !"iniziativa. Il geuer}\ le mc•ùi<·o della Valle otTt·ì infiue al prof. VincE> o t., a nome di t ut.te. le Del<•g-azioni estere(\ dei congrl"'~:-; ist i, un qua<lro nd o lio di irnpr<'ssioni di guerra, come doveroso omaggio d e ll 'op(']'a attiva ('d ('ffita<'C da. lui IH'e;;t.a ta dnrante l'imma.rw conflitto m·lla. difesa dPJie truppe contro le m a la ttit~ inf<>Lt i vo, aceon•pagnando il d ono con le segnenti parole, che furono coronate da v ivi applausi: .Mon11ienr le j}fédrr.in l11 spectew· Génlrnl, au nom dc touro; l('s clrlégu6R étrangl'rs, je \ "I'UX nn cotte Jwure sol<' tmelle d e la, fin du Congr('s, quc vo11s ;lYe>z :--.i brillctmnH~nt ptésidé <'t qui se tNmine en apotbéose, vous dirP tonte rndnliJ'a.t ion et la reconnaissanec qne nous avous pom· Yot.re hante pcrsonnHlité. LP Co ngrès fut Rplendide, mais il a rayonné d c votrc gioire, d e cctte g loire pur·e et sa ns taehe qtti s"a ftache aux biC'nfaiteurs de Tburuanité.
Ceux la seui~ qui at.teignent anx sommd s ùe la bonté peuvent ajouter à raméole ÙE' gioire, la sa tisfnction i m n1enì'ìP. clu bo n henr q u ·ilg ont créé. Vou~ etcs ùe ceux là. )fons iem· le ProfC'~suer VinN•nt t'l ils sont asspz nombrt•ux pom le procla.mer lous ceux qne votrc S<'icnce à prott~gé du fiéa.u q1.ù décirwlit. lcs arrnécs t.•n rna rch e. Il l'St iJ1utilc de rappdt>r en re jour à nos rollè>gues qui comme moi J'ont COllll U<', l"a.rdento lu i t<• C'OUire Jes épidé111ies t>ntrepriRC par tou tes nos ll!gions dc :-:iavants et. d "IJyg iènistC's : cla n" cet.te lut1c, c'1•st vous qni a.vpz r cmporté la victoire, nue cles Yidoin•s l(·~ plus M1·isivnR. cll's plus. utilcs de la. g r a ndE' gnern.•. Et C!'pendan t I'Ptte v i<"toi.re n'<'st. pas d e C<'llcs chèr<•tnont a.(·hct ée an prix di vin du sang épanll0 d e j1•urws hPros : elle garùe la purc-lé d 'nn idé<tl don t. vouK {>t(•R tonjoms 1<• c· ha mpion. C'e:;t. avec n ne l<~gi tim o JiNté, :Monsi<>nr il' ]'rofc·~st•ur·, que von,; vouvez con t<'tnpler l'Q·nvre n.c<·Orllplie ]><U' vu us c>l c\•sf ~~N' titJ"(' quP nons}><'l'lllettons d{· vous otrrir un modP.s1e Mnvt•nir <h->S journét>!'; pcnclant les q uplles nous a Yon:; tra va illé eu <·om un.
Venne da 1111 itno TH'l' ac·f·la m ar,iont: <l <·si~ na 1 a Yar,;av ia a spde nel del pror:simo ( 'ongn•s:-;o int('rna;-;ionalP di nwdi<·ina e far· mac·ia. militare, e furono J1l"OI•osl i i " ''l!lll' llli tt>rni uffi <·iali p el' la futma riunione . 10 ::-:\~ondwro ch'i malati e f1•riti n<·lla guNnt eli mu\·inwn fo; ( R<>la lori.: P olonia c Brasi!<•); :_!O El iolng-ia e wotila:-;;;i d i'Ila ~TÌ ] ~ ]Jl' (llanintal'("a} ; :3o l~~iti d1·i traurnntismi 1lel l'rauio (' loro traftatHl'llto (Polonht e Gn ·l'ia-) ; 10 ~n g li ar~t·uo-h<•u;-;o li. l\h•f o Ili d i ana lisi e eon~idPra;o;Ì() J1Ì ellimiche 1 9~7
(Polonia ('Ù l~stouia) . ~C'Ila S<'raia, allt• 20, IH'gli imm<'nHi lof':tli d<'l T,una P:nk1 è\ Porta, :\(aillot, fu tt•rmto il banc·lwt lo 1inalo c·on oltre ] 100 I'OlH' I't i, rall(•gra.to ùa. uno sedto 1n·ogntntma d1•lhl ntu:-:i<·a d elhi Onanlia H<·pubi.Jlitalla-.
lll CONO H I~SSO lNTERNAZJO.'IA[.Jo: LH ~fl·:fJ I C' I NA E FAH~L"C' IA MtLTTAltl•:
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ll ba.nchetto fu prl.':"il.'duto dal pl'Of. Vinc(•nt, <:ho al tavolo d'onore aveva a i lat.i il prof. Tutfil'l', \Va ltlw, i gen erali mHdiC'i Toubert , Rougct, Lasnet, Dopter, Fow·nial, della V<l lle, ·witmaers c gli altri c:tpi di tutte lo
Delega7.ioni l.'stere. Allo spumante fmono fn tt.i brindi:-;i dil l prof. Vincent, dai generali medici della Y allc, \Vilmaers. dai colonnelli Bainbridge, l<cnnedy, Suzzi, dal prof. F a ure e da.g li altri rapvre:"l'ntant.i delle vnric Delef!azio ni, inneggianti t u tti alla, fratellau.zn. d<'lle sanità milita ri ed alhL prosperità. d ella. Fran cia. Alla fine di qtH'Sta, SOllii1Htria rehtzioni' il GirHH(Ilr. di mt<rlicina militare non può a, meno di segnalare la m agniti('a organizzazione e la spl<'ndida riuscita d el Congres~o, che per numero di adNenti, per impot·t.anza. di rela.zione e comuu.icar.im1i, per la gr a ndiosa. mostra, di materialo sanitario e soprat u tt.o pt~r il sempre pitt tcnaee a ffiMn m ento fra, lt\ s~mit à militari delle varie nazioni, b a su pm·a t o le due pre<·etlenti riunioni di J3l'll xelles e di Roma. È do veroso a.n cora rieordare la pari icolare nN·oglienza c le squi;;itc gentilezze u sate ai con[!n'ssisti italiani ed al n ostro pcr·io1lico in O[!ni circostanza, e che sono la ve m t>sprcxsion <~ d Pila vi va simpatia. ed a[t:tto ch e legano la :E'rancia. a ll a no:o;tra. sorella );azione latina .
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" LA MOSTRA DEL MATERIALE SANITARIO A VAL DE GRACE
L a mMtra del materia!<' S<ln ilario. sapiPntt'monte ordina.ta rwl grn n de cort.ile d ell'Ospedale mili HH'e di Yal tl(' Grrtee, dmominato Giardino degli uflk ia li, e in du(• altri cori ili adiaceriti '>O Ilo leudc-ricovero t ipo Bes:o;oneau del sm·vizio sanitario milita re Jrant·t>,;c, contpr('lldl•\·a : A.) Una 1Hostn1 dd matt'riale ~;l nitario r egulamenb1re cl<•ll'e,;ereito Jra.n cese;
B) "Gna. Esvo,;izionc fr~lllN'sc <lclll' ~lrl i c ;.;eipnzl.' a.pplic·ate :dia me<licina, a lla chirurgia, nlla farruaeia e all'igienP mi litan•. L a ntolteplieità. P la co mplt·:-:~ilù d l•i nwtt>riali prps('nl:tti all'os..;~'.I'\'<L zione non co n~>«.'n t irPhhP c•prlantl•n tc nna. trilttazione (letlaglia1n, tli ogni eusa se n Z<L usc•ire d n i r is!Te t t i l i lll i 1i i n t posi i <la un a hr<'Ye l'<' lazio ne. 8 gfuocoforza, per ciò limitare i rili('vi n lll\ Cltl'lc piit sa lient i {'(l impn rlnnti, e piìt Rpe1· ia lmento nel campo tld tl t<liNi:llc sa nitario d ell'<•serc·ito in c·onfronto con le dotar. ioni ana Jo~.dHl flt>LI. J~ ,;t•rc i t o i tùl ia.no . .d) :t\[OST!L\ UI·:J, :IL\TF:RL\LI': ~.\ NI'I' .\HI O Jlf.:LJ." t·:'n·: t:l'ITO. I nul;eriali f'SlJOsLi furono i ::<t' l!tll'nti: a ) Dotazioni n·uolamentari d i un bntlaglionQ di f;mlcrht e <li nno squ a drone <li ca vallcri;l. ·b) Un o:-;pcclale di primo sp:o tll ht>rO; <') rn pa dig lione Opl•ralorio;
c7) "Cna Rl'?.iOUC di igiene COl'J)01';1)e; e) Un gruppo di lavanderia <'On (•:-;:-:ic.:a.toio;
f) Due wtture l'itomat·-oiat.richc; g) Un bagno a doc<:.ia ; h) Una. ambulanza nt<liologièa; i) Due st ufe di di,;inf\'zionr; l) Yari tipi di aut.oa.rnbnla.n7.e; 111) l-na in:-;tnll<tzionc per la fa.bbt·i<·ar.ione dci ~hi:1cC'io: n) Bar<'lle. di n1ri0 tipo p<'r tra~porlo di malati e f<.'t'iti; o) Uua. itltc·rei>:·mnt•• rac·colta., di appo.rcc·e!Ji JH~r trasporto, contenzione e cur~t d<'i frntturat.i: p) Un lahonttorio di tossicolo(.!iu. ; q) Aeroplani sanitari.
Su alcuni degli indicati mat<.'riali si pnò s<.'nz'altro sorvolare. non gii't perchè e~>si siano del tntto privi ùi inter~s»c, mn ])crchè in rall'ronto con qudli analoghi d.l!l no,tro esm·cito non prc•i>Putano spN·iali caratteristiche o pregi che mt>ritino di 1·sSN'C nt<•ssi in rilievo. Co:::ì la sPzione di igicno eorporale, il gruppo di lavanderi<:t con es~icatoio, il hagno a doec·ia, !"a mbulanza radiologi c:a. tro \1 ano i loro pr<>ssochè esa t ti ('Orri:;pondonti nei nostri materiali rPgolame otari. Lo lìtP:-:so dicn::;i 1wr lo stufe da di~infezione, a.mhedu(' su chn.~sis. di cui una dd t ipo Gon.in e l 'altra, tipo O~'nc»te R ersrl1er i simili quindi alla nostra, Autostufa, «Vitt-oria ''i JtwntJ'O nl':-:lìun tipo di stufa, ippomobilo, piecola. e legg-iem, figurava nella mostra. da poter ral'l'rontare a.lla nosu·a locomobile tipo Giaunolli, che <·osi spic·ea,ti servizi, rese nella, passatn. guerra,. l;e clota.;;ioni 1·rgol(oncntari. dei battaglio H i di ja11leri(t banno la caratt,erisLica di essere per la ma.,;sima, parte contenute in cf>ste di vimini, interna.ml'nte foderate di tela olona impt>rmeabilizzata, e st>nza ~P<'Ci:tli e-ompa-rti che conscmt}LUO una. qualsht.si ripartizione dei materiali. Di dette C<'ste una contiAne gli oggc·tti cbirurgiri e lo strumentario, strument-a-rio ridotto naturalmente alla più semplice espressione~, dato il principio che non f';ia pos~ ibilc eseguire opera-zioni thiJ'liJ'giclte vere e proprie a,i posti di medicazione di battaglione; una cesta contiene medicat.ura d'uso comune ed una. tt>rr,n. i. m r-dicinn.li, di cui la massima pa.rt.e in comprPssee:fiale. Tre ceste poi ><ervono a contenere ml•dicatm·e preparate clei noti t;ipi, già usati anche da noi, piccolo meclio e gra-nde, ed inoltre pacchi di tamponi di garza sterile, ann.lo::rhi ai nostri pac('h<>t ti di compresse. Cil'ca la medicatma. preparata è noto come l' e~-< p crien;r,a, della. Jlassat;a, guerr a sia. stata. ad essa ben poeo favorevole, eontrariamcnte agli entusiasmi e alle speranze cht> a-veva suseitato in principio; rag;ionc per cui si è ora pensato di adottare da. noi, in so~tituz i one, un tipo uni eo di medirn.tura, le comprcs::;e cioè di cotone e g~H·za sh·rilizza.te, lo quali sono not·mn,lmeute portate dai portaferiti fino in trin CNI- a. nt('zzo di sacc:heU-i imprrmN~hili tipo tirolese. Il v~H:rlt C'ItO di nwdi caz ion~, s imili• ::..L nostro VE-cchio-tipo, senza fiala, di tintura di iodio, lo zaino di sa tlità (sac (l'ambulam:l') e la tasca di sanità nulla lH"t·senbmo di rimarC'llcvole . .Kotc>olc inv0('e è la. h a-r Plla, l:t cnt~tlc è dC>l tipo 1Ji<lghevole secondo la l nn ghezza., ma. non sto Hl pon il> il<>, e ptesen t a inoltre il te lo rigidamente
Ul
CON<:Rr.;sso !N'TEHNAZIONAl.l-: l)l MEDICINA F. f'AR:IIACIA MJT, ITAUE
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fi~:-;ato alle aite a mezzo di chiudi : questo identico tipo di barella è usato anche per le a u toa m bu lanzr. e pE>r i treni !:!ani t.ari, vauta~gio certameutP non indifferente, in q w~nto è resa co~:;ì po:>.'!ibile la sram bia bi li t;\ di tale mezzo di tra.s port.o . Ma, contro tale vantagf!ÌO stanno due inr.onvenienti, quello della non ~romponibilit:\ in due parti uguali chr nr rl'nder<'bbe facili:' il trasporto, e raltro dE'Ila imposf>ibilità di cnmbia.re il t ... Jo. <'11e come è noto s i imbmtta eon grande frequenza. en altro partieolar(> importante rirca il materiale dt'i bàtlaglioni di ranteria ~che ad ei'si sono norruahnente assegnati anrhe a.p pareeehi 'l'homa8 e Store modellate pei fratturati; ma su quf>sto arg-onwnto "i dovrà ritornare fra po<·o piit dcttag-liatnmente.
L 'ospNlale di 7Jrimo sgombfro è una formazioni' l-;Hnita ria. di grande importa.nza, che non lra riscontro nelle formazioni f-lanita ri e del noHtro esercito . E~;;a, sorHE' comt> una nec·t·:.;~ità naturale nella pas:o;ata guf'l'l'a : logi::;ticamente occupa un po~to intermedio fra gli ospedali di cura di prima linea e la sezione di ~'<anità, ment.r<> funzionah11ente ha l'importantis::iimo còm· -pHo di fare una revL<>ione c·onlpleta d('i feriti d'una determinata zooa per aeoortarne la diag-nosi, assiema.I'n<• un a mNlicatura o un appar4'C'Chio razionalE', e quel ehe piì1 importa, Rt abilirne ('sattamente la dc•stinazione ulteriore. Dal punto di vista del material<' questa formazioni' :;a.nitaria. ~molto semplict', perchè è costituit:l da tm'unic>a grande tflnda d('lle dimensioni di m. lO x 32, c•on du<' portf', rispettivam€'nte di ent1·atn e di us<'ita, nei lati corti. Lo spazio co~ì cireox('ritto è suddiviso in :3 comparti con mezzi improvvisa-ti (sterca to, te)('), di cui uno in corrispondenza della. porta d ·entrata uno in eorrispond<'uzn, d<•ll:r porta d'usc.it.a, e uno inter·mc·dio. Nel primo prendono posto i ferit.i, appena giunti a lla formazione: distinti iu seduti <> su barell<> : DE'l ::?O sono in:-;1 aJIM.i t re po:>ti di mt>di('.azione ; n el t,Przo vanno man mano ad allogarsi i f<•riti, ~Nluti e barellati, dopo che hanno subito la reYisiont> e che ham10 già as~c·~rnata la loro déstinazionP. ultNiore. È OY\' io eh<l il funziòn:uuento di questa formazione deve e;;s('l'(> aflìdato a chinu-~lti provt>tii {' di <'arrif'ra, p<'r quanto nQn trattisi di op<'rarf'. La ragione logi:-;ti<·a di dt•t ta. forma:donc sanita.ria. sta nella pr(>Silll· ziont> dw lo smiì<t<lmPnto pn•::;so le ~wzioni di sanità non può essere l'Ire sommario E' fatto ~<'nNalnrt•n1 e snllc indiC<lzioni delle tabelline diagnostiehe : !i'imponE>va qu indi Jn, net·o::;si1 Il. di uni~> rovi::;ion<• aceuraht di tutti i feriti per aHsieurame Ja sor1;1:' t1ltt>riorP. 8 s uppr•thw rilPnM'(> chE' l 'ap}Jlirazionf' pmtiea di t}LIP <·riterio è di una grandissima importan;.o:a. Poe.hi CP.nni uwri1a il P11tliglione opt>rf!ctorio, di cui fmono e:-:;posti soltanto i materiali tec·ni<·i : f'sso <·orrisponde, all'incirca nt'lla costituziOJH' ed e»attamf'ntc n~>H'inlpif'gO. a quello (<h e sono le ambulanze ehinrrgiclw di armata. dP-1 nostro es<>rc·ito. A p~rte a lrune untn('ht' volezzt' c• difetti. dovuti più che altro Hll'all'rettato a.llc•stimento di elette unità durante In, guerra, è d(>gna di rilievo la diRpo::;izioJW delle sa.Je operatoriP, r.oJlo<·at~·, dut> <ì due, ai lati di un gnmdP gaoinetto radiolOf!ico eentralt' : P di ess<' qtH·ll4· estreme sono salette opNatorie c·on1uni, qtwllr nH' die hanno il t:l\'oln tl)H '· ratot·io ('OD a.plJuRito di~posit i \'Il ppr l'l')f' )!uire J'opl'raziont> sotto la ~uida dir·etta df'i ra u!!i x .
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nr CONC:tH:S!;O 1:-iTEltNAZIONALl: DI 1\I EDICDIA E FA.R11tA<:lA :mu:r~UlE
:Xci nostro esercito le ambulanzt> chinrgiche d'armatà, tnttora, esistenti come materiale di riserva, sono state pNò soppresse quali unità regolamentari per le ragioni note; e ad esse sono sta.ti sostituiti i nuclei chirurgici, più leggieri e più mobili, sicchè possono OJH.'rare anche in zone più avan:r.ate, facendo pa.r te integrante delle sezioni di sanità.
I n11ovi apparN:chi pn·fratture. adottati dall'Esercito fmncese e gentilmente illustrati dal prof. RouviUois, presentano r ealmente un gnl,n de int.E>res:-:e pratico ; ed h anno ora.ma,i in Francia sostituito tutto il vercbio arsenale di apparecchi rudimentali, insufficienti, e hene spesso a,nche dannosi. Essi comprE'ndono : 1.10 gruppo di app~trecc:hi per traspo1·to e contenzione, e un gruppo ili appàr P.echi per c•ura. Gli a,pparecchi del primo gruJJpo, che sono anche i più importanti ùal punto ili vista del primo soccorso ai fmttnraLi, sono : ' lO Gli appa.r ccchi a f'to re, di modt<IIO {!:ii\ prcdi~po~;to per la. ga!11 ua; per la coscia e p(>r la pelvi, ai quali nel nostro matet·iale, fanno buon riscontro le tele nwtalli('LI(~ . odatn o non. :!o La, g-ra.nde stec<·a c;.;t<'rna (in lc)!no) sinlile al Long lJiston Splinr. <l egli Inglesi o a llo ste<'cone di ~l ne Ew.,_n del no/'itro servizio sanitario. :3o L'app<.trcr·ehio di Pouliqn«.'n . .to I/appar·<'C<:hin Thomas-LardPnois modifit·ato. :)o 11 qu;wro di immobilizza.ziono e tr;t:.:porto del Rouvillois, che r·apprt>sctlt<1 un r<·ale progrcs;;o sull'nnti<'a do<'cia ùi Homwt, usata p('r i fratturati del har.ino e d{'lla colonna v<>rtrbrale. Il più importa,nte e caratt~risti<'o di t.utt i i det.ti a)Jpnrec<·bi è indubbiamente quello de.l Tbomas, il qun le cou le modificazioni dnl Lardcnoi;; e le altre apportatr.vi dalla ::ìcuola di Vnl dc Gr:lce rralizza. un ottimo appa.reccù. io ad est Pnsione per i l trMporto dci fra ttmati. Il principio su cui è basato l'apparecchio 'l'boma:o. è servito poi alla Seuoht di Val de Gr:'lcr come base per l'allc:~tinr<•nto anclw de~li appar~>cchi per I':~rto superiore e lJ!;'r g-li a.pparePchi di cum dell'arto inferiore. È intcres.<;a.nte in propo:;;ito di ril(>varc che tutti i pE>rfe:r.ionltmcnti tt~c nici apportati a qu0st.i come ad altri apparN·rhi !>anitari VPngono dalla, :->a.nità militare francese raggh111ti mrrrè una, intima colla bontzionc di detta. Sanità con l(> Ofli<'ine Grncmli Ùl'i Sl'l'Vizio sanit.a.rio che f\OUO alita sua diretta, dipendenza, a rui fn poi srgnito 1 \~S<LJIIO · e il giudizio del Comitato tcl'ni(·.o di ~>anità. che ne decide di ma.no in mano l'aùo:.r,iouo e Ja fabbri<·aziono in serie. E per quanto eonc0mc gli appa.rPrchi ora ricordati, essi RODo il frutto di t.ntta l'espericn:r.a bellica, e rca.lizza.no pra,t i<\i v:mta.ggi per la ~emplicità della loro strutt-ura, e p<>r la facilità dc1la loro apptica.zione. Per il no:-:tro sPrvizio S<LniLario, riconoRciuta la superiorità e pm.ticitù. d<~gli apparecchi Thomas, se ne è già dn tPmpo rlN:isa radoziono; tna ~a, rebbe opportuno a.dot.tarr il tipo modifiento dell'esercito francese ; ~a r·ebbe anzi desirlera.bile avere tutta la serie dPgti apparccthi pet· tra.sporto e contenzione e di qn~lli per cul'a, a fine di fame un più minuzioso esam e E'd cvon tu ali e~prrimen t i. rn pa.rti<'olare cenno illustrati\' 0 dcv<·si ancor..a. fa.ro doi m~zzi di locomozione e trasporto,<' d(•ll 'amhulan7.<l ~tont;ttniatri<:a, ; m0ntre non setn-
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111 CON<;Tn:SSO lNTI::llNAZIONA LE D l .\1EOICJ NA E: FMtllfAClA :\HLlTAltl>
bra. necessario soiTerma.rsi sul dispositivo a.dottato d~Lll 'esercito francese coloniale per la fabbricazione del . ghiaccio (Usines à Giace sur cbassis Renault), costituito da un adatto macchinario ripartito e trasportato su tre·ca.mion, e che sembra dia nn notevole rendimento. I mezzi. di. locomozione e trasporto sono rappresentati principalmente dalle autoambulanze, di cni esistono tipi di.versi .a 4 e a G barelle; e le cui caratterist.iche non dill'eriscono sosta.nzia.Imente da quelle dell'ultitno tipo di ambulanza studiato dall'Ufficio automobilistico dell'esercito italiano ed ora in corso di esperimento. Importante però a rileva.re è che le a.utoa.mbulanze destinate al trasporto dei ma!a.ti o feriti gravi hanno una speciale sospensione, cosi dett.a pneumatica (sosp<'nsione astatica. Mercier), la quale attutisce mirabilmente ~li urti a.ncbe gra.vi, dovuti ad inegua~lianza del terreno . Il congegno di ta.le sospensione è però delicato e comples~o , ~~ l'ali mentazione di aria, compressa vi(me ottenuta a mezzo d'un compressore d'ariaadatta,to al motore. Altro particolare importa.nte delle ~Hitoa.mhula.nze è che a.d esse è applicato lo stesso montante cbo è usato sia. yer i t reni sanitari, sia anche per ~li a~ropla.ni sa.nitari, montante costituito da una colonna in ferro che porta tro uH.>nsole scorrevoli e che possono quindi fissarsi a vaJ.'ia altezza in guisa da realizzare a se>conda del bh;ogno, sia l'attrezzamento a~ che a 3 orùiui di barelle. li dispositivo ('<lntono apvlicat.o al reccntt> tipo delle no~;tre autoan•bnlanze, per quanto non così pNJet.to come la sospensione pnNtmati<'a, risponde però suffìcient,>mente bene allo scopo di attutire gli utili e i sobbalr.i, ed ha il v~tnta.ggio di essere molto più semplice, facilmente riparabile o sostit.uibi le in caso di g-uasti . Pn altro tipo di autoambnlnnzn, d\m corto interesso tnl qu~lle espo:ste è quella a 4 posti (~seduti e 2 bu•·ellati) del modello Cit.ro<'n-Kegre:;so, notevolo quale mp.zzo leggero rapido e poco ingombrante; d<>gno di rieorclo infine un modello di motor.iclo con side-car, modello R<'né-Gillet, per il trasporto d ' un barellato (non an<·.ora 11erò adothtto) <'OD adatbL ea.noz)lcria (> perfezionamenti tecnici per att.nt.irc urti e f.leosse : tm mezzo flnalogo, pM quanto meno perff'tto, fu da noi usato all'iu.izio dclh~ passata ~ucna , ma. fu dovuto abl>andonarc pt•r i .non buoni risultati. Due f\ono i tipi di A mbula·nza st.omatoiat.riNt che fìg:ura.nu10 nella. mostra: un vecchio modello usato nella. paHsata guerra, e un altro rcrenti:;simo t> perfezionato, allestito da una di t t a fra.n<·rsc• per conto de> li a. ;:>ani là milita.re, ma non ancora a.clottato. Soshmzia lmente i due tipi si eqnivalgono: essi tendono a realizzare un gabinetto storuatologico 111obile, fornito di tutti i messi necc1-'sari per le operazioni urgenti (due poltrone, di rui un<l· a pompa o l'a.ltra in legno, due trapani di cui uno elettrico e l'altro a pedale, un quadTo elettrico per mwterio ed aria calda, uno strumentario completo, dispositivi per l'elettricità., il gas, l'acqua corrente, l'aria compressa, ecc), ~dotato inoltre di un piccolo laboratorio per protesi. La. noova ambulanza "'~'! stata allest,ita con grandi::;sima. accuratezza e perfezione. ~Ia lasciando oda parte ogni giudizio in merito, è da nota,re solta.nto che il nostl'o servizio Sanita.rio milita.r e non ebbe durante ht J>a.ssata. guerra tale unit~ sanita.ria, . di cui per altro si è dovuta riconoscere la. necessità. In conseguenza è già litMo allestito nn esempla.re da servire di ba-Re per l'allestimento di tutti gli altri occorrenti ; in tale allestimento p erò si è partiti dal concetto che, ili~ :> . ,;,..,..-W .h..i""'_:. :. .u..~- "" •. ~
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l Il t:O.NOI<I•: S>lO IN'l'EHNAZHl~ .\f,J:: D l .IH:l>JCfNA P. FAltkiiACIA ~ULCTAltE
nH.: n tre è indispeus;,~hile 110rt a.t'<' in prima linea il soccorso d 'ur·gcmza. (medi<:H t un!, otturazioni provvi~;oric o delinitive estrazioni), non sia d ·altro ('antu nece:;s~rio provvt-dere anche alle prote~;i. per le qnali sono ri<•hieste installazioni più comple,-s<'. La nostra ambulanza. st.omatoiatric·a è perciò più sPmpliC'e <"Il<' non qut-lla franil·es<' di ultin10 modf>Bt>. JJ)
ESP(IS[ZLOX!,; [i\'lll'X'I' l{!ALE.
L'espo:'liziont• dPI!e arti e sd<.'n;w applieat.e alla 111<'-dicin:t, •tlla cb.ù·or· gi<t, alla farmar·ia e all'igi<·tw militarP fu Vt•ntmf>nte una as.._a.i ricca c benr ord.ina.ta mostra. di quanto l'industria francese a.ttualmentc produ(·e di più importante e di più pertHto in c·iasf'uno dei <·amvi ri.Mrdati. Il raggruppa_. mento dei matt•riali f~tt. to a, seconda delle <·<\se. produtt.ri(·i, per ogni ditta a seconda dell'uso pTOJ>rio di ciascun oggetto o prodotto, rendeva farile lo sYolgcrsi regolare c ordinato sotto g li oeehi del visita! ore di quanto con· N•rne gli istrumenti teenit·i di n'!letlil'ina e rhirurgia generale, la. bMterio-· logia, la sieJ'otera pia e va<'einot<•ra.pia., la to:;.-;ieologia r •~n tropometria, l'arte dentaria, i prodotti <·llinlif'i e fa.l'lnareutiei c rrlative specialità delle pii1 reputn.Le ca:-;(• frn.uce'>i, i materiali di ml:'dif'~tma P s1atura, di clettric.iti\, radiologia e kinesit1•rapia. gli :-;t.ruUJenti di precisione, 'igiene, eec.: di tutto qu<tnto insomnHl pttò intt>n>ssar~ la 111edif·.ina. la <•hinLqria e l'igiene. ~on esRendo po·fisibile rifl.'riYe in d at t·aglio ~'H ogni parti<·ohl-r'c, per cui occorrerebl1ero descrizioni lunghç: e rniuuziose, limit.l.'rrmo il ricordo a, due argomrnti soltanto, che per il loro valore pra.tico meritano di essere illustrati cou qualche particolare. l~s::-i sono: gli strumenti chin lr~if·i (< Stainl<:>ss " e g"li appan~cch i Antix di nuova <'Omposizione. Gli strumenti chirurgic i ~~ Rtainl<•ss u costihtiti d<t nno specia.le memllo~ di cui non ,è fatta nota la eomposizione, vant.ano l'rnonnc pre~!io di non t>Sst•rt· ossidabili e di non aver bi:>oguo di alcuna nirhcla.tura, por C\Ù s i con· sPrva.no inùf\fì nit amen te in altera ti. Il loro aspetto est.c.>riore, la r esistenza, l ' c~bRiidt~. sono in tutto simili a.i <.'Omnlli strum ent.i f'hirurgici, comprese le forbici (l i bistori . ~oltanto p<~r questi ultimi :wmbra esi~tere ancora. qua lt-hc inePrt·pzza eirt<l Ja l..mona. con~;crvazione del taglio, difti<'ol tà che sembn•rehh e inveee del tutto sup('rata per le forbic:i. È O\' via la g-l'anùt• i n l portanza. pnl t i<'ft d 'nn mate rialE> siffatto per le 1111ità !'a,nit arir di mobilitazion<>: p(\r rui) a.llo r-;r•opo di poteme fa.re 1m pra,tif·O PSJWrimPnto. lH' Ì' stato ri<:hi<·sto uu pic·eolo t·ami'iouario. Gli <tpparP('<·hi Antix di nuo\·a COillJ10sizione (naturalmente non re:-~a nota! r•·alizzrn·hln•ro i sP~ll\'llti V<\nt;q~~i: minimo ;;;prs:-;ore (..J.5nun. ) con 111a~simo (li oparità ai raggi X ; inrra.u~ihilitiì. opadti'\. alla luee eomune; nJittiJna den:-;itù. c> quindi nH•no ])t•so i r t>gol:lrità nello r-;pcssore qualunque sin la forma; possibili tà di poterli s(':ran·. tag-linr<>., avvit.Hre per ricavarne qualllnque ntotl<>llo Yoluto; adat tal1ilitù <1 qna lunqne fonua quale Clqmle, taYole, ~<·h(•rnti, tnuhili ; lWtssi tno potere isolante per qua lunquè i m: l a llazionP.
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BAT.E:·;TR,\
lentnll' t,,[r,?J ·IIPllo ?l'lt>clico.
Note ed appunti sul servizio sanitario militare in Francia in relazione a quello italiano. XeU'oeca;;ione dt>l 3° Congre:-;~o intt>rnr~ziona lc di lllt>dieitl<L t' farnlll,cia militare, tenuto a Parigi dal :W a l 25 aprilo l'Corso, CongrcH,.;O <'ht~ i.' Hta.to una solenne e lusinghiera ~lt1'erma.r.ione della solida orga.n izr.ar.ione d o! t;<Wvizio sa.nit.ario militare in Franci;t, la. mia at.tfln7..iOil(' è st.ata. pnrtieohwment.e richia mata da :\!C'un~>. magnilì<'h<' i~titnzioni milita.ri, the nwritauo veramente di e~sf'l'e rilevatl', tanto (·he dopo una v isit.a anc· hc som tnnria di osse (> sorto sp ontanPo nell':mimo mi.o il pensi1>ro: ma noi {in Italia) per<'hè non possiamo fa re a.lt.retta nto ~ Il Congresso, come~ noto, i.' sfato tf'nnto <lll'OspNia lr milit.a ro di V a.l de Gra('e (C'OnispondentC' al nostro OspedalP militar<' dl•l ( 't>.lio), ov<' è annN;sa, la Seuohl di appliraziono di sa.niliL militare. C'h(> i11 Lta li a avrf'bl>t> la . torrispett iva in qut•lla 1li Fin•n7.e. qnestt' due i~titur.ioni 1wrò hnnno una unica direzion<·, tcnuUt d n l :\iédecin-in~pertour (maggio r gt-.nrrale medieo) pro f. D optcr, nn uonw. illustre nella R<·ienr.<l, eon una :-;oli odireziutw nella persona d (>! Méllccin -insp<'rt<'ur prof. ::;a<:qurpl>~·, a ltro nomo b<'D noto, c he P v i<·e-direttore de lla seuola tl Uledieo capo dl:'ll'o>:pNIHln militare. I capircpart i (ii lll<'dif'in!t, di rhirurg:ia, d0111' S].JN·ialit à , :-ono Nmt.cmpor a ncamente professori dt'lla ~euo ll·t di ap plit<lzio Ju.> e ùi~r<•ngouo di xezioni Oi-!ped a.liere r ht> sono vero (' proprie 1·Ji ni<:hc. dotatt\ di tutti i nwz;d più rnoflerni e pt•rfer.ionati e di abbondante per:o;o ua le lì>:so tecniro e di sNvizio. 'r anto per da n w nn 'id<'a, a<~cenncrò al I{eparto urologi('O, ('IH' non è poi il più importantf•. dirlo'tto d<ll dixtinto ~'Jl<'c i a lista. 1\JédN· in-nwjor d e p r e m if>re claxst• vrof. )l a isso ruwt. T a l<' sezio n<l. <'Osli tuit.a da tutto un p iano di un a tnpio padiglionP, lm loc·a li ben nw~;;i e spaziosi in modo tla pot!•r a eC'ogliere tut ti i l1l<tlati ehirn g"i <•i eli nwlatlic urinarie ckll'p,.er<·ito franc·<1st: (ufli <·iali e truppa o, previa. a u toriz7.azio n(• minisiNiale. anrhe le fatnij.di<· dt>gli uflkia li ). Ol tn· a1.di ambien ti operator1 (l di lll Nlit-n xio n~, clw ~ono forn it.i di uno ~-;tr unH•n t<nio t'O IIlp leto il piìt perfezionato a n <' be per nretro-tisto:-;copi:t diagnosi i1·a !'Ò. opera,toria, hauno a nnfls;;o un pi~:1·olo laboratorio cliitu ieo, is rolugi<'ll t' battN·iologico per lo pit'1 tt t'gf'll1 i in d ag in i <'linic·hf' drl roparto ed u n ga hi1wtto di dimcmtrazioni r<tdiograti(·IH' e di pr•zxi analomo-p:ltolog-ici vf'r:uucntl' int e r e:-;1-lan t i. In po<·hi minuti ho 1•otu to pas:-;art> in ra:-:s<•,gna ne llP nitiùe e dilllostrat.ivr J'itdiogra.tic l' neJia. t·ic·<:<~ llH'SS<' di preparat.i a nat.on1ic·i hf'JW a pparecchiati t utta la patologi<L f•hirur:;dca delle vi P. urinarie. ~<' l ved er e una sezione c•osì complt'ta. o <'usi ben fornitn. ~faci le t·ompre ndere <'Onte i g iova ni m<•dici milihtl'i dc•hba.no a.l·qui:-:lar(' una buona e r ~i ara v iRione della ~-'Pt'(' ia l i t;\, c rict>v<'I'e un effiea(·<' i1wi tct nH•n 1·o n Ilo ;;t ndto d••lla nwdP;;ima . . :Non voglio fart> puragoni con i nostt·i n"parti osp<'<la lil'ri; so lo 111i litnJto a. far riii' VM'<' t'IIP da <lll lli si~ f<ltto pr<•s<•nff' 1<1 tH•(·L·ssitù , nei nostt·i !'('parti, dPI ])('I'SOIJa )P li:<SO lettli(•O (l di >;ei'\'Ìzio, fHtiOl't> t':<l<('ll%i:tll' }Wl' polPI' far ver anWIJte lu•np t' ragg-i nn_gP n• qtwl gn1 1!o di p.-rf1•zion<' twt·t•ssario.
Ho n,..;s i~t.it:o a.ncbe ad una dimostrn:don<: di appanJcchi p or frattura, fatta dal ntio illust.re amico prot Rouvillois, médecin principal de preruière rhtsse, ordinario di chintrgia a Val de Gra ce e C'apoì·ep:'tr to di una ~ezioue chirurgieH. rlnll'Mp(•dale. Egli, con quella. com petenza cbt> g li è propria. Ila dimost;r ato tntti i din•r·si apparN'<·Iri J)('.I' frattura dl'~!li arti. d el bacino e dt>lla colonna nrtebmle, di,·id<>ndoli in apparecchi p er trasporto ed :'tJ>parl'cchi per· cura. J!jsiii rapprl'sen1.ano t.utto ciò che esiste di più perfett o in mutNia., riunP.ndo i requisit i d <'lla facile c· rapida applieazione, della legg«'rezza e df'll a colllpleta corrispondenza ai fini chirur·gif·i di una n~int egra zioue anatom ic·a elle p crnwthl una riprist inazione funzi o nai•~ il più che è p ossibile (·ompleta . Questi a ppa r(~f'r hi Remo allcsLit i OPIIe ofli<:ine nH•ecaniche impiantate a Val-dfl-GrfLce per la fabbri ('azione di strumt'nti cd apparecchi e collaud a.ti solto la :,;urvegliam~a clel pmf. Houvillo is . ( 'oi'ì ngli, <:un il eontrollo ùella pratica g iornalir ra., ha p otuto t>ifìca<·('m<•nlo moùifi<·nrf' mo lt.ì a pparc,:chi, ' altri farn e c·oi'!Tuirf' di sna invenzionf', molto lwn rispondt•nti allo scopo. Quanto c-iò torni ul ilc1 ]Wr J'('(·ono mia dt'll'l:>tituto e quanto prilleipalnwnte R(' rw bcnclidrino i curati, non ('.1'\'do :-;ia permt·~so dubit arne . Anc·llf' da noi, nPll'ultiml'l. g ncrr:t, ru i111pia nt at.a uo 'ofli<·iua mecc·auiea d el gcm•n>, ma pni, venni a la paPe . dPlla bPIIa cù u t ile offif'iua non rimane elle un rkordo lo ntano, lc·g-aLo alht gc•nialità vo l e uteroRl~ del prof. ~Ionb>novesi di Roma. . L'l:,;tituto p erò C lr(• tnagj!inrtncn te Ira rith iam a to r~ttlt' n zione d ei congre~si st i stnmipr·i è il Laboratorio di rirc rt lr(\ ba.tteriologi<·lre e siE'rOt·cr a pic·he d ('IJ'(>sercilo , a.nn('S!'O a Val-dt>-Gr:t.<'c, e dò anehe in ()maggio a.ll'il lu stre JH'<'sid(·nl c d el CongTcsso. J\J<~d t>c in -g<'nera l (tenente genca-alc) prof. Yinccnt, ordinario di batt.eriologia , che è a.nc:he rliretteOre di gnmde ' compPt('nza dlll La.bomt,orio, ~;ebben e n. riposo. (-)uesto lahonttodo, o lt re a t u tte Jc• ritcrtlH,) batteriologi .. he di ogni g ('nert•, prE'-para i s i<'l'i e vareini in 1a horatori 1 (·hP nulla lr a nno da invidiar\' a quelli d ello t;tato . ('fornisce tutto L eserrito . In I !alia c~istc un solo laboratorio militare a Bolog na pC'r la preparazione d el siero a.nt itc'htnic·o, diret.t·o d al prof. Tizzoni. U n'altra ammircvol<' iRtituzione del dopo-guerra è il ~'Iusl•O di Va,ldC\-Graeo, d enom ir1<11o nnelw cc lnrlrivi e tlof'ume nti di g u('l'l'<l· elci ~crvizio sanitario .., istituito nel lHlG JWr con~erntn' la tmec·ia di t ntt i g li s1orzi r ('alizzati pPr il pc-rJ'ezionanwnto , in tu tt i i campi. rl('lla Medic·ina t> rhjrurg ia. d ',\rmata . Capo <li 1a l(' :'lfusc'o è nn rnaggiorp nwdico, l';;sendo il n11tsc•o un org a.no d i studio c;ost Et nito cb un importante dc•posito di a r·chivi , eta una bibli0teca di 3:1 nrib yolnmi <' dn una :o:C'z ionC\ anatolllo-pato logic:a di g ncna, unica a l nrondo . Pl)~~i1•d<· inolt r·p l" " '<'e<: hif' ~;a lt• (l vaste ga llerie· eh<' ra.e co l~ouo una ricca roll<·zif)llt' di ri<·urdi, di d orunwnti e di opcr·e d'art.o, riferrmt,is i allà i;toria. dt•lt.l :\Iedil'ina militar<' P<l al [unzion:nnento del :Servizio di sanilà. in (·:1111pagna dall'c po(·:l d<•lla Riuasc·en ?.a lino ai uo:;;tri giorni. Che tlire poi dc-Il' a \'Ì:Ir.ionc f;a llitaria ? Ila nll!~iuuto un pL'op:resso veramente sorpn•udt•nt <· arwllP i n t(mr po d i pa<'t'. !Wl di eiò !'i i or.cuperanno altri. t\oqH'(•so nd (•Qn!'hltar<' hlllla e t al{' tlill'l'rPnr.a rwll'or_gauizzazione del Rnrdzio sanitario n rilitarP fran<·<•;W in ronfmnto al nnst ro, ho YOlu to un .
Jli ("O N C:RF:SSO I NTE RN..\ZJ ONALF: 0 1 MEDICINA lo: FMt~J.\CIA MIT. lTARF:
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po' vedere addent ro nelle co~e, ed ho potuto sapere quanto appresso, gra zie alla cortesia collegiale del Médecin major de prt>rnière classe Jacquema.rt, della Sezione tecnica, del Servizio sanitario a.l Ministero della. I!Uerra , che sentitamente ringrazio.
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RECLUTAME~TO
DEI MEDICI MILITARI IN FRANClA.
Il r eclutamento è di fferente a seconda cl1e i medi('i a ppa rteugorJO all'armata .metropolitana (Esercito), a ll"arma.t a. nrLYalf' ( ~l arin a), od a.Jl'a.rmata coloniale (Colohie) . l. MEDICI MILITAHI DEU;ARMNL'-\ METROPOLITANA . Due sono le modalità (l i reduta mento : ~) ~tu.dent.i. in Jlfedir.iltrt., al 40 e so, t'C"('c·zimHtlmcnte a l 12° a n no di iscrizione c· studcnt.i a~pirn nti al dot.torato in medirim~, sempli<'enwute fo rniti del diplo:aa di ba.ceelliere doll'in~egna.ment:o secondario e dci certitìC'ato di studi fì:> ici, ('hirnici <> di scienze natura.li, rilasciato d a lla, fa coltà del!<' Scienze, diplomi necessa t·i per essere iscritti ad una faeoltà di Medi('iua fran<•.ese.
b) Dolto·ri i n j]f t'il i.ci na.
A) Stu d(•nt.'i in Jlfrc7 ir-inlt. - E~si eoneorrono per ottenere l'ammissione alla Scuola del servizio di sanità mili hll'e di Lione. Il r.oueor;:;o è annwlle; le condi;,ioni di ta l!' c·on<'orso sono, ogni anno, emanate da.I )'!inistt'rO dPIIa p:lWIT<L I eandidaLi riu:-:<·iti }~l concorso a~su mono il titolo di allievi del tiervi~io di sanità militaro, eont.ragg'ono, nell'entrare alla. Scuola, nna ferma ~pc<'ia l c ('\lil te mpluta dalla legge di reeluta men to dell'Esercito ed as;.:umono l'ob bligo di rim;uwrC' sei anni dopo la loro nomina al gt·ado d 'aide-rn ajor d~: ùf•n x iè me clàssc (sottot<'nt>n te). A Lione ('ssi sPguono i corsi de lla Facoltà di 1\led it•iua <·ome ~li studenti chili e l:lono obbligati a. fr<'quE"ntare tutt.i i C'ot::;i (~Ù a fal'f' tu tti gli <>sami necel'sari per ottenere il grado di ùot Lorf' in ì\ft~di~in a della Pacolià d i Lione. Una man eata ~l.ppro\·azionf' agli esami prf':-:so la l•'acoltà di 'Medicina può !'><!!ere t<>llerata, una seconda implica la m cs~<1 d<'lrallievo sotto con:-i~!'l io di di:~ciplina della Scuola, clw può lleri(lcr(' lu sua eliminazione dalla Scuola ste~'la e ('OnsegU(•nLelllent e d a l S<o•rvizio di S<lllità. mili tare . .A compl('ll1cnto dei c·orsi fatti agli sLud~>n t i dAlla facoltà di Mcdic·ina di Lione, gli a.llievi della Scuola. di Sanità. militare f1·eqtwnta.no alla- Rcnola medel'!im a uu corso ù ' inscgua rucu lo ~ccrLieu eumpl\'.mentare fatto d~L medic·i mmtari, professo t·i a. Va.l-de-Gràce, ed un corso d'in>;egnamento militare (educa,zione fisica e militare). Dopo In. guerra, gli allitwi della. Scuola. del st'lr vilio di ~anità, rinscit,i al concorso d 'ammissioni:' alla. Rcuoht, possono rc,tare nelle loro F acoltà di origine (Paris, Lille, Stra~bourg, ~an ~,v, BordC'aux, Toulouse, Algeri... ), se essi sono stati nominati interni od estemi d<'gli ospeda li d ell ~t città, se<U delle detto F acoltà. Se es,;i sono est emi, sono obb li~nti a ('Ompiere l' ultimo anno di scuola. a. Liono. S(• sono intt' rni, po~sono <:ompletare gli studi mcdiei
al111 Fac,oltà. di :\Iedicina, dove• C'ssi sono interni degli o~ped;1Ei ccl ivi esplot.u.rc• la loro t.c•si di dottorato. · Gli allievi C'ho hanno ottenuto il diploma, di dot t.ore. in Medic·ina. M no promossi a l grado di )f(>dN·in aide-nH\jor de dcuxiè1ne cl Hs.'\~ c.'On la data del :n dic· t·n•br~> d(>ll'auno nel qua le hanno completato i loro ~-;tudi. );ell'anno clw ~'><'J.!'IIC, Pssi eompiono un tiJ'O(•inio di un anno nc·gli osp4.'dali mi litari e poi frequ~>ntano un (•orso di nove lllf'Si alla ::::lruola di applira r.ione di Val de (h'àc·o a P arigi. Essi trovano !n quc•sta Scuola i dottori iu ~Ic>di c·iwt th<· hanno c::HH·orso dirrthMnrnte per il grado di médcrin a ide-nwjor d<' dcuxièmH C'lassP, c·on•t' l'l i n•dr~, in prosiC'g;llo. Gli uni e gli a ltri hanno il grado di nffiC'i~lli ~~ sc•guono c·nmr allil'vi JibNi (.rstcmi), il c·erso ùc•lla i:knola di applih tl-iOJW: alla li n<• dc"l c·orsu p;.;sisono assogg<"ttati aù un psa nH' di lllaturità.. sono c:lassifieai i C\ :-it'l'lgono la loro gu;uuigiorw, ~(I<'Ondo In <·l;txsi!ìc·a ottt•nut·a.
B) Dollnri i Il .lfrdi<'i 1111. - I dottori i n )feclic·i n a c•hH pm;sono aspi m re al I"Onc·orso p~>r il gràdo di ~r1:d er in aid<·-major d1• dt•nxii>ml.\ <·laxRt', non d(•hbono av(I!'C 1·ompiuto :!!-l <llllli il to :,re>nnai.o dt>ll'nnno di 1·onNn,;o. (;ii ~>sami di <lllt!llis;:imw C'Oill])J'Pllclono : JO !.-n a <'omposizionP sc·rit t.n su un t (lilla fli patolog-ia ~l'twmlc• : ~o Cn c•sant<' diui<·o di d11C' lll<llati,
uno di :Mrdic·ina, uno <U <'hi-
ru rgi;l ; ;{o L' tJH. JII'OVa. di MPdidnn 01wratm·i;1 <•on <l<'s<·rizionc· clt·lla t't•gione
anatOJtli<·a. (·OtTiXIJOIHiPuh•; 10 l_" n p:;;un<· orale d 'igicnt•.
,\1 :n cl i<'<'ltlbrP. d e.ll'anno fii <:On('orso i <·andidati rius<·iti al concorso ;t~<sumono la nomina. ùi srJt10t~>nC'nte e s<'!!Uo no il <·orso 1·on i rclat i vi esami
d<'lla ~('un l a. di applic·azionc• insirnw ai rollrghi JH'<•H'JJic•uti dalhl :-\<·uoln di !Jione. TI n·C'ItttllJJl(•lliO vc·r l'anJJnisxiOilt' din•tta dei dotltH'i in ~ledi<"ina alla :-\c•nola d 'appliear.ioun di Val d e OJ·ÙI'C f. variahile nrl nlltli('Tn ogni anno, ess4.'ndo c.l<•stina.t.o ;1, eOillfJlHt.are i ,·uoti fattisi dura.nle l'annt> (rlP<'l'l'-si, po,.:iziono d i riposo nn t ic·ipal<l. dimissioni. t'<·c-.), t·ltl' il rPdntanwnto d e lla :-\t·Ho!n di LionP non pos.;n a!'o.;i4·ur;uu. l T. )[Jo:T>ll'f '!IL! l'A!{l
DELL',\ !nl.\ 'l' A :" \\'Al, E E (' lli.O XL·\ 1.1·:. -
~OllO
ttgua.lntl'lliH ~ lP mollalitiì. eli rc•l'lutalltc'I!IO: a) s t11tll'nli in :\fPclir·ina al5piranti alla S<·uola ch·l st'tYir.io di sa.nità th·ll;l .\farina e c11'11<• ( 'nlnn it· a Bordt'aux. h) clollm·i in \ft•di(' ina a,.:piranti, :-;ia alla ~<·nola d':;q~pli<·azione d~ sanità. di'Ila \fal'ina a 'l'olont•, sia alla :-:it·tlfJI;"L d'appli<·azion<' del ~t"rvir.io d1 :-;anilit <·olonialè a ~[;u·si~Jia. Il funzionanH•nto !!<'nPntlr~ eli qnpsfl' ~c·uo lf' è Jll't•sso a poro irlt>nt ic·o H· qul'llo <ll'l :-<t·n·izio di s anih't nwtropc>lihtnn.
Il. -
l'ERF'l<~7J10\'A:\l8X'l'O 'PECS ICO DI·~I NIEDif'l
MIL1TAHI
l<'R A ~CE:-i l . 1° 1\" ell" inizio della c·rr1Tina. Tirocinio obbligatorio nei grandi ospf'dali milit.a.r i dap1wima, di poi nella t-'c:uola d'a.pplic·azione di Val-deGràct>. ~egli osrwdali militari i sottotenenti ùi prima nomina fanno p1•r 1111 anno pmtic·a medira e <'hintrgir-a giornalit•ra f' sono iniziati a.Jia vt'\ra vita, militare. In seguit.o. per integ1·are la loro istruzimw professionale~ sono inviati per 9 mesi a· Val-de-Grfwe. Dopo questi tirocini i lllNlie.i militari sono ripartiti , in spguito a con<·orso finale, eh<' ~>bl.bi l i>w<' l.:t lM·o c.Ja,';f>Ì1i<'o, <'d nnzinnità, lll'Ì :;m·vizi l'l'ggi .ment·a li ùi fan tl-'ria. e d<•i tf':l tri d i opE'ra:don i (\si·erli('. :!o DII l'ante lrr. (:((1Tiem. P1·ilua. della guNra era pnwi:;;t.o per i <•apitani anzia.Jli (l\ll;ùeein major de d+'uxièllle rlm;se) un es;~mc di :tvauzamento a 8Nlta., dopo nn tit·odnio di un nH\!>(' a Vnhle-Grfti'H. • (...)ncsto esame, dopo la gnc>rra., non è stato ripristinaf'o, rna è prHvisto uno :o;peciale corso d'ini;Pg-nanwnt.o impa.rtito da provet.ti medici e ehirn t·gi militari, abilitati e provvisti di titoli ad ho(', sot.to la din•zione e la responsabilità. dei medie· i dire t tori d<•l servizio d i sani là del ( 'oq lo d· armata, i quali riveRtono il ~rado di ma~g-inrc frenerai!' 11\UùN·in-inspecteur). I medici milit.ari banno tutte le faei1i1nzioni JWI' perfezionarRi e sveciulizzarsi dal punt.o di \' ista. t<•<·ni co : n) e:o;si possono frc(]uentarc alcnni rentri di speeialiiìt metlieo-mili-
tnl·i (Val-de-Gr àre, Senoln ginnastil'a. di .Joillville. f'pntro p:-;ir·o-tisiologico l>er l 'aeronaut-i ca) . b) essi possono Rt>guirt• <·orsi eli pt>rfpr.ÌOIUI!llf'Ut.o della l•'lt<·oltà. di ~fNli <'ina di Parig-i (I stituto Pasteur, ('orso srqwriore d'igiene, <li m edicina legale, Corsi di perfe;r,ionanH'lltO di dermatolo~ia, elt>ttro- radiolugia, :-;t.otn;),t{) logia, urologia, fisiologia, <'<"<'.) t•d ot.tf'nert· a l eu ni ù ip Iom i (d iplomn. <lcl l'Istituto Pnst.enr. diploma ~nperiore d'igiene, di n<>ut'o-pxic·hiatria, ec('..). Po~sono inoltre f:ue <'OIH·orsi ~pt•eiali per E'SsL\ro abilitai i·~ bra.u che n1ediche partieolari : In b:tse ai dill'er(•n t i <·onc·orsi, t•ssi possono ottenere la nomina di: a) assiRtenti rlrgli ospndali militari (111edici e c hirurgi, ag"~innti di
medic•ina, di rbirtll'gia, di s})('C'Ìalità de~li ospedali militari); b) medici, c·hintrgi, spec·iali~ti dei grandi osped:lli militari e consulenti di ('orpo d'at'lllata; . c) professori Hg-grng-:-~ti a Va l·<lt>-Grat·o prr l'insrg-nam+'nto ncll<L l:kn ola <.li sauit~ di Linne e nt•lla f:ìi·Ho la ;;1<'ssa ài appli.c·azionP di Vf.l l-de-
Orac·E'. .
_QuE'st i due ultimi c·ont·or·si hanno luogo a Val-dt~·Oràct•, con nna Com-
nu~sron(• mi~>ta COlli pCista di pt·oi'C':-;sori di \' al-dc-G rùeo P di pro[e:-:sori del hb
Facoltà. di 1f('dicina di P ariui . r medici rnilihtri po~so;Jo prt•sl'n1arsi ai c·orwor~i cl'agg;rt·~razion(l delle Far-oltà. di Mt•dic·ina di Fr~l ntia c c·un1ulnrc la loro l'it uaziorw c·ivilt' ~.~ m i-
litar0. Altri inc·a ric·hi impougono ai m ed ic·i militari franc-esi una s peciaJi?.zazione p art icolare : a)
A pp(ir·a:ione d1·1/a legge tlt•lle prnRioni per ilzfrrmitt'r.
I rncdi<·i militnri in,.;trui;;eono i doc umen t i d~>i militar·i da riformare nei centri speciali di T'iforma f' sono incaricati delle perizie m Nli<·he d elle loro informità . P r(•.:;iNlono le comrni;;~ionj di riforma, incaricate di g iudicare Stlll 'attituùinc al ~Hrv izio militare d ef!li individui pr<'sen tati p er la riforma e sul g rado d 'invaliùità di ('>;si. b ) impifgo in tc·mpo di gu ,.,rra degli uflìc·iali medici nf gli Stati ?naggiori d'armr1ta : 1° lhu• ta)Jit ani ntf'clic:i fr'l'Q11E'ntano twr ~anni i rorsi d ella Scuola !-:11 periore eli ~u crra, inearitn.ta dt•ll'bfntr.ione <kg-li ullkiali risultati a,t eoncorso deg li aspiranti al br'HPtto eli u ffiria li di Rt nto ~Iaggiore ; :! 0 trn c·olomwllo o l!<'nf'r a le è d f'sti nato a fr('(JU('nt nr e il corso d el centro deg li stnùi ;;uperiori militari risrr\'ato ag-l i uft i(·ia li l'UJH"rio t·i o generali sns<·PI ti hili 1li disi mpegnare funr.ioni impo rt a.nl i in tempo di guerra.. Dalle IH>ti zie sommarie e,.:p();;(e si po:"~o n o tmne l<> i;(';ruenti d eduzioni, earattcrizznnti l"or!!a nir.r.a r,ion e ch' l SN\·izio sanita rio mili tare frnncese : l 0 Selt>?-ione m o Ho ac·(·u rata nPi c·onro J·i;i p<>r l'a m m i,:,;;ione alle SC'nole di san ità militari. f 'itN'Ò arl P~rrn pio g li ::mni 19~ :3 e 1 9:.!4. P<"r la ~rnolu di Lione (BI udPnt i) nPI l n:?;~ i> ;;t.l t o 1':1 t t o il l'onr·or,.:o 1w r :?O a flO sti : :.Hl5 candid ati insc:rit t i: ·1:.! l'o la mPnte ne suno l:\lati amnw;;si. :\ el l!I:H conrorl";o p er :.?00 pO:'ti; candidati in!<c·ritt i :~fi.J.; ne souo sf<tt.i am m essi soltan to 1:.! ; :?o I sottott•JH'nti mrdiri di prima ncJmin a,, prima di (>S:'lt•re in,· iati in servir.io 1'<'/.!'!'!Ìnwntal(', fanno c irc·a due anni ·di pratica O!<peùalièrn e clinic·a. sotto la, gu icla d<·i prof<•ssori s prcializzati nellP singole materie ; :)o (;li ns;;i,.:t{'nti di o;;pN.blP d<•llt' diveJ':-\t' branehr nwdieo-<·h irnrgiehr sono nomina t i in ;;<'g-Hito ~~ <'OJH·o rsn t l'a gli uffìc·iali nwdici s ub~tltc•rni erimang"ono ti,.:si ; 1° I t•:l porcparti d<'llc.> ~~'XÌ (llli o:-;pcdalicre sono iUH\h '<•ssi nominati in Sf'l-!nito a con<·or;;o. romr anrlw i proft·~sori d t> ll~l 8 cnola di Yal-d<.>-Gràce, c he sono as:;ogg<'ttafi' a tutte le tralilè d egli altri profe~;:;ori d Plle Facoltà uuivcrsita rie <'ivili di .\It•<lic·ina, prima, di g iung('J'f\ all'ordinariato ; ;JO 1~ po:;sibilr ai m Nlici militari f:·an<·c·si . rlin>ntati professori aggregati od Qrdiuari , <·ont·orrcore per [c c·a1 tcdre di l' ni,·pr,.:ilà di Faeo ltà di l\Iedi cina in Franc·ia . e . riusr-Pudo, r umulare l'inraric·o milit are e ci,·iJe . fìo Fadlitù di rarri<.>ra a i mi~liori clt>mcnt i <" po;:;f<ihilità di raggiungPru il grado di g<'UC'I'ale rrwrli<·o (tw!J'urganieo sono stal)ilit i in(att.i :W magg iori gt>lll'l'ali e;; t<•Jwnti gPnt•ra li lll<:di<·i ). Jn tale organieo non è compreso quello dt•l :-:ì<•rvizio tli snnità dt>l t 'orpo coloni<Lle, che (o ckl tnt t q indipPndente ed f\ din·tto <la un .\{(odt'dn -ins iH'c·t<our (n1:1g-gior g<•tw rale me~ i co). C'osi organizz,tto il l-i<·n·izio sanita-rio mili tari' fr·a nccse. <·on l'incoraggiam<~ nto d<'l perf(·zion<11llent·o terni<·o e c·on la pn~~ihilitiì di adir<' a posti emiJll'nti, (> faeilt• Ìll\Jil;lJ.!:in :H<' co111c urta tale t<U'l'Ìt'ra sia ri<-er cata e come di consf'~IH'nza, t l'a i <·tll il·~hi fra Hc·,)si, ,-i s ia nn dd l<' VN<' f·om pet(•nze tecniche
TU CONGRESSO lNTEnNAZIONALE DI MF:THCINA 1': FAIUtA("l.\ ~ULLTAR E
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in tutti i rami della Medicina, tanto da figurare. tra i nomi più noti delle Facoltà mediche di Francia: Vinc(mt, DO])ter, Sa.cqn6pPt> (batteriologia ed igiene); 'l'oubert, RouviUois, Dnghet, l\I ai:-;onnet (chirurght); J aeob, P icquot (anatomia.) e molt.i altri di tutte le specialità. Qu(•sti. p('r cit;u-ne alcuni di quelli Mtualmente in iServizio ; però non s i pos:-;ono t.ac<>re, tra i tant-i, tre grandi nomi di vrcchi tlH'rliei militari chE.' hauno fatto gra nd<' onore alla scienza medica fran cese : Ma.iUot c·he :;covTì cd applicò rou ::-:uc·c~esso in Algeria il trattamento della mala.ria eon il chi11ino : Villl'min c·hc stabilì la. natura. infettivl'l della tu,hercol o~i : Lavcran che s<·oprì l'a!!ente spel'ifito (l{~Jia malaria, che portn il suo non}('. Dinanzi a così. edificanti ronstatazioni, eh(;~ ~ot.topouiamo all'at>tenzionc delle Supreme .Autorità militari, noi vog-liamo sperar(' ehe al nostro benemerito Corpo sanitario s iano da ti i !l('(;(',.,~;ari ain ti ma t N'iali P mora li c· h c gli permettano di ra.ggiungt•r<' qu<'ll'nlto decoro tN·nico-pro[cs~ionale, al quale tutti aspiriamo. Oggi ìnvec·.e una fac·ilita zione al p(•rfezionamt-nto t<'r·uiro esi>;l('. ma non è adeguata, pere hè spesso biso~na t·om bnttcre contro le nercssit<1 del servizio che non permettono di ON·uparsi profond;nncnte e per il t!•mpo necessario della specin l ità preft•rita. r nvlt re ca rattcr ist in1 de.l nostro ~'<l:'rvizio f. l'instabilità co ntinua andJ(' negli ospNlali milit;ni più importanti . Gli assistenti fii-;si C'Oi-;tit ui:-;eono un vero mito : il persona lo di servizio appena eomincia a.<l es:;Pre s uflì ci!•ntement o adckstra to, i!> con.!!:l·da.to. Chiunque è }\d(l<'ntro uelsenizio degliospetl;tli puòcon1prendt>re qmmtn sia arduo eli pot.er(~ Sé m plicemcn t o cl isi ulpt>gn;\.re il proprio <:Qm pit o. Ed è qucl'ta la ragione per etti molti buoni f> IPmPuti. constatata la difficoltà enorme ad cgpl<'t nrP (·o n scienza. e c·oscicn)\<t il proprio du v~re, nou a.vendo neppure l'intoraggia nw nt o di una. buonn f;a rriera (ht mag-gionulZa deve andarsene da tcu(•llt<' colonn!•llo pN limiti di t>là.). finisci.' col rinunciare al servizio per sePgliPn· una cnrrit'ra piit adc·g-nata <l llt> proprie aspirazioni ed ai propri bisogni. Quali, i rimedi ~ Mi perme tto di ••uumC'rarnc a h-un i : • 1° Selezione pii1 rigol'O:-:a ]Jer l'nmmi:::sionC' nlla !::icuola di S<lllilà milita.rQ, a.gginngenclo l 'esan u~ di anatomia c hirurgir;t. ;
2° Dopo il eOt~o dt•lla. S(·uoln, di sanità militar<', che~ un corso ottimo, ma di massima teori('o, far st~gu irt> nn corro teori_('o-pratico di a hncuo 9 mesi nell'Ospedale militare di Roma. che può aYenl t.utti i eoeffiti<·nti prr poterlo espletare, almC'no fi ncllè non l'i r('a!izr.i l'istit uzione ta.nto desiderata della Scuola.-ospedale ; 3° Ineo ra~giaro ma.g giormcnt.e e più utilnwnU• il pPl'fezionamcnto tecnico agli ufficiali m ed ici i n C<11Tie t·a <l bn.ndirc il con<"orso p!·r gli as).;istcnti per i grand i ospedali. Que:-;ti a~";~istt' nti , una volta nomina t i nella branca nella quale hanno concorso, debbono rimanere inamovibi li : 4° I Capi repa.r ti di chirurgia, di medieina., delle spec:ia lità degli ospeda li principali, debbono ess<•ro nominati in s!'guito a concorl'O per titoli ed esami, fatti da una commis:-;ionc miRla (medic-i milit.ari t> profe::;fìori di Università dclln materin s ulla <p tale v erte il concorso) ;
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!Il !'0 :->( :III·:S;,() IS'l'l'lt:-> .\?,101'> .\l.~: 01 .\II·:IJif' IN \
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;,o I nH·di('i mi li t ari c· h<' \'incono c.on<·or·si p<'r ospNlali o Fac•oltà uni""rsitarie, cll•bbonn pot<'r c·unHtlar~> le due funzinni :
dw il Rervizio ospf.'da.liero :-;ia <1ssicnrato c·on lJ<'I'ROnail' tPC·ni<'O suffident<> t>d ina.movibile, e dl'lla cnrri<•ra in modo di potc>r l14lire piì1 facilmente' al g-rado di generale medko. l~nf:':-;to ultimo JH'ovvNIÌIIIPnto sl•rvir<>bb(\ a rillluover~ il fat.to anormale• <"h(' si vrri lita rwlla pl'omoziont> dei C'olonnc•lli medici direttori di o:-;1wdnli militari princ·ipali <l clin>ttori d.i sa.nit:\. Questa si pu<'> chiamare, ('nn tutta l'Oiil'il'nza, nna pron10zionfl a. 1'0\'(':-~Cio. Jnfatt i. n1c•nt l'l' i eli l'i'l tori di ospodalc usufrui:o-:C'ono di un alloggio gratuito, promossi din•ttol'i di sanità. con il nwdt>simo :rrado ed il me.dcsimo sti p<>ndio. lo pt•rdono. pur anndo .~s."i le dif1kili l' clt·lil'l'IIP mansioni med.icolc!!ali, ispPttin~ dal punto tli ,·ista t~enic·o, igiPnic·o fianitario e quelle della. prc·pèuaziorw alla }!'11\'ITH. Ora ci lll'l'IIH'tt iamo so t tonH'ttcr·p tut ti cpwst i importanti problemi a ll'ili n minata. I'OIHJJ<'trnza dl'lh• Alte AutOI'ità <h•IJ'I~~I'r<'ito. perchP c;,;~e pofisano ri<'t>l'f•:u·t, la cl(·sidrrata soluzione lH'I' il p<•t·f<•zionant(\Jlto d(') Servizio sanitario rnililaro, t•ht> c·o~o;titui~t·<' una fl<'ll<' pirt l't' angola,ri dolla, C'O n'ljJ:tgine fkll'l~sPJ'tito. ( 'osi fac·t•JHlo. IIWntm ::;i rt>llfk gi ustizia e si <'levll un Corpo b<'llC'liiPl'ito, si lli'OI·ur·a rwl contPnlpo un grand(l st•rvizio al Pae;,;p, il quale• atlida ai nu•tlil·i tltilit.u·i. in pac·c• l'd in gUI'tTa, tant<' gio,·ani esi:stt>nz<' 1'111• c·ostituisc·ono la p:u·tp ntig-lim·t· dt>lla naziotw. fi0 }Ji~lioranH•nto dei quadri in modo
F. ('\C'CL\
CASU ISTICA CLI N l CA CLJNH'A ì\IEDICA GENERALE E SEì\IIOTJ('A (fi) DELLA R. l'~J\'EH:-)JTA ' DT NAPOLI diretta dul prof. (;. ZAC:ART
tllWO~ClUTTA
PL~ U HI'l'E
ESSUDATIVA SlNISTltA COi\ CONCOMri'ANTE AN~mBISMA DELL'AORTA DtSUEì'\DEN1'E per il dot.t. Rocco l ovaglio, rnnggi01·e rnedieo, assistente ntiliture.
I,a present<! ossènar.ionc clinica f\1 illnstrata dal sig. dirett·orc prof. %aga.ri agli studenti , pcrch~ preseutavn de\IC' pm·ticolm·i r1iffic'ol tà diagno:>t.iche, le quali suno poco nequenti a risr.ont1·arsi. e peTciò meritano qualche èonsiderazioue. · d?wmHe.si rrr.do-fa.n,ir;linrr.. -- D. Giu.,;. ;Pppe. •ltl :\apoli, di armi 27, ft\ttorino telegrafico. Hicove rato in <:lini <:>a il 13 maggio 1924. Padre vivente" ;;ano, llladre moT'ht in seguito a IP;:.:ione traumatica. La mttdn· non ha mai abortito: Nesgun prccedt'nte morboso not evolo fra i collatera li. Ana.nwesi per.sonale. - Fino ull'etò d i 16 ~o~ nn i godet te ~{'mp1·e buona !<Hl n te ; u 18 anni ~i contagiò di lllla:;olu ulce ra rlw·u .• tiuf.'llO>'ticata:<ililitica. Non ebbe manifc>'tazioui luetiche di sorta; t.uttnvin nello ~tesso nnno si ~ottopose alla cw·u specifica. Arruolatoo;i a. 20 ann.i pn·stò H· n ·izio in zona di g-ut>t'rll, e godt>ttt:. ,.,·mpr.buona salute. Non si i· mui sott oposto a la\'OI'i mw;;colari fatico!<i: è- stato però, dul't~J\te gli anni di gnena e di SI'IYizio mi li tarE'. discreto bevitori" di vino erli liquor·i. Lo stato att.ttale ri:;ale all'a~osto l!\22, quando l'infer·mo, trovandosi 11 Bell)!H:<i in !Wt"trizio ne lla. R .. Guanlta eli Fin•m~.11, r:on1inciò acl ~'~'"'l"rtiT'e un legl!ero do lore' nl co::.tuto f;inistt•o, dolon· qua;;;i continuo, gmvntivo, con qualche e,.:ac·orhnzione mttttutina: v'cr·a unche stipsi noteYole tonto cht•, ricoverato in Ospt.>clalt.. l\!iliturt'. il dolore fu messo in conto di tllrhe gastro-enterico do\'\tfe al climu dl'llt~ colonia e l'infermo fu rimpatriato. Tot·uato in Itulia (• riprt>:>O !'l'ITit.:io n Bussmw \\·neto. col cammino e lfl faticlt~ della montagna, il rlolorc, che 11011 era llllli scom pat•>;o, compft·lamente. ~ehbt'ttl' piìt lieve e meno continuo. tornò ad acceutnarsi. ( ·omparve fehbreultu (39,S), tosscsvcca con sca:r;;o escreato. Tn,·iuto all'O~pt•da l e !\li litun' di Pntlon;~, la f<•hhl'l', dopo due giorni cedette, ~ la toRse migl iorò grudntrHrwnt·c . t.anto <·lw fu iTH"iato in lic1·m:u di 90 !!iOrni con dingnQ:-i d i pleut·it.- ~era. Dunottf" ltl lict'm:u eu in nt.t(•."t\ dt•llll l'iforma, Cf:.<;enclosi il dolore, ![ià. dett o, U<'C('ntuato. e la t.o,:,.;e non essf'nclo totnlnwntt· ~compat·sa. fu ricoverato (Aprile-l\htvgio 192:!) in qu,·sta cliilica, rlo\'E~ gli fu pnt· ticata una cura iodictl. l::ìtettc cliserctnmente dut·untc l'estate, in cui o.-;.-pn·ò 1ua r•iposo qu a..'3i asi:oluto: però conlint•iò ari ov,·erti r·e un molesto 1lolore qunliCin C'<llll· mina\·a, alla rcgionl' tempomh• ,.:inistm, do lore <:>he !'<comp11riva se l'inff·nno si pit·· gAva in llVlH'\ti .
Dumntfl l'irl\·erllo il dolon:• Al I;Ostuto t1ndò Hunu•ntundo gradntameHh' ro11 in·aditLzione tras,·elo;;llle al CfluldnultL· supt•r·io r·... ddl'11ddonw. pii; n dl•;:trll eh,· H !<Ì· nistm: v'era lrggit>t·o tnn\·inwuto f<·bbJ·iJ,.. ,,.,·otino. Tali fntTi si muhll'ono uc·c·pntuando con f';;att'J'ba:t. io ui u ott tn·ne the t•it·hit>clt'Yano l'uso tlf•gli l'PJIÌtll't>i, tlllltn che l'infcm1o fn cost t·~tto a ru~·ttl'l':;i n lt.>tlO lfl•hhntio J!l24 ) : dumntl· i 40 _gic11·n i di degen:t.a, in c·ui l'illfet·mn f'I'U f'Oi'tn' tto itl dN·ubito lnt t'r·o.l t> ::;inistro, Pl'"t'IHIO)!Ii do. l01·oso il decubito la tera le d···stro t·d il ,;npiuo, un mc.·dico, dubitund o di UTW [lk•nJ·ilt· ~:"-<ru~lati\·a, praticò una punltu·a nll't"miton\Cè l'ini><t ro ~""' nH·ndo ptwlai ('l' di un hqwllo, che, a dir cl<•ll'inf..-r·mc/. c.·t'tl ,;Ì<·ro"<' Pd ulqwuth• torhidicrio..~d ontu di r•ù l'infermo non migl iorò. nnl'.i cnmirwiù acl un·l·rli•v, su i pr·inai di apri i!' Hllf\ pHIsatJOIW alla bns(" ,Jt.Jrl'tllit omc:t· ,::ini:<t ro. Pt>r il dolor·c· ulla r'< '!.{ÌOH<· ll·lllpor,dt• ,. ltL
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C IRCOl:lClUTTA PLEUltrt:J:: IO:SSU DATlVA S l NLSTfU CON CONCOlHTANTF:, ECC .
m~ncanz.n di rc•;;pi t·o che lo colgono d opo hrt·ve cammin o e pe r il tlolorf', eh~:: ecctlZ· sionalmente in)';orge in coni!<po nrl<>nz.a dt'll'ipocondrio dest •·o, e, ~opr·a tut to per.· la senzazionc di Jml:--azionu, l'infer mo s i è cleci ~o a fm~i ri covurar., in <:linica. Esame f!Ciu>ralc. -- Individuo di cCJstJtuzione u sch cldro r·f'goJaro. Nutrizion~ a lquan t o cour<c rvata. CoiCJrito l:>nmo, l ie ve m ellt E': pallido. 1Tuco.~e UJl po' s biadite, ma. >:enza n lcun ,;cgno di ni~tn o>:i ;;it> a l h" faccia, ch e agl i er<t remi. Pil'coli a.cicoli g landolari ai lati dd collo : qua ldw g landol.:-thl ne i c~a,·i Mce llari , nit•nt(' ull' epitro!'lea, [JOc h o g hmdo ll' ujlli inguini. Dl•cubito prt>ferit CI : il lat~>ntle >" in istro, non es!'t·nclo tollerato il cktnhi w "upl!lo <' uoeno an<:ot·u il la.tt· ralt; clc!!tro, ndlt' qua le posizione ri compuiono i d olori. Pol;oo i6. R <.Jsp it·o 20. Appurerc!tit) l'·mlio- t•rtscol.ue. l..<•ggil! t'FI t,ozzn pt·~·<·O t'<llttlv ti H[X'::I<' cldla. 4 .a !' 6 t~ c•ostuh\ sini:<! rH. :\t•sl4lllta appttril4c·c·ltza vc•uosu n(> l'rlc•mn dc'llu part~. C'ol pisc•< imnwditttantC'lllè 1111lt !1111:<azi<uh• in tnt n di i utto il pn.•cot~lio. eli tut t o il cot•po t!cllo sten.o fino nllu set·ouclu costolt1 \.'eh h,uwn pt'trte della rn..tà de8t rH di' l t o t.•ace : pul:tn:t.ion c• c·lw all'Ìit[!l'<>>'so :<i l'Slt'nd<' dnll'uuu nll'•titt'(> <·upc•z.;~;oto ud r:Pnso che il ,_,ol[t•\"llllll'!1(0 l'Ì(IlJÌ('O l~ Ui,:lll11<• t • :<ÌIIC'I'OU() )111' Ìlltfll Ja ]II\I'Ptc• Bllll>riOI'fHleJ tOI'U~t' . Se· si npplif'lll!O k ltÌHI ,. lo ~(p((l,.;(•ll)lltl "'ullu r.wc·ia unll'J'Ìol'(• d.;l l><?tto a éomiiH'Ìitl'P clall'tuJI!Oin eh l Louis fino ui b01·di dt'll<t costola,<'· ehiul'.lmeute pl'r cettihilt> tnll' pul~11ZitJIW, b cpmk l'lli'Cohu l!t'llfic•anoeJih· (\·. fig. l) fa rile,·ru·t• come la.
Fig. l.
lim·u MlfiC·rctiH :<i d i>:pi,•ga k•ntl1!11 t· t·k P su l pht•·n• • pin> teggiunte 'i (· nrut Òl;'pres:::ionf'. ~ulln titwn c·nlftl'rutn si note l' os.cla d i t·irr.hal;r,c) lwt: e\·ide nt e. P o,.:h·l'H)t'llll' llt<' ,;i pc•t'('t'ì isN· una hozm Hl'iht l'<'!l'Ìtm' inft·Hsctmoltll'l' di sinist ra, la qtWI •• P. :lllch 'l">'sa nt.ima.tu d>1 tUl U lot·(t- pul:-azi0.th' ch iumm<'·ntc: e~'<pnn:::int
(v. fig. 2). l)a. <Jlll'i'll~ s i r iltJ\'U C!Jl' fa grafica c·ou,.;<' IT>l J'a;;pHto ()<•Jlu pulsazion e ;li un gro><,;o yn-;o u rten ,>so. L' itto ddln punht no n si v,.•de, nè' .~ i pa lpa, pcrrhc'- la n•a•w v ien e sollevata dalla pul!-'azioncl in t o t o inm1nz.i d,•,.,;crii tu. Colla p< ~rcussi one dallu .J.n co:o;tola in giit, a sin i;;tm. l" i r icava s uono ottuso ed a d estra l'ot.tul'Ìt>Ì s i >:pingt• di :~ cm. eli là dello :::terno. Indi et ro il s u ono eli ottusi tÀ. si e:>t<•mk• tl !:Ìni!<tl'a, dall u 5.a veLtchra dor)';ule in gil.t e l'o ttw;itt\ ,;i va slargando in basso in modo rht! ('!"1':1 1\ di cm. :3 all'i n cii'Cil., a ,[ve-llo ck lla 5.>1 vertebra "rlorsala , mentr e alla bl'ls"' l'oli usiiìt s up€'ra l 'n n~olare dt·l la scapola e :::i ferma tra questa linea e J'a~c ... llo re post('riore. :-\u tutta questa hoz.zn c hiu ranwnt<• pu l~n ntt> non si Pl'recpi:>cono nt' frcn:iti, nì· sfrc~gam1·nti .
C'IRCOSCRITT~\ PL!i:OR!'I'I·: ESSUDAT!VA SlN!STR .\ t'O N CONCO)liJ.'ANT ~~. ECC'.
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t t.oni r.-anlittci sono m:tti, ma s ia in av.mti eh<: indi!'tro, ~·u lutt<l la nul;.;"a pulsante si aseolt.a un doppio battito. TI polso è pic.rolo, t: iaceudo mffmnto fra il po)"·•o de lla radiata <: qurllo della fernonll E:, non ;:;i percepi,;c•• un ritnl'flo apprez.1:nbile, nè ft·a. i duu pols i radia li vi hn cliffelVllZ>1. AppareccMo rp,s piralorio. · ~ulla. di nntu ralr Rll'ispczio1a!, tranne il fatto eh~ il tomce è poco espansibile negli att i respil'!ltori. A.lla pulsazioni:' il fremito torneovocale ,;i trasmette beni? ovtmqu~ a<l \'CCezioue sulh\ zona pul«antu, dove ò com pletamente spento. Colla prrcHsf<ione si riC'ova suono chiaro polmonnn: a d ~.>st rìl, ed a sinisua il suono è padme1<t<> chiaro t1·anue sulla zont~ di ottu"ità dt-scritta. P.nticolare attenzione è stata rivolta allo spazio >"<'mihtnare di TraHb(', che si 1no;;t 1·a a;;soluta.mente vuoto. !-ii Hsoulttt. lltl l'l?spir·o ,·escicolare rllia ro su tutt.o il petto, tranne sulla zona di ottusiti\ pO-'toriorc, O \ '(• (· silE-rw.io l'(':<jJiratorio.
Adrlome. -· Nullo di notf·\·ol<'. Stando o. letto l'infer·mo non ll<'Cltstt chr lt: ::.~.>n:<az.ione di· pulsazion~ al t.orttc:l:' postrriort> e a int\'l'VIlllo di 4 o .'i gim·r.i , un d o lore· arc~·!';,:;ualt; ~n corrispòndeuza .1 ..1 cptadnmtl' sup<'ri Ol'l' dw<tro dell'ttrldorm·. D1ge::tiom· ::.t0nt~tta, scar><o ap~tito. stip::.i. L'r:;ame delle ur·i11e non fa rill-'\·nre nnlla d i p:-~tologiro. La mdiogrttfia (v. tìg. 3} e la 1:adiosco1,ia ftt no~u·t• : r\ ri<k>:<...;O dt'l!' u1nhra C'nnliu <'>t un'ombra nndH.: più
Sùu.omi Rttbbie11i-ri. -
Fig. S.
1n·anr.lt-' rfel cuore, f'he in, postrro-unteriore In ricnpr•· tuHo tl\'>lll:tanrlone i n1a1:· J::Ìn i, mentre nelle J>l'Oiczie>ni ohlique 'se ne.> tlistacC'A. restando tllla colonna \'C'r'h'· lwale. Detta ombra ha coni orni poco netti a ;;ini:-:tr·a chP :<i cli:-~r,r rdono COH una di· minuita t,,·asparen7.a. •ft'lla ba:-:e d('! polmone sini.«tro (ispe..;::;imento pleurico ?). mentre VE'l'SO de,.;tra ha Jirnit.i p1·eci;;;i animat i da pul~azione . L 'esofnf(O riempito ce>n sale di contmsto appare cie ,·iato in an1nti "'d a ct,·stra fornH\ndo tLna concavHà che abbraccia l'ombra in parolt1.
;J.Uì
CIR!' Oi'lCRI ' I'TA r>LF.L'RI'l'~: f!SS L' D :\1'1\' .\ Sl~ISTHA CON CONt'O .V liTA!\'1'1':. E!'C' .
Hi:a ~<x umendo or:'t i f~llti più sa li<'nti. <·he l'infenno h <t 1>resentrato. ahbiamo : da. nr1<1 par te un tulllOr(' a, pul:->•t.r.iotll' <':-:p::tn:-:iv<t poi'iteriornwnte rl·i t{.'l'HCe Rini:-;t ro, (L \' V<tl or aLv alldJI' <la.! r<'p~rh1 r<\Cliog-ralico, daU 'altra la formar.iouP di liquido nella vlt'lll'é:l· i'lini:-:tra. <'On nn dolnn• o:-:tiuato. rihE>lle ltd uso d.i nt>v1·al_gilt int.(•r<·o;;tale, <:hP ha. por1<1to p<'r tll(llto te111p0
all'equi,·o<·-o ò.ia!(nost ieo. ])all'insit·lllè di quc•:-;1 i dati ohhic>tt.ivi fnllt:iqH:-lli <' r:t.ùiolog-i<'i :"è~Ltu risce chia.ra ht diag:noxi eli a-neuri>Hll<l- ckiLtorta di"C'PHdPntP. Quindi attnaltnentP il c.:~so (•l inì<:o non pr<>sentNe hlJt> Jl(',.;srm va.lorP i'ie non q nello · di a rri c('hire la tasistic·a. noht dc•gli anf'nri>;tll i dl'll':lortn dil';cundf'ute. 1 n \'C(·e esso :wquista un c·erto inten·ss;u lll'ltl o lH'l' i ~0gu\'nti l'l'P fa.t.tori : 1° l't~1 ~ ~iova,nile •lei soggc•t,to ; ~" il m o•lo lllt<'nte <·on cu.i si (• ~,·o lt. a l':lff<'zivne: ;{o la pn·~enza <l<' l liquido e nrloplenralt>. TndubhianH' Ut.ù di'Ile· eau>;l' dte app•lrt~tno modifi<::l·zioni nntritiv .• n e lle <'l>rt erit> e quindi la for mazio1w d<·~li an<·urixnri ~ono akunE:' f!redisponrnti etl a.]t.rp oec·a;,ionali . .Fra lP prime nt post.a innanzi tutta. l'<'tà.. D altt> sta-ti~tichc rhmlta <.:be j f:·m<'iulli P<·cozionaltnPntP v~mno l';o~~ret.ti agli, a ne tU' is m i. Anc·he rara.ment.e gli adolese<•nt.i, molto di rad o i gio\·a.ni e che il uumrro m<~ssimo èl<'~li un<•mismi n• da i :~ o a.i nU anni. l .'rpot·::t a.H<·ora più precti);JH>i-i la, cunH' si sà. (>fra i 10 e i fiO ann i. L'~·t~. nella qu<tle <lppa rin·hbt• l 'ant>tu·isma è soggt>ttn. a rPgOh' tis>l<' sta bili te ctn. Li;.;frn.nc c· h c su L~il ca.:-; i si sono riscontr-a-ti tra i :!:l ai :n <Lnni a-neurismi sponièl iH·i . f'1·isp: LiLNtv <· ~1 a l t t'i tnl\'arono c· h e g li <tncurismi <1<>11' ;wr1 a d iset•ndeut.E> sono meno frcqucnli ùi que lli ùell'<il>t<·o de ll'~l-orta P dell'nmt.a ascendentn. Por q u;\ 111 0 tornn. diffìeilH neg:tre la n~~t m·a. ~ifil irien di un :uwtu·i,<:nHt q uundo si con::; tal a in un ~·>g-l!etto giO\'<lUe, i l q ualt' prrseuta t ra c.:ce clt?ll ' infc>r.ione. :-;enza. <: h c nc>ssnn'a.ILra. rn.usa pos~a spit·g;;M'<' in lui la lc:>ionH a r teri o;;a, tut-t.a' ia la. letteratura tl"'gi~tra po<·his;:itui nt"i di a.n enris mi dell'aorta di"c-Pn<lt•ntf' in g io\·a ui dai ~O a i :~o anni. Ilo a ntto cunt di 1'Ì!'l'l'l';U'e in pllrPc·ehi prrio<lici da ~O anni a questa parte<' non bo tro\':Hv <·he si;t.no shtti clcsC'rit.ti casi di ~t!Wtu·ism i dt\ll' aort·<t di;;cenfl<' nt r ih1>i ~O a :30 anni. PPr lo più si parla di sogg-<'tti <la.i 3li a.nni in sù . Anc:;he nPll' Atnhul:tlorio amtPs;;o ,~ q HPsta, <'li nit·~t, <'Oll1P ril':utta ctai règislri , n on sotw sfa.1 i ri.-;<·Ontnn i· t·he appc'ua tre c·asi finont di ~MlCnTillm:t lkl!'a.ort;L <lis<:t:u<len!(' cù in Jwrsorw adulte di poc·o viì'l rli -iO anni.
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ronte dieno sopra. !et q nest ione <l t'l r <.'tà ]H' rò è st'I'Onchtria, J>E>rchi• ht xitilide ;tc-qtri:-:i1a pur1 a.pportarr. alla pl'odnr.ioM llPgli AtWUT'if< mi dai 2 0 a i ~;ì ~rnni P l'lc'n·do-:-:ililid<> lin dalla via feta le, clurantc l'infa-nz ia c durante l'a.doh·,.;l'(:Jll'.a. La IlO::; t n~ o:;;M•n·a;~,illlll' <:lini<.:a. rig-11:1 nh appnlli o nn g i ova.uc <-lw " i ('T'il> c·onl.agiato <li ukrnt d tU·a :-:itilitita. all'<'là di 18 a.nui. Con t utto e iò 1-'xsn ntppr(•spnt :t xf'ntpn• nn t·aso molt.o l'flro ri)!narùo a~n·ctù. :\la :J il(·lwa l\(·~"'0 di Ill)la (· il n•o<lo ronw ><i i.• ;;volta la mala.t.tia.. I';; n·n.tn~t· ntt· in . .-J·t·":-::•ntt• c'li<' ]Wt' l'irc·a. cltw anni l'ane urisma (> rinmsto ig-twt·n.t o, non v i c.:r:t t• h t> :-;ula nwn tc il do l n l't'. i l n: tl t? t n interprcb'l>t,o dR i ntt•t1it-i c·.onw pi<'lll'it-P sc·t-l·a.. i\nthe in que,_t .nlt'imi ntoll·, enti tal<~ iut0rpr cta zioHe vPtme <t<'<·n•d it nta <l<.t qual <.:lic sanitario, bnto f'lw praticò la. puntura t·sp lora.tiya estnwurlon.e, c·otue s i è dett o. un liqniclo siero-torbiruccin. :---;.-.ora s i ton,.;idPri <·hc }H'r molto tl'tnpo l'nll'<'zimw in pnrola non l1a prP-
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ClHC(I~C l'ti1.~'A J>L I·: Olll"n: ..:;;:;l) D .\ 'l'l \' A ..,; l N ISTH,\ L'O N l ' (JJ'( ' 0 .\ UT .\NTI·: , !•:('t'.
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xeul.a.to s int omi di ~urt.;L, all'infuori tlc•l do lore inL<'J'c·uxbLle (' dlC il so~ get.t.o <:ont;wa., <l> li' inizio della IU<LhttLia, appou;b :!ti a nn i, non bisogna. nH.' raviglin.rsi :;e la di~Lgnosi sia riwwit,a. iliHkilo. Gli aneurisUJi dell'aorta disc(•ndrnlL', non :~venclo or~·:mi illlpor tant i da comprimen!, non pn.'s<'ut.a.l\0 c·hc JlO<·hi st>gni lti <:oulpr<,sxione e 11oehc t urbe funziona-li, specie se non i;OUO 111olto <':-:plic·a.ti, quindi ht Jtl<I•IH:anz:l, dci segni ti<;ici. Possono asi' umere an C'h<' un voht mc! cnorllìc pri uta d i rivPlarsi con alcun s into1110 da-ntlo il loro c·a ra.tt.<"l'C latt·nLe. ~on è il caso di aeùl:'llllH J'(' a ll<t ~< iutcunatolog i a. tl<'llc cliverse locn.lizzar.ioni degli aneurismi dell'nurt:t t ora-C' i<: n, per(' h(•, sono di eogniz iom•. <·om une. Come la easist ic:a. h~J· iltsc•gn;tto i s into1ui d(•\l 'a.neuri~ma d•·ll'aort<t di~tendente Yengono dil' i:-:i }Jl'l' la xiutoulatologia secondo l{l<.~k in dm· gruvpi : il primo in ca~i in cui il s inl onw prcùomiu:ml.c è il dolore; iJ xecondo in cui Jlla.m·a qualsi:1~i sintomo a.nt:hc sP l'aneuris nw. (• molt.o gran<1c. Tn pa.recchi c·nsi il dolon• (· tale ellt• ;.;i può sospet.t.arc uJùtf(<·zione gastrit·;\,1 epatica., rcna.ll!. Quando l'a.neurisnm raggitm~e hl· lhtrPte toraci<:a dà lo p ul:-:;lr.iulti caratterist iche (il secondo c·u on'), i duP toni sono fort.i o <.d:: un ruJHOl'<' sistolico. Qui. l1Jctte con t o, tli rieorcla l'<' i easi di plc·tu·itl' pn lsa n l~, le. c· ist.i meùia;.;tinkhe e i tumori ra.nll1toll it i. Noi ea,-i di pu(•umonite c v i<>Hrit.e .si p ossono avere pulsa zioni tor:H·it.:hl', date Ct•rtc condiz ioni ùl'i polmuui c dell'esx11dato. Qua.lchc autore dimostm, con ca;:i riscontmti, come ~;ves;.;o si::J. ;Wvenuto lo sc~m1bi.o di un <tll<'LtrisJ,t<~ con un a:~cl•s:-;o andte dopo il piìt diligen te esame, poichr la, sede, la. pubazione, il tnmore. H l'antbiantent.o per la eompressioue centrale del t uulOJ'e puls;mt t·, pui>;.;ono :1·\·<'rsi in un a..'lcesso al di'lO}Jrtl· d ell'aorta . Più difficlle :sarà rieonoseert>. la. malattia q tta nùn la s::wca a ne tLr isnta tiea non ra.ggitu•ge in ll(~ss nn p unto b snpnlic·.il\ eorpor<':t e .lu:;cin sospt'i.tare la s ua. esistenza soltanto }lCl' la limit azione di :;pazio c he g<>Jwra . .E qui è f acile Lo scambio diagnost.ico eon la sclcroi'i clc•ll'aorl:t loraeita. Essa ha anche parecchi sint.omi con l 'an(•uri~<mn.: pulsnzione del giug ul o, I>ttlsus di.lferens, toni cardia.ei forli ri;.;pet.tivamcnte eon a.cce.utuazionc del sl:'condo tono, udibilità. dei toni c·a.rùia.('i in posti n bnormi, }Jet· esempio. alla 1·egione sopra.:;pinos;t sinistra, nunori ;.;ist oli ci snlla d ila ta.z.ione, e c't'. Anche l'(3tà c l'an:1rnnE>si luetica. per~ouale conferma U('ll'cnorc. t'i hanno pure ·nevralgie intercosta U. P er svicgn.re bene il ca.so no:-;tro è d uopo rich i:l.nl:trc alla IIH.mte i r:1 pporti a natomici dcll'otOrt<~ disr-endente. Q m•sta è situ M~h JH'l mctli:lst.ino posteriore e decorre hm:ro il Ialo sinbtro delb <:o lonn~t vc•rt t•hr;ll<• dorsale. Ment re in a lto stà <t siui;;tm delle vertchrc, f<C:.<'Ild(·U(1o si a.,. ,. icina alla linea mediana. e1l a li vello della dodicesima vNt<'bm ùor:-;;tle, du\'e fora. il diaframma; pervit>ne a mggiungcrhll col margine destro. In q 1teì'IO decorso segue la ClU' va a concavità ;.tnteriore ùclht colonna vcrtei.H'<lle corrispondent(~, a sinistra h<L il polmone, d:t cu i \a, :-:n par~t il foglitt.to sinistro del mediastino posteriore, a d t•;< tra. conisponde ;~Il 'e~of<l go, a Il:l gl'a mlc vena azigos ed al dotto tonwico, in a \·anti e dall'alto in has:-;o, al bJ·on1·o s inis tro, all'l~rteria puhnonarl', n.ll<.: Vl'nt'. lìHlinonari sinist re, a llwrie:ll·tlio 27- Giorll(({r tU mrrliciil.fl nii!ilni'C.- Fa~. \...,. [ _\~II.
t·hl' la cli,·itll' <l;clla Ùt<TÌa JH•stPriom tlt-i st·Hi, ull't•sofago, <.:IH' )Jos t.o aslILÌsl m SHJwriorHt t•nt<· 1 in LJasso le di\'it·m• antl'rion•. L:nort a. t.OfèWÌ<'<~ ro\1a s tqwr!ki<• post t•rior<' (• in ra.ppm·to, oltr<:"clli· c·o i <·orpi tlc•llc VPt·l<·lm·, con la st'Htin.hig-os, dt c l'iJwrMi<t a livc·llo del rorpo (l\·ll:l Sf>ltilll<l ,·<·rtt'hra. dors:tle, <'"n <]111'11C Vf>llE' intc•rc·oslali di s iJlislra c:hc vanno a shc)('l'are l1PII'az i:..;os g-r:tn<h• c·ol c·ondotlo fonlc·ic·o. :\ l'i t.onwe Lwrt a cl isc:nn d t'n l t' i• in r:1 p pori o c·o! <·OI'<iollt' l i 111 i trofo dc•! g-r:m simpatit·o; ('] et' <11'1 pari s lristi<t in <lisc·t•:<;l·. SJH'ti:>lnH•ntP c·ol gJ·a.udt• s phHH·nito (' )• <' unst:!', c·otll<'- si :m, rb.i ~ang-li iufPrinri d!'ll:t porhitllW toral'icn, dt•l g-ra JHl<' s i mpa t ic·o. vassa ]Wl for:unr a ori ic·o, per git.ta.n~i li P! pl<>sso sola n·. Pt•reiè• lWiht uo;;lra. ossprva:r.ione d ictic·a rit·lliautandn alla nwnf.t• l'anaton 1isJtcO <·lini<·o hisOJ:Iì:t ,·:tg'l iat·r i sintclniÌ eli <·om]u·rssinH<• <·on §!li org:tni Yidni. l~\11':<1 i fPU01Ht·ni di I:OII1)1rt'ssionr 1H1s...:ono nwniit•st;lrsi anzi u10lto 1nn1p11 pri111:1 ch·ll'apparizimw dt·i s<';.!HÌ pos it i,·i, di moùo l'iH' i! diag-nosi ieo pn•<·cH'<• pt•ggi:t piì1 :-Ili sitttollli di \ idn:tn:r.:t. ~<'l c·;~so in c•santP ('OilH' s i t· g'l'tWrato il liq uido c•str:tii<J dalla Jl leur:t si nist r it ? r\ proposito ({coj Vl'l'S:t\11('1\( Ì Tl]!'lti'Ì(•i dii' si O:<sen·atlO SO]ll':tl 11tt.0 nd c·c •J·so •h•gli H·nruris nti cll•ll"aud.a tli..:<·t•tHlt•nU• l<· c·ausl' sono lttoltuplic.i: Yl•rs:tnll'ntn n. dl'str:1 al llm·lti· gli :tlll111:11at i sono in pari t·l'lli]JO artl'!'iosc·lvrot id , idJ·pt.ont~ · t• in c· a:-~i in c·ni <>sist <' <·otnJH'c•ssionP cl\' l le• VC'Itl' poltnonnri 1• sclpratnlto ch•lla ).!t':tndt• Vl'na. azigos, pi Pnriti <·tnonagic·ltr in sc~;uit.o ;HL iufarl i pollllOllarP prodot 1i cl a ('<lllsl~ clin•rst' NJ Ìlt s<•:ptito a foeol;),j J111tltipli di apoplt·sia poltnonari <lo,·nti H c·oHcpr<·ssiort<• P c·ons(•<·Htiv;t p:~ rc·si dc•i va.ghi lll'l' OJH'l'<~ dl'l t 111110n•. Oltre a qut•s ti vc•rsnntPllti :~ssai Jat·ili acl ;wc·org-r1·si JH' l' i sintomi <·on<·otnit:w t i n·lativi alla <·onlpressionc· d<•i ,·asi, t'sistono altri nei qu:lii l':ll\l'lll"i:-illt:L produN· el i ]ll'l' sò \\Il \'(•J'S;IIIH'Ilt () pll'lll'il\0 Nl :t.llom (\i t.roviamo 1li fJ·onl t• a st•J·ia <lillic·<•ltù di diatrnosi t•d :1 g-m,·i pc•ri('oli ;cllciJ·c·ltì· si t.J':Itt.a Ili :tll\'lll'Ìsllla latl•n lt• nasc·osto da· un \'f•rsallH'I\1 n ple n1'Ìl·O.
* ** )\pJ r;cso nostro,
cl;tl ;t la pos thtOll<' c!PII'lllll'lll'Ìsmn, questo ha poi uto 1'011\]li'Ìlii('I'O l·Htlla ]lÌCf·ohl lll\Ìg'Ol> illff'l'illl'l' clolld<• il \'('I'S lllll<'lllO plt'lii'<I·IP, <•cl nllor:t il li quiclo in paro);~ l)I)I('VlL lraii<Lt'si <li un trnnsu<lato <' non (li un r::;sudato. Oppun'. <•<L a pp;u·<• la. c·os:) piit p!'Ohnhil<>. ~;ia, stalo l'l'ITPtto 1li tlll!l pl••t.rilc> iu ti:~ncn~ atori:l n~<·CT~cni r·:t )11' 1' s li molaz i(Jlll: tla parl<' della h••zza :\tl<'1tl'isutafi •·a. ; inhttli rlalla. T::t dio~rann. Ri rilc•,a. i ~jt(•,s<:itn<mlo plcuric·o. llc>gli a.utor i an11t•<'tlono JH>gli :tlif't1risnti cll'lhlort u. toraC'ica o discen clc~nf· t· t· h<> si po>:s<h ::; ,·olgf•re una plruJ'iir. Lll'otaill dc•::eri\·c tro rasi di anPurisma dt•ll'anrta. clisl'onùPnl<• s imula t i ùa. nna plc>nritC' in rni c•blw a prati<·;c.n \ ht pnnt m ·:h <'splorat i\·a. li fa tto c·ltc~ l'illfNIIHl lta ;t(·(·ll:<:tto [t•hhrt>, (jlli'St.n, (·(•J'I:t·IIH'IltO d('\' €' p:-;sc'l'l' in rap porto a dc·i fa t t i eli init ni<liW <' quindi eli origini' inli:~mm rt t oria. 1.:1 c·o111 prp;.:::;ioJw clto\ 1• n><sPJ·r sta t a. knl.;1, ll'.~.(!'t 'l':t c• nou l'ort.(' pnr pot.c>r
f'll!COSCJUT'l':\ ri.COHf'l'l•; r,;s:; L'DA'ri V.\ SJ ~ISTIU ('ON VON C'U;\Il'l'.\ N1' 1,;, l~<·t'.
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spiE>gU>r e la irri tazione piE>nrica. Come puro In. compressione 8Ì ì.• c·ste~t~ a.nrhe n.l bron..:o di s inist.ra., JH'r c·riÌ si è av uto tol"~e con e>:c·rPa t (). Un altro s int.omo che ha traU o iu inganno è st ato il dolore llllfitorio dl:'ll't'niÌt.orace sini:;tro, il qua le p i r\ hm li si ina<lia.va t.r,~vrrsnlruen te a l qua dra-nte s uperiore tlt'll'addonw. l n nn easo rL•wontmto tla Alfrt•uq H and di <tnt•ttt•i;:rna. ùPII 'aMta dixcrndento, l'inferlllo morì con ù<>i tlolori a.dt lonlÌ11a,li t-uli eire :-:i eretlt•t te ad occlusione int estim~l e o atl un' all't>zion(' p eriton<'aiP, menttP l'autopsia. fece constat-a re un anenrism<" deU 'aot't·a disc·PtHlPnl e, l'h c si era. svolf o vcrfio ht ca.vità ple w·;l lc siuisLr a, ; rwlraddon1e non Yi C'l'a nuii;L ùi palolug ico. ('iì'l dimo-;tr a le difficoltà dia).!nost ir hc di t<~! i aneurismi nP.l Loru inizio. fn quc:.:t.i casi è d nopo rinJ <LIH"I'<.' gnmdentf'l\f.t• s ull'a v 'iso e non esporsi t·on precipitat i g iuòizi a subire 1li:.:inganno. Nel buio dc•i s int.otni f'l asski O\t q~ro quando non ~i constati 1111 htmor·p, o ùPI tuutorc> la serle e sfugg-:1 ogni impulso caratt ('ris tieo di ogni :.:uono o ntntore :-;peciale, il fcnonumo prinèipi~ole che put) guidare idla, cli agno>:i eli t a.le anemL'>llla. è nna forma doloritìc:t acc<':-,;iona.le ehe si loC'a.liz;,a posteriormf'n te :.:ul h.H·aeH, <'he mPnti ~ce il dolore ple1ll'ico e ehc ha dPilf' irradiazioni addowina li cou1e nel raso no~tro ('d a ltri d ella lettNa.t nr~ :'I n nwnzionat<l per eni si è> sta.t.i jndott i o ~tlla diagnosi di pl t> m'it.r o alh1 di <tg-uosi di alTezion<' addominale, rf'nalt,, epatiNl., cee. Questa algi;l tontt•iea posteriore di ori:,ti ne a nc utis tll;l t i ca potrcbhc chiamars i fal;:;a a.n~i 11a ;L s(• di pnto;.r<-ttesi ana log-a a q nella hn1,tP7.znta, d a l 1~aect'lli come ang-ina ahdomini'l. Una ritcrra LttilP E'Sl'/!Hita. nd :-;nspPI Lo tli a.nemi:mw. dell"aorht cliseeudcntc (> qnella di m<'cog lien~ le· VHisazioni di e;;sa mN1in-nte la i'>Ondn l':.:ofagca. Nel <'a~o nostro, t•ssPtulo oratmti esplica-to abba.slanza , non ~i i· ricorso pl'r mis ura prudt>nr.ia.le, nHt i n veee nn tla.to d 'c:;;plorazionc tl<'II'PsOf:-tgo molto ut.ile PN' la !lhw nos i ò ven·cnnlo chtll'es<tntC r a dioscopico dc•II'~F-:ofago dm·ante la int roduzione del pasto opaeo. ('ome è <ll'tt o n<>lla storia si è pot.u t.o rilP.varP-1\'sofago pit•gato ad angolo e ristretto in rapporto ed a l lirello d ell 'a,JH'tu'i·mla. Mejne, Stok. ùanll(J ricltia.nta.t () l'al l:(•nzioue :su un :segtto risc·ou tr a.Lo in <·asi d i aneul'ismi l n.t·('u t i postNim·i , la r<•tnr.zione dd la pare l c <'m;t.a ili del lato :sinistro del lonwe, dm uht sPt onrlo es:.:i a!l uno st.nto atelt.>tt::u;itu del polmoue <'On fiss ftzion(' tli ad.erenzc pleurieh<'. Invece qu<"sto segno non ha gran va.Ion•, v er·c hè i n duce in en or(' pernwt.f enclo cl i m('f,t <'l'C a r.~nico d ella lesione pohnonarP i rlist.urbi , h dispnea, P.C' ('. 1 di eLLi si lame nh1, l'informo. Ancho i fono meni :forniti d ~tll <L rnm pr<'s:>ione del bron eo :-<inist m, indurenti forme ca.hnrn l i dPII \l.llwro bronchi a le sinistro, :-<ono freq ne n l i o molto s ignificat.i vi con re nel c:1so nostro. Confronta ndo i1 t'<l..'iO vre~cmJ-c con g-li altri dt>lht l ettN<tl llt'<l tht• gli nlS><omiglia:no, s i cl t.> v r c:ond u Il<· l'(~ (•lt (' Psist.ono cl<•i <'asi d.' 11-n clll'i;;ll 1~~ !h•li ' ~\Ori a clisre nd<•nrp, i qu:tli danno luog-o ad una nt(·coU-a plc11ric·a. · < ~ut•sta-, :-:ia tran· n<la to o esimd n1o, nsl'ia· prodot.•,> d;L un dis t.urho idrauli<'o loc·al<·, o da. una infiammazione ronw ahhiamu ..,·pd,llo, puù Jll'l' 1111 certo tPmpu, JH'l' 11 de(;~rso, sia ]Wr il sinto mo clolorc, sia pl'r la. febhrc rptakhc. volf.;1,, n si a per i sin tu mi uhbic•Hi ,.i lo<'ali ri lcv;l!bil i eon l'PSa Ha' s<.>tu it1log ie•1
ll\•ltor:tf·c'. indnrt·c· a ilin~noRi ùi pkurit<.' c'ssHdativa <.'di puntura ('splora (i,·a. Su tal<' cvrnicnza. il nostro Direttm(~ h:• richiamato l'att<'nzimH: m'Ila ](·lliono clinirn, per indurre alle~ cir<:osprzion<' Nl alla con:o;iderazioJW cl i ttn<t si 111 i 1<.' 110ssihi l i lù, potcn<lo una ma ne· a t a diagnostita :;enqwlosa pol'lar<' all'r.ritu.~ con gran~ uocumcnto alla repu.taziont• 1l<.'l 1m.•di<:o c:he Jll'l' nHll;t s<qwt lava una 1alr cv<>niPnr.a: ell è <)\11'><1 o il motivo che mi ha in1lotto c.~ rcnùere di pubblica ragione la 0:-is(.•Tvazione pre::;t-ntl'.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA CA<'11'01::f.L. -La. lotta mttimalarira. a mc:::zo di 1Jipistrel/i.
D a nua c·1mf!'rt>nzn t.Pnuta chtll'A. nlla 'Bt>.7'11T Coll11f!/ J[('(fical >"ocil't!/ rin;;:-;11miumo quc;;te inkrc,.:~ttnt i ntHwe vedute Htlllil difc~n ant.imalaricf\ a mezzo d oi pi pi;;t n• lli. An:t.it.ut.to pgJi arnmPt.t.e f'he la nulzn ('0:-;titui:-;('(' l'm·guno prin<:ipnle di prote· :t.ifmt" ('Ontro la tmthtria. pnichf> elobonl gli orrnnni nHi A tli:.i-1'11)!1!1.'1'<' il Jlfl l'ilssitn: l'ttllnH:• nto della m il:t.n, sr<.:ond(> l' A., è fisiologi<'o, Pd è il primo indizio ddl'iuvnsion<" Il Ltllfl rica. In S<"l!llito a. pazient.C" J'ic<'n·he fnt tE• p e t· <·irt"ll nn vcnt.<"nnio. t'J.!li 1111 po1-uLo ac C'I''I'tlu·c c: ho i pipi>'f.r<'ll i. i CJll!l li !'òi mat1·ono pritwipnlm<mto di ins<' f ti . e frn quc;;t i di dif.fl"r i cmat.ot'al( i, fn'L i ' fllllli gli nnofeli, ello hanno s u c·thiato il sa uguo umnno ricco di plAstnodi. !'ono !>tflt.i fMnit.i dolln natnra di mw milza 4.2!) volte p iò ATIIndf'. in l"'ujl(ll7.ione, di quella dd l'llomn. Tal e s\·ilnppo \'i('nc n <·t>nf,·r·rnllr!' il principio, onnni di c·ommw <'Onosc-<'117.1\. c>he quando nn e!'><C't·o \'ÌP.ne nggrf'dito dn un'nlt.ro s pc· c-ie. 1\ fornito clnlln natm·a eli t-utti i mezzi eli diJC'sa ni:'C(':<sori. !'enztl tlei quali illlJ'<'dnt .orc I H~n pn~st.c> di>'t.ru).!.l!E'l't'bbt" hl prc>dn. e quindi do\'rebbc soc:Co1nbcre per rnancmtut di aliml.'nti. · La mi lza dc>i pipi;;tr·clli. pE'r· la ;;un c>n;;tituziont" RlliJloulit·A e 111'1' il s uo notC\'Ole s\'iluppo. J11'C'St'nt,a Hnnma!Zg-ioro f'stonsione dPl tC'niH• ri o \'H><a lo e pormeftc all'o•·· galli>'Jiln d i l'Ìf•f'Vf'l'P. 11 n>J q11an ti l-il pii a ri lf'va ntr d i ,:;ang-ue e d i C'Ol'TJU:"f; oli ro;;si i nfett.i. c·on Ll"'rnponuten men t.e ad 1.111a pi{a gnl n de rnO>'>'A d i leu<:Ol'iti p e r rin IIIOVC'I"f' i df'l,a·i t,i. Lu mi lza quindi non ha una funz ione O>'Cln:<inHn('nt.e emopoic>t.ita. p o t-e ndo gli anitnnli vi,·t>ro 11)!na lmc>ntc andt<" d o po l'a><porl-az i<lll<' dd l'or!-(an o . ma. tonto nell 'nomo ··l ~t'in Cl'l'ti animali J 'appt'PSt'nt.t~ nlt.resì uu m<:'zz.o di ywot.('zione spc>ciu h nentc contro i 1m rassit.i d <'l i't\1 l)o•.''IIC'. con fermat o anche d n l f nH o <'l te nf'i ma lari(' i si o;;soJ·va cost nn. l ~'lltCIIl><' il (,lllJ \01'0 spJeai c·o. A <·hinrire il mecC'ani><rno clell'inf<?zion€1. l' A. ricorda ehe i para~><it-i mala•·ici Rg!!n•cli.-rono Ruhito i !!'lnlmli rc>fll'< i e fìn d'te !'! t:nnno df'nt•·o i g lo l·m li. i le ucoc it;i non f'O>'>'oHo alla l nro '' olt.a nt-tM·c:arl i: (f1111nt10 invece a.v ,·iE'no In. l;J>Orulazio n e. i pal'>l>'>'i1 i ~t)n o Jnf'>'si in lihe ,·t.ìl nel sangue, f'cl a lkH·a, Roa o p n'dR <"lei le ucociti, ma il ma~ gio ,· numc>J'O d<>i parassiti riesce a ><fuggire a lla. clifosu invndPndo nuo,·amont.c i glohu li 1'0>':-:i. C'on f(lll'.~tn rnmti<Wi><f i1·11 far:c di Pvoluzion<". Oi<>'t"rva. l' A., lfl nat,JII'R aff<'nntt il :-no min1hi lo potNe di c>quilihrio C'ho ~f'a·,·o n Jlf'l'l><'t·tH:ll'<" l<• varie> (orme <le i la vit.n . .-iu <h·l p•u·ns:-;ii.u nw lttri<•o d1C dc>ll'nrgnni:-:mo tmtano. 11 (' iC'lO asos:mlll€' dd paras;..if-IL 1\V\"iCllA infut.!i JWI ('OI'jl(l 1111\01\0. f' !<iN'Oill<' i gnnwt.i ,.;ea·vonv n 11H- JWI"(JE't·ll8· zi•Hte tklht :<pC'cie. In. un.tun'l. ha dat.o Jo)'l) m1 p otA-re iutm1•n itnrio. per il quak. pure <'"" "nrln liht' l'i 1wl sUH~ll<' . 11nn P'-'>'>'lllln r>s:"t'J'<' tnt ti nt.1ucr·nt-i dni fn~o<>it-i: non solo. nw p e r difC'nd<"l'f' poi i J!ilmPli 1wl <"OI1'f• dd ll' zanzare>. quando quE>stE> hanno ><HC· .. t.i,,t.o il >'llll~IIO lllltilliO, la ualun1. hn lH·ovvcduto in modo c·hn lP z;\IJ:t~ll·o >lt.rssf' dil!•' ri>'CI\110 soltunto il ::;ntt~ • c, 1nn. non j !!illlti.'Li.
('nn altt·e n11mero:<o t·i<'Crt·he l'A. ho dimo.;trat.o che I'Allll'l.Ont.o mfi,E!j.!iot·e o m i· nor(' del la mil?:n. dci malol'i<·i dipPtH ie ''"'~ l usivan'l<•nt.e d~tl la nu\,C:giore o mino ro gr·a. viti\ dell'infezione. (~uanto .;i verific·a n<'l l' uomo. ,;urcedc ann lvp:n.mente an<·he nei bovini, nei quali la nat.w·a jlNpetua un'ultro forma di Yita pnrnssit.aria nCI I globulo t·o:;so, rappn>;;entattl dal la pit'npl!l..::nw,;i ])o\·ini\. 11 piroplns nut vive ;;oltont.o pal'!\."· !;ita nel globulo ro,o;;;o dc·l ue:<t.iam<' e non in qu<'l lo dell'uomo: h.l zocca nei bovini avrebbe quind i la st.c>,;,;a f11nzioue df'lla zanzunt ne ll 'Homo: t> rnPnt t·e che \lllìt znn· zaro infetta non p11ò i.rn:<met.U't'<' l'inf<'zione ttl b('f<t.ianw. In zecca infetta non può trasmettoere lo. rm"Llnrin all\wmo. E nelln zecca il ciclo d i <'vohr'l.ionp df'l p impla:<mn è f<i mile ul c iclo di evoluzione del l)U.rass ita malari<'o nel co rpo d e lla zanzara : (•o;: i pure è analoga l'evoluz ionP dei corpw;coli ro><s i dell'uomo e del bestiame. Xell'inJ~'zi one unuma. la zanzara può ,·nlot·e da un o>:p itt> a.JI'a lt rn e propagare la malot·ia.: ltl zr.i:cn inv€'ce rado ><ul tot·· reno e per diffonrl€'re l' infezioni:\ dcv 'l'>'<:<t'rc in cond iz ioni da poter att.accare un al · tt·o attimale: c iò <:hl• lf' è fa ci lil·ttfo dtl lilt (' it·çO>'tatna che lo nat.IIJ·a ha provvethtt•O a rendere infett.e le uovo dcl'la zecca e consrguent.eHlf'n1,e le la rve. L'A. ricorda ancon1. che, i11 s<'!..'<tito ad u.c<·urnt.t• rj<•(•n·lte , hi1 potuto eonstat.nt·c che gli est.rat.t.i ~>pl euici di alc11ni giovani animali, e spPcialmcnt.e dei porcel lini . Llclle pecore, dellt'l capre. esaminati da compet.ent.i veter inari, m o lto tt'mpo dopo la ùi· grst.iono o pl'ima de i posti. in modo che siano molt.o ricchi di ormoni. pel'(•ltè non impiel!ati ne i proe<':<si di~cf't.ivi, sommini:;t.r·ati <'t. d egli aclolcse<•nt i mc~sieuni affetti da !{ra.ve anemia. tnt\hu· it•a con splentl tnCg«l in. hann o dnto ot t.imi ri:<ultati. Sarebbe inte rcs!'ante i,;olare questi or m oni C'll.J'OCi d i agi re sui proce,;si ma larici e st.udim·tlO le propl'ieth fìsiolo~idre: qt~eflt.e indagini ,;m·ebbero mnlt·o ut ili in rapport.o :;pecial· menw alla cura antima larica dci :;ol!gctti che non pm;><ono t.o lleraro il chiniuo. Y~>nti anni di st.udio incJP.fp,;so ,;\ti pipi><trell i hanno po rtnt.o l'A. 11 quc;;tn nuo\·a concezione dellalot.t,a, ilnt.imnlnr·icaccl amctterf' in <'vidrnza l' itnpQI't.nnzn dellam ilut nella difesa da.ll'infczion('. Favor<'ndo la pmlifi(·nziou<' dci p ipi;;t.rel li. vora('i~;.imi di nnofel i, n mezzo cl i specinl i pipi:o:t r·p )hl i. è po,.;,:;i bill' sn1d ietuc In malat·ia. L'A. ha fat.t.o infine !H'CIII'tUP indagini ,.;ul gHano d i qul•st.i animtl li e da llu per· trmt.uule di rei'I'O ('Oiltl>ll\lt.a in {'~~0 lta (•H l<'O litf.O la !Jllilllt.itlt ÙÌ S!\1\)..'llù !'h<' J>OK-:()JlO sHc:chia.re g li anima li, rh c:> è vct·itnwnte oonf<ider('vOie. Cnnr·lurl<' r idt inmmuln l'nt.ten zione df'~tl i !;tudiO$Ì "'' qw'><to imp<H'tant.e prohiNun. ùd la lott.a nntinutlm·i,·n e:<nl· l'util it.ìr di diffondet·c n e iiC\ r·c·gioni infette la m<>ltipli<'azione d ei pipi:<tr('l li, clw olt.m a distruggort' le zanzare nudnrigt'ne ptc:<E>ntann andre il vonf.t1.ggio economico di fornire wt'a.bbondtttlte quantità di g uano rc rtilis,:;imo.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati lDai pro~assi verbali perYnali alla Dimione ttnfllle di sanitl militare dal t 0 al li maggio t925) CAsl!:n-r.c\. - Capitano medico PAsQU.\LE ~Il-sTO . della reyione t cm poro-rm rictole sini.st ret.
t'n ca.so di frattura chiwstt
1~'0 . presenta una (!llilrdia d i finanza. che in ~cj:!uito o. Cll.d11tn. da ll'alto ripMtù f mttru·a chiu<>a della regioni:' t<'mpot·O·Jl!tt'it'f,nlc• sinistra. il'l'ndinnf.esi alln fo:;,;a <~ t '>l· nica ant.cr!orc e d et.e rminant<' Mu>< in. l'd Pmiplf'gia d(•stra. Fatta. In t.ntpmu\zionu (:on lem.bo O><teo-pl!l...;tico. f11 est.ratt.n una gro,;:;a s<:IH'gl!it1. d èl pnridalc, nffon<latn irr \Ul voluminoso emntomn c·ompi'ÌntcHte l n zonl\ rolundic:a., prodot Lo da lcsioue dt>l ramo ~ntcrinro d e lla. mf'nin!!">\ tn.ed in. clrf' fu lt>g:ata pt>r·t·nt,;li:<s ione. Ltt ic> ritn. p:llnt·ì per prrmn, l'ell\iplt>gin. ,;('é>tnpnn·o dopo 4S 'wc, e l'afasia d opo 8 g:inmi.
<'ONk'I•: HJ•:NZIO: l:i('li•:NTH'IC'IU·: VEGLI 0$1'EIJAI.l
~ULITAlll
l'A LF.I<~Iu.
- 'l't>IH'nf·C eoloun rllo nwdico t:r:suAr>no (:l.o\HltUs:-<u. clt·llo mr•trt f1·9iclt i w »Hb i cii i ''0,
Lt' ÌIH'fi!JHÌll.'
:\ccennat.o 11lli\ di,tinzÌ<liH' fondamentale dd f••nmn<'IIÌ dt·ll•\ tltt•tntt-<it·hic·>t tll'llt' d ttG ).(l'>llldÌ 1'1\t('g<Wit> obicr.tÌV<l t' >'llhit't.l,i\'1\, )'(). ill11::t 1'11 ljll('><l i 11lt in li nclk \'tt ri c fonne dt'lll\ <' l'Ìpt(':<f·<'~ia . iJ>noidì,.;nw. ent.u l<.>ssi. lc't.flrgin. l<'h·pat.ill, <·h itHnveg· uen:t>l, All0111fllic volvnt.a•·i~ eh-I la <'il'co lazi ont', e<·c. 1~ J>Oic·hl> qu<'>~t i fenomeni :;i \'C I·i(i CHll\l p<•rln piìl neiJ'ist.Pri,.;mn. 1'0. fa 1111.1\lllpiR trllt taz ion€' di (]11<':411 formll 11101'· ho:<a. risaiC'ndonlle !'<HC origini stnrie h t> e :-:rgucnclula ut t.r·rwer:<o i s('('o li nella Sl.lf.\, poli· 111m·fa manift•:-:tnziorw finn >tlle rt>N' nt,i:.:sirne vt>dntt> <'11e la ~'OJL..;id<·'rnn.o come tln'aL· t it.udinr >UlOIIHt ltt P ('CJ><t.it n'l.ionult• d<'l :-:i:< t t'ma TlPI'VOso. L'O. q11 irrdi rit.il'nc ('hP 1'01·i· gint' dci fatti d<' liH rnctup:<Ìt·hi<'a suhiet tÌ\'tL d Pbborit·crc·ar:-:i in questa pt>l:lllitH<' Hl·· tilndine dei Hlj!J!(•t.t, i <·htl li manifPst,;uw c ne attr'ihui;.;(·<' il dinnn•i><nHI nll'uuto l'ti et.( 'I'O:-<ul!!!''!\t.io nc. mP rltr<' i fPn()mt•ni "''-"<lll1ntor·i c t· irc·olnt.t)I'Ì sttrchl•c•·o in rdtt· Y.Ìont> co l ~i:<t.enrll •w•·vo:<o ,.;impat icù c J'ill·a,;impatÌ <'<>. lll11:<ka Ìt1tinP l'ipot<';>Ì ci e l l' C'ner.l!Ìn. 1•sichiea rad ioat.t.i va, 0lw e ma no rla l <~C' rvcllo e si tr>I:-<IJ Jet.t,c• a t t.rn ve.r:<o lt• vibrnzioni d ell'etero. la quale può ><pie;:--are i fcnomcui d i k lcpatia, mctngnornia, chiu ruv<'gp:enzft e tript<'stositt in !,l'f>ll<'l't'.
ToHINu . - Mngf!ior·c lllt'dic·o l'l·:s..\H i ç O<:<:•mo. -
.-1/cu~ti catti i?llr.:rc.s8rtllti
di chi-
ruryia. L'O. rifPrisC(' SII 1111 l'H.-<() di nl'li\Olll' gH>'S\)1-iO CO! t ll) CC)Hlplit:t\11'/,11 cl i fl'lll t•llnl 1'0111· niÌnuL1\ e;;post-t~ d<!ll'avumbra<'cio dest.ro. trnft.ato cou In con!'Prva:.r.ion<'dl.'ll'n.rto rnec:litlnte nmpi numerosi !'<brigli nm<'nti della part.e o s ucct>ssivo irubnllumcnto dd 1 nu~C'nl i dell'n va m Ùr!\C{'ÌO. Rs pone inoltre un cu><o di fr·nt t.um :;olu·n-int,ercondilo i<l<'a dell'omcro sini!'tro, e h <' per· la g rande din,;tn<;i dCii ('Ondi li nml'rali 0 l'impon<'nle P< IPma rieh iese l.a :;ut 1u·u nwl.al li ca dei frnmmenti. c 11i seguì callo regolare; \l!lll- rurn. forma di sine:<te:<nll!itt ch'Ila gamba des tra., t.rat.tata con la dec-ort ica7.ion~ clel nc1·vo tihiale po,;terion~ : e<l infine un caso eU o;;t<'o-snrcomn. giganto-~:c•lluiA.•·e di'Ila lib ia ,.;ì uist.ra. con e;;ito le ttde per metasta..;i polmonnre, the <.liL ocensione all'O. di fare alcune consid<'rttzir)lli ~u l l'oporabilitt\ d ei tumori maligni.
TortrNO. -
M1•ggiorc m('dko (!11n .1o ~L\»stmANO. -
c11rn dfll<> /c'l'il·•' polmonrrri.
Il 'f'llt'1Wl'll!11'ru·e .liu1·c/li Jll!llu '
l,'O, illust.rn il metodo <lel pueumut.omcc l·Cntpeut.ico M<>mlli n e lla e uro. delle f<•ril.e. del polmont>. 1\,.: posto lA. sintomat.ologia d<'i t•·e tipi principali di lesioni polntonari lf~:~rita t.onwicn ch iusa, ferit.a toraci<'a itportn, e cnnt.usione polmonnre), :-:'intrnf.t.iene su l primo t.ipo. cons id erandone i vari ea!'i. D opo (tvl.lre illw;t.rnto l'impurtttnza drl m.<~t.otlo, mP.diant<' il (JIIalP. s i ottiene la <' nmpre:-:::ione del polmone· in modo comj'leto ed unifm·Jnc. re:otondo cosi favorita la. cica.t.•·izzazione del la fe. •·it.n. o h~ c•(';;,.;uzi<lllP d<·ll 'ernorTn~in, l' O. deB<:rive infìne l' apparecchio l\forelli ed Ì l SliO fllJlZÌOIH.lllWlllO. 'f<)RI!'II). -
Knt rnt<' !ll'llte lll(•di<·o ~L\R('O ABI\A'I'I~. -
1111
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di ('1/('l!.falit.c [e .
tm·gica co11 liÌ ml1·ume parl.-i tl»OIIÌu ;w pre.;occ.
L/0. pr<~:';CJ'ta un molato. con :>intomi di Pa.rkinson manifr>stt~tisi innnediatall ll'nt<' in ~N!HÌ!<> nd mtfl fcwmn l'n<·Pfalitil'a a dc<!Or~<o subacnt.o. Trat.t,a d e ll'otio.logia, del p•·ohnhilc ng<'nte d <'ll'cn<'t' fAiitc lclurgÌC'n c dci ri><nltnt.i ottenuti dn. iniezioni cii pe>Hi)!lin di <'C!'\' I'Iio di mori i d i l'TW<'ÙIIite lld cerve llo dell e scimmie. 11· lul>tl'll !'liii'Cf'!":<ÌVI\ll\Clltc(' il fWnbnhiff' ITif'ZZO cl i f·I'H>'111i,.;sion(' d e l \'Ìrns, il periodo d 'in· c·u h>~ziorw. i 1 po li rnodis mo dì' i s-int t1111Ì clini<·i, le alt c razioni ttnrLtmno-pat.o logiche e le va•·ie eme dei pof!t.nmi, che hanno dato scarsi ris ultat.i.
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NOTIUE
U IH NJ>. -
T ouontP culoHnl:lLiu rucd i co Pm~10 i': A r-: l/'I".I:IN L
-
Sttlilt. J"i icu11nl i.s,:
del l!'réud. I~ 'O. ri{eri~ce :< ul metodo d ella ps icanal is i d e l J<',·(lucl. eh(' consiste ne l compie re> in ca,c:;i di isterism o e di a ltre fot-rne ncrvosc una s<>rit> di inda)!in i !<Ili piìt nùnuti par· ticolari d ollt\ vita affet.tiva ed inLeriore in gen ere e d e l camtten•, in modo da Ot· t,enore nn quadro comple t o d e lltt porsonali ti\ ps i(• hica e rncwalo d i'll' individuo . Tnlc incbio;;ta., c he prima veniva fat,ta dura n t.e il sonno ipnot.ic·o, ora si corn pie anche inv itando ~;emplicemente il paz.icmt.e alla ma.-;><Ìtn<l con ce n t rnzionn mentale . L'O. espon o la teoria del Froud o le• ;;ue idee sull'inco~<·if'nte P sull'istint o . P. J'i llsilt m·w infine una t·e<·cn te pubhli ca:t.ione d e l colonn ello m edico Losc hi sul «:<\th· cosc·ie n t.o "• che porta llll n otevole c;ont.ribnto nll'aqzonwnto.
