Skip to main content

GIORNALE DI MEDICINA MILITARE 1924

Page 1

lì

~

,

~

•

~u esto fascicolo

è annesso il supplementa dei Ruoli d 'anzianità del Corpo st n/tarlo m i l itare (Ufficiali medici e ufficiali cblmlcl farmacisti in servizio aa tlv o permanente) c.' 1 Jleo nlllo 1924.

NB. - A

Pubblicazione men•ile

J\ GIORNALE MEbiCINA"' MILITARE ( PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA

l

(DlrezioDe ceDtrale del ae....Uio aanitario militare) Giornale di medicina militare: IS5I·IS&! · Giornale medico .del Regio Esercito e della Regia Marina : I885·189S < Giornale medìco del Regio R ~ercito : x8Q6-I Q07

"\

\

ANNO LXXII - 1924

')

1

1

)

Fascièo/o l

SOMMARIO . 1 medl,itl Italiani nell'Esercito In guerra . . . . . . . . Agli a';bbonatl e al lettori . . . . . . . . . . . . . )

P a-g.

.'

MEMORIE\ ORIGINALJ :

n Sl'rvizio StlHÌtario tuilita!'t' udl' ultima gutll'ra. . . . . . . La lotta. an tivenerea nel presidio militare di Pisa. . . . . . . G~o. u!'l nuovo metodo psico·fìsiologico per 'IVt>larf' la siumlazion (-' della sordttà . . . . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CASUJS)ICA CLINICA : · . Lam~. - Paralisi tt.gituutt:J :S• uza ugil-u:t.ium· ·Ac.:l'UcittJw><i ~IVISTAl DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .. ' Memn~o. -

Lepf1.. -

NO"fiZlE . . . . . .

3

49

72

P a-g. i 4

75 76

1)

• .

SI » 83

Direzione ed amministrazione ROMA - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

57

"

. .............. . .

F'ARTE UffiCIALE . . . . . . . . . . . . . • . . . . . .

n

• •

04

.

CONFEft.ENZE SCIENTIFICHE DEOU OSPEDALI MILITARI. PER II J LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA r:èLEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN G'IERRA

l

2

-

ROMA

Per le inserzioni di pubblicità rivolgersi DIRETTAMENTE ai/'An;minlstra:ciont del O/orna/e di medi· etna militare • Palauo del Ministero dtlla Ouerra • Via XX Settembre • Roma.

Per le nuove norme olrca le pubbli~a7.ionl dei la\'orl vedi copertina (4• pagina). Prezzo del presente f"escicolo per i non ebbo.natl L. S .

-


'


MEDICI ITALIANI NELL'ESERCITO IN GUERRA SITUAZIONI

NUMERICHE

A..c. l.T C)·rr· . l' ~ O'J IW.0V///d lA. 1c1a t •n v ·.f' . . [DJIIW I!IIl " a; Ccnn.rl. l•,o,..o<AO•.•.•.j ~.im'\.J. o.. li

E

DISLOCAZIONI

(9.,~~CV1'Vr_~ C . ~ .:3.

S.Jl_. O.fL.


1

l•

'

l

,,, ., l l

..

." l

l

l'

..

•


AGLI ABBONA TI ED Al LE TTORI C(Y)l la consueta p1tntua.l:ità il Giornale di medicina militare iJtizia col 1924 il suo 12o a.nno di vita, e, seguendo le a.n tiche tradizioni, si dispensa dal trw~cilwe programmi e dal fa.,·e p1·omesse. N egli annali del C(Y)-po SliJitita?"ÌO il 1923 ha rappresentato una eCt'ezionale ricorrenza per l<t sple1ulida ?'Ì1ts<:i[(~ ilel II Cong1·esso interna-zionale di medieina e fMmacict militare, rh:onoscnuta unanimamente dalle 29 delegazioni estere che m presero parte. Ed il Giornale di medicina militare, che C(Y)~ ambita distinzione fu designato organo ufficiale, ricorda con legittimo compiMimento il modesto rontrib1ao 1·ecato ron la p1t.bblicazione dei due volumi degli atti. di oltre 1000 pagi.ne, r.he sono stati molte apprez<Mi in Italia e aU'Estet·o. L'anno che S(Y)'ge segnerà un'altra data non m eno memoranda. con l'in(w.gurazione in Firenze, nel ohios11·o del nost1·o maggiore Istituto scientijì.f'o, d.el mo1tumento al M eil:ico cacl·u/o in !JUC?'I'a, che pe1' imprescindibili esigenze atrtistiehe si è dovuta diffm'i1·e al maggio venturo. Ed anche per qu.eslo sol-enne avvenimento il nost1·o periodico darà tut.ta. la sua attività, pe1·ckè la celebra~ione sia degna dei nostri fra.ulli immola.tisi sul campo deU'onore. N è meglio sapremmo intraprendere qu-est.' altm tappa di nostro l'U/1'1.go I'Otmmino, che col 1·ip·rorl1trre in prima pagina. il bilancio di sacrificio e di sangue offert.o dai m edici iu~UM~i per la grande causa, e eh~, nella semplitità iieUe sue linee, attesta in faccia al mondo quimto i twstri et·oi sconoaciuti e<l i nostri martiri silenziosi hanno dato alù~ Patria.

~OTE

f. ...;PLlCATIVE DEL fi ll.\FICO PHECF.OENTE;

Le sit11ò.zioni numeriche e le (liSiocazir.ni ri~tuardaaHJ il nuq1ero dei medici presenti el'!ett.ivamente alle clate seguenti: Per il 191:i, al to gennaio; per il 1916. al 31 dicembre: per il 1!)17, al 30 giugno; per il Hltl', ol ~1 dicembre. Son o esclusi, quindi, i medici che, a tali date. 11011 erano in servizio per aspettative, lungbe licenze di convatesceHza, ecc. - Nella leggenda: z. G. e Z. T. ~quiv:dgono a Zoma ùi guena ed a Zona tenitorinle. - 1\el grafico non sono compresi nè 1 medici in servizio per la Marina, nè le perdite da questi su· bite. - Le cHre dei morti sono provvisorie e potranno subire qualche aumento per ulteriori accertamenti. ·


1

.l

l l l

l

l

.. .


IL Slm\'IZIU SAN11'ARIU 'IILITARE N I~LL' ULTIMA GUI~ltiL\ per il dntt. Giovanni Memmo. lenento t·ohHilll'llo medic(l.

1; u ra.piùo sguardo alla :-:toria. del serVIZIO sanitario in guerra., ei mostra come esso, per quanto rudimeutrth•. e~istes~e già. presso popoli :mtictlil:1simi, limitato aUa ct11·a dei fel'iti, fatt..'l· da ùonne o da guerrieri adùestra ti, s\'!nza. pel'ò e !te i ferì ti stesi':i fossero io alcun modo ricovcl'<l ti 1' t1·nsporta.ti. Co~<ì avnmne pe1· luugo tempo au<:he pres!:'o i Romaui, i l(U<lli solo clopo la sl' C·ond<J• guena puuica rko11ohbero la nP.cessità. di provveder<> alla sorte dei loro feeiti, e sotto l'i m peJ·o di Oerma,nico stabilirono, a 1 seguito cleU:esf'reito, letti~he per il tl'a-F:porto clPi feriti e cani wn mate· t'iali di meùicaziOJI<'. nur;~ n te le inva-sioni ha t·hariche, e nf'l M ed io evo, decadrle ~~~~~i isti· tuzione snnitaria; soltflnto con la. costituzioHe ùegli eserciti pet·mrtnent.ì P con la i11troclu~ione delle armi da fuoco. come mPzzo cU offesa in gucna, t·il'OI'g'C 1111<:~ orgaJJizzazione 13a ni1 a t·ia. · .\mhr<,.~io Pat·1•o (Hil'i·HI!lO) fliede 1m vigoroso impulso all'ordina· uwnto dd ~erdzio s~tuitario in gtJerra. e poc·o dopo Rnlly, ministro di l·:m·it-o LV (l:l!liJ, il'titui in 1·'eancia le prime vere acmbulan~e e i p1·illli ""l"' Ùali da <·au1po. ~In un i1wt·cmento a.ncora. mag~iore ebbe l'ordina· wento Ùt"l seryizio sauilario in t•.a-mpagna all'epoca. delle guet•re napo· lcvnkhl' Jll'l' open.1 dei tlne ~Onllui c·.hintrgi militari L arrey e Perry ll'i9:! · l~+Oj, c'on la iRtituzinu<.: ùi ,unhulanr.e Yolanti da parte del LarrPy t· tll•l <"m·po degli infet·minJ·i militnri e pot1:aferiti da. p<~rte ùel Percy . Più tar·di nella guerra di Crimea (lS:\.Hi(ì'l il Pirogotf orw1ni;~,r.ù alJilm('nte i sN·vizi ::;.'Hlit:tt·i in J!:llet·ra, e si mmftuì delle ferrovie per traspottare i feriti. ~ella guerra dj secessione d'Amel'ira (1~G] · l ~():>) furono impicgatf' k tende e le baracvbe come prinHl ricovero e si e1$perimentarono pet· la p t'ima volta. i treni ospc '·11i prr la eva~na.z.ione dei (è t'i ti a grandi di ·

sta·nr.e. Se però le <·tu'e m·a.no L'ivolte. ai feriti della '"'"Uerra, :H-:sai tra~euntto 1a tutela della ~alntP rlel ;,:oltlatc• i n gu<'t·ra e per presr.rva.rlo rla.lle ma l n Hif•, i 11 n' l a;~,ione a n che C'oli il ritardo ùelle conoscenze !;nlla natura dei wm:hi e'outa!!'iosi. Cosi fin oltre ht tudù ùf'l :-<'f·~llO ~(·ot·so le arlltai·c· (·omhntteuti erano rlominate ùn t<'ni h i l i pe;:tiJenze . Di!';!':c•u tt•ria . tifo <·H stren~e, ''~LÌ uolo.

<'t'<'\ lo 1'\'iluppo dell'igiene militare per


t·fllt·t·a. liro. c·augTt•tt:t ùe;.di osprdali. sc·miuotntato str·;lg-tt, c faee\'itllcJ ::;ì c·lte il rtr tutl:'l'O ch~i solcla ti neci>-i p~:t· le fN·ite :>ul t·;tutpo Hl'a eg-nnle e iufc•t·iot·l· <tllt·hc' al lllliJJt'l'O clt•I IP \'ittiuw delle JW.stilt'llzc•: ('o l pt·o~.rt·Pìl it·c· t) p )Ja ::;c•it•uza. c·'on la c·tHtol>d'IIZII dt•llt! c·:lust! tlt>ll f• ttt:t lattic· inft•ltin• t• dd lltodo di difewlt• r·si, ~t) tm r·apidi i mig-liol·antPuti. e . abolita la verrbiH distiuziont> tl'a medici f' <:llirnrJ!i. >;i t·n\'\'Ì\'il l'unit.il dc·lhl UH·tlidn:t )1('1' il :<Pl'\' Ìzio s;lltit;u·io iu gtH! l'l'}L

~la llllll

dilfc·t't' IIZot r·;Hiita lt· s'atfc·r·ur;r lt·;t )p g'IH't'l't: ;lltlt·t·ior·i ;cllfll4 t• ).;r J'l•t·t•llk gT;tltde g'IH'I'l'H. :<nttn il )ll!lltO di \'i,.; ta t]t•l lt-' [illa)ità dd SCI"· ri:dll :<;c 11 i t ;n· in . . \ tu;tlgt·ado i pr·og·t·t•J"si tlt•lla c·ltit·ut·g-ia e q11elli <tllt·ot·a. intct·ti dt•ll'ig-it'llt', l01 t\ottrillil l'illlÌtHI'Ìil l'l'il pin ttos.t o !'Ot'Ulplic·il-;ta. Tla llll<t (léH1;(' ittfatti le· epifletuie. dell<• quali si couost'c'\·auo ~~;t1c·ora impet·fl'tt•mtC'nte ltl'ilUse. et·auo (·Oill<itlPr;ttf' c·onw un lll:tk itw,·itahilr t' h• si :<llhintno. l.h1 ;tltt·;t p;tt·tc· i ,.;o)c\;tti, t·t)l<tl'l'tti ad ;lllont;mat·l<i rlalll' tilt• dr·i <·nuc ltahr·ltti JWI' fet·i.tt', entuo <·oltsidt•rnti <·mu<· 11011 più l'~Ìl;h:•nti dal p1111to di \ " Ì!':t.it tuilitar·p: l't·l'iti c• malati t!l'allo eoul'\illcrati com<' 11011 ntlot•i. t'Omr \'Pri illlfJ'' d Ì I/11'11111 1J(' f/Ì. t• )o H('IIJH) )II'Ìil f' ÌJiit)(•, SI' IIO!l llllit·O, del scn· jzjo l<<l· llit;n·io c·r:a qnrllo dr•ll't>va<·twzionC' s ist<·IIHtti<·a. JH' t'dH~ i )Wttluti VPili\';tllt) ritupi<tz1.<tti . rome• 1111 scmplire riapprovdgiowtull'nto tli matct·iali .

1. l

.\l a il htllA"o pJ·otrat·:o:i ùi qllt!l'ta g-ucn:a ha 1lnto ad l'l'l'H nnn unova C';ll'attc·t·istit·a. qudla l'ioè di lllla gut:nu di logorio , <lontl<• ù l-'orto per h1 )ll'illl;t \'Olta iJ )II'Oh)f'I0;1 g'l'él\' issimn tJt.J[a COIISt•ITllziOII(' tlr•;.r)i t>ff('tth ri ;t)lt• iii'IIIÌ. ~i è t·o);l dont to t·il'nt·rc•t•t•, p<·l·' ripiana.Jv l<• c·outintH' dt~ticirnzc t ! foruire i twrer-:~;~ri. complemPnti. a t·i(·hiamnre alle armi lf' cla~si pit) :lU · :t.ittltt> P arnrohlr<' le c-ht:<:-: i g-io,·ani>-~ime. a c·ostitnin• 11na rNt• n tittP uw ~:lit• attot·11o all'e;:Prcitn opet'<Wtc. · pt>I'C·h<\ non nc· fo;:f.:('ro ;tllontanatl t>lf'menti ancor va.Jidi, ad arruolare nell1• fihl r!(•U'Nwt•eito anl"hr· i mi11rn·i l';lloJ·i (pt·t· t•;<t'lUpio f'l'Jliosi, tc·a<·.omatcwi., t' C'C'.). li (·apitule lllllf/11(), tui sin <·nnt·e;::<;l l'P:;p r·r•s)>;iont·. ùa quiruli H;:snnt~~ llll'impol'tam~a JH'inripah•. \ E i cùmpiti tlPI ~e•·Yiir.io s;mitario si ;:ono moltiplic-a.ti, pet·chè Psso lt}l dontto ptO\Teclt•t·l! a t·prlntar·<•. n (·olts(•tTar•' · e drnp €'t'nt·e tntti qucst.i Pl e>nt(·llti, ([itfer·c•nti per t•tù. pt't' ('(lltflir.iOlti tli valirlit:ì r. nella nostra Italia. diffl•t·l'nti pt•t•lt• rHvf'r;.it:ì Ptno)ogiche delle ntrie !'(!~ioni. E· stnta t)lll'sta la. cara tt<• riRtica pri neip;ll <~ del sN·yi,.;io sa n ita rio m·lht t·P·t<•ntP ~llt-na, pre~so tutte le nazioni ('Ornbat.tenti. e <'he Ri ript• ter:) a11cbe in ('aso r'li llllOYP collfin~ra.zioni tr::t· g r andi nar.ioni. Alle· antic·h•• linalit:ì quinrli del se't·vizio sanitario nelFa:-;si~tenza mi malati l' ;ti fc·riti P tll'i rig-11al'di il!•ll'i~.dmw, r-i ;. a.~:.rinuta anche ctnf'lla. tU liOU IIIÌIIOl't' imporlilltr;;t, tlt>) I'ÌI'IIJll'l'O. Possiamo JH'l'('iù "l!'~ri sintl•ti?.r.are in quattro punti l!'li :>topi del ser \'izio s:tnit;ll·io i11 :rnet't';t P f' ÌO•':

•

•

•l l

l·


5

1° Prevenire ;

20 Curare; 3° Sgomberare; 4o Ricuperare.

•

lllll'"t~'

quattro tinalit:ì nu·iano licl.l<l lot<J ÌIIIJHH'tall7.a, w•lla low :ll!lla:r.Ì()Itl' Jll"<ltÌc·a, lll'llt• )Ol'<) C~i ll'attt•l·istiCilf', ~Wl'OIIClo t'hl' si tr·atti th•( sPITi:r.io sauitaL·io c·he c.h•n• t·•:.:plii.:<ll'si llt'lln :wna th•l](• O(ll'l'H7.i1JllÌ on·c•1·n ru·lla Wll<t te n i tm·ia le t', lll~ lla l\(Hra sn·ssa dd l<· opt•r·aY.ioHi. st'(·orHlu c.; ile :<Ì tl·artÌ di llllH g-lll't'J'il di JH>l'il\iOIIl' Op(llll'L' c]j 111\il g:lll'l'J':l di 1110\'ÌIIIl'lltll. lufatti IUt'lltr-e 11dlu zolla ch•llf' opt·r·al\ioni noi dohbiamu clart• il rnas· sinw ralm·t· al c·tii'Hte c• allo s~olllht•J·aJ·t· e al pl'C\'ellÌl't' pt·t· nratltPtH'l'l' iutartt• h· t'onw th•ll'l'st'J't'Ìto, t' twlla Y.ona tt>l'l'itm·i:lll' C'lll' Jll't•dmuill;'l lt1 Mnalitù rlel ric11pr·m .• 11011 s(llo ai lini militati, ma an('ile ai liui ~ociali , Jll'l' l'PIIclt·r·c· IIH'IIO g-•·avi i postuuti clt·llt• lc•siolli l' di'Iii' inft·1111it;'t t' l'Cl' Jlllll't· •·c•:.:t ituire alla ,·ita d\'ilt• , ai ea111pi c• allt• otlir·i11e i mi11otati ùella g"llt•ITH.

J·; sii llt- liualitù tiPI st•L·,·izio sa11it;u·jo llt-lla l\CIIIH tenitm·ia lP uan llliiHII'l' i.IJ flllt'\}Z;I JllllÌ ('Sl' l'('Ìtal'P fa (';tl·attCI'Ìstit;l tJtolla ~llt'l'l'll, sia eioi; l's~a g-uena di posizicnw o guena (li IUorimento; tal<' ùistinl\ÌOHt· aeqtli · sta im·e<·f' un alto valore uella (ll'g-auinaziout· d l'l ~ni~.io sa nitotrin · wlla znn;t !h' llc oppt·azioni. ~ft·llt l 'P inf;ll ti lll'lla ~IH'l'l'<l di posir.iont' h· linali t<'1 clr•l C'm·at·e e tlPI ri.·npt:J·a •·t~ po!<sono t·aggiuuger si, st~hllt>ue iu gr·ado mo lto pii) lin1 itll to. 1 111a~i eouJ<• nC'lla r.ona (f'lTitoJ·ial<·, l' lt· JJOI'UIC i~i t> ni1·h e tlt•l JH'eveuil·<' l '"~>~orw piiÌ f;wilmPntP adottarsi, im·c·t'c> twlla. t •·a,·ol~c·ntc guerra eli r.JC)\'Ìmento l'i j.!ienc· ch~vl' Jllll'troppo pPl'Ò!'l'c· 1111 po' 1it>i snoi di1·itti pe1· la . ~c·i;ll'l' c·la· ( 'Oli lllilj!;:.! 'inre Ìlll(lt't'insitiì si ;dh••·nli il pl·ohh·ui;J di'gli sgmn · h!'I'Ì, Olll('lnt· tlal p1111l0 eli \·ista cl<•)(() S\'O]g'illH'11tO di'li!' i17.ioni belliche. i'J'('IIU'SS(' ljllf'Sit• l'liJ)Ìdt• ('OIJ:;ÌdC•J'II)';ÌC)liÌ PSillllÌIIl'I'(Ì ((• CjlliJttL•o fin alÌt;Ì dr! :<l'l'\'il\io sanit;tl'io, JH'l'Clli\ JWI' Oj!llllllil di c•ss!' vi sono stnt1• ~pt•<·ia · lizza:r.inn i c· o n C'HJ'll tterist.ic-l1f' t<·cn i-<· hP ... ]p c·s;J 111 i lll't'ÌI prima JJP ll<t zm1a c]plle ()[WJ';tZiOJJi t• poi ili t}llf'lb (pJ'J'itoJ•i;Jle, (·Oll par·titc)]:ll'e rign:tl'clO il)!li iu:-:<·"Tiilllll"ttti cl<·lln rf'('f•ntP "IH' l'l'il onde• tJ·;li'IIP rlt•clllzioni JH'J' 1111;1 ).'llc·l'l'il ii\'\'E'IIÌ J'(', :O:ÌH ('SS;J eli IJOSil\iOJII: 0 di 1110\' iiiH'lltH. I IPI' CJ pl't>llldt<•t·e prorfì f·hP lt> );l('lllll' <' h• inr~>J·tl'l\Zl', ""L'si manifc~· S[;II'OIIO a JI'illlhÌO tl.t>Jia g'UCI'I'<l ll(•(Jn Ol'j!il11Ìl\ZH:dOill' rlf'l S('ITÌ?:ÌO >lHnlitHl'il) Pl'••>:~Jn tutti g-li est•J'<'iti ~i r)(·yono J·ifPJ'il·c• alla Jll'!'\·isioJle C'1Je la gut•rr;t nwclf't·na :-:m·phht• stata ò.f'tinita in hrf'\'t' lempo, nll'inlllll"ll>:o nnmet·o <lei (•o m ha f t ('li ti, a l! a rwr·fr11innt> di'i m<•zl\i di fl i:.;t J'll?.inue. a Il<' n umcJ·nse al'tigJiPt·it· tli C'alihro t' pol'tat.;l prillla mai 11>:ah•. ;ti n~lh·o li ~ter·m i nntm·i tli ·J·f'Jl<ll'ti t· di r.itt:ì . all'uso dt>lla lllJ0\'<1 ar ma di offpsa. l':n·m;t chimiC'<I. R..,n Jll't•.sto però il tSf't·vi~io l';a nitaJ·io LJ'O\'Ò JH'f'sso tutt(' le JMl\Ìconi •·omhattc·nti il ~-;no clefinitiYo i! J•eg-olarf' aR>:etto, 1• i Sf'r"izi ~anit:n·i. rlit· ~'.Italia h<l ixtitnito snl tc•atro Ò{>lla f!IIPl'l'il, Jll'l' nl:.:lit:'• eli lll'g':lllil\'l.il · )\JC)JI(•, JU'I' I'ÌfTilf'JI:t.n t' IIHHII'J'lliti\ eli 111~')\Zi e di illlpi:lllti. li;IIIIICI rni'I'Ì · sposti) ;Ili!' UIOJtepJÌl'i (' XO\'PIIti lll'fhH' ll('l'• s:;it;) JH'Ì l'Ìg"llill'clÌ tl'f'lli i·Ì c· llPll'illteJ't's:.;p utilitat·e (' SO('ialP. in 111111l0 d;t assil'lll';tl'l' all't•sc·J·r·itn 1l ll'llt'g'a llÌ7.7.;1ZÌilllt' t'l'H (p pÌIÌ JIPI'f'dtt' (' clt•g-111' tfpj tr• m pi. ~

~


6

PREVENIRE . • Xoi dohiJìatuo da t·t· a qUel-it;l rìn a litit Jel set>YÌJ'.ÌO :;auital'io in guena 1111n intt•t·pt:etaziottc multo pi1Ì ùu·ga the JHJU l>itt queU;t , pur )Jl'evaleure, clelia preservu.zione dalle malatliP iJJft-ttin•. Cousideria.ruo imtanzi tntto qnale è la. perdita Jll~gli etfP.t.tivi. ùata dal log-o t·i o lJUOLidi;tuo del)(~ tl'llppe sotto le armi, f)Uando souu in marda •• in )1\ISI:t.Jum·. s t·llza l'inllueUZM di eornll;lltÌUJenti c sema il fa.ttol'C de lle q .Jidemie. (i ut.•sto logorio, inevit<.Lbile, dovuto a lle com uni nLUI-ie lllOt'ltigPnt•, t· ltt• i ft·;IIH ·t•s i t'Oli 1111a pat·oJa Hon t·:;atLaHtent<: l.t·;ulul:i bile t·hiamano <• le:s (•clopl>s >•. si t·alenlava. n eluostt·o t•-'>et·cito intorno al 4 "uo dPll;:t fon~a in una a rma1<1 (dal -1.~0 a,! :i.i.l::l " "" nel prllito e secmt<lo llt (.':<P oli nJo bilitaJ'.ioneJ iu hast; alla :statisti<:.t ml:!dia del ~ AI:i 0 110 di amrnaJa t.i ;t] g iol'lltl, Ìl l LI'Jiljlol oli Jllll'l'. Pc J· !lnosrm ,.,..,.,.(·itt) no11 a.hhiauw dali pt•t•<·isi IH'I' !it.a.uilire se 11eJia gtwna :-<i s iatt \> J·t·alizzate tali pt·t•\-i!SiOJli: I'P~SeJ·cito francese caJcola di a>ere av u to lilla media d i p<.> rdite g-io t·nn liel'e del (i " uo, tf.'m•utlo conto tlel t·itorno tlei rii'Upl!ri gmn·iti. il t·ui llllllll:!l'O è stato ,.;nttt·atto da tpwllo dt·i par·tl.•nti tjttotitliuni. l 'nli (WJ·dit;: JWI' I o~m·io po:-:;t:ono eKKl'l'l' tliminuitl' c·on llllil .~r·flta r igoJ·o:::a tl('} !':Oltl att•, p<'r1·1tt- con l 'intrQilune nelle til;-t llrll'l'st•L'I:ito inJirillui a t[pl,o lt· t·t•sist!'n'l.a or·gnnir·;t, tlOlt ~i nnmf~llt.tuo. <li fini militari~ i combo.t t unti,. 111a solo Ri hanno elf'llH'I1ti. !'!w ,·nnno brn pr(•:::to a ingolll· h r-H n• gli o:>pet lali 1la (·ampo. C<•tta meli te l 'at.tua le ~n erra h n co~Stretto ad all;tr·g-at·P i limiti del la idnrll'ì t;) a l "t•rri'l.i o milit."ll'e. ma s r eiò è ~<tato po,.;,.;il>ìlt· i11 q ii P"ta g:tW JT;t , ('llt' ha antln la (';ll·attl'r·i>:tk<l tli ltna guerra, tli pos izinuc, 110\TIÌ p,.;spn• hl'tl pondt>L'<lto itt 1111<1 gut>t·rn di movimento. 8e nnn selt·z ione s i impone tla1 lato fisico, io c·reùo ch e aucora pitì ><'iu tpo,ng:a UJ Ja ,.;p]pzionc· tla l lato p!>Ì<'hi<-o tle~tli individui r ile vengonQ o·hi11 tnati a llP ;11111i: rlir·rttiva qut·>~tn. C'he non è stata, forse valutl'lta IIPIIa »U.-'1 gh1~h1 impot·tart%H. Perrl1il i l!t>linqoPnti delln vita eiviÌe, I\10 1· ri,.;,.;imi p;;se1·i ÌJt>itauili, i~tel'Oidi où epilettk.i e ;tuche l;rimiualoi rli. " '·e · la11o !1• anomnlit' (ld carattere sotto l 'nr.ione emotin1 <Iella. guerra; ma più danno!:o a n cora è il éo nta.gio mornl e, che i più gt·m·i ùegt>ner::~ti pos: ,.;o11o t•st' I'I'i1nt·l• ><Ili tlt·lto li, Nlli tì111iùi. sugli t•motil·i. :-;ui pass ionali , su1 f'I·imiti\'i tlpl <·;tl'Httf't'P P dell't•d tll':tziolll'. D i q ni il t i'i!'!te fPnoOWliO della dist·t·ziont·, ùt:lla. ~iu tula :don<> (h• llf' ma la tti.e fino al\ p autom utilazioni. Ft>t·st· opu·,.;l i Pll'llti'Jtti por r;~nn o in gucnn ps,.;et'P utilizzati in altri c op · por·IIIIIÌ ;tllll>il'llti t• Ìll ntnrli a deg-lt:tti 1 Ollrlt• <·o) lnn>l'tJ [()l'O pONR:-lDO C'Ò11 · lt·i ln rit·p all'utilt• l'Oildih·o . ~~· Lr "t;t•l t<t d t·l ,.;o,•ltl;ll<' ,·a li1lo fisic·nllll'lltc può <·OJttl'ibnire <1 dimi · tJnit·ne lrt p l't•llispnsiziOt le allr nuJ.Iattit> c ad acC'.rescrmc la resistcnr,a, r-ompittl rll'l s1•rvi.zio s;lnitario f. (jll<'llo oli prov,·eclerP n<l eliminar e O · :l olilllinuir·e le t·~"'"'' rli lll01'hi1'il;ì, t'(lll )a più rigornsa appli<'<tzion e ùelle nonne eli igic•ur. >:ia <·llf~ l'ifll•tht tJo l'itHliriolno. :<i;t ht lo('alit<Ì tlon• d(>Ve

l'

• l

l

~ng·;.dnl'lln l'(' .

•


t~uim.li

ùt>rc da uu luto e,;,;e1·e cu1·ata la alimeutazioue clel soldato qualità C tglant itil cl<>lia J'<t;l\iune e COitfc:~.ionalll(•II(O th•l l'ai H: io, il rc~rial'io p!:l' illlpedirt· tutte le etliu:se pet·fl'i~t·t·anl i ~ l'app1:onigioH;uue11tO iclric.:u, e delLdt1·o i l regime igienico nella dta delle ttillcl'e, lll'g"li ;H:ca·llwnaHtt•Jlti, ac·òtmpau;euti. t~ua.nùo ~<ia j.Jo:s,;ihill:', ht ula t-eia •.lt•lla fautcl'Ìa donehhe <;oUI pie1·si seu;,.;t 1(1 za i uo. e rueglio a ucum, il tl·a:<porto dcii t ! u·uppc> s i d.onebbc fal'e eon camion e co11 trPui, non :-:olo per tll'gt•uti muti1·i 1nilital'i. ~·tlll lt' è st~to attn.ttn nella nosha ~uena, ma <lnche pPr t•lim illai·P il fatton• 1leprinwutc dc:llo :stt'<.lll<1·~ZO e dt!lla fa,ti.ca. :-:,. queste ucn·nu! del pre\·t·u irt! .;ouo ,;ta te ili fondo a!Jplicate in tutt~: le J!'lll'L'l't' prt>c·t:tl<•uti, pitì o 1ue uo laq.ranH•ute sc•t·.oHtlo le ~ig-cnze lwlliC'itP ,. i pl'ogtN•.•i dcl lu stieuza. l;l pt·t·,·enziotH' t·olltl'o le malattie iufl't rin· ,; la finalit;) ]ll'ÌDl'Ìpalc, che più :.:i è ntl't•l'lll<lbl Ìll (]\l('sta guena , C ~pP<·i;thucnte pL't'~'"O <li HOÌ, a:,;smnendo J'or~ani~r.a;r.iont• dt•l SPl'\' Ì7.io profilatril'n unii t·m·a ttel'istìc:1l tct'nica pa J·ticola ,.,•. E' supct'tlno J·i<·ot·ùaJ·e quali ÌlLiiueuic ahlJiano an1to le cpitlcmie "".!di <·~pr·-citi <·onlllatt<•Jtti" :-;nl lP sol'ti stc:>:<e clrlln ;.rucl'l'll. Il 1·aiunlo lt11 d<•t·imntn in op:ui tC'lliJIO le ;n·mntt• i11 ran1pag-na: 111'1\a ~u"na f1·u.nco · pru ssilwn del Jxi O-71, F esct'l'ito frauccse bn a.vuto 125 1000 •·a~i di vaiuolo con :!~L-l-iO mo1·ti: 11d l~:i-1- cluntntP ln ~nPtTa di ('l'illlt·;l il wlrJ•a ha 1·into le Divi~ioui BoKqnttt l' Cllnrobert: JH•Ila g:uc·na di se· ,.,,~~Ìfllll' 5'<11 :-,00,00() ('OIIIhattcuti l'lÌ l'OliO m·uti Jf{I,UOO CH:<Ì tli t if\). (•l'l'

Specializzazione del servizio proftlattico. La d if('~'<il enntl·o le Ju~tlnttit• infctliYC ha trovato ym·troppo (c cloh. b!aull) r'ollfcs:-;;u·]()) il nustl'o <'scrt·ito <JUMli imprcp;tra lo. N<·l n~cd1io T'tgt•laweuto sul set,·izio s:ìllitaeio in g-uc•tTa t'l'H pt·evistH una sola stufa di clisi llf(•!l.io ue lot·Ou.tohllt· pPl' In :.:t·~.iout• di snnib'1 delle truppe !>:11pp1{' tire, eù uu la \.Jota tol'io tllimic<J: uàttct·iologi l·o cla campo p<' l' o~ni a 1'ma.ta ~

l -tn·jmi t·a:sì ùi colera-, mauifestatisi sulla; fine dt>l luglio l!H:\ fra le b·upp(> <lella R"' armata sull'Isou~o c dovuti nl contagio uell'o<:t·Hpa · zione cli· triu<:e(• infette nemiche, furouo il primo stimolo all'isti t nr.imH~ •li ljUèlJa tJife:sa Sallilftl'Ìl:l dell'esercito C (le} Pa•>se, che in hJ'('\'l' tPU~po si <tffi•J•mò, COlli(' ('OflN!ZÌOllC !}el tuttO itali ana.. e C]l(> fll HllllllÌl·aht d<l tt:i.tt· lt• ruissioui e~tere . . l'l'r l a profila~si <lelle ruala ttic infettive fu eosti tuiù1 11 n a C r1111111 i.~­ e fnnzionn ri della sa-nil ;) pu hh l iea, la IJtrilll.'. eome (•rgauo eonsultivo ed i::~pl't.tivo, e:;tentleva. la ~tt:L i!!l.i<•lw <1 ntVe lt! a::uww mobilitate, e, nel campo ùi tutte le mal:cttiP !uf1•ttin·. l'lù;UllWt prec;i~e tlispo:sir.ioni., :son·cglian<lone ln et<e<·ur.io11·• 1o1 1" :t llt• pl'i .

.~~o~u: i.~1J' ! f t.it·rt con 11 fficia.li meclif'i

nw linee.

flaali organi a-.·nu;,rÌ.ti tl<•lla Commi:.:!>iouc ispettiva. ,. tt•o·ni<·•ll•ll'lllt· •llp~·udruti da t·;:sa, l' t'esso o~ui jutenclenza <li 1n·uw.hl ltll'"ll" c·l"!';: tt· ilo .~P':I fltti ·i:.Jlcftillf', compo~>te di llll meùico ruilitat·e e rU 1111 flllti'.ional'io .


l IIH••lic·o rlt>lla >:Hllit;1 J•llhhlita. lt· IJIIHii <l~h·;nl<l di <H'(·m·tlo eou lt~ flin·· di >:<Jllitù dt·llc> ;n·matt", iutegrauduue l'tt~i<)llt·. I l h•JTi torio fn cl:i\'iso in zone. com pl't'JJtleu ti c'o m n 11 i o ~1·u Pl'i cl i t·oUJIJIIÌ. c in çiascuna ~ona. un n1 edko militare a>;stllll't' le fuu:d01 d di ufJi· d ole .~anilario vcr fa di('hiaJ·a~ionc delle lllHlattie infettive, JIPI' il eon tJ•ollo •ielle llli:-;urc !JI'Oiilattiche arlotta tt• t' pe 1· ]a pl·estti~ioue di tuue Jp altre nece:-;~arie. Dopo a\'e r cns1 <:r eato gli or~aui ·rli ~'>01'\'el-{li<ui~H n cllt• zone tlelht l " e 2a linea, ftL uq:~anizzaw tlttta la tlift>sa l;anit:H:iu xnlla l>a::-e rld tt·p l'uuti fonda.m c nta.Ji <lt•lla pl'otilassi dPlle uullatth• iuft'l tirr, " ··ioè : rTt:·

~ioni

tnm~ia, Ì.'lfJlum r•J,fo ,. <'

di.o;infr·;:irJIIr.

Uou il <·OJH'oJ·>:u degli ufficiali xa11itari c ùci illedid tlci rm ·pi c t.lL·lll' unità sanita1·ie fu a ssic urato jJ fun~ion;)rucnto rcguhLre c rapiùo rlel :o:erYi~io delle dennnz.if' in 'tntti i •:a~i di 11 u'll~tttie iufettivP, e UIH.:he uci Cil>'i ,;;o1l<Luto sospetti. J>er il cou t t·ollo naturalmente delle denunzi"' t· pPr lf' intlagiJ1i hattcriolo~i chl" Ilei ('H>:i ;;ospetti c per la J'ice rca. dei pot·hl · tori di gl'l'mi, furono inqtiau tati JJurueJ·osi faf>ornto·r i baftN·iol-O!fif"i iu )II'O~simit':ì drllt• truppP Rtf's,o:;c o connessi cou i IocaJi ili U;olamento. 11 fun~ionaruc• u to di t utti quef.iti laboratori era cooT"diuato e :-; or n~· gliato da ('{•n t.ri di isp<·~ionc~ che si occupanwo inoltre de) t·apiùo rifllr· 11imento dPi mate riali oc·cone11 t i. l locnli di tJ8!il'l't'a ::ifJIIf' per i so>:pdU H()('l>~lievaHo tutti gli intliYitlni eh<' p_n•sc•utant.IIO sintomi di lUalatt it· itlfHtivc o c·hc Cl';\ no stati n <·Oli · t atto con i malati. c c·ostitnirano quindi nn ]Wimo ed t~flil'n ce filh-o p•·1· la protl':t.inne s.lll i t~H·ia. ~t·i la::zarl'fti cr;)un iu,·ec·c· im·iati c c·m·ati i malati iufl'tti. <' 111-i r·ou ~.:olr.~,·ew:io ri wnin111o h·n,.;J'c•riti gli iHdi,·idui guariti (']iui<·n nu•nt•·. lll;L da sorvPg-lim·<• d;;] pnnto tli \'Ìst ;l hatt('l'iologico pt"r ('\' ÌI<Il'l.' OJ!lli fl aunn di ditfn sinne <lPIIP nwlatti~>. 11 sl'rdzio di tlisinl't·~ion<~ fu JarguiJll'llte assicnmto con le èli>:iuft·· zioni rhimic·hf'. e. per lr tli>:illfP:t.icmi tisi<"lu·. c·tlll g- li appan•tTIIi a r:q•m·e flne nt.P o ~otto pl'(•ssione. fi;;si o )l)comohili, e ;lJI('hf' <'011 H·pp;li·Prrbi im JH'ovvi~ati ~st ufe- uuui) . P<'l' ~~~"i<·iJI'al'l' il fun:~.ionanwnto sist1•11tatico r pPl' llWIH'Iltl' •h·l sl'l'· vizio di rlisiJJfezion e fn <'rf'ata In Slt·;..io,,· rli.~inf,.::io,r· . nJJOYo c Ì11tpo1·tant~ organo :o;anit<tJ•in, C'IH• si ditnostrò rli nlta 111ilif:'1. L<• sc•:r.ioni di tlisinf('zinliP <'l'alw unit ù s a.nibll' Ì<• mobili, a!i(se~llate llll<1 J•t•l' nrmata r mw pr1· ogni ('Ili')'" di arm;ltn. alla •lir!'ttn tli)I\'IHLI•nza dell •• l'i;;p<•t.tin~ nirezioni eli t::lllitù. La ~-;e~ionc di ilisiufezione 1-t nfliriali. ~O no1uini) si r.nmpo""·' ' " di dn<> sf!Hn lll'l' L-1 r B) e di uua iSf!UadJ·a: di t·isel"\'il e poteva funziollaJ· ... o rinnita o ~'<ndtlivis:l. Ogni ser.ione . olti'P l<' <lotn:~.ion i •·<·g-nl:11uen1·m·i di n•sthnic> P di eq n i . }l•lgJ!iameuto inrlidtluah• P J!Pilf'l'aiP. PJ'a fm·nita rli spt•l'i:di o;.r;rt•tti tli "" stiar:io e eli u~";o IH'l'$:011ll·l<' IH'l' l:l J'I'Oll'zionr· imliritlnah·, <' di n~;•h' l'inli S<l · 11i1ari <' ar1 re:t.11i nt.~·i p<'l' il pa1·tir·nh11'1' ,.;(•J·ri~ i o rlPilc· di~infl':l.ioni: i 111:1 l<·ri~lli pol<'\'alln t>!:':!"f•r c· traspm·tati ;l IIIP:t.:t.n rli n nto<·nrt·o, di <'Ht'l'ettf> n di 111nli cla sonJ;-1 , n ;;ec:oJHia d<•ll<• lor alitù tli impiego.

,

,.

1

li l


,

LI' "''zioni eli elil'infp;t,Ìolcc• :~11<· clipt>tlfli•JJZP rh•lle Hii'PZiOJJi di l'llllit;), eli arma t; t a\e\":1110 inoltt·e: l stnfn eli clbdnf1•:r.ione. sn antol·aJ·t·o; 1 JWtahilizza"ttH·c s11 a11toeano; l 11<11(110 ;t dor·dn l'li antoc:alTo. La fttllzinlll' dt>llP spzio'ni di disiufezimtP. et·a qtwlln di coaùi-uva1·e il IHII'IItaiP ::oil'l'\'izio di iJ,!it•m• clP)!'Ii uet·ampmut•n ti l' H('(:'autonauu:•llti. eli pl'O\' v~rlc• t·l' alla eli:-oinf~·zione ri1•IIP tt·inn•t· P al J·isHHauwnte) tl1~ IIP loe~litit. '"· ~ si dov(.'nmo tt·a~-;fPl'Ìl'c• le tt·uppc o <·h<· lP t t'tiJlJlP la~cia,·;~no, al r·isanallc ~ nto del ca m p n di ba t taglia. Xel manife:-ohll'l'Ì eli 11ua t'pitlemia do\'1~\'<llto l'l'St'l't' rl i:-olonttP. JH'Ile località infette per proHedt"re ni s~ITiz i dPllP più l'igoro:-oe tli:-oinf1•:zioni. 1.'JlOtt•nlllo esfwt·t· :~ppogg-htte a un usp è<lnll' 1l11 campo. clw assutuera le fnu 7.Ìfllti di ospt>ùale per lll<thl.ttie CI.)Jit;l:_:dose, IH'I' il I'ic·O\·e t·o e l'iso~nmpu to cl~j ('OIItagiosi, 11e 1' l'W.>SI'I'VWt.iOllC P liOJiitÌ('';l dpgli i111livid11i l'il e ii\'('V<IIlO aruto c·ontatto con i malati. Qu"~ta fu l'ot·g-anizzaziooe sa nita.ria nèlle primi' lince, lll a nella lotta c·ontl'() lP tll<liiÌfl•:-ot;Jzinni t•pidl'mi<·lie flll'l)lln all<'ll(~ ap(>lica te tuttf' lP 111'11\'\'idrn:r.e ig-it•ni<·ltP. rlw tPudono a re nd(·n· l'twgmlif:'UIO più t't•:;il'tente• :t li!• Ìllft'ZÌOIIi. FHJ·ono !'Osì Jli'Ps,·J·ittP lto nH't!iua::ioui antico]Pt'ielie ecl antitifi1·1ie di tu ttt• lf· · tt·llppe C:omhatt<~nti (Wl' stimol;ll·c~ nna irnmnnitù attiva, e d ';tl · tra pat-te furono ist ituiti dei r:a mpi di 1JonifiraJ cnn impia,nti di hngni.

flocc·ie. disiuft•zione e «lil'illfe!;tfl.~.ionf> ; flovt> CI'Hno :H'(•nltr lr tl'llppP. T'iti r·;,[(' ùall~ h"inrl'e o da rottoporrP a Yigihmza igi~ni<-a. e :-:ottopostf' alla ]'lllizia del <·o-rpo, nl tagli.o dei f'HJIPlli. nlln c:listr11zimw clPi p;Ha.ssiti, nllt• ch~ inft>zin11i. al cnmhio clPlla lJianche l'ia e di'l \'Pl< t ial'io. ~fa 111'1111 ZOII;l rll'liP npf'\'Hlf,ÌOili H ('Ontf1tto dc•f11• tl'IIJI]ll' >'Ì t.l'('l\'il\';) 110

anc·lw alttt' (·ollettidt;) - opPt·ai. hm·glc<•:-oi. ll1"ofllghi, l' pt•igimlil."t'i di gne1·1'n - e al)(·he pf'l' q11ef;tP. rollet.tivi t;) fn >'tnbilitn nnH or~ani:1.za:r.iou~> .rrotiluttka <'orri~pond«>nt.f' nt>lk s ue Jinto<' gt>neJ·;J)i a rtnella ]'P~f'l' · Cito. IDOJto piÙ rigorOSa llt>i riguardi dei prigionieri Ili gnerr<J.

" * .. . Tutta queNta ,•u ratlt' l'i.~ti ca 871t ·r·i(l/i;:~·a:irJIIt' d(•) st·l·n;,.lo vrotilattil'o 111 Zlllla 1li guena costituiva giù 1111a nllida hnt'l'iPl'H pet· la 1U.fe:-on tlPI f'a c::;e da.lle malattie iufetth·t>: ma. put.cva arwnra f•~set·,·j 1111 llPI'i1·olo 111'11(1 XJ!Omlwro dei malati 1• fpr·iti [ll'o\·enienti da zn1W inff't.W, e <'111• , l•lltPrano ~-'flsere affetti da malattie in iur nhazioH<' . 11011 <~11<'01'<~ t·flp,·al .ili. 0 più ~"pes~;n Cl<sere porbttori 1li gei'IIIÌ. E perriò fu j!';t.i t. uiUt una zo un t·oulunHII'iflTI- 1li l" :-og;ouillr>I'CI, lH·II;I :l"a_l<> t~1 tti i ff't•iti e malnti pl'O\'f'Hie nti clalla fron tP rll' ll'l snllzt) eltm ·,·;ncn ~<~lm·c~ ~ O>'Jit>clnli {ii riserva, 1]('-~;tinati a qu esto scopo. nn 1W1-ind11 eli 0 "'xerva:r;J?ne di () gi,oTni. durante i l)llal i era.uo tenuti sotto x()LTeglianza. meutre ~~ lH·ovrt'dcva. alle rice•·che hattel'iologie·ht' llt'('t':-oxa l·it• 1· alma di si n -

•


Ili

f-:z,[Uilt-' ui tttlti gli ug~etti !JCtSOll<lli. "U tillnttO iJ pnindo di O>t>'('l'\' ;t;'.icHH' coHtt ttU:I ti;1lt• :,:'li iuf~::emi Cl'<HIO ~gomheati JH' IIn zona tcn·itm·i ~ll!· c-on

•

t •·J?.•d :-:aHitH•·i u111ni t i di pc.tt<·nu· nl'tt<t. La zona eli J·• .-.:g-omiH ~l·o ha JWI.lll'nluwutc I'Ì <'h it·:-:to un auutento no· te\·olc di 11H'7.7.i di spPtlnlizr.aziouc, e gli ospedali tlesign<lrti a tale l':<•r·\'izio sono st;ll i JUt•s,.;i in ;!'l'allo rli J'ispott<leJ•e alle più t·i,g-orosc norme clell'ig-ii"JII' osl•ed;l lii:'J'<I. A sot·,·t•glial'e t• I'Ofll'<lina•·t• lo :;pt•t·iale ~<eJ·vizio nclh~ zona <li 1• sgom bPJ·o fn nominata una spec·iale Gonuni-«-~iow• di 1i iyilan ::a. Poi<' hO:· le Jtosht> tt'llppc l't'H Ilo sul fronte dl•ll'.\ ll.tnnia P dt!lla :\1m·e cloliÌ<l. nualoghe misul't' p•·ofilattkht: flli'OIIO adott~t.tc pe1· le [H'<Weuienr.e •lH·ll'Ol·Ìt•nt C ; c·nsì nel t~· JT itm·io clel (.'m·po tl';11'Jn~1ta di R ari l'n sta b ilit<t tl!l;t l.<~l l<t ti i l " ,:g-omlu•J·n. c·on osp<'da li clt•:;tilJati, a l ~e1·v izio contlllHadale e sotto la ..:orTt·~lhluza di una CommiRf!i011f.! sanitaria mista. la 'filil·l(' t•J·n in rappm·ti t<•t·ui<'i c·on la CommiR.<<ÌoJW lspf'ttha clt•lln r.ona rli ~1!(~ 1·!•t) • .

1 r·i..-<~llt<Jti di questa o•·g;tlli:t:t.il:t.ioJte sanitat·i;\ prolilattic a til"ultauo

f:' \'Ìclenti ~la qncf<ti r·apidi eeuni: Ul p~·•· l'inff:':t.iont- ct}leJ·i<·a ha lP nostre tl'UJ!IJ<', nelle ~m· !lut> falii lol'u cli,..rilltc, la ptimn a <~ll'tlltl'J't' l'piclelllieo clal luglio l:J al gcuuaio ]li l' la st•(·oHiln a i i.po l·pitSodiuo ne l IHHi . ..:i :.;ono a\·ute lG.O:Ji rl<·nun:t.il' cou J.a~:.: w.tJL·ri. ~la di qn1•f<tl- clt·Jt uHll.i<' .'lolo :!:38 .«i t' bbc1·o n d l!lW. il t·hc diJtJo:<;t.t·a !'IJC l' infP%.iout• 1~1·a dolllill;ltH ù:tll'org:UJizzar.ionl' p1·olilattint iniziat<l Ht·l 1!)1:-,. \t·>'>'lllJ fo1·olain t'n itnpc)l'tato 1wl Pm•:sc dopo c:of<titnita la valirln h::.nie1·:1 : e ne;;.f<un iutYakio fu dato alle ope·rM.ioni milit.rri: ln lH'Ssllll c·;1so eli tifo t>RalltPtiJatico fu constatato frn lf' t1·uppr n lJP t·a.JI t i : ,., xPJJza alr11n inconveuil-ute j)(.'l' la sal111A> delhi popcrlazioue d · I'Ìil• fiii'OllO potll1(• iii\'ÌHI'(' Hl"] 1!11:1 (• JJ('} 19Hi Ìll Jic ~t-'llì\<1 invt'J'IlHle le tl'llppf' nJe~llilitatt': d.t i (·n !·:i eli tifo nrll'c•s<•J"t"ito opt•J·aJ!i(~ fn•·c)no rh•l l 'j. !l " l ..., Ili' l J!lli'i 1:! 111' 1 J ~)l. (i Ili• ·l (' ,, ' hO

Jlf'l 1!117

1.:1 ''/,. ..

l l(' l 1!)] ~

-· )

o •) "!

nel 1!)1!) 'l'all' •·apida tlis<·<•..:a si clen• all'l•ffi~:af·'ln delle \';H·einazio•ri ·antitiliclH•, 1 !·IH' inizi:Jte SII! tiliÌI'P d Pl ]!)];) f llrC)TJO c·omple iatl! IJl•i Jl)l(i (' J·ipt'tu tc JWg-lj a uni ~n<· t·Pssiri inllt·g-ato J •); l'l JIP!i!<llll nt~<o Ili \'ainolo f<i Pllhl· llt>l lf!Jii-Hi-17: JH' l' il mo1·billo l ' 1-W;u· lattina si :-;ono :JYUtP c·ii'n• H•ccliP di l.~ c 11.:-l "/ ..... illf('eiot·i ;nwh<· :t qnl-'llr· rlc•g-li ;JJilli di JHl<'P: •-

Ul 1

. l

.l 'l


"

11

/l por h i <·:ud d i ru eniu~Ht• terellt'<H>piuale ~<i n~ thi<:a 1·o uo per il !l';llui tc dei p<'t·iodid rifontiltH•Jtti di tJ·uppt· dal tel'l'itoJ·itl. •tua.le <:un · ,wgtwnzn ùell'epidemiR. gh\. i1ùz.ia tosi in lt.a.lia n~· l primo ..;cm<•:-:t r e del l !H:).

Malaria.

ru Jllll'ti<-nl:JJ'(' l'it·A t)'(]l) IJI(•J•ita, [ICL' ]a, 1" 11<1 C;tl'llttcJ'i:-:it(:H tcCliÌ('.l.i, il pJ·ohlt•lJt;J Ù(•J Ja pl'ofilassi tlPJl:t lllaJ:t!'ia, f'l1 l' Jl('l' l'Jtalill i> :<tata :>Cillj)l'C

un ~ ~·an• p l·o hii•Jlt<t :-:oeiale. Xt>lla st(IJ·ia t l d) a Jlletli('i n a m!litm·c la mH lari a ha tri:-:ti ricordi. Dioue Ca~<:-io l'i ft•rii'c<' l'ile n eli 'HJm n :!O~ d. C. n n' a t·mata Roma n a, a c· <:auqmta f1·a k· pul n <li dcii il Rt'or.ù1 . chllt! a s 11 bi l'{' una peròita rli 50 111 il:~ 11\)lllilli.: (' i Cialli. (•ondntti tla ltl'('lllln :-:otto le 111111':1 Ili Roma .. nn·nno •h illl:lti pi ù tbllt• ft·htwi t h<• da l tetTO . .\"1'1 L~O!I :1 \'ah·l~t•J'<' II. Napolt•mu• Ol'CliHò ai :-:uoi J.!l'll CJ·ali di tratte· li(; l'è g-1i ilig-lt~s• Ili' Il P l:<•gioni i H ft>t te t la. ma l;u·ia. e l'e:>ct·c ito fr11ncese potè assisrt't·<·. ~<t•n;~,a ('omlJatten •. alla tlixfatt.a th' ll'arrnata. Ìllj!l C~";e, rh(;' ~~~ 44 111ila n0111ini ne tlnn·tte ric·tn-t•t·m•r bt•n ~5 mila. iu h1·cvt· tempo, 11.-i!li ~~~ f'l'lla l i. IJnindi pt~l' h· nnstl'P trnppt•, t·ostn' tt.e n rima.nt•re in ;t,Olll' UHtlark .lll" quali qnt~ IIP tlPI basso lsnnzo. dt>ll'Albania t'della, 1\laceclon ia , occonev;\ }lrl),·n·de J·e ad cdt.uc i gra.,·~ rlanni. (' hf' n<• poti'VIl!IO rlel'iva J·e nll 'effi · c·ieuz:L •lell'est'l'c·Ho t·omhntteute. • T pnnti fontlamclll':lli ùclh\ ~:; peci'fl lir.r.nziou e tkl :"HJ'v i:..io ~~Jttiwala. l'ir·n fnt·ono : 1• Ce n~<illt <' ll to dd 111a hu·i.c·i tlt·ll'anno pl't'CNJeu te. ~· B o n i tìt-a inn•1·na lt• rlei J·e<:idh·i. 3• <"nra pl·c,·en tira dliniHi<·a 1ll'i :-:ani. 4° Impianto ùi uunH' ro:::i ospedali speciali pc t· m<tlari•·i, di un •·t·Hu·n di :H·cet·t·:tmento mic·J·osropi<'o. di nn uffic·'in cii c·oHsulcHza per il ~Prriz i o nntilllalal'iC'o. :~·• T ~Htuzion e tli iuft·rutt'l'Ìt· ~rw(· i aU p1w<so i rqcgimeuti tli fa.u tt'ria. " pt·Pssni I'CJHlr-ti eli artigliPria e genio rhdedenti in ;t,IITlf' m:ll:ll' Ì<'h<'. all" s~npo di P\'Hare nn clc·pnn pP1':1DI('Dto h oppo l'l'll!·dbi'le df•ll e trupPf' in h ll~i) . li'' Tntpian to rli ~ra nrli rn n\'Hl t>sr ·t• u;~,i;ll·i t'sl·lusil';tlll<'llte pt:'t' tnalil · rit·i. di <·ni ,;;;i n•:-:e t·o più fa,·ili i r icnperi (cil'Nl J'kf, ~(. ). 'i 0 Dt'n11nr ia obh)i~ntnrin t'lt>i mnlariri. fnolh·p u el peri orlo pt·eepirletnico xi Jll'Or NlPttf' <lll:t ho n i lil-;1 d t> l l!' l'· 1'e11o, ogni q u n l voi ta r iò P.l'tL con~e nti to Ila Ilo xvolgerl'li ciPli c n;~,io ni m i li · t';lJ·i !'si t'll l'IÌ la dift' :-:a IIIC•ct·:lllit·;t rlt~gli M·eantounmc'nti. llt•ndtf.. Nmte <!l';t ila a:-:pt't,tm ·si. l'inf<';~,i.one sÌll · st:1t n moHn t•t<t ••sa llE'Ji n :1• .\l'lll<Jt;t (;)(1,000 tll'llllllilie), la illOl"hlolit:\ ll Oll ~ llpl't'<\ l'l %. Da rlati l'ica,·nti JH·t· il Hll~ ahhiamo :wuto in ;~,onn di gnr•J'l'H Rfi . O~~ rlf•utlllf·ie tli malaria. rh•lle qnnli :!!l.~~~ pPr malaria pri111itint ,. r.!'l.lì:in Pt>1· J't•ritlin.•.

-


l :!

J'iù gt·;"·•· si snt}:-:(• l'iuft•z.ioue naalat·it·a iu Allntuia, don· :-:i puit t·ite· m•t·t• dH· l'l-{11 "·• tlt·g-li iufpt·mi fos:-:<·t·o 111alaril'i P H foJ·nw g"ra\'i. e ciò JH:r le· t'oJHliz.ioui dPi luog:hi. dw 11o11 t'Olh·elltiYano )Jl'Otilassi llll\l'tanit·a t }Wl' Je l':<i~l'ili\1' lll']}j('}l(•.

Congelazioni. ::;ul uo:-:t1·o f1·ontl'. iu akttni :-:el ltll'i cd iu a !tu n i p<'I'Ìodi ithhiauJO don t t n lotta l'e •·outt·o le ('OII!fdo;:illni. l'Ile per il IH):-:tw P:<eJ·cito, 11 dif· ft•n•llr.;t t[l•gJi a l tri t•:<l'l'l'iti. hliiiiiO <h-.:l<lllltO IIIH)!gÌOl'C illiJIOl'ta.Jti\il 1 ]!l'l' }t• aziolli in tllnltta;;na, e lmuuo c·ostt·t·tto a IIIÌ:<IIre )!I'C\'I'llthe •·i~oro:-:(·. Le t·oJtgelar.ioui so11o fa nn·ite th\l clima freddo , dall'umiditfl. {lalJa iutmolti]it;',, <l:tg"li attc~g-iauwnti t• •lalle posizioni forr.al<·, tlu tutto cio ..I,,. in IJll:lluuqu<· Htwlo l'all<•ttt.i o tiiiJIC«liJ>t:n la lilat•J·a dn·nlar.iont· tlc>l :-:altg'lll', spt·dillLIH'Jitl' Hq;li <ll·ti. ] .;t• II IÌSIII'l' }11'1'\'f'lllin• lllÌI'HI'OIIn ;t lllig"}ÌOI'HI'I' tlil Ull JatO }p l'fllJI}Ìi\lOtd igi<·ni•·hc tli rita c di a.mhieute t·nlll'ttint t• dall'alh·o. al la pi'Otl'zimle iudh·idualt', eo11 illllttmt•llt·i di lana, adatl"t· <·:tlzntnn· iu hno11o :::tato tli Hi'O <' itlgT<1~i'HtH, ~unntL Dlallnpol t', impiq~o tli tntl!llf'llti pt·l)lt>ttiri.

Malattie veneree . La lotta t·onl l'li lt• lll:tlat t ic· \'t'Jit·t·t·t·. olt t'P ai liui a.lt;tUtt·lllt• ~cwia l i. ha tll'lla ~tll•t'J':t 1111 \';tlot·t· nai lil:tt·t· . J~~'l' 11011 :-:tttll':ll'l'l' i 111Ìlit;n·i tl;lllt· lì h• di'i I'OIIIbilt !l'liti. <~ual• · n11o lin pt·orH>f'to tltla llli~ t ll·a Jtl't'\'l'llti\·a. radic·nlt·, eint'l l'aludi ziolll' tlt· l utl'l'l'l 1·i<·io. do\'ltllf)lll' siano lt• tl'tlpJw ,. qnimli pl'0i hi7.inm• it>< · io:lllttta JH'I' lt• ]11'0:-<titlltP tli t·isit•di'J'P IIPÌ fllllldli 1li ('llll('l'llt l':tllll'lltO: lllil . il )':ll'll• 1:1 fii'O:<tillli\ÌO IH' t·)atldf'stÌIIH l'hf' 111111 (\ fHt·ÌJC SI'OJtl'il'l'. Il(\ l'OlpÌI'I', 1111 tal•· pt'll\TPd iml'ttln potl·f'hht• dJit' luttg-o a in<·om·t·llit•11 ti 11011 li<·,· i " rh tttllft:-:i alla saltttc· dei so l1lati. 1':-qoo:-:ti in talmoclo 11011 solo :t \'C't't' fol'lltP di p:-:if'osi t' di 111'\'I'O:-<Ì, llla a fnrili pt•t·\·t·J·til1lcnti. I l pttutn follda ttll'lltalt•. ttl'lla lotta <·fllttt·o lP Utillatl it> \'1'111'1'!'1' . t·onlf' p<·t· tnttt• lt· altt•t• uta lattit· infl'ttin.> 1\ qt tc·llo cii Jll'('\'t' 11Ìt'l'. tli t1·m·ar•· •·ioP ln !'OT·g-c•ntp Ili infl'zillllf' P isnl:n·l:l. •·c)mpito l')lll'"to ..!11· ri••nc• ag-c>,·n· );do dallo stalO d~ ~111'1'1'11. <!11i11di }'l'r !:t pt·nfi l;lssi IH'I nostl'll t'sl'l't·ito fnt•otto :11lottat<• }p :<P· i!IH'IIti lllÌi'lll'l' : 1q cli:-:C'iplin:t 1ll'lht pt·o:-:t·itnr.iolll' , iutp<'ill'tlflo il llll'l'dt·irio rlnnd t'· :-:litto: t'ÌilllÌ0111' <lf•lk pt·Mtitntt• in <l}')ll>:<ite <'ase. :-:nr·r ..g-li:ttr JH' t'iotlinl · lltf'lllf' •la nffil'iali liiNlic·i :-:pt•c·ialisti: In istituziOni' Ili g-ahiltPt'ti Ili lli:-:infl'r.inn(• p l't•s:-:11 i postl'iho)i. t·nll fllf lÌ Ì JJII•ZZÌ (}j )11'1' \'I' IJ)',jf)ll (! JIÌIÌ iLtlatLi; r·1 itt1PIIsiticai'.iniH' di'Ila ,· ig-il:ttlw ~anit;l t ·ia sni Hlili l at·i.


Profilassi chirurgica. La liualit:'t dd pt·e,·euire t t·o1·a antlt(' appli<:aziotw per )p fl•ritt• di ;:m•tTa, ucl l:ò<:n~o di potet· fan.' dehH't'l'l'P :<t'll'l.a cuHtplitar.ioui le ferite :"òlt·~:-ot•.

La l't't't(lll'llZa tlt·l tl•tano (• uort•1·nluu: nt<: llimi.nnita dopo lt' iuiczioni t'<l:I.Lt)llali rli :o:iPl'l) antitcotanicv: dallt· IWI't·t•llln;lli fin d<•l 1:!0 Jwt· mii iP uri ft•t·iti lll'llt~ gtH!t·r·c antich(~ o rLPl Hl 111~ 1· util le nella guetTa t·u:;:-:o-giappom·:-:t•. sinm.o d)sn•:-:i nel uustru l':O:I'l'<'Ìto a O.:l pPt· mille t·on la mortalit;) t!i l"'' :t:UHJ() fer·iti: <·nf;t la t·ang-n·tta ga:-><o:-:a ttl'll'l>:-:l•t·ritn franc·t•:-:c· di winul dopo il 1!11~ t'IHI l 'impi~·g-o di ini!'zioni. pl'cl·entin· dt>l sict·o lSPP · ti tito. Fot·sc per r ii·\'\'Cilire la sier·otera pia p t'('\' (! li ti l'il :-:;H';\ a ppli<'a h ile an · ··b" al11• grandi suppurazioni; t' speri..-nzP. sono tState fa.ttt· llPila no:-:tta )!llel'l'a cou il siero antipiogeno d<'l Finzi c del Lanft·an(·hi: P :-:e SJnt·sto l•ntt·;\ t~sst- re l'(';lliZZ;l t o, [.lOÌl'elll (l H fft!l'J11 ili'(' ('h n l Il p l'Oli la s:-; i ~a l'lÌ t'lllllfllt·tn alle· h<• nel bt t·hirurgia d i ~IWl'l'<l.

La guerra chimica. 1/otl'Psa ('Oli l'iUtpiPgo di ~Xas w.-:-:iti 1\ <·otupnt·:-:a pct· I:·L pl'inw 1·olta una th•llt• <·:u·atlt>t· i~tit ·h+> t·hl:' ha impo~to al sl•t•<·ialt> ot·ganizzaziotw. li tt·t·tuitw più adatro 1'- tpwllo di yu crra r·himica. JWITh(· ttou ~ono r st:ni illtpit•g-ati :-;olo gas. nw liquidi <· a.nch<• :-:olidi. ln_ir,iata c:on J'PUJis:-:iouc di ga:-: il :!:! apl'ilc Hll;), nel H••lg:io :; ullt! lillPt• augJo.ftauc·e:-;i, la gnetTa dtilllu:a pt·t•st• rapido sl'iluppo, t• :si [Wt'· fPr.iouò e per la magg-ior tos~ic-.itn tlf'i gal" intpirog-ati ._. pt•r il loro lanc:in ,..," i pt·oi~ttili. Nel periodn di lotta. iutcn~ÙI'<! futuno ùnpiegnti tino a IHII.:!IIII tuil:t pt·oic•tti al g-inrno, e il :>O "~ tlt·i p t·oil'tti di at·tiglit·t·in 1:' 1'<~ 111 'lllt•:-:t;l guena, t•d t'- stata ~!·tTi :~.io :-:anHarin tntt·a nna

t·:t~·i <·:tto I'Ol g'll~"< tOJ:•SÌI'Ì.

:o;u[nn:<tro fronte 1~1 pri111a off<•sa fu Fntta il :!!1 giugno Hllli (::-\. )li · r·llt·]p, ]H'edsameutt' n Ho~o ('ll·pp_ucc•iol <·. le p<•rrlitt· l'nt·ouo tli t·it·c·:t ~-01111 11otni11i in ht'l'l'<' tem po. io\ i p11ù ]Jt'J' l'psp(' t'Ìt>nza <Iella l::UPlTa a ffe t·n~;n·e rbe J mcr.zi pl't'H'Il · tiri JH•Ila gtwtTa l'ltiwic;t hanno u1aggim· ntlm·c :-:ni mrzzi t<•t·a.pt·ntid. . Quindi la dift•:-:;t f'Otttt·o i ga:-: h;~ 1l:tto m·igitH' a nna "'IH't·ialt· oq!a · lll:~.~~~q,ion(• ptoti l.a ttil'a, nel ~'l'll:<O p i t) l;tJ•gn tk l!a p:uoht. !l pt·ohl~nu\ <ll'liiL pt•ott·zionf• :tltdil man mano tomplkaurlo,.;i in <·oH · "\·~ut·n~a tlt'lla molteplidtù e tll•lla tlin•t·:-:n na tnra ,. ea t·atteri:-:ri(·n di'i ~:'" illlpiPgati. l'gli stndi fut·ono rindti sia nlht JH·nter.iont· intlil'itlnah•. Sl;l :J Ila Jli'OtPZillllt' ('O) ](ott il';t . Qwt.nclo all'illir.i(). i. gas arlnp<•t·ati ag-il':tllo solo 1'11111' I'Ìl' t·rspin1tm'it· '\'loro. hrnmo " i loro itlt-oaehli) l't11·ono impÌt')!:tti Llll'Z7.i di pt·otl'r.inJII'

_ ......_

...


1J

itHlidtlunll', 111oJto ::;fmplic:}: tnm]10ld o hHm{IIi di rot(llH' e tda intpn:g-nnti ili :<P~;t,l.tll;r.e ;dcaU.uP. C<m l"u:-~1 tli g:<t:< luctÌUJOg"<'lli eoun•u ut• poi munire i ~ol<l;Hi di tu :dl in l i pt·ot·ptl ixi. )la <·.t~nn·o l'intpicgu di );li:< ltJ:<sici tfo~geuc, <lcido Jll'Usl"it·oJ ~;i Ù•J· \ ' (•li t'l'O :ltltl(J Hl'(' le UHI~;dJel'l' <fj jtl'l}lt'ZÌOIH', <:Ile, più O lllt•Uo lltOdilic.at ~ . :-i po:<:<ntto J·iaJS:-nmeJ'e uei du ~ tipi de l t·t:spiJ:alul·t• in~lese ~~ 4.l l·l. J·t·spi J·atort> llr',•t:g"cl'. Canttl•·ristka dilfereu:;~,ial e ù elle 11el pt•ituo l';tna eSJt·J·JI;' ,. Ì<'IIP lilti'Hta c ùeptu·a1At· ;ttl1·11vcn;o atlattP so:-tauzc ehimiche t' u tili:t:zata qniucli nella l'<':<piJ·;t;,ione, IHClltt·e uc l secouùo si fa com pl(· t~t UH'Ilt · Hst1·aziOllt' di'LI'antlti('n 1\: este1·uo, e JJ<·II ';~ pp;u·t•cch io, ·a guis;~ di t•ert i npp<tl't'tTIJi tl:1 palomiJa J·o. si s\'ilnppa l'o:-;-,:i;;t·Ho He<·<·:<:<aJ·io alla J't>:<pi 1'/l;',ÌOlll'. ( 'ou In <:nwp:n·:-;u inlillt' t.ldl'ivritr t solfuro tli t•l il ~; IJidoi·lw:ltOI, pe1· la :;;ua ;t~.ÌOH<' I'P:·wit·ator-ia l' lilla pcll(• :<i 1'1'!-'st•Htò 1111 nuoro J)l·nhlt•llta. 'fi!Pllp l'ioì• ch•lh pl·oH·r.iont· d t>lln :<HJH'I'fi<·ie di'l <·orpo, perch<' il g-a:< JH'llPil·a,·a attl'II\'1'1':-<0 l(· :-wa1·pe t• i ,·e:-;titi. :-:i Cl'l't:.Ò iu p1·imn t:A·mpo di l'i · JcH·tli;tt·<· t·oH h• tilczioJti oli o lio r egPia-le o eli I'.<L~'eli.J J<L, ma pii'11 c:ffkaee IIIPr.r.o di dil'<•:<a rut·ntH) i n·;-;titi l'a lti ,.,111 l<·s~uti t'(lli\' PllientemeuLe LJl'ef';IJ·at.i t· eal;r.;IJ·pttj clpllo sll'~sco tp.;~nl ·o da intrndu1·~i uclle sc<wpe. -'!<•z;,i eli clih:...;c inùiddnalt· olnn.• ttt·ro c~;~èJ'e applicati ai e;wa lli e ag-li anint;tli d;l ti1·o t· eia :-;oma, :<t•hiWIH' 111e11o !>ensibili all'azione Ilei )!as a!>tissi;l111 i . JII'Oll'ggt•JHio c·ou Jct<Js<•lce r·<\ lilttanti, eli nn·io tipo, le u;n·i!·i, pt>l' le quali in qnP:<ti aJlÌIIHHi ><i <·mupie e~'òc lu:<i>nmf'nh• la rcspi 1'<17.lttllt'.

Pl·J·];t pl·nJ ..;,ictllt' c·cdktlint, qttauclo nll'iuir.io la otf<•:<a t'l'a t'atta dìll ì.;t ~rmplice emi:-;:;;ioiH." di g-as. molto uLili. fu1·ono g-li o:-;servat.OI·ij e lt· re· •h•f'tA• spetiali pt•J·lo :<t nrlio 1l!• llo stato a.tJilosft•t·i<·o 1• rll'i movimenti llt•llcn ·iucf'P nem ic·hl'. 1--:c l (•ftit·a.f 't ftli'Olln i lll('r.zi fisic·i, IIH·•liant<• il fuo<~t• d i aJ·ti~li t· t·ia. (' cli flll·ilt' tia <·OJJ ti1·u fro11htlt! t' la t.t•J·ale.. ]H'I' rompe1·p t· :<r·m11·olgt.>re la t·om pa g-:in<· rle lla lJU hP, a n IIIPll t~I· IHI m w Ja ·d iltdzinne nel . J'a1·in ('011 ~-tli SJIII:<(<llllPllt_i :in (·'!'S;t prodott i dai pt·oie ttiJi sper.ie e~ pJOsÌ\·j: lt• IH)Jnlw inc·(-' llfli;ll·i<· <'il g-t•lto rli liqui<li i11fiammnt'i . .\la qn;lnrlo :tii'<'Jnissione t]Pi g-a:-; ftt :-;ostituito il lancio •h•i 'p1·oic•t· t ili <• snpJ·ntntto l' inlpiPg-n ol(•ll'ip1·it<•. t·lcto polrerizr.atn rlnl ti m i11Y:-t · drra \' iu!'l·thi\'Ol rutto e 01'\lllqne. il Pl"(lh]Pntll dHllfl proter.ioue ('I)Jlt>IIÌ\' ;~ s1 lll:lllifc·:;;1ù •li <•strelJla cliflìeoltìt. l lJ·<• j)Ullti ]ti'Ìlii'Ì]':l li eli clirt•s;c fm·tJIIt): tt ; 1·isa 11amrnto d<· l l t• tt·in<·<·{· l' rlf' i I'Ì('orl'ri in1·a:-;i tlai g-a:< t·ou l' i1npiP;.m di pcHllJH' irt•m·;l( I'Ì<·i pì·t· JH·ntl'alizzarP ·r·on i\tlatti Jiq11icl i i g:cs stagu:tnt i : 1n t·o:<titur.imw eli J·i<·OI'(•J'i sp1•r·iali , nei qua-li ~i impediva la pew ·· t l':tì'. iOJ1f• <lt~i ga~ ('Oil pm·tr a Nm1plet::r t<'lHlta o con doppie t•' JH!t• imlw ,.llt<' di soluzioni lJ('lJ(T;lli;r.r.ant.i. :-:i tlon·,··• J!I'OVI't•<l<·J·t• ;Jtll'ht• ;tlla rìgPIH~ J·ar.iOlll' d ell'a1·ia., q11ando l';n t;tt·f'u ,, ~:es !'•1';! lung-o c illtPn>:o, P r·iò con ventilatori muniti 1li speda-l i c·a >:l"r-1 t P ti l t 1·o o !"OH In >:1·il1tppo eli o~:<ig-Pnn :


l.i

q di>:iufeziotH· t\ r·il'HWWH.• uto del 1'<·l'l'PIIO inl:et.tnto dalla, ipr·irt• meùinnl<' i! c·loJ·nJ·o di talce.

L'm· n Ltiluo l'Ìconlet•ò 111 r'altl'a apJ olkazionl' del mezzo pr·en·r r(i \'C'l nelle ft·r·it.e •H g-ufwt·a ed <' qudlo, certo iùeulP. di r·ipa·t'lll'l' dallf• ('\'PII· tu n li ft-l'i tt· gli org<~.ui i m pof'hlll ti llelll:l! vi t a. Fu adottato l't•lmetto nretalli('o pm· r·ipnr a 1·e il capo rlai proif'tl ili t' clulle l'dwg-gh;, gli O('Chi:tli lllf'f:rllici da tr·ineell pe1' pr·e;;ei'~ iH'è ~li OC· chi; e for·:;e l'i pot61 P,.;t<·Hd<·r·c· ta.lt• ~t1'l1lèHHClltO difensivo con l'applil·a· ,.,ioue di ureta.Jii leg~~:1•l'i P l'<~l'il'tl'Jlti '' rlif~'~'n dei gt'o~~i va~i d<•l collo. •lel c·ntn·r e l]('ll'adllonr<>.

L'organizzazione proftlattica in una guerra di movimento. Esauli U<Ha t'Ol'Ì Jwlla ...:uu sp,•cial izza7,iorre In pl'iwa tina.Jitù. del Sei·· r iv.io sauital'io e i modi, Cl•ll i qu<Lli aù es~ è !Stato }Jl'O\'\'e<.lutu in qm·· sta guena , \'tldiaru() quali ditl'<:renzc essenziali oi po~:;ouo aYert: nella gu<·t·•·a di posiziouH e uella gucLTa ùi m'o \'iJneuto. \ 'tot·f·o tutt1• lt• mi:;ut•e t'ir:ortlatè ~o un state di 1JÌÙ facile apfJlic.azioue Ju·ll'attual<! U<Jst ra ~ucna, cliC ha aYuLo Ia caratteristica ùi uua gnerra • di posi'l.ione·, e ('!Je nelle !Sue litH!e g-euerali ha peru•e~'i'O uu a~~t-rlo qtwsi tt•tritoriale del .~>el'dziv pronlartico. · L 'igiene ùel::;oldato ha potuto esset·e meglio curata per· il \'ino 1· il n.::s tiai·io, )Wl' la migliore sistewaziou~: delle trineee, dt:i bara<:camt•uti. clf!g"li allog-g-i, pl:'t' la ~orv.egli!tuza sui l'ifornimenti idrici. l n fondo anzi i'Ì pn•'1 l'ltCI1CI'C ('111'1 sotto q ualehe )JU lJ t o di. vi sta. J' H rohienle. 11('1 CJ Il~ i1• Ì! vi~~uto il ~olda to •' stato an('h<: wi~liore lli qncJlo c lw 11011 fo:;se ll(•lla zoua tel'l'itot·iall:' 1Jer la rila all'ar·ia lilwr·a, in clilua i':aluurc c lonta.uo •l<1~li inq u b•a w ~::ut.i lillil'l e moJ·a.U ùellt· città. 1'ul la l 'org•.tnizza.ziouf' JH'ofilnt.tita ha potuto syoJgel'si ~Cllilil g r·;"· i tlifli(-()ltù. L'a.ccertmnen to ùei pt·i mi M Si tli malattie i nfrt ti v.- 1\ s ta tn l'~'"' ., agPYOl<' da l ri('ro <' c·ompJPto i m pianto dei gabinetti batteriologjc.i : Lt· nrccittazioni protilatti.chP halllro potuto t·s~'>Pl'l" fn ttt• Ili' i tnrn i t li ripo"''· dopc, tr;1~ror~o il p<'t·ioùo di rriur.ea . Natnl'alment<' n ella brilei'J'a. lli po~o;izione, llnl lnto saui t< tt·io, nou ma.u.cano iuconvenieuti e pericoli, legati sopratutto 1tll'inquin:lnt<'IIU> •ll'l s,,ulo. I'Cr la \'lta colll!tti.va di uomini l ' •li animnli. "i't•sxo adrl~>n.::n l i in JoeaHt:ì , un• le pr·ee~i:>tent.i pt'0\7 Videnze ig-ienit·llt> pPt' la popolaziotH 1·i · dlt> ~0110 di molto infel'ior·i a)!'li ac·t · r·t~l'illti bi.."o:.rui tlella pop,.Jazinlll' nt il i t a,., .. E l'inquiu:rtu1 ~ 1 1to dPl xuolo può <w,•n· tri;;te inrlrti'IIZ:t sull':tppro,·\'i· gioWlllll'uto iùl'i<'o. JWI'I'hè <\ hr,.n noto quale rnpi rl:1 H>'cen~innt' ~" f!H<Ilt· ,_\'iJup)Jn 11lohiano l<• mulnttil' infPttivr di ori~i1w i1ll'ita trolt·•·n "tifo ,.


In

Jta. l'cll'{'Ul'Hta :SUl'l'(:!dJHIIZ<l :S<IIlÌ(ii1'Ì<t (liiÙ C)I' I'Ìitl't' a talt' ÌlléOII\'1:' · 11 icnte. );ella gul'l·J·a di 1tllli'ÌIIIellto inl't•c:e l'igit-uc J·~J·dc alquanto tld suoi di t·itti e il sohl.tto tll:.'l'l' l'inuHI'iilt'\! " l.uttv il LH.:Itc:s,.;cte c il courortu cl.tc ('IIÙ l'itt'O\';tl'P nd)a ~IICI'!'a di po,.;i;-;iolle. LI s<·t·,·i:r.io pl'olilallko poi si tt'lll'<\ <'OiltÌllll<lllli:!ltle iut,t<Utzi ;~d itt('O· guitc "l'1ll(IL'e gT;.ll·i. Le lot·:dit;ì J\Hm' c, d1e le tntpp\" an<ll'alliiO ad oc:<.:ll · pare. lH>SS(>lln c::;st•n· iHquittalt· d;~lla J><'t'lll<tlll'ltl'.;1 o tlaUa titit·ata di'l tH: · tllii'O: 11011 :<Ì ('CJII()SC 'l' Cjll;tli :<<11';111110 le \'O IIIfir.ÌOJIL ig-icui<-lle c[(•lltt pU!JOl;t ZÌOJ!e <·idi<·,. quali (p walattiP p1·vtlnmi11anti. ~:;(• l'a('qna >iill'Ù :<Hflitit·nte 'ai !JiF:og-ui d1•llt• tt·Hf'J~~" <' qnali nt· po!J·alllll' e:<:·wt'P lt! •·nt11lizioni di potahi lirù. <! ni11tli ~~ t11·lla g'IIPIT;t di llllll'illti'IITO <·h<· tutta l'oq~nnizr.ar.iont• clt>l i<t' l'I' Ì;<,iO IH'ofihtttito a:<i<llllW il StiO più ;\ltO nt101'('. 1·::--..,..a cl••rt·;ì t·iunllll·t·p HPII<' stu• l)tw••. g-Pllt'l'ali qual1· C:· stata tla lll>i Hl tua t a Ht>ll;~ 1't'l'f:'ll t<· l!,'lll'l'l'il. La <'•)tlltni:<:<iotw ' i:<pettint. t·Ontposta di elt:111enti tli nota t·ompl!· t<·ur.n. j~i(·nit-a, tloHit :<ot·,···~li: n·t· tnt lo il :;et·rir.io p1·ot-i latti<-•1. •·oadin ,·ata tl:tlll' st•r.iotti ispettil'l' Jl1'1•:<:<o lp Dir(';r,inu i di :-:anit:ì di arlllata CII'I'Ol'f'('L':'t l'ti"' ti ( l l \l'l' ]·;t pid:lll\l' ll tt' ~~i Il fii<;i;JIÌ !<li Ili l il l'Ì )'<'l' (ll'CI't'<il'l'l' (• jtl'll\'\'t'dt•t•t• l':t)Jid:tllll'llt\'. L:t f:.:t>r.ioJw di di:<inft>r.innt• a:<sttltH•1'Ù la :<tl<J lllHJ...~iot·t· imporhtn:r.n 11('1 I'Ìs;tll<llltf-'lltO dl'JlP ZOlll' P dl'i (()('<Ili, tht• ](• 11'11('111! dl\\' l'l\11110 ll('(·llplll't', • ,. lll'll'intt•J·n·nit·<· n l>JW~IIP1'<' t·apitlamc• nl't• n!-!Hi !'C·ilttilla d.i illfl'zimt~• t•pidPlUÌCH. :-:a t·<·hht• quindi opportuno rlll' nella gne1·rn di •uoriuwn to le st':r. ioni di d1~· in ft•r.iollt• eli c-o1·po d' a.rma t<t a t·o ~l i :<lto:<:<i a ppa 1·ec:<·h i dPi quali :<OUo J:<t.'ltl· f<ll'n itt· l<· :,sf•zioni <Li di:<infP:t.i onc• tli atnwtfl. e t"iot\ S(llf<• fli (]i,.;illfl'r.iotH' (\'i('t01·ia1 l[i ~1-;liiÙ(.' \'i•p;H'it:) SII anto('<ll'l'll, (llltll · l•ili:r.r.nt01'f' <' b<l·)!llO '' dncTia. ~~~~~ :<il 1';\ c·Pt'tO po:<:<ihi lP p1·(1rn·d<'t'<' all'a~·<·Prtanl(•lll"cl hn.ttl'1'iol<•g-ÌI'o ,. :tll' isoln.m<•nto 1h•i m;tl nti inft•ttil'i ro11 <JIIPi lèl lar~ltc>zr.a <li impianti P 'li nwr.z i. <·l•lìH' (:. >i t a t o po:<~<i bi lP n l'Ila g'lìf:llTn <1 i IH):<iziiìil<'. ~ l a pòklJ(. l'<~c<·e tta.nwntn di una malattin int'r·ttinl ì• di <·apitale itnportanw pt•r· U11 <l \'l'[if'H('f' lotta. \'(>1ttt·o il ditfoncl(>l':<i IÌÌ \'l'i<<\, oe'('Ort'(' l'h(• j'( i<l'l'l'ii'.ÌO hattr• 1'ÌOlOgit·o ~";ia a:<sic urato : !' sarehht• qnin<li nec<':<f;ario cht• o~ui em·po di at·mata HI'P:<sl' 1111 pirt·olo g-a-ui1wtto lwth•riologiro, quall' :<Pzio1w YO I:tutt• <lil'tl.trcat.::l del lahot·a.torin hatt(' 1·iolog-~eo rl.t r·<tntpo. a:<:<<•gnato alla 1 ) j . t·f·zionE' rli ;.;auit;ì rli ar·Jila,ta. l lo<:ali •li o:<st•t·,·ar.ionp r• tli i:<olauwn.to 11011 potm.uno t>:<:<t>l't• 111·· g;;nizzati, r·om~> lo f;011o l't.nti 1t<'lla gnc•nn rli po~<izimw, l' :-:arù pet·· <·iù oppcH'tnn·o cht• la• Dil'<•r.imlr tli >iallibì di <ll'11Wta h·n!!a a rl i.spmd · 71\1111' un 0:-.']ìNlalt> da e<tmpo. <la pot<'J' dislo('ar{' nrllP ,·irinaHr.<· f1p] fo· <·olaio <•piùemic·o. il ((11:1 11' ospe<lal(' <·olle~ato con la :<f'r.ionf' di disinfe· r.ione po:<sa HN!;IIJlll'l'(• le• funzioni c·ontJIIna('ia li: <tll'nnpo don·r·hbr ~·~­ "''!'<.' forni t o rli a ppaye<·r· hi JII'Opri ,, eli larghi mrr.~. i pt>r lr Il i;.;i n fpr.ion i. -'\ ltr·<· t<n<lrt<'l'istir·lw <1itff'l't'H7.iali a\T;Ì il :<<'ITir.io sanitario p1·n· li iattic·o in llll:l gnPt'1'fl eli Jum·inH•ntn.

,.,.,..,.f.

\

~~==~~~------------------~J


li

l'

,.

lP l

(lP•

l i 11l'l'l'l'

n m\

l o;ll'l'. •/.Ì\1\\~

h\ ~,•. n·r-..hi 1: •• ~,,~

]1111:1

Le vaccinazioni JH'e,·euti\·e con tl'O il tifo l' eolera, d~t· nella guen<l eli [JOSizione si pO.;:sono più agevolmente fate ue i tul·ni di l'Ìpo:<o. l'H · 1·auno più difficilmente <tpplicabi.li nellil. ~ruena di n1m·inwntu. Otlll"t\ clw in questa, le trupr>e prim~L .di entrare in campH~nn <' i t·mu plPnwuti donautw essere gi:ì ntliùamentt> v;l('CÌna ti nella w n a leni torhtle. Se la. pratic'lL delle vaccinazioni prolilnttiche non f> :-;rata d l faci lP attuazione in questa guerra, io l'iteugo che ::;:u·;\ più facile in una guerra. an·enir e, prr le modifical'.ioni ora aùottate nt'l nostt·o t•sercito lll'lla tt·~nica. Alla duplice.: o it·iplit~ v;wcinazil)ne necE'ss;H·ia <·on i r;wc-iui in soluzione acquosa è stata sostituita st>nza. alc un iu<·nllrt•niente l'nnie:t racciua.zione con il 1i povaccùw . cio~ eon i l ra<"t'Ìno i n sospt~usioue <•leo&'l·. Quindi se pri.ri.ta e l'a diftkile voter c:oru piPta 1·c la ,-acdnn:t.i.onP in tre tempi sncc·e!':!':h·i (occori'P\'<1-110 15 giorni '' llllPIIO p(' l' e:-;pleta·l'lcl t•ù era 1weessario potc·r· di~pot·rc per. tre j!iorni dPIIe truppe iu l'ipo:-;o. la nlecina.zione sar·à più .age,·olc, quando~~ sufli.l'iente una sol;l iniezionP 1· la. disponibili tà dellt> truppe è limitata. per un :-;ol giorno. InfinP a.cceunerò, nell'organizzazione profìlattica. a.i Cì"l·mpi tli hoHific-a., che banno potuto adcg11atamente fnnzion:ne nella gnf>r·r·a di po"iziou<•. ma che potrrhbet•o t roYare difficoltù a.l l'impiauto in una. gnerrll! eli UlO\' ÌilH:'lltO. . Tu lot·o luogo p011·anno fnllhiOwH·e .<sta.::iuui ùi pulizia. amhnlanti, (·on b:lgui e autof;tufa , JH<e~so le sezioni ùi disinfezioue. Tu regioni poi con eete feYrovinria ~,·ilnppat.'l. sarà tb <·om<itlernrsi l't1ppol'tunità dell'impiego di treni bngni e disinfezione, come u~arono g-li imperi centr•ali 1wlln. l'('(~t·Hte guena. · Questi t reni l'rnno di m:H;:-;ima. costituiti dalla m:wd1ina, rla. uno "tlue t:t.rr•i ùll~no, con a lato mw n~ ttnra p(•J' :-;poglia,t·oin P una Jl('l' I'P);ti7.ione. una YPtturn pt>r disinfPr.ione t• t]i:-:infPstnr.iime .a v:I')JOI'P ~otto Jìl'essione e> vapm·p eli fnnnalitHt.

,11 [,r!Ìe ll

!''~"''' l'. peoit·\11' '\l't \\11:1

' \'111:111 l,.

A illustJ·at·l' i 1·isnltati ottl•lluti in questa !.!'lll'l'l':l dn una hPlH• in prol'ilattic·a. qnal't\ stntn. fJUPlhL JH'e~so il uostl'o "~-ercito e presso gli altri f'set·citi. ha:-;t.f'rù. il 8t>'gtwutc ~JW'Cchio , n{'! quale t\ inùicnto il nunwro <lei morti pt' r fe>l'ih• n C'Onft·onto 1li 10 morti

;1\bl Jli·

Jl l'l' n~alnttie

il

h;ltte··

•'''''\"' tli

,.,.~rl' or·

, ,1rìe

pe:·

l l\i::pn~l · 1.1' ,(rl ftl · 1\ ,[i,infr·

Tt·hhr t·~·

1

. r,.,,·,..u.

>Ili e''

. lli'e)·

lilrll1

ll•sa. organizzazione

jn alcune 11<>11<' ultime ~ruN·re:

G'Ue1·m di Crimea. :

Truppe Francesi: mort i per ferii<> 2 su IO morti Jll'r mala.tLia. Gu-lm-a. ci1·ilc : . Stati Uniti: rnor·t.i Jler ferite 5 su lO morti per ma.lattie.. Guerra A.1t8lro-PntSsiana: mort.i per ferite 7 ~u lO morti p<'l: m a lal.ti<'. Guerra. Frant~o-PnUisia.na. : morti per ferite 9 su IO morti per malattie. Guerra: Rttsso-Gia.pponese : Truppe Russe : morti p<.'r ferite 17 su lO morti per mah1ttill. Truppe Giapponesi: morti pPr ferite 22 ~u lO mort i pPr millilH il.'.


18

Ouerm ?ìMIItdiale 19l ii-HH8; Esercito .Americano: morti per ferite .JO su l O morti per mah\1tiP. Francia : morti per ferite H0-70 su l O morti per malattie. Halia: morti per ferite 80 su lO morti per m.alatt if~ (Allf'!J"lo u. 2).

CURARE. Esperienza della guerra. :-;l' JIIlll't'l'l'blw a pt·ima \'ista ('h<· il r·umrc don•sst• l'sst·t'(• in ~llClT~t la tiualit:ì. pn>dominnutc dl:'l st>l'dzio sanitario P l'IH' si imputi<' ]ICI' i

prindpi di UUHlllitù. S<·lle gut•ne passate, eonthattute tla lt'll)'Jil' lllcJ'cewu·it', la l 'IIJ'a d<'i ft·rit i l'l'a fatta loutano dalla r.oua. dPII e OJlf'l'ar.ioni, n, st• si tnllt:t\';t d i I'UL'<• rllw·n ti, t•t·a fatta. snlo JH~t· pott-t· Hth•tHlct·(' Io S)!OlltUl'J·o t' i l t1·a spm·ro rh•I ft> t·ito a. distnnr.a. ~<· Ila L'P<'t'llt<' g-neJT:t in,·t·ct·, dw i> st.tta t·nt·attel'istk:llueut~ g-u(•t·t·;t di usnm, Ut'lla. qnnle hn. partecipato tutta 1:1 part<~ n1lidn della naziont· si f. imposto j) pt·oblema t!<>l ricnpel'o ai litri ulilitat·i .(' sodali, c quindi la. tiualit;) tlt'( c·ut·;lJ't' ha :1:-<sHntc) nn:l lllap:l!itll't' imiHII't;lll:f.ll. )[a a ll a maJ!1!·im·p intpo1·tanza si c'- unita nnn mnggior·<· clitTi coltù Jwll'attunziont· pt·atkn. di f1·oute ;li probh·mi uuo,·i. in~<ol' ti pc· r· i num·~ uH·zr.i cli otfc'sn. t· pe1· il uuo,·o )!enet·e eli p:ul't'l'<l rnuùotta. <·!te ha.uno s<·om·olto. <' ro,·e· sc·iat<· tutti' lc> pt·c·,·isioni <' g'li Ìllsep:Hamf'nti. tlw pot<·,·ano clat't' l(! g-ncrr<• Jll'l:(:(•d(•JI ti' .I l pt·niPttil:• di pic·,•o]o <·alihro, clt<• si dtt>lll'\·a 11111anitario, JH'l' h· ferì((· u!'th• !' puntiformi, ::;~nr.a gravi Jt>sioni . ha. ]>el·tlnto f(lll'sti s1toi c·a1·attcl'i, pel'l·ht'-. qnalr c·onst~~"lwnr.a df'liH p:n(•na eli tl'inte:r, cniJ>ÌYn prt· In· lll<lgJ!iOJ' pat·t<· Ili drnbalr.o, c• pH I'uJ·t·o c·orll r·c• i pal':t]H'tti e cmttt·o le I'Ottc>, si clpftn·nwYa o suhinl una fl':lliiOH'IItar.ionp, danilo hrog-n 11 11111111' l'Osi Jll'OÌPttiJj SP(•OIJ c]a.ri. E ciù, sc•u:r.a l'itOI'Chll't• le p:r lh• t•splosin• f' imp<·l·fc·t1nuwntl' Ìl 1(,.;1 · IUi(·iatc o l 'irupit;go ùi p1·oicttili l'OI'(~sciati llf>:<lto dagli illl JWI'Ì t·t•n1r;tli pm· l'Pllf}Ct'P s<·mprt• pirì nric·idiali le ferite <l:l arma portHtilt•. X l'Ila g'll('l'l';l a t tualt• poi ha domina to I"On:ma. l'a r'tigl i(-•t·ia , 1<1· qwrl t• c·oi suoi ]H'Z:t,i di ('a ]i]JI'O (lÌ\'I"l'SO, dai 7;:) (iliO :ti :JO;J (' 11011 <li l'adO ;JÌ -!-:!0. procln<'Pnl· lel"ioni ampi<'. profonùl', irn•g-ohll'i, anfrattuosi' POTI Jar!!lu• zonP di <·o n tn~":ioJI(~ e IH'cr·o~i <lei tPssuti. J..e b1ml111' a wauo, (']w :frc•pr·o la pt·.ima pronl durautc JH ~m·r·1·;• t·nssn-g-ia ppouc•st•. ltaJllH) tt·oyato nel] a prrsrn t P rampn~nn. il più l:ll'l-!''' ÌlllftÌ('i!"· sin fa.Jwintc a ma.no, sia nH'dia11te i lane'ialmwhe l' l P homharclt>.


Hl

l'\i ag~iuugano illlilw Jp otfcse c·ou i laH!·ianmnme, cou i ~<lF; to~siri t' risulter:'t eridente ]a ditff'J·PJlZa tm le guenP pa:>saÌl' e le guerl'e 111o · de1·ue. Coufl•ontiawo infatti i flati. ·:>tati:'!tid rela.ti1·i, iu 1·apporto <1.1: Jlc~o-ente Yulllet·H u t!': o Ferite ao·mi portatili

J)CJ'

Guerra Ft'l!.oCO· T ed esca 1870·71 Rtt~'>o giappone-;_~>

i.j.!)

Ferite

. \l t o· ..

urtigll orht

(• u Il~ t•

5

ì

21.!)

Da.ti pt-esunt.i pE>1· il no"tro E~<eroi! o

prima (h'il'entnttn. in campA.gna •

Dal maggio 1915 al gennaio (n. E~ercito).

1916

Dal gennaio al giugno 19Hi (n. Esl:'rcito) F...ercito fra.nc€s<." zionl:' (Toubert) \l'<l ·

l<:.~trcito it·a.ncc•se -

18

;)2.6

4fi.!l

:3!)' l

54.ì

6.2

li)

i6

8

g ul'rra di po:<i· ·

guerra tli movi·

ment{) (Toubert)

12

Dati n. Esercito su 12830 i n validi

il'\")";\

in~-alidi sopra.vvi~'!uti

{)6. 3

10.2

~inl lt'

(A.lleya tr,

11\w\i

11. :~).

,,]1:1

,·ÒI'\\1' •11'1•;::1. ~\'1\"t'

! HI'fi'l'

Jll'l' ~t:

ti , nOI

inl per ro utrt>

nn;!'l :1

1• inr':l

•1•11 rr:1li

Le dfre ~0110 e)OtJtH'Ilti, ap!J<He e\·jt}(•ute il wellominio clt•i fel'iti per· artin-Jit>J'ÌH dPile fel'ite. 1"1 , dondt> la lllil"o·itwe •Yt•avitù b D<b uno stndio fatto per il nostl'o e:SI'l'ti t o :-;11 12.~:~0 iltY:t lidi in 1·u p· ~t"~

POJ·~o all'ilfrt>Ute 1·ulnemut.P, c presentato in gTafici aJ :!~ C'ongre:s~;o intN·· nn~IOJtalc di ntedkiJJa, t> fiii'UI<lCÌil miHtm·r (nH.tg-gic• 1923), rilen1 le :-;t··

;rm·lll i d fre per c eu to : Proiettili fucili, pistole, mitragliatrici l'allette Shra pnell f'rammenti bombe' a rua.no . }'ra-mmenti pr<,iettili artigliel'ia o aerei At·ma. da fuoco no11 sp(~CiliC<l t:L .hma bia,nca Seoppi di mina, 1:!<:1'. nns dt.>lete1·i Ustioni

11,74-

:>,17 .J.,72 ~:3 , :1~~W.:l:l

0,02 2,47

0,00:> o,oo:>

<"'ougelazioni 1fl,7-!: Accidentali :!,-!:G . Xe.lla. tavola J." allegata. è indicato aHehc il geupt·e c.lelht· innllidit;ì ''11101'ta,tn , e le df1·e si pl·estPrehlJt'l'O a molte 1·on~irlt>rnr.ioui. l'h<' P>:l! · 1 110 '' JIC' t·ù llal 11ostro ròmpHo.


:!Il

l'l'l' i Hllm·i g-•·;~,· i p•·t•hll,n•i dati dalla

d i v1· • ·~'a

natm·;J delle lesioni

t· d:dla lol'O gJ·;11·i1ù. 1· d1·1·i,·aw. 111•lla liunlit;Ì d1•l · · m·ar~. la ·'']JCcializ:;:u . ::ione cl el i'(' l'\'i;,io ~·a nit;~ J·io. ~i a dal la t n !'lliJ'11J';!Ì(·O. ~i a dal lato medico, JIPI' il pi·inl'ipio ht'll noto d<•lla divisione del ht\'01'0 c <lella utilizzaziOll l' d· ·lh• c·ompl'tl'll7.L'. t·nJH'l'ttc 1111l'~-to <" il!· uPila ~ua al tuazimw i\ stnto fa,·o 1·i1o da Ila glll'IT:I d i po:-:izioJH'.

La specializzazione del· servizio - Caratteristiche tecniche. La oJ·g;lnizzaziulll' cll'l SI'LTIZin •·hii'Tll'f! i•·o (· stat;~ l.aJ<ata s11 t'OW<Ì · clc• m:doni di Ol'< iinP milit;~J'I' l' su l'O nsidf'l';lzinni tli •n·dinc te<·nico. L<' c·onsillt·t·azioni di oJ·clin<• milit;m• risultanwo dalla uetcs:o:itiì: rl) di l'(ll\sc·JT<Il'l' llt·lla zo11a d PIIP Hl'lllU11', in d•·iuanz;l 1ldlt· 11'111• 111' i t'i•J·iti h·gg,·ri ;..mwl'tt ihili di t•s~el'e l'Ì<·upPrnti in un ht·C'\'P p(' · J·iodn d i tl'lll]Hl. IJl di s~mllhJ·at·:· ~<'l ti'.H danno i fpJ•iti. p<•t' i quali ~i Jll'P!<HIUt' \':t 1111 1llaggilll' ) ll'I'ÌildO di l!'lli!JO p<·J· 1:1 l'lll':l: l ' ) tli assktlJ'aJ·c• l'o~pPda lizzaziont• m·l la r.ona d PI Ic opet·n.r.ioui di tqpi i l't•riti J!l'a.,· is~imi pe1· i quali Ju sgomlwro sat!•ilhc ~lato dannoso . . ' I:.1• 6'insidc>J·a.zioni di m·dine 1t·cnic-o l'l'il Ilo: · a) t•iùu•·•·<· al minol' J'tls:::ii.Jile il tt•nt po it·n il llll)llH'nto della f erita 1· l'intetTe nbl clt•l ch il·nt~n. iloH1h• l:t JH•(·P;:sihì drl rapido tm,.:porto d~l frT·ito aiiP fm·UJazioni sauitariP: li) l'id.m•t·;• al minimo la ùixt:IIIZH tJ·a il luogo, on• il f<•t•ito em · l':t d n t o e i l luogt) rlove dm·e,·a es~el'e (' m·n to.

A rpH•st i 1·o n<·PI t i fon t[; tllll'll t a l i ù<~ l ~t'I'Y i zio e h i qn·gko. la recen t t> ~uelTa ha a;.rginnto inoltrt>, Jll'l' merito dei meùici fran c~>si. ~tud ii mol to intPrPH~anti :;ulle infezioni cieli+- f('t'ite e s ulla loJ·o e \·oluzici ne. studi che hHllllC) intpo •·t~w za 11011 ~;olo dal lato teenioo, ma pos~onn an(·iu· iuftuirP J<tdl'nr;.ranizZH;,ione <' l'Ulle tinalitil <lei ~e l'\'izi o . O~tti ft•rita, ~o:t:l'onùo gl.l :t•ntori fJ·atHicxi, è infetta, specialmente :st' t'.<lllsat:l da Jli'OÌ<•ttili <li artig·lieria: l'ìnft·ziolle però si s\·ill•l•Jia con una t·a p id i tì1 <l h ·en:;t c rari a bi Le, stlC'Onrlo l<t sperie dci te~s~tti o degli o •·gan i ··olpiti. Il pohnOnP e il Ct• J'\'CllO ROilO molto r esisteuti alle iufer.i oni - la plcurn: fì no al :~o gioruo - la tliffusiOIIP p.!ritoncale !;i produce verso la :.!0" on1: le si11m·iali si ùifenclono ùeutro le 2:1:-36 <> anc.he 72 Ol'C. Invec.· !H' II1• fl'l'itc• tlelll:' pa.t·i·i uwlli J' infl•zi mw si s \·iJ uppa rapidameuh~ tJ•a, l:1 l:!~ 1• la. :!..J • OJ'a . .S<• dPrim ehe tll'lil gu;ll·i~iouc t:;lpicla ùellt• f<' J'ilc ;;i può ottE-ner<· dul'l!Utf' la fm:f' a~('ttif·a. uw<liante la sutlll'a primiti\'a. a~porta.ndo dalln h·J·ira i JH'OiPttiJi o ft'<llltllt<'nti tli JII'Oiettili. i roT'pi t•stJ·:uwi, i tes· :-:nti t·tHttu~i n di);u_·c•t·ati.


Qnt'~5to >'<lt'('hlw

l'int<•t·veuto idea.le, c.lte ~ i può fal'l.! itJ tutte le f<·l'ib· "

t· che si può attuare ~utro 1:.?-18 ore tlnlla

fer:ita .

.lla, se le circostanze non con:::<'U tono di poter ~otTeg-liat'P cou calma pet· a ImettO S·lO giorni il maJato e i Jlt'riocli di attiYità bellk<L impongouo una I'<Lpida enH,IIU·zionf' dci ft~1·itl, o<.:t'OITf' Hllm·a altro i.wlirizzo tera peutico. c cit>è: •> si ÙP\'Olto oq!auizzat·t· t1·a,:porti J';lpidi c·"On tt·eui. eltt• portino i ft~riti a :i0-1()0 Y,(m. n elle locnlitft., O\'e 5:i possa pt·ocedere. nel lt•mpo uccel'>'ario, alJa sutut·a, primiti,·a. •>pplll'<' ,.j tlPn~ in pl'imo ti'1111HI Jil'lii'\'C'dere solo a lla nettezza Hu.•<·l'<llli<·a dt·lla fpt·it;l <'On lar~hi ,:ln·i~li'a · fiH•uti, f' strazioni di pt·oiettili, c:sdss~OIW ùi tess uti coutu,:i, e iuctterla r·n;;ì al l'iparo da. iuquinamt.>uti e:o;terni, 1~1·rlu' sl'mht·a l'ite pel' :~ . :; !!i m· ni la fpt·ita protetta pnssa <·ou"crnti'>'Ì a ntm·a. :-:t.t•I·i le . Quuudo l' inf0r.iM1c ,:j ,:. ùièlti<H·at~.l· ~~ nP<.:t' ~S<H'iO >'OttnpOI'I'I.' la ft·t·itll alla >'IC'l'ilir.zazione )Jt·ogre~siva , aiutanùo l ' M'l!ani~HIO 11elle sn<> llit'e!ic uatn1·ali nHttliautc le iniezioni ùi :o;i('t·i P di \';H:<:ini. ret• nttliHI'I' IJIII~S tO piano di. ('1 11':1 JJt•Jit! fl'l'it t! ()(•('()l'l'e flliÌIHli l'fllll'l'H _ t'OU<:OI'fl(' Ù<>} Chinn·go, dH! opeti, at-'1 I';HlÌulugo <.:hl' l'Oatliuvi IH'1J.n. ri t·('rNt dei coq>i estranei, dei frammenti, nella nl•lutazioue tlPil<· fra.ttm·e. l' ciel battt'riolog-o ('ht• segna e controlli il cl~'O I'SO wic'eohico ùPll<· ft•t·ite. Quanto ahhiamo detto mette in C'dde nza unn n cecss it~). a,:solut.'l qual'ì· quella ùf'll 'intf'tTeutn. rapido,. d<'c·i,:o P ilf'lln 11nic·it:ì. di indil'i:t.w

uella <·t iJ·a rltfll e fPrite .

Ambulanze chirurgiche e radiologiche. l'al·at!t·t·ist.it·<t tecnica. q11indi della- sp~·cializzazionc del s<:'l'\'izio c hi rnl'gieo è stata. inna.u zi . tutto Ja i,:titnzione d i uni~\ sanitlu·ie mobili, le aml)ulan:::c n/i irurgi(:/lr· e le a/11 /)//lan z:t.: ratlioloyirlH'. Le amhnlaHZI'\ chirm·giehe ùon-~Y:Hlo ap]n·c::;ta r e il ;;oc('orso il più 10l.pida1uent1· pos~ibile, e quasi i_n pl'imu linea, riro l~~·ttC lo lu, IMo attidtù ai fc1·iti c:wit•lri e <t quelli che, JWI' la. gl'avi tà e cornpl e~o::<;itù. tl<•llt- l e~ioui. are,·aJto bisogno di un trattamento chirurgi.co pronto e nilatto. La Jlrltua rmtb'Ulanza aMru ryi~n mobile o (( 0-~ J!Nlalr· r:hiruryir·o moMle di ,)filano 11, fu creata per iui)lia.tinl dt>lla C'1·or:é Ho:-;io;H ltaliana, t• Jll'Orretlub.l, di tutti i mezzi terapeut ici e dei perfezionamenti, derhati •la !le ('OtHJ u iste più receu ti della SCÌ<'Il:t,a ~~ <lella pta til'tL .\ quc::;t.n pdma, amhulanr.a sp lll' ;l~g-inusl'l·o ht' ll Jll'<'>'to <lltn• dut· della. stt•ssa C t·oc'e Rossa. e poi sette , allestite thrlln. su nitù milital'c·•, Ju•llt> •tllali furon(, apportati tutti i mi~liòt·am<•ntl sn~g-eriti rla ll'l'spPri<'nza

rlella. guena. IR ambulanZ<~ ehirurgiclw l'appl·• ~sentHvano delle \'f' l'(' rli ni <•ht• e hi l'llrgiche moderne, traitìportabili. ne li t> zmw phY a.va uzutr, facilmt>ntt' ~monta-bili su <>a-rnion da, trasporto ; ~'ù calcolAto r he un' ambulanza po· Tl:ra. e&Sere installata e pronta. a fnnzimHn·t• in I'Pi u1·e. E~sr• pott•\'<l uo cou

t(•tJtll' J'i<:overo trattenere i feriti itttra-s portabili. . . Al principio della guerra i mf'zzi mrliografici a clil'pOsir.ione 1lf'l ;;er· n~1o snuita.rio erano gli appa-rccc1ti portatili, tiro F<' tl.'e1·o di C':n·all<>r·


lt•on(•. Ma. l'iLuporta IIZH· di questo mezzo n n~<ilia l'io di;~~nostico per le Je. sioui dth·urgkhe ùi guena l~~.<t indotto alla co~truzionc delle ambulanzl' rrt (li o l og i eh e. L<L pt·im;1 ~uuhnlanr.a !"<lllinlogit-a indata in zona dj guerra- era alle. stila solo pN· le o:ssenar.ioui radiO!'-iCOpicht>, l'<nll'rl':cJUpio di qnPllt> ft·nn· (•(•si i H'Jip~1r\'!' per Ò l':Ubito Ja. ll('C<•ssitit., clw tlal pnnto d i \'i..<sta- :scientifico t• nwtlico-lt>ga.lt•, le aml.mla nr.e potc!'-isero conisponrlcrc non !'Olo n Ile in da · l!iui radiologièlle. ma auelt<• a. quc•11e radiografiche, per poter fissare e t·oHseJTnre il rt>perto de>llr• indagini. Furono approHtatt• 9 amhulam:e racliologif·lt(•, Il' quali ltauuo pel'· fNtamrnte eoni:spo:sto a tutte le nsigenze moderne t)('lla rndiogrnfia. in g'lll'l'l'H.

Gruppi chirurgici. L'et· meglio assicumn· poi il sPLTir.io cltirnt·g-ieo sono st;lti eostituiti anl'llt' i gruppi chù'11rgici . CQmposti di nflici<1li sp(•ci;1lh:ti da J•Otc>r a~se · guare tempo•·anea.uwute in t' iHforr.o xgli o:-;pedali, JWi momenti di ma-g· g-iot·c• inh•nsitù ùi ar.ioni ltrlli.l.'be. Fu co:,:ì as:-;icm·ata l';1ssistenza ai fedti pitì grnxi, qna.Ji sono i t·a,·ital'i P pt·r i quali nelh· gnent• pnsl;atP prt'doruin:wa iJ criterio tlcl 11011 intt•r,·t'nto . .-\ quc•sta sp(•.('ialir.r.azion~~ 1wl :>l'tTir.io t·hiJ'IIt';.('ir·o rli primo :-;occorso c·nni!:<poudent unchc una. specia.lir.zwt.ione nel serdzio osperlaliel·o di 1"

c· ~~ Jinen. Fm·ono ùPsignati o;;pedali da campo e di tappn e reparti di os1wdali a rkm·f't·a t·e infpt·mi dellr n1l'ic> sp<•<·ialit;ì, l' la designa~i.otw fn fa.tt•l in hasl' alla di~ta11za degli ospPdnli, nl111 ,·iahilitoì. ai m<•Y.zi di <'liÌ potl'· ,·nno di:::ponc, ai Jor·ali che oernpa,·ano. A. tnli nuità spC"cializznte fu ;ts:,:Pgnato )lt!t·snnale tli cu •·n t• di ;H.;f.: i!;tt'nza <li pnrticola re competenza P tutto H uwte•'ialr <Hh1ttn. l'er jJ sc•1·dzio dti•·ur·gi.c·o fuJ·OJIO rlistiH1i t·ep;nti pt> l' i. frattnr;lti l' i f'<·t·iti m·Uc·olal'i, )H>t' la c·m·;t cl<•llp 1\•l'itc> dt>l si!i'tc>ma oet-voso. l;-m·ono <lestinnti ~1uclw in og-ni nrmatn· l'epa.r ti o~pedalieri p<>r il .'<t'l't'izio oc,listioo: .., otori.nolc·I'i?tgo·i at?·i-oo per la c ura. delle ferite e d<'ll<· malattie rl.t>ll';tppm·erl•hio dsi.\·o e rlE'll ' ot·c·c·cltio: t·epat•ti llf'111'0·7Mirlllifl· trif'i. quali filtJ·i mNlico l<>gaRi, per !:lottoporre a. dgile ('Ont.rollo h' inft•r· llliti't llH'Jttiili t' iuqwrliJ'(l le ~imula:~,ioni: Oi~p('dali c 1'f'7JCI'I'ti prT la cum di'i rr•ttr·n ·i c· flr'llr· malalfh' c ntnncc . ontle a .n •t't' nn jndirizzo dia~no~ti<'o ,. rt•t·apt•utko spC'iali:t.z:do. e andte 1111 regirot> eli. di::<eiplinn fra infflrmi, JH'th'l i vi a Ila j nossen a uza . rn ;1)(1•(1 l'Hill() Ìlll)IOI'tantr tltol);l S)'l'l'ia.Ji:t,7.:\%Ì0llt' C]('lJìl t•IJirUq~ia di g-ucl'l'<l ' fu J'appt·()seuta.to dai Oabiudti .«towatoiatrv·i l]pJlc arma.tc pet· In <·tll'a ot·tnpPlli1·:1 JH'l'c-'oc·t• rlt•i ff'l'Ìt i d l'i lll<h'I{'Pllal'i. nc•i l] HH li u n ra,pido in tPlT<'nto ~'JH•c·iali?,wto eons(•nte reintPg-ra:.:iollt• d~:>ll:tma-stica7.ion(', tlnJI~l 1·(•spi1·ar.ioue e 1lella fm1aziou<•. 11111 a11d1<' uua l'rintPg-r·a.:.:ion<' anotomic.'l ,, diminuil·t> lP gr~wi e detm·Jmllti con::.('g-uenzp dcllf' lesioni l'n<·ei:~li c ÙO(· · <·ali, c·on xnllit'~·o nHH·al<· tiPi pm·p •·i mutilati.


23

I./ideale udla cm·a tlei feriti e malati s;u·ebùe C'he il mt'cle~imo m<·· dH· e~ o chiJ·ut·lJ!O assictmi~<~e il h•attameilto dt>ll'iufenno fino alla gua.ri;,!ioHe, ma poi cltè questo non è po:.sibile, sono stati nominati i r·ult!in/('nt i (·liui<'i. (li iudiscu~>sa antoritil )o;('Ìt>utifica, i qua.li porta.nwo il coutrihut.u dPII<l lm·o eompctenza ueU'org-auizzazionc~ del servizio c ddl'nnicib\ dcll'imliJ·izzo terapeutico. Hieonlerò inlint> nna ne<:1·ssitù clPlhl spe('ializzm~ioup cll·l senizio me· din1. d H· non si è fo1·tnnnta.mcnte Il>\' l'l'l'a t a pe1· il nostro E~t>rcito, mn f'l•co si ? iuqto:-.ta nell'el'lél'<'ito fraHCP~<<'. ,, f'he <'OHrenà tPIIt'l' preselltl' per J"a\Tt'llÌl'C, C'(l è )'aARÌXÌCllza ai ('Olpiti da gas. l nn!ro· S.N·ouclo ];L natura d!·l ~as toR~ico :::ono coQJpletamentc di· ,·c·J·st• le ca t·attkrhstiche c l'urgenza dt'lle t·ure imml'diate. · 'Xel eas-o di gns tossic'i n~tissin n ti, la c n i (·a mtt<•t·ÌIHtic·a è d i i rri bnt> rioh·ntc•llll'llte le ,-ip respir<l·tOI'io, ~i impon•~ il rieon•t·o iuuuediato dc>i colpili: nel ('Hl'lO eli ~H!' Ye~cicatot·i 1 c·o111e l'ipl'itc, ot{"•11TC' nc'.utralizzan• suhitn il ~H~", eiH! impt·egnn i ,·estiti, la c·ute e le mu<·oJ-:e per el'itat·p l'h!• •·~""' JWosegna lJell'al'.ione irrit~u1te. Ù<'I'OlTe quindi unn. installazione c·nt~<tc·e di r<•alizzare. questo iutf'nto. f·<m doct·ie cnlflt', ha~ui <li pulir.in c· ll('lltl·alizzazimw dt•j!li Hlti~i (' 1111 pt'l'~onalc• qun~i :-::pcwializr.atn in •Jlll'stP ))l'ili icltc.

.. .... Da tlati J~r il JJOl'tro <');l•rcHo per i1191'i e JHIS. noi 1·ih•riamo rhe la 1uortalitù su 100 ff:' J'iti o~rwdalizz:'lti in zona. di ~Jll' l'l'a t• ~tata tlcl .-•. r;:! % ut>l l!H'i , e rlt•l H,l'i 'f., Dl·l 1!)'1:-:, e ]a. mol'ta.Jitit, per m:~lattic SII IIIH uwlat.i ospedalizzati, in zona 1li j!Hcrra, 1\ ~tn.ta, rlel n,TO ~~ nel 191T <· •lt·l lì,R:! <>;; IWI 1n1:;; ( e~dusi i mc·.•;i dell'epidemia. inftnenzale). :-:ono dati conf01·t:~nt.i . se "'j r.onfroutano con C)Helli dcllP gnel'l'P IWc•f'<'flt•uti : H; % nf'llfl gHeJ·ra l'n~so . giapponP~c·, l+ ~i. Hc'llil g-lll'l'l':l di ~~·~·essionc.

La .speeializzazione in una guerra di movinlento . La Kpeda1i7.7.azione rlt•l ~('l'l'izio lWl' la cn ra. dpi fpJ·iti <'malati è f;hlt.<t clalla C~lJ·attrriKtica <l<•ll'nttna·h• g"JH' rrn, eli glJ(.•t·rn cioe' <li po· !'izionr, 1na IH ~tahilizznziolll' Jton può esse1·e c'onHitlf'L•ft.ta c·ome fin<> della f:I\'()J·ita.

l!III' IT:l.

tu una guena. tli mol'inwnto lP C'O ndizioni \'Hrirrnnno l'erta111ente, uon fO!'!«! eonu• dir'<' il Fioìlc-, l'lte c·ioì· tutta la <:hiJ·Jn·;.ria. l11·11e prim e li· rwe clnncllhf' l'!'SN'C limit<1tn a llllil lnJOll;l metlkatut·a c• il prohlPIIJ<l I•I'Ìnl·ipa1e c•sf:(>I'C qnello della f'Ya<·nazioJit> clP i frriti.

Xl'l la prima. linea la specin.Jizzazione tlel seryizio don·:\ PSSl'T''' f'l'rto limitatn, perc·!lè le nnitù R:tnit:n·ic! clovJ·nnno es~rrn I':C'lllpl'E' pronti• n ><l'· J.!li1J·t· l':l\'anz:tt<1 dellP trupp(': si impmT;\ Jlt'l'Ù ~<·m p t'P la n eccs~itù di l'J'nnwlc•J'P J·apidnmPÌJtt·, t• ('OH eiPILIPnti spPc·i;tlizzati. al prinll) ~n<:c·o1·~o rl(•i f<•J•iti gl'li\"Ì.

•


quindi. Ilo amhuhmze cld•·urgicl•e o altn~ Hlli.tiì, ì':lllitaJ·ie più le;.:;gerP. :unhnhtnz<•tre o nuclei diÌI'tJrgici, da. istituir<! Helle o!'zioni. di ~••nir;ì. donanno an•l't' il <·ùmpito di a~si:::teJ'<' g-li intra~portahili, i cadtari pt>l' a fii• la l'l i poi a p;li ospedali t la C<Uli]JO, l'lw r el'rtlllliO a sosti luir~i. Kt'lla :!• JinPa , 11egl.i ospedali di Intendenza. potrà l'~~Pre c·m •~cl' · va t a nelle s11P li 111•1' gPHer:d i l 'or·ga niz?.a?.iont' :-:pP<'in lizza ta. mcntn· ];1 tìualit;ì tlt>llo Sl!oml.Jt•J·o a~~lllllerù ut•lla I!IH'JTU· tli mo\'ÌIIIl'llfo la s11a wa~ . ~irua ÌlllJIIWtanza p!•r l'Ol't(ll'(' rapidamente i ('(l)piti cJnllt• JH'illlt• )Ìll\'P ;lÌ !'('paJ'ti ì'per· Ì<LI izza.ti. <!nclln, 1:h1• 111•] s!•I'\' IZlO protilatiir·o ahhiamo \'ednto · <·nsti(Jtirt· la ?:<•Ila <·oHhlmat·ialt~. potJ·!'l•hP C~'<!><•rc •le:sli 11ata all'or;!ani?.zaziont· ~~~~·r-L• lizzatll p<·1· la. t·m·a rlt>i ft•l'iti e dci mal.1ti · e come la zoua <'OIIhlmal·i;-11\' st'l'l'i,·a di filt1·o IH!l' la ù~f<•:.;a del }'a<·se, CJIICsta· zona eli spef· iali?.za:~.inut• ì'<'I'I'ÌI't>IIIK• nnd•<' di lìltJ·o, 1lopo avei' lwll(' :'l~!':ir,nrnta l;t <·ut·;t dl'f.!li in· f'c•1·mi, per il l'il'upf't'o dei comhattenti. Xon riii'ITPi IH-'I'tÌ (l)l]lOI'hma lltllt spPei<.tli:r.:r.:lzioltl' tJ·oppo ~pinta n••l s('ITizio c· h i 1·u r::r Ì<'o. <-'ome fo r><r ~~ l>ta ta ln t<:>nd(!lli'.a twlla passata p:U<'lTa : la spt·<'i~ ll i:r.r.:tr.i«:nt· tlonPhh<' <·~seJ·e limitn ta alle lll'il..llthe g-r·twJ·ali dPila l'l•it·ln·g-ia ,. dell~1 medicina. E piuttn~tn c·.lle uumero~i !' l't'PfJti(:Hti ospl' dali di pic·,rc,l;~ (':lpaeit;ì, :,;;:u·l'hl•e nJI)Jto con\·f'nientc· HV('t't' O!'opNiali rli ma~gim·p eap;lciti\, -cr,stitni1i attoruo al llll('ll'O o:>perl:tle da c·ampo idH· pi1ì propr;;unenle ~i do\Tel1hC' dirt> nuciPo o~pedatif'ro). ~i anl'hlw c·<•~ì il va.n taggio rli Il!"! più ristJ·<:>ttn impie:;o cl!"] persounle ~J>N·inlir.r.;lto (' il \';Jn tagg-i:l tl!'il'tT"nonùa twll 'i lllJ •ia,nto ch'i serdzi o~p .. claliPri J.!l' ''"'';di. rp wli far1nncia, l:n·a nci!•J·ic•, cli~i11fP:~ointl(' e ~h·J•jJjzr.n7.intH'. g-ahineLti !'<c·ic·H titiri. lJattf'riologici e J·acliolog-iri.

SGOMBERARE. Esperienza della guerra. Lo sgom iJel'o tlei ft; l·iti t> dl•i malati 1'· 11no cll"i t'ÌIIupiti principali clell'OJ·g-anizzazionl' s:tllit:11·ia in g-uena. Gli :-;gomhcri ,o;ono iwposti dallr~ Iwc· e~sità Ji uon <·OtlSf'ITarc effl'ltiYi st>nza rcJHUnH~n!o miJitare e cl1e osta(·ol::wo le oper-a?:ioni militnti, l' da 1111 sentime nto nmanit;ti'Ìo e soehde. pet·<·h(l una armata. :-;opl':ttu!to iu llliH g-uerra ùi llHII'iiiH'llto non può cu rai·t• sul pnsto (' eon \·rnit•ntc·Ju• ·n l•' l;~ Jmiss:'l t o tale d ei fPriti P d<•i 111alati. Xella l'C('PIItl' g-u<•I·ra il prob]('UJH d1~Ji sg-uutl.lct·i dal lato chinrr· g-il-n non h;'L I'IH' nu-amcnte prcseutato t ntte qt relle inr·og-nite rlu· pt·c· ,.:('11 l<b Ì Il Ull:l g'llt'IT:I· d i 1110\'Ì tnl'lJ to, ven·hè nel 1urtgO )Jf:l'ÌOÙO dÌ g'l lf'l'l':t tli posi:r.iouc <' JH'I' operazioui milita •·i a ohiettivi determinati o pt'l' of· fl's<· pt·t•YPdihili tlt•l nemico si potc,-a :n·ere un rPttn tt•mpo eli p•·,.,· j . siot11: P tli pn~parazioue. Jl s<>nixio d1•gli ~muher i ilt\"e<·<• cl1tl punto eli vista 111edieo. h:t a\'IIIO 111'1 nost1·o t'~l'l'c·ito 1111<1 spN·i:tl t• (•;lf·attr•J"isti<':t tecnira ]Wl' la •lifP~a dt•l


2:)

l'nese daJie minaccianti epiù~~mie. e ad e~,;o è stato pt·o,·rpcluto, e al• hiamo già veduto con qua.le risultato, media.nte la or~ani7.7.nr.ione pro · filattica e la istitu~ione della zona di l o !':gom bero. 11 con.cetto medico clJ.e den~ guidare nelPorgauizr.a~ioue degli ~gom beri è che l'infermv de>e M'e1·e uel periodo eli tempo 1 'h ~ com porta, il su•' ~tato le cm·<! piu perfette. In rirtù di questo concetto de'e ~tudiarsi la distinzioue dei fel'iti {' malati pe r l'urgenza del trat~'\.meuto e la ùistinr.ioue delle formazioui sanitarie, dO\'e gli infe1·mi potl'anno tromre le ente più a.datte. n concetto milittu·e è quello ùi avere, nella zona ddle operazioni. nua l'<~pacità posti·letto tale da. poter fare fronte alle esigc117.e delle yj . ceode belliche, ma. nello stesso tempo di poter trattenere uellu zona ùelle operazioni' i fe r·iti e malati lf·g~el·i, prontame 1~ te ri<-up<'tahili, ai lini della effi cit>nr.a dei com battenti. Inter essa l)llindi · di COJIOS('Cre le ru·obahilità delle perdite Ili 1111 combattimento c l~ probabilità dell'entità delle lel'ioni i.u r<lpporto all;J 1·egione colpita, alla trasporta lJilità degli infermi e ai mezzi n<>cessa ri :lù a~:;~ic urare tale u·asporlo. Dobbiamo premetter e c he i ùati sulle pel'ùite in. comhattiwt•Mlo uon pnssono essere mai 1n·esi in ~;r>nso :1ssolnto percl1i' posF>ono t1·oppo va · riare in relazione alle fo1·ze impeg na te, alle r egioui di combattimento. alle armi che hanno il p1-edominio. alli.' sor prese date iu q ue:sta. gu err;~ da\l'impic~o delJ'<.t rma ellimi(·n, alPimmffìciente e in<uleg-ùato SO{-eOl'iSO. 11 Beun ~k ealc?J;n-a. per un'al'ntatn di 3 o 4 c'orpi d'armata: 10-15 % di perdite per un' a rmata; 20.25 % di perdHe per corpo d 'tll' lll<l t a ; 25-30 % <li perdite pe1· divisione ; 40·60 % di perdite per rl'ggimento . ~Pile f!nerre Kapoleonic:he si ebb1~ un;~ p<'t·clita mNlin ' d ~> l :!.J. •.HJ ''.. ; nella gnerru. di Orimf!f~ il15%; a Sa<lowa , tfell866, ill-!,61 %. Per il nostro esercito si prevede,.,~, il 1 5 · :.~0 ~;, di colpiti in un tet·reno pianeggia.nte (secondo che si trattava. 1li gra.nùe o piccola unit:'tl, e il 12.15 1{. in terreno montuoso. Non abbia.ruo ancora. per il no;;h·o E :sercito uuo stuùio completo rer la. rec·ente guerra; tla rilie\'i parzinli ri fe1·ibili ad alcune impor· tanti azjoni, e riportati da l genera.Je medic'o Sa.utucci, abbia-mo : nel UH5 alla. presa del S. ~[il' bele feriti 20.73 % della forza; nPl J HHi nelle nzioni s ul Mo11te !-;<tuto, Yodiee, Kuch si arrhù :111clw a l !10 % di feriti.

t:u rt>ggimento siberiano di 4000 80lùat i e !O uffi.ci<lli fu ri!lottot rer azione di gas tossici in :w minuh a, 4:00 soldati e 4 ufficiali , con uun . perdita del no %. Risulta. quin1li e\"ideute a. quah rlifficoltà pnò trontr~"<i (] i fl'onte il serrizio sanitario nell'organizzazione degli sgomberi. Ol'corre 1Wrhe tener presenti le proporzioni fn1 mort i c fl'd t i. Hif1•ri!':ro le proporziòni per l e ant iche g-uerre e pH l '<dtualt•:


26 <.:nEtTa Xapol<'onic·a Id. J 870- 1871 l d . R.usso- G i a Pl)(JCl Es1· Pre\·is ioni p f'r il nostro esn<'it<• S rE'cente gue-rro. . ~ se s i oon sict <'rano dispersi E,;<• r·cito italia11o, r r c·ent e guerra, (cifre ctt1co1ntc)

-

morto su ') () 3 f i:'I"Ìt i " " 5.4

l

l ]

"

l

.. il/)

,,

~

:3

l•

4

• "

,, 5 ,, 4

l•

,, ,, "

" 1)

L<~

ruortalibì quitHii ~~ maggiOl'l' l'hl' Hl·llc anti<:hc giH·t·re, c iò ll::lfttl"alnH•nte iu rapp01·to all;t ruaggiot·c gl'HYità de lle le!;ioni Jlt:t' la prepondcmnza 1..lt·i l't' riti llall'a.l'tiglieria , uwlgmdo i progn•ssi della. ehi t·ut·J.da-. l'iù irup<l.r tau ti sono i ca.lc·oli sulle •regioni <'Olpite, pct'dH~ esl'i c i possono illtnuinar-t• sulle• finalità degli :sgoUlhf>t'i, l'Pt't·t•utuale dei r.olpiti secondo le ragioni: 'f('S t R t.' CC)IIO

'l'ot'iH"l'

Acl dome

Arti

Arti

~n puri cH'i

infl.. riorl

18.2

18. l

28.5

32.5

(; uen a. Am P.ri can a 1898-~)9

12.~

20.6

2H.2

:ur. ~)

H USS\•-G inppconr>!<~'

12 . i

:J2 .44

33.67

Pr·t>v ision i pe1· il 11<1St ro <•sen·itu

20

24

31

t $(' l'C i t< o

15.;311

12.30

4.51

31.60

35' 'i!)

18.40

Hl. !l!j

fl. :{5

34.80

:28. !12

21.!)2

12.83

lUlO

2i . 52

35.7tl

18iO-iJ

(:l! E'l'l'l\

f l't\.Il 1"0!<(' .

ES E-t'(' ito it.tlia no (24 maggio 1915-dicf'mbr(l 1915 E s !' r ei t.u JZfl(l

itnliA.nn 19Jii)

S.21

Hl :!:)

(~1·n n n io- g iU·

Ll· l'ift·e per l' <·sciTito italiano :sono mollo lituitatc e liOII po:ssmto qui11cli PSI<l't·c pt·c•se t'ome Jl<ll'agoue. !\l:t \'Olendo ra.fft'olltm·c le perceutuali datt! tlal TOltll('rt Jlt't' l'e:-:H<'ito fr::tHee!';e coll quelle JH'eYiste per l'e~rcito italialln, wdi<lDlO rlt~> la percent uale dci colpiti alla testa. è Hlolto tuiltol'e [lrolnt-billlU'Ilt(• ver la protezione da.t.a, daiFehuetto - miuo•·i sono Mtt:ltf' tH' t· i s•~fn·an·i:-:suti le f(•ritc tiPI torace c ùell'Hcltlome :-:liiH't·iori itwcx·e f)uelle ùr~li arti , COII~ClTnndo !'it'm pre la camttnistica lllill!;..dot·a 11)1;<1 , a-IIC'· lw in ('IJlll'l'OltU) al le gtwne pr·t.-cetle u ti, h! feti tr• degli :11:ti infc>riol'i. C'iù i n t·c•laziotH' alla maggio n· sn pel'ficic ntlnern bile cl egli at·ti i11fc·t·io1·i , t' pitì c ltc altt·o pet· la JH'Ossimitù clt:'gli nrti superiori ;t re~ioni auatotui<'lte di d tale imJ10J"htnza. quali il c·olln c hl tc::;ta e che d:ì11no C]nitHli n11a nt:II!I!Ì'>''" mOJ·talit;) immediata . l {}ati JWr l'!'~<<'l't· ito italiano nei due bre\"i pe riodi di orose1·va.zi one mostntno qtwi!'IH' tlc,,·inzionc e comJHH-tamenti im·('rs i. Kon ,~ cosn a-j!f' I'O]c t.t·o,·iu·nc• 1111<1 ~piq.:-az ion e : il pet·ioclo di osser v·a.r.ione è troppo limihlto: ma le 1lin•rsE> eowlizioni llt~ l lf'l'l'ellO. l:t ti<'IISit;) va t·ia.bilc delll'

•


2i

masse opetanti, In d in•t·•Mù tlelln tatti<: n può dare differ<>n:>:e notl•vol is · !:'ime da 1111 fatto d'arme nll'a.l tro o da, uno ad a.ltro settore. DHI punto di Yi.-;ta. logistico hn impm·tanza la tra~;portabilibì rl~i feriti Hgli effetti degli sgomberi. Le percentuali ehe ~i presnmerauo IH'l' il no~:<t1·o Est'rrito t•t·a.no:

s" 100 fmN: ' Intm;;pOI'tH.blli

15

Tm:-sport~tbili

i!)

(5 gn:J.v Ìli:<iru i C'h<' non sopra v v in·· n t.no oltJ·t' le 24 (ll'f'). 15 gr'!Wi IO n grande d ist.n.nzl', )(' flfli'I'Ì lt

b1·eve

eli!' ranzo.

Da t·ima.ndèl.t·e ai 1~0 r·pi

l

50

IO

}(''fonh.-t·t pPl' l ' PSl'l'('jt() fl':liH'PS1' 11<'lla l'l't'l'Il t!• g'lll'l'l'H• d;) ll' Sl'l!llt'llÌÌ cifl't: : jutl'aspor.tahili :!().:!G % :

tn1sportn bili 80·7·! ~;. : le seguenti pe.rcentunU: 1la 11011 sg-umlwrnre :!:! :

<' il dottor l_jznc dù

du ))~Oiulx•t·are 78. Ln cifr·a. d~>:.!l i i11 trasporta-bi li sHl'ehhe qui n di a nmPnta ta. rispPt to :tU~ prP>isioni.

Impor·t;t.ntc ì· ancltc Ja rnorlaiHù del t •·a:sporto. P et· il nostro 1-i~<l' l'cl t o si nt ko]a.nl f'l1 e dei tra::;pol'ta bi li 1/ :'{ tlon•s· ser·n l'i<I<PI'f.' corirati r :!!~ );:f!lllrti. I franc<>:si stabilistoHo. i11 bn.:<(• a.JJc e:::pt-l'Ìl'llZC dt~ lla :;um·ra. elte ·'li 1()0 fpt•i ti tra:sp01·tH bili .JO possono a.ndare i.u camion;; ~~ 60 in a n toam · J,nhn?.;t (:2:3 !ò:t'rlllfi (' :·ri tOl·ic·atil. li 'rl>ltht•l't chì il :~-1 · 4~ c;:, d<l sp:omlm\.re rm·it·n ti. ~PI ma~~io 17 1ns nor.;tra :~" armatl1 su 51i.OOO indiYitlui l'<:;ombra.ti ha cl111·uto p1·oyn•rler·e al trasporto di hen 3G. OOO e.orira,ti, cioù il 60 ~~ ­ E\'ideu temet,te le cifre JH'eviste non ha n no coniijposto alla, r·<>n l t:ì IIPlln gucna: uon il <11·1 rP:::to. poR;;ibilt· stahilirE' a priori qualt! ~tl';Ì la Jt<'l'r-l'ntunlr rl1•i fPJ' iti dn tt-a~pm·to <·oric.ati o :sedu1L l'<•t-elu\ :-:c nei. per·iodi 1li f'alma o rli a~ioni ll<'IJi.eh ~ uou gra.ri o di h1·c'l'€' tl111·ata, potrà e~<sere t t•attennt.n 11ell:L zona delle OJH' t·a~ioni o in J•t·osi'iimitù rli es~<r la quasi totalit:\ dei fc~riU , im·ece uei pPriodi di ili· r~nse e luug·lw azio11i 1Lonanno c•:::,.:~-'t·r "J.!Olllln-.Hi tutti i tt·;t~portahili. 1 11 ' 1Uprpn~rll(lovi anche quelli cltt~ pe.r il ric·upe1·o ~m·ehbl• stato opportuno tra~t<·nrr<> in zona el i ·gnPt'l'a, p ('ÌÒ pPt· (';u· froutr a1l o~ n i c·sigeuza sani· tat·la ll l•i l'ignar·di dPgli intt·a.<:portn.hil~. In qne!':to caso quindi la, percentna.le clegli imliddni che potranno <'~srrc• Sf;tombrati sNlnti sar:ì c·(•rtament(• ~11[1(\l'iOl'l'.


28

Sgomberi dalla prima linea. Esa ruinjamo ora come l! a proceduto il sen·izio Ùt<~ l i sgc>m heri d;tll .prinH· litH·(' . dall(• s<•zinni <li sanib\. dH!!Ii ospctLlli tla <·ampo, dat;li o::.:JH'dil li eli iutf' ll (l!·uza. su ct'tl'lli tPI'IiiOI'iali llt:(J('mli11J(lo hr<·n·luente ]Jt•t· to:,(ni fnl'lllilZÌolll' sanita !'ia IJHilll to ha. Ul('l'so in rili cn> l'esptl·ic•Hza rlt·lla t'Pt: P ll t<' ~li P l'l'(\. rwi J·ig-ua t·di d P l p<·t·sottnl<·. ma t<'I'Ìa le c· tllt ':l.zi ti i tl'il · ~p<•1:to.

lpost i eli nwdi<·azione . sc<~glinnat i il inlllJt•diata ddnaliZil dalht lilll':t di fuo<·o, h;tnno in J!l'lli'J't' c·nnispclsto wnlto lH'lH' nc:i tii OlllPilt i pit) ilt · b: liSi eli aziOIH:. P Pt' il spt·\· izi.o J·pg·.!!Ìillc· tct;tlt' t'l'a llo :-:tabiiHi. c ufti<·iali IIH·d il'i . ±::: )JOtia ft·riti e :!-1· hiit'c·llt>. J:c •:<JWI'Ìt~llza hta dimnstl·al o ('Ice• ~~· il Hllllll'l'll rlt·i llil'di<·i p11cì ~·:<st'J'I-' snftic·ic•nt<·. eli g 1·an lnnga infi'I'ÌIII'l' alla IH' tl"ssit ù . Ju•i llclllll l'llli {]i ;tzinne, è :-tato il IIIIIIWI'O clc>i JHII'ta · f<·t·iti t• tl<•Jlp h;~t·.- 1 1<·. "\tolti <:muhitttc•n t i, per r ecal'e soccorso a i c·oillpag-ni fc•t·itL . ,..i. al lnn tana n lllO da l pcJsto di C'O lllb;-lt tiHJPIIto, dl!tL'I'IliÌllllllclo (•o,;ì 1111<1 diminu zinll<' eli ftl('ili in linea, senza <:ontnre 1:lw (Jne:;ti pcn·taff't·iti iulpt·nn-i,;nt i 11011 :1\' 1' \' ;Jfltl IH~ ili b'll:I.ÌOIIC. m'- pntt·k a )H'I' tlll Jll'ÌII IO S il('t'.Cli'Sil. Clt·c·ot't'Pt·ù quindi aliiiH' IltHJ·p il lllllll('l'O d1·i p ot·ta fp t·iti allllt'110 ;J :-{ti p<>t· ha tt a~lil)n e . Lt• \':Jl'it• dotaziolli di uw tel'ht.le Ka nitnrio uou s<'lil JH'e ~·oni:-:po:;et·o ;tllt' esig-t' ltZt' <l l'i h·aspc11·t i , t·isnlt:ttulo in Jl<t t'IP snpl'l'lh tP o l's;lg-<·l'atL· e p art<' <'I'C'('>'>'i \:a.lllt'lll te s(';tJ·sf> . l .• , 1'1';.{/!illn'lllo, IH'Ì :~ z;tilli l' Il<• Il e :1 ('ll]•piC' c·of;l llÌ 1li :-:a ui tù . lt;t solo :1~1 IIH'dic·a7.io n i: in nu'nzimw yjoJenta c <· nn t itlllH qwlndo i l'ifnt·· uiliH'llti. non sit:JtO pr·onti <' possiltili. il lltflt'. •J'iale di JHt•clic·;tzi one n : t't';·, pJ·<:sto a ntanc·a t·e. E' tlcc·es:'a.rio qui.udi allme n tal'lo, l'ii{Thillt il'mlol o JII'P f<•J·ihihlll' llte in l"ill'f'hÌ imp<•l'llwahili. 1·h<· più fa<· ilmt>nte po!<;o;ouo tr:tspo1·

j,,

t ;ll·si a

S]Jnlla .

'l · ua lwrt>ll:t ÌIII)IÌI!g-:t JII!L' o;.rni tl'aspol'to (t·akolau clo nn l Km. I' Ìt·c·a di percoJ·,.;o) :iO ' . qtrincli in Hl tll·t· di lèt\' oJ·o pott·ù f;ll'<' 1:! tl'a;o;porti ( :! K m. p<'l' t t·aspor·to, :!-! .1\.lli. di m;lJ·I·ia ). f'fiu Il\ :!~· ba l'l' l ](.• a ssl'g-llH t c: si pot<•nllfo r·om pie 1·c· :18S t l'a:<pOl'l i i li l O Ol'H d i hn·oro . •\ ll'iusuf lkii'IIZil dell1~ ha re· l !t-. ~i it Hc·lla J'('(·Pn tc g-tH'I'l'<l. c'. s t illO l' i· )'al'ato, l'addoppia nclole, nM più .SJX'l'ltiO i repa.rti u e ha uno ;lvuto in DII · n1ct·o mag-~-:im·1·. Oc·-t'Ol'I'<'J'iÌ qui n di :lllllH' utarc la. clota.zione- ù ei l'ot·pi. porbtlulo nlnH•fln H Hi·:!O i l lltllll l' t'O delle h;ll'l:'lle p<'t' OJ!Hi h;t th1;dim u·: )'<'r pott•rl<' 1·i pr11·ti t·e t m, le COlli p l'tg n i e . . \ cc·en ll l't'<Ì pat·tic·ol:ll'mcut.e ;ll sl'tTizi.o !;(l niturio nella J!liNt·a <li 11H)ll ta.!!na . JH' t'l'ill~ si è \'('J·ifk ilto in lntoua pnrt<~ del f1·onte c· p<>J·c·.IH'- Ila ;t\'llf'cl C'ara th·ri;;tidH• spc~da li.


Il tfllltlmttitucuto in 'muntilgna p1·escuta le st·gucnli c;wattt·rhitklw l"''' il :<!'tTizio sanitario: 01 disst•UJiunzione eli fct·iti su laq;a .-st<'llsione: b) ùiftic'oltà per il ri-cupero e t1·asvorto dei feriti ~·atluti o ltt't> la l i mea del fuoco; ''l lliOlteplicità delle zone o luoghi t li rivaro; d 1 dHticoltù di f:~rc COU\'l•J·~et·e le ,·i e di traspol'Lo. senza i tu porn· n i ft· t·iri lunghe c penose stt·:Hle. · 12uestt' condizioni rih~rd:luo l'nni\'o del ferito al uu~ù i('o e rk lti{'•h•LH• q 11 i urli un a speci<l.le h;truziouc dci portn feriti e decrli aiuta n ti di .... ''illlitù. Xou s::l'it sempre necc.s~";at·io il passag-gio d<•l ferito pet· il po:sto di IIH··dit·ar.iOIIP, p<:I'Cllè s).JeSHO :sarù più utile im·iare il fc·rito pet· ht. ,·ia pilt ,.lil'~>tta al reparto somcggiato della sezioue di snu it:i. llna 11 t«.) a l materia le ~"ani tario erano pt·e\'isl.e s«l-lo 21 m ed ieaziou i ,,,.,. uua <·cotn pag-nhl alpiua. Alrinsuffitiemm di qut•sto l1latt>I'iale si de· rou ,, "~i!ÌIIII;!«'l'(' le tliftieoltù •li t·ifoo:uiuwuti. t'hP in utnntn~ua possono ;..ot·~(' l'«• p.-t· i til'i tli int<:rdizionP e pl.'r Je mlanJ.dw. LI tmspol'to in hare lle h:b poturo <·ompic>t·si f<H"iluwnt.P. quauùt) si u·att~nt di tt·iJit·ee a111pit·, rPttiliuee o ad a11goli 11011 acuti, ma ht si· 1uazimw più frequente ìl stata. quella delle t.t·it~ eee strette, co11 1'< \'0ltt· :u·utt•, d:1t n la. natm>a rocciosa del terrl'HO tliftìt•il<• a, ~~·<l-Yarsi. La, lmrl'lla Ran<lone-, tipiegal>ile in tn.' pal'ti. non hn s~mrn·t• ('Of'l'Ì · >POi!ito p11 L' rattt•ggiamf•uto1 cho den• assumere il fPl'ito. iutolll!ìl'nbiJe con la sede e la gTavità dPIIe le$ioni. t' ~;i t- llintostt·abt f:Jeiluwttte deterio· l~! hi'". Fu l'Olio iuqJJ·mTi:mti (' :Hla ttl\ti dh·e1·si tipi di barell e : fOJ'Se il mt'lodn più pratiéo resta ancora quello a.dotta.to d:ti nostri alpigiani pct· il tt·nfiporto tlegli infortunati della montagna : e <'ioè unn, copetta, n('lla qnal.1• si ('<}llot'H il fet-ito e nelb quale ('Rso \'iPue <·ompleumwute avvolto. i• pet· co:<ì dir·p imballa.to: con ciu~hie o fuHi<·.,Jie );~ <·operta \'iene SO· ~1wsa ;t 1111 rohiHltO bastone, che due pot·ta ft·t·i ti ccwk<HtO ~1111{' spn.lle. Il tr-asporto dci feriti in monta·l!.'ll<1 1lai posti di medica?.ioue alle fvt·tmt?.ioni :o:anitari(' rctrosta.nt i ha a\·uto la t·aeutteristka. del t1'a.SJJOt'to il ('(lf('ll(/.

L'asp1·er.zn òell(! diffkoltù d t'l t N'l'e no I'l•udono il trasporto su ba · l'l'lla oltt·PmO!lO fatiroso ai pm·taf<' l'iti. 11011 l-lOlo per il fliJ.:p('ncli.o ùi fOl'?::l mns('o]arr. ma. ~wc he per la tensione ('nntinna, dnt\l· dalla. a,ttenziou·e .LH'· <·«•s;:<H·in p(' l' non mettere il pi('de i n f;tllo. E' quimli necessario stabilire pQsti di ~o~<ta. m·c i pm·tatori si cam · loiano. · Anche per· il t r:u~porto sui muiPtti t''- fm·s~ nc('essa l'io stauilii·c il prindpio del trasporto in t·;ttena, ~bbene in gNtPI'e si dOY<'ttc rinuncia.r·t> a questo m<'zzo di trasporto per le difticoltil di assicura-1-e i feriti con :HIMti sostegni e per il senso di paura pro,·ocitto 11ei feriti stessir l~r:t intuit.ivo che si pensasse a utilizzat·~ per il tr·asporto dci fèriti la i<lttta..


30 ~(·

llt· t'l)stt·uirono tli tlin•rsi llpl, iutprm·risnlP llll'lliantt• J'applit·;t · zionl' di ha.rPIIe t·ont ll ll i aJ!li sky) per ma nen ti. u per te (' ('h i usc. Lt• s l itte t·J·HtHJ capad di tra:;p()rtare dne feriti sn llllrt•lll:' soprap· po:stc oppure -1- st"(}uti ; altt·t• adatta h• per il traspor·to ùi una sola h<t · t·e Ila. o pc1· :! feriti sccl uti. QtH' ste 'ultime, ma lJ!I'tH1o il m i uore J't·JHI i · uu•uto, ~-;i diu10stra1·ono più p t·a t iche ucll'im piego. Vu:so dPllc t eleferich e non era lll:ti :-<tato <Hlottato ndle ptt>çpdl:'nti g-tH~rrc. E ' facilP compreJtdere di qualt4t· utilità. :sia. un wezzo di tt·a . sporto <'!te per·cotTe la. da più hrt'\'1', la r(ltt<L, c J·iJ,;pat·ruia. enormi ,;otume 1li fatich e ai pm·tatori , d i st·o:s!;t> t• disngi ai fhJ'iti. <· pm·t•• a una non

tral'l<:·u •·nbih• <:C'onomi<'l ùf'l personal<• . Il set·rizio di tra:-<pcwto 1le.i l't'riti con 11' tPl<'ft•ri.rlte de\'1• t•sscrt· op· portmu1mcut!• organ izzato: a) con il collPg-ameuto tPlt>fonil'o t.ra lt' sta?.i.oni eli t<·sta t· cli a 1·· t·h-o pt' J' le Jwec•ssa J·it• i 11 fotnw zio n i : bl c·ou l'iill1)Ìallto pn•sso quc•~o;t t• ~-;tazit)lli dl posti di t·istot·o l' Ili al<Sistr nza sanitnda t) sotto tt>llfl<' o iu hanH·clw o iu t·an·J·uc; c) eon il tral':porto lle i fN·iti J!l'a\·i in barella e dc•g-li altJ·i sl'tlnri. E ' IJPliP t·hc• ~li infet·uti sic•11o a<·t'ompag-uati, pt•t· !'SSt'l'l' assi~titi l' iJH·o· J;tg-giati. anc;ltfo' lH'll't•n'IITll;llitù (li un j.!IJ;lsto llt>l c·m·n•llo: ·l• c:o11 l'adozinnt• ùi appo~iti c.:aJ'l'elli P<'J.' i l Sl'I'Yizio s;utitatio. a dati a bi l i all'a ttJ't:>ZZ<lllH'Illo eon bllJ•(J]Jc, c·ldu!>i pt>r H t·ipa ro 1l1tlle i11n·n1 · p<'l'it• P pf'r tog lit• t•P Hll ' iuf('l'IIJO 1'l \'ir.:ione ùel nwto. !11 llle<lia, 1111 r ;ll'l'l'llo ha potuto I'Oillpic'J'C 4 ,·iaggi all'm·a. t'quindi ttaspcwtare J fi fc•J·iti.

Sezione di sanità. La. .o;r-:ion r. tli ,o;(witti ~~la fonuazioue elle ('OIU]tell<lia tllltO i l SCl'l'izio sanitario tli tula ]')ivisione . Suo c·ò111pito 1\ quello f\i lll'o'·'·(•olt>J.'t' alla 1·aecoUn, allél stuistaiiH'ltiO, al lc) ~o;~omhc·J·o dei 11talati <• fE>riti cl<•lla. cli\'il-:i.one l<Ìa IH'lle tJ·C'gm•. :-:ia 11ei fatti di ftl'lllt'; alla pri ru~t ~·c·J!OlaJ·l: utedkaziont•. al snt:-<'ot·so opera t in> IIPi l' HI':Ì di lll'g'Cll7Al. L't•spt••·i t• nza clf· l la g-uerra lta climostrato ol.' hc la sPz.ioliP , eosì (·nw~> ent rostituita , 11011 ha c·omplet.lJJH'llte (•orl·h:pns lo ai suoi n 'unpiti. lnnanzi tutto ~i è 1limost1·ata llli:L uuitù pl's:ll 11t: pf'l' il e;LL'I'('g"!!iO P l'f' l' l'ingnutlll·o dj rna1 e J·ia.11.' spc~s;;o ÌJ1Utill.'. :-;;~. , t· sopratutto in UH;l :,:-n Pl'l'a eli nun·i1111'1tt o, ht sezionE> di l':H·lli tà. dr n• ~l\' l'l'C la ea l'att t•J•i~-;t i c· a d elh1 lllnhilitit. non llt~\'(' t"Sto:t•t·<· su earrette lla, hnttag-limw , 111a t·o11 hai no liJf'f'('lltÌ<·o . l n hl l !lloclo In se;t,ÌOlW pot.r i\. l'im:tnf'rc• più tt>mpo s11l p11sto. ci:'SOln•J'(' lllP:,!'lio il SUO n )JHpito, (' l'ag/!Ìilllg'l'l'(> poi l'<l]JÌd:liiiP11f e ]t' ti'IIJI · fH' dii• :1\';!!17.<1110, Sl'llZ<l di i'(.' f'ltC gli antoC:tl' l 'Ì pOt l 'HI111() ('Oll('tll'l'l'l'l' ,d S(' )'Yi%i ~l flp! fo !<J!Ol11 })('J'O. ~on ha <·nnisposto di uws;;inh~ pe r il pronto SIHTOrsu. dal qualc· dif'l'lldc ht •~ta· dd fprito, se \'Ù•tw fatto in tempo t• da ]lt\I'Sollalc• e h irnr·· ;!i('ll pt•flrf•f to . .\ I'Ì(•:t l';ll'(~ C'JIIP!<t a !lt·IÌC'if'IIZ;I ft ll'OIIII ist it Uiti' l<• :1·11 1•111


Janw e le :1mùulanxette chirurgiche. Se queste non ,·orr:nnw es:set·e con· scrvate, eome invece alCuni (geuet·a le ::.;a.ntnf'd) ritengono nt•re:o;sa.t·ie, si p\ltrù dpa.rare con la sostitnziont' pt•t•sso ogni :-;t•Y.ioue di un .'JI'U]J}IO r:h i m.ryico. perft>ttAmeute orgauizY.ato ron opt•r:t.tmi prm·etti, ton iuft·J·· mier i di profc:ssionf:, c.ou a t la tto a r1uameut:t do, eo11 nn a ha t·aec hPtta ~montabile per J.e opet<LY.ioui, eon lettini 1la t·<tmpu pt>r IH giat"i.t11ra dt•!!'li infe1·mi operati -e int.I·nsportabili. Considerat<l poi comt• 11nit:\ tH sgombero, la, 8eY.ioue di saJ1 itù rL-.tdtò non st>mpre suflidt•llte :lll<·ht• all' ot·dinario smil!'tamcuto dei m:llati c f.-. dti nei· periodi di <·a.lma. I earri per Jfedti sono mPr.Y.i lenti c di~>agiati {>t"1' le ('ontinue :scosst• alle qunli sono l'<Ottoposti i fQI•iti a ogni mininul, ncc·iùentnlit:ì. ùel tel'· l'l'IlO, t•, non c:·o ust•lltOIIO H t t·n:-:porto '' g'l'<IIHii distalw,e con rapiditù. ::;~ (•alcl)ln. che un cat-ro ]Wl' f(:'l'iti po:-:sn pert'iWI'ct·t~ .1, km. all'ora $U strada buona e tre km. su steaùa merlione. :::;l' uu cano per feriti tlOn!::;se pelTOI'l'et·P xolo ~ km. irupieghel'eblw ir. media 80 winuti per ogu~ tl':1spot·to (ali minuti per l ' a11data. . go per il ritorno, 20 minuti JWL' il t<Hic·o t' lo scarico). Quiutli in 10 ore Ili Lan1ro potrebbe compiere 7-8 \'iag-~i al massimo c tra:-;pott<tt·u solo :!8-:~:.: feriti nu~ìlati; il dtP ]11nitc1·eulr.:: il lanJt·o llt·gli 8 carri. delht :-~eY.ion•. al lfa~potto (li :..::.:! -~;)() f,· riJ i in' H! ore. Una automub11htUY.H. inn•{·e a l:! km. iu medh~ all'ora. potJ·t·bue <·om. pit:l'e iu 10 ore di hn·oro JS da.g-gi (10' per l'audata; :i' per il ritoruo: ~\' per il e~u·ico e lo seariro) t' na:-:porta t'e lO~ fèrit i. n !l t> a 1lirt> com · )1Ì\'I'I' 1111 lnvoro (li tre eani JH' r i fel'iti. ~e :o;j p<•ll:-;a poi allt• pt>nlit<•. c he i11 ar,ioni violeute ~0110 a.JTint tc fin al 3(1 e viù per .c ento tlt'i eonllmttl'ltti, dtl" iu una guerl'a. :t\'H'nil'e si don-:\ rron·Nien: an<:he al t J•a:-;J,.n·to 1lci colpiti ùa. gaA, e ill nnn ~uena di rno,im~nto nndw ai fet·iti li!sciati d:11 nemic o , U·PJI<H"e e\·i<lénte c-mnt· si :mpotJg<L la so:;tit,uY.iOJie dei entri t·on auto:unbnlanzt-. ~ t>U'attna.l e g-nena non furono ILCUHlH'ILO ì:Sufficien ti l<~ .J. :ì w b11 hlli/\C <·nHet;;!-:t' in pi!'t alli· ::-ezio•1i, e ~· tù "!'l'~>~ · <:i don·tte rit:ont>rc ai Illl':t;.; di sgombero iwpr'o ncisati e :tp:li a.utoc~~rri, <'11e etfet.tnanlllo il vl'ttoY:t ~liamt>nto delle trupJW. llnnebbPl'O almeno <'S:-;et"<' asseg-nate .lO autoambuht11r,c a (i posti, 1• fot·l'ìe meglio Il' :n1 tua m bula.nzt! leggete a. 4 posti, ben cb i n se J>el· ripat·fu·e gli iufermi flal lc intempcl'i.e e illnmiuate intm·11amente per la :-;orveglian· za nei t.rasptwtj di nottl'. Nella ::;e;~;ione di S.'lni tù. imvoJ·titllte funr.io11e ì· qndln dl'llo smi:;ta·

mento e dc1l'a~>SE:-gnaz:ione d <:gli infc1·mi agli o~pe<lali :-;peci a liY.r.nti, :-:i<'lH) <'~s~ di 1.. o 2• li111ea.. 1'a.Le, srnisbuuento è il ea.rdine si può dire ùel ser·

n.z'o ùe~li s~omberi: percbè da >C!':Ro può dipender!' l:l sOJ·tp dt>l ft>l'itrl.

l'mtasaruent o delle nuitì\ sanitarie n l'ullonhHuunr11to clnJin. zona.~ rli l,'lterr~t eli infcr1h i facilmente '·er11 pera h il i. Occone qnin<li \'i sia. adrletto liTI pt•J·sonale molto pron·t to: 1\ qtH.>~>t a 11

.m~ delle Cal'atteristicbe de) medjc·o militare, Che èL diff('l'PTJZ:t del llleflicn IJH•rli<"a e t·.hh·tn·g-it·a alla <"Ollt•tth·it:\ P

<'Inlt•. Ò.PYI' Hpplicare ]a. pratic·a


non ~nlo all'inùidtlno. :-;at·ebhe a uè he UJohn tlp potttJUO un collegaw e ut.o

t•ou telefono con gli. ospedali d<l enmpo per pute1· <:onosccre in Ojpli uwlllent.o Ja. cli~<ponibilit ù. t>d (• \"it:tl'f' inutili daggi agli infPrmi.

Sgomberi dalla 2" linea. L,o sgow 01' 1'0 f]pg-J i ospcùal i d i :1• l i n~H· a ~ ··ebbe 1lnn 1t o N>::;r•J·r• fatto t·tm l t' colonne <::1 rreg-gio e di reCJuisizione. ID f)lt<';;ta. guerra non sono state qnm~i mai impiPga te : i dirt'ttor i di snuit;) ùi corpo rl':wronta. e di armata han11o an1to autoambulanze v ;tnto<·;J.JTi in uumceu J..H:rò limitato. menh·e Lm·ece si fece sempre sen I it·e hL JJ('l'eSF:it:ì di avere una larg-a ùi:;po::;izione di tapitli m<·zzi 1li tra spor to. ogni fJll:.llvolta. Ri veritkò nn aumento cl<•gli i,nfermi rla ospetln 1Ìr.ll:l l '(' O !<I,!Oil101'ùl'C.

Furono òi pr<>zioso .a.i nto i ti pi tli ;tutocarri ~l·ttrezwti con ban•llt> , i qn;tl i p<'nì HOJ'mahneu te era no i,mpiegnti per il t ral': porto ò.i matct·ial e. l' .sol o in rn~o (li hh:n~no, pet• gli s~omhe•·i. ~on po~!<ono qniudi corrid i' l'P compl<>t:unente allo scopo sia per hl i Dc-omplda pi·otezione c•ont.l·o lP intPmpt>ric. ~ia pet·<·h(l CJUe!'iti m<•zr.i. nei momenti tli ar.ionP diflkil · JnPntP poRo.:o uo essere disimpe~n:n.l «lng;li altri ~'C l'Yizi di t r nRpor t o, i q nn li d!'Yono ~-ontempona n l'a nH·n tE' ''"!<<'l'E' iutc•n"ifka ti . :::m·1•hhe uecessaeio elle ogni dit·ezioue d i sn.nità di corpo d'at·matn pote:-os(' rlixporre di 15 auto;tmhnlanze e ogni direttore di sanitù di a l'·

mnt:t 1li nn numet·o rli :nttqmnbnlnnztl par·i a 1:-1 per ogui t·or·po d'nrmntH. d i c.ni si eompone l'armata. 'l'enm·e pronto un mnt1>ria.Je co~i numeroso e costo!<O, lin ùal tem p o t!i pace 1wr i bisogni d ella mobilitazionr> non è <·erto <·o~;a p1·ntica. ~i p otr<'bbe studiare un tipo ùi <lUtoambuJa.nl'.a e dota rne gli ospe· •la li ter r·ito•·in.Ji in ~mpo di pace: :;timola.r e gli ospedali civili e le a sso · eia:/.LuJJi di pu bhlin~ a.s .sistenl'.a ad a.dottare egual tipo, facilita.ndole neg ll aequi.sti: im·itare ditte itali;\llt> <1 ~t· 11ùiarP 1111 tipo di autocar ro o di ,·cttura, ciH' al mmnento del llisogno potesse t rnlSformarsi in a u toam b n · lanr.a r·o11 il r·a1nhio <I<>IJ:" c;u·rozr.r~ t·i.a..

Treni sanitari. .\.Ue li u;lli t:ì rle llo sgombero i t.l'f•ni sanitari rapl ii'P:seutano uno ùci dal punto di ,-ista •ll'l!li inf<'rmi da. sg-ombrar!', sia t la. q nello d plla d istanza. da percort·erl.'. l 110stri trPui a-ttrezzati fin dall 'inizio d ella guerra apparvero d t> li . c·.ient i nt'l UUIIH'l'll ~· ll<.d la, costitnr.jonc; nì• la •·iduzioll(' ù i l ;:t Ili' l Hllmero dei t"eicoli pc1· renùerli mf•nn pesanti, nè l'aggi unta del l'arro-cn· l'inn P dt>l l'<lrro trnsfo1·mato in sala di medicazione ,-:llNPt'o a r e tHl erli 11 t ilir.za r>ili pC't' i lnnglli percot.,«i . Rima~Se sempre il mal!gitJI'f' inC'onn·· uie11te dell:~ impossiuilità. di JH'Orrcdcr e a ll'as:si:stcnza dPI!li inf<>rmi du •·antf• il p<·r·1·m·~;o, <ll'lla rnnncani'.tt fl i 1·ornunirar.ifllll' tra i n tl'i n·il'oli e n'.C'.t~i più potenti ~ia


ddla ne:s.;uua pt·oteziou~ colltt·o il ftedùo. GiilJH't'Ò alla fine llèl19l:> l'allestimento UCÌ t l'CUi a.ttr ezzati di UUO\'() Ili Od ello <:OU ca l'l'OZZé ùi aa clùs~e i11 tt•J·cum unica n ti, c un ri ;sea l da mento, eon eu ,.,.u ·cueiua, sa la di mPrli<·<L· ;t,ÌOllt' e I.Ja.ga.glhLiO portò i treni attl·<·;r,zati in èoudizione tli pOtCl' qtJa..-;i o·o11upjere gli stel-lsi ~'et·Yi:t.i, prima a(titlati esdusivameute ai tl'cni llSpedali <lella Croce Rossa- e del ~ovrn.no ~1ilit<l·l'C Online di ~i<dt:l. Furm10 t.'blota. 11UdJc adopcra.ti treni improvvisati con vetLure di :.:• e :~& <·lasse, elle pt·e:sentarono tutta,·ia rbitkolt;'t uel vettovagliamcnto dumute il viaggio; meglio forse :o:ueblH' sol't.ituiee qualcuno dei ca iTi at nezzati r·on vettnrc di :!a c lasse pel' il ' tJ·a:;po,-to di seduti. r trr' ni ospf'd<lli delle associar-ioni di soccm·so hanno corrisposto ••rti utct.fll eutt:. ~ella nostra guerra il ~ervl:t.io di sgombero con i treni Hi è ('Olll· !tinto eou :!9 ! l'l'li i drll'N;Prl'ito i 27f: .:~fl0 posti per ognnno), con ~4 t re ni •lt•lla G1·oce R ossa (::!00 posti) e 4 del S. 1L O. M., con una ellicie nza ltot;Jh· rl i 29.6.J.O posti.

Ambulanze fluviali. Ll tt:nsport<> degli infermi r-ou a.mlmlauze flu \'Ì<Lli ha avuto presso •li noi applir.a.zione molto limitata. ; le a.rn bu lanze (iu d.Rli possono rende ,.,. ~t:~na la ti St' ~,· j r.i nello ~gomhero ra p p l'e:<t·nta ndo !:':<~f' un tni'7.ZO di tr';\lljtm·to l't•modo e tmll(JIIIIlO.

Trasporto con aeroplani. inrirw :d tra:sporto rlegli infer'illi in aeroplano. ;;;ulla ti ne •lei 1921 i frn.ncesi, n l confine Siriano dell'Eufrate, a :{;u km. rht ~\ leppo, ha-nno orgauiz;.r,Mo un se l'vizio di sgombero cou l !l al'l'oplnni. (>(l i11 t.! giol'lli fnrouo c·ompiuti 2~ via.ggi l'gnm\)ralldo 4.4 fe· r·iti. Anche snl fronte eu l·opeo hanno a.pplieato tale mez7.o di sgombl'l"O •·on appa.recthi mh1ttnti al tmspor t o dei fceiti. L'atiazione potrù cel·to trova.T'l' ntile n. p p l icazione per il scrvjzio r!i ~~ombP r·o in g-uèrta, ma è troppo ptP!=:t(l pet· pensa,re a una. g-ener a.li'l.~aY.imw. lltPIItJ·t• gift si può ntf('l'lna.rne l'ntilit<ì e la praticitù, nelle : \1-ti·IIII ('I'LÌ

;!Uf>rre ('oloniali.

Ll' dif!il'nlt:'l in una guerra a.vycnire saranno pc! r' i luoghi di atter· ,..,l!~ io e p t: l' le zone fli hom ha r·d:1nwn t o. T franeexi h:'lollnO costituito sqnaflrC' di ~ apvarecchi, uno dei quali ('H il prilllo srtr·f·f)rso chi t'u r·gico.

~t'il s!'l'\'i?.io d1~g l i ·l'gombel'i è impo t·tante in llllil p:rWl'l'll di

posizio11(', anrora mn.u·l!iOl'~ importnnr.a rs!=:o ;h;snme in una i!ll('l't'il· eli movint(•nto. pel't•ht• ((- nuitù ~:tnitaric.· rli 13 lilll':l rlp,·ono ""~'<'l'f' :<PITIJWP pronte


34 a. seg11 in: h~ t.ruv pc opel'<LH ti, men LJ·è dc n! c,;:-;ere a,;sic·m·;l t o l' a dcgu a t o !;OCCOrso a.i ft~iti e JUftl;l ti. Fulno •lei serrizio <! l'a.ziOIH! delhi sezi<me cl i :;a.u i t..'ì. ~cll;l guena di pusiz.imw la !::iezioJJe ùi !:ianit;). ha [Wrùuto ltlolte ,·olt.t• l;l 1:ÙW eaen tc J'Ìsti1·.a di mobiliti1 : ta n l o che <Litri I'S\.'l'ti ti pl• t· fonnazioui iiÌlliilati, <l,·c·vauo peusato di abolirle, pcrt'ltc\ corl'i'> !'Oillli·J·ehlwro a frnnti t1·oppo lilll itati, f' il pel'sonnJe (' hir·m·gico l':petializz.ato :-;pe:-;so rinw neb· l1e inutiU7.zato, ~pesso ,.,arebhc in:-:ullil-i<•JJte ne11e npt•t·azioni h<>l li1·lw a ttivc . .\la sP 1·on:-;iti1•J·iamo la :-:(•:l.iuH<· eli sanità lll•llf' sue fimtlità dtllo south<•J'<J, )H'l' qn;tnto nbhianw giù ùl'ito, troppo lH!<T""aa·i.a è la sua funziorw. "iHWÌ(' iu 1111a guciTH eli llliH'imPHto, 11elln qual<• clf'\'C J)I'OV\'C<lcre. e in 1nn<lo sollecito, ;tnc·ltc allo s~ombc1·o dci feriti lasda ti da.J uemko. (cin·a il :iO··~ dei JWOpl·i). <lllo s~omhPI'O tlei malati, lln1·he IE>g-g-~·,·i. r-lte non pos:<Oilo <•s,;cJ'<~ t~;nuti p1·e:-:so i l'l' part.i. ·alla I'CI"llita <ll•gli infer·mi ùj malatti<· illfcttive. l'et· pote1· a•ll'mpic•w• a tutti qnPsti eòmpiti la :o:<·zionr tli ;.'flnit;) den es"PI'l' uwt. nnit:ì, ];1 f·ni I'Hl'lltt<•J·isticll dm·e C!N~l'l'e qn<:>lln ùella mohilit;'t: quindi l'~sa, de,·e e~:-~ere su ~Wtl>t t·M:porti , P :1\'f'l'(' Ìlt so.-titnziOJ\1' d1·i ('<liTi pPt· f<·J·iti almeno JO nnl~)ambnlanzl'.

RICUPERA:ij.E , Specializza~ione del servizio .

Crt l'(fftr• ri.~l ir·ltr• f'' r·11 i dii'. - T.a fin a li t :'t d t'l 1'if·tlf1f'l'll n · noli <\ c·)J(' 1111 <·a.•·a, parti(·ohne dC'Ila eou,;pJ·nJZÌIIIll' tlf'g-li Ptl'etthi. la. qnalc: si 1\ impo~t<l ;~xsolul<tll l f'lltf' in tntt.e 1<• ~lH'IT<' eli lung:~ rlurntn. ed è statn ril'=nltn nrl· li' J!I'CI't'Llellti g-nerre c·on le riJwtut<· le,·e iJJ lll<lHI'H, vol•Jnhu·ip o fm·zate. In qll<'"la g"tH'I'I'::t . elte ha. aruto lP ~·al·ntt~>ri.-tic·IJt' tli nu;1 J.!lll'l'l':1 ùi nsm·il, il tliific·ilt• p1·ohlcmn si il i111posto ;l tutti i lJelliJ,!PJ';\nti. Nnn si puc\ \'(•J·amentp dil'C' c·hl' il ri•·nr){'rO sia una tillalitù: 1' :-l"c) ì· piuttosto IIIUI l'i~nltante, JWlThè la con,;prvHzionc· clq;li pf:l'ettivi non :-:i pn il <l\'I" I'P s1· nnn sono J·t:;lli7.Z;l te 11el 111il!lim· Jllodo pvssihih' 1<' ;tltre lin:1lit;), clw ;lhbi<lmo !'~a miwttn (p.J·t•YellÌJ'I', <·ll J'fll'l', !'lg-omhl'ill'PI . . l~ \ ' n lg-o Ho n r· oH ~l'l'Vlll'l' ~li c•ffl'ttiYi la tutf'l;l c!Pll n sa l n t<• <le>l ~oltlat o. eo11 In pilÌ ,·n l ida applic-azionp cl el l<' lllWmc eli i;.!'il' ll i' JH'l' ciò cllr J'i. ;.!'ll<ll'lla l'a.linwllli17.iouc>. i1 vf•st im•in, g-li allog-g-ianw11ti: ht p1·ofìlaxsì COli· tro lc• JWliMtiP. inf<•1ti\'C•: ) ' assìst·c·ltZa O!'lpE'cl:11iPI'tl X]'l'(·iali:;-.zaf;t. p<:l' di· ntilliiÌI'I' la cll'g"l'11Za clé~li ili l'l'l'mi ec1 Pdtm·<• le rOJt,;t•~tH'll7.<· d<'i i l'illlllli r clt>Jll' mnlnttie ; l<' moilnlibì. òPg-li sl!ombt·l·i Jll'l' imprdil'<' il clC'fhJx,;o dnlla ;.r.ona di ~IH'J'I'<l di I'J<•ntt•nti fa!'ilrncnt<• rirllJ•c>rahili. 1 n qu,.st '11 lti111o inh•11tn fl11'11llo ixti111iti in 7.nna ili g'llf'l'l'H ioft ·;·. '1111'/'ÌI' !Jnnrixr11·ir· p•·ps,;(l l<: (]j,·isìmti. o le hJ·i;.!'nh' )lt'l' illft·rmi di lil'\'1' <•nt ìt;) 1• !li! J·p,;J-i111il·t• in pcwhi g-ìo1·ni ai l'l'j);ll'fi: i (/1·po.~ili di ('IJIII'IIf, .. g1·1'11:.u r· 1111'1111 r· i r·rrnro/!·.~r·r·n:iol'i . quali lnug-lti ili J' Ì)Hl:<u t' tli J·ialJ, ..


3!)

namento tisico per gli infct·mi, d1c iu un ln·e1·e tempo potcyauo riaC<JilÌ·

:st:<:t.re l'idoneità iuconùiziona,ta. al ::~e.rvizio. Per le linalitù del ricupero rurono inoltre emanate UOl'lllC, elle regohll"<lrliO lu, cura e Ja con<:e:,:sinne di lkeuze a-i militari e cl1e si possono

tosi riassumere : a-) rico1·e.ro nelle iufenucrie pro,·viS~.n·i t• <h·i ft·t·iti o malati, p (>l" i qua-li si prevedeva sollecita _guarig:ioue (enl1·n i 10 giot·niJ ; ù.l J.' i covero negli ~<t.n,IJilimenti sauit<~ri •Iella zon;t di guena. dei feriti o. malati tt·a*portaiJi li , per i qua l i si pt·evedeYa Hl'(;essaria una, t·u ra- ùi non .lunga d nr»t~1. \ non p\ù ùi 60 giol'n i dr('·a ) ; .SlH'Ct>ssi n~mentt! iJ11·io ;ti depositi d i <·OHI-H le s (·c-uz.a c tappa.

Commissioni sanitarie. A :-;m·n•gliare l'applicaziow· t'Ì/.t'Ol'OS<lt di ' fU t'tih' IIOI'Illt' fu i~t itnita llt'il'(lt.totH·e J !)l!'i 11na Com1ni.c;.~ionc sanitm·ia cndl:fll c rwt· la r.o 1 1;~ <li ~H!' rra.

Ma poic!H' la finalità del 1·eeupPl'O s'impom~1·a andH' JH:lla r.o na h ·t·· t·itoriale. s pecie quando, per esigenze bellicltt>, si dnvnm d<•t·ogm·e d alle norrue fissate pet gU ;;gomltt-J>j, onde aume1tta1 ·(~ la <.·apaeihì rli l'i(·m·(•J·o, rm·our• Ìl\tituite dal maggio 1916 le Gomm i::;.-,i(JIIi ·'tu.ila·rit> t·,·utrali pt•t· tutto i1 ten·itorio fnori eh•Il n wna d i gncna-. La C'ommissioue sanHnl'in· central<> di'Ila :~.olla di guPna a1·cHt la. più ;ltnpin :tzione i~pettin1 per t11tio quanto t·i fldtt> \'a la POH<:I's:-;inn.\ di lic·t•nr.e di convale~<r·enzn. e la. t :Otl('t'~" io n e •li c u 1·c 111 fn.tni :.din eia pm·h· drg-1! Rì.:thilimenti sa-n it!ni d(·lln r.mw di gt11' 1TH. Tn p;t-rtieola t·e doveva.: a) invigilal'e s111la concessione delle licem.e di c·onYale;.;rcnr-<1 : òl it-cc·ertarf' lo s tato di salute di coloro. ehe ;.riù ùa tplitkhc t.t·nJpo frnint-no di ta.li licenze pet· modo ebe quelli rieono~rinti iclonE>i H· ril•l'E'lldet·e ;;pJ•dzio, a nrhe coudiziowt t o, fo;;~('t·o t· i<- h i;~nw t i :

(') routrollaH! le drris ioni medieo-legnli , PJnP~sr• rlagli ospl'tlall della ~-<ma ùi guerra. Alla dipt•ndcnza rl ella f'om mil>iSt'>ll<' ~a 11 i b11·in (·en tt·ak fm·o1w il>iti tu il:tl h· (}i·u-nt e 8lwitaric di armot'l· c:ou g-iut·i~•liv.ioue JtC'l' 1111 dnfo !t't' · t·itoi·io: esse vigila.vn.no sulla rnnceRsione eh• Il,~ ]i('('l1~(' ai ~ottulfi!-ia l i ,e militari di truppa. Dai clati dei lavori c;;eguiti dau·~o:-;to J!J17 allo H~t);;t() Hn ,...; noi 1'ilPvif\.mo dw ;.rl~ ot·gnni sn uitm·i di contJ·ollo rlr lla r.ona •li J.!.'li1'1T<l hannn vil"itnto l~ttfi!J;{ militat'i , dei qua.li ]Q.GHl 11ftìciali ,, as:-;i111il;1 ti . Dt·g-li ufficin.Ji e al'l~imila.ti f urono di rl liaJ'ilti: I!lon~>i ad incoudiziomlto set-vizio 1R.6 % Hicnpl'rabili pet· sC'rvizio t0nitoriale iu zon;~ tli guerra t) territorio e dopo b cenze e c11n• t' ..) ., _ ..' ) ol .o Iunhili pcr·ma·nPnti a qual:::iasi sHvizi o . f'!'t~

:-'"

()'

,'t)


36 1-\u fl:i.!Jì-l:-;ottufiieia'IJ e trlilJJii.l l'uro1111 dit:hiarati: JdoJWi a1l ineondizio na.to :;~1·\·izio . Hicuperabili ùopo CUI'C e licenze . luahi l i . JH' l'DJ<t.rlenieweu te a. IJila b.: iasi serrbdo

.w.-t. ~{, 32.4 % •)!'j' •) - ' ....

l)

/tJ

.:\t·l 1\'t'l'itm·i n Jt• Comlu;:-:,.;ioni ~<anit.nl'ic l'l~liLJ·ali m·e\·nuo C"Ì<l>'ctwa. • ~ lllt·isdizimw :m uua dPtCl'lllillata zom't. J;sse an·V;JIItl il~:ùUlpilt• di inrig-ila1·1' :su ll;t <·OtH:e..;.«inne d~' ll<• Iiceuw eli com·alei-ì<'l'll7.:l. di Ht·<·er1·;np lo :-:lato di :-:alutt> di eolu1·o rhe g-i;'t llt' frui-

vano. di \"ig-i l;tl't· :-; ui tleg(·nti tH' i vari, st;~hiliwrHti sa.n ita1·i allt• scopo di limitat·uc Ja. dv)!t'117.a a l l~'lli]'O f:tJ·,•tt;l lltl' llt'C nP<·e:-::.;an-in ~' di <·nutrt)]]a,r l:.' i oli l'hiat·ati 111111 irlOllC'Ì p •·,.,.:so i celltJ•i tli Jllnlti lii<I ZiOJw. l>:ti dati di'l Jan,t•o ··on1pi•Llo rh1 qu t·,.;tl' ( ·onuni;::;::ioHi c;-ntr:lli. dal lllilg'g'in 1!!16 al <lio·PIJJhJ·p ·1!11!-{. t·ik\'i:lJtln: r!'lit-iali e lltili t:u·i visitati . ):. I.HU.771 Hit· ttpt•t·;JI i iHc·onHlizinna1 a llll'tl h· .:!0-Ul~li )) Hi1·11 1''~.l'il ti t't) r1dizirn1atamt·ll te 618.0~1 < ~nittdi dei vi:.:itati fu ricnpentto il 30.8 %. t' fli questo il 1n.1 % per :-:t·l'Vizio iutOllÙizionato .., il 14.9 •·;, ppt· Sl'l'\•izio t•.nmli7.ionuto. Pos~<ia m o rwt·ciù t·i tt~ Jlf\ 1'1' <·hP pf'r l n z•>nu di gnP·I·t·a il rkupero (;stato clc•l !li 0{, deg-li utfiria li <' tl <'l 12.8 % per l;J t 1'111'1'" e i n zona tenito•·iak c· owpl<'s~<ivameutr d!'l :-.o '%, dò uaitmdmcnte, pcn·hè erano i malati e fm·iti p iÌI g-rad quelli f'lll? YcniY:lno sgolllln·ilti in tf!rritot·io.