NOTIZIE ---.- -
La lonugna di un'alta enoriHlenza amerilana al generale medilD laJI f. della YaUe. T i 18 maggio srorilo, nel magnifieo ~tppartameuto di S. E. J'Antb:~ sriu.tore degli tìtati Cniti ù 'Amcrie;a , ;~ P a lazzo Ru~pigl iosi in R oma., si è Rvoltn una simp:~tica cerimonia, a.u!>tera. nella. sna sem}>ii('it.à Nl int imità, della cons<'~na a,! genera,le medico (·a.po F. dell~t Vali(\ d<>lla croc e dell'A ssociazione clei medici militari ilryli Stnti. Cni ti e del relativo (li p l o ma di nomina a membro onomrio. Oltre I'Amba.s('iature erano presenti i Segretari e gli Addetti milit:n·i c navali, il f'oma.nda utc dott. Bainbridge ed un ~t rappr<•spntanz:\ clel Corpo sanitm·io. Il ton. colonnello medico Edgar Ers kine Hnnt(\, segretario dell'A"soc i a .zionc dei medici milita.ri a.meriea.ni, port6 al Ge nerale mellieo de l L"'. Valle il seguente saluto : " Neg li ::::t.nti Unit.i vi son o nu·i.C' AssociAz ioni di L:ffkiali. deii'E~<·•·cito (• d()lla. Marina, cn'a te con atti dt>l CongrE·sso, e h<• godon o n iC' uni JH' i\'il<·g i t•cl
hanno una cet-ta. aut01·iti\.. P~1 t' vnri tumi a lcune tfi quf';.tc Associaz ion i hunno avut.o \'w;anza di nominnt·<•, di tl•mpo in tem po, un ntunero eli « i\l~·rnbri OnoJ'ù.l.· i " , ò ec J'etund o l o l'O d e lle d ecorazio ni onnrifidw; in g~•npro tali :l[emlll'i Onot·al'i sono c hia rissimi pt·ofessioni::;ti nli lita1·i d e lle \'t\J'it> At·cni d <·l{li .Jii;.;(••·c it i o ~a.1·ine d&lle altre N azioni. Tali nomine son o upp •·ovute dal Gm·e•·no <i<'p:li Stat i Uniti e gli Uffic ia li Anl('t'ÌC'Illli so no nut,o dzzuti crtti vig~o~nti t<·gola nw nt i A fr<c>giarsi d Alle deconlzioni sull' Unifor1nr-. L a più anti<m eli q ul.'ste Associazioni é •· I'A>'Mc iazio ne d e i Me dic i Milita ri <lcg Ji Stati Unit.i.,, c hé, d'alt.rn, p u 11.e, è uni ca. perd1è rnpprr,:;rntn i t•·o Servizi l':ia11it,at·i :\Iilitari de l no,tro paesE'. 11 Pt•csidPnt~:c di qucf<ttt Associazione è ut.tuul m? n te il Generale modico del l:iervizio Amc·ricant• di l:inuità Pubblica, il p•·imo Y1ce presidente il Generale :;\{celico ridia l\lu•·ina <'d il ;;ccond o Vice pr·esidente 11. Generale medico dell'E>tercit.o . P e r leg::r~> i t r A Amministratori d e ii'Asf;oniuzto n e sono i t1·e Ministri ai cni DicMteri appal1;e ngon o g li U ffit:iali summ euzionati. F inora è sempre statu norma d c ii'A:>l;ociozio ne ch f' s iu le nomine t t c• 1\lc:-mb 1·i Onora.•·i n e h!' le l'roci rli. OnorP \'fllti;:scro conc<''<f!P solttm t.o a <'nW J·iti Uffi('iali medici Este6, che s i fosse ro rf'cnt i agli Stati Uniti in Mi:;,;ioni Uffici.tli. Finn n <l oggi, perultro. n essunn. nomim1 ò :';lnttt co neeRsa a.ll'est('r·o; mn I ' AssoC' i n:~. i o n(' hn ~leciso di fare adesso un 't•cct-ziorw ulln cinqunntl"nuria consuet ud itw, <' Jlf't' v_ar1e ragioni: in primo luogo, lu t•nwritu pcwsonnlitt\ rl<•li' Uffi c inl t' c he d t>,. idP· rramo onQrllre cd ino ltre lo s t t·ao,·dim11'io nwrit.o d t~ l l:ie1·vizio c hn ('g li rAplWP· ~entn. Et:co P<'l'(dtè i ddegati <l~- Il' E><crcito t> d!:'lln Mnrina df'gli Stnti Uniti al
NOTIZU·:
t.· , ·~.o l'"''t!l'l'"'"" llll< ·l'lla~Ìullak di ',\l,·di\: inu .\lili!an: ,.(,IJ,·r" isl rullioni di 1'\'Ctll'\3 il br!•vct!,,; di nu1Hii1H a :\Tewln·<, OtHH'IH'ÌO. Ln ('()ll;;o>g:nA avn· bbf' potuto farsi a Parig i. il m c:W ><IJOJ-,.;o,alnwllwl)to d e l CtHig,·<•ssu. mn si r itPnne più. cun , ·,micnto c ho U.\' \'ùni;;;;e n<> ll n Cnpit.alr- dd la N az ione cui l' illustr·c insig nito appartit· ne . cd iu pres<> nza clPII'Aillbasc iat.o 1·P d <> gli StH t.i U u iti. Bd N'CO tJf r c h è s iRmo ve nuti a R o mR. Gli ::)tnti Uniti no n hanno i:-<t.ituito Ordini o D eco t·ttzio ni. all' infulH'Ì d t·Ue tr<' DPCOJ'azion i di ùucrru, 111'1~1 rlell1' Cf.uuli, In. ì\IPdnglia p<' l' :-ìc r,·izi Distinti. siumq ben fit•ri di v('rif•J· bnll~trl;' s ul p c· t tu ,[l'll'cmin~:nto D (:e a 11o dt:lla nost1·a p1·uf('fl:<ionP. frn lP tnnt P nw< l.tg lifl di , -a ,·it• ~uzic)ni c he hanno saputo J'ieono:>cH' I'C il s uo valo re. No n pus!'< ÌHmo qttintli rlimostJ'ill'<" llt nos t-ra JWofomla ummi I'Hziu n<' pN· un .\{C'ti ico ,. :-o;oltlatn, c h e. se ,·n•rH.Io ltt Pnt r·iu con indicibile m e rit-o al moment o cl 1~ 1 btsogno, hn gr·andc11WnlP euntJ·ihnito nllu , ·ittoria, JlC'I co lossale conflitto in cui e r·a, ·nrno impegnati in><icnw, or JH>n è m olt.o, che col pres<>ntu•·g li la C r·on<' dt•II'A!isocia7. io rw dc·i ì\ledki Militnl'Ì Anwric~t n i . C'hH t.-S:-<tl sin un l:iÌmbolo de i IIO!'< t.J•i se ntim e nti n~r.:;o l'u omo <•rn in <>ntt', v~>rso il glol'i oso Ese rcito di <mi ftì p~trt e, e , .e,·so la nohile "1\ul'.ium: <·hf.' g li d e tte• i nat1.\ li. Cho q~•csta. C1·oce pO!'<:-<a rappr<>;;c nt:<ln' un'ultro legame di s incc r·a n.rniciLia fra la nol'<tra P atria e ltL s uo. ! Al Ge nPnll<' nw dic(l FmncN•Co ù e lln Valli'. Dire tto re G <>nNale del KN·, ·izio Saniturio '.\1.ilitnro ltnlinno , patrioti\ cd 11omo di S c ie nza, offr-iam o qu es ta Cr·oce <>d il diploma di ì\[ernbro Onora r·i o rwi!'A ssocinzio ne d r- i l\l.t•dici ì\Iili tnri degli :';tnti Uniti. Vivarnt·nte sMHJ sc ns ibil~ ull'onot·c> c h e mi to<·ca. flllttle ::;et.?r !'tai'Ìo Generale dell'Assoc ia.~.: i onc , di p otPr'_l'onfc-: rire lu Cr<•ce, in n (nnt· cie l Dipartirnc>nto ::-ìanitaJ'io tle i tre :-ìervizi .\Jilit.nr i. E un onur·e l:lll(;o ra piit grato quAndo pe nso c he per~o nulrnt>nto(' ho 1\\'uto la fort.una di ~c>rvire ,:;otto la òir<>zi o nc del Gem·roiP d e ll a Volle 9.uanclo, tt\·c·Hdo ltt dircziOJW dPgli ospedali Ame ricani c he pn•stava no s<>n·izto <}111\lf' pnrte dd l' J<;;;prc iw Jtalinno, cunwuno n on i Rold uti Anw r·i C'ani, ma fr l'iti e m a lnt. i lìgli •l' It.ali n . U!'rwntlr ci e li>~ V a lle, it • , -i prego d i vo lt·.r· a<;c('t.tttr(' q lll·stn C r oe t' N l i L diplnrna di )lpmbro onora-rio, e con cs:<i il nost r·o Hffc•t.t,o <' lu n ost.r•t\ p iìt prof omlu e rispe t.t osa ;;tinlu ! "·
B. E. I'Amba~c ia tore con~egnò quindi con nobili parole la decora.?.ione ed il brevetto :1.1 Generale mcdi<:o della Vnllc, il quale, visibilmente commos:••o, riug:rar.iò la Dclega;r,ione arntwicana. •< L 'alt>\ tlecorfl z ionl', \'g li di sst>, c lrt' t·icc•\' O in forma così lus inghiera sorpn~s<~ il , ·nlm·c dE'Ila mia pt·to;:;onn. Il tit n l•) pd I'JII>lle mi vi e nE> conferita onora con nH· il Corpo sunittll'io it-a linn o. tll qnak sv n•> o rgog li oso di appnl'!.c nc t·e. L o pt·l'se> nza d e ll'E. Y. ncc,·<·!=>cc> l' i111portnnzn d<'lla det;or·uzio ne f' t'i!weglia l'i c·o r<ii e ire ,:;o no nwJt,o cari alla mia nwnwr·i>\. ]o, fra i primi, dumntc lu ~ll<' l'l'lt. e bbi l'onoro di pre nde r e contatto co i nob il i rapp l'Pse ntnnti d Pih1 C r'nce Ro,:;sa Arnt' ricuna., quando Yennero in I talia ad offrire il concor'!'>o dPIIfl O mmlc Nmdone a ll tt Sani tà militare italiana. Da q11Pi r·appo rti appresi quant-o vi,·a e ;;inf'Pra è la s impatia fra l'Ame riçu e l'Italia . Qut•sin s imp1-1ti1\ s r st ri11:;e nncnnt piìt m•l cam po sanitario, in occasion e d e l 2° C ongrèsi>o intenu\~.ionn],, di nwdicinot e farmacia militare, p er la conosN• nztt c he fe(·i a R omo, cl q~l i illus t.ri L'l tpp rest•ntmlti cle lia g rande Nazione. La d <·corazion<' c]l(' m i \'Ìc• nn conft• rit.a. rinsalda qu,•sto IPga m ('. Poiclr è si~t rn<l in ctHn po suniturio, eire n on può O\'C J'e altra mira St1 n o n il V('J'o be>n<' dd l' U manitiÌ., tra~go da c>sso rnot;iv o p c, r· h<'n aus picare alln. vera pacf) ctl ulla armonia fpc·onda fra tuU.i i po p o li. Co n quc:'>ti v oti ring ra11.io V. E., ln c·ll'tta D t> l••gnziouP Ame ri cana e partico l~u·me nt~o· i l T e n. Colonrw llo m.:dit·o 8dg•tr E1·sk inc Humc, ttl quale ricambio ,.;cnlimr nti d !·llu piìt Hlt4t s timu "·
D i rettore resJJOns(t&ile : An:nJRo UM;,ut tNI, tenente coloJmello medi co. JX'r l'Amminist ra zi()nr cl el lo Sta to.
Il Congresso internazionale di m edicina e farmacia militare ( Rorna. 192:l). AU• del Congresso. - Vol. TJ. - Lavori del Cow.,'1·e.•so e <:•>~nu ni etv: ioni. Un volumfl di ptlg. 600 con :~3 t.av., l<· e Ul inc'" 'oni . . . . . . .
L. GO -
111 Congresso Int ernazionale di medicina e farmacia militare ( f'u ri:.d l !l~:)). La\-.,ri d1•l Cnngr·,~,;o l' <'O II I llll l<'>t'l.llllll. l-11 , -,•lurnl'! d i f)" g'- R~ .
7 -
Studi e ri cerch e sulla tubercolosi negli os pedali militari. -
Un ,-oJ. di J•a:.;. !d
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5 -
•
7 -
S. ~.\T.T KAR I. Le lesioni traumatiche dei ce ntri nervosi. \l <.'~t•ot·i,, ononJ.ta. d el premio H.ibet·i. - l{ollla. Hl(l\1- L! n , ·ol. di p11g. :l211 . . . . . . . _
?lf. C li!B.N J. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - lfll.J. . · . . - . . . . . . . . . . . . . . . . M. CosANL Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campàgna presso I ' E~erci to italiano - l!l!lfi . . . . . _ . . .
6 "
5 -
•
5 -
italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di med io calibro. (Xtudi sl.l\'l'imenta li con l r1 lll\' ole t! i t'o t ow·alie e md iog11~rie t'l prod o t m in fotot i pia). Ho •,. ~ - I!IO:l. . . . . . . . . . . . . .
"
8 -
P. btBl~IAt'O . Le operazion i più rrequcnti nella chirurgia d i guerra, con Il:! figure - Fin'nt!', 18!18 . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
"
8 -
C. DJ> C'E"ARJ·:. Studio delle mediasti niti (tned ia..;t ini t • ~uppm·t\1 j,·e, asrP,.,,.,o media.<~ t-inico)
- Hotu a , Hl(){l. - t ' r t ,-ol. di (làl!- lH. . . . .
P. l ~!URL\.C:O . Sull'azione degli attuah fuc11i da guerra c s pecialmente del fucile
A .'I TJlOPfl~I J,;TJtl \
\I JLJ'r \ltl'. l~isulta t i ottenuti dallo spnglio dei togli sa nitari delle classi 1859- 1863; clut" ,·ohtlllÌ in-4° •·ou a tlnnte : Y ol. l (dati an tropolog;ci ..:d el!tolortiCt) con Mh>llli' d('llt• gC'ol! rR iin nnn·o polo~Ìl'll. ùc l1' lti~ii:> - lto·Ha . IK!Itò • . . . . . . . . . . . . Yol. 11. t/Jofl de11wgratit:; e (,;ologir·t) - Hona.L, J!HJ!i . . . . . • . .
» 36 " 15
F. BAR<H' l' J<l o C. :->..-ora•.\ . Compend io di chirurgia di guerra compilato sulla storia med ico-chirurgica della guerra dì Sl'Cess•one d'America. - f{onul, !RSS, 4 ,·oln111Ì . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . - . . . .
•• 40 -
L. l31::n.NARL>t1 e t";. IIHt:ut. Lo sgombero degli ammalati e leriti in guerra. ?lret~~oria prC'11lÌa1a al t·om•or~o Hihed. 1 9~- L' n ' '<>huuP dr pug. :!if; con 27 lil(tu·u f' 1;wole gn~l id 10 • Ko111a, 1!)1);) . • . . • • • . •
8 -
A. C A SA tUNI. La fatica nella vita militare. .\fomoriù Jlremia ta al cont·or ~o R i hori. 1!)11.). l ' n 'oi11!1H) eli pn.g. 3:lU l·On ti,j ligure. · llollla, Hlul:l
• 12 -
A. CA~ARl:-.'1 . Le malathe e gli infortuni nella vita militare. ) lomo1·ia J••·omiata a l coU(·or,;o !{. ih~!ri . J901i. Un 'oh1111 e di pa:r. 40:? ~:o n Lt\\'Ol• · grafiche e sLnt i ... ti (·h~ · Hu11u\, I HOS. . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medi~ina militare ------
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CON DI ZIONI DI ABBONAMEN'I'O. t.
li t;iOIIwle di mediciua milit,zrc
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Italia 1 all'Estero 1 in Italia .
-1 •. -l,oCI
1 in
Uu fascicolo separato costa l~uolf
...
t ali'Jo:~t.-ro
,uilitcue co~L~t
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,u gealnai'l
• 3· 11 prez>.o dell'ahhonnm enlo è ; Per l'I t al ia e ('(J)oni e . . l'er I 'Es~ero . . ~ . . .
11 supplemtoille> contenente di au::in11ilò dd co1pc>
me~.
pubblka il primo giorno di cia&<:uu
fa~cicoli di tre fr,gli eli i'tampa almeuo. 2. L'abhona:u.,nto è anano e decorrP. dal
lo. • 18.
l'et ~li t;f tì cia li medici c chimici r•• rm tdstt <le! lL Esen.:ito tiu ~rvizio at.Uvo, in I)Osi>.i on e ausil:aria, •li complemento, della riserva <·d <t riposo) il prezzo dell'ahùonamento è t idotto a J... 12, anticipate . ··•l il pn·uo -lei '"Pflll mento a L- 6. _s. l\o11 si accetta un reclami 11 :t"Corsi trenta giorni dalla spcdizinu._. dd G-iurh :tlc. che si cn eu nn rc~;okn m< ntc al prim o d'ogn i mese. 6. l !\Ì~nori abhon:ui militari in c l'ìcttiv ità dt ~er\'Ìzio Jl!lgill' r;mno l'impt>no dell'abbonamento per meno .iei ri!'jJcttivi t·umanò i di corpo c diré'zioni. 7· l'er i sol i ufliciali medici cdell'Esc rc·ito e della ~lnrina). in qunluuque posizione si trov ino. è · nul!ucl'so ''" :\llBONA i\11 : :--:TO Cli:llllLAT!VO al Giarnale di mcdlciua mi/ilare t'd :•gli .-!1111.1!i di utt·~lt<iua uavafe <' c.o/oui.rle al p1cuo ii I. 2ì annue. Per ottenere tale facilitazione ClllllUirttiva di ahiJonati milita-;.; dovranno far pervenire l'intero importo ali'Ammini~tr~tion<' òel p('rindico tWI ]'IOJ>rio cc>rp11. · 8. Ai lll>rai , ; fa In sconto <.lt.>l "\ per cento , ma ~oltunw p~r ~li abbonamenti delle pe1~one t' dc:~li enti non mili•.:Hi. ch e uon po~l'<>no fruire dt>lla focilita>.io ne di cui ai numeri .;, 6 e 7· .t.
NORMP; PER bE ·PUBULICAZIONI. 1 hwori on~-:innli, le noi <'. le rh·i~te - <lattilngrafaLt o ~crilli n mano - devono occupare nn solo lnro del fO'.;lio ~d es~ete act·nwU•mente rh·ed •lti dagli autori. Si fa s pe ciale rnçcot\tntH1azion'i' che 'JH<!lli scritti a mano :-ianu ben l<:~;g ihili, per moùo di e \Ìtnre ogui d~tlrbio di iu terpret~•inn<. ln c-aso co ntt:~ril), 1:1 Direzione si vedrebbe co· gtrelta a suopc mlernc la pubblica<:nne. ".1- Sah·o c:tsi t•c-c~~.i nn'lli;:~im i, la c<>rrc.. ione <l<::l le hone Mtà falla d:t:ln redazione. ant.icbè ,!ng'i nutmi, per lt•>n 'incnlare il l~H>IO tipo~r~lì('O agli inevitAbili ritardi po 1.
ft<tli. .1· l e spCS(' per ~:!l i t•str.n t i e q nelle ~wr le t<\\'Oie lito;rraiÌt'he. fotografiche. ecc., che accnntpaR"n:-t5St>ro 1e ntt·u1o1 ie, :-.ono a t.•arico dc~H nutori ~- Gli estr~lli ~on·1 òi <llle tit>i: Tipo k Sctl/.a copcrtiu R e colla imval!inatura e numt·raziou e •lcl rascicnlo. -- 'J'ij,o /1. Cnn Ctiperti na ~tampat a. fronle$pizio, impaginat1tlnteJ:u'i(•1tt! special\! . Il pte•zo 11E·gli (>!'tratt i, per gli nll(nri d el le n•emorie che li richiedano. è re!tolato . da !l., !'<·guente tHrilì'~: tUra e
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!'-ltllht\•n,.·nto PoliRrattro per l'Amn•ln!Ptruzlooe dello Sta.to
•
IL TIFO E LA VACCINAZIONE ANTITIFICA NELL'ESERCITO
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di aanitA militare) Giornale di medicina militare: x8s•-x884 Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : 188.)-1895 Giornale medico del R egio Esercito: 18c)6-1907
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ANNO LXXIII - 1925
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Fascicolo · V/11.
1 Auosto
SOMMARIO
MEMORIE ORIGINALI : Memmo. - n tifo e l~ vaccinazione antitifica IJell' Esercito . . • . . . Pag. 357 Nastasi. - Considerazioni cliniche e terapeutiche s u a lcuni cas i di infezione tifoide . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 387
RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO' SANITARIO MILITARE CONGRESSI. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . .
Pag. 393 » 396 • 397
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ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare 1 - F. TESTI. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito itaUano . . . L. 7 H - Ricerche biologiche degli U!Yici pSico-fislologlci di aviazione militare. Un vo lume eh pag. 236 con 46 figure e 2 tavo le . . . . . . " 15 lll - 1·:. SAN"I:ORO. - Ferite addominali di guerra - Pre faz10ne ciel profes· · sore N . G rANr-"'ETTM; ro. - Un vol ume di pa.g. 400 con 38 figure. • 30IV - A. LUST ro - A. 13m•JNOO. - l " gas di guerra • · Impiego ed effetti Pr~vvedimenti e cura . ~ Un xo lume d r ·pag. 104 con tre tavole mrcrografiche a. colorr . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 V - A. LusTH: . · - Brevi cenni stor ici ~una evoluzione della maschera contro, i gas durante la guerra mondiale ( 1 9 1 ~ ·9 1 8). - Con 21 figur e . . 7 VI - l<'. CACCIA. - Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti in guerra. - PrefA.zione del prof. R. DALLA \ '-eoovA . • . . . . • 6 VII - S. SALt::-< Alti. - Insegnamenti dell'ultima guerra su l trattamento delle ferite osteo-articolari In 1° e 2° terhpo. - P1·efnzio ne del professore R. ALESSANDnr. - l"n volume d i pag. 190 . . . . . . • 20 VIli - A. CA~ARIN I. - La medicina militare nell'antica Roma. - ·Con 5 fig. 5 IX - la celebrazione del medici cad uti in guerra. - Un vol. di pag. 92 con 1fi figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IO X - N. R.oorNò. - La profilassi delle malattie lnfeltlve dominanti nelle nostre colonie africane. - Un volume di J'>Rg. 44 . . . . . . . . • 6 X I - A. CASARrm. - La scelta del piloti per la navigazione aerea. - Un • 20 · _ v o lume di pu.g . 232 con !l? figmc . . . . . . . . . . . . .
Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume d i pag. 11.10 con 37 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - U n vo lume di p ag. 106 con 28 fip:UI·e . . . . . . . . . . . . . . . . . . III Conferenza interalleata per l' assist enza agli invalidi di guerra. (Roma, 1919) - R elazioni ufficia li e comunica zioni. - U n volume di pag . 9G • • IV Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles , 1020). - R elazion i uffi ciali. - Un v olume di pag. 44. . . . . . . 1 Congresso internazionale di medicina e fannacia militare (Bruxelles 1921). R elazioni uffi cia li de l Corpo sani tl'l.l'iO militare italiano . . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e fannacla militare (Roma 1923). Atti del Congresso - Vol. L - R elazioni ufficiali - Un volume di pag. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . ...
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(Seg.u; J> pagirw. della copertin~)
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MEMORIE ORIGINALI
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IL TIFO ~~ L.\ VACCil\ZIU~~ ANTITIF1CA ~ELL'I~SEHCITU p~-'r
il rlott. Giovanni Memmo, .:oloonelln medic-o.
Ritengo utilo illustrare un episodio epid (llllico di tifo di noLevole entità, verifìca.tosi nel decorso anno in un reggimento d i artig!i(lria ùa campagna d urante le esercitazioni annual i di tiro, per le consi(lèrazioni di ordine gen eralo che n e derivano, sia per l'ep i d~>miolog-i a del tifo rwll'esercito, sia per la pr~ttica. delle var-cina.ziOJù a.ntitifichf', che .in Jt f~li a ~ono r·egolarmonte e con metodo applicate solo nell 'esercito. Il ~o reggimento d i artiglierhh da <'<tmpagm~ ha t· Oil l(' >:Nh.\ di guarnigione P esaro, tranne il IV gruppo sonwg,giato (1 oa e 110 b ;~lter i a) r.he risiedein Ancona. LP f.nnilizioni !;a,nitarie d<•l reggimento, <'ome è risnltn.to dall'esame dei registri di visita, medica, tanto nella s<>d l\ quanto nel distaccam :~nto di Arl < :ona, m·fmo .ottime nei mesi pt'ee<'tlen1.i la, part.euza tWr il campo. La loca li tà ~-;c·.ol ta, pl'r le esercitazioni annuali di tiro fu Cmneriuo. Il primo ~\ partire per ( 'a,mrrino è stato il plotuu~ :wtonomo, il quale vi si è trasferito IH~r ferrovia. Il resto del rPggimento rag~iunse Camerino per via ordinaria, in t.rc sca.gtiopi, eh~, in <hto tlivf'rs<·. seguirono due divorsi itinerari. eome rìsnlt.n. d:olh\ t.ahPILn eU tra.l'lo<:a7. ion(·. qni l't'tro riprndot.ta:
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Ne ri::;ult.a cbe il IV grttlJ!JU è anivat.u per printo, il1° agosto a Camerino: esso ha fatto le tappe n, }Jit-'di, ('~s<·ndo il ~l'llPl10 someggiato d<>l reggimento. Il giorno 2 ;tgosto è arrivato il I II gruppo e il giorno 3 il I e II grupvo. che hanno fatt:J le tappe per via ordinaria, ma s tù en.ssoni e a cavallo. Il giorno 6 agosto gi11nsero a Canwrino 76 " promilital'i ,, (i militari, cior, giunti in ritm·do alJp, anui, lWl'(·h~· ~W<'n\110 r,di't fatto l'i1-truzion(' prcmilitare) provenienti da PC'saro: Pssi fetero il \'ia.gg-io ]Wl' fenovifL e furono a::;segnati iu varia proporzione ai diven'i gruppi. Il gruppo autonomo fu accantonato in eitt à: ~lì :litri fuxono ;ttt.enda.ti e gli accampamenti ris ult:wo d;tll'unito Sl'hizxo (fig. 1). T/attendamento ò('] IV gruppo~ e.he fu il primo ad atTivare, era lungo nn sensibile declivio fr:t le mm·rt. dPIIa (·ittà e l{b strada di circ:onvallazion<·: tutti ·gli altri gruppi at;tendaron,) i11~ieme phì lont.ano nel luogo sf'gna.to nello schizzo, in un cn.nqlo a do lc·p declivio, a valle della stra.da~. ora d etta. {r1r"., :. ) I quadrupedi erano di~:>poi>t i lungo la strada di circouva.lla.xionc• ; quelli '-1~;.~;-21 del IV gruppo f'-rano acca.nto a.IJ'att.endamento del gnt}1po st<'~So; poi suer.~ cessiva.mente S<'guivano i qmtcù·upedi del I li, quellj del II e quel li del I 7 • ·~·.'~\_ in modo che qu<>l;ti <'rano i più vicini agli rweampanwnt.i del rcs1 o d<'l rPg/ ..~%~ gimento. tt2f/i'-4 i..~~~f0 Le cucine rt-ggitlll'ntali erano su di un Jljaxza,le della città in vicinanz~~\,-;L~. -: · dell'antica. rocca : e atraec~i:'l.ndosi al murll.glionè di c'inta~ che liJuita il "(·,·:< piazxale, · si poteva vPdere sottostante il hwgo eli :bcc·a.mpamento del ·, ""·' I V gru})l)O. Dm·ante le tna.rei<> dÌ Lnu;ferinwnto l';wqua ehe us;~rouo i revarti fu quella us:tt~~ dalla popoiH.xione ei\'ih\ dei vari l'uoghi di sostaeùipassaggio. In :Montec<\Ssiano, dov<.ì il IV gruppo :-;ost.ò Jl('l' tw giomo, la. eondottm·a. d~;> ll'acqua si stacca dal condotto elle a.linwnta :Macemta,; 111:\ lJOi<·hù la quantità era appena sulfiriente ai bisogni dellll, popolazione, all'a,rr ivo delle truppe fu prelevata acqua da un poxw e data con mastelli :1i soldati affinchò si hn~as ser o la fa.N:ia e le tn}tni. ma con il rlivil't.o ltf;solnl o di lwrla, pere]H\ non potabile. 1n Canwrino la di<:itribuxione idrù.:<t ùura.nte il calllpo pu<Ì distinguersi in d ne zonA: le aeque del pol igorto e le acfJn e della città. Le ~eque del poligono sono sta.te riconosniut(~ nttinlC'. Le acque della cittit erano di t,n • migini : a.) acqua di un poxzo situa,to noll'a.cl·anl.onaiiH'Il(·o ù1·l .P lotone ;•11tonomo, che però fu ehinso ; b) acqua. dell'a,cquedotto ùc1lla t:ittù , <·lte, <lo utc•zxo di tubatm·:~o scoperta per la ma,ssima parte, e c·on it.pvositi mhinctti, em destinMa per 1:~ truppa e ad aliment;t.re le vasch<• ùi tr'l' ahlwveratoi, ri~pP.tthr:mwnto pe.r i qnadnrpedi del I, Il e IV gruppo ; c) acqua per l'abbeveratoio del III grupvv. L'abbevemtoio per il l ll gruppo era costituito dalle Yasclt<! iu nmratura di un'antica fontana, che cltianwremo del .il!.alicherone. Q n est a è una. speeio di grande nicchia, CO!;truita in mattoni, diviS<b in due parti uguali da un muro mcdi~Lno,cosieehè no risn ltano d n<.> nicchi P minori, c ill,fiC1ll1a dellt•
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qttali ha in ba>~:;o una vasi-.;.•. XonHalllH'Ute csct• l'acqua solo dal i\Lascllerone a :>inistra e provicme <la l j';ottmmolo: ma per l'anivo del rng~irH cnto ora stata imme;,sa l'aeqna a.nehc nella ni<\clria eli destra ruedi}l.ntl' dNivazione dall'acquedol.to df'lla città <·on una con!lottu ra in ferro collo(·ata snp crticiallllente com011cr g-li altri ahhHvl>ratoi. Hnl ntaxchoront'l a sinixt.ra t'Ira st.a to vosto tUt r!l.r tl'lln <·on lct s<·r·itJ;~ ~< acqua non 11otahil<· "· Gli ahhP\'<'mloi c.rann <:oxtit.nit.i lll'l' il l , II <' IV ~Tnppo da vasche in mm·at.urn, f\ cenwnt,o, ;~lit~wnlnt.t· <·ome sopra s i i· dett.o. La. vasc}\ p erò in l'<~mt·nt.o clt>ll't\lrhev(\ratoio dt·l IV gmppo ll <'i pri11ri :riorni (St'<;Qndo quanto h ;~ diehi;tmlo il t·o rnandanlt' fl<•l gruppo) non t.<'lli'Y<t perfe.Lt:tn t t>Ht<~l'aequa, c·os iN'ht•. i qnatlrup<'rli <bhhP\'PJ'aYano in gr:~ll partr' rwll'ahhpvc·ratoio del ru gruppo. ('01111' avpan· dallo sdJiu.o, l'ahlH'n·mLuio del l gTttpjro era ••. valle ddht stmcl:b, gli alt.ri t>ra.no ;\ nlllnl c : rptt>llu cm ùixt.;lllll.' (la).!li a ltri ed isolat.o . qu<':<t.i <'mno Yi<·inix:<inli ~!l i uni a:rli altri<' ;ò)!!!rttppa.li . lH'r NJSÌ dirH, iutonw <bila. font atta <h• l ;\l axi'!IPrOn(•. ,\ l di sopra. <li cpH·.-;I<b •·on tli,.;c·n•ta pc·nll•·nza >mh· lllt ~c:rnmo (.;Oitivato ;ML orta•!g-i. lìntitalo in alto dai fabbricat i di ( 'anH'T 'ino. <l, fra CJllP:-It.ifalJhri (';~t.i <lc·~b inati <~ll a.hitazione. d i· anc·he quello til'll 'r)SJH'tla.ll' nivil1•. f ,a C·ill~ di ( 'aiiHII'iiiO IIOil h;~ fn!!ttal \Il'~, tlla SO)O Jlll7.ZÌ ll<'l'Ì .
... * * L e collrlizioui ,..,antl:~ric- tlr•l n·g-!,('intt•tttn itt l'a.11wrillo Xlllln stai <' <~c·(·~l ll'tlli lino al !i :~g-nx1 n. f,;\ tll:~l'tin; ~ di'l 7 itnpl'f o\·v i:-mnwntr> alltlt t:\brouo ruull.i ntililal'Ì del IV J!ntppo, t• poi r:topid antc•nlt• ilnurnt•rn ilPi nw.Ja t i ar ulò allnWnt:l.ndo <'in tutt.i l!li a ltri g-ruppi Jino a 1'<\ZJ!Ìttll)!l't't' la rifm <'ntllpiP!ixiv:~. <li J.ì:'. il l U agosto. Ln t!U<';:Io g-ior·ntl l'ntlidalc· i!!ieni:-<ta. dt·lla rlireziont· di sanit:\ di'l Corpo cl'armat a. n·n~t.oxi xn l voxl o. c·.onxt alò c· h c In l'ot·rna lllOrhosa ~i pre.snnt:wa <·nn ft\hltrl' t•l<·,·at:t. a 1l ittx01'1-!l'llza hru:-:<:a, (:l'fa.lt•;l in!I'IIRH . d olori vag;\nti a.r1 it,olari r. lllll~l·ohbri. prcrx1 ra'l.ionP .!!t•twr·;tlr• dl'llt• t'tll'Zl'. liug-na nmida c pa · IÌitOlla.. <liTOS:<a1tlt'lliO flt •l fal'i llg'l'. Pj>i>if·<b:<SÌ ('O]JiOXl', \' ('111 1'1~ tlllllii[O lrj!g'C'l'1111'11 t1• m l'l ('Ol'it·o. al vo pn·,·al t·Jtlt•rt ~t' lll l! st.ii f ic·n. lìn a IIPr·itt;\ t li a lllll t:dal i a>' l'\';t.l\0 f :1 f.t i pii t J.!Ta\ i t' <·ltt· dt•pnliP\'iLIIO llt'l' fnt'llll' inf<·II.Ì\'11 in l <'xl irtali (labbra. ~~·ngi\'c, lingua, SNT:t rit·opcrt;t di p:ttimt nt• l·a.slra., Yt•nlre spi<Tat anwnt t• mel Poric·o. gorgo~ l io i Jt.o <:C'c·a i<', pro:-;t.rn.r.ionl' !.!'l'iL\'('. lil'\'t' :;ta.to stupnroso) . I>Pi ('!ti pi l i li'• \'l';tliO giì1 guariti . 111<1· pn•::t•nla,v<tllo I'Otlll' postumi aeo·t•tll·ll:tlo 1li'JWI'Ìllll'11lo (' !!T<l\' !' ;r.::l<·ni;t. ~i gin d i1·o i11 pri n 10 1t· Jn p o 11':11 t :trsi <li tlll<~ fornm i 11 Il w•rtzalc eon <l islur!Ji irti<•:>! inali t'IHtc·onJit:tlll i. t· si ri11'1111<' t:lte l'l•pidl'lllia. fm;se -;l;tfa c:oHt.ratt.a s ul pox1o, l alli o piil l'Il<' risnltir (':<Sl'l'X Ì \'<'J'ÌIÌ<'a{ i 1111 Jl<bÌO tli nwsi pritllft fr;~ la popul:tzinttt· {'Ì\·ilp <li ( 'anwrino fn·qu<'llli t·;~si d i inllrH·nza c·.on rnanifnxta%inni intc•,.;t inali. :-:iu<·t·PI'I"i'·a.nH'Ill<• (H'l'Ìl le Ìlllla,::ini di gahi JH•tto e l'ulteriori\ decorso <·linit·o ru•,::li alntllala(.i Jtiit :..r1·avi tlirttos~l'<l·l'OilO t.mtt.arsi di una infezione ti!iea, iJ (•) tC\ fU ('llllf<'l'llWIO rlu.J g'!'IWJ'a,lù tll('(tit"O iXJWtl 01'<' iJWiat,O Snl posto <l'ordin P tlPI :\Li ni::t ero.
Il. TIFO 1': 1..~
V<\I~ 'IN.\ZIIINJ·: ,.\ NTITIFH 'A NJo;LJ .' r·:l'< J•:RC'ITCI
L'~pidt>mia dN'.IiJtÒ rapid~unentt' nella 2a quindicina di agost-o :.il reggimento rientrò tutto p er ferrovia a P esaro e dumnte il mt•:;e di settembrt> <'ontin"Qarono a verilìcar:-;i n('Jla ::>ede del n•ggimento altri pochi cat>i. In definit.iva :;u una forza di 95H uomini ~i sono verificati d manto l'epi sodio epidemico 25!1 casi di tifo con 37 morti, con una percentnale del 27 .l 1li morboaità, dE~I 3.87 di mortalità e d<.'l 14.:l di letalità (mort.i i-mi colpiti). L'andamento dell'epidr'miit· si ~webbt> potuto dc.,umt•t·(• dal T<'gistro dei chiedenti visita. o dal l'(•gist.ro d(':!l i entrati all'inferm<'ria. ma tenendo r:ont.o dello ~coppio improvviso dell'epidemia e dei mezzi di rieovero che in primo tempo erano a dispo>;izionn, ::;i ì• ritenut.o piit OJ>port.uno abbinare le d ne fonti, nel senso di f'ako lat·e eome primo giorno di malattia quello in 1·ui il militare ha chi<>sto v isita, a.nche ~e es~o non è stato ricoverato nello stesso giorno ;~ll 'infernwria, ma dopo dne o tre giorni, pw· eontinnando }~ presentarsi a vi~ita.. Per a.lcuni ('asi in eui erano avv~nut.i due ricoveri sur.l:essivi in luoghi di (·ura a pochissimi giorni di distanza l'uno da.Il 'altro & st.ato <:alcolato couw ini~io della malat tia il giomo del primo 1·icovero. Dallo spoglio eli C(u(•>;ti riat.i deriva il sPgnentr anclamE>nto dell' epidemia :
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Origine dell'epidemia.
La 'P l'ima diagnosi fa.tta fu, com e si è detto, quella. di una forma infiuenM le con manifestar-ioni intestinali, e ciò p(>..r la sintomatologia e per H d e<·orso brevo e benigno nei primi 153 casi. Ma per il d ceorso clinico nei c1~si successivi e ])('l' le ind<l>g"ini di laboratorio fu aece.rtata la. diagnosi d'inf<•r.ione tifica. T.e riceJ·che. batteriologir.he fmono inir.iate q11ando il foeolaio epidemico era n~l suo acme. Le (\Jiio(•.ulhtre .Etu·ono Mltanto nove, di cui .sei <lt•t.tC'J'o N;ito positivo per il tifo e tre Psito nl'gati ,·o. L a. s ieroagglut.inar.iort<' fu pratica.ta su 110 milit.-~d degenti in massima all' osp ed.. lt• <:> Vl'DUP l'ipE'tuta in l:~ casi a.d N•ito negativo, nE>i qmtli la sin- ' <lrome clinka si imponeva per la diag-nosi di tifo addominale. Si ebbero 82 risultati po"'itivi P ~8 negativi. ::)eco n do Il' primo nof,ir.ic mecolie parve log-ieo SUlJporro rh e il l V gruppo somegg-ia.to, vroV<·ni<'lntc a l)Ìt'di ùa ~neona, si fos!:le infott.ato lungo il camtnino, bevPndo eli m~s<·osto .v·q U<' i rnpmo (l\lont,neassiano ), E\ ciò perchè i primi casi si S\'iluppa.rono 1':-;<· l uxivanwnt,e nel 4° gruppo. In Camerino poi il IV gruppo f'l'a af.tt•rtd;~to lontano dagli <tltri gruppi, nm vieino allf\ cucine re.ggiment-a.li <' ~~IH' l)<' l<· h~trine en~no '~ vora distanza. Qnin!li i pri1ni casi, essendo pas:<Htti inosst't'Y:~ti t·Onl(' f·.ifo, le lM,riiw d a eatllllO dovl't tero contenere feci tifi chE> : OlJJH'rÒ pan·(' <'lw i l dill'onùersi dc•l l' l'pi d <>m i a si potesse spiegar e con il fa.t,to che le nwsdw t.rasport~~ Y:lo!HJ i gPrmi cla.lle latrine ai r·ibi c sostanr.e ~Lli n wntari cl<'llc prossinHì e-urine. Ma ben vrt•sto fmono :-;ollt•nt.(O obicr.ioni n, ({tt(•st.a iput.Psi, in base Sl)ec:ialmentl:'. àÙ ;~\(~ lllt(\ I'OnsidOl':t.:t. iOIIi, f'!H'. lJOt<<VH.IlO S('lllhl'al'('. molto ()OU·
VÌ!l!'enti : ( 'amerino ;~arehhero st,ati rilt>V;\ti )Jtima. o si rilov;brono do]Hl c·a.si tli l'i l'o nrlla povol:~v.ione rivill'; quindi poco verosim ile c~m l'ipotesi di nn'origi1w iclric·ll·. d:J.t.o ('hl' ht popol,l.r.ion e f'ivi lc tt~ava la st0x~:L <Wq im ckllt• t,rupp1• ; 2° :::iolo una parti· dcllf' hup]H' (il IV j!l'U)l}IO) vassù JIPl' :llont.e<·;).:-;siano e il pozr.o c·on a<·qua non potahilr <'n~ piantona.-t o; tjUindi l'uso delle aeque inqninat-r. sr Yi Ju. dm7 rtt <' <~f's(•n• molto limitato, f', <Hl ngn.i modo: solo per parte ùPi m'il ilari dr.! IV grupvo ; 3° Il veiC'olo mo~<'h<· non 110tl'va Sl)icgan1 il largo diJiondersi della. Jnalattia, essE>ndo ~l i a.llog-gianwnti rlcl IV gruppo molto lontani da.gli altri, <'mal si sa.r<'hhP spiega.tl1 f'ltt• l<' nlOR('he avessero poLu to porta-r e l'infcr.ione dagli acca.mpa.nt<mt.i cl<' l IV gn1 PJ)O <\ quelli degli aiLri, senzt~ iniettare in vari tempo anche le ahit~l.r. ioui c·ivili <:it·eonvirine, nelle qna,li uou si usava-no certo norme }H'<•vC'ntiv·p, di aleun genrre. -1° Non Psscndosi verifi<•aLi casi fra i sottuffidali, s i riteneva poco probabile eh<' lp mosrlw a\' C'"'l'Pro per l'appunto rispa.rmiato solo i cibi destinati a loro. 10 )[{· a
~lon tt·<·a.ssiano,
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** * Nell'incerte"'"'"' ((ttindi d elle notizie pervenute da varie font.i e dei dl\t.i talora con t ra.dditori fnt loro, si è rt>sa necessaria una le~ borit>sa indag-ine, i> anche un sopralnogo a Camerino lH~r potere a.nwe c.biara la. diRt.inzionH ero· nolog ica degli amma.lat i per i vari gl'llppi do! r <>ggimC\nto. l'approvvigioname>nto idrico d• ~i Yàri g ruppi, i clll.ti vM·.einal i (J ).
[n base a):!li st.11di e ai rilievi fatti C'O n v i C'n t- int.anto ~t.ahil in• ah·.nn i puu ti fondam en tali : 10 li tifo ha. serpeggiato dm·a.nte il l \)~•! in t ut.t.t· le i\Ja.n·.lle. c;omt· si
può rilevare dai «Bollettini dPlle ma.lat1iie infet.tivc, ntd Regno " della Direzione gent>rale della. ::;a,oit.à pubbliea: e in purtic·olare modo pm· il l'O· mune di Canwrino sono sta t i segnala.ti i segnPnti C'à~-:i di tifo : rlàl 2~ aprile al 4 maggio : casi 2 ;
dal 2!i maggio a.l 10 giugno : easi 1 d al 30 giugno a l li luglio : casi 3 : dal 21 lug lio a.J ~7 luglio : ca.:si l. Queste le d cnwwic utlicia.Ii, ma. sembrerebbe eh u i casi di infezione intestinale, più o meno riconosciuti come tifo, fossero in numero maggiore e che anche qualche caso di. morte per tifo si fosse verificato nell'ospedale o nel comnne <li Camerino n el lnglio 1924.
(l ) D d ~;u pru.luu:zo i· >'lttt<\ inc uric:t\Lo il tt-n.,ntt· c:ol(IJm··llo tcl •·di!•O L.u hri }),. B <'l'llrdini ><, il quulc' l111 >~lli"IH• <'urutn t.ut.141 l'Phlhlll'>l-?:ionc• r)pj ÙHt.i ..:t>lti-tièi.
l * ** 2° Dall'osser vatorio metcroologico del Seminario a.n:ivescovile iJl Camerino si rilevano i seguenti dat i sulla temperatura tn(\flia e Slùle precipitazioni atmosferiche nella :~a <lel'a.dc di luglio e l" quindicina di agosto : Pt·cc•i pitazinu t• a. t aou~(,·r·lo.n ,\llt\zzn iu 111illinu·1ri tle lht pltu;:s:i u
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(la.! 7 all'i agosto e la ~a ù;d J 'i agosto i n poi.
Il primo <bÙ c>~x(>r<· c·olpito <'On il maggiore nmtwro dt•i <·~~xi in sPttKo as,;oluto (• il lV g ruppo: <•»xo i· "tat·o il primo <'\,d a.l'l'i va,r<• in f'amt>rino (1° agosto). 1,o sr·oppio epiclemi<·u s ·iJt i r. i a al 7° g ior·n o <li rwrnlaHPnr.a i n ( 'amt>riuo, dura {i giorni ; si s nsst' f.!UOllo. poi. <'a~<i iso!at.i. TI :.!0 acltls!i<'l'P c·olpjt n ì• il Ill g-rlllJJW l'iH! i· arri,·at.o <t ( ·:,.uleriuo, ]Jl'>l' ,;rconllo, il 2 <wost.o <·o n ~'guai<' g-n~vi t ;l <lf'l I v-. );o s<·opp io 0pidemi<•o ,;'[nir.ia il J O ago»to, alrxo g iorno eli JHWlll<HH'nza in ( 'aH tPrino, clnr:t ~giorni c• poi ,;i ha 11n knlo Sll('l'< 'llersi d i <·<~s i. TI g imno :3 <l·g'Osto giUili!OllO in ( 'al t)(•l'iuo il r ('n J:!.Tll]lpu. Lo sc·.uppio l'pidNn ir·o si Jlttil rifl•nt•r<• si htizia. in amlwdue l'11 a.g-ost<•, c•ioi· d.opoKgiorni •li J)('l'llli~Hc·nr.a in l'<bliWrino, clura in a·tl dll•lln<- c irc·a, ti g-ivrni. PrPnd cuclo qn itHli in <·»atnl' la. )H'ima. fast• <h·ll'epi<l<>mia, elw »i può rit <•ner(• n~d;:t. dal 7 al l 7 ag-usto. ri:ulta "'·i<len te <:!t<' la r:ruwr c7'infr..~ionr rf,·rc· rs.~f'l'r sfta/fl unica fll'l' t t~ Ili i cui t'ili, e twlhb stN;.~n l rwalilrì. i11 CmneriniJ, JH' t'<·l1ì· i t.lin•rsi ~r uppi ;;ono );l a l i sn<·<·<'" );inl.nwntr> rolpiti, Hg-l i !;t<•si'\i intrr,. ,~lli 1.li atTi,·o in ( 'anH·I'iJw. f1o pn l o"'"~"" nunwro Ili J!'ÌOJ'lli eli p<'rmanenr.a in ( 'anwrino . :-;i puù as»~>lufao~l wnl\· I'>W itul<·r<~ <·h<' l'inl't~;r, ioJJ(' sia :c:t ata Jll'P:C:a <lm·ant<' h· 111<1·1'('(1 eli lrasl'<•rinH•JltiJ. Il lY ;.!l'liPP<! }JllÒ :l.\'1\l' lH•rnto dPII' ;I('QHa i~fetta
1• Montecassiano: m a ciò avrebbe rlovu t,o v('rifi<:ar:)i anche per g li a ltJ·i gruppi, che hn.nno :;c·guìto una stra.da diveJ·S<1.. Qu<'sta curiosa coincid enza, che, per quan to difficile, potrebb<' l'Ssere stata possibile, è eliminai ~~ p<'rò dalla. circostanza, che il I gr·nppo :.tvrebbc dovuto essere colpito nella ste~sa misura o quasi del II gruppo in~;icml) al q ua le si <· trasferito, vart.endo da llo stcs,;o luogo, JH'J'C'OJTI' ndo lo :'\tN;so itinerario, arrivando lo sh•ssn giorno. È daritenern quindi c·ue !'epidemia ahhiaH~vuto la .sua origim· in t'alll<'rino, e clw tutti i colpiti n<'l primo t<'llllJO abbiano eontemporatH:'a.nwut •' acquj sit~\ l'infezione, ht IJllllle non può essere st.at.a, che di or·igiue idrica. Ricordiamo infatt,i quanto è stato prc<:erl<'n tcm<'ntc riferito sull :~ distribuzione idr ica per il reggimento. L 'a,cqua per l'ahbevern.toio <lc llll g-ruppo (Fontana, d{•L 1\htscheront>). al q ua.le nei primi giorni ba. ah b<wcrato il IV grnppo - pcrchè l'abbeveratoio del IV non teneva ]12rft'tt;a.meute- p roveniva in parte dal sottosuolo e sgorgava fre.c;ca dal Mascherone ; rnent.r(' l':>ltra,, che fluiva dalla condo t tnra metallica scoperta ed esposta a l sole, 0ra. calda. Ora l'acqm~ d el Mnscherone era stat:.b diC'hiaJ:ata .nou potabile; m a s i può essere certi, anche se non l'avessero confermato ,~J cuni miUta.ri che, ormai guariti, erano rientrati dallll liccn;-;a di convalescenza, eh o, nonostante tutte le proibizioni e il cartello (( non potu bile , bevvero in iarga misura a l getto d el:M:<M>chet'OII<' i ntilit.a ri del II, III e IV gruppo per la ma~gior~> freschezza dell'acqua. L 'esame batteriologico di quest'acq ua ba d ato 1800 colonie in gt'btina con HO fondenti c pn•senr.a not<w ole di b. coli; negativo il reperto per il tifo, invece l'altre\ d ella condoLtnra, ba dato 450 colonie in gela.tin<· con 39 fond~n ti e assenr-a di b. coli o b. t ifìco. La sor~cnte, da cui derivava l'a.cqna inquill<l·t<l>, del Ma.scberone si trovava. a nm• c inquantina di metri dalla foutana., scolTeva nel sot.tosuolo di nn terreno c·oltivato, situato a l di sotto <li C<\So di abitar-ione e dHll'OS])f\d:~l e civile. Se ricordiamo ora. elle casi di trifo v i ::;ono certamente ~;tati in ùamerino, che nei giorni precedenti l'arrivo del reggimento (~ 7 , 29 e 30 luglio) vi sono ata.te pioggie molto a.bbondan t i, tutto autorizza a pensm·o èhe IJ IH.'St<' piog- gic abbiano potuto convogli~tre banilli d el tito d a l tmT<'no nPII' iW IJll<~ l'lll' de flu i va, dal Mascllet'One. L'aeq ua fresca, non votabile, defl uiva. nella fontana. elre dovl:n\ servire solo per il III gruppo, ma n ei primi giOl'ni ha Sl'rvito· p er il IV gruppo e v icinissimi aveva g li abbevera.toi del TI. E quindi in piìr lal'ga rnisma vi doVf~ttero bere i milit:ni prima del IV gruppo e poi qm'lli <lel ill e del II: i gruppi, cioè, più dumnwnto colpit i. I: militari del I gruppo, in vece meno coll)ito degli a lt r·i: dovt·t.tero hl'l'<• in misura pil'r limil.ata : (•ssi a-çevano i loro qmuhupcdi viC'iuo all';bCGampa.ment o e cosl pure l'abbevt•ra,toio ; non a.vf\nmo quindi nes~uua o ben po(·h1• ragioni di an dan~ ali ~~ font·lblla del 1\thts<>herone. Essi, rit' ntrando in città dalle esercitar.ioni di tiro, d eviavano a dcstr·a. per ra.g~iuul:(crc l':,cc~m•PH· mento, mentre gli altri l,'l'Uppi proseguivano a. sinh;tra fino nei pres~i de ll<~ rocca. ove lasciavano i pe;r,zi n poi, proseguendo por la vb di circonvallazione, pa.~sav~~no davanti ai propri abbevm-atoi vicini gli uni agli alt.Ti,
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in mezzo ai quali era la fontana del ~Iascbcrone, ~ gi un~cvano prima <H pol"t i asscgmtt i ai quadrupedi e poi a.ll'aceampamento. Vi sono poi altre cn·<•ostanze, che confermano la origine idriea dPl primo seoppiu epitlmnico per \ '!~equa del "Masehcrone. Inta nto la popola.7.imu• ciYiiP in C;un<>rino non faceva uso d elr,~cqua rli fJ lWf'ht fon t;uta. l'd (• q Uf>~o;ta la l'ltgiont> per la quale (> rimaRta i tn !Tl\1 Ili'. Gli ultici;di, i sottni·Jk i<bli H g-li aiL<·Hdt' nlti non <~nuna larouo, in quanto 1·111' eR~-;i uon ebbero ot·t·asionP fl.i bPre l ';tcqua dd Mascherone: riprova i· •·hP nn ten('lltc 1LP.l l V g-ruppo, at tllllrtlatoRi il g-iorno 10, ha dic·hiarato di an~r bl•,· utC> alla fontall ;~ di'l ~Ja~dtei'OJH'. ~i puù :~>J!J!ÌUDJ!ere, inlinc, che la lllas;;im:t p;wt.c di'J!li allllll<~lMi s i ehbf' fra g-li a rti}!liPri addetti a lle ùatteric, lltl'nt n· non rin a:I;;Pnl r olpit i ,:rli sc~rittm:~li. i fttrirt·i r·lw JWT' r at.don<> di S('l'· \ ir.io non fl'l\fjlll'll1 aYano la fontana. LI plotilllll a utotH1nao , }!iu nt<t p<"'l' fenovhb, i: stato :l:cntn~ona l.n in città, t·d è stato illlleno 1·olpito <li tutti; i ]Wtlti <·asi ~i p osson o rifl-'rire a individui, l'lto ndh> or<' di li!H'ra. u;-;t·ita <' p m· xl ar(l iniòi<•nt<' <·ou i compag-ui saranno andat.i lttngo la xt.r:tda di ( ·irN!TlY :~IL!r. iour> e lP ranno pot.uto h P r~ !' ~equa
ill•jiiÌn;t.ta. l J.>l'l'lllilitari sono J!ÌII I11 i in C;mtt· rillo il ~ÌO l'JIO li pt•r fenovia anch<> t·xsi, ~~ snn o xtat.i c·olpi ti arwli 'I'R}:i in Jll'o]Hll'zion<> ntill<Jre e quasi t•gu~'\le ai tui li tari d <'l plotone· aut.onun1o, n c•j(, pc•relt<\ l ' ioquinai!WIIIO dell'acqua do\' t•va t•xserP giù <·<•ssal n. al loro luTiYO in ( 'an wrino, dal o il bre,·e tempo in eu i puù rÌili: III.N< ~ i l h:w ilio ti li<·o nt.J l' <~<··•JLIH· li an d t P p<:' t'f'!l i~, <\llPeJll\ a rri v n ti t~ utani t\•sla l:iRi i pri111i <·<~s i nel 1 V ,:rruppo, k autorihì xi ;l.lla.J'Itl:trono e pn·:-w.t·o t.ut.ti i pro\'V('flitalf'ttti proli la i t i(·i twc·<•ssari. Nnl 20 periodo fl l'll'epidt·ntia, l'h t' Hi inizi<'r('hhll vt•J sn il 17 ltgORto, qualdlt' e;M-so polt'Phbe t·~;;t•re aliC'fJJ'à tli origi.Jw i1lri<·a }ll'r tiiH~ prot,mtta incub a.:r.iono, ma la nta.!!J!ÌOr parte iòi (1€'\'1' <'t'l'l.am<•llt<• u. t·ont:l·I!Ì più o mt-nu d iret ti òa.i printi lt taht.l i. ' Una, ohhi€'z inu1• puo farsi all"orii!Ì IHJ idt'ÌI·:l· clrlla lll:dil.tlia, ed l~ quella tl<'lla hre\'itìt tkd Jll't· iodo tl'i tH'ttb,~z iom•. sf'hlwn(l quPR1a 11ox~<l an<·h c avere u n rninin to tli 5 ~i nmi. L'inrubazioJI(' [1<'1' il IV ~1'11 1'1'0 s:m•hi.J<' l10 i slat:~ di() :,:io rni l' vrr il Ili r.rmppo eli K ~iorni . Bisogna pt'l'l'l i1'11Prt! l'l'l'SI' IIlt: t•h c le truppe SUllO s1a·l·t' IH'l ]" veriodo alt<·nd;:l<'. <' t·IH• l a l·t'llliJPI':lflll'<h IIPi pri111i giorni di ngo!;l() l' nt.pid:tlnent.c .li~l·t•s: t nt>ll' lf :s.lia •·t·niJ·ah• -- a ( ' alllerino la t<'nqwral tn·a media, rhl 2:to Ì' .>;t·<•sa. <~ l ~", li - q n ind i n1·1lc )ll'im<• nre d<•l m<btl iliO l'lèl.l'it st.all~c<'rt:-Lmente ;ml'ora pii1 ha"""· :-:1' xi ag-g'Ìtlllg'l>llo poi lf' piog-giP dd -1 e ::;upratt-ntto quelln di'l !l\' lO <H.!'nsLo (~r> mua. ili <te·<pt:~ e 1 () 111111. ): ri:-;ullaeYidenteelwnonsouo llt:tllt'alP In l'allR(• pt'rfJ ig•'l':t n t i. l<· q u :t l i h;~nun rt·rt~mPnl <' da 1u i l loro con trihuio :dlo insor.!!<'t'(' l'al d ill'onfl(•rsi fl<·ll;~ ma i :Ltt i<~. ~ci rig uardi l>O i di 1111a llliuore in1·uhaziotll' tlohbi:mro an<:h•· t ('l :l'l'C ptl'>:t·IL: .•~ che il l V IJ.'l'U]lpO sollH'~~iato, lJf'l' qua.11to lliHl sottoposto ad tWC'f'~sivi rlisa.gi, lm compiuto lo sue l:lp]w a pi<•d i (' ha r•;rl<biiH'llt(' RnhìfCI ' di;;agi rua.gg-iori tl(;gli ~~ltri _:.!:r·uppi.
JL TIFO E LA VA (:C'INAZlON P: ANTITlFI C.t,. .NELT} F:SERCJTv
373
.. * ** Il doloroso episodio di Camerino ci dà due arumacstnun<>nti. La lotta contro le malattie infettive ba l)er prima baso la ùen1mcia di ~sso. Il risanamento di molte località~ nelle quali ta.li malatt,ie sono en·demicbe, e prima fra esse il tifo, sarà molto più facile se, come altrove, si .andasse alla ricerca. di tutti i casi per indagarne le origini e distruggerle, piuttosto che pietosamente nas('ondcrli. In secondo luogo ancora nna volta l'igiene militare a-mrnonisce chcin <~asi di trasferimenti di truppe occorre procedere con ogni :1.ccuratezza alla .scelta d ei luoghi, all'apJ)rovvigionamcnto idrico in ispecie, e elle quando -esistono fonti d 'acqua so;;pette con viene sopprimerlc piuttosto che iJ1dicarle -come non potabili. Il solrl.ato trova sempre modo di non tenere conto d elle :indicazioni e eli eludere qualunque sorveglianza del gl'Di'I'<'.
L'epidemia in rapporto alla vaccinazione antitifica. Qt{a::;i tutti i militari del reggimento, secondo le disposizioni in1partite
·dal Ministero, erano stati sotto1)0sti alla vaccinazione antitifica noi mesi -di giugno e luglio, e prccilò\amente in Ancona., da.l 30 giugno al 7 luglio, i militari del IV gruppo someggiato, e in Pesaro dal 23 giugno a.l 2 luglio il r.e sto del reggimento. Il v~ccino adopen1-l.o ~stato illipovaccino preparato nell'Istituto sieroterapico milanese : esso fu prelevato dall'ospedale militare di Ancona-, ove -era conservn.to in ghiacr.ia ia•. Il vaccino portava 1{-) date di pTeparazione del18 marzo e del 10 aprile 192 t. ; erano state distrut.te le ultime 7!'100 dosi di vaccino tenute in deposito, che avevano validità di scadenza nel maggio 1924. La vacc:inazione fu ei->eguita con le solite norme, c n<'ssun inconveniente fu rilevato. In Pesaro l'iniezione fu fatta nella regione deltoidea sinistra, in Ancona ànvece nella regione sottoclavicolare sinistra. I,e reazioni locali e generali, sia a Pesaro sia a d .Ancona, sono state nei ~imiti regola.ri : dopo 24 o -t8 or<' di riposo tutti i militari llanno ripreso il 'loro ordinario servizio. Sono stati vHocciuati nel reggimento sia le reclute della classe 1904-, ·sia di nuovo i militari del 1903. Nel seguente specchio è nasstmt,a la situazione vaccinalc dt•i militari presenti a Camerino all'inizio del campo e distinti por classe di leva. Si ~ dovuta. stabilire una categoria di ·incerti per comprendervi i militari non vaccinati al reggimento e che, o per omonimie difficilmente chiaribili o per 'le notizie anamnestiche raccolte, lasciavano fondati dubbi Slùla vaccina· zione ; è da ritenersi però che la maggior parte non fossero vaccim\ti. Alle .:truppe poi si aggiunsero il giorno 6, provenienti da P('snro, in ferrovia, 2 - ·Giornal~ di 111fllicina rMli larc. - Fase VIU.
374
73 militari ginnti in ritardo alle anni J>Pr :~,·cr già. compiu t a l'istruzionE> preessi erano tutti non va.ccin;Lf i.
milit~mo~:
Vaccinati
Tu tale
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REPAR T I
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l l 004
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114.
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1:>ì fronte a. questa situa.zioue vaccinalt' l't;pid,•nlia Wir:t s i è svolta c.omc noi due sPguent.i spec(·lti A P R nf'i rig·na.rdi flplla ttwrho!';if·à e della lotalità : A.) Amma,la.ti di tifo, per gruppi ~ per vaednaziunt>: Totale
% sulla
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32
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Il. 'J'Il'O 1•: J,.\
\ ' ACCLNAZLONE AYriT II~J<'A NI·: I.I;; I·:S I•: ItC'ITO
37:>
B) ~[orti p<'r tifo o succes.<;ioni morbose, per gruppi e per vaccinazioni:
l
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l
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Plotone autonomo.
16.7
Premilitari .
----
.l
Totali
:n
:l5
14. :l
.Ad un es~ mc supcrficin,le di qtH~st e cifre~, se mlHPrcb l1P q n inel i C'l1H h~ va e· cina.zione antiWìca non n.n.>sse alf~1tto prC'!'<rrv~~to la. truppa dal <'ontagio, anzi che la rnorbositù. e letaliti\. sia stata. n1inot·e nei non v;weinat.i. Infat~i in un riassunto generai<\ si avl'ebbo: -· ca~ l
.\ft,rti di tifo
.\l c•rhr•~ltù l
Letali!<\
l
Vttcl·inati 826
23!)
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2S.!J() %
14. Uii Cl.o
Non , -accinuti 1:30.
20
2
l 15.38 o/ to
IO -
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-
-
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-
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...
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l
E putroppo per li' prime impn~ssioni cominciò a, circolare ln. voce, Hnche fra persone istruite e colte non solo nell'ambiente militare, JYH~ :m<'he ~ specialmente in qncllo civil<', cbe Ja, vacdnazione autitifìNt o la qualit,i\ d el vaccino impiegato avT<'bbe contribuito allo svi luppo e all'intensità flel1'infezione. E ciò in base soprattutto nl fatto che nc:-;~uno dt' gli ufficiali e dci sottufficiati , che non ave,-a pra-ticato da lungo tempo le iniezioni antitificbc, nè degli abitanti di Camerino era st~hto colpito: che l'inff'zionc aveva attaccato con incredibile intensità proprio coloro che per la recentissima iniezione (classe 1904) avrebbero dovuto essere· immuni o quasi; che i · premilitari non vaccinati non erano stati in primo tempo colpiti.
3i6
Il. T IFO J•: LA \' A C<'JNAZION~: ANTITJf"l{'A :Nt::l. r.'F:<I:: R <"' ITO
Senza ent.n~rc a rilcv;tre le ragioni eh<> vos~ono avere indot.to l'elemento ci,·ile a dare cn:'ùito a. que:"ta voce, b:1sterehbc Rolo il fatto ciH• con Io Hti'sso n~ec:ino, della. ;;tPssa data eli pr.:pa.mziune, sono 16t a t c, oltre il reggi mento di artiglic>ria, , ·,weinn.te t.utte le truppe del pr<>si<lio <li Pc~.;;aro e altri revn.rti di _\.n(:Oua,. f;<>I1Z ~. Che si si:t lWlltO aiC'llll fa t t•O morboso, n(: loc<\le, nè g<•ncral<', n(· a l<·un t·('nno di tifo p<>r dimo:-:rrare in mollo as:;ol.uto e inconfnta.uilc come :si possa. es<·lud~>re qua.lsia:"i in quinanH·ntu ù~·l Ya<:c·ino, come dE\I n·sto è stat·O dimostntto nelle acf'ur>t-t<' ric-erthc batteriologiche eseguite l'll f':1·111pi .-mi tesidnati. l)'<~)tra ]U1'1 e, il1>1'Ìl\10 <~d <lllllllalar<> (> Rtato proprio l'ulti111o gruppo vacdna.to (1 -7 )tiglio). Si è ripC'tttto purti'OlJPO !:lC•mpre quf>llo CIH' f1u dal l 915 :-;eri nwa j J BBI.FANTI: <<l i conc·ctto primitiYo <:he domn.nda <~l ,·ac·<·ino ~oln tpwllo <·ho in r Ntltà può dare, pare Ria stato dinwntica.to e :sostituito ùa un'altra for mula più assoluta, sc<·ondo h• ()ualt' il vacdna.1o non dl' Yeamtnalare di tifo e, se per diRgt.'ll.?.ia amma.Ia, eiù a.<·cMle JWrthè o il vacf'ino è di cattiva qualità o percllè la vaccinazione non ro tTi:sponde a l suo scopo ,•. R.iprendi:.mo brc,·ementc iJJ e&>me ()llanto abbiamo detto· sull'origitw d eli 'epidem ia. c :mll<: yic d'infezione. L 'epidemia. è stata in prilno tc·mpo di originl' idri('l\ e preei&tulente dovnta a.U'inquirt anwnto transitorio dell'a<·qun. d<>lla fontana d el )b:o;c·herone, f<worito, <:ome g ià è !-3tato detto: dalle pinggi"' ca.dute. Om si spi(•g:1 moJt.u facilmente come nes.-;uno def,!.'li ufficiali, nè rlei sot.hlffi<-inli, nè Ù<'gli abitanti di l'amerino siano stati colpiti dal tifo: perehi.• nessuno loro <1·\'<'Và bevuto l 'acqua inquinata: e a. conferma. sta il fatto del (' ll SO eli tifo ò.<'l l'ttfnei~l·lt1, che aveva. bt~vnto al Mn.srh('ront'. Il plotone. autonomo, p1u· della forza di J 7:! nti litari. noli ha avuto nr.l })rimo periodo epidemico eh o solo sri casi d i tifo; ora i l plotolll' :t.utonomo i~ stato accaut.onato li n dal suo arrivo ne• l la. ril tà.. e non ha. a.vu t o alcuna O<'<~:.t sione di bere l' a.equa del Mar.:c>llrronc, tr:mnc for~;e appunto i •Colpiti, eh!\, per passeggio o per t.ronwe i t•ompagni drgli n.!t ri f.!:rnppi, ~ienn difH.:e8i illllf.!'O la Rtrada. di circon vn,li:l.?.ione : ni! è ~tato esposto a,llr !'au:<e perfrigerau.ti -dell 'attendamento. I premilitari voi sono Tinwsti ittlllllllli rlall'inJc,~ionl', }Wrdu'> sono a..rrivati il 6 a Camerino, 4mtndo l'innttinamrnto dr!Lt<•qua ~lonwa. eSSl'l Si giì~ esaurito e qun.ndo ben prcst.o fmono a.dott.atr le più ri{.!.'orose miRtrre igieniche. Di essi pPrò anmutlanulo SPi, ma. <llla d~tta del 27 a.gosto. ~O agost·o c ~ucccs~ivamente, ORSÌ<l f'ertamente IlCr contagio diretl6. ~on è quindi ehe i non eolp iLi ~ieno rimasti immnni pcr<"lli, nm1 L'accinati, ma 1wrd.1t' 1·ssi 114)11 :-;i sono trovati esposti i\lla sorgt>nt<' d'infezione; nppen~~ p<'rÌl lla.nno avuto 1111 <·ont:~~·gio dirC'tto o inclirPttn. sono cadut.i (•gua.ln~t>ntl' mahti di 1il'o.
w
** * .Altro fatto eh~ ha coi}Ji!.(J C"hi non abbia, toguizinni terniehe S]JE'(·jaJi in merito è che l'infezione ~n·Tehhe a-t.ta('cn,t.o con 'ineredibile intensità proprio coloro che per h~ rccerttis. im·h v:-1c·rina?.iOJH' (elnsse 190+) :wrehbcro d ovuto esiìerc irnnnmi o quasi.
377 1 •1-::,~,miniamo l'episodio ;l.nclH' sotto qu~~tl) JHm t,\> eli ,·i4a:
J.'nnm ln'l' ~~·1 1 tC•
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Qtwsti dn.ti :-: f :tf isl ici però dovrrl •lwro an<"! t<' p:-;~(·r<' V<lgli at i itl ra.pport.o alla. fona d<'lb <~ht:;se 1!10:{ e l !10-1. a,;,;t•gnata. atl <:;!Ili ,'!l'11Jlpo e <· hP i· molto d.i!rt>rentc fra gruppo <' ~r npp o, a lla, rn::g-giOI't' o tniiwr<' <·a·t t=>ll rl.i l':>po~ i zion H al conta ~rio fra gntp]lO (' ).:T li ppo ; Hl l'at i o c-he Jt Pl gruppo <l t'i non v~~<'c i nati gravnno i 73 prentilil<Lri, i q unli sono giunti a. (';l nH·rino, qu:u rdo gi;~ doveva ('!-\sPw~ (· P~sM0 !·::~r:,tinan wnlo d<•ll'arqll;L.
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37$
1 (. TIFO
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V.\UCI.N.\ ZIONE
.\N'J'I'l'IFH'A
!>li:t-~'ESERClTO
D ·altra parte noi ahbin.mo d€'1 t o rlte bi1>ognn di l> t in)!U(>re le due fasi de'l l'opi c le m ia : q tu·llr~ eli origine idri<'<> e q n<'lla. Ili con t agio più o meno dircUo. Come pos~i a1110 ora. disti.ngut't'c fnl> tutti i casi vcrifkatisi quelli d ovuti a.lla l)l'ima causa e quelli ÙO\'ltl·i a lla sN:on.Lla. ·i È cvidt·nte c·he h• v ir ulenr.a d <'l !!<'l'nH• s:mì sl.nt<~ magg-i0rc nd ~o t•a.so JWr i l passa.g-J,!'ÌO e il rinforzo dd b. t. i~i('O <hl tmvt•rso l'Orjra.nismo ltrnnno. :-;n Ila. klalità. w·:tva an<·be il ril'o,·<•ro pitL o meno TJronto, tf•npn,lo IJI'C'sc•nt<' CJll<'l sPnl'o di <litn ,[enza IJPi 111il it,a.ri ncll'a,nnunziarr-i nralat"i . la. diflir·oltà d<'ll 'assist.enza., le risorse tentpcutidrc. Ora suno qtu•st i t.11tt.i f<LHor i, (')re vossono influirc•. llO· t;evolnH'Tìll' su i ('(wmc· iC'nli d t·lla mor hosilà <' <h•lla ll•t;~.] it:).
Non c'- quindi il problPma ~;e la va<:c·iu;r.;\ioJH' ahbh\ inlìnito sulbl. comparsa e sulla dilf usione <lell'inf<•zione che po~sa. c'~"~'"~ nws~o in discussione, ma la qtw;;tione ùcl pcrchì• h> \-<l·(·<•innr.ion<' non l1a coJTispoRto, come s i sar<'hhc do vul~o attPitdcre . .Nessuno ha rn·pt.cso m ~• i, 11~ :-;i p0tnva pn·h•rHlcn·. come dice il 13Er.F,\NTr, rho la va<•cin:l>zione ca.nf·Plla;o;sn il tifo d;lol non:ro d e lle cpiflctnic; c• [in d:-~JJc pritnissiwc C>l]Wl'it•tlze dc•) \Vl:J GHl' Rivi <lP l'h<' non tutti i VH.Criuati nmno situmnwut.e c pc•r·[ef t:·wtent,e inlluttui zr.ali. L a Yacc·in;tr.ionc non basta, talvolta n. i m pnrl i rP. un contagio q nand o q nr>~to n.vvi(>ne in speciali c·on1li:doni. C<'ri;Mnt•n1.e ncll'cpi~octio ùi C\tllll'rino la. ,·,~ce ina.r.iono senrb ra sia stata. i ""ll fficicn t<' a Jll'Ol C'J!!!'('I'C le t.rupp<'. ì\fa nn i ci vnssiamo domandare se i 5:)7 militari vat·t·in:rti <.: hc non h:tnno prP::.o J'iufezione. si satehbcro salvati dal tifo qmr-lora nn n fossPrO stati vatrinMi. J.a s i t U<lziolH' al :!9 f~J,!osto dava f) l gi~t gU<brif i e lJ ;~ nroll.o l<'g')!l't'i <• rom·a.Jesc·!' tHi, <' quPst o so lo dopo 22 g iorni <!all'inizio <lf·ll;.\ infezione : anr.i i primi (·.a.si sono siati f•osì lievi da non far· m·mBH'nn pt· n~:1f<' a una, infezione tifka, ma p iuttosto ~L una forma. inflHPilZll-1 <'. Ora nni sappia.llto dH• in qua l><iasi <'lJ idrmia i primi a.d !'srwre 1·olpii.i sono i piit sus<·ctt.ivi , 1wi qw~li l' inJ<·z ione cle<:OITe molto pitl grave, penll\· in f'ss i minori sono i pot,cri di llifc ;;a dell'organismo. Tu tto l'opyosto si i> Vt•rifk;~l .o in,·<'ee a, Camerino, e q ttPst::~ io rit,e11go si dchh<t appunto at'trih uirf' ;~ll'dlie:H·in. tll'lhb Yaeeinar..i ou<' subìta dai militari. 11 <·onfronto (·o i non Vlì.c('inal i non ha. asso lu to V;tlnn·, verehè, an;•hzr.:tnùo ll!~lle lP c;ifr·o, risulM, (:UJl tt' ho gi:'l <ktt.o. <.: be ('~si non furono colpiti, non JH'n·h(• JJOn \'ardnati . nHb pcrc·ht> sfug-girono alla ca.us~t iufet.La.nte: i 7:3 premi litari e i l~ non Y:t·C'f' inati del plotone autonomo, cùe non sono sto~ti e:o:posfi a.ll'inqninamc·nto df·ll':wqua., rappresentano hen iJ 75 % dei 11011 \ ' al'f·in:t Li pr'(·~t·ni i tv·l r<')!g"illl<'lli'CJ. J l Cl il Et·; ~ w o o o ~~ lo .J ' ' LE gi nst amt>.11t.c o:;s<~rYa.llo come la. efficacia eli tul Y~t<·t·ino non pos~a f\S:<I\1'(' ai1'Prm:Llio, pr<'udendo <'OllJC indice nna sola opider ni;~, m~~ tlrhh:J, risnl la.!'C tla.lp:tl'a~nn<J itl p:u'P.f'l·h i<" l'pidemi<: tli diver.s dif(usiont~ o lclalità.. l•] eosi pur·e il O TNt all'crnw. C'hc l'(•llit'ienza di nn vaccino ptw v:.tri<~rP s(•(·nndo la fnrnra. ùi un'r11idemi:\ ; p<'r rhì> P.}litlcmie egual-
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IL Tl.f'O E LA VAOClNAZION.E A.N1.'!TIF(('A NELL'E:;~:HCITO
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ment.e diffuse o egualmente let;~li fra. i non Yaeeina.ti pol:lsono essere io mi:sura di,·ersa prevenute o cowbatt.ute dallo sL<>xso vaccino. Nel caso in es;~me il rPggimento di ~nt. igli<>ria. in f'a tllerino si t.rovn.v;h nelle pcggiot•i couùizioni ùi fmn1.11 alh possibilità di un'iuf(•zione. J,e trllllJlC a.rl'iva.te per via. Ol'dinaria, e quindi sottoposte al ùis;>gio (per quanto aHsicurano l ti an tori t:\) uon ct·ePssi ,·o di'Il<' m:11'rO di tt·a.sf Prinwn 1o, furono attendate, e <li;-;_gra;,iatam~>ut.e proprio nel J)Criodo rli forti a.ùh:t ssamenti
·della tempcmtum. L e condizioni sono sL~Lte quindi più ch<l fa,·orevoli a. diminuire la rf'si,stenza dogli organi;.; m i c rendere faeil<' l'attcrch i111en1 o ò P i b. tilìci, in trodotti con l'rLcqua. inf1·tta. Noi sappiamo che le r.ondizioni igieni<·hc o di Rn.luhri(.f~ hanno llD:l import.am:a ctiologiPa non trar.;c·ura h ile per lu rola.tiviti\ dell'<'flìricnza immuni.taria. Ma. nn'altnJ, que:-;t.ione c.i po:-siamo anobo porre·: erano ben vaccinate le truppn eontro il tifo? La elas'le 1 VO-J i> stata. chia.mata. alle a.rmi nella prima metà df'l ma.f!·gio 1924 ed è: sta.ta. sottoposta a una istrnzione int.ensiYn., a.ccel!'r:l.t.a, iu moflo eh<' dopo solo due mesi le reel n t.~ sono stai e inYia1 e a l campo d 'il'truzione. Ora, uno dei prohl<'mi che ha notevole imporhonza twlla scelta dnl momnnto della varrimlzionc t'l il proLI<'ma della fatica. I soggetti afTatiC'ati re~tg-ise:mo in modo difT('.rPnto a lle infezioni spou1anec <',in g\'nCt'P, a. tutti i fenomeni, nri qwtli si ri!::ilir<ll' una reazione orgaHi<·a di[Pn~iva.. È sl n,to di· mostrato 1bl FEHIL \NI;>H e da.J l<'rrrn-:nA ehc l<\ tossine dPIIa. fatic·a, lc f'hl'notoR.<~i.ne, sono capac·i di ruodili('.a.re la reazione difcnsi' a d1•l soggetto di fronte alle infezioni. È (]uinùi molto probaùilt> C'lw i veleni d<•lla fntil'a. possano iu modo analogo influire r~nehe sui processi di difesa pru\'OPati d itlla ·varcinar.iutH' antitifica. Ricorderò, pPr (':>f'mpio, che ln. v.'ct·in;bzione a.ntitilk:t dnmntP l'ulti tna guerra ha dato mi~liori ri~ultati' n .:ll;t n. marina che nell'csNC'ito non solo ]Jt'r l<• mi~liori ('OJ)(lizioni igil>.niC'Ite di vita, mn. ;l.nchc -per le minori ·cause di a!Tu.ticamento. Dtwo anche rilen1.n• eh<> rwi rl'parti in Pt•~:t.ro la. inocula.zioue del vaccino antitiJìco è stai a pra.tiea.t.a nel bra.reio sinistro, là. doYc era st.n.tn. btta poco piì1 di un ml'.~c> prim~ la vaccinn,r.iotw anth·:~iolu~<a. On-.. è ec•rto che negli (!!-;i ti positiYi clt·lla va.ceinazione nn t i\ a.iolosa, le stazioni linfat iehc 110n pot;cvn.no es;wrl' Titornn.tc allo :::tato non11ale (•d <>splicarc t.utta la. pil'na loro efficimlz<L, n<'ll ' ;~ssorbin:Pnt.o l' nella dill'usione dei prodotti del v:H·c·ino a.ntitilico. Un altro fattore deve csl'('rt\ tenuto pres0nf e: le fiale del lipov~wdno sono di 1'1111' . 1 O, "'"levoli p<•r l O va<·cinazioni. Om la massa bacillare che è in sospensione nel liquiclo oleoso. si !-\l'para es<> non si insiste wolto nello sbattere lo fiale rwr ottcn<•re un:-t emubiono omogcn<'a., può vcrilìPn.rsi il fatto che la dose di g-ermi inoPulal;;\ a JIIOiti indivirlui si~~ di gran lunga. inferiore a qu(IUa occorrente, llH'ntre ad a.It.ri inYf'CC sia Ruperiore. Si a.vrobbe quindi com<.> una Yn.ceinazione ineompl<'1:~ la. qua.le, in analogia con qualche altra. oRserva7.ionc SlJU.r~a. nella lei l l' rat.ur:\ o con alcune
380 os~ervazioni d el prof. ZrnoNr, pof.rebhe av<>r post-o i Yaccinati in uno statodi ipersensihilit-ìt del t ipo quasi di quello anafilattico. È stata ant:h e emess;t L'ipotesi d ella fase nrgatit·a, ma questa è troppon ot.a. p er avere l:\ necessità di sofferma.rd si: la iosor g<lnza ta.rdiva della infezione n<'lla. 111a~~ i or parte d e i C}1Si f~ esc·ludt' re sie.nranwntc l'influenza di una event.ua.le fase negativa che, df'l n'sto. vn.c<'inazioni fat.to in periodo epi.demieo <' in conrlizioni sfa.vor<•voli. 1 ~on h:lnno atl'a.t t.(, eonfermato.
* ** L'episouio ùi Came rino non tWò oft'l·in• elmncnti di giudi:do, in senso· asso ln t o, n ei ri~ua.rdi della va<: ci n a.:done a n ti ti fic~1: è come se s i v o lesse g iu<ticare d ei risultati di una b;>Ua;tlia, p rc·nùenclo in esame un piccolissim(). settore di l'~sa : un episodio so lo OV(\ ~i può 1wnlcrc o viucere, a secondad elle c ircost :mz~ che accompa.g nnno la inft•zion<'. N ello s pecchio S(>guente sono sf'gnal i i <·a.~i di t.ifo c di pan~otiio veritìcatisi n c ll'Esrrcito dura nte il 1024 e distribuili }J<'r corpi d 'a rma ta.
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Le· tifi'(' 11011 JIOtrcùbcro ('~Sere p iù confOJ1 ant i qua.ndo si r;un.gonano il UUHl<' m d ei éa.~i di tifo verifitat.i ~i nei Corpi d'armata tli 1\Iiln.no, V!'rona, B ologn<t e ra.lermo, con la, forza, alle ;trmi, (·oli' C'si ensionf' d('i tcnH ori ste!';Ri <lei Corpi d 'armata, e con il nunwro d ci casi di t i[o ch·nnntiat.i m' Ila popol:tziouc ciYilc. ('osì, per es., n<>l trrritorio d<>l Corpo rl"arm n.hl· eli Rolo{!llfl, ::;i sono vcrific·ati solo l4 casi di tifo nei militrori, nH•utrc m •Jla, }:O}.olazicTw civile n.~ sono sta t i ùenun<:iati b en ~t624 ; nel h •rritol'io del Co q~ o d. m mata di 1\11-
IL TIFO ~: l •. \
\'AtTINAZIONI·: .\NTITIFi f.'A NE:I.i.'E~EJtCITO
la. no il numero dei casi <li tifo clemmf'in.ti nella popolazione civile è stato di 3.231. l\'la anche nello ~tP!<so forpo d'armata. di Bari, ~c noi togliamo i 259 ca.si eli tifo d<•ll'<•pisodio dì famE'rino, rimangono solo 22 casi di t-ifo per tutf·o il tP.rritorio del Corpo d'J\rm:~ta, così Vktsto e rl1c si di:-;tcnd.e lungo C)nasi tutto l"Adrin.tiro, comprPndendo le )Ja.rrhe, gli .Ahruzzi <'le Puglie. Dit'f<>r<>nz<' un p o ' not<·voli in VO('E' in r0nfronto dell'anno l 921 s i ha.nno poi Corpi crarma.tn- 1li Torino (70 c·n.si nl'l Hl:.!:3 c 190 uell9:..!·1) e di Trieste (!l6 easi nel Hl ~;~ r 1 :!2 tl<'l J 9~-l). Per il CoqJo d'arma-ta. di Torino si è a.vuto. comf' per quello di Bari, nn episoclio t>pirll'mieo del 9Jo 1':-::nt<'rin.. Jl rcggim<>nto, insieme con altri reparti di tr·Hplrfl.. verso la fìne del lug-1 io 19~4 por le escrcitaz.i oni estive si N'il• recato nella z.-.na tli ~follii:rt>s di Cl's:ma (a.ltit.udine 1350 m. Valle rlclln, Doria R iparht ). L(' concliz io n i ~a.n it:uic dcii n- truppa d LU'au te H periodo d.el Nl.rupo furono b1WI1<', ma non a ;p]l('lla il T<'ggimento riE'ntrò n?lla sede in Torino, il 30 a.~-ro:>to , si numil\•st;~rono, in bro·v e volger·e di tempo. nnnwrosi rasi di tifo. e c·osì pur<> m•gli altr·i l'<'V<trti. <:he furono jn quel perioclo al r·a.mvo in~i<>m<· I'On il 91°. In totr,lc. sop1·a una forz:1 di 96-l uomini :;i l;OUO verificati, durante la prima qnindiC'im1. (li s!'tte>mbre, 155 eMi di f·ifo con 19 morti, con una. morbositù eioi·. dciJ(i,09 % e una lrt:\lità del 12.25 %· Dalle inda.g-iui Psc•gnit (' è ri~ult:tto <'h c pr·ima. dell'inizio del ram p o e anche dura.nt.f' il 1wrio<lo clclle csc'rrita.zion i, non si v<>ritic·a,rono f'a~i rli m~~ bttio infrt.t;i\'C D<'lla 'POj)O l ~.ziOtll' della, località. L'approvvigiona-mento idrico P.n1. f:~t to altin)!cndo acqua a due ~etti di erogazione twl rnwse, a lllOnte <lc·II':-!-C('folllp:unNlto, acqua pt·onmit•nte da sorgenti monta.nC' in C'Ondot.tura. (·.op~'rta. c pC'r lungo t.l'atto tuhata c df'!le qnali 5;j serviva a.n<'ho la popola;r,imw t'ivile. ;{r~!'l i ultimi {.do.rni TJC'I'I\ d:>l 2!i ;d 2S ago~to, ,·rnnt:>ro ef1'e1t.uaton ra no"Te di movim<'nto (rmnpo mobile). Ora l'· (·ert.amcntl• in hLie orc~"tsiono che i sol d:>. ti h n.n no doYn t o in pri!llo tempo ron ta.g ia.rsi oppmc dm·an tr i l via.ggio di ritorno, f; Ìa. r m~ngi n.ndo pt•r eont.o loro generi alimentari inquinati, Shb Uf;;M\do <t(:que di l'U S('.f•Jli sur(•rficiali tiltra.n1i SU ('lttn})l t011CÌ111ati C infct·ti da C\'Pntua-1i por( :.tori. È not.o (·!w h\ popohziune tlc·lla zona monl<~na. a lta (• solo lemporanea, costitni b~ iu mali:..:inllt p1~rtl' cb p;:.stori f'Olà fnt~fc'riti IJCI' ilpu.srolo c da iurliviclui di p:~ssag-~io. popnl::ziorw snlhl· quale è <lif·ikile per non dir{' impos siuilc 11.0 n-tl!·gunto contr(lllo ig·ipn i('O sanitario . .Anclw qui, <'OlliP pPr l'cpi:;odio di Camerino, po~sia.n10 ritcnrre comP r.anse prodisponPnti l'a.ttcnlbtnPnto, le tc r11p cn~turP insolit.mnt•ntc basse c anche le\ fa,th:hc eu i fmono ~iO! toposte le truppe. compost (l in ura.ssinm parto di reclute, da poc·h i mf's i :tlk a.rmi o q uindi nwno ;tllt-nM t~ ~~meno rPsil;tt>nt.i. T-a, mag-~ior tmrt c dci m ili t ari el'ano sta.t i Ya.ccinn.ti ; la murbosi t à. fra,· loro i> st.M.a d<'ll 1.65, nwnt;rr fnt i non ntc·cillu.t i fn dl'll'8~,8 %· Anche pC'r il Corpo d'annat:~. di 'l'orin o, SC' si d1·tmc l'eJ1Ìsodio di ~Jol lières. si hanno so!o -!!i casi di. tifo in tutto il t.(·nitorio, t:ifra. inferiùr€' a quella d<·l l !l:.?:~ (iO citsi). Per il Corpo d 'anwttn. 1li Tr'ÌE':::tc la mrtà ('irca dei c:a.~i ~i f;Otl O YC'l'ifìcr.t i nel presidio rli Poia. ::\eli 'ott.obrc e nOYt'tnbro dd Hl24 tra i vari Corpi e reparti d<>l prN;idio s i tna.Hii<'stn.rouo p:tn'crhi C'asi di t ifo om isobti, om
riunì li in quHlc:ltc pi<·c·olo nuc·leo rpjdcmicn, in tutto 60 <'~t~i, che decorsc•ro par:tlll'bnH'nl.c• a un numero a.hba!'>latwa !'l<'vato di easi tra l:.1vopohHitHll' ei,·ih Hec•ut)llo dieltiarat~ioni d<'g-li amm:duJi stessi selllbra rhc la m:t.,!!,!!ÌM p<LI'I <' ÙPi (·ol pii i a,hhi:'t llnmgi:Ho o~;triC'li<\ o :t liri fr11Lt i di mare. 1/inft•'l.Ì<!IIP c•hlw di massima <·:tt'<Lf t<•t'<' tniH• t·Clll un dt•c·nr..;o hrc•vc· c•lwnigno . ~c·l Hl:.!3 nrl C'orpo cl'ann~tfa. eli Tri<•stc•. si rhbc·ro Hti rm;i eli t.ifo, e, tol t o a.nc·h<· qui l'episorl!o di l 'oia. abhi:trllO. ]H·r il 1 H:!.f in t :11 to il tPnitorio, :-;o lo lj:.! casi fm ]p l T'll]l]ll'. lh qnc•st:t r:qlithl- ri\· is !:~ V<'di::.rllo quin<li t'111• l'Ppisotlio lli (':.I.JliC'rino rin ~t:.nn quasi ist>lato P l'li<· iu nPs:0:\111 modo può inlirr~tarc il ,·:dnrt• ùl'lla v;wc·in:tt~iorw c·onH• 11110 dPi hl tori Hl'lla lotta. l'Oli t m il tifo n•·ll'J;:sl'r<·it.o .
*** La vat"<·ina~iolll' antitifi<·afu iutrodotta.1wl no.-tro (',;erdto u:•l 1!11:.!-13 clut·;~.nt(' b lfUPtTa lihic·a. c n ,:-;a poi ohlllig<~toria con In, h-•!!g(• :.!!) marzo l H17. Le prinH' v;wc·iwtzioni sono Rf:11<• l'atte 1·on i Y:k<·ini al'qnosi, prt'pnra,uùn il tll:LlNi::.ll' o tun il utut.oclo \\'tw;JI 'I'-L E: sil.\1.\1'\ :-i o <:lJn llml'todo
PFJ·; IFrt·:H- K OLJ.J·: o c·.'ll 1111'1 odo ~lll'el<'r~;> del \' 1:X<'J': XT : clov<'vano pntlic·ar:-:i In• iniPzinni sm·c·l·ssin• nll'in!Prnll lo eli <·it·t·!~ l 10iorni l'una d a ll'altra. flurantP l'ultima g'll<'IT:l• ]';~ \' af'c·inaiiÌOil<l an t il Ìlif-a Bc·llo tl"lii'J'C fu iui;-;iaf:t sul 1inìt·(' clt·l l!IJ.i, fu c·omplt•ta(.a twl J!llti , e rìJwfula rwi nrgli an ui .-nc·c·c•ssi d. Ln, triplic·C' val'<·iJmzion<' <:lm i YM·<·illi ac·qtw~i lr:• JWrù i suoi inc:ouveHÌI·Ill i, sp<'cic nt•ll esercno. L:~ lWC'<'ssit;L del riposo ai \'a(·c·iJmli t' q u indi h~ inmJUhilibzi<HH' Ù<\l <:Oli f ing<·ut.e riiwf.ut·a per tre Yoll<·: la dillkolt.i\ di prat ic·arc• rc•goh ol'JlH'ntc tut t.p "' tre le v:W<'Ìll:l.zioni, le rf'a'l.iOili l otali c g"l'll<' rali l'ÌJWI ut,c e ura:l sol•porl;t.tP cla i snlclati ha nno htto ritrJwre mollo pit\ pra.ti<·:• l a \'a<·<·iJU\:t.:iotw unic·a. c-nn il lipovaet·i:IO proposto <h l l 1P :\foignic. [nf:ttli ron tirc:Jl:u·e miui:-;t.Prin.le 20 febbraio J!I:.!O i· .-Lato atlot.l;Lt.o pc•r J'e..;(•t·e ito il lipovac·dno: e h ntccina:~.ion(• :'l.t\1 ilifita ~i ]H'ati<·a. alle reclut <' al loro ani ,.o ;li rc>ggi Jllen t o. ci c: a 30 gior u i do p o la. Ya<Tin ~~ zio1w an t i nti uo l o~a. Hiporto la :-;hti;-;tita ]li'J' :2.i :wni dei milit:tri col11iti da l i l'o P rh-ov<·wti Jll'l lu oghi di c:um ]Wl' mi lle ch·lh:. fort~a: -- - ·--- -
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Gli anni della g uerra lil,ic•a c i primi ùrlla ~nwn:1 it;llo-n.u~triara hanno notevolmPnte pert.urlnotn l"i~iPllù d(• !le tnqrpe e lmnno aumcnt:1.i o l(> caus(> di minore re:-:isi<'1l7.a da un lato e di mag)!iori inff'zioni P <'Onta:ri d::.ll'altro. I risnlt~ti ottell\t~i tutt;~t\'Ì<b durante h ~U<'JTn. Jibi('a da,lla >:trcinazionc an t ii ilh·a sono si ati n•rant<•ah' cd Umi. c·c.nae h:t rif<•rito i l ~<'lWralo m<>d ico FEHHEIW Dt flAVA LI EHI EO:"E, di frnnt<' <\ lliUl. morbosi[;\ del 35.3% noi non vaccinati si è~ sccsi a m1<t morbosità del 7,2-03 nei va.reinati. Ed evid!'nte è <lllèho l'inlhu•n za dnll<~ Ya<·c·inl~zionr ant.it ifi<a durante l'ult ima gUI'lTfl : ron l'in iziarf'i dc·ll<t Y;tc:cina7.ione, c·on ht l:ng-a c•s tc·nsione dat~1lo e con h• l'i varc·im1zioni, i'iamo Sl'f'Si d:al 17,9 % di naorl.cosit à a ll ' 1 ,3-02 . Na.tumlrncnte però ritengo c•hc tn.lP ditnin~tziotw di morbosità s ia solo in parte in r<• lazion<' <:on ht Ya<:tinn,;donc antil-ifìt-a r<'golarmeut<' c rig-oro~a ment(l apvlit-ata . pcn·lli· in granllu.rtn Ri dPve anelw a tutti i cc,ng<'glli proUla.ttif'i c a tnt te• lt> pro n ·idt•nz<> igicnidH', dr e rOJ:o;t iluirouo l a mirabile organizr.ìtzionP ~'<l.nitari<b di ()llf'"!a, ·n lt.illla guPna. l'er<'hi• I:L l otta <:ont·I'O il tiro. quaxi ·~ sit11igliauza di qn~llan.nt.im<Llarica, non può foud:tr:.;i :;o1n·a nn Sf)lO lllt'7.7.0 d i dift\'i:t. solo xu lla v:tr·c·inaziione antitifìca, m:'\. ri<·hit•dc tutto il cotnpl<·x~:;o d <'Ile nJixlll'(' if!iPni<:hP. "La rlcc·n•:::c:ema dc·IICI inf<>zioni tifìc·he, diecYa !:'i r P.L.Cli.\.\L\N nolh• rehziouo in!!lt'"<' alh~ Cornmi!:isioJaP sanitaria. intct·;tilf•ala, d<•Yo ess(\r e attribuita seeondo l:b no;; t r:~ o:-;s<'t'\':t7.ionc :t.ll'àllprovvigion;Ltni'Hto di buona acqm~ pr,t:thilt' all' illlpiant.o ùi un buon si;;tc•nta d i fngwt.tum c all'applicazione d1>.i rl.')!olamcnt.i sulla. xaluhrità, dP!.di ahit.;tt.i: alla tcm tp<'R1iva dhgno:;i dcll'inf11iJiu rw c·on le rcaziorti ~ i t•ro l o.2'i<'ltl'; n.ll:J d<'nnnzi n. dili:r<•ntc dei C(\SÌ di ma !atti<\ l>PI' ridtia.m;:.rc• un ~Hl<'::twto int,f'l'n•ntù prolibttieo, avvalorato <bllP vari i<·ohri irwhi1•stn <ld mNlif·i igic•ni:.;ti e clc.i dc,IPgati; ;tl eontrollo dt\lle derrat-e a linwntari, c-a.p·wi di l'<'lhlt•rsi v<'il·oli d' infrzione, cd infine a,l progon'xso cll·lla co~eit>nza, igiPniUlo popo1:1.r<·, nH•g-lio illuminata s u i d :l.nni d r U'iuf(•ziout> e JH'l modo di c ,·it;Lrla.. ::-\<\ c•sa·Hinia.mo h) <·i[rP (lt'Jla rnorboxilà p<'r t il'o nt•ll't>scr<'il.o, si rilcn1. che nPgli 11lt,inai tr<' fMani xi h<~ <li nuo,·o un proJ!n' s>~ iYo aamw n Lo m•lla perccutnale d<>l nunH.· ro d i'i c:olpit i. L\. parte p:! i Ppis~)([i e v idrnlici e ll e a.bhiamo illu::;f rato ll<'l' il ] 924, a che rosr~ noi pns~ia1110 attribuire qtwstc cw·illa;,io ni t !'\o n }JUÒ <'<'rto <'l.lllllt<'1:1 rrsi nn rilmwam<·nto <ptaiRia,.;i nPll;~ l otta contro il tifo~ la. qua.ltl pt'Ol:l<'J!Uf' sf'mpre a.ttiYa e costa.ntc: ni· s i pu(ì {l<'ll::i;Lre a diagnosi piil ar·CUl'<LÌ(' e llll'g"lio ('ll111ple tat.e d>\ll~> I'Ìt:t'I'C' hC ::;ic·rologiC'ho, lo qu~LJj ma.ggionncnte a('ccrtino la, natura delle forme inf('tli\·e iutt•stiuali come ti ti o p a m t.ifì. Cons id emnd 0 inYcc~c lntlo l'andanwnto per 25 ann i, uoi ri~contriamo come un ritmo dt·cennalc n<'lla diffusione df' lla ma.latl'.ia, <' (·iò inùipcndPntemcnto d;~i progT<'s."i d"llc cono:>rf'nzt• :sC' i<'ntifichc. <Ltlle migli ori lm·o n.ppliCf\Zioni nPi ron_gq;n i protilatti<·i, d:tllt• v;H·c: imwin ni antitific lw. Così nel d ecenn io d;hl l !>00 <1>1 J !HIV disN'utli<blllO l<·nt;wwutl' n progrPssivanwute da un mass imo di 6,2% nel H)OO a, un minimo di J ,:.1 nel 1 ùo9; poi nel dcr~Pnnio 1 910-1!)10 h rnoTho:;iLà. ris:t!e, a,ggntva.t~h <blle (;ont ingcll7.e belliche, e ridiscende a un minimo eli 0.2 ne•l l !)1 H: infirw 1bl l!IHI trndc ora- lenta..ment(' a. ris;blire.
Qm•sti rili<•vi l'onfennan o qnPIIa periodi<:ità nt•l1:t di11'usioue e nellagrav itù, d elle mn,ia.tt ie in[etth·e, ('hf' i~ stata così hen<' illu:-:1rata d a l ('ELU n el ::;nn Ja.voro u L:t dilrusibilitù dPi :r<·rnli p:Ltog-eni ». L'aut i<·:t. tpm·iu. eonta:.rion i st. i<:~~ ritl•nne <'h <• l'uomo o J'anirml>lC infetto, il c·o n t,~tl.o itnmNli:Lto o nH'<lialo Ho\'PI:'>wro t.ultt, int('ro i l govf>rno delle epid0mie <' dt•llt• l'pizoozi<•. Pu troppo, in VèC('. rouw :-;<·!·i \'l' i l ( ' ELLI . eh i le de,.<' st.nù iare o eombatt.ere :>i p<•rsuade fa.<·il nwntt' ('h~ moltP P n10l t<' osc·urità n<·lla <lot.t.rin <~ e nella praJ,i\·:•· non sono lH'n<' risdliantte dalla, punt f' nuùa t<•oria cont:tgionistic~t, la quale d<'b sola 11011 h:<sta :L spiq~a.rf' le molte e Yarif' VÌ<'C'lld<' d r ll:>.. loro diffu~ ibilità..
L e supposte c·:bUSl' <l" i rit:11i C'pidt•tu i<'i s;uebb<•ro thl J'i<·<'l'<·arsi in u na o lJÌÙ t·() JH]Ì ;. ÌOJ) Ì tlio li n dÌ\' t•J'Sl!, t m )p ((!l:di <H·('('i11W1'('1\l0 l'ÌI11111Uni(à, }e predispOI:'iziuni orga11itlw. l(' I'OIIcli7.ioni di tt•mpo e di luogo. l'a?.ione pa.togena. ù Pi l!('rtn i. i \'Pieoli ùell' t·pi dt•ntia . ~l·i ri.!nr::nli dt•ll'illfl·z iorH: t ilit<l- rwll't•st•rtiLo, sPn lbl'<b ehe ht "accirhllliouc ant ihli<·;J. non ahhiil· ;ìnrtn <Lic·una influt•nza in cpwsto ritmo, in questa. pC>rioùic:itiì . .:\la se noi c·um<ilh•t·i:!.mo i minitni tlell<Lmorbosità. apparl' ev iLlt•nte'(·he <•ssi sono sf a~ i ra.~~tiuut i s •JIO ù npo l'introdnziolHI di'li :t vat·c::inazione a.ntit.ilira: in qm1nl n ;ti ma.s;<itlli C!';Si >:on(t st.;tt i turbctti 1wl !Wrondo fH"riodo d<><'c•nrml<> d :tllt• ,·i<·<•ntlt> hl'lliebe. QnPsto eonn· os.~P I'nt.:donc gl•umale : I.Jisognt•reub<• prrò veùerf' la. t~JOr bosità. l.WÌ Y<tt<·in;: t i l' rH•i Jl')n Y:H·c·in<lt i. Purt.roppo pl'rò dnnmte l a gut:rra non è sta-to p o,;:: i h i lP ra tc·ogl il're da.t.i t's;Lt.ti, Hè fari lt• è av<'l·ii anc·he oggi, <'})('r g-li 11ltimi al!ni an<·or;t nou ì:- stat.<t t·ornpld•l(;t l'ela.hora.zion<> di quelli HWeolti. · AceennC'rò lJf'l'Ù solo n. spo.g li p::rzi<1li fatt.i t·w l Hl::!l. In qu<>st':lnno si \'eriliearouo :.;:;;:, C<L"i ùi tifo uei va~t'in<J.ti e :n G nei non v;w<·in:l-ti; ora , pur n on a\'C'Il<lo h~ l'i fra. e,;atta di t·ut ti i 1\\ili tari vaet·in;tti c di tutti quelli non Y<l\:e in:Lt i, ::;i dt'Y<' JWt'ò anllltett<•n• (')w il nnnwro dci ntiliU1ri va<:ciuati, l>iC non ra.pprescnt<t la quasi tnf<Liit:'\ tl<•i prescnt.i alle n.rmi, d eve <>ssrre stato di gmn lunga supPriorc a. qn<'llo dei non nLeeinn,t i; e quindi ju es:;i la morbo>;iti\. si pll<) ritt•nerc si<~ :-:t.uta mininHJ.. nwntre massim~L deve e:-:~ere sh:tta nei nou v::.'·cinati ; d ato tll<' il n ur n<•ro dPi <'Oil)iti <1:1 t ifo (o st:1-to prPssochè (•{.!u:t-lt• rH•Ik d tH' <·Mt>gMie.
*** )J oì lc volte liti don1 : ~ndo qual<' sht il t ivo ùi ,-a.n·ino dt~ pn•ferirsi e ,:;p l:t dosC' di gerllli c·ltc noi impiqdt iamo sia hì· dORC' giust.a . Io ra.nJmento eltn Jl<'i primi nwsi d el l !) l il nt•i labor at-ori ddh~ ~~:tuitù ]Hthhl i<·<t furono p r <>parati due tipi di Y:.H·<·iHO:
Y :tec i no \\' J!WllT- LEI s 1nr A::-< Ya<:ciuo K ouE-PFEJFFEn, Jl l<'ntre l'Istituto siProtl'rapi<'O milrtnl'sè ]H'e]'antYa il vaccino VJN<'ENT. Era. in\('tHlilllento ~llora <l<•ll'J:.,rettcn :..to d i s;:niU~ militare di Yaccir.a.n• <'CJU i lrt' diYer;;i tipi di vactino gruppi di .J corpi d'armata, in modo da potere-· an•n• elPm<:>nti di giudi7.io .
Lo S(·oppio della guerra int erruppc tal i ricercìt<·. ..,.,tk qua,l i e.rolwrsonalmente addetto, Dll mi fu pol'sibile votet· racrogliHe dat·. i nf'i primi temvi in zona. di guerra.. J{.iman<> però in mc preci::;o il ricordo e!H• 1(1 truppe del Corpo ·d 'armatn, di R omn, l<' quali erano sta,t-e vaceinatt• ('On il va.eeino tipo \oVRIGHT- LF.ISJU!AN furono qur~si immuni da.! tifo. pur e!':scndo dislocate nel Veneto, l·-he fu la regione d 'Italia pii1 eolpita dal til'o (~:)TJ;~ mort i). È realmente piì.1 efii('aC'A' il v~wc·i no W H.IGHT-LEt:-':Jnl.\;'11 . JWrehi· oltn • i corpi b <tcUla.ri contiene i prodotti di ricambio del baeil!o JH'i hrorlo f In l.ihia. impiegando il vac<·ino t ivo VJNt,'F.NT, nel qua.!(' i bacilli sono rapidamente uccisi con l'etere e non sottoposti al calor <', ahhi:-;..mo avuto una morhosit:1 ridotta al solo 0,3 % mentre con il PFJ·:WFER·KOLLE la morbosiLà è sta-ta. ridott:1 all'l, O't %· È più valid a. l'immtu1 izzaz ion<' con harilli non nutltrattati dal ('a.lor<'1 E in Libia, poi è entrato anrh1• un altro fattore: la pr(•parnzionf', cio(>, ·d el vac;èino con lo strsso stipite d..i b. tifico, isol::J.to nelle rpid <•mictlel luogo. :\ltr!l questione inter(>S:-mntc è quella d<>i b. pal'arilki. <'IH' noi abbia.mo int.rodotto n-ella 1)rcpara.zione clei vaccini in ha~<' aiiP oss<'n'azion i, sp~>ri ~>. del ( hLF.O'IT J, dlU'ante Ja, gucrn~. .Ma le infez ioni para.tifìche sono una camtteristic·<b dell'ambiente di ,guerra e rlclle sm' ~ pee.iali condizioni di vita c di alim('ntazionc>, oppure manifestazioni di germi propri di dcterminattl rf'gioni (per. es. n~~lcani, Libi:l-l o mef<si in evidenza d<tlle vaeeinazioni r.on il solo bacillo del tifo! ~ell923 abbiamo avuto nelle truppt' solo 3,1 <·:~si di paratifo A e 7H <:asi d..i paratifo B e nei19~.J. rispettiv:tmentc H e (ì0. Con-v~icn<• continuarè la. preparazione del vaceino con g-li stipiti p:tmtifìci: che in genere danno le maggiori rea-zioni~ E d'altra p:ntf' perehi' si impiega nel v aerino una dose m e t à- di b. paratitìco in confronto d-el b. tifìc10, quasichè p t•r l'immunizza:.-;ione contro il tifo octon·c..•ssc una dos(' nw.ggior e di gf'rmi "? · La d ose dei gMm i impicg<~t.i nella prep;tra.zione dE'l YM'<'ino ha variato moltissimo. Nella prima loro avplica?.ion(' i va~.:c ini furono JH'Cln.~ra.ti in dosi molto P!ù a lte di quanto lo r.omportassc l'or ganismo ulllano, e Io l'Ntzioni violent.c resero necessaria, una gradw:\le diminuzione. l:'u preso come criterio per .stabilire il valore immunit-ario che segue la vaccinazione il tasso d t•lle ~gglutininc: la vaccin<tzione era efficace quando si elevava JH'i vaccinato il t asso di aggl1tti-nine. ll criterio non è ~ini'to : la clinica, insqma che n~i guariti di t ifo , nei q n:.:.! i l'imnnmit.fl, (o massim:-L, le agglutinine ~i eonservano solo qual<·be set.tenario dopo la guarigione e cosi pure le /Jatteriol·isi.ne. . Quindi H potere agglutinan te non è il st-g-no si<:ut·o d e l g-rado di immunità: agglutinazione e immunità sono due llllllli<'n~ di rem:ionc organica, ~he non d<'corrono pa.rallolamente fm loro l' ncnlln<'no il pot<·rc hattericid<~ e l 'esponente l'lituro dell'immunità. . Le agglutinine nei v:w.ninati stontpaiono piit o nH•no rapidamente : :' 1 può essere ricchezza di a.gglut.inine senza immunità <·ome vi pnò essere Immunità senza ~tgglutiniu e. Vi deve quindi esS('re, <·ou 1e di<·e il Belfant.i, ~n.a .immunità fondamEint,alc che o non compare con gli a.nt..icol'pi dosabili m Vltro o persiste quando questi sono scomparsi. E queste id ee sono confermate dalle ricerche fatte negli animali e nell'uomo con le iniezioni di lipov:1ccino : come risulta d agli osperimenti
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IL 1'1 FO E l .. \
\' ,\t:t:LI'AZWN ~~ A :-<T; TI f lt'A NELL' E:SF.Ilt'ITO
del dott. ~F.GRONr, il q n~tlt> conc·lnde ciH' 01·~-;una conisl•ondenza vi è tra. la produ;.:ione dello n.~.trllltin ine e il n •r·o Yalorc batterioliticll del siero negli <~nirnali imnntnizzati . . J{.iguardo l)Qi alle rear.ioni loc<tli e /.!'('ll('rali d•c susReguono alla vaccin ~lr.ione Q cJ•e sono sf·a.J-c a,ncùe ~~:-;t> ri ~cnut t' ronw un esponente dell'immunizzazione, ritengo, pPr lunt!:t cspori r nz::t f'd OR<;t•rvn.zinrw di biti e di in~i dcnti nccorsi, <:hc In, reaz ioni\ n•n..!!.~ iorc o •nillorc sia tutta qtw~tionc inniv idun.le, aJL>Lto indip<'!Hh•nt(• ù ~Llla dos(· o dal modo di prl'pa.ra.ziouc del vaccino. ln::;o m ma t' l'indi dd 110 c.h<' d() m ina c impone il ri~;td tato vaccina.! e più che non il V<H'cino Rl <>sr<o. Infine DPgli ultimi s turii ·'~1'lln 11atura rf,·fl'inmw?lilà il prof. ZUWNI ha. raccolto o;.,~crv:\.r.ioni mollo in t Pr<::-.:<anti n1~no note e ba cec<:ato di coordinarle a fatti pii1 uoti (\più illq>Orl<Lllli ywr h6 pnbtic:a, tentt:mùo di riNwarne le guide ùirl't.tive pt•r l'int.cl'lH'P( a ?.ion<' di feno111cni profonùam<>nte osc:uri come qurllo d('lla, rcc<•l.ti\"itù a·i mkroq.:-an ismi. Rilevo qm~l!'IH3 OR:S<'l '\'az ionc· r iport:tkL; Jl<'r esempio quella del CHoukEVlTCH, <'IH• llH<·hlJO not;1.t.o 1wl l9ll eomP i Nmigli va,(·tinati per via sottorutan<'<~ <·ou ,-ihrioni d Pl eolc•ra C' infpf t a t i 1111i p<'J' v in onde. resistono m o l Lo meno <\(•i e nn troll i, nwu tre r<•si;;tnno in 1110dn su peri ore se l'ininzione, anzichè- 11er via orah·, si h ]Wl' In, vin, ('l!doprriton<>ale. 1\Ii semhn1. q11iudi ehe si pos:sa n a t muln1rut<• porre la questione: di fronte alle in[€\zioni tifìrht• è piit utilt> <hll'P un va.<·c·ino prr via sottocutanea o per v i:t ora le ~ I risult:tti che~ ,·c·ngono ri(f'riti sulle \·accinu.zioni ~~ntitifiehe per la via. orale sembrano molto pl'Omett('nf.i, ma non sono ancora. suffmgati da. una larga. esp(•rionz<l nc•llc <'oll.-ttidt.:'ì, che n<' po;;~ono diln<)i<t ri~l'<' la superiorit~. sugli n.t,t\la.Ji metodi di vacritw.zionr .
* "' * Certo il proùlclll<b delle va.c~:.in:tzioui proti\a.tticile i: ancora molto OSt:\U'O.
Il ?;rRo::-ir nella conelusione della su<•· ~ 8 not:t u Suli'auUlcnto spN·ifico di ricettività. a lle infezioni 11 <licH t:IH' ~a.rà neccs&\rio st~1hilire più Jll'Ofond a.mente le cause prr lr qu:~li una o più iniezioni preventive ora danno l'immunità, o ra la, ipc·r~t•n!'> ihilitù. n.gli Hl\'ssi g"\'l'llli. A quPsti studi d \J\T:<nao •~PJHlgl!i<~rsi nuove rh:Prellc suUc vac:.cinazioni profila.tl.i<·ho; <' tra (pu•~t(· in pa.rtkolar 11\0do 1wr l't•sercito, ha intcrt~sse la vacciJJ.:tzione :mtililka. Quale sin, la dose dei g<•t·mi d ;1 iniPttat't'. quale il mi~lior modo di preparazione dd varcino, qn:Lie fa. via mig-liore di introduzione sono le ricerche che devono iut.cn·s~are i mediei militari P d<'vouo unirli in un comune intento eoi laboratori sc·it·ntifìti civili per la diù•s}t tlelhL ~a.lut.<• dei gio\'U.ni, che Jl('l eou,pit>•·e il loro ;.:acro dovere sono dalla NazionP affidati
all'esercito. Roma , :w aprile 1925.
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OSPEDALE ;\IILITARE PRDW[ PALE DI R0;\1A (R EPARTO INFETTIVI
diretto Ùlll mn_gziore m edico G. F ORTI )
tOft~IDfHAZirHI tLIBitHf E TEHAPIDTitHE SU JLtU~I tASI DI llffZIOn TlfDIDE per il dott.. Nastasl Anton!n3, sottotenente medico, a ssistentP.
Ho ;wt1to oc-.N\.s ione , dura,ute cinque me:oi di ser v izio ptm;tltto al repar-
to infettivo dcll'OspC'dn le milita.re principale ùi Roma. in qualità. di assistente, sotto la direzioue del eapitano medico Gonr.alC's e del maggiore medico Forti, di ossC'rvarc e seguire ben sessanta casi d'inh'zione tifoide · in giovani soldati. Tralasciando per ora ogni altra considC'razionc, mi pare opportuno di fermare l 'att.enzion ~ su alcune compli<-azioni e sulla. terapia. adotta.ta. Moltissime compli<'azioni sono v enute alla osservazione, alcune tra le più frequenti (entl'rroragie, peritonit i, asce!'si sott.ocHta.nei, ecc.), altro rare, e di queste voglio ricordn.me alcune. C. F. Soldato della. classe 1904. )(ul ln. n el gentilizio e 1W Ì J'reeed en t i pc•J.,.,onali t·emot.i. Vaccinat.o t'ontro il tifo ocl i paratifi ne l giu~no HJ24 con ipovaccin o 1'. A. B. Ammala d'infezione t ifoicle il :.l ugu;,;to 1!l24 e viene •·icoverato al Rcpn1·to infct1.ivi ne ll' Os pedale militare{ p1·incipale con Widal p osit.iva l :1 50. Lo. malattia ho. decorso normcdo. TI 24 n,::osto l 024 l'ammalato a<·t•u,.u. tlulo•·c allo sc~oto. Alla }Jttlpazione si n ota tumefazione dtllla coda dell'epididimo s inistl'o che si estende anche a g ran pnrto de l corp o ; la palpe.zione susc·it.a discreto d olore ; il funicolo s iuistro appare piì:1 ingr ossn.to di quello d estro, ma sen:t.a n od uli ; il diclimo e le vescichottc semina ti appaiono no!'lmtli. Dal mcatQ non fuoric•sc:o nulle., e tut.t.c le ricerche fatte in propo~'<ito sono riuscite negative. L 'esRmo d e ll 'apparato gcrùtale eseguito all'ingresso dell'ammalato n ella cors ia n on aveva fat.to ril evare nulla di impo r tante. ll malato ora, come primn, ha sempre n eg>tto di avet· mai contratto affezioni ven eree. Si fece un"' cura prcttarnente s intomat.ica a base di pomate. Il 6 settembre la turnE'fuzione incominciò a diminuire; il 14 sct.tembre era scomparsa lasciando un piccolo n odul o alla coda ; ii 20 settembre il mn.lato era g ual'Ìto ed il n odulo era complet.amcnte scomparso.
Si trat.t~~ dunque di una epi(lic1·im.ite cla. t·ifo, complicanza non molto frequente: Schot.tmiillor riferisce di avcme osservato un caso che non giunse alla suppurazione, ma che scomparve rapidamente ; Broua-r del e Thoinot dicono che in genere il tifo colpisce solamente il testicolo, o più raramente il testicolo e l'epididimo, eccezionalmente l'epididimo solo. L 'inizio è genen1lmente brusco e febbrile, se la comJ)licanza avviene durante la convalescenza; il dolore è improvviso o graduale; l'evoluzione rapida ; la durata in media di l O o 1 2 giorni o anche più se avviene la suppurazionc; l'esito può essere la gua.rigione completa, qualche volta. con un nodulo d 'infiltrazione alla coda dell'epididimo, l'atrofia del testicolo, la suppurazione. Nel nostro easo l'inizio acuto, il decorso rapido e la mancanza di a ltri sintomi sia all'esame obbiettivo che nella anamnesi fanno facilmente
escludere la. tuhNeolosi e la lue; anche la l.JJ(>norragia viene fa.cilmente esclusa l)t'l' ranannwsi, as:-;oluta.ml'nf~ muta in propo;;ito, JWr gli e.•;a.mi negativi, per la (~volul\ion<' rapirla. (L P. della Seuoll\ d i educazione• fi,..i<·A. dPIIu .Fat·ncsi ntt.. clus-.;e l !1!14. Nulla nel g(•ntilizio e n e i precr>dPnti p<'t"lonali t'l'moti ; an.nHtla d ' infezione tifosa grave il 24 :'<et.t.otnhre 1!124: t~ntnl nt'l repat·to inlett ivi il 2 ot.tohr<> 1024 in ottava f!Ìomata di ntf'lar i ia. \\'iclnl l'""itivu 1 : :!01). V iene Clll'itt.o (·on In vaeeinoternpia m et.odn Carnnir1 ron t .t'f' iniezioni endoveno:ie c:on not cvolo progrP.<si,·o mil!liornmento delln st.a to generale; apirc::.::>ia compl(!ta in 2tl" giornata. l n :H,u gio r·nata dolore al · l'emitoraee "inisrm. t·e>'pirazionl' di;.;prwiNt. intet•ei><ll: J'e;:.: mn<' ohi<'! tivo fa rilt•vflr(• i sint.omi di una tJII'Itrite e.~swltltira e la p11ntHr·a Psplnmti ,·a dà e>'ito a liquido fot·· temente eworTnl!it·o dal ftU!ll e .si iMio il b. dd ti.fo. ]n 4Hn giornata, non aC'een· nando il lifttrido a rin:;sorbìt~i. Hi pratica lu tonl<·Pn!.f':>i t! ;;i e.~tnlg!!ortO cit·ea quut· trocento cent.imnntt·i cubici di liquido emnti<'o. In !lH• j.!iomnta fl ebite d t<lh1. •t :clla ct'1lrflle .~ini.~tra che guarisce in li!J" giorna1a p er-sistendo solo un po' eli d olo re alla palpazìone d e i trom·lli veno>;i colpit i. ln l lO'' giornata esce (·ompiPtArnPnt-<' guarito .
.Mi ri:-en·o di fare in seguito le considerazioui snlln c·ura es<')?uit.a. Ho voluto citare il <'aso ver la doppia compli<·anzn ed in isperi<' per la pleurit<' di eni si 0 potuto acccrUtrc hL natura tifosa per l'i~-tohum•nt.o del bacillo di EbP.rth dal liquido plt>m·ico. Le pleuriti da .b. dPllifo ;lf)llO rare, qualrhc volta sono :sicro:sc ; più spesso (lmorragicltc, molto fwquentemente purnlt>nt.e : n pt<'ferenza è> rolpita la p leura sinif.\tra, c·ome nel raso cit.a.to. Di o.~teo-paio.<<tjt. i ne ho nota t o un :oolo <·a:so e non rw pa.rlcrei !W non si trattas:-;c di un osso ehe raramente vien!' C'olpito da.Jla. infeziorw tifosa, la, quale preferis<·e Il' o:;sa. lun~he e ~;pe><:ia.lm<>nte ht. tibia. pt'r quanto a.n<·he le o~sa piatte (st<>rno, co:ote} v~>ngano a.nch 'essr c:olpitc. Nel caso in qu.c>>;tiont> Ri trathì\'a di 110 soldato, atTctto da tifo grave con Widal positiva l : :.!00, dec·.or·~o con numerose ent<'lTOt'agie ; in :.Ha giomat.a di rnah1t tì<l· si notò nn;\ turm·fa.zion<' in rol'l'ìspontl<:'nza rlell'articolazione :;:t.cro-iliaea. {kst.nt, ~T<1lHlt> quaut·o un uovo di pi<·~·ion(>, s<·arsa.rut>nt.e dolente~ a cont.orni itT<·golnri, di <:onxistt>IIZ<l dura, <·ompletament.e ade· rente all'os:;o. ~('i priUl i giorni la turnefa.zione vc>mw aunHmta.ndo di volume e di doloruhilit à.; una pnnt ura N;plorat.iva. dette <>sito neg:'Lt.ivo ; in seguito la tumefazione venn<' dintinuen<lo di volnme pur lll<llltt'nondo la consi· stenza dura; in ti7 3 giornata era llll)lto diminuit.;t <' indolente ; in 74a era <>ompleta.rnente srom pa rsa. Passando ora alla tempia, rlirò ehe i l.Jrillanti ri~ulta.ti che avevo potuto constatare nélla Clini<:a. Peclia.triNt di .Roma <:.on la va,ccinote· rapia, mi indussero ad adopt•tare anrhc nei soldati quc>sto mt~t.odo di cm'à1 seguendo i dP-ttami Ù(' l mio nulc.<.;tro prof. Caronia . Qnt-sto metodo di c ura è ormai adottato n(•lie C'Jin iehe Pecliatrkhe di Roma, Palermo, Napoli, in qualcuno dei padig-lioni deg-li Ospedali di Roma c in moltissime cit.tà, d 'Italia. Trattai così degli ultimi 2:.! caxi vcnnt i :l !la osservazione. Il vaccino usato è quello che viene preparato nella. Cliui(·:t P ediat·.rica di Roma e che il prof. Caronia mi ba a bl.Jondamente fornit-o. Detto vateino si ottiene -con la seguente tecnica,: si innestano 5·6 st ipiti di tifo in acqua di carne, si lasciano sviluppa.r e a 37° per l:! ore, ::;i ag-ginn)!<' sangue di tifoso
ricco di amboc:ett ore, ~; i tiene altre 3lì ore a. 37°, s i aggiungr. altro sa ng ue tifoso; si tieno altre 3(i ore a 37°, s i fler nnta, si agginnga il 1 2 % di f(lrwlo. Questo vaccino è conosciuto ron il nome di va cci no lil'\ iz:r.ato Di Cristina-Caronia. ; lis izza t o pOJ'c· il è la l i:-;i d ei eorpi ba t tcr'if'i ò o l l<'llll t a. p<'r nwzzo dell'agg iunta di sangtu' t.ifoso ri c•c.o di amboeettoro li1 ieo. Tene ndo pr<':;en te la tl'rnic'<\ di prPparazione, flsso, di froute agli altri vaccini curativi, ba i S<'J!lH'nti b encfki : di non perrlerc i suoi ca ratteri specifici, di essrre not{wolmrnt·e a.tt.(•nuat·o nclht to~s i cità e di c:ontrnere lasost,am:a VH('Cinira prcmta pi'l' la Ìlllll1f'din1n Uti lill.znzione d a l)<11'1e d.-IJ"organismo, essendo in gran 11arte i bac-ill i disgt·c•gal i ne i loro ol<'m('nti. (Caronia). P er la sommini strazimw in gc•n l'r<' s i sPgnono due v ie: n) via f.n dorwii.~C•Jlare : alla do~e ini::r,iale eli 1- 2 {'C. : a gi<H·ni a lterni s ino a 3-4 cc. vcr 1lm;c, atutH'!II:tndo di l cc . p<"r volta : 5-H on· e più dopo la iniezion o si h a. hriv i cl o non molto int.mso c ui ~(·guc un :-1ururnto della temperatura di 1 2 -1°. Dopo 4-5 iniezioni in grn<'rc s i ha la c·arluta, della, tem110Tatura ccl il malato ent ra in couvn !Pscorn::r,a. È una via scevnt da. ogn i pN·i.colo, pr:;rch~ dù. teH zioni poco iuLt•nse <~ tmnultuose : nou conosce coutro-indirazioni. trnnnr !Cl romplicanzr di competcn :~.a e.hirurg ica ; f; da ado1wrarsi a prt>frrf'nza twi ca::;i eon lc~ioni caxdinche e rcuali. b) ·via e11door11osa : ;\Ila do:<e iniziale di O,!'iO - 1 ('(' ., a giorn i nlt<,rui sino alla, dose mas:;ima di 1 .!>0 cc., aum<'ntnndo di 0.20 cc. e più per \Oll.a; dopo mezz'ora. circa tla ll"iniczione s i ha urt l)l'ivido intenso, s quussl'!nte, cui segue una. r a}lid a asc·c,-<a dt' lla tempPratura eli 1-2 gracli ; dopo J 6-24· ore circa s i può a n we una hrn!'l<'a defm·veseenza che s1wsso segu;~ la. JinP della mal ;Ltth~; ma in ogni caso ::;i ha ::;emprc u n a uotrvole re mì~l'ioue. È una. \ ia, da scgui.rr spPcialmenrc <\ll'.i.ni:do dt•lht m a ln.ttia (7a-10" giornata), appcrHL accerta ta la. cli a~nosi; in mnlat.i no n molto dcfPdati, con temp<'n\tura non t roppo alta (non oltre 39,5 ), <·un cuore e rcui sani. Durante la r <'a7.ionc il polso può diventare pi<·c·olo, tìliformt', nritmico, ed a,llora può ess<•ro n ecc,;saria un;t ini(•zione di. <Hlrcnalina o di ca nfora . Ho :s<'mpre p rr ff'ri to la via emlnvPno~a, a <l openutdo umt dose in izi;tle \'a.ria.bilo da O,fiO a. O,xO ec·. (sN·ondo le condizio11i di'l pa;dente), a unwutando poi di 0,30 ('t: . ndltl ini<•zioui su<'<'<'SSÌ\'C'· c non SllJ'<'nltldo ma,i 1,50 cc. })Cr ùosc; la, d o:;<~ massitua. aÙOJ.Wrata in un solo ra:-;o (>stata di cc. 1 ,60. Per via, nn d omusr.ohtre ho aclopcra.to <:ome doso iniziale la qu;1ntit.:\ di 2 cc.; r a rn mente ho adnpen1t.o un n, do:-;o tnaggiol'(\. pere:hi' tlf'll<> iniezioni suec'f'ssivo ~wg uivo la v i a e n \l6vcnO:><L Lr i n i(•zion i k pra t·i c-a v o ~L giorni a lterni, f)ll a udo i pazi<'nl i cou1inuavano ad aver f<•hht•e; allJ·imcnt i. ripl'Pndcvo hL ini(•:t.illllr. al minimo ac-r·<•nno di tcntprrat.ura. 'l' u t.ti i m ab'tt i lmttnti cun la Yaecinoi L'l'al~ia avenwo una \\"ida l positiva l: 200. Q ua mlo !Jo potu lo, ho pratic·atola init>zionc s ubito dopo Ja a.ggln tina7.ion~ positiva . ]Wrt·iù quasi sPmJn·<• fra il go c il J:.lo giol'!h) di ma.laLtia, ; solo in qlwlc·lw malnto ~·i unto in r<'parf o in pl•t·iotlo vi t'l i n oli raLo 1 h o -prnt ie<:tt.o la V<H:cinaz ionc piìt ta rdi, c a llora, in gt' nnn', jn<·omin(·iavo C'<.m 1111a pri1na ini<.'7.iotw. lWl' via cndm nu~ro larc . 11 numero minimo eli in in11 iuni pratiClLtcè s fa t o uno; il111 assirno, cinque . Nei m a la.ti col::ì tm1f a fi non hù w a i avuto dn la nwnt.nrC\ il miuinw in (·ott·
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veuiente ; solo qualche volta. durante la iperpu·essia ho praticato qualche iniezione di a·drenalina o di canfora per a iutare le forze del cuoro; in quasi tutt.i i casi la guarigione è stata rapida o dura,tur a. H o avut,o tra i v:wcina.t i un solo caso di morte : si trattava di un soldato affetto da una. forma grave di tifo, che reagiva pochissimo alla va.ccina.zione ed al qualo vennero praticate due iniezioni per via endovenosa ; morl in 20a :riornata di malattia con sintomi di peritonite da pP.rforazione. Non pare d1e la vaccinazione abbia un'azione preventiva. s ulle comp lit'anze : infa,t.ti, oltre il s1ulàotto caso di peritonite da perforazione, si sono avuti (sempre !mi 22 malati t ra t titOmo x .%1 Xli Xlii XIV Xl/ Xl// XVII tati) : 1m caso di ~14 enterrora.gia in ttn - - ---- f-malat.o che aveva - - 1-- -·rea.g ito bene alle . - vaccinazioni ; uu 40 caso di recidiva. in - ~ un malato che dor-:- po t re vaccina?.ioni -crn. cntr n.t.o in con------.59 - - va.lesconza al 190 giorno d i malatt.ia e nel q ua.lf' sj ma-nifestò la recidiYa, 38 molto lieve d 'altronde, in 358 giornata ; u11 c:aso (U -- ft ---· -- tl:l 'pleuriti' emoragira -H .57 - tiiosa e flebite in un malato già, convalescente da J 4 giorni (caso citato). _, .56 1-~elle eompli<:anze non si <~ ma.i .. fatta ht vaccinazio-ne, ma. solo m1a . .35 cmu sintomatica. Per brevità oruetto la descriGraOca A. zione dettaglia.ta dei val'i casi, JUà da. un sommario esame, credo d1 poterli dividere, rispetto alla rea,zione ~
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al vo.ccino, io tre g~·uppi : a.) un p1·imc gN~ppo in eui all~L prima iniezione segtLiva una mpida
caduta critica della temperatura allo stesso modo come avviene nella polmonite (gratica A) ; b) un 8ec0'1'/.do gruppo in cui p er a.vere la deferve.c;oonz<L definith' it occorrevano tre o quattro iniezioni, ma ad ogni iniezione seguiva prima
una ascesa della temperatura e dopo 10-12 ore una bru~Sca ..:&duta fino o sotto i 37°, caduta che durava 24-:30 ore, dopo lo quali tornava la temper at ura febbrile, ma ad andamento intermittente (grafica B); c) tot terzo gmppo in cui per avere la. òeferve.scenza definitiva ocr.orrevano pure t.re o quattro iniezioni, ma, ln. caduta della temperatnra IUtlrno
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A che cosa può attribuirsi questa diversità eli reazione ~ Tre sono gli elementi da considerare: il vaccino, l'organismo, il grado di intensità della infezione. Credo di poter escludere il vaccino per il fatto che quello da me adoperato apparteneva tutto ad un medesimo stock. I Jazione dell'organismo è un fattore molto importante e da non trascu rare : sappiamo, infatti, che non tutti gli organismi reagiscono ugualmente alla medesima azione, specie a causa di tare costituzionali ; qu.este nei soldati vaccinat.i non erano clinicamente evidenti, ma certo
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non ;.;i poteYann e;.;l'ludet·P, ant-he pt'rt'hi' non ;.;t•m pre t•ra f;n· i)('. ra <··I'O!!Iiere anamnesi farnigliari e rt·mot (' es:ltle. ~"ion m inor!' int portanza ha la cli vpr;;a intt·nsità clt'lla !nfer,io nc, la quale'. d'a ltroud e, t> r isap11 to che varia ;~ :<f't·OJHla ùel t<·rrt•n o in <·ni s i w nn i ff'sla. A q tw...;ti d w,· ult i mi fattori aclunttU<' : org-anismo ed inJezione, è lilot'no ~~; ~liti,.
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da a.tt.ribtùTc la d iver,.;i t à di n•a;.;ìone nof.ata di f r·onte a.Jla vaccinotora.pi a . Da, qua.nto Lo cspo~ I ·O: <·rN1o dl poter t·.rane le seguPnti ooncl11Sion·i : 1o ],a vnccinotcr~tpia antitilica col vaccino lisir,zato tiJ>O Di Crist-ina('itrouia è un metodo di cura raziona le, privo di irwonvenienH; anche seguendo la via enclovpno:-;a., ;;empre the q ueshb si pra.tie.hi con le dovutt> cautele e s ì possn sorvegliare l'ammalat o durante tutto il periodo dl reazione al vac<:.iuo ; 2° La va,ccinoterapia a.ntitilica spcs~:;o ùopo le prime iniezioni de termina una rapida d Pferv!'4'Jcenza ehe tn.lvoltu coincide con la g n<l.rigioue,
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e quando ciò non avviene si La almeno un notevole abbreviamento e miglioramento del decorso della infezione ; 3° La vaceinotei·apia a.ntitilica, pnr non a·ve11do una deci~a azione preventiva stùle complicanze, ne attem.w. , se non altro, la sintomalologia anche per il solo fatto cbe sono di molto migliorate le condizioni generali dell'infermo. BIBLIOGHA FIA l. Schottmu ller : L e affe zioni t.iìose, in 1lloh1· e S talw li-11 . 2. 8-rouarclel et Thoinot: La l<'ièvre t·y phoYd e, in Brouardel ot Gilbert. 3. Caronia : Nuovi m etodi di vacc.i noterapia. antitifìca ed antiparntifìca. La P eiltiatria, 1917. 4 . G. Caronia o G. Di Cristina : La vaccinoterapia ne ll e malatt.ie infet.tive d e ll'infnn7.ia. Atti del I X Congresso P ccliat;rico ft alirlllo.
lliVISTAIli Tl~C~IC.\ ESIHtVIZIIJ S.\NITAHIU MIIXI'Alll~ G. YILLA ::ÌAN'l'A. -
Il serr izio sa.nif(lrio in pace e in yuenc~. -
Fir·C' nZf', J!)25.
Abbiamo finalmente il lib ro lungn nH•ntP utt<?RO. Fino a f[Hest.i ultimi tempi chiunque aves;<e volut o fn r·Ai un'id ea complE>to. del s('rv izio s101nih1 r·io d e ll' E scr·cito nos tro in t.(•mpo di p>tN I e in tf·mpo eli ~IICtTa. Pr·a c ost t·M t o a pe rE?gr in a n .. in cerca di v ecc hi e o r·ccenti dis p<>n:'o pubbli(·llt€' dulia Hc no la di ;;nntt il. militare . e poi a intt'gran• q u t'>"fo F<t mlio, addC'nt rando;;i n <?] d ed a lo d e lle di sp osizioni mlni s te ria.)i vemrt ~· a VtH'iare n e l dt>tta)!lio o ne ll a ;;oRh\nzn il vecchio ordiname nto. O gg i, fina lm e ntE', iuvE'CE' t<b bit~rn o il libt·o n ccei5:<H rio per <]Uest n studio, libro completo ir~ t uttu l'est c n ><io ne d e l te rmine. libt·o ehc è la piet nL fondam e nt>rle, ne lla q~tule s i può nostnrit'e l'<'difi c io di tnùt<>elu·nta di""a minn d C" I set·vizi o >'>IJlituri L• dell'Eser c ito itnliono. Il tenentl:l colonne llo m e d ico Villo :)anta, cltf' dHiicò H queshl s wl opem fino l€' ultime ore del s uo letto di dolore, n o n s i èo limi tato a dut'C Ì una vi s ione c ltixnt ue l solo se t·vizi o >'llllÌttlrio; ha. voluto invece c lr<> d etto ì"Pl'I' Ì7.ÌO appari,:,;,., com o t'N IImE>ntl' è, p C' rf<'tta m e nt e inquadr·ato nd la com icl' d c i ;.pr · vizi d e li' E':-:Pr c ito in tc r·t>, in m o do c he ti lf't t ore flH' ihnf'utl' p ott's,.;fl disee nd<' r!' dal gcnernle al p a rti colare, ~E'n7.a lo ~<forzo di ri co:o;.tntzio ni tnl·nt a li , qnulc:he voltn. difficili e sempr·fl a lquan to ine><tl.ttP. E<·<·o pe rc hè in Hlltl prima JWr te dd volum<' vie ne mnpitmw ur c· trattn ut tutta ltt o r·ganizznzi o n e dell'e~e r·t· it o ne i s uo i . 01'!-(ft llÌ d ir·c> tt.ivi. ne ll<• a t·mi, nPi Ret·v i7.i in generale, con 1·apidi E' ~ommari neCl'nni 111le a ltre forze al'lnnte d e llo Stato, colle qmlli siamo in quotidi11no contat t o, e con !:whe nutt.i<oO trfltt l'gf( io d e ll e pr·inc ipu li norm(-' disc ipli nari c iH~ regolano lo stnt.o d egli ufficia li P la l01·o c·mTif'm. J)npo qu<·'>' ttl primtt p nr·t r- l!<'ner.l l<·. e hi11m appan• e h"n prt•<·i:<u\tl la :<è· t<HHIH pnrt<·, r-lrl· tnuta dPI ..,;t> rTizi o ::<tr.uit l'lrio in tf'mpo di p nN•. Svr·1·izio ,.,-i. sepnrto fin o IH'i H t(•i piìr mittuti JHit'tit•o lm·i, iu ltttl <'- lt· " " ' ' llllllii'!'O"" :-:p<Tinlizzuzioui. in Jnodo c lu• qualllll(JIIt' ;;;itt la ft rn7.Ì•Htt'. l'lv• in un d Ptl'n ll ttPII O mnnwn to pos:-:a <·om pit•n• nn uìfìr-inl t• m r di Nl. in qnt·><to liiH·n p uù t r·o l \'lll'l' J.~ guida p iìr si<·l ll'! t pC'!' sa v Ì>llllt'l l H' (•fl('J'un'.
Rl\"JST.\ 01
·rr•:CNTGA E Sl-:ltVIZIO SANITARIO ~ULITARI-:
Chi t1de il volnm<' In t e rzl\. p~u-tfl <'hb t.t·at 111 de l sPrvi;o:ìo !'ianitario in tempo di gut~ITH . quelln che è costala forse l~~> magl?iure f11.tiea, perchè ancora conrt·Ptat,a s0 lo i11 'lin~t! sc·h;•ll1tltit'IJe. 1111:1 dìs(Jl'J's>t 1\t~ Ì ptll'l ìoolaJ'Ì t.ril la fiot·itura dei dN'I'<'t i ,.. d e ll t' CÌ J'COhll'i; f1111'tt• lll' lll). quttlt· tl'll>'PII'''' t~ndt t• 1>1 proionda. <'"P~'I'ien:~.tt r..lì c hi , .ì,..:-:e la guerra con ' 'non~ di soldato nl'll~· prime lìnC'f·, e con IIWiltt! 11pt'rta n e i !><'l'Vizi Ui I'PLI'OVitt. Libro complt'tò thmqu<' quN•to do>l t<•nente c:olon 1u·lln uwdico \'illu i"Ìa nta, libro pod e ro:<o ,, prnfnndo. ttl qunl r nessun appunto può n >ni1· fatto. j)Pl'Chè, "H nel futuro q11aleh<' d•~ttn~?lio potrà VH J'Ìill"l'. nPIItl ~ostnnzn. ~ n e l comple,..so il !'Prvizio '-'nnitHrio r·ostt'nl s<'mpre quc>llo che ogg i apptu·•• dtitHO P limpid o da quo>stf' ;)!:JU pngin e, pagine c h e rimaJ'mnno 11'1 guida piìt i•••lP ie pt' r r·hi voglia add••ntl'llt's i twll"in~i< me d c, ll p tm·m~1zinni ,;anit111·i e ri(' IJ'F:,.;c• l·eito it>dìano. Ecco un libro pl'rc: iò. c·hP do\' l·ol)ho Hdnrnar(• il t tt volo di q1utl,it~-<i uffìritt l;• m E: clico non so lo, mn anche di ogni ultro ul'licialc·. che d r.-; Ìd<'I'Ì eow>~cc•l'<l, C<lnt<· >;tll'(•hbe ><li() dOVE' l'l' , !JLII•StO itnpo l't tllltP >'1'1'\'iZiO dt' lltt I IO!<tl'll CJI'gauÌZZI\ZiC>Ill' lllÌ litlli'C. l~c co 1111 lìhm c•lu.l fa onore nl ('m·po sa nitario lllìlitarc italiano. Rot·v n.J~O ts. -
J,'ospeJ.laJ.e di 8f!Oittber·o 11ell'~.~e;-rilo jrCIII(:ege_ ( Arch[n·.~ d <:' :\J,;_ di"c i ne c• t d fl Ph.u·nulc·ìe m il ìt,ll i.rt>s, sept.t'rnbrt> 1924).
L ' A. inizia qut>sto studio COli mo 'A.111pi>1 di,..cu;o:;ione "ullo ,;vi lup po dell'HOE (H opital d 'e racuation) rifon• ndo ccmH' t~ll'i11izio dPl iH gu<'tTII dett.n fo rmazione ;;onittll'ia fn«>"C' i mpn T'i 11 l prop1·ìo com pit.o P'' '' pc· n ut·ìu di JliPZzi e d i ma te1·ìa le, t·ome invece ::.i f''""~" fattu pleto1·ica ed ingoTnbrantP negli anni iilll·ce::.sivi a eflW<a delln gtwna di pn,..iziol!t' e c·omP
In gu<' JTI\ di
!l1(l\'imr>nto Yel'ificntasi
nr•l 1918 ll \ 'f.ls:;t• linnlnwute dntH la. dPfiniii.va fì ;;innnmit1 all ' HOE divìd pndolo in due foJ'IliH~.ivni di\'l'l'>lC per fimditù lo' pp·r· ml~Z'l. i. mu t:l lt' "'i int t>gn:wano: HOE prinwire <' HOB seconr/a.ire, fo rnutr.ioni p(WÒ non rigidnmf'ntt' d e linf'ate, ma c·omplc>F:se e ng ìli di frontf• a tutte lt· <'\' t•nt-nalitÌI di'IIH gnf' JTH. Ve nerlelo quindi al con1pito deli'HUL:: primuire, ('Ìof' della unitA piìt t'IVtlll· z1dtt dc•llf' dur•, l'A. dice che c,:;;u ò ht ><olit-a dì t.ntte lf' formazioni "'anitarie di l'' lin eu, c ioè: >"ITlisl>llllt'nto e t; t' l'nitA; l'LU'U. dei t'H "'i d'urgenza "' ><~!Om ber·o, 1na chf'. tnPJitJ'(" le ultl'•• for·mazioni "'unitarie lla11 n" !'('ill'l"C7.Z!\ di nwzzi per· tnli compiti, l'HOE prinwi,·e po:<sìr>df' tlllo!' ""mma dì t' Ì><<H':<(' c co::;t.ituiscP una. UJlith. co~:;i pr.d<>l·osu du c·sstH'P lu \'C' l'H pit-t,r·o tm)!nlare d t•l ,.;erTìzio "nnìllli'ÌO rl<'ll'Ese,·cito. Qual'è dunque l'orp;atti7.zur.ionc dì un HOJ.: prim.aire? :\o i po,..;;.itl.rnv in l~"-"'0. (•on!Sidc ritr·e tre· tipi: LO Nttclco l'otl(lalno ntall' (for·maz ione ,;C'tnpli cf' ì : 20 Nucleo l'infoi'Zuto da fonnazioni accf'!'W>t·ie; :{o NnclPo rìclot.to ('lì var·i e>.lmncnti, quindi piìt ,;empl icc. 1° Tipo Ti. O 1-: jond(lmentale. - Ha una JJOt.e nziulit lt d i ci l'<·a 1600 l~tti (1000 (>CII' que lli di t t·ansito e 600 P~''' gli intro -<pMt.uhi li}, <' quanto a lln sua o rganìzz>,zìone, e:-:,;tt è sempl ice. c ioè con ·u nii ,..e,·it> di btll'acrht> p<'r accet-tazione o ~mistnmt>nto, un'a lha st·rifl Jl<'l' l'u,..pecla lizznzìorw t' un~t tt>r7.tt sc>rie pe1· lo "'!l:ombeT·o. Ogni !>eri<' dì baracche di cin.~c·tm g'l'nppo ha repR1·t i )>C'l' {PI'Ìti, l'P parti pC'r' mal~ t i. t'P parti p e r colpiti du g-a,.., 2° 'J'ipo HOB 1>ri11ta:ire rinforzn/o.- r.,, p<'t.('nzitllità dì <[tll'"'ll1 fol'llli1Zione è ruttur·almente tanto piìt notevo le qull.nto magl? i<"·i "ono le unità ;;nniturir che lo hanno 1•inforzat.o. '1.'1po HOE 1HÙnaire sem]Jli/icrtto. - . 'vno picr·oli ,.:cnglioni c-ltt' l'HOE p1·i m airE' fo ndu IIWntulc> mnntla avanti n t'i Cttsì d i gut>J'I'll d i 111\"-i nwnto, fol'· mazinne 'JIIÌndi schdc•t.l'ica p e r il f;('> r\·izìo d ' tu·genzn. Dt>:>l'ritto co:;\ l'HOJI: 11rim.airc. l'>wtor(' passa nd >wt:ennnt·t' •·apidam<•nte all'HOE sef·onduire. È que:-:tn una fo,·nJ>azinn e pl'sunt j,_;;ima o foJ·nit-a di a lmeno 300 ld.ti, 11. g rnnd t" <.li,:;tnnza rlalht ninea {50-300 Km.}; t:o quunto ai suoi >'Prv izi Ri ripete su larga. s<·u ln. quo>lla <.l ell~:~. for·mazìon<' sorella. •·<m maggiot· l!·lldem:a in q u e.,to •·a;;o all' ospedu,l ìzzttzione . L' A. lnd! u quindi d!>l funzionnm t'nt o, clw p e rò sulle linee gene-rali è quello di quH!!'ia ;;.i fnrmnzìono> dì guf'TTa, colle solite variazioni imposte dall'nlfluiro piì1 o m f' no dì 110 grandt' ruune r·o di feriti. N'ella j!Hernt di mo\· imcnto l.e variazioni rli funzionam<'nto !'!l.J'IliHIO scmpr<' l(' stN<sc n<.'ll c di J·t>tl Ì\'~ fonclam<.'n-
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SEH\' IZIO "'Al' IT .IRIU ~I I I.ITAHI•:
tali, t\\'I:'Hdosi un 11 prevall:'n<~;a a>:solutu dt'llO ;;mi;;tanwnto ><u ll a o::;podaliz:e:u· zione. Riguardo All'ROE .~eronclaire, le ript•J'Cu:;:-ioni R U di f's>'O, che la g ue1-ra. di movimento p otrà avere, xfu·auno sempre piN·11I1', d ata la snn. di,..tanza dal frontf': t' quindi lie-vi:' ~arà la modificn7.ion!' di fun~.ion>~nwnto. L ' A. t-ermina il lfi \'OJ'O. propon(•ndn la stfl nda rdi.-..-.azione dell'HOE. fu · cendon•· 1111 o rg>Hlo clw ul1C'1·ic-r·<' hhc il :.;f'n·izio >'flnitar io. >'l' ,.;j tnttta;;;.;l:' di t.ruppt' ni iPnte opemnti i11siemt'. 1\JAc:Noux. -
dia/e. -
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Orgcntizzaziolle del serva:.w scmitm·io teclesro cl·u mnle la (fU.err(l moli· (Archi \·l:'s de :Vlédt·C'int• N ciP Pl,tt t'IIHt<:ie rn il itairt's, xopt('>n1ht·f· 1924).
Attrn.vt•rso qllf'.4 n t·apìdi:;sirnn •·a>ost•gnn app1lre ehiHro cltr. iiS<"I'Vi'l:io sani· ta•·io nPII'e:;(•rçitc> u•df'srn ha subito n ntt•voli va •·ia >.ioni ne iiP Rttf' fnrmn7,ioni. Nelll:' S l lf' linel:' wmc·ra'i !'S:i(l htl I'H(l(ll'fo)<('Otnto un 'w:gslniz'l.H7.Ì()Il(' iru tlltlO SÌ· mi ll' H quellE> <lé•gli Hl t ri <'>'Cr·cit i. 111u non può u on E-s:;~· n' not Hto clw f, II.~P ha :sentito piì1 p['f)fondauH"nlc· di alt ri nei pnrlicohu·i gli influs,;j dt·i nuovi bi,.;ngni e dc-i niiO\'i OI'ÌCiltUIIWilt: riCI\V>Iti dnliH ('S(JPI'i(•llZf'l. Anzituttn è dH nultll'f' <'CIITIP l•· f01'11Hizicmi :<anitHri<' C<•rri><por,dt>nti H)IH rwAt l'H :;ez.iulw di f<nnitù <' <J>' IX'd>t li dA <·Hmpo f<J><~<·•·o C:u tnHndul f' 11('Ì primi tt•tnpi da uffì<·io li di unu i <'olllbatt<·llti. c che i nwdici in <-:.;;;f' n·ano cornc >lggn•gat.i I1C'1' ho par·t~ tf•c·nic·H ;.;c•nza H\'f'l'!' ('OIIl!ll tcl i di tr·uppn. :-;olo p tll t ard i qut·,:;t>.t in[e r io•·ifil è sc·c•u•pa r'a t' i nwd iei hanno co rnnndt\to c•o11op iC' tnrmnt C' le· loro formazioni ><uniturie di guert'!l. Altn• <'O!';tl i111pnrtant<• d>t notflrf' è lt1 IWIIIII'ia di p e r·sti!Hl ll' nwrlic·o lh'll<• prÌI1 1f' fil1f'(·, IJ<'IIlii'ÌH du• lr!l ft~tto HS>;I /!l~!lr(· (in dai Pl'lllli tempi l ;;Oio llWdiCO pe r bnttngliom· di fnnt nin. o ;.;olo 6 rm·d ici ~tl lu He ziorw di :;un it it. ~e 11oi <:On· fJ•ontittmo ta li oq:r>~nici coi no:;tri. <l)JJ>AI'l' l<t•·idl:' nte ltt clifT<' rPnz•l. ('er·to in <:(>lll · pen>'o ogn i cornpu gn in uvt'I'H 1111 sottufHC'iul(' a iutnntc.> di sn nit>Ì. Anc·h(' g-li O ;;pe<luli dH cu n1po do\'l·t tPn• 11P!-!li ult in1i tempi fare lnqzo 11:'<0 di p~·,·scmule illfi'n•licn· f' di111in11ÌI'f> i IHt'diei pt·r· In fll' ttUria di qut>sti. } nH• rt"s:-;Hlll €' i f t>Jttll t:itl:' lP dOilJll' infH'IIti<'l'C S()l10 >'tllt~' Orj!<tll if'HIIll'lll <' assc·_gmtt<· 11011 sol11 o~ l i ():;pl'dtlli da <'il m pn. 1110 n ne lo r. a.lle s t:'l.ion i d i ;;nn i ti\ d ivisionuli ed in fol't<' nnlll<'I'O. D a tutto qu(•:<to npp>11'l' C\'idente il p•·ogre:'si\·o (':;a urimt>nto dt•lln Gel'llwnin >'Oito il terrinile lni!or·io d C' IIu f!II<'IT>I ~ la neces· :>itò. di cont iuu•· nwclifit-a~.ioni w·r udothii'C' i hi~ot!'lli dc-II'E>}'I'I'l' Ìio n!lc· po:-;,.;ihi· JitÌI ddl'ot·a. lA<JlJE;'IIAUL. - · N'lwro reyolam.enlo sul sert·i-z io sanitario d i cum1,arpw nt>ll'h:sercitn terleflro. {A:·chive;; cl4" J:\lérl(•Pinc• l't dc- PluHrnncic mi lit.airt·><, !~ept!'mbl·t• 1924). L ' A. pH'tHNW dw. dato dw il t l'ltttu to di Vf'rsaillt·s non pel'.IIWtt~· Hl la Cel'llmnia di nvt·n· unitìt orJ!anic·h~· >< llpt·•·io•·i olia D i\·i:;ionc. :;iuo al ,;('J'\·izio eli ta io unità ;;oltt1Hto ;;m·à l'ivo lt o lo stttdicl. Ogl!i l'c•;;ercitn t <'d(:':<CO uon hu. ftnt·o r·a ,.;(>tbi lil i (a lmeno p<::r quanto ;;i s u) i quudri uffì~i11 l i dc·i mt.>d ici di I'Pggirnt>nto. ~ noto ,:;oltnnt.o e ir e; ogn i compagnia di fanteritt bfl (l po r·f nfc·l'iti. ogni conopagnia minnto1·i o mitrt~glitn·i 4 portflfe•·iti, c 2 por·tut\~ rit i ogni squadroni:': Ogni port11ft·riti hu l tusc·H di i"ll nit à. ed I bol'l'nccin. Ogni lmttnglionE> ha un <·sono p('>t' ff'1 it i <' 1111 CUlTO JWt' trasporto del rnutl't'iale s•tnitario. F.lemonti di\·i;;ionuli M>llO : lO La ScmiWli:!K0111prtgnic (<:ol'l·i,; pondentP ~tlltt 110'tru sezicnw dli su uità); . . 20 11 Sunitéitskra.ft·tt·ctyetl ZWJ (<:ocTis pond(•ntt> n l nostr(> tlrap pl:' lln automobd•4ico); :'1° I Peldlazarctl iu numHo d i dut' Pf' l' divisiont: (<:(H'I'i;;pondenti ni no~tri ospedali da. campo) : . La Saniliitskom1J(t[tnie è mollo pii• pi<:colu dt'Jiu COtTisp o nrknt t> st•ziom d i ~111tà pet· per·,;<mllle e pe t· rn<'7.zi. Il Sanitàskrn./twagen zug ò piì1 forte· ÙfJI nostr-o drappt-lln Htttunrobi li!<tico avend o ben 12 nutombulanzl'. 11 li'eldlazaretl è nn i t ù. p in podet·o:-;a del nostro O spedale du campo. pere h è lu1 pnt!'.n7.illl it>'t di 200 l ~·t ti ('cl è divi:<ihile in 2 pa1·t i.
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:l9fi J':; jlt'l'\'!•nt i 'v'H lO >~nr-lw nn KrjC(I·~l(lzrrre/1 o Ospo·d<ik da guetTil, fot·tnuzivnll piit podt•t'l.>>'tl di n :tru,·i·•· nu~ non 6 pn·d:wl0 l'orgunic:o. Intf'rPssnnte nel >\P t'\' Ì7.ÌO di !i)I;OIIdll'ni che i f,, ,·iti lcg)!<'ri gi(~ d>d pust<> di IIWdÌ!'Hi',iO!H> di il' lÌ I)(>U (o l'l'gl!illlf'I1W if' (' dt bntlllg'lÌoHl(') j)l?l'COJ'l'()l10 1111 Cfl lll· m in<> c·otnpletHrnL'nto• di,·(:r>'o dagli al~r i feriLi, seuza toccure il pu:>to p1·incipalo dd le• ><~>zi11ni d i san it >Ì ondt> ll1tl1 ing(lrn IJt·H r<' il ~"rT i'l.i o, l' \'Pngonn con N• n t rati in 1111 ltw~tn di rurcoltn a pnrtf'. Pr::nn \ZZJ.
CONGRESSI l Congresso ed esposizione nazionale antitubercolare. Dnl 2.) '" :?~ 111>11!;:!iU :<r·nt·;;n, iWl' inL:i>tl iv n d t'Ila l<'l'd(•r·n:r.iotw ll,.7.ion,d!• fll' l' la a(Jt tu t'Oli t l'C) ltl tulll'I'!'Olc>><i. ehb!•l'<> 1110!:(0, u Xupnli, il primo ('urtj!l'('""''' cd E:o<pu"iziont· rw:r.innal•· ani itubt?n·nlm'!'. La tP tHieia '' hr f<•d,, J p j pr·of. J!'pt·r·aflnini, pt'f'"idPnte dd <.'nrnitnln ot'lli· nnt-ure, tlel l>l'of. Botti. :<t'/.!I'L'tario, ,. tlo•gli ali ri ot·ganizznturi, Phb~ r·o il prt•Juio di l'ÌIIIIÌI'f' l!ll lllllll\'1'0 Ìlllj>OI!t'lll(> di COilf!l'i·'">'i,.,ti, fn1. (•fl i, o]f!•p i piìr Ìll>li(!llÌ 110~1 r·i t isin lngi. ,.j cnn 1'11 \ 'Il nn e nn ,.o dd i,.;f H'l. iorw. nnnwrn.-<i rnppt'i'"t'n t a 11 t i d n Il<• pr•ovin!'if' tiPI :'-Ì t'~i'.'>!!iontn , \'('11Uli H (ll' t'lldt•n• il lur·o po:;tn flt•l ln lottct ant.it nbr eco hrrf'. X1111l<'l'('"i""i"w, <' di gt'lllllll' intPt'l'"~'t', lP n ·h17.Ìoni r· C'Olllllllif'u~ioni >< ulla. bi(•luj!ic~, pctloloo:ia. lPrnpi11 c tH'Ofila;;si dt'll'iufc·~iur\c' lnberc•olnr·t·: l't·u tutto. per la lot'0 "Jl<'f'iak· itn por·tmJ 7.H. vu11nn r·i<'ord >lll' q nt•llcl dd prof. Hllnli "' diA t'l tra !<HirHtot·iull• in pinnnru. dc•l prof. Bc'rtnlini st rllu Clini sn11ri!(J r in ln di nlliL tHlint>. ÙPI p1·of. Vitali ""11•• indiL·n~io nì di'i dimn murino tll' lla cura dt·ll<t Lllbl•rcolo"i, (' d!') Jl!'t)f. :)ivor•i ,::u)JH \'HCf'illll7.iOIIP Ili!. t i t llbl•r<•O)tll't". Lu pn·,;t•n7.11 clL•i rnJlJH't':-t·ntunli d i tuttt- l1· i:-til' u7.ioni untit,ubercola!'i. e~i "tt?rtti i11 lt >l liH , l'f'>'P )JHrlic·olttl'lllPilll' c•ffi,·ucc> t'd i rnpor·llltli(• !~t d i:<('U:o<sionf' i=<l d tcuu1. >~V•>Itn <·<>n :>0111 1 m~ comJWlt•nzn dul p rof. Ot·r·lici, di'i (\m><urzi prtn•inci.n lì Hntitllbt•rt-ol.ll·i, per i qunli -;i t·on\'l'llllt· ,.. ,rJJ t~. rwc·c:-:sitìt tl,•l la lorl> ist il uzione iu t.llfli' lt• prn\'i rH·i <· itulintH' . t' il t'l l<> r·o coonlintttnPttll t, us-:iPnH:' n tut t c Il" tl ll r·c l>JH't'<' di prc·,·id<•n .. tl tt!llit 11 ht • rt·oh~t·e. u llH'z:r.u di un unieo Ent.p Xa%i<•nn1P. cv,..ì da 1'1\g'!!Ìilllf!!• f't' f JHCl « ll'<lllft• ll!IÌ<'O Il, tanto giu>< l UlllPilLo• illVOCtlt(l d <d )>l'IIft'~<· ;:o t't' Ft•r·t·cutnini llt· l !-.Ut> brillantP di>'('(>J',;o inmt~tnnr lP. Pt•r rnq.di•> conrdir111rc f• vuloH'i7.Znn· le ri<:c•rchr :;c•it>nftficlH· ;>ulln l\rf>pr·c·ulo.~ i. e r· .. nw or·gnno <'<>llntt•nd•• th·ll•l· Fo•dt•t'>t:t.iurw. fu rn•ut a, "o t t n la JH'Ps iriPHza d!" l p w f. J.:. .\ ltll'n~liHHn, 111 :::iodet!\ itHIÌ<liHl JWl' gli ><l udi :<<·i,·nt ifici :<1rlla tu l>ercolosi. l'on'l.pktut'tJill> d t>J!Hflllll'lllt' il (t>l\)!l't'"'"" 11tllnt'l'<>s<' conft!J'I'I\~(' t' pniÌ.t•zion i di l'ilrns di prn1 ntgn nclu igic·nir!tt c le \i;.i tc nllt• pritl<'ipnli i:.:tiiuzioni tlllt it ubr>t·,.nlol!'i dt·lffl cittù, <:hP di,•dt•t''> trtot<f,, di cnn"~I·Pn' qnant.o. c pt•t· ini;.intiv>l olPI (.'<oantlll('. e [Wl' qudln privttl·n. i\H}H>li ul)bi n gi>1 fA t tu JWt' lu lotlu conl·ro la t u bt' n•o In-; i. La Saniti~ :'-lìlit H t't' prc,.:l' pnr•t.<· n11 i,·a al <·r•ngr(',.:;;o : pnr·t•'<'ÌJliHOn o infatti ui ltl\'olf'i il <·.,Junla·llo uwdieo !.>1 Gmttcria, din•t,ton' di snrritù clP I Corpo d'.-\rnudu. il L'nlunrw lln llwdio·n 1-\·rro Ln7.t.Ì. dir·t•~ t.r>r<' ddl'O»po'd>rll' Milil>ll'(', il 1cm•ttte rolonndlo nH·di<·•J Volr>e. e ntrliH't'o;<i nll ri uifil'inli mt•<li<·i. Pn•,.;c·rnarouo o di-.Cil<'"cro Ìlltjmi'I·H nl i c·nrrHmÌC>tzioni il t.l'll('lltl' eulo tlltl'llo IIH'dit·o T<'(·t·t' sul!<' lr•sioni t rnnlltHli<·ltP dc• l p o lmone in rc·htzic>ne nl ln t nbercolo>;;i. pnrtaudo 1'<•-:pt•t·it'll'I.H di piì1 di .Jiìtl c:n:-~i, cJ-;"f'l'\'llti lll'l H t• p•H·t.n Ji necùrt·Anll'l\tn dia j.l'nn,;(i('O di Snf'oli, il Ht>l~1-!ior·t· lllt'dieo :\llll'tdli ,;nll'impcu·t.nnz>\ dc·llu tuhl'l'('t>lo.-i llC' li'E:;!•rrito, t'orrnmie>~ 7.ÌO I1C' roiiTPclnt.u <lni dnt.ì st,at.i,.:t.ici dPII:~ l>n't''t.in nl' <·l'rrtr·niP di -;unità Jnihlc\I'C'.
Jl (·up itauu HH•di~:t. B o<·l:hl'tti. <lir~·tt<Jl·~ Ù1·l Sum~Lorio milil-t11'e ~li AHzio, illustl'ò lo scopo, .il Iunzionumento t' l' utilità. d('!lp Colonie sAnit.ari" ntm·ith: militari, ch e. dopo t m anno di intf'Jruzionf', pe-r um1nime consenso, ritornano qttest.'anno a nuova. e migliore \ 'Ìt:'l. Egli lnnciò ·in•)lt rE' l'ìde>t. :<ubi_t<> 11ccultu "' ,o,;tt·l\tt ( tl dai pt·of. !\hu·tl!!'lhmo t' Ft-ITIIHnini, di ist.itnit·e un !'tlJHitOI'io fJC'l' studl'nti e g iornali:<ti, due catt•go rie di profN:sioni:-ti in cui tonte Yillinw miE•Lc la tubPrcolosi. E quest11 idcu fu san<:iunntn ciRII'nppi'OYRZione cll>l "I'L.'llt'lltl' Ordini' df'l ~iot·no: Udita la, cotnwt icaz.ium< del do//. P. Bou:hdli. i partecipanti al 1>rimo Congresso nazionale contro la tubercolo.9i. pfaudo11o alla 1ìropo,;ta di l<mc:are ·wut sottoscr izione per istitu ire 11~1 ~·rma!<>rio di mut>IUfli"l· 11er st-udet,/i e gionwlisti. All 'c,::posiz ione, rit·ca di ntntNinli !' documenti illnstrati\·i delle Yaric istituzioni autitubl'r<'oluri ù'Italin, avevano po<;to tl' ono•·e 1ut ul'tistico plust.ico d el Sunatorio militare di Anl'.iO. chA mett~•,·a in •·ilievo lE> grandi ri:WI'S~.J di qu(>l l'Jstitut o; una ricra coll.. ziono di foto!!t·ttfie tl<'IIP Colonie 8onih11·ie mori n<> militari, gro fì c i dell>t Direzionl' c·entr!lle Ji SllJtit il milit.m·e, snll"oper a svolt&. dai Re-pHI·t.i di accertanumto an t itubcrcolfll't>, rtl una prPgevol.r collezione eli rodi ogrnfìe, eseguit(· dal magginrt" medieo \ "tt:<,.:ttlli, HPII'os pe<.Jnle militare di Na!J ol i. Fu iufìne invint·o il st>p:lo f>JJtE' t••lql.nlloo l otH tt. S. E. ti )liitil'<t.ro d<>'lu. gu«'na ~
Palfsata ra8seglla 01Jr:t·e alllilu/H'I'I'Oiari 11o::. ioHuli htctctmu t'it:o plauso quontv Direzione centrale scmità m ilitare /m O?'ytmizzato cMtt1JO rnt:dici-ua socwl..;. Facciamo voi i chi' pel belle sol.Ja/1. che Pctl.r ia ctf fida E.~erc ito. siano cou.9erwtle Coloni< san•itarie m m·in e mi{ ita·r i. .':)(' I(CitOI't!
.\l.\ HA<; 1, 1.\ SU ,
A . l•'!ò:H it •\ x:-: 1 r-.: r, ]Jre.~idt• 111<: Cu,.yrt!sso a ntLI ab.:rcuhrre.
PAR'"rE UFFICIALE
(E~Irt!IIO
d<:/lc d i,.p• ,_.,_.n. 12-a11 tld tPtfl)
l ) C..:uwoLALU: n. 229 dd ~l llllt).!~iv l!l:lii. - H :..,ultalv del cum:uniU ul pnm1Ìu Ei beri per gli uf}h:iali mecl-ici del R.l:-'s!'rcito t! dt•fla R. Marina.. scaclnto il 31 dicembre 1924. PC't' il coucor:;o Hl prl;'lltio Bihe ri indetto c " n circolo •·.. u. 4 del yiomale militare del 1924. ha gli uflìcifl li tneclici del R Esercito e dE'Ila R. ~ltll'inn e scad uto il 31 dicemhrc- !924. s o11o pen' E'll\I( C in tC'mpo utile alltt Dirczionè cc·n· t.ral e d el c:en ·izio soni t a rio militnre due memorie conti·ossPgnntc dAi sqrucni,i motti: a ) 1° IJ'ema. -
LH ru:t.i u 11u ttliult'nll••·•· dl'l ,;vldutn itultuuo HL paèt' •-rl in
·f..'llt'I'I'Q :
1° Il r:vmyyio e l<tdlu siOui(I('(J, l•"ederico il Cnutdc. 4 -
L
Giornale eli meclicina mililun. - FA ><: VIII.
1' ·\ICTI{ l ' l ' l ' l i'! \l, V
/l) ;l•· 'l'emu. - L'>llll<>lo•swnl,lltu Ilo· !l•' ~Ili' \ ' H l' l!' forruo •· JH·t suut 1·si1 i. L' Ìll oJlol'ttlltZn do·ll11 FHIII diu ;.(lon!;;Ì )li'I' I'Ì,, H t• prt·r·•u: t• 11< '1 l'l!o!ll"l'di Jui litHI'Ì: 1° .lfr rlCf(IIQ a ('iò o è. io 11 è filtr i rn·t/r .
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'"'"'"' i c·oi•Hlndil P Jnug!.!iori nwdici 111
s. r . :\. r••. dwnmtdl' l't•lolll\(', l'•ll'l'l'd>ltt· da i lllnli t· du! lu\'01'1 ._,.;,.ntiti<·Ì. "•1b lwuo tl'u,.,nl<-•ss(•, p• ;· \ 'ia g<•t'llt·r·hi•·;t, ul \ l 111istr•rn tlt-lht 1,:\H'I'I'>I . Di r·czi OI H' •· ~· ntnt l f" di :-:nnità mil• t ut'<'. 11011 piì1 L-ttt'• lì <i<·! 1•> ottt) bn· l! r~.i. I cunt;OJTI'tltl . l'il'llll""'''itlt i llllllllÌ:'><il,il : rd <'!llll' lll'<'ll 111 hu><<' nti'(':"HHI(! d1·i ~i t oli. :-<JII'HIIIlO .-nt lnp<~-< 1 i utl 1111 l>:<flN'i l oll'tlto pnd iNr <·on " i"i• •fltP in unn IC'ZÌ('lllC' du. :-<VOIJ..(I rt• SU oli 1111 ( P f\'!11, l'lltnlllli<·>t(n 24 1)1'1' 111 Ìllìl\. Il fl!'riodll di p e rll1UIII•f1Zf:l. ddl' i" "''l.!lllll ll\' Hllu S•·nnlu [hHI'it H\'P I'•• 1111>1 dro o·utll ,,.,.,..,..;,.,,1 d>t 4 A 6 anni.
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:1) ( ' tR\ '01 . \Jtl-: IL ;?;).!, - /(. d t•l't'td f) ti. [li/J, l'l/n cui fa. '' l-'iJIIdll:.Ìoii C }'t;rl'ei'O di (.'((ml/,•rfmllf! ]lm lt{ficiafi m "J/i"i d --l N. g~· rri/Q i n S. A. l ' . '• co.çt itnill~ con /'Q{i~' r/11 cii lire 21t.'JIIII lt 'l ll~i""(i /11lln tfu S. N. il t encule yrnr mle m.~clico Ilerrero d i ()nrullerleo t11:. tt<Jbilt: Ll!lfft. ,l ,,f,t/11 '' ~'~' 1111 in t: ttll' IIV /I'Itl.r Nf <: .v/alo npp1·nrai'J lo 8fttlttln Ol'ff'"'iro refrtl i r n.
:\rl. l. . Lfl •• l!' tllldHZltollf• 1·\ ·1 '1'!• 1'11 d1 l'and l••r·l.·onu pro orllic iali IIH' 1liei 1lef 1{.. E-<r-t·<·ito in ~ . .-\. P. ·•, c· o .-<lituiLa c;t>ll '~> fl, · t tu di ! i r.• v e nt i11dla ( L. :!IJ.OflO) aomi· n>~li fatt rl dn K. E . il t .. Jwnlr g<' H P I'"''' F, n ·••ro da Unvnlll'dctHHJ )!l'- t: r. nobilr Lui g i. vit·n<' pr·•· l 111 in <' tll n mm·ulP, s r•r tnpn..:t.tt 111111 \'i!!i l >ln~» dr l :\l in i>' H'I'O l
1.·11" l!' ll ' l'l'tl. Art. 2.- i·.: upprovaio lo "tutulo UJ g~tni or1 deil>l d•·lla FondnziorH', comp('l;;to
di c in•tnn n •·l ' "''~" c· rli 1111a di.;pn-<izionr· IJ'utl-oitol'ifl.
Statuto organico della c fondazione f errcro di Cavallerleone pro u fficiali medie! del R. Esercito in S. A. P. " Art. l. - Avr·i1 110 111'' eli • F o nd wr.inn•• F · ·IT<"I"O di C!t\·.dl··•·l···''"' p •·o ltflì •; ÌHi i IIJ(·cl ir-i d e l H. I·:O<I'I'f·ito i11 K. A. P. •, 'l" ·llu t·o<t iw ita r· oi!"Cifl' 'l'l t< •li li•··• \".:utim ilu II' IIHina li r.. t In dn ~- 1·:. il t.l'll"llLt' );!i' IH'!"tlic· llh"dic·o F •• ,.,.,.rn rli C,tv.cllc•l'it•o!W g r. ta·. uobil <· L n iJ!i. :tiÌt i><j wl i OI'I' •·npo tl1 !<!ll ll t ÌI. ln ililtt l'c'. " •·ic·oo·.lo cl,. , tlll'c l if"i <:nclnti Il ·!:u c·mnpu j:..fJI.~ di !!11" 1'l'H 1\ll.) . l'll . Ar·l. 2. - l.' utti,·i th ci<•ll't•utc• io r·,cppl'! ~··n t a l ct d ·tlln I't•Hdit.n d :·llu p r·..-clc t.L!l. t:-Ulll11 Hl
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eli reudiw nwnin •Ili\'•>.' iHl!'<talP uli!1 " Fon h 'l.io n t> 1-'.·n.·r·., d i ( 'll\' .d l;•rl.•nnn j>l'O uflìc· i.. : i llll'<li<·i cl c·l IC 1·:-····(·Ìin in N. :\. P. n (' cl·· J>II:< itnl o Jll",'"'"'" l' >tlllll li lll '<f I'ILZI<> ll" ch•II ' O.-<p.·cl•tl•• n .ilit :u·,• p•·iiH; ip .d;• d i H .0 111 1. Art. :t - L 1 n ·ndila •tu" lric·lll i·ll<' d c·l <·~· pitnlc· jll'l'd t•l t tJ ~HIÌt .1.-vu lut.a in p•·..•uio u q11 ·ll ' u ftic ·ial p !lwclit·o iu :-;. .-\ . P. dn· tthb in ll l''l'""it•l il m ~l!!.( i o r·•· lllO io di rnro rito n <•l <jll 1<l •·it'1111Ìn pr<·<·t·dPnl •' •' p ••· :cv.••· pn' •l•lit·lll" n p n·..;c• lll>ttll lltlllV)>'('I'it [H O dati il<l;!l'tlfHI n >'l'Ì ll l""i IJI'i lll 'l tlo•llu '<("llcl t> Jì'f.ll- d t•! f (ll "H ir."'Jtlli o J., pifl inlj)Ot'luatc• op ••··• di c·a·l'.lf l t' l"•' r n·dir·n-~r,ii'II I Ìiì r·n o p •r :t\·,•r Nllnpi u lll I!Uflic-h, • "l"Oj) ·t·ta ilnjl i>I'IH II cC jl ' ll' eli t" ,ll'•llt<•rt• 111 ·. ll<·n .q·it•fl ifi 1·o . Sl!nÌ. d n tu lu pr,·t't• t·.·tl'/.•t t h ·• l r·nnft·rilltt•nl v d "l jH'.·IIIÌ I• p :r i l;n·o ,·i o ~eop, rt c t· lw Hbhi11110 pnrlic·.,IIII"C· utlill"li'l.l <·ol "'I"VÌ7. io >< 1111 il'11'io cuilitt\1"<'. In dit'Pt l t•. lu l'c'lHiitn tlt· i qn:lllt•o >lll ll i "'" ·r\ """'"J11lH!>t a qu .. ll'nfiì .. iu!c• 111cdil'O i" ::>. A. .P., clt<· IIIJI' ;;pi<:ç; nta l.'lll t lll'l~ t;•t·ni<a>-prui.·,:.-.ÌLliUllc l' ~O il t;i "td e f' per t ito li ,:ci<'lll ifì c·i IIC'<JII i:-< i.ti dii\ n!Yidaiii" II l n >oll' ll l'!) t li I'O tllpi<' ll' ("<Hl protÌLtO d ell' J<;<<• •·r· ito <· d t l ~<<'r\· izio >'HilÌ t a r io rnilitoJ·c• 11110 :'tudio nll\·"'h'I'O ,: ul ,.,e rvizio sanitr11·io •nilitt\l"n di n lt •·,> JH\:t.inni. :<nl (j iJ,\It• d ovrì~ poi r· iteril'•) C:l •n •·oppor·Lo parti<·n!un·g-t: inlo. fw·r11ttlundo, ::-<· d ,.j cn'"· •) pport Uil•' prnpo ..: tl'. L' ttfli:·ial e pre>'t·c lt.o dovrit po><>"•·di'I"P t~ltrc.:~ì ><Hfli c·ic·· ntP <:ono~<·c·nl.>l <{c• llt~ linj!nn dt•ll n ttH·~io ne 0 clt•li c• 1\ttY.iOJlÌ jli'I'>'HIJ k• <jtl •l .li >'HI'I•I i ll\' iHt<J. r\rt. -le. - La t'cullntì,..,in•w ll~)!iudif'al •·it·t: cl.d p•·c• nio. I ~L qnu!t• \"t·•·n 't <tomi · nnta dal :\[in i,.:t.r·o d !'IIO gtUJTII . ..:at'ÌI I'OillJlO-<llt clul gt'Jlt•J"Hi t• 11 11:di ;oo ('llf't) iJI l-ì. A. l' .. pn·:-<id••utc• , du cl u" tdli•·udi nwdit· i gc·J!< •I"Uii ù s np:·riOJ·i in :-:i. A. P. ou i1t Ct>ll)!l'Clo P dn tl tt " ll lt' JI1 1••·i .. t'ft•l 1 i' i: l'un '> di'il' :\.c·c·H<i ••JHitt nwdi <;t\ di H cuna, l'alt 1·o di quella di T orino. Art.. 5. - L ' uiTìt·inlc· uwcli•·o c· ui ,.,.. ,.i\. rn llft·ril•l il pn·niÌ11 tlil\'I'IÌ.II\'c• r.: IH'I'>< inLo ><Prv izio ili i ll(~"ITOll.o d 111'11 n l t' i l q mH l•·iPuuin p•···t••d<· JH <:' la l"<llt'''"''i""" l'd '""'"~' l'C !fiUdir·nto ott i• no nllic·ial t> l" ' '' tutto <fUP><Io P•' l"inclo. /) Ì.iJIOSÌ."..Ìfllle
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4 ) UtnC'OLAR" 11. :!46 dPII ' l l ;:iugnn 1!12:"•. - ( '<m('Qrso al premio J?ilwri per yli ·ufficiali mt:dic i d i'l H. }-;sercilu t• tl1• flrt H . .llan·,,u -~~·utlr~itle il 31 diambrc l!)2fL ~AJ·Ì~ A;!g i udiL"u~o '"' p •·<> rnJo di L . 2llllU nlltt miglioro cll'!l c- m emOJ·i<> rtH.It~tta da uffic iuli m e dic i d e l H.. .E :-<c rcito t' ,!c•ll>t H . .\ [,lrinu ,.,,11 1·1'll1!\ sC'IgueHtCJ : Orga11 izzrlz,:one .911.11 ilrt ria mi/ ila re d i flU t ' C r.;uo(,. prepamzione e base p er la mi9li ore oryonizzozione in t e m.JIO di g u errn . IO NP><!';lll\11. m e 111or·ia . jWI' qwrn l0 pn•gt•VtJie. pn l·n\ COII><i',(!IIÌJ'C' il p r·cmio "" l't~n t.ore n on avrh !<odtli,.:f\li.LO a t.ut.te le e:-<ige n;~;o rlel propnnrunu.; 2" Lo m e mori e non p r!'· mioltc p0tl'llllll0. ( 1\"f' n.P ,..iH n o giutlicut<' d egne, c:onsl'gui rc una menz io n e ono rcvDie; ·:lo K <so d ovranno l':'sc•·e inN ii lt• c ~~· •·itt.f' in liiii!IIH ii·Hiinrm c•on ear,tt.f<eri c hi a rame n te leggib il i<' poo.;><ib ihne ntl' d•~tt. i l llj!rnfHtt>: 4° Potrann o Ctll\corrcre gli n fli(' itd i m e tli,· i dt~ l R. E --u rc ito e d"lln lt. \[a . •· ina in serv i'l. io att.ivo p P. l'I'Jl•tnl'nf.t>, in n:-:p<J I.tnti,·n. in po><izi1H1C di ...a••·vizio u.u;'liliar io, g li u ffic in li m !!di c i di t"i"'e tY» pro n : ni c nt.i <"i<lol "''rYi 7. io ut·li ,·tl c LuL~i g l l u ffiCillli tncd ir·i 1\()11. ptÌI in;;:<: r i f;~i n <> i !'\l() ( i, [Htrf·ltè jll't)\'f) llit• ltf·i dHI SPI.' \'iZi tl at ti vo :
400
1' \liTI-: lJ.f,'Fh ' l.\ I,Jo:
:i° Cio~ttlll!l mem o t·iu tl0' n\ <:<H n· <·< nli·H,,·cg Jtuttt tht \.lll lllolLO, il quale 1<d.cdn f:.11!l"J-!I'lltt !u. con t<>ncnt.C' il c·ogn nm<'. il nom e, il grado e d d luogo di reJ<iclc·nzn dd l' uuH•rc : 60 ~•t•IÌ €Y Ìt.fll a <pwlunque t·>pn-'""it. nc c.:J. e JHl>'i:m far couo;:ct>r c l'11 nt o rc, Altrim•nti qu<>::<ti pudE'JÌ~ ogni tlit·it1o ~ti confP1·im€nto dd premio: 70 VPIHHJJo l'" C" If t.rlln >)"C' IIP le ;:clcdr ddiH. nHm oria pnmiutu e le sci edo ddk giud ica1<> n lt•rito,·n li eli m enziolt' OJlNC'volt>; le· ultrc Vt' ITIUUJ•> brn<-ia te ~ •'nzu e~FC'r<• n P•' rt-1' : so L ' c,.. t remo l i m ik d i t empQ ::;t.n hi lit-o pc1· In «'(lnli<'!llll.l d<' Ile memo1·ie alla Di i'<' ZÌUIIl' C't' nt ndl• 1kl ~C'J'\' t zio ::>llnit.ttrio milit.,ll'<~ o\ il 3J di<·ernbre l!J2G ;· quelfo cl e p<•n·c>ni ;:~<·ro in t< mpo pos tt>riore S>l l'fltl TI\1 <"c.nsiderak comn non
v(·tJÙ ripetuto ili \IIW
r ÌCCYilf C.
fio Lu pubiJlic·u~.itJno llPl Oior1wle tli wt>dicirw m ·ilitare e UE'gl i A1•1tali di mtdiri·tW ?W mie e coloniali• d1•i molti d •' ll<' ltll· moriC' pr·p:;-t>nlute n l <'Oil<'fll'S<•. se n •irÙ Ùi I' Ì(TYUl·ll >\i )())'() tllll•Ul' i: JUO l l1l!lll<ll-<(•tiff, i rl <•lf<' 11Hlllfll'i\'jli'I'>Cl11Hl<• Hl ('() J\I'< •J':-(1\ llJ>jlllJ't(•l' l'lllliW (\i dit·it t.o uJI R Dii' C'Zinte Cl' l,lru lr• d (' l Sf' t'\'Ì'l.IO !'anitnrio milit.u·<', r:on piena fnc(Jit.ìl ud e;!'o di pubhlic••r<.·. p e r lll"Z7.0 d••lln :;;fttmpa, lu m• 1uoria prtmwtu. L 'aut.o1·p p1'1'Ò dt>lla nwlll<H'Ìu pre> ntintl\ ><ntÌI tl ltrf':<Ì ld JPt'O di d>.r C' ct.n In -<l<'!'So tll<.l<:zo p1 1hblicitlt Hl pnp•·io ""·<·ro Hlu:i:<' ~nl<:'ll< i td.o c mc.d fi<·nt.o. l""'"' 'è in questo cn;;o si iuccin ~ì <·l:e d11 unn prPi .. zit ne o dal t.rst.t> del libro .;i pus~<u no <·onus<.:<"l'i" tutti gli <?mf>lldt•mPn ti e l<' m ndifi<·nziotli ilJt.r()dot.t.o\ ·i pu:-t.<•rior· noe>ntt• ulln >l!flfiudic·H zi\,11<' tlel prt>tnio.
Le borse di studio agli orfani dei medici morti in guerra. Lu pt·omes:<a i;:t.Jtuz.Ì<JtH:' d<' l lo hlll'.~e d i » t n d io. !!iit da noi ~<·gnu la t·t • n~l f>l>·cirolo di ma;!gio. è OI'JJHI Ì un fatto rmtq1itd.o . l wedi(\i d'ltolw, C<Jnoo rd e nwnte hanuo d (•ci"o d: H~i<i:.:tN<' i figli <i<' i c<>l i<'P,hi cad 111 i pN· In [!I'RllÒI"ZZA della Pntrit"t tìno >l l compin1r·nto dc·~li ;;tudi :-\l)lt'ri o ri, fino a.l giorno ù1 c ui dR soli p01 rilllllO uftront::ll'<:' le a~pn•z:t.C' delJH. vi t n. E p•·r poter t'o r •·oinc id t>r<' J ' i11i~.io di q t~c,.;t'o pern d i n;;:><i!'<tcnza <·r,n il Gi11h ilcq c!Plln Macs i ÌL dP I no~tro R E, s'è deci:<o di COJI!'Cd<•ro ;:ubìto, a n ch<' pe r que:<t ·i~n n o in CO I'So, h' borse di sl1 1d io. A tal uopo la Con . n1i~sio11<' prc·,.;it'duta cl"'l g<'ncoralo medico capo I<. ddl n. Y ftlle. dopo nn <':;Ollt~' nr·c· lJJ'>:~tu rlc•ll(' ckrnanrlo pr<·~t'ltll'ltC, lta conC<'f<!'O 11. 2!J bo1 se d i i"h.tll io cl11. l... lllùO - 1.)00 - 2000 t> d ha mcs.c;o >1 d i><po,.;i. zinne v11ri po~ ti grnt wti nl l' l ,.:tituto orfon 1 tl<:'i ~n11itor i in Perug1>1. E<,co i numi degli O d nn i n eu i f. :<t <l t a COJH'<'-',.n Il\ Bt)l'"tl : } [ART O .PAOl.I•:'I"J'I - "' ' OL.:\lll
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L';~ ,..,- i,..tt·nztt ... ,II ÌI ' ' '"'' inw1tu dnl ( 'ntJt ilnlo pe r j!li ttllll i ' " C<·t•,.;sivi fino 11 1 ):(101'110 Il) C:UÌ ~JW n: i,. Jt• J•it Jl lo iS!Jj.!UO dll JlHI'ltl d<•j.!!Ì IJI' Ì<tlli. J'<'r (Ili t Ì !.!li ,_!'ft iai'IJIII ' ll ! i P. ft• Ìlllni'IJIHZ JOII.Ì l'i\' Oi !!(;'l'SÌ td i'ioj.!l'f•fa.riO f!Hlh'· nl l•l <.In t t. F1 :t>Jo:HH 'O H ne·, ' llt·:·nr. Din•tt nn' dd ·'an>t1.orio :\l il i t u re di Anzio
(Honm.),
/J irt llore rcsw msabila : .Atrn: tto C .\KARI:-;1. tPncnte colon.ncllo medico.
pN I'Autmìnit:lraziom• dello Stat().
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11 Congresso lntem.zlonale di medicina e fannacla militare {Roma, 1923). AUi del Congresso . . Vol. Il. - Lavori d el Congresso e comunica zioni. Un volwne di pa.g. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . . . . . . 111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare {Parigi 1925). Lavori d e l Cong resso e comunicazioni. - Un v olume di pag. 88 .
Un vol. di pa.g. 48
Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. -
r.... 60 -
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S. S ALINA.R.I • .Le lesioni t raumatiche de'l centri nervosi. Memoria onorata d el premio Riberi. - Ro n1a, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . . . . .
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M. Cus.o.Nr. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . • . .
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M. Cus ANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzlolaamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito italiano - 1906. . . . . . . . .
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<::. DE CESARE. Studio delle mediastinltl (media.stinit i suppurat ive, a sce!\So
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Italiano di piccolo calibro, In confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con- 15 tavole di fo tografie e radiogra fie riprodot.te in fototipia). - Roma. 1903 . . . . . . . . . . . . . . .
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P. Ir.rmnAco. Le opera7.1onl più frequenti · nella chirurgia di guerra, con 112 figru·e - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ANTRoPO\\LETRtA MrLtTAI~E . Risultati ottenuti daÌio spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con a tlante; Vol. I (dati arttropologici ed etnologici) con a t lante d e lla geog n\fi& an t ropo log ica. dell' Italia · ·Ro ma , 1896 • . . . . . . . . ' · . . . . . . . . . . . . Vol. II. (Dati demografici e biologici) - R oma. 1905 . . . . . . . .
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media.stinico) · Roma., 1900.- Un ,-ol. di pag. 144. . . . . . . . . l
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P. hrntuAco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile
F. BAROFFIO e c. SFORZA. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra dl secesslone d' America. - Roma, 1888, 4 v olumi . . . . . . . . . . . . . . . •
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L. B ERNARDO e G. BnEzzr. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria premiat a. al concot·so R iberi. 1904 - Un volu me di pa.g. 276 con 27 figure e tav~le grafìch~ · Roi1Jla, 1905 . . . . . . . . . .
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A. CASARINI. La fatica nella vita militare. Mernoria premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume di pa.g. 330 con 65 figw·e .. Ro ma, 1908
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A . CASAI\,rnr. Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria p remiata al concorso Riberi, 1906. Un volu me di pa.g. 402 con tavole grafiche e stat istichè • Roma, 1908. . . . . . . . . . . . . : . '
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Giornale di medicina militare Direzione ecil Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Setttmbre -- Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1. ll Giornale di medidna militare si pubblica il primo giorno di ciaacun ~ee. in fascicoli di tre fogli di stampa almeno.
:~. L'abbonamento è annuo e decorre dal 10 gennaio
3· Il pr-ezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e Colonie • . Per l'Us~ero . . . . . . · 1 in Italia UnlfascJcolo separato costa . . . . ' / all'Ustero Il supplemento contenente i Ruoli di anzianilt) del corpo militare custa
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l
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in Italia ll'E a stero
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4· Per gli Uffi ciali medici e chimici farmacisti del R. Esercito (in servtzto attivo, in posizione ausiliaria, eli complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbona-, mento è ridotto a L. 12, anticipate, c<l il prezzo del supplcJilento a L. 6. 5· Non si accettano 'reclami trascorsi trenta giorni. dalla spedizione del Giornale. che si effettua, regolarmente al primo d'ogni mese. 6. I signori abbonati militari in effettività di servizio paght>ranno l'importo dell'abbonamento per mezzo dci rispettivi comandi di corpo e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina), in qualunque posizione si trovino, è antmesso 11n ABBONAMENTO CUMUì.ATlVO al Giornale di naedicl11a militare ed agli An>~atl d-1 ·medicina ttavale t: coum;ale al prezzo ii L 27 annue. Per ottenere tak facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo all'Anuninistrazion~ del periodico del proprio corpo. 8. Ai librai si fa lo sconto del ro per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle petsone e degli euti non wiHtati, éhé non pòssono fruire della facilitazione di cui ai numeri 4, 6 e 1-
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6. I manoscritti non si restituiscono. (8005) -
Roma. JOU·2l> -
StabUimento Pollgratloo per I'Amm,nletradone dello Stato
;l:jj Pubblicazione men•ile l
GIO 'R NALE MEDICINA MILITARE·· Dl
PUBBLICATO DAL MINI'STERO DELLA GUERRA
(Direzione centrale di sanità militare) Giorna le di medicina militare: tS51-1884 Giornale medico 1h:l Reg-io E,.:erdto e òella Re gia Mar~i··~•:a~~:~~':1!'1~"!"'._ Giorn:tle medico del Regio Esercito: 18<}6-1
1 ~ttembre Ottobre
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Sforza. - f.iulla cl!iw<llt'>l alh\ fiamnu1 doti~· b oc''"t,t•• c·ou~o!wntl d bt·od u COOCPrtti'O.tO
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Funaioli. - I tipi morfologici ubnormi al lullle rleiiP ociiom H indag iui endocrinolop;ichc P •·bpett.o alla medicinl~ k>galc mil itare· . . . . . Accorinti. - Utilizzazion e in m1!dicina, l(·ga lc del motodo grafico ne ll tt simn laziont> tlr Ila .;ordit.à . . . . · . . . . . . . . . . . . . Tirellf. - He ndtcont.o st ath•t ico-open1tivo clol biennio 1923-24 . Casella. - !<'lora. bai t-e l"ica n e lle o ti ti rne ù il' puntlente cl'oniche . Cerrutl. - D Atel'minn.zìo n e cont.emporanea d el grado alcoo lico e d e ll'a.ne tolo in una s oluz10nc l't.lcooli<'a di anetolo mediantf'l il I"Pfn<ttometro ad imme r,.:ion e ù i Zei!;;;. . . . . . . . . . . . . . . . . . Salvlnl. - Contributo clini co allP vai"ÌI' r u•·~ del tifo . . . . . . . . . CASUISTICA CLINICA: Bartoluccl. - ::ìopr>~ Ili t caso a iniz•o e Hi nto •nato logia noJ• comuni d i sclerosi in placche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sacco. - Gas trectns ìa. d tL ~tenosi pìlòricn o rganica.. . . . . . . . . . . Veneronl. - Di un ca>~~ • non comun~ di s poro t ricos i d'ell'articolazionE' del giu occh io . . . . . . . . . . . . . . . . . . . OrlO. - Su un ca.so ui arteria renate soprannumernria.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA. CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . PARTE UFFICIALE . .. . . ... · · · · .
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare I - F. TESTI. - Storia retrospettiva dell'igiene nell'Esercito italiano . . . L . 7l t - Ricerche biologiche degli UITici pstco-fisiologlcl dl aviazione militare. - ' Un volume eh pau:. 231) con -!ti figure e 2 tavole . . . . . . • 15III - E. SAwrono. - Ferite addominali di guerra - PrefaziOne ctel professore N. CrANNE1.'TASIO. - Uu volume di pag. 400 con 38 figure. 30 lV - A. Lo:<Tro - A . Bu><rNco. - l " gas di guerra •· Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - Un volume d1 pag. 104 con t r e tavo le micrografìche a colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 v - A. L11STIG. - Brevi cenm storici ~ulla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale (19 15-9 18). - Con 21 figure. . , 7 \"l - F. CACCIA. - Trattamento e sgombero dei lrattura t i degli arti in guerra. - Prefazione del pr of. R. DALLA VEDOVA . . . . . 6 V TL - S. SALrNA.RI. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-articolari in 1° e 2<' tempo. - Prefazione del professore R . ALESSANDRJ. - Un volume di pag. 190 . . . . . . • 20 VI[) - A. CASARINI. - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 ti~. 5 l X - la celebrazione del medici caduti in guerra. - Un vol. di pag. 92 con 16 figure. . . . . " : : . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IO X - N. R OOINÒ. - La profllassi·delle ~nalattle infettive dominanti nelle nostre colonie africane. - (Tn volume di pag. 44. . . . . . . . 6 Xr - A. CASARINI. - La s_celta dei piloti per la' navigazione aerea . - U n volume di pt~.g. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . • 20 -
Altre pubblicazioni.
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la lotta antitubercolare nell'esercito. - Un volume d i pa g. 96 con 8 t avole L. 8 Per l,..eonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume d i pa g. Ili() con 3 7 figure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 8Per Giovanni Maria lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. l 06 con 28 figlll"e . . . . . - . • . . . . . . . . . . . • 8111 Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra. (R oma ,· I919) - R elazion i ufficiali e comun-ìr.azioni. - Un volume d i pag. 96 . . • 61 1V Conferenza lnteralleata per l' assistenza agli Invalidi di guerra (B ruxelles, 1920). - R elazion i ttfficiali. - Un volume d i pag. 44. . • . . . . • 5Congresso internazionale di mèdlclna e farmacia militare ( Brux~lles 1921). Relazioni ufficiali del Corpo sani tario militare italiano. . . . . . . • 6Il Congresso internazionale di medicina e farmac ia militare (Rom a 1923). Atti del Congresso - Vol. I. - Relazion i ufficiali - Un v olume di pag. 416 con tre t-t~.vole . . . . . . . . . . . . . . . . _ . . . . • 35
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(Segue J• pagina dello coPa'titwl
MEMORIE ORIGINALI
Su!la tbio1ura alla fiamma delle bOt[efte tontenenti il brodo roo[eotrato Per preparare il brodo (:Oll(:Cntmto in ra~aralt;t (Rologna) Pl'l' il H. t>serrito . ~i c:uoce in cnlfhtie a rloppio fondo, a lento raluret>d a lt•ggeris~inm (•bollizione, La C'arne d<•lla CO);cia, dei Iom bi e dei tiletti del bue completamente privata di grn~;;.;n. aponeurosi. tendini. ossa e <:artilag-ini. L a <:ottura s'ini?.ia ron ~O litri di acqua, nella quah• si pongono, quartdo bolle, g•·••mmi 101 di Sà l ~emma, e kg-. 50 di carne. Allorchè questa ;tnà raggiunto in ogni ~;ua parte i c·arattcri dolla nW:lza cott ura, si ('strae dalla hi !fl a i a. Nel liqu.i<lo bollente ro~ì ottt'nut.o, c c011 l'agg-iunta di grammi 150 di s;t lgcmma, si pongono a ltri 100 kg-. di carne, fìncbè abbiano raggiunto g-li stessi carat t<•r.i della mezza cottura. ~ello st('s,<;O modo c nelle medc:<imc proporzioni, :WD7.a aggiunta. di altra acqua, si procede allo cotture Ruccessivl' della. ca me, e quando H hrodo ottenuto dh·iem• e:-;uhcr:mte per una sola <'l:tlda.ia, 8i versa in ultro t·;1ld aie, nelle q unii l'li E's~>gtùranno altre cotture di ca.rno. Il brodo. in tal modo ottenuto, addizionato d el:{ % di sugo d'ano><to di volta in volta prcp:1rato , ~versato in \' a sdu· Jllt\talli('U(' Ù<'n ,:tagnatt•. :~ doppia parete. sterilizz;l te pri nta con va port' ac·y ueo ad a.Lt a. prl'><siorw. In d ette calda.ie il brodo è tenuto alla t.enqwratura di soo C. per circ·a dtH' OrP, per la separazione d('!! graR.-;o, e quando questo Rarà a~cf's<? alla snvortiC'it> d<'l liquido, ~i spilla il brodo d<li rispet.tivi rubiJtetti di scariC'o (• si vel'sa su fìltri di lan;t. tc•nuti a caldo in appo~ito apparef'chio, per corn_piE't:trnP il digrassanH'Il t o. Allo rchè poi dai tìltri, per operar-ioni ripl"tute, il brodo esee completanJPnte limpido e di colore hriallo-citrino, s'in t roduee per aRpirazione nell'apparecchio cont"('ntmtore a vuoto, ove è condensato operando alla t.emperatnnt di 45-500 ('. con una rart-fazione di 65 et·ntimett·i. Doporhè .il brodo avrà raggiunto n <•ll' apparecchio la. densità di 10;.\()0 ('. alla temp<'ra.tura di 54)° C., aurora caldo, è .introdot.to nelle hotcette di vetro, ben pulite e :;terilizzate, per la durata di un'ora, alla temT><'ra.t.ura di 1100 C. r~e boN·cttc ciliudri<·he di ,·et.ro ordinario, fatte appositanwntt• tostruire, d()) t"ontcnuto di :no centimetri rubi, t-erminano ron nn tollo <·(•ntrale, a.Jto 5 centimetri, largo 15 millimetri, ::;pesso :3 millime1Ti e col lume d i 10 millimetri. Es.-;o >;i elt•,·a :ml centro della supc•rficie semisferica dt>lla parto terminale di'Ila bo('(·ethb ed è munito di un inravo cireol:nt•, a 15 millimetri di distimza dal vertit-c dt>l <·olio, s u c·ui ~i farà agire a :;uo tt>mpo una. piccola lima quando si dovrà avrirt• la boc·t·etta. Ogunna di
t>:-::-~1~ ?> qui11di po:-:ta ••n t t'O adatta. ,;('a to lr~ JHtl'allt•lrpipt•da (li h•gno, e la
vart t•
:-:uprrior<• è c.op('l'hb da uno spesso t.('ssut.o q UlHlntto di amianto, foraw ;wl <·t>ntro JWl' l'uscita. del r.oljo rh•lla bo<·<·t•t ta, eosict·hò solt<lnto que:;to (> tiliC'<'<'ssivalllt-llt·n t~spo:-:to all'a.;dtmfl <Li una pot<•nt<· limtltlla. a gas. Ogni hot·<·l't.ta, così protetta., (• poi intr·odotta 1•ntro un euu.icolo, formato da. ll~<lltoni uniti <·on gc.:-~;o è d(•) c·ontouuto di 1:! bo<·<'ette. TI (!O ilo' ddla pr.ima hocc·etta. introdotto nel <·tuliculo, ri>wnte modcratam!'JJtc l'f•ll'<•t.to th•l <·alore traSIIIP,.;,-;o dalhL lhtnmta a I!<IS l'lw })CllNnl uel <'unicolo stesxo H forte gPtto orixzontalc, mH di mano in mano che xi <LV<HlZU., so:;pinta. ch1lht intro(luzinJU' l'lH'I'P$:-:i\'a dl•llt:> alh'e UJ1(lici boC'l'ettc1. ilrisealdament.o dt•lt·ollo l'<ltrl!iung<' un grado molt.o elevato. Allora si <•strae la. boccott a (:On la sua ruxtodia c si pone nPl t•<•ntro di nn <lis<·o metallh•o l'ir('o!arc, mw1ito <li un a.pparcrebio rota.torio u, rut-utro è in movimf'IHO, clue potenti gt>tt i di liamme a. g-a:; invm;tono il ('olio della boccetta <' ne fondono il Vt'tm . Quindi con bollo meta ll ieo, port;inte l'impronta dello :;tabilimento, si <'Ompr·imc la pa.rtesnperiore del collo della. boccet1 a rh e n•to:ta. chiusa. ermeticamente. Quest·ìL operazion<' della <·hiuxura dt ra t>in·.a un
minuto primo. · Perellè il rapido ratl'rl'ddanH:nto non fa< •eia poi to:rr>t>polare i colli dt•llc l>oecet.tc, 41lC>lte sono illtrodottf>, a p pena <·hiu:-:(', in ~1 ltro enrùcolo egual<~ Hl primo t• soltopo~te a ll'a7.ione calorifìNt d i altro forte gt>tto di fi<lmma a gas, cbe, t·onHI il }n·imo, inn1dc i I'O ili dell<} ho<:cette o rizzontalmente, i quali ne ri~~~ntono l'ell'etto de(·J'f'stcnte di mano in mano clw le boecett,• si ~:tllontanano da.Jla fiamma, sospint<· <la qn••llu snc<·(•,.;,<;ive. Giunto all'nstita. del cnnic~olo c;oi colli <Lppen;t ti<'pidi, le bo<·<·<•ttP sono e:-:trlltte clallc scatole e poste nelln eald~tic• stNili%r.ati'iei alla tetnJH'ratl t r·a di :>5-110<> C. pt·t· un 'ora. Da ultimo Rouo asciugate, fornite delle rcla.tin~ Pti<'bett.e, ripost'' Pntro cartoct·i di t·artnne-ntOio leggerò c d<•poste nelll' c·;Js;;ctte di imb~1 1 lag-lo{iO adattando sui fondi e sO}ll'H i <:olli sporgonti di t:~:-:~;o bocf·t'1;te fogu ùi èa 1'ht pit•g-hl't t a t :L rla intballo ]Wl' assit·nmrP le loro ult(>riori spedizioni. Per hrod.i ri:-:trdt i si usa l;t ùiluir.ionP rlel hrorlo ronn!ntrnto nt•lla proporzion(• <li 1111 <;utrhiaio ~o;u dodic•i eucehiai di Hl'qua bollente c pN hrnlli tOinuni di un ''UC!'hiaio su dit·.iotto, c:on l'agg-iunta di un poco di :sale. tiuest.u nnu,·o ntt•r.zo di rhiu.:mra ernmtit·a ùt·lh• bo<:c<~tto contcn<'nti il brodo eon<·<mlrH.to fu attuato twllo stabili m~nto militare di Ca-sa.r:tlttt (Rolog-na) da. una Contntissionc, nomin,a.ta dal Jfittistero della guerra, prt~tiit}t[ut<L dallo :-<t·riv<·nto col concorso dell'ora generale med.ico capo t;av. l'apora:-:o, tlPI contvianto gt•ucrale medit.'o cav. Ma.sRa, e del farmacist<l c;~po nol>ilu t·aY. ::4t•gni. assistita. dal co mpi:wto Arturo Cnppini, mec~'l.ni<"o geniali:-:-:into, din•ttore ]l~·•· le impt'éS<' cli tutte lr lavorazioni delle scatolt•t\t' di ('arnt·, tlte :;i pr,·pant\' <lllO per il R . Psen·ito. L(' bot·(·et !t' lli vt;t ro furono <;O:;t I'Uttl' da una fahbrica ili vetri cs.ist('llt!' Ìll BoloJ.!na o u1 quPl tt·tnpn non co:-:t~l.vano che S!'i eente;;imi l' una . Còntpito •11'11:1 ('om1Hi;o;:-:i0JW ntinisteriale, (•he si riunì a Ca Sl~ralt;l nt'l }[tnnaio ltHl\i, t'l'il tli ~tuùian• il lll\l<l'l tli lll'(•l't>rvan.· il bro<l(l con<·t'ntrnto contt·nHiO ltPII (• ho<:<·('t !t• fla ~Ii inquinanwnti, clw si erano ossf'rvat.i u1 N;:<o clnrant c la s ua ]H'I'IIlaJH'nza nti tnagazzini tlt•llo Stato.
Nel fascicolo XII d!'l 190± di questo ste:;so giornale pubblicai una. not<b (l)in cui dimost.r:a.i cht- g-rifomieeti (7>enicillmn glc~uc·u1n specia.lment~ P m.ucor ?1!1lceào) cd una spPcie di cocchi dell'aria possono ~tttecchire n<'l hrodo concentntto ronten uto nelle hoccètte, se la loro d1iwmra non è a"solutamente completa, perchè l'aria, cb e J)enetrain rs:>t~ dopo la loro sterilizzazione e il graduale suc.ce:s:sivo ra.lfreddamcnto, vi trasporta i germi che contiene e li deposita nt>i mezzi di chiusura o sulla supertieio del brodo concentrato. Gl'ifomicoti comin(·iano a svilupparsi per Io più sulla supeTficit~ intt>rna delle boccet t-o non bagnata da I brodo e le rispettive co Ionie >~i distcndono poi lentamente sjno a raggiungere 1;1 superficie del liquido, ove si adagiano formando larghe e spei-\Sf:) membrane, oppure si sviluppa.no sui me~zi di chiusma e i rispett.ivi conidi cadono :sulla superficie <lel brodo. I l'Occhi invece formano un anellino bianc:astro sttll(' pareti int.(,rne delhL boccetta, un poco sopra: il ma.rgine del brodo t~ dopo un tempo più o meno lungo ne invadono ri.n t er a mas~H. Gonclusion!:. - Per prcsérvaro sieura.mcnte dagfinquinamenti il brodo concentrato cont.eunt·O nelle boenet.te, hisc>gml chiudero queste ·<dla fiamma.. Conservo ancora alcune boccette, chiuse ~LII;t fiamma nel genna,io 1906, in cui il brodo è tuttora limpido col suo co lore naturale e !'.enm ~tlcun Sf\dirnento, comt• se vi fo~:-;e stato imnwl'~O recentemente.
..
(l) Valot·e tiPI br\ldo collcl' ntrnt.u, chtl si prepara a Co.,;aralta (Bologno) p el R. estrcito, \:ome m c z;r;o nutl'iti\·o di microrgani:smi.
. ...... '
--
:-;cl:OLA J)f ~ :\ ~l 'L\ )rJLlT:\Rb:
I tipi morfologici abnormi al lume delle odierne indagini
endocrinologiche e rispetto alla medicina legale militare ('!'l' il pl'(lf.
Gaetano Funaioli. !!'111'111<' !'olonn•dlo J•Wdit•n, in"'l'!.!llUI11f' titol>He ( 1).
J,o :<f'111lio Ùl'JI:I (•OflfOI'IIIiiZÌOIH' <1t•l ('OI'J)() liiWIIIO Ì' stato Ogg'<'l todi (•Ul't' ]11'1' pari t> di'Ilo >WiPnziatn, il qual<· s i ripro1111'tll'\ a 1la l':<:<o iudi<:azioni snl ~Tailo
di fon~<~ organi(·:t lH'I':<OIIal<·.
In Ttnlia la. sr·uola :lll(i'Oj)OIO,!!ÌC·:t, (•<ipit n naiH. da Lolllbro:-;o e la Sl'UOia nw<li<·a di l'ado,· <t. ,!."uid:lta da l lH-(:iuvanni. hanno dato :d le inda~ini JIIOrf<,Jog ic·IH• un iudirizì'.o e un ,·,lJor(' di prPn•iH<'lll.<l JH• Il<• ril·<'l'eh<' hioloI!Ì ('" ('.
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LI' ind:~l!illi :-:ui dt>linqn<•nti e sui par.zi a\'nV:tl\11 ri\'l·latu a Londn·oso l<1 frflquellt i d(l\'Ì:tzioni di s\·iluppo JWIIa slrut1 ura Nn'pon'a, ari<•ggianti a for111e ùi ahl\' ismo. o di inl':llllilislllo, orli p:110iog'ifl , fl:II J'insienw dcii(• ()nati dt•viazioni :-;i potP\':t dl'dmre il grado di ch·getwraziotw ~om;tl i1·a e J'indil'Ì%:7.0 nwnt alt• personal<· rispl•t lo a IH'(' l'~:-;ità Htllhi <> nlali. rno <ll•gli ali il'\' i di Lolldn·(I):;IJ, I'Ot toh·nghi, ba ÌIJt(ll'(•s:-:o Ul'liHl intp<·ritnra nd ca rupo di'li!' riN•J'I'IH\ lllMiolog·i<:iw: i sJtoi studi sul tipo <·t·anio-f;l <·ial<• l' sut• nnonMiie sono Ya)llrir.r.ar.ioni dt•i dnt i tnorfologil'i l' l'onquistr pn•zios<> 1)('1' la <liagnosi tlt•l tipo indivi<lna.h·, taJtto pili <·lw pc•r il ft•tTorc di st utl i lllorfologic·i ~'> i i· po1.111 o r:t <·<·o:.d Ì<'l'l' un ri<·(·o nwteria l<· d i osst·rva r.ion i, l'h<: hann•> Ù<h'll lti<.'IIIHI;t la lill<'%Za dr! nwtndo tl'inrlag'inl' anll'OJJO!ngica, d a l11i SltJ!g'C'I'Ìio. , D<•-flio,·anlli, l<'li<'Tlflosi nd •·at11po della dinit-a lllt•tli<'<l gen t•rak, ll\' (•\' ;t l·olla s ua opt>t'<t •• La 11111rfol oui:t <1<·1 I'OI'J)() umano r. lt>sm·<·ggiato gli <l ll r ihul i di fonll:'t p\'r il ('OllllllPlllo tll'i }Jl'obll'll1Ì di biologia cliniCll·, onde ,;pi<•garsi il signilic·a to li>'il'o fi<.'ll<' c·ost itu zioni. il dP<·orso d t'lk 11illlattie. la ]'rou nosi va ria tl<'i cli\'l·rsi ,;ogg-<'f l i : lP pmv,· itl<~ ri<:l'rc·Jtp hanno avu t o tn<lll i c·<l!tl inn:ltori , sp<•c·il' tWI \' iola <· tl<'l ~f(',.;!'>Niag- l i:t. t· h<• vi ltatrno apporlato ntili rno<litic·hc• partic·olal'lii('II IP di lll<'f·odo con Yantaggio tt•ori<·O c p l'a 1 i<:o . . \ sc·opo ped ag'o~·ic·o si (• da tenq)() ut ili zr.ak< la lliOt·folog'in in It a lia. l'izwli, inlt>nto <l dare ai 111<1\'"tri un Jlltllltutl~ prati<:O a Jìni ('duuativi, b<l· HH's:-;o in .-viùunza n<> l su o ,·o!Jtnll' «JH1dagog-ia, Sl'i<•nt.ifira ,, {(·hc la parto d1•l tmllatu eli ntl'<lif'ill;l :-:otiak tkl pt'of. 'l'ambur·iui ) il ntlon• d<>i ri~mltati dPII '<•salll<' ni•H·folo~!'ieo P<'l' il g iudi zio d1•finitivo d<•1!1i alunni : JWl'I'ÌÒ nel!'t•,:pr>siz iotH· d ei tnctodi di J'Ìt ·Prr·:t ha dato S(Jetiall' rili<·VO ai connotat.i della 11':-:la. lll el tt•ndol i in rapporto ai dati fnnzionali <' psi,•olouici pcn;onali jn 111odo da }H't>SI'lllat·t• ai m;11'slri una guida. di hiolng'ia. prdagogica, cbe ag<>Yuli il (•t•lltpilo dt>lla r·onos<'l\l1Za inr]i,·idnalc l' lo :-:volgitn<'nto piìt completo dl'llt> atli,·itiì dt·gli st·ubri.
Alcuni anni or :-:ono, il HE>Iht:-::-:i, allil•vo dt>l profes:-:ore Ottolpnghi, ~i f' servito della morfologia pet· indagini sul valore biopsicologi1·0 di a.lnnui òE>lle scuole elementat·i di Roma. Le• appliea:doni dt•llo stndio d<>lla fornm n«'i t·igu;lrdi <:liniei si pros<'guono illl'es1E'l'O con l'lttivitit. ln nn~~ 1'1'.rl~ nte pnbhlira.r.iorw '' lm ,-it• humainP " T,t•ntw :\la<:-.\.nliffe, dopo n ver o rileYMO le origini df•ll'uonw a l'tua lP sulla gn i<hl t !t' i da t i morfolog-if'i 1 valuta l'aN·rest·iHH'nto indtvidmtll• t•:xtt'H -uterino in has<• a lliO!lilif'ar.ioni :-:trntr tira.! i. cliviclendo il pNiodo dc>lla er<'Sf'ita in tt·e fasi : 1o T;;:t fast• in tni l't>~sf're tunano h:-t pt-'r <:Hra.tLPt't>. lo svi lup(lo <'<·tPI'lsivo della tesht e dl' l tronc·o a :-:<·a.pito <li tjUI'IlcJ arlu:tlt'. (' eltl' ,.a ùalla. nasr.ita. a. due anni e mezzo ; 2o L:-t f<ts<• in 1·ui il 1rone.o :-:i ing rancli><tP. e le tllemhra. i>i allungano, c:on:-;Nvando la :-;trnttura pet· lo fnnr.ioni n·gebttive hL tua.._:-~ima int<'nsil·i\, su quella della vita in relazione: 1° T}a fast> iu f'u i la morfologia :-;i t-'\'OlH• il1 lllodo :o;pec.:ifìeo s<•totHlo ht spinta solidale deirerPdità e dell'authienlt', eontPilJ(JOraneantent<• allo !>lvi lnppo p:-:iehic::o. La tcrr.a fase, <:hP appr<>><ta gli <>h'llll'nti lH' l' la possiùiliti\. d1>lla vita sncia le: è quella rebtivanll'llte piìt importa.nte. perehè l'itHliriz?.o I'VOiutiYO d<• ILa forma clà in d ieazion i sul de(10l'HO (lvolu ti v o g<'JJOntlc~ <·ot·poreo e, qu incli, ~ull 'adn,tt~thilità pet·sonalc agli ambienti c·ollf'ttivi. Gli a.ttPggillmenti mor[ologiei, il cui stndin avnva 1la to larl!a llJt>sse di risulta.t.i flotto il punto tli vistll della conosc·enr.a in<livirln::tlf' 1 hu.nno trovah) n<'i progresl<i odierni di'Ila t•nclotrinologia. luec' viva di in t t'TIH'Pt azion<· a vantaggio del detemtinismo dt•i fpnonwni lliolnJ..dt·i <' quincli df'i ('arattPl'i JHOrfologic i <lclla indi vidua li t:, . PreYalgono nel reo U<tto i tipi <:t <lllio-fa<·iali ;dll10rllli, ;.;pt't·i<' il tipo inferiore. E~'<>-iO ~ eontnt><sPgnat.o eia p(1lle ruYid:l t·on ip<•rtrit·o><i parr.iah· o anc·o generale, da t<';.;ta pieeol~1 in toufronto della xl t' ul tura , <la ~'l'ZionP eranira, dcfì<·iente a vara)!Olll' eli quC'I Ia fa<'ia iP. cla. ~<t'f.!lllcn t o l'ranic·o ant<'rionl <l<'fieie nhl, cln difetto del :-:egtllf'nto snperior<~ fa<·ialt •, <la rug-lw ntoltepliei, da ft·onte bassA., st rPtt·a, sfugg<•tltf'. <·OIH'l't a in pnrtl• (l;! l la Jin Nt. cl'ins<•r7.iOnt• dei tapelli, da al'cat<' ~opnt('iliari ~pot·g<> nt.i , cht nf·<·<·nt •w7.ion<' nnh•,·ol<' delle apotìsi orbitaric Psternf', rla te111pie 1110lto d~JW<•sse, eia na~'<o ('(n·lo, int·;n·ato cvn lobo gro:-;so e n:ni<:i $pP:-:so <li"<trien.t e. da pHiliglioH(' clt>ll'm·f'rC"hio ITiangolat'(' O poJigonai<', molto Sl!lllpli<·i, ad allx<l, d;Ì (>Hlj!ll<lti.~lliO. ~h lahhnt sporgPnti, da di asl ~'Il t i, tb <leni i gTO~'<si . d:l 111<11HÌ.ihohl. molt.o sviluppaht con angoli riiPvati. r.on ntl'nto ,.;ht).(J!<'I11 P. da. arti stt]lPt'iori ><propm·7.ionati al!li inferiori, da dit;\ corte, t.:rros~l' 1 poco diiTerenzial<'. da pit>d<• piafto. Orb('nt'. LUla parte di qm·~t i ~·o n notati .si spi t'f!a O!!~.dtlì ;li htntl' (!<•l l'endocrinologia; la. d isat·monia tra la ,ç_,f'J·a.n<lP fllwrt.um eh· l l<• bra <·<·ia. e ht stttrum è fenomeno d'iperpitnitarismo, la pelle rugosa (l lltanift•stl17.iOnP ipotiroidt·a, ht testa piecola i> rontrassegno di ipopitnitu.rismo allo slt'~'<><o n1odo c·hc i li c nh robu:-;ti e l 'i p('rtrieosi <h' l t.r onco-arti ace<• nn a no a. ri~'<<'ll t in w n t o d i funzione pit uit arie a twl st·n~o dell'c1· tes~o. (~uin di i (·.a ratt tori morfologid dd reo nato sintetir.za.no un tOnlp iP~so eli <'0Jll10tati ùi indole plltologi('<J. umOl'Hio, che, ;lssociat.i ucl ~1ltri di sign irìc-alo :tbl\ istif'O, lumPgg·ia,no il ><Uh-
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l TIPI MORl'Ol.U<:WJ All;-."OhMI AL L1.1 .\fl~ nl•:t. f, l' ODlF.RNF. 1:-ll)AOfN[
:'\t.mt<) organic() d<•gli individui, <~ontr·ibu~ndo anche A.lla, delucidazione df'l m ecc:u1 ìsmo gene t i co dfllle tendenze cri m ino:>e. In altri delinquent.i (come gli f'J1iletti<'i) prcYale il tipo eranio·faciaif' m;inunetrico, contraddistinto da. phlgioce:falia, da plagiopro;;opif~, da s porgenze · os~ce noteYoli 11on uniformi, da fl'o.ntc più alta rl~L una parte che dall'altra, da inserziont' ohliqun. d(•i capelli, da rime palpebrali asimmetriche, (la. mandihola st.orta, da asimmetria df'l t.ontc·f' l'degli aJ·ti; orbeul.', iJ notevole sviluppo delle sporgenze ossee a ccenna :l· una, disfunzione endocrina , pre.:urnibilmente ipe>rpituitarica, m!'ntre l<• asi m metri e panda.Ji indicano m1a non pnr::~llela funzione corticnl~ in corrispondenza ad alterazioni istologkhe della cor·teccia. Anchl' in qu<'~;to tipo <'rftnieo rlnnqu(} eerti tratti moJ·fologici sono ;;pi<·gati dall·(·ndnc•rinoloJ?:ia, elle proiettH lnce Yi,·a sul tciTeno <li affioramento ò.i )J,;ico-neUl'osi. In altre categorie di rei (istt·rici, uonaHtenici} si lJIIÒ O!';servare il tipo t·rnl!io-faciale anti-enritlllico, in<lividu:l]:ir.zato dali<'! ~proporziono dello diver se parti òella. tef:ta e del corpo e ù a pr<>seuza di dimon!;ioni el"treme o ver ecr<:>sso o per flifctto, cioè ln testa non a.nnou.izza col!::~ Hta.tura, la St>zioue emnita non ~i accorda con quella f<1ciale ; trH i seglllenti crani<·i non vi è parallelismo come non vi è parall<>lismo tra i St'gmenti ft:tcialj; <m<•he il collo è trop110 lungo o troppo corto, il tronco ~, sproporziona to a statma, anch~ i f:rgmcnti artu ali non souo armonici; ail <.>sempio nel tem peram(\nto ipogenitale, che !;(•comlo nostre ossPrvazioni si rileva spesso nt•i nen<t1;tenici, si constMano fn•qu<•nternent,e note d':~nti-enrit.nt i a, cioè st:-1tnnl p iù alta del!::~, mrdia, eunncoidismo schelet.rieo f~o n troneo ipopla-;ito <·d c<;ce::;siva lllnghc7.za. di arti ÌJJforiori. eunucoiùi:::mo associato a testa. pic<·ola, oncle i connotati antieuritmid si ri vela no stigmate di (Jiscnd<>criui"'1110 e. perciò, appai ono i1trl iei d i condizi>On(' rnorhosa, che tienr. a, diverx:l Preò i t à pa to lo~Ì<'a <kgli a•..,(·enùenti . Fm i tipi etniei invNsi è· notol'io il f ipo JHong-oloidP, fre<pumte lH'i r Pi lliÌIIort>nrti: il tipo si sinl<~t izr.a. oltrerhè iu pelle gialla, in ra,pelli liisri, in c·ontoruo facì~tle e!'agoualc <~on largo sp<t7.io interorbitario, con ~egnwnto intr·rm<•dio as:o;ai lar!!O y,er zigomi grox,.:i, t::on radice e dorso del naso molto ~<·hi~Wf·iato; al<'llllÌ particola.rì dPI tipo si rit<•ngono oggi d 'origino ipopitnitarira <·onH' l'oc·<·hio mongoloifle o di origine iperpituitarica., come il volume exag<"rato d<•gli zigomi, cosicC'hè anche in questa eireosta,nza l'enc}(wrinologia dà luee sulla p a to~·en(Jsi d<•l le clisposi:doni 11 torfologich E'. 'l'ra i tipi i nnm;i ,.:e,.:~uali Yi è> il l ipo femminNl nel .OI<lf:ichio, tipo conlra~ l'(·gnato da t~·.:t<t pi<·c · o l;~ , <hl Yi:-;o g labro, d;.t c~veiLi fini, da pelle 1ina con adipositi't ahhOJt•lani<', da fronte diritta, da ~<':lTR:l xporgenza d elle entinenz<' <•~:<<•t>, ùa rnandihola vic·cola, eia eontorno cnltlÌf'O-fa ciale anteriore oYoidah' orll..'lì,;,;oid:tl<·. <l<t .:pa lh: t: ttmtt·t• ì<lr<'tti. dn mamnwlle sv iluppate, da, ventn· spllJ"I.!'<'nH•, tla h<~l"iHo lar·g·o, ila aueltc accentuate r testi<-oli sovente nH.:<·Osti, d <l gimw!'!1ia 1':1\·ri<-ìnato, d:t (),.;:-:;~ artnal i ,;ottilì. Orht•ue., molti di qm•sti r·nnnnt<tti ~i Ìlll'ntilihtiiO con qu('!li dt'l tcmprratu<'nto ÌlJOlJit;uitari<:o, ~Pl'(·i<: la 1\:..:ta piC't:oLt. la faeria dt>li(·ata, Ja r11antliuola piceola, la tcndenz~L "ginPc·nnutstia. l'ipllpla.-:ia tlt· i g-Pnitali, ln larght•zza di ha('ino e di addomr. il ,·alg-isnto: <·iò clitno,;tra e:ht• il <1i:;turLu t•ntllwrino l-\}H'C'ifiro Ì' a base di <lllnlll:dir rnorfologif·ht' che JlOn rli r ado ,.:j inf·ontrano in rt>i ,;es.·nali, di r·ni
I TfPI li!ORFO!.OCJ CI ADSOIBIL AL LUME DELLlO: ODlEHNl·: I1':f)Alll="f
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si acrertf.t, ane!IH Rotto que::;to aspetto, il carat.tt>ro di ch'!fCn('rar.ione patologica. Il tipo morfologieo infantile è uno dei tipi invertiti per età e si distingue per 8tatura prevalentemente piccola, per pelle sottile con adipe abbondante, per cranio a profilo pentagonoido con fronte djritta, per faecia e contorno anteriore rotondeggia.nte a Rporgenr.e o~;see poco manife>:te, con spn.zio interorbitario ampio, con na!<o corto a radice depressa, c:on labbra !';porgenti <~ mandibola. picc·ola e~ inoltre, per corpo tiroide esile, per tora re cilindrico, per ventre prominente, per arti conici, per n:ssenza di peli a.l pube ed alle asrelle e per organi g enitali rudiUlentali. Il tipo riproduce nel !<UO 1·omples~o uno sta.to discndocriuo plurigla.nrlolare, ar.i(•ggiante in parte il temperamento ipotiroiòeo (faciPs rotondeg~inntP., corpo tiroide pircolo, statura l>as.«a, tenòenza alla adiposi f{enerale, ventre più sviluppato . del torace), in parte il temperamento ipopitttitarico (mandibola piccola, oc:chio mongoloide) e il temperamento iperpituitarico (labbra sporgenti), ù1 parte il temp erament o 1pogt>nital<' (i110plas ia, dei genitali, scarser.za grande di peli) : 4uin<li il di~ormoni r.;rno pluriglandolare hn. a;.:ione dismorfiC'a salil'nte, d 'int•·re!'ise a.ntropologico. Altro tipo invertito per età è quello l:ienile con rughe molteplici aUa faccia, al collo, ali<' ma.ni, con at.rofia del te~suto collulo-adiposo sottocutf~neo, con canizie e ca lvir.ie precoci, con pa lpehrc inferiori rilasga Le, con la bbro inferiore rovesciato. li senilismo, <'hf' si os~;erva. nei re i di età ancot· giovane, ha per clt>mento etiologico una morlifiea zione di stnttlll'a. d ell 'organo vascolare o un'alterazione ili seC're7.ione ormonica , tù·oid<~a-, genitale; la vita nomade dei rei, le a.ffezioni cui pos.<sono andarP facilmente incontro, l1• priva.zioni, i patimenti, !':i rifiettono sul sisteu\a. vascola.t·e-cardiaeo co111é s ugli altri organi clelia. vit;a. Vl'gctativa, comprese le g-hian<lolt- endocrine, s pecie su alcnne di e..;;se COll'H' la. tiroide, che hn. grande valore funzionai(\ Rn le a.ltre congeneri. Orbene, a n che in tali casi il rlisrndo<·riui:-;mo spi<•g;t, la gPnesi delle abnormità morfologiche indidrluaJi, mentre dà, luee JWI' i 1·oncomitanti t.rnt.ti psicologici. Interessa.nti in morfolog-ict sono i tipi patologiei SlH'eiali, J'ncronwg-alii·O~ l'eunucoide, il cretino. 11 tipo acromega.lico si delimita pPr ~;tatm·a molto alta; per prt·l)Ondcranr.n d egli ~nt i sul tronco, per cniJlio ar.roccfnlo con sporgcnzf' e normi dell'occipite P dei(P bozze p:wie.tt1li, !)el' f:-r ccia :t >;sai lunga(\ contorno ovoid rtle eon bozz<> frontali molto spot·gcnti e <·o o arcn.te orbit arie a:-;sai accentuate, con JHISO ingro,.sato iu tut.te le sue dimem;ioni , con labbro inferiore vo· luminoso e arrov<•s<·iato, con m:1. rella ing-rol>>:ata n.! grado d a. da.r luogo a. prog<meismo ;. altri carattt'ri th•l t ipo sono sporgenza. in avanti d ello stt'rno, (·ifosi cervico-dor;:ale, volume ectessivo delle mani, dei piedi. Qucst.a Rtrut.tw·a morfologiea ha corrispondenza nei connota.ticomplcsflivi del temperamento iper:pituitario 1 in cui Oi5SE'n rnsi sovente a.lla. l'ft(liografia la sella t urciea. più gr a nde dcllH media,, il che rende verosimill~ l'ipotesi che la costituzione acromeg-alica si rolleghi a ipcrftutY.iouu i}JO!isaria; quindi l'endocrinologia niut<t. il moriolog:ista. nella spiegazimw della forma,:done del tipo speciale e ciP-l s no particoh1re signit'tcato elinico. Il tipo eunucoide s i incliYidualizr.a per statma soventf' alt n, JH:·r pt-llo rugosa, floRcia., non elast;ica, spe:;so p;.dli<la , v<·t· Yi:-:o ~h t hro, per frnnt e
l.nts;-;a e rtugoo;o;a, ]H'r g"ttant·i.t <·:HI<•ntc, pt'l' zig'omi sporgPnti 1 per on•c<.:hi<, ~>To;-;;-;e o ad ansa. JWI' solc-hi naso-lahiale <'X<lg't'T'ali. TH' I' Hl:lJ1(•<1JlZa di lnlrha. per spali<' linglw, JWl' larg}H'zza di h·ou<·o, pc•r ntlrloJll<' a hi;-;ac·C'ia. pPr tldil•i<~Jum ùi pt•Li allP a~(·P llt>, ul pulw. J l tipo riasxmne i c·aratll·ri di una sinclruntP pluriglafl(lolare. rli"pi!tLit·arit·a htatnnt alt<t. zig-onli ~'<J)org-f'nti, 01'1-'l'('hil' f!ro;o;sf'. adrloute largo et·c·. ). ÌpOg'('llita ](' ldt>ti\'Ìt•nza di pi'IÌ ) ipotirO iti (';.~ (pc•lll' l'HJ!OSH ) C cl;il la. fCJl()lllt'llO· logia <·ndoc·riua assnllil\ nn rilievo XJH'l'Ìttlf' sol t o il rig-nanlo hiolog-i<·O. li tipo c•n•l ino ha t·rtnlltt>t'i 111orfnloJ!ic·i lH•n twtti, st:-ttnra pit·t·ola, JlPih• as:<ai J'ngo;.;a fino da.lla Jta.:<C'it.a, tt•sta J!l'Oii~a ris twtfo ;~ :sl;tinra. lrom·o piit svilt.qJpato llPJ!Ii arti, t·ranio rotondo c phttl<l. fac·c·ia p il'l'llla, ~w hi;tl'c·iata tra:-wf'rsa!Jn('ntt•. frnnll' bas:<:t, raclic·p d el na!-ìo mo lto int·a\·ata. na;-;o <·ortu, larg-o, c·on lohulo _g-rox:-:o, t<nl nari('i di nn· it· a t P . la J.bm :<ti pt'l'iun· t al,!'liato v<·rt i<· alrnt~nte a lJic·l·tJ c•on hordo rospo f'Ìrt·o:sc·ril'l'o . In hhro infP riorP g')'O:<:<o arrov<·:<ria Co, bncta :<<llllinpt·rt:t , tor~tt~' ri:-;lt't•t te>. t11:111i tor,r,c>, clit a <:ort<·, art-i illfl'riori sp«>:sso d!•\'iati, Nlll t•st.n·mih\ artit·olari g'l'O~'f' . La. lllaggic•J' part e <li qnPsti t'<lrattf'ri si intoll<'t a i <·onnotaf'i dPII'ahito ipotiroideo, Mi· ginato c1a tiroide ipophl:sf ic·a o (per quanto ingTo:<:<ata) ntodjliea l.a per proC<'ssi cl<•gNwrat i vi plurilohnlari, ondt' il sHb:<trat.o ipotiroid<•o clilu<·ida l;t gen<>Hi d i q Hc>sto t i po ani ropoJc)gif'O c·H t·a t t erist i<·o. A qn(l>"li tipi 1norfologic·i :;i ]l0!4:-:ono aggiung-et·<• altri <·ont(' la fat·i<·s ba,.:I'ÙOYiamt, la fnciPs addisoniaJJa, h~ f:Wil's ad<•noidt•a. La fa(·ÌPS hasedoviana, chP :-;i pnù o:-;st•rntn• :>JWt·ip 1wi rPi l'tttoziomtli, lt a il :<UO :-;inttJillO c·ar<lttt>J'istit-o nelh-1 :-;porg<·nza clt·l g-loho ot·uhut-, lueido. fisso, a. cui si a<·cotnp;tgna. affilamento di naso, tli lah11ra; p<•lle piit o 111<'110 umida , ini<>ttabl; orh<'IH' la fa!'i<•s ~ di orig·i1w ip<•rt·iroidPa p<·r aumPlltnta ed :llt<•rata se('I'PZion<' dPII'onnOJH' tiroid<•o, ('hl' <'Oill<' inllll<'llZa ))('t' il tra.mite d<'lht sentimenta.lità l'inlt•llt·ll uali tà, t• J(• Yolizion i twr:sonali, così tlà inrpronta "JH'<·ialt> al1~ tiiOI'folngia indi\·i<l mtle )1('1' l'azinJH' lklgmnòP:-:in.tp<t· tico, <·t·t>atllln pnrtinolare lìsiononti:t ·Iii ausia o di 1<'1TOl'l-'. c)uiudi il di:<t• ndoc·rini:<mo ~JH'eitic·o illumin:t a :<utlit·it•JtZ<L l:t !!.'<'ll<•;.;i del tipo. L<l fac·it.>s aùclisuniana, <'ht• :si pnò not.arl' in qua!(·h<~ n•o. Ila rispond('nZ<t in al!'uni t rntti tlt•l tipo n<·l:roi<le <'si <·o ntJ';tddistin~tue }wt· pt•ll<' I.Jrun<t (·nn pig:llll'llhn~iorH·, invadc·nll' ptii'P le tllllt·osr• lal,iali. JIN c·HpPI1 i <• J>Pii :-:c·nri. lWI' Ol't•hifl :tl'tl'g'}!ÌlltO Sjl('S:-'0 H 1\JI'NI izia; or1W11t', Ja p igttH•liUhZiOIH' <:lll<t· ll<':l c• n l li!'Ol>a (• c•:sprPssiom• di dilisltl'l'I'11:Liisnln; <'llt>, <·Olllè infm·n1a i trHtli ltsil'itit·i lH>r:-;nnal i, inllui:-;c·e }Jlll'P sui t·ontras:<<'~mi di fonn:t: ontie il clisi u rl>O t-tH!rwrino t'(llll J·il~tli:sr·t · all;1 :-;pi t•g':t~iotl<' d<• l la l'Osti1U%i(JIIi' del tipo. l,a far·iP:s adt•twidc•:t. rli c·ni alc·uni t t·at,ti si osser\'ano in aknnc· c·all'· g-oric• di l'<'i, si t·ara.t 1l'rizza JIPI' <'XJll'C'si"iotH' apat it·;t. lll'1' <•:s;tgt>nttO pl'UJ!Il:l· fi:-:n1o, JH'l' laltllrn :<npvrion• c'cu·to <' gro:<so, JH•t· lahhro inft•rion' penrlulo. pPr 11:1>'0 pi:dto trasn·r:-::tlnwnf<·; <·aa·attcri ,;ntnatici. (']w 1\•ugono a !iqttiliorin l'lllhWrino plttl'il,!'lliJirlolan•, tli:spin nitari<·i• -ipot iroidi'O: qllilldi H Il(' hP in tali t·it't·osr:•nzt• il disonnonisHtn d:'t t·ontrihulo JH·r illnstn1n• ilnlCC'I'<lllÌ:<nJO di Jll'tHIHzi ont·. di rlism orli<• iutli1·idu:lli. _\ ndtc> da 1111 ht ,-nro tt .'\ ntrO})o!ogia (')'illlinalt• ed cncloC'rinologièl .. eli rc•c·1•ni·C' pubblit·:tzioJw, (':<t•g·uito r1<ll!-ìof t.os(·J·i1 t o in unione al Nlpitauo Jltl-'clit·u Tclt·;.:<', ri:sulta conft•t'lll;llo il l'aJtporto :-;fn·ffo Ira morfologia ecl cndocrinolci~Ì<I : Ìll l):l.ll 0 ~ di'i ('il~i Cll!l.-;jd('J'<lti, in <:orri:;pondrnza il tl liHÙ'OIIIi
monoglantlolat'i ipert imitlf'E' o ipotiroidce o ipcrg-t•nitali o ;l Ular<:aff' sindromi bigla.ndolari di va.ri<t fornw, :-;i osst'rva. abnnrmit~t eon<·omitanf<' eli tipo Col<tituzionale e di tipo cr;tnio-fa('ial<>, si os.~<·rva, c·it>è> iu ;{(i.t: u~ il tipo t·ostituzionale lon~ilim•o, a~-;oc-iato a tipo eranio-f:ll'iale ant il'ut·ittnir·o iJ.l ~.1 4 '' .. , eunueoidP in -1..]2 ° ~ , f<•lllllJiiH'O ili ,1_1:3 °{,, infl•riO!'P Ìll ...:.lJ ~ ;,. Illi:<toin J~.2R % c in :.!G.:3-l il tipo hrpvilin<'o, assoc·i;l!o a tipo <·ranio-f;u·i•lle NetinoidP in -L1:3 <!~, nlisto in ]:~.H 0 ·: ,, infc•riort' in >U4 o;,. TaH (·if]'(• sono lwne t•loquenti. ditJJO,.;trando <"Il<•. lù dovi' h· not<• di.-;t)rtuoni('lte :-;nltO più <•vidt•nti, in, pf'rsonalit~t indi\'idual<• IIH ituprontP pit't lar_glw di dc•viazionc ontog-endit-a, di :<i~niti<-ato divf'rso o di a t i pia o di atavismo o di patologia nrtta, taleht· il di:-wrmun is nlO ri VPia,.:i il fon d n 1111'111 o tlcllo sv<:tial~· a ttcg-gi<l m 1·nl o n 10rfo lo}!i<:o. Dali~'\ osservazioni JH•rsonali c 1lar!l i sturi i d.Pg-1 i aut ori s i può I'Onl'ludt·n· l'ho l'indirit.:'.O lllorfolog-ko, fondanwnta!Cl iu ;uttt·opnlnl!ia f·t·intitlltle, ha in cndof'rinologìa la sua 0hiaritieazione e il ~ uo appog-)!io: tnollo vari<•tà di tlC'viazion6 di forma, si riportano a stati di.scntloerinil'i. s11 la ('tJÌ I!Uida si può interprtrare il costituzionaUsnlO e, per il sno tra,mitt•, le fltf.itudini psi (\Jtirhe, eh<· eom p le t ;1110 l 'individua l il à, di C II i <li' \'t'si sa.!!g-iare i l \' H lo n• hiologi<;o I'ìspetto alli' lll'tl'ssi(iL di un ùato ambit>n!<' ;;oeialt• P pertiil (uso la fl'a,;e del prof. PPUdl') lo stndio d<'lhl ntorfolog-ia <' JH'r e,.;,.;o la. \"alut azione della lH11':'iOil<LI ità indi vidual(• ai fin i cri 111 in al i ;;i prcst•n t· r~ OI!IÒ ri u V<'rdita e rinsanguat ;t dalle modenw :-wop(ll't<' :-;ullf\ <'.On'<•lazioui fra il "ist<'·llla f'tHlO(·rino e l'organismo, rll<' aprono nn UIIO\'O e lll'OirH•ttt:>nl<' c·apitolo d i hiologia. · ' ] ;E' rondizioni lltOrfolog-i<:hl· I'Ù endo<·rin<•. l'ssendo rilt•\' :t h ili t·oi Ili P· todi d'indag-ine\ antropolug-i<:a, offrono <'II'IIH'llti ùi studio e ùi <:ollsid<·r;1zione and1ù rla l pu uto d i vis t·a m P-d i(•.o - lc~:tl•l t n i lil :1 l'P : ll~'li<? JH'illH' visi t t• di l'ec lutamfmto daono alJwrito dah cl'appOJ!.!!ÌO p1·r l'ill\·io in os:-:t·n·a;,iont' ospitn,JiP.I':l,j prPSSO gli OSJH'fi:l)i SBJ'VOilO a fitH'llllll'lltaJ'I i( Slli>stt·ato rlDOl'· male pPr~>onalt', <'Ontrihu<'ndo a lhi risohtziotll' di pl·ohiPuti ch-lic·ari eli llll·tli<:ina :;oeialt'. 1
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H.. CLINICA OTORINO- LARINGOIATRICA
DELLA R. UNIVERRITA DI NAPOLI di1·ett.n, dal prof. G. CnaOF.NrGO
UTILIZZAZIONE IN MEDICINA LEGALE DEL METODO GRAFICO NELLA SIMULAZIONE DELLA SORDITA' ver i l d o tt . Vincenzo Accorintl, li)Rggiore 11\t>Ò ieo. Rl<~if'tente militare.
Alcuni <WN'nni ~ull ';ugo m<.'nto furono fatti dal prof. Gra.denigo e da.l prof. Ponw al 1° <:ougr·c:-;:;o della, ~ocietà italiana di fonet ica sp~rimental<l tenutosi in )Jilano nel marzo 1915. Le esperienze era,n o basate sul comportur:;i d(>i quozienti re:-;pinttor·i prim1~ c dopo un1~ ri:-;po;ota d ell'e.'>aminato (nwtodo B<.•nussi ).
'l'ra lasc•iat o il la voro nd 1915, c1 riJJreso chtl P onzo n el 19:t0, adattate le t-Sp<'ritmz~ al caso della simcùazione unilaterale della sordit:à, dettero dei ri;mltati non eostanti. e qut>l'ta inN~;hcnr.a di'l metodo Benus..;;i, fu anche da nw <:onferm<lta in una Nllnunica.zione tenuta nel maggio 1924 al Conf!res;o;o eli .X <l poli (f-ì<>r.ione t ti psicologia) . Xuove indag ini ~>U1 l'argomento, col mct,odo dei segni rivelatori delh~ l·ea,zioni foneti('he volontaria mente soppresse, furono ancora fa tte, in Sl'g uito, dal Ponr.o: ed ef!li st n;;.o:;o riferisce ehe il fa t.to ehe compa.re in queste ouov(' esp<>rienr.e e c·hc trova il suo fondam ento in . motivi psicolor.rici e " rh!' auch0 nel caso in cui h1 rcazionH f01wtica. propt'jam15J1te dett.a, viene soppressa.. eom paiono t·gcwlmento :1lcuni sogni di essa s ul b'l'afico ». n Ponzo Yi<>ne a qtl(lHtc eonclusioni: '' ehe nelle modifìcazioni del respiro corris pomh·n t i nlle <l ppli<:ar.ioni di H~illloli' sonori ì~l'oreccbio p er il quale veniva s imulata la sorùità e pN tirt~tali il so~gctto t<>nt.ava di sopprimere ogni lllOvinwn to di rP:lr.ione è <'J7H·l·sa eostantelllcnte la prova pale>'!' di que;;ta !>oppre:.;siolw volont.aria di'Ila r èazionc u('[le modifìcazioni del respiro cd ~ st;l ta q n in di g r a fic-a nw n te ri Vl'la.t.a in modo indis(·utibile la t(m tat;a sinmla7.ionc. '' :-iulll' (•:.; pl•ri !'nilt~ Ltt.tc da l vrof. ~onr.o , ho volnto. imprc~siona.ndo l' udito c·on diapason a hm:.tlitit !H:uta,, o c-ol fìs<'hietto. ottenere il rifles..-;o :<onoro rv~pimtorio ''hP (> eostanfl'., clw non può e~>~<·J'f' inihito, ehe m a nca ll('Ì sordi.
* ** f' onw ~i pnò rih•\·;u·<· llai gmtki, l't•l"i~tPnr.<L d pl rin t>~~>O
vienP carat·
rt·rit.zaia o <la uu al·eort·ianwntu ([el t><:rirHlo n·Rpiratorio, o da. un nccel<'ramPntt1 dPI rif 1110 o d: t una modilkar.ionP dt•l rif rno st cs;o;o men t-re il l!r aficn
rittl:lne itrn1riatu nt•i sordi.
C:lt.\FH ' O
D '.'\., utilitnt '<' <;on
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uditi\'o\ 1101'1111\lt• .
TI ~mfi co t•e-;pimturio Ytli'Ì>l, in{lut•nznt o d>1 l rliup11~nn du 4.
D'A. , util ìtuo·p JH'o'<'t'd('ll\<', •:• m fll! tZÌon e 111liti\'>\ 1101'11111 1".
A lu·ni;'.Ì"'"' . lc·l r·ir rs w rt•s pi mtori o p t-t· riflL's;o:o son< H I> ot t C'nuto col fi,-t·h iNtO.
Dt•bl>o alla t·ort r-.;ia. d<·lla (' lin i<·n tl t'l La q1ro. l'aver pot nto applirarr il 111r1odo gTali<·o. in un t·;t<;o di sin11tlnzionc di so1·dità. in <·ui non solo lH, avuto la piPua c·nllfl:'l'lllll di quanto ho enmwiato, 111a ho votuto notar<' <"Ome, in l'(>_!!liÌI"O cl l'OflVI'I'S:l.ZiOJ)(• ('Oil llll l:OJII'j!<l. >\Il <ll'j!IJIJI('II\' () <·h(> J'Ìj!ll<ìl'tlaVa il paziPntl;'. <J\'\'t•nissNo sul tnHTi:tt o <h·II'!Jimugmfo. tuodili<·azinni inl]JOI'tanti nC'Iln <·ut·va l't•spir.noria. Hif<·l'is<·v suec·inhll11t·tltt' la storia d<•l pnil'llt<• <'d indi .
risnltat.[ dei
gz·a!ic·i: S .. \.,el i unni 27. tniua tun· . ri ,·nn·nttn in ('linit·H d t·l L>t\·o t·o . Dnllu t·tll'tdla <:linint. «i ri),.,·n , "'"'il l ~ uwg-~ i" 11. " · fu ><htttt\1111 a !l't'l'H da nn ma.~so di mntt·1·ialt· d1P .;i l'l'H iuqH'II \'YÌ><>ulle nlt· s tH<'I'>\Io dnllu rurPte dt•lln !!BIleriu, tl\'t• lnn>l'H\' H. i\c•lln c adutn l' inìt•rnw nrtò , ·ioh·lltl·lllt'lli C' <·o nn·o il s no lo C<•l 11\t' llf<). t'iflPI'l>lltdO IIIIH \'H:<(Il ft'ori tH . IW ihl l't•J.ti<JtW ~ll l(llllll'lll<)llit• J'>I; fli'J'dPti(> Ì i"<'nsi, ,, :<ol ll'ntto dui ~'""'I'HJ!ni, ìu ti'H:<)\<)1'\!It o ul pr<)llltl ><<>l·(·or><n di'l JhH'>'I', on• ) lP i l'i p f'L'>'t' f >l ('OIHII'('!' 1\('. >J, :\\'t'\'11 Jll'rclut o su n g llt' dall'<ll'l'l'<:ilio dP:<It'o. u\'\'1-'t'li ,·u t'nJtzi o . H\'t'\'ttdolori· ttl fA lJrH't'>l. Dappritnn p <ott' \'H puda1·P alquuntn !l•· li r>t itaz inni ch•lln JHII'C> Iu dipt' ndt'\'HllO d,ll dnltH'P alln golu. on• l'infPt'IIH> a\·c·,·u In s<·n:<>tz io ll l' di un'l't' unn full>~. C')lt' fWI'Ù gli p .. nll<'t t t•\·n di ingui,-,·e); f'<· ntint ulqunnto. 11111 dopo 11lr•mi )!iot·ni non p11rlù pii 1 <·d i l >'l' n:<c' tH' us t i c· o til' lll b rò l'Uill p t. •t u tr ~t· n t P ù ho l i t o. Il Z gi 11 )!Il o q.· n Il<' t·i (:0\ 'l' l'tlt o in l 'li11ic·a. F:."llìlt' (/CIIl'l'fl l e.: DPruhito indiiTt'l'f'lllt'. c·olnrito ro"eo, mu,.:colnt 111' >1 lwne >' \' i· llq>p<tta ti' tnnif·u . ~\'iluppo t· ro:<titlt7.iottt• sd ><•l<'tt'it·tt n C>I'mnll', H><,.,~·nz•l di •' •lt-·mi. iugtll'!!:ili glrittn d etlt~ri. i\ulht n 1·arieu degli <ll'i!!ltli toi'IH.'CHHidt•lllinali . Pnl,;o !12. !{('spiro 2tJ. {~',;ome foru/P : ~AJI>I 1'1'•1-(itll >t' l'UII<llllt' lltO rti<·ra si liUIH\'11 \111>\ ('ÌC•tltl'il'l' (•o;;tiltlÌlll da t t'l' li11eE' ('(11\\'l'l')!t' llli n modo di 1'1\)!;::i . ( 't•ntmln>~·nt.o ln ('Ì<·utl'iCI' lll lf•l'i\'1\ forl<'IIH'IIII' ui t' i>llì i pt·of<HHii, C:<><>l t·r>J ro,.;t•>t ~,d i11 tpr>dc·he pnnto IH'I'>'<' lllH\'11. <pud<· lu· r·J·n~tir·ina c·mflt ic' A. Sulltt s urwrfiC'i t' int <·t·n a d<·l ltd>hro :<upPri n rP l'<i. nnt tlVfl 11n ' ult.nt <'Ìi'!IIJ'iCI'. !'~<il n di fc t·ita ripor· tatn nr lla C'udntu. L iu1Ì!HI>I t't'H l11 mohilitìl "'' ' nut:<•·t· l l~<t'f' iul't' t'i o t·t-, JWr d~Jlo 1·c• e h!' s i JWO\' OC'ti\' H >.a: ll'arti c·nla7.ÌIIIH' lPmpor·n-musc·,.Jlai'P <ksim. nll'apl' l'· t 111'11: ct.·lla hr.ecn : In ftmzimtl' llru,;tic>HOI'ifl ,.;i c:om pi,·u h<'lh'. Si.~lemrt /terro.<o : L' P><H II \1' dt•ll>t nwhil i t Ì1 nn n fncP\'11 t·i ),., .ll i'P u lrunH nltt•ruzi o t H~ dc ·ll t\ tnnzi ~> nl' m•ltl·i<·f' d"i nari ><<'g't PPnt i dt-1 c·o1·po. Sc>nsibi l itil 1111 t e nnnnuli. Dc•i spn,.;i :<J>f>t•ifil'i n ppnri\'n >'t·ompllr>'>l In funzi•>nP o~ditinl in cptnnto i l p11 zil'nl e Jl (>ll dtl\'tl ,,,.:-;ol utnnol'nll' :<<·J!no ni :<<··ntirt. f>t' I'Ò con ••ppon\ mi >H'I'C>rjrimenti :<i •·iu >'c:int u ,;tnhilirl' dw In ftmzimw utliti\'ll C' l'il (JI't'~<<'nh·. infutti n to lln E>:<c·nuzioJu:· •ii c·olllfllHii dnti 11 :<t•gn i. <' tuko ltu. so.-<tituiti c•on N>111n1uli n \'llCt' . et•rcantiO tli cli:<tmrn' l'n tt c nzintw da,l l' infi'I'IIIO, rptc•:<ti t·:<<>f!lli'''1 nndtc i c·c>tn!lncl i d H t i ti \'O<'"· LiuutW!fftio: L'infPI'IIIO ••ll'tltln dd ri<·oYE>rn 1\1111 s i l'>< print t> \'H in ultw mndo C!lt' .~cl·i,·e ndtJ quanto \'Oit•,·a dirP. o g ii ,;i don~\'ll :<l'l'i\'C I'!' l l'tt·ll o r·hc ;;i dticdC'YH. :\nn )!111) rdA\'a nwi l'intt•docutorto pt't' intendl! l't' i l lingutlg~in : ,.,. r·bu\'lt in C linica tut co ntl'gn o "tranne >'i i;:c'l."·" do,:!li alt t·i. Hiflc:<:<i n o nn>tli. :\1 p1·imo e:-:ttl11t' Mosenpil·n si r isc•ontnt\' tl. n c!Pstrn sul co ndc.Jt Cl, :;Hitgllt' cougulnt.o in t'a ppo 1·to n llu ll':<itHW t n\ um1ll iN\ dE"Iltt porzionp <·u t·t i lugi tWH dt>lc·<1udot w l"le!<~O. l.l\'\'ClllliA JWt' cn ntnH·<:o lpo. :\lembrt~na tinq»utiea ciP:>tm n •tr·ut tu: pt·onHnziuti i lroglllu e nti antt·riOn' <· ~o~tcriorc, manico df·l n•u•·t<..>l lo un po' HtTO><>'IIin. nliHl<'fl. il ù it1ngnlo luminoso. A strnst ra, condotto i n t egro, )'l'l razi o n e dc• Il a nwm bran!l. con q uud m t in1 p un i co quasi itlent icoa qu<>llo di di'Sti'U. L't•sumt- tunzionttl<• tuliti\'o risultn\'H llC!!ati\'o; e a lle Vt11'ie pl'O\'E' prat irntP in gitn·ni cl i,·t• t·si >'i rill:'\'>1\'11 t'ltinrn f'(>n tntddizione. L'e:<nme \'(':<t iboltii'C non ntnstt't\.\'tt nulln di HJH'cin l<•. A conft>J'IIìll (\(:') giudi7.io. dw nun ,;i snrehht• 1'.-<ÌHtto di dn1·P. ,. pt•r fo rn ire un documento sieuro, si est'guì la pro,·a !!I'Ufil'IL
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* ** ('o n J' <'"JHIIT(• lt• m it• osst•n•nzion i su l nlPhHlo gra fit·o, ed il c·al'lO fortttnato c·apitatomi. ho voluto lllt'tl<·r·e in riliPvo, l'iuJpOI'tanza ehe il perito
nu•di<·o h·g-ah•, dt>l'e a<·<·urdnn• a qut·:<to ri!lt•!-i:<u. <·}J(' rlon't'bhe I'SSI'I'E' usato da tutti, JH'r la :-:11<1 SI'IIIJllir·itù lll'll'applir·<l7.iOilt' <· }Jl'l' l't·satt<•z7.a dt•i risultai i rw1 r<';:ponso. 'l'alt• pron1 l'i ll<'t la do<:unwntazionto <·hiara~ palt·;;t· 1 riv<•1MriCt\ dPila simula zio 111 •. J{ing-nt7. io il mio 1 11~11·stm. l'illnsl l'f' pror. HnHI<•niJ!o, dl'i tonsigli datimi 111'1 l'UI'SO d<•))(> l'il·f'J'I'iit•. B l B 1.1 0<: H M'L-\.. (:.()H \PI·: :-:11:0. r>.-1 1>1 "i llllriH'l.Ì IIII\' dr-1!11 "'(>l'difl't l' c{j 1111 llllìtVO llll'llHit) Jli'Oj HI>'tll p"r I'Ìc·• '"""''"l'l' l>l ::;in ttlla'l.I<Hit- do •lla ,.,, >l'• li 1Ìl 1111 i tal t·t·al <•. - U iomrde •l i m ed icinu m i litari!. F >Lq•, \'., Ul:ll. :\1. PO'<Zn. l> i tlllll l lll\'" nt• •lndop:-it·.,fi,joi<>I!Ìr·n pr·r "''"'""'" lu·<irnnl>~'l.rOIII' eh• Ila ,oordilìl. - .-Jrr/.i1·io it.diui•O d i Otolo~!irr - Hu•olrJf/Ìfi - Lrn·i,yfJiiJf/Ìfl. J:',t.,.l'. V I. JH21.
OSI'J·:IIr\1.1•: .\111 , 1'1':\I<E l'l<t:\('IJ'.-\LJ.: DI FIHE:\ZE.
Rendiconto statistico -operativo del biennio 1923 ·24 1"'1' ii p1·"f. Elio Tirelli. H'll<' llf <• ••nlortrll'llo ll tt•di<·o, r·11pu n·JI"I'I<J.
):«'l l1ii'Jtllio Ju:..>:~-:! · 1 ]1!, a\'ltlo in t·ma 1wl H(•varto di C'birurgi:\ di qta•slo n;:p,.<hd <• milila1·r· Jl:!O ammalali, o cio(· pfl,(i:l %) di chirUl'gia t ra11111al i'·". <' ~~l (litl,;{X 0 , ) <li <'hinu·gia gc•Jwral«• . .l r·a.si 1li f'lrinr ryi 11 lmlllllfl/i('rt. dal punto di Yi;;ta della frequenza, \' <111111, d i,.,t i n l i i n •·c111 t u><ion i (:n ~ .. ), fr;d t nt·e (:!J ,l n ~ .. ), di;; torsioni (15,4 O%), fl·rif.<• JH'l' :~ru1a lliaw·a ( J:{.!IO <;(Il , lH'l' lii'IH:t da fno<·o (7, 10 %), estrazioni' 1Li lii'Oi Pt l ili (:"•. 10 'j ,,) r• lns:<azioui (:{,ii0 ~.. ). . _\'r•/ft• l'flllfiiNÌPIIÌ Jll' I'\'H(g'OtlO C(lll')(p d1•J i!Ìil()(•(•hin (~0.05 '} 0 ), Yt>l\gOUO qnin<li qiH·IIt• de>l piPdl· (1 ·1.0:1 ~ ,.); dPI <·a.po (l:.l,Of• ~ •• ). cosde (8 %) : adtlollll' ( li.O.i '~,., ) ; ,;palll• (' lll<llli (·l.Oii n;,): g"OIIlilu 1 ~'LVa.tnhmetio e t.orn.<·r> (:l.l ii n.,) : gamhr• <' tlnr:-o (3 .:'\n ~ ••) ; l'l'l,!iont rc·naiP (J ,:i.) ~ •• ) t' pC'r ultimo ([11\·lh• d!·ll'ml'tra (O, l :l •:,,).
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RJ•:NDICO!'TO !''I' ATISTI( ' O-OPI·: IH'I'l\' () l>t·:l. lllt-::-i:>-10
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È int eJ·eHsanto \llla k>:<i011<> "ll'UliJIIHf·ic·A. dell'ur!'frn. osst>rvato. in un soldato df'I I'840 rt'ggimento fnnt!'riu. Cirf'i\. 14 mmi fA, in 1Wguito ad 1111 c•alc;io nellavei·~u, t·iportò lacerazione dci tesstlii lllolli c c.lell'metra. 11 mctù della [a(!<'Ìn vontrnle delli\ YCr!!a, chE' guad, r('siduanrlon<' unn pic·<'oltt tmn~'fnzion<'. duri\. C'last.ica che poi andò man. mano anmcntaudo, fino o. roggiun~ere il Yoh1111C di un t'ngiuolo. Rirn.a:-;c inalterata per sei anni. incli si munil'<'sr<·, un pif'eolo :=<c-no fistoloso. dnl quale, duJ'ante la minzione, gcm<'Yfl quald1c goccia eli w·inn. J.a tumefnzioHe dava lieve senso di fluttunzi<me e lost,ia,·a pt'ree pirc In pre;,;t·nza di corpi esi nmci n el suo int.erno. Aperta, si diodo c1<ito a poc·he got·<·ie di urina c H due enlcol ini gi·ossi q nanto ùue semi <li voccia. o poco piLI. eontonuti iJI 111111 t~Is(•l\ lìbrnf<H di Jom\a e dimensioni di un fAgiiiOio. com1mitunte JH'I' l'ilo <'on l'ur<'i1·o. P p~r In mE'i•\ della superfì<:ie n<mVPs~a, coll'esterno. Yt>11na 1\SJlOI'tttt.a. e f'ut.umt.n l'tn·l'tm e le pat·ti molli (·ÌJ·co,..t.nnti.
Le l1·i.qt01·.~ioni. piì1 frequ(•ntl>nH>nte n.vut:n in t:ura sono rpu•Jle dell'a,r-
ticolazione del piede, (50 %) in rapporto col gcnore di vHa, vengono quindi quelle del gomito (21,20 %l, ginocchio, polso c dita delle nl.ani (9,60 %). Poche le lu.çRazioni c qua:;;i l'sclnsivameutc rappl'es<'nt.a.tc dalla lussazione scapolo-omerale (75 %l ; pel .rimancnte vi fn mu\ lusf;azionc sopra arromiale della clavi co!n. : una JlO~t(•riore d1'l g-omito e una postf\riore d ell'anca. Ncll'esercir.io medico-Jllilii.:Lre d 'ordinario si pl'CS<'ntano quasi e.sclu· sivameute soggetti giov<\ni, con masse mus<'olari forti e ben sviluppate, così ci.J.è in essi la difesa must:olare b sempre notevole. Di conseguenza io rit.engo buona pratica non indugiarsi in tettllLiid pii1 o nwno claBsici di ridu:done. ma. quando qtlt'sti non ri<'scono subit(), sia opporttmo il xieorrere alla nn. t cosi et erca che <'i ]Wrmctte :-;entfH'O unn. riduzione facili), pronta ed e,<;ente ùa ineon ven ienti. Nello fratture prcva.lgono qnf'llo dclb diatì"i tibiale (19,74 %), indi ,_ono da ricordare quelle della chwicola, c dci met<lt.arsi (9,54 %) ; della diafisi del radio (G,79 %) ; cl<•lla. epifisi infeJ·iore del r••dio, dialisi del pcrone, metacarpi, femore, costali e qu<'lle dfll Dupn~·t.ren (5,4~ %l; delle diafìsi dell'omero e diafisi del rndio o doll'ulna (4,10 %) : delle f<1>langi delle dit;a della mano, rotula e calcagno (2,73 %) ; indi dello o~sa nasali, del malleolo t.ibiale e della t<'sta dcll'om<>ro sia <~xtraea]wulare, cbc intra-capsularc associata, qne.<>t'tLltìrna al dL'>I•lwco drlle caviti'l. glenoidee (1,34 %) Tn qnPst,' u\ timo, <'ll"O YPrificnto'i in un )[an's<'inllo cl<-'1111. c;n è•Jmpagnu\ at in seguito a radutH dalltt 1Ji<·ie;ld1-a. la 1osta. ddl 'omero, >'<hwcata. chtlla diafì>'<i, si presentava fmic-nv·nt.{) 1<p11~taht indirtro f'd in hns~o l'd il frammento j!lenoideo era suddiviso in quott1·o part-i proiet!.<l.t.n a dist.on:~.a. Jn tal i cond izioni tcnt.ai con pieno SH<'A:C!>'!<O di ot.tcnl're 1m Hco-nrh·o!<i . St\nit~ ,
.Nelle fratture di diflicilc giusLa.pvusir.ionf' A manteHJmcnto dei frammenti in posizione fisiologica. eomc qn<'lle della rlavicola, dell~• rotula e d el terzo 8Uperi0l'c del femor<', riCol'l'o sistelllatiC'mnente da <li versi anni l\lla sutUl'a ossea, sia metallica (femore), che con gto8si fili di setlL o di catgut (clavicola), e di <'rinc eli Firmw• (rotuln.). Oltre ai casi citati nel prl's!•nte r<>ntliconto stath;t.ìco, bo così trattato nc~gli anni passati trPntasei fra.t.tnre: c cioè 18 della clavicola, 12 del femore e 6 della rotula con. ri,:;ultati sempre ottimi. Le ferite per anna bi(tnra, (13,90 %l non hanno presentato nulla di speciale. Cito tre casi di tcnorralh, occorsi due in sold<1>t.i, in uno per rcci2 - c;iorna.le di mtdicina miNiare.- Fnsc. IX-X.
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ltF::o;DJt'0!\'1'0 S'L'.\T!STH:O ·OPI~RA'f l\' 0 DJ-:J , HJ~:XXI()
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sione del Lt•.ndine flessore del mignolo destro, e nell'altro per rcci.siou6 del tendine Otwwre superficiale e profondo del flessore dell'indice destro i ed un terzo ('aso di rccil!ione completa di tutti i tendini del flessore superficiale e dci flP!:isori profondi del medio e dell'anulare per ferita trasversa al pol:-;o della m~mo destra, :wutosi in 101 maestro di scherma. Ricorsi in primo tempo alla sutUl'a tendinC'a con ripri:-;tino completo e rapido della funzione. Le ferite per arma. cltt fuoco mlJpre:-;cnt<wO il 7,50 % dci cagi di chirurgia traumatic:a avuti in cura e di questi il 56,!>0 % è delle ferite delle sÒle parti molli, il 21,75 % delle parti seheletri!'lle ecl il 21, 75 % deJio int.nwavìt.Lric con lesione polmonm·c ed abhondant:c crn0torace. 'fre di qtu'sti ui Limi c:1-"i furono trat,t.ati con esilio brillantissimo col pneumotom<'C 1\forolli. U metodo Mort>lli viene da t.l·mpo usato in questo OspethLle l\Tilit.n.ro anelte n1·lle tora.cl~ntcsi per "Pleuriti c:-;~udative cd i risttl Lati sono sPmpn~ >it.<1ti t a. l i da md tPn' in evidenz1~ la grande ed iurliflcutihilo sua supPriorit.à sn gli altri nwtoc.li. Come cura di po:-rhtmì di fPrilr d'armr.t. da j-11111'0 ebhi lR estmzioni di proietLili (5.40 %)Lo OJH'mzioni di eh irurgia {JI' ilf'rale, (bi p uni o di vi;;bt della frequenza, va.nno dist.int<' in opr.razioni suii":Mldollle f' Ol';!lmi grnito-nrinm·i (31ì,86 %) ; per tiemmoui ed ascf';;:-.;i, (:!fi,!ì3 %) ; per adeniti (16,27 %) ; sugli arti (14.28 %) i per asportazioni 1li r·i:-.;ti (~,7fl %) ; sul tome<: (1:5 °/.1 ) e sul <'apo (O,HZ %). Le opcr:Mioni sull'addonw nel 3H,!l7 % sono mpJH't'~"~l'lltato da. ernie, delle qual i [-1:3 inguina.li prilll i t.iYC, e 7 nwidi ve ; I a o m I.H~lli('al i, 3 epigastric ho c l museollm). NPIIP 80 ernie inguina.li primitivo usai il met.odo 13a:-;sini. Il contenuto fn qua,si srmpre r<tl)pre::;eut.ato da. intestino tPuue, solo, c con omcnto, libero o adcr(•ntc n.l saceo. ln un solo ca::;o tronti l':tppenùicc verm'fonnc, the asvort.a.i. Kellc ernie recidive ilo .usrbto il metodo Postcmp;;ki ('be an cb o ne• l pa~;RlL LO mi ha ;;;cm1n·c ott.i ma,ml'nto corrisposto. lntcr{'SH:tnte il caso di un n.ppunbbto dei .H<•ali C':t mhin i ori, in eu i la recidi v~ era mppresl'.ut:Lt~~ d:.~ due emie, una obliqua interna costit.uitn. da lìpocelc voluminoso, ciremulant;e un gL'osso sacco a.derl'n(:Ìl;simo contrnente un'aus:-. di intcst.ino tN1nc mvvolta da onwnl"o ; l'fòlt.ra dirctt.a, avente lo stesso contenuto, m:'t l'l.N:ompagn:tta da ernia della. vescica. Ho pare operato 13 ernie ombcllicali, 3 Cl) iga.sl·-ri('}w e una muscoht re. Quest'ultima era, cosLiLnil·.a <ht ernia deg-li adduttori att nw<•rso una lacern.r.ione dell'aponeurosi della hcci:L interna della coscia dc•stra, prodottasi in un soldato <lei Cava,lll•ggl•ri AlcsR~mdrin., in s<•gnito ad nno sforzo durante gli esercir.i di oquit.a.zione. li tumore Ofil. gros1;0 (JuanLo un uovo e venne ridotto e ma,nt.enuto tale nH'dbntc sutura dci ma.rgiui della lncera.zionc aponeUl'O· tica, rinforzata. dalla son-:oppOJ;izione dei due piani del tessuto grassoso "otto-cut:meo e loro Cìssaziouc sull~ li.nea di sutura n.pon1•uroticn.. L o emorroidi rn.ppresenta.no il 1:~,84 % delle opPra.zioni di que=oto gruppo. In 21 ùi CA~> i pmtie<~i hL lngaLura e l'csC'issione dci noduli emorroi· dari cd in 19 ricorsi al metodo ' 'Vithcad con risultato sempre soddisf:lcontissimo. Pure a.bba.stanza frequenLi furono le operazioni per fistole anali ( t:~.H %,) ; pt'r va.ricoceli (11 .07 %) che però da t<•mpo va1lo abba.ndo-
RJ•: NDTCON1'0
~TATISTI( 'O ·O I'~:HATI\"0 Dr•: L
U li•:N'::.I IO
1923-24 '
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nando pei noti risultal;i non troppo buoni i per fimoRi cong~u ite (7 ,59 1}'0 ) ; per idroceli (7 ,25 %), nelle quali mi h ~~ s<'.mpt·n corrif;posto la semplir.e oversion(l delle pareti del sacco. A grande dista.m~a. vengono lo dilata.zioni por r cstringimonti uretra.li (2,72 %) i le operazioni p er asrPJ';si ili;t('i (1.3fi %) ; per asportazioni di aghi da,Jlo pareti addomin,~li c lo cistotomie soprapub irhc (1,02 %) ; le appendicectomie (0,(;8 %) o le f;plcnec:tomifl (0.34 %). Cito d n<> rasi di quest'ultimo gruppo. I. - Solc1ato Q. U .. de l 14 rq.!gim••nto ill't.i)!lic·•·iu da cn,rnpn).!na. Nei primi giorni di ~ennaio 11)24 riportò una co11tusio ne a lta rt·gionc spl<'nil'n por cr•·to con t ro una stanga di un l»lrroC'I·io. Pr'f'>' tfl sN'\'izin fino a ltu tino d ot m cso. t>pnra in c ui venne iuvi nto in liccn'l.tl ordi nnr·i>L. dcrmnto ~~~ qu~t l o insorse ìo.rtis:<imo do loro alla r egione :<pl<'llil~ll, C()ll nct·e><~i Ìt> bhrili t' IC\'ftti a 41° ftllll ilC I'Il <' n•mi>-."iioni S. :$!)0 al mnt.tino. L 'e;;nmo clini<'o mise iu ovid l'nzn : diminuzione dd fre mito torllOO· v ocale, r·iduziono n otevol<' d E' l r••:<pi r·o e oi.lusif .\ p<'rcu:-:sorin quns i compl<'ta, non ;;m;cet t ibila eli spost~lln<'n li nll!\ bn.~r> dAl I.Ol'llC:<' sinist r·o fino a lln punt n de lla :<<'1\pola. Pnlpnndo Sflt1 0 J'.u·••nt" cnsta lC' di s inis tm. s i avvf'rti,·u la. rnilzn un po' piìr ingros:<at.a <ld no rr nn lo e d <>lcnto alla pr·p.;,;iutr!'. E.~fllll t! r(ll/ioyrct{iro: P rofilo m•t t.o d PIIa cupo ln, d infrnn unnt i<·tl., la. qm1lo è più sollevata, dd'or·mata e meno m o bito. R<'no cost o-fr<'u ico not.nvo lmPntc rid otto e quns i abolito httoralnwnt.c o indic1ro. La. )l<lrtc iut\·rio ro del <·UtllpO pulrnc:m;u·t> conserva la ~<na t rasp>Wflll7.>t nom rnl<', ~olo n f' i colpi di to!';;e l'l i ri;;l' h inn~ H!'slti m<'nc>. Con una puntura e«plornt iva al !JO ~pnzio intpr·eostalc si p;;ira<' 1111 liq ui do pu rulcnt o ed enutli('o, d ttl quu lo coll'e>;lliT\0 hRHPriologic:o vl'ng<~no iso luti s tnJnlococ('h i e bacte r·ium coli. Jn bm<o a CJIIC'Hti d a ti eorwh r,.:i (>C'l ' un ~~ !';.:<'ss\) d ello regione delltt milztt cd ir\tervenni c-hiru r·l!i<·nnwnte nwt.tc-ndr1 n Ilo SCOilf'l·f n . cou una lnrgn inci!';iono a T torac o-addomin nlc Jn torn to sinistra. una grossa b llt.,..rl. che rnvvolge va la milzn ed ave va spinto in ulto il tliflfrurn rnu c lu ]!ll' utu vi,.,<·<•r·nll'. Ap••r·t ul.1.. n e fnoriusd cir<'a un lit •·o di pns dPn so, for1'"1H<'ll1<" c-mnti Nl. con nhiJondnnto q unrtiitù. di p olpn sploni ca Ìll vi11 eli sfnr-irnc-rrl o . ~,·uotnfn In t nsf'n. a p pnr·\'('r·o j:.:li 1\\'llllzi rl i nna 111i lz" percot':<a. da di\·(' r:<o lillt'\' di fmf 1 ura e ;;p11ppolutu ndlu su n supc·l'ficif' <'<)JIVl'Sf<tl. Data la n otevoln cntr•..rngin. nnn 11ltrimc-n1 i d o nrinn l,ilf'. prnticn i lu ~pl<'nC'('(omia: sutur·tti i Tr tllrgini di'I la tns<:R fibriosa <' c1udli dc-lln fer ita c utnnf'n c-, In t.rntlni enm<' lffi
COITllll\0
fiSCPS~O.
L 'infr t·mo vcnno dimc~so !Zllllrito s<·~~ontndn<' g ioi'Jli dopo.