..

<>

*•

~,, H ella zoua de Il~ l> pt· r·azion i q nel' t a ul'gauizza.zione uwdico-lcgall• l.ta potnto cu:;;titnil·s i ~t ell'a Una h• gu~t'l'a, e:-:sa sa l':Ì lliftic·illll<'lltl' ilttua.. laik i n 'ma. guerra. ùi moY i mc·n t o. ]'l'l' i suoi l'il p idi :-:post.:WH'IIt i (' Ol'tilht· ;(;ioni nel progredire c nd rcgt·PdirP ·del fronte e p•~ r la U('Ct!s~ità di an•re s<>mprf' dil'lpOnihili tntlt> lP 1111it:ì >-<lllitarit· 1li P c· :!·• lim~; •. l'Pr nna ~uerra avYenire, aJ!Chf' sr fo)ol:::r di p():;;izi o ur . io 110il so sR 1

·•m ve t're h be .ripE>terla.

Essa inn·t·o J·khiede 11u impianto ili o:-:jwtlu.Li;~,z:lziotw molto riJP.· Y;tn1<·. con l'ìJ •PsP !lon inrliffe]'('Jtti, c ron sottra1.ione di pc•rsoHale m<>ùko

e di ns~isf~nza.

lat.O Sl'lltÌlllt' Jtta}c (' lllOl"Ule poi UOll lSO IIO lnancate in quest;~ ~~~(·t"ra tipcr(·u{<,.;il)lli sni <·•11nhat1rnti e sulle- loro fami~lic. perchè m 'il 'tolto spe<·ialml•ntP il t·<•nfc.J·to del trascorJ'e t·c' la licenza nella propria 1·a s:a.. D ' altra pn l't(· l<> l'l'li J!Pnz<> hcll ir h e ha ntlf) spesso ('Ostretto H sgom · bnnP i 11 t Pnitmi'> n nrh(• ~l i infPrmi più l c~gicri. P ur rimall<'lld<J quinrl! iJ principio oli tt·atteu ere nella zo1w (1ellc vpemr.i011i. 1itH'IH' sia NnlsPilfito. :rli illi'(•nni fa(·ilmente ri cnperabili. io l' i h·ng-o (']u• :::i •IOVL'<'h)H'l'O s~OilllWJ';li 'P Ìll t <•J·l'i !OI'Ìò tntti p:li nltri. prr· 1)11,]

1


.

.

:n

('hì· llll<l a ..;:-;fd ua c C'<l~c ·c·nY,i•>:>a vig.i la nza, la to~tit nzi o n c dr lle Commis:<inn i san itm·ie tetri l m·iali t' Oli eleull'llli eli ~ p e<:ialt> eompt- IPnza, pntl'ehh•: cla re agli etff'tt! de l .l'l'I 'I I JI('l'O ~ li :<ll·~~i l'i~llllati ('be :-;j :<<lii O nttPIIIIti nrll'ulrimH g-uetTn.

IL SERVIZIO SANITARIO NELLA ZONA TERRITORIALE. Specializzazione del servizio e caratteristiche tecniche. Aa<:he il ~c t·vizio ::;anical'iu te t·t·itoJ·ia l•• ha av:11u i11 'l"t·sra ;.(lll't'J'a la c·;H·a ttel'istic·a della :-;pt•c· ial izzazionc nei l'iguunli. clellc ti uaUtà dd la. run~ e ciel ticupcro, into•:.:;t Jll' l·ù •}UI' >- ta 11o11 ~olo allo sc·opo Jll ilirat·t·. n1a a111:he a qm·llo ~oei:l l l'. !ili ~rat1ilinlèllti :.:anita1·i milit;tt·i t·a·ppt·c~clllali in l l'llljHl di l'•• n· dn: :.!~ ospPtlali militnl'Ì pl'intipali ; :..: n:<pl'llali lllil~tnt·i :suc<:UJ::;;tli;

:n infel'm6rie presidiarie ;

lj depositi di cOIII'fl. h: ~n; lllt.<L : [tll'"llu bt• u p t·psto aument nti [•l'l' i IJi:.:ogni dc,lla gtll't'l'a , c· poJ·t;cti a:

!1-t.S o:-:pt'o:\li di ri.,c·n·a dc•ll't•,.w tTitu UG uspeùa,li lt'L'l'itOl'iali d PII:1 ('. H. L.: l os pedale rlel ~- .\1. ( l . .\1 .: :!1 C'Oli Va•l{'!.;<;Cil:t.iill'i :

1U :.!:)!).:)70 pmd i-h•tlo pP r li'I IJ>Jlil, ~.XI..f. l•t·t ullkia li. Srl l!HI e 191 l:l, per lJII0\' 1! n ect·ssità, rli ospetlalizzazimw, frn'clllo an · r:ora àollllliPntati n ::!Oii.HG;l p o>'ti-ldlo in HJ~ stnhili nwnti per infermi totnnni. -'la fu ne l se<·ondo ;w no di gncr'l'a. <·lw si imJ)O>:t• la spt•o·ial izzaziont• •lei ser·vil'.i nsperlalit•l'i. La net:essità di tale >:p<•c·ializzal'.iollt· t•t·a t :mtn p iù II J'gt•ntt• JH't·c·hì> il t i.nlliJ·c gli iltfer m i. hi:.:f1gn<·roli di tt·rapia t' d i p1·m·· red iJur nti i!pN·ia-li, e 'affidarli aUe c·un· tlP),di t•lt'lll('llti lt•t·nic·;llllt' ll!c' più <·ompetenti, rit>pondent, olti'P c•IIC' a p1·iuripl più •·:tl'.inwtli dal pnmo di ''ista t>couomi(·o t!d :unministl'ati,·o anl'!tt• ai p iit tnndc•J·n i po:.:l ula ti ck·lla ~r· ii' IIZ:~ ~ai fini militar·i, stat:lli c ::;twiali. Gli r;tahilinwnti Hclihiti a >:(' !T izi ~pr c-i;tliz:t.;lti t'l'<lllll alla da ta rl el· l'at·ntist il'.io l7!l, t:OJJ una ca-pttcità totale di fllì.ll~ }JOsti -letto . /'l'I'UII;t potcnzia.lit:' Ct)lllpl e~~<ÌI'<I

Centri· fisioterapici. La is tit uzit>IIC dei centri fisiotet·apiri f11 stahili t;t d; tl l'au•uuiiJil'tra Ziour militarP él llo scopo di ottc•JH'I'<' un ~ir·tiJ·n e ntpido J'et: l ljtl'l't l Hl· }'~S(.'J•rito rl•·i miJitnri, affl\t.ti rla postumi rli . lesioni l t':IIIDI ;It Ì('.ht• clch•t·· nnuanti i uvalirlicù, tem pol'a Jwn , per i fJuali erano tiuo a llora adt•ttati Pl'oi'Ve<Hmeuti inu t ili c spessi' yolte uocin . ~i era in fatti <·ow<tntato r· ltc .


38 dnea n t~' inopp•H·tuue lieenzP .ti t'tlll\'ah·st·ì:'ll:t.:t. <·oJu t: pu l.'t• du1·antt> il p<'·

riodo trnf<t·nt·so tH·i dt•positi J·•·:.:-:.tinwntali ,. IH'i c·om·: th•l't·t'n~iari. le in · ya.lidi bì tt•mpor;liH'l~ w• n iva.no aù <IJ.!J.!I'<WHt·f<i P fi~-;sm·l·:i. Ad ovTiaJ·c a t'l li in('om·f'niPnti furono creati i centt·i fiRiotr•·raJJilJi. lll'Ì 1plitlÌ dn\'('\' illiO l'S:<I'l'C èi\TÌHti tutti i. t'Ofl\';l]('~('Pllti Jll'l' Jlfll'tUIDÌ di tt·nnnultÌl'lllÌ fli'J.! Ii tWg'HllÌ dt•lla IO('Oil107iÌOll('. Of.!IIÌ r·. ·utro fi.<~iotr• ntpiro era t·ostitnito tli nn O:<IH'IIale P •li nn dqiO · .<:it11 iHJIIt·:-;sn. T/o.«7,r•doft> , dota t o 1li un compl t•ln impianto pN· elettrotempia, te-r u1otPJ·npia. ehiut>sitPl'HJIÌ<l ric·o,·eJ'llY:-1 J.!li iHYali•li tPmpnranci, •·he nnn Pl'<ll1o in g-rarlo eli p1·nti t·a1·e L1 Ulll'll amhnln t oJ'ÌamPntl•. li rlfipo.« ito. fo1·mnzi.om• in trrmrdia t1·:1 ospcdn l<• (' c·n:<H•t·ma, a<lCo· g-lit'YH· im· <·<·l' i min o 1·a t.i, t·IIP poti'\' a 11 0 I'PC·:n·::;i amlwla.tor inmente n11e cm·<> 6siclw nei J.!a hinctti <l<>ll' nl'lprda lP : c· ::1 fl <>ssi Pl'a, inoltrP pr~ttica t o 1111o spec·inlr tJ·at.tamrnto p ulknaw••Hto nwtodiro. IH'l' nH•zr.o ilPlla ginlla~<tieu 11wdico-fisinlog-irn, rlu> c·o~1"itniva la partr importantP t' più effi· c:a n• r1t·Il a. (' ura . Una ~<pe1·i;1lt> (.'OIIIIIIis.«itJJir· nwdilo w ·rmonr•ofe . costitnit:1 cla nn rhirn J·g-o. nn· IWili'Olo~o l' nn tisiot!·t·apist:t. \'i~i .t<l\'l1 i minorati all'atto dl'll 'am missimJ P. <'OlltpHnva 1111:1 ~-;IH'('ialp r.:ll'tl•ll:l nt-topPclira t' !-itahilinl l'iuvio 1lPl milloJ·nto o a ll'ospl'!lnlc• n al rl•' l lfl~ito. Con vi~'il1· >'ll('{'l'sl'lin· t' JWJ·itHii(·lw la f'ommi . . . kiom• con>:tat.'lYa le <·nn · dizioni fi:-;i!·h<• 1lPl DlinOJ·ato. Mlih<'r:wa i pJ·on-crlinH'Hti 1li t·as>:t•gn;1 e il g-htélhil• lll'linitho eli J'l'l'llJH'rnta idm1!'it:ì illdllt<lir.ionata o eli Rf•wpli<-<> illo11ci t·;e, n i ;:pJ·vizi sc•di'Htm·i. J C'1'11t1·i lisiotel';lpi('i flll'Ol10 11 t·on Jl.tìJ7 posti·IPtto: lllln o pi lÌ JWl' r·cli'IH\ <l i a nuatn tf• ITi tm·ia k.

Centri neurologici specializzati. La lll<lf.!g'inJ· pn1t1• dl•f.!li illfPI'JHi tlt·l si:-;tt·mH JH't·roso Jl(JI\ l'l'tb e.urata da l' lt•J111'11 t i t t•c·ll i<:i "l H'l' i a l iz~a ti. oppn r·p ;l vn•n in1 ;:p<·s>:o c· hP ft'rit i eo11 h•s i oni 111'1'\' IIS(' <thhÌl';Og"liPI'OlÌ di ('111'1' l·llil'tll'g"ii'JIP I' I' Hll() Hni cl ati ;~.l](• {'lll't' di 1111 lll'lll'o lug-o 11011 l'!til'lli'~O n \'ÌI't'\'t' t·sn. XPll'i~<l iruire quind_i i (·t·ntl'i ll('lll'olog-if'i ~i f'1Hte (·ul';l Ili unil·f• :·wm · Jll'l' ad<•f.!ll<lf:11HentP e <ll'l111liiÌZ7.1ll'(• l'npt•I'H tll'l JH•li i'{IJI<ItOJGg() ('1)11 \) Jlf'JIO 1LP l I li' 111'1\1' l! i 1'11l'go spN·i a l.i zza t o . .\llo »<·npo eli ott<•tH'I'I' J'l'l' g-l i inft•l'llli IIPI sislt•IIJ;\ llt'l'\'O~>;t) ct•utndP P IH'I'Ì.f<'l·it·o una sollt•eita J·arr·olta. SI'J.!llihl cl;\ 1111 raziow\.lP smishlnu·nto J·t•gioualP. fnrono btituiti :~. spt•t·iali r·n1fl'i 111'1/I'Oioqid eli pl'imn J';l<·rolta c[a]la l\011:1 r)i /.!IH' I'l':t <l TioiO;..:'IIIl, -'Jil:1110 (> :1 ('at:llli<l (J>PI'le JII'O\'('Ilil'l1l\(' cla li'Or·il'll11'). Da Pssi. 1·nu nir1•1·it 1 pi1) (']11• l'o!<!<(' po~sihil<' rPg-ionnll' . l!li iufPl'niÌ !lt• l :-;ixtt•llli\ lli'ITIII'O 1'1':1 l Hl !>g'llll1 )Jl·H tj Sll 1(l l'l'li t1·i Jl('lll'll)OI!ÌI'Ì SJIPI•Ì;tl Ì7. · z;d i 1(•J·J·i trn·iaJ i. J l'l'lllJ·i lli'III'OJ()g<j(-i lPl'I'Ìtori::JLi fllt'f)UO >:JJd!IÌ\·~,;j in .•<f'~'ÌfJIIÌ jll'l' ÌU· fPI'III i t·on ksinn i "''!!d 11 i l'ili' eh•l l<Ì~I·t•lt1a 1wnoso n•u t J·;Lic e pe1·ifcrico P .<lt'.~'Ì.I/11 i 1H'l' i Il fp l'Ili j ( 'fili l!'s.iOlJi p Il 1'1111WII t P f li DZÌ 1111:\ l i, (•OJI fl•ll()J11(;'11 Ì ('io!'• t1 i 111'\'l'osi o d i pl'if·npa t ili.

'l

l


..

39

Centri stomatoiatrici. l'r·t:~<~<O r·. i~'tsculla

dellP n t·uultt• in zona rl i ~tlf' l'l'll (•!';isteva gi<1 1111 ref'IU'tO stowa,tujatrico, e akuni di qm':>ti im!Jianti a~:,;unset·o ta.Jc imporra m:a. d a e:>set'è a lla pari t:on i m ig-liOJ'i istituti tert·i toria.li. Aualog;lrucnte fm•ono stabiliti in tel'l'itol'io tt·e C<'ntri stowatoiatr·ici a. ~{ila.no, Bologna e Roma. E in que:>ti tre <:(mtri n•11 inm o tl·:~H~lo ­ <'<lfi i feriti della facc·ia, dn-i rep;;wti delle arma.te. 111 qua.si t11tti ;!li a ltt·i r.<u·pi r]i cu;mata tcn·itoriale ftnono imphlntàti t·(·pHti ~>tonmtoiatdci minol'i, destinati sopt'a.tutto all 'a.ttua.;doue rlel it' fll"Ot~si IIH'(';('llllÌ<'he, ('}H' (l('t'OI'I'eVll :t.ppiÌC'H•l'l' tHrtlÌ\'HUICUt<! e dopo la eompleta g ua.ri~ion P chirnl'gina.. e al f!i~irnpPgno ò el s<>rvi?.io ~oma.­ rnlu!!itn IlE' l te n i tOl'iO.

Servizio antimalarico . .LI pr·opag-ar·si •Iella malm·in fm h· tr-uppe che openn·ano nelle r e· g-ion i i 11 f('s1 a te sul noli t l'o ft·on te c ~o<opra.tntto fr<l q uclle disloca.te in Al'••nria (' i.rt .\la<:t'rlonia, IHutno indotto a. rla-1'<' nurt caratte ri~tkH tecnica :<pt'l·ialc nella ~.:ura cl<'i mn la l'ici. Tu of{u.i i 'CIIt-1'0 o:-;pe<htlier o fu istituita una seziiJIIf' pt'r il ric:O\' e ro <11•i mal:rric·i . allò Rcopo rli ~ottoporli a una cura vet<lolliPnte ra~dona.l e. lJnpoi ;\d eg-nata pct·matit!fiza nella sé%Ìòtié ospedaliel'it, è nltinllìhl l<t cnr<l rlinic·a, ~li inf(:r·tui I'L'<M.tO inviati in ~pcciaJi t·cparti pct· mahn·id , allestiti in lor n l it.'t sal n bri, in zona p l'<'fl'L'i biJmen te monta ua , dm· e, p m· mntinmmdo la honificu. chini nic::t, prosegnivauo 111. Jm·o istt'nzione miliWl'r: c potevuno IH'<•stnrt> r.nC"he un ~erTizio territo1·iale.

Profilassi antitracomatosa. .\11drc pt•t· il -tmr.:oma, che per la esenzione rlal :-;et·nzto militare, •m·1·a in alcune r-egioni. <Mt w éntato J ' antoh·~<iOHÌf;mo, fn nec(~s~ario <tÒ.Ot· tat·e SIWciali provvidenze. Fu a-holito il diritto alla riforDJa e per l'ar· rnnla rneu t o flei tra cm un tosi furono stabili te sp('('.ia.Ji n m· mc e provYi· rlt•rJ)',(• In qn1lsi tntti i (·lll'pi di nr·mntn fnl'ono istitniti nn nspadaff• JH!l' i tl·aeC~tUa tosi !let·et1lenti c un ba ffa,glio nf~ tl'll<'OUU\ tof;i : i n Roma 1111 ospctlal(' nniro per- i trncomatosi con l('sitmi t·nnwali. Dai eom;;igli di ]Pnl·, dai fli~tt·etti. riai <"Mpi i tnl<-'omatoRi a .fftn ivano 11•'11'ospt.'IÙlle per tr:lc·omatoRi tlel corpo d'al'mnta.. uel qualt> si effèttmrva. la lot·o !';elezione. Gli inabili al s<•t'\' izio el'll.IIO sottoposti a pt·ov,1ediru<mti nH·tlic-ol~l!ali, i !'l~e1·nenti tratttnuti in cura; i non s(•t:ernc·nti. atti :ti sen·i7.lO. emno sottoposti a~ r('golarc istruzione m ili tn re c ntili:l.z:1 ti in vHr:i ~<'r·,·izi tet•rit'or in.Ii. · o


40 dirut::s~i ])all' l>:<pechtlc Lt·;H·t111W tn:-;i t li Ho ma i Il l'l't' C i ,.,"lHIJ'i ti C'l'iiUO ' e im·ia ti n l bnitng-liouc tJ·~1r·om11 t o~i : i ri<·ono:::l'iuti iltnbili ;:Il :-:PITi7.io era no ri fm·HJ;l ti.

Profilassi antitubercolare.

1

Uu<l <·at·attc·J·h•tica SJH'I' i<tlizzazioue t] e l ~<e l'd zio }<;tll ii<~ l'io (.l'ITi.tol'iale è ~<t<J ttt ;lne'he qn~>lla pC'r In profila-~.~; (ill·lif11ll('n·ola-rc . Le fo1 ·me in c·ipienti <' lannte ù.ell:t lllnl;tttiH, c he :<enza, rigorosi t tini e~am i. ]JOtt>nmo pa -s~";u-e ino~<:<CJTntc . tlop•> podli 111csi fli \'ita mili · tare pc·t· i tli ~<<I J.d cl elln tl'incf'n, JH'l' le intluenze nocire atmo~fericbe YOl · gHmto l'a pid;tllll'll te ,, form e tu hercohu·i a-pe t-te :rr·a d , !'ìP.rn p n • le ta li JH' l' il malal u c• l"' t'it·•llnl--il<siml' per la contngioi'ìtà. Ftn·oJlo ,·o:-:ì i" t ituiti [Wl' O!!Hi <'O I'[ H• d'at'Jll:t ta. s{H?d<lli 1't' ji(Wti ·di acc:r rta111 ('11to llioynustif·o) tlit't'tti da pc·r:-:oualr teenièo :spccializMto, nei q'uali no1t Jll:tnl·;'l\·a alcuno de i nwz:~.i più moùerui e delicat i ùi ùiagno~<i.. p er eli.m inare prontHnwn tP ~lall f~ fila ,],>ll'es('l't'ito ~li affetti 1la- tubPJ'· colos i in<'ipien t t'. Ai fiui soci;t-li poi per lt' fonur l'icono:-;,·iutP cHr·abili fnl'ono impi<lll· tnti cen tri .~a.ucttoriali <' r·anr11i c:limntici ]Wl' f!xsi::.lere qtu'gli inf1·t·mi e poterli rel"tituil'(~ alla ,-ira (·irilt: o allr pt·o•.-,·idc:'JI:te i'labdi. TAl org-a.ui;r,r.a-r.ione tli qu tA:-;to :ser-rizio s(lP(·iali;,.r.ato Iii <1imo:-<tJ·ù t1111lto ut ile durante h\. J'e:-;tit nzi oll(• df'i pl'ÌgÌonÌl~ t·i nost.J·i t nhCJ'!'Oioti<·i dAl · l' Anst.ria.

Assistenza ai grandi invalidi. l11line pt'l' la t'lon•t'ORa a:-;sistP nza ai ~J·aJJdi im·alidi ehe Yt>Hivano in })l'imo fpm JHI s;_!omhr ati s<•nza rH'!S:>ttna llPJ'flta :-:pt>1·ia l t· . fn prov•eduto alh~ is Utur,ione tli •lnt- crm tri r-lti1'111'!fil ·i <li l'<wcolta ,, di su ~.:ecs~h-o l-lmi st~untmto: )tantom per il ft'Olltc nostr·o ·(' Bari per· le pl'O\·enienze d aJ-

J'Ori r nt!.', nei qn~11i gli jnft•rm i r1·ano tt·a;;l'pt·iti apJH•llll t•·a~'>pOl'tahili senza JWrit·olo c grave disagio. Da ()llt>~<ti l:l'ntr·i i grandi inYalidi ern·•w ~<llet·P:-:s il'atH<.:lltl' in"iuti alle sezion-i ch'inl1'!1iclt e r egionali ùi l '' c~· concentrnmruto (~ ~<·ziolti), tl i1·rtte d::t vaknti:<~<im.i ehiJ'urgi m·t op1.> dit·i , nrlle qHnli co11 le nrrt~!Ssa J'iP cu re ti~ic·he C OJ'tOpPdiche si ('!'IT:l Ya di ÙÌII IÌilllÌl'(' l<l UJ ellO lll<li'.ÌOIIÌ fliliZiOJI<IIi, di J·i<hnTe al lllinimo i postumi delle lC'sioni negli storpi ~ravi, di. porre i monenni JH::IIe mi~JiOI'i ronrl izì(llli c1i nrlattmnento nlla Jll'Oh~si e di

fu n:donn nwnto. Nè ruan(·ò cl;l pal't1• •l<'ll';ltllnJitd:-:ir·uzionl' 111ilitar·<· lu :-:ollec'itar,ione e l'incm·ft~l!iam en to all 'opc•t·;l ùi a~<~'>istC'nza civiiP •prr la ist itur.ione cle llr f:(·nol!' di r irif-lwo :::icn /1' JìrrJjt•s .~ io·nalf' e !li ?·icd·III'O:::uw e tlff1'Ìf'oln.


41

.. .. . \ua loglle jH'O\TÌÙeuze fu rullo sta bj l i te pt• r i fcJ·iLi <:<m <·t•t·i ltì JWr l'cr tali gt•nmli im·a.liùi fu •·ono isti t uit i. ITe. ~rantli ospedali

ni(I1H' IIff•.

di t:Oll\'r.ntmmeuto a Milatw, Fii'tliW e Homn, <n·e ~ feriti :tg li ucchi, l,)gorubra.ti dalla zona, di guerra., erano cura.ti ua specialisti · e pron·isti qwtllllo oc'cort·e,·a ùi wotesi ocuJa t·e . P~·1· l'idon a t·e <LIJa vita ch·ile qJICsii inft>lid ftu·oun s lalJilit<' (:OJwcn?.ioui l<JH'!'ia li c·n11 :S ca~" di ri('(f·uvo::ionc di allo Yalore tecn ico .

.. * .. A ,· igila re tutto q uc~to

osJ,Jcùa l i cm :-pet:ia li ;,z;llo fut·o11o rlliamate le maggiori com rwtt:nY.c> tlel l'at':;c ne lle n~l'ie lmnH·.hc de lla ~denza, mHlt potet·ne a n •re l'an:-;ilio c la consule11za. J-'tn·oJLo c·m.:ì. 11om i · nati sl'i i;-;l)(>ttm·i :::tt·a oNlin:tt·i per i ym·i t·ami tholla ;;pt•<jalP. OJ·ganizza. :>l' l'\'17.111

ziouc.

Esperienza della guerra e deduzioni per una guer1·a avvenire. ('tii i H! gi;\ ho d etto l'otg;mi~.zazinH(' llHII Ìta l'ia I.HJ·ito•·ia le in tcwpo di gne•·t·a poco(> nulla rh;ente delle cat·attet·i :-.tit:l.tc della gut>na :stl':::sa , sia Nìlill di posizione o di Ili O\' i IIH·u to . A11 cb~> iu zomL territoria-le il senizio :-:lLUitm·io deve col'l'ispondere, e in egmtl misura, " t 1·c d èlle linali tù del :.:c·tTiZh) i11 g'lll'L'l'JI y c·io(o al PI'{:I'Cllìre, al CIII'UI'c~ P. al •·e<:up!!r~ ll ·e, wcub·e la Hualitù dt•).di :.:~ol1lilet·i è una .ca.r atteristic·a d<• l SCJTbdo prcsf;o Fef;l·t·('ilo <>t ~t·a ute. ,\]] ~L finalitù ùcl pret·enin~ in zona. teni tot·i;ll<• sal'à JH!<:C>:~ari<l !ft, intima. colhtlom·~•ziom• con la :.:anitù t ;,·il<'. 1Jonauno e!<Sere inten~:~ifkate t utte Il' uot·we i~ieui cl1 e c la SOITP · glhtllzn s ulle t ruvpc con ptoHideu~.e aualo:.rhe '' quelle di pae<~. ma. pi1Ì 1 rigoros:unente vigilate. Re l'oq.~a Hi zza r.ioHI' pt'olilattic.-'l iu zotta d i guctTa ~ ÌJ:Itituit.n per la dife!<a ùel P:w:-:P, dal tert·it.cwio non 1levouo :.~o~·rh·a •·e alla. zom~ d~lle opera.zioni, scintille· c· l ~t• JIDS:-<!111 0 tlarc luogo ad e pideulit• . le r ui C()nsegnenzc :;a.rebbero deleterie per la t·onseJ·Yar.ione iiPc:li clf~·t · th-i c pt·t· le opera~ion i militari su·sst'. ~ Quindi sorT~lia.nza profilatHr.a !;Ili compJe111euti t' :su i nlilitari clte ril:'ntr::mo in zona di guerra; sol'veglianzlL ~=: ulle squa.dt·c• di opPt·:ti hnl'· ghesi. dle ,.i affluiseono pt>r c·om piÈn·e la,·ori tenicri, escl ndcudo indi· viclui. che proYengano ò.a, pa e~<i m·e i u fi eri.<:<"Hno o ~<et·peg·giuo m n l a ttie

infettiv<'.

·

Problema ehe interessa l'orga n izr.azione sa uitarin t<•r1·itoria le ì· CJUcllo dci pt·igionieri n<'mici e clP.i pr.i:!ioniet·i t·c' :-:titttiti d:tl •wmko. JH'r erit;lt'P l'importazioni' òi mala ttif' ro ntngiosc .


42 ~t· i ri~tHltdi tlt' ll'o::;IICtla lir.r.aziont·

•

poi. l't:s[H'rieaw tlclla guen·a lHh

tlaw ut ili aumta~>stramenti. L 'impia-nto ùi t t·oppi stauilimcuti ::.a·ni t..ui !Jèl' iufe rrui cowulli, di C<t'!Jadt.à spe."SO limita.ta·, p orta .a. spese rileYauti di impianto, con necessit}Ì di JHilrH~ l·o~o pcl'~,;ona.!c medico ~ eli assistenza. A Ila da t a. rli a t·mi~tizi n si <WI!\'<HIO HU ;:;ta bili uwn t.i :o;:ULitari llt!l' :JUti.!Jii:~ posti·k:tto, va le ;L dh·e i n media poco pitì eU :WO letti per o~pc · dale, 111c n tre molti furono a JH:h(! di ~t)Ji 100 post~. ~~·· :si pens<L ora c he uu ospedale eli J00-:.!00 letti, pet· 1111 rPtto fu n :r.ioll:a tneu to , ha gli :<te~~ i bi~o~n i ùt~i ~('tTizi gctwra l i c ltc q uciJi Ù<l :iOIJ-1 000 letti, e cioè i g<buinetl.i ~tiPtttitici, la.,·auùcrie, di~i t ~ ftzioui , t-..·c ., Ll•l'IJ<ll'C C\'Ì Ù C U~ COlli C con \'CllJ;<t Ili Ol lO piÙ ::;t :t l> i l i l't'. ~l'Ol:>IS~ gl'lllJlJÌ OlòlJC· dalik'ri, o ve vi lÌ faeil c )'l;j t·à r n uiclt;ì. ili indi rizzo tecu~co · a.ut rniui::;t mtivo, il t·i:spa t·mio de l per~oual e, la linuita?.iom· dei r.m~IJOl'ti. t:organ izznr.iom.: ospe<htliet-a :<:pPcializ7..a..ta p,oi ·dovrà c;:;:<m·e JJl<~utc· 1111ta ll('llt· :;ue lince gt•ucrali, nel s uo principio iufOL•math·o. J: clo,·cl·o~t L'as:sistCJtZ<L a.i. grandi hmtliùi, è dove1·osa e utile ai (ini soci.ali e 111i libu·i l'i::;titur.ioue ùei centri ucurologici, dei ecu t'l'i ~toUI:..L · toia,tl'il'i, dd le :<czioui e l'Cpa.t t i lll<tl<l·l'ici . 111 re<:c k p tovvideuze :<tu bili te IJCl' i t racomato:si si suno ruo~:;trate ' li ~··a t·sa n tiJ it~'t e <li po<·o rendi mento, poi c he;\ tut tracoma to~o uou secer· lll'lltP a lla pri..uw iiTil~l ziotH! acci<h.mt.l,Je ria~s umc la sua conta.giositit, {; [H.·t· LQ ~,·olgcJ·:<i uattn·alc delht IU<tla ttiu. accampcr;ì poi dit•it ti <L peu · siont' . Alht ist it:uziottc tlegli o~peùa.li spcduli e ùei ha.ttaglioni t J·a<"oma tosi si potr eblle d<.:O tTe t·c fun•c :<olo curoe fJ 'CttO a.U'o.Httolcsionhsmo, il quale d\'] l'N>tO ~i potre hhc H•ll(•hf;' COlllbll·tt<•I'(' ('011 !:òt'\'é l 'C lllÌSUl'è punitivé . lntiJte ·i l'l'parti per <H..: c t•rhbmcuto· diagnostico t·on tt·o li;~. t nbm·culosi, cm t ~L'L'''ati m·a 11el tempo di pace, ;tss tnuel'anllo ~ranJe importanza in t e n t p o d i ~uena lJ\'1' la. el i minuz.iouc d elle forme iucipienti e l aten t i. Ma tn tt..l· r org<mizzazionc di a:ssi:ste11r.<l ai s a natoriahil i , n o n più n t ili ai ti n i milital'i, <·on i campi :sanitm·i clim<Hid, saua.torl, ecc., ùpve esnla.re completamente tla,JI'a mmiu istr'}lziouc milita re, e deve essere u u dovere dei poteri civili dello Hta t o . .\i, lini IIU"Ilko·lcgali poi dorrebbe <>::-.-·ct·e rived1.tt.a la va1ntazit>ne t•satl<J 1lPi t·epet·ti ..;pPC· ialntPntc J·n~lio~t·afi ci, di fine indagine, per nou <·onsilll•J·ar·t• eorne dipcHdcnti da cansa eli ~e t·vi zio alter-ar.ioni. che ~ià <'t·an pt·<•:<euti c che <·'nntintH'l'Hnno <ld P~s(• t·e presenti, sen?.a n cs~ nna llHt · n ift•s t:nl.i Oli l' c )j n i e:t. ] ' er l'org-n.n ir.v.a.zione <lei scr·\'izi o~petla.lieri speciaJir.zut i t· per an·t·e un OJ·ie utmnent o di qua,l e potrà. es:;erc iu uua futu ra. g ttel't'a. la lot·o im· pol'hlnz-a c (':\.{la<:itù. ho t·iteuuto ntile l'iport<u·e dai gra.fic:i del ~o Con · ~ l'<'!<SO iutf'rnazion;lle eli medicin a mili ta.J·c i d'Lievi fatti s u l ilO.OOO no:•t i'Ì miJtomti in qucs t·a . guerra, t 'Oli l e <·ifre proporzionali pet' mi llt· l'ispt>ttl> alla ::;pecit• c alla gravitù tlella mil!Ol'ilzioHe ~ y<,di t an>lcl· :,a).


43

Conclusioni generali e deduzioni ,per una guerra avvenire. Xel trattate le val'ie tiualitit, <h•L ~l'tTir.to l'<tnitat·io iu guHn·;.~ J10 per· ogni pnuto Il' cliffer·eiJrA;> p<.•t· tllta gu<·na di po:-;izionc· e J>Cl' lllllL ;,!llf'I'I'1L <li OlO\'Ìilll'lltCI . .\la quale eantttet·istka H\'I'<Ì 1111<1 g-u<·na m ·,·euit·e'! ~H·t·;\ t•ssa llll<\ gnet'I'<L di po:;ir.iont· o 111111 gue nu eli moviilu<.mto'! \'i è uu fel'von~ di opoJ·e e di studi ~>;ul diflicile argoment(>; ri<:otder ù s'•lv il libt:o dd Lefehm·e: '< L'l'nigma. del Heno )) ; c del Peutima.Jli: ,, La nar.ioue 01·gau.izr.a.ta )) . La l:ltOJ·ia militat·e imwgua c:bc qtHrlfsiasi ptt•risiOHC per la gucna si è di uwstl'a t a fa llae1·. C<·ttn perù si (• e h e i n una gut>.t'l'a, a n •euit·e due at·uti H\'l'<lllno il pt·e<lowiuio, l'm·111a <·himi<:a e l'ar·ma <let·ea., qtw~Sta com· l•ll'taullo q nella Il t' l Jlot·tarHe l 'otl't•I'H onruqu<·. E un altro {"OU<:ct to si è ~alllarm·utt· alfe l'llwto: dte lP gtwtn~ nou ,.;at·auHo più guerre di mwrdti, ma ~lll'l'l'(• ti i .Ka r.inu i, g·LH'J'I't' eli :st:il'·ur.ia ti, gH<'I'I'f' di lllfLterial i per la c·ol hriJo 1'<1 r.ioJll' <11·11' i n d u,.;t ria 1111 r.\oualt•. {·; iuut ilr pe11~aJ·e cliP l':H·ma, e himicà. uou l'<lJ'<Ì. pit) im piegata. in •mra~-tg-io a : dPiilwr11ti ll<"IJa socictil llt•ll<> ~ar.ivui e <li ,·ot i delle Croci 1·u~~t , p<·tTiu\ <·ome r('i,·p il .Lefchut·c, se au-clre uou si lavore riì palese· liWll[c' ;tlla rkt'tTa rri uuo,·i Jll'(>ÙOtti tltimil'i di guerra . nulla potrà. im · Jl\'•lil't' Jt• l'Ì('('I'ChC lS!'it'lltiti(ohe JH>J· Jn ll':ISfol'llla7,ÌOliC 11 fJIIt'StO l'>l'Opo, a.J muu1e11t.o opportuno. di prodotti iiHltrstl'iali, rlre s;H·aHno l cut<~mente il('(' IIUIIIlll t i. tluiuùi la catatt<~ l·isti-<:<1 tli 111111 gliel'l'<~ dri.ude<1 ·H\'\'<'IlÌre, sat·:'t fon· tl:tr;h :su h·p fattm·i: la nat.ura <h•IJa, im·euzimw, la hn·glter-za dei 11wr.zi )l('t· )!l'<>[~<H'lll'la, la ra.piclitù clell'l's('l'll7.ÌOllt'. l'et· i tini nÙiitari; p e r gli iuteuti <iella ùif<•sa la, c.la~ili caziouc l:étt· tita di'li<• so~'tauY.e cbimidw è molto più impod.<.tnte della, cl:a,-;sitiear.ioue ti1<iologiea. Jnfa t t i l<• lSOI'taur.e J1Cr3i.~tr·nl i 1·i ma ugouo lun;.ro tt•utpo 15U l h~ ~u per· liti<· •le] suolo c I'Ull'obhict tiYo, 1'111 qnalt' ~o:o11o ~";tate 1liffuse ùai pr·oiet· Lili: Pst·rnpio ne è Fiprite, e più t<'nihile a.ncm·a ~;i Hllllttllc'ia Ja kwi.~ite 1> r·ugia<l<t del Ul morte. · Oltrl' le lesioui che IJUe!;ti ~a~ PI!SS()Ù{) Jll'llÙII.t'l'e SII tutta hL suver· fil'i<• <.1~1 toJ·po, il loi'O irupi~go eol'tt·i.ng<' all'uso .f.:Ontinuat.ivo dPJla, ma· s<"hl'l'a i11 un rnggio tli duP a duque mi;.rlia. l·~ dò pt·onwa uu a !'idur.ione cl t•l rign1·<:' tìsico hr uu'at·ruata t>d uu <.'~'UIIt· ime uto uel'\'Oso uel timore ùi Ull'offexa, ci..Je può univlLre in qua lsia si ntoll'lCIItO, di ~iot·no e di notte. IJ(J Kflst.mzt' in,·pee t·e latinrmPntt• rolatif.i hanuo minot·c ,·alOt·e. pe r · <·hl> p i tì fa c il i p<;t. la ù i ff'l':t. Il Lefehure eou!''Jud<• e!Jc il possei'~O di 1111 gas d<~nuoso e pct•sislt'H te ù~t pnttt• eli nno solo cl•~gli :ti'\'P.n;ari I'Ht':Ì :o:ufficit>nte a (LUt1~ la ~~~a tte· l'l"'h<·a tli unn l!,m•na, di mo,·iuwuto; wa ~Se fra i clue l·<>mbat.tell tJ non sa.J·;nuro tJ·nl.;po inl"_guali le aJ·mi chimici~ e le rpla,tjve \life~S<' si anù di nun'''> una gut>rra ùi I•Oeiv.ion€ . ilt.:r~>nnato

•


CoJU\I IHJU C sia jJ >iCJTizio sauital'iu tlonù t·s:>t'l'C LH'Oillo all'tula t-! al l'altra crcutu;llità: c J·ins:;umPrù l.JJ·cn·mentc Jc t:<ttatteJ·i!Stkbc, ~.:ht· e,.;:,:u ÒO\T;Ì a,·cre, tenendo pte:>eutc qllHilW ho c:-:posto, e tjua.uto sarà JWees,;ario per g·li :stmli alla tuol.lilitaziouc.

Ol'ganizzazione del servizio·. L<l ot·gunizzuziouc e ùiteziouc tli tnt1o il scJTil'lio :S<lltit.ariu, Ht.>lla xoua ùelle opera.ziOJJi, derc e:s:sc1·c afl.iùata a una. ~oln :.tntuJ·itit. t·oJJ asso· Iu ta iudipt•Htlcn~.a !,t•~:nit·a, c tioè a uu gl'tH;!·;dl• tut·tli<"o, il IJll:th· llt•\Tt•IJIJ~;: risiedere p1·1•:-:so i l CoJmtnùu su }JI·cwo . .E dò pe1· lH•tl'n:, ùa un la lo, c:-. · Sl'l"C SCIII!Jl"l} al l"OITl!llll' ddla sllliOIY.ÌtJIII' IIIÌ IÌI<ll"!' C delle OLJl'l"ilZiOlli, \."ltt;: si ÙC\"0110 cowpierc JH'l" gli OJtJH•t·tuui pr•IITl'tliiiJl'llt i t· ùil"l'trin~ •La eUJa · uare, t.' ùall'altJ·n JlPl" port·1· infol"lii<U"C s~dlctil;t.Jitl'llllo il (Jomaudo siiJ!I'ClllO sull<: toJ •d izitJlli sauil;u·ic •lt·llt- tru p pv. l'l'l" f;JJ"l' l1· OlJl>otLunc provo1St(.' igit!uic!Jc, per Lcue l't' a l •·•J ITI'll te le a ut.orit à t~lldtc su Uo sta LO mo1·a le d(•i eolllba ttt·Hti i l l"Ili iudit-•: pulÌ t•sst•te· 1·ilcrato •Lai IIH·tlil"i •lei n·parti ndlc ,·isite gioruu,licre. · Cou adatto personale. il ~!H era le medico durrcuue pl·orrPd<•J"I! a Ile ric hiestl' ùel pet:soua.le :sa11itm·io (' alla Juro as:o:(·guaziotu• allt• <II"Jllal.e. ai riforuimenli •lei UlCI t cri ali., alla roti I;J:-;si <.Ielle Jllalatlil' iufctt.h·e. alJ;L orgaJlir.zu:r.ionc e fun:r.ionaJHt ·ulo ùd >ll'lTil'.io o:-:p<•dalienl. alla ,·ig-ilan:w s ugli :-;gumbc1·i, c ;\Il;\ I"<H:t·olta ùi tntti .i dali stati,stit"i. l"IH• ptn·t t·"l'Jì" iu que:;ta gucna non Ila (ll'twcduto tu llJC sa11·ltlw ,..I<Jto .I H'l't'ss;JI·io, i11di·

v

ISJI(!IliS<lbi Je. P f t\Tt'bl!l' an:l"l'

;J Jlc sUl' diJ·t•trc •lipeii<LPllr.t• la ( 'omtnissiollf.: ispetti\'a ver la prouln.o;..osi delle ma.Jattip infctti,·c, etl •·:,:sere coaùh1ntto ·<ln-lhl cou:-:ull'll:t.;t c Jte lle ispezivui da diJJid :-:pcoc.i;disLit ;-:1·elrj tt·a lt.' pit) nltt: ( ll•J'SOJUtlit'~ :o:("ientilicllt! tll'l l'aest·. • Kcllu :r.Oll<:t tcl'l'itori:tle 1:1 llit·czi.ollt' centn1.l1.· 1Lel ~PJ"\"iv.io sanitario miJit;ne d(Jn·cbhe eoutiouat·<· :ul c,.::<el·c J'ctta da.J (ìl'nt•t·ale IIH:di<"o <·.tpu, proreb~ Pssa x:.ti"IÌ il C<'lltl"l• ,·it;llt• di t u tta la rOIII) •lcs:-:a org-aniz:r.n;~,ione s;t · llÌiarin, inl<'gmllllo qtu•Jia th·Ha r.oJia di ;!ll<!l"l"a, t• foJHI<'ndola l"llll l)llclln della, zona. territol'ial<'. l u questo a rdno ròmpito Eg-li •111\"l'éhl.Je csSPI"t' eoadiuntto da.i dne gPnt J·ali IH<'dil-i a dispo!"ir.ioJH·, l'u110 J•Pr il :-;t·J·rir,in igienico proli lattit·o 1• l'a li.t·o )H'I" 11 sPt·vir,io usp.-tl a l il'l'O: o dr)\Tt•l.>ht: \"il · h·t·si df'lla coHsUII'l11.<1 <' dt·ll'opPt·a t1P:.di i:-:pl'l"tol"i slt·aot·llinllt·i JH' t· i "èl",, iv;i "JII'I"i a llr.za t i.

Il personale medico. li fH~ r::wuH i t· llll'Ù i.eo per la ~llt.'JTa. ì• t·apJII"I'st•ntato pc t· la m in; lll<t pal'tt• dag-U llflki;lli llll'dic-i in~- .\. 1' . (~r>no "tnti in sl'l"Yiilio JWI' 'Jl~~'"''l ~~~~·1"1;1 ~14 l'lfl'tti\"i l' Hi .~~-1 1Le1lc n11·i<· t:HI('g'lll"ic· in enng(•d(ll. t "no drgli incOJl\"t•nif'nti ];uncntati, non solo per il nostt·o Es(·t·t·ito n.a at JI·Iw JH'I" l'e:;I'J"t·ito ft·aJI(· t·~c· , è l<blto cptello di non an•t"C' :tsse:rnnt0,


45

ulutt•u· in uu pl'iu•o tcllip(t, j mc<li!'i. I'Ì<:IJiamati •lal <·OHg<•llo ai :>etTl;t,t, :<\ •t'()lll!ol Ja JUl'O COlllj)Pti-'IIZH; t•d aJi.to ÌlléOII\'I'JtÌl'lltC ([j 11011 H\'Cl'e $ldC· ~·ntta111entc proncduto aJJa a>;si:>teur.a civile a t:lt.nl-ia, llclla mobilita· zinm• dt>i ilH~ù.ici t:<•Hùot.ti t• ospt•JaliPI'Ì. T.d i incum ·t• nieuti uou ~<ono cet·to itnputabili. aii ' AunuittL.,tt·azi.OltC m: Jital't~ . .JICI'cht'- quasi ucssnuo tl<:i Ull'(liti in. ('OIIg"cdo si è fatto IJal'f e •hligtJ •t.c llt'l SCJ!HH I:n·c i snoi nlte l'iol'i ~t nùi. ut• 1',\ttHHini:.:t mzioHt!. mi · lit<ll't• puil seguire llt'lla carrit·t·n st:ientilica e pt·llt'l•:.::<ionalc tutti i '""· drci l[l•ILP •·atcgorie in <·ougt·do. <luind.i pt't· l'an·cHire tlt:n• pul'tit-ol;ll'tllt' tllv ''""t'l't• JHlt'tala l'a tttm zio:1••. :ti !i!l i della mouilitn,ziolll', l<ll CJ!It':<ti tlati: sar;Ì UIOito OppOI'fUUa •!Ila s[wi'Ìall' scheda itu.livid.nalt-. rln t'"""'·t· b"llllta a l t:oncnt<' cou H •·cou-·or~o d t·gli 0Hlini th·i uwdit·i. Jl JH~l';;OU:tlt: llWclit·O tlt>\'t• l'""l'I'C lwll~ i;;truito in ft:lllpù tli lJ<I.CC IJPl' lu~'JIPti 'tlt· ~t'l'Yi~-:io in g-tH't'l'a . <: li nllicial i etfcttiYi tlort·l'hbcl'o avcrf' pn·· rPtta ('o\ll lJ S(:CHZII• dl:'l11· log-i!-dica :<;t IIÌtHtia (• ;l(•(jlli!'<t;tl'é ];t qttali.t~) Ùi Ot· timi u•·gn nizza tori : gli 11 ftida l i i 11 \'llllJ.!c(lo 1lt\\Tt'hlwro P;;:-;eee perioòi.c;J · mrntt! ii'll'Ui!i eon r.0nf<'t·t·llr.t• t~tl l'~<<'tTif· ar.ioni pt·atidte t' (''oli J'ichiarnl in ~(' n·i :'.i l • Atll:ht; il pet·so.u a LP di a;;si;;t.cnr.a si l- ditun:-;tJ·;it o insuf'lkicnte al lli-

SO:,!lll\ [)(:!L' numero e per flualitft e con le ferme pi•) hL'c\'i sat·ù 1.Je11 diffì . t·il,• a.ypr·e sÒlclati lll'llf' <·onq•llgnic· di :-:anitù , clw althiano le qunlitù. tli inf!•l·tuicl'i BSpE:'t'ti: n.pp11rc q n indi l:t ue•·ei':>itù (lell;l i si ituzione di infPr IIIÌPl'Ì lllilÌtlll'Ì

tli Nll'l'lCI'il. ;JIUit'll(l I'IIIDP lllldl'i folld;tltll'llhtli Jll'l' i Sl~l'·

''i1.i (lj a:<l'<i!-:tenza più del i<- ati, E:' l 'assl•gnnzinnt• JlCI' tHnlti L 1ar.imH• :dia ::;;\ u(l:, di (Il t ti 1!1 i irtff'l'lll il·t·i. r

Ho tt·atlltto ;t-llt· e;;periem~t> dell:t gllt-1'1'<1 lp qwttlt'\l !it11llitù del scr· rizio :;anit~II'Ì n: poch<' f•on s id('t'<lZioni dPsitlero <ll-o"g'illllg"t' l'P a IJl iPIIe g-i;ì. ratl · Jl"l' n!.\'nt:tl:l 1li e~"<'.

Prevenire. L:L l!celt:.\ ùl'l soldato P. lu IJa:st• Jlt'I' ;t\'(•t'l' t'l(·t ttl·nti ,·,(lidi alle aru.. i . l'r•1· l:lt:\ g'U e t;·a a~·veJtÌl't' fa.nn.o ht'lll' ~IH'l'IU'I' 11 l'ix\·g-Jio IH' Il'cdlléll· . 1..1one lisi<:<•. la quale òen• inizi,u·;;i m·llt• l"'itll t' s(·twh•, L~ l'i:-:tt·nzil·ne Jlre ·mil itm·e. f't•:· ln. l'l'oliln~si r:outro le tnalattil• inf,.ttin' Ì> inilispl'll"abilP ciw. lin d;tl tel.llpt\ :Ji pa.ct>, le untnl'it;) 111ilit:ll'i é ci\·il i l'irnl!!alln la lorn nt 1 .<'f!~ÌO!lt• alle 1'1'!-{ÌOlli. 0\'(' Jll'l'"liiUiltiiJuent~· ;;i :;\·olg(•)';JIIIIO h• ;lZiOIIi Jll'l.' honnati di gut>tTa. La Germauià gh~ dieci anni JWimn rlt•llu g:nerra H\'C\'a :Lt tunto twll'.~lsa;t.ia e L nt'Cll:1, ove si sarehht> n·ritir>ata l'adunata tlell'~>;;ert"ito. nua la.t·~·~ Pl't>purazion1· profilatticn abilnwntt· masche1·ata, ('1111 la il't.itur.i•IIH' •l,!lle 11 Rt·a.;doni di ricerebc per il tifo '' · le qnali. don•nJ.Jw se rvite a t·i sanal'e qnr·llc l'{~gio ni C'Ontro l'infcr.iont• titi('a, alloutan;tnclntH' l'"''lino i portnt,t~·i ùi gcrm i . .


46 L'a-.it•JH· c·otwc,t.. IP cl:• I' C' !'~<'~l't'l' Ile• l •·isaH;IIIIPnto IIPUt! Jm:Hiit;ì. li~;> l ];u·;.:-•1 òl J•JI.l'O\Tig-io.tnHH·Jolc, th·ll';t<·qtt<t potallil<·. tH•IIn C'OII O~<cenzn lll'l!f· l'i c·t•ndt• t·pidomioln_:!h-111• ]•t·t•p•·ip i11 cpwllt• n•g-ioni. l-'an\ HtH;ho• oppm·tu n" t:Oti~<PI'I'HJTi. <t llltt>no iu p1·imo t<>mpo, i 111edit:i c·ondotti, :!li uftidnli ~<nni ~ t; tt·i (• Ì llli'(]ÌI'Ì Jll'(I\"ÌlJC·Ìa:•, C'Il<' g'ÌÙ ('(lltflloH'OIIO I'HIIIhÌCIItl'. Lt• nJc'c·inM:ioui pJ·o lilatti<:llc (e iu nn pl'imo luog-o l'nnti,·aiolosa ~ l' untitiJ; ·;•t clt·l·c,no l·><s~>l't' pratkatl' i u tlc' JTitor-io a tutti i mili! ;n·i , p1·i· Jll:l cl(') )OJ'II Ìll\'ÌO Ìll :1.1111;1 ,[j g'llt'I'J'òl: (•.ÌÒ :,lHl';Ì l'ei<O JIÌlÌ f;l(:iJe cla) J 'iUJ ~ pitog-o dcd lipo\'<l'~._il t o ;~Htititko, il quali-! l'Ì.(:hic·dE> una. ::;ola in it':r. itHt" . c· non tt·p t'tHO<' il ntcTino ;wquuso iwpieg-ato 'in I)Ht·sta ~u<·t·ra. 1 /oJ·~atci:r.za:r.ionc• clc•l setTi:r. io pmlilatt ko i11 .,,onu cli g-tli'J'l'a ÒO\ T;\ l'imam•t•e iutl'l!l'allnentc JH•Ile sut· lilwe fondmnc•Jlt:11i c·omr. < ' sta1a eon~ t't'pitn <> ;tttuat:t ll<'ll'nltimn c·:-nupag-na . L' azio·Hc eli JH·evt'nzim•c c;onh·o h- oll'csc· rhi)uidu· {· tuolto itupol't.altte ]Wt·cbf' ilt·isultato tlt•ll;t pt·otPzioliP de lle mn;;c·het·p si pnù t·i1t' lH' l'è eg un.le a. qnt-llo di nna n 'l':Ìi'!tl'n:r.n dl'to•·io;;a u 1111 nttac·•·o Yioh·nto. f~ p«>t·ò tllt )ll'llhlema diiJit-LJ• • <l t·isoJn •t·(•, :111<'(1(' (lt'l'('lt(\ 11011 p,ossÌ:tiiHI fii'('I'Prll'l'l' flU3( E' sat·ù la qualiti1 l' la natt ll'll <l('l gas. La j11·0lt·zioue tll'\.'t·sst>!'C indiritlu<lle c ('oJlettha: . l ' l't' la ]H·o teziolll~ indi,·idualt•. se i gas to:ssid ~;i l iUJiÌ<t.""~'~'I'O a.ll'of· f1•sa clc·llt• ro11gimtliq• l' tl(']lc lllli<'Osc· l'l'spi•·atol'i.e, p()x::;ono l~t•n ('()l'l'l spondtJ'«' i tipi di m~.scher·a. tinora ;t<lothde, s(•hht•lll' lltlll sia dPita l'HI ti tu;t. pn1·obt. dali i iPntatii'Ì di pt•ttc·lt':!l',· h· Jll : ~:·wlL I'I'I' t'oH liuissime poi n·t·i inita11 t i o tossic·(l{'. l' it'J diflkil c·, ill\'l'Cl', c> la tlift•sn ront1'o i g•'•"' ,.t•s\'Ìntto•·i, Jlt'IT IH'- la pr·ott·zinHI' cotnpll'tn dt·ll ' indi vi<IHo con pe~anti (• c·ompiPtc v('sri illtpt•t·tllt•ahili. oliati', ni-:ta.colà il sOIIInto e gli toglie tunn il ,·,tJm·e Jnilit;n·c·. t 'onn·r·l'iì quiucli stncli:tr·c il 1110clo <li dot<:u·t· il soldato •Li unifoJ'JIIt' <"' l•iattt·ltet·ic•. llflll h·oppo JH'Santi. m;r npp01·t nna· 1111-'ll!e confl'zionate n tr·atl:ltP con spt•<·iali sostall:r.c·. La. pl'Otl':r. io nt• ('IJIJ p t ti l'H poi d ont•h l t P Il t i •·a t·c• so p t'a tu t t c, n l la uù u tntl izza:>.ione e a Il'a llontall!llllClltn cl P i g-as, m n, eiù uon ,-. c·eJ·to facile. N<'. ha molta ]H'a.ticit;ì. In. protezio1w <·olll'tti Y~t in lcwa.Ji. c·aYeru<•; tli · fesi' c~ c·nn di.spm;ith·i Jl<'l' In rlrpnrazinn<• 'l<'ll'ar-ht. p•!rc·ltc~ HOU si pn l1 tenc•t·c· imprig-iomtla un'<IJ'Iltllt.t, dH• <l<'l'c' <·onthatt<'l'l'. <1uincli In t'ntm·;l pl·Otl'ziollt' <'<)ll t'tt int dol'l'iì non intp!•<lirf> l;l mnhilit.ìl e i mo,·iuwnt·i agli uomini. Oltinw ~< J H~t·aJtzl· tlitnno a fJlll's to ri}!mH'Ilo i c·ard tli H!<snltu, (IU11mlo fossl'ro p t·Metti rontrn i gas. <·ou :tpp:nc•t·rhi lli liltJ':l:r.ioHt> ~~ d e ]'ut·azimH~ c d l'Il ';n·i a .

Curare. l..'hi'":IIIÌZ:r.:tzintH' in ;,ona 1li ~·nl'l'l'a tli 1111 ::;eJ'VI%1 0 tls]ll'tlalit' t'O sp•~~ daliz:r.ai<~ clonù. cou~Sen·:n·si i11 t;u·cn~nt n:t.l!• g-ut>rra di po:>i:r.iont•, limi· ta ndnln perì> :t llc• JH'ÌJlC'i pn li P (';Jt·attr•·i!<l i c· h<· l•r ;lltt·lt e tlella ddrurgia t· d i'Il a Ul r dic·Ì i t:l.


ii

47

Ottillla fu la istituzione Jelle ambulanze e ambulanzette chiJ·urgi· c!Je, che potrebbet·o a.nche essere sostituite da nuclei chil'urgici. con ·adatti materiali di ricoym·o presso le ser.ioni di sunit..'\. In una guerra. di movimeuto non san\ possibile attua-t·c cosi parti· tame11te la specializ~aq,ioJl e del servizio: nelle tLvam.àte dell'esercito fra.ncese fu scom ·ol ta tntta, l ' 01·ga oizr.ar.ioue sph:iali:t.za t a, pf'l'Chè nou fu più pol:isibile rua,nteucre i feriti e i malati in Jli'OssimitlÌ del fronte "' si dovette riconere in ltLrga misura. agli sgomberi. Utile si mostrò ùt foi'Tnazione di specinli tnmi JJCr ferif;i ila OfW1'M'e1 che iu b1·eve tempo furono avviati agli ospedn,li di 2• linea e anche in territorio. Kella zo)Ht tenitoria.](' bo già, ueceunn.to nlln· eonvenir.nza di non impiantare ospedn.Ji di piccola capacità.. In questa gucna gli ospedali tli riserva sono stati impi<~utati ueJJe citt;'t JUaggiori IH·~~· la fncilit:'L cli tr·ova re f;Lbhrkatj adatti: en>:«:J·me, gl'ltlldi alberghi, ~eminari. lu u ua guerra a n·euire le nuore Hl'Ilii molto pr·oba bi luJPIILe c·«>r<:ltc · htnno d i colp ir·(~ i centri più sensibili e ,·it:<li dt>lla Nm~ioue . Harà qui1Hli opportuno impiautm·f' gli ospeda.li iu citt;\ ·lllh1m·i, s('egliendo ]JI'eferibi.lmente ~li stabilinwnti b~l>lneari <li tl:'l'l'H· <• di mare. clu: pn:,;souo diwltin· nuclei ospedalicri, nttorno ai quali Rviluppare granùi ag-~l omcmlul<>nti, fatti da. baracchf' i n legno e m n rn.tnra lcggf'ra. ~on si a.v r eùbe in fondo 1111 onere tin<mzial'io supct·iorc a quello cill· ~i ~anJto. uell'ultiina- guerra pe1· ~li imnwn~i. affitti , p<>r le spesr ùi adtH · tamento e quellt> SU('('es>;h·c di dpl'iktiuo e (li inclennit:'l di dPteJ·inrHnlell · to, mentre. a gue.rm ultimata, qtu~sti ~t·andi l o~a l i pott·l·hhcro <'sst•J·e utilizr,;tti rome• rit·O\'f'ri Llt•~rli iDO'c>nti matt-rinli rietrpt·t·;t.t.i. o . L'oq.~a 11 i;r.za ziuue ospedalieJ'<I r:;pecia lizzn~t dov r:ì essc1·e nutsenatH J•t•r· la r.ou~. tel'l1toria1e nel sno prineipip infol'llllttin> roJl le nwrlif!ca · zicmi dette. ~

Sgo~berare .

. \gli etfctti tl<-;llo >;~()lll ~lP l'O OtTO! 'l'C l'Ile ](' SI'ZÌOII i dj ::i<lll i tà :1 hi)Ì<tlh) la, ma~~;irua mohilitit ,. si~110 s11 automPz:t.i. Larg;'l ÙPve C~<sPI'e JH'e\·i!':(a la. ùotazi,one !li ;Jntoamllnlanze, di autn<~n.Ti iittl·ezzati <l tlispo.-:ir.imtt• tMle .;cr.ioni di sanitù. dellt· direzioni •li >'IIHitù cli corpo rl'arlllnfa P di llt'llla tit. I t1·eni ~anitnri don·pbh('I'O e:-:sl·r·f• qunsi c•:.;c:ln:<i\'<11\l('lliP tJ·t·Jti "-"JIC' · rlali. per il ma<rcrior f•Onfm·to ()(..v}j inl'l' l'IIIÌ (> J>('l' l:t c·PIPJ'it:'l •lt·•rli s<>'OJJI · ht•I'Ì.

ee-

'"'

'

,...

,....

Tali intenti l'nt·anuo f;tdlitati all ' l ·~~<f'n' ito in nna gtii'IT;I a,·,·l'nirt•. 1 1 P ' ' il concn1·"o della Cl'nc·c Rossa, In qualf', JWl' il H. dccr·(·to-h~gg-e ~~li!l •lt•l dkt•mhl·f· HJJ9. <h•yf• dNlic'al'l', i11 c·;H.:o di ~·n<·na, t11tt(• le• snc> l·llPl'gir ~'. tu:t(' le sme at.ti!dtà nllo sgombctn dci nwla.ti i' fr1·iti a JliP ~.zo eli se•. ZtOlll automobHi. t r·eni·o»peda-li. nad·fJSprlcl:tli. ::rmllul:1nr.c· llu\'inli ,, la.gunn ri.


48

Recuperare. ( 'ome giù lto dP tto il ret'li JW r'O non è clu.> 1111a eonsPI.(Ul'llZa cip l La esatta :-~pplic·ar.ion<> dellt• fì 11ali ti\ del :ow•·viY.io !;auit at·io i11 g ue n;~ di pec · ,.<'llire. c· t t i'<H'f', :-:goltdll·:c •·•· .

* .. * <!nalunq11f' JH•"'sa Psse t·c• la !':trai h:ri:'<tica ùi una g ue na .. ,.,.<•n it·<• il l'Ol'l10 ;:n.u it ;Hio it;lliaJHl sapr;) compie •·c, <:ome in qn ~r-;ta. g tH' IT<l . t nt.to il ::.:un 11111'1'1'1 ' tìu o nii'Pst•·pJno :-acritic'io d i :sè stesso. :x,-. tlù n 11 0 ::.:ic· n•·: c fPdt· la uwtla~lia cl'~ll';{cnto al \:a lo e milit.l t'e COli · c·c'"'"a ai ('o •·tH' ><<~IIÌl<ll' i o. i :.!:11 ntTkia li nwclic i ntot'ti sn l ca mpo . le 343 llll'dagl i t> ll"a ·l·g;c n to f' le il2l med;tglie 1li h1·onr.n a l va l or m ili t.; l ri' o t· tc•J cut" in qHt·::.:t ;l nltilcHl g:•·n nde gH <>TTa.

R•Hna. l O gillgno 192:3.

•


r

AI.I.EOA'rO )l. l.

La morbosftà per tUo nell'Eserclt{) uauaoo dal t9t0 al t9t9. Entrati nel luoghi dJ cura per tOOO della forza.

20

----------------------------------------

?8

.17..9

l

/{i

14

--------------------~

12

--------------------~

IO

------------------~~

cf

- --

---.:

(J - - - - -- - 1

4 --~

2

/.9f0 9f:l

..9/2 .9/J .9/4 ,9/5 .9/(J ..9.17 .9/t:f

.9/.9

r uct'ino:iou r (l u/ il ilit o.


C'l

~ f.'

c ..: :::

c

... ~

G)

~

ci ~ co

6

?

Q)

=

=

G)

"CC

G)

--= f

8

G)

Q,

t:

G)

be

::s

.!a 'CD

~ <?

00

.-:

....o .

...;:::.

E

"'

.:: ......

~

.-:

....o

1::

·~

,:.

..

.::.

::: ...

..

"'

l;

on.u .Jys_ "' o

o

::: 1'l

OI!;).IJ~:i l J({(( IIJ,l

o

\ lfll :-1 .1 !)

111".1 HntR

: Tll \1;) Vmt:L'l!)

!i(J)I(UJ/ ~(/(i 11J l : v:-Jt(J\Q vuua.1n

l

l ..

OIWHIJ / ,\-OJFJJ3~[fJ

Jsjjrtn.IJ

QUO:J].J~UI)

,~.J UO(I(/}J,ll

.lrltlll.l.L

: :'li-'l!.-:Q,J ··'VlQ·OSSOl( VUU:f.lt)

~gu.1

: as:-JXOd Ytrn::r:lO

·•J\ I!)·OSI,:lU

o

..=

;:

..

....o 8.

o

G)

G)

V!\ \' 1 f.ò~. ,lf,J

·O :>XYll:l

~ ~

--e..

~ ~ ~ ~ ~

VXVJ!;,.,) U<( ·UUJ.S.) \ ' vuu~~ ~•

~ Q;)

-........ .!! co

Q,

G)

...6 ...o

:::

6

co

Q, Q,

o

e

---... =~


ALLF.C.\1'0 ~-

Percentuali dei colpiti secondo l'agente vulnerante nelle guerre precedenti e nella recente guerra.

~

;

,.E-... ~6

:.:>

::: -~ E

c.,

~<:)·==

%!

~

~--=

!:% ;,:""': t..r=i.

;)

~ l•"rriti prr 11m•i porltllill

.. -

·,..;.~

~t~

...... . ~ ~;::

""'=:.:

;~

:: i'.

~!

o

t~~.: ::.. ..-..e ~~ __

•-&

't::: ~

~~"e :t.

.....

-

Ft'rili JU'r urliufi,.rt'tl

..

~

:.:,...

~·~

~~

..

o:Z::;::..;:

~:~

.,_.

~o

%-:::