IL Cnpitnno d c i RR. CC. F. R Cnntra1<se htcmorrugia ur·ctrnlo nll 'l'tiÌ di 2!1 anni, d l• lla qualo r<'!<iduò r (':<t ri ngim<'nt.o \U'E'lmlc·. che nndò prop:n's."ivnmcntc. aggravandosi. sp rdu ln wn t-c negli ulì.irni ROÌ ann i e cornpl i<'unrlo:<i con nsee:;.-;i ul'i· nosi al porineo. NPJ..d i ultimi quflltr·o ~iorni ht 111inziono cr n div<'ntntn prt>S!';OC<'hè i.mpo:=;::;iùile, co:-;iechè il 23 aprilo t!J:I-1 l'•nft •mo dv ,·<'tte ••ntrn. rn in Ctll'tt nll'ospPdulo militare. Condizio ni g<'ne ral i di nu tr iz ione e snnguifif'uzione fwad('nti~<Simc; aspe>tt.o not.evolmen1,e ::;cn(•;;ceut o ; !';Ont incost·iento p<'l· gravo tos.<;if'nliA (:::<'lr ~·ntle. Pr<':<cnta. flemmon e urinoRo Phe ha invnsn 1ft 1'\'gionn p orin<'al c . la ftteciA- int.c·nm dnl ln, CO· scia de~o;~ra. e parte dd ln rl.'f!iono glutNt d ello sl<':>:<o lato. L n eupoln vescica h• flr· riva a tre d it a tn:rsvf'rsc al d i sop ru dell' ombetl i1·o. N" nn è p ossi hilo pcnl't w re• in vescica attr-averso l 'ur·C'tra rwppw·e c·on una tn iru•gia. Si procede al la ciHt.ot-omin Roprapubica e :;i t h\ e!:'itn n n ot,cvolo CJU•llll il<;\ di urina p1u·ule nta. fort em<'nto fct.ida p er d ('<:Omposizinn c anmtoniac·ale. Rileva:<i vescica a colonn e ; g rave ('i;;tite punrl<'nta CTOnicn o lncera7.ion n della. parte post.er·ioro l'd inferiore di'Ila vesc;ica pt·r circ:a 2 <'111. di lung-hf'zza, dnllu quale si è iniziata quoll u. infilt-t'H7.ÌOI1P. urinosn., c ho ha lnr)!nm<'n1c> inva:<i e dist m t-ti i te,'ISuti molli d el porineo e d ella fac<' in inte rna d••ll a <'Oscia e reg ione g lutca dcM rn. Suturata d etta lesione vosc ic·ale. foci Jn, marsupializzazione d ei m a rg ini d t•llafcll'i1t1 chirurgicn d ella vescica a f!Uelli dPIIa incis ion o cut.!'ln~>a sop rnpnbiC'a. Dopo ah -
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nl-:Xlllt'OXTO S'l'ATli';TlCO·OPI-:11 .\Tl\'0 1>1-:L U t E:-::-:to
l!l24·2.i
bondHutc lavuggio ùcllt~ ,·e>~f:it:iL cuu ,.;ui•J~i<IIIO lt•j!!.!Wrtt di J>L' J'Jnnnga nut o puta;;si!'O, c h o J'ipct.ei. nei giorni ,.;ucce~o;i,·i, applieRi un t'Jtt.etere a p<'rnmnenzu in vescica. Aleuni giol'lli d o p o, f'S<t•rHio diminuito il proce<.<o inliHlllll1Ht<wio. introdw;si l't'L' \ ' Ìtt rN.rugmJa attt'JI\'f'J'So l'uretnl. unu JuiHugiu e qujndi ll"i giorni succP:>.-<ivi 1111 ('>\tCtC're tli ~01nnu\ di di •nPns ioni J li'O)!r·<~sivt~mcntc magl!iori. r!'rnlcmùosi co~<ì J'O><,.;i l>ilf' la .lilntuzionl' uJC'I'IJCnt•~ clo•ll'nt·f'tm, il dJ•cnagg-io della \'('sc·if·a p<•1· ques ti\ viu o la ehiu,.;urn ddla fct·ih~ ;;opr~~opubit·a COli un pnllonn Mu1·ell i. li t·isultA.to fu v<·t·<lfw•nt l'\ lwillant<'. pPr·<'h<' nll\11 rnano dtro mi glio r·swo il processo flo•mll<onoso <icllo pn•·ti >T\Olli p c t·iv <->r>ei<·ali o poJ·iueali, la ei,.;tit.o pot~·ttl entH. eHi vin · c<'va il rvst riu!{imonto tu·et.mlo , dimi tHtinl d'mnpic 7,Z>t la Ì<~rita opcrntorin. sopra· pnhica c quro_-;t.•l c-ic->tl riz7.ò com plct ~nncnte •·olltt s<·nmptH"S!~ dci d ett i rr·oc-f';;si morbosi.
Xumerusi g-li inH·n·cnt.i e'uu·urgrl·i }Wr nernmuni cd asce:-;si (:.!1) 1!:13 %).
J;e adeniti ~;pe(·.ific-he ra])pres<•ntano il 2H,17 "lo c cioè lo adeniti inguillali nella })roporzione dc>l 5:~,()~ ~~' lo C'('rvicali d el 26,77 %, le ascellari
del 10,23 % o le crumli del 9, ;~8 %· Undic·i tli C'~sc, di <widcnte natum sper.illca, sono 1'1 tate (·mate colle iniPzioni di Sol<'nzina l\lcmmo-Cappelli C'On ottimi risultati. Su q ne:-;to nuovo me1 odo di cura mi riserbo di parlaruc in una prossima mia nota. Gli inten•ent.i .çugli arti danno il 14,28% degli atti operativi c cioè Gl,GO % per nn~hin incarnite, 15,88 % per tubereolosi ;~rtirola.ri, 9,82 % per pater<'rci, 7,11) 0 ~ p<'r osteom iC'Iit.i, :{,!)7 J)er asportazioni di aghi dalle parti molli c 2,68 % per esostosi. Ho trattato sei tuhcrc·olo,.;i artir.olari E'd ossee colle iniezioni di Solenzeina Mcmmo-Cn.ppt>lli con eYidcnte miglioramento. Le espcrit?nzc però sono ancora in corso e non posso quindi venire a conelu.«ioni definitive. Cito un caso verifìcato;;i nel soldato .A. C. dell'84-o R('ggimento F anteria, il quale in srguito ad iniezione a.ntitillca nel gr·ande pet.torale presentò un vasto ascesso nelle compagine di detto muscolo, che rb;;alendo ncll'intcrst izio tra q ne:-; t o etl il pic<·olo pcLt,oralc, invase gran parte d el collo. Pmti<:ata, una hnga incisione sotto la c:lavicola e parallela ad css;.\ si ossHrvò detto osso <'ompleta.mentc scoperto dal periostio ed in preda a un J)rocesso osteomiclit.ico che aveva inval'la tutt.a la faecia inferiore. Assienrato un conYenient<.\ svnota.mento dci prodotti flogistici, ~~pplicai un appa.rercllio gessato, }H'l' provvedere al mantenimento ìu sito degli altri l'lrmcut,i del cingolo srapolaro e frn<'strM.o in modo da permettere liberamente le snceess ivc meclie;l>ture. A l)Oeo a poco la clavicohb si è elimina.ta in toto e si è formata una nuova cla.Yicola, cl!<• eonisponde pi(ma.mentc a tutte le e.s ig~·nr.e fi;;iologicbe. Le cisti aspo1 t.ate .fm·ono complessi va.nwute t.renta (3, 79 %) e eioè 16 ~e hacee: 10 t.cn<linef\ o quattro dermoidi. Le opera~ioni del torfwe l'il.PJH'<•s<•ntn,no 1'1115 % degli atti operati vi, clei qual i duo ver CSJJOrt.ar,ione di agir i dalle pn.rt i moli i d ello pareti e 7 ion~cotomi(l retrocolifa li per cmpioma, q nMtro dei quali souo sta. ti tra.tt~ ti col metodo :Morelli con risn!Lati Hl'mpre ot t.imi. Poche lo opemr.ioni sulla t esta (0,93 %) e cioè una per sinuite del mascellare sinistro, tre antro-mastoidcctomie e tre asportazioni di cicatrici chcloidi della pelle del viso e re lati va plastica., riuscita veramente bone. Nei dtte anni non ebbi a deplorare alcun decesso. 11 seguente Rpccellio riassume l'aLI ivit.à. rhi1·nr~.ti ca nel bi<'nnio 1923-24 ucll'Q;<pNlale )[ilit.-~re PrinC'.ipa.le eli FirPnz<'.
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LU<;PARTO OTOLARINGOLOGI<;O DEL R. ARCI SPEDALE DI S. MARIA NUOVA IN FIRENZE di•·ef-t.o dal pro[. C. A. TOitRJùro~Nr
Flora batterica nelle otiti medie purulente croniche po.- il clott.. Benedefto Casella, cnpiiann medic;o. nssisteni e. •
.. .
Lo sLudio della flora. ba.tt.eriéa., rwlle ot.iti medie acut<' e croniche, i' :-Jtal.o eseguito da lttn)!o tnm po, sia da eminenti ha t1 criolo!!i, sia da insignì spcc:ia.li,;ti ; e pertanto ht f·Jora aNohi<·a.. stndiat;a e nonos<'iutn. io ogni sua parte olTre ormai un sicuro criterio per chiarirnl.' l'et;iologia. Ma altri fattori diret.ti entra.n o costantclllcnte in giuoco nelle manift•stn?:ioni delle piorree otitiche, e ques ti sono iu gra.n pnrtt> scmtO>'<·iuti o per lo meno ancora male identificati. 'T'rattasi cioè di'i germi nMerohi ai quali in· qu<'..st i ultimi anni si sono volte le indagini di diver~i in n :st.igat ori, ed il <:n i studio è sLM.o Rempre molto tra1wurato per le difficoltà che ostacol:t no tale genere di ricerche. Infatti tanto la e n Jt.um, q nanto l 'isola m c n to d i tali germi, esige l'uRo di metodi hrnghi e dolicati, che ric!Ji<'clono IPmpo, pa.zienza c sicurezr.a. di t.ecnicn, non comune. · Sin ùnl 18S9 lo Zaufal avevil amnws~a la po!o:sibilit.à che germi scono:sciuti, di cui però dovevasi t e nere grnn conto, C>'i~tcssero nello otorree croniche. Pi ìt tardi lo /:.iter n aveva osservato che, mentrll n<•i preparati delle otiti medie eroniche si nota gran numero di ha.t.t..~ri, twllt· <•alture aerobiche, invc<lo, sviluppava solo qua.khe s pcrie di essi; però ncJ.ss.una. ricerca. spec.iale fu da lui pratirata.. ~QI18!J:~ il Ve-illon e lo Zuber riuscirono ad isolare du<~ anaeorobi in un caso <li urastoidile acnta, da complicanr.a di otite crollica, che chi:·t marono b. :w '/11' 11" e b . ramos·u·"· P erò il primo c•.he riusci a fare uno studio complesso ùi t·.::t.li g-t•t·rni fn il Risi l'gli a.naerohi da. lui is olati furono: iJ b. I'MI~ 'HI/ .~ il b. x l'( p t!tll>, il b. /)('!'frigen ~, il b. )·adijonnÌ'i; iJ rnÌCt'OCOCt:/1 < joeJirla11, lo .~tltfiloroc•t•n.~ pa"tlltlu..<~ e lo .~pirillum nigr'/l.m. Tn SP,!!nito lo Clwm e, il Jfurh e, il M'ii/lt•r. folt'.ndia.ndo quattro ca.<;~i di nu·niugit.e purrrluHt.a corl.';('l'utiva ad otitc, i;;olarono un germe, strettamente ~m:wrobico, od un vibrìone molto ~ìrnile ;Ilio .~·pirillum nigr11?11 di Rist. Lo St~lwttmiUler in un ea.so di otite riH~dia con trombosi del seno rinsél ad ot.teocre uno ;;treJJLof·ocro amwi'Obio ; ~d uno ~treptococco annerobio con clue altri germi fu i~olat,o dal ìlJ in,•d. in un ca,so di llt<ll';toiilite. Lo seorso anno il Rrisotto. della. clinira di Gra.denig-o, :-:tudiando su 25 casi di otorree fetide, not.ò 4 volte il b. mnw.,ug, 3 volte lo ~>pirillum n·i gmm, 2 volte il mic;owt·cu~< fol"lid Jt8 ed una volt'<t il b. mdij onn i 8. Ultirnam~nte il Caliceti, :studiando su 1:~ 1:asi d i o t i te cronica, rix<'out.rò g-ermi a.nacrobi in 4 di essi o pre('ifolamente un lmcìllo del gruppo del tw,·jrigt<nN, il utic,.ococcu~; foet:dus, un nrieroc,occo ident.ìfi<·a.hile <·on quC'llo ìsoln.to dal G-rigorof! in un ammalato di rtppenùìcit.e, e un piccolo bacillo sottilP a.d !\St.remi arrotondati, Gra.m posit.i v o, che però non riu:;cì a.d isolare. Valcnùomi di una enorme qu:~ntitù di otit.ici offm·t.:Mni dal ~ervizio dello le v<> c <'tll'ando di ::;cegl iPr<.' t.m es:-;i quell'li amm:tlat i rlw per lEI manife~~t.a-
zioni gravi delle lesioni mi offrivano sicura garanzia dell'andamento dell'affezione, ho cercato di studiare la flora batterica nelle otiti medie e cioè tanto quella aerobica, quanto quella anaerobica. Era mio intendjmeuto rnetterla anche in l'apporto con quella del cavo n aso-faringeo, ma. la difficoltà e la durat.a delle ricerehe, per In. flora. auricolare, non m e lo ha permt>.sso. Il met.odo adopen'tt.o p er il pr1>levamento fu il seguente : dopo aver1• ben pulito e disinfettato il condotto uditivo, sotto la guida dello sp ecchio e d a mezzo di hatuffoliui di eotone, sterilizza.f'i a 1100 e montati su porta cotone, prelevavo tu'l po' di secrezione da quei punti cbe si prt>.<;entavano maggiormente lesi. J1 tutto era,, subito dopo, mc;:so in tubo stl.'rile, contenente soluzione fisiologica sterile, ed imrnediatanwute veniva prat.icato l'insemcuza.mento delle piast,re, per l'isolamento anaerobico, quello dei terreni di colt UI·a comuni per le ricerche aerobiche, cd un esame diretto. Per le ricer~he aerobiche i terreni di cnltma prescelti furono l'agar, il brodo, la gelatina, ed i germi trovati furono i soliti, sia i>iolati. sia, nsso(;ia t i a sa.profiti, no m<' il b . .~11btiE.~, il b. megateri u·m, il b. micoitle.~, protl.'i vul gari, ccc. . Per le ricerc!Je degli anaerobi, data la enorme difficoltà della, loro individualizzazione, del loro comportamento c del loro svilnppo, furono eseguiti i seguenti metodi: 1° met.ollo Oiani - 2° wetodo ll'asiani e Zi.roni 3° metodo eornples.<tivo ~~ uoto e(l rtgar al ftgato. Accennerò brevemente a d essi, rimandando per maggiore dettaglio ai v~tri tra.tta,ti ove sono PSJ)osti. a) .m.e.todo Cia.ni. - È ba.-;ato sulla ag-giunta di solfìto aU':Lgar glu<:osa.to, nel praticare la. semiua in comuni capsule del Pet ri, e nel versare sull'agar ROiidifìcato altro aga.r con soluzion (\ di solfi to in proporzione di 0.18 pe~· cm. 8. f:;copo dci due strati di ftgar è quello di ottenere cb<> i germi si 1rovino tutti in condir.ione di st.rett;a anaerobiosi. b) ·metodo Fasia11i-Z·ironi. - Preparato l'a.gar al fegato cd aggiunto a parti uguali ad altro agar cont.enent.e il 2 % di pept.oue, l'l % di clorw·o di sodio cd il 4 % di aga.r, viene ripartito in grossi t ubi nella quantità di J 5-20 eme. ciascuno, e quindi steriliz7.ato in autoclave. Prat,icato l'insP.menzamento, l'aga.r viene vcrs11to nelle piastre. Questo consta.no di una scatola di Petri us uale seomposta e ricomposta in modo che il coperchio ed il fondo ambedue rivolti con la bocca in alto combacino tra loro con le s uperfici piane, e quindi sono coperte dal pia,tto di una capsula di misura. un po' maggiore. Per la p erfetta riuscita dell'operazione occorre cbe le dimensioni, il d iamptro delle capsule e lo spessore dell'agar sia.no stabiliti, che si abbia somma cura di non comprendere tra vetro e agar bolle d i aria e che la ca.ps ula interna. non eserc>it i una r.ompr~.>ssione t roppo forte sulla superficie dell'agar. c) rnetotlo complessico ·cuot.o ed agar ol f egato. - lnsemenzato l'ag:u· al fega.to contenuto nell(\ comuni r:apsule del Petri e fatto solidifìcare rapidameut~ deponendo sopra, una s uperficie fredda, v i si versa altro agar al fegato in modo da ottenere due strati come nel metodo Ciani. r,e capsule vengono quindi poste in una camp11na di v etro ~~ cui si sottrae aria a mezzo di pompa aspirante e prement.e. Questo ultimo metodo fu da, me nreferito in quanto mi diede i mi_gliori risnlt.at.i.
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FLORA 13.\'I"I'Jo:HI C'A KI·:LLE OTIT! 1\11-:Jìll': PORULE:\1'1:: C RONIC II 'E
P<'r lo studio elci cJrattel'i l..liologici delle colonie inilividualizzatc, n1i sono servito del brodo fegato Tarozzi, il q ualc, oltrechè esser di facile preparazione, f;Ì dilllo:->tra, pmticnmcntc otLimo. P er lo st nrl io d ('l comportamento s ugli animali è sbLl<t faLta l'inoeulazione n Pile <·a vio con le mNlc~in1c c ultmc di brodo-fegato, ed è risultato 1·he nei primi giorni m e ntn~ il potere l )a.togcno è sc1upre accentuato, <·ou c uli ure più vc<:ch i e. in \'l'\C'6 la ' 'il·ul l'Hza diminuisc·c cnormemcnw c cptaltltt:.' v olta. si estin gu<•. I ca!'i studiati furono tiJ, Jila i primi dieci n ti seTvirono d 'oricntamcuto e però non devo tl'nC'rne èonto. I <>as i pos itivi, e cioè quelli nei quali fw·ono i"olati germi da, <:ull ure anaC'l'Oi..li<:iw, furono 11 e soltanto di essi sarà tra(;c:iata, 1111a bt'<.w e storia.. T C((8Q.- R . .-1., rl' ru wi :W. - :2S 1•orcmbre l !)2:3. AnonwMi: ] lu. In 11rntlre c< l una sorc l lf~ l' ilo lt nnno 1<off('rto di 01 i te. E zl i i· tunmttlat.o di nf itl' d~' Il) a nni. A. JJ. No1Tnul1•. A. S. :\le~t~l)l'ana <'Ìeatri;.i;do. l<O><tit uil a pn-<tl'r·iornwnte da :;nttile ln llle llu <' pit Piin.l o m n h;le. l 'm·ic oss('lt dell'cpit ir11pano a rrt<'r·io re ctm ..;cnl•;-;io n<' muc·n- purulrnt it te( ,jcJ j;;;;j li HL. x~lllllt' Uflt'lerio8t:Opiro: Cocchi . tli l>l<li'OCd ri eap-n ilati, IHH'ilti di g rn nol ez.t.a Val·ia.
r.'ulturl' rterobich l' : Dipl <>r·or.co t.ipo Frnen kc•l , picwiHnc•t>. C:ulturt• wtuf>robiche: Hw•t on('i no fino a paia e quaklte ,·olta fo nnnn te co rte Cfl!A~IW. mrt t: ro,·n lent on H'nte dis1,osto !l pr\lizznte IJIIllSi co me quello d e lla difte rite. Ha e:;t.r·em ili~ nnnifil'ut e. J{esi4<:> Al (:ram, ma in ntodo inegunle. J':: immobile. •·l g(tr af. /t'{J<It'' in pic~.ostrc : Dopo :{G oro cornJHU'Sa di colon io pi ccolis:<ime g r·igia:<t m . r oto nd<>. n co nto rni n ett.i, t·cgoluri co n pict·oli:<sÌi rtO svil uppo di ;.!;t~S. Ol'!alÙI(t: Kon ::< i collivn . Aaar gl11co.,ulu : J'icco lc co lo ui P g1·i!!i n~tre. Hrodo ((/ /t•yolo : In t ol'IJi, Jn ml' n! o con fin<' prN·i t•i h1to hinnrnstro. Lo c ulture spa ndono odore fN id 0 , q rr usi di ca\·olo tnnrdo; non sr·1nbn1. di u !-;l'" l'li. J.>oter e prt!O!f'' IW: Tui ctlnto n <' lltt ca\'it< ha tOI'Iltnlo un a1-!cc;;so d<lJlO l:l-14 oro e cplindi ha tu'c·iso l'animale in -1-0 OI'P. P ot· i ca 1·at1.or·i s u d e.'icl'iLt.i e rcdo potCI'l o id,•rtt ifì ..ar·o co n il bnci llus rnrrwsus d P>;cl·itto clnl \\'(• illrm e Zulwr.
II caso. - (, , I., rl'(tllni 20. -- l i rliN!olhrt• l !);!:3. Ko;.(gOt t.o wJcno id<'o. A. ·n. Normn lc . A. S. ) [ Pinbri11H\ Lintpanic·;t disLr·ut.tR n () i (JIIFH i ran ~i l '""ter·i tl t'Ì co r1 ;;;ecr·ezir.nc al)hond a ntc mrll'•>-punrlentu. c cA r·io os~t·>t lnllr~inai•'· (l}.ywne. bal'lt·rioscoph·o: Cocch i lll1iti a eat·Cll <:', b at·i lli <'si li tpm,.i C:tlcc·o.ba(:ill i. bndllo gro<;~o o lull!!O. Ouftm·t3 a••rnbiche : ~lr<"pt ot·oc(' lti, bnc·iltu;; i'nht ili,;. C1tfture (1/WI'robiche: lht.4o ncino Jiue a paiA· e qwth-he \'Ol ia io rtn n u 1e dc'ltu <'IJI'I;c <~ltt ene ; p erù [ll'l' lv pi(r di,.posto a pAi i ?.~atu' eiren. c·om<: 1pwllo di it.cr i('(>. F-ru. e:;t.remitù r·ttmilicntl'. R f':< Ìste a l ( :n\111. ma in modo in{•!!ttn lt' . E immobil e. A yar ,tf /1'!/((fO in 7JÌit.~lrt! : Dopo •W ore co mpa1 su di 1~olonie p ic1·o li;.;s inrf' 1!1'1 g iast rc> c~ rotow lL'. a eonturni lll'tti e l'<~go!o.ri. Pi<:('o li-;:<Ìinn :<Yi luppo di g""· (;('{rrtiwt : Non si coltin1.
.-lgar {Jlwo.mlo: Piccole colonie di colo r o grigif)St ro . . H rodo al jeuato : lnt.orbidamen1.o <·on lino prel·ipitat.o l>i fiHI'fl><l r o. Le eu l t ure ;;pn.ndono odore it·' t-ido, s inoil e o que!lo tl ol <·av<:Jio ntnn·io. !'\on >i<• mbnt din ;::pori'. J>(Jt erc JWtlifJPilO: Jnictt.nLo n ella ca,·ia l ru for·muto un n..-;c0'so dopo.l:J- 14 nre tltl hA ut'ei:<o l' nninw Jc, dopo 40 ore. · P e r i Cl\l'a.ttPri su dc:,l'ritt.i ritc nf!O tnt l tfH-si do l l)ll l'i llu;; rnm o~ u.'> d t•scriU.o <i u l \\' E'i ll on c Zu hcr·.
I II ca,so. -
P. 8., d'anni ~0. - 20 rlic:embre Hh~:J.
.-il. D. P erforaz io ne l'<' Il i forme ;.; i t n n elilt [Hl l'te C'Cnt rate (le llu III CJnbmno. :O:ccre7.ione n.Hteo- pur11ln nt n Rbbondttnto e fPtid n . A. S . Meml>n\nù perlornta ttlltPt'i<m Jtcnte con gJ•nnuln.:inni p o lipo icli ~'> ituAt.o nel f o ndo dellt~ cn:->sn. 8same baclerioscoJ' ico : Cocchi multi p l i d i:;po~'>l i vttriunwntc-, ba c i Il i di c-rand t'zt.u. ~tLria. alcuni s imili n l diltcrieo nHl piìt e,:;il i. C ult 117" Clf'1'0Uif'hr : ~t t·t>pt oroc·t·h i. piorinn<'o. Cullare nllrt('I'UUich_r: : Buc·illu c.:on.v m ul tuloruto, ~ l 't':->:;o ~im i lo n l dil'lot·<><:c·o. :\on prend e il l :,-a ,n. J•: imm <•b ilc'. Agar al j fy(llO in pitt-)·/re: Co lo nie pi11tlosto i rT<'go ln r·i e pi cco le . Cdnlilla : Sviluppa. tlnpu q u a kh e gi<>ITtO, ;.;f l'nf n t tu nc llte . A ga r rtltwu.~alu: t'ulunio ii'L'<)J;CIIari S('llZU lll'Oduzinne di gas : VI ò pt"rÒ odo ro fetid o . N m rlo al /l'(fOl o : ~v ilup po ah h nndnnt o dopo l S Ot·c. J>utcre prttoy.•no: SJJ:-wittL 1wlla cu,·io. liC\'C J'llf>><Ut'l' n l puuto di init•.:iorw, t·he soom1 •are dopo 30 o r~. P c 1· i cn•·at.tet·i ,:;u d~>iti ri t<• ng(l p ol!'t·.-: i t.rnt.tn n• di un l?t'I'JJtO m o lto nllino n que llo rl•~se r·it.to clal Hi >:t· con il n o nro di ha!' illus lw_uilif<, pt"t'Ò no diffe r i><t:C' in quanto. d<JIH> quulr·h e ~ inrn o . s l' è s\· il u ppato >uwlul nè ro hi c· nJHc nt e . D irno .- lntsi quìtl<l i aml!·rohio, rneo ltativo a<"robin.
rv cnso.- c. r:. d'n li/l i 22. -
~() di···•IJtllte l !J2:l.
A. D. :\Tcmb t·nno JH'rio r uta Jl<>:<t t• r·iorn J<·nt e cu n cnr ic- 0:<'-'t'U lllllt'!.!inalc po>~h·
riore. l:it•<·n•t,in no nbhn ndnnte muro o -pur·ul,•n t./J . A.. /:3. ~knrhnltro r·nt t•otf.a. Esame barterio.~topiNI : (~n n l ehu r1uo hnc ill 0 gms><u e t.o..:..:o ; <·occhi in pt't'\'alen:~.tl :;t t·epto, qrtal (· h o dip!otoc<:o en p,.,11lato. C u//.w·e (t.•robù·ltt: : St.n~ptococwh i: ll l€'!!at <>rìwn. Uuiturf! lllllt"robidre : Baci llo is<Jia t o o uni to n dut1tl i 11>:pctto p o limo rl'o , nll'11 ni c•ln parte pii.t colo r11ta al eentm, sì <l >t as><t tmc n· l'n:;p•'t!o di lll1 O, alt.ri eon nttttOIO cen f.r nlr. altri di a~;pctto irrt•golart:• . .:\on pr<'nrlo il Unull. t: immobile . .:\tJtt
hA. spo r·e. .-lyor (l[ f ef!alo in Jlin.;tre : Co lonie bin rt<·>tsit-n pi<·rolc .>f,unnte . co n t' Ho rmo s \·ilnppo di !!1\1< e odm<" di lW\'il frudi <·t~. (:t>lfii ÙIII: :-;,·ilnppa.. d op o qualche ;.,!ionto, Rlrntll ttlllt Pn t n . firodo al / lif!o l o : I n torbid•u <te nto Olll<>!!CJH'<I. Agrt r glttro.•alo: P iC'('Oif' colonio r o tonde, di 1111 bianco gittl lns tro, trumduc- id e , Cfllùlc·he , ·olia a for·ma di m t-nisc lti bic·on cavi. Potc.rt: 7JnlOfii'IIO : Non ammazza la e avitl , tJW prntluce solo . u l p 1mto d i iHit!z;i o n e, un' <'st:a t•n. l i 11 tit.ata. P e r i cumttet·i :< n cl c t.t i c pet· In mod'ologin. htl<' lllÌ tToho può riporta t-:; i n que llo dc-sc rit.t o dn.l Ri s t o dal <:uillcmot ><otto il nome di IIUt:illu:; thctoitks, e daii'Hallt'· con il nomo di inJundihulifo rmìs. p C'n ) n e difl'eri~<·P in qli M1to, d o po qua le !te !,!Ìùl'l tn, s i è s viluppat.o tuw loo ttrr·obiC>llHt' Hit' . Dimv::,tnt>< i qu i ndi <lltuerobio. ft•colta t i,·o ae ro bi o .
V caso. - J1J. G.. rl'mm i 22. - 2 l f!"1111rtio l !124. Alwmnt:w i : 1\htd t'O m o r ta. al l' 0.->p cd n le d i Pnrm tt in SC'!!ui to A. t'O m pl irnz iono cereb•·ale cl i uatum otogcm1; una .;ord la at1t.tal m Pnte uffrt :.n da ot.it e; Cf:! li u e ~;offr·e ,:;i n d n bamb ine> . 1t. D. ,\mpi a, p<'rfo nt>\ione t,impnn ica si t untA n ei qua dran t i infe t·io ri con fo nd o
uu
della cns><n r·i eo p P-rto :><'IIJ~a SN'rùzioue nru ro- pu nrlento.. A. S. :\[c mbmna f(llUSi d i"trutta con socreziono muco-punrl<'ut.a fc tidi,....;imH. prove nie n te da ll 'alt.o c> p osteriol'l1te nte . Esame brlcter iO.:iCOpico : B aci lli es ili, ol<:uni :=<imild ifteriei, coN·hi variarncute disposti, tna in JWOva lc m;u a jl'rappolo . Culture anobiclw: l-'tafìlococco, piugl'nO aureo . bacterium coli. Culture (lllaerobid• e : I3 arillo Ìs()]ato l) unito A. coppie dì a>:potto p o limorfo . nlc uni con pal'te piìt co lo rata nl rent-ro, ;;i da a s.c; um<•t·e J'a~petto di un O, altri con v>~. ç uolo intc m o centnd c . a lt r i d'as p e tto itTCf'Oiaro . Non prendo LI Cr·a tn. 1'-.: irmno bilo N o n ba s pore.
Agar al fegato in pia.~tre: Colo nie bia ncast•·e piccolo e ~ fumate. con enorme "'·iluppo di ga!< e o dore di uov1~ fradice. Oelc~tina: Sviluppa dopo qualche giorno, st.en~atamente H rodo al feqalo : rut.o rbid amnnto omogeneo. A gar glncosato : Pi<'cole colonie r oto ndo, eli 1m bianco gialla.<;tro, translucirle, qualche vol~a a i o1·nHJ- di m enisclai biconcavi. Pnt<'!fe JliiiOgPnc: Non 1unmnzza la ca,·ia. ma produce ~olo, al punto di iniezion e, un' eflcara lì111itatf;l. Per i caro.Lt.tlri su rlot.ti o por la mMfoloj!ia, taio microbo pnò riportaNi a qnell(l d o:;crit.t.o dal H i..:;t e <lal C ui llomo t. sotto il nome di bacillus tlH•toido::. o daii'Hall(o eon il n ome <li infundibuliformii;, però ne 1lifl'<'ri:wE' in quanw, dopo <)llltlc:ho giorno, si è svilnppllf.o nndlt' tU'I'Ohi<'amcnl-e ; diml\;;tr.n::.i (]uindi nna<'I'Ohio, fnoolt-&t.ivo af'robio. \ ' J ('(!.SO. - 1' f . / , .. ri'a.1111i 21). - 2:1 !fCII>Wi iO l !124. A . D. Normale. A . 8. l\lem bruna dist.1'11tt.a con <:H rio o><sNt cl elle u..;.-;icirw E' Reerezione mucopurul<'nt.fl fotitln aiJIJ()ndant.e. Esame b riCif'TÌ<ìscopiro : Q uulc·lre :-;t.nfilm·,ur:r·o, rr rrmnroRi c·occhi if'olnt.i, bacilli <'si li f'imildiftc•rid. • G11lture aerobìrhe : !-itafilococco aureo. Cu.lt11re c11we.rubirhe : Coc•clri i><ohn.i e r·iunit.i H cuj>pie, m eno f requente mente ad nmmn~<:-;i. Non p1·cmd<' i l Uram. È i111mohile. .4yar al fegato in Jlht.•trc: ('olonic ph:colo I'Otowl o a cont.orni rep:olari. Uela.ti11a: Sviluppo di c:olo nie hiancn><t.r·e dopo 4 8 ore, senza gn1;, mo con odor·e fE't id o pPnet.rnnt.e .
Brodo Cll/I'{Jalo: !-i\' ilnppo »bbon<ltu1to con intol'iJiJ(nrnento omogeneo. PotPre patogrno: Anunan.it r·a.pich:unonto la onvin p er in oc ulazio n e sottocu· t nn<'n. C'rt' cl o pot.e•·lo icl('n t i l icaro per i l m ic·rococcus rne t-id us t.rovn t.o dnl Rist. V LI rt/80. - - V. 8., r/'rwni 20. - 2U gennaio l !l24. A. /). R etruzion e t.imptl.nica co n p crfon:1.zionc puntifor me nel cp1 u.dranto an· ter•o. infcri orr !';01\zu !lCt•reY.iono in ILt.t.t>. A. S. !\Ic mlwauH t.im panic·n l'l'rtnrnta Hni.cwìm·ment.e, se!'r-ezione pìuttOflt.o n hhonduntc rrlru·o-pu rulen t n. E.~mn~; bac·trriuscopiro : i lftd lli p iutto;.;t.n lun,!!hi dispost.i n. dna; quAlche formn l u1Cillan~ esile;
numerosi n0cchi.
Onlture aNobir·hc : <.:oudri e p><<•rHio-dift<wici. Culture u1werubi!'h e : lJ nci ll i isola~i opp ure •·i uniti n due, con aspett-o poli! orme, :dermi ron parte C{'Jit.r·>ll!' più rolomta, in modo d a prenclc re l'aspet.to irregolare d' un O, ,n 1t ri c on v ac<: uolo n el ce n tro, n It-ri d 'nsp <:tto irregola.rc. Non prenrle il Gram . .1!: innnobile. Non lm spnre. A gar al /o!gatn ù1 pia.'itre : ('o Ioni<' hinlr<'m.;tre picc·ole <' ;,fumn.t e ('n n fortisRimo x viluppo di gn;.; e odo t·e eli uova ilndice. Orlalinct: Fìvi l uppa, dopo qualche giorno, st.c:ntn.t.am<'nt-<·. B rodo al _ierrtfo : IJi tod)irlamfln t.n om<>g,.neo. Agar glwo..•atn : Pircole colo nie 1li fOI'tlllt ci1•eolnre, di un biun('(J ~ia ll nstro, tPnns· luc ìrl<•, o <'<Wl.{' volte a fc>rmn di m cn i«chi hiconmtvi. P otae pa/,,f,.ll'l: Non ìtmm>tzl.a la cavia, p rnd uc:<• ;;oltnnt.o un' e<;cu•·a limitata
11<'1 punto di ininzio11e.
Tant.o pnr i cv 1·at.t.cwi, ctullnto pot In nrorfolo~i», c•·eclo ch e t.a le tnic robo p ossa t•iport4U:<i a quf'llo de~<crìt.t.o dn l .Hi><t· e <In l C:uil lc mot sot.to il n om(l d i bnc illus the· t.oides o tlnll'Hnll,\ <:011 quello di iufundibuliforrnis, però ne diffc1·isce in quanto, dopo qualche jliorno, ~; i i' s \·ilu ppnt.o a11c·he ncroh i{:flrurnt.c. Dimos t.rnsi quindi nnae· l'n bio, f uc·ol t.u t i ,.o nc robio.
Vlll caso. - B. M ., d'anni 22. - 2X {]'•mwio 1!124. A. D. Meml.J t·•ura perforala pos t c riorrnC\ut.e <:ou !!tlCI'<''l.iw w fHll't dont.a f" tida d1\ carie doll' epit.impnuo. A . S . No rmnle. J::same bacterim!copico: B t\('illo e~ ilr • ><imilf• ~li <·oli. C'OCdri lllllcH)ro~i. ]><'l' lo pii1 ad nmmns~i. !\Itri a gmppolc>.
l''LOJlA nA'l'TJ'::RJ(.;A Nl•: LJ.~: 0'1'1'1"1 MJ;;l>IJ:: PURU I.l•:!>TR CRONH;I:m
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Ou.lt-rtre aerobiche: Stafilococco aureo, bacterium coli. Ou.ltu.re atu~!"robiche: B ac illo sottile, incurvato quasi a forma di virgola, t.a· lora uniti a dne a forma. dj S. Non prende il Grarn. È mobilissimo. Agar al fegat-o in pia-stre: Colouie pi uttosto la rg he <>f umate con odore fetido d i uova marce. Gelatina: Colorue scat~e con sviluppo lentissimo, non liquetìl il mez·t.o e ò ìt poco ga.<>. IJrodo al fegato : ~vil uppo abbondante omogeneo. Potere patorteno : Uccide la U~.via in due g io mi, dopo 1\\'l'l' iormat.o un ascesso nella zona di infez ioni'. Rit{)ngo pot.~>l'io ident.ifìcar·o ('On lo spi rillu m nil-'•·urn d escri t t-o ed o«.<lervato dal Ris t. nelle ~uppu ro.zioni o t i t.iche.
l X caso - P . H., d'(tllllÌ 22. - 1° febbrnio l !l2-i. A . D. lV[ern brana rNratta eù o pncata co n zone <li Ìlllilt.rm:ionc calcare11. A. S. Cicnt.ri<'O nella. reu;ionn mm;t.oidca pe r Rubita OpE'It'DZionc di mastoidtjctomia. M emb ruml t.irn punica d i~tr'ut.t.A. con foud o d e lla ca~.,a r icoroorto da g ranu luzioni urrof<sat.e. E ,..(p,;u mwie ossNI-. 1-ioC'I'ezionfl muco-p•••·•lle nt.a ft:t.irlo. Esam&hat:tt•r·ioscopi<'o : Nnmero.:;i coechi p er lo piit n catena. Bacilli di ~rt·ntuk:,;z•t varia, alcun i piecoli,..«imi, ~tlt ri lt1111!hi e m uni t.i di fl:; ili li lamenti tcr111inali. Cult1t.re aerob-i('he : Ht.reptoco<'<•o ; lnegat.e•·ium. Oulture mwerobiclw: Bacill i isolat.i oppu re r iuuit.i a coppie, dì aspet.to poli· morfo, a lcnui con la J-ll'lrte cent.m lc pit1 eolornta, altt·i eli a:<pPtto in·egolare. Non prende il G t·llm. Non è mobile. Non lta spore. Agllr alfc!fato in pw.ytn: : Colonie piccole e sfu m ut.f' di ti u t.n bitln('ns t.ra con "vi· luppo enorme di gn", con odo re di uova !radice. (lelatina. : Hviluppn dopo qwtlchc !!ior·u<), stcn tat.nmontt'. Brodo al fegato : Lntorbidnment.o ome>(!cn co. Agar gl1tc01.1ato: Colon iH piceole di forma ro t.on <la di colore bi.unco g iallfu>t,ro. t rnnsl ucicle, qna lc ltc \·oltu a fot·uu·t di meoi><eh i biconcavi. P otere '}Jatogeno : No u u rcidt· In cavia, uu1 l>~"<>d tt('t' ;::nltnnt.o al!Junto <Li iniezione tuu1 limitata e.~cnra . D ai carattet·i sn <let.t.i e p er 111. morfologia h\l<l microho può l'iportnrsi a quello d cscrit.to dal Ri:-;t. t' dnl (:u ille•not. sott,o il n<Jme di baeiilus t.hetoiclc" e dall' H!~Ih~ sotto que llo di inl'undibld ifonn i><. però ne diffe,·i,.;ce in quu ut.o u opo qualclte f?im·no Ri ò :>vi IHpput.(J anl'!u• aerobican•f'nte. Di mo><tro-<i <'J 11 in d i anaerobio. (1\r!oltat.ivo uerobio. X ca.~u. - - (: . P ., d'anni :lfl. - 4 Jl'bbmi'J l!.l24. A . D. 1\le mlwana inti lt.rat n n nt <> ri o rmcnte e per·iurutn intt'T'i (lt'lnen t.e cou senrs n ><N'rezione mueo- punllentn t't•l irlA. A. 8 . Lieve irlfì lt.t·azione. F:aame !,nclerio,ql·<rpico : Coc<·h i i,wlttt i. d i plococchi C•ap~'<t tlni i. p><euùo-diHc ric i c· forme prot.eosimiii. Culture aerobich!' : Cocclli, diplococchi e pse ud o-difter ici. C~tlture anae.rubichP.: C'otco isolat0 e a diplococco; qualche vo lta ad a utmas~i. Non prende il Uram. È immobi le. Ayar al fegrtto in pÙ1-~l1re : Coloni e di iorma rotonda e a cont.omi regolari. Gelatina. : Dopo 48 o•·e pre,..enza di colonie biancastre con odoro fe tido p cne tr·ante senza però svi luppo di gt'\.'<. Brodo ctl f eqrrto : Sviluppo abbondante con intor b idament.o omogenoo. Potere pato(Jeno: Cccidfl c~on mpid ità. la cavia per inoculazione ~ottocutaneu. Riten go pof.e l'lo id nnt.ifkar e con il mierococcus lont idu<t d e:;<'T·it-to dal Rist.
Xl caso - '1'. 0 .. cl'tt.tltd 22. - IO febb ra io 1924. A. D. M embrantl t'impani<·•\ pt't-foJ·nta n oi qua<lmnt.i anter iori. co n etu·ic Of'sea n•aq:!inale ed epitimpaniNt.. A. S . Normale. fiJsame bacterioscopico : Cocchi eli varie dim<'n:<ioni, diplococchi P :>treptococchi, p$Pnclo-difterici e bacilli ~crossi e toz1.i. G~tlture a&robirhe: ~tnfìlo('OO<'O albo; proteus ntlga•·is.
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FJ.OH.-\ DATTI·:rt!C:.\ X l~ l.I.F. OT ITl .\lf':UH: PUHUJ, I·:.:>'l:f.: {'RO="l<..'tll':
Uult11rt wwl'rvuidli!: Ba<:illo sof.f ile> irH'tii'\'Hf<l qwr<>i a ftmnt\ di vir!!nln, talor·a uniti 11 due o t'orllutdi 8. ~on l'l'<'nde i l <:mm. E rno iJili>:sirn<>. ..ltflll' al j tgfllu in 7JÌtt.~lre: Culonie piutto><to ln r·lfhe, :-furnntc, con odore ìctìrlo di uova fradice:. Ur•lcrlilw: Colon il' s<·n r-;;o l'Oil l'\'iiiiJl!'O IPnl isl'irnn . non liq11ctù il IIW't :/.0 o dh J>tH'O !!A!'.
Urodo al fr((ttlo: :-;,·ilnppo oblJondftnfo otrlO!!<'Ilf'O.
Potere pn/O(ft'IIO: l'('(•jl),, lu (•11\'Ìfi in d no uionti dnpo H\'1' 1' ÌOI'II!HlO llll!l>'I.!C-"80 nolln zona di ini<•zionP. Dtti cariltt.cri "'" ''"l'""! i 1·redo p•>! c l'lo idr·nt ilit·nr<' <·<m lo spirillum nis,rrum descritto c<L o.;tsf'r·,·nto dal Hist ndlc &HJ•IHn·nzi<mi otitic·hc.
L 'illsiPntc dl'll<' riecn·lre c':>t·gnitc 1110stm adunqu e f'vidcnh:mcnte che iJ ~eg- rcl o auric:olar<· ù "cmpre pol imit·rol>i<·o c'dò co:-tituito tlai <·omuui germi flCI'obi, tla altri saprolit i e •la alt ri il r:;11i isol:ll rt t•nl u è possibile soli anto
con mezzi anacrohic·i. ~ ~<'i 54 ca~;i ::tndiat i e <h·i <ptali ~i è traN·i:tto pc•r ln·<•,· il:ì soll<tnto hL ~;(oria d egli 11 pii1 i m por t a n 1i f lll'O no ris<·o n t r:tl i i 11 o rd i n P d i fr<'IJII<'ll za ~~ volle Slali loc·o<·c·o. ~t J'(. Jl t ()('01'{'()
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f> vmo sviluppato seblwne molto a st{·nto. lkvo adunque ritenere <li essere in questi due caì'i di front e a bacilli anat>robi. faC'oltatid aerobi o che io ho riportato' alla Homi~lianza rol tlu·lol(h-.~ C\ c·ol fragilis solo per rlfcrirmi
a germi morfolog-it:amente noti. <.'011 culture anaerobiche fm·ono ancbo riscontra-ti alt.ri germi. ma finom no11 mi è stlLta poR;o;ihile una loro idcntifieazione anrht• pcnht· akutH' r·ulttu·f\ :si sono itHjLLinllle. U na, sola voltn poi (ut'<JJIO ri,;<·ontt·at.c• fol'ln<' ,;pirillari a;o;:;oeiate udaltn· fm<iform.i. Tale fatto solo appai'AHic•mcnt<· eont ms!a. eo n CJttHnto è stato riscon[l'ato dal CaliCPtl e ònl ni/Rfl(!l'l( o Rl'i80tiO cl ell;); Clinic·a di Gradenigo, i quali ha.nno invece a!Icrmato di an•rli rinvennti eon mng-g-ioro ft•eqHcn7.<L. Dovendos i infatti ritenere che <W•i ,:;ono o:;piti :~bitnali di'Ila ca vità. boccale, e facile arguire <:ome la, loro presenza. n el S<"<'n~to n uri<•olan\ non possa e.'lsf're che i;a,ltnal'i:t è solo ltuauclo sper•iali eondi~ioni com·otTano a. fare risft· lire questi g'NJili n nw:~.zo d(·! la t n ba ncll'ore<:l:hio mcclio. Quanto a.gli altri germi rinvcnut.i da colt'Rti autori, ultimi cronologte~unonte ad occuparsi in Ha.lia, fleii ':H'gome nt,o, il Calil!eti cù i l Bri.sotto isolarono, come me, d eg-li stipiti di mir·ror·oc1·us joetir1us, p erò essi differirelJbero lH\1' la r(':-<i~tenza al Gram t' IH'r h produr,ione dd gas in gelatina in o.ua.uto lo stipite isolato d:t mc no11 pren d e il Gram c non s\'iluppa il gaR, come nella descrizione ci<l~<sir·a. fatt~L dal Ri.~l. Altri due g-ermi risc.onfrati dal lhisotto c prn(·i,;;ant('nte lo ~;piri.llurn ·t~i gru.m. ed il brwillus rt1.mo.w s ilono nt•Jia, d e.S('rizione assolutnmente identici a quelli rinvenuti da me tanto pN· i c·ai·att<>l'i morfolngi<'i, quanto per quello culturale, q nanto per il potcr·e plttogeno. Quale il còmpito clw spet.t.H, a cia.'>l'nno eli tali geruti nell'andamento e nel seereto d ell 'ot.orrea? Ko n è certo f<~<:iln Kta bilil'lo nè credo possibile risolvere una. questione con t plt;o:;sn. pt'ÌII1<t rh<' altri studi pvs:-;ano completamente illustrare il quPs ito, tanto pi (t che altri fattori i111portautissimi entrano in gioco nelle manifestazioni otonoiche come eredità ffLmigliare, abito individuale, condir-ione di vita e('c. Quello però che ho potuto costa.ntemente rileva re è st.a to il ra pport.o tra. fetore dC' l secr et o, an da ment o delle lesioni cliniche e pre~euza. d!.\i germi s u detti. Il pus in tutti quei l:n:;i i11 uti s i notavano germi ot!Pnnti t•on cultura. ana.erobica el'a sempr<> fetidiRsi mo~ a hbo nclan t e e lo lesioni cli n ielle eran sempre dì maggiore gmvità e in qua,;;i t.ntti ('sisteva. <:arie ossea evidentiss ima. N o n saprei prl'rba.t·e q na lP di q uef'.li germi si troYi in mnggior copia malgrad o a.bbùt isolat(, il mag-~:dor nnmero di ,·olte il bacillo identificabile col thctoide e ciò perchè alt,ri gèi'Ilti 15imili ~•l mmoìiug, al micrococcus ed allo spirillum non l'tuono potuti betw identilicare c quindi trascurati. Concludendo appare <tdunque : 1o II secrcto a.ut·ieolare nelle ot.iti m edie purnlcnt.c cronicheè polimicrobico e costituito dn germi aNobi, cb >;a proli t i c da. g(•rmi che si isolano soltauLo con eLlltunt anaNol•k.a; 2° Questi ultimi, non ancorn tut ti identificnti, si trovano costantemente nelle a.IIezioni di maggiore graYità e qua>;i sempre quando il pus è fet.idissimo ; ?o Non è possibile s ta.bilit·c quanta parte spetti a ciascuno di quooLi getmt nell'a,ndamento c:linico c1clle lesioni su dette.
B I BLIOGRAFIA.
A~;uAr.~n;. -
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Heche rch~~, s ur· qudque:; b!l.~ ·ill•~>< >tnw'·r·•1hie.-> N lc11r di tTI• r•'nc ìal.i n n . Ann. inst. Pa.çteur, 190~. pag. 63:!. B~tJSOTTO. C:ermi ana(' rohi in otolo!!ia. i.-a ·tiforma medica., Armo 3!!, n. 33. BUSA<'CA. Ri ccrehe sul n•pe rto bn.t.te riolo!!iC'o nC' II e ot.it.i croniche suppurate con rignai'(JO al la pr·f»;O'Q'~a di spi r·ochctc c di bac illi fusi[onni . Archivio ltal. d·i Oto/ogùt, Anno l !124. H unn r. - Zur I~ol i ernng de r AnacrohC'n. Cuttr. F. Bal.:t. II. llbt. Br!. 8, 1!102.
BEZANCON.- Préci;; cle microhiolog ic clinitJU!'. Pnc:. 6 14-!il:).
Pari:< . .
A p t·oposito d f'lla colt-iva zione acn)hicn dE' i (!enni 1Hu1.c rohi (bacillo dc· l T etano). Lr1. nuo1'n r:rtt'rÌilfll'irt, anno l !124. ('AT. Jf'J•:n. Studio d Pila battcriolog:io. n PIIe otit.i nv•dit\ lllmrl <>ntc croniche (Re· !az iono fat.ta a l 20" · Con!!re:<so di Boloc:nn. A 1ll1<di rli / ,rt1'Ì>lf10lfl!litl. d el · pr·oì. .)fa,;i ni ). :lliiLl.ER. - · 1-:,.;ame lmt.tf'ri o lo~ÌPO del ptL'l oLo rToico. Uiri,trt f. Ohr.•nheill.-u.ndr b. 44, Hejt 2. L!rAN!. Culi ura clt-n:li amwrohi ne lle comuni cnp:> ulo d o! l'•~tri in pn.·sc nzo di aria. An11ali d'Jgime, 1!>21. CAltPANO. - LR c ul111ru dl·i l.(f'r·mi arm<'robi in p1·c,.;pu za d P!I'tuitt noi IA:IrToni nl sangue où al si(·ro ernoglobinico. A1w.tt1 1: il' l !Jie.ne, n. 3, 1!12:3. DEn~. - Zun K cnntn is der pai.hogPnrn Anarro i)(' Jt. Celllr. F. /Jokl . l. A h~ .• Ori~ .• H d. 68, H t't.. 3-4. :'lfrosr. - Cont.rihut.o allo st.udio d " llo n:<!"ocinzioHi batteri<· hc unacrobkhe a<•r obiche n e llo rnasLo itliti. 'Pi;;it l 91 l, Tip. i\IarioUi. FASIANI o Zmcnn . Sulla t.t>cnkn d f'll'isoln monf,o o d c lla cult.ura d egli Anaerobi . Sperimmtale, l'asc. V, VI. l!lli. (;noN uml ~Aens. B f' itr"igc zm· Kt' nntni;;s d('r· nru1.erol•cn Hnkt Prion d e r nnrw· robPn. H1\ktcricn d es ) fonsc;hc n. CPn/1'. jii1· Rakt. r. Abt.. Orig . Htl. :~4, pagin•~ I3L\RDRLT.T. -
2so.:~ns. ~ulltt biolo~ia d egli amtcrohi. (liom .
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xvn
-
R<><:CHr. -
Ricerche s ierodiagnosticlao ><opm i priJ)(~ ipali germi am\erobi lmtin·ic i.
PatholorJiCa, 1911 , p. 234.
SoprR un caso di gangrena gul;::;osa da Ha c . putrili<;o di Biens t.ok. S peri· 1911, fase. 2. l:IPJNF.r.r.r. - I Bac illi aci<lo-r·c><ist<>nti ne lle otit.i medie purnle n te c <,:J·onict.f'. Archivio italiano di otologia, vo l. 34, fuse . lo, anno l 923. 'L'A.Rozu. - ~ulla possihilit~. di colt.ivare ìacihlV'nt,c all'aria in cultura ptu·a i germi anaerobici. Atti dcl/4 R. At;c. dei l•'i.siocr. in SùJI!~l. Serie TV, vol. X V. Io. - Osservazioni s\llla nRt nra d ei feno meni c he ùt~terminnno la esigenza anae· •·obica n olle ('Oi t w·e d c i germi anacr·ohi. Atti rlella /f . .-<l cc. ci1•i l'isiocr. di Siena. Serie IV, vol. XVII, pag. 225. Tu. - - Ult<>.r iori osser·vn7.ioni s ulla cultura a erobi('t\ d c i gcnni anaorobici. Atti rtrlla R . Ace. d ei Pisiflcr. Ùl Sien4. l:lerie l V, vol. X VlJ , pag. 105. In. - Sulla biologia di nlr:11ni ~JCrmi anaor ohic:i e su di un fac il(' rneu.o di c ult.um rlei m edf>sinci. Ri/. Jll cd. Armo XXl, nn. 6 -7-8. Io. - Appunti di tt.'<'nica per la coltura e l' isolanw n Lo iu piu»tl'll rl <•i germi anaerobici. Atti R. Ace. d ei Ji'ùiocr. in c'iena, n. i, l \lOti. 1'mEnTr. T ratt.ato malattie infe t t ive dt> ll'nomo e d egli nnimuli di A. Lustig. Vol. II, 1915, co.p. Noz.iorti gr•nfwnl i ::<ull(• iufe zioni da batteri anae robi. li Tet.ano - L'f'dema maligno, il c:a •·bon chi o sint ornMico - Ln gangrena gassosa Il botulismo- Infezioni dn. bacilli unal' robi [W(•prio di nlt:tuti 111rirnali. WJ~ J LT,ON e Z urn :H. R ec herc h<>S s ur quC'klm'!i microbos st;rictcmE>nt a n né robie:'l et sur lcur rolo dnns la Pat hn iO!;io luanaino. /1 rch. de J1 hlec. ·pe1·im. Hì\JS. ScnorTUM IJLl-:H. Dio Art.nHtPr.:>c-heiclnnp: d 1-r fi ir· di'n 1\fcn::<rhPn T'nt.htlg,•nPn St.rep tok ol;kl'n dm·c!l llluf.t\gtlr. ,~lii twh. llfc,l. Woch., I !'Cl:l. Io. -
menull~.
-
--=.-
Oetermina!ione [Ontemporanea del grado alcnolito e dell' anetnlo in una so!ozione alrooli[a di anetolo [Mianteil 'refra;tometro ad immenionedi Zei~s. N ota d e l dott.. Romolo Cerrutl, m nggiore cltirnico-fa r·macista professore t.jt.o la.re d r c: himr ca bromHt.o logica nlla Sc:noll\ eli RtHtità. militllr•·-
Accade spesso nelht si u.gione estiva di esser~ (~hian J ;.tti a collaud;lrf' il liquore di lHl.ÌCe cl1e abitualmente nei fort,i calori viene distribuito aUE~ truppe come correttivo dcll'aequa.. Il rnanua.le dei medicamenti 11cr gli Ospedali militari (Ediz. 1920, J)arte II, pag. 264) prescrive che, nella sua prepara.r.iono, si debba. impiegare un alcool di 600 in volume in cui sia sciolto dell'aoctolo nella proporzione di 4 grammi per litro. In realtà però il liquore di anice, che si credE~ di somministrare, ba un contenuto di anetolo di 3 gramm i per litro in un alcool della gradazione di 47° -50o in volume. La determina.zione, sia, del grado alcoolico che della quantità di a.nPtolo in sifatto liquore, coi metodi riferiti dal succitato Manuale e da al tri del genere, se non preHenta grandi difficoltà, richiede ad ogni modo tm tempo notevole, con risultati lontanamente approssimativi.
In1 possibilità dì abbreviare ht durata dt,lle operazioni c di ottenere ri-
snlt a t i quanto mai soùdisfar(•nti, mi fu ~11ggPrih1 nfll praticare alcttni saggi l'n f'ampioni di cognac col Rifrattometro ad immNsionc di Zeiss (H.efraktomet.t·ìsche Kognakanal~RP von dr. A. Fr~tnk Ka.mcnet?.ky-Zeitsclu·ift, fii.r olff'ntliii<'hù Clwmi(} 190!; Seito 18fi-19.J.) mim.bile istrnmcnto, che già t:tnt<' geniali applirazioni IJa, axuto nel c·ampo chimico sperimentale e so1n·a tu tt.o industria le. l/ossorvazìone rd il ('a,leolo mi a.vovano httt.o notare cho r aggiunta di vic<•ole quantità di a.netolo P -4 gra.mmi per litro) n.d un alcool, non ne f~wl'vl't> aument,aro In densit~L o per lo m eno solo in modo impercett ibiln, (da 0,0001 a 0,000~ ), tanto cb non portar<1 variaz.iotti del grado alcoolico, che d<'t>ll;.t ste:.;sa densità si potc,-a dedurre. D'altra parte .i n vere hb piccola, aggitmta far-.eva a('el'osecrc notevolmcmt.o il potere l'ifrange nte della soluzione. J\'Iedia.nto una. :'lorie di rigorose os;;crva.;~,iotti 111i ~ono potuto assiettrare 1·he J';mmento di rifrazionr, JHW nn a.lcool della stessa grad:tzione, è csatta.~nente proporzionale a l\e diverse percentuali in a.netolo, o precisa.mente di gradi O, 534. in mcdi<L ppr ogni gra mmo per lit,ro, <·.omo a.p pa.ro dalla scJ!UC'.Jl te t.a bella : ·.t\. l c., o l
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1'utt.i i d l1ti dPll<t =-ncsposb1 t:1belhL mpprM<mt.<'tno la media di numel'O='~' os=-crn1zioni .
Dalle osservazioni ::;opra esposte s i deduce facilmente che, per otte· not·c la gradazione alcoolica eli un liquore di anice c conoscere cootcmpomneamente il suo contenuto in anetolo, è sutli.cientc determinare, nel modo p iù esatto <'hO ~ia -possibile, la sua densità. e rifrazion<'; dalla densità si caJcola il grado n,lcoo lico e, mcòiantQ apposite tabelle, il grado rifrattometrico corrispondente (Bernhard W;tgnm' - Tabcllcn. zum Eint.a.nchrccllr<lfrn.kLomet.er Sondcrshauscn 1907 ). ()ouosciut.e le due rifrazioni se no fa la. diiiercnza o qut\sta si divide per il coefficiente 0,53·! . Il quoziente della. divisione ra.vpt·nsenta la. quantità in g t·a.mmi dì anetolo per ogni lit.ro di soluzione. A maggiore dclucid~'t>zioni m i servirò di nn esempio. Un liquore di a.nico, prepa.ra.to eol 4 per mille di anctolo in a.\cool eli {ì()O, 73 % in volume, h<'l> presenta.Lo segnPuti caratteri : Dens ità. a + 15o . 0,9127 Hifrazione !)6o·J!l
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.\II:L tknsit:'t di tUH:!I coJTi~<lJOHdu un a l<·ool tli fjiJ'liO % in I'OIIIHH'. Hall<· t n bt•lla rl i \Yag-nPr. pN un nh-ool di t a le g-tndazione, l'l i t'ÌhtYa un;~ rifrai'Ìilllf' tii .!li " :~ n: dill'l'rl'l\r.:t fnr lP cl.ue rifrar.inn i :!.1;). :! ' l :l 0,!)3 l
Dall'mta li:<i ri"11lta adunque dw il Jiq 11on• di anir·c• -~~" una J! r:ular.iollt\ di a lrool 1li !iO, IO 0 ~1 in ,·olunH· Nl un r·ontt'HIIIO tli <liWIPin 1li gr. :1,9~ JWr lilro, gradazimll' <'t it·nln qHas i id <·nl i<·i a tpu•lli del litpllll'l' tl i an i('(• prnJifll'a.h• p<•r il saggitl. lln voluto fr:t t ta11do I'Sil'lHlPI'l' il nh·todo s tH•spc,,.,tn :l qu:d s i :~:< i soluzio.tH' alc·onli ta di <lth•tolo. O<·i·t •l'l'l' p <•J'IÌ o;;set'\';tl'(', <'ltl' xo lu zinni f:lt ti' <"OU aleool ft)rf\• P hlll :tllfo P<'n·t·nt u:di d i <liH't o lo , :Hl " "t' llllJin ht soluzimH• a l<:ooli<'a. <li :lnPtolo a l i'i " 0 di'l )fnnuale, no n ;.;i ]H'Pslano <1tl un'imtne<liata o:::::>nn·:l?.ÌOIH' . T :lli soluziflni llrl'sl'ntano llll<t ril'razionP troppo forte ]Wl' <':'.'Wl'<' con1pn•sa lll'i limi ti di _gradn:lziolh' lll'll'ist rullltllfo t'hl loro fi <'n.s iti't. :<ll]Wl'ion•. di molto n qnt<lla tl<·ll'a lt·ool u,;nlo n r lht )ll'l'J>al'az iout·, no n f;t lli'E'!-:1<1- a l <·alt·olo. Tnthl\·ia, rif'OTT!'JI(lo a lla diluzioiH' r·tlll alt ·ool , s i può I'<Wg iungt•re t•gualntPnlP In :<<·opo. Ed (•(·t·o in r·hr modo. :-)i pr<>pat'a :tnz it ul t o un all·nol di 1·in·a li0'1 (gratla zioiH'. <'hl• 111i ri::;u lf ò hl piì1 adat1;t) rigm·nsa nt l.'llH· 1·ontrollaio ltl'lhl sua. <knsiti\, u ri fra ziont•. Jn un l >H IIOJH'- l'tirato di :!(lO <·Puf int <'l ri c:uhi vi l'i fanno ~wni :HI' da llllH hu·ret.t.à dn 1 ti a :.W r·f'nl i1ndri tllhi ciPII:L ::;nluziom• akoolir·a, eli a netnlo dn, a nnlizr,a,l'<'· <' :<i <·ompiP(a il Ynltnttl' f·oll'alt·oo l d i li0° pr<'l·(•dent••ntc•nte prf']Jit.J'ato, mantPnt•tHlo,;i alla lt·llliWl':l(nra di + l .lò. Si d PII-nni nano. C'O illl' (> gift st<l t o <l<•tto, hl 1l<•n,;i t i\ c hl. rifnlzÌ(IIH' e si c·:1 h· o la i l l'o n l co un t o d i an l't o lo d e li a, soluzion e oTi.!.(itw l<• h'n<·nùn c·ou t o <l!·lla. d i 111 z i m w. Jnvl'cr. Jle?l' !•o no::;c(•r·e il ;.:-raclo al<·oolic·o d 1•lla sn l11zinnt• in <');a ntr hi>:OJ! ll<1 rirorr<wl' n l t;·, :<l'g·tll'llt<' Npta%ÌOIW: JOO ~-(~X~ - p \"
in c·n i quantit;t in p t•:->o di al<·ooJ pN 100 et'lltimdri t·uhi 1IPI prodotto di'Ila <liluziOJH' call-olato dalla <1dt·rntinazivll<' t11•ll<l. sna tll'tl>\ità. P =-= cpwn1 if:ì in JW;:n di :tl<·ool 1JI'l' <'llll'. 100 tl<>ll 'alt·onl w·mto pPr diluirP. l' = quantib't in IJi':'" di ;tlr·onl]" ''' ''"'"· l 00 lH•IIn :;o lnzione a lcoo li<·a (]i :lllPtolo in esame. V - volume in c·nt(·. <h·ll'al1·nol u,;ato per diluirE' (ogni cn1c. JOO). \ ' o-: VOIUilll' in (•Jllf•. 11\•ll;t ;:o)ur.ionn alt•oolic·;t di :llli' (O IO illl])it•gah't JH•I :;ag~rio (ogni c nw. JOOl. Cosi l>er CSt' lllp io : :-:ii è pt'<'pa.rnto nn alt·ool d<·lla gnHbtziolH' di 58,10 % in vvltltllll p nl'i a gr. 46 ,J :~ in J>!'.~o JH'l' 1·111<·. 100 (J.' ). È ~tata. an<>lw JH'<'parata un:L soluzione a lcoolica di anctolo nl 47,30 pe1·litro con un al1·ool <li 1:>1ì, i!) % in voltmw pari a, g-r. ti 8,){8 prr 100 r:<>u(..ì =
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l~U~TRIB U'l'U CLLVICO ALLE
\'AHIE ~U HI~ DI~ L TIFO
p .. r il dot.L. Cesa re Sa l vin., ,.,.pitn11o tll''d ic·o).
l) o p• o c· lt <' l~ lJ• ·t·llo 1'111H' <l I'J'Pt'l a t• o l<· p t'i Il tU n r•z i o n i Q,;u 1 1 u :ill(ll'll j l h >t(' i l l< 1 clt·l l·i io ( l l:$Ril-iol:!), ololpo <'loc l<tll' st•npL•rt.a l'iJho! IH <'Onfc• t'IIHI rli .\[c·~'lJl' o ""''" in (:N·rnania . di () l'<H'lkt> l'l 'oHt:> in Tnghi lt<' l'l'll.,.. cl o pn :liH'IìL'~t r·l tl' (:,,J)'k~· ebbe. p:'t' il priOHo. i,;o lo.t-o e h ol t i v at.o s u i 1\1) t i t ,~l'l'PII i rl i t·ullu n~ i l bar· ili< • sf'<>1H ' o·t o da 1:;bort Il, gli s t 11d i e la PSp c ril'llll<' ,; u tll tll tt>ntp iu ><JW;·ili•·a nel a.-; pol' ilir·" d <"l ti t'o>. onH IHtt.it1 not>1. iwr l:~ "'lll' fen o m e nnl ngin :<in d~tl ,.;ur·nlo X\' tt l. si i n t f'll!<ifi<·ll t'nno 1ani o o·l11• n!lgÌ In lo• l !l•o·nt\I I'R. Il<' (· ri<' dtiss illw. :-it'lll\A '' v<· o· l' inl <'uzinllt' oli ,·n!.-r t•rnll<•lot!.!Ì<·noot••nt ,. <·i Lto·t• tu l' t i i wu·i tnczzi l.{)· l'll JII' II tÌc •Ì rnngg ionro<' lltl' I'O ill roiiH I i e l'itll(t~ l'lll>lti . tni JÌoo\iÌ·f' I'Ò il d t'S JHH' I'O (jtt.(•Ji j Jll'llflOsl i d n t I<J nuio• c J'Ì l"'lttll' ,•stw •·ic•nl\t' lm t le rinlc o!.(ic·lce. q u c ll i r-on,.;igl ia ti clo p o llll lll<'l'c),.;t: Jli'OVI' t·iillit•h<' l'ill' iO f;CIJ ICI.>l'O, piit t) 11\PIJ(t eli qiiC:.;i.Ì ttfti1ni t.<'n'I.Jil. fJ Ol' po i n pprwtHt'(' 1111 lll <>df'"l" Nl otl-ril ll lt·() r-li u ic·o :-:ulln (' III'H dc>l t.ifo c·0lla tii'Olt'Ol>Ìna. p~'t' , -i n (•nd o , ·Pnu:-a. co i mPt.a lli ro Jh, icl n li p fw 1· ia t•u.l o , ·c•n osu C'cl nllrl n u tllscolnr<'. r:on il lat.tc <' colli' sto ono:;int• Jl!'l' , ·in c•ml"nllt>'l'Oiat·P. t'Ili'<' d tc m i -;i i• rl nt·o occ·st;;ion e d i L'!<l:',l!ll i t'c· o cl i vPd l'rl' f'i':c'!!ll i11 • 1 b t i r·o il t ·gl ci r·o Il n hn r rH m· i (doti . L~ ndlr•t·iL> l'n n t A11" t> iiC)II'cot•·tu•nt c nu' di r·n dott. :'\ ic·nlll .\fllt!!.( ic, l!'l.t i ) l"''l""'o J' Os pedtolc c·iv ii P ùi CnmoI'Ìno, ~tV<', n e lla r· in ·o,.; l >lll7.a eli 111111 gmvc·• t•p irle uli>l di 1 i1'o ~" ilupptL1·nsi n c ll'fi!:(OiiLO -sf't tetnlor€1 d f' l c·ntTt>llt t' ttnno in 1 111 l'e!!gi llt<'1110 eli ul't.i!!lir•l·ia da t·nmpagnn, io ( ui t·ont.nnda to c·oml' 1·ap•> >'fl ll>1t'l r• .
Jo Curo m/f'ttfrt~o/. ( l{ io·c•rdu• d i ln.""''I1Luri co) . - I l dc l(.t.. E. L•'on!attl.\. dt•lla ( 'linir·n IIH' rli r·a c Patologia " P' 'r·ialc• n ted it:a d t-11' l l ni vtlt'si l t\ di ( 'u om:t•i no , pl'<>cPriE'ndo s u ll'ind iri zzo di rir•c r r· lw (•d Ps peri tn•·nt.i PS<'t!IIÌI i cl a Pik in<: <>rt rulnia( L!'!J:?-!l:l) t' dn Sa lntzè,.. c ~lt\rcund i<•J' iu F nuu·ia (l!li'Ji), pul>l>licò. d<JJ>ll vurie ric:ùn·hc cd 0>:<pr·o·i m e nt.i. (•ht~ l'a lcoo l (C<!,!.!tlH<·. n uu-,ul.t. vino t'tN;o :;t.rn,veec:ltio. vi nn biam·o, ccc.) inibì!<<:<' r·tJJ IIpl e hunt' lll f' In , ·it;tl itìt ~i n. d e l colibac illo e llo d e l hanillo tifìt•o. st' ngi:;c" ne ll n do:w di 2fl :<u l 00 p urt i eli broLlo -culi tua : d w il s1wcarosio ali H ùo.so ù<'l :30 ~;, <lcl il g lucosio nllu d<JSLJ dd L:j ";, iuib i:<l)O tl.o l'OHl('lutmueut.o la , ·iwl it.t't d e i bacilli ~nddo Lt-i. L A. C:rll t!'ln sl' en l t·it<'tll't'<' l'ltL' piil •·hl' ~C'l'\'Ìt.,.; i d<' l v ino e d c i liquori co11\P ~omplici toni c·i c di n li uH.•nt.i d <' i·f i di ri s 1u1 t'tc1 io. il el inico pol.rPbbe sot"v ir,:;i di <':<f.:Ì conw ve•·i a nti:<ctl<ir·i nat ,on·•tli r~< lltlro lt• ininziun i r:o li h nd ll nri e ti•'o,.;c>,. ~u t a li e:; p ot·if•tw.e buttf'ri v lug ic ho DOli mi i< stnfo l'"""i hi lt> ri ntrn~'eÌ>Il'C' lll' lltt lette ratunt evf'Jt1,ual i co n ftJnnc diniclte . 20 r -um l'O/ c/t)/'lljcmn io. (Rirt•n•llf~ di l.tlWnlfr ii'ÌcJ). (fn lll' irl\0 L<mta t Ì\' (1 di r h e mio -t.o rapia cl <'ll ' infezione i if1Js1.1 fu fn Ho d a l CJ<)llnu li rwl l !l l O. Q. t testi ri~c neml n e h f' il hndllo tifir·o. unn \"nifn muti d al.rJ><i n<'ll 'o rgo ni "-llto. si sot,t·t'H" tnei ln1c nt e a.ll'nzion.o <Li fJllithm qll<' m <"<i it:H tllf'nto l>uttPt·i•·idtt c pn t·t l'tH io cln, Jia co mune c·ono><c·c' uza d e lle p o·o pric>lìt lo>tt 1•1 ri c id c dd t· lo t·o•',onnio in v it.ro, pen;;Ò che o;;so, p et· la :;ua rOI.t•P 11ziou c :-:olv<'nl.o ,:; ui lipoidi Cl'lluhll·i. p nr il sqo l'll>('ido a l'),:;orhinw tu.o r·olla s u a rapida e lilllinllZir) u .-. p ot.ov a f's:;eJ·e nf lo n pot·tu o·<· l<t " Lta a7,io n e ster ilill r.unte nl'll ' in tflo'II O d .-l l'ot·_c:,lni:-:1110 (:olpilo dn infe1.iOJH' tit'n:;a, g i~t~tgend o c:osì nnc lte nel Rttltc <'at·o Jp vii" b ilin •·i r·h<' :<cogliono f'><i<C'l'f' ctl\ ot.f i~ec • o terJ·Pno nu t.ritizio e el w piì:L a lun!(o offrono o~p i tn l ii·Òt n l 1-(t't'Jl't(' t.ifo>:<o. TmLtò nl l01·n dci 0nn ig li, l'e,:; i t-ifn,.;i p flr nwr.'l.o d i iuiczio ui ondovt-n o,.;o di IJa<:i lli , con cliiit<'t'i di c lo ro tnl'lni o r' tnll ls ionnlr• m:l lttf.L•· P, u cci::;i d.e J·ti animali a J•et·iodi ù ivot•:;i dnll'iniz io della inf<'zicoHc " d•·l t.mt.t-nntun to . votU'lO 1\ll l\ conclu:;ione. dopo ac<·urato ;:.:tndio, •·h<' i coui c.:rl i t.1·ntrat.i t"nn <'loroformio s i mof<travnno più ro.j)irlamontc e comp lc tamf'nt e s t-e ri li al c•o nfmnt.o di n Itr i con ig li-cont.ro llo resi n g ualml'nte infett.i ma nuu t-rat-lat·i, i qunli mcosttR \':1.110 costant.enwnt.o bn<· illi d e l tifo jn t,utt.i ~li org~:tni f'sn.minnt.i. D o p o quo~>l tt e sperie n'l.tt d e l Cout•ndi alt.r i Ullì nt·i . come : H a iiPt' , R in1LIIlll , Bnll y, ecc., le t·ipPt,e, ·an.o con ri :<11 h -nti pe1·ò tnf•n o hl'illant.i.
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H tll' lll'tllln,..i do!' 11110 tl!•i llli'( 'I'HIIi,..mi di di·
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Il <'h ia dini IHlll i• di <JII!'sL'tt\·vi,.:" pt> t' il l1·n lo '""'u t·hi· Jn('IIÌt) d p ] I'Ìtnl'd itl iJ quale- rH!!!.! iiiiiJ.!e!'('))lu• i J.!P I'III i lj lllll ll iO t!it\ lo bal fl? t'i<'llliH (• :wornp n r:m . L' l .' 1·izio Pd il \ ' inla l'u!ltl'nnuno i hnou i ri><Hituli nt i(·JII tl·i thti >' lll ll ii i('IIZillmlt i d ttlol'Ì. li" ('ura col d1Ì11Ì1111. Ì~ :<llll>l >< Il hu·gn ><t·uiiJ "l'"'''ilf w n tf\ l,fl da l q ll t'Ì o·olo. il (JII R.le, in 1111 t·<JIIJ.!J'('>'>'O d i , ,wd it· infl il ot" J' Il<J. \ 'll ll lllllit·ò di fl \'f' l' 1:1\' u lo IJr ill~:~ ut i r i:<t d tat.i s to •Jit re• tono mili t tu·i 1 il'n:<i J>O'm '('II ÌI'lll i dullu Li hil'l.. E !!li pnn icnva gil) n ol\ l· 1uonto 2·:3 inif·'t.ion i d i h il' lo ridrnto d i 1·ltin ino. 1:,\. non :;eppo re n dcr:;i c·ontrt •li t~tl i be n e fici p lì'!'! t i. ] ( )O (:uro r(){ /)(l/tt' 7'iltjo!f1J, Ì:: i>ft:<>tlll :<!IJlll 11 11(> \ ' 1\ l'<>ll O><('f'IIZU èhe ltll 111-!\'llH> l i ti~;o, i><ola t o d Ali<• fc•c· i di "'' (·<mvn l<'"<'t' ll lt' di tifo lo ti lll p t·opt·ieti'J. ><l' 111-!J!iunto tl e u ltme t'Cf·f' nt i d i har· illi ti lici. d i d i:-w io!!lit• d i. ( 'o m E' f. n oto, f u il d 'H I' rPIIr• dte p<' r il 1•rim •> il<olò d>ollf' I'P•· i di •·on,·a lf'~ct'n ti di di:;,;ent<•ria qttt'l Jlll l't it·o lurP l"'i twi p i<l. il !JIItllc. ng!:!i tu li o n <·tdlure d i freseo JH'P · Jllil'l\lC' di hn<·illi di :<:<t'lll t'I'Ì<·i. li d i:;(·iog-l i!'. A (fiOI'slo agC'nh• Iii ir·u l' A . dPI I (• il non tt· di lltlf'/ f'I'Ì<J(di'Tf/11111 ii1(1'Sli lH1lt•. l'il<'llC'Ilti Oin lll l n ll!'fl·l1 1ÌI'I'<I ho ) Jlfl l'it">'itu d l•i mi· C'ro bi ,;i p,.::;i, poit·loi· nnn :<nln )!l>l'l'iH di t•tdtllr!l li><atu. ti'O,'<I><l l'ht t l.\ in nli•·n ··ult11rn I'L'('P11!.f' nn p•·ovo•·a lo li:<i PII il k n o n H' I1 o si I'ÌJl<'le in ><l' l'iE· indr•l init tl. lu sl'g uit o n hli C' >'\'<' J'f· o·ta. so n o ,.:lnll' fnilf' d tl \'n t·i :\A. n unwro><e ri cen·hl' i11 I"''JJ>u;;i to . lt· q tudi 1t n l\ t.nt f <' l'tliH·ord n JI<) r·o ll ' ip•ltt•si <11'1 d 'HI" t'I' IIP ><HI It\ th\l ll nt d i' l ba i tA> t·i•Jfng•'· (·.,,_i : B <H'ilet <' l'illt'A t'iH'II;.!OJt o the ~i tl'n tti d i ll tl il \'OJ'iH:r..imu• n u t r iti va, l' t't•d itn r ilL l' t·ou h t)!insn <· lot> l't'wl<• i ttoit•J'<>ili u ui o lis•tl •ili: H n il o pinn C' lo \' il h o i iE' ri ofa.!.!<> sia L'o,.;t.it u ito dn n u'""" <' O'•tottlllÌt·lw t'f':"l':<i li bet·P d ura n te la dh·i><iotw cl<'lla ct'l lu la m it•rtJbit:a. ],• q u nli •·on;;I'I'Vtli H> In Jll'" l' l'il't Ìt l i ti <·t~ VI"I'Sf) il ('ltl'i op iH>'Hlll H \ ' o"ll dO J'l'l'ri lltli ljii C' II H l'il'o,.;l t'\l ilivtt: Pieo r it ÌPHI" "''" if1 l i .~ i r·cnt>< i:<hl ~'""'' u zittlnH'Il it' in 11 11 ·H 11 ivaz io n o d e lla a u to lisi n • ~t·nw l P dei bf~tl .(•t·i . " " loa int •'''IH'<'I.ato In lra>< llli:<:< ibi lit.'l co m o u m1 ri ~enera7.in11 o d Pl ]ll'Ìil i'Ì JlÌ ll liti<·.o t1 Sj\1'>'1' de llu di:;i ut C'gl'l\zionl' d.-i m it· t·o i> i s to•:;;o; i ; Ot to n :\f11nte r j)E'II>'Ril ll d tP. la li,..i d ip <'l1 th\ rh\ nwd ifin1zio ni l'lt<l 1.1 \'\'('ll!.!n tlll llt' l b aLt m·i stc,.;si ; T..v s b n m H' •· f'>t t·t·i·t'(' nfil'<'I'II U\IHl !'lot' In li:;i t o·a,.;u tis>< ibihc i· o pHt'lt d i fi.'I'IIWilti a t · tin11i d a ll 'o n i,H)!Imi:< tllll nti<·rohi r·o. ( 'n mnnqne . C' :<E'li ZII Yo le r di>W III CI'Il su l hl intP q trciazion e .tol [l.'nomcm(), i:J ll()[o rtl'ma i l'nzi<Jilf' l i t i•·n d i d PH n l ~t'l t t;•riofugn C' c•mto><<·inlf 1.0 l'i ti' (':<~O pu ò f'>'i'<l' re Ì>'oln t o 11011 so lo-c iHII P tl'l'i 1Hn u udt<• dH. nh.1·i lll lttl' t'inl i Oi'!!fl ll i(•i l'I l ino rgnn i<' i (mine . pus, l':<l'< tld ait.O. RÌI'I'll, 1\t' !j Uil.. ('('I'. J: f'SSO 1\ ' JIIÌ ild i ubic p titfll'iO. l .a cnra 1·ol hattP ri•tf>tj!ll ì· sl<t t n p nwnla i11 mol l e ll t.aln t [.jc, in fet ti,·e 1' . fr>tiJ III' · stu . nd t ifo . l\l en t.re m ol t.i .-\:\ . . l'nl ttr• : Jke k L·•· i,·k P H flnd ut·n,· , .\ 1(•,.::<!\ lltlr in i fl Do •·in t\ITI'rllH t iiO eli a \ '1.'1' <lt.tenut o buo11Ì I'Ì:<ultalti -- tmlto <· lt(' (jlll'~l i d111' ulti >n Ì .-\A. I'Olldudnuo 1111 lm:o lavoro r1•dntto d opo ln 1'111'11. di 1$ t.iio~ i . d id tittnt nd o l'Ili' l.t eu rll r:n l lmt· tf't'iofuj!o dev(' os:;,· r~ tr·nlnt~\ " " h11·gn st·n ln clutll. la "llll c·C' rttt i11 noe u it il l'd il p iìt •·l w pro bab il e \'>II Ltnug iodol' i JHtzi,·nti n e po:<>'IHH> i. •·a•·•·c• - fl lt l·i . f'oon<" 0 1tn P :\f11nt<- •·· F r i,•dm n nn ~· .-\ p p!>lmnns. l tl'l!l\ 11 0 il vn lo rP t~l1'11 pe u t ir·o c·lt1' g li ,;i ut t r ib11 isN•. uo C/1)'(1 t·oi m etalli ,·olloirlali. - f.: basato. ,.:u llt\ é<llln:<t·t: ol'l.H d t> ll<• l"'OJ II 'iC' IÌI btlt t<lr i<·id<' cd anti t n:<'-' idte d i c·Hi s•IBO d ot.al i C'l't't i ml't>t ll i. I n wtn ll i Cl.>ll oid nli "'i pos,:cmo ot.tem••·e ]Wl' via l.' lo im iea l' p t' l' \'ili lis int : l'l>lltll llf'lll(' l1 L~ pl.! t'Ò. in lE'l'<tpi>~ . pP•· 11s0 inlt·nw. :;i u><n il Jll'l'jlRI'>IIt> ottt•ntllo l"''' , ·ju .-!1· 1· t rit·n e f:on n:<:t·i t li n t·o l Ho mi' d i f'lo·l i rn n.w l, . ]n Sl'j.(u itv n ll e
I'I"THIBI 'l'lo r 1.1:-111'0 t\1.1.1·: \ ' . \1<11•: \'l'Hl•: 111'1. TI Fil 1-:"l"'l'i<•Jt/.1' tl1 ('. Ft>il <'d , \ gg•wzotti I<HTt' lil,..,.,, diJJI<t><ti'HI'<' un.,.ziotll ' l "'rti•·••· luJ' IIWII1t' l ... neti<·n "'d la iHfl'zimH • ti(o,u dt·gli 1111Ìu111li. :'llollo ]'I'Olm l>iiln"l11(' i l 111P<'· t·>tlli,., mo d 'a ziono; :<HI'f'lth•• olu I'Ìt't' l'l'>ll'>'i 111 1111 Jllllf'l'\1 enl>\)itÌI'Il C:<t'I'CÌI!llt\ dai tn('cl {' · :<iuti IIPJ)p l'f'Hi'. io n i dt-J J' lll't!:O Il i><fliO ]'l't>\'! 11'11111 lo 1111 J\IIIHI'III O t )!' Jif' 0:-.sidllzion i. li Il HIIJili\IIJCl <J.·I r ir'l ll11hi11 01'!.(>1111<'0 >'f>C'o·inlllll'lll·<' >1'l.II (Utll {lhtl.lif<lit iÌ) . l >aiJt11liiO di,. ;,.. ,,, dint<·"· n dirf' d d l lnttio.;liui.l'•·h•J(n\ J'gil lo,>'l'll'<>ltll JH'I'Viu •·u,J .. ,·r·ntl-.>1. (',.,c•n·ittl illd!lbltillttio•JJt•· 111111 l"'l'tul'i•tt7.i0ltt• Jliìt '' 111{'110 JH'<>fl!ndu ndlo ,.,,.,. u ll'l'llti<'<J d<•IJ'il t><•· tdtJ ,.,J luo qtutldw ndil~t· l tZII ht•JI..tic·a >ildlo :;tnt o ""l!!!l'ttino dt·ll'nlllllllolntn f' >< ll ilu l'""""it >JI<' ,:unglli!!tul. l.nhll''' tl :'lltllt~:<ut•tl illlllll" nnclw s p l'ri uwntat.o l'()J·u C(JIInidnle in lllllllt'l'""'' C>t~->i d t t ti" mm.tul u n l priw·iptn l ,., •. ull.(i<H'!lO. poi. I!'IH'Ildo r•tmto dt• l g •·lldQ rh·llu I'('H'l.iOtlf.'. ddl'dl'l'ltn •JIIo'tlllto. lu1 111111 t't>lltÌilllul.o c·o11 quc·,..ta """P u l' l ullliiO lllllll"rtlntll >n 11o t't~,., .. l L'i-.11ltati 11 0 11 "'"''':<tu t i '"'>Ilo IJt·dlnuti. 1.:!'1 s ;, r•l/• 'l'ol jJ;II, Affo'l'fllll d l~at 1 i,J in• •·l1•' twlla. inl'!·:t.ione tif<~»tl ,.,j d~' \'1' 11'11<'1' I'OIIit l di oltH' t•J.•iili'llll: tit')J't•IPIIII·rtltl illft'tfi \ '0 l'R]'J!I"f'><f'lliHtu olallt• '" lilll')'ll olo·i i[f'rrni odlu linfH. n,.J :<H II !!I II' <· IH'l!'ii ui'!!HIIi . il q11•d<· d ìt t•nrnA ''"ll" 'l.! lit'llt;L' , Ìnt l•• alt·Pl'U:t.i•mi >lffltllltflidu• l•· lllt•t•tÌ inll·,.,tinuli. l'Ili "''~-'""H<' talorH h• llt'r f•>· l'ltl.i n!l i. )o• L'Il l ('l'l'f>l'f'>t!!ÌC. (•f•t•. ; t),•ll'o•lt'til('lllO lo,,;i , . ., f•ltt' )JHI'It'I'Ìj><l >llll' dt' ll'l'll liiHI· zin11i di !!l'il\'i alt<·rnziuni dt·~li oi'!!Hili ..-. 111 IIHHio :-:p•Tiul<•,ddl'uppnrntnf' i r<·olntnrio. )'f;•ilì't• J• O )Il "liti >ll'llt>JJI HIIIIIH'II<IIIII t·lu• d \' o•h·1111 tlt-i b!lt'IJii dt•l l ifo >'ilt da t'Ì•
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una inft>zicmo p €'r d11 C' Cflllf<f' : JW r IC' Jìi'Oti'Ì ne r·l 1r lo<:< m p ongono o j)~"l' le qua li c:.:,;v a~i~no in mnnìe1·n ~rrc i fira. l' t i n1o ln nd t1 l' nttiYitit Jll'ot.opi Et~mnt i('11 d f' IIC' r<· llul\· d el· l 'organi ~mo. m C'nt r e p (·r il ;mo t·I('HtC'nt o lm ti c:Pn<" :<pN·itko utmlf'llll\ )C' I'Cnzioni umorali di difesa. lrr1iCl'Obi, c h e SO!l<l la eau~Jl d el le inft:>z in ni dw ,.; i <: IJJ'Il ll o. >'i sono ~~·ad>IIMnente Jlbit11a1i ng li anticorpi l'll'<'rNi thlll' orp-nHÌ>'Ino. e le gcn PJ·azio ni s ur·<·<'S:<i \ 'C di mi<'rm·· gan i ~mi viv o n o e ,;j mo l rip l ic~lflo mnl,t..TJ >Hl o una in tJll'C'~'lw:t.ioJH' St'lllJli'P p iìt inten:;a di a n t.1cnrpi . Avviene così c he q u c~ti finisco1V1 pt~r c"plil·<lro t lll (;(·lllpito in,·e•-so n f)llt>lin nl qunle ernno ÙC'stin nti. Infatti ~ l i >llltieorp i seç·rc·ii !lall'cn·gani,:ono si
4-10
,·o:-.:TtUBl'T\1 l't.ISIC'l) .11.1.!•:
1:umhinuun c·olln f1tn7.innf' nnti).(c•rw dt>l nri•·r't>l'l!llrr!Ì:-JJLC I ~· ' I n s>ll rrrnnn. SI'IIY...rtrrivan· t~ pvtf'r pr!l\'01'111'1' lrt ra·i,-i lltÌI~·qhH·I.\. l IIIÌ <·rol;i l'(lllt itll ti\Hn ttd l'S:<<•ro to:-.:<ig!'ni. 11111. <:SSllllliO 111 lqrn fll t ll':iOi tO llttti).(l'll('$tlt111"!l, 11\)11 111'11\' IWlllHII>il't dtt pnrt<: cfe i l'l>I'~!Hl)i~n lll l<• r·.-n7.iou i 11111or•d i d i dit<•,.'>t. (~ll":-ti uri cn•hi "''" sono l'itr lmoni nntÌg<•n i. Il PrÌrnpitu "l'l""'·tn d PJia vu<·eirw -t.t·rn pin <·ou~il-'tl> JWII 'i nt,J•vdHJTO 111•l <:ui'Jh> Ili fliiW.Ì(IIII'· I li ti Ì!.!l'l\1' 1111<1\'11. inLunt. ('ll j»U·O d i :-;j ÌlltO ill t'(' il ltti'C:<"illl i>'IIIO li!Tif)l'>lhl dell'ilnrrlll tliiil ,, di prnYm·ut·t• c·osì lillA 1111\'!·lltr fonr\>w.iouc· di tllttit·•n·I•Ì pat.-nli . {)llc'sti. prodot lÌ in I!I'Hilcil' C'('I'I'N«J. >\nclniiiiHI H (i,..s>ll',j :<cti ttt Ì<TIIIIII!iit "l'l l>i l,j)j/..'l.>IIÌ e prn,·c·~·lrPJ·nnJw Ili Hl l i:< i tnntc• ]'iir n1pidu l'<·t· qttnllto In 1H·udrr7,iurrc• di nn t ienq•i ('111\Sf'c•ctliV!l alla inic>~i<Hl(• di 1\llti).(c' IIC S>I I'Ìl piìl !!C'U IHh•. l' Jll'l' !fllllllln. d'nltnl 1"<1'(,•, lu l'<Cill<Ìhili\t.:i.>l'l.Ìllllt• J>I'I·IÌìiiÌm\n• d<•Ì rhi,·r·olti .~>ll';'t di g iit jllÌl H\'>lll:t.HI>l. Jl P~'ll"llti f'OXÌ li'I'IIIÌilll 1111 !<IlO hl\'01''1"'"1" Ya(•<·illo-tc•rHI•ia clt'ltit'u: Lu \' !II'I'Ì· 11<1lentpin t't'l'i la i pulc-ri diff'IL--o ri nrguuic:i ll!!l'ctclo in clut~ »Oiu;i. provch'>IIH IP lotiut·"u\'l.imw di sns lll tl'l.l' c·lw lll'llln1liz'l.ncto i vdc•r1i pr()dntti doi IHUI<'I't (tllllitus;<ill<') l'd m·c·iwuclo >~•'ri<' di '''t.i••ni cli\'f•nw In• di lnro c·r\11 l<' q11 u li ><i •·<·n·u d i JH·•·i d•m• lo :<tP-.-<><0 g<'l'lltO d elltl ltullullin. \ \'rigth t>l'l'f»ll'!l il l>ltn \'nc·c·Ìiln lm:<H ilcl<ll1( 1 l'usn snlla lt•u nu lll >lÌclo-1•••11111111'1'. 1·:1-!li c:ioè-. r·itic•uc eli p<}\f'l'P !'ollt~ tn1'111HY..imw d i upsnui11n :<pt•c·ifir-lt<• <'eo lio sostit.ltY..inne cl..tlt• uspc•c·ilidtc· N1llll SJH't·ifi!'l if'. <;cmli>ultt•l'l• t·~>nl1'o i 1-!<'l'lni doll'illf<' Zitllll' i q un ] i, Ìll VÌI'I'ÌI di cl1•t lo lli'(I("C''-'Stl. \'t•ll!-(0110 111'1'11111':11 i l>iÌ t f>H·iJ tltl'll\1• all'a7.ifi11C' f11g"ri t ''•·in. .Pl•rt.nnto. [IPn·!rì· l-<Ì pns.>'ll l'nllt1 \'Uceinolt•nq•iu oitt•ll<'l'l' i l lllitditH'O dt·i r i-<Hitul i
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Il Fu:!inol i, i11fnttr. uiTc ·r·llttt eli ttn• t· nttPIIII\" 11tlirtt i ri~<rd t nti •·o l nw<- illllll""'" •·omune rnrnj(• n••ll'i'><<'I'C •i to IWI' >'C'OI'" proliln t t if'n: il P!'nsnti :<i ,-. !!itJ\"HI<a dr-l ntn· r:ino Go:-;io: il :\li<-l•,·li cle• l nu-,·ino \\'ri!!t il : P. 1·:. \ ' .. il clt•l \'>HTinu \' ilwt•Jtt : ( 'htis~n hu 11ti liz'l.nto, c-on Psito soclcli>'tflc·Pnt{•, le· c·tJltru·•· i tT!icli>ll" di ~ 1. HPihlllll. <·it~è> <!Ili t IH'é :<tet·iliu:nlt' c·O tl l'llJ.!J! i ctllr'ltl'inlo·t t i. P r-<<·Hrnlu t' t.)ll>ld t·<•lh'. J>Hr·t<•lui<• cl al •·out·e t t•• dw i \'A<·<:iJii I•I'"JIHt'Hii t·on h>tc-illi vi,·i ha1111o llll.uiti,· it ic ill ttltcliiÌ'l.:t.Uil t(' pit1 J'nlllt>t ••d e n Cr!!ica. hanno .-;p!'l'ill ll'lll n 1n c·<~n )'ic·c·olc· dosi cl i q u nsi o vncTi ''". l•:s,.,i, t·nllt• •·içcn·ht' di lnhorntorio. lt>lllllO cun><tat,ato uu Hlllllt'lll<J n1pido "" illl l'll><o riP I potc·n• H!!!!lllt inillll·<'. l>ntt<•r·iulitic·o n lmtt c>r iotro l'i!-1> dc• l ;;ic·r·n. Il r·isnltlltll t'ir'1 ;:rtlielltc· d:1l runlo d i vi,.;tn c·lil ti<·O >l<l l'('i>IH~ :;tul.c• ottenut.n in:~ l':l>"i el i l'('<'iclin1 . J.'iuit•zion!' \'1'1111<· Llltlll in :{ n !!it>l'II>IIH, •' si i• ('IIIIJ<tu!nto 1111 11111 <" '"'"' u i>IH'<'I' i>•II1Pit1<> dC;' ) dt••·ors<L 1 ( onn t1HI'H' . i , .Ht•t·ini f'lt'nr·Hri l,o::.·. .df•douo piia o JIH'I IU lo !-' I P:-.sn \ "tt lon·. u dirt' dt·l! li :spurillll'llllltot·i . :<Ultc> c·ustillliri dulie> stt·s:;;v corpo httc·illll r·c•. quul<• 1t1Hiu~·m·. e ;;i dil)',.n·n~.i>llll> f t·•tl,ro. ''''"" ut·c·~ •,.;:<n t ·in >1 c·onu,.•·t•r"i pc•1· 1'>1!•J>Iir·ur.i<HJC' lc:rll lll 'll · tit">t . JlC't' il l'fl llll'lHllr> in llliliuni eli l.(l'l'llli J>f'l' 1111,.;11 O pc•c· l'l' llJÌIItl'i l 'O ('Cl ho. (~unii "'""" lt> vi•• di soJJ\Illillt,.lrH'l.IIIIIC' d,•] vuc·t·rnu ·~ .\I Put re In rnu;:~1ur Jllll'l<' 1·it i<•JI(' du". j>f'r('lu\ l'c·ITc:t t o ~in rn~pi<·llc> <' n1j•iclo. !'.in ltcc·(',.:-.:nc·in IH viu PlldOI'!HHJ::.•t. nlu·l I'C'J>IItlttr" pirt fac·i l<' <' piìr int~•><"ll>l In vin ;:;ot to<·ttt!llt<'U . l't·rc·lu' pnr<.' chc~""i H!!<:llclo ,i c•\' lllll'l Il' 11\'Ìriti l'lllfli'I'U).!ic·lu:. lf't'ltll'I'OI'I'II).(idw t•d il \'<11111>->'f> ( I.Oilllll!'l. .\1 it·lwli, H oli li:<. <'c·c·. ). l'l'l' (jlllltlto l'i!!lllll'd H l1t dost·• c• J.t cli,.tnnzit eli WIIIIJCl frn una illic•'l.i<HI~' c· l'ultnr uli .-\.-\. st~n<) cli ,.,c·cwdi. Jl (•n tr·<• infatti i lll'(' l"ll'lll ori di nw<·ini !!iudiNliiO 11<~11 ,,..,.,. t•(ll""" il rit>l'il'rl' lt• iniPr. ioni l!i•ll"llHIII\!'111<'. il l't'lhllti ;. di'l 1'>11'<'l'C' •·ht' tnl <' pruti•·it
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L'Hollis hfl tt\'t tl o qn tald,e ,·.,Ila lit•,·e e ril <' nm e :<Ca1·~n <lul"ruhilitù. Conw l'(;lazioni genemli. l0 piìa intp•ll·tnnti. quu-.:i tu tt.i g li A A. ni'iel'llutnl• t•ht' ull ' inir•zionc se~ne di so lit i) lillA 1'\'tl:f.iuno , ·ivn'""'· l a!<H'Il , ·iola•nt>t c he JH'P..sc nta 1 t:Aa·at t.·ri d nllo sc hok Cll tll clusic:o e •·hc come c:n u-.•·)!IIP. IJZil t li tp rcs ta~ I'C>tzione ;;i o:<st'rVtt, dopo ttl•·u1te ore (dn 4 -:1 >'Ì il o a 24 ..Hl),111H!. rn pidtt di:<cf'sa del l t.f' lllJ IC'ra tllra. l',,_n sog ~t eutt•me l.t e, s pecio dopo In 2" i rlie ~.io ne . :<i unta un •lote, ·ole ntigl io t·a. ment.o to n t o He l d cPO r:<u d<'lln Ctll'\'11 ft' l lw il•• qHant•> lll'llt• co ndizion i gc•tet·ali. Ne i ca s i iort.11nar i hnstuno t a h ·olta. 2 ,.:o!<· mi t,z inlli . "fX\I'i <· "f' fn•-t c t•ndm·on.,~e, pe1·chè• la d e fet-vcscP. H:t.a >< i n l,l,ia pc t· c ri-.: i: Il<' l •· a.~ i meno fortHII itti , e ,.: pcciu l· IHCnt e >iO :;i ~•~g uo la viu su~ltwHtnmm . w· "'"'o 0t·eo t·se sino a 12 e la deiet·· \'(ì>'f•éll%8. l'i Ì' (>LIC IIIIt.it pe r Ji,.,i. P e rel ai'. ino ltt·e. l'efiPt.t.,, de ll a c·unt sia p iìa s icur·o è• rtccc>"Sa l·io ini7.ial'la pi(l prococc:mcll tc po,.;;.;ibih• •· n o n n l l rt· la p1·i 1tHL de<·>~ d c d i rnnlal L i>~. \' iuot. 1\<)n <·OIH l i· vido tale parPrC : Pgli nl'l',.rmil ,.Jt,•, i'<' i· pw· vt>r" c he iniziando In CII t'H nc:-1 pP- riod t> di malnft.ia consiglin to. •·ioi· twlla IWIII ltt dl••·adt•, ,;i hanno i n aiJ.dioo·i ris ul tati, n o n l,isogmt e,;t:ludt•I'O <·he ~=;o nn P•'Ssonn u1·ore n 1wl :e d <' i luHmi , eo o11 e è tl.Ccndnto a lui, iu iziandolfl, nnclae d op o tnk• pe ri odo. Gn•nct confPrtn>l le ,·e d .. t.o d t Vig<lt. Qual i c<m trPìndi ca:t.itJni pe1· la vacc in o t.•wap ia, gli A A. ,;o no, in rnnssin lll. d 'accordo ncJI 'aìfCI'll11Wé eh0 (',;,;Q M HlO datP. da!IP. ('J110 1'1'1lgiO g rlll' l. dalle fX'I'fO· n~:t.ioni inte:<t.ina li, tlalle rHiO n:t rdi t i e dalle inieziu u l' .-.econdan t>. L ' u so d e! vacdno. se (, <·onfurtt\~o clu l parer~> fa 1 Ol'('' '''' i":.: imo d i illusni A A. ( \\'eil, .Jostu\ Yince nt. F>tirlC'y. \ \'ri g th. Krugc r. Hi..Jmrdsou . .,.\ nd ct·s, P m1>t11ti, ~'I icboli, P <'t t·tt>'<·hi, l'o,..<·tl ro lo. qu ttdl·o ne, t>uc.) o dali<:' 8t.ltt i" tidte di gutH ig i<H lÌ o di mo1·t a lità. (Sta in :<Il 1501! ìufe nn i e hbe no i 61 1 '~ 111m I'Ìsn haz io ne por lisi co n dE>· <'Ot'SO abbre,· ia.to e 11<'1 14 '.' o Ulltl g uar igio ne t·r·it.ica; P t>t. t·o,·i c h . t:1·n..v e Hi1·z. s u circa i'IOO tifo><i, el .he ro una 11wrrnlit it \'a t·ia l•ilo d <>l 2 ,!) al 4 '' o; l\l ich<' li Phho il 4 %; Vigot ebbe il 9,7 0 • 11 Lt\ ft!.!:.L rÌIII\hl' <'ho .'>e lJllt'"t 'l. cift·ll- a ppare ttl t<~, hisugnl.l. pen~are che n ~o ( t; i anu11alati o ntmno in osperl.alc• a ll ' atlt i11Hl monaf•nt.o), & Jltll' \'CJ'O eh~ r·end e mo lLo ri:;e1·vn ti a ltri t'O l IlO il Ca P i, il :.\•1n.n tè. il Bro na.r<J,.J. il Ronc he tt;i cd il Brozz1, tne ntri tt. lt.ri, co m e il :\lnragl iuno. il quale ff'l •t\ C<HHlSt'f'l't' il suo pensie l'o dal Mat·ictni ne l 23" c:<mgn~><>'<l di MN li(·ina Ìlti.•H·nn '" ' "'(.asi a Rollltt n e l 1923, il Li o n, il N e t.tet·, ecc·. ;;ono ad dil' lt t.un1 pc•ssJ mts t.i. Il G alli bu."a lu ;;lllt risCJT >ttt'7.7.H ;;ull '<>,.: ito poco tt pprC'zza h ilo o t ft•JJut o co u l' uso d e l \"U.N·ino s 11 20 infe l'lla i: il H.o n c!te t.ti ed il H1·.,z:~.i s ul la morta liLù : essi afferman o c h o lllE'nt-r o collt' <·ua·e sn lit.e h>lll nn nnd·n una lllort.a l ità ch' l 15 °-~, col· l'uso del vacc· in o qualla d e l 1~,2s "o· I l Ht·ouu t·tlel ed il NP.ttor pare ltt ha>' itiO s ulle <:OlYtplicanze : il lll'illltl nffe n nu <' ho in Hll>t m gazzu. rl11pl) In 111 inie?.ÌOilO ebh<' una pou,.::o;{·o uppcnd iC'ol~tre o d op•o ht 2", fnttt1 '' dHt.A,II<.t\ di 6 gio l'lli dalla. pr·imu, tiiHt pouss,;c d i uo licis( i te cH.a·n tttH'IZZtt t a:t da t u• no fazio1w d o loro,.,a del ll> 1·e.:;cic:a l ,i[ iar<', il 2o r ife risce d i avC're A.\' u to in 111o lti s uoi pazi<'nti detc rmina7.t o ni s imrli. 15o fl"ccinoterapia. axpeci/iw. - Dop•J stnd 1 ed (1S fll'l' if' ll 'l.(' sulln , ·a.c·t·ino knt· pia ;.; p~'c ifipa ><O liO so r·ti ,.:twli ed è,.;peric n zt· s u! la Vt1C<·ino)t< ·r·~t pio asp!'ci tica. ;:)t•nza r·itai'O molti au Lor i dir·ò d e l :\1<111ic\ Qur·,.;ti , in 1111 anict)lo intitoh\t0: " t' a11·n abortii!~ cie l t ifo COIL \'ll.CCÌII Ot t' J'apta e nolO\'f'IIOStl 11 , rit't·ri!'>C(' di H \ 'E'l' ll UI'!tl·O 22 ttf<ISi !'d W l p >u·at;ifoso con inie:t. Ì0JH· e11don• n ose di una e tnulsiono rnicw hi c.:a pre pamto C'OH un m ac robo ::<a pro lìtn i;.:olut-o rJ ,J[J 'ncq wt di wl rg<·nt<'. pt·•,·o clt pntc re pa,t ogt•no P di t.ossiC'it it. DiC' hiara di non 11.\'<' r usat.o ill.,ll·il:o del t aio c d~ l <:o h pcn.:ltè la loro !=; JlC· P i fi~ìtit è m e,.;;.;a, molt.o in duhhio rit-<" ne n<l•J"òi e lw gli ,, il.etti uti li si clc•), hono a Hlo uific:a7.ioni n o n ,.; pccif i ch~o~ che d ia n no f<'n•lnwni g.·nc t·nli d i dJi,..,.a, o Jl!' t't · h~' infine la p os.. lngi>\ <h•lln ntcc ill nt ·•.t·n pia. el) nt·I':Hita lltt' ll t.l' ~~ f[U iln t.o lll'icrmnno la 'l"n ~i t.fJ ·
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Swmosine. n. 2 nC' i CtUfdi fu in i?.iat.a la eu m.
n<> i primi l O giot·ni di mttlattia n Nl•s,.;uno. dopo i lO giorni di tni\· l>•lti>t A
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infermi, sottoposti ad a'lra ('IU'a, subirono ognuno <l iniezioni <'lHlomu.scola.ri (li ~>~tomosine: di essi dirò nella parte dollc osservazioni. Gli altri 6fì infermi Cllrati con i xoliti metodi guarirono in 57 e moru·ono in 9 ol~teneuùo CO>;Ì nna guarigione dell' fHi, 4 % ed una mor· Altri -l
talità del 13,fì %
Sembrerebbe a prima \·ista, confrontando il nnmoro dei morti a vn ti coo metodi speciali (urotropina, la-tte, etc.) e quelli u,vuti seguendo il vE>.cchio sistema òi cura ~IH• sia pitl per~>~uasivo qnc,~to che quE-lli. È nflc.es<;a•·io ]'Cl'<\ toner pt•c;.;ent.c ch') sotto1>oilt,i a eurc s peciali hu·ono quei coHi che si mo!>travnno maggiormente inteN'ssanti, con mulattia ""ente un decorso grave o grfwis::;irno o cho certo non si sarebbero potuti giovnrp n eanche rlello cur€' >Soliti} (eli cni una pnrt.e fu accoppiata a qui}IJC eli molropinn. latt.o. ecc. ), mentre furono curati con rnetodi ordinori quasi tutti quell i con mal a t ti a ,.,·ente nn decof!'o nbhMtan?.~ heni!!no o molto benigno. Del r~to, mentre sul numoro -d ei giC>l'Jli fc•bbri li ~i pttù fnrc il r·nffronto mlSOI'· vando i dut:' quad1·i siJLottici, ;:;ull'nzione clr•ll'urotropinn, del lut.tc, ec·c . . clir·ò uella parte d e lle osservazioni cliniche. Comrfos;;ivamentP, tra cura t i nella infermeria di C'o rpo c-<1 in ospPrlalc. cioè: !m 2 16 infermi, In morln litA €- ~;tatn del 12.(1:l %Come ccmplican7.C', >~enza t.ene•· conto clei \'ari <;ist emi t!i cum. Ri C'bbero le seg;nen t i : - Entt\J'O I'<lggie n. 10. cioè o,7 o/o o 1><'1.' ('I li ntOJ'ir·ono informi n. 3; pel'itoniLi n. 8. cioè 7 %e p er c ui morirono infP1·mi n. 8: h•·on<•opolmoniti n. l ii. oio(· il 13, l % e per cui moriwn.o infr·rrni n. 4 ; pleuriti (sec. ed essud.) n. 2, cioò l'l ,7 % : senza mort.al it.\; ondocnrdit.i n . l, cioè il 0,8%. d1e e bbP esito letale; ncf1·iti n. 8, cioè il 7 o/o. e por emi mori•·ono infermi n. 4 ; flcbit.i nr·t-o in f. ;;in.) n . 4. c:ioè il :~. G %· !ieuza mortalitìt '; parotiti (nnilt., o bilat<'•·.\ n. 3. c ioè il 2,6 %. 8('117.!1. mort.!l.lità; crchiti n. l , cioè il 0,8%, senza mortalitù; etiti nwrliP pttl'td. n. :l. <'ioò il 2,1ì% . senzu mortnlitil.: f'mort·ag ie sot.tocut.o,ncC' n. l , cioè il O.R %. ~cn.zn. mortalità : afasia n . l, cioè il 0.8%, senza mortBlitt\; larin~iti n. l, ciuò il 0.8 %. senz11 mortali t/l. (S i t.onga p1·0;cnto che nel numero clC'i ca:-;i di peritonitE' ò incl11so anche il paziento nel quale fu fatta In din._gno11i pe1· m Cl\7.0 clelia n ecro-wopin. es~cnrlo mor t~· dopo pochi minuti dnll'ingrcsso in ospedale).
1° Urotropina. - Dalle o~<;" n·azio ni cliniche ho rilevut-o dH•. in massima, spe· infermi v!'nivnno colpiti c·olla c·ura nd la primn decado r\olla. ma.latt.ia, d(lro poC'hi 1ninuf.i clnlla iniezione <'nc!O\'<'Ho•a, i pa7.ienti avvflJ·tivnno un senr,o eli oppre.~s inac tornci1•A, cui seguiva pol ipneu e frc•ddo intPn<;o : fenomeni qn~ti che si <":>ti rtgucnlHO dopo C'i.rca unn ltlf'zz'orn 11('1\Zfl ht<;c irwe nkuna con;;eguCilza. A dist.an.m di qnnldte> o ra dalla inio?.ionc C'n<lovonosn ~i nota...·a. in genere, un ftmnento d ella tompl'ra1 unt, dC' Ila dural1t d i circa 3-4 orl' o pvi liiiO. remission(l piì• o uwno accentuat-a. Cont <'mporllncnml'nt.o ~i ll\"f•va una fr·equen.zu n•agg ioro nel!~;> pui"Rzioni. Dopo la o la :!• inif'7.ÌOIIO. rwg li inff'J'mi ch o risenti\'111\0 b€'novolmPntA' òel rimodicr. inc:ornincin\'a a d elineor'!;i una deviazione dalla norma della curva febbrile:. PPrsistendo nr~lla <'111'11, s i notn\'a 111111. tcndcmzn. nlln climinu?:ione cleo lla t.em· <~io se g-li
za
4i)5
perntm·a con un ravvicinnm"ntu ckl p eriodo rf'mittente·int.e rrn it.t<> nt o o cm1Se· guente abbreviamento del <lecorso fcbbt·il<.'. Coll'abbassarsi della ktnpcratura l'i notnva una concomitnnt.f' miglim·ìadello :<tato generale nonnhè· d i t n t.t a la fenomenologia cl el ca~o. Negli infermi. vicovN-:>a. sottoposti a ctn•n dopo il l (}O giorno di malattia, l ' UJ'O · t.t·opina non hn nne>r-at.o, ll(•lla dO!;!' do. mc inietta t n, nl<'nn apprezzabili' !!;iovnmento, t·iuscenùo q~tindi inolTicacP, salvo in un solo cac;o in cni ho t·ilevatounn.bbr<>vinmento t\el decorso febbr·ile eri un mig-lioro.ml'nf;o t·api<io dello stat.o generale, il quale, ad ont.a della temperatura Iloti troppo <'lcntta, <>ra pinttosto pt·coccnJ•Ilnte. In detto c•nso, avE~ndo t>OF>JICSo la ctl''a dopo la 3a ini e:~.ionP.. mootmndo la curva termica a l'Ì· :<alire verso F>tHti febbrili, è• bastata 1ma Roln. iniezione di 4 g. el i urot.ropina per far •·adere la tempC't·ntma per ('ri~i. Negli inf<'t·mi infine a di'corso gravi,;simo Nl in qualcw10 a decor.so gntve, qua· lnnque sia stato il periodo de lla malattia, l' motropina, SPmpre nella quantitn da me iniettata, non mi ha dato alcun ris ultato. Solo in un raso mi pnrve che il sensorio se ne giovasse perdendo l'inft'rrno, in pRrte, c)tlcll 'a<~petto i;Oporo!';o che i: tanto Cll· rattet·istico dei tifosi gravi. Quali complicanze da attribuirs i n!I'urotropina sono du f'-tmoverarsi albwni· nnria che io ho t·iscontrato nella C}ttantit~\ del Li %. l'albuminuria o l'cmat.uria nella quant.ità del 15 %, la st.rangurin nella fjunntit à del 5 %.. T ali manife$<tazioni scom· parirono ò.opo 2-3·4 giorni dnlln. sospensione delia cut·n. D ue infermi. però. clopo la 3t• iniezione di urot ropina di 3 g. p<'r 20 cm<'· di acqua, ebbero 11110 neìrite ~emplice ed uno neft·itE' Pmonaqica. È pur v ero eh<' i ri.;nlt.tl.ti delle esperienze prnticat~ dnl Breunig-Cuntz, dal H. Tribottle t. e F. LC'vy e dal Rogcr banno porta.r.o al la conclusione che l'urot.ro· pin a, a l mass imo, se usata in modo prolung~t.to, pmvoca ci~tite, ma in me rimane iJ dubbio che nei miei due infct•mi le neiriti Riano state prodotte dal rimedio. Sostiene questo mio sospett-o specialmente la p t-rcentua!e dei nefritic i osservati nPi rimanenti ospedali.zznti. Mcnh·c infnt.ti, in 94 ptlzienti, COH1tuHJUC curati, se ne sono nsservat.i solo 4 casi. nei 20 tl·llttati con urotropina so n<' sono osservati anche 4 eMi. Forse ult-eriori ~~flpel'ienze potranno convalidare o rlistmgg<'r<' ja.lc mia snp· posizione. 2°. [,aJte. - D nlle os~erva7.ioni cliniche "i u r-i le,·ato eh<', in genE'ru, ~ubito dopo )JOCo tempo dalla iniezione, i pazient.i nvvet·tivano una lieve sensazione doloro~a nella~'<ede iniettata, setl.'mzione cho cesstwa dopo circa lh ora. Keguiva unn reazione• ~rmica che non ha superato mo.i un grado, !'flrumentn prN·edut.a eia brivido di rrcdrlo. da na1r!!e-a o mal di capo. Il polso atm1entava IPggPrment<' nella frequenza. mentre il respiro rimanevA pressochè immutat-o. PerF>istendo nelle iniezioni (che è> consigliabile non limitare> nel munero e nella quantitìt inietf,abile ma prosoguibili fino a miglioramento sicuro. o ve qucst.o ~i del ine i, cd A. dosi crescenti, negli infel·mi che di tn!eoura "i giovavano), cominciava a delinearsi un abbas!'lamento progr<'Ssivo della temperatura fino ad ot.tenere per liRi l'apires::.ia, oppure una curva ter·mica m olto inego lat·e ma con ten· danza alla defervescenzu. Di tale cura haruw ben ri.;entito, in genere. ancho infermi in cui es!'la fu iniziat•t dopo il 100 giorno di mnlattirt e fino ad ma.~ simo di 1 G. Viceversa, se essa si ini:t.iò veN'!o la m età de l 30 ~ettcnnrio o Vf'l'!<O la sua fine. o si è mnstt·ata inefficn<'a nel f!Pnso che In mort-e, se il caso era grave, è soprnggiunttL u p-ualmente, oppnr<', se il caso non era grave, la malatt.in ha prosc~;tltito stno alla deferveseen:~.a !'INlzn subire nè miglioramenti nè PC!!f.!ioranwnt; imp1ttabili a l rimectio. In ammalati molto gravi In latto-t.e rapia, alla dose di:} eme. si ò mo"tratn ~f'm· pre mefficaco. qunlunquo sio. st.oto il pet·ioùo rlelln mnlatt.ia. Ne~suna complicanza fu notat.a. d 'lE' fof-\."'C cln nscriverHi nl ;.:istE'mn di cura .
nn
.
30 Zim.argolo. -
Dalle o!'<HC' r'vazioni c·linichC' .;i è rilevato C'li<', sia "o u><nto per
Vlll endomuscolare, sin per vin endov<lno,;a, m•lla qunntitll tli 5 eme. è· ben tol lerato.
lntettato per via end O\'flllOSn. provoca, dopo poco tempo dalla sna ontrata in cir. colo, un senso di lievi:' freddo cd un rinl7.0 termico che dura poco tempo ed a cui xegue nn abbassanwnto t.alorn sen.~ibile d <"lla temperatura d opo il quale questa to t·!l~ a. rialzarsi serw.a, qualche volt·R, t·a ggiunge rf' il ~rndo primith·o. Dopo la 2n •mezJone . col m igliorflt' dcllft C'l tr\'lt termica. rni!!liorR atwhe lo s tnto generAI<'.
.ti) (i
C'O :-oTH I IH ''l'O t' I, J:-:I l ' O .\1.1 ,1-: \ 'A illl·: l'L' lO•; J> I·; J, T IJo'l)
P e r1'<ist.!'ndt) 1)0 1' vi11 t'lHi cu n u st'nla r C', lu l f' Jn(l(' I'>~Lu nt. in alè:uni cn» i, p1·n~t'!! UC n l'llu disc(·,a p e t· a vv ic illHJ'>' Ì in,;('n ,; ib ilme nt e •tl ln n o r'JJtU. L e vi n. e ndo v Pn os n rh\ m il.!;l io r i ,·i;mltnl i ehc quPII a c nd o ntu:;co lnrc e q u a ld ll' volta, come' in un en><o dc1\'f' la httto ·te i'Hpiu s<.'rnbravn fal lire, h a p J'()dc>t t o u nnt Ì· t.di o l'urne nt,o rApid o e :-~c•n s ib i i P Il P Il o s tut o g e Ju•rak•. unn m pida ddc rvC'sc:on z a li t icn p r·o v or·111HIO n ella 1" 111' \ '0. fp fi iJr ilo nn J'>W Vic·i n a nw nto d e l p rr iod o r·t: rnit.te ntt•· ill · te r·nt if t e n tc. X ci ~:osi :,rnwi 111m ha dn lo ttlc ·un ,·i..;ult uto . .J.0 StrJI//08; ne.- l ~ s t •>I lio ;; i ne f ttt·o n o u~at e :su (l ini., pn i f' p o r v iiHmdorrn ts c·o ln n •. 111 4- di qul'sti furon o pt·nti Ntt e 2 " ' Jie ini<'z:o n i c d o po n Y<'l' in ..,,,si pron\lo u l!1·i t'i · llH'dÌ <' h(' ]l>lr<'W il110 iu r flÌI'>H'Ì . D >t ('S~I' 11<)11 s i riJ• ' \'Ò ll )l'lm <'fl'ct.l O A] •JII'é7.Za bil<• !<ili Ìll l llll'di Ltfo c· hr~ l~ cJi:;t>lllZil: di (JtiCSt Ì 4. 2 VC IIII CI'O Il ll l<.ll'tt.l (" 2 tlo )!IIH I'igion o ('\'O h 'Clt· cl.o::s i in qn esti nllin1 i In m n lntti a Sf'JlZfl dt o vi ;;i n n t n~s\' qnHir ·h o fl'IHHYI<'Il<J t:lw r'Oll:il~ in J'P!a z iom: co lle s t o m.o.;in<.'. N'P )! li alt t•i 2, un o .<ubì 7 inivz iuni c l' a llr·o 3. Ambc rlue> .c:u u r it'0110 . nln n e llstc; h o in qu c>;;t i s i uo tò ::s ia JWI p <J I>'o, ,; in n c•lln t 'I li' \ ' li Ll•rnli(·n, :;ia n e ll >t •·imn n Pn tç· silltom nf.o lo_!!in, s in !lf'l d <·co r':"n cl t> ll n rnu iHttiu n.l(' lln l' ire d i ;: pec• it~Jc. rJ Jll'ill lO s fe lo b rci dop(l 28 j.!iOJ'II i :4C' IIZ!'I. fl \ "(' 1' av utO C•ll n p liC'IlllZ.(• (' clsH<KÌfi t·>tto ('n nw enso d i IIH'ditL u mv it ìt : il ZO, d n,;,;i ti l'ftf n I!I'>LVP p t••· In ht·o •••·o i>ol · m on it o, 1'1\ ~~i u n:;c ltt dr•le t·v <>>'<'Onz.n. <lo p o 37 g in rn i. 'l'n li •·is 11ltut i. f'lu.' io <·la:;.,ilil·l t<'· re i nH' I!•lti,·i. sono forsn i111pnt ah ili o l fn t lo c h e o le iniPz.i o 11i tnJ·pno fu t i ~· iu ol n m i i n 111111\!' l'O tr"ppo sen •~o . 11 p c n·hù i l p Pri o d o d i m ul >ltt ia c•·u tropp o >tn1nzatn o p or c il i: i I'Jbi •·mno rc frultn ri . ( '(J;'<(' I,l 'S I () ~ f.
Dì.'L <tw.l nl'o :>i ò P>!p ost o . )lot'i30 d te ::si p<>s:>tl C<lllc lll(l e m: rt ) c·h o la urot.ropitiO· tel'npia
enrloveno~t~
o 1:1- lnti u· f,o ntp in e ndo nm,;cv lur<'
nf'l t ifo son o da t.en e •-si in e mnue con s id e raz io n e e Ctll\ilig~ iHbi l i purdu) iJ1 iz int n In prim a n o u d o p o il lO" g iorno rlL mnhtUin. e la 2• n o n d op o j J ! 5° gion w; b) c lt P la lo ro flOnuuiuiR1raz io n r, noH 11 \'f'JHlo lll<·l tl1 (l. intltH!Jtza sull e J't•ln · ziuni iJJ llll Uni t nl'i o dd l'o n!llnis mo (s ien, ·d i n ~no>-i d! \\' id a l ) va in i~r.inta ~n bit.O dopo c h e s in so r to il :;ospc t t o (.') )(' ' ' i ~i a i n a tto una iuic~. ionP e ù f'•·thian o . o t t r rw n tl m; i ,.,1,ì i mi.~ li ori •·i..; ult a.t r ; c;) c l1f' ht d o><O iuiz.i>tl<' d i ;~ g. J'<'l' l' ttl'tll \'tt J>ina pw'> !'>':4P l'f! t> h ' \ ' HIH 1t 4 ;:t . 1' to rse mwlto a p ii• d op o eR:;e•-si as:<ic·unlti d c l ht ~o na fultz iu n a lii •\ d e i t·e11i o dte l<1 d o!<P d i O CH'V~. p e r i J lntf O JIUÙ f!S:<\'1'0 irn i >l iii('Jll('ll t(l e JH'Ogr('RiliV!lHl Oil tC >\I IIJ1Ciltt lt fl mwh n s ino a l O eme. non ('Xsmtdo,;i r ill'\'111 11 ni C' lll lll inte r C'sRnnt e I'I'Hz. io n l' :-<in l01.:n ll' C" h E' 1.\'<'llr>ntlc i 11 duo eu:; i in e u i Htl e ult i 11111 d os<' fu prova t o. ; rl ) e h o n e.;suna p rc u<·<·npu 7.io n o d o,·o invade re lo, l"''~"•' nzn llt>ll ' 111·intt ( do<' d ov"- cs~<cJ·o esami n ata Of!ni i!i o mo} o di a lbumina o di Rtm g u o in q nP~ I i infrwt11i urot•·opin i7.zati p c r <: h è• h us iH so.~ pendere p e r quu lc h<' gim·no In c·11m P"'' "''"t' l' J'urin tl ri iorntl rn nonn n lc·; e) e l ro ni."ssumt n to r ic s ubitan ea :si ò cu u ,;f n t n la c· IJ,, l'o!<;() intpu tab i l!' n l si· ..;temn d i in t ro duzi o n c dd l'lmecli o n o ll 'or g uni :>Jr\r); / ) f'l to è CIHlSig lia l•ile, a mio p tll'!' t't>, J•e rs iote t•e Jli' IJ~, J·i c•· r..J ,.. di lu bl)l'i\( o ri " ondo a s >< ic· u ru rs i tll llJ.(I!i<H'nWu! o c he Pl'fl'l t iv tlllli'J tt(' l' uso d •·lln 111·1)! r()p ÌJttt. per , · i,, •• ndoven osu. n o n p t·o v ochi llt' fJ·i t i ; q ) c he lt1 è nn\ cc>ll'tu·otmpillù ~ c·lln!ro illflicata J\PJ,:li infc·r·m i l'iH':;iaiW n l'f..tti d n n.efr iti o r·h o JH'<'Ren ti n o nd l' u rin & u lb u m in a sola in m o d o :;pns ibi le ; h ) t· h r l' an.(i'll io t·o !lo id nle. piit se• u ,;ul,o pPr vi acu d o vmtnst!, d~t• p t'r vitl e nd•>· Jllu,colo.re, O>'Ct'c·itnnd o uno p t:l.'i t u·buz io n o n r llu curva tc1·mi c n okl tiiu e ta lo ra un·az. io no b e n e fi ca 'milo l>tato so~tr;ett i\·o od o hbiettivo dt>! pnzi c•n te, no n r~ un ri · med io da clis p t'<'Z7,UJ'S i, p otendo osso in a lc·uui cu~:~ i a p p o t·tare d t: i buo ni ris u l tuti; i)dto la c u•·a t.Pn tu(u con s t om.osinc u o n p ormc H c di Pspri~ru•t'l' un g iudi zi o esn t.l u p c •· i liHJii\·i l'h l' -; i ,;ono ).{ii~ r,;po~ ti .
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anno l H07. Pr; HL'>;SIA. « l'aLhc>l•>gic:>l "• n. ~1). anno 1!) 1:2. C'uAu n ' .\HO eFt"sfir:s: t : rm. '' .low·. d. pnLt. n, n.
l+, annulu 2.), np. dal " P o li clini<·o » Se z. pn.l t. r.. :1 1. H.lltJO IH12. I·:IH:Oi...\:>11. - - " Pulidinic·o » :-icz. pnn. n., :li l'r111110 I!JJ2. DEN:-<Y. •· Ho.< ton nwd. and :-ìurf.!. jour·. • \ ' ol. ('1. \ ' 111 , rl. IH, •·ip.d!ti « Polil'liuicn. • l'<r•z. pmt .• f!l>le. :lO. o n n() l !Il !l. Ho1.1, 1s. u .\fcd. l{r<·. '' n. l :) , <Jf l. l !l l O. rip. du l ~ P()li1·linieo '' Sez. prnt.., fa"c. 8 ili)Jl') 1111 l • L'HAUI-' FAHI). - " Polic lin ico " :-;,.z. pmt., tu:;('. n. 2:!, pug. 703, auno 1!)11. l:ocn:,ur. - « l:hrlletin gt'·nè rn l d n thèl'llJH'\l(.iciiiC n rip. dnl « :'lfedil:al R ee. » dci 14-~·1915 .. rip. dn l ·• P()Iil'linit:o " :-i<•z. p1'11L. fn:<e. 3 7, pa~. 1245, anno 1!'11 5. QtJEIROI.o. - • P o li<· linie c•" ~r·z . pr·•11.. Jlll!!. :o-1, fu><c. 2. anno l UI ii. l.o:u~n; r.. - " Jfi.inclor•nf'r M <'<L \\' odu:onsclu·ift " \·o l. ti4, 11. :Hl, •·i p. d>11 ,, Po lidin iN '' l)ez. pntt.. , png. S[J2, la8c. :.lU, un no l!J l H. H.OGEll. -·-- « l'm·is mC:•dic:al "· 20-G-l !JJ!I, rip. dul " Pnlidinico " .-;c•z. [H'Ht .• pn· gina 1:30+, t'as t. 44. anno 1!11 9. 1:,\L.~'l'A. - - " Polic:linieo " Rcz. pmt., Jltll.!. !)-1~. ÌHs(·. ~s. anno HllS. DE Quuws. ·- " Somnnn rnc<l i<·a c Li!Jon·inmcdica ••. l u~o:osto 1!1~2 . rip. clttl "Polidinit•' ., Se z. prnt. . ptlg. l Hl:l. f llf<l'. li, anno HJ2:.l . J) p, Vl!:st'CI\' 1. -- • XXIX C<Hll-!J'I",;:>o l t>tli a no di m edic:in11 in l<•rn>~. "· v t (()hn• l Hz:l, rip. dal ,, Policlin i<·o " ~t':t. [ll'UL, J>fl!!- 1-Hl:l. f1tsc:. -Hi, flllliO 1923. <.:u::lt ENT.t<; . - • Po lic lini co " St' :r.. Jll'ltt. , fn»c . :lO. pug. !)7G, anno 1924. CARI'A:-: 1. • l'<•nsi<•r·n mc·dieo 11 , n. 8 1h•l 21 fc• bbraio I !H5. " XXlil t'Oll!:(l'f''<!'n eli ni f'di t'Ìnit inh-mu" . Homn. di ce mlll'l" HH3. f.'qccinofr•l'fl-])ict autiti.fì•·rt. Hip. dnl cc P<·roRieo·o ructlieo ·•, pnJl'. :n c scgg. 11. :3, 18- 1-l\H4. :\L.EHS.\="TJIUNI e DuHIA. ·• Pc.lic·linic:u " Sp;r., pm t ., fa:-<·. ·1, pug. IO!), nn110 Hl:!4. TH<JN. •< Terapia. "• pnp-. ]1)7. t'nse. :1 8, 1\1111(> l!l2.J. ALHAIQllf: . - • « Hinas(·t-rozn llll'dica "• n. l:!. ttnno l!J24. FF.II.t•:Y. " Tloe .\led. Jour Aust.1·. "· n. l:l. amu> l!t:?:t l'i p. dn • La Pn·,.;,.;P r<~i·oli <·alc ''· " · IO, d e l 2 -- 2-24; riJI. dtlll•l " T r rap ia ''· n. ili."""'' 1!124. c:ol:t.Lo\. " Fulin Joll'di('O. "· 11. 3, t't·biJrnin J!t:?·L B ,\Rn,nw. - • Cu l!ura medic>l modt>nHI. », 11. 7. illlnn 1!):?4. V •or,A. " Hifonnt~ nH•clic n. "· pa~. 1:!0(), ~mnn l!l:?:l. PrS'rA!.THI. -· · ,, Riforma nwdica •, 4 agosto l!J24 . .\[r cm·: r.l. " l j 'Osp('dnle muj!g Ì!>O'n ~. n. 1, anno l !J:!:J. LAon~; e ~Jot: -:s.\UD . - « Ri\·istu dd lo rnnla t.ti c infl'tt Ì\'P •·. n. 31'>trll\ù l!ll(). rip. "'' cc Ln. medicina pr·ntica ». fH" I'. X. nnno l!HI). ::\ f.-\1'1TÈ -- « Pt-e:<>'O :'llo'clienlo ••, rip. <lali>1 " Hi\· istn O='J'· ».fast·.{). nnno 1!118; !·ip. du La noodil·ina pmtiett "• t'ti.,,.. :l. lllHio l !J2:l. (:HL':.\IJH:R~:. cc .\[édi(·Ìnl" l"'al.iqnc ».Ediz. fntnc·c'><C.n. !), unno J!l22, r·ip. d11 • Lil rnctlicin11 JH'ut.icn .,, fnse. :J, anno 1923. ( 'OJll ~ALIJESI. - cc l .a m ediei1111 JH'Ilt Ìt:>t. », fa:;e. 5. 1111110 1!)2:!. CouJ('l'O I ><·K UFFil' n B•>tJrvn;;ot:-;. - "(:nzcite cfc,; hnpitanx "· n. l ti. l !121 . \ 'wo1·. -- « (:nzcttt· d t'S lo0pitllliX "• n. !):3, 11nno l!J2:!. ({ ,\T,MOZ>'.L 11 t:io mal<' di <' lini l'n medica "· fil>"<'. :1. anno 1!122.
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TFtlROJ.OJX ·B Attnox - Buot r;\Jtfl~:t.-GJJlOIJ X.
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anno J !J 13. <'0)1 oY-RrP.U-1\'ET'n:u. -- ,, La "'' "tn ino ruèdit:ak ,., n . .J.H. un no l!ll3. AnNOZAti-CARLt:s-Cr.At"'s~:-:\L V .\HJOT-\VEH. -LroN. - - • L a ~;cmnino rn•'•dict~l c .. ,
u . .J.H, anno l !Il :1.
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'' l.u !l<'n vti ne m (>~ lit•alc », n . 43, o tto bt·c l Hl :l. )loL'I AKO\'- K O!iKO\' F.RO\ ' .Zn ROKJ.0 \ ' 11Tif. -- " La scrnnin<' mr~di<:nl e •· n. 17, de>l-
l'u pr·il(l 1!!13. • Pcn~i cr·o lll.Cdi c:o u, n. 13. 1\11110 1924. 13 K LFA N TJ. - • P oli<:linico • i:iez. pmt. nn. 19-20, anno 1!)22. <l A sP.\Hltl c C IIIAlllNJ. c• H <'la zi o ni n llu i:ioc i c tl\, m ocli('o-c hirurg i<:u :\t: n o-( : rAl'iOTTr. -
d olio. Romal!lla •· i-;l"rlut·o d o l 2:>-11-1!123, rip. dnlln " Rifnrnm rned icn •, .n. 22, ann o Hl24; l'i l'· dnll a • Hivis tu lllE'lli C'R "· n. i , d e l Hl24. C: t UFJi'RIUA. - • Hi\'i-< tr\ m (·ui•·a • , n. S, ann o HJ24. CE IWJNJ. - " Po lit·lin i~o • ::>cz. pr·at. , i'A<>(·. l!l, ann o 11124. • Pr·o grC's~ i di t<'rRpin », pag . ].l.) . n. 10, anno 19~3. G.\l.ICAzzr. • T c·mpin. "· 11. 64. otto bre lU:l~. Bou DR.~ rr. - " .Jo urnul d e m é cl t•cinA •. rip. da • Le m o nrlf' m l>tli cal •. 11. n9, 1923. B oTTAZ7. r. - « l'hi rnic·tt fis io iC>g i(·a. S . E. L. 1\f., n nnn o 1901. BATTIS TI N!. - « T er a pia m odica n '{T. T. E. T., unno 19J.l. G 1r. urmT e BROU ARDEL. - Ileo-tifo U. T. E. T. , anno l!)Oi. Ur,: G IOVANNr. - '1'-rattato di patolo{Jirl e tera11ia 8Jl('C'Ìale nt PdiC(t. CMt.t'llino: • L e mal a t-ti e infott.ive •· Casa Editr. F. Vallunli.
CASUISTICA CLINICA osPEDAJ,E ~fiLJTr\ 1{1~ PRJK(;TPALE Dl VERONA diretto re: colonne llo tn t.di c o R. BJmNU('Cl
sopra un ca1o a inizio e lintomatolouia non comuni di uteroJi in placche l"''' il cio tt.. Gino Bertoluccl, c npiiuno m C'diC' ...
N on rit m go inutil<' riferiTe so}m\ un Roggetto in >iato mi recentemente in esn,mo, sul quale ebbi campo eli svolgere ricerche mdiologiche c sierologiche ~tbba.'\ta.n~a eomplet.e. P. 'l'n Ili o di :'1-Tttnto\'u. Jl<'th<io n a t <• fli gn<:'rm. Pe r· qua nt o s i rife1·i;;co all'attua i(' fnrmH. m o rbo,;u ru <,c·onta dt o n e ll'a pri le J !) 19. m e ntre ;;i t ronwn ancorn. in !"Crv izio
rnilitnr·e . in t m rn onw nt o in t·ui si <·hinnva n t <'rt'H pt'r' m ccogli e re un oggetto, fu colt-o impr·oyviHnm<'lltO clu un \'ivi ~:< im o cl ol or<' o lb n ·gionc lonrhnr<>. Piombò al suolo ; t ruspo r'tHto in IC'tio 11\' \'<·r·t ì .-uhi to la irnpo.-sihilitù di muo v e re l'arto infc rio re d o ~ tro c lì m itll7.i01w ci Pi m o ,·irn Pnti ddla man o d C"!Io ~t<'"''"o ln to. N o n ri enl'c lu ><P in un pri 111n t<•mpo ubbi a PC'I'duto c·o:<r·ic n:r.o. Fu ric o\'('l'lll.O in O:<pC'clule pPr i m r-;; i. !\UC'C'P:<><ivu rnr·Jtt <' fu pas>'at.o od un r:<>ntt·o n c w·o iogieo ù o v c fu n·dn tto il ;;C'gli\' li h- ;;tn t o u hit' t t inl c h e f<Ct'\'l <.li basc ul coll<:'gi o rnN li co dtt C'Vi il mn la t o d i rw ndt•\"11 : • :-;pieca t o in fm<sn n u·nto ddl.1 11a up ofì:<i .-pino;;n e C'Orris p oncll"nte t.l olcn7.iu. olia Jli'C'>'!<i() IJ P. J m o, ·in H·nt i d r·l tro n co, !<fli'Cie qt~t•lli di fl ession e limi tnt i. I m ovime nti Htt i,·i <· p:l"~ id d c•g li arti di ;.in istru >'<Ili O n u nna li . .-\ll 'nr to i'< IIJ h 'I' Ìnr·t· d r•-<tn• r i;;ult a n o n o rmuli i m u vimrn t i d e l brnc eio, i\\'>tmbrn ct·io c pu g n o . Il rno\' in w 11to di 0p po,.; iz io n <· d e l Jlf> llicr è nppe nn ucccnn a t o . qu elli di 11 1''<-'< Ìt>HC' d e lle ul\l•t• di t H SUllO 111 1 Jltl' Jirnit!l ti , pe r· c ni J' iutJi\'icJt\lliiOII I'Ìt•SCC 11 ~('1'1'111'0 f'tl mpl c•uu n<•n t<· il J1U I!II().
SOPUA UN O ASO A I!>lZIO
r: SJI\ T OMAl.'OLOfJI.\
N02< COM O:SI, ECC.
45\1
Esi!'lto modico grado di ipotrofio. <h·l lu o{nincn zu temu·e. All'ln·to inferi or e d e· sho, i m ovimenti att.ivi della coscia e d e lla gtunbu sono limitat i. quasi aboliti quelli del piede ; ipotrofia di cm. 2 a lltl co,;eia, c di cm. :3 ttlht p11nba. Durante le clNitnbuhl· z iono si rileva atassia dell'ut·to inferiore destro. La sensibilità cutanea, tu.tti lo normale nella metìt dPstra del corpo; diminuit.A. nell'arto inferioresinist.r oencl !tt mctitsinistl·o.del tronco fino a una linen d1e pRS.«n poco al disopra del rapez?.O io . Ln pupilla di s inistru f! più di lntn tn :i riflP~::<i pupillari conf:cr,·ati. Addominali e cr ema.F<t.cri ci aboliti "· Non risultn sia stato allora p1·aticuto l'e!Otttn<' mdiologicu. D a l centro u curolo· gico il paziente fu giudicato uffctto da morbo di P ott con cotnpressiono midollo.rf'. È in occasione di unu nuova \'Jsita che mi ,·iene in vinto p <'r l'indngine rad iolog-ica della colonna ver tcbndc c pm·l'esume <•lc ttroditt!,!IH>»t.ico. Individuo di I'obu!' t!\ cof:tit:uz.ione, normotipico, cnn ,;uflìcicnte pannicolo adiposo, in ott,imo s t ato eli uutt•izione fl ,;nnguific.:uzione. Nulla rilevas i n. carico d egli org11ui r cspiJ•atorio, cardio n uwolnrc t> dell'appR · t·uto digot•ente. P er quanto riguarda il sistema neJ·,·o:;;o cc(';o i punti essenz iali di eS~:~O ch e hanno subito colpito, inclucendoci ad Elstond~::rc lo ricerch e clw honno porhtto n •m diverso or·ient.amento diagno~tico. Tperrefl('ssia tenclineo. cl<'ll'u.l'lo inferi or e dc><lro co n clono del pied e o d e l ginoc· C'hio e";dentis.'limi. B a binski c Oppen he im pronhtmcnte rikwubi li. Fac ile iusorgenza di t.romore scgtn€'ntnri o e fihrillar<' cl<'ll'arto ;;tcs::;o ; ipotrofitt di cm. 4 alla <:osciu, cm. 2 al polpac('iO. Sens ibilità non altentta. L 'c;;ame e lett ri <'o ùoll'urto difficoltato cTal facile tremore ha. fatto e;;cludere t.utt.nv ia la I·H'Csenztt ùi reazione d egen<.wativa. Il pa 7.icnte pre.,t:)nht\'>.t inoltro ip::>t1·ofìn rlt:'l l'ominenz.a tent\l'O e ipotcnare di d t-,;tra.; info;;"omen t<l tlegli ;.pn,z i inte ro~<;e i. A carico ,[ei mu:;coli del l'..,mincn;r.fl, t.lmUr~· ;;i ò t'ilovatt~ inoccitahili tt't farudicn n allo g.~lva niPit T'('>l'l.ione tcwpida (•on in,·t'r.-<iOtH? dt• lltt formula. Anche s ui muscoli interosRei Co Ch A> Co Ch K. A s inistm son.«ibilitò. t,attilo, dolol'ific.t e tormiea ridotte per tutto l'urto infe· riore e snl tron(JO fino a lla lin t>a co rrispon dont.e prcss'a poeo al cnpezzolo. Riflessi crem>l::<t.cri ci, addominali aboliti totalmente. · L 'e.<;am e oculare praticato dal collega flott. La.mpis ha do t.o il seguen te ristùt.n.to: <<Pupilla O. S. lievemen te più ampia. di qucl ltt di d estra. Riflessi pu· p.i llari, fot.omoto re, consonsnnle e n11'accomotli~7.ionc presenti. H ippns pres~::nte. Esame d el fondo : papillo, O. S. molto pullicla (ntrofia nervo ottico rctrobulbare) V. O. S. Yt -0. D. 10-10 ». Non si nota un genuino nistagmo. con movimont i continni dei bulbi nelle due direzioni; però nt>l!a posizione estrema dello o<guuardo sono t•ilf'\'Abili scos.-;e nistag· miformi. La parola non offro a lterazioni. Non si nota. nn vero t rem ore legato a i movimenti, 010. un tent-ennamento, un but·oollamento nE'i gesti più fini. Ac;sente il s in tomo di Romberg . Ad occhi chilL'!Ì ~entre il pa;r.i,.nk o•,egue qua lche pa:;::~o, all'ordine di arresto, presenta qualche moVJment<> om di nntfJt'O ora di ret.ropu)!;iOnE'. A enrico d ei no1·vi CI'Hnic i, o ltre il git\ d etto nulla, ò cinto eli r.ilcnm'. Retto f' VC'scica integri. AsRet·ita normale In pot on t in coeundi. D a to il coso eh<' manifestamente offrivo. llllA. indubbia moltoplicità dci s intomi ho pratiottto la. r enzione di ·\Vns«ennn.nn :;ul s iero d i !'\on guo, la qu,tlo riuscì n cgu.ti va . Contcmporanenmon t<' ho vo lnto svolgC're ricerchl, pE'r quant o possibile complete sul liquido cefn.lo t'ac hidiuno. Al!a puntum di Quink<' il liquo r fuorie:<cc c·on modica pres:<ionc>, limpido. Non xantocromiu. Ne lla prOn'tta dopo 24 o re n on :>i n ota reticolo ; >.ls.-;C'n:u\ di germi. Non è au mentato il mlm(·t·o d<:i linfotici : non ipcr•.llbumino~i. R eazione di Nonne Ap<:lt : n<'gu.t iva. R eazione di Bm·cri n! p ormangano.to K. positivo dopo 10°. Renzi ono del Pane!~· all'at·ito fenico: n egatint.
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!':01· ,,,, 1':\
c· \!<0 A INJZl(J J·: S I:"'TIJ~ I.\.T(If.Of:IA NON (.'():\!liNI, I':CC.
OPI liqtH>t' l11• ,;ng-giuto punl il tllud• > di c<nupol'lutlltmto di f t·oni•' nll•• l'f'llZit•ni r:olln id n l i. Di ""-"<' IC' piit not(• swto <pH'I Io di LHng<· oll'oro r:olloidal••, hL t'l•a:~.io n n tlt•llu ,., .. ,;inn. mnst iee inlt'•ICioltn du 1-:Jtullllt<' lt} nt'l 1!)1:3," infine lu rC'u:~.iow n l be uzoino cvi· toidu le studiata ;;pP<·ialnWHH· da C:ui lluin. Larndu.l e L<•eltd lc . Ho u:-<nlo que:-<t'ultitnll 11dottamlo il nwtodo solito di'i lfl tuht•tli nei fluali ho !lttt tnt.o la diln:r.iolll' p:'o):!rt's:.;i,·a dt' l liqnot·, unl'ltdn p oi a ,.;,,,c utw f~s..-i l cc. dt:'llll solu:-.iOH<' acquwm t it•pirlu di bt• tu.oinn, otlent•ttdosi cosi 111m npniPscen:r.a uniforme. Ln reazioni' i• t•iu-<<·i!tL 111'!!'>11 int, c·inù si è avu to floc<: ula:~.inrw t~) tAle ne l tubo 7, 1<11b· totale twl tuho 8 : in tutti g li n ltt·i, ('OilljH'Cso il IG di t·ontrollo, ,; i (• llu.tnl<'llh\ In o p>dc!'C'PIIZil iniziuiC' : 1\ In rr·ur.itJJW dd li< JliOI' nonn•d<•. Lu l'Pa~.ionf' di \\·as.;P t' lllllllll prn ti<·nL•l s ul liquor nllo rlo><c di 0,20 i, slata tn·g~t· l i \'1\, U ltinH·t·ò i duti ,·,i T,t~h•H·ttloric) ditl' n• lo c lw l'e><alllf' nrdiologi<:o d e llt\ l'<Jlvlllw f'PI'\'ict~l<•, doi'><Hl<' LI lo ntb!ll'(', mwl1<• t'VII p t·oie'l.io ui IHt<·ntli, ll()ll h>t f>tt.lo r·ile \'tll'l' l<~s ioni Hl'hf'lf'lrit•lr;·, co nfcnnnndo t·o-.i 1'<';-<1\ rn<' ohi<'ltivo l olulnwnl<: n<·J!t\t i,·o in (]li P>< l !l Jl>l rt C'.
,n
Di fronte al h~ sinl.omat ologia prc•,;pntat a, an<·.lt<' pri .tll <~ dcii 't.:S<Mllo radiologico, bo do vuto sc•.artare la. forma, di morbo eli Pot t~. poichè Pssa non
s'inquadrava in linc<~ g-cnt>ra.lt• C'Oll l'a.ttcgg-ia.mcnto pa.retospastieo d~l solo <trto inf<'riorn rlPxtro e poicbi:> in og-ni modo non :L\'I'PlJh(? ]lotuto as~orhil'<' nel suo qnadro hL \'U.rin. siutomatologia tl<>l soggl'l Lo snl cpmlt' dO\'('\'n,nsi a.mmettern divprsi foc:olai u divl'r>'a a lt<·z;m del nCYl'a:;s(~ . fìnu. fOJ•nta di sdN'Osi latPraiP amiotrofi<·a. t'IH~ coinf'ickva ton buon<~ varLc dt:>i fatti riscontntti si è crP.dut.o dal priJL<:ipin di l'l i111in:trc ncllìt. di· s<·riminaziotw di;l.gnm.:tiea, olt,rc· ehc• }H'!' b non ril<·Y:mtc amiotrofia., l'Ì· nwsta sta.zi011aria· a, dist.:mza di vari anni. lH'I' il n•pt'rto del fondo ocuhtr<,. A maggior ra~ionc Ri è scm·lata la diagnosi di atrofia. spinalt• progressiva. La. s indrome ;;iringom idic:a., oltr e la <l issoc·.i.tzionc tlclla st'nsihiità. ed i ri· leva,nti d isturbi trofìci, offn• ali'(.-s:l·lll<' llll-l':tli:.:i lhwt·idl' di'gli ;nti, dH' lll'l no;;tro c·a,;o 111<WC<W<l>llO. La, forma di luc eerebro-spi.ual<', t:·he può, a. dir vero, pres<'nta.rl' sYal'iat.i punti di con t: d to col ea.Ro in discuss.iouc llliÒ ('XSf.'r C'linJina b~ lJ<'r lt> sc>gucnti diseor<iam:o: la rigidità. pupillan.', le frcqu<'nti lllt.rali,:i di' i llerYi t·t•rcbmli, lH~r la. vivacit.i\, dci t•ifk:-;Ri acldominali, per gli spicc·ati :,;int.ottiiÌ nH• ni ugitici c r:Hlic·ofa.ri , <> arg-onumto Jlloll.o v<tlido, per l<' rNt·zioni biolog-iche eR<>guite s ttl siero di sang-uP t· ~wgnatanwute snlliquor. <-lu<'st.c ultime·. oli re h• WaS.'><'l'IHann, non }Janno :LV u l o minin1a lnPnt c il t.ipo dE> li:~ sinth·on lt' n morale propria d<·lla. infezione si lì l il ica, a lo<·:tliz~az iont· nervosa che i· <·o;;t,itu it:l da, }lll\iocit·osi, auuwnf o d<•ll<' glohuliiH', Jwlln. r<•:~zioiW :tl ht'n:t.oino eollnid<blc flocenlaziOJw 1wi primi [i t.uiJi. ec<'. A ma.ggior ragione, s<'m}n·c nel <·ampo d t'l la si li 1iclu, per la. non cont:ol'· danza sin t o ma tologica oltre thc per i tla.t i fomiti dal Laboratorio deve ossl't' Plim inato il <·OJH·etl'o d<'l i<~ parali:-;i :;pina.lc sili lit.ica e drlla nùcliL(' cronica lncli<:a, pt•lu.;~uHlo albh pre;;<·nza tli inùubhie lo cal i~z<L~ioni cer<'hraJi llèl so~gPtto in esan1<>. Aul'hP le varit· d i mjeJite pC'r le ragioni giìL d<>H.<~ l)()Rsono
Psd UXt •. Ho svolto rapidamente il diagnosLico diltcrcnziale pe.r soJ'fermarmi t m voco sulla malattia a. eu i si creduto poter attribuire il complesso sin· t.o111alogif'o desc>ritto. Qut~st.a. mala.t.tia è la sclerosi in placche e poichì~ su ti i e~f'a si è i\$F;ai ree<' n t uuwnt.e <l iR<·nsso, ri vNlt• JHlOnt• i n gran parto la clns·
I'S:-!Cl'C
c
sicn. noi'>ologia, non t• inopporLuno !ll·gna lamt> ll' acquisizioni più recenti cho I>ermettono di att.rihuire ad <'Sl'a quadri c he, coma quello da me delineato. non hamw <·erto ecce~si,·o nombacianwuto col tipo primitiv;nnent<' de:-:<·ritto d<•lla ma.lat fin.. J,a descrizion<' a,u,~t.omi<:a-dini<·a ùelh1 lo;('!el·osi in 111a.r<·IH' edifi cat;~ da ('ruYoilhcr, ( '.han·ot, Vulpian, rimane intatta. J,a forma dinic~~ di CbarcoL co i s u oi flintomi ea.ra.t tcril'tir·i ( t:t·emol'(\ inf Pnzionale, disturbi d<'lla
pa.rola, nistagmo, paralisi :-;past i<:a-) tOlTispowle a un tipo tanto sieuro qmmlo raro ; ;;i può dire r.hc essa ra]!prest•nti non più del 10-15 % d<'i casL Hanno quindi acq nis t;a to ma,ggior imp01·tanza qu<•lle formi', che d<'notninate da Qauueot COJn(l frusi'P, ROilO in l'I.'UI tà, le più COillllni, p(lr quanto richiedano m :~ggior ~~ccurat('zza nella n.ua lisi diagnostil.'a. Si è visto, con qu<>.<;te. moditicazioni al tipo no~o logi co primitivo, cb<' la sc)C\l'Osi ill placche è fr::~. le ma.fatti<' pilt frequenti del sistema. nervoso, dopo, s'intende, la lues. Riguardo al pToblf\ma patogcm•1 i<'o regna ancora incertezza; m cnt r(' n.lcuni (Striimpoll) hanno sostenuto la teoria, della gliosi primaria endogena (diatesi gliale) altri pensano ad alterazioni del processo di mielinizza.zione, per altri infine (Erb. Pierre Ma1·ie) lo le.sioni vascolari costituiscono il fatto }Jiù saHente: cosicchè la teoria infiammatoria. s:u·chbe la pii1 J)lausibile. Se il processo infiammatorio sia sostenuto da un agente specifico identificato, la spirocbeta argentinensis, che alcuni autori (Kuhn, Steincr) aVTebbero per primi riscontrato e col qnal(l sarebbero riusciti a riprodurre il morbo in serie, è ancora prematuro parlare. Meritano, a questo proposito, di esser meuzionaLi i reperti di Simnerling che ncl1918 in un individuo presentante estesi focolai di sclerosi in placche, due ore dopo l'\ morte riusci a dimostrare RU sezioni di tessuto affetto lA presenza di spirocbeti. Piil recentemente ancora C. Behr, partcdo dal fatto della connessione tra malattie dci n ervi ottici e se:ti e p ensando che appun to nella. sclerosi multipla la partecipazione del nervo ottico è frequente e che spesso è il pri- . mo sintomo di una sclerosi iniziale precedendo gli altri anche di un decennio, ha eseguito inoculazioni per via subdurale di mucosa di cellule etmoidali posteriori di individui malati di neurite ottica. Egli è riuscito così a provocare nei conigli un marcato impallidimento della papilla, dopo sinto· mi di iporemia transitoria che in analogia ai referti sull'uomo si può interpretare come una atrofia del nervo ottico. L 'inizio della malattia è spesso difficile a. precisare perchè in generale non si assiste alL'l> prima poussèe c non si ha occasione di praticare l'esame che verso il secondo anno. Sul principio si può rilevare una faticabilità anormale del cammino con qualche volta un.a vera e propria claudicazione intermittente, una leggera incoordinazione n ella stazione eretta e nell'an·da.tura, parestesie e formicolii. Questi sintomi mu:ora. un poco vaghi c incerti possono dopo un pel'iodo di remissione precipitare in una form3l brusca di accesso apoplettiforme e anche epilettiforme che dipendono dalla improvvisa interruzione della conduzione nervosa in vie centrali già prima danneggiate dalle placche di sclerosi_ Verosimilmente è questo l'inizio apparente che si è verificato nel soggetto in esame, il quale, da quanto è esposto nell'anamnesi,
fu colf o JH'll'alH'ilt• J !H5 ti a u11 ' ' NO c lll'oprio ictufi apoplettir.o. '"' volti'
llopo qu1'sti <Wc·e;;:-;i n•sicluano fnrntP l'tlliplr::!'ichr fino al r.ompiP~fiO «int.omat.ico di Brown-~c·qua.rcl. .r' cl m io ma.lato, oltre al drtìl'if nwt.orio a destra., csbtcva una ipoe,;tC'sia. dolorifìC'n. c t1•nnif'n. Jl(;'IL~Hro bolo (il tipo corno pofiteriOI'c di i::itrlimp<>ll): si aveva quindi \ I!Hì fii ndronH' <li H rown-:::5t•CftHl.rd ;.:(' JHU' non completa.: non s i sono o:-:sen·ati h1Ja.! t i, l H' l'd t ì• cl i n;~tura t.mnl'<i t ori;),, la i pcr('stPsia <' ilJrra lgesia Ili'Ila va.rl <' parai it.iC'n., c al eliso p n~ una piccola. zon;.~ am•stc:-irn. 1• più in alto aJwora., 11.11[~ zona ipPrP:-:t<•xiC'a.. a form~~ di cjinhtm P.St·t>sa ad a m brdu(' h· varti. Cna grand<• intpor~auza a ..'<s;~i llla;!~!'Ìon• l'h n JH'l' il pasliato lta ;tssunLo il rdc>rto oflalmiC'o, i l ll1•h ul te, di 1ma sdt>l'ofii in vlal'dtt> JH'l' una ncuritr ott.i<'a rdrubulhan•. di]•lopia r<l amhlopia r-;i not ano in piÌl dP-lla metà d<.'i <·asi; il ~wgno di ATgHH-Hnhertson (• ~<·lll)H'<' ax~Pute. • Conw Hi rit·cmlPriì.. il mio (•:t~n :m!·lH• in qupslo ollrl' pi!'rm eorris)Jondt·n:ta.. ] ,a, ip!'lTI'Ill'ssia IPrHliru' a p:ttl'lla r<', lt•ndo;u-llillil'lla o I'Plativ<' insorgenz<' t li donic n l gin11c·l'!tio «' a l pil'dH sono s1 ati :-:<·mpre compr<'si nel h> s<:lerosi rlissPminaln . nna graJHlt' in1pm·t;1nza prr IJIIPst.it, acc:Pntuata andtc r<•c·f•nt<•mcnt.c• fla :--\triinapPII, ~luillrr, :-;ouquc·:; (· h\ aholizimw, molto S lH.'SSO fì Il <bi )H'i!llfll'tli, tll'i I'Ì fll'XSÌ (' Uftlll('i acltiolltil)(),) i. Colli<' s i Y<·clc· adnnquc· ~<'f' i l so,(ur<·ll-o (la, nw l'samina.to non ofrr<' la triai1P JlOI;l tli ( 'h an·ot . t· h<' clt:\'1' <·ousidc•l·ars i <·(nne rar;\ n piuaosto proprio dt•l Jinal<' <lc·lla ma la t t i~t, prc·s<•nta ahhastanza punti l)('lllt'iolo~id l'Ile ~Lp p art c•ngnno :.d la ,;dt•ro:-:i d iss<'lll in;tta. l')i ril'tll'!l i a qm•xl n l•ttn t o clw i mi~liot'i c·ritc·ri l~~'" aninU'P a1l c•ssa. sono, src•on<l•o \'<'ra~nt11•, 1: ~ IHOltrplieilù clt•i Jcwobti sin!orn:t!ologid, I'!'Yoluzione p<'t' pOHS:·a.,l'x fmmezzatr. da r rmissinlli, l':tssc·nw dt·i J·itiPssi at!dnmimtli. la d ixnH•1 ri <L. l'atrofia ott iea. ~i;t lJl'l'llH:~<so rilon1are nn po1·o sul I'OI1lJ101'l:tllH'lllo Ù<'l liqnor nella :-:<:lc•rosi in ] ll<t C'I'IH'. Qursto si ndio è stato rìprp;.;o neg-li ultimi trmpi ùa vari rit:er<:<ltnri, come Bskul·h<'u, EntantH'l ClO('I!d in 0Prntania, da n oi <·on Pisani, F<'rraro, Dc ~;~nd i~. Il Gnill;~i n <·11(1 in 1•'mnc·i;lt ;;'(~ molto oteupato in argomt> n to n<' r ifc>t'isr·f' rf'c'Pnt <·nwntf' in ~7 ca~:i. ~c· riporto ~lH'<'i ntanwntl' i dal i I'I"S('l"llZi:l.l i. l~ssn h a t rovato : a) pl·r,;;;iono d<'l liquor a l tll;tnomc•tro di Chtnd(• norrnah' : nel :37 % clt·i (·U.!;i una lic·ve Ì})C\I'fl'n,:;ionn; b) c·onta d ci linl'o<·iti alla ePllnl;~ eli i\ag<'nt h•: la linio ~.;it.osi (o semhnttlt J!PIH'I'alml·n le? n 1a JH:arc :, r•) la quanti!;\ <li a lh111nina a.l r:wlti~tlùurninometro di Si<-a.rd i> l'l'stata ({H<b"i sc·mprc norma!<' 0,~:! 1 '~,0 . l n R ca,._i si <~ a n1ht una leggera ipcntlhnmino;;i n,.J0-0 ,5() " ;,() : tl) J,c rl';~zioni di l)aJHl.Y e \\'P i(' h brod t in <pla.lelrc t·.aso mro ~;ono state s uhpos iti\'lJ; ma in tutti gli a lt ri hanno a.vut.o CRito negativo, eontrariamcJJt<• a cò che aY\'ÌI'llC nf'lhl. sifilid<'; c) RPaziotw di ,v,).s;.:nma.nn : negatiYn. sempn• ; f) L a l'è<lzionc lld benzoino colloidaln ha dato 17 ,-olte su '/.7 (63 %) t•>dto poxitivo. L 'a~pN t() nhiiu:LI<' i• fJUPllo di un 1'i!mlfa1ole[!gnrmonte po-
~iLivo con flocculazione leggera, nei vari tubi, per esempio neJ3o, 7°~ 8°, uo
e 12o. Un rilievo che sembm a.Ycrc importanza e la freftucnza di flocculazione uegli ultimi tubetti della serie, <'ioè come vien detto, lo spostanH'nl,o della curva di precipif·•~zione verso d(~i'tra, m<'ntrc prOJ!rio l'opposto si ha nella lue~ e più am:orn, nellr~ paralisi progressin~ . .dnche a non voler seguire completamento il Gui ll:~in~ che e:-;."cndo l'autore ùella reazione di bcnzoirw ne è un po· il difem;ore, si può din~, c in questo concordano quasi tutti, <·he la rea:done al benzoino colloidah' unitamente :1IIP n.ltre ricerche nd liquor offrono nel loro insit>mo l'('ltli punti ùi appoggio ]1Cr individu;wc vn.rie m ala t tic del nenasse. l\li sia permesso a, f!UesLo punto d('lhL disctlssiotw eli riprPrHl<'re in osame i dm:un\enti radiulog:iti 1wr a.c·c·cnnare ad un nou infrPI.Jlll'l\lP refprto di lcl'lionc llt:'Ul'Olllusc:obre l:losl<•m tta da lesioni della rolomta n•r(,•bra.lc lwn documeniHhile <'Oi raggi Routgrn. Fra l ~ va.r ie dislllorlit• della <:olonmL ,-(•ltcbrale, olln• alla ormai not.a l'lacralizzaz iorw d(•lla 5'\ n •rt <·bra lombare, ~1 cui secondo a.leuni sa-rebbe da attribuir:;i buon numero th·lle forme di lombaggine e di s<.:i<tliea, (s indrome ùi Bcrtolotli dal nnmc del racliolngo r hl:' la. ha indi,-iclun.t.a e più l'ha. f.>l,udiata con numerosi lann·i suoi t' d!'lht sua. s<:u()Ja) è stato dr:-;<'rit to un n,ltro ''izio <li dilYNenziaziorH·. rPgioual<' d clra.rhide 1 c-ioè la. dnr!<alizz:),:~.ion(' della 7a t:<•rvirale. l:\i;• (dH• si aiTiYi alla. pnHluziorw <li tliUt vera costola sopranu merari;t, sia. eh<' si ahuia. ,;o lo una. h1rrtrolìa d<•l l(• apofisi trasvrn;c fli <lt·l ta vertebra. f'.OU('Ontilantln o non un proC<'l:'SO pt>riostitico (> ftwilo in cpt<•sti <:asi la compTPssioJw, lo stiranwulo, a.nciH' l'iJlt<>nuzione d<'lle nv1iei JH'rvose d('! plesso bmf'hiale dte def'onono in tutta continui là. Ora è dimostrato ('lH' in que!;t i ta.si, prr ~empi ici rap11orl.i di anatomia topograficn., souo spccia.lmentl! IC's<' l<' r;1.ùic-i nervose 7a ~a C. e l d. con at.rofìa. dt\i pic<'oli muscoli d<>lla mano deii'C'mineu:w tt'IhlJ'P ed ipotenarf', g-iHill;:'('lltlo a Yoll.r •• una rompleta fl.indromc di Déyt•rilte-Klumpke o I3(·rnard-ITorncr. Io sono in grado, aYPndo i radiogra.mmi di tntto il nwhiùe, di e~du <lere nel mio caso ln pre~>enza. di qu<'sto fattore morboso, a romplit·anza (iella g ià. compl<>ssa fl.illdl'Onw. Ria,ssumendo, f'redo <li f'~st·r riusc·ilo n. dimo~>t,t·;tr(' cssLII::ii trn.t lato w :l 1u.io ca-so di tma >C'm fonna di srl<•rosi in J>l:weht>, a debutto brusco, apoplettiforme, dopo lLil Tlroba.hil(' periodo ~mt biguo cd Of.>Cttro, svolgcnteRi poi con aspetto emiplegico (l:iouCJues hn, un 'o:-HN'vr-tziono recente di questo genere) al lato d estro o alterazioni di sensibilità. tipo t~oma posteriori al lato opposto, unitamcnle a.d atro!ìa del nervo ottico sinistro, f\ con ~'LI It' razioni tr onche dei piceoli muscoli della mano d estra. Quanto alla prognosi- della malattia si sa che essa, I>uò svolgersi lentamente, con largh<· remissioni; non si dimentichi però che a volto "PUÒ decol'l'ere in maniera brusca verso l'obitus. Due atJtori francesi Sezar ye c Iumentiè, poco tempo fiL hanno visto in un malato affetto da sclerosi in placche tipica sopravvenire senza nlcuna causa · apprezzabile>., ~;enza che alcuna puntura lombare sia st.ata f atta (si devo e.c;sere ·molto guardinghi in questa sorta di intervento) una paralisi ascendente termina.ta con fatti bulbari. L'esame istologico mostrò sopratt utto d e lle lesioni tipiche di sclerosi ed in più delle lesioni di mielito acuta,
disseminat.a in focol~•i pm·ivas<'olari.
Parlando della cura, Hwri!.a sh~ :wccnnat.o che da pochissimo tempo si è t.ent<tto n1~lla RC·lerosi in p la cche il trattilme>nto già preconizza.to e attuato per la paralisi pro,ç.,rz·cs.<;i n't, la ino<:ulmdonc <;ioè del pla.smodio della terzana ~primaverile e ùt•lla spirorlwt a ùf'lln febhr<' rirorr<•nt c. In. cosl d('tt.a h i opi-
t·rto-t<•rapia.. Riguardo a~! i esi t i di (lll<.'sta è JH'<'lilat uro parlare, anche perc·hè la m:-tlattia, rli cui ahù iamo tmtt;-.,to <>ssendo soggetta a larghe remis.<;ioni, i· dovere Plcment.m·e di ~'<·rit•tà asp(•[t.m·c 1111 tt'mvo r..ongrno per non COlTCl'<' il riseltio di atl'ribuire ad un :intrrvento trrapt•.ntico ciò (')w è semplic<'ment€' nn tipo ùi evolnzionr morhosa.
BrBLfO(}RAPIA
ALURl!:CKT L.
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465 J~FE.RMJ':HlA
PRB~HDrARTA
DT CATANZARO
(GASTROENTEROANASTOMOSI-GUARIGIONE) Jlt!l'
il d ott. Rosario Sacco, capitano m E-di co.
Non è frequeute che nella. nostl'a collettivitìt militare capitino casi, che .si prestino a subire operazioni importanti su visceri addominali, allo f:lOOpo di debellare forme morbose, che dopo lunghe ed inutili cure mediche trovano esatta indicazione in un appropriato intervento chirurgico. Se si eccettuano i traumi immediati (ferite in rovità) ed aleune infiamP.Iazioni acute di visceri cavitari (fegato, appendice ecc.), che possono determinare esito infausto, qualora un pronto intervento opcmtori.onon arrivi in tempo opportuno, difficilment,e l'opera chirurgica si esplica in interventi addominali, che si spostino dalla comune chirurgia pratica. (ernia, cee.). Da una parte, l'Elenoo delle imperfezioni, che nella cernita e nella scelta assume dalla grande massa degli iscritti di leva gli elementi migliori, robusti e perfettamente Sé~>ni, e dall'altra, i provvedimenti medico-legali (licenze, rassegne, ecc.) che subentrano dopo lunghe mala.tt.ie~ fanno spesso · perdere tante occasioni propizie alla nostra pra,tica chirurgica. E ciò senza voler tirare in gioco la miope ed abbagliante lusinga dell' interessato, il quale, credendo di rinvenire in una posMibile pensione la salvezza dei suoi mali e del suo avvenire, facilmente rifiuta l'intervento operatorio. Il presente caso clinioo è di quelli, che. pur essendo comuni nella pratica chirurgica di certi ospedali, oostituiscono una evenienza pos::;ibile, m f~ rara nel nostro ambiento militare. M. Eti.{Jenio da Sovcmto (Catanzaro), canno niere R. eq uipaggi Taranto. Nulla rli notevole n ell'ant\tnnesi familiare ; pa(.b e morto in seguito a scoppio di mina; madre v ive nte e sana. Ha due fratelli da parte materna viventi e sani. Ha 22 anni di età. . Rife ri!!ce di n on aver mai soffe rt.o malattie d egne di nota nella. infanzia e nella adolescenza. Nega di esser;::i contaf{iato di !;ifili<{e e di malatt ie veneree; parco fu. matoro, non bevitor·e. TI 14 m a rzo 1923 fu arruolo.t.o nel COl'JlO d ei R. equipaggi. F ece il corso di cannonie r·e a Tantnto. Durante il !;f't•vizio in detta città fu ricoverato tre volte n ell'infem<e ria. del d epos ito p e r « disturbi ~ta.str ici », consistenti soprat.tntt.o in v ivi dolori a ll'epigru;t.rio, con ostrim;ecazione anche ai fianchi erl alla n'lgione lombare. Il 2 febbraio 1924 fu d estinato in Libia, a Tripoli. Qnivi si ammalò di " catarro gastr i co » e fu t·icover·a to due volte (il 22 febbraio e nel settembre 1924) ne-ll'Os pedale militare locale. Mentre era degente nell'Ospedale, la seconda volta, ~~~~~ sofferenze, l>i unì un vomito pe L-sisten te, che s i verificava sia di mattina, dopo J] caffè, che dopo i past.i giornalìeri. Non vi fu mai vom ito n e rastr o. nè con sangue . . n 10 n ovembre 1924 in >"eg uito a prop osta d ell'ufficiale m e-dico d el corpo fu runpatria.to dalla Libia 11 per m otivi eli salute ». Riprese servizio a T a ranto, ma. fu a!lco~a una volta rostretto a ricoverare nl'll' infermeria del deposito, per qu.a.tt J"O gtorn• . . Il 20 novembre l 924 fu inviato in h•·eve licenza a Soverato. Qui vi s i accen· t-~larono tanto le s ue sofferenze (v om ito pe•o;:;istent.e, pirosi accentuata, stips i per c mque e sette giorni), che n on potè rnuo vet~ i da lla propria abitazione per· rientrare 5 -
Uiot"tUtle d . ;,~llicitttt >>ti/ilare -
Fnw. lX· X
461.)
n l CCJ I')'O. App0.na gl i ru JlO><~ ibil l' ( 7 gennaio HJ25). s i pres('ntò in questa infermeria pe•· es:<l'J'\'i rienvt>ruto, p~•·<'hl> non e1·a in eo ntlizioni da sopportare il viaggio fino a. T a r anto e p e •·chè g li m11tw a vu11<> i lH(;?zi 11<:1· cou~pf'aro le ntedi c ioe e la speciale vit.tit.nziont>. che g li eran o state pre><c'l'itt.f' . 1'11 1wcolto per le cure opportune n el rçpaf't.o medicina. l i 23 febbraio l !l2fi fu t rtt.«fl'rito ut>l reparto chirurgia, ove fur ono pratic·at.i i SC)lucnti c•,·a nll i : L ' inJenno aoeu~a: st•n;;n di !'~''~" 1\llo " t.omar·o appena con surnil to il vitto, (tale i'.offcwenzn ,,u mC'nt'.tl conia :<IM'. iont> PrPttu c diminui!<ce ron la1Josizione ori?:zontale), vomito p oc;he o re dopo il l'>l><lo. dol o t·i u ll' t!piga..-:t.rio et.l ipe racidità.. È af'f'ai pr€1occupato dPlla :-<un infet·mith. Ha PRpe •·imentato una gran quantità di m et.lic in e, ma no11 11<' I l>\ tJ·at r.o u t.ilii.il al!-una. T1 ·ova :<oltanto negli alcalini. qualc hP sollievo conl'·ro J.\ pirosi. Es(tm e obbiett;uu. - l": i.nrlividuo di buona costit.uzione schelet•·ica oJ·iginarjo, con nt1tr izione gener ai<' m o lt o s r·atluta. colorit o pl'lllido della cute e delle muC(lSa vis ibili, nm~coli ipot.rofir:i, scal'>"ò CCH1n r:>ttivo !<Ottot>u tnneo, cute ,:;ollevabile a llughe plicho. P esa chil o~mrnm i 5ti.l fJO. L'esamP d e ll'appamt(> di gcrent.e fa ril ev A•·e : dentat.ura suna, Jjngua ricoperta. da sottile pat ina hinncas tr11: p >trc ti ndtlòminali flaccide, sulle q t1ali s i può pratica.r e. senza do lore e difli<:oltù.. la p nlpazicone Stlporfìci>\IE' e profonda nei vari qua drant i ; non si p olpa al cUJ t iurh1 rirnt>nt n n b s i l'il eva alcun tun<ore in corrispondenza dello stom aco. Vi è invece un ev ident e l!llHZzamento gu"t.rico anche alle più leggere scosse, che !<i imwimono al mc:;ogn~tri o. Con la somminist.t·azione della miscela di Frerich s lo st.omaco fa ri lievo eont m lo por-eU addom inal i e si ;;corgono molt-o bene lo due tube •·o;;iti\ d ello stomaco. Il mar:tine infe •·iore dello stomaco è ~ito a tre dita tra,'lvers<' sotto la linPa t.ruRYI:'I'i'o·ombeli(~alt'. L eggero met-eorismo alla re. g ione ceca.le, ot.tusit.à n E>II'u ltimn tr·at.to d el colon discend ente. Negativo reslllllO J ej.!li ul tr·i o rgani, appa r·At i e si;;t.()mi. Polso 56 al minuto. Il lavaggio d e llo l' tona• e(• con ar·qua alral inn. si compie senza alcw1 incident.c Vengono fuori muchi in ahbor.danza, che em a rwno od or e ac ido, AS!<ai penetrant-e. La sonda di Faurlwt, vieno in t rodotta p er alt.ri c inque ePntimetl'Ì al di lù. del segno nero normale (cent,. i)ii). E.9ame. d('l contamtto gastr ico . - f{pazione acida·acido cloridico (rea:z..ion€1 di B oas): positivi\ : twido lottieo (r eaz ione ùi Uffclmunn) : negativa. · Rsamf rtC'll'1tri111J. - C'olore giallo paglierino, peso 10 18. r eaziona acida.; negativa la ricer·ca d egli clPmenti nnor·mali : ha j!li PIPment.i inorganici: fosfat.i in abbondanza; esame microscopico : negati,·o JW I' eiE>mcnti patologici r ena!i . .Feci norma l i, b en fonnate . J~.Ynme 1'a(/iologico d e llo !'<tomaco, con past.o di R if'dcr {cnp. Scambia ) " lmlllfi!!ÌMl ga:<tt·if't\ m olto di latata ed nbbasRat.a. l l polo c:audall'l si trova a sei dita t. ru;;von;e al disotto ddl'ombel lico. 11 profilo di d ett.a immag ine non è altera.t.o. J l riempimento d ello ><tomaco non fa n Ol·AI'C alcuna. cont·razione gastriC'a. Esso si r·ie mpie a guisa di un ,;t~.N·o a p a rf't.i in e1·t.i. 1->ulln g 1·ande curvatuJ·a non è p ossibile s(·orgerc ttl c;unu\ov irrt<'lli·0 pel'istnltico. D opo r irca 22 o·re dalla ingestione del pas to opaco s i & pn t11t.o u ot.>li'C' !'lte uno. di ><ct-ei.a f'tll't·<, di esl'o :-osta.va. llllCot·a n ello l<toJnaco. Ripet ut.o J" e,.:a nw c·ul pu.-:t.o opaco e ~'<otnntiJ ti!'<t·rA.ti n l p11z.iente pochi CE'nt.igram· mi di cloridrato di J>AIII1W' t·ina. non si è notato n.lc un accP ic ramcnt<l n el vuota· 11\l' nto d ello s~o mnco. ( 'o11rlusionE' : E ctas ia ed atoni a d elle pare t.i dello st.o m.aco cou r·itan lo n ot.evole dello svuotamento d el COlltcnuto ga:;t.rico. lJN'OriiO. Veugon o p rat.icat.e laYanrle ~n>:t rir• he n l!iOI'IlÌ a lh' rni e souuninist.mt.i a lcn lini cont-ro la pi•·osi. P e r quanto la di ~· tetica !<ia !'Omiliqnida {brodi. p Astina, venltrrll· t agliu7.zU.t·tl . uova. zal)aioni), purc.- il paziPni c i> cost.1·c t.t o a vomit.arf' p er libeJ·nr;;i dal dolore e da l p eso d e llo stomaco. Ripc· te spò><;;o c lt P • le ore d e·i pasti sono le ore d ella sua mal!giore tol'tura " · li 7 marzo eo n la lav>tndn )!U:41·ica ven)!ono fuori ehicchi di past.ina inge1·ita. tl111· p;inmi p•·inm P fnt ;;t o li d i vc·n ltll·a t.le l pa~<to d ella sera p r·ecedcnte. Vengono !l.nchc J>lllt.i(>atli' htYil nd c !!Hst ri r lll:' in posizion P s upitHt p er abitnaxe l' infe!'lnO ad ('ve nt,nnle applicazione d d la sonda d op o l'ope>ra·Gione. · 11 10 marzo, a..«sistito dai capitani medici Lazza ro e Scambia, procedo u.Jla ga>~trorligi unostornia tnm><mesocoliea posteriore nlla von Hacker. Narcosi b en t o l-
467 Jerat.a. Openn.in!IO;! >'l'JlZ!L a.ll:un int·ident~ : laparnto111ia :::opn1 omh•'licale; evi scerazione ù e llo epiploon e_ ti'.'l colon t rasverso col relativo Jlleso ; in punt.o ava~colare del m e,.;ocolon si apre Ja bn·r<'i~t j)C'r l'lH!Qiungero la paret.e p o;;tcrio r!\ de llo s tomaco; auaRt.ornosi _gns tro -intestiuniC' a lla von HtH:kPr co n la prirna porzione del digiuno; fi..-.-sazione d eiJn.parete po:;LerÌOtC clc>llo st,omaCO ulln ureN•ia dr l lllt'SO· colon ; ri cMtm?.ione a f'f.rnt.i dllllo. puret.e addorninal<·. Decorso postn]Jt'r fttol·io regola1·e. npiretti<"O: gtltlrigiollC' pe r prirmun. Comin<' ia. a l qunrt.o .i lÌOI'Il\l la nut1·izinnl' per bocc·a; in nona ).!iorunta vitto t•f'gnlnre. E~'<ame rad iologoi<'o pr<t t.Ì<'Ili·O il 28 ma r·zo : (dot.t. ~rnr.zn) ( l ). « La I!Rstroonlt·rost omia funzi ona co11 prontezza. Ln. soluzio uf' col bario, appena raccolta ne llo s t-omaco. viPne t-osto incanalnt.a Rt.t,ntve r'l>O il n cnstorna n e l d igiuno. Non si vodo fnnz iomtre il pilo ro. Lo svnotar11ent,o d e lla soluzione bari ca avviene at.t-r·avcrso l 'an><a effcrent n in dirPzione ve 1-t.icale . L o stomnco, di fonna normale. è r·id ot-to alla rnetù. d el volumi', che pre-l'en tava prima dell'operazione . I l nnovo sto ma ~· s ito n oli a p or:r.ione piìt d eclive d ella ~rando curvatura dello ><tomac•1 "· Il pa:r.iente non ha anrertito piìt dolore a llo ~t.omaco, nr ha a CCll>'ll.t.o vomito e p iro10i, quantuJtque sia st at.o sottnpost.o ad abbondante vitti ta7.ione . Digerisce bene qufllunque ci ho l'cl ha r<'golaJ·e> la funzione inh•><tinal è : il p eso clel corpo è aume ntat o .
Dalla sintomatologia riferita c d alle prove scm<•iolugicht• e l'<ldiogra1iche a più riprese eseguite, non può );<:aturire altm dia-gnosi, che quella di : ''gastrectasia, consecutiva a, st.ouosi pilorica da ulcera. pn~g,·essa 11. Il discernimento della. cnn::;;~ prima., l'he dovf't,te <'ondttrrc alla stenosi, se non richiede f•c<·e.<;si ve deduzioni, nemmeno è chia-ro e facile ad un semplice esa.me. P erciò, se è facile nel caso nostro la diagnosi di stenosi pilorica. per i disturbi su bbiettivi e per i sintomi obbiettivi e sopratutto per i ristùtati dell'esame <:on la, sonda o d<'ll'indagine r::.tdiologica, a-ltrettanto degna di va-lutazione (> la ricerca della causa, r.he. dov(>t1 e provocare. la stcnosi d Pl piloro. Varie entità morbose- che appresso sccverereruo- possono offrire qualche la.to a lla discul'sione. Ft·a t.utto però quella che si è potuta costruire su salde basi sintomatiche e r ho rp:;istc, p er esdusione, al confronto delle altre cause patogt>n<'tichè, è la stcuo:;i residtwta alla. cieatrizza,ziono completa ed alla retrazioue cicatrizia le di una ulcera. prepilorica pregres:::a.. So la diagnos i di ulcera gastrica è fond<'tta (!:'l rumpell, Leube, ecc.) stilla triade sintomatic·a : dolore. \'omito cd ipersecrczione ga~-;tr ica, i dat i anamnestici del caso nostro rifll'ttouo il fLUadro sintomatic-o richiesto. L 'età giova.ne, il vomito, il dolor<' p<•rsistcnte, e h t'l costringen1, il pazi<'nl e a ebiedcre frequentementH l'aiuto del medico P le eme ospedalierc, l'iperserrczione gast.rira con spi(·rata ariditù. (piro:-;i t:oxtant<.•, Pr·uttH"-ioni a<"ide, vot~1ito mn.coso abbondanto) ::;uno le ormHnt>ttP, sulle qua.li, cNto fuga<•cment<•, luh:er a gastri<"lt f<'l'l' la :-;uu appHizionc. 11 È notevoLe il fn tto che la s indronw ù<•Ha st l'nosi può illi'Orgf•ro in sogg(•tt i, nei quali l"ulc<•ra è dr<"or:-~a :;uhdohunPntc 'l (Donati) . l\Ia, fra t ut ti i ::;intom i ne manca uno, non indiiJercnte : l 'cmatenwsi, e~c se è Sl)('sxo riRolnti va., non (• c·erl amt•ntl' (·o;;tant c da far<' escludere h~ diagnosi, quanùo <·ssa. malll'<t. r\ !.JlH'sto ri guardo ~ono con<·ordi i tra.tta-
4fl8
r.M<1'HEI'T.\ S I \
1> .\ STE:-;osl
I'JU•JUt ' A
Oltll/\~11 : \
t isti. Lo :::>trumpellsi e:; prime molt.o chiara.mcnt.c "Se nel corso della malattia non si verifica m a.i una mnorragia. drllo .~tornaco, il sin torna sn cui più s pecialmente deve fondarsi il sospetto di u n ' ulcera gastrica. è rappreRentato dalle gastralgie violente, massime qua.udo .i dolori Rono di tempo in tempo accompa.gna.ti d a vomito. Ove si abbia la pmva della iperacidità o meglio della ipersecrezione del co ntenuto gastrico. qur.st;n rircostanza unita. f•d alt.ri fenomoni acquista grande va.lore "· Il Donati. riferendosi ad os!!orvazioni cliniche da lui fatte, a~seriscc che (( i l vomito con sangue (ematemesi) è lungi <laU'esscre costa.nte; in casi a. diagnosi ac0ertata con intervento operatorio l'emorragia. sarebbe stata ri leva.b ilt~ in po<"o più della metà. dei casi ''· E Rergmann ins(!gna. che ,d 'emorragia gastrica è forse l'unico sintorna caratteristico dell' ulcera del vent ricolo, ma disgraziata.mente questo segno manca completarn<mte in casi numero::.i. Le st~t>tistiche sul presentarsi d elle emorraf>ie dello stomaco nell'ulcera va1·iano fra loro "· Stabilit;a la. ca.us<~ provocatrice della stenosi pilorica, facilmente si connette a questa la progressiva, e successiva ecta.sia dello stomaco . Al ristretto passaggio d el contenuto gastrico nel t ratto duodeno-digiunale àovette sopperire ::;ubito, per compenso, un aumont.o dell'attività della muscolatura. gastrica.. {~uesto c.o mpenso ebbe l.a sua, più o meno lunga. dur ata, fino a quando cioè non si ruppe l'equilibrio tra. la resistenza della stenosi e la forza esplicata dalle contra.zioni muscolari per lo svuota.mento dello stomaco. Aumentata la stenosi, hpertrofia della muscolare non fu più sufficiente per spingere il cibo nt~l canale intestina.le e perciò grada.tamente si costittù un accumulo di detriti a.limentari nello stomaco. Col tempo le pareti g~tstricb e si I'ilasciarono, la muscolare divenne atonica, il cibo rimase fermo e lo stomaco, accumulando residui alimentari e succhi iperscereti, si trasfonnò in un serbatoio inerte, ove gli alimenti ristagnavano fino a quando - provvidenzialmentr.- il vomito o la sonda non li facevano espellere fuori. A questo punto, l 'impedito vnotamento d (>llo stomaco inscenò l'altra. coreografi a di sintomi gravi, che susscJ!uono nlla stasi cd alla ffmnentlLzione degli alimenti : peso all'epigastrio, vomioo (:ostante, abbondante e r_ontenente residui alimentari ingeriti un gior·no o due prima, iperacidit.à (p iro~i), gnazzamento dello st.oroaf'o, dilat.a.ziono 1'('(\C'ssinl f1CLinsultìC'ienza, motorhl, delle pareti ga.strkhe~ grave depN·imC'nto organico. Varie ent. il ~~ ntorbose (·ouw dicevo . avrehbero }>otul'.o fare na.seere dubbi di ,~gnost. i<· i, ma ht valuta?.ione cliniea. di ognuna di esse ba riconf~rmato quella già en111wiata. La ste.nosi cong(•nita dl'l piloro, la st.enosi pilorie;a residnata alla. ingestio ne di sostan1.c l'austic·he e h~ stenosi da. {;(1111}ll'Cssione o da. ad erenze esterne per ca use vici no (l.unwri, a ffczion i del fegato, del panereas, ecc .) sono da escludere senz·altro, v erchè per le prime due la a namnesi è muta, e per la terza nessuna twta. ~(\ tll e iul ogic;a è stata riferita a questo rigua.l'do . L'e<:cc~siva ecttl.s ia dello st·omaco con l'abbassamcnt.o della grande cnrvittura, il vomito, il ristagno dci residui aUnwntal'i })Otevano a pritua vista portan• anche alla diagnosi di gastro-ptosi-eetasia idiopatica.
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PILCIRI<".\ ORO .\;)."IC :\
~[a. ben si sa, che mcntrn nella :::11'nosi piloriea organica il sint.oma è r appreRentato dal ri::;tagno alimenbtn·, qualunque sia la poRizioue tenuta dall'informo, e dal vomito, prl'ct.>dnto d<~ dolori spa~nnodic>.i, di abbonòanti mas:-;c di materiale ingNito )Jaret·t·hi giorni prinm, nl'lla i!:l~tro-pt.osi-ectasia. idio.pat.ica inveee lo stoma<'o suoiP svn.otarsi intera.ment<> nel deeuhito orizzontale, ed il vomito, che ma.i è prPceduto da dolorP. r-oxtituis<·e ttllll ra-ra. evenienza C~brehesini) . .N ol <•at.ano gastri<'o cronico il voUtito è· freq ucutc so !tanto ;ti mattino eù i: caratteristi<·~t l<~ produr.iono di mudli a hhonda.nt i. A;.;spnt.i sono il dolore e rectasia. . JJ~t dispep::;i;t nt'n·osa è> frequente negti individui nevrotici. Si ;;viluppa sotto l 'intinen"'a di una violenta. emozione oppm·e gradualmente per azione di <:anse operanti in modo l<'uto e continuo (emozioni ripetute, ecc.). I sintmui principali - 0"9JH'cs,;ione e dolori di stomaco, app etito capriccioso - va.uno sogg-c>tt.i a. ripet.utP. vicende di att('nuazione e di aggravamento (Rubino). Il ca.rcinorua stcnosnnte del piloro ha un ri~cont.ro quasi costant-e: la pa1pazione <li un tumore. A pporta pure rist.agno di detriti alimentari ; il vomito è ra.ro, quasi sempre color po~a ili c-affè ed a~::;ai nauseante. Il riscontro dell'a<·ido lattieo legittima il sospetto del cat·cinoma. La stcno~i piloric.a di uat.ura. tuhcrcola.r e è l-IC'.compagna.ta da alt.ri focolai tubercolari, spccie a.l pol..t.none. Vi è d·ia.rrea. abbondante e eontinuata ed e~i~tenza di gangli multipli nei territori Unfatiei. La. si1ìlid{• pregressa dello stomaco si manifesta con la stcnosi fibrosa iperplastica del piloro. l sintomi sono comuni alla steno~i oTganica. Nel <'aso nostl'O lll~Ln<'ano assolntamente i dati anamnestici di nna infezione sifì Uti<'a pregres;.;a. AN:enno a,) piloro-spa;;mo, nw. nulla vi è sta.to nel caso in esame, che abbia fatto pensare a qucsl<t cntitf~ morbosa. L 'inerzia. o meglio l'insufficienza rnotoria deLle par<'ti gastrieb e, ben rilevata dall<) raclioscopia, è Pl'Oprio in pi<'na a.n ti tesi con le! co~trazioni \7iolcnto, che si verificano nel piloro-spasmo.
IJa cm·a. dPlla steuo:-:i 1>ilorica org-aniea non ammette a ltt•o tra.tt~tmento che quello chiriU'gico. l::li potrnnno te.mporèUH.l<Ltuente attenmn·e tutte le ;.;ufferenze (!>tasi ali.mcnt:are, fermentazione, ipt'rs~crezione, ipcracidità., cct. con lavande gastriche, alcalini, ca.lmant·i contro il doloro ed il vomito), ma, non si l'iusrit·à mai con la sola. cnra. meclic~t ad apporbu·o una vera guarigione. S;ncbbe tempo sprec<tto a, tutto sva.ntaggio della nutrizione del paziente. È chia ro però, che per stabilire l'adatto intervento, debbono preeetlore tutte quelle ric·ercho-semE>iut.ic·hc, dtimico-clin.iehe o radiografiche ne<·cssai·ie per ben dc> l in il'<' l'enti t ~t patologica. I metodi opemtori per curare la. stenosi pilorica. sono due : l<t piloroI)lastica P la gastroentf>ro;;tomia. Qu('sb"b oramai è da tut~i preferita e prescelta c diviene n ecl's~~uia., qua.n<lo l'ecta.si~~ dello stomaco è rimarchevole o quando il ri:stagno d\·gli a.Jimenti è abbondante. Oggi non si usa che la gast.rodigiuno:stotnia tra.nsnlP:soeolita. posteriore alla. von Hacker. Son è> il ca:so di des<·riv<>rnc lllitmt anwnte la. ttl<·ttic.a ope-
47(\
1: I>''!'IU:cT.I>'I \
h\ >'TE :-<11!'<1 l'II .OHI! ' .\ Drt(;..IN IC .\
r aloria, n ù di ,-~liNo a t·f·<HI IHII'c':' a lle uro<lllièlHI pi it o meno <:ompli ratc. se puro a l<·turP volto 11ià u t.ili ftmziona lm cnt c, (~ast.roenteros tom i a ad Y di H.oux; ~ast.ro<'nterostomia ver t iea.ln all;l. :M:arion; con a.nastomosi i;msver:::a ltncnt.e a11<1 I\llajo; alla Doycn, ef•c- .). La gastrocnt <wo:-;t.omia tra nsllleso<'olil'a posle t·iorc è l' opcra.ziono di scelta, C'hc lhl fat·to tra.mout.are g li altri inl.('rventi, che venivano eseguiti ]WÌIIHt p er v int·m·e la stcnol'i vilori ea : <.livulsionH digi ta!<~ o cruenta del piloro ; gas t roduodunost omia,; g;tstrol'lnt<•ro:-:tom i a an t P-riore; rese1.ioue dd piloro ; ed anelH' la pi loro-plasti<·a,. Alla. g-;1stroen f c r'M;.to rn i;~ posteri Me· h;Lnsrnesocolic<1 v iene spesso a ssociata la gasi roplicatio, <-1.llo ~eo po di ri('(JSt rH in' la form a nonna.te d ello st.omano not!woh n<·n tH rlil;-Lt.ato (Trirorni, Sc!Jiassi) . ~el caso nostro m ii n n ra !s i doHa l-lo l n gastroent;orost orn i a. tntn!':mesocolica postc>rion· alhL von U:wkcr , pratica.t.a nella lHlrzione pil1 df'.clive dell~L ~··:uul<• eurvat.ura dnllu stomaco. Xon ritenni D ere~,;H rio rirnpicciolire lo sto maco con la, gast,J'Ol)Li<·<'l.t io, J>Oif'lrè l' c>~pC'ricnza c· liuica. dimostr:t, c gli es;tmi radiosropici pratirati n ll'in fèmro dopo J'a.tlo oper atorio lo hanno confermato, dw lo sto]naeo, appuna ,·iene a nHuJ.e;a re il ristagno degli alimcnt.i, ri <1e4 uist a hL funzione e la tcmiciHL clr lla rnuscolat.um (Ceccherelli, Donati ). Il risulta.to immNlia to dl' lla opentzinun [u d a vvoro idealo: scompa.rsa complc>t.a. di t utti i s in tomi sog-gctt.h·i, notevole wigliont mento delle cond izioni generali, progTel'si vo aunwu La d Hl pt<so : risultati, che di mostr<HlO eviden tP mento c:ome la sola c ura ehirur·g:iea, in t;,tli c·a.l-li, raggiunga i postn lat i d i u nn pnrfPtta gna •·ig-iu ne.
BJ B LJ O<.: HAFL\.
l ) l3 ERO~Lu'il\. - Trattat.o d i cldr1u·~ia: 1003. 2) DACONTO. - Anali"i chimiche e micr·o:;copiclte. Edit. F. Vallardi. 3) Do NA'r. l . - (;hi rnqzia d ell 'addom e . Unione t.ip. edi t . Tor·inese. 4 ) L~: IJBE . Diagn.ostica ,[elle mabl,ttie interne. Ed it. F. Vallardi. o ) )!A.H CllU:ST!'H. Con t riblltO a l trnt.tnrnonto chirurg if·O d ella. J!IHltr·o-ptosiectas ia idiopatica. TI Policl inico. scz. Gltimrgi.ca, l {)24. 6) SGFlTA:>::u, -- Git<rto dn ì\Iarch csini. 7) 14-rtw~rP.ELL. P ~tto logiu rnocli ca. Eùit. F. Vallar·<li. S) 'l'rw 'CJ ltr. - · Citato rl a !Jl>nnti.
~71
Di un raso non [Omone di !porotri[Dii dell' arti[olazione del ginoubio p<>r il d (lf,t,. Carlo Veneroni, <'apitano m('dico.
li primo ~ ~aso di >l!JOl'o trin> ~i b·()'pic·ak Ì' st;d.o OSHCrvato nel l3r<l.sile. Ne11907 fnro uo f1utz e ~plcndorr. :1. diagnost.iearnc <'inque ca:;i so11'<> formn. dì linft\ngioitc• g-ommosa.. poi vt-nnPro i c·n.si di Grcro e di Lindenbcrg. Splendore descrisse pm·CI 11m~ nnic•tà. part.ic·olm:c : lo spo1·otTich11m, a .~te1'oicleR. I n Columbia J' esi~trnza dc' lln. ~poro tri c·os i ~ consta.t.t.ta. tla Peped n. Bn.rris ; ;tlla Guyana fmuc:c!;C ch H c~m~r . A Madag-asc·ar ('arrougNnt hu studiato nn.a. e pidemia di sporo1Tit·n:-:i tl<'g li equ ini o noll'oecasione ha scgualM.o un caso di trasrni::;;;;inn ~ :tccidenl ale thtl c.avallo n l!' uomo. N~l Tonc hino Kn~·nin ha os:-:er v<tt.o un c·aso eli sporotric·o,.;i ~cneraliz7.a.ta in un Eur opeo dtf' c•bhe stu;c·c1s~ i van wn1c Jebbre, con:,:w:tione pol mona.re ed ernzione fm·utwolo:-:a. F: nclht mcdesinHt Cnlonin, Fe ni~ hn. ;;;tucli <lLO una sporotrico,;i pol11ton:tre che <lecor:,;e conH' u na t-nhen ·o losi. Castellani nell ' fndin. ha. riscont r ato ÙH <' easi di sporo tri!'ns i (s fllli'Ot'l'icJw·m ·indi('U11~) ::5ono state dc::;rritt.P- varie spPC·Ì{\ dì ~p orotri r:b unt : ast.f'foidt·~ : indicum; .J e:"I>Oi:H~Imi ; >::\chenk i ; Beunwmn i : Goug<'l'o ti ; Dori. )[a s i tende a rac(·o~licrP le :-:poroLricosi in due gruppi : 1° (h··nppo: Sporotrichutn ~(·cnki; H e111'tmlUni: ca.mtt,crizzn.ti dn, tila,menti intrecciati ~ <ht conidi nllun~Tati . :.! 0 firu.ppo: Sporotrichnnt <tongeroti: c:trattc\J'iY.za.tì ila lilarH~nti più spessi e d a conidi mouilifortui. Il tipo Scenki scmbrerebhe essere il pitl diffuso . J,e form e eliniehe d ella sporotricosi si dist ing·uouo in locali e generali : Le forml' locali <·ontprcndono le lesioni int,eressn.n t i: cute; mucose; polmoni ; ossa. Le formo generalizzato ,.;i manife~,;tauo con una febbre atipica indica.nte ch e lo sporotrichum è 'Penetrato nel sist.ema ril'eolatltrio : dopo qualche giorno fanno la loro comparsa delle erazioni gommose, pustolose e anche bollose. A vevo già osscr V<"\.1o sul Giuba la presenza di numerose micosi tropicali p atogene per l'uomo e tra le più frequenti le sott.oelencatie :
Demwtmnicosi :
Tinett crurl:; Tinea n l b1t 1 'Tinen imbricnta (Tok('llltt) . TinN\ Bava J Blastomico;,i tropicale r )l,vCOtOmA n Xoduli iuxttt - lll'ticol!n·i
j\1.icosi a localizzctzioni
~ :\ticosi polmonari o pscuJo t ubercolari da A sp orgilli ? ~[ico:-;i : vio lagr·imn l i - polrrwni - in te::;t.ino dn. Strept.o
~
:\l icosi pneumo - oto - r·ino - fnriugee da Mucoracee
diverse :
triC'he~>.
:\h L non poss('dt·,-o an('ora ups:;;mw osservazione sulle sporotricosi. IJ ~ll-SO che Vl'l1g"O a dCSl'l'ÌVf'l'e Ì' intcr<•ssante, Oltre che per r originalità
della ~m~ sintomatolog-in, eh~ può in un pr imo tempo indurre in err ore chiciles~ia, anf·hc per<:b~ tratt.ando:si di una. micosi verso la qua le da non mol to è stata richiamata !"attenzione degli studiosi, cont.ribui~;r•• <Hl e>RtendcrP l<' nost.rc cogn izion.i c·i rra Ja ~;u a d istri huziont> gcografi('a. « Mumin Abdlll'l't"ttnan. son•>~l<> di Koblullt> :--ul ba.s:;o Uo: hi KC'elJeli. d'anHi 2a. Ha avuf·o in JH'f'(·t•de nza 1ma s ucc;t\":-:ionP di at.t.lll'chi mala•·ici . Viene rico,·p,·at.o per di,.~L·ntN·ia ;;o.~pet1a ehe <.Jnt.a da un paio di giorni, con ~ctu·ieho a lviue m1wo~fl e saugHiunlC'nti in numero di 15-21) nelle 24 o•·e. Co~titllzion(' selte Jetril•n ILOI'IUH IO; 111111'<$0 111\I>'CO)ari )!0\'C'I'('; pmmi('O)O adipOSO scan-;o, P. i ii. 'f'. :Hi. 8. );{.. l H. 'l'o·rrtl'l' : nega~ivo l'e,.,ame <.lcll'oppanu.o r espirato•·io. Cuore: lq!gcnnent.e ingrAnd it-o il D. O. 11 l•• tono n.-.lla puntn ~- 1wolungnt.o e "l'"ti tuito dn nn lieve Ml· mor!:' <.li sotlio. A.ddom~;: fegll.io in~rll.nclito, ti murgini dlll·i 1!1glient.i. Milza : notevolmente ing rnnditn. c pnlp11 bile sotto l'a•·c;o c::ostu le. Apprn·ato locomotorr>: liP\'t> tnnwf>\ziont' dell"articulazione del ginocchio ;:;ini;;t.ro, la emi c;ompa•'>'a ha u vvortito l' u unnn lot.o d n m w quindicina di giorni senza pe1· alt-t·o darg li ~rilnd<> impc>l'tliiiZH e;;..;endo il rlolorl' tol l e-rabili~simo. Esmne del -~a11(f>ce : ~l ohuli l'ORSi : 3.200.1100; c>moglohina (Fieisc·h ) : 50 ~~; presenti i parassiti d(')l>l qunrtana e tl"J'ztma Jll'imM·t•J·ilt•. E8ame ddlc uriu.; : negativo. E-1ame ddle jet;i: pusil ivo per J'cnt.amat>bfl hys tolit.ic·a : negativo per gli altl'i protozoari, coHl)Jl'C><u la spirochPta intestinalo e per gli e lminti . Una >'flr.it' di inie7.ioui di emei'ina faJU\0 ;':C·ompnrire la di!lseHtA-•ria nel iontpo massimo eli umt vent.inn d i giomi o l ' Abdmnmu:m dopo un adeguato trll.ttnmento ipornutritivo sn r·ebhc ;:;t.nto dirnc;.:<o per· continuar!' la eura ambnlatm·iamente :;e HOn ave:-:s~ •·ic·hiàlllato la miu a.t t.enzinnt> snl _ginoec·ltio ;:;ini:"tro che em 11ndnto notevolment<' atunentHndo di volu nw. R ilic:w : t.ur)..(OI'fl 11niforme dPll'ul't.i<>o la:r,i <JJlE' del ginoc::ehio; ><piantliHEmto del cavo j)<>JII iLNI ; ;;ballottamento della rntula ,.. .~t· n•npnr:<a delle fo,.;;:;ett.P lat.erllli; niPnl.e r·o!<.'>ore della cut.e. n ient<> aunwrtto di co lnn·. È evidente la. presenz:A di 1m liq11iJo qual~iA !'ii noi cavo artiC'olarC'. l':segui:"<:O lo pm·aeontc"i ul['c>..-trcmo superiore e lat.two-est.er·no della rot.\da, c:he chì esitn ~~ nir·c11. 400 ccnt.i n• etri cuhi di liqu ido d<'n;;o, \'i;:cl•ioso. color ginllo w·o, inodoro, a r·C'nziun e nknlina. E )\>sante mi c•·osco picn 111i dsì qHcst.o n·f!·r·to: nurneroJ<is,:imi C'Orpustllli di pu,.;; scarsi er·it.rociti. Nef!A1.ivn In ri c(>ren di l'lemPnt i parn,..:<it ari di qmll:;;iM;i nn tura. -:\fnnt.rt~ e be iu
nn pri111o l t'III]JO la fon n a tu i era setllbrat a <li orig-ine ~;iJiliti!'a o tuhercolarc. <lo\'dl i oricntai·t> divcrsa nt<'nte lt' n1ic riC'(>l'rll<' 1wr l'a,.,:-nnzn. ùei :-intomi p:Hog·nomon iei a qtt('st<• dttc nht·httti<' e ciol> :
a) Per la si{ìlicie:
l 1
l ) dolori <'::<t òesi frt>qut•ntc-nwnk o lJÌll nrtic•n luzioni 2} graYi1ò. 1h•l doi•H'f' da impl'cli•·e qunlrh<> \'Oltt\ 1'11:-<ù clPll 'nt1-o :J) fc-bl.r,, t·nst:lnte t>hc può nn<lnrl' fino a :{9° 4\ rlnlm•p n Il n pnlptndouo dòella parte 5 ) <·nk c·ht.-> ti\T<•Igc- In giunLrmt pitt c>~ldn d elnorm!lk, fc·,.;u, f'd <'Tnlolto~u (' l\(11\ di rndo arrossatt\ 6) >l nn ntn c·xi 7) \\' >1:-<>'<' l'lll>lllll
DI UN CASO NO'X L:Q)I U NI': Dl Sl'Olt(YI'Hli'C'$1 DI·:LL'ARTICOf,..\ZI0!'/1~, !::CC.
b) Per l<~ tubercolosi:
473
l ) •munmc:;i 2) stato gt·nc>ndt• 3) d Ì><turbi f CII1ZÌOI1ttl Ì cldJ' Ht'tÌc·Ol>lzÌOill' 4) at.rofia m usctllar·n 5) ad e.noputia gangli Jiufatid cm·r·i:;pQmlenti . (i) pl'llc· >l\' v olgont.t' l'art.ieohlziono pallida, donde il nnrn(' <li tcunnro bianco 7) pr•• ~t·nz.a di Hltrt• lnNilizznzioni tub<-•rc:-ol.n-i 8) fcbbrr9) linfoeitn><i nell'e:;:;ud>lto tubPn·olaJ'O
Uont.ro la siorositc da <t.llll'hia:;;i deponevano i V~ll'ii e ripetut-i el:ì<Lilli per h~ ricerca de.ll'am<>lJa nel liquido articolare, oltre che l'ineffica.eia del cloridrato di emetina per iniez.ioni. 8 credo inutile una djagnosi differenziale della forma in questione con le artriti di altra natura, oltre le sucitatc,
e ciof.: la gonococcica; la saturninn; l'influenzale; l'istNica; ht cmofìliaca e aneont tut.te le altrn che possono intervenire nel corso di maln.t.tic infettive acute. Affacciata <b lll(' stes.'lo l'ipotc·si che si potesse trattare di uua. iufczione micotica e poichè ilmieroxcopio non mi av eva-dato risultat.i di sorta, 1·icorsi all'esame culturale mediante l'inseminagione di t.l·e goccio di pus sospetto in una provotta con aga-r glucosato 1 J)l'Ccisa.mentH seeondo la teenica. del Gom'gerot. Ho seminato in t.re punti diJì'erenti del Lubo : 1° So1n·~ l:~ supcrtieie ddla. pa.tina.. ~o Sopra. la. parete del tubo opposta. d«>ll '<w:ar . .3o ~cll ' an~oln ùiet.ro formato ùall'a,gar glucosato da un<t parte, da.! Luho dall'altra. Ho la::;eia.to il tnbo in:-wm inato <blltt tempe-ra tura. del mio la borat.orio 300-3.)0 • Già. al ;{o giorno, lJÌltbzando il tubo sul t a volino dt•l mi(•roscopio ed osserva.ndo con l'ohbicttivo n. 3, ho osservato dei piccoli ptmti binneogrigiastri circondati da un'a,ureola raggiata.. Il giorno dopo i 1mnti si Nano rnoltiplicat.i e traxforma ti in dischi eonea vi solca.ti da !>t-ric raggi a t 1• ~~ la eolora.zione da bi a nMgrigio eh c era vritna. aveva essunto un asp-etto brunastro piìt a.ecentnn-to al \"entro della colonia. La cultura dopo dnqnn g-iorni avfwa la forma di lll('tll hnmellc pieghettate e a-rrotonda te, eof'ì da t·icordare gros;;o Iam1-nw.n1 <' l<' c·ireonvolnzion i cerebra li. l:;.'ln?ne micro!lropi<'o: lilanwnti rantificat.i e intr<'ceia1 i, sui qn:tli :->'inseriscono, direttfuneut(' ìllli lìln.menti , spore ovoidi unirellu la.ri. La tni.a ossorv;~:r.ione non è certa.mente comune, pcrchè· mai mi f. oc~rso di leggere nulla di simile nè sni testi nè ;;tùle recenti pnhblieazioni mteressanti il eapitolo dolio sporotrieosi. Sic:chè, oltre a contribuire ad estendere il eampo delle nostre co~nizioni sulla 1listribnr.ione gcografìca d:-Ue sporotriCO~'Ì. può essere istruttiva c s<'rvirc eli guida al mediC'o nella dtagnosi. di l'fcronz i>Llc delle m o l t(• p l id c :-;nn-i n.t c form r al'til·<l lnri.
474 ~tXOLA Uf t\ANfT..\ 7\LfLITA JU; 0 .\Uf:-.'1-:'I'TO
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TRAU~L I TO!, t)OfA
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,\Lf>:DW I Z"A
Ol'I•:R.I 'f<) lt!A
di l'P MO da l tf'll. (:n lorrrtel lo lll('<lÌl'll pl'uf. E. D~: SA HLO
Su un caso di arteria renale soprannumeraria per• il dott. Filippo Grifi, tnpit.n.no m<'llieo. pra l ic<tre, a. s<.;opo ùi csor<:itar,io n(• opera. tori a. ra:;port,ar..ioue, por Yia lombare, rlof>l rcn<l de,.;Lro n<'l <'a<laVNfl di donna S<'ssa.nt.<'nne, ho avuto ~ ol
o('(·.asione di o:-;::;<'rva.re una di:.:po;;i?.ionr: vasalo, CÙ(I <:rodo meriti di essere cit:tta per la sua rarat1 <>rist.ic·:t an:t.lomic·.a o 1)<11' il ]W:tt.iC'.o int,ere!.iSC c hirurgico ehe pn~:;ent:L. D opo avnte esteriot'iz;r,:I-Lo il rP-11<\ c·he si t.t·ov;wa nella sua logg:ia in sitmtziono normale, si è logat-a e t:ag-lillJ,;t la m('tà, su_perior(}, v;.Lscolare, del poduneo lo . _ ol ]H'Oh.'Ùcre all'isolament4l <lell'nrotere si è rilevata ht. presenza tli un vaso arteriMo aù esso ac:c~olhtLo da.!la parte posteriore e decorrent-e insier11e p er r.in::t 3 ecnt.imotri <hll <·o llett,o dclrnretcro ste::;so, ta.nto da si m u h~re mt ttrP.tore doppio. ~co lla.ndo più clif't.a.lmt~nte si è osservato che, nel men tre l'ure1err ;;i po r hw:.t in clire;r,iono norrnale verso il ba.sso, l'arteria devia va :tll'intP.J'IlO per raggiungere l'am'(.a. a-1 livollo del margine s uperiore della. terza. vor tebrfL lombm·e. ::51 trn.tta. di un caso tli duplicitàdoll'art.mia nm>tle che si pt·e:,;c'nta eon dLsposir.ionc t a lo da meritare nn breve t·ic·h.ùm1o a questo genere di anomalia. Va. notato che il rene, s it uat,o in s(>,dr nonnalo, non prE';;(mt,ava. a-lcuna <1nom<tjja nè di volume nè di forma. Riportando qua.nto è conosciuto circa ta.te argomento , risulta. cbe l:~ moltcplicit;à de ll'arteria renate è notevolmente frequente. Zondek, su 15 casi esaminati, ne t rovò 5 in ctù i roni erano irrorati da due arterie; nno da tre. Levi, su 96 cadaveri esaminati, t rovò <1rtori(l renali multiple in 25 casi da un lato ; in 1 2 bihtteralmente. D a, sta.tistiche r iportat.e dal Levi ri<mlta che Schmber ossorvò, su 200 r eni es*~mù1ati, 28 ca.si di arterie ren.a.li mtùtiple. Kolstor, su 130 cadaveri, no trovò 32 con dupli.cità unilaterale, 11 con duplicità bilaterale. Soéondo le ricerche di questi autori e di altri, si può calcolnre che la froqtwnza della duplicità, doU'arteria emulg-entc, con la elasticità c he si deve concedere ad ogni statistica, va t.ra il 20 ed il l i> %, cifra che approssi mativamente concorda con quella riportfLLa più recent.emente da. Seldowitscbs dal 18 a.l 20 %Non Sulllbl'a vi sia. proferenza per il lato in cui l'anomalia si può verilìcaro; le os:;,ervHzioni si equi ni.lg:ono si.<t a destr:t che a sinistr a. 'l're o piìt al't,(•rio renali furono ossHrvate pochissime volte, e tale anomalia è con.si(ler:-\ta N lll(' l'itra. l\Ieckel a,vrchbe notato, almeno come coincidenza, ello, qnaudo H:>ist(IUo tre o più arterie, l'esistenza di esse è ttssaì sp~sso bi ln.tera.le. P er il voluuw uon vi è uniEnnnità uci rilievi. Con ma.gglor freq uenza. si trovò più g-ro,;;;~L l ';ot.cri<L che, per la sua topografia. e distribuzione, ùoveYa. c·onsi.clt.•ra rsi c·ornf\ u iva.lent;e a.ll 'a.rl eri a. emulgente normale.
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-ri:i
"XoU '{•ctophl· re nello eon).!~>.nita tli solito rori~ùte cl eU 'art<>ri;~ eHI n lg·(ln te Ri t ro va a d un livello:n~sa.i piì1 ba::;,.;o d el normale. Fn -vista naseere anche dall'arteria ilia<~a commtt~ . dall'ipog:tstrica, e -perfino dalla sarrale media in ca:si d '<wtopi;t pt'llviea.. (Hyrtl Nl <tltri). Norm:tlmonte le arterie reuaU nascono au·altor.r,a dolla scc·onda. vertebra lomlMre, ;;ubito al dic;otto dolr artcTia mese n tf'l"ic·a T::;u [H'rion1 ; eli là si portano orir,zont.al mente ai lati por raggiunger<~ i rc•ni. Tn c·aso di duplirif·, à. la. disposir,ione pil'1 frequente ~ quella. in cui la "lt'(·onda al'tNi}~ rc'IIHllì.. na,•wc daiLtot'ta f:U di nno stesso piano, o l)Oc:o disc·n::;ta, dnll'c•lmllgt>.flll' nÒrma}(•. I n generale, e<\c(lttua.ti i casi eli (\ctopie, vi è se111 p re un ';trt <'l'i :t che proviene dal segmento drll"nort a, donde - di norm<~ - P.ll1ergP la. rcnale, 111a, il suo ealibro ra.r anH·nto è ùtfcrio1·e a qnrllo ddlo acc·essorie. Se le arterie nascono <htll ' ao rl<~ in un punto <t,.;,.:;ti bai>so, qua.ntunqtw i l'C!JÌ sia.no nell'ordin<ttio loro po:;t,o. ~CNMlo qml.lrlu• volt,;t di o;.:snrva.re che esse non p{\netra.no at.t.nw<>rso la. ~wbf:nra ilùre d(·ll'orga.no. ma. dirottamento pc1· il polo inferiore di qup,;to. Fu osSEn'\'ato dw talora l'art.critL pcntll;ra,, dopo tul tragitto tr~rtuoso ed itvvolgPnt.<•. nnl l't'm\ clw può l'llll'he prN<Pl1ta.re una. :;olc<ttm·a pt•ofonda, 1)(11' il suo pa,.;sag:gio. Il modo c·omn :-,;i t<>rmina· l'arfl'l'ia remai<' lWrm;Lle non è co,.:f ant.11. Dallo stu<lio stai i;.:f ic·o di Lt>vi l'i::;ulta che. n~lla llla).!}dor;tnt.<·L dPi easi, Ltrt~t·ia renate, <td una distan:r.:l varht dall' ilo. si tliviflo in <lut· r:t1ni; uno <·lte ::;i port.a. ver;;o il lahbto l)o;.:tcriore dc•ll 'ilo, o cho rim:me uni<:o : l'altro che si porta. in avn.uU, e eho, pri111n rlelhL penct1·a.;,ionc, •• sna. volta., si divide in tre rami. Nei ca.si di duplicit.à, della renalc, n.leuno di qucRti rami secondari anteriori pnò essen~ sost.it nito dall'artorla ac·reR.-;oria., la. quale però, por lo pil1 1 Ri eondnce tino all'ilo in modo a.:;solut.ament.o in(lipenrlonte, e, nel parcncllin1a rcna.Le, si diftondo <l·d irrora,re una pa,rte dell'orga no. '(~ttc:>to f:tt.to avrebbe imvorta.nm pc~r escludere l'a,;:;oluto fa.voro all'ipote~i so:>tenuta da ::;a,ppey, clw la. duplitit~~ o la moltoplif'ità dello arterin l't\llltli sia, sornpre dipendente da d i vi.sion(l della. renale normale. Nò, a proposito della. interpret:~ziono dell'origino dello a.rtol'ie rena.li multiple, 'ha favore la. t,(~o ria, della cost,ituziono lobnre del r·oùe, o dolla eetopia di e:;so, perchè si o:-;,.;ervano ;M't{H'iP multiple in reni morfologicamente e topog-nt.fìmt.rn ente normali. Levi, comn anche Kollmtnn e Br·omann, I'itengono che le SOJ)ra,nnumerario ronali non si<tno altro c:he arterie del mesone[rio ri111aste aderenti all'organo renate nei primi tempi doll'evoluzione fetale. Questa veduta è r esa più attendibile dalla constlLta.r,ione che, nelht rna.ggior parte dei ea.si in cui esist{mo pitt aTt.erie soprannumomrie, e..;so sono a livelli ~h'Wti dist.:mt i fra loro. Nol ca..-,o (<l· <:Lti conispondc lé~ tig. l sd iCtU<t~ie<t qlli riportata) allo stesso livello dell'origine dell'art.eria rena.le sinistra., nasce dall'aorta la. renale di destnt ; fm.a. il calibro di questa è per circa t.re volte pitt piccolo dell'altra. A sci cent.imetri <tl di :;otto di queste due si origina, lliLUa facci<~ anteriore dell' aort~t. l'a.rterht rena.le a.ccessoria (A), elle, dirigendosi verso destra, dopo e~scr(• pass;tta, in avanti dolla vena. cava asccndontP., 1là. un grosso ra~o. il qua.Ie si porta, in ;tito al di sopnL d el b ~Lcinet.t.o. Po~o dopo si accolla ~all'uretere (O) n('!là parte -posteriore pc1· e i tc·;\ tn.1 C(•ntim<'tri, e si getta,' quindi nelln. pnrotf' antt>riore del l'ilo.
476
Sli U:-< CASO Dl ARTJ,;RJA
l~ ENALE
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SOl'RANI!iU;\lERA RI A
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Di guisa che il rene destro risulta fornito di due arterie : una normale, per origine, rappresentante dell'arteria r ena te normale, ma di molto più piccola e che si distribuisçe soltanto aHa. parte s uperiore del rene con due rami terminali ; l'altra arteria, la soprannumeraria, principale per importanza, che fornisce la <•ircolazione ai tre q ua.rti del rene. Tale coroport.amcnto non è frCCJUCtite. T,a, p articolarità del caso, che può avere un cer to interesse, stà iu ciò che, pur· esis1 P n <lo un' arteria renale norma le per origine e direzione, t uttavia essa (> notevolmente più piccola della accessoria; questa per dir~zione e per il rn pporto presente questo fatto da. rileva.re : c·he invece di incrociare più o meno nettamente, come per lo pil'l :tvviAnA, l' nretm·e si f,J•ova ali esso addossata. p er un t.I·atto di. circa tre centimetri, in modo ehe un;t legattua sola , fatta allo scopo dj stringere l'uretore, non sal'ig. 1. rebbe stata ba.stevole ga.ranzia di emostasi, ammesso cb~ vi fosse stata compresa anche l'arteria, giacchè la di versa posizione di questa portantesi medialmente verso la (lolonna vertebrale e dell'm·etere dirett.o in basso costituiva. una posizione poco favorevole a ga.rant.i.re una presa sufficiente. I pericoli di emorragie vriruit.ive (\ secondarie nelle operazioni per asportazione del rene sono noti pe.r la. loro fTequenza e per la loro gravità : per cui è raccoma.ndabile la massima accuratezza nella. legatura. del peduncolo. Sirchè. p<>r <witare a cd d(~nti possibili, specie quando Ri debba intervenil·c con l'Hpidità, oltre a lla possibilità generica d 'incont rarsi con vasi a.norma.Ji per volume c.> per corso , c-onviene tener p reRcnte particolarità a.na,tomich<', r be, come que;;ta., si prestano a. crear~ sorprese. Unn questione che costituice un argomento interessa.nte di studi nel campo dell~L urologia è quella che riguarda il nesso patogenetico tra 1ma forma dj idronefrosi da ristagno e la presenza dj art-erie accessorie. Riportando le stat.ist.ichc già. si è detto come hLle eondizione aJl<ìtonli«·:l, non s ia molto rara ; e spPdalmente frequenti sono picc·oli 1·arni artet·iosi <wcessori che si .portano verso il polo inferiore incrociando l'ureter(\. Ciò non vuoi dire, certa.mente, che tutte le arterie accessorie incrof'ia.nti l'm et.pre debha.no essere. causa di idronefrosi ; ma se . una v olt~L si riteneva 110a cveniPnr.a rarn, in CJH<'~ti ult imi :mni la c>as i st ie~ è aumentata.
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La stasi si produce quando, com nnque, si venga ad esercitare, d a. p<1rte dell' arteria, t.esa. t.r<l>SH'r:;almentE> a. mo ' di c·orda, una eompressionc sull'urctor c. Circa l' influenza che quc.-:t(\ ar terie accessorie possono esercitare sulla pt·oduzione o aggr<w~•mento della, stasi urinaria nel bacinetto, non vi è dubbio che ess<t non sia, ello secondaria. Non è presumibile, infatti, che l' arteria addoss;Lta all ' uretere, pos~'\ costituire per questo una causa di compressione perUlanente dovuta alla tonicità cd alla espansione pulsat oria della art~ria. Alcuni, come Ootterel, affermano che un vaso anormale prodnca sin da principio della vita una compressione ehe avviene ad ogni sistole determinando così una lieve irritazione da prima , e poi addirittura uno ~tMo flogistico che aggrava la stenosi da compressione. T ale s piogazione, in verità, non soddisfa . ~c questa pulsazione at·teriosa dovc:::so influenzare per s~ Rtessa, determinando compressioni, perc.hè non dovrebbe anche eRistere un restringimento sull'ureterc n el punto, p er esempio, in cui esso incrocia l \Lrterin. il iaea, là, dove l'arteria pulsa <;O n maggior<> tensione 11er 1:1 sua. immedia,ta. biforcazione t L. influenza compressiva delle arterie, nel campo ana.tomo-funzionale, non è un'evenienza eceezionale: il fatto esiste an che normalmente: l'esofago, a d esempio, presenta talora invece di un tmico rcstringimento broneo aortieo due restringimenti $0 vrapposti, dei quali tUlo corrh;ponde nettamente a.U' amta (Testut). Ma le condizioni dei ra.pporti d eU'esofago eon l'aorta non sono simili a quello che l'uretere può assumere con un \::tso ~trte1·ioso. in quanto qui viene a mancare un fatto 1·e importantiRsimo qua.Ie è l'appoggio resistente del piano vertebrale. L'uretere è sposta-bile, immerso come si trova nella massa eotm ottivo-adiposa, e non può risentire della azione comprimente d etcrmina,ta da lla pu lsa,;r,iou e a.rtR.riosa. Si può rilevare, cosi, che se la. pennanente vicinan;r,a di un'arteria dovesse inftuenz:~re tanto gravemente <:on i suoi stimoli pulsatori sul ealibro doll'uretere, nel ca,so qui sopra illustrato si sarebbe dovuto trovare una dilatazione del baoinet.t.o ; questo inveee ora perfettamente normale e di capa<:ità. eguale :;~, quella del bacinetto di :;inistra. Perchè compressione si eserciti sull'w·etere è necessario che questo vada ad accavallarsi sulla corda tesa. formM,a da ll'arteria, la qmtle, pertanto, rappresenta nn elemento puramente passivo alla produzione della stenosi uretoralo. Secondo Ekehorn sono specialmente ùue modalità di rapporti tra arteria a.cccssoria ed urcterc ehe possono facilmente determinare il rista.gno : sia che l'arteria. passi al <.hw<mti dell'nretere e lo aggiri per portarsi verso la pat·t.e posteriore del rene o alla p a,rete posteriore dell'ilo, ovvero che si verifichi l'inverso, e cioè l'arteria, p a.<;san te prima dietro all'uretere, si venga a portare sulla parete anteriore dell'ilo . Necessiterebbe quindi tma specie di a ttorcigliamento dell'uretere da parte dell'arteria a.ffinchè, producendosi uno spostamen to del rene anche lieve, si venisse a determinare nna comprm;sion e dell' uretere e ristagno di urina. Oompre~sione e ristagno che Yiccndcvotmente intlu.iscono, eomo per un circo lo vizioso, a,U'aggravamento che può arrivare fino alla form~tzione delle voluminose sacche idronefrotiehe. Di questa, speciale disposizione tengono con to quasi tutti gli autori, dando a d ossa ttn valore di legge (legge di Ekehorn).
]',; n<'l'<'"~ario quindi ehe il re1w ~l abbassi pt·r determinarsi compre!'Rione RHII 'ttrl'f·(•re. Normalmente il rene è Jj:..;~o ma non in senso rigido : <•sso in fu t ti subisC't', sebbene in limiti ristretti, dei movim<>nti respiratori ver so il ba:-;so e in dPutro (Litt t"n, J RraPI. etc.). l 'ali ntov.irnenti sono di varia P:o:t.eusione e si pm) arrivare a JWrc·e})irli negli iudividni a cost.i tnzione longil inea . nei qwdi il })O]o inferiore del n•Jw si fa Rp<>sso accessibile alla. IJalpa,zione. Questo rilievo, bt'nehè eli per sè non por,:sa dirsi patologico, si dc>ve }Wrò tonsiòf'J'are, secondo quanto afl'<'rmano Beeher e Lennof, come un St'f.!llO di mobilità abnorme ('bO. dimo><tra la predisposizione o l'inizio di uno spostant<>nto rena ll'. Questo stat.o di COl-W rappresenta già il minimo nN;e:.;:-;aJ'io perchì>, qua.n do coe!'i:-;ta anrlw una arteria anomala, intennittentemcnte e in determinati' e:il'CORtanzc (patogenesi del rene mobile) si producano impedimenti al <l<•thtsso d\' lfmina Mtraverso l'uretere, e conseguenti ristagni nel bac·inetto. Con faumentare dell 'abbassamento aumenta la. sta si, con l'arer<'sf'ersi di questa si agp·avano le condizioni della ptosi ; questa i:' la iìgura:donc più sempUc·(l del quaclro morboso della idronefr osi da, ~uteria a c:cN;soria. . TI riUcvo anatomic·o C'h(l mi hu fomito O('C:tRiolle a questa breve nota , conferma che, se il rene è <·ompletamcnte in sito, il rapporto anche esteso di una arteria acc·cs:-;oria con ruretere, non è prr sè stesso causa snfficit>nte al ristagno, se non vi concoiTa lo spostamento del rene. Anche le nnomalie congenite del l>acinetto (Bazy) o tutte quelle Ntuse che determinino una stcnosi tempora.nt•a o permanente, total(1 o parziale, dell'urcterf', possono portare al ristagno urinoso : restriugimenti infiammatori, c·alcoli, gravidanza, cee. Grande importanza. banno anehe l rest.r ing:iment.i da spasmo, cd eventualnl(mte i difetti di canalizzazione deJI'uretere dipendenti da paraUsi delle stw pareti. Licbtenberg ba riscont.r ato }Ja.rerchi casi con questa etiolog-ia: ~riovanrlo~;i molto , }Jer la diagnosi, dC\lla r ic·erca radiologiNI. .N l'i pr·imi casi la eorda arteriol"a ra.ppresenterebbe una. causa secondaria, una vera e propria concausa della idronefro si, c::;sendone la prlncipalf' la ptosi renalc (Laudau 'l'enicr) : IH'i secondi invece il va~o. ·accefisorio l'appres<•ntPrehbo 1ma a~:.,'1'aYant<\ nlla i<ù·onefrosi già ('OstituHn:-;i })C'l' altra <'att~. L a. cliagnoRi pn•~-;mta uotevoli d.itlìcoltà. ]l quad.l·o morboso è quello connmP dei l'il\i<-tgni Jl(•l ba<·inNto. l'eli<' ritenr..ioni dtt' si palesano precor·emente la sintomatologhl può esl':eH• tOJll]J I('i;~'<a e non f. in questa breve no t a C'h t•. si }•UÒ tra t t arla. Però in proposito Licbtenberg dà grande import am:a a uno SlH'tiaJ<>. Sl.'nso di pressione gradnn lmente accentuantf'~i, t'lw può raggimlgf'r<' i J):lJ'ossi:,;mi dei dolori da coliNI, senMziOlW e dolori c·he :;;i rip1·oc!ueono in nu.H)o identko ('OD Ja prova, del11-1":ùistensione del lhH·inetto. [n c·ritNio ns:.;ai attemlibile Jl(·r supJlOrre cbe la'rf'a1.1sa di que~<ta sintomlltolol!ia da shti'i Tis.i<•da, n<>ll:l. eompref:sione esNdh~ta da, una a.rt<'Jia aec·I'!<~Ori<\ »ta Jwlla. e:ontbinazione di due rilievi : pic.colo abbassamento del rf'ne, e r(\p~t'tr) racl iologi<·o e:onf>ii-ìtento in tma, figura ad un<·.ino al';stmta ùall'un·tere, c in unn, }Jarr.ial<•. mancan:.:a <li opacità in una parte dell'tuot('re nl di Rot·to del b<H·inetto, mancanza di ombra che coni~pondcrebbe al punto in rui l'm·~· t or<>. l'i trova. compresso t'ontro la briglia a.rtcriosa. Quale:he ,-o lta ~i può manifN~tarc il quadro della irlronefrosi intermittente:
><l" l 'X f'ASO 1)[ ,\R.'n; H[A HJ-::!'Al.E SOPnA:'-I='IJMEitARIA
-~ i!J
il meccanismo è facilment.e sp,iegabile, 111u, come sintomo, può ayen.· va,Jor{' solo se in rapporto con gli altri fatti qui "opr<b descritti. La Clll'a consiste ucl !Jrat-itam la redsion(' del vaso e la ripo"izione e tisiS<l.zione del rene. No sono già riportati nmnero::;i ca.-i operati con succc;.;so . La sola, nefrop«~ssia o la sola recisione del vaso non bast-a quando già si sia costituita. una idronefrosi discretamente voluminosa; necessita la conibinazione dei due atti operativi ai quali, quando ne esista la indìra.zionà, si può aggitmg-cre la riduzione di an1piezza nella MH'.ra idronefrotif'll. La <listribuziono dell'arteria renato essendo a tipo terminale, vero:.:imilmente si dovrehbo produrre un :infM-t.o n<'l teJTit.orio corrispondente a l vaso obliterato. Questo inronveniente non avrebbe. secondo llubler ed altri, una gra.nde importanza, ; anzi il Legueu potÈ' constatare, nel praticare un secondo intervento in individuo che ave-va già subìto t.re mesi prin1a la recisione della briglia vasco lare, che il polo inferiore del rene (corrispondente n.l territo1·ìo <li dist.ribnzione del vano a.noma.Jo) era inte:n·o e senza, nessuna altera-zione. Ma. il parere di questi a.u tori si basa forse sui casi più comuni ; quando c·ioè l' arteria accessori.a è piccola. Incontrandosi con un 'arteria accessoria <li c·alibro notevole non si potrà certo impunemente farne la legatura . .Allora. l'intervento poh·à es~:;ere limitato alla. sola fissazione del rene : ma se la sacca è voluminosa, il parencbina. renate Hssotti~Uato, e se, Rpeeialmente, l'aiieria ba cont.ratto aderenze con retere o con la. paret;e della sacca, in modo da. prO<llll'l'e uno st.rozzamento altrimenti non elimina.b ile, a.llora neressita ricorrere alla nefrectomia, la. quale overazione sarà anche una· risorsa di neeessità in casi <li idronefrosi inf<'tta . Tutta via sono riport.a t.i casi (Lied•tenberg, Konig) in cui anche per idronefrosi infette la cura conservativa r:on redsione del vaso, rimpiccolùnento operativo (plicatunt) del1e pelvi e la fìs:;a.zione del r~c"ne dette buoni risultati. Mi è semhrat.n opportunn quest~t breve illustra,zione del caso , per rilevare l'importanza ehe possono a-ssumere le a.rtorie accessorie che si portano al rene, sia da.} punto di vista operatorio, per la rela.tiva facilità con cui esse possono essere causa ili emorragie imprevedute, sia per la po!'l'>ibilità che esse rappresentino elemonto causale di notevole ~ntità nella prodnr.ione o aggravamento di i<hon(lfrosi, sia anc·ora., e soprattutto, per mostrare, con un caso cho serondo me bn la s11<1 importamm, come il semplice accollamento di una arteria., anche gros!'a, all ' urf'tcn', non sia sufficiente per sè a dt>tN·mina.I·e stenosi, la quale può venire ~~. proci.1tr:-:i solo qua.ndo coesist-a o :-;opravvenga un abl.mss:U11éllto d(•l rene.
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SU UN CASO Dl .'\ltTI•: HJA
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA .E STRANIERA f'ANG rnnor. -
L a 7olla contro il pr.ricofo venereo.
TI )•n•f. Snn.!! ion.( i, in>'i·!:mant<' d 'i.t.!Ì<'JH' n l' lln R. Univi' J·f<it!t. tl i P a n na, in nna C<•lllttnil'>l.ZÌnno fu t l a n l 1!1 i'>o•:t.ium' pio'IIIOitl<''-<' d..tiR !:)o>C' it·l.:'t Tt n l iana P L' I' g li studi Sl'~SIW li t•d in 1111 ~uect•;;sivo ti l'l Ìl!nlu. hll'glllllt'lll C ri p1·otlnltu anrlw d" gio r·r111 li ]>o>lit il' i. tmi,.;eo l n l' ua uulor('vrolf' voci' >1. 'lll<'lla d i coohwo c; ht> int e nd o n o allul',!!tH'P in ogni ca llliHl. <·d il pitl l" '"'"ibilt·. lu lut t !L contro le mulall io C:<·lt.iclw, c h e l':tjljll'lf<I' IIL(IIJO \IIUl d o•IJo• pii l ti 'ITih lii nal11111it>'t !'OCÌ>tl i. J:;gJi. {'oiJ:;idi•J'<IIIdo cho In dillu.•inm• dl'llt• mu!>tttit·· r:•·ilinh(" è> univ(· l'·"" l''· pnr lndnn d il lP \'Hril' pn•vidt•nf.l.' lt•gislttr i v i' " iJl' i\·•tt•• c: l w <n.rni r l!L~hH\t' nl. l•1r!.!>U1l·•lll t· Hl'plic·and,J. co u>'lnta cmm·. fino 111 ! rogl!i. JIOIL P:<ista n lt: llllll ll•H'III>\ ti! pr·ofil n~si i n t•· •·na7.iOJI>llt·, (dW p <lll'i•IJhA c<uni n t·in•·<· nd I'"'Piit:at·si "''"''11th st·ri\'C• L•'tt ire ( UJ~:?). eon l 'imp c>~no . da. p tlt·t•• d"i gtJVt' t'lli linnnhtr i d o· II· >W<:• •rd o t li lllnlll l'llPt·e n e i pri n c ipa li p o r t i 11\HI'Ì I t imi C! (luvinli l"l'J'Vi:t. i \ 'PfH•J'I'U)< II!ÌC' i h en fll'!.(H ili a.ali . fl Jllll"; i a t·llrtÌ Ì JUI~ rillH i ml'rC'<l n t il i, '<t· tllm cli~ t in:~.it>tll' di J~àzionu l i tÌ\. A:..:li ttll dJ l i In lt>ri dcJ\' r e bbl'm <:cS>;t·J••' o !!t:innt.i dc·i t.•tli per CUI'<' ''s pi t a! it~l.'tt ed 1~i m ttlat i tl• IV r e h h .' cs~OI'(J 1·i las<:iuto llll librl.'ilt> p t• rsPIUi lu rt•rlallcl in V>li'Ì" liii,L;(II(', in cu i v•• r n·hbe ro indi ctt l <! lo cn•·e fatte. L'A. J·i ti<, l1•' 'P•·•·•) dw lù J,t Jr•·nnd ,• n ois\lo'l\ ~lw, " 1ti\Ì\·(•t'5!1.lizz!1.!it • , dnrcl,bt• i mil-(liori lw n l'!i ci sia h\ p mfiUm;;:i turlivulu;tlf• e lH'Oj>OIH> lu 11 pornutt\ di ~tntn n. Egli vm·n· hhc che lo /)tuLu, così come !<i f. fntto prlltrlOlore di un • C' h ini no eli l'>tnto n, fH <:'t·ssr nltl't'tt.Hn(•l J1 C'I' In, pomatn Sl'l'nlld o ht f l)l'ffill ltt :'1 k t ,:;eh n i lwfl'- (; a U< lw·l ~<'!1.\l . L ' A. <'»IHHH'. ~:on lu s in!.[hi c r t• partolt•. cklll' q111tli è d,l\.l'l'l>.~o t't·IHlc rgli gm:t. iP. quauto In l"J11litit ,\ l il i111re ha Cllll lJiiii~O c cmH1•w di propngundn mc•a·Aie C'd i~ic • · uit·>t IH' Il' r.;...,.,.•. itn. Hqu>r l a h: cifn• e h•· c:ià fil l'OliO puhblic::tlll' in CJUt'Ht.o (.;i<Jrll ~ I P e clw dinlll><l.r·tulfl quulr clim in nzi u110 nbhi•t nn npportnto l ll'iln diffus inrw •klll' malnt.til' Ct· lticlw l'i stiht7,imw clc· ll o cnm<'I'P di Jll'r>fi iJH<si c l' u,.;o dd ln pc· m a t a. nr nicl'ltic u . E •·hiudP iu "'i,..t .·rH lo ut•ll>t l"''·i'O"\a d c· ll ll « P uu mlu. di :';t>~lu " • d l"llu q un '•' \' o r·t·cohbn (: ht• t tli t i g li igi ... n r~t i d ifron d t'SPI'1'0 la enll<\~cu rzn, J'll lll puldo q •wl cerc:hio di l li'P!.dudi~.i t· d1 f ai"'' ><t' Ili iut.• tduli.- uw m m odc·. <:Ile t~eJHI•· nllcon• n copt·irc• d'un Vt"lo pic· lc>"" le· n1·igin i () l'>~ndnna•·n lo di lfll t':' t O DlJ\Inttie
v,.,.,,,
DE- 13.BHARDlNIS.
PA\-oN~o:. -
Jlclutlo per di(jcrellzir~rt• l' oro allnun.inrl dafle albumille c<l aliJwnose patoloviche. ( La l' u lt.u rn J\ll·dicnt .\ltod Pnm , n. !l, i!J2tl).
Pt•r difft"r (•n;r.inrc l'o \'O a lh unti n n d a lle n lh t11 n im· t•d nlllllmo;;o pnt.nlngi('he n P i :::imul at.•• ri c· h t· si J'I'HliNlllli nn>~ illit"7.intlt' di hiAn<·o <l'tun·o in vt·s<'i<'u, l 'A . }Jl'OtJO ilt' il r t'ìttti , -o eli Unttt.hi e 1·, ch" RÌ [Wc•p:11'fi sc ioj!l iPntlo :.n g r. tli ::;odtt ca u st.. iet\ in 100 c c . di nNilli\ di4 illal!t o s<: ÌOI! Iit· JHi o H p a ri<' liO rtg. di snllntn d1 I'IIHW, i11 2(} ('(' , di Hl'ljllll dist:iloti'lì; s i 111('><(•0111110 l]lltlldi IO dii<' F<Oitt7.iOIIi l' '>t agciullg<H\o 2KU cc. tli nc·idn owc·tif'(), ;>c•mpn· llgitnndo. · ,_;li('Ct•s,: in111H' Il tt" ÌTl lllUl jli'0 \'1' 1t.a ~i VPt':'ll l \0 Ili CC. flj Hl'illa filtnll!t O COil lllul pipt"ttn s i lnsPÌilllll c-nc lc•r<· s u di c•..;;o:a, mnlto l••n t.ttml.'nt.t• p :•r· n on fur 1'Ut'>'C11l~a·p i liquitli, 2 t:C. dt·lla llli:'ic·••lu. :-;c l' l• ri n a c·,nlit•JH' ovo ulbmHin>t ,,d a lbtmu>i< i. S I dc·t~·nnina m1 n u,.J in biu1wo ttl'l pmtto di c·nntur1o d e i tlue liqui di, n w ntn• ~~Jn !'<t f o i 'I1l>\ prt·<·ipit.at.o se si ngit111w o s i nw><co luno i d111: liquidi. Al cn n t nll'in Ul IH'<'"<' no~:a di uvo allnuni n u. ,..j hu un in lorbiùillncnto o un Pl'l·<· ip it,ato pi1• t) m e nu nhbondant.P, a M~C'e>nd •~ tlolla. quantith <lt·ll'o vo-nlbu rnintt-.
Lour·: :o-:zL:-tT. - 'l~heoric rles l'ilamine.9 et ,qe..~ ap,,]ica.tiolls. Eii-'llis d e t'iiaminol•,yie. (:\Lils:'\on et C., J>n r i;;, HJZJ;. . ~on una prc l'nzio111" di ( '. H icllu t. (fopo >L ir·uni cnp i toli in c·ui è pn·~· · nLatn ;~ nusst~nt o l >\ sto•·ia. d d l11 YÌt>llltÌIIo ..;i. il n • pporto l!l'll<' ' :i lll lll.i lle co l t;ll'tnbc~ . 1110 d t Ile ~<u:Stllltl'.C Jdr·ue;ulJvllull• u jrnl."i!it', t•ollu mnw •·nlu..-.u'l.llJW1 dcii orgaul-
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Hl\"!STA DEI,l,,\ STA~li'A .\li·: I>IC'A lTALIANA E STTlAlHI::RA
Sll10, colle funzioni di >'CC' I'I'Z iOll(' ÌllÌ('I'IIO, J" .~. :;tudiu h• \'Ì(.Uilline in patologia c li C rn'SI"IIla i ('QJI('I'll i l:!Uiht plurulitù dd fuitm·i (A. B . C.), h<·ll definiti l' canll tr •·izznt i anehe IH>Ji e l'icl't'c:lH' s p r·t·imc ntn li sugli rm im o li e tali du giu,-tifì· c:ar ... (>II J(·Ii ~> se n o n iu 111otlo n;:..;olnio) l' r•sisif'nZfL di a iJt h·no tre gt·upp i. D opo >t VI' l' rtisr; w:-;o >'ll ll 'e:<f<<'ll7ialit ù. di'li•: \' ÌtHIJline, nrg<>mt· ni o c hf', Sl•bbc n e 11011 (](>· fin ito, <11·\'1' (':o<ii(·l'<' a Jt llllt·...;o.;() C'Olllt' <:pri.o, l' A. i>''""a ulln <·,;po-<i7.io nc d C' lh: Sllt' nliiJit'ruR'' ~'" lll'l'Ìl'nzc Jw r lo !<i udio d•· i rt~ 1 lp01'ti rn1 lt• vit >l rnine n e i 1·iguardi di n•rie f11n;o: io ni \'iltlli; ( ll ll'i>dmli~mo J11'ni .. ico: d C' i g'I'D s~ i , ck gh idm~i di ctu·bo nio . d (') la Ili i Ili' l'>t li ZZH7.i<•lll' ). fIl llll )<lJCl'l f.)' i \ 'O C'Il [lÌ l O lo t rn t l H dr·Jie Cllrc nzc (.'i-St• nziaJ i, cd t'>'j)OIW quindi l<: SUf• vc•dll lf' ,;ulJ ' u11 i<·io ÌHI'Illll(•f! logÌI'O O t(•f'Ulll'UtÌCO ocJJa v 1tll111 irtC' o l<' loro npplic tt7.Ìoni c nbioi ielw . i'it·g n c infine una ricca bibliog•·u tiu o unu serie di nitide tuvo le ict>nogro.fìche.
n. ~:ux e C l·f.\ 0 )1 1-:'J'. -
[/p.<l(fme rli 100 n·rlute in 1'C1Jlf>01'10 all<~ tuberrolosi pul(Lu, P n·s:;e :\lé tli c.dc•, n. i, Hl2.i). C: li A. A. h a nn o ttvuto ••<·t•U<ÌOn<•, tltu·ant<• le ,· j,.: ill' di >JtTnoiHn'lC' n(o di 4().') !<<olcJH(Ì (:W:) ni funtCI'ÌH e :ll/0 di 1'11\'HJI(•t•iu), di J'I'Htihtt'e \111 t'S>ImC' c linico ?1/.0itf!re.
eom1•l1'lo rl•· ll'nppar·,.to t'l'"P irHt<H'io, tl.-<:'lnC'iant l• >l•• allt\ radi osco pin f' rudiol!rofia iHJ irn u tuu<• Pd u lla fi,.:;:; uziorH• ole l cc,rrtpl••tJJ <'Jll O con l' tllltÌlt<'I1C eli B <'!it' c•n k tL .Hunno inn anzi t11tto eon,.: t Ht a t o l'li!' le ann rnnlie l'l' Spirn to ria d <•gli apici e ><OJH'!l tu LlO di' IJt> l <';! iOili SO l l n c l H \ 'Ì(•o {u t•i H O n li'O \'IliH ) CtJITÌ~pondt'llZtl CO Il Josio ni rnaJJii<'"t e dd Jl>.tl'etwhirna po llloo nut'l'· :Pe t· cpmntn rignurda l' ind ugine I'fl· rlr o log i<·u, tl i è- t.rontto chC' il 2 ·~~ (' irct\ dt•!!li ''="H tllitoati pr..se ntn un re perto pi 11 o II W IIU m·tt.o d<'ll ' int••zi o rlC' •• tipo evo lutÌ\'1•, <:IH.l I'Ìc>hit·d c come provvedi· nwnt o llt<'d ico-lq:~nl<' !H rivt•rli h ilit i\. o tH rifnrn1>t; i l 2;') ~ o offre irnmu~ini di c i· l'Hir i ~: i 1wr inft·:.cion i p <>ltrw nat·i o iltll'i di dati~ pitl o u w n o ant i<'a, cho ind ucono a ,;o~ pc tiui'C' la tubet·cc>lo::; i c od <:~f.' rci turC' uml. rigoro>'a so n·e1.dinnzn clnrnntt> il sc•t·,·izio 111iliturC' ; il l'illlllll <'nte 7:3 infint> P~'~ '"• li! Il un l'f' lll'rt.o nonnak o j)l'<'"--.••c·hl! lt tli'JJut lt·. l'it'C'U la fìs,;<t ziotw dd c·u mph·nwnltt, >, i Ìil uvutn ris nllnto 1"':-<iti\·o 111•1 20 °0 , C' la JH'l'eentunlc· ò lu n to piìl ell•\'>ttn quant;o pi(t il rc·p('l't o nH iingntl ir·o [Jl'Oilt'lHfe per una tuiH•n·nlo>'l ri Pn tt' i7.inle od C'\'ol uti,·u. (:Ji A. A. conc lu do n o ><tdl' u ppu rtuniiil, ddln rad ioscopin t o nt<: i•·•t clo llc- l'C'· d ufP flll' uaTi\'0 ui Co rpi p r·at i<:HJJ d c> in sC'!! ll ito lll nHliot:: rnfi>~ e la fi.-:snzion <> d f' l C'ùllljlklfll'llfo nr i CH>'i >'OS pc iii. J·:,si >< i ri><t' t'\'!lllO di c·n mt, l<'tna'e> lo studio udl.t Oi'-'<C'I'\'llzÌ<)Il(' d e i 4(}!\ ;;nld uti dHnw te i l !) m•·" i di ,.;cn·i7.i o militfll'<' .
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L ,\\'P. llONt·: li: Ft..oRI·: -:TJN. - L ct si<•roprofila .q.~i cltll'orrhite da orccfltiut•i. (C:. R . dc I' AC'>H i(·tniP. d e ) l (·d ot·inc, Avril, 1!12:1). ( ;l i ,\ ,\. hanno pn\t ;c·nto su 113 infc· rn•i niTI'f1.i du poroi ite e pidemi ca init~zirllli di :;ic1·o di COI I\'nh:•:;eC' n l i dC'IJ'infczim tc•, Hil(• :<copo di pa·c ,·onirc la eornpli1·anzn do ll'ordti tr>. Vttlf'nd•J>;i di d o,;i clo buli (10·15 cm.). ltnnno otte nut o dPi t·isulinr t ftl\ro r o \' o li t·il <'ntbi li. ('OH una din1i1HJZi On!' di'JI'ol'chiie rln l 2:i ui r; ","0 . l{ i,;uJt.ati ancot'>\ pitl :;<Jtld i:<fuc:eui i hu rlltO conl<('gu it l1 con lr tl os i d i 20 f' IIH'., in l'o~ u i to alle rpwli tton hanno ri ,.:co nlrnto al c un c·ru•o di orchitP. \ :Jr A:\. ril eva no l' o pportunith cl i USH,re unn tlo:;c elevata di sim·o, uvondo >wcortato l'hO la m ttggio rnnza d t! i con,·aic•seoul i di p Hrot ile; presun t a un siel'O inlt tlivo, per CtLi è .u o<;o,;sH.rio ini~·t t tu·o uutt cifro. 1'1 ' 1:11 ivnme nt e e le \'ll til. di un mi sc· u gl io di s ioro. (: ,\ FP U•'HEA u . -
l'omuta 1n·o(tlattica e suoi r isnlto ti ( CJn z l't·le hrbd o m>Hluire d1•s :-;c·icnces méd icul<·:< •l n Bordf'tlUX . n. l. 1!125 ). L' A. pt•o po tw la >"C!.\'t iC'nto for111111n dt>llf1 po n• n t>L tl lti,in :J.Jll' l'N L: c ienut'O di nler•·urio g r. U,lU, timolo g r. l. 75. c·nlunwlano g r . 2 5, lunolina g t·. 50. Vtt.<~olinn, q. b. }.(t'. 1no. · E !!l i ha potut.o a<·t·c>rLa•·n che nu1ucmsi :;oldfl.t. i. i quali s i erano ef\posti a conl·n!!i "''"''t't• i, tna. che ,.:i •'rnHo a Ht <'C'\'dt• JJ tc n tt: JJI\' di ,;infl'f.tat.i con la s uddetta p o1uata, n on hnnn•> <·nnr.rnt.to olc-llna infr7.io rw. t'cl hn t'I\C'CO itn rmn Rtntistil'il. rli bt•n 692 ca:::i, "ntto il eoltl·rollo tir i tJJ~>tli< ·i mil itn ri rlc·IJ'J.:,;(•r cit,o" dclh1 !\Ja rina francese, v enendo uiJn, •·•nwl u,..ione Ph<> n e:;s uno tli co lOI·o che n p plicar o uo t a le m ezzo profìla.ttico conti'U;;sc tma <1tmlsinsi malattia vene rea.
RJVISTA DELLA S'TA ~\IPA :\IEDHJA l'l'ALI.\NA
SERGEN'T. -
~:
STRANHJR tl
4!!3
Po.stwni c compliranze morbose n carico dell'apparato respiratorio r~ e i
mino·r ati da gcts eli, yuerrct. (La Pr1~se Médicalo, n. t3,. 1925).
Jn una int,ere,.;sa n te conf<'rl'nzn !l'tlll(a a Val d o Onk<', l'A. passa in rasscqnn. i vat·i gas : vescicato!'i (ip t·it.e), sofl'o(·nnti (doro), tossici (acido cianidrico), ed ini· t.an!ti (lagrimogcni e stnrnut.atori ), ri le ,·ando come pt·evalent.emente i gas \'CSI:ÌCil · tori e !:loffocanti clctermi.nitto dci reliquati n carieo de ll'appantto respiratorio. l\lent.ro l'aziono doi ga>< vC'sc icatori ,.;i l'~'<pli <:n maggiormente su lle prime vie aeree e l'a· ramente raggi unge i p i(·coli bronchi, i !-(f\5 .;offocanti invece hanno tendenza a pen etrure pilt profondamente. drtcnninanrlo contemporanenmente alle lt>sion i bronchiali focolai nteleft.nf"il'i e gmdi di enfisPma piìt o m!:'no avanzati: di consegttenz>l pL·ovocu.no tma piìt fa{'i lo prNiisposiziune a lle inft' zioni e lnseiono sui gangli pcritrachco·brorwh iali st.igmat,i rilevnh ili ::~ll'c:<amo n1diologir:o . .Fra le con:<.l'gucnze t·ino- l nt· in~C(' l' A. ;;wcP.nlllt alltt eorizza c ronica, con o senza a nosmiQ, a llo l <~siu ui muClo:<e cd alle alLeraziuni, ùdla voce. du ii>.L ranced ine nll'afonj it, su:;cett.ihili di miglic>rllmf;'nll' C<Hl opportuna. cunt. Cit·co.le ll',;ioni polrnonc~ri, dai pi\1 insignifkanf.i di,t.urbi funzionali si può ani varo nlle forme piì.t gravi di l>t·on· chiti cr·oni<:ltc rceidivAnf.i, cnfi>;cma , sdrt·osi ]Wt'ibronch ia li o hroneo·polmnttll.l'Ì ed alle br·onchio e broneh ioloet.tn."ie. L e frequenti iJt fl'zioni :;('(·nndnt·il'po><sonoinolt ro dare ple tu·iti, focol•ti broneo-pneumoniei, a,-;Pf;':ssi polrnomwi. cnnliaC'i o ttdora quadri simulanti la tul•ercolosi, con dimagnunento, ri1tlzi f<'blwi li od espr•tLora.to l"An1-!Uigno: solo la prc:;on·t.~t del haeillo di Koch pPrmcttcr~l tli fornwlnre la diagno><i. l soggott.i pre>w ntant i qH<'st.i po:>t.urni n•,.;pinlt;ot·i con una g innastit'a rn7.ionnle e LO· rapia de l ea;;(l (jodu ro, nr'S<'nico. cure l,e t·rna li ) pos~ono <~on><eguiL'e migliorament,i, mn è necesstt rio a:<,;oluhlllll'rtte r:lrA non si C!<JlOlll!arLO ad inalazioni di polveri ir· l'itant.i, a l raffreddarn~>nto, all'rrmiclit.it Pl"c. : in altri t.ermini sono individui minorati, cnpaci solt.anto di dare un h\vor·o limit.ato. L 'A. ha constntnt.o uhe l'a1.ione tisiogcna dei gilS di ~Il' t'l'Il d eve essere prcs><ochè nu lla, e le tub•wcolosi che Sl'guono immediatamt•nt-e a lht in!>pira.l(;ione di qnc,;ti tossici s i tlebbono piutto:;to con,.;idcr·aro com<.• r·i>wc)!li di focolai latenti, mentl'e il rapido decorso dipe)1(le dallo st.l>to pt·nfoHd<.> Ji depre1>sione di tutto l'orgttniiltHO. E neppure le manifrsLn7.ioni tr rhorcolnr·i taa·dive si pn;;sono int.twpt·etare ::omplir:cruente con l'azione pr<"g t·t·;;sa dni gas: musi dobuuno u.dclru·c fn1 le cau:;e fa.vorevoli i disagi !!offerti por la gnena, l'a.lcoolisrno, IAmalllt.tie deprimenti lo stato gcnon:t.l l', ecc. Eccezionalm ente ,;i pttò ammettere cho lo a ltcrnl: ioni bi'Onchiali possano aprire lo. pot·ta a dolio reinfezioni ; però anclro quc:<te d <'vono es~o re l'avori te dalla diroin u it.u rcsistcnzf.\. del!' Ol'f~>\ni" n'o. FORSl'ER.- Lt: perdite n ell'JiJ8P,rcito terlesco dumnte l' 11ltimn gunm. (KJinischo chensclrrift., !) apri le, 1925).
\Vo -
J/ A., Con><igliore di ~tato, riferisce nel « Re ic·hsnrheit."iblnt.L », snlla mortalità. verifìco.tusi in C:ormtlllitt dtu·tmto l'ultimt\ !_.çll('l'ra, che corrisponde a.J 14% nel l!H4., o.l 26 % nell915, al 20% nol l !HH, ~ti 17 °{, 11el H117, al22% n !;'! Hlt8, ed a ll' l % ne l 1919, con un a propunr.ioHo dol !>,7~% di m.ort.i o l di sotto di'i 20 mmi, di circtt. il 40 cy., dni 20 ai 25 o del 23 % da.i 26 ai :Jo nnni. La cift•a do i pon;;ionnt i •li guona, e ho nel l ()20 u:>cendeva al mi l iono e xn€'zzo. n el 1923 si è rid~>Ltn ad 800,000 per snct·e:<si ,· i ac·commltuul'nti con gli inva lid i, la cui minor ità lavomtiva era c~n l r·o lttt.n al IO Nl a l 211% d e lla Cilpuciti~ tota lo, e n e l l !)24 si è ridotta ancor.a a 7i2.000, 1li cui 3 12.700 g ntnrli invalidi . Il nume ro doi rnttlati e feriti t~umti n.Pgli o,;pedtt li al fronte fr·ancose du.rnnt.e la guerr-a corri,;pottdc a 0.287.000, d er qna.li :.usuo.OO!l per Jm\httt.io. e 5.000.tlll() perfcrit.i; doi t'c r·i t i si poti~ ricupenu·e circa l' Stl %· LH perdite tota.li sorru11!iUO ad 1.300.000 morbi, di cui Hii).0()0 per malattie. Lrt m.:>rtaliJrì p er tifo wlrh11ti nnfe dry/i U'Jmini e (lefle donne in Prussùt nell'etnie e II(Jt cl.-,po yuum.. (Zeit:<<:lu·itt flit.· Hygiono, V o l. 103, png. 22:3). L 'A. e~pont- in( <'l'P,;snnti ([al; stuListici ;;ralln mortalift\ 111'1' til'v in Prussia dal HI05 a l 1022. Dal c·•mft·or\to dui dt~t i raccolt.i, sia in t iirt' a.;,;oluiP. sja iu r·appot·to a 10.000 vivl'nti clivi><i por SE-»so e p er gmppi eli ;) ~11111i d tt i .::; u.i 70, e~tli ha c·onstu(Mo riai l!.ll7 rn poi una magg ioro mort.1lità lnr le d<.>llll<' prt~por zionalmc•nte a l num~·t·o eli vivtmt.; di nmbv i sessi, menti'(' p1·im1~ dc: l Hll7 la mortt~litù Ot't\ piit elevttt.a fra gli uomini. Allt::t.. -
La .Jiminuziotll' clt•lhl 111ortnliti1. tlC'i ttlll~!'hi c!topil il 1!117 s i ri.'l<"vnf l'l\ >'o li unto in (j!H·IIi ~:ho durunt1• la guPITa f11rono >'CJ ll<•posl i alla nt~·<·iuu;-. i o t H' uni itifku. •' 111111 ò po!<si iHit• trm'H I'f' ullt'>\ rngin111• eli 111lr· ditnÌtlll:t.ir•tl<' ull' infw)I'Ì clt•lln
vac·c·inazÌ•ll1l' !<lt•::<">l. Tu li c-t~···t ri :-i ftllitHI ri~t·lllir·f' ut~t·l"' d npu -t · 5 anni fino >\J ]~ 1:.!2. )W l' qiiHtl\11 Ìll <JU<'.~I. 111tÌIIIII l llln11 )Il ditnilltt7.intH' siu 111<'110 IH' C!•tt\liHIH. L'A. ha rd<•\'11.\0 itoliu•• rlw utll'ht• In Jt> o rl•u>< it it JH •t' ilo•l)tii"<J tnt. i l'<•d twi tfuiJ ot gUl'ITil Ì,; Jlll'JIO t'ieVHt!l, (' Jll'l'l'i<Ì I"HC'I'IHII>Ul<IH in ('HSi d i ep ioJo• tlll\' [ ' liSO d t-111·· vnc'l' in uzioni (Hlii\C' li1PZY.o J,rnfilHtli('o s pN·ialn~t· > il<' JWt' gli i11tli\'idni H tll!-(· gionuc·nt<' ('sposti (p•·r~r.nulu <l'Hst<i"lt·n7.11) <' (l<'r c·oiiH'Il t'lw t<otw a oont 11tto di portatori tli ge rmi. 1
Bt-:RUII I :-IZ.
Lu dia!fiW«i r{i tifo
e,qa/1/I'JIWI:r,J
( l{i,·i>'IH di
diniru 11wdicH.
n . 10, l !.!2.3). Srcondo l'A., i <"tndt<· ri rnugL!irmnt•ulc difi;·n·nziRii pt·r l<t dingHo>' i d..! tii,, Jn fc·hhre ch0 Ìll>'•>rgc· nnu· l >Unrntt•; urw ~Jr<'Cinl<' >'lato p:>ic·ltico c·nn lut• itlé'Y./.1\ di th•lirio : I' Pl' li7.ÌOI1 f' c·<>ru· pt>t:Pnt;• in :Ja. 5" gi<~t'tuttu Ji t'n!:<<'nlt· ><Ì ntili Hl k Jul'!ic·he, H.Jl<• tltnrl rilla ri, ulh• t ili<·lw (11"11 Jktf'rchi>~li nlnw11n Hll'itt i'l,ir,). C<H t un c<·rt<l cnlnrito l ividn d:t """ •kl'ln t'IIS>'Olnip:liauti 11llC' t·t'll:<.inni lu dit•ht• dt·lln 1111' c:ongr·uitn. ('nn la Sl ll>'i ul i.H'c:io o l!llll ht "tusi p r·olutt!!'ula ~i utttl'tt<' lu lli'C'<'IItllllZÌIIIlC' ntl unnlw I 'IIRJW!in t•nton·ugi~o rli P>'sr•. \'i <; utoltrr- dc·:-;q~tallut'l io m• fvrfnrilèC'u, l1111dicn tU Illir i' eli m il za cd ll$l'C'IlZU di fc•tt.,ttwni iut.-.-:1 iru1li . .La \•\'. l<'Piix è pnsilivn. ma. può 1\JH·I tc• cotllJ»tt·irl' tm·d i t> quindi IHlll i: 1 utile p e r ttttn dingnn!<Ì Jll't'CIICI'. <'S1:111t~nn1t,ico rÌ>'J>t't lo ul HWI'hi lln Pd uii'J!,·o-t.ifo !<nn •>:
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- L e /rallnl'e r/('[ calca'J!IO. (.Jolii'IWl dc·~ !Wit•nc•c•s nu'•diNdl's clP ].illc> 2·l maggio, l !):!.i). L C' fmtt11rc.> d<•l cnlc·'lguo !';i cl<·t•·rminulln g••tl(·r·alnwnt•· p <•t·l" ('ttdnt:~ di t·c•tl>t ,- ui talloni Cc\l CIJt'[Hl vc•J'ltealC' l' le• gntnl,.. r Ì)!;•lr• in t'>'(f'ttsi.,nc•, in tli<H in dw il JH'RO d e l corpn .;i po rlu d ir••ltanwHfl• " 'tll 'n:-;tnc!!u ln l' !<nl cukn!!tto "''n:t.tl ~:>!'!';l't'l' BAVE[. .\E H..
111t u titn da un',u•ttCIIIn;r.inn<' int<'rnwdin. :-{i po,;sn11" nvc·l'C1 ft·ut.t ur<' }l('l' si mp· p>lt lii:' IILù eli un frullltlll'lltu (JSS<'<> ull'im;t•rzi.,nc lld l<'ttdin;• d'Achilll•, P<•CO l'n• ·
C(lll'llti. oppctt:C" l"rttt t ut·•• intl-t'C'>'';tlllt i In JIHl'f l' pnsté·rii•t't', ~ ~~ por?.iono nwcli•l " la grando upofisi dd c:n lc"tgno : n ,• l la ttlng(!'Ì<II' pnrt·c• cl <•i c·n~ i knt.tusi di fntlturt· sottotalumi<:hc piìt o lllt'll" ••,.;(c~·;<- in cl i1·1 ro c•rl in nvnuti. ~ol~uttl<l In mcliogralin rh\ indicn:rinni irnp<ot·tnnti )J('l' lu Jll'ngno:::i (' Jl<'r In l'li l'l\ di C[\l('SL(' fntll CU'C'. (;[W !)O~SIIIIll N;,.,\' l'l' :;CIIIllbint.,• pt•t' ÙistOf$iOI1Ì l ÌhÌO· t.n~icho Jl<'r il l'att.o cht• ><cmn """""iul1• Ili notPvvk rigonfìntttento ci l'l mul· IPnlo, m<'ntrf' n on vi ~~ hnllo~ltlnwntn flslntgnlc•n : (•sisiT p <tt'Ò un punto d o lo·
roso Jnollo ,·ivo so l t.o il wnllr·olo c·s1 P l'IlO .
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI
.
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Somm ario degli argomenti trattati
!Dai protessi verbali .omenuti alla Direzione tenlra'e di sanilà mililare dal 1 giugno al 31 Agosto 1925). :\[n;.rl.(ior;· 111edi<·o C.\tt),o ('tn:~PEU..\ '-"J. - Le diUìrvltà rlf·lla Ìllll'l'· prel11:ione <l!WJIWS/iN~ ltdl'.:.mme rari iolnf!Ù'O <l<·l tora re. Hnumcr>tt,• IL· \'oll'if' clillìc:ollà c:h0 <><:C()t't'P !:>II[K'I'>II'r nl'!lo >'ludio rudiolngi<"O clf'l (OI'll<'t", l'(). Ìn ~isiP Sltllll lt·CIIiCH. l'JH· d<• \''l'!o~s<·rll itlljlt'Cf'ul,ill' C SUIJ!l liiÌ ttUI U vnlutn;r.ionl' d<'lk Oltlht·t·, t'ulla in btls<' ud c::;•rt k L'OI!Hizioni unulol!lichP. l•:,.ponp lu cuusn di tiTorc lll'!l"illli'I'JII'l'luziono ddlc ombre ihlri, J'ilc\·amlo h1 JH'C<•ss itil
l"IHt:.:-rzr.:. -
485 eli t<-n~:t· Jll't•st- nl e le , ·ario figmc moliolngiclw l'isultnnti du. SO\Tilppo:-;i:doni d i orn h re. lllu~tra infi11t- i metodi IH'r scoprir<> le alte rM:ioni pntologic:h e cll·gli apici c \'ll lillarlc• C'sHtl>lrnc·niC', h ' nendo c·on to d<'Jlt' ipofnn~t.iothtlità t'(•s pimtot·ie apicali indipt'mlcn ti dtl. 1111 proc•·~>'<O lnlwrcoln t·e, IIHl l ··~atc a lt•sioni esi.~tP nti in altt·e i >arto del polmotW, <"i t<' d i ltiÌtll l i .~<·OilO J' HI'J'('tlZÌOIW dl"ll'>l ri~.:o. Ho)IA. -
T~c•nt) ttl<' cnlonnd lo nu,diCt)
Rosou:oro C tAtrnr. -
8iwlrontf 1notoria e
rw;mn ot or ifl.. J}Q. )WC'SC'Ill<l Ire t>:lsi; IO) di UO\TÌtc lllllltipla ll lOtni'Ìtl C \ ' >1/ii)IUO[ùl'ÌI\; 20) di t-lllipl<-gil'l ,. d<•temtilli-;tno r·u1H;11IarC' r·uu c-luniu della c·o;;c·io. e sinceHEsie moltf'· pJici; a<>) di esi t i eli PI1C'f'f>ll i te• l'(li d etn i(•tJ, {:1)11 di:-;t\ll·hi nel C!llllj)O del Sistema mot orio ex t l'Il- pÌt'illll id aie. J Il usln.J. ~~~ varia Sl' nwio log ia dei disot·di ni motori qun nd o n·ngo110 c·t olp it i il ntow·onc JWriferic-o o quP IIo pin1michde o quello in:fino o·ht, COIII)JI't' tHI•• llll t o il sistPnul toHnp l!':-;c;o di nl'ut·on i ('hO fanno f'apo ul corn•llt>ltO, 111 c·oqH) striato, ul talanw otliuo, al nuc·I C'o •·osso. Hil PvR.to come le siHdrmH i motori~·. ançhe IC' pifl t.ipidw, sconfìnuuo in alt r& sind romi, l'O. ('Oneludl' <'h t• 1\(•lla c·oni·C'z Ì<tHr d<>llot fn tl'l.ione m otoria si devo tcnu· conto di tutti i c'c>..tlic•ipnti uutomntic' J C' c·oseit• ttti, i qu>lli sono ro ll\,gHt i Ìr\ noodo cho la IP:<ioJtt' d i 11 n 1 t'H t,t o dc• l cnu<p! c•;o;so si.~tE'll1lt mot eH· io 1wod li Cl' :>i ndn, mi nu m c· I'O:<c, lr- cu i fol'niC' rli tnwsiz.inll t• di111o;;l t·uno la t1Hi1·itù •lllutomica (' iunzionulc· di rk•tto sistema. 'l'oR t:-<o. - Capitu11o medic·o l"c:o R"rT\i'l. /c)gin rlellc' So m'ti in italiwut.
-'lf,te di ?Wtoi•I{Jia e eli èpi<l<'mio·
Accennato nll"inl JHJ r·h~Oz!l 1ldlo sl 11dio rlelh~ pntologia dominunte in ~o ma lio, J'(). t·iti c•nC' tlll'l. itntto C'hO 11111\. d e ll e p•·itne CEIII:'C' ( 1('111\. diffuF<Ìone d t>JIC •nulattio iu Co lonia è ht siHdmmo da f>uuc. T•·all!t quindi dcllt~ nwlnriu, o in pm·tico lurc• dt•lla tc•1·zn tm tJ·opic-H, d Plla tu ltC'I'C·o lo:-;i in nlJ.li•Orto nlla s u tt. prPOC· C' IIJ >Ill tt o dift'nsimw, dl'llf' mulnttic \'Cllf'J'C'C e l'i ililit.icho; suec<>:>sivnmentE) i!lul;LJ.'Il
la lnunhoc·,.,ju t rupicn f't f il fugc'd~>uislllO tropi1•ail•, sia dal punLo rli vist.u. l't io· logico, c lw t t'l'A t H'll ti l'o. L'O. 1-=i tt·uti i<·tw cl•4 1tltiu1o sulla JH·:<tP, di c ui esistono focolai lun go il hnPino dc ·II'UPhi :-5tl'lwli, c Sllllu lcbbr·n, n:--.ai fn·quc• ntc. T ourro:o.