·~~

""';: !=_t;.Q-

.,

~~t. :.1

_

=~e ...... F--

?;- ·-

~~ ":: -.:..~

,..~

~~~ :-t-:: :..:

:::""E

!:

%~?

= :..·O ;. .

.:.~

~~

,.,.~

:.:

....

~

!:!'"!:::

...

·~

~o

:: ·r

~O')

v'-<:!~C

t

-o~

::: ::s ~ ~<>

l

l

1-' rr (t/lr~ rmt8e

:1.


ALLEGATO

X. 5.

GUERRA 1915-918.

Invalidità per postumi di lesioni traumatiche. C'lFtll-: I'HOJ'OHZION ,\1. 1 Pt·:R 1000 t:-=\'AI. IDI ( JJAl. I.O S I'O(:t.lf) Ul ) :iQ.O()Q i;('H>:UE).

Mutilazioni : ('osda . . . . Gamba . . . Pieùe l!' d ita. Braccio . . . :\ntntbrnccio :\Imoo <' clit>r.

:3:). l

2!). :39. 1 ~.!1

9.;1 2!1

160.3 34.5 26.1

Mutilazioni muiUple . Piccole mutilazioni . Menomazloni nella funzionalità : ~MA Art i S~UpE'riori . 198.7 Art i info>riori . 1:2.2 lllllltiplE• . . . -1 . 8 d t> Ila ro lo olllll \ ' l'l'l r·bno l.t' >~<'t oza. h' :< i v n i lll'l'\'"" '' .

478.1

C.Cità : ""Ionoculan· . . Bilat<•ralo> . . . Di noinuziont> vi,;u,; mono('Hlarr Td. id. binocnhtt-e

X!J. l H.7 :~.t;

2.4

105 4.3 31.1

Sordità bilaterale . . . Lesioni faccia e apparato boccale Nevropatle organiche : Cf'ntrali (cC'l'\'('l lo f' midolk> .. pinnlc•) . PAt·ifl't·it'hP (n rto supt>riorf') Id. (nl'to inft"riot'•').

Lesioni cavltarle (1cmtcc e ad. Lon>l·) . . .

44.7 li:I . U

:n 135.3 25.3


La lotta antivenerea nel presidio militare di Pisa per il dot t. Giulio Lepri, maggiore m l"d ico.

II recente Congresso int<>rnazionale ùi medicina c farmacia militare è tornato a far rilevare per opera eli valorosi relatori l'importanza. della lotta. anthrenerea nell'Esercito in guerra, non solo come elemento di primo ordine nell'economia del materiale-uomo, ma come un mcr.zo di salvaguardia per la Nazione intera. minac<:'i ata così da vicino da sì grave llngello e non da questo soltanto. B come h1 necessiti\, della collaborar zione in tempo di guena f ra le antorit<'\, sanitari,e civili e militari anche su qnesto pa.rticolare terreno d'infezione f! emr•1·sa cLiara e lampante poichè non pos~ono dis~iunger!'!i gli interessi dell::t Nazione da quelli del proprio Esercito, così non si può immaginare disgiunta in tempo di pace l'azione fra, Sanità civile e Sanità. militare. La lotta antivenere.'1, in tempo di paee, nel campo generico della p!'Ofila~i, rimane per l'Esercito llJl còmpito di grande, se non di pri· maria importanza. Ro sottoccbio la Tttlazion e m.r:·(lico-stati.<Jtica delLe condizioni sanita,-ic ([<:l N . Eson.:ito dallo gennaio lDOD al 31 luglio 1914 e rilevo i seguenti 0100 della forza nei vari anni del quinquennio riflettenti i mili· tari curati negli Osperla li ci vi l i c militari e nelle infermerie di corpo. A.llDO

Blenorragia

Ulceri veneree e bubboni

Sirllicle

40.1 0/ 00 :?8.7 0/00 12.6 0100 1909 26.-- )) 10. 2 )) 33.8 )) 1910 1!)11 40.9 l) 24.6 )l 13.3 )) 29 ,!") )) 4~.8 )) 16.8 )) 1912 R3.8 >> 24.8 )) 13.8 )) 1913 18.8 )) 12.8 )) 8.-- )) 1914 (tino al 3117) Non bo i dati riflettenti il periodo di guerra nè del dopo guerra; ma. si può affermare senza. paura di cadere in errore elle queste cifre sono st:lte di gran lungt~ sorpal';sa.te. Si può anche dire cbe la. maggioranza delle ammissioni di militari in lnoghi di cura per queste particolari infer.ioni sono avvenute per malattie c'o ntratte dopo l'arruolamento. La psicologia del soldato e particolarmente della recluta e le contingenze specific~e del servizio militare ci spiegano questa. diffusione del contagio. )fi risulta che la maggioranza delle reclute giungono ai reggimenti nuovi di ogni cont.'ttto sessnl\le per<'.hè i più sono contadini, gente primitiva, ai quali oltre che il cattivo esempi<:> è mancata anc1'1e l'occasione. lfn. il soldato anziano che si compiace di aver l'ari~~ di conoscitore e di spregi udicato, un po' anche pel gusto tradizionale di mettere in imba· · rnzzo l a, giovane reclnta, In tmsriua. nel postribolo, ove con ogni mezzo viene mesStl. a prova la volontà e l'a.mor proprio del giovane. Al rilut· tante si ripete la storiella che chi non ba preso almeno uno scolo non è nn uomo ; lo spa-uracchio della sifilide, più impr·es~ionantc anche per il volgo, ha ceduto non poco da.v anti a certe vergognose e antiscif'ntificbe rèclames delle quarte pagine ove si dà. per sicura la gna.rigione della ma.• - (}iorTUÙ~ di medicina militare. -

Faso. I .


50

lattia con un'i1ulolora iniezimw <Wclovenosa, M'è ar(:adnto inf<ttti di frequ eute, davanti ~td un nuo,·o C<l."lO di sifilide, ·&entirmi pt•oporre dal malato steR-<iO la. cura col tal medicamento descritto nelle quarte pa.gini o di sentirmi propone di sori.ve1-e, a t1tttc spese del rnWtare, per fa.r ve. nire quella data. amlli}rlla spooialit:ì va.ntnta per miracolosa,. La Direzione centrale del se t·vi~io sànital'io militare, molto oppor· tnnamente 1n ba.se a~ ri::mltati ottenuti durante la guerra e COJJ!';tatato d'altra.l)arte che specialmente lé malattie v:eneree si diffondevano nell'Esercito come tma macchia d'olio, h;1 voluto che in ogni reggimento o distaccamento fos~e impiantata una stanza, antieeltica, ed ha dettato le norme genera.Ji d'impianto e di funzionamento per uu giusto criterio di uuiformitil. d'indirizzo. In questo modo, nell'Esercito la lotta untivenerea si fa pt·incipalmente con tre mezzi: !O Conferenze periodiche alla. truppa e agli ufficiali; 2• Visita .sa.nit.·uia domenicale (ai militari di truppa); 3• Istituzione del gabinetto di profilassi anticeltica. Sebbene il precipuo scopo di questa br-cYe nota sia quello di riferire i ri sultati ottenuti dopo 12 mesi di funzionamento del gabinetto anticeltico, non mi è po~siùile non dil·e qualche cosa sugli altri due mezzi che fino a poco tempo fa erano la. sola arm..."'.o nella lotta antivenerea.. l. CO:>;f.'P.P.":\ZE PERIOniC'RlD DT MORALE 8BSSUALE E DI PROFILASSI GT>:NITALE. Difticilissimo còmpito: o il medico, specialmente per la pre-

senza degli Ufficiali, rimane sul tono elevato e allora parole perdute per la gran mas~a della truppa. alla quale in fo11do è devoluta la propaga.nda.; o si vuole essere bene com presi e si vuole cercare di bene persuadere anche i pitì ignoranti gli a.n alfabeti (q11est'anno aJ. mio reggimento gli analfabeti hanno raggiunto il ::!9,3 %, tenendo conto anche dei moltissimi che conoscono solamente il proprio diall:'tto) e allora è facile scéndere nei risibile e fìna·n co nello sconcio. · Inoltr·c l'uditorio obbligato ad ascoltare poh·à sentire parlare con parole blande e fiduciose di malattie che non conosce neppure col nome che il medi<'(\ gli d:\ o potrà seutirue parlare con parole paurose, con una enumerazione catnstrofica dellE:' ronsegoenze immediate e lontane. In un modo o nell'altro il rtsult.ato è <luhbio e fo~e negativo senz'alh·o, poicbè se nella m~u;;~ a che ascolta. v'è una, percentuale di pu1"i a. eui il richiamo su qneste malattie può svegliar e la curiosit<ì. e la. fiducia per la leggere'z?,a con cui vanno p:ro~pettati certi contagi e le loro conl'le· gneuze, c'è ancora qoalcuno che è portatore eli que~tt> malattie o potrà divenirlo in seguito e averne ad essi dipinto con parole d'inferno i gua.i subiti e postumi, sia, pure a fin di bene, può porta.re alla fatale conseguenza della sfi ùncht e della. dispern7.ione. La propnp;;lnda di tntto si serve, è vero; rn.'l. io preferisco Rempr<> servirmi della propilganda spie· ciol<~< che gi giova del cnRo d'infe1.ione capitato n ll'aro huJa.torio nelle visite mattinali, magari dl:'l frequente caso di bala.no-postitc semplice od ulce ro~:t ma J]l)n !Specifica che mette l'"empre un pò' di spa>ento nel soldato ignn ro, che pen~>a <l'a.v cr contratto una malattln. Y<'UE>rea nel pootribolo o alia latrina; o sen('lnclomi •le1le manifestazioni <li quelle a.f~ bnc<"ali che pm· fa.n.110 com-eT·e rlal mt"d i c-o per sa pere la· vet·i tà. To· gliere subito il dubbio hiso~rna: CJH(>Sto s'intende. :Ma il bruciore, il


51

dolore che provocano sfruttarlo per aver motivo di parlar"e' della temuta malattia venerea, spiegare, esemplific.'1ndo, le mod;tlità del contagio e suoi pel'icoli. Quel piccolo numero d'a.<reolta.tod s'interessa sempre al ca-so reale che si present-a; la propaga.nda così sorte minimi ma, certi effetti ed è un altro mezzo per ac<·.aparrarci quella fiducia che' ci ~tbbiso­ gua péi· vincer-e quelle rilutta.nze inevitabili che sono aderenti alla psiche del contadinO·Boldato come dell'e·voluto borghese: il disprezzo o almeno l<t sfiducia in dò che non costa niente, in ciò che può sembrare la fol'Ill.:'1 di una coattazione della libertù. e della volont~1; i'nfatti il medico milit..'lre soffre abbastanz.'1 di qu~st.'1 deformazione della 1>ffiche della massa.. II. - Vrsr'l'A SA!'<I'l'AIUA 001\IE\'\ICALE AGLI U OMINI tH THUPPA . - E' prescritta dal Regolamento sul Servizio sanitario territoriale. E' uno degli scopi di questa visit:-1> di poter rintmcciare i riluWmti alla cura o i \·ergognosi della denuncia, o i timidi (ce ne sono) o gli ignoranti (ce ne sono pure) che scambia·no per 1·iscalda.m ento una- bleno1·r·agia. o delle nlreri. Qualche cosa con questo mezzo si potrà raggiungere, ma, io non vedo in esse quei vantaggi c'he f~ssa si ripromeLte. In primo luogo è ormai lon tano e dimenticato quel tempo in cui il soldato malato di malattie veneree veniva punito e aùditato al disprezzo. Oggi il soldato più presto corre a l medico an-che perchè sa di essere sottratto, almeuo fin che dura l'acuzie del male, alle fa.tiche militari. Rilutta.nti a.lla cura soJio t..'l1volt..'1 i sifìlitici secondari: quelli i quali, ora che nessuna ma.nife.st..'t?,ione è in atto, ciò che crt>a loro l'illusione della guarigione, non sollec'itano la cura mercuriale per il dolot·e che importa. la cur~t intramnscolare con quel sale insolubile. Sono fra i riluttanti, i sifilitici venuti alle armi già contagiati, di cui tl medico .non p11ò sapere se non cercando <1i proposito, perchè l'iJ1fezione ha abba.udonato la superficie del corpo dell'infermo e ISi è im:idia tn subdolamente in profondi t<),. Se questi quindi vogliono !':fuggire non hanno che a. tacere. La visita domenicale fatbt a tutto il reggimento dopo t'i vista del Comandante la compagnia e prima dr•l J1rimo rancio non può essere che sommaria. e quindi non raggiunge lo scopo. Che se poi ta.l'uno vorrà di proposito sfuggire alla visita ricorrerà, ai tanti facili mezzi cosi conosciuti e ben raggiungibili. Non è possibile infatti ottenere che tutto il reg~mento subisca, la visit..'\ sanitll!'ia gli attendenti, i cucinieri, i piantoni, i comandati fuori caserma, gli uomini della guardin alla polveriera, alle carceri, ecc.. - non sono mai presenti e se il riln tta~te alla cura, il timido, il vergognoso vuole sfuggire, facilmente riu.!ìcirà a farsi comprendere nelle categorie suddette. Nelle innumerevoli volte che io ho eseguito queste visite ~anitarie non mi si è ma.i dato di trovare un -cont..'1giato che già non conoscessi per tale. P er il timido, per il vergognoso della denuncia pel timore che il compa.gno paesano presente possa fare la spia alla famiglia o alla fidanzata, viene cosl a crear si nn gT::we imbara.zzo cl.Je lo spinge s11bito ad assental'iiÌ con uno dei facili mezzi o a subire quasi in pubblico questa specie di off~ a.l proprio pudore, giaechè se uno per uno separatamente i soldati di un reggimento dovessero essere visitati dal medico, la vi -

la


i.,

sila sauital"ia 11011 p••tl·l'ltht: ùut·at·t· un'or·a, 111a 1111a st:ttillt<llla . E poi n·d11 iu qnt·sta JH'atinl J•mtilallita 1111 inl't·BI ivo al IÌtii'ÌI'l' t: t·iti•)l' l l'l' di tpH•If t: f;u•t·ZÌI: C lt:II'Z!·III'II<' jlllC'II dt·ro t·u:-t• t·lw l~t)f!OII(J ll•Hl !JOC<L SCl' il!tà a Ilo sc·<JJIO <"h c t;tll' ,· isit;c~ :-i pn·lig:;P e <Il la. pt·t·sotw del tucùko chl• la. p l'H Li c:a.

IJI. -

}llll'IASTO DEJ,LA SALA A:-;TtCELTlCA IN OG~I UEGGU!E:O."TO lll

(Carabinieri , guardie di finanza compresi). E ' a. mio an-iso il mczz,o migliore e plù S<'llliJlice per la lotta proficua nelF Esert:ito. Finora hL lll'o(ì]assi nn7.ionale si è basata es<"lus intm ente sull'affida t·e al nH•ùico cosidl'tl~ fìd 11c.'a rio la sorve:rl ia nzn bif'rttimanale s ulla F;tllute delle pr·ostitutc, con quegli scarsi risultati che tutti sanno. Nel. l 'Eserci to con fJiwsta istituzione protilattka <"11e viene cosi opportu namente incoBti'O alla protil:tssi t•srg uit;t dall'.\utm·itù Sa11itat·i;1 ddle, si prende ùi mira, il mn.schio~ e lemento cosl importante (c pur finora tl'llscuntto) 11ella diffusione ù c lle infc7.ioni vcnet·ee. Mi pare che col nuovo Rcyola11!1'11fo 7lCr la p1·ofilars.<~ i t/ella sifilide e drlle malattie 'I.'CIH'I'"C che f::t> OI.IJfi~O della d t:lllllli'Ìa deJfa sifiJirlc, CUe btitUÌSCe i di><pPil!'iill'Ì antÌ· celtici, <:hc si pl'<·munisce conti'O In p •·ostitu;dnnc cland c~tina coll"istitu. zionc <lt·lht cosidetta trssaa .sanilnria, cou l'affidare ai Prefetti e qu:nùi ai Mt·tlif'i provinciali la r<'spons:ohilit:ì. nella, n omina dci me<lici d sita· tori, ùai qt.:ali si pnil';\ C!-;i~l'l'<' una maggiore compc tenm, con l'aver t·esn più seria. nel suo insiP.me la questioue rifl Pttente il mHctricio, si è f;ltto giù. Tnf!ltO pur non ;1\'endo voluto limitare troppo ·quella lihertà. inùivi<lnnlc CO!':Ì c:un a tutti i popoli. E' appunto ùi CJUC'sto gabi n etto profilattiro che io vnglio parlare facenclonc r:l<·,·are tutta la sua impor· t:nrza, pnt·b111rlo acl c. t•mpio i risultati ottenuti eon qttcllo <la me istituito nella Cal;ermn. Umhcrto I del 2t" fanteria. in Pisa, e che funziona ormai da 12 mr~i compiuti. Le norme stabilite dal Ministero della gt1crra su proposta della Di· rc7.ione crntralc <lei serYizio sanitario militare fanno ol>l>ligo ad ogni r egg-imento o dbstacc:amento, ad o:rui cot·po o r E>parto, l'impianto di un gal~ iu ctto profilattico per l e malattie \'encrPe E> Rifi litiche. Questo loca le, complctam<'n te :;wpa m t o dagli allri l or· a li ùi v L-si te e d 'infermeria, dev~ es.o.:(·J·e mnnito, fra l'alti'O, d'nn lavand ino e di 11n orinatoio ad ncqna. cotT<'IIte, di l'n.pone in fogli, ùi acqua. tie pida, di cotone in falùe, infine di ::;olu7.ionc idro·glicerira <li rwotargolo u di p omata, al timolo-calomelan<), f.;{'c·mJdo Jn, fMmula- di :\fctclmiknff morlifirntn fla flanclnchcau, ottimamente preparata in tubetti dall'Istituto chimico farmaceutico mi. lHa·l'C di 'l'(}rilln. Il loeale ha nn militare fi sso a ciò istrnito e deye rimanere aperto dall'ora drlla lihera nscila fino a 1/ 2 or a <Jopo la m<'zr.anotte per coloro c he tisnft·ni:.:rono cl<•l pc1·n-.c~s~o t(•ntrale. Ogni militnrt' la!';CÌ<"t 110i il pro· prio uome c co;:;nornc l':nprn un re~istro rlae Rer\'ir•;ì per ln ~tatL<stica e pct· avet·e nn coutr ollo )'l't'manPntr ~u ll' <'llirnc· ia df'lln profìla~si. Ilo Jwrriù of'tpnnto <'hr la ~t;wr.a, profil:ll tir·n sor~(';:;se a piano terrl'no nell'imrnCiliata. dcinan7.a 1lPl portouc d'ingresso quasi sulla strada tlrlln. poru~ allr ('anwl·atc, prn·ln' l'a•·rNirrYi non rostasS{> Jll'.J;Sllll<l. fatica :ti 1:-. Of:xr DISTM.:CA.\ IESTO.

l


53

soldato e per segnale di richiamo bo aggiunto una la.mpadina rossa nel corridoio d'a<X!esso. Il risr~ lùamento dell'acqua, perchè ognuno che si presenta possa meglio fare la. JH'I:!limiua.r e pulizia mecca uic:.l> dei genitali, assume una grandissima importa.nza nei mesi invernali. Potrei dil'e che se non si facesse uso d 'acqua calda per la detersione, forse nessuno si presenterebbe p er le pratiche profìla.tticbc. D'altra parte percbè i soldati non si ritirano in caserma tutti in gruppo, m a si presenta.no ad intervalli, a volta. di qualche ora, occorre ogni volta. fa.r riscaldare ·dell 'acqu a con perdita di tempo e con spesa non indifferente se si usano fornelli ad alcool. Ho ideato per ciò un còollitot·e-termos costruito secondo la fig. l, che non vale la pena di spiegaL·e, data la eua ovvia semplicità. L'ebollito·re-tenno. <~ costruito in ram1~ e 'alpacca.,· per non trascurare la solidità e una decoro:<~'L proprietù, costa, circa 120 lire. Lo strato coibente della, parte te1·mos è fatto con cotone greggÈo zaf-j fato a forza. In 17 minuti, con un fornello a pet rolio, si portano all'ebollbione 2 litri di acqua con un. consumo di 57 cent imetri cubici di pebrolio che a.l prezzo di L . 2,40 il litro importa una. spesa di cente.'ìimi 13.6. Dopo sei ote dal moment o dell'ebollizione, i due Jitri d'acqua passati da.ll'eboUìtore n el tm·mos mantengono una tempera.tura di 34 gradi. Non v 'è chi non veda l'utilità di questo disposit.i vo che olt,:re a rappresenFig. 1 . - Ebollttoro-'fermos. tare un'economia non indiffru·ente, tale da ricuoprirc in due o t.re mesi la, spesa che può parere eccessiva. delle 120 lire, evita ogni conta.tto estraneo con l'acqua da lavaggio. So bene che non si vuole la sterilità dell'acqua da usare, ma questo sistema chiuso a cui mediante rubinetto si attinge l 'acq11a calda, invita ad evitare quelJc pratiche di poca pulizia così frequent i a vedersi specialmente quando chi è preposto al funzionamento di., uno di quest i gabinetti è un soldato che fino a poco fa faceva m agari il calzola io. o il contadino ; infine serve per contribuire con t utto il resto a dare all'ambiente quella serietà che convi ~ne ad ogni luogo sanitario, pe1·chè dalle menti si ca.ncelli il concetto volgare e ridicolo di scittcquaturtt e si sostituisca con quello serio ~ giusto di clisinjezione. Con n nn propa.ganda fatta con ordini del giorno, per mez1.o delle pa1·ole 1li graduati e sottuffi.ciali, con pedestrL nw cJJi;n•i di<tlogbi fatti tem•re dfl.f!'li U fficiali di compagnia, con i mille mer.~i della. propaganda spiedola-, fr-a. cui sta in primo luogo l'importa n te rilievo della. conserva·

Ò


54

zione della, castità, fino al matrimonio che nell'elemento contadino segue a breve distanza dal congedamento, infiue con la diffusione di norme morali e pt'ofilattiche su foglietti n stampa, i rjsultati per i due r eggimenti del Presidio di Pisa sono più che soddisf.:wenti . Ri:u•sumo i dati e=--h·atti dal R cgistt·o pet· la p?·ofilassi nntwenerea:

22<> Reggimento Fanteria. DAr. 1° SJITTEMURE 1922 AL 3 1 AGOSTO 1923.

l

For7.a mediu l MJJ.ITAR! C.ITE glOrJ;II\i!OI'I\

BAXNO K$R(;(TJT0

dei prescut i

Lo\ rriM"li ..\SSJ

1\lla SCtlO

l POST COITUM

•~

VAJ{IR MALATTiE '1'.:-tl'..JlliE .El S IPtLIT'IC B'K (oho

swn.•-ncn .,; (ohe banno

c,;e)rulto In proOiassi)

non bono o

nello P ora post ooit um

eseguito la proflJnssi) :

dopo 6 ore

Uloot'i

Dl,•nor·

440

MuxrAJll <'OXT.,OIATISI DEt.r.& V;,RlE !lfALA1~'JE V~'!\f.;:.JtEE

blll.l'r.UU CONTAOlA'nSI D'F.LJ.I-:

\" C11C':rf~O

ragia

oon (• J\un:za

s

7

nd~ullo

416 7

(blenorragia)

Nota: In quesbt Ulvoill numcrìc:t fib•m·nno oltre i DliU1.3rì del 220 fl.l'llteria anche i carabi:nit~rl della DIYis lone di P~sa. elle fino all.'aprile di questo an no banno usufrull'o dello , tesso locale di J>rofi la.ssl.

l'er gentile ronressiooe àell'e;!'reglo dott. Trofilo J\rr;:mìnl. C<1Pitano medico del 7• :lr·ligliP.rin, riferisco ancorn i· rl:m ltati dJ un :1nno di profilassi Jn quel reggi mento d'art-Iglieria:

7o Reggimento Artiglieria. (DAL )O AGOSTO 1922 AL 31 Ll'OLJ.O 1923).

-

l

Forza media MILITARI ClJE giornl\llorn I'IA:-JNO ESBOurtO• LA PROFt"Ll\SSl dol Roggùnonto I'OBT OOITUM

VAJl!E MALA'n'IE

-

~l ll,!T,\RT CONT\OJ.ITISI DALLE

Ili> L I.~:

Vl-:NSJIJ>~:

V.\JUJC ~L\ 1..\ T'l'l~: 'l" ~:;o..-gRF.E F: 811- ILITIC"IH: leh<' hanno

1-:

eseguito lu t>t<llllnHsl)

--

(obo non hanno oaogn!to la prolllussl} :

BU'I L!TtCDE

- -Ulenor·

SI lllido

600

-

l\1lLITAJU CONTAG 1,..._\TJSI

rugift

\"'ClH:I'\\\.

13

6

---

490 5

1_1 k~•·l

IIOJ)tl 1

ora

l

- --

dopo 2 oro

l l (blonorraa-la)

2 (blouor·rngio.)

·- -

Non mi sembt·a. opportuno spendere altre pa.t•olc per dire l'eflieacia ùi una simile istituzione profilattica.. Conforl<'1110 ::lll(;OI'Il lli più ak.l liH~ notizie pnl'ti.colari: Il giorno :!1 uo,·cmbt·e 102:-! rile,·o in 1111 milit;He del 2~' una hlcnor· ragia. acuti:;;!Sima. i\Ii rifet·is<·c elle due sera zn:ima con altri t 1·e paesani si è recato in una casa, di prostituzione c che tutti e quattro bauno coito con la stessa femm ina. Dnl •r a.?i!stro 71e;r la- tn·ofilas8i noto che, mentr-e i tre compagni Jw. nuo eJSegujto In. disinfezione J>rofiln ttic;L nt•lla prima o m dopo il eoi t11, ('gli


55

è1Vtmùo sonuo ha tirato diritto per In propria branda. Dt•i tre ''isitati

subito, e ririsita ti suecessivamente JH~r soL"vegli<wz<t, nessuno ammala.. Denunciato il caso di contagio all'autorità Sanitaria. I'to\'iudale, col nome della donna, trusmet.titrite, vengo a ~Sapere che la pro.sUtut;a, è stata. iuternat<t in _luogo ùi cura per la blenorragia. Qnesto caso mi ha opportunamente servito per la propag;lnda. Non mi Sf>llibJ'::t. che l'essere i tre compagni 1·ima:sti indenni dall'i.nfczioue pos:sa, attribuirsi ad una individuale rcft·a ttarietà.; così come doVl·ebbe pen~'arsi per tutti gli altri casi, diciamo di mancata infe7.ione, poichè mi risulta per certo che il postribolo cwe concorrono tutti o quasi tutti i militari d~ 2:?,o è llllO solo, e ciò pet·cùè piìt ~onomico òegli altri e per una. specie d i abitudinario tra·p asso di classe in classe·di leva. Il 12 ma..rzo 1922 si presentano all'ambulatorio reggimentale un carabiniere con blenorragia e u.n foìoldato del 22° con ukeri veneree. Essi non avevano pratl<:u,to la djsinfez-ione post-coitum. Le malattie sono state contratte nello s~so ambjente . .M,a, ncs-<>un altro milita,re che contemporanea.m ente aò e<::si e preeecl('ntcmt>nte lm 11sato con la ~>tessa femmina, avendo esegui to la disinfezione profilattic<1,, si ammala . Il 21 marzo 1923 due reclute contra~gOJto n l ceri veneree; tre compagni, che nello stes.<;o giorno ha.Jmo sncrificato 11 V.enere nello stesso postrjbolo, a,vendo e$egnito la profilassi, non amm;llano. Quell'unico caso di contagio venereo verificntosi in un militare del 2"2• fanteria che si era disinfettato regolarmente ÙO'po 6 ore dal coito è l'unica. eccezione vt•rificat'1si, ca~o chE! conf<~rroa pienamente la regola, poichè si sa che l'optin1-wn si raggiunge con una profilal<~i che segua molto dappresso l'avvènuto contatto venereo (un'ora.). E quei tl'e casi d'infe7.ione blenorragica, nPi milit1ri del 7° artiglieria (in 2 dei qua li la profilassi fu eseguita dopo più di 2 ore) sono ben poca cosa in confronto dei 2.! casi d 'iufcr.ione nei non-rn·ofi.lassati fra cui primeggiano. 5 I(·Msi òi ~i filide. E bisoj:.rna. ossenare anche che l'infeziont} delht profilassi è data in tutti dal ;;:olo p:OnO<'O<'e.o. Può esse're combina.zionc? Non Cl'edo, :o;e fJl'~nso rome è diflìcile per molti fare E>.lltrare il liquiòo glicel'o-pmta.rgol ico ne ll'ur.-tra . Per la ]H'('(lCCU par.ione di fal'Si del male e per la preoct11 pn.1.i one di dover stringere a tem-po il gla.ndc onde ehhtdere il meat(l tu·inario percbè il liqnido iniettato l'imanga a conta.tto de.lla mucQ.<;a uretra.lf>, infine per la. difficoW\, materiale, per molti non nsi !L maowggiare lo ,c;;trumento delirato di una, ~i­ ringa, di far bene l'iniezione, .s;pesse voltP. H e ca(] e che il lirp1ido fuoriesce s(;'nza essere penetrato nemmeno fi11o alla fo.<;sn, nnvicolare; e Sp€s~;o, percl'tf. ta.h mo stl'ingè il prepu?jo c non il glaml4·, il liqnido pr:otargolico si ra«.oglie fra la mnr:osa del glande e qul'lJa. del pl'epuzw creando l'illnf:lionc d'a.\7 & compi uto una hnona. e ~<uflident<'· i.nstillazione del meòicinn le. Questa. spif'~azione dPl eon tn~do mi pa l'e ]o~ i ca perclH~ inMmma è più facile per ognuno compien~ la l;tvaJHln ~ap011ata e l':pan<l\·rc :-<\tlle parti ~<>n i tali di pomata eH Metcbnikoff-Ga.~tdu t!hen n anzichè i.nietta.rsi nell'uretm nn 1ift11 ido JW'l.' !!:i unta. 1m po' cn u ~tico c-d irritn.nte. ) li si pO~SOllO UlUOYel'e a]cnne Obiezioni :


56

l. Quanti di coloro chc 1)ttt' non hanuo eseguito la profilassi non si

sono contagiati? - E' certo che io non lo so, ma indirettamente posso rispondere C'11e da informazioni di militari devo com·enire che non è gra.nde il num<3ro d t coloro elle JlClla, libera uscita preferiscono il vizioso a.mhil'ntc ùcl postt·ibolo ngli altri nnme1·osi l ocali di 1·itrovo per militari (cns:t del soldato istituito dal Reggimento fuori caserma, casa del soldato dei Sa.lesiaui, caUJP.O sportivo in Mserrua, sala di ritrovo in caserma, per capOl'ali e soldati, cinematografo con biglietti a notevole riduzione, locali che sono ben frequent<tti specialmente da.i ndlit.."'ili di proYeni<m;w '<:ampagnola) .

2. Sani 7J'I'uprio all' u:so dci disinfettanti che de·re attribuir..,; il f r' · lice 1'isu1.tato <li qncsto gabinetto pt·ofilattioo? - Qui la domand<L esu lel'ebbe dal còmpito pre~<crittomi, m:t conn:nei nel J'it(>nere che una. layanda calda, saponata, fatta al più presto dopo H enito e uu:L unzione dei genitali anche con semplice vaselina.. fatta prim<L del contatto venereo, for~e ~io\'erebbe t1g.·ualmente bene. I n ruezz'orn, o un'ora i germi delle malattie llOH po>J:Sono aver fatta. b"'l':lll<le strada - cou ogni probabilità essi sono appena depositati in superficie ancbe nelle eventuali piccole o meno piccole les~oni traumatiche e si dispongono alla moltiplicazione - una detersione mecc:mica ·c ou acqua tiepida e l'alca.. liuiti\, legg<mneute caustica di un buon sapone potrebbe liberare del tutto dal pericolo dell'infezione avendo l'attenzione di giungere, nel la· vaggio, alla fossetta navicolare dell'uretra ove al massimo possono essere rirrwRti. depositati i go11oc'oeclli e le spirochete. A questo modo di pensare conforta la considerazi011e della lalJilità di detti germi prima. che essi allbiano preso stabile dimora nell'oq~anismo. 3. La propaganda) l'istituzione ili questi lnrali prolllattici che dùnno ottimi risultati (e di qn~sti ci si serve ~ome esempio della profilassi nella. propa~anrHl), non possono accenrlt·J·e wag~iormcntc gli appetiti giovanili dietro Ja. relativa sicurezr-a di rimanere indenni, e non potrà quindi anerarsi come n chi si dispone a nwtare una. ,·asca, m;t n.pre semp1·e di pitì il rubiJtetto d'immissione dell'acqua.? Per ciò che po::;so del'mmcre dalle mie os~ervazioni nel mio Reggi· mento ciò non a.vverrehhe. Il mn~g-iore numero dei contatti sel'suali av verrebbero nei primi tempi d'arrivo d'una. clns~n e si stn.hilizzerebbero in seguito : <Se avvenisl'e ci<) che si dice,·a, nvl'c•hhc domto '"erificaJ•si H contl'nrio. Concl udo che l'impia.nto delle sta.n?,c a.nticeltic!Je nell'Esercito rappresenta una bell'arma nella lotta antivenerca purchè la pi·ofilassi sia eseguit.-'ll al più presto (nella prima orn) dopo il contatto ~ci'su ale . I ri~ultati, perchè ~iano ottimi, richiedono però un'intensa e continua propaganda CÙL parte dell'ufficiale medico e degli n fiiciali ùi compagnia; l'ichiedouo nm·he una base morale comnne per· o~ni propng-anda: la S'i· c-urc;:za di 1·iusr-i·rc. onde poter restituire alla Rocietù uomini migliorati fisicamente. nomini sani che non Yadano a diffoudcrc ancl1e nelle campa~ne, malattie chf' fino a po1·o f;\ erano ivi pr·essochè ::.c0no.~cinte.


57 IsTrro To lH Mr:: DICINA L!!WALE DELLA R. UNLYF:H SX't',\

DJ

ToHtNo

dirett.o dal prof. l'IL <'ARRARA

DB HUOVD METODO PSI[OfiSIOLOfiiCO PER SVELARE LA SIMULAZIOHE DELLA SORDITA •

per il dott. Mario Gozzano, sottotenente modico.

Dei numerosi metodi in uso per svelare la siruula?.ione della sorùitù. nessuno si può dh·e vet>amentc JSicuro di fronte a.ll'<tbilitù. dci simulatori più aiJili ed intelligenti (1). Alle vt.'Ccltie prove di :sOl'!Jte:sa, tuttavia ancot>a utili in molti casi, sta. in gua-rdia il simulatore e l'iesce quasi sempre a superarle. E q unsi tutti gli al tt·i metodi voi, basa ti sull'ignoranza, da parte dell'cf'aminando, delle leggi cbe regolano ht tl'asmisJSione dei suoni ath'<werso l'arin. e attraverso le ossa c1·;wicbe, sono di solito troppo bene conosciuti dai simulatori e non rispondono perciò <dio scopo. Recentemente sono iSW ti proposl.i alcuni meto•li psicoli:siologici, consistenti nell'os:servare le ma.uifestazioui somaticlle elle a.-cconipagnano le percezioni acustiche (riflesso uditivo-pnpillare e uditivo.pal· pebrale; ritlel:òsO psicogalvanico; riflesso del pol:so e ùel respù·o) (:!). Ma que~Sti, come giu~Stamente osserva il Gra<leuigo, ha.nno valore soltauto pet> lo studio della sordit<ì. di origine organica, ma non permettono di riconoscere la simulazione delk'll sordità, psicbica o funzionale. Giova inoltre rieordare come esistano degli individui che, possedendo un grande potere di inibizione delle manifest.'1zioui JSomaticlle emotive', ri· ma.ngono perfettamente indifferenti anche ai più fqrti rumori, e nei quali all'esame psicofisiologico delle emozioni non si legge la miuimlL curva nelle grafiche del polso, ùel r~spiro, della, pre~ssione · vasale: nessuna traecia di reazione emotiva. Perciò penso che il metodo che voglio proporre, fondato sopra os· servazioni obiJiettive, riesca di qualche utilit<.ì. nella. diagnosi medicolegale della sordità simulat.c'll, specilLlmente in medicina militare, in cui i simulatori di sordità si presenta.n o con una certa. frequènza. Il metodo consiste nel misurare le variazioni elle subisce il quoziente personale determinato còl metodo dei tempi di reazione quando ad una serie' di stimoli sensoriali indifferenti venga. a sostituirsi improv,·isamente una serie di stimoli di due sensi diversi, ad uuo solo dei qu~1>li il soggetto deve rea-gire con un atto di scelta.. (l) Una dettagliata desoriz.ioo.e di tali metodi st può trovaro nel Trattato di mS~.licina legale militare del T&OMBI);T'l'A, e nella Guida alla di agnosi m-edico-legale della sordità dell'OSTINO. (2) G&ADENIGO : DeUa ~timulazionc della sordità. a Giornale di medicina mi· litare », 192 1. - PoNzo: Di un nuovo metodo psicofisiologico p&r svelare la s·i1mt• lazione di st)ràità. • Archivio di otologia •· 1921.


(Juautlo si ill\·ita un ÌJllli,·irluu a I't.~agire JH:I minor tempo possibile C•JU Ull dato IIHirirul:Utv wu~cula!'c ad uu ùtu-t·win;lto stituolo seu:;oriale indilfereutt, ciot nuu acu:<Lico, p. e:;. ad uno stimolo 'isiro, si otticue dalla :-.ut-ce:-.,..ioru.' di 1111 tu·to uurut:ro Ji t.ewvi ili reaz.ione uua rutdia <:111:: n•::.ta custautt uclle medesime COllùizioJJi ùi esperimento, e prelltle iJ llODJI! ÙÌ IJUOZiCIIte per.~OII(l [C . :-;e ÙUrallte re:;pe r·imentO agli :,tiru()li dsid s i ,.;o:<titui,..et imprunisarueute uu;t serie d i stimoli alu:~r­ ualèuue uLt dsi,·i ~-tl acusti<:i, il ~oggetto svrtlo, cioè auestesico alle sensazioui a<:ustii-Lf', non avn:·nirà nawr·alment.e le mutate condizioni di es111·r·iruenw, e tllll tinul:r·;ì a r-t:;1gin: ;li ;;oli stimoli dsi,·i con t empi di r eazione cLe saranno pre~>:<O a. poco eguali a quelli ottenuti con la priwa Stt·ie di stillwli (\· i,..jri ) j il IJHOZi~nrc l!('rSQil;lie DOn >err';) Cioè a subire alcuna :>t:n;;il.Jilc \'ariaziouc. ll sil:uulatut·e. iu1·ece, il quale si :H:C'IJrg<: ad nn 1laro puutu dtc agli l:Sti.ru~,Ji \'i,..id si rel!J:!UIIo ad alwrnare ;;tiu.,,Ji tLc egl i <III'Nuta,·a d i non ~t:ntir-<>, )'PI' non cadere nell'en·ore di d s jtolldct·c <\llthe a IJUesti do\TÙ IIL-<:t·s:<at·ia nw ute <-Omph~ r·e un <:erto lan11·o lllt:lltale di Sl'l'lta fra i due l'tÌiunli di!ft·J'(•Hti, ht\·ot·o elle allun glH;t·a Jla turalmtu u· la 1lu rata dd U:m po d i n.·<tziout~ . 11 () uozicn te versoua le ,·,·nù <·•>;;i iut pttJ\·,·i~tmtu te a unH·nt.aro, ùa n do ht lH't)\' :t si eu t·a della ;;iwulazione dj sordità. l);u·tt:udu ùa IJUPsto coucctt..u ilo e;.:rg nito akuuc esperien·ze sopra. un c·e1·to uurucr·o di !-lorùi veri e tli perJSune normali, le ()uali fiugJ?ntno ùi siwulat·e l<~ sor·dità. :Per· rendere più cdòeuti i rhmltati delle prove e pe r c\'itarc l'iutcn-cllto ùi alcuni coefficienti psicologici cLe posson o portare var·iazioni ulla curva psicornetrka dell'attenzione (ad;ttt..'lrucnto, senso ùcl ritmo, star11·hcz7.a m entale), dopo alcune p1·oye preliminari ' Lo stabilito n el st;;utute modo la disposizione dell'esperimento. In,·ito il ~SOgi!Hto, pt·csunto sot·do (sordo vero o simulatore), a r jspondtre, prcrlll:llllo il bottone di ri~Spo:<t~t dell'appa-recchio d el D'Arsom·al, il più mpiùaruente possiuile ad ogni stimolo lumin oso che ri ce,·e, cioè ogui volta. cl.tc, in fondo alla. cassctt.'1 oscura delrapparecchio, vede acccn<ler:<i Hua lamp;t tlina cle ttr·ica. P er l'Clldere più l't·mplìci le concli~i<mì di esper·imcnto. di:<pongo l"~q)pat·eccbio in moùo che giun gano al soi!;.!I·Lt.o c·tJIJtC·nlptJ J'auau•entc i due stimoli : Yisi>o ed nrusti<:o. Ciò :-i puù o t t:.: n t r c f<tcilnwnte l1·gando uno dei ti li del Clrl'uito della. <·a»~<ctt a osnrm con il IX:: tcu~;;tm~ •lei campanello, in modo che SIJOnando questo ~;i IJ<~ :<iruult:Jnt-ame ntc l'nrc·cnsione della lam·padina,. I nterpongo poi f1·a questi due sistemi di stimolazione un intel'I'uttor<', in modo da J•Ot<·r- f;w ilmc·ntc> is,,Jar·p h1 cassctt.<L d ' illuminaziouc dal cawpnncllo dur·antc hL se('OIIÙ;t pat·te dl'll'cspet·imèntn, c fat· petTCnit·c co~ì al soggett() gli stimoli misti nltcrnatamcn te agli stimoli !SOltanto ullitid. Tutti q1w~'ti stimoli, udi t ivi e misti, sono dUlHJUr. sempre ùetcrminati dalla p<>r·(·ul<sione clel martelletto sul campanello. l'owinf'io, n iut e r·r·uttore chiuso (!:ìtìmoli mbtil. coll'eseguire una pr·itua sl,J'Ìe !li t<•mpi di reazione indta.ndo il soggetto a. rengire tutte le ,-oltl' <·]l(' ,-,·d c acce ndersi la l nmpadina. Dopo questa prima, seri!' di tl·rnpi tli r·pazinne. cliP sr.tTit·i\ pct' determinare il f]ttoziente persouale, senza interrompere l'esperimento apr·o l'jnterruttore. e faccio giun~ere ;li sog~ettiJ un;~ seconda scl'ie ùi stinH1l i altcl'natawelltC\ acustici (a in-


r

5)

•

terruttore aperto) e visivi, cioè misti (a interruttore chiuso). ·. uentre il ,·ero sordo non :;i a.ccorgel'lt delle mu tJl.tc condizioni di esperimento o tutt'al più anertirà solo unn, maggiore lentezza nella successione degli stimoli, il simulatore inn~ce per non cadere nell'errore di rispondere a.uche agli stimoli solame11te uditi,·i ell e>;sere cosl colto in fall~, dovrà desta.re il suo potere di inibizione e fare, per ogni risposta., un lavoro mentale di s-celta. che allunga. in moùo a~>sa.i evidente i tempi di reazione. L'elevazioue del quozieute personaJe è così u11a, prova evidente della, simulazione di sordit<1. Riporto intanto le curve psicomett·iche· di sei soggetti: tre sordomuti e tre nor mali, tratte da11e numerose esperienze fatte con questo metodo. La differenza. fra. le prime e le seroude è molto evidente. Nei sordi ,·eri la media. si mantiene presso a poco im·ariata nella prima. e nella seconda serie di esperienze. La ue,rc diffe1·enza eh~ si vede, in n,lcune di esse, nel senso di una dimìnmdone (fig. Il) o ùi un a.umento (fig. I ) della media nella seconda serie di prove, è dovuta. con ogni probabilità ad un fenomeno di adattamento nel primo caso, f! ad una facile st<tncùezza mentale nell'altro, e fors'anche, in questo, alla maggiore lentezza con cui nella seconda serie di prove si succedono gli stimoli percepiti (visivi) dovendo :.lternarsi cogli altri . Infatti i tem1J'i più lunghi, come si può vedere nella grafica, sono f1uelli che se·guono immediatamente la pn.usa dovuta ad uno stimolo non percepito (uditivo). P er questo è utile che gli stimoli non si succedano con troppa frefJuenza., per non rendere troppo ~>videnti le paus~ della seconda serie dì prove. :Mentre la media dei tempi di reazione si mantiene presso a poco c.ostante dnra.nte t uttn, la durat.'lo dell'esperien7.a, nei sordi veri, invere nei simulatori il quoziente pm·sonale si elha subito moltissimo. in modo da raddoppiare persino talvolta la lunghe7.7.<l. dei tempi di reazione, dovendosi sommnre, al t<!mpo di 1·ca:ione scmpl.ice, il cosidetto tempo eli scelta. La media dei tempi rli reazione con scelta nei simulatori si mantiene assai elevata per tutta. la dUI·ata. dell'c-!>perienza, tranne poche· remissioni, anche se gli !'ltimoli solamente uditivi sono rari. E' degno di nota, il fatto che di tutti gli esaminati nessuno, pur conoscendo lo scopo e le modalità ùell 'p;;. peri rurnto, è r iuscito a. frenare l'impulso di reagire anche al primo "timolo puramente uditivo della seconda serie; e mostrò rosl chiaramente eli aver percepito lo stinlolo arustico. E' ancl1e notevole il fatto che i soggetti (simulatori), che riescono a. frenare tale impulso nelle re.:'w.ioni successh·e, presen.

tnno un allun{:!amento molto grsmde- del quozirnte personale: mentre quelli che cercano di mantenerlo il più pos,.ihilc hal';so, c:tdono facil mente nell'er rore di rispondere anche agli stimoli puramente uditivi. P resentati così a.lr.uni ensi tipici di sordi n ' ri e eli simul;ltori, diciamo così, volontari, cioè dì persone che conmwen111o lo scopo del le esp('riem,e, è interc-:-;sante riportarr la. curvn, psicomctrica anche di un simulatore aute'ntico. Ri tratbt di un soldato, che, accusando graYe iponrusia hilaternle, <!biedeva di e>;sere riformato dal servi7.io militnre. H o disposto l'esperienza sceglie-ndo per stimolo acustico il suono di un campa.nello, la cui intensità era uote,·olmente minore delln, soglia, di per· cezione acustica dichia.ra.ta. dal soggetto il quale, anche dopo l'espc·


60

rienza, affermava di non aver mai sentito il suono del campanello. La simulazione di sotdit..), di tale soggetto, sospettata prima della min, esperienza, è stata confermata da altri segni anche in seguito, con va ri mezzi dj sorpr~sa. ln I)Uesto caso è evidentissimo non solo il duplice errore in cui cad~ il sogg-t>tto al principio ùella seconda serie. d i prove (ha dato segni di contrarietà appena si è accorto dell'errore) , ma so-

prattutto l'aumento assai note,·ole e rapido ùella lnnghezw. dei tempi 500 __________________~---------------------------------

Jo'ì~:. I. - I. V. - SordOID\lto. I numeri sulla linea dello ordinato raJ>presontano Il t e mpo In mil lesimi dJ secondo. Le treooe sulla linea. di bo,s e rappresentano gli stimoli solamento uditivi.

100'---------------------------------------------------Fig.

n. - )f. .P. - :-'ortltomlltC>.

l

h media 190 - \ l r'\ 2001\ /\ .Y. ... ~-,Y.\ ..........- ...· ·A· f ·-~- -r--:V'""\ ' '1"'-'""'7""' ..... A

100

media 170

l\

\..../'""' v v

F ig. UI. -

\

• v

1·'. ~1. · Sordnmuto.


.·

61

~0------------~~------------------------------------l

-

400

JOO l<

\

200 }.

A

_l

1\

j _\

l(

!\

l

media 106 l .L " _\/\ .. v

/

\./ v

~

L _\ f_._.LAL .1 .1

_v_ • il

v

l

l

media 16[>,

J..JA ~'l

.

h

--

'

/• / '

-

Il

Fig. I V. - Dott. G. C. · Slmulatore. I segni x rappresentano gll errori, oioà lo risposte agli s ti moli solamente uditivi.

~--------------------------

Flg. V. - Stud. M. N. - Slmulatore.

500 ~oo

300

______________________________________Pr--------·----

~i~/~rn.~ea:.;·. i;a. .-=-2s_7-=--=

.

200 -----med ld

2=:.}

115

100~·...~..

··

.

::·,· .;ciC;;.;. · .. .. ;.;.:--:.::: ..._ _ _ • - -- - -- - - -- - - -- -

.....,~

Fig. VI. - Sold. F. V. - Simulatoro.


• 62

di reazione la cui mtdiu Ù<~ lGl sale a. 2 i ; aumento tanto rapido che non può evi dentemen te essere imputa.to alla sola ~t<tncllezzn tnPnta.le (fi · gur-a. V H ) . Nel caso _rappresentato dalla fig. YJII si tratta. ancora di un soldato che simulava la sordità J..Cr es!Ser·e e~e ntato dal sen-izio militare. In que-

sto caso però il simulatot·e, indi,·iùuo di basso lh·eUo mentale, non si ac·

soo x-. e rrori

-'00

1

l

300

~·.tr

l

v \• l " ·-···-1-\..161 l \1 \

200 media

~ --l

A.

....-'\media

A.

l \1\

1\ l

\

Li

~

vv

\ 287 \

·100 _.J _ _"-.,....J _........,..._ _ _ _ _ __ _ _ __ _ _ _ _ __

t

I I ~,lg.

WJ.

- - - -- -

t t

Vll.- &.Id. O. z.. ~lmulatoreo.

(>< • erro11)

100

Fig. VIU . -

Sold. C. R. • Slmul ntore.

corse che asRai tardi di essere stato tratto in in~nnno dall'esperimento e quindi nella seconda serie di prove non allungò il q~oziente personale,

ma, rispose sempre anche aù o~ni stimolo acnstieo (nelln. figura. X= err ori). E ' si può dire, l'esagerazione di quanto ,::i osserva nella fig. IV. L'evidenza dei risultati e la r elativn "''mplicità di questo metod o cltc non rkhiede appat·r cchi speciali, se non uu sistema qualsiasi di registrazione psicom t>t i'L<':I (metodo cronoscopico con l'oroloj!in di 11 ipp:


63

metodo psicografico), mi coniort<HlO di credere che esso possa. avere una cert.'t utilitù, specialmente in quei casi in cui il simulatore, sopr<Lttutto se è colto ed inteÌÌigeute, e munito di uu certo potere di inibizione, riesce a, superare tutte le pron! che comunemente si praticano per tt~a.rre in inganno i siumlatori. Per evitare però alcuni inconvenienti nell'a,pplicazione del metodo e della lettm-a dei ril)ultati, per evit<u·e cioè che fattori psicofisiologici rendano meno evidenti le differenze delle due serie di prove nel simulatori, credo opportuno aecennare ad alcuni particolari di tecnica, che ho osservato nel cercare le modalitù, più opportune per e~e'guire le esperienze: 1 I tempi di reazione ùell~L prinuL serie di prove (stimoli misti) non devono essere molto numerosi per evita.re che intervenga troppo presto la fatica mentale ad aJlungare i tempi di reaz.ione; tale allungamento, ad ogni modo, è sempre lento e graduale e uuti ra.pido come qu<Lndo al tempo di 1·eazione sentpUce si aggi nnge il tcm1J0 eli scelta~· bn.sta.no quindi, per questa prima serie, qn inùici o venti stimoli. Gli stimoli devono succedersi con una certa frequenza,, per evitare le distrazioni ed avere' una curva relativamente uniforme, ma non devono essere troppo vicini uno a.ll'altro per non rendere troppo sensibili, per il sordo, le pause degli stimoli solamente visivi (non percepiti) della prima serie. Gli stimoli potranno succedersi ogni 6-10 secondi. Gli stimoli non debbono essere preceduti da. alcun pl'eavviso, per evit~re che il sordo, nella seconda serie di prove, ricevendo il preav· viso e non vedendo seguire alcuno stimolo, ne sia distratto e allunghi per questo i tempi di rea.zione successivi, oppure, se è un imrJul:iivo, risponda al preavviso anche se non è seguito dallo stimolo luminoso. Le due serie di prove debbono succedersi senza interruzione, an· zitutto per poter cogliere in errore il simulatore, in secondo luogo per evitare che la pausa fra la prima e la seconda sel·ie di stimoli possa di· strarre il soggetto. . Nelle esperienze sopraricordate la irregolarità. delle curve psico· metriche dei sordomuti è dovuta al fatto che questi soggetti erano tutti ragazzi dai 9 ai 13 anni, i quali, come si sa, presentano curve psicometl'iche di solito alquanto irregolari. La eccessiva brevità. di certi tempi di rea;done in queste esperienze, infine, è dovuta all'aver impiegato deboli intensW'I. di corrente per entrambi i circuiti, onde negli stimoli misti la messa in moto del crono· scopio di Hipp subiva. un certo ritardo, riu1,rdo però sempre costante, naturalmente per tutti i tempi di reazione, e che quindi abbassando la curva psicometrica non fa che rendere più evidenti le differenze fra la media dei tempi di reazione delle due serie. Si pnò Ad ogni modo ov· viare a. tale inC'onveniente, del I'elito non nocivo, aumeutan~lo l'intensitc\ della corrente.


64

CASUISTICA CLINICA

PARALISI.AGiTANTE SENZA AGITAZIONE - ACROCrANOSI per il dott. Angelo Lama, ca pitano medico di complemento 550 ospedale da guerra (V Corpo d'armata). Il solùnto FrnnN-9<'0 P., fu Ambrogio, di Andora d! Sll\Otm , di anni 3!>, provcuie;ate dal cortoO (33° nattaglìoue mill~ia terrltorhtiP) entra nt>ll'ospeòale 11 3 genuaio J!)l!) <·on dinp1osl di ls<:hlal~;ia. Oli erano già .state praticate ru:ll'oltobre del 1917 le init>7.10nl antltiflclle c anll coleri~"be. I! pndre del puzlent€ mori n 40 a·nnl rt>pentlnamente. La m~dre da molti anni soO"re di dolori artic-ohni alla g:1mba sinistm, per cui f11 3nnnnlmente fangnlure, ri•'Pli!Rncloue lieve ~lllevo. Da 5 o 6 anni el:'Sil pre~nta un'incliuazione nnt:.l:>rlore cvn ~llOl'tn meolo n sinistra del tronco, Inclina zione eh~ si n creo tua sempre di più e <"il!' I.a <'O!'tring.e n pr<>u.tere la po:;lzioue ebe il nonno materno aveYa nell.n vecchlain. D e: quattro fr:~telli del paziente u.no solo è vh·o; esso ba 3-! anni : fu rJform<lto pert·bè J:;l:i a 2U nuni non t.'On~n·:1 ..-n elu.! 2 denti. 11 J':lt. ! ~ltle è ommol!liato, lHl qua l tro Ogll, il piiJ ~:rnnde del qu:~Ji da 4 annJ gi1l. lnnwnt..t dolori mu&.-olnri continui n un arto Inferiore. L a moglie non ha nvuto aborti. II pn7.i<>nte non ri C<ll'Ctl di :n·ere Hvuto l e comun i ma lnttie dell'inf:u:ia. A 21 llllnl s<'fl'ri dl b1·onro-po tmonite destra e tmnne i di~tu rbl che si rlconnettono n lln pre&·nte mnln ttln e ehe ~'<'l l'Il ono descrlt tj più !;Otto, non bo sofferto che nel l!ll~ di una formn i·r.fl"ttiv:1 /le-nta ritNl\lt::t breve ff:'bbre lul e~t innle e cbe lo tenne ìn lt>tto con forte febbr e per ollre Un.'l settimana. Non r i<XJrda d'nver avuto nè ~n nol<.>rtr..a né diplopia. W d il-lC"rel o fumatOI'E', ma ngl:ltore e bevitore nOl'llJO l e. Dice eli non nv<.>re nvuto mnlaltie venet·ee nè !>ifìliticht>. Fino a i 27 ~•nni di E"tlì ha godnto ottima !'a lute e non ha avvertito il minimo disturbo nella deambulnzlone. I ncvminelò ad .1vvt>rt!me periodl~meJJte do;10 tale <'PQ('n. !':J')('cie ·nna p:nmba ~lnl­ strn, In q un l t> n t tua l mente, n dì!tta del rma In lo, d i tanto In tanto gli sl Irrigidisce, &i e(mtrne e quiucli è colt:'l da liPv<> tremore. 10 mtni f~ cirl"a notò che gli dole>ano molto i muscoli del polpaccio sinistro e rnrtieoln7.:one tibiot.ari>icn sini!'trn : inoltre la • )!:nnbn dal term inferiore in giù comq1 rP~ ii' pi<.>rle slnis.tro !!"li !;! gonfiò, dJ I'<'IIfò di t·ol ore lucido gia llnslro con ca !ore l o<'n le, ma S<'U7.a fE"hbre. Doro clroo una settim:lra anrhe que~tn parte ri tornò nurrr.ale : 11 medic-o che giudicò trntt.arl'f di fnrmn rL«:·Jtelatosa ordinò impacrhl ticpicll. Pa!'!'~Jt:a t.'llc forma. bl'nchè il piede fQ!;;;e tornato norme le, i dolori mu.scoln M della eletta a rtlcolazione ))('rmasero eonti11111 raer qunnto legl!eri!:l'ln>l. Ogni 2 lll:nl clrcn cln llllom ]lNioclicnmente si rlncutlz7./Wano i dolori e si ripctevn.no i ~intoml loeali llCIItl sopra de~crlttl. G anni. fn dopo una di tall ria .:ntiz7:l17.ionl continunndo forti l doloM mu~lari oollti. il prudente f E>ee una cum di ~1hbintnre ca l de ripetute POI negli anni successivi. Il medico lo riterme a llora affetto da ociatica. E. O. - Sta/o pre.~cnlp. - Di eostitu7,ione ~cheletrLca regolare, robusta, ben conformatn: lo l"rJito Jr<'ncrnle di nutl'izlone buono. I mn~coli nonnnhu('ut~ 1'\'ihtpp<.ttì, discr·Pto Il p:~nnìcolo ndipo~. I/nspetto ~Pnf'rnlc ilei m~111lto (Fig. I e II) è dJ uomo .:;n no. ma un ro· cade.nte. Stazi one q1ulsl Cl'<'tt.'l . il corpo un po' piegato ln avnnti. I.n pelle dJ colorito 1·o~M nl volto. d'un roM lt';:;:l'rm<.>r~te ci;tnotico :JI!Ii or e<>('hl, f!PP<:ie Yorso In pnrte Sll{O('rlore pol=:teriore dei plllii;!lkni. TI:> en;wllf e bnffi m:ri. T..n forma ~ diml'n~ionl del collo .sono normnli. In tiroill<' non llJIJl:ll'<'. i gro<:~i vnsi di'l rollo n0n hnnno nulln di an()rllln l e. JmulNlint.nmrnll' popra lo !01<'1'•10 notn~i ltlln Jlltlsazion-l' nett.n . l':~ crla non è pnl· p:ahlle ;ti l!iiii-:Uio. T~'l for·mn d<.>l tflrnrc è r(';!Olaa:e. Ln ·rN::pir:~7.lonJE> è tornt"'·ncldo.minalc. Allo ]IOt'Cl.l:'><ioue toraci<·n tutto è nella nOL'Dlll.; alla ::tscollazi<)J1C ~olo qunl-


che ronco ;,l>arso. E. O. t~lht re~lvt·< · <·•utl iam: UIHJ \'i i· hM.l'.:l !JJ'(X'Ol'Òialc. L'itto JtQn si >ede nè ,;i pnt~. l':tilt C:l!'llla1·:1 è li.ruìtat<t .in :llto clal l'l<H'do "-UI X' t'iore della

tet7.1l. costola. ln basso ù~11 bordo :<UJ>eriot·e <l.folln qttint:t, a d estra dallil li.ne.'1 mecUuwt sternale. ·a xiui»tra ditlla lint~a umJmm ilhll'c. à!I.t •palp:tzioue ne!>sun fremito. AU'n<'!C:ol·ktz.ionr not:u:i \JU t'tlntore s istoliL'O t.ll:t!!~:iormC'nto~.' lHlibilc con !:t coom-

Fig. l.

Vig. t.

pregslonr n Il n 'Ilo dE'l l.ét'?.O spazio int.errostale vct'SO la parastern.ale sinistra; ti.nfor?.a t o è il se<:onùo tono not·tico. L'iwrtu :11 secondo spazio intercostnle destro debordn di tre buoni C'E'nt.lmctri. Il polso alla r:tdin le è pict'Olo, dttro, ritmico. Ai capillari la c~rcolazione è •mllentattt. ' F'n tto l'es:une somlll4l•rlo dell 'ut·i.rul, rlsultn assente ;!ttK'Oslo <' ~tlbumiJta. 11 f.e-gato e In mil?.:t !;Ouo ·nei limiti nornta li, i gangli ascelkM·i sini1>trl Joggel'lllente ingrOI;OSatl, not-rnali g-11 altri. I..n forma e l'estensione d~ ll'11<ldome t! normn le, ltt resi$en?.n <1<'1 must~)Ji :tddominnH laSC'in '11. d.e.<:i<lerura. FJsame !le/le cstrcmilù. - Le gmubt', Sllt!Ci~ lt si•~istra . thllhl ll.'ll'le infet·iore <1-P.Ha coscia fino ai ot>iedi -sono lel!~;erme:nte d~moliclle e ft'(>ddc, ,pur rest:a.ndo l'ammalato in decubito orizzontnl~. Se e&"<> si alzn, esse dinmt"no ]n pochi minuti prima ro.sso-paonnzrR. poi :tddiritlum J)AOnrtzr-t'. In ambo i pit><li si notano geloni uumtuuùui (eritema Jl<'l'llio) a fondo jpiù cin~to l leo <'Onto rnuti da colletto llll po' ;;lallnl>tro: prem;eu<lo su di <>>-'S i, UYV<'t'tt•,;i l'infiitraz ivuc ;..ottostsmte. Sono distrlbulti a fonna di U11e'/.Z;\ <·OI'O'IItt. a fe•·•·o <li c.'\.\'a llo. 11ltl'tent.i dnl tallone e andstndo Y €'1'$0 le tl.ltn che :,'Qno oltrcmodQ J):tOII:t7.7.<'. Xnu :<i !lol:tnto ll •~><li.lk:•zloni ungu<v.tli. & - Giornale di mcdic;'na militare .. -

l·'nsc. l.


6(;

• l JliUM.'Oii del ,[l()lpac<.:io !.U!Il:;tro &"\' illl!•tmti uvrwubnente oome Q\JCIIl del lat<> oppo::;to .sub<lol.f!o.uo continu::IITI<!lll.c. Dopo av-Jix> cammin:•to un poco gli si lntur· J.ti<li...o:;couo lt•J!gennente Le g~tmbe; l'ammulato non ruò re;,tare in pieòl a l ungo ma è obbl igut.o a piegarsi pcr<:hè i ID.ll$C"Oii del •JKJll~'l<"·<.:io s ini.c,tro dice che gli si con· truggvno. L (• o~~~ e le articoùnioni cl<'llt~ ~:llllhi"> liQUO norma li; nou si notano W11'ici.

L:1 cut.c· ùelle br:t<·1·h1 è nor~ua le ~ wlo quanùo Il p . tiene le tlllaui petw-oloni, le braccia, SJI(.><:ie la Rini~tra, pw·e prel<cnt:tno colorito cianotico simile a quellt>, ma non <·<)Si iot<:-n-"'0, delle gaotlx>; ambo le br:t<:"<:ia sono per lo più ft'\.>dde. I J!(>llit:lli wno uurmul wente ~;yiJuppati. ,>:islc.ma lli:'I'!'MO . ::>cJl$10rio libero, IJ(' I' quanto l'annua lnto sia un pò preocl'll)Jato del suo o:;\<~ lo. E' permalo~; lèlllC'lUlo di e."-">el' wt·do. mal;1u1tente iuleriJI'I't.:l i lleJ.ntl cl<·gli :litri mal:tli. La motìlitit \'olontarla (lell:t regione frontale(! fa~.:cl.ule è buon:t. L'a »~tto d ella f<t~.:<:ia è ili ~minlico; gli si vedono socchiuder(;! le pal· l>ebre, mentre il volto è se-nza ('.-,Jn·e;,."Si(lm~. Il bulbi) cx:u l~1 re è bene mobile, le pu· pllle uguali. i mov im<'J lti ct':tcromod<lllionc .sono no11nali, l'acuito\ vi,<:iva e il campl> vis.i vo ~Olbl~lDO J\OI'Jll~lli. Ln percezione dci eolorl è c.'>alt.t . <t ll:l ~<"ra c al mnttiu<> nota fl)f>1\•ni; vi è 1i~v\' nh:lagmo OJiz7.ontnl.c e veri leale. La v:islon<:> é netro il giorno, a -sera vi è emernloJJill; gli ~rt:> che davanti il l.ér,rcno s:ìA1 sollevato in zolle e Allora ba lnt.'('ri:X>zr.a e, <1:1ta la lon.t.erR.'l dei movimenti muscolari attivi, tlniS<-e ml cadere o può clar rolpi !'lperie con la oosta in o~gett.i vi <·ini. L.'l sctw:bilitìi nel territorio delle ·r~ti'Ovk• ~h·l lrigemioo è normale, l' u<.llto c l'olfaUo pure nor· mali, Il JXil'lare e 1 Iuovilll<'llti <li rn;l:«t.k.1:r.lone l'Jùno lenti, af1Jo>:danU.sl ma non scan<liti. puc:, ::1 priJ·c bene la bocca. L'~ me della <:<>lonna verteb mle è normale. !Al motilil;\ nonnaJe, per quanto 1\>nta uniforHlemC'ntc ncll;• vurie parti de l corpo. Vi è pat·e,.U. apJX1l't'JJte nel l'~nto sinht.ro infcriorc. 1Jwitato a solleva re le gambe, le al1..:1. con l<?-I!",;No trt•naore ed in(·crt.<•.,,r,a !-'f*<.'it> Ù1 ~:<i ni sl ru: io,·itato a t<><:~ re col g lno;:dtio il t:lllone OJ>JlO!'lo :J.ù ()('Chi cbin::;i cotn{>ie l'a tto txme con 111 gnmba destra, incerto a tmtti ed In n1odo meno perfetto con la sluislrA, I:>Oi<·ltè tli t-c che si C(lll· trngi!<>UO i umseol1 fi(';S.Wl'i (lella gmnba. Qunndo lu ll;fliJiba sini~<lnl è tc:;l!l, prova 1:1 scn"''l7.iOUC' cJ•e v()!!; lia tlt>ttersi SIIOni :m<':Hne>ntc. Ha kl ><I'J1!5.:.17.inne di modmentl fibril bl'i del gastr{)(:uemi; riJlOS:l 1.:on d{'('1Ibito lat('ralc sinil;tro <' con IR g:nnbn si· nlstrn F;Crnpre flessa Dll!l nou <.-ontrntt:l. Non vi è h'l.<:egut•. Ila difti(:OJtà dj alz..'lr;.i In plOOi da sl'duto. Cammlina lcnl:1llmnt<' in posi:o~ione quasi erettn e :9!'011)r e aJJ· pogglan.dOf:i n qmtlche oggetto; Il ha.stone è portatu a ~>inistra e il mautto ap!Xll.'"'~ia il peoo del c<>t1l0 su tale lato. L'anda tura è l enta. Per quanto è stAto descritto acce.nMnòo a llil Yisioue sera le si surmorrcbbe po~iliYO il HuWbel'~. ma uon vi è. li:' J.X>ssiblle la ~tazione sulla gambu d-0Stra, imJ)()sslbllc 8ulla 8inistra ~rchè trema e si fl ette. Per mettere una gamba sopra l'altra si ùeve aiutare <.'Ou le munj. Lc(t mobilità passiva è not111ale dRJ)JlCrtutto: solo nei mo\·imt'nti dell'arto lu· r~riore s inistro si avverte una rt.'J$ìSien'l..n dei Vll>l'i gruppi mu&eolari, non di· pendent~ d1l reffidui infiammatori p;ut.icolari. Lo stato trofico dei muscoli e buon<~, la gaa11>a ~ni;:tt·A ha lllCl\7-0 ~utiutl'tro ùi circonfercnz:l minO!'(' <1ellsl de-stra. Nnu 1.1 è potuto fare l'e.'>llme ('lettrico. Hn OOIU!Ire la senSl.lzione subicttivn d i fredrlo alle .::-ambe, e. come -<•i è nei'I.'Hnato. senso di forulk-olio c-ontinuo e dol ori di cc>H· l mttura ai gemelli :-<.inislri. r,n :o<\D:ilibilit~'l t~'t'mil'n t? l'(•nsibilissima per il fr(!(ldo . nornwle per il cnlclo: la dolorifica è lc~<'l•menlc tOJ'J)itla. T..OC.'1Ull7k'1 bC.JlC le >!!C'n~z.ioni. Ha il sen:;o '.!lll · iiCOl:l l'\' <IPi movim'<.'llli J'III>N ivi c HtliYi norlll:tll. Questa sen~ibilit!\ appare l<'gg<•r· men te r i ta rdnt.<t. Tiin;--,<:1. - 2"01t prc•~nla llal>insld; Il rifk~ro (•ntnm.'O piantare è s:<>n!>ibili~ !limo, vurc .iJ crcmaf'terk-o e g-li addomìnnli. I cublwli dcbolisl<imi, Il patellar~ debole flttimc•ntnbile col .l('n<!r:l~sik. r~H·hillt'o non è cvi<knte lJn(·he perehè l'llnuna· Jato til'llC le ~ambe cnntrutte. :-=ull':lll.ro <1~;!310 dì not~1. ~d rhl~snnto d<> i di{lri ù d:1 not.'l n;l ~olo dnll'll ·2·!HS che ru('lt<'IHlo Jl mn l ato su p l no <'ugll arti Jler un po<-o ri;tl7.:1 ti U<>t:uli il Lrelllore più man i fe!;to nell'arto lnf.,rio:·e $] ni:stro. p. eh e qua nel o 1':l. r~>.'tn in 110 n Ol bif'nte trN1do i unn~t1 in t a mente


lli

:;'intensifca In. cianosi deì piedi, ùelle gambe e anclle ùellc COS<:ie, ddle mani uno ull'uvambraccio, della punta del naso e degli ore<:cl.1ì. Dovo un pò di l~.l.l.llJO avverte <lOIOl:e C<Jnùnuo, specie a1 pleùl e aJJ.e gawbe Quanto il p. poggia le ro<uù neue !,)arti o ve la pelle è leggerm€lllte ~tira L<l, ::lpccie uelle dita fra le vrirue e $!.>conde !alallgi, vi >ii fa iS<.hemLa, tanto elle questo gùtllas t ro ('OULl'll:sta col pnon:tr.r.o \'lciuo. Senza i'red.do le •llliUli .non dolgono mal. :tic-:J-UlS. Alla raùloscopia (prati(;llta lJt!r wezzo ùella -1• autoawbuhtu:t.U radio· logica) ('OH pxoiezione p<>-sler<Hmteriore ,, 1 dioottv della forchetta dello sterno e tht un lato e dall'alt.l'O de<ll'owbra del manubrio, uolasi un'omb t·a a bordi rolon· ~lanti sospesi con Ja ('()nve-ssit.ù piit lunga riYolta Ja.tex·almente nel senso vertkille. '1'ale ombm è dovuta alla proiezi()ue della aorta ecta:si(il nella r._o,gione dell'arco. Detta omblil rilevasi più DIUnife.:sta nella ·proieziO.I.I(' antero poSU.!l'iore \.La un klto e dall'altro de lla colonna n:~rtetH·ale e più uccenwato a ucsua: (tlell'totermo) che non alla .:.'llil siDistlra.. Es:,>a è St!w•vre evid..:ntt•mt>nte pulsante e :;egu\: ueUe sue pulsazioni la .s.i.J:;t,ole eond.L:tca. Al dLootto di tn.le ombra ev h.l.i!nteme.ttte 3\"\'el'tesi .l)Ut'è ecta:-Jica nell'omlim cardiac-a la .p1·oiezione ue ll'orec<:ltictta destra. Lu lunga dt!gen.z.a in ambiente C<ùdo e la IIDilez~a Jell' 10veruo )..la.::>."l-t t o llunuo mi.gliorato U paz.lente; d.iminuiba è la cianosi con il l'Ìl)()OO, gll eritemi t~r.uio sono ~pre evi<k\Uti, bencbè ridotti ui numero. L 'll-4-UlS il paziente è inv;ato al centro ueHologico ùl Reggio Bmili<l, ovc fu .voi l'ifommto e 'DJandato a casa. Lèggerwcnte pt>gg10rato è tutt'ora yi1·cntc in LJgttrla.

Il nostro ca.so presenta. i pl'incipali siutomi della pa.ralllii agitante, · t! cioè maschera, facciale a.mimica, fotmazione lenta e mouvtona delle parole, lenter~za dei movimenti attivi, astenia generale, andattu·a a 1~ssi piuttosto brevi, e uon presenta <dcum~ inita.zione o lesione delle vie ptramidali, essendo normali i ritlessi, assenti i Babinski, assenti i cloni. Certo esso si differenzia dal comune l:'n. tkinson per la manca,n za, di tremore, solo raramente presente, per il minimo atteggiamento tlel tronco e degli arti in semi tles~ione, rua, ciò non ostante ùeve fa.rsi la diagnosi ùi paralisi agitante sinc agitationc. Dati tali :sintomi, analogamente ai casi consimili, la. seùe dell' anomalia perturbatrice dovrebbe localizzarsi secondo Pierre Marie e 'l'rétiakoff nei peùuncoli .cerebrali, ~ più precisameute nel lo&us nig~r del Soemering ; oppure, come recentonente hanuo comunicato O. c U. Vogt p<.!r i loro studi auatomO·patologici sulla paralisi a.g itante sinç ugitatione, nel globu.B peti. lidus, mentre la forma con tremore secondo loro tl'arreùùe la origine da ulla altm·ar.ione del coq11J r:;tl'ia to. 'l'aie modo di vedere Ilei Vogt, gi:\ accennato dal Luciani, Lomonaco, Mingazzini, è pure confermato ùal Wilson, dallo Strumpcll e dall' Hunt. Il reperto .e le dedHzioui d~ Pierre Marie c del 'l'rétia.koff non s'oppongono ai reperti dei Vogt, dell'H un t, ecc., anzi possono essere congloba ti alle sindromi p alli dali, consitlerancJo il locus 1tigcr fra. le zone gl'i::de sotto:-;triatc in r~>l::tr.ionc col corpo striato, specialmeute in quanto il i\Iit·to, citato da.l Souques, M'l'ebbe rlimostmto e~~ere In snlJRta.ntia 11:igra una pa.rtc clPl pallido distaccatosi nel corso dello sviluppo filogenetico. Ma il nostro p., oltre i sintomi detti l'iferentesi alla para.Iisi agitante sinc agitationc, altri ne presenta di ordine vasale e cioè: al cnore : il secondo tono aortico è rinforzato ; poi vi è un rumore !;i~tt,lico udibil~ mag-giormente al terzo spazio iutcrcostale sinist1·o, e poi alh1 osserva.?.iooe r·a dioscopic-a mo:;tra l"otccthictta. (h>stJ·lt ccta.;:;ica; al· l'n01't~~ poi, che :~l secondo spa1.io intcrcostale destr-o HlhL pe.rcu:ssione


elciJOeda eli tt·e· tcntimetri, com<· ÌIHlica l:~ rarlio~:K·opia, n c· tliiiiH~ Iltn ùel l'~rco a.urtico: alle artL•t·i<· il polso piccolo e ùm·t>. Oltl·e a questi pi(l('.Oli I'IÌlltOIIIÌ, d11• ho \'Olnto <lte~(' llll:ll'C t' <:hl' (H'l'llll'ttOIIO tli dit·e Clll' vi è in (.'\.'l't o gT;tdo ~cl<•r·osi dd ~~·osso al hP l'O d J'(;ola torio (t'Oli t·Hziollale insutliciemm tl'ÌI'nspi-ùak), t', oltt·e ;llla. lenta cit·c•ola:.done pt·cseutntn dai c:apilla l'i , ~i notn11c, mauife~ti i disturbi ;l li<~ \'CliC C'llc r ivelano ùe liec:11za di tonid11Ì tauto da dar·t· un \'l'L'O colcn·ito paouazzo allC' N•trPrui t;ì, colot·ito jn tt•nsi lì ca n t c~:: i pt·t· In. po:::izione (lt'lli)Ul.l <l q;li a.rti e ])Cl' il fJ·cddo: pt·csPn ta t'ioì• tutti i sintomi (;.lw so11o noti nelle n.cl'Ot:ianosi. • E l'iucrzi;J v;t~onrotul'ia JIOn dipcnrlt> cceto da llt<lllc·artza. di mo\'Ì · lllt'llti, t'OllH! (jll('lla cii<' si O~!oit'i'\· a. JH'i c·ahttOJlÌ<·i (' i11 altri ~ÌIIf' {lfJÌf(l· tionr. pcl'r h è il 11 o:;;tro ma la t o c·om p i<> i m o \'i m eu ti t' lt· f11mdoui <:o n le n . t<·;r.za xì, ma qunsi nm·ntaluH·t ll". n<'> eln defkientr pt·opulsimw del muscolo cardiaco ra l i<lo ,, n• ln th·am<·u tt· to;:t 110, 111:" da 11:~ s{:lei'O~i dci ya,-,;i cf· 1iucnti ùal cuorC', e fot·st• e solo in minimo gt·ado 1htlla li<',·c insuffiC'ienw . ma. ee t·tr~m<>ntP ·rl<t un'anomala clelit:icntc toni<-itiÌ dei tuusc·oli ,-a.~";ali, Rfk.'· cie dei ,-;u<i n•uosi, <·nutC' si risco.ntt·n· nrl mm•ho eli Raywwd e nelle a..<.: roe in n osi iu genci'P. PPlT il) agg-iung-o a -lla clingnosi di pa.ralisi agi. t:lnte :siur: uyitationn anche quella. eli nci·ocianosL L'altt·o sintmu0, l't·· meralopico, tlcl enùerH t.n h·olta Yrrsn ~et·; t pr1· la scn~;lzi~me pel'iollie~ tlPl tPJTt>llo soJlp,·antcsi ;) zolle, lo !SÌ potrrbh<' spit•ga t'l' con nna dilatazione dt·i ntsi r<•tinici ehe daJ•ehbet'o l'ombre, i disturbi el'aecomodazinne, nHI a. pa.rte l<l pret el'a eli spit'l.!;lll'l! tale ~:;cltsar.ionc, se il cader<'

tah·olta rerso ~pr·a fa (Wlll'Hl'P al Houthrt·g, tntt~wi;l ~ da. ritenersi un fenom<•no eli falsa. ra-luta;r.ioiH~ ,·i,;ira. poicltè acl Of'dti (·hiu:;i il p. st.'\ fermo <' non tit11h:1. 'r<IIP sintouJn pH4Ì al-òscwinto all'in<'P l'tt>zì'~'l· di appoggiar<: il tallOJw :sini~tl·o "nl ~inon·hio ùcstt-o :stanùo il p. '"lraiat o a<l ocehi chiusi. fa (H'll>illl'l' n distnl'lli <·e>J·<·Iwlhu·i <· più pt·opt·iatut>ntP alLt >;iudromc eli Bauin~ki -Nag-<•ottc', la quale IIMPt·a ft·a i ~noi sintomi:

L'atassi:t delle estrcmitit. la mm·c·ia tituhantc s<·uza i l ~·~uo eli RonJ herg, la. pc•rclita ch>li'Pf(Uililn·io c·iBC'tit·o, ('(~'., 1li:::tnl'11i C'hP possono essere genera.{ i d11 l<·~ioni di una rc~iOIH' <'OIII(Wl'sa 1wl tt•nitorio el<'llU. artel'ia ccrelwlla l'l' postcro j nfl•r·im·e rontt• ha eli nwstTato i l ])nh o t ( n~di figura 3). Quauto al seu~o eli stiJ·amPHto <' tli ('Outrn.ziom• :;pontauea. <1ei gemelli , a parte b teudem,a. J'amigliun• <' 111 malattia lH'egrPssa. a.lla gamba- siuistl'll·, potrPhbc <'l:'IS<'l' ritenuto 111i<wio11ia residun, dontt<t mn gari a- lesioni limitut·e residenti sotto il qu:uto pnio lombctre al secondo paio sacl'alc. J u ogni c:aso npl no,;tt·•> pazic•uk risult<UIO n<>ttf i gruppi rti sint-omi tlcll'a.crociallosi, quelli tlcJt.~, p:JI·alisi agitante gine ctgitatiolle e si ha l'aeccnuo alla :sindronw B:tbinski-NagPotte. Ho Yoluto pubulicare qnest.a. nota, pcrcJ1è è enra c(Jsì nccentuata. l'os~ervazione di un ca!'o cbe Jm comune il carattere di deficienza di tono dei muscoli stria. ti e òi tono ùei m u!:icoli li!<c i òei \'asi ,·enosi almeno, rtefjcenze di tono clw fanno sllpJIOlT<' dw i <·c'ntri pl·esit•dt•nti n. tali toni<:ità fossero ~:;W. ti ùa una. sol:1 ca-u"a pel-tut·ba ti . Ar<'Pnna.ndo !ora a.i parel"i disp:nati r.hP si sono avuti per le localizzazioni dei centri n<'rvo~i l'(·~olatol'i ùt>l tono mn,;colart•, tlicia.mo


c·he, menh-e DO!l n è di,..:rol·clia twll'ammdtt'l"c' eh(• In. ton icitù. tlel lllll~colo Jisdo, ot~!",i'1io t>S,..:P n~ia le ù i con t mr.ione JStatica, d i penùu, da L :>irupatko. pt~r ·H tono dc•l lllllt;COlo ,..:tJ-iato inn.>t·c: ,.:ono dixt>l'S(' le opinioui : il .Jack:-oll e il Bast ian situano il f·eutro •·t·g-olaton" rlel tono

0/t:tt.

--'-::r'ft--- " l a--...V.Y.I"n

\"'~ c

1'4roln·~..

-Le tiMTitOU~ (oaubrt) o~ l'antn- an:tx:ne~ IXO'\Io'' rinJA" ,., mftrkurf' fd' aPf~ nuhou

del mu~colo ·stì·iato .JH'lt·l.•t·r<•IIPtto; il Cmc·q antuH·th· un c·eutt·o rcwtit·alc unico; il Yan Odtut·htPu e H Paulow huli<:ano il nu·scJw<·falo t' pattito· hu·me11te il nucleo 1·o~so: il Gt·asl'l(.'l ;un md t(' l't>sh•tl•n7.a di. tL·e t·Pntri : <:o1·ticnle. lllesencefalko e 1uidolhtt·t•. \"i è pni n11rht• l'ipot<•si eht> Ja. :,;edc f:Ì;~ sirupatic·a.ll ) fosso, hnsaltdosi su''"" O>'>'N'\'I17.l0ll<' tlt•ll't•r·•·otwito, ùa emesf'o l'ipott:>si c-he le tihrP silllp;ttichc tet·IIIÌH<di n ella tilmt llllll-iCOI;we :.:crntno nll'imw·t·\·a;donP toi1ka . llll'lltt·t• la c·outt·aY.iont• mpidu sia sotto la ùipcutiPn~a drlit' film• cl'nl'iJ.!illt• c·t•J·eht'ospi na.le. Di fatt i molti autot·i hanno c"nnstata t o l'llé la l iln· a museo la te :-:tl'i a t a f01·ma 1111 a ppa1·t>cclt io cluppio, l'nno <·onsa-<·t·ato ai lll<n·imPilti J·apitli t·;lfiJII'l'St'ntatn da~li (•leIUI;!uti hil'ift·;wg-enti e l'altt·o adiuito al toun rapprPst•ubtto n sua \'Oit:t dal saJ·copht>'Ul<l: P, !'iò c-ltt• lastia suppotTP c·he rin~cnn;l, di qtwstc so~:tam:e possit•da, utm innPl'\·a:doHe pt·OJH·ia-, nltt·i osscnatot·i ll<tllllO a ttiJ·ato l'a ttt>n7.ione :;n l l'n t t o d lP Ili'i nm,..:c·ol i si t mr; 1no a la t o d i !i tn·c mielinicLc, per const'g-nt•u:r.n lllOtt·ici o st•usit.ire, :tltt·<· lilu·e :-qH·l)n-i~o:te eli mieliu_a sPg-n;llatc clall'Jln he1· t• dal \'i tt <' iu sl!guito stndia.te e ~ma.­ lizza.te minuY.insaHlPiltC dal Bo!'I~c · . L'ipotesi tlel ) [os:":n ('> t'lltm(;~ in cloHlinio clt•lla fisiolog-ia (' d('lla c·lini(·a l'l'l' le riePtTIH' sp!'t·imentn.Ji tlel HoPr·. (luPstn antot·t). :-;p:r.iounndo i ,rntni t(1lllUHi<·nnti m•lln r;HHI <' 11rl gatto, ha dsto una dillJinn7.ione del touo similt· " qu<'li<J pr·odotta (1(\1' la l';er.iOIH.' d ello :-:eiatiru: JU<L v'ha. 111 pitì: 1!op<• la ..;<•r.ioHe dei r-ami f'OmnHirnnti· la :-:t>ziont' tlello l'ìcia.tico non :n·enl più inilru•nza >'Ili tnllt•. Disgrazia.tanH•ntt• JI('J' la. teol'ia tlella setle simpatit·;l tlt•l tono d<'i musc·oli ~tJ·bti nltt·i osst•lTatori, e spe<·ialm entt• il Hel'itotf. non hanno dal o l·onfl'l'llla ai risultati d<•l Roer. P et· -so<l4Jisfm·p ;tllt! -esi;!l!ll7.t> deliP nozioni lllntlt•r·ut•, Tn'tial,off, dopo a \"e1·e i11si:-<ti t o pc·t· il f·Pn t m nws<•tw<•fa lko. d kt• t·IH• O('<:Cif·J·u :llu-


70

mettere auclte uuo o pw centri ~impatici regolatori ùe1 tono e la, cui sede è perfettàmente inèoguila ; però richiama. 1'attenziolìé' alle rela· zioni strette, f01·se di causa nù effetto fra le altm-azioni delle cellule del locvs 11·ige1· d«>l Soemering- (V. fig-~. 4 <' fi) " i disturbi ùi tono mu. ~ 1

,.,

l •"-· .., 4to'urua . .. Malad.ltd.fl ~o,.kln.on (J'piqfU. -l>it~rtUo:a d"a.o ,<raod oornbre de. c:ellults nuveu.au du J«u.- N l ~te~'" r..eues cpi -pe_,.. o4lllcot •ot)l ~A vuir dr dtr~a.i~C~~

scolare, e tenuto conto del ftttto ~cgnalato dal Marinesco che le cellultpigmentate del Zoct1.s nigcr presentano certi} •analogie nette (pigment.a·

,..

t'ru. , - Kel l. CottJN! lrli.H$V~t~ du ,, ;o,Joncul~ ..:(Zr,.hn • r.,-_.... ' •1 ~· rmttl Ju L(H•u1 Siflrr. Uémenrc -.io11ìlf', qu4tlr~ ·vi n..:u .m ... L tlornbN"\U: pNilt. 1·•omt.s diJtsf m lnr:,: rhm s 1ft t")nto m t~ rgirmte. r~('o ··

,.r.ntc.fl\ leto cellufn nerveusu pirme nt(:e:!!l nurmnlu. L~ woe ,.cnlrut. ·· ontien\ tles cellulu Qf'rveuu'f rt.rea , dèpourv ues. d~ IJi~~tmenl nuir "' 4 "l"l'U··· dro "Chi ;ovìtl.h1u a. un auul faihlc .:r·ouissc.~u .. nt

zioue s peciale) con le wllulc ùi medio taglio ùi gangli spinali, dice cile « questi caratteri parti<:oh'Lri tlellc cellule dl'l l. 11. fanno snpporre che vi sia.no forse in seno a questa r egione uno <> più (·entri simpatici J'e· golatori del tono mll!':C'Ohwe >>.


71

La. frequenza dei disturbi simpatici (il s udare e la, scbo1•rea uni· laterale, sdalorrea, v:ampa te di calore, edema degli a.rti, ecc.) nella paralisi agitante sarebbe un fatto favorevole a questo modo di ve· dere (Trétiakoff) . La concomita-nza. a.lla para-lisi agHante sinc o.gitatione 8chom.a delle vtf' d' ann.a~a.a\ooe d~i •lstew& o loa\altco

•· T...._,. 8 K•• l . . o&•d...to

6N r t b.r• u •

lJ Olo "-' ~h;ia.. l~ui•a.• ..;..,...,•) L "lieti.• ,..ut•l• • 'JoOr-doe-• hu•nr.•~ l ' Tet.o.r cune re._. ,.,... dt ~R NuiM """o IJ!Otuoo• • ,_a&Jacal..• •

Iii r~r• <~b ~ •l • ' i""lh<l.) •...ocG a t o. d o l)o.,t.o~ t ' ·'"'• ·~· -ur l"ll'~" .... , .. o " ' 0 o ct~~twto11 •t..

1.1 ,.,...,,c;,., (a.,JI .,,.,..,t, ...,~•• ".,."'ll"•••r u•ckl.iall'•l• .,,..,, .. 14 l't\., .. ••.,a.•••to• ~·i r-llo 4u lo Vlt. 1•'-G , ..t.A · • l ,-.1 • hoju ...,, .ol •o-o la l.c'.., l~ F tll u H • ••l.u.tiJ • JIG'-'"""•" llo'n l t ..!&t:W)<4.t"• ' l' t .o ' '" ' " ua "• ' • "' , • .-..• c.""'-' 16 f •t.•,. tr• ta l"'"" ,. ,..tnMo l~ltl 1'1\..• (t & at- 4 1 ' N •I P"ll -1~• ,. 11 ..,_,,, ''"' ,...,.., n...,~, r-llo•lo

N-f.o · ~uo o.oo \tl>f"P.. 4:! l.•r"

c.••

l , C.pe•fa oal.raa. lf. s - t.o, tMH !pou ien" D:i ......Gc•l•h!"&J Jt :'f't~l..c> , . ....., Ila• e..J,.•Ie,J 1{. lA-eo• n •c::•r O trfco.l.., oot,.....,mm_a.,...lt o h O.rbQ,•i(~ f' N' o-ti. . oaW,..h1-lel• y t'Ilo• • ~tlwlll•'"' ' Fo"-•• d o MflO.-.oOU. h • ... -·~J.o f"''tll l4oo '.!' l'•~»• 111 ....,.llll.-..t o &l • f:: lhdo.

l F•tn;..:•H~:ao-·o-

tr•· ,..\&a•• • • \r• lr...fo p~~llo • \A u.a

,p:!'.... _... -

10 1 obte .,tJ,,. <h l ,...11•>41!1 ... . oa a l l<>tOf t .,,.... t f t ! r .... • ~ 4 !1•11'"1• "' .. Il Ptt.r .. l.'b• tleU' -.r_.,, Fer•l ' " " eo• e l pa..l!oolo d.all'a h r "' , .,

t)

r

,....uM, • cH'"'"" .....,. fl"'" tor~•

4 IJ'I M*Q- (•Jf~\

: ' •ln• t»• ~ . t , .lhdo .. o no . :a ~ p- 111l• <f•• c.. ,_~

<·• .._..,_.,"'

..,. •

;Mi....,_,.

'" lftbr• l at....ft'l- - " •'• 1• Uo l'•b•• t•l•.,__. •r. h r.

di

r.. :: ~:~:.: ~~~~7~:~:~11d:.~;:~~~i.-<!/o':t~:'rra:Z:d!':~ t poa.• :•

~ "~• d o t 90C'IoU o.,o• "• p.l 114o a op.tul• »• 1t.... v 4• t'i Ylt.u ra brv·•S" II•I• 1"1...-o.t•• W• o t ...;.o f l • ..._t . ' •'"' u•. e F obf• ,...,-.~\.~· ·•~•·

• • l ibtoa Lra pa.l.h do> • '0\.t.r oia•rt•ID

1lk t' ..(IV $i•t• :r., t.lt cr..:.o• w

Fi.;-. fl.

di u~ dh;turbo quale ,è quello -che chiamiamo acrocit"toosi, attribuito da tutt1 gli autori a disturbi del simpatico, rafforzel'Cbbe tale modo di ve· ù.ere. Perciò è certamente anche logico pe-ns<tre elle il disturb() simpa· b~o .che dà l'acrocianosi concomitante possa. essere specialmente co· st•tu1to, non da stasi per manca.nza. di movimenti, ma, dalla stessa causa che ha, <lato altcmzioui di tono dei muscoli stria ti.


72

t"na 11•-<ion1· l'l'>'idn; tla ;1rl una Ju;llatLia a ,·irw; JlCill'Otl'Opi<:o con focola i mt·,.;O('nf·ef;llkl> e I'OIIlhol'liCI' falic o, :sph•gando i sintomi principali della, malattia di l ';n·l;in,.;on, i p;n·;,iali tli>'t.IH·IJi della :sindrome llnhinski . Sag"c't>lll· (ll'l'~<:'nt;lti ,Jal IHHhtlo t', c·uHH' l11• dPtto, <·~<,.;(•lido analo g-hi i fatti •li d e lic·iem-<t 1li tu11ic·itù ai 11111seuli sll'iati c ai uw:-;<>oli Jis<:i dei \'af-ii (\·cnosil, ritengo c·h<' si pns,.;a lngif'anwntc lll'll;;arc ('}j(' i disturbi che il 110stro mala to pJ·e,.;enta. s iano 1lm·u t i ad 1111 focolaio ùell'asse grigio: mesoeuccfalko ('l'l'H iakoff) o t<:lt>nce fali co (Yogt) o rombon cefalico (Dubot) di mJa. Willattifl a \'iL·u s u<'nroti'Opico (simile a. quello della nona) c a qu;lkhe fo<:ol;lio a.hen;tntc. magari simpatico, pci quali sono 1'<>:-;iduatc lesioni <:111' ol'a, ]le i' i sintomi d<•:·writti, s i :;ono rese ma ui fe:>tc. _\IIC' l'oto;.çralir tlcl lnalùlo uni:sco lo >wlwma dPI 11u1Hit ( lig. :~ 1 d~un !t' l'l'ÌtOI·io Ìl.Tol'a to tlall;l CCl'CI;c·llarc post c t·o inl'{' l'iOl'C ri:-;contranti,.;i ndl;l ,.;inÙJ'OJll r BilhiHski-:Xagcotll·, tolto dall' .\.<>l nn·tl, le 1·iproùnzioni clel1c altl:l'li;!,ÌOIIÌ clelle c'{•llnlc (!cl f.o cu::; niga ili ral'l-:insoniano, tolte dal Trétin.kotr 1fig-. l c: ii) , Pd 11110 ;:c· hPma toito dnl Fu1·no (Og. 6) dci centri e

dt·IIP \ ' i1· dH· intc ·l·t•s,.;:lllo il s i ~<t t' lll<t lllio~<tati<-o. l{ingT;W.i o n {'<lpibtlll) )ll(•tlit•(l clott. PÌI']'I)tti. dil'Cti"Ol'C dt•ll' ( lspc·· clulc dn. gnerr:~ :):3 e il caY. l);lrrn. colonnello mcùico, g iù, direttore di xanlt:ì. dc•l ;,o Corpo cl'n rmnta. pcl' la ronrt•,.;sa pnhhl kar.i o nc del c:lso.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICAITALIANA ESTRANIERA f; .;/111 f'll t/ .~t'fl'rL:iu/1 ,• (l t'!J ii 'ilim l't1li - {' 1''1/•t 1:\larlill i, 1!l:/:J) . L 'USII tiPi y i\'\'I'Ì in l'<l ll ... l'r\'<1 , t'ollll llllt' rm f,:li (!~t'l'l'il i l>l'lli<,:l'l''lll li, ha lllallll'IIUf O, tlopo la roucl11sinnr d c·ll a pat·•· . il ~·110 pn·~li!!ito. <' '" t> P ll" '·mem<>nte propag-:,110 rra 11111 1.! lt- r ••pol ar.in ui. '' ill t't'lll lfl i pn·)! iudiza inr(J aulali ed apraorh;tic; i t·l1c Pr<cn () r n d io·:tli !>Op rnllcll l• 11<' 1 1111•11'(• prtl'>•'· J.n l'lli i0Sf'Cr1ZU c:sat t ll fipi l'll fii!P I)Iio ·i fll i'IUdi oli !'011"\'f\'élZÌII11f' cl!o;.;Ji alilll(' ll !l è pcr!'i f1 ogg i da n olevo l e ltlilll (t pr:li1 ca 131' 11 r,·C'f.~ JH'I'I'i ol il t :l t10ol i a sC(:glien•, c•on In llìll:!l' IIZ(l Nl il l'l;!lif'' >l' il' llll fc('(l l'lll' g li !'0110 ah iiWII i, •l ll:1 11lcl 0;.tgi ~ i l'•)· II ()St:!~ Sll l \'asili :lf.C(Iorll!:' II IO. !.n SIIHii u 1'0!\ lp h•l•i 111'1 prof. Clcind i l'il',l'(' ci i SI)!Titllc) ,.alllal{gi., agl i ll flil'iali ,n llilltl'i ai "'"''l'l lla l'i, :J!!Ii 11llil'i anl t<lllitri lllllllÌI'ip<lll F.'d a. tuil i i rnl l u t· i tit' ll'i ~ t fll t l'. P t• r 11 111 i u rll'a mp1rc \'nllll clt' ,..nnn il(l li!.i p uti li nllc " l't'o' iali 11\ <lll"'"ui prof•''"ll•nal i . c• tllllll<'l'U~t· ill d nai'illll i t• ol .a pplic :l>:i n ui prati c lt r. P arlirllh11'11h'll lt· rtH·r r.;nantla llil•• ,·. po i a;.{li t. fllc iali lll l'dìo :i e rnmua i,;s:Jri ii<• II'Ese r l'ilo t' d t•II'J\ rmala. po il'l•'' 1111:1 · h ·lla;.! !tala 1 rnlta~ i nl1E' <• riH·I\' Uia n i no~tri Vl\'eri di ri !'t' l'\'a (('fl t llt· i11 i,..•·nllole. t·arll" c nn~;· l:t l a, l•ac:r·a lil, hrodo C(lllc·en tJ'ato. lati!·. t·Oll!'t' l~:a di JW IIH Hio r n. ('''' . ). Gli ,..llld i t'll lllpil.Jli SII · li I'"'Ì '<1>1111 llltfi 1'11\'l'lli <'1111 l<ti).!I•I'Zt.a t> l'l!ll ;.!'l'HIJII e ar um t> t·r i til'n ~ :>t'l't'ili Iii.. Ci pial 1 :a Il'" :<l11 pr••Pr•:;ÌI<J lltllan• 11 :rrandl' rilil'\'O l'Ile l'A . lta dalo a;:tiì ;;!noli l':i(llll'll·lllt falli -n llt• <l to- 11'1 ' 'anai ili c·oa,~c'n· a, !-.Pf)!'a· autt n dallo :-: r,rza .: cl <t~ t. riX•>II1, l'lll' l h'r pì c1 :11111 1 :oi r, ·c:llpanmn a,;~idWHi h' l lh:~ d c ll'impm·l:ull•' ar;.wllll'11h> t ' O li ìwl:1;,:illi t'ol l tlli•·lll. i>all•·rinln~idtt' t' fì,; i olugit'IH! . le qUali ()V I'IHI'PIII) liti ()\ " i l'Ili! l! iiJIIIÌ :ol it• l'(il lll,;t' t'll/.(' >'I' Ìl'l , l illr"f iP (' a lf;1 I' Oil feziulle prat ira dciii' noslll' ~~ ·aln l l'l l<' di r :•t no ·.

CHIODI. -

/ .1' 1/trtlol/ir• t't'm'lt'l' ,. si(tlilidu· l/t'i l'ft lpi ?111/illll'i l! 111i.lifcui;; ali. l « HdtlZìulll' al C·•11s1glio "li[Jt' l'llll't• di ,..nnll;'c • . t!•:?:lJ. ì'\t•ll'f-:.;prc·aln rluntl llt· 11 "'' 'l llt'"ll'(' lu;.: l in·cllo 'o'llll>l'l' 1 !12~ ;.;i ,., 0\'1110 il 't:l JWl' HliHl IIOI11Ì11i tll II':IJ>(':I d • liHIIIIlill(t \'('111'1'1'11 l''l cl '.1,\ per 111.10 tli ~ ilit11h•. ;\ l'li '1

Lt: TIIAIIIU :


0 . \.llartlin tli f111:111Za l:t llllll'hilil;'l I'IJIIlJll t•:<:-i\':'1 f 11 flt'l fi l lh'l' !()()() jlf'l' l e lllalllttie I'CIHm•c l~ del 1.~ .6 p er 10011 per sifìl 1dP P~ r i l dist·i o l to t:o t·po d ell n. R. l;llal'flia t uati p e t· il 1!1!'? ;;t')! IIUI IO il Q:~." P•:r lllUH J1t' r forme l'cii<' l'<'~ e si fil i 1il' l n• t'OIIl Jt l i·-;~iYa llll' lli t· . l.t· r ill'l'az i <Hti ~ l;~ l i ­ stidw rig ua l'llllnti la H. :\lari ua :;uno iiH'OII Iplele: k al'rt•t.i.,H i l 'l'lll'l'(•e clt•sunte ual pruspr•tti lì iiOI'a p en ·euut i tla 111111 1111 :utale tli !!Ili <lllltllalati di fO l'lll (' \'C· ncree, !lei qual i 1;;;; per ,;i fi l itle ..\ll!'ht> i dat i rig uardanti l a pop ol a z i wll.' ,.i,·iiP. non SOltO altC'(JI'Il. co mple ti : iu 62 Pr01'i 11de ::;i i· (LI' Itl o il quo:dt·t•te di :; t ll<'l' JO, t~IO abi tanti <'rl il H JH' t' sifili de, m eu t l't' l tt'lle Prm·i •h·i e Ull ll t'""<' , , i• ::t\'111 (1 i l 1\)1 ]' t' l' 10.001) ahi lanli col quoz i l.' lll l' d1 ~!) per ~1.f11idc . E' p oss i hilt! u n t't) l t fro nlt• r b p elto al pa:;~atr· per IJII«IIIl' n;.:unrda In tn o:· hnsit:'t l 'o.' lll!rea n eii'E!"el t'ito: la m ed ia ~t' IIW~ II'H it" tl.el <Jl l llltp l l' tll dn I!IO!l - 1:: rif1•· l'Ila Ili ~" St' llii>Sli'C d iL 11 1,;3 ) lll l' 10,Uùtl I IOill i ll i Ii i I I'II J)pa. t' il 7 1"'1' 101111 JH'i ,;nti ,ifllilic•i. lllt•llt re l•t•r il ·!o setTit•stn• l !l.! ! si ii !III II O quozi,·nl i ri:<pl·tlh'i di 1:.: c ~ ~ . C:LIRRl-~so. -

Lcsiolt.i traumatiche del w •rriJ l'ltb i/rtlt· . -

(<'ai •~llill-,

f..: 11110 ::t.udio nccLU·a to c ClJ>'<" i enzioso eli unti cent uri~l di

111:2:3).

('ll'>i di11 i<; i di k -

sioni dt•l c nbitale p nr kaUJn i di g nP.rTu . Prcm ei<so c iv", in gJ'tlzin dc·lln r iccfl <'s]lf'I'ÌI·nzll l'orni t •• in q\1\·s l fL ult inm ca.mpa~ na c m·op ca dalla nttm'"l'tl-"lt trAIImHt o logia di gu<'tTn, :<i ""'"J pot ult· co l· mnrr• mo lte gravi lucuu <' chP nncot·a c•si."tt>\'1'! 110 tw l \'t\;;U) r!l mpo dl·lla pnt olo!-(i>~ nc:mrolog icli t1·aumatiea, l'A. in :;ette important.i <;tLJIÌfoli pas:;u in nt>'>'t'(.!l11~ C•! ll precisioni' di dE'ttagli, oltre <:he ! 'eM m e clini<'O gt nl'nth- d~·• ll t'llro-tnll lllllt( izznti, lt cliwr~t· s iudrQmi ;,pt•e ia li delle lc;; i<mi dd IH lTi p t<r·if(•l·ici, le· alt<·1·azin11i >lllH · tomo·patologich .' g ro:::..;olu n c c mi or·o><<:<>pi<-11<·. la >< intumn t <•lo!!i<t rig uardnnL<' h· li'Sioni d.PII'ulnm·c, e Il:' p1~rnlisi n.-:sociau· d<:-IJ'ulnur<' <.;01 llll·d iono. J,,. divl'l'"''' sindromi di paralisi eompll:'t<' <· pì~•·zi .lli. d i iJ·rit 11z;orw IH'\Til i;·n sl-'mplict' !' gn\\'e :<ono appro fo ndit e r·on lnrghe?.za d i c•xposizinn l' , . p•nfond it>t di <:onc~;:tti. Compl!!bt il lavo:·o un "''~to capito lo s u l (n~ttam : · uto dPi l<· l· :<ir•ni dd C' lll>ital<· o ~u l lo. Y!l lll •az ion(• medi l'O· I< ~tLk d ei datmi' u rhllO III u ·p>~io l n~t i r· i ddt•nninali chtll>l n~nit~· dunmte il cl" CO I'SO clt ·lla pa1·ali:>i H rf'><iùu!'lti !Wl ll' l'n>< i po:< t 1111W, :")W<· il· ù r!j!UI\t1lo del d <fi c1t funziOimlt• ck ll 'arto r• d ella liiHnc•. . La l'llC""lTintin ~ cun•pilu.tu. <.:un •·ìgo r u:o:;o Jn t>locl •J ~nit--J a tifh~o in bu...' t ' ul l .. ••:--.sf•r , ·a~101)(> r·l i nico~ fa t.ta n ell'l;;t ituto ddl<· mn lnttic ne'l 'l'n:<< ' d i Ca t n.11in . <l i n·ttn dal

prof. D'.-\.bitn<ln, riC',;cc Vt.'l'<tiiHmtc· iiiL(' I'P><:<Itllt.l', >')lt'<.;iP in Jt<d i: o, u \ '•' hl ldtC'I'>l· n us s ull'urgorne nt.o è: mo lt o scarsa. JI UZZ.\REU .J. -

JVctodo 7'rtp i<lo di c()/or' cz.i.'IIIC d1•i bfll'illi l ulwrl'oln,··i col• sol·uzio11i

11cquo8e di. colori di anilina. - (L'ilo(i e n t' modl'l'll:t. 11. 7. H.l2:l). .L'A. prepan1 ](> St'gu c• nti ;;o] uzi(Jili; JO) \' iolt·l t o d i n w tilt•: g r. 0 ..i0, >H'qll:t <h~l lllal!t eone. !iO: 2o) Ac:ido clorid r ic·o c·mc ·. :W. a<·qll>\ di,.tilluta <·ntC. HO:

:!•) Orlltlg-e G. :::iohlzion<.' a cquosa :;at.ura . .· J•'is~at.u il mn.te•·iale n.lln tiamrn a, l'A. coprt> il p•·•·Jlllrntn c· n n 111111 goccia di 11 0 ~<'t'o d i 11wtile o lo ri;;e,llda p t•t· 2 mi1111li p•·imi a picf.'o la tinnn tlll fino a 1':1 · ~'1 '1 . Qu indi IH.\'R· e d e'colon• con !.t !=<oluzio nC' d i 11r irl,> d<· •·id 1·i•·o p l'r 110 11 p iit <{ , due n tl·e :;eeowli. Nuovo lu ntggio c· qu iuili pn11P ,;11) 1·drino l>\ ,:ol u'l.i<HII' di Or,~ngc (:. <·ome con1ra>;to, !t·n~ndovt•ltl. ]Jf'l' m ezzo ltlÌnuto. J.'inttl!lwnt<· lal'>\ <:'

il$C1U~~~.

'"'"'t'·'·"i

Pll,lta:n l. lJ {ltgul'i l art o nt>IIH {H II!'II '· " Folia lllt'tllt·a • . 11. lfj, l !l:!::J.- . ,. Da . I'1r·er·r·he eseguil i! u~::lla c· l i11i e:. delle llHI Ialtit• da Jn1·or o <ltlla n. l ' n iYf'l" .1" tl1 Xa poli , ~'li ·i niliYidui afiatil'ali u a 1urntnw u1 e IIPII';Hit:lllpilll.l'lll<' q lloti ;:~an~ <~c l p r opri o lavo rr, e ~~~ a.l trì :;ott ••lh>:-il i ntl aflali <·allli'n to a rli l io'i<JI(·: 1'.\. a 'hli»I <Ha t o t· h e la f<o.l ìca iutlut'e lilla u ott<l·,,lt· d t' l>re"~ ' O I Il' n ella l 'al Hl Ila d t' l l~r?r"~.so fag-o•·i•tnio, l <J. qnak 111>11 appa n:: 1:1111 0 i11 <·nJTt>la ziO III' ('0 11 In. qun11 1,' 1' 1 1h la\·or c r·ftmpilltO n i> Ct• u la <l11rala d ell'al'f;d irallll' Hi tt, q•1n111 0 piUII<'"In 11 11 ' c·ost i tuzi o ue t' Ja ri c< J w~.za d t' i p <ltt•ri di l't':<i:-.teu za <ll'~:nnl t'i. l aie ùep,·r;;sion e ~ ~ d fettu a lallt(l n t·ari<' O tl t'll' illdi•·t• f;1gru· i1a r i o. <l"nn to rlella Prrec muaiP eli l P ucol'ili ragtw llallli: l'nr::a ll i;; ut n a l'ipri.,ti ll art' ra~11I<IU~ll eut c In ]li" lll; ZZ;L ci el I)I'OJ)I'Ì(I pttlt'l'(' f a:!udlarin, d t'JII'l'" ~(l dalla ruti<' fl, ~ .n~s•·e n •H ie •,g o1·c· ~ ll l't e,;~i\··· 1 11 uHalit·flllll· lllO llln di "" l'h P 111111 ra g-g- i1111;:a : 111111 11 Llelln st::tlll'IH.>zza 11011 tlt·pr imt' i l pntt·l't' fn:.roc·i tarin. ;11a 1(1 Psalla i11 11 •uuert~ :tpprez7:1hilc

.!a

\t'""''


DOli : p ,.,.<i•JIIÌ mllil·u l e Ile n rlimitw:.i omi tr!l.t' llit'::.u t'i.' i''" ( .. J.a el iniqui! npillalmollogi qttC •, \'01. 11. St·l'll' Il ). L 'A. e..; pbnt· i nlere:<:mnt i ''·'~ .. n a)(ion i mt'l.lil·o-Irgn l i su i criteri aciotl.ali i n Franci a pPr l'assegu nr.ionc ch·llL· pt.>n:<inni in hase a i m clodJ us uali oi ,·aluta.r.ion e d ella funzi ,)nc vlsinl, Jll't!Jm:t<' ltolu l'I l e l Coli~J;.: ì tllt' diri conside rin o l'acut er.za vi sh·à c-cntral<> c·.o m e <ine lt' J'Zi d t>lla fun ?.ionc lltil<' di un occhio e non ··ome c:<J)r<,~:-ietnt' t(HH pleta di 1111 1u i l :<ttO vaiore. Jt~Jioeu:o

rlc; rompi di !JÌUt•CO s •lllu nimtuttli lot !JÌ••l'•udlt' 1 • llu lil'llll m te rna ll ollal d e la lll ll lt't'l ton dt• l't·nl'al ll'f' • . 11. 15. 1\J:.?:.J). r\c i ((tH.trlieri nn:riu i orwlì cii Chi,·a;:ro on~ t' n.rlde n sal[~ la popola7i o ne opera ia la propa~·unlla falla llunra JWr la etlueaz i one m nralt< ok!!.'l1 abitanti è riusdta inrmuuo!'a: soltlltllu cun la islll1 17.ir•nt' d i ea!npi !11 giuoco ,;porti\' i per i raJ,!azzi tlel qu<Hli l"re. ah iJ:llld(>n a ti per l o più a i lnrn ii'tinti, l•a po rtato d e i sensibili nntaggi . La c· ri minali~t giova11 ile in \l quat't i er-i diminu i del 18 % rtello sp azi o di un un tH>, Hh·nLI'e th:i quartièri cile pu~tn·a no tli~po rre eli un gran numer ò di !'flmpi spnrt1v i e,;,;a sce:-e nnlt·\'nllnente •lei 62 ~~ -

I rli<•turbi tarclit'i delle gunr·igiom· de.llll .re,· ile 7>er l' impù:<Jo tltl catyut. (Zentra lbl" t t fiit C hirurg iE', n. 7, l !.l2:n L ' A. ha ctHt::<ll\1·~to con ttna cert.a ft'fl< Jlltm ~.tt ltt. <·ompar·stt d i l <>gg(•r e infiammazio ni tardive nelte feri to operaLor·i P dopo un decol'SO ith·A.Ic·. nll~t distanza tli ~- 10 giot n i chtl l'int<•t·vt•nto, P n o ho r i l'o~t·it{r l'orig ine alla insuifìc iente :;terili l à. del cutg u t.. Infatti, da t·icl.'rche intt·npr·est•, ha ril Pvo.to ch e il cnt);!Ut s~cco ioda to conservato pP1' molt.o tempo in ><cutolo di cat·t~mP , JWrde lu. sun s terilità os.~uluta, p er il fotto c he il cartont> n ei va t·i :;q uil ibr·i' di kmpet·atnm, a st-condn. Jelle s tag- ioni, p crnwttC' u.nu Cf'J·tu tr·aspil't~ziono ch~o< ntt,ut.i,;ce () aboLisce complet..n· m t· tH(• l'attività cl•' llo j ndio cont.enuto tll'l catgut. Qutmtun q rH· n on abbia p otuto 1:onft:nnnrc bntt.l'ri olugicam en tc· qut·!<to ri:>ult·tlt·<>, puic·hè t'bbo :;olo a. ri:o<contrare in qua lch e filo alcun~ spot·c non patug<'n e, l'A., twe nd o r·innnva.to lll st:~ril.izza· zio11t' dt>l entJZU( ro l pa;;s~gin in 11na solnziorw di j udi o-jodumto, non hnuecm·· !HtO in Sf'/! liÌIO l)t"<-<ll ll ullt'O iol('QH\'f'IIÌ<'IIIf'. <lROl'PIKO. -

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati lDai proi:!Ui nrbali pmeauti alla Dimioae untnle del umtie saailarie militare dal 1° al li dittmbre 1923) THI C."n:. - .\laggim·c lil edi <·l, lGo PI CC I ~ l~t : lllu :;tJ·u 1111 u t,;o Ùl !:::;;une trau tllalint d e l tn idollo c-o•n ·icn le d<J I'Sfl l <', co11 sintli'C' tn c d'i!!!:; uuzione compl eta, in

l'Ili, n e t ra~"enza d e i riii!'\'i oll!Jil'lli\' i o di r ep t! rti ra<ii olcogil'i . fu po:ssil oile dai cli :;t ll rhi di imw n ·a:r.i o nP 11\<liO t io-seiiSili\'11 Pl' rift r it-a. t!:<atwn te lt te defi nire ti mie· lonH·ro <• ffc:;o e tla qne:<to tl(•tt>rnrin:u·e la vr•rtehra iur e rp:-:~aln . .\ c·unrenna (H'e::-c JJi a il p ..n:u aH:Il Oitlll'fl d t• l ttl io il •lh) c •klln vertèl>ra. L 'O. tratta in o ltre di un caso di tuherc<o lnsi t' t l!lnrta ,. oh•l l ' impnrta llza !' iinico-operatoda Ili t ;1le t'<•tnpli t' f\JIZH . prt·~t> lll<tlldttm• 1 prt'(Ht l al i altal ' lll1ir ·i t'd l!'l!i l og>io·i .

Uur :-:E. -- !\la;,!;..:i ol'<· l!ltodic'n :\i\TO.\ l ll CAI'AIIZi:ll.l :\1: ('tJIIIJIIi <'fl:i• mi cl t·IJ• · { c l)iJri lifuicli in raJ)]JOrl u ali·t t·f,im r!J i ll . - A<Tennalo ;lill' ,·al'i t• c· .. tttpli c azì OIIi lifOil<~. l'O. :<i ~offer·ma " l't'''iiti lll l' lllt• "" tpr ~tlle dtc l:anlHl allitl t.' ll'la co n l'iute n ·en lV o·lt i l'lll'~iCil t' pret l"llJIH' lll t' "1111€' p e rrnraZÌOllÌ Ìl ll (':<lilluli, C:'(Jf> llCIId O i ~ lll iOffiÌ : tc tu s fJL·ritoJtcal e. :;cot q•ar,a ckll'a ra d i nllll sit>'t fi1' i ft•l-(& t o, , ·e rs ame nl o e sopra· IUILO l'imtn OIHlil it cit•IIOI p:lt't·lt• addOitliJtaie. l·::; p o:'IU quitttli la tiÌ'l!.!llO:;i C!iffe· r en r. iule, 1'(). dt•s,·rh·t• l'at to ")wraliHI, · <·onsiJ,:iJalt(i o lllfltte di eMi tllinare atlen; tamt> tll c· l't ll lf">il!llO n! dHnpra d t• ll:t Jlt'l'ft• ra7 "'ill· pt•t' ~ttllll'are ;llt<'loe evt> ntuali li lt' ere· pro:<,; i ll lt' ~111 t·~,:;, . •


Ili

75

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 ( CO>Jti>UUL..-i<>llt' • J'&li ./a&.'icoli del 19 15-16·17·1S- 19·20 ·21-22 e '.?:1)

MEil.IGI,t:\

or Btto,:zo.

l?t'f?lfl decre/<1 31 >Wl!(p i o 1 9~3ALBERI! Oliudv, da Parma, capitano medico S gruppo alpino. - Incurante del pericolo e non badando n sacrificio, portava ovunque sul campo di battaglia l'opera sua, guidando il p~rsonale sa ni tario s ulle pri m e li11ee e soccorrendo e medicando feriti sotto il fuoco newico, continuando in tale opera pietosa p er tutta l'azione. - OrtigHra, rv-28 giugno 191; . ' u 11. CAr.o~:RrNo Cesare, sottot eueote medico complem ento ,:;r reggimento fanteria. Pur di soccorre1e più sollecitamente i ferili, t m pian t•) iu prima linea il posto di wedica?.ione e continuò la sua opera P.ietosa finch!, una granata nemi ca non lo colpl in val'ic parti del corpo. - l31igny (Francia), 23-24 gi ugno r9t8. 11 r2. FAUIA:-<I Gi.11o, da Firenze, capitano m edico i battaglione bersaglieri ciclisti. Con grande spn·zzo del peri colo ed elevato sentimento umanitario, sotto il fuoco nemico ed allo scoperto, prestava alacremct1te la s ua opera a numerosi feriti, compiendo anche importanti operazioni chirurgiche. In momenti critici dell'azione, riuniva s bandati, ai quali faceva riprende re il ri spettivo posto di combattimento. - Treschè Conca, 23 magj:(io - Monte l\Ieat;1, 24-25 maggio 1916. Lll3- L A:It .\CCHl:\ M ·i chele, t enc11te m ed ico IIJ reggirnc uto fauteria (M. ?.L). - 11! servizio volontario presso un battag lione in trincea, venne ferito e contuso dallo scoppio di una granata che investi in pieno il posto di m edicazione. Con animo j:en:no, 1ior!(aniuò più it;di·. !lro nn uuovo posto di m edicazione , attendendo alla curn dei feriti. non curan te delle proprie lesioni. Succe1;sivameute, non ancora )!uarito, ,·olle parte:cipare ad una importante azione svolta ùàllo stesso battaglione, dirigchdnne con zelo il servizio sa nitario. - 'serravalle-l\larco (Va l Lagarina), 11-12 luglio '9' ·' 111.1.llfOn 1 -1/cssnlld >o, <la Castel Sar: Giovann! (Perugia), ten ente m edico i r eggimento alpini . -- t:lìit·iale medico d i batt11glionc, continuò a disimpeg na r~ il suo s~r­ \'izio, presso le truppe di prima linea in a?.ione, anche dopo aver riportata una ferita di qnalche importanza, dau do bello esempio di s prezzo d(-1 pericolo e di elevato spirito militare . - Va lle Siroc-.l Ny iva (Ba ins izza), 18-26 agosto 1917. r115. O~F.SII Carlo. tene nte m edico Il9 reggimento fante ria CM. l\I .) . - In !;er\'izio pres~o un battagl ione di fanteria in linen, sotto violen to bombardame.uto ed in posto <li medi<::l7ione improvvisatt• ed a~eai battuto, con serena calma e perizia couJpi va il >uo è.overe di medico. Ferito, a sua volta, contiuuava a pre~tarc l 'opera sua, p-er altre cinque ore, finchl: non si attenuò il bombardamento. - :\Ion te Pizro IGra!)pa}, 13 dicembre I9Ti. . . . .. u t(>. l'A x \ GlA ca1.1 . A iltOiliuo, da Vittoria (Sirncu~a), mag~ore mcd1co 37 divìs1one sanitro. -- I1t commu tazi on e della ' rocc eli guerra cou cessagli cou R. decreto 8 agos to 1920 . - Direttore di nun !'ezione di M\llità, al fine di assicurare il migliore svolgimento delle operazioni p<!r lo sgombero dei uuruero_si fer~ti, si porta,·a ~pontaneam eute più \'Olte in lontlità battute dal fuoco nem1co, d nnostrando :<pr<!7.zo del pericolo e(! c-levato !'ent i111cn to del <IOY<: re. - Piflve, r.:;-2 3 giugno :!~ ottobre - .\ non~m brt! 1918.

I IIO

R . dt:creto 21\ Kiztg ll o I9Z3·

tl1 7.CARV·\ \:uo F;doar do, capitano tncdko 64 reg-~i111 en to fant~ria. -:- Durante un COJUbattimento animato da alto se nti111 ento del ùove r~ e d 1 altrw-;mo, \'Oiontariamente rli'Ca~·asi, ~otto l'impen·cr~a nte torl)lcn la e "otto il fu oco ll <'lllit'o, a


iH pn:.-tn n: le ~uc cur~ in trin r-.·n. Pnl'l1i ~;inmi dopo , noll:lla 1:na ca:-a in ~eg:ui:o " ,-ioiE"ntu lwmhardan1t·nto di :Jrtil,!li e ri<t m·mka ,::l l'<'O rrl',·a :ll soh-atag,(!i<• dei solcinti rimaqi ~otto le man: rie. - l'olle d i Huflc: , q- 10 lltWcmhrc - :lfuuastìr, n !10vemhre 19 16. t I t8 .TAI'PI l'rima, ll" pirante ufficia le medico 1 reggi me nto fanteria. Colpito cla ~l'hc;.:;:in di ,t.:r:mr.t;t nt t ntrt çur;l\·a i feriti i-n pro~:<imitì1 della linea di C(>mhattinwnto, r imnÙt'\'ll :t i ~no po~to in )(l<':tlitù intc n sameute bat tona dal fnut·o ncnHco .

Cnn<':t (Ji i\ la no, ~!\ ouohrc 191~.

-

B1\~\~.ZJ l'idio. •la :'llil:tlll', :<ùllt>tt·nc·nte Jllcdico! l'l'I.!J!inu: nto nlpi ni . /11 cnmm;da::im1c tic'll'cllcOmi., .lt>/t'lllrt' !riiH!Ialo.crli ra11 ticoTio /uo,r;o l c l/cnziait' 2n agosto JQI(>: Durante· un fnrio;;o hc>nt llitrclunt.:nto, dte lt·uùev:o perit·olosissimo il pcr.:-o n ere lt· po-i/iO:t i, :<i ponù dm·uiHJUl·. l'Oli cn·ezinnnk spn·zzo del pt·rico lo, a prcsrnrc la op<·rn di sanit~erin. - ::\lvn tt: Se;omitz \Cart1Ìn), 12 otto-

liH) .

"'"l

bn· 1:;p<. 1120 . C1 lk1JIII.I.n 1-:.ddio, :1'pi1ntlle u ffi,·in le

ntt·o!ico l>att:q.!litotH· :llpìuo

Bn~~a no.

-

))urontc ~;t ngni1H>"<' ~iornnlt: eli 11: p1o t'onth~ttllth:nt<., pn:~tù t'oli fcn·o rc la s ua ope ra proft:,.,,..ion<lk t·c.l tllll :tiiH:t ri:t, m·t·<•t'l'<' tHlo "''" :11 dit.t<·ntu t· ~prezzo del pt·rkolu ùon: pii: tll·•'<·,.,-.nrio ~i lll (l ll if<·-< t:l\'(J il s t:o Ì llte ~;·t·Hto, p• r JWI'Lilrc i pr imi ~"n:or·;i ai 11\•tlll'fCl:- Ì ((.•riti. a llu :-<'<t:J<·rto ,. ~nlll' pri1ni,-;i tm· linh· . tla li <I<J bello e;.cmpio eli ('ill nw, ).;'lllt·ro~ìt:'o, c• 1:1j::).(ÌI> (; ~ pret,~(> del ptricvlo. O r tigar:t, J u·~.:; gi n,\.!UO

IQJ;.

II 2J. :'ILH'C t\Hl l'lt~ciclo. c::.p ih11:> 1111:'<1>.-<• ~'\ n:1.Ì<1ll<' :-:lltit:'o. -- Cotn:tnd:uttt: di 1111 r(·pnrto st,mcg-~ia to di "' "'ii:ì t1i-<lot·:'lto in opri t11:1 litwn . l'oli ('alma o: -<pr<:zzn tld peri-

n)lQ :ulempi c·ra ;Il ~uo :<cr\'ir.io, in l'in·•J'-l:tllt~· tlillil'ili di c•mlhntrim1·nto c :;olto l'impc·rn:: rsnrc dd fnnco ll<.:tllÌt'C>. \':tllonc ~- ];Qren/o t<3rappn) , t:-\-21 dit·cm· l.>rc 1111 ;. (Contiuua).

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA t'PIItpito c·IJ(' ~·~~ :Js~1111to la :O:aniti't .Uilita1't' t:VIl t utta l:l itnlia11i (• <ll':t111:ti twl l't•1·1·ido s1·ilupvo di o1·~aniu,azio11t·. li :-;ih·nr.io (·laustntle ~h· lla :::kuola fiot't'Jltina , t'<tt·(·hin so (]a,])p sng· gestiYC -ru·c·flt<• di pui'O xl ilr. t·las~i,·o , (' inll'1·t·ot.to dal 1:1\·ot·o Jl1'CJI<II'a . torio di ~iat·diniPti, :t.l·C' hitPtti. uw~tl'i tld fe1·t·o. E si lal'o1·:t Hl'lh• <·an· di f.::{ra.l'<•don:1, m·p i lllcwel ri tl\!1 g1·auito, si1·app:1lo :tlln JIIOltln.g-nn. h:1111 1o giù a cquisi·<tt~l la l<·,·igatpz;r.a. spt>c•nlm·<•; e si l:t\'o t·:J tH'IIo studio eli _\t· r·ig-o ~Iiu c1·1Ji, Ol'e il suo gen io n~ nwal01'l' dl'ilka il h1·nu;-;o t· da <'~~o lH' n·ac anime t' tig-lln' , ~imholi e ge~li tc•l't·c•ui c• sopJ·allatnl'a li , I'OUJ e d.t plastio·:1 ~osl;tlli\:t a lui fn11til in1·.<·. lthl•idic·ntl' (' sog-gt~tb1. 11 ~ IOIIII lUPIItn liOJl 1't·~tt·1~Ì c·liÌIISO 11\'1 siJt•JI;r.io tJp]J':III IJIÌoo (' lt1111illll:<O 1· Jti o~fl'O , IIIU• UlliL graodio~a <·:1111'\'ilnta <li -IO lll('tt·i lo apl'ir:'1 alht ,·ista d<•l pullillit·o <' s;II'Ù l'o p«'l'LI· che n.c·c·mn pagna. P fin i~('l', HP l ~l'liSO i n tt•).:Ta h·. la. p;t·a 11 di osa ('Oll (;(•z ione 1\lùJerbi:rna. E gi:'1 si Ja,·o t·a 11elln s(·c·llhll'l' f01·gia dc· i .\la t lc•ncTi di F:tt'IIW. i m:1 ghi .dt·l ft•1'l'o), o1·c• la lli<Ht·t·ia . 11011 t··i tillita l' to1·nwnt:t1':t, ma g'l'\'Zl'.:t· c· lot·tc•, ~i pi<·ga (' ~ i t'UIItot·c·<· li tIO) :t d ;li'<' l'l' ]p lillt'C disc·p;ll:llt· cl;tl pit tnl'l' :\la lmt•t'PIIdi, Ji nrr dl'l'tll·;tl i\'1' ~~·BJ('Iic·i. l'llhB~t<' (' •11110\'l' in ·<·11i la t1·adi. ;-;ione· o·la~~ic·a. rcl il più tillt' g-11~iv di ogg-i paiono ('Onf luit·<·. Jl

~;r t·t·o

( ' J a~~t· tl~·i ~ll·d ic ·i


•

,

LA c•:u:onAZIOXY. nt:t. M•: m co C'A DUTO •~ ou•:rm.1/ con~olncriiiP. -

Dettaglio tlcll'opcm Mlnc•'blann.


77

L<h ça.ncellata. è ùidl'a Ìlll'l'ttC pa.J:ti, simbolq;gianti lt• ~'Pttc giornate ùel la,·oro :sa.ntu c penoso del ;\lcùico iu Ouen'<l, eù ognun;L di e~:se è :sucldids;:lJ ~L :sua volta iu altt·c :!4 JHWti ndnori eoh·ispondt·nti alle :!-1 ore

<leJia giornata.. La. pa1·tc •·t·Htrn.Jc è l'allt•got·ia cd è sostcnut.1 tla :.! pilasrl'i di a Ho w t• •li YÌ:SdlÌo. (•;' la giotnnta ('Ciltt·a.le. 'fu tta. l"oss;ttnra 111'\ (:;Jilrf'!IO l\ tm111ata ùi ç()J'(le dw lt>gann vra pt•t· ot·a, g-iorun .pct· giot·uo; il c·ristian o lanwo. AUt' ~:stt·emitù 'IMct·ali la t·aH{·ellat;t, ,~ so~t.(•unta tlfL tluc rami di ()tH•n·ia. cl te :s' a.ggtappa no <li m m·i e l'<H't'OlgoHO J<l forza d eli<: co l'dc d el ca ucello. l~ru· tt·a la ricchezza ùci muli\'.i m·nan•cutali c simbo lic·i , ];t. st>Jnpli•·itù e Ja. au:stl'ritil. Jte formauo la Hnta JH'(•ÙOLUÌlléllltt•. E si ta.von~ -twl sile11zio it>t·atko tl clla pitu•ta. san<ltot·ialt', ù olot ·o~'•' sctto1·e del dopo gut>nn., OH' si è tifngia.to ITflkio del Lil>l'u tl' Ot·o c he i .lledki it.t:lhmi ùc<lknno ai loro Eroi. 1 n esso so!lo st<lte t·i(·ompuste in linee r pen~iel'i, lP lil-{lll'C ùi IJIIl'~t.i n.. l,i li .militi clel'ln P a.tl'i•• (•lw t'~'l' ITitanJIIO H pmpt·io tuinistct·io tl'<L l e [\'l'l'ihiJi \'Ì('Ìssitudi11Ì dt>lla g'lH'ITll, c·n11 Ull 1'('111'11 di Sll(ll'l'iOI'I' lllll<loiiÌtiÌ. ~d Lil.Jrq n. eni Luigi A-lfit·ri chmì la. più t•lq!;HniP: P uitid~l· \'l:'ste ti).JO · gt·a.tka, sono t·it·vot·ati ~li PJIÌl:>O<Ii Jll'l' .c·ui il doYere di d .t i c·omba.tte e :1 ùovet·c di chi assiste si iuc·onh·:Hw P :;i te111perano il \'Ì('ewla: in nn;t cc:,.. monionf• di mutua, f:!''·atitndine. E tl i· ,·at·i <lll'Jll'tti dPL ·"<1-tt·itido sono esa L. tati e l$Ono ~](·~'('l'ittl' h• nn·ip mo1·ti, sul lP ~pwli t> .cliff~l!:iO quel 'senso eli ?ll i~tero . dtr tnttf' le a{'coglie e tutte le santilka. Allo .l$tilr. a.Ua. foenut, nlla p<l.lSsione clel ·< ·ompilato t·P. \'Pt·t·anno in •tinto Gahi'Ì(•lc J>'Anùunz.io, clw con la pott•uza <lPlla ~na ;ute rutti imm ottalf'J·ìi. in nu'.unka ,·isionc d'in · siemt~, e ) Juilio ('amhelliltti (·)w in linef' YigoJ·osc• . e xilogt·a·Dth<• illu :;tl·erà i nn·i woti\'i utu;wi r<l c1·ok i thc formano la tig.m·a, del Medico caduto i11 Gutrna·. E si la\·ot·;L nei y;u·i l:ltid dt'llp Cittù ltalia.uc ~·o11 iusistcute tPIIitda, attlu<·ht\ i )ledid ùiauo ~l i ul.Joli. ~1Plla. ri·t ·ouos{·enza, ·t·ht· audJ·auHo a fot'lllHJ·c il {·a.pita le ·dt•llt• hot·st• di studio ;t.gli Ot·fani - <lt>gli Et·oi. Ogni :\I!~tlico ,.i \J;l t:Oilt'I' ibuito c·on otft•dt• ~t ·at Hli 1:' pi('coie, ma <'OH s]a.nrio t' t'IIOI'l' ~J·and(• j)Cl' tutti. L 'ilhJstJ·P Ut:Ht>J·alt• Medien Capo cll' lht ~anità )fili.t;H·t•, Fl'<lliCesco 1lelhl \·all1·. l't·esiùt>utt' dt>l Co111itnto EsPt'nti\'o l'cl OnoJ·H·IIZt', lm g-ià. eli sposto pe1-cùè la Ct·Il'ln·a.zionl· si sYolga 1·on una rel'imoni<l 11li~'ticn. e gr·aJHlio:s;t tht> a\TÙ luogo in Fin•nzc lll.'l ) l nggio dPl l!):U. 'rutto s a.ri\, ~'l"W]Jii(·(•, spil'i tu:dc• t•tl m·mo11ku. AlloJ·ehè a l <·emto 'lil'l nosteo a ngnsto ~0\'l';tno , 1·o1Ju• · l'i spt, J·a., il ln·onzo òi Arrigo )linet·hi I'Ì~pleJHl e rù al sol e lim·cutino, . nn moth·o Ot'c he~tmlc, pot<•ntl.' <• ~'llg'I-{Pstho si ùiffondl'l'Ù ltelk aniuw ·eli tutti i p I'P!<Cil t i !

Oh! 11a morir d'NO'' t(Jr uf)u ,..,; ruole N è 1111 fior ne\ tw nnppo ai d r.w•hi rf.elfa cita! Noi z>ian{J"I'C' /1/0: 111-0 l.rTando al .<;olc Lct crcclrntr' 1JIIf!illa iutt•uaita. F. Btl ( ' ( ' H t·:TT{.


r''''"'':

r tn JUI <l'a m w /tt. ' '' ill ag~. P en• c •· L. V~>: w :t;,,: . 1\u, ...a 1.. !JO: J o tL . 0,.(· ;;er o L . 90; cap. Bnll:ot L l'O: cap Cic•c o L. 1\0; cap . F u:;nl L l'iO; f' HJI. <>atti L . 811; te u . Gintli n• L. f);, ; lt'!l. Hu it.11 L. 6:"•: pror. Bor-r: :1.<~0 L. :,o: JlNf. ~a ('(' nl ote L. !J;); ù ott. Uln•f' r o 1.. :">\1: d ••l.t. l' n~n' r L. .!0: dott . T <>.; in 1.. :~:;; d o ti. ~t orost> l : i L.t. o: dott &1 :<~1110 J, . t·a p . Hcll'i>< L. :-o ; t·:q•. ~l a r liua L. XU ; lt•n . l: a hl'it•l L . H.'i; )'<JU OICII . R o ,..min o L . tiu : d c•Ll. J:u(·t·:tdo r " r.. :!.; ; l~> lt. <"tl l. .\la q;:tl'a J.. J IIO; {':t JI. Guspa t·ìui 1,. Xli : o.:ap. ~l:llll < ';.::lzi'~l L . :::n: <·nl. \' illadin i L . :-. ; tt·n. ('O I. F t·t!Nid L . 10 ; c'<Jl. :\ lor o L . :J; ll tll;.:g. \'' •r;.:;1 L . :!:i : nt a ;.:;.:. 1'1·alli L . :!."'• : c·np. :-: p izr.i J,. 'i:'i t·ap. :\lon ~lglla J, . ~ : <::q >. ( 'a tt :llll'o L . :!."'• : l<.'lt. .\J:'"''''r·l n i ' ' · :!.0 : 111a:.::..:. :ll ~>n ~"'' 1.. :,o ; ••:tp. H e m otli L . :!:i; ..., ,t;o lt•n l' rt·di••rl f -. 111; dott. .\ JII• r i•> L. :.!.i : d oli. ( ; io ia L . 2.1: 1l0tt. Grl;.:u .tni L . :!H : il• >l l. ,\ i-:::11:11•<> l. :!U: doli. t ':t"l'l la L . :!.'\ ; dt, ll. !:;t ra n i L . ;:.·, ; dott . Sal;o L. :!.'.>;C'H() . -"" "'-" L. '.!fo; lt' ll. cin llo r.. 1.1 : l"·o f. l. 'r't'J'o u r ito 1.. ;,t): tlnlt. Amati J. ~:;: l " 't• l' .'.; ;,•,;. ·g:tz:t.:l 1, r.I. . p ro f. .ìlo1d li l. . iiiJ : d o tt. JJ:q!n:t J, , :.!.-, ; d <'l l. l 'f! Ji ll L. 2::i: p ro f. D u e·, e~d: i r.. 50: p1·" r. .\l tt '.(n:u tiui L ,;,o; prnf. !>a l ta L . f•O: dott. Bo lzat~ i L. ~:>: P l'O L ..; p ( ol\ ,•r ini L. ~;) : prnf. A IIJ,' l'! l. :oll: pro f. Fillt-lti L. 50; pro f. 1\ru;..:ua i PIIi 1.. :-.o ; J•rof. J: i:.:nJ.('IIo 1.. :!Il; Jll'•>f . ~:da ! ,, .ili; l •l'nf. Zoia L . ;)Il: d ol i . l:a ri n t•ll i 1.. :!.i ; d oH I . <:i:u ti L . 2:i; tJ,.I I. ~a lk i ud l. . :.l.-o: do tt. .\Jondi n ì L .:..!:.: pmr. ( ;a s !J:ttl i 11i l. :!:i. flo\11. B ìg n a 11 i L. I O: rl ult. Vtl la L. 10; d o tt. G r e pp i L. 10; dott. ~o: mt- rli' ll l.. In: ti01 1. :::l';.::t;.: lli L. 1\1: d r·11 . ~e~ rc L.. 111: dott . Al be rtarìo L . 10 ; d olt. H iqll<'<'l' 1.. Hl ; d nll. (':t!'l o•llolt i 1.. Hl; 1lulf. Alli!Pli ui L. :l.!; dott. O r~ i L. G: d oli. I1 t>i n a J •• !.'O; d n lt. C0 le lla L. 10: oln lt. H l\' >'i J.. 10. ca p. Do n cl e r o L . 50; J> ln f. Y1•1·a tl i L . ."',1) : d1ott. De i"i•·i -.: L. ~;-, : p ro f. I <'J!It;lll i L. :!.i ; 1<'11. f'l) l. J:(•tki h Hlll ; o·:t)•. lii:lt 'ot>':t 1.. :-,11; (·Hp . J!(' !'l i iiPili l.. SII ; l t·n . o:n l. l.:l ll:rJì J,. l !IO : II'U.<'O I. liPIIÌ IH'IIl L . ::o: IPn . "' '!. 1\n :.:::in!l•i':t L . ::(1 ; 11'11. ('u ~· J.. ~~-.; te n. l": llld (• lli J, . (j."'o ; 1<' 11 . {}u<•ntla L . li~• : s to llnk lt . .\hhl'lllt' J. . ti."'o: s<>f lol <·n. <:l'in t ], . ('~i ; i'Uilot<'ll. Mona s ll' t'UlO 1, . l ìt1; ~oo l l ul • · n . ! 'h·a:-n L . ti.'>: ,·ollt'ìll'll . l:':H•t•o L . li;) ; >'t)ltoii'H. A llo lrti r,. (i.'j ; :-<o ltoll•n. ( ' U I)Il ZO L. fi."'>; SOIInlt•l't . Gm:zn no J, , ():i; :;ollot·en. Mndon L. M; eap. l":II'N> L . Hl: d<•lt. B "r"" "" 1•. : :o ; doli. l>P H etwt!Pf li L . :!S : dott. <~:ubn rino r·•. :lO : tlo ll. l\vll n 11uli 1.. Hl : l<• n . ;:•·n. <;n z;mno L . :!O ; prof. L{'l'l L. :::o ; col. Prono l t o L . :.w : p ror l '<'"•·:•r •>lo L. 11Ht: d ol i. l ':o r btHl <' r.. r,(l ; d ot..t. H:oru.•ll ini I ,. 111 : d ott. H aha ;.: Iiati t ,. :!11 : nt :1::;.:. F o rno h :!O: d ol t . C:t ""''n<• L. :!!1 : t!o ( l. ,\ ton t i L. 2."•: c.Jot t. B r ig-no lo L. :!o : dol i. l't'Ol •<' r r.i L. :!0 : olnlt. l'a llo Ya L. :!I l ; d o t t. Lol'isolt• f,. :!() ; doli . 1\('ll: m loll i L. :!:i; p r of. ~ ln rt l nn I.-. :!Il: dott. l){' ~l :trl'hi L . :iO: d ott. fl i:t<·o nt• L.~;, ; dott. )l,•;:ua 1.. 11) : tt•n. 1!1'11. ~<' li<'(>rnl L . :!0: trn . <'•>l. ).'otn L. J(l ; pmf. (}n:t l'(•lli L . :il) ; dn t t . l' h i<':<:l L . J () ; doli. Tln ln;:nn L .· 10: d ott . Cn ,.,.,nrd o 1.. 10; prllf. !)(' llt' l' lla r rl i !.. 11l: rl o ll. lo l( ll'Cll i E . L . l!); <lt olt. tìitort>lli G. L. 1(); doti. Br id li L . iiO : do l i. L'erPI I i L. J Il ; dott. Cll'l' i<'i L. l O: d <> l t ..\ l t•r i;.:;;:i o L . ~5; d M.t. llo tw lli L . ] .i; cloH. /.oo:(·nla L. ltl : <lott. <~m tino L. l :i ; l <•n . <'Ol. Hosl:t~no T.J. 20; te n. ArZ L' IHl •\ fns..;n L. :?0: m ag~. Am pri no L . l U: rl ott 'Ra\ rt<.t' 11 WL L. 10; dolt. li'n t'rt<'l'i!': L . 111 ; 1lolt. Ch i:ll'o' ll:t L . 2.1 : d ott. A nt:k:> ì<l L. !\ ; do lt. V i,..:t no L. J O; d vii' . (; u:t::c hl llo L . :!:'i : •l ot t. ('n r t o n:l L. 111 : 1luf l. F'ru l tNo L. 10: dr)lt. Dt>JI:1 Vfl l 1<• L . 1.'i: ()Oit. Audisì t> L . 1!; tlolt. T :tllo T,. J O: ~<'Il . T:r lli::t. r,. ;JI); tln tt. I .u cch e lli L. l .i ; d o ti. Ft•nar·n h '1!1; tl<otl. .'\lllf.i' in i T,, 10 ; d ott. S ee Yol a J, . 10; d olt. O ppiz:t.i l J. ::!.i : d o lt . lh.><'< ':lria L . 111: tl()lt. ~ o rd:t L . :W : pro f. Sot·rnnn l L . 20 ; d o li . A rùu lno r,. l ll : dott. ( '-'lll trlll i L . Hl ; tl<l ll . Gennw~io L. ::o: d o li . O<l;:lint li L. 2.'5 ; ùot.t. 1\'eirult i L . 2.i : <Ì11ll. Z:1n chi J, 2() : p rM. ì\ l n;:gioll T. . 1110 : prof. J .()r<'nzol:t T•. 10; d o li. ''" · T o lTI' 1,. :'itl : dott . C<J~< tamil ~l!:l. L. :l.! : tloll. A ril'tt i J,. :?0 : pro f . ì\fo!'::-;o f,. :!:i : d o li . (;l:WI !i uo L . 111 ; ll1!1 ~!)r. ~lo ll:li'O T". 10 : DlllJ.:J!. T.t•nzi f, . 211; p rof. llruzm llt• L. :!O ; p r of. l' ff l'r>tlu zr.l J,, r,(l ; Jll'<lf. J'omw L . 10: rl nll. ì\l: tl't'h<'>fl I, . ~O : dntt. l' r o \'1'1'>1 L. :!O: <1 ••1 1. P<•ll :l Z7. i r. . ."'ol) : •l o l t . ll rmtnzzl L l O: ti ni! . D r>m n t tc i J.J. 20; <1<>11 . H il i{• l'i rJ . :.!."•. tito li . 'l' ~~-ZOII i L. 20: <l <"li t. ~:l ~in L. :.!.i : dot t. TI•:< io r.. 20 ; d o l't. R nimon di L . ~Il: d o tt. C.•••in;.;-11 L. !?O: rl c•H . \.l tirtn·uw 1.. 2:>: rlolt. V i lla L. 50: rlnll. ~l aY<'t'in nì r,. :.n : pr M . (;:weJio L. 50 ; tio lt. T <'rT r>no L . f>: tl ol t . R c L. 20; 1!o1t. l.a!III IO G. L . ::o: clo1t. Cnn u l o P. l. 20: d o tt. F (•rra r i" t. !iO: f!ol t. L<•,·ezzi L. !W; olol! . Hl't'j!:lno:l st·hl 1,. 211 : (Jott . C r i,.,l:t llo L. l(i : d o l i. lkrl<lll'' f ,. l f•: clo tt. T~lr.r.i 1.. 10 : Jli'•Jf. T a n ,.,in i L. :iO; dot i·. Cntt:m~'O L . 25 : !lQtl. l lot t nro J,. ::!;); ò ott. 'R u hl• ll:l L f>H: ,:ot lo\ (>11. (1 rì \':t T•. 1;.ì : 1l c• li. :t. n 1·ç·hl L. ~;-, ; tln lt. H n r :1ttn L . 1 0 : d o t t . l\':l\'11 T,. :'irl : \l n tl. H<>t1l lì ol:t L . :;(1; tli otl. F:~ rll\'f' lll 1.. :!ti; do li . (;n l7. io L. 2."i : Ilot i. M u ~;;o L . 10; tl <olt RnH·I'I Ii 11n L. ~o : pror. Cnrrarr. l i L . 1!>: d o tt. Rorrn L . 15; do tt. M olt cn i L . 20: J•l'0 f. Vi rnrell i L r,o: r.ol. Penl f;~ i L . '10: rlo(t. Gnll in G. L. 20: 110 11. Gal l in A . 1.. ::lO: t1 o1t . ,\ ll l1111 i 1. t,O: d (lil. Camhi an n L . 20: rlott . M nffei L. :,o: p r or.

r•:

••


llor:;ello L. :!O; d ott. Romcro L. :!o: dntl. Gaia ' '· 111: dol.l . Uolaud~• L. 10; doti. Borello L . 30 ;dott. More~(.'<> L . 5; <lo li. Dn n<'~'Y L . .!O: do l t . 'l'u r iu:1 L. :.'0; dott. C:annt,.>"l L. :W; prQf. fiertololti L. ;:;o; ùott. l l.,idi T rn lt i L. i'.U; dott. Lupo T,. 2u : 1l0Lt. ::iampietro L. 20; cl oU. Vola L. :?li, col. :'ulioui L. l O; p roL· Oliva L. 50; dott. Moro L . 10; dott. :::;;mgre~orio r. 25: dott. i\I O<'th 1 L. ~() : do t 1. (.iilrlle ro L . 60: dott. M arino L. 10; dott. Bt>dti.S L. :W: tint i. Hodnlfç, L . 20: Llott. Audenino L. 25; dott. Fir. L . 25; d ott. Hetegni 1.. IO; tlnll Va tuH L . 20; d o t l. Preci ieri L. :<'5; cto t.t. Haront h 111 ; <lotl. i\l nrlina L. :!-'J; dott. Cu:-:;tnì L. ~-,; tiolt. J:ou;;:oannl L. 10 ; tlo t l . 13crta L. lO; clot t. Cuciul<.t l '· l H; IH'Of. l 'i u c•t·o l i l .1. ~~~; <lo t L. L:111za L. :W: dott. Cas t.oldi L. 10; dott. I'erttrdi l.. ~:o: dott. ;ll o nt'lt i I.~. :!O; dotr. Huftino L . :l(t; dot.t. l'.t>'qllinì L. :.::o : llntt. ~tll<'>' L . J:.!.::iO; d•>lt. 1\:un:t<! ÌHO L. J:!.:>tl; doLt. l'eiretl..i. h J :.!.iill; tìot.t . l nn ti\ li L.· l:!.:ou; dtJil. ltoc·nt rill:t {,. lO; ,Joll.. Bot·n si o L. ·l li: dott. Allo ra J.. 20; tlolt. Yec-cl da L. :.!il; dot t . HoYn t i L. JO; J•t·o f. J ' itl'anlì L. :iO; dot. Voena L . 10; do tt. F orn ero L. !)0: dott. Au d ifrcfli L. 11): dott. Perodo L . l ll; 11rof. I'!na cci L. 50; dott. Chif•:'n .\hhiat i L . :!:i; d11tt. l:>tra<·•~ · L. :!<t : dott. Cattaneo L. 15-; ::::ezion t: Valsusi ua M t>dlt'i ,-.,ncltJll i 1.. ~·Il· ()rdì ll l' d ei '!lll'dici di Cun eo f.,. 300; :3t<t b!lime nlo m i li tate Jl:1 lt~<-< • 'J'('l'llo:lh• di .\"!l'i L. !1:!; 1lott. Faucla L. liJ: dott. i\lott a L. 15; dol'. Varigli:t 1.. lfJ: d oJll. :'<• rafi11i r,. ~0 : rlolt. Da Cu,sto L. 2fJ; dott. Cn.s€'1li L. 20.

Oot·po cl'Annatc~ 'li Fire11ce. - Col. G:ti\'Hh'TIO L. ;:o ; doli. C':tnl !l:tni L.;:;; uùll. Franc::tl lni A . L. 10; ùott. JJ'ruuthìni F. L. 10; dott. Buùini L. 10 ; dott. ChlaPJX!Ili J,, 10; dolt. De Siu L. l;) ;do l t. H<:d tl'l'lli'CÌ J,.~, 1ll; clo t1'. H:~ ~p! n i L. 2-1; d •1t t. Vis:1 11 i L. 10; dott. Sauguinetti L 25: dotL. ~l ar in e lli L . ;,; c! Ptt . TaY ian i G. L. 15: dolt. Taviani S. L. 15: doti. Pao li L. 5; do tt. Hnr~ i o nì L . .1 11. cl oiL Fall>e ri L. 15; cloll. Viltvr:lllgQli L. 10 ; do tt. P:.q ;li1•ri h l G: doli. Vili:~ n i r'· Hl: d• ll t. l'ì~nl'th>li L. 111: Ù<IL I. C:t mun•i L. Jll._ !lol.t. Cout i J,. ~O; d ot t. ~ucc::hi !_,, JO; dott. ::;aletto L. 10; doU. Tonelli L. 10; do~t.. Larniotti L. 10: rl o tt. IJ<l,·J,anti P . L. Hl; dott. F ocl ti L. :!:>; do LI. Castagneti L. 10; •lott. Ho;;s! L. Jll: clott. Del Hio L. 10; d o tt. B ellagamba L. lO; dott. I.~u~ardi L. :W; dott. Gìl!PJtìui L. l~: doti.. Yt•rc,•llana L. 10; doct. Be rtoHii L. 1tl; 1\o i t. Bur!.mnti G. L. Ili; d oit.' IJ ~rla('Clli L. lO; rlot. P el r'CIIì L . 20; dott. Cia!roli L. 10; dr;tt. H:trbi1·ri L. 10; ùott. Vecchi L. JO; ,Jntt. Hon f:lo ti 1... lll; dolL. Ve Magri L. JO: dott. 'l'avarilli J,, ~O; dol l. l'ic:,lf'ini L. JO; d<•l t. Tk-ù o::-u i L. :W; dot t. ~\lo:-:<:ntdll r •. lO; ùolt. Dl'llas:tllln l 1. 10; ciott. C.(lg-ll:lla J,, lO ; do tt. All>ou i Lr. 10: dott. Cnl'si J_,, Jtl; dot t. Casotti L. 10; <lvll. l'k>'-i L. 10; ùolt. Ca· 1~1ni L. 10; do tt. ùnni:t J,. ·W : doti. l':t riani L. :!::i; ti nt i . l'illì L. 111 : 1.IMI. H:lpatiìa J_,_ JO; 1lott. f'nlazze~dll J,. 111: dou-. i\lon•ll i r_,_ 10: ci<Jit. C'ouli L . :!O: d•>lt. Henoltl r,. 2.(); fl<Jtt. Cinnui L. fiO ; Ù{ll't. C:tn ;;;;J L. :!O; p t·ol'. H!lrùclli L. li'ill; prof. As~rcto L. 50: dott. cost:l r.~. 1::i: !<(l(l uiPLI. l 'a l lllfl T.. ;;n; [Jl'ilf. Ment'ioni rJ. :!Il; dott. :\l;t:t.zoni L. 20; dott. T ommu:<-i L. 20; d ott l'l 'lihrlli L. 211; dott. na rarr·l oi L. ~O; prof. l'alumbo J_,, 2H; 1lott. l 'rmtai L. :!H: t lol t . (Jhl'l'ardi J,. :.!U; dot'l. Ukd r, .:.>ti; tlo t.t. P rospe ri L. 20: cJo ti. Baa·llieri L . 20; 1Lo1 t. Ila morino J.. :?n: d o tt.. Zingale L . 20; pro f. M..:mtus<·bi L. ;;o; col. l'iJ ui •i n<'lli L. lllll; prof. F1·u;;onl h l.Hll; xort <;len. Andrei r,. GO; dot.l. ~llt:'f'Olli lr. 2;j; dott. Orld;t L . :!-i; I'IIJI. ;\lanfn•di L. l-il); t{'ll . .Murr-u L. H:i; d ott. Hil'ei L. :iO: dott. X "1. L. Ili ; J' l'of. Gallru;.m L. 1::i; prof. ~1<'­ lo<·ch: L. i'iO; mago~. Lon;.::a rì T.. :?::i; prof. C~1111is L. :W : prof. (J:trbi L. 100 : prof. Lor enzanì L . 25; 1lotL. P o ni i cacc-ia 1r l fi: dott.ssa lloml CCOI'Si L . 15; pro f. Fras;:;i L.15; dolt. Olivio L . l5; dott. l:;al1iini L. l.G; dotl. RaYa >;i L. 10: dolt . Hiani L . GO; dort. !\1arMI7.Jlno h 20; proC Ott. L. J OO; dolt. ~~~llini h :;o; do tt. Gia~n.nni L. 30: prof. U:trin L. :.lO: rl<.> t t. ('!· p)X·I!ìnl L . 2tJ:òott. C'u;.:usi J , , ;'t ll: rlllll . Fahn•LU f_,. lO; prof. Comtla L . ~O; Pl'Of. Guid i L. 20; prof. Fnmlnli J,. 111; pmf. Cot.:dli f.~. 10; dott.. Raspi r.... 111 ; <lOlt. ;'llo ubln<.> lli L. J(l; t]~:tt. G<)l'Ì L. lU: tlol t. :\in;.:~i [, , 10: dott.. G~uz:drJ L. :!li: (\{)tt. T ntulhu ~Ll I.. l::i; ùoll. Teno~i L. 10 ; p rof. FitJ re l '· !rt ; dott. Val)!im i~ll L. 10: <1<•1 t. Y c•nul i L. 11); do t t·"~'' Rn ~tnr:1uu h lU; ::;rzioue F iorentina h . N. l\1. C. h ;;oo : :-;<wietil Jlle<lic·:1 di Parma L . 11J(I : SliHit•ntl I stitn1o lt i c:iolo~l<:o- l : oiversil<nlo di l':trm:t I.. 4U; l)fU('i:l\i &• H q:;.{ int<·nt~ bC'I'&:~lil!r i. Fi r enze L. l tY!, Or 1li ne elfi mP!Iic i - Prov ittr.ia di Firenze L. 500; Sezi one Apua11a A. N. M . C. L . 250; Comune di !1inago - ( Corno) L. ~:i: r.ont. e d tlffic ialì l\)0 H rgg. Art. da camp. - F i renze L . :35•1: Murt tripio lli Atena Lucana L. JùO; d ott. naru~~ ·· L . 50; dott. GOillandoJi L. ::; : llott. O r l•mcl o L. J Il; •lo t t. <'a :<tr~llnni L. 50 ; <IO IL • Procu c<:i L. 2iJ: flott. Cnlc':l;rP.O ì ,, :10 ; tlnl t. PnrC'n t i L . liJ; rl<.tr . I\ia!ll'h i L. :.!0:


pro f . HaSJIÌlli 1.. 20: prllf. l>i \ '••sl e:t l. '!f.: li ul l. .-\ Jt;.!i o l 111i A. 1.. '~5: ù o n . Ang io l i lli (i. L. ·~.'>: d Cl lt. (li irli L 1:1. d n tt. P :lsSalll (ll d i 1.. 5: rl o lt. \\l t> Jt :d ) II Oni L. 10: clo \1. T o nuuas i11i L . ZO: d nl i . \ ' i sa 11 i L. 1:1: d oli. l ht u"''~' ' ; i L . J,·,: do li . Ca-ill tH>I'll 1:. ](Xl: prof. Ui~lìoli L . ;,o: \111 1 1 . Hru >"•·:~lupi L. :.!11: dolr . .\l:t;!lli f.. 10: doli. Ta,.~i·t:u·i 1.. 11J ; llult. lli:illlll't'Ì ] ,. :O: do li. F:tllhri L. :OIJ: d o lt. Far,zini L. :.!cl: dc•tl. .\nj!'t'lini 1.. :O: do ! l . Al:llmtn n i (,, ;1; d HII. H:tllltf•<'i L . ~'i: clott. l.uziani L . 10: dPit. Hapi L . Hl: d o ti . t'11ol.;>lli L. 111: dolt. l'u-<,..c•lll i L. 1:0; doli. 'L'ani!H_'l'i L . ;,u: fi<•lt. :'1\of~ri L . :;o: d o ti. ( 'c•('o('h CT'ini L. :!.i: J•l'<> f'. (\:t""''' 1.. 11)0 . ('III'JIO d'annota 111 'l'ric·"l l·. d oli. Zl'llii:li'<J J,. :.!11: d o it. U:IIHiu ... io L . ;:ili: ·d o l t. 1:\lan:o Yi c· h L . IO ; d o li . Yi a u e ll o L . 20 ; llc•! l. l;r('l'n L :!11: d o li . \'rageizau 1.. :!Il: <lc>ll. l ' rizb• L :!H: doli. ll.l·ilc•hmull J,. :!ti: tìotl. l)(o Y<•st·c •I' Ì L. 10: (.(oli. T a ;.:1 ia fc•tTo l.. 111 : do t l. :\ltJnl i L . ::11: dotl . C'<J!-ta 111 i Il i L. :w: doli . i'Alllllrtl i L. 1O: d o t l. H inald i L. 10: do li ..J;u ·dt i;1 J.~. Hl: dott. f'nrl :111 J,, 1 fl: do l t. Da nc lon L. 50: rio lt. l':tdm·an L . 111: dolt. F~t<·h ..;; J ,. 1:i: <lott. :\Jommjl l) f,. :!.i: d ott . Plilek J,. 2H: d o li . Ep:- lt•in (,, 111: doti. Hruui 1.. :!O: (iol t. Fratui<·lt L. 111: <!o li. tll' \'L'>'<~•Yi 1.. IO: d ol i. Ago,ti ni L. 15: d o lt. St cw lt o ,·klt L. IO; d o lt. A ddobb ati 1.. 10: d oli . l're:;sa11 L. 7.'11: f!0.t l. H uhe r L. :!0: r1 n11. Tam b 11rlint l.. 10: Ordin e de i nw dil'i di P o la 1.. 11111: d o ti . H<'ll('clt>tti 1.. :!.i: .lolt . (;II('IT:t L . :_l(); «l<1l t. (;riHo l ,, 2i: d <J it. Fn sdolo L. 2:); d o ti . \l ai.ZiHIIi 1.. !O: d o li. l\lcstron L. 30: r!o lt. J(or!'ano L. 10; d ott l'(•rt nl 1.. IU: d o li. Fi nr,i J.. 10: dott . :/.a t ti L. 100: doli l'alatlini 1•. :i; dott. \\'(•IJ :oy<' ll L. ::o: <loti . J>- r:H·Ii 1.. 1;, ; d o li . 'l'N·il:t zic• L. ltl: tlt•tl. Goldschmild L . :!H: doti. l'l'IJI'II J,, :JIJ: d o li . X:tnli !,, :!.··: <lot t . J)'F.:<I <• !.. :'Il); <loti. ~la~·m· (,, ~J: d o li . I.t·\· j L. 111 : d ol i . Ho""" J,, 111: d<1lt . Haroni L . J(l: clolt. Ili' Domini L. 10: d ut t. :->oh•ro L . 11l: doli , (;t'l'll!llllic· ] ,, ;;; clu lt. F:wl'!till L . l:i: doli. ( ;uio ll n L. :!:'i: d o tt. :\lnrinuiui L . 1ll: cloll. Fc•t'lll!li" 1•. 111: dott. ll:tlliauo L . 211: 11<111. Ouidetti 1.. 111: doli. ('l•titli L . 111: <!oli. Falt•>I'IIÌIIÌ 1,. 111: do tt. F<•t'UJ.di o L. 1tl: dott. For4:1110 1•• :..,.'1: d o ti, l'idoli 1.. 1:0: dott. \'h: lionc> ] ,, ;,o; tì nt t . l'ittumltz L. 20: dot t. l'•1lllotll 1.. ~n: d•lll , llr:t :t•o L. :!.i: d o li. l'h:u:dnm L. ::11: cloltt. l>al :\'~)!t'o L. l:i : 110 11 . Costa L . 111; d oti . t:a l'la L . •!:l: d o li 13o1,,)!n Ps i L . 15: d oli. Fe rug-lio L . 10: dott. :\larinTJÌIIÌ r,. Hl; clull. :\10 1'(1111'1!0 L. :!.'i: dntt.. G io jiJIO L . ~O: dHII. J'alddt l.. 10: tl o fl . H~ lt C ve nia L. lll: <lc t t. Franziu L. 10. d o t t.. D<:- 13elle n L. 10: d oU. .'\:tdaliui J •• :.!1): d•>tl. :\l:11·t·hiom L . lH: doll. !:'n1dc•t· L . .'•: cl o t t . T e r c:l L. ~): do ti. Jlnlc·~·l t i L . :i: dott. H cniP 1.. :;; doli. t'rì ~tofoiPIIi 1.. ;;; doli . ::\n:<.-'1 L . !l: d o tt. ì\lanzini L. '?:i: ,l tJ il l' ol a <T<• L . 3: cto t1 . ;\la yer 1. . :\; loll :\lpron L. 20; <l• lll. 'l'o uki<-h 1.. 111: tl<1t1. \\'<·im·t•l'hll<' r 1.. ~); <(()l t . Znclro L. ::u; <lott. :-;('hi\·:midl L . :!11: doli. P:t:<c:lh• J,. :!11: dott. 1':111{'7. r.. :m: clolt. ('ir t•J·u ' ' ·::():do li-. Uit(l~l l. :!."•: dot t . F:1hiani J.. :!11: dott. Omnsz L. lU: dott. Jo'rt'ihe r;!\'1" J,. Jfl: <lo ll. C'el<~­ l ·t··iui L . 111: doli. HH<IJ L. 111: dott. Koh:tll L. :..>11; doli. Bf•dtlin~er L. 20: dott. \ 'a laiJrega L. 10: dott. n e rl inJ,: e l' L. 15; <lo ti. l'arc nli L :!(1: cl o tt Adl erstei n 1.. 15: ù o lt. Vtllat L. :!1l; d o tt . Ba rar L . :?0· rl otl. ( irm o vin J.. :?5; cl otl. D'Os,·alcl o 1.. :!.'i: dolt. H iz:r" ttli L. ~1: doti'. :>~·Jorplll'g'<) L. :W: tlo lt. ('n•~IJ\'itz L. :10: òott. l.n n g n L . 10. d ot t. Cipri o ti i L. :·JO: dott. P e ralo n er 1.. Jl); d ol i. Cesare L . 25: d •ltl. l ' ic·do1w L . l U: ci nti. A l c•, si L. 111: tt'll. ('<li. n <> r:!h itll< L. 2:'1: d o ti. Ca tnllu 1.. 10 d oll. 11ossi;,fi10!i L. 1t): d oli \:iltll P illW I' 1.• .!0: d oH. Zlii'C' hi 1.. IO; d o li. SiII'OiC(' \ Ii L. 10: d"lt. l><' Fiori L. :.!.i: clnl t. Kt!ll<' r ! ,. .·,n: dnll. :\l:trzuttìn! L. :!.i: p ro f. i\'icol ir·lt 1.. :ltl: dntt. i\' ko1k li l.. 21l: d o tt. J<a nffmann L. 15: dott. Franz l.. :!:>; d olt. l<ie n l.. ;, t); <l n ll ! ori o L . 10 ; d Oli . Hillovi r h 1.. :;O, cap . Ce!iari l .. 4:'! : <l o ll. Cann o ni e r e L . ~ O; r·n p . BariJe ri L. Mi: f•ap. Cltiro ni L . ~t: 1c n . Cat va g ri si L . :15; 1e 11. Fr:m zoni L. '?0: d o l l. Ko lb L .10; fl o tt. 1\nlh L. 5; t.en tn l. c asapinta L . G1.:3CI: rn a~g. Part'ntc 1.. 5'?.40; ra p . Carli L. 44 50; c·ap. O' Uhlliol'i 1.. !,4.50: c· ap . Fn•l!'!!io L. 4r. .:,u; l(' n . P <t ssan le L . :!4.1.0; te n . Acr·e tta t.. :37.45: solln l t> n . Tn f3 lli L . :1(l.ì-<tl: ten. t·o l. Callerldll L . 61.:!0: tl•n. col. Cre" ' ' i m on ù L. 6 t.:!o: tll : t;.:g". 1i a t t i L. 53.20: m a;.: g . .la p OC' t' L. 5:}.20; ci o t l. ~m·· h a t':1 J,. ~.:L:!Il; t·:11•. Hll;; li:ll<'llo 1.. ~:0.1'0: t':t Jt, Hull'u 1.. ~~. 10: <":lp. Zttt·c·a ri:t 1.. 4:i.SIJ: ''"l'· ('n n·n;.:lio L. ·1:0.1'0: t·:IJI. f:trlll. Bullo L . lO; t~'ll. ~a,·ille lt.i L. :lViii; l t>n. () ' Eu~e n in L. :JI'UO: tt> n. A;;l' flli L . 10: te n. FrOPtl oni L. 10. p rnf. 01>1al L . ~0: pro f. :"i('h i<'h L. 1(1: ,.,,1. ( 'n nn:t ~ r.. S:l.7.'i: lltHJ!'I'. Hin:t;.:h i 1.. :i2Ail: m:ti!'J!'. f:n·m. l'ani ' ' · :Oli; c·a p. l'n tl!l l L . ·!tò.:\11: I':IJI. Dr• !.iso l ,, (il: tc•ll. Dt• ('P>';II'(' r,. :\.j ,;)ii; t<:>n. c;: tdi:l llll 1.. :::i.!l:i: 11'11. l'un·>ll'<t 1.. : ;~1.;,:; ; p r n f. 1\lt•;::o:it~~•o L. :!il: d ott. A <'('<H'(lini 1.. ·~o: d o lt. F ac'l' liin 1.. 20: <(Ol i . ~!'1 1cmi iZ L . lU: 1loU . :-;all n il! 1.. 10. frm,.(iu i W).


SI

.4 pro·p osi lo d el

'' Servizio chimico di guerra e i gas asfissianti ,. All'ultima ora •·i~:c l"ia Bio <la l l '011. ~->l'Il. pt·uf. A. Lnstig la. seguente rhe ci a.Lrrctthlimo a pub1Jlic.:at"4.', <t;;giuugwtùo 4:he la. sua not;l uon è stata compresa. nei pt·t·t:l'th•uti uurneri, pcn·hè il nostro Giornale )1l'l' ben .sei fascicoli è s tato od: upato dalle It elazioui uflkia.li del 2° Con· ~l'esso inte rnMii011illt• di n~t·di c· in a t> fat·tu;u·ia militat·P. :~tter-a.,

Alla Din!ziull!i di'/ U ioni(/ ir' d i 111 cd ici n a. ·m ili twre.

Rorn.a.

N el fasci colo XII di qw·.<: /r, !ìinrnah•, d~~ · JIOrta la da,ta del 1° dii. ct·mb1·c l!J:..!3, /l~ pub7Jih ·ala 111tn lnùJ. hrctil• Kota : .<:11lla chintica in guerra 1• Ì f!U8 a.~fi8.-, ifnlli . 1•rt quolr r i 1·onlo. fra altro. il J)n ·r r: ln col qztale si istit ll isre 1111 g('1'tìi .:::·io ·"tJn·io!r· 1'11i111ir·o a/lu diJH'II r/l 'll :·a d t>l .lf·inister o della Ouen·n. Ed. a tal e propo ." ilo si dir T : v llttJ rnln ·m 11 in IJIUtl -modo, sopr·a u lutt,, c ou q·uali <·rif f.! ri /l '(·u ir· i. 8i l r urfu r nì iu 111/ o rtudlo <'h e ora è 1HW

Mm.plioc cli.spoxi<;ÌOIW lr;yi.<:/n.ti na )) . Il m·io m·ticr,lo f u f'Oi t-'l 'f/1111/o a qun<lu <:iot·tw.lc 'd i' tuedkina. m iJita1·e nel giugno u. s.; 'V<' IIII ( ' .~ /11111/I<Lf n uu·nf r r· mi fi'IJI'fl 1'fJ rt f' /. 8 nd America e 11

vi de la Zu oe iu 1licew1J1'r• ti11JW il m io r ito rno . JWr c' Ili n oolm·o ohe igno . m:no tali fatt i e l(:yyono fJnt i/. JWriiJdo da m c riJJmr!otto pitì .sopnt1 potrà .<r·mbntl'C stran o il -''''"SII di /al i tutro f, · . poidtc'- !Jirì col l " St>tfembre iLel· l'u.nno correute (liH' Il l rt> i o mi tnn-11ru {(JII/11/11) r/ tflt'/t a lia ) fn prmmed·t tfo r!]regianumte alla. J)in·~·in llt' rll'i 8 r>rr i: t r·ltimic;i di .'fllt Trrt. ER.sa. fu affidala ol .«iy. iu y. ,.,,/. J,or,..n .zo /'t:uuo . il quale fu. durante la yuer-m C'UJIO di'/T'f'/fi 1·iu f r T/IÌNJ dd Co manrlfl Rup1·rJmo r.if. ·il V(WO rii'!Ju nizza.tM·r !WJ•ÌI' tl f r ,-. JII'IT irleNtr rlr:·i sen ; izi <'himir.i al frollff' . Cade qumd;i la. n.~etTtt dtt 1111· falla qnaltrlo !'it't'iR.~ i c r·oti .~ C!Jnai l 1fL1'Iic:fllO allct D·i·r ezionr· di qur•s/ o niOJ>tw le. F ·i.n :nze . 13 rlir·nmbrf' 1923. .\l E !':R \Nn HO l iUR'l'rG. •

l

NOTIZIE L'Istituto del na~< ro azzurro fra i decorati al valore e la Sanità mililare. - !'-'. E . l'Oli . F t•d (•I70 Ji i. P I!'$ Jolt•ll l r tll· l la :~o';(Ìnll t> d i H n11 1:1 df' ll'[!;1ii 11 10 tl< 'l ll<t'-lr•• nzz• IITII fr:• i rlt•l'll l':ll i al ntlor tlliltrartl. lta Ìll\' iaì" al .~e n r rale metlico • apo F . t l t>ll:1 \' alk 1<•. S('gllrlllt· lc-l t..~ •·a. l'ile puhb l i,·h ì;a lu" "''' più \' i r o co m pi<t-

··il lll' ll l••: · I l Cnn-i!.!'lin di r.•tlin• oli qiii'Si a Sezi ollo' 1111 l l'a lo> pritlli~'< i lne '-'Il e del i berazioni ~l,a hit ill't di r i •·n 1d:u·· · ili lltt l't ~p••.-inh' al h". :1 lil>~lll d i on o r e. la San il à l lli l itHn' tl l••·.. t·'lt<t d i lllt•da::Jia d':t l ,.:t'lt t" al vat.11· 1111 l il:•re.


82 • Tr~le allo "' <'IHtlll<llt<'O. tlo\·ernsc o maggio vuol esprim t> re, nel s uo intimo sig tliJkal,, la de\'Oia, lllt'lllOI'P ammiraziont> di tutli i àeeoruli del Lazio verso la :::5anitù gloriosa, org0g-lio e nl!IIO tli tutti gli italiani. • Mi è grato, nt>l darle tal e !'Olllunicuziot ur;>, esprime rl t> g li a lli della personale mta devota conside•·azi <>ne •. l i president-e: fEDERZONI . I l genera le della \'alle ;·os• Ila n s postn:

Ect'ellem.a. Illustre Pres ide11te. L'atto di ..;ponlan eo omap~io t.l i l'oclesta Se~ ione è per lu Sanità rni li t are una fra le più amhite e g ratlit e soddisfazioni per l'opera svolta. con piena dedizione di se stessa. nella a!isistem.a ai \'al o rosi fra lell i c0mballellti. lnt <·r·prrtf.> d ei sen tim ent i ili lutti gli uflll-iali m edici, mi è gmto lnv1are alLE. \'., Illustre presidente. e al Consig- li o tlireWvo t'esprf'ssione di viva riconoscenza. affc·rmanciCI sempre piu i l legame ideale dH' in un'unica fede riu n iscc qua n l i su i ca mp1 della gloria alwment.e h e ne m eri t:.Hono e i me d ici che, col sacrifkio della vi t a. seppero H fft•l'llta 1·.- t'Oli l ro la morte i d i ritti tlell' umanìtà. Coi se nsi (Iella più alla ro u;:ideraz ione, d ell' E. V. de\'tlliSSilUo:

F. OELI,A VALLE.

Per la visita dei Sovrani di Spagna in Italia. - :'\ell'occasione d ell'eutu Siastica ll<'<:<•g li ellza rlte Bo ma Ila tributato al He e alla HPgina rti Spagna. ìl genera te n1o:>di ro l·npn F . <Iella Va Ile, memore Ci le, pe r l'iniziai i\· a d \'l Corpo su11itario m1111are italiano. la lim:ua :<pa:.:-u•)la é "1:11a ammessa fra le lingue ulliri:lli etei ('on g r ess i intE:rllélZI(IIlali di medicina e farmacia militare, ha dirf'lto al Capo !lei servi7.i l'a 11ita.ri presso il ì\Iin1sH·ro della guerra a Madrid il seg-uent-e telegramma: C117JO srrt•ìzio

sattiWrio M illi., lt·ro

gul'fra.

Mudrid .

I n. qllo!s li 1/t;li {Jinrui i· g1nrltl11 Of't'tt.~inne Corpo Sll1ti f11rin mili l 11re i/11/iono 1'i11coli comerntismo rin{{l'rmali ret:l'nte nostro (; tiii!JTC-'-~0 t!d inriare col/eg/li spog11unli {ratcrtw Otl[lltmlr• saluto. rievocar~

E ne ha rit·evulo immediataJuen te la "cg-uente ri ~pos1a, che ::.iamo ben lieti di r iprodurre a testimonian7.a rl·'lio sc hi e tt o camerati smo che ci uni· sc·e al Corpo ~unitario della !'ttrelln nazion e IaLina: l ef{P: S!'<:r.i11u .'<t11idad Miui.Herio ·g11err,, a genera / medico della Valle jef e servicio$ sanitn.rios M inisterìo {JIIt>rra. lloma. r;unpo son.idad mi/ilOr es]Jnnol ay rarle,.l' cari,uostJ su/11tlo cnm71anero.~ ft(l,linnos 11acienrto rotos por cotlst·n·of'illll lu :"-~ froti'Tnitfa(/ eslahleci<io:; con· gresos intern«cionn l ~s y acrl'tt·ntolirh por eu/lt Sillsla acogida dispensoda a ttuestros snlìPranos por no/l/e JHwl)[t, italiano o{rPcie71dolc testimonio respeto 71ttra monarcas nacion h erma11a , le salltda n{ectuosa.mente.

Conferenza sui gas di guerra del professor senatore A. Lustig nella RePnbblica Argentina. - l)uranH' l'important,• nn~,;iont• comp1uta recent eme nte nella R epubblica' Ar!-!:cn tina. il prof. ~en. A. l.u sti~ Ila avuto occasione di tenere a Buenos-Aires •m·t Ponrerenzn s ui g-as di g-uerrn alla prcst>nza del Mini stro della g-uerra, ùell'lspetlore generale di :.ani tà. e d! una t!le tta rappresentanza di ufflc iilli medi ci dell'Eserc ito e ùi profe~-<ori uniYersita r i. Il Ginmn/r rti m~>dif· inn militare, t'11e ha avutt• l'ouore di puhblicare nel fasd co lo di clt ce rnllre 1!l23, un'inlt'ressanle nota tlell'illustn' scenziato su llo ~lesso ar:mrnPnt o. i:- l!e1o di H~nnlnre l'o!11111n ,;ur·t·esso d ella confe renza , 1:~ rllwle fn accompagnala Ila una tlimo,;trazloltt' pratica !'ull'u so i11 guerra dei princ ipal i rn~>zzi <li cliCesa e rla proie7.ioni rl!'l,!l i apparecchi, dai più semplici ai più perfezinntoti. <' rappr·e~<<'••'" 1111a nuova afr.-rrnazi~'>llf di italiauità auc·l!e in rJ llt'!'IO ('H mpo.


83

Ammillllione alla Scuola di sanità militare di aspiranti alla nomina a tenente medico in S. A. P. Al N •n<·or·:.:o di 50 posti p<·r l'ammi:.:sin~>l' a.l cor"o preparat.orio alla not11ina a trtwnte medico in ~. 1\. r .. •l i c·ui la c· i r<·olare 3!..7

rl el G. M . l!l-!3, si S<• tt•J pn·~(· t tlat i w:, L:<lllt'O t'l'('llti. La f!l'Uduatoria è stata fatta in :;egu ito alla pr(•va rlt·ll't>~ame <:linir·o d i un :olll ltla lat'1, tl'llt'llfl o maggi ormente riouto della capa.ritil dir11o~lratn nt>ll'c•;;;unr nwto.li•·o e ::;istl'lll:ll i <·o cl ell 'infermo, e allo svol gimentll dt un tema scr r1 to rl'ilo!tl'tll' gl•nernlr s111 se!!ue nt.e argo· mento : • Crit er i eli poinhilità di un·aequa •. l u ha"'e a li:de ri o;11 lti\to ed ai titoli sri~IIlifi•· • t' mi l ita ri, ftirlHIO cliclliaratl iclo11ei 50 concorrent i, i quttli sono stilli in1·iati alla Scuol a eli ~anit!l mi l itare per frequentare il Slldd elliJ <·or:;o p•·l·pa rat o ri\•, •·Ile lca avnto inizio il 15 novembrE' 11. ~ - e rhe avrù la duratn d i me:"i 6.

Assistenti militari alle ·cliniche universit&rie ed

istituti scientifici. -

Pf'r

l'anno ac,·ademiro 19'L:I·!:!4 s<mn ~t"'' dt:stiuali :tlle clinich e ed istit.ulì srient.i· Ilei rlc11 <' RR. l'niversi t:'J t :~ nl'l it·i;tli m t•di<'i (G 11111.ggiori e 7 capitani ): 4 alle rliniche m edir he. 2 a Il e c·lmirhe o(· t t list i 1·he. 2 allE> r 1i nh-h e ntorinolaringoia· rrkhe,:l agli {,;ti tnti d'iJ,!irne,P 2 <l).!'li I st i tut i eli radio l o~ia. ~ono stati t:onrermati p~> •· un n11ro anno ali ? c·linit' he ed i >' tituti scientifici uni\'ersilari 11 mag-gl(1ri e 6 capitani rnNiici ·

Echi

del

n Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. -

PE>r la ma.r!llifkn o rg:tnizznzi on e IIPL C:ongTes~o il lion•rno f rall<'f'i'f' ha r0 nrPs:-:o le sPguenti onoriflt·c nzwC~rncrale lllerlic·o r apn rlPlln Valle. corn m E> nùator c della L c:>gion ci 'OnorP ; gPnerale Tn!·dit·o =-'· :-:antu<·,·i E' colonuellt• medico L. Matui , tttllriali •IPila l.t>gion ci'011ore; IPllt'lllt> rnlouut>lln mPdit·(l F. (:;~r·ria. ravalier~ rl <'ll:t I egion d'Onore: c•apitauo nwdil·o (~. f erri, uffll'iule d<'ll'l struzio tte pnh· blica. Altre ono rifi ('Cilze ~ono ,;JniE' ,.,,,lf'e><se clai Ciq,·erni lll'i.lra e spagnolo (croce al merito rnilitarr). sono stati infine nomiunli rli m oto propri0 tl i S. M . il Re: uflìciaiP. n<'l· l'Ordinr tle i !'::::. Maunzio e Lazzaro il colonn ello m e!liro ~ln11ri. e ca,·aJiere i d. il rapi tano rnedirC> ( ; , F erri. e nftlf'iale n eii'Ortline dell a r.o rona d 'Italia il tenente colon n ello m e<lico A. ca~arini. E' u scit0 il ;?o 1·olnme deg-l i Alti d el Co n~•·'~~~ · r·ontruP tJft' i r i'<;Oconti dell<• sedut(', le relazioni unlriali clr•lla Oelr~azione ;lnteriC"ana (' R6 C'nmn nira zioni sui yari terni . Il volunw. Ili oltn• li()O p:1:::im•. 111 'o li n g"n e, r arrirchito rli :;:~ lavole runri tE'~t<l c> di 1~1 i1Wi<;i0ni.

PARTE UFFICIALE A) O IOU ~ALE

MIT,ITAREJ UFFICIALE .

(E IIrolto dalle dispen-se n . >0·58 clel 102.~)

l. CIRCOLARE n . !\29 d~'l l" llfll't'11tilft' 1923. ('tllll'flt'~ll ]IC'I' / Il llfJinin'l l!d tnse· gnantt titolart rtì t l limfc!l·{nnllflf'('Utira r t''·~s iri!IO[Jiu e rli lrromatologtn pres.~o /11 St·WJla 1(; ,çnllilo n,i/ilttTI' La Commi ~si o ne p~uminnlrit 'c' IJn tlì r ltiaraft: \' ÌIJ<'iton del ··o•wo rso pl'r titoli

ed esami: 1° l\fag!l'iore chimic·· • rnrn.nr io;ta Cappelli ca1'. dott. liiu~eppe per la chi· mica farma ~e ulì ('a e to ..:-trolo)!il'<t, ,•on punti :.o l'Il ~0. 2° M::tggiori r ltirnic·i rarn11u·i~t i C<•ruttJ c·a,·. r!Qtt. n om nlo e J.ombarrti ce.v dott. Ma r io, e.r (1 1/.lfll" , per l a I)I'Ofllat•1]c,gi!1 !'l'llt p11nti '•0 su !iO


:?. C IHCOI .. IIt~: 11. !ì:!O r/1'1 l " llllt:!!tti /J fl; l!l'?:L /iltfli

IIS{JÌ1"tllt/ t

l'tJt" <i ,,..,.l'f,•mli rl i islru;i.onc per mìet// t tlll/1/illn () St;//ti//' 111'11 / " frt tT/I(tt·is/{1 ([,i Cnrrt:p/emen.l o .

Tali !'ors; S•>ltO i:.:lillliti dal 1!1 ).:t'llllaifl 1\1'!'• t'ol a\' 1'0111110 Pl't'C ~ionaln1ellte la dnratn di lllt IIH' :<I', ;;Y••IK<'Ildo;;i !) t't'""" i ,·ari O:<Jwdali uttliltni PJ'i lwipali. Pos><unn far domanda òi all tllliS!'ionc i ll tihtari di lruppa in serviZIO ed in con:<•·'dP t'ltt• 11 011 ;Jhhia iHI "II(Wtallt l 2>' : 11111Ì dì •'1:1. !l) Ili H(lllll' 1!12'.. e siiliiO fra !"altro laureati in chunica c fnl'lll<wi<t " oliplt11nali i11 farmacia .

... C 111nll . 1 11~: 11. !;·>+ ./PII':-< o,,,.,.,,,,l. 1!1;.':1. - l::s,/u di'i l'lll tr·orsi o pn-miu 1,er l<n•"l'i -~11 tr•llti •utilito~n. Le !;olllllli:<:-.IOII Ì i nc·arie!tl!• tli ).!ÌII dlt"ai'P i la,· o n ""' lt•mr militari pre,-enta l i al t·onrorso bandito con circolare 49+ de 1;. ~~ HJ~2. llaJtr lO ritenuto meritevole oli 1111 pre111i11 di L . .·.o{l In llH' IIJoll'ia p i'P-t'll iata tlal ll!il ).!;.!iOrP l' l litTt i<·l) farmacista l ':n·l'i tlolf . \ Vallt>l' ,..nl te111a .. , - ~,., i li gu;.•ri'H dt>1:l i ag).: J'es:> iYi <.hinnci ili pn.ssato •·d i11 an·enire •. 4. ( ' tiWO C..o\ ltE n . (itil di:/ 2!i "1/u(n·l! Hl23. - - CrJI/tur.wi 11 J>tmniv Ji"r lunm-i. ,,n /f·mi

mili!.ori.

P: a;)erto un \'t\1\c•H'"" a pr••mio p t·t· ~t.ndi o mono)!ralìl' di 111'1-!0IIlt·HLi 1111litn.-i . a l qua li" pos:;nno p o.rtC'cipan• tutti gl i 11ffio·iali :>IIJ><'l'iuJ' i cd iJoft'l'iol'i <id H.. E::.c>1·ci tn . ;::i ln,sr-in 11~ p ii1 a111pin liht•rtìt 1wlla sce ltn dd t.t·mtt. pu1· rimarwndn n t·l cam po milit.a c·l'. I l tt·t· m illP util <' p Pr !a J.ll c>><Pnta7.in llf' d i'i laV<Il'Ì :=;cndr il :l l lnl\1'7.0 1924. Pc•r i p t't•mi sono a ;<s<·t!Jl>tl·· I. 7200, Jl<'l' O).(lli Colt utu dn d i f'ìJ.I'}H• d'armai>\, pcT le· :<CH()I(' mi l itari , l' p <·J' il } (i "i"'t•·1·o di'I la (:tlf'rT~• •· li n· 10000 pt•t· le Co loni!'. Appo:<ito·• t·nmmis,o:inni lll'l·sso i n~ri · Coutn ncl i di COI'J)O d ' m·nHttn. ··d ttna Ctll rrmis.-;ionE' c t•n1ru!.· p1P><:'lo il ì\lilli:'llt'r o d••lln Ullf'ITtl. !l'indichi'I'Hillto :-: ttl]., ll·" "i';.{Hm~ion i dc i prt>mi iL i

c·nncniTt'n!i . l lavoJ'i d c·b b ono ~'""' 'l"l' inc•d i1i <' ln\:<lllè·!'s in lntsl.a chimw. <'Oli Jnot.to " k iniziali V . 8 .. d U. l ., a sc•c·oHli[H e h l' t1·atiu,.;, di nffìr·in.li sur•·J·ior i od inf<'l' ii)I' Ì. 5.

2~

sl'liCJUiol'(' 1~-l-!:1. - /1 •ln·rcfu lt. 23f>3 ,elle 1-i{ur111u. rl'rltllttllui .,lrrt~iltllt' per yli o.~Jletfali ?ni/itari

C I IICUI.MIE 11

657 Jo:l

fu

I '""·'ÌfJI• 't'rllllr/(l ri.

t: '>.,ti/ u ; .iun.• t/ t• i

,,,.;lll'i/>•t/1

e

:\rt. l. -· I l prillh> r·ol llll lil tlt.JIJ'arl . f\62 tlt'l n •,.tu lalllelllll P•' r J',IJillllinistra . e l:t colltallilil:\ ""' c·11l' pi, istihlli. e sl nl~tl im c ut i milit<Lri i• ;,oslilllil ll d al s(•guente: Og11i ()!>pedale lllil ilnre, priJtc ipall· o seco1111:wi o. ha un propt'io

zio11~

11<·1 d i reltiH'C d<'ll ' n!'.Jlt •tlnle, 11fl•.~i­ <ll lllll illi~t ra zlnlll'. r•·ln / ,rr. IICll'ufflci ale suP•' f"HtrP lll Pol i<'o. <·ltp sn~up in :;rado Pd 111 itlll.ianlla il pru~ idPnte. e dell'ufllcHtle rllimico- rarnla '· ' ~ta di nta~;.tìor ;.:rad" r.d an7.ianll?ì, mrmhri: dell 'u llìc iale 111 l"<'l'iore d 'a111 mi '' i ~l ra ;don e d i l l't''' l'l' ' lo•i I!Ol tl i, sryreturif> .

Cò n -;iglio tl "a ln ttl illi :-Jra:r.;ulu: rfl·ttlt•; ll~::ll'llll l l'ialt• :-< J]tCI' Itlr ..

r·c•mpo;:IH:

dt

.\rt.. 2. Le d i:<J)v:-Jziou i tl <':.: li <11'1. iWi !' ~t').!llt:> l oli dd !'itato rcgolumenl•ì ,;'i n tentl•onn altrO;.!Il ll . <' nlllc l·lll't' il H. tle• •l'l'l" •lt·l ~O ;.:C'III IiliO 1021, 11. 28ft r etali\'() alla tr:1ll~itorin }tl l t0nl•tnia di I<JIIItl(! il t fl'fiii~I'Ìl' pn·-:itli:trit · \ r t :l. -

\ 1\' lltTI·."\:1, \

nmmini:-; trnlinl

ÒPt.:li

O!'llt'dall

~ucc· ursali

Il

11 pre:<ettlt' cll't" l l'iu ltn plt{'ltO riai l" gel111n i o 1\l:?'o.

-

l'oit' /!1' il

/tllllll' /'11

(/• '!1/i tll!lll>llflli

}11'1' il

l!l-?'t /111 f}ÌO .~11J/f'f"(l /n

1 ,.t~,,.,Jinu• 1 d1• ,,,,,n, ,if•lln .<\rnr...:.u a non. l' l t11'H1inislr11:.1nttt, si lt,ìrrt . )U'r t'Si rfl'll:r 1/i l trllluno, lll'll"os;~tln/11 ÌlttJ"'·"iluli/a di IU'retltlrr llll•ll' i o"IJfJI1111nruli .

-----------------------------------------------------


• Pubblicazioni in vendita presso l' Ammi~istraziooe del Giornale d/ medicina mllltar.e

ftOMA -

V ìa XX Settembre

Palazzo del Ministero della Guerra -

l,.a lotta antitubercolare nell'Esercito. vol_e . · . . .

. . . . .

. . .

ROMA

Un volumn di psg. 96 con 8 t.a . . . .

. . . . 'l L . 2.60

Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologlcl di aviazione militare; Un volumt> di pa.g. 236 con 45 figure e 2 t avole . . . . . . . .

l

7.--

Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - On volume di pa~.

l 00 con 37 fìgurfl

.

.. .

.

.

.

.

.

Per GlovannJ Maria LancJsl nel Il Centenario dalla sua morte. lume di pttg. 106 con 28 figure.

.

Un vo-

. . . .

3.50

Ili Conferenza .fnteralleata per l'assJstenza agli lnvaHdl di guerra (Roma, 1919). - Rehtzioni ufficiali l' comuniCJazioni. - Un volumfl di pag. 96

•

2.&0

IV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli invalidi di guena (Bruxelles. 1920). - R <1la.zioni ufficiali. -

Un volume di pa.g. 4.4 . .

.

3.-

l Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare {Brux.,ll<:s, HJ2ll. R .•lnzioni uffic·ia.li rlel Corpo !'<nnifn.rio m i lil>\1·•· itulie.no. - Un volume d i pa.g. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

•

8.-

Il Congresso Internazionale dl medicina e fannacla militare (Roma 1923).

Atti del Congresso. - Vol. r. - R~ ln.ziooi nfficia.li - Un volume di png. 416 r,on tr,, tavole . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 35.-

II Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma 1923). Atti del Congresso. - Vol. II. - L !!.vori d e l Congresso e comunicazioni. - Un v olume di pag. 600 con 33 t.avole e Hl incisioni. . .

• &Or-

A. LuSTIG - A. BusrNco. l « gas di guerra ~. Impiego ed effetti - Prov· vedlmentl e cura. - Un volunw di png. 104 <'00 tJ'( • tAvole rnicrog..af:ioh<:>

~ colori .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

1

12.-

. E. 8ANTORO. Ferite !lddomlnall di guerra. - Pre::fa.zion., d el prof. N. GuNNU:TTASIO. -

U n volume di' pag. 400 <:on ::18 figure . . . . . .

• 30.-

S. 8ALINARI. lm:egnamenti deU'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-arth:olarl i~ 1° e In 2o tempo. - PrefazionP d P l pro f. R. A r.e:r~ · s.ANDRI . -- Uu

volum<:> di pag. 190 . .

. . .

. . .

A. OASAR.fNL la pt~dJclna mmtare nell'antica Roma. -

. . .

Co u 5 tigurr• .

• 25.

6.-


.)

Giornale di medicina militare I>lnzion~

ed

Amn~inis1ra7.ionc :

Palazz., del M inistero della ùutrrA, Via XX Sette111bre - Rorna

CONDIZION I DI ABBONAMENT O. 1. ' il (;iouH>/~ d/ medlch•a 111ilifMe l'i pubblica. il primo giorn o t ludcoli di t re fogl i d• stampa. ~. L'abbou.unento è anuuo e ,le.,une dal •• geuuaill 3· Jl pre?.zO dell'nhhonomento è : Per l'Italia <" Coloni" l'er l' Es:ero

1 in lHtlia 1 all 'Estero Il SUPI •lememu <:<llltencutt: i /?uo/i 1 in Italia . di anzianità del corpo sanlta.-io l :tll' E~tcro mi/ilare costa

·:.•

Un fascicolo ~panHo cost"

t ..... ,

• ... • ·-·

4· Per gl i Ufficiali medici "' chimici furmacisu del R. Bsercito (in serviz,, ,, ... , . "' po5izion e a usiliaria, di complemento, della riserva ed a riposo) il prez?.o , • "' ·",.·" m ento è ridotto a L . r2, anticipate. 5· L'abhoru)mento non clisde.lt(l pritna <.lei '"· tlkernbre s'iintende ri nnovato ! '.;:11: t s uccessivo. 6. l $i!(IIOri "b!Jonati mil.itar i in effettività di se rvizio pagh erau no l 'iru f'\ ·" '·~l l 'abbonamento per mez1.o <lei rispettivi comandi di corpo e direzioni. 7· l'er i soli ufficiali medici (deii 'Es.: rcilo e della Marina) , in qualunque posi. ,, :tl r trov ino. è ammesso a n ABBON'.'\M ENTO CUM ULATIVO al Giomale di medlcltw n·• ... ··•: ed agli ' '"":.1U di medidtw llu vale r colO!Ii.Jie al prezzo di r•. 27 annue. Pe:r ottene1 e t,;~> facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero im:- ;: ., a ll'Amministrazione <lei JJCriodico del proprio corpo. 8. Ai librai lii fa l q sconto d el 10 per cento, n1a :~oltllllto per gli abbonamen ti <·;',•. pe1sone e deg li t>nti no n 111ilit.ari, che non poA$Ono fn1ire <Iella facilitazione di cui ' numeri ·l , 6 e 7·

NORM E P ER LE PU BBLICAZIONI . r. l lavori ongin.a li, le note, le riviste - dattilogr afaLI o !'Critti a wauo - devon<. occupare u n solo IMo del foglio cd essere accura tamente -rivecluti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione che quelli scritti >l mano siano ben leggibili, per modo di edtare ogni dubbio di iulerpreta>ione. Ju caso contrario, la Direzione si vedrt>bbe CO· 6tretta a sospenderne In pubblicrtzione. 2 . Salvo casi ecceziona li$simi, la corre-tione delle bozze sani fatta duiJa redazione, ::.nzich~ <ln.gli :\U:ori', J)<'r nlln vin<"nlRre il lavoro tipografico n~rli inevitl\bili ritardi J>O· stol i. J. l.e sp<'Se J)er gl i cstmtti e 4uelle per le tnvole lit<!g rafiche, fotogrt<fiche, ecc., che accompagtt!ISS(·ro le m<'morie, sono a ca rico degli RUlori 4. Gli estr:uti so uo di due tipi: 'J'ipo . l. Sen1.n copertina e colla impaginatnra e numerazione del fascicolo. - 'l'ipo B. C'on copertina ~tampata, fronte~pizio, impagina· tnra e numerazione speciale. 5· Il pr~ t.zo degli E'~tralti. per gli a utori delle nt@morie cbe li richiedano, ò regolato clnlla ~uentc tnrìffa:

or CIASCUN FOOL.IO

;· R~ZZO

,.--

l

TIPI DI ESTRATTI

L. l

Tipo A . Tipo B.

NUMERO DELLE COPIE 1)0

- - -•

DI STAMPA.

100

200

l)()

;o-

IlO

';'()

l)()

120

l

Per

l l

oltre 200

• o~nì centìnftiO

60 100

GU est·ralll mi11v1i eli u 11 foglio si conlllfw <0 111€' fogi•<> iHI«•O per le o•dlnazloni dr '"" estraili o tiiCno. Per quelli e/te ntp.:Hmi./ 1111 foJ!IIO. le f1•1Zionl in più. ~~~ •. u<m superat•o il m ezzo foglio, si Cc>ti~Dth.l co m e mel t). PM'clrè [>ere> l'on'li!lnzli./l!i1 11 on sia Inferiore a $0 copie.

6. l •uanoFcritti non si restitnhcono. 144tlo4)

- Roma, IP2:J·24 -

Stahll 1 mento Pnlhcrono" t"'r ' l' Ammlnist.r<azione rl c·ll u l-' In t n.


..&'

Pubblicazione mensile

G.IORNALE

.

1:

DI

MEDICINA MILIT A·RE PUBBLI C ATO D AL MIN ISTERO DEL L A GUE R RA (Direzione c entrale del servizio s anitario militare) Giornale di medicina militare: I85J·I8!4

Giomalt: medico del Regio Esercito e della Regia Mariua : Giornale medi co del Regio R!'ercito: I8Q6- IQ07

ANNO LXXII - 1924-

.. l Febbraio

Fascicolo Il

SOMMARIO MEMORlE ORIGINALI :

BrEivi cenni storici 8ulln cwolnz.ione deJI~:> nu1scb era contro i durante l a guerrl\ mondi>lle (1015-1918}. r. - L 'operu del chi· . micQ I ciJiÒ Guareschi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 85 Mtmrno. - Nuov o indiri:tzo n ella ternpiu eli a lcuno m ulat tic infettive. • !)] Memmo. - Il v ni uolo nell'eser cito ii a lia no n 1>1 J=;ua pròfìlnssi. . . . . • 102 Samelli. - L o. mala t tia del u liita h » in Tl'ipolita nia . . . . . . . • 104 Mallce. - Un cnso di a.nomoli n ~ll·ll'art. ria asc·t> ll nr·e. . . . . . . n 107 Lustlg. gtlS

CASUJSTICA CLINICA : , Vltoto. - Su alount' neoform azi oni benigne cl< Il!' tonsille palatin~> ~~~I STA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE . . . . . . . "''ISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .

~liFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI. t.a_\::L LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE NOT LEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA .

P~ZJEUFFICIÀLE : . . : : : : : : : : ·. : : : : ·. : : ROMA -

Direzione ed amministrazione Pa lazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

"

• •

J09 116 121

Pag. 125 »

• • •

126 128 130 13 1

ROMA

Clrra Pu tt ln&trzloni dl pubblicità rivolgerst DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giorrrale di medi· m1lltllre - Palazzo del Min istero della Guerra - Via XX S ettembre - Roma.

Per le nuove norme c irca le p ubbli cazio n i del lavori vedi cope rtin a (4• pag ina).

--~.....


,

•


MEMORIE ORIGINALI BREVI [EIJftl UORID SU U EYOLU110ftf DELLA IAUHfRA [OftTRO l

DURAtrn LA 6UERRA MOnDIALE (1 915-1 91 18). Notn del prof. Alessandro Lustlg, Sen. d el R !•gno, già. colonnello medico di

I. -

L 'OPERA DEL CHil\HCO ICILIO GUARESCHI.

Coloro che nell'ultimo anno di guerra furono ~il nostro fronte con le truppe operanti, o parteciparono in qua.lclle modo al servizio gas, conoscono il 1-espirator·e ~nglese e ne apprezza,no il suo valore difensivo contro i gas asfissianti, pcrchè esso venne a.nche da, n oi ntloti:<tto, per decisa. volonti\, tlel Jwstro Comn.ndo Sup1-emo, per l'appunto verso In fin e ùel 1917, quando una, pat·tc del nostro C$;CI·cito si andava ra)Jidtlmellte .riorganizza..ndo dopo il l'Ovescio di Ù;tporetto (1). Pochi invece sono a conoHccnz~L dell'evoluzione percorsa da,lla protxlzione individuale contro i gas asfissianti negli eserciti dell'intesa e scgnatamente uel nostro esercito, e dei particolari studi sulla maschera nntigas che furouo intra.presi in Italia dumute i primi n.nni della guen·n (1915-1916) .

E' di tale argome.nto io vorl'ei qui trattare, sc:ppure in modo fra.m · mentario, con la scorta di documenti a utPntici clte provengono eh~ quel periodo bellico, documenti che oggi non vi è motivo ùi considt·rarc t-iservati, poichè essi contengono d<lti f;cientitìci o speriuwntali , i qua.li devono essere portati alla conoscenza degli studiosi, anche ~rchè vi sono argomenti e be b:tnno ancora oggi un vivo interesse per il nostro servizio chimico militare, vale a dire per q ne li' ufficio che con sn.ggio provvedimento fu creato di recente daJ .Ministero della guen-a. Credo utile iniziar~ la mia breve esposizione, senza. a.lcun fine polemico, con una rivendicazione. Fino dall!n5, il professor I cilio Gua.r eschi di Torino, ebbe un<L percezione ~atta di quello che dove·,·a rappresentare in pratica la protezione individua.le perfetta contro .i gas asfissianti, c vedremo in qual modo e con quali prove egli avesse fin d'allora raggi un · to il suo scopo. Il G uarescl1i espose le proprie idee generali, in merito alla protezione individuale del soldato contro i va.ri gas, alla Comutissione torinese per lo studio dci gas asfis.qianti e mezzi di difesa, riunitasi per la primn. volta il 29 m~gio 1915, e éhe fu prPsieduta da,ll'iug. Vittorio Selopis. E' noteYole il fatto cfw fin 1lalla -pt'ima, l"(',lluta. - ~i hadi: erammo all'inizio della nostra guena. - la. C'ommi~><iOJlC si trovò d'accordo I ll'l (1) Lo scrivente · partecipò ana gouerra al rronte e tu addetto anche al servizio gas asflssianti, presso il Comando Supremo rtel R. Esercito, il di cui capo unlcio tecnico fu il colonnello del genio ing. Lorenzo Penna, ora rtìreltore ùf'l Servizio chimico militare. 8 - Giornale di_ nwdicina militare. -

Fase." II.


86

BRF:VI CENNI STORICI SULLA EVOLUZIONE DELLA MASCHERA, ECC.

ritenere eh«.; um" protezione com p leta eù efficace di pf' rl'onc tro,·:wtisi ìn atmosfera inquinata. da gas venefici ed irritanti, non sarebiJe mai Atata. raggiunta se, contemporaneamente agli organi respiratori, non si fos~-ero' p rotetti ancl1e gli occhi, per il c1le, qualunque fosse stato il mez. zo a cui si sarebbe ricorso per proteggel'e i polmoni, gli occhi avrebbero dovuto essere rjpm·ati da occhiali iuùipenùeuti dalla maschera, od op· portuna.mcn te collega ti <'O!l cts~a. In qnc·lln. oceasione il prof. 6uareschi -fatta. una ras~egna dci ga:> velenosi ed asfjssin.nti di impiego bellic'o, compreso anche il Posgcne, qua.Jificandolo assai deleterio <e affermando ch'esso si poteva. fabbricare in grande quantità. dopo nvf'r lllf'l<~'>O in evidenza le proprietà di vari asaorf.x>.n ti .su Ila. ba:;s<; di e:sptl·ienr..e per·sona,li - dimostrava. d i non aver fi · ducia nelle mascherette di mussolina. con cotone imbevuto di glicerina e bica.rbonato sodico o carbonato neutro, allora confezionate da nume· rosi comita.ti it..'llitwli, sparsi in tc'l.nte regioni d'I taJi.'l· - e in distribuzione alle truppe al fronte - r~>r<' hil N•se l:l.sci:wa.no pn~m·e il c1oro anche se diluito con molta. aria, in modo da. non avernl' più <lP!l'l %. Il G11areschi sperimentò pnrc una protezioue ùi mussolina. colltA~nente uno stra.to di carbonato !':otlico a,nidro da, l a 2 ~m. ~i spessore e l'('Spirando, con l:L bocca. ed il na;.;o protetti dn que!';t<\. ma~chcr·a., dell'aria, a.Il'l % di cloro contenuta. in rf'cipienti di vetro, il Guai'P-.;clli troYò che dop<• pochi ~'>~ condi si a.vvertiY:l· nettamente l'odore ~d il ~a.pore irrit;lntc e sntfocante del ga.s. Precisò ·pure il modo di funzioua.r e degli a.s~;orbenti più .soprà citati impiE>gati in ~;oluzione, ginugendo alla. conclusione che era preferibile di va.lersi direttamente di ns;;orhent.i solidi in frammenti di conveniente groSS('Zt.U ~ent.a I'Ì<'OJ'l'('l'C' a rorpi porol'ii imbeYuti delle loro soluzioni. Come si vc'<le il Gn;U'I'~cbi, abile t•d esperto esperimentatot'P, s tahi · liYa <·ou mano lltaPstJ·a lt> car;tttt·t·i:-:li<:it<• a cui dm't·\':t ~ocldil<f<ll'<> 1111 fìltt·o assoJ·bentc dei ga:; a~o;fìssianti. 8tabilito che la, miscela <li crista lli di soda con l'ipo~oltito anda,·:l· faeilmente in rlcliqutz.<;eenza trasformandosi in seguito in ma.s.<;(~ concl'etc e compatt<:>, proponeva un nssorhcnt.<' solido ben pilÌ sicuro: la calce ~oda.ta (1), ~ia•·C'hè alla mn~sima ene1·gia chimica. dovuta n.1la. pre~o;Pnza. dt'll'a lcn.Ji ca n~tiro , n ;niv;L a.d n.ggi ungersi la llzinnt- di .snpel'fìcie :lf;sni energica rwr la. Rtruttura porosa, del renttivo preparato e granulato in modo conveniente. E la. ra.Jcp sodn.ta. riu!';CÌ Yittoriosa dali(' mmwro~e pro,re compiute dal prof. Guaresrhi c'o] cloro, coi vn.pori eli bromo, col clonu·o di <>romile ed a.ltr<>sì ron l'ossi<•IMut·o di cm·bonio (fosgt'ne) . · St.<l hiliti cosl i fa,tti sue.<;vosti, si p 1·c~entò aJla. !';Ol erte Com m i!';.<;ione di Torino (er·a.y:wto al printi.pio della gnerrn., n e11!)]5) il ()ue~ito di ll·P· p l ica.re praticamente ht calee so-:lata., igrosropkn, rpmnto mai n \'ida di acido Ntrbonic'o. Rapidamt~nte il prof. (hwre~hi inc1i<'ò un a.p parec.chio ~'he non Roltanto protf·j!gf•va la. ca.](·e sodata. dnll'umi.dit:'t e ùall'acido ca.r (1) L'i drato cl1 talce e l'os!'iclo eli rnlcio assieme all'idrato potassiro o all'Idrato sor!ico, formano. quando la temperatura è abbastanza all.a. delle miscele o, forse meglio, clrlle comhinazioni o composti, ai quali si sono dati i nomi di calce PO· tassica. o p ot.assato di calce sodata.


BREVI CENNI STORICI SULLA EVOLUZIONE DELl·A. MASOI;{ERA, ECC.

87

bonico, ma iwpe<lin1. il conta.tto di ~Js."la con la pelle e con le mucose del Roldato, data la ca·usticità. del prodotto. Il Gmweschi allora ideò, eon molta ingegnosi t.'L, una ma:sc1tera e la descri>cva cou le ~-eguenti parole: «Un ~qJpa.recclJio protettivo degli or · gu.ni Tespii".l!tori, il quale serva contro tutti i ga.s deleteri, possibilmente impiegati, costruito in modo ra.ziunale e che risponda veramente a, tutti i rtqnisiti, dovrà, e.'3.':!ere costitui to d:~ uu:t maschera respiratoria, ooat. tahi le a.lla f~1<:c ia, che copra bene b Lotta ed il uaso, che sia a. tennt:L d 'a.ria, collegata, a m<!zzo di tubo tlcssibile (precisamente come il r espiratore inglese allora ancora. non perfezionato e ignoto a.l Guare~hi) cou nn serbatoio contenente il depuratore dell'aria, ·calce sodata in preva· lenza >J. Il ti p o di ma.scbera. a ti l tro del prof. Gua.reschi, fn presentato a.Ua Commissione CetLtrale (Roma.) t)(Jr lo .«tudio dei ga:s a8fissia;nti, che dopo qua.lche tempo richiese a.lcuni csempla.ri dell'appaa·e<·chio, che consisteva di dn<' parti ben distil1te: n serùa.toio contenente il reattivo : calce sodat.tL e la m!Michera respiratOli<t collegate per mezzo di nn tubo fi~-si bile . Il recipiente colla caJ.ce ISoda.ta {fig. l ) era munito di due aperture, l'una per l'entrata dell'aria in~pirata., e l'altro per l'attacco del tubo prove· niente dalla maschera di pr otezione. Tale t nbulatura si prolunga,ya, fìn quasi al fondo del recipiente c contenento un filtro di pa.nuo della forma di un dito, per trattene1·e il fine pulviscolo di ca.lce soda.ta fOJmatosi ns · sai facilmente con gli ur ti del renttivo e che veni v<'t trasportato dall'a.r ùt inspirata. L'aria entra.nte nel r~ipiente, r ichiamata. dall'iuspira.zione, CJ'Il obbligata di attrlwersa.re tutto lo sti-ato di caJce S()(lata per a.rriva.re all'estremità: del filtro di pa.uno e quindi nel tubo di gomma. a.ppli.cato alla testier a.. Questa era. eli gomma elastica piuttosto consistente e così sagomata da coprire il naso e Ja. hooça; nella parte inferiore era situata ' una valvola per l'immissione u'aria., collegata con il tubo flessibile di gomma (vedi fig. 2). Tale vn.lvola (fig. !{J era co:;;tituit.a da una semplice membra,na clte si sollevava durante l'iuspiraziorte Ja.scia.udo entra r e l'aria, mentre si ab ba~>&wa chiudendo l'ingresso a.ll'aria e.<;tema. in conseguenza della pressione di quella espimta, che nscisa da una va.lvola. a, molla. (fig. ·1) applica.t:t ~S ul da.n mt i della. tuft-'ldH•r·a . Questa \·nhola si chiudeva per effetto ùella. molla, un i::;tante prima che incominciasse l'inspira.zione normale. Il recipiente contenuto in una fodera di p<Lnno veniva por tato a t racolla con cinghie, mentre la. maschera era assic'urata. alla faccia a. mezzo di un legaccio elastico. L'apparecchio ~.ppena. confczionnto venne sperimenta.to in ogni sua parte determinando la resistenza che la S<.'a.t ola filtro 1ipiena di caJce sorlata offriva ~tl passaggio dell'aria. Questa resistenza non ra.ggiungevn. mai i 5 mm. di colonna d 'aequa.. Dopo le e.<;perjenze riferite ne furono fatte ancora. con gn,-: e rapori, fra i qua li ricordia.mo: il cianogeno, il cloruro ed il bromuro di cianogeno, il clot·uro di zolfo, l'ossisolfuro di ca.r bonio, l'n.cido selenidrico, l'idrogeno antimoniale, il bromuro di xilene e di xi.lile, molti nitrili, oltre a.ll'addo cianidrico, èomposti eterei , bromuro di a('eti le , l't>tet·e. monocloro acetico, molle a1deidi, eomé l'aèrolei.na, il furfurol o, ecc.


88

.BREVI CENNI STORICI Sut.T, A EVOI.UZIO!'E DELLA MASCHERA, ECC.

Tutte queste so~>tnnze rif:ultarono tis.-sate o decomposte prontamente dMla cak(' f:CKl.!lta. F; fu davvero un bel risultuto. Il pruf. Guaresclli stabili n.ncor-a. che era migliore la calce sodnta preparnta di recente, llehbene M ' <'SSe dato buoni risultati anche quella l

' 2-J dd

'.

...

l

_

l l · 2~

J

..., C\j

- ...

.

~ ~·.·

- J.l H -

)'

l

o '

l

o

!

l

1-

.. .. ,•:

o

'·

l

.-~rq

. -~ .. ·-···-· .. ,

">

'

..

.

"' l

·. .. -:~.t~---- :'

' -<- - - - -- - - - - - 10"-- -

•• o

.,

- - -· ·--> o

l- -

.

1

:

.

2

.. ... :

·. ...

,,l

:-

Il

.

o

..

·.

,,fl ti l l l l l

·.

l

l

' l

l

l

'·

..

\ -. :lo.

l

'

. . !.t , l' ,_... . . .. ..' / '

;.

l

t

l

~:·.-.

l

l,

.l~

Fig. L

conservata con cur a da parecchio U>mpo ; infatti in vari cnsi egli osservò che In calce sodata tenuta nclle scatole metalliche dell'apparecchio, anche dopo due o tre mesi era ancora. attivissima ed assorbiva con gran. <le energia i gas o va.pori summentovati.


BREVI CENNI STO'RI CI SU LLA l::VOLU ZlONE DELLA MASCKERA , E CC.

89

Il figlio del GmÙ'('SChi 1ntervenne <t Roma. rul nna. seduta della Sottocommissione per lo -studio delle maschere protettive, presieduta dal ~eu. prof. Oia.mkia.n, ed in essa, presentò l'a.ppat·~cchio elle fu esamina.to da.i (;ommissa.ri, uei riguardi deHa adattabilità aJ viso, della tenuta e

}.

!"< - - -

-

- -

- -

-

- - - -~

IZ o - -

- -

l

---- ·····r----1- -

'------.

...

-r'

20 l l

_t ~

160

Jl../poiJ o'!'

,.n,/mju~llf'(fi' mM?Iro'R

/JJ~ir1:r/o~)

l

(',,

-

-

1• •

(~

/" l ,

-

l

,'3, .,... •

•h;<...

.4.'

\

'"\,,. /< !VJ"

/#JJ1ff1/e

•

·---. - --- -'

4s

l

t_ __ _ _ _ _ _ _

l

l t

• •

:

:

:r: l l l5 l .___...... , l ~

1.1 4

:

-< 7

l

l l

Trfi'/w/.; IP'i';}tr'r~riO'N!

_ _ _ ..-.'=-=-..,..-======"- _t.

(.; moli~)

l ;<- - .15 - - _,..'

l'!g. 2.

della facilità alla respirazione. Sebbene fosi)C stato una.nirue il giudizio ra.vol'evole circa l'efficacia. dell'apparecchio e la sua praticit<"t, la Commissione volle sperimenta.r lo ancora in scaJa abbast.a.uza larga·, per cui richiese una diecina di apparecchi completi onde prov31rli a Roma cou diversi g~. in condizioni abbast<tnza, simili a, quelle che pres umibilmente si sarebbero potute verificare al fronte ùi guerra. La, Commissione ordinò 10 esen1phwi, che, ultimati e collcwda,li .iu ogni punto, f.ùrorio poru1.ti a Roma. daJ dott. Rotta. e dnll' ing. Oua.re.'lehi

..


90

llltEVJ CENNI STORICI SUT.LA EVOLUZIONE D ELL.A MASCHERA, ECC.

per le nuove esperienze, le quali furono eseguite in presenza dei profes· sori Ciamicia.n e Pesci, ùn.pprima nel La.boratorio rli chimi~'t fa..rrna.ceutica. della R. Uuiversitù per constatare la tenuta. delle maschere e la loro ca.pa.cità a fissare il gas fosgene, e j)(}I'ICÌa n~l Lu·boo·atm·io cen tralt~ degli esplosivi di via. Treviso. Qui. - 1 mf'mor.Yn.Y ~~=~~ vi in una stanza della ca.pacità. di 1 circa 40 met.ri cubi, entra.rono 5 t 1'77.~-."""'=-...,~~ persone, tra le quali l'ing. Gua16 t eschi, munite ognuna di un com9 pleto apparecchio protettivo : poi, 7' da una bomba di cloro liquido, l l l si lasciò entrare gradualmente di l l l questo gas fino a raggiungere una. l : l 25 concentrazione del 5 p er mille . v:;/vuf,r t/1' r àJpir~r/oru• l i Tutte le m aschere funzionarono ' l l b en e e permisero di respirare nell l'a mbient e per circa mezz'ora: e 1:1-.--~ - .J. ) ' :0..- · 15 -...: : più ancora si sarebbe prot ratto ..... - - - 25 - - - l'esperimento se in causa della non perfet.ta tenuta degli occhiali, non fosse sta.to avvertito dagli sperimentatori un bruciore agli occhi , mPmbr;p/1 d a pprrma · l'revissimo, ma che, dopo u n certo tempo, divenne intollerabile . Le stesse persouo entrarono Fig. 3. poscia in un'a lt ra camera pure della ca-pacità di 40 metri cubi circa, nella quale si ru ppero suecessivamente tre tubi di fosgene liquido eont~nenti cia~'uno 2.5 grammi del composto. Anche questa \'Oita gli appa.recchi propo.o;;ti f;i dimostrarono effic.ad nel protegger e gli organi respiratori, ma., <lata la maggior violenza del gaa noci\'o, si ma.n ifestò più evidente la impèrfetta tenuta degli oocbiali (' il bruciore agli occhi, divenuto presto a sS<ti fort.t:. Il Gua.r('SChi non si ?> p!>J·òuto d'animo JW I' l ' inipet•fe~>ione protettiva degli occhi <' 1n·on-ide con un s~mplke espediente: gli l()('c bia.li din:mnet·o parte integr;t nt.e delL'L mn,.,chf't'a, la. qua.Je lfu costt"'ltita in modo d;t. co· prire tutto il \'iso ron pf'l'fettìt tenuta. Prr edta re l'appannamento degli occhiali, il Gu:u•'"clti sul-{gerì eli '" palmm·e la part<> iJltf'rna dc>lla superlii'ÌI· tJ'::ll'fWTt>ntt> •·nn un po" eli gliC('l·ina. E non bflsta.: poco tempo dopo, già nell'ngosto del 1915, il prof. Guareschi l'i corù~.t.va, in una, conferenza, la squisit't proprietà del carbone ùi legno di as~<orbire i gM;, Nl iudicM·a. essere il più a.dn.tto quello della noce di c·.occo. Ria!'lsumendo: il Gna.reschi , fu il primo in 1111 momento in cui soltanto i tedeselli poRset'lt>va.no una maschera antigas a respiratore, che precisasse quali do,·eva.no essere i r eagf\u ti pr(ltettivi con tro i ga6 usati in guerra.. che a.fferntasSf' doversi prefE-r-ir·•, i rea~enti allo Rtrtto solido

_

'

•r


NUOVO L'<DIRIZ7.0 NELLA TERAPIA DI ALCUNE ltALATTm INFI::TTIVE.

91

~ suggerisse la forma più confacente <lt:lla maschera. ad occhiali, iudica.ndo anche il pa.r ticohu·e della neutrnlizZc'l.z ione del loro nppnm-utJnento . L'Italia-, per Jn{'\l'ito del Gua.reschi, avrebbe pre!':o il primo posto in fatto di protezione bHlivi<luale antign-s, e l ' ufficio clliruico a,mericano nella Rua. lealtà riconobbe esplicitamente al vecchio e valente professore torinese, il merito della prio, rità dell'impiego della calce l sodata come antidoto contro i 15 gas asfissiauti. 1 Chi conosce la. struttura t ~ 1 e l p1·egi del respiratore in1 glese e della più perfezionata, 1 macchina tedesca, non può fare a meno di rivendicare al ~' J.., - - - 2 7 - - - o~ 31~ nostro Gnar eschi il merito di r aver fin dal 1915 dimostrato 1 quali devono essere i requiabi fondamenta.li della prote- 1 zione individuale contro i gas J2 ~e=--=-ii"~......"'Y7::n asfissi an ti. Il Guareschi non vide la sua ingegnosa ed efficace prot.ezione meccanica adottata nel J nostro esercito, nessuno, alt-<---. 30 - - - -~ meno da quanto è noto a me, Fig. 4. si è occupato di farla conotwere con speciale pubblicazione, r:d ù perciò .che ne ho fatto argonH.• nto ùi que."!ta. prima bn•ve not:<t., che riman<' così pulll)lico documento e un contributo a.lht stori:l. delh nostra. open~; di difl'!':a. contro i ga.o;; astis-

sianti.

ftU~VO lftDIRillO BEllA TfRAPIA WAUUftf MAlATllf lftf[JJIVf. (l) No ta do! dott. Giovanni Memmo, colonne llo medico libm·o doccn:e in igiene ne lla R. U:nivers ità di. R o ma.

Alcune r(·ceJI ti puùlllicazioni mi inducono, f()l·se prema tm·ameote, a. rendere noti studi e ricerche, che fin lla.J l!)U'j ho iniziato sop11t. un nuoyo indirizzo da .segnire nella. u•ra.pia. di alcune malattie infettive. I germi patogeui che a.ggrediscono un urgani.smo devono a,)la. loro volta difendersi dalle reazioni dell'organismo stesso. Come per molte cellule vegetali il p1·incip<llle mezzo d( difes<L contro ogni sorta di in(l) Comunicazione fatta alla R. Accademia Medica di R oma nella seduta del 27· gennaio 1924.


92

.l 'v0\"0 11\DUUZZO NEI.LA '1'1-:R.U'IA Dr ALCUNE )fALAT'ITE l NJo' ETTIVE.

lluenze noeive cousiste nella produzione di membra.ne pro u~ttive, così per a.Jcuni germi patogeni la, c.apsula o il' inn>lucro rappresenta, un ml'zzo di difesa, contro le azioni d;wnose dell'ambiente in cui vivono e più $pecinlmellU! contro le l'e<t.zioni dell'ot'b'11·n is.mo che t,(•ntn.no di a.ggredirè. E ' ben uoto Ìll\'CJ'O che hL capsula, .si kJI'e.<>cnta. qna~i :sempre nei gt:~·mi, allorqun,ndo essi si sviluppano nell'organismo vh·ente, e nou t'are volt.t' quando coltiv;HlO SU tert'CllÌ di C<oltur:1 non a,da,tti . Il pueulllOCOCeo per hS. nell'organismo a.nirna.Je si circonda di una, l"hl·grL ca.p:mla., <'\>DCora più evidente fJHa.nrlo l'ia. inoculato nel peritoneo del couiglio, o 15ia eoltivato :su :::ieri immunizza,nti. Cosi purP il bacillo dl'l carbonchio appa .r e fornito di unu. capsula. più l'Jlèssa, qu:\nclo .si.:1; iHst~ m enzato ,-;u siéJ'O anti<:<'Lrboncbioso. Anche al ,·ario aspetto morl'ologicù dell'in,·ulucro (]cl ba..ciJlo ·della, tul>crcolosi (omog-•.:nco o g1·anuhu·e) molti d1111110 un valor~ progno:;tico JlCl' il dl'COl'~O cliniCO ùe Jl'infezion c : C pCl' le mie OS&'e.l'V:l?.iOlli SOUO indotto a, ritcnel'e che l'e<l lnwntt~ nelle fm·m e di tulx>rcolosi <1 decor~;o miLe o sotto l';1zione fa,·or p,·ob di m(•di<::tllll'Jlti si \reJ'ilichi la, trasfor· ma.r.iouc dei ba<:illi 01Uogcnei in ùa<;illi g-1·:wtnlosi, quale risultat o di uua. ba tte1"iolisi (]e-l bacillo stesso. Na.turalmeute quest i mezzi di difc:;n drl gr11ne rappr(~sentano anche indirettamente un pt'<>ce.-sso biologico ehe rcllld e più attivo e più vit'LIP il germe stesso.

si

Ammesso fJUi n di il concetto che 1.-'L ca p::::uht o l'iJwol ucro in certi :.,•·(•rroi l'!tppre..;;(•nti un mezzo <li difesa, contro Le azioni di re:\zione delPorwwismo S('mbra logico l'indirizzo tera.p eutico, che cerchi ùi pt•iva.rc i gerrui ùelle loro dift•!'l'. nnnumtantlo <·of<ì la r e.'lzione natm:nlt> df:'ll'orgnni~mo.

Prenderò per ora. in c> l'lame l'infezione t n bcr<:ola n ,. 11 ùa<:illo d<•ll:tr tu~!l'COl <>si è rivestito da nn H~tuccio di sostallzt: gt·a.-;se, non ancora, conc1wdemente d!•finite, nelle q1Wli però sono pl'f?. senti ad di grassi della. serie nou sa.t ul'a . Que'Sto iu,·olucro di grns!iO ra.pprescntiL la, dif('sa, del bacillo co11tJ·o l~> r cn.zioni dell'organismo, il quale a sua \·olt::L ce1-c.'L di intacca.l'lo, di 1listruggerlo, prh·:1.nùolo Ìll primo tempo della sua, difesa. mediante uua. diasta:'li liJ!Olitir a. lnfa.t ti sono i l infodti, (]lwlli cht• aecot·rono p redominanti nella. l otta contr'o i bacil1i della tubercolo~i, e d.a,ll<' 1-icercbe del B ergel nel l !)10 rhm ltcL che a.ppunto i Unfociti contengono una dia.stitsi li politica . molto attin1, la qua.le m:wc:-L inve<>e nei leucociti neutrofili e basofili, che viceversa contengono ().~idasi e pet'O."-"Sidnsi. La prima. difesa naturale quindi, e Jn, più semplice, dell 'oJ ·gaui~uw (:ontr·o il bacillo della tubercolosi è rapp1-esentata da.Jia di~1.stasi lipolitiaì., che gli ~~ uooes.-sa.1·ia per la. digestione dei grassi. E questo del r e:-;to corrisponde a. un co:neetto biologico eli ordblt: generale e cio<'~: gli o1·ga.nismi ntilizza.no contro gli a.genti infettivi qne11e stesse St~>.<;hulze chimiebe, m~·•liaJ1te le (]IHtli sott(}pongono a digestione gli alimenti nec·<·~~nri alla loi'O ,·ita: :lnalngaHH'llte il Centa.m li 1·itiene -che <<la. t·PaziotH' immnnital'ia· sia. Hilla, Y<·I:a. dig<•l'tione paren -


NUOVO INDIRIZZO :NEI ,LA TERAPIA DI ALCUNE MALATTIE lNFETTl\'E.

93

terale per opera. di fermenti simili a quelli del tubo ga-strico e con ht comparsa degli .stessi prodotti di ~omposizìone finale ». Accennerò brevemente ad alcuni ricordi sulle diastasi in genere e sulla lipasi in ispecie. Gli studi sulle diastasi non sono certo fadli. Le ,dh"Lstasi banno la proprietà di produrre determinate a.zioni chimiche, sebbene la- maggior parte di queste m:ioui si possa compiere anche all'infuori delle di:tsta.si stes-<;e; cosl per es. gli acidi invertouo lo zucchero, trasforma.no l'amido e gli alcali producono azioni idrolizzanti. La caratteri.'.itica. però delle diastasi è quelht dell'a.umcnro dell'al· tività del fenOIDleno e di non distruggersi agendo, così come nna. picc.ola fì:tmmn. pnò ·~ccendere un numero infinito di lampadine. Tutte le dia·sta!':i poi <'ontcngono 'delle ceneri e an<'he in prOIJOl'zioni notevoli. Se si e<'rca di libel'arc le diasta-si cliLi sali, di rcnderle ptu·l! si. è rilevato che l'attività delle dhl.'.itasi dimimti~et> fino quasi a. I'<'OUtparire. I sali quindi j;Ono intimamente legati alla funzione stessa, delle diastasi e legati specific..'tmente, perchè non è quc~tionc di quantitù, ma. sopratutto di qn<tlità, dei sali. Così. per es. il presamc, la plasma;:i, esigono la presenza di una ba.<~e u.lca.lino-terrosa., <'he è la calce: quc:sta, può essere rimpia.zzat.'t dalla magnesia o dal ba.t·io, ma, non da.lla soda o dalla pot.'ls.c;a.. Le nzioni poi delle dic1st.asi "'ono reg-olate da. leg~i g<~ne.-ali: in. Jluenza della temperatura, degli agenti fisici, . l uce, clei pl'Odotti clella reazione stessa. Infine le dinstasi non hanno gli stN:si ;l.mici, nf'~ gli stes."i uemici . .Mentre vi sono delle sostanze anr;eleratrici o catalizz<tlt•ici dell'azione delle diasta.si, vi sono invece alu-e sosta.nze che sono rlqn·im cnti o inattit:anti. E queste sosta-nze variano {Wl' ogni singola diastasi; così per PS. i: sali di calce e .di bario coadiuvano fortemente H pl'C&'lme, rital'dano invece la sucrasi e paralizzano la pcpsina: l'n.cido carbonico a.umenta l'attività della. sucrasi; l'alcool, il biclor·uro di mercurio, il .solfato di chinino paralizzano altre d.i."tstasi. Ogni diastasi è il prodotto di mta vita. celluhH-e: si cla.bot•a nel proroplasma e può rima.nere nella cell ula o es;;m·e emes.<;a. a.! di fuori J)'!r osmosi . :Ma. nelle eellule le dia.stasi sono tutte pre.<:enti o vengono for,nmtc ogni vol ta. che ne occorre l'impiego? Sembra che la. secrezione de Ile · diasta.<.;i l'ia determinata. d<l· particolari contingenze: cosi per es. una specie tli a..<>pergillo .secerne una, particolare din,sta,'>i secondo il terreno nutritivo nE'l quale è costretto a. vivere ,e cioè a.mila.<:~i se vi è latt.'tto di calcio, sucrMi .s<' Yi è zuCchero. Da lipasi è un~ diastasi dei gUceridi. I primi studi ,;nlht lipa.si risalgono a Cl. Berna.:rd, il quale dimostrò che il succo p<Hlrreatico mescolato con olio e grasso fuso da,va delle emulsioni stabili con aum<mto di acidità., ma, egli confondeva due a.zion.i mo1to diver~e, cio<':


94

NUOVO INDIRIZZO NI!:LLA TERAPIA DI ALCUNE MALATTIE lNr'ETTIVE.

la emulsione e la sa.ponificazione. L'emulsione ?l un fenome.no di ordine tiJ>ico, dipendente soprn.tutto dalla tens ione superficiale: la. ~ponifica,. zioue è iuvece un fenome.no di ordjne rhimico e <:ioè una sdsl'ione della sostn.uz<t grassa in glk.eri.na ed acido gra~«o. Dopo le . ricerche di Green sulla, lipnsi nei vegetali e di Hanriot e Camus su1Ja. lipn:->i uel siero di ca.,·allo, la lettera,tunt sull'a.rgomento si è arricehita, di nunwro~i lm.;.o1·i, interessanti anche dnl punto di vista indusf:l•ia.lf', e che non è posl'>ibile qui ri:~.:>sumerc . Riporterò solo alc uni dati sulla lipa~i. L' ~•.mtli~i dlimi!'a f•:-;t•g-nit1 da. Yo~hio 1'nuuk:l su una. Hpasi, da. lui prepm·allt· darebbe: Aeqna 5,30 %

Grassi 37,20 % azota.t e 1,20 % Sostanze minerali IO % Il Fa lk d:\ In srg1wn te nn a U:-;i delle ceneri ()ttf•nute dalla comhu~uune di'Ila lipa,«i prcparat.'1 dal 1'i1·ino: Anidride l':ilicica. O,fiO % Oss ido di ·calec ~,SO % OsRi tlo di nJngn esia 213 % Anitll-iùe fosforica. -18,20 % Man~::1n0se trnce.e RenJ::ibili So~tnnze

Clonn·i tmcce. Come pc.r tutte le diastasi nnc he per la. lipasi d sono delle sostanr.e af·celera nti o ca.talizr.atriei, t r a le qu ~~li rkorderò il cl ono·o eli cal cio, yU alcali, l 'a('ido :wtirilico_. P sostanze tla nn•~~·! o iuattinwh, tra. le qua.Ji l'alcoo l , l'aeetonc, yli (u·id i. Cou la. Jipas i il1oltre si p(1ssono :wer<! a.zioni ·t ·hasit:c . mie a dire sotto dnte ro ndì:t.i(mi la. lipasi p11ò <lar luogo invece c.he a. sch;.«ioue dci gra~si a. un a. sin te.si. La. Jipasi è una. diastas i molto diffusa neJ reg110 -çegetale e nel1-egno ~~uima.le .

UJt<t s econd;J. questione •'- );1 prod uzione clell<1 li pa.si nell'ol'ganismo

e l':pPcin.lm~nte oella. secrezione pancrea.tica. La l'CCI'I:'ZÌOlll' del l iqui 1lo p<~lll'l't!a.tico segue tlt•tcrm ina.t e leggi i n rHpporto con una. sped<Lle ~nsib ilitù d(•lla. mucosa, iute;.-tinnle, la quale oltre la. lLciditù. a.pprezr-a. anche gli a.ltri caratteri c himici degli nlimenti c;lle p::h~sa.no n el duodeno. Qu e~ta., per cosi dire, chemiot:1.ssi è come il pnnto di pm-teuza. del riflesso elle provvCA-L e <'..it.I'<llteriz?.a la secrezione parÌcr ea.tica. Il pa.ssnggio del pane p er il piloro provoca la. s('('rezione di un s ucco p:~>ne rea t ico molto ricco di a.miJasi e molto pon•eo di lip:'LSi; \'iceve1·sa la peu!'trazione ùi latte provoc.'l la, secrezione di un SU<'-C() pancreatico molto più ricco di lipas i t~ p()ve t·o di amiln..•d e tripsina.. La funzioM~ pa.nerca tic..~> è q n indi lwn r'f'golata , nel sen," o di a<lat. tnn1 ento a.lle qua.li t:ì chimic!Je degli a.Jime111ti e tltH"-sto adath1.mento può dh·enire co;;t:JJJte. Il 1Yassilieff nelle s ue numerose esperi.<>n7.e ha. potuto con~tat.are che R<' Ri nntri~ce un ·c.'\.ne pel' più !'lettimane con pa.ne


NUOVO INDIRIZZO NELLA TERAP!,\ DI AT,CU.NE l\LU.,\TTIE INFEI:TIVE.

95

e latte, e in seguito si sottomette a. r egime caJ•neo, il suo succo pancrPa.tico si arricchisee progressivamm1te in tripsina. e si impoverisce clelle altre dia.st:\Si. Tutto è naturr1Jme.nte sotto l' intluem-a. del sistema nervo/50. Oltre ohe nel lirptido paJwreatko la liprtsi è stata riscontrata. in altri organi e in a.ltri tel>Sltti. Stabiliti co.c.;l qu4?sti punti fondamentali C~'<<lminia.mo a.lcuni htti del probleUUlo tubercolare. L a predisposizione aJJa, tubercolosi trova una. delle principa.li ra. gioni nella manc.anza o nella. defiei(.'nza, del potN·e lipolitico nell'orga.· njsmo. Vi è una. specie -di marmotta della. Ru1>sia, la. qu~1le si nutre degli alveari delle api, i qua.li sono ricd1i di .cera, e di sostanr.e grasse. Talp speeie animale è a,cssolutamente r~·fr<lthH·i:t alh~ tuhrt'(·olo>;i, e la pitì va.)ida spif.'gazione che si po!S~R a.m Jllf•ttcl·e è QIH.'lh~ eli nn nn meuto no· tevole del potere lipolitico, !Stimolato da.IJa, intt·ocluzione e da.lla. iligestione delle sost.'l.n7.c gt-a!'>se contenute negli ahe;tri. Analogam<>n.t c le hLrv<> della G:1ollcria. 1\fellonella., che vh-e negli ;11 \'f'ari d Pile a.p i, sono U.!o:SOl ut.'Lmente refrattarie a.ne inoculazion i di bacilli della t n hereolosi ; e t.'lle immunità si tra.smette anche nel la, crisn.lide e n.ell'iTll!;t>tto perfetto. P et· contro la g1•n.ve diffusione della tnberrolosi Llumnte gl i anni della guerra., perchè non può essere nH!~~'<;-~ ìn rappot·to anche con la deficienza. gem~ra.Je di genssi nell'a.Ji.mentazione, e quinrli con umL progressiYa. diminuzi(me ncll~1. Sl'Crczionc ùt>lla lipasi, sop1·;1 tutto dal pan · creas, legata., come ho df>tto, a.ua, qnal.itù. cllimica. degli alimenti introdotti? L'a.Jeool è una. delle l:iO::;ta.nze inibitrici ùell'attivibì della lipa,o;;i ecl è hen stabilito qna.le gra.ve contrihu to l'alcoolismo porti alla diffusione dLI h1. ma lattia. Vice\·ersa. SOJJO .note le nzioni fot<watalizza.tt·id; c, l'Oille cel'tc intossicazioni negli a.n imali (lesioni da grano srwa.e.eno) non rn·oducono :.u'.('identi cuta-nei e disturbi nervosi se non sotto l'influenza. d t> Ila. lttc<' solare, così si può attribuire alla f<worevole azione Cllt<tlizzatt·h-c sulht lipasi una. delle nt.gioni cleglì effetti benefici della. (>JiOÌl'J':l.pin. Conferme evide-nti alla tesi dà.nno alcuni dei metodi di cura., che meglio oggi con·i..c:ypondl')no nella tera.pia. della tubercol~i.· L'a.utosierotera.p ia. del Gilbert nel trattamento delle pleuriti tubel·r.olfu·i, può certamente a.ppoggia.rsi anche sull 'attiviti\, 1ipolit.i<'a. del siero stesso, quale rea.z ioue dell'orgnni~mo t:ontro i bneilli della. tubercolosi, a.tth·it:\ .che il profr.ssor Zeri ha. indicato come criterio diagnostico-differenzia-l e degli esauda.ti pleurici. La. sostanza più anticamente e laL'ga.meute us;Lta contro la. predi· Rposizione alla. tubercolosi e nell~ forme pretubereolari è certn.meute l 'olio di fegato di merluzzo. Le mgioni n.ùùoth~ !lell'<'tficacia· ùell'olio di fegato di merluzzo .sono ml)lto varie.


96

NUOVO lNDlRIZZO NELLA TEHAPlA DI ALCUNE MALA'l'TLE lNI<'ETTlv~;.

Con!'licl<'ri:uno in vece tale olio sotto il pu u t o ùi \"i sta del ~;no con · umuto in a.ddi grassi non sa.turi, n tle n. ùh·e del numero di Iooio o indice di Hi.ibl. Dalle analisi più attendibili di alcWli olli noi t rovi a ruo : Olio di feg'[t.to di merluzw Indice di iodio 13;).182

Odio di mandorle dolci Olio di ririno ODo di oli,•o

» 11

»

» » »

!)~.lOR

81-91 79-88

Se ricordiamo om. che la. pl'oùuzione della lipnsi è legata. intima. nH:ntc ali:L n;ttul'a dell'alimento che si somminL<;t:-a., si deve logica.mente n nunt;ttcrc che illlo stimolo continuo d n to nell'alime.nta?.ione con una. sostanr.a. cosi rirc.'"l eli M:idi gl'assi non sa.turi, quale è l'olio di fe~ato {]i merl uzzo, corrL<;ponùe per la digestione unn maggior produzione di fc•rmeuto lipolitico, elle l'organismo poi utilizza nella sua difesa. <~OU­ tro il bacillo della. tubercolosi. E la s perilicitù., di J·1·uw <·o:.:ì, 1lt•ll'olio eli fe~ato, è legata al ,;uo elevatissimo indice ùi iodio: ciò non esclude però che possa, e~sere utilmente sostituito con altri olii per es. l'oUo Sasso, olio di olivo, ecc. Un'Hltro Hl'frOiliC.nto è intcressa.nte. Qual'è liL spi1·~azion e d1e si dà oggi :<nlla. a.:donl~ di'Il() Iodio nt'lht uur:t della tutwrcolosi? Si parla. di un'a.r.ione generHle, riatth·a nte del t·ic.'lmhio, di un potere anth:ctt.ico e disinfettante. Ricordiamo quello t·hc abbiamo poco iuMnzi detto rlell'in<iicc di lliibl: tale determina,. r.ione è fonda.ta J-;U ila. grm1de affinità ('he lHt. lo indio {*r gli adtli ;.;r<11'1:-;i uon saturi. I compo!<t.i ~Solubili dello il'dif) con acidi grassi non .sa.turi sullo molti. Ora. JWrchè non amlllettere che ne lla. t ubCI'colosi lo iodio pMsa kgai'Ri con J!li a(·idi g1·assi. ('lw pl'Ott·~l!ll i Hl il bacillo, e renàerli ~o hlbili, privnndo così il germe della. Rua. difr•sa.? ' Questo potre hbe .spi<'ga.re ;lllchc meglio l'nzione dello iodio, qn;tndo viene <lirettMnente inil,ttato nelle crwitù ar·ticolari. Ammessa quest'azione dello iodio, e !]tH•Ila. ctell'olio di fegato dj merluzzo, scmb1·a. apparire più 1·hhM~L ht miglilll·e el1ìc.'l<!Ul> d(•gli olii iO(la.t i nl:ll trattamento della. tubel'colosi, dovuta, anche allo stimolo che gli o1ii <'!WI'citnuo sulla prodll7,ione del potere lipoliUco. Ricorderò anche i b<'nefici f'fl'!>tti eh~· sl po.-.:sono ottenere con l'aglina Zoia, t<>nendo prNwn te che la serie aJ lilica. è u u:l> serie non sa tum .

Tra i sali eh(~ fanno pa.r te inte~ra.le della. lipa.si JJoi a.bhia.mo veduto che In calce rappresentn. il 3,80 % delle <'Cner:i e la magnesia il

:2() %.

Qua,!'è lo scopo clu~ si propon<' la cura delln. eosiddbl> riminern.lizzazioue n ella tubercolosi. con i pt·cpa.r·at.i 1li ('alce? Ri a.mmctte sin. quello di riparare la eccessiva cli miuazione di sali ùi calcio nei tubcrtolotici. lnbmto mtove J•icct·che hanno dilno!:<tl'ato ('ile non vi è a.umento di c.'llce nelle feci c nelle mine dei tubercolot-ici: il 1\'oorhen~r \'i<'H<' alhL concln!:ìionl' che il tnbcJ'('o[oso l1a. un biRogno maggiore di calcio, e


NUOVO INDffilZ7.0 NELLA TERAPIA Dl At.CIJN~; 1\fALATTrE INFETTIVE.

97

il prof. Ma.ssini della clinica. medica di Ba.<>ilèa. ha. otten n to ottimi ri· stù ta.ti -con le iniezioni endovenose di clot'Uro di cn.lcio negli animali

nell'uomo. Somministr<\·ndo il calcio al tubercolm:o, secondo i concetti e~po ­ sti, si viene <Ld ~wmcntare il potere lipolitico dell'org::wismo, pen·hè la lipasi viene annHmta ta dalla calce nella sua atti vit;ì, cosl come i l prcsame è favorito dat S<Lli a.lcaliuo terrosi nella sua a~doue sul l;ltt<'. La supermincru.lizzazioue delle rt>gioni sane del polmone tubel·colot ico, come giustamente ~:serva lo Sforzn,, è una, reazione di difesa 1• tale può essere nel senso indicato: e alla ste.cssa. ra.gione si può rifet·jw la minore disposizione a lla. tubercolosi dei la.voratori di calcio. E poichè ho a.ccenuato a.Jla calCR qua.le sale della lipasi ricowlerò ancora che nelle ceneri della liiJa.si l'anidride fo~forica entra. }Wl' il 4H,20 % : doiXle la. benefica a.zione delle iniezioni di h·l'it.ina. t·

Infine ricordet·ò le cut·e {·on i !':;t li eli neodimio e presodimio del Grénet e Douin, i quali ll84DO trovato cllC i b;l.cilli della. tubercolosi coltivati in presenza. di ~-;n.li del grnppo del cet•io si modificano uPlln loro sosw.nze gra~se; ~ i l;wori ùi CaJnwtte. EO{Jil<'t e Negt·c, che con i l,acilli d ella, tubercolosi coltira,ti su terr('ni con bile (cou umt sost<1nr.~L cioè che lta azione sulle . sosta.nze g ra!Ssc) e quindi re:si più fa<·ilnwnte a tùlcc.-'lobili da.U 'orga.nismo, ottengono nelle ca.\'ie u ua appt"e?.zn bi le r rsist(!nza all'infezione: e le ctu·e con i Mli di rame; la cui .affìnitù ywr gli acidi grassi è ben nota.

Una. a.pplic..'lrZione pnt.tica. nella, tera.pi.a. della tubercolosi um;wa, di questi concetti, ma. con ~pie-gazionc diversa, noi tr·ovia.mo in a.lcmw puhblica.zioni anche recenti. Già nel lOO!l il Willia·DlS e Fort:oyth concludevaJlO tm lol'o hworo RulJa influenza dt>gli acidi gr(h'S~i non saturi nella. tubercolosi, diCf'wlo cl.te sostn.nze contenenti acidi grassi non sa.tnl'i haru1o il potere di disintegra:re l'invilnppo cereo del ba.ciUo tul•ercolare e che la sommini· sti·azione di tali sostan7R riesce effiC..'loC(' contro i b~tcilli, che ha 11110 Ì111aso l 'orga.nismo. Il R ogen;, in seguito ~li ottimi risultati otteuuti nella lebbra ('011 le iniezioni endovenose di giuocaJ•da.to sodico (r~corderò che l'addo !(in oca t'dico, della !':E>rie non ~a tm·a, <:n~titu i l-'ce il HO % del ~eme dell <~ Gynocarùia odorata o cha.ulmoogra), pensò ùi usH.re nn nnalogl1 tra ttamento :ru~lla tubercolosi. Egli ha. preparato un sale solubile sodico <l('gli acidi grassi non saturi dell'olio di fegato di merlu;,zo e ba praticato le cut·t• co11 iniezioni sottocutanee ed endovenose. Dai dati anche dei suoi collu.b~ra.tori il Ro~rs ùoouce che nei ca-si favorevoli si ba cessa.zione della febhre, limitazione della, tOS!,'<! e dell'espettomto, aumento di peso. I badili si mod i ti ca.n o nel luro a~petto morfologico, non trattcngouo più il colo1·e, di m inu i~('Ollo di numero e scompaiono.


1)8

:-;UOVO T~DlRI7.7.0 :-:ELLA TI•:HAPIA DI ALCU::-:E MALATTIE JNFETTIYE.

Hoger s troverebbe la. sph•gnzione dell'azione del lllOITtlltto di sodio in lm'al'.ione bntt<:rici<la, percbè nel brodo glkt'rinnto il mol'l'unto •li l:iOtlio all'tUlO per dit•cimila. impedisce lo .sviluppo del badllo della. tn hercolosL J1 Know_lcSl:i rifl·risce di <\\·ere ottenuto risultati n.mmirl·,·oli nei ca~i inil'.iali ùi tnlwt·<·nlo~<i. La. fJU('Rtionc peri'> è nws~n nella sua n : I'U. intt•rpretazionc i n un lavoro Ù(•Uo 8baw MackPnzie dl~l giugno 1!121: « Snl mecc:wismo <lcll'im · munizr.:w.ione con flpr<:ialf' J•igum·do a.lla. Jipasi >>. L'A. 1·itiene <:he il ri»ulbtto bcn<:fico <lell'applica:.1ionc <lc>gli addi grassi non ~<aturi d2lla· 1'11aulm()grn nella. IPhbr·a, e rlel morruato di sod io rll'Jla. Lllhl•r·colo,'<i si •len! allo stimolo di quPsti preparati suU'attiriU\· lipolitica. dei tel':~;nt.i e F:ull:t :\:done distr11ttrice Jel fermento lipolitico sui gJta.!<si e lipoidi rlei hadlli acido r esistP.uti. L' e~pe t·ipm,e r~rò fatte dallo Rh;lw.:Uak~ll?.ie, per dimostrare che t·ealuwnte m vitro il g-inorar·dato e il utonu:tto di f;odio aumPntiuo l'a.t1ivitù lipolitit·n tli nn c•xtratto di pan<·t'l'<ll<, :;.ouo ('himicamente errate, ppt·chè fòÌ t t·nt.ta. smuplicC::mPJlte di una. azione della lip<l-si sui sa.li ste.'>si eh<• si a~~iltng<• a, ljlf{•l la. ~<ull'olio di oliro. In a.lcuni c·usi l'A. ha ottenuto risultati f<woreYoli con iniezioni t!u<lon•ll():<P di "<I'JlOJW animale e ha. rhwontr:tto nei malati mt numcnto 1\d pot.(:•J'è l i poli ti('O del siero, che prima. dd tratt:unen to el'a note,·olm •· n t e b<h'i~O.

P er aumenbwe il. p()tere li politico dell'orga·n ismo si poi'is ono se~niN' dnc 1·ip: o mP.di;ll1te 1111 t.r·;tttanwnto (ltiiro> dit·c·mo così. o mediant<' Ull tmtb:LUH'lltO ptt88il'O. TI tr-a tbt mHn t o a t ti n> consistc·rebhe n e li<) stimola.re l'orga.n i l'IliO Sh!l<sO '" procltn·r·e di pH sè il fcnnento li politico; il pa.-ssivo invece uel ùa re allo OJ'g:ln ismo il fermento già prepara t o.

Le cspcricn7.e di RogN·s e di Rhaw ~la<'''''ni'.Ì(• e di nltd ri~l' l'<·at.nri ;.oi foudano cseltr ~o;iva.rnPilt.e Stll tt·<tttatuento n.ttivo. MR· se un orga.ni~mo in t•wto è malato in qua.nto è mancante o d<'liciente di pot<~re lipoli · tieo, bt>n <liffirihuente potrà, l'otto lo stimolo dei gra.<>Si introdotti profimTe la. lipa~i, amcn()(·hp nou Ct)llst-1'\'i ancora. tale potenàtlit:ì. Co-;i si !>:pi cg.uto i risult:tti non f;('mpl'(' fa.,·orcvoli ottouuti d;ll Rogprs t'! ~;uoi colbhm·atol'i c (la Ilo Rha w :II:H'kPJW,ie; f.lotLo lo stimolo degli addi gra~~i n<'l trnttaml~llt.O a.tth·o ('()t•t·i~pon<lono bene i casi inizinli e l<>ggieri, SJ)Of'i;\1 IIH'IIf(' () 11(•11 Ì 11 pj C) n:tJ i BOli \'i (l ;ti t m. SI.SSO('i:l7,Ì Oli C' h;\ ff('l'iéa. ;lggiunta al hacillo della tulx•n·olosi. r<'l' qnP.St(' J':l~ioni hO :ri1.t'IIUtO piiÌ COil\'t'llÌPllU' di tPnta.rc il tra.t. t.ame11to pa.o;si1·o. di fornire cioè all'organil"mo malato la. dhl·!':tasi lipolit.ka g-ià pl'OIIta.. Le pr.i me r·icct'('he iniziate sullo scorcio dPl '920 flOltO sta.te fatte in~ieme col prof. Giulio Alef;Snndrini. Noi alll>iamo cerca.to di ottc•rtf•r·e d;l.] car:~llo nn siero ric.('o <li li pasi. La pr'<'par;lr.ione dell'n.nima.le fu fatta. 'in primo tc·mpo con ini.-.;~;iolli ;;ot. toruiafl('(' di olii, e in secondo tempo cm1 iniezioni endoveJ~ose di cr:;aponi.


NlJO~'O INDIRIZZO NELI.A TERAJ'I1\ Dt ALClJl'E )!ALATTIE INFETTIVE.

!)9

Il trattamento è durato circa 40 giorni: il siero è stato raccolto 1u filiale da l a. 5 cc. Le esperienze sono !ltate eseguite nel 1921 e 22 in degenti nel tubercolosa.ri.o milita.re di Porta, Furba· e nel Sa,na torio di A n zio e reti · diamo grazie sentite a i collcf,thi dott. Forti, Cia.uri e llocchPtti , che gentilmente hanno sorveglia.to tl'and:Lmeuto d<'gli iufmwi :-:ottO{J(,c:ti al tr.atta.mento. Distinguia mo· i malati in tnbercolosi 1)0lmouari e tubercolosi chirur· gici: s'intende che nel periodo di e~perimento fu sospesa. ìa. R()mmini . strnzione di q nn.lsiasi altro medicinale. Le forme di tuùert·olosi polrrlonnre (1 0 catsi) sottoposte :.t. tratta. mento erano lievi, medie e grari; le inie;~,ioui i'ntono fntt<• ron ] .i) c·c. di siero, giornalmente o a. giorni <tltcr11i. In aJcnni casi si è ottenuto notevole wiglioramento con aumt>uto di peso e senso di hen~~re generale: ii1 qua.lche cntso diminuz.ione e !::comparsa della febbre, diminuzione .dei fatti umidi. modificnzioni morfolo:,<iche nel r eperto bacillare; in qua lehe aitr(~ caso l'etl'ettfl l> stato nullo. In 15 casi di tubercolosi ehi1·m·gica (forme chiuse e forme a.perte) si ·SOno ~vute ~ei gum·igion i, ~e i mig-l iottunen ti not('YOli, tre e~ iti n n lli. Le guarigioni si sono avute nelle forme chiuse. Non possiamo certo per oru. trarne definitive conclusioni tl.ai pochi esame. Possiamo però rilevare che il sicrv ba ben~ col't'Ì$lh•::.to n~lle forme tubercolari chirurgiche chiuse, meno in quelle a.perte l ! nelle forme llTlNli(•hP. La ra.gioue è i:1tuitiva , perd.t• nelle i.nfPzioni mi~te il siero an~vn ].a. sua ~t.zione liinìtat~l S<•lo al bM·illo delln tnbel'colosi. f'M:Ì in

Dura.nte il t1·attamento in qualche infermo si so110 verificati Jie\·i fenooneni di malattia. da siero : in !JIIalcbe altro le ·iniezioni si sono dovnte sospendere. Per edtn.:re questo inconyeniente, per el imi.Jw1 ·~ le d!fficolti\ neli:L preparazione dell'animaJe siero-produtttJrt•, e per :werc nn prodott o pm·o, sicura.mente dosa.bile, ho im·ita to il va lP n t i:o:>< i m o collP11;a, dottore in chimic._'t, CappPlli Gim:Pppe .a voler studiare a<:.curatamente la. questione. Infatti fin d:tl 1921 il Cappe1Ii istituiva ricerc·lle ~pPrimentali eomparative riguardo all'estrazioni, dclh lipnsi aaU'organismo animale e dn.i v('getali .Egli si convinse l.>en pre~to ,che, me ntJ·e la. lipasi animale non poteva essere isolata. dalle a.Jtre SI•St.<tnze che l'accompagnano nei succhi di orga.ni, se non a d et1·imento alti-,sim~ della mta. attività, enzimat ica., era inveee pos.~ihil e ottenere un prodotto contf!· nente la: lipasi pura. e attiva e ricca di YLta.mine partendo dai ,.<'geta.Ii. Dopo queste prime ricerche era nece~~ario \'e><lere quali fo.<>.o:-.e ro i v~etaJi che meglio si prest.wa,nn. A tn.l fine il Cappelli in nmt. monografia a.mpia,men.te critica e suffrngat."t da numeros i dati Rpl'rimentali. pubblicn·t.'t sull'Enciclopedia di chimica drl Gnn.r<'scbi, esaminaYa e di· scuteva i metodi di estrazione e di lavot>o riflett.Pnti la Jipasi nei ve· get~li, deduc<>ndo la. ph1 eonYen iente lin~a per le pl'Oprie ricerche. Co.~ì.


100

NUOVO INDIRIZZO l'ELLA TERAPIA DI ALCUNE l\lALATTtE INFETTIVE.

clopo aver scartato un buon numero di \'egetali, da-i quaJi la liplH;i si ottPnera hPns.l, ma. impm·a. per g-lutosi<.li, sootanzc peptiche, aJca1oidi, cci a ltre s~>-<;tanr..e orga.niche ed inorganiche profondamente mO<Ufic:ttl·iri d<·lln sm;~ atth·iuì., il CappPUi ne sceglieva nlcnni, che non eF·poIw\·ano n<?- ad inconrenienti simi li , nè di altra. natura.. Co:-;tt·etto a non seguire i metodi -di Hoyer, di Palk, e di Tanaka per ragioni di y;wia. indole, e sopra tutto perché non conducenti alla. preparazione pura, stabiliva. un suo metodo eli estrazione della lipasi da-i vcge>tali, che presentava sugli altri questi vantaggi: atth·ità. e puI'CZZ<L ma.ssirua ùi umL Hpal<i ~l'C('U, bcu const•rvub1 le per ln11w) tempo, a.ccompn.gua.ta da vitmnine, ed e~ente da sali. Con t<~le JH'Odotto il Cappelli ha. preparato un Rùl-PHzimn Jipoli. tic o, a lta.mente vitaminico. Con esso la lipasl che vi si con tiene saponiiir·a in tutto o in grau par·te le sostanze grasso·cerec e contemporaHeaJOtente mette in libert.:\. ossigeno atomico. DaH'espedenze fatte abbiamo ~oncluso che 1'11 ttivit:ì. del sòl-en .-.ima, non deve es~<'rC troppo a lta· per evitare una. elen1r.ione troppo · ft)l'h' <1Pila temperatura, conseeutin1 alle iniezioni: e quindi Ttcll'uomo e neg-1 i anima l i, a l.Jl>iamo potuto dosare esattamente la prepara.-.ione. li ~òl-<· nr.ima è sosJWso ncl1'a cqua, donde fa<'ile n~=:~orbim ento e ùH. fw~ionc: rimane pienamente attivo pe1· oltre 1111 n.nno, dal1a di\ta d('lla PI'PJltll'ar.ione c si pnò inirtta1-e alla dose di 11n cc. ogni 2 o 3 giorni. )lon dev<> E>!'>sere inoculato sotto cute percl1è dà forti reazioni locali, meutre im·e{;e è perfettamente tollemto nellr iniezioui endomuscolari. Le c;;pcrienr.e nell'uomo c;;ono st..'l.te esegnite nel l!l2:l e

m~l

1923

sia nel ' campo sa.natoriale di Anzio (dott. Boochetti), ~h in ospedali•, .-ia. nPlla. clientela. privata. I cn. ~i tl'attati col !<ÒI-enzima ~ono !';tati tJ-eùici: tubercolosi glanùolare (fol'me chius<>) 4; tubercolosi os!'lea e nrticobtr(> (forme chiuse) 3: tuber-eolosi polml)nm-e torpida ed e,·oh1tiva e plenric:\. 6. I~ tnbercol()si glnudolari e le tubercolosi ossee ed arti<·olari :>ono <:Ompletament<' guarite, in hrev<' tempo (6-8 iniezioni); delle forme pol · monari 4 guarigioni, 2 miglioramenti. ).lér

Questi sono gli studi e i risultati ott<'nnti. che ho creduto riferire ora all'--\cca.ùemia.; le e-sperienze continuano.

Ritengo pt>rò che il principio di utilizzarr! m•lla terapia di akuuc malattie infettive prodotti che tendono a privare òelle loro dife:se i germi patogeni, studiati in base aJle nat1mtli e !'>emplici r car.tioui dcll'orgnnismo, a pra tutto un nuovo c.tunpo di ricerche. Così per la. lebbra., la tnbercolol'i, e forse anche per la sifilide, uu indlrizr.o da. Sl'guire è quello di aumentare dirdtnmente o indirett.ll mente iJ pot<>re lipolitico dell'organismo. Potrà. ricercarsi anche se i vari tipi del bacillo tubercolare non !';ia.no in rapporto con la- dh·ersa. uatul'n. delle sosta.nze di involucro d<'i bacilli, e forse anche con le diverse .n ttività. della. lipnsi e degli eletrroli ti catalizzatori nelJe vn.rie specie animali.

•

&


NUOVO I~D IR.IZZO NELLA TERAP IA DJ ALGV :-IE )fALATTIE INFETTTVE.

.101

E a.<:socianùomi in parte <l lle veùute ~ ali<' >;p('J·a.nze dello Rhawlfnckenzie, rico1·derù che ùa alcune ricerdw eseguite il sier·o autiml'ningocoocico è a.ppar.<;o dotato di elen1to potere lipolitico: r he il !';ÌeJ·o di cantllo nor,male è ricco di lipasi e ha qna,...,;_ l;~ stessa <'llic;lc ia (]el siero lUI t ipnenmococcico nelkl. cul'tl d el la poi mon i t<>, li<' Jln. q un le ci possiamo dom;'Lnda.r•e se l' effett<• benefico delle ripetuti" e gem•rc}~'C ùosi tli olio ca·nfora.to debba attribuirsi solo all<t caufom o non anC'hP all ' olio. Come in molti o1·ganis mi inferiori le !';te~se f;Osta nze chimiche, c he servono alla loro ~1utrizione, pt>r ht digrstione degli. alimenti, \'engc,uo utilizzate come d iiesa. contro i ge rmi cb e li a.ggrl>(.) iseono, così a nehe nell' orga.uismo umano dexouo e.-ssete impi~·g<ì ti nella. difesa. gli stessi enzimi, che allo f<tato normale oecorrono pPr la. digc;;tione d f'lle ~o­ stanze alimenùwi. Lu. immunità e hL r eazione a.lle m{l]atlie infettiw deve c:s~l'l'l' leg<'lta nlla. ma~giore o m inore attivit:\ di questi enzi111i , che nella, lmo azione sono aiutati ùa, elcttroUt.i ~lùtlizzatori c ùa. ~o;ostanze t.:O.'ldiu · nw ti o possono vir.R.Y('l'S<l. essere cleprcss i o ~w n ul hl ti dll. !>Osta nzc plt :ra · lizz1tn ti, donde la predi-"posizione a Ile infPzion i ed i l decorso gm YC o letale di queste.

BIDUOCRAFIA. Duc u ux . -

Trail,; dc microlll otogie 1901. L 'i nununité dans i ~s malad ics infec th'ctses 1901. W . FORSYTH. llrilish. M ed . I OILI'/1111, 16 o ttobr e 1909. M. CARPA:--o. - ~ull' i nvog li o cap~ulure di alcuni balteni (rloooli di l(tit'llC s jle· 1' i711 1!11/ale, vol. X lll, apri le 19 l'l). BERGEL.. KliiJislie Bedeutung de r Lyct qlltocytose. \ Drulsc ll. M cd . 1\'orlwn~. 1913) ' ROGERS, i\lt:JR, l( ~uW I ES, COCHU,I:"\E, 0.WIE8 eL DRI ERLEV. Soc.Jium lll OI'I'hllale in the trealment or Tu bercrJiosis-lud iact. (/1. .l/e d . ll•·s. 1919; . G. FtotHTIJ. Ln cu pc;ula bntt et•i ca c il ,.,uo :;ign ifkalo. (.4 t111.nl i tli w e1iici.1w. IICLI'(l{C C W /!llli0/ 1'. J\12 1, \'0 1. l·•). ::'>I<~S." t N t R. Caldo e t uLtrrc·olosi n l'i cunig li. IScl,t•ci:. M Nl. 1\'ol'/ìt'ils l O marzo 1 ~2 1 i. GR E~ET . o ou tx. Le ,l'ls té l'ique,.; cl :w s le lraitcm ent tle<; t~the rcu l o~Ci'~ n n niCf\tes. • ( Paris M écl.i r al 26 m a t·zo 19:!1 ) . .J. A. S WAW 1\f.IC:K~ NZJE. on ihe 1\I I:!Chan ism or l mmunizat i on willl !;pccin l referen ce to lipasP. (Tiu.: JourllitL vf Tr•Jfl. M tJ di c. ;lttd ll !ffJÌ I.: IIC ] ;, giu· g no 1921' S. ;-..l ETAt.:-> IKOFF. - L 'immuni t•\ uaturelle et a C' <Jili;:;é c ll t'7. la f'h enille dc Galle ria Mellou e lla. (.4 1mt1lc.> dc 1'/ n .< li / llt P a~ lt•ttr, n . 11 , 1!120. e G. l !lZI). CEXTAN:->1. Tra11ato rti immnno l·•gia. 1921. ( j, CAP PlLJ.I. r cm1 enli (J.i.pn si nd n :;.:..:tali ). (li ll t:ici u JH'ili(l di cllimit·•t , di· spensa t,93-94, vol. v r, pa.g 3). METCHNIKOFF. -

7 - Gi<>male di mcdlci11a miWare. -

}'asc. II.


102

IL VAILOLO NELL' RSim~ITO ITAL I.\~0 l~ L.\ SU~ PROFILASSI Per il dot t. Giovanni Memmo, C(llotmello nwdk·o lib~·t·o

d o<'ente in igiene nella R. Univcr:;itil. 1li lw m fl.

In una mag-i~;trale rcl<Mdone H pruf. Ca.n;Lii!:l ha J'ifeJ·ito al 2" CongJ'I'sso Xa:~,ionalc tlPll'.\I':!S t K~ in?.i <me lt;l liana, pt>r l'I giene (giugno 192;~) l'Hl vainolo in ltt:aJia, e ht 1-ìlllt profila~si: e nella sun a.Jta competenza h:t rilevato le lac unC' che <'l.<>istono n el JJ(}.stro itH•(•gnanwuto clinic-o, nell' o1·gan i?.r.a ziorw ch·i ~t'l'\' i r. i d· iRola mf'n to e di <l i sin ft•zioue COill1UnaJi. Jt ella. pr·;ttica, dt>lle va.e dnazioni, concltHh~ntlo C'.ht~ et come igicui:.'ti òoùhia.mo !'ìCntirci sn.lir e il I'os:-:C)l'c n.!llt fr•onte JH'l' l<> pet·iodic he stragi che il nt.iuolo fa, :lllc:ora. in t<tnta. pat·te tl'ltnlia e iH'I' i :l-! e più mila ensi COHSUI tati in 1111 :1Tl no IW[ !UOSti'O J>acse >>. La Saniti\, miJHarc nou può che a-~<.:oei;ti'~i ai n obili iutt•nri tlt'l prof. Ca.JhLli!';: lllll, poi(-!Jè neS!-:lUI lH'CClliiO è ~tato fa.tto llclia l'C[a.zione e nclliL disclJ!'I':ioue elle ne è seguita., a qnauto si prntica nell'Esercito per la profiJa,~:;r-: i contJ'O il 1ainolo e ai CC}~tanti fa.vorevoli rhmltati ot· tenuti, rit<>n~o doveroso riassumere brevemente l' opera del Coqto sa. 11itu.rio ruilitare e l'iferi1·.e a1cuni da.ti F;t~t.tistici al rigua rdo.

VPilk:H:ia <lella va<;c i.JJa.zioJJe a.ntiraiolo&l può tronu·e r<lgione di ùiRcuss ione n clFambiente ch·ile per Ja diflicolt:ì d<·ll'esatta e ri~oro~a. applicazione e pe1· le cifre e le statistiche ripol't<t te, le qua.li parJa.no sempre il lingun.ggio di cbi le osRerva.. fole rE~Cl'(: ito è St'lll)li'C l'Ìilla:-:to e riJnane ()lllli"'i immun<' rhllla. gra.n : tual:ttti;b, an<·lle quando 1•ss:l inlit•risl;e ncll<t pololazione civile, lo d en~ l'~lus.ivam ente alht va.ccina.z ione a.ntiva.iolos ;t e d;tl modo come Yi.ene t•seguita. per· l'interessamento dei medici militari e con l'iH1silio della, t l i.-:ci p li n a.. Le reclute infatti non ~1.ppeutL chi<MHa.te alle aJ·mi sono sottoposi<' a va,ccinn~ione <'. ne l caso di t·~ito nega.ti\'u, ali.;L ri\'H<.'t·iuazioue: e co~ì pure i richiamati c lf per!>onc che prentiono dimor·a. o impi<:·go stabile 1wi q ua.rtieri. Nel <·aso poi di •mimt<.:cia.n te epide mia. vaiuoloiSa·, ht vaccina~ione, fJlt:tn<lo c;;! ritt•ngn. nect'sRaria, viene soll'<!citameute a.nche ripetuta per tutti. Natura,J111ente, quando ~i ma.nifesta. t~n caso eli vainolo, si npplicauo tutto le rigorose norme -tli iRolamento e di òisinfe?.ione.

Riporto le p1' <lporzicll1i dei ca-si di va.iuolo e Yaioloid<' (ca~i per 100tl di forza alle armi) 11ell'E~ercito da,l 1887 al 1!'121, ci()(~ per lo E<tesso pe1·ioùo stud.k'l t o òa.J prof. Cll n a lis .


CASI P Et:

1000 or FORZA.

18R7

t.;: o/oo

l&'*' l&'l!l

1 .l

l!JO(j

().!)

18!10

0 .-1

1 ~91

(L-l 0.1

l!lOI J !l(ll:) l !IO!)

l~!)~

1!1():)

l!)]

o

0.;3 %o O.:!

0.1 ().0

0.~ o.:~

J !)11 l !) ] :!

O..J

J!:l9·l

().l O.:!

18!):;

0.:2

l!ll~

0.4 o.~

18!1:3 18!lG

o., .~

1!)1 -1

0.7

1 ~!)7

0.1

l!ll:l

0.0

lt-:!JS

() .-1

l!J ]{;

18H9 1900

0.:1

]!)17

o.:{

l!)] X

WOl

0.+

191 !l,

0.0 0.0 0.1 0.2

1902

0.:-i

19:!0

0.2

190:~

0.:> 0.3

Hl:!l lfJ:22

0.0

HlO-i

0.2

A ppnre evideute come clura-11 te l'<>pid<'Jtt ia ne l L1 pnpnlazioue ci d l<• da.l 1889-1893, nella ri:H'CPn:-:ione e pidem ica. cln .l 1901 a l l!)()(;. in q ul'Lin.

ùel 1911-12 e 11ella g1·ave epidemia. del 1D18.l!l21, l'E~<ercito poto o nulla, IIUÙia, l'Ìl-'t'Htito, lltill;.!TildO i )ll'l'Ìf'OJi tJj ('OIItagio tl<Lll'ambiente bor· ghese. Un altro fatto ml è C.'Ll'O rilev;t.re tw11a. discu~sintH' fatta. Ru ll'm ·~o­

nwnto al Congresso, e che non è stato for~ hrue rii'Pt' ito ed intcq_n'll· tato - dando luogo n-d un giusto t·ilii~YO tl<'l 'jW~lf. CannliR. Nell'IRtituto ~i<•t•m·:tlTittng<'tH) ùrl l'A!'.lll:tJ'a, d;~ me impi:1nt;Lto Jl(:} l!l03, fu instituiht dal collegn. Mnrtnglio una. S{'zionP pPt' la. pt·o~luzi om• del vaccino antivainolt)."o - nel J !105 - che JHL !-."''lllJH'P l' unziOJtato rcgoJarmentf' CO'A ottimi risu lt ati p~l' la nostJ·a CoJ()nia Erit t·ea.. Ora l ' osser,,a.zioue fa.tta -dal ma?r~ioJ'c meùico Mouktti non ~ f!uell<t rHerita nel Con~r<'s."o: ma. t- un'os!-:PJTazione di alto ,·al01·c e che 11011 h o ma.i veduto rkorcln.ta tla. alc uno (]f.i fenenti a.nth·ac·riuisti. Gli n.bisl'iini per pt'C!-:Cl'V<Ll'Si dn.l vainolo ricorrono <t Ila. t·aiuolazionr·, n1le tt clit>e da. un malato di nt-iuolo 1-:tcr·olgono il pus c lo inocuhwo in nna, incisione della pelle fu.ttiL nel rm ezr.o del pobo, iu modo d<1 :were {!(Y.o,'Ì una -ma latt.i<L benigna, ma. che invece ta lor:1 tlecort·c gr:-we e mortale. E' questa un:L opera.zione che s i fa eon un et>rimon ia le tutto sp<·cia.Ie e caratteristico, e viene esegtùbl, in n1ezzo n fmttnsie, a <:a.nti t trilli di donne, a. •~noni di sistr.i e tamburri: sono pl·t·~hiere ed inni , c he si inua.Iz.ano a.gll spiriti dia.bolici ~ maligni onlle propiziurseli e .rendersi benevoli. E. repntiLJulo indi};pen~ahile il loro intervPnto per lo sviluppo e il buou andamento -della mn.lattia va.iuolosa., pron.)ca ta


J04

I.A ~l \ I .ATII \ IIV.I , •

ti T.\ li •

l;\' 1'IIII'IJI, JT\;\'I.\,

a ~-çopo prv{ilaHko, rirne po~ta, ogni cura JWl' non dm·e a.ù t·~;.;i m()th·o di ri ~P nti r·$:i , ùi i nitn.r-;:;i e di fuggit· via. Nelle C<W~ dei ya iuoli?.zat.i, n.ffincùè gli spiJ·iti maligni si p Ossano trattt'npr·e a lm·o pi~no bene· placitn, RÌ illlpoois<·e ni pl·<·ti di faJ·t• ~egni rli tJ·occ t' si ba1la <:hc non w·nga fatta p;nol;l., r·he po~~a ~nou;.we <:f'llllO <li pregbiel'H "' Dio. Il maggio1·e lllWdico )fOZI'A·tti pott' pratica l'<~ x11 \'HI'ita !'wa.!a. in J)él· l'l'C{·hic mig-Unia rli indigr-ni la, ,.aC('ina.zion~ con il ,·a.c cino antin1-iuo. lo~o, prepara t o !H' Il, 1sti tu t o Hierontecinogcno C l'i t reo del r A stnaJ'll. i\la. l(}rrpo <]Jiilkhe tempo tutti questi inùigrni non t.J'Oppo p<·t'S'lHI.!d <lt·ll'eflkacia· della, nostl'<t. nlccina,ziont• e ruina<;ciando una gr·:wc <~pi. Ù(•ruia. rhlll'intel'no <le ll ' A hissinin, ,-olino l'ieorTC't"(• rli JJUO\'O al lot•o 11 hituale .metodo di ·r a i uola <:iou c. L'esp(•J·ime nto non pote1·a riuxeire più <'st<-so. più compl(;'tO t' più proh~ti\·o, per<:lu' ùt ni'SSIIno rlrf!li indigr•ni pril11a m<'rinati attecchì il

t·inu/ ,;aiuolMw. immc.sso rli1·cttam eute con la raiuola.z io ne . E' st;t.to quC'o.;to un espe1·ime.nto quale non ::;i può ce1·to nea.nche 1\lllt<lllaillH'ntc n 1dere ed osst'l'Yal'e in n.es!<un gabinetto !;C'ieutifico e in IH.'SSun luogo dei paesi civili. Roma, 2 gennaio 1924.

OSPEDALE COLO:-l'TALE VITTORIO F.:\1ANUELE III - 'l'RIPOLI dirct t o dal tcn<'nte colonne llo medico dott.. L. 1\!AZZETTI.

,.,

LA MALATTIA D~l " LATAH, IN TRIPOLITANIA pf'r il dott. Tommaso Sarnelli, capitano nwdico.

A t)ll<t~i tutt.i g-li nhita.nti di Tripoli, na.:donn li , n:Lth·i e :o:tmnil•1'.i, è nota l't•~o.i:o:tenza i n 11 mrwr·o gJ·aJHI issi mo fl'a la popola?.ioue H t·n ha, ht•r·lwJ·a . i::;J·a(·lita e JH·g m ùPila Tl'ipo litani.t , ma pitì speda lmente della titt:ì. di alcune all(•J·ar.ioni di ca 1·a tt.er~ JWt'l'•)so, dt•lle quali (in o m . da Jl<'s::;uno ~ul pnstn t> st;na ri conosc:itrta l'idt•ntiti\. <·oH nnn stato mor·boso ahhast~lll?.a lwn di'finito e Klt•scrHto dag-li stndinsi di patolo~h trnpir:tle; il <• 111/olt », l'lassilicaro •·ome. II JHt mal:tttia t)pj t 1·opici .-Ja. t1·attatisti ed iu>:ig-ni pat0log-i, ('OJne il Castelbni., il Vnn Br·I'J·n. il Hlro , J>t•Yr!H~ ùiffusisf':ima, in forwa t•luh·mica , nt•ll'Afl'ka. <·eutl'ale. n~· ll'Judia, nel ~i;un. 1wlla. ~lnlt•sia, l'<'t'. Es:.:n t~ statn dliamata c>t1sl, appttnto 1·ou la pm·oi :J n•a ll·s<·. l'lte jnrlir:t l'indi\·i{lno (')w rw ~o lf•·e. 1.<· pr-J·snHt· elle ne sono atf1·ttP, l' <'llt' tl'm·dinm·io ,.i,·ollo tJ·aalqnillanwntf• la Yita tOUltllle e non pl'l'Sof•nb1no alh·i ~·~ni collah•J·a.l i di ~qu ili . bJ·io rnt•nhtl<'" JWI'\'O. ·o; !'OilO po1·bttl:' ittrO{tJII/ariam('nfc ad imit:lre ge:.:ti. ~tttl'g-goiunwnti , :H.io11i ÌlltC'I'I', non impona ~ ;JJH: lte ~S<·om·l'nir•nti e t't'Cali ·


1..1 o\1 ll.ITTLI OEL • Li\T.IH • IN TIIIPOLITA:'\IA.

105

ti un da.nno a loro ~h·~si o aù a.ltri ; oppure a. ripet>'t'\' p;troh•, che ,·euga.no, in determinate condizioni Psegui.t.e e proffm-itc cl.antnti a loro (ek<'-

kinesht, ekolalia. ù~i neHOJllLtologi; ,·a riet;ì << mimctit:a 11 dt·ll'.\ bra\,alll) . Altri s i eccita.no e n'a.gisr.ono al p i n pic.<·olu urto o t o<·<·a lUI' n to im pro\" · ''i~o. in misura a~solntMllCIIte spl'v]tnrziona.ta all 'Pntil:'t <h•tlo :-:timolo: <'ssi :~t·rinmo tino a.d a1Ten t arsi l'io!(' n temt·n te cou t..ro le pcr:;one che l i .sti~uoln.uo e a p t·oùurt·e loro dei danni, a<:cOUJ]Htgu;tndo g-li atti ton p:t L'<;]e ~t·oncie (copt·ola l ial, c ~lH.'xso ti ni:-;<·ono humeùia t a ult' ll t e dopo c· o l ùolc~t·si c ,·ergognnl'si ciel loro a('ec•sxo di \'iolpnz;t. el<c (':<si conoscono. c • J.lrl'\'P<lono, nHt C" h e non rit•scono ad edt;u·e o a. frt-'nn l't' (l·;nietil « impulsiv.~ ,, <lell' A1n·ah;~w ). Altri aut·m·:l .si eccitano ÌII<Hh·g-uata.JUt•nte e <·adoli•> in uno l" t< l t o di tl;'t'I'Ot'(> a.Jia dst <1 (e !i na n l'o a Ila s<·mp 1in~ t·it•\'cW;lziouc ~ugge1·ibl) (l i piC('Oli a 11 Ltual i Clllllllll i rd iHIHX:lli t ,.aJ·ietù moltc1 diffusa a Tt'ipoli, c he io t· h i a mo << t• moti~'<~· ,, ) . Q uc>st i fi'Itout('ll i possono ril:lcontr<H·si iRolati o t·iuniti insit•me twllo stesso indi1·i•lnn: il <:lte diee <·hhu·am<•u tt• dt•l lo1·o t·<)lllllllt· 1)<11stt·a tn oHwhoxo. J.a. s<·;.trxa lcltt•l·atnrn t•sistt·ntl' snll'<~l'gOnH·nto l't'~i..;(rn IH·i snoi inizi nna cet•t.a confm;ion<· n!ò'lln !'IJ>i<'ga;r,ione f' l'la.'<si li('M'.Ìone <h• !la 111a b1tlia. Ciò è dipeso dal fatto dw [n1·onn ritPIIntP di~[pn•nli o of!iui c!Pi h.• fol'IIH' che ul tt"riorHI<'ttlC' sono xtn t·e ri.·ollosc· i n li· roJJH' n t rit·t 1Ì t' ,·,t·l 'lazion i d i intensit;ì tlt·lla lll<diÌfPst;lziotw mvt·hosa. Eppe1·ù si pnò ritellt·t·t· la t t'« ttazimw 1lel CnstPll:rni 11· . .llcu111aL of 'l'rOJiil·al J/l·dir·inf' Ed. 1H~!li. i"pi· rata <b C]UPSto ct·itct'hl, la pitì Jli'ITi•"'H i"<l (•sa uJ'Ìt•nte . l n t·ssa, inf;~tti. X\lllfl detinitì co1ue sinonimi di'l lùtah lc> .spgut>Htì dPnominaziolli: mimic·ixn1n. Pcomatismo, -~akitla ta-r, jumping, babt~<dli, myriakit, lliPt\atsdtt•nj<•, che hauuo tutte tJLJ fondo t:Ollltllle, ri('onw<c·ihile chiai'<J.Illt'llt.c p<•J' la IMo c·Omltn<' sintom:~t.olog-ia. Chi 11iìt, ant<'rim·m<'ntt·. ~i aHkin;t al Castr•llani è il Rho, che cl<•tin,- .<·<> <'<Hue f<•t · •~<· tiHllto aflil1i. il jnmping- ùvi :-'a ltaJori del Mainc (Norù Amel'ica), Rtu<lia.to dal Rt·ar·ll. e il myt•iakit, <l!•Rct-itto dal n :t.m mond iu Hi bl?ria.. I l H ho nwttf' i n riJic,·o, come ft>t·e anche il Vi~ioli c.Ia lui 'i:il<!tO, l'ntlìnitù. del l:ìtali con i fpn(•JIIt·ni <·o1lt·tth·i <:h<' p re n ÙP\'a no i 11 tkt·e p o poi a zio n i rl'l ~ lli'OJ':l c <l'I t;il i:t l'c•iistJ·a ti dnJh~ storia. : il famoso tamntnliswo o hallo eli ~. Yitn dc·l ~rt·dio l·:,·o. Ma. in so.stanzn, nno è il snstra.tn pa-tologico e lle si può N•]Willlt'l'P, wn. difir..a.tH]o uu pò la .stessa a<·cetta.zione <L<•l Hho, <.'d applk<'ll'H :li tutti i f('nOllt<'lli clt'lla \'ltl'iN:ì, ('OsÌ : V:ll'ticnla.J'<' III'~!HilÌ:t.r.aziniH' 111'1'\'osa di illùiviùui isolati (lùtHIJ <:pM·a•li<-oJ , o di ]Hl]•Ohtzimli o di t·azzc inti?T'(' (hHah (!tHlPmit·o). che dù clt>lli• manifrxt n:~.ioni, C'llt' ,.a.nno cb i ~('mpli!'i f('noweni di gmnde C 'OI'itnl.ilitù d<'l tempt•t·aml·nto n cpwlli dt·ll'aholizione e ~oggczioue complet<t d<•l l;l.t l'olontù Il· q11t'lla altrui. La ntrietil. ùi liltah più eomuuc, conispondente a qnPlla pi1ì ditl'u:-a <tuì. come io ho potuto ossen•at'<', 1., <h•li nitu. dal (';t.sl1· llaui: <• uno st;~lo ment..'tle ttt•l quale nn'N·citmr,iolle è immeùiatauwttll• l't••ruita da n•azioni li~NJIIt1·ol{(tbiU. ne lla formit ù i ('koln lia e d i ekok i Ili'"~~. d!•11<• qua l i la llll'Hte è d'ot·ùin~wio, tua non st•mpJ·c•, cost·i<>nte ''· Lo r.:l<'sso autot·<' t·il'orì.lt hL diR tinziorw fatta daU'Ain·ahaut cl('lle e<lllst• eceibtnti 'in trv ~ruppi: t't:dtazioni uditirl', rixin•, tH,tfili. !-;i 1•0:--,..;ono, come nhl,ianlo Yi~to iu.nanzi, à"'r•iun"'Cl'P atwhe l]U~Jle « emoth "<' n. r"'e .rt


l-\ ~IALATTI A DEL c L.\TAH •

l~

TRII'OLIT.I:"LI.

li IHCIUH!ntn etio)t,~i(·o th·llo ~t ato ntor·ll"" () elle t<lluni hanno Yoluto fa i' l·lltTare 11 1.!1 ,·asto q tta' lt·o lh·ll'istPri,.:nw ( \" iziolil, c·ome lilla> isteria IU IJU ''"in touta t il: <t , ~;a r·c·hl!e 1111:1 rl•·lto lt·zza o ;.;o!.:pt•nsione o a holizione d~:-i pdE-ri Hll(tl'l'icwi iHiiJilnl"i. L a cau,.;a pl'(•clispnnente è da~li autori ritenut-a im;ita tH: Ih; J·azzt·. Lt• Jiiù 1·olpitc :-:cono qtH·IIP m1•ridionali dw hanno uu :-:istt•ll ill lti'I'YH!.:O IJIII)t() l'c:dtalli l!•. I.o ~; tato moJ ·bo~-:o può ;W(·outp:t;,!'llat~ j!l"intlh·irlui dw Jl l" so1I1·ono (W l' t 11tt;t la ,·i t a ·, wa può otl lt'lll! a trt·Uit:u-s i c c<•~<s;t J·t· , p <"l' nn I'Ìp1·istino del ptc·dominio rf pJJn ,.r,Jontit, come io ho pot utn no!at·c in due ca., i da me I'I'J.!i .: t t •: tti. (! tH•st() )'ltl'(' Chi" :-:ia l'IIIIÌt'O I'ÌIIIt'diO t·Ìi e t'SÌSÌ<l Ùt•) male ; llHL sn•Jit uJ·atautc•ntl' 1•sso 110n è, alntt·IIO fino :ul on1, in nostro pO!'S('I"SO. (Ì I II'H(i hr·t•\'Ì ('1'1111Ì f;lii'IIIIIIO piÙ ch e haf.;t(•\'O)j n. f:IJ'(' ÌÙI•ntifÌCal't' i c·a:-i oli lùtall clH• p,.;i:-:touo a r Piil in fJiq in 'J'I'ipoli , f'tHIIC r·L..;tJ!(~· r·:ì a. chi ,·ng li;l d a r·s i la. pt•na, 1li illllaj:!:U·I·. (H o moti,·o di l'itl-rlt!I'C tlt e nP sonn l tl\.t'a lu·o elw t•;.;t·ut i j!l i imli g:t·Hi d1·ll e alt l't' nosl1·1• Colonie, IIHl non Ìl'(H'O altr·i rh1• ne al.ltia n<·t·(·nna1o liurw;tl. J lo po11110 rintl':H·<·iare . nl'lht mia I"'J'm:uH·IIz:t iu qtwsta c·it l:ì, P idl·n t itic·:lJ'I' 111olri <:Hl'i, ùai più lievi :l-i pitì ~J·a,· i. I'HJ'I'I'('Iti , (:ftp mi r·ise n·o rli illu:-t 1·a r·1· t-d <'spor·r·e ordinata· rlli'II U•, JIP ho \'i<:tllliHnti, I'PJ.dst.l'at i P fotoj!l':l fali . Uno dei più rapprel'en · tat Ì\'Ì i'C'f:;j!\•t ti (t)pJJa \'<I·I'Ì\'tÙ lliÌJIII'ti!·a) J1t•JJa. fH'niOII:l 1li llll J'i COVCl'atO dt·l no~tt·o O sp1·d:llco, ho potuto pl·c·:-'1'llt:u·<~ ai c oll c·giiÌ e, 1)(->r dl'siùerio e !;•msigl io d1·l J >i l'l'ltol't•, fa r· ri tra rt·e i n ci n<• ma to:.n·afia, dUl'll n te y:u·ii t'('(;i's~<i d i 1;, ra h pr·m·1wa ti. Mi pr·opnlll!O unc·ht> di nwttPJ·e in l'ili<·,·o qnl'stn mala ttia, locale così i n tet'(;.""a n h•, o l! l't'CIII\ <la.t p un t o Il i \'ÌI'ta strl'tta 111(·n t(• ~'-'<:'.i c n ti fi c o, e da. quello 1lt•ll o stn tu l•ti<Jo.sO<'ialc <h• Ila popola.r.icme i utli~ena (t.'CCitabile, ~o;ug_gcstiouah il c, !•saltata. r<'ligio~«tmrnte c mOl'almcnte di'P''C."-'><t, c.ome tutte le primitin~ popolazioni tropi~l>li), :wclw da ()ne llo rul'rlicn-lt>.ga,le. D'~ol'do c•on I'O' llrieu, ci dice(' dimo~t1·a il ·Fie1dt t' J': <c Vi è po~ · ~< iltili t:ì. - rwi xOj!j!t'tti lilta.lt . di cnumH'tt(•rc clt•i t·eati, sia, in forma. di r·1·n ziouc iucooJ·t]iJla.bt ed impm·fettamente cont.l'ollata., sia in risu lt.aJJZa dl'll:t ~oppt'f':-sioul' dt·Ila volizione e c on la, c.·w~-;a. d('tcrmiuante dt•lln sug· j!f':.:lione Cl'itHinosa. d:1> parte di altra perl'ona ». ~~l, :uwltc <lall;tto prMico, la, cono!iCenza eli qu eF<t'•tltel'azione, a c ui ,.a f r·PfJ II Plltc'nH•ntl' xog_gcttn la. fl':tgil(• ma<'c:ltina umana, !lt>ll' indigcno, sa· r·;\ di nou d11hhia 11tilit.ù ai kl!ali. ai JH' J·iti utNlici, ai magixt.rati, ai ntilif:wi, ai fuuziolla J'Ì 1h•lla f'olouia: a tutti qtJI'Ili , iusomma, alln ctd sa ;!1-:I'Zl"At, HIl a C' li i <·osf· ipn i'.a l'l t·a l i a lo n t a n a a Ili tla l'a r·du i ~!Simo, del i · c·ato rontpito di 11 I'Nf<'l'<' >> JJPI x11o nontc• :mguxto. Tt·ipoli, ~ ùh-t•uJhl·c· Hl~:l.


107

SCUOLA DI SANITA ~MILITARE OABl.NETTO DI TRAUMATOLOOL\ E

DI MEDICINA OPERATORIA

dir€'t t o dal tenE>nte colonnE' Ilo medico prof. E. DE S.-\RLO.

UN CASO DI ANOMALIA DELL'ARTERIA ASCELLARE pm· il dott. Alessandro Mallce, capitano medico.

Non poche volte durante l(! e~I·cilM.ioni di medicina opcl'atoria., <:bé n~ngono fatte pl'(':-;~o il nostro gahincttu, eapitH di trovarci in pt•e. ~enza di ooorualie ùelle arterie. Piacemi riferire sopra un ca-so di ano· ma-l ia dell'aseellare. l'k"'Contt·a ta quest'anno, perchè mi sembra elie, oltr-e Hd !WN·e un interesse .scif'nti fico, si presti a qualche conside'n\· zioue d'indole pratica.. Nel fare ull gio1110 h• ricel'Ca. pér J'a,lJacda tura. d eU 'arteria. ascelln,re desti·a. nella. sua terr,a. porzione, dopo :wer inciso gli stra ti sopra1')'1-auti al fasdo va.scolo-nervo:so, spostato iu basso la vena, e divaricato i nervi mediano c cnbitale, apparve un grosso tronco artRriooo, a.n~nte i caratteri ed i ra-pporti delFascellare in bass'o: tronco che venne a.Uaeciato; come di nor'Dut., a.l di sopra <.Iella. sca.polare dnferio~ e delle c.irconflesse. Avendo tro,·UJto in una. successiva· e.':lerci ta:z.ione fatta sull'istesso cadavere, che' il nervo me<.lia.no all'-L metà. d el braccio incrociava. l'arteria omerale in un pia-no po..... terio1·e (pa.rticohtritt\. non tanto r ara. a. ri· scontra.rsi), volli seguire i due elementi in alto fino alla. loro origine. AtTivato nell'ascella notai che l'omerale nasceva dall'ascellare al diSOJH1t delle radici del med.iruuo. Mi trovavo in presenza di una a.noma-lia ùi quest'ultima. artf~ria, per cui volli isolarla. per lungo tratto e stn· diarne il comportmueut-o. Giunta sotto il piccolo pettoralc, e dopo aver dato, con i rami minori, la aeromio-toraeica e la, mnmma.ria. esterna, l'aS<'ella.re dava Ol'Ì· giJ1e ad una gr·ossa arteria,, \la quale, pass<1n<lo avn.nti alla radice interna. del mediano ed al cubitale si continuava nel braccio), scorrevru nello spazio esistente fra. le <.lue radici del mediano, dava. la scapolare inferiore e le èirconflesse e si continuav:t poi, in corris pondenza, dei pila,.,tri dell' ascella, con l'olllerale profonda. Mi sembra che la desm·it.ta anomaJia, abbia. intere~-.e anatomico e chiru1·gico. Da.11do ~nfatti uuo sguall'ÙO ll.l quadro delle nnme'rose vn.ril'tà · riscontrate nell'arteria asf'ellare, troviamo che alle volte da es~ può naRCcre un ~ro.~o t1•onco comu11o )Wl' nn numero mn~giore o minore di rami colla.tera.li, possono nascere rami cl)() ordinal'ia.mente si originano cla.Jla, suoohwia (sca.pnhue superiore, SCfLpola.re posteriore, ma.mmaria interna) o da.Jl'omeraln (omerale profo11ùa, a.rteric dell'avaruht"accio, 8pede la r:vliale), raramente tma delle iuterossee, r<lmi della eu bih'tle, o l'a.l'tel'Ì<\ del ne no media.no, r<Lmo dell' in t<~l'o~sea a n tcriore.


U!' CASO DI A~O~IAL!A D~:LL'A.RTI::RtA ASCELLARE.

108

Alle Yoltc l'arh'•·ia. ascc1lare può da.re origine a l'ami ~opraunumera r·i, può essere doppia (Cruveilhier·Civinini). Il ('<lli"O iJt t ' :<<l.ffi(' l!"i Jll't'st.<l• a<l Ullll duplice intm·]JrPta~ione a.uatomit <l: pot1-ebbe ll'<ttl<u·si tlt·IJa. prima del le varjl'fù sop1·a dcse.ritt~ - l ' ;n-teri:~ u.llrwcia.ta sarebbe il tronco comune per la scapolare inferiore, le circonfle:.;se e l'omera.le profonda, mentre l'ascellare sarebbe rappresentata dal tronco che, p af:sando avanti a Ila radice intei·na del mediano, e perdendo quindi i rapporti propri della terza porzione, si continua in bnsso nell'omerale e potrebbe trattarsi jnvece eli una anomo,Jia, per la quale l 'omerale na.s<.:e come grosso ramo col!a.tezale dalla seconda porzione dell'aRcellarc, ment.re quest'nlt.ima arteria, mnntenendo i cara Lteri, il decorso ed i r:>pporti norma li cogli elementi vicini, si continua rC'golarmente ncll~b sua terza porzione fino ni }Jilas.tri dcll'asc<'lla., dove, dopo aver dal.o gli alt.ri grossi rami collat.erali, scapolare inferiore o circonflesse, si proseguo n eli 'omernle profonda. Il calibro dell'arteria allacciata, il suo a~petto , lo spe..,sorc delle l'iUe paret.i, i rapporLi cogli elementi v ic ini del tutto identici a quelli normali 1. At'tCI'h• nscc llnt·c dcll'<ìrtcrio, ascellare nella, sua terza porzione, o 2. Ollwrulc- 3. ::Ò<lll· J)Ohli'O i11 fl·rl nrtl d'altrn. ]Wrl'.e il <·u.libro delromerale profonda piìt 4. Clt·conllc~"'' po· stcriurc - f>. t,;i J'C(11l · gtoO:<so dell'ordinario e le s11e pareti più spesse fh..-~t~n nntcriut't• in contrasto con una spiccata ecl uniforme sott,i6. Umcrulc profonda. gliezza delle pa.reti dell 'arteria omcrale, mi fanno pensàle piutl osto che l'anomalia sopra dcserit.ta. debba. eRser e int-erpretata nel secondo modo. L'iruport<l·Uza di una simile mwma.lia, dal punto di vista. çhirtll'giro è e\·iden tt•, qwwùo si <:o·nsiùeri eh e, nP.l NIS<) si fosse co~trebti ad alla c· c:iare l'a~cell;u·e non nel sito di elezione, sotto )H clavicola, ma in b~h'lf;O. per f<•J·ita od nne-uriKma dcll'mlleJ·a le, oppua.·e nella dhm rtkola~~ i CJllt' della. ~p;llla. co l proet'.<;i-òO del Dm·ante, c>cc., l'allacciatnl'A fatta sub ito sopra. la S<'npohn•e i11feri or~ e le cirC'onJit>sse 110n gioYerchhe nllo scopo, <.:n·pitando F>otto il pnnlo d i origine dell'omerale. N el fa,re pertanto I '<1-lln,ccia.tnra. deli 'a.rteri;t al't'e lla.t'() nella sna teJ·zl1 (l01'7,ÌODf' 1 giova t~ll('l' Jll'P~'<enie la, possibi:litù, ·di lllHt ~mile fi 110· malia. l'ìLrame11tc

HinLIOGRàFIA.

ClliMll'r.L - l slitu::ioni di a1wtum.ia dell'uomo. (Yol. II, parte 2•, app:Hecc bio · Yll>il'O l are). Tt:sTt'T. - 'l'mila/o t/i rmntomin um1111n. (Yol. Il, ftllJtiolog;ia). VAI.f:.:\TJ. Il m'IL. -

(iJII>/)1'/IIiil) 1/i 01111/f>lliÌ(I (//'1/'1/nmfl. /.~11/. ,l::iolle rli a nalomirt (/<'1/'uumv.

1Vol. I l. (l V ed iz. ùt•lln ver;:ione il<tlia ua,

n n,gioln~i:t ).

Drn,.:-;Tt;. - Tra/Ialo rli medioi11a Utlrratoria. (Yol. II, l'hin Jrgl:l d<>g-li arti). Ltx•il::-;E. - Oomprnt/io rli m erliciua O]leratlo·ia . Scu~tllliEOEX. Corso tli OJII!T(t;io,•i cllirur!Jic/J e.


l()l)

CASUI·STICA CLINICA R. CLINICA OTORINOLAR~GOLOGIC'A DI NAPOLI

diretta dal prof. G. GRA'Dt::NICO

SU ALCCNE NEOlfOH"AZIIJXI BE~IG\E BELLI~ TO~SILLE PALn'INE CON1'Rfi3UTO A:-;AT0)10·PATOLOOICO

p<'r il doti. Emanuele Vltolo, maggiore modico, a.-;sistrnte m ilitat't'.

La ùescrizioue òi ca:si ùi t umori lwuigu i ne lle tomsille è scllljJl'C molto impotta.nte, sia f'(!l'dt<'- Il' rK~~-'<'l'\'Hzinni li no t·H J':H·<·olte HPlla. h•ttt•· ratura u on r nJ!ginng-ono nnn. uwdin Pll'r.tt:t , :-:in JWI'('ht\ lino :t pcwo tl'lll· po fa., \'a le n ti cnltol'i d l'li a. ~o:pt•cial i tù 11011 n m md li' \';lllo l' t'SiJ'll'll z;t cl i t nmoi'Ì benigni !< ull ~ tousillc pa lntin e . Così, pt:l' P~mpio, in O(·(·;tsinne della comunicazione <l i \\'illiaw U ill alla =-'o<' i l't:) l;ll·iu go lo~ka 1li Ln u. d1·a. (11) nOYei:uhre 18!l7,l . il =-'emo11 ]H'L'se la. p:nol:l a ppu n to pt•1· !'hit•tlt·t·t• le relazioni dettagliate di t utti i c:nsi an;1logld (papillomi) os:st·lTati dai collpgld ed a.ffcrmò <:he, sin qui, t>gli aY e\' a :-:egnìto l'op inione }!L'Ilel·a l t·, :st'I'OilÙO l;i •Juale uo.n e:siJl:terrhht·J·o tumo1·i l u· Hi ~n i •lt>l lt• tl!Jii~d al <• . Dippiù è noto ('l1e r<•1·ti tuJUol''Ì ht•Hi~11i, <:<(' U<JJI ~amo l'Hl'i ~nl pa.Jatu molle, <:e1·to nou <\ fl'NJueu te ,.<•dCJ'li p1·0p1·ip xn ll t- t(Hl. iii<' pal.t.Uue; cosl ;;li an g iomi, i papillomi <h •llp tonl"illl' t' nt•:tllC'IH•, ftw:-:e , P fl'<•qtlt'll{(• ,·celere ln cosid Ptta. tOlll<illa. l'lH('C't·nturi at~l (o lin !'o111a dt·lla to usilla ) . . H o a.vuto oe<:asion<~ in 1']11<' :-:ta C'Unit;~ di pntc1· osst'JY;u·c t 1·c iuf<'nni atl'etti a ppunto d;t. I'JUt':-:te f<H'Illt' piuttosto l':tl'f' •li uropla:-:i;1 tonsill;ll'l'. lJo f'samiwLti i~tologi camente tu tti l' tn• i t mno1·i :tspOI'tati. lu ogni modo, data. la J•elativa sca.1·si tù Ili ca si siJUili da altl'i pubblieilti, t·i· tengo opportuno far counJ'(·ere uuchP qtwsti mi!·i ('a:-i. to CASO. - S. M... gion11t ~ (li 24 anni, da Ca;;lellammare rli :'!ahi:~ . re l i ile. Mlettn da faringite ,•,·r·•ti c·a, si e ra m'cort o eh<•, i nsieute ad nna ~•! Jtsnzio u ~ di co rpo es traneo in co rri ~ pnndenza di un punto ti ella tono;il la ;-;il liSI ra, da que.; to punto veni va fu ori rl c l ti~w;.rn e. :\<)Il c:>sP ncl o mal statn amma l a l t• ed al'entlo ott ima cos litlJZione tl:>ic:o, s'impensierì mottu d<>lla li·sione e c·lllese tli es;;er € (JPtJrato. All' esame si uotò 1111 tumo1'e cl.•lln ffll'mn. gr:o ndezza e rn lorc di 11na m ora . cioè ovohl ale. leggcrm en l e bi l orzoluto, eli ,·olu:·e rossO·\'i n oso i nwn-;o. E:<so pt·•• · <.lel'a al Jato sinist ro dt'i ln CU\'itù oral e e prel':t'\l l a,·a nn perlotn<·olo clc'lla l un· g h<'7.7.a di c irca J 12 c•n 1., che si insinu<\\'a uelln ro;;se ll a sopra tousillarc, t·osi che pare,·a una lonsi Ila succonturi:lla. Tenuto conto rl ell'<llllOrrn g i c pregres:<e e del cr, lorilo c· i a nnl i co rll•lln neo· Plasia, questa Yenne asportata ··oll'ansa di p i:. Uno portata al r osso·nl •cgoo. Non vi fn emorrh;pa c la guar i;.:ione ru r apitla . Il tumor e, spaccato pè •· m etfl, Pra cosi ))if'no di ~n11~ue tla n on po tcrsi ùtscorll er.e. macroo:;(;op icnmente ,;truttura di sorta, pcrchè a)Jpariva cull\e un grumo, ed era molto tenace nel ~uo insie111e '


1\0

SU ALCUNE Nr:Oi!'ORMAZIONI BENIG~J•: 'Dl':LLE TONSlLLF. PALATI);E.

2° CASO. - A. S ... gio,·ane di ~6 a11ni, da 1\apoli, nubile, donna di · casa, di ottima eost1tuzi one, con S\' iluppo srlieletri co llOI'Ill~Lit>. ron ananmE>Si t>r !'do-fanù liare e per s0nale, ncga liYa, presentasi all'ambulator io p erchè f••equ entemente su~getLa ati attacrll i d i tonsil lite ac·u ta. All 'esame ohi et l ivo si notava un'i pert l'llfia ton-;illare p i ù spiccata a sinistra; quello p erù, che maggi ormente colptva. er-a la pre~ent.a ùi un tumorelto p erlunculat o del la {Uan,lt'ZZa ùi uu chicco d ' uva, situato p osteri, ,nnente alla ton><illa sinistm, di colorito biancastro, a sup erficie qua e lò p ercor sa. da in ~enu ture. La paziente uvn an·ertiva alcu u ùbturuo !H· Ila (\ e~Ju t izi o ne e ri rerì che il tumore le era già sta to n0h\lO da un sa nitari o circ·a fine anni prima; da tc'lle epf•('a era alquanto aumenta to eli YOltlllle. Poi,llè, per tiJtti i earatteri ora enunc-ia ti. 1w n c'era da temt?re em orragia, il tum ore fu tollo con nn comune serranoch d i \\'ilde. 3° c.1~0. - F. !'; ... giovan e di ~6 Anni, .:la l\apol i, impiegato. Di co~tituzion :> n,ol to clt•p erita ha nh••sato n el fumare, e p oci li an11i or sono fu contag iato di 1:ifilidt>. E' \'Pnuto a noi perd cè affetto Ila fort e bruciore alla gula e to~se stizzoj;a con abhonclaute espe tt orat o, ch e l'e~a m e ballenoscop ìt-o dimostrò JPrivo di batil li di K och. ì\ul la al tora re. All'e!<ame ohh i ~tli\'C raringeo si ri scontrò: una faringite acuta ed t.llla nenpla~ia della grancl<•zza rli una cilil·gia, d.mpi a nt<~ta all'uni on e dei 2/ 3 inferiori col terzo superi ore della tonsi Ila destra, peclu ncolat a. oblunga, di colore r osso-scuro, con superficie qran ulosa. analoga ad una verru ca cutanea. 11 tumore esisteva giil da parecr!•i anni e rn scorto p er ca!:'o da un m edico <'lie g li osservò la gola. Il tumore n on dava all'infermo alcuna mot e~ tia.

I tre tumori, non appeua cu-:port.ati furono tagliati in din' l'!';i 1w:r-7j e fissn ti in aJcool, e, dopo, pa~5sa-ti nella serie degli alcool, furono posti in xilolo e pa.ralliua e indi in pn.rnffina. assol uta (a 46° di fusione) nella stufa a-«'1 inclusione. Da questa passa-rono i n uuo,·:t par-ntfinn. (a.nche tenendoli ~~ IJn~no ma.ria. a 46°), poi ·&e ne fe<·t·ro l 'inclusioni. D<1 queste ultime si ottennero le sc·zioni al mict·otomo, che fur ono fissate sui copri oggetti, mbdia-nte l'acqua distillata, tcneudoli poi ali tet>tH<>.<.>tato a. 37° per 2-l ore. Quindi dopo a.verli spara.flinati nel toluolo e dopo i pU~r-;saggi Jwll'ah:ool e poi in acqna distillata per la eolo1·nzione con ~ma.tor-;silina ed eosimt, furono, dopo ln-va{!gio e disillratamento in aJcool <lssoluto e rhiaritic-'azione in toluolo fisf'ati sui copri-og-getti col bal-samo d el f'anad:ì. REPF:RTI I STOJ.OGJCI . -

CAso 1° - Proef!-d endo a.ll'e.<;nme istologi<:o gi rile,·a: che il tumore ?! rivestito da epitelio paviwe'ntoso c he, a. <'<tnsa deJJe emon·agie gil\ notate, appat-e <listt>utto in al('tme p<wt.i. J noltr<', ~i rinviene una. enorme <J nantiti\ di ca-pill:u·i neoformat.i, n lcuni dei quali decorrono addirittum ~otto l'epite lio forma-ndo delle an~.<-Je deeon'tlnti pa.ra.llele a- questo, a-l tri ' ''T'paiono in f<<•zioni tra..<;'\"ersnli. 'f1·a le vay·ie :;<•r-ioni ili va..n gj tt·ov!t un romwtth·o nssa i infìltrato da len<'OC.iti , tanto <ht da.re at tumore un a<;petto s:Hcomatoso. Come c'ùJO!triamo ,-cr·~;o il c<'ntJ·o del tumore si Jnodifka- alqH:.lll to 1:1 str-nt-tura., poichè qne ~ta ~na por~ione è formata e:--;cln!':h-amente òa ,ro.ng-n<' l' da. capill;1ri. Il !-;<tllJ.!tt<' t\ hrn con~l?l'l'<t•tO nd ~noi 0lemPnti , solt;,1ut.o in determina tr parti mostJ·;t l' i n<: i p ic• H te disfacimento clei ,.;uoi co1·puscoli ; e siceome in qn<'st.i pu.nti ~i not.ano, più cht> altJ·oYC, g-<>mrnazioni v.nsali, è lecito <IUlnt('tten•, che thtppr·ima per la fort(> pl't>l'll':ione snnguig-na.. vi sia.


-stata notevole migrazione di corpu.$Coli ema,tici attraYcrso le pareti dei \'asi nel te~~uto; e che, in seguito, è e~vYenuto il loro disfacimento, il quale non è andato oltre, gi.w<:hè, subito, vi s i •\ ,':Jt.'lbilito l'or~1ni~ 2.azioue dei vcrsH.menti parendaimnli eo11 una ricca 1·ete cn.pillare neoformata . Come in quasi tutti i tumori simili, soa.J'l'eggi..l!no i vasi a tuniche spesse e complete; se ne rinvient' qua.lc~ mo solta.nto nel peduncolo. I n modo che la diagnosi in questo caso, è di a.ngioma- puro d elht ton silla, partito dalla fosR<>tta. sopra. tousill<l.re sini~tra (v. figura 1). CAso :t". - Dallo studio complei';.Si\'0 dei dirersi prepara-ti ristùta -eht> il tumore i' J·i\·t"!St.ito di una mu<;osa ad epitelio ~'<tratìfkato perfet·

Fl(t". 1.

tameute normale; in qualche parte della snpt'l'lif-h•. ~> ~pec-ialmente ver<;O il peduncolo, quest'epitelio è distrutto negli :-:trati più !'lupcrliciali, fatto queRto taon dovuto a processo patologico, ma. all';ltto di confrica?.ione tra la '~u perficie del tnruore c ht tonsilla rnrri~ondente. La mn · cosa s'infos.q.;,~ a dito di guanto nf'lht profondità !l('l lnmorc per fhùre a fonùo <li~co ed al qmmto a~sottiglinto vPrso la po1-zimw <"entrale. Al di sotto della mucosa esiste m t altro str·a t o ('omwtth·ale percorso ò:t ~ezioni di vnBi abhal-!ta.uza numerosi. Viene inliaw il tPl'zo stt"a.to che è la parte pii) import:mtc ed "~"enzhlle rl1•l tumot·e-: t's!'io è rostituito da 1m tessuto -n<lenoide, perfettHwt>nte similt" a ftuello di nua tonsilla. ·no1·· male, vale a dire da. gruppi di follkoli linfoicli riuniti cla. un .tessut>O adenoide più lasso e s~>pa.r·ati in zo1w da tl·aht•<·ol(' conn<'tth·ali, scendenti dallo sh'1lto !lottomucoso; !l Ili' hP tra q1w:-:tP tt·a ht>c•ol~> ,.i ~ono sezioni di

VMcllini. Tale stt··nttnm t ou:-:i l htl't' con folli(' oli JH'ttamt>n ft t·i t'<'oscri t ti ter· nùnu. in c'cwtiApnnrlemm del [H•rluneolo, il (]naie f> t'Ostituito a pt•efer-enza da te.'•l:luto cmmettivo ricco eli f'lf'm<>nti I•HWil·ellulaa·i. di(' però non si l'aggruppano n gui~n eli t t•!'>'Sll tu HdeHoirlP. ('mdcc· h c\ la 1li:tJ:,'1lOf-li istologic.'t, in q nE'sto cH'IO, ~ di tou:<illa succ·('nl tll'iata, u di linforua tonsillm·e (v. figm·a 2) .


112

SU ALCu;-; r,; NEOFORMAZIONI BESJùNE DEU,I'! 'rONSIJ,LE PALÀTlKg.

CA~O :J• - ll tumori' rf::'lati,·o al c.u;o :tn' \'H· l'ac<;p('tto mcwiforme pl'r

la. JH'l'X('Jtza di i npgnagli ~HlZl' :t l la ~ua ~~~ pt"rtidt'. p.i ù nuowt·ose che nei comnlli papillo111i. Qut•l'to cat·atl e l'(~ n ·gt• tantc th• lla ueophtl'ia. si rilent and1e lllP!!lio a piccolo ingt·;mù itn<'Uto, poiélti' <·osì _appal'e ('lticu·o che si

Fig. 2. a) epitelio di rivestimento- b) sotto·mue<Jsa- c) strato di iulllttal!ione- d) ColllcoU oblusl.

di s<'lllplicc r·.in'stimcnto <li pnpille, che si protraggono molto lontane dal <'Ot·po ù<.>lln. llt'oplas ia; è chiaro JHH'e c he uon si tl·atta. tli \'<.'ra pi'Oli fc raziouc l•pitt>lilli<•, ciò (:lte <l\' t•eblJP faHv a.~ umere nl tumore l'n~-<pPtto di nn t· p i tt>lioma. Lo Rh·onw, ;n qlll'l't o cal'o, è qnn~'i tutto fibt·oso , coUipatto, co11 Y:h<i molto sriluppati. Bu ona parte ù i questo tef<l'ttto, pet· l'a<·t·umulo di (•](•ItH'·ll t i fUI'IH't>Jlu lat·i P l'ltfOIIIli, Jta <11':-._,llllto C]lllÌ C };Ì llll :H·q Wtto RHl'CO· matoso, ùorutl), l'Ome Hel cns o prN:ell<'nte, a l coufdca.mcnto della, supe.'r · li CÌ1.!. t11ttta.

In l)llt'Htn (':!HO, quintli .si è ·h ·attltto 1li papilloma (\'. tìg. :1) .


SU ALCUNE NEOFORi\tAZIO~I UEN!CNE D E LLE TONSILLE PALATINE.

113

Co:-\~101-:lìAZ IO:>: l.

La ma~gior f t'NJU('llt:U· di questi tumori benigni, come è noto, è dnht da.ll'età giov:we.

Fil(. :1.

Damieno dà. la stesR<L spiegazione: << nel pl'imo periodo ciel hl rita predominano le comuni rlogo~Si e le .semplici ipertrofie, mentre nell'et..\


114

SU ALCU:-111: NEOFOHl\IAZtoNI DF:NJt:Nl>: DELl,E TONSILLE PALATL~E.

<'t dulta e nella \'CtTltinia. pt'r le f11~i regressi,·e eh~ s nhiscc il tt·s~uto linfa· tico, quc~to scon.pm'E', cli\'ent.n. int>l'l(', oppure S<' qualche pr()Jifera.zioueanorm;lle l';Ì !"\'ilnppa, qurstn tentl~· piuttMto alla formazione ncorpla· stica. maligna che a quella. he nig ua. » .

Mia.chcnzie, pal'laudo •h·i t u111 ori hcni~ni de.lle tonsille, <1ice che si poS>ono J-iRroutl'are :nt<·lle ~lei Jlilpillomi, ] tl'I'Ò llftll cit.H• tH\"''l-H!no esempio propl'io; eg-li l'ife t·i ~>t·e in pt·oposito dut' ca,.:i 1·he t·itietH' <·ome papillomi peduncolati d~lle tonsille, consctTati n el must•o dt•l Collegio R e.tl e dei t:ldrtu·~hi n. Loml!';\.: uu-o (li <JUP)<t.i t' t'a stato JH'P~<·ntato <la, Rir -n·uliam F ergusson nel 1875. Tale tumore a, pl'imo <lRpetto !Wul\.lraYa un papil· loma, ma, iun•ce, esa.minato attenta·mPntc ri:-;ultò che le papille fa,ce. ,·ano pa tte del t<'-"-"'ll to tomdllare stt~so . Arslan, in J lO c'asi di tumori beni~ni delle tonsille, una :sola volta l'i scont rò il pa pmoma.. Yuraz nel 1885 ne de..o:cri~se due: in uno s i tratta.\':\ di un giova,ne giardiniere c ht pt·est~nta va. la 11icchia. tom;ill;H'e di <lestra. molto ampia con uua tonsi lla. rudimcnbtlc ; iuve<;e lo1~da nt. vedere pendenW nellaporzione infPt'iore clelia faringe n na, t.on:-i Ila vol u lll iuosn. della grandezza di un uovo di gallina: questo tumore ~i attaccava, con un peduncolo mol to -sottile alla fiwda. anteriore della pOl~t.ion e inferioi~ dell'arco pa· latino j}OStf.':riol'e di dt•stra ; n<>ll'altro caso -si trattanL di un indi v iduo che pre!'leutava. una, to11 ~illa. a<:cessorb1. chr n,-e,·a sede nel srgmentn della plica f\a lpingo- palat ina.. D'Aiu tolo ha descritto un cn"o molto iuter(•ssante el i tonsilla epiAta · filina , che .,~li ha. o:<~sNYn to in 1111 balllhillo di 6 anni , operato di ve~eta· zioni adetwirli. Essendo rh;nltato all'l•same istologico ht H.trn ttura di nn Jiufo· a~ l e noi rlr, il D'Aiutolo eonsid('J'Ò il tumore rome una gt·ossa n• · gd~lzione Hclt·noid<>, d te pel' fOJ'Illa, g~·alHl!.'~r.n e &!Lie Ye nne da lui elda . ma.ta. tonsilla, ~pi S~t.ati lina..

Ardennt', com<' è riportato nel suo lih t·o sui tumMi lw nigni drlle a.mig<lale, :wemlo o:-:)<(>t·Yato -con risultato n e~a ti Y O u11 gt'<tn numero di ammalat i, vol ll• fat· app<·llo a. <li\'Cl'$<i ~'> pN· iali t<ti , e1l N·co le notizie elle tolgo -dalla swt puhldif•nz.ione.

1\[asl"ei, ~ n 1:3~11 auuu;t lati (l ol •SJuo ambu)atol'io, r(·~istra. tre tumori t<:·ll>'illa: un papilloma , nn fìhroma rhe <'stt>ndt•ndosi in alto l'<lg-~itm ge il n~lopendolo, ed un papilloma della fossa ::;opra -t ou· s illare. ~nigni dell;t

C.o?.zoliuo !1:1 fntt o (·onoscere due lìbromi ('{l uu mixoma della ton· Ri!la., in ammalati che et'allo \t' nu t i a, cotwnlta rl o per altre affezioni , gi:.tccbè i ncopla1~m i non causavano aJcuu disturbo.

Schmiegellow eli Cnprnnghen, r ifeJ'Ì di aver risto par.rcchie voltP papillomi delle t ons ille . Ba.ra t onx, eli Pa.ri~i, "'u 1GU7 iltfenui, rin,·e nne d ue fibromi delle amigdale, un a.ngioma. ed una cisti.


RIVISTA DI T I':C;)IICA E SERVIZIO

SA~ITARIO

MlLI1'ARE.

11 5

P:yson Clark , nf'llo ~pa.zio di 10 armi, rinvenne un s olo papilloma tonsillare. I n qw~n to agli a-ngiomi vi sono le pubblicazioni di LeY<~t·s . che u.el1891 riferì sui poHpi linfo-a.ngioma.tosi e fibro-angioutatmd . Arslaill, nel 189(i, d escril':.o:;e un papilloma eù un a:11gioma. Nello lSt(•sso a.nuo M.aguan 1·iferl di un a ngioma (caso di Moure). Vi è poi la pubblica zione di un angioma fatto da l 'ArdeuH(•, il qual•! cita l;L comunizione di Lnc e B:n·atoux. Sono, in fi11e, ùa, ricorda re due casi, uno di angioma. pa.pillomnto~o e l'al t t·o di :: wgioma sempliec delle tonsille palatine, pubblicati da l prof. Mal't uscell i nel 1!)01.

RWISTA DI TEC~lC\ r~ ~~RVIZIO SANITAHIO MILITAR~ Il linguaggio delle ci;re nella statisl.·it:a sanita.ria della guerra. momliale 1914-918 per l'Esercito l rancese. Il generale medico ispettore Tou b~rt, capo dei serv izi sanital'i mil itari presso il Ministero de l.la guena a P arig i, ha recentemente pubblicato negli Archit•es d.e M édecine et ae Pllnrmo cle miLitail'I'S (Tome LXXIX, n. 2, del 1'Ji3) un'inte ressante relazione stati!'tica sngli effettivi mobili ta ti. sulle perdite. s u· glì sgomberi, sull'ospi taliz;r,:tzìone e !>Ili recuperi nell'Esercito francese dnrante la gue rra 1914·1\.118 . Dala l'1mport:111t.a dell'argomento, ritien iamo di far co~a g radHa ai no:;:u; lettori col dame un largo sun1.o. t o Erft::TTIVI. - AIla Yig-i li a d (!Ila m obil itazione i n Fran(·i a trovavasi ;;oli·.• le armi un conting-eJJt e di 817.000 uomini, che uopo appena due st'lt! mnn e dal· l'entrata i.n campagna sali a 3,704,000. Al momento ùell'tll'm is t.izi,), dopo uun srrie dì progressivi aumenti , corrispODdenti ai Vdl'i recuperi realizzali eli alla dli:t· rnata delle più g iovani c lassi, g li effettivi ra g~iu nsero la cif••a di 7.8!.:?.000: aggiungemlo g li nffie ia li mo!Jilitatì, si ha un totale complas,;ivo d i 8,!.07,000. In quest'ultima c ifl'a non sono compresi i cc nti ngent.ì nMcl-afraca ui e coloniali, corrispondenti rispeWvumente <t 2·6ù,OOO ed a 2lf'>,()(J0: sicchè i l totale genera h' è di 8.882,000. Gli uomini eli t ruppa ch iamali so1t0 le armi durante la 1-{uena rappresentano un complesso d1 :34 cla&si (l! leva . di cui ben 28 m obililate all'ind omoni dell'enlrata in ca mpag-na. 2o P ERDITE. - Le per(lite complessive dell'Esucilo fran cese dal 1914 al 1!llf\ ammontano, secondo a lcu ni rilievi statistici, ad 1,500,000; secondo altri, ad 1,325,000: queste cifre corrispondo Il•) ad una. perdi la media a unuale di 250.000 uomini, vale a dire al valore appros:;ilnali\'0 d i una classe di Leva, e come perdita totale al 15 % degli effet~iYi mobilitati. Questo totale cle lle perdi te si r-uò su tiri iv iclere per tu Ua la durata del l:t gue rra, approssimativamente, in 674,700 m ort.i caùul i sul campo e 225.:~0tl dispersi, presumibilmentc col pili (in tolale 900,000), piu 250,000 morii in seguito a ferite e 175.000 deceduti per malattie. Le perdite immediate rapp resentano perciò una proporz ione del 60 % del totale de i morti, mentre l e per d ite remote in seguito a feriLe o malattie costiluisr.ono il 40 %- Le perùile g lobali dei catlllti sul campo e dei morti per ferite, corT ispondon a ll' 86 % del totale delle peni• te, mentre quelle per malattie raggiungono appena il 14 % . De i morti per ferite o per ma lattie nelle formazio ni sanitarie Si ha una proporzione di 2 morti nelle unità sa11i t~u·ie rlelle retrovie, per 3 morti n<'lle unità mobilitate, di cui 2 nelle formazioni sanitarie dì 1~ linea, e 1 nelle unità al seguito delle armate.


J l (i

R 1\"LSTA D l TI':('~ l CA 1': S~:JtVIZ IO $A S !TAR I O .\11LITA H E

I n rapp o rt o a lln popolazi on~; to1ale delle na.zi o ni bclli gcrunli, la s1atìstica tlimoslra elle la l: rarr c ia. ha ,;uhito una per·dila del 37,5 pe r JU\Jil d ei suoi abìranti; l'lngli il rena dl·l 15, 1 p er· 1lJOO, J'ILalia ùel 12.6 per 1000, e gl i !::;iat i Uni ti tl'.~rueri!'a llul t"niO il 0,5 per :WOO: la G<'rrwuat)l. J1a <l\'Uto una pl' t'ditn ùrl Zfl p er IOUù e l'Au,;r ria ùel :?O p Pr 1000. . Para gonando l e l Wrtl i re c.:u mples;;i ve dell'Esercito f;econclo i diver si periodi uella guerra. si ril eva c:l re rw l 1914, e preci:;:am eure nei 5 m esi co rTi sponrlenti alle azi•1nr sullt> frontiere. alla hlltiaglia llella Manta, dell 'Artois e ù ell'Yser, le cifre proprH·zivnal r d t>lle l)l'rclite t orali ~o r·r·isp(Hiùo u o al 28 %. !\el 1\115 durnllle l e operaz ioni in Clr :J mpa~ne e neii'Arl ois, e,;se eq ui'valgono al 27 Nel . 1\)16, n ell'azione dr fL• nsinl ed offensiva eli Verdun e <ll'Ila Somme, discen dono al 18 %. per rlirn innire ancora n el 1917 (Chemin des Dames, Champagne, Fianrl r'ì'S, !\l almai;;nn ì al IO % e per ri -sa lire nel 1918, duranr e i 10 m esi corr ispond ~n ri alla gra1HI•! azione finale, dapprima difeusi\·a e fJOi offcnsi\·a. al 17 <>.\,. Per qt aa.nro 1 uYef'c rig uarda le pel'(lite in rappo rto a ll e sol e ferit e. ;;i è cons1ato ell e nel 1 ~lH esse rapprPsentano il 17 % deL l otalc •ll! llc ferile <li gt1erra, nel H\15 c i,·<·a il ii %. n e l 1~riG il. i2 %. n e l 19!7 il 15 ~ e nel li!l!:l i l 1!) %: r1ura111e i due ullimi nnui '.Iella campa g-na, si SOIH) a\'llt e m eno p er·clit c (Lei lotale geueral e, (cadu ti, dbper,;i, prigionieri, m orti, feriti ) che n egli anni prer·edeHi i. P Pr' rulla la clur<.tt:'l !Iella guena la cifra d elle p erclir c per· fer i te si può npprol!sim<lli\'amenl e calcol are da 2,0<otl,OOO a. 3,000,000. Solranro p er il 191R è p !ossillile una di st.inzi on e fra i colpiti da proi et.lil i 1::!2.5 %) e i colpili da :::<~s di g uerra (17,5 'l~). p er ceroluate 5 volre inferiore. An che qu i la proporzione varia a sec·onda delle vari e fa~i dell a g uel'l'a. Ou· rant e il ripi t'ga m ento sul1ito dal le tmpp e francesi, n el marzo e nel giugno del 1\) J$!, su 1111 t ota l e di 100 colpitL si è a\'ulo il 97 e il 9:2 % di co lpiti da proi e1 1i1i, l'd il 3 ecL 8% di sn \·eJenal i dai gns; cosi. al moment o della rapida anurzata nel Bt•l!!iO nel l e tJilime !-.CIIimane della g nerra, si avuto i l 9t• % d i colpi ti da JJI'Oi ellil i e solo il 6 ~~ da g<ts. P er co11t.ro, n ell'aprile·ma:,.:g io 191R, dnrarllc la j:!IIO:'I'fa di po~izi o ne e di r esi :<renza nella r egi one di K emmel. gli arlan: ali da gas ;;c,no sttliti al 4U %. nw nlre ì fer'ili da proie ttili sono d isresi al 60 %. E qL;Ancln I'Offl' nsi\·a rmn ces(~ nl l a fine di g ingno riprende l a sua azione, si è <'oJHalato sncc·r:;si\·nn;enre l' Il, il l i e .30 % nl!i co lpiti du gas, e rbp ellinunr rrl è J'l"\1, R'l e iO % nei .:olpiti ua proieu ili. Venendo 0 ra a pn ragf11\a re i col pi 1i ,l a proiet ti l i di r.ant rria co u quell i cl';ll'liglieria, e tln allri p r oiPIIili O!l agenli vuln er,ulli Si o;;srn •a a prinan e:;arn e rlre Ja g rr rrra 1\l14- I!J1 8 ha clnr o ri su Ila i i a,.-;,-olulllltJent.e di\·ers1 cla quelli rl ~lle guPtTe prec·Prl <>nli . l nfatn J!l'r il 1914 si è r·onsralall) il G5 % dì fe· ri1 e prodotte da pr'Ott'ltilt d 'a rrr g li eria, il :?:l o/., eli ferir e proc to ne da pro1eUi li di pin·nlo c·a lihi'O, e al '\! 'J.~ eli rcnie dcre rmin :ale da altri ag-enli vul ueranti. l)ura nl e il 1917 lt' cifr e son o ,.,tttte rbp ellrvam<' JIIe th•l !>6. dell' J1 e 33 % e n el 1!J1H ciel 54. n e ::11 "(, JWr' rias<·uJ ra eli quPste ('alt:~t• ric . 11 rhe d imoslra C"lte i col· piti rla proi erllli d 'arll ~ li cria . lwuno rappresentaro i .314 o 1111 p to più della m eria dt>l 101:\lt> dei reril1: qudl i rolpili da proit' l,t ili di pkeOLo raliiJro, lranno succes~h·ameuiE' co:-;t iruito 1/:l, po i 1/4 t'd 1 {'J dc1 •·olpiti tla l l'artiglh~ ··ia, infìne l e altre ft'l'il~ prod(l\le da ag-enti \'U ineranli, (gran<Jl(', lllille, I Ot' p t>d ini , ('('r .) Si SO II O \'er i ficate in 11Jt<~ prr,pnrziulle 11f!1111ll' ('i rra a 1/3 d el toiale g~ n l'rale cl eì rolpiri da. <ll' Jni ua fu o.·n. :-o;j è llfllato anlìnc, in rappOI'tn alle ,·arie azinni tli gtr erT:l, l' h P la propnr . ziroue d ei ferari da vrnit'lll li di :ll'li).!liena dt:(' l't!st·e co n l a m ohilil:·, rl elle truppe opf'1·anli . tua IH>ll di,.;,·erulr grflm ru:u al di ~or 1 o rlPII<~ meti1 cia·,·a <l c:l l()lale d ei f t!riri, nwntre la propnr:dune tl ei eulpiri eia proiettili eli pirro lo c·alihro au.m~n~a ron i lllO\'i Jil.t' llti oHt:!IISI \'i c dtfen:<r\' i delle 1ruppe, ma 11 0 11 sorpassa ma1 t l ~n t· r n ·n del l o l a le delle les io n i l·' L'r qnan ro ri;..rnarrln le m alattie C'picleurid ot' C' lll' si ~ono .\'Pr.ifl~nlE' n el i'E$CI'· !' i1o rn1 nct:::;e dnranh' la ;::uen n. il prrmatn :;pt>lta alll' anrezrnn1 trfì rhe e p11ra tr fJ('IJ ,~. mnrifE<,;ratt>,;i spel'ialnwntt' 11el primn lllt'~(' !IL•Ila ratnpag na; to1 l 1\ll'influ••n zu. sviluppa ra :;i lll'.'!li u11rmi m•' "i ùi !{UP ITa. l rolpi li d a in fez i oni tifì che c paralirll'IIC'. arnrnmrtnno p 1'r rull o il p~ riodo della guerra. a 1W.I~OO. con urr roiale tlt \IOOtl mMii. t:· d a notarsi rrmpor tanza dPIIe ,·acr maza ~nr antrllfl<'lte aa·!lla dift•:-a co lli l'O tali m alarlie: mt' nrre nl'l 1!l 14· 1!115 si sono B\'llll CCIIIl t' medre

%:

e


117 men si li 67J2 casi, nel 1916 Ctìll'ollbl igalorit-1 à delle vacd naziOII i sono discesi a 1053; nel l!>t7 a 140: e intine nel l !ll1S a. 6.i. Le medie meuslli dei mort i hanno St<J.!:Ui l• l 1111'1i!wlo;::a d iminuzLOne: GJS llPI J!tl4-l!ll ~t. t.L Iltll L\116, w u el l!ll7 e \) llt!l 1918. Ctrt:a. l'inllue tlzn. si è tl\' ulo un lfJta le rli l!l::i,ùOO casi: e pui<; lt è l'infezione si è JWUlifestata specialmente negli 111ti mi noYe llle:,i del L \!1 ~, si ho. per quesw p eriodo la cifra in1pressioname :.li piu di 21,000 casi aJ mese. J morti hanno superato i lt,01lC. C:tJI! nna media m eu:>i le di 1:100. ,\l f' ntrf' l'iuJi ul'm:a ecl il tifn IJUIIIIO n,·uto UJL così lflrg-o ·sviluppo, le altre ma. lattrd infettivi) più comuni di gll('l'l'a hHIIIItl dato cifre poco eleqtte : p er tulla la duraf!l della campa.gu '' ;;i :>tiiW rq~ i strat i pil1 eli 60,000 cas1 di parotite: 20,000 di r o;.eola. J::!.nor, di (l tfH:rite; w,ouo d1 scal'lalfina; 2noo di m eningococremia; 900 di ~·ari ec lla ; e soltan to 26 casi di v a iuolo. Degn o di no la è eire queste in· rczu•rn ha [l no magg iornlellte rnl pit o le 1rut•Pe tlt'lle l'etrovie c he <Jnelle di prima linea, con p•·oporziolli però 1110! to has~e p er tutt e: 1 per 1000 p er l e uuità del fronte: 2,3 p er 1000 per (JII f l le dell'i11tern o d el tcl'l'ilOI'iQ. 3·• Sùu~JBI-Jll - La •; i fra comples::.i\·a degl i :.gomberi per tutto .il periodo d~ t l a g ue n ·a calr·e>lantlo so ltanto qnt-lli eseguili n el l'llllern o tlt.;) paese, s11pera i 3 IJt~•. C•I)(J, <li l'Ili 1,000,000 l'H'I solo artn o J!lF>. E~a m11w•HI0 le m edie m t'n sili di <'i<~::n:n" a.llnata, si ril eva una r<\[lirla <li111i tlll>Wl n e ci al l!lJl, al l !l'lì (\l8.001l n el 19l,~; 85,()(10 nel 1915: 1,6,000 ne! l!l16; :n,ooo tw l l!llì) per risalire n el 1!118 acl una m<:clia di 67.000. Ques te mt•dit> mensili non possono e\·iùenteme111e dai'Ci un'idea d '? l ritmo de)!li sgomlleri nei 5 att11i tli g u erra..·\n r lie q11i lf> cl i\·er;;e aziouì eser· r.itann natural mente la loro s pi ccai ~ iunueur.a. Neg-lt a11ni 1914 e 1!!15 si 11anno tre mnssimi conisponùt'Hti, l'uno (foOO.IH){IJ ag li ::;~on 1lw ri delle IJaltaglie dall'ago· sto all'o tt ohre 191!, e gli altri du e (:300.00!1 ciaso·unu) alle operazioni ù el 1915 n el· l'Artois ed iu Champagne. ll 1!116 offre un solo ria lzo (165,00tl) corrispon <lente al l'azione di VercJun. Il 1917 ùà la maggiore ci fra di 110.000 in r eluzioue all'offensiva di Cllemin d es Oan 1es, C(! all a bali<Wiia. dei i\1 o nLs, i nftue il 1!118 Pl'esenttl 1111 aumento lH'C>J!r~ssi\·o tla 100.000 a 2lKJ,Otl0, in r.apportu alla grande azione di m ovi m ento, dapp1·ima difen 5i V<L e poi offensi\·a. In comple s~o . i massiHii >'l.!'l')l1lhet·i si snn ~• n ·l'ifi<'n ti all'inizin et! alla lìn c <Iella g nerTa. n unlllte i primi l ì nre;;r Ili ritttl p·t;.\'n:t si è sopra tu tto sgoml)rraio nell'tutewo clel r•a e-;e. non e;;~e ntl u anct>ra allt>.slitt:: le g rantli uniti! ospeùnlier e al frnnte: illve.:e n egli ultimi S me,:i, in r·appo rto an·a,·anr.ata, sì è sgomberato Olaggior·mente su l l e un i tà Il i <i locale i 11 vie i n:Uiza <leli t\ tt·upp e; n el p eri odo i nlC'rmelli<•, no n o~la n1 e l ' impnrt:ll tZ<~ oli ah'llll<' azioni. uo·,,, sì sun o Ycrificate sensibili Yariazion! . • An che p e1· g li ~;gamber i si puc'• fare soltarti.u per il 1!!18 una. di ~l iuz ìone Ira ferili , maiali (' colpiti ùa g-as. In dl•ltn auno la pP.rr·,·ntlmk dPg li sgnmheralì in seguito a malattie h a variato dal 1'? al 25 'K, rll' l wtale general e n el periodo pre· cedente a lla grande epidemia el i influenza, •:.l ·lra l':tl-(l!iunlo il 1,6% nell'autuuno, rlurante ques to p erioclo epiclemiro. Ln proporzio ne d c•i colpiti da gas, scesa alla fln e dell a guerra al 3 %, Ila ra.ggìnnto il :!2 "{, rln ranta l'azione difensiYa della I .ys e delle Fianrlr·c (apri l e-magp;io Hl18) ed i l 30 ' (, duranl e l'oftensiva su Montdidier e su Noyon .. settembre 1\i18). I n general e i feriti rappl'e~entano la grande maggiol'anr.u degli sg-omberi, e la pf•r ccntunl e nellò.l g t' <:tllrle nr.ione d el 1UI8 è Sa· lita fino al :;'5 ~> (hattaglia difcnsivnì ed al f>O % (haltnglia offensiva). Pel' quanto riguarda 11 traspor!u ron treui sanitari, si ~ r on statalo che n el 1915 g li sgomberi nella zona delle retr ovie, sono stat i in maggiot· numero (987,000) che nella zonr:J. delle armate (613,000) p er l'insufficiente ospedal izzazione nella zona rli guerT3. :\el 1916 le propor·zioni si sono invertit e: 1,000,000 per la zona drlle armate e 5\10.000 nella zonA .delle r etro,·ie. Nct 1')17 l e cirre si equh·algon0 (275,000 e 300,000). per l'impinnto d i j:!'l'anrl i unilil ospitalìl're in primn linea. per. la ~rue rra d i posi zitme~ e p er il carattere locale della maggior parte delle offensiVe ~on ohietti\·o limitato. Fiualmrnte nel 1918 ~i torna r~d un aumentò rlrgli sgomberi snll'wterno (690.000), m rapp orto agli sgomber i n ella zona delle an:'ate. (300,000); per que!it'ultimo a nno, da mArzo a noYembre si sono avute appross•maltYamente per lo sgomberCJ nelle r etrovie le seguenti cifre m ensili :!l1,000: 4!1,000: 59.()00; 90,000: 87,000; 89,000: 77,000: 101,000; per finire a 46,000. P er lo sg-nmbero n ella zona delle armate le medìe mensili sono state. rispett iYamente: 5000; 11 ,000: 14,000; " - Gim·nale dì tM-dldno militu~c. -

F&f;C. H.


118

RIVISTA DI TECNICA E

R ~: RVIZ!O

!!A:NIT.U UO :IIILITAR.E

11.000: 36.000: j(),WO: 40. 000: 7~.000 e :?:!.000. Il <lecnr,;o parall<'l<1 d i q11estc cifre di· m os~ra una pr opor zronE> llenc C<fllllrhrat<r fra le •luc c:uego ri e ù i sgomberi, cor· r i5pond emr nrt H!tH gi u 'itl\ ripa rt izi<'ll P. rl ei me77 1 l'li cura e d: rico,·c ro. Per tutt o rl per iodo de lla g nerra i treni ~anttnrr hannl) trasportato complessr,:nment~ •· rrn~ 5,01JO.OUO di m n lnti c fer ili, fil c ui piu ùi !JOU.OOO durant e la gra nd e ar.rone d• m ovnne ut o de l l!liS, tl a l mar1.o a l Il O\ emhre i\~ hi ~ogna àlmc nticaro J'eflll'ate (·nn ror~n dat o dalle c;~>zaon r sani tarie uu t ' m 'lh•listr ch" (S. ~ A.). che hanno traspo rtato n(' Ila zona cll'llc a rm ate p ii; d i IO 001,000 dr maiali e fer ili, di cui hen 2 mr lrou i e trlf'Z7.0 ne l ctt=•tc> pcnod o J i !l m ""i . dal ma rzo 111 novembre 1!)18. In qn e~t fl p r> rr r.llo, in r ifr:t t• nda , SI sono trasp ortati con automezzi mensllmenl e 166,00; 2:.:4,000: 24!l,OOO; 329,00:1: 455,000: o\17,000. 332,000: 481 .000 e 158,000 u om ini. mE>ntr(• ceni trf' ni c;·tnilari 1(.' r ifre ~nn o state r isoett ivamenLe di 57,000:

60,000; 74,000: 1 0~.000: 124.000: 140,000: 117,000; 17!),000: 569,000.

Han no fO('Jit tato lo ~l!ombt>ro. lllOltre. i g rad1 eam io ns di trasporto di per· sonate IT. P .) e tli llla!l'riale 1T . M.) sopra tlllto per il trasporto dei malati e fe· rtti lel!geri. in contliztoni da poter viag;.riare seduti: si può ammeu ere, con suf. ftcieme appro1;simazio ne, che la mrlt\ rir<' a de l totale di mnlati e dei fe riti può vlagl!iare r·on tali mPzzi di traspn rt o, s enzn ~ra.Yi incorwenic nt r. Si è infine con· stnta to r lte r.oi nre zzi a traz iom• merrat; k a s t rr e~re a sg ~mbera re un numero due·tre ,·olte s uperi ore Ili m a lati e fr rt tl dt quello d te l'i possa ottenere coi treni sanitari . 4• O RI'EOAL.JZZAZJOI\1::. -- La c rrm c·omplesslva dei posti-letto allestiti dali& Sanità milita re durante In guerra p et· il ricovero clei malati e feriti ha presen· IMO fin dai primi m esi di m obilitaziron e un sen sthlle aumento Calcolata a 235,000 all'atto d ella entrata In campagua, nel gennaio J91!i salh·a già a 400,00:>, per aumentare a metà d i detto ann o a 500.uoo c mantenersi attorno a questa cifra fino al 1917, disreud cndo poi. pt•ng res~i,·;Hn ente, a 420.000 nel ge nnaio 1!118. oscillando tra :350,003 e 400,000 dnll'o.prile 1918 nno <di'armistizio del n ovembre, decrescere ancora nel lu~l f o 191!} n 120.000 e finire nell'ottobre a 6:>,000. La d istinzi one fra poc;ti ·letto allest iti nell'Inte rno ùel territorio e qu«:'lli lm· piantati in zona di g uet ra, uo n può esse re fatta <·h e per gli anni 1917 e 1918. La <;tatistica dimostru r he la proporzi one di pos ti·lf' ttO or!lan izzati presso le armate corrispon rlc in media al Z!H?5% de l totale: in n Itri termlnt 11 numero dei post i· letto presso le unità cornhnttenti corrisponde an 1/5 o 'id 1/4 c trca del totale generRl e. Generalmente s i ptt n riten «:' rr ch e per og ni letto previsto per le unità di prima linea !fli\'isioni e rorpi d 'armata.) . se ne hanno 3 per l retrostantl scaglioni d 'arma ta, 4 nella 70iln lmmed iatnmr nt p !ldtacente !lei territo rio e 12 n ell ' interno della Xa zion e. Ed in qu este con rlr7.ìoni teoricamente ques t'ultima. zona deve potere a c·•'C'I).!Iicre )a t ot:tlità rle~lt spella lizza ti presso le armate: piì'l In j:rnerr:t rtlverrà (lìs lntttivn , p iù sA.n\ neC" "~ari n aumentare il numero d r i pos ti-letto nell'Interno etei ten-ito rì o e di conseg-uenza diminuire la spectalizzazìone p resso le armate. ~i cn c·oln a ci rca 9 milioni Il numero dei ri coverati n el comple~so delle uni ti\ santtnrie, di'i qn nli !i in st>gllltO a mal nttia c 4 per ferite. La prPclomi· nRnr.a. del!li ~peclnlizzatl p er mala ttia tJ dovuta al fatto che le unità sanitarie impiantate nr•lie retrovle ~o no sen ~i l.lilmente più numProse di quelle del fronte t'd Inoltre r lro,·erano un numero ma.l!~ lore di malAti che di ferlti,senza contare che al rront«:' una note,·ole p ercentuale di fet l ti sorcnmhe prima dell'oo;pedallz· zazlone e che tutti 1 fr rill g ra\'l c;ono in genere sottoposti nel un'unte& !:pedalizzazio nP prolunJ!nta p iuttosto ch e an ospt>dallzzazionl multiple. Degno di menzione ~ il rappor tn elci letti PffcttivameniP orc:upatt ron quelli nlle~~•tl : si è notato che nella totalità clelle unità sanitarie implant!lte In zona di guerrA e n elle retrovle quello che si può d enominar~ r oefftclente di utilir.r.azi on c ol'cilla. tra il 44 ed 11 70 ~ d el totale nel IN tt e~ l!>tentl, od In altr i wrmlni la quant ità del letti occ upati In r11pporto alla totalltl\ di qu elli pre· ventlvati vnrla frn un pò' ptl'l della mrtà cri un pò' meno del 314. F:' inevitA· b ile perc iò di avere ~rmp1e un nurnrro dJ letti tnutilizznhlll, rap.pre-:entatl p er lo più eta ryuel h impia ntati in os)l!"11nli er c:'ttl In loctl lltà dimc11mente acre~­ <;lhlll, da letti di riserva allestiti per far fro nte a ttulllnncme even tualltl\, cla. l('tli d('~tm n t l al ri covom di feriti o malati delle specla lltA :ca v1tar1, osteo· articola ri , ofta lmici. stomatolesl. allt-natl, contagiosi, ecc .) pet quali non ~


RIVISTA DI TECNICA E SJ;;RVlZJO ~ANITARIO MILITARE

119

posstblle Il passaggio dall'una all'altra unità. La grande guerra infatti ha dl· mostrato il n?tevole vantaggio, sia dal punto di vista logistlco che terapeutico, della rlpartlzron r. dei reriti o malati in uniti sanitarie distinte a seconda delle più importanti specialità. Per la chii'Urgia generale furono allestitì complessi\·amente dai 130.000 al 220.000 letti: per la medicina Aenerale s'impiantll.rono dai 70,0~0 al !:0,000 letti; per le !>perlalilà medit.:he !'l ragg iunse una cifra dt 45.000 ed infine per le Specialità chirurgiche Il numero di letti variò dai 40.000 ai 45,000. In generale si può accettare come principio razionale il seguente: i letti rli chirurgia grnerale òcvono rapprP.sentare poco più del dCippro di quelli nss<>gnati alla medicina generale t>d i letti delle spet•ialltà, sra medh~he che ctoirlll'giche, debbono corrispondere per ciascuna di esse alla metà del totale dei letti preparati per la medicina generale. In altrt< parole, per 4 letti di rhirurgia generale ne oc· corrono 2 dl medicina generale, 1 delle specia lità meòiche ed 1 delle specialità chirurgiche: questa è la formula sanziouata dall'ef perienza della guerra 1914-1918 nell'Esercito francese. 1 All'Inizio della mobilitazione. r.ome si è rirerito, il numero dei posti-letto organizzati ammontava a 235.000, rti cui circa '20",000 preparati dalla ::;anltà militare (88 ')!,) c 28,000 dalla C. R. (12 %l: nel 1917, in un periodo corri~pon­ dente al massimo dell'o!<pedali?.zazione, sopra un totale di 506,000 letti, se flP. aveva,no 366,000 della Sanità militare, 94.000 della Croce n ossa c 46,000 delle altre As~oci aziom r.Jantropiche di soccorso, con una proporzione rispettiva· mente del 7'2, del 1R e del 10 % flella totaliti\ dei letti. La Sanità militare con uno sforzo notevole· ha concorso quindi per circa 3/4 nell'organizzazione dei posti-letto dt ricovero :'>iell'anno 1917 si è avuto un totale di 7,000.000 di uomini mobilitati, del quali ben 2,500.000 al fronte: uell'interno del paese per detto periodo s i è preventivatCI un letto per 5 uomini combattenti al fronte ed un letto per 14 uomini mobilitati. Queste ~;ifre potranno se1nbrare a priori esagerate, ma non bisogna dimenticare che in tempo di pace Il r e!!'olamento dtll servizio sanitario francese prescrive. nella maggior parte delle guarniczioni, un letto di o<: pedale per 25 uomini effettivi, e per ciò ì11 tempo d! guerra il ranbi~ogno dovrà es· fòere logicamente per lo meno calcolato un poco al disotto del doppio di quello del tempo di pat:e. La granfie azione di 9 mesi ciel 191R ùal marzo al novembre fornisce utili i nseg-namenti circa la !Opcdalizzazione nelle unità sar>itarie di l ' linea, (DI· vlsiCini e Corpi d'Armata) c In quelle delle retro•1ie (~tallilimentl sanitari d'annata e dt tappa). I n citra tonda il numero dei ricoverati in ciac;cnn mese nella z0nn di 1• linea corri~poncle rlspetti\'amente a: 12.000; 38,000; 1,8,000; 29.000; 32,rOO; 46,01t0: lll.COO; 25,COO c 9000. Nelle unità sanitarie delle retrovle furono ln,·ece risnettivumente riCO\'erati: 2.3,000; 45,000; 5~.000; 62,000; 121; 00; 99,000; 9~.000: 154,000 e 69,000. Sono precisamente le ronnazi on i sanitarie delle retrovlt> quelle che deb· bono sopportare lo sforzo più r>ote\'ole durante un'azione (JI lunga durata : le unità di 1• linea, Invece. otfrono un rendimento di ricovero, che raggiunge rapirlamente uu maximum poco tllevatr. e che si mantiene costante. · Cosi le unità sanitarie chirurgiche, che durante il periodo ctell a guerra òi posizione, vale a dire per ~/4 circa della durata della campagna. furono ripartite presso a poco nt>lla zon& d~ll e annate nelhl proporzione di una in prrma linea , e 2 nelle retrovlr.. n t> l v~riodo della batta,::lia finale òl m cvi mento, rurono invece • assl:'gnate nelht proporzione di una in prima linea e 6 nelle retrovie. Notevole pure è il confronto tra Il numero dei r icoverati e quello degli sgomberati òal marzo al n1>vembre 1918. In ouestl 9 mesi le cifre degli spedallzzati, sono lE' sef!uenti: 35,000: !<4,000: 107,000: 91,000: 154,000: 146.r.OO; 117,0"0; 1!\0,000 e ~.OUO Lt> cifre inVI)C'e dectll s~omùerl pel sudòetU mesi sono rispetti· vamente: 57,000: 60,00:1; 74.000: 102.000: 124.000: 140.000; 117,000: 179,000 e . 69.000, il che dimostra che le 1miti\ sanìtarit> delle retrovie non pos!'lono cornsponrtere durante una lunga azione al loro uff1cio se non sgomherando malati e feriti nella stessa proporzione della loro spedalizzazione: questo è il solo modo di evitare in dette unità l'intasamento ed Il disordine.


J:!O

111\"h'l'\ llJ n:<'' l',\ J•: ><Efi\"JZIIJ ,..,\" 1',\ltlll 'Ili 1'1'.\1<1·:

1 • " 1'111•11\.ll.t. :-1:-:IT\1110. \ l'l 1!11~ la " '"JiuJt.i••llo; t.lo.:...,li u lltu alt medi c i 111 •lollila l l'la •h J•·•ttl 1111 'I'Ìtoll' alla llll'lil "'l il ;:,•·t\ 1/.111 -.attllòtll" '"l o·utpi dJ llttpfl.t "'l'l'Ialiti ('ti ttll pcu o !--tlj)i'IIUJf' ttfl:t llufo\ p,r ... 1'1\1/'0 ti• 'h• \t11t1, 1 :">;tJ!J· l:tlJ•• dd ;1\;oJIIl t' J!, llt• Il IJU\'it• J•,' da IIOlill';-t lllldlt'l' t•IJo• Iii nlt;l l~oi:Jil' dt•i IIJ(•· d J• '.'" "• '1\11.1" al fllllllt• l'la tl;.:llalt· Jli •':0.:-11 a l""'' a lJII!'IIa dt•J 111''"1'; IJIOIJilll:iiJ 1 ~o ·ll Il i h'• 1111 .r..r ,, ., IIIIOI'Itl, e l"ill' il llllltH•ro ''"t ltjJ1,•,.,,.iyo tld mcdi, i t'ltia111atl :-,,,,,,, lt· .,,.,,,,, • "~'~'" "''"olt•\a' ' 'a all' 1-11 •• d,, llh'dJtJ 1·--er...·ulJ 11t Fran c ia .\ Ila ti'JI:J olo•ll'aiJIIJ"IIZltt il Jll'lo-IIIJ<t!l' :>iliJJiatJu cJU <;",;1 l'i J)a JtJIIJ: !?t ]"11 tJ,t·tiJ 1. . ., ''< (,oJ'IIo.J• , ..,,, :..! •-, lllllt 1alr li <liJJilliiiJ-.IJ'Uti .. H<:; l !0,.::,'? -.oldaiJ ì nfer1111•'1'1, ICI, liNI Ili h-l IIIJCit• :ldolt!llC :JIIt• llllll:t l' 'l tblill llt'ltli d•·lla ::':tllllÙ lliiiJIUI'C l't• r IliO IIH·tl•,-• n '"' '"'"'' '· ::-i a\'L'\I' IIu <:O"J 17 fnnmJt:J,..ll, ·~: Jl llle la l i d'aonuiIIJ , I Jat. J" II•' · 1.JI "1 llt iL'I 111 1\'l'L t: .~; iliiL'I'IIIICr<.

J)t•J tlt..•IHt

:! 1,1'1

l' J'.•,t .~

ll •t'olll l IJJoJ IJ IIJiall, •·!·•Ilo tla

IÌIIÌ 3 JIJJill'll'lll'\iiiiP ,JJ "l'J\IZito alli\ O }JCI IIlll·

t,tltiJttt~tu•••.l u.

, uu

UIIH

proputJ.JttfJe

tJ ,ullt-'

JUagg:iore

th~J 111 11oJ. \ Ila datu •kll'aroJhi Jz •u. ;.1 !'llllla\·all" ol 11 •JJI•• r·.n llh ''" 1 l'lft'll l\' l l' :J. ; .•H 111 llllll(•lt·lllt'lll<l, \.nle !l diJ C ,j 3 \'f'I U 1111 l:ljJJIIIIIO l) \'IJIII! Joitl g!liiiiiC 1'<'1' •pa·~la 11!11 111a l'illt•gt•I'Jil. P t• r Il :.cn J:t.i l• ,,<Jlll<!lw dl•llt• n·tln\it• ~i a1·eyano llilt 'lè J';'t, lJll'tll\'1 lll " · :t p. dJ l111111 C u lil. ll li lllo•tiJ• l t ll ll•l<l!•ll'lllt!ltiO, l'aie a tiJJt' <Jih'"oll ll..tii J', t\illl ll 111 JH'<'I'"lii HIIt: ;,; ' ' "''' wa~,..'""' '" 1 pntnJ I n ;tltrJ lt•J'JtllllJ :;11 11111• 1al1 Jth ·tiJt i 111 .,l'n Ili" alli\ o ha1111n Jll ... ~tal" "l'I'I'JI.Ju al fro n1 e . lh'tl:t JIIIIJ IIO/ Cll<t! tJ,•JI ':-:1 •:, (' llt 'II'II IH: IIIO tl d fl<tt·~•·, d< 11'11 ",, '-111 t Oiale dc0 Jj (•Ji,•lll\ l; lllt'llfl\• f'iH• l 11\ t>oli o· i d j I'UIII fl lt'llll'IIJ<i ftil(llltl ol'tiO li ll a Jll!l't:e 111Ua le d el :.; •.. a l linlllt· 11 •Id ~~..: ", Jlt ' l' i :>l'J\' t7.i s:1JJilan ddlt' l't'lrn,·ie All al"·~h•· n•ll'l;l lalilllli ]J"-;"""u e-.,.,.-re falll' ]'l'l' 1 lallllat'tsll; ti Ki ~~ ha prl'''"'" ,,.,'ti. h· •ti fn•lllt' e 11 ;$.) ", ll etrullt'lll l'• r 1 l•llll>iiLhll l'l!l'IIJ\ t 1: n :-pt•IIJ\ tl'flo•IJ it• il ili '1, C I l :Ji ', JWI (jlll'fll dJ ll•ll ljJ)olltt'IJitt, CII-.J Jlt:l gli lll· ft' lllll t•n , '"JI'a 11 11 tolu le ù1 I;?II,J .~. 6:!.\1\~ ' ' " 'o "'·111 a-;.~,·gunl i JII'J i ,ernzl '"llllliii'J <il l• 11111'11, l' :lì,!,tl!t (•l'l' i l>t'l'l'l%1 Oill,tiJ: tl'l, 1'0111 lilla }II'U JII II'ZIOllC l'i· SJil'IIJI'il d l'l ~1! l' tlt-1 \li ':.,. C o ll\' 11'11'' <lJ..:{-:IIII t;;t•t·c ÌJJtlllll• a !Jtl •·~ lt' t· JfiC 6!l03 intl lht'lll Jl~'"' t'lll t·Jt t • d :1 ll' llld t:w JJsa .: t l al .\l:ula;;u:-.car. 1•lJt tll t'>'•·JJta 111 i ci t c a Il !l .• <l ei ll•l :t l•' •1<·1 p•·r,.,u,iJe tt ·a,,l,l t'IIZil , ''"' purtann Il· JII"Jl'•l7. JIIIIJ ;ti :,_, ~" l" l' :.:l t JJJkJ Jtuo•rs dJ t • IJJII'il e1l ;ti \:.! •;., Jlt!l' •ll••·IIJ cJt>,llltaiJ a1 ~l'n 111 s anitari J!,.JJ, . l'Il Il\ Il' l '•'l' lt• lltf;·Jilli••n•, IIIIIIH', Il lolalt• tll ltl, 11111 "' ]>1111 l ipal l ire Ili ;'>JIIII illfCr· ll llt 'io• IIJ'J'illlt•JIIIIJ ' alla :'111111 t llll l ilill'(' (! ;,t~lol lll ft'J'lllll'l'l' dell' \~:'toi i :IZI\IIIl' oi <?IJ U C'"'''' Jl.,.... ,, , "" Jlltil pn•Jiooi'ZWIIt• p er i "'''" il.i tt .. II.IIIICI 1111 4 \Oli t' '"liCfhlre iL tlllt:IIJ tlt•l f t lllllt

6<> lh JT J 1111 (.I JJt'~to pr" lol t>:n a , c· h1 II Oit a,·e\·a tl••-.1<~1~• ]Het•n·upaziuJH ll l'lle g ii P J'I'C "'' ' pas"••tn, u1 wh c Ji• ·r· q11 elle d, p i (J 1u11g a durala, ,_•,\ III IJl"''o ll èlla ;.!r:llnlt• giiU'JH l'ii'•· I!JI" J.e lll•'tl!e Ilh•Jt .. ilJ tl• •i 11.'1111 t· JtlalaiJ ,.,~utu l •.:tatJ, l'I le SOIIt• J'llt>Jilat ; al frunlt• .!llal'lll, l'all'ul;tle al lnl'tl pa~~a;;:.:JO 111 Iii.' 'IU:t.IOIII tli s:nblalllllllO, flllt>llll !11'1 J:Jiti !11 :otUNMI: 111'1 I'Jij tl1 ',j ,J MMI, Jll•l l'i l ' tli I;U,IHMI 1 11·a uH· IIIH' Il• ' '"rd 11t• JII Ofl.,llt• tla-.li ..;,;ollllll'I'J """" 'l ah· r:1l• .. ta h • :1Jop!nl>-.IJIIal i\·an ll·lllt• a :$ IJi iiJ t• tli . 1 f• l'l'i'P " ''"'' ' ' 'i a '1 •c·n tjiii~K) 11 liiiÌIII al ll lt'Sl', la (ll'fl P •H'ZiO IH' d i'g li iwlJVJ dll i ri o IIJIP I':t li al f l'lllllt• appa i'·' lt '!:~ t'l'lllt'lll l' !'llpt:riorf' u l !IO ?.. JH' r alt' lllll r ìht'\"1 !-liti JHit 1, l' p t>r 11111 i \alla da l ;~, i111'8:! •·.,: l't:'HIIill l (JIII'Sti l'ill' , 1 J)tl"•>IIO ll l f'IH' I'(' tl t'i più :'{•tltll"f:lt'C'Itll t :llo' 011<llldfl il !lll '' Ch-'i rt'l'll fJl'rl, .,, uot<t rlit- •Il ton -.;..:wnht•Jal l, 1n ..,, ,,,., fl••nluti t• '"' ,., po-.-.ouu TJIIH111 · <1 11r~ ili 1• IJ11e3: "111 IO P•'l'tlllli -,j Jll ln ralt-nlaJ'(' 1111 lllt1t'lt1 l' 9 nf~tn nall; :-111 !IO r u·11 p enll i iu ll n e, l diii' lt'I'ZI ~i l l'nl·. anl• nc•lla :r.•• ll'l "''''"~" fl, •ll t> ~ ··m ali• P n t>n t r a nn 111 '"'' Il O rli 1111 1111'"•' ai 1'''"1" 1 l't' JHII'll : l'nl lrn lt•l'l.<> apparllr•JIP n Ila xonn • <.l ell'i nl ernn o·tl t> rii·IIJII'I'al l 111 1111 ptTintln eli lo'lllf'" • "~'~''' l "'""t'lol t' in lllt>clia a 5 me--•: eia 1111 mn~;;IJH<• eli ~ a 1111 ffi llolllln tli '! 1111 ~•. i " t.u"l l'!· lll:'\ 1 \ nll'n <l o ~,;o nnela n• 111 p·wlic parole gli Ulili insrA'II<In lc· •tll ol··•·nanli rJ;~II'••,anw t li • tll <·~ te c ifre :-i P•>:-~n nu trarrr le ~··g-ncntl con· c lll >=inn i ·

'ì""

f" I ' P r 1110 T1 g11 a roln g-li effeli i vi mr•htlì la 11. l a propurz:Jone rleglt 11omini dn am~l t i alle a tmi 10 c onirou to allt> truppe <"Olllhallo> nl i al fronte si pu ìo catc·u ta r e da 3 a 1 (:14 ch~.-~si mobili tate! JH'r 1 l l'la!->"' 11 1 fJo>ute).


({f\'IST.\ [)f·:II.A S'l' \\11'.\ .\I I•: Oi t'A IT.\1 .1.\:--'A 1·: STft,\l'IEnA

12 1

~" In rll J•il" ''") a~~~ pt•nl i t.•, l <t. d i ul i n11zi o 11e g lclhal c: llllll\Ja t:•ll'fbponde i11 rnPr l ia ;d ,.,ll tJrè di 1111a 1l:a,;,;e na ohil i l lll:l r -!:,o,t~lll lf()lllini). L.a. r••nporz ione d t>llr IIIHI'Ii l't• fll(ll(' lll'l' mnlat tir ,. ft•ri l•' i11 rrl;~zi o J H:: a l(l l l'l l t' imn•ed ialt' f> eli ·? a 3 .l.e na ••r tr f'<' l ft>r ile l <tppn:s•'III<JII• I un t o tale (i I'C'tl l e piia e~t-va.to ct et le n•nrti i n :!l'![ll if., a IIJ:ll<.t1! i (:. l ··olpi l i Ila g-a,; lll' l ~·· anno di guo>rra r()rr i ,;pontlou•n da·ca nd l :, tl rll a tntalii'• d t·i feriti d a 111'11\<J J a fii Ocn. l.c fl'l'i tp tl n prr>~et­ til n •l':lrti_.:lit·ri a , ltallll () pn.!-•·utalo un pr,,g-r rss i\'0 aum,•nt o iu eon fr()I Jtn alle re1·i t t' tla prmc'ltili di pi1..-o1.o •·alihro, lino a ral!~:ti lln;.:e re i :>.•4 cl f' l to tal e ctelle f el'i l e. :l" P er rprautn ,;i rifl'ri~•·r. :lllr• nwlallic inf<·lliw. la g u er r:1 rl ,,l 1!\H -1!1 18 Ila. "e;..:n alatn ~O I Ia11 l11 fl'a l e piil ~ l'all dl i llft•ZiOI IÌ a. l <>lld t' lll:a t•pil lo:lllio' l) il m auifi:':!W I':!i olt·lle f~bbf'i li foiole t1 pantlifoirle. f'lll' tl l'l t' l'lllill<ll'llflO ~000 fll(H' li E' d i P fil n •ttn rt·l i t'<'lllt- 11 h' 1't' p1'1'-<iil1 l'Ol i IR v. ~t·•· i 11a%inn e. (' i l t• li 'in nu en 7.~1 , (•Ile l r~'g li \lll imi nu•si :lt-1 l!lll' fu •·nusa di 12.000 d ecessi. ~· In l'~ lazi (lftt' n~ li :-;.:0 mlot•r J. lt~ lll• die llH' Hsili f11rono el e1·nte a ll 'in izio d PIIa :.:uena p er d llllillllil't• n'l«l i l 'at raeule a m is11ra l'lw la g ll t'ITiL pren rle1·n cara ni ere di ,p osizion i". pPr :llllllCIII art• i uli Il t' d 11rall Le l';lzi •JIII' d i feu:<i ,.a e soprn· tut te • off••Jt si,·n d t' l 1!1JX. li l olal•' gt>nt>ral t> rl 1•gli :':I!Otnl );onni supera i :~,1100,000, dei <1u:rli i rerili Jìg l lf'UIICJ c·o!f ulla propill'zit•n e, f'l 1e 1·a · l ~11la mer:·t ai 314 d el t otali'. l t.relli ~a nita r i l nm11 0 tra:< Jl'll'l ato .:in·a fl.()(lO,Oilù di malati e fPriii e le aut oaml>ulan7.e 11l,OOP.OtJO: di (JIIt'~ti llll :.r•·an nuntr r (l el·i dt' llli' ni €' LJ1 t: fil tr:t sp tll'· tato piì1 ,·ott e. ;,o P~ r q· 1a ut t1 l'iguard.a l a ,; p,~d,t liU< I Zi•IIH'. i l fa loiJ isn~ n n di posti-l etto da all t.>stir,;i d t·Ytl c,-s.., r e st u(l; uto ill l)a s,• all t' più lnrg-i 1e Pl't".' i si olli p er evi tare q u :tllliiiJHC :;rHpr<'>.a . L'c:;peri~: uza dPI la :,{r a nde g 11 e n ·d 1111. d i mo~tra.to r h e il Jnra le rlei !elfi 0('(' 11pati, ila 11sf'illat0 tra la m t> l;'• <' i :-11-~ di qut>lli prt>VP. n tiva ti: l:t san itil militarp f l':l lll'èSr ha orl-!\ tni 7.r.:do :1el l enito riù <l.PJ)ro~si mativamrnte 11n lt•llff cl' osp edale JH'l' l'• \I Oilli lli Jpuhil ilai.i : e sul l ui<rl•' ch'i lelli li<l COIICOI'SO pc· r lll•' flll't' ì f !, ;;nlan iPIIIe ,. :!lill tl prr p:-J.rnlo dalla c. H. e da altre A S!'O··iazio ni di :-OCt'<'t'S<l. Si son o t al,·nlat i ~ Ili li di C'i lin1rg-ia gCIH•t·ale f)t! l' '2 Ili nlt'rlk i na grnrrrtle, 1 di ~per·i alil it ua edi !'li t', "'" 1 di spè~; ial itù. c· llirflrg-idle. L e unità ;;aniinrie che suhb;r-nno il lllassilll•.t sforzo d i SJ1t'daliZ7.11Zinnt' Sll ll O qu f' ll e d e lle ;u'llHll e. le qu al i dP))honn fll1!7. i l>llilrl' in lllf•oln d:-t sg'llfllht:r:ne a~·ll a slt's;;a IHISIII'II di quanln :-pPCiali:-.:mno. 6° Cirr:l il pe r~o na.le u w tli cq, si può l 'il.l•·olare pt·e~:>o a POc'O ul<uale il nunwro dd m edit'i in sen·izi o al frOlli l' e quel lo a~St'g'il<l lo a~ li sta bi li menti sa nitari delle n •t r<ll'i e. · Approssi rnutinnn ente i 3(1• 1Leg li uNkia li rn eòi c i in ='. A. P. llauno prt•stai •' sen·i'l.io in prima linea. 7o Inflnt•, p t'r quanto t'OIIC'emc i 1t'" llperi, ,;i può stabilire p er 100 ~go nll>erat.i la pr(>J)ot·ziOllt: di !IO ri Pntrati ni t.:orpi g uarili, Ilei quali ~ / 3 nello ~JHtzio tli 1111 mPsr, e 10 fJc·nluti. tli c·u i uno !'olo p et' morte e H rer riform a: 11 c lw rappresPT1ta. riai punln di 'i:Ha th•lla c·oJJ St> n ·a..:inn e d egli ef1eLtiYi, un ri s nliato in~;perabile.

:w•.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICAITALIANA E STRANIERA P!ICJL.I:\1. -

•

Anatomia, fl .<iol ogia cci

tgiene appl.i cal~ all'esercizio fisi co • R oma,

19"23.

E' il primo trattato orga11ico elle \'ede la luce in Italia e(t a!1"Este1'n. L'op era è divisa in 4 volumi. Il primo, corredato di n i tide tavole, c:ornpenòin l e • :-;ozioni di anatomia umana , i ndi:;pensabi li per clfl deve i nse~nare erlucazione- fisica: la materia è svolta in modo lur icl o e semplice. TI secondo esp one chiaramente l e • Nozioni di fisiologia umana •, specie 'JIIell e ri ft>t'entesi alle fun~i oni nervose e di motilitù. 11 terzo, • Fisiologia degli esercizi fisi ci •. tratta delle ca ralteristirh e fi siologiche dei vari esercizi , d el l or o meccanismo


122

IUYISTA DET.L;\ STAMI'A ~IEDIC'A I TAI.tA-:A IO: STI<t\SIEH.\

e degli effe tti t.:hc producono sul le varte funzi oni e sul dìq~rsì or gani del corpo wu~no. I mportant-i sono i capitoli sullo sforzo, su ll'affanno, sulla fati ca, sullo ~tt'II(Htzzo, sulla differenza fra ese rcizi gmnasucl, giuochi e sports, :u Ila ~P una,:tu.:a mll 11 H. re, p re m i J 1tare e p o~ Hn 11ita re. su Ile caratteri stich e fi. swl ogh:he dci nu·i m etudi dì educazione 0::-ica attl'flver~o i secoli. Vi è esposta ino ltl't' 111111 c:lassifka ftsiologìca e mecc ani ca degli eser cizi fisici, d t::l tutto <.lrlglnalr, n ella quale gli ese t't:izi trovansi 1nquaùrati. l! quarto volume, intitl)lato • l ~it' lll' degl i eserr1zi fisi c i •. dnpo alt:une ge ner;~Jitil tratta dei benehci e dei da11ni Ùl',!:l i e~erciz i fisici, d elle t.:nuse per eu i essi possono !'iuscire 1la11nosi e delle rwrmr u11r ad C'\'IIAre tali danni. DC'~rnl ..-ti parti r0ln r e m en zi rllh' SPI!n i ~ ·apll • •1t :--111 d n~at.!'"~l" 'h:!..!li e=--(\lT tZi fì:--iei. !'\UI rtph't •, ~ui bU.!!fli, :-.11 1 llì<:h"" :.:- •u . sul \'t'" ""'''' e l urso 1111do, Sllll 'alilll t.: lllat.i(11ll', sul l'alleuanh'lllO, SUIIII gilll.;l,.llt'll , fl t' l' Il' varit• eLil, :-lilla gilllla~IIC'll ft' IIIITiillil ~ . ~Il fjll t'l la ~<·O· lastir n. ::.li q tlt·lla lllt'd H·a, l-llll.inllut' IIZ<I d,·l l·ahlu, del frclltlo. ucllu prcssìon~ atmosfl>rì c: a, ùt'll'umiclìta. delia piP,!l'gia, del \'('nto, rlel cl1 ma, delle ore del giorno, <l t·llu /\tag10ne sugli escn:ìzi fis it'i. Chiudono i l volume un capitolo 511111! n onne per la cos truzi one e nmnutenzìone igio•n ka d l'l lf' ·p:.tl<'"lr<' .- Cll'gli stadi ed un a iii'O ~ulla vah1tuzio11c fl!:>ica. L 'opera c·on t)d cssa merita quinclì la piu l arga difrusioi•C' come guida sicura cù clllcul'c per l'ndde;.tramento fisico del nostri ul11ciali e soldati e <.I ell a g iO\'elllù italit·<\, ~;Ile con tnnta f!'dP t'ti entusiasmo prepara la rl naS<:tta lièlla :Slli'))C <;rn~ll:\0. 1/ea:ion c! cronwlic(l, d••!J li npettorati per la diny~to;i di tubl' rt'•lf,,M. 1:\a poi i. l !l~:: ì . L 'A .. rlin~ttore clrl lahoraton0 l •all..-riuloric·o fl C'll'O"pc<lalc mili tare eli L\a pol i. i11 1111 impu rtant.: studi" riferisce i risultati ùdle osser\'azi oni compiute in un q uail rw11 n io -.;u ci rea tO.OCJ:r pn•para ti di cspNtorato, alle:< l i ti col metodo del la<:to-hlc·\1 ar roo lico di l;a~barrilli, le~:.;ermen l e modificato: llleu di metHene in r<·cesso. arirlo lalliro te. 50, arqua riJ Stillata cc. ;,o 1rrna parte) con alcool al 95<> rtre parti ). Fg-li ha rilevato una llnle,·oJc •liffcrenza nella tonalità re:;i ùuale clel col ore az7.r 11-ru in c ·o ntn•~to as:-;unt(l dui prr·par·ali : una colo raz i oue bleu -verde mar cata uei prr· p:-~rat1. Hl'i quali l a rl ce r r a d111 llar iilu di l<och era p o!<itiva; una co l ora ziolle hiPu-azzurra nei preparati COli r i..:en ·a fO!ldam ent;tiP n cga tivn del b;H·illo. Aggi ungetHio n l l nctn -bleu alrr.,>lii'O l'uro•ropina al !l 'Y., , 11011 ha con::tatato JIÌII 11 Yi ra gl!i O al \'Cn.ifl:'-11'0 ckl llh:t• di meti!Pne in prf'parali g iir ri ronosl'iuti posith·i alli\ rraz1011!' rromatira. E!'r lnsa la pu!>;,ibll ità di en<•ri di te<:nirn e di pnHratla azi one decr1lo rant e. l'A . intt-rprc:- ta la r cazio rw ('0111(; una parziale l'iduziolll' dd bleu di metilene COli· l t>n uln r:rl lac:to-bleu nt.·ooli('(l, pro \·r.c;wr da prorlolli protl'ici incomplelamente rtt'ln-arlatì (Msl d:'lll ) e presenti a prc fPrrHza in alt'uni P:>pcttornti. specie in quello

t UliCI'Ci ol(ll'('. L'A. infllt r c ha otlenuto la r eaz11•ll(• pn,;ith·a in molli casi ini ziali di tubel'c"Josl pol rnoua rr: . nei 'l li :t l i l a rk .:r~· a •lP! haeiJI,, c· o i t•omun i m etodi era riusc·ita 11<'1-!ilti\'a. In par,·•·r· lll rli ò!"t'"li il dN·c-.r:-;o dt•lla malattia. ~;ej:(u ito m rasi ;;w·res.-;i,·e 111•gli st.-~si ir.ùl\'idui Pt·riodlr am,.ntr rivi sitat i. ha r·onfermato 111 ~ma nalllra :<pt·t· ifit•a. rh·~:l ata da pri11!'iph1 in b;;;;e al f'ol o rep t•rto p ositi\·o della reazic11 1~ t•rnmnti<-a. Con la po,slhilit:'r f11 S\'l.!lllrP a m ezzo di 'Jllesto procedimento 1 prodot ti c•lahOI'IIlì riai te.c;>:trti c rlall'orl!ani~mt• sotto l'influenza del ba<:illo di J<of'h t'iH'I'Illti n"lle fa;o;1 lllE'no <\\'allzatl' rh·Jla malattia. !'i fonrla tu11r1 il \'alort• della s11a prccof'i til rklla r iia.zioiH'. r· lh' ro nrrihllit·i\ ~t'll'-lhi lnlt-ntt • art aretv,;r.~r,· le p n":-ihi lità di una diagnosi ='•'111 Jl l't' meno lardh·a <11 tulwreolo:'-i polmoiHire. A~I.\I.Dt. -

Gli esJ)0 1tPn/i dell'a/t·onlismo nei mnnicomi nubbllci i/aliani nel ri· gunrrli. rl ei ~·ari grUJl7'i wofcss imwli . (Giornale di medir.ina fct'rO\'iaria, n 10. l \r23). I/A .. àl r en or e del IIHIIIii:<Hllio pro,·inciul e di Firenze, Ila compiuto una lnteressallte inchiesta sulle psicosi alcooliche ossen·ate n ei manicomi del R egno nel triennio 1919-21, i11 c:..on fronto ad una preredente egual!' inchiesta fatta p er il Lri enni o 1003-0C.i.


HlVJST.\ DE~L.<\ STA~II'•\ ~!f·:Dtç,\ lTALIA~A J·; S'l'BA:-;n:RA

123

All a distanzu di 16 anni, ha con statato una lieve d iminuzione d i psicosi alcooliche nei g ruppi eh lavoratori delle industrie e m eslìeri e del commer cio Cdal 4!),tl per cento, al ·t 3 ~.): un sensibile aumen to nel gntppo deg li agricoltori c atllni (dal 21 <(, al 33,6 %) : una no tevolis!>ima dimiuuzio nc nel gruppo dei professioni!'ti, impi e~a.ti agiati, n ei ceti cioè della piccola e media borg-hesia, (dal 15 % a l 6,2 ~.) . .Ment-re oggi non si pnò p iù coutare sulla. tradizionale sobrie!:\ de i· contadino italiauo, i: eia ri le n u s i 11 !JI.'llù nu ~pi c ato ft•nom eno cle lia temperall7:a acce n· tuata;.i IH'IIe da!';;i medie. fc >l':<\' in l'l'lat.iOilc' al l:c ,.,ug·gerila o in•vos LII ecouomia d egli allualì moclo·.-ti !oilaw·i ctnmo•slicJ. ÀIA&;I e PII.LtJ:>.. - I l Urtllcw ••: Hlu aiiiJ I'I W o aclla !llellCJ rr•l!li". tJo u ròal de méùec ine ùe Lyon. 5 scpt. 1!\:J::) . L'A. consigl ia la cura a borl iva della blenorrag ia solame nte q u ando l'infc· zione h'oYa:;i uncon• allo stadio tli incubaz ione (2·6 g Jorlli ), e l'esame micro· sco pico ahbia co ufermaLO la diag nosi e ricorre all'uopo ad un prep;Hato di ar· ~!'nto collolrlalt: t·on sali biliari. Fallo uri11arl' l'infermo, lo coll•)c·a sul ta\·010 di m eùic:tzio11e i n pos izione SE'Illi ·:<eduta con ì piedi bt:· n e appuJ!::;iaLi in l)asso. Lava l'urctra, il m eato c il Klanùe con la soluzione t•ep ida all' 1 per 5UO e s preme il canale per fare uscire le ultime ~··e<! i e del di s infellanl~ . Quindi cM un tt :;ìri nga nd estremo olivare lentamente inie lia a-l{ cc. de lla !'<ll uzicl ue eal 10 % o a l 5 -;<, . se vi è irrit.abi lit.i.\ d ella mucosa. T oltu la s iring a, fa uscire alcune g-occie di liqu ido e tien e chi uso il .nE'alo pe r ?·4 111i1Hlli e Pt1,..c ia lasc:1a ~tsr irt: ttllta la solm:ione, stlnza spremer e. Ta li mi llzi uni so••t• pratirate tre vo lli' n e l 1" gio m o. tre a l 2.• con la sol uzione a l 2.:l %. du e al ~~ all' l %. Dopo la prima o ttm'al più dopo la seconda, scomparr i l I!Om·,·occo. L 'A . os:<en·a d•e qu esto tratlamento no n ri esee in un terzo dei casi, ed è inc f· fkare nellP •·icadutt•: pun:ll ù fa tto ron le rlov ute cau tf•le . è innocuo. Jn:n tAN. - Nltooo me t ndtJ pn la rir·erw d t>! ri[lc.~so ro~uleo . 1Rcvue Neurolo· g ique , n. :1, Hl23) . L'A. mrttc il sng-getto cori cato, coll'arto inferior e flesso nd angolo largamente apen o. in mo llo elle il ta llo ne posi sul letto. Passa qu indi la mano sini· sLr·a :w llo il !!inocc:h io rl el pa:.:it'nt.: e lo im·ita ad esercitare su eli es!'a una lieyr prcs~ ione rol )..(inoccllio m edesimo. In qu t>«te r.o rHlizioni. la cnn ~u~ta p errus:-ione sul le~am ento rotuleo è se· ~u ita rapitlamo~me dalla con traz ione del quadricipite estensore. ed il rifi t?sso •JllelllltO è as~a • p iù inte11so cti f]u cllo C'Ile s i ric:a,·a coi n oti metodi di Goldschei<le r , J endrassi k, Oppenllèi ul, t· s • manifest.t più facilmt.·nte e d an che in easi in r· u i all n· :mal~he ri cl·tTht> hnnn u dnto riwllato ;ne~<1l i,·o flabl". rpol ille\Tite. 111'\Ta s ll·nia, Pf·t:. )

\ ' rt.Ol' -

rai' C ill '•l~Jrapia nr•tlu f t. IJI.Jrr• li{Di <lr•.

((iauelle des hopilaux. n. 93, 1!1'23).

L 'A. ll!'a da due auui i l vacc ino uella cura d ella febbre tiroid e. s ia n ell'aspe·

ùale <' Ile u e lla pratica pn\·aat. scnr.a alcun incc-nven ie nte e ro n ottimi ri suJ. tau. nlle JHh >:<i eli tre ti Jl i : 1111 aulo-vaccino: uno stok-vaccino p•·epa.rato col calt>J'E', (L~>l>a i II ,,·J. un o stok·\·acC'ino ioùato ( R rmqu~> •1 ~enez) . :'\1111 ha alcuna impona tt za il mome nto in c ui il vaccino deve essere iniel· l:uu. purr-h1'- la diug-n •.s , !-i;, batterio logicam ente t:t• nfermata , e, tran ne la perforazion e in te:<tina le, non ,.i è alcuna cumroindi r azione. ~ell ' ad'ullo e nelle forme orùiParie l'A. prati ea la prim:, iniezione Ili un eme. (200 mi lioni di ba· cilli) e eli 1/t r mc. di ,·are ino ioùato. (175 milioni di bacilli) E' ripete l'iniezione o~wi du e ~i onu au m enl:mdo la dose: 1,5 - 2 - 2.5 oppure 0,75 · 1 - 1,5 di vac· cino iodnto. c !imitandola n ellt! forme gr avi ntasso-adinam1 che. Tu tte le ini eztoni sono t1en tollera te, qualunque s ia la gravità del caso. L'abbasc;am .:nto della temperatura è p iù o m eno rapido, ma costat1'te, in alcu n i Ct\Si subito flopo la 1• iniezion e. sempre ctopo Ja 2• o la 3•. Contemporanea· nwme lo ;;lato gen eral e m mgl iora. la cefalea scompare, la di a rrea, se esiste, dimi· uuisf·e. In 't1 ca si cosi trauati l'.\. Ila constatato 4 decessi, r9,7 %) . mentre s u 46 •·a,.., non \·:.u·c·in:Hi. 7 .mo rii 1 t s.~ ~.. ). Tl·a i 37 casi g uar iti si son o avuti: un caso con em orr~ia intestinale : 2 c·asi con reazion e m enini{ea: 8 cnsi L'Oli fonn e atasso-adinamiche graviss1me. l'\ei 41 casi \'i fu una sola r eddi\'a; la durata

l'Iella malattia oscìllò fra 1 15 e l 20 giorni.


1:24 D I-~111\Trr.

•

/ tlf/oll:•l

t/d/11

IJ/rtrr't•l

su /

SÌ., It'/lln

f'r t rdirl-l'f/Sruiftrt•

r'

-~ f//lo

{1111·

:"""' f ••ffllll!f''t•ÌI"/1 / 1/'Ì /'1/!fll::i. ( .\ rdli\'t'S di? ;\J f>d t•I' ÌII t! d (',; l'llf:ll\1!-', Il.

10, Jl}-2;!), 1.' -\ _ Ila •·nmpitll" i nlt>n·,;,;:ll tl i rio-t'rl'llt' ,.;ni n\g-aai ;;ludwlltlol l e modinl:azi ••ni ,-111• 1111 1-':'l'l'r·i?.i" l lttldt>t/110, IJII:tiE' IIHA Aila ill ll111111a)!llll d i ,;Ì I'~·a ll'o:: 0 1'(', pu ò iudun·c· ~ttlla pn·~>ttlltt> at'l ~>ritosa, ~111 r•1l:;n, ~•tllrl r e,.,pira zionc P :;ulln temperaturn: < ':<t'~' ' l'll .to ;:li e.,pNirnt'n li 10 llll lilll i. :l Ol'l' e 1:; n n' •ripu,.;n d,dla \l nll e) olnpo In l111e dt•ll'"" ''~'~ t:t io Ji,it-o. P<'r IJII:llltn riguarda la t•n ·~::it•ne art,•rln>'il.. ..-gl i ila f'onsllll:tlo cl npo l!l mi . 1111ili d rall:i naarda una elt'\·azi<•llt' rla 1 a :3 CI'J IIimetri: l e C'ifr P piil alle si ;;ono n;;~~' rYalt' n ei ra::a:r.zi r·lle ila11no llll':tll l·zza SIIJlt'l'illl'€' al rwrllHll<' o iu quell i a t<'lll iWr:urwnlo ,..(l llj!lll j!no l)npo tre frre rlall 'l'S•·r ci zi o . la pre":'i one rilorna u o nna lc. o di P•W0 SIIIW ri or(' in S<lggt· lli d111a1i di lluot~a n ll • ~•·l)] ;ttura: getwrallnt>nlt• ~i llWIIiiPnt> ::;n iot't' alla prp;;,ion e nsservat.a. im medi:~ tamr·n le d 11pfl "' ~lot7o . r·o 11 1111:• difrt'rPII7.a fì 11 n d i ~ t' t•nlinll'll i. l'li i> rts;.ot'ia l a ad iperglohulia r• l a ~f'ro ...o <11 npp··tifo. 1-'i i •VIII It'll iP i n ~,>g-:~elli n.rrailea ti. si r ilent una dtmirlltl'i• •llt> clt·lla pn·,.,<;illiH'. iltfPI'i on· alla normale, a rcnmp~tgnnta tl :r pall ot·e, hr<td ìr-;on l ia. :-11or 11 !Jr•zza J!:('lt t'r:tlt>. Dopn 15 tlalla m a t't'i<t , t·uttiJII'f' ltdt'Jtl i il riposo lli•I IIII'IHJ. l:l pl'l·~,.;iolll' artl'l'ill-<:t rit·l l'lta n .. r nHl ll'. M•lo i 11 qnalt-lle SI1J!:I-[E-1t.o si ri so·nnlra urm lt !'n• ip('l'fi'IISÌ(Iile d a l a ~ l' t' ntìmc tri. 111 r apporto 'tlla l('lltperatnra, l'.\. lll1 r i l e,·aw 1111 anmo•Jt tn tl i <'i rc:a l ~;:radfl i i1111Wtliatlll\l('ll l •' llflj)O il r :l l llllliJtO. Jlt'l' l'il<l l'llill'l' ali:~ unnnah• dupu tr•• 01'<': !]111'SÌP \·ariHzi••ll i lt•t nltl;.!l'llÌI'Itt.' ,ono anel1e ili rllppor to allt• \'t•sli llll'llla l'd çtlla t(' tn · pt>ratu r a - <ltun~rt• t·it-a. Cll'l'll In rn•qllt• rt za th-1 Jl" l,;o. ;;i è 11 \'liiO rn:-.l<ll llclllt' lt l•~ rlnpo la 11111 rf'i:t 1111 :> ,.,.,.ll'r<llltf'lt In p t·r·;;i,.;t ~ n le Jll'l' t m 'ora l'ti i 11 ra]}J'OI'I n l'Oli l (' ele\'a,-a7.ioui fil' Ila lt-lPJit'I':Jtr ll a: la pii• g-ra11d•· ft'('IJttP!\7.11 :-.i r:~:-e'n·a nt!i ra~au: i di el f'ql l a ,1:o1u ra """ Jll'<'l n• r zilH•ala a l J1f'~c· dt• l c'Cll' po . Il rilln•• a·r·spi raiorio n nn suhi -"<'t' r.i1'1111a a••·t>lt•ra7.i·•He appr•·7.zahi lt> . Cottd lld<'ll do, g li effe t ti fl siol"!!ici ch•lla !ll nn· i a, :;ono pre ssof' IJ ~ ecp1i\·alcnti tH'lla m:t:;~inr J>a rte dei r aga7.7.i s11l.ilo tl op o l 'esPrr·i7.ìo, e si ririii <.:Ono ad nna l ft:\'1~ P)t>\':17.:on e rl ella pn•;:,.i o n o> arlt•rio;;a t• clelln H•rnperll l lll':l e ari una mac:gio r frequt·nza clt-1 pnl.~o. D opo In' or~;: i !>C•g:!Pit i l•e11e all ~t nnti presc nlr~no 11118 ('l evazi on e d ('lla pres~•o n c rnn i cn d t> HZa al norm al e rl<'lla. 1·r~ pira zion e, del p olso e th:lla temPI'l'Hi ura . mrntrc n('g:Ji org:11ti:<m i p ii• d rl)l)\ i la c·at111 la ct ella prt>ssione art ~ r io~a si a.ssoc·i a fn'CJII PiliRllll'lllt• a l i e,·e ipPto.>rmia. iuappi•l t>llW . e d a sPn~o di aNa t i ca m en i o.

p•·•

,,,-p

Ol 'fl t.l:><. - r. n dlll'n t., 111Nfin dr•l/n t•i ln. (.J,mrrtal of Lt~hol'a~ory, n 7, Hl2~). L'A .. c·n ti Sill f' n tr. saniiario della :\t rlr op ol i i<ln Lire l n sn ra n ce Compagni e di .'\e w Yo rk. lm f all o Hn'acc·m·aia stat i si ira snlla dnral:t m l!clia d ella \'it a, ch e ri. sale 11110 a l 1RIIl. f:gl1 Ila con st alato che dallS16 a l lMO l a m f> !l i a ;:i può r aknlarf' a ltl !lll ni; JWI p erir.do !·Il e clPI' OtTe dal 1901 al 1!) 11. la tnE'dia rag~inn)!e i 55 anni e lal P si maulienP fi11o ol 1!1:!0. c·sl'lnse l e •·ompl ir azioni eli g-u erra. L 'A. atirihui sce IJU{':'. to sen;;illile aumemo d PII<l <hH·ata d ella \'ila all e m iglioralr con dizi oni igle· 11ichc e ;:opt'allul fo alln l JOie ,-~,lt> diminuzion e Il i m orl alità p er tubercol osi ed ìleoti fo : f> se ;;i progt·erlirà co l ritnt o Cli C ;:i i? Yf'l' iflra tc, in quest 'ultimo vrntennio. di avvi::;o c·he :;i arrin•nì ad nna nìf'dia Il i 65 anni, l'nn 1111 gundag n o in poro più di 1111 ;;eroto. rl i ben 2-~ nnni.

c

RI:>~TJ G, C.~MPBEr.t. e F LEC1t:R. - L a curn.

clt>/. clin iJe/f? me llito ton l.' i11S11/ì n1J.. (Rriti sll medicai journnl , n. 6, 1 9~'l). C. li AA., m ba~ e ai rnppor1i orm ai accertali ira mflnifesfazioni diabeti ch e ert ali erRzi oni n PIIa !'err czion e intern a del pancr eas, in 50 casi di diabete m el· lito loannn ;:ùmmini!'<ll'ato l'insulina (estrailo cont e nente l'ormone sec reto d all e isol e di L ag-c rhans) prcventi\·ameutc dosata con saggio farma colog i co, conteu ente ci r <'a un·uni!à p er I'Crtlimelro r nho. p er via sotlocnta.nl'a (n ella r egi one d egli acldut tor i ) e prima dei pasti, ed hanno con statato tl iminuzi on e e tal\'olta cesSllztone llf'll a glico~ uria, scomparsa d ell'ace ton e llrinario in 24-48 ore, abhassam enl o tlelltt g-lic·emia, aumento d i peso e del quozi ente respiratorio e mir<li oram ento gen eral e. Sopra 10 infermi già in com a si son o avu ti \ decessi; di (]ll esl\ uno era stalo sott op osto fin dal l'inizi o alli\ cura con estratto p ancreatico e gli altri ~nno m orti p er p olmonite. cangrena e p arali si ca nt i ac•n: p er ò il roma era


l ~5 già :St:olllpnr:-.o, la glireulia rr{) nnal ~. e lt! urine 110 11 prt:>~t.> ntavano zucchel'o otl arelùne. Gli a ltri G auunalati :;11 110 g uttrili. Dopn l'inie7.ìoue di iu;;u liua n on s i r· i ~enntran o vivari reazioni: si hanno tulro al pi (r <!('Ile l'fi i Zilllil urlrt·ari e. ::;ulta rt1 11 si no ra una rapida dimiJHrzi one d ello z~n·l'ir ~ ro ne l saugue, ,·a rall c rizzata tla rarrH·, an,::-t•~da, stanchezza, pallore seg uiro da n \sso r e, profrr,.:a snrlorazione e irH·oonlina:d on e clei piccoli m ovin renti . Dette rrazioni ~o n o e\·il ale eo n la ">OIIHlllllistrazi one rli ;ilncosìo, ctu. c inque a ZO grannrrì, o Ili :>lrcc·o dì ararr r.: io e Ct•ll i11i1'ziun i tli andrenalina( l m g r. inlramusculare}. Il r,•g inll) alinr~ntare J e\'e c;l)adill\'ili'C la cura e <·ouLenere proteine in d osi ~llflh' i e uLi per nrau1cnere l'el]uilr!Jri o azorato, d egli idr'ali di earhoni o e dr ì g ra ssi i n fJ l'a nlità c:r- tn·eniellle a llo S1: opo di eYitnre la rorn1azione d i un eccesso d i acido cli <H' .. IÌI.'<). L'iu sulina si $OII111tillr »lra prima Ilei pa:>lr. p erclrè, avendo un azione eli poc11 durata. dP\'u esse re introùc)lla nell'or·ganisulu to!l1 r mpora n ea m en te agli idrati di carbonio dc ll'ali rn erllazi o rr e. E :;e da una parte bisogna sopprimere la gl i •·o~• ll"ia. ~ nc>t·essal'in dall';du·a e,·itare ).!li iiii'OI1\'I:lll l €'1lli tlel la ipog-li c~:: mia.

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati {Ili proemi nrillli pmenati alla Dimione ceniTale del amizio Sanitario militare dal 1'1 al 31 geoozio 1924) :'OIIOIIW t' lllt: m edi t'li ~l COLA V tOU:"\TE: li !l, CILSO <li. morDo del - L'O. riferi:>ce sopra un easo di morllo ùei W eriii Off osservat.o in un militare, elle aveva in preteù t:IIZ<t so fferto di pl l'urite e caratterizzalo da epi stassi , da macclric emorragiche agl i arti , al la mucosa delle guanl'ie ed alle cong iunti ve lmlbari. l'Oli tumore di milza ed Nnulllria. Esrhrsa la porpora secondaria per la rnaut·auza di rorm e inrell i ve. fu staiJi lìta la diag n osi di porpora primaria, e preci,;amenle di m o rb o maeuloso d el W erlho ff, sia per In complicanza dr em onag ie a n 11i co (!egl i o rg ani int erni, C'ire per ìl tumore splen ico e l'assenza di fehhre. GUH IZI.\ .

ll'ert /w{{.

1'RIE.'>TI".. OoLl. ANT0:\ 10 Rosso· Sui 11 eopla smi, di'l cauo rirtv{arillgeo. Esposte le a l ~erazloni c:he uetermina11o questi tumori a carico :o;pec ialmenle dell'apparato r espiratorio, della ronaz:one e della deg l utizio ne. l'O. descrive le f orme be11ign e più frequenti /polipi). p r esentando l e vari etil piu carall eri;.ti ctle della ~ua nH'c·oJta, ed in lratlcncHdOsì infine sullo. tec·nica clell'inlervent,o chirurgico.

tlOL'It-:. - T éu ente m ed ico Guroo i\IASTROGIACO\IO: F.nct:{ alile lctaryica o polience/ alite tosoica da. in{!.u enza? - Desc ritta la polìmorra sintornatologi a dell'en-

ce falite lelargic:a, l'O. co.i dati della fi si opatologia cer ca eli stabil i re a quale parte del !;ìstema nervoso centrale e periferico sì possano riferire le allerazi o ni inte1·essanti principalmente la corteccia, il mesencefalo ed il bnl ho, ed indica come nome più appropri ~oto q'trello eli • polienrefalite tossica cl:a influE-nza •, propendendo per una patogenesi i nfluenzale e per un·origiue ios~ ica dell'inI ezion e.


t26

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare .kicompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Contìttuazione · r·etti /a/!CWtlli tUI 191a·l,H7·11H9·20·21·22-23 e 24)

MEDAGUA D'ARGF.NTO.

R. De. reto

29

aprile

l<)l3·

tenente medico A. C. R. I. 4 reggimento alp ini. - Durante aspro cou1battimeoto, con non comune coraggio prestava SOC· corso ai feriti sulla linea di fuoco, incorando i combattenti colla parola e coll'e· sempio. Venuto a mancare l'aiutante maggiore del battaglione, lo sostituiva con intt:lligeuza, met~endo più volte a repentag lio la propna vita. In altro combattimento fu sempre nobile esempio di eccelse virtù militari. - Quota u oo ·di .Monte Mrzli (Monte Nero), I dicembre 1915. 266. RtvETTA Coslan::o, da Bologna, aspirante medico 32 gruppo obici pesanti campali. - Gra,·emen te ferito agli occhi, all'inizio di una v1olenta azione di artiglieria nemic:a, incurante delle sofferenze fisiche, ma preoccupato solo di poter compiere etlicacemeute la sua opera di medico a vantaggio dei feriti che gemevano intoruo a lui, con gli occhi bendati, dimostrando fermezza c sangue freddo e<:cezionali, si lll.a11teunc serenamente a l suo posto, per dare indicazioni sull-e cure da prodigare ai feriti, finchè rimase ferito una seconda volta. - Val Doblar, 24 ottobre 1917.

365. MALINVERNl Angelo, da· Torino,

MlnlAGI,l.\ Ili 8k0l\7Al.

R 1088. BACCIIIAI.Ol\t A do!fo, da

Ucria. -

Decreto 25 febbraio 1923.

Varallo (NO\·ara), c~pitano medico 6Q re~orgimcnto fan-

In commuta::ionc dctl'~:ncomio snlc•me COtJcessogli con decreto ~·uogote­

u cn::iale 8 11UJTZO 1918: - Durante prolungate ed intense azioni, e sotto il bombardamento nemico che colpi"a anche il posto di medicazione, tiirigeva il servizio e provn~de,·a alla med.icazione e allo sgombero di numcrosi feriti, anche di altri corpi, cou abnegazione, serena calma ed intelligente abilità, e, dando c..-;empio di alto sentimento del dovere, non si allontanava se ll'>u quando il reggimento ebbe avuto il cambio e tutti i feriti furono sgombrati. - Fiondar, 4-6 giugno 1917. I<&}. CRISTI:"! Alfredo, da Bari, capitano medico 82 r~ggimento fattteria. - Diede bell'e~mpio di devozione al proprio reg-gimt!nto rifiutando sempre l'avvicendamento speltantegli. Sotto violento tiro d'artiglieria, e poi durante lo sferrarsi dcll'att..acco nemico che rcttde,·a impossibile il funzionamento d el posto di mediCa7.imH:, di propria iniziativa portavasi sulle prime linee, e con calma e sprezzo del pericolo presta,·a prontameme ed efficacemente l'opera sua. - Wolko,·niac (Faiti-Rribak). 26 ottobre 1917 . 1090. GHH•J:" I Aldo Pietro, teneute mc,Iic,, 7 reggimento alpini, lmlta~liunc ~lont~ P.::lmo. - Sprezzante del vericolo att ese ~reno ;dia C'\trn dci fl·riti, ~;<:hbenc il posto <li medicazione f<>sse sotto il fuoco dell'artiglieria uemka, ri(>:gaui7.7~'ltldolo quando m 1 gro.<!'<• proietto lo colpl in pieno. Diede costrmte pro,·a tli coraggio nel di<-impeg no delle sue mausioni, procligandod in ~rt-i modo tuito ~· st<·s~o. Dollcr l Bai~1siu.a), 19·26 agosto 1917. . . 1•91. Gruwn.r.u J;cmnnfv , da Savona (Gcuo1·a), ~totcnentc tnt!dt<:v di cotnpl<·mt!lllV

1 rq1gil1lclltn ;tlpini. - La moliv a:icmc d r lla wfdot~t ia di bron :n conct·sstr.r;li co.n d an·tn tuogo tcn.-n:itllt• :~ mur::o 1919 è sostituita dalla sc,~ ucnlt:: Beli 'es ... mpw di vinìl militare iu.:<tan<':luile nel (.·~nrare i ferili di prima linea, fu valor<>:<o sol-

dato nel ricaccia~e il nemico che tentava avantare, e, nell'azione, rimaue,·a ferite. - ~ld<'tta ()o,·anti , 22 no1·cmlm: l)li.


P F.R l L !.lORO D ' ORO D IO: L CORPO S ANITARIO ~(!!,!TAHE

127

l'ES~Ii N icola, da Cano,;a di Pug lia (Dari), capitano medico n·gg i111ento cavai· lel!'ge n .Roma (2o ). - fl..scm pio di cono~ g io c di abut>gat.ion t ai dipc ncle nt :, b~ uchè la . l~ahtà o1·e cr~ in.• piantato il posto di IIICdic:n iouc {O>;~c bCT:':lgliata dall 'a rtigl:ena c dalla fuc tle11a nemica , (l>'!'<>h·e,·a con t'alma il " UO nw ndro to. Ferit o vcni,·a fatto prig i9 niero da ll'av1·ersa rio. Cà del :\Iom (Pasia n &hi a Yon c~<>) , 29 ottobre 1917. . I OCJ3 · P 'OJ.ITI dott. Mic:llda11gclv, da Palazzolo Acreide (Siracu.sa) , sot wtcn" nte medico 130 reg-gimen to fi! n ter ia P !. \L ). l 'w .li tr;II':J l'opn a "''" pi 1·t <>--:o ,·on pniti:o e z(') n a mH•ÌrC'n ' l i, o:t<·m·: d u <'111: il i><=·<to di JJI<'dÌt'a7.Ìnllc n lui afli< htu fu n;i. >ll<'"" t' lodcYOhm·ntc ~c· hht·:Jl' f:>!'~~ h:ll tlll u d:lll';orti~ l ini a JH:Illi<'a . ~]ll al' i ck: nolito da l :,:)tl lh:Jnl amult<' 1\ :di ti<:io iu cu i trOI':l\':t!>Ì, proi' I'C<il'l':l nllo >'l:•ot nh · rt • d : i llll· mero..;i i cn !i, C"P<.Ill t·ndo:,i egli stcl'!\0 nei pu nt i J•ÌIÌ pcrit-olvsi c. dnndo prova di cor:tggio, ùi calma c di se re no sp rezzo del pt:r itolo. - l'e>d,~::ora-l ,uci n ico s·R lug lio 191;. ' ' 1<'94 ·. Z Ul'C HI G uido, d:t Fi re nze, ca pitano mw ico <.'OIII<lii Ù:llltt: 2,\ S R1l:ITIO ~Olll<:g­ KJa lO. In dil·e r~e nzion i di comb.ut imcllto, sotto il fuoco JH:mico, con :> bn<·ga7.ionc e con vero sp rC7.ZO dc·l pericolo, <'urò la raL"COlta c lo S)!Ombro dci feriti, por ta ndo;:;i all 'uopo coraggio:;amen te nn chc oltre le rt<Xt rc trin cee. - Cop re<:i.c,l \'ilussia-Tomor-M nli Ra j as , maggio-lug lio 1918 . 1 ('92 .

l~.

Dt!'reto 29 npri'e

1<l.l3 ·

l<9S· llARro r.o :-;•: (;ioarcltiii O, d a Barcellona (:\lessillà), ca pitano medico 17 reggi· me nto bersag lie ri (:\f . 1\'1. ). - !11 commut.a::;io n e della croce di g uerra ccm.cessagli co11 reg io decreto zS set.te ntbrc 1cp9: - In giornata di combattimento collocava

il po:;to di mc(licaz.ione in pro~si mi t ?t della pri111a lin<"a . e n msta11te il l' iolt:nto fuoco di anig lier .i a nemica , sl'olgcva con rara abnegazione il suo servizio, prov,·cdeJJ do alle cure d ei nume rosi feriti. - Cr.rtellazzo, 2-6 lug lio 1918. 1,".)6, llF.RTOI.ANt Enrico, da Sartiran a di ltOmellina (Pavia), capitano medico sanità mili tare . - Sotto il fuoco dell 'artig lieria nem ica che bersagiiava la regione ospedn li~ ra . "ef>pc co n calma c .~crcu i t à pres tare l<: c11 re de l rn ~o ai ferit i t: disporre il trasporto dei più g r:wi. - Ravone (Bainsizza ), settembre 1917. 1097· PERRERO Luigi , da 1\:..ovara , tenente u1 edico r62 regg imento fanteria (M. M.). Uffici al'é medico di spiccate qualità professionali e milita ri, in ripetuti combattimenti, sprez7A'lnte del pericolo, accorreva nei punti più pericolosi a prestare la pietosa opera s ua. F erito non g ravemente, non abbandonò il suo posto, fìncbè rimase ~opra ffatto dalla Yiolenza del num-ero. - Bosco Varag- nn-Costesin, 25 agol'to 1915, maggio 1916. 1og8. GHI\'AREJ<LO Riccardo, da Torino (frazione Pino) , tenente medico 8 battaglione regia g uardia finanza. - Ufficiale medico di un battaglione in linea, rinunziò pe r tre volte all'avvicendamento, dim ost rando ele 1·ato spirito militare ed abne· gnzione . Durante un'azione di sorpresa contro il n emico, si offerse volontario per ristabilire le comun ica1.ioni inte rrot te colle truppe operanti, ·sotto violento bombardamento nemico e col conC"or!<o di un ~ol o g raduato. In nltra circostanza pure volontariamente pre~c part e ad arrischi ate ri cog nizioni d 'avamposti, recando utili infonnazi on i sul nemico. - Cava Zuccherina, 29 aprile-magg-io 1918. r099. GIO:"G(l Fra11rn, sottotenente medico 33 reggimen to fanteria. - Ufficiale mcdico dot:~to di spiccate qualità milita ri, dette prova, in ogni circostanza, di ardi· mento e valore , unendo.<~i volontariamente a i reparti rombattenti destinati a com· piere !<pedali op erazioni. Anima to da g rande spirito di .abnegazione, durante il passag gio di un fiume, insieme con un altro militare traeva a salvamento un ufficiale che correva pericolo di ann egare. In altra circostanza, saputo che alcuni nostri feriti si erano ricove rati in una malga lontana dalle nostre linee, vi si recava accompagnato da un drappello di militari e prov\oledeva al trasporto di un ferito i'lllmobilizzato, nonostante il fuoco che il dra ppello stesso dovette soste nere da !)nrtc tl<,l!'avn·r~<ario. - V:tllc Giudicari e , :1pri le·nt::<'~t o 1') 10. 11 00. MAZZACU VA Nicola, capitano medico 22~ r-.:ggimento fanteria (M. M.). Durante aspri com'battimenti, :<ostituendosi all'uffi ciale medico di un battaglione, si portava arditamente t:nlla linea di fnoco, ove , con molta abnegazione, si prodigava n el curare i feriti e n el pron ·cd-ere al laborioso sgombro di essi, s uperando nou lievi diffi col.tà e periculi. - Val Snga na, ro g iug no 1916.


l:! '

1•• \

f'~: t.~:l!l·: \Z\11~1 :

L>EI. \ lfo:J)I("CJ (' ,\ 1>1 TO

l~

<! {'l•:nflr\

JIOI. l'F.nrro . I11I011io. da Pietra di Fusi (A,·c:llino), tctl<:nte medico 8 baltaglioue rq!ia guardia oli Jiuanza. - l11 aspro combatttlll<!lllO, scbb<:nc ferito, rimase al suo pn~to eli mt:dicazionc, per pr.:slarc op.,ra umanitaria cd altruista. l.léllo esempio di fcrmez>~a d'animo e di a llo sentim..-nto dt:l dO\·cre. - Pal l'iccolo, 14 giugno 1915. lHn. Zuw>AS Si/;.>io, da Cagliari, capitano mctlico 16 .11 reggimento fan teria (:\1. :11.). Direttore dd s.tr\'izio ~a niwrio di uu r.:gg imcmo di fanteria in priu1a linea, compl sempre il .c;uo do,·cre con intclligenr.a, competenza, sommo alt rui.c;mo e s prezzo del pericolo. Si ùi,;tinse specialmente nel reca r :;occorso, ,;otto intenso bombardant(;nto, ad alcuni militari rima sti sepolti dalle ntaceri c di una baracca abballuta dal tiro n t!rnico; riu"Sdto, in!<ietne cnn n Itri, a trarre iu salvo due, 11011 curante del pericolo dte c orreva , si affrettò a prod igare loro, sul posto, le pit\ affet tuose c nn:. - )lacedonia (quota 1 0$•)), 15 lugl io 191S. (<',l Il/ i /Ili ol l.

LA CEILEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA ~"""'"' n·rsata dalla Croc:e ll<)S:;a llaliaiiH S"111111a ' :ersa t a dali a I' n·sitit'l17.i\ d t'i la Ft!tkraz: iuue <lt·gl i Orti i t li

dei wedu; i

• :l:\.l',ì.G.)

f 'III'JIII d'<tl'l""'" tli TI'Ì ('$ 1<'. - llt <l~. Zatli L . 111. dOli. \ ' isc nllll L . 10; dOti. F1'tti l io 1.. IO: · ·aptlflllo CèlliÌIIl''' L. 1,.; '•Il: <·~\ pit:llt~t Atnt ii'O"O L. 44. ~0: teneule I>e>m;atllt• 1.. :l5.H(I: mngginre ~In~ru-.si L . !)'~.'.n -~!·tt entP rnln tm el lo Zamttlini L . ta.:!ll: ''"1'- Fion•n liuo L . ll.lfl: to•u. C:ar)!'illloO J ,. ::~ . :.11; 11 '11 • .\i>t>'tro;.da<·omo J,. ::~.toll: l':l!f. 1\llt'f'Ì 1.. 1~.·111: t••n . i lllllll;ll<'il llln > L . ::-l.titJ: tPn. 1·nl. !Inno J.. iO: doti . St rinl!ltt•r. :;::.o:,; .J,tl. c; a><t~t riui L . ;,:!. ~0: doti. l'hiz:wla L. :;::.::o; d<~ll. l'a "''~'"'"d 1.. :)Il ; J•l'of. ('olltÌitotl} I. ..i(l; dott . .\l;tlln 1.. :W: d ott. SlliJo:tl'it-h 1.. :..~1; rlnll. lh' Frrr:t L. 20: d n tL :'tndt L. ·!O: d o ti :'\ut<lt" 1.. W; dntt. Bl' t'gonzi L. 15: dnlt. \'illurdlt 1.. IO: rl<1tt . lf.\ tHin·a L. 20: rlnll ::-;,,,,·idt L. IO, t lott. Luzzat to A. 1.. 20; dt•tl . l.uz7.Hiln Al. L. 20: rh1 t. \\'(ud,-pa\'11 L . 15: rtoLL. l'sigl io L. :!0: rlott. nesso L . :!H: doli. Pe l 'ot'l'llt:l L. ::11: dutt. Ll •,· i 1.. ~•Il: tl oll.. Or landin i 1.. :.'11: d ol i . .Turt•t>V I..;!:;:""''· 11<' t:ri"l•;!•llloo J.. ;,11: dnit. l'nrm·pl L . :..'11: dolt. l':tda L. :!lt: dott. Vl'n·nl! 1.. 111: cl•ili . S:trlnn·lli L. lO: doli. c;u~ill>l L. IH: <lnlt. llt•rn:lnli L. 10: doli \lagn\ ic-I t L 10: doit LO\\'l'tllal L . IO: cl"tl. Fl t-Ì:i<'l ttnam t L. 20; d o tt. Sul un L. 111: """· J.,-.,-1 L. :!11: dott. Z:th'll'>'l'·'· L. :!11: pr.,f. t':tlll'"irini L . 1-;; t!Oil. .\J~o"n ­

L l l.

~ntri

L. :iO: rt.1t t l.ontllari L . :?:i: dott. Szirmai L. JO; d ott. De Fe<·ondo L. 10: d o li . :W: doti .\larl i nelli L . 20: tloll. Dn~e I.. 5: d11t.i. Simon i s L . 20: doli, 11.. 1\t>d<·n 1.. :!11: tl<>ll. Sd1t•1ll"h•iJI L. 111: llolt. l ':t l't•u;r-;111 L. 111: tlnll, l' l l';tm..,.: L. 111: dott. l'ilt na;: lia ] ,_ 111: clott. l't'S:I ll Ì(' L. 011: Onllnl' ti<'l l tH'did ch·lla l'rn· dul'ia eli " "''Ì:I.Ìil 1.. 1110: doli. I AI\' Ìl<Oilo L. :111; cloit. H:td<•r 1.. :!11: tl<lii. ~Jot'JHII')!o L. 20: d oli ..I:HW:<• h L. ~o: <lll11 . Leo 1.. :!!l: itolt. CoYatla L 2:i; dott. De Gressic A. L. 1 ~,; doti. Dt: (;n·,.~ i c E . L . J;): dc1ll . Zin:wn L. ~•l; don. Ku •·z L. 10: clo U.. Furlani L :!.i: dort . l':~hl ;t tiic-h f .. 111: dott. l'••tz L . :!.l: d<1it. P <' l .u<·a l ,, :!11: dott. :-:C'I'Ìil tll L . 111: doti. C'uz;r.t J.. 1!1: doli, 1-'<'rltlll:l L. :!-1: <loll. l'<•>whll' r,. :..~1: dott. l': t JIOl'c·kh T.. 1;,: do tt. l !nltt t:tr it·h L ..-.; (lort. B<·lltlll• J. . ~il: •1• •11. Biondi ],, :..>n: doli. S]lollgi: l I.. 1:.: tloil . .\larsi<'lt 1.. l:i: tl<!tl. Ili' .\lailhal,:: L . :!IJ: dot t . ('h'liOlo L. :!.i; dol t. 1-'r:t;.: i;~t·outn L , 111: •lotl . Gntllllllalk"J:ulo L . 10; \lQ\t. l't,'>'dliarl L. l ii: tlOI"t. ){jJJbo L. :!<1: <i••ll. L<·llz 1.. llt: " " ''· Tìron<' 1.. JU: dott. l.:t:~.znr inl L. ;,(1; d<)il . t'onaclini );. :!O : dot t. !"I•Jll •lil'lt L. :.lfl: clutl. T ripc,)ll L. Iii: doli. llt•ros L. lll: rlo t :. FrHllr.t~ lli L. 21\: doti. D~ Can tpi r.. ~'i: rlo lt ~at'l(lgo L. 21 1: dolt. Rainis L. lO: dott.. !:;ciartt'>'i L. ::11; doli . Y :11·a n in l 1.. :!!i: 11(>11. <'h l t>:o;; t r'· l:;: do t t . Gn lt>a zzi L. 10 ; dott. J)p ~lo11te 1.. :!11: dott. ll'.\ tuhro'i" L . 2jl: dott. ('Hrofolì 'L. !:lO: dott. I.ow L. 111: dilli. l.lH'>I;ò 1.. :i; (]()ti . ]JpJ !;O'< r.. 1:\: oli!ll , FnrhllW\10 L . ;lO: dott. Lllli\ .,;~1 L. :m: doli. \'• •rli 1.. 111; dott. !'iui i L. 111: 1loit. ('H>'Idl';tni L. :!0: dott. Hn ttltig L. ~l; tlolr. )Jot':tiHiini 1.. :!.1: dott. l.a7.l'l'i 1.. :!!1: dol i . Ia,·i<-.,Ji L. 10: d(>li ..lanlgTO L. :!:1: dott. :\J<'idl lor ri L. 111: dott. Hava l:'i 1.. :.!:i: cl o rt. L':H1,.l<;t L . ::o: dot i. Sturli L . ~): rlott. Rtthiui L . 15: cap. Cosolo L . ilO: do ti . LaurinsH·ll L . 15: dott. •Mar~al'i1ti L . W: dort. ~<Wclio r,. :..~: d"li. ~It•><.~ll L . IO: dott. i\ll'lt L . :m: clc,tt. H ottinl L. 20: dott. 1:nnnb;1 l1111 L. ;;; clolt. Hlnaldi l,. 10; dott. l'un•h (•tto L . 111: dolt. Veoezhml L . ;,.1(1: dott. Gorl:~ui L. 111: doli. Obla~dlial\ L. :10: dott. i'Al lll~>r l r. ~. : tl 'llt . .\1a >'l<Q· .\lattia!<~l!\' irll L .

li

.;

'

l

t

l


129 pust J,. 10: ;lui\. G:ill L. 211: !lnU. l'anueli<·h L. :!.i; doli . ll<'llll i':< i L. :lO; doli. l'\'lll'l'le L. 10; doti'. OhHIUl it:h L. 10: dott. l'un% L. 111: <loti. Gamll;ll'OIIO L. lll: dott. Bahi:I:<>'i L. ]i;; d(ltl. •J.f'ht· J.. ·111 : dott. .\ J><tllonict 1.. :::!; doll. Hilcl' L. >•Il: Meclici rlell'Ospecla l <• pro ,·inc:ia P ola L . <!!l; cloll. R o::mh' l.. 10; dott. Fal>ricci L. 10: IlOti. Uo lullio L. 111: dott. Ho,;;lll% L. 111: <l(ll't. Luzzatto :!.-•: dvtt. K o hlll'l' L. 10: d oli. ~euni~ 1.. 111: dnll. Fion•ntino L. 10: doli. (.;a,.p:lrilli T.. 100; dOtt. Allncevi ch L. 20. ' .\l ('d.iri r nuyro/t 111'1/e :l'w c• rt c /le.- Do tt. ~.tcta rali T.. 500; rl o tl. Opipal' i L. 100; do tt. At o uua L. 63.So; do li A,·ltnr(l L. 6.'1.50: Il o ti. Fanoni L . o:l.!'>O: Ù<• il.. Fo r tunato L. ():~.50; dott. D'AmlJrO:< i0 L . 63.!'l 0: !lo ti. :S<~alnn·o L. (~'\.50; rl o tt T Olllll.SUIO C. L. G:JJ>O; rl vt\. Sadni L. 6:.J.50: clntl. Gan1l o L. 6:3.50: dott. Costa nunc L. 6~1 .50; dott. Fanoni 1.. 1Il: tl l• tt. Ci11111du omo L. 1\:l..)O: rlutl. Peti Ilo L.G:t 50: tl ott. :-;aladino L. 63.50; dott. P aganelli 1.. 6:UO; rlo tl. Ferrari L. IliO: dott. De \ 'ecTili 1.. 60.6:>: tlntl. Ragg-i L. 4P.:lO; clmt. IJP Leo L. 4ll.30; rl o tt. Sopinto L. 1(10.65; <lotl. Sa,·ini L. 201.50; racrolt e clal cloH. Spinelli L. ltr.W; ra~:~;olte clcll d n lt. T esta L. 20;).

•

Cnrpo d'Armata (li l'erona. - Do ll R antli L. ZO; dott. Viv aldi L. 20; d o tt. Valtorta. L. 15; d ott. Gmziani TJ. 10; dott. Neri L. lO; do tl. Appiani L. 10; dolt. Lu l'ia 11 i L. :?O: pro r. Lu c·a t.ello L. 100: d o ti. Gile11o L. :W; d o t t.· Pcnzo 1.. :!5; dott. i'ianlt L. 20; do tt. Znmuclli 1.. 20; tlo tt. 13onelli L. 20; d v u. L ovat v L. 20: do tt. Valli L. ~'': prof. i\larung-oni L. ~5; dott . Ott,..(l L. 25: do tt. Costa. L. ;!0; prof. Vasoi n L. 2;:,; d otl. fli galllu ttti L. :20: d() ll. Litc<.;ello L. 10: dott. Capparelli L. tO: doli. :\lm·aro L. 10: prof. Borg lc e rini L. 25: pro!. Mnrzolo L. 40; dotL. Ro;;;t L. J O; u o ll. ì\lall ea zzi l;it l:-t•pp e L. 20; rl ott. \'a~c·o11 Giusepp e L. 20: dolt. Chie::at L. 20; d o tt. i\1 oli11i L. :!0: dcm. Puppat1 L. 20; don. De B oui L. 20; pro f. Donati L. 1:.0; ù v ll. Fa<Tini L. 20: 11ot t. Calza,·ara L. 20; .-lo!t. i'.anihoni L. 20; doll. Romani L. 20; cl n ll . Galli L. :!0: t10tt. Co lle L. 20; d ott. i\luller L. 20; dott. nosmin L. 20; doti.. Blol< L. :!0; d ott. Ueg~ia to 1.. 10; d utl. Saechiero G. L. 10; ctott. Bt·entlo lan L. J5: d o ll. ~alntotli L. 25; riOit. Marin.ni L. 2.'\: d o tt. Daroni L. 1ll; dotL. 0Jte ~linglwl L. ::i; llntt ti iov11nnini L. 10: cl oU. Pasol i L . Hl: d o tt. Toma~ellì L. 5; dolt.. SetTfl L. W; do tt. Giovnnnrlli L . 10: rlo tl. C:entr L. IO: dott. Dal Bon o L. 10: E!olt. (iallma L . 5: prof. ti a nlini L. 2:i; pror. Hn so ni L . 10: pror. nertacJini. L :W; IPrOf. Be mard i L. 5; d o tt. Ca,·eu un L. 15; (l<•it. l\lnzzuc·('fl J.. 10; gru·p po Anaume-Silanclro d e li'Af'f' i;;tc nza m e dica Tri <lt>nlitc:L L. 1~0; cl o ll . Danio L . 25; dott. Rurin L. IO: <loti. Oppi L. 15: pro r. Yia11a L. 20: do tt. Casn L. 1\0: dott. Beq:rmann L. 50: do ti. Caliar·i L. 20: do!l. Agc,s tint> lli L IO: il o tl. Ce:;c hi L . 25: rlou. Peduzzi L. 25; rlott . t;niardnni L. 2:J; Comitn tu regional e CrocE' RoSS<\ Italiaua, !'ezione Vero na L. 300; d o tt. B indi r.. lO; d o tt. Ho uzaniui L. 10; d uit. Marinelli L. JO ; dott. Pase lli L. 10; do tt. Pizzati L. IO: d ott . S ;u·l'lti e r o U. L. 10; dott. Bottu1·n l.. lO, <lo t t.. l~twrd1 i L. 2:i: clott. Carl1•ia ri L. 100; rto tt. PNtac ini L. 15; doti.. F nrinati L. 15: dott. 13enoni L. 15; d oli . Dalla Chiar·a 1.. J5: dot l. Bounzzi L. 15; dotL. Rossi L. 15; cl o tt. Unr])arani L. Jj; doti. Go lta rd e ll i L. l'i: :lott. Moscono L. 15; (io tt. Pcrusi L. 15; clou. S r udc ll<tri L. 1.'\; do tt. Ua tii lana L. IO; doll. l'assoni 1.. 15; d o tt. Zanini L. 15; dott. Glti o U.i l.. IO; ùutt. Vi g nati L. lO; dott. 13o rg-o L. 50: do t t. 'l'anfani L. IO: dott . P ertìl e L. 10: dott . Bert ola~o L. 25; dott. llal Bi " n t<> L. 10: rl otL <iuazzv L. 2'i. clott Vero nese L. 10: dott ~!ure r L . 2:i; d ott. Caslellan i L 25: dott. (;a;::parinì L. 10; dott. Maragagg ia L. 20; d o tt. Selmo L. lO; dott. Vitl-lcr. hio L. 10; do tt. P t'nnali L. 20: dot l. Cantggioni L. 10; dott. Conro rtì L. 10: dott. Cariolato L. 20; rlntt. ScarnmPll a L. 10; dott. ili. N. L. 25; dott.. Ma· gatou L. 10: doll. Mazzi L 10; clotl. Grassi L. 10; dott. Brusc antini L. 10: dott. Casali L. 15: d ott. Mariani L. 20: dott. Tonel lo L. 25; dott. Gall i L. 10: dott. De Prez L. 10: d o t.t. De Gasperi L . 10: dott. ·rappaine r L. 25: rtott. Waln olgher L. 10: d o tt. Tnrazza L. 10: d o tt. Ìl'l alossini L 25; dott. Pontalti L. 10; dott. P a stOJ·ini L. 10: dott. Martinelli L. 10: dott Flo t·io l.. 10; dott. Sa.rtori . 15; dott. Colmaro . 10 rlott. Zanibon i L 10; clolt. Miari L. 20: dott. Altamer L. 10; dott. Seg-a no L. 10: dolt. Corraflini L. 10 dott. Masellì L. JO; rlott. De Biasi L. 75:

clott. Donella L. 100: dott.. Ferrari L. 15: dott Fusco L. '•0: doli. Moffezzolì L . 30; ~ott. Montessori L. ;)0: dot.t. Segallini L. 10: rlott. Venturi L. 25; dott. Zoppi · 1_0; col. med, Darra L. 20: dott. Marconi L. 20; dott. Uggeri L. 10 dott. Stevunl L . !!0: dott. Vcrdellì L. 20; dott. Bontardelli L. lO; doti. Ghinaglia L. 10; (continua).


130

NOTIZIE Per S. A. R. il Duca d'Aos' a. - nuraute la recente malattia, felicemente r isolta di S. A. R. il Duca d'Aosta, che ha tenut.o in continua angoscia i cuo r1 Italiani, il Generale medi co CC!IPO inviò alla Dama di Palazzo di S. A. RNIC la Duches.o;a d'Aosta, a T(•rino, il segtr!'nte t('legrannna: Preyo 1'. S. {arsi interprd~J prr·sso S. A. Reale Duchessrt D'A os ta parte vtui.utm a che corpo sanitario militare prende sua trepidazione e voli. {erriài d ef erenti guuriyione sollecita bent: amato nuca, orgoglto Est:rcito ttullano. F. DELLA V ALLE . E ne ciJLlc la seguente ri sposta: S. .·f. 1/. la Tll.tcllessr. d':tusta rit:onoscente devote espressiolli augurali vivam ente rinyrrt:ia S. V. e corpo sanif<.t1io militare - D'onDINE : Dama Palazzo D u· chessa CAFl'.\J\ELLl CARRF.GA.

Gabinetti scientifici presso la Scuola cen'rale militate di e?.uca'ione fisica iD Roma . - P r es>'o la Scuola centrale militare di educazione fi sica, alla Far nesina, ~ono ~lati recentemente istituitì dei Gab inetti scientifici provvisti di tutti gli strumenti e materiale necessari per le varie ricerche di Osiologia, di chi· mica e mi c roscopia nttmenti spPcialmente all'esercizio muscolare, al lavoro ed alla fati ca. P er i l furrzi<mamento di tali Gallinetti, sott o le direzione dcll'insrgnante titolare tenente colonnello medico A. Paolini, saranno a ssegnati due ufficiali infetiori medid. ttuali ass istenti, parti.-olarmentc versati nella specialità, i quali sono stati ora comandati a frequentare JJer un anno un Istituto fisiologico delle Università del Regno a scopo di perfezionamento. eon ·eren~e mediche all' Un one lomtar 'a degli ufllciali iD con~e ·o. Il gruppo mctlico dell'Unione lombartla uf'flclall in congedo, con pa triottico pensiero Ira pre~o l 'inizia tiva di s tudiare alcuni problemi m edici della guerra, a llo scopo di l'irordurc rp ranLo con abnegazione e sacrificio fu fall o dal Corpo ~ani­ tarl o militu.re e pet• intere~sare maggiormente g li uffici ali in congedo ai p roblemi della dire~a nazionale. E' st;da intletta pere1ò una serie dt con ferenze, la prima delle quali fu svolta in Milano clnl magg iore u1 ed rco prof. Vito Massar otti sulle neu r opsicosi e sul >'ervìzio ncur(JIMir.hiatrico eli uuena. I l brillante oratore è stato vivamente applaudito da l numeroso uditorio.

Per il prof. LoreD·o Borri. - Il 4 gennai o scorso nel nuovo Istituto di medi· cina legale di Roma, all11 presenza di tutti l professori della spec ialità delle Uni· versità Italiane, ronven uti a congr esso, è stato degnamente commemorato il profes!'or Lo re n ?.O Uorri , rapito i rnmatu ramente alla ~clenza. Oratore della cerimonia fu il prof. Cesare Biondi, il (juale con forma sm agllante tratte!!lo!'i•~ in tutta la ~ua g randezza la fllntra del corrpiantc'l sci<>nz;ato ed umanistu, illustrandone i grand i meriti scientifici nel c;;rmoc sp e~ ialmente dell'infonu1ris1ica e uwttendo an che in rilievo 1'0pera parrio•tica prestata durante la guerra come direttore dell'o~pedale di ri servi\ di P rato.

Lil:>ere docenze. - l-lanPt) recentemente con seguito l a libera 1locenza l maggiori medici G~sunldo Giarrusso in clinica n eurnp!'ichiatrit'a n~lla R . Uni\'e rsilà eli Cnr:mia, P Pietrn Call'loriano 111 patologia rhirnr(!ica presc;o la R. Univer sità di Genova. Ai distinti colleg hi le no::.tre più sentite congratulazioni. E.<!po<rizione di ma1er'a1e ~RDihlrio italiA no ne'la R.e.,uhhlira tle'I'Fqu"'ore. - N l· l'ospl'dale militRre eli Ouito. si ~ tenuta per lntztntlva della n ostra M;ss'nne mllnnre d ella Jh·pllbl>lica cleii 'Eouat ore. nPa rtu:<ci tìsslma mO'it ra di m ateriAle sH.nltn r io eli nH,hilit<~zione. Tutto il materiale san1tarlo ~>.sposto. inviato dR.II'rta· li.l. non Ila suhito il min inw ti ete ri oramen to tì OPoc;tanre Il lun!ro trasporto cci ha c1nt o una nrw,·a pro,·a della snll bontà Il soliditll. c11 costruzion~. Nella lmportnnte mostra rl,.r trravan'l un osoedalet t'l da cam nn cla !:iO 1ettt iO· m~gg-into, 11n reparto di sanità da montagna, una sczinne di di~inft'zlone. un la-


PARTE: UFJ.'ICL~LE

131

boratorio chimico batteriologico da campo, un appare·~c hlo radiografico portatile militare, tipo) Ferrero di Cavallerleone, corani, za1ni, borse di sanità, etc L'esposizione, ehe fu onorata :Jella visita del Presidente della Repubblh:a: del Ministro della guerra, del Capo dì Stato maggiore, del Direttore dei servi:.>.i ~anitari militari e di moltissimi ufficiali medci, è stuta molto ammirata ed ha rappresentato un'l. splendida arrermazione italiana anche in questo campo: merita quinoli una parola d'elogio il maggiore medico V. Carbone, della Missione militare italiana all"Er]Uatore, che ha dato tutta la sua attività nell'organizzaZIOne della mostra.

PARTE UFFICIAL.E A) OlOR:-.1ALE MILI T AR E UFFICI ALE. (Eitratkl d4lle diBPen~r. n. t -4 del 1924

t ) CtRCOURE n. 4 del 22 dicembre 19'>...3. - Concorso al premio Ribe ri per gli u(ff.ctali medici del R. Esercito e della R. M arina scadente H 31 di<:nnbre 199....4.

PROGR\MMA. Saranno aggiudicati due premi di L. 1000 ciascuno alle migliori delle memorie redatte da ufficiali del R. Esercito e della R. Marina sui temi seguenti: t• La raztonc alimentare del suldnlo i taliano in pace ed tn grwrrn. 2• L'autules ~onismfl oeUf. SllC lNinc {orme e net suoi esiti. Importanza deLlo. sua dtagnnsi pTPcisa e ]Jrecnce nei riguardi militar!.

l . Nessuna memoria, per quanto prE'gevole, potrà conseguite il premio se l'autore non avr;\ soddisfatto a tutte le esigenze del programma 2. Le memorie non prem1ate potranno. ove ne siano giudicate degne, conseguire una menzione onorevole. 3. Esse dovranno P~~E're inedit~ e scritte In lingua italiana con car11tteri chiaramente leggibili e possibilmente dattil o~;ratate. 4. Potranno ('Oncorrere J.!li utflriali medici del R Esercito e della R. Marina in servizio attivo permanPnte, m af>pettativa, in posizione di servizio ausiliario, gli ufficiali medici di riserva provenienti dal servizio attivo e tutti gli ufficiali m edici non più in!>critti nei l"UOii, pur.;hè provenienti dal servizio attivo. 5. Ciascuna memoria dovrà essere contrassegnata da un motto, il quale verrà ripetuto in una sr.heda su~~rellata. contenente il cognome, Il nome, Il grado ed il luogo di residenza dell'autore. 6. Sarà evitata qualunque espressione che possa far cono~cere l'autore, altrimenti questi perderà ogni diritto Rl conferimento del premio. 7. Verranno soltanto apertP. le schede delle memorie premiate e delle giudicate meritevoli di menzione onorevole; le altre schede verranno bruc1ate senza essere aperte. 8. L'estremo limite di tempo stabilito per la consegna delle memorie alla Direzione ce11trale del .:;ervizio sanitario militare è il 31 dicembre HIU: quelle che ptrvenissero in tempo po!iteriore saranno considerate come non ricevute. 9. La pubblicazione nel Giornale di medictna mtLUare e negli Annali dt medicinrr nat>nle e coloniale dei motti delle memorie presentate al concorso, servirà ùi ri t:evuta ai loro autori. 10.1 manosrritti delle memorie pr·esentate al concorso appat1erranno di diritto alla Direzione centrale del servizio sanitario militare, con piena facoltà ad essa di pubblicare per mezzo della stampa, quelli delle mP.morie premiate. Glt autori però delle m emone prr.miate sono altresl liheri di dare con lo stPsso mezzo pubblicita ai propri lavori, anche emendati e modificati, purc:hè in questo caso si faccia si che da una prefazione o dal testo rtel libro si possano conoscer·e tutti gli emendamenti ~ le moùiflrazioni intro<lottevi posteriormrnt.e alln aggiU· dlcazione del premio.


2) C rnn ll. \111 11. l:! rl t> l :i ~~>lllllll" l!l~\ / H'II.\11/fiÌ f/j

1111 1 /111' l'i •jt'II/Ì SI/l/C triii .~C (/i "'rvi:in.

-

8ul/a rifnt1111t lt'ltu•·n !Jilltidirn Il elle tl f'('l'f / 11/111'11/i dl'//11 t/i j t•'lllll'tl:a da

fjll{'f/'1!.

CtJu qu,• ... ra can·olar·•· il \ l llthh'l'" tltlln ~t•rr• rT., ri,Jri;alll:r 111111 i C•ll1tatl41i 1er· r rwnal r tl tf)l'tlf lt•n1ì a \'••lo•r· •'ntTr-.,pon.t,•re <'Oli In ma'~""·' ~.. n,., itlldilH' rrl ~sat­ Lezza alle l'H ht t·:-1.:' rh.- f'"llar "" r ... :-er~ lnro 1'1\'ullt· dal :\1>11 1'1"''' ddh• finanze in rnalt>raa dr ;t~·•···r·tanao•nta ~:11111 a rr. d O\l•ndn l)llt'l :llinr.;1Pro fiP":tlla1nan• 11rtte lt' l11paadannru ~•a •· rl•·tllln • a rawort' sta rli in1alrdi. -.ia da t· .. n.,iuutr rlr militari caduti itt 1-\lll't t a

~tipendi, assegni ed indennità degli ufficiali medi[i del Regio [sercito ( " ''tf in /lrf'l'f'/n Il nnr cm l m ;_~

ORA DO

-

.= i:= ~ ; ~::

:-:tiJl~'llll iu

ii~ r;: :,.

( l)

Gt·n •· ru l•· m··d i t· o G ··n •·rot li·

(~)

:!i ..i (l()

(• ;1)!0 .

11 1' t iÌt'l) ('OOJI •l l) :l:~

•

»

:,!:1,11(11)

:! 1.1 )l li)

Colt•nn•·Ilo n wcl11·•• , ..,n x o :!!1 4 I l 2:, • •

:!O..'illll I!I.I HIO

l i .:,liO

l t>tkhtlirrì ndlil r•h ·

-"

d

t

-"

~~ IJ,- sfl~~ ~ _;t~~=-

'<l

...

,.:: l -. " 0110 .j. ::?liti :U\.)11 = 1 l

l

• •

•

•

'

•

/) t) :!.J

l :i. HtO

.J o :!o

I.J.:IHn l :1. 7r HI

•

~-,

lu~

"'

:.

"

l"'? jO:: :.lA~\11 :!..i7t) ~

7

;!)~

lnjeno. rm-m.

.. -

=5

=·;: l·~ ::: -

.... o

e

•

l ..e "' '

··-

:!. I ItH

l·-: . ,..: -"

-

:::... -

~ :;

!'t bt = :!.(:.r

~(l

l

~-

="=E~

: t.i

~ ~

J. .)riO :l.M O :.. -t r.lO,~ l

H)

Ili' l• 11 11

':

- 1. (l) l.:

t•

i\f11

~f .~1

., E

2 . .iUO 4 .• >1Kl .1.21111 :

l T e n. c·nlt•nn fl \l•dl. •·c·on h ~~ ~ 17.1l! Hl • • • • 4 o :!:! l ti.i!t l 1.200 Jli.()IIV • • " l !,(j.! j d ir·o ('' "' ]:! (l :,!.\\ ll i. tltl(l l •

•

/!1'!.1. ''· .'?.'l.%)

....

<~·-

-"t: .5:

-

:: .:.. ~

~-~.; :-.t~d dJ: :;

-t ., o.·-=

-:;;

.-

l

1•":. =

==~g . :..

g: =-:: ~ ~

HO

-~

c

~~

~é .:g --... -~ ~~ ·- ... ~~

. ~·u

c ::1 ,. '!' camprtso .... 'C,5.t:•~ 11 1°

·~

l :1.::! :.!.·1 ~ -- - :..:C·; ~~ l § ... l!--1=~ -=-" ,l~~~:{! l llUU :?.:dta 1.! -- - ,=:;;..:~, ~:g ~ , .. l -- ~~ ,~~~~ l. 000

IO

70

~;;

. ..: ~

illiit

upila•

"i

~:.

':1,2. l

l'11 p i t u n n rn •·tl it•n Pnn 1:! /1

• • •

•

• "

•

•

)o)

Sn l:4

,, l l

l :l.it HI l :! .! tttO l :!.:!illl ll .lilHI

''n f n l•· ''" cl ic·o c· nn IO o I.J l J.(i()l) • 6 o Ili 111.1!011 • • 3 (1 i 111. 1110 •

•

.. ..

..

9..')()(1

l'io t to t•·n. m Poi ir·o t· o n IO o Ili • " 74 no i~ ••

" l)

•

• " • ~

,

2o 2

~-;

1(1,)

:::-

l l

=

(IliO 1. ~1111

l

7.0IHJ

~

-~ Q'

i' ;t

-

--; -1.:mt ~ -- -- ..x

l

.. ~ ~

---~ " -!,..

·=

!"'

--- .... -!Il ---=-~"'-= ---; &f~

.'';

:300 l. S()l l 1.:17(t

ijl)

- ~~i~ ---==-: _

d

~.soo

; .mo

~~

:!

!l..j()(l l

l X..2011 l

"i'

?. ~ .::

-

~

=

.. :::

~·'- ~:-

. ~

-

'

•

:,.>

. ~Q. ~

~

l

A:-:SO'I'AZ!O:"F:. - lll l'uu . . • " . . . (" •·•li uo·ll.l c•ul"'"'" • nr(,.l n • dal Clo•u!'r;lh• 11\C'<Iil'tl in poi). 11 t• uunt,•r•o in•lu·.• \CII 1111111 da Jtt.ult): il :!f' •pu·lli •li ~·n·j7.Ìtl, enr•·iqp onth•HII nllu tli tr~·· rcn r..u lrK ~tlt .o n ni. \uhtloJIJ .. ('C'tlllllft h· , ..... pu .... izinui n. J) . ~; uf1Hbrt• t·•:!.!, n. U.!ì (('ito.. ,;,Q;)

•l···

e ,"',f\7 Q.~[. ICl:!:!, lA tlit'f'IOhrt• J·l~:!. 11. l•di(\'ir<•. :,."'i t' :.-t; 0 . \ f , 1•,1:!:!), l ì U\ìtJ.:"otiU Hl~;\ n. 1~4 (t'ire . :t~H O . M . h):!.), l' ..;m·•·•· ..... j, f' tW••Iif\•·atiuui. t•tl il u unkr•• tl•·~odi •t.IIUI qui utJJtl (' .... '* iud lcalo per ciasonn Jr'llU it) : T t•Jlt'IH\.' llnlll . : t~"'•itnnu tu : IIUHtlltfl r , . Ul : l•·n. ,.,,(unu• {~ttlnnnt•]l o 21; g~·•wra t,• m (•<li('" :!11 . (t\ rt. 1:•1 R. Il. " · :1111:•) . - (~) :-:.... ò Cllln))utul,.h· Jl<·r lo tx·u,iu u .:. -

no •.

(3) E~rl rl otl" u,:cll ~rn~_rl~ JII'~V\'I•t l tl i u ll u~~~ ~'" l lll'll.

_

Direttore : A RTURO C .\8.\ RtNl, t o' l\1\llt<' •·olnnn llllo m• •d it·o. (5618 ) ·Roma, 1923-24 - Stabilimento Poligrafico pe r l':u nmiui~tr:lzt on e dello Sl;t l tl


Pubblicazioni in vendita -presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare

ROMA -

Via XX Sette mbre - Palazzo del Min istero d ella G uer ra -

ROMA

La lotta antitubercolare nell' Esercito. - Un vo lunw di pag. 96 con 8 ta vole .

.

. .

L. 2.50

. . 1,)

Ricerche biologiche degli Uffici pslco-flsiologlci di aviazione militare~ Un volume di pa.g. 236 con 45 figure e 2 tavole.

.

.

.

.

.

. .

l

7.-

• Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua. morte. - Un volume di pe.g. l 00 con 37 figure

.

.

.

.

.

.

.

3.-

.

Per Ofovanni Maria Lancisl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 106 con 28 tigure.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

. .

.

3.50

111 Conferenza lnteraJieata per l'assistenza agli lnvaUdl di guerra (l-torna, 19HI). - Re!Rzioni ufficiali ,, com uni caz i•mi.- Un volumo di pe.g. 96

•

2.50

IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bru. xelles, 1920).. - Relazioni ~ciali. -

Un volu111e di pag. 44 . . .

l

3.-

o

6.-

I Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxnllos, 1921). R olnzioni ufficiali de l Cot•po sanitario 111ili tare i taliano. - Un volu m<~ d i pa.g. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Il Congresso Internazionale di. medicina e farmacia militare (Roma 1923). Atti del Gongre<Jso. - Vol. I. - R Hiazioni uificiali ~ Un volume di

pag. 4 16 con Lre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . .

" 35.-

Il Congresso internazionale di medicina e farmacia miUtare (Roma 1923). Atti del Congresso. - Vol. II. - L a vori dol Congresso e comunica.zìoll;i. - Un volume di pag. 600 con 33 ta.volfl e 19 inc is ioni. . •

• 60.-

A. L USTIG • A. Busrnco. I « gas di guerra ». Impiego ed effetti - Provvedlment1 e CUra. -Un' \'Oiwno di pag. 104 con t re tavole micro: grafiche a. colori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 12.-

E. S.ANTORO. Ferite addominali di guerra. -Prefazione dt>l prof. N. GIAN· NTt."l.'mAf<JO . -

U n volume di_pag. 400 con 38 figur-e

.

.

.

.

.

.

• 30.-

8 . SALINARr. Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-articolarl in 1° e in 20 tempo. - Prefazione d ~l prof. R. ALES· sANDRI. -

Un volume di pag. 190 .

.

.

.

.

.

A.. CASARINI. La medicina mUltare nell'antica Roma. -

•

.

.

.

.

.

.

• 25. -

Con 5 ~ure

• s.-


Giornale di medicina militare Direzione ed AmrtJlinistrazio ne : Paiano del Ministero della Guerra, Via XX Settemb re -

~oma

COND IZIONI DI ABBONAMENTO. x. 11 Ci01nole di medicina mili/.are si pubblica il primo giorno di ciascun mese, in fascicoli <li tre fogli di st:.mpa almtuo. 2 . !.'abbonamento è am1uo e decorre dal t• geanaio 3· Il prezl.O d eli 'abbonamento è: Per 1'1talia e Colonie . L. 24-.-

• 36~-

Per l'Es~<"ro

Un fascicolo separato costa .

• •

1 in lt;o lia

• · · · 1all'Estero

11 supplemento contenente i l{twli 1 in Italia . di anziani/il d.:t corpo sanitario /all'Estero 111llltare costa

.C.,4 ,1)11

• 12,-

• to,

4· Per gli Uflicial i medici e chimici fart11acisti dei R. Eserdto (in serviZIO attivo, in posizioue a u~i liari a , <li complemento, della riserva e<l a riposo) il prezzo dell'abbona· mento è ridotto a L. 12, anticipate. 5· L 'abbonamento non disdettCl priuta del 1• dicembre s'intende rinnovato per l'anno successi v o . 6. 1 sig"nori abbonati militari in cfTertività di servizio p::1gheranno l'importo del· l'abbonamettlo per mez>.o <le i rispettivi comandi di corpo e dire~ioni. 7· Per i soli uffièiali medici (ddi'Hs~rcito c della Mnrinn), i·n qualunque posizione si trovino, è ammesso otn AB BON ''M HNTO CU ~ll'LATIVO al Gior~tale d i, medi citta militare ed agli tlm~:.1l/ di •nedidtta Jtat·n!c ,, coloni.Jle nl prcno di L . 27 annue. Per ottenere tale facilitazione cumulativa g li ahbonati militari dovranno far perv('ni.re ' l'intero importo all'Amministrazion e del periodico del proprio corpo. ' 8. Ai librai ~i fa lo l'<'onto del 10 per ccr.to, ma soltanto per g li abbonamenti delle petsone e <!eRli enti non mili ~a ri, eh<.- non J>O,;s<mo fruire della faciiitaz.io.n e di cni ai numeri 1. 6 e 7· ·

NORrytE P~R LE PUBBLICAZIONI. r. l 1:1\'ori ongin.a li, le note, le rivif'le - tll\llil<>grafai.J o f'Critti a mano - devono occupare un solo lato del foglio cd essere accurotamoente rived•;ti dagli autori. Si fa speciale racconHmd:~zione che quell i scritti a mano s iano ben leggibili, per modo di edtare ogni dubbio di iute.rpreta?ion t>. In <'ASO contrario, !:1 Direzione si vedrebbe costretta a sospenderne la pubblicaz:<me. 2. Salvo casi t>cccziona liss imi, la corre>.ionc delle boz>.e sarà fatta dalla re<lazione, au~ichè

dagli autori, ptr non l'incnhue il lavor'l t ipo~ralk·o al'tli inevitabili ritardi p<r

sta l i.

J· !.e spese per ~tli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carie() degli autori 4. Gli estratti sono di due tipi: - Tipo A. Semm copertina e colla impaginatura ~ numerazione del fascicolo. -- Tipo /3. Con copertina stampata. fron~pizio, impaginatura e numerazione speciale. 5· 11 pre/.ZO degli e~t ratti, per ~li nmori delle memone che li richiedano, è regolato dalla seguente ta.riffa:

PREZZO DI ClASCU N FOGLIÒ DJ STAMl'A. Nl'MERO DELLE COPI E

---1)0

TIPI DI ESTRATTI

Tipo A. Tipo B.

100

-

:lOO

L.

70

80

120

•

80

100

J:{O

Per <lgni centioa•o

oltre 200

70

IlO

Gli esl ra ttl nzinori di wz jo!(lio si cnotlatto coma foJ!llo inte.-o pe.- le ordinazioni. di estratti o metro. Per quelli che supe1a11o 1111 foJ!liO , le fruz.io,li in pir't, cl~e nou su perano Il m ezzo fo glio. si contnnv come metà. pr;rclzè però l'orrli nazione non sia Inferiore a 50 copie. rOt>

6. I mano!'Critti non s ì restituiscono. (lxll81

Rnmllo, IP2;!·24 -

F!a l•ll'llllllll!' Pnlll(rllf1"'• JX'T l'.Amrnlnlf'lrAt.i911P rlo•llu ~~"'n


//t l J

'

STUDI- E RICERCHE SUllA TUBERCOLOSI

Pubblicazione men•ile

•

_ G IORNALE 01

MEDICINA MILITARE PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di aanità militare)

Giornale di medicina militare: x8sx·I884 Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : t88S·I89S Giornale medico del Regio E ~ercito : t896-t907

ANNO LXXII - 1924-

l Marzo

Fascicolo l l l

SOMMARIO MEMORif ORIGINALI :

Clauri. -- Il tria.l i~mo ana.tomo-c-llnic;o della tubercolosi. . . . . . . . . Pag. 133 lovaglio. - Studio dùlltt glic<>min >w un grnpJlO di tubercolot.ici . . . . » 1411 CorneJII. ·- Indagini t~-;egui te ,;ul torace in un anno di esercizio radiologico •· J5:l Bagliani. - La rea~ i one eli Costa n el campo della. medicina. militat·e . . " 163

CASUIST[CA CLINICA : Bianchlni. -- Alcuni CMii eli tubercqlosi p olmonare t-rattati col • cutivacc ino a ntit.ubercolare " di Ponndorf. . . . . . · . . . . . .

~~NFERENZE SCJENTIFICHJ:; DEGLI OSPEDALI MILITARI. NO CELE!BRAZJONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA . p TIZIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . . . . . . . .

-------~OMA -

.

170

Pag. li5 » 17t'i

•

181 18:l

Direzione ed amministrazione

Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre

ROMA

rln:er le inserzioni di pubblicttt'J rivolgerst DIRETTAMENTE ali'Amministraziont dtl Giornale di medi· 111./litare - Palazzo _del Mi11/stero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.

Per le nuove norm e circa le pu bbli cazioni del lavori vedi copertina {4a pagina).

-


,

l


MEMORIE ORIGINALI IL TRIALISMO ANATOMO~CLINICO DELLA TUBERCOLOSI per il prof. Rosolino. Ciaurl, tenente colonnello medico.

lO Questo breYe saggio, nel titolo. (' nelle

":"'

,._ ··,\l'l-

~onclm~ioni, potrà appa-

rjr~:> alquanto trascendentale se non Sl vorrà rttener(> che l 'A.. non ha avuto alt.ra intenzione cb«.> di m t>Here in rilievo tut:to ciò che è incerto e contrad<littorio nel dottrinal'iHmo accumulatosi in t il$iologia da circa un s;ecolo. Si comprendono oggi, nel va.sto capitolo della tubE>rcolosi, non solo le lesioni follicolari e infiltrative, m a t utte qur Ue detPrminazioni d 'indole infiammatoria progrl.'ssi"\'·a, non dissimili da quellt• ban.a.li e nelle quali la nattrra. ba.cilla.re è dimostrata con la batterioscopia diretta, o indirettamente attravet·so le inocula.zion i ai rccettivi, o, infine, per la 'egge della coesistenza formale . È perciò clw, il concl.'tto di tubercolosi c1a..<;sica ((ollicolo, infiltrazione), non essendo più rit.cnuto sufficiente a collega.re, sotto il t itolo di t11b.errolos·i, un così grande pleiomorfL'3tnO di fatti, si è creato il termine di ba.cillosi, nuovo simbolo verba le che solo invc·ste la forma f' non !a so~tanza della questione, poichè il numero clelle in cognite ana.tomo·rlini cbe è, a.ncom oggi, talr che è stato sempre. Si dis!le dapprima, ]lt'r la. grande autorit.à di Laennec, elle granulo cd in filtrazione fossE-ro un ·unica cosa ; ma poi, per influenza del genio di Vircbow, ::;i rit t•nne il t ubercolo ben mis<'revolE' <'Osa pt•r fare escludere il du alismo an a.toino-prttologico bene Pvident E.> nella tubercolosi. Tale dibattito })arve òeeiso a favore doll' uniei!;mo dopo l<• esperienze di inoculabilità di Yillemin e la. m<>mora.bile scoperta del bacillo di Koch. D 'all~ra le ricerchE', parte:udo da questi due ult imi p1mti fondamentali , hanno perm<>sso di .allargare il capitolo della tubercolosi nel c1ù dominio, st'n za prE.> giudizio dell'unicismo etiologico, ana.tomo-clinicamen te sono oggi da ammetter€' un primo t ipo di t ubercolosi e;;senzialmente follicola re, un St>COndo t:ipo di t.ubercolosi infilt rantE' ed un terzo t.ipo di tubercolosi infiammatoria . La tubercolosi folli <:.ola.re, procel:'so patogE.>netico, .matornko e clinico ben e definito, è una granulonuttosi tipica a locnlizz<lziono connettivale, che ba la sua ba::;e isto-p atologica n ella cellula gigante bacilliff'ra, ci.J:·conda ta. da.lla. doppia corona epitelioide-liniocitaria (follicolo di Koster ), tendente a lla. caseosi e che si produce col meccanismo dt>ll'embolia,. E ssa è tma vera e propria t'ubercolosi ele1nentarP, che l'<'iilWrimento può r iprodurre e la cui marca specifica sarebbe da ri c<'rcare nella. presen za d i acido-resisten ti in seno alle lesion i, :c;e non si pr-nsa~~e cbe le stesse lesioni istologiche possono essPre l'effetto di altri germi o di sostan ze inert i (pscudo-t ubercolosi). 9 _ (}1.or1Wlc d( •M<ticina militare. - .Fase. IIL

/'""~

~., ~''i~."­ ,-< : :· /.;_l '--t/ ,..

'~') 1


1:14

lL TRIA LJSMO ANATOMO·CLTNIC"O DELLA TUBERCOLOSI

P er la tubercolosi follieola.re il problem<~ ~p pare r isoluto in tutti i punt,i, anche da quello clinico : poichè, a part<• i ca.-;i in cui essa costitui~e.c element o secondari·o nel quadro di ~tl t re detE'rminazioni tubercolat·i jpÌll comple;;se, f'ssa da sola costit uisce un·entità clinica ~Lutonom a, primitiva, o secondaria e termjna,le n el corso di altre fornw tubercolari (tul)('rcolosi miliare o granulia). Il problema è invece denso di incognite, t uttora non risolut(', qlHmdo si riguarda agli altri due gruppi di t ubercolosi. L'avvento d<·lla t ubf'rcolosi di PoncE't ba d ifatti complicata di tan t o la questione, che oggi s i discu te se E'i'lsa non debba considf'rarsi rome un t-ven tuale para.!>sita della t ubercolosi. Egli è che, in fatto di t bc., maJgmdo i progress i d alla tecnica istologica e biologica, t~ttto è ancora avvolto nel denso velario delle ipote:;i. Quali sono , inL'tt.ti, i legami che st.a,biliscono la parentela fra codesti t.re ordini di lesioni , t.ant.o dissimili n ella loro eost.itnz.ionf' anatomica e cii n i ca ! Si tratta, in primo luogo, di ::;ta.bilirc ciò che anatomic.ament"" è veramente specifico nella tbc. Ognuno sa che la produzione follicohue è cont ingt•nte nelle Yàrie forme di tbc., e, d 'altro cant o, e::;sa può, in altre granulomato;;i infetta.nti t•ssere in funzione di altri agenti all'infuori del bacillo di Kocb . . Anche la ea::;cos i non è esclusiva. d('lla t ubercolo::;i, poichè la proprietà caseifican t E' ù possedut.a qua~:; i egualnwnl;e dalle spirochct e di Scbaudinn, dalle cellule ca.ncerigne, ecc. La sua con tingenza nel!(' va.rie dPterminazioni della ma.lat.t>ia, è dimostrata da t('mpo, p~r e::;., in certe bacillerui(• a.cutt' afollicolari in cui le lPsioni sono di aspet.to flogistico banalt-, in tutt.e le rea,zioni tissulari -p e ri ca~eose e paratubercola.ri, in t utte quelle flogosi progressive che stanno a fondamen to <lella t b c. di P onoot, la cui natun1. bacilla.re è affermabile in ba~e alla legge di coesistenza form a.le. Ogni organo o tessuto re~tgisce, in vero, con meccanismi lesionari suoi propri, ma con t.ale polin10rfì.smo da permettere di r«:>ndere autonome nei vari ca,o;i altrettante l' ntità anatomo-clinieh(', e, forse, " a.lt,r~tta nt;e mahbttie. 2o Si considf:'ri un poco eiò che può riscont rrtrsi nPll'a.ppa.rar.o re;;piratorio, piazza d'a,rmi di t ut.tP le esercitazioni t ubercolari , porta d'ingresso e d'uscit,a d ell'infeziont· ; poiehè non vi è t bc. ehe non fu pt·inHt o non sarà poi respiratoria. Dalle v:trie forme conge~;t.iz it• pleuro-polmonari, ritenute oggi tubercolari (tipi WoilJPz, Pot.ain , Gra.nchf'r) e decorrrn t i come le altre conge~tioni banali, si v:~, alla. granuJia. pleuro-polmona.rc•, ''mbolia. molteplice drammat ica., ;tlle lesioni della polmonite c::~o.<;eosa o d<' U~t til'li galoppante, brnsc:hP infilt razioni alveolari e bronchiolo-alveolari , alla tisi fibro-caseosa cronica, fatt~t d'infiltrazione e di reazione fibroMt a clnsi quas i uguali, alla tisi fibrosa, in cui la fibrosi domina la scenn , a Lnt.te le varie determinazioni pleuraJi autonome o seconda-rie ed, iniine, <t t utte quelle i:m.tem ti rNtzioni bronchiali~ parenchimali, dE'Ila ganga. ('Ollllt>t.t ivale c dPIJ'a ppfm tto linfa.t ico.


ìL 'fRJALJSMO

ANATO~IO·t.;l..U•nCO

OEL,LA Tt TDER<'OLO:'; I

135

Si afferma, pcrt.anto, eh(• la t.bf'. polmona.re, unica nella >ma causa, è polimorfa nei suoi effetti a.natomo-clinici. Ciò è dogrna.t.ismo : poir.hè non è finora possibile ~tabili1·e in t.utt.A le vari<' determinazioni t uhel'rolari la correlazione sicura tra, germe e lesione, come è dimostrato nella gramùia ; d'altro cante le lesioni speriment ali prodotte con materiale tubercolare vario, hanno sempre una unica fiHionomia., ment n' i vari tentativi fatti coi germi e loro derivati a llo scopo di riprodune l<> di1fen•nti lesioni, dànno luogo a conclusioni cont raddit.torie. E però, di fronte alle gravi difficoltà. tassinomiclw in cui tuttavia ci troviamo, niente fi.n'oggi ::~i presta a dimostrard p<•rchè, ù,a to f'Ù. ammesso che il bacillo di Koch sia l'tmico agen te del polimorfismo h>siona.r<', ora. si a.bbia.n o acute determinazioni anatomo-cliniche ed ora eroniche, om lesioni prevalent('mcn te ca,o;eose e ora. prevalentenwnte sclerosanti, ora. lesioni follicol ari da setticemia ed ora, con o sE>nza setticemia, lrsioni a.follicolari , flogistiche banali. Non si trova ancora oggi di meglio che cla,<ssificare i fatti secondo l'evoluzione clinica, la t bc. acuta e cronica, eh~ però comprendono lesioni che solo l' istopa.t,ologia. può, ma fino atl nn certo limite, far considerare affini. P <>r qua.nt o riguarda, infatti, le pneumopa.t ie tubercolari, la ten denza atliuale è di am~et.tere che l'a lveolite fibrino-lelicocit.a.ria sia. il legame isto-patologico fondamentale che stabilisce l'affinità fra. lesioni microscopicamente c clinicamente tanto differen t i ; che codE>sta parenchimite, sino ad 1m certo punto della s ua. evoluzione, sia indiffer<>nziabile <la quella da pneumococeo e d a st.reptococeo, 1:' elle, solo più tardi, possa deviare verso la caseosi ; eh e nel determinismo delle in filtrazioni acute possa intervenire r azione a-Rsocia.ta <lei pncnmococeo o una. speciale preparazione del t(' l'l'('D O per lesioni d('l vago, ecc. A quPsto dell'a.lveoli te ì>i coll<>ga il delicato problema del tempo e modo della tubercolizzazione; l'alveolit.e costituisct> il t ubercoloma iniziali' o, invece, J"est,eriotizzazionf' della inf<·zione an•enuta per altre vie ! Intorno ft ciò t utto è ivotetico. t;i afferma d~~ un&. part,e l'h <' l'inft>Y.ione tbc., avvenga per via aerea t' dall 'a,ltra., per via en tPl'Ì C~t ; con la prima ipotes i l'alveolite t bc è la prima localizzazione ; con la st•conda., invece, essa non è che una localizzazione Recondaria dopo l'infezione linfat ica. Quest'ultima. Hltrt>bbe una localizzazione intermediaria anche nei casi in cui il tubercolomìl< iniziale è reperibile in alt ri 01·gani (rino-faringe, congiuntiv1t, bocca, trachea, cute, ecc.). La fisiopat ologia sperimt•ntale e la. patologia fomiscono <Hgornenti pro e contro codeste teorie ; ma non si può ancora concluder(' niente di definitivo tra tante discussioni rlppassionate. Difatti, se si riguarda per es. ad una questione messa, rec(•ntementP sul tappeto da Marchiafava, s i vede come, sieno da sot.toporre a revi:o.;ione certe a.ffermazioni intomo alla localizzazione ed alla diffusione della t bc . .nel polmone. Questo eminente ana.t omo-patologo avrebbe dimostmto che le strie ilari radiologiche n on hanno riscontro anatomico e che l'adenopatia. mediastinica satellite, elevata, a legge da Parrod. è affatto contingente.


136

fL TRIALTSMO AX.o\TO)JO · CT,TNfC'O DELLA TIJBEltCOLOfH

Egli è che tutt.l' k t·l.'orie poxspggouo dE'llt' verit:\. ma sono irriducibili; eosic<:hè oggi s'impon(• un maggior Pr!et-t-ismo. L a tbc, come la sifLiiék, può <'88ere inoculM<L p<'r molteplici vie, cnt.anee o muco~~' : :-qw:-~so sfugg<' a 1l 'ossPr-va?.ione H primo Cocolaio di inocula.zionf' pl•rchè gunriscP o :;onn<'ccb ia. fino a scomparir<' De'l grand<' disordin(' le>sionalc clw rinft•zion<' pro,·oea nt•Jra vv(~nire. AnmH•s,.;o c·h(' la tbc.; è tal<> in[t·ziont• a eni nessun bambino :<rugge DI'Ila soei(•tà c-ivil<', 111al si co111prend e comt• il tnbt•reoloma inizi<ll<• della profondità <lt•l lobo polmona,rc• inferiore, S<'conchtrio alla tbc. ganglionare mPcllastinica, prima ta-ppa dell'infezion(' di origine ('ntPrita (Behring, Ca lmc·tte), Jlox:-~~t poi rimaner<> latentP, inattivo o att,iYO; non si spi<>ga la localizzazione apica-le nell'adol{'scrnt.(• e nt' ll'adulto ('Olll<' un'PvC'rsione ]Wl' via linfa t i c-a o sangui[!Jl:t. (~m·l che o~~d ;lppa.rP g inst.ific·al-o aUlll1\:'t.tPre, qnasi a[oristiearnente, è c::lw qu('sto g-randt> <lramm:l. soeiale della, tbC' <tbbia. il sno prologo nell'infan?.ia e l"l'pilogo 1wll'C'tà adulta., (' che> l'a.pparat.o respiratorio debba co~t- it.nir<' ndla sua t•voluzione un<1 tapp:~. obbligatoria d ell'infezione. 0omlmqtu' non è N;clu:>o che a.l proc~;;o istopa.tologico dell'alveolite, fiurino·h.!Hrocit.a.ria. vrima ·e cascosa lJui, si vus;;u. giungPrl?, olt.r~ che cun llU:\> i m 111 ission<' di rPtta eli g«>rmi, endo-al vroJart', al'rogt•na, anche dopo un 'i11 frziom• prr il m:mitotto Jin[atico dr l bronchiolo (nodulo peribron· chit,ico ) Jlf'l' via qnindi non at•rt>a : t}ltc'><t'nltimo modo ca-rat;terizzerl'bhe n.nzi k h•sioai hron<·o-polmoniti<·lw, mentrt' qnelle dc>ll~1 polmonite' C;l.'S('osa Rar<•hb('I'O ~·~vr<•ss ion" <kll'infezion€' alveolari' ]H"imit-iva . Capita xovL•nt.c• eh<' entrambi i nw<•c;m i~mi si rinveng;mo a:->socia.ti; ma ij!noriamo a.nt·om le• lc·j!gi eh<' gov<"rnano la t!onseout.i.o l<•siona.le in tanto poli1r1orfisnw. L<' r<•azioni pcri-tubE'rc:olal'i , eontigue alle ll•:-;ioni nodulari cc~ infiltmt,iw, s<•mbra poi non ubbidiscano a. IE'ggi lisf>t> <'sono poco not<' n el mecc:~­ stno di loro produzione. Attorno a.l foeolare di parenchimit.(' (ah'<'Olitr, nodulo peribroncbiti('o ) "i s...-olge tm lavoro di r<'azione int.erst.iziale e parçncbimale, che riesce n.ll'nlic'rior<' diffusione del proee:-;so tubercolan· od, invN:<>, al suo <llTE'sto. Si t l'a.tta di rN1-zioni vascolo-connett.iva.li le p iil v:wia.bili nelle v arie' forme rma.tomo-clinieh<· (~ta.t. i di ~<'mpli ri congt•st.ioni, infiltrazioni, bronchiti, enfls<>ma, flrhit.e, art ('t'it<', linfa.ngitP, uemitv, ere. ). che sino a d un certo punto de'Ila. loro <'Yoluzionc non si difienuziano da. que>llc dellt' broncopolmoniti e polmoniti ordinarie, ma che verò, ove non volga.no alla caseo::;i, non danno :->J>t'sso rcs/'itutio a,(l integnt?n e mppresen tano il fondamento delht sclt•rosi, o ht t.rama della ralcitìea,zionC' e dell'ant.ra.cosi, I> i i1 o meno b('n<'fìca. go Yediamo ciò che avvi<·nc fuori d<'ll'aJlp<u·ecchio respiratorio . Le lesioni .çw.:cifiche con:;istono nel!{' semplici g ranulazioni m iliari, ed in tal ca.so e:-;xc cost;ituist•ono tut.t.a l<> malatt ia. o sono un episodio di tbc. miliare genl:'l.'alizzatH. ; o t1onxistono nPiht produzion e di n oduli, la. cui tendenza. è però la ca...,eosi, il ra-mmollimento, la. caverni?.Za?.ione; o eonsistono, infmc, n<'lln. prodttziODC' sclNo-c-asrosn..


11~

THIAL1S)JQ AXAT0;\10-t.:LINICO DELLA T()BJ::RC.:OLOSI

137

Esse corrispondono a.l triplice ordine di l~sioni r iscontr:tbili neirappa.rato n·spin'l>torio, la tbc. miliare, l"infiltrazione tubereolare, Ja. tbc. fibrocaseosa. ; sono marca.t e da. l riscontro del bacillo di Koch in seno a.lle lesioni, dalla. loro inoctùa.bilità c <la.ll"t•:;;ist-cnz~l di folli coli giganto-cclluJari o monoc<'Il nlar i. Nelle lc~ ioni cb<> ~i convit•ne di c·hia.mare a.q1Je<"ifìclt e. In. qnest.ionE> c\ })ÌÌt eomples1:5a. A pa.rte la. d<•gc•nerazionc• gr;~o:.;sa, cbf' :-:i ri:-:contra in tutte• le autops ie dei t.ubercolot.ici. l' la dt•gcnPra;r,ione amiJoide, rht• è propria d ella t-bc. av<'rta e complicat.a ad infezioni sc•conò.ari€', lt' quali non hanno nulla di s]weifico, t>ssendo !"appannaggio di altr<' infe;,ioni acut;{> o croniche, vi è da. considerare una gmnde seri<• di lesioni viscerali. }>iù o meno sistt•matizza.te 1 n<.'llc quali il follicolo o hL produzione nodula.t·c· infiltrantf· ron la :'ìlllt evoluzione· fino ali:• cav<'L'llizzazione , rappn·l'('Dtano, quando <•sistouo, un rpisodio aua.tomicr) di st'condaria. importanza. Tali lt>sioni sono fond<t~llCntalnwnte di nat,um sell•rosante c ntenano ora ali 'iJ)i.'rtrofia ed ora. au· at.rofia dr i , .i><cE.'ri tolpit.i: esst> stanno alla. tbc. con stimma.t.P S}H' <'ificlw, Nlllll' hL tisi fibrof'a d"frnblc~e alla forma <li tbc. polmon;tre. A part<' l•• nl'friti t.ub(:'r<·ola ri. indifipr·pnziubili <la tpwllP bamtli e C'he, J)Cr mancanza di documenti l't.iologici sicuri. si :;;nglioJ)O rif<•rit'P ad una azion<· dE•i vel<'ni tubt~r<·o lari, bast<'rf'bbt• citan•: })l' l' il ft•gat.o, oltre l"<'patit.(' iperplastiC'a. e nodularl:', tut.t(• Il' Iorm<' di t-irro:;i (ipPrt rofia gras:;o"a d<' l t ipo HutiJwl-;-;ahout·in, atrofia Nl iJWl'l rofia simili alht tirrosi n.Jcooli<'a, frgato capitonato sintilt.> a quello d<'llll s ifilidt• t<>niaria, N:c.); ])('l' lu milz<L, la splenomr~a.lia prl'-1uht·rcohne (1'rd<.'sehi e Marc:ltiafaYa ), l'ipet·plasin. !5 pl<•no-gh iH.ndola r<· a tipo lt•u<·t>m i co ; l)('r i l Jl:mcrN\.-; c· pt·r i surreni, alcune scJt.. r(•si ipert.rofì(~he; JWT lo stonuwl) l' J)l'l' l'int<'stino, le sclero~;i piloricht:>, l<• srlrro;;i ~l'mplic-i ('d ipert roficllf> d<'lrint Pstino, etc. Il tratto comune cbe C'OIIPga eod<•sto g~•nt•n• di lt•sioni JH•Ila sll<l <·osi it.nzione ultima, in de6nit.iva., non è tbc una <"rJ /1111'1/iritt' st·h•rogf'na. a >olt.e a.troftca. C" mut.ilantP, t>d a volte ip~rtrofì l'a. <' pla,:Jil"a, la quale· f)l' r molte rngioni :-;t>mhnl d<,finirs i Jn·im ~tri ~l. L ' a.nalogi~1 ehe esist.<" t.ra tali fatti t' qul'lli gt•m•nlfi dalla. s ifilid~;> è assu.i grn.ncle ; l"amtlogia divi<'nf> pur('nt.l'la. quanclo :-:i tonsidenmo ](> pro(luzioni granulomatos<> ("h<' hanno lo si r·sso t.im hro istnlogito. 4° Di più diilicil(• int(•rpretl~ziont' :;ono e<•rt.<> cot>w l r~< ioni t i ~':Sll­ h~ri a dist.a.nza, fattP di flogosi e di tlegPnerazioni , di(' non si lHlÒ ~tnbilin.> ancora come e qua nto debbano riftorirsi alln, baC'illo~<i ; in CJU<'Hto gruppo rient.ra un grande nn mero di visc<·riti, la cui natura b~11·illan· i• p m ba bilt·, quando coincidono <:on una tbc·. <'stinta ed in a t th·n . Noi non E-ntreremo nel dottt·ina.ril'ìmO di codf'4a. ~"~Jlt't·i<· rli l<'sioni c·h<' non sono follitolari, n è in fìJt ntti ve, ma. che, ave, n do un a provri a e o>< t i t uziom• a~a.t.omo-clinica, l'ìono :st'mpli<'cmente, volgat'lll('nf.t• inliawnwtorie: la loro C'!llstenza ha dato luogo da alcuni anni ad una dis<'ussiom· a.ppa:-:sional a, conia. qna.le sono anm(>ntatP )P incog11ite, giù tropp(l, 1wl ]Jroblt>nm flrlla tbc . -


IL 'rRI.\ LJ'<\tO .\ ~ .o\TO)lO·CLINH 'O Ot:I.I.A Tl.lnl·:RC'OLOSJ

I li miri di <·ii> dw Ponct-t, in un primo H·mpo, df'finì com{> reumatismt> /b1·. rutic,farr P voi .·ome tbr·. infirwnn(l.foria. non 1-1ono ancora n ettamt•nt<' p r<•c·isabi li .

Qm':<t o nuovo t·a pitolo <·Oil1JH't•nd<· nn ~randt· uunw ro di fatti (organ opatì<•, Yi;;c•eroJilll ico, disordini funziona mi i più vari), nPi qualli i cnrt~t.t<'t'i anatomici ~~mo n<'gati,·i n<') sc·n;.;o d~ll a tùr. da:-;!'iint, follic·ola rE' l'd infll· 1r ativa, ,, consist.ono in 1.-s ion i ps;;nda t i n• o plas1 i c· he. batt f•riologica.mcuf P s t<·rili. La pro,·a cl<•Ila natura tbc. di t ~d i l••:: ioni (• <lata da ll:b dimo;;traziom• d f>lla fn.. qtll'lltt• c·ot'sisfl·nza di l<'>< ioni f be. tipielw: in qu.-::to ><<'nso l's."<' sa t•t•hbPro iù(·ntilir ahili <·on tntll• qupJl(> orga nopa ti1• <' vi:-:<·<•ro p;~tit• ::atl'lliti ch•llt• ,·arit• <lt•H·r·mina7.ioni anatomif·h<· tipi<·ht•. La trit it·a t· h<· si f<t alla <lottrina eli P oncl't si fonda P>'s<•n7.ialnwntt• sul h· c·onsi<l"ra zio n i c·lw la st•rn pl i(·t• l <"~g<' di c·ot·sist c•n1.a forma le> non puC:. t'""''r<' xuffil'il·l1 tt• Jl"l' dl'finin· la natun t t lw. tl<•i molt~> pl i<"i fa1t.i di tb<·. infiammatoria. ( 'iit c' pos,;ibilt• allliiH'tt l'l'l ' . <:olrll' lo i• fll'l l'l'sto ]H:'r tutta la ntultifomw :<l'a-i<' eli lt·l\ioni flogi:-;t i<"IH· e d P~<'ll<'ntt-ivc· t·hr ac:c·oHtpa)!uano, <hr \·ic•inu où a dis1<1111.a. JH•I nrotlo C' 111'1 1<• tnpo, h• !l's inn i c•m<ì rll'ltl' 1ipil'lll' tlt>lla t'br. follic·ol;n·t• \'Il infìl tra t·i,·a. La).;(·iando i Ili pn·td tulic:a 1a la q tw,;t.iow• tlt•lla n a tu m ba t i Ila l'l' <lt•llt• !<•;.doni. cos idd<'t te· ).;] H'C·ific-ltt•. si pofrt•blw t<>ntart• tli il-olan· in un g ruppo tutti' l<> dt•t r•t·min a7.ioni anatorno-r·linil'ir(' non solo axt·t·it f<' a lla tb<:. infiammatoria c·onr<' a.ffPzimw ;\Ili on o n w . ma a nc·ora tut t t• q tli' Il t> d ianzi :H·<'C'nna t<>, dw ).;t•nr brano a \'E'l'<' un piìr in t imo rapporto <·o n h• !t>,; ioni c·osidd{'tlt• sprC'ifìrh<•. 51l Tal t· :.rnr p po di ll'sioui. poi c·ndu vt•n i rt• ra c·t·olto xotto il f it olo di 7Jf<ra·/l(berroloNi . si pntr•t·hbr t<·ntar<' una ]>itt twtta di:-ti n zio1w tl i biti

anatomit·i. RP si ti<•tw c·onto tlPIIa prt•sr•nza tl1•l bar·illo in :-:<•Ho a li<· h•sioni. vi (• da rli v idf'rl' h• lt•,;ioni tlt-lla tllC'. in due gran<li l!l'tlp pi fltnClanlt•nta li: /ndoni bo f' i llrtr i e h .v i 1111 i a{)l( l'illnr i. II prilllo l! l'ti ppo ì• di \'isi h i!1• lH'I t a lllt'll t l' in cl ne· so t t ogru ppi : 1o L1-siuni llfu·illa ri tipit·h f (tbc. foll it•olan•

P

noclulo-infiltr:lli\'a);

20 L csioui IJ,,,.;/lari atipid11.. ltlogo:-i lnH·i llc·nrit·lw). l tipi dinic·i c·orTi:-p<nHlc·nt i a tali h•l-icmi, :rn<lan<lu tl:ti f<ttti piir :-:t•lll· plid ;l qw•lli piit c·ornplt•ssi, smw: là t ifo-h:wi llul-i di Laudon1..''• <·hl' (• hat:illenti:r c·on 1lol!osi lwn;dc• lcwa li1.1.:lbt o cli1T11:-::t. la t/JI·. m ; [iHrf' cht• ì• b;ti'ÌIIt>mia. piìt fonm t7.it:lll' follic·ohtrl•. P lP lc·'<ioni dt•l 1i po polntolli/c t·n.~r·o!JII: in qnl:'st'ultirna s1•ric· r ic•11 tnmo 1ut 1P h• ntnlfiforrlli dl'tt•rnrina1.ioni ac·u le o <·ronith<•, c·asc•osc· lt•mlfl'lH' tlPila t.bc·. fn quP>'Io primu g't'IIJ>JHI , ntal):!nulo la <·o nt i n~t,·n7.a dt•llt> fqnna z ioni casi'O·fiJIIi c·ohll·i, ~an·h l w lH' l'IJII•:-:l-a l'id<•ntifit·azimw 1wr l'unico tratto ('O IIlUU<' , il u;u·il lo di Kcwh t hl' <l})}l<tl'(> eli l'l'l t HIIH'lllt' 111'111' l·l'sioni o nc•llc> ÌDOC'll lli ZÌOllÌ :-;]WJ'ÌIIll' DI ali.

X ou così può clirl-i <.kl :-t'tondo gruppo. do \'l• la dip<>n<lNlZH d C'Ile ll·,..ioni <lt•lla th(.·. puù c·ssPr(' fondanH·ntalnwnt<• st:t hilita sopratutlo l>l'f il <·rill'rio eli <·oc •:-.i~l t·ll 1.a fmma!l·. E ,..,;o può l's"cn • dh iso in tltH' sotto-


IL TRL\LISMO AN ....TO MA·CLT~nCO D ELI.A TUBERCOLOSI

gl'Uppi : lesioni peri.tubercolm·i <' lesioni. pam-t11 ber cohl!l·i. Ent rambi constano di fat ti di flogos i progr~ss iva e di deg<'ner·a zio n e, indifferen;.;iabili da quelli dovuti all'attività di alt-ri agenti morboRi, all'infuori d('l bac illo di Koéll. PPr le les ioni peritubt>colari, cot•ve o cbiannnentP comwc utive a dt>t~>rminazioni

u.nn.tomichr tubrrcoluri tipiC'h(>, non sembra esist.nno dubbi

:mila loro correlazione causalt• ; e:-:se, invero, a:-;:-;a.i polimorfe e mal clai>sifi<;abili , preparano il terreno all"ult.eriore estendersi delle les ioni t.ipiche, costituendo le l)l'Ìil1<' tappe del procf'sso spec.:ific·o ~st(•nsivo , o, in vt•<•f', tf'n dono allo scopo utile d<'ll<• <·a.lico-ant racosi e d <'lla sch>rosi. Di più di fficile interpretazione, dal punto di vista. tlt•lla t'ausalità, sono t-utte quellt' varie lel>ioni flogistiche e d<'gen<•rativ<•, etwve a d un processo t. ipi<~o t ubl.'rcolare., ma ~viluppate::;i a d.illt tLnza da <>sso, nei te:ssut.i o nei vi,;r-pri, ed i]JOI ('ticamen te a ttribuitt• nll 'a ziont> d i'i wlt>ni t ubf'rcolari ; ancora c1i più ùiffidle int.E>rprct aziotw, d <lilo st.t·:-;so punto di vista., sono lt> l<•sioni non COt' VP a lrsi oni t.ipi<·lw t• chP po~sono rhmir:'!i sot.to il tt>rmine di para-tubt>rcolos i. Qut•st.a p~H'a.-t nbPrcoloHi, tra cui ù, fors<•, da, pone la tubt•rcolo;;i <li Poncot, sfuggt> ancora a q mtl:-;ia.-;i tentati v o di s i:-;t emazitnw di'finiti va, poichè il numero d E'i fatti ascrivibili alla t.ubc•reolos i va aunwntando o~mi giorno ; ba-s ta rieordan• le rec<>nLi id~>e etiologiche :mllc Y<trit• c irrosi viscera l i1 SU J)al'eCCÙ i disordini funzionali (;lf-n1HI., f'Ct. ). Per cod e!-;t<· lt>s ioni pa.m-tub<>t·colari non sempre è dimor-;t.mbilc là eorrelazione con un pTecl'dente focolaio t;ipieo di t. uber('olo~ i , <' la bai!:tcriologi;L ò molto :-;pel-iso mut<L. P(•r analogia ~;i potrt>bbf' dire• clw la para-tub<>rcolor-:i st ia alb tubercolosi contt• la para,'l ifìlide di una volta , <11la. sifilide; ma. l'~tVTNlirc potrà dire t'Oillt' r qu::mt o essa possa o d<'bba. ri<'ntrarr ne· l enpitolo elal't.ieo della tu bcrcolosi. Oomunqu<', <·i H<' Il l bra nN·<·~s:uio ogl!i trntare di cli:stiug1wre n el grande polimoi'fi:-;mo anat.o mit"o delle 1<"8ioni tubrrcola.ri, fat.t i d a. fitt.ti, e ciò prr un piu utile' ori t•ntam<>nto almrno dal p un t o di •ist<~ tassinomico. Tible <list.inziont• può Tiepilogar s i m •l s<·~'lJente prospetto s inott ico, il quale, dnhl l' incertezr.a chf' atwom regna sulht patogen<>:-;i dt•llf' singole le::;ioni , è artifìeiale e qnindi non pnò ell<' aw•re valor<· provvisorio:

[. LE:-<10~[ RAOfLLr\Kl.

1° tipirhr :

a.) tubt>rcolosi folli(•ola J't> ; b) tubercolosi nodulàre infiltrantt•.

2° atipirhe : flogos i bacil1Pn1i<: l w.


140

IL TRULl$)!0 ANATO:\IO·CLDHCO DELL... TUBERCOLOSI

li. LESIOXI ABACILLA~l. 1o ]Jl'l'i·tu brrcofa.ri ;

2o pttm-t1tberMlari (compres<\ la t ubercolosi di Poncet). Tale sistemazione lf'siona.le, alla qna.l<.> debbono corri8pondere fcm;e cause differenti, di essenza finora imprecisabile, }Wrmettt> di affrontare, almeno dal punto di vista, ana.tomo-clinico, ancora. una volta il probl(>nta dell 'unità o della plma.lità. cle.lla tubercolo~;i. ()o La scoperta del bacillo di Koch, dopo il dibattito :-;ul ÙU<blìsmo, permise di afferm~Lre che la tu.bcrcolosi è malatti(~ cmatomo-<"linir.roucnte polimorja., ma clovuta ad ·un'unica C(msa. A. sanzionare ta.le eon clusion(', tra1;rendente però i limiti della logica ordinaria, si sono moltiplicate le ricl'rehe <tttorno alla biologia d+>l baeillo in sò e nei snoi rapporti con le re;tzioni cito-nmora.li. Sarf'bbe difficile r.ia1<sumere, in una breve nota, tutt o il dot.trinàrismo, il cui v<'tlOrE' ba subìto le oscillazioni delle t<·orie dominanti suce(•i>:-;ivamente' in immunologia. Non sono peranco de.finiti i rapporti morfologiei t.ra bacillo umano e bacilli tubercolari di a.ltre spPcie animali, n è que,lli intercE-denti tra bacillo umano e bovino (' le va.riP lesioni mediche o chirurgiche nel bambino e nell'adulto, nè quelli tra codesti pa.togt'ni P gli acido-re;.;istenti sa.profiti. Sono, in vero, degni di grande considerazion e, in qu('st'nltimo senso, i recenti studi di S<tnf(•lice che aprono nuovi orizzonti all'l'tiologia della tubercolosi ; que1'1to A. ba potuto con cludere che, partt•ndo da ~trepto ­ triCN' sa.profit,iclle, attraverso v~tl'il'tzioni n<·gli anima,li , si possà })f·r...-enire a forme bacill<>ri non dissimili ruorfologi<:fmwnte e biologica nwnte da quelle umane. Argomento che è ancora indeci;,;o ò quello del reperto di acido-n·:-;istenti nelle lPilioni follicolari e càs('ose ; ma rif·erche recen ti (Ameuilll· e Kindberg) dimostrano che l<'sioni mute ba.tterios<:opicament.e pos~=:ono invece riuscire b:teillari n(•lle inocnlazioni ; ciò potrebbe far !iuppOIT(' ehe in un periodo della sua evoluzione, il bacillo po:-;sa esixt.(•re in fornhl non sensibile agli Ol'dinari mezzi di indi1gine. Altro argom<.>nto, il quale ò il sPcondo elenH·nto n<• l binomio di sp<.>cificità, è quello d<'ll'inocula bilità. Ciò cbe an-ien P nl'lle ordinari<' inoculazioni sott;ocut:mee di prodotti t ubercolari ò ben not.o ; dopo tm p<·riodo dì incubazione, si ba l'ulcPra iniziale a cui StLssrgm· la contarninazion e linfatica ~t tappe e quindi la tubrrcolizza.zionc~ t ipica . È d<>gna di rilit'YO la somiglianza che c>siste, nel mecca-n ismo lesiona.le, con la sifilide . .M:a sta a vettersi so tali fatti siano esclusiYa.m<mt.e dovuti all'attività del baciUo Koch. Ri sa., inf<btti, che> gra.ntùomi po:;sono risultarE>, oltre che dall'azione delle colture pure eli bacilli tubercolari. a.ncbe da quella di a ltri acido-resisten ti, come il ba.cillo di H~msen, il bacillo di Karlinsky, di cocco-bacilli simili a quelli della pei'.te, della spirocbetl' della sifilide e perfino di so:>tanzl~ inerti. Che il follic:olo e h• casl'Osi ra.pprescntino produzione contingente nella tubercolosi, vi(·ne dimostnl>t,o da numerO!>(· ri-


IL TRTALlS:MO A:" .\ TOMO· Cf, T!'IJ\'0 T>Jo:T.LA

T OB~~RCOLOS l

141

cerche che a.t.t.ribuiscono a,l b:~cillo a:r.ion(• flogil-lt ica id.entificabil(· eon quella di altri agenti flogogeni. Basta ricord al'e elle determinazioni afollicolari ed <~easeogene , con a.rtifizi tf'cniei speci<1li e razze baeiUari va rie, sono state ottenu te da vari autori ; così, eon inoculazioni endovenose di bacilli ~tmani , aviari , ecc., si sa1·ebbero ottenute !';(•t ticemie acute con lesioni a~pecificbe (Yex:sin, Jossut'r), lc:sioni va:;a,li ed ('Ddocardich c (L('sn ò e :Ravau t, Vi&;man, E tienne, Bernard, etc.), ren ali (Cl1anffard), epatiche (Claud.e, Gourgerot., Com coux, R.ibadean-Dumas, ecc.), surren~~li (Oppl:'inheinl e Loeper ), art icolari (D ienla ~oy <' Grilfin , Dot•), ecc. Bisogna anche ricordare elle, con iniPzioni t>ndovenose eli colt ure omogen ee n('l coniglio, si S<trt'bbe riuscit.i, oltre clH• k lesioni della tifo -bacillosi, a riproclurre quelle nodtùari (Gourgerot), (;', con le !!tt'SS(;' colt urt> invecchiate, t u bl:'rcoli con n<'~suna tencl<>mm alla caH(·ifkazione (Arloing). Om a t utto ciò manea evicl t-ntl•nwn t.t> quell' uni voei~mo necf·~sa ri o per conclnsioni d<'fìni tivc ; così come manca. a quel che si è potuto ottenere, non più con i bacilli intl'grali, ma con i loro prodo1:t,i toxl-lici. con tut.t.e l€' varie specie di t.nbercoline, con i parzial-an tigeni di D('yche e Much, con gli an tigeni di Besredka, con i nl<>ni aderenti di Auel air, er·c., prodotti a.rtificiali n on df'fi.n iti e ad a ziono biologica in<>guale. Qnel chf.> apparE' indiscusso è cbe i prodotti p:~t,o l ogici t ubprc•ola.ri producono sperimt'ntalmente lesioni univoche. Sttl baciUo di Koch e sui suoi veleni, son o fondat<- tutte le ipot.t'si immunologiche della t ubcrcolo!!i, le quali sono mut.a.t·<· c·ol V<briare successivo delle trorif\ domiml.nt i in immunologia. Quando si t rattava. di amm('ttere cht> nPI pt·oecsso di immunit.à. tutto si riducPss€' a<l. un'aidone e r on1,roazionc•, ·ad una :;peci<· di sa t·urazion e di a.ntigcni specitìci <' di anticorpi, la, co;;a s<•mbr:wa mo11 o semplice e l'allergia di ·Pirquet serviva. a. d d init·e qnPl cmioso sta~o di (' qui librio instabile tra irnmunit.à cd an a.fìhtssi, c.he put.ev<L venir dos~tto c:on varie rea.r.ioni biolog iche (cut.i e m uMso-rPa zioni ) e di laborat,or io (agglutina.zione, precip itorear.ione, devùbr.ion e del compl<>men to, ecc.). l\:Ia. le idee in imnnmologi<b, in pet·ennc di venire, menoma nel o l'importanza dell'an tigen e specifico come fattore assoluto di malattia., as::;ociando alla primitiva azion e di. ei'so quella dell'into;;sieazione d 11 p rotein e cellulari, fanno am mettert' che, p iù che nel fatto d ella neut ralizzazione tra an tigeni e ant icorpi, l'inummità si eompht per un ritorno :llla normè1 deU'equilibrio colloidalE' rottosi per fl occulazione c JH'Peipitazion<>, }Wl' una vera e propria. dea nafil ass i z z~1zi one . Con queste nuove vedute fi.s io-biologicht\ dell'infezione e dell'immunità, con i nuovi perfezionam en ti tecnici :si è potuto vedere eh<' le rea.zioni i.mmunita.rin hanno perdut.o l'assoluto significato specifico. Si è visto che i risulta.ti che si ott<'ngono con le varie inoculazioni t ubercolin icbe sono sovra.pponibili a quelli ottenuti, per N;., con prot('iUfl aspecifiche; clw le reazioni biologiche hanno soltan to un Ylhlore relativo n ella definizione dello :stato di allergia ; che la siero-agglnt,inazione di .Arloing e Courmont. n on mena. a conclusioni 1mivoche; che, i risultati, per quan to si moltiplichino le varietà di ant igeni nell<t rice>rca d<·~ f<' no-


14::!

!L TRIALIS:\10

A='.~T())tO·C I.J;I:lCO

OJ;:l.l.A TUUER('OLOSI

tut-no di Bord<+Gt>n~on. }Wr la. loro inc·ert<·zza <' JWr il loro significato, sono pure cont.raddittori. An'i<•n<' pN· la tub<'reoloxi ciò clw l> avn•nuto p<'r la ,;ifìlid<>, n e lla qual<· uno d l!gl i t· l<·llll'nti pii1 importanti nt>lla r <>ar.ionP di Was.<;prmann, l'antig-<•ne di Irf!'alo di Pr Pdo-sitilitieo. s i (> dirno;;trato non DG<'es~a rio e Rostitui bi l<• da li poi di indiffrrenti. :Nella t.u berroloxi x i proeede a va n t. i con ma~giori tentPnnamrnti. ~" lP t·ir<'rdw, intf's(• a dimostrare antigeni e anticorpi [:-i<•ro·a~~lu tinazion<· di Arloing' e Courrllont . rieerca di ag· glutininf' locali x(•eondo Karwac·ki, la prt>ripito-rNlzionf'. la rir(•rea d elle t<·rmo-pn•cipitim• di Fagioli, la dPviazionP d<'l complemento ,;ervendosi com<> an1.igen i di'li P n u 11wrosP tu bC'J'{'(Jlin<'. la rif'E>rca d<> gli a n tigeni n<.'l sangu<' di ~l arnwn·k l' nl!ll<· uriJH' (Wildbolz). la cobrarea.r.ione (C'alnwtt<• ), la r'Paziunt> di "\bdt•rhal<lt·n , la n >n zi<mP lll<'iostagminka (.\f. Ascoli), c·t (·.l, hanno dal o finora ri;:;ultati ineerti P con t.radùitto ri , t.anto c·h~> finora nt>xxun nwtoùq, atto a dimClstra t·c· anti('OI'}Ji t•ù an.t i g~:-ni , lr:\ ndorc• dia:mo~t. il'o c·o>;t.~mt.t• C' liicu1·o. Lo xtf'!l~O tUntsi dr· l la l'icrrc•a dt•ll' inùic·e> O]>SOn i<·o ( \ \' risçlrt a Donglus ). ln f'OmpiPxxo. t ultl• lt· inda g-ini fìnClra Ps('guiH• allo xc·o po di d('(inirc la natura ù Pi vt•lt>ni t ulwn:olari. pllrt!!ndo dal prC'liU])J..IOlito <'ht> t:>~o;si, nt•lla loro ar.iont·, sian o da idc•nl'iti<·art> a qtll•lli dc·l bn('illo di Koch, non hanno, fin 'og-gi, (·ondotto ad altuna c•ond u:-:iont· uni\'o<·a ; lo sll·sso può dit•,;i pc•r c·iò t·lw riguanl:i Il· r<·Hr.ioni urnorali. · 7~>

Rilllant', pPrtanto, forti' il dnbhio r·lw il hac·illo tli Koc·ll , la cui coni in!,wnr.a in Jìlol1 <' forli H· anatornn-<'linif'IH• non è da r·t·vocare in dubbio, possa l'xsrort• 111tlo !l"lla pat llg'lnt•si Ù''"" ttlh<'rt·o losi . :È per1:!nto dn Phi<'· di't'si Kt' la. t uhpn•c.Josi sia un:1 hadllos i d a ac·ido-n·si;.;tent i, o tutt.'alt.ra inf.,;.:ionl' d <l l'ir/1.~ anc·ora in<lc•!l•rrninato, :t<·c·<mt.o a C'tti il ha('illo eli Kod1 svolgt• un·ar.iont· i'<'<·ondaria t• non JH't·t·ss:nia. P <·rf'ht' la sc·op<·rta dt•l bac· illo <li K odt non ha (' liiuso il prohlerna d('! dnalis ni(J, llli1 l'ha allargnlo ; p11idlì' ,;i •" V<'DUI O ixolanùo un gru ppo di fat.t i anatonw-clinit·i in <·ui non c•si;.;ton n folli1·oli r d infiltrazioni n(> ba.c·illi s ono di rnost ra h i l i ,;(' mpn· !lirN1 a nu·nt c> <·d in 111ani<'t'rt sicura. Og-~i , da.l punto tli \·ista <lllHtonto·dinic·o. si illlllOU<' l'antmix;;ion<• eli un V('l'O é J>roprio tl'iafi.~>,lo; la tnbt>rcoloiii jiJ/lir·l)[flr('. la tubrrc·olosi Ì1tfìltmtim, la t 11 bPr<'O los i i 11 fì a 111'111 '1 t Mi rt. L'a,..;st·rr.ion<> rlo:rru:~t i1·a <·hr la tuh<•J'(·olosi sin ma latt.ia. polifornw ad agPnt.t· unil'o, IIH'l'ilH di t·xsl't'P riv<•duta in tut.l i i punt;i e s opratntt.o da (]tti' II O <•tiololfit·o ;. impnrla conw;c·pr·p !t• J·agioni p<'l' lf' quali. ;tntnwso t.ale trial i:-mc, lc·xionah• t• dinko. l'i() po,;;;a :111 \'l·nir<'. :-li tratta <li r:tr.l<' t• ùi SJH'til' ha <·illa.ri tliHPrPnt.i: si t.rat-ta dPI ('OD· ().orso di a.ltri t·àu .~ 11<>1 dl'l<•nnini:-:lno tlt·l lt' v~n·it• fornw <'linich<•: :-:i tratt<' di pari ic·ol:~r·i iullut·nr.•· dd t-prr·<·uo. in c•ui l'in ft•7.ii)Jll' si :wo lg<> f Knl prilliO punto non snppiarno di llÌtt a U'infuori <'lw la conos<:t>DZ:~ d t> i \'a ri t.ipi eli bar·illi nrll'no Jno P lH'g-li animali ed a.hbia1110 <'OllOReeuz(• ron traùdittori P t•d itlliH'l'l'~>t !t• sulla loro aziom• patog<•na.: sul secondo t•onos<·iarno t· h e i nft·zioni s t•t·onduril' sono frl•quf'n t t> com p l irar.ione della tlilJt'n·olo,; i <' c·ht•, !l('lla polrnunitt· l'XlWO~a . Jlf'l' t•:-:., po;;sa cOlH'OlT(>n• nel 11it·t·c·;QI i,; m o il Jlll<·tllllof·ot·<·o . :-iul tc•rw pun1 o <\ nn<·orn. piìt titt,o il huio ;


Il. 'fRJA!.I!l))(l .~1\'A'ff!)IO·(' l. I S I \'0 IJELL.\

Tl:IH; Hl'Ol.O::II

il con t ributo c·.Jw potrebbe portar<> alla solu7.ione della questione la cono-

sreuza d ell<> n•azioni organiche nei tre tipi di tubercolosi sar<>bbe assai util<> : ma disgrazia.ta.BH'nte :siamo ancor poveri di conoscenz<'. Si è supl>osto di<' Ja sifilide e J'a,ICOO]ism0 1 dllC altri ftag<'lli f;OC:.iali, preparino (l moùilichino il t<•rreno in modo da dar ra.gion<> dt>llc ntric specie di le· :<i<mi tul)('n:o!ari t' dl'l loro dl'<·orso: 111a, ·dl'ubono <'l:listt>rc ta n te alt.rt> C<HlSt' di <·ont·orso, rom" qtwll;t pN l'..;. , ù t•lla. cost.itnr.ione neuro-!'ndocrinil·~~ <' di <~ltn• infPzioni ecl int.o:s:>iear.iuni , c·h~> ancora non cono>;cianiO. L'<' qnaziom• ad un 'in ('ognit.a. al t ualnl(·ntt• ammN;sa, K (bar. Koch)

+ x (rPar.iotW orgauica.) = tbc.

do\Tt;>ubt' t•sst'l'l' sostit~ uit;t dairaltTa :

K

+ re + Y = t.be.;

nl>'lla ronosl'rnr.a. del valon· )-è eompt'f'sa, for:·w, la ragion<' tondanwntale df'l polimorfi.smo k:.;ionale e cliniro. Ora 11 va.lor-e K, nelle sue equazioni , t;end<' nelle ricerebe recPnti (.BordPI. Ber.ançon. N·c.) <t J.Wnl<'l'P molt·o del sno va.lorf' originale. La t nht' l'colo:-i, com e la sifilidE> t> la actinomico:si, ha il tri~te priYil<"~do <li non eonfrrir<" immunità, ma. di ::;ensibilizza.re, invece, l 'org<~ismo inf('tto ; ('. 1wrt a.nto, Oj,!gi siamo ridot.ti ad. amnwttcre che i nt<"z:t.i di difesa, opposri ~lol l'infPr.i onl· tubercolare, sono (•s,;;t>nzialment<> mc>cf'anici, isto-patologic·i, jJOi<·hè sl•mbra c he, in n\pporto a l b acillo d.i Koch, i nostri umori non JW"sl',l!g'ano a.utito><sine ba,cillari o n <" b anno t;anto pocltl' d~t t"ssere insnffieil'nt.i a <·rf'are l'immunit.à ~1nclw pa.rzialP. C'orninda a fa;r:;i :st.nula l'idea cbl' il bal'illo n on sec~>rna t,ossine solubili, u{o t'Dllotossine : di fati i PslJt'l'i<·nze ben ennclottìe dimo::;t.rano che nè i lili t·a t·i ùi colt.nrP, ui' i h;H·illi t.ritlll'a.ti uc·cidono la ca.via, tanto sensibile a lla tubercolosi : si ammPI·t l•, ancora, (')w la tubl:'rcolina, con trariamen te a. <tnanto aYvit>ne lJf'T' n.llri vt>IPni miC'robici, non dia luogo n. formazione di ant.it·m·pi. Tut t.o ciò tlen• ;tVNt' il :;uo runt,ru.ceolpo nell'inununitet'<tpi;.~ t• n .. l la vaeC'ina:t.ionl' p re vt•nt. iv;~ an t itu beL·cola.n·, :sulle q tHtli, in verità, og,:;ri non :;i può f<t,n· eo:o~ci f'nr.i o>"a menk cts;;cgna.mento. Jl bacillo <li Ko('}J san•bht> q uindi ca.pace, cont.ntt'iamente a. quanto ;1\·,·il·nr DPll:t dii:t,<•ritc t· u<>l t.<'t<mo, di produrre lr>doni locali, irrita.tivo -mt·<·c·;mic lw, gig-:mt.o-celluhtri, conw . le pos:;ooo produrre le Sllirocht•t;e di ~elmndinn, il bacillo d i Ha.m<"n, il bacillo eli K a.rlinsky, df'i coceobaeilli simil-pl•:;to:si, l<' to~sin<• <lei sa.rcoma e d<·l CaJlcro, delle :>ost.a nze itw rt i , <• c.c . ('iò posto ed anmwsso che, cnllle n elle in[ezioni dà p:tra,-;siti anima.li, la t.nlwrcolosi sjJ<'rim<>nta lt' d a. ini<·?.ioni di ma t<'ria.le patologico, ba bisogno di un pf'riod.o di incuba:t.ione per poter dar luogo a manifestazioni anatomiche ; ('.bC' il bacillo di Koch non sPmbra capace di proclurre imrnunit.à ; che qtwl cht- spt>tt.a a tal bacillo è ben miserevole cosa, essendo il granuloma. contingent.<' ed aplJanna.ggio anatomico di altri germi, di Yt>IPn i v;tt'i P. di sol'\t.;tnze inert.i ; eh~ anche la. caseosi P. la. se!Pt'osi sono ft•nomeni con tin gen ti e, come il follicolo, non nceess~tri nolla costituzione <lPII:t m a.htttia.; bisognerebbe vedt>re se il bacillo di Kocb sia, agente n e-


1L T'RJAl.lS~I() ANA1'0MO·CLI:'\I C'O DELLA 'l'UBE.RCOLOSI

l'f'i'S<trio od inv{'CC' abbht valore d i gt-rn1c a.:;soc·.iat o, di -~copobìil nel :sen~o c he n oi dPtìnimmo di rerente (Policlinico :::l. P. a prile 1919) es~·, <~fonda­ nwn to d<> Ila. fio go::; i tu bercolarc non !;t ia un qu ill, :mcora ignoto, fi lt m bile t'Ù u ltra.-mieroscopico.