CaJ•iLuno rnedir.n A:-.TO!'tu !\L' RH .\.
nw t rdu n l/,,. ec·h i nvcocc•>8;.
tlnd e mi c i
l ; rma/ìll/.SSi con sperialc ri-
Prt•tnl's:<o alc.:uni rif'cwdi ;;ull'nt Hl.lila-;:;i in ~C'llf'I'P e ;;u i fenomc11i di Arthu;j, Smith e- Piqt tPt., l' O. illust•·•l l'a.pplit·azionc, che ~r. ne fa, in pnJologia nmana , l'J>(•r·ialmf'ntc J'Pr la r.osi d et.~-1'1. m:tlnt.tia da " iero. Vengono comprese~ nelle forme nnntilnttidto (clist.iHl!Hendnlo dalle [unnc eli idio::<incrnsia) tutt.a le forme di anu· filn.""i aliuwntaro. s pec·ie C]UPIIu data dnl latte e quella di al imentazione priva di Yitatnine; t·o»ì pure debbono intPl'pret.OI'si come formo anafì lat.t.iC'he le varie ntHnit'cstazi<mi cut.nnue c h e ><i hnnno n•·tdi t·~antomi rla ~vaccinazi one e rivU('(· Ì· nazi<•ttc » e ne-IlEI fonn<' llwti•·he o tub{>t·<·n ltlt'i, Si int,ra.t.t.ione quindi sulla cuti cd intntderrnut·oaziono tuhet·col i niea e, dopo tt11 C'C'tmo :-;ull'c•tiologift e J>Ato)!PllO:<Ì <lollu. « Pist.i d u. edt inococco ''• pul'!a d ei dist m·bi. sia lof'>t l i c- hP J!:l'llc:>l'~di. <"lw :<i hann•> in !>Pguit.o olio, pnnt.m·a od apertul'a d cii(' l'isLi, ll<'!.di iwlividui ello JW ii!JIIO nfl't>t.t.i, e che vengono interpret.ato come formn unnfilaM.iehe. In fino. t;J'Ol l>t dPU'n.pplicar.ione cliniea d o.< IJu, « lnt.radel'lltor·eH7.im~p dd Cu.~oni », nwto(lo onJ.rnui pit1 t·ho Ri<; uro pt~r ht dittgnosi dcll'echinoc:t>t·oo><t,
486
PER .IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Mili1 Ricompense al valor militare per la campagna di gu (Ccmti,;tta:::ioue - Vedi /Mcicoll del19l5-16-17- 18- 19-~0-21 -2Z :!3-
N . dccrciCI
~s
april a
1 9~5.
=.H· (HJ:o;TUful , l~L (;iuuppt·, da T re nt o, solda to 6 rcg(! ime ntn :al llll'tlico 3 n:ggi111entu alpini, t<·HCTT I~ nte-dico S rf·ggimentu alt Trcn tino per rcdinte r.: la s ua terra, clml~ndo. l'Ol i g nt\•e pcri· nu,:tria(·a. cd arruolato~i in un n :parto alpini, prima co111~· ~ ufficiale m ed iro, d i m o~trò in o~ni cin:osta11za d i g ue rra ><pn valore pe rsonale. alt o sentim e nt v pntriotlit-o c Jllirnhilc e.~c m pi11 (;ncrrn ('ontro l' :\ ns t ria, 2.1 maggio J91.S-•I no,·cmhre 1918.
!\J @At; 1.1 \
Ili
IIRII~ZU .
l l.'i.'i· :IL\RJ~ol'rccor.t J'i11cc11::o, n~pir:111t e uffi ciale m cùico 213 rcpr~
::anitiì. - Tn giornate di a~pra lotta fu bell'e,:emvio di <thnc '!!· ,:prh .zo del pericolo, mct!ica nclo nnmcro~i feriti ,:otto ,· iole n: o tir prime Jinc:-t· Iii fu oN>. - Dcccdl'nl, in seg uito. per morbo .·ontr ~Tonlello, Jl'i-211 g.i ug no 1918. 1150. l'or, \' 1\RIXl Elia, lc.:ne nte nK·<lico 229 r egg i111e nt o fll nlcria. di battaglione, durnntc l'intera cm n pa).;ua <H'<'Oppia,·.a alle otti1 ~iuuali ele,•a ti ~entimeuti dando <'ostanl i prove di ,·nl<>rc, :m >'t:rcnu curag~io. Sprez7.anlc del pericolo in ,·iokuto comhntti prima oudata prud i;{<lllctosi nel pn:,;tare infat icabi le la prop1;a di J)oi-San Gahriclt-, m;~g-g io-agostu 1917. 11 57· R•;r ~., (;ui<io, da ~Tecli)!li<t Plilano), lem: nt<: mt:dit·o 6 -,·g:.tit ta_t:li om: \ 'al ,l'i\tligt·. - t u c·OIIIIIIIIIO::ioue della croce di guerra tcmfcrilag/i c011 1'. dt•oelo ~6 fdl{H·aio 1 9!~ : - Dirigente il ~•· uu hattnglium:, ..otto violc.:ulu tiro uc mico, t'Oli ahue.(!azione e r~ nu<•,·a a mt!dicnrc i ft! riti c volonlariumeutc rcc·upe ru,·a la sflh ucd,;o ~m i <·ampo. - Altipiano Bainsizza (quota 77·1·nS), 29 ag•
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PARTE UFFICIALE
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A) CIOHNALE :'lriLlTARE UFFICIALE.
(Estrllllo delle <lispensc n. 4CH() <lcl tPt5)
l ) C m cOLAKF! n. 3ll!-l d PI fi luglio 1U25. - R. decreto- leggo, n. 1203. zione di tre Japettomti di .s<tt1it1l ndliUtre.
I stitu-
A1·t. l. - Alla lettera l? d<· ll'urt.icolo 6 del R . df'<·t·oto i !lOilnaio 1023, n. 12. mod ificat.o dn ll'ar·t. l d e l R. dccrd.o 4 nu1g_l(iO 1 !J:W. Jl. ni>Z. ;;ono ;;o;;tituite lo Jf'ttt'I'O SCI-{lll'Jlt.i : 1·) il gPnorn.lo m<'d ico cnpo o i t.ro g<'IIOt'Oli modici i:< pot to•·i di :;,1 J1Ìt.it mi liLnre ; .s) il go tteJ·alo COJnmi;;.,;nrio. A1·t. 2. - Le clipend<mze e le att.J•ibuzioni e le sf•d i <l<•g li i"pc1 1.ori di i'liHIÌI·Ò. milital'e saram10 st.ubi lito con decreto lte.tle. Art. 3. - La prc:<idc·nza del coll<'gio m cdieo ;;up<>r iMc, di <' ui al. R. llccrct.o 5 n o vembro l !J20, n. 15!)7, pot t'tt c;;serc a,;«unta da un ulli<·iuk genm·tll~· nwdi c:o ri ehiamaw dttl coug<'do. 2) CI IH'OL.Allf: n. 370 d el t) luglio 1!)2:3. - R . d ec t·Pto n. 1210. attribuzioni e sedi r{pyf.i ispt>IIO?'i di scwit<~ 111ilitm·e.
Dipcwlenz((.,
Art. l. - Sono i:-;f it-11i t.i t.ro I s pf!( (.()J'flt.i di :-;flllil<Ì milit.fl l'f', IH' <'td.i •·i,;pe t t·i\'ll· lliE'nte :-wdr! n 1\IilflnO. Fit'Cil'l.O e Na poli, c ui ò afTidotn. l'niLtl vi gi lnnza tc<:Jl.i ca e :o;cientifì c·u ~~~1 :<on·izio :>H tliiHt 'io mililllJ'('. L ' J;;:pf'tt.o t·at.o di i\lilnno e,..r>rc·ita In ""a ltzi<HI<' nel to?nitori o dPi corpi <l'arnmt.a di T orino, ~[il>lllO, Trie:-:le e V e •·•ma. L'J ;;. pettu rilt.o tli .FirE-n?.<' la. <'"OI'<·it.a noi tetTi· torio d c i co•·pi d'a•·rnnta di Bolo!!nn. Fir!'m.c• e Romn.. l~'bpeU.on'lt.o di Kapoli la t>spli('a n el Lo tTit.c)t·io d ci co•·pi d't.tt'lllttt.H di Napo li, l3tti'Ì e P>tknno. Uli l,;pettontt.i onmni t<'enic·i i;;p ethvi e di co n R 1tlen:~.a d e l llfini;;tero della gut•rra llflll hanno funzioni diflc ipl inM·i nd tl.mllliniHt.mt.ivc su l JWI':<onule e s "l sorv izio ::;anit.•u·io, (•hc rinu1ngon o di ,;p(•t,fnnzn d ei Comandi di <·ori"' d'ann ata e df'i ( 'omn tHli di divi,..iono milit.twe tP.tTit.o •·i1tle, tl not'Jlllt de ll<• d ispo:-:i·tioui viwmti . •·h t . 2. - C: li J:.;pett.m·nti sono diretti dn. g<'Hernli mf'dici e sono (\o;;tituit i : da lHI g('n f' ra) (• medico, ùa un utliC'ia le ,;upc•riore uwdieo (tt'JH'n!~ colonnl'l ln o mngg~nro), da tm ultìcin lc infe ri o re m<'dico (~">lpitnno o s ulmltt' J'tl\> ), da 1111 "(Jtt ulfit· inl"' d t "'Anitit, ùa. du e scritturai i c dlll<~ ordinanze d'nl-li<'io. A1·t. :3. - CHi i;;pettori di :;nnit.ìl mi li tn re JH'O\'\'edono prineipnlrnellt.e : a.) a coonl inare il sm·vizio de lle D it·!'zioni o ~;;t.ah ilimenti milit.ari della proP!·ia zon~, risolvendo quel le Cf110<it·ioni di cat·n.r.tore tec:nico che non richi edano 1111 d 11·etto mt et·vento m.in.ist.cria lo; b) a compiE-r-e st1uli por \Lil mi!:d ioro funzionamento dei servizi ;;anitari in pncr !' in ~~:uena. fortnulamlo coBcreLo proposte ul :'llin ist<wo della gueJTa: c) tl. predil:lporre ltt pt·un ta o rego lare mobilititzione ilei set·vizio "a nit ario ne lla J>I'Opl'ÌtL zona. in base nlle istruzi o ni ricevute; . . cl) H prom11ovrre o nd inr·ihue il miglioJ'A.mento dPIIA culflll'll. t<'c-aico-pro· 10ss tonfl:le <~ c i dipe-nclcnti utl'i cinli medici :::pccialntento a m ezzo d e i cent.ri d i1 st udi IIHLVOI'Sitarl O CltnÌl:i ; ~) ~t curare fr('(tucnt-i !'d opportuni mpporti con gli u.tlicin li m!'dic-i d elle ca.~A?gone 111 congedo pf't· t.<•uol'li a l cori'EIIlte dt)gli svi luppi d !'lla t<'cniC'a ,;nllif.aria
Jrulttare;
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P ARTE UFFICJALE
f) a dare incremento agli studi 1·ela.tivi a ,;peciali rami della scienza medica militare, come, nd es., igiene e medicina legale militare, patològia coloniale, tnl.uma tologia di guel't'a, studi l'ulla leva, ecr., mrttendo a frut.to l'esperien?.a della gnOJ'I'a e d elle speciali provvidenze che ne sono »eguit e : g) ad ispe?.ionore, vigi lare ed a iutare l'at.tività di particolari o rgani del ~eJ-viz.io sanita1·io milit-are esistenti n ella propria zona, come, a<l es ., scuole, istit-ut i, far·rnacie, ecc .• a l firw di ott.<'nfwe il mi~liore po::;;;ibile rcn•limento di s t.udi c cl i opere ; h) a promuovere e stabil ire frrquonLi r·ela7.ioni con le nu to1·it-it civili e mar·itt.irue, a llo scopo di ottenere In più proficua collaborazione e ln, più conveniente sudd iv ision e di còmpit.i. A rt . 4. - Gli ispottor·i di p endono di 1-cttamente dal }finistero delln. g HeJTS. (Di rezione centrale di s anitìt mi litàrc) per quanto -r iguar1l11> le loro funzioni. Di,.;('i p linarme nte d ipN11lon.o dal Comando d el corpo d'a1·mata <wc hanno :-;edo. Per quanto con cemo studi da, compiore o provvedimenti da IHlottarc ineJ•en ti 1~1 f•u1:-.ionmnonto d ol servizio sanitario in p aco ed i11 g uerra. e::;:;i po»;;ono ri('evet·e i,..t,·L•zioni e diretti,-c> anch e dai (;orn.anlli d esignati d'armat-a c d A>i Cmnancli d i <·orpo d'n•·mata. -
C) f5CUOLA DI ~Ai'l' IT À ~IJLITARE. O ooE'l'TO: Biblioteca Medica della Guerra.
l''i,·e nzo, luglio Hl25. La 1-ieu ola di Sa.nitt\ militare, pia e de,·ot.\ custode d ell' Ara innalzata, con sla ncio fraterno, da.i medici d'Ital ia ai Colleghi cad u ti in guerr a, »i p ropone di rntegrare il dovf' rm;o oma.ggio reso a i n ostri et·oici l\Iorti cu rando la raccolta dt>lla mul t ifol'lne opera sciontif'icn. compiuta dall' inter n clns,:;c med ica italianA. durnn te l' immane conflitto. Spicch et·à in tal mo(lo, s ul lo sfondo sanguigno d ella c r·11c nti s~:;ima lotto., ancor più a lta. e nobile, la serena figu ra del m edico, c irconhrsa. dalla ln t·e delle idealità piì1 pure e più sttnte : P ttt.r·i a, Umanitl\. Kcie nza. L a ricca me:::»e· d i lavo•·i, c he ha. c·hi~t••it.o oscmi pt·oblcmi d i biologia, o sconvolto e rinnovat-e) inte•·i Cil11'1pi della metlicinn., g iaco disseminata in monografìe e riviste, oggi stes:>o d ilficilmen.le acc·e:-sibili, e domani, in maggio1·artza, in·imediabilme•lto d i sper~:;e e pe•·dnte. Uosi dovizio,.o patrimonio, i~norato da molti, e n el quale p e1-ciò qualche profittnt ore affonda fmtiva la mano, nppropriando::i i te;;ori di osservazione e di inda~ine accumulati fatico!'la.m Hnto da a ltri, è dove roso salvare dall'ob lio. L a. Bcuola di Sanith militui·e. che pe r la sua origine e por la. su a mi,;sione è, se non erro, il luogo più adatto por conservm·e le opere di m ed ic ina nate dalla. guerra e per la gue n-a, si onor·A. invitare tnt.ti i cu ltori di scienze mediche cd ttflìni a ,tra<:mei.terle copia ·dei lavori pubblicn,ti in mate1·ia a fu1e di costituire la 11ibliote_ca medice' della guerrct. T utte le pubblicazioni, oppol'tltlHilnente cla.<:sificate e cat.alognte, formeranno per tutti gli studi osi un prezioso, unico, completo repertori o eli ClOnsuHnzione. EssC' inoltre saram1o monumento n on caduco de ll'industre, sapiente operos it à del medico ital iano, il quale, n emm eno f ra i disagi ed i p erig li d ell~~ t-erribil e lotta, ha dimenticato la divina 1nission e di trar1·e dallo studio attontol;lùall'e;;perienza O<"llla.ta i pl'ocotLi piil atti a. debellare lo malattie, ad allev iare le :;off!'l'enze Jtmunc.
Il colo-nnello m edico direttore Prof. CrOYA:«Nr U1t1XO~r. Il Giornale di medicina m ilitar e, plaudendo alla nobile niziativa , invita tutti i auoi abbonati e lettori ad invia re alla D irezione della Scuola c op•a delle loro' pub blicazioni p e r la coatituenda Bibtioteca m edica della 11uerra .
D irettor·e ·r esponsabile: ARTURO CASARJNJ , tenente colonnello medico. (1337) - Roma, 1924-25 - Stabilimento Poligrafico per l'Amministrazione dell o Stato.
Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti del Congre8so. - Vol. IL - Lavori del Congresso e comunica:4ioni. Un volume di pn.g. 600 con 33 tavolo e 19 incisioni . • . . . . .
L. 6o-
111 Congresso Internazionale di medicina e farmacia mil.ltare (Parigi 1925). )
7 -
Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. ·- Un vol. di pag. 48
•
5-
S. ~ALINAR!. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Memoria onorata d t:!l premio L~iberi. - Roma, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . . . . .
•
7-
L"vori del Congresso e cornnniMzioni. - Un vol ume di pag. 88 .
M . CcrsANI. Guida del medico militare per l( esercltazlonl pratiche sul servizio sa-
nitario In campagna - 1914. . . . . . • . . . . . . . . . . . . . .
• 6-
M. Cus ANt. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio
sanitario In campagna presso I'Eserc:to Italiano - 1906. . . . . . . . .
-c. D.;; CESARE. Studio delle mediastinitl (rnediast init i s uppurative, ascesso mediastini('o) - Roma, 1900. - Un vol. di pag. 144. . . . . . . . . •
•
5 -
• 5
P. lMBnuco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodott~ in foto ti pia). - Roma. 1!l03. . . . . . . . . . . . . . .
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P. IMB!UACO. Le operaT.Ionl più frequenti nella chirurgia dì guerra, con 112 figure - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8 -
AN'l'IloPo~mTlUA MtLtTARF..
Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con atlante; Vol. I (dati antropologici ed etnologici) con atlante della geogmfia antropologica dell' Italia - Roma, 1896 • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. II. (Da'i demografici e biologici) - Roma, 1905 . . . . . . . .
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J:S -
F. B .&..ROFFIO e C. SFORZA.. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• 4Q -
L . B ERNARDO ' e G. Bae:zzr. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria prell)iata. al concorso Riberi. 1004- Un volume d i pag. 371) con 27 figure e ta\role grafiche · Roma, 1905 . . . . . . . . . .
•
A. C.t.SARrNI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata al concot-so Riberi, 1905. Un vol.ume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908
, 12 -
A C.t.sunu. Le malattie e gli Infortuni netta vita militare. Memoria prem iata a l concorso Riberi, 1906. Un \'oiume di pag. 402 con tavole grafiche e statistic:he - Homa, 190!!. . . . . . . . . . . . . .
• 18 -
8 -
Giornale di medicina militare .
L t
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Direz ione ed Arnrnìnistrazinne: Palazzo del Ministerv della Guerra.
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XX Se ttembre '- Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO . 1. li Glo ~t~ ale di medicin a millta~e s i pubblica il primo g io ruo di daecun m~. in fascicoli di tre fogli di stampa almeo o. a. L'abbonamento è an11no e decorre dal 1o gean aio 3· I l prezzo dell'abbonamento è: P~r l'ltalia e Colonie . . . L. 24.Per l'li:o.~ero :m.1 iu Italia !.-Un fascicolo separato costa
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4· Per g li l1ffici:).li medici e cllimici farm acisti del R. E!>ercito (iu serv11.10 attivo , in posizione au~i li aria. <li complemento. della riserva e<l a riposo) il p rezzo dell'abbonam ento è ridotto a L. 12, anticipate, <"1 il pr<'zzo drl supplcmcmo a 1.. 6. S· Non si accettano reclami trascorsi trenta giomi dalla :o.pcdizion .. del Giornale, eh~ si eOl'ltna 1cgolarmeme a l primo d'ogni mese. 6. l sig 11a ri ahhonati militati 111 eiTcuivi tà d i ..ervitio pag b crau uo l 'importo del · l'abbonamento per meno •lei ris j)ettivi comand i di co rpo e direzioni. Ì· l'er i Holi ufficiali medici (d<:li'Es crci to e t!clla ~larina). in quahmque posizio ne si trovino, è a mm es.~o ,m A BBON:\i\1 El\' TO CU~Il'LATI V() al Giornale di medicina militare ed agli :lnllJ!I di mc:iicina navale c cclon/,Jle al prezzo ii I. 27 an nue . Per o ttenere tale facilit n,ione cumulativa ~;li abbonati militari do vranno far pervenire l'intero importo all'Auunini~tr:tl.ÌOU C' d el pcri<><lico <Id pt <•prio corpi). 8. Ai lihrai ,i fa lo s conto del to per cento, ' ma soltant o rer Rli abbonamenti delle pe1sone e clc!{li enti non mili •.ari. che non po~sono rrnire. dcll11 f.-.cilitazione di cui a i nuru~i t, 6 e 7· •
NORME PER LE PUBBLICAZIONI . l l~w•ri onginali, le n ott', le riviste - <lattilogrnrau o ~crilti a man o - devo no occupare un solo Jato del fogli<;> cd essere accuro•tant~nte ri·J ed'.ld dagli au tori. Si fs speciale racconlò'luda>.io n e che quelli scritti a mano siano ben ler:g ibili', per modo d i e\Ìtare ORni du uhio d i iut e rpreta>Ì<"'"· In cns" co n trai io . la Dir~zion<.' si vedr~bbe co1.
suetta a •••-pend<.'rn<.' la puiJhlica,:o ue. 2. S a h·o C>~Si ecce?.ionali ssim i, la co rrezi one delle bozze garil fatta dalla redazio ne , an7ich~ d>~;{li aut o ri. per non vinco lare il l~"o: (l tipogrnfi co n:;:-l i inev itabili ritardi post ali . 3· L<.' »JWSe per gli <:>str.nti e quelle per le tii\'Ole lito:;:-rn1i c·he, roto;;raficbe, «"C., cbe accont pa~n a ~sero le memmie , son o a carict) ùe~J: autori. 4. <.;li t'Strntti !\Ono di due t i pi : Tipo .4 . S enza copert:na e colla impaginat ura e num eraziou<' Ilei fascicoli). - Ti):>o 8. Cnn coj'><'rtina stampata, front~~pizio, impaginatura e nu n1e1 azione special~. S· 11 pt(l/0 clegli est r aili. per gli nntori del!~ m emor i<.' che li rich iedano. è regolato dalla "<'Rn<" nte tarifla: PREZZO DI CIASCUN FOGli'() DI STA MPA.
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Gli e.ttall/ 111inno i d i 11 11 (o~l/o si cnntano .:'""e foglio inte,o p er le ordinazion i ILI too estratti o m eno. Pe• quelli che •u(>eoa11o "'' fofiliO, le frazioni in più, G/le non superano il mezzo fog lio, si COII/onv come m t>tà. purchè però l'ord i nazione n on sia inferiore a so copie . 6. I man oFcritti non si (t :l:l7 1 -
restitni~cono.
Homa. t~2 :•·211- 8 o. u ll!nJUoto P ollgrallco per I'.Arumlnlst.mllliooe d ell o Staco
J(}la. -
A que•to fmfoofo è '""'"• Il
Vol. Xl
Collono m<4:t::!,.,
dolfa CASAR/NI - La scelta del p/loti per la navigazione aerea. ( DONO AQL/ ABBONATI).
CHIMICA DI GUERRA Pubblicazione men•ile l
GIORNALE MEDICINA MILITARE Dl
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (DirezioDe ceDh'ale di •&Dità militare)
Giornale d i medicina militare: tS5t -t884 Giornale medico del Regio Esercito e della Regia 1\'[arina : 188<;·t895 G iornale medico del Regio Esercito: I&)6-t907
AN NO LXXII! (il
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SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Cappelli. - LA. chimica militare e le sue rela zioni con l'ordinamento · dell'esercito e Lu guerra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 489 Casella. - Statistica operatoria dell'anno 1924 . . . . . . . . . . . . • 52Q Perraloro. - La diminuzione dell'alcalinità potenziale del sangue nell ' aria rarefatta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 523 CASUISTICA CLINICA : Cola. - Contributo allo studio dellt~ rinolitiasi . . . . . . . . . . . . » 526 Mallce. - Ano malia del digas trico importante per la m edicina operatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 529 CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILI TARE . NOTIZIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . .
ROMA Per 1e nuove
Direzione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
Pag. 531 » 532 » 532
ROMA
norme circa lo pubblicazioni del lavori vedi copertina (4• paiina).
Pubblicazioni in vendita presso 1' Amministrazione del Giornale di medicina militare ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare '·
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I - F. TEsTI. - Storia retrospettiva dell'Igiene nell'Esercito italiano . . H - Rlcerche biologiche degli Uffici pslco-flslologlcl di aviazione mmtare. Un volume d• pa.g. 236 con 46 figure e 2 tav ole . . . • . . UI - E. SA.NTORO. - Ferite addominali di guerra - Prefazione ctel professore N . GIA.NNETTASIO. - UR volume di pa.g. 400 con 38 figure. IV - A. Lusno - A. B o~ nmo. - l • gas di guerra •· Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. - Un volume dì pag. 104 con tre tavole microgra.fiche a colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . V - A. L o~no. - Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale (1915-918). - Con 21 figure. . VI - .F. CACCIA. - Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. - Prefazione del prof. R. DALLA \' EDOVA . . . . . VI! - S. SALINARI. - lnse&namenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo·artlcolarl In 1° e 20 tempo. • Prefazione del profes· sora R. ALESSA.NDRJ. - Un volume di pag . 190 • . . . . . VIII - A. CASARINL - La medicina militare nell'antica Roma. - Con 5 fig . IX - La celebrazione del medici caduti In guerra. - Un vol. di pa.g. 92 con 16 figure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . X - N, RooiNò. - la profilassi delle malattie Infettive dominanti nelle n~ stre colonie afP:,::ane. - Un volume di pa.g. 44. . . . . . . . XI - A . CAsARrm. - La scelta del pllotl per la navigazione aerea. - Un volume di pag. 232 con 97 figure . . . . . . . . . . . . . XII - Q. CAPPELLI. - La chlmlca militare e le sue relazioni con l'ordina· mento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . .
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Altre pubblicazioni. Un volume dì pa.g. 96 con 8 tavole Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un v o lume di pa.g. 100 con 37 figure . . . . . • . . . • . • . . • . • . . . • . Per Olovannl Maria Lanclsl nel Il Centenarfo dalla sua morte. - Un volume di pag. l 06 con 28 figure • • . . . . . . . . • . . . . . . • . . 111 Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli lnvaHdi di guerra. (Roma., 1919) - R elazioni ufficiali e comuni<'&zio rti. - Un volume dì pa.g. 96 . • IV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - R e lazion i u[ficia.li. - Un volume di pa.g. 44. . • . • . . l Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxelles 1921). • Relazioni ufficiali d el Corpo san iLtnio militare italiano. . • • • . . Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma. 1923): Atti_del Congresso - Vol. I . . R elazioni ufficiali - U n volume di pa.g. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · La lotta antitubercolare nell'esercito. -
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MEMORIE ORIGINALI LA CHIMICA MILITARE E LE SUE RELAZIONI CON L'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO E LA GUERRA (I ) J-~-,:._ ~~,
p er il dott. Gi~seppe Cappel~l, maggior~ chimico Iarmacist.o. msegnante t1tolu.re o dll'ettore d e l labonltorio di chimica alla Scuola di sanità militare.
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Oolot·o i quali si ''anno occupando delle rela:~.ioni del1la, chimica con In. guena., mostrano di ritenere che il contributo militare offerto da qne~ta. sdeHrA'l. consh;ta., esclusi,·amente, in ciò, che con linguaggio im · proprio, si nsa chi<L'IUal't" « ga s a sfissiante». E' opportuno qua.Jche chia· 1·imento: Le sosta11ze aggrcssh·e dn. combattimento sono comprese nel quadl'o complessi\" o coRtitnente la chimica be'llic.'l, ma, come ['asfi ssiante è sem · pliN!mente uno dci tipi degli aggrcs~i\·i rdtimici di impiego CMUpale, così, l 'otfelS<l- e Ja. dife:m. mediante so::;1:anr.e clùmiclJe rapPJ:escnta.no al· l' ineirca. ~o ltan to un otta., ·o di ciò c he ];t chhnie<t offre all'attuale fiso· Homia del combattimento. P ertanto, qun.ud'anehc Hi fo!'~>cro ottim..'ll· mente predisposte l'offesa c h difesa, <'~timic~l, c cioè quan to è costume, tr-rato, chiamare « sru·yi:-~io chimico» mentre !'!<S'e eostitniscono 1e (:arnt· tmstiche pii) squisite di « un'arma. » concordemente ritenuta., insieme . all 'a.viazionc, coefficiente decisivo della guerra. ne'Il'etù. pl'esentc, a.ltro non l:;:-ll'ebbe sta.1·o assicrurato che l 'otl:.'t\'O ùi tm t utto rimasto perciò, per hL massima pa.rte, scope1·to O male ordinato. In realtù se cou•s ideriamo sinteticamente un organismo nelle sue linee f\onda.ment.ali lo vediamo ·così fo rmato : I s upporti. Gli organi. I collegn.menti.
La vita. I su,pporti : si stema rigido o s.'l.pieo te mente deformabile, che sl:.'t fondamenti, i mut•i ma c~t ri e lp tr~w i , stanno alla
~ll ' orga.n i smo come i
casa.. Gli organi : ~di delle funzioni viraU. I collr,gamcnU : viluppo teuace di nodi c di t ra-smissioni sensibili. L a vita : inl'liemc delle mtmifcstnioni c ne rgetkhe ,r er le quali l'or· g anismo serve cd è servito. Domando: quale nwnte, sia. pure <tl.Jb;HHlouata, fin (htlla nascita, ttl.tF unira l-ettura d el grande libro dalle innumeri pagine aperte a tutte }p; c-reature sotto l'infinito arco del cielo, ig-uora che le pa rti isolatam -ente prese non po..,sono mai sostituire l'ins ieme ? Citi llHii abln-ac(l) Confe1·e nza detta il 28 marzo 1925 nell' aula X XI clelia. R. Univer!lità di B oma.
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490
LA CBU1lCA ~fiUTARE F: LE SUE RKT.AZION1 CON I.' ORDINA)lU:NTO, ECC'.
cianùo uuo scilelel t·o potrà. illudersi di concedersi ad uua Ùa.Llza, voluttuosa, o ghermendo uu tendine penserà.· di trattenere il pensiero, o f<"L· cendo pianget·e sognerà <li :.wer ucciso il sot'l·iso? Ancd.Ic a propo:-;ito della Chimica, l>el'lica, occorre quindi ;tllonta· ua.re il dettaglio « sct·Yizio chimico di guerra, » qualora si voglht pox· S~.:dere globalmente il pt·ol>lema, il quale xisulta. di questi componenti: 1. Materie p1·ime - Procedimenti industriali - Prodotti cùiluici \ ' ;l
l'i.
" Collrgamenti di impianti. i nùu~f1·iali fra la pace e 'la. guena. 3. Esplosivi. 4 . )Jct<tlli e lol'O leghe. 5. 1I'o. ·~·M i - As fissianti - Ycleni · Lacrimobreui - Yescica.tori J.:-me tici - Altri aggrel>sivi tihimiei l><!llid - Iucendim·i - Opacanti. 6. Alimenti e l'azioni alimentari. 7. Farmaci sintetici Ol'gani<·i <' inot~a.nici - Oolori - Difesa con· lro gli aggt·cs.<:~ivi cbimi<.:i bellici. S. l\fateriali da equi}Jaggiamento, che possouo essere nrg<lnicamente proietta ti nel seguente quadro, in cui rimangouo distinti nelle funzioni di arma ed jn quelle di servizio: Materie prime- pt·o· cedimenti industria i i. Prodotti chimi c i
a) chimica indu·
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stria] e 2
I· Arma cl1imica
- Esplosivi. · Metalli e loro legh e. · Agg ressivi chimici bellici e difesa. individuale e collettiva dai medesimi. Chimica. e a. v i t\ ziono.
b) offesa e
chimica Chimica militare
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II - Servizio chi· mi co
Collegamenti di impinnti industriali prebeUici e be llici.
7 - Fa.rma.ci s intetici e 1
r) chimica fnrma·
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ceutica e bro- l mato logica
l
d) chimica m e r -
ceologica
galenici. Materia· le damt~dicazione e da sutura.. Vaccini e sieri. Difesa sanitaria antigas . Alimenti. · Vestiari. Calzature. Oggetti vari da e quipaggiamento e da. dotazioni.
LA ('I!I)I!CA .\lll. tTAIU·: E LI·: Sl'E RELAZIONI ('0~ L' ORDIKA.\IE~TO. t•:('(' .
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E' chiaro che aù un esercito moderno non occorrono !;,"emplicemente degli ufficiali chimici, ~oprntutto neee~sita che essi siano specia· lizzati nelle va.rie attriùuzioni di arma. o di servizio. Chimici industriali. inorganici, organici, farmaccn t ici, bromatologi, merceologi. Di quale ausilio altissimo sia. tla tempe!,th·a spHdalizzazione Dl!ll'esercizio di pro· fessioni divenute molto complesse, è mostrato da•lla medicina. Chi mai, colpito da forte emicrania., C!ltiamereblx! iJ ch-iJ·m·go? J,a. chimica, altissima scienza di utHL vastità e di una profonditi\. che lnrbmw tanto maggiot·mcnte qua.nto meuo impel't'cttamc:nte, ht si co nosce, ~uwl1e nell'esercito, non può sottrars i alla, uecessib\ ferrea della spccializzazioue. Se os~nhtmQ ciò che fanno i più auto1·e,·oli chimici italiani ed esteri, vediamo che ognuno ha, s<:elt0 la sua via, c ROlt.'lJito per essa prof>egnc. Se da.ll'indiYiduo <:i eleviamo alla collettività., ~orgia..mo che i la bomtor:i' pregiati sono q.uelli f~ settori, costituiti da chi- ~ miei fl edkantisi, per tutt:..'l la vita, allo studio di uno speci<lle capitolo. ~:-.~~ E' ovvio che l 'esercito non po~a sottl'llrsi a qurstc dirctti\·e. E' ben r-"T\ ,-ero che la perfezione di un . qualsiasi o1·dinamento chimico militare non ~~;-'( può e.~sc;·e conseguita immediatamente; ma., che clQm·cuga. a<:cPlcrare il .!t ~z. : ~~ 1-itmo conducente a quest'opera eli finitura, è cosa che nessuno può ~~~:,:_ :i. e • sconoscere. 'S,.X~ 1-:~ _. _,. ~•• La se11sazionc dei problemi chimici militari esiste, ormai, anche nella .,~'< mas!'l:lt del poJYOio, anzitutto perchè h"L g1·ande guerra 1914-1918 ha pM·· ~~) Ja.to e hiara.ULen te per tutti, poi, pere hè si è scritto, iu proposito, in AmeJ·ica, in Iughilterm, in Francia,, in Germania, in Austria., iQ Italia, eon espr:!.~sion i spesso identiche più cl1e concorlli. 1\ou aggiung-erò sillaba. La. notevole quuntit.\ di ulficiali del H. E:-;ercito c rlella. R. l\lru:ina che si ,-anno 'l am·eando in chimicn, dimostra. la preoccupazione di spi-
'·, ,
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riti co.">"('·i cnti, di volersi elevare fino alla. compn::msione, ampi:t e Onila,
dei problClni ch imici bellici. Naturalmente, in un secondo periodo, da questa ele\·azione cultul'ole gene,·ica., occot'l'Ct'à pa ..,s:.n ·e a quella spe· cifica, e snrù, tauto di ~nadag;nato, ~e ciò nvverrì\, colla maggiore sol· ledtndiue possibile. Evid<mtcmente il Governo ha tutto l'interesse di a~evolare questo perfe:r.ionameuto tendente ad assicurare la funzione più che a migliora re il ~in~olo, e vedt·emo, ne sono ben ce1·to, per. la gra,nde levatnl'a dPgli int elletti che ci dirigono, tutto una serie di provl'edimcuti lcgislatid destinati a riunire gli ufficia.li chimici, oggi purt ropj)O disseminati nelle varie armi e corpi e quindi poco, male, o affatto, utilizr,ati ed addestra.ti nel campo ch imico, nel quadro organ ico s ufficiente alle IJecesl'litù. ùcWarma. chimica- e del servizio chimico. Effettuata la raecolt..'l. ne conS('guirà la, speeializzazione. Solo quando essa sarà a.v venuta, l'indispensabile ordinamento chimico militare potri\, dirsi un fatto compiuto. La guerra 191-1-1918 trovò g.li eserciti di tutte le nazioni, e quindi anche il nostro, sprovvisti di un :organiz7.azione chimica. qualsiasi. Non è ~u~sta, per ne.~uuo, una colpa, od un' imprevidenza,. La fisonomia ch1m1ca del moderno combattimento non poteva essere preveduta, prima dell'aprile 1915, anzi, in base ag-li accordi internazionali dell'Aja, dov.eva essere e.~lus:a. Esistevano dovunque pic<:Qli nuC'lei di quelli che pos·
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~ono iu<licaJ·si come :-;urrogati chimici:
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i pratici, gli esperti, nei quali il pl-.:J>so a po<;(} tiene il posto della conoscenza. e clelia. cultura, utili certamente come elcwcnti cQadiuvanti, non come menti direttive. Ciù .spiega, perchè molti ~entendo par.lare di chimici militari, corsero col pen:,;ie1·o ad intcllige11ti operai, a. C<1pi tecnici va.l orosi, a. funzionari militari c cidli e.~perti, per i quali, ht chimica, era il paJlido ricordo di nozioni lontane o l'impl'onta vaga. òi un'aspil"azione insoddisfatta. Ec-co, eYitlcntemente, la. ca usa. <lell' insuilicienza. delle fum·,ioni chi m ielle lJr<'sso tutti i IJellig-era.llti, Germa.nia c'Omprcsa, dibattentesi, fra uno t:tato Maggiore rigidamente feùele alle tradizionali nomw dell'arte della gueua t•d un:t massa. di intellettuali, <li ·scie11ziati c di industriali, aventi l' E.'»<l lto prese n ti meli t o, prima. i 11HSCOJt:lto, poi i lt~H]eguau:unente seguito, della, gmntlc eflicicnza del'l'arrua. tllimica . Ogui na7.iOI•e dovette improv· vi:snre quella p:u-te dd sno ordinamC'uto bellico relatiYo n. questo nuovo coeillcientc. La. fisouomia di questa nnom ot'ganizza?,ioue presso i Yari ~tati fu, pee quanto routerue le diretth·e, di collaborazione fra. le più ~pice<1te personalit.ù ~<·ieJltifìchc civ ili c lo Stato Mag~io re generale, e, per qua.nto si riferisce al hworo, di comunanza, di ricerche fra i laboJ·atori chimici statali ùell'E!';erdto e quelli delle pubbliche amministra~ zioni. Cosi YCùemmo scienziati iutel'l'Ompere il normale indirizzo del magistero e delle esperit->nze prr oceuparsi esclu!;:ivamenre di protilemi chimici militari. In Italia otfri1·ono lm·go e pre;doso contributo i professori: Paternò, Atlgeli, Piutti , Pemtoner, Rpica., Parravano, Mio· la.ti, HcllJig, J:>omn., Yillavccc-hia, cù nltri. Ooni~poudcntemente i la boratori delle varie Universitù Jta·Jiane, quelli detle Gabelle c dell'Ispettorato di Sanit:ì militaTe, !-li tntMnl'marono in veri e propri reparti di riccrc.'l, di produzione e di analisi. De,·e essere ricor<la.to e pa-rticolarmente scgna.lato l'impianto di doropicri11a fatto nell'I::.-tituto di cllimica. farm:H:cutica· prc~so la- R. Università di Napoli ùatl prof. Piutti, il quale genialmente improvvisò 1m YeJ•o stabilimento di produzione a. tipo in ùu~Stria.le. Qu esta. colla-bom.zione della vita, ch•ile e militare di un popo'lo in guena, fcnom~mo gcnemle comprendente in un t utto unico l'alt..'\. cultura, l'Esercito, la fìn:u1za, l'industria, tlc maestranze, gli imphwti, è nn canone fondamentale che l'n11tirua guerra, ha affermato incondizio· natamente. La possibile gnC'n·a doni\. trovare perciò nell'E~crcito Itali:uw, ciò <:he n~l 1914 non vi trovò: i quadri ed i materiali chimici differenziati e nondimeno ot.tim:uncntc ~ollega.ti all'insieme, eomprendc>ntc l'organil>)lno chimico mobilitabile, la tradizione chimica. militare e nazionale. l'indu!-ltl'ia., ]a. scienza. e la finanza.. La chimica industriale. inorganica, ed o1·~unic.'1, de\'e ~1\·ere, nel nuo\o e!-lerci to, gli organi specilici di :u·ma. c di :wni zio nec(>ssari ad assicttrarc, t<m1pestivamcutc. g-li studi chimici storici , di J·ic-e1·ca., sta.tistid, riferentisi alle matet".ic prime, ai brevetti, ai crrlll•g-nrncnti fra le sintesi òi paee e di guerra rig:u.u•clanti particolarmente gli csplosid, i metalli e le leghe, gli aggre!';.'-'Ì\'Ì e la. eorrispondrnte difesa, i f:umad, i c(lllori, i profumi, gl'ùl· ~endiari c gli opa-canti. Agli organi c'b imici di servi zio do>J'anno ess ere atti"ilJuiti:
LA ClliMJCA )rJLJTAR~; 1•: LE St.:!:: REL.AZJOYI CO!'I L' O.HDI!'IA)t~; !>'TO, ECC'.
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a) gli studi teorici e pratici, ili < l a.boi·a.torio e di stabilimento, ritlettenti l'obbligato!'ietù. dell'eo;ecuzione nazionale d ello prep::u:azioni
sintetiche di quei fa.rwaci, di quei col'Ori e di quei profumi, aventi rela.· zione con so~tanze giù, usate o di prl!vedibile impiego nel moderno combattimento; b) 1le ricerche cl.Jimico-bromatologicbe e chimico-fisiologiche sugli a.Umeuti sep~tra tamente considerati e sulle razioni alimenta.ri complesse; pt·cvcclibili, come necessità., n~i tipi pre.... upposti di mobilita· zione; c) lo studio di prcpara7.ione di efficacia, e di controllo sui più opportuni (Jh;iufettauti e di:siufcstanti, e tutto quanto riguarda, la. chi· mica, merceologiC"U·. Questo orùinauu'nto dtimi<.;o pt·csuppone i seguenti legami: a) colleg;~;meuti prebeltici; ù) c:ollt>gnmcnti bellici; <') colkgamenti f1·a h pace e la. guélTa. Il collegameuto, riuncute a1·monh:uuH~ llte i vari organi chiruici al supporto, de,·e essere co u ~ id crato una trama. delicata di tendini, di nodi e di inucn•azioui, attraverso la. qua1le si traslUett.'l> e ::;i tissi l'aziou~ del comando, e perciò contemporaneamente, meccanica., fi ssativa. c scn· sitiva; tanto più idonea, quanto più squisitamente sensibile. l collegamenti dovranno e.ssere aJfidati ad u11 sceltissimo nucleo di ufficial i dtimici in S. A. P. e di Sta.to Maggiore, cui sa;rà. attribuito lo studio di tutte ·le que~tioni chimiche militari e perciò l'ol·ganica e l'arte. Fra, i que~iti organici, quello dei quadri è di una. delicatezrA:ll estrema per chè l 'ufficiale f'himico di complemeuto deve periodicamente es.osere addestrato alle pa.rtirolal'i espressioni ùclla guerra.. chimica, mutevoli nell'indirizzo c 11el metodo, e talmente complesse da. escludere la. possibilitit di una proficua, irnpronisazioue. Non vale dire che il profCI':· ~>ionista dvi:Je, chimico di stabilimento, funzionario dello Sutto, libero esei·ceute, docente universi bu-io, è, soltH.uto perciò, giù. pronto alle pa.rti colari esigenze della chim ica, bellica. Nè basta. l'istituzione degli speciali corsi univer·sit..·H·i di cultura. militare, perchè la stuoia, sia pure univer~:;itaria, cd il laboratorio, uon sono il terreno. Già. in una. guerra, emiJlentemente sti1tica., quale quella I'ecentemente combattuta, abbiamo veduto, per l'opera, sapiente e meravigliosa, dell'illustre colonnello del Genio ing. Lorenzo Penna, quale cura meticolosa., sapiente metodica, e passione, occorre.<Jscro a forma-re !l'ufficiale ao(]ùetto ai ga,s e la trup· pa adibita a queste specialissime funzioni. Se poi la, fis'Onomia, bellica. dovesse assumere, sebbene non continuativamente, l'aspetto elastico 1 l ella guerra, di movimento, appai~ evidente che gli ufficiali e' le truppe chimiche avrebbero funzioni ~wcol':li più gravi e difficili, nell'ambito c.a,<>trensc, e specialmente in quello d~lla difesa. della popolazione civile dagli aggressivi chimici. Per quanto si riferisce ai collegamenti bellici è di im{lortaJl?,n, fonda:menta,Je la preparazione cnltura.Je e pratica. dell'ufficia le chimico, per la Qtk'l>le occorre anzitutto selezionare gli specia'listi della vit.'l civile.
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LA ('.HIMJ(.'A liULITAl{ E: E LE ,;ur.; ,IU,;[,AZ10,:{1 ('ON l.'ORDl~A)iF.NTO, E<'<.:.
e, :>enza distoglie.r li una ,-olt.a. m ili luti, dalle particol<tri loro attitutlinL pe1·fezionarli riguardo alle varie esigenze belliche. Siccome poi, sopratutto n e l pet·iotlo bellico, tutte le questioni ineyenti agli argome nti di chimic:b militm·e, inte1·essa no in sommo grado. anche per le interdipendenze e le mutue rela.z ioni, così è necessario aa:sicura.t·e tempestil:amente all'esercito un determinato numero di ufficqaJi chimici effettivi c <li complemento, a·i qtul'li affidate durante la pace •h~ pt·cdispo.sizionc di tutto quanto ll<.'Ccssi ta. iu guerra. Occonc ciot'· preparine un uni-co quadro di ufficiali effctthi variamente s pecia lizzati dw compt·enda: industriali, metallm·gici, metallografici, fHrma centici , bL'onu1tologi , mer ceologi, che sappia, al momento <lclle impt·ovvise neccs s itù, ,;a.pienlcmente servirsi dell'n'Ha c ultura chimica nazionale, <1ella industJ·ia c <legli ufficiali cl1imici di complemento. L'addestramento tem · vest iv-o ùt!lla grande masf'a degli ufliciali chimici di complemento è poi ùi un'importanza perfino maggiore a qu ella degli effettiYi, perc hè sono gli uffidn.Ji c himici di complcnwnto quelli elle nel momento del bis ogno debbono a~oh'ere le più numerose mansioni dtimiche, c no n è sempr€' possibile c-he il broma tologo si impt·ovvi:-;i es.:plosivista e reciprocamente per chù nulla è più dannoso, a questo rigmn·do, dell'improHJsar.ione. A lt.l'i probl emi imponenti, s<:hb<·Hc noti e pa.rzialmen te posti, sono <1ne lli rel-ativi a i collegamenti fra la .piLte e hl· g ue 1·m , t-itlett E'uti le (•spel'ienze e Je ricerche chimicbe prelwltJic:hc 11ei vari settori di ar-ma f' ~lj servizio indic-at i, <'quello d<>ll<' gl'HIH1i fll'O\' C inùnstl'iali rigna.rdanti pill'ti<'olari proble mi aventi un peculiar e interesse per lo Stato Uag~riore Generale . Sarebbe semplicemente paz7.esco pensare ùi no n avva· le1·si ùelle a-ltissime autorità. scientifiche unh·er sibnie, perchè non m · lori;r,zanw in sommo grado. a i fini militari, l'ec~Cezionnl e cnltut·<t. e 8a watica estJ·enta , costit uirebbe vel'c't follia. Tuttavia, cd ecco il pcrkolo <la e\'ihll·c, l' u tilh,r.azione saggia e decorosa delle s picc;t te {let·sonalitù ~;rienlificiH' e tecniche della nazi one, dPve tencl'l' i 1 l ontani dalla inazione mili tar<>. Lo .~ienziato e Ja, ricerca purament<' c;cicntifica ::;ono da ::on s i•l ernl'~ i come diretthre eli massima cPrta me nte preziose, ma , le soluzioni militari r·lte ad esse si collegano, 1-ichiedono elementi e mezzi rea'lizzn t or! di <liYers;l natura. Il problema chimico avente possibili n.pplica~ioni pet· l 'esCI'éito, rh·e~;te il triplice caratter e, scientifico, industriale e militare. 1·1l è pereiù imli.<::~pen sahile che vi col1aù0rino sci-l'nziat i, industriaU e militari. ~Ia non militari qua.Jsiasi, bensì quelli elte Sl·ll'a.rtc mill itare a c· coppiano la cultu.I·a, e cioil gli ufficiali c himici formati nelle accademie militari c ne lle facoltà di chimica delle RR. Università. F.A·co come deve sorgel'c la vita di questa nuova e.utitù, otogn.uica , Ja. chi.mka militar'?, fi&<:l(t·ht nei m1elei f ondamenutli : qnadri, alta. cul · tura, hLborn.tori <:himki sta tali, industria. E scludiamo p<.>_r ipotesi i quadri , (.'Ò ammettiamo per assm·do che il nno,·o ordinamento òell'Ef'Pl·cit.o 11011 dehb~t <>omprendere gli nffì c ia.li chimici effettivi, limitandosi pres~o a por.o <'Ome ora , alla utiilizrA'\· zione di person:rle p1·elentto d~lHc v;lt'i(· a.r·mi e corpi o di elementi ci\'ili, ed il 1·isnltato ~u'à che l'Esercito rimarrà privo dei tecnici ind ispE-nsabili alla felice, pronta c sicura applica7.ioue del contributo offert(l
J.A CHBll C'A )1Jl..lTARE E LF. !;UE RF.l,AZIC'::>"l CON r:ORDl~A~U:.:'<TO, ECC.
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thtll'albt c ultura e ùa!Piuùustria·. Nè yale <lire elle mediante speciali cor:-i teorico·pratici J'uflìciaJe chimico può essere improvvisato da chi non abbht opportuni c s(iliùi fondamenti di chimic.:'l, pcrchè se tali corsi !';OUO inclnhbia·ruenf<' di gramli~simo vantaggio per coloro, che gi<'t hwreati in c·himic:a, pOl'!';(·~~nno llll f'one<lo fondnmcutale di cognizioni sufficienti <li consentire ht spccializ.r.azioue, non possono esse1·c suS<'ett.i· bili di Cl·cm·e ciò che soltanto un lungo e faticoso periodo di 8tudio c di l:wo1·o sperirueutale può a8sicurare. Escludiamo parimente, per al)· surdo, il contributo dell'alta. cultura. o quello déll' imlnstri::t e ]n, c.on · seguenr,a l'a I':Ì. la. medesima. L;t, cou<:.lnsiolle è t'ltial'issilll<l: la dla, do~ l'~splka.:do.ne completrL delle varie funzioni che competono alln. chimica n<•1l'Esercito, presup· pone il sa.p iente co.ordiuamento e l'al'-ione concorde dei fn.ttori indicati. A tutto r·iù nggiungasi che per quanto più dil'ettamente riguarda J'Esetr· cito italiano O<-tCOITe J1eorùnN• che in C!"SO non esiste una tradizione c himica. Defkienz.a, ruoHo grave, non soltanto per hl! mancanza. di elementi storici sempre <li grande au>;ilio, quanto per ~'assenza. di uffi · cinli cllimi<·i ~pedali sti, di studi e di materiale. E poicllè p1·nùenza c rl<•eoro con!'!gliauo, :mclte nPl c:uupo cllimico militare, rli nmtare !';O]o ti11o a.d un limite mol to ridotto,' sul coneorso degli allf·:lti po~<:ihili e JWl'\'(•dihiU, t> indispensabile che anche per le funr.ioni thimlcn-militnri <li anna e di servi'l.iO, l'ltnJl ia. sia ben ga.ran· tita.. V ediamo dunque come lo st:1to di fa.tto risponda a queste fonda· menta l i c sdJCmn tieltc preme~sc. ·
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ARMA CH I MI C A. !t.) Chimica industriale.
J -~. -
:\L\'l'EHJE: 1·nnm - Plwc r·:r .Jl\JI~;\n 1:\ocs-rtnAr.r .
r•woorn cJ:Jr~ncr
VARI . COLLEC: .\~!F.::\'1'[ Ul l)II:'IA!\'"T[ 1!'\DUS'l'RlAf,[ PffEHgLJ'.TCJ
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BEt,LICI.
l'no dci pir) nlti meriti dell'nttnnle Govrrno, con.8iste nell'aver e ff'l·mamcnte voluta. <' sapicntcml'ntc ot·dinat:t l:L Commissione Snprema d i tlifN;n, cvstituita. ùalk più nltc pcrsonaliUL mHitari e civi'li, e lu cidamentl! a.-;~Sistita dalriliusti'C genera.le Gn1·rone. Essa assorbe tutte le <ptistioni rl'l:.Jtire alle materie prime, ni procedimenti industriali, ai !•~'<·dotti -<'himici più interes..<:anti J)Cr •l'Esci·cito in guerra, ed ai eoNe· gnmc•nti fra, g1i impianti industriali prebellici e bellid. Po.c:siamo stare compl<'tamentc t.ra.nquil1i al riguardo. !Mve cs~r~re Rrgna.lata. la. crea·· zione di ~ peeiali corsi eli tecnicn· militare presso •le R Università del R eg->.lc: e gli I stituti Snw~riori di cultura., opera di sana. previdenza della. Commissione Suprema predetta, per la formazione dci primi ru· dim~>nti neeE'ssari a.ll'ellkace ree.luta.mento degli ufficiali di compie· mento aventi mansioni tecniche.
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LA CliDOCA l\11Ll't'AHE E J, l~ SIJI!; Jti·:LAZTO:Sl Ct'!N L ' ORDTN.UH:NTO, EC'C.
b) Offesa e difesa chimica. l
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3. -
Esr·r.uSl\'!,
Gli e:--plosivi 1·it.l1iamauo al,l a. mente di ognuno: i nib:oderivati orgn.nici , l'aeid<> solforico, l'acido nih-ico, !l 'alcool, l'etere, l'acetone, le polveei iufumi propulsi\·e, gli e~plosivi propriamente detti e cioè, per citar1: i tipi più g-cnera,lmeute cono!'iciuti, la polvere nera, la nitroglicerina, ht <linamite, la bali~tite, i nitrocrcso'li, i nitroxiloli, il ful· minato .li meJ•c.urio, l ~ panclastiti, le miS<"·cle <li nitrouaftalina e di nitra.to d'ammonio, ed i oompo:sti clorati. E' questa. una coltla.ua di importanti fJUestioni scientifiche, industriali, e milita1·i, di cni è neces· .sa.rio com:idcmee talnni a.spctti, .sht pure !.m cciutamentc. Cc.ll1tlosa. - Per un paese scar$amente cotonicr·o {!ome l'Italia e
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per;!iò largamcnle importatore del cotone, è una necPssitù. assoluta. pcJls:ne ni possildll soslituti per il pcrioù:O di guerra: fibre vegetali varie,. g&lsolino, legno, paglia, cascami ·di laYorazioui industriali coutenenti erli u los:ot, ed in immcdja ta. conispondenza. di q ne sto ~l eneo di surrogati, agli imprescindibili TcquL~ti c he una. rellulos~~ di qualsiasi provC'Jrienza dr-n: an~rc . per esser e amme~o:!o::t alla nitl".tzione e dare una ùuoll;t I)Ualitù, ùi nitroll cri\·a.ti. Le miscele acide nitr·anti ri clùa.mauo a.lla mente le sintesi dell'a.cido nitrico, acll'a-ciòc> :solfoL·ico. c più ampiamente il problema dell'azoto. V • ~elatiui?.zazione dcl1e polve1·i propul!->ive mediante miscele ili solventi alcoolico-eterei od acelonici (\ di nna. delicatezza estrema, come pure la stabiììzz;tzione delle pohcri infumi, data la lor-o cara.tteristic.'l eli in~o:ta bili t:\, pcrfiuo a.Il 'ot·d i nn l'i a. te m pera tnr·a: :sta bilizzazione che non si conseg-ue e non si as.,icum con l'arid<t itu.licazione eH ~ostanze iudnh· hiamentG stauillLZzatrici in alcuni s pecialissimi casi come la difeuila· mina, l'urea., ll'nlcool amilico, sibbene con l'istituzione di esperienze di lnbo1·atorio ed indu!'ltriali, opport11na.mente concepite eù eseguite. Se lo. stauili:,zazione delle polveri iufumi, può entro git4~i limiti, essere considerata di 1C!Iativa importanza per una gueiTa terrestre, la qua:le inghiottcnrlo gior·nalmente quanti.t;\ colossali di csplosh·o, non lascia sempre Ù!'COl'rere il tr.mpo necessario per la sua dccomposiz.ione, rappt·e~;C!nta. invece olll ·prob'lema di eccezi-onale importanza nei riguardi delhL marina militat·e per le ben note azioni confluenti a. compromettere l •• stabill itit Ù(!l!e polveri a bordo e doè :· la. durata del soggiorno sulll! naH, le va-nazioni della tf!ruperatura e d~lle eondizioni metereo· logiclle sotto latitudini dilfcr·cnti in peri·odi talora. molto ravvicinati. J•er quanto ~;;i riferisce ai veri o propri t'»~losivi usati per il caricamento dei proiettili, i nitrotlC'rintti dPgli idrocarburi aromatici, esistt! tutto uu insiemC' di problemi squisitamente ehimici: carbon fossile, <:atmmc! e deriv<~ti d;'\.l!a sua distillazioJw, coke metallurgico, rccupero dci prodotti !,CCO•ldari, separazione dci val'i id1·ocarburi dagli omologhi, sinte::;i d,·i ft'no!i, nitrazioni, collegamenti fra. e.<>plosivi e colori, fra «>splosivi e far•m ad, petroli del Borneo, tl igniti picee.
I.A CIIUUCA :\lfLlTAlU: E LE Svl!: ll.EùAZlO::SI CO~ L'QRDlNAlllE~'l'O, t:cc:.
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Hicerehe e :;;:11di .r igum·<.hwti la iS<:ienza, d'accordo; impia.uti e qui· C<'onolliclw intcrc:::santi l'industria, pcrfett.tmentc; ma, anche, vastiti\. l'unr·ruc di ('OUosceuze e di attl'ibuzioni, parti<.:-ohumeute mili· turi, p<•J.' quanto rig1Ja1'ùa, i collaudi, i controlli di fabbric.a.zione, la vi· gihlll/.<l, la conscJ·vazione, b ~Stàbilità,, !l ' impiego. La mente di un chi· m i·..:o mili UH't . U•lll deve nalascia re di osservare, o l tre la pa t rh~, per eftl<:accmeutc sc1·vil'la. Questo concetto ci ricorda, le quantità en-ormi di polveri, altrove spont.weamente c:;plose e le discussioni tecniche sulle ca u"c dctcr~u iuan ti ; t mcci c di. picrati meta:Jlici e ~pecialmente di picrato di pif•Jubo; iucemli c <:ouscguentc esclu:sioue del piombo da tulti gli a)Jp;,u·ecdli mct·alli<.:i usati uellc fabbL·iche di mclinitc, t_raceie di ca,rbltl'Ì ct:Jen id 11elle planca:-;l'iti, miscugli di pero~sido ùi azoto, di'idrocarburi, o tli ·s<Jlfur<J di cal"l><.mio, per bombe da, aviaziOIH!1 e ca.use d~lle lo t• c, <.w ti ci 1: :tte esplosioni . I'r-ohh•mi sti~·ntiti.ci c industriali anche questi, ma, altl·esl cd iu sommo grado, clJ;mico-milital'i, per la indb;pcu::~<.tbHc gamuzhl: che quei tali c:>plo··h·i shtl:O <l<!CUl'atamenle collaudati così da escludere in ma. uit•ra. af.>)Jolnt~, 1;.:.. pl'csenza. delle impurezze suddette. Qualora si desiderino ùel.le <:ifl'e, eccole : rifereutisi, bcu s'intende, no•1 gi:L al tluaùr-o complcssiv'O del personale avente attribuzioni chi· miche nell'cserdto fnmcese, rua ~mplicemente a. quello aùùetto alle pohet'i(•J·l•, ;tUa. 11ata. dc l'l'armistizio: 2U1 Chimici ; ~;tioLi
•0 In orre«neri · ~ ' ~1 }Jerlici; 7 Farmadsti. :t~ dei !Wl chimici: 131 ;.l.Ue Divisioni, 70 alle Brigate, 58 ai Labot'a· tori, 2 a servild ctusiliari. E corrispondentemente ecco le cifre italiane dei chimici militari esplosivisti: Nel 1914: 3. Nel 1925: nessuno. 7
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:\fE'.fALLl E L(JH(\ f,F.GHE.
Hott~· qut:sta, indicazione si debbon-o intendere l'insieme
dei proçedimenti di estrazione e di ti>asformazione dei metalli, i metodi di anar lisi chimich per l'identificazione ed il controllo, delle materie prime, dt~i prodotti intermedi e di quelli finiti; cioè, globalmente, la prepa· ra.zioli€ c l 'analisi. · Preparazione, ossia, riduzione degli -ossidi metal.Uci mediante car· · bone od o:,:~1di d•.>l carbonio; n~idazioue dei solfuri; sposta.mcnt<> dei mctaiU pf'r precipitazione; decomposizione termic.c't dei carlwnati; assorhimeu: o JX>r soluzione; scissione elettrolitica delle soluzioni saline e ·d<:i. sali fusi. Vastità <li problemi cbimici di una delic.'ttezza estr·ema; equ1l~bri fra gli 'OSSidi del carbonio e l'ossigeno, studio dei silicati com· ple:*.lt pt-r quanto si riferisce alle condizi-oni della. lo1,0 forma.zioue e
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T,A C' f!UU('A ~IILlTAHE l~ LF. SIJE R E l .A ZJONI CO :-i J.'OitDI:-IAMEN.rO, ECC.
1·car.ione :;:ni <.'omposti metallici e sui metaJrl i; trasformazione {lei combustlbil: f:.Oiidi in gassosi; ossidazione successiva e graduale degli ele11\C:uti pre~euti in una. solu:done solida. o liquida; mnta.menti profondi ùei metalli e delle Jegl.Je per cause meccaniche o termiche; .metalllogr·Jii,i E.', quindi, studi·o chimico-fisico delle innumerevoli leghe meta.lli<.:l•e. Analisi. JlP]k sue esplicazioni e finalib-\ di riconoscimento, di olas:-;ificaziolle e di collaudo. Delicato compito chimico, quello di control· !are e dv~·aJ·e non la, grande massa, ma, le tracce, talvolta. veramente minime, di taluui clementi. Poche attribuzioni chimiche sono talmente ixcpol'tanti , e ~11 t<'IIIPO ~te~so così complesJ>e e minuziose, da richiedere n(!ll'anali~ta un corT!'do di pratic·a, sperimentale a ccuratamente perfeziona t o. Miucr;\li, utet;llli , leghe, fonùenti, fusioni, prodotti di passaggio c finiti, combn~tibili, riferimenti d ella. met<lllm·gia c della mcta.llogra.fia., chi :t l'is~i m i e Ili primaria i m porta m:a, nei l'ig11a rùi ùi quell'efficienza del uuneri:1 le militar·e, che ognuno, dopo :l ' ultinm gucna., considera. altrettanto interessanti' quanto rl 'c•tli cie nz:l dci quadri; cannoni, fucili, llllt:lizioni. a u tom<lhi Li , tratti-ici, tau ks, a ppa ree ehi, mot01i·, veli voli, a cui corrispondono <H:ci:l i spccia li al cromo, al ni cbc'lio, al tungsteuo, alluminio e s11e ·jt•ghc·, rappresentano ar·gomcnti di 1·kerca di studio e d; analif'i df'l chimico mi litare. La r:om;ider:1zioJJc globale è quc~ta: llC"C('ssihtno rwn già. dci diletblnli t: ll i mil:i, ma pt·of!'ssi o n isti di alto \':llore, provvisti di una. forma· zi\HH! dtimi('a r·on•plPta. erl a ccnrati.l· anche nei dettagli, Ilon limitata a. r·onoscenzc vari~ e genc•riche, ma. particolari e profonde. Veri ufficiai}i chimid, che dalla. tradizimw milita:t•c e '<la·lla. cultnra. ."--cicntifica., t.l•agg!ll!tl i c.:cefficienti si<-uri alla esplicazione efficace delle loro funzioni. FiHo ad oggi l' Esercito non ha ne~~nn chimico spedaHzzato in uwt;lllt:rgia. ed jn JJH'hlllogr:tti:l. i) . -
AGGRESSIVI CI-rilliCI E 13ELLICI 1!: DIFESA INDIVID1.TM,E E COLLE'l'TIV .~ DAI l\!EDE~l MI.
Alla. indicnzionP, rl el rr>sto nota., d ellc speciali mansioni e.he com· pctono :Jl cosidetto l::;erv izio Chimico 1\filitare, è -doveroso per t u tti a.ntrporre nn nome che ha, il valore di 1111 simbolo c il <'Olor e di una gr·andc speranza : il rolonnello P enna. Tutto ù pt'<':':(' Hte in lui: ingegno, larghezza di ,-edute, snpiem:a, fasr·ino , affabilità., simpatia, cOllO· scenz·t· <lei compiti dH. a sf:oh·rt·e . Lt:' prove ùelle pei\'<On::t·li e particolari attitnùini, nei l'igua.J·<li drl ~t'Vizio a,ffidato alln sua· direzione, splenùidnmt'Iltf' otferi e n<'lla, guerr:~ 1915-1918, dicono chia.ra.mente qna.le gn.ra n zia, Egli ofl't·a , i n questo ca m p o, Vl'l'SO ht nazione. (~u an d o il timone dell'arma ·ehimiht è tenut-o da. un tale uomo non occorre rli più e non può attendersi <li meglio. Nondimeno, riterrei di m n twarc ad nn preciso dovere d<'l la mia <'OSdeuza, se mi astenessi daJ S(•gnalm·c eh C' l n visione <'OUJ plcta. organica. e sa.namente previdente, d<!ll'nherior·~> ~,·iluppo dcll'aJ•ma. chitni<·a nt'lla guerra. dell'avvt-nil'E', ha.
!.A CHIMICA MILJ'fAJlE E LI!: SUE Rl~LAZlONI l'ON L'OllDlNA:'IIENTO
!•:cc.
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rrovttto, in Ita.lia, 11el tenente colonnello ili tìt.'1to Ma.g·giore Natale l'eu tiuw Ili H conosd torc profondo e il o(]oscrittoi·e te m pesti n> e pe.rfettJ. ll suo volume « J"'a 1'iazione organizzata. » ba segnato una. data, e, p el' quanto 1·iguarùa hL cltimic·a, di gnenl\, un pensiero yeramentc cl ~ capita.Je importanza. N o n voglio c sopra.tntto, non debbo, ag-g·i ungere a l t ro ~m q ucst·o ar gomcn t o .
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()HL\[{(',\ t:: A\'lA;t.IO:-<€.
Ll! r~lar.ioui
della C!lillli<:a con l'n,·iazionc non si limitano al solo idrogeno, cmnuuemcutc uoto per il riempimento dci palloni e dei diri· gihili etl orn1ai iu prodnto di -e~serc sostituito c1a:U'dio, p<'l' il grande JII'Cg-i., de>lhb non iuliaiHlll:thiJità. che qncsto ~<t--s presenta. sul primo. I mel ali i e le leghe meta Il i(' hc JJ:S<I te u ella. falJiwie.ar.i o ne dci moto l'i per l'at'l·iazione e •p er le pat•ti me1a·l lielie d<>i n·livoli, lt! (•ssenzc: c g·li oli lulld fi.·:w!i, le H'l'lli(·i, i <.:c>Jnenti, le trlc per le ali, il ruatcriaJe fotogTalico rapJH·e.<~ent;Jno altrcitnuti contt·iiJuti <·liimiti all'aviar.ioue, la 'l•ta·l<', dai lm·o J't'tJnisili, ua.e 1111 cvcflkit>ntc di pl'im'o•·tlilw per 1<~ regola J•itì• (· la. skn l'er.za tlèlht un rigazioue aerea. Oecon·e ·eli e la. nostra lllC!l(c si niJitui a (;(}JJsidCrtU'C ll(lll »!~lllj)li(•CJnCUte i }JI'Ob]cmi di intui· zione llllntediat<.J., ma. (jltclli~ alt1·esì, elle pur essendo ugualmente essen ;da li. sOli O m eu o n pp;uisecnti. 'l'ntti S<l n no c.he O<'<'OITC hll'e nn a. scelta ac:(·lll'<!ta dei pilo1'i pct· l'aviaY.ione. Con>H'gtH'ntcmcutP sono stati isti· t uiti (' Pntri sa u it:u·i p~co- fishilv~id, doYP nwù ici specialisti, sottopon · gemo gli aspiranti .-. Yisite mediche assai rigorose. Pochi sanuo, ed è male, d1é la s~.:elta clel materiale SOfH'UJ iudkato, l1a. un'importanza , pee la gamnzia. dr l Yolo, rerto 11011 iuft'l'iore a. quctla. dei piloti ; ma, llovc sono gli 11flkinli c hi111i<:i, c ùo,-c i labor·atot·i specializzati, per - J•ic·,·nllt: (·ltimkhr l'iguarda.uti :l'nviazion<''! ~o lwne, cltc nncbe in questo !<t·l tot·c·, l'attuale OoYcrno si sta n'ndendo p.u-t.icola.rmeute beneme1·ito. ll nome tlel colonnello .prof. H1•lhig, l't\l:ent~mente nominato capo del ~<t>J·yizio dli111i<:o per la K ArJ·onantif·a, rappl'eF~cnta una s<:eltn. felice, dt~· Jwntlimrno tleYc es~t'J'(' 1·omplctatn. mrtlin.nte nn ~SJuccinto quadro, •·i~m·o~;1m e11te ~e>lczionato, (li lll'liciali chimici, a.ffinchè :le seguenti que · :-:t io n i, c·stJ·emnmen te del it:at<', tr·o\'i no ~o l uzioui opportune :
l. Prcpa.ra-::ioii~J 1 depurazione, lh]nefa.zione, c controllo analitico •lP!l'iùrog o:no ottenuto col metodo pitì com-enicnte: t>lettrolisi; a-zione ùell~ }jseive a:Jcalinc :ml silido; decomposizione dell'acq1m -cdl ferro; sc.rtop1·odotto del procedimento biochimico di fabbricazione dell'a<:etone. 2 . S1J7Jam:::ionc clell'clio dalle sorgenti terrestri itllliane. 3. Acciai speciali al :nichelio, a·l eromo, al t ungsteno, al silicio , U.<:<:i.a...i mllngano -silicio~, al nichel-cromo, al cromo-tnngsteno, a.llnminio e sue leghe. '
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J,a Cl.IJ:IUOA ~tJl.JTAJtE t-: LI, SUE IH:L\ZIQ:o;J CON L'ORDTNA~F.NTO, ECC.
4. R sscn::e per motori. Sembrerebbe clic potessero essere assicu· rate eol solo prnuuuciare qu este parole: pèt.roli russi e petroli ameri· nllll. Senon<:hè la fisonomi.'ll nuiabilissima. dei conflitti bellici tra Oe 1·azioni, da. cui dipcuùe la. padronanza o meno dei mari, a.ltera foudauwutalmeute l<t supei·ticialc soluzione indicata. Fu COlSi, ad e."Jempio, dr e nella r etNl te gra ude guer1·a. 191-1:-lVU:!, i ruotol'i a, se~ppio dell'a da · zione Yt?IIIICI'O, iu g·t·<ut p~:.u·te, alimentati cou le essenze asiatiche, ot· tt:nute <htll fra;~,ionauwnto dci pctt·oli di Sumatra, e della reriSia. Fu 11~a ra o.wrllc esscnlla del Dor·neo, •costituita, da. carbmi <:iclid saturi ('OIUt~ il c\cloel5anfJ, e I'<' Si<lua ta. chlll ~L prepara;~,ioue ùi esplo:si\·i quali la lllelinitc e la tolite. E poichè que.<:tn. ultima. essenz;L si è nrostr·ata 1111 :tlimen(o ' ' r raiU<'IIte eccel le nte dci mot()I'i a R<·oppio r-;olo a. ccmdizimw di speciale pur·\·zza, ne consegue che e~-::seudo e~<sa un sottopt•oùotto, Fa.nalbi dcll'uftich~lc dtimk..o nei .~110i l'ÌguaJ'{li è di C'Hlpita.Je impol'tauza.. allinchè ~ia, gant.ntito il funzionam ento ottimo dei molol·i, sopratutto per esoluderc t he c;;sa contenga .sostanze acide, acqua , oli di benzolo, o di sthi~<to, sost:.tUi'.{! solforalP., c idr·oc;u·lHIL'i ar·omatid (:.ap;td di abbas::a l'Ue i l potel'c ca l01·i fico. Accurati st11cli chimico·fi~<ic·i most1'a no come vi r-;ia una speciale i n<lknzi rme )Wt' l'uso iurP1·na lP od <'><l in) d i tali c><s'f•nz<'. n wcontla della, <pr:liHà dci '!OI'O costi tuenti foudamcntali: <'osi, mentre per l'iu · r!'J1.IO, :souo da PI'Pf<·r·iri'ii lP ('s"PI1i'tC r.ontf' nP!lti, fll'f' l'<tknh•m<'llh', c·;11·huri a lmsso punto di ebollizione, pct· l 'esta te avviene 'l'inverso. Ti piea· 111ente ~ntlicata, eomc essenza. inYct·na.le, è quella <li PCI·!'ìia conlcucute il 70 cy,. di ca1·buri aciclici molto volatili. Meno indicata. è quella di foiumatra.; variahili:-<)'lima, a F:econd<t d l'i tipi, è l'el'lseur..'t del Borneo per 11uanto eonc·erne b volatilit::t nHt.g-gioJ'<' o min-ol'e dei carbUJ1 in essa. <·ontcnu t i. Ognuno apprezza. subito l'import:t.nzf~ d elle riccrche · cbirni· d1e su queste ~ssenze n ei ri;!uardi d ello.\ lo!'(> indicazion e a r-;econùa della stagione , e per l'identificazione Mi <·ouJp(IIICHti, dai fJuali dipt.•rHI(• il 1r-nttamento di rcttificar.ione ed H COll\'f'nicnte uso. 5. Oli lubrificanti. La scelta dPi lubrificanti per i motot·i di ad~t· zioM \'iene fa l'ta. in bwsc :dl'escc u;~,iou c ùi tutta UJHL S<!l'ie di determi· uar.ioni chiruic11e e fil'iiche. Vi!'ico~tà, <·oHg<•lazione, poter·e lubrifieaute. ~arJ,ouizzazione, rcffinifir.a;~,ione, smro altt·ettanti diretti-ici ~~lle ricce· C'Ire t endenti a. !'ita.bHire se un olio, minemle, vegetale, animale o (}i 111 i:scela, sia buon l u uri firan te c!'iti ro otl i n n>rnall~ . N ella. guerra, l H14· 1918 è stato concoJ'(l!'nH' nte osse.t'vato presso tutti gli Rtati che l'olio di I'ici;to, fr·a, tutte le sostanr.e grasl'le, è la migliore , a condi;~,ionc di un:t r·ig-orosa. pnt·Pzza. e c iò per queste ragioni : gt·andc viscosità, inso· lubilitJ. ucllc ~~CIIZ(! di petrolio, e, quindi, possiuillti\. di ln b rifi~a.zionc e di r. nl'hurazionc 8imnlt.riH'e, ~nzn il pericolo eli r<'l'iprori effetti dan· rll•><i. Fra. gli olii min t>l'a•li .-,;ono ammessi solo quelli proYeni.euti dallll; ùi ~till:;zionc c rnflina.z ionc delle nafte. Fra. le miscele poSfòouo essere usate quelle .cli olii scmi·c-<>siccatiYi, Ol'l!':idnti , ad esempio di -cot-one e rli c·olza., con olii mincr:tli.
6. LiqnicLi. i.ncOib!Jdal,i:li. 1~' noto clic un motol'c ~ seoppiu può. geuera.lmcnte parla.IHlo, cs;;el'e rafl'rcclda.to con senipJicc circolar-ione
LA CHJ:'\UC'A liHLlT.\RJ.: E LE Slfl': ltF:I;A?.IONI CON L'OltDINA.l\ !F.KTO, ECC.
501
•li a~qua; invece il liqui<fo r efl'igera.nte neccs:>:wio ai motori 'Per l'avia.. zione deve essere t:l.lc dn, non con ~elare, nè in régime <.li lavoro, nè in qu<>llo el i al"resto, a.l lc gra,ndi a,ltezz<' a.lle quali il volQ può effettuarEti . R e n gua1•dingo da.ll'improvvisa.t•mi ta ttic(l o stra.t.eg.a. in rifel"i.mcntt.• alle a.zioni di e ombattimento che l'a.,rvenire risel'ba. all'a,viazionc, nou r<>~'SO tutt~lJvia, tcwer e la po~s i bilit:ì· eli voli attraNet·so le Alpi, e conscgucnt<'rnente, come chimico nt ili ta.rc, rwescntire che il pt·ol>le:ma. dci ~ i qnidi int·ougela.l.>ili a quote ùi sette o otlo mila· metri quali quelle che dovra.n no, in pm'ticola.Ji roJttti7,io ni metet·eologi.chc o belliche, esset"(' tcnut<; in ta.li ocr.<1sioni, s i rn·escnta. coloritr) rla. nn n 'lllorc wi p1'im'ot'· dinc. Sa•·l! ucc:~ssario JWr.-<:talJ i7 ire la. romposizione delle soluzioni o dei liquidi iucongelal.Jili non solo b1 T·ift' l-irne nto a.ll'alte7,;t,i~, ma, alle mutevoli rondi;-.ioui meteJ·eologiche, n Ila Yelocitù, :1lla fhon olllia- del combllttimento, eù a.lla· dura.tn. •Jel volo. S:H';'\. i l ea.~ o di. d:u·c la. pre· ferenza a.lle miscele ià't'o.aJcoolichc, idro~li ceri u'i.c h <> . a.~ soluzioni varia · mente conccntr<.' tte d1i f ormia.to òi l'Oda, ùi clot•m·o ùi C<'tlcio, od a, a.ltJ•i liquidi che fO>;SCl'O per JimmdTfll':<'i migli01i rli Qll i'Sti.
7. R.i·t:cstinwuti o V4JJ'u i<:i . Uetrdto eui tendono i rirestimcnt.i dellP tele pe t· a.riazione cousi:-d c nel dct.enuin:H'e la. fot'm:\.r.ione di pel· licole ricorwenti il tessuto, tn li 1ltt ·fì~st~ rul e r·t o, h•,·ig-ìH'lo. ~pnlirlo, ed imrpe11nea.biliu.arlo. ~osl. d1e i pi<tlli fH'<'"entiuo un a ttrito minimo \el-so gH stradi ùi a.r ia. da. frntlerc, e nE> con,rg1m la. minore r esistenza possi· tile nJ ,·olo. J·}ssi. Rnno n. haM cl•i nitr·orellulos;'t o ùi ;tcetilcellulo.•.;a. di· sciolte in nn solvente o,pportnno od in miscele di soh' enti. I SUl'l'oga.t i J)roposti nella gra,rHlc h'1.H'l'l<~ 1914-1!>1~, qna.li la. g<>latin~. la, ba·kelitc, la ca~t'inn·, l 'a l:.,ri.nn , i g-licern,.ili c.w t i nlcalini, nlrnne resine di aldei<i'e, non dettero t•i,·cstiml'nti prefe!l'ibili a. quelli a· ba.se dei dcriva.nti tlP.lln. r.ellulo~a.. L':win r. i o ne m i lita.rr i tal itwa ed i ngit'"C han no preferì bilme ntP. nsa.to la, nitrocellu losn·, men tr-e la, fnwccse 5-l'i è servi t.a dell'acetilccl · lulosa. Gi.ò è dci'(l(""O d<l.]Jc pa.r1:icola.l'i ~o;_il llfiY.ioni inJustria li del momento. ~rt.o il nitr·o è sensibilmeu te piìt in fìa.mmaJ;ile e comtHJstibilc del· l'acetil-cle1·ivato. ma., in cmu1>enso, la. pellicola. tli l"ÌY(•stimento emlle. tele è molt o ~ottile . l/acetilcellulosa è i~roscopkn, c quindi poco resi · stcote aJlc iutemperic, mentre hl· ni tro non lo è. Da.l 1·aH'ronto globale delle due S\lRtanze, in rifer'inH'lli·o ai rivf>stimenti pcl' l 'a;dn.zionc, e.c;Lc;te dunqne un ' ,1 :1ta.g-gio deciso per la. cellulosa nitr·ata.. ;\ .nche il p1·oblem:ll dei sol nmti p~r le soluzioni. di niLl'O o di l'LCetil · cellulosa, è tutt'altro che s<'nrplice. 'l'rascuro gli -studi fa t ti in rcla· zion<> ad un solvente unico che posl'!edt'S~'e aù un tempo gti speciali re· qnis iti pt'l' gli us i a.ccennn,t i , c !'olo I'icor do, r.he l'espe rienza, J elll\. l'C· centP. guerra. <;ousiglia l ' uso di soh·euti misti. P('l'Ch(l in so.o;;t.an?.a., limi· ta.ta.mente a.l Rolvente, il prohlem:l· comdste in ciò: C$;SO cle'e essere talr che il liquido r esiduale, sufficie·u te a m~1.ntenere jn soluzione 1a sostn,n?..a plastic.c'l. (nitro, acetilcellulosa•, od a.ltJ':t qnals ins i) n el1'ist.a,nte delht fonnazione e solidificazione della. pellicola., non sia mi sci bile con l 'aeqna.. in modo che ]n, peltic·oht s i:1, al t empo stesso, ela.stka, tenace, tras parente, lim:pidn,, <m1og·tm ~~'\.. Tutt() ciò si consegue a.ggiun~endo ai solreuti lf'ggcri, minilll(' qna.ntitiì. di S<llventi pc'sauti nou mi ~t' il>ili con
502
LA C'U DII CA ~HLITA itE E LI:: $1.: 1•: RELAZIONI CON L'OJlDINA:"ItlèNTO, ECC'.
l' acq ua·, oppuee usa.udo due o più tiolYcnti lt~g;;!'Cl'i di c tJi, almeno uuo, ,:;ia. i nsolu l> i le n i'Jl'a.cAJ nn.. Pok.hè La, pla...'itici t;\. della pellicola ù i pend ~ tl~t qur.lla ·della, so.':ltan :~..a, pla.stiea lm>;e dPl liquido eli rivc·~timento, ecco ~o l'ge t·e un a.ltro iu tert·ssa nt(' tllll'sito coll ega.ntPsi a l precedente : quello ùei solven t i pesanti pl:tRtici. L'UJuidit;'L eLI in senso la.to le condizioni metet•(•olog it'lle ùl'll'tMuhiente jn <"ui viene <~sPgnito il l'in~s l ituen to delle te le, hanno 11 na. pa l'te i m porta nti:-;si 111;1, uei l'igu;wd i dello stato della pcllicolu, la. quale, per 1111a. stcs~L qn<llit.ì di ~o lnz.ion e rin.• st(•nte, può otten erl4 i bianta. all'a.lia, nmiù~t., il che indica, pt·ccipitazione -parzia li' della. soshw?.t\. p la~>ti ca, e determina, uu ri,·c:-;timento nolt omogeneo: oppure ùel tutto lim p ida c· tt·a~pn rPnte , n.ll';u·i;t- a:-ciuf.ta. e p<•t:ciò c·om· plctame nte omogc·nca., uuifot·mc~ , più r~>sistente c più compatta. D ipendentemen te da. queste pt·cmf>s>;<' c :on ~'J!-1 L0ll O le .<H'guc nt i ùcùu?.ioni in·
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jaùbrica::ionc ddlr ui.tro c drlla rtc·cti.lcollll-losc n loro ana.Ji si; solvcmti li'[J!ffll'i : <l·l<:ool 111et i l i co. eti l it:o, he nr,olo, acetone. i.c tra-t:loro1•tano, ;wl'ta.t o ll•i m c fil e, fortniato di C'l'.il<\ <l t ido <IC:ctico; 8olrrnti 7>c.wmti 11011. .~olull ili in acqua. : fenolo, fosfato di 1l'i fenil e, alcool ben7.ilit'o,
c ic·l()(>~"at !O JH',
etere arctil-a.cctico, furfurolo;
solvr nl i pCIUWti, 1>la.~l ir·i: PU~'1.!ll ol o, c~enza, di g:1l'ofano, tl·iacc·
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tina, rLl<·oli os;;ilwm~ilici, etct·i bll1.a.ri ci e lil.ttici, dim<'til-feniltolilm·cu; sostan.::e d i camufja. ggio: tria.cetina., alluminio iu polvere , so ~ta.n7,e colo t'llll t i ; t;cl'n ic~ alla. nitm 011 \H'E't.ilrç· Jlulo~a., alla· Tesiua , a· hi1ti!' di grnssi, non ~'l>lo pet· h nc~Ct'\s.o; i t;ì. di r<•mlere IIH! u() visibili che s ia· possibile i ve!h~oli, i pallon i o i ùil'i~ribili e per ciò, rlici;-uno c·.osì, a scopo di ca · mutf:~.ggio: m,~;, al trPsl, allo ~eopo J,i pi'Ot<'ggt' t·e le tele dall'effetto, ,.a,liametd e ùauno.c;o, d elle r;tùi<v.. ioni lumin ose c t<•r1nic he.
S. Stoffe 1x:·r a!Via.::i.onP,. 'rntte le stotTe <la, a.,·iazione, not'mali o speciali, per di,·i~e. ~~· vcli\·olo, p<'r dir·igibilc, per pa,l!one , richi.e· dono pa.rtirol;u-i 1·eq u isti Il i ti.po. eolore, r esistenza,, iut{l'('l'men bili uì. \'aTiabili non solo a. l'!Cr onda clell'tH~o c ni sono destinate, ma d~lla. loca.li t;\., de ll e con rl i z.ion i mc!tPrPologiche. e dell'al trzza.. I tess uti <la usat-si, per l'in,·oltwt·o dci palloni c dei cl it'igibili, neN~~s ib1no d E>llf' più accurate nonne ter.uiche tH prr]Xt.t'<Lzione, di collanùo. c di <'on· trollo pPt·iodiro. In gc' tH~ t·e l-li t t"<dta eli te~s nti di eotone, più rarame nte di p;eta, ispt•:-;!)<i t i con ra u c· iù . Lo m <·at·a tte ri.~ i ch e essPnzia l i sono : la, miniru<L pet·meahiliti\ ri;;petto al ,;.tils enclorontenu t.o e l 'alta, l"(>.<;il'ltenza. ~Llht. ltH'C erl agli agenti atmosfpt·ici. L'impl't'llll';lhili ti\. t\ indispPn ~ahil<'. nei rigna t·cl i de!l ' id rogrno p<>r la, fa c i le in li;'Un 111<\ h il i t ;l del ga-l';, l'i spetto all'elio, non iufì;unmabil e. pet· r sst>J·e ìncompa.rahilmcnte più cM.toso n più tl•iffiriltn<mte pt'Ppn t·ahilc clc•ll ' id rogr no: e, lWI' tutti c due i g-a-R. afllnrhè 1·isnHi garantii:~ la ncCPl'>::wia. inrli!)(\udcn7,.'1. na.utica. I tP:-;>:uti di c ni tt·att;tRi sono a. stra.ti alterni, di cotone c C.'l.ucciù, vm·iahili di numct'O, nei qua.Ji l' ispessimento impenne;"Lbile è diostril.mito s ul coton e per me:~..r,o <li soluzioni henmliche di pa-m. La.. vul c.'\ni7.7.3zionc rlel tnssuto compi!'SRO , coRl formato, viene eseguita Ul<' · diantc trattamento con c.:loruro di solfo a 3G0 O .
LA ClllMI CA .:IULlTARE ~:LE SUE RELAZIONI CON L'ORDINAMENTO, E CC:.
b03
E' ben no t.'\· l'a~ioue ù-eleteth.t, dei 1·aggi ultmvio letti, sui tes~n ti così costituiti, pér effetto della. qmtle si attenua la re.si~ten~a della stotl'a ed il ~t\wc.iù si isp(~s~iscc . J<;s~• è, per eonsidera.zioni evidenti , mas.~ima nei ,paesi lllleriùiona.U, e minore nei not·dici, c dc\e ra.ppre· sentarre pe1·ciò umt gth<Lncle preoccupa.~ionc pee gli ufficiali chi-mici italiani. La. J·esistenztll a.llc J'ctdiazioni lumino:se dei nni t ipi ùi tessuto complesso per pa,lloni e dirigibili, e l'invecchia.mento a.l'tificiale pet· mezzo dei raggi ultm.violetti, rapt>L'e~Sentono problemi molto studh11ti, ma., non ancot<t risoluti completamente. In Fra,ucia sono state usate delle vernici a.l croma,to di piombo, in I ngllilteet•;ll ed iu If;a,lia dei Yi· Yestimeuti cou .alluminio in polvere. Certo i rixestimeuti con alluminio hanno il ÙUIJ.llice \·anta·g·gio di ri11etter·e le ra.()ia,zioni luminose e di offrire scaJ'S<L visioilitù, ~• cielo coperto, ma, :sembra, che a, lungo fllldare. :Htucchino il te:>.'>'llto diminuendone la resistenza•. Si è cercato di ottenete l 'ispessimeuto e l 'impcrmeab ili;r.:<~<Mione del tessuto, auzichè col caucciù, mediante il boudmuche o l'a.cctilccllulosa,, ma. con risultati 110n a.nC01"<1· ottimi.
II. c) Chimica
SERVIZIO CHIMICO.
farmaceutica e bromatologica.
7. -
FARMACI SINTETICI E GALENICI - MATERIALE DA MEDICAZIONE E DA SUTURA - VACCINI E SIERI - ALIMENTI ·- DIFESA SANITARIA ANTIGAS.
IL set"\' izio chi1Ùico fu.l'ma.ceutico e blromatologico, nell'Esercito ita.lia.uo, è disimpPgua.to dagli ufliciali chimici fa.rmaeb<t:L "h';sso è ottimannente ordliuu.to non so]o -per qua.nto si riferiS<'(! ai quadri, m:o a.nche per q uanto concerne ìe fuu;,.ioni. La Spagna, la Cccoslova.cchia, il Belgio, l..'t Lettonia, l'Inghilten-a., ha.nno Tipetut<vmentc segnalato, anche sui loro giorna.li ~cientifici, hL felice or·gani;r.u.azione chimico-fa;r'ma.ceutic,_'t militare italiana. Un concetto unitario ha, presieduto all'n.ttua.le fisonollllin. di questo servizio, migliorato in segu ito all'esperienza de]ilu, grande guerra, cosi che mediante il quadro di 12-t: uffi<:iali chimici farmacisti dell'esercito e 9 della R. Ma.rina viene assicn·ra.t o il servizio chimi<'.o [1;.wmaceutico e br 001atologico dell'Esercito, della. R. Marina, dl~lla R. A.rconautic.'l>, d ella R. Guardia di Finan7Xb c quello ausilia.rio, richiesto da cccezio· na.li necessibì., qua.U epidemie o Clt·lwmità. nazionali. ~pecia,lmente nei riguardi dell'I stituto chimico farma<'.eutico milita,re di Torino, ~'tbi limento centrale di prodlLlzione, di predisposizione, di approvvigionamento, di controllo e di distribuzione, il concetto uuita·r io di servizio, eseguito per tutte le forze annate dello Stato, è complet.'tmente realizzato. La. preparazione dei medicinali per uso uma-no o veterinario.
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I. A· Cl!JMICA MlLITAilE E LE S U l': RF:LAZIO!'II OON L'ORDTNA;){ENTO, ECC.
sintetiei e galenid, s(}mplici e comples.9i, è e.orrcent.r<ttUJ in quest'Istituto, il qua Le, ftttto ntt•o per le gestioni ind•ustria.li governative, è lar· ga.mente a.tti\·o ~r l ' Eràrio. Vasto è il settore di a-l'lione della chimica fmma ccuti<·1t milital'C nelle relar.ioni sa.nita,rie, medJehe e veterina.rie; fM'JlJàd sin te t ici e g".J.lenici, sol u ti per uso ipoùet·mico od endovenoso, ta.,·olet.te di medicamenti giust<tJHente compressi, IH'epara,ti a,ntima,la.rici, vaccini e sieri, disinfettanti l'd a ntiscttici , cotoni idrofili, tessuti eli nms!-;ola, di carubric idrofili, materiali sterili da drena.ggio e ùa. sutura, predisposizioni farmaceutiche sanitarie ùi pronto soccorso contro e\·cutua.li epiden:llil' c calamit:t'L na,ziona.Ii, dotavioni sa.nita.1·ie per moùilita.zione, analisi chimiche, fannaccutiche, tossicologiche e bro· mato:logichc, ~Sel'\'izi ausiliari bellici ùi difesa. a.ntigas eseguiti d''Or· (]i ne eli' alle ù ipcndiCHl'A! ùclla. 'lirezione (l cl servizio chimico militrurc, ~tnalisi cltiruko-dini<:l.c . Fra le funzioni cotupr<~<:.e in questo a,mplissimo quadro, si stac· ca.no, come mn.f\lgiormente importanti, le yH'eparaa.ioni sintetiche dei pro1lotti org;t.uici ed inorga-nici. Esse, quando l 'ordinamento chimico milita.t·c italia,no sarà un fatto compiuto. rapprcscntemnuo nua delle tn:l'a'gb'Ìori n t !Jl'ibuzion i de l t>ct·rizio chi m i.co fat':IUi\!CCUtico, non tanto per i riferimenti interni a,l medesimo, quanto per i colleg;trnenti con nltl'i sctto1•i tle ll'nt·ut:L chimicrt. e del FJerdl',iO (~himico.
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I laboratori chimici, bromU:tologiei, to~-,-,.;eologici, e batteriologici, t·a.mva.li wi armata., in c.ui collnhorano uflìcia-li chimici farmacisti ed ufficia.li lllecì'id, si occupano, c()me gii\. fecero nella. recente guerra., dell'analisi dellt• ll{?(jlle da. ùere, ùclh loro periodica sorveglianza ed flpurazione ereJttunlc. llciJa \'igilanza. delle sost<mze aJimenta-ri distri· buite alle tntppe -o ùa quc:-:te c·uulpct·atc ~n i luoghi limitrofi alla. zona. ùi opet·azione, delle ricenhe .chimico-biologicltr, ùellle analisi tendenti <lo SC:Opi'Ìl'C C\'Ciltua.li sintUÌtl·ZÌ01lÌ 1 del preleratnento di campioni e delle prime sommarie determinazioni chimiche riguardnn.ti la tossic-ologia, la tisiologia c la. bromatologia. I./Esercito italiano nella. guerr<t 1915-1918 ~wevn- 5 laboratori cbi· miei di a.t·mnttL; essi S<'bl'l1·nno ma.ntenuti pct· l'a.wenire, e per di più verranno integr·nti meùia.nte la. istituzione di un laboratorio di chi· mica. presso ogni Cbi'JlO di A1•mata mobilitato. A tali h\.b()mtori furono e s;nanuo allùetti Hfl:ic.hrli chimici fannadsti. Ciò concorda a.ncbe con l'altrui e~pericnza., perchè la. Fra.nrin., p!~t· esemJ}io, ha dato a.i labo· ratori chimici, durante la guet'J':lo mondiale, un incremento alUssimo quale risulta da.i seguenti dati numerici, indica.nti, a fiu.nc() di ciascun anno, il numero dei la.boratori chimici (},a, l'a.mpo ft'l1·DCC."i: A n ni
1915 1910 1917 1918
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Lulloro.tori cbimici rrancesl da campo
40 120 217
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1,.\ CliJ:\Ift"A ~IILlTAIH: E LE ~UE RELAZIOXI CON L'ORD I XAMEKTO, l>t'C,
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~ri l'igua-l't!i àci lalHH·ah>l'i l'himid c.amp;d i, pl'e:-;,;o t nt te le 1\ar.ioui helli;.rPt'<tuti , no n s i è dillto,: tl·a l<L tanto rwces,;a,rht. l ';t hl!lmdaHUt. di'i uH·zzi, l)_ nanto la t·ult um. I.~ ~<pt•C'ial izr.azioll P c l 'adrlestraHt PIIto df'gli utlidali l'liimici fanu:wis t i di1·i;.rc uh e sub;tlte l'lli . .Pel'ciò in H ;llia. s i i· 1·i tP IIUto iHdisp<·nsahi l<• pOITc l'ol•hli;.ro della laun•a, in c.him ica , oltre q tH' IlH Ìll f'a,l'lll;t<•i a. (;()lll C l'!'ljlli ::;itn minimo indisp~u:-;ab il c pel' aspil'al'(' al \.' n 1 t~ ·n 1 ·so di uomina. <t li-'11Pitte <·ltLmico fa·l'1n;H~i st:t in S. A. P. La. stlt'<·t•ssim "IH·da lizzazi()IIH, dl';.rli <"tlPtti,·i, in e ltimic~'l· organica, i 11 o l'g'a Il Ì<.:ll·. f;~r·u1 nc<·ll tit·a. i' o s.; i c·olo~i(' :t. bi o l og·i c·a , b I'IIIU;II o logica., me t'· <·colog-ica, <W<ll iti c;t. vie ne elfetl uata- pt·essn La :;cu oia. di ~Lnitù. ~[ ili lat·c· ~i·i Fit'I' IIZP l' r l'(·s:--n h· RH. l'nin•J'sit·ù, a-l lo Sl'('po di pol(ll' di,;po t'l'e, al mnmt•utn oppot·t uno. di 1111 qua.di'O rl i ulfida.Ji chilllki fa.nna.cisti, ,.ffl'(li,·i <' eli comple m(• llfn, sullkieniP a.lle va-l'ic esi g<' n~.e, c costi t uito di <'lementi pt·onti a ll i' sp<·c·ia li fnnr,ioui cd rs-pPI'ti n elle pnt·t icolari ri•·<·J'(·hc . fl JH.' I'ft'Z ÌOll<l llll'll (O li l'Ila (·IJ ÌIHÌ{-a dt~gli uJli('i:1Ji <: h imi ci farma( isti. ('.ostit Hi sn• tUt nw ta.g;.rio uoti'V<>lf' per i l :-::el'\'izio sa ni.t~trl'iO mi . lil;ll·<• p<'r<: hè la clin ic<'t mrrlic·a ollJ'P l'h<' tlal1e bas i foutla.mentali e tmdizionali: anaioHtia, fi.),.1 olo).!.'in " hattt-1·iolog ia 1 t l'<ll'l'it ind ubbiamen te <i'a,lht r·himi ('a 1111 nw:ilio J>rl'r,i o;~u . Ant·hr ]:Wl' mansioni itnpi'C\'ist.e ('be ~iù l:! l'l'l'(•lll(' g'lll'l'l':l La ;ttll'ihuito a.Jia. sa.nit~Ì· milit:ll·(•, l' r(''l' qurliP im tWC \'CÙ ihili, d PI'Ì\':III t i dallo SJWI'Ì<tl1• a.o.: pl'ttO di' Il e fniUl'C ~liCI'l•E' , SÌ d imo::;tl'a Jl<ll-tie nl:H'IIH'II tl' illi[IOl'LauiP la, fot·mazioHe di lilla t l':ulizione l'himiNl ~anit<H'Ìil. Ln J•adiogl'fltia, la mdiust·n pia , h~ \'l'l'lli<-i lumine><t·f•JHi pt-r lr Jtotllll'e u otnn·n (l, la fotog-J"at~ . g li app:11·er.cbi diagnos t ic i, il tn a te1·iah• s.uti hn·in . e l<'ttl·tHlhtg-nosti cr,, l'lrtt l'l) ·t<' t'apko, elio· t era pico, l'<' l'IliO · te1·a pico. a \'l'iHl no t n tto rb , ::ru;t.tbt.g"n:we, »e Yic i no al c·m·po owdic o wi li tm·p, H <·Ot'IHl dlimko fat·ma('eutico m ilita1·c, otti JU;t.mcnte sc~lto, <t.c·cuJ':l t:Nnen te F~e l c zi on:Lf.o, s(·it•u tific:HHCn te ecci tMo e spt'ciatlizzato. clarà t. utro i l ro ntrilmto tli p1•edispo.sizio11e e di azione c he le ueN!>;»it:\., SP111p1·c più a.mpir, di'l ~p t ·,·izi o s:tnita.t·io, r eclamano. I/arvcnire ,·edt•;ì il <'.llimico a. fianeo d el mrdi r~o porg-egli non pitì formali, ma., sost~nziali P. t}l'e~,i o:>i routt·ihuti. per• l'iucla-gine dill>gnostica e per la te1·a.pia., sopl'atntto se, cOill(' t ult o hts(·ia :suprm·1·e, l'a.r1lta· c himka. teJ-rorir,z;t.udo l'an-Cl'l;;ll'io ~cl .agg'l·<•dendolo con· le più i mpC'nsate fomne d~ a.gg-l'('sl'li,·i 1'11imi('i d a. ClJlll!lmttiniC'nto. JH'<Yclnn•:'l lesioni e clc~ te t.•miner:ì ·ma l a t tic <t t<~pidn o lungo rlecot·so, che non l'Ìe n trando nei q un-clri clas"ic·i t1 iag-nostiti r rm·a l i r i, l'ie hiNlc t'ft.nuo a nt'.IIC a.lla. chi· mi<'fti l '<olli>'i l io JWI' le nppot· t nlll' rn nf' lu!iioni t· linichc e Le LH'O\'\'itlenze f<t 11na colo~('lte. L'a.ltf'a. gi':\IHle fun;~,ioue di:-;imp~>g ltat.a tl;t.gli ntlici<t.li chimici fat·· Jn;H·is t i è l<L ,-i~rilanza suliP snstanzp <11inwntari 1lr.-:tinab? a.ll'alimf'n tm:i o ne dc•llf> t t·uppt> i n p:t('·'' e in g"lll't'l'a. Ualimrnto è hl. pt·im,a n eN'!'l· s ii'ù pel' llll;J c·oJI<•tti\·itiì i :Olll f' ]a. fOI 'Z;t ;li'IU:l·ta, ùi IIJUL, llòl2JÌOilC. .\lilllt>ll t i Jll'l' g li uowini, aliutPHt.i pt'l' g·li ;UlimaH. Se l';llime nt.Lziont•, per quanto co nrPt'llf' i t ipi ri'rll<• mr,ioni a.Jimeut.at·i ]Wl' l ' uomo c pcl' Le lw· stiP. i11 JWl'iodo prc•lx·llieo c Iw llico. iu tPI'I'itorio n:LZiort<l lc, oltt·t> con· fin e od ol t re mal'P. i11· p<i-es<' di nM·ia latitu(liue t'd i11 ('ondir.iolli lli,·e t·~ di ambie nte e di J•isoi':-;P. <'o!':t itllisee, in un p1·imo te mpo, un i n s iPme di qu<'stioni c him i co-fi» iolo~ic-h e. essa. s ubito dopo . intel'essa, ~ -
Gior,wle di metliciw, militare - Fnsc. XL
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I'St lu:;ira ll tl'llll· In <·.hiutit·a IJt·otllil l11 lugit-a, )'l'l' i ~;oulrolli, pl'l' l Lal tll' lllt~ <·hilllit·i , :-t ·l >lll'llt' r·ip111'lati a <·twlli!·it·llti t' ll <'l·~< ·rki, t·Hi gli alillll'llti d 1 ~ [1011(1 ('!-:<l'l'P l'IOSI:tllti'JIIl'i llt • sollttpl)l'([ i il l'<III,_H dt• l tÌI'I'ildi llll'll(O "lllllll il JH'tl, d<•llt• il ltt•J·aziolli t'il·IIS:IIt• d ;t l'a l (.t)t'i intl'ill,.;t•t i t·d l'l'ti'LIIS(!t· i, f' lj. Hililttèlll l', antplissitllo ,.:l't tni'P, a ca.11sa d o·llt· sotistir·ar.inlli l' de i !t• t'l'odi CIIi l;t, Joifh'l'lll:tZÌtllll", "l'lllf'l'l' li Sll(lllf'C JI If •, 1' , " j>i'oi:JI Iill'illt •, )ll•ll't•t•ll· r.io11al c [)l'dodo tUt-Ila giii'IT:I. f / il l ' i)II;J po ia lti k, la. J'HI'ill il 1 il itil lll'. l<• pi!Sl l' ,Jiiiiii' I II;JI'i 1 il I' ÌSIJ. i Sl'llto liui. la t:l l'ltil', gli nlt·nnlit"i. i ;!'1':1:-'si , il lalk \'i , noi d t•1·i1·ati. i l cafH·, il 1'<11:<1 0 1 le• '(•OIIS(;l'l'l' t' i t'lllldÌIIII'III i, gli ZlllTiWI'i, :,.:;li :1 11 1 is('ll it·i 6 C le Sl'"tilllZt' l'l l)ISl' l'I'<Jti'ÌJ·Ì, r:q : J> I'I~l'lllHllo Hlll'l' IIH IIIi .:II';J_I!IIll 'll t i eli :-;t11d jn l'di I'Ìt'('l'l'H i11 t'iiÌ l'altil'it ;'; tlt· IJ' IIIlit-i:tk: i'l ll llli f·o f'<ll'lll ill'j,.,lil ha llll t·;tlltpo ra,.;ti:<siu t" di lal'lll'fl t't>lltt· pt·t·p<~l';tzillllt', illd;~gine, t ' (Jll tt"ol iH. t;OJISt:I'VaZÌlllll'. ,,·ar·yua rln iwl'cJ l,! ÌÙ da •..;oht rapprl'st:llla 1111 pt·nltlt>tua t;JIIlll·llt•· ra~·d•J e l'ttmpll's:<o da P''''''IIPPOITI:, pl'h<,..tJ lt• (J'II('!'l' npt•t";tlll i, 1111 )<crl'izio Ìtlt·i t·n, Jlt•l q IJ ;J lt• d t•\'(' :-.nlllllla I':< Ì t•cl i liti';..!' l'il l'P I'Ìl'l: iidt' I'Ollllt'lll è IIUll gi;'L l ot •era di ulli tiali g"t'lit'J·i ,·i pi ÌI t' 1111'1111 c·spt•J·ti :rl I'Ì;.!tlai·do, lllil qtH·lla pl·ofl·l's ioualt•, di utlki<Jii t·hitiiÌI·i · f:II·IIJ:t•·i;:li. di 111lieiali lll e•[ it·i, ed nlli da.li dc·l g'l'lliv, JttJit"l ll\ l'aHali :o~i <· liìllti!·a e qtll'lla lJattPI·iolog-i~·a ll'lllleute a ,.;lahili1·e lu pn tal rili tù o non pvtal tili fù d<~ll ' at(jlHt, Iii capta:t.iotw. ia l'Oilll ll (t lll'll l' la di.'<fl·ilti i ZÌOIH.~ !IL·Jia IIICdi•SiiH<I J'it(IIIO!<I'ÌIItil au;\lta C\11111' ueY<lllllt~ , t·osfiltli:-c·ttllll 1111 ant•llo at·1uu11ico fm· 111ato ùa inaglie in terlli Jll'lH ic:llt i, t:llll'U i l tjllil le d·L~ \· e >'\' ltlg'CI'''i J'ope t•a j)l'OI'NisiOtHII~ d f'g ii u0i ciali pn·dl'l f i. Nnu Hetnpt·t• può cssP I'C tluto di t 1·ovar·t~ ut·qne the dlim! ~;: ll lll' lll<• t' ltall<'l'jolog"intlllt:Hie J'Ì:<tdLillo potabili. quindi la He<·t•.;. :<it.ì. rli pl'l'disponc quei ltlezzi elti 111ie·i e li:< ie·i di pnl;lliilil.zazionp el• ~· d1·hltono l'~"·"eJ·p J<t•l t'1,ionati, :-:tutliati c p l't'clisp(l:>t i, 111•1 IH'I·irulo pl·<•lwl lko, <la;!li nflie·iali l'ltilllil'Ì r:n'tHa <·i:-d i. lu r if1· 1·imt>nl o alli' pl·c· ,·ed iu~;; zolle di npt•l'a Zi(IIH' :<p J·nn·ish· Ili arqnc natnra lutl'llk [11,1talli li flphhouo. tl•llJpl'l'\il'il lll(.'ll l (• 1 t•ss(•I'C' :<f<thiJit·i ']1\iii.Ì Sl;1110 i llll'ZZi di \lC'jiiii':IZiOllC ('0\ ldti\·j p1·1· ~··andi 1'1~J,a l'li. Prl •·~·e u tua lnwnte pm· pin ·oli l'Ppadi a tl o hbli ~ata <lZLOIH' isolaia. Ci !'~ I'Ì;.!Hartla qnt."ll'isicme dH· ,.a da l t.. >t.·aJHII·la fil tJ·:uttc>, ;tlle l!attt·t·h~ 1li t·atJdr ll' dt•i pot<Lhilizwtori locoutoltili , tlal pie· colu r(il t itì<·<~lol·t· ::-alillt) ai g1·audi i111p.i anti fi~si d i di-<tilhlzinttt> c ~H C'I'PS SÌI'i'L l'ÌIItÌIWI";t,]j;t,Z;tziOIIl', d:tll<t lilltlll';J. eli ie~dio \' ÌpH:<IIIfit o, ;Jl h1'1111l0 C lllise·Pl<' di •·:t1·bonato e ipos•dfito 1mtlico, tla.]Je lia lt>flt• di ÌJ'•wlurit<• so <1in> (' ('lll'l·ispottclt'II (C Jl<•lJlJ'<I]Ìì'.Z;IlltC lll ('0111pl'PSs'P., ll!<fl l*l l'Oli l)tti mi ri f:' tllla l i p,l"l'. ..!<O le· nol'ii'C' tl't ip p<· nPlln ;;twrra l !ll5· HH8, alla elor<tlOill:t, uou :lll<·oJ·:t us;tta s11 va;;ta !{l'a hl , per la clt• pm·a:t.ione· di af·qtw inqniua te. 1na. e li t~ si tl <•se·1·i ,-<~ <·onu' pota],j liz;>;aute di g•·an•ll' drif·~wia 1~11 in:<ipidtì. T1•i riyuordi (1('1. fJ'/111' , liO llù eli grmHk intc·J'C·sst• g-li st wl i e le t•spe-
,.,.,.o
ric·nr.e Ili ltiseot!an •rnto ('sPg;nitr in Pr;utria. fim·autt· In g-t·a ud(' g-m·tTa.; (jrtl's lO ill'g't~llte•lltO llll' l'ifa. di (•!'!<l'l'e• lwn I'(}IJ•:<iilt•l'iltO ~~~ ·:lpjii'OI'Onclilo <IIIC"ht' in Itnlia. :O:i t l'<lttn <li ,·polPI·<· ì<(' prr il pant> pt·Pp~natn in ,;ona eli opPt·:•
;,io11e, c non r·o n,.;nmatn lli'Ì. p1·it11i goiorni, Ja ruttu1·a pt·nf'J·;\tta. p e r un lt·mpo SC'lll'i hillltPn te più tnng·o (](oll'ord itwrio, ad 1111:1 tnuq>ct·Mnl'a ju . fpl· im·c ll1· l la rctn:<:n<•h t. pns:<n a!-.-;.:i<·lll·at·c !'ottimn e·nJtsi•JT;tziollf' t•··t· tllta
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P <"r i qm.~.~i. ognnno t'Ì('IH·tla l'ntfanno::.'O JWohlPma hrllif'o J·ign;tr· dante. <"ontpmpot·alH'antPnt<>. l<· arnd. le ntnuizioni, .!!li c•splosiri, l';lli mpnt:Ll'.inn<', In mN·r·nnka P la. merr·Pologi;.1. Tutti i lwlli;.!<'t'anti ~nhi rouo p<~ riodi <H intPnsn pPnut·ia. 'rnf'ti si rl('tteTn alln J'if·t•J'r·n IW('IllllI'O>:;'b di sostnHl'-P ,!!'l';J:<sp ;wimnli c Y\'g-f'tnli itlmtl'r lil't· i ,-,u·i ll!'li soprn.· inclicnti. Così \"Ptll'1111110 ll~ati o stntliM i: n'oli o <li cotone. eli ~oia, di
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n : ' ~ < · u... Ri partizione degli llifkiali chimi ci-far macisti in tempo di guerra.
\LIJ' I~TJ;:H ~\t '
.\ LLJ•: .-\ 101.\'n;
lu t ert·il -.rl,.
1< •·!-(l" ll llt'll.') d i h.:.lo-1'1•1 (:1' 111'1 ' 0 ;{all ilai'H• d1 di\'1~1•>11'' di li no·u t:n1ppo :-tttllil u l'iu di di\ isiltlll' h·~J.!c•nr
Un tppo Sltii ÌIIII' IOI di dl\"1 -< lniH' rl1 llonnl . (II'ILJl jiO 1-'l lllÌ IIII'ill tli \ 'qt')l" fi ' \nmtlll .·\lnlltdll llZH liiO'd i •·u 4'"\ l llhll iHuZtl
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I P>sit ·lll', l<'lt'll"""· t•Jin ·li t· l!r •. "''"' Ìt'attli'Ìt' 11 t·nJ ttll lllfl ll' :I~G!l'Pss ir c o dc· la·l t· r·it •, dj ,. , li,..;·! t Ìi.Z:t i;n llt·. dt •J ·ntli :~.zaziu t tl · . di .,l t' IIZÌol il' d c l l1• imttt Ontlizie, t'llll\'f•ll i \ ·11 11' sì:-.lt·tua~. i" "''
tlt·l ll' l;ttrill<', "''"!o Jt·lln a t·q ut· ><lo t;!ll<lllfi, ;·on-
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.Jo ..-o ruu:r.ioni di otrc~a e di !lifel'a· nw1li<1nt•~ !<oSt<mzc chimic he perchè IH•~s<tllO ('l'~<<·t·e gt'll\·a.ti di attl'iunzioni e~<ulanti dalle loro particola.ri artitudini . .Nulla d i lllf'g"lio Ch (· dtt."X'IIll l'CJ!g'ÌUI<'IltO, i11 b-'UlpO òi ~IH'l'I'H , 11\•hi<'t almeno un uflidalt: <:himiC'O farm;ìt'Ì!'<ta, ch e oltre alJe llHHH<ioni ~anit ,nie !)OJH'aiurli<;;tb•, rappt'C~'-'<mti l'elemento di cnltm·a. c himica , ea. p:ll·(' eli prOV\'('Ili?I'C ;1] pl'ollt{) l'Ìf->iliiHilH'D(o, CtllJ JUe:r.:r.i tbim.ici. (! ti.l-1]ci, di tt·inreP, T'iCXI\'Pt'i , t·amminanH•nti, t<'rl·(~ni jmh<wuti tli f<Ol5t<'1llzé d1i· mi<:he ~u~fjsshlllti o comunque ''i!l;l'C~~i\'C~. P tli c.:vllàllorar·c 1·ol me<l ico Jl!•II'as:si!Stc:n:r.a dd solùnti I'Oipiti da. proietti li a liquidi specia li , me· diaJr!c 1ratt;nuen t i (']limici , pr·<.. ù i ~po~ti o impr·orvh;a!i, a !'ePondu della uutura. dt'll'ag~rp;.~h· u eltiwi<:o lnuciato d;ll newiro, la quale. per pm·te dell'nflltiale <:h i m i<·o -f;rr·ma<·ista può l" IH','<r<o <·s~<'l'<' l'ÌMnO!<r i n ta in base <li ~Pmpli<:i •b1ti tlt•i t·at·;lttcri lisiri " SI'H!<itiri più ;tpparisceuti;
cl) Chimica merceologica.
8. -
VESTIARI - ( ' ALZATORE 0GGE'1•J'r VARI DA EQDIPAGGL.UIENTO E T>A DO'l'A.ZIONl.
1 •Il
J
l
L<t t:llilui<·H ute.l.'ceolngi('a, è atfìdat<t agli utlkiaili Commissari. Si è rjtcnuto fino a,(,) or:1, su tlkien te <·he In merC'eologin, la quale [J·a le ''al'Ìe sp<'cializ:r.ar.ioui della. cllimk~ì. è indulJbiaruentP una deJ,le più ùifficili, possa. P.!>SCJ·c dh;impcgn;tla, pe:r qmlllt.O rigna.rthl l' esct·dto e la ~{arilla, da olliciali nou <laureati j11 dtiHrka, !':Oio adde..;trati mediante eursi di i·~rur.ione teot·icu. e pratica. Si u-atta comP è noto dei più sval'inti problemi, S(ptil'itameutc chi· mki. t·iguaJ·clanti i tel's nti ùi hma, di <"Otone e misti; le tinture. le pt:lli , i euoi e ùcJ·intti. le buffettel'le. i frt>:.ri. il tewht.gg-io, l ' impel'mea· bilizza:r.ionc, l«' l'a l:r.aturc, insomma tutto l)ttanto rig1mrda il ;.;ervizio chimico mt•t·c·rolo~icQ di iuten•lenza, P paJ·tic·olat•rut: nt<• il n·st iario. le e;nlzature 1lf>l ;.;oldato, <> gli oggetti ~<nsl'idiari di uniforme c> di a1·ma · rn<'llt(>. ~1<LH sio ni tlc•lieatissime, l!lllllP.t'osc e lli~sirnili. pct·lf' qmtli r\ :.,ri;ì fai i··nso jìf>t un chimit-o, (·.on$<'/!UÌI·e l'Pl'perienz;t ncccssal'ia nwdianle •·m·si di intcgl'a7.iou<>, fri"<Jn c ntati dopo la laut·ca. in cbimira tl'att.·u.ldosi di 'J tl'!).;i' i e ricetdte pet· r·ui oct:-OJTono speciali conos<:cm:e al'qrrisibili solo rncdi:tnte llH a<·(·m·nto c lungo p<·riodo di htVOJ'o speriuwntale, dn. chi ~iù possiede l<~ !);t-'Si fondamentali della 1wieuza c himka.. Quanto ho t'!->)'Osto in Rempli•·e rlf't t~g<lio, non può C<'11o ebe d1ll'e un'i,ùea. molto ~ch e ma.tk<ì• delle rela:r.ioni <l!'l la c·hillliN~ <·on lP fm·z<.. at·· lUa.t~ tli una na:r.ione, e p<'r·ciò ron l' ot·dinamento bellieo di que.;.;fa. Di proposito ho tadrrto e ~orvolato molti det1·agli. Ogni <.1l'goml'nto r·omllili'C in uno sru·a:r.zo fug:H·e, ma. m-e fosl'l(> eomplet·nruf>nte te~rttato. pOI'· tcl'(~ll lte troppo o l t 1·e : a, me ha~ta 1imitarmi a Ile cot::c Ll e tt~. p et· ciò <·he più mi preme, lr ~.lccln:r.ioni nei rig'r t<ll'd i drlle ili J·Pttr·iei chi m i che ('he l 'orùinameuto milit:II'C di unn graHil<' na:r.ìorw non pnò, ng-gi, trascur;He.
LA (' l!DI Il' A lJJI. I 'I'.\H~: E 1.1·: ,'; U J•: REL.\ZI O~I CON L'O it i H:'\ .DJ~; :-;'1'0, l·:n·.
5 J:l
l> E l ){'Z l O~ l. Le :tl'l1ti nng so11 o ,;os i iluitt• dalla c·liintka , l!::;sc ne lr<tgg-uno un 'efficacia Yttlnct·ante autJtc n!ata. TJa fantPI'ia, l'ar·t i;rlil•r·ia 1 il ~~·11in 1 l'a\'iazioJH' , la maJ'ÌJta , tra r· ranno !bila 1·1iiJUira. tnilil n.l'P ain t i di pl'ÌJu'ot·dine jl(' t' la soluzioni' l'il · piùa dr•ll<.' gm•r·J'I'. L a. ~<.olia rli olw 1·;1zinnp r·on•Jli'PlHl eJ·ù, tbtl punto di yj,;(a dtimico, le lin ee· di'Il e fot·z<' (·on 1t.~ lJIJIOl' te, l'il i g t'll JHii 1;.cntri mili l<1 t'i 1 indusit·ia li , eron ouli c i e polilit·i. La l'liiuJÌ(·a milil;n·p aYnì una dupli<·l' mi:::sione di ;n·ma c ùi f.l(·t·Yizi o SCI'OII tlo Il' liJII'P di lfl\'111 '0 prrtf'<lC!l'ltemc•ntc indic-ate. Ha f!UI'l:ite lli'ClllPI'I,.'t' ~>•·t'O la fondamr•nhtiP detl n.-.i lllll' : Cvn qn;\Ji a ttl'ihn zioni <' quale- sl;llo ;;ritnid i('O r!E· hhnno t>:o<st' I'P com pt·l•si i r·hi ruki u<•l l'oJ·dinalllt' llto ntilit;IJ·r•, sanall lt'llll' Jll'l'\'id Pn te, di una gTan cle nazio1w"? A 'l'THIBl'ZlO.Nl.
Le :tttJ·il.nzioui >illllo quc·llc t ht> lo g naJ·di rh' lla chimi('a mililill'P :
sl;~to
di falto
se~m1-l a
JH' i ri ·
~f H tC' l'ÌP Jli'Ì 1111'' • Jll'O ·
i ,.,.,,
t'(•dÌilll' II LÌ :'\II'Ìu l i.
Prodotti
a) C h imica indu -
Ct>lll•f{ullH'nti di imp iullt i indu>'t r in li ,,...fJt'l iit·i e b<· lli c i.
3 - E :<pl os Ì\' Ì.
l
b) OfieAA e d ehi mica
Chimict~
c· hi m i e; i
\'H l' t.
l I - Annu rh imica (
l
indli·
p ;r,.,.
)f.-tall i l' lorn lt•ghe. - ..-\ g!{r.-.<;:i,-i ehimici bcllici,. difesa indi ,·rduu l ~' e co ll,•tt iva dPi mcdù -
""'ll·
m ili-
Chnnir·n
ta r·e
n a v 1 H.
ZÌO II (',
F tu •rna<·i sintr>t ici l'
gall'nic·i. :ITut~· r· itl · le d u mt-d ica:tin no e da s u t unt.
c) Chimica fann t•· cr•~tt. ien e bro-
Vac:cini e !; ÌPt'i.
mu t~ll(),f!Ìen .
Difesu s unituriu an-
TI - SI'I'\' Ì~. io <·hi- l\ mi('(l
~ d)
tigrls.
Alinu•nLÌ. ~ 8 . \ \ ·!<!Ìtii'Ì, ea l zt\lun·, nggl'tti \ 'u t·i ctu
('himicn ltl (' l ' • ) ('C'n lng Ì(•a
N Jll ÌpH,f!j.!ÌA ffiPlltO t'
tla d otazio ni.
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A e hi osxet· ,·~~ che il Coqw dt•gli ullidali t· hiwi r ì dd H.. E sercito, di <· ni 1·itengo m-gen te l'istituzioni~ . ÌlllJHinga lllJ<l mn g giol'c ~pesa per l't• J·ario, I'Ìspon(\o (' h P fliH':<ht fli'POt·(·ltJ1H 7.iOJIC è ÌllfOTIIlaU't·. :-;ul bil<tndo milit :u·c itatiauo g-h\ gJ'a\'a I'Oili'I'C dipenden te dall't•sistenza eli 1~4 nllidali l'ilimit:i -f:ll:nwcisti. E' soltanto n ere,.s:11'io l'ili' ess11 sia mau tl'nlllo, scnr.fl, nemmeno umt li l'Il cl i mng-gio1· a;.rgTm· io, pen·h(• l ~-t. 11 flidal i chi mi r i son o sufncienti a g;ll'a ntit·c \p forze m·mn te (h' Ila wtzinllf' 1ll'i ri ~ rw t·d i dellfl, Jll'eparazi on e t·himh-a. <ll' ll a g-uel'l'a. Bas ta c-he il 11110\'fl m·rlillHliiPIIto I'OiltJII'I'II<la g'li nflida.Ji l' himid, nl 1 P< sto d•·g-li uflkiali eltimir.i-fat:madsti, di::;tJ·ibuendoli in un a rJ inE'a· di t•ip;wtir.iorw dtr pt'Psso 11 IH>t·o roi11dlla c o11 !;1 sPg-ur nt e:
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ciJiaJUH..ti , t·Q)OJ'O tht• Ili' Ila gT:ll\dt' t,!'IJ('J'I'a lllO:-<t l'H l'OliO di (~:..;>'l'l'l• pa·dÌI'O· l:ll'll!CIIt(' iudii'Hli IH:' I' tali c·;ll·ic·h1• l' rl:tllllo >'ÌI'Ill'O :llliri:Jin('llfo )'C'l' l'ot\'· n •uir(' ; l.'adrlrstJ·anll•llto riPi l':11·i l' )c•m<·lll i d(•fl':crlll:l dlilllic·;t. e dd SCl'· \'ir.io l'himi<"O HIÌii ta J·c, dm·1·t>lii•P pN·iorlic.:anll'llt<• effettn;ll':-:i Jti'N:so )(' Acc·adcmic 111ilitari. le H. Pllin•J·sitù l' g·li l,;tituti ,;upcl'ÌqJ·i 1li t·ll·ltura; c)
rl) e ia>'l'llll<l· b1·anc·a clr•ll':tnua ..Jrirni<-a c• clel :-:eJ·,·ir.io ..Jrimi<"o ,dc)· VJ't•bhe. in :-<onnno !.!'t·ado. '"·,·:tl c•J·,;i dc·ll'illdiJ·ino ~<<·if'nf ifko e clc·lla col· lahot":tziotw <11· 11<• 1.1i1ì >:J•Ìf'l':lte ,,d inl<•g-J'I' pt•J',;c)lla\itù !<c' it•ntifir.lte de:tla na<Zione, dci lahoJ·ntoJ·i llllÌ\"Pl·,-itaJ·i o d<•g-li Jstitnti >~llJH'l'irn•i dd Rr· gno, nella fotma spleudid:ttiiC' IItf' i,.:fituila iu Italia tl:JIPillustt·c Colou· ne:llo P enna, l'apo ddl'nt·n~:~ t· himic::l, a l'Ili nr.>l ~:Hlptcmo · illf P l't':-: :·:p della Nazione f:-J cciall ll) rli (' 1101'1' l ';lllg'\I I'Ìt) di 1'>':-<('l'e il g<•nei·a)c c·hitniro ('ll)lO del 11110vo corpo ; • f
P.) le funzioni li,.:in patol og:i('!w r<>lntin' all ' arm;t rhimic·a, dovr-ebbero esse1·c itflidntP. ad ulfic iali JUPilic·i , c qnelle metcJ·eologirhe e fisiche ad ingc~neri uffirin:li del Ocnio. p:n·tic·.ola nnt•llt<' esperti, ponendo gli nni c g-li al tl'i alle llipenllenz<' ll<•ll'<li'Ul<l "tes!<a;
f) l<' evrutnali Qtli!:timli 1li cl<'thlp:lio, ri~pctto al quadro OJ'ganico Qlll esp(ISt(), 00110 tar·iutc non perrhì· :-:i:tno tra,.:rut·ate, sibùcné percltè la loro h·attnzione (~on c1·eta è Rt'<·oncl;nia rispetto n.J,Je ptinripa li, e acl ogui modo non pt·escnta difficoltit al('una. Umilmente, ma., co11 fedele e fcrvirlo amore, ho detto nlcnne cose, sulla, chimica, mi.Jitare c s ulle sue rPI;udoni con l'ordinamento dcill'Eserci_to di una gNtndr nazione rost1·ctta, a. p1·ovve(le1·-e, per t<'mpo, alla sua. difesa. .
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J\nu ;;nuo (HJ(•.Id t·nlcll'o c h e lr:tllll() sr·opc·t'il> l:t dtimit:a a. tra.n:r:-,~o i g-as M<Lissiauli. EILl ,·in·ra a>sai 1••·ima <·Ire. tuili , ;;c· o J·~ps~'('l'O i suoi li· lll':tmPnti. Og-:.:-i ]•L'""I•t•t·a andw in Jtalia, poi c iH• sLJIIP ro,·iue dd fai · lillll'lllO ('Ì;tt·la i:IIH'Sl'O eli lllll) siPt·ill' ll\t111dtt di :1\'\'0('llt i C di letterati , ne è "ol'to trrt'altJ·o. di al'ti r·•·i, rli in clnstl'ial i c di <·o!':tniUori. Fol'st· t·cllll<' I'<'J·h:HTia eli 1111 )ll'ato, cotll itliiPt·:ì ad !'~sere j)(;'Stata da 111oll i: ma. r·rl':-:<·el':'t ug-ualnlt'Htc lino :ill:l ll·imtfanlc pienezza delht sua \' it:l· e. ptrtTht> atlc•g-tr<tl:tliH'Ult' :.IJII>I'c·zzala e tl il'cila, 1'(;\)ll'Ù fPI'Illal·e, u<>l · Lt\·,·enil'e, il \'Olo di'Il e aquiiP ,·i t tn1·iww, al t l'l'Ili iIli' gin;;to. nue fl'~lh•Jl i , f'l'illll'(';<t·;tlli aiJllot•d tll', .<.i :-;{: I'Ì SS('l'O ll)l giOl'DQ: (( l:'SOf· f1·o 01olto. ma sttrdio t• 111i nlh•11o, l' ~'f'i.! l'o pl·<·><t\l di pol<' l' pia.ntn.r e sulle luonlag-IH: dl'l ln ('iua 1<1 nnec <lPi ulici dt,lori , JH'I' redimere tauie po· \'l'l'C c t·r aJn t·<•. c• J<-ni•·e ruoltP !"nrfc•l'(•nzr . .Kon ho JlÌ<•ni<' cla. speJ·aJ·e, e l ttlll<l da ;til t•nd.-·t·(• , olll'P In t l';tnquil lit:ì >'l'l't'Il:\ dd mio ;;pit'ito Jll' I'c 'IH1 io stP~so ho. Jihc>r:tlll(•n(l' l"<·('lto. d i <'>:.lwt·c· ohlwdiPnh•. po,·ero e pnrv ''· J n q uesl:l- ltrl'e rin• an('hc• la m in ani1na. Chi Jw il p('~O di ascoltarmi o d i lc>gg-crmi, JH'itn:t Ili. ~iu di c·a1·mi. rifl,•l ln: fl·;ti<• iu IJII<'>;t\mlinc !':ono ln•n lorrlani, da'l mio spi1·ito, i pt·otiHi <' lt• spt•t·n ln ion i. HoJn \' OI'l'e i t·hc> •1tr;t.IH1o la l'atrin clom;1mli n lln c:ltillli<·:t 111ilila1·1.', l' ampia cspl ita· zionc rl<·IIP Rne pn>:sihilit:'t. llt'~Srrllo sia l't•spoll:-;a!liiP di :1\'crc sviato, impedito, di~t •·ntl<), il JWt·cPtil1 lc·p:;rlt·, In:t. ""P'':tl"l tt1o Tn<wale << Ln <'himic·n. ;\I'IIIH P !'lt' l'l'i zio . :tg'li nflit·iali dtimil'i •>.
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OSPEDALE l\flLITARE I'ECO~DARTO DT T'ADOVA
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STATISTICA OPERATORIA DELL'ANNO 1924 ,l '<' r il dot.t. Dante Casella, mag~ i or·•· m edi <·o. rl n('ellt<" d i p~ t n lt,l!ia ~; peci a lC' c hit·w·uicu e A.;:'<ist r nte o wora ri o
ch·l lu H. C! in ir-a ehit•ut-gi<'a eli Patlont.
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Dnrnntt• il J !12·1, <·li minando piN:Oii <• co111rrni ntU Olll'rativi, rachia.nestt•sie, artrotNllnsi, fìmosi, HJH'I'ture di liemrnoni, a.ppnrecchi gessati ecc., furono da. me E>l'<'p:nitr, sia nt•L RPpnrto Cltirurgi~:o d<'II'OspPdale l\Iilitare, !':ia in q nello d<•l l 'Ospedale eh ilo di ('h iog-g-ia, clw d i rc:-:s i per vochi giorni, !h) opPra zio n i.
:Kon chbi r.ll(• 1111 dPcesl'o i11 nna 1lonna di anni 59, opt1ra.bl por trom-
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hofle!Jitu tle l SPno lalPralc destro, g iunta in condizioni gnwissimc e deceduta il giorno snec1~ss ivo all'a tto overntin1; in tutti gli altt·i ehbi guarigione per ?H'imam.
ST.WISTl t' A OPI·:RATOIH .\
IH:J. t.,' .\:\":>0
Hl21
521
Fra i vari interventi, cùbi ocea::;ionc di OIH~rare una iionnn afl'<>tta da colecistite ca lcolosa, e se la mala.ttia non presentò alcunchè di particolare da richiamnre l'attE'nzione dci colleghi, non rosì la via d'accesso praticata per giungere alla cistifellea ; inril'lione che ideata dal mio Mnestro, professore Donati, e da lllj esegu ita moltissime Yolte col miglior successo, ritengo opportuno de!\erin .re brHemente. E ssa apre una via d·acc.<·sso alla regione, che pur dando il massimo di luce per a.ggrcdiro la cisi"H<.'llca, non lede che minimament<', il puro necessario, i tessuti, permettendo così la loro successiva ricostruzione fisio logica, ed è tale da, ovviare ai fl'equenti sucrc&'iivi intèrvcnti di plastica per svcntramenti post-operatori. n metodo Donati consh~ di due tempi : 1o Incisione che dall'appPndiee ·xifoide, esa.ttamentc sulla linea mediana, si porta a due dita trasverse al di sopra dell'ombellico, quindi devia a concavità volta a destra sino al margine esterno del retto anteriore; essa interessa la pelle ed il tessuto cellularE' ~ottoeutaneo. 20 Spostato leg-germente al l'esterno il la.bbro di destra della cute, s'incide con taglio rettilineo a destra, a 4-5 mm . dalla lìnea alba, la guaina anteriore ùel rctt o per tut.ta la lunghezza del taglio primitivo cutaneo da.ll'a.ppendice xifoide a due dita tra.sver8e dall'ombcUico. Il muscolo retto, di cni si vede bene il margine meruale, viene scollato leggermente dall'aponeurosi posteriore, che viene lungo il taglio sezionata e quindi il peritoneo. Avendo avuto cura di met,tere, prima di procedere all'internmto, un cuscinetto di sal)bia. sot.to il dorso del paziente (sotto le tre ultime vertcbl'e dorsali), in modo da. provocare una Jm·dosi, che avente per apice l'appendice xifoide fa sì che il dorso venga proietta.t o in avanti, si dimin uisce la profondità della loggia sottocpatica, il fpgato viene spostato in alto e in aYanti, le anse intestinali verso la pelvi e indietro e così viene ad aprirsi quello spazio Yirtuale che separa la faccia inferiore del fegato dal duodeno e colon trnsverso. Queste semplici incisioni sono, nel maggior numero dei casi, sufficienti anehe senza divaricatore a dar luce al campo operatorio, per cui Ai po~;sono esteriorizzare quasi le vie bilia,r i. Qualora ciò non fosse possibile, parallelamente al taglio curvilineo cutaneo s'incide la guaina ant<"riore del retto sino al maTgine laterale. Rare furono le volte che orcorse al mio Ma.estro di incidere anche la g·uaina, posteriore, rarissima si presentò la nece~sità di tagliare trasversalmente il muscolo per un tratto più o meno hmgo: in ogni caso mai il peritonco, H taglio rettilineo essendo sempre sufficiente. Nel caso da me oper!l.to, fu bastevole continuare l'incisione curvilinea della guaina anteriore per poter procedere con serenità e con ampia luce a lla. esplorazione delle vie bmari e praticare la colecistectomia sottosierosa retrograda. Una ·guarigione per prirnmn, una perfetta. riunione dei tessuti f u il risultato, che io non esito a dichiarare hrillante e che ritengo debba riferirsi alla genia.le incisione proposta dal mio Maestro prof.Dona.ti.
s - éJ'tornnlc di 1ncdicina militare. - Fase. XI.
522
Sl'.\TJSTT< ' A O PEf!.\ TOHI ,\ DKI. i~'A "~'<0
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pi l orl~n. da preg rcssn tùeera <h·!In piccola. cur\"aturu
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Appcndic itl tuhcrcol!u-i. c r onl·
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Ani rc•tomia ~ ccllulnton ria
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la ~iminulione ~ell'al[aJinità ~~tenliale ~el ian~ue nell'aria rarefatta per il dott. Giuseppe Ferralo ro, (.'apiLnuo m e dico.