CONO L U~J ON I . 1° L' illi}Wrll'r,ionl' dt•lle a t t ua.li conoscenze n on pnò pernll'tt.crl' ancora d'intP.ndl' l'C la ragione del polimorfi~mo anatomo-r.J ini<·o d<'lla tubercolOf.l i in r<t}l])OJ'to eon un'unita ca.mm : il bacillo di Kock . ~o lnta.nto, non può es:sf'rf' afferma.to chi:' alcuno dei eoelfìc·ient-.i :tna tomiei noti possa. t'ss<'re ritenuto v<•rrLmen te specifico d0lh ma.Jatti:L : poichè questa pnò, nelle sue molt<'ylici estrinst>cazioni, risultare di un o o d i tutti i coetlicienti :~socia.ti . 3° Consta, infa.tti, la. t.ubercolosi dal val'ìo inkrfPrire fli Ple11wnt i ::.pt·cifìci <'d a.'>pecifici ; i }))'illJi co;;t.itllis<·ono 1:1 triade, folli<·olo (ombolu infettivo), ca,.,;<'osi (fatto d<'gf'n f:'mt.ivo), ;;c.l('rosi tfat.to r<·at.tivo), non ]>l'l'Ò inscindibile; poichò ogmmo dei suoi f' lemf'nt.i può, da solo. C'O,.; t it-uirf' una entità un ntomo-diniea; i sc•t•ondi cost ituii>con o tutio tm insil' lue di fatti fl<)gistiei, h cni est>enza ò stata fmora. impropriamr.nt<· <!:-;!;orbita dallo studio dei primi . .J:o ì5f.a i l f<ttto c he i ]W imi <:oc·ffieit•nt i amt t om i<·~ sono tonting<·nr i l' n on nt'<.;Cs:-;ari ; poicbò si <\ illlpo:-:ta eta alcun tl.•mpo all'ns,.;f'rvazionf' lilla num<•ro:-;a sN'if'. di Hogosi (,i,.;sulari o v ise<'l'<lli, <·o,;titllt•nti d;). s~ Yen· e propri<~ entità an;~>t;omo-elinil·lw, <·oincid<'nti o non <·on la. Koek - b~H·il­ lemhL, nella. cui evoluzion<' Jllfl.i è t:l;t.to di riseont.ran• l'lc·nH·nt i dPIIa tri;tde co;.;iddt•tt <~ speei.fi<:a. 5o La, conoscenza. di !:tli fat.ti <·d un p itt yrofondo studio ckllt• ll•:-;ioni flogi:;tic la' che JH'<•c('dono la ca:>Po:-;i l' la sl'lero;;i, inducono. a supporr<' r·he H fat.to pri mord i<tle nella tu bPrcolosì debba. éonsi;;f.<•n• in una tlogosi s p<'cifica, non ancom dc>fmita se non .CntmnwntarhulH:nt.l" i11 alcune loc-alizzazioni respira tori c, ~· c h e le protln zio n i [oli icola ri, <·asrost• e scll'rot.idw, siano una. sovrapvosi:donr st>(;ondar~a. U0 Appan~ cl:'rta la eorrc•lar,iont• tra folli<•o lo gigant it·c>lltllan· <' b:tcillo di Kock; rna tale <'OtT<•lazimH• 1'> da sottoporr<' a r<·Yi:::ion<' qmmclo si con;;iùNino il vro<·t•s;;o cl<'lla ca:-wc,si, qtwllo ùl'lla H·l<•roxi speci<• ;;(• protop:ttic:a, P tut.t<· l<' flogosi t.issnhtri c> Yi;;c<>ral i clw si riso l \'Ono fino all'intc·grità a.na t om ic·:l. 7° Fino a nuovo ordinr P 1ìno a quando non sarù pos:-;ibile stabilire: in tanto polimorfisnll) una conPiazion<• neHa <'on ln. ba.('illosi, s' impone l'anunis:-:iont' di un t ria.li;;mo a.n:tt.omo-diniC'o cost if.uito daJI:>J, tubr1'f·(ll1J.si follimlrtrc, dalb tubercolo:si norhtlo-infìllmnte t• d~! la t ubrrcolosi to8idetta in.fìrnnmntorirt; in qm•,;t,'tùt.inw gruppo, cbP 1;<'nde ad allargar;;i ogni giorno, va compr<'sa la tubercolosi d(•l tipo Pollat, le cni relazioni non la tu hl·rcolosi oggi sono solt.ant.o <le:mmibi li p<~r la lc•ggc• di coesist<•nza formalt·.


IL 'r:klALlS~!O ,\ :\ATO~IO-C'Lf.'\1(:0 DELL,\. TO.BERCOLOSl

145

so Nrl pt•rcnne div<•nite dt>ll(> thWi<', ,-i è fratt.anto da domandarsi se, dopo la conoseenza. di q ut•st." ultillto gruppo clw aumenta. il già grande polimorfismo anatomo-clinico, l'opposizione \irchowiana. all'unicismo non sia ancora da riprendere in consi<l.era:t.ione, anche dopo le cht~<!;icllt' scoperte di Yillemin r Koc:k ; perocdH~ si oppone alla a.<'c<·ziom• delhL teoria ·che la tubercolosi silt malattia polin10rfa ad agentt- unico, wima di tutto il criterio telt·ologico e poi, sopratut lo, la rngiont' dPll'empiri~mo. 90 Anm1ettere che le ca11»e dt'l polimorfi><nto possano consist·Cl'f' !1('1l'azionc di differenti ra1.zp bacilhui o ndla. diff<'l'<nte att.i\it:1 biologica. del bacillo da una parte, o nella. V<H'ia reazione t:ito-umora.lt' del tc•rreno dall'altra è come creare degli alibi elle non servono ::;c non a coprire la nostra povertà di document.i biologici a.tti a. risoh·t>n• tutt·p lt> incognite etiologiche. 10o Vi è luogo in(atti a coushlerarc che: a) non si comprende ancor bPne la posizione morfologica e biologiè<L del bacillo di Kock, sia in rapporto a <wrt<' :-;tr<'ptot.ricee saprofitiche (San felice), che agli altri acido-resistenti pa.togeni e ~a.profiti ; b) il ba,c·illo di Koek, rome qne~t ' nltimo, com<' altri germi di origine veget<tiP ed animale, come solo dl'lle S('mplieì soshtnz<' inerti è certamente capaCf' di ben mi:'i<'r<'voiP roRa, il follirolo giganticclhùare, che non è la tubercolosi ; o) il bacillo di Kock n on !';(·mbra sP-eernere ·tossin<' solubili od antitossine, poìchè i fi ltrati e le trit.urazioni baeillarì non uecìdono la cavia; d) non si crea ll<'l' P;o;so alcuna vt>m t' propria inununità, ma al più quel curio~=;o cd oscu1·o stn.to di allergia ; e) re:lozioni biologiche provohtte dalll' inmwwrevoli tubercolina non hanno valort> specifico e valgono quanto (!Uf·ll<' che TH'gli stPssi casi può prodttrr<~ una. sosta.nza. proteica qun lsiasì ; i) lo stesso deve dii·!'; i di tutti i ri:;u lt,a t.i, ÌllCt•rt.i e con t1·adùittori, ott<!nuti in vista .dello l'tudio degli anticorpi e d<'gli antigeni ; g) le inoculazioni di prodotti patologici danno luogo a manifestazioni dopo 1m lungo periodo di incnba1.ione, ciò che non è proprio e solito delle infezioni batt«.>riche ; h) l'evoluzione della tubercolosi speriment,ale e di qudla ana.tomoclinica. procede' qua..<;i p~tmlh> l n,mente a quella delht sifUide ; i) esistono lesioni ascrivibili al J;erzo gruppo anzidetto, che si rivelano bacilla.ri soltanto alle pron di inoc1tlazione ; ciò farebbe supporre che in una f<tsc· della sua attività, il bacillo possn, Psserl' non rilevabile con gli ordinari mezzi. ' llO In presenza di tali constatazioni vi è da Cllied<'r::;i se il bacillo di Kock debba. goc'krt>, da solo, il tri~t.e pridlegio di costituire l'unica causa efficiente della tubercolosi, o se Psso debba considerarsi elemento contingente non necessario, ma forse utile, clel cl<'f.erminismo eli alcune sovrapposizioni f~natomiche dell:-lo tubercolosi. 120 In tal caso, la vi<t sarebbe aperta a. nuow ìpot.esi, che, foffle,' lo studio dei filtrati alle candele e l'ultra, micro:-copìo potrebbero chiarire.


146

J:-5TlT UTO DI J.n CL T~l CA .\rEDH.'A DELLA H. UNlV".:Ht:ilTA Dl XAPOLI din•t.t<H't' Pt·of. S ·. n. ('ARDAJ.U:LLI

STUUIU D~LLA ULICEMIASU UN GRUPPO 1J1 TUBKUCOLU1'1Cl f>E'I' il dott. Rocco Lovagllo, ml.lgp;iOI't> mt~dico, nss istent<· milit,arf'. I. EspJ·t•s:.;ion 1> ' Jt>l t·kalllhil• tlq.~li irll·ati di (':tJ·ltonio è la y/i('(·mia. Kt'l sangue circol:l-nt.(' <•sh:ie una. qua ntit;\ wu·iahilt> di zuct·!wl'o costituito• pl'incipalnH'JJt(' tla gltJ<·osio, s<>bhPIH\ in da l'<'{'t'Zionall' ('(] in a,ssa,i tf'Hni , JlO!l:>lt l'itt·ova t~ i M• che rlt>l ~a~{·:wosio, dc• l levulosio, 1el ma-Itosio, la ttosic1, gala tto:-;io e pc• HtN:i. E sso ne.·.! ..;nngnt' venol':o Y<lri~ cl a. 0,811 a 1.:!0 % ; il san:ruc al·tl~J1ale ne c.:ontienc cirrn il lO % in più. :';t11di di Liefm1wu <' ~tf'I·n, 11 Plliug<>r <' Beaudouin dimw.:tntHo !'be in uno ste.sso iuùi\'icluo Ja. quantitù dello zuccltet·o emJtico è costa11tc. Pnir h il mol t<' sono le ca Uf.:P dtt• tendono a fa,. v;u·ia.re t.1li va.lori, s i dP\'t' V<'llf;fiJ't' alln c>::.:i~tfonza di un mc<·t·:nti~:;mo l'P~Oiatol'e . l'ollak pensa d1e il m~:ca nismo r<•g-ol<l.tm·•> l'.;u. hl, ~tef.:S<t, glk!•mia. ~0110 i ,·alm·i oli t ·~sa. ~llf! stimolano gli (lt'g'<lni in(':.LJ'it·ati Ili imnwttl'l'P ZIICC'lwro 111'1 s:lll grH' o di el i mina r·ltl. La funzione dPI Ft•g-ato H<•i rappor·ti rlt>lla ~li1· emia <:. <.t'lf..<t· J)<ll'ilg"o· nat<t a •Ju~>lla 1lel volano di utl motm·e. Con 1:1 l':na. fnnzionf' glicogenic:t, impe1liì-:ce 1·he la gli<'l?mia amn~:uti Ct<'<•ssivanwntc, <'on la funz·ione g-li· <·ogcnelitic<t impetlii-:('1' e he qtwsta nHla nl rli sotto di 1ma C<?J>L;I cifra. I muscol.i JH~l'Ò lll'lla stl•ssn fttllzione g-li<:ogc•nica 11011 vossono fla.J1l.gO· nm·si al ft•gato , in quanto eh(' la funzione gli<-ogeneliti<'<l s('mlw:l lin.i1:<1 t<i nel sh•terun locomotot·<' solta.nto ai hisogni lr,calL La di~tr·nhionc 1LP.Llo zucchero nei tes~~tti •! pure un 1111"<-X~Ulistuo r<>golatorP. 'l'n le è pure la, tra>.:formaziont> Ilei lo znc<·hero i11 grtH~~o e st>mhra- c Lt· dc) pOi<~ a a1whe Yt>l'i fi('Hrsi 1·apidantente. I n tatti - R<lllUt)t. dfle clennsi il quoziente respir·atorio ;t] di ~Sopr;l di:'Jl ' umt;\ :tppc>na un

11om

tllHlrto d'ora dopo de11'in~<·!"tionc di zncchPl'•). L'cl imin<l.zionc r en!lle è lllt altro n~olatorP. dc.'lhl glicemia . 8l';so però nou inù•rvirne in condi· zioni normali. Lo zucclwro del sangue si trora. sia. m•IJa p:nk t·Ol'Jlll · scolare dw nt•l pla~ma. La lllaiìsima. parte i' ro~<'t itnita .!allo ZIH:<' het·o plaosmatico . .Ntll:t g-licl'lll i a JSi disting-uono: l • nn o zuccltero lib<>ro; :!• uno zuoclwr·o prot('icO. 1• La I]U:tntitù llello ZIH:C"ht>J·o libr-ro 11011 pniJ sor·pal-'s.lr<' lH! II'iudi · vid no nor·ma.Je nrw ùa t a. ciJ'ra (so~ l ia·), <ti <li :-:opra de Ila qn:l](-' a.n-i<·ne l'<•liminazione renale. Ca so~lia di elituiuazione è un <lttr·ilmto perJSonale, sia in couch· 7.ioni nnrms.lr eh c p::.tolog:iebe.

' l


STUDIO DELLA ùLJ('~~MlA SU UN (:RUPPO DI TUSERt:OLOTICJ

(.J:ì

'J'all• soglia nei òia.betki aon è però <>~naie a quella. degli mdividu: normali. Ha.gedorm distingue 1~, soglia. di elimina.zione da,) <:o.qitlctto ta~>sO di a$.<similazione. Questo Col"I'Ìsponde alla quantit;ì !li id ra.ti di nt rbonio ingeriti ·c he uon d ànno iperglicemia. L~t ~>og!ia si a.bba~>.-sa. in caso di ll<~i<losi Chabauie e Lel u~rt èonesitll•· rano la soglin del glucosio come mobHe. Nei diabetici possono av~'rsi i cosiddetti eccfJs~>i cLella. soglia, chP in \'et•it;\ non dipendono da di~&turbi del meta boJismo, ma sono piu tt 11~to • in J•ela.ziol}(' con fattori renali. :.., Oltre [l) w cd w T'O libero esi,.;tc il cosicl,•tl;(J r.uc<:ltero proteico, 'a.! e a clire combinato con le pl'oteine. l,o zuocbero esiste in propol"7.io,;Ji r;iù o meno elem.te uelle pmteine <lei vari plasmi e pnò e~et'\l sta,IJihto un rapporto tra; qnè:-;to znc:chero proteico e il tenore in a.z oto della Sl •'5tfiiJZ;l proteica: rapporto c he cost.ituiS(·e una costa-nte della ~ecie oltr(' (·he una costante inòividuale. L'in(lividuo norma.le pre~ent.1 un quautitativo di wccLero liu~tu J't'lntivamente tisso; qn~>~to rpmutitativo pt:!l'Ù puèl anmcntat'(', (!() an('hè nl•t~vol•rneute, in t·eJ·te ronùi1,ioni fì"iologichl'. :":empl'e tlw d sia pa:-;· ~aggio di ZIH'C:IJ(>J'O llt>ll~ Ul'Ìll(' C"-"'0 SCI'V(' <l· C<II'Httt!J'ÌZZ<ll'(' la <':I•J1l1<"ÌtiÌ ùi a~similazimw lhlll'individno ùi f1·ontc ad un da t o znccherv. Lo zucchero proteico è pii) fisso, ma anche esso ,.;uscPLtibile di va· r·ia~ioni pet· lo più patologiche o a.rtifici<Lli. Die11y ammetti' nua sn~lin tliff~·eute per dascuua di queste qualità di ?.tll'<:hero. ~i 1 ~11&'1. ù.h al1·uni che lo zner.hero proteico ra.ppresenti una. seconcla fol'lna di l'ise.rnt· clc>ll(' materie zuccherine. E ' probauile che possa pure ra,ppre;.:.~nt;LJ·e u 11 ter· nline di pa.<:s;tggio tra le sostanze idroc;trllollilt<> e le ISOstau;r.e pJ·ot <>i<'ht!. llue seri ~ di esperimenti pos8ono <:onfet•m<tr~> qt~estc ipotesi : 1° Lo ~ucd1ero p(·oteieo può fonucnsi m vitr<• a spese ùi ct>rti zuccheri e co~>tituii'Ce per es~:;o utHI nutss;l in 1·iserbco sott,, una ll •tov:: frwma.

Levine e llcyet· hauuo dimostrato rhe se ::;i mette cn (ouldto d.J eli pla~ma mnS<:olare e glucosio in JH'(:'senz<L . di Pstm tto ;wqw......o ùi pancx-ea~. il glucosio non si distrugge, m;t. entra in nn:L (•omhiuo. :.:ione da.Jia qua.Je può e~re liberat.':IJ pt•t· idt·oli!':i adda. C iò 1-'olo pH il glucosio e nc)n per gli a.ltri zuccheri. :J<> r..o zuechero protc>ko può e~sere e hl borato n li \'t! Jll(t d t.: i feg.t td c·on messa. in libertà, di zn<:.chet•o libero. Il sangue 1lelle sopra· cp~tirhé è infa,tti più ricco di zucchero libero the non quello della porì•.t. T1 con· t.t:}t.rio si verifica. per lo wcchero proteko. Lo studio di tutte queste pa.rticolarit:ì della g lkemia 88!it!Du; pat·ti · (•olarissima importau1,a nelle ra.l'i<• f01·me ùi dinbetP.

~uc.co

II. Sono notissimi i rapporti tra dia.hete e tubercolosi. Si sa., infatti, eh ~ i lliabetici sono paJ>ticolarmente disposti u lla tu berco1osi, che questa assnme nei diuhetici un a.ndameuto s pecin le e che può migliorare


col udgliorare delle condizioni diabetiche. Ciò che è ~tato poco studiato è iJ fatto l'CCÌ(Il"OCO, \·ale a dire l'influenza della, tU I)P.J'C.Ol OSJ Dci Jia.!.>ete in ><pecie c :<ul •-i<:ambio idrocrwbnna to in gell(~rt>. Yet·ameute quauùo noi parliamo di tuhe•·culosi dobh!a ·no ~wmprE> faJ·l• dPlll' disrinr.ioui. 1\ulla. d i'• 'li pì1'1 Y<tria.llilf' di un individ uo t ubercolotìro. "\'i suno indi\'iduj, infatti, nei quali l'infPzione tuber cola re si •·voh(! prog•·P.:ssivame11te senza che l'organismo sembri, iu .rpp<l.r«•nza. t·ist>ntiJ·p g-ravf>nwnt~> dPlla atl't>r.ione. ~ono qnP~t.i i tnbpJ•,·olot iei nei qual! l'equilibrio tra. gli antigeni e gli antièorpi è più o meno perfetto . ~ono i tubercolotki non tossiemki. Altri indh·idui, invee.:·, ant:he t on lesioni minim(! febbricitauo , dimagrano, manifestano evirleuLemente la. inferiorità dei loTO poteri difensivi. Si com pTenrlc J>el'fettu.ruentc che l'iutluenza, dcl l'infezioue tuber<'olare .sul ricambio dE:'gli Idrati di cn.r· bonio llOD potrà essere \Jgunle 11elle due categorie rH inùivi(hu. Fin ùa molti a.uni or sono 11877) Lecorchè a.ve,·a pPnsaV.. cbe la tubercolosi specia,lmente ne ll <> >me fasi evoluti ve potc~;:e <Werc in lluen7,a benetica sulla, sindrome dia·bctica fin o a. giunger e alla completa spatizio. ne della. glicosuria. e di altri sintomi di diabete. Es!':a qnin<li a.umente· ['ebbe la. tollera·nza per gli idt·ati di carbonio. Labb~ però. che ba stu· dh1to attentamente la cosa, non la peusa così. Egli a.mi1tect.e, invece , precisamente il contrario, vale a. dir·e che la. tollemnza p.:r t;li Idr a ti di carbonio diminuisce nei diabetici tubercolotici e la dimiHuuone del1a glicosuria nei c:tsi Ol:\8C1Tati è di origine esc!Ltsivamcnte ali.rucBtan•. L'infel'UIO in ~tato di C'.acb«:>ssia si i!limenta sempre nteuo e l'inge· stione degli idta.t i di en.rbonio <lisrende nJ. limite di tollet'lHtz~t del ma. l.n t o. I n certi caF:i le ma nife~tazìon i del la tuberrolcsi 8etnbrano aver p~"erNlnto di molto tempo i sintomi dPl diabete. Tenendo pr·c;;t>nti q uesti ca,c:i il Poncet Ila. po:-:to la questione delL'L origine tnùercolare del d ia . bete. A n che Ba.gne insiste molto su tale ipotesi e consiglia ,li indug:~ re più a.tt.entanwnt<' in proposito ),:Ull'originc del diahete: Del resto a.nche teoricamente ptu) pre.c:umersi che la. infezione tnbeJ'col~u·e :t-hhia i n sè moltt> f·Ot!Cl izioni pt'l' e..'>!;eJ'<' fn ttorP etiologico di d ititttrbi del ricambio degli id t·ati dì <·arhonio. A pal't<:! il valort> dell'in · flncnza della f1·hbre, le tossine tnhf: r('l>lnri (eccetto pochi cast 8peci:11i) !iiano es><i i ve leni S11l n bili, siano i vel t: n i ndP.renti, siano i corpi l»H.•il · la.l'i, Ta.ppl'c:st'ntano, nel ric.'lmhio. dPl le spinte t>vol11tive n!I":;O il c.tta· t,oli:-:mo ~~ ~op•·u tutto \·erso la dL-;truzione dei plal>mi. ::.;,~ (Si pcns;t che nel tubei'(~Olotico nua grande QU>lntitA, di sostsmzt! protckhe vengono e la bora te può hen issi mQ presumeJ·si una maggiort> produzione <li zucebcro (forse proteinico) dal loro metabolismo pi•) n<.:· ccnttmto. Ma a. p:u1:.e dù non bisog-u<t. dimenticare che nel tubHJ'Colotico il si~tcma end()crh10 è iu t.'<}Uilibrio in~tabile. I nfa.Lti a. pa.rtc la facile localizzar.i.o11e della tuhercolol':i nelle glandole a ~(>(;rezione intf'rna, queste. ris~nto110, sia funzioualmente, l'i a. a.utoma tkamente t iu fi.a mmar.ione <la tossine tubercolari) dell 'infezione g-enerale. ~p<whllmentP il panct'C'as e Ja. tiroide nel tuher<.:olotico debbono es· s·~n· (H'<::-;i in Cflnside1·ar.iotw. ~f;t piiÌ an<' fll'lt <~ nPce~sario por mente a.llo ::-tato delle funzioni i'paticlle. Nei tu\.teJ·colotici $(>er•'almente in otvlii •

•

'

....

il


;:.:r:JVi. C'.<·d~:~tP g'L'<Lv<• iu~utlicicnza.. ùe lla. funruouc epa.tiea con p~ibilitil. dello :-dato wsirlett1) di n~ontili:t o inJoJufficienza glicogenetica d ~l ù·::,rato. ~l tH>shl· ;wrehbc il fon<lamC'nto in un ùisturbC\ i ntimv, funzìonale delle

(•f.ll ulf' epn.tidH·. l'Ile s! tr:Hlunebbe in una incapadt.\ fonn a.ttva d el gli· (.·o~eno. h:a~: DP I lal,oratot·io tli Emhdcn ha. svilupptitO que~ta tt·oria. CTb,·1·a.p. Halbnwua.tsch , 19:.?1). Il glucosio per divenire glieog~no .d<'ve 1·~· r(' ·1n oèli fi t' a.r.o prima.. in 1m con t posto enolico più vicino a l le ru l o~io r. h(• non al dl':o;tro~io. QuC'sto composto enollico èorupa rirebbe <~ nche n Pile l.J·:t ... rm·ma.zion i cl el glico gene in glucosio. L'irnposr-;ibilità della, [Ol'UI<l·ziont~ d Hl composto enolico sarebbe in f Òn<lo Ja. sola C<Ul&'lo eh•l diH bete. Ne r isulta. una più difficile formazione di glicogene e una p iù rapida formazione, a spese di f!Uesto, di zuct-lt'! 'O nt.iUzza,ùile più facilmente. L'Ilot·cl<•n, ilf!nale tende a. simpatizzare con qu(•.:sta. concezione, t>ensa che eRAA p()io;sa r a.ppr esenta.re un ponte di pas~aggio t.1·a la f,·OT·in •Iella :o;I)Vl'<l procluzione e quella, della iu.5uflici"nt~

1·• •n• hn~o0t i oue. D. Nayt·•· e nunchl l't>ct•nt<·mc tll •~ una teoria simile : l'azoa milia, Hllfticiente a. spiegare t utti i ùi:stnrbi di nutrizione (!.e aM Hnpa~nnno, 1Wi diabetki. i distlwhi del metabolismo degli id r-ati di carbonio . . ; . f..}]i autm'Ì. amel"ic:aui pe-nsano cl te n disturbo b!!F'fll e del eh a brtc ~n­ 'tCfl'!;S3 alle volte pl·ev<dcntementt• g:li idrati di carb<inio e :lltl·e volt.- i gr:lll;si e gli alùumiuoicli. Pott·ehbt· invece darsi c he t'E'SO n nn w t ~JY.,.,i pl·~mitivaH•<·ntc• che ;!li idra.ti di c.;t.rbonio c che J'aesen:m del glicogeno H fega to sia l'un ira t' il n>:n cl('i d ist11 rh i verificati nel meta.holl;&mo dci g NI J::Si e delle prot.oinc. Ro~Pl' <·~ •sì l'inssUJlle l e eonscgtwnze delle a:--,.oamilh•. Senz:t gl icogene 1a, CUli! h111o0tioHc dei gJ•asE:i è di~tm·bnta n el fegn to, h é!istriuuzlnlle d el · l'a<'.ido '""'~jhutirrico e delt'ncillo (•til<lifl.(;{·tico, c he sono considerati come un prodotto intermedio delle loro digrada:r.ioni, non ~i fa p it~. Coz.~ì an· c he pe1· ht distribuzione degli amino-ae idi c he sono. ('nme ~i sa, i primi Jll't)j')otH tlell'idratazione drgli aJhnminoidi. · Gli stndi J't'i.:l'nti :-:n l potc•J'(: glicolitico degli individui, b a.-..<:a.to s ul 1·<ti.n-po11anwnto rlell'a nidrid<! carbon ic.:t. n e ll'a rca a lveolare dopo l'inf J'oèluzio n c di glucosio, dimo~;t1>ano e he uei disturiJi epatid la combn· >'tione del glu co~:>io , t?l 1limiunita . Disturbi a n aloghi S(•uo sta':i rlscttutrati negli stati tiroidei chr.· , come l;Ì sa, sono cosi frequent i nei tn!JNCHiotici. . Osservazioni analoghe sono state poi fatte nei ieùbricitauU in geI:I! I't- e nei tuhercolotici in specie~ A.chard ~~ Loofct· h;li'lll o dl<to c·.h.; ln. feb.bre diminuisce il potei~ dell'organismo di bruciare glucosio. ' ., D esbonis l•a n otat o l'iné:tufficienz..'lo nel caso della polm0nHe c clella feohr-e tifnidt-. Robot Jo ha notato nella grippc . Per ltuello c he rigua.Na la tuùercolosi abbiamo due osseryazioni, 1tna. n~lla tnh1·1·colosi ('avital'ia, e 11D3. in caso di ~;ranulia. . ~t!J pr·imo e~teo ~l •' notato in!>;uflici(lnza ~li coliticn. evidente nel perio!lt; f(:h!.n•ile c<>n glicolh·:i rwt·male nel JWl'iodo ùi a,pimssia Nel .;;('!'ondo G<l S•> s i è n ~~;~·to evidPntr. ins nYfìrien:-::1. g-licolitir,;l,

el

liJ- Uinrullle <li ntrdicinrt 1uilitar~. - Fa~c. I Il.


}iiO

STUOlO J>ELLA GLICEMIA SU UN ORUPPO DI TUDER COLOTJCI

0SSERYAZ10Nl l'IIDSON.~J.I.

H o volu to eseguire un certo numero di determinazioni deUo stato di glicemia tenendo <'onto della, evoluzione delle lesioni, della- tempe~-

tu ra e dell'~ limentazjone. I risulta.ti otteuuti sono riportati nella. tabella. I. Metorlo:

Liscivia- di 8oda a.. 36 B• ccm. 20. :;a,Je di Seignette (tartrato sodico pfJ~nssico) in soluzione ll>l 40 % com. 20. Rolfa.to di rame in soluzione ~l 150 %o ccm. JO.

Rcattivo di 13crtrand: ~olfato ferrico gr. 50. Acido solforko pur o concentrato gr. 200. A cqua distillata q. b. per uu litro .

•<.:n71t~ionc di permanganato al 5 %o:

11 cont1·ollo del titolo Ù('lht !'iOln:r.ione si fa nel modo seguente: F>i pe~a. esattamente gl'. lJ.lO di ossalato di ammonio~ lo si sciogli(> in 100

<'..C.m. di acqu<1; indi 10 cc m. d i tale soluzione ven~ono ad d i:r.iona ti di 2 ccm . di a<:ido solforico e titolato con la soluzione di pe1·mnuganato fliluita. al 10° fino a tinta costante rosa.. Se ~i d ivide u na costante K = 8,9!1 per il numero ùci ccm. usati nella soluzioue di permangamt to ~i ottiene un numero equivalente a quello dci mmg. di ra.me ol'.lsidnti da n n C·cm . di essa soluzione. Es. nella titolazione ven~ouo consumati ccm . 9,8 quindi un ccm. eontiene mmg. 0,91 di r ame derivanti cioè dalla- divisione. di ~ , 95 per 9 ,~. Tecnica del metodo. Un dosaggio di zncc!Jero nel sangue importa t r e operazioni succeA· sive: 1° ra-ccolta; 2° dealhuminazionc ; 3° ùosHggio delle materie zucche rine. llisogna essct·e svelti a metter!' il sangue in contatto con il reat· tivo anticoagu lante per evitare la glicotisi. 1• Raccolta: A mezzo di una si J"Ìltga. sì pi·elcvn.no due ecru. dì ~angue da una v enH del bt·ac<'io e si verRano iu un cilindro graduato che contenga s,ltrettauti due cero. di soluzione satura di cloruro di sodio. 2° Dealbum inazione: · A mezzo di una pipctta gradnat<t· s i versa nel cilindro, dm·c si trova il sa.ngne fluido, ccul. 1,10 di renttivo di ra tciu e s i agit<l> con una bacchetta di vetro fino ad ottene1·e un coagulo frantumato in minuti!':l'lime pm1Jce1le, indi si neutnllizza con soda e si ria<'irlif]('a cou ac1do acetico fino a r('..azione, debolm<!nte, ma cleeisamente acida , si pot·ta a lO ccm. con acqua distillata e si aggiunge un pi:r.zir.o di polve1·e di zinco p<,t" elimjna,re un eventuale eccesso di mer<'Ul'Ìo, indi si filtra. Per evitare rhe po!':Sil perdt'J"Si QlUùcbe goccia è hnona pr-atka di lava1·e le albumin<'

'


J,) l

'J'aildlfl. l. · - ·===-~-~-~-~ --

(!>'."·l

IJIAGNOSI

l

l

-2

-:l

-·l

l

ICU)/ IJJZ10NI GE:-<F.RAJ,I

T~i:IU'ER.ATUHA

iufiltl'uziouc> bi h ot.t>rnl<'

a · oessi f<:bbrlll tll trat· 1 o~tinu' to in tratto, sangut.>

t ubr rcolosi ca.,·i.

u p in tit'n

i pt> r·nutrizio ne

1.2 0foo

ottimt>

rw a rut lt'

1\.7 o/oo

prelevato In porlodo l l •li apircssln l

tar in

-

cata IT(I biu.picu l.. t.nh· o•r•o lnn'

rc bbre scrolina. :;nu· .:rue JJre·evato lu po· rlodo ùi R.flÌ t{'~Sht

di>!ert•tp

n ormale

IU~Ii

ca.t al't'o bi a picl'l.lr-

1tpir·etico

discl't tt'

norm .-r.Le

l. :1:1 °/o<r

ipenmt.rizione

0.!10 Ofon

ipernutri-

l . :!0 o;,.,

.. lwouco-alv eolitt•' febbre continult l ;;codutP

--

A.Ll:\IE~TAZ.I OLTOI!:· lillA

tuh ~ rcolaru

u;pett. pmnti v o

-- infiltt-am<: nto d· · (\

nf, bbrilt·

buone

s tro

-7 t ub:' rcolosi cavi-

'l~

bronco- alvr•olitt·

- !l- coxite tnherrn·

-IO-

normale

f .b briC'ita nl"

»cadute

i p .-m u triz.

{, bbt•P

:'lr~adute

SCUI'f<l~

af~ bbrilr

discreto

disct·eta

1.50 o/oo

buon:t

) .09 °f,.,

buona

O. 90 Ofo6

buon.~

1. 50°/(\1)

g11e pro'ovnto in !)(!· o•iO<lro Rt bbrl l(>

hnte i ttfilt.nun r nto bi· latr rale

-11 pr r it onite t uht r· lir ve f._ b br·e ,.;ero- :>eo.dute - 12-

t in o

colurt" p l om· it e tuberrolare

--J:l pleuriL"' t.ubt"rt·n·

-

to n ....

discref,p

CobLro serotlna. ::;an.

tar in,

-H

o/...,

llfebbr·ile

scadute

11 te bbrilt·

sc-ad ute

-

1. 25 o/oo

') Of00

-

---0.20 ù '"'

la n • -

14

tubercolo!li ('>l \"l · tori{r

f<'bbt·e con tin ua

scadutt1

normule

o. :lO o•,.,,

l !i

infiltra mento tu · bercolaro

ttfl'bbrilt>

buone

ipentrttri·

1.30 o/,10

-

-

ZI C tlf,.

..

_

16

b t·onço-alvco lite

fc hbre continua

.>caclute

normttlt·

o.:~o %o

17

tuh;-rcolos i cavi-

febbrE'

scadute

ararst\

(l. :20 o/.1<)

tMÌfl

-

l8

in fil tramen to

a f, bbrile

scadute

ot.tinm

O.IJ5 o 'oo

19

infil tra m m t o bilaterale

io.: bbro

scadute

discr·,, t.:;~

O. .JO 0/oo

20

p r riton ite tubar colori'

febbre

scndute

SCI!l'::i>l

0.25 °/00

-

- -

-

-

.

- ----


J.-,;?·

:-ITI ' LJII) 111-:1.1..t t.J .II 1-:111.\ SI' \ ' 'i ' ·I<Tì'I'O Ili 'ITIJ EH• lll .fiT II' I

,..,n;.:-ulall' :<Hl tilt "" ron ;l (o (j ITIII .rli a1·•111a rli,..tillal:l. A qne"'tu )Jtltltn la rlr·:ellolllltiuaziotu• t· c·otupiPta e il tdtrato i· pc-J·ft•tlaiiH'Ilt-t' in<"olnt·t·.

:1· l llli";l;!l;Ìtr dtoll(• lll:IH: t·ie Y.Hr·r·ltct·illt': l n tlllrt c·ap!<ula di port·PIIall;L si \'f·n=cril il tilll'<llo liu.pirlo l' YÌ si JO ccm. rlt•lla solmdolll' r·11prntart.;JI'il·a. indj :<i l•Ol'UI all'l.'· uollizi.,ll!· lf•ttla •·l1l! olllrl·t·:'t 1"'1' tl'l' 111Ì1111t.i Joo:-r·i:l si t·alf t·pdda ht·u~W<I· m(•lltr· e si an·:·, al f•rllrlo 1111 J)l'l'l:ipit:tttl """'"'' ol t os:<i dulu di J·auiP. ~i r'lecauta il li'JI1Ìdo al tiln·o e 1'11:-::<idulo l'Ile 1'1':<1 ,\ >'i ~·iog-lic \'l.'l'SHIHiu,·i :-; ccn1. rll'lla :<oluzioue di l:let'ttauù. :-'i tilu·a lenl.llHCIIH· ~;,,·auùo due v tre volte c·oo :11·qua. di:<till at;~; ti<:pida. t::;i otti1•11c eosì 1111 lwl li<JIIido d i 1111 Lt·1111issimo color n :J·tl<- n•:u·c. l 11 qul':<to liquido otlc·mll l) ~<i n·~ da una louretta gt·a.Uua ta la :sulnzione di pennaHg-an;~to diJu i ta :11 ÙI!<;Ùlll) tino a tint<.1 costante rosa palliùo. Il (·ah:t)IO dd risultato :d f:t nel modo >'C;!:H(·nte: l'L'emesso clJr. n el la tito lai'.ione :<i ~<iauo nsali ,.,. 1u. 3.:. di solm~ionc di pet·ma11ganato, quest;~ qii<Ultltà •·orri:,;voul.h· a :~.5 x 0 ,91 = 3,JS mmg. di rame; r iH<'Ci lltrantlo )l(!)la t:t\•>h1 l 1! ()ll <lntitil di zuccheJ'O cot ·ri ~'<ponde nti alle q•HLIILitù. di J•:tmc c·hP si l'iun·ngo 11o Jlf•lla dt•ll·t·mina. zione, tro\'iamo che ~.1 0 ronispondon ,, .1 wmg. l .(i rli zHt·t'lw1·o. l n a~;.d1111J!I'I 'ÌI

'1\le:-.to ca8o si poti':) ~ta.h ilirc J:r st'g'III'Jdr• [ •l'olwl·ziont·:

3.10 : X, G = :3,1~: X onde l.6 y :),lb X = - - - - = l.CI 3,10

quindi 3.18 corrispomlt· a 1,6~. Poichè dmHIIIP ul':.t JJilllg. l .ù-1 c~t·;ttJO i n c<:m. :t d i san~uc per r:ipnr1.<H'c a l mille :-<i moltiplica per :~no <' si av1-~ mmg. R20 in 1000 ccm., cioè 0.82 o:.. RrunP in rnlll igrloOlllli

Zttt''..("h<·rc, In rnllllgrnruml

Huuw in mlll lgrunnni

1 ,!1:1

1.0

4 ,u:,

2.1

:..U;)

l ,l

-t,:!;:-.

•) • l

):""

1.:! l ,o .,

4.4fi

.

.-··•·l . ., --~·,·· .,- , -j;,

Zm:rllt•r( •

in milliJrrummi

., .'

-.·~

:~.(ii",

-t,~o

:!,HO 3,10

1,4 1,5 1,6

:..20

;{ ,({(~

1,1

5AO

:J,iiO

l ,l-3

:;' (j{)

~.9

~.70

1,9

5,7";:;

3:0

3 .R:i

:2.{1

!,J);;

:{.1

6,1:>

3,2

5,ou

V cstocu1don•! del metodo è aasai semplice e l'apiùa e controlli s pc;.;,.:o t-•wg- n i ti con soluzioni titolate di ;J;hlcosio mi al'<$icura no dell:t bontù <l i t~sso.

-


<'O~('LC~IU~J. ....

])ai. J·isu! t<t ti otu·null posso t.1·ane lt.• ~cgueuti couclu~Sioni:

1° Xei riguardi {\(•ila glicemia i tuhcl·t:olotici l'i possono dividere in tluc <~a.tegoril•: qudli nei quali il Ulsso ùfolla ~ liceruia, è di molto SU· perioJ·p a qut>llo clell'iudidduo non11ale c} fJtwlli nei qn.ùi è iuferiore i :.,)o I tnbercolotici, nei quali llhUH:ano la rc·:1zione febbrile e h1> ra-c.he&-;.in , pt'fsenta no un tu:-;:,;o sn pel'iol'e al not·wale. T a le 1LUmeu to i! (]ovuto sia. <1.1la. glicogenolismolisi elle a.LL'a.umcuto della produzione di zuechero per la maggior distru zioue (.)i sostanze proteiebe e probabil· mente anche per l 'nltel'llta. funzione glicogenetica,; 3° I tubercolotici febbricita.nti e con nutrizione s<.adutn, hanno invece un ta..,;so della, glicemia bassis:simo e <li molto inferiore a.l nor· male. L<'l· dil'òccsa dei nt.lori delht. glicemia twi ca.si gTa,·i deve probabil· mente a.ddebita.rsi a.U<I diminuita .nutrizione, sia. per -se<wsa introdu. zionc~ di cibo ~ sia per rtimlliuito a,'>Sorhimento per la fumdope dige.<;tiva _.alterata.. I n qun.\l'he <·a sc• può ancot·}t, addt!bitar~>i ;tll:t maggiore <'Om · bustiòne dovuta a.ll ~t, a.ttidtù delle a.r-.~ociaz ioni batteriche. BWLJO<: HAFLA. .1\.l:ilt., 19:tL Pa1·is Jtedìcal, J!J·!n. l·:suu F Ellt-:n e NORGMRD - .4 eta medica scnodi.l!arica 1921 e ''•" r.ongress0 francese di medirina. LEBt:nr - Pre.s.~e .\f éd·i call', J()lO. DI E:>:\ - Hev-ue scicnti{l.que, nm·em:•ro.:>, 1~t:?O HOGEH Présse Médt.cate, 192~. ACHARII - Arcft. àe Meà., U/11'., 1(101. ll ~~nn:-. t:-, 1'h ese de Pari8. 1914. Ht:Rirr -- c. Il . soc. rte l?iol. ·~il ·(i·l!J I !l. Mf.UIZ I.X . B .1 1:1JEI.X -

..

OSPEJ>.\ LE '.'Il [LITAl{E PR11\ClPALE D l JlOLOCXA

lftDAfilftl EU601TE SUL TORUE In un Anno DI EURtUIO RAHIDL061[0 [Oft SPE[Illf RI6UIRDO ALLE M!ftlfEUIZIDnl TUBERULARI tn:ZIIll l"''' il dott. Umberto Comelli. c·upit.nt•t• nwdit•o.

r...~ t·a,diologia. cosi brillantemente :tffermatasi per la grande edl iu·t uitint importanza giustamente acquistata nella determinazione delle fl_iagnosi. trova largo impieA'O ed assurge ad ec(:ezionale mezzo d'inclagme a.uclle nell':tmbiente militnre. Infatti la possibilitì\, di ritrarre l'im · lll;l-~i Ire d i organi prof<rndi, interni, nn scosti da altri YÌ5;('t'l'i, rn p p t·~: -


:scnta.ndoli nella loro forwa e l;truttura st!Uza t'et:<H"e a lCllll ùaunv cd

anche ad insaputa del soggetto oda esaminare, costituisce il più prc ;doso, iurlispen>;ahile au:silio del meclico militat·c iu ll~<ltet·ia di medicina lega le. L'ultilll<l· grande guerrà ba portato una llUO\' a fonte per le ricerche ra.ùiologiche, .sia nel campo medico che chirurgico, per la necessità di fornire ai col legi medici - ùepnta ti a ll'n.sscguazione delle pensioni di guerra - dati quanto mai p1·eci~i per la. valutm~ione della minorazione acqulliita. in t·npporto alla capadtil Ja\'Orolth·a degli individui colpiti. Ed è perciò cbe i gabinetti l'adiologid degli Ospedali militari banno assunto particol:we importnuza eh.- pttÌ> facilllleute d el'uliH't'l'<i dallo sta.tu <l i a t ti d tù i n cui s i h·o•ano. Nel t·t•pat·Lo •·adiolu~ko dl'II'Uspc·tl;tlt· lllilitat·(.' di llnlo~ua, Ù<l m c dit·etto, in uu UlllDo eli Psel·<·i>'.io r;lt]jc>loj!ÌI'Il (ag-osto ]!):..!::! - agosto l92;n :::vno stati compiuti hen 5-166 esami : cifra questa- che dimostra e confci.'Uia quanto in prec·edt•nr.a ho C'l"J!O:<to P :>ta bills<:e un ~t·aflO di funzionamento TIOil I'CI'to infel'iot'C' il tjllt>llo UÌ altJ·i g'<lbÌIWtti dt>]]a !S[Jt'Cialità.. -~LL'I'Xl C(!.\'CE' I' l'l t;E:"'t-:HALl IJI 'l ' EI':"'It',\. Per l(U<IIJUI l"ll'ifCri!SCC alia tecnica jo:eguita ~;i è :ulottatu in l!T<t llclt- pt'I'Yal<•nr.a. il metodo della radio~opia, cbe, a1 vantaggio nou tL·ascnrabile di ordine ecouoruico, unisce qnello di perntett<·t·l' l'os)<PlT:t:dont· di •Juasi tutti gli oq~:llli andw ~l· vitari e dò iu pnC'Iti ista11U , 11d1E.• più ~''· ariate incidenze ::;utlo gli occhi dell'OfSser.,atore, il quale J•a cosi jJ campo Ili se~uire non f<olo il movimento degli orga ui in c~;aOLe c eli vedel'li \'i vere (Menò es), ma di studiare altrp.-.:ì Il· le~ioni d1(.' prescnfatto in .t·Phlzinuc ton gli ot·g-;tni dt:ini ahht·an~ia ntl~J, pet· ,·usì dire, tntto il q n ad 1·o murhol"o. I Y;u·i oq,r;uti, lPg-ati ft·a lol'O da qu1~ i t•appol'li 1·h1· l':mahJtnia <:.'ùl l"l'gna nella formar.ione della mac·chin:t tUuana., JWest~ JJLanu un:·~ I.Jen più vast<t. e ùelicata solitl:u·ietù fttm~iouale -- siut(•><i ch·lla yjta - per cui Jl()O possnuo senza eli(.• 11(1 \'1'111!<1 inlit'l11nto il g'llttlizio clefiuitivo csRert' :-;Pp:tt·atameute $<tudiati. Così IIPll<• nwlnlrit' tlt•U'appal':lto J"espira.tovio non è j)Ol""iltiiC' snlll'al'l"Ì anc·li<· rlall'l's<IIIIP tlt•l nwdia~tino 1! :::uoi OI'J.!<IUÌ, rlel l '!!~<pa usihilitù ,u.. frnm ma tic a ~' [Wr <·oll:<:(.'gneuzn it('i so1tostanti vi ;,ceri che ne pos.<sono al t era re le uonu:tli f11t1ziom. }f oltcplici :;ono lf' ca,use tl'crrot·e, ma il 1·adiologo t,ene csel'c i tatu, pur timaJlendo nel ca.mpo della semciologia, puè1 troYat·e n<•l la J·a.ùios<:opi:;l 1111 ecceziomli·! lllP.Zzo d'iuùagiuc IIPl r·a111po nosl ,.• ,, spt>t' Ìt• p1·1· sotltli,.;f:II'P allt' c·omuni

nc·cessità diaguostielte. L:t l'a{liogralia ì· stata e:::eguit.l in q1wi nt><i, t·t-lati,·auH·ute 11on uu mcrosi, in cui ln. ra.;t io~t·opia. non erfl, pos:si bile, tt·att<tuùosi di ricerche

sn organi molto profo11tli C' qtta111lo i dati raccolti allo seJ,c•J'mo si preF;Cnt:n·ano <li diffidi<· P duhllin inf(.'I'JH'f'ta:~, imlc o <Juando infi1te si richie· rlcra un docullu' nto iJtt:onfutal,ilt:, l"Ì<l JWI' qu C~' t ioJti lJlcdic:u-leg:lH che pet· intm-venti tltiD'nrgk.i. T'i~J·tt• lldo dal <:O.II!'c·tto l'il<' il 1ubo fa. la lmona, r~\diogr•afìa, l" i ~~ llH'!-:sa la tll:cl"l"itua :t t fl•uzione ut•ll:~ ~l·<·lta. <l cl m<·<leRimo in rapporto allt• t·P~icm:i tla P:<:ttuill:tl'l' , pr·cfcn'ndo i tnhi molli come qnelli rh(' d:ìnno i lltÌJ..diol·i l'nllll'a~<ti l'ti i t·:ltliogJ':Innui pii't lll·ill:lnli.


155

1:-:0AGINI ESEGU lTl•: SUL TORACE IN UN ANNO DI ESER CWO, ECC.

I'er l' appara-to respiratorio in modo speciale l'utilizzazione dei tubi

u.-.Mi, con alto miliamperaggio, permette di fissare dei dett.'lgli e particola.ri di s truttura. veramente notevoli per le conclusioni ·che ne possoxiu ò<·riva.r e. Ed è appunto eon una tecnica r igoro...<:n., e quanto più possi· bile perfetta, che si riesce, su questo difficile campo. ad eliminare mol· teplici c:wse d'errm·c nell'interpretazione delle varie ombre. L'adozione dellè pellicole a doppia emulsione che permette di ottenere, a parità ùegH altri dati, effetti sicuri con pose ind ubbiamt>nte J~iù ridotte ed anche rapidissime, è particolarmente indicata pe;r apparecchi di media potenzialità quali quelli cllt' costituiscono la dota-zione, ulmeno nella _~!l'an cl c maggior:.1.nza, dei uostri gabinetti militari. Volendo ora pr·ocedere ad una classificazione delle varie e numerose 1·icerche eseguite' sul torace che rappresentano il 72 per cento del numero g-lobale delle Ol'l~ervazioni fatte, secondo hL !';e<lP topogratka c qualità della lesione d<'stm ta dalla interpretazione radiologiC.'l, si hn. il seguente quadro, che mi tiseiTO di completare, in nn prossimo lavoro, con i lati r·elativi alh• altre •·h·erC'h e esegnite: o ;::_

Q

.c

o do~

..... 2

~o

-c:!

~~

~"'~

-:> B

"'8

....

m ·-

~"'

"'

·- 3= =~= O •v -

~=i .·E o ~e~"' ~e

":)

. .. zgJ,

C.'

Cl.

.,

·-od "''", ...,_ _~o

~

if:

c..

z

-<lç

r.:

..:l ..; E-

o

E-

..:

Gabbia. ton~cica

;!5

22

P1eura

85

114

1049

3

Polmoni

Hl

~:!8

1170

!)~

Ouon·

2

:l

Aorta

4

23

Di1iframml1 . l

-.::-

:.d; .. . ·g • ~ iJ '""'C:: "'"' ;;: t3~

-- -

-

--

l :lO

!)i»

22~5

9.3'

25

125 1

2

:l9

6

-

ll l

352

:W~ :l

20

G4

8

Il>

I

-~; ~~ ~! 38() 3892

l

Ta il' di:>tinzione basat:L sul la

pl'('V~tl<'nza di un;1 lesione a.natomie<t

1·a<liolo~ icamente visihile, ri!O;prtto ad nu'altra che è qunsi aempre con~·orui tantc, deve esHt>re consi(lcrnta unicamente dal punto di ' rista scbe·

matico e òimostra.tivo. Cosi nell'illu strare brevemente dal punto di vista tlinico-ratliologico le altct·azioni riscontra t t! ali 'esame del tor<H'C, per t·omodità di esposizione·abbin.mo cl istint.o : 1° Gabbifl, toracica; 2° Pleura•; w· Polmone : 4° Cuore c norta. l " Urt/1 ù i a l nracica. - l >a (·o n t1•m plarsi llf~llo ::;chclPtr o per ragioni •li daRRificazione, il suo stuclio den! es::;ere fatto in rapporto agli o1·· ;.t~ni toracici elle, necessariamente, t·isentono ogni a lteraz-ione d ella. fw·m:'\ rlt'lln p:nete col'lta h• C'ntro cui sono contC'nntì e vict>YeN;a.. Le a-1-


tera.zioni della conformazione

S{:llelètrica generale sono t·ap]•t-e,eu tate dalJ'avvicinamcnto delle CO!';tolc e con~·'gnentc fOl'nwr.ion«' di O!l angolo più o' meno ;tento nelle inserzioni <~ostu-,-ertebrali ~-un ÌJII Wa jladtà 1·espiratoria totale od emilaterale. Sono legate '" procesRi di di!H-oluzionc~ o1·ganka. nppnt·e u1l <•Ai ti gravi di malattie o ferite plenro-polmonari. La calcifi<·ay,ìone de~la prim[t cartilagine costa.le, non ram i n q ue;oti sogg-<·tti.1 JH•ll:'l q ~rn.lr· ~i è volnto trovare un segno iniziale can.ltteristieo <li manif<'>ltazimJI' tl.l· bercolare (Freu nd), sembra piuttosto dm·ersi mette1·e i11 rapporto con la costituzione dell'organismo quale causa p1·cdicsponent<' all'infe1.ione specifica. I processi ostcomiclitki e ('n.rio!';i ('OSt.'l.li ,·engono flefiuiti so'th~nto daila radiografia. · Pet• noi medici militari più intcr·ps:o:auti so11o l<• ll'sioni tr·auJu:uio:lw. ~;ia per le alterazioni pt·imitive rome p<'l' le :';erondni'Ìl' a fm·m<' inf<'ttin· pleuro-polmon!u"i (ematoma infetto, <'mpiemn). Rono ~li c•!'>iti t·ka tri · :dali di qut>Rtf' ultime r.he, come lw gi;1 <ll':';('ritto il Hkc·i d~ll'Osjwdah· milit::trc di Roma, di\,nno le più e~-;tPsP. cl<'formibì l' gJ·;wi nwnifPstn~i·>Ìl i della. moocanica. endotorarka per le vaste tli«<truzioni di t<'~!'iuti molli e di porzioni an.cl•c multiple •li rostol(', sJwcic se ('omplic·atP t·ou 111H!!ht· !';Ufipurazioni. · R icordo hrev... mentP -ònP rn~i più tipi.ri rl i ()tH'!'tE' n t stP l~>r;:ioni ,.i ..ntri:da-li:

In ttn r·aso tratlaYas i eU fl!ritn rln pallc tla. eli srhapnell alla rrg-ionr sotl"· ascellare 9inistra, nell'altro di ferita dll scheg-gia rli granat-a alla regione !'Ottnscapolare sinist•·a. Entrambi carattt>rizzat i: da profonda escan1zione toraei(!a ricoperta da cute atrofica. tesa, Juf'ida. acromica e mobile coi movimcntl del polmont>, quale e~ito di toracotornia per frallnra comminuta ùi CC\Stole. In nn caso reslduava una fi stola pleuro-cntanNI ahbonclantemente secem ente già quattro an n i dopo il tranma !;'Il h ilo. L 'esamr nuliolog-ico ha Ili mostrato : a sinistra opacità massima di tutto l'emìtorace, più inten!'a alla base, o,·e solo in parte Ha visibile Il contvrno rti?l •liarrnmm~ p.:-r rorti ispessimenti plc·uriet ba!<ilari, costo-freni c i ecl aderenze diafr:tmma-pericanliche. Mobilità cliaframmatica abolita_ P olmone notevolmE>nte lpoplasico ndt>rente alla cute per rese7.ione dalla toa alla g.. costola snlle re:rioni asc·ellari di sin i~trtl e ualla 7.. alla 10' sulla regione sottoscapolare !:'inistra (se~on<lo caso) . A tlesl ra •·eperto han:J.le. cuore e g1·ossi vasi retratti a si nisll·a, qnasi completamente nn~costi <llllroml\ra emitoraciro patolog'ica_

può ():-;~ere il fntttl <'ltè il pi1ì grn"'<' rli. questi tJ·nuuuttiz7..ati era stato ferito fla pallcttH 1li shrapnell; menh•p di r<'go]a i l'l'litti più notevoli sono sta ti descritti pm· fcl'ite <la srhcg-gi~ tli g-mna ta. Ritengo opportuno rin~'<snm('l:e nn po' p iù det.tngliatament<" un ti'J7A> CARO per· una. romplic·nnza, ,.c,·to 1101! freqncnt!', rli crnin dìafJ·amInt!~ t·es~o;antc

matic.'l. Osvaldo C. • ex militnrf'. elas><C' 1R96- rcr-il11 eia sr:lleg-::,:ia rli g- r:tn~tta nJ J"o mitora.:e sinistro n ell'ottobre 1917 s uii' AI!!piano di Bainsizza. E:. Q_: indivirluo eli si ~tema srhC'letrir·o n•g-olare iu J>uone rondi7.ion ui nutrizione e sang nill<'a7.ione. Si5tema g-nug-llonnrc linfatir.o normale. E!-amc del tomce : tonH·e regolarP f'O n rspansibilità ridotttl a s inistra. \ lì<\ rc•gi<' ne sottosc:apolare sinistta notasl un11 protnncln f!<l ilTI'gotare cicatriC<' rla lo)ra<'otomia prr prC'g'l'C'S~o P.mpir ma


Emi torace destro: F. V. T. ~' ri ~onanza !lOJ·male. :'-fnrmlll·e a!>pro qna e liL, >'P!'•' i<! alla l"t'gJC•Jte snt tos,·u polare. Emitorace smistro: F. v. T. diminuilo alla regione ilare sottosl"apolare c snttonscella.re. Liev; ipo ronesi alla rt:g-ione ascellare infe riore, suono ip<'fouctir.o timpani co alla reg ione so t toscap<,lare. Murn:nn-e nn p0 a spro alla regione sopraspinosa. diminuito ve1·so la. b~tse. s pec ie Alla reg1one soltoscapolare ed ascellare inreriore. Cuore: margine ,:IIJH'I'iOt'(' A.ll!l. seconda r·o,.;tùla: margi ne tit•stro Ult <hl o tras,·erso a dl'"t t'a d i:'! l:t margina le (lello st.em ~•; marg ine si n istro e p unta uon delimitabile. Apparato digerente: addome di confihru razione normale, doìenH' alla pres·!;iOne in corrispondenza della regione epigas tric;a e del quadrante superiOre tli sinistra. Feg-nto e milza in limiti. ~ulla di note,·oi<: a rn ri t.:o Ile i ;;i,.;ll•ma nervoso. L'esame radiologirn d~> l tonwe e rlell"adllollle prnl.irato prima del l"i ug-e'itione del pasto opacizzantc l 111 fallo rile,·arc: pre~l."nza òi lllt'orobra a sottile spes· sore, opaca, curva a <·onca,·itil inrcriore, cl1e limita una grossa bolla d'aria, nel punto rent rale (l(>11a •lUaiP. appare un ~ep imento tra,;Yet'sale. opnc it'J. <iel seno costo-freu i co s i n i .-tro, m ohi l ità rliafmmmatica a sinistra qua;;i allo lit.a; appena presente il sr~110 rlel re~piro paraclos:;o. Prr~t' IWI di due piccole· scheg;{ie metall~clle a liYe llo •lei monto ne medinle cle-lia decima costola reser.ata fra l'ascellare posteriore e l'emiscapolare, eli nessuna importanza patolog~ca. Colla ,omministrazione del pa:>to opacizzante sono il controllo radiosropico si nota il t•iempimento e la sostituzione graduale col pasto opaco della zona eli rarerazione dianzi ri cordata . T alt:hè ad un certo s tadio del riempimento abbiamC\ una figura che as!'omiglia a quella di un orolC\gio a polvere, che va rnan mano di!'>tenclendo:;i eon la 'introduzione eli nuovo pasto fino a •·aggi11nqe re il margine inferiore clella 4" costola posteriormente considerata. Cuore sp0stato a destra. La radiografia esegui ta a pasto comple-to confe1·ma il precedente reJ)erto ed hn dimostrato in mollo indubbio la presenzA di arlerenze In co ni~pon­ denza d ella porta cl 'ennia rliafrnmmatica.

In (IIH!SU'I <·a!';o, il modo <li l'iempiuu•nto <·o\ pa~to op<ttbr.zantl' . il ~eJ!no <11!1 l'Nipim parnclof>>;o, In pt·c•:";t·n~a. di nn punto t·i!"tt·ettn a lin·lil• aeJ ÙÌUfl'iHlllll:t hH·lliiO portato alla diag-no~i ÒÌ Ull'l'l'llÌH diafl'a·li1111Utic-a par ziale ò<•llo ~tomac·o <'O!l aderenze uellu porta d'l't'n i a (l). 2" Plcl/11"11. - N ellP ll'sioni spt•<· i fil' h e d<'i pnlmoue <! coRt:tn t!' u n:J. pleurite t'Cattiva. c:.u·att('t·izzatn , quasi s<•mpre, tla. proeessi plaF;tid eon str-atifica.zioui a, volte notevoli ,. cb(' pO:";l:'lOIIO ma~cberare il rlettaj!lio polmomu-e. Per il grado van.no da, uun Remplice deformn.zione a.ngo.lm·t: (·cntt-:tle opptm.~ liwllazionc del cliaft·atnnw, a ph~ uriti localizr.ate tH'll l' varie wne del polmone (pleurite apkRlf', pl('ttritc intPI"!oharl' . tJ·r ('a,•:i rncdia,ttisti<•:t, parietale) oppure iuten·~sat·~ tutta la pll'lll·a. La plt·u•·i tP diaframmatiea puù P.SseJ'C n fm·ma c>sstHlativ<t.. lill(•:·a. oppure incif!ta ta . limititta o molto eRte:sa con f';postmnento (lcgli ot·gani òel medinstino e rotuzionc~ (J<>l <~Uòl'(' a . dt·st1·a, in casi di \·er~am<•ntn uù alta t •msioHt•, I'OIIIH ù sL1to OF;Rm·vato in un caso caduto sotto la noJStra. O!';Rf'l'Vaziont• . .\Il p fot'lllè plett riehe (•h e Ri uu1nifP.sL1no ~t·nza rom p 1i1·n HZ('. a lme1111 radiologiea.mente appm>t•r.za bili, di'l pare n<' h ima polmonn t'P a ppa l't(•ng-onu ( l) Il tat~O <>itato, prt-.-<!'ntatosi 1\ uni JX'I' pt-us:ou,.. d i gnt'l'n\. (· :<tnt o i<t Il·

, linto e rn.diolog;carnente illus 1·ato dal prof. Busi - 1'rrrttulv di .•cmr.ioft,rti " r -tliagnostica ch·iru.rgica del Tculdei - per cui c.:i conforta non po<'O il f: ttn di ~~<1•re ginnti,

inc!ipt>nd!'ntemente, nllo ~ti'~SI• COIH'.lw'<ioni clt>l l'i!Ju.-t.t·<• l'rlll iol t•!.'"·


i t•èliquati ùi foruw t1·amuatiche guarite od i pos tumi di pJ·ocessi in · fitt.mmatori di antica data, il cui grado può sempre la· radiologia di · mostrare anche nel ~:;ilrnzio di tutti gli altri dati di ricerca fisica. Di lfUC~te la grande preva,I em~a è ra.ppresentata da. ~infisi basilari o costodia frammatiche con diminuita, mobilità delle escursioni del diaframma Ptl ipornpa('it:\ respiratoria dal lato della !<'~ione. 3~ Pol·m oni. -

La ma!:>~:;ima. parte delle inclagini I<ldiologicbe l!tre· guir.e sugli organi contenuti nella. cassa tOI~<.~cica si riferi~ce all'apparato rl'\!';piratorio proprh~mentl' detto, con 2463 casi , di cui 2160 inviati rlal reparto di accertamento diagno!':tico per la tubercolosi del Corpo Ji armata di Bologna e n. 303 (1·on ap(X'na mu1 quarantina di (•a$;i l'Oli reperto radiolog-ico po~<it.ivo p~> 1 · lt>s io11i T. B. C.) provenien ti 11!1 altri J'l'p<u'ti ospeclH l ieri o d irt'ttn nu:n te cl a roll•·gi me ù ici. Conr-;idcrando i ri~nlta t i dal punto di yj~";ta rarliologi1·o r<>httivi a !Jn~~t'nltirna. cifra, si 1\ ottPnnto il +9 JK>J· (·f'nto di ea~i eon quadro radio. logico di Jll'oressi iufiammatoi'Ì o ÙI'OIH'O·polUJonmi o po,.tumi di e:-;~;i tli natnra ::-emplice o trnnmatkn, il13,9 pc1· ~ento è ra ppl'f':ò<<' ntJlto .fla. nn qna<ll'o radio logico lll';!a ti,·o o fJUH!':i, mf'ntre il :-!6.1 JWI' I;Clll() 1\ l'HP· pt·t•;.;,mtato rla. fo1·nw 1·on (·in·attei·i J':tdiolo~ki di ~~~!'ioni !':pt>rifiehc tu · ht·J't·olari. Il controllo clinico t>!'<('~nito al R. A. n. Jlcllo ste:s~o per-iodo e per i l numero dei r a :-<i già l'ife r'i t o con il conforto Ristematico i! egli altri d<1 ti semeioJogici (esame· fisico, indagini ba.ttPrio~ropkhe. ~ierologi ­ eht-. l'C(~.) ha dato il 41.5 per ef'nto di immuni: il 'J.O.H pPr· <·<·li! o di <·vi · piti da. lf'sioni tn hPrcolm·i r l'lJ .5 per cento di casi soxp<>tti. Il pl'Ogrc~R•l tlella. ternira racliolog-k1 e l'ae<·nm u lar:-i rl1>ll<> o:->~1'1'· ,·azioni JlOI'tauo a !':tabilire f'Oil >:Pmp1·e ma~rgior<' pi'E'f'Ì~"<ione. Prl a òrfi ni l 'l• le '' ltt>rnzio11 i Ili tr·n:-:parrur,n rlf'l tf':ò<!';ll t o tlH'ac·iro polmona l'l' con ~ lw<· iali {'l\ l'al t{'1·i dm·nti a ]p$; ioni auatomieht· tnht•J·~·c ll:wi 1li1f<>l·enr,iaudolt• dal l t> n1tr1' lN<ioni mor·bo>:l' pol monari. Lo studio r'lei radiogmmmi dell'ilo c m edht!':t i no i clf'n ti fic-a ti eou l'I'IH'I'ti eli autop~~<in, fanno atnmPttcr r l'm-igiUl' linl'utica , vasc·ol;tt·t> dell<> tt!Hhl'r. ilùri (Kof:'lhpJ·). ~appiamo inoltr{• 1·hc in cl<>trJ·minate ghiandole i~ù. J·i Mflni:;:r·<> una fitta l'<'k rli linfatif'i pJ·m·eni<·Htl' <in. ntri<• alter.ze dci !ohi polmmwri omolatPrn li: pPJ·c·iò n d ogni altC'mzionr rlcl parencbima p\.Wmona r e pot l'l'Ilio :w t'l'l' nn a J·E>nzio ut> rli 1p11•i gr11ppi ~h i a ndoln.ri, i\ l' Ili fnuno Ntpo i liuftttici drlln zona di'l polllllfll(' 1·olpita l' f'hr plll't('· l'flllll<• una morlifi(·nzion<' n ell'o111lll'a ilùJ·C> I':Hliolo~il'a rw1·mal1·. Rtando ro~~<ì le <:o~r. 1::~. pref\enzfl di uucki di o pa.ei tù ilare a. <:ontorn i r e go l m'i, be• ne Hidenti r h e i n!lif'a.no un JH'Oel·$;~0 adeooprLtico, potremo co:-:s(• l·,· al'li non ;;olo JIPII'indh·iduo tn:-::-it·nlm:o pl'l' f um o, llll\· n1•i pi ù S\'<1 · r·i;t ri JII'Ol·t•:-:>:i in li;~ mwa l ori hJ·onl·o·pollllllli:Hi o post n mi di P:":!':i. 8€'· t·ondo lt> l·ir<'J'dl(' (11'11'.\l rs:-::n ttl •·iui, l':·tllt>lloJ1nt ia ilàJ·p 11rlln tuh!'l'C'Oio~i polmollare saJ'<'hlw c:'\l'a tt<•J·i zza La dalla •·a lt·i ficazivDl• de;lle gl!ia ndolP i l:hi e dali 'af;petto morjforllle del le nwdl'~<i m~>, ;1\·cntlo i~";tologi<·a mt>nte tl in• o~tl·:~ to ehp rin>:rnn ~l'anulo 1'. r o,. tituito ò a t nhercoli anatolllil'i in cnkifi cnzione o ~·af.:e i f3rn zione totale o p~trzia.l<>. P erò lo st('S!';O a utorl' nn·1· r-te rhe nell':Hlnltu 1\ molto frf>I)HI'lltt• r · i ~1·o11tr:n·c tlL·i f<J.I.t.i di sclf~1·n:-:i


t>ppu•·e c."'.lcifica.zione i là re o cù·coscritta· a piccole zone polmonari omo· latt>rali (<'omplN;:-;o primario di Raucke), assodati a.ll 'aumento del diseguo polmonare e che interpreta. come cc segni òi n n JH'OCE'~:;SO tubercolare t:u~rato <-.h e predispone a bronchiti nonichf' ('he non evolvono, di regola, YCr~o la. tubeJ·t·•llo~i pohuonare ». 'l'1·a l:!s(·io 1;, qtwslioJtt· clt•lla clitfnsione della tnlwrcolo~i dn !l'ilo alJ'apke ,:;ol';tt•uut.a òn l l'intc1}1l'Cta.:~.ione (li immagini l'adiologiche, che Jlf•rò u ou tront ronfel'ma nr l repet·to t\natonwpatologieo (ll;mti, <iLonu. lh!itzkt•, ) [ùi'C'hia.fa\'n) e dw 111i portet·ebl.Je oltre i limiti debiP-Bti da •1ue>:t.e note. Acct·nnerò solo ])l'evemen te c:he fra. le a-lterazioni della tra s!J<n-cnza. toracopolmomu·c rilcnlhili dall'esame r.arliologi('O, a.vr ebbero ,·alOJ'<' tlal punto Ji v i!-ita flell 'attivitù. t' q n indi dello ).:t.ato iniziale di un Jll'OC<'>'"'J tuuc•t'Nllat'(', quelle <·h c si diR<•g-na.no come ombrf' lineari cordouiformi ad n:;prtto val'icoRo E' f_'1·anuloso (sb'ie festonatp) e l<' ombre d is:otH:!iate in fìocrhi clPllc J'egioni apicali c sott.oapica1i. Quelle generalrnen te in tet' pret.'ltr c· ome un JH'O<'t·sso di tu bercolol';j pt>ribt·<mt'h i a le o lin · f:.ngite tube•·col:ne; queste l'i fe1'iie nlla presenzl.l fli nnl'lf·i eli tnlx>r<'oli !l'Mgi. Qn,~:;te o:;st•rrar.ioni JWt· tJtHtll1 o 11011 abùia.no un valot·e (lefinitiYo c ~·o w p leto ed a spettino . ultc>rinl'i controlli e confPrme, da~li studi com· p:u·nti della clinica r d<'llit anatomia. patologica, servono a tlirimerf• molt.i <lnbhi sul tomplc•sso pt·ohlt'ma. e a.cl ol·ientarc gli studi f>Opra inteJ·. pretazioui p iù JH'c>ris<' <' fli(:lll'P, sia. ('ziologirhe che diagnol:'ticbe. Si potrà. gitmg-ere illoltrc•, ucl Cftl';o della tuhercolo!';i, a. stabil h·<' le• s1ato <li attivitll o uo di uu prot·f's:;o tisir,ge uo spPriP rlag-li :-:tndi con t'H· d.iografie in serie, od {'><cguite in epoche .~iliCcef<sive (Oa.pogrossi), tenendo conto del g r a.<lo di intf'n~ità e dei ca-ratteri ma.rgina1i d elle ombre n e . cessadamente diverse ne~li atl.densaruenti .polmonari, nelle foMne infil . trat..ive. cn-<<COSI', nvvel'o .n~i f()('OIM·i di sclerosi o di calcifica.zione. Comuuqup ~'<i può fin cl'ora :lfl'f•t·maT'P c·lw, :-e l;l f·l inkn f·o n le ).:tJI-' ,·irtuosit:ì. di t<'rni<'a· può rlall'e.-:n me fi:-:ìco mette1·c in edlkm:u, le!-iitmi ><npeT"fìl'ialj c• dlt· ronnmque non nlt.n·pns~iuo nna certn profonditi!, la J·ic·(•l'('H raclioln;,!:it·<l I-iiP>ando pet· rontmdo le alterazioni parenrbim:1li più profondn, mt'diastiniche, rit.'~'<N' e si a.ff<'t·ma. come nect':':S.'lrio complt•nwnto tl<'lla intlav;int' clinit·a (Bu~;i ) . l'et· qtlf•ll o t·hP si t·ifpl'i:;w~ ! ali;~ p1·e:::en:~.a di t·ot·pi estr·a.n ei nel pa:l'en,·LitmL pollll onaJ·<· (:~./-: per c·cuto) t m ttaudosi di t t·aumatizzati di gu erra. ". Ht!l o.:aUt po Ho:;tro , di imlh·illua li :~.:~.at·p ft·amutt:mti metallici ad alto l't:-:o attJmico, :1uciH! l'le di dilllCllsioni 111oltc piccoli!, per il contr;tst•l •·.ou l a. L t-asparen:~.;:t del c;uupo pohnona.J•(•, l 'iu d;H!ÌltP. non è diffìt·ile. I·J nemmeno è occorso ùi eseguire lucalizzar.ioni ·perfette, non veueudo a. noi qt"·sti fel'Hi (H't· inteJ·Yenti dtit•nJ·g-ki di I'Ntra:~.ion e . Di va.rie dimensioni , da quella, da. una capocchia ùi -s pillo a que1 la •li Ull t·cttHltg'CIIO COli lllllg'j.d OL' l11 to di a t·t' lltilllCtl'i e llH'ZW, n c.:ontomi più o meno regolat-i , nella u w~;:-;im a patte di'i tasi unilalt•t·;lli e uelle piì1 ·lin:rst> zoue polmonari (A lhet·t \\'l'il) :;i ,·cdono drt·ontl:tti da 1111 aùclcn,.<lllll'Uto !l'omltt·n li lll<.tt·g-ilti quasi sclll]tl't.' tlec;i:;i snl p:tl't'llt'hiula pnlluo· ltal'(> S;tiJ tl. Alll'i!t· lllllg'l) il f'J·agiltn tli'IJI' f<>rit c' tJ•;tsfoss(:' pnù, ~otto reJ't t·

•


iac.ideuze, t· llt·llt. ~taro di ;11111e;l •lt·l ,. :g;;H lti, Ps:-:ct't· llll':-::;a i11 l'l id ~ · !ll.: l lUla. owltt't>j!gia ttrl';t r·ifP1·i lJi le a prm:e:s:stl :sdt·r·otko l't•attiYo l1k l.u c ~ergent) .

~i u uta irJUitrc un•~ LU<Lggiorc Yi-:il>ilitit ùeHa. tr.twa <:OUJICtti\'().\'a · "colare con lv-<tzioni il<hi più DliU'C<ttc dal lato della, le:sioHc t! , J·cperw <:o:sbHI t e, la pre!<CUZ<L <.1 i ader·cuze plcuriche, S{X'(;ÌC: bas ilari e tl i grad tù rnrht, 'Inali cs!JOIH' nti di Ull progrt':':"'U r. motut·ac·l· Lntnma tif'n r·r;t!<;,<)l'lt tr cl t·on couscguentc ipoca-patità re:spint.tol'i:t ùa.J l~to de lla ]cl-oioue. L'e,·oluziont· di un processo sclerotico r eattivo :dia pre:-;cnza d i u n <·ot'l.JO e:stnwèo n.w:so nu;~ forma ùi tulw•·colol:>i poluwnarc, deve p~;sc·t-c eYenienza. abb<l~t~.wza. rara, da.to che ne:sl:>Wl <:a:so è sta.to possibile o.<>ser · ' 'are fra quelli cxnmi11ati. Pet· altro l 'esisteuz;l di uu tnlltllla. tol·;teico oppnrc \lil·<·tto sul pa r cHdJima pohuonat·c per fpJ·i ta t tasfos:-;a, ~ :>lato l'unico dato anamue:otico causale ùa. tenersi in I'OJI::<iùerazionc in llt·asi, t·on quadro l'<Hliologit-o tipico di lesioni polluoll<Lri tnltt· J·c:ola r·i, c1ci quali d ne COJlfPl'llla ti flaJJ' I'SilDll' ba tte rÌOSCOpÌCO d(lf r t'X<; l'l':tto.

4° Onorr.. -

Le ricPJTIJe nt<liologicht! es••:;uite sull 'a.ppamto cireo.

kl.tul'io Càl<tliO-avrtil-o suuo sta.te <;Omples:si vn mcnte il :! per {;ento dclie 1·icc r c be eseguite ~:~ul torace. Il nume ro umg-,~iorc ~i rif('risi·e a rizi or· g-anici vah·oJari. E' stato raro osscrvat·e la prese nza di c01·pi {~:-<t 1 ·a n ei nelle viciuanr.P t h~ ll'oullmt <·;n·dio-aot·tk<l. con la constatazioJH' tli pul~a ­ zioni tras wP~!'i~ ~. dò 1·IH' pn1·e ha la ~ua imp<H-tnnz:t pl·ati<·n <IJ.di l'lf•'tlÌ llW(liCO ·}egali. ~elle for·nw di t nlwn·o lo~i polmuua•·c 1'- ~wto abha >' tauz;~ fl·t·•pH·IIft' l!lsliCI'I':lt'l~ la pt·P~;euz;L di Ulli.l wicrocardia. <·on tt"llcl.-nr.a alla po~iziollc verticah: m el} i a Il li ( (·Hm·e a g occia) in rl'tpporto :Ilio :-;ta t o d i dcnu tdzionl' in <'Ui ~i Jll'(•st•llta no qtH·~ti nmrnnlnti ~•l a nch1: pe1· • ·a~ioui t·o~titnziou:tli. A pr·t·~•·indet·t· dal giudizi t> di innllidil;ì pc t· l 'asspgnazio111• di J>~·ll · s iolll' di J.!IWI'l'il, int<•t·Ps:-;a a. uoi nw tli<:i mili tari di g-iwlit·;H'I' l'irlom•itù · n 111<'110 cl«::l 'i ncl h'iliHo 1bl ser vizio militat·e. X1•lle alt<'t·azioni morfologiche totali o pa 1·zinl i clt· ll;~ pa1·1:te to t·ac·ic·a 1·o:-;titur.innali one1·o ;H:rpt i~ i te Chf! Jll'l' ht Jll'<':>t•nza di altt·i dll'attel'i con· (•omitanti <•ost ituis1•ouo il t'mddcletto 11 allito tisi<:o " o lon g-itipo mim·o. ~; plan c ni('fl de l Dt~ G iornnni e Viola, pi'OHede l'a r t . l e ::? del nuovo elen co iufc 1·mità.. lla vi sono indiviùui, che pur l'<~giungc n~ I<J il limite miuimo di pt!t•iuu·ti'O tcH·adC'o :-<tahiiHo. pt·c•>'l'llta nu tlll .:.\'l'ado di tl('pt'1·i men to e he uon l'il·g~i ungi' g li t\:-<t t'i'lll i ,-ol u t i da Il ' a.rt. l c l'l H· earatt<>t'i7.r.auo. "t>t·ond t> 1111·. Il' forme ùi p:~xsilg-gi o ft·a la · ·os~ i t nzinn1· ch•hnlt· g'l'a\·t· l' 111 t·ollltl' t'<·r.z:~ tìsi1·:t l'ilcrabih· IH· IIa !tu ona ntltrir.iniH' t•d at'lll oll it·a J'l'll· }IOI'ZÌOIII' t! x\'Ì)uppo di'i \'itri Ol'g':lliÌ. (~u t•Nti t· l<~ lll i'Ht i, l'la· rlilllosiTano la n li um·t· l't•xistt• nr.<t t· danno la ma-g gioJ·c\ 111ohilitil. po::<~oiHJ t·~~~·t·t· st·:~mh ia ti pe1· neghi! tosi o JIOC(\ l' O· Jcclclt· l·ll:s i, )H'I' l'ii SS('IIZa di }OC'HJizza,zlOIIi OOUiet.ti\'iiiiWil tt: t•d :l ll<llllll('· s1i1·alttelll ·t ' :-<lll'~SO 1·ile\·ahi li. I l J·t:pPI'to t·adinlog-i r.o di IJli Cl-oti sog-g-dti IHl'l l t· spc>~so iu "'' idt'll7.a tlt:ll<· alte.r-aziuni il:hi o di pleuriti plas tic he r.hc sono pH"'>':ttt• iH os,.;t·J· ,.a h'. rel't•wtt·nte in J·;tpporto <·on un'infl'ziollf' hnl'illotl·t•. Ju <JIIt':-<t i ··a·d


è dunque il rUA.iiologo ·che mctt(' ~;u1l'an·i :so c guida il Jlltldico milita..J·c e lu \'Onforta con dati di fatto nella rlecii'iotH' <·onfot·HtP ;di'art. 77 dell 't:lt·•h:u .

l tt·aHUiitLlzzati lim·i o comunque c~:nt lc::;ioui tli ~:·u~Stolc di ;wtica Jat<L :-:ullo Héll;t. ()Wtsi towlib\ degLi idonei ·~l ser\·h:io militai'(', mentre •le vulltl c·qusillet·a.rsi c·onH~ riPi minorati i tot•:-tcotomizzati pN· empiellla pl•cgrc:,;.-:;u, poichè oltre alla. perdita di sostanza. ossea prodotta. dalla re"~·.zionc cost:ra.le, sono sernvre portatori di nùetenze pleura.li, l>asilari, dt'l · fl"àmmarkhe, che diminuiseono 'hL uot•malc espansibilità ùel polmone. ~Senza dire di un grado più o rneuo notevole di pcr>3istente atelettasia . :'c "'.i t1·ovano in lwoJw condizioni di nutrizione, co m ~:~ "PC!'i'O a n-ienP. si JYOssono considerare come degli idonei aJ ~erd.zio militare in genet-e, >'nh·o a. collfliziou:11'<' qnestn itloneit:'t con il graclo di ~lltPJ':1zinni pl<'nri· c·he. t·b;iduali. Auclle l<l pt·t·sellza di. corpi t~~ttanei 1 uou infrcqueutc a \'CdficaJ:si Lelle giovani reclute proveuienti dtt quei Distretti ove l'odio di parte h;t p.iù arc«~s., le fazio n i i n eon tlitti :tJ·ma ti, possono essere csatt.:t.men te lu(.:a.lir.r.<lti dall'inda~iue radiologirn c dalla. lol'O setle, fol'ma, climeu:-ionc. e pt·ofullrlitfr e f:ll' l'm·npenrlct'(' pt•J· 1111 pt·un-eùimeulv medico-legale.: rli idoneirù o r.li J•ifot'lll<t. Le pleul'i.ti c i postumi di e~;sc souo il ~llllfH> intlkicutilJilmeute, lJt>L' la 1:adiologia, più feeondo di pratici risultati a. scopo medico legale. Lasdando tla partt: li' fot·m~~ ~ssnJatiYe in atto c le plf.'ntiti pla.-:;ticlw secondarie <L pt·ocessi tulH!l'<:olari nelle- quali nou può esservi dubbio, dob. biamo (·ousiclemte i reliquati di pleurite <:onsecutivi a forma. iufiaru ·

lmLtoriu. o postmumati.ca. di a.ntica data. e che decor'l'OllO senza lesioni. <tlldte mdiolu~ira,mente apprezzabili a carico del tessuto polmonare, "

eli cui l'os,;crva.zioue gior!lmlicra. oùirnostra la gua.rigione clinica. 'J'ali l'P.Iitti clal pnnl-o rli vi~ta. ra.diologito !lÌ pO$>:ouo distinguere iu ll'f" ~I';H1i pt•int'ipn,li: ·;· ·, l " !/"ado, l·adiologicamcutc l·appl'esentato: da uu:1 depressione

u.n.golat·e centrale o da livellazione diafl'ltmmatica senza pPt· altro dimi nuire in mod') sew;;ihile la c:tpadt:ì. rcspiratot·ia e dif:licilnt<•utc diagno · .. ticahilc con esame tisico. I portatori. di tJlli les]oni, .·e in buone con · dizioui di nutrizio11e, sono senza. dubbio .degli idonei a l militare servizio. 2• yra.<lo .• t"appt·escutalo: ùalla presenza d i diaframma. orizzou .

ta.Ie, a volte obliquo poco mobile con scompa·rsa del seno costo-frenico; concomitano fntti di rf'tra.zione toracica. di nwia grn\'ità e reazioni ilàri e peribronl'11iali non inte n~:~e. E ' questo il rept>rto più frequente <'be trovianl(l nei reliquati di empiema guariti con la, pre:senza inoltn' di resezioni eostali. T/esamH;! obbiettivo conferma, i dati radiologici ed i -:soggetti esaminati, ~a.lvo rare eccezioni, possono cousideml'si come degli inabili (art. 7S) o pa.rzialmente idonei al serdzio n1ilitare; R• Y''ndo , ra.ppl'e~ntnto: da. opacità più o mello estesa ed intew~a dP.lla. barse cou mancata visjbilit:ì. dei contorni del diaframma, per retr~. zioni toraciche più evidenti del grado precedente. Maggiormente ac· <·(·ntuati inoltre aJ)paiono il disegno polmonare e le reazioni il:1ri. In


tntti qiiP:o;li l'HSÌ >WlllJH'l' l 'Ollf('l'llJHti da dati Ohhietti\'i hPIH' PYÌdt•nti l:t riforma. l'i impollp (a1·t. TS elenco) . I'Pr le fo tute polmotutri o brOII t'"· polmonari !:!pel'i(khe l'ad. l'i non pnù C~"'ere d ub hio. ~<·Il~> foruH• <':1 1·a ttr i·i r.zat(' tla. rrazioni ilùri ruan·a te <:«Hl maggiotv

visibilità, delle strie ~lll'doniforrni raggiate o comunque da

ma.ggio~

v isihilità, dl'lla t l'f\.IIIH · ro nnPttivo -va>;rni:H'P 41<>1 polmone, e ('IJe Manll o ad in<li(':ll'<' JII'O('<'s:<i lwon<"hi;:tli (liffn:<i o fatti sdPJ'I,ti1·i. c\ IIC'c·f'~sa ri .. il ('.(IU t i'OIJo dt•IJ ' iJHlàl.dliC t:l inica. P <'l' la pr·e:-:Puz;t- cli cm·pi e~tJ·tuw i, tanto nella ph·n ta c·ouw nel !)(llruoue c <" hc• :-:olo l 'incla~inc l'<ldiolo!!ic·a pnù ilia:;rnoF;ticare e d t•sattaruent:•· loea lizza 1·e , In. non ìclnneità al >;ervizio militare fleve eou~i dt•rnrsi com t' la l'C'gola, pe1· fatti sl't·OJHhwi che eli f1·cqnellte si manife;,b1no a s<·A·

denza più o m<!IIO lunga (emottisi persistenti. pleuriti eeeiclivn.nti . snp· ptuazioni inf'istate della. plenr a o del polmon<') (Rf'rgeut). Analoga,. me n te r}kasi ]Wl' qnPl1o du~ si rifer·isre n Ila prc>sPnza di r.m·pi pstJw..t nt•i in rnppot· to c·on l'omhn1 c·ardi;H'a r g-1·o>;si vasi. Nella ('.ompiln:donf' ili qnc~t;t nota l1n ,·ol uto Ili pl'opo~'<iio :tttf'IH'I'Hii J più possibile lt qnanto di sicuro cshte nùl c:ampo mdiologico, pet· quanto con ct'rne le o:-:serrazioni da me fatte . l:lo tlovuto pPl'dò n<'cns S<li'iìlmente iuapot·mi dei limiti s pecialmeute per far rile,'are il lavom multiforme e vasto P.he ~'<i compie nei nostri ga hinetti militari e rh ~> pnò essf' I'C ff'c011do ili pratiei ri<!ultati.

BIBLIOGRAFI.-\ . .-\T.BERT· \VF.n. E. -

Elcmcntcs de rarlidngi.e, Li b t'ai ri e F elis Alcan (1920). Errori e 7?r econcrlli nelt:i.nlerp reto:ione del quad1·o rwi&r'· logico p er la dia!;nosi. di /lt bercu/o.çi pulmonorr, . ALESSAXDIIINt P . /lrtppo rti lrrt llllren:o/o.<i P"lmouore in{flnti/e e tttbert;olr>Si deg/L adiLlti nel quadro radio/ogico. • Policlmlco, sez. medica •, 1921, n. 1 B.~i"T I. 11na l Mnio 1lfltntoyica. ì\lìlano. 1915. Brrrzr<ii - lè'~ :\ SCHOFF. - • Anatl)mia p:Jt olog ica • . vol. II. pag. 3 11 -312. Torin o, 1914. n us1 A. - IN T1on~:1. Tr,t!lotn d.i. semewlogìa e diagnustica c/Jirurytr., .!JCr>.P. rale e spec-in fe · Erlitrice Tormese• . B usi A . - Per e/li comincta l o st1td io della ractiodtagnos tica . • Raòi olot.:ia Me· AU~"SAXOR I "'J

P. -

dica •. anno 6°, 1919, nn. 3 e 4 CAPOGROSSI

A.

Roma. 1923.

Concetto

c

dillynMtica.

della

t ist iniziale.

• P ozzi

l.

MARCH UFAVA .

E. -

M E:-<or:s G. -

!lfrzzi modl'rni (lirtgn.oslici nelL' iii('!ZiUIII' tulicrcolare. • Znni•:l•elli •·

• Poli clinir0. sez. pratica •. 25 settembre 1922

Bologna, 1922. l\fF"'DES G. - La tl.ingnnsi delle t ora/i::za: ioni pn/mnT,nrl d'inizio d !!/la tuiJNr:nlo~i con spcr.ialc riguorcto alle rice r che ratltolrJ{Iiclte. • Pozzi • , Roma. 1921. R ICCI s. - Su gLi esiti dr/Le {e rit~ toraco-potmo1rari. • Giornale di merlicinll

militare •• fase. X. XI. 192:l. ~t:HGE:-:T. Eturl c clinirtve VIOLA C. ·- • Cong resso eli

su r In tub er culose . Paris.

medici na interna •. Napoli, ottobre 1922.


Jtl3 O~t>BDAJ.,E

MILITARE ,SECONDARIO DI NOVARA diret.to dal ten. colonnello medico L. Vmoru.

La reazione di· Costa nel campo della medicina militare . per il dott. Mario Bagllanl, sottotenente medico.

Da w, l'impor1:a.D7A1 a~:?Sunta n eU 'attuale ru0mento scientifico da.lla siero-diagnostica, creùo opportuno, con quest<l mi'l: nota, richiamn.re l:attenzione degli studioRi sopra una fa <:ile reazione biologka, forse an· co.ra poco nota, nel campo metlico, ma cert.'lmeute passibile, se bene è completamente Yagliata nei suoi varticolari con nlteri01:·i esperimenti e ca-sistiche, di nr;sumere importanza graJldissim<l, sped.alme,nte nel ca.m po med ico-lega,Je. · Il fcnonteno di P feifier è certa.ruente quello che co-stituì l 'inizio, e t~ be apri h~ strada alla, sierodiagno-stica, ed a. tutte le re<:tzioni biologiche che successiv<unHnte vennero l:itudiate per la diagnosi delle JJ~<tlattie infettive: sier·odiagnosi del tifo (Widal, 189ù), fissaziC~ne del C'otnplc· mento (190j), tuHtfiJa.ssi {1902), meioshtgmim·eazione (M. Ascoli, 1902), si~rodiagnosi dcl1a si ti l ide ('Ya."'-Serm.mn, 1906), cutireazione a Ila- tu· bercolina. (von Pirquet, 1907), oftalmoreazione alla. tubercolina (1907) 1 l'eazione delht termo-precipitina (A. Aseoli, 19ll), siet·odiagno~'<i della. {,\·r:wida.nza. (Ahderlwlden, 1912), ecc. J,a. .sierodiagnostka. utilizza. le rP~tzioni inuunni bu·if~ bioe h i m i clu~ ;t, scopo diagnostico, servendosi fondamenta.Jm,mt<~ dei procesl3i che si rendono ma-nifesti nelle reazioni' tra. a.ntigeni {~ anti<:orpi . per rit·onoscere questi corpi, che in altro modo sfuggirebbero alla. nostl'a n nali!'!i t.A. A&oli) . lmposbb'b cosi ht questione, si comprende facilmeute come per tntte lr reazioni l>iologiche finora. note si sia. seguito un indit·izzo di specificità dPlle rea.zioni singole . La renzione iJnrece di cui è O?;getto h1 pre8(-Dtc nota è aspecifica, ed è soltanto indice elle il flOggetto, il cui s-.lngue viene esa.minalo, è affetto o no da una forma qualsia:-;i tossi-infet· tiva in atto: è quest:'l. la re:lzione novocrlino-fot•ma.linica. di Costa, re<\zione biologica. di semplice, facile e rapida attuazione. Il prof. Cost.'ll, direttore <lella Seuola d'ostetricia e Maternità di Novara, durante ri· cerebe tendenti alla possibilità di trovar~ una fa<'ile reazione biologica della. gr:wida-n7.a, notò come il sangue della grà,·ida sann. si <'omporU1sse in modo <lh·e.rso da quello della, donna non gnwida. sana; non solo, ma la. stessa reazione presentata. dal sangue della gravida. notò poi anch1: i n st.'l-ti patologici accomunando, sotto quP.sto aspetto, la gravida.oza agli stati patologiei stessi . I reagenti che occorrono per prati· care la rea.zione di cui sop1·a sono i seguenti : novocaina-cloriclrato in soluzione fisiologic~L alla dooe del due per cnnto,· soluzione di citr;1to di ·sodf~ al cinque per cento e formalina pura.. La. reazione si ottiene cosl: in u na piccola. p.rovetta. si mette un cm. cuhico e m(>'t.zo {Iel la. soluzione di novocaina-; si .aggiungono tre gO<'cie eli soluzione di citrato


l'i~

l ,A RI•:.\ZI0:-;1•: DI ( ' 0<1'.\

:->El. ( ' .-\\11'0 OJ,;Ll.A MI·: IJl(' l='.\

)IIJ . IT,\RI·:

ui ;;oda per irupediJ:e la coa.guJa.zione df'l &mgu<'. Si Jlllllg'C J:t JHWta c.lel {!ito, lavato <'On etAm•, <''Hl nn ngo e ~<i la1<ciano t·aùcre lleJin. rwo\·ettina 11·p goocH~ di :;;tll~ll(' (nuu la prirrw go<'; cia cù<• è quasi :scmprt• emuJizzataJ. ~i l'iiJllH'O])!t' la pt'O\·ettina p erci1è il :sangue Si Dl(.'~Oli OOUC al Ji. q nido d i l't•azwnc: si lm;ch\Jl() ~redimcntarc i glol>nli ro~"i mettendo Ùl pJ·uwl tiu;L in lno;.ro ft·(•,;,·u JWI' 12 ore dl'ca, ti11o a 'cl1e H liquido cont.,..:· nut.o HCII:t JH'OY<'tb.t, ).opnt i globuli, sin. limpido: oppure :<i c·entl·ifngu. ,, velocità ntodCI<1-ta . ::-li <tggiung'' poi una g()(·,·i::t di fonua.lina pura. Si 1'\'iti il i·alclo. La 1·eazione è positivn , :<P !<i forma snl fondo ùt•lla ]H'O· vetta entro 15 minuti primi un anf>llo g1·igio ben distinto. Il temp o J i 15 mi u ut i è stato fissato dopo ripetute prove. Oltre quc~;to tempo, anche i11 pen;otll' s:\11(' può ccmparire una lie\·e nuutcola. j)l':ltie;lt~\ la rca~iOUt' ùi \'o~ta !<Il moHi ... ~<illli :111\III<Ll:lti. Iu 1t"(•Jlla <':-li:i rli plcul'itc la renzion~> lta !<t'guito l'a.nùa ruento clinico della. malat-

no

tia, peggiorando col peggiorare ùe i ùivers i casi, migliorando col mi. gJiOJ';tt't: Ùl-llo i-it;tlo ~cuentle :sino alla ~uarigionc. Lo spegnet"lSi del pro· Ct':<:<o morbo;;,) l' ho pot uto :<Pgnh·.. giot·n;tluwntP in ma niel'a del t utto obhil'ttiva. t' ctll:llldo h~ •···aziou<· appnt·h·n in 1~ '. 1:-;. l';tmmala.to entta,·.~

olq·isa t li ente in connll<•:<tenza. 1 11 qtwi t·asi in <'lli ptù imponenti c i~tno i fPnomeni morbos i, la l'Ca · l'.ivne è RtHt<L piìt rapida e più intensa. In quattro di fJU<'Sti ~t~i in eui ;Il la plt'll ritc> ,.;i è poi a,ssocia to il (jlUMJro d<·11a t11 bcrcolo!':i, l1L ren:r.ioue nnu è mai llti;.diot·ata·, lll<l si è acggirat<l· 1-:empr1· s11i c inque miuuti. t·ouu~ ' ''"' po cl i comp~u"l'a. To (':l~i di nppendicik, di em piema., di hl·onco -polmoHH;e, di r euJUa· tistuu a-rticola~·e, ~li tubt't·colosi, di polisierosite, in febb•·i intestinali di 01·i~in e tos:sico-infetth·a, ostPiti tuhe1-colari. e non tuoorcolari, ho S('lll· 1n·e con!<mtato dte la J'Pazione h a .c:egu ito nettamente il dec01·so clinico, e lo Spl'gr.~r:si ùella malattia è st.'lto pa,rallelo nlla ~compar~a della t't'A.· :d()ue. Ho potuto cioè convincermi cùe la l'l'azione no,·oeaino-formaliuic.t 4li ÙO~t~l· ~i ::tttenua, e Rcomp1U'C 1 quando i pot.Pt·i di rtifesa, cleJ1'orga . n ismo n~nagliano e pre>a l~ono FiUI virus e sul tossico ])tbtogeno. Quale ~ia l'intim;~ naturn- della. rNtziouc non 1\ d:1to an(·ora di p(l· tet'\' con :<kurt·zza <lffet'HJUr<:. In un mio la,·oro. pubbli<-a.to ~><Ul Polidioi(·o (scz. 11ratica), dopo ricerche nnmel'O~C sn !lh·<·t'l';i gruppi di maJa t' i P . t-ra.,,·o le s<•guenti condusioni: 1~ La

rPazionc nlt'ttè con g-ra111le fa('i.lit;\ in evidenr.a. (•orpi legai i a lliHHift>stazioni infet.th·e e tol'i:o:idt~; ~· 'L'ali corpi :<ono più copJO!'<i f> nwglic. dimostrabili, quanto più gl'a \'\! è il pt·,w~·i'iso m orbo:<o, fatta ecc<'7.ion<• <i!'gli sta ti pren.g-onici, dove t-!':!': i sl)no in notr;ole diminu~ione ;

3° Detti <'OI-pi diminniseono, ciO<\ si attenua };~ rl'aziou~·. I(WWHJo l:t ma b tti:t migolicwa, ~l' 1:ui J'j n t en~i t:'t rlelln. rr:t-zionc ~egna eAAtt:t· IIH'llte il •l<•coJ·~<o) .,ll•lla ma.Jatli.a.;

-1° :liodificazioni rlcl d re01·so <ie lla. umlatt.ia ~<uno pl't>t:ocemeute rih·\'ate dalla l'Nt~done di Cosiit· :tncm· primn. chi' l'iù ~ia in•lknt ~) (la Aiui n m i clitt i c i :


.• ' LA REAZIONE DI COST.<\ NF:I. CA Ml'O DELLA ){EDICL.'<A ~Ul.lTARE

Hl5

;)" IL ,.a.lurc prognostico della rea.zione è quindi grande e ci ])et"· ruette di controllaTe il d~rso della. forma. infettiva, ,l tossica, indipen; d~ntementc ~la l rilievo dei sintomi. Solo •Jlla.ndo hl 1-eazione di giorno in giorno si ttttenu::t, si puù esr;ere sicuri del miglioramento del malato ; 6• La. reazione novocaino fot·ma.linka è nn sicm·o <'Ollt·rollo della. ef.ficacin· della tern.pia ; ' 7• Ln· rea.z ione positiva. !wela malattie la.tenti o dissimulate. Negativa. contribuisce fortc!mente ;llla diagum:i •lello l'tato di saluti' e può rHeva,rc eventuali simnlnzionL

••• lo ho seguito lP. molte pr0\'C rif(.~rite <:lte mi cmulussero alle suac(·eHnate <:Oncltusioni sop1•a ;tmmalati ricoverati nell'Ospedale militare di XoYa.ra. Da. ciò tra~si la conduzione che la. reazione di Costa potesse :w~re grande estensioue ed <H>sumcre notevole va.lol'e nel campo cieli;~ medi<'ina militare. specialmente sotto l'<t!ilpetto medico.\egu.le. Tale Ya l·ore può c::;8ct·e cousidHttto !;Otto un dupli.ec <l spetto: quello generwle c quello JKWticobr~. ~otto il punto di vista genera](' è ovvio c he tl'attall!l osi cii uua reazione faeili~sim a e attnabile rapidamenU:-, e (:he <letta rca~iont~ è_indke. per eel'ti rignardi, dello stato di san ità o di u~alattia 11i unn pCl'~'<ona , Ja, t·eaziollC "tessa, può essere chiamata a ri;;.o\v('I'C dubui pratici. :Sella :st:•R:..'tl visita (·hc il mt•:dieo r t>ggimPnta.le fu, :d mn.ttino tante volte si pt·<:senta. il duiJitio della ·si mulazione. Orbene ~a, reazione di Costa, può jn molti c<l!!i ri-solvere complehHnente t.'lle dubbio : oYe hL ren.zioue ,c;;ia positint, nou ha più luogo ~~. siruula.ziom!. Il valol'c più grau(le clella. t'Cazionc è nella. stm negativih\. I n tnutc pt·o,·c eseguite drl Cost<t e da. altl'i e:~perimeuta.tori non è mai occorso di avere l'eazione positint in inrlh·iclui ~ani c non è mai occor"'o di avere l'('fi.zione ucgntivn in indiddui ~omunq uc HlillnJa lnti di forme tossie<>-inftttive lat<>nti <l in atto. Anzi in individui a·PTH1rentf'nwnt<> ~ani ; che a<·ensavano disturbi vaghi e lievi, in c ui nulla. poteva fa.r pensare a. forme mm·tml'!f' in otto. qnn.ndo la. reazion1• è rinscibt positint si sono avuti o. h l't'\'~ .•wn,d~Hl7.:'1 ~intomi l"l.'l ·l<>si di ma.latt.ia. Come ho arcenna.to sopra.. uel .se~ni l'(' él rumaJa ti del! t' più ~v~w:n t~ forme e pntt i eH n do q nasi gi<~l'· nalmt'ntt• la reazionr ~m ilo stesso amnmlato 110 vi:>to <'be ]';1ttrnuarsi ·dd la. rcnzionn e il p i tì lnngo tempo di <'ompHn·s:t lr>' .20' eoinridono coll:1 (·.ouvales1·onza P rhe, a g-um'i;:done con•plc•tll, l<L reazione compare in lUI t<•mllO l>lì!UJWI' magg-io•·c·: nwzz'Ol'<l, un'ora e pil). Pnc\ perdù set·,-ire la t't'.a.zioue <'Oilll' p•·,n·a. ohhi<•tti\·a. ()ella g-n<ll'igione J·ngg-innbl. La. J"t>:tr.ioHc n<>gatint. f>, in l)ren•, la. pront. hiolog-ic:t d<• ll 'n~srnz:~ d! tOf'l'i -infl•zionf', (,, s1, qut>stc'l· sia esisti t a. drJla. sua. gniH'i~ione. ~e interessnutf' si pt·e~uta., pet· qu:mto oopm è <ldto. Ja l'E'azione di CoRta in linea g-enN'ltle. L"S,lf.l?t lW)11il't}\ nn \'<\lOI'e eécezionnle nel ri· gua'T'<lo i"»Hiicolare clelh-t. tubet·co1osi, sia, tome Y11iido appoggio pP.r qua.u. to rigum·da. Ja. diagnosi degli "'tati incipi<.•nti delle infer.ioni tubei'<'O·


1156

LA REAZIO:SI!: Dl (.'Qi)T A NEI . C.\MPO DI!:LL.-\ )IEDI('I:-;A )llL!TAHE

l;ui, sill eo111e elcnwnto non b·a:scurahile nrlla atl'et'll1<l7.ioue di guari~i"oue c l in i ca. 1n un pt'O(:e~so tulJcrcola re prect.'{lct thmten t e con~ta tato c 11ou '''t! (;!ti uun \'Clla qu;~le impot1.a11:~.a ;;peri;lle po;;:-;.'l. assumere nei riguardi , ad e~cmpio, <!t'Ile ,·i;;ite <·cl HCCPt·t<tmeu t i pet· le pl•nsi()ni di g"lll'lT;I.

E' fuot·i disrn~->S.ione la difli1·oltù rli tlin;;no~titnt·e una. forma T. B. C. i twipiPn te; i tauti st•;.rni :st•mt>iologi!-J miunti c lini. d•e l!'int·twlmcnte n!llgono ·~ dù pt'OJmst i, SPJ.nt;ll a ti e tlc·~<:J'it ti. spt><.:i;\lmen te n d ca m p o della T. B. C. polmomtl'P, sono indil-P di 11('1' st\ stPssi di tpw~ta difli · colt.à. ln fondo doneblx'><; i eolpil'e il montCJlto in cui il fO<'olaio T. B . C. ùinmt<t atti\'O, in cu i h~ lottu. fra. l'agente iufPtta.nte c l'tn·;.ranismo iufH.tato ,~;'è risolta. a d;tnno di quest'ultimo t'con la. pt·e nlJen:~.a <lel pt•imo; IIHl quPsto Jll< •llll>Jlt{) è contl·a .... st•g-nat;(l qua ~i I'Wtnpn~ ùn 1listurbi inci)lif'nti ad i11ir.io :-uudolo, pneo ruat'l·ati , inosser\'nti il pitì delle ~·olte : 11 La. dimostra:~.ion c tlt•ll'al ti,· itù, di un f1><·olaio è s(•mpt·e una impresa JnoltcJ tlt•lie<"tt:t t • <·ostitnist·(' uno d ci capisa ldi d t•lht din~nosi di ti:si ini :~.iale . E' Jl f!l'l!blema <·h(• :-:i pn•senta. spesso tli froutc n. rilie\'i dclresnme JtOII nss()lufatnl'utc dimtr.-:lral h· i {.\. Capngt·<•:'>si) >>. Ed il ~I'I'!!PHt, uno d1•i più J.r1'HtHli studiosi fralleh..;i dell'a t·gon•Pnto, p;n·lando lll'ftli ele· tlll'llti g<'lll'l':ll i di •lia;.rnosi <lf•l la, uatm·a T . B. C'. di uno ~t.ato morboso t' (lt•ll•• diftkoltù <li f'~~a nrl ('ilso c:he tn:lllt:hi il ~olo <•lf'm('nto rli infortna7.ione 1"\he ha Yalm·c nssolnto. cioè la. con~t..'lt.'I?.Ì(})tl' Ù<.'ll a pl'l'8<:' ll7~t <lei lmcillo di Koc-la, atft•t11u~ giusta-nwnh• citi! nlla. ding-nMi di t ntte le ma· 11ifrstazioni 1'. ll. C. de,·e adattarsi ]a lPJ,rg<' g-PnPr,tiP d1c cc in patologi..'l. m<>dicn. non <'~i<Ste, JH'I ~<·n:;;o J·i~oroso drlla pat·ola, un solo sintomo veraJHt>llk pa t.og-nomonic·11: 1111 :o<il ctonJ () non ]In, che. il Ya·lot·<· eli nn elemento J'i,·elatm'{': pt•t pmT<' una diagnosi lli!-:ogna In. riunione di parerC'hi sintomi. il rni in~ieme <:m;tituist(' una pt'<'SHJtzione t;tnto pit) fol'tr ()tJaJltl) maggiore {l H numet·o di l'l'si e fJU<l·llto ntPglio s i possono concatenare: ed :lll<:ot·a la certezza clinir·;t JlOII <•si .~;tc pu.nt.o: nnn dinl!'nn~i non può c·~!':('J·e che una nppt·o~:<:irua7.imte. Tutti i nostr•i l'ìfm·zi dC'hhono tendere a r <'ntl<'l'(' qnc•sta app•·o~<!':ima:~. .ione pit) vif·ina. cl)(' sin pO!"si})j)e a lla c<'rl1'7.zn. ». E per quanto riguarda. le rrnzioni bio1ogit1tr 'è rPJ'to, pet· la. T. B. C.~ dtc quPIIe finora note possono co:;titnire <'IPmPnro 1l i ,]i;t~IH~,.;i qnarHio sono mes~<e in r·cdnzione ad alt.ri fattot·i. non dn snlP. Ln ~<iero-d iagnosi. ~ r·isnpnto, non può aYPt·c nn >alot·c n~olnto <> può <·~sel·e po~itint 1 per qnan_to legg-Pl'UH'ntt•, :tndtP f)ll<l}l(]o c·i tt·oviamn in p1·esen:~.a. rli focolai SJIC.llti. ~i· minm·i diffit-ollù c·i si prcsent.'l!liO f)nanclo si <h·Ye clic:hiarare gua· rita nna f(ll'tnn T. B. C. gi;) diag~costkaln . La g-n:n·ig'iOne diujl'<l d ella T. R. C.<\ !-:tafll . ~<i sa., molto dis<"lll':~:a, ma nl.!'~i (· . si pnò ùit'l', g-ellt't';\ \ . lll«'llk aHctllt'""'a. :-;j •·mupt·<•ntlc /;lC'ilmPntc com" (l JH•ccssn-rio a.nda.J'C molto, molto ftll<trtlin;.rlti. B riporto qui lP paroJp rl~>l prof. ~I;t.rag-liano. (·lte tanta attiritù hn clt·tli(·;t1n ag-li stutli s ulla T. H. C. EgH in nnn 8Ufl· k1.ionp dinir.a. pnrlando d(•Jia guarigione dPi prore>;~j T. P.. C . dice : (l h• lll<llaftip 'J'. H. f'. si ~uaJ•isc-ono: g'll:ti'Ìs<:onn r·linknm~ntr nel senso •·hn t nth la f(•nomPnolog-ia fìl'ica c fnuzionale rli o;.rni stato morhoso at-


LA R~:AZlONE Dl COSTA NF.L CAMPO DELLA MEDI CTNA li!U.ITARE

Jfj7

th·o scornpM·e e l'oJ·g-nnismo può ma11tE>nc1·:':i tale inùetinitintmeute fino alla più t:ll'ùa, età.. ~là innamr.i a. questa. risult<lnza clinica inoppugnn· bile, Ùlllilllzi i questi f;ltti s'impolle sempre una 1·iserva f'lte è ra<;chiusa. in que!':ta, proposizione; l'anennta. guarigione clinica di una malattia T. H. C. pc1·mette ùi atfct·tH<Il'e the quel ùato oq~anismo tron1si in con· tlizioue da potl•J't' eouJlllHJIH! rel-:i,-tei·c a tl un nuovo J'itoJ·uo offensivo ùi baeilli T. B. C. nascosti in quali-Ile punto c per il momento inoffensivi? Questo oggi nou si puù dit·c: uon ;tbbinmo tinm'lt dati precisi per rispon· dPre cou sicut-czza, spe1·o fli pote l'li dare in nn'epocit. non lontana; ma o~~o.d non li abbiamo. I'o>;MJ ,-o!o con sicm·ez7..'L tin rl'c11-a n.ffet1u:ne che in· 11anzi a.c.l nna: gnl'trigione !'linica è necess.u·ia. l'attesa. di qualche anno, tre ahu<'no, per potel' giudic:11'e 1lt>lln $1la. stabili!::),. Ma b:H.late bene, che io pa.J'l,) d i ~ua.J'igion<• <'linira, cioè nel senso che ogui tl'ac·cia dell'esistenza <li uutlatti<; 'l'. B. C., ~ia :s<·,ontJlàl'l>a, e <:he non pO.">lSOno esse1·e ri· tenuti cn.si di guarig-ione clinica. fJtt<'lli 1wi quali malgrado una florida nntt·izione geuerilil', malgrado l~t ricdtezM ùi adipe, e lussureggiare di mu~eol i, esistono fatti e da ti che d i mostJ·;lHO 1<1 persil:ltenza in qua lche modo ùel processo morboso ». ('osl lurne;;giat<t la questione JeJln, tlifucoltù, di diagnosi della. 'l'. B. C. iniziale da un lato e di guarigione di un prooe~so 1'. B. G. gi<ì. nccer tnto dall'altt·o ~ {o compt·ensibii(; l importa.nza della ren.zione di Costa; In, quale ci fa almeno c·om·;llidart~ od c~clucl<?re la diagnosi d i un qualunque proce~>;o tossi-infettl\·o i n atto, sempre beninteso tenendo pres(lute che essa non è ~peci fica. e non ,·aie di per sè sol<l, ma, lw grande

va.lore come reperto ùa unire nJle nltJ'e 1·icel'clle cliniche, batteriologiche, biologiche, ra.~.Jjogra.fiche, per(·hè serve a dar e un concetto esatto e obbi(•ttivo dell'entit:ì .dellit. t<)S.<;i-infPzione e dei suoi cv~ntunli miglioramenti o peggiora,menti. :Pet· meglio lum e~~ia1'c quc.;;;ta importnnte qnE'~tione l1o creduto te· ner conto de11ft reazione di Co~ta per quegli i,ndiviùui che, data la loro forma, so~petta. sono ui.andati a Genora al C-(lntJ·o 1lia~nostico T. B. C. Orbene ill {licei di tali ·~mmalati nei quali ht J•enzione di Cost<1. r iuscì po· sitint si cm1fern•ù 1'11e la. tnber·colosi cm in atto . In due in cui la reazione riuscì nf'g-nlint, \'Pune p1·opost."L l1t 1·a~~pgna, uou per la forma. iu atto, ma pE'r 1'(•,-idnante minOJ·azione polmr>nm'<!. Le <l('tlnzion.i che tla questi casi si J>OOsono trarre sono semplici, e pl'èdsauwJtte: se la. reazione è positiva,, specie se essa a,vviene in cinque minnti. llC'~!':llll anbh~o f'h(• l'in<livirlno df'hbn ('f,~('J'e fòlOttop·osto a provvedimenti medico-legali; se in più di cinque minuti, da cinq ue a quindici, ~'<i potl'IÌ tlopo un congTno pP!'iodo tli J'iposo c di cura riesamina.re il ca~So. Se la: reazione è negativa, l'individuo è da r itenere senz'aUro o i mmune o gua.rito e si potrà, concedere licem~a o riforma e pensione ncm gii\, per ma,lattia in sè, pa~snt.a ullo stato di gna.rigionc clini<:n.• ma. per eyeu-

tnali lesioni e postumi a.pportati dalla mn.Ju.ttia.. In met•ito alla, rea.zione d i Costa. nei rignardi dell'infezione T. B. C. ha fatto esperienr.c il dott. Verc·elJi nel 'l'uùeecolosa.rio eli Novara.. Egn così l1a concluso:


f

l " La 1-eazione è po~itint iu tutti i c:.a:;i di tnbet·colosi attiva.; :!''~elle f01111e Jawnti (<'.on !>romparl't\ ùi tutti

i sintomi rilevnbili

(lì T. l'. . C.) è negatha; ;~n Nei gr<l<li ùi pns:)ag::,rio 1l:1lln fol'lll<\ :tttirn nlln. Ja.tcnte Wl at· tt-nuaiHiosi; 4• Negli xtati p1·~nwJ·btli può JHiUH·a.J'C in quakhe 1·aso: ;i" ~on (.direttamente Jeg-;II<J :tlla enti . rc~alliouc, alla pr esenza dei géJ·mi 'l'. R. C. 1wllo t>spt'ttOI·ato, alla. fphiJJ·e. JWI'Ò Reguc fJUas i sempre )'n n(lnmeuto ft;hbl'ile ; li" La

a·pazione conisponùt; X<'lllpt'C :tll'andamcnto clinico.

La J'('azione, put· non t•ssendo S)JCCilica, è pe1·ò nn mezzo .sempli<'i.-.~imu, fadle e di applicazione nnivcl'!>ltle per l't.'lllilii·~ •·.<.m c:.l'itcrio CR:ltto e O~,:(etti\'0 il gr,\do di llli\,lattia. c la prognosi ». li Ycrcclli in lineH g-ene1'ètlc eonftmna le pl'O\'tJ giù da me fatte c pone iu rilif>\'O <:ome ll<'lle forme T. B. C. passate aJio stato di latenze, vale a. tlirc in quelle in cui non si rilenwo pit'ì sintomi o rwgni <Iella fol'.mn in atto, ossia. <'linicameute gtHu·itc, hl l'Caziotu• di Co~ta è nega· tixa ; positim inr<'CC nelle fot·m<! in <ltto c in modt, tanto più evidente quanto più l il mnlatti~L è allo stnto florido. L<' Cunuui~ioni collegia.li lWUO appunto tl! ft·N1ueute c hiaJltìHe a. de· d1lf't'l' sulla oppc)l'tu n i t<ì Il ella ;·ift•t·lllil d i u 11 i n d i\'icluo, delle indenni t\. Mi ~·m b111 (] ninùi che la rcuzioue <li C'o>:U.t pol' S~L <·sserc preziosissima uel gi ndizio che tal i Oom missioni souo ciJ i;una tt• n d ·:>mettere. ~ noti che ln reMdOH(· :stet:l'.'l ptlò <'sst•rt• fatta snclnta l'hlllt<· .

...... l

.

E nl:'i t·ig-ual'fli ùel\a. 1'. H. C. bh•ogua prcnùel'c. in cousidem~ionc hl siutnlRzione c la pJ·e..muta simnla1.ioue di essa. l ~ iuwlatori, sin. nllo scopo di esimersi da.J scrdzio militare, sia. a fJlll'llo di godet·t• ill~~it.a.· wentt• di una pcu.siouc più o mc•uo f'tll·tt•, non lll11111U tnt·1lato n<l appt'O· httarc della J..:t•OJ)('tfa llnl hadllo {li 1\udl; c :>(' sinmo lontani ll;ti tempi in eu i pttt·e :-;ia ~tato Jll'ova to JHW C'('J'ti indiriclui l'infJuimtmento della propria bocca. coo eS{;t·l'ato cct1:~tHH:nte b<l<:ilJifcro, non si esclude però elle allCOI'èt o:;r~i 11011 si UJWI'Ìno Ì pi>) fini a.<: <'tJI'gÌDJCUti, ]>l'l' qua.nto lrl('l\0 pc· J•kolosi, <tllo ~'<'Op<1 di ~'O·'ititnire in vista drlL'Pl'llllH' ·nik.t·oscopko i pi'O· p1i ~.sputi evn ()HC·lli tli un tuhCI'Colotiro (·onchHnato. E ' quindi g-iul'tilicata una <liffidt·n?.a iu pl'oposito; ma bisogna <l'11l· ha. pa.rte gli!U'fllll'l':i fla} pC1184ll'C alla sÌmllfa.zione <ld aUa esag-erazione ~CJU I>l'C ed csd ush·:un(•ntf•. 11 più ~~·g-ittimo ,'Josp<•tto dc,·'csscre semp t·e :~ppo~ginto a dati rlinici più che si(·uri. iuoppugMbili. Vi sono delle f'01'Jne T. n. c. br.nÌ!!IIC dlC decOl'l'OilO in :uodo latente e che ven~ono <'~lsua h nctue ('5(·opcrt 1•, 11011 a\'entlo pt·o,·oc·;trn nel p;tlliPnte tm·hc> mMbof;e

l

l

l


LA RI~.'\ZJI)NE: DI COSTA ~ET. CA~I}'O DELLA )JF:DIC lNA MJUTARE

l(i!l

tali do. l'icbinma.re la, Ma. attenzion<'. Ci sono degli ammu.lati di peritonitc •r. B . O. « dw si lagnano di ùc>lori va.gh i cd intermittenti all'a-d· dome e che non presentando obuiettiva.mente nulla malgrado il più minuzioso (~sa,me dell'ndùome, e conserva.ndo tUlO stato genernle soddisfa.· <.-cnths!iimo fanno pensare ad uua s imulazione, mentre potrehl>e trattarsi di un periodo insidioso di sviluppo (Chavigny) ». E Chavigny riporta il ~·a~o di uu medico militat·e francese che aveva addirittura., ~r un ~oklato ehe s i lagnava, di disturbi aiffa.tti, steso il a·apporto. di simula. zione di ma-lattia con proposta, di passaggio a compagnia <li disciplina; ed avendo, per nn caso fort uito, ta·rdato di pochi giorni :t<l inviare il ra.pp01·to ste81$o alle antoritì\. cui spettava la dedsione, assistè nel frat· tempo ~~ua. esplosione di sintomi dassici e gt>ttvi di una peritonite 'l'. B. C. f~•-roli rli q1w.sto gcnN·t> np possono cn.pitnre a chiunque, anehe ai più pt·o"etti. E quindi loòC ai 111ezzi tinora noti noi a.ggiuugiamo la: reazion-e {}i Cosbt·, che in mollò indubbio d può annunziare lo etato di 1unla.tti:~; di un ~:~oggetto, noi doùhinmo couv(!tUl'l:! ùi aver t t•ovato in essa tmo dei più solidi el~menti diagnostici. Rappresenteri\, CJ5S.'l· u.n a· senti· nella vigile che metterà in allat·me la noJStm, buona fede nPll'eventua.Je e<Wlo di tlll<l simulazioun non sospettata, o la IH>-.<;h'n toscienr.n, rli medici llf'l <:a~o con b-ario eli nn infonda t o sospetto di simulazione. f'oncluflen<lo: l" La reazione di Co:-;tn. ne;.;.ttiv;l l'~'<·h~tlc tos~>i-infezione; ~o lAt.

rea.zione è n u llH!zzo . fncil i ~:·dmo , ltii rapida. esecuzione per i tulica.t·c lo sta.to di int(ls~;ica.zione dell'm·gnuigmo e pereiò può e deve avere la rga òitfnsione cd nppli<>nzione. Infatti nt>lle visite reggimentn.li pnò set•vire a. far conos<-et·e e\'entunli simulazioni; lo st:esrso dicasi per m:t.lati in o~M!rYazione a-IJ'us.pedale militn •.,.; 3• Può tiuscir·e lli ì1ì'onto ausilio nei giuùizi nelh! '' isite collegiali, tipccie in ra.pporto alla t nl>el'('olosi, nel JoJeuso <>he la reazione positiva iudica nei casi gii\. ric(Jnosdn ti 11i 'I'. H. C. tlhc In malattia è ancora in atto, tanto più tlOI·ida· quanto pitì la t·eaziotw è pronta.. Renzione negativa indica. il pt·ocesso pnss;tto n ~'1rntig'ione dini<.'n e spento. Ed in rap· porto tt. tn.li t·eperti potl'}tnnn (•òlì traHfJ\l ilHt:.\ d'm1imu e sicurezza esser-e presi .i pron·ed i menti d t> l ,·a~o:o.

• •• Dalle mie e:<JJCt·ienr.e, pt~t· il loJ·(, Hnrucro mon adegunto all'impor· tu uza dell'argontt•nto, non pos~o trarre delle ('ouclusioni assolnt.a.mente u ft'N·mn tive ; ~'l 1eJ·o · p!•t·ò d i aver pl'O!:ipet.ta to i l vn lore di un a reazione biologica. che :,t"l'lltHli ,"St>l'\·i:d potrl'hbe, 1>ender-e , ed avere invogliato (:hi più mezzi di me può ;l.r<~re (sanatol'i, tubt>rcoi()S:tt·i, grandi ospedali) a pratica.t•c ulteriori ricerche. ''(llltl'olli e statit.;tiche eire fncci;1no in modo eire 1a rPazione di Co!'ICJ entl'i definith·amente nel cnmpo pratico.


BI 13LIOCRAF1A. M.~RAGLJA:->0 f.. -· ie:iont C.:li nkl•e. S. E. L . M ., 1 ~0. L. - La tut•c rro/o.ç" fllll1n(luain- . Mns;;ou, J~:?l, Pari!i C HAII G=-'' P . - /fiug~tuslir fi p., '''''l11rlics simlllé,~s. T. B. Bailllere. C\ I'OG R0:--">1 A. - l/1/ll:e/lu c diii!JIW., /tCU. o/t/La / Ì:iL IIIÌ:tale. Ca::-a Ed. CIII". L P ozr,i . Ot-.KXArtO

Roma, l!l~3. COSTA R. -

t.:na { o<"ile rcn;;;ir,ne del sangue 11 lwsc ili t tVVocaina c { o rmali lla a riliern di stati patologici. HifMma :\lecl ica . n. :?'), anno 1'323.

COSTA R. -

Comunicazione alla • ~OC I I.'tà Lombarda di Scienze Mediche e B iol o·

g!che •. St:dula 17 m agg1o I!IZ:.l. R iportala nel • Poltclin•co • (scz. Prauca) ,

n . 29. anno 19"1.3. E .. L. H l t".lllLit.:, L. HAHOX:""'EI., Ot:~I A~. - Trailé tle Pal/loJir,!/i!• .H t;d/cale e"t de Th érnp cut ique applitluee. Tome XVII. A . Maloi ne et fils, P ari s, 19".!0. S"nCF.:-<T E., l .. RICAIJfAt:, L. BAHO:\.'\El., l)t; ~JAS.- I ci. T ome XVI II. A. i\lalome et fliS, Pari s. 19"21. Sr:ncE:->T E. - T el'/llli'J'''' Cli11ii/ILC Jftltlicale et Sémeiologlc étémentaire . A Ma· l oine et flls, Par1s, 1\)'22. · · A!'<:Ol.l A. - 1-, "lemcnlt d1 sien./ngifl . L . Cappelli. Bologna. 1\t·?O. C1rnnx J. - l me/Qdi dello ìmmJLnlltl111911.tJSi e dt:llll immun/I!I"IIJ)ìa. U. T . E. T., 19ll. J\IARTI NI;.I A. nin gnoMic Clinir1u.t Masson , P aris, 19"21. DOS.->E:-<A G. - Sul HIJIJII,rlo fra la rea:ione n01:ocauw {l)llnfl l inica d i Cos ta e La velocitri rlt setl.ime71/a.:.innc dei glolltl/i rossi. Annali el i ostetricia, (tlicem< bre 1 9"~) . B AG LIAN I M. C-11 n'li:;,,,,. ,,,.,,.lli/111 {lll"ltlltlil• it·,, 1/i r·,sl•• i11 "''"'llli gnt />J,L Ili rnatatlie. • Polir,l ini<"o • ("I:'Z. P ratica), n. 51, Hl~J. ~flllol· 'iT

CASUISTICA CLINICA SAKATORIO DI C'AREC:(:I -

FIREXZE

CASI DI TUBERCOLOSI POLMONARE TRATTATI COL .. CUTIVACCINO AN'fiTUBKRCOLARE ,, DI PONNDORF ALC ~N l 'l

per iJ dott. Acrlslo Bfanchlnl, CR.pitano m edie(), dirett orr.

Da eir<'<l ùollici auui Ponn1!01·f di ''"l!imar t•spcJ•imcu t;\ col ~no CII·

tivaccino antit1tberco~are che si distingue dalle altre cure specifiche ,tntitu beJ'(;uhu·i per uue caratterh;tichc : a) perchè si a p p l i ca pN l'in in tr.teu tn n P~ t u t i l izz;mdo la pelle come un til tr·o yi\·o, L>iologi<:amente calibrato . b) percl!t! è un :~nti~eno <"Olllpleto, o mc~lio lllHt miscela. di tutti gli nntigen i - corpi ha<;ill;n·i e prorlotti ~olu b ili - del bacillo t uber · r·o hn·r:: (e'J cn ' ntualmente dt' Ì hattcri tlelle inf(•zioni mistr) . il t utto prcP•If·ato in modo ù a <1cn<1ttu·nrl o il mcnt1 pol<sihilc nel pt•ot'Ps!'òo rlj li<'Ci· sione <lei germi (flt.tto wohahilmen tc coi l'<IJ.(~i ultt,, .,·iolt·tti ).


Af.CTNI <'AST D I T l.i UERCOLOSl P0Llf0.:-1ARE TUA TTJ\Tf, J;:f'('.

171

'l'ale n1ccìno esh;te in due tipi: J ~ CutinH:ciuo A. · ~oli antigr~Hi del

bacillo t ubcrcolm·e ; :!" Cutinl!ceino B - .\ntigcni <1<'1 baci llo t uhcn:olarc + an t igeui d ei gc1mi delle più comuni n ffczioni complica.uti; d a. u~1 J\o.;Ì; il primo nelle fot1nc 'fBC pm"C', il secondo nE>lle atfp;doni mil'lh•. · Oltre che a l' t:OpO :-;tretta llH'II tC tC'nl p eu t ko, il Ya ('l'illO di r oundorf può c:-;sere anci.Je usato s ia a Sl'opo prCitilattiro, sia. a >:copo rliaguostico e prognosticfJ. In SYi zzL•t·H , G.-I·man ia , :Knrd-Auwr.iea, 1\ stato spet'iw+>ntato con ottimi ri<;ult;Lti. spl•('i<t ln• entt· in form P <·h il'lU'gkh<~ ; in una riunione di dini<:i tedeschi t<>untasi a \\'eima1· il 'i noY<' lnbt·e 19:!1 fu pl'é:-;~llbìtO Ù;l nwi spt•rirnentatori ampiv matl'l·iall:' fliuw!<l ratiYo. La tl'<'nica. di ino1·nlazimt1• i• :-;o:-;tanl'.ia.Jmcute simile a qu ella d.1e :-;i u~>a {Wl' il n u ·eiuo antivaiuoJo:-;o. :-;i fanno varie va.ccin:tzioni per un periodo eli dt·<·<L due anni a <li~htllw di te mpo cre)';ecnti fm J'nna c l'altrn (1-:J-:1 st•ttim:uw ft·a h' pl'imc, poi un m est•, po i 2 -~- 6 ~uc:-:;i). P~1· 111. p~u-tc <lottrinah: tlclFaTgonu•nto rimando u.Ua. l'('{''~ nte 1< lr-:iou<· » <le l pro f. R ondoni, o\·c e!<~a 1" hrHJa.n teme n te l'lin tetiua t a, cd r>spongo, a titolo di pt·ima. nota, i ri!'iultati ottPnnti in a)('Ull i cmd d1t me t ratblti <•ol Yit(•.c· ino eli Ponn•lOT·f, :o;p<'rando di fat·e co~a non cl~l tutto sgradita, pQich-è - a quanto io sa.ppia - .sono i primi pubblicati in Italia .. Diett·o consiglio c consenso del prof. Lustig, ho esperimentato il metoùo di Ponuùorf su nlcnni d•.•gli inraliùi, tnl"lCITOloti<-i polmonari, r icoYernti a ~uta Ù1d l 'Op<·m nal'.ionale per gli invalidi di JrlH~t·nl·, nel sa natorio di C;ueggi, da me dir<·tto. TI o !«'elto, conw pl'imo ·Psper:mcnto, quatt1·o c·asi di diversa. g-ravitcì. : ·- l ('on le!<ioni ;lhhast:mza t'c'1'CIIti, ma a tipo rnpirtamcnte e\·oluth·o e co11 tendc n:.r.a alle emotti~<i (J>. U.) : - l con ksioni antkhe t• h •tuh·uti n pl'ogre""iv(l ag-gran1mento e in t<HHlizioni g-m:è"l"!lli non hnone (:\. G.): - l tOII moclkhe lc•sioui giil tPndlmti all:r l'Ìparazione (Fì. G.); - 1 c:Oll le:;ioni }H't'\"IIIPutemcnte ylelll·idlè (P. A.). 11 tJ·athwwnto di questi pal'.ÌPuti Ctll l'onndorf fu iniziato cirea tre . mes i e mert.w fa., CO'>icchè oggi possiamo ved~rne i primi risultati; mi 1·iseno p<'r·ò •li {'OIIlnllicm·e a :;no t('mpo <' il d~corlSo lSttc.cessivo di qu(!sti l:<lSi e i l'iRultali ottt•mtti iu altr·i ammalati in cui la cura vnccinllle fu ini~iatH :-;uccc•sl'lintmentc. E spongo brevemente alcuni dati eli n ici stù ~asi in parola.:

•

l . P . !J., di anni tre nta. GenliJ i;(IO neg-ativo. Negli ultimi anni ha avuto vari attacchi bronchitici . e qualche \'Oita ri corda d i aver e avuto l'escr eato macchiato di san gu e, ma 11 0 11 vi ha mai posto soverchia atten7.ione. Nel g iugno u. s. fu ri coverat o a!L'Osp eda.le militare prineipale di F irenze (tlOPC' una affezi one r enmatira n on hene defi nita, for~ a C'ari co della pleura); ivi fu f atta diagnosi di tuberc olosi batteriologicamente accertata. All'ingre;.;;o iH Sanatorio (26·6· 1 0:?:~) era in eondizioni g enerali discrete, aveya febbrico la serale e pre;;el1ta\·;•: a ùes tra bro nr·oa lvaolite apicale e fat1l


J72

A!.C U~l CASI lH TUBKRCOI.O!!l POl.)fO~ARE l'RATTATl, F.C(',

di Infiltrazione u cari co di tutto il lobo superiore; a sinistrn. lie,•e infiltrazione dell'apice. L'esame raclioscopico conferma tali duli. P eso 54.50. L'esame d ell'escreato è positivo per la ricerca del B. (l. K. L'esame del sangue dà: t;lob. l'ossi .~,800.000; Glob. bianchi mlOO; Emog lobina 8:3; Val. gl. 0.87. Fu tentato lo pneumotora.ce art. n destra.. ma non fu potuto proseguire p er la presenza di forti ed estese aderenzé pleuriclle. Durante il mese di luglio Ila aYnto varie emottisi nnn gru.Yi; vennero fotte cure ri costituenti generali e tu praticata la uecessaria terapia :,intomatica. Le con'ùizioni generali andavano progTegsivmenle peggiorando e i !alti a carico llel polmone s i lntensiflcavano. La febhre serale lta raggiunto anche 38,5o. Il 15·~ 19'2~; si p1·atica In prima ruccina:ione r ot metodo di P onudorr. Si ha intensa reazioue locale {Ono a formazione <ti vescico-pustole), r eazione di fO· colalo scarsissima i lieve aumento clella ~;ecrez ione\, rea1.ione generale quasi nulla (n on febbre, modica c:efnlea). Il 23-t.' viene t' St' ;nlila la seco1,da vaccina:.inne elle dit le ste:;se reazioni della prima. Il :1c.,.s il p. ha. unrt pi c{~ola emottisi cile l'i ripete n e i giorni l, 2 e. 8 settembre. Il H -9 si procede alla tl'r::tt l'accin{J.:.ione, aumentando un po~o il campo ùi innesto. La reazi one local<; è stats~ della stessa intensità delle precerlenti; come renzr011c oJi focolaio s i Ila aumento dci rantoli umidi sper:ialrnente al lobo su p . ()p;;t r·o. La renzione generale ~ stata più intensa del solito: tempe· ratura 37,!\0 , c·efalca, senso di srordirnent.o, •totenr.ia diffu~a delle articolazioni. A dieci giorni di distanza dalla vaccinaz:one il p. è colpilo ùa notevole enwt.t.isi, che ceclt rapidamente alle cure orclina1·ie. Il lO· lV quurtn ,·nct·ino:.ionc: stesse n~az ioui della t!Jrza, un poco attenurLte. Peso del cor}Jo: lq:;. ;,9.00. n 5·11 lf1t1/l/fl r•acd.ua:.im1e seguita da. rnoc.lica. reazione locale, g-c,uerale e eli focolaio. Il p. non ha piu avuto emottisi, è assai solle\'ato, ha buon appetito. AIH·he una lieve form;~ larin)!ea insOJ'hl i primi di ag-ostn s i to ar.dat.a at.teuuancto. Localmente l'i l'i l e,·~l notevole diminuzione dei ratti a caric·o del lobo sup. ùe,;tro. 1·eperto ~::onrernaato ;ti radi oscopio . Esa mc ltel .~rwgrtc : liloi>. rossi 5,000,000; Glob. bianchi 11,:>00: Emoglobina ~3; Val. Glob. 0.87. (POI Oùlltr. 60: P ol. eosi n. 6; Matzlenr. O; i\Jouociti :>: l.infociti 21}. P eso lq; 66.00. 2. A. G .. di ttnni 24. Nulla di tJ Ot.e,·oie nel gentili7.io. l\ulla m~lla anamnesi n:mota. ~el ma!(gio 1\I'W aYetHlo. to,;se l! !X'mhraT:dogli tli deperire si fece Yi· sita.r e: fu fatta diagnosi Ili affezioJt!.' TBC. Dopo nn auuo eli ri cove ro nel sanat.Orio di P orta Furba a Roma, ovc• fra l'altr.o rn notata la forte ipoglobulia del p., il 20.:.1-19:!:: entm a Carel-!l!i. Er;~ un individuo fl$Sai rlcperit.o. con tosse frequente affanno; febbre o;e ra lt'. c·ostretto u !ello quasi in perrnan~nza. AU 'e:>u· me de:l'apparato r('spirntor io si riiPYano i sogni Ili un:i hr'•>ru·opolmonite THC del lobo sup. siui"tl'O c ùi iuftltrazii)IJC TBC del loho sup. dt•o;tl'o. L'e~am e ùell'c!icreato era positiYCJ per In rir crnL del b. di K. P ositiYa era pure la cutireazione. Il p. pre~ent.a,·u inoltre farin :;ite cronica tllcero-inflltrath·a T BC. P eso kg. 61.00. I n slìJHliOJ'it, i> stato so t tnpost o a Ile c·om uni cm1:: lCJnichc generati ton lh!f>~llll n':::nlt:~ln . Il p. ì> anllu t() lt;utam cut e ma progressh·ament c llep crcJHio. Contempc•ran(':rmenk si i' avut.J l'insor:.rerc d1 al cuni ast essi in \'arie parti cLel corpo, a cau~n d ci quali il p .•~ srnw de finitivamente co,;trett.o a letto. Pt>;;a il 3-8 kg. 52. 10 c·on una ùiminnzione di 4 mesi di 9 }\f!'. Il 12·!:>·1'Jl3 si inizia 1t trattameuto rol vacl'i11o Il i P onudo rf. Si discusse sc, cinti g li oscessi, n on rosse stato utile usare il Clili\·accino IJ; si <lecise di u sare il r·alli\'ac·c·ino :1 per timore della po..;sihilit il <li una reazione troppo it:tPII~a. c((Jte le gravi condizi on i del p. Al la prima 11Pfllil'.lziouc ila fatto sq.'laito 1111a reazione sia locale che g-cneral t> quw;1 null n . Il :!Ml !<ee()nda :lpplicazione, a umentancln il campo di inut;:;lv ruantcnuto JIH'COh• tu prima Y•olt<.t. sempre per to :;te:::so timoi'C. L a seeonda ~·~·<l7.iOnl! i: <;tala nolcvolmentc piiJ into:>n:;a. sia lm:almente (vescit·o-pnstole), s ia generafm(>nte Jebh re, moclit;P. cefa lea), s ia al roc·olaio (numento ùelio eS<· reoto. dolo1·e e, vbietti\':Hnent e. unnwnto cli rnntvli a lllcclie IJùl le). L:a r.er7.n applic;a :l.itJIIt', ;;imi il' ••l la seconda per ampi r zza tlel <'lllltpn di innesto. i> stntn. sel{uita da sear,.,n r~azione . e fn f:Hta il IO·~. Il l" otl.Obre fil falla la l(Harta Ylld ' il1:17 i"ue cm1 reazt 0 11e es:-;~ plllt· .1ssa i d e l•nlt·. 111 qut·~to tempo però


AI.CQ:'\1 GAS! Dl TIJ.Bt::R.COLOS! l'OL~IO~ARE TR.\TTATI, 1-:cc·.

•

Ji::$

•! p. i> aumentato ()i circa 3 l'g.: sì è alzalo; le sue condizioni generali so no assai migliorate. l\ ;,.u viene praticata la quinta vaccmazione. Il p_. è alzato. pre.nctc i suoi pa~ti I'Ogli altri ricoYt>rati, ha a ssai men o tos~e e riposa più fnd lrnente. La ftbh r~ :;erale è quasi ùel tu tto scompars a. Gli a:;cessi sono guariti gi ì\ tlopn la sec·.onda vacGinazione. Il peso è a11cora in aume nto. All'esame dell'apparato respiratorio, pur ris': ontrando tutt.orn le grav i condizioni preced en tementt! rilevate, si nota un evidentù attenuarsi ùei s intomi. Esame liel sangue: G!(lb r ossi 3,700,000: Glob. bianchi 11,400: Emogl. 6il; 'v al. Glob. 0,91. (polio. n eutt. 63; Polin. ens. t: 1\latzlt>uc. 1; Monociti 4: Linfocili 26; Lieve anisocitosi; Poichilocitosi). 3. S. G., di an ni 31. Nulla eU u ote,·ole nel ~enlilizio e nella .anamnesi r emota. Nel l !H7 ehlle polmonite e pleurite. Nel 1\JIS soffri di unu. rorma gastro·etueri ca. Nel l!ll!l ru riscontJ'ato affetto ùa catarro a picale di natura TBC. La mala.tlia ha d eeor:;~ a.s~ni lievemente fino all'inverno d el J!l-20, in c ui ebbe nna emottis i breve ma abbonclante . Entra in sanatorio il 7·8·1!123. Condizioni generali buon e, 'n<m fehbre. Poea tosse con scarso ~sc: reat.o in c:ui riesce negativa la ricerca del b. eli K. All'esame clell'apparato pol monnrE> si ha: diminnzione del respiro alla base di s in . l'E'Spiro aspro con ctualdle nmtol c all'apice cleo;tro. S i inizia subito la cu ra aua Ponndorr col rulivacclnol ;1. Ha sullì to fin o ad oggi 5 vaccinazioni: il 15 e 2:1 agosto. il 14-9, l' 11-10 e ti 5·11. Ha avuto sempre fortiss ime reazioni locali e generali : rc~bl>re alta (39• ·40<>) , brividi, cefalea. nausea, vomito. La tempemtura, c:l1e insorge 6-7 ore clopo la var cinazione, si protrae fino nl matlino seguente: il ma.lt>,:se•·e gen erale dura due o tre g iorni. Lt! ultiJO e due vacclna7.io ni l1anno c.lato •·cazioni un p oc·o miJWJ'i clelle precede nti. Nonostante che il paziente 11on :;oda di sov<' rC' hio a ppetHn, Jlercl·,;: da tempo soffere nt e di disturbi intest inali, e sia re,;t iv a p rati care cure ri cos titu e nti , pure il peso si è manten uto invariato e le ror.ùizioni gen erali e rtucl le (lei pplmone sono andale mi gliorando assai. All'esame d ell'apparato polmonare si ri scontra oggi una minima diminuzionu di respiro :111a b&se di si uist ra. e all'apice destro si ascoltano a so:;ai pii1 rar~t­ mente . pod1i rantolini, quasi solo dopo i colr•l eli t osse. E:;o.me del sangu<·: Gl ob. rossi 4,700,000; Gloh. biancloi U,500; Emogl. S5: Val. (il oh. O.S!J. (Poi. ne utr. 64: PoL w;;. 1; Mat7.leuc. O. Monociti 11; I.infociti 23; ~1ieloci ti n entr. 11. . 4. F . A., di n1111i 36. Un fratello morto per TBC. E' :.unmogliato con donna sana e ha ll'e flg-l1 ;;a ni. Ne l H117 fu faLtQ prigioniero e n ella s tessa oc<;n><iQoe ìnali1 ~as asflssiant i. Fu ricove rato a lun~n nell'inCI:'rmeria cie l campo di concentra meolo Ntl l!l18 contra.sst! pleurite · t> rinHISE' rkover:tto in ospedale ftno alla. P.poea del r impatrio. Entrato in 1111 ospecl!tle mHìtare itali ano fu sottoposto a tor aC<!ntesi. Le condi?.ioni polmoJJari andarouo tuttavia agg ravandosi: aumentarono la tosse e l'esrreato. elle e:;amiua.to d ette esi to p ositivo per la ri cerca del b. di K. Esse ndo molto deperito e<l <tvendo avuto una emottisi, nel febbraio scorso entrò in . ospedale do,· e fn sottoposto a nuova tora.ccntesi ch e !lèttc esito ad abl>onrlnnte liquido. li ì -8-19'23 entra in ,;anatorio. E' incliviclun tn discr ettl cond izioni genera li ; all'esame d ell'apparato pc: lmonare si riscontrnno a sinistra. i segni della pregressa. pleurite: a destra òiminuzione cl elia motili tà cie l marg ine polmonare; agli !lp ic i re~ piro a ppena aspm. E,;ame del sangue : G lo b . r·ossi ·i,700,000; Cìlob. , biauchi l):100; Emogl. 82: Val. g lob. 0_88. S i inizia il Ponndorf : vpngono ~;seguite C'inque appli cazioni: 15 e z:i agos to, 14-9, 11-10, 5-11. Lo. reazione è sempTI! stata piuttosto v ivace specialmente localmente; dopo la seconda vttcc•inazione s i è notato r-ome reazioni'! di focolaio qualdte n.tntolino alt'upit·t· ~ inl st ro. Come reazione ge nerale ha. a•:u to (:era lea e rtolenY.ia gl:'nerale '~ upo iJJflueuzale.Le eorHiizi onì gene rali sono anelate prtv•n•ssiYamente mig limanrto. Forza, appctilt), Yi vaf'il{• sono aument<:~ti rap iclam:nre e il pe~o eia l;g. 66 all'ing r esso rlinnne 71.50 il N-9, 7'• Il :!:?·tu, 7(Ui0 il :?~·11 . Le eoncliZiQni polmonar·i controllattl art(:he col raclioscopio, si son o fnvon'Yfll111enle l~Jodiflcnte _e 11011 pr rm ane evideute r:h e qualr ht! segno della preg-ressa. pl eurite. F~~ame elci san g-t1e: Ciloh. rM5i ~.700,000: Glob. bianchi !JH>o: EmogL ~: Val. Gl oh. fl,R7 ( Poi. neulr. 6f>: Poi. eosin . 1: Monoriti {; i\latzleuc. 1; Lin rocìti 26). , :\1i, ~i t:Oil~' ll ta 0 1'11 qualf'ltt> !Jl'I'H' Ilota lHlP"'J'O~ t i.

g'CIICI':IIP (lt~dofta

diti (';t si

..


J'i4

AIA' l ' NI L"A:<l LH 'l'l' llElt< 'OL081 J'f)J.~I O~ARR TRATTATl, };cf' .

A\·endolo pron1t<> in ca:si t utti già clinicamente e battPI'iologicamcnte aecel'tati, questo solo posso dire clel va<'cino Idi Ponndorf usato •:omt· diay11o-·t i co j dii' iu tutti ho avuto, più o Jlu•no ,·h·a•·c, una r<'a·zioHP; mi UL<lJlC.'l il conft·oBto di c:tsi dubbi o <:t!l'taJn<mte JH'g-ati\'i. · ('ouw p m:l'' osti cu ;tbhiamo dsto ('he lt> l'l~<tzioui Jr~:ali e ~('lll'l'Aii, set·oudo qua11to ci im<!~p;nn l'outuloJ·f, :<oliO slat l' più \"ÌY:tt'i nei l'asi a prog'll().:i migliot·t•, l ùllfi.'I'UHIIHlo il giudizio posto in hm;<• ai dati <·liuici ri · le\-ati. Il caso 2", certo più graTe, ha. avuto le rea-~ioni minori; i casi 3 e 4, a. J e<·orso cct·taruente a-~sa-i più fa.yoreyo}<>, hauno a-vuto reazioni più brillanti, massimamcn~ ·nel -caso 3° itt c ui i f{·tHHneni p;l' nera-li as. sur!'>ero specie alla. ~· , ~~· . 4~ Yaccinazion<' un Clll'attPrf• n~ram ente impo~ nente . · J>pt· d1) tltt• ri~unnla la <'linica dt>llc inocula;doni ho ant to in quasi tutti i cal' i, anehe io que lli a w .a :r.ionP. t(l'ncmle di UIOflica, inte nsità, una tipica et·u;,i()lt c \·escicoJosa Sll tutte le lin~>e di Ìllne~-;to e ra.JouC flogistico attm1Hl al campo tli ~wa i·ifìcazionr. Rolo in un caso, <lin•t•so da queli J•ipottati, ho av u to fatti tli linfau!!it(' e\-i(lenti <·rm fa.tti di linfo· ade nite asc(--llarc . Il ri!::e nti-men to dell e !!ltian.lolf' asrPlla-ri l~ rwt·ò a!>&ti fJ•cqn<'nte. - I fenomeni locali al pnnto di 1n1wsto guarise<?no i11 12-20 giot·ni ; O\'e nou r,:i:tno dr_-} tutto gum·Hi , acl O<!'lli. 1-'IH'Ce!'>siva. Y<H'c•ina~ione e~l i11 modo i<Jlrc:irt-l e dop(J qnrf/(· fatt r dallo .~tr·.~-~o lato ~'tlhistono una. 1·ia-cnt i;,zazionc. Crerlo ~i dPhba notnt·e du• in gt>ne t't' anche Jwi NH•i a mig-lim· riP.<·OI'SO le r eazioni 1li focolaio r·hl' ho an1h: JLOII ~ono st;tte molto nott~,·oli. ~el Jo rm•o lt'llloftoico) HOII ~o~i è antta •JtH•IIa. colot';lr.ioue rlpll'<'screa· to c lw uormalnwHtr, secotHlo Ponndorf, ~i rilr,-a ne ll'acme della. rea-· zione tw i ntsi !';imili ; lH'l!li inh•t·v<llli ft·n 2& <' :{A, ·~ fra. ~~" (> 4" \'ll('ci nil zion~ si sono ~n-nt.e pt~l·ò n•1·e pr·opl'ie emottisi, ùopo seompu t·sr l<' rea·· :;doni gt>net·a li. ma ('('l'to (•ome segno di tat·di,-a r eazione rli focolnin. Tì\le l'. dopo le sne;(•(•ssin' \':ttTitmr.ioni c Heg-li ultimi dot~ m esi uon lt<.t. più m· nt o e.mott isL R<!gnt>JHlo i r>onsi;_{li (]pJl'auto•·e sono stato molto pt'lHlt• ntc nel fare la- p1·ima. ap pl icar.io1w, s pt·c-ie nPi ra~i l e 2 clw si pres{•nt:tY<\11•) con sintomi 'polmonari più gravi , ontle pormi al ripa.ro dn eyentua.li peggiol'i\HH'IIti: e rosì JHll't' alla ::?& ,-a cci nar.innP. ~ono stato più frmwo ecl h o aumenta t o snccessinunente ln zona ò i illlwsto, dsta hl> manC.'lnza di ~Pgn i {li a llat'J.U!' 1lfl- pm·tf· degli o l'l{/\ n i ma1a ti. II n ,·oln to anc he -ossm·v;tr~> !òC d sia J·ear.ione !li foc-olaio più intensn. dal Jato omologo df'l IH1H'<'io iuo<'nlato, ;t s<omigliHnr.a rli quallt() :w\'icne in alt1·i ('l\l';Ì : ~ulla di sicn t·o posso rlt~dlll·J'I> d•ti t·nsi os~('l'\'ati. Ot·<' OI'l'('t·:\ nna più lat·ga osser,·nr.·i one pe1· potRr·<• r spOtTf' dati !'>ÌCUJ'Ì. Xulla ho mn..i m;sct·\·Hto a <·adro th•lln fll117.ion<' l'l'lla ll' . l11 tutti i rasi ho YÌ!>1:o fot·nutrsi una lenclx-itosi disct't'ta t·on linfodtosi. Qun~i D<'S!'>IIJHl \'at·iazionc !'>Ì è m·uta nPila quantità d egli ·cle · me11ti rossi, nella emoglnLJina e rons<:•p;tt(•nt~mentt~ JWI ntlm·e glohula.ro. B' {In uotm-e la pflrmall(' llt(· nott·Yole ipog-lobulia fl t•l :?o ('<1SO , in1lir:<~ delle ('olulir.io ni w·ul't'ali di'l P. Hia-sSUlllf'lldO: I l'asi t•spnsl i si o.;oJio tutti fill•l tHI oru ;n·\'HIIt:tg-~dati coli;! u ('11 fira r·('i ufl ~io 11 r' alla /'01111d rwf 1: .

e

,(


115

Art'<•sto rlt~ìla pt·o~l'l':<:-.ÌI itil dPIIt· h·..·ioiti m•\ t 0 1• h·H<It"lllla :t fatti d· catriziali. ~o tevole mllcnt.lmeuto <l<•Jln. pt·o~tc~o;shitù it-repa.n11bilc del 2° caso. Frau<·o miglioram<•nto lonll<• c· l!<' n<· m le nel ~· ea1;0. Un notevole sba.Jzo verso la, guarigio11e clinica uell'ultimo caso. LlL farmacoh·t·apia gCIII'I'Ille. ;,!li :tc·cot-g-ÌIIII' nti igit·Hir·<Hli<>tetid usati come cnaùinnm ti nOJJ pos~>'ono <la soli a n-• l'C pt·oclotto i migl i ot~tmPnti ri)('v;t ti. C'<J lo prontllo il pt·iHto"' spcoJJdo l'<l~>'O in cHi il wigliorn111ento si è nNuto solo élopo che n-nnc u~ato il Ponndorf. l rbultali ottenuti wi ~>'t'lllhrano dttiHJHE' as,..ai im·ot·aJ.!:.,o1anti. gssi f·oufr r ntano, pm·c nel loi'O pit·f·olo lllllllt'l'o, i snc<·r·s:.:i ottenuti da l 'on· nùcwf c da~-rli altl'i spt•t·inH•IJtatot·i. ('J'(•do mi autm·izr.ino a prorcdet·c nelht rspel'i<'ll'l-<1 inir.iata. 'IJI•!la qwtlP s(lun ,..ww iutt'lli~t>ntrnwntr <' YO· lontero.samente cofldim·ato dal mio assist('ute. sottotencntc medico dot· tor P . ) famhottilli -)larahotti.

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSP~ALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (lai pJaSi n!Nii ptrnuli alla Dimiont ttntrale Hl aervilio sanitario •ililan dal 1° al 29 fl~bnio 1924) T enente l·nlonr.ello m etlic<• AI.!IF.IlTIJ l-'clHf;..,· J. - Un t;u .~o eU ( eri /a 11C· 1telrrmtc ue/1'0. ~ .. con rilr-n:Wil!l di scli !'gyia metu/Ut·a 1tello SJIC~sore della ]Utrete ]lùsterlore d et bul/Jo. L'O. presenta un (.'ii-''O di gm,·e ferila p cne1ran1c t.t'l bulbo oeularc sinistro. con riten:r.ion~: eli ~r· Jwgg- ia mrtallica, r.he n on fu pos"r hil(' estrarre co ll'elettro ma:;rnete gig-u nte di H a ab, in cui la. cura, per ma ne anza Ili ogni sintomo dì infe· zior.e e di irritazinn 0, s: ririU'>"e in ))l'Imo tempo alla r egolarizzazione d ei lembi clelia ferì t a comeale ed a ll:e"'·ission c della procidenza del l'i ride ed i n secoml<J tempo all'acl ozione di m ez zi ris~;ltianmti dtlla c·l\rnca. L 'O. prende argomemo da quesu\ os!,en·nzione per !'Sporre tutta la patolog ia. oculare n ei casi (li ritenzionc d i <:Mpi estranei. mtratten er.dosi sulla diagnosi, :;ulla progu osi e sui vari sistemi adottati per l 'eo.;t.razipnP, facendo rilen1re come la chirurgia orularP si sia fntltl O;.!~ i g- itll'll O più prudente e conser\'ativa.

Hnt:SCI,\. -

GORIZIA. -

T enen te <'olonuello mcdreu GJO\'AI\:\1 C.\SAI'II\TA. -

l'alt~/Of!in

coulica

COiiiHiu l e

lr. hase u l l'espPrienzrL tH:qnistata nel tri cnni o t!H2·l!ll't t'ome ùireuore sani· tat·io ciel cnmpo di co ncentrameruo araho-beùuino ùi Tnpoli, l'O. tratta della patologia es')tit <1 d 'llla co l orlia, illustrando una rausistica. di 26.~15 malati. Parla d ell(> malattie rn!•clkhe e chirurg ich e più romuni, etl in particolar moclo cJell'el·ll'lintiasi. clelia polm onite ncHia. della malaria. tr·ac·oma, piagl1e atoniche degli arti infet·iori, eec. : a.r('erma anche a<l una epidemia di prst~: bubboni ca e di \'ai uolo. I nfine ri leva l a ncc·e;.~itit per i g-ill\'anl ufficiali ·m e1\il'i clr );pf'ri :11i7.7.arsi nella pntologia eso1i ca t· olonia le, con In stu(\io a n che !leIla 1i n~nu cl,•t la rugione. Capitano mNiico pro r. l\ IAJlJO CJOVI:oil. t'n c:oso rU mcdinstinile tue· tira l'on flebil e o/Jii/f'l'olllt: d e lia l'fll'a SliJINiurc c di'l trvnco riJ1ttJSI, lnar:lti•J·

MIL.Al'(O. -

cc{alicu 1li destra. L'O., accennato alla r ari liL tli si lllili ca,;i . . il ill>'lra la siutn nr a to t og- i t~ drl malato: eclema e c ianosi dl: lla parte snpt•rior (! di'l eorpo, turgt!sccn<r.a d ella g-i ugolare


( ) ,.\ <.;~:LEUR.\7.10~E DF:L ~m l)jt'O ( ' AD1 ' T0 l.'l t:t.:t:RR.\

l i' li

l

di llcsln•. circoho vcnos<• ~:ut.aneo vit'ar iante tOra~:u·addo minal e prc,·alenlèmentc a des tra. Tra.ua !}Hindi della c linica rlel m eùia stino, rtella dingno>-i differenziale fra lnediastil:ite luetic:>. e tubercof.a re e rlelle form e mist t.>, parlando infine d~>lla cura specifica endove nosa. ~OVARA. ~l

lJ~JBHTO Mo:-<G UZZI. cv , si.aernziùni generali sul l'"') dare ·11n t•srrme ele ttrod.Wf)IIO-'ti co ·i n fiiP7•Vr tn 11 lesioni

Maggiore m<:di1·o

rr. s711111 S0

1'111!

,çìst em a at•rvosrJ rentrnlr o 7J eri(erìco .

r

l (

L'O .. d esc ritt o l'esame elettro•lia.gnostico r·n u In con-ente fCJradi ca e gal\·onica di un ne rvo e di 1111 -muscolo, ra brevi cor•s iùe razioni sul metOdo unipola.re e bipolare e !;ulla di\·er sa interprNazi one d f'i r isultati l'l•e p uò darc i la corrente raraùl l'a mcr~:c lll bohina a ~ro~sn fìlo •· a ha s,;a resisten:r.a e 1:1 hobinn a ftl o sottile e rul alta •·esilstenzu. T ratta q uindi de i metorli uel l'esplo rnzio uc e lettr·odia:,'llosti ca . della reazione elettrica. ge nf' raliva completa ed ineompleta, d ella J'ellzione dì llemnJ;, de i reper1i clettroùiag nostric i u•i confronti clelle ,·a.ric sindromi rli intenuzioue, di <:ompr-essinne. oli irritazione e di ri ge nent.z i.,ne, r!<pon enrlo inflne lP sindromi dÌ trasformazione fibrosa dei m11sroli ed il lus trando ia ··on fèi'Pnza <·on espe ri Pnze pratich e !;Il dnt> r•:-; militari inviati in osserYazionf' . S OI !OICIH!II! e mc<IÌI:O l;ll·:o'~;l•t•c l)f; CHE."CI':'\ZI(l. ; l ;illlll' dt•li c hnsse temp eurture sul/n t.cl tl l' cristaJ/in11 . Da ri.-·erch e esPg-ili te !"n Ile lf'nti c •·istall iJW di Jl l'<'OJa e <li cane l'O. ha con· s tatato clrr• la llassa temptJ rtHu..a pur'o cln sola pro,·ocare la formazione di un disco central r lutteSCt! llte ne lla h::t:tu <'l'i:;Lalljna; il fen omt!no si presenta quasi TRIESTf;. -

semJ:>re de l tu tto J'P. \'4? J'Sillile, e:ss1 n clo sullkientc il rilor·no a tempel'atnra ambie nte per rarlo t·mnp let:'lllH'nle :;romparin·. L a bassa temperatura da sola non basta invel'e a prfJI'Or·an' il feu nmen •1 nel la Jrtllc t'l'iSt.a llina eli l'n ne, pPr qn::u:to si pr('olunl{hi e si rut cnsi fìl'fri i l n~rfrrdrlaHlt?JI I O. L'opacamr.nt.o può essere p1 ovor:ll o JII'IIH l e nt ~o: r'l'btalliua rli pel'nra :mclre per prolungata immersione in liquidtl el i n ingcr ipcrtolli(:n, senza alcun abbnssa· m~nt o tlella tt>mperatllra: clen o liq11illo favo ric<;et! il Hla.urfestM·s i <lell 'op:H';~meuto rla frNiùo, me1olre qu f' lln ipntouko non ri esce 1UI i mpr d irl o. liDl:>~ E. -

Capitano n)(' dit-o ( i iCIIA:'\."1 AIIGF"\TI~.\. -

àPLk nut~ al/tr• 11111< rcota ri1• ctl'l polmo11e.

Il (tiu{ramuirt or•/fn pattJ!}f' /l e.si. 1

L'O., prem r~sso che la preùi'SJ)()Sizione rùst i!uzionalc, i11 mpporto ai ,·a r i ti p i mo rfologici e inJmnnità nmorale n on sono ter·rnini antitetici, ma lati diversi rlel lo s tessn proJ)Je ma. rlimo~!ra, sia t·ni ri:<nllali ott enuti dalle· o:<ser vuzioni prat.icate riai tliver,.;i autn1·i, sia c:oi risu ltati pro pri degli esami fatti nel centro c1iag uos lico di l 'cline s n r·it·ca 600 so;:r!{eUi, la importanza rhc il tono, la motililà diaframmatica e la. sua. posizione alta o bassa l'ispetto a i tipi Ion gilinci e a qnelli a tipo pletor·ico hanno neiJa pato~enes i cle lia tubercolosi in l'llpporto all a n•sist.t•nw elle l'indtviduo presenta di fronte a ll'ag-ente morbo~o. Conclude r·itene ndn che tutti i fatti sin cyuì conosciuti e lega ti alla partit·ol.!u·c morhilitù rli sc~<o , ()j tipo, di lavol'O, etc.. !'ono in accordo con In )et!gl' che a diaframma basso corr isponde stato di recettivitfl p olmon a re nlla tuhe •·colosi, e stato opp osto per il dn!ramma alto. '

lA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN 6UERRA IL :!9 genunio sco1•so, iu l\lihlllo, uelJu fonder ia lPm·te Luzzari e Vign nò, il hronr,o di A t·t·i~o -" 'i nerbi, che risp lendcrù, a l sol<' nella. prossima pi'Ìma·\·en~ tiot·Pnt.ina. ha, <H'q nistato !<r~ntiJltento e IH.msiet·o. Al tumulto della, tuatet·in, incandt':o;(·t•nte, al bt·onzo fluido, vi\'ente, !<Ono state olferte con ~la ti<' io e con spit1to 1Li umiltù .le nostri c ro1·i di g ncrrn: umiltà.

, i


L.A GEJ,F.IlRAZlONlO:

DF~L

~fEDICO

CAOUTO

J:)f

OU!Utn,\

Ii i

verso i uo~;tl'i martiri silcnzio~>i, che <.:adùcro senza. lameuti e senza nltro premio spera re .:;e non la. gt·n.ndezza. della P n ttia. E' ~tuta. una cerimonia <li viva. couunozione e ùi profonda. poesia. Allm'Chè il generale medico ca.po ~te li n V n.}) e la.sciù pel' p1·imo cader>e H ln·onr.o nella.- massa. ffuida. incaald&-:ci'Hte, nel ,silenzio r·eligim;o della. fudna tormeuta.ta. e tormento~a, si dilfuse h1: ,·oce dell'aYtisot- Ar·· 1·igo .Minerbi, che eosì pa.rlò a.i medici IH'('S(>llti, agli artis ti , alle mae~:~tmnze:

Gompugui tl<>lla. mia vigilia. a.nsiosa·, nr•tieri SCII7AI ~:~ouuo e sf.!nr.:t riposo, il ca.po della, ~a:rtitèì militèwe porta, Pn.u~in. di ,-f•utiqua.ttromit.a. medici d'lt<tlia-, c he attendono uon più da· me, ma da. voi, daJ. vo..~tro la roro fervido ed appassionato, lll· t~clehrazione del medico (•aduto in guenn.. La sna. 1n-esenv;a. e qnelb1 dei mt•dici clte l' a ccompa.gna-no è in quest'ora. Ilel' roi gt<:t,Yida ùi oscura coAA luminosa, buon auspicio di vittoria,, Io .so <:Ile a. ognuno ùi yoi palpita. il 'cuore; io sento che ognuno di ,·oi in quest'istu.ute rinnom. a E<è ~>tesso la. pr·om(·~sa dell'opera bella., del.l'opera. perfetta. «Qui &-i for·gin. il !>cl brouzo italif-o e nella buona le~a , o fonditori, fra il rame c lo 6ltagno. buona. parte >i Jm di ~>U<:r·ifir..io: &'l.ct•ifizio di ognuno, rlal ma.rwnl.le l'Ile ~tipa. la terr·a, al mastro fonditore, dal fornt:1toré almastr o fornndar·o. l l :-;a<·t·ifizio YO.'<tro, ;trt.iel'i, da.rù. :>pleudore c n obitltit: n.l bron1.o >> . li geuer:ale moùicCl rh·Ua. Ynll<•, ri~JW!>f' Coli nohilis~iuw JH\l'(llt•, e quan~lo l'Oli <'l<JYat!!zzn. di JWU~Ìl·l'<) r•ienlCÙ l'opera. !:J,lt>uzio~a <'~l oseura. tena<:e <.>d ardente di tntti i medici d'Italia. nella. grande gnetTa , quando rievocò In figm'<=t. de l metli<·o ('h e> si tl'a.<Uorma n~ in ct·oc Jwi ha.ttaglioni cù in a.pos tolo del la pietù H<•.:.d i Ospeò.a li ~ la. ea m po. tutti i lll'N:cnti t·estarono vivamente <·ommol'-:~i. Non pochi avevn.no le lagrime agli oedt i. n DirettOl'(' di'Ila ftllld(•t·ia l ~e~uen.do il ~li O i m p n l:-;q d i ('()UliUO'I.lOIII'' la.o;;ciò C<H.le1·c nel brnnr-o il :-;no nrwllo tinr.iall•. alla lli"Pst•nr.n di'Ila lill<L· <<

dil'-:tiuta. compagna..

La mistica, solenne c<'rimonia f'OUJntO"-<.;(> tutti !Vinl.mentc e lasciò in tutti il più gritto 1icm·<lo. Alla fusione delle insegue delle croci di guei•I-a, dre i medici itaJin.ni nlilihwi t.> c·ivili h~Hmo voluto lancia-re quade vintieo eli amm·e e tli umiltà, nel fol'no fu~;ol'io , e J'allO lH'esenti H colonnt>llo lll('l(lico He<·<·hione, dit'(•ttOI'(' di ~~nit;ì. dol f'ot110 ll 'a·J'III:t·tn. eon lll(tltissimi ufficiali m('{lici del prf'~idio e sanitari eh·ili. f' del C'omitnto: H tenente colon1wllo medko prof. ~antamaria., il c~tpit<IIH> medico Bocr·hett.i. l"egr-eb11·io ~f'nerale , il dott.or· E~hilo D<>Lln Rebl-, il prof. ninncnle, Luigi Altìer·i, l'an. J,o Biarwo, <.'ee.

Gli uflkiaJi ùella Uir·e-'t.i.orw c:entnwe di :-;auilù militat·<~ lu11111o offerto l:h <~t'CI<'.C ~li gnerra ;t,l gmrerall:! mt•likc) F. 1lt-lln. Valle 1:' Rnll'<>lt·~a·ntil"simo astncA·.io luw no fatto impl·i.met·t> In s(~ut•ntP clt•ilkn: Al ycnr.ntlr. mr:dico Ji'ranCtJ.'~CO clrlla l'allt· - cllr intr'I']Wet.c cli un 1mto comllll(' in Jliii'Ì8sim<> ·1·itn v ollr offt·i·r r la. sua cror:e di '(llre1Tlt al fe1't'orr· drf ÙI'OIIZO rnn~a­ c·J'antc a lla {flOI'ia, il ·1;alorr l'd il sacrifi:::io dd. m('(/ÌNJ . Oli uffir·inli drl/rt D. c. s. 8. M. ('011

1111 C llf)rf' !W/(1,


..__

li8 1,.\ <'EU U!l'.A7.10Kf: DEL )fEOH' O CADçTO l~

GUER RA

~

.;

..... ~ Q

-

~

~

.,.... a oo

;;

s<>

.,.o

al

a

:s

c <> 8

o

a

Q

.,

Q

o

o

8.

'il z ~ ....

..

3. ~ o o

<l

a ~

<$

·;::

..

lio ;:1

;;

·s o e·

;g

o

o .a

...f! ~

o

;;

~

.s

<{

l

l


l 19

IL 6fnWlE MEDI[O (IPD f. DUlA VAllE RI[EVUTO DA 6ABRlELE D'AnnunziO <c H onwni h l'('~sa. tormf'nto~a. !';Ì n.prin\. per ri<'C\'~ l'<' il mio Gf'ncra.lt>, mi comunichi ot·n, e sta.zionc <li aniro manderò antomobilt>. - ~n·· Juti a tl'ettnosi. - G. d' Annunr.io ».

r

Con quest~) tel<'~t·a mnt rL il Poeta ha, .comunicato al GP-llt>t-;t.le delhi. Ya.lle che l 'a n·ebbe l'ÌI't'Yuto per pt·endc t·e i cl<>finitid ncc01·di snlh"t Cel ebrazione <lel Medico <·ndnto in guena .. lll fatti il 31 geu na io il (~ C'net-a.le, a<:compagJla t o tJa.J S(;'f!retm·io cl<• l Comitato e da ll':wtista, A. :\ri nrt·hi. f.; ' è I'('('.H t o a. Ga.rdoue. A Ila st<t.zionc (li Desenzano c'era n J•ice n~ rlo il dott<H' Dns<> . ('nrt 1;1. marchi·na del P oet.a, s'è proseguito per l'eremo di Cnrgnaeco. Il P oeta ba Yicevuto. H Gencra.Je con la più gra.nde cordinliti\ c lo ha t ratu.>nuto a colazione. Dopo ha mol'trato il Yittnriak, nel cui a.rt>ngo il Poeta, ba. innwlZc'Lto una. colonna. di gt·au i t o dc~dka ta a. m e d id cadnti in :.;uen;l. E" inoltt·c mostrato tut.t(~ ·le i·nnmuct·e\'oli opere d'ade che J'('nclono !';uggcsti,·o i l t·omita.ggio OYC H P<}Pta. da. due anni laY01'1l•. Fin. e~ pre~so il l l<,~ ill('rio di Yol (~ t· nwttt·t·c i n n.Jto Ili' l V it tm·in.lc b Vittoria del :\:Unet:bi JH~t·t • hè è ln più degna., E gli dice, di qua.nte nesono sta te fatte fi·no1·;1.. O n;H·clmHlo poi le fotogt'<l fie <l<> lle st:1 tu P d<>l n ostro monumento, ba cspres~o il più lu singhiero giudizio, t rova ndo in e.~seo « qul'l Rttggello misterioso <li ,·ita e d i. m·tc ott<'ll ttt~) <'OB la. st·m plin<'azione tlei pi:lni, <:OD )a, pl•t·rnenzione nello spiJ"i to a th·;t\'l"l'i'O Ja. forma. >>. Prima di <'Ons<'gnare la pt·d,tzione, gi;) srt>itta., pt'!r il Liùt'O ù'01·o, ha richiesto di legg~>.rc tutte le biogl'l'l fi e già compila.te ed a.ncora. umL ,-o]t.-., b a. promes!;O di Yenire a Fil·enr.f• p<' l' dire il diseo1·so i na ng·nra.le. H a ~og-giunto rl•e << ~mude t'• la ,;nn frnncescana devozione per la classe medica, e pokhè Egli (! m edico d i ~t- ·stes..c;o t'nnsidel'a. i Jtw<l id come i s uoi più (Jiretti ft·a.telli ». n C'Olloquio è (llJ1'3tO dnqne ore ed infi·llC IH'll 'a<·romia t~l·l'l'Ì il Poeta. ha. ~a.Jut.ato il (;('JH.' t·ale con fleJ'ercnr...t ed cspn•n!';int. c<wdi:1litù.

Cnt p o (l' .4 rm et l a 1/.i

r 1· r01111 :

Doli. Oot'<lo ni 1.. 15; dott. C:'lmtJlani I .. 15; dotr. Fu;:ro L . 10, d o li. Conte L. 20: dott. ì\nl'lli L. 10; •·lolt. Antuzzi L. '.?5; <lotl. Rn~!'o r. 20. rloll. Briri~ l.. H.\.; òott. Fi01·i L . 10: rl ott. Franre:-;rhini L. :?0: d01l. Leo pardi L . 20: dntt. Tla llC' Qrp L. !\0: clou. T odisco L. 10: dntt. An e lli L. 10; dott. ~anc lr· i L. 25: d ott. Conig-l io L. 10 ~ Iloti. Gia.rolo L. 15: dott. Zili o:to L. 10: 11ott. Cianln ll o L. 10: d rllt.. P rnr o pio L . 10: dot t. P ozzolo L. 20: cl oll. Xil o L. 10; d ott. Ri;m ni L. 10: dot.t. tl loro L. 15: dott. Anzi L. 20: c'lott. Tomba L. 2:5: dott. Colherlnlclo L. IO: dott. l\i rola.to L. 10; doti. Cl!n·ato L. 15; do1t R0ssini L 20: flott. Sabell i L. 10; rlott. Con1·ato L. 15; dott. ì\ovello L . 10; ctott. Pinl L. 10: clott. Rallia L.25: dott. l\'l arzi L. 10; dott. Maschio L. 10: dott. !\o'-aclini L. 10: dott.. P ol i L. 10: clott. Stivnnni L. 10: prof. Visentini T.. 25: dott. l'r1ol e r L . :?5: <lolt . Concato L. 10: dott. ì\laml)rini L. 25; dott. Castell i L. 25; dott.. Marr abruni r.. 23: prof. T orm en e L. 25: dot t. Facch inctti'


1.. :!f•: doti. Luri1 L.:!:,; don. T orasell ì L. lll: d C• ll. Sa11dri L . 10: ùo~t. Curur. L. 10; 1loi.L. :\lagu! 1.. 10: IIOLl . Dotti l.. 10; (ir)IL. liirallli L. 10: rlotL Art·igo ni L. 10; dott ~\iazze i 1.. :W: ft'n l. LtH'1ll'l'ili L . :?:>: th•it. Pao tello L . lO; dott. Visi?li L. 10; dot t . !'\icolini L. 13; dott. i\l a t't Otli L. :W: dott. Gaietti L. 30: dOU. D ma L. 20; uvtt. He~~ia nini 1.. :!5; d o tt. Russo L. 25: dott. llllssaùori L. 100: 'lott. Mafh L . 10; dott. l'ogliani L. IO; 1lot1. A>•· ari L. 511: dl•tl. B ttcclti L. ·!:>; <!Oli. Sini~a.glin L . %: tlott. Uc rnuzr.i Grimaldi L. 25: dott. Pl:'tt ~nali L . 10: rlott. l'a•!l'oni L. 10; dott. Rorghi L. 10; dott. Salntgni L. 2:\: d ott. ~1ainollli L. 20; tlott. Oc Hanti L. 25; doli . Pi !<elta L. 10: rloU. Cn:!~tini L Hl: tlolt. Costantìni L. 10: dott. Scarsez?.ini L . fiO: dott. Lurreri L. 10: dott. ~bm oHuini L . 10: dott. Be llini L. 20: d ott. U u L nlli L. z;,; Sezione • Pn~(et· Tll;al ' • dell ' A~:< . d e i ì\h:di ri alt o atesini L . 51.1: dntt. !\lartinelli L . 20; rtott. Pe, c· uprum P. r L. 10: dott.. Ariangc1 L. 10: dott. Cam· pili L. 50: cloU. Celli L. :>Il: uo1l. A <Tnl li L. :?O: rl o tt. Tam:a s~ ia L. 10: clott. Cremo L. :?0; d ott. HnlJitti L. 50: cl oll. F inzi :\1. !.. f>O; •dOtt. Zinelli L . :?5; llolt. Pr~vidi L. 50, ( loti. F inzi G. 1. :?.i: rtott Cnrpani L. IO: .tloll. O:!ilhi3. L . ?iO: dilli. RoccnJ•>glio L. l f>: <iott. cuporali L. 50: dott. Ar(l en ghi L. 25; dott. An!\el mi L . ~5; t10tt. P e rgola· L . 15: dc>t t. C"!'Uti L ~:1: thlll. !\l a l'<' a t o L. :!0: cl oli.. Bo ua7.'l i L. ~(l; iprof. :\tl t.>~.scrl:tglw L. M; 1lott. Forti L. 25: dott. Ba~togi L . :?5: pro!. Lamh o ranzi L. 25: dott. Fìnato L. 50: rlo ll. Zanoni L. :!0: d o tt. Fio rnni L. 2:i. dott. fìt'()ppo L. 20: prof. soprana L . :!5; d o tt. C;dderara L . 25: dott. T onùm L . 10: d oil. Zutt eri L. 10; dtJtt. Severi L. 2.'>; prof. D'E~ t e L . :15; r!c) tt. FiPsr·llì L. ~O. rlolt. Conti L. 25: <loit. Perinelli L. lO: sottol. Spnguoletti L . 6UO: sottut. Laricc hin L. 6!•. 40: rlot~. Corazza L . 25; dott. \'h·an7.a L. IO: doti. F cf'l'a ri L. :111: clott. Orsi L. ~a: don . \ 'es('ovini L . 25; rlou. Cat·ato?.zolo L. ~:'!; rlott. Paghcra L. 2~1: d ott. Ra tl'lr i l.. 10: tlo tt . Visenlfni J.. 10; d o tt . Fior·elli L. 20: cloll. J>a.."q rta\i L . 10: dott. Ca.ecia L. 10; dott. Fanti L . 10; d o rt. PaJ\·arini L . 20: tlo tl. Brau tol i ni 'L :?:>: dott.. f.ah in i 1~. :15: tlott. Berta7.zon i 1.. H'; •lott. R: t.bi lli L lrJ: tl ot~. Brc~t·i :Htl 1.. Hl. :\.-.s,ci,lt.io"" :->n-.. ltH'<Iici cun. dot.t i rJi Crema L. 1011: doti Vniletti 1.. ::>:i: rlott. Pivn L. 20; dott. Nulli I.. 10: d ott: Morpur~m E . L. r.. :?5 n-r~.) ; dnti. M orpurj!o R. L . 5: dott. Vincenzetto L. 5: d o li . C(llp i L . :,: clr,tt. !';r:ll·atit'o L. f>: '.illtt T ommusi L . 10; òott . T i· \·ella L. 5: 11011. stpfon~ L 5 (2~ \' t' l'S . ) : d ot t. Bt'l i,1ni L. ;, (:1° vers. ); dofl. F ili p pi L. 111: ;:lt mti ;.rn il' 1 per on••rar~' la llH'lliOria .,lt>l cr.rnpianlo ca,p. ttH'I' . St>ta,·allt· L .:.':>: cllltt. Fnnti L . ;,o: d o li. Cl'iMfulli l .. 1:.; olo ll . Paco' hìon ì L . IO; dott. Banchi L. IO: d ott. Pl'lli?.zon i L. 15: ol oH. ApO t1i l.. 10: rl• >lt. C~m'I!Me L. 15; l lOU. R o· mon o 1.. :?0: dott. Donelli L 111: d ott. Foro tti A. L. 10: dott. Fororti. O. L. 10; doU.. Nautti L. 15: clotl. Drag hi L. 20: tl ù ll, Zappan•li L :?Il: rlntt. Oozzo la L. 10; Jott. NOt'dt!ra L. :lO: (l ò ll.. Ft :uwhini L . 2Cl: rl o tt .ninalrli L. 2:,; clotl. C:o razza L. 25; dott . \ 'ali s i L. -?0: d oli.. F io rni L . ~!>: rl oll. \.Jcmenti L . IO; rJntt. Gelnwtti L. 10. dott . Turriua L. 5: De lla Ce lla 1.. 25: cloU. B nnini L. 10: dott .. Colomborolli L. '?à: tlotl. B o nuzzi L . 25: cfo 11 . 11att~ L. :!5: dott. IJen c i nlilti L . 1!>: (!Ott . t\lenrlini L. Hl: rlotl. Gozzi L. IO: ch>IL Pn l ~ttint 1.. 10: d oli n,•~ llini L. 10: d o tt . Corradini 1.. f)(l; prof. Zamhcll i 1.. 2:i: ilntt. Brt'~c i:ttri 1.. 15: Iloti. nrun() L. l!'1; tloll. Rcrtola~o 1.. 15: d fltl. Da :VIadit·r L. :!Il: d tH t. :\li' ltl'g·azz i 1.. ~ <O: dott. C ipt•iarri L. 2:i: clou. Fl a imontli 1. . 15: d ori. Ca st elinui L . ·lO; d o ll. i\la<l'lri 1.. 10: prnf. Impallonwni L. :!Il; d•·ll. Ca nali.., 1.. 20: liuti. F r>L'IIl Ì!!;.:o'n i 1.. IO: •lnlt. J\'l o tt inl i 1.. 1~1: olo tl. •Ctria l'l'!!alo L. 10: d o tt. flucli 1.. :i; tlo ii. Cortese I .. :!0: tlo tt.. t\\'arrzini L. 10: dott.. Do Stl;'f;uli L. 15: dnl l. :'l r;::ft<"H o L . ltl: il n ll. Perazz•,lo 1.. 2!>: Iloti. 'l11zzo L. 2.'1: IlOti. :-'ilvt':; t.ri T.. '!:); doti. l;<lli.il'ilO 1.. IO; clnlt Canu·r iol:'l !.. :W: ·doli.. Oc> Rrni L . 25: d o ti. llel:liui L. ~0: d o li . Quaglio L. '!O; tl (lH. Criwllari L 20; dott. Rertelli L. :!0; il oti . He u:u •eltin 1.. 20; riMI. Bu g li oni P . L. 20: rloll . Bn g-li o ni G. L. 20: d o tt.. T essarcl 1.. '?O: l! t Ili. :\l f.' n gntt i L . :W. f'li'CJf. Po:seri <:u L :?O: d o tt. M Pneghini L. lO; dott. A l e.,~ i (l L . W: (1\)11. Httl oln I .. IO: pr·o r. Ar,lant 1.. 211: dolt . vaiton e L. 10: tl oH. Slll(:rnila L. 20; lloii. :'t.~fani L . ~!Il: clolt. ~osi e r L . 20: clott. Amos L. 10: d ott. T11ffaniJri J.•. Hl; tlotL l.a;,pa t i n i L . 10: clotL. Cc·n:lolln L. 10; •lo>! t. llv»>·• L. 10: rl o tl. P~c•t·otul L. 10: d o t.L ,_ru·tN ,.fti L IO: d o t t. "'n•·c h c u o T.. JO: d oti. Grazinni L. ~Il: prof. (;lt eclitti L . :111: dn tl, HPI>II S l i' II O l. 11): il n ll . Camuno I.. 10: dott. naldin1 l.. :.'0: d o tl. ~('1'('111itti L. ~0: rl o tt. TtUl t 1.. }0: d <tl l. ROttCidO L. 10: d o tt. Mng-ro l.. 10; <lort. l)~r.rorarc' L. 10: d ol lilr Talpo L. 20; d o tt . Z 0n curr J.. 20; prof. SnlYioli L . 20; rlou . P:Jj.:ani L . 10; dott.. (it·lltilirti L. W: doti . Ca~a:.,rranù e J.. 10; dott. Dal R e L . :?0: d o ti. :'r·ppi L. :?fl: dntl. \' !.:'•>Il i l..lll:clull. :--<·o rittai L . ::!:>: rl olt.. GN·os;l L. 10: d o li. :'\it•Ol t' lli L. !>0: ilPII. 0 d~Ht,!.!lttrli l. t:•: d ott. :--intL'IIIIi L. 10, cl o U. T ooltcr

:zo


181

NOTIZIE

L. 10; doU.. Rizzardi L.. 10; dott. Deleonardi L. 10; doU. Ravagui L. 15; dot~ Zandona.i L. 15; dott. Righi. L. 15; dott. Melchiori L 25; dott. Robello L. 10; dO&l. Filippo L. 10; dott. Colò L . 10; dott. Prolrzer L. 10; do~~. Mezzana L. lOi dott. Darui L. 10: d GH. ùott. Gio~ft L. 10; ldo~t. Prosser L 10; dott. Ma.IO!X'ini L. 10; d o U.. Arlango L. 10; dott. Lorenzi L. 10; dott. somadossi L. 10; dott. Zanilli L. 10; dott. Casagrande L. 10; dott. Broger L. 10; dott. Bresavola. L. 10; dott. Torboli L. 10; ùott. Patazzi L. !O; •dott. M<JdTUJii L IO; •l r•ll Proclcm r. r L. 10; òott. Rotell 0 L. 100; d ott. Brigo L. 20; dott. zambler L. 20; ù ott. De Fr3.ncescht L. 20; dott. Brtani L. 20: dott: Geremia L . 20: dott.. Gellt.a L. 20; dott. Pirazzo L. 20; dott. Casuccio L. 20; dott. Camurri L. 20: dott. Pa.vari L. 20; dott. Cappella L. 20; dott. Cecca L. 20; dott. cavallini L. 20: do lt. Procaccini L . 20; dott. Marcbettl L. 20; dot\. Venturiui L. 20; dott.. Piaceutini L. 20; d ott. Spa.llini L. 20; dott. Simonetto L. 20; dott. Greppi L . 20; dott. Crescini L. 20; dott. De Renoche L. 20; dott. Ga.sparorù L. 20; dott. Trivellato L. 20; dott. Rizzo L . 20; dott. Zeni L. 20; dott. Asterl L. 20; dott. Palma r ini L. 20: dott. Barelli L. 20; dott. Comin L. 20; dott. Munari L. 20; dott. Garbini L. 20: dott. Ga.sparini L . 20: dott. Mezzari L. 20; dott. Gennari L. 20; pro!. Palmieri L. 25; dott. Giacomini L. 20; doU. cavngui L. 20; dott. Ruata L . 20; dott. VCSopig ua r.i :... 1?0, dott. Zara 4 20; dott. ·Pa.ncr<~zi o L. 20; ùott. MEneghiuì L. 20; d ott. GaSPtHit.! L . aO; {lrof. Catterioa L. 20; prof. For· fida L. 20; d<>tl.. rSalvagnìnì L. 20; dott. T essar o L . 9.0; dott. Tedeschi L. 20; dott. Malfaltl L. 50; dott. S i.monotto L. 30: d ()t.l. V~ronese L. 20; dott. Cec:onì L. 25; dott. dott. Ba.cca.glin! L. ~5: dott. Zatti L. 20: dott. Nalln L 20: dottt. Melandri L. 2.''1; pro!. P eruzzi L. 20, dott. Levi L. 20: ò ott. Sttasni L . 30; dott. Piaggi L. 40; dotl Stoppat.o L. 20; dott. Maffeì L. ~W; d ott. Borgheri.nt L. 20; ldott. Mattei L. 30; dott. Cavagnis L. 25; ·dott. Megardl L. 25; dott. Lussana L. 40; dott. Migliorìni L . 20; oapt. i\1azzJrino L. 80; ten. PaLti L. iu; col. ViLul!o L. 2!'1; ca.p. Faraon(: L. M; dott. dal Collo L. 80. (continua).

NOTIZIE Per 8. A. R. il Duca d'Aosta. - Ad UI1 telegr1.111.111a d 'augurio per la rlcup•'· del Ouce dell'invitta III Armata, inviato dai gener·ar.e medico capo F. dell!l Valle, è pervenuto dal colcmn~l l (, ;\>lontaslni, J,o :\iutante di C!\Jl.,O, la seguente risposta. che riportiamo col più v il·o compiacimento: r(•La salute

• Si!l. Generale, • S. A. R. ìl Duca <l'Aosta, n el cui animo è S<'mpre vivo il ricot'Clo dell'alme· gazione costantemente dlmostrata, in pace ed in guerra, dal Corpo sanitario militare e del valore, col quale gli ufficiali medic i esp osero la propria vita per salvare l'altrui. Ila mollo gradilo iJ devCJio r ensiPro e gli augauri dalloa S. V . Ill.ma cortesemente inl erpretati. • L' Augusto Prin('~pe. ~l'll~ tl>ili ~si1n" n. tal(' nuova .p ro va di a ffe tto. mi affida l'incarico di ~spr imere a Le i ed a tutti 1 diPI' Ihle nti l .sensi d€1\la Sua ricono· srenza. ed ì1 Suo mero or-e. affettuoso sa luto.

• Con deferentt! ossequio. nblll.mo Dev.m o co lon'fl ello

E. MONTASINI. Lo stesso to· aiutante di ·Ca.m po h a diretto a ltra n obilissima lenna al co10n· nello medico .pror A. A.Jlobelli, direttore (lelm Scuola di sanità mh'itare. che ha l'onora di ospitar<' il Comando d ella 3• Arma ta. in riSpo<>ta ad an alogo telegramma inviato a nome di tutti gli u fficia li ole.il'!stitu to p er la supe ra t.;J mn.latt.ia dell'Augusto Principe. • r;wrrnlle di mtdi<ri•111 mililart. -

F'Mc. TTT.


JS2

NOTIZIE

ElpnimeDti per l' avanumento a soelta dei teDeD.ti ~ oololmelli medici. Per gli esperimenti per l'aceertaroe nt o dell'idoneità dell'avanzamento a scelta dei ter.enti colonnelli medici, di cui alle circolari del G. M , n. 610 e ~ del 1923, Ja Commissione esam inat rice, presieduta tla.l generale di annata Tassoni e composta dal generale di divisione fiastri e da.l 1!-"enerale anedi~:o Santucci, as· 5egnò i seguenti temi: 1o Criteri generali di pro nlassi per le malattie più frequenti delle tr uppe coloniali, sia meu·opolitane che di colore, so.r ratutto m riguardo de il l' azioni belliche cbe si pos::.ouo svolgere r.elle n os tre colonie; 2o TratiamelltO e sgoll.ÙJero de i rratwra.tì deg li arti in guerra; 3<> 11 servizio eli difesa. comro i gas. Sua organizzazione e funzionamento p resso gli eserciti openlntl durante la recente gut!rra m ondiale. C<msi ù erazioui e deduzioni p er l'a1'1"e111re, t.ell" ipot esi di uaa guerra in prepontll·ranza chimica.

La Collllll1s::,ione gwdicù idonei all'avanzumeuto a scelta tutti i 13 candidali inscritLi sul quadro d'avanzamento, e fra le m emorie presenoat..è segnal ù quella d el tm.ent.e colonnello m eùko Grixoui prof. GtoYauni sul 1° tema, e quella d<'i !t'n ente eolonuello m edi co Cacc ia pro r. filippo s ul to, come meritevo li ui stampa. EsperimeDti per l'avanzamento ad anzianità dei capitani medici. Nella 2• IJUiiH.lt cina di f(;IJbraio u. s. si sonn svolti presso l'ospedail' militare principale di Honta gl,i esallli per l'avanzame nto ad anziar.ità dei capitani medici, sotto la pt-e:>Jdl'nza del generale m edic•o G. B. Calegari. l candidati prrsenlatls t sono stati ti ed hanno dimostr·ato una huona preparazioue : le singole pro,·e hanno al"llt\1 un iuùir1zzo eminent.emeute pratico.

Statistica dei medici iD Italia. - Oa uua ''l.lllel'(;<>sant<' ~t;l tisti ca d el IPI'Of. L. Sii· vagt:i, presidente <.Iella Federazione tlegll ordini dei medic i, si rileva che il nu· m ero de i sanitari inscrllti ut'i \·ari (JI'di tli S(•llo attuu!uH' tHe 25,~l:14, ai l(Uali si dt>blmno aggiungere: i m ed ici luurea.Li uel 1Y23 e non ancora. inscritti agli ordini stessi; !122 nfficitùi medici ùel R Eserc iw e della R. Mariua; i medici deila Sa· nità pubblica (m edic i provinciali, ùi port.o, etc.), gli tttlicìali sanitari, i professori unive rsitari, ed i mediçi eserc;mti, non tnscritti u ~tgl i orctini, in numero ltssai rilevante. Nel l\~21 consf.guirrmo la taurr;, in tne<ltci na. e cllimrgia 101,9: dopo quel· l'anno sino a.~ 1\IW i laureati uscinnro llo tra \Jì5 <: 859; <.!al 1\10"7 al 191,., la ~ilra dei luureatì annualmente -diminuJ e vu.rio tra utt llmssi nJO d i 765 ed nn mmimo tli 575; infine dal 1915 al Hll\l .w-oscil lazione ru naluralmente maggiore per le vicende ùellu guerra: di frOnte ad un m :w;illJO di Hì4 l:lln'l'ati nel 191g ab!Jiaano un minimo di :?1,3 nel 1!118. 1\>f•l J'J:2u il numeru Jei l:wr.,ati a:uroenta a l:?t.S e -la cifra sale fino al 19-23 al massimo rnonne eli ~1::1;. Dal corrente IUUlO 1!~2'• al 1 ~28 t 4)11('\" isto 1111 lllllltc>ro grandissimo di ·!aureati in me.dir; ina e chirurgia, co n 'lm ma.o;sim<• di l?!l:J per i·l 19-'....4 ed un mi· nimo eli 133:1 ip<'r il 19'?.6, !Pe~ dit>~endt>re 'J)OJ ll!!l 19-28 n Jì!•3 Jaureatì. In e<mclu· sione iJ)er sr.i anni consecutivi , e cioè dal 10~:} al 1!.2S. ~i avrà ogni UJlno una media di 700.800 medi ci laurentì in !Più di quan!o si è verificato nel ~periodu di 14 anni, dal 19\15 al 1919.


183

PARTE UFFICIALE .-!) GIORNAJ,E MILITAREJ UFFICIALE.

(r:straUo dalle dispen$t. n. 5·10 del 1924

CIRCOLARE n. 20 del

17 wnnaio 1924. - Decrew ministeriale rigua-rdante lo scom.· partimento delt' .4mm·inistra.z ione centrale d?lla guerra, in rami eli -9en·ù:io, di· m'.IJùmi, sezioni cd ·u./fìci. - Relative attribttz?'uni.

DIREZIONE GENERALE PERSONALE UFFICIALI. Il

01V.

(4

UH' ICJALI.

Sezioni).

Stato e avanzamento degli ufficiali di cavalleria, •artiglieria e genio, commissariato, sussisten?.a e ummirli::<ttazione, degli ?t{flciati 1r11;d1Ci., cllimi ci-{n.rmacist-A e veterinari in S. A. P . e delle categprie in congedo (1) . DIREZIONE CENTRALE DI SANITÀ MILITARE. 11 generale medico capo ha a sua disposizione tre generali medici, ai quali sono affldate le funzioni più sotto specificate. Nelle sue assenze il generale medico capo è sostituito dal più anziano dei tre generali medici.

UFFICIO COORDINAMENTO E COLLEGAMENTO. Personale e ordine interno della direzione generale · Affari specialmente riservati, urgenti o comuni a più divisi()Ili - Affari dei quali il direttore generale si riserva la trattazione - Collegamento ron lo Stat() maggiore centrale, con le direzioni generali e fra le divisioni della direzione centrale. I

D l V l SI O N E (2

(2).

Sezioni).

Ordinamento del servtz1o sanltario (1) • Mobilitazione degli stabilimenti sanitari il ) - Schedario del personale medico e farmaceutico in attività di servizio e in congedo; movimenti del personale - Associazioni di soccorso - Cappellani mìlitari. Norme tecniche per il reclutamento e l'avanzamento del personale sanitario (1); esami - Istruzione tecnica del personale sanitario - Scuola di ' sanità militare - Premio Riberi - Statistica sanitaria. (l) Lo direttive di masaima devono 088ere rlobieeto allo Stato maggi ore oentralc.

(2) Per la parte tecnica ta I• d ivisione dipende da uno del d al generale m~loo oa.po.

tre generali tu<'dicl dt•s ignato


184

P ARTE UFFICIALE

Il

D I VI S IONE (l). (3

!::iezioni).

Assistenza sa n it.nria presso i corpi e i vari slaiHiimemi militari · P ersonale ùi truppa e Sùllll'!lclali adùeni atrass•stenza; loro r ..c ltnamento, istruzione ed assegnazione. ;o;ervizio medi· o-legr!le . ~ o rme te('n!1·he rirca gli at•(:eru.menti sanitari · Elenco d t>lle iuftrmil~• c::.ill1elltl dal sen·izio miltare · P areri mediCO-legali sulla leYa . Rev1sione ten11c·a e que,..uoni relative alle t'ti.Ss,•;:Ht' • Pareri sulle grati ficazioni a milnari r1ru rmat , . Reclami contr o i n su ltatJ di accertamenti sa· n 1tari E' ri c hie:;lt' di \'i;, ite JJto?tli ('he • Esame e relllzioHe a ~. E. il )1inistro sui reclami per ml:!m'all) J'icon oscimeJJIO dal serY izi o dì Jp,.;wni od inrerm ità (articolo 3i e 43 a1el ref( vla rnento pe r l'ese<'uzione del tes1o unJl'O delle lep:!-,>1 sulle pens ioni c ivìl1 e JOJIJtan J · conm11ssiouJ m ediche. lg1eue e JlrOfl lassi · IJ i:-p.l~<J7.JI'IIlJ d1 mas:<ìma per l' igie ne generale d ella 1ruppa . Igiene del soldato , aliutelltaZJone. vcsiHtrio, equ ipaggiamen to, caserme) . Org-a nizz a7.ionc· e funziouamemo del st-n· t;;IO sani1ano profilattico . P rotìla.sst rlelle malattte infetti,·e . Val'r.inazion a profllatudw · Bolleu.J no dell e m :ùattie iufeuive. III

0 l V I S l O N t:

~2).

13 Sezioni). Studi rela tiv i al nuìleriale sanitano: sua ùiSll'Jhlll.HHJe . ll equlsll.t 1ec nici per i materiali da at·qulstare · ::>iluazio ni perioJic he okl matcrinle · Ue• erm iuaziot:e per spec1e e quanulu del muu~nale occorrent-e al :;a?J> 1zio territoriale · Costituzi o ne, Lrasrorlllaziune e mantenirncnLù delle dutazJoJu d1 uJ ol!tLJtaztou e . Rirorn.ì· m ento d e i tnateriali alle colonie e cess10ui aù fl.lt.re ammi nisJnlztn J,f e a ptinni · Servizio tec n ico dell' Istituto chimico-rannareutico ndltta.re. !"lanrialllelll<• e lo(l~sllon e d e i fondi per il sen·izio sanitario militare . P ro· ced ime nt i (li appalti e relativi contratti . Contr at.ti con le amrniuistraz10ni osp e· dali ere c ivili e cu i medi c i e farmacisti civi li · P ersonale operaio dell'Istituto chi· mico·farm aceu ti co milita re · Contenzioso · AnticipaZIOni Pagame nti e re la· livo re nclim e nt o d e i conti · Rintpe ro del l 'imporlo Ile t materiali ceduti alli' ('Oionie, a.d altre a.mmi'his1ra;;10ni e d a p rivi! l 1 · ls pezJOni amministrative. CO LLEGIO MEDICO SUP E RIORE.

E' presiedu to da uno d ei tre ge ne ruli med1cl. Funzioni di cu i all'an. f>6 ùtl re,;olallle tllU per l'esec uzione del testo uni co dell e leggi sulle p e nsioui c i\·11i e mtlilllrJ. e all'an. IO del d ecreto Luogol e nenzale n. 127~ d el 28 luglio 1918. Studia collegialm enle le qu f'!' Ji o n i rec nkn·legal i e le rife risce al direttore central e lli sa nità. l :VFICIO DEL CO L0:\:'\1-.:LJ.O CHI MICO -FA RMACISTA. ="indi l' propo!'lt' su l serV Izio !'llintico-famtac!• utrro . Ispezioni tecniche sull' lsttlul.o chimi<:o·farrnucentiCù militare e sulle farmacie militari . Co nsulenza SII) #l'f)\'Prno rlel pPr~onalt' rhimiro-farmacist.a ai fini d ell'avanzamento e delle ùestì ll:t?.io,ni t'li pa1·e e (li m n lti lit.fl7.if/n e. l!FFICJO ::ìTR ALC IO TRA:'PORTI SALME. Tr:-tsporto di'Ile salme dei Cn.riJlli nell'interno ecl all'eslero (Legge 11 agosto

1921, n. 107'•).

(l) Ptr lo parte tocntoa. I'SOhiSO le questl nnl medtoo-legali, la 2• divisione dipende da ttfi<> dN tr(' gr·tl!'rfall lllN liCI deHilrnatn c.Ia l J(<'UC'rulo m•••llco cmpo. (:!) f'a·r la parte kcnicu la S• dh'isione dlpc mlc da uuo doi J(Ou<•rali rut'<lioi d!'signotn da J(<•nCI'IJ.It• llli'ÒlOil OUllt).

•

~

-===-=---= ·=--=- .e;_. '!'")

Direttore: ARTURO C .\8A BIN1. Wnf',n t\\ <"Oiflnnel lo mr·diro .

~:.· - ,......,.:·

(6z;V>) . · Homa. 1923-24 - Stnbilt mento Pol i grafico pt'r l'n onmlm<trn7innr dello St;• t q. (~·)..1

.~.: . '· e-:~·~-: ""\~. 'l '

- -)' •'.

1\ ....__ )


Pubblicazioni in vendita presso l'A-mministrazione del Giornale di medicina militare

ROMA -

Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della G~erra

ROMA

-----La lotta antitubercolare nell'Esercito: - On volume di pag. 96 con 8 ta"' . . .

L . 2.50

RJcetche biologiche degli Uffici psfco-flslologlel di aviazione militare; Un volume d i pa.g. 236 con 45 figure e 2 tavole. . . . . . . .

7.-

vole .

. . .

. . . .

. .

. .

. .

. . .

. .

. .

Per Leonardo da Vinci nel lV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pa.g. l 00 con 37 figure

.

.

. . .

.

.

. .

. . . .

. .

• .

3.-

Per Giovanni Maria Landsl nel Il Centenario dalla sua morte. - un· volume di pag. 106 con 28 figura . .

. . . .

. . .

. . .

. . .

3.60

111 Coolerenza lnteralleata per l'assistenza agli lnvaHdi di guerra (H.oma., 19Hl). - Relazion i ufficiali P com u ni(mzioni.- Un v•)lum" di pag. 96

2.60

IV Conferenza interalleat.a per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, '1920). - R••lazionì n.fBcìali. -

Un volume dì pa11. 44 .

. .

3.-

I Congresso Internazionale di medicina e farmacia mDit.are (B1·uxo ll~· s, 1921). R·e la.zioni \Jfficiali d e l Corpo sanitl\l'io rn ilitA.rf' ita.linno. - Un vohlmA d i pag. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . .

•

8.-

Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Roma 1923). Atti del Oongre8so. - Vol. l . - Relazioni ufficiali - Un volume di pe.g. 41 6 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 36.-

Il Congresso Internazionale di medicina e farmacia militare (Roma. 1923). AtU del Ormgrf:SBO. - Vol. II. - L avori d el Congresso e comunicazioni. -

Un volume di pag. 600 con 33 tavole e W incisioni. • •

o 80.-

A: ·LuSTIO - A. B USINCO. l « gas di guerra~. Impiego ~ eletti - Provvedimenti e cura. - Un vohml•' di pag. 104 M n t1·e ttwole micrografiohe a colori . .

. . .

. . .

. . .

. . . . . . . . .

lt. SANTORO. ferite addominali di guerra. - Prefaziont~ d e l prof. N. G t AN · Nfl:TWA$10. Un volume ·cti pe.g. 400 con 38 figur-e . . . . . .

• 12.• 30.-

S. SALINARI. Insegnamenti deD'ultlma guerra sul trattamento delle ferite

osteo-artlcolarl in 1° e in 20 tempo. - Prefazione dol p rof. R. At.Es· Un volumi' di pag. 190.

. . . .

. . . . . .

A. OA.SARINf. La medicina militare nell'antica Roma. -

Con 5 figuri'

.SANDRI. -

.

• 26. -


Giornale di medicina n1ilitare Direzione ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Se ttemb re - Roma

CONDIZIONI DI ABBON AMENTO. t. Il Giortlllle di m<!d!cina militare si 'pubblica il primo giorno di cwscun m~se. iu f•.sdcoli di tre fogli di stampa aluteno. 2 . L'abbonameuto è annuo e de<:orre dal r• geauaio 3· n prezzo d ell'abbonamento è: Per l ' ltal i4 e Coloni e . . . . L. 24, Per I'Es:ero ;{6, · 1 in Ita lia • 4,Un fascrcolo separato costa . . . . . 1a!l'Est • ero 4,!>0 11 supplemento conteneute i Ruoli in Italia t ·> di anzian«tà del carpo sanitario li':&5 t • 16,militare costa a ero

•

• • .,-

l

4· Per gli UftìciaU medici e chimici farmacisti del R. J:>sercito (in servi7jo attivo, w posizione ausiliaria, di complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbon a· mento è ridot to a L. '12, a nticipate. · 5· L 'abbonamento non disdetto prima del 1 • dkembre s 'inte nde r;nnovato per l'anno ~uccessivo .

6. I s ign ori abbonati militari iu efkttiv ità d i sel'vizio pagllc:> l'an no l'importo del· l 'abbonamento per mc>.zo dei rispettivi comandi di corpo e direzioni. 7· Per i soli u fficiali medici (ùeli'Es~rcito e della Marina), in qualunque posizione si tr ovino, è ammesso ctn Al3BONAMEN1'0 CUMULATIVO al Giomale d i m cdiciua m ilitare ed agli A m1~li di mçdicitla n avole c colotti.1le al prezzo di L . 27 annue. Per ot tener e tale facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo all'Ammirtistrazioue del periodico del proprio corpo. 8. A i li brai si fa lo seouto del 10 per cento , ma so ltnnto per gli abbonamenti delle persone e degli enti uon mi-lit.ui. che non pll,;~ono fruire della facili tazione di cui a1 numeri 4, 6 e 7·

·

NORM E PER LE P UBBLICAZION I. r. I lavori originali, le note, le riviste - dattilc)g rafat..l o ~critti a mano - devono occupare un solo lato del foglio cd essere accurntatn'!nte rived~rli dagl i autori. Si fa speciale raocomandazione che quelli scritti :1 mano s iano ncm leggibili, per modo di e,·ita re ogni dubbio di iuterpreta>ipne . In caso cout r:uio. la Direzione s i vedrebbe co~lrettn a sospe nderne la pubblicaz:one . 2 . Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta d:.lla redazione, anzicbè dagli autori, per non vincolare il 1:1\·oro tipografico agli inevitabili ritardi po· stali. 3· Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ccc., che accompagnassero le m emorie, wno a caricn deg li nu1ori . . 4· Gli estratti sono di due tipi: - TipO' A. Scuza copert:na e colla impaginatura e nu merazion e del fascicolo. - Tipo TJ. Cnn copertina st~mpata, frontespizio, impagina· tura e numera zione speciale. 5· Il pre t.zo <legl i estratti , per gli autori delle memorie che li richi ed ano, è regolato dall a seguente t:irifTa: .

PR.EZ7.0 DJ CIASCUN FOGLIO DI STAMPA.

NuA1ERODÈLLE CO-PIE- -y==- p~~= T I PI 01 ESTR ATTI

---1 L. ,

Tipo A . Tipo B .

• l

!>O

70

so

100

200

so

120

}00

l:lO

l

o.u,ni cenHnain

oltre 200

70 110

Gli eslratt.i minori di 1411 foglio si CQnlano come fa gli,/ i ntero per le atdinazioni di est.raltl o meno. Per quelli che $11pcran o 1111 foglia, le frazioni h1 piil. cl•e IlOti su pera110 Il mllzzo f oglio , si con /an" com e m età. p..rcllè però l 'ord i11 azlone no11 sia Inferiore a 50 copie. 100

6. 1 maoo.~critii n on si .restituiscono. (6286)

- Roma. 1023·24 -

---------

StahUfmcm t.o Poll srrafloo ()<!r l'Ammlnlstrnv.lone di'Ilo Stnto.


:'-...

Pubbtlcazione mensile

·G IORNALE DI

MEDICINA MILITARE PUBBLICATO D AL MINI STERO D ELLA G UERRA (Dir«nione centrale di aanità militare) Giornale di medici na militar e: x8sx-x884

Giornale medico del Regio E sercito e della Regia Marina : Giornale medico del Regio Esercito : l8g6-I Q07

ANNO LXXII - 1924

1 Aprile

Fascicolo l V

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Grfxonl. - Per una nuovn razione alimen tat·e del soldato italiano . . . Pag. 185 Tomarkln. - 24 casi di polmonite c urat i coll' u Ant imicrobum Toroa.rkin » nell'ospedale militare principale di Roma . . . . . . . . . . . . . " 100 Casella. - Un anno nel repart o chirurgico (novembre 1922-dicembre 1923) " 203 dell'ospedale militare secondario di Padovn, MJcozzl. - Galattote rapia . . . . . . . . . . . . . . » 205 CASUISTICA CLINICA : Tenaglia. - Sopra due casi di cisti dermoidi del naso • 207 Reltani. - Su alcun.i casi di scorbuto . . . . . . . . » 211 RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE . . )) 215 RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA. .• 218 CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI. PÉR IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA . NECROLOGIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . . . • . . . . .

Pag. 222 • "

223 2Z4

•

236

•

234

Direzione ed amministrazion.e ROMA -

Pa lazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settemb re -

ROMA

Per le Inserzioni di pubbllcltd rivolgusl DfRETTAMENTE all'Amministrazione del Giornale di medicina militare - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembrè- Roma.

Per Je nuove n orme c irca le pu bblicazioni del lavori vedi copertina (• a pagina).

J


MEMORIE ORIGINALI

SCCOLA DI SANITÀ .MILITARE

PER UnA nUOVA RlliOftE ALIMEnTARE DEL SOLDATO ITALIAnO per il pt·of. Giovanni Grixonl, t enf'nte colonnello m,..dico.

Che la razione alimentare debba esser proporzionata all'età, a.l sesso, allo sviluppo fisico, allo stat.o di salute, al clima, al lavoro ed a cento altre contingenze della vita, non v 'è chi mett.a in dubbio. Le difficoltà e gli intoppi sorgono quando alle conoscenze empiriche o scientifiche si vuol dare un'applicazione pratica. Io non parlo delle esigenze economiche che limitano od estendono i confini segnati dall'indagine igienico-fisiologica e che banno eopra.tutto la loro ripercussione n ella vita privata dei cittadini. Voglio accennare alla necessità di una razione alimentare, opportunamente scelta, da, servire per la più vasta collettività di una. nazione moderna: l'esercito. Le difficoltà che si incont rano nel determinare la razione alimentare del soldato sono molto maggiori di quelle che si devono superare allorquando si vuoi fissare la dieta di qualunque altra classe sociale. Ciò anche quando si è sormontato l'ostacolo grandissimo di prescegliere sostanze alimentari facili ad acquistarsi su tutti i mercati nazionali, e che costit u iscono l'abituale nutrizione della popolazione civile. Un esercito moderno, sotto l'apparenza di una massa uniforme a composizione omogenea, è in essenza una. collettività quanto altra ma i eterogenea e varia : diversa è la originaria condizione sociale dei singoli costitu enti, e quindi le a bitudini prececlent;i di vita ; diverso, di regola, il ~lima ovc gli individui vivevano prima dell'arruolamento e dopo la c~amata alle armi ; di verso il genere di lavoro ; diversa la qualità. e quantltà dei principi nutritivi nell'alimentazione familiare ed in quella di caserma, la quale è chiamata molto spesso a rimediare alle deficienze di svihippo organico, e ad affrettare in molti casi il raggiungimento degli indici di robustezza propri della razza. . Coteste di versità fondarnenta.li si accre~wono poi a cagione delle svanate esigenze di servizio militare e dE.>l fatto che noi col vitto dobbiamo qui non solo provvedere: come in tutte lo altre collettività, e alla riparazione delle perdite degli elementi ana.tomici, e alla somministrazione del nu~ero di calorie necessarie alla conservazione della salute, ma ancora ai b tsogni della crescenza non a.ncora ultimata. al momento in cui i giova.ni sono ch iamat i ad adempiere il loro dovere di soldati. 12 - Gior nale di med;cina m(lilarc. -

Faso. IV.

--


l!!(i

l'F.R 'GXA XUO\'A R.AZlOJ:'F: At.DIF:::l<T.ARE DEl. SOLOATO ITALI.\~0

I n rapporto al servizio, poi, è indil'])tmsa bilo tcnl'ro ])l'est> n te : eh(' in tutti i militari è r:àdicalmen1o mut.at-a (e non in scMo di tm allt>g':(!f'rimento) la qualità di Javol'O elle, nella nuova eontlizio1w di ,·i ta, il soldato deYe compicrf'; e che •"\: diver,;is~ima ùa Corpo a Corpo la quantità di ~forzo richiesto. .Altro è il la voro del soldato d i a rt:~l ieri a . di ua Yall<·ria ; altro quello della fanteria eU lint•a; t>d iu que,;r ·arma lwn divc1-so quelilo ric·hiesto al soldato alpino, al bursag-lif're (dt•st inat.o allt• JJI;u·c•io C<'lf'ri d i avanguardia che portano cosi a bbondanl(> t> tumul1 uoso dis p<:>lldio di en<'rgi<t muscolaro o nervosa ), ed alle truppr ~u~sidiarif' :"earsalllPnte molJili, quali il trPno di MI iglieria , dt•h ::wnio, la sani t.;\, la sussi~t!'nz;J. Inoltre ]Wr ogni indiYiduo, n<• Ila propria RJWfda lit ù, altro ò il bisogno a l imNttarr allo . t nto d i riposo, di s<'n ·i zio in guamigion<·, in ca m pagn<L <'d in gu<·rra. Di \'t>rso trnH amt•Jlf o di<'! l't ieu si i111 pon<• inolt r<', ]JUl' nvn u.<.;<;t•ndo dai conlìui :-reogrt.~fici <it>llo ~lato . all1· tJ'liJIJH' du• ~vernano snlill• Al}1i, ed a. quelle che pass;mo l'~>sfaU• in 1-'icili<t. Poif'hi· n on i: possibil<• in prat-ica. costituire ta n t(' f;Jlt'Cia l i ra:t.ioni qnant (' ~(' ne· ric h it>d<·n· h bHo JH'lll' circostanze sopra enunwral<', ò indis}ll'nsahill' studiare una razion(• eh<• ,;odd isfì il ma{!gior n um<·ro di t>sigPnzc lH'OI'I·I'siunal i c· di bisogni CJJ'g:mici. Le diflicoltà Cl!(' :-.i frappong-mw a l t:onst·gJ Jinwnto di tpwsta finalità sono così gntYi E' molt <'p l ici eh<'. ]Hl l' trnJ •)lO, xi<uno a n cora bt•n lo n t :l ni dalla sospirata mèta. Jl « Rcgolam t•nt o d i Hntlllinis tra zinnP c conl;lltilit à JlC'I' i Corpi dPl H<•gio est>rcito 11, a llo seu]JO di ovviar(' il più }HJ,;sihiiE> agli acut•nnati incon vt•nit•nt i, st abj l i~ce d t> i s up]>knwut i a lrasx<•gno ,-i11 o pt•r le ·c ompagni t' pontit>ri, per quelle di ~;anit;ì, e di sllsi'ii:->f('HZH, nonc·llò p1·r l<' tnrpp<• impiega.t,e ubitualm<'nt<' o saltuariamf:'llt<' in t'<'gionf' di alta montag-na. Lasci<L inoltro facoltà ai comandanti di Corpo d i rt·golan• Il' dist ribuzioni di caft'ù o di vino in modo da. furnt1 duP al giorno alll' _grandi manovn• e manovr<> di CHlllpagna, o ahn<'no una al giorno ai campi, in m:m;ia, UC'Ilr r icorr(•nz<' sol<'nni e nPi giorni eli qualclw ecc(•ziomtlc lllll)!l!ior fa t iea. ' Le ricordate ùi~posizioni fondamrn1nli mult,o SJl('sso dànno risultat i iuad<'gttati o inf<'l i ori a, qtwlli previsti, pl'rch(• i supplenwnt i ~tl l' a'~"~'l!llO vitto sono di rrgola in contanti. Ora \1 facilt• in1·<·nd<'fe come g-ià col variare delle stag-ioni, non sola.n wntc d('g]i anni <' d<'i lustri , variino in modo ma nif<•sto per una Sf(•ssn r<>gion<! i prrzzi del)<> derratP f' quindi il qunnt.itat ÌYO di sost-anze alimet-ari cbf' dovr<>l>b!>ro complet.are Pd int<'grare l'ordinaria razione . ti<' poi Ai t i<•n con t o del deprezr.::mH•nto della mon<'t.a vrrificat.osi in qu<·~ti ttlt.imi tmni risJwt-1o a qlH' IIi d€-ll 'antPgul•rra, e drl c·o nsecuti,·o caro-vi\'t>ri, si vt'd<' com<· con lf' mocl<'st Ì!':fiÌllH' xonww n<'SslUUt appn•zzahile miglioria si possa appor1an• :tlla fondanll'ntalc compo::.:izion<' df'l rancio, e come quindi, a fil di logica, si dPbha. concludf'ff' clw la razion1• ~tlinwntare di quei da ti rPpa rt-i, ritf'nut i a hbisngnf'\·ol i di un supplt'mcnt o ,·itto, s ia inca]Jace ùi coprire il fabbi~ogno Ol'!'!a.nico. ~è la dt>fioienza può c•,;!{(•r copf'rta dall<• an nuali aggiunte c h t• si fa.nno aUa razione ordinariH. Bss<>, oltre ad <'SSPre povere ed aleàl.ol'Ì<', sono, in gm.n J)arLt>, alfidnt<• a l giudizio dei comandi di corpo o di gmnùi unità. Or<l , )HU' :mmwttt•ndo il mas:-. imo S(' nso di d iscNniml'nt o e di <'<ptil i\ in ehi(· pr<•posto ll df'si::war<' i casi C'cl i monwnti n<•i f!lHlli s i dt•hhonu con-


l'F:R l:);A ~L-0\"A ll.-\ZJO);E .-\LDIENTARE DEL SOLDATO lTALlA:I\0

187

cedere- supplcmcnt.i vit.to, uon si può escludere che a. qualcuno po~sano mancare le cognizioni tecniche (' scientifiche elle devono guidare nell'applica-zione di queste disposizioni. I noltre, e ciò è essenziale, se le a-ggiunte alla ra-zione normale sono st-abilite pE'r coprir(• bisogni organici, questi non possono esser soggetti ad interpretazioni individuali e debbono esser soddisfatti, dirf'i quasi ant.omatif'amente: ogni qua.l volta :-;i presenta-no. Ogni inf1·a.zionc p011a tm danno >;icuro all'organismo: a nes~uno quindi può esst:I' data. facoltà di moùifican• o applicare a suo bl.'ncplacito i corollari di l('g~i biologiche. Ln J'<\.zione a linwntare del solda1.o de n:- porciò es~èJ' det-e rminata. in ogni dettaglio in seguito a ~tudi e ricerche di competenti (fisiologi e igienisti), devP- e::;ser fL';sa. e non modificl~bile sot.t.o alcun pretrsto o ra.gione da autorità militari territ-oriali. Deve aver un'int.angibilit-à almeno uguale a quella che hanno gli C\gget.t.i di vestiario, di eq·uipaggiament.o e le a>1·mi di ogni generP, pì>i quali tnt.ti a nessuno è dato modif1cm·c, non dico l'essenza : ma neppure la foggia o le norme d 'impiego. Solo i comi t n-ti tecnici hanno la Jacoltà di proporre mu1 n,me.nt.i o innovazioni suggeriti da studi accura-ti c vrofondi, da progressi scient.ifici e tecnici. Per lo studio 1Wl'm<ln(•nte drll'aliment.azione delle truppe non si dovr('bbe esser alieni dall'invocar(' anchP. rop('ra. as~idua. dei piì1 competenti in tale materia che onorano la ~azione. Altr.e volte fu deferito cosi difficile còmpito ad una illust·n11.1ione clelia fi-;io logia., il :Moleschott, a.Uora profrssore nell'Ateneo romano, r , durant.c la grande guerra fu chit'-"to i.n più occasioni e sn val"l argomt•nt.i, compreso quello d('!la. alim1:nt.azione delle truppe, il parere <l· cult.ori ffi('l'it.amente noti di diver-se sp~>cialità mf'diche. Indubbiamente sotto il rispetto scient.if'ico è di ntlore molto discutibile lo stn.bilii·e di anno in nnno hL razione aliment.a.re del soldato. Oiò può esser lrf!ato a riguardi Pconomici tutt:a:tra.t.to contingf'nt.i, ma il fare sottostare le leggi ftsicbe e ol1imico-biologiche che rf'golano l'alimentazione dell'es('rcito a fa.tt.i economici aleatori non è davvf'ro degno di una grande ~azione, come non è privo di ripercussioni dannoso sul bcne~Rere del soldato. A me pare indispensabile (e in ciò mi conforta l'osserva,ziono degli altri eserciti m('glio organizzat-i) la nect-~~it.à di stabilire anche })er il nostro una razione t-riplice : di guarnigione, di manovr~L, di guerra . 'rutti gli Stat.i d a hmghissimo tempo le ha.nno adottate con indiMntibile vantaggio. Obc se il t-entativo fatto prtww di noi ne-gli anni 1885- 1893 non ba dato risultati favorevoli, ciò è dovuto all'erroneo criterio applicato nella determinazione dei costituenti le razioni. Fu infat;ti allora stabilito il quantitativo di albuminoidi per le tre ra.zioni rispettivamente in gr. 123, 128, 141. Poicl1è gli idrati di carbonio rimaneva.n o immut.ati, il nu mero di calorie brute che ne riRtùtava subiva dall'una all'altra ra zio ne modificazioni quasi in!Significant.i : 3071, 3097, 3194, e perciò insufficienti ai bisogni del la.voro moderato e di quello faticoso. Da.l_1893 si tornò al tipo unico di razione con le aggiunte di cui fu !atto cenno. Per le truppe f'ritree è da lunghi ftnni in vigore tma speciale razione ; un ·altra-, poi modificata, fu adotta,ta. per le t.ruppe distacc~1t(• in Libia.


188

PER C::\A ~l"O\"A RAZIO::\F.: ALC\rE:--'TARE DEL SOLDATO ITA.L!A::\0

Durante la guerra mondiale la mzione sta bilita dal nostro « Regolamento sul servi?io in guE>rrH >• subì dal maggio 1915 al giugno dell918 ben 7 modificazioni. :Son meno numtn·o;-;e e molto più importanti ne subì la razione fh<;segnata alle t-ruppe rimaRte fuori della zona di guen-a a presidiare il territorio naziouale. Xè i rimaueggiamenti furono sempre lodevoli . Si era sott-o l'incubo del!<> enormi difficoJt.i\ di vettovagliamento che gravavano su tutte le nazioni em·opee, e 'a nche gli e.serciti, per quanto in grado minore ' delle popolazioni ci,~ iJi , s<>ntirono l'influenza di quelle strettezze. Ben maggiori riduzioni nel nostro <'s<>rcito furono apportate subito dopo conchiusa la pace, poiohè persisteva, se pur non si aggravava, la universale deficienza di prodotti alimentnri. La razione del 1920 1 che è tuttora in ~igore, sat·ebbe, secondo il Lustig, da. ritenersi come appe· na sufficiente se venisse distribuita. a norma del regolamento, e come nettamente in.<;ufficiente 3·P!*na si esigt> dai soldati uno sforzo più notevole. Occorre quindi })1'0\·vedere a stabilire pt>r il nostro soldato una razione rispondente alle esigenze della. razza, del l"età, del servizio. Determinata minutamente da competenti in igiene e fisiologia con l'aiuto di esperti in approvvigionamenti, essa dovrebbe venu· sottratta a qualunque influenza. modificatrice contingente di natura economica o di sciplinare In tale attento studio, pur fondandç>si sui da,ti sperimenta.li ormai acquisiti aUa, scienza in materia di alimentazione dell'uomo sano, è indispensabile siano tenute nella maggiore considerazione le secolari

abitudini alimentari del nostro popolo. Le quali non possono venir bruscamente modificate senza indurre aJtera.zioni nel chimismo gastrico e quindi nella nutrizione dei conviventi al rancio di caserma.. La razione del soldato italiano non può e non dE'V('o esser ricalcata pedissequamento su quella degli eserciti stranieri: deYe rispondere a pE>culiari esigenze delle nostre popolazioni, e soddisfare i bisogni org<mici dei nostri giovani nello stato di riposo o di la.voro lf'ggiero, di lavoro medio e di lavoro faticoso. A questo proposito con viene ricordare come sia necessario che, a.i fini dell'alimentazione, debba esser considera-to come lavoro medio non solo quello ohe ad ogni occhio profano appa-r e tale, e su cui non può nascer dubbio, come le escrcita.zioui che si compiono in ma.novre di cam· pagna, o durante il soggiomo in alta monta.gna, ma ancora. quello ese· guito nel periodo di istruzione delle reclute ed in quello di a.llenamento a gare sportive di qualunque genere. Il lavoro nuovo a.l quale il giovane soldato viene sottoposto al suo giungere al reggimento, per quanto, cal· colato in chilogrammetri, non sia, S!*SSo superiore a. quello che compieva abitualmente a. casa esercitando il suo mestiere, imptica, nondimeno per la sua novità e per la intensa partecipazione delle facoltà intellet· tuali, un ma.ggior consumo di energia elle deve esser a-ssolutamente ripristinata con una congrua alimenta,zione. Parimenti in casi di prepa.ra.zioue a gare sportive non mi sembra giusto limitare l'aumento di razione a.linwntare a.l tempo che precede inunedia.tnmente {15-20 giorni) i campionati. La razione piit a.bbon·


l'ER U~A ~UOVA R.~ZIO~F. AMNF.NTARE DEL SOLDATO lTALlA~O

189

dante di quella ordinaria. dello stato di 1·iposo o di lavoro Jeggiero deve essere somministrata fin dall'inizio dell'allenamento intensivo. Essa anzi è forse più necessaria nE'l primo periodo di accrE>sciuto lavoro che in seguito. La modificazione drlla. attualo razione alimentare nel nostro esercito deve esser messa allo studio e sollecitamente attuata.. Ciò sopratutto in considerazione· dei difet.ti e mancbe>·oJezze che presenta, quella in vigore, e della necessità di intlodurre anche presso di noi le razioni multiple, come le hanno f!li nltri eserciti, le qunli rispondono, senza. dubbio, · meglio a.i postulati della fisiologia, o dell'igi<>ne 11 fatto vanà inoltre a far riprl:'ndere lo studio sereno di un algomento <li importanza. veramente vitali:', il quale, per effetto della gumTa mondiale ha subìto delle deformazioni e delle esag(•razioni che vanno oltre i concet,ti di quelli stt>ssi sperimentatori che opinano doversi Limitare di non poco le clas;;icbe razioni a lim~>ntari propugnat.e quasi unanimamente fino a pochi lu;;tri or sono. Le vedute di scienziati, in prevalenza americani, trovarono un terreno favorevole in t utti quelli che, per ragioni economiche o patriottiche, si fecero banditori entusiasti, ma spesso non oculati~ dell'utilità di ridurre qualitativamente e quantitativamente i cibi che si soleva consumare. }Ja, il fine nobilissimo di prepar~ll'e le popolazioni alle limitazioni e privazioni aLimentari, imposto da.lla enorme Iiduzione dei traffici e dei !avoli agricoli durante gli anni della crul:'nta lotta mondia.le e ne1l'imme<liato dopo-guerra, radicò idee errate non solo nella mente degli indotti. ma a.ncora in quella di coloro, i quali, senza 1ma adatta e solida preparazione scientìfica, debbono giudicare sulle razioni alimentari collettive. A ca.usa di ciò noi oggi a~sistiamo a riduzioni inconsulte di vivE>J i nelle scuole, nei collegi, nelle carceri, negli ospizi, nelle caserme, con grave danno sovratutto delle gio>ani generazioni ancor non completamente sviluppate. CONCLUSIONI. La ra.zione alimentare unica per le truppe di un grande esercito, viventi in condizione diverse di clima e di lavoro, è contraria ai postuiati della fisiologia e dell 'igiene. Si è perciò resa necessaria l'introduzione di modifica.zioni da applicarsi caso per caso, allo scopo di attenuare od eliminare i difetti della troppo rigida determinazione unitaria. Ciò malgrado non si sono potuti evitare notevoli inconvenienti. Si impone, quindi, come già fu fatto prE>sso la grande maggioranza degli altri eserciti, l'adozione di razioni multiple, aventi di mira sopratutto il s oddisfarimento dei bisogni nutritizi diversi che il soldato prova a seconda che è a riposo o in lavoro leggero, in lavoro medio od in lavoro faticoso~ e, precisament(', a seconda che trovasi in guarnigione, in manovra, in guerra.


24 casi di polmonite curati coll' ~~ Antimicrobum Tomarkin, nell'Ospedale militare principale di Roma (Di•·e: 1 Ol'e : C'l\lonuello m H ii··o E. Recchione ) pPr il <' nlt. Lea ndro T~arkin.

l lati i l'i~tdtati fll,·ore,·oli ottenuti Coli l'applica?.ione ùit·t·tt;t dt•l 1' .-lulimir·r(J/IIfm 'T'omarkin ~~~ malati afft>tti thl polmonite neli'Ospedalt· di S. Spirito in l<om a (1), il )li~list<'ro della Guerra ha autorizzato ci.Je

id(·ntielle applkazioui \'l?lli,.;s<·1'0 effeltnat~~ . sotto Lmon conu·ollo tlinit·n. Jwll'Osl>f:dalt• milit~n·e pl·int·ipa l" df•l Ct•lio. :-)e llC I·ifel'i~'ono le sto t·it• <·linil'hv. t•iassunt.e dai t·(•fristl'i nnsolo gici compilati dai ma.gg-iot·i nwdi('i Ho111ano <.' (_'a.nùitlot·i. da l ca•pitauo medic,o Uelletti, t• dal ~ottotl'll<"ntt> mt.-•d ico H i (l<ll'i, <l~hll:'tt i a l l i e Il l R epa.rto ml:'dicin:t ed al Hcpal'to infettid.

CHE CO~A E L'AKTBIICROBC\1 1'0~1.\HK I X. L'A n ti m i~robum. Toma-1·ki11 è un pt>epa·l'<l.to chemint.et'<l·pko proùot.t •l pm· sint<•si cbimka. Chimka.nlt•lltl' è Ult Amiuool·toiJeJl110ilsu1foi.soa . miloirh·tWIIJH'Oilll('l(•infc;t·uJinsmlit·o. e si presenta nella. fm·mula. monn· IJa,-.;ic·a. (.-tnlimi(·rullllm n. :.!t,. hibaRiC<l· (AulimiaolJum 11. ll. PnoPitli•:T,\ FAIDfACOf.OGICHE. ·- T/AntimiC'rob11m To111arkin n. l si p re:,;ent;a, !>OttO fm·ma. <} j roh-eJ'e U.tUOI'fa,, g-rigio hi'IIIJ:l.!o;tJ·n.. faci!Jncntt• l>Hiuhilf• IIPII'ncqua freùdn (una pal't t· A.llfiltli('l·u1wm in 5 p;1rti rl'acqua17 poco solubile uell'a.lcool e niente nt-ll'etN't' :solfoJ·itr). Esso ha. \In Rapo1·c lievemcmtt> <H·idulo, ~ w t.lr:into ;\ :10 r.rr·fuli .~i dec.ou1pnnP. as.-.:nme11do 1111 ,.,oJ01·e g-iallo. l'ho didt•IH~ bruno Rcu r o; <Lmuentando gr;tda.tnuwnte il c·alor-e <>:<ala dt·i g-as llt·itanti lr mucosp nns;ll i ,, nn odoJ'e l'l~~:• ricoT·r'a c·o11>i for;fo.a r.ota ti e :-olfonici e a m moli i a.<' i.

L ' A nlit11ic:robum n. !2 è 1111a, polrl'l'P ;tnc·h 'l',.:s;l :.rri::rio bru nastra. qna.<;i im;olubi le nell'acqua. fredda, soluhilt> in pn1·te ni'IJ'a.e qna ca.lda. iu~lubile nell'alcool ed etCI·e. Essa ha. un S<lipore amaT·o. ri~ca.ldato a iO gradi si rlt"C'omponf' . .UECCA:X I~MO o'AZTO:>rE OEr.L ' A~TIMilw•uL\f. I rli;.;ot·r1iui (·lte i piog'PIIi prodnron o twll 'rwg-n n i~• no in rni p{'nt>trauo. sono molto c·nm p i P~si :

g-li uni F:ono di cwdiHP diumni(·o o funziou:lll•, c gli altri di orcliJtt• :l-11:1touiO-pa t olog-h·o. ( l ) R il'ista f•spnlalicra. n. 15, 1923, png. 3i:).

•


24 CASI DI POLMONITE CURATI COLL ' u A:'<THIIOROBU)l TO)IARKIN n , ECO.

191

P t>r L·imette re in condizioni norrna.li l 'organi mo e ù impeùiì·e che <hllln. inva~ioue dei piogeni avveugn.uo delle a.ltet·a.zioni ana.tomo-pa.tologi<:h(: e funziouruli, (ien~.'li ~~ppunto, con mezzi artificia.li, ~SU>.,;..-riùia.re l'o!'g-a.nismo in questa. lot t-1, elimina.ndo da, essi i f11.ttori pa.togeni, i <Jua.li ('1.\.USa.no, prima di tutto, lt> a ,ltetazioui ana.tomo-pat ologic he e fn nr.ioua,J i. T/ A.IItimicro7JIIm 'J'out~trkil, <'s plint a·ppnnto nn'<L?.ione prctta.rnent.e antipioacna <' cwtil.ossiolt e trova. ìtpplicm:ione ùirett•l. nèlle forme di as.~ocio::ion i ])([ftoridw ù i n a tru·;ù coccie<ù (stt·epto-!l"i.<l.fi lo-di p l O<:oMic.he), iw petit•ndo HJ(l N!Se di dare oeigi JW <l> pl'OC<'~"si degeucra•ti l'i d t> Il ' m·g<1 · 11iSillù.

L'A n ti m irrobnm 'l'o nw rki n cmn-eu ien tcwen te sommiuistr a t.o tkter· min;t le •l>'\!guente a~ioni oa.ttc-riotropc c fi:;iotr< ~pe: l ) Uccide i piog<.\U i.

Potere battericida de li'.Anti n~irTobwrn 1'omarkin n. 2 in vitro delle seguenti concentn1zioni : .{1t t i m irrob11111 )) ))

'l'o ma rki 11 n. •) uc.c if.le Strt>ptococc u;; 1 :40000 Sta.filococcus aurt>ul'< l ::!0000 )) )) l) D iplococcns pneumouiae 1:80000 l)

V dntilllicrobmn 'l'o ntm·kin seguenti diluizioni in vitro :

l)

))

inil>h~ce

Streptococcus . St:..'llfilococcus a.m'(~ U~ Dip1ococcus pneumouin.e ~)

lo sviluppo dei piog-eni nelle l :UO.OOO l: (i0.000 l ::!00.000·

Inibisce l o &\·iluppo ulteriore di nuove generazioni piogenc;

3) Alte l'a. hiolot:{icame u w i prodotti .d i scissione ba t t<•t1.(·a. (en. clot<).i-fsj IH:') 1 dee w n pone le tossi ne bll<tt.eriehe (n.l bum i ne b•~tte ric !te) p.recipitnndo le nucleo-a.lhnmiJJe e le ptomu.ine, facendo lot·o a~summ·e nuo,·e proprie h'L fisiehe e biochimic:he, gra.zie al le quali esse .f.;OHO facilmente eliminabili;

4) Azione fagocitica, prodUICf'JHlo ipcl.'leucocitosi a. tipo pl'f'V:tl<'nm ono-n u c h~lWC. mobilizzn.tHlo in t;tl guisa i fa ti' ori <i i ft•n:;i \'i.

tcm~n te

<lc•ll'oq~a.nismo;

conterupnr:HII'Hmente in tutto l'orga·n ismo, gt~udo un 'a.zione sterilizza n te generale; :'> ) S i diffonde

~:>Yol­

6) Veruna. <t?.ÌOIH' O•I'IPNlOtl'()j>a: possibiJit::t perciò di sonunini. stra.re. in tem-po r ela.tin.tmcnte bJ·e,·e, dosi h1 concen trazioni ta.Ji c he possono uccider~~ e<l inibil'e lo -:<viluppo dc i viogeni;

7) Provoca una, diures i abbondante, fa t t ore importa,ntc per l'eliruiu:l.?.ione de lle :;ostaur-e to~siche ela.bora.t.e d;~i microbi o pn)(lotte clal ricambio m at.criale , allontanando in tale guisa fin da l principio della


192

24 C.-\SI DI POLMO:-.'JTE CURATJ C0LL' o A::-."TniiCROllU~l TO~f.-\RKL'\1 »,ECC.

màla.thn i veleni aJiincbè non arcumula.nùosi nell'on~anil<\mo siano mino.ri le l~sioni drt- essi prodotte ~ui diversi organi deputati alla. depu razione. L'Antimicrobtun 1'0'/lWrkin_. intltll:'llzato og-gettintnwntc e soggettL

nLmente il decorso morboso, ùà al(lito a desumer-e che. oltre p~ed ca:e proprietù batteriotropc ed a,ntitossiehe, er-;so svolga n u'azioue a.nche ti si o-patologica sugli oJ·ga.ni le:-; i o ;t.l U!ra.ti n~l loro d i..nn mismo e funziona liti\. Perciò l'A ntim.i&rob-um ra(·coglie nella, sua. :;trn t tu m t 11 t ti q uf'i requisiti <li ordine fisiologi.oo, chimico, hiolo::dro, ba tteriot.t·opico e to.~i­ cologico per entrare nella terapia rome ;Lnsilio qua.<;i iJtùi~pen:::a.bile contro tutte le affezioni di natura pioge11ica,. Nelle polmonitj e JWlle lwoncopolmoniti in a· e 43 j!'ÌOJ"llU·t a . si OSserva nella maggio1~ parte dt'i ('asi una ritenzioue graudissima dei cloruri e di urea. Ciò è indice che il ricctmbio ma.teria;le è in pa.rte pat'<t: lizzato per la -presenza. delle tossine di origine divel';;a.. le quali agiscono su organi importanti, che hanno la funzione di d(.>tpnra.re l'orga · nisrno. Come si rileva dal modulo eli souunini~Stra.zic.Hw, ,;;i wmmìn'istr-.1 n·ppunto il preparato antitossico per fadlital'e l'eliroina.zione rlellc too. siuc e dei prodotti del ricambio ma.teri.a.le. I h-..twneuto nQten'kle del t:a&'H> del clru'l.hro di sodio e dell'tn"C..'t nell' ui"ina cix~t H or1:l dopo hl· som<minb.strazione dell'antitossico viene accompa{,"'lètto nella ill'){lggivr parte dei <.:<t.;;i, ùa una, diminuzione dei fa.tti to~sici, come ciianosi, cefalea., de· Urio, ecc. 1)(-lle molteplici determinav.ioni f.attR in polmonitici e broncopolmonitid il ta,-sso detl. clormro di 8odio in ±a giorJJa.ta. è circa. O.8 gr. per litro, mentre Hi ore dopo la. somministrazione dell'antitossico ~humenta del 4-00 al 7110 % ; ciò eh., noi fino ad. oggi abbiamo riscontra.to solo nella crisi. Si può d<~d nrre •h~; q ne~> ti inCOiltfut.<tbili dati che si provoca nna. diuresi critica. au t(>t·iot"'m•ute al periodo della ditn'('f;i critica che si manifesta al solito hl 7A giornata delle poJ.mouiti. Il maggiO<r tas~o (lf\lll'urea. è ùtdi<.:e di UH'<:Ii1ninaq;.iooe più l'ilel'ante <li corpi a.zo_ t~1ti e fosfvrati i quH.li appunto sono comp~ti di l:.oi>-:sine lk'tttel"iche, di aJ.bumine t()."è$icbe. ptoma.i ne. La diur<'si alta.. che subentra. contcanporaneamente è un inclice molto imporumte sull'a,zjoue fisiopatologic.'t che l'antitossico .svolge ~o;ui l·t•ni, i qnaJi tr ieutra.no in twa. funzione pressoché normale. Come fatto ri !llll)so deLI'elimin~t.zione maggiore dell'urea. dei cloruri e dei liquidi, si t~ot~b un abbassament.o della prcssiol1e del sangue faòlitando ·cosi il piccolo circolo, il qua.Je nelle po1mo.uiti ,in genere è quasi sempre ostacolato c mina<.>..ciato per il suo uso. SO~Mr:-;IsTnAZIONI': [r'f1:LI.'A:-<Tti.HCnOBT1M 1'{>:'\IAHKl:-:.- L'AntimiC1'0b1NI1

n. l ha prevalentemente azione antitO!';.'>ica, il n. 2 pren1lentemeHte azione antimicr obica. Da ciò dm·h·a.no a.lcune norme es!':enzia li. L '.Antimicrobum 1'omm·kin si somministra, <'~elusivamente per via. orale: il n. l sciogliendo il contenut.o di UlHt capsula in due dita di acqua fredda e facendo bere al paziente questèL solu zione nello spazio di J O minuti circa, : il n. 2 fa,cendo ingoiare l' intera capsula cosi come si trova.


24 CASI DI POLJIIO)f)TE CURATI COLL' « M"TlMICRODU:\l TO~!ARKI); " • ECC.

193

Per quanto riguard a la, polmonit.e (' la bronco-polmonite, bisogna tener conto, nell 'iniziare la cura, dello , tadi o (lella ma,J attia. Se questa è in prima o ~econda. giornata , bisogna altern<ttivamente somministrare J'Antimic?·olmm n. l e l'Anti1nicrob·wm n. 2: ossia d~ne dapprima una capsula del n. l, due ore dopo due caps1ùe del n. 2, dopo altre due ore una, capsula. del n. l , e così eli seguito sino a che il ma.lato ha pre;;o nelle 24 ore cinque capsule del n. l e dieci capsule del n. 2. Queste dosi si ripetono anche per i due giorni successivi. lJ quarto, qui'n to e sesto giorno si danno dieci capsule del n. l e finalmente nei giorni seguenti si dà ~empre il n. l djmint1endo una ca.psula al giorno, ::;ino ad arrivare a cinque. Quando invece la cura si inizia, dopo la seconda giornata, di malattia, è bene da.r e al paziente dicci capsule del n. l nelle prime ventiquattro Ol'e ; nei due giorni successivi da.r e cinque capsule del n. l e dieci del n. 2, ne.lla quarta e quinta giornata di cura meci del n. l nelle ventiquattro ore, e nelle successive dare sempre il n. l , diminuendo di una. capsula al giomo sino ad arrivare a cinque.


J 9-l

24 CASI .01 PODIO=--JT'E Ct:RATl COJ,L' ' ' A:!'TDIICROlH'\1 TO:'oJARKI!' '' • ECC. ST.~\'1'0

c...

Gcucrnlitù

::

z= l

l' ...

;"'

Otua

g

PHE:-'E='T.E

di entrata Hc J><' Irlo

Diagn o$1

=

'-

"

c

i

c.

Si ut o matulo~:ia

a.

-

<..

c::

i= Stoldulo P. E n·

1:! upr•ilc 19:!3

70 regginlcult) traspnrt i

I nlr•tt i d

l'i co.

Pn~nm n n i t·(' r-•·up. shti .. trn Entcritt'

!}9 .:!

l l:l•J

30

i\" nn l'i pnO pr·r-oi::Hrf• jl ~iur11u th·l· l'iui7.io ol<·lla p1u ·u 111011 i t c.·. ou u.-ita t•ulitorao\' ti. dalla 1'""'" della ;<Cfl·

lJase. nantoli iu:;pi r·atnri, """ lH·onchia lt• sottoscu po· lun; .

pnl.u

liC· \'l' ~() fti f)

.\ $tou iu u<:c·t•ntuntu: J(Or~u~li~) io·

lt·~tiualc.

- - -- -•l

Sohlulo P. Fla·

,q ( l s~

((lnl('ria

:! l(iUI(Ho) 1{1:!3 3° lll<:"di Qinu

PJH'UU'l.OU itC .-i uh~ u·a ~In larin

-

a

Sn lolnl o J>. Gi<)Piemont e He 3.1c cn.n•ll••ria

~

LOmù!,'ll:Ìil 1 9~3

·v a nni

' :"oldato ~- ~·m n·

3° nuxlicinn

l3G

:?Il

~IUtll

ge ru.·1·al c !tC:ldcn h\

OJi<!;<)C•

ntia. [pofuucsi Cl H i ftH'UCC :-'iui~trt>. rautoll soltoc r<'(lirnnti nlln ha Mt·.lic · vo St,ftiu hro nc hlnlc . 'ro ui <~ar,lio ci impm·i. JIJilzu oidJIJI'tiUIII (• dllt.' dita clall'arc. cus l aie.

-- - - Pncu1nonttc

39.1

Hl~

3(1

~ r at <l generale scoo.h'n re, oligoemifl .

J}IU[OHt'~i ..;;n t t !)~Cll):mla r <: tle~H rtL~Of · li <• brunc-hiulc. Ranll\li emi t. <lilhts i

t-'lni~tru.

Il

utt.'lllc e pic:cule bolle.

-6ottobro 1 11~~

\ ()C~CO

8:.! ranloria

:!S.jl

3• n'l~'<liciun

l'nc·um..,nite

39.5

uo

:!5

inf. d è:;trfl

~~ t<to Jò(ener·u le buono, Yi•o lic ,·c ute nte f; iilllfltiCO. Ipo fouesl dc~ t ra tH:r t u tta l'ultcz>.a della sct•polo. e :o:oftlo !.>r·o uc h.iuiE>. rantoli a medie E'

pic<·olc bolle, r•t\~ I)ÌI'U l\~J\ro ilt tut t o J'ttuliJir o t ora e leo.

--

5

.-\lli0\"0 Ut\r(l bi ·

JJiere C. Gio,·nuui

:!2 n ttubrc 1923 3° nu.!dici tu\

Pneuntcmite

Sf!.5

H2

' :!6

Ottus i t A11 "sol uta •lull'ungohHlclla sca polu ill bas~o sino all'o t ta,·a co· s ta. Soffio l.>t·onchialc. Rantoli n mc· eli." c gro~se ùoll" in bM ijO.

3~

Condizioni g~ncrali gcad e nt i. E· SJ)<lt to t·azintt" abn<>tttluut..muco· pu· t·uleotn. )tolti rantoli diffusi a cio· ~t l'lì. \111\i(U i n:-t J)i ['U tori cd (.\s pi ru t o ri. Dronoo funi u. Il Jltt7-i<Jnttl ò nvt~'·ol tno ttt..e tuitcnico e dc litu.utc.

clc~l m

-:-;otdalo S . Bla· Jrio 1>~ ra n t ori n

29 maggio 19:!~

:\ lli(•\'0 <·nrul,i · 7 Hit'rt• F ..\ ntnuiu

27 mn,;rglo 1923

6

3° medici na

Tlroncopol-

39 .4

120

cn ooit~

cl c~ tra

-- - -

3° m edicin!l

Pn~umo nit c

destra

39. 4

106

30

('t>ndi7-io n l ~tcn cr·nli

l oliO Il().

Oitnl·

IHlÌlH tnot ili h\ res pi ru t.;riu n 'l cst.ra .

Hi~onanza

alla pc r·ou~"''""' piu alta

n. dcst rn ~o t lo le punte ùuil(l SCtl·

polu., con rrc·mito tora<"c)·,·ocale rinto t·zat o: r·c:s;plnl?.ionc- a:-op1·a in tut t.n l'emi torneo. Hlltttnli cn·pi t n n t i. in· $pirutori .~ella reg-io ne ipnfouct ioa . ])Vl'a. t!t; J•el t Orl:"tZiUW;.

--- --

l'l

;-.;n1c1utn F. ( iiC I· \"llHfli

H\ apri i() 1!123

P ì t• IIV 111' {'

Heu le CII,. a 11,.,. ia

Pn curnn uilc

~()

120

SÌIIÌ l'll i'U

3° ltt(•tliC">i lln

-l

32

Jpofon c~! lic ,·e. snffio hronchia J,. e r·arnoli fl uj :i$illl ì

~OttO~Oil]IUI !'lrt' "~<'ehi (l ~iu islt't\.

l

ll l '


24 C'A~I DI P01.;\IOXITI': C L' RATI l ' Q(.L' '' .~~Tf~I(C'.R013 U~l TO)I.AltKlN • , EC'('.

HJ5

D:E:GOH. SO

-.,--;---;---...,--- -.-....--.----- -- -- -- ---.----------.- - ---

'-=-"' ~~ ~ f

'

:.. :: i: O :> ~

rnnaru

=

,.-

(1)3!1.~--:1\1 .81:~ l

l

t\ l (l ( D>l

14

$!:1- 311.

HI(D\~8 .1 - ~l\1 3 IO(~ ) ~!l.5-36

~~ ~

lG ,

1H11t'(~~j t\b ltt~l lfi HII h'

1:!(1 :su

"'i"'

f-.ii òavuto nn ra pie lo on lft'l io t'tHnen t o ti e i fnU i Jlf)(JlWIH:l· ri ò di qtu!ll i iiii<•SI inali.

s <l )

8

8 (l)

7 (:.! )

40

7(1)

Il

l :.!'

.& (~) 39 .~ --37.9

13

:37- 37.1 10 (l) :lfl .l-~1;.5 1 10 (l) 311

Cr>luliziuni puiJuuu nrl iun_\ ri atc. ~ortlo hronchlult· .soompar>o. <~uu l· ch e r nn 1ro lo.

1U5 :J:!

(l)la>l.ft-39.~ ~:!8 ~~Il\ ~

... s

7 111 (:!) !l (1 ) 1

:17-· ~6 . !1

~3

S (:!)

---;,:

:!4

Hl(:!)

3$.5

:!5 ]11(1) ~6 6 (:!) 6 (l) :!.7 Hl (:!) n<Jl

38 . _ ~s. 3.-.Jh.8

1

1.1

10 (1)

31

IO(::!)

l

1U ( l)

:! 1 ( l) 1m 3 4

7 (1) 7 (l)

Rantoli o rcpilunl i ùl rit<II'HO.

7 ( l)

7 (l)

-

J-- --1- li L8 IO ~o

:!1 _ _ez _·

:\cssnno Guarigione

('orsn

n lte-

i

~~-1-!l-I--T-.-,-$-RC-s--co-c-,.-.---------87 ~4

Jliur<'si abumHl unt~:. Huuloli <li d l o o·1w. ~la t O !l'OIIl'rlllO )Jili)IIIO.

l<;;j~u

~~~ 8

:-;'ess unu Gullri!l'ìOIH'

(',o r~o ul terloro normale

' ' I li

36 .4 7:!17 !.;~ 1----------------1----1 ---39.4 1:!013:! C:ondiZi(Jnl rnul t o gTa vi. A stenia. )lessunn Ounrlgione C<Jri<O 'ltlte38.5 111\1:!4 d e lirio. U rinar.i on c a 'tnu.;utalu . De· riorc norma!o :17 .4 1:!1<,:!11 1ì ri u :;(·oanpo rso. CsJ>et turazi ou e pit'J 36 .9 nu,:!u ficrett l H. f{,U,fll oli di Il\ i llUlt i. ~tnt 0 ~·· :llò.9 IH'I'alc llligtiornl <•.llma llltO ntiJdiOrt\ . H a ntnll sc;ornpnr~:~i. ~C n!.tClTio ott irno.

1-- -- J- - - 1 -

29

t;Jt.:rior«' <lc-

r.orso n or n w le

r·iorc uonun.le

--1- - -- - -- --

:16.-1 36 .~

- -I - - -

l! (::!), 39 .9- 38 li (~1, 3S.U 1(1(11 ~8.5-38 11 <")137 A - :17. 7 Il (1):36.9- 36.4

__l_o_<_•ys.9-36.2 1

- - 1- -

Comi uc in l n !Il otll'a al 2• gìm·uo <li mnlnltia si ~ 11\' ul o tUt rapidu w.i· gliorn rn('n t" <l•·llc co ndizioni l'Ohn~J· Uilri con lu.tocm npnrsa. dl rAntoli unli· <li. L' ('.,;ll(•ltorozione diYenllta più "ùbontl" n t e Il n pri nel pio ò ijCOIII· parsa al 4° giorlìo.

:!4 4 (:!) 4(1 ) 3!l .4 • 25 4(:!}7 ( 1) 38.~ 2(\1 2(:!)8( ~) :18·3 7.6-3(1 '!.71 :! (:!) 3ti.4

28

!'\cs~ nno O ua.rìgh)nt:

70 ~1

36.2

(1_)_2-'-(:?~, 1

- -, - _ _3_11, _4__

;l

:JO .:!

s (l )

lO

-

~~--J-)_h_•_rc_$_i_n_h_h_u_n_<,h--u-tt-~-•.- - - - --

1

1211

tu(D)

H 15

_

~t,; b.,-~ Hna (:nu l'igionc

I Ji rHÌ IIHit a I'H.,.feniit. ~c.·II~C.J rli lwuc·~~'-~'"'-'·

11 :! :!i. l ;~ :!0

7

l) (:!)

_

Esìln C~lziuni

l

n P>

[> (l

-

Compii ·

38.9 l3f· ~f\1 Lo si alo I'<"IICI'Hlo è subit o m hdio- :\c~.;unn <.: u a rigio n c Cor•o ult e :!!l. 3 l ;?;, ~4 l'lìln: i !atti puhncnJUI'i ~i ~ uun ittriore ritartlato ~s 124 ·•·• \ "e()C •uantt.~uul i a ncora qualoht· t·dor·37 . 3 1 1:?:?:~: " " e ou"l lu fl'l>hrc. 37.2 ,w .. 4. 37.2 ..:: ~Il

4 (:.!)

-

f cn um u nì

l

13j

~

f'riH~ipull

'!~,

c-c 1

l

'l"t·m•~·- ~ -~ l

Dosi

-

Nc~suna Ouari!l'iono

Cnrsfl

ull<'-

ri n r c Ul !l'lnnlc

-

Il mnlato nstenioo in priuoi pi o sl è sc1uprc rnuult-Hnto iu huouc con· tlizhlfli ~l'IH..~ru li, tof'Hsnrio l>Cl"fcl t a · meur e libero. Di uresi aùhondnnle. Il giorno ~O " ' nùi\'nno mntoli di ritorno .

- - -

------ - - --

Corso ttl terlorc n o rmule


196

24 CASI DI rOL:\IONTTE CURATI COLL 'cc ANTD11CROBU~I TOMARKD< o. E\C. ~'fA'l'O

Ptt'ESE:-:TF.

Data

Geucra.lit.ì.

Solclnto C. F'ran· oesoo 7•compagnla sa.· nità

9

di ent ra ta. Repart•J

12 nJ>rilo

19231 nwnilt• B•·rHlCo·rol· sittlstra.

3• medici nn

l

o

o"' c.

DiRI!IlO!<Ì

311.6

8 in tnmat. ologla

108

Soldato M. Rat· tacle 13° art igl.oamp .

16 aprile 1923

s• medicina

Pnetunonlte ~luist ra.

39.2

Inùi\'icluo olì~;ot:mico. Rcs.pirazione in tutto i 'am· bi to t·o•·Mico. Espettorat o ros-;o mnttorw. n ~prn. Rmlloli umidi

;\la.larht

1-- - - -- 1------1-- - - - 1- - - 10

3V

- 1- - - - - -- - - ---1 135

40

Limltazi<Jnii f\('1\'csoursiouc tcspi••al<•l'iu, lieve lpofl'\nc• ì o molti rau·

toli ~ecchi in quasi tutto l'emitorace s ini stro. !'offlo b•·nnt,hialt> sottosonpoltno. Individuo i rT<' (Juieto e spesso dolìntnle.

- - - - - 1- - - - -1 - - - - - 1- - - - - - - - - - 11

Soldato O. Giuseppe Si• fanteria

31 maggio 1923

3• medicina

Pnetw1onitc destra

138

35

Inrl.i viduo n.di nautico con polso trertucnlc c piccolo; <li~rnoico c deli· •·tmto. Aum<>nlnto Il f•·cmito vocale tattilo in tutto l'cntiloraoe dc.atro. :--:offl•> hronohiale. O t tnsitll. as~oluta. Es p('! 1 orttl o Ilbbonllnnteerugginoso. U1·i1H1Zionc scarsa.

- -- - - -1- - - - --1- -- - -- 1· - - - 12

Soldato z. Gio· v anni s• I.IJ't.lgl. pes.

30 1uagglo 1923 Br11ncu-polmun ile hlluteralc

89

O aprile 1923

Bronco-poi· monito s ini stra

38.2

Pnc1unonito sinistra

39.7

- ·1 - - - - - - - - - - - 120

32

a• medicina

C.Qncli 7.ÌI)Il i gcn cru li olcprcs sc. Ri· c1uziunc di suono alla base dell'en\1· toruoc <lctitr'o a sinisLra: rantoli sono1·i sotloscapola.-i. Rantoli SOl· tocrcplt n n ti n p icook bolle i o tu t t o l'etnitorace, diminuzione del fremito vooa.\u taltile allo base del polmone <lc~t ro. E~pettornzi ooe muco·puru· lenta. Rin!o1·zo del~· tono Jnitra.lloo.

-- - 13

Soldato B. Carlo Si• fontetia

s• mediciua

90

23

Stt\lo ge•l(ll'alo l:m ono; dolori reumntoicli per tutto il con>o.ll malato tu curato pel' brouchlto in6ucnzalc, ll0r6 il 22 il malato p<-ggior6, mani· festn n dosi ~eJmi <>Vi<lentl <li broncopolrnonitc c>ini6t rtl.

- - --1- - - - - - - -- - - H

Cap. P. l<xlnvonù•> 22 giugno IP23 !;oHwla. ull. Htll· ciull 3• m~d ic i na

- - - - - - - -- - -1- - - -- 1- 15

Allic•vu carnhl · nic•·o tl. <:ionwni

23 giugno 19t3 3° n t C'd i Chl A

Pncumonltc 8inlstfa.

40. l

no

2Z

I l mnluto 6 nhhattuto cd as teni· co. 11:mltoNtoe ~lnl st ro &.tJmcntat.o il trcm.it o vocale t n t tile. All'aRcoltnziooc s i odono rantoli espi rat ori; bronooronin. }~$J>Ct to•·ut n abbondan te rUggì li OSO.

- - - - 1 - - - - -- - -- - - 1~0

25

L'emitomc~· sinl~tro si espande meno del destro ~ n~lla. n•gione so tt osca.rJOhlrtl s i hu riduzione di S1\0n o. li çvc aumcnt o del fr~mloo vocale e n11nwro~i ra.11toli crepitanti. Sputi emorragici.

- - - - - - - -- - ·- - ---1---- - - - - -- - -

l


2~ ('AS[ DI l'OD!O;)oì'l'F. C[JRA'ri COLL' l! ANTDUCR0ll0)f TO>fARKL.'< n, ECC.

197

DECORSO Tcmpe· Dosi

8 (l) 13 14 6(2)3(1) 9 (l) ]5 16 6 (l) 8 (l) 17

3•

- - so

P r i n c i p a l 1 r o n o tn e n i

rntnrn

39.6 39.~

wa :!7

91 :!4 :t:! Sll IO 78 18

au.a so 37.9 3!1 . 6

Compii · oazioni

Esito

Osservazioni

Ques to -malato ha risent ito snbìlo )lesMwa Gtmrlgìoue D malato tu il boncllco effetto del la om·a in l'l· ancora tratte· guardo allo ~lato gcner·ale. I fatti 11t1to In ospeLH·onco-pohuouar.i si su no ]H.·r6 IUfUIdale per i ufe· teuuti stuzhmari nei t>rimi 3 giorni, zlone rualarica poi la cstJottorazione è divenuta scm· lH'C piu fluida ctl ahboudauto usi è rnautonuta ancora per· qualchegioruo.

- - 17 8 (~) 18 5(2)5(1) 19 10 (l ) 7(1) !!O 21 7 (1 )

39.:! ]3:, 40 t.l) ~tato gencrnle <li quosto ma· Nessuna Guarigione 38.4 108 311 lato cr·a In pr·incl pio luqulctante,

3i .5 36 36 . :!

IlO 30 t anto

p~•·

lo stato del polrnone,

75 ~:! quunto tM'r ìl scusorin alterato. Il 75 ;!() carattere tossico è pc•·6 sC<llllJII\rSO r rt pi,lilm.cnt~.

; • -J

5 (2) 8 (l) 39.1J-3{1.\l 136 36 39.5-~8 130 3~ Sl 5 (2) 3 (l) 38. 7..;J8 121 30 4 7 ( l) 3 (~) ;)9.38 112 ~6 51 10 (l) 38.7-38 97 :13 ~. 5 (l) 5 (2)

11 prooo~so di polrnonlt.c era lllolto ··~tC6o e le condizioni generali al·

lll ( l ) 10(1)

3; 36

qunnto gr·a \'i. Si ebbe ruiglioramcn· Lo al :!• giorno di cum ospcdallcra. Il HCHsOrio tu pre.;to libero. I fatt-I 90 20 polmonari pcr6 scoulparvero con i6 18 qualcbc ritardo, t auto ello a l Hl" gior· no si udh•a ancora. 11 ~ottlo bron· c:hlalu e solo a ll'H• gioruo oomirll:lrl· rono l rUHloli ùi t'it.oruo.

30 -l (l) 3 (~)

39

120,32

61 7

31 {i (2) 5 (l) 37 -~-37 .Il l

2 3 "

1° 2:!-

7 (l) 36.9-37.3 8 (l) 36.~36.2 6 (l) 37-36.5 6 (l) 36 . 1-3!\.i

10 (~)

.Andamento ulteriore nor· male

30

Nessuna Guarigione

I l suo stato era grave anche in Nessuna Guarigione

del lungo decorso della wo'ao dipetulcmu malattia; all'ospedule però il m ìglio·

Cot'Bo ulterlt-re normale

Ulterior e de·

oorso normale

86!24

12 ~o ra-mcnto Iu rapidissimo per ciò che 74 ~;! rlguar<la i tatt.l bronoo·po luwnarl. 72 18 L'espettorato divenne subito ae-

rcato e gradatamente ùirnlnul; au· che lo stato generale migliorò presto.

l

116 :so

IV

La OtLrll. si IJrotrao oor 10 giorni e :Vcssuna Guarigione Ulteriore dc· la. t ornperatura. situnntiono tra i 38 corso normale o i 37, gonza obe la mala ttia progrc· dlsoa, anzi oon un oontlono migllo· rtunen to i an to del lo stato generalo ohe di quello broooo· polmonarc. La malattia si protrae ancora per qual· che giorno, però sl ba la rroariglone in tempo rela~ìvamonte breve.

- -1 - - - - -: - - -l-- -----------------------·1-----ll-------;--------~

23 8(1)' (:!)

39.1

24 10 (l) 5 (2) 39-37.6 25 8 (l) 5(2) 37 .5-36.& 26 4 (l) 3 (2) 37.2- 36. 7

-

--1----1- - - - -- -

z•

-

24 6 (1)4(2)39.1-38.8 100 25 8 (1) 3 (21 38. 8-38.5 26 4 (l )-l (2) 37-30 .l ~7 3(1)5(2) 38.3 28 10(1)37.5-37.1 29 lO (l) 36.5

In questo oaso lo. risoluzione del Kess1tt1a Guarigione Ulteriore de· rapioorso normale tllssimtt. Sì è nota·t o anohe s ubito Il otiglloramcnto dello stato generale. proo('~~o pneumonloo è stata

Sotflo l>ror.whialo " s ìnlstr·a. Condi· Nessuna Guarigione Ulteriore de· zlonl generali migliorate. Diuresi abcorso normale bondante. Rantoli looall7..zatl all'angolo della scapola, num01·osslml ran· toll sottoorepltant.i. Condizioni poi· monari ùuonc.

- -l - --1----1' - - - - - - - - - - - - - - - - - - 1 - - - - - - - - -1---- - -


198

24 CASl DJ POI":\10)-'lTE CCUATt COLL' '' ANTDJJCt<OBl')l TO:\lARIUN " · ECT. ti 'l' A T O 1' R E ::> E >l 'f E

~l

~,

l~

Du t t• Gt.:n()ralt !1\

di <'Hlrat a. l"topa.rto

()io gnosi

l ~

1

_<\ lliOYO OQI'llbi - 1 23 giugno Hl23 ni<·re D. L\dolfo so u1ccl ici nn..

I~W~ :!4 piùL'cmitorace ;hol~lt•tJ ha a li a tlol tl(•strn nella o·cgicnw

Pucu tnu11 i t c

r-i$\lflll.llz.a .

$in lsll'a

l

Soldato B. Giu$'-'JJIJC

a• ortlgl. pcs.

t7 giugno JIJ23

s• mcdlcbla

Solùato C. CJìn·

Pneurnon i le

39.7

It•o(onc~l

115

C~JIÌI'U.IOI'i 11 n1L'Ù i t'

Sol(lat•J P. C'o· St• (ntttcrla

30 ginguo 19~3

Pncut.l lOIIile

Si niotn.l )Jnlao-iu

~

lttgli•> 111~3

3° medicina

39 . 5

ltl6

~tatu J.(cn~•·rùc <h:JH'0~!-.0, viso eia ~

38

nut iC(t. cmit.or ttc<' :-:iuis\ ru, riduzione del o\1011\l nlla l>u,c. sortìo br<>ncllla-

1--:: -:4--:,

Brnnw-polmoniLe Lilatc- ~ 1·a lc

Hl gi ug11o 1923 ~o 111cd l ci nn.

l

_ L__ t"Jl('UJH!Ulilc

llcst

•·a

l 311. 4

110

Blnitut'U.Cl' dc~lt·t) ~i Ci!PUIItle H\t•n••

tS

dl;l l"illi~t •·o~ frcmlto ,·,:cnle tnttilt: ~:uuneut atn ~tlpra l'ang-o lv òcl ln ~cn·

l

'

1•oh1. "'"' " si •)(l<J .;ottl " IH·n,.chJo lc.

---' ~--------

21

Hnnt•> l i u lll<'<lic ,. piccolo bulle, tauto o llcstro che H :-::in istra; SH!· Mo bt·o11~-hinl~ n Ile loa~i. Fr<-nùto 'oco l<: ttlt l ile !\CCCII(Utltn.

Rc tunat i';lll O

-1- - - - - - 1- - - - Curabiniorc l). G ÌU!ii'PJIO

piCO<)Ic I.Jollc:.

lc, cominolullolv du lln regione intcri!Ott l>olnr" ~UJll·•·iore io ba.,so. )li llm dch•H·lla11 t" clall'a•·r..o tJOStole.

art . ac.

20

l'

:>uffio brouchiale MJtloscapolarc

l

~C PII~

rihllO

in 1111 I<J 1\•JttitouiCc ùu-

:if rn, frC"tUìto YHcxJe aunt('l\t atn, ra o· H1li ~ottuct'C('Iih\llti ln~J)ì ra.tori 6

dcslt·a

~Il" rcggionPnto Ca n t ~ria

1\)

•lo ,·c s i ode ~oftl o

ùrnnchialc.

- - - j - -- 1 - - - - - -- - -

--------

s

>~JttnscllJJOituc,

__,__ __

- - - - - - -1- - - -17

;; l 11 l n 111 tt t O l n g l t•

Soldato F. Ot·· huu to 500 tnutcl'ia

tl ma)Cgio \9~3

:! mcd i ci tut. 0

:Srun co-pol n~nnl t c

311

s lnl st ra

l

- ----------- 1---------1----------

102

E~cm·si .. uu J>r>lmouaJ-o diminuita n si n l s t •·n ; i pufonc~i •tali' tUI~t<>lo •Icil la s~a pnlu 111 bo8sn: ll\lfJlo hrouohiu le. ~umcro •l •·uutvll Cti' Jlil>tnti <icllnùtaut i la znnn IJ)Of<'IICtiCt~ i H alto c iu hn~,.;o a 1ncd io e pic<!ole ho1lc.

40 1

----1- - - -


24 CASI DI POL;\10~1TE C'GRA T I COLJ; " Al"Tl:11H CR013U )I TO:UARI.:TX », ECC.

199

ll EC OR S O

Dosi

TCml)<l·

rat11r11

24 6 (J) 2 (2)

-1°

l

2!'> 9 (l) " (2)1 26 9 (l) 3 (2) 27 16(1)

28 :W

13 (l) IO (l)

e ;s e (:..

...c

·a T.

~

Pf>•·~i~tt· ~nrflo hronc·hialc. Ruutoli crepitaJHicdla h•<•<' · :'t•u,m·ln IIIJo•·"· J>lnrc•$1 abbnntlant.,, Condizioni ~t<" n(' l'Il li dJ><(: rt•tt·. Hautoll <ti ritnrno.

40 39.1

39.7

39.4 38.5

:!Il 6 (l) ç (2)

1

l~

Il) (l)

1

2 6 (l) 3 (2) 88(1)1{2) l 8 (l)

6

8 (l)

F.sitn

<·u ~ioui

:'\l's~unu Chutrhrion..l Do·•·orsn ulh·r·inrc nor•nah.•

36.3

- : 2si&(1}6(2) --a-o.-o' __ _ 30

t'ompli· P•·incipall tcnnml'ui

~puti clnorragici. Sta tu

g('l\cral•·

!l!1.5 38

lli~retn.lltureF>I abhothhtnte, lHUll(•~

à9.1-10 39-37

c·on'-Uzl,•ni JlOhnt.nmt·i in,~ariutf•. Cvndlzlonl gf;'Herali !.unii••: bi ndn111> ran tull 'l i t• i t OJ'no. n'lhclionuncut n rapidb,..imu nuchc JlC'I' cifl che ,.,. guarda 1 f~<lti r.:•·nuo·alì.

ro~i l'li ut uli

36.3

37

36.5

='<·::,~UIH• j Cl'u:trlgi•uH•

Ullt.•r·iur~ dr•·

m)t6o nornutlo

cii ritC..IIlll.

'.S4·~eounn <hturilCinnt·

t:Hcl'iur<' dc-

cvs·so nuroualc

- - - -- 1- - -11- -1- -- - - - - - - -- - 1---:-1- - - -:-- - - -

lO

l"

Lu ho·om·n :O:i inizia 1u c ura con l'~ \u tiatiern· )\es.una C>Hot·lltiuoll.l JJOhuouitt· -.~h~ h n n t prhua. c<)l n. :?, poi <':Hl n. l, t"

l lÌ

lw lnl?.ftl tll'i • l' O><J>O:dale il giorno w ho·

l'dl'o~w i: .;talu "uhltn htmt·Hrn, tonto J>CI' ]o StU (O I(Cilt) l'llle, c·lw J>t'l' i f11tll ho·<mt·n- )mhn<uH<ti. JJimluui III'O[Cl'<'""intment {' ht rct.hn:, ~· {')}be diurc"i abhoudaut.c e dltllinnl l'olfonnn,

gliu.

Gun rito <l<:llo. bronco• polmnnlll•, tn trattunutu n<'il' OBI)Nialt• P<' t Il l'l'lllllll·

tlsm••

1

~- -

·t-- -1 - -- 1- - - - - - - - - - - - - - - 1- -17 -l (l) 3 (2) 30-39 .:! 18 {l (1) r.(~) 38.11-37. 3 19 Il 0) 36.0-36.0 20 8 (l) 36.1\-.,6.3 :H li (l)

-

-~---- 1----

6~

P~r,f •t" l'l P••t•m<>'l o ~oflln lll'nn- ~C,ij\1111! nunri Ki "'"' U l t cri <>o·c· d••chiulc ahhuudantt:', •liut·c>i, bCIIstll'iO corso normale nonna le, runtcoll <li ritorno. ~lulat o miglioratu. ,\ pptu·u t !l res]>irat nrlu

normale.

-- --------------------------Il mola tu~ di'l"ontato molln <11.)}noico. l'eoJ\Ct~orato è dulliuuitn o di ventat.o Ill1i denso. Questo stato Rl onautleno pOI· due giorni, e pm si initlu la cotrtL con l'nnlimlcmhum Tomarkln. La cJtrn si prosegue 1"-' r 10 sdm·ni. c lu. tcmneratuno "i mnnt i<·Jt<' tra l 38 ,. l 37 gruùl, '<Cnza dw la malatlia prugrodlsca, onzl cnu un oonthltlll mlgliouuueutn. t11uto dello slat•> .ron~rnlc chv <.Il Qnl.'llo bron~o· pnlmoua n•. J~n $nll\l'lginne 11 v ,·lene voi in nn t.eJl\(10 relal h·amcuw breve.

-----1-----~1-- -

-- ~~-l_

Vlteriorùclt•crJrijo normt<lo

.

•

----------------------1-----l·------ ---------


200

2-J C.\ SI DI POL)!OX!Tf: CC1l.-\ Tl CO LI,

t

A::"Tl\trCROBt;7>l TO)lARKIN " • f:C'C'.

S T A T 0 PR F. t'E >; T B

.. ..~:e !'!

E ~

Generali t~

:<:

Dal n d i entrata Heparto

Ditlgnosi

e

'<

'-

S i n t •>~UU tt>logi a

~

::::

"

~ ~->

Solrlulo S . Oin-

~t mull!lin 1923

$CJlJ"H)

7• cnrnpag. sus- · 3• mcd Ici 11a sistt:uza

23

Pr1l'unton i te

<h ·st ru tni!Crante

39.7

t20

38

Iooroucsf nclf':unb ito d el lato suP<'ri<>r.' deiJHlm.,ne J e$l ro. fre ud tn \' t)Cale tnttil<' rill(c> rzr. t o, soffi o bronc h iale.

Esame obbletllvo praticato Il 17 maggio nel Rep. segregazione. Solua to L- l'let ro

18 g~ ugno Hl2:1

R epar to l ufctti\'1

Prcwi('ne dal oorpo, clw l'ha ill\·iat" JWr iplpr<w \'i sa. nli cnoz! nn~ llltlll :lÌl·- ti IUOhlLO 11011 ri•J)•JIIUt·. 11()11 IJ!ll'la. :,O;(fllo alt<Utlt: colnritt • !Jruno. di~c rcllltnent c nutrito o rnbns to. Pr.,~enln incaJ)ncil à di on nuniuaro •• <Il ~ll rr<'Kgcr•i uo ~olo liugli art i Inte riori al punt o ohe, an c he niuLuto da due inCurmic ri, le oosce s i J)iegauo su l!<· scusuhe. c; he tendunu a flet ter;si e. vrO\"anùo a farlo oa ruruiuur~. slrbcln i piedi >nl s,;n·im ·• nt"- La ctol.,nnn ,-(·•·tt>hrai<' è alfluanto ril(irla. Riflc:<6i n<lùominull c c rr•mast~ric l ''h'14Ci, rot uiL'i toq;idL achillei n orm ><li. J>lanwr·! tlr.•co hi. eongi<uttinllì cd iride! pr<l nti. faringeo fiacco. La sensiiJiùi li t>\ ò b Pn cou:~ervata. scnsrtri o ilot.c· !(r·o; ooruprenùc le duruanrle c pe r \JU&Ut<J HCHI pos•a parlare, ubblùi ijCO s ubi to ai m oviruoo t i o hic~IL Tc mpN·atura as. Il giorno ~t> ­ gue n tc Il mah;to trt>vnsi in istn t n oaun o nlco. incosc iente, non può i>arlu re. n t t CKfÒ n le II•IJ bra a ila m·o n une i u : s i al flue n La con In ~noi<! a_ Vie11e tt·asforlto ul rc J)m·to in[cttlvi cou diagoo:<i: inlossicazi o n C' con t c n om coll •·cattivi buiiJal'i (influenza 1).

~ Esame obbfeltlvo praticato Il

19 giugno nel Rep. infettivi.

Il m a lato giac<:> "' clcoublto tntllftercnt.c, on sta to cototouleo. Il sl· usnri o sembra iutcgro. 110 0 parlo . coruprc nd<· lo •tornando che gli si rlvolgo •to o atteggia le lahhra alla pronun?.ia a.unuoudo o n eg ando con mov1mont i d o l capo. BonsibiHt t\ tatt fl(, o dolorifl c>\ b t'n uonl!Orvata. Rifl~s;i rmpillarl ,.l vaoi. roLulei tic boli. addominali "' orcmMLeric i vh·uoL ;'<ulla agli organi to raco-adtlo~:ntna.ll. Il pa· zi c nte perde lo rec i e le urine. S I edegue la puutura lombare e si ORLrajfg()un ci rca :!Il o me. di llqnitlo lionp i di6~ iono. che sor te s o tto modi c i s~ima prcssioue o poi a gocoo. Esa m u battt:! ri ologico n !'stntivo pe r il mcnioogococoo e il K uc.k. All'esame d ell'urina r isulta.: Traocu ùl aihumin••· c ilindri gr~tnulo~l e grunnlo·lallnl. cpttoli rennll e <\ell o bu S:!~ ,-le urinaric. \Vi (ial negativa. Si inizia una etu·a slnlorun1ica, che J>Orò lasci•~ il 11\11-l ato n('ll c n\oJclosirno co ndizion i tunlo il 20 c too il :! 1 con tobùrc 11 39.4. Iu ttuol giorno si do\ prin· ci[Jio alla cura Cfln l' . l nlimicrnlmm 1'nmarkitt n. :1 1\ dosi ele vat e o !(ià il 2:1 sccntlu lu t,.mperuLum n 38 o lo oonrllzi oni generali sono b·ggc rmenLe rui.:lir)ra t e. OoHit,lnna poi il mtglio~a~uent o nei gi c>rni M:guoroti: il ~3 tconJ)tJroìtltra 37. c il ll4 l•' lllPoratura 3t>. \l c quilltli g j oros2guo ilL oura oon I'.J. ntiu~icrolm m n. l. U ~; il rnal .. to già oom i11c ia llU a lzo\roi pure MJOU~tutllo gratt<tc d c b o · h·zzu. :>lei giorni s c·guon t i conti nua il m igl ioramonto, tanto che Il mo.l ato un t ru nrt.·:n.o i n o:-. n,•n l•~ i;OlH lZn. c ~i n,,· •tiu. t·, llu guarigi one.


24 CASI DI l'OLMONITI!: CURATI COLL' • A:-iTIIKICROOUM TOMARIUN •, ECC.

201

DECORSO

..,., ., ..., ... ~~ ..... ~::l ..c.!., ;::u .51 a .51 o o

-

2-49

3

Dosi

8 (l)

4-ll 7 (2)6(1) !1-9

10 (l)

~10 9 (l) ~ (2)

7

IO (l) IO (l) IO (l) 10 (l)

o

Tcmpc·

., ...

ratura

l:.

..

Q

o

~ p::

39.3 12') 38.3 Hl) 39 128 38.3 38. 4 36.3 37.8 36.8

l'rloclpali t coomeul

Jp'lfr>n e~l. !-<ottlo broorbiolc. pol."<l piccolo. Lohl Inferiori dest ro e Hl · uistro lpofonctlcl, soffio bronchinle al lol>l luteri ori: mal .. to molto <le · pre•..o.lpoderlllo~ lio;, condizioni mi· l!' liorll~. ran toli crepitan ti. A.ucoru whtllorumento.

.

Compii· r~t1.1ool

E<lito

:-.i<>~~una nu.. rigionc

Ossorvazioul

Docor~o ult.< •·

riore normalo

Prima di chiudere queste brevi note voglio riportare il 24° caso seguente di meningite sierosa e polmonite crupale, curato con l'Antim i<--robum Tomarkin. S. E. - Soldato Piemon te Reale cavalleria; Entrato il 27 aprile 1923 nel repart.o infettivi. Nulla di importante nel gentilizio. Nf'l ll'anammesi personal6 remota è solo da ricorrlar:<i et.~ a 17 anni contra'iSe malaria, che poi gusrì pn-sto in seguit.o ad inten~o. cura chininica. La prt>f<ente malattia insorl!e circa una settimana fa. Ebbe inizio acuto, con brividi, cefalea, senso di spOSiatt-zza, febbre alta, affanno. E. O. - Individuo di robusta rosttLuzione. L'ammalato drcombe in posizioni' obbligata supina. Sensorio soporoso. Cute st!cca e palltùa. e cosi pure la. mucosa labiatis, lingua arida e patwo~a. Colio itl attitudme di tpenl5tensione. Rigidità. r.ucale. dolore alla presstone delle venebre rt•n•icalt. Lr due metà del torace si dilatano ugualmente nei mo,·imenti respiratori. Respirazione a tipo costo-addominale (29) . FremiiA> voc·ale tatlìle normale. Lieve sub-ottustLà alla per· cussione del lobo superiore destro. dove il murmure vescit'olare a::~su me carattere d~ asprezza. :'\on t.OSiìe, r.on esretlorato. Cuore sano: pol8o t·itmi('IJ piccolo. frequent-e. Addome ctoleme alla palpazione. speo·talmente all'tpoconùrio clestr'O: lieve stato di diresa., 11on meteori.smo. Fegttto nt!i linuti; mtlza patpahile 2 cm . "'Otto l'arcata co,tale. tegj!ermeme clolente alla pressione. Stipsi ostinata aa 4 giorni, scarsa emt,siont' ù1 unne. L'arto infertot·e dt suois:tra dolente alla palpa zione. Tono e tensione de t muscoli leggermente aumenta t i: acre n no al Kemig. Torbidi i riflessi cutanet e ter.dinet. Pupille ltevemente mtùriatiche, scarsamente reagenti alla luce ed all'accomodazione. lperest<.'SHI cmanea aco:entua.ta Grave stato di into:;ciet.za. T emperatura 39.7. Polso lO't. E'lame ematologiro th' · gativo, per il tifo e paratiro A e B. Cefalt!a tnt.en.~a n ttpo prevalentemente frou tate. L'ammalato emette laml'ntt. ~ulla a catiro dei nern cranici. Dt:>rmografìsmo evidente. Nulla di palOlol-(ìro all'esame chimico e microseopil'o delle unne. Viene inizlat..1. la cunt con l'A nlimicrobutn T on.fl'rki·n il t<> maggio con r.. 2 10 capsule, l maggio. Su l lobo superior·e di clest.rn rantoli a medie e piccntc bolle, sul lobo inferiore di sinistra respiro bronriHat.e. ~lt) \'e ipofon esi, scarso espeuorato muco:::o, dt!n:::o. misto a sangue. Erp~~ tabtali<> Ternpera.tur;L :l\1 Antimicrobum n. 2 10 capsule. :! ma{)gio ancora Anttllli<·robum n . 2. 8 capsule. Temperatura 38,8. Le condizioni generali peggiorano. I fenoment meninA"Ili sono accen tuati. La puntura lombare da estto a liquido chiaro. trasparent.e sotto pressione leggermente aumentata.. Esame negaltvo per il mer.ttt!l<>CO<'Co. Sul lobo polmonare superiore di destra si percept,.ce il lnrattensttco rantolo erepitante resprratorio di Luenue•·. Lieve riduzrone dì suono. F'remtto vo~:a l e tant l!' rmforzato. Sul lobo intenore dt s tuistra troronesì. rantoli a medt\l e pil'cote bolle.


21)2

24 CASI DI POL)I0)1 1TE CURATI COLL' « .\NTJ:\IICROBUM TO.\IARJi:l:" '' • EC('.

3 11lii!J9Ì•). - T empP ratura 37.7, ;;;tato p olmonnre in\'arin.to. Le condizioni_ ger.crali :-i Olillllt"tt;!CllH) gravi. Antilllièro bulll n . l 10 ca p:;u\e. 1\ella gtornata S t ha ahlHinl\ai: te e11tts:;ione di nrina ljmpidll, pllllida. 4 lnii[I!JiO. - T empern t ura :~6.8 al mattino. La !;era la tempermura risale à :lfl; l'O tHllzinni sempre gTa\'i, Tranamento icrapeutico come H giorno precedente. 5 7/III!J!fllì. Temperntnra :)7,5. Pot..:o piccolo, fi lifo rme. Sistema n ervoso idrntit·o <li gìor11i prt>t.:t:dttllli, e cosi pure i fatti potmonat'i: Anlimicrobum n. 1, S ca.psule. 6 11/fl{lflin. - T emp era.tllr>t 37.3. Pot:<o buono. Condizioni generali sempre g ra\·i. I JH' rf~:< lt•,.ia nunwmata. Rift es.si aboliti. Pet·dita involontaria di nriue e ùi fel' ì. L'!Lrtci inferiore ~i ni slr•l appare tnlllefatto e cianotico. Trattamento terap eut ico come il giorno precedente. 7 niii!J(Jio. - Tt>mp rra tura ~7.~. Si cominl'ia a n otare 1i e\·e mi gl ioramento Ili-Ilo stato 1-!'\'IH'ral e. Ce ln\ea meno int en~a: ~tato di irrequietezza. gt>nerale di· minuita. Espcttortt'l: ione flhl>ondaut e e l al' i le · J<ernig sco mparso. Piede equino \'aro di ambo i lat i, a(·c·entuato sopratutto a des tra. P egg iorat-e le condizioni d e ll'ano inft>ri ore tli siniSII'fL S1 somministra l'Am.i microbum n. l, 10 eapsule e 11. :?, 8 C"apsule. !l maggio - Temperatura 37,4. L'arto inferiore sinis1ro è enonnemente tu· mefatto co u l'Olnrito nanotìc-o. Alla lllt lt'OS<l IJtt t't'ale compare muglteuo. Rap ida l'l'g-re;<sione dei fatti p olmonari. 11 1111/fl!fiO. - Il malato è upirPI.ico. Pol~o pirno. valirlo. C:ou<li%loni generali llligliorare. Diminuita la r·igulirà mwah', tlÙ il dolo re alla pres-;1oue ù elle \'l'l'· H·hre re n·ic' ali. Cessato Og lli fatt o po tm nnare. L.<trto infe riore sinis!J·o è meno ;;onfto, di c·utori t o meno Costo. J:i moygio. - P o lso huono. Contìnua il migl ioramento anche della s indrome m Pning-... a. L'arto inferi ore ui sint,stra. è toru,ll•) fJIIi.ISi 1wrma le. L'Hmmalato co rni 11cia a mangiare. . 19 mayyio. - :'>·li glio ra ~empre. 21 magyi o. - L'arnn,ul<lto co min cta aò alzarsi e a camnt inare.

coxoLrsro~r.

Dall'o~lìervazione clinica dei casi di :polmonite ~u esposti e curati con I'Antimicr(lbmn Tomarkin si è potuto riscontrare: 1o - :Mort,alità zero. 2o - Tolleranza a::;soluta del medicamento a-nche a. dosi alte in t.u t.ti gli ind iv id ui. 3° - Completa localizzazioue del processo pneumonico, anche nei casi con tendenza a. mi~rare. 4° - I n tutto il decorso, la malatt.ia non ha presentato carattere tossico, o, se lo ha pre:;entato in principio, venne subito eliminato anche nel primo giorno di cura, essendovi in tutti i casi una abbondante diuresi. 5o - I l sen>:orio rimane sempre costantemente libero. 6o - La. t.emperatura si abbassa gradatamente man mano che ai progred isce la cura e cade qua-si sempre per lisi. 70 - Nei casi in cui la t.erapia dell'Antinticrobum Torn(l?·ki-n è istituita ali 'inizio del processo pneumouico, si ha una risoluzione più r epentina nei fatti obbiettivi.


UN AK:--10 :-II::L REPARTO CHI.R UR C:l CO (~OVE)lllR~; l922·DICES1BRF; 1!)2:l)

203

8° - Il caso 23, che presentava a.l principio una sintom<ttologia m olto & 'l'ave, e per cui si fece diagnosi d i meningo-encefalite, e bbe esito favorevole non per la cura sintomatica, e neppure per la puntura lombare, ma c<>rt.amente per la sommini.;;;trazione ùell'Anti-

microbtmt Tomro·kin. OSPEDALE :'1-IILITARE SECONDARIO DI PADOVA dit·et.to dal ten. colonndlo me~li ro . C. CoD.-\

UH anno nEl RfPARTO [HIRUR61[0 (ftOVfMIRf 1~ll-DIUMIRf 1~ll) per il dott. Dante Casella, capo reparto a:>:>istente onoNu·io d ella ~- Clinica chirlll'gica di Pado,·a. Xel noY~>ml tJ·p 1!)20, in ~~·gnito a coucor:,;o, Ì (l ('ltui l'onot·e ùi t"~>-'>Cte a:<~t'gTHtto

in qnalit;'t di assistellte militare pt•r· j) bi1:nnio l!J20-:!:! ~llla Hegia. clinit:;i dlit·ut·gita rli ~Iod~JH:t, della quale et·;l ;tllo-ra direttot·e il prof. 11. Donnti; l';mno s ncce~::-ivo. qnesti cs:-;t·udo pa::;::;;_tto per con •·ot-:;;o <llh\. catte<ll·a di l'ndont . Phbi ·la fortuna di p0tt•d<) ~l'guil·e , e di ~,:i>t>-re j)<Js!·ia a,:sl·gnato a qn<!sto Ospedale. Entrai JJ(:IIa diui(.'a, ~i;ì ;n·;tuti JH'gli anni, rnn uu solo grande amore pér la chirm·gia. pokbè gli en·i1ti fortunosi ùei piii'E'{'Chi anni pn.<::-;ati nelle Colonh·, ~ di qut>sta. ultima guNTa , 111i an•\'auo impe-dito di dooicaJ.'Illi ad e.~a, con quella a.s.->iduità indi:o~pE'n:<aùile andte per una wodest;t riuscitn . Qn(:'llo che il mio Maestro fece per me, quanto mi diNl(~ di aiuto c· conf6rto mornl<>, di nfft•tt.o pa.tei'lJO, il mio auimo solo lo s;.t.. Ln t·icoUoOJ:;(;.t.tl}Za, e <wwzioue. ,.ei:so--di- lui, a-l quaJe t utto. io deubo, xo1to g1·;wdi; f' credo clw il pubhlicnt"t> qut•sra modt·st;J ~httb;ti<·a <li atti vp~·ati\·i, <"Ile pe.t• me ba· grande nt.lore di sodtli!:'fazionf" persunah·, (Wl'('lt<) ('<llll · pinti da· mc nt-1 R eparto chirur~;ico con mezzi e per><ontdc e:-><·1 u><inl.. mente militare. d t> hu<L fargli pia.e ere. Qnelle diagnosi che ;wt-cl>bero potuto determinare un Htt() t)p(~.l'a ­ tivo g-t·a.ve, t>l>ùt•ro :-:1-'mpt·e il controllo <l•~l mio )l<tt>stro. ln qut-~ta· sta.til':tiea, ~onv <•sclusi gli <ltti OJH! t·ativi st•mplici, t'ioP. ton:-:illotomie, tiuwsi , at'trotentP~i, tm·a1;('llt(·si, puutut·e lomh;~t·i, t'llll · cleazion i di glandole, a pPrtnre tli ascess.<si, appa rf'('l' hi e ùusti gt>s&'1 ti, et-e. Del> bo in ti ne ùicbial'lll'~· eh(• nou eh h i a le n n d(:'Ces:so, e twssu 11 inc(mv('niente post Ope.I'1.t th·o dtogno di rilievo; io a !-;C rh' o ciò e a lb.t 1ecni.(;a, rigot·Oio:;t. e alla st('orilizznzione e ase-pl'li accnrati!';.<:imn, c he io, •·onforme ngli inse-gnamenti ricevuti, lto a.p plicato, e alla gionwe eti~ <lei miei operati. La stnti~-t iea. n on lta. bi"-!>gllo .ùi ~p<>eia.le illn:stra.zirute ; i c;.a,"'i ~:<i presentarono ~E>nza. cara.tteri J)e(·uliari c lte fuoriusc.ii'sero dalla, 1wrma. patologica. pt'opria eli ciascuno di essi, e comunque ta.Ji da ritenere utile il ridtiamar'e l 'attenzione dci colleghi.

...


--

--

----

-

-

---- -

•

~-

Dlagno•J

--

~

.-

Gl -

.

-

l ~rurflo eterea (l't'U•·rulc

Inolalone pararenale (Lemnander JalalrQ· ler) - Appendioectomla

i\1&rl81ono> per prlmam

"'

l

j

l

da prt·gr•·"a nl('('ra della Jllt•tcOlll <.'llr,· a tura dE>Ho

c·lòrofiirll'ì~il -

t~lOnan~n

_,,.,,,,.o", l b ..;muetto reualc

l

Ya.ricc etitena.lnterna t>iulstra

-l

l

dt-Ml ro

.-ratt ura cl a d cole. destra al punto d'unione SO medio 3° t'Sterno li grande aOOa· vallauwnto

111a~tolcllll•

lc.lrw••ll t,;;...·u•lalr nelle ,-arlctà (della vaglualo proprla del te•tleolo. C<'C.) i.'CtOJ)ltt IUI(OJOiJe bOpraapo· ncuroUca tesrlcolQ de11tro -~morrordt C'•terùu

&palla de,tra

e d.o:U<l

S"iìlna\-cnto~a dito mt:dìo

D\& no ~ln!At ra Uotc:o artrll" lul....uJo<> lulaugl'a 3° d l t o pie-de destro Ll'l!btL.t.looe dell' oUlero, va· rittA aottocoracoldea e 10t toola .-!colare

iii&riglone per prlmam

Morno ;;u:r;:"~l(;:il,:ruJ.-:--- - - Incisione tr68Yt:tsal0iillaftuggl, plclotomìi\ gnarlglone poatorlo re. e>Jtrazl one del oalcolo- plelora ftla per prlmrun RiichlPDl'dlcsft<~loml>. ~ Barencotomta totale mctooo1't·rrl«:r· Alglav c- guarlglom JWr '(lrhnrun Morflo crt>rc:a gonerulo- · guarigione OsLC081ntesl, con Ilio d'argento per prlmam

l

.\!tlijtoldoto~Antrotoiiila Opera1ionc radicale metOdo Ba~slni

S'!orllo etor~•tL g"nl•ralu Hachlant·~ri•tifa o ano~tcsla .. ){)('aie -17 Hiicbfane•it••la o lilll'nt c~la l

b:rurc•7tii0l,rall nelle su~ varlotll - L&paroccll \'ur1cocdl

IJ~oiiiì -e,;;.,lcalo>

Laparotomìa medTana .. opr& ombelicale Oaatro dlglunoatomla tranam~ollca poster loro vertlo&l••

a•ti

Plutlça dl'lle J:!BrCtl lnolijlom• lnguinlil~; cJ;Ois&.lonc gru~po an tv· rlorr vene varlco~. flssazlono al e. &n neL ~reneralt' Hacbhut•·•U>;ilil - o ii.uc•tc:<la · ll!verslonr ddla vatrlnìile g~neralu

guarigione guarigione ll'll8llgl<on<• gua rli'!onl'

-l " 11i"eblanc·~tt·•liil<• w òllro- JuciHione tngUlnlill', ìillungamento del runl· guarr~lou" -

26-IZ· 23

Il- 1·24 Il - 1-lU 13- 1·24

l'O

l

SO-- 7· 23 :!0

Il$ . !1-23

Il :!:1 J

:.!0 -3.23 - -

:ÌI

7 -~~

-

tl.. :ta D<•gcnza J!OHt-CJ· lll'rat. ml.'dln 15 g. :!1

-~i27:r-T

-il:m:23" :.!:.! . 4- 2-:S

. la:-11-ZJ

C"

:O· (l; ~

~ ill

!il

,

Cl

o ...

(")

21-12-23

o

~

.,z

o

lii•I(IIDZB pu~TT

~

P<•ra~. ml.'dltL 14 g.

li:

p<'ratorla m<•dla 2U f:lornl

l'l

,

l)(:lfCU26 IJO~t ·O· 6-l:! ~ :!".!

111

li=i2-t".!

colo, t1po•ldone o II~Auionc del testicolo per p IUAIII nello ~~eroto, con punto flSilato alla coscia G · .\a_ll bh;;:tliiOrijo (•tcr•·• tce· - Ul\ Uidtom'-Ìligltalu •llutere, forclprt:bdnra guarlgwrw. ~Iit-g7ii';ii J)Obl · O· nerall' o raoblam-~l<·~lu con pinze a cuore, leg.. tura mediata, di · pt·r prlmiUn pc.·ralorlu rucdl~& •lrW'Inne d(•( noduJI emorroldarl col tcrIO &'lnrul mooauterlo 2 E;tlrpazlouc a~l twnore .\.n<'!! t e"la loc-a l;:- ~ 1 guartiClòiii! ·uc.r;:nzaliOot-<•· per prlmam pc.•rat. rntodla IO lf, - 1 An.,~tc•la- loclile 1(>- l 1!3 Ul•artlcolazlone ruc::tacarpo falange&, mc- ~ guartgtorw 23-12-211 todo a racchetta per prlmrun 2 1-:\.nestesla looal .. 1!1- ~23 m~.u~l..,~o m"•••~• ,~ !1- ~ !!* todo a racobctta per prlmrun 1:.- 8-21 1:!.- 7-:!3 RidUilono lncruente., metOdo KOCb.er 11\ia.ì'lirione Dect•nza media ~--3 l 10 &lornl

-

·- --

l

z

(')

hll~t)U.

l

z

o

:.!()-11-:!2

-

"'

~ ~

27 - ~ ~ 22 6- 7-23

20- · L! ~ 23

t

d

i

l:S- ':.! '"" :!:!

21- 4 ·23 :!4 · ·~-:!3

. St~:no•l pllorlca, per clcatrl<'.e

l .2e ..~ Cl:~ lo--

Oforno

E•lto

Atto Operatll'o

.-\rw~lf>!!la

~

.!I•JJ<nclldlc cronica

o

i o :::: i

.

...... m•· "''"•"" --

o

::g o

c; ~

3:

,

Ci

{Il

o

~ ~


205 INFERMER I A PRESIDIARIA D I PARMA (Direttore ten. colonnello medico N. NAPOLlTANl).

GALATTO TERAPIA per il dott. Aldo Marcozzl, soM{)tanente medico assistente volontario nella R. Clinica Dermosifilopatica di Parma.

Nel tempo in cui tenni il reparto dermo-celtico dell'infermeria presidiaria di Parma, ebbi occasione più volte di sperimentare la galattoterapia.. Ho cosi trattato circa una trentina di ammalati, dei quali la metà affetti da ulceri molli e conMmitanti adeniti inguinali, una decina da orchi-epididimiti blenorragiche ed uretriti gouococciche croniche, ed infine cinque c&<Ji di foruncolosi. n materiale da me adoperato è stato il latte intero l$emplicemente bollito ed i preparati « Gala "• ed '' Aolan • del commercio. I risultati tera.peutici ottenuti con questo metodo di cura. furono sempre soddisfaoonti ed in qualche casò addirittura brillanti, meno che nelle uretriti croniche, dove, se in un primo tempo l'affezione gonococcica sembrava fosse influenzata bt-nigna.mente, ciononostante mai ottenni una vera guarigione se non ricorrendo ai coJ)'luni metodi di cura locale. Ad ogni modo si è giunti alla guarigione in un tempo relativamente più breve che se ave.'iili fatto uso solamente della cura locale. I n questo ca.qo forse la terapia col latte agisce modificando favorevolmente la mucosa. uretrale. Per quanto riguarda. l'impiego della galattotera.pia in pratica, essa può usarsi impunemente senza timore di incorrere in accide~ti pericolosi per la salute dell'ammalato. I risultati col latte intero bollito, sono ben più evidenti e brillanti che con i due preparati del commercio sunnominati; ma vi è uno svantaggio di cui subito parlerò per cui molte volte è preferibile ricorrere al "Gala.· n od all'« Aolan >>che al latte. Quest'ultimo dà delle reazioni generali e locali spesso cosi intense, come mai ho avuto da osservare con i due preparati già ricordati. E cioè col latte si ha qua,si sempre febbre, che in qualche caso può essere intensissima (temperatura fino a 400 C.) e che si osserva dopo la prima., più spesso dopo la seMnda iniezione e può ripetersi in seguito dopo ogni altra iniezione. Localmente, nel punto dell'iniezione di latte in qualche caso l'infermo si è lagnato di dolore intt>nso ed all'esame obbiettivo bo potuto vedere la parte fortemente arrossata e palpare un certo indurimento dei tessuti; il che non si verifica. con il «Gala >>e l'« Aola.n ,, : ma d'altro lato, ripeto, i risultati ottenuti con quest,i pl'eparati non 's ono iltati mai così brillanti come col latte. Per ciò che rigua.rda gli effetti terapeutici in genere po,:;so dire che i rislùtati migliori li ho avuti nelle adeniti ecl ulceri veneree, dove dopo la 2a-3B iniezione si otteneva nella ma.ggior parte dei casi la guarigione ; brillanti ugualmente furono :sia. nelle complicanze gonococciche che nei casi di forunclùosi, scarsis~:;imi o nulli nelle uretriti gonococciche croniche.

•


2(16

ùALA TTO:CE RAPI'A

1:\ou ho voluto !-òp<'rimentare la ga.lattoterapia nella blenorragia acut::t. e ~ubacuta, visti i risultati a::::-olntamente negati,·i ottenuti dai preeedent i autori. In tutte le forme doloro;:e ho visto la scomparsa del l:;intomo dolore poche ore dopo una prima. iniezione di latte . Credo superfluo di far notare, S<' non fos!'e stato descritto recentemente un caso di morte in seguito ad un'iniezione di lat.tc, morte a vvcnuta per élllbolia, che con la ga lattoterapia hisogna attenersi e:;<lttamente a quella. tecnica the dev'e::;:-:cr l<erupre IL';ata per le inic·zioni endomu!'colari delle so:-;tanzl:' insolubili. · Le iniezioni d i latte tL-:avo farle ogni due giorni incominciando con 2 cc. aUa prima, aumentando di 2 cc. alla second<l ed anh·ando a 5 cc. alla terza. Di s olito tre iniezioni erano snfficenti per ottenere un buon risultato ; nei casi in cui ho continuM·O l<' iniE>zioni, ed una ,·olta sono nr.rh-ato :-;ino a ~E'i senza inconvenienti, iniettaYo ~'empre 5 cc. e mai ho su]wrata que~ta dose. I n quegli ammalati npi quali ho avuta forte reazione f<:>bbrile dopo la prima iniezione, r ipetP\·o alla seconda la do~;e di 2 cc. I prepa.r<lti " Gala ,, ed « Aol<111 , ;;ono ftb\ in fie~ lette da circa 2 cc. ; faccn) le ini<•zioni a giorni alterni l'(>lllJH'(;' con 2 cc. ùi liquido. Ho oss(>rvato spiccata eo,;inoftlia. nel maggior numero dPi casi trattati e specialmente in quelli nei qnali !:1 re<~r. i one febbrile fu intPn>-;a: così pure incostante la. polioucleo:-;i neutrotila in un primo tempo e la linfoitos i in un :-econcl0 tempo. Contemporanc<lmente a questi casi tratta ti c.ol la a e "peri menta YO di,·er.<:ti vaccini e l'aut.ol:'moterapia ugualmente in adl'niti Y('ner<'e, romplicauze gonococui(·he c foruncolosi. I risultati ottl•nuti furono nguahm·nte buoni se non inf('riori alla galattoterapia nellP adeniti wner(>e e nella foruncolosi, f'ear::i,-simi nelle complicanze gonococciche. Le reazioni sia g<'nerali che locali che l'i hanno con l<' iuiezioni di ntccini o con l'autoemotl:'rapia sono lll'solutamente identiche e comp<tr abili a quelle ~:he s i hanno con k iniezioni di latte. Ora anche a parità di condizion i l"e non di ~up<'riorità da parte della g:alatto-tE>rapi;.1, io ritl'ugo da prcferirsi questa cura alle altr(•, :-;pecinlnwnte per qua.nt.o riguarda ii costo d el materiale assolnt~lnwnte alla portata di tutti e sem1H·e ritro,-abile con facilità. Oggi che i \<tntaggi della proteinotN<\Jli~l aspecifica o eteroproteinoterapia ~l'lno b~>n dimostrat-i, non d si può più esimere dal far ('ntrare que,;t.o metodo di ctu·a nella pratica corrente, ~enza dire che pl·r la rapidità degli ef1et;ti tel'npeutici bl'IH'fici rapprcsenta un mezzo pf.'r ottenere dei forti benefici economici specialmente negU o~pedali, ed in particolare nel!li O!'>}H'dali milii ari, ove l(' forme veneree abbondano e don si \edenmo altra. volta. dE•gli ammalati <'ura t i f;Olo con ml.'zzi chirurgici e di mcdic<lzione locale rin-,nnore d<'~Pnti per mesi e me~i nC'lle sale dC'i rt'pnrti.


CASUISTICA CLINICA CLll\lCA OTORI~OLAHL'IGOlATBlCA DEGLI l STITUTl Cf.l:-> rt'l Dl .PE:RFIO:ZlO::'f.Uli>NTO 1

CO)IPARTO OTORll\OLARllSCOIATRiCO DELL 0Sl't~ DALE )JAGGIORE: 01 MlLA:-<0

rlit•('ttÌ dal PfOI.

u. c. u.A~UDA.

SOPRA DUE CASI DI CISTI DERMOIDI DEL NASO p (>r il do tt. Giuseppe Tenaglia, maggior<' mr dico.

Secondo il B crgma 1111 le d.sti detruoidi del capo sono tutte couge· n i te; e se ta.i>olt.a non si riscontrano nella pt·ima etù. dipenderebbe dii! l fatto d1e e:sse era no prob1Lbilmen te cost pict.:ole in allora .da .sfuggia:e all'osser\·azioue. Si iniziano in genel"e qualche settimana o qualche mes~ dOJ>O la na.-scita, si pt'i!Sen t a no :solitarie, sferojche o lenticolari, ordin.al'Ì.aru.ente opache, sotto la..pelle ,o sotto la galea. capitis o sotto il m u~colo epicranko, talvolta in una depressione dell'osso e perfino a contatto diretto con Ja, dura, mad'l·e: il lVa.lther ha veduto in un caso di cisti det•moide dell'inion la tasca. extracraniC<l> della cisti cont.inua.t·si, 1 a mezzo di uu dh·ertic.olo, con nn'a.ltt·<L ta.sca intracrauica. Si sa che esse dipendono da, ulla iudusioue dermica. in corri~pon­ ~l~nza dei punti di ehin:o;ura delle fessuri' embr·ion;lli a. lh-ellu · d'ì'll.t· doccja dorsale. fH~r I')Uell ~ uH~ùian(\ ed a· li,·ello th•lla •loecia elw ntJI. l't>mbrione sepn •·a i l N~t·Yt>llo ml'dio diii t·er,·elJ<, posterinrt' , pC'r q nl'llt· la.tm·n.ti (Chipa-lllt). Hanno eome t·nt·a.ttC't'istira, f•·•t le n.lt.J'l'. hl. er~liru;~,; ~ della. loro pt't'>:enr.a. in t~1.luui punti dPterminati ùt-1 ca.pn. Il Ch'iJJault ne ha. ri'3C.ontra.to yent.i casi in cortoj~pondeuza, dell<L grande fontanella., quattro nella su tm·}L pa-rieto.oecipi tc\- lambll'oidea ( piccoL:1 fontanella), sette nell'.a.pofisi ma>:toide.1. · . Cisti dermoidi del pa<liglione dell'orecchio sono st._1 te descritte dal Cala:.mida, da.l Citelli, dal Oaliceti, ecc.; una -cisti dd condotto uditivo t>><tl'l' llO è st.lto illn;;tJ•at.i dnl ('alalllitfa. S()llO l'ÌJHll"tat'!· t·isti dt•J·mni eli ùell'ore<:cllio medio, della.. !Jlil.Stoide (Basile 1 0Qla,mirl(L1 (.'(lLi<•e ti), d·el l'"ÌDO·fa.ringe, del p<trimento boccale (Ddla V edom). . P~rò la. regione preferi ta, è la, frontale e di ~><.:~a principalmente la. parte estCI'IW de l ma rgi n P !<Opraorhita l<~ (·o n la J'<•;!iou:· t l'Ili! ,ot·a !t· M t'i. gua.; si riscontrano n n<:ora. m n. con minor frequenza, in corrispondenza dell'angolo interno dell'occhio e ne.lla. glabella; più ra1~ sono su l dot-so del naso e J'a.rissime nelle pm·ti lntoraJi del na.so. per quo1nto il Oitelti, affermi che queste siMlo meno rare di quanto si crt>da.. Oltt·e quelli del Bra.ma.ml, del LcwnelonrJue, Pt·<·. i'ono citati C<l-"i di cisti dermoidi della gla.bella e 'del na.so d'a l ('itPlli. dal De Carri, d aJ Bnu::zone1 dal iJfarcllini.. da.l Sountag1 da.l illarlcod Yrarley. dal Dr Bkuc <' "Nondr.)llindr·?·, etc. In un raso di un ra g~ zzo eli 1!. anni, F. 1\'l ar io, il quale E'l'Il entraln il :?~ marw 1~*'23 nel Comparto sp rr iale de ll 'Ospedal e Magg iore rti :\lilnno per e;;ser<! opera to di radi cale, si osser\"a 1·u, iu currisponù euza ù«lla glal>e lla, unn tumefa-


208

SOPRA DUl': CASI DI ("lSTT D"ER'MOIDJ DEL NASO

zioJle della dimensione di una nocciola, a superficie liscia, di consistenza resistente, irriducibile, aderente profondamente all'osso sot.tost.ante. ma con la pelle normale, llhera e scorrevole al disopra. Essa era leggermente spostata verso destra (fig. 1). · Nulla si riscontrava all'esame delle ~:aviti! nasali e delle regioni limitrofe. Non risnltavn nei precedent.i ereditari dell'individuo nessuna tara morbosa, sia riguardo a malattie, sia riguardo a mal!ormazioni congenite. Sia l'indiviùno che i parenti assicu ravano che la neorormazione datava dalla nasçlla; era venuta 1\11 come un piccolo biLOrzolo e solo da poco tempo ~> ra. llumentata d t vo!Uirne sino a raggiungere 1a dimensione attuale: in ogni modo però, a ])arte J'incorn·eniente della cosmesi, per quanto la deformità non fosse molto rilevante, i! tumore non gli aveva dato e non gli dava ne!sun fastidio, ra~ione pt>r la quale, all'invito di !arsi portar via Ja ci;;ti, si rifiutò recisamente.

La, diagnosi di certezza deJJa. neoforma.zione era. possibile fa'l·la solo al microscoP'io, tuttavia. però, per il fatto che essa data.va daUa. nascita e non aveva mai dato all'individuo nessun fa-stidio, ;per la, sede e ptr tutti i caratteri propri alle cisti dermoidi, si possono avere i dati necessari per poter ammettere con molta probabilità, in m;tncanza dell'esame istologico, la diagnosi di cisti dermoide. In questo caso, il fatto dell'essere il tumoretto, leggermente spostato verso il lato destro risponde ad una caratteristica di tali neoformazioni ; difatti, quando l'individuo procede nella crescita, nel punto di riunione dei margini ossei si forma una nuova produzione intermarginale e la cisti che prima era nel mezzo, nel punto cioè di unione dei due margini, subisce a poco a jpoco uno spostamento all 'esterno per la. formazione appunto di tale nuova proFig. l . duzione intermarginale(Bergmtanm). Spe"'-So tali ci~ti non Rono soltanto solidamente fisse all'osso sottostante, ma a \"Olte sono adagiate, quasi incassate in una· depressione dt>Jl'osso ste8so, depressione che da. taluni autori è interpretata. come t>ffetto della compressione che ]a cisti esercita sull'osso (Ckipault), da a.ltri invece, e con più ragione, è ritenuta un a.rresto di sviluppo del1'os8o in eurrir-;ponòem..a del punto o,·e si è F;vilnppata la dsti (l krg. mamt). Jn altro caso, pure presentatosi alla mia osservazione. si trattava di un nomo di ~2 anni. G. Angelo, il quale nel novembre 1923 era venuto per una affezione aurirolare aJJa visila presso l'Ambulatorio otorinolaringoiatrico del Comuue di Milano, diretto dal prof Bellottt .


SOPRA DUll CASI Dl C!Sl'l DF.RMOID! DEL NASO

209

Nevropalir.o e gastropaziente dalla giovinezza, presentava in corrispondenza del terzo suprri ore del dorso del naso lo sbocco di una fist ola, che egli affermava di avere dalla nascita, non sapeva però precisare se essa si era originariamente mumfestata sul dorso del naso. o se provenisse dalla radice del naso stesso e con lo sviluppo dell'individuo si rosse andata pot spostando a poco a poco fino a ra g iunge re l'attuale seòP.

In ogni modo però la neoformazione non gli aveva dato alcun disturbo: notava solo di tanto in tanto la fuoruscita di una secrezione biancastra quando ~i esponeva al freddo molto intenso. L·apertura della fi stola, della dimensione di un grosso grano di miglio, presentava i bordi spessi e rk operti di cute sana, un po· stirata verso l'alto e lasciava fu oruscire due v t.re peli, che l'individuo aveva cura di tagliare di tanto in tanto (fig. 2) · Con specilli sottili si penetrava dal basso in alto senza ostacoli nella. fistola, ma non si sorpassava un centimetro e mezzo di profondità, anche adoperando delle sottili minuge. Essa era assolutamente ~o ttocutan ea e non aveva nessuna comunicazione con le Cli.Vità nasali, che ù'.a!tt·onde non presentavano n ell'interno alcuna alterazione o Je~ i one .

Anche questo pa~iente rifiutò in modo reciso l'atto operativo per l'asportazione del1a fistola, a,sl<lucendo come ragione che l'affezione non gli aveva dato e non gli dava ne.<~sun disturbo. Tuttavia anche qui, come nel caso precedente, per la sede, per la presenza dei peH che fuori uscivano dallo sbocco della fistola, per il fatto che essa daf.a.va. d alla nascita e non aveva mai dato all'individuo neasun fa-stidio, per le condizioni normali della cute che la ricopriva e per tutti i ca.ratteri speciali dell 'affezione poteva ritenersi indubbia la diagnosi di fistola dermoide, per quant.o non confort.ata. da.ll'esa.me istologico. Tali fistole, di cui sono citati esempi d al B ramann, dal Krieg e da altri autori, rappresentano effettiva.mente delle cisti dermoidi Fig. 2. aperte, riconoscibili principalmente, astraendo dal reperto istologico, da.lla fuorul'\ cita attr:werso Ja. fistola di produzioni dermiche, come di peli, di desquamaz:oni epit.eliali, ecc. Come si può rilevare dalla summenzionata figum 2, la pelle nel bordo superiore dello sbocco della fì.qtola appare come stirata verso l'in su. Forse questo fatto potrebbe spiegare quanto è affermat.o dal LannelongU6. e cioè che le cisti e le fistole dermoidi del dorso del naso d eriver ebbero da cisti o da germi di cisti originariamente sit.uat,e nella glabella e che poi, durant e lo sviluppo nella crescita dell'individuo, si sposterebbero man mano verso il basso e verrebbero a portarsi ~ nl dorso del naso.


210

SOPRA

Ot:~~

CASI DI CISTI DERllO!OI DEL NASO

È ormai ammesso dalla m aggior parte degli autori elle la caul'a di detto neoforma7.ioni, di cui s i possono trovare esempi anche negli organi più interni, è da ricercarsi in una inclm;ioue, in uno strozZ<l lllento di una plica di ectoderma (o endoderma) fra le labbra di lma fessura fetale, nn dL<>itubo insommH vero e pt•oprio nell'embriogenesi. rerchè però si POS1S<l110 proù li l'L"(: <letti disturbi ()C(:Orre eue la sa.ldatura si e tfetrui molto per tempo. prima che il preamnion n.bbia perduto il cont;,~tto col capo. Così il Braman~t. spiega il fatto per cui dette d~ ti non si 1·itro,·ano uf>.lle ma lfol'mazioni fis...,ural'i, specie del labbro !-luperiore e del pala.t o, le quali !>i ~ · hiudono tardi e quando i tessuti ~i :-:ono già differenzia ti. na i resi l hl i dell'ectodet•na inclusi ~i s\'ilup· JH•t•ehbero poi iu ep(){· he nnie di'Ila vita. extraut.erina. ma. in genere nella plima infanzia, le dettt> cisti dermoidi nei dintorni dell'orecchio e dell'occhio, u.Ua radice del naso, ecc. Il Bt·a.ma.nn ritii'JW clu: nno dei punti on• piÌI f;wilnwnh• si \'I' J·ifi<-hc•reoher o t..1.1i allt>J'('n7-e ùel pr·t><1·lll11 io n ~a r ebbe il sol<'o med ia le nasa le, o,·e. <'ltre allo .~trozzamento di qtwlchp e,·entua.le plica del preamniou, non ~ raro ritrovar·e a.nche utta. sa.Jda t ura. ÌIK<Ympleta. con una formazione di una, tistnhl (·on~c·niw (}<·l llill'O ( 1\'it; ·r[). Dal 13nr:;;·ril/l' <' l"irhhuuata l'attenzione, per· quanto t•igna.t·lla l'etiolog-ia di dette neoforma~ioni, sul t1·a.umatiswo. ci1P t·in•lt•rehltP 1'<•:-<i:-;h•nzn <l<'lle c i~ti. influendo ~ulln ·"'"i· lu)Jpo ùi er-:se e danrlo ol'ig-in<' arl un a apertura. fì~tolo:-:a comP nci due c-a«i d-.l. lui illustt•ati. Xf'll 'an;tmnesi dei miei dne t'asi non è fa.tto a."-"'OInra.m<>nte menzio1w llPila Jll'(•spnza. di a.Lcun Plewento tmumatk.o. Da.l ('itf'lli infine f> i lh1sh'<lto un C<l•so. in cui !':H una dste dermoide si eru innPstM.a. una df'gNH't·azione (•pitt>liomn.tQ,.;;a della parete c i:;:tic-a, per cui fu neces.~;ria Jllltl• ,·a.:-:t<J a:•portazione eli tc:•ssuti e consecu t h·amente una <\J"~et'azionP ùi ph1:-:tica. BrBLlOCRA FIA.

r•; ., li il ,.,-n,,irl i di'/ t •ad i!]l i ti/l(' Clr•ll'nrl'tr/1 io. Areli. Il . nt o. ri n. la r .. \'f)l. XX\'1, [;,,.(' 6. 1:ll:i. RF-Rt.~IA:-1:\'. Trallato di ch irttr')!ia pratic-a, ,·ol. BnA~I .\:\':\'. 111'11•• ri>li drou/Jirli d d H(/H I. LaYoro ùella Clinica 'Chirurgica del-

B 1'-1 L F.. -

r.

l ' t; ni,·er:,;i lù eli Berlinn. 1!'190.

1\IH'ZZCJ:\'F.. Dw· t·u ..;i nui di l'i~/1 ri.rrmnitli. d1•lla fr,,nte c d el naso. Atti d e l :'\\'111 f.uJJg'. :-;(,('. 11,. Ili lartll)!. 1)1111. I'III Oillg'Ì;), 1(1~2. CII.A)IIOA. {', , , ; clt·nnuidì di'/ li''tlirtlintH' e dt>l f'f)ll(tol/u 11rlilivn esterno. Aiti

d t-1 Xlii

Co11 ~r.

::;o!'. 11 Ili lariug. ntnl. rin o logia. l!J10,·

Ci s/i rf,.nlluirli d1' i tu/Iuta dc//'orNrh1tJ. Ardi. lt :ll. oto. rinol. laring. ,·ol. XXXII, f• • ~<·. 2. lfi::'l. CHIPAt'f.'f . Traiti• dii Chirurgie par le DI'li/li et Dl"i lll'l. pa \!'. 7~5 . .T. nailliére et P , Paris. Ji\!17. CITEI.LI. ('i., fi dt•niloirfi d l! l glol111lu dl'l/'rlret<·/1il). Alli del X Congr. Soc. It. lariug. 0101. Tin o!.. 19\16. Ctn:t,r.l. f'isti clenti•Jidr• etìlli•liomoJn.<a della { actirt lafnal c del naso. Atti X l ngr. ::-;ne. ]t. lal'lllg' ot. rin .. l !ltli. DE BKt·c e ~ANUEI.I:\'DE:\. - Cisti d ermoide delL'ala del nasn. La Fiandra Méd.. 1~93. J)E C1RLT. Ci;/1 (Lt•rmnltlc dP.I. dorso del 11nso - Cicatrice dr>{ f)rman l e - OperaC .ILICETI. -

c..

:ione - G~lurigiv11e. Arch. It. oto. rin. laring., ,·oJ. Xl\', fa:;c. {, 1903.


211

S U AT.CUNL CASI DI SC'ORB U'l:O

Dt:LLA VEOO\'A. Per la cun.osce n::a d ell e cisti congenite deL 1Jat: ime nto d ella bocca. • H P o Ile: l in1co • lse z. Chi rurg1ca ). n . 45, 1\107. HEBERT. - Sulle cisti d ermoid i deL dorso d eL naso. Thèse de Bord eaux, 1912. KRIEG ROREUT. - Alias der n as c11 kra11 kl! eil etì. Tafel l U H , F. Enke, HIIY.l. LANNEI..OXGUE et ME<'<ARD. A{{czion i congeni t e. T r .. Paris, 1891.

CW i dermoide del corso del 'w >o. Brilish Jour. or. cl1ildren's disease, 1912. MARCHINI F. Cisti d er mnid e del d Ot'SO d el naso. • P olicli n ico • (sez. Pratica). fase. 44, 19'23. S OUTAKG. Cis /i dermoid i tiP//'olo Il ei 1111 ~o . Zeit:;. f. l a r~'n g . Bel. t, 1913. MAcLEOo VF.ARSLH. -

Ue li er die aog eiJor. m edia-n. s,,aU!Lit[j . d er ober Gesichtslt il.l(t. Al'c h. f. Clin.Chir. Bd. 27, Berlin, 1881.

\\'ITZEW. -

OSPEDALE COLONIALE G. DE MARTIKO. -

.!\lOGADISCIO (S O)tALIA).

SU ALCUNI CASI DI SCORBUTO pe1· il dott. Ugo Reitanl, capitano medico.

Nei primi giorni del mese di luglio dell923 ebbi occaf.i ione di esaminare un indigeno detenuto nelle locali ca.rceri, che gli af.; cari addetti aveYano accompagnato all'o·spedale. L 'indigeno, Aliò Robò, dell'apparente età di anni. 40, in prigione da circa ::;ei mesi, condannato ad una grave pena, accu.o;;ava un senfoio di debolezza generale e dolori alle gambe, specialmente a destra, che lui attribuiva alla sifilide, contrat.ta in giovane età. l/individuo era di buona COl-it ituzione fisica, non apparh·a deperito : si notava pàllore delle mucose vi:.;ibili, micropoliadenite diffusa, gonfiore e uno stato di indtuimento a tutta la. gamba destra, specialmente al polpaccio e alla regione t ibiale. La pressione ri.c;vegliaYa vivo dolore e la deambulazione riw:;civa piuttosto difficile. Nulla di a.normale si notava. negli altri organi. Sospett a,i che si potesst> trattare di una forma di lue terziaria e mi ri::;erbai di rivisitare ancora l'ammalato. Qualche giorno dopo, insieme ad Aliò Robò, lP. cuf condizioni erano peggiorate, ç-enne accompagnato un alt.ro indigeno, da, quattro mesi in r.arcere, condannato del pari a pena gra.ve, Alì 'Galal, il quale appari>'l• in uno stato di notevole deperimento generale : accw;ava debolezza, vertigini, dolori diffusi a tutto il corpo, ma specialmente a.lle gambe ; difficolt à a <:.:'),mmiuare. Si notava. gonfiore ai polpacci, tumefazione dell'articolazione del ginocchio a dP::;tra e a sinistra. Nei giorni seguenti furono accompagnati altri due indi~eni, Isac Mohamed e ' Fara Cacove ; questi era,no da un anno cil·ca. in prigione. Entrambi acctL'iavano dolori agli arti inferiori, che appariv;mo gonfi e duri (specialmente i polpacci), debolezza generale. Uno dei due' presentava una gengivite che gli anecava molestia; entrambi poi avevano quel colorito grigio sulla pelle del v-iso che è indizio di pallore negli individui di razza nera. Non appariva no depNiti. Chiamato a vL'>itare altri due detenuti, mi recai nelle prigioni e constatai che vi erano ancora altri due ammalati nell'impossibilità di reggersi in piedi, Isac As~;anò e Abde Abdi : avevano gli arti inferiori gonfi in toto, dolentissimi alla pressione e l'orlo gengivale leggermente anossato e tumefatto.