:KOL\ I'HEvEl'ìTIV.A. Parecchi autori [C<lh•ot ti (1), Aggazzotti (2), Dmig e z,mtz (3)], studiando l'alcalinitù, dr\ :-:nuguo hl'gli animali. sia. in alta. monta~!lla., !na nella canrp:ma. pneuma tiea so ttnr1onendoli a mpid:L depressione haron•ctrica, l1anno concordomeJJtc o costantemente troYalo ello la rarefazioJlO dell'aria de t Prmin!1 n<'lrorgan.ismo una. diminuzione notevole drll'akalinit:'t potenzia lr dPl sangue . Sicrome c-on la deprrs~iouc h arometrica. diminuisco la tC'm;ione parzialo drll'o:;.};i~<'no nell'aria h1spirata 1 pcn&'llJdo a nna iJ1suffif'icnte ossigenazione dci 1cssuU, e salH'lHlosi dw una insufliciente o ssigcnazione dei tessuti può portare n<~ll·orgnnitmw una produzione di acido lattico, quasi tutti gU Autori hanno in un primo i<'mpo amnwsso c·hc in alta montagna si determina. un'atidosi del ~:;angu<'. 1\la è st ato obl>iettato c he solo a grandi alt<'ue, oltre i -4500 motri, è stato po:;sihilo constatare un leggero aumento di acido la ttit:O m• l f:langue, mentre l>ast~L una de1>ressionc barometrica di soli 500-GOO millimetri Il!!., pmcbè si abbia. una. diminuzione dell'alcalinità }JO(<'nzin le. ~ llaggard e Hend(•r sou (4) prrciò, mettendo in n :lazione un fatto constatato in octasione dt•gli esami d1>gli aviatori, ello cioè la <Uminuit a tcns iono d(' ll 'ossigl.'llO n cll 'aria. rcsJJiTat a provoca una. iperpnea, spil'gano in modo completamento opposto il fenomeno o credono che: 10 La dilniuuziouo drlht tensione dell'ossigcllo provoca. una s timolnzione ùel centro rcspirn.torio a mézzo di UJJ!l, sost:mr.a, x, di natura ignota, ma ello non è certo un acido ; 2° L 'il}C:l'}ntea provoca umL forte eliminazione di ani·d r1'do car b OJU<"a . ; c3o n·1 con!'l<'gucnzit UJrummscc ,1" . . il r al)!Jorto AII~ a· IlCU:~ c(
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di L . J. Il<'ndcr"on (5), e si determina nel sangue un'alcalosi; 4° Si ba una diminuzione comllCllsatoria finale dell'alcali dal sangue. Viale (()), in sej:.rtlito a, vario eù acccuratc ricerche, esclude a~so lut.amcnt e che n eJfaria. r arefatt-a vi ~i n. un'acidosi d el "angue, e s()nza, ammettere d'altra parte un'alc-alosi, da. lui mai riscontrata, crede che Ja, ùimiJmziono deU'alca.linìtà potcwdalo dd sangue, inllH'Opriamcntc detta a<:iòo!li, è dovuta a lla perdita di al<:ali da. parte del sangue attraverso i rcui, onde c,~mpcnsa ro la perdita notevole di anidride carl>on.ica ellO, a causa, dclllporpnea., avviene attra\·erf:o i polmoni. . Ho voluto intercsRarmi anch 'io rlell'argomento, e a tal fino ho oscgmto a.lc1mo ricerche su soggl'tti 1unani, sottopo sti a r:1pida dcpressiono
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ibaromt>tdca di 400-410 millimetri Hg. (corrispondente a un'a.Jtezza di circa. 5000 metri) nella campana pnouma.tica. Per la titolazione dell'a lcalinità potcnr.iale del sangue bo adopera.to il micrometodo d el Bang (7), col qua,le si rioseo a tit.olare tutto l'a.lc.a.li diJJusibilo. Ho anzitutto a neh 'io trova.to che, prr eff<:tto d t'ila depressione barometrica, si ha costantemente una. diminuzione dell'alcalinità potenziale del sangue, la quale per permanenza di un'ora in campana, oscilln. entro limiti che Vètnno da un minimo dell'Il % a un massimo del 30 %- Tale diminuzione si riveh subito ; dopo 5 minuti si const:th\ sempre e a. volte abbastanza accentuata; mai ho trovato, in tutto il tempo di perll1ltnen:~.a in campana, aumonto dell'alca.linità . Ho titohtto ancbc, s<~rvendomi flel micrometodo del Ba.ug (8), il glltcosio del sangue per vedere se, come a.veva trov:1to qua.lche precedente sperimentatoro, la mrefazior1e de.IJ'aria provoca una iperglicemia; ed ho trova.t.o che Iwssnn effetto !m la d<•pressione barometrica. sul glucosio del sangue. Ho ancora ricercato la variazione dell'alcalinità. potenziale d el sangue, noi soggetti sottoposti alla sopracletta, depressione barometrica, mentre respimva.no os.-igeno che arri vava loro abbondantemente attraverso una maschenL, cd ho tro,·n.t.o cho in tali condizioni l'alcalinità. non subisce alcuna modificazione. IIo fatto anche respir·aTc ai soggetti sottoposti alla depressione baromet.rica, una miscehL contenonte l'b5 % di os::;igeno e il15 % di anidride ·ca.rbonka., ed ho veduto che anche in ta,li condi:~.ioni l'alcalinità potenziale ·del sangue non si modifica. Ho fatto infine rospiJ·are a un sog-g<~tto 1:;ottoposto a depressione barometrica una. miscela così composta : 15 % di anidride carbonica, 21 % di di ossigeno, e 64 % di a:~.oto. La. miscela fUTivava a.l soggetto a.ttraverso a una ma::-chera non perfettamente aderente, cosicchè si metteva ù1 equilibrio colla pressione baroructrica dell'a.mbiente, ottenendosi: così lo scOl)O eli far re~pirare un'aria contenente ossigeno a bassa tensione (quella dcll'amui<'nte), e un'alta percentuale invoco di anidride earbonica. Anche respirando tale mi:;cela l'a.lcn.linit<\ potonzia.le del sangue rimane invariata, malgrado la ra.rcfaziono. Dai risultati delle mie ricerche, cosi sommariamente espost:i, risultano anzitutto conformato, neli 'uoruo, le o:;serva?.ioni dei precedonti • autori sttlla diminuzione doll'n.lcalinit.à voton:~.ia.le del s~wgue per effetto della dnpressione ba.rometrka, o risulta altresì confermat~t l'osservazione di Viale, che cioè non è possibile dimo~trare mai un periodo di aumentata alralinità.. Volendo ora risalire al111 spiegazione del fenomeno, si può notare che, dai ~urriferiti esperimenti, ri~ulta che in due moili si può evitare, dul'n.nte la rarof:1:~.ione, t.a.le climinnzione: ~utmont;t.ndlo l'ossigeno, o aumentando l' anidrillo carbonif:ct nelr aria inspirata: scnonchè facendo respirare una miste la ricca d' o:;;;;;ig-(•no nor, si osser\'a. qu<'lla clispnea che invece si vorilìra normalmcut.e n<'ll'aria. rarcfatt::t. sotto ht r:unpamt pneum atica, mentre fa<'endo rcSj>irrtrn la misc·Pla ricc:a di anidride carbonica la dispnea compare.
Ora, mettendo tali risnltati in relazione al fa.tto cbe ne.! sanguenonsi è riscontrato l'aum('nto eli racli('a.Ji adùi _se non a granclissime altezze, mentre d 'altra parto è sh:tta ùimost.rnta la diminuzione uoll'aci<lità. doll'urina nella. campana 1meumatica, si può ammettere che la diminuita pressione parzin,le di ossigeno determina una dispnea, elle, impoverendo il sangue di anidride carbonica, met.te in libertà una certa quantità di basi che si eliminano immcdiaLanwnto pt>r la, vin. clei reni, senza che si a.nivi a uno stato di alcalosi. Si rompronde perciò cùe, Re eon la somministrazione di ossigeno si evit<~ la, di::;pnea, non aumcnbt l"dimul;lziono detl'alùdride ca.rboniea e conscguentemen1 e non si ha n !t n n;t pl'rdit<t di basi ; e d 'altro crmto che, aumentando r aniclriùo carbonica nelrar.ia im;pirata, pur avvenendo la di&-pnea per la defi<·ienza di ossigeno, non si ha impoverimento di anidride ca.rbonica. da. parte del sangue, c in tutt;i e due i casi si ba la coshtnza ncll 'alcaliniti\. del sangue. Il fenomeno si può spiega.re nel segltente modo : l'anossiemia dovuta. alla bai~sa tensione di ossil!cno deli 'aria respira t~t porta ili per ~~ una i perpoca; l'ipcrpno:1 d ctrwmin:t l'l"LI'rtpnia; vP-ngono f'Osì messA in libertà. delle basi che il rene elimina, 1n·ontamont.e con rurinu., o l'alcalinità. potenziale del sangue diminuisce. Così ranos~ierni<t S<trebbo causa, indil'ettamento, della, diminuzione dell'alcalinità., rest-ando impre.giu<licata la divergenza di idee dci diversi autori, sul mcccani~:>mo por cui la. diminttzione dell 'ossigeno del sangue deter mina la, dispnea. B[RLIOC:R AFIA.
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CASUISTICA CLINICA (
; OSPl~DALt.::
)IlLITARE
PHJ~CIPALE
DI VERO};A
(D u·el.tore colonnf'llo medico R. HER:-<t:ccr)
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Contributo allo studio della rinolitiasi
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I corpi C':>trarwi c·l1e po :;~ouo riscmltrarsi n<'lln taYit.à na.sali variano a seeouda della loro natma, potendo es:,:;(·n~ oostituit·i da sostanze inorga·niclte, quali pietre, uottolli, })Cl'll', clliOdi, framment-i di Iavlli cee. o da. sostanze organiche, quali spu:rnc, somi di vcg0tali (piselli, faYe, fa gioli, l<>nticchie ecc.) o }WZZi di t ('><suti anim;lli. Tali corpi est.ranei, f:1 tta eccezio·nc JJCr quelli elle sotto l'influenza di sfon;i di tos:;e o di vomito (particcllc alimentari non digerite) vengono spiut i nel rino-faringe e di là nelle cavità llal'ali, attra:rerso lo coane, in in11iYidui colpiti cla mal conformazione p alatina o da pnrn.Jisi o da, distruzione del velo, prov<>ngono tutt.i a<·cidenta iJn<'nto dall'estl·rno ed il loro me<·e;tuismo <li penetrahione è S<.'lllpre il llll'<lesimo ; è il ùalllbiuo elle, giocando, • introduco di:;tra.ttamente n el naso un oggett.o, il quale tinisce poi per inCimonrsi in un'anfraf.tuos.ità dcll<ì nm(·osa nasal<>, in grazia d<'i continui tenta1ivi di <'stra.zione, sia da. parto d el bamùino, sia d<b parte di gente mal pratica.. Introdott-i udle cavità n asali, la> loro ~<·cle di tissazio ue Yaria a seconda dclhL via. di pen<~traziouo : so avriene per lt1 coane, si ineunNmo nel rneato JH<>dio ; se avviene J)CI' le nariei, si insinnano nel S<'gmento anteriore del mcato infol'iore.. Corpi estrnnei organid si trovano qualche rara volta nel naso per tentativi eli simu lazione di m;ìla.u ie : sono noti casi di introduzione nel nn~>o di testicoli di })(Ilio o di r.on igli o allo scopo di simulare una poli})Osi nasale, o ciò spedahucnte fra. i coscri tti alla visito. di leva.. 1 rinoliti o ralc·oli nasali non sono cbe dei corpi estranei di autogenerazione endonasale, risultando essi c.ostituHi da una disposizione concentrica di str<ltifieazionc calcare impianta t :t sopra un corpo estraneo (bottoni, spilu, }Wrle, semi vegetali, matPriali di meditazione, ecc.) che è servito da nud(•o cd il rui meceanismo di fonnaziouc è analogo a. quello dei ea.lcoli Vf'S(:ÌI' HJi O biliari. Il Co7.zolino prrò ha ammesso, in ùa~;e :tllo studio di a.lcuni casi, che po tN;sero I'Sist(•rc anehc doi l'inoliti. prin d t iv i c spontanei, senza. cioè un nucleo centrale di deposizione cnlcnrc, ma tali rinoliti sono ben rari a d osS(lJ"Y!ll'Si .
L n fonua llei rinoliti dill'Nifl(·e a seconda dolla. sede che occupano nelle fosse nasali, e può es:;cn• rotonda, allungata, lo::sangica, piramidale ed anche JHI Ò assumere 11n àSJJCtto mmi1ic·ato, cornlliforme. La superfit:ic è quasi
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sempre zigrinata, solca,t<l• da. ùcprc:-;~ioni rho mascherano un agglomerato di materiale muco-pttrnlC'nto o cascoso, mentre il loro co lorHo p(lr so lito è nerastro con macchie più chiare. Po co consistenti, fria.hili~ lwnno nn peso variabile da pochi centigrammi fino a 15-20 grammi (eccezionalmente). L:t loro costituzion<} chimica. varia uotevo l mente, in ogni singolo caso, spot.i<> per qua.uto · riguarda H contenuto in acCJua. Le ma,torio orga.niche che eoncorrono a costituire i rinoliti sono variabili d a.ll5 al 20 %; il fosfato di mtlcio oseilla dal 47 al 63 % ; il ca,rbowtto (li calcio dal 3 al 10 % ; il fosfato di magnesio dal 9 al 20%La loro prcsenzit nello cavità nn::;ali dà. hlùgo ad una svari~lta sindrome fenomenologiM, che, dal punto di vista clini<'o, si può ·di•idere in un primo periodo inizi<tle, un secondo periodo d"illC'uiJazione cd uu terzo periodo di reaziono. Il primo di quc5ti perio(li ~arel.>bo dovuto a,lla }Hmetrazione nelle vie na.s.'\li del nuc·leo primitivo che darà. luogo alla prod1.1ziono del rinolito. L 'accidente pnò pa,-,;aro inos><orntto, ma ordinariantonte è caratterizzato da una sensa.zione eli prurito endo-nns.-tlo, con sLarnuti r ifto;o;si, cefalea frontale. 'l'al volta poi in soggot.ti gio~ani può p rovocare accessi di spasmo della glottide ; in sog-getti erotist.ici e nelle donne si possono riscontrare attacchi di cardiopalmo, delle <'risi va.somotoriefacci<ìh, in r,ong-estione, RtHlorazione, lacrim<"~>Zione, e seolo munoso ni1sa.le dfllln. met.i\. corrixpondente della testa; e fìna.lmonte in al<' uni soggetti si possono avere dei tic facciali do loro si, a,ccessi coreiformi e di vera <-pilessia.1 fenomenologia C'be varia a Sl'<'Onda. del volume e la nat.ura tlol corpo estraneo. Nel secondo periodo, o di incubazione, i fenomeni di reazione n ervosa sono attenuati, avvert.endosi so lo lievi molestie d<'lla fossa nasale corrisponrlcnte, poic:hè la pitnitari~t si abitua alla. pres<'nza del corpo estraneo, il quale finisce per incastrarsi ed irnmobilizzarl"i in nna a.nf.rattuosit.à. della mucosa.. A quo,-t·,o perio fio di to llera.nza segue il 1wr·iodo dcllr~ r eazione flogist;iNt della mu('osa, naxale, con tnrgore, con_gf'stiono e stcnosi respiratoria, scolo muro -purulento abbon<lnnte, t<'tore, anosmia: epistassi, cefalea grava.tiva front".;tle, crisi Jt('nalg-iehe neU'amhito della. branca sopra. c sotto orhitaria d('l trigcmino e t.a.lvolta anche febhr<'. Ol.>l.>iettivn.mente l::t fossa nasa.lc appare octlusa 1wr ~ongestione della mucosa; i cornetti sono turg-idi e vC'ngono a conta.tto col set.to, potendo però essere a.noho mns<•herati da.ll'ahh(mdaute i'Uppurazione che si raccog-Uo in superficie. La specill:Lzìonc fa rilevare la l)l'esenz::t di un corpo estraneo : il <:alcolo in via. di formazione per la s ua consi!ltenza pictrosa e vor il suono c:tratterist,ico, secco, che dà. alla ror<:Hsxione, pPrmette la Sllp]>Osizione clinica della smt natura; la. cPrt·ezza rlella di:1gnosi si 1Wl'it soltant!), dopo a.n•r dic;c:riminato la diagnosi dilteronziale tra la Tinolitiasi, ht sifìlido terziaria con sequestri e L'esito di un trauma pregresso . Lo scarso contributo nella lct:temt.1u':t italiana allo stuclio delln, rino litia,s i mi indn<'O a publJliea.re il caso da. me osservato, il quale si present-a interc,;santo 11er ln. lunga pcrm<"UlNlzn. in sit·o delcoq>o c>stranPo n<'lle cavità nasa.U senza avN fatto rileva.ro alc-un s intomo ilE'll<l cst('fl:l fpnomcno login clinica cui dovrebbe dar luogo.
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CONTH1BUTO ALl.O STU DIO DELLA lUN0LfTIAS1
Caporale G. Andrl'a, d e l 200 R eggimento Artigliot·ia da Campagna, di anni 21, da Vicenza. Entra a l r·eparto percl1c1:, in seguito a ùi\·orbi o avuto con un compagno, riportò un puguo alla. radi ce nasale a cui segt.tì abbondant·O cpistas.«i. Non h a precedenti m01·bos i famigli~tri e<l individuali degni di n ota. . Non avverte dolori di sorta, ad eccezion e di un intas amento nasale ini.z iato, dopo il trauma. subito . E. O. Ind ividuo robusto, ben nutrito e sanguificato. Negativo risulta. l'esame dei vari o1·gani ed apparati endocavitari. . AH'esnmc rino,;ropico si o~scrva' che 111 rC':<pira:r.ionc non s i compie dalla narice destra, che si pre.«ento. piena di !'LI S g iallas tTo. c remoso, fetido, t anto da ricordare l'oze nn . L e mucose del setto e d el c01n etto inferiore si mos tl'ano intensamente r.on· gesto e tumi.Jf' a l p unto da ostl'uire del tutto la fo:;sa nasale. Con la spoc illaziono s i p o,·cepisce la presenza di un corpo e;;:traneo ricordante la .consistenza osl'ea. p nr:r.ialmcnt.e mohilo, tliflic;ile a distaccarsi. ma facilmente friabil e, ttlnto che con la ·pinzn. a. cucchiaio ne v en gono est.r·atti d ei frammenti piccoli, irregola ri, di colorito hrunnstro. Prev ia anestesia coca ino·ndrenalinir·a, si axport.a da l mcuto iJtfcrio re w1 frammento volumino!'o di l'inolito (della ~rrandczzu di una n occ>iuola, del ]'C'SO complessivo, de i vari pezzi e,:;trat.ti, di ~~·ammi 4,90). Il colore clei rinolito è bruno, la sup orfì cifl irrf'!!o larc, dj formn ramiiicaw~ (fig. l ). E ::;tratto ilrinolito, la mucol:ia s i p resen ta in parte ul ccr ata ed enormemen t() infiltra.ta. La n(u-ice viene tamponata p er 24 ore con gal"'.~:a iodoformica c, dopo m edicazioni pe r eirca una set.timana, la muco:;a non pre!'<enta pit't a lC't iUa nltt>rM.ionc rnent.Joe :;i t·ipt·i,t iuHn•> le nol'mHJi funl.ioni di r<>~pirazione P di olftttt.o.
Il caso !;i presenta iJlteressanto, più che per il volume del rinolito, per la mancanza as;;oluta di l'l intomi ai quali esso avrebbe dovuto dar luogo dw·an te la. sua. lunga. pe1·manenza in sito. InCatti, ad un acclll'alo interrogatorio, il paziente ha riferito che, .fin daH'·età eU 12 anni, egli salt uaTiamonte estrae- i-- .... va, dalla fossa nasale di destra dei pezzef'ti di piet.m porosa che rim;civa a distaccare da uu corpo mobile rhe tendeva a portarsi verso l'orifizio della n:trice, corpo mobile di cui non avverti\ a più la presenza, dopo che, con opportune manovro, lo spingeva io alt o verso la radice nasale. Egli non aveva mai dato jmportanza al fatto perehè lo riteneva del tutto normale, data l'assoluta mancanr.a di distu rbi soggettivi. Ora l'aver rileva.to un ca.lcolo nasale cUscretamente voluminoso soltanto dopo un incidente traumatir,o, deve far pensa1·e che la ma-ggiore o mi110re sopporl;abil ità di essi L varia. da individuo acl individuo e ché il secondo periodo della abituale sindrome feFlg. J. nomenologica dei corpi estranei (periodo di tolleranza) può avere una durata abbastanza, lunga a sooonda' della sensibilità personale. Ed invero un rinolito del volume di quello · da me estratto, t:tle da occludere la fossa nasale, ostacolare la respirazi(}ne e prodUl're p a.rzif~le atrofia da compressione della mucosa nasale, che viene messo in evidenza soltanto per un caso fortuito, avvalora tale 7
ANO~rAT.IA D E L DICASTRTCO Il\rPORTAN1:'E PER LA liU<:DICIN.'\ OPEìRATOltlA-
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ipotesi, specie s.e si oon,sidera che esso è stato riscontrato in un militare, il quale non ha inteso la necessità di segnalare tale fatto neppure alla sua. chiamata. ·alle armi. · Concludendo, nei fenomeni riflessi d'origine nasale si deve attribuire k'l. maggiore importanza al fattore iperestesia nervosa più che al fattore anatomo-pa.tologico in sè, gia.cchè nei soggetti con sensibilità nervosa normale; possono essere sopportate senza disturbo anche le condizioni di stimolo più evidenti, come nel ca-so nostro, senza alcun disagio. . Quindi nella valutazione dell'opportuni~à di correzione chirurgica. di .lesioni nasali, che si possono sospettare cause di stimolo nervoso riflesso, dobbiamo tener conto in special modo dal grado di reazione del soggetto: giudicare con vedute di largo interventismo negli iperestesici~ essere più cauti o limita.r ci a cure mediche locali e generali, nei soggetti meno eretistici.
SCUOLA DI SANITA .MILITARE GABINETTO DI TRAlntiATOLOGIA E DI MEDÌCINA OPERATORT.A.
diretto dal ten. colonnello medico prof. E. DE SARLO
lnomalia del diga1ttim imporrante per la meditina operatoria pet· il dott. Alessandro Malice, capitano medico.
Con questo titolo il prof. Tansini comunicava nel1892 alla R. Accademia di scienze, lettere ed arti in Modena (l) una particolarità anatomica che gli era occorso di vedere dumnte la legatura dell'arteria linguale nel triangolo di Pirogoff. Si tratt~~>va di un'anomalia del digastrico fin allora non messa in evidenza, da. altri e consistente nel fatto che il digastrico, invece di arrivare col suo tendine intermedio all'osso ioide, si estendeva a guisa di ansa a larga curva dall'apofisi mastoide alla fossetta del mento, passando a distanza dell'osso ioide, ph\ in alto del nervo ipoglosso. Questa particolarità, che alterava i rapporti degli elementi della regione sopraioidealaterale, staYa per trarre in inganno il Maestro, il quale, accortosi in tempo, potè evitare l'eJTore nell'allacciatura dell'arteria. Nelle esercitazioni di medicina operatoria fatte presso la nostra Scuola di sanità militare mi è capitato di incontrare varie volte questa anomalia del diga-strico, la cui importanza anatomica e chirurgica giustifica il mio desiderio di illustrarne un caso. n muscolo digastrico na.sce dalla incisura situata alla parte interna dell'apofisi mastoide e si porta, in condizioni normali, col suo ventre poste{l) Memorie della R. Accademia di scienze, lettere ed a1'l i i n Modena, 189:2Vol. III - Serie II, pag. 677. 4 -
Oinrnalc rH m<·rlici.llll •n i lilftrc.
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A:-lOMALIA DET" DWASTRICO IlltPOR'fANTE .t'J.:lt t , A Mf~OlC'lNA. Ot'EI> ATORtA'
riore in basso, in avant.i e medialmente fino all'Òsso ioide, dove, trasfor; matosi ìn 1m tendine, perfora lo stile-ioideo, :r>e! continuarsi nel ventre a nteriore, il quale, con decorso obliquo verso l'alto, l'avanti e l'interno, si porta alla fossetta omonima, lateralmente alla sinfisi del mento. Col ventre posteriore il digastrico forma, insieme col grande corno dell'osso ioide e col margine posteriore dell'io-glosso, il triangolo di Bèclàrd ; col tendine inwrmedio forma, insieme col nenio ipoglosso e col margine posteriore del milo-ioideo, il triangolo di Pirogoff, il cui fond o è costituito dal muscolo io-glosso, sul quale decon·ono il nervo ipoglosso e la vena linguale. L'arteria lingnale scorre sulla faccia posteriore dell'ioglosso, ad nn livello medio fra l'osso ioide ed il nervo ipoglosso. . In caso di anomalia, come è dimostrato nella fig.l, tratta da un preparato anatomico, ·n digastrico, invece di arrivare col suo tendine intermedio all'osso ioide per continuarsi, dopo aver attraversato lo stilo-ioideo, nel
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Fig . .1.
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t. Margino io(erloro della mandibola- 2. Margine posteriore del milo· ioldeo - 3. Tendine iotormodlo dci cllgastrloo ~ ~. Arteria llnguale5. Corpo dell'osso ioido - 6. Gran corno doli'Of'SO lolde (per ren· dere dimostrativa la figura. si è messa In evidorna anche l'arteria llJlguale).
suo ventre anteriore, si porta dall'apofisi mastoide alla mandibola, formando, como nel caso descritto dal prof. Tansini, 1m'ansa a larga curva, distante tre-quattro centimetri dall'ioide, a cui resta unito mediante lo stilo-ioideo e mediante una lamina conettivale più larga e più lassa che d'ordinario, la quale nasconde il nervo ipoglosso, ht vena linguale e la parte inferiore dci muscoli rnilo-ioideo ed io-glosso. Questa particolarità anatomica deve essere tenùta presente da chi si accinge sul vivo o sul cadavere a legare l'arteria linguale nel triangolo di Pirogo.II col processo di Hiiter. Infatti, quando esiste tale anomalia, aperta la loggia sottoma.scellare e sollevata la ghiandola, noi non troviaqw gli clementi del triangolo di PiJ:ogoff nei loro reciproci rapporti, ma vediamo il cordoncino wndineo del digastrico, che attraversa a distanza maggiore o minore dall'os.so ioidc la regione sottoma.,·cellare, la lamina fibrosa che collega il diga-strico all 'osso ioide e più in alto il ma.rgine posteriore del milo· ioideo ed il muscolo io-glosso. Xon edotti di questa particolarità anatomica, si JlOtrcbbe inconere in errore, divaricando le f'ìbre dell'io-glosso p iù in
alto dellJUnto in Qlti devono essere divaricate per la riccrC<1 dell'ar teria, oppure ~Lprendo la lamina connettiva.Le che unil:!ce il tendine intermedio del digastl'ico all'osso ioide e confondero il uervo ipoglosso con l'arterialinguale. Ad evitare quest i errori occorre, come consiglia appunto il prof. Tansini, ristabilire i ra.pporti anatomici fra i vari elementi della regione, col portare, mediante un tmcino, il tendine intermedio del iligastrico nella sua posizione normale, per procedere poi, come di norma, alla ricerca ed all'alLacciatura della. linguale, divaricando le fibre dell'io-glosso fra il nervo ipoglosso e il tendine intermedio d el diga,gtrico abbassato.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati llai precasi nrball p1rnuti alla Dirmene uatrù ~i snili militare dal 1 setteDJbrl al 31 ettobre 1925}.
Capitano medico RaF.B'AELE P ffiC'<HtA!UO. - Su di un c.a.so di sifi· l·ide recente mercurio -arsenoresi.stente. L 'O. presenta un in fermo ricoverato una. prima vol ta nel reparto clermo· celtico nel dicombre u. s. con sifiloma in atto ed eritema maculo-pt\puloso diffuso al tronco ed a gli arti. Il trattamento a base di neosalva.rsan (4 inie· zioni endovenose) e mercurio, (20 iniezioni), cui venne sottoposto, non produsse alcun va ntaggio, m entre la cura a base di bismuto determinò in breve la scomlJru·sa di tutte le manifestazioni: e la R. W ., che a l termine d el trattamento mercurio·arsenobenzolico era positiva, divenne negativa. Dimes.'>o dall'ospedale, l'infermo non praticò alcuna cm·a per circa duo mesi ; poi fu sottoposto a nuova terapia mercuriale senza. alcuna efficacia e ricoverato successivamente in nosocomio. Questa volta fu sottoposto al t rattamento col neosalvarsan per via endomuscoltlre, anzichè per via endovenosa. ert al termine della cura il soggetto presentò eritema ma.culo·papuloso a l tronco, nonchè rialzo t en nico e siero -reazioni Vlasserma.nn ed R etk positive, a l pari d ella sierofloculazione di Mejniche. Accennato all'importanza de l bismuto nei soggetti mercurio-arseno-resi· stenti, l'O. conclude che il caso in esame si diffe1·enzia dagli altri pochissim i fino ad ora dcscrit.t i, in q,uantochè la cura merctu·io-a.rseno benzolica ha risve· gliato manifestazioni sifiht.iche sempre più gravi. FmENZE. -
ToarNo . - Capitano medico EN1UcO L OliiBA.ltDI. - La febbre mediterranea. Esposti i coratteri morfologici e colt nrali del micrococco di Bruce, l'O. il· lus tra minutamente i ve icoli di trasmissione dell'infezione, traendo s icure e pratiche norme profilattiche. Tt·accia successivamente la polimorfa. s intomatol ogia r!i detta infezione e si trattiene sulle ricerehe di laboratorio da istituirs i per la individualizzazione della ma latt,ia: da ultimo rife1·isce sulla prognosi e sulle più recenti vedute terapeutiche.
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare
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Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Conlinuu::ionc - 17e'li Ja~cicoli del lf>-.IIH 7-LS- lll-20-21-22-23-2! e 25)
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ì\IED.~GI,IA 1>'ARGF.l\'TO.
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R. decreto 26 111arzo 1925.
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Gi.ulio, capitano medico, ospcdalè militare seminario di Udine. - Già distintosi in \'ari combattimenti quale tenente medico in una compagnia alpini, per abucgaz.ionc e valore nell'assistcma ai feriti sulle prime liuee, nell'abbandono da parte nostra della città di Udine, si offri spontaneamente di prendere il posto di un medico da sorleRgiarsi per l'a>'~iste111.a e cousegna di numerosi feriti iutmsportnbili. Disjmpcgnando l'umanitaria missione, cile con mirabile abnega7.ione era si assunta, venne barbaramente trucidato dal nemico. - Pal Piccolo; Udine; giugno-dicembre 1915; 2 JJovembre IQI7. '~.35· PORJ;.;Jl LLT Camillo, tenente medico 57 reggimctJto fllnt~ria e 164 gruppo d'assedio. - Per Je belle prove di calma sereua, <Jbnegazione e sprezzo del pericolo, ripetutamentc date in cruente giornate di lotta, nelle quali s i prodigò sulle prime linee e nei posti di medicazione colpiti d:~l tiro anersario. - Bell'esempio di quanto possa l'amor patrio e l'alto ~enso altruistico, nel compimento 'Clel proprio dovere, sacrifkava anche la vita alla patria 11elle difficili giomatc del ripiegamento al Piave. - Santa Caterina, Cimitero d i Gori1.ia, ripiegamento al Pia\'e; maggio-ottobre 1917. l.34· Loi
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MEDAGLIA DI BRONZO.
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R. decreto 26 111arzo
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1158. C,\St:LI..~ 8euedelto, sottotenente mcrlico
I rc):{gimento alpini battaglione Ya l EIIC\!'o. - di propria ini:>.iati,·a port:tvnsi sulla linea <li tiro sotto il fuoco di ·fuci leria ed art ig lieria, abbandonando la locnlità fi ssatagli in preccde n7.a come posto di medicazione, e con calma nmore\·ole e grande energin da,·a opera al Taccoglimento, cura e sgombero · eli numero~ i feriti. - Cucco di Pozze, 9 lug lio 19r6. •
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NOTIZIE
'......,/ì Corso di specializzazione in medicina coloniale presso la R. Università di Bologna. Nel c01·r. roeso si inizier.l. pt·es.,;o la. !Scuoh\ di pa.tologia. coloniale di B o lognu, diretta dal pmf. G. Fnmchini, il corso di medicina coloniale 1925-26. Il progt·amma comprl?nrle l' inseguame nto clolla. clinica delle malattie colonial i, ùPll'igiene coloniul<>. d(' Ilo protozoologi>t, e lmintologia, <>utomologio, bt\tteriologia e !:'iPrologia .. ~e l corso pr·<>cEWent.e ha nno con>:~<'guito il d iplorna ù i specialisttl coloniale il m ·1ggiore ml'rlico dcii~~, R.. l\{. Ba:;ile P<l il. capitano m edico del R. E. Sa.r noll i col massimo dei voti e lll. lo< le.
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Di?·etlrJre ,.r.çpon.,rthile: An'l' U.R.O C ASARIN"I. tenente c:olon.m•Jio medico. (l.j.').)) - ltoma, 1 9~.'i·l6- Stnl>ilinwntu P.Jligrafìco pt·r l'Amministrazione dello Stato.
Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma, 1923). Atti del Congresso . • Vol. n. - Lavori del Congresso e COIIIunica~ioni. Un volume di pa.g. 600 con 33 tavole o 19 incis ioni . • . . . . .
L. 60 -
lll Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare {Parigi 1925). Lavori del Congresso e comunicazioni. - Un volume di pag. 88 .
»
Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. di pag. 48
• 5-
S. SALIN ARI. Le lesioni traumatJche del centri nervosi. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma, 1900 - Un vol. di pag. 320 . . . . . . • .
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7 -
nitario In campagna - 1914. . . . . . • . . . . . . . . . . . . . - .
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6-
M. CusANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - 1906, . . . . . . . .
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5
C. D E CgSARE. Studio delle medlastlniti {modia.s tiniti suppmative, ascesso media.stinico) · Roma, 1900. - U n vol. di pag. 144. . . . . . . . .
• 5 -
7-
M. CUSANI. Guida del medico militare per te'esercitazioni pratiche sul servizio sa-
P. hmarAco. Sull'azione degli attuali tuclll da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodot te in fototipia). - Roma . 1003 . . . . . . . . . . . . . . . P. hrBRIAOo. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con ll2 figw·e - Firenze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ANTROPOMETI.HA MTLlTARE. Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle class11859- 1863; due volumi in-4° con atlante; Vol. I (datti antropologici ed etnologici) con a tlante della geografia antropologica dell' Italia · Roma, 1896 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. IT. (Dati demografw-i e &iologici) • Homo., 1905 . . . . . . . .
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• 36• J5 -
F. BAR OFFIO e C. SFORZA. Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla
storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi ; . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , . . . .
• 40 -
L. B ERNARDO e G. BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra. Memoria. premiata al concorso Ribel'i. 1904- Un volumtl di PHg· 276 con 27 figure e tavole grafiche • Roma, 1905 . . . . . . . . . .
•
8 -
A. CASARINI. La fatica nella vita militare. Memoria. premiata al concorso Riberi, 1905. Un volume d i pag. 330 con 65 figtu·e. • Roma, 1908
1
12 -
A. CA.SARINr. Le mala ttie e gU Infortuni nella vita militare. l\Iemoria prem iata al concorso Riberi, 1906. Un volume d i pag. 402 con tavole grafiche e statistiche - Ro ma, 1908. . . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo dei Ministero della Guerra. Via XX Settembre - Rom•
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1 . Il Giornale di medicina militare si pubblica il primo giorno di ci.8ecun mese, io fascicoli di tre fogli di s1ampa alnteno. a. L'abbonamento è antl.uo e decorre dal 1° gennaio 3· Il prezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e Colonie . . . L. 24,Per l' Es~ero -. 36,. 1in ltalia l 4,Un fasc1colo separato costa . . . . • ) all'Estero l ~60 Il supplemento contenente i Rt<oli in Italia ~ 16,dl anziat~llà del corpo ll'E t • 18,militare costa n ' 5 ·ero
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dattilogmfat.l o FCTÌtti a mano - devono I)Ccupare un solo lato del foglio cd essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione elle quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo di edtare ogni dubbio di iuterpreta>ioue. In caso contrario, la Direzione si vedrebbe cot.
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6. I ntanol'critti non si restituiscono . <24:>5) -
Roma, 11125·26 -
StabUimento PollgTatlco per I'A.mmlnistrazlone dello Sta.to
La profilassi al)ticeltica Qeii'E$ercito Pubb licazione mensile
GIORNALE MEDICI.NA MILITARE Dl
P UBBLI C ATO DAL M INI STERc._OE LLA GUER RA
l Dicembre
Fascicolo Xl/
SOMMARIO MEMORIE ORIGI~All :
Sangiorgi. - ~u ovi <-le lll<' llti p•-·•· In lo ttH t·t·l •t•·;) ilJw•·icc>ln V<'Jic: l'~·o . • PrJ,(J• .if!3 Sangiorgi - C'•Jil >< id.t•riW.i<m i in t t'lllH d i p•·nfi i l>t.'<:< i i 11tl i vi rluu l·~ <'O Il ttn i l pc ricnlq vene reo
. . . . . . . . . . . . . . .... · .. · · · De Berardiuis. - Lt\ ]Jl'•)fìlt1:-<si auticelt ic:ol ll l' li'}~::;C'I'c ito durnnLP il HJ2J . De Sarlo. - Lo shock tntulr~tti<ico i11 r>~ppt•r· r " ;~IlA- ~hinn·gi11 oper;rtivn . gn,. rru. . . . . . . . . . . . . . ·. . . . . . . . · . · <l ' w·g~nz~-.. Il\ Romby. - Sulle nLOd i ficn:~.iuni m o •-fohl!!i.-lt<• A ntÌl' l·ochimi<·ho t!Pgli <>ri · t ruc iti c de i le uco<·iti. r ikvu h ili n,-·1 ;.u ngw: dci rn ciln riri
CONGRESSI . . . . . . . . . . . . . . . . -~ . .·--: . . . . RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA PER IL liBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . NOTIZIE. . • PARTE · UFFtét~~E . .· .. .· .· .· .· • .· .· .· .· .· ~ ~ : ~ ~ ~ ~ . INDICE GENERALE DELL E MATERIE PER L' AN.NO 1925 .
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare l ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Min is tero della Guerra -
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Collana medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare
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[ - F. TESTI. - Storia retrOJpettlva dell'Igiene nell' Esercito italiano . . . L. 7 li - Ricerche biologiche degli Uffici pslco-fJsiologici di aviazione militare. l'n voi um o d 1 pat!. ~Hti cvn 4tl figure c Z tavol e . . . . . . • 15Il I - E . HAI''rOtW. - Ferite addom inali di guerra - Profaz10ne c! el professorc.N.<:IAN NgTTMHO. -- l'n vohune di p ug. 400 coH38 figure. • 30LV - A. L u s'J.'Hl - A . Bllsi :"'~JO. - t " gas di guerra »- Impiego ed effetti Prov vedimenti e cura. - tJn volutnC d1 f'>l!!- 104 con tro tavole rn ic •·ogralìche o colori . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 12 \' - A. I,U'iTIG. - Brevi cen n1 storici $ulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale 11915-918).- Cvn 21 figure . . 7 Vl - F. C ACC I.\. Trattamento e sgombero dei lratturati degli arti in guerra. - 1-'rofazlo!Hl tlE>I fH'cJI. IC DALL.~ \ ' E oOVA . • . • • • 6 \'U - ~- l'iAI.I =' AIU. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-arlicolari in l" e 2° tempo. · l'rdazioue ùel profosSOI'C R. A LE~sANOft l. l'n v0lum e di png. I!JU • . . . . . • 20A. C A!<AHI .N I. - La medicina militare nell'aulica Roma. - C:on 5 ti~. • 5X [ - La celebrazione del medici caduti in guerra. - L' n vol. Ji p>• g. 92 co11 l(i ligure. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • IIJ :\. - N. Rom ~ù. -- La prnlilassi delle malattie iniettive dominanti nelle nostre colonie alricane. L' n ,·nltun(' d i png. 4--i • • • • • • • . • 6 X r - A. C'A SA rtl N l. - La scelta dei piloti per la navigazione aerea. - Un V• >IUIIH' di png. 2:32 C<•ll 9i I Ì(r llr<· . . . . . . . . . . . . . " 20 Xll - G. C:APJ'KLLI. La chimica milit are e le sue relazioni con l' ordi na· mento dell'Esercito e la guerra . . . . . . . . . . . . . . . . 5
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Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell' esercì! o. - {;n ,·oh11 n<• d i pag. 06 e;on 8 t a,·ole Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla s ua morte. - lJ n vo i u rne di pall. l l'O 1·o n 37 ligure . . . . . . . . . . . . . . . . . .• . Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pa$-(. 1\)li 1\nn 21> ri!!ttn• . . . . . . . . . . . . . . . . . . III Conferenza interalleata per l' assistenza agli invalidi di guerra. ( Rorna, 1019) - H••lt\7.Ìuni u flit-udt c C'IIIHllltit·n~:i••tli . - Un voluii\P tli pa.g. 96 . . IV Conferenza interalleata per l' assistenza agli in validi di guerra (Btuxelles, J!J20). - ltl'lazt••n i ltffi t·ial i. - Un , ·oluiT\e di p a!!. 44 . . . . . . . l Congresso internazionale di medicina e farmacia milìtare ( Bruxdlles 192 1). Rela7. ioni ~· flieia. l i <1 ..1 (\1r1><> ~an itn.rin l>lilitare i ta liano. . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma 1923). Atti del Congt·e.ç.~o - \ 'ol. l. . Rda<~ioni uff iciali - Un volum e di p t\g. 416 con tre ta,· p Je . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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(S~ow: J> Pll!lina de/lcJ coJnTtina)
MEMORIE ORIGINALI ISTITPTO D'IGU:.XE DBLLA R UX[VJ<:RSITÀ DI l~ARl\IA
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Nuovi elementi per la lotta contro il pericolo venereo ( l) pC't' il prof. Giuseppe Sangiorgi, diretto•·e.
In oc<·a~ionc di :11<-uuc mif' consid<>rM:ioni s1ùla lotta conlro il pericolo H'nereo, bo ric·hi:tmaJo rat.t('ll7.ione d<'! la sta tnl>:l• medi l'a (IrJic'/1(; mot1l'rna, 19:?4; L"l!Jii!/1(' c ln Yitrc . 19~4; L'It(lli<t Sa11ital'ia, 192-1) P della. sLampa. po litiru. (Il Popnlo (l' ltali.a, 8 ottolm' lfl2.f). sulla uecc:;).:iti'L che da oggi ci ~i prospt>t t:~ cti Y<lglian' qtH·xta tOtn]!lh;sa qncst.ione nei r iguardi di una protila8f'i intPrnaziona.l<•, e in }JarUcolar mo<lo uc.i riguardi d<>lla llrofìlni'\si in(lividnale. E, <'Otn(' il let.tore riNmla., 1n·opo nevo 11er l' una la vigibn;m s ni mariua.ri mcn:ant ili nd }Jort.i <li mag')!ior trntfi<·o; per l'altra, quundo rius<:isr-;imo a spogliaw:i di stn]Jitli pn·giudizi <:he orlllai piit non rPggono alla. luce d el progn'l':-<0, la genPralizzazione in seno alla })O}JOhtzionc intera. di quelle pra.t.i<:hè prcvcnti ve dPvolut<· al h difrsa d<'ll'indivicluo che sono contenute an'oggi f'ntro la. l'trct(;~ ('("1'<:ltia, cklla. POl)Oiazione mi litare. Per l'nnn e per l'altra O<:C011'C, die~"VO, J./IX'l' l:l~VE':\1'0 DELLO S·ra'l'O.
Ed or<1 spedlìch<'1'Ò che In Sta l o possiede:> due eccellenti strumenti per inter\'(•nil'<' con grande <:'flìt'a<·ia in qup:-;t,a. qncl'tione c nei s ensi da. mc indieati : il medito di porto })t' l' la, l'Yl'Ofilassi internazionale, ilmedit'O pl'Ovin<'ia.lc per l'individuale. Il JU('(lÌCO ÙÌ })01'10, oltre a preoCClll}ttl'Sl di YigiJ:.'Il'e Sll ll ~~ eventua.le importazione dei 1t1orhi csohc·i at'lrav<>rso i coufini marittimi, ùoVTebbe altrcsl pr<'O<·<'ll)Wl'l'i di vigila.re s ui virus venerei, ehc. col tramit.c dei marinai mercantili , qtwsti nomadi per ec·Cl'llenza. che alle rualal,tic veneree danno una. tradizionnl(', forte pNcentmtlc di vittime, Yanno e vengono xcuza alctm pa~saporl'o. Euhene (.• ormai tempo che non soln al tirus d<'ll:l peste e del colera. un pas~apoTI.o si richieda, bcnsi al virus d<>lla siftlide e della blenorragia ehe ri:-:;peUo a quelli banno il tri~te pri\·ile~io della ubiquità. Quest;o JUls~nporto il m ctli co di porto va~li erà. coll'avviare ai luoghi di cura adat.ti i marina i che di cure hanno bisogno e <'.oU'impcdire (; IlO gli infel'ti in u.tto si im b;trebino. ll che, come dissi da. tempo, si fa in ~orvcgia e .altrove. Il servizio dovrebbe essel'c mtttLralmcnte gTatnito e J•ceiproco per quelli dei paesi che lo disimpC'gnano, sotto la p:aranzia di un
patto sottoscritto. (l) Comunicazione fatta il lO febbraio 1925 a.l G mppo piernontc;;c della Società per gli !>tuùi se~'<~uali.
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NU0\"1 J.:LEMENTI I'ER LA LOTTA CONTRO JL !•EHI<.:OLO \.E)'IEREO
Così rius<.:iremo a sop}Jrimere,ea nostro beneficio cd a beneficio di alhi paesi, numerose fonti d 'infczione(econ cs~>e altrethmt•i nuclei di diffusione), Je quali per altro coutinuerebbero a va-gabondare col beneplaeito di una deplorevole gen<'rale codardia . .L\1 medico provinciale poi spetterebbe il còmpito deUa propagan<htzione delht Jlrotilassi individuale in seno alla popola;r,ione ron tutta l'aut.oritiì. ehe gU consente la le~;ge. Solo egli è in graclo di fètr ;lJ.'rivare fino ai meandri pitt r~>moti della ProYin cia La voee del c·entro, al quale tocea. di :ìpprontar<•, di di.sciplinarf', dando alla sua opera una v(>ste ulta.mente cdueu t rice, tu t l.i quei mezzi eh o esso rit-icnn atti a. far c·onoscere e d.iifonder(' il valore e lo SC'OJ)O della difl'Sa individnnle contro i f'Oiltagi venerei, ba;;andola sull'uso t-<'mpesti>o della miscela polivalente eli ?II<•tseluùkoff-Gaudu(:hPan, su quelln. che io ho proposto di chiam<H:c· cc Pomrrt(t di 8tflto n. T_;O. 't.nto dovrebbe c·ioè impegnarsi in questa. l of,la c nei rigua.rdi dl'll;t protezione dell'individuo, cosi come è impP_gnafo e (•on inestimabile effic:èteia. nella lot,t;L contro la malm·ia.. Orbe>ne, se in questa. interviene fabbricando, ~vac(·iando e difl'onlh'ndo il suo CIJiil.i.no ni :-;tato, nella Iot.tn. contTo i eonta.gi vent·rci donebbt> intervenire, colla, f<'de di altrettanto l:ittccesso, fahhri<:<lndo , spacciando e diiT~ndcndo in f!ranùc l'tilc ht cc pomata poli•aknt<.> autivcncrNP>, onoranrloln. della sua etichetta. i:;olo c( l" eticlwttn. stn.La.le ,, vot.rà., se('ondo nH', arrivare a. fare lìssare l'ath·uzioue del pubblico minuto, ane.ho nei luog-hi lontani dai IP'aJlùi centri, su qut·sto nwzzo profilattico t· h e v uoi Pl'serc, a. rigor di logi ca., il presidio più Pftìearc }ler l'a ll'amameuto <lei vil'ns Ycncrt~i e quindi pt•r CJ 1H'Ilf~ gradua.!<>, inint c•nott~• r;ll'Pfazione che c-ondurrà ineluttabihnt•ntc alla, loro estin:donc. Vecliamo intanto qna.Ji ammaestramenti ~i traggono dall·f'~peri<>uz;~ eh<' l'Esl'rdto conta gi:ì in fatto di proflial>."i individmtlc contro le ltlalattit' veneree.
CrO cnt·: OliX::\EG~A L'ESERCiTO. Ch' sPguo la leM.1•ral ma medica militare ~wrà noL:-tto in quest.i ultimi.-xillli tempi un not.cvolf' nto...-imcnto sl atistico inteso :-. mettl'l'e in rilievo i 1wimi salutari et'l'etti d<·l llisdplìnamPnt.o in mezzo ai soldat·i dc•Jla dife,;a in di .,;du:tlc eont ro i c·ont agi v<'nerc•i. h 1> Col' idel la (c cabina :vrofilatt.i<:a "· che gli <tmPri<:ani ebbero il merito di inlrodmreiuFr;m.f'ia durante la guerra, funr.iona già, m! l nostro Eser<'ito 1in dall0 luglio 1~:!~ c lf• ciil'e che con tanto zt•lo ha, 1~ac·colto e comnJcntato ]'('gn·gio 1enentc rolonnello medico D<• R1•r:1nlinil', (·apo del s<•t·vi?.io stati~l.ieo de'Ila Dit'P?.ionc centrale di Sanità Jll'Psso il ) l inistPro dl'lla gu<'rr:ì, ll;1rlano già a f<lYon· dPli:l bontà, dell'anl'fil' gioYiiH' ixt·iLnzione. l'ome è uoto. il soklato trova 1wlh~ <( Cahiua •·, xpnz:'t che ne sca.p iti ht ~u:L lib<>rbì JWl'HOll<.tlc, liti l o l'i<) d1e gli ()(·Corre pt•r la t ut<"la della StHt &tinte• c che t'gli !<a adoperan• xulhl gui(ht clellc i:-dntziolli ric~vute da l suo uflì1:i<~le n tc'clico~ J~ù il c:apoxal<lo di qn('xta dit'N;a l>tn :1PJHUdo sull'u~o tempcsl:i\"1) de'Ila poJU;\ta antivt>nPrcn. )fctchniko11'-GauùuC'b<':ltt, lJOm:'lta rh<~ gli <11llt'rinmi spc·rintentarono allora, solo ndht veechia forma a nt.is itìlit.ica cl.i )fc·ll'lmikol1', mentre <:on la modilìcazionc int-rodot;ta, da. Gaudurl.H'Hil 1wl lU:!l (a~giunta. àl calomelano di timolo e di cia,umo di nwret1ri.o) &
NUOVI ELElJENTI PER LA LOTTA CO:-Il'RO rr. PEIHC'OI.I) \ ' EKEI!EO
5:!.:)
st.ata r<'sa effirace anciJe eontro g li a.lb·i contagi V<' IH' l'Pi (IJI<•norr;lgia, ulc·cra venerea). È un fatto dr<> add.itia.mo alln, puhblira Mtnnr.ionc• P d re torna. aù onore del Corpo sanitario militare, rho d a qm1ndo la difc·~n. in1liviùuale ('On questo espediente viene <liscipliuat<~ fra i sol<lati, :-;i è riusciti non solo aù argin<.~rc quella pam·o~a ascesa di (·ontagi eh(' l"a~g:inns<' il enlnrin e JH'l 19:n, ma. a ricondune il loro nu mc•ro u l disotto Ili q u<'lli che occonc·vano nrU 'an tcguerr<l. J>er signiJiC'a r e nl lC'ltorE> il 1·onlra~lo fra l"i<'ri e l'o~!:i, lll"<'lHliamo in ronsi ùera)',ione le cifre ùi aleuni auni fra. quelli <'lre h;lr:tt·<·olto l'uflic·io :o;tat i ~tic:n del Ministero d<'lla g rwna. E prendiamo Jra gli a nn i dPl Lll\tcguerra., p me il più mode,:.;to. doil ill!JOti. J n qm•sto anuo fii <'hlH•ro 11.91-l <'I)JllaJ.!i, cor rispondf•nl i Ul 5(i o'oo della forr.a l!INlia, !)i p;;;;i, .}:.!IU (0"-'<Ì;t il 25 °/oo) Jmono per b)('llOrl'H§!ia, -!~.J.i (o ,.;;;ia il :.!2.9 ° /oo) )l<'l' nl<·C'ri ntolli. 178!) (oi>SÌ;l, l'~ 1 fi 0/oo) !Wl" sitilid1:. ~cl l!)~J. i ('011laj.!i :salirono <1· 15.0.)!) CIH'l'ispondertt.i al o0.70 °/00 della fm·y,a media, di <·ui :H1~5. ossia. illu.1 °1co (]wn·t·nl un l<• lrrai n\g-g'ilmt<~ pr<'CCdentementc) pPr .l a sol:! ~i li lide. Ect•o rlr<· viene il J 9:.!2 t• <·o n IIU solo semestre di proli lassi ilHli v idua lt• pra t i<"a t a da. J ~1.; :~;) sCII da l'i : i ron t a.tti disnendouo g'ià. <l· J l. 700. <·,nTi:-;pondt•nti al 17.9 °1 00 th•.la forza nreùia.: nw la. s ifilide (o ancor a lht eon uJw pen:<'Hlual"' drl l::!.i'i 0 o.l · Spetta al 1!)2:3, anno in <·ni lct prolì la:s:;i iwliYit lua ll' fu 11ralicata da 58.875 soldnti, eli abbassan• arwora lt• <·ifrl' riporhllldo la sili lidP al 7.0 O;'c;o con 2099 rasi . )(' ul1·eri molli <1 11 '11.:~ 0 'co con :)010 c·asi, In bl~norrng-ia a l 13.2 °/00 con :),)0-1 casi. 'l'otale ra!ii SUJ 3 tontro J.!li Jl.!JH df'l 1 !)()(;e r i><}wttivamente al :t!..t 0 100 coutro il 56A 0 / 00 della (orza nwtlia. Le cifre dl'l 19:24 nou Il' eonos<· i;uno ancora ; ma i: logiC'o attendt•rl5i un successo })iù not<'YOlP p<'r ht Jliù ,rigorosa int.Pn:-~ifieaY.icme ch e intanto ·" . alla profil a:-;~i i• ~tatn, data per ov ern. dei nostri lrfliei;t\i nH•ùic·i, d1• i quali <lf', cuni (come Vi~liaui, R<'ilano, l\'leineri, L<•pri, .Angd ini, t•<:c.) della. lotta contro il pericolo vcurn•o fra i sold ati hanno fatto c fauno un vero alJOstolato. Ma. <:iò uon è tutto. Oc<'OITe tener presenl<' inoltre un particol:tr{• elle :ti tirticl~lla nostra !<·si ha nrù.• norme importanza: ('ioè c·he
c:..
sta ncll'jmpie~o tempestivo clel nwzr.o protettor e. A l.al rig-nardo :-;i suol·l' fìssa.re a 0 ore illimi1e ma~siruo r ut.ro il quale l'indi,·ir!uo <·sposto al <'onta,gio d eve diù•udersi, limite clrt• l<• cifTe che ora ri}lOr!t•r(, documentano con 111ol to fondamento. TuttaYia in qn<•sto campo <:ollta meglio lH't' tlll piìt sicm·o Sll<'<:.esso antla.rC' più guardinghi e suggerire pi11t l"cn.:t o che ht diff'sa V<~ fatta immediatamente· o nPL minor tCIIlJ>O poS1'ihile. pPrl'lri•, più :>i intl11gia , mag-giore ti il risl'hio di eontag-io. Re infatti ]Jr<'JHliamo in <·onsifleraziouc• le c.ii)·c che gcut.ilm('ntc mi ha fornito la Dircy,ione di Sanilà llrili1arè d1•l 1° Corpo ù '<mnata, \7 Cdia111o che nel192:)l' 1.25 % di qn<'lli elle ht proti lasl'ii prat.jcarono (e fmono 6:n l) rinn1st>ro contagiftt i lo slc::;so : f' Ilteci~mn<'nl ·e [i9 di blenorr agia., 15 di ulceri wolli, 5 di sitilidc. Ehbene, di qm•sti 79 contagiati, ben 65 pra.ticarono la profilnssi al di là ùclll' tre ore, dopo c:ioè 4, 5, 6, o più ore. Il che vale lo ste:;;so come se qucsli G5 individui non si fossero protetti, noto eAAPn<lo che, de<·orso qnel lasso (li t<~ mpo, i germi
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Jwnuo g-i:ì f<l LLo pr<'SH· nei t,cs~mti cd è difficile <1uindi a.g-grccli1·e quelli lli e:;si che hanno ragginn to g li strn ti pii t profondi. Adll!HJ ue se è V<'ro che non più 79, b<' Th;L solo J ·1 s ono da, ritenersi i VNÌ contagi oc<·or:;i nel 19~ .3 fra i prufìlu:;sat·i clcl 1° Corpo di annata, ceco e !t e la }lerccntuale d egli int'ortuna t i dc ll'l.~il % si ah bassa, notcvolmcntt~ a 0. 23 %· Con <:iò notl c'è la. s ic:ure7.;r,a, assoluta della. vrotezione, mi :-;i oùbit·tter:1. 5 •ero. Ma tut t :lYia s i conv t'rr;t con me <:hc in pratiche di qne:;to genere couhw o atH'lH' l' int <·llig-<>nil<'l> <' 1:\ <·ulttu:\ di <; bi le mette in a.tto. Così, ad es., <:i spirglsinmo perrhl• fra. g li allievi ca.r a binicri di Torino, nn eorpo ehc })UÒ ron!iidf'ral'a>:i sc·elto rispct t.o al hl grande m edi a degli uomini sol lo le a t·nd, dnmn tP il 1!):? :~ s u Hl~ J. prot·ilass~tfi, ne mmeno ono rimase irtl'ort nnato. (~uincli qtwl 0.:!:~ % di cont.agi, elle di p e r sè ci potr<'blw gii\ :;;oclllh;far <><·o tlll' ìH'n·eJttuniP- ,·et·arnl'ntc in!'ig nifìcante, è p assibilE\, qnawlo il t<'T't:Pno è fa.voreçoh.•. 1li <'~St' l'C r idot;t;o a llt~ro. R.ip<'timno, il tempo nella ])l'Ofìla!l~i inllivillual(' eoutro i 1'ontagi v<'tlel'P-i è il pres idio principal<', mal f· ol t<•mpo eontano ~llll'he l'int<'lli~cnza, e la Yig ile cuscicn z ~~ che I'Cn<louo l'indi ''iduo ]li t't gn:mlanJ.ro, 1Jitt ~H·ror t o, }Ji ìu1.1ie no d <l ])1'C~i ndizi. E pos:;;in.mo p recl ir'<', dat i CJII(':;;ti prim i ùLvot'I!\TI)li r isnlhlti, che da qui a quaiC'he tempo il servizio mili tart>, n·stitnirft i giovani :ì·lle loro famiglie quasi t a ti i indf'lllli, mentre }JI'Ìilla ('SSO l'<LPlW<'st•nbwa l a, T,Oricolosa palest-ra, in eu i moli i c·ad<•vano Yittiime d ei tal'li vc>tu•rri.
)fa. riprPtHli<tnto 1:1 mia ]H'Ol) Os{ a., la, propnst a, eioi: di gtHH~rali zzare in m e11r.o :llh ]HlJlOl:tl.ioue inLi<•m la pmtie;~ d1•lla Jn·olihs~ i inrlividuale Nmf ro i ron1a~ i ntwrri . ITo dr tto eri]H:to ehc lo ~tntn dnvr('hhp fa.bbrica.ro h1. Poma t a. <tutivt•n<•t·Pa sot.to il nomi' 1li <: Pom nt.u di t:>tat,o l> 1 JWI' modo che in ngni angolo del s11o lt·nitorio qualsiasi citt.arlino se n<· vossa vro vved cre, e 1·on una minima. s]l'<'sa t·o;;ì c·otne rit•xt·e :1. prO\' VC tlersi con e;;;tr e111a f~tcilità tkl Ch irtino tli :)Ialo. l . a mia }ll'OJHl»ta quindi, l-ic andtP n o n pr<>tencle di tnl'tt~;>rt~ lo ~t.a to in 1·ontli..:ioni di spPI'Il l:trCl Httll:L sllluf t·! 1lc-i stLoi roncith1din i (il c hP ri}lngrwrebùr), non}JI'Ptt>tHl<' prr a.Jtro f'lw lo :-:ìtn.to si l'Obba.rchi clt·llt· s]wse ingc•nt.i lJl'r iui Pn ·enire nrl s<•nso cb noi indica.t·o. :.'\ it>ntc di tu(t .o qnNd o. Xon c · ~ hiso~no che ('sso nllarghi lè Jìlc delb ~mt hnroc·ra11 i ~~ sanilaria: ha:-;ta all'uop o queUa, chr• ba eli g ià., comi:' abbiamo d1•i t o. ::lft•nt t·c la 1•\wmaC'ia mil itarP oggi provvl'dC la p om ata anti venere;\ 111'1' i soldat i <li (l'l't'a e 1ii tn:ll'C, }tOtn•bbe suppl.il'l:' JWl' i prim i bisogni di Ull[l. fa blJ1'il'a11ionr in più gnmth • st·ill'. il giorno che :::i ,-<'nisse n que~ t :-'1. d etermina~ionP. [,o :--tato quindi n on è <•hi;lm:lfO q ni a pl·nfonù<'n' nliljoni come fa ]Wr la n1a l at·i;~ o }Wl' q nall'hP nltm maiaLI ia. Anzi io crNlo chi" g ia mmai, t.:Otnc in q uPsl·o ca~n . ~-;arà. stltto ritlriesto allo S t a.l'o u n intervento pil't cconomil·o. u n \'('t'O inl•'rVNll o" enzinwtico )l <'Ile rol minimo sforzo promettl• elh'tt i grandios i. l l'a ltrn Jl~1rf c Ilo la 1·o>:denr.n di affermar<\ che sarebbe nn clt•l il t o, ~pN·ie da p;n·t c cl<'g:l i ig-if'nisti, non portarP ;llln conosc0nzn d el pu hhlico, o:,!gi elw la s d<'nr.a lo vossi<•rll', un nter.w di clifosa. di così gra.nde effi•·nci<l ad un tt·mpo contro i tre contagi Yf'H('.I'Ci. Non bisogna quindi tR.cere JWt' i d ioti nt<tlint·esi o per 11iù idioti pr<'giudi?.i : quando è in giuoco una cosl formidabile qnestion<', che per buona sorte si prospctt.a realir.zabile nei
CO~SIDEHAZIONJ l ~ 'J't~)U Dl 1'HO.F1LA:SS I lSDIVlDOALE COS'rRO, EC~ .
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nobilissimi fi uj , la :-;cienza é l>er <'~sa l'igiene, deve sc(•nùerc iu piazza. I.'importa.ute ò ch e il pubblico ;:;appi:-'t>. Ed è que:-;ta la scinti ll a. che io YOJTt>i lusiugarmi di <1Vl'r e acce:<a J>t>l' provocare l 'incendio redentore, pcrr.hi• ner-;suno più eli nH~ è convinto ebe l<' nuùaMio veneree deYono s<:omparir<'. ::3compari rauno qnn.ndo ri usch·eillo a stringcrlc fi"a· le.' lmmclte di q ue:-ta a lira. potentissima morsa: ]Hll' non rallenta ndo, ma vieppii1 iuf cnsitic:nn<lo la strdt.a delle 111isure vigenti t! te t('ndono piut.tost.o c!w ;llb lH·eYcnziont\ a lla n·pressioru> (h•lle fonf i infet.tanh. E se è Vt·ro dtc la sitil i•k. la tnùercolo~i, J'akuoiisHlc>, tutti f];~gcllì qrwsti ch e atimcntano JJ~<mi<:omi e l uoghi Ili vena , souo lt•g-ati da Yin1·oli di strcti<~ a.m icizia,' ('.·(~ ùrL att<' lHlt·t·si !'h<• <:rol.lnuclo con l a sitiliùe la. Pol onna, maest,l'a di qm•ste mis<'!'iP >;odali, un-era nu ovH :-<]JttaiPrà. J><'r l"nmani1à. Verso qtt(•st.~ op<•ra. eli n •<l(•n;r,ioLH' vol!lialllo <:OHY<'rgerc c011 amore o con fedo tutti i nosLri sforzi. JST lTUTO DI l<:JE);E DELL A R. l":NlYER~ITA DL l'AR:\IA
[OftSIDERAliOftl In TEMA DI PROfllUSI IHDIVIDUAlE (OHlftO Il PEfti[OlO VEnEREO per i l prof. Giuseppe Sangiorgi, din.. tt o t'é'.
Nella mia ])l'('<:ed<.'nte nota. pulJblirata in qne:-:to ste-;,.;o fascico lo, ho fattu riiC',·an'. in hHs<' ;Ji d<1ti fornilirni cl;diTflicio ~-; f aUstiro dC'lln Direzione tent•·nle di ~a nitiL miliunc <1<•1 )fini:<tc·ro ~·!<'Ila Jì:lli' 1Ta. così l o<k>olmenlc impersonato ll<'i t t'll('ll l l' <'uiomH'llo IIH'llil'O dott. h D<>. Bcra.rd i u i::;, <·omr· sia h•c it o fondare ott i m ist id a• :<JH'ranze sulb vruti la'i!'ti i orlividuale lJl'l' l'c•p ic·ratien., ra pida diminuzione d <·i ('«)ntn.:zi venerei nella popolazioni' lllilil<n·l'. Vogli o JJC'rlant.o in,; ist erc !;H 111J vnnto clw mi r;emhra di capital<• imlJOrtunza e ('!~e trag-g-o tlalla, c·omnni raziorw ù a n H' fatfu, a1 CongrPsso d ella. Boc·iclà. JWI' gli stncti SE'ssna.Ji ('.l'orino, 01 maggio 19~5) ed a l I II Congre~so dell'.AJ;sodazione italiana p(•r I'I~il'Dl\ in l:'nrdt•gna (Sa~sari J-1gil:lgno 19:?5). J~ St'llllll'(\ l"c~perirn:t.a m ilitare el!e yi f<<.'l'W· da l'lpcechio. Che anzit utto il pl'<'~f'rva.t i vo chiluico, hL poJn~Lia ~I. G . ~ dcbb<1 usar~i dopo il coito, tutti ne l'l iamo coudnti . :Kon la. potranno quindi accusare di congiurare ai da.nni della Sazione, eomc a.ntieonePzionalc ! Circ·a poi il lim ite di tempo utile entro il quale l'individuo eRpostosi a l l"outngio può, JWr la ~u:l di fesa, impiPgarla, Ri rm1 m<~tte il limite ruassimo di 3 ore, oltrcpa».;ato il qualt>, il ri.-schio d 'infettarsi (o grandis!limo, conll\ r-e l'indi,·idno non si fo!'se profil as:·mto. l\In i f~ttti <limostrnno che, anclH\ con tenendosi E'Utl'O que:::to limite, llt>D tutti ric:-:('·ono a pl·of·egg(•J':<i. Co~Ì, se dia mo uno s::ruardo allt• <·ifre della Dil-ezione di sanità mi litaJ'C del l Corpo d'a rma t a, vediurno r lt e nel 1 9~:3 il 0.23 % di quelli che la. profi lasi'i praticarono (e furono 6:n+) rima:-oPro coutagiati lo ste:-;l'>o, pm cRsendofii d i fesi entro le prime tr\l ore. Bassissima pcfceutuate questa, è ' 'ero, ma, clw a.d ogni buon tino poi rehhe eskere ridotta a ;.;ero cou molta probabilità., s e si ottemperasse ad una piccola, disposizion<', di cui ùirò tosto.
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C' ONSIDE:RAl.IOl\'1 1:'\ TF.:'>U Dl PROFILASSI INDH'IDUALE CONTRO, F.CC.
La stessa Direzione di sanità. militare del I Oorpo d 'armata m'informò c:he nel1924 i contagiati fra. i 5987 Jlrofilassa.ti furono 1'1.34 °/." ossia 80, di cui 54 per blenorragia, 20 prr uleeri molli, 6 per sifilidE>. Si sat·ehhe avuto cosl un lievissimo aumento rispetto al 1923: anno: che ebbe 1'1,2!5 % di contagi fra i profìla.c;sa.t i. l>erò n le eri moli i e sift li dc occorsero solo in quelli <·!Je r-:i profìla,c;~arono al di là dr.Ilc 3 ore: ne>;sun ea,<;o invcee in quelli che si profìla.ssarono entro lP pTimc ~ore. Vicev ersa fra questi nltimi si s~>gnala TOno ben 15 casi ùi hlenorra.gia.. Questo fat.to può a nclt<' non sorprenderei, :-:c wnsideriamo ello ai pi1'1 torna più facile difcnd<•r<' il .glande che l'uretra. Ma d'altra pari<'· non possia.mo qni non far nol<\1'<' che non :-:ono pochi cpwlli i quali )J <'t un cieco or-:scqnio acl Hll purtroppo molto diffuso, danno:o:issi1110 pl'f'ginc1izio sogliono prcndcrr i11 ri<lic-olo h goÌI!orrea c ne trasr1u·ano quincl i l:-1 pro(ilao;:;i. È pertanto flov~roi'o ridtinmm·f> l 'n.tt.enzione dei no~tri nflìciali medici »ulla Jlecei'sità d'insi"t<'rc pr<'RSO i so ldati a che la flifPsa dell 'lll'etra Ria fatta con J>a-rtirolM<' enra i ntrocltwendovi la vomata. ru€'d i ante l 'apposito miumJH•lloncino. <1<'1 qnale è prov\·isto ilt,nh(ltto e di facil it:wne lo s pandim(.'uto (•ntJ·o la to:-:setta naYic·olar•• prat itando pet qnalehe iRt anto nn lieve ma~;;aggio V<'rxo la plmta ùPI f!h\nù•' · Hone· hl.• eli prl'ù it<W<' sino a.Jla nauRea c· h e c:ontro la h l<'nonagia ei si dcv(• ùifencJc'r<· con aiiT<'I tanta prurlcnza. quanta c·ontro in. silìlirle. Orbrnc, io pen,;o c!tr roJ,bli:rarr il sold:ll'o a. ritormì t'n, dopo l'M'Venuto roito, in. quartiPre 11<'1' pratiNire n ella, •· ea.hina n In <t to'ilrtte •' a.ntivcner ea f;ia più c·ht> al!ro cla.unu~o. L e ra.!:donj sono intuith·e : si pcrù<' un tempo pn·zioso entro il quale i v.irns cominPia.no a fal'si strada n<>i tcs:mtì! È quindi pitt pratic·o (PN:o la picrola di:-:posi%ÌOJW olia fJUalo alludevo dia.nzi) c·onc:edNgli :tddir·it turn. \a ))01l1atH ('Oille un OJ:rg'C't.IO. (',•rt9!11Wilte il pi(l ::;acro, dPl suo c:onNIO ]Jcrson,tle, per nwttrrlo in grado d i port:ìJ'f;eia addosso o di f;crvir~rne a l momPnto O]Jporl uno, SC'nz:~ dila.zion<· <ii ~~)rta, conforme lP .istmzioni ri<·e\·ute riai suo nliic·ialc rnediro (l) . :\[<•glio a.nt:ora., ;;(• ritorn ~m,lo in qnart iC'r<' va n<1ll:t C<l:bina complementare con nltrP pratidH· ,ùi pulizia. la sna difesa anti ven~rca. Così facendo, nr g uadngmt la. l,untft d<•llc~ rr·oli la..;si . 1\Ia non ::;i può n ega.n .' intanto che rimpit•go arc·urato PCl imtuediato d ello. po111:1ta post-l'oit nm metterà nel ~1!1 . 0 (•,;) il.ci ca<:.i l'indivii!uo ~1 1 eoprrto d t·l risc·hio. C'on ciò, h<'nintew, n on Yog liamo tl<•t ronizzare la b f'Jia. .ist it 1tzione nm<>ri<·ana della .c tabina proJilatti<·a ''· E so.;;l c'è c rima nà, la-.:(·i;tn<lQ <·hp I'nlfir·ia.l<) medjco la cnr·i <·ott\<' una Yl'l'a fi(·uob di l•duc·ar. ionP mor:~k: AdnnquP. l'C'l'ma n salda res tando l'i:-:tituzion(' drlla. " cabina ))' :':Ì p r·ovveda. n, cbc il solchlto ~ i possa difeHfll•r(> quanclo i> nlle prè<>e col
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( l ) A quf'sto propo-;itn ritf'niamo oppot·tun' > 1li ~eg tllll>l t'l' che un l:'greg io d ot to t• X, ha diffuso. fin dal 1923, fea le Hcgie ( :uanlic •li Fim\nZft, ]JI'f'>'So cui prcsLn, se rvizio, un s upplemento n.l g iomulc Fiamme y ird/.•, in cui ;;ono dP;;critti i d a nni r!PIIC' m a ll.\ttie vonere~ e sifìl iridte, le nonni" d a St'l:(llit·(' per c ,·it.tHk. nn d oca lngo momlc e pro filattico l' !t- di s p i)>'Ì 7.Ì on i dHte p:•r l 'H ppl ic·n:r.ic• ne pnt ti ra. t :i du o le di t 11l ll ave••· HtWorR ri ce, rutr'> d u l ;'; tHltlctto t• .., IJ rtt ,t chtti !'ltatist.ici c lw dintoi'l t ino i ri s ul tat i. del ilt lutta da lui intro.p re.~n <? ch e si ' ronda uppunt0 sulla di;;tt·ibu;.:ionf' indi,·iLlualf' dl.'i tubetto c.i p o m.!\lt~ an ' ihH· ~i c.~ adottata pre.-;.<o ln H. <.l u anlia di .Finun:r.u, p er lit d iHicoltit c lt,l ttvt·e bb:J incont.ntto l a istituzione d C' JI(-1 cp m e re di pl'ofìlas~ i p or ind i,·idui c lw prf',;tnno !<OITizio in piccoli gruppi, di-;Jo<·at i t\ n oto,·olo dist anza d n Ile cn~Nme. (N. ~t. B.). n o~lro oolleg", !'!Otto lo psettdonimo ctel
n(•mico. in prima lin<'a., come si direbbe iu gergo bellico : ogni indugio è un rischio. Po>:siamo così con più fondamento di prima aspirare a. quella che per noi deve es~erfl una. meta. a-s solutamente rag~iungibile, alla riduzione ciot' a .zero dei contagi, mentre verremo a modellare pih agevolmente (·olla profilassi iudidduale della popolazione milita.re quella. che (l nostro ideale di estendere alla popolazione civile. In Francia, ho letto r<·centemente (Revuc d' Hygiène, n. 4, 1925), si parla già di di,<>h·ibu irt< la pomata a.ntivencrfla polivalent.c ~L G. nelle case di tolleranza, e negli opitìci. Comincia dunque a farsi strada il concetto di alimentari? la profìla,<>f;Ì individuale jn seno alla popolazione civile. Il concetto a.ppnnt.o eh 'io da q1mlche tempo vagheggio e propagando e che, spingendosi più in là, 111h·a alla gencralizza?.ione della profilassi individuale, auilpix·e la (( Pomata di Btnto ''· ]!j non vorrei che :IITÌ\· a~,;imo anche stavolt.a in rita-rdo, se preferiamo trastulla.rci cogli opu)':l'Olini, colle confNenzc l)iù o meno brillanti, coi films, ecc. ecc. Bellissime cost' tutte queste che apprrni::\mo, ma che sono cambiali a. lunga seade11za. .Ba::::terf'l1bc invcec un pò di buona Yolontà., c sopratutt~ di sincerit<'t, per aceor(·in.re noteYolmente la via, lascia.ndo elle lo i::ìta.to si faccia esso stesso mallcv;tdore del In. profìlas~ i indidduale contro il peri colo venereo fabbri cando " clifionùendo nella N aziono la, pom~ta M. G., scnzn, u~prttarC' c>hc un esercit() di croc>iati trasformi, di qui a chi"~:1 quanti anni, 61i uomini in a.ltrc>Uanti povcrclli d'Assisi!.
lA ~ROFIU~~IlftTI[flTI(ft DHl'Ufft(IJO DURAftU l'AHDO 1~l4 p<>•· il cl(Jtt . Luigi De Berardinis, tenente C(J ionnello medico ;cap·> (h' iln Sezione di :-itatistica ::;[tnitaria.
In due pnbblir.azioni «Un semestre di profilassi a.nticcltica dcll'Eserc·i!o "• Giornalf' di mf'rlic.ina militare, fase. V0 del 1923 e (( La profilassi anticeltica nell'Eserci i o durante l'anno 1923 '' Oiornale di metlici.na militare 1924, fasr. X, sono state riportate alcune note statistiche C.'d osf;ervazionj sulla, effic:aciu. del servizio di profilassi :tnticcltica nell'Esercito. Le rileva.zioni sta.t.i~t,i che, al riguardo, sono state continuate anc.·he per il 1924, e negli specchi che seguono, ne sono ria:>suuti i risulta.ti. I 1nilitari che esegnil:ono la profilassi anticeltica durant<' l'anno 192-1 fnrono 71.614, a confronto dci 58.875 del 1923 e dci 19.735 che la eseguirono uel 2° semest.re del 1922. Ciò rappresenta nn aumento che si ritiene. dovuto sia alla propaganda, Ria a.l la ist ituzione di nuove camero di profilaAAi, sia, infine, a quel senso di fiducia che a poro a poco viene a vincere la titubanza delle mas.<;e c che è i I segno miglioro della cffì cac:ia di una qualsiasi disposizione, non coercitiva presa per tntelarne la salute. Anche nel192.i, eomc già nel 2° semest;re del 1922, e nell'anno 1923, H Corpo d'armata di :Fu·enze è stato quello che, in cifre assolute, hn, dato il maggior n1un<'ro <li. individui profìlassa.ti.
!.A l'l{()l'l i.ASS I .'\~Tfi'ELTi f"A ): b:Ll." ESJ-~HC!TO DU.RANTJ-: r:.' .•\ N:'\0 J!J24
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SPECCHIO N . l.
Militari ohe eseguirono la profilassi distinti per corpi d'armata e per mesi. .:>
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Sl'J-:ecnw ~ - 2. Denuncie di malattie veneree fra l profilas~atl, distinte per corpi d'armata. (Gi jre assolute e proJJOrZionali ( l J l)fJ profiht-~81tli) .
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Dallo specchio sopra riportato appa.r e clJt\ mentre la percentuale dei contagiati stù totale dci proJ'ìla,<>sati è di 0,67, le singole percentuali dci Corpi d 'annata presentano forti oscillazioni da un minimo di o,:H per i.l Corpo d 'armata di ~lilano aù un massimo di 1,44 % per il Corpo d 'annata di Bari , in perfetta, conispondenza con qua.nto errt stato osservato per il 1923. Ciò dimostra che persistono le stt1sse cause cbe, di massima, debbono essere due : o nei cliversi Corpi d'armata gli element i ùontagianti ~'<ono in numero mRggiore che in altri, oppure, le pratiche di prolilas~>i sono Cflcg-ttito con sollecitudine ed a<'cm·utez?.a maggiore ; il che ~w m lJJ'i:l molto più pia usibile 1;e ci si 1·iferisce a qua.uto è sta.Lo aceennato })('l' il 19~.!:.> che eioè i Corpi che ù~wano un maggior numero di profilass;Lti cù un minor num('ro proporziona le. eli contagiati erano a.pptmt.o queUi r.he redntavauo elem<.'nti aventi un grado d 'istruzione superiore a quello della ?:ra.nde massa . e cioè gli a,llievi ufficia.li, le flCuole, i reggimenti del genjo ecc. 8PECC IIIO
X. 3.
Casi di malattie veneree denunciate 111el 1921 dist inte a seconda che i malati avevano o non avevano praticato la profilassi, a seconda della malattia e del tempo trascorso fra contatto sessuale e profilassi.
l Blcnorrngla.
Ulccri Ycoercc
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5037
542
LA PROFILA~'<SJ A ~TTC"LT!l"A ~ELL 'F:SF.RCTTO DURA ~TE L ' A::-< l\ O 1924
Lo denuncie rli malattie Yencree pervenute al Ministero sommano in totale 5527 così ripartite : Blonorr::~g-in, JWOiìla.ss;lti. . . . . . . :305 n non profilassati 2999 Totale Ulccri \ 'Cfl(\J'I'C, profilassi-l ti non proli La ssnoti ••
--~~304 Hi8
1662 l'otalr
1830 17 376
'l.'ot al('
39~i
ToTAI.E GF.l'i E R.\ LE
55~7
Sifilidè, pr·ofì l a,:~nti. » non pro lì l as,o;a t i
:Xci l;otalc ùi 5il:27 ù<.'nnnc·ic1 -190 soltanto sono le denuncie a ca.Tico dei vrofih'ts~nti e <"ioè sn100 denuncie solo 8.8 sono a. carico d ci profilassati, <:ou un Lievissimo aumento a l;On[ronto del 1923 (7.8 %). Tale 1·apporto varia p<'r IC' div.,rsc malattie: per la blenorragia. è del H.~ % : per le 1ll(•~>ri veneree d<'i 9,2 % ; per la ~ifilide sol-o del 4.3 %, il che c·.orrispondc con grandC' approssilmtt:ivrw a. quanto è ~ta.t:o osservato nel 19::.?:~ in cni i I'l'll)lJOrt;i fmono i sC'gu<·nti : blt>norra.gia T .84 %, ulceri Yenereo
8.f\fi %. sililirlfl -1.0 °0 • }!<•ntre si può rifNire il n tmwro dci cont.agiati a. quello dci profila>:sati, non si può far!', }ll'l' ovvi<· rag-ioni: un ravporto tLnalogo per i non Jlrofi. lasxa ti. ll primo rapport.o, ad og-ni modo, può servire per es::<erc pttrngonato a fltt<•llo ottennt.o p<'l' l'rumo 1!)~;{, Jn tale anno si (•bbero :i!il d<:nuneie per i18.8T5 profilassa.ti; un l'a.p}JOrto ('io è di poeo m<'no d ell'l % (0,94) ; nel 1924 t.ale rapporto scende anr·ora <Il 0 1 67 °i,. ~<'l :!0 ~>eme·;; t re dell'anno 192:! si notò r.ome il nn JHN'O d~'i J1Hl·la,ti
che pratit~n rono In. prolila:::si dopo viù di tre or<> dal coito fosse maggiore del 50 % . Infat.t;i csi'O raggi unsi' la cifra del 70 %,. Pcl1923 t:ale perce.ntua.Je aniYò solo iL !)8.:! c srmbrò poteri"i dedurre che col diffondersi della prati<·a, ]JTCS<·ritta. i militari \·i ri1·.orrano piit sollt>cjtamente. J\<"119:.!+ ilnum l'l'O d<'i profllnssati dopo più di tre ore dal coito sreudo al -lfì '~,1 e st•mbrPn•bhe eonfPrma.ta, l'ipof'Psi ota dotta. ~i rilH'It• the la J>iN:olt•t:7.;1, di qne>'t<' ('.ifte pc.•rcentuali, pm· t.cn<>ndo <·.onto d i ogni più larga riserva ~ulla. attendibilità eli esse quali indici della. Cffi<·a<:i<l })I'O(,ct(;i\'<1· cl<•lla, profi [asf;i, di'VI.' rithiamare l'a.ttPll~ÌOilC dci IDI.'dici militari t'dci Co111all1lanti lli n•parto sui vantaggi ehe saTcbbcro apportati aii'E:'ìt•rdto <·d ;tlhl !\at:ionc d<t utut più Ynst.a dilfnF;iono di tali pratiche. In r elar.i OIH' appunto al va n t a~gio che no der i verebbt• iin speeia.l modo n Ila :Sat:ionc: è intt·rpssant<' C'~amin:lrc anrh(' qtwsta volta il comport.a.mento p<•rrPnt nal(• d<'ll<• Ynrit• inf<•?-ioni nt'i prolilasR<lti c nei non profìlassati. Esso è riporh1to ndlo SJH'(Thio ;;(•!u<•nt.c. comparai i va mente c on gli specchi nnaloglli (ll·lle plthhli(·;lzioni prP<·<·•Lent.i.
-
I,A PROnLASSI A!'>'TICt: r:rrr.A NJ::LL'ESERC'I'l'O DURANTE L'AN:\'0 1924
ii43
SPt·:ccJUo N. 4.
Cifre proporzionali delle varie Infezioni su 100 casi di malattia nel profilassatl e nel non profilassatl. IJicn<H·rngin
Ulccl'i VOlU' r<'C
SI Olido
1u~~ J r9~3 J ru~~ JV2~ 11923 1!0~4 11)~~ 111123 1192-l Profìht:.:,;nti f'ntro le prirn0 tre or('
6J.(ì -~5.7 ii8.8 :l:l '() 4!ì.ii :l8 .8
-!.8
4.81 2.4
Pr(>fila,:Mti dopo tl'l:' O l'l' e pii t
62.0 lìO. :1 66.0 :l i . 6 :l!). ~ 2!U
6.4
.l 4 . .l 4.6
Tut ti i profìln><:.:tlti
()2.0 i)-t ' 2 1\2.3 31.6 41.4 :l4. :l
6.4
4..4
3.4
.:\1m pl'Ofìla:;l'tlt i.
5:1. !) i).J.A :)9.5 :!5.0 :~6 .4 33.0 Il. 1 9.2
7.5
Esamin~~nclo qu~i-;t~ cifre, si vf>de chiaramente che, mentre lt> oscillazioni si ma,ut('ugono q ua:;i costanti pc-r i non profilassati e per i profila.r.:sati dopo t.rP m·e o più e cioè ]Jm· coloro in cui le pratiche profilattichc av<>Va.t'to nullo o ::;carso pot<'r·e di difesa. per i protila~~ati nelle prime tre ore si notano o:-;ei lla.zioni pii1 grandi: queste sono in va.rio senso per la blenorragia f' }Wt le ulc·eri veneree, mentre segrmno, per il Hl2,1, una sen· :;ibilc diminuzione dc·llc- infezioni sifìlitiche. Ove si pen:-;i ai grav i~sinri danni derintnti da. una inf<J.zionc ~:;ifilitica all'individuo cd a lla f;tmiglia che da e:.::-;o ha. oJ·iginc, si comprenderà quale vantaggio avranno i singoli e In ~azione n~l veder ridotte solo a poco più di 1lue i casi di :-;itilide :-;u 100 infezioni celtiC'hf', invece del 7.5 ehe si ba.nuo nei non proJi.las:-;at;i. Un ehiari~-;:,;irno st.uùioso di psichiatria in uu~~ seduta preliminare per la col"titnziono ili una sezione regionale per la Lega ita.liaua di igiene c ]Jl'Ofilasr.;i HH'nta.le, tcnut.asi non è molto prf'sso la. l::ìedc dell'Istituto It.a liano di Igien<.•, PrE'videnza ed Assistenza socin.l e dell 'Jilul"trc prof. Levi, nel commentare llll a.rtiùOlo iute~">o a ric('rean' le c:tuse delle malattie menta.U, clicc,·a. che se si 1·iusciRse ad f'Rti.rpare l'alcoolismo e la sifilide si s;u·ehbero q un!:li ca.ncclla.te le cause di tali malatt.~e. Il prof. Sa.ngiorgi d<'ll' Università di Pa.rma in una. !)Cric eli articoli pubblic~tti in giorna.ti politici e Rcient.ifìci cerea, con lodevolissimo ent.u:.:in~mo, di dill'ondc>n' l'uso delle prMiehe profìla-tti<'he contro le infezioni c·eltiche e pmpono di stabilire uua 8iblda difef;(t pro!llaf.tica ed assistenzi~1.le contro il dilag-an>. di tali malatt.ie. L 'esE'reit o fnt i primi, Rnpm·ando non lieYi difficolU~ e forse anche C.IOncetti salcl:tmente nttli<~ati sul non intervf>nt.o in nn problema tm pò sn1broso, ba. iniziato (Ltrest-a opera di dif<>~:;a e vi insiste raccogliendo i frutti che sono ùuli•;a.ti dalle cifre ìinora. esposte. Esso racr•omltnda, innanzi tutto alle giovani reclute (di ctùpw·troppo molte accoglie già contagiate) l'astinenz11, l'nuica protezione certa: cerca di distoglierle dagli ambienti i11 etti sono maggiori e più facili le attra.ttive a i }>ericoli venerei ed infine le ist.mise<' sul modo di praticare l n. profilassi, facendo loro chiaramente cornprendere che i mezzi impiegati sono tutt 'filtro che iufa.Jlibili.
5H
LO ~HOC'K 'l'Il.~ l!.)l.\TlCO l l\' RAPPORTO AL.l .A ClURl ' RI:L\, E OC.
Sembra logico di r·hi uderc quest.e poclle pagine con tma JH'oposla c he deriva. dallàl eonstatazione dei risulta.ti finora ottenuti nell'ERereito e da, un·os:scrvar.ione grà riportata nelle pubblicazioni pl'( •tedenti . QuallllO gli sLi111oli dell'istinto cui non hanno valso i fl'<·ui del ragiouame.nl o, sono stati soddisfatti, s ubentra, più o nwno tardi il p:wido dubbio d<•l possibile eoni ;~gio : ne danno una prova tnt ti coloro ('h e dopo pnreerhie ore del cont.at.to se:-:sml ll', q naldw volta. :lll'indomani, ricolToli o a qnC'llc mism:c elle MTPbb<~ ro dovuto vratic:are subito dopo di e~;!:lo . ::;e nelle (J:'\SC di t.ollera UZU. fosse }JJ'C:SCI'i l Hl ÙH Ila legge l 'istilnr.i OUP eli llll g·ahinet1 o di profilas;;i t·nn dotnz-ioni sin lÌ li a qul'lle in uso nelle f•amere di proiilas...;i d1.·lle <:ast>mt<· ed in esso Yi fosse la po:ssibili(ù tli att<•ndcre posL-coitum 11011 solo aJh~ pulizia, ma an.<:lH' a ll'applieazimw di pron·idPnze lncdi<'<UtH'nto!><' 1 scm <'.erto c·hc• !>i an·t•blw ntùtltra notevol<' riduzione nella ùiffu:-;ione di malattie, clH' ht morale c·olHlanna a!>pramcnh•, ma rh e lllOiti JHoralisl i, pur pr('(Lieando l'asti nt>nza, hanno a \'U1 o il do l un~ di tonosecre per personale esperienza .
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SCUOLA DI SA.J.~lTA :.\lTLJTARE -
CADl~Wl'TO Dl TRAU:'I!ATOLOGL-'1
Lo sbo[k traumatico in rapporto alla chirurgia operativa d'urgenza in uuerra P"' ' il rrof. Eugenio De Sarlo, tc•n. co l onnC'llo medico i n ><t>)!ltUIHE' tit (l la i'C ùi chii'U l'f! Ìi.l C' nwdiri11a d'u,·genzu.
E noto c·ome <'sista tut l ora in C'hirurgia d'Ut'll'l'llza.. e c'OIL'i<'gu<'nh·· l.nonlè in cpH'll :t d i g-li cna. la co ntroindica.?.io ne o pera t oria. nei. tra utn i a!>socinti a shoc·k. Tal<' coutplic·anza inl<lllto, come lH•n ~i sa, è tnt t'altJ·o c·l1c rara in tnt.llma1olog-ia ltt• lli ~:a. a c·ausa tli 1.lll d11plico ordine di fattori ctiogmeti('i, f'i1e predLc;ponuono a.d ess~1: òa. uua. p:t.J'te lo ~lahr eli facile esrntribilità ncrvo::;a7 in eu i trovasi il. cornhatt ente }Wl' le forti <>mozioni. per gli i'itrnpa.zr.i, cr.t·., donde un al,ìtnale e grave turhnmeuto dciJa t(•ns ione arterio:-\a, da.ll 'altt·a hL gravità e l'est.eu!'iOn<' dell e le!>ioui nnatnmic·h<' in alc·Hn<' ferite cl'nrmn da fuoeo. Epperò, tenuto conto t!ell'iniJ1iego sc'''l'rc nntggion.> delle artig-li<.'ric e d«>llt· l1 omlh~ di ogni fo~gia (· }..fl'Under.za Jnm·iftl.c. c;o ll:t trnmo, c·ou lanr·ia,l Jombe e homlnn·de, J>erliuo dall'alto dci veuçoli eh\. llontbaHhm•ento. non i> (',;agerato vreved('l't.. c·he, in rappol'to al Jna.l!;{iOI' nunt('l'O di Ier·ite gravi ed ~·stese. lo ~hol'k s i a1Jbia ad osservare in 1.1na. g-ttcna fnt-ur:t con una frequenza lm<"OI' piit CÌCI'Ut:a dJC in pa~sMo . Es~o :mzi, ]JCl' la l-illa ('0Jll}ht.l 'i\G\ vres~och~ ( 'li · staut.e nPII.e fNit e c·avitarie ed in CJHC•lle delle eRtr<>mitlÌ. asl.:oc:iatc a pestamento t•d a la.c·er·ar.inm· c·,Jspic·tw dei tP!>~tt ti mo Ui, nonl'hl.• a f..•:ravi lesioni n~sce ed osl Po-artieolfni, t' h O c·ulrnin:mo in detroncazionP p:nz.inle o totale <li nn arto, })Otn.-bbé. J)iù che una, c·omplira.Jlza, con~idera.rsi addil'ittnra c·urnf' ltn ~.:intomo impor( an t e o l'Olllple~so d el qu<ldro (·linico di
LO S IIOCK TllAI')I .\TH"O l)< RAP.t'OttT(J .-\f.I. .I ClTinUJ((;l,\, ECC.
5<1.5
t.a,li ferito. D'ttll ra, parto, per i crit.eri generali d1e. in base aU'eRperienz~ dell'ultitmt guetTa., re.~olano il trat.tmnento delle ferite f1'a.nua da fuoco, i n Tappor t.o al <'o~picuo inquinamento ùella ma.s~ima p:trte d i es:;e, b clairur~ria di l<\ linea rlcve e~sore mo 11 o att iva. : gl'interventi Op€'r:1tori p rirna.ri :mnmno a:;sn.i piit nnmm·Mi, poich0, o llre le all ncci~ltme e le traf•heototnie, <;OlllJ)I'('!UlOI':1ltllO lltOltÌRSÌllìÌ aliti'Ì a.tt:i OlJCl'<ltivi, ~Ìa c.avil·ar i, sia Ang-li ani, aventi princ·ipa.lmcntc uno seopo profilnttico delle infe11ioni. 11 c:hirurgo mi li tare pt•rtnnto. :;i l·a·onwiL in n,v-vcni.re ancora 11iù spe.<;so nella doloro~>a <·Ondi:~.ione !li dovcr·e, in base a.l do~ll t :t del non i uterv .... nto nelle fN·it<• <·Oillplil'ate thL :ihO<·k, rinunciare in t.-mpo uti lt~ <.~d atl i opcn1tori. il etti ritanlo pnò es"er di l!l'<We etl irr<•parabilo tlanno :'\l ferito. Credo fJ u i111li. far C'osa, uri l n riprPndcre in e,<;amo l'im]Wrhmt.i!';sinto an:r<mt<'nto. per· vcrh•rc un po ' >;e la dottrina del non int<·n·r,2to in •·<\sO tli xhod~ pn~i'la. c dehha interpret:~1·si iu un senso meno restrittivo <·h e in pa~:::ato, ~t·;io;,ic• a lle odinrm1 conox<"<'nzo pa.togenPtiehe di'Ilo ~";hoek tl'<tlllllfl.lieo t>ll. afl'oflica('.e t.raùtatilento genera lo di esso, uonC'hi.• ai )lerf~~:~. ionati metodi ui anestesia. c u i tcrnic·a. oporat i va., di cni dispone la ochirurgia moderna,. e gra11ic infìno !t.~l'inf'Cglll.anacnti o !Torti dall~L guerra. monùi;tl e. * **
La gmvit;\ dello :-:;hodc è <lovutfl, sia alla sinclronw naorbosa gravissinm, t~mr.o eh<', iutlipcrulcutcnH'uto ll<tlle lesioni determinate da l proietto, può <la sè so l:L, prodnne più o meno rapidanaentc In, morte, in seguito alla intens~~ dHpre:-:siono di t11tte l<1 fuu11ioni del sist.t>nnt nervoso c·t'ntrale, l)l'incipalmnntc <li <[11f'lle hulha.ri, ~i(l, <oncora, a.l f<ttto che lo s(;lto di :;hock o.;;ercita un'inllU<'llr,a p:trtico Jn.nnonte uorivrt anrhc :mila. ferita, rla.lla quale ('~>{l) st('~~o t.ran origine. È noto in[atf.i, rome nei feriti in preù<'L a shock il ~angnn ~in, meno coagn lahilc c quindi, venendo <L llt<Ht('arc un f:tttore potente rli emostasi spont:-l,nC<t, le ('ttlOrra,giH sono sini~tmmeute intln•mzaf.o eh e,;so. A\ gg-iungasi poi dH~ ller· la co~pi<"tt:1 inibizione nervosa e C'ellnhue <ktorrninat.a dallo sltoc·k vengono a sr·oa11are i pot<'ri 1lif-t'nsivi n<tturnli, ver cni t'sso r·os(itu is<·c una concli;.:iOn<1 fa.vo1·ovolc allo svilllppo ùei germi anniolati n<'l foc·ola.io tmutnalir·o, htnto piì1 che viene a mancare JHW esso L'a.;,iont: hene1iC"a, deg-l'inf·erventi profilattid in })el'i odo preinfotti,·o, donde ht r·OHI}>arxa. d'infezioni clrirurgiC'lJC gmvi~sime, quali si osservarono pmtroppo nnll'ultima. g·ucrra. J,o sh1Wk ll.lJn(jUC esplica ll!l'intluen.za noeiva, sul dccor;:o dello ferite d 'a.rma da fnoc·o, c }1I'O]Wianr<~n tc fli quelle vrodotto <la grossi proietti esp lod~nt i , lo 4uali sono inl]ttinnfo d<t una ricca nora )10 linai<:rooir:t, nae~sa hone in evidenza dalle ~va.riate e interessant-issimo ricerche hacteriologiebe pmticn.te, dunmt.c l'ultima go n erra., dn. bio lo d itaLiani e stra-nieri. N è b isogna. tlimcntiea.re c· h e lo sta.t.o di ~hock, mentre escrritn. un'azione nociva sulla. ftwita, ì'> ag-gra.vato cs.<;O stesso dn.lla. lrsiono non tra.t.ta.ta. coll'opportuno intervento ch irmgico, dondo un dOT>lorevole circolo vizioso eh<' finisce co l tbnneggiare ·'lOmpre p iù la. sorte d.cl [erito. È noto inbtti come, pur essendo tntt.nltro ·ch e chiarita la patogenesi dello shock, oggi s i dia. da molti autori irrq.ortanza all~b tcorit~ chimica del quénu, secondo la quale tutt.i i fenomeni
!i46
LO STIOCK 1'1lAUJIIA1'1<'0 l~ RAPPORTO Al.T~A
l ' Ili HClH:f..\, ECC.
ruorbo::;i sarebbero la. <'.OllS<',!!uenza di nn·autoinlof'.-;i<'azione dovuia al ria.<.>sorbim<lnto di prodotti di origine principn,Jmente mnsrolare (tossialbumine), 111essi in libertà in s<·gu it.o al pr:-;tam<mto ed alhr rlila<'E'r:'l.Y.iOuH dei t<~-;sut i, ùondo una. 'era e propria, '''-''SÌ ffilia traumati(·a.. ~'a.le teoria. Hostenuta aneho ùal Uelbd, cblw un va.liilo impubo dur·:1nt~ la gu~rt·a mondiale, nell a qua-te pot.(· <IN·ort~trsi ehe in alc·u ni cnsi di gr:wi ferite prodot.tr da srhcg-ge d i g-ros:-;i proietti c.~plodcnti., lo stato di :::hock si ~tggravava st>n;:ibiln r<•ntr. o atldir·itlura appariva., ùopo avere rimosso il lacc:io emost::tlic:O, eire l'<tnfo frNrll<'nH•nt~•nte veuin1. :tppli(·n,to dai giovani cd inespert i ullkiali m orti<· i. D'altrn p:ll'tc. ~UH:hc le rif·rn·h{• sporilllentttli. hanno detto ad :1kuni aut.ori risultati favore\·oli alla. teoria chirnir::t: infatti, trauma! izr.ando <Hl un aninralc. un arto, àlld te ~emplieetn en! t~· coninndendo H l'papvohtnùo i rltusc•oli, sen7.a int('r":;;:arne lo l'ldu•l (•tro. provi:1 a1Jplic·aziQUC di llll lac•rio PIIIOSlatiCO alb radire dP]Lnto ste:-;,_o appariva. lo shock :t11pert~t riuJos~o il lac('iO. E c iò si vcrifìC'~t.Vn. aneli<· llU:tndo erano intenott.<• tut!(\ le \'ic n<"i·vo~c· scnsiti\' <', cliulin:tntlosi così il dubl>io eli evcnt,nali llistmhi riflessi. :Inoltre. :>i lJoi'Ì' con:st.atare <'h<'. escidenclo ai<ctli~.;amcnt.c i liiLJs(·o li cont usi, lliU.ll<'<l\':.1, dopo la rirnoi'.ÌOU<' del l:teeio P!a:-;ti(·O, il quadro Plini<·O !lt>llo ;.:hof•k. JllPJtfrc~ iniettando arl altro animale il liquido ot.tcnnto spappolando in nu mortaio ed in solu: r.ionc fisiologie;~ il tessuto nmseo lare c::;cisso, si lH'o,·oenxa. ln. sinùrom{· caratteristir<t. rn gramll• <·Ontl'i!mto a,Jia, tt•(H'ia t·hitnÌC'a fu d:tj.Q da l Corniole.v o dal Ko t za.retr, i qHali tlimostn1rono con iuteressanti::;sint<' ricert,;lre S]lCrimcnt.ali <·ho :;i tmtti <li tol"sialhumine solubili, le quali. penetrate nt'l c'it•eolo ::>~mg·uigno, si 11xserobhero, 1·ou ogni \'(•rosimigliat.za, irnmodiatanwnte allo eellnle nct·vose lJnlbo-protubentnzia li. I df'tti autOr' i, iufatti, lH'O\'Ot'<ll'Ono la sill(lrO mh c·arnttcrist ic·a c·on iniezioni rli sangn<.: o di siero prelevato da, a.uimali iu preda a. shock. Es:-;i infìne ;;~wehiJero riuscih a nCOl'<l a.d immunizzru·c anirllttl i, in motlo Ila [:n loro poi soppnrta.r hcn<' il solito tralllr~:l.tixmo , nrnniit>st~r.ndo$i a l massimo <.lei sint.o1ni (li Jjp ,· ~ enti t?.. Le rir-et·•·hc dd f'ornio l('yoe del l"ot-zaretr a pro no evitlent onwn te nua nuova v i<l· alla i nq1ort antis:<iJ!la qu<~-;tio ne dclnathu11cnto profìlatt ic·o o <·nrativo dello shock. Contro la teoria chintic·a. lH·rò è f'- t ato ch:t- Hlc·nni opposto il f:r.t.to rlre. trattando~i re<1huellto di un:r. intos:<.ieazione, ht :;intlronrc morho:<a non du\'l'Pbl.ie a.p]J~u·in' istantanennwnt e, C'ome nr•lle ,,,,·mr ·i.mmNlia/.r di sho1·k, e quindi la lo:-~ si emi:~ 1r:111llHLtic-a )101rclJliP ;.:pif'g<~re le so le fomtr rltrtrdt~tr· . ~e non I'I1P, <:ontm l'ohbit•r.io·nc i<lldll<•tta. si può ù1na nri tut t o ri l(•\·arc <·lrP, S<'-<:O)I(lo le• osSé!Tar.ioni (Li al!·uni <tHtori (1-lonvil'r, ( 'rt ndr<'li l'J', l'Cl'.) . i fenomeni rli slroc·k, in r<'alt:l . nppar·ir<'l,Jwro smnprc qual,·hc tl'lnpo dopo il trauma : e p() i bisog-na no n ditll<·nt i<·nre ('h e, tra t hmdof<i di t os:-:i;llbnminc :'ìoluhiU. non l: fhL st11pirsi :-;e il loro riassorlJirnénto possa e>:~erc nq)iùo. non nltrimr•Jif Ld Lqua.nfo il.t l';ttle lHlr le sostam:c chitnich<' iniet-tn,t<', a S<"OPO ter~•·Pi<·o. andr c :-;t'Ili}• lic·Cfll<'ìl t e P~'~' v i a, illO <le nn i c·a. Tiisogua tuita v in. eonvenite e:hc la t1•0ria <·lrirllic·a n<1n d~t eOIIlp lf't·a rngione fif'i c·axi rli shock gr·ave inJtucdialo con l<~sionL nnatomic·hP eli lieve irnporLmza.; in f ali circ>ostanzP si de,·e n<'r·e~s:lriantent o rit"OITere all~b tc'orit.t tu'rroMt. ],c due teorie, invero, lun~i dall' ('ssere in opposi%.iC•nc, si tOil1]1 l.ctano n, vi,ccnda, ecl anche asscf.'ìtando alla cc·<'i L:17.ione int.<'nsa <lei r.c·t·vi sen:o;iti\·i periferici o delle bra.nC'lt('
LO SBO(' K 'l'RAU~l àTICO DI RAPPORTO ALLA
CHlRl'Rt;JA, ECC.
,)4.7
dei grandi pleR!'\i simp~ttici una part.e imvort.:wte no!l<1. patogenesi dello shock, non si può negare c:he nelle ferite a-ssociate a. pesta.mento e dil~t cera:done anciJe di so le.parti molli, specie del tessuto nmscol:we, il ria..,»orbimento di protlott.i tossici, (leriva.ti dal focolaio tramnatic·o, debba. necessariamente aggravare e prolungare la l'indrome morbosa., sommandosi allo shock di ofigine nervosa. un vero e proprjo s ho ck tossico. Va~:tcnl>ion c operatoria, per (~onst>f.nl('nh:t·, nello ampie f eri t c da /fl'Os~ i proiett.i e.splod~n t e è tut.t 'altro rh e innocua nei riguardi dello stos~o st alo di shock, tenuw conto altresì che, oltre le tossialbtunine, prodotte lla.l roro ln.io t raumatico, in sec;ondo tempo penetrano iu cir·co lo anth() le tossine batteric·he. J.~o shock, quindi, dovrebbe c.:onsiùerar"i n o n un:~ rontroìn(licazioue, ma, un:J. vem e pr·opri;~ indi1·n.zione opentloria. (Tufl!er), poichè coll'aRpOTt.azione dci tt:>i;snt i fo r tet11ente la,ceri e c·outusi del foc·olaio tmuma.tic·o si soppritoe h sorgrntc dell'intoRsica.z ione. ,\gg:iun:ra,_i, in!ì iu', che si espli<'lt un·a,zione l)TO!ilat.tica. contro g li MCiùetlf·· i tossico -infettivi, clJO nelle forjne iperset.Li<·he banno un dct:orso acutissi111o, e si a.gi:-:ce :111cora henelicalllente sugli eventuali dolori determina.f"i clalla. lesione, t·.ut.te r·ourlizioni che a.ggrantno lo st ato gf'nPrale. D'altrn, parte sono ben nott i rischi, ai qnali il cbirmgo ('.;;pone coll'inf·ervent.o i feriti in pn•dn a gn.LYC sho ek, t:tnto da :.t.g-gravnJ,rnO hl tuoclo intpre:-:siouanle le r.on<liziolli generali e pedino provot<tme 1ft morte J1iìt o meno rapid;~lllcnt.e. EsiSt.t' rebhe dunque una discrepanza stri<lente tra. hli concezione tc01·i<':t de Il 'into:-;sicn.zione t.raumatiCl\,, scc:onclo la quale l'intervento operaJorio dovTobbc influil'O beneficamente sul J<~tito in prcfla. a. :;ho1·k e l'esperienza clinica. che no dimostra gl'ihsncrcsl<i. ])i tale dL<>et'<'pa.uza, non è inut ilo e:-;a.m inare le l'!au~e pet' vedere se si<t po;:sibilo eliminarle o, Jlt~t· lo meno, :bttenunrlc in moclo rla 111igliomre la prognosi operatoria nei ferii i ;b!Tetti da sho<·k.
* ** F.d innanzi tutto, per qwhli ragioni gl'inlerve~1ti opcra.to,·i, nelle cirsndclette, riescono oltremodo uoci\·i :· E noto wme, oltTe lo shocf.; tral/11/.a/.if,o, proprùt1ncnte detto, cioè quello 1n·odotf.o d:t traumi aceidentali gravi, comprese le ferite di g-m•rra, esiste n no xlwck r,prrat.orio, ùo vnto e io è es<'lltsiYam<>ntc a ll'iut-erv ento <:11 irurgico c ,.ara tterizzato e.":;o pure dn.lla ca.data della pressione sanguigna, qualtì sintomo dOIHina.nl c~, in seg·uito ad esalll'imeuto o :Hl a lterazioni delri<'antl,io dci centri non·osi (IJa.ui·ent). Eppor() {> facile comprendere come g-li efTetti 1lisastrosi, ossel'va.ti in seguito all interventi pntt.icati su feriti iu prNla a Rilork, si ~mo dovuti prec~-;a.mente n.Uo shock oponttorio che si sO JIIllJ;t a quello tra.u nlatico. Per conseg-ut-nza., se si potesse elin1inar<! il primo o, per lo meno, r·idm·ne al minimo la grav ità., vcnehhe logican10nte a e<.•.:;:;:l-re o n.Lmeno a perdere quel caraf;tere <li dogma assoluto la. c:ontro inùita.zione operatol'la. nollo stato di shoc:k . · J.~'e.<..:pcrienza clinica cliruostra. c0 111e non tut.i'i $d'interventi sicmo da ~ònsiderarsi alla stessa stregua. noi riguardi dello shock operatorio: '{;n tmportaute clernent.o pn.togonetico, intatti, è rappresentato dal genero e dalla entità. dell' atto operativo : in gcnen1lc thtnno luogo a shock grave ro~tanzE\
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1.0 SIJO("" THAI'\(ATJCO l'S' H \PPOJI.T(I ,\Ll.A t'H I RURC! IA, ]';C('.
c prrlino rapidml,enl'o n10rtnle t·ntti trl"intmTcnti jndng-inu'li e tra.nmat izzanti , (!Ua li sono qu.,lli {'nv·irari e quelli nntLib)n[i $Ugli arti. J<i tl~h o>:;;nrvare 11Nò chr f!]i xt.es,.; i interventi ca,·it;trì sono ben hmgi tl ;ll 1m·~rntare la ll t(H(<:sim<t ~rrnv i 1à. in rapporf.o allo :-:hnrk : qu<•lli ncldo!llinnli ~ono in ~enm·e molto Jliù perito losi. di quelli tora<;iri e, nello ste~<;o ad do n: n, l ma. la pani! o 11 ti a ~UIIll' lic·enw nw esvlo rati \'a produr e c !l'etti rcn din•r:-:i (i;,t, qm·lh ri!'llif•sta da, una f(\rita d":-nnl~ <la fmH·O }>lllrivi~;cer}tlc. 1111:1- St\lllp lil·t• t•nlt~ ronntin (> hc•n uumo g ra.vo di una. resczionc int Pstinalc•. cc·c·. ~"u gli a rti la. m;ts=-ittHt ~n·a.vìtf1. è> rn~!!ìnnta ll:!lln l'Hll]lUta.zioni alt P. {tl i":ì-rl ic·ol:tziouc1 dl'll'anNL rlh;art ic·o la:r. io ne interst'apo Lo -toraric·aj. J\l ~Nwre ed :tlla. ent.itù ch•ll'att.o opemtiH) hil'o~ma n.gl!iung-erc! anc.:or~ la, s(UL rltu·nta : ilo nn A"l'i nf <•n· e n t i Jun!;hi app u nto (jHCLli cb c prodnc·ono uno f': ]]l)ek operatorio partic·olamH·nto gra.vc. '\Pil<l c·ll irnrgia operativa d 'arg-cnr.a. qu irvli, e Hpet·ialtucntf' in quPIJa d i g-ncrr:t, ~:tra.nuo p restelti interventi 1li lec·ninl· ~cmplie<>, c·he si prestino ad lllu~ rapirb CHC(•.ur.ione, tanto più v ho c=-~ i prPH<•nt :-:no Hnelle H v:tnt.ag-~io Ili rima·ire molto lllcno trautli :H izr.ant i. ~otto qiJ<'xlo Jllmto ali vista. l'ampnta::;iolle anatnm-ica, pre<•onìzr.at.a dal 1-'aw·ltct e cla l ~ourdat, e mo lto ui'1a.ta d manto l'ultima. gu erra, è il pro<·P;;;;o i<len.lc•. L 'intervcnt·o, rido t to nll a sua m:tssima semp licità, }11':1ti<:n.ndosi xn llo sfef:SO viano la sezione IH'l ta. dei va.t·ì te~suti , rompreso l'osso, t> tli c•:-:cc·uziolHl 1':1-piclis:-; ima, JHW C'Ui m.inimo è lo s ltork o1wratorio; in scr·.onclo tnmpo, natUl'a lm<·ntt,, si ùovrà. l)I'O('e<lore acl un pi('(·Olo intcryc•nto sn l JtìO JH·one o,.:spo ~porg<•nt.<•. .\ g-giung-asi po i che, prnti<'andosi, 't nn n•lo sia JHH;;;ihilc·, l'i m·i;;ione drlle J1arti molli in conispondcnza d el foc·Ohtio sl<•SI'O di fra t.tura, c·ome (•OnRigli<~ il Réraud, r at.to opcratm·io 5!Ì 1·icl aH!C, in r(•<l ìt:ì . arl una ::;pmpLi('<.' iw·i,.:ione di p;nti mol li, intC'~Ta.ta da unn. r pg-()Jariz;.:;.izinne riPI monennc os:-;eo . G li :o:variat.i mCitodi c pl:Oc·(•s...;i. ·1•iÙ o wPno <·ontplic·nt i, ùì <1111ì11ltnr.ioni n lemb i e. pi1'1 n.ncora, di quelJe ostN1-pht-"t i1·ll o. <LJHLl·c·hlopro, n. pn.t·N· mio, ~nstil11 iti in ehirur~ i a di gue-rra. qwtli intcrl'rnt i iutttwt!iat i. IH' ll s'inteuclc, ùaiiC' ttmpnt;tzioul ana.tomiche. f'on ques t <~ si ha. anr· he il nnn pi1·t·olo v:-lUht,!!gio dH·, E\~:;cndo ri~pa.rmi ata ];1 masf:ima. pnrte (Lì t·f'sl-:nt i molli, :-;i rPtHlono meg lio c })iìa spef':-;o Tf'alizzahili o>cH tna li operazioni cinPp la~t it·h e ser-oncl~irie, le qn;lli, ronc·ezionc geniale di 1m i t:tliano. i! Y n.np;hetti, dopo un ]H't·iorlo d'inc·ct·tt>r.za n rlio'liffiIL~>nr.a., sono orma i l"nt t·atC' d<•tinitiva.utNltC' nl'!l~t <·ltirnq.'!'ia o perat-iva, l'per· ie dOJ>O l'rsprrif'nza. dell'nltiJ11 a gucrTa. Cn nltrt) o iC'tm•nt·o eli ~;ho('k operatorio . c·omù del re:;fo andtc <li quello h'aHmatico pmJn·i~Wlùnto <lPtto , f. ra11pres<•nbtto t1alle pol'(lil'e di sangue Y<·rifiC':\1 <'f:i tJ;n·anl e nn i nt<•t'v<•nt o . ::-;ec·onllo il Dnpl:1y1 e~ i l't erebi:>c una. dir t'l t a clipPndc•nza, cl<' Ilo sho c·k il allo en torra,g-ic, e indubbia nt ente esse t·~plicnno S<'lltprc un'azione nociva in ogni a.t to opemt i,·o, Illa. piì.t R}1ecialIHCUìt.l in (JUI'Jli 1JI'Hf i(":lf.i SU fNil i eli g'Uel'l'a, nei 11Ua]i JHUtroppO , per le c·ont illg"C'ttr.c hcllic·hc. non S(llll!11'e il soccor~-;o }lUÒ giungN·c rolla, necessaria prontcua, e pt•r c·ons P.!!ll<'llZ:t esi;;le gi:ì. uno ::;(ato pitt o mC'no gravo <li anemia•. lJolHLc la. uec·t\ssit:l. di procednro durante l'intervento alla più a(·ruJ·a(a emostasi, in mOllO da. od t an: perJino le m inime perdite di sangue. Un ul1 imo elemento ct·iogruot i<·O lli s!toc·J• opcr·at orio (> l'rmPstesi.a ge1H'rale e proJn·i:LtuC'nto la clo r·on<l.J'f•osi , poi(·hi' il cloroformio, come be.n si sa., del cnnina d~ sé solo un tospi('HO abh:t~:samento della pressione san-
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~HO("K THAl ' .\1.\TWO IK JlAl'POHTO ,\!.LA
C'HlRUR(;IA, ];;('(" ,
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~ui~na : basi i ri•·ot'tlat·c d w 1· anH:.;t~·sia rloroformica di un'ora produce lo str,.;;;o ell'etto d(>Jia p <;rdita. eli nn litto eli sa.ngu<'. L'idealo sarebbe quello eli operare Sl~nzcl· ane~te.<;ia : ma il dolore per s~ ste~so è tutt'altro che innotuo, prodtH.>rndo uno :,;eiupio di energia, nervosa., cl1e il Dupuytren pat·ag-ona. a p<>rdite di >l<ìngue (r·morragie di sen!JibiWà.). Ed infatti, nol periodo prcauestt>si<·O della cltirnr~ia, i risultati degl'interventi demolitiYi nei rirtttanii dello :;hock operativo emno tutt'altro che brillanti. D 'a ltr~t partr OgJ!i. col moltipli('ar:-;i e p<'rt'ezionarsi dei metodi di ane.<;tesia chirmgica, si pui'l evitare in moltil'lsinti casi l'anestesia generale e particola.rmente q n Pila clorofornt ka, rkon~>ndo all'ane!Jtrsia rachiiliana o, meglio ancora, ail·a·11est.esia locale, rolle quali penetra in circolo una fJuanLità. molto minot·e di !';Oi-:tanza anestt•i"i(·a e quindi non si ha, dopo l'atto operator io, c·ome coll'ane~tesia. g-enerale, la persistenza di uno shoek tos.<::ico, che ag-grant. quello determinato da.lle manovre cbirm·gir.h<>. Ognuno sa per propt·ia er-;perienza comf' lo stel'so intervento abbia un derorso post-operatorie: molto pilt regolar(' l't' praticato in anestesia loc·ale, mentre la, eloronarcosi lo J'CildC sensihilmcnte grave. Il C'ushing, allo sropO di prevenire lo ShO<:k operatorio da. anione riflessa sui nervi vasomotori periferici, raccomanda di coeainizr.m·e i gro!';si tronchi nervosi, prima di sczionarli. Il Béra.ud, in un lavoro ::mila profìlas.c:i clello shoek operatorio nelle amputazioni alte dl.'~· ii nrti, riferisce i buoni risultati ottenuti dall'associa.zione dell'aneste,.;ia regionalE> novocaino-adrenalinica, provia iniezione òi sédol o di solnzione utorfo-scopolaminira. c d~>ll'aneste.c;ia genemle cloretilira., quest'ultinHI impi<'gatn nel solo tempo della demolizione dell'arto, togliendo la masc•hera apvena :.;ezionato rosso. ])el rf'sto i vantaggi dell 'aneste.~ia mi..•ta, eioì· anestesia locale e limitata a.nestesia gener~tle, sOJlO evidenti!<!<iuti e riconosriut.i ormai d:t molti autori (:Mikulicz, S(·hleich, Lennander, Rraun, Schi~~-;sil N'C.) : (l~S~b l'iesce. particolarmente preziosa nei riguardi •1elto shock operatorio, voiehè> essendo ridotta la dose del narco tir-o ina~ Jato, vengono attenuati noteYolmente gli oiTett.i nocivi prodotti da esso . L ·anestt>sia, mista è· ormai impiegata nei più svaria.t i atti OJ)CrMivi, comJH'e,.;i qut>lli sull'addonw. o quindi pu0 e deve trov:U'e un'utile a.pplieM~iont~ <MI'Ite in rliimt·gia. di guc•na,_
(''ono:-;c·iuti i prin(·ipali elcnH'nti rtiogcnetici dello sho<:k operatorio, è P?'">ihilo dunquH c:o;vlitare un;L effknce azione vrotiiMtica sn di es~o. graZI<' ~d una ,.;agace S(·t~lta d<>l proce1<so operativo, il più setJlpliee e rapido Jl?:>Rlh lle.' gJ·azie ad una :.;<:rupolosa. e111ostasi. duranf'(l l'intervento, e gra.z~e n.u<'ora ;tJl'impiesr(l S\'nrpre piì1 lar.!!o dell'a.nP!';tesia Jor.ale, sola- od assoctat<l ad una. 1)l'eYis,.;inH1 anesté.<>ia g!'nNal(', ovvero di qnella ral"hidia.na: a l'e(·onda del !!l:'lleJ·e e della sNlE' dell'intervento operativo. :Ma., naturalmente, bisogna innanzi tnt to tener eonto dello r-;lJOck traumatico già esi;;tente, contro il quale possediamo mezzi a.bùasta.nza, cfficari per comba.tt~r<: la cadnta della pressione sanguigna, quali sono le fleboclisi <lt '>Ol uzione isotonica. di rlormo di sodio, quelle di siero glucosatol la t t'a;.:fnsione eli sangue n('i fN·iti molto anemizzat.i, lo iniezioni ili !'IO!<tauze :! -
Uiornolc di mr<lici1w miNiorf -
Fil!'(;. Xl f.
.i.''il)
1.0 SJIOl'K TJl,\U)L\TH.' O lX H.\PPOI\TO
\1. 1..\ I ' JIIH'GH<•LA, )'< 'C.
Ntrdiotonidw, ecc. ni ~rand~ eflic·a<'ia (> l':ulren<tlin;l. in rapporto alle })(In note n.Jter::trioni SO<;l'CÌ.Ol'iC rd istoJogiehe riscont l'al t• UI'JIC Cll])~HJ(I ,:m·-
n•naJi (Parkinson, AlesHandri ) ; la :-;olnzione a l mill<'simo s i <H!tfiUHge ntillllcnte a. quello1 isotoni<:a di clonu·o ILi sorlio nella proporY.inne di :!'' goC'r·e per ogni litro di quest'ultima. P er ronth:-tt.t<'t't> ripotcrmia il ferito de,·'~s ~ere e:onvenientemenf e r isealdal"o, badando perè. <·he il risNtldamento r;in, gradua le, poichè,come ri le-va il C;mnon, una. hrnsca. attivaziorH' del circolo . determinata da.l calore, a<·er<>sce l"(l.<:idf'lnia por il trasporto di un supplemento di acido nella coiTPnte Rangu igna. Pro vvedendo, dunque, eia una, pa.rte ad un inlllr(•dinto cd energic·o t.rattamcnto dello shoek in atto, e dall'altra ad una srrttpolosa protìla:>si di quello operatorio, \'· evidente che gli eff<'tt.i no<·iYi tll'll'att-o operatorio debbano essPre per lo meno molto attenuati, e quindi ~arf'l,he mr gr:lYe cnore :1,ccogliere in ogni caso e f;Cnza, discC>rninr<'nti alcuno il ,.,,N·lrio dogma della controindicazione operatoria. in caRo di sho ck, come ùin,o strerà un rapido f'same dei pi'inCipali atti operatiYi che po~<;ono t'•..,~ere richiesti in chirurgia di guerra. Nelle ferite d 'arma da fuoco dAlle e:;trPmit à l'intervento può ton::;istere! a seconda della loro estensione e gravità, o nella f:em}llice 1\teriUzy,azione meccanica. del focolaio traumatieo, con asportnzione rlei tt>f:snti fort-emente laceri e cont usi, con seheggectomie, artrotomie. ecc., ovYPl'O in un'a mputazione dell'at·to. Orb~·ne, non solo nel primo ca.<;O, ma a.ncora nel seco ndo, l'inteJ·ven to prat.i<:a.to (·ollc dovut e cautele, ampiamente svolte, preceduto ed eventuallllentc aecompagnato c seguito dal trattamento gt'nerale, non òeve considerarsi più assolutamente controil1dicato. Nella mia pmtica cltirurgica, di guerra, non ho mai esitato ad int ervenire in tali circostanze ed i risultati fmono sempre coronati da succe::~o, salvo i casi di feriti profonùa.mentc a nemizza.t i, ovvcro in preda a. forme iperscttiche a(}utissime, ribelli ad ogni PW'a. 11 S('.gret,o del successo, giova ripeterlo, ::;ta nello energicù e cme generali, che no n debbono essere :>o~pese, nei ca;:;i gravi, durante rintervento e sopratut to nella ra pidità-opcl'a.toria : un' amputazione anatomie;),, fatta in corrispondenza. del fo<'olaio :;tesso di frattura, ed un'a.mputaY.ion~ sernpli<'emente rt>golarizzatricP, in caso di detronra-zione di un segmento di a.rto, si possono e si d ebbono <'·"<'· gnire in pochi minuti, cn un tow·11f·nwin, <'ome dirono i frauc<>.'-i. In tali condizioni l'intervento, a.nzicltè a~g-ran1re, migli6ra uotPvohnente il ferito; n/1 <'iò vnò ìal' meraviglia !'ie si pensi che insieme (:Ol.foeolaio tra.nnlatico si sopprime la sorgente da cui p rovengono le tossin-lbumine, le quali. pen etrando in cil·eolo, ag~ravano e prolungano Io shock. A volte verò !'li present.ano ::;itnaY.ioui molt o delicate, nelle qua.li la condo tta del chirmgo non è dLc;giunta a, gra,·issime responsabilità-; cosl, ad esempio, 'in ca.so di ferite multiple di un arto, prodotte da schegge di grossi proietti esplodenti ed associate n. gravi lesioni ossee ecl a :,hoek, il trat.ta.mento profilattico della steriliy,zazionc llleccaui('n dei van focolai ricbiedereblJe nn inten·cnto lungo e tramnatizza.nte in individuo per giunta a nemizzaro . floudeuno l<]IO(·k operatorio, il qual e. sommandosi a quello traumatico ,11N'Ì· florcblJe piir o meno l'apidamcnte il ferito. D 'altra parte questi, touuto conto élell~t natura delle lesioni anatomiche e nella. })resenza di brandelli Yestinwnt:tti o ùi a ltri oYentu ali turpi <'"tJ·;mci -profondamente mmidari,
LI) ::'HUt'K TRA I,; .\1.\ l'lt"O ·1~ lt.ll'l'll ltTO Al.! ..\ çHIHI ' IWL\, I·:CC.
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andrehho fa.t.a.!nwnte itu:ontro, roll'a,-tt•n:;ione Opl'l'•il.oria·. ;l ,(!T;wi;:;,-imi prore._q:~i infett.ivi . r ,-opratutt.o ;\lla g-angr('na gas. osa, come purtroppo b<t dimostrato l'e;;pericn;r.a. llell'1lltinta. g>uerra.. l n ta.li <·asi riten~o fcrnwment~ the, pur di salvare una. vita., si<l· h<'n l!iust-ifìeùto il ~:u·rilil'io a·uu arto, H· <.:tt.i d'altra. parto ::>i finirellhe rvlrkorrere lo stP~so in :-;('(·Ondo tt>ntpo, a caHS<1 dell 'infezione fa.ta hll rntl' sopr:tl!l!iunt a, tua e;on c:-;ito tnolto problematico . Assai piÌl arduo (>il (jltt>:-:ifo dell'inl~1tTenlo nPII(' l'et·ite cavitarie a~xo chtte a shock, poid1ì• si tratta. di atti opm<lti,·i !!nWi nei rig-uardi dello shock Op(}ratorio, :-:p<'<'.ie qurlli ril"hiesti <lalle ferire d'arma cht l'uo<'o llell'addonte. L'int en·euto JnparotOIItiro inhttti, tenuto c·onto del caratt('.re pluriviscerale della nm~gioran;,a, delle ferite au<lominali in gnerra.~ è necessariamente lungo. ind:tg·inoso e. ntnlgrado hL valf'nlia del f'hiJ·urg-o, sempre pii\ o meno tr;ntntaJizzanto, poi<·ltÈ' bisog-na. t!:->plontre eo Ila. 111asxima dilig~n?.;l L'ampia. ra.vil!:'t. addomina le efl i 1nolt(>plic·i or;.raui in PSs>t t'Ontenuti, per evit<trn clw sfugg-nno a.L tr:'lttanH~nto e\·eutuali le:-:ioni. specie quelle intestinali. Yengono così rea liz;,at;e le piìt fftvor·evoli condizioni per determinarsi uno shock operatorio sempre piìt o meno graq~. C'il) tuttavia, non deve diqa.l'HH\ore il rbirurgo che r,ossegga Ja. noc<'ssaria co111pet.enza ed unu, buona insta.lla7.ione ehintrgi<·a : egli, mentre proc~>deJ·ù, ad un energi('o tratt,am~nto generale, si terrà. pronto pet· l'intervento ed a.ppena le condizioni generali del ferito mi~liorano e Ja pre.<;Riono sanguigna si eleva., procederà all'atto opera,tivo. QueAo;to va. co ndot.to co Ha massima ra.pi<litfl po:;sibile, evit.andosi ogni maneggio inutile e prohlng~LtO. e so pn~otntto l' eviscera.zione in massa. dell'intestino ed il suo event.uale raft'reddamento, in utodo d a attenuare il più che sia possihile lo sl1onk operatorio. Esiste )Jerò negl'interventi addol)linali per ferite eli gue1Ta un'alt.ra, seria difficoltà,, rappresentata. d al fa.tto che un elemento importante di successo è ancora la precocità dell' atto operativo, t.anto che r es:;el'e tra.c;corso un tempo più o meno lungo d al ferimento, in media O·ltre le 6-~ ore, costit uisce per la mag-gioranz::t dei chirlll'ghi una vera e propria controindicazione opera.toria, poichè entra in gioco nn altro elemento che aggrava lo shock, cioè la sepsì peri toneale..\ volte, S}>eciahuent.e quando il ferito abbia subìto un trasporto lungo e disagevole, lo stato generalE' ed il polso, malgrado le cure lliù energil'he, non accennano n. 11\igliorart>; in tali circostanze la controindica.ziÒne opera.toria è assoluta, voic:l1è l'intencmto non farebhe che afb·ettare la. morte. Naturalmente, in caso <li emonagia interna, per fel'ite addominali come per tutte le altre in genere. ogni e:,;itazìo ne, per ovvie ragioni, sarebbe inginstifica.ta. : ·non P ('he coll'intenento immediato che si possn, tentare di salv~u la. vita., lllentre sa.rebbe vana illusione a,ttendere l a. scompa.rsa o l'a.ttenuazione dei g-t·avi :-;intomi gen(lra.li con u·na. ilemplice ftehocli~i siero· ndl'ena.lin<lta. Meno .zi·}•\·e è l'intervento, iu r n.pporto allo shock operatorio. nelle ferite era.niche e nu:hi-midollari, e quindi anrh~ in quc:ste non pni) uè de·ve costituire Ulta controindicazione as:;olut.a. lo stato di shork , intervenendo a.ppena. sia.uo migliorate le <:oudiziolli <lei ferito, grazie al tra.ttam~~t-o generale, e riducendo Je manone ebù.'lll';ri<·he alla piìt g1·ande sem~llcità,. ~:-u·anno quindi prMicate eran.iectornie E'.cononti<:he e, per qna,nt.o l'lgnarda le lesioni nwhi·midollari, sarà. data possihill1H~nte h~ preferen:r.a alla emilruninedomilt (Ronomo), fa. quale ft'<L gli altri vnnta~gi present-a.
.j.-,Q
f.{) SHI'Il'K TH .II' .Il.ITlt'O DI HAI'I'OHTO ALI.A
('IITRIJHGIA . El ' (',
am·IH• qnPlln inrportantiK~imo di rin:-;c·ire IHOlt.o t nono traum;l,t iz7.;1nte delhL d;t:-;sit·a bnnint•t·romia. ~i e,· it l'l'anno iuo ltTe le trazioni sullr rudi<' i ner,·o~c. c·h(~ :-;orw fattOt'!.' di sh01·k OJH>ratorio (Lam·t'nt). l nline !.!l'interventi toracid sono in ~enerule rHolto meno gravi tli quelli laparo1orni1·i: il J)HYal, che nell'ultinnl· guerra. fu strenuo sostenitore dell'in! prvcnto :;istcnm t.iro nelle ferite plemo-poltnonari d 'a.rllla. ùa ruoc·o , 1·on tratt<mtento dirdfo dt, ll:l. ferita ,-isc·er;lle, n~rerma <·he la t-orèl· t·otomia non intluisl'a sull:t prl'l'"ioue sanguigna e si possa eseguire anch(• h1 feriti (')l(• per lo :-;tato di sltoc·k presentino pre:ssioni bas:-;e. D'altra partt>, l'iutt•n·cnto, il pii1 ci<•lle volte, consiste nelle sterilizzazione tuecc-aniea del fot·olaio trannnrti('O pat·if'talc. on·ero nella. <·hinsur:t di un'a.tnpia. brecc-ia. e:~t· <:nul. in c·aso (l i t.ora<·C apNto c·on traumatopnea l} eonseg:ucnte ntiJlèt(·r·ia. lli a:-;ti:s:->ia. e quincli uou as:-;nnte l'importanr.a, di una toraeotomi~ t·on tratt:Hnento llirl'tto della ferita vi:-;rerale. Gl'int<Wventi ca.vitarì tontl'ic·i per lo piìt sono ric·hic:st·i da gra,·e emorragia. interun,, ed in tali cir<·o:-<t<lUZf'. c·orne g-iù si ~· <h'!tu JH'l' gJ'int.erYenti addominali, si tratta. rli operazioni <l'tu·g·enza, :-;ulla l'lli indi<·a;r,ione non vi può essere duhbio alc·nnn. f·~ da notare però e he, per quanto in base alht csperi('nza. dell'ultima. gtH•rTa la. chirnrgia operatinr tonttie<l sia. dinmuta molto attiva rispetto al n.ildl ismo operatorio ìl>'>'O In t o :-;f'gnito nelle guene precedenti, le ferìtu p leuro-poln.onari d'anna. <ht fuoc·o, grazie al nwtodo prcr.iosissimo dello pnr· u11Wtora.~;c m·t.ifi<'ialf' f;C(·ondo la h~cnica del ~forelli, solo di rado richiedono l'mnost;lsi polntounrc diretta alla J)uval. Rarissimi sono poi gl'intenenti per le:-;ioni cardhwhe, ~<ehbeno gl'iw:;('~namenti dell'ultima gnerrèl abbiano ditno:-;frato la possibilità òi :soprav\i\·enz<1 anc·he in s<•g-nito aferite ,r;mnc da fuO('O <lei <·nore.