212

SU ALCUNI CASI DI SCORBU TO

Ottenni di far t.ra.~portare i sei malati in una camera appartata dell'oRpedale, sotto la custodia delle guardie. Conoscevo già tutti e sei i malati perchè altre volte li avevo curati per altre affezioni (disturbi dell'apparecchio digerente; recidive malariche ; catarri bronchiali) e in Ya.rie riprese avevo fatt.o somministrare loro del latte di mucca. Calcolai che l'attuale forma morboRa fosse cominciata. qualche settimana prima deWultima decade di giugno. Con minore o maggiore intensità nel complesso i sei detenuti presentavano quasi gli stessi sintomi clinici : astenia, un certo stato stuporoso, gonfiore agli arti inferiori, in alcuni localizzato ai polpa.cci soltanto, in qualche altro a tutta la ga.mba , al cavo del poplite e alle coscie, in taluno più accentuato da una parte che dall'altra, in<!urimento delle parti gonfie a tal punto da da.r e la sensazione di una resistenza lignea , dolori in qua lsiasi movimento sia. attivo che pa.s~>ivo ed alla pressione, che in nessun punto riusciva a lasciar l'impronta, anemia note•ole (l'esame microscopico del sangue in tutti e sei rivela va una diminuizione di globuli rossi spkcatisaima, globuli bianchi normali), negli ultimi tre si not.ava una gengivite iniziale. Tranne che in AH r alal lo stato di nutrizione degli individui in esame non appariva notevolmen te alterato (apparecchio scheletrico regolare ; ma.-;se muscolari discrete ; pannicolo a.diposo piuttosto abbondante). Tutti e sei avevano buon appetito e non aenu;avano alc.un disturbo del-

l'a.pparecchio digerent~, che del resto non offriva a considerare nulla di anormale ; in tre di E'r-f'i la milza. era palpa.bile C'd il fegato ingrossato, probabilmente per pregre!;~·a infezione malarica (Ali l 1 alal ; Isa.c Assanò ; Fara Cacove). L'e~a.me delle urine rivelava, una leggera albuminuria in due dei malati. I rifi('R::>i tendinei e superficiali erano pre~-;en t.i ; gli organi dei sensi integri. L 'esame dell 'apparecchio ca.rdiova.l'colare ncn svelava particolari alterazioni, ad eccezione in un cert o stato di debolezz<1 ca.rdiaca, comune a tut.t i qua.nti. Temperatura ascellare eostant,E>mente al disotto dei 37o. n periodo di permanenza in p rigione varia va da un minimo di quattro me~i ad un maf'simo di dodici. Sebbene i sei mala.t i non ne ~tvessero tutta la sindrome caratteri:stica, tuttavia non v'era da esitare a far diagnosi di scorbuto. È noto che le caratteristiche alterazioni gengivali proprie di quE-sta mala.t.tia. (gengive Rpesse, molli, fungose, Ranguinant.i) possono ee(:eziona lmente mancare o intervenire d opo un lungo decor,.:o del male. Più strano era il fatto che, tran ne in uno, non si notava dima.grimt-nto, mentre abitualmente, già fin dalle prime manifest,a.zioni dello j':corbnto, comincia il deperimento organico. Non si not.a.va.uo lesioni cu tanee di sorta.. Dominava la scena un sintomo che abitua.Jmente si può Ol'servare nel coj':i<let.t,o << periodo di sta.to » ddla mala.t t.ia : le emorragie muscol<1ri estese accompagna.te da f'derna indurito, eh~· formavano alle gambe, spE>cie ai polpacci e in ta.luno al1e COtiCic, delle tum<.>fazioni non delimit~bi li e durissime alla palpazione (Wooden Ha.rdenes:;; degli a.utori americani). Alla, supt-rfìeie la pelle era. tel>'a. e calda ed i movimenti, per il dolore <:be a-rrecavano ai pazienti e per la ten:;ione dei tessuti erano d ivE>ntati diffic-ilis:;;imi ed io al<: uni del tutto impo!:!f>ibili.


SU ALCUNI CASI DI SCORBUTO

213

Nelle carceri i sei detenuti erano stati rinchilllli in una camera sepa rata, perchè condannati a pene gravi ed avevano soltanto una «mezz'ora di aria n al giorpo. La camera bene imbiancata e pulita (m. i x 3, altezza m. 3,50 circa) riceveva aria da, due finestrine situate in alto. I sei prigionieri, come gran patte degli indigeni poveri, del resto, dormivano per terra, e di giorno stavano accoceolati Rui calcagni, secondo il loro abituale atteggiamento di riposo. n vitto per tutti quanti i detenuti, che in quell'epoca ammontavano a circa 150, consisteva essenzialmente di dura. La dieta comune era composta.: mattina. - una. moffa. (spenie di fo ca ccetta. di farina di dura) ; ore 11 circa - una scodella di cachich (polenta di farina di dura, condita. con una. percentuale minima di latte o d i brodo. per indi\•iduo); ore 18 <'irca - una scodella di ha.mboula. (dura bollita. in grani}.

Complessivamente con la dieta comune venivano somministrati alimenti per circa 700 grammi. È da notare che per l'indigeno povero questo rappresenta un buon pasto, tanto è vero che, in tempi di carestia, degli individui commettevano dei reati di lieve entità allo scopo di fal'$i arrestare, ed avere cosi in prigione il vitto asaicurato, che altrimenti fuori non avrebbero potuto trovare. Nelle carceri, alla cui a mministrazione era assegnato un maresciallo dei carabinieri, vigeva ordine scrupoloso e le condizioni generali d'igiene erano di.<!crete. n nutrimento che i detenuti di cui trattasi ricevevano non era certamente del tutto privo di vitamine alimentari (avevano fruito poi anche in certi periodi di razionj di latte): che altrimenti è logico pensare si sarebbero dovuti notare più frequentemente i c.·tsi di scorbuto, su una media di circa 150 individui. Del resto la dura è quasi l'unico alimento delle classi povere indigene, e tuttavia i casi di scorbuto fra la povera gente non sono numerosissimi. Bisogna quindi arguire che fossero intervenuti altri fattori capaci di dM;el'Dlinare un tale stato nell'organismo per cui le vitamine alimentari non venissero più utilizzate sufficientemente, e ai portare un tale squilibrio del metaboli~;mo da permettere l'insorgere dello scorbuto ; elle, nei casi in 'specie non era da considerare come una malattia dt'l, carenza, secondo il concetto di Weil e Mouriquand, ma un'affezione dovuta a rallentato potere di utilizzazione delle vitamine stesse. Gli altri detenuti, i quali non dovevano scontare pene gravi, godevano di maggiore libertà, giravano per l'ampio cortile, venivano adibiti a lavori varii, sia nell'interno delle carceri, sia fuori sotto la scorta di ascari, non perdevano il buon umore, facevano nel complesso una vitaabbastanza attiva. I aei indigeru segregati in una stanza non ampia per parccchl mesi, e già abituati alle lunghe marce, alla vita all'aria libera nella bosc.a.glia, nell'impossibilità di godere del sole e della piena aria, si trovavano in condizioni di inferiorità rispetto agli altri ; ò noto del re.~to come la depressione morale, la malinconia, la monotonia di vita, la mancanz:~ di moto e di sole sono quasi 13empre ca\L<!e necessarie all'insorgenza dello scorbuto, che è stato chiamato da qualche autore una malattia delle collettività rinchiuse e costrette ad una vita meschina.


214

SU At.CI.i.!'ll (;ASl DJ SCORB\:TO

.Altre volte m 'era. accaduto di Oi"servare casi tipici di seorbnto tra indigeni e li an·v o t.ra-ttati con la clasi"ica. dieta antiscorbutica (cibi freschi, limoni, cipolle, banane}. La convalescenza e la guarigione erano asi":ti lente, perchè probabilmente l' organismo stentava a. riacqui,:;tare ]a capad tà di utilizz:tre le vitamine alimentari. Volli pertanto sperimentare l'efficacia delht "it.amina Lorenzini, e gli effetti furono• cosi evidenti che gli indigeni giuravano che ave\·o compiuto un miracolo degno di un grande Sceik. Non variai la dieta che i detenuti teneva.n o in ca·rcere, e somministravo loro giornalmentre delle vitamine Lorenzini per via ipodermica (una fialetta) . Dopo due !"ettimane di tratt~'lmento i sei malati erano in grado di camminare, i moviment.i non erano coi;l doloro:::i come prima, il gonfiore agli - arti inferiori era notevolmente diminuito. Alla fine della. qua.rta settimana potevano camminare speditamente e a.n che correre ; le tumefazioni erano scompa rse, i sintomi di anemia diminuiti, la, debolezza e quel certo stato stuporoso ce." sati. Furono fatti rientra.re nelle carceri ; Abde Abdi dopo una. quindicina di giorni ebbe una recidiva che si attenuò e scomparve definitivamente in seguit o a ulteriore somminir-trazione di vitamina Lorenzini. Prescrissi ai sei pazienti un mezzo litro di latte giornalmente per due mer-i e delle par-seggia.te nel cortile. Di tanto in tanto li ri,·isita;-o nelle prigioni e fino all'a.prile 1923 non ebbi più a notarealcun sintomo di scorbuto. ~ on è mio intenclimento in questa, breve memoria, addentrarmi nella dibattutir-sima questione delle vitamine, la cui letteratura,, da i primi lavori di Funk, di Mc. Collum et Da\·is fino a. oggi, s'è accre~ciuta smit;ura.tamente per opera di stndio:;i di tutto il mondo. Tuttora l'appassionanw argomento è lungi da li 'essere risolto e può offrire il destro a critiche e a. contr:tdclizioni da, parte di scettici, ignorandosi l'intima natura delle vitamine ster-se ed il loro intimo meccanismo di azione. Lorenzini, Ganass ini, :M.ancini, in base ad accm ati studi e a numerosi esperimenti sugli a.nimali, a,mmettono che le vitamine debbono con~iderarsi come fattori dirf'ttivi del ric.'l.mbio, accelerando le ossida.zioni nei t,essuti q ua.ndo sono l(•nte, aumentando le ossidnsì e le periossidasi e diminuendo le catalasi. Secondo loro le vit.a.mine isolate si troverebbero come in \mo stato a,llotropico e rappresen terebbero uno stimolo che in molte forme patologiche riconduce la nutrizione alla sua funr.ione normale : regolerebbe-ro l'aut oma t.ismo delle f\lllzioni wgetative, il tono neuromuscolare, le secrezioni esterne ed interne e quindi tutt.a. l'organizza,zione delle funzioni simpatiche. T/azione r<>golatrice del ricambio che non sempre riescono a compiere le vitamine contenute negli alimenti, per ragioni non completamente chiarite ancora, verrebbe invece completata. dalle vita mine isolaw. Il mio modesto contributo clinico voiTebbe soltanto dimostrare l 'importanza. <>he pos;;ono avere nel trattamento di una mala.tt ia., che il medico coloniale ha occ.•tsione di osservare non infrequentemente, le vitamine isolate per la rapidità della loro a.zione e per il conseguente effetto morale che si ripercuote sulle popola zioni indigene.


215

RIVISTA DI TECNIC.\ E SERVIZIO SANITARIO ~ULITARE n trasporto dei malati e feriti per via aerea. n meraviglioso s Yiluppo assunt.o attualmente dA-ll'aviazione ne i moltt>pliei s uoi progressi tecnit'!i viene. ad affacciare un nno\'o C'd importante problema C'.irn\ lo s gombero ~lei malati ~ feriti in guerra: C)uello dell'aviazionE' sanitaria. Anche n ell'\lltimo g1·and"' conflitto s i è> pcm<tltO al t.ra><porto p er via aerea p er >1ottra1Tt> il ferito od il malato al doloroso viaggio su !':t rarle im pt·atiC'abili, con p e rcorsi di lunga dnrl\ta e twll' inhmto di rendere pi\1 spedit o lo sm ist amPnto e J'allontunamt:>nto dalla prima linea e dalle zone immediatamente vicinC' al campo di bntta!ll i>t. Già fin da.! !!HO il medico olande~e l\Joy fece u,;o d ell'aet·oplar..o pel trasporto dei fe riti, e nelle grandi mauovr e d el 1912 in Francia il ::;entttor€ Raymonrl, medic0 ecl aviatore , propose che e. dispo!=:i:done dl-'l set·vizio !':ttnital'io ios>;tH'O a.c;segnat i ae roplani come m ezzo tli ri<.>erca d e i feriti s ul campo di battaglia. Nei primi mesi della. guena mondiale, e pre<'isnmente nd novemhre l 914, Je rlur e circostanze in r.ui s i svo lse la ritirata rle i ::ierbi ric hiesero l' impiPgo d e~ Ii aeroplani pt:r il servizio di sgombero: il t euenti! Paulhan ed il capitano DtmgelzH traspor·tarono coi loro v eJi,·oli di guena, da Prizn•ud a &:nta!'i, p er llll percorso r: i c irea 80 chilometri, l::! feriti intra!=:portabili con altri mezzi e ;;enza alcun inconv c nie.-nte. N el I!H 7, dal d ottor Chas'<aing fu ideat o un dispositivo speciale per tra.c;pnrtare due feriti coricati sm bar~lle n ella fusolier11. di un apparecchio cla caC'f'ia tipo A. R. e si eseguirono divct-;;i traspot·ti di malati e feriti, dnppri.rna a Villa· çoubla y , in segui to al fronte deii' Aisn e, compiendo in 25 minuti un pen•(lt'>'odi 6() chilomet.ri verso le unità ospitalier e d elle r etrovie e senza incidenti eli sor·ta. Queste e<;perienze ripe tute al l\lo.rocco dit~d(' rO i più incoraggianti risltlt!tti, ed il dottor Chassaing n e l l 918 potè oHenere dal Sott.o;;egretariato de ll' aeronRu· tica t: da quello clelia sanit:'t militare di fAre allcstire se<·ondo il suodispositiY ù 60 apparecchi Bréguet H A 2. Ai d etti a eropltmi venne tolta la mitragliat r ice e n ella fu..<iolierJt. fu adattato un r;istema di sospensione di due bm·elle per il traspor'tQ di due ft-riti coricati. Ma purtroppo i p ertur bamenti dell'industria, che seguirono l'annistizio e la smobilital'.ione 1lelle fabbri()h c, non cons"'ntirono che tutti qucst.i apparecchi fob;.:ero mel!si a dispoi'<izione d ei servizi !;altitari se non prima. del mat·zo 1922. Tuttavia, ante riormente alla. adozion e di q\WSti sp eciali velivoli sanitari, n el gennaio 1919 il gent'rale Poeymirau, gravemente ferito al seguito d'una colouna n Meski n el Sahara marocchino, fu traspm·tato su un a eroplano da ca<'cia all'o!=:pPda.le di Bou D enib. N e l nove mbre 1920 il capitano di cavalleria Denain, comandante le squadriglie del Levante, tra.c;portò ra pidament-e per via aerea 82 ft'rit i al posto di medicazione di Aitab in CiliC'ia. Dal marzo al novemb1·e 1921 più di 700 feriti fltrono sgombrati in L ev a nte Pd al Marocco con que~<ti m ezzi d i trasporto tipo Chas:.;.ain,~r, senza che si fosse vt>rifìc ato alcun inco11vPniente, tl l' aeroplano p otè affermars i come mezzo eli l'<gon .bero prezioso ed indispensabile ne i paesi privi di strade rotabili o con comunicazioni diffi<-ili, sopratutto uel cas-o in cui le opera.ziooi militari fossero vetmte a creare delle situazioni particolarmt~nte delicate per il servizio sanita-rio. C<J<;.Ì nel Marocco, le c ui città di Ft:Jz, Mekene;;. CasRblanca, vidt!ro arrivar·e p er le vie del cielo i ff'riti; h1rono utilizzat.i a scopo ;;anitario vari aeroplani, chC' dil'limpegnarono ottimamente il servizio d i trasporto dei mala ti e feriti sopra la re gione del Medio Atlante, p ochissimo a cct>ssibile, aspra, e battuta da un n emico mohilisl'l imo, astuto, implacabile. n•aest.ro nella guen-iglia, quale è l'arabo. Per q lltJSta ardua guerr a africana fu n ecP.!<saria )a.. preparazione a. bl'f've distanza da.lle linee di campi di atterragg:io avanzati, nei quali affluivano i feriti trasportati nei trat t.i assolutam('nte impraticabili con lettiere caricate su mulet.ti e nei tel'feni meno impervi a mezzo di autocarri con attrezzatura opportuna a c ingol i.


216

RIVISTA Ol

TEC~li:A

E SE RVIZIO SANITARIO MILITARE

Parimenti 11.1 Reguito dE>lle colonne d'Ouezzan nell'ott-obre 1921 il maggiore medico Epaulard ed il Cl}pitano Pt>nn~. con 6 aeroplani »anitari, poterono trasportare al posto di mP.dicazione di Defali, 18 feriti gravi per un percorso di ben 420 chilometri in soli 35 minuti. mentre con gli altri mezzi di trasporto si sarebbero dovut-e impiegare oltre tre giornnte. Nella stcs.'!a epoca il capitano Denain, già ricordato, rhL->cì a trasportare più di 150 feriti apparten~nti alle truppe operanti sull'Eufrat-e fiuo ad Aleppo in un paio di ore, supt'rar.do una dis tanza di 50 chilometri. Nel 1 Cougrt'S"O internazionale di n:wig-azione aerea tenutosi a Parigi nel nove mbre 19'21 fu esaurientemente trattato l'impiego degli aeroplaci nei servizi sanitari; prt>sero parte ull a disc uss ione i dottori Faveau de Courmellei', Tillmant. Chassa!ng, Vinl'ent, i quali tutti si erano durante la guerra occupati dell'organiz. zazioue di tali servizi. e furor;o ril~vati i Yanta.ggi che si possono ricavare da.l trasporto dei feriti o ma.lati per via aerea : 1•) trasporto senza sco:>se, per cui molti feriti che non 5o11•1 trasportabili con i comuni mezzi , possono essere sgombrati a grand~> rlistanza; 2<>) sorveglianza durante il tra:;porto: 3•) possibilità dello ~gombero awhe r~ei casi in cui le retrovie sono dist.rutte o impraticabili; 4°1 lo sgombero cte1 ft' rita non ostacola l'affluenza uei r a.r-riaggi per ,·i a ordinaria e quindi il rifornimento) uelle truppe operanti in munizaoni, viveri, ecc.; 5•) la: du · rata de l trasporto anc he per distanze grandissime è al massimo Cii un·om o poco più. per cui molti fenti, per 1 quali l'operare a tempo è que.'>tione di vita. possono essere salvati: 6•) infine. data la breve durata del tmspon~. le unità sanitarie !)1>ssono essere dislocate molto inclietro rlal•la prima linea. ed in Colonia lo sgombero è reso possibile attraverso il deserto uai piccoli posti di soccomo di· spersi nell'interno fino alle un ità sanitarie. Questi pochi esempi sono sufficienti a dimostrare la importanza dell'aviazione nel tra.<;porto dei malflti e feriti. E 11\ DirezionE> dell'aeronautica. d'accordoconquella dtoi servizi sanit-ari in Francia, superando le difficoltà che presentava la crisi industriale. fu in grado di a.«.'!egnare t~mpestivament.e due apparecchi sanitari per ciascuna squa~riglia nel t~atro ~ ·operazione, in più d ella normale dotazione, in modo cb~ ai priml de l gE>nna10 l p<•tevano aversi o 1tre 425 apparoochi a dispo!'lizione del serW.io sanita.r·io. Come riferimmo. gli appat·ecchi impit~gati furono del tipo da caccia Bréguet U A 2, dotati del dispositivo C'ha.•~saing per l'adattamento di due barelle nella fusoliera ; tale tipo permettevi\ rli elevarsi al disopra di 3000 metri e per le non grandi dimen.«ioni di potersi posare facilmente su qualunque t-erreno di atterraggio. Succe.'l.«ivamente questi apparecchi furono essenzialment-e modificati nel lt T-bis coll'impianto di una speciale cabina ben riparata per il trasporto oltre dei due malati o feriti, coricati, anche del medico o dell'infermiere (vedi fig. I). La cabina preseuta una porta laterale con s portello, che permette comodamente la int-roduzione delle barelle coi due malat.i o feriti coricati. Internamente LE' ba.relte souo !'<i;;t.ernate l'una sopra l'altra ed accanto è adattato uno s~~;abello pel personale di as:;istenza. La cabina inoltre è provvista di mezzi di riscaldamento (copert-e, thermos), apparecchi per inalazioni di ossigeno e i mezzi necessari p er i primi soccorsi d'urgenza durant-e il tra.<>porto (apparecchi di cont-enzione. di emost-asi. ecc.). Questi ve livoli sanitari sono entrati in servizio ne ll'estate 1922, ed il loro impiego è stato intanto risurvato ai soli casi gravi ed alle situazioni eccezionali. La statistica del primo anno di esperimento ò a...'ISai confort-ante. In rapporto alle varie ferit-e e malatt.ie degli sgomberati per via aerea si hanno le seguenti percentuali : lesioni del cnmio e della r~ccia ; li % ; le.<oioni del toraCI:' ; 13 % ; ferire dell'addome e del tronco ; 7 % ; ferite degli arti infe riori : 33 % ; ferite degli arti superiorj : 23 % ; malattie gravi : 6 % ; sgomberi non imposti dalla gravit.à delle singole lesioni o malattie, ma richiesti dalle nece.')sità tat,tiche : 9 %- Il percorso e ffettuato dal luogo di raccolta del ferito all'unità sanitaria O\<'e è sta.t.o trasportato varia da tm minimo di 81 chilometri ad un massimo di 450. L'attività dell'lwiazione sanitaria è not-evole s pecialment-e in e><tate. in cui le condizioni atmosferiche sono le più favorevoli per il tra.<~porto : tuttavia gli sgomber·i sono fatti regolarmente in ogni periodo dell'anno. a seconda de lle necessità e de lle poSAibilità di volo. Oltre che il servizio di trasporto dei malati e feriti, gli areoplani sono stati utilizzati per portare sul pos to m edici o chirurgi per un primo soccorso. Cosi il dott. Martinet nella zona di Palmirs ha potuto impiantare un regolare servizio sa.-

93

.,

1


R!V(STA DI TF.C::\lCA B SERVlZW SANITARIO l\UL!TARE

217

rutario press o le tribù nomadi, che sono fra loro a notevole distanza. Cosi pure a! Marocco e in Levante si è ricorso ai velivoli per il trasporto di assoluta urgenza. d t -sieri, medicinali, strumenti chirurgici, oggetti di medic~zione! ecc. . . . . Anche la marina francese ha allestito due aeroplaru per tl ser\oLZlO samtarto presso le squa.ckiglie di idrovolanti : l'uno a Berre, ~'altro ali~ ba..,e ~i s,. Ra_Ph~l ; <ietti apparecchi sono. tttilizzat.i P?l trasl?orto ~~~ sud?ettt camp1 dt avtaztone all'ospedale militare d1 Tolone, de1 mala.tt e fent1 gravt. . . . Così pure il Minist.t"f'' delle- Colonie ha adottato. re<:entcment-e per le t~gtoru .africane, cinte le difficolt.Ì\ insonnontabili di comumcazaone, un appnrc-ccluo at-

Fig. 1. Aeroplano snnltnrlo, tipo Rrégnet H T h€8 10!!2, per Il tra~porto in cabina di due mnlotl o !crltl ooriouti, liOCompt•guatl da un medico o da un infermiere.

t rezzato dai dottori Tilment e Nenironski per il trasporto del chirurgo e del suo a..o;;·sistente, dotato di un piccolo armamentario e del matt;riale di medicazione suffi·eiente per potere d'urgenza operare sul posto, ove il bisogno lo richieda.. Anche in Inghilterra l'aviazione sanitaria si è affermata ugua.lmepte COH ·brillante successo : un apparecchio Wicher vVimy è stato utilizzato per il trasporto ·di • feriti coricati. Gli Stati Uniti d'America. hanno pure eseguito lo sgombero òì malati e feriti con apparecchi non specializzati. La Spagna ha t·ecenttlmente acqui.stato dei velivoli sanit.ari tipo J3réguet 14 T-bis e l'Italia ha fatto buona prova. 11el trasport.o per via aerea di malati e feriti in Tripolitania attrezzando le carlinghe con barelle regolamentari, opportunamente sospese. Recentemente poi è stato aperto un concorso per la costruzione di uno speciale apparecchio per il trasporto in Colonia dei malati e feriti per via a.et·ea. L'aeroplano sanitario, con.c;entenclo in breve tempo di tra..'lportare a grandi -distanze malati e ferit.i, è destinato ari un sictu·o lW\'Cnire e ad t~ssumere UHa. importanza notevole nei servizi di 1~ linea in guerra: s icchè, trascorso il primo inevitabile per iodo dì esperienza e di incertez7.a, diverr1\ presto un me:~:zo not·male di sgombero. Si può dire <.>he la. maggioranza dei tras pot·ti fatti in Francia nel 1922 ~r via aerea sono sta.t.i imposti dalla gravità del caso, e se non s i fosse ricorso a questo mezzo di sgomhet·o molti malati o feriti, pl'ivi di qualunqut: soccorso, a.vreb.bern dovuto inovitabilmente soccombere. H - Giornale Ili 71tctUdll<t 11Lililarr. -

Faso. IV.


218

RlVlST.'\ DELLA STAYPA l\lEDlCA JTALlANA E STRANIERA

Dai ti.·mltati finora ott.enuti s i può dunque desumere la p ossibilità èli organizzai"(' utilmente un servizio s anitar io d ' aviazion1:1 p•·esso g li esercit i molbilitati, la.

cui importanza è oYvia quancio s i pe ns i alle difficoltà ed alla lentezza d e-i trasport i per v ia di t e rra, che sono causa n ecessariamente ai feriti di maggiori dis agi e sofferenze. Alcuni att1·ibuiscono a.! pm·o caso il non es.<;et'Si vet·ificat o alcun inc·irlente n ei tras port i at>mi !'anitari. L'affermazione non è g iusta: indul,biamente la maggiore responsabilità per quest o delicato t.raospor to esercita una. sens ibile influenza Slùle condizioni p:;:icologiche dei piloti aumentando in loro l'abituale senso di pr·udenza. B en e ha. det.to quindi il Pic què, professore di medicina all'Unive1'Sità di B ord eaux. c:he lo sgom bc.>ro per via aerea, dolce e rapido, à il s upremo graòo t erapeutico. li ~jtener·ale medico Santucci, ne lla sua importanttl r elazione al 20 Cougre~o internazionale di medicina e fa.r·mac ia m ilit.are, t enut osi in R oma n e llo scorso anno, ha nffermato che l'a e roplano " è un ottimo mezzo, il quale offre il grande vantaggio de lla str11 ordin:aria rapidità del trasporto, ma prese n ta l' inconveniente di poter t ra.c;portar·e >loltanto pochi ferit.i e di richiede r·e anc.he per'Son ale sanital'io numeroso, poichn ognj velivolo dovrebbe e~<>:cre a ccompag nato da un medico, ::.e trac;pona feriti ~ravi;:;.'limi ». Non solo in guerra ma anche in tempo di pace, in occasioni! di g ntndi mano · vre, di impellenti calamità. pubblichi:!, il servizio sani t ari o aereo può avere la s ua pmtica applicar.ione, specialmente quando i centri di aviazione t<iano collegati in m odo permanente coi centri chirlll'gici. L'aviazionè infatti pe r la s ua. mera.vig liol"a rapirlità. può costituire l'unico rimeJio a i gravi.c;.o:;imi incon venienti che s i verificano pt>r le interruzioni delle comunicazioni, pt:r il ritardato avviso a l medico, pt:r il n oll sollecito suo arrivo, p er la tarda dec ision e dell'intervento chir·urgiico, p er il t rasloco a.ll'o«pedale, ecc. UltimamE'nte, in Franc ia, un soldato trac;porta.to al posto di soccot':lo con le due cosci e fratturate da. nua pala d'e lica, ha. dovt1to la s na s alvezza all'aeroplano che l' ha t ra:sporta.to in modo da r endere p ol'<sibile. solta nto un'ot'a e mezzo dopo l' infortunio, il pronto soccori'lO chirurgico. Ques to specia le servizio aereo h a ancora bisogno però di uua particolare- organizzazion e tecnica, t.opognlfìca, di mater·iale, d i t·otte, ecc. L'arm istit io ha sor·· preso le autorità sanitarie ed aviato1·ie d ciii:! vario nazioni intente a.Ua soluzion~:: di questo importantis.<>imo problema. 1\Ia il ne;;sar·e d t:llc ostilitÀ. n on ha. troncato qul-sto febbrile lavo ro di preparazione ; lo ha però para lizzato n ella sua. estrinsecazion e rratica. D obbiamo perciò anche in qutJsto campo intensifica re e d appt·o· fonti ire gli stuòi, d i comune accord o f1'a l'aeronautica e la sani tà militare. in morlo che l'aviaziontJ, così formidn.bi lo n e lle opere di d istntzione, possa lln<'he raggitmgcre il suo scopo altamente umanitario n ello sgombero e primo soccOJ'SO d oi mula t i e ferit i in guer'l'i\.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA GrAN~EtLI. -

Il /rattamlf'/11.1) rl'llf'11lO il·~ll!• /rtl/11:1'1· SOIIOCU/0111'1'. -

H <11tHl,

19:?3.

Queslll. recente pnhblicatzione del prof. Giannel lt , a iuto nella R. Clinica ortop edica e trauma(,)logira di Ilo ma. fotHiat;l e direua dal ciJiar isi\imo p r nr. R. Dalla Vrdova. me rita veramente l'allenzione ti egli studiosi delle disctpliue chirurgiche e cl i n parlif:olar m odo quella dE'i 1·11 irnrghi rn i l ita ri. che con tanta frequ enza, ut>l la loro p ra t ica diu t urna 0spetlalle ra, sono cost rell i ::t curare i traum i più s\'ariati e gmvi. In fatti 1' >\ . , con esposizione prel'isa c chi arii. ro n figure prtrlicolan·ol:lnte ù imostrati\·c, tratta l'impnrtante argomt' II'O in morlo ,·erame nre ordinato. ori ginale e esanriPJile. In llll <~ pal'le )!C ueralc espone della~ liat amente le inflirrrzioni e ((> etmtroindinlziou i. le gr•nPrali tà di ternira opt>r'lliv:t con i vari ntPzzi di nstr.Min t esi. i l tt ut tamen10 po~tope rat o rlo e la terap ia ùelle compii· raz io ni tpri marie.


219

RIVISTA DELLA STAl\Il'A MEDI CA ITALIANA B STRANIERA

Alla ,parte ge.::·terale fo seguire la c3sistic;~ it aliana «n~''int~nr• nli crne11ti nelle fratture, venendo quindi a considerazioni e conclusioni _che met.tono bene in evidenza l!t cura cruenta delle fratture sottocutanee recentL Nella parte speciale riassume c<..n molta chiarezzl\ le vedute più moderne sulla cura crueuta delle fratture del cranio, del.la faccia, della colonna vert.ebrale, del torace e dell'apparato locomotore, in modo che il medico pratico possa avere una buona guida da consultare. F. CACCH.

TE:'<.4GLIA: Traumt dell'orecchi'(), -

~Iii ano

S. E. L. t9Z3.

Colla presente mor.ografla., l'A. ini?.ia la <'Oilana di memorie <li otologia, riuologia e laringologia d..iretta. dab pror. U. Ca.la.mida, il quale, ha voluto dare l'onore ad un r.ost.ro collega di aprire la serie. . 11 lavoro viene bene a proposito dopo la grande guerra. Che 111 sappra, tranne la recente pubblicazione d!:'l prof. Ferreri, nessun'altra lllemoria rl"in· sieme è stata J'Ubbl.icata in Italia sui tro.umi deU'oreo:chio. Sulla base di abbondantissima bibliografia (elencata al termir;e della monografla), di numerosa casuistica p~rsonale di guerra e di infortunistica nella vita civile, casuistira iliU!;Irata da riuscite riproduzioni di fot ografie e di radiografie, l'A. tratta esaurientemente l'argomento per ogni dist.inta se:~~ione deu·apparato uditivo (orecchio esterno, paùigliùne, cor.doito uditivo esterno, orecchio medio, membrana t.irupanica, cassa del timpano, tromha di Eustachio, nlast.oide, orecchio intemo, labirinto). Per noi, medici militnri, e per i medici jnfortunistici riesce anche utile l'esposizione dell'autolesionismo. Il libro Inoltre viene letto vo~.e nti e ri, perchè scritto in modo piano e modesto per parte deli.'A. e dovrebbe non mancare nella bibliot-eca di ogni medico, anche non specialista in otorinolaringologia o che nnclle uon ~~ occupi di preferenza di infortunisticA: perciò mi sono rat.to dovere di segnalurlo all'attenzione dei lctt.on . A.

JjALI•\.

CANifANO. - ;\l(liiOCOli e MiU::?a. (Giornale di Ol:lllistica, n. 10, 19'23). L'A., mette a.r.zitutto in rilievo il ratto che numerosi monocoli nella vita civile continuano ad esercitare professioni, in cui la funzione visiva. ha. la massima importanza. Ricorda inoltre che nella storia degli eserciti si ril evano in tutti i tempi• valorosissimi condott-i eri e combattenti, per quanto monocoli: Orazio Coclito, Filippo Jl di Macedonia, Ar.tigono (generale di Alessandro Ma· gno). Annibale, Sertorio (generale romano), Claudio civiLe (caro Bata,·o). maresciallo òi Francia conte dì Rantzau, Giovanni di Ziska (eroe di Boemia), Camoens, maresciallo Roquelaure, duca di Borbone, Alberto I d'Austria, principe Nicola di Orlol'f, generali Scofield e Millis ,1deglì S. U. A.), generale Bla1:co, maresciallo Ma!;SP.na, ecc. Anche nella marina la sorte fu favorevole ai monocoli; basti ricordare gli ammiragli NeLson, Willonghis, Allemand, ecc. L'A. però ritiene che coi moderni sistemi <li guerra la perdita di un occhio dill!inuisce la capacità militare anche per \'af!aLicament.o dell·organo e elle per(.iò bisogr.a E!scludere i monocoli dall'arruolamento. Se invece si tratta d i militari divenuti monocoli dumnte la ca.rriera e se la lesione fu riportata per causa di servizio, ammette sia ll caso di trattenerH fino a che abbiano compiut~ un periodo utile per la pensione, purchii l'altro occhio possegga una acutezza visiva suflìciente in relazione al grado ed all'impiego Ricorda infine che il general·e medico Sauur.ci, con ampiezza di vedute più larghe, trattandosi di una decisione di carattere generico, è del r.aret·e che si debiJano trattenere tutti gli ufficiali in s. a. p. diventati monocoli, purchè dimostrino di potere realmente continuare a compiere mconùizionato servizio, eliminar.do soltanto quelli che ,p er una ragione qull.lsiasi .i:nerento alle lesioni riportale non PO!'Sano più rompierlo ìncond.izior.atamente. BOERI. -

Su. nlomi segni dell!t tubercolosi 1.nr.iJiiCIItl! e sultfl loro 1lller1Jreta-

(Rin<lscenza medica, n. l, 190iJ. L'A . . per la diagnosi della tubercolosi polmonare incipiente degli apici dà grande tmportanza ad alcuni segni. ct.e per essere accessibili a tutt.i !inno di grande utilità pratica. Accer.na anzitutto al sintoma dolore, spes~o molto z1.one .


220

RIYIS'f.\ DI•:LL.A ST.-DJI'A ~~~; DICA ITALI.\XA E STTI .-\:->11-:RA

vivo. che s1 provoca p remendo \'erso il suo punto medio il margine estern o del l'llf'UI I :~re e si rit'err a appltl8 1Hin c·n •uempora.Jit'all1t'llte l' ~i JJ im é ll'i (·a menLe, stando di fro11te all'infermo. il pollir·e destro nella zona sopracla,·icolare sinistra e il sinistro 111 que11a. cl e,.tra. m entre lè altre •l!ta posano sul margine esterno del trapezi o, ahhraccia ntlo lo. . . A ILJ'O st.gnu è quello d<•lla ipotrnfi a •lei hnrdo ~:; l t> nw !lrl cucullare, che st n l e\'n l'nn tPI'nira anal oga a •lllella u;:ata per la ri ce r<"a del segno prece<Leute. F inalmente nuo,•o sei!J\0 illlfh) rtHute è l'aJrofhL del mu;;colo sterno-clt~idO-nl a­ st.clld eo dal lato affettu, n our llt- I' I)Jt:: rtrof1a dello stern o-dei tlo -mastoi deo dal l atn sano. L'A . spiega i sir11orni cln loriflci e le :urofle ('Oll\t' IE'no"'meni ri fle-Ssi a. rlisJaiJza es trinsecantisi serundo le l e:.rgi ùt>lla me•amel'ia. ed esc lud t> :-inno dovuti all'inerzia cAusata dalla diminui l a e:,pa tts i onr pn!monare, e:;sendo •JIIt':<ta pas,;inl, t'li all'ori~iue tossi ca, dato il ra r<:~ttt-re tircoscritto delle atrofi e. CRISTALLI. -

Come si tHt.sce e cum.e si 11111fire in llalia. (l delson. :\apoli t!'J~:l) .

Jn un inter essaule rili evo statistico l 'A. e;;amina le morti e le n asrite in Ital 1a dall'anuo 1\110 a l 1Yl7, meti.endo in riscontro il peri odo prebcllico con quello della guerra e l'Italia m eridi onale ron la seuentrior.ale. D ai dati riferiLi risulta che il numPro dei concepimenti supera sensibilmente quelli Celllrninìli: peri) il numero dt>i maschi subisce una prima nn1evo1e climipuzi\) np dtll'an te la ,·ìta intrauterina e d urar.te il parto per la minore r esisten7.a di f!Lit'Sti alla vita in questo periodo ' :'\el primo lnslro di vita, e diminuendo spmpre nei due succP!>sivi, perman t> la prf'valenza rtelta lnur·ialiJi• d el III<IJ:'it:llio, lllt:lltre t;lai 15 <li 4!'i auui la situnziou e s'in\·rrte, e !'ono lP fen uninl! r lw pa~orano el i preferer.7.a il lor o l r' ibuto alla mor1e. qna:'i che la u alnra v oles;;e eliminare CJilo.'llt: non artatte alla maternità. :'\t'Ile P ronnl'ie m eridiona li spuci::tlntenh' si h <l un ec:cesso m questo p eriodo di mnrtalit:\ fpmminìle. che l'A. asc ri\· p alla rt eftt1ente o artclirittura mancata a~­ sister.za os1e1nca in det!.e r egioni. :\ei periodi sucressi\'i inn~c e tino ai 100 anni è la donna rt1e 11inl0>:lra. una mal{~i ore resi stenza Yl tale. L'A. rile,·a infine rlie n on è esa tt o, c:ome SJ ri11ene dalla mag;ziornnza. rlte neg l i ultimi pr•ri •1di dPIIa vita. si •·aggiunga il pare~gio fra il llllll)ero dei masdl i l! (Jllf'II O ù·~ llo.l fPmllline: i masd li si lrOvlln O in .p reval enza 1n llllti 1 periorli iiPII;,t vita. l / t' flll !'ll li dt•l >onynp ,t•l/11 fn/ir·rt . (Ciinit-a rlèl lavo1·o. i\l ilano 1!1'.?3). L'A .. pres"o la Clinica rlelle malaJtìe prDfPs~i r)llali eli i\l iiano. lta srurlialo il problema flella fati ca in rapporto alle m oùi llcazioni iwlotl c nei fermenti del Sllngue. Le r i cerche esegu i te per l a n•nggior p:1rte sulla C<LVia e cnntrnl illle sull'uomo, hanno accertato rlie h\ fatint ueterminr. un aumento di tutti i fermenli (amilasi, cala lRsi, fermPnto glirolil i co. prot eol it ko, er e.), meno la lipasi <'lle si presenta dilllillull<t. :\ell:t rut icu <"ronica invec t' l'A. ha. cnn:"iatato un sensibile aumento ctellr-~. :.mi lll"i e IIPI rennPnro glico\ Jt ic'>. mentre elle la ca t alasi è diminuita e la lipa:,ì Orfl'l' lilla ll1111innzi•me an cora più acceiiiJJaln. I nfine Ila potuto constatare rhf' la fatit·a c11·H·n11inH VII autllt' JII O della. vt·I (Jci t<\ ùi sedim-en1aziun1• dei globuli rossi. l ri sultati otten11ti clull',\ .. pnre no11 (·nmplcti, rapprP;-;eutnno 1111 importanti' contributo per 111111 I'Onos<·pnza pii• prof011dn rlt>;.:li intimi proc·e:::;-i rhp ;:i S\'OI· gono nei lel'sHli e J\ellt' llHHiilkHz i oni chr la fatica indiii'E' in !h' lti prn ~:css i .

S!JtE:-\1. -

- Glt t•fll'lli /I~ÌfJingici rli 1111a • .\l nrr~lo11u • nl :llarnccn. (Arf'IIIVI:'S ilt' .\h' lle•· ine r:'l de pllarma cie militaires, tome LXX I X. n. 3, l!J-23). Gli AA. !JallllO compi111n ioWrP~:>anti riret·clle ;:n 16 cnrl'idnl'i portl;'cipanti ati 1111a • i\1aral.oun • ili t,~ !'IIIIOIIJt:l ri sull a strn!ln Rahat,Ca ~nl>lonru. na esperienze e,;rg-uit e prima •' ~1\>po l a ·i'(Jr .;a :;1 è r ml'ilal:rlù d1e la fatka rh'IPI'IIIÌII:I 111•a J\ 1llliiiJ.!Zionc ci el Jlt'!'O Ilei corpo, , -rn·iabilt• eia l fino n. 4 l·;g, PPr qnanto r igua rda l'apparecc ldo cat'din - ,·nscrllar~. l'i Ì' rii Pvahl ilPp11 una Cllr~a 1111 :\11mt> n1o rl•' l num er o òeliJ' p1JI -,azinni, cl te p(,. all' li Ili ,;ngg,•tti lta ra.g-jl'illllln il dt~ppio e piì1: da ;~'! :t 1'?6. da 1>', a 1:10. Il tPIIlP<l ll<'•'e>'>':onn pt•r il ritor1to tl cl •' ""rt~ alln II OI'lllllle ha \'arial n dn Jl·;> a !'Ìilllllt' minnli primi. :\l h'ht' il rilll1n 1'l'<-pil'810rio Ila :-;uhitC• d• •pn la cursa 1111 Sl' IISiloil•' aHmt•JIIn ; rla l l' a ~-•. cla 1::! :1 ·?!1, da ~l) n :?!1. 11a :!t a t.o. ARXAt'O e CH\7_,,


RlYISTA DF.LLA STAMl'A )l~:Dlr'A ITALIA NA E STRANH:J'tA

~21

Degn o di nota è elle i corridori ind1geni hanno richiesto durante la corsa ai posti di rifornjmento soltanto acqua, limoni e buno fresco. L'A. con clude col ritenere il burro uno degli a.limenli odinarnogeni più ::tdatti p er ri·par<m: al le p erllite della fatica : mentre con 100 grammi di Yivanda cruda ('.?2 J,!rammi di albumina, 5 di grasso e 2 di idrato oli carbonio) non :;i ottengono elle 13'! calorie, 100 grammi di hurro fresco (84 gntrnmi di grasso e 0,5 di albumina). ne producono 738. Insiste pertanto !>Ull'oppor tunilà che n ei lavori rntt>'colarì faticosi che determinano una sensibile perdita di pl'~O e provocano una intensa combustione interna, l'alimentazione con pic<:ole quantità di burro fresco sia da prererirsi a quelJ.il. con idrati di carbonio ed in particolar modo con lo zucchero. c11e eccita la sete e determiua, <;(: preso in una certa quant.ità, delle fermenlazioni ga~1riche, g licosuria alimentare e rrequ erlitemente diarrea. LECONTE e TISNE'. - La tnchicard.ia <' lo gncrra. - (Bullclin et M~moires ~oc ieté Médecine Hopitau.x, Pari s, n. 27, 19'23). La cosidetta instabilità cardiaca (cuore irritabile, cuore di guerra) , JtOn deve ritenersi com e nn fenomeno transitorio. L'esperienza di 5 anni di guerra ha consent.ito agli AA. di raccogl iere 28 cas i di tachicardia, dei quali in 8 s i ebbe la guarig ione compl~ta, mentre negli oltri 20 le condizioni peggiorarono o tutt'al più rimasero stazionarie, in modo da cost.ituire una vera e propria entità morbosa. Oalle osservazioni fatte risulterebbe ch e que!'ta instabilità card iaea non è dovuta ad alterazioni organiche. bensl ad eccitazione simpaliC<t, associata per lo .p iù a sintJrome irpertiroidea. KOFOID, KORHAUSE~ e PLITE . -

T parassiti intcsti-nnli nell'Esercito degli Stati U11iti d.urante la !fttPrra 1914-mfl (Jou rmtl of the fllllt>.ricun m~rli cnl A!'soc.iatiom, \'Ol. LXII, n. 3, 19'2.'!). Gli AA. hanno sottoposto ad esame ~ istematico 1'200 militari de ll'Esercito ame-

ricano che avevano pre~tat.o servizio nelle truppp o ltremare sul fronte occidentale nel corso dell'ultima gnt:!rra e 300 sold<ll.i cltc e ran o st.ati a~se:;tna.ti ai sPrvizi sedentari, ed hanno ccnstatato c l•~ nelle truppe dislocate sul fronte occ·identale si è avuto una maggi ore frequenza ài infestioni (65 %l che rvm nelle trnppe territoriali 159,2 %) . I.'infestazione da Rn.LamoGlJn. dis.~entr.rica è stat..1. ri s~ontrata più particolarm.ente nelle trinc·ec e nei posti avanzati, O\'e le condizioni ip:ienithe erano peggiOri e dove per la •P Oivrre. il vento e l'acqua ;;i aveva uron :pitt laq:rn tl iHlTsionc delle cisti parassitarie. Mentre fra le truppe di oltremare si è osservato per questo rizopotlo il IO.H 0~ (] elle ir.fl'Siioni totali, in (fuelle terr;lnriuli non si è verificato che il 3 %. L'Enlamoeba coli fu accerta.ta nel 27,3 % delle truppe fii oltremare e nel 20,3 % di quelle territoriali: l'Entamoe lia nana rispettivamen te nel 27,1 % e 30,7%. Fra i nematodi, gli AA. hanno riscontrato l'rlnchylostomn duodenale nel 6,5 '% per le truppe d 'oltremare e del 5· % per qut>lle territoria li: i ~ol dati iltfe,-~ati prC'\·enivano tutt:i dal Massachusetts, e dalla Italia. Il Trichttri,s trir.hiura è stato rinYemtto nella proporzi one del 6 % per le truppe r\ i oltremare e del 2% per quelle territoriali. ComplessiYamente: su 1200 soldati delle truppe rl'olt remare se ne sono accertati infestati ben 798 e ~u 300 miliTari acldeHi ai servtzi terrltoriaJi se ne sono riscontrati 177.


222

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati llai JIU1i nrUii pmcuti 1111 DiraiiU mltrllt •i salill litilJrt Ul 1° al 31 llltll 1924) f'IRE:\7.&. - Capitano rne<JiCù EXRICO PER>'AXO. - l.'umchiasi. Esposti i m odern i concetti su ll'amebiasi, l 'O. trau a della morrologi a dt> ll'Entamoeha histollth-a di ::'cll attdlltn, d elle pron' spPrimentalì c> dinie"he e dt'lll:' sua azi011e par o_g-.,na. Illustri! l]ttimli la com plessa feu omenologia, dalla clasSit<l si n d rom e d ISSNit.Prica t.ropie"a te. A quelle m olteplici e S\'ariat e dei cl imi temperuti. Accenna da ultimo alle più impol'tant i m e'uL';tnsi ed a lle lesioni uuatomo -patologiciJe e si intratt ien e sulla ter apia, a ba,-;e tli r meti tHt. e d ar;;11110 benzoli, in tutte le sue nHlnifestazioni. F' l~ E~ZE.

capitano m ecl ic·o ACRJ!'IO Rt AXCH J:-.t. Alc um tosi di tubercolosi polmouorr. t ml/a t, c.ul cu t irnccino llltnt ul~r·rcolllrl' di P :JIII!Cior{. L' O., <Jr,po a,·er ri a.'\St lrtto le ca ra.tt ~ ri stid1e d ella • cut.ivacc innioue alla Ponndorr •. ilhrs1rn i rnmi C<•Si trau mi co n tale me1.oùo nel sanatorio di Care)!~i c·on r i~u l t<tl i incornl+rg-in nti. In alcuni indi\'iclui, sospetti <.li tubercolosi p olm onare, lr'<lltali eon c; uesro v acc ino a scopo diagnosttco n ei r eparti delrosped ale militare di Firenze, si -suno avlHe ot.time inclic·(IZioni diag t. os tirhe.

Ku·w.t. - Ten erll<> C'OhttltH: IIo nw!lico p ,;.;(,wtJ.r: l'Ef.U: . - Sollo clsfi d 'etiiiiiOcuCI'o tU / 71011111111 t'. L'O. r•feri s('•· srr <:asi di rbti d'echinococco ch'l polmone, studiati n el r ep arto d'accertam euto dia~nosLico. E:;posto il 'J U<HJ r o n o:;0g-ralìco dell'affezione, si diff onde sull'e>;ame semiol ogico, ril evando l'impo rtar tza elle la ratli ologia ha a~­ sunto in questo ac<:t?rtalfH!nLO, e presentand0 n ilide t:allrograftc deg li infer mi. Si trattiene succ·e::.sivamente su ;.Itri dati 11011 meno importanti, quali la leuco cit.osi eosinofila, e l 'esam e ùell'cspetto rato, ripetu: anw1He eseguito, ch e sen·ono pure ad agevolare la djagnosi. E poi c· lrè è pro,·urc (·h e la cisti ida t i rlcn sen ,;i h i 1i ua r or ga n ismo. 1'0 . ri le,·a infine l'imror·tanza clell'int.ra tlermor enzio ue. rlte è 1.a pro,·a piil pra t.i ~' a per la sua specificità e per la su a ru pi tl it<i . 1\0V.\RA. - M aggivre m edico .'\JlOLro BM:CHt ALII/( 1, - t e stomosinc e la l oro a11. rdica:ione, con speciaLe rig1wnt o alle· { 11rmc JIIIC111IInliÌCIH' . A ccennalo alle varie teor ie immun i t ~rie. l'O. trat.ta delle !<l omosir.e, loro costituzione, rorm azl()ne ed azione, tanl.o nell' inl.livi<.luo sano che n el maiaLI). Presenta quindi 4 rasi 1li fo rme infhtnlllH'IInrie acu te ùell'appart!C'C ido r espi r a. t.ori o. nei quali il tra ttamer.to stomosin iro s.p ec iflco ha. dato ri sult.n.li classi ci in d ue casi, con ant.i<:ipala crisi ùel proresso iufiammatnrio e <.I ell a ternpen•tu r a; ri sultati buoni in un C'a::;o, con r iduzione dell'altn tempera11rra in remitteme; e ri sultati nulli in lllt caso per· r efrattarietil al tltC'<Ii C'a meuto. Tn l ESTE. -

Sotrolt>ner. te m eù i c•) P rErnn Bt:nr.r. -

M il:o l' riigesttmw.

L'O. illustra le ftiiiZioni har·teri C'a, antitossica t'ci cm at opoirtiC' a clelia milza ed il :;11 0 compflflamen to fi siolog-il'<l chE' durante· la digest it)ne ha. con lo st omnco e J'HI't ico lal'meut.e t:OI paw·t't'a!>. Ila. n çe rrlte p enw11ali egli l> indott o a ritenere cl te l'es11·atto splenico non a<·(Tesre i l p oter e digerenle ùell'est ra11 o pat:rrcat.ico sug-li alllllrninoi(Ji e sugli idr;,ti rli ca.rlwnio. ma ;.ollal.o ~ui grassi. rn nnima ti 0perat.i di fistola dttodennle lìa por.ul o inoltrt' t'flllft>rtn a r·e l'l'~i­ stcttza <li litta secr ezio ue pa11r r ea1it}l p;;khica t-ù un n varia r eazior.e d el secr e1o nei v;u·i p (· ri otli <.Iella :::ecrezione.

,

l,

l


P E Il I L L ! l)RO D ' ORO O~;L ( '()Rl'O S A N 11'A IliO M f(,I1'A H E

\ 11HXF.. -

Maggior e m edico A~Tu1\JO CAVARlEI:,•.KI. -

fl ~i. sacro-i l ia ca.

223

li tt co so rti. l esione del/et siu-

Esposta l'anarnens i e In sintomal.o l o~i a Hcllieltiva ecl obbiett.iva di questo caso•. l'O. si traLt.ì ene o:>ulla diagnosi dil'f('I'C•nziale <'Or. l'a!'trite, isrhialg ia. tombaggme, tremore del bacino, sorrermamlosi sp e..:ia lm ent c sulla ::.acrn lir.zazio ne della sa vertebra lombare. Presenta .da ult.il!lo la ralli o~rafla cl r l sog-gett o in esame. da ll n r,ual e ri su lta che le apofl s t .1a!eral1 d eHa 5> ! o.mt~n.re l'ono molte ,-icine all'ileo. Questo r epe rt o rend e mollo ct1ncC' lle la Clllfe l'e nzca 7.u •nc fra lesicHce tlell a s ir:lì .;i e f'ncral i zzazi one d ella Sa lornbar·e. Però l'O conclude pos;>o. trattars i precisanwnte di unn. le;.ione

<iella si nfì si !'; ar r·o- i 1i a l" n

PER IL LIBRO D•OR.O del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Continua..·umc • Vedi fascicol$ thl 1915-16·17·18·19·20·21-22-23 e 24 )

MEDAGLIA D'ARGENTO (1). N. dccrei (J

i f c bll raio 1921 .

2ì4· Vr!'.\CCU F t•dc·rico, te ne nte nH:dico ~9 rcggimcll!O lantc.:ria. - Jn una critil::t si tuazion e dete rmina ta da una violenta irruzio ne n<:mka, inc-ura nte di se 5tcsso c preocct:pa to ut1i çame nte de i nume rosi feriti, ai qua li prodiKa \·a le l'Ile c ure, sotto l'incalzare dd ne rnko riman eva scrr name ntc a t·ompi c rc la !'Ua opc:·a d1 assis tenza, fim·h(: cadde colpite. H morte. - Rocce Anzini (Col :\Josch·:n), 15 giugno 1918. 275. ilOCCH!A cav. / ci11io, da Parma. ma~g-iore 111cdic-o C. R. I., 83 ~ezion e s:mitit. hl commula :::i OII C c/o('l/a m eda.t:l icl di br(m :::o n m fc ri/ag li c011 d ecreto /uo.r:o t elle ll· zial-c 16 11ot •cmbrc 19 16. - Già di s tintosi in <X'ca~ionc di precedenti n1.ioni, quak comandnntc di sezio ne sanit:ì, in zo na in tcnsa tilc nt e battuta dal fuoco ne mi co, seppe con serc nit il, calma e va lore non t·vmuni, diri!('erc il servizio di as;;i ~ten za, di cura c sgo mbro dei num erosi fe riti, no no;;tante fosse s ta to leg-germe nt e ferito egli s tesso. Contr ibui pure a riunire e r invinre l'han dati al loro posto di comua t· time nto, essendo semp~e di es~ mpi o a i suoi dipe ml c nti. - C o ri zia, 6-r 6 agosto 1916. 276. NORD IO Au;::us l o , da Tries te , ~ottoten e nte m edico 1 7 reggi me nto fante ria. Uscito dalle trincee al se~uito dell e prim~e o ndate ù 'as!>alto c tro,·a rHlosi coinvolto in aspra lotta, con serenit:ì e coragl{io dis impcgn a \'a lo<ie, ·olmc·ntc il s uo compito di sanitario, c qu indi, in uu m ome nto critico dd co mba ttime nto, d:l\·a bella prova di virtìr tnilitari, parteci pa ndo ùiretta rm~ntc alla lo tta e ri1.'Scen do di ese mpio ed incitame nto a i co mbatt e nti che lo vi1l<:ro fra loro, col fucile in pugno. contrihuire e fli cnccme ntt' 11lln conq uista delln importa nte po,:izione accanitame nt e difesa. In !'ucccssi\·e azi o ni, di ede llUO\'n prova di nlto ~pirit o di abnegazione , ade mpicmlo I'Orng giosame nte ai s uo i ùon : ri eli nr ecl icn pn·,.~o le truppe n contatto dd uemi <·o. - i\lo nte Sabotino. 6-i 11ttohn: ; \'~.: li k i Kril.at·k, w -1 ,:; s<·tt e rnbre ; Dosso F:liti, r·.> novc m!Jre 1916, (r(Ht 1irma ).

(t) Per le ric0mpcn~e (lal n . Z6i :\l n. Z7l v ed i GirJrn •lt di uutl rci,M m tlittH't : fn.r.c. X[·X.It d eii ?-lJ .


:224

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA Il messaggio del 6enerale ledim [ali f. della Valle a 6abriele d·aunnziD. Una copia d ella testa del u Convalescente » è stata data in dono a Gabriele d 'Annunzio. L'offerta era accom1>agnata dal seguente messaggio: .Mio Comanda.nte , Riprendo, rnm Mnzct commozioni', i l dialogo indimenticabile ~.:omin­ ciat,o il 31 di genn(L·io nel ritMrùtle, 01"() la Vostm ani?lt(L ha ?"aggiuntQl'apice mistico dellfL cita. ed il r ust·ro genio ha i nnal::ato tw,oci altari all~ P<ttria. cc Il 21 di f.ebbraio atten do il ronra1Mcente » V oi dice.~u:. Ed eccomi, <la buon soldntu, fedele alla JWomes~Ja data (l Voi e fede/& Ctlla cc consegnct » etntla dai medici d'I talia. È oggi l'ottaro a.nnù:ersm·io di quel lwnedi, 2 1 febbraio 1916, in oui a P01·denone Fi chinaste per blt-e iare la S<tlma di Alfredo B arbit•ri e correste a Gona1·s a ?'ellere ed lt tocca·re l'appareccMo i nfmnlQ ed insangttinato d·i Lttigi Bltilo, l'a1Jparecchio sttl qua.le Voi, con ac1·e a1·dù~~ento ,. colerate comp·iere l'alta impresa di L ·ubiana.. È oggi l'ottat·o anni1·e~·snrio di quel 2unec1ì, 21 febbrai o, in c11.i Voi,. dopo trentarinq11e giorni di spa.~imo dalla. rad?tta a Gra-do, imponeste a,l ca.pitano medico 8a1·do i11. Cer t"ignano, di din-i del m.ale llf' diagnosi e 14 sorte. Egli ton la fi<m~mella e.9pl01·ò il campo t•isit·o e diè scintilla alZar V o!!tra Poesia, a1'1"01·entando la fttc ina dei V ust1·i sogni. Ern la v igilitt del « }l(,tfli?"?LO ,, , E c~me <Lll01·a i l Vostro nerro ottico, per potere lu·cano e 1Jrod.igioso, 8eppe attingere a t·utti gli stmti dell'anitn(t le più 1·econdite bellezze, èOS'Ì oggi redrete nel ~·oTto del << Conmle::scentc 11 quel germogliare misterioso di 'Vita, che, tra le linee nobiNss·i me modellare dltl Jlinerbi, soa1·emente af/Wra nella mi8tic<t espressione della rita che ritm•na. Sella intensità iUJll'offC?'/fl è t1ata la brlle::za del 'II08tro dono. u A l tumulto della m ateria incandes<·ente che .wJni <Llla jusio1w, al m·onzo fittido t"ÌI'entc che l1'01"Ò n ell'ùn]n·onta ge•wiale dell'artista quel7'68']W68sione sintetica imm-ateriale di amon e di doloro, di eroismo e <l<i pùtà, a tutto quel piccolo tempio ·in nw1·imento :•, io rolli uni1·e, quale riat'ico di umiltà1 la mia c-roce <li guerra, quasi a ritt88'Umere con tale gesto simbolico 'il ·ralore d i tutte le croci di gtJerra dei .V editi cl'Ttalia. E qu o.~ta cM·imon'ia, sroltaRi nell'officina d'cu·te de.ditalcL al fante dei fanti , Giorann·i Randaecio, ore ht fu.~ione si compie alla g·rande '1'/l.(l,t~iera quattrorentesca Celliniana, s'in.t?pirò alla relebra::ione che l"oi face.<lle del 1lfilite Ignoto. P erciò il Goncalcsccnte è Vostro ! E come Y o·i fo.çte e .~i etc d'I tal i et i l p1·imo ari<ttorc, il p1·imt> ma?i1La·io, il pri·mo fnntc, cosi oggi rugliamo chiamar l' i il p1·imo m edic·o, i~

primo infe~-miere .


L r:l. CELEBRAZIONE DEL ~lEDI C!) CADUTO IN C UERRA

225

Tutto questo vuol dù· V-i il nost1·o mùtico dmw, e sono sicut·o che esso non 1:arrà nessuna dell6 vostre immagini, che incide1·anno e che resteranno a glorificnt·e le nobili cent1tt'ie dei tnedici cltdt~.ti in g1wrra, senz'altro premio spera;re se non llt gramlez::a della Ptt/.rùt. Con devozione .

.Roma, 21 febbraio 1924 . VALLE Generale medico capo.

FRANCESCO DEI.T.A

10<> Elenco di sulto.s critlori. - (Riporto L. 313,740.25). Corpo d'Armata di Rorna: rroL P an egrossi L. 50; dott. Capannelli L. 5;

dott. Leonardi L . 50; d ott. :\iosi L . 30; dot.L. Rustoui L. 10; élott. Tuzi L. 10; dott. Caraffa L . 25; dott. Dolft L. 20; c ol. Virga.H:il.(l L. 50; dott. Tt'iglia L. 10; dott. Belmonte T~. 20; dott. Luzzati L. 25;, dott. Rieci L. 25; dot.t. Ciaramelli L. 10; dott. T opi L . 5; dott. Velia L . 25; dot~. C;tmpanacci L. 10; dott. Giacanelli L. 10; pro f. P oli manti L. 25; dott.. Robi no L . 50; d ott Fraticelli L. 15; doU. Zucch i L. 20; dott. Beceatinl l.. 5; dott. Bt·acc-i L. 75; ùolt. Ga.lluzzo L. 15: ùott. Be, lardi L. 10; dott. Hoselli L. 50; dot.L Davoli L. 10; dott. Lond ini L. 50; dott.. Toni L. 25; dott. F erranin L. 10; tlott. Bulgru·ini L. 50; r1ott. Leuzzi L. f>O; dott. ::>arace ni L. 2.0; dott. Vel\<;a.ri L. 2;); dott. F eli ciani L. 50; tl ot.t. Guidi L. 10; dott. Sparar.o L. 15; dott. Maugc· ri L. 10: dott. Bo!'salìno L. 30; dott. Canùelori L. 50: dott. Forti L. 20; dott. Salva ti L. 10; dott. Schi avoni L. 25; rlott. P olt.ronied L. 15; dott. Pi tocchi L. 25: dott. Bini L. 20: dott. :Sarace11i I.. 10; dot t. Tognetti L. 20; dott. Rossi L. 30; dott. Mase lli L. 30: dott. Poccett.i L. 25; dott. rranci .L. 50: dott. Pediconi L. 50; dott. Alessandri Regoli L. 15; llott. Francioni L. 10; dott. Mancioli L . 50; dott. T epp:Hi L. !'); dot.t. Ghilarduec i L. 50; dott. Ga rrone L. 10; 2o gruppo studenti Istituto anatomia patologica l,, 32; pror. Monte· sano L. 50; cap. Zud.das L. 24; dott. Far.ettl L. 20: dott. Fo rmica L. 10: dott. Scarafonì L. 10; dott. Leonardi L. lO; dott. Horg iotti L. 30; dott. Venere J,, 30; dott. Pisto iese L. J!i; dott. Giannattasio L . 20; dott. Fantacchiotti L. 5; dott. Ami · eone L . 15; ùolt Donali L. 5; dott. Armuzzi L. lO; dott. Pierlui g i L. 10; dott. Silvestri L. 15; Unione ntilitare L . 300; dott. Cosci L. 10; dott. Orsini L. 15; dott. Gasagli L. 15; dott. Cerrano L. 10; dott. Falcone L. 25; sotto t. Ripari L. 60; dott. Gasperini L. 10; doU. Costa L. 5; d ott. Colletti L. 9; dott. Costa G. L. 9,80; dott. Costa Q. L. 9,80; d ott.. Adamo L. 9,80; dott TMuri L. 9,80; dott. Del Guasta L. 20; dott. Morganti L. 15; dott. Mag-n.in i L. 15; dott. Rocclti L. 50; dott. Tor· roni L . 25; dott. Badaloni L. 25; c!ott. Paparo L . 20; dott. Pimli L. 20; dott. Onorati L. 20; dott. f'arello L. 15; dott. Sammartino L. 30: pro!. Gia.quinto L. 2o; prof. Maraglia no L. :JilV; pror. Taruflì L. :!5; doLI.. FE>nari L. 10; dott. ~1arino Zuco C. L. 15; dott. !VIarir.o Zur.o S . L. 2.5; Ospedale civile di Grosseto L. 50; d ott. Candioto L. 100; dott. Salvini L. 25: Ospedale civtle di Frosinone L. 200; dott. Galeotti L. 40; dott. Segh etli L. 20; dott . Bettolo L . 30; Deputa· zione provinciale di Roma L . 100; dott. Massa L. 10; dott. Pa11t.a no L. 10; dott. Rugger i L. 25; dott. Di onisi L. 25: Ospeda le c ivile di Ronciglione L. 50; dott. Va lent ini L. 80; pror. Guald1' L. 100; dott. Marchi L. 25; Ospedale civile di Montalcino L. 50; ge n. Bima L. 100: dott. Baldar.ci P . L. 15; dott. B aldacci G. L. 10; prot. Batinl L. 30; d ott. Bogi L. 20: dott.. Bufalini L. 5; dott. Del Genovese L. 5; ,dott. Chiti L. 10: ùotl. Duranti L. 10; dott. Endin L. 10; dott. Ferrar~ t e L. 20; dott. Franceschi L. 20; rlott. Frascani L. 15; dott. Ga mbini L. l O: clott. 1\lic hel azzl L. 15; dott. Mirolli L. 10; dott. Mori L. 10; dott. Pi eri ni L. 10: dot.t. Qua r a n tesi L. 5; d ott. Ricci L. 15; dott. S art e.sc- hi L. 25; dott. Sersi L. 10: d oti.. !'i moni L. 10; dott. Spa.doni L. 15; dott. Verruro li L. 10: d ott. Ve!;t.ri L. 10; dott. More lli L. 10; dott. Barteua L . 10; dott. Bug lioni L. 15; dott. Caifassi L. 20; Assodazior.e nazionale medici di Pontedera r.. 70: dott. c~argari L. IO: ùott.. Ronl!ùlnni L. 30; dott. Bellagam ha L . 20; dott. Bizzarri L. 20; dott. Relardine lli L. 10: rlol.t. Ben\'enuti L:· 20: doU. Bozzi L. lO; dott. M inufe iJi L. 15: dott. Atlt'0nini L. 20; rlott. Angeloru F. L. . 20: dott. Angeloni C. L. 20; rlott. Blasi L. J O; rlott . Ror.aiutl L. 10; dott. Carcta L. :!5; Ospedale civile di Colle d'E lsa L. 10; d ott. Oal.di L. 10;


226

LA C'ELEllHAZlOt>n: Dt•:l, ~lEDI.CO CADUTO lN CUF.RRA

dott. Dereeuìe r L. 15: d01t. Gepparello L. 10: p r of. Galli L. 100: Gruppo s tudenti m ed icina di Roma L. 116; d o tt. Calzotari L. 20: dott. Be lli L. 20; dott. CuUa L. 20: do tt . Ra ldetti L. 10. dott. D i Marco L. 15; cloU. Bra:;chi L . 20; do tt. Co lorobini L. 20; do tt. Mazzetti L. 20; dott. Rnggieri L. 20; cloit.. Ferrari L. 10; dott. Fo ngol i L. 50: dott. Be nini L. 20: dott.. Landi L. 25: dott. Benvenuti L. 10; clort.· J3onanni L. 20: dott . C iampolir.i L. 10; dott. Faldi L. 10; d ott.. Funarì L. 25; dott.. Grill i L. 3; clott. Gini L. 24.80. dott. f e ll oni L. 25; dott. B ifano L. 15; do n. Lec·r llini L. 20; dott. B e rtini L. !lO; dott. Greuga L. 20: dott. Francavilla L. 12; do tt. varronf L. 25; dott. Mnzze t.ti L. 25; dott .. Casali L. 10: dott. DeiiL Colli L. 15; d o tt. Lusardi L. 10: dott. C.hiucci L . 10; dott. Carliui L. 10; dott. De Mattei s L. 50; dott. Custe-1•1i L. JO; dott. Allegri L. 15; dott. Lodi L. 10: dott. Angelini L. 10: d ott. Be rnanli L. Hl: dott. Fo11t.una L. 25: dot,t.. GampHi L. 5: dott. P roftbi L. 5; dott.. F r itl e lli L 20: d o tt.. Francescon i L. 10: dott. Bolatll L. 20: dott. Cervigni L. 20; dott. l:ral'faunini L. 10: do tt. Matterucci L. 50; clot.t. Marcotulli L. 5; dott. Mogi L. 5: ùoU. Cola L R: dott. Pasquinange li L . lO: d oti. Gambasini L. 10; dot t. P e tro ni L. 10: doU. Fa lr in i L 10; dott. 1\tasi L. 20; dott. Massini L. ~5 : do1t. Carreras L. ~;.;d ott. Mag rel li L . 25: (lo tt. i\lancini L. 15: dot.t. P ier oll i L. 'IO; d oli. CitPn;e~i L. 50; rlott. De li'Acc:io L. 20; dot.l. Napolitanì L. 10; d o t.t. Magri L. 5: dott. Nardi L. 15: doU. P elagalti L. 10; O s pedale civil.e di So· r iano ar Cimino L. 10: dott. Ami ci L. 25; do tt. Lusena L. 10: dott. S lwo zzi L. 50; d ott. Medici L. 5; dott. Pie nH·c·ini L. JO: do tt.. Luctw rini L. 20: dott. Ambrogi L. 10: clott. Jn gltet h L. 10; dott. Campanella L. 20: dott. Citonì L . 20; dott. Gr asselll L. 5: do t.L Francescltiui L. 15; do tt.. R on cnti L. 15: clott. T ani L. 5; d ott. Scornaipnghi L. 20; dot.t.. D el Lu f'a L. 20; do tt. De Palma L. 10: dot.t. De L ena L. 5; cl olt . Tarugi L. 20: clot.t. Caruso L. 10; ùot.l. Dernini L. 10: dott . Saggio L . 10: dott.. Sat:drell i L. 10: òoll. Sodi L . 10; dott. Uccelli Bian('oni L. 25; dott. MosC"hPtti l.. 20: dott. Darrini L . :?O; clolt . Ve nditt.i L. 40. dott. santini L. 10: dott. Tro tta L. 10; Osperlale civile eli P iperuo L. 50; d ott.. Satrinni L. 10: dott. Antoni L. 15: Il oti. T ognoli I~. 15: d o tt. Lu;<(' hi L. 15; d o tt. AnangPii L. 10; dott. (;ini L. 20; dott. Gntla i L. 10: do u . Ge ntili L. 15; do tt.. i\larr· lt ionesclti L. 10: do t t. i\ lartei J.i L. 10, 11011 Bu e ri L. l fl: dott. Brugl l.. 10: dott. Oe l Genovt>:>e L. 5: do t t. Campani L. ~0: llvt1. Ant.o nelli L. 10: clokt. Arat:1 L. IO: cinti. Antlll· ge l! L. 5: do tt. Caporali L. 10: dott. Pas e ro L. Hl: dott.. P or 1ezza L. 25: rtott .. Ru sc hi L. 20: Ordine dei fHrmari:sti di Pisa L. 50; pro f. F e <I Pii L. 20: do tt. Siri g nan i L. 10; dott. Nu rri L. 10: dott. B o ni L . 10; rlott. ::;c\·eri L. 25; do tt. T amburrini L. 10: cinti. Pasqualoni L. 2; dof.t . Ca ppella L. 25: dott.. 13e rnardini L. 15: do lt Li se ra u i L. :?0; do t~- De l Signor e L. 15; l] o tt.. Donn t.i L. 5; d ott . Fra tini L. 5: dott. Ln-mharrli L. 15: do li . P aci ni L. 10; do tt. Padellet.ti L. 50; doli. Fabbri L. 5: d o n . 13el"llasco ni L. 20; prof. Ne u~c hn l her L. 100: pror. At:ton el li L. 5: prof. Ye tt ori ni L. 15: pro f. ::;antenwcrhi L. 20: prof. Vi\·arelli L. 10: prof. R iagi L . 10; pror. Gl1era.rdi L. 20; prof. Ca.." c io li L. 20; prof. S ig u o r ini L. 20: prof. Baldo ni L. Hl; prof. Pozzelli L. lO: dott. l sido ri L. 10: doti. Man tlruzza L. 10: do tt. <~on ì' ll a L. 20; dott. Foglietti L. 10; d ot t . Borelli L. !10: Ospedale ('i\'ile di Perugi r~ L . IliO; Ospeli nle civile di GuiJhio L. 50; dott. Gincc he tti L. 10; <l ot t . D'Amhr o:-.i L. 15: doti. S uppa L. 15: d ot-t. rae nz i L . 80: dott. Corri L 2!1: d o t t. ~fa men i L. 25: dott,. Latn·,..nt i L. 50, dott.. ( i iannoti i L. 60: doti. s er e L. 10: d ott . Dor.a ti L. 15: dott. F ini L. 10: d ott. Della Valle L. 30; dott. Caronia L. 5fl; do tt . Ce nC'esr L. 20; do li, Cannarsa L. 15; do t.t. Carnl'm o L. 15; d oti . Gilt~ti L. 20: <loti.. P urf"ioni L. !10: d o tt. Me rlini L 1:'i: dot t. Frr di a ni I~. ~O; doli ~! o ri L. ~O. dott. 1\•litrcaf'Ci L. 20; do tt. Oauc~u ç(· i L . 20; (lott, Q ~tn<lri L. 10 dott. Gionu: nini 1.. ~0: clotl. L nnza L. 10: clou. Vasconrellos I.. 20: dott . Ve r!!A. r.. fl{); dott. t\l<:'rPdlll:l L. 20: dott. Bc rn~nlin i L 10; •lot i. Colesa n1 1 C. L . ~5; <lott. Cole:>(Lilti F . L. 25; dotL. Lupatf'lli L. 10; dott. Ba rt oli'lli L. 30· d r•tl. Vallivt>ro L. 5: 'Jott. l~ Spec h P.s L. 10; prnf. Pag liaro L. :lO: dOti. :\1ec•li L :?o; tl o it. Co~t> ri L. l f>; do tt. rrrrnris L. 10: llot.l. Vrronesi L. 10; ùott. r.larc llo.'tli L. 211: (!ou. (; at l o L. 20: dott. Amhrogetli 1.. 20; tenen te Mo ntiui (2• \·er,;.) L. :lO: cl ott. Bottari (:? 0 \'f'I'S. ) L. M); •Prllf. Sal<~<l ino L. 5; <lott Paggi L. 10: ~ l o1t. F mnr:ion i L. 10: dott. f\pl!u r.c i l.. 10: ch•U. C.ak1Hi {tn v.e1~.) r.. 50; d o tt. llan<lini L . 5: -1h1t.t . :\lllZZt•:ti 1..!>: pro f. Lu llf:! hf'tt i 1.. 15 ; p ro f. i\'!Od ig~l i:-~11 i L. 2tl; t(' IL l ' l~l. Co nsig-li O f .. ;:,5; SOl (()l(' . liC'III(• :\1apgi f-1• Y(\ r;;. ) L. 2;,; tl('lt. Hanirrl L ;;o: ·p rof. \'alll~II S:'H L. 1:>0: prnl'. P oll tano L. 50; ÙOtl. Malanga L. ~:.; cap. ;\'hLfÌIHI('t' Ì \'t'I'S) L. :JU; •Jli'Of. B ag)-!;0 L.:.n:

n•

l

l

!


LA <JELF:8RA7JO NI•: D"L i\ii!:DICO 1' :\.l>UTO l!'> C:UE:Rk A

227

' dott. Angeli L . Z5; ten. col. Baion (2° ve rs .) L. 50: ten. <:ol. :\lariotti lli ttnr hi (:!• vers.) L. :JO; CUJl. Catér·ini L. !>O; cap. Monli (2° ver..;. ) L . 50: clott. Ascoli L. 50: do~t. Mingazzini L. 50; rtolt. Al-i chaniar. L. 20: ten. Feclele L. 30; Jott. Benaglia ·L. 10; dott. Camevali L. ZO: dott. De Dato L. 20; dott. D'Aroma L. 100: dott. Beretti L. lO; dott. Bel loui L. 25; dott. Marta L. 25; dott. ~nf1 g11i L. 25; dott. Pn.s>'ini L. 50; dott. Asn'l re lli J.. 25: pror. Ciar·otcl.i L. 50; d oli. Della Seta G. L. 25: dott. Della S etA t.ius. L. 25: J ott. Balzani L. 10; tlott. Chinozzi L. 50: prof. ()e \'Ula. L. 50: dott. De Santìs M<Ynald1 L. 5; d ott. Fiore11~ini L. 15: dott. B iooc a L. 20; d ott. CII· s.t.ell<IJT\i L. 10; do tt. Recond.i. L. 50; dott.. Bot.talì.jla L. '25; d Qtt. Balivu. 1.. 20; dott. Fa.bi L. 10: dott. Carava.ni L. 30; dott. Ciga la L. 20: ~J ot.t. J)'A!ltùria L. 10: d ott .. l'k Rossi L . 50; dott. Brigan ti L. 15; Clott. FiCHCd L. 20: d~tl . Cip.pitc~ll i L. '.10; d o tt. Bl:~su ~c i L. 10; dott. Faldon e L. 50; pTof. Bonu:nome L. 100: dott. P ozzilli L. 100; prof. Artom di S. Agnese L. 100; tPl'Of. Gussio L. 50; d olt.. Barùoni L. 10; ca,p. Cio. tola f3• vers .) L. ~O; tprof. Calò L. :lO; .prof. Bardel.liui L. 25: dott. Carosi Mtlf'l.i· n ozzi L. 20: d ott. Ca ucx: i L. 5; òott.. Bondl i L. J O; <l llt.t. Bo larft L. 10; d oLI. Co rti n i L. 10; dott. 13ur~io L. JO; dott.. All).!t~ li L. 10: lllott. !\,1 ;wc-i.ni L. 50: dott. Muzi L . 100; dotL. Mochi L. 25; dott. N occio li L. 20: <i ott. Arcangel i L. 50; d o t t. ·Pucc imarti L. IO: dott. Pertico ne L. 5: doti. Chiass L. 10: dott. Romualcli L. 25: dott.. Ri tt i F . L. 10; dott. Ri cci P . L. 10: rlo t.t . Serra L. 15; clott Tamant.i L. 10: prof. Tro· cello L. 50; dott. Vitali L. IO; ù ot.t. Pt' rti co ne (2° vers.) L. 10; dott. B1lldassn ri L. 50; dott. Pa.st.egn. L. 3:,: ùott. P oliti L. 10; dot.t. Prospe ri L. Z:i: dott. Pug-~i es i Allegra L. 15; dott. AlessandriuJ L. 5; (lott. B:-tscltie t·i L. 5: doLI. Faberi M. L. 10: dotn. Faberi N. L. lO: d ori.. Ar·me ~lini L. 5: dott. B elanrto Rando11e L . 50; do tt. Sa inati L. 10; d ot.~. D'Ami co 1.-. 30: tSOti Ot·. Ho! lo l •. 1:-1; d oti. Sculf'O L. 1(1: do rt . Angelini L. 20; dott. Cappa.rotti L. 5; d ott. Cns Brigeno L. 10; d ott. Bncrelli L. 10; dott. Corica L . 10; dott, De Gregorio L. 25; dott. Fumarola L. 20: ùott. Renvenuti L . 20; d ott. Fiamma L. 20: prof. Angelini L. 100: do tt. Agonig i L. 20: dott. Gws,;i L . 10; dott. Stella. L. 75; dott. De Domeni c·is L. 50; dott. P arigi L . 10: clol.t. Ciuchini L. 20; dott . Almi L. 25: Cll p it. Monti L. 20; do\1 .. (iiOI'A'Ìili L. 75: cl tlt.t. Val PII· tini I.. 50: dott .. Tradardi L. 5: d ott. Cobau L. 15: dott. Eg-icJi L. 20: dott. F ea L. 20: d ott. Oi P orto L. 10: dott. Campi L. 25; dot. Cat,tarozzi L . 25; dott. Asr-arelli L. 50: dott. Simeoni L. 25; dott. Mezzacn po L. 20: dott. Ippolito L . !10: prof. Ficai L. 50; dot,t. FavilLi L. L. 10; c.ìotr. Favilli N. L . 10: dott. Bonadonna L. :!:i: doU. Ferretti L. 100; d o tt. Lollini L. 5: dott. l\lazzo lir: i L. 50; d oti . Buzi L. 10: dott. Ai elli L. 25: prof Donanni L. 15; doti.. Asca.re lti L. 30; pro r. i\liche li L. 200; do tt. Lupi L. 15; pror. D'Ormea L . 50: ten. r1 d . Rasil i L. 100: d ott. Nnr·lli L. 25: dott. Bompiani L. 20: dott. non ett.l L. 66: dolt. Biasiotti L. 50; dott.. Ma rillo L. 500: dott. l\'l(lntagoi ni 1.. 25; clot:. nu~omand o L. 10: tl u t.r. 'ist,ico L. 10: d(lit Larini L. 10; clolt. Ciax L . 10: d ott. l\lazzolani L. 25: Os pedal e c ivile di P isa L. Qtl: sottol. Camma ra tA L 50; ciot.t.. Fag~i cl i L. 5; Osped ale c iv ile d i Bibbiena L. 1(111: clott. Bini L . 25: OspeclalC' civi le di Pi!\a L. 200: tlott . Bmc: lrianti r.. :,(1: clC> tì. Ru:;si L. 90. C'o rpo d'ar1nt1ta !li .1/ilcmo. - Dott. Brescinnelli L. 20; dott. Pala7.zolo L. 10: dott. Passaggio L. 2:\: d,Otl. Cnrihor: i 1.. 10: rlott. Fi lippi L. 10; d ott. T og narc h ini L. 20: tlo t.t. Vi cini L. 20: dott.. Grume lli L. 20: dott.. Matt.ana L. 30; dott. P i11e lti L . 20; d ott. Medlla r.tarong- iu L. 10: dot.t. Dal la S pf'z ia L. 15; tlot. P eroni L . r!(J; dott. Ra.g11zzi L. 15: :::ocieti\ an0nima forniture d erlt.'lli l.. 100: dott. Piadeni L. 50: dott. S fl ingarcli L. 20; dott. Cirassi L. 5; dott. Frizzoni L. :?5: dott.. ~nla L. :25: flot.1 . Lazzaroni L. '25: doli,. Pi nt L. 15; rloLt. ::;curati L. 10: llot t. Salvini L. 15: d ot. Belloni L. 2Ct: clott. P e r·rtuca L. 10; dott. nellia (2• v ers.) L. 30: d ott. !\,la7.7.fl· leni L. 25: dott. Sta.mp• L. 3n: dott. Giudi ce L. ;?O: clot.t. i\lontohbio L. 10; do ti. Boriane L. 20: dott. Granr ir.i L. 10: d ott. Marzir·ati L. 10: dC>tt. ~lag-e nla L 10: dott. Mortari L. 10: doti . Rossi L. 10; llo1t. ·noni L. 10: Assol'iazion e naziona le meclici r ondotti (Sezione Mil.ano) L. 100, dott. Grampa 1.. 15: dott. Ferraro L. :?0: d ot t. Curli L. 20; doa. n o lcini L. 10: clotL Traw•rso L. 25: dott. Chi.odi L. 2(1; clott, Lanrlucri L. 20: dott. IJerizzi L. 10: (\()11. Galmozzi L. 10: dott.. Gavnzzeni L. 10; dott. Vilerbi L. 20: do tt. Alhert o i\tario L. 35: d ott. M in e li i L. 50: <loti. T osi L. 10: dol.t. l\lariott i L . 511: ctMr . Ra Ila e l li L. t O: dott. Borri L. 10: dott. D'A lessan ti ro l.. 10: dott. Castaldi L, 10: clou. Bonand riuì L. 10; dott. Bnz7.o ni (:2° ,·ers .) L 50: dott .. Doneg-ar.a L. 10: dott Cap11rro 1.. J5:


228

!.A CELEBRAZ IONE DEL

~mDICO

CADUTO IN GUERRA

doli .. Piaua L. lO; ùott. M orc~tti AmaJìa L. 10; dott. Lampugnani L. 30; rlmt. Bertazzoli L. 50; dott. Cen1ezzi L. 5U: dott. Casati L. 50: dot. Ta.nzi L. 25; dott. BaldineUi L. 200; dott. Bullo L. 25; doti. Rossi L. 100: d oti.. Cattaneo L. 10; dott. Ardissone L. 10; d oH. ~uglba Passeri L. 25; dott.. Redael li L. 20: dott. Ferraria L. 20; dot.t. Tre,·isan L. 10: dot.t. Wiget L. 50: dott.. Gadda L. 30; dott. Bruno L. 50; clott. Cercsani L. 15: pro f. zenon i L. 10; dott. Boaul L. 5; dott. Galma.nini L . 15; dott. carbto L . lO; clou.. Biar.chi L. 10; doti.. Gandini L. 20; dott.ssa !\lotl ena L. 10: dott. Valdonio L. 10; dott. Cazzaniga L. 20; dott. Bricchetta L. 15; dott. P oi ;·e t' in i L. :lO; dott. Casasco L. !); dolt. Ibhn L. 10: dott. Solari L. 25; dott. Cttttaneo L . 15; dott. Fe rrari L. 10: dott. Calza L. 20; dott. Garra L. 10; dott. Monti L. 15: dott. Cassarini L. 5; dott. Treves L. 1U; dott. Rober:chi L. 10; dott. :'\egron i L. 10; c1o1.1. Villa L. 10; d ott. Sa<'erdoti L. 10; dott. t\•lontini L . 10; dott. Duci L. 10; dott. Campagnani (2o ,·ers.) L. JO; dott. Jun~erma nn L. 15; dott. Casnigo L. 20: dott. Legorini L. 15; doli .. Boretli L. 20; dot.t. Zanca L. 10; dott: F errati L. 25; dott. Piceni L. 20; d ott. Sella L. 50; dott. Ytlla L. 10; dot.t. Ptsant L. 15; dot~. Tambe)lli L. 20: cap. P eò rini L . 95,50; cap. Surnci L. 91,75; sottol I nti11i L. 61 ,05; dott. l\loro L. 25: dott Morand·i L. 10; dott. Da P ozzo L . 10; dott. Cag nola L. lO: dolt. Mo r etU L. 40: dott. Vitale L. 20; dott.. Sozzi L. 25; dott. Ramazzotti L. 25; dott. Piccinelli L. >!5; doU. Terni L. 10; dott. Gioia L . 25; dott. 1\orsa L. 25: dott. Dia.nclti L. 15; dolt. Crosti L. 20; • La Sacita.ria. • L. 500: dott. Boe-chi L . 10; dott'. Tt.mi L. 1:i; dott. Corti L . 10; dott. Visioli L. 10; dott. Anl'elmi L. IO; rtott. Gemelli L. 25; dott. Alber1.i L. 25; dott. Reina L . 5; dott.. Grflziano L. :!0: d ott.. Iori L. IO: dott. Marini L. 15; dott. Pesce L. 25; dot.t. Rossoni L. :W; dott. Norat L.50; dott. Grassi L. 15; dott. Ma.riani L . 20; dott. Vecchiet.tJ L. 10; dott. l\.ficheli L. 50: rl o.U.. )la~ei a<lri L. 10: dott. Coli L. 30; dott. Saccozzi L. ;?O; dott. Saia L. 20; dott. Micheletti L. 10: dott. Cocconrelli L. 20; d<;tt. Bruni L. 20: dott. :\laggi L. 25: doli.. Leidi L. 20: dott. P otti L . 15; rlott. A,·anzini L . :?5: dott. !.ussana L. ~5; dott. Bocetli L . lO; \lott Cadei L . 50: dott.. De Sarro L. 25; rlo tt. Spec iale L . 5; dott. Rotondi L. 10; dott. Montini L . IO; dott. Longoz L . 10; dot.t. Resta L. ~n: dott. Herinzaglli L. 20; cloti. Cnzzat:i L. 25; dott. Garzaroli L . 10; dot.t.. P et.racchi L. 25; dott. CoiCimbo L. 15: dot.l. Gr:.1.nata L. 2.'\: dott. Pedrini L. 30; dott.. Pizzoraro L. 100: dott Feuaroli L . 15: dott. Ventura L. 15; dott. Gelmini L. IO; dott. Corazzi L. ~O; clott. 'l'apparo L. 10: dott. Busacca L. 20; dott. Za.ccarini L. lO; dott. Fumagalli L. 20; dott. Crespi L. 50; dott. Oberti L. 20; dott. Pampuri L. ~O; dott. Corracli L. 15: dott. camisani L. ;?O; dott. Silvestri L . 10; dott. Gras~i L. 20; dott.. Riva L. :!0; dott. Spaghi L. JO: · dott. Gobbi L. 30, ciott.. Ubezio L . 10; doU. R a~ tti L. 10: don. BuffoU L. 25: d oft.. Stoppani L. 20; dott.. Cossuli L. 2:i; <.loti. PangTI'!7.~o L. 26; dCltt. Oddono L. 20; d0tt. :';l'anzi L. 10; dot,t. Tarozzi L. 50; dott. l\longi ui L. 10: dott. Nicola L. 20; dott. Met.e lli L. 25; dott. Fontana L. 20; dott, Ripamonti L. 15: tlott.. Antonini (2• vers. ) L . 50; dott. Cerletti L. 25: dott. Rra,·etta L. 25: dott. Bussi L. Z5: dott. CGrberi L 25; dott.. Corberi Maria L. 25: dott. Carabelni · L. 25: dott. Ciarla L. :!5; dott. Saccllini L. 25; dott. Pontigg-i~ L. 25: dott. Bat.t isk>ssa L. 25; d ott. Dufour L. 25: dott. Bot1i IJ. ;?5; dott. Orgnieri 12" n ' rs. ) L. 25; dott. Rossi L. 20: dott. Alvi~i L. 15: dott. flroli L. 10: dott. Zanna> L. ;!;, dOLI. Rossini L. 5; dott. Ru seoni L. 20: d ott. Mazzo leni L. 10; dott. Ve rrellini L IO: doli.. Motta. L. 50: dotl. Monforte Ferrario L. 25; ('loti. _Croce? L. 20; c~ott. flnrgig lia L . JO: clolt. Previato (~• Yers.) L. 10: dott. Artentt L. 2:>; tloit. P1nna L . 50; dott. PiJli L. lO; dot.t. \'er('e tl nt ti L. 20; ù_ott. ~teffeu or.i L. 10; Iloti. Tnntcrr-ri L. 10; dott. Gan~uzzalaiosa L. 20; doti. l· e rrarto L. ~5: rlott. Frac·<· ari L. :W: clott. Picl'inini L. 20; J otr•. J.oeatelli L. 2.'r dott. Z<'lnc~lli . L. 50. cinti. Caftclli L :!0: dott. Tamburini L. 10; dott. Grassi L. dott. M >~rra111 L. :,o; clott. Ma.lncTicla L. 25: dot.t. Cnrrtu7.zi L. 10: dou. P orta L . 100; tlo!t. M<ì t U(·<'i L. 40; dott. Bore lla L. 25; dot.t. Ruzzi L. 20; dott. Re L. 50: tlott. ~acltce L . 10: dott Bricl1etto L. 20; ùott.. Ga lli L. 10: dott. Haier h L. 50; cloU_. Sala L. 25; dot.t .. r\egro L. l!:i, dott. Ro::si L. 20; 1lot.t. Ganelli L. 'IO; dot.t. Levt L. 111: doti.. B~accto L. 5; dott. Gatld L. 30: dott. Anwg-lio L. :!5: dot.t. Tamè L: ,10: <lo,~~-. Fernmo L. _ 2~; d?_tt. !\lorf'tti L . 20. dott._ Ploncher L. ?.0: t]ot.l. Orse111.1-!n L: ..J, clolt. Haront L. la, clOit. Bellttl7.01lt 1.. b· clotl. P1gn rini L. 10: dott. :\~ t>l.l o n1 _1 1_2" ,·er,.;.)_ L. 20: dott. :'l lanzoni L. 5: dtltt. Cre!<pi L. :?5: dott. Lavizzan L. -::: dott. ~autnrelJ.J L. 50: tlo!t. Pindeni L. 5; dntt. Bonett i L. 20· dott.. Brauta L. :?li: dilli. lle t't'tta L. 15: dott . Fprr,u·i L. '!.) . dioti. ~!Armi L. 20; dott.

10;


229

Parod i L. 20; dott. Boneltinì L. ::!5; dott. Calini L. 15: dott. Zecc a L. 10: dott. l\Iag· gioni L. 50; dott. Torri L. 5; dott. Caltaneo L. .IO: dott. Bazzano ~· 10; Clo n . Cicigna L. 20; ùott. LeOnt!SiO L. ~O; ùou. i\kgardt L. 10: t!ott. Ba.~ltOtll L . IO: dott. Besta L 20: dott. Pedraglio L. 20: dot.t. CroHalenza L. 10; dott. Morosnn L . 20; dott. R omanini I.. 5; ùoLt. Bazzana L. 20; dott. Bazzoni L. 10: doti.. Gallia L. 20: dott. OtéUi L. 10: dott. Bre-sn. L. 30; ùott. :\<1asdra L. 25: dott. Amadei L. 15; dott. Pinetti L. 20; dott. l\Iarzari L. 10; dott.. Ghidor.i L. 20: cloU. Orsi L. UJ; dol.t. Tacchini L. 20; dott. Ma nt O\'a L. 50: dott. Croce L. 20; dott. Fortini L. 20; dott. Rivarono L. 10; doti.. !-\llla L. 10; dott. Ructello L . 10: dott. Sironi L. 50; dott. Allocchio L. lO; dott. Pal la SII'Ì L. lO; dott. PiZZO('aro L. 25; dott. Pet.itti L. 30; dot.t. ~ascimbe11 e L 2tl: dott. P edroni L. 10; dott. Giovanelli L. 10: dott. S pelt..as L. 30; dott.. Sa.cco11aglti L. 10; dott. Donnia L. 25; tlot.t.. P elo ui L. 2;;: ctotl. P onzoni L. 10: Il oti. Orsatti L. 2:>: dott. Carohbio L. 25: (!OLI.. Pisani L. 10: dott. Volt.errani L. 40; dott. ::,('llejola L. 50: dott.. D'Agata L. ;.o; doti. ~apoleone L. 25: dott. Luca L. f>O; dot.t .. Ga rl.>ell i L. 25: cio t t. Benzi L. 20; dott. Sa lvadm·i L. 10.

ne

•

Gorpo d'onnala di L'alemw. - Mngg. Rornholft L. l()(l; magg. Sesto L. 100; magg. Sava rir.o L. 5:{; ca ~ ·. llordone L. 100: c·ap. Di Sall·o L. !)(); ca p. Salom on<J L . 80; cap. n e Castro L. 80: cap. Lazzariun L. SO: ten. A,·oiio I.. 70: ten. Scial<.hJtH! L. 50; ten. col. Santini L. 55.60: mngg-. Brig11glio L. 1.4.:10; mag-g. Zappalà L. 41.51\; magg. Indelicato L:. 41.:>0: magg. RuggPro L. 41.50; mR~g'. ne Domenico L. 41.50: magg. Loi<acono L . ·~ 1 .50; c·ap. BuotHil'l'O rso L. :~3.90: ca p. :o:;carcella L . ~3.90: cap. Patanè L. 33.90: cap. Znfflro L. 3'2.50; cap. (;ar\tft L. 32.50; ('ap. Merlino L. 30.10; cap. l\111zzarone L. 33.90; cap. Cl'riofalo L . 33.90; cap. !-\cuderi L. 33.90: cap. 1\:accarato L ~3.90; cap. Linares L. 33.00: t.ett. Foti L. 2'?.60; sottoten. ('~'t'· r.igliaro L. 18.~1); sottot. CiaJI.i L . 18.80; sottot. Delfino L. 22.60: ten. col. Frau L. 100; magg, Simula L. 100; magg. Fadda L. 100; Jll<l!l'g. Mcren L. 100; cap. Aromando L. 80: cap. Deuori L. SO: cap. Carrurl'in J.. &J; cnp. Put.zo la L. 50; ten . Pethon L. 50: te n . Ajcllo L. 50; cai~. Mazza T... 50: ten. P ensovecchio L. 70: ten. Pemice I.. i O; cap. Misitano L . 5'•.60: cap. Ferraro L. 40: t.en. col>. Santini L. 70.90; magg. Briguglio L. 78; m1~gg. ne Domrnic·o L. 78.20; magg. l r.deti · cato L. 52; magg. Loiacono L. 51.20: magg. Zappai!\ L. 59.60; magg. Rur;g(•t·o L. 65.40; cli p. Buonaccot·so L. 45.80; cap. ScRrcella L . 56; ('<1p. Patanè L . 56; cap. zamro L. '•5.80; cap. Qnrnfl L. 45.80: cap. Merlino L. 52..W; cap. ì'/a('c arato L. 44.40; cap. Sr:ucteri L. 62.70; ten. Poii L. 5Vl0; sott.ol.. Delnno t.. lt0.40: tt>n. Cernigliaro L . 40.40: sotto!. \.ali L. 40.40: cap. Mazwr0ne L. 51.20: cap. Cl1iofnln L. 44.50; cap. Sr.illieri L. 100; .cap. Giglio L. SO: t eu. Salvago L . 70; sott.ot. !'v!otlira L . 25; sot.t.ot. 'fntur L. 25; cap. T roml1nlorc L. f:!O: dott.. Nnora L. JO dott. Pastorello L. 10: dott. Trahia L. 10; dott. Mastrosimor:e l .. Hl: dott. La Fi sca L. 5; dott. Giammuso L. 10; doti. Giannon e r .. 10: dot.t.. 1\:icosi a L. 5; clotf. narhnm L. 10: dott. Spedale L. 5: lioLt. Cammar:·l tll L 5: dott. Fa,·a T,, !>: dott. Pilato L . 5; dott. Cavallaro L. 5: prof. ~al\'ati L. 5; dot.t. Di Ciiulio L. 10; .Pro r. Sa)!onn L . 10: dott.. Giarizzo L. 10: dott. La Pagl'ia L. 15; prof. Liontl L. 2;;; dott. La Scala L. 10; dott. D'Asaro L. 10; dot.L. Tlnttng-Jia L. 10: dott. C i n~alo L. 10; tlOII. Morrni n o L. 10; cloU. 'ontra L. 10; fi ('. t.t.. Sl'inlabha r .. 10; dott. Halsamo T..· lO; dott.. Cimino L. 10: dott.. Fucit L. 10: cloU.. WJtenti L. 10, ùott. Palazzo L. 10: dott. Guarino L. 10; dott. Vin c-i L. lO; dott. Bentivegna L . 10: pror. Ca..wino L. 100: cloft.. l\lessina T.. 10: rlott. Monracla L. 50; rlott.. Ca~ritlO L . 10: doti. Ver· llLIC('ÌO L. 25: dott. \' Anella L . 10: cl ofL . P JII('llin0tt i L. 10; dott,. Gairo L. 10: ùott. Manzo L. 10; dott.. Tabella L. 10; clott. Bnsile L . 20: dott. (:anna.tn L. 10: dott. At:elln L 10: rlotJ. Scipione L . 10: dot.t.. Agosta l.. 10; dott. \'llpotin o L. 10: dott . Cannata f,. L. 10: c~o1.1. Cannata A. L. 10; prof. Cannata (i. L. 10: prof. Larefot:e L. 10: r• or. Ru bano L. 10: <lott.. Ru;;>:o L . 5; dott. Vazzann L. 5; d o tt. La Via L. 5: rlolL O'Aiessan<lro T. a; dott . Ales:' ì L. 5; 1iot.t. :\reftce L. 5; ù o U. D'Ales~at.ctro \'. L. 3: <loti Cortese L. :i; d o li'. Fioi L. '23: clot.t. Angel e r·e L. 10: dott. 1 omllat'ello L. 10: rlott. Ficl L. 10: rlott.. Trapani L. 10: dott. Rizzo P. L. 10: dott. Rizzo V. L . 10; dot.L. :'ITiJ.azzo Ital ia L. 10; clott. Dr>ri;1 L . 10: cl o rt. Ma~gin L. 10: dott. Ann;,tn;o;i L. 10; rtott. Panin PIIO T.. 10: dOtt. l~llHa11o R. T.. 10; doLI. Dellorl J() L. 10:. ~lnt.t. Fici T.. Hl; clott.. Gnffau o A. L. lO: rloll . .\ ngil eri T.. 10: dott. i\lrlan•) f· tlrppo L. 10; dntl. Ahri)!'ua.uis r.. 10: d o tt.. Giustnti!'i L. 10: dott.


230

J,A f'ELEDRAZIONE DEL )IEDWO CA DUTO

'An~ileri G. L. 10; ùoll

J;>~

I'UEIW .-1

Dt Giorgi L. IO; clott. Todeschini L. 10; l.lllìcio sanit. comun. Palermo 1.. 50; doti . l acono L 2.'); dott. Zammit L. 5; dou.. cordo\"a L. 5; doLt. Ro1c111no L. IO; ùull. Perha L. 10; dolt Geno1·esi L. 10: clou . Conforto L. 10; doti. val lo L. 10; dott. M:mgeri L . 10; do tt. Li:>sandre llo L. 10; dot.t. Cassone L. lO; dott. Rametta L. 10; dott. Santippo L. 10; dott Montand o r: L. 5; dott. lnJantiuo L. HJ; dot t. Li1' ale L. 10; clott. Reale L. 10: dott . Gal lo L. ltJ; dott. Guastella L. 10; dott. Avol;o L. 10; dott . Mc:ssina L. 10; dolt.. Gallo R. L. 5; dott. Demandi L . a; dott. Oe Simon L . ;;; dOI·I.. ì\l;lnnoggu L. 5; •lott. De L ugo L . :i; dott. Va lle L . 5; dott. l\l ush•la L. 5: ùo11. l\1anai L.. ·s: dott. ì\laMila L. !>; dott. !\1ancis L. 5; clott. F erraris L. 5; dott. Tedùe L. 5; clott. P itzorno L. 5; prof. Rossi L. 100; pror. Decio L. HIO; prof. Contino L. 50; prof. Demil50 II L. 50: p rof. F ilia L. 50; prof. Dettori 1.. 50: p rof. Lombardo L. 50; pro r. Pjet.ri L. 50: prof. Cagliett.o L. 50; dot.t. P orra L . 25; dott. LuriùJana L. 15; (lcll. La Torre L. 15; ùOLt.. Ma.nsi L. IO • 2° vers.); dott.. Bosisia L. 15: dott. Pi :;tucldi L. 15; dott. Cavia.tì L. 15; dott.. Sei L. 15: do tt. Oelìtala L. 20; dott. Citi.onello L. 15: d.ot.t. P a.is L. 10; dott. Ma.rr ialis L. 5; dott. Cusmano L. 15; dott. ~abba L. 10: dott Sotgru L . 15; do~t. Serra L. 20; dott. Piras L. 15; dot.t. Rran<lino L. ~G: prùL t :onli L. 20; dott. l\ lurg ia L. lO; Ordille dei medici di P alermo L . 100: p ro r. Clementi L. 50: dott. Aguglia L. 10; dott. 1\lo uro r• e Rit:occ-a L . IO; dou.. Zurria l. 10: <.lot.t.. Lucretti L . 10; dott. Guamaccia L. 10: dott. Condor·et ti L. 10: dol.L. ~tamanelli L. 10; dott. Meli L . 10; dot.t. Pnlvirenti L. 10; do tl . Rubmu L. 15; tlot.L. fiorito L. 10: dotot.. Mirorw L. 5; doLt. Gullotta s. L. lO; dorL. Gullott:t G. L. 10; dot.t. Lombardo L. 5; dott. S ciuti L. 5; dott. Torri:;i L. 5; prof. Lombardo L. 10; pro r. Cìaetani L. 10; dott. Cavalla r o L. 5; ùott. Mat<Lras~o L. :>: pror. Cntore L. 10; pror. D'llr'So L . 10: d ott. Tro p en L . 20: doli. Caponc11o L. 10; ù o tt. Cul o tt.a. L. 10; ùotL. l.cr.t ile L. 10; dott. Fiuocclliaro L. IO; doli. 1\lilone L. lO; dot.t. E lia L. 10; dott. Memeli L. 10; do t.t. Giampir.rolo L. 10; doli.. Fayaloro L. 10; dott. Reganati L. 10: d ott. Fla.vetta L. 10; dott. La Sp ina L. 10; dott. P iccion e L. 10: dott.. Daviò L . 10, dott. Mata· razzo L. 10: dott. Timl>ana.ro' L. 10; d ott. Motta L. 10: dott.. Palermo L. 10; uott. .Bat.tiato L. 10: dott. 13uscemJ Crimaldi L. 10; d ott. Buscemi Pntanè L. 10; dntt. Abate Mo n:1.stra L. 10: dott.. ArTid ia.cono L . 10: dot.t. P ennino L. 10; dott. P iltari r.. 10; do tt. Frauco L. 10; d ott.. Giovengo L. 25; Scheda del dott. Fagà L. 150: rlott. Adamo L. :?tl: d o tt. La Lumian. L. ltl; dotJ. Aro ni ca L. 10; dott La Vecchia L. Hl: dott. Samrnartir:o L. 10; do tt. ~a.elta L. 10: dott. Stell a L. 10: ò.oU. c;orl>o L. 'IO; dott. Lh·at.ino L. 10; dott. Macaluso L. 10; dott. Fazio L. 10; clou. La. L umia X . L. 5: dott. !\1are he:;e L. 65: do t.t. Rao L. JO: prof. Ga ngitano L. 100; 1lo!t. Campione L. 20; clott. Lil·oJsi L. 20; don. Garnffo L. 20: dott. So· lina L. 20: rtoit .. Scia L. lf>; do tt. R icev rn.o L. 5: dott. Adamo L. 5; dott. Bnrroveccllio L. 5; dott.. Lomt1arr1o L. 5; dou. Sc-io A. L. 5; dott. Scarcell a L. 5; dott. :->al\·o L. 5; dOLI. D ':\mi co L. 5: d ot.t . Ra.v iPra. L. 20: dot t . Agucci L . 5; dott. ~ l es~ ina L. 5; dot t . Turretta L. 10; ùott. Defìlippi L. 15; dott.. Genna L. 10; cl nt.l. Miceli L. 5: dott. c~uida L 5: dott. Luppino L. 5: dott. Pollnrn L. 5: dott. Ili azza L. 5; dott. BucceUato L. lO; dott. Ter ranova L. 10; dott. Cassi sa L. ;,; dntt. Poma L. 5; dott. Mes:;ina L. 5: dott. D~IJia.s i L. 25: dott. Zing-ale L. 50: rlo\.i.. Delaridi L. 20; dntt. Ca.pua L. f.O; doU. Caderi L. 25; dott. Timpano L. 20; dott .. Corridj I.. ;:iO; dott. Albanese L. 15: dott. Nirotc'\ L. 25; dott. Sf'ianat.iro l ... 2f1; dott. Romeo L . :10: clou.. Zaccali L. 15; dot.t. L:-1 gana L. 25; dott. C<trigliar.o l... 20: dott. Candido L. 50; dott. Tripepi T•. 50; doti.. T om masini L. 25 dott. F ederico L. 25; doti. Luprino L. 50: dott.. ~lilo L. 25: doli. Possalia L. 2fl: dott.. BarhC' ra L. 50; dott. Bari i<'L L. :>O: dott. S poleti L. 20; dott. Bagnara T.. 25; d ott. ~ I E'ssina ti. L. 50; ùo•t. Pe nt.imalli L . ~n: doti.. Albanese L. 20; dott. l\1HIIdu ca L. c>l); dott.. La g hi L. 50: dott. Colloca. L. 25; dOl.l. :':andr·i T.. 20: dott. l.ri tlo L. 10; dott. Ce~<telli L. 10: d ot.t . Orlando L. 10: rimi. c;ig-aul(• L. 10: llot.t. nonsi;nrore L. 10: dott. r.reco L. IO; clou.. Carfl L. 10; dott. Cona L. 10:dott. f'rag apane S. L. 1t1; dott. Carrliel L. 10: dott. PrAg-ap ane F. L. 10; dott. Soleri L. 10; dot.t. Azzoliua I.. 10: flolt, Aga ll:ato L. 10; dott. D'AntonH L. 10; dott. Mon temagno L. 10; pt·of. Brancati L. 100: dott. Petral ia L. 10: dofl. Consoli L. 10: dott. F'irH)(·(' hiaro L. 10: dott. Sat1·o L. 5: dott. ~Ji gnet'o :-\. L. 5: dott. 'feresi L. 10; dott. Orlnndo L. 10: dott.. Mlcel i L. 10; dntL Aiello L. 10: dott. Mini.,;sale L. 10; dott. Politj L. 25. dott.. VeHezìa L. 111: dott. C0~11:1 t a L. 10: d ott. Ha~o L . .'>:do tt. J\.ligneco C. L. :?Il; d ott. :'11c•ggl!r1 L. :?O; dott. Ad<H'IIO r.. ~O: dott. f'intu L. JO; dott. Tornello


LA CELEBRAZIONE DEL ~IEDJCO CADUTO L.'l (:UERRA

L. 20; d'ott. Fragapane L . 20: dott. ;\'liara Euda L. 20; dott. A~geli~o L . 2tl: dott. Ru.sso L. 20; dott. Attanasio L. 10: dott. N1gido L. 10: p rof. Ep1fa•~ • o L . Hl: pror. Lombardo L. 10; dott. Ma rchese L. 10; rlott. Ferini L . 10: dott. Ca l a~uura L. 10; dott. Polizzi L . 10; dott. Fazio L . 10; dott. i\i.essina L. 10; dott. Purpura L . 10: dot.t . R ns so L. 10; dott. Anlino rl L. 10; dott. Allegra L. 10: dot.t. Al iquò L. 30: prot ~oli L. 10; prof. Lino L. 10; p ror. Aressu L. 10: ::;rl .efla del cap. :;ciJLieri 1.. 401•: dali. 1\facrl L. 30 ; dott.. Calauti L. ~u: doli. Corrt:alt: L . 10: •lott. P rati L. 10: doli. Pa~qua l e L. 20; dott. 13arìllaro L . 10; dott. Lisai L . 10: dott. Senes L. 10; dott. ~anna L. 10; dott. Ferralis L. 10; dott. Piga L. 10; dott. l'estoni L . 10; dott.. Massn L. 10: dott. R ighi L . 15; dott. Grixoni L. 25; dott. Lodonì L . 10; dott. Bolduzzi L. 10; dott. BaUero L. 10; dott. P is:111~ L. Hl; dott. N\ll:zio L. 10; dott. Piccardi L. 10; dott. Sircana L. 10; dott. Demartis L. 10; tlot.t. Secchi L . lO; dott. B ianco M. L. IO: dott. S illa L. lO; dott. B ianco C. L . 10: dott.. Muzio L . 25: dott.. Lost.ia L. 25: dott. Lasio L. 1.0; dott. Meloni L . 25; dol.t. Ganga L. 10; dott.. Rossi L. 10: dott. Floris L . 10. COIII.JIUIIIJnli {t~collti 11111dicina llcgia unit'ci'Slt(i di. Pater111o. - Pror. Lazzaro • (preside) L. i!O: prof Spa.llittn. L. 20; prcf. Scafflcli L. ~O; prof. Luna L. 2U; rror. Purp ura I•. 20; pror. Par·lavecchio L. 20: proC. Pepere L. 20; prof. Mirto L. 20; prof. (iiuffrè L . 20; rrof. Tricomi L. 20; prof. Lodato L . 20; prof. Cosentino L. 20; pr of. P h iiipson L. 20; prof. Cole lla L. 20; proi. Manfredi L. 20: prof. Di Cristjna L. 20; dott Piazza Mar tini . L . 20; dot.t Piazza V. L. 20; Clinica dermosifilopatica e V ispensario celtico L. 290: ClJnic1). osìeu·icn. L. 225; Clinica ocu· listica L . 100: pror. Cervello L. 50.

Diuzionr. rli :;ani.tà del corpo d'armata eli flolo!)lla . - Dott .. Massa L. 50; rlot.t. Foscilini l.. 25; doti. Anda lò L. =>O: dott. Bn...;.<;i L. 50; doti. Rru11ello L. 50; dott. Gaeta L. 15; dott. Di m asio L. 25; do li. i\lorelli L. 50; dOti. Liverani L . 25; dott. Venturini L :lo; do11.. Ferrari L. 50; dol.t . Russitano L. 50; dott. Salvagnir.i L. 100; dott. Virdis L. 25; dott. UJ)ertis L. lO; doit. Ferroni L. 10; dott. T allone L. 25; dott. C:aramitti L. 75; dott .. Franchi L. 10; ùoU. Conti L. 25; dott. Vitoli L . 50; dott. Bellati L. 80; dott. Magnani L. :ltl; doLt. SoU eri L. 100; dott. P avan iel L. 100; dott. Collina L . 25; dott. Ro udinini L. 30; 1lott. Bor.oli L . i!O; rlott. Brunelli L . 20: dott. Biagini L . 20; comm. Minate L. 100; p ror. Lanzerin i L. 100 (2a offerta); pror. Ma•·tinotti L. 100 (28 offerta); dott. Bussa Lar~' I.. 80: dott. Ballar ini L. 30; prot. caLabrese L. 100; dott. Campc)l'esi L. 20; dott.. Sinibaldi L. 20. Corpo d'armate, di. .'ll,' apoli. - Dot.t.. Borgia L. 10; dott. t orio L. 10: dott. Nuzzi · L. 10; dot.t. Del Monaco L . 10; ùott. Oi Vieo L. 10; dott. Barletta L. 10; dott.. Quintavalle L. 10; dot.t . Rienzo L. 10; oolt. Inli<• L 10; Clott. Ionio L. 10: dott. Dolli P aoli L. 10; prof. P unzo L. 50; rlott. C.ariello L. 10; dotl. Fr-rn•ra L. 20; dott.. De Lu isa L. 10: dott. Apostol ico L . 20; dott. Za.pp ia L. 10; clotl Gautiem L. 10; dott. F a lc i L. 20; dott. !\lall a rdo L . 10: dott. Zambrano L.·lO.

Corpo rt'armatu (li Firen:e. - Dott.. Rargellini L. 15; dott. Cumho L. 25; dott. Capei L. 20; dott. Carusi L. 25: dott. Gaggia L. 25; ùott. Da P ozzo L. 70: òot.t. Giacchi L. 1on: dou.. Bastia11 i L. 50: llott. Bac.::arini L . 20; dot.t .. Falchi L. 50: dott. Raga:r.zini L. 25; dot.t . Pauizzi L. 50; dott. Conti L 10: dott. 1'\ovi L. 10: dott. P esl.ellini L. 40: dott. Terra Abr11mi L. 20; dott. Borri. L. !>O; dott. Mannu L. 10: dott. Mnrcozzi L. 60; dot.t. l:'ena.riul L. 10; dol.t. Ciccarelli L . ~O; dott. Car ar.i L. Hl; rlott. Canali L. 10: dott. Mazzini L. 10; dott. R ighi L. 10; dott. Ross i L. 10; clott. Giavoni L. 10: dott. Zavanone L . 10; dott.. P oli L . 10; dott. F ranzoni L. 10; dott. Azzolini L. 10; dott. Alberti L. 25; dott. Berretta L. 25: dott. Maragliano L. 25: dott.. Maccagno L. 25: dott. Zamorani L. 25; dot.t. ·Riondì L. 100; dott. Ceccopieri L. 50; Raccolte da vari Ent.ì dal segretario <.Iella Direzione di sanità di F ir·enze L . 1093; pror. Pampa.nir.i L. 25: dott. Assagioli L. _25; <lott. Biancalani L. 15. dotl. Billi L. 1:l: ùou. Cast.el lnrri L. 25: dott. BarlacCh l L. _10: dott Mangani L. 10: dott. Voltt!na L. 10; dolt.. Sanguinetti L . 20; r rot P•eruccin i L. 2~; dott. Luisada L. 5(1; dot.t.. 13elli L. 20; dott. Capecchi L. 50; dott. Catarz• L. 10; cwtt. Lampronti L . 50: dott. P e.'<:;ino L. 10; noti. Sordi L. JO; dott.. Gayn L. 10; p r·of. Abet.ti L. 25: dott. F iorani L. 5; dnt1. P ag-I ia i L. ~5: dott. Barzelloti L. 5: dot.t. Savoia L . 50: dott. Bianchi L. 10; dott . Frassir.elti


LA CELEBRAZIO:<IE DEL l\lEDlCO CADUTO IN GUERRA

L. 10; don. Paresce L. 5; dott-. Clti ti L. 10: doti>. Buffagni T.. 15; dott. Nerli -Da!· Ja t.i L . 10; clo tt. Gugìielmi L. 25: clou.. n e t Guerra L. 10; dolt. Carrare:>~ L . 2:>; d ot1. ì'\anni L. ~5; dott. Cuill,iui L. 10; dott.. Foca~·ri L. 10: dott. Zannom L. 10: dott. Bartalini L. 25: dott. MazzeUi L . 10; cloi.t.. Bendill i L . !W; prof. P a lag i L. 50; A:'sociazion e nazionale m ed id condotti L. 200. Colonia Eritrea. - Dott. Costa L. 100; d ott. Clliaùrero L . 80: dott. Parona L. 80; dott. Guaraldì L. 80; dott. Mastrantoni o L. 80; dott. T11fano L._ 100; do:t. CAstronoYo L. 70; dott. Iann iz zot-lo L. 70: dott. 1\urra L. 70; dot-t. Gagllone L . .tl: dott. Cortesini L . 70; dott. Prm·ern L . 100: clott. Culmi L . 6:\: rlolt. Tenenti L . 50; dott. Piccoli 1.. 75; dott. Fisclletti L. 70; dott.. PauUcelli L. '•0. Ucetoll e d'all'IJ{firir• (/f .<1111i/ri militrrrc d ello Cofft•efli L. 70: te n . Lamer.dola L, GO.

f 'it('lltiiC/1.

O BLAZJONI RA CCOLTE P EH LE I$0RSE m

t f!l'll{)lf-<i).

-

T en.

S Tt;OJO

AG LI oRFAl\I DEI MED IC I CADCT f l ~ GUERRA.

Gt:n. della Valle l.. 20; gen . Santurr i L. 20: c·ol. Dad ue l L. '20: ten . col. Casarinì L. 20; ten. col. Ferrari ~Lelli L. 20; ten. coL Cìrixonl L. 20; ten. col. Gen1lli L. 20; ten. col. \'olpe L. ~O ten col. Armand-Ugon T.. 20: m agg. Parente L . 20: ma~:-:-. Ippoliti r.. !!O: nwgg. P eti tti L. 20: 111lll!'!l.'- G:~ lanl e L. 20; magg. Del Va..;;to L. '20; mag:-:-. \.arda rola L. 20: magg. Lu cci L. 20; ca p. Bocchet ti L. 20: ten. Lo Bianco L. ~0: pr0f. Ro.<-;:ell i L. 20; rlotl. n ella ~eta L. 20; J.ott Caccinl upi L. 20; <lot.l. Car(Ja rclli L 20; magg. Rinnldi L. 20. Corpo cl'armo ta rli /Jari. - CoL. TPmpesta L. 20; ten. eol ne Giorgi L. ;?t): ten. col. An n ino L. 2(); lrn. coL Ri zi L . 20; ten. col. Cas t-ellano L. 20: t en. col Surdi L. 20 mt~gg. Greco L. 20; magg. Miadonna L. 20; mag(\'. Lovaglio L. 20: m agg. Degli Atti L . 20; -magg. Bilani'ia L. 20; magg. De Albcrtiis L. 20; m agg. FeliciangPli L, 20; ma.gg. 13rur.o L. 20: magg. Oteri L. 20; ma:;rg. Basile L. 20: magg. Mazzoccone L. 20: magg. P etrillo L. 211; mag;.!. BoLlari L . 20; magg. Cameranesi L. 20:r:-~p. ~ l a;:sari L. 20: c:-~p. Cassanese L. 20: cap. Piccarrta L. 20; cap. Piccoli L. 20: cap. De Caro L. 20; cap. Miletti L. 20: cap. Gasp a rrì L. 20; r11.p. Merlini L ?O; 1'aP Bllrone L. 20: cap. Sal\·ini L. 20; cap. Bncci L . 20; cap. Grilli L. 20: cap. De Martiis L. 20; caJ•. Cellini L. 20. rap. 11'Amhrosio L. 20; c:,Lp. De Cesare 1.. 20: rnp. Lombard-I T.. 20: cap. Cassitti L. 20; cap . Cllnitano L . 20; cap. Ci\·ita L. 20: cap. nonadeo L . 20; cap. Pe.s.~e L. 20; rap. Polito L. 20; cap. Lepri ere L. :?0: cap. C~ts t el l ano L. 20: cap. TrerotoU L. 1!.0: c:-~p. Gisotti L . 20: cap. Of' Sario L. 20: c:-~p. Ile Rlnsio L. .2Cl: 1'a p. ne Palma L. 20; r.a p. Mosrhetta L. 20: c11p. (~lladalupl L. 20; cap. l\faslrolia L. 20; cap. Castellaneta L. 20; car. Ba rmt11a L. 20: cap. Fìoreuzano L. 20: rap. Saurini L . 20: ra p. n el ljsaiio L. 20: cap. Cassano L. 20; cap. Perrini L. 20: sottot. T arro ni L . 20: ~ottot. Cìiannatempo L. 20: sot.tot. Cartoonara L. !.'0: so twt. L11nza L 20: !->Oitot. Carrara L. 20: sottot. Darnaggio L. :?0; solto!. P etn17:zi L. 20; sotwt,, Cap11fi L. 20: sottot. CastellaJl O L. 20; sotlot. Dié: Ben ed icl'is L . 20: soltot. =-'>U'dùllt' L . 20; sotto t. Sorire L . 20: sol.tot. Perla L '?0: cap. Cappelli L . ~O: rap. Pel'oraro L . 20; dott. Gibelli L . 10: cloLt. Rol la L. :?0; <lott. F ortuna to L. 20; rtntt. Cannone L. 20: dott. Sinisi L. 20: rlott. Tri;zgiano r.. 10; clot.t. R irc i L. 10: 11ou.. MHrcorella L. 40: òott. N. )';. L . 21\; dott. Guarini L . 10: dott. N. N. L . 15: doti,. Cuenzo L. lO; òolt.. Russo Frat.tas io L. 10: òott. D'Artclosio L . 1!0: rtott. Pug!iese L. ~0: dott. Martino L. 20; dott. Bu-, SICO L . 20: dott. J.apresll T.. 5: dott. Srialpi L. 25; dott. P enc le L. :?5; dott. Cardarellì L. 10: doti. ;\·!anelli L. 25; rl ott, M a~ni L. 20. rlotr. i': iam pi r>tro r.. 50: dott. Giammarro T.. 20: rtc1tt . \.u~ìli T.. 5: dott. Gar bi L . '?O; dott Sassi L. 10; dott. Pì~rnatelll L JO: dott. l\ l erranti L. 10: dott. n oss:1 ni L 20; dott. Campanaro L . 25; dott.' zanale L . 2.>; Iloti. Gi:\nroli L. 20: doli. :O.tfui·ci L. 10: dott. Ratli:ota L. 10: dott. Pistilli L. 10; clot.t . C:annlelli L. 211: dn tl. :-::g·n rrn L. :,; dott. De To•}lllH~~i L. 25: dott. Cirillo T.. J~): cloU. T ota L. !20: d ot-t. DiOlll!•dr> L. 10 do t t. Cn~triola L. 15; dott.. Sabato L . ...J; dott. IY.\rpc L. 10.


LA CELEBRAZIO:SE DEL MEDICO CADUTO IN CUF.RRA

233

Co1·po à'n.rmalti di Trieste. - Dott. Quirico L. 20; d ott. Be rt one L. ~O; dott. Laboc L. 20; ctou. Ca \·uglia L. 10: ù ntt. Pinch erl e L. :?O; dott. P edrott1 L . ~Oi ùou. Gra.do L. 111; tlo1t. Faccltin L. 15; dott. Gramenuda L. 15: dot.t. ~l ancm• L. 25; d ott. Glliandu~si L . 15; uolt. z arùi L. 10: dott.. Carmincich L. 20: cap . Piccion e L. 211: dott. CE>fis L. 10: llo t.t. Marot~i L. 20: dott. P isaca.ne L. 1.0; dott. Vardabasso L. :ln: sott u t.. CO\"itssi L . 20; so1 10t. Berri L. 20: sottoL. De Cresce nzio L. 2u; :=:ot1ot. :'ll irallo:lla L. ~0: so t.t ot. Petr one L. 20; (lott O'Ot1one L. 20: sot.t.ot. Geni.ile L. :?u; magi! P ellegr iHo L. 20. 'ollot. Beranli L. 20; sottot.. Bat•nt L. 20; 1.en. :::;calt>ra-Al\"ah:z L. SO; sv tto t. ~ah·ati L . 20; t.en . De CPsa.re L. 30: ten. Trifllett i L. 20; dott. Delpin L. 10: cap. D• Salvo L. 20; cap. P omo L. 20: dott. Di Montig-n<~n o L. 20: d ot ~. F ede le L . 10; c ap. Froggio L. 20; rlott. Venier L . 25; dott. Ca.rùa.zzo L. 25: dott. Luxar(Jo L . 20: dott. Panc ier a di zoppol ù L. 50; dott. Mace(Jonio L. 10: dolt. Giarleita L. Hl; d ott. Ri p;lii L. 20; dott. Mas.otti L. 30; dott. Di Salvo L. 10; dott. Stuffeli L . 10: sottot. Grar.di L. 20: tSottot. Mauro L. 20: dou. Gonan L. 1liV: do lt. Fabia.ni L. 100; d ott. i\la rtinz L. 25; dott.. De Fran ceschi L. 20; d ott . Cic uta L. 50; dott.. Brelich L . 10: dotL Marco\·i ch L. lO; t.lott. ~t ei dcl er L. 25: don. Sp•·ingher J.. 10; tlot.t. Cc1otu L. 20; dott. Gironcoli L. 20; dott. Battigèlli L. 10; dol.t. GusW n t:lli L 10; clott. A!pi L. 10; cap. Modu gno L. 20; sottot. Gallo L. 20; dott Calcari L. 100; dott Cogring L. 10; do tt. Ughi L. 25: col. Saggi ni L. ~O; ten. col. Cresc imone L. 20; ten. col. Zanuttini L. 20; ten. col. Casapinta L. :'?0; t.er•. col. Cadeddu L. 20; magg. GalLi L. 20; magg. Li berati L. 20: magg ..Japoce L. 20; mag-g. Sorbara L. 20; magg. Piccinini L. <zO; magg. Mosc ucci L. 20: cap. De Li so L . 20; Cllp . Bugl.iare llo L. 20; cap . Am oroso L. 20; cap. D e Carli L . 20; cnp . BarbPri L. 20; cap. Bucci L. 20; cap. Carva.gl io L. 20; cap. Centin eo L. 20; cap. Be llomonte L. 20; cap. Cassone L. 20; cap. Arge ntina L . 20; car. F'iorentino L. 20: cap. Ruffo L . 20; cap . ~Ja.gno L. 20; cap. Zaccaria L. 20; 1en. D'Eugen io L. 20; t.en. Donsanto L. 20; ten. Ma=-trog iacomo L. 20; ten. \.acciat.ore L. 20; ten. P urc::u-o L. 20; ten. Ga rgiu lo L . 20; ie n. Lombanli L. 20: 1cm. Aceet.la L. 20: ten. Fra nzoni L. 20; t.en . Gattagrisi L. 20; ten. Savinetti L . 20; 1en. Monlini L. 20; souot. Tabacco L . 20; sottot. T ufani L . 20; sottot. F rancavilla L. 20; sott.ot. Violante L. 20; sottot. Natali L. 20; ma.gg. PatTi L . 20; ten. Ascoli L. 20; ter•. Millino L 20; d ott. Mitrovich L . 20: dott. Lauro L. 20; doti. Lorenzetti L. 20: dott. Cante L. 10; clott. BellP.n L. 10; dott. Glroncoli L . 15; dot.t. Furia ni L. 5; ùott. FiUppiui-Battistelli L. 10; dott Coglievina L. 10; dott. Loow L. 10; dott. Borri L. 5; ùot.t.. Dorner L. 20; dott. Li ebmann L . 20; dott. P oliak L. 10; d ott. Rosemberger L. 25; doti. Ruzzicr L. 20. Corpo d'anvata. di Fircn:;e. - Col. Mauri L. 20; ten . col. De Stephanis L . 20: t~n. col. Rizzn ti L. 20; ten. col. F oce L. 20; rol. AltobelLi L. 20; cap. Grifi L. 20; cap. Angelini L. 20;magg. Romhj L. 20; ten. col. Funaioli L. 20; ten. col. De Sarlo L. 20; cap. 'I e lese L. 20: col. Cimino L . 20; te n. col. Berna.rdi L. 20: magg. Piantell!i L . 20; magg. Savini L . 20; magg. Camori ano L. 20: magg. Basso L. 20; magg. Selvi L. 20; cap . Queirolo L. 20; cap. Scanavino L. 20; cap. P olizzi L. W; ca.p. Imperiale L. 20; cap. :vta.s.-;one L. 20; cap . 1\Iarti ni L. 20; cap. Tonelli L 20: cap. Bonino L. 20; cap. Pet.r illi L . :W; ten. Zunnino L . 20; ten. Stresino L . 20; sottot. Giani L. 20; so ttot. N'ovari L. 20; sottot. Oddone L . 20; .sott.ot. Frisiani L. 20; ten. col. F antoli L . 20; 1° cap . Seia L. 20; cap. Di Stefano L. 20; car-. Passera. L . 20; cap. 1'ieg ri L. 20; ca p. Vangola L . 20; ten. Diana L. 20; ten. Felmoni L. 20; ten. col. ~apolitani L. 20; magg. Corraòi L. 20; cap. Beroni L. 20; ten. Brezzi L. 10. Corpo d.' armata. ~i Vc~ona. - Magg. Cia rlo L. 10: magg . Maffi L. 10; ma gg. Suma L . l O: cap . l auon1 L. 10; cap. D'Ettore L. lO; cap. Messina L. 10; ten. Urtoler L. 10; magg. F ierro L. 20; cap. Mazzarino L . 20: ten . Patti L. 20: ten. col. Bernucc.i L. 20_; ten. col. Coda _L._20: magg . Casella L . 10; magg. Singlit.ico L. 10; magg. Ge l ~rrru_nr L 10; cap. flln • L. 10; cap. Mu ri a ldi L. 10: cap. Faraone L . 10; sott.ot. Lanccluu L. 10: cap. Ca tapano L 10; cap. Ror: ga L. 10; tP.n . .Mnzzenga L .. IO; d?tt. Cavalie ri L. 100; prof. Cecclletto L. 25; dott. Sp angaro L. :!5; dott. GI_mgam ~ - 25: cat•. Fiore L . _11; dotJ.. Reggiani I:· 5; dott. Signori J.. 10; òott. Maffezz?~• L. 5: tlot.t. Ver·ga u~ L. 10; dott. Francioni L. 5; dott. Uggeri L. 5; dott. P 1_r1a L. o: t.l_ott. Dobell! L. 5; dott. Marconi L. 10; dott. Cappello L. 5; dott. Tnmarch1 L. o; dott. Ast.r L. 5; dott. Domini L. 5; ù otl Mammarco L. 10; d ott.. Cappello L. 10; dott. Morandi Emilio L. 5; dott. Curt.ini G. L . t iJ; dott. • GioNulle d( med1Cina mUitare. -

F ase. IV.


23-1

NECttOLOGIO

?.l aaolari C. L. JO: ten. Pi azza A. L. 5: dott. R izzi L . 5; ù otl. Str adavari L. 10: <'<lp. Carwpa L. 2!); t a p. Ca.\'a l ieri L . 40: ùot.l. :::;oucini L. 10: pro f. P iazza L . 25: d ott. Znn ini L. 10; d o tt. :Xico lis L . 10; d oLt. De Batt.ì:Hì L. 10; dott. Zerman L . 10; d .JlL. Pn.ri si L. 25; d oLt. Fntc·c·a.r oli L. IO; d ott. Cre::-1a11i L. 10: dott. Mal esn ni I.. 20: diltt .. Solfo L. 10; dott.. Ca..~e lli L 1:>: ùott. \' cnt4rrini L . 10: co l. Tro q . n ell i L . 20: t t>n. co l. Camhoni L . 10: te n . c-ol <òaua L. tU: ten. ~·o l. P avia- L . 10: m a'"g. P ellegTiui L. 21l: magg, F ior·iui L. lO; ma!-!g. P orni ni L. IO: magg. ì'\oce L . 10: m ngg. Frrsi L . JO: m agg-. B er·trll i L. IO: r·a p. t òira r cl i r.. 10: cap . C;tzz<~mli L. 5; ca p. F er reLt r L. 5: <'a J). n~rro111rc · i L . JO: cap . Ca\·atlo 1.. 10; ('a p . Oa l Collo L . 5: eap. F;;tJ)I'is L . :>: cl ou.. ;".l at'zanl o L. 20; t1 o11 . :\IOI·andi T.. 20: dott.. Fahris L . ~0: rol. A!Oteg-ian o L . !i; •IOLl. P i,;anil L. JÙ; cl ott. Ca rm ag nani L 20: dott. Hi g!li L. ~0: d n rt .. Ra l:-t gola L. ~n; cl olt. Ca....,ale L. 2!1: d o tt. Carli L. 20: d oLt. Fèrnu L . :?0; prof .. \lhe t11\lli L. 100: dott. Ma q;nlla L . :!O: droll. Zordan L . 10: rrof. P c nz o L . :?0: p r of. Arlan L. 20; pmr. P er-i L. :w. prnr. \ ' iglia ul L . 50: prof. Va lTOrta L. 50: fH'O f. ~r·aq•ellini L . 20; d o tt. co,·rl) L . 211; ra p. f:lti~:m L. 5: t t>n. Cola L . 10: te n . P errko11e L . ii: S(ILI.ot. Cali L. lll; sot.v:.~l. t\1:-t ~t na.l li L. 10: so1.to t. Ri cc- iardi L. lO; l."ot to t. \ ' alenzur:o L. 5. Corpo à"m·uw t ll di Uol n!Jtlll. - T e n. col. Ft>rrclt i L . :W: 111<11:{){. HiualcU L. 20; rap. Ag-n i rli L. :!U: tul. Chei• '«elli L . :!0: col. Si.efauo L. 20: ren. rol. Gia:rlltt>lli L. 20: t<>n. col. R omano L . 2!J m ag-g. Mang-anaro L . 20: m :-t)!)!. R it.ucri L . 20; m ag~. Vi ggi an o L . tll: magg. l\ l <~gna:;lti L. 20: magg. !\l osi'I IIT i L . 20: magi:{. Ri c-t·ò L. 20; magg. P (•rraril L. !?O: magg. Vit.oJ,) L . 20: magi!'. (;nggi a L. 20: magg. Bruni L. 20; mn.p·~. Gloerardini L . 20; ca p r.oJ.!).!io1li L. 20· cap. Gasperini L . ;?O: cap . Cornelli L. 20: cap. IYC:UOJ'es L. 20; l'ap. 1\lig na.llì L . :.00: ca p. Mart e lli J... 20: cap. !'\anni L. 211: cnp. Vetusrht L . 2{): cap. Gilffl L. :!O: ca p. ::;accomani L . 20: rap C.IJZ7.i L. 20: ca p. llaffOrl é L. ~O; cap. !\l rtr h i L . ~W; rap . Grani L . t U: t en. P er('i lli L. 20: tpn. C:reazzo L. 20: te n. P aolil l o L . 20: i~ n . T ertesrhi L . :!O: ;:;ol.lot. Mo n aco L . 20: so l io t. T rio"Si L . 20: solto t. Brrti L. 20: ;:;nttlll. Ci ri Il o L. :?ù: sottot. :-.To nte L. 20; t.l nit. A11g-eletti L . 20: dot.t.. (;hi llini L. 20. T otale L . 366,020.05 ,co ntinuo ).

NECROLOGIO Dott. comm. MAURIZIO BIMA g e nerale m e d ic o .

I l g iorno l l marw scOI'so s i :> pt?g neva. sere name nt e 10 Roma il g e neral e m ed ieo Ma urizio Blma , in et à di anni 7 1. Di squisi tà s ig norilità di m o di. di animo gl"nero;;o, dotato di v e r·:.;at il €' ingt>gno e di vasta coltura, dimostrò particolarP rompNE'nza n e l servizio "a.nitario in pace c in gue•Ta: disciplintl <: hr pr·f> f{',~Sò lodc voiHw nt P p e r pnmcchi anni allfl 1-icu o la di sanhà militnrt), con gr·nndc a.moru e pr·ofonda co no.~rE>nza. N e ll a s ua lun~a e non nut i irll<·r·r·otta canie ra, C' pre,;:;o l' l l<pC't tor-ato di Rt\-

ni tà. mi litare, e conw direttori"

de~li

osp Nlali di Rnrna e di T orino, e comi'

vico direllore d e lla Scuolrt di Fire nzfl e quale dirPttOrE' di sunità militat-e d e l JO Corpo d'Armata e prt•sid e nt c d <•l la 3" ()ornmi;;sio ne s-:aniturin rE>ntrale, E'p:li Reppe ov rmquf' inspira n · lìdurin l" ;:impat in in qu a nti l'hbero la for·tuna di avvicinarlo , affr>rmando sc111pre In d o t i piìt h c ll r.> de l m ed ico mili tar·e. Po:;sa il compianto uuanime lasc ia to df\ll'urnnto E>st·int o tornare di qua.lchc conforto ai d r.>so la.t i con!l'i un t i, u i qual i il Oioma/P di 1lU'4l icina m·i litare. s ic uro inte rp r·t>tr.> di tut ta la famiglia s!~nir aria, porge l e pi ìt sen t it e co nd og lianze .


235

PARTE UFFICIALE d.) GIOR:-iAI.E MILITARE UFFICIALEJ.

(EstraUo dalle dispense n- 11-14 del 1924

1 ) CtRCOI.ARE n . 66 ciel :!9 n<,ve mllre 1!)23. -

Uyy e 'tt. 2:J91 - Nmn iiUL n sntl nt e· nente m edico ài comple m en to d i aspirtutli medici l aureati in med.ici.na e chirurgia.

Art.. 1. - P ot.ranno a loro domanda. es~e ri· nom inati sot t.oten ent.i m edici di complt>ment.o quegli a..:;piranti m edic i 111 co n.pl em t>nto, i qua li, pur av endo oltrepassato il ;?So a nn o eli età., n on n.hlliano superato i L ::12° e riur.iscano i iie.guenti requi~iti: (t ) ahhian o conseguito, non oltre il 3l dicembre 1921, la laurea di mE>dic ina e ch irurgia; b ) abbiano prestato, per almeno due anni , servizio in zona di operazione. o auc·he. p e1· ug-ual e p eri od•J ùi tempo, in s tnhilime r.ti e r eparti sanitari te JTiloriali, ma con mesi '• di servizio pres:;o unità operanti. Art. l!. - l sottoter.enti di comple ment{) co~ì nomina ti S<aranno di ~pen s aU dal pr~s tare il pre:'c: l'illo p eri odo d1 tre mesi di sf' rYizio di l• n omina. 2) CJRCtJt..,lnF. n. 73 d el ~o di cemhre l!l-~3. - n d.ec'l'etv n. 29\l?, ch e aboli sce La roteooria d l'!Jli ll{fit·ict.li di M . T. ed apportrL 11l()difrw:;iolli alle nonne concernenti il. rrclul•llneoto, !}li obll/i!Jh.i eLi. .oert• i:;in e /.'a.van:;mnc nto d.egli u f ficiali di comp/emeuto.

Art. l. - La cat.egoria degli u ffrc iali di M. T è a bolita. Art.. 4. - l sotlt.>tene nti di co mple ment o del co rpo s anitario ;ru olo uffk iali medici e ruol o ufficiali cllimi r. i farmac isti) pos~0no es.'>e re tratti: 1° dai souoter.enti di comp leme nto di qualsia:;i a•·mfl o co r·po, rispettivamente muniti di laureFJ in m .-.dil'iua e chirurg ia . di h turea. in chimi ca e fa•mar ia, o di diploma in Jllrmacia, che ahlliano oupe rato gl i a pposi ti e,;p crime nti da determ inarsi con decreto Real e; 2o dai so tlll fl1 ciali e milit.al' i rli trupp a di quaJ sinsi arma o corpo, rispettivamente mun ii-i d ella laurea o del diploma indicatì nel precedente comma. i· h e a bhi a no i 1 g r:u ln di i<Struzione milita re e •~·~ n ico professionn le, che sarà pure dete rmi HtltO eu\ pred l' t LO de•' reto Rea le. Art.. 6 - Cessano di far part~ <Ie lla catego ria nfllc ia li di co mple mento e posson o a loro d omanda essere' in~crilti col g rado risp ettivo nella ri serva; a 58 anni g li u ffic iali superi ori, a 52 a rmi i cap ila Jli, a 51) a nni i subalterni. lo tempo di gu ena è sospesa l'applicazio ne del .seguente articolo. Art. 10. - P er le prom ozioni t~ m aggio re e a t.enente colonnello di complemento nf:' l co rpo S<lllitario. l'idoneità pro re~s ion nle per l 'avanzame ut o è a ccertata rn edi a nt.c specia li tl t.oli a ccarlemici o professionali da determinarsi co n dec re to Rea le. sal\·o le eccezion i daUo stes;;o dec retO s tabilite. 3) CIRCOLARE n. 16 1 d el 29 febbr·aio 1924. - Norm~ 71er l'esec uzion~ della lcgr7e 29 novembre 1923 n . 2591. relatit•a alfa nomina a sollotenmte medico di COinplem~nto di aspiranti medici laureati

·in medicina e chirurgia. Pet· poter proç:ed ct·e con f<Oliecitucline alla nomino. a. ~ottotonente m edico di comple mento de!!li as piranti medici, che hanno oltrepa.'l·mt o il 28° anno di e tà, ma non s uperato il 32", il Minister o detf't·mina che i Comandi d e i distre tti milit11ri invitino tutti gli aspiranti m edici, ad essi dfett.ivi, che con~>c;>gui rono la. lam·ea


P.-\RTE UFFJ('IALI•:

236

n on oltre il 31 dict'mbrc 1921 e che non abbiano SIIIX·rato il 32<> anno di età, alla data del 27 dict-mbN' 192:!, a presentare regolare domanda per ottenere la n omina a sottotenentc medico di compl(-m,.nto. . .. Alla domanda dovrà esser-e unita una copia d olio stato d1 rerYJZIO, dalla 9uale risul.ti che l'.a..<>pirant.t- medi~o. abbi~ prel>tato .alme~ o ~~~~ an!li d.i sl'rvizio m zona dt operaz•on(', o 111 ;;tab•hmentr o repnrtr ten1torrah, dr cur qua~tro me<~i pr-esso unità operanti, nonche il diploma. ~li lnurP.I\.. Ot.t r nuta: la . nom~n~t, detti aspi.r anti f!at·anrw di~<ponr:mti dal pr·estare 1 prP~<entt r tre mesr dr 'lervrzw di prima nomina. D)

MINISTERO DELLA GUERRA.

Dire:.iotte centrate di sanità miLitare. l) CIRCOLARE n. 122-I V del 6 rebbraio 1924. -

Servi:.io igi enico-proftlattico.

Ai Comandi di Corpo d annata.

L'esrerlenza della recente guerra ha messo in particolare evidenza quale importanw a1>1>1a una huona organizzazione dei ~erviz1 igienico-proftlattici per mantenere integra l'elllr ien?.a bellica dei combattenti ed impe<lire la insorgenza o il diffondersi delle malaltie epiuerniche anche In conr•·onLO della popolazione civile. !'\è tllle importanza scema per I'Eserc:ilo in tempo di pnce. poicllè è eYidenLe elle la ri gMosn ùlsciplir.a. di una. ben regolata igiene individuale e collettiva. non solo contribuisce t'filcal'emenle a. nm·igorire la snlute del soldato, ma a ridestare altresì o rinsaldare. con la prova drll'e.>perienur., nell'animo suo e, per naturale riflesso nt'lla sua famiglia. la nozrorte di quei san1 principi di diresa igienica elle concorrono a rormare una co:;cienza scena di rregiudizl. e meglio rispondente alle attuuli esigenze soriali. Per questo intendimento il Ministero ha più \'Oite r•chinmato la attRnzione dei Comandi di corpo d'armata sulla rigorosa osscrYanza delle norme igienico-protllattiche assegnando un urtl r iale medko igi enista ed una sezione di disinfe?.ione ad ogni Direzione di sanità militar·p tPrritmiA.lP Con queste disposi;r.ioni i! stato possibile intensilkare le pratiche delle di;.infestazioni per lct lotta C'Ontro gl i inset.t:., C'lUellc r c r le \'nccinazioni, ormai arrer· matesi cor:tro ogni falsa prevenzione. e la lotta rontro le malat.tie veneree mercè la Lstituzione dPIIC camere di profilassi artlil'l'ltica. Cosi pure, per la preYenzione della malari a. è stato possibile attuare su r i ù larg-a ~cal a le misure per la proftlasst in generP, e per ia bonit'ka del terreno e dei malariC'I. Dai buoni risultati ouenuti, come si rile,·a dalle reln?.iOni che pen·engono, il Ministero trae ru~lonc di vivo compiacimento. per l'interessamento attiYo che i Comandi di corpo d'armata prendono all'importanti;;simo problema.. Ritiene pertanto opportuno che l'opera degli uflleiah medici i~ienisti c:;ia intes.,'Tata da ronferenze periodrehe fatte dagli ufllciali medi c.-i dei c.-orpi agli ufficiali e militari di truppa sui J,"iù Importanti argomenh d'igiene e di profilassi. Le norme P•ù comuni di igiene persor.ale e del quartiere non possono però essere applicate se non sono costantemente ricordo t.e e son·f'g-liate. come l'att.iva propaganda ~ul peri<:oli delle infeztooi, specie veneree, è il mezzo forse più energico per combatterle. E in questa opera, a. coadiuvare l'azione del medil:o, devono rorworTere etllcacemente i comandanti dci reparti. i quali, vivendo a contatto l'On le truJ,~pe, possono, con la cont irHHt e vigile sorveglianza. con la loro raroln persuasiva, meglio tradurre in pralìca attuazione l suggerimenti delle autorità sar:itnric. Confido nel vh·o lrlleressnmento d.i cot~sto Comando desiderando che I'Esereito dia. fra i primi, 1'1•scmplo. anc·he in que,;to campo, della rinnovat.u coscienza del PaP~e. Il Ministro: DIAZ.

Direttore: ARTUBO C ABABJNI . ten enw colonne llo m edico. (6889) ·Roma, 19ZJ·24 - Stabilimento Poligrafico per l 'amministrazione dello Stato.


.•

Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare

ROMA -

Via XX Settembre - Palazzo del M i nistero della Guerra -

ROMA

La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 tavole .

. . .

. •

. .

. .

.

. . . .

.

. .

. . .

. .

L. 2.50

Ricerche biologiche degli Uffici psico-flsiologlcl di aviazione militare: Un volume di pag: 236 con 45 figure e 2 tavole.

. . .

. . . .

•

7.-

Per Leonardo da VInci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 100 con 37 figure

.,

.

.

. . .

.

. .

. . .

. . .

.

. .

3.-

Per Giovanni Maria Lancisl nel II Centenario dalla sua morte. - Un vo·lume di pag. 106 con 2S figure . . .

. . .

. . .

. . . . .

.

3.50

III Conferenza lnteralleata per l'assistenza agli invaHdi di guerra (Roma,

1919). - Relazioni ufficiali c comunicazioni. - Un volume di pag. 96 LV Conferenza lnteralleata per l'assistenza agU lnvaUdl di guerra (Bru -

• 2.50

. .

•

3.-

1 Congresso internazionale di medicina e farmacia miUtare (Bruxelles, 192 1). R elazioni ufficiali d e l Corpo sanitario militare italiano. - Un lume d i pag. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

o

6.-

11 Congresso internazionale di medicina e farmacia m.iUtare (Roma 1923). Atti del OongresBo. - Vol. I . - Relazioni ufficiali - Un vol ume di pa.g. 416 con tre tavole . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 35. -

11 Congreseo internazionale di medicina e farmacia mllitare (Roma 1923). Atti del Oongres8o. - Vol. II. - L avori del Congresso e comunicazioni. - Un volume di pa.g. 600 con 33 tavole e 19 incisioni . . •

• 80.-

xelles, 1920). - Relazioni ufficiali. -

Un volume di pag. 44 .

vo·

Studi e ricerche sulla tubercolosi negU ospedali militari. di pag. 48 . .

. .

. .

. . .

.

. .

. . .

Un volume

. .

. .

. . .

•

5. -

A. LusTIG - A. Busmoo. l • gas di guerra~ Impiego ed effetti - Provvedimenti e cura. - Un volume di pC:g. 104 con tre tavole micrografiche a colori .

.

. .

. .

. . .

. .

. . .

. . .

. . .

• 12.-

E. SANTORO. Ferite addominali di guerra. - Pref~zione d el prof. N. 0IANN E7WAsto. -

Un v olume di pa.g: 400 con 38 figure . • .

. . •

• 30..--

8. SALmARr. Insegnamenti deU'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo-artioolari in 1° e fu 20 tempo. - Prefazione d el proi. R. A .L ES· l'

s.Ammt. -

Un volume di pag. 190. .

. .

. . . .

A. CABA&INI. La medicina militare ndl'anticà Roma. l

ll·

. . . .

Con 5 figure .

• 25. •

5.-


Giornale di medicina militare Direzione cd Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre -- Roma

COND IZIONI DI ABBONAMEN'l'O. 1. Il Giornale di medicina militare si f~scicoli di tre fogli di stampa a l meno.

pubblica il prin1o giorno di cia&eun m-ese, in

2. L'abbonamento è anuuo e decorre dal 1• gennaio 3- 11 prezzo dell'abbonamento è: Per l'ltalia e Colonie . . . . . . . . Per l' Es:ero . . . . . . . . . . . . . _

. Un fasCicolo . separato costa . . . . . Il supplemento contenente i R•u}'li di anzianità del corpo sa nitario militare costa

~: ) in Italia .

. I •. 'U, -

• 86,• 4,• 4,00

l

all'Esuo t

in Italia all'E • stero

• 12,• 16, -

4· Per gli Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. Esercito (in servizio attivo, in p-osizione ausiliaria, eli complemeuto, della riserva e<l a riposo} il prezzo dell'abbonamento è ridotto a I,. u, antlclpate. 5- L'abbonamento non disdett<' prima del •• clkembre s'intende rinnovato per l'anno &uccessivo. 6. I sig-nori abbonati militari iu eff-ettività di !'.ervizio pagheranno l'importo dell'abbonamento per mezzo dei ri~pettivi comandi di corpo e direzioni. 7· I'er i soli ufficiali medici (dell'Es~r-cito e d ell a Marina), i n qualunque posizione si trovino, è ammesso an ABBONAMENTO CUì\fULATl VO al Cion1a.le di m edicina militare ed agli Atznall di 111e didua flavale e coloniale al prezzo di r .. 27 annue. Per ottenere tale facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo anl'Amm.inistrazione del veriodico del proprio corpo. 8. Ai librai si fa lo sconto del 10 per cento, ma soltanto ~r gli abbon:tmenti delle pe>sone e deg li enti non militari, che non possono fruire della facilitazione dì cui ai numeri 4, 6 e 7·

NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. I lavori originali, le note, le riviste - dattilograf~u o l'critti a mano devono occupar-e un solo lato del foglio cd essere · accurntamP.nte riveduti dagli autori. Si fa s pe-ciale raccomnndazione che quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo di evitare ogni dubbio di iuterpreta7ione. In caso contrario, la Direzione s i vedrebbe costretta a sospenderne la pubblicazione. 2- Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fotta dalla redazione, anzichè dagli autori, per non \'ÌU()(Ilare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi postali. 3· Le spese per gli estmtti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che acrompagnasst.>ro le memorie, sono a carico de gli autori. 4- Gli estratti sono di due tipi : - T ipo A. Senza copertina c colla .impaginarura e numerazione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. 5- Il pre-.zo degli estratti, per glj autori delle memorie che li ri chiedano, è regolàtodalla seguente tariffa:

PREZZO DI CIASCUN FOGLIO DI STAMPA. NUMERO DELLE COPIE-=--~ ---•-::: P= er== TIPI DI ESTRATTI

Tipo A. Tipo B.

L.

60

100

200

ogni centinaio oltre 200

70 80

80 100

120 130

uo

70

CU estratti minori di u n f oglio si contano come foglio intero per le ordinazioni di· estratU o metlo. Per quelli elle supemno un fof!llo, le frazioni .Jn plt), c/1e non s-u perano il m ezzo · foglio, si contano come metà, p11rcllt pu~ l 'ordloflazlonc .non sia inferiore a so copie. 6. I mano..~critti non si restituiscono.

100

(U980l -

R oma, J~S-24 -

StabUimento POIJI!Tfl6Co per I'Ammlntetrazlone dello Sto.to.


'

GIORNALE DI

MEDICINA MlLIT ARE . PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale di aanita militare)

Giornale di medicina militare: rSst-tBS.j Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina: · Giornale medico del Regio Esercito: r896- roo7

ANNO LXXII • 1924 •

1 Maggio

Fascicolo V

SOMMARIO .ti.EMORIE ORIGINALI : lustlg. - Brevi. cenni storici sull'evoluzione della maschera contro i gas

dw·ante la guerra mondiale (191iHH8) (nota 2a) • • • • Amenta. -

Pag. 237 » 244

•

Contributo alla cura chirm·gica d!'Jl'appl' ndicite.

>CASUISTICA CLINICA : Picclnlnl. - Ematomielia, con sindt-omf' d'interruzione midollare com· pleta da iperflessionE' della colonna cervicS<Ie. . . . . Boldl. - Un caso di meningitc cerebt·o-spinalE' epidE'mica. . . . . IUVISTA SINTETICA: Gtixonl. - La carne congelata . . . . . . . . . . . IUVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE

~RFEREliZE SCIENTifiCHE DEGLI OSPEDALI MILITARI. :NE CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA . . · CROLOOIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

~ p

251 259

" 262

" 268 Pag. 273 » 274 "

288

Direzione ed amminlstr•zlone ROMA -

Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

<i Ph' l~ inttrzioni di pubblicità rivoigtrsl D~.C::T'TAMENTE ai/ ..Amministraziont d~i Oiomait di mrdi· na milltart - Palazzo dd Ministuo della O~o -~ . Via XX Settembre • Roma. •

Per Je nuove norme clrcll le pubblicllzlonl de l lavori vedi copertina ( ,. paJina).

•

·.


,

•

•


1.1

MEMORIE ORIGINALI BREVI tEnni STORICI !ULLA EVOLUZIO~E BELli IAS[HERft COnTRO l 6AS DURAnTE lA 6UERRI MOnDIAlE (1 915-l 918).

f

, .,

<

l;: ~~

:~a nota dd pro f. Alessandro Lustlg. SE'n. d t> l Rl'gno, già colou n. mPd ico d i cnmpl. (l) !.;_,.\ ~'~~· \. :o.... ..z

II. -

ALTRI RTUDI PRATICI :::>ULLA DIFESA INDIVIDUALE (~) CONTRO I GA!::l (HERLI'rZKA, ISNARDI, BRT.TNI, CIAMfC:IAN, ,/', '\.. ~ERONO E 'l'ROCEI,TJ)). e~f~~{>:· l. -

l\'fASC HF:'JL\

H1::RL1'1'ZIL\.

·\(~;.( / -

-··.;....: / Nel giugno 1915, mentre in quel giro di tempo il GUARESOHI esponeva ()}) le proprie idee gent'rali in merito alla protezione individuale del soldato · '" contro i gas - e ciò avveniva in seno alla benem erita Commiss·ione w·ri?MSe - i l fisiologo di 'l'orino, AMEDEO HERTJTZKA comunicava alla, Regia Ar.cadNnia di Medicina le sue ricerche pratiche, intraprese prima ancora de-llo scopp.io della nostrét guerra, sulla difesa dai ga.s asfissianti. HER.UTZKA. si occupava già. nel periodo prebellico di t.ro"are per la Marina. nn a maschera respiratoria atta a. prevenire certi avvelenamenti, che si attribuivano ano sviluppo di ipoazotide, ma che più tarcti si riconobbero dovuti all'ossido di carbonio. &condo il fìsiologo di Torino (1915) una tn·ot er.ione i~ldividua.le (ma:<rhera) antigas doveva avere i seguenti requisiti (2): << 1o Una huoon. chiusura. ermetica intorno Hgli orifizi respirato1 i, naso e bocca , senza comprimere in venm modo le vit' rcspirat.oric ; esl:>a d eve lasciare libero il pa.:;,;aggio dell'aria unicamente attraverso lo st.n1to a,..:sorbente ; 2o Il materiale assorbente non deve poter venire a contatto con .Ja, cute ; 3o L a via pcrcor:;n dall'a.ria de\•'essere ampia, ma la colonna d ·aria <·hc entra de w ~mldi vidNsi in innumerevoli rivoli ; il ma1eriale assorben te deve present:tre un'estesissima superficie att.iva, cioè di cont~tto ron l'aria, c lo strato che l'aria d eve attrnvcrxarc de,,e el'\sere quanto più ;., possibile lungo ; 40 Ciò nonostant;e lo :;trato a:-sorbente non deve presentare alruna. rt-sistenza al pa;-;l'agg io deli'Hl'ia nella qnantit.à n<'C<'-<;sa.ria anche ad una rpspirazionc forzata. i 5o Non vi de vono (:'>;i;ere meccanismi ch(' al momento volut? pos,;ano non fnnzion<:~re ; 6o La. ma,c.;ebera non devP alterare il chemi,;mo re,;piratorio e tanto meno mettere in libertà ga" dannosi, se a.nche meno v<'lenosi di quelli rhe :,i YOgliono as:o;orbire. ( l } VE>-di l" uoltt: Oionur/f· ,Zi medici na militare. fa><c-. H. IO:N. pag. 85. (~) A. Hromr.T1.'ZKA, Sulla clik:"à di'li gtlS nsfi,.:,;inn t i - rom.tmiru:: i fHH! JUIIa allQ, R. Accademia d'i Torino. n"llH :-; 'dutn dt>l 18 giugno IHl ii - Yol. XXI, A. I.xxvnr, sPrie I V. 1915. .

15 - Giornale di •nedicin.a militare . -

,.

Fase. V.


238

BREVI CENNI STORICI SULLA J::VQI,UZIONE DKT.LA MAS('f!ERA, BCC.

I. - La chiu<>m·a d elle ma,<;chere di gana, o si mili, pos te d a vant i alla faocia non i> ermerica, l'::n ia. passa tra Jaccia e ntaschera senza venire necesPariamente a. contatto con il materiale a.,.sorbcnte . Se il materiale a:;sorbe nte di cui ò imbevuta la garza, o il e.otone frapposto, è liquido come d ev'e:;sere - e~so forma uno str ato con grande resistenza. al passaggio d eli 'a.ria e in tal caso o l'a.ria carica di gas velenosi può farsi unH Rtrada t ra la faccia e la ma•.,cbera, e a llora l 'a,-s:sorbimento del gas velenoso è incompleto, o ciò non è possibile, e allora. la res istenza opposta alla r e :spirazione ò grandiss ima e la ma~chera non è tolle ra.t.a. L 'unico mezzo per a.-;l-!icurare la chius u•·a t.ra mAschera. e faccia è quello d i un cuscinetto pneuma 'ico, e tra quest.i il più pratico è quello di una camera d 'aria di gomma, c he s i possa gonfiare pe!' mezzo d ella bocca, attraverso un t ubicino chiudibile. In tal C~ho:;o, assicurando la mas:!hera con un na!'tro ela stico che pa~si diett·o la. l'luca o all 'occipite, si farà a d erit·e la. ca mera d 'aria alla faccia e specialmente a lle o:ssa. na,..,ali, zigomatiche e alla mandibola, qua.ndo la. maschera. non comprenda anche gli occhi, come nel secondo modello H erlitzka di cui dirò piil sotto. L 'Pla,o.;ticità della camer a <i'a.ria permetterà la chiu:;ura. ermetica p er tutte le facci<' che non si poRsooo in vece adattare indb;tintamente a d una mascheJ'a rig ida. Il matetiale di cui è fa.tta la ma:schera dovrà esRere impermea.hile ai gas ; rueglio di ogni alt ro materia le è la lamina. sottilP metallica, preferibilmente n 'a lluminio, o il celluloide.

II. - Tutti i Liquidi atti ad asRorbin• il bromo, il cloro, i vapori a cidi, l 'ipoazotide sono E>ostan ze più o meno cau~t i che; i più a.t.t ivi sono inten, >~amen Le caustici, ed anche lievi s pru z~i di tali liquidi s ulla faccia sono dolorosissimi ; n<>gli occhi poi sono deleteri. BiHogna quindi assicura.re nel modo più r igoro:;o la pelle ùPl soldat.o ùal contatLo anche ancidt•ntalt• 'del liquido a.o:;sorben~e. Anche da. qut>sto pun to di vista, dunque, l 'a.ppHcazione dirett.<Lmente a lla faccia. dt'g! i st.rati imh<'vut.i di liquidi !lsE>orbenti non è fa.ttibile ; l 'interpo:; i ~ione di una fl a nella o di una ga.rza Lrn cute e strato a,. ,:;orhente non ò una g:M·anzia sufficiente, pP re h ~, per il su<ll)re o per la. sali va, si può con facilità. forma re uno strato liquiòo, attra.verRo il q uale il caustico si faccia Rtrada, JH' r diffusione, VNSO h1 cute. Più ra.zion ale è di raccogliere il materia-le n.xsorbent;e in un l:'('I'bat-oio, :-:ituato a distanza. di qm1lche ('l•nti nwtro dall~L faceia . III. -La maschera. fo rmata, d:1 strati di cotone imb(•vuti fii liquidi :lSSorbent,i, non prest~nta un passaggio ahbastanz;r lungo per l'a.ria inquinati\.; se tali ma><cl:ere possono ser vire per piccole concentrazioni di gas velenos.i, <'ollle, per e.">., p<'r le grl'l nate a ~as asfissiant i, non servono più se la e.oncenttazione è ('levata . BL'!ogna pNls:n·<' eht> l'aria en tra. con grande ra,pidit.à ue lle vie respiratorie : in condiziotoe di riposo si calcola <"hc l 'aria inspirMa è tli circa. R li tri al minuto, ment.l·t· fi ('lln fati ca la qua.ntit.à· stessa si elPva a valoTi rnolt,o più coro:;;idf'revoli. i\ra LmwnrloC'i anc.he a lla prima cifra, poi(•J.è da;;;cmn att.o inspinHorio oceupa <:irca la llletà. del t.t>mpo impiegato p er la t-ot.ali tà d('L n 10 ,-i mrn t.o rf•spi m 1.orio, a v viene che l 'aria si respira eon una velocità di rirea l H lit.ri p<'r ntinuto. Data q uesta rapidità, occorre ~he h't lunghe~za delll'l v i:t1 ehè l'aria dPvt: percorrere at t raver:;;o lo stra.to a"I'!Orbente, ~i a. q Hllfll,ò mal!gil)n• vossi bile . Con ;;tra.ti di co1;one


BREVI CENNI STORICI SULLA EVOLUZtO:l'.'E DELLA :J.lASC R.F.:&A, ECO.

239

non si può ottenere ch·e nno spessore di l cm. o poco più, mentre con un serbatoio apposito si può ottenere anche nn canale di 12 o 1 4 cm. <1i lunghezza. Per attivare l 'assorbimento - a pa.rLe la. natura della. sostanza. a,':!sorbente -occorre ingra.ndire la superficie di contatto tra. gas e Liquido fissatore. Quest'ultimo dovrà perciò essere suddiviso in piccole masse e l'aria dovrà. passare per i mea.ndri esistenti tra queste particelle. Per tale ragione non si potranno Javaro i gas facendoli gorgoglia.re per strati liquidi, non essendo sufficiente la superficie di contatto. Meglio è imbere frammenti minuti di sostaM;a pnros~"L del liquido a:o;sorbente, che acqui:;ta cosi una grande superficie di contatto col gas. IV. - Per non creare intoppi alla respil·azione occorre che l'aria pa-'>si senza resistenza per lo strato assorbente. Anche da questo punto di vista devono evita.·si sia i liquidi da far attuversa.re dall'a.ria, sia,iJ cotone imbevuto di liquidi, ostru~nllo questi il passaggio dell'aria negli spazi ca.pillari esistenti nel cotone, sia infine lunghi tubi a diametro stretto. Uno strato di cotont> bagnato di acqua e fortemente spremuto, benchò dello spessore di pochi millimetri, costituisce già una resistenza respiratoria, che alla lunga è intollerabile, a.nche allo stato di ripm;o. Con un serbatoio a superficie di sezione sufficiente, contenente materiale poroso in piccoli fra.mmenti, imbevuto della soluzione assorhen te, si ottiene un pa.<ssaggio libero all'entrata ed uscita dell'aria., che non modifica nè il ritmo, nè la forma della respirazione, como bo potuto constata.re servendomi della registrazione grafica dei movimenti respir<ttori. V e VI. -Si deve evitare ogni valvola nt>lla. maschera e quindi l'aria de\ e poter entrare e uscire per la stessa via, ma nello stesso tt>.mpo non si devono formare davan·ti alla faccia spazi morti in cui sta l'anidride carbonica proveniente dalla respirazione. A ciò si può provvedere, quando il materiale assorbente i gas velenosi assorba pure l'anidride carbonica.. A fortiuri il materiale assorbente non dovrà dar luogo allo sviluppo di anidride ca,rbonica » . Abbiamo riportato integralmente ht descri?.iontl fatta rla AMEDEO HERLI'l'ZKA alla Accademia di Torino, che vt>niva poi riassunta con le seguenti parole : 1o La ma,.:;chera ch'io presento preserva dai gas asfissianti certamente meglio e più completamente che le ma,<>ehere di garza (l) o simili; zo Essa non presenta pericoli di causticazione per i solo.ati ; ~io Essa non pre-senta resistenze alla respirazione e quindi non ingenera fatica respiratoria ; in conseguenza è toll~rata egr('gia.mf'.nte ; 40 La. sua azione si estende non solo al bromo e cloro, ma ;tnche alla ipoazotide e ad ogni gas acido ; 5o Non presenta. alcuna parte suscett.ibile di deterioramento; 6o I o propongo di carica.rla di fran.ment.i fli pietra pomice i m bevuti di una soluzione contenente 25 gr. di idrato sodico e 70 gr. di iposolfito sodico su 100 eme. di soluzione ; (l) Tali maschfl'e di ga•·z.a. furono rlistrib11ite ap]nu\to, all oro. u el 191 :;. al nostro EsCI·cito.


240

13Kt:Vl (;~:NN I STOR IC I !';ULI,A EVOLlJZIO:S e

DELLA 1\!A!';CRF:RA, ECC.

70 Questa soluzione ha il vanta~gio di non produrre a n iaride Nlr-

bonica, ma an;~;i di a:-;sorhir(' quella prorlotta dalla. respirazione e che tendNehbe a inquinare l'aria stagnante nella. ma~c bera. Co;;ì HF.RHTZKA veniv'l ad appre~zare la masche ra a fil t ro, perehè, oltre ;l lle ragioni più sopra es poste, egli non nons idera\'a di sic ura dif<'sa la ma.schent forma,ta. di Rtrati di coton e imbevuti di liquido a;ssorbenl e e t ;.'t.le era di fat.to a llora la dife:-;a. individu ale adottata nel nost1·o E sercit.o ' pre:;cntava uu pa~:-;aggio abba{,;tanza lungo, - p erchè d etta ma~rhera non troppo rapido quindi , pe r l'aria inquinata dai ga.s. Una grande superficie di cont:at,to eon i ga.:; non poteva creare elle un filtro piutt osto ampio ripie no di framm en t i di piet:r a pomice imbevut i d el liquido assorbente, che corril'>ponde per l'e.ft\•tto aJI"attuaJe silicc gelatinosa usat.a dagli Americani. HERUTZKA prel'iì<~l va cbe la. pietra p omice, !';Ost:anza porosa, doveva esser e ,;pezzata in frammenti piccoli c he p a;;sino attraverso uno stacdo di maglie di 3 mm .. ma non a ttra v<'rso uno di maglie di l mm. l framm en ti di j)Oillice venivano prima rhscalòa t i ,per espelle rne !"aria, d opo ~<i gett.a vano i.n una soluzione satura di ipo:;olfito di calcio in idrato sodiro. vale. a dirE' nel liq uido eli cui s i voiPvano imbcre e p er ultimo :-:;i faceva scolare il liquido in eccesso. HE HUTZKA usò la. piet,ra pomi ce, ma prima, nel giugno 1915 , il do ttor J!:;NAJUH avt>va proposto \'l !la H•. Accademia di ~fedici na di Torino rli uiiare il carhon<> finamente framm!'ntato come ma tl•rialc assorbente. Dell"nso d el ca.t·bonP H ERLITZKA non ftt Roddh;fatto , ma ciò è certamente dipeMl dalle qua litàe d a lla. forma e da.l v olume d el carbone d <l lui usato per k :;w' E':<perienze. (Jli sp<>rimen ta t.ori ùel tempo s i preoccu]Hl vano di di[t-tl(i(' rt' i mili ta ri dal bromo e dal cloro in modo particola re, perchè i t.ed eschi nE'l l91fi a Yprè:' avevano ina ugurato l'impiego dei gas col cloro f' nei primi IJ1Cl'; i del 1!:115 :wev:.tno lan ciato i primi proietti c.he contenevano d<'l bromo-aeetone . Inoltr<> ::.i te meva a nche l'impiego d e l bromo, data bt pesant.('z~a dC'i snoi vapori e la gra nde difiponibilità in Germ ania. rli tale prodotl;o. l,a propo::;t;t d e ll' H ERUTZKA basata :;u principì ;:ci('.ntHici, ebe l'; j possono (Jtta lifir.arr rigorosi , non ebbe a lcun sPgnito. ~ 011 <' bh(' migli or soli.<' la ma«chera rh<' ora d escri verPmo. ::!. -

M AI:\CHEP.A

Brw t.

n pro l'. tllUSEPPE HHllNT, il noto chitiiÌCO inrlusl,ria.le, ll.('Jl'agosto d el Hll.5 propose una ma:-;c hera (vPdi fig. l) co:.;tit.uila da un imbut o .A metallico (di alluminio, rli ?.ili('O v fl i l<·t.t.ta) orhtlo di feltro, ù n. aù itttars i al viso includeudo il naso P la lJoera . N<'lla pat'tf' a n teriore portava a vvitali tUl eilinùro lJ mo!t,o corto con!,(•uentc uno str'l.to d i coton e compreso fra liu~ TeticellE' tnetalli r:lre ~1:1 filtro . ll)entr<' in C eranvi due Yalv ole aprentL"i soltan t.o verso l 'esterno p('r la e>ipinll',ione. 'l'a ie modP!Io d i mas<· ht>ra fu poco l f' lll p o dopo modi fica to d fil prof. BtWNI 11e l modo indicato dalla fig. 2, e cio{• prolnng;lndo il cilindro B. ;I l qual(• Ycnivll ,;a l<lato un ,;('tondo cilindro D B in mollo che il tratto BDE fosx(' lungo 6 reni ina•tri . Il dlinclro B, (·hr Na· <•hiuso a cial':cuna extre-


BREVI CENN[ STORICI Sur.r.A I~ VO I.U7.10NF; OF:LLA ~IASCHERA, ~:C:C'.

~41

mità da una rete metallica e da un sottile strato d cotone. sPrviva ai contenere la sostanza assorbente.

Il

E'lp;. l . - Maachlwa B runi scll7.n. moditlcazionl - A ) imbuto di la· mle ra da accomodare al viso - 8) Cilindro aNv ituto eoo due ret.icclle metalliche agli estremi o cotone nel mezzo - C.') Val· v o le pe r favorire la esplra.zlono (!!i nprono so lo ~crso l 'esternonon ~ono ~trc·ttamc nt<) noc<· ~Rtnie).

l/apparecchio era completato da un pa.io ùi ocehiali eL·mcticatu<'nte aderenti agli occhi.

Vig. 2.- Mascheri• Bruni modificata c contenente le •ostw•zc u~sorbcnli (v i~tu in .se· zione). - In B: calce sodata granulata 20 ~r.; in D t.': Ì])o•o lllto d i ~nd lo 100 g r. <tlosolfMo di sodio). TemPO di re~p lt·azlono Innocua 7 l'2" IO. Beazi<,ne Cl e Br

:mi tlosolfato di sodio cloruro e bromuro di sodio c te tmt.ionnto di sodi<•: ~<• · .;lanze fisse e innocue.

. Preparato tale apparecchio e riempito lo spa,zio BDK con iposolfito di sodto in cristalli; il prof. BRuNI trovò che ht protezione indossata da. una persona. normale permetteva con fMilità la respirazione dunmtE' la corsn.


242

BREVI CEN:-.'I STORJCI SULLA EVOLUZIONI': DELLA MASCHERA, ECC.

Il respira.tore BRUNI conteneva. nel filtro 20 gr. di calce sodata granulata (nel cilindro B) e 100 grammi di iposolfito di sodio (nel cilindro DE). Il tempo di respirazione innocua era. di circa 20'. La maschera del BRUNI, che avrebbe potuto essere perfezionata con alcuni elementi della maschera GuARESom non trovò buon accoglimento nella Commissione centrale ufficiale a Roma. 3. -

'MASCHERA

CIAMICIAN-PEsCJ.

Il nostro E!!lercito era stato fornito allo scoppio della gnerra della maschera di ga.rza tipo CrAMlCL\N-PEScr, preparata nella forma dalla signQra Bianca Snetta-Bordoli. Tale ma-schera aveva avuta la sanzione ufficiale! ed era costituita di 10 strati di garza comune, tagliata a mo<lello ovoidale, portante all'estremità superiore un filo di rame flessibile e nel margine inferio1·e un elastico per rendere la protezione esattamente aderente al mento del soldato. Ai lati eranvi due anse ad elastico per assicUl'are J.a maschera agli orecchi, e nella parte interna trovavasi una flanella a protezione della bocca dalla causticità. delle sostanze alcaline, di eui erano imbevuti i 10 fogli di garza. Il reagente era formato d a: Carbomtto di soda cristallizzato . gr. 120 Carbonato di potaNsio . . . . . l> 110 Acqua comune . . . . . . . . » 200 D 3 giugno 1915 il GiQrnale d'Italia di Roma riceveva da Bologna la seguente intervista col sen. prof. 0IAMICIAN: « Non p osso dire oon a!;solnta precisione quali siano i gas di cui i tedeschi hanno fatto tanto uso ; però presu mo si tratti di cloro e di bromo. Il reagente che ho potuto stabilire assieme al prof. PEsor e con la collaborazione del mio assistente, ha la virtù di fìssal·e il cloro ed H bromo ed in generale tutti gli alogeni . Imbevutane la garza della maschera, i gas asfissianti vengono assorbiti ed il soldato può respirare anche in mezzo all'atmosfera venefica. >> Il prof. CIAMICIAN, a pt·oposito della dmata di efficacia della sua. prot.ezione, soggiungeva nell:a predetta intervista di « ritenere che dopo . u no spazio di circa. un'ora, da cbe ht maschera rimaneva esposta all'a.zione dei g<IS avrebbe dovuto essere di nuovo imbevuta coi reagenti per conservare il suo effetto prt>servativo. >l « Perciò si potrà prevenire qualsiasi evenienza provved endo ciascun soldato di fialette coi liquidi reagenti, percbè se ne serva al momento opportuno. n rJa maschera OIAMidTAN·-PEScr fu subito modificata a Roma d al Servizio Sanitario <lell 'E ::;ercito, che ideò una, protezione a fil tro mobile formata da. due strati di tessuto lasso (tulle forte). L 'e~terno era, fiss<lto superiormente ad un filo metallico ed inferiormente nd un ela~tico, l'interno soltanto all'elastico, per modo da potervi passn.rE' una f<llda di cotone (fil tro), cht> restava cosi mobile.


BREVl CEN~l ><TORlCI StJLl.A 1-~VOLUZIONE OJ;:I.l.A l\IASCHEitA, F.CC:.

t43

Il Servizio -sanitario predetto aveva. inoltre ammesRO la. possibilità di ·riutilizzamento del filtro, provvedendo la protezione di boc-cette contenenti le soluzioni alcaline per successive imbibizioni. Una. tasca di tela proteggeva la maschera, della quale fu dotato l'Esercito in camp a.gna. 4. -

1\fA!';CI-LEltA A 'l'AM.PONE SEI.tONO E TROCBJ.LO (1).

La Marina naturalmente studia va per conto proprio ; perciò affidò l'incarico di sperimentare sui mezzii di difesa contro i ga." ai dottori SERONO e TROCELLO. La seconda Rela.zione di questi ricercatori, che è la più completa, ci informa che la Marina adot.t,ò le mascherino sperimenta.te da essi proposte. Essa era munita di anse eli filo elastieo attacca.te alle orecchie come quelle dei comuni piegabaffi ; l'orlo superiore della maschera stessa munito all'interno di un fùo di ottone cotto per poterlo facilmente modellare premendolo sul na.c;o, e cosi tutta l'aria inspirata attraversa v'l. il diaframma ueutralizzatorc. La soluzione neutralizza.nte i gas era così compo;;ta : acqua. gr. 100 ; c.arbonat.o di sodio e carbonato di potassio di ('iascuno gr. 50 ; iposolfito di sodio gr. 20. Recondo SEll.ONO e TllOOELLO la loro mascher~t (con l 'aggiunta a di· fesa d('gli occhi di convenienti occltiali da automobili~;ta) aveva dei notevoli va.ntaggi t.ecnici ed anche economici, su quella (fiiAMlOIAN-PESCl) del R. Esercito. Per quanto ci consta, e non poteva essere altrimenti, tnli maschere furono provate solo a difesa del cloro, consid"rato ga~ di guena. Vedremo in un aJticolo succes!'>ivo come nel1916 il Comando sin Rtato costretto dopo la dura e tremenda, esperi<'nza del 29 giugno, ad abbandonare la maschera -tipo CIAMWIAN-PESot a filtro di ga.rza. - e a ricorren.l da prima. alla masehera tipo fl·ancese e poi dopo Ca poretto aJ respiratorP ingle:::3, che, nonostante tante opposizioni ingiust.ificatc, ha t.rìonfnto su t.utti gli altri mezzi di di[esa individuale. Certo, e bisogna rlirlo senza rE'ticenze, se gli studi prepa.rat.ori rli indole pratica. e scientifica compiuti a Torino da uomini eli buona volontà. e con tanto fervore fossero stat i accolti con maggiore interessamento e più fede, la. protezione antigas per il nostro Esercilo c ln nost~a. Armata. sarebbr .11ea.turita da.Ua iniziativa italiana, st>nza dover mai ricorrere a prodott.i ideaH (' co&trntti da Mranicri.

(~) R.RO F. Ril'ista J\Iariflima, ~·[aggio 1915.. ~EitONO C. t' TROC:ELLO E.· I gas a!lfis~·~ntt e tos:sici aclOjPnt · i in gu ~.na e la uift·sa contro eli p,o.;si. A1111.C1li eli medu;'n4 navale e colcmùlle. Anno XXI , 1915. voL l pag. 640 e 550.


244

OSPEDALE ;\Il.LTTAH.E PRINCIPALE DI PALEmrO

·.

pt>r il Jll'(> f. Antonino Amenta, U.• IH.' Il! t> co lonnello 111t>d i<'o lilwro doCI' rlf (l di JHtt.ologiR. c hirt11·gicll .