!)aJl(' con:->illN;tzinni fattl' fiuol'a c rcrlo (•ho xi possano tranf' le xcgncnti c·o nc-l'ns ioni : 11) [;o shoc·k tT<Httoatico eourpJicanf:t> }(• ferite di guena, grazie ~~l tt·atf antNltO g-enen1le rtl n spcti:tli cautele profìln,ttiche nei rigunrdi dello l'ltoc•k OJJ('ra.torio. non. dcn• con:-;iderarsi in og-ni ca);o rome assoluta. controindic-azione eli <wl'nt n ali intervenf i, ·rltt' gittstifichi ahba,ndonare a sè si ('s,;o i l f cri f o : 2o GJ'intcrnmti :-;t•inpliri , <li hreve dnrata. eseguiti in perfètta emoxbisi, tro,·ano nello sltot·k, l1nzir-hè una contt·oindicazione, una vera, e propl'ia indi<·azione, ('lilllinandosi c-oll'atto operat·ivo importanti caul'<P- di np'~T;ì\- amento ll('Jio shock stci'xo : ~~" DciJhono con:-;idernrsi pericolosi gl'intervon1-i lnnglti, inda.ginosi. tra nmn t izz<mti. q uni i sono quelli adùom i nn li. e q n indi assohr tamenl e rla m·itarsi, qunnclo lo xtato di shoc' k permangH grave, malgt'ado il trat-t.atnent o generale protnrtt o : to L·aueste.<:ia. g·f'ncralt.>. :-il)C('i e quella rloroformica, va, assolututnentt• eYitat:L epl)NÌI tWgl'internmt i, C'be non posRano e::>egnìrsi in aue~te:< i a lo<·alc o radti!liatm. ~ i rironerù ;lll'anel-ltcsia mista, nella quale la ll<ll'to><i :->arà l'illOtta al tempo ~<t r<'ttamcnt c neees:-;ario }H'It' eReguire le ma.non'f' dtirurgil·hc piÌl dolorost>: f1" Gl'intt•rn•nl i oper:ll<n·ì ,·:utno sempre preceduti. cù ovenhutlliiCnt<' !lf·<·onrpagu;r t i c ~e!!·nit i. <bll trnt lnnH•nto gNleral<'.
::>C COLA Dr :':A~IT.\ ~lTL(1'.·\IU:; - <:.-\BI:\ ETTO DI f'l;IJ:.::\E
Sulle modificazioni morfologiche e microchimiche degli eritrociti e dei leucociti, rilevabili nel sangue dei malarici pf't' il dott. Paolo Romby, mnggion' m edico, itt,.:Pu:nnnt(' titoline d'i(i!ÌI'llt?.
Sou i• azzn,rùuto a(l'l•rnnl.l'P <•,Jw In. diag-noxi dt•lla nwhui:l. in molt.i cnxi, co:stituisee un problema, irto eli diflkoltà : sia prr la indl'trnnina t(>zz<t dt•lla fenomenologia. rlinica, sia JWr l'inct>rh'zza dE'i tlclti emntologici .. In un pre<·.edt>ut<.' lavm·o ho rif<'Tito su ll':lrg-onH'Hto: per quanto riguarda. i l'<'pE>rti PmoparasRitari ho <·onft'l'Jwtto il fatto <'he (a, sommini~->lTazione del rhinino provo•·u, la rapicla. Sf'ompan.;a dc>i parassiti malaric·i d:1l E:tlllj!ILC dt~l cir<·olo pcriferiro; I'IH' non esir-:t.e nn })<ll'::lll(•lismo fm la, <•ntità dell '<Wr<'i-JSO febbrile, ht ~TaYità, ddle lll<lllift•sl.~tr.ioni morbose ed il numero dei pnra;.;::;iti Ol':serYabili n<>i prP.pnrati : <·h<> l't•f;tiJlH' <ll•l sangue deve ritenersi un:t ricerca. su~~idiaria all'<W.tf'rt.anwnt.o C'linif'o. Oggi mi è ])ORsihile insi~te.rc su quest,i c.:oncetti. È molto frequt'nte notare rassenr.a ùi p<U'!H;sit i nrl f\ang-n<· c·.ir('nlante non solo nelle iniezioni crolliche, t·.h~ int<>r<'ssano indi,·idui larg-;llllf'JtH> tnì1 !'.ati con <'hinino, 1na. anche nelle infezion.i priruitive di in<liYiclni non :m<·OJ';l a~sogget. tal· i <'llla ar.ionc del farmaeo. ~ella. pra.tie:~ del nH'dico ntilit:ne Of'C.Ol'l'<' ~p<•s:;o di llovt•rsi pl·onnncia.re st> un individuo. s ia o no all'etto da malaria., quando i ril ieYi rlini<·i c le indagini di laboratorio, non forni:-;(·ono al(·un ell·nwn1o P<'T la diag nosi. Il giudizio df'l s::wihn·io a llor;;l. <wqu ista not.<•voil' Ìlllportnnza, anrh~ agli <'!Tett i medieo-lf'gali , poich.:~ Tig-u::wda, sp<'x::;o individui clw !'.oxl·<·Hgono di essere stati eolti dalla malattia dopo il <·ongc•tbnnento, di so lirire acc:t•r:si febbrili ùista.nziati l'tmo da.ll'a.ltro da. lnngo periodo di t(•Jll]lO, di t"ssere anelati incontro a. graduale <' proJ!res::;ivo dep<•rimento orgauieo, nd <1 1teJ·u.zioni df'll'appm·at.o dig<>rPnte e di avt>r(• contnlf,l.a l'inff'zion<• JW!le loca lità ove fmouo di presidio lH'l' g-li obbliglù mili tnri. Dinanr.i a (}U\':>ti Pasi, ~:;e da un c·a.nto C'i troviamo 1wlhl impo1-l~ihili tà, di formulan· una diagno!;i, da.ll'a.J tro i.· nc·<·.er-:r;;trio au<l<U'(' molto ca nl i nrl J'l(•g;we qunnto f'i ·viene asHerito da.gli int<>l'PI'lHati. B ~~>:>ta ranuuent:ue, infat.ti, th<' in que~;to 11ltimo dec·<'nnio molti osservatori (Bass1 Garin, Ponta.no, Ohiron, 'faylor, Dioni::;i ('d a ltTi), hanno identificato porta.tori di p:1n1>:siti, individui in ;1ppar<·n1'r st.: lto di hene.ssf'r<• durante tut.to il loTo :-o~·:riorno in lor.alit'i\. sic·.unnuente i11Jette; (~he f ulcro dt>ll<t protìlas~> i antimalm·i ca è la bonilìnl um:tn;l, e eh<' la, genesi drllt.> l'f'f'.idi vi" \'iene att.ribuit<h dilli a lll<t.!!g:iol'<lll7.~l dl'i 111:1lariologi alla particolare resist{•nza offerta da pant;;sit i ases;;nnti, ppr ill)l)l'f'zr.arc la frequenza con emi l'infc:dOJw nwlnrir;t pnò nJ:llltt'n('rsi latmt<·, per un t«:>mpo not.evolnwnt.e lungo, e sfuggire alla. osservazione piit acrm·:ll :t..
'?lfol~c
voUe mi sono trovat.o ùiunnzi individui, pei qua,Ji la diagno::;i eli malaria em stata <Hlcm·t;ata in vn'c.cdenza, che aU'a,tto della mia. osoorva:-:ione pur non pr<'>:Pntando altun f;l.tto dl;'gno di nota a.ll'esamc fisieo, se si eccettui un tumore splenieo di modico volume, mi riferivano <li non sentirsi validi <' eli non pot(•re assolnt-amentc att-endere alle lor o occupnr.ioni . L'esame di'l sangue in non po(·,bi (;ar.:i mi dctt<• esito nega.tivo. Ep]HU'c l'li t.ratbt\·a di individui p<!i quali la, diagnosi ern sicura, oltJ·e elle 1wi prPccdt•nti acr<'t'tmnenti, a.nehc per il succe~::;o ottenuto con una appropria rn so m m i n istra r.ionc di chinino. · l\Ii sono domandato allora. se le alterazioni o::;:;crva.bili nel sangue di mahtJ•ici non potell::>NO fornirmi un a iut.o per eliminare le incertezze cùe r<'ndono dilfi<' ile dingnost.icare q u<'st.i ca~i. Da, qui il pro posi to di .studiare si:-;tematicamente gli (•!t' men ti cellulari del sangue, nei r iguar di morfologiei e nei r iguardi d<"lle loro <t1finità cromatic·he, e d i sta,bilìre se n el eampo 1)l'ltt.i(:o tali os,.;~'ITazioni ])OsS<LilO acquistare un qualebe valor<' ai fitti diaguo~tici.
Lo studio d('ll<' altentzioni microchimiehe e delle sostanze cromatofil~·
encloglolmhwi degli ('ritrociti, da tempo mi a.pptmsiona. Sin da,l 1910 lw aYnto a-gio di occu]>armì delle emopatic da. iut osf:iP.nzione cronic·a. (:-;a.turnismo, avn~l (•nanlento da olio di anilina, d a. n itrobPnzene) . Dd piit grnncl€' intCTC!l:->P mi si dimostrarono sopratutto Jp. diYersit.;\ del modo di COI11])0rta.r::;i nei IH'epamti fissati d i S<tngue di infNmi (min<ttori, fortutt·.iai) e di animali di laboratorio intossicati speri· mt-nta lmeute, di n,leuni g lobuli roRsi di fronte alle soluzioni coloran ti : deg-li C't.Procromatici o }>Olicromntofili e dei b asofili o pun teggiati. t not;o cbe in primo tempo quf'sti elementi sono sta.ti 'interpreta.ti eom~ c>:pres:sione di df'genf'ra.zione d€'gl i eritrociti C:lm;at a, da. veleni endogt•ni ed esog-eni. 0osì Grawit;.:, Boellke, ''Vhit(', P('PJ)er, J olly, Vallée. Alctmi a.ntori sono giunti ad asscru·e ehe le emazie basofile ntp-prel:;t' nt;Hlo un sintoma pT<'COt\l' e l)et's.ino pat;ognornonico dell'in tossicazione satuminica.. In scguit,o n piì.t n'<:cnh :;t·udi (Askanazy, Gra.w itz, Eugel, Sa bra.zés, ll';tno, Gemelli, Ces<l-ri:-:-Dcm<>l, Hiond'i. Pieracciui, Fenata., ecc.) la p oli(·rotna.tofilia e bl bn<iolili<l sarebber o il rixultato di procC'ssi di disgrega,zione ct>Huhtre rapJH'ellentauti le fa~i sucees»i,·e delle metamorfosi delle ema:o:i<" nucle<H.e in ema7.i<• anucleaw ed indichC'rcbbero pertanto la giovinezz<t d<·l globulo rm;so . Che la !10li(Jromatotilia e la basofilia debb ano t'~';.;<'l'C int-erpretate in t.a l guisa, lo !li d1>duec 1'011 evidenza dagli studi di Cc•sm·ill-Dcmf'l sull(' so:;Ulnze cromatoJila e met.al'romati.Nt, contenute nei t:dnbuli ros:-:i, in f.'olorilzione Yitalt' c dagU studi di. B iondi che, selTendoF;i <li un suo nwt.ollO ùi c·olont;.:iom', è riusc~ito acl accert.are che la sostanza, nomatolila ('ndoglobnlm·c• rile,·abilc con le eolornzioni v itali, con·iRponde 11\·i prC'parat.i n :-<C'r.•·o. a Ila l>Olieromato[ì.J ia. Xon inl<.'ndo dilnng·arn1i sulLLrg-omonto i mi scmbTà nocessario, inYl't<', tral'tar<· d(·i met·odi ùi eolorazioue coi quali l'icsct• nbbast.a.nz:-~ a.!H''·ol(' l' u,.;f>t'JTazionr clell(' poi i <·romntofìlia, e d C'Ila ba:sotìlin. La h'<!llil·n opportnna i.• :-:1ata d<'~l·ri 1ht dai cli,·<'r>'i Autori ehe si ~ono Ckt 'll}\;l(.j eli (!IH'Stè TÌI·(•re!J t•.
I preparati per si l'il'cio, dopo er-sicainento <~ll'n.ri:1!, si fi:::sano con alcool ed etere a, pa.rti uguali e si colonmo con :.;oluzioni deboli di bleu di metitene alcalino o di emat.ossilina. c di eosina, od anche con soluzioni allungate di tionina. fenica o di bleu horacico. L a. colorazione con il liquido di GiemF:a dà· risult.a.ti non s<>mpre attendibili. Dur::mtc le mi(' ricerche bo sempre usato, con suCC('Sso, l~ ,:;oluzioni di bleu di metilenc e di oosina. Lo studio def!li f'ritrociti poli(·roma.tofiij o dei }Htntcggiati nei preparati di i:k'ì·ngne malarico è stato dtL me iniziato ncl1919. Riferendo questa data·. intt'ndo signifi<>an' non solo la dw·at<b non breve delle mie osservazioni', ma un peÌ·:odo di t.cmpo dm·ante il tltU\.le il m<tteria.le di studio è stato veramente n.otevo l t~ per numero c per varietà, essendomi stato fornito da. militari reduri dall'Albania,, dalla, :\facedonia, dall'Asia. Minore, dali'Istria c da. milital'i che avevano cont.ratta l'infezione dm·ante l a guerra.. Il metodo di CO)ora,zioue, da Ulè proposto (1922) per }a, ricerca del par<}S~ita ma lari co n<' l ~o:anguc, m i si ò dimol'\trato molto a<Ia.tto per m-ettere in rilievo le att.erazioni cromatiche def!li eritrociti: occorre solo di a;~"~'rP l ' a.vv(ld;cu7-~b di etfettuin·o rosscrvazionoe su sttisci reeent.i. !~'infezione malarica, provoca nel S<ingtte la formazione di due pigmenti : la mehtnina, e remosiclerina. La melauina, è il prodotto di processi f;Oill})liC<Lti cho si svolgono ~L carico dell'emoglobina dell'eritrocito per opera. del ricambio matt•ria.Jt" dei parassiti ospit.i. È bc·n visibile nell 'interno dei parassiti e, ta,lom, libera nel plasma emati<'o e, sec,ondo alcuni autori 1 inglob::Lta dai fagociti. L ·emosiderin<L, descritta d~~ Kelsch e Kiener, è di tinta ocracea ; pro•·iene da l'<'Sidui di fagociti e eli eritl'ociti distrutti. Difficilmente appare nel &'tngtw circolante, percb(• viene ra}>idn.mente a depositarsi nel fegato, nella, mi lza. cd è eliminata pei reni. Per Ticerca,r e la. melanimt libera nel plasma, si preleva una goccia (li l:!<LnJ!ue e la si diluisce con solttzione fisiologica, poi si distencle il mestruo nnit'ormente su un vet.rino e si procede :oll'osservaziono a fresco. Il pigmento melaninico ~o;i mostra. sotto forma eli piccoli blocchi irregolari, a.n.uolosi, liberi, insolubili m•gli acidi e ne~li alcali. !Ja I'icerca dà risultati a.tteudibili quando venga effettuata durante o poco dopo l'acce:-;so febbrile. I parassiti della mahtrict sono capaci di determinare nei jrlobuli rossi ChE' li ospitano clellt> particolari alt('razioni istocbimiche rilevabili })er le <q)patE>nz<> che assmuono con la. colorazione di Giemsa. Intendo riferirmi alle granulazioni di colore rosa, descritte d<b Schnffner e da Maurer, negli eritrociti invasi cla Plasmodimn L'Ì1'fiX. n Matucr ha. deseritt.o inolt.re, nei globuli rossi inva-si da Pla.~mOlli'ltm PNtN·ox, delle gra.nulazioni int.ensanlf'nte l'osa., il'regolarmentc disposto o di dimensioni variabili. I n numcrosis.'Simi casi di l"st i•o-antunnn.le, non mi è stato dato di os.-;ervare questo rep€'rto. La. p-resenza della, melanina. e delle gnmulazioni di Scbutfner e di .Yià·w·cr hmmo ovidentemente una import<mza, molto relativa ai fini dia-
gnostici, v erchè s i accompagn~.tno di soli to a d un rt'p('rf,o <'mopara:;.~it· ari o di per :;è dimostrativo. L 'osservazione d eg·li erit.roci ti Ptcrocromatici e dei punteggia-ti inn•ee, è llossibile non Rolo duran te ht lll <tlatt.i a clini eamente pal<>:-:e, uw anebe e in ter mini abbastanza v as t i, durante v eriodi di l at<'n:r.<~ dell'infezione. I;a ragione della. frequenzfl, di quE;>sti u·p<'rti è lwm• <.' \'idente qlhtndo si p('n~i ehc eonsE;>guenza immedia ta. (l'ogni ar-c••ssn ff•bbrilc è una oligocit,elllia aeuta, e ehe la mallJria croui<:-<~ i• nnrat.terizzata, da fenonH.' ni di anemia ùi notevole gra.vità . :,;tl~ di fatto (lh C, 6C >;i 06St'I'VUUO pre]lUl':lti di SU ilg'lW di lltahl l'iC'i. f;l notano in numero pit'l o nwno grande, n•<l· senqm.>. rifevante, degli <•rit rociti polìeroma t·ofi l i e con Ull<L r~t·rta frNflH'll za, parti colm'HH.<nte n l'i pre-
para-t i di saug uP. di infermi da estivo-autunJl<'tlt•, dl'gli ct itroc~ i ti puntPggi<Hi . IJa prt>scnza di eritrociti JHlllteggiati nE>I sangtH' è st-ata os:-:(•rvara da di vers i uutori . .A. Plchn li ha vi~t.i in m olt i abitanti ùel ('anll'l'llll. che <tveva.n o :>Olf<.'rto ht malaria , od ~uiehe S<.'llliJii<:Pm ente clw an.wano soggiorn ato a lungo in regioni ma iHri<'l.le. Laz:nus ebùe ad o"~<'JTarli in molti malarici. Jovane potè stU(liare gli eritroeit i punteggiati nelle gr nvi anemie dei bambini malarici c silìlititi. ~folti tra.ttat isti infìne ammNtono hl lJOS~> ibilità, eli os~;<>rY<.l re qtH.>st<· em azie nel sang ue ùi ma larie.i (Dioui ~i , Yinh•nt, :Ri<' HX. ::ì<·hilling,L offl<'r).
Le indagini uunH't·o:sis:;illl<' I.'Ompinte RtJILngonwnto 111i JWrnwttono <li atfernune cb o gli <'ri troe.it i Jlunteggia.ti s i osserva n o m o l t o frequ('n t e mente n(' l sangue di infermi per estivo-autunnale, non solo ma t• h t> la prN:;Puza d('i mNiesimi dove sempre far so;:pctta,n• J'iinfe zione da Pla.~mo· rli1nn ·p raccox, anebe quando il rl-'pcrf'o emo]Hll'àssitario fan•hhe prOlJ('Il· d cn•. ad esc·.luderla . l\1"è stato possibile, in molti <:a~i. ilrieonostimento di jufczioui miste {tt•rz<HHb lif've ('(l el)tiYo-aut unna lt>) Rolo perebè :tn•ndo notato la pr<•set~z<l di el'itro<:iti )JUllleggiati, ~o no stato indott;o a e:ont:inua.re l'indaginP mie.roseopica. Sep:ni-'JHlo l o st<•st;o critk'rio, mi è stato po~sibil<~ riconol"eere infezioni est i vo-a.u tunna li <:o n re'jwrti e mopara s~ita ri poveri e asso! n tanH.• nt.c privi di pa ra:-;siti a t'l<>::;;; nn t i 1 i n i ndi v idn i H1>in•ttici
d <t tempo. · :Non lllL Jht.I't• 1 d;l, q nant.o ho riferit o, che possa discutersi l'ntil it.fl clt•lla. rict'l'C<.b c}(•gli <'riiTo<~ i ti pnnteggi:lti u pi pn~parati di :>angue ma-hni<"O. 'l'l'nt<lndo d i darmi un<l 1-:piegnzion<:> de lla frt·qucnza ton la quale si ac<:ertan o 41tt'f;ti olPlli('Ut i n<•gli infer mi da, l'st·i,·o-a utunna ll', !10 iRtit'uito una, srrie eli r i<·erchc eo!ll para t i V<' l'n llo sta t o g-<~ nt>ral e, sui i't' llOm<'ni <:.h e clini came>nt e stanno :Hl indit·aJ·t~ l't•sisten:.o::t e l'i nt·.c·nsi h'L d t'i f:1 t t i a nrmici etl anrora ~ull' <11']1dl'o olft•tto dlll san.gnt• e s ul contl'nuto ùi globuli r o:-:::;i per mi ll imetro cnlJo. Ho pot.uto v<>ùer<' <: IH• non Rt'lll}U'II la }W<'s(•nz<l di t•ri1Tot·.itl punlt'ggiM i è rifetibilc alla inf en:-;it à. clri f:1 t t i allt'lllici. SPl :-:an~.nte di indiYidlti all'<•tti d a estivo-aut llllnah>, ('.Oli fc·nomeni di <lllemia JU(•no -pronunziat-i r·h e non que lli ])l'<'..;entat i da Hlal<tt-i di tt·r:r.:ana li<'n', SJH':-<SO ho o~st'JTfliO g li Cl'itrtH·i\.i ]HiliiPg':!'Ì<l{Ì. J hl CJI IN;tc eon:-:t al azioni Jlli pan• lerit·o rit·I'IH'I'I' 1·lw Jl<' ll'iu f<>zinJH~ estiYO·;t 11 t UU1l<\ lt' la cOlll})a rsa d p no· li <'ri t r1wit i ]Jlll1te•'u·i a t i th •h h <l e:-::-:en· ~~
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c·••usata, da agenti che non solo tlistrug-gouo gli el<>nHmti ~in:olanti del sangue, ma aggTcdiscono dirct,tamente gli organi emo}>oiet.ic.i, modificandone ed a.ltera.n<lone In. funzione. Le osservazioni n.na.tomopa.tologiche eo111piute sulle varie forme di mah~ri<t darebbero ragiono a. questa Ìl)Otesi. S egli indivicl1ù morti per terzana lieYe è stato rilevato che i globuli pa.ra5sitiferi si trcmmo principalment.e nei va~i, nella mi lza., nei }>olmoui ; nE'i casi di estivo-autunnale, ill\·e.c<', si è. assodrLto 0be i glohuli paras~;i tiferi si trovano nei vasi non solo drlla milzn, dei pol111oni, ma ancora e sopratntto del <:.e1·w·llo e del midol lo osseo. Preziosi (:rilcri }Wr 1\wcertanHmt.o ilei casi di malaria. Jlossouo d<'dnr:si ancora d<lllo f:itudio dci lcucocil i. Molti Autori l'ii sono o<·euva.t,i dell'argomento : degli italiani ha::ti ramH•ontare, Golgi, ~J an·hia[a.va, BigmLmi, Ba.stiaoelli, Dionisi. Kelsck e VinC'ent. ha uno trovato, a li 'inir.io dell'accesso febbrile, un l<>ggero aumcn t o degli element.i bi a nC'.lt i. Turk e Ri ll ings avrebbero notato invece nn:1 diminuzione dei linfocit.i ed. un aumento dei volinnclNtti. t;tephens, Cristoplwrs, Ross llanno consta.tato un notevole aumento dei mononuclen.ti grandi: a.umento che, secondo gli stes.si A.ntori, am·ebbe n1.lore diagnostico. Vincent e Rit'nx affermano che l 'infezione ma Ja.ric·a è c;u·a.tterir.r.at a da. una. linfocitosi. R.ogers ritiene ehe l'aumento dei grandi mononueleati del 12 % sth\ acl indicare una infer.ionc malarica r<>rente. Diversi trat;ta.tisti, Daddi, Bard, Lufl'ler, SchiiUng, Le Dantec, )Jariaui, ccc., ammettono pure u11<1. n<'tta mononucleosi nel sang-ue dei m:t.l arici. Le osserva.r.ioni compiute mi permettono di aJ1crmare che nel f;angne dci malarici Yi ha un notevole aumento dei monon1wleati grandi e delle forme di pasflaggio, sino <1.1 20 %· Tale reperto è più pa.leso nei casi di ma.hu·i a eronica. Ora il Daddi, nel suo trattato, vrospotta hL possibilità. che l'ttRo lld chjnino modifichi il r~t.PJ1orto leucocitario nel munero e nella. specie degli clementi ; Le Dantce sostiene invece che il rapporto leucocitario non i> a tratto moditì<·at o dalla somministrazione df'l cb)nino. Da quello ehe ho potuto aceerlm·e, non mi St'mbra. che il farmaco possa, agire in moélo tale da tngUero valore al reverto 1·iferito. R)gnardo ai lencociti melaniff'ri lo rict>rdw nti mettono in g1'ado 1li atl'ermm·e eh<' non è facile osscrvarli. I llOChi casi, nei qua.li potei a.coortarli, present,aYauo un revcrto emopa:rassitario tale da non lascia.re dubbi nella diagnosi di malaria . J\-Ii propongo di completare le ricerche s'n questo argomento e di studi a.t·e, inoltre, il modo di com})Ortarsi delle piastrine nel sangue di malarici primitivi e recidivi.
BillL1Q(:H.AFB.
R irerclw .ml/'nnatumia. 1>a.tologicct delle pemici(J.se. «Atti d ella AccaUEIJHia )[f'dica d i H o mA, Hì!l(l ». B11:SA)II : S tHdi sul/' a.natomia patol(Jrtica dello ·injrzione m.alorira cronica. " A tti df.'l l ;~ Accndf'min :i\ferl ic::a di Rvma. HH!3 ». Drostsr: 11M·ùrzioni numeriche dei globnli ?'ossi e clei {tlobnli bianch i in rctpporto col 1'aru.~sitn della mcdcaia. " Spe,.i rnPntale, Tomo XL V. "· DIONISJ : Sul!<· ·r·or iuzioni tlryli elem rnt i fÌrJnm ti. clt>l snngu.e m•lle f1•bb1·ì mala.r,:clte. <d'olidi rlico, 1!)111 ». ì\L\l<<'HJAI"A\'A e Cr:uJ1 : 811lle altenrziuo i dei globali 9'QS.~i 11etla ì·n fezione di malrwia e sulla. geuMi della. rm•lanino. "Att.i doi Lincei, 1884 ». ]:'o.~- CJi:s.\lu:--lJ r:)JET. : L e/{(·orilo8ì l'midolla delle ossa. • At.t i d ella R. Accademia di' Ile 1iCicnzr di To,.ino, 1S!l9 "· P oc:ca : D i ww .,,uoro sprcie eU r,o,·pv.w·olo ro:•so n el 8tll!gue di'ile anemie grcwi. • Il P oliclini<'o, HI!IS " · l O\"..u'IE : L a colorazioni' de,: globuli rossi delscr.n(Jite dci bambin·i . uLa P ediat.ria., 1890• . C'ESAR I S-DJ.:~J.EL : Sulla sostcmza. t:rfJmoto/ila mulogfobu.l<tre in alcuni eribrociti . « A t.t i della. R. Accademia di T or·ino. 901 "· C ESARIS ·DJ.<:) J EL: Sulla pa.tolorJict. dRl Smv.Jue. «Gazzetta Medica di Torino, 1001 •. \ YmTE e P E PPER : G?·mwla.r clegenera~ion oj er-ytror-ytu. « Tt'aJJ.Sa.ction;; of A'lsoC'. ot: Amcrican Ph~·;;ic ian.c;, !101 "· ~Al.l.Ra.zf:s : H emMie$ à grrm.u/alio11S ba.sophile.s. « Comp. R end., 1899 ». C:rL\Wl.T Z: UebC'T J(omigl' Degmerat ion rler rothen Blu.tzellen. « D eutsche Med. \.Yoch. 1899 "· J OLLY ET YALT.:f;J:: : .Sur les gru11ulat·i ons bc,soph ilu cle.s em.atiC$. « Comp. R end., 1907 », PnmACClNl : Pat.Qlogia. del fcn •oro. « 1\Iilano, 1906 "· l310ND! : .tllte~·a.zioni I?Mati.r;he ?n alcuni nv~Jelcname.n.ti. Osservazioni preliminari sulla, granulobaso(ilia e sulla policmmutu(tlù~ degli eritrociti. « • Bollett ino d e lla ~ociet.à t.ra i c ui t ori di :::icienzo l\ledic he o Natru·aJj, Cagliari, 1907 •· B oEI.T.KE: UcbP.r di~ /:fin. T'm·amlewnrten cler rothen Blutkorpercltt~n. . « Arch. Path. Am1t. uml Plrys. 904 ». C:uAR:\IE TU o DADDl : 8 -ulla metamorfosi '1111clcinica de!Jli eritrociti. «Volume p ubblic·ato in ono r(' d el Prof. Luc.iani, !JOO ». FERRATA : sw· globuli bia11chi mononucfeati. «Archiv io p er l e scieni'.O mediche. Y u lmne, XXX ». F r·:RRATA : L e emopat.ie. « 1023 n. RmrBY : R,.e~·i no/.e ematolorJiche sull' nt·t·elcnarnenlo da. olio di anilina.. • R>t mazzini, BWNA>ll:
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eritrociti :"'
CONGRESSI
[Bngreni delle !orietà italiane di ortopedia, di [birurgia e di urologia (Roma, 24-29 ottobre 1925)
L f• r iuuiÒni >tllllliRi i di qu,~tr Soc·ic•tò \ '>llliiO >'1'11\IH't' <:r<;-RC·I·ndo d ' ir,tf' r'I'RSP p r r· il cnutl'ibuto Ye ramt'nt e dlicHl'P d le i pi(t ntlot'Os i s p t>cin li!<t i e c hiruq;çi d'It Alia nppo r·tllll<) uiiP pii't impor·tanti quN;tin ni d t> l gÌt>r'IIO. Hifc·r•ittmo in ordinE' c r·Oit<d ugic·o ln )::\'t> lg irnPntn dl'lle tlin·r~e riunio ni . L C'o?>c; tt'E"l'lO n~;LL.\ SuCt.ET.Ì. JT.\T.l.-\:SA lH OH1:0PED1 A (24 ott obre 1!)25) ll l'I'Of. Pr iH ~i. dupo ave r riYolto un >:lllulo ui con g r·t·s<il'<ti ~· ri l Pvute lt> b l'llt'me r·rnzt' dt' ll.; SpJ'I·ialittr. or•mni hPne ttlì'ermata s i in Itnli ~L dh ht paru ltt. nl p n,f. Ynltu n co li di Bolognu, ehe i n morio \'t' l'Hmt• nt e brillante riferis t·() sul t e rn n d i r·e·ltl z ioru·: L 'l art1·it i non lttbe1·color i d"!la co/u?m(l 'Cf1'/l'bnt h. E~l i pr·cml'l tf' t·h e pr'E' ndenì. in con,.iden'lzione Ri olo le fornw artrit ie h c proprittnte nte dett.e. (•sr l uoiC'rlllo, c: ioO:•, le· for·n•(' infettive• tHt <1 g:t· lltC putog-rnu n o t o (t ifo , o~teomielitn. si fi li w~ . Eire.), IC' 1·ui m n nite:;hrzion i unnt o mo · pu t o ln~irhC' h n nn o S<'de e lc tt.in• nei c<Jt'(lÌ P giu:;(ilic·,mo piut.tosto il II O IIW di s pon<lilit i. nnzichè que llo di at·tr·iti. E g li ripo rti• tnli fnl'lll(' an rit ic h <' a rl11f• tipi fo uclame ntu li. Uu primo gruppo, nd <:jlli\ le il t· n r·p o \'CI't' f'bl'll lt' 11011 prcscntfl so,: tanziali cA mbiame nt i di fot'lna, ment !':<is te \IIU I più o u\f'nu Pst(·>;iL os:-:itk·uzione d e ll'app n ncto lef!a mf'nto :<o e (h>lle n r ti c:oh.17,io ni int Pr\'Prt.rbrnli: S'Jndesmilis o.ssi/icrms•.<Jpondi lo-nl't·rit is an-
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chilopoirtica, m enisf'o- 1< gwn enlùc
os.~i {iccmte.
spondil ile ossi(ica.1•te l igamentosc,.
Cn ;:ccomlc• 1!1'11ppo, nE' l quule pn•d orn imu w ftlt(>rn z ion i di fo rmu tlrlle s i n go le· v e •·te brc f'<Hl prolifertl zioni C'd e::<o,;t n:«i il'l't•go l>t r i: Sflundi l iti.s d efonnans, r eu.nl(f· lismo 'l:er/l'bm!e ost co(rtico •.spun d i/it f< OR/eo- cl'rlrit ica . Di f{ll <'st i gr·upp i profilu l'mwlomiu pt~tnlnp iC'u. l'araltom ia mdiof!rnfi cn. i tipi c linici, il d ecol'SO o In cm·u. F>tnrH> irnpor·tan t i enmunicttzinrli ,:.; ull'ara:omc nt o Bargell ini, )+Iunrgliano, D o nuri !' P nlugi, e pn··nclt> p tll'tf' t~lla di ,:;ou :<:<iniJ r• aneh<> il prr,f,. G tdC'azz i. ~t'!!\lonn Il' a lt re ct~mnui C'tl7. i n n i s u tdtri urrrom<·nt i intf' r t->:;;H nti di LH\'f'r·n ien('c;u , Gftzzott i. C'>tlandm, Dl• Gn <'tuno, DI'l 'l.'nr·to. '\[ngnts:< i, C'a nw ril. De! ituht . Cince iu. Cn1inz. ( ~u h·azz i. Lu s,.a nn . ecc. 11 l t'll(' lltE' l't>lo nn f'II O medie() Cuccia rift>r•is<:l' :'ll u n gmvP c11"0 di f nttt un\ ,.,.,·telmd,· cl oppiu e lussHz io i H' Clc·l bncinn (t·Ì jlO )flllgtiigu{'), t·i[p, ·anrl o n ... lo l!p <·t iule nw ccttlli!>.mo P l'<·si tn \'t'l'!lll l<'lltP >snd.Jisftll'<'n te d t> IIH c um. <·l'(' lrtsinl n-.<' nt<· "''t o p c·dic•t.
H. C'o~ r.R}~S:<O I>'ELT.A KocmTÀ r.r.-\ Ll.\:\A or C HIRl.;IWI A (25- 28 ol'tohn• 1!)25). L'ilhr:<t r t' pmf. Alc·,.s nw lri. pre;; itlc nt e d f' l (\Hl,Q'I'E'I<><O. d it il lwnve nut.u ni Pon g r·p,.:si,..ti, r·ilf>,-a i l pr<>f! I'N<;;o fl\t t o dull u S o ci1• tit itulia rm di C'htl'lcrgia, ('Omm e IIW I',l i s•wi tlf'f11 11 ti. profi!S!<or·i Cr c· i ,. CiHnnNtH F< io. c' d,) quiuni lu 1mro la oi ]'(·lurc>~·i ::\ht~·~·nue<·i t' ~ ropj»1to sul ! l'ma : L e occlusioni inlc•slinali. T b ('n not i ]'(·la t< n·i. c hr• n ,.,.,.a no rri1'1 fa tt" d i:<t ribu i l'C' u i soc i um\ cio t tu N l 1•la bora tu n iP tnor·in sull\u·go nwnt o: rin ~srunon o efl icttCl·IHe nt.c· lu l• n·o rl'luzione: <' [II'I'C i:>H · nwnt~o" il JWo t'. :-it('ppato s ull 'l't io lop- ia. pa!Ol!~ ll ('F< i, una tomo l' fìs io-p tt.to lo!!i>t d1•ll t> <>celusiuni int.:st inni i c·d il pr·c, f. :\I.>II'J:!>Il'll r·ci ;;ull!l s iuto.n>ntologin, dia g n osi. pr;-,gnus i <' tr>~ttn nwn to di tnli illlportunti allt·zioni morbm;<•. ::lt·gtton o l<· colnllnicuzio n i "'ul mt•<LP:«imo i\rf:!OnH•nt <' di ~Ia rinl'lli. tt•n e nti c·() lo 111wlli m e dici CuC'C iA c Hied ( sn qtJi ncli c i (·~t >< i o"SE' I'Yati n(:'ll'ns twdnl•· m ilitn r·c· d i Roma), F tt:<ano. Poliii>H. H omiti. C'tmt c•lmn. N t•p.to.ti , LPn ttH ..Jnru. <.:.nnhl'rini ,. Gullitto. !ncn•n inc·Ì t\ rtnindi 111111 dotta l'd t•ni c>H'•' di ,;('ussilHl l'. ,I la qua le pr<·ndono pnrt1· l r•rr.r. Donuti. Pa,;C'HIP, H tlS IÌilll''lli, (jft't'l"I UZ:I.i. AIPssu n<il'i. t•(·<:.: ti t.utti ··is pond .. no ~>Sauric• nt c·nwn tn i •·t•lnt.wi.
J',lllll O poi i111purtunti ('tiiiiUHica:~.ioni su ,,, ·ariat.i urgnmt>nti i prof. P.<t·lu · P ns<:nt,•. ( 'hinrolnnz~1, lht:5tia n e lli P., Tndd.,-i. Oliai'Ì, ::idtitt:;si. Ba.:~io, l\IinC' I'\'i ni. F. Rossi, A loi, :\les,.:nmh·i. B<111omo, l.ust• n•l , T•· iC'orni, PuqHtr>t, Bl'Hil· c·u ti, Battug l in, :.\Itu·n~dillll O, Zupel lo ni.l')o li lo' J'i, D t> lituh\. ~ .. s,•tti, T<>l't'u (·A, L ut.t•·•·i . Pnndotfini. Pi PJ'Ì, Dt· Ua,H't·<ll1<), Gnleuz7.i, C<t landn•, r>cc . ]l 2ts ru discus,.:() il t•·mH : Su/l<~ CW'ft ,[cl uturbo d i l.'frtiani- Baserluw in ( 'l)• •·••um· <''Hl la :-ioci<"L>Ì itulialia di m. •di ci nn i11ten.n. J'Plato ri prof. }'p n ·uta 1wr h1 m t'd i('i un. pr.>L F'i<·l'<' JW I' lu c h inu·giu, proL )fih11oi pe1· lu fl>H'lt' n1di~>l· tg it·>t. Uli illustr i r t' h·Lto •·i :;ono Vl'llllti a <;•HJclu~ i oJti uwlt o impnt·ttuttJ , c h e po:::~•mo sr JTirc d i b>ts(> o l JnN lico pt'fl tìc;o P<' l' n J'i<·n t>J rs i su q ll"!'ll\ impol't Hllk bra 1re n d <·lla nwdi c inu, ch e tanti ;n·og•·L·ssi ha futt<l c·011 !!li st udi modE>rni <' dm·t• g li it u linni figt ll'<t lll t iu }) l'Ìil1<\ lillt' >L A IJ'impnrt antt• discus=<iOJW. eh<> m• ò :<t·~uìtu, 11>111110 pr~·so ptt rt c co n \'H]idi '"'g0n ,.. nti, tra i nwdici i p 1·nff. P<'lliÌ•·, Cus!i· llino, l'l<HHtdirtlllJ, euc., !Tu i c hinu·gi i proff. .-\ IPs,;n ntl1·i , Do uati, (:illl'lhlt)ll. to•cc . A t lit i i h u Ili LO ris post.u l'Sil.uric nt<>mPnt•· i n•l,th• •·i. Ho l<>tto con \'t'ru snddi sfnzio11t' <'11<• nr>llll dnttn J't•h•zio n P •h•l prof. Fi.. a·c è ><tar., piit YO it•· cit~tto C< Hl pn1·oJ.· lu...;i ll!!h i••rl' 1111 la,·oru tl•··l t'HJ ,it.a n t> mt•tlic-o (:n-..;Ri HiR, c ia·C•t il 1'1\J)J)I·l'IO ll'll >\jlllCtl yoJn ntaa·ifl t' f>t\' OI'Il))l ll:iCO II\1'1", pui)hlic•uto in quc><t O (;iomo.lc ( F <ISC. fi, lH2;)). ,.,~cc h io,
III. Co~rau:sso T>EL I. A ~octF.TÀ LTALLAN.\ 01 lìRot,O<:tA (29 <>tLI)bn·). Anche quc<ta ::ÌUCÌI'til, sl'l>ben c "o r tu du crnat.tr·.• t\llliÌ IIJlJlt'll>l, è fiOJ't•llt·· Jll'l' Jl\lll1l'l'o c nllo1·u di ~o<nd. lnllli!.!IIJ':tto il Cc;~tgn'"'"'>, iltll'<'"td••ntP pr•Jf. F l'l'l'iH hu >lpct·to In. «t·duta cun In t·rlo.zione s1 d h•ma: Le Piolrm~jrili (e>ìcl nst• lt· col<"ulolS<' l' 11- tub••rcoltll'i). l rd••tnri, cltJtl. E. Mir.guz;o.ini •· C. ( ·,,.J tJmbinn, hnnn<~ tn\\[.utn vg n?g iMncntP l' impo •·tunln l' upitni L> \'(' JH' Jld o tll f inq)(•l'l>lnti c0ndu,; ioni. A llu J'f>lazionì sono ><<'~-!:"i te llliiHI'I'O.-'<' en11HIIl icazinu i s ul JJWdesi 1111> a I' ~O • an<'n to c infì11t> lll\1\ <li.-eussinne mnltn eff it·ll ce. :-iu11n p n i s tili <' tntte lr• •·onHl· ni<·azitll\i d,, i .-.,e;i s ui piit ,.;q11·iati t~rg• mH:n t i di nrcdog iu, tnt l•· quali \'\' ne• >"u no s tul l.' 1\ll.llt~· \'t" J'H111<·ntr· illlt'I'""'"IIIJt i (J"I' l'importunza •kll'uJ·gco iJJt' lll o <' Pt' J" i l modo vemment<> C'Jlir·ucr t h ·lln ,.,·,.Jginwnt.<~. ::;,' lllJlt't' lH' n documentato . Finisco\ qu ..:<ti:• br<•,·i n o t•• co n duo · l'>teeo••wn d o7.ioni ui miPi gionnli co ll~'gbi ufliL"iali nwdiei. Snt•<'bb<• e inè tl esidno\ bile e h t· i mt•tli<·i militnri Jli'!'IHk·s:<eJ'•.I piLt I l Cllt•l't' Cj11f'Stt' Ìlllp H'tlll\l i l'ili n inni Hl\lliiHli, >ll't'OJ'H'I Jdtl in buon J\lllt1('J•J, :<iClli'Ì tli spt.:!Hie •·•· moltu lH"n c i l lu w tC>mpo. E:<:;i du\·t·••biJ,.,.o inu ltt·e p ol'!n1·c Hll<: h(;l i n questi ('ong•·t•s;. i il f r ut t n dd li> loro n""''r\·azioni, d i'l lo )'() ,;tudio , de l loro lav(>I'O, P<' l'Cii è vcr,u•tt·nt•· 11\o lt i Ja,·•wano e lw n p . t:.: ul lor·•" p e rcltf> non dianoiltl'l·d ·lo? Ct•:;Ì f>tCt•ndr.J, J> I'OCll1'>111 '1 lllcot·n ,.:tt•s,;i so~ ddi,;fnz it>n i in ti n 1t.: (le ::;ol e pnrt1·uppo •• n o i po,.:~ihili ,, C'lw nes..:;nn•> ci pnò tugli " t·e), t· a l Cuq>o ~an i ll1ri v mi lita re lu,;tm ,. do ·<:om. (,>uurl e-~1 in w/i.~! C:.\ ('(.1,\.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA La malaria negli Eserciti durante l'ultima guerra in rapporto alla chinino-profilassi.
Dn um1 int<' tvs:<au tc ri\·ist,n .-<i ll tl'~i<·>t su l h~ malotria. t'ho ri>t:<sunlt" t,utl.i i pi\1 r·ccPnf i htvOJ'i itnli ao~ ui o s tran ie r i. J'Ìt.c-uinJIIO opp<ll'ttmo di rife rÌJ'f·' a lc- uni dat.i •·a~u~w d:m ti l'inft'ziono m>lhn·ì,·a n egli csc1·ci t,i b r lli!.!eran ti t•d i ri;,talt.Hi·i nt.tenllt.i 11 mezzo delln chinino-prnl ìla!'!s i. N dl'u ltimu gu~rl'll J't',.:r•rc·i(O tPdh;<'<l fu rela 1in111H.'IIh1 po<·o co lpito d;1l1,1 mn · larin; n e'l <·nntp l<''-""" fH ' J'Ò J'inf<'zione IH"t I'<II'I"'""C'ntato. dopo le Jlla la t tie \'t>Jwt·e(•, lo. piit ì!I'O\'P cnusn di tu odw,itia. :.'\PI prinao mmo inlatti, i n bn~P alht ,;tat i,.: t iCtl e llo
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Zienuann, si sono segnalati (1.5:'i 111alariei 0/ ,". nt'l secondo 1,2:JU/ 00 , nel terzo 6,'J.Ofo..·• tino ad aversi nel quarto il 13,7Uf0, ; la morbilità piì1 elevata si è verificata tanto snl f1'0nte turco nel terzo anno con il 651,2~/"" di colpiti e nel quart-o coll83,7°/or, quanto nei Balcani, ove nel terzo annù !li ebbe il92,6u/00 e nel quarto il 232,4 °/00 • Anche l'c. sercito inglese ha pagato \m notevole cotttt·ibuto all'infezione: secondo i dati del Pllear, nel triem1io 1916-17-18 fu accertato ill05,3'/00 d ei malai·ici, con tma mortalità 1·i;;pettivamente del 2,02, di l, l'i e eli l.(ifl%0 • Cosl nell'esercito francese, da quanto l'iferisce il \\'enyon, si rnggiunse quMi ilnonuplo. L 'andamento a1muale dell'infezione ha presentato. in generale. due rccrude· scenze : una. pii1 lieve in vrimave1·a, determinat-a dalle r·ecidive, la quale infatti mancò nel 19 16, l'nlt1·a piì1 accent.uata. in estate. La guerra ha messo in evidenzi\ l'importanzA dci periodi di la.tenza, che ;:i possono di:<t.inguere in primari o ~<econdari a seconda che i soggetti abbiano pre;;entnt.o o no i s in torni clinici di mala1·ia ; il cho ,:;pieaa la ripresa i.n n•af!gio dell'infezione. mentro è inverosimile che i parassiti po,ano ibernare uegli anofeli. ::--ono ~<tate aecertate inoltrelatenze d i due-tre anni, eccezionalmente di periodi aupcriori. Keconclo il Plclm una caratte•·istica ~winc·ipalt> della malaria di gue.rrn è stata. la resistenza alla chinina: CJnesto fa•·maco agisce indirettamente ::~timolando l'orf.!anismo a di(encler·>"i. E!!li lin constatat.o, in accordo con la legge biologica di Arndt~C'hultze, che le dosi elevate d i chin no non presentano nessun vantaggio, e, se l'organismo non è in grado di reagire, possono anche diventare dannose. Schilling ha potuto al'l'Orta re che la malaria d.i guerra non è mai dnrat.a pi ·• di tre anni dopo aver la~ciato le locaUtà malariche ; Orro ha Of'servato che una cJj. visione t rasferitasi nel 1917 in lot•nl it à indenne lu~ presentato p i 1 colpiti da malaria de ll'anno precedente in cui era accampata in zona malarica; per coutJ·o, due divisioni, che già da un anno avevano soggiornato in localitìt infette, hanno dato un maggior numero di malarici d i una nuova divisione. . Particolare interesse presentano i risultati con,:;cguiti dalla chin no profilas;;i negli e.serciti bell igeranti. L'e;;pcdenztt dell'ultima guena non ha portato a conclu,:ioui concordi su lla r·eale efl'ìcada di questo t.rattamento. Zie•·mann, nell'esercito tede,.:co, ha potuto pe1·sonalmente constatare l'utilit.il del chinino >"omministrato, >'ia a scopo terapeutico che p.rofila.t.tico, a dosi non elevate. Per la profilassi ha pre,;c•·it t.o dosi di lP'. l -2 a l giomo due volte la~ettimaua (mercoledì e domenica). usando inoltre nelle forme chinino-resistenti, il neosal\·a.rsan . Emily ha osser\'ato che le truppe di.<;taccat.e ad Alessand r·ett.a, regione u lt ra. malarica, sono state colpite dall'infezione nella percentuale dell'85 % dur·ante il l!)HI, quando il servÌ'LÌO profilattioo non era ancora organizzato, mentre nell'anno i::<uc-c-e.~sivo. att11ata rigorosamente la chinizzazione. si è avuto :;;o lo il 25 %· ( ·o,.;ì i fratelli Sergent-so:=;tengono che la profi lassi chininica delle grandi masso helli~reranti , i dimostra praticamente efficac-e, rendendo i soggett.i meno pericolosi per· la colletti1·itù, e, pur non proteggendo in modo a;;solnto dall'infezione. diminui.-ce la ~J-a\·itù degli attacchi. F. lleborn ritiene del pàri la chinino-profi.la;;si as;;oluta.ment.e indispensabile p ~r · le truppe in campagna. le quali. senza. di essa, sarebbero stato posto fuori com · batti111entù in alcuni set.to•·i in mPno di due·t1·c settimane. Ammette che tale pro· f-U a;;:> i è capace di tt·onca1·e nott amen te la ripresa Cl'<ti,·a della malaria e può anche pren•n ir·e quella prima\"erile. Nei reparti di truppa. in cui non è stato e1<eguito un opportuno <:ont ro llo rigoro::~o si sono avut.e delle recrudescenze enormi, co 1 e nella. 1\I at·edonia meridionale. L'A., infine, non mette in dubbio che esi;;tano forme d i rnalat'ia r·e;;istenti a l ch inino assai frequenti negli ~:=;erciti belligerant.i, e ritiene che a detennina•·le intervengano le coud.izioni stesse della guel'l'a (iponutrizione, strapazzi . ecc.) d'altra pa1·te r accertato che molti mnlarici presunti chinino-resister ti non hanno iln-ec-e preso il chinino prescritto per il pregiudizio assai diffuso fra le truppe, che tale fannaco fosse dannoso e determinasse impotenza. Al cont.I-ario i medici militari inglesi, che hanno npplicato i.n larga misura la profila:;si chininica tra le truppe in i\lacedonia, hanno ottt>nuto dei risu ltati poco confortanti : c-o:;ì fra le h·uppe ft-ancesi, sempre in Macedonia. nonostan te la chi· nizzazione precoce e genera le, si è avuto una rnorbositù ma larica dell'85-95 %· Altri medici militari, CJUali ill\Ii;ller, il \\'illongby, il Cassid~.-, il ~euschlosz, l'An· clerson, Zontlck, Ro>'s, :-)eideliu. Teichmann, ::)it.t, J'ocobson. ecc. hnnno potuto accertare clte l'u:-;o proluu~oto del chinino a scopo profi lattico ha valore solo in .un
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primo H·ntpo pet· l.U\tt durata limitata e pt·eclispone a lle recidive; a.ltera inoltro.> ì camtt,eri. dei primi acce..:;si malari.ci, rendemlo li aHip·ici e determina forme croniche che si est~ugnono lent.amente, in quanto i_acilitano l' insorgere della chinino -resistenza nei parassiti e l'ichicdono trattament-i molto intensivi e prot ratti : in altl'i termini la profila:;;si ch i.ninica t·id uce il numero dei colpiti, ma r ende questi t·o:>irat tar i a lla cura.. • · Anc:he il !\liihlens, che l1 à prestato servizio dul'lmt.e la g1·ande guena come consulente igienista presso gli eserc iti turco e bulgaro. ha dichìnrato che ~ul ironte di Salonicco e in Palestina, nessun metodo d i c lti ninizzazione ha po·tuto impedire con certezza la infezione malarica : la profilassi c hininica non evita l' infezione prop ri ament-e detta dell'or·gnuismo, ma soltanto l' inizio d egli accessi felbbrili. Secondo il Wenyon i risultati di questa profila><si in :.\lacedonia non hanno compensato la spesa ingente che ha l'ic hiesto, poichè i benefieì della som.min.is tnt· zione q uotidiana di chinino non hanno 1:1 Nuto a lt ro r·is tùtat,o che d i t•endere meno g ravi le infezioni e eU prevenire le rec idive, pm· mantenendosi la morbos ità e len\t issima. Pat·imenti il Legendl·e, •· opo aver passato in 1 assegna un g t·au numer o di da t i o di giudi zi di compet.enti sulla profilassi chin.inica in guena, dichiara francameme che essa ha fatto completa bancarotta. Le dosi alt.e sono dannose, le dosi minime a meno d i gr. 0,9 al giorno s i limitano a maschentrne l'infezione, sopprimono i sintomi, ma non i parassiti e aumentando il nnmero dei portatori di virus, facilitano la diffusione d ella malattia. E d anche pet·l'Esercito italiano, che sull'Isonzo e sul basso Piave ha sostenuto 11ua lotta penosa contro la malaria di quelle zono palustri, i risultati d ella profilassi chininica non son o stati molto convincenti. Il Cìomesatti 1·iferisce che interi repar ti eli truppa dislocati in località malariche, quantt.mque l'igot·osamente profiJa.ssati fin con gr. 0,80-l di bisolfato di chinino al g iorno, con trassero l 'infezione nella quasi totalità.. E molte volte si è constat.ato nel sangue d e i profilassa.ti la comparsa. d i forme pa.rassitarie semilunari senza febbre e con lievissimi rialzi di temperatw·a : viene perciò alla con c lus ione che la chinina è venu ta meno al suo compito profìlattico. Ana.logamente il Brune lli, ch e nel 1918 ha ,;egu:to la campagna antimalal'ica fra i t·eparti di marina nella zona del basso P iave, ha osservato che un certo numero di profilassati ha contratto ugualmente l'iniezione. Cosi il Ghiron h.a rilevato che il 95 % degli ufficiali ed i marinai in con gedo dall'Albania, nonostante la p rofilassi chininica praticata, a dire il ver o, con dosi deboli e irregolarmente, e q uantunqne la. metà. non avesse mai presen tato attacchi febbri l i, era malal'ica. Finalmente il Dionisi, che con nti rabile abnegazione ha praticato per qna.;i tutto il periodo d ella g uen·a la profìla.-ssi a ntimalarica nella. 31l Armata., dichiara che la cura chininica, sia quotidiana che bisettimanale, non evita l'infezione, ma la mantiene latente, nè con tribuisce con l a voluta efficacia al risanaiD.ento dell'ambiente, c· conclude col ritener e che il trattamento pereru1e di chinino nella maggioranza dei casi ò tutt'altro che di facil e attuazione e n on risanerà. mai una zona mala.rica. Egli stesso è stato colto nel 1918 da un attacco di febbre nel mese d i mat·zo prodotto dal pltt.s·nwd.uun d m x e sviluppatosi dopo una. latenza n on pre cisa.bile, ed ha subito un altro tttta.cco n el 1919, di.most,rando così personalmente quanto ,;ia difficile sottoporsi ad un t.ra.ttament-o continuativo ed ininterrotto. Volendo riassumere lo stato attuale delle n ostre conoscenze sulla profilassi chininica secondo l'esperienza clell'ttltima guena., si pnò con cludere che essa pr~ · senta. vantaggi e inconvenienti : fra i primi si d eve riconoscere quello di tener lontane le manifestazioni cliniche della malaria, pur non impedendo d i regola l'infezione ; perchè è in grado di mantenere in etlìcienza. Ie truppe combattenti e le masse lavOl·a.tl'ici operanti in locali ti~ malarich e. U no svanta.ggio è dato invece ualla difficoltà di attuarla. con regolarità e con metodo, in modo ch e praticatnente si dimostrn spes:>o poco efficace e convien e t·i" uHzinrvi, :;alvo per i militari o per i corpi miJiua.t·izzat.i : cd anche in questi casi ri · chiede un servizio di vigilanza complesso e disage\·ole. Un a ltro inconveniente è dato da,! fatto che i pt·ofilassati, non presentando manifestazioni diniche. possono accudire a i loro lavori, m a s iccome r estano iJùEit-t.i e infettanti, sia pmtl in gn1do minore ùei non trattati, s i facilita in t.al modo la tra.snù&sione e la d iffu.:>ioue dell'infezione .
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È da tene•· prei<~::ntr infiJH~ che le> d osi protìlattiche, perchè insullicienr,i a ;;te•·ilizz.are e perchè, di solito, }H'f'SC con ir·•·e!!ula1·ità, promuovono lt~ pl·och lzione della chiJùno-resistenza., in guisa che molti individui pnJfÌia!';.:a\.i !=:Ì rlimost.J·ano poi ribelli alla cura chinini ca. Ad ogni modo, p•·ima di decidtwe l'attuazione df' lltl chiniuoprofilassi, se ne devono bilanciare iu ogni singolo caso l'attivo e ilpttssh·o.
Antropologia. criminale e(l <mdocrinolnyia (a Ras:;ngmt d i Studi ps ichiatric i "• fa.<;ciculi 2, 3, 1!125). Gli AA., sulla scort·t~ di 22 o:;:>er\·Azioni ;;u soldati rei, studint.i morfologicamente, funzionalmente, endoc•·inoloj:tieanlente, hfuwo messo in evidenza. la g rande frequenza con cui il disendo('rini!'<ntO s'inne:;ta a ll'r lemento costituzional~ ne!Ea patogenesi del delitto, ed hauno eon:;tat.ato che esso ò tliff1tso nell'individ~• alitil. dei crimillali con attrib11ti funzionali dh·er.si. n disormonismo a forma plu•·iglandolar·e in 86,86 % è in rapp01·to indiretto coll'indil'izzo ot·ganizztttivo tlel quadro costit uzionale, ma ha 1H'C.sumibilmonte influ~>si nel compime nto degli atti individuali, o•·a pe•· l' intel'mediario prevalent-e F u NAIOT.l e l'EL'ESE. -
deU'element.o ipetsnrrenalico, ora dell'elemento ipergenitale pt·edominante o pet· il t ramite del coefficient-e distiroideo-dispituitarico, o p e•· la via del fattol'e ipo>mn-ena.lico, Esso coneorre, inoltt·e, nella compagine isterica ed in _q uella del reo occasionale, ad acuire l'originario squ ilibt·io emotivo traverso l'elemento ipertiroideo-dispituitarico, inducendo ipertensione simpatica e perciò episodi convulsivi o c t·iminosi di fronte a st,imoli dit risentimento mo1·ale : concor1·e altresi nella compagine nevrnstenica ad accentuare la primordiale depres;.ione psichica per l'intetntezzo dell'e lemento iposurrenalico. Il d.isormon.ismu a forma monoglandolare in 13-14 % rfvelo.:;i invece il fulcro di detenninazi one delle costituzioni e degli atti per·sonali, talchò i vari strati <li organizzazione s i foggiano sul modello del temperamento disg londolare. IJ disormonic;mo ha inoltre, espressione notevole nella s fera morfologica, in 63,12 % (con-isponcleutemente a sindromi marcate ipert.iroidee o ipoti1·oidee o ipergenitali, oppure a evidenti sindromi biglandolari di varia forma o, meno sovente, in corrispondenza a sindr omi pluriglandolari varie di tinta appari· scente) si osse•·va, contemporaneamente, abnonnità. del t.ipo costituzionale e di quello cranio-faciale. La concomitanza dei due t.ipi abnormi imprime all'illtera. personalità somatica una deviazione, facilmente ravvisabile e rivelante l'in·egolare decorso de ll'ontogenesi individuale. Il disormonismo, infine, ba riflessi nei temperamenti psichici : l'elemento iperti.roideo puro oppure misto ad! altri elementi {i.pogenitale, iposurrenalico, dispituitarico) ha. il con-ispettivo in umore prevalentemente clepres.~o in conispondenza a nem·otono vegetativo labile ; l'elemento ipersnrrenalico o ipergenittitle, da soli o tmiti a dispituitarismo, distiroidismo, ecc., ha l'equivalente fun2;ionale in urhore prevalentemente euforico in corrispondenza a neurotono vegetativo e levato : il disormonismo quindi, avendo riscontro in vari segmenti de!fe sfere organiche, stabilisce n es.c;i piì.t o meno intimi tt·a i vari strati della personalità e assume il valore di nuovo fat t ore caus ale, dt·ammatizzante le reazioni biolo(.riche individuali al pa1·i dei fattori criminogeni da t empo noti.
Di -wn ratro caso di neurite retrob·u lbare da malaria latente. (Archivio di oftalmologia, n. 2, 1925). Ai pochissimi casi· di neurite retrobulbare malarica., eaistenti nella letteratura per opere eli 1\it·k, D eeren, l'A. a-ggiunge w1. caso da lui osservato nell'ambulatorio della clinica octùistica di Napoli, riguardante Wl ex-militare da Fuorigrot ta, di anni 32, a gentilizio immune, non sifilitico, nou bevitore, ammogliato con prole sana, rimpatriato dall'Albania nel 1917 per infezione malarica grave, di cui coutinmn-a la cma p er bocca al momento della visita iu clinica. Da circa un mese egli accusava din1inu.zione visiva doppia, notevole, a carattere progressivo, specie in date ore del g iorno e, a periodi, sofft..iva dolori intensi ai gomiti e alle ginocchia, m entre si accentuava l'ambliopia. All'esame obiettivo presentava cute e mucose visibili pallide, milza debordante dall'arco costale, fegato un po' ingrosf\ato, globuli rossi pari a. 4.000.000, globuli bianchi pari a 15.000, Hb 11guale a 84.6 %, reperto negativo del sangue SlltA.LTINO. -
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rispetto ai ptua:<;;iti ma.laric i. cuti ·t·eazione negativa, R. \•\ '. negat.iva. All'analisi oc\llare aveva JieYe ipermetropia in O D, V -= 1112 in 00. campo visivo ristretto per il bianco e, per ilt·osso e il verde, nno scotoma. centrale negativo, estendentesi ad elissi orizzont.ale ver·so il p11nto cieco di Ma.riotte: oftalmoscopicamente si rivelava un lie\'e assottigliamento dei vasi retiuici da spasmo arter ioso. L'aft'czione oculare si mnnife~;tò quindi dopo oltre quattro anni dal momento dell'infezione malarica e in condizioni fì!liche personali discrete. Per la negatività. degli esami pratical.i e per la presenza n e ll'anamnesi della malaria. il soggetto fu sottoposto a intenRa e p r·ohmgata. cura chininica, che ebbe l'effet.t,o di attenuare a"sai i di;;turbi oculari fl periarticolari. FL'NA lOLI.
CtOPPA. - Contributo rlinico rTli<l· fisiopn.toTogìa vestibolare. (Arch.vìo italiano eli ot.ologiR., n. 5, 1H25). Dallo st.uclio di 65 inf€'rmi per varie malattie dell 'orecchio medio e inl erno• condot.t.o minnta.mente. Rpecie sotto il punto dì vista delle complicate funzion ,·ef<tiholari, l'A. t me le sflguenti conclusioni, cl1e interessano la m ed icina legale d e ll'orecchio : to Il sintomo di Komberg è stato riscontrato nel 2l.fi % dei casi ossern~ot.i, più frequentemente nella sordità familiare e nell'otite media purulenta; 20 La p1·ova di Rtei.n si è rivelata. in 67.6 %. più spesso nella sordità iamiliare e nei dist.urbi labirintici post.-t.r'aumatici; 3o Il nist.a)!mo spontaneo è stato notato in 45.1 % ; 40 Il nist.i~o)!mo provocato (colla sedia girevole e colla pr·ova calorica) si è rivelato in 87.3 %. ia vertigine in 73.2 % ; 5o L'eccitabilità ve~<tibola.re è stat.a. maggiore a.! lato destro (25 volte) che nl sinistro (21 volte); 6° Durnnt,e la deambulazione si è notata marcia con deviazione a sinistra 20 voltE', di fronte a J 6 con deviazione a dest1·a, marcia normale 14 volte, marcia a zig-zag un caso, marcit~o incPrta 14 volte : 7° La p1·ova dell'indicazione l> rifmltata eRatta 20 volte su 65 (44.6 %), mediocre 27 (41.5 °r0 ), cattiva 9 volte (13.8 %) ; !lO DA.i clnt.i ;m l' incli('n.?.ionA A ~<u In. marcia !lÌ iled'Lwe che lEI alterazioni 1>-.birint.iche vestibolari influiscono ma!!gionnente su l'orientazioue dinamica. degli Arti inferiori. che s u la funzionalitÀ degli arti superiori. DELLA
FU;-iAlOLI.
Orchiw acutada. ?lt<tlari.a. (Folia ·M edica, n. 13. 1925). L'A. !·iferisco due casi clinici di classica manifestazione ma.Jarica, coruen-nata da E-same para.s;dtologico del sangue, nel corso della. qua.le si notò dapprima dolore e poi tumefo.zione in una delle loJ:(gie scrotali senza partecipazione degli element.i d e l ftmicolo ;:;permatico. Il dolore ha avuto In earattori::.tica dj esacerbarsi in coincidenza a riaccens ioni fe bb1·ili, di attenmwsi nella decrescenza. eli scomparire colla caduta. febbrile in seguito oll ' tiSO di chinino: la tumefazione ha sej!nito nell'evoluzione l'andamento febbrile. Accer·tllta la lol'fllizzazione dell'affezione, l'A. ne -pa!<sa in rassegna la. pato(!enesi, prospettandr>!'ìi le varie cause lesive, amrne!l;;e in patologia e i loro tramiti e concludendo. in con;;iderazione della prcsenzn ananmest.ica dell'agente mala rico e dei riùwimenti clinici tra l 'accensione febbrile specifica. e la tmnefazione urc]Jitica, clt~ la rnuluria d t:bi.JM t:>'>:;IU't: tt.Jmoverata tra le affe:cioui. geuer·ali 1·eaponsa.bili in contlizioni ecc('7.ionali di flogo;;i testirolare: il che verrebbe a confetmare l'orchit.e mahu·i<'a. primitiYa, d escritta da. Wecchia. n el 1920 e quella descritta da G irnrrl ucl l 8$3.
Dr PAçE . -
\Voos S. \\'ooL·n mu.- Il medico m·iatort>. (The 1\Iedical Smgeon, n. 7, 1925}. L'A., dopo 1rn hrc ,·i><simo ce1mo sui mezzi di trasporto dell'Umanità dai tempi antichi ati oggi, ,·ien<' a parlare dello sviluppo dell'aviazione e'della. sua. o1·ga.nizzllzione. Hifer·if'C'e elle negli f;t.l\t.i 'Gnit.i fì11 0 dal 1917, sfrn t.tando la. espe· rionzn degli Alll'u1 i, era ~<orto un lnbora.t(lrio di ricercl1e mediche diretto dal
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pit.o >llteora ci nì.i<'ndt~. l n !!Pn<'r<' s i è infntt.i J'<H'f,H t.i A. pt·eoc<:IIJHII'C·i piìr dei b ianchi dlf'' I' ÌWlllO nf'i tr·opi..:i. dirnentic;11.1tdo c hC' ben 300.00().000 d i indigen i rc><tnno indifesi O(llli·l'o il' tleva><tn.zioni d ei 1110rbi tropic1tli . Anche per {JIIl'>'tÌ ultimi qualt:ho <:o><>~ & ,..t.ut-a ft'l.t.t.a, nu1 Ì.' pì<:eola goc<·ÌR. in un mare dì bì~<ognì, da,t.(' le fot·midHbili diflic'olt.it dovute H0pratu tto a tlefìcienza di uo111ini, dì moneta, di e:oJLusr·e•v.e. H igui~r·do ull>1 p t· irH>l d i g ttoste detic·Ìt'J tze, <>coone pE'H:;a.r·e che s p(':;So a.d 1111 ><olr> umno :::ono tt 't t.· a.t i i n CIII'!\ cent.ìmtio. di migl iHiR. Ili indigeni sparsi :su s upe r·t ici irllrrri'HI'ie, a.h;qnc pMli ddk qual i o,g li potrà. Yioitare una. volta. ulmas:-;imo due. n P Il. anno. [)nn.• ora ò li u m l'd Ì('O oocor·r·crebhC'ro per lo llwno d ìec·i J?rl ir L alc.;Lme zoae, nnche cinquanta.. .l\la qnesto bi:>ogno urta. contro la seconda. deficienza, quvlla di dt·llar<>, c· la<· ,.;i it('l'<·nuw pr·J' lu t·m>nllir.>1 e h(· ~<•n·<·bbt' nE·t·t'>'"" r·io. e c.;he "ill'H ""l" vinta qtHtHcln !!li ,.:rnti •' gl i irnpn·ndit<wi ~i tt<'c·nr·j!pr·•ìllnll d H· il derHII'O i~tl!)i<·.!.!'IH<> rwllt· nri""''" ""nÌI•ll·i·· 1\ ••t•i t1·opier ott.iJntlllH'nle i r upiP!(I.t~o um· lu~ thd lflto PI'Oll<nnit·<J. t,.luant" a ll'uJi.imo bi,.:ngrw. <jH<'II•> d "ll" c·urt~>>'t't'IIZII dPII•• mnlnHÌt', d t•i ll t<'zz i di dii<·>'", (o ln'r'inta .r lhr !Wi•·n z(L IH p~.trrdn, C'OIItl ><J>Ia >'j)I' I'>I11ZH f'llf' i hiiln!'lti r·e>n;;id(•r·i rw lt1 ""llli<' t];•gli ittdigt• rti ('PII JJII1j!j2:ion• inl<'l'"""t' di rllll'llo l'lrt' IIPII ~>hhivno 11111>'11'>1\0 fìw• ndt•,.:-;o. l' 1·: )lUZZI. 1) ,\\\' ;<(>l'
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M7 '
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare
Ricompense al valor militare per ia campagna di guerra 1915-18
ì\[Eri.\CT,TA DI BIW;>;ZO.
tt;;Q. Co t ,u~tll.l l,!!llct Zit> , da Trapani, tcnenl(· nw.li.-o 9 rc.>g~i lll cnto fant<-rin. - 1\·r "'~i~tcrc i nnni<Tosi h-riti 1h-l ;.110 r~·parto rinlim~,-a 11l'lla trinn•a hcr,-:~g li :lta ù:~l liro an·ers:n io, tino a l t·<m1pi n1 ~lllP dl'll:c :-nn o twra , 1.', ,.,)q dopo :1\'l·r <·nrnt<> !ttlti i fcriti, con tnolio "a nguc ircdtlo c ri;.ehio til-lla vita, nu:<ci1·:1 11 l;t· ll lran: Ìtt lint•a, ,-~~c ttd<J "wta la trittn·a ntTttpata dal ttcttlit·o, c: ri111a'to nci s ttni tton1i11i f1·n dn<: fnod1i. - )lc:ktt<: di (;:dlin , .:; tlin·n1brc 1yli. 11!'.•. ~l ISSIRI ~ /-',•,fr li.-0, ><•ttott:lll·ntt lllcdi<"O 1 rtggÌIIll'llto a l pini, ha!tagl innc: \':1! Haltca. - l' ttici:clc tm·di t•o eli hattaglion<: alpitti , :~t!ddto a<l 1111n con1pn~nia itt ri:-:en·a, dnr att tl' l'atlan·(' l'hl' i n izi:11·<1~i a fon<· ,., ] :1,;p:·a pn:-i,,ionc 111011tan1, vo)nntarinmcmc c cott :'hc m·io alttlllircl'<llC. la,<·ia,·a la <'OI IIfla~nia ed aet:vtT<'I'a <t lk truppe eli ati <H'<'o , po1'l:ltHim ·i m: l lll otttento più niti,-,,, la :'Ila nt l i la rooper IYÌot! ~· •.li sauit:t rio l.' tli ~ohlato, tlaudo hc-lla prm·a Ili ,·alol'l', ,:;pn·z~o .Id pericolo t' a lto "t'lllim,·u tu di !lhllt')!:t/ Ìil ltc. - l'orno di C:.~~·rnw 1 :\da tuc·l lo). 15 g-in;!IIO 19 1;. tlot.
:-I.~ I ' HI)
''lario , lc-ucnt.: llll'dit·o .>1 rt·;!g'Ì IIIl'lltO f<tni•·ria. -
/.a IIIClli<•cl;.itHtt' della
m<' d<lJ!li<l di br1111 : o c'ctllf<'lil<l,di co11 1<. dardo ~ <>lfaluc H)2J è _,,,~/iluilu coc1 la scgltclllc' : ~i offri1·a ncloutltri<~JttetH<· c ('oraggi<>:<flttll:JH<· ~i ,:;pi ng-cl'a oltre 1:1
no,;tra li m:n JWr raccog li~:n: e prc<lar..- srwt·ur~n n kriti gr:11·i rimao.;ti !<tt l po~l(l di t'nmhnttiHJ<·ulO. l'n·"'' a iu l'ilatc dall'fll' l'l:r,;:cri•>. l'Oiltinn~ll':t l:t s n<t O(H'r:. !!<'· lll• ro~~n . fiJH"'"h(. ,·c ni\'A <-ir~..·otl lat<) c ..·otturnto, çon nn th·n pJh.:lio <li nou1i11i di ~nniH~ .
1 \scmpio di ,·alort· l' di alto !'. piritn t! i alm q~a:r.inllt'. g'llO 1915.
Sagrado 1\.'<:r:.;o). 21-22 g-iu -
11A2. :\lt\JJIKA Fra11c;•sco. dn :-\npoli, ,·a pitauo mcdi,·o l,\5 r,•ggi1m·uto fa11ll-rin. /11 nHnwHiu;.iOIIC dt'l/a Cl'<lcc al mrril o di gucrm ro11f CI'i/agti ((111 1?. rft'o-do g <lgos/o 192": - In ;tic.rnatc di nsprc c crut·ntt: lottt·. int' lll'alll<: <kl pc:il'lllo, ~<·gu<·n - lo da l'it·ino le trupp(.' , rim<tnen1 Jll'r lnn ~ht' orc ~otto :~i 1·io lt-n!i hmuhanl:~nJ<·tt;l, tli 11\tl l 'nltro <'llrame l'ltt: ck l di~imptg no della >-11:1 nmaui!aria mi-~iuttc, II<' Ì pr,,:ti ,]i 111<·<1icazionc impiantnti, 111L.,(i,·n ndo c ronfon;mdo i feriti c òaudu utirnl•ilt- t' :'elll· pi o di t•a hnn, ,.cn•ttità e çoraggio. :- routel1<1, g-i 11gno t <) J ~ - Pf>.lt-rolcha, 27 ottobre 191$ . 11 n3. Ptt'C<Jf.o (:iu~cf'f> i' ,
~nttOll'l t entc J11l·!li<·o ~ ~ n·g).!itm·nto f:111lcria. Hin1a:'to "'•lo nflici;olc• m tdi('o nl p<>><to di mcdintzirm r· r('g-~inlclllak "<' :>pt·, t'OH ;:·, ·n·nitit d':lt litno <' ~prt·-.zo de l JWrÌ<'C>lo, ~Nto fnot'O mi•·idial,• <l':tni~lil"ria, !lf'tttinarc ],) l'CC> tn p igl io t·tl il panif<l C'la: in1·t~:<.: i prc~e n ti, t'OJ1lÌn11anrlo J'npt·ra '11.1 1ind1e c·atl,·la 1'olpitr1 a morii'. - -:-r(lnte )fi'Zh·. 3 !)'ingttO H)l_:;.
r IO.j . RoStiCJ E11riNr , do Roma. t'apitil ll c> :u,·dico eli ,·ompkm<·nlo. - In l'ùnnd csccnz:t nl'l porto di :\n7.Ìo JWr ,·oug-t·la?.ion e ai pi t·di •: gra1·i l<':< irmi T l' hnutt:tri rnn trnt il' alln frolltt' , ,;i itnlmr<"tl\'(1 l't olonta ri nlllt'lll<· :<n di 111: R . rimordn:1tore nrm :no, l'O li lllarc gro,:;so c· l'Oil solllltll'rgil cili m·mici prv:<<·nti m·11a zona, c r-n·ndeva part<' :tlllnt·c rdl,- cll.'i lll'lnfraghi di 1111 g-ro!':;:, pirosc11fo iugi<':-.t·, :<ih:r:-tlo r.li ·a llt'7zn di TutTt' Sa 11 Le )l'l'Il lO pet· prl's lar(· l'npt·ra propri;~, dn ntlo pro\'.1 di -<pn·uo d l'l pcrin•lo C di t·st· mplarc sc.:utitttc.: Jllo di a ltrui~nH•. - ,\m.i() (}{(J tll:l l , at,tilc.: llJii S - • Oim·n"te 11i me,lirinò militm·c. - fi'l\ii<'· X r L
(Cc>ul illll<l).
NOTIZIE l ' ISTITUTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE all'Esposizione nazionale di chimica pura ed a pplicata all' industria in Torino
L'Tf<t,i tuto chimico farmaceutico militare, con prov·vido ed opportuno appoggio morale od economico d el :.\lini;.tero della guen·a, ha brillantemente con corso alJa J·iusciti,.:;;:imo, esposizione nazionale el i <'himica pura ed appli<'ata all'industria dj T orino con una •nagnificn. mostrìt. che, per unanime consenso d ella Giw·ìa. superiore, ha otte~nuto il • (; ,·an d iploma d'onore », massimt\ onor·ifìcenza, mentre alia Direzione ,-eniva ll.:>:mgnata la medaglia d'oro del "i\t inistero d!'lla pubbliea istruzione. La mostr·n dell'l~'<tituto all'Esposizione fìguriwa in un ampio stnnd ili mq. 200 n.I1'111Circa nel Sttlono E, <.:ruppo x, indu:;trie ehimiche-fru'111aceutiéhe. norwbè in
uno SJlfiZÌo risol'\·ato, nel Padiglione d'onor·e desi:inato a.Jla Dife!'<a Xazionale, nel fJlll.\le era op p ortunamE-nte esposto llll rìc<'o ma.teriale eli mobilitazione, t 1-a cui i luborato1·i chinci<:j.batteriologici da campo. NPll' apposito stand, invece, trovavansi inl'<tallati i macchinari per le vaTio hworazioni più importanti ed interessanti, t"'nut.ì )<E'mpro in azione con 25 operai ; <·io.;: Jll'l' 1ft medicntura: preparazione d el coton e arrotolato e comp•·esso e allestimento doi di\·prsi tipi ùi fas<'e ; JlCr le preparazioni otfic.inali : confezionament-o d i m Q<l i<·inal i in ta,·olctto compr.•s,.:C' (''"'P i•·in n) <• p1 ep:o n' zione ùella pomnt.a ant.iluf'· t ic·u. in t11bt>tti : pt>l' il t'l'parto inil'zion1 ipod{>rmiche e materùùe d<t .g-uJ.wra el'imo ;-.olamontt> esposti gli apJinrecch i di maggio1·e interPsse, data l'iJnpos!'i hilità per O'I.'\'Ì6 r'>\!.!Ìnni t t•t·ni<'ho e cl' i!ZiE-ne, di offrire sul posto saggi di lavorazioni. Intorno alla stand, in dc••·nt·o!<C C" ~o hrie V<'1t·ino, fM:('\'f.lllO be-lla m ostra tutt-i gl i SYariat.i <'cl appr67.~a.ti
i'i(ì~)
prodotti d ello St,\bililltC'n[.o : llllllliÌI'I\(.i><:-:Ìin i iu pttd.itolar m ru lu i pii1 l't'c'Pl\(.i: acido u<·eti lsa.lil"ilir·o. tliacet.ilt.mm in o, ,;olfato ferroso disidmt.ar,o. :<tJliaw di huricJ puri~t' Ìlll<l p C'r I'H.di o;;cnpia. 1'1·e . .Fignrl\\'llll O p oi i vari gratici illnst.rut.ivi d ell'attivit.ù. df'Jl ' lstituto dur>~nte il p<'riC'Ido bt•llicu, t·on fotogr11Ji1' d c llf' lavorazioni. nonc h (o t.Ht.ti gli attestati. di}' lum i od onur·i(h;c-nzc ottenute dallo i'tabilime nto in oc-nt,:;ione di alt.•·o E"posizi tmi. Fin dalla v i;;it.a. ina\ll:(ll nlle, Fi. A. R. il Dtt<:n cl'Ao::;ht, in ra pJII'<'sl' n t.unza. eli K )f. il Re, e ~. T~. il )[inis t m ch·ll' etJOtHJtnio. na:t.ionuk, in ra ppro.o;cn ttm?.a dol Governo, Hbbero ad P:-:primPrc lus inghie r e pnrole di vivo t·ompiac·intellt.o jX' t' In mostra dell'Ist it.ut.o. visitata ne i ~ÌOI'Ili f< uecc,;si\'i anche da i'. A . H. il Duca Ji ( :e m >va e da H. A. H. il Du t·H <li Pi><t.oin.. c:he e>gunlmc>ntf' .-i fcli citnrono col din•tt.ot't' t l'lneni.<· colonnello prof. PagHiello per l'ottima. iutJ,ressione rip ortata. Ripetuti E' lol!i Yt'nu ct·o pu.re e>'prc>'6i Ùt\ t.utte le .-\ut,m·it•tt ci,-ili o militari, nom:h è dallu \"tui e ~<pic<:ato pcnsOil>l.l itù e ho visit.itt·ono r IO:sp o;.iziono. L ' o.mmitti:;tt·a:~;ione e l' int.c t'Pi<><<'. su,.,c·it.n.ti tiH l l,l. nJ of<trt• tlt-11' Lf<tit.ut< • in tut.to il pnl>blic· tl de>i \'isit.atot·i, non fnn110 dt e tonfct·mun' il buon uomo giit Ut'li11Ìst.atosi tltt <t ucllo Stabil imcmo.
COMITATO DI ASSISTENZA ORFANI DEI MEDICI MORTI IN GUERRA. ::"\t•lla lPrza riunio n e• dei (\Hllitalo , prt>s ÌI'clllt.l <hd gl' ll l'ntl i' ttwd ic o <'Hl'" l<'. O··llu \' a ll t', ò sluto u pprnvato il Jl' '''\1'11 ! i n1 jk l' ht ><l'lf':.;<l dì >L~si sii ' I IZH d i .J,) Pl'flllli dc•i llil'ri iC'i morti in g ll(' rt'>l, finn >l i ('( >l ll ]'itt l('ll . U rJc·i p 'lljll'i ><tllriÌ. [,a ' P 'SH as ~·PJHi f• a ci t'(.'>l uu m iliuuc>, du s~: ù· l i,· id<·t·si in l~ nnnu:tlitit. dal J!J :>:) n l l !l.J2. H ip rodu e iull ttJ l'ol•• ttt·<• c·omplt·! o d t'l! l i o ·fan i 1tS <ist il i d n.l bt·tll ' ll ll'r it n t'ntni!nln: • 111 ) - - P o,..ti gt·atuiii all'btitutn ('ou,·itlo dt•gli O r fnni Stttit111·i in l't'l'li gia ~ V i noti i A 1tl1mio, l.Ji R aiu. Uo dani11u. 1:::.'' /((t/jade; JJ ioltchi C< ~~a·c·. 2<>) - .\ ,.;"i>< Lt' II ZU in fnllliglill l'O li h o r !<t' di :<:tudio da L. 201)0 : lt'ltt,cco
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Alt·.~.'<(/ /lth'LI.
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+")- -\s>-;,.:tl'll'l.ll iu httuigliu l'Oli hor><e d ì :<t udin d.t L. ]0011 : ...lt'col•rtl/i .-l!j rcdo; Htthwc:h i .\lurin l,uisa; Rruu i Rnwo: Hrtw i _1/nnli'': ('''""!or' ; l' ict' /,u iai . ('/,iommllo/1 i J,uco : U hiaramllnlli Amw: ('i h H lo '1'·'1'1 sitw; C'oulr· Fiom; Co .. tr .Vl11rln; /Jr•1f/ i ()l/d i 1lf ,,rf,(nlr"IIH; ]) i lJfl ifl ( 'H [Ii t>p " : JJi N c·IIIII·•Uo Um: i rr ; /Ji /]r' ll''dr·llo l' in•:•'1•~u ; Jz::o !llacrinn: Lo .\!Nlic:o .ll!i·1dohllft; J.,n .ll r•t/ iru Jl oi'ÌII t;,.fJ::iu; 1.-or iu. Fi/tnn• ·w t: L !I >ÌrL O itt.1.'iJJ'e; .\1"''.;;/r; l'o/ 'Nii,,o ; .1/u;;:;oct·hi (iiu lio: .1/ereu Fnmr•-.w ·o: l'rtcif t•o U u1·i::io; l'tl61f'fl ;:..'ieola; l'ani. t/i ,] o'owlo: J'r,n/r l/i J/(lrio; R(J/;<;rli .Il irh t'/1 : Sr·ulari Gitii'(IIIIIÌ i ocolot•i (."uull il'l'o; 'l'osi Curfrt: Z(lnolrtli At~l<mio; Z a.rri LllifJÌII; Z•'J>/I<l .llrn·i~l· Pit~; Ze]'l''~ l;:;ir{lll'l).
UFFICIALE
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.·f ) W OnS.\LE :\fl LL'l'ARE U FFIUl,\LI·;.
Jo ('IIH'QJ ••\lllo: n. 41i0 1 ·cl 14 ngosto l 92!3. - Dt'CI'I'In mi11ist• riulr• 1'ÌIJII!tl''l ou l le Vt>ntpPI Pn ze nwntt•mtl<! i H ·1·ignn• n .•eguitn del/(! t·e->·i.<irtllc' di 1:1li all'art. l SII r{r{ R 0 JJet:rc•to lltwvemb1·c> l !l2:l, ·11. 2:l!Jii. r ipurlrtto 'I le/la ci,r colan: 706 d el. l !l2:l. Art. 2 . - Lo " Ìilt'ie p<w~oual i d P.i 11-irtggì. e !'l'rt·izi coltett it:i s•mo s t a hilit l' come· appres;;o: lnden.nitcì fJÙYIWtlicra eli acNmt.on (l,·lll'/l fl) P di marria.: ufli c: iale gonerak :
f'.\ wn; IIJ-'I' It'I.\Ll•:
l'i:-:pot·l i\'llntL'Hl·O L. lO o L. :W; <'olc.lmwllo: L. tl e L. l 5; ten. co lonnell o . ma~gi01·c ,. Ju rapittutn: L. U. o L. 12; C:ttp i t.i\JHJ: L. :j P L. lO; teneut,e e soHoLeu ente: L . 5 e L. lO.
.
l'c•· il t.l'tlspo•·to su llo fp r·•·u vic gli uffkinli g<' Hc•·nli. ><upor iu1·i e p1·imi capitaui hm tll<l di,·i•·LO ni IHlHI i di Ja da><><6. gli ullit"iali infe riM i a quelli di 2"; :sul mare e ::llli lnghi tut.t.i iudistinLam~ntr ai po;.;ti di J• classe. A •·t. :3. Lt: Cllmpt"tt•m.c pel'sonu l i per i riar!Yi e Brrcizi isof11ti sono st,ahiliLe t'«Hw opp•·c·,.;,;o: f11dt•Hnità rtiontaliem di soggiorno: genentlo medico ca-po: L. 80; gencralu nu·dicn : L . iO; co ltl i\Jll'l lu: L. 70: t.e n. colonnello, nmggiol'e e Jo capitano: L. (j(): <·npilano: L. :;o; ! PII ('fi!.('Oi<ott. c•lf'IH' rli O : L. 40. I l ri 111bors<J pt>r ili I'U8pt't rl o dc•/ ba(ffl(ff io è li~<:<ato ri:-tpct.tivam<mte nel l i mite ma;;. ~<imo di kg. 800. HOO. ii!H). 400. 300. e :lOO. llrii!IUI)rRo dPl/f' .~pP.•f' rii trosporlo rll'[!li u{/iciali viene fatto -pei po;;t i di Jn c la:>~f'. lll•' u n c·il<> IH' r i viaggi in ferl'Ovia clei c:apituui, t.enenti e !'lot.t.otenenti, ai qual .i spet· I·HIW i JH)lo' l·i d i 2" t·las:;e. Jn !lg!!iunta alle :<peso vel t•·a:;porto pc· r·,.;onalf' iu fe rrovia. sui piroscafi, :<u ll o nuto11 w l>i l i e nlt•·i n·ieoli. dL•st.i n n Li al publllico :.;ervizio, è corr ispo,.;to agli l tilicia.l i J'aunwnto di'i du e dreimi d e lle ><J>l'Hf' 111ed0<ime . P e i ,· iaggi .-u iiP vi0 ordinari<', c·he non p •>>'i<ono I'Omp ie r;.;i co i m ezzi ùi tras por·to, >'pctfa un <:OIIIIH' w'u per 1·h ilume u·i di L. l pPr 1di uflk-in ligenera li, superiori c pl'i111i ca pitani. e L. O.lj.) p or gli ullieitLii infe riori. Art. fi. Agli uflicia l i llt(•dir-i elw pr(.,.;tano :;;erviziu a.I t:ampo ;;aulttoriale eli · ruati<·o militl.l r <· di Anzio i· nonispost.o un so ln·n,.;soldo gi<>rnali c ro ùi L . l O per il dir eLto•·o o di L. 5 p OI'I:!li Hltri ufYi c iali. Al'! .. l i. Agli ulli<· ia l i, d (•stinat.i a freque nt.nre co1·"i di d ur·atanonsupe riore ai 7 nH.':<i lH't•s,.;o s<·>rnle milit<ui e c i \'li od n sostenere e::;ami lli'I'S:;;o le scuole lUWO· ><i m r . IJO JH·Ir l' ugli ullil'inli dt•sl inllt.i n fn•qu0ntilre c·orsi di istruz ione teor ici e pratici, ,;ono d<l \'111 ('l Il• S<'guent i ind e nnit.à : a) ;;r- lrnn •w famiglia u. enrico. 1111 indt>nnità giurnali e ru pari nll'uldeuniL.'i d i ;:oggionw p e r il 1•1 ntl':<t'. u m t•t il d <• ll'ind ennit.'l ste;::;a per il 20 e !3° m ese e pari ad tut t t• rzo di e;:,.;a i ru lf'Hit ìiù ]Jt'l' i l 4o. 5" e ()O mr•sc; hl S(' JJ<>II hanno fmniglin a cari<:o. lltltl ind cnniti• g io r nali e ra pari a metà del· l' i wlenn i tìt d i ~<oggi o r no ]>~ •· i ll0 JHe~fl, C\ pari rH! un q n a ..t.o d eli' iudew1i tù. di soggiorlto pc1· i l :lO e 30 me,.;c. Dopo i l ti<> me~<' p er gli ufTi c iali t:on ftun i~lia a curico <' dop() i l 3o me:;e pe1· ~l i altri JWII ,.;pcttn o lc·naa indOi mit..'l . .-\ l't, l U. - - f 8V]J/'fl.~80(1fi t ~~ C(l l'l'iSJ>Oll le r;;i U i dL'('Uf'fl,( i d e/f(' Ul f'.dii(Jlie nl ('U,[QI' ' mililllrf' :<nH<t sl>lhiliti in L. 100 ttnnue p or f,. medt\~tl i t di bt·onzo, in L . 250 p e r In tlt ed~t gl ia d'aq.:en\0. l" in L. 800 pe•· In nwdot~lia d'oro.
Art.. .li. l.o· in<IPnnit >> annue p e r g li 1dfie ia li c·oii(J<·ati i11 !I(Miziuo e di 81'1'· ,.;ziu 11 ll·~i l io rio ord ina•·ia ><<!n o :<tu bi l i1e iu L . l 00(1p t·•· i l gene•·a l e m e d if't) ca p o, L. UOO p~· i ;.(<'IWr!lli m edi r: i. L . 4011 ]l<' '' gli ullit·ia li :m p e t·iori e primi capit.ani, L. 350 per i c·apituni c 1,. :?f)O L't'l' i sulm i( Pt·ni.
r\rt . 20. L o autm·iU1 ci vi l i JH>:<:<on o r·ichicdnl' l'o pera degl i ufTieial i m.e di c i pl' l' ri~:<ilr 11 c ·diriJ -(ì.~m fi ad in d i,·idui dn<-s;-;e dipfmd enti. Jll' Ì cm~ iseguflnli: u) i "H' •·o•c·lr rlnnwnro. raf'fe l'l1111 (' rifonna dl'i lc• g>u11'11ic di finanza, dPj!]i llJ.!'t'Jt~i • l i l'""' •" l in. l' d<·glr tl).!f' ll f.i oh'i C'Il i')' i n l'Il H\!·i Jlf' l' la :<ieur'f'ZZil de llo Stato, e p c 1· i l p a .-<· ,.,Hg;J;in al rmuo :<!'df'ni<u·io JWr Jo· soli' gunnlit• di finanza; IJ) l" 'r a•·•·t•r'llHC JJ tnhu.l ic "'f(·J·i t.e di impiPgut.i govemati,:i >'u llc quali fìi okhhun 'l lll '<t in\1'!' J>l'<W\'t•diHI"J>Ii di nspE' Itutiva. di ri(clf'rnl\ ,o di r·i!JU"O; r·) 1••·•· \'(• r·ifi t·fll'<' la iuui>ilil ;'l Ji,.,iNl d r-i ri•·c ndito•·i d i gl'neri di priva(.Ì\'1.1 <·Ire drit•ol f/110 di e;:,.;t•J'l' I'>IJ•]'r(';«'HIHI·i da l lll l'lllllllle~:<O; . d ) l•Pr , ·,•rifit·Hr<' J'innhili! ;, allq!Hla dag li nl111111i d c ii<> ><cuoi c :;et"ondal'Ìe che ti OI!HIHdnuo J'<':<<'IIZiiJII e dali<· P><l' l't•iitlZÌilll i l!iiiii>IS( ie lle; r 1 prr· l'"""' >llnre l'id ou <·iLù fi:sic·u rk~l i nspil'anti nd Ìll >)li L'J.!lli u1 pubblichi:' >IIIUilill i»ti'HZi<llli ; / l l''' '' ut·c·t•r1 aJ'I.' n •n la t t i(• d l'i 1 na<'.~tri !'l l'tllt~llt r~o~·i 1·l w c hi ed ono il c onfe ri m eni·<> d ' iwl ew•itit pt'l' mori, ·i di ;;uluH';
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y) Jlt'r· <"on,;Lttlan' "C' .-si:<t>l o un, indit·az iout' ll lht curll lmlnco· ll• r rnal e , idro· lll UI' ill{L; h ) per ul·c·('r·l!nC' l' innhilit.l1 !'I'I'H\>IIrf·utc ed us,.,:ol ut.a dc~l i o p t:nl.i i r1:;critti a ll tt Cnssu naz ioua le p•·r· h· u,;~ic· w·>tz i ,,ni :"<>l' i<tl i : i) p f'r' i l ri la><t·io dt·ll t• di C'h iurazio n i d'inahilitr\ >ti l>tvm·o (ll'tlfÌl'llù ai fini c!l'fin l t'J,!:)!t~ l8 l n.d io l H17 Ili'l' l ti pr11tezi n ttt' ed li-""h t euza dq.d i nrirtu i d i guern'L ; . l ) pPr' lll'l'<'l'tUliH' llLÌ su eu lclf·o t•lop\·hiednno f'<' H>< it>ni di 1-(l!ernt. :;iu Hf'IIU lun1 qunlid1 di e·x milit.11r·i. sitt rt••llu loro q t wfit ir di congiunti di milit·ari rno r·ti i rt )!Ut'JTtl o di <·ittadini dan rH'ggi>lt.i di gtlt'rTtt: 111 ) t)(•r· il r·ilas1·io di CT r tifi•·uli J•C·r Of'I'I'<\ZÌ I! Ili rr>.laLÌ\'11 u Ul'"'" imti di quinto :> t i pondio. fl l lll<'l\ O
Art. 21. - L'uf!'' rtt tl<·:..di ulli•· iul i m <•did sur:\ obill i(latm·iu e yrat uila JH'i I'H,-<i l:ontt•mpl tt!.i dall o !1•1 ~··r·<· 11 ) . ti). i). t•d l) tlt·l pn•r• r>dt· n~ t' uri.ieoln. X <:'g li a lt,ri C'tl>'i l'ul)i,·illle rnc•dir·o n \·n·, du·i~to n.d nn !'OIIlJll' ll"ll : di L. (i p e r ogni ind ividuo) \'i,.,it.nto "t' t.rnLL>l><i di vb it.tJ eo ll et.t.ivt'· indie at.c dalla Je t t l'l'Il. r.) ; d i L. :W ('t't' ogni , .i,..it.a isnla111 ittcl i<·ttlrtat> llll ,;t.cssa ll't.t cru e) c p e r· cia:.;cuna di tp t<•J ll' indinlt ~· ~~t • J k (llt.tt 'I'P iJ ). r·) . /) t•d h ) : di L. lO p r r lt' vi><ik iw lit'>IM' nl'l ltt lc tt<'I'H y ) r·ifl .. tknti gli ufli c iuli ed ilnp in~n.t,i non a p par t c n out.i nfl'u rnrnini,-trHzi•llte dt·lht 1-!llt:'l'l'l\., ddln. nrn.ri 1u1. o cl €' 11 ··~crn naul it:a ed mlln. m ilizi"' volontn.r·i11. [ Wl' h1 >' ic;u t·e zztt Httzioru1le; d i L. 5por le , · j:;it.P iw lit:11 t.c rH•IIa lc·t.tc r il m) .
li J>rrst•rru• di'l'l't' t u lm vii!<H'<' dal le) 1\(JI'ile l!l:!4. !\<'ss llrtn. l iq11id11· Ar·t.. 3:~. ~.inrtc in p iit o ia rn l'n o >'>lt'Ìt fat.t n l"'r· l<> t·ompt·t <'H1.t' ><tttle pa~u,te fiJto u.lln :;m~ puu· lllic n.ziou e ne l Uiomale n. ilitm·e uffieillk.
:!'' l' l HnH..\ 11 1•: 11. ,":;:;~ , t. ·l 22 u lt v iJ.I'; · l !1:!./ . 1-J,~ito COit'' or.w u fJr<: m i Jl<'r 1111'0/'i 8/l ll'l .l t i ~~t ililnri. :\t'l l'< •llt'I'I'>'O h ,,ndit tl l'Oli t·i r•(•c ,(at·•· · ''· 4 .(,~ ( fl iontrl/(' .1/ ilitftrl' t·. u. i• '<ttitu g iuclit:>llll uwc·itl'\tJ lv rll' l pr.·111Ì<1 d i L. 1;!.>0 l.t tllt· lu o r·ill rld ll'lll'lll<' l'<)· lo nne ll tJ c: hiJrtic·n·f>ll'li Hit·i!'l :l A. l'«grrie ll o .. /.'rll'/11'1 chilr~i•·rc ''·
INDlCE GENERALE DELLE lVIATERIE
. \ t:Lt .\BlJ0:-1.\TI 1•:1> A l 1.1·: 1" 1'\IHI . . • . . • . . . , . . . • • • • . . •
l ' ti fi·
La celebrazione dei medici caduti in guerra. L' ,u.r.oHo I li Ho~1 ,, .. .. . ....... ... .... ................ . ....... . Lu t'Oil>'~>,~.tna d<'i lauri •lt·l l 'alai i no ru ' i F ono Knr wn1n . .. . .... .... ... . I l ' ' inggio df' il '>luto<·llrTo si rnlooli1·o da ({.o n uL 11 Fir·t·rJ'l.l' ............ . L A • SA<: n .\ " DJ•: r. ~n:nwo ......... . .. . ..... . ............ .. .... . Il >lfllut o d e ll a C ittit d CII Fior·1· . ..... . ............ . ............. . ll. t·ort.t'o simholic·o . ... ... . ........ : . .. . ..... . .. · ·. · ... · · · · ·. · · · l. rnaugllr'tl:t.iou(' del lllllllll l< ll'lllll ul'l ('Joiu><tro d e l :\IHI!Ii\1 .......... . l d i...cor-si
•
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:::~ ~~:~~:~:.~j.:. .,·-, ;,~,~: :. :::::.:::.::::::::::::::::::::::::::::::::: ..
Il monum nntcc di A 1·r·il!o :\l itt<'l'hi .............. . ........ . .. . . . ... . Fra rw<'sl·cJl' l : iulio ~ l at t l'II<'I'Ì . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . li gr·o , ·il!liu d i >'l'itw ufft•r·ln d n!! li u!lic·iul i o·lr i rnit·i . ft~r·noa t· i-.1 i .. . .... . . . L ~0!:;1'ìu >I n RT I . 1 nu!dic-i (•nd1rti i u· ~-~~~·n·l~~t-t i ,·r;t:ll·t~·; ·. · · · · .. · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · (;l i >'f,lldl' ll t.i i Il ru nd il' i llll l' <·lri r uqzia j~,; ,:t:·IJ·t i ;,~;,l ·,;,·11·11·,,~!: 1; l. ~ .,:,;, j i. i1; ('Oittlmt.t i nwn t.o . .. .. .. .. .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......... . L tl I'IIIIN•IIntn di
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J nu·dici mnrli prr '"n luttiu <·untugio, u. . ... ... . ..... .. ..... . l'arr. 1 rnotliei m uni pt>r uutln t i in . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " Anj.(clu Ynnnitti. '""ldnto porntkriti. dt'<·oralo di uwci<)J.diu d'nn1 u! ndor tnilitare
.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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III Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. ( I"':UlH:J
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l 'o !f.
271)
vat·i :;<·a_glionj dei servi7.i :;anitari ......... .. ... . .. . ..... . .... . l'O;\I\ INII'.\ 7.10Nl : CflsUrim:. La spf't·ializza:r.iollf' t.<•c•tti<·n ('Oll'W b>~:<O di f unziotu\mt>tH<> dnl :<orvizìo :<nllilnrio dt> ll' E ><<'rt·it.o itnli>tn<> d11· t·fln~o l'11 l tima gu(wr a ................. .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l1a!Jon. - l 'na nuova t.endn ricovero sper:inlizzut n n ><Wl II J•pli•·n zi<Hte ui di,·et·xi sr:a.l !linui del >'I:Jrvìzio :<itniLRrio . . . . . . . . . . . . . . . . . .... . C1tcria. - Della o<p(•c·in lizznzione chit·m·gi,·n in gtH'tTu: :-:t tl' fi}J J•Iint7.ÌIIt t i nellf' fonnn.zion i ~<t\n i turie di cl ivi;.;ione. di cuq•u d'u.rnlntn u di
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Jlort~dì 2l aprile. l Tt::;\IA: Dl' l ln "'l'"'"inlizzH'l.iono t• · t·ni<·a •·ome b~1..~1> d el ftulzillnanl<' JJLn del servizi<• :<Hnitnrio. Suu tlpplienzione ai
Jlerc•)/('(/i 22 nprilt•. -- 1 l T~:)IA : .\letodi di ><PI<>zi~>llt' di'l contillf{Ont,\' in rappurt·•J " f'('t· ialmcut o H Ila t 11 hnr<·o l<•s i ......... .. ......... . 13111111. L o imperìt>:r.ioni P lt' mulni 1 il• dl'ii 'Ot'('('d t itJ e dt>lle pt·irn<' \'Ì(' 1\('I'N' itrl·ompatibili (·nl sl'tYizi;• tuilit.ut·e ><in nel tPiliJlV di Jlll.('l' d t\' JWI ternpò di 1-(Ul'IT>l in rappt>r'(l) Hl l H ,.:pfpzj<)IH' del <·ont iu!{ente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CrMarini. - ~letodi di :<Piczionc dt•i piloti nl•lf'i\t·L·nnn tllit·fl itn litllll\ t• llllll\' Ì :;u,.:;;idi di t (.• cnic·a p:-:icoJì,;ir: tt . . . . . . . . . . . . . . . . . ......... . l~nnnioli P ·T dMt'. · J•:ndorTinolog ia o >:~ek·r.iotw dt'J.di l'ITct.Li,·i "ot-to i l punLo di vistnmoralo ....... .. ...... .. . . . . . . . . . . . . . . . . . ... . Ale.~.wmdri. :Sull'nvinzione ~uu i t.ni'ÌH in lt.ulia. . . ......... .. ..... . Oiort•dì ~a ti ,,rilr . - I ll '.l'FatA : Evol uzion.t' n tntt.Ltllllt'nt.o<h-IIP n rt ri l i t-rau maLi eire . .. .................................... . ..... . J't:nerrli 24 a7n·i/r . - l \ - TJo:ltA: .:'lfetodi di analisi di'l m rne riale t li mt·· diCII7.Ìilll(' e di Sllt,lll'tt ' . .. . .... . . . . . . . . . . . . . . .... . ..... . ... . . <:o~n.iNH'AZtONI : .'luz:.i. - :11<-tndi di a.n.ali><i dol matNiale di nwdi· c·n:r.ir>ne f' di HIILtll'll (ll'<':-<i<o I'Eserc it.u ita liano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ,'-,'abfl./0 25 11prilc. Sf'dutn fìualt• ....... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La mo,.;t.m dt>lrnat.erin In :-\nn i tar io a \ 'n l dc (.; t'ùc·e .. . . . . . . . . . . . . . . . . Not.e ed nppunti sul ,.;(•n· izio sanitario militnr:e in Fnuu: ia ia relazione a •r•wllu lt•l liuno ....... . .. . .... . . . . . . . . . . . . . . ............. . <:o"tU.Nif'.~ZION I :
320 ~
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4 10
Memorie originali. A< '('OitiNT l \ ' t:-<l ' t-:'17.<1, muggiot·<' tnlldico. Ut il izznziotw in n w dil'ina k,L!nle d<' l tnl•todo grali•·o ndlu simu lnzion!' d<·llo ""nlilit ........ . BIJ ...\l:' t:IONT l'n'f. (;1'\:J.IIU.M<>. Co lpo di nnlo re t• :<i nt.nrui Hllri•·olnri CArPP:Lt.r <: t!'Sf<:J>VI·:, tllugl(ioro dli 11li<·O·fnt·1ml<'i><tn. :-;t.udi ~ulla lipu,.;i. - l i. H.r· l azit~H<' d i'I ln li [lltsi r·un la. prt•d io<po-<i:r.iotH' tkii'IIOIJ\0 n ila t.ulwt·coln:'i. - .-\'lillnf' dt'llt~ lipa:< i :-:ul hu<,ill o di Koc:h ...... . ( 'AJ.'l'J·:t,t.J CìtUo:<l':Pl'J·:. '"Hguin t'<' ('hitni<:v·fanTraei·, tn. Ltl dtitnil·:l milit.ure t· le sue t'Piazioui con l' o t·diuunwnto dl'II'E><~:I'l·iLo t• l.t l:fll<'l' l'l< . . . . . . . . . . . . . .......................... . ..... ..... ... . CMmr.l. A l!t·::-. t·:J>B'lTO, c·nJ•ltnr••• m•·•lit·o. Fi<II'U ltutlt• t·tcnllell<.' otiti llll'dif' ('111"11)1'!11 (' l'l'(>nic·ho ...... , . ..... .. ...... . ... . . , ..... . ('A;;J:t,LA D.\;o;·t·~:. t c•m•n t t' t·o lorutdlo 1111'1 l it·o. St Hl j,.j inl • 'l •C· t· a t i va
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R ollrOl.o, Hutgj!iore c·hirni ('o- fa nll>\CÌ<'<Lu. Dor.enninazione I'Ont<lmporanea. d f'IJL rUdu nl<·vnlic·o n d e ll"nul'l o lo il t una :<olnzione alcoolica di tllH'tolo rnPdittllt.t' il rdratLonwt-ro ad imtnPr:<ione Ji ZeiJ>s . .... . ............... . .......... ... .......... . ..... . Co::-<SOLI dot.t.. N H'(H . .-\. c· l't,. ~;1"t' l FttA :;rc · ~:sco . !TUIQgiorr m<'tli co. Sulla pct·si,t.enzt\ cld l>t r<·az.ion (' <h• lk· t•·•·mopn>t: i~~it.inl' nt'l.di onmni pn:-~tosi II!Yl.OilÌ C'OII~('IV>\l Ì . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , • • . . • . . . • • • . • . •
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Parte ufficiale.
l. Ch·cofare n. J d n l :W di('f.'Jn i>re l H:!·L - ( 'oJH' OJ':<Ì il pn·mio IH'J' la· vnri SII t<.'llli mili1>tl'i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ì. Oirculare 11. 22!1 d e l :H tr\>~~!!i c• l !12 .;, H i:-u ll >Il u dd t<~JJ<·o 1·so n l prtlJJliù Hihc•·i t•c•· ~li ufli c·inl i nwdil'i d('l H . E ,..t'l'uito u dc· ll n R. :\ln rinn sNHiulo il :~1 clier1llh rc 1!1 11-........... .......... .. ..... . ;l_ ('il't'U(UI'I' Il. Z:JJ d ('J 2 1 II HJgg i O J!lÌ !i. ( 't liiC"OI'''II 1" '1' IH IIIJlliÌII<l nel Ìll"'•'!!ll>.J.III·C di pr i1w> grudn t•rt·sso In :->c•u uln di ,.:n niiÌI milil>U'P 111 l<' i l'o' )lZO . . . . , , . . . • . . , . . . . . • , , • , , • , , • , . , . . . . . , , • , . , , •.• , . . 4-. Ci·r mfurt' n. :!.j4 dd :! (i f·· l•h l·aio 1!11:'\ H . .DPnc· t •• 11. ·IliO c·o n e u i l>t " F ondt17,Ìom• F<'IT('I'll di t'tlvll lk-rlcnn e pro uf-li<-in li mNiic·i dt>l H.. 1-:0<t' t'Citn in S. A. 1'. •, c·''"''·it.uit-:1 c·c>n l'of)'c• t·1-n di L. 211.01JO llominali rnt Lfl dn :-;, E. il i f'IH'III L' g'('Jlf' l'llll· Htodic:C> F f'l'l'!li'O di ( ' a vnllf'r l€'on e n ohi le- Lu il.! i. /> :4n t.a t' r<'l 1H i11 c'Jlt-c mora l• • c'd i• :<t n t n HPIII"O\'>ll·tl lo ,;(UIUI<J OI'!!Hilit•p n· lati \ '0 .• . . .. . . . . . . . . . . . . . . .. ·'· Cir••o/a.re n . 24-ti df'JI" Il giugno I HZ:i. - t'<~Jli'CII '>'O n l lll't'IIIIO Hill('ri ]'t'l'gli Hlli r-i>ll i ntc>d i C" i d e l H. E s c•rri t" c dc•IIH H. :\[nri n <l ,..C'>II lcn te• i l :H d icemlm· l !lZH ...................................... . +i. Cirr,forc n. :lli\1 d PI H luuli<> l!l:!.i. - H. D•·nl't.o k~!!l' n. l:!oa. lsti· t-uzioH<> tli tn • i:-;Jwl t u mti di :<anit.,'l m ili t..trC'.... .... . . .. ...... . '·Circolare 370del ti lug-liol!l:!!l. 1{. Dee1·do n. 1:!111. J)ii'P ndt·H~.n. u tt-rilmzioni o :-;r•di clP.!!li is pl'ttnri di sA n itìl tnilitn1·c ........... . ~i·rf'u!ol'f• 11. 4(i0 th ·l Il ;li.(U>- 111 !!1:2i). D t•c·t'l'lll lllit ,i"tc- l·iull· l'l· gtllll'ofa ut (' IL- l'llln 1•dl'llZ<' •n;Jn t•·llulr· it1 \'igurc u sqruito th·lla t't'\' Ì><iuw> di e11 i nll'ud . 1 ~!1 cl•· l H. I>P<•J'o •to Il no,·(·m hr<• IHZ:l, cl. :2:~\l.j, r ipnl'lat<J '" ll n c·in·n lnro · /Oli cl c· l 1!1:!:1 . . . . . . . . . . . . . . . . \l. ('/rr•Jl(t.rc: 11. 55:1 dc•l 2:2 otlnbn• 192:i. E.;ito l 'O H (' •rsn 11 jll'''llli p•••· ln,·nri :<Il 1<-111i 1nilih11·i :. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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13ibl illtN·a IIH'<li en clf·lht gtlt'JTIL ..... .
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Il Congresso Internazionale di medicina e fannacla militare (Roma, l923). Atti ckl Congresso. - Vol. II. - JJa ,·ot·i del Congrf'sso e colnunic.a<r.ioni. ' • Un volnme di pag. 600 co n :33 tavole e 19 incis ioni . . . . . . . L. 60 111 Congresso internazionàle di medicina e farmacia militare {Pm·ig1 1925). Lavori del Con gre.,.so e <'Omunicll.zioni. - U n volume di pag. 88 .
»
1-
Studi e ricerche sulla tubi!rcolosl negli ospedali militari. -
•
5-
Un vol. di pag. 48
S. ~ht.INARI. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. !\lemoria onora t a d e l premio H.iberi. - Honta, 1900 - Un , ·ol. di pag. 320 . . . . . . . .
• 7-
M. CusANI. Guida del medico militare per le:esercltazionl pratiche sul ~ervlzio sanitario In campagna - 1914. . . . . . . . . . . .. . . . . . . • . .
•
6-
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5-
•
5
•
8 -
M. CoSANI. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio
sanitario In campagna presso l'Esercito italiano - 1906, . . . . . . . .
C. DE CEs ..uu~. Studio delle mediastlqitl (1nedia.."lt init i 11u p]nu·at ive, ascesso mediastini<'O) - Horna, 1900.- Un vol. dli pag.
14~ . . . . . .
.. .
-
P. bmauco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fuciJe Italiano di pi-ccolo calibro,· in confronto con quello <li medio calibro. (Studi sperimentali con 15 tavole di fotof!ralìe e radiografie riprodot.te in foto ti pia). - Ror ua. !90~ . . . . . . . . . . . . . . .
P. hmrtÌAco. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con ll2 fi gure - Firen<r.e, 18!)8 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
8-
..
ANTttOPOMET.RtA 1[tLlTAn.r: . Risultati ottenuti
1tiallo spoglio dei fogli sanitari delle classi 1859-1863; due ,·oh~tn i in-4° con atlante; Yol. J (claii antropologici et.t e-tnologici) con at.lant.o della geog ro.fìa. antl'opolog il·a dell' Italia ·,. R011 1a, 189!; . . . . . . . . _ . . . . . . . . . . . . . \'o!. l[. (/)ati d~mogra/ici e &iologici) - Howa, 190ii . . · . . . . . .
• 3615 -
Il
F. B.>.Ron·ro e C. SFor"~A . Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di se-cessione d'America. - Ho~t~a, 1888, 4 volumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• 4Q -
L . BERNARDO e G. Brmzz1. Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. 1\Iemoria. prelttiata. al concorso H-iberi. 1904 - Un volume di pag. 276 c on 27 figure e ta\:ole gra fìcloc · Roma, J9l).:; . . . . . . . . . .
8 -
<\, CASARINt. La fatica nella vita militare. ) feuìoria premiata o.l concorso Riberi, 1905. Un volume di pag. 330 con n5 fìgure . - Roma, 1!:108
., 12 -
A. C ASA.RINr. le malattie e gli infortuni nella vita militare. :.\Iemoria premiata al concorso H.iberi, J 901ì. U n ,.oiu1tte di pag. 402 con ta,·ole grafiche e stat,istiche - Roolta, l !l118. . . . . . . . . . . . .
• 18 -
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Giornale di medicina militare Dirnìone ed AnoministrAzi•>ne: Palazzo del Ministero della Guerra, Via xx ~ Settembre '- Ro1•a
CON DIZl ÒNl DJ ABBONAMENTO. t. Il Gio 111al e di u• edìcifla mì/.ilare si pu bblica i l primo giorno di ciascun nt~se. io fascicoli di tre fogli di SLampa almeno. 2. L'abbona111euto è annuo e d ecorre dal t• gennaio 3· Il prc1.zo dell'abbonamento è : Per l'Italia e Colorue . L. Per l'Es~ero . .. . . . • :16,1 in l wlia 4,Un fascicolo sepa rato costa • 1 all'Estero _.~;ou Il supplemento contenente Ru oli 1in Italia . 16.di a~tzia,•ità dd corpo ) all' Ester.o • 18. uri/Ilare costa
u ,-
.
• • •
·1· l'er gli Ufficiali metlici e chimici fnrnwcisn del R. .Esercito (in servt1.10 auivo , in posi?.ioue• au5il iaria, •li complemento, della risen·n e-cl a riposo) il prezzo dell'abbona· ntento è ridotto a L. 12, anticipate, <·d il prc•w dd sui'Jlklllcmo h L. 6. 5· l'ou si accettano .reclami t rascorsi trenta giorn i dalla spedizione del Giornale, che si etTcttua rcgolarn><mte <\l primo d'ogni mese. 6. l ~Ì!( nori abl>onati mi li tari iu effettivi tà di servizio pagb~ ranno 1 l'importo del· l'abbonamento per me'-lO dei ri spettivi comandi d i corpo e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici fdell 'Es..-rd to e della ~ l 1.1ri na), in qualu nque pos izioJte si trov ino, è ammesso un ABBONAMENTO CU~I l}L:\TlVO al C fonzo l e di m edichza militare ~ agH A 1111:1!ì dì medi<in/l tiOt'ole l' colo,.i.11e Al p rezzo ii L 27~ annue. Per ottenere tale facilito~ione cum u lati va gli nl>l>ouati tllilitaTi dovranno far pervenire l'intero importo aii'Amm iu i~tr:"ion<' del )>nioòico d.d proprio •:r.rp.,. 8. A i lib rai :;~ fa lo sconto d el ro per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle pet sone e dègli e nti no n tni li t.ui, che nou po5sttno fruire della facilitazion e di eui_ar numeri 4 , 6 e 7·
. a mano - devon<l
NORME P EH. LE PUBBLICAZION I.
1. I lavori ongi nali, le tt ote. le riviste dAttilogr afAI.! o ~critti occupare un solo lato d el foglio .:d esS<>re accuratam-ente ri veduti dagli autori. Si fa a~ciale mccotuaudaziou e che quel l i scritti a matw siano ben leggibili, per modo di evitare ogni d ubbio di iuterpreta>ionc. In caso cont rario, la Di rezione si vedrebbe costretta a S<.>~pcuùerne la pubbl ica>.ione. 2 . Salvo C(ISÌ eccr>.ional issimi, la cnrre1.ione- delle bozze sarà fatta d:~ ll a redaz.ione. anzichè ,]agli autori, per non dncolare il l~voro tipografico agli incvit;lbili ritardi po6tali. 3· t.e s pese per gli estratti <' quell e per le t:lvole litografiche, fotografiche. ecc. , che acc-om pagn ass ero le m emotic, sono a carico degli amori . 4. Gli est ratt i sono di due tipi: Tipo .4. Senza copertina e coll a irupaginatarn e
nnmrrat.ionc del fAScicoli). - "Fir.o R. Ct>': copc rtinn stampata, frontes pi1.io, impagina· tura e numer:tzivue special<'. 5· 11 pre <zo degli ~-~;t ratti , per gli autori delle memor ie che li richiedano, è reg-ol~to dalla S<"gucnte tnri ffa:
'
--
l'REZZO
nr CIASCUN FOG I.IO .::>r S'fA:\lP.... NUMERO DELI.E COPIE
TIPI 01 ESTRATTI
Tipo A . T ipo R. Gli e.l l •alli
UliHfH i
di
tf1l
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100
~00
130 140
120
80
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110
C:()HJC
Per
o~ ni centina io 1 olir~ 200
L. foglio se cn,tano
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fv.~:lio ìtrtero per
80 l e ordlnoziotlì di
ol•atti o Ht t'tiO . Per quelli c:flc ~uflt· nmo uu fotlio. le tm~io 11l iH più . che nou superano ti m ç;:zo f OJ:/iO, si conttllh.> come m<>lll, p11rclzè però l'o•di1taziotte non sia it~ferlorc 11 so copie. 6 l manMcritt i non si restitniscono. tC>'
Homa. t92~·~G -
St.aloil<w~rtto Pollgratleo per I'.Ammlnlstrazlone dello St ato.
l
Pubblicazione mensile
GIORNALE 01
MEDICINA MILITARE PUBBLICATO DAL-M INI STERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di sanità militare) Gio nrde •li me•lic ina :11 ili tare: rSs r-r88.\ Cio rna le rne <lier, ùt l l< cgio E ~E'rl'ill) e dtlla R e g ia Marina : rRS; - r8<)< t ; i,r n;ol,o rn l tli,:o dt l l<,·gi<, J-:.,crei l<J: l·"•l•· HJ•t7
ANNO LXXIII - 1925
Supplemento
Supplemento
al Fascicolo l
al Fascicolo l
1° Oennaio
1o Gennaio
D'ANZIANI'rA •
CORP(). SANI1' i~RIO iVIILIT ARE (Ufficiali medici ed ufficiali cblmlci farmacisti In servizio attivo permanente)
al 1° gennaio 1925. Direzione ed amministrazione ROMA -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
R9MA
Pu le fnurz loni d i pubb/icita rivotgersr D IRETTA MENTE all' Ammi nistrazione del Giornale di medlcrna militare • Patuzzo del l'>finislero d ella Ouerra - Via XX Settembre • Roma ..
Prezzo del presente Supplemento: per gli a bbonati L. 6; per i non abbonati L. 15.
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale (/i medicina militare ROMA -
Via XX Se ttembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
Collaua medico-militare, pubblicata dal Ministero della Guerra Direzione centrale di sanità militare J - F. T E::fl 1. - Storia retrospettiva dell'igrene nell'Esercito italiano . . Il - Ricerche biologiche degli Uftici psico-fisiologici di aviaz,lone militare. l"a vol ur11o d i p>~!!. :?~1!) coli 41\ lì;.:o11·c l' 2 Ulvoln . . . • . Hl - E. 1'-\A:'"I"ORO. Ferite addominali di guerra P r·dll~; i n u c <id ri'Oft·s· .-.. re 1\. ( : J A.:-::<J.;"l"l'.\~ 1 0. l ' n V<' ] Ili oH• di Jl>~;.!· 411(1 <·Or o :lx fi~;ure. l\' - .\. Lr-.,TJ<; - :\. 13t •-: ::--••o. • l " gas di guerra ... Impiego ed effetti Provvedimenti e cura. ·- l'n ,.,,llllul· di IH\1.!. !Il~,.,'" l re l avl>lt· Jlli(·l'Oj.!I'A.fil •]w H o,;tolori . . . . .
. . . . . . . . . . . . . .
Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915·918). - C.:ua 21 fignre. . \'1 - F. l '.\l 't' IA. Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti in guerra. -· Pro[~l7.i<mt> cl<·l p rof. H.. DALL:\ \ 'c:uo,·,, . . . . . \ ' 11 - ~- :-i-ALI=':\ n 1. - Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-articolari in to e 2" tempo. - PrdM.iùlte clt'l prof1·S· ~'<ort· H .. \ T,J·::-;S,\:>:l>J.tl. l 'n v"hune oli JIH~ . .l!Jil . . . . . . \ ' I [J - A. CA:>.\ H 1:-; 1. - La medicina militare nell'antica Roma. - Cnu l) li,!!. lX. - La celebrazione dei medici caduti in guerra. - · l 'u vol. ol i p >u!. 1-12 <.·0 11 Hi fil!lll'l'. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . x - N. l{ <mJ :-:ù. - La profilassi delle malattie infettive dominanti nelle nostre colonie africane. - l'u volu ruo di pug. H . . . . . . . .
L.
7 -
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6 -
Altre pubblicazioni. La lotta antitubercolare nell' esercito. - t.: n ,·oluur<.: di pag. !.IG t-on 1:> tuvo1e L. 8 Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - l'u volo""" tli pag. 1<.'0 c•m ::l'i ligtu·<.: . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un v<Jiume di p>Jg, JO<i f'tJn
2~ fì~"~'~'
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. . . ........... . ... .
111 Conferenza lnteralleata per l' assistenza agli invalidi di guerra. ( lto11o~, I!JI !l) - R clazi•mi uffì<;itdi c ennnr ni•·•~zi<m i. Un \'O iunH· di pag . IJfi • • IV Conferenza interalleata per l' assistenla agli Invalidi di guerra (Bruxellos, W20). - Rùlaziuni u fli<:ia li. - L:n ,·ol urne di pt\g. 4J . . . 1 Congresso Internazionale di medicina e fannacia militare ( 13ntxd Ics 192 1). · H duzioui uflie;iai i di'i Cot·po :-onni tario tnilitll.re it.u lian'l· . . . . . . Il Congresso internazionale di medicina e fam1acia militare (Howu · l ~J2:)) . .ritti del Cot<rJrf18SO - Vol. l. · H.da:~;ioni ufric:iali - Un ,-olurnc· t.li pag. 4 Hi o.;OU LI'O ltl\'1110 . • • • . • . • . . • . • • • • • . • • • Il Congresso internazionale di medicina e fannacia militare ( H.0101~. 1112:)}. Atti. del Ct.mgres80. · \ 'r1l. I l. - L avori <lt·l Cougr·e;<:;o t: ccmmnic:o.zioni. l.in ,.,Jiumc• di pug. 60<1 c:on 3:J ta.vol·· l; 19 inci ~ioni . . . . . . . Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - L"n ,-o1. di po.g. ,us (~t(II<C J•
8-
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/JilfliJUI d t;/111 CUIJCTlÌIIU)
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ltUOLl D'ANZIANITÀ
CORPO SANI'fAl{IO AliLI'fARE (Otnciall medici ed nniciali cbì:nici rarmacisli in senizio attivo oermanente)
AVV E R TE NZA.
l (.'lll'lo·si alliJ<,IHH L <·lw r is<·<Hilra.~St· ro rlt'Ì pr<'s.' nli ruoli <]llHl t' IK• e rro!'<' od pr·r l•· indi o·ul!;roni elu· lo ro r ig u:\nlano . SPI\0 VÌ\Itllh ' lll f• prt·gati di ti.Lrnt· ,;oii N· it>L Nlortu ni•·.IZI!!II!' 11.11.1 IYr,•z:om• dl'l Ci"rna!c di m edicinu militare :'llorr i~tt· r• • do ·lla ~lii'!Ta. R otr ii>L. ,-,~lo• nti• •.-<Ì olt·ll \bp pé!sÌiot rn• 1dulo l'i<<• t ro n 1:;i a •~tui:<si<IJH·
p ng ::l.
ROMA l !l2fi
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AGGIUNTE E VARIANTI ai Ruoli di anzianità degli Ufficiali medici e degli Ufficiali chimici farmacisti in servizio attivo permanente
Pagina ........................ Gr·ado ··········· ... ···························································································• .........................................
Casat.o (' ~ Ottlc ..................................................................................................................................
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T.>at3 d i n~-;~· i la ............................. .. ... ........ ..................... . .............. ...
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Luogo di na.sci Lt\ .........................................................................................:...................................
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Stato civile .................................................. ..................................................................................... . Ln.u ..ea in m cdie.im\ e chin1rgi•\ ' ' in ,·him ir·.· (Cni\'I'I'SÌtì~
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ac\·w lt·ttti ci ...................................................................................................................................
D f'C'O l '>IZ Ìf'>I I Ì (' l'iCO ITlj ll' ll." t') ................................ ... .................................. ....................... ............. .
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P Qs ì:r.i o n o
A .......................... ........... . addì ................................... :...................... 19..........
L 'UFFICIALE
SI prega sbccar e e spedire d'u!Ticio AL PI Ù PRESTO Il presente modello, colle aggiunte e varian ti, alla Direzione del " Giornale di medicina mllitare, - Roma.
SPIEGAZIONE DEl SEGNI INDICANTI LE DECORAZIONI E LE ABBREVIAZIONI Me~la~lw.
ruu.ur·ìzianu.
Ca,., h ere dell'O o·<l i ou.•
I,l. Id.
(; c r; 11
doi S.:;. !\Junl"izin c L a~ zna· o.
d•·iln 1:m·nn:o d'lt a lla.
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l ;llldale. :Me dul:'lin d'or<• l"'' '"""'"'oo·it i della ~" Jute Jlllhlllic" . Id. id . poi loCIWillr.l'ili del lco·romo nlo 190S . Mcdu.-zliu d ' tU'$.."'0111 n n l ,.,;a lot· nailil are.
Id. a l ,·n l<w c·ivile. ù l -.;ulot· di m:u·iutL Id. t•ei J.c:nemeo·it l della .;ai uto pu lohlkn. l d. Id. p~l hent>m.,rit l rlel tero·CJHntn d el 1901!. Meda:.clia di hrouztl i•l .. a l•>r n d li tu re. :ù valoo· l'ivile. Id. pci l.ilueuocriti dellt> ,,,Jute pubhlicn. Id . Id. pei !'onemcr·it i del tor1 eounl" del 1!108.
o+ c ..... .,. ul m • •·lto •li uo•u l1Ta. •'\) Mcrl,!:.:liH cotnm e•11n1·ntiv~ ~ ')) 'Y,
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. lspell. infer• . 13f)dt. mnt. 8-pec.
Pl~ t· le ct.lll tpu~uo J'Af•·i <'J\. (L). reo· h• <"unpazun. dd hl Ci nn. (l). ,.,,. la callopa!(om dPIIll J.ihin (l). Id. ve•· la cEompMrun italo·a" '~r·lnca l!Jl:•·lh ( l ). Id. pei bcu" merit i d(.'l l t\o·o·•·mnt o del l UOH. Co·l)t)(! d 'ut•o c on ~O I'HIIll r>cr nmd o n il à d i :o.C1·viz in Id. P<W a.nziu.uHà dl Stwvi ,;{n. Pa-ouJOZinno per uu~a·it(\ tli ~Uei'I'IL Aspelt ali ~IL peo· infoJ•uo i tà . Asp.,tbll i7n peo· mori vi s pcciùl>.
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la medicina militare nell'antica Roma. -
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S . SAL!;\" ArH. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. 1\leu toria onol'ala del prentio R ihc t·i . - Ro111a. I!JOIJ- l'n ,·o l. di pag . 3:?0 . . • . . .
7 -
.!\1. Cc;.;.~~.~n. Guida del medico mìlltare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario In campagna - l na. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
6
M. C us A:--~ L Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito Italiano - HlOil. . . . . . . . .
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C. D1;; C'E"AR~;. Stud io delle mediastiniti (tnedin"'i ini 1i ;.,.,pptll'atil·e, a~•'L·,~o m e clia.stinico) · H ntll8, 1!)(){).- Ctt ' ol. di pag. IH. . . . .
5 -
P. l M nRl.-ll'O . Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (::;lndi ="PCI' i me n tr~l i C'On 1.) t!~1·ole eli fotogrMie c mdiogmfic l'ipt·od otle ill fototi ()ia.). - Homa. UltJ:l. . . . . . . . . . . . . . .
8 -
P. bll:lfUAl'O . le opera1.ioni più frequenti nella chirurgia di guerra, co u 11 2 figure - Fi n'ntC'. J8!l~ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
8 -
ANTROI'OMI::Tftl.\ ~ftLIT,Iln:.
Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle classll859-1863; ÙUl' ,·oltu"i in-4° eo n aliante : Yol. I (dal i antro 1JOlogici ed et,.oloyici) eo n!ltlante d e lla peog-o·afia ant ro polog-ic-a dell' Itt~I Ìt\ . ltOIIH\. l !Ili • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Y o l. I I. ( /Jatt dt:ni-OIJI'Ct/ici e l1iolorJi6) • H os ..a.. HltJ.> . . . . . . . .
.. 36 ,, 15
F. BA1w n · 1o e C. :-:nn~ZA· Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla
storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - H toJ t la. 1888, 4 volw11i . . . .
' 40 -
L. B I':H::\ARDO e C:. Bru-:7.zr. lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. ?lles"Òs·ia prt'111iala a l c·oueor:<o H iberi. i Ou.t - ( "n ,·olume d t pag. 211i con 27 fig ure e ttwoJe ~·o·afid•c · Ho t na, l çtu.> . . . . • • . . . . A. CASARINr. La fatica nella vita militare. :.\[C'IItol'ia. pt·C'tniiHt\ a l c·on coi'"O Rihr·l'i. 19()J. l "n v ohtme di pag. 330 con li5 figu re. - Rollla, 19o8
8 •
12 -
A. CASARI;\"[. le malattie e gli infortuni nella vita militare. :'l[ellloria prt:mial a al coneot·so Ril>e:t·i, 19\l(i. C n 1 ohu11c di pag. ;lO:? c-on t ~\·ole graticlte- e stat i~ti f'he . H ouoa , l!JIIS . . • . • . . . . • . • . . • •
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Giornale di medicina militare Direzione
~!l Anunìn~sl razo one : P alazz'l del .\ l inistero <ieri~ Oucr ra.
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CONDIZIONI DI ABBO~A:viEN'T'O . Il (;!olltalt• di mcdici•u! militate ~i pubblica il primo giorno d i cia~cun mese, in <}l ue frt! H èi Et:=f:npa nhneu o. ~ - L'alrbon:~mento è amouo e {lecorre dal t O gennaic:> ! · Il ~-rezr.o dell'R ùhouamento è: Per l'llalia ~ C::olouie . • .L. 24,Per I'Es:ero . . . . . . • :l(~,1 in ltalia ~. • l' n fascicolo ~parato costa 1all 'E~t~ro -l.i)() ' Il ~nppl<>memo contenente i Huoli 1 in Italia 16.' sa11itano ài a~<::iatut ,i dd wrpo 1 all' E: t ero 18,• uti/1/rne cu sta J, Per gli Cffìciali 111edici e chi:nici fa nu acis:i del R. E!'er.-: ito (in serv1zto attivo, in po~iLiun e ;,u~iEaria, <li compleme!!to, della risen·a ed a ri po<o) il prezzo dell'abbona:uento è ridotto a L. 12, anticipate, dl il J•r<>m rlli ~:qq•h n:t·n: .. a l.. 6 . .'-· L 'abhonamonto n<>ll <li~df':tl' prima del t• •lke:ubre s'intende rinnovato per l'anno o:uco:'!ssivo. 6. l -i::1w ri ahhou~ti militati in e rie llh i tà d i !'en iziu pag h<'raunu l'importo del· J'a:.,bonamento per mezzo <lei rispettivi comand i di cor po e direzioni . 7- l'er i sol i uff:ciali medici tdell'Es~rl'Ìto e òdl:l )f:trinn), in qualunq ue posizione si tr J,·ino, è ammes~o ,m :\ BR0!\:\)1 E?\T() \:())l l.' L:\TI\'() al Giomale di mcdici11a mi/ilare ed ag li .4>1>~:1/i dì mc:tlcma u m•tllc e co/oui.lle al prez1.o li I,. 21 annue. Per ottenere tale facilit:lziune cumulati va ~~li ahbo nati militari <l< na:mu far pervenire l'in tero importo ;.!1'.-\:nmim~t,ari~ ·:u' rlcl JWtÌ<·<lÌo'o dal pr"pr io cr·rpo. $. :\i li hr~i ,; i ia lo ~<'ontn de l te per ceow, ma soltanto per :zii abbonament i delle 1 e1soo~ e dc!,!li enti n on •nili•.ari, <:he non po5!'1lllO frmre delht fncil itazio ne di cui ai numeri :, 6 e i· J.
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NORME P ER LE PUBB LICAZION I . l la,·ori on1dnali, le note, le riviste - <lauilog rafaLt n scritti a mano - devono o'•Ccnpate nn solo la~o del fogi:o cd e~sere accnratam.,nte rived ·.>ti dagli ;\Utori. Si fa sreuale raccoma nd:l7.ÌC•n e che quell i scritti a maao ~iano ben leggibili. per modo di e\itare o~ni , duhhi•J di iuterpreta>ion e. l n caso ~omrnr'o. l:1 Direzillne si vedrebbe co•trtlla a sMpenderne la pnlrhlicaz: ... ne. : . ~~ h·o ca~i eccez.ionali~~imi, la correzione 'Ielle bozze sarà fatta dalla redazione, dnricbè dngl i am nri, per no n "incnl:tre il la,·oro ti pografico agli in evi tabili ritardi pot.
~tal!.
: le spese pe r gli e~tr.ttti e quell e per le t a ,•ok lito;: r afìch e. fotografiche . ec<:., che accvtr. pngna~sero le memori e, ;;ono a C'a rico deg E a u1ori ~- Gli t-stratt i •ouo di dne tini : Tipo A. Sema copenin:. e colla im paginatura e nu:11erazione <le! fascicolo. - Tipo B. Cnn copertina • tnmpat a. fronte~pi1.io, impagina\l:ra e numerazione speciale. <. Il pre ao de~::li estr atti, j'er gli au to ri d~ lle menw r:e che li richiedano, è regolato t::; Ila seguente : arifTn :
P RE7.'l0 DI TIPI 0 1 I.:STRATTI
Tipo A. Tipo 8.
F OG LI O DT ST:\::\IPA.
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Per quc/lì cile .<~• P<'•ano ' "' foglio, le fra:i o lli i11 pitì. ch" n 011 supe ratlo Il mezzo f <>t.:lio , sì contnuo come metà. p11 rchè però l'ord i uazion.:: uon sia ittferiore a so copie.
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Roma.. 1~2•-2;,- St.ahll<mento Poli!P'&ftco per l'Amuo!ulstrazlooe dello Stat<>.