La cura dell 'appendicite è s1ata oggetto di di::;cu,;sione in t utti i PaC',.:i t~d in t.utti i t.empi ; e mentre t'!lsa è di esclusiva competenza chirurgica in .\meri~1, in Inghilterra ed in G erm ~~nia,, ciò non s i può dire che lo sia in I talia., dove p er lo me no la. metà d<•i casi di append icite sono trattati con le :;emplici cu1·c mediche. Ciò, secondo me, d iJ)endc oltre che da Ila educazione chirurgica e d a l t.empent.nwnto degli Alllf'Tiran i e de>gli Ingh•si, d a una non esatta valut·a :.~ione dei sintomi c quinùi non compl('ta. diagnosi dei singoli casi. Anzit,utto bisogn1t distinguere dai casi di appendicite que lli di t iftit.t' e p eritiflite non suppnrat.c, e c io<' infian1ma:.~ione drl cieco, primitive' e fornHlzione di N;sudati fìbrinosi c >~i<·ro -fibrin osi che non arrivano allo :'ltato di suppurazione, ma alla sola infiammazione del IH~l·i tonco pariet.ale. Quf'~ti ca15i esistono P sono frt>qu<>nti 1 com e è :;t.ato dimostrato da vari autori ( Dreifu~;-B risa c) : c sono precisam ente i casi nei quali la ;::emplict> cnra medica ba;;ta a port,ar(' la guarigione completa . Accanto a questi <:asi Iort.unati ne a bbiamo una serie numerosissim a. in cui il processo infiammatorio pPriciec.<'tle volgr a lla ::;uppuraziotw, u l'Hldirittura i fatt i infiammatori intel'NlSHDO i'appE'ndice. Qu i si presentano varif> forme morbo::;<', la conoscenza delle quali E' lo svolgersi di (•,;se impot·ta. un diver r;o tra1 tamento prevalentemente e hirurgico. Dallo :;tudio d ei casi da me op Cl'ati (1:3) c d a quello di molti a.utori credo di poter raggruppate l<· \·arie fornw e gradi di app<'ndicitE' c prriti-· flite nPlle segul'nti forme c linic he : 1° GRUPPO. - A1>7Jendil'iti scmpl'ici tatarrrtN: senza perforazione con varie riead ute. ~i trana di un:l successione di crisi dolorose })ÌÌt o m e no ~ravi con febbre e \-omit.o, che dura.no in media una. ~'>l't tinHU1<1, separati da intC"rvalli pii1 o meno lunghi d n 15 g iorni a vHri m(',;i, che riducono gli orgHnil'imi anemic.i di~peptic:i. Ln queste forme l'ii possono rilw<•nire dei corpi estranei, calcoli fc•cali (coproli t i) o [orma.t i da :-:emi d i fruH.a, frammenti di o:-;,.;o o spine di pesci , ma non con quP!la frt'que n :.~a e.i'H' t;i llUÒ creden•: infatti, l3econdo Stem,;on. in 10 appendici NH'.is,.;e da p;;f>o ve ne furono otto in cui non s i trovò Jl è eorpo (•st.ranco nè concn' zionc ff'cale. Jl piÙ cl<•lle \"OltC il Jnme tlcJ can:ì)P app(•nc!icoJare P libc•ro, alt.re YOit·e vi sono dei l'l'Stringimen t.i. Nel caso <lei carnbin it·n• T. l'siste \·a in mezzo allume del canale a pp endicolare un isp(•ssiml'nto g nmde quant·O un grosso Cl>Ce, dovu to nll;t


ipertrofia della tunica muscolare, probabilmente per lo sforzo fatto di ricacciare il corpo estraneo nel cieco. Infatti la t>voluzione favorevole dei corpi estranei penet.mti nell'appendice è che vengono ricacciati nel cieco donde provengono. Se questo non succede la pre:;:enza di ta li corpi infiamma l'appendice e può portare alla. perforazione di essa . Ora. è evid<'nte che i casi di appendicite catarrale entrano nel campo ellirurgico. A che scopo non operare un individuo che varie volt.t> all'anno va. soggetto a. coliche a.p pendicolari 1 Si è sicuri che dopo aver superato il primo attacco a.p pendicitico non avverrà in seguito qualche compli canza, o non si formerà addirittura una suppurazioi}e periappendicitica '? Questi sono i casi che operati a freddo nel periodo interacceR:sionale danno un risultato dì guarigione del 100 %· Il dott. Temoin (B1tlletin de l'Ac.adémie de .Jfécl., tom<· 82) porta a favore d<'ll'intervent.o i risultnti della. sua, t'speri enza di 20 ·anni: ~<;ono 3253 appendiciti operate, di cui a. caldo 2617 con un totale di 83 Nt!>i letali, cioè 3,5 per cf'nto. Sei ca;:i di a.ppendicit.e catarrale operati da me a freddo alla distanza variabile da otto giorni a due mesi dopo l'ultimo a.ttacco guarirono t.utt.i di prima intPnzione come rilevasi dalJp. storiP cliniche.

~o GRUPPO. - Asces.'l'i appendicitici e ]Jetiap11endicitiei. - ::;o nn i ear;i nei quali sin clal primo a.tt.acco i sintm;ni appendicitici (dolore, >omito, febbre, difesa muscolare) sono m olto violenti e non t<'ndono a dileguarsi, ovvero quando dopo breve pausa tornano a presentarsi così gravi d a tninaccia.re la vita degli infer)nl. Di tali casi ne ho operato recentemente qua t.tro con un solo deresso, per form~H:ione di nn vasto a~>cesso pelvico. Trat.tasi di rtna puerpera che era stata colpita da at.tacco appenclicitico poco prima del parto : Sllperato questo, i sintomi appendieitici erano ritornati intt>nsi e la f<>bbr(} :wc1va preso il tipo di f<~bbre suppurat.i>a, raggiungendo. i 40 gradi la sera per rimetterE> la ma.ttina a :{8. Tut.tavia la famiglia non ricor;:;e alla mia opera che quando vide perduta ogni :~peranza .

Chiamato dopo circa u n mef'.e dall'attacco ed in pieno periodo eli febbre ~'>uppurativa, riscontrai un va,<;to ascesso lombare per cui consigliai e pratica,j la. laparotomia. Aperto l'addome diedi esito ad una raccolta di circa t.n> litri di liquido purulcnto fetido , che dalla region(' lombare invadeva la C<lvità del piccolo bacino. Praticai un lava.ggio con soluzione di p t•rmang;tnato, ehiusi in parte la feriU:t. laparatomimt, lasciando un drenaggio tnbol!lt't>. La donna migliorò alquanto dopo l'operazione~ e la temperllttua andò diminuendo; ma all'ottava giornata. morì per coliaflso. :~o GRUPPO. Appendù:iti tronichc eli natw·a tuberl'ola:nJ. -Ho riunito in questo gruppo i caf;i di appendicite cronica di n:ttm·a. tubercolare non sempre facilmente diagnostic.-tbili dai casi di A. catarrali S<'mplici. E cioè si po:;sono avete degli attacchi tipici di appendicite che si ripetono anche ad intervalli, mentre poi all' atto operativo si riscontrano dei tubE>r<'oli più o meno evoluti nellumc appendicolar<>. Di f'fl:;i ne ho op<>rati quat-


CONTRIBUTO A.LLA CURA CHTRlTR<.HCA OELL'APPEND!ClTl>

tro casi; in due (soldati V. e Di V.) trovai tali aderenze fra cieco, appendice ed epiploon cosparsi di tubercoli che credetti utile chiudere l'addome dopo una lavatura con etere : gl'infermi guarirono di prima intenzione. Nel ter7.o caj'3o (solda.to M.) l'appendice era tagliata nel suo mezzo da un granuloma caseifì.cato che potei asportaTe con l'appendice. Guarigione per prima. Nel 40 caso riscontrai tali aderenze fra epiploon, cieco, appendice e tenue: distaccai le aderenze, asporta.i i tubercoli con l'appendice, resecai Ja, estremità dell'epiploon e lasciai un drenaggio. L 'infermo mori dopo 48 ore per collas:so. Dalla. esperienza dei miei casi e da quella di numerosi operatori ìta.liani e stranieri :posso concludere : 1° L'appendicite può guarire con semplici cure mediche, se si tratta di primo attacco e se i sintomi gravi si dileguano nei primi 4 o 5 giorni. 2° Che essa diviene dì spettanza chirurgica quando è recidivantt\ (catarrale) o quando si può fare diagnosi di ascesso appendicolare: anzi l'intervento s'impone appena, ne insorga. il sospetto. 3° Nelle forme croniche appendicolari di natura tubercolare conviene limitarsi alla semplice laparotomia, svuotamento degli essudati, lavaggio all'etere. ()ASO 1°. Sa1·erio P .. a1)puntato dei CC. RR., rti anni 40, da G1:rgenti. Entra in ol'<pedale iJ 29-4-21. Rirerisce che circa quat.tro mesi addiet.ro. m en tre era ricoverato in ospednlf' pe1· emonoìdi, fu colto da colica appendicitica con pro· pensione al vomito, per cui fu applica-ta vescica di ghiaccio e somministrato d ell'op · pio. La colica dUI'Ò un giorno (lO attacco). D opo cir·ca un mese si ripetè lo RtB!'<.'<O dolore con gli stPl'<><i fenomeni. cioè vomito e febbre, che durarono t.re giorni (20 at· tacco). Venne inviato in licenza di convalescenzA> di giorni quaranta (durante la quale fu colto p er la te1·za volt.a dagli :;tessi distmbi, peJ· cui dovette stare a letto per· più di dieci giomì). La colica dmò quattro giorni . Il 4 aprile fu colt.o per la quarta volta do. colictt appendicitica che egli attribuisce ad indigestione. Il 29 aprile ricovera in ospednle. Esame obiettivo: individuo normalmente sviluppato, alquanto deperito ed oligoernico. Nulla si rileva all'apparato circolatorio e r·espirat01·io. All'e,.arnf' dell'addome con la palpazione in corrispondenza della regione ileocecale destra a\·vertesi una tumefazione di forma cilindrica. a.lquanto dolente, s s uperficie liscia, liev emente ;:;p<>!<tabi le. Sì fa diagnosi di appendicite cronica cu.t·&lTa.le. 3-5-921. Eterom:t·rco.qi, appeadù;ectomia.. - L'appendice lunga circa dieci cen· timetri è ripiegata su sè- stessa, la sicrosa è ispC'::;sita : nf'llume appendicolare l'<i tro· \·a presenza di pus. Sutura completa dl:'lJe ptnl'ti addominali. GIUwigione per p 1·ima. 26-5 -192 1. È in,·iato in licenza rli convalescenzu. CASO 20. - .M. M<tria, di anni 42. cl(t CaUabellotta. RifeJ'i:<ce che per ben lt·e ,·olto è sta t n colta da coliche appendicitichl:' a d if<tunza di tre mesi l'una dall'alt r·u. L'ultima 1·isale a qm\ttr·o mesi. Donna di buona costituzione orgnnic•tl, alquunto ol igoeinica. Nella fossa ileo-cecale dcsu·a. si palpa una tumPfazione di forma cilindric-a Il :m p e1·fie ie liscia. dolen te alla palpaziout>. 27 aprile 1920. - Clor·onarcol'<i, appPnclircctomia. Suturtl delle pa1·f'ti addo minali. Cual'igione- pE'l' prima.

~l

li ,i

d


CONTRTBUTO A Lt.A CURA C HIRUJW l CA DEr.r: .-\ P PENO IC' ITF:

247

CASO 30. - L. Cm·mela. di anni 40. llt~bile, da Sciacca . - È s t.a ta colta per ben due volte a dis tanza di sei mes i da colica appendicitica; l' ul t imo attacco è stato circa due mes i addietro. 16 novembre 1921. D onna di buona costituzione, alquanto deperita. Nella r e · gione ileo-ciecale al punto di Mac Btu·ney si palpa una t umefazione cilindrica della grossezza di un dito mignolo, dolente, lievemente sp o,.tabile. Rac hianestesia. Ap· pendicectomia. Guat·igione per primo·. L ' appendice u.<iporta.ta è a lquanto tume· fatta e presenta uno strozzamento. CAso 4o.- T. Vincenzo, carabiniere d~llaLegionedi Palermo. - Entrò in ospe· dale il 30 dicembre 192~ pt·oveniente dalla S tazione CC. RR. di Corleone. Riferi.'!ce che all'età. <li 11 anni fu operato di emia inguinale de:" tra. N ell' apl'ile l 920 da bor · ghesc,..fu ricoverato all'ospedale di S. Saverio di Palermo in :seguito ad una colica appenaicolare (lO attacco ), e rimase ivi degente p e r una quindicina di giorni. In agosto 1921 fu ricoverato nell'ospedale civi le di Marsala per una nuova r ecidiva e vi rimase degente p er dieci giorni (20 attaC<!o): n e fu dimesso guarito. Tali disturbi s i accompagnarono semp1·e a, vomito Il 29 dicembre 1922 ver so sera fu colto da vivo dolore a lla fol'lsa iliaco dest1·a (3o attacco), accomp agnato da e levazione t ermica. senza vomito; venne inviato in questo ospedale per le cure de] caso. E. O. - Individuo di normale costituzione organica. alquanto deperito ed oligoemico. L 'addome s i presenta )(lgge,·me nt,e meteorico ; alla p ercussione s i nota timpanismo in corris pondPnza del colon tmsver""o e d iscen dente; alla palpazione si suscita vivo d olore in corrispondenza d e lla fossa iliaca d estra e si avveJ'W un senso di p astosità. 31-12-922. Le condizioni general i sono discrete. H a vivo dolo rE' al punto cii ~fa.c-Burney. Febb1·icitante. 2- l -923. Il dolore è diminuito. Condiz ioni gE>nerali discretE'. Apirettico. 4 -1-923. D o lore scomparso. l l-1·923. Previa aneste~ ia rachic:liana s i e,;egu e l'append·icectomia. L'appendice è forteme nte aderen te a l fo ndo della fosf<a iliaca ; \'ient' di;;;tac· cata con qualche difficoltà. 20-1-923. Si to lgono le agntffe~. Guarigione per prima. E saminatt1. mac roscopicament,e l'a ppe ndice, aprenc:one il lume, s i J'Ìt;contr a presso la sua estremità nn ingrossamento qua n to un grosso cece. c he al mici'Oscopio s i riconosce dovuto a llo sp essim ento dello strato delle fibre muscola1·i lisce, for!'e a causa dello s forzo compiuto p er cacciar fuori qualche corpo e!'< tra neo duro. 12-2-923. Rientra al Co1·po con pro posta di fie . con val. c: i g iomi 60. CASO 5°. -

L. Seb(uJtt'a~<o, ma.-ùwio di an.,.i 21 da 'J'erral;ini. -

Ered it À. o precc·

denti morbos i personali negativi. Il 16 dicembre 1921. mentre trova vasi in licenza. è colto da febbre alta continua remittente e lieve d olore alla fos!'la iliaca deM 1·a ( 1° attacco), e che cessano do po riposo e adatta cu1·a. I1 27 dicembre è colto da vi,·i~;:i mo dolo1·E' alla fossa iliaca clef<tJ•a irradiantesi aU'a.sta, vomi to alime ntare . dolorabilità esagf'ra,ta al bas!'io vent•·e, È curato con applicazione di ve:"ci1:a di ghiaccio ed oppio. Con tale trattamento cl imirmi~ce la fcbbr<", r:ps;;u il vomito ed il forte dolor e (2<> attacco) restando tma do lo ,·abilit.ì alla palpazione profonda al ptmto di Mar-

Burney. 3o accesso. -

Il 7 g<"nnaio 192!{ è colto di nuo \·o d a for t i b rividi di freddo <'

f~bbre a 41o, d olore alla fossa il.iaca dcsti'a che ;:i accentua a llR> pres!'lione; ricomin-

Cia vomito. Si ritorna ad applicare la Y<"scica di ghiaccio, dieta idrica, oppio, e fu febbre va diminuendo fino a cPssaJ·e d el t,ut to il 20 gennaio. 2 febbraio 1923. - ViE>ne ricoverato all'ospedale militare. Individuo di mediocrE> costituzion e organica. Nella fo:;;;a ileo -cecal<' s i oss«'J' \'8 con la palpazione profonda una t umefazione ovoidale lunga circa cm. 8 e gros,;a quanto un d ito, di cow;istenza dw'o-elastica, che sfugge sotto le d ita. L'addome 1\ trattabile. Nega.tiYo è l'e;::ame dell'appnr·ut(• card iovn:-<colare e respinttOJ'ÌO.


1

1'0='1'RI Ol: TO A'(.l.A ('URA (' lflRUR(;r('A OI::LL APPI.':XDIC'ITI,;

Dopo una O><~E'I'\·uzi onC' eli n ' nti g io rni , a richies ta tle lla famiglia e d e ll'infPI"I""· cl<'eido di opc· r<H io . 2 1. 2. ç)2:l. - PJ"('\·ia r~td1i>~ne,; tr-:< ia. Rto\·a.in.ira. pmt ico una inc i><iont• pa.raret ta lf· ..:ottornb<'li <-n l!'. Si •·is<wntnl l'appPndic<' m o lto pii1luuga ciel nomaale (c ÌJ·C'a cm. 12) fi f•s;:oa i\11 sè :-;t e;;!:m, ma lilw ra rli ad<'l"(' nze. :::ii iso la e s i nspotta a ffo ndand o HE' il mc•ncone tle l eitwo.

Del'OJ':-:o post.-opei'<ltcwio ottimo. -

Guu•·i~i o•w pi?i' p rima.

All 'rsn.me macroscop ieo no n s i t•i nve ngono alte r azio ni n otf'\"O ii dE'Ile tnnicJa .., nppondirola.I"Ì; a.pet"!onf' il lunw . :;i rin\"Ìf'ne f•ssnda to p111·nlento. L "appe nùin· t> pe n ·ia. in tutt.a. la s ul\ lun g ht'Z"Ztl. l'A~O 6°. B. Cnteri11.a. da Sciacca . di amd .fiO. s-po.~a ta; ha av uto il pdmn~t ­ tncco sei Illesi fa. Da un 111.t':-<e <'irl'a &. ><tuta col ta da un 2<• attacco. con dvo dolort> a ll"ipocon tiJ·io d e:<tro, vono it o , fe bh•·t> a lta. A llo s tato pre!'lente o;;s(ln ·ns i d ift>sa ad d<uninale. Ot.tlL"iità ne l qvadt·ante inf<·•·iort' d ei! tl'<). D o lnru bili tù a ll a pal puzion... Fehhre a :Js.5. 5-9- 1921. Inh' l'vento pl'<.' vio rachirulc.•tf!.~ia . :'>i J"i>~cnn t •·ano fo rti adt't""enzt> ]><· a·itoneali at to rno al cieco e sotto l' appPndice in mezzo all'a:;c<'s""o : ><i a....;po •·t a il li qu ido punde nto e ,; j applica un dl"(.' llltf{g in ca piiiHrt• di gat·za. C tuu·igi n ne pc•r 2", dopo C'i J·C'a un m e:-<e.

<.'ASO 7o. - P. C: iu.~eppina, do111W rli Wtll i .111. dct Sciarca - Poc hi gionti p •·ima '1 ..1 pna·to avve r·ti v i\;o d o lon• al fian co ÒC'st ro co n fe bbre e \"Omit o : fu C lii"RI.O con ripo;;u e cataplo.<-nni. D opo 10 g ium i chd parto (a horLo) t omò ad an·ertire for· ti clolcwi R l fiaJH'O d es t•·o . a.cconap>~gmtt i d tl. it• hhrf' eoni i n un J"Pm itte n t C' a l ma t t in o e n•· mito. T !lll' s t-ato :>i p1·o hmgò ])(' l" l'i •·c:a un n w:>E'. quando vf'nni chiama t o a\"f.'\"11 :l!)c> di t<'mpe ru tum . ttd dom(· t e:<o. dole nt i'. fari .. ~ acldom inu le , pol>:o picco lo . h·f'qnl'nte . F L•ci dingnn:-; i di \"lll"t o n:-<C'es;:o p<•r ia ppl'ndicn ltue. Prt-l'!nto insiste riL<'mc:nte doti p!lr<'nti. pra t icai l' in tL'ITf'n! o. 8 - 11 - 1!!22. lnci;<io n e o bliqua ne l q uadrante inft>•·ior·r d e~t •'• l : n tw r·tuil p<••·i t•neo ;:;i l'l'"'l'ontrano fol'ti ad e r·Pnzr f r·tt le> ansf' intf';;tinali: di,;(IIC<'ando q uf' II P flui c if'CI> s i a.pn· tlllll vHs ti:-:sima •·accolt t\ JHII"trlf'ntu pa·m·enieJJte dallo spuzio retro c•olico e clttl p1 ccolo borino cnnte•wnt<' PirC'a d11~ lit•·i di p n,.:; di od(li"P ff'c aloid e . Si Applica t m rh···· nagRio tubolnre d1e s i rimH>\'a ol!ni giorno. Le eo ndizion i d e lln d o nna m ig liorann n t> i primi g io nti , lliA. l'orgauisnw è t ro ppo d e ff'du t o t:>d <'l'H list o da l lun!{O p•·oc<'"-"0 suppur~tti \·o. La le nq Jf' rut tu·n si uhbAss•l al cii ::<o t t n d e ln o n nn ll' r In donn.a m1wre JW I' co t h~.""o, otto giorni d c> po l' inte i'\"E'ntn.

C'M;o go U. Uiu8l!ll/•e, OJientin di anni .ffJ. da Sr-i(ltNc - X e l n o , ·eml>r€' l!!:?:! è <'O it o dol un p •·imo attac<·o nppf' ndic·itico, <'he ;oi •·isoln> dopo c irca ciif'<'Ì g io rni é'oll le- <'li re llit'! li e h t•. SegtiP lin d i:-:PJ"et o ;;f ato di lwn!':;:<<'rt.>. :-<C'blwn <> e , ·iti di IIIA.ngin•·e c ihi p t•,.;an t i. TI I•(ÌOI'IIO 5 fPbhrni o l !l2:l è colt o dn \"i\"o dn l<we tl ll n fos..~>~. il ro -c t•t·n lo• >:c·guìto da \"o mito a limf'nt a rt> f' da l"e bbrP. \'it>ne cu•·at.o con vescica di jth iacr io . nppiac·Pi. di n t11 iolrira. Lu fC'h hre d11 un naus:-;i rn o d i :lflo disc(lndf' Al Hll.ltt in o a lla t-<·•u pC'rat 111"11 nnrnan l<' m11. ttll a ~N·a arrÌ\"1\ a ll8. 11 giomo 14 :<Ono <·hiamnto per vi::<itn d o : l"inft' rmo l· fE·h lwicitunte, n o n hn vomit.o, mn ha d o lo n• s pont.tneo e rli pii• nlla ]-ltllpt\zionf' profo nda rl t'll o fo"'"'' ile-o-CècniP , rlo vf' o:o-:-;eJ•\"fll-'D 1111 iudurinwnto c irrosC'ritto di'Ila g r·andezzn di unu llQCE'. (:li a ltri quadrant i d<'ll'add r>Jnf' son o pe rfettame nte tmlt>thili, ind o le u ti. Lfl tempf' rat tu·a. c he la se m r-a._g!!iungc i :l~ 0 • rime t te n.l mtut in o con ~• • dn•·<· . Fnc·c io d ia g n o><i di llf<C"<'"-'"'0 p<'•·iappNadit"itico. 15-2-923. Pre\" ia I"IH'hianr:-<tt•,:;ia pnuico tu lttpar~tomin c'<Ht inl' liHOIIt' ] H~ I"urPttnle. :'\i •·invl\ngon () fo1·1i uderPnzE' fro. il c ieco r lo: tUl:'l!:" del l Pnue: l'appo•tt d i<:<· è >< ituatn pt"(IJc\mJ.\me n t<' di PII"O il c'i<'CO, copr• rtn da (',;~udHt i. ri mos:-<i i qunl i. ><i S\"llt•ta l' a.,r·es>"n ]WT"ÌAflpf'nclico ltu·t•. r·o11 tC'nc nt e c-irca 50 c m. di pu:-;. Prot+".f{g•>ndu le onsl' in tt•l-'tinnli s i u.sptH'ta il pus. e s i tocca In ('Hv iUt nsr•ci<:-<tltllt' C'oli tintura di iodio: rl!"ttf' le fm·ti acl!'rrnze. non ,;j stimn O]'portuno fa1·r ul tt•rio ri rrutnO\"I't' per a;:pcWtll l"('


<.:ONT.R JB U TO ALLA (T RA

('HlR URt:JCA I)ELL'APPI( :-il.JI CIT J·:

24!1

l"~tppenùicE>; s i lascia un dr·enagg io eli garza e s i l'hiudf' a s t1·at i 111

feritn la pArlltomica . Andamen t o p os t -ope rativo buo no. La ft> hbr.,., Cl'S:<tl co m pletitme nte. così ptu·e il dol or•e e la tenrlenzn al vomi to. S i J·inno n~o il drenaggio ogni due g iomi: all' o t tn,·o g iorn o s i to lgono i punti in ~;~eta d e lla ferita laparato mica. L ' infe rmo guarì comple tamente d o po circa 1m me"'' rl i eut·e. CASO go Carabiniere B. Dom~> rtic:o. di anni 23. - Venn!' rico,·erato in o;.pedale i l 23 marzo 192a pc•r udcnit<> iuguin a le :;inis . nt ven e> re>a. Il f) marzo, qu a ndo g ià l' a deni te e ra in via di f!ua rig io n<>. S!'l17.!t caHse ap prezzabili, è colto eia vivo d o lo re prima diffus o in tutto l" ndclt) me, e ne i ~i o rni SII!' · ce;;siv i limitato alla fo;;,.a, ileo -cecnlE'. Il dolore era accompagnato d t\ vomi to e s titichezM. T empen\t nra 39<>. In s r guito acl applicazione di ve;;cica d i g hiaccio e ::;orn m inis t ruzio ne> di o ppiacci il dolore spontaneo ecl il vomif,o scompaiono: la h·mp~>on'ltm·a fl' blwilt• va fLbba,.;."a n rl osi fino a. che scomp~;wc d el t u t t o il giorno l :l marzo . [) !!iom o 15 s i r ipet{' il vo mi to. il d olore : òinrrea e rialzo di temperatura . Il g iom o l 8scompo1ion o i sintomi a(·uti. :lO-:J. - [ndiYicluo apire ttico, a lquanto oligoemico. N e lla fossa ileo-cecale des tra s i percE'pisce una. tume faz ione d ella g rAndezza t> ìorma. ·di nn no vo di piccione, di con;;is t cnza. duro-elas tira d o le nte a lla prt>ssione . p oco s po;;;t abile. 10-4-23. - P1·evia ntc histova inizzaziono si. pratica. la la parot o mi a para.t·ott.ale. Si r·i;;;contmno forti ade renze fm c ieco, appendice E' tl'nue, s i apt·e l 'asces~o peria ppendi citieo s itun.t o v erso Il~ fo,:;sa. ilittca. chmdo t~s i to a cil·ca 50 e mi'. di pus. Si applica un d•·enaggio di garza . C'hius ma parzia.lo delle purt>ti a dd01ninali. 'Lo za.ffo s i r·innovn pe r o tto g iorni. Il 25 m aggio la ferita e ra c hiusa . L'infe> t·m o <'0111 · p let.a.ml'nte a pirettico, r·ifat.t o n ella nutrizion e gene ra le . Il 31 era dinwsso con tr<· mN;i di licE'nza di convalescenza . CASO l ()0. - r. lrl ichele soldato, di (tll)!1: 21, dell'81i 0 reyy im rn lo ja l! ll.'ria. 1\'t'[l:Rth·i i preceden t i ereditari. A><:;eri<;ce che c irca du e anni fa senza rm•se apprezzabili t'l'Il ..;t,a.to colto da. vivi dolo ri alla r!'gione ileo -ceca le , a ccompa. gnn ti da ,-o mito e f(•hbrf' . TRii s intomi ceJ<sarono d o po c irca o tto g io rrti. 20 attacco. - Il ·4 di a go:=;to 1921 a Ttwmini fmNe.>e fu e>olto d a vi vo clnlon· a llo st C'ilSO ptmto. accompag nato da :=;cariche dinnoi ~· lte per cui s i m isi' a ll"tt o . Ha avuto anchE' fcb bJ'!' che è an d a ta dimimu~nd o a poco n p oc·o. Il t:l ago:-:to ,·ie nt· r·i covera.to in ospedal e. È indiv iduo al quant o oli !!o~ noi t•o o d epe rit o. Nt·g•lt in> l'esame d ell'apparato cardio va,scola •·e e rl'spirnto ri o. Jn corri ,.:p onclenza de l punto d i l\'l ac-Bnrney si s uscita vivo dol ore e ,;i cons tata ht pre:;enw di uua t unw fnziont· d ella gra.nclezzn e forma di un u ovo d i po llo. L a t N npl'l'>tt tll'll In :-:PJ'R mggi unge i 38° ; ~<i applica In. v Psci ca di ghiacci o c s·i som ~r> ini!<t l'll do•l l 'nppio . DiPI>l la tt !'>l. L a tf•m · peratum.s i abba.-;.~a nei g iorni seg uf' n t i e il 10 ><f'tt !'m bre rit <•nul norm il lf'. Anclw )}t tumefazione anelò diminuendo. A l'ichiesta cle ll' infci·mo e d e l padre d erid u di int!'r·vcui•·e . . 21 setJ.emhre l !)21. - Clo i'Onarcnsi. Si pra tica una incis ione. para rcttnle ~<o ttombel!ica)e . n periton eo pa rietaJe è ncle re n te 811 (• a nse in.tci'tÌnoJi; cj iH' :'< I I;' ,:; teSS(' sono ricope rt e ed arl erf'nti a ll'epiploon. Il <' i<>co e l' nppendict•, lo sboc<·o d e l t~'llll t' ..;ono ad erenti. t·ico pe •·ti d a forti <'ss ud o.ti c qua <' là da . ub<'rcoli in p nr te cas!'ifìcati. ~on :=;i stima pos><ibilo nè o ppo1·tun o prat icHI'<' l'as pol'tn z io ne de lla a ppE'mli<·l· e pe rciò d opo un lav agg io co n eterE' d e lle Rupe•·fici intestinali si pro t icn lll ~<nt11 n1 a ~trati cl e lia paret-e addomina le . D ecoJ'SO J?~ilt -.operativo ot'~!mo . . Non vo.uut 1 ne fE> bb•·e> nè ptu d o iOJ'L Il :J otto bre lascia l'ospt' d>\l e in,. ia t o in li<'enzn d i com ·a lf'><<'<'117.ll p<> t' '111 H 111 "'· CAso 110. - S olda to D. V . Oio1'f1ÙI. d el JOO ?'P!J!fint<!n l o cn·t i(di~>rìa p . ,... d i 011ni '!fl. Negati v i i precede nti morbos i e•·ecli tari. Entra in ospedale il 2 sctt c•m bre 1921: !1"-'<('ri,;ce che q uiltt ro g io mi a ddi!'t ru. ~enza causa appr-ezzlthile , avvertì dolo re diffu;;o a ll'nddomc . i't>gllìto po(·o d l'fl' ' d >t tt> bb1·e e.lta e vomito . • 1

•


2:ì()

CO~TRlFI UTO ALJ.A CURA CIHRURGJ•CA DF.Lt.'.-\l'l'E!'DH'ITf:

All'esame obbiettivo s i constat,a: individuo di discr1•ta cost.ituzione organica alquanto depedto ed oligoemico. Alla. palpazione in conisponclenza d e lla fosso ileo-cecale notasi una tumefa· zrone della grandezza di nn uovo di pollo, a limit-i indist.inti. L a percussione sopra d i essa è ottw;a, :mentre nel re><tante dell'addome è timpanitica. Ln palpazione addominn.le è dolor-osA. e s uscita la dife'>a muscolare. Si applil'a la wscica di ghiaccio: alvo dio,rroico. La tE'mJXlra.tma nel pomeriggio oltrepassa i 38°, menta'l:' al mattino i> sotto i 37o. Sottoposto a rigorosa di(>ta lattea ed alla im.mobilizznzione (oppio), la temperatura andò d i minuendo finchè il giorno 1-! fu complt::t~ment.e apirettico. Tuttavia s i continuò la clieta per tutto il mese, fì nchè la tumefazione andò diminuendo fino a eitl un;i della grandezza di una nocciola e qua'<i indolente allo. pal· pazione. 8 of tobre l92L - Previa eterona.t·cosi si pratica laparotomia col taglio pararettale. Aperto il peritoneo notansi subito dello valide aderenze fra l'epiploon, il cieco ed il t.enue. L'appendice è na.scosta da essudati e da un grosso tubercolo ca.'<eoso, per· cui non si stima oppot'tuno l'asportazione di essa. Si pratica un lavaggio all'etere e si sutmano- le pareti addominali. Guarigione pe1· pr·ima. TI 29 ottobre l'infermo venne inviato in licenza di convalt-scenza di giorni novanta. Dopo ripr·e:;;e il servizio, nè più i> tornato ad ammalarì'L CASO l 2<>. - c. Sah•aJore, .9oldato della za 8U.9s·i.stenza. - Entra in ospedale il 16 gennaio 1923 provetùentt> dal Real Castello di Moncalieri. Precedenti e reditari negativi. Egli 4 anni addietro soffet-;;e l'influenza e tre anni Ol' sono la malaria.. Durante il Re r·vizio militare non è stato mai malato. Il giorno precedente durante il ,·iaggio è colto da vivo dolore alla regione ileo-cecale e da febbre alta. La sera del s uo ingres.<>o avverte dolore diffuso al qua.ch·ante infm·iore destro dell'addome, ha vomito e febbre alta fino a 400, difesa dalle pareti a.rldominali. Si applica vescica di ghiaccio alla regione ileo- cecale destra, inie?.ione di morfina, dieta idrica. La febbre ;;i mantit.>ne a 4()0 fino al 19, quindi discende a 390 e s i mantiene così fino a l giorno 2i, con forti remissioni al mattino : cessa il vomito, diminuisce il dolore limitato al punto di 1-lac Bumey. Giornalmente si pmticano dei clisteri di glicerina. TI · giorno 28 gennaio. cioè il 12<> giorno. la febbre cade completamente e la temperatura s i abbassa a 36,5 e tale si mantiene in seguito. 24 fe bbraio 192!t Previa racltinuest.esia !'ltovainica. si pratica laparotomia ;:;ott.ombelicale con taglio pararettale. Si co.nstatano aderenze ùe l cieco con le anse del tenue. L'appendice è copert·a. da. t'SSudati, ·rimoiìsi i quali e allontana-t e le anse del t.enue. si constata tl. met-à de lla s ua hmghezza un tubercolo ca.'<eificato clelia. gr·ossezza rli una nocciuola. Esso viene asporti\to delicatamente evit-ando di infett.are le altre anse col materiale caseoso. L'appendice rimasta att.accata al cieco è sana e lunga circa. quattro centin1etr'i; legatone il meso, si asporta affondandone la radice nel cieco con suttua a borsa di tabacco (metodo Tricomi). Toilette pe ritoneale con etere. Sutura de lle pareti addominali, a st-rati. Decorso postopera.tivo: ott.imo. La ser·a la temperatura arriva a 37-2 per discendere al di sotto di 37 dopo due giorni. TI giomo 4 mat'ZO ,:;i tolgono le agraffe..:;. Gnal'igione per prima.

,_,'

,


251

CASUJSTICA CLINICA OSPEDAl.E MILITARE PRINCIPALE DI TRIESTE

BMATOMIRLIA, lmN SINOROlm DI INTimRUZIONE MIIJOLLARR m~IPLRTA, DA IPRRFLRSSIONE ORLLA COLONNA CRRVICALR por il dott. Ugo Plcclnlnl, maggiore medico, capo repa rto c hirw·gia..

Ritengo di qualche interesse e meritevole di comment o un caso clinico, presentatosi nel mio repatto, di lesione midolla·re che fu riportata in primo tempo, dato il meccanismo di ~'tzione traumatica e la gravità della sindrome, a lussa.zione-frattur~t della colonna ' cervicale. Il quadro clinico non rivesti invero caratteri particolari cbe si discostano da quant o jn simili contingenze suole prel:!entarsi, ma, data la localizzazione della lesione midollare, si presta ad una minuta analisi di;;criminativa e offre pertanto occa,c;ione di ravvivare utili ricordi di patologia e di fissare l 'attenzione su quanto d i positivo la larga esperienza di guen·a ha stabilito intorno al valore della terapia cbinll'gica nelle lesioni midollari. L'interesse del caso proviene poi dal reperto di autopsia, in quanto le lesioni le<gamentose ed os~ee della, colonna vertcbra.le ed i normali rapporti conservati da.lle vertebre incriminate consentono di porta re in discussione, per quanto r iguarda la patogenesi della lesione midollare, un tutto diverso mccca.nismo che non è qm•llo prima supposto e che non è certo frequente. Dalla. cartella clinica. si rileva che il soldato L. Giuseppe, ùel l 2° fa.ntei'Ìa., la. ma t· tina del 14 agosto 1923 ne ll'eseguire esercizi ginna..«tici cadeva con il capo all'ingiù battendo con violenza, sì che la testa ed mi collo s i inflette\"l:lOo esf\ger!l-ta.ment.e in avanti. Già ra pido esame prelimÙl!\l'e la..o:;ciava indurre per una le.'liono midolla.re: l'individuo era cosciente e r&<'contava. l'accaduto accusando un dolore posteriormente al collo, lieve ' nel riposo, ma. che di\'entn.va intollerabile se s i tentava di alzare o volgere lateralmente la. testa., talchè non si volle A>pp rofondire l'esame nel ricerca.•·e sposta.menti o punti di specia le dolo•·e nella serie delle t\pofi~i spinose. poichè e•·a in nostra facoltà, sebbene in via indiret-ta, ne lla f<tlppo.~izione che tUla lesione vertebra.le fosse stata l'ngente traumat.izzante del midòllo, stabilire quale> fosse la. ve1·tebra fn~ot.turata o dislocata. Un più attento esame netu·ologico dava. il seguente •·eper·to : o.rti inferiori inerti nella impossibili~ di qualsia;;i movimento attivo, rialzati, ricadono come corpo morto, quals iasi motili~ volontaria. è a.::sente anche ne i mu~coli dell'addom E' e del torace, il respiro è a. tipo diaframmatico puro ed i muscoli intercosto.li non intervengono nè nella inspira.zione n è nella. espirazione. Gli arti superiori sono mantenuti leg.gennonte addotti con gomiti semifle.'3si . con avambraccio in posizione intermedia t •·a la pronazione e supinazioue, con dita. semiflesse. Il malato dietro invito e leva. il moncone delle spalle, abduce il braccio. fiette e distende l'avambraccio, estende e Rette il polso, ma con moviment.i incompleti, privi di energia. ed incert.i. Le dita re.c;tano immobili nella loro posi:z.JOnf' sem.ifle.~ e nessun movimento è pos,;ibilo.


~.i :,!

E .\1.-\TO~Ht:I.IA, <"01'< S !NDR()i\H: Ul l NTRRR UZIOl'<E ~llDOU.AtH: . ~;Ct".

Le di,·L•rsr fo rtnll di S!:'llsib ilit,\ supe rfic iali (tattile . dolorifi ca, te rmica} e pro· f ondr> (h»•·ic·a. ccne;;tr~<ictt f' rli posi~ione) sono completame nh' a bolite nel t-t·oncn

e •wgli a •·t i infL'J'iori, e ,:o lo a livO'II o di una. linea ch e COlTe nel ,;econdo ><pazio inter· ~oshtl e> ri<:OIIIJU\1'1' Jn >'lC J1Sibilitil tattile e dolorifica. N'd i'l'I rt o :-<upt'l'il>J'fò: ipOf'ilt t>s ia ~ICCt> ntllttta n ei II'JTitori di inne rvazio u e i:rnsit i,-a dt> l nwd iano c rodi >.~ !t· alll;l mann: anest e:< itl ne lla parte internt\ dd brac<·io, a.vambr1~rc·io e mano palma1.·mente e ~ l· > r>S>tlm ~· n tt• : P>II'IÌt·olttl'l' impOJ·talntC' è qut>sto, e he e>' istc jWri'L•lla !<Ìmme t•·ia d c llP lt•,:.io ni. Rin c:<.-; i c utan ei e t endinco o:<se·i abul it i 1\!'gl i ani infC'riori e s ianilmf'ntt· i <·a·t->musti' J'Ì<"Ì P addominali. La motilitit ocu lur·e (tf' r:w. quarto f' sesto paia c•·anici} av,nna lf'. Tri gt>1n in o motore idt'm : movimf'nt.i miniÌ(·i be n enBs<>r·,·ati. pupille in lll rt(', filt\ ll ()lt t':; I!'Ptna. niJOSLe, se nbt>UI" t OI' pldùmen te. I'PI\!!:1'1\li !1Jlll )u('('. ' Dopo ><t•·i:.:c·illrtwnto di unn punta >'rnussll s ui tt>gurnrnti clt•ll'~tl'tO inft•rin•·r e d el 1ro nco compnre una stria di a •·r·o;.;><antento CO ITIP t·if!l>s:<o VM<n dilu tHl nt'f': s i1nilnwnt e :si ha OITipihtziotw. funzione pu•·•unc utf:' :-< Ìrnpaticn, pi:aicnnclo fo rtentente la peliP. ErPzioue pPr·..;iME•ntc rl<'l pl'ne . po l;:o JJic•n o . rP;:;piro nonnnl l' pe r frE>quenw P pt• t• l'il IliO. Nl'i cl11•· giomi sf'l-('llenti il qnn drn m•tu·ol ogico n nn mutanl: , · i fu rite nzion•• .l'urinH. che richie><(' ru t c tc•ri><m o periodico. l'ttlvo s i mant e nne chin.-o. c'ompa•·,.,.. rnetecn-ismo ;:;pi!'cRtO. il re,; piro se1npr<' a tipo ('>«· lus inunente dinfmmmntico ttnd ù .aurnPntundo di f•·ei'JliPnzn , i lllllscoli Rll~<ili nri dt• l collo . s t.-r·nnr ie idomnstnide i e :sopnuutt n ~li >'Cu le ni ftu·o n o chi<unati a cunco r;:o per e lirnimtr<' l 'i ns t~fli cif'nZII pro;(ressiva de ll't"matosi: la ~<ent d f' l 14 s i ehhl• un rialzo a. 3/0,4, il giornc• 15 1.1 390.5, la 1111.1ttina d r l l ti a 4(l0.9: il po lso, ch P fino n ll o rn Ai C'ra mnntt•nuto pie n•) l'ritmico. <lin.> JtnJ.> ir-rq!OIII I'P, fr·eqnf•nt!'!, r:> la mattino. de l giomo !>t<•,.;su s i e bbe la morte. L 'inf<'nlln hu qu indi ~opra,·v i:<suto alle ~ne 1.-sil)n i 48 o a·e all'incircn e il brcn' tf'lllJlO tr·nscorso, c·he n o n ha Rllj1C'J'a-t o può dir,:i il 1-wr iodo nli >< hor k mid oll a •·r. n on put P\'11. eunsenti a·ci di r·itro,·arJ.> a lc uno di cpu' IIC' m u11ift':<tnzioni chf' t111C'he nellE" :sezioni midoll t~ri co mplt·t f· int PJ'Vt>ngnno dopo olc nn l!·rnpn a mo~<! nu·e come il mido llo ~<ia pe •· sf. ca pncr di a lc un r funzioni nulonom!'. p11r ndiA interruzi o ne completa delle ,·ie centripP!e e cPntrifughr di l'lltcoJ·do c·on i c~nt.f'Ì m e~<en cP falici e ~ncefa lici, •·i><Jll'lt ivamentf' o•·ga n i d ~·lla su b('Os<·e nzo .- d ti> ll:n en::<eonza e , ·olontìt. E s imihYJ<'IIl t> non , ·j fu po><>< ibilit.\ di r·inf l'llccillrt' alcun ""gno r lw ,·ale~<::<e nd indict\r(' s · la ;:illclr·""'l' rnid o llua·e di Rt' zi ou e co mple ta fosse da •·ipOI't>H E' a inte rruzioni:' tot-1\le tl t'l ;wgnwnto miclollarf' illtc n •;:;;nto o a IE'sio ni pnr-zit~li, n <lll po tE-ndo pr'PteJHie J'Si t he hl in ihizinnC' di fa«ci t'l':<tat i ('\'J.>ntw1 1nwn tt.> rontinui poH•s:<e i11 "Ì hn·, ·p tNnpo d i leguar-s i. R.iMrnnndo or;l al quadro c linico inmwdia to, qmde noi t.raN·i<rmmo, -(' c·mH.:Inso che CiiHO ra-p pr<>.·wntava nna sinùrome 1li inrr.tTnr.ion<> completa !lt•l midollo, di v<'r~i quP..<i1i àn<'o ra rc•st.av~nlo insolnt i :

to la. e~att,a localizz;·udont' d <> ll<' lesioni midollari : :!O l'i'ntità- d e ll'olTt'"-H; :'lo i n101111'11Ji tnt n ma t ici dirPtti i quesit i cl te s<'llllHe in ogni l<>sionf' traumat.iC'a dPI lllidollo ~i pl'<'>t·nbmo l' la f'tti ,;oluzione. ha un 'impnrtanr.a }H'oguos1 i<'a grande c i-Jit>><"O an<·or<~ v;l lore per ~tabilire l 'opportuni tà(! la modali tà ùi tPr:•pia e di intervento. <'onw è b«>n not.o, in occasiont• rli tnnnna loC':tlizza1o, a fìtw di sta bilir•·

qual<• o quali mit•lonwr i ,;i;: no rN>tnti oftesi noi <' i a\T:tliamo (l<•IIP nozioni l)ossc' tlnte ,;ull(t clistrihuziOik mctamer iea <IC'llc> radit·i s pinati. l-'e, sdwma·

t i<•unu' nte, ad ogni lniPIOllll'ro conis]londt• nn lt>rrit orio <li inn!•rnt7.ione ]Wl' i fNien (d(•mw t OlllPro, ~nio1twro ), q u:1 lora noi ri~c·o11 tri<llHO pt·riff'ri<:a<:<llllnnl<' un lli:st nrho ò<•lle attitlt<l ill i motl'i<·i o d<·lla funr.iorw s(•l\· :-:it i va rwi musc oli o n(') la <·trt·<' eh(' noi >;<tppi~lnw il1ll<'JTa1<' cla date· ra ~li<'i ~pinali , c•on

tuHo diri tto po~<siamo co twhiltiiPr<• ]Wr nn·olh'sa del s Pg·


J·:MATOMIELlA, ('ON Sl:'\"ORO~II': Ol !NTI!:RR'UZIONE .\i!DOU.ARE. ECC.

253

nwnto spinale da cui quelle radici si dipartono. Praticamente però questo princ.ipio deve essere contemperato da alcune considerazioni di ordine anatomico e cronologieo, cht\ orne:s:-;e potrebbero aùùune errori di dia.gnosi. Bi:-;t~na anzitutto

ricorda-re che un 'offesa midollare portata su di un dato a colpire non solo il midollo ma anche le ra~:lici spinali che gli corrono d'accanto. Non occorre ricordare infatti che le radici spinali hanno un decorso obliquo <1 fuoriescono dallo speco vertcbrale per forami di coniugaziont> che si trovano a, livello più ba.r-;so del mielomero da <:ui le radici stes~c traggono origine apparente : quella obliquità è inoltre t<l·nto maggiore per quanto più ~;i scende verso la estremità caudale, finchè al di sotto della metà della seconda vertebra lombare, dove finisce l'asse m!dollare, nell'interno del sacco durale decorre solo un folto fa-scio di radiri elle costituiscono la canda equina. Que::~to fatto fa sì che un'offesa, ri]wt.o, portata ad un dato livello interessa. })('!' solito non solo il midollo, ma anch.e unn o pit't radici e la f;indromc che ne risulta donà ritenersi sem prt' di origine spinoradicolare: nello stabilire quindi il mielomerò interes:-;at.o noi dobbiamo sottrarre quel ta,nto del complesso fenomenico che a.pparti('ne ali~ radici spinali e che per provenire da mielomero più alto sit.na to }>otrebhE>- fare erroneamente riportllre a li vello più alto lo. lesionf•. Un'altra considerazione riveste, come dicemmo, un carattere contingent.e in qua.nto in primo tempo l'inibizione funzionalo dei segmenti midollari iuxta-traumatici potrebbe fa,r supporre in essi localizzata la lesione clw in realtà è più basf>a, come in secondo tempo proces:=~i di mielomalacia e mit>litici ascendenti. Oa tutto ciò segue, che il nostro 1nocedimento logico ba~ato Rui rapporti metamerici tra segmenti spinali e territori di innerv<tzione sensitivo-motori periferici ci port.it, specie in primo tempo se non è opportunamente corretto, a localizzare la lesione midollare a liwllo più alto di quello che sia in Fealtà. Vediamo ora in quale segment.o midollare hel nostro caso potevano, dalla conoscenza acquistata mercfl l'esame obiet.tivo dei disturbi della sensibilità c della motilità, localizzarsi le lesioni. r~e turbe sensi ti ve del braccio erano : ipoestesia lieve sul dorso, metà radiale, della mano (nctvo radiltle), ipoe.~tesia !-;pic.cata uolla. metà e~tcrna della palma della mano (mediano), anestesilt tattile, dolorifica, termica sulla facci~~ interna del braccio, avambraccio e metà cubitRle dell9 mano dor>;almente e palmarmt~ nte. territori innervati ripestt.iva.mente dall'accessorio del brachiale cutaneo interno, dal brachiale cutaneo e da,l cubitale. Poteva pertanto ritenersi che l'inteTI'uzione delle vie sensitive cadesse tra rvmo mielomero <'ervicale ed il lo dorsale e che il VII e l'VIII cervicale fos!-lero parzialmente interessati e rappresentassero la zona di inibizione iuxta-traumatica. Occorre notare che noi ad arte non ci avvalPmmo, in questa nostra indagine ùi;;criminativa, dei da.t.i des110ti dall'esame della sensibilità d,e l tronco ; qui a.vevamo t rovato che il confine tra zona seusihilc ed insensibile decorrl'va lungo il II spazio intercostale, ma ciò non autorizzava a ritenerf' il 1° c n mit>lomero dorsali liberi da offesa, in quanto i tegumenti della regione sot.toclavicolare sono soUo l 'innervazione sen;;it.iva dei rnmi sopracla vicolat·i del plesf\o cervicale superficinlc e pii1 pr•'ci:<amcnte del IV miclomero Cf'rvica.le, talchè anche una lesione del VI o V mielomero consente la conf'Prvazione della sensibilità nel primo spazio intercoRtale.

r-;c~mento, viene

111 - r:V.rnale di med1cina m.ilitart. -

Fase. V.


254

J.':)fATO~OELlA, OON $ 1Nt>R0 :\H: IH TN1'l'R R UZ10NE MIDOLLA.RE, ECC.

Considerando ora le tnrbe motrici, subito vediamo come esse ci portavano a stabilire la lesione più in alto ; i movimenti flesso-estensori ù<'lle dita infatti erano del tutto aboliti, acld.imostrando così una lesione compJH~t nelle fibre relative del mediano, cubita,le e radiale e più precisamentl.' d<'~lo mielomero dorsa.le che pre!'iiede alla innervazione di tutti i piccoli m u~co li della, mano e delle dita. e delrotta vo mielomero cervicale che presiede ai movimenti dell 'estensore e fle:-;l'OTe oomtme delle dita, m entre il VII mieloml.'ro cervicale si dimostrava.relativamt>nte indenne, es1;endo conservata la flt'ssione e l'estensione del polso ossift dei mu:>coli radia.li, cubitale posterior·e e cubitale anteriore, ht poca energia dei movimenti dovendo riportnr;;i a risentimento dei relativi centri mot ori, come l'atassia Jloteva ascriversi a lesioni delle fibre sensitive dei cordoni di Burdach. J.a possibilità di addurn~ il braccio, di flettere ed estendere l 'avam braccio, e della pro nazione <' l'tnpina.zione stavano a. dimostrare l 'integrità dei centri dei muscoli sopra e sottospinosi, coraco-bracltiale, bicipite, brachia le anteriore, deltoide, corto e lungo supinatore, innervati risJ?ettivamente dal V c VI mielomero eervica.le . Del resto anche senza n.ece;-;<>ità di analisi minuta è noto come (·iinicament..e dall 'atteggiamento dell'art o superiore nelle sindromi di lesioni midollari cervico-dorsa.U si possa approssimativamente localizzare !"offesa. Se la motilità dell'arto è completa sino allo ultime falangi, la lesione è certamente al di sotto del 1° '><'gmento dorsale ; se le dita sono mantenute semifle:sso, il gomito in fless ione e gli a.vambracci in leggera pronazione sul torace, si tratta appros!'ìimntivamente del YII segmento cervicale ; se le braccia. arrovesciate giacciono sul letto al lato della testa., le dita essendo semiilesse, gli avambracci in supina.zione e i gomiti in flessione è il VI0 segmento che è leso, Rè le braccia in fine !'!incciono inerti lungo il tron~o il V0 segmento è toccato. , L'analisi delle turbe motrici faceva. quindi l"i,·mlt.are offeso l' \'III mielomero: mentre per le turb<' seusitive la l<'sione tnidollare era stata in>eC(.' loca.lizzata nello mielomero dorsale : pur riconos~ndo che l'VIII ed il \-II -cervica.le dimostra.va-no risentimento iuxta traumatico e interessament,o parziale. Lefunzioni motrici dimostravano quindi un deficitmaggioredelle funzioni sensitive, il che pot rebbe trovare sna esplicazione nella minore resistenza e nella piil fine funzione dei nuclei motori della sosta.nza grigin, formata di <>tementi cellulari di fronte alle fibre 11ervotie cui compete :iemplic(• funzione di conduzione. _ Localizzata, la le:;ione midollare all'altezza del 1° mielomero don,ale con risentimento dell' VIII e del VII cervica.le, necessitava atwora,, stabilire l'entità e la nat ura dell 'offesa. Potevamo noi affermare elle la sindrome di inten'Uzione completa fosse nbn solo funzionale, ma a natomica e riferibile ad una diiiol·ganizz!hzione totale del ::;egmento midollare interessato '? No di certo, chè nella fa~'~ imm<'diata l'inibizione funzionale può colpire anche pn.rti suscettibili in secondo tempo di una l'tstitnt·io f unzionale più o meno buona. e tutti gli autori con-cord;l.no in ciò. ~olo in secondo tempo a noi è consentito di formulMe una diagnosi più esatta sullo stato a natomico <lf'l midollo e ritenere che la lesione è parziale se ricompaiono s<'gni di mot ilità volontaria odi sem;ibilità cosciente più o meno compl(•ta nei territori p t•ttinenti a. :;egmenti midollari ~ottosta.nti alla


b:;\JATOMIELJA, CON S I NORU.\n: lil L"T~;&RUZIONE MlDOLLARE, F.èC.

:!i)fi

lesione, non lascinndoci però trarre in inganno dai segni di automatismo midollare~ fra cui ricorderemo la poRsibilità di riflessi tendineo-ossei (achil-

lei, patellari, medio plantari, t,ibio femorale e pcroneo-femorale) e i l'iflessi cosi detti difensivi dell'M·to inferiore che consistono nella flessione del piede sulla gamba., della gamba sulla coscia e della coscia F:Ul bacino, per cui l'arto viene nel complt>sso ritira.to verso ht radice come per sottnnlo ad un pericolo. La zona ottima per suscitare que:'lti riflessi è la. regione dorsa.le del piede ed anteriore della. gamba e lo stimolo può t>sscre anche lieve. Ancora nelle sezioni complete può aversi un ripristino della funzione del detrwsore vescicale con minzioni imptovvise e a getto non avvertite dal soggetto, che pos,.;ono anche <>:>sere provocate da stimoli cutan(•j minimi. Nel nostro caso alcuni fatti pot,evano far ritenere incompleta la lt>sione midolla.re ; 1° il persistere di una sensibilità ~ebbene adombrata e non sempre presente nella faccia interna del braccio che è·sotto l'innervazione del zo mielomero dorsa.le; 20 l'erezione vivace, persistente e facilmente J)l'OVO<'abile; 3o l'a,':ll!enza d i una miosi :>~>.rrat.a, la rigidità non a,.;soluta dPlla pupilla. E noto infatti che le fibre dilata.triei della pupilla fuori<>sCOllO dal 1° mielomero dorsale per poi pa.ssare nel ganglio cervicale inferiore, ma. non tutti gli autori sono concordi nel valore da axscgnare a que;~te due ultime manifestazioni, mentre la per~i:;tenza sebbene appena accennata della sensibilità della pa.rte intern~L del braccio ha .certo maggior valore. Q·uale poi la natum delht lesùme? Compressione midollare, schiacciamento, emat.om~~ sott,omeuingeo, eruatomielia, ricordando che nel midollo cervicale, come del resto nel midollo lombare, a.nche una. ipertlc;;l'lione della colonna può portare ad emorragie intramidolla.ri all'infuori di ogni lesione vertcbrale '! Nel uost.ro ca!':lo indirl:'ttamente per il meccanismo tratimatico e per la pr<>senza di una sindrome eli interrnziont:' completa era doveroso pensare acl una contusione midollare. La constatazione obbiettiva di una lesione vertebrale (dolore alla pressione in un punto limitat.o, mobilità. di apofisi, spostnmenti nelle seri<~ di apofisi spinose, gibbosità., scoliosi), avrebbe portato valido argomento alla nostm ipotesi, ma noi volutamente a fine eli non reec1.re danno all'infermo ci eravamo al't,enuti da qualsiasi ricerca. La. radiografia fn tt>nt.atn· ~ulln, barella st~»Ra in cui l'inf(}l'IDO giacova, ll.la il reperto non fu invero positivo, non si riscontrarono spostament.i nè linee di fratture e non es,.;enclo riusciti ad ottenere la VU vertebra. ecrviMlt> e le prime dorsali in posizione latero-laterale (nella proiezione antero-posteriore nulla risultava) il risulta.t o non si ritenne conclusivo e si pensù che dato il mecca.nio;mo traumat.ico (iperflessione della testa sul collo n del collo sul torace) con t u tta JH'obabilità si era in presenza, di un;t lus:-;azionf:' ricomposta o di lu:-;sn,zione-frattura. OnclP avendo stabilito il mielomero offeso (1° dorsale) sulla base delle nozioni di topogr:1 fìa vcrtcbro-llìidollare che a noi insegna,no quali sia.no i r*~pporti t.ra i corpi o le a.polìsi spinose delle vertebre da una p<lrte e i successi vi mielomeri dall'altra, noi risalimmo,


2i'ifi

E111AT0MIELJA 1 OON SIND-ROMl: DI JNTEJRRUZION!i: lllfl)OLLARE 1 RCC.

ancora, qui per via indiretta, a stabilir e quali erano la vertebra o le wrtf'bre intereJ;sate. , Con procedimento inverso notiamo incidentalmente che si può stabilire quali siano i mielomcri interessati qualora shtno note le vertebre offesr. Il midollo cervicale si compone di 8 mielomer i ed il lo dorsale è situato a livello dell'ultima vertebra cervicale: 9 mielomeri corrispondono dunque a 7 vertebre e nel mezzo dolla colonna cervicale la n umerazione mielornerica. è in avanzo di una. sulla numerazione vertebra,le, mentre che in basso della colonna. cervicale la differenza è di un segmento e mezzo ed a.nclw due. Gli 11 segment,i dorsali (2-12) conispondono alle 10 prime vertebre dor:-;ali ed il <( décalage ) è di uno in alto e di due in basso della colonnadorsa.l<> ; la 1;otalità poi dei mielomeri lomba.ri e sa.crali corrisponde alla undice:-;ima E' dodicos ima vl'rtE>-bra dorsale e prima lombare . Utilizzando queste nozioni noi ritenemmo che la :-:uppo.~ta lef"ione vert.(•bmle doveva essere oolla parte ba,ssa delln. colonna cervicale e pre· <•i:-:amentl' verso la sesta, settima cervicale. Quale fn ora. il r eperto d ·autops ia 1 Di vari<~a,t, i i muscoli delle do ccie v•'rt.ebrali, me~:-;a a nudo la serie delle apofisi spino~e nel tratto cervicodorsale queste apparvero nè deviate nè spostate, m~\ fummo colpiti dalla J>Ossibilità di discof-:1 are e penetrare col dito tra le apofisi spinose delle Yl e VII vertebra cerviea.le : andando poi profondamE>nte senza difficoltà, discostammo gli archi e ragghtngemmo lo speco vertebrale. Doveva. quindi conrhiudersi che i legamenti sopra. f'pinosi, inten;pinosi e intcrla minari o gialli fossero t'estati avulf'i nella esagera-ta e violenta iperftcssione della. colonna vertebrale. Tolta la serie delle la.minc, il midollo fu poi preso insi(•me all'encefnlo e da qut'~t o in secondo tempo di viRo mediante l:ìezione de i peduncoli cerebrali !' cerebellari. Similmente furono prelevate le wrtebre offese. Il midollo, pnr 'non mostrandosi discontinuato, pr<•s<'ntava un manifN;to mutamento di volume e di colore in conispondenza . dei :-:;egm en t i da cui fuoril.'scivano ·la settima ad otta.va radic<' cervicale e prima dorsale.; al tatto la consiflt.enza era diversa da quella. chP si riscontra.va nel rcstant;(' dPI midollo; fra l'VIII radice cervical(' e la. ])l'ima dorsalE> poi l)Otevamo aftondare le dita c creare un solco, in corrispondenza del qual<• s i rrrnit-rnva il midollo senza, ineont rare quella res istenza elastica eh<' s i an·v~1 in altri punti. In. qucst.;l zona era quindi da localizzare il m axsi mo dellt' lesioni, pur riconoscendo che csi$t<'va cont.us ione pa.rziale . dl.'i S<'gmen t i VIII e VII eerviea.le. l\on poteva pertanto, cin•a la localizzazione, esservi più perfetta ronispondt•nza con quant-o C'lini<:<llnentP si era. afferma.to. N('lle vertebre, di c·ui Eu pn>:;a, a nch<' la. radiografia, noi rit.rovammo una frat.tura minima, da distacco nPi corpi della VI e VII vertebra cer,·icn Il.' post.rrioruwntf', t a lehè ristilta.va, per essc>r e l<> due picco[(' infrazioni n confmnto, una piccohl ni<·<: ltia; non nra,ramo dunque in presenza. della t ipi ca frattura cl a flp>;.:;iorH:'. Setolldo le drscrizioni classiche nelle ln:<sal.ioni-fr·atture da fi<'s-.iorw la linea di dieresi dovr<'bb<' intcrt·ssa rc il <·orpo della vertebra, s:ot.t.u:-:t.aJttP:l CJUE'll a lussnta . "<'ronclo un piano obli()UO dall"al1o al bas><o e d a l di diet t·o a l da,ranti, dato :tp]nmto il meccanif"mo con


EMATOMIELIA, GON SiNDROME DI INTF:RRUZlONI<; MWOJ.LARE, E<'t'.

2:)1

cui la frattura si produce; esisteva però il distacco del margine superiore della 1amina vertebrale, particolarità che pure è data come qua&i costante. La VI vertebra cervicale, perduti i suoi rapporti legamentosi colla VII era dunque scivolata in avanti e venuta a ghigliottinare il midollo tra l'VIII mielomero cervicale e il lo dorsale, oppure era bastata la deiscenza rlei due corpi vertebmli a stirare ed angolare fortemente il midollo, 10ì da produrre una distensione e strappo ìnterstiziale del midollo ' Questa ipotesi a me sembrò tt·a le due mogli o a.vvalorata d~Lllo sta t o anatomico. Era. lE>..cito ora domandarsi, essendo conserv~tta la continuità apparente del midollo, f.:e non fos!;ero restttte parzi~~lmente indenni a.lmeno le vie di conduzione centripete decorrenti alla periferia della colonna, grigia, centrale e come i sintomi ~>opra accennat.i autorizzavano a supporre. La cosa, sebbene probabile, poteva. in ogni modo essere solo dimostr ata con sezion-i del midollo. Tera.peuticamente nel nostro ca~o noi, senza imprimere movimenti inconsiderati, immobilizzammo l'infermo sotto trazione, mediante fionda ocdpit.o-mentoniera ; fu fa.t.t.o cateteri~mo evaeuativo periodico, phì che possibile asettico della vescica., furono somministrati ant.isettici dellP vie urina.rìe o ci preoccupammo sin dal primo momento della compa,rf!a di escare adottando le cautele necessarie; ma l'altezza, delle lesioni e la gravità della sindrome sin dal prinw momento rendevano la prognosi infausta.. Altra terapia non era da adottare : solo in caso di compressione midollare da. frammenti vertebrali spostati consecutivamente a sehiacciamento di uno o più corpi vertebrali (e qifi la radiografia. deve portare il massimo contributo) è indicato un intel:veut,o chirurgico che valga a rimuovere l'agente di compressione. Durante la guen-a questi interventi sul midollo previa laminectomia, (di cui qui non oceorre ricordare la"tecnica) furono frequentissimi per opera di chirurgi provetti, e si ritenne anzi opportuno creare centri neurologici ed a-ssociare chirurgi e neurologi a fine di meglio studiare questi feriti c stabilire le ind icazioni all'int(lrvento. Si volle tra l'altro ben stabilire hl. possibilità di guarigione anche in occasione di interruzione macroscopica de1 midollo trattandolo con sutura: ma ormai queste operazioni non hanno che un interesse storico ; esse in nessun caso hanno apporta.to risultati favorevoli e non può in alcun modo dimoRtrarscne l'utilità. Nelle compressioni mid ollari da proiettile o da frammenti osf;ei dislocati i risultati fmono certo migliori, sempre che non coesistesse grave ' disorga.nizzazione del segmento midollare compresso, primit.iva e scconda.x ia ad ischemia e mielomalacia.. !Ja poca efficacia di questi interventi è da ascrivere alla nessuna capacità rigenerativa degli elementi cellulari (cellule-fibre) degli organi nervosi centrali, ment,re in rapporto alla attitudine r igencrativa talora vivacissima. delle fibre radicolari noi ritroviamo gli esiti favorevoli della rizorrafta., onde l'opportunità di intervento nelle lesioni della canda equina. Circa il momento più opportuno in cui attuare un intervento in occasione di trauma del midollo, mentre i chirurgi, specie in lesioni da arma da fuoco, intervengono per tema di infezione al più presto, molti neurologi, tra cui citiamo il Lhermitte cd il Roussy, addetti durante la guPrra in nn


258

E :\IATO:IHELIA, CO.'l SrNOROMF: l)l HITERRUZ[ONE ~UDOLL.'\nE, !WC.

centro neurologico in Francia, consigliano di attendere fìnchè lo shock midollaro non sia dileguato, esRendo risult.ato la. scarsa o nessuna resistenza dei colpiti al midollo agli interventi clururgi<'i anche ~e condotti con anestesia locale., e dato che gli esiti di questi interventi sono il più spesso nulli o scarsi per quanto riguarda la restit1ttio a.d integrum, della, offe:;a pa.tita; i fenomeni di meningo-mielite, secondo questi autori, ::;arebbero rari e rapide aderenze dei foglil't.ti meningei valgono sempre a. circoscriverli. A nostro modo di vedere, quando l"inteJ·vento fosse indicato bisognerebbe tenere presNlte qtu'~ta poca res i ~;te nza dei midoJla.ri, ma, specie se infezione è da w mere, non sarebbe opportuno <~cce::;siva­ mente procrastinare. L'esame anatomo-patologico (l) del mi<lollo, prM.ica.to su sezioni tra.:;verse in serie, macroscopicamente permise rileva.r e in corrispondenza dell'ottavo mielomero cervicale e primo dor:;ale un disfacimento tota.le della sostanza midollare, in quanto per la lunghezza di circa un c<>ntimetro il midollo era ridotto ad una poltiglia, informe grigio-giallastra, inten-otta da piecole macct1ie rossastre. Procedendo con lf' sezioni verso l 'alto e ver,;o il basso si v ide che l'alterazione prima diffusa si restringeva. pro· gre:<siva.mente dalla periferia verso il centro del midollo, talchè una zona periferica. di tessuto appa.rentement.e poco alterato, ciapprima l'Ottile e poi sempre più grande, veniva a c.ircoscrivere un focolaio di rammollimento centrale, prima esteso poi sempre più ridotto verso il centrò d('l midollo. A tre centimetri di rlistanz:t all'incirca. da.Jla zomt di massima disorganizzazione, le lesioni si arrestavano ed il midollo riacquista va macroscopica mente il suo aspetto normale, sia prosRimalmente che dista.lmeate. L ·l'sa me microscopico di sezioni eseguite in serie (formalina, M.Uller, t'mato,.::-ilina-eosina. v. Gieson, vVcigert) conf~' rmò e completò l'osservazione macroscopica : disor_ga nizzniQJW completa di ogni struttura midollare nella zona di mas!>iima lf\:.;ione, dove iu nwzzo ad una massa amorfa a stento si riconobbero n·st,i ùi ~;osta nza. hianea o grigia., mentre nelle ~ezioni viciuiori , verso l'alto, rispettivamente verso il basso, fu dato rileY<lre un disordine straordinario nella struttnra midollar<' ; intersecat e d a nwnerosi foco la i confluent i di rammolliment·o l' da strava!;i sanguigni con coqHlscoli rossi ancora ben conservati, si Yidero la· sostanza grigia e la hianNt di~poxte del ttrtto irrPgolarment(' di modo che part i della grigia xi t,J'O\' avano là dove normalmente dovrebbe esservi la bi anca e vicevct-s<l; inoltn· le fibrille nervose deua sostanza, bianca non dccorreva,no come di rPgota in ma >sima. pa.rte in 1wnso longitudinalt•, ma in molti punti av evano decor;;o obliquo e forma.v~no dei vortici come se fossero stat(' attorte. Quf'sto disordine nella reciproca disposizione dell<' <;ostanze grigia e .bianca e n<'l decorso delle fibre, an da va l<'ntamente componendosi nelle sezioni succe:-sive ; i focolai eli ramollimento e gli stravasi ematici divenivano sempre meno nume1·o:<i e confluflnti e le u ltimt> alterazioni si ritrov<lvano ll('lla sostanza bianca, diPt.ro il <''tllnle eentralt> ed a nche quPstl> a cir<'..c't 3 CPntimet.ri dal focolaio p1·ineipate, ees:-avano d<'l tutto. ( 1) Dl"bho que>:ti dati a l cili~t•·i>;si rno dotto•· F.-ITHri.prORt' t lOI"I.'dcii ' O.-:pedal<' ci \·i iP d i Trie.,!(>.


:!59 OSP~DALE ;\Il LITAR8 S"ECO~DA R[Q

DI AJ, ESSA~DRIA

d il·ettore tenente colonnello rncd ico U. T~1 U[.ZJ

UN CASO DI MENINGITE CEREBIW-SPINAU} EPIBEMIUA pel' il d o tt. Tereslo Boidi, tl:'ttente medico, ca po l'eptwt.o di medicina.

La. diagnosi generica di meningitt> può non prc~:~entare particolare diffkoltà. ; il problema più importa.ntf' per il med.ico è lo stabilirne l'(•ziologin, per derivarne la cura. Quando la. flogos i suppurativa deUe meningi si presenta. in forma epidt·miea, la. diagnosi è indubbiamente facilitaM, essendo portati a pens<tre, coml' causale eziologica al meningococco int.racellulare di Weichselbanm. :'<ia pur(' la. meningitc cer~.>bro-spinale epidemica può presentarsi in modo sporadico o com~.> c·aso affat-to isolato, come la comune meningite acuta delht volta craniense. Resta quindi il probll:'ma sf· il crtso sporadico debbl'l ra Jlporta t·si al tipo epidemico. E gli element,i di din~nosi clinica, e~->~wndo prcs:;ochè comuni per le due forme. non ci rimane che l'importantissimo ]H'f'sidio fornitoci dalla puntul'a di Q.uincke, in modo cht• l'e;;am(> bacteriologico del << liquor , ci permetta. di giungere a.lla eertezza eziologica dcll'agt>nte patog(•no : il diplococco di Frae.nckel, lo streptococco, lo stafilococco, il bacillo di Eberth, di FriedHLnder, cee., oppure il mN1ingococco intrncellular(' di Wcichselbaum (diploccoccus in tracellulari~ nwningitidis), al quali' oggi si attribuisce la specificit.à dl~lb meningite epid('mica. L<-. meningit(' eerebrospinale ~>pidemic~t è nota solo dal principio d i qtwsto :;;ecolo: e gli stud i, relativamente recenti, hanno assodato eh~· l<>t mi gr;lziotw dell'ngl'Utt> patogcno o('ll'organi~:~mo unHtno può aver luogo att:rnnrso l(' 1:a vità nasa.li ed orali (tratta;.;i talora di vere e proprie rino-fnringiti meningococciche) ('d itnche a.ttraverf:>o la, ca~sa. del timpano. · Per quant.o non si conoscano cause specia li cht• po..;sano favorir<' In gcnP><i della malattia ,_ed il sesso, la stagione ed il clima non abbiano part.i<·ol;u·e infttH'I17.lt, pare tnttavia che il periodo inverno-primavera, le abitazioni lJO('O i~ieniche, la miseria. lr. fame, ere., abbiano un certo valore. 1:: rt'l'to che nelle ca.-;erme c twllc case operaie ~ i sono verifieate epidt•mie abbastanza gntvi: ed a tale propo/(it.o meritano un ricordo l<' mi,~ itliali epidemie nPi reggimenti di guarnigione a Roch<'fort in Francia, o ve uomini pic·lli ai j!ÌOVÌU('ZZll ('di forza IJ)OJ'ivano in J)O<:lW 01'1' . La dift:n:o~ione della malattia, secondo l.e opinioni correnti, avvi(•ne prr me1.zo d t· i meningococchi, che riescono all"esterno col muco nasale o [aringc•o nella tos:;c, nello st.Nnut.o, e nell'espet.toraziotw . l,Ja poca res ist('llr.H <lrl lUc' ningococeo giustifica il fatto che una [orte diifusione della malattia a n -i l'ne solo d o ve l 'agglomerazione delle perso n(' e la })ora igiene a nm<'nta no la P'.,"'"ibilità <•la gr;nrità d(> l ('Ontngio.


260

O~

CASO DI MJ>KING ITI': (:E:Jn:BRO·SPL.SALE EPJDEMICA

E c.oJl ogni verosimiglianza, qui pure -come in tante altre forme infettive -dobbiamo ricercare la causa. della diffusione della malatti<l e la. spiegHzione dei casi isolati nei porta.to1'i di rrumingococchi: è ormai eosa ben cer-ta che numerose persone, che sono vissute in zone infette e che hanno a,vuto comunque contatto diretto od indiretto con meningitici ed n fortiori i conv~tlesc(:'nti stes1;i por-tano nel secreto rino-faringo-orale l'agente pnt.ogeno, pur godendo piena salute. Ne deriva qttindi la necessità igienieoprofilattica dell'esame bacteriologico del f;ecreto rino-faringeo e della di:-infezione accurata e ripetuta delle vie nastLli e del retrobocca, iu t·utti ~li individui che hanno avuto contatti con il malato. Oh·ca il decorso c la !>intom atologia, abbiamo talora. esordi brn:-;tbi e repentini, con dolori intensi e delirio in forme acutissime che pos:::ono P.ssere mortali nel t.erm ine di pochi giorni con gravi sintomi cerebrali. Altre volte la malattia s'inizia iu modo subdolo, con sintomatologia. ehe ricorda lo stabilirsi di una mala.ttia infettiva, come la polmonit<>, jJ t.ifo, la ;:('<l r· lattina, ecc. ; ed un 'uremia, un 'encefalite epidemiea, una meningite ba;-;ilare o luetica (secondaria o terziaria) un asceRso eerebralt>, malattit' tut t<> insomma che poRsono dare irrit,azione meningea ed ipertensione <mdocra.nica; ed allora assume la ferma calma., mi si permetta l 'e~pre~sion<> -d<'lla meningitoe cerebro-spinale epidemica, della durata di due, quattro ~>ettimane e con decorso anche più protra.t to. e che può terminnre-dnr<lnl P un 'esaeerbazione - nella morte. Il caso che mi permetto iii ricm·dare è intRn•ssantc per la impom·ntf' f<•nomenologia. dell'inizio e per il rapido lieto fint>: B. Ennio io. d'anni 20, soldl\l.o nel 4.4° •·eggirne nt.c• fanter·iu. dopo liun• malt'..,,..,.P, la ;;era d<>ll' Il febbraio c. a .. viene eolpiw da cef•tlea inten::ul, riolzo t.~rmii'O no tevole l 400) con 120 pul<;;azioni regolari ritmich~· . tlnos.osumento de lla cute del H• lt{) e del collo, ptosi pa.lpebnJ.Ie bilaterale, ineq uietezztl motoria e to•vore p;:cic·hiC'o, dolori alla colonna vt"rtebr·ale eon a<:l'Pnno a rigidit•\ nuca.Je. Non vomito. Dur·ant~ la notte le ç:o ndizioni gent:'ntli rilllangono pre.~:-v a C'Ile irumutntl'; Y<'ngono ~<o::gm~lati gravi disttrrhi di cosdenzo. con d(·lirio co11~inuo. Tutti i s intomi sono di una gr·a,·ezza preol!cupant>fl. Al mattino del giorno dopo. 12, not&Ri: ~o ruwlf'n7a inte r·r·ot t a di tanto in tan to tla delir·io, agit.azione motmiu, ptosi palpebrale bilatemlf', pupille rniclriaticht' nou •·eag<'uti all'accomndllzione, t.orpidarnente alla luci' : uui«oeoria {la pupillo <h·strfl> pin rlilatat.a dL:IIa s inistra); diplopia; K emig; tt•ndL•Jtza alla pu;:~izione a, calle di fucile; iporestesia diffusa; dt•t·rnografi~mo t'Ol:'.'<o. L'ammalato non r·i!<pondt' uffat.to a chi lo c hramtt, mtt t·mdt.e sospi r·i lt~llwllt n;;i; di t.n~.t.t.o in tT'atto, facendo <'Ome un grande >:fot~.Go, ~tpr·e gli occhi per· 1111 istanti' e fissa lo sguardo attonito; subentra talo•·a. un'allita.z ione mot.oria così il('Celtt uato da fat· pensare u.l tuu\ forma c·or<?ÌC'tl. Rig iditlt nuca](' non aK-;oluta: il e>1po è però ro ve~ciat.o ull'indietr·o; esi<:te opi,:;totono; il K ernip: è pre;;l·nte anche ;oe il mo lato ripo,o;a di tm~ferem:a in de<'ubit.o lat{'l'ale dest.ro. T rifl~;;i cutanei, r·otnlei e plautari ~>ono presenti. L 'addr>me f> a har·ca J)(>l' C'Ontrazirme dei rptti Addominali. L'anmralato ha antfo pC'rdit.e di orinR : un <·li;;tere d infu;;o rJi l (l gl'lumni di foglie di ><!'rtrtl\ non ha dato benefìc·io. Si •·ic·ol'f'~ a.l puntopon pN· ott~nE"re nn po · eli ripo"o: ><8111-{lli;oughe alle mast o icti , Yesl'ic·a di ghiaccio in pt•rn10n<'IIZfl ><ul cup•1. Tcmpemtnm 40, polso 110-120, re,zola.r·c rit rnico. I.-a dì!l!,.'ltosi di' menin~ite c-t•mbro «pin>tl~· si imponi": ,;i pr11tica, non s.-·nza qualche dillko ltìt p e1· l'iper,..;;t<>siR d(·l rnolatn e per la i'IUa agitnz.ion.:, la pw1t11ra di Quincke, che dit esito R pochi c•e>ntim<'rHri C'11hi di liquido lcJZ!WrmE.>ntt• t0rhido. fuoriuscenti" a goccic.


ON CA$0 Dl

~JENIN(:J'l'g

CEREBRO-SPINALE

EPlO~;~IH;A

2GJ

L'esame fi.c;ico e batteriologi<'O delliquor d (l. il 8eguente e><ito : reazione alcalina i reazione di Nonne-Appelt: positiva i r·eazione di "Majerhof~>r-Boveri : fortemf.'nte pc•<;itiva : e lementi per mm. c. (Vidal): 25; sedimento : leucoc-iti in prcvalen~<.a ; meningococchi preS<·mti. Stantn la poca pt•e;.:;ione del liquido cefulo r·achiùiono e la poca quant.ità fuoriuscitane. non si credè oppo rtuno iniett.!'u·e il sie1·o antimoningoc•occico nello ,:;peco vertebJ·ale, ma fii praticano invece iniezioni ipoderm.icht) di :::iero dt:lll' I. S . ;\L in fiale da l O cm. cubi una al mat-tino ed una verso sera. Il giorno l 3 il malato- dopo tma not-te agit.atis:;ima - · pt·,.sentR. 37,2 di temper,ttma e 100 eli polso. Rifiuta il cibo da due giorni: è po;;..-<ibile solo somministrargli qualche pez?.etto di ghiaccio. Nota.<;i, come fatto nuovo, ,:;trabi.;.mo convergente pitt accentuato al bulbo oculare de!>tro ed erpet(l labiale carat.terist.ico. Pert<iste tutta la siutomatologia ieri descritta. Verso stra ~ubent ra tm pol'iodo di c:alma, con dirninut.ion(1 del delirio e della ipertonia muscolat·e. Vi<•ne tL~at.a la stessa. terapia. Alla sera la temp.watura sale a 38.2 con poco piìt di 100 puls>tzioni. U giorno 14 n otiamo un miglitwamento r·epentino: l'ammalato h1'1. l'ipo;;ato tllll:ante la n otte, e ne.lla ~?iomata, dopo tm giorni di mancan~a assoluta di qualsiasi alimentazione, ha accettato, n piì1 r·iprese, tm litro di Jat.te. Ù\ irrequietezza motoria si può con<~iderar·o !lcompaNa: i sillt-omi di eccita;(ione cerebrale sono nott>volmente diminuiti. L'ammalato r.i;;ponde sen-;atamente, sif\ pure con monosillabi, alle domande e fa intendere di sentirsi rn~'glio. L o st-rabismo è diminuito, il Kernig e la pt,o<;i palpebt·ale sono scomparsi ; la temptwatnra mattina le segna 37, la serale 37,7, cou )Hllsazioni regohu·i ritmiche ( 100- 11 0). Viene usata la-stf•ssa terapia, piìt c: g. 60 d i calomelano somministrato per vie or·nli, che riescono finalment-e ad ottenere qualche scarica a lvina. Il giorno l 5 dopo tma notte tmnq uillissima. si cor1.~tata la risoluzione di tutti i fatt-i meningei : persiste solo lieve anisocorio.. Le condizioni generali del malato ;;ono rapidamente migliorate ed è possibile l'alimentazione quasi ordinaria. La temperatur·a mattutina segna 36,9, la seraiQ 37, con 84-90 pulsazioni ritmiche J•egolari. Dopo 7 g iorni dalla risoluzione, il 22 corrente il mala.t.o può considerar-si guarit-o entrando ntll periodo rlella convalescenza. Non ci resta che praticare un'accurata disinfezione del cavo ua.~ale e faringeo coutro eventuali men.ingococchi annidatisi nella mnc(ls~t l'ino-fa.ringea.

Ho creduto opport.nuo riferire il caso sopradescritto come esempio tipico e rn.ro ·di un felice esito di un impressionante esordio di nwningite cerebro-spinale epidemica. Abbiamo avuto ragione del male colla nostra modesta terapia.1 O dobbiamo piuttosto considel'are il caso come una forma a.bortiva di leptome-ningite da meningococco1 O devesi piuttosto pensare ad un rapido esaurimento della virulenza di un microrganismo, già di per sè poc.o resistente '1 Certo si è che da un caso isolato non si possono trarre concmsioni probative : ma il caso descritto deve insegnare a non disperare m~ti, ancbe quando sembra che la nostra limitata. pot.enza terapeutica debba ess<'re annientata. dall'jmponenza del morbo.


262

RIVISTA· SINTETICA SCUOLA DI SANITA !IIILITARE

LA CARNE CONGELA T A <1> per il prof. Giovanni Grlxoni, tenente colonnello medico. I l consumo <lt-Lia car·ne congelata. va rapidamente diffondendosi anche presso di noi, dopo la larga esperienza favorevole fntt.a dalle nazioni economicamente piì.r prospere de ll'Italia, e che abitualmente fanno un ricco u;;o di alimenti derivanti dal regno aniJnale. Il fenomeno è verament.e consolante sot.to il punto di vista igienico, e mer·ita di es'*' r·e incoraggiato e favor.i to, affìnchè le ma.«se urbane e ru· ra li, sopr·a tutto delle provincie meridionali ed insulari, po!<sano con maggior frequenza. nvntlersi nell'alimentazione di una ;;ostanza sana e corroborante quan to a ltra mai. P urtroppo l'Italia nel consumo c:lnlla carne, è alla coda del le nazioni europee. Si calcola che ogni italiano ne eon<;umi per· arUl.o non più di l 5 chilogrammi. mentre i francesi ne mang-iano il doppio, gli inglesi pih df'l trip lo (50 chilogr·amrni) e gli . au:~trn l iani qua.;si .-t-ttf' ,·olte tli piìt ( 100 chilogrammi}. Quando si ramrrt~'nti l 'infiuen~r.u. benefica che un mo•·ige ntto impiego di vitto carneo esercita, in modo par·ticolu.re, sul l'f\golart> sviluppo òel corpo mnano, si intende quau o sia u t ile procurare che, anche a llt\ mensa d~>gli umili, esso giunga in copia. E poichè il nostro patrimonio zootecoico non permette di eleva1·e di molto l' tlt.tuale cifn\ di consumo, s i rende indispcn.c;abi le r icorrere alla produzione e.c;t;er·a, la qua,le può ,·enirci in a iuto validamente solo mandandoci animali abbattuti e conservati con m ezzi idonei, fr·a i qual i principu.lis!';imo è il f•·(•ddo.l più important.i paesi eo.po•·tat01·i sono i tran.'<OCN.tnici. Secondo i dati ~tatist.ici rttccolti dal proft>;:;.-or Brentana. ne ll' U ~·n guai si hanno 600 bovini per· ogni l 00 abitanti, nell'A ustra · lia. 330, nell'Argentina 160, nel Canadà 135, negli ~tati Uniti 100. I n Italia se ne hanno cirea 18 pPr· op:n i cento abitanti. E s iccome il Yuoto causato dalla guetTa non è nncot•a pienam ente colmato, giacchè i tre milioni di capo bovini prelevat.i per l'esercit.o combattente dal 1915 al 1918, non pole t·ono eliSer compensati dai tre milioni e mezzo eli qutntali di carne congelata, impurtat11 uello ste:<so periodo di tempo, ne nMce la difficoltà in.'lot·montabile di potE're, - facf'ndo as:<<>gna.mento ;;ulla pmclnzione itAliana, t>cl anche europea - nccrP.~cere ht quota carnea eh<' clp:<ider·iamo somJninisti·are ad O!!Jii <·ittndino. L'atnrnini:s rft~r.ion l" ( Pl l ~c~ glll·rTa ÒH.anni provvetlt> a for·nire di cu.•·ne congelata l'esercito per· gnm parte dell'nr111v, cvn mu,nifest.i e notf'vo li vantaggi igienici. econom ici o t.attici. Lo ~lato .-d i Comuni più importanti :<i intere,;;;uno ora. molto al prohll?ma, e :;i :<for·zano di f11ei littH·e la ùiffu"ione di que:-;t'ullimo prodotto. :\lu. pl:' rch(~ i pr·o,·vNiinwnt.i statali e municipttli eliano i loro fntt.ti è nere:-;sario che da par·te d e i <'<HL'llrnnlturi CP-'<:>i lH. ti\'VN:<iorw fWCc·on<:Ntn. ed infondata che si hn. contro In Nl!'ne cvn~wlntH.

•* • PC'l' t·omhnlt~·oT' <'odt•stH inj:!iustifì ctltll. clitlìd<'IIZII (> opportuno rende r· note Il' couo.-c:enze sti('ntilic·he che >~ i pu:<::Pgg~mo s u qw•:<to ttq:w rncmto. l'ho iJ frcdci•J -;ili 1111 buon cortst•r·,·uture cldla ~o:<tllrtza oq,:anic:a, e quindi delle so><h\r1zc t\limc>ntnri. ~d i cn rH•>'('('IlZil ,·olgar·<>; <'h<' pr·c,;.-;o i popoli nonlici !ii l'ico r'I'R spl'sso l.lll'iufo.-:<nm!'nto d<•lln earrw H<lttn nlti stmti <li ghiac('iO pPr f;OnSI'J'\'IHln a (t)

Dutlt• I(·Ziolli tli 'l~Cit·rw milllnr(' O~Cii ulllclnli lllt:dicl alfi('\'1, a•pirnnti n ll u nomina n

( ('n4·n te 1n~dicu In~-..-\. P.


wtgo, è pat·imanti noto a tutti. Ma le appli<'azinni indn.'!t-r·ia.li cf p.J freddo a lla conservazion e degli alimenti s ono t•ecenti ; datano ua quand o si è utili zzato s n vast.a. scala il freddo :>ecco prodotto negli appat'Ccchi frigoriferi. Sono quas i 50 anni ( 1875) che \'enne importa.t<1 a Londra il primo e~u·ico di carne di bue conge lata, ed oggi quel grande divoratot'C di carne che è il popolo ingle;;e se ne nut.re abitualmente e larghiss imame nte per quasi Y:J del con«umo globale di ta.le alimento. ~LA. lungtt conservazione de i prodott i alitnentai'Ì e mezzo d ell'inte nso freddo secco s i ottiene con la r efrigerazione e con la congelazione. Limitando il nostro dire alla carne, ricordiamo : La r efr igrrazi()ne con.<;iste nel portare e mantenere la came ad una t-emperatura d cino a 00, sPn?.a pt-r•ò pr·ovocare la conge lazione. I quar-ti degli animali ma.cellati, dopo una esposizione all'aria libera o, meglio, in un locale bene aerE>ato. a 8° C., vengono <~o ll ocati in carne ra frigorifera ud una u:>mpttnltura os<'illantE> fr·a 2° e - 2° C. ed ivi con.<oervat i ;;ospei<i, senza alcun rivestimento , ed a lquanto ùi:<t anziati l'tmo dall'altl·o. La carne t·efrigll rata si <'oll><(n·va. pe r· un tempo rPlativurnente no n molto lungo, n oi\ ;:.\rperiore ai ;)l) gi01·ni. È di color E> più pallido di quella fr-esca, ma piìt rosea di quella con~t>lata; non pt·esenta rnodificazioni chimiche, nò istologiche, nè ot·gano lettiche; l'aspetto, l'odore, il sapor·e e la dige ribilitil. ~<ono infatt.i identichE' a quellf.l d t>lla carne ft·e,Cat per modo c he, al momento di metterla al fuoeo, come d opo cotta, è impo;;s ibile dis tinguere l'una dall'altr·a. La carne refriget'tl,t.a non è insomma che de lla c·~tt·ne fresca. rnanteltuta dal momt-nto d i'Ila mpcellazion<' a que llo de lla con::<mnazion o iu un amb io:nte ssciutto e ìrP.dd o . a l riparo co"ì dalla poln'rf'. dag li s ba lzi a.tmo::<ferici c dai microbi c he (:0s tituiscono i fatt o1·i piìt temibili cJ pJJ'alte razion!' e della decompo~ izione puuida.

La co·tgdazitm<' s i ottit•ne ::<ott.opou endo la Cii-t'ne a temp eratut·e Sf'tnpre piìt bl\..'1"<1:' . fino a c he n e lla camera. frigorifem, ove è riposta, ;;i abbiano - 25°. Allorch(> ne llo pa.t·te inte r·11a del pitt grosso blocco di carne s i raggiunge - 5°. la te mperatura ambiente ne lla qualt> i pezzi d ehbono e,.;.~ere cOn."er'vnt.i l'< i ma.ntient> immutata fra 5° e -- 6° C. In tali condizioni i quarti di bo ve ed i mezzi mo ntoni restano inalterati pe r· a lme no 6 mesi. Accum to <· ripPt ut e i$p ezioni ,-t' t€'l'Ìllarie fa.ttt' quando l'auimule ò aucor~t in pìE'di e f;nbito d opo abbat.t.llf o , come •~ll ot'c hè viene ìmporta.t.o nel r·egno e messo in vendita n ei rner·cati. dànno a.mpia. gamnzia dell'n;;,;oluta salu bt·it.\ d el prodotto, d e lla :;ua origine 1> della s na quttlitÀ. I microbi eh<> pe t· avveutum ::;i trovas;;ero nella >< uperfìcie o ne ll ' int.erno dei t(>,-<,-uti, a nc hH :>c non "ono uccis i dal gnt.n freddo, sono resi incft pac i di mo lt iplicarsi e molto m eno di e-"•' rcita.re alcuna azione danno~Sa.. fìnchè la carne €> mant.cn ut.a a teltlpemt ure inforio ri a 00. Co;; i hnssa t empemtm·a n\ llenta. mtt. non ,.;opprime in vecP l'o pe ra di alcuni fennl"nti inanimMi. que><ti continuano, p<>r qnnnto in mani Pm m olto rid ott.a, il loro la\'O rO che impr·imc a lla cartH' tu.June intinw rnodifi cazioni chf' ltt n· ndono più tene ra, piìt gu><to>~a o di pii t fac ile cl Ì,l!c·stione. Durante la pc>nnanenzR. in fri[:orifer·o s i ,-erifica impercettibi lmente, e nf'lle migliod condizioni. quelli'! fro llatunt c he noi att~ndiarno ~ i pro duca nella. carne fre,.,cn innanzi di mA.ndal'la in cucina. L!~ cu rrw sottorne.-;;;a ai tlet.t i pro<:('s:>i di con,.:f!rvazi.one offt·f' quindi irtdi..;c:utibili vnntag!l'i ig ienici. Tnoltt·e. anche ne lla stagione cnlda., la. cam e re friger·ata. ed ancor· piì.r qttelia congelata, ;;i coni'ervu.nn più a lung(l di qtwlla fr·t>:'<l'tl . o, pet· lo men o ;;enza una sens ibile differenz>l. All' in(uori delle accettnate b enefiche u1odifì<'azioni la carne tr·nttuta n lungo <'ol frt>cldo secco ecl inh•n-;n n on xubi.s(·t• alt r·e modifìcazioni. TI più att-ento P><ttnw rn icro,.;co pk·o d e Il i\ car·nt> congt•lata non riPsce a ;;;w·ltuC' alcuna alterazione t le i tl';;suti. L'adono quindi i so.;JX'tti c he si 11\'L'\·auo s u pos..,ibili inconvenienti clw il tl'attameruo frigor·ift•r·o pot.e><;;e iu(LUJ·r·e H(·ll'ulime uto. il fu.tto è co,..i tH!Cer-tnto che ne lk sottili inchtg ini s(•ientifìcht' <li nuatomia tnicro><cn pica >; i fa lar!lO uso di apptt recchi a conp:Piaz ionE' t'ttpida p!'r u.1·ere sollecitamc>n t e, clirf' i t)Lilts i is:tantaneam<>nt.e, l'esatta r.ono;.cenza ci!'Ji a cost.it.uzione E' d ello stt\lo rettle dE'i t essuti che ;,i e~a minano, e ciò perchè il not o c he fino i delicati,.;;;imi l!lobuli rossi d d ><angnr rest a n o intatti, clopo ~ubìta la congolazio nt>. r principi nutritiv i dE>IIa car•rw so no ron..,ervnti intt--gra lme nte .-Hnzi si pnò dit·e siano aumentati, giaechò, a\·endo la. c;ongeluziorw n ll'ari a se1'ea sotratt.n d t>ll'arq ua.


ne de ri,·a che in 100 grammi di cante congelata esis tono in. r·naggior copia i c~·,..ti­ tuent i e.">senziali di que.->Lo re clE'flli alimenti che non in altrettanti di ca me frel:'f'li t> rPfr·igc rata. La compo,.izionc ctmte;:imalt> delle carni fr·esche fl congelate di u110 sre:-<so an ima le è r·i:-<ultata, •hl. r·ic r·che fat.te in Fr·ancia.: But>

;\[ontonc

--- frcr'CO

CHII~Clu.l fl

f1·<·~on

COilKt'h•r•>

Acqua

74,92

n, Gr;

74,75

73,4f;

Principi ttelibili

17,4

l!l, i-t

20,33

21. =~~

~con• ; o

V. Ascoli e Sil n · sni ne lla came oli bue no»l rail• i principi alirot-U· tar·i sar·rblwro m·! la pr·<JporziQne: ( '" r·nc Cresca

Albuminoi<'li G r as:-<i CctH•r·i . . .

21, 112 2. 14

22,(;2 4,H2

1,02

0,93

•

Di que.<;La. c·ort>;tata.zione ,.i ftlee,·a tE'soro fu10 a qualche anno fa nel dt·~ c-r· · minare la razione eli carne rlel no~:~tr·o ::;oldato, il qualli', ttllorchf' s i nutri,·a di earnc congebtta, ave,·a un11 ra·ziune 11-lquanto pii:t piccola in peso ma non infli'rion'l in valore nutritivo ed ener·geticQ di quando »i alimcnta \'ll di cat·ne fr·esea. L'economia C'Osi ottf'nutn- senza nulla toglier·e alla prc>~critta razione militare, "'l'f~ tutt'altro che indifferente: basta ricordare che la razione individuale era ridotta di IO gr·ammi, ciò che m o ltiplicato per 365 gionti e per C(>ntinaia di mif(liaia di conviventi al t·an cio costituin.\ iJ ri~;pa.t·mio a ntliiO di molti e molti quinta.Ji di carne. Oggi poi che a l soldato Ri dànno indifferenteme nte 200 gr·ammi di carne cruda, sia essa fr·esca o conRervata col freddo, la nnione r·i»ttlta molt.o piìt abbondante nei giomi in cui si dj>ttrihui,;ce carne congelttta. 1'ant.o più che e:;sendo la carne congelat-a priva degli organi interni, la r·azione, in sostituzione della JZÌunta (IO %), é aumentata di altrettanto muscolo. Inoltre deve t~ner-si pt'Cilente che la carne congelata proviene qua.«i in totalità da. a nimn li aliHvat.i, noli' Ameriea ciel l'ìLtd e in Au.:;tralia. pet· ("SSlWe mace llati ; vcngon o uccisi infatti all'<'tà eli 5-6 anni. Essi quind i sono meno ricchi di O:-<sa e costituiti di cRme piì:t t enera(' nntr·ientC'. TI g11sto d<>.Jia. carne cotta. sn la f'f'ongelazione è praticata a t·egola cl'ortP è identico a <jttli'l lo d <' lla carne h·esca. La comltne O&-<orvazione eh<:> il bro·!o è talora rm~no ar·onlRti<:<J e la Cltrnt> m e no ;;apida o di )l;usto divE>r·so dalla nostra, non t'da attribuil'f<i a morlificuzioni inclot.t(> dal freddo at·tificial(> impiegtt t o, ma sono ca rattRri pmpri do•lla qtro.lità d e lla came. Le e.m·ni congelate pr-ovengono da anima li in ottimo stato di nutr·izione n eli sahrte, gioYani, non ;;fruttati clalJo,·oro, non affaticati, crP,c;ciuti ed a li ment>Hi ('OTl f'or·~tgj:ti dP-Ile r·egioni ove f"On vi:<suti. È nùt-tii'I'IW q11indi chE' la pu$tura co rnunichi od()t'i ,.. sapo r·i ptu·ticoluri che possono non t·s.,.ere eli nostJ'() gradimento, ma ••he con "'·"Pf•dienti C'ulinori, ehe ri c<>rder·<'mO in seJZuito, \'etrgono fttcilm(>nt.e e liminati, nt'utnrlizzRti. correi ti, o almeno ma;;chPt'Hti. Mll altt·i dati anco r piìr pmhati\'Ì noi po:<sediamo JWI' dimoRtrRrt' ltl hontil delle Cll!'lli ronj:telate e t·E>frigemte: :-;nno i<' l111lllf'r·o»P rit•t' r·drf' di chimica fi::;iologien i><titnit~• tln nurnt•rosi St~ienziati ; cUttll'insieme di P:<se r•is11lta: c he la carne congeltlta ha "'uii H Recrezione gast r·ica la ;;te.--;;a azione d c-Ila Cftt·ne fn•:-<ea, il s ucco gn.~"tt·ico nnn dimostl'l\ infatti con le due carni modificazioni tìl' i{'O·<'himiehe ~tppt·l'zzRbili: che lo digPt·ibilità, in ritro ~· ugualt" pt"r le dtt(' carni ; c he 110 11 1'-"'i.stotto difff' r·Pnz«.> fra l'utilizzazione ck11a CRI'rtf' con!Z<>ln.t tt E' clPiln cttt·rw fl'l'i;<•tl cto prrrte dC'II'organi:-<mo uman o ( Hicordi:-<i p (•r I'Itnli n il fH'{'_I?e,·ole st udio di V. A<;C'o li l' :Sih·t'stri).


265 ~atur·lllmente non si deve pretendere che le cM·ni :sottomes,;E" all'azione prolungll.ta de l fr·eddo a r tificiale Bi possano conserTare per nn tempo indefinito e n emmeno per anni. Dopo sei meRi dalla macellazione nella cal'lle congelat.a, e sopratutto nella sua parte grassa., si pale><ano delle modificazioni chimicht:> che nP tlltet·Rno il valore nutritivo, il f'!Oiore ed il sapo re. Es~a deve perciò f"SSeJ'C consumat-I\ (•ntro il dt>tto periodo. È a questo fine che le cami congelate debbono, fru. gli alti'Ì dçu~um~nti sanitari, e-"sere mqn\tt' di t!n 't'tte'lttl~ ionf! uffici6le indicante la data pr~>riJ;u della mace llazione. :.\fancano del tutto, come f<i vede. ragioni plawo;ibili per tenere in ;m:::petto lt' curni congelate. Esse meritano la nostra piena fiducia sotto tutti i punti di vista, t:> " igienista ne pnò raccomandare il largo uso, anche indipendentemente dal con><idenHc l'economia. note~ole che s i •·eali7.za adoperandola in s~1stitu7.iont- di quelln fl'l'>'t'll.

PNchè allora la diffusione di e-sse. malgrado il prezzo cii ncquist.o sia ridotto q unsi alla m età di quello d e lla ca,rne nostrale, incontra ancora pt'e"'-'<O di noi diffidenze 1, d ()8tilità contrariamente a quanto avviene in Inghilterra ~·d in Francia, nazioni :<t>11zu dubbio pirt r·icche dell'Italia? È solo offetto di nttaeca.mento alle tradizioni, di pau1·e ingiu>~tificat.e, eli snobismc•. di misoneismo? La J'isposta. affe1·mativa t1·oppo f>l<·ilt>, e certo molto sbrigativa, non sarebbe nè :;ocldL~fa~ente, nè esa.tta. La ea rne congelata fu sp e •·int>E>nta ta nell'e:<e•·cito nostro in alcune guarnigioni nel 1907, e poi, dal 1909, adott-ata pt>•· l'alimentazione normale nei me>< i freddi. Al lo ra (mi t.omano a mente osservazioni fatte nel dL'<impegno de> l sP.r \'izio) eru m• !"Car,-i;:simi in Italia i magazzini frigoriferi per la con..o;;ervazione degli alimenti, ed inoltre si compieva con sisterrù empidci inadatti ed CITati una (felle pilt impOI'tanti manipolazioni della car ne congelata, la decongela?:ione. La carne ottenuta aveva un gu'<tO non sempt•e gradevole, il gra-s so poi era taYolta immangir'tbile . il valor·e nut.r·itivo del prodotto diminuito, la digeribilità di e!':>O resa lenta, difficile ed iriComple>tlt. TI soldato sulle prime accolse male l' inno\·azione, ed i numerosi inter es:<ati, cht> ne>ll'inizia.tiva del minist1·o della. gue1Ta vidf'I'O una gt•avt> minaccia alle loro gnt,.:,.:e ,:;peculazioni, ;;i .commol';SeJ'O pet· i danni probabili, au;r.i cert.i, che ne sareb b~•·o deJ;ivati ai nostri figli, e gr·idar·ono alla barbarie. allo scandalo. Le quN·imonie> non fecero breccia sulln autorit1\ statale. ma acquiHtnrono cr•edito nel popolo. :::merci a.pet·ti qua. o là pel pubblico, pe•-sistl"ndo i difetti di conservazione. confermarono ed av\'aloraro.no le lamentele, e la nomPa della carne conge lata fu ;:tabilita : al p•·odotto fu1·ono attribuiti i difetti dovuti .uni camen te alle mancate norme di n:gnla •·e decongelazione e di buonfl preparazione culinaria. La carne congelata ha. dnrE><zza la.pidea ed ~;~--spetto mannOI'i:tzato. sotto il taglio scricchiola e mostra una $Up erfìcie interna più chiara di quella este r·na ri mnsta e:spostl\ a.ll'a•·ia. Dopo la scongelnzione II.S>Htme l'apparenza e la consi:;tenza tlella carne fre~ca dalla qua.le non s i riE-sce n di11tinguerla. La rlecongelazione è altrettanto importante delltt. oongdaziono. cd oggi, consci dt"l valore igienico P commerciale, quest'opera7.ionP viene com piuta, di rt:>go la con le nnrme dettat.e dai tecnici. Il blocco di carne uscito ria i frigorifero, non deve e;;>;e>r mai al)bandonalio li~ ste.:;;so, ma mantenuto, avvolto nel suo rivestimento di gar·za, per 2-::1 giorni almeno, alla temperatm·a di 40 50 C. ·sopra zero, in camere ventilatP !\.ttivamente,affinchè l'acqua proveniente dal dif<gelo s in allontanata tosto e n on coli aspo1·tando principi nutritivi. I n !:Et l modo la came riprende i caratteri originnli. QuaiOt'tt, per qualsia.'li ragi011P, s ia messa in venditu prima che Abbia s ubito lu df'cnngelazione iutE'grale, !a si deporrÀ a ras;a in un luogo fresco, ben a<'rr·ato <' hen pulito . ;;;opr'a tma ret e metallica, in manie•·n C)he l'a.C)qua ehe !'C'Oiri, portaml<' >iC'<'Q il suc<'O muscolare. ;;i r·a ccolga. in un pi~ttto , pPI' C><>'<E'I'e impiegata nelltt pr·epamzione deJle ,-ivande. Una l'apicla decompo><izione, <t>ffl'ttuata alla tC"mpe•·at.lii'A. di J 2- l!i C. la.«<·ia :<t·ola•·e dalla carne un liquido ro:;sostro che rapprl?>'entu. in pe;;o il 10-1 :) o;, •l<·liA. ea rne, e contif'Jlll il 90 '\1 di ;;oiltfulZtl· azotata e l' l 0 0 di ceneri. (A;:coli C' Si l\'(•stri}. :'llai la d econgE-lazione s i dP\'e pro,·oclue con le> tt:>rnpet'Hture eiPvu(l': In carne pf't'C'iò non s i te>rrÀ. in camere ril'!caldnte, nè-- peggio.~~~ stui'e, "'"' Ri n10le che il prolumo ed il' ~rusto non vadano perduti. . ~el cnf<o di a,..;;oluta. ne~e>!-'sitit [rt cui non ahbia potuto R\'Cr luow• lu d c·cong('laZ!one comJJleta, la C'nrne, •·idot tn in pez?:i, YerrÌl ITI€'-"l"ll in JWntolu cvn at·qtul fre<ldn, rJl->C'aldando quindi il tutto a fuoco molto lento, e mai in acqua bolle>ntP. che lfl


2H6 re tul t'rebb(' filllceio,.;n ed in.-;ipicltl>. Ben s' in tf'nd e dJE~ dalla e~u·np co ng<'latu ((lt·l pori c he •la quel h~ frt!s<·a) imnw::<,.;o nc ll'f\Cqua fr~>dda n portata all'ebulliziont:> IE>ntome nt e . n o n c i :si d t>vE' a ttencl c•·e un b occone di 1('!<150 ;:;aporo>"o e n•olto nutrient<'. Ln <:ttJ'Ilt' .~vri\. C<'duto 11.! liquid o molti :<ali e m o lti prinçipi nutritivi . risulterà pen·iò ril:'· paurJPrata d egli uni e d Pgli H It ri. Del resto è n o to anche ai vrul'ani eh!" chi Vlll' i<· un buon fe,.;.-<O d eve gdtarf' la ca rne in pe nto la quando J"acqua bolle. e d1i ha b i>'o~HO di un brodo gnsto:<o e ::;ti molante s i comp orte rà in modo oppo:::to, ;;ah ·o po i. <·••n l'>~p('dil'nti con <>><eiuti da ogni madre di famiglia, ridare a quella cu rn!', mod•i<kz· za. ,.;ap<ll't'. e nth•n' t\lim €"nture, anche sttpe ri o ri a que lli <'hP ll \'l'ebbP av11t 0 :<e fatta l)ollire rapidaniPnh•. L a car·ne d ec·ongdHta mzionalmente abbi.- ;ogna di una cottura p ii• brt·\·~·. • PPr q uant o s i ahhia e u m dw g li anima li da COI1!!t"l~u·e nvn RiAno tt•oppo ~t·~t.~,-i. av\·i,·ne tnlont c.:lw il fmnllllPIIto aequi:>taw al tlt-·tt agli o conrPH/tll in ecce><so )!rtt;:,i supedìcin li o inti'AllHtl'C\> Ittri. J~ lwnc c he e-<si ,.;il\nu in grun parte e prPventinttn('lltt:' allontanat-i: f',.;s i >'<mo i rn<·no .au,.;tosi N l irwl t•-~' possono en tlfe •·it·c >1 1 b•·odu HJt <•don• n o n. a tu tti g r·adito. Tale fatto <h ·vc e:<,P t~' ><e•n pre t.~muto p resente nella preparazione dt-•1 bn•do, il quale sa•·à p qt·riù :<ehiurnnto e ><gm-;sato n piìr ripr·e~;e, poichE- il gt·a.-.;~o r;ov<•r·ehi<> c he affiora 11011 <' ta\·Or('volr nè. alla cligeribi litA. nè al gusto d e l pr·odotto. A fin(' di rc nd e r·l o poi acN·tl.o al nos tro pa.ltt.to, abituat,o alra•·oma d e lle Ct\J'ni no:::trmw. il b•·odo di rarnf' a.mericana o au~tra l iana v el'l'Ò aromatizzato artificialmentr. 111!· giun~wndo in muggiot· copiu: sedano, c ipolle, erbe at•omati c he var·ie. pomod,u·•; ,. s pez ie dive r><e. La cottunl. ft !(•sso d ('V(' com piersi a pnnlola chiu><a pe r imped it·e la d i:<pt-•·-~ione d e l pN·ulillre profunHl ch• ll a ctwrH~ , <' non d e ve HSHere tro ppo pro lungn t a. L 'ngg-iu nt a di cond inw ut.i in quantitil. s upe riorf' td la no nnu f> raeco n1nnduta an<"lw nelle a ltn? pn'll!IJ'M.ioni culirull'ie della <"ume conl-!elatn. E::;."a., se fntta con mi.;;u•·a, non nuoce. a nzi g io \·a, p€"•·chè !<11ppli:>ce alln dcfìcirm.:a. o rig inale in >'O>"tanw eHtrntlive. ~ustat ive f'd o lfattive delle carni importatE> d 'oltr·t:> oceano, ecl i t·ondi menti, a,<;:;unti con le \'ivo.nde. infittiscono fu.vorcvolment.(' come è no to. s ul ,.i,.ten•a tlervoso, d a c ui :;i ptll·t o no f'CC itament i c he ac<'t·e;.;ton o la potenza digq""ti\·a. la. capacità alla.voro intd lett ual e •• materiale, fanno ~co mpA•·it'E' In noia t'la RM nc hE'ZZH e ci t·ida nno un senso di betw:<sen: gonera )P, Primu di dnr lì ne nllt' t-mt.tazione gencmle ripOt·t.o nlc11ne indicazioni di t ecnica c ulitHtJ'ÌH rife re nti:<i nllu CH I'Jlt' congelutn, c he io, >t:<solutarnente profano all'a•·t<' ga,;tronomica, t<>lgo di pE'so d n una teCf'tlte pubblica:r.io ue della Di\'is io n e :<ltsl'i· ;:;t enzf' del no::;u ·o :\Iini><tP.ro d(') la guer-ra, e xott.opo ngo n l gi udi zio comp<'t€"111€' e. L a.ll 'ei!per·iment o delle c u ochi' e d e lle hu on e mn:ssaie. " Per fnrf' Jo straco tto è b"ne di \·id e re In carne a )Jf'Zzi no n tr9ppo gro:;.-;i. u p•·oN<d (>J'P p rima alla I'Oi'<ttlntu•·a 11 fuoco viYO d o li e (;Ìpo li P. \'t>rduJ't> (s~>dan o e <:'l\ t'OH') ~ di'IIP erb(' aromati c lw, c<m i gra.-;.-.i (la•·do, panct-tta e o li o). Quando questi hnnno prPso un bel C()lore r·o!<so domto devono intt·odur~i i p.,-?:zi di carne . co,.pa•·~r·mloli di ;:;a,Jp, pt>pe. garofano e noee moseata, t~limenta.ndo con t<>mpora.neame nte il fuoco in modo cltt pt·ovocar :subito la coaf.tLÙJl.7.i o ne dell'albumina. onrle impedit·e I' uscit a del xucc;o mus<>o la re d~·ll a ctu ·n r . Quando la cu t·tw sal'i1 r o;:;olata a l t.'<Ji<f'O c upo, allora s i 111ZJ<iungen't la con;<flt'\'ll di pomodor·o, opportuna.m ont e djh•ita con acqua e si farà cuo<:<we a fuoc:o )('nto con la mnn n itt.a chiwm •· • « Pe r o t tl'nPrt• tllHI btroua car·ne OJTOi'<tO. ullo ;:;pie d o, od a l forno, è bf'ne ptu·P usare un fuo,·o ,.i,·o, r lw, eol p€' nd o J'>t pida tnPn te )A. <>twne, proYochi la formazionP di un \'el<> di c r(>stn tale du impt>dire la :<fugg it a d(') succ·o 111U::;colnr·e. Tttle al't'os t o è o t t imo SPrvito fredd o •· " P <·t· l'lltTnsto alla g rat icolo , ~ oppo•·tuno ('O><purgere lit e11rne con n n po' d 'oli o d' oli n~; ttti>J gittndol a posc· ia sullu ~ntL i('ol u b••n a rroventat a e cou fuoco IH'· dPnt('. In tal m o do IH Cli n i(' rwn pe•·de il ><11<'<'!1 IYlll'-'t'o lare e rimane molt.o tene ra e molto gusto:-:a. li ,;u )p d t•\'C t's:::<>t'(• me:::so qunnclç• ltt <'u rn t' è cotta, al momento c ioèdi St' r\·i•·la n. "Un procc-s:<o eulinorio ng ua lmt>nte rarcumnnclobile pe-r conser vl\re all1• <:>tt·ni cong<'latP il lo r o s u <;('O e hL lo r o sapidi tà . è q ud lo trinullcJ·gon .' i l:! ingo li pezzi scong~­ (JI'l<tti prima di pa...,-.;tt rli alla. t"Ottnrfl. p~>r tllC'nn i minuti n..JI'acqna bolle nte, in rnodo da con~u l ure J'u lbl!lnina th-gl i .;tl'flli mu.-<culari s npt·•·ficiali e dn racchiudt>r·c ('(l:>Ì i l s nt·<·o d e ll a cau·nP. "·


2()7

* ** Quelli ricordati sono i pregi fondamentali d e lla cnm~> congelata, m a, ~otto il punto di vista. militare, essa off•·e al t t·i non picco l i vantaggi. In parte può sostituire ed ha sostituito la Clwne in iscatola, ,;ia in eampagna >~ia in città fort ificate, sia in guena di movimen to. La carne in conset·va non è in generale molto gt·adita a l soldato, anche perchè , salvo casi ecceziona li, vien consumata. fredda. Non vieu somminLstrata m •i in modo contiuuati,·o. E conomicamente inoltre è più costosa delle came· fresca ed ancor p·iì.t di quella. congelata. Il titolo di prefe renza che le era confedt.o dal poter es»et· W:!ata in m.arf' ia, nei bivacchi, in tl'incea, quando cioè non vi e t·a po,;sibilit•\ o convenienza. di accenclere fuochi, oggi, c he sono in dotazione le ca...;;se di cottura, ha pe rdut.o molto valot·e. Dove la carne conge lata. assurge ad una i.mpo1tanza milit.at·e, tattica, olt1·e che igienica, è nelle disfo~zioni di g randi mas:<c~ di t ntppll. in zone di opet·azipni belliche. e principalmente in paese nemico. Il .ras porto di carni macellate riesce più faci le di quellodianimali vivi; la quan-· t ità di sost.anze nutt·itive che s i può far giungere fin ne lle pi'Ìme linee con gli ordinari mezzi, è senza dubbio molto più notevole allorché vengono eMluse le part.i non utilizzabili. Ciò s i verif:ìca precipllamente con le carni congelate. Se poi si considera c he la carne congelata può sopportare un t rasporto, :;;u comuni cal'l'i di requi~izione, di qWl t tro giorni e più, e che tale durata s i può prolungare ancora. quando si abbia modo di tener avvolti in sacchi e con altre sostanze ad alto potere coibente, i blocchi d i carne, si intende quale utilità somma appot·ti l'aver· tnle prodotto congelato invece di quello fresco. Il period o di con.<>ervazione è a.ncon~ maggiore se s i fa uso, pel tra.sporto, anziché di veicoli ordinari, di vagoni o di autocarri frigoriferi. Nè bisogna dimenticare che l'impiego in guel'l'a delle cami conge late riduce nl minimo, se pur non ~opprime in molte circostanze , i parchi buoi al seguito d egli eserciti. I benefici che ne l'is u.ltano sono ovvi i. Innanzi tutto s i è così in grado disornministra.re a.l solcl.ato un prodotto indubbiamen te più nutt·ien te e più sano, perchè ricavato da animali ·uccisi mentre erano in .buono stato di nutrizione e di salute, non affa~ca.ti nè imp.r opt·iamente e scarstHnen' ~' alimentati, a lmeno. n egli ultimi giomi di vita., come acc!'lde a.llorchè questi branchi di animali da macello debbono subire le ripercussioni de lle azioni militari (mtwc~~ fatico:<e, !'Oste prolungate in località inad ~ tte. ecc.) Con la riduzione o scomparsa dei pa1·cbi buoi viene n Ct>ssare una. causa eli insa lubt'ità data. da\ rifiuti della vita di questi animali, e cl.ai J'f'Sid ui inutilizzati od inutilizzabili che s i hanno dopo la mattazione. P er di piì.t ><i evita con s icurezza il danno igienico, oltre che economico, d ovuto al fmquente manife.gtarsi fra qtteUc ma.ndl'ie di epi~oozie pericolosissime. P et· queste , e per a ltre ragioni minori. l'approv\'iginomeoto con carne congelata degli eserciti in campagna uella g ranùe guerra ar;sunse un'importanza ed una. diffusione straordinarifl.. L 'c~ercito tedesco, già. negli anni preceden t i l'immane conflitto, aveva d elle riserve formidabili di carne congelata, con le qu.ali era calcolato di far a meno in caso di guEirra, s ia dei parchi buoi, che della ca1·ne conser vata in scatole. Secondo i preventivi esso contava di a ver a disposizione nei magazzini 75 mi lioni di chilogrammi di tal carne, con cui poter alirnentar·e tu tto l'1;~sercito p er J 4 mesi. Con un tt·eno di 50 vagoni frigoriferi el<si avevano s tabilito d i mandare ft·a le truppe comba.t te nti 1. 300.000 razioni di carne immediatamen te utilizzabile. P er no•·ma dell'ufficiale medico e di quello a i viveri ricord o, concludendo, le principali nom1e in vigore per l 'accettazione delle carni congela.te. La sonmliJl i· strazioue ai corpi deve esser a quarti intieri, anteriori c posteriol'i alternativamente; la carne deve esser cl.i buona quali tà commerciale, nè t roppo gra;;><a. nè troppo magra; per tutto H tempo c he dura l'azione del freddo le carni cong~lfl te non d ebbono avere alcun odore, ma devono t•io.cquistare l'odore df'lla ca.rtHI fresca, appena decongelate; la superficie esterna d ei quarti deve esser di color rosso-oscuro, al taglio deve apparir· rosso-chia1·a con rifle::.si biancastri ; den1 aver cons istenza lapidea. ; il sapore caratteristico d ella carne, nullo in quella congelata, vien riacqui · stato man mano che il blocco torna a riprender ~a temperatura ambiente.


HIVIST.\ DI 'l'KC~IC \ l~ S~~RVIZIU S.\Nil\HIU liiiJI'AIU~ l mezzi di trasporto del malati e feriti nell'esercito francese. I n questi ul t imi anni n!'ll' e~Prc it o francese, per· opera ciella OiJ'E'Zion e d e i sei'· ,-izi &anitari presso il :\lini-stero d t·lla g uerra. s i è p1·ocerluto ad un gPne rale rio rdin auleJJ tO de l matPriale di mnhilitazione , E' si son o portate important i rnodificazioni ai mezzi d i tra.-;porto dei malati e fe1·iti in gue rm. Rit eniamo pei'Ciò di qualche inter·('l'se Ps po1·np un C<'nno so mm a ri o. L 'esperie m;a rlell~ -!lrande g uerra ha dimostratn la ne t•es:-ità di e \'ltare al ferito o ul rnuln to, il pii• che 11ia. pos.'<ibile, la rimozione dol l' uno a ll' altro uwzzo di tr·a-;po•·to. ehe, oltre a recare una n otevole pPrdita di tempo, quas i ><f•fi11H'f' pl·f·~iudi<"evole, provoC8 ancora di con t inuo urti E' s balzi, che possono es><l' t'l' <'!llt.-;a di O).!J.!TtWamt:.>nt() d t>lla le:.ione od infe rmità. Come pri n cipio generale, :<i d eve f!uindi s tabilire che il fl•rito. da l m oment o in c ui è !<lato ('nrica to s tùla barella s ul posto o ,·e i:- Ct.ulu to. h O II d ev e e..-st·re più rimosso durant e il tras port.o, fino a l termine del <'< u o ,·inJ[gio eclal ~'< IlO ri co,·ero nPi luog hi di cma. (;m;ì ne ll 'e,:;ercito fran c('l'e tnt ti i lliCZzi di trus port o d e lla SJ:Lniti\ mi litare ( bicirle ttt~. carrrlli, ba.'<ti pen•omegj!io. :>k~·. a rnbuhwzt·. 8Jitumobili, tre ni OtifWd ttli. ecc. ) son o s tati attrezzati in modo da p •HP r e n<'<'<>f!IÌP re lo ~<te,.,.o tipo rp~ol ame ntare eli b •..-e lla . e <)ll{'sta interscaJnbiabi · lit il perrnr-tte di e vitnre i continui tn.L'<borùi, c ha sono qua.-.i :.empre mnlage,·oli e dann o,.i. È d~:~ hu- voti ptwc· iò che ne ll'avven ire d i5'1 posizioni inte rnazionali pl·ese ri,·an o un tipo uniC'o d i mt>zzi di tra,:; porto d t\i rmt lnti e feriti, c he co ns(>nta loro di e:<>'Pre trns loC'at i dirt:"tta.•ne nt.t> alle unitll. !!ani ta.•·ie, st> nza e:<.-<ere rimos>< i dalla bart> lla ch e li ha 1\Ccolti appena colpiti. l. Barellct reyol<t11Wittare. - P rimo m ezzo di tra.'-'J.IOrto de i malati e feriti è la bare lla rC·j;!olumentJ:Lre ( fi g; l ), costittd t u da due ><lang he di legno e da un telo imp Prnw abi le, co n !-ipecia le dis positivo che permet t e eli •·ililzlli'IO ad lm'est r f"mit à. a gui,a di <'uscino .

2. A pparecchio a docria per it1w1.obilizz<1zione e per /l'fiJ!lJOr l o. - Il medico prin cipa le di 1a clas:<c. dott. Ro u,·illois , profe,;sore aliti l:>cuola di \'a l de Gri\çe, ha ideato un apparc('chio pPr il tra,;pnr to dc i l'E'riti gravi presPntauti frattura d ella colonna ' '<'rt eb ra le, d el baci u o o d E·gli art-i infe 1·iori. La doccia tli Do nnet r egolamentare iu d ot az ion e P''(.lH;-;o l<> uni ti\ sanit nric franC'e!<i, ili:' ha fatt o t'ccelle nte p r{l\·a ne i s~>r· ,·izi O!ipitul if' ri, n on ><i è d imm;trnta n l trettant o pra ti ca ne lle f o•·•nazio11i sanitari<' di P lim·n. P er qt tl,i'!(: è ,.;tat o adottata una. d occia di .Donnt>t metallica, l egge r~:~ c s n o0n tabtlf•, p !> t'il li'A,i.: pnrt o rf,..j frntt u nt t i del •·nchid(' o di? l b aC'ino : m n anche qu e,;to appart:'tch io, fnmu t.to d a più pezzi, chl' ,.:i innes tanti fn\ di lor·o con una oor ta t:ll i rit·o ltà. 110 11 può offr·i re clr<e un ' ir nmvhil izzaz ione e~l •·emanwnt e preca1·ia e pe1· t:·J ò (• ><t nt o poC'O u,.;ato cl 11rn nt f' la guf'JTì\. TI Houvillo is ha tl<'ri n tto il su o up purccehio a doccin du ttll analogo mezzo di t l'tl"Porto i n u,.;o fll'(':-1><0 lo 1nul'ina d e!-(li :-i. U . d'A11w ricu, opportunamente rnodifi· ntto, l'Ìa in rappurtr> o\l pP~<Il (')w n lltt semplici t>1 di t·<>:<t J'HZi <me. l ~i<sO è costituito d a nn :<i>S t emu di tu h i in ulhuu iui o co mpati o fronnunti una "l'ecie di s litta , ('he >:<OlTC'L!ji;P una t•· lu mt• tHI II it·n.. l-' rlll a Cjlll\ lc- ,· ic nt' di :-~ po,:;to u n piccolo materas,:;o : un a I<'J.!)!irru lll'llllll11ru mnovibil<', su cui è 1 <'>'~0 1111 tdo >l ~~~i~a di mantice, St'l'\'e a dife noii'J'<' il f•·rito <' Hlll.lnto <htl ><n le e dalla pioggia. (Fig. 2). È dntato inoltre di un :'<(•pi Jt><'n t o nwt ull i1·o, faf'i lm r•n tr• ;.:mou t H h i le, el w s i può di"JHHT•' fra g li art i inferiori. in uwdu c hi' eiu:-l'lllltl di P:<si ,.,.Ilio(!\ a t ro,·u •·, i com e in 1111a diJccia. L'tLppnrC'eehìn c mollo lt:'g!!t•ro. non Jl"'mndo c·lw kg. 7, nwnt n~ lA barella r e !!Oialn(·nlnn• ;.upc·m i kJ.!. ~~-e pc·•· la s 11n :<f'ntplic·itil ~- rohu;-;tt-zza. può C'"l"f're utilment e uolottutn JH-111' un itù l-'ttPituri•• d i ta litWtL. pre.~Pntundro nur·••rn il ,·an taggio di tlSSi · ('lfrtll'(' npllll >'tf'~;.:o lt•>np n l'iurrnohilizzuzioJw p•·i n,nrin e t·i~po nol c•ndo così ad tll1 princ·ipio p:i1'1 -.;n'< tC'Ullto olul ~ imic t· <:ht• In h~:~n·Jiu d<·n· •·ostit uirc la b<t>'C d'immohilizzuzHllt(· n el pri111o tnt"po•·to tlc i fratturati.


RIVISTA DI Tl•:CNIC'A

~:

260

SJ::RVIZlO S.<>u-..ITARlO M!J.ITARE

L'apparecchio a d occia R ouvilloi~. infatti, può con.<;idc rar-si come una barella ,-~r·tt e propria, che ;;;i può adottare con facilità, tanto al carrello r·cggibarella regolamentar-e (fig. 3), c ht> alla <'1\l'rozzcria d elle a.utoambulanzc.

F ig. l. -

Ba r <.'lln r egolamenlnl'O.

'11 f<'riw ,-ie ne cori<-nto nC'II tt <locritt nelle <'Ondizioni piìr fln-orevoli pen•vitare gli l:l[lO!<tnmenti latl'rali roni'l('Clllivi ''gli ln·ti prodotti dull<' aecidemalità d el -··

- - - - - ----------------------l

·---~

--.

J

.....

f'lg. 2.- Apparecchio a doc<"la Ronvlllol•. l~t·r·ono e della. s trada ; la tela metallica. per la clas ti<'itl' c l'ottima sospens ione, n.tt.enua d'altra parte le scOi'l!O che Rono tanto danno:-:c ai feriti in genere ed ai

17 - Giornale di medìdna millt(lrt. -

Faso. IV.


2i0

RIVIJ'\TA DI T~C=--I('A

~:

SERVI7.10 ~AN'IT.\RIO )tiLITARE

fratturati in l h~or·t i colare . ed il pÌ<'colo mate ras;;o mmumta uncoru la comoditil de l tra..o:;porto. • L'apparecchio inolt r·e r·nppr·rsenta 1111 Yero e pro prio mezzo di immo bilizza zio ne primaJ'itL dw perm(•ttt' di t>ffettuare la <•stensione continua: le cliffer·ent i ptuti d e lla. d occia po:;_'!ono infatti SPt·,·ire di punto di uppop:gio per praticar'€' la est t-n><ion€' e la controE'stensimw. non Ro lo (le,gli nrt i infe rio ri, m a ttnche della colonna ,·ertebnll<>: due staffe di c•:<t en><iorw fis.~ano facilme nt e i pit>cl i Rll'e.-<t.rPn)o inft•ri o re dE>II'appa recc hio t' due 11\N·i (•ontm t.>st<·n,; i,•i inguinali. re rmat i s ui g r·and i luti. age" o lano la contro"'t<>usione degli nrti inft.> ri or·i . la quale può PS:<<'r<' ro rnp lt>tata. d a qul'lla d e lla colonna ,·cr·tehrak, per· m<•zzo di due lacei nsct>llari, che ,-~·nj!0110 fì><>:llti all'estrl'· mo supel'iore d ell'apparecchio . Dne o tre c iughiC' trtlS\'t•rs>~li infìrw. ;;.:-rT ono a man ten.:or•p maggiormente fisst\tO il f.:orito alla. doccia, in rnodo da p otP rf' es:::ere tra.'ipo1·tato in 'Jlllll,;itl.-;i po><iziont'.

L'uppm·f'èl'hin HOII\·illoi~ può t':<,..E·r(' f>L't' di piì1 fùcilmrnH•adtHlato (•nnu' nwzzo d i lrll."<Jl Orto (LPi ft't·iti in !Wroplano. <'le ro:>renti pr·o,·e fR tt <' u l ~[ a r·o(·ro ne hanr10 ronf<'rmnto In. !!''n ndP pr>ltl('l\ft. Puc\ inolt re P>-'sc•r.:o utilizzato rome lett i!!a pt•r il tn1s po1·to dd feriti n dor·.-o di mul<' P :<ostituir,. l'u n tÌ('O rnod<'llo, eon un't•cot\Orn i,t in Jl!'><O di kg. 14. J, \u luttll.mPntn ,;ul h~t :<to s i puù fn.rt· in duf' nJ()di; pe r lut:':olo fe· rito su ll u pnrt(' d o rsnle pnt t it'!ondo di'Il<· in<'fi\'Rt urr tlt'i rilic d tlllh'l'ior·i <' postcrior·i d e l hnsl\1 slf':<-<o. c JWI' d w> fpr·i t i fì><><u ndu gli appurPt·chi a fium·o dd ha,;to, 11 nwzz:o di ~ll ll f'Ì opprwtunanwntc• a t t:H·r·ati . .t anclw bteiiP l'ndatttnmPnto iJpiJ'npptu·,·<·(·hio n i ltlnk>: su nitur·i. <• he :-;ono 1<l8ti intmdott i per le> sgomlwro 1WIIP f'('gioni Ìlllll'('l':-.><ibi li dd .\l uroct·<>. c·ome pure i> oge''•llc In ><11111 npplict\ziom· ugli :<k~· rc>golam<'ntttr i pPr il tnt,.: por·to s ul Jlhioccio P sulle ntn· i. !'d a t utt.i g li alni nwzzi di sgombt·ro, t>vit11ndo i11 ttd modo IN ;ouc·eps,;i,·a rimozion.:o del fc-r·ito c• i p.:-nosi trn-<bonli p~'t' il rluHhilllltC'nto do una barE'lla u ll 'nlrrn, pt-r cui egli potril raggiuni':E'I'\' l' 11nità i'ài\Ìtar·i•l NIJl lo "11''-'t'O ntt>zzo <'lw lo ha ril('· ,·ato upp<·na. cad11t o.


RlVI;<T,\ DI Tf:C:>EIC'A E SF.RV17.10 i'A:-;tT.-\RlO ) U LITARE

:li l

3. Automnl.ntlal!zc~ piero/o modello - Tipo 'l'a.nk. -Al Maa·occo, 1'.\d in a lcune r egioni dove i mezz i di com unicazione ;;ono d iHkll i, !;Ono ;;tat e ll(lotta te delle autoambuLanze t.ipo ( 'itroen - Kc~gr<>.<;Sf' (fì.g. 5), con s iste ma di ruo te~ po><tl't·iot·i multi pie scorrenti :;u pnleggi<>, con le quali ::;i può fa re iltra11po rt o di dne fe riti cot·i cati e ui due seduti. Nell'ultima. gnerru. queste n 'lttlll'f' h 111110 ntpprescntttto un eccellente mEY.-;zo d i sgombero nei p aes i pri v i d i ><trncla o n E'li(• regioni momuo:;,•, e s i sotto dimo:>trf~te P.articolttrmente ndatù' pPa· g li SI!Ombri rli primalinen in :ton€' pl'f'ssochè inacce><sihtl i. 4. A utownbu./cmza per tm.<pm·to d1' ferif7' fJI'Ili'Ì '' 80·~pell .~imtfl p11eumat ica ..yi. stenw ii,Jercier. - Par(~cc hie a utoambulanzE' d~·;.tina.t,, al tr·aspOI'to d('i feriti gravi sono s t.ate munite di un appm·f'cc hi o di ;;;o;;pension o pneumnticH, tt limentato d ~c~ \m comprf'..s.sore d'al'ia, che >< i nclllttfl nl motore . L'PIII><t·icitit di CJII<:'>'to appa.rf'C<'h i•>

da\ a lla \'l'ttlll'!l llllfl dolet•ZZH di SOS)l<'ltl'ÌO II (' Jlrlh' \'CJIP, Jl<'l' J.~qlltlll' S Ì puÒ t>ff('((UUI'I' il t raspOt'tO d i fer·it i g i'H\'i 11€'1Jt> (•(lndi7. ÌOni p iìl Ìa\'{)I'('Vtlli, llttlltf'lldO ('Sf<O g li liJ•ti o g li sha.!zi pt·odotti dull ~· ncr.ickutallith d cllu st.rndo. ~ono :;tn.tl' n:.sl"gno tc• quf'.~ttl aut.oambulan:tt' ai ca mpi di a,· ia:~.ionc>, <·lw si t ro ntno twr In piir isoiHti p nei quali i ferit.i pr·f'senh1no qmt><i s<•mprP unH maggion> )!1'11\'itil . 5. A uloa.mbulrrme rfl'nmle modello, t.ipo re~{ola111eu toré. - - ~oli O eostituitc> da \'etture clt> l pt>::;o•di ('ircn k g. 1800 P-in-<(·uml, dr;;tina.t(' ul trnsportn d i ii mn.lttti o fl'riti coricati, opptu·e di lO ;;('cluti, offrl'nd o così un grande rE'ndirrr <•trtn di ,;gmnlw ro. 1:ìono munite di di;;po;;iti,·o :;pccialc pt• t· lo. sosp~nsiono df' llf' hnrel lt•. p !\rti<·olm·mt-nte flessibile,<' sorw prov,·i>:tf' di J1.J)I11lr<•ec·hi o di t·iscaldamcnto, C' Ile ut ilil'.Z>1tlO il calore prodotto dtti ga.« d i s<'appa.mento dl.'l moto re. Si ;.o t a ora st ucl inndo per quest e nutoambu fu.nz<• un ,.:i,.n-• ma d i ri ...<'n ldo.rnC'Hto e lettrico a ltm('ntn to dn ama dinamo. e h<> a sua ,·olta è azionntn d~c~l ruotorc> stcs>'o dell'autoambulanza: l's:<o di,.,tribui,.:c:p il cttlor'<' a m<'zzo di irmclitt t.o a·i di>"po:;ti sotto i sedili n mediante' piccoli IIJlpllrf>cC"hi t('r·mo.-<. cl1f' :;i po:;sontl coll tlC:tll'f' \' Ìt· ino a i [priti o malati.


272

RtTISTA 01

TEC~ICA

F. SERVJ Z10 ~ANITAR I O lJLLIT:\RI!

6. Aeroplani sanitari. - ::\e abbiamo diffu~nwntt' pa.-lato nella Ri,·~ta del precedente fascicolo eli aprilr, corrente anno. QuE>stu rnE'zzo di trasporto rapido ~· conforte ,·ole ha dat o d e i ri;;ultati ;;oddi;;facenti : l' pii1 di 1200 feriti e malati gravi sono stati :;;gomberat i ;;enza alcun incidente. Per il traspon o pE'r ,·ia aerea è stato arnitutto utilizzato un 1\t't"Qplano da ricognizione, Brèg u~t 14 A 2, tra.<~formato dal dottm·c Chas.-;ainp;. in rnodo òa poter· contenere duC' harrl11• nclla fusoliera. Questo opp1.wecchio è stato :'<ostituito in seguito da lU1 aeroplano sl\nitario Bt•èguèt 14 T 2, piì1 comodo, rlot uto di una (•abina ben riparata. e I'Ì>'caldllta, c he. oltre a duf:' fer iti cor·icat i. può trO.-IJltll'tare un medico od 1m infe•·mit-re . c lw ha "' dispo::;izionE' materia!!' <'hinu·gico c di m('dica.ziom: per pronto soccm·,.;o. Tanto le autoatnbulanzc. quanto gli aeroplani >'anit~tri ,:;ono anch'e:;.si attr~.~. zat.i in modo da po terl' accol'(liet·c :>ia la bare lla l't'jZOII:Irrwntar·c che l'apparecchi o n doc·ciu Rou,·illoi.-..

Fllf. :.. -

.\ nlollmlmlanza piccolo motlrllo, tiJ)Il tank.

i. Tre11i sanitari. - La dil't'ZionE' cl<'i !'lE'ITÌzi ;:anita1·i militat·i, d'accordo con l'ufficio tl'('nico ct-ntmh• ch·ll r F crro,·ir delle Stnto. hn s tudiato la formazion e di tn•ni ....tnitari, per lo ,.;gombl•t•o n clll' retrovie coml'o,.;ti di <'tli'I'OZ7.E' costruite esclu>'iwunentc• per il tra~por·to dci fcr·iti. Il modo di !<O:'fll' ll>lioru) d<•lle barelle, i mezzi di ,·entilaziorte . eli •·i,.cfllclouwnto e di illumimtziom•, i clu,.;positi\·i d'apert um e di inll'rC'onmnicazionl'. son o ,.;l~L~i st udiuti nE'i pii'• minuti pnnic·ohu·i, in rapportospe· <'it\lment.e alle part icolo•·i e~igc•nzr d e lla mobilitazione. In tl'mpo di pace qu(';;te vetture sono dotate di materiale nmo\'ibile. c he permettE' di 111 ilizznrle come carrozze eli 3" cla.<:Se pet· trasporto pnssC'p;~eri : al momento d cll'rnt•·at t\ in campagna det t o mntNiale \' ien e r·imosso c !(l vptturE' :>ono attt·ezzate in m odo da potere accoglierE' li' barelle. r·egolamenllll'i.

8. Tra$pcrlo dei feriti per aequo. - f'ono sta t i ntt rrzzati com<• arnbulanzr f!ll\·isli degli appo ...it i bnttrlli, dnt11ti tli speciali apporl'cchi Br(•chot. D cpre7.-AmdinE', che pe nnettono il t 1·asporLo di malati o fel'iti ;.,enza s<·C)!<,.;l' e nelle migliori conluzioru.


An ch e Cptl?:>ti ultitni IIW:t.zi di tnt..;pol'to po,.;:::ono ntCC'<t~dit• t·f' tant o Il' hur<'llt• H otl\'illoi,.;. In tal modo lu ;-i>tnit;\ tllilittlri'ÌnJill'f:':'e. ,., rin><<" Ìt.:t n (·(1:-;t ituit·<' ul\ ci<' In c<unplet<l di mpzzi di tra.><port o. dw. può t' is ponclt•t'P a tutt l' l\' s itm1zi0 ni t·i e hi<•,.;te dalil' llf.><-<"><· :<itlt dello )!Il<' l'l'H )Wl' lo ><)!OIItht•t·O d ('i lltll.IAti e fE"rit i, P p (• J' il loro ll'lt,;pot' LO tWIIt• mi. gl ior·i condizioni d i rupi d itù ,. d i c·on fMtn. (:ì n<> 11 ll r• un itÌI ;;>tll it n t'if' l<• p iti ln1\t<1 nr, senzol tt llro :<po><h:tmento r h<· IJill' II O Jt<'C'f'."><arÌtl tt lla loi'O t'Ìtnozinn (• dalltì bui'C·Iln. d on• >'O lW :<tnt i ,.;nbitn ntc·<·olt i. 11 1 lt>tl<l d'o._pC'dalf'. rp~olaml?tltttri quanto l'tt ppttrecc hi o

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati !Dai pr11teui verbali pervenuti alla Direzione centrale di sanità militare dal 1° al 30 aprile 1924)

('upitmw nwd:C'<) ( :10n<:tO C'HJ.\BH E !tA. - X c•ft'O Jillf ie. À C'cenntt ln ull>t li:-;iolo![in. ci Pl rc'nf' N l Hll t\ vPcrhio clisi iJl7,irJili d<'lll' tt Pfr iti, l'O. t•spont- il con ('(•t lo Hna.t<tlliP·dinico S II c ui si hai<>\ In nuovn c lLl;:;;;ifi<-uzinne di 'Y0h11'd e F a.n l'. int nllt ~·nc tul o::. i su!J,~ ;;ingoio forme, ( rwfrosig l omPru lonel'ri ~i e ne {roscl<> r·oc;i) Pd indic·utu{o 1wr e ru ::s~' utHI fo rm >t )f' part.ic•llaritt\ anutomo·dinithe, il Lle(•or,;o E' ltt p•·ogu o:;i. Trutt>\. infìnH dc•ll 'i nxuffi<·i<'n:t.lt t'I' 11>11C' e d c·l nnovo nwtodi><mn pt•t• l'c,;unt e d ella. funzionA,itìi., in r11ppvr to n l pot<'rC di diluizione o di concontntt'.ion(· d(•llo m· i ne. A LESSANDJH A. -

RR.:scu. - Capitano nw di co FILIPPO G RAs-.;o. -

Un CII80 rli .v(c1IO-'i pilorica dn ulcem gf'l.•lriw. L'O. prc:<t·ntn un ' inft' l'lll>t ddltt :;ut\ cli <'- nl t·hl. printta. ~ i>• op0 ra ta <li gA,;tr"Pil· tero:;tom iA n el 1919. c hc1d 0 po tre~ tll1ni d All'inte rv c•nto. ent in tiiW :;t>tto di scn<lf'n · ti:;:;imn nu t rizi one ( l(g . 28). con Hltlllt'IHO d e ll' n t'l'>l. gn,;t rie>L. :-<pnxt.ut>L in htt,;so ~>< l s inbtra, l'l'noml?ni di g unzznmL'nto n dig iuno P di ie t'liH'JIIuzinn(~ s pOJ ttn.nca dei poc hi ci h i ingerì ti. L ' P><U IIte d c> l sw·<·•1 rirn rilc•nt v H pr,•sc·nz>1 di H<:ic lo dnridricn libero e di at:ido ht!ti<••J in (JU>lo\tit.ì llhhnnclltnt<'. L'O. ha 1'nttoposfo l'infPron n., pr('\' ill t·n c ltimtf'>' l·f':; ia 11lh1, n lht rf.',;~·zionf' d t•ll o stomaco pe r· hPn duP tt·rzi. t'd. nsportntn. l'antica l!llst. ro·omt<·ro:<t OiltÌ A. tH' l1 u p c·a· licata lllW. 11110\'llllcl Y. :;\ltll.l'i\Hdc> itt !l lto IEL rnrcte Hl\tl' l'i<)l'f' n •:-< idH>tlH dello :<lt)• ma('(\ a l mu:<colo t'l'l t o nddominn iP. Uri:>ult.11to è :-;tH tQ ;:<,>ddi"ftH·entc,, C' !.t potzi!•ntc, in hre\'lo! pE' ri od o (li tt'ntpo. lt•t p rc•s<•nlllto •~•mwnto di p<•so (l"~· -l2), con :iCOlliJl>lt':<H dt·i dis tlll·hi gn.;t ''"l'lltPric:i.

t"

!!""''

LJ\'O R:"'O. - C'npitano tllt•dic:o H U< :< :t·: rto 0..: H 1~~ HO;)I.J)!I s . .La i('rliicn radio/o· gira del cnore. Da un (;;t;;o di cloppin \'izio mifm lico in un i,..l•ritto di lt·nt, che• Jll'l'>'t' nt u.. r o. illuxtn\ IR t E'cni r:n. mdi•)l<ljZ ÌC:{l cld ('1101'!', rill'\'111\tlll g li itW<lll\'t'lli••nti dl'~ l i f'"'tllll i 11 ht•t•n•di:<tttnza. C:'cl intt'>\tlPnc lld o:<i .-u i nwfocl i di tt·IPmtli<>gmfi,t u distanzu minitw c di due l!l('(.ri t' eli onotliagmfiu . L'i nd n!!i tw radinlol!iea, f'><t·L:u itn udiP \'A t·it• pu:<i:t.ioui. htt di ono;; t rato un lLllll lt'lltO di ,·olotll ll' cl~·i cl HP \'<'ntrihJI i. L' O. conclud•• chC' ht te,nica1t'ndioiOf! ic·"· JWr qoutHIO pt·o·fl'tt•~. lt<>J\ puù dnro \l~l'r:;atta dN.e rmina;-.iont• eli ,·olnn1('. <' pPn·iò l 't~t· tc>cl i ,lf!:1'!111lllll\ P ln u1 i :< ~1razione d!:'i d tamet ri n on pos.-;on o HYCr<' un v11l<>r<· >l><soluto, tHa d (' \'(lllo l';..:;pre coonlin nti roi dati clinir·i.


:21 l

LA

t ·~:I.ERH.\ ZTCI~J·:

01·:1. )JJ-:f)I('() C.\Dl"TO IX C:l:f: RR ,\

CHpilaliO llll'riit•l) :\J ('() J,.\ BEATI. -- C'n co.•o di (tiJ('(',<,<O ez;ttlico ~Jilflrilo i11 "e!l'tilu «tl itt/1'/' t'I'II/(J chirurgico . E "po><t o llll t• a,;() d iuit·o con fe l\ll lllt' tlolngiu ti i , ·ulu rn iuus u r·acc<l l tn ptn·u len t a nl lol•o dt•..:lt·l• d;·l fPJ,!>Itll . di p1·o lml,il•• urigint• ,lj""f'lll<'l'ic-a hut'illurt·. l' O. clt>,:;CI'Ì\'<:' JninutniiH'rrtP l'>llt<l <>fi<'l'ati,·o. in 1111 ""' lt•rupo, <'"Il rC':<<'zinnt' clt·ll'tt rco co:Oli\IC' e IIIUI'-<lljl tllii7.Y.IW.iono· do•llll »IH't'U l:l:'t•t•:-..;uttlt'. l n-<i..:tt• ~uii'"Jil'"''tllllitil .lo•l trutlnuu•ntn c·l.inu·)!it·o i n lntli i (·a,;i eli 11:-('t',;,..i l't H< l it·i >H·(·<•• tu l i, prt' ft ' l'l' lld <t il l"'n(·t·:-~<• in 1111 >'tl l tunpt>. <·l w n·nlizzu n l pii• pn·-<to 1'•·\'>lt'HH~.tllnt• d..t pu,.,. Hi1 it·l•l' inli1w t•!Jt• H l' l ti t fi:<t<Jlt• t·(Hl n·~iduunti <::t>IPrl'Ht!lt'. ,.,. lu !'hiu,ltl'll :-:pon!lllii'H ritHnln. ,..i 1'","'' ri<·ol'f'Pn' HIIH t·ttt111'1'iZ7.H7.ionP col lt' l lii<H'Illltt 'l'io loti ulio :-hr· r~tiHIII>'I\tu, Jll'l'\' ill l'f'>'t'Zioll(' d;•l bordo {'0-<ttt lf• , :.\111 •. \:-:0.

l'>'"''

Toni."). -

T~ ·Ht·nlt' llll'oiil'r' <:11 SEI'I't-: 0ABHII·: I..

L11 1nalori n.

J>n•flol·-:~1 ) Hit'IIIIÌ l'l'lllli '-'lli11• \' >ll'it• fu l'Ili!' Jl>HH-<-<Ili\I'ÌI' . !<Ili \'H l'i 111('1 odi di t•<•Jn-

I'IIZIIIJJI• f' :-11Jin ll'l'lli<·!J oli >11Ti1Titi11H'IIIU.J'0. dt·~r·rin• il (llllldl'fl c-li11il·t1 piil frt'(jll('lltl' 1<- l IItH li i<.,.,""-" 111 i pii a l'lll'f '. Tt·u tt ' ' q 11 iud i dc·lltr d iu![nn,..i ('( in i<·u (' cii luhnr·,l(na·io d.-ll t· Ylll'i t• Ìlll'lllt'. ,. <·oN·Iudt· d11• lu pmlilu,o-;i piir dii<·>< t'l' i• qtll'lll\ d~ ·I IH Jnlllarua ,.

pt'U1i t·tllu lìt· l p••J'itHIP lt ll•·r·<·padt.•ndt•f.l !'ll ~''J.!gt'lli pot'lH inri •1i fnl'lllt' ~P~:--\UU(:. K,·~u(• la ditno,..t lll'l.lllll<' JIIÌI·I '""'''''Jli(•l\ di pr·~ · punll i d1•ll,• \' Hril' for111t'.

ToHJ.,.O.

( ', q,ittlno an!'di<·tl (!IO\ A='='' B<•IH-:1.1,0. -

I Jitlf/IIO!t(iN< rfldio/ogicn.

Dopo h-it·a·~i inll'>lltl'lllll" ~nllro ><<'ll jl<'l'l>l d t·i n•j;(gi X. ;: ullr• l11r•1 prnpr it•til E' · ~ui di\'(' r .; i app>ll'f•t·c·lti p 1· r prodnrli •· n11~11flldi . l'O. illu--ITu lu ntdin~rafÌH <'l'Ili\ iii1Jifll'l11117.u t'<>lllt' 1111·zzo di fj , ..<>tr•· t• di intr~ ·grun• l'in iii iii).!ÌIIP nttli<>.;t ·t>p ir·!l . le· di, ·,·r""t ' l'è'j! lnni d~"l ~"nl'} •o llllnluu. ,.cJ i IIH'lndi di _. .... an\P n·lath·i . JJH\ tlt•J\do in t'\' idt·nz~ lf• diifit·o it ÌI 1'111• .._i Ìlll' t'lll 1'>11111 11•'1 dtiT<'I'I'IlZilll't' ft· \'III'Ìf• ÌIIÌI' I'Ill ilil dt·li>l jl>\I'IP l':'IHili·

IIUIH. l·:~p<J~ti qllillciJ i lllt'I•HII fl<' l'iti J'it·c•J'I'>lllt'Ì l'lli' Ji i <'"ll'tlllt'i. Jll'l'"''lll>t infint•l>i,l l"l' rudin~r:tlidw rlr c·u:-i (h'<' l'VIli i nd l 'ro~pt•dalt·. l'DI;>;J·:. -

( 'ul'i'""" ll l<•dil·ll :-;,.._.l'V. ('~-::-:TJ~J·:Il.

tiÌOff111J.<Ì

1/('/IIJ lr<IJ!•t'I'IJ/()"Ì Jlti/11•111/f / YI'

- ''"1''"'/II H:o tlr·lllt rrlllìflh•f/Ìff n r>llr1

ÌII{'ÌfJhtilt· .

.-\ c·r·< •nta;ltn •tll11 nond <•nau lt'< •riu .- -ull'tll'i).!iuv linfnt ic· .r dc · ll <• t"lll>t•l·t·ulll~i po ln wJt:tl'l·' , l'O. ililhlnl i >'illtllflll nrdinl111!i<· i t'li!· "\'1'\'1111<1 di b:t~t·jH 'r IIIIH dill)!llll:'l p n•t·nt·P df·ll'lllft·ziotH' . t' dt·~t'I'Ì\t • c·oJIH' (·~ ... i ~ i pn• ... t .. nlano ul!<, !'Ot· lu• t·llhl . dHudn lun~o ulln elu~:-o:Ìfic·H:t~ IOU(' d.-1!11 HIIIIIUIIJti Ì :-;u ... pt•T 1 Ì Ìll dnc.o ('Hlt•J.!'OI'ÌP: :OOO~!,"!t•11 i !H't'!"-l:'li1UlJl j 011d>t't" pnllltt)tutr·i c·ou funziotuantPtHO di l'l ii'HiillttHI Ì<·o nnr•nudt' . t·h,, uon ~i po.... "o\fHIO J'ih' -

lll'l't• tnhc •n·uln:' i t •d 1111111J>tl111 i .-llt' .; i P"""'""l pt·t•:<ll lllt'l'l' lldi pt·rc·tr;· P I'<'N'IIIII JIO l--OIÌ

nd

U :-i ... Of"IHI t \'H l'l .._Jnlclllli

d t Hllh·t'f"OlusÌ ÌHt7.ÌHit•,

Lu ntd11JI11gla lllll lt n· pm·tt• 1111 11 1il•· l'<lllll'iiHrto llt'l pn •t·i..;lll·t• i J'lllll i di 1<·-..iollt' tuh,.n·o lun • e "'"f'l'>l111ll>l ('""''' IIH'Z7.11 di r·<IIJII'nlln 111'1 nrri tt·nluli\'1 di <'111';1.

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA u l..\ f'\. \C:I1.\ DEJ, ~ 11 ·: 01('() .. 1~: >ii>IIO fHibhli<·lliO i11 qn• ·..... t i !!inrll i •· l.n ~lll.!rn d r• lm<'di ~ ·o ". t)w·.~to lihro. 11('1 >'IlO a lto !'C>I III'IIlltO "l'i 1·ilnulc·. \ ' 11•'1 '"~l'l'l' l>t Jli'IIIJfl pic·ll'll d l·ll'i t "•!!t.'<l <h•l T <·mp ill 111 r·11i. lltl'diHIIIt' In I"'""'ÌIIIII l "' l cloli<·aw.in nl' di' l l. i l 11'" d'Or·" <' l'inHII!!III'II'l.Ì(ll l(' d o• l ~f<H1tllht'lll11. >'UI'I\11110 l'llll~llt'I'Hii !!li t·:l'fl l . t'IJc• i11 !!I'IIIHit• fallllil.(iia dt•i )l1•dic·i d ' l tiiiÌn <l if'dc· tt.llfl J.!r·and<'z'l.H tlt•llu l'alrlll . (:li >'< Titll t ll 1:. <L~nnunzio. ~< ·111 Heuelli . dd 1)11('>\ d'Ao:-'lfl. dt•l l:t' lit'l'llil• lll<'dr<·n hlpn cl ••l ltl \ 'nllt•. di :.\ l 11wl'i>Ì. ('('(' .. l'ill111li i n qllt'...; t(J l')c•t!lllltl' V<> flllllf', fiii'IIUII IIl 1111 I'HI'('tcill l lll i lll'l' dillfllll.i f'tl i O!!lli IIIC'di('U ,.., OIT('~I••n'l. l'''"""~" N>llllllll.~><n . 111'1' pnl<·l' pn' pllrtll'<'in I'''" Jll'i>1 n11i111!1 al ua·nndt• rito d i ft•d• ·. ,., ... ,.i n·l;•hn· I·Ìlnt'lln ÌIIIIIIÌIIt' lltt • t ll'illlll\' 1'1'11 IÌI II'I' Iatllw . Il l<'"'tn s i udu 1·nn

;•


LA

CEI,EBHAZ10~],:

DEL :r.ll::Dll'O CADUTO l~ GUE::RftA

2i5

d i a utogrofì di ta\'ole a colori. di cl:~cgn i , xi log-mfìe eli D11ilio Cmnbrl lotti eRolltano 1\tny, otTindu' la parola tWqt • i~ti p iì t di potere e p<'rchè na:>ca quell'armonia di :;Honi e di lin<'f' ne('~·;;,.:at· io fii fini clr· lra.rt e. 11 libro. o (• ui lA ('H>'il 1-.:dir•·it·c Alfi(•J'i e la Cn>ix di R oma ha dato lt" più nitida ed dq.{Mtto Yt>>'te tipogrnfko cos ta L. 15. e tr·oy a;;i in YClHiira pr<'~!':O le lih •·e r·ie del Regno e JH·e;;,;o il 1-'egre!fll·io generale ckllu Celehnnione. l i r icavato nnd1•ò. a hE'nt'fkio del le il'lt i t uendt' brll'~t' <li l't udio IH' l' f!li o1·1'nni dei medici catluti Jll }ll l€' t'l'll. PC'!' }.o ,<.·o!1'o dtl 1/ttdirv La J lll h li<"fll<> 1111 intt•lf' ""nnte arti<·u lo Diego An· c:e li nel Ui,n1oli d'Jiu/ ,o dt'l r, !IJ·rile ~tot,_.<,. d1e I'LJH'Odll(·itlll!O c··ol pii1 vi,·o C<H II· J'Ìa<· imenw: Fra qualc·h~, ;.rivrnn, qumHln que,ta prilnn,·ert1 hndiYa avnì finulmento raggitrJ ILl) tutt o il "11o sp l<'ndo , c· dì fosrlit> e di fiori. u<'l c·hio::;tr'~l dt•lln ,;cuoia di ~llnÌtà militltr<' di F iL<'llZP. ,;<>r·~c' rÙ uu Jll<>llllllii."Hto in <m•Hf' ai r11edif'i cadut i dtll'Hnt..: lu g u e.n n. l l ml,ntrnot' nto è- 0 1•cr tl di An i!!n 1litwrbi. c· h e volle• l<i.L !nificum nel lwonzo da lu i irnmagi11>11o C'OlliC tm n >< Lei<:' vori\'!l t1 c·11i adopero l(' l<lll:l l'arnie lta v<• luto rat·<·o).diC'n' " J'umi l,•, •·•·o ic·n . ,;il(' n zin>'H lumj'ndn p<'r AJl]'<.lll · di't'hl. ;;penta. >'Il qad/11 :<td<' "· t:ul>r·ic•lf• d ' Annunzio •·Ìtl' \' <'rHI O Jn >'<·tdtn re,<" he c·ru ttuclato a mo:<t r~t~·.!rli il bozzf't lo. di('e \·n c·:-n•t l' " ~J7, '" di n l'l c· \'<'t'HIII Pllle ita li('>t, di alta. €' nob ile <·<Hwt'zinn('. in c·11i l'aJ·t i"ta lta ><ll jHtto dnr~ >lll't• t·oi,;ulo la lu<'e dC'IIa patria "· .Dopo CI IIC'..,If' parniP di Cabri<'~<' cl'Anututzi<• Ol-(ni ult•·o dcogio sat·cl>bc i1111· t il e· e <>~'lli l' l'il iet~ i11~> 1 'Pn•·t llllH. J)p l n •:-to. i lt"ttor i dd Uiontoit· d'l/olia (·ono><COJHl gri• l'opt•r·a dP I :'11ill<\rl>i, 1'11<' fu puhblic·uta n f'Ollt<'Jtiata su Clll<'>'t<' c·okHHlt'. quando :;w·;;(' J'id<'tt cl i <1111' ><l o nllo\'o lliOillllllt'liiO alla g loria d C' i piìr 1 u<·itu.mi fra gli e•ro i dC'IIu gue rrn. p,, rdH\ fra ttulto fnlgo•·e di appl>111si E' frn tnn t t1 f!'s ra eli COHt· m <•rnortlziolli. i 111edic·i ><nn o c·ol•)r·o c>ltf' pi\1 UI>J>Uiono dimentic·at i. I l p n bh! ic·o i!.'llOI'll q uulf' ><<>trllllU d i :<at'rifì<'il). d i J·intulzia. d i ::;offerC'IIZ» .-il!llific,hi l'ol'cnt lorn. Il g inmn in C'ui l'n dì•·ltinrnta la )!Uerr·a C':-"i nhlmndonar-ono IH lurò f· liE>ntelu. i loro ttllu\·Ì. i lf)]'o L(ilbint'tti per· eor' l't'l'e u N•lr1pic-r·e \ILI dO\'el'c tmuo piì1 grfllld<' in <1'111 1110 piì1 silf'nZ ii))'O. l·:,..,.i furono da pl"r' tutto o - pnr tl'oppn JW>r'irono dn IH' r tutto. cnlpiti d tt i proi•>ttili n C' II t• trin<'C'f', d ilnn iati dal · lt• g r·artate nC'gli o" l'<'dal<' t l i d tt cnmpo. 111i<"tuti d:tllt• inkzioni rH· i ,l!l'lllldi osp eda li del le c·ittìl. Pe1· loro nrm , .i 1'11 trC?gtr<t. <.)IlA lido i c·nrnbnttent i >'<·f'ndevmlO dalle t rincec "llllg'Uitr o:'<(· l"' '' il IH'C' \·e e t·nn tras tato riposo. <'""i \ 'c•g linvuno uncora .' -u co lo ro C'hc a\·evuno !'t rnpp>\1(1 n Il a mori<'; 1f111111do tac·eva il <'nnnnn t• t' 8ui <·H :mp i d c·:"olnti gl i umni11 i "i >W<·a,;c·ia, ·•lno nel sonno h€'f<ti n l<• dc• II A fnti<:a c de ll" st>ffcrenza. e;;,;j eruno 1\JH' Ot·a i11 piedi 11 nH!!:! illstnr•e le bC'ude. a po 1·gc~re un l8.1'1ltaro a do i nf' avevn hi:<ogrw: q>IUn•lo l'armi;;tizio Pb lw J>llslll fi11t:" a lht g11erra.. t:":-si g11eneggi•H~mo tlll<'<Wa <·ontro il ma lE' <:h<' cont i rlll~l\·a a. miPt<'rç, ,·ittirne e acl aprir(' nvelli. Poi ()llll!ldo l!li I'H<'I'<"Ìti furono ><Htllhi lizzati e lllltt illu;;ivne di Pfl<'f' t o r nò a rispl<>tHicre ~u l ln term. e:'<,;i ripre:-wro la loro , ·iu <'11(' anche era una \'ia el i guPrT<t ~~ di pericolo. Qu>.tl<" e..;<.'mpio rnet·ayi!.!liuso. Jll'l' t.11tri J.! li italiani! ]': r l1e di ... gr·o.:zift il non averlo Nt p ito (" S('guìto. P <'r·chi· il mezzo mi1.diore per >"crvire la patr·in c ·P<'I' C>'"('t'(~ lnwni italiani t- appunto fJtlf'ilo adottato dai nwdici subito d o p o la .(!11<'1'1'0: •·ic·oJniueiare. Ogni iwllttno 1'111' J>f>l' 5 fllllli H\'1?\' a nbi>OTHionnto la >"Ila arte o il Hl IO rn€'stie•·e per f<u·><i ,;oldflt<• . t\\T<' hbP dovuto -- subi to d<11•0 fÌI'llllllO l'm·mi,;tizio ripr·endetc quC"ii'>Htc t• rp1 e l mPstiero C'Oll 1111 ;;entimPntn di devozione e d'oblìo. JJa l!trCrr-a c 1·a stata una purentE'si ne<'e><surin c• d o loro;;a: bi>'O).!IIava chiudel'la pe1· :>empre e rit orna re nl la vo t·o. ) l a ritornan·i eon lo ><te;;,;o >'elltimC"nto col quale si Nn <"Otnhflt t.uto: (•c> l sen timento di ;:;e n·irl" il projll'io paese e di :;al vado cln. O~?n i o:;c·ura noinnct•ìa. J medi<·i hanno fatto r·nsì: n (>rl l'i souo imprnvvisati po litiNtnti o t r·ibuni, p oidti• la lo•·o vita è una quoti diana battaglia, e::;si hanno I'Ìprl".~o }~<:o m battere con qu<" ll a se•·enitit che è propriu d cgli 110111ini di ,;C'icnza.. Per tut t i <'O>'ttW<'· la !!11crra non ce,;sa. con un m·mi;;tizio, e:.:;o;n cont.inua nelle <'?n;ic degl i ospeda li, n~ i tugmì in[etti d<'l le jl:rnndi cittì•, lll' lle paludi ovc s i ann1da ins idio><a ln mahuin. ><Ili ponti delle navi battili<' dalltl tl"mj)E'."IIl. nelle Cf11·1inghe rlei $!l'a nel i d i r·il!i h il i in lo t t a C'O n g li f'l<'mcn t i, , ·er,;o una 111i.'ln di civ i ltù


27u

J,A CELIWRAZIO:XE

D I~L

)!EO ICO 0.-\0UTO IN OUERRA

umana. Dovtmque un nucleo ùi uomini si o,;pone a qualche impre,_;a tlispert~ ta , il medico è con loro. D ovunque una molt itudine di uomini soffre e muore travolta da qua lc hE> in,·in<'ibile epidemia, il m edico è con loro. D ovunque ci sono agonizzanti cho imp lorano o soffort'n ti che spentno. il medico è con loro. Oli uo· mini che aspetta uo il miracolo. "empre . quando il mi•·acolo non avvenga ne a<>cusano il medico. {)li uomini che deridono voiEmt ieri quoJii ch e a~i,;cono nel pensi<wo, det·idono il rnedico. I'ct·tino nn genio co me :\fo lière è lngiu:>t<) contro di lm·o. )fa c:::~<i non amano gli elogi come non amano le beffe e tnmqui llamente, ;;ereniunente. riprendouo la loro opera. • l::ìi è pnbbl itattt, in occa:;iollf' d(·! monumento che s ta per Pssere inau!!urato a Firenze, una lwe,·e •·ae(•ol ta d i ,_;ct·itti e d i d is<"gn i. pe>t· onorare la memoria dei caduti ed ononmdola far(' tut 'opera btwna . .(.!iii cito il 1·ica vnto della venclira andrit a. favore de l fondo di qtu'llc il'<t itmmde hor:;e di stud io. che> dovranno un giot11o Ìt\cilitttre i prin\i pass i d ei f~igli di coloro che sono caduti eset·citando il Iom mini;;tcro d'a.more. La raccoha cont iene ;;rt·ifti del Duc·a d"Ao>~ta <' di <.:abr i r-1~· ci"Annnnzio. del generale Dclla \"alle e di Spm Betu~ lli e conticme disegni nohilii<:<imi di D uilio Carnbollott.,i e di Romano :\fa_,.. 1'\,·olf.!endo q~te lle pa~tine o ll")!gf'nclo quc>gli scritti. si htl ve ramente l"i tttpre"--<Ìone di qt11•llo dto ,·cnllllf'nte abbiuno ftltto e ><entitn ; modici italiAni pc•r l'Italia, li11o n que><lo nlt imo cpi~<oclio gen i ilf' - che ~ eli ieri - e che illumina di nna luce di pof'-;ia l"ope •·a di que,.;t,i f't'oic- i N>mha ttPnti. TI generale Ft•atH:e!-<co Della Yulle . pr<'..-iclcnte d el Comitato c..,ec·utivo nno >'<cienzitno cliC' ha l'anima di 1 111 arii,;ta e lo spirito di mt p<)eta - twlrim·itare i c·olleghi tntti nel onot·arc• i compagni (·acluti. fl\·e,·a proposto C'he nella Hlnteria incandes<'cnte dc•:;tinata ttlln fu,;ione de l b1·onzo. fo:::,ero j!Cttate le insef.!llf' tkllo Iom croci di g111JJTI\" umiltà ver.· w g li e roi ehe c·addf'rO senzo lamento e senza ~pe1'>11"6 a ltro premio :-<e non la grandezza di'Ila Pat.ria )). (:rnzie. g<'ncrnlc. per il bel ,:ug-get·imento: voi avete rn~:ritato In t·i~·onn.~l·e• •za di tut ti "'li italinni e vorrc>i potet· aver·o la Y<'!'te pe•· poterl o fn t'O e Mringo•· v i la mano gPnMo><a in nome di tutti. Perchè il ge~to nobili;:;:iuw fu ;;ubito acco lto e "!!~'ttò buon ;;eme •, le <'l"OCi di p:uN-ra ~ iluhct·o a centinaia a lla fonder ia. e quando. ft·ll la conHnozione elci pt·e~enti . il g"('nc t•ale D ella , .ttllc - o m eglio il dol/()r Della Vall<'. chi• qui ,.a r.hiamato col suo t i t o lo d'onore - t'h be go t t,atn la !'llll in;;ogna di guf'rrn n d la. mns.-;n. incande"oentf\. il dire> t tm·e d PII n fondf'rin. seguendo il "'uo imp1tl><n di eorn· mozione, IMc iò cadere. ulla. pn•«e n za di'ila sua compa!-(na, il ;;uo atwllo nuziale nella. mas;.:n fluida del h t·onzo. At.t<O di genti l e:~.za tutta latina. cho in Ctuo<:to spcolo di (erro e tli i'an!!tH' appttri<:co come HlìO eli quei fim·i por·te nto.-;i, c he fra le ,.:(·oril' di un ntlcano. ft·A la. dcsolaziono di 1111 pnP.-;~t!!gio devn-<t.ato dalla f111·in· cio<'A d egl i elementi, f11nnc) pre~;entire la Pt•imuvera e la I HH"~ 11.gli uomini di buona volontit.

LA

R I UN IO~E

A F!RE~ZE DEl 00'1I1'AT!

Et;ECVT!VO ED OSORA.N"ZE. S<'llil sala roll\'l'f!llO, nobilmcnt.f· anst<'ra c• di puro ~t ile to~cano, fh·lla Sc·uola di ~>nnit i~ militare, ha HYnt.o l uog-o il l 0 aprile l"ult:ima rinniÒnf• dei comitat.i pN la inlmÌIH' nt.e e<'lll'hrazion<' d€'lme<lico eadnto in gn<'JT lL JJa 1Hil11CrtlsH adunanlla c•ra prPsirdnta. dal gPn<'r<l lt> nwdir.o l,.'ra nc·esc·n 1l<'lla Va.ll<'. Erano rapJH'f•s<'ntat.i t-uHi i snprPtni Pnti s:1nitari , civili P mi· 1it.ari, t•<l Na Pl"Psent.e una Jurga. rappr<'s<•nt;anl\a. d i dame della migliot·p ;lris1 c)(·razia fiorrnt.ina c 1li ill(Nmien• volont;arie drl (·omit<lto l'<'gionalt• tll'lla Croee J{oss;l Jta li a n a.


LA CELEBRAZIONE DEL )lEDICO CADUTO TN OUJ::f{RA

277

Tra i nnm~ro~i conveuut·i c'ernuo l'artixt.a AlTig-o ?IIinerbi, che attende a.Ua messa a polito del monumento, l'artista 1\'Iattencci, il mago del ferro che ha. forgiato nella sua. fueina i'Pr.olare il grancl ioso cancf>llo, 1't·ditore ca v. Luigi Alfieri, che tanto amore e iinf' gn:;t,o d 'arte pone nella. pubblicazione del libro d'oro. Inoltre era.no prc:o:t>nti, il generale medico Santucci, il colonnello l3aclur>l, direttore generale clelia O. R. I ., il prof. A. Ilvcnt;o in ra ppresentèlnza della direzione generale della sanità pubblica, il pror. Fè1tichi per l'asi'ociazione medici condotti, il dotto:t· Zamblcr per la fed('razioue degli ordini d<'i mediri, H prof. Gig-lioli cd il prof )Jarri in rappresentanza. dell'ordine dei medil'i di Firenze, il prof. Cardarelli pPr il S. iii. O. :;\L, il prof. Simont'tl.a per il collf'gio orfani snnitati , il proL Vitt.orio Gr;~zzi ]Wl' !a stampa medica, i colonu('lli Riva, Altobelli, l\fauri, Bonomi, Dr. Della Seta. peri medici <'i vili, te•wnt(' coiOIHWllo Grixoni, D('~axlo, Vo!p('. GPrul li, Ferrari-IJelli , ;\Iontannri : maggiori Vit.t.ori dPila H . .M., l?inmefr('dclo, Calda.r ola., DPl Va.c.;t.o, P'arenti, Galante, R.in:-~ldi, Cappelli, i capit.ani Sn-

lotti clelia R. l\L, )falic·e, Frrri, Cionini, TeieRe, Pedrazzi, AngPJ:ni. Dianhini, i tenf'nti Lo Bianc·o, Degli Azzi, ce<>. Fra le siguore : nH1rl'hesn Denti eli P iraino, ispt>t.tricc n•gional<> cl(•JI<b C- R. I., b arone::;1<a, Ri<:asoli, marclwsa l\Iedici di ~Iarignano-Giglincci Nf'riua , signorina, Bos:;i Pucci E'7 a e numerose altr(:' distinte dame ed infermiPre volontarie. Aveva. NC'nsat;1 l'a>:senza J)Crchè chian,1 atn il> pr.,st.;1r servizio di dama di cori;c, la cont<'>:sa Guieciardini COl'si. Aperta la seduta, il gcn('rale della Valle, dopo aver imiato per JH'iiiJO un rivf'rentc omaggio alle !;L. AA. RR. il dura e la duchessa d 'Aosta elLe hanno l'alto patronato (lelln celebrazione, con nobili pal'Olf> 1 ;-;altrhl le d ame ed iì1fetrniere prt>sent.i e tnf;t.i i compol1E:>nt.i rapprPsent:Hiti i v:'lri enti cotwenuti da varie parti d'Jtnfia.. Dopo una fC'!ice rienH'<tziont> dPi vari ::;ervizi i'èlllitnri SYolti>:i in g1W1Ta 1 con il concorso di t.utte }p ~;anit. à, del Regno, espone l 'alto sig11 i ficn to d<•lla N•l<' bmzione dei nwdici C<id uti in guerra. Da. qttindi la parola al capitano medico li'<'tlerigo Ho••c:h0Ui, st•gn•Mrio g<'nerale della cE>lebraziotw. Egli così esorclisee : « Terminata glol'i os~llnC'ntf> la guerra, era nel cnorc• di tut.ti i nwdicoi <l'Italia il desiderio di <'<'lebrrm• la quadruplice centuria rle>i eoll<>ghi caduti h<'ll'argine mobile e vermiglio dci sacri confini della Pa tri:l. Desid(•rio che maggiormente ardeva nel cuore di quanti pensano clw la nobilt.à, di una classe s'ingemmi e sp}('IHla dalle fu lgide azioni dei ::;ingoli e che l'l•s<•mpio di eroi<·he ~<,~;ta, fll'lii'l'r<'no sacrifizio dC'Ila Yit.a aecenùa l'animo a [(ll'ti e nobili propositi. << )IodP>:t:i f' parzi·lli f;en t ati ,·i, ma pur nobilissimi ftu·ono fatti nel 191 H, a.Lllochè il Dr . E. :Morpurgo, in Padova, rittlli una commissiont> ]JC'r pnbhli<:are un albo d'oro d<'i medici cadnti in guerm. l1 materiale f'n raccolf o ill parte, ma mancarono i fondi o la, commi:;,;ione si ~C'iols('. C't•Jto al _\[orpurgo non mancarono nè la fcdf', nò la tenacia ; n 1u1 i t.empi f'l'llllO qunni·o 111ai difficili e oscuri. L 'illustre pr~sill<'ntc della. Ecd erazione prof. ~ilvagni g-iì~ dall915 con vero intellett.o d'amore, :wcvn. cominciato a raccogliere fotorrafic e dati biografici su i medie;i caduti o morti ill guC'na e nono.-;ta,nt e il ~uo ardore quasi giovanile, anche questa iniziativa, per cau~->o indipenclenti da.lla sua volontà, si arr<•:o;tò. La Ntlil sotto,;c,rizione fatta s ul giornalt' clo' t<t <


3iX

LA f'b:LIWRAZIO-"E Dl::.L MlèDlCO CADl:TO IK Gt:ERRA

}\•dprar.ione nt>l HJ:!::! non av('\'a r. j:'gi uJ w< ht> Ji1e t:.<,tO. ln 1 n COII:!J'f'>'SO d i ntNli<:i a Roma si IH1rlò di t.arg"lH:, di albi d ·oro. di meda g li<· commcmoa !icw, te ·. Tut lo fini r d ilell.J O. Tuti .P f(' in .. xiathe, nobiJ:.-si · e e che onm·<~no HU<lnJente i podlis;;imi (']w si :-:ono accinti a :-npcrare lo difficolt.i~ clPII'impn'sa, perirono p iù o meno mis en1mc11te. Es,:e (;:nmo :'11·ate come le <:<Uhh•le cl illaazi al <:<idaY.:>re ;. ill u minano Jna non risc·aJchmo. << Intanto t•rano già passati quat:t:ro anni da ll a gu<'na . 8i era in una c·ltiata ma t t.ina di (•alendinwggio tion' ntiuo ed ::nnmiJ.·audo l'austera gra n -

diosi! à dc• l <:h i o~t ro ùt>J ia SC'Itola di sanit,à lnilitarc·, in !JOC!ti si disse : ,i Q u i rll•vt• ;;orgN<> il JnonunH'nlo almedi('o <"aduto in g~wrra. I n quest.o chio;-.tro eh• l :'lfat,dio o v(• lllllulllinoso prepagio fa<:eYa sorgPre quattro ,.:f><·oli or:-;ono u n t nlonnato di puro ,;til<' (·] as;;i<·o pNthè ave~se a tillgl'l·lo tl<'lht iitW mist.ic.'l <:oro n a si m bolo di l!l<lria <' di martirio u. J l ~('JWnd<' me<liro l<'. d(•!Ja Yallc, f·lw<t\'t>\'<1 st·gnilo con Ct1on· Yigil<> il :--u,;s <·guir;;i tlt•i Y;u·i t~>ntati\'i per quattro an Ili, l' thc na,;<·o rJ<h·Ya i l dolore come· ,;j b<•IHla 1HlH 1TnJlPO \·iya piaga - pc•rc·hè un in:-;h•nw più o lUl'ILO oscuro di C<~ Hl'<· int.rin;;e<•ltt> cd e,.:trinseclw non g-li Hwv;mo <'on,;(' llf ito <li }JJ'<' tHll•rc l'inizia t iYa pronnn7.iò. J.wr ]>rimo, la p <lrohl : " Ct•l<·ùrar.ione dl.'i nwdid <·<1d ut.i in J!llCl'I':I )). " Mi l'l'a c·o,.:i finaln}('nt.(' sulla :-t.r;Hla lll<W4ra . :Era un doYCH.' ùcl rrsto ch-I ~PliPr:liP nwdi(·o dPIIa \'n i iP, a:-;-;un1P1'<• la l'l'>'jHJltl":lhilità <-' l'onon>. d i qiH'st.a inlpn·;.::J lll'l'<•hi\ <·gli in gu<•nn ~·bh(· l<• funr.ioni qmmt:o mai g-t·ayi ed i rH· d i n·,; l)f)lt"'' h i l i l il, d i Il in·tt Ol'<' ckl ;:(•ryizio :-anitnrio al com n n do ::;up l'l' tnO llc•IJ'E:-c>l't·ilo t· rli c·apo tll•ll'uffiC'io ]H'l'-'OMtlc s:lllilario dc•lJ'int·<•ntlt>117.<l {!C'' lll'l'all'. Il dP;-;t ino di lwn lJ. mila m<'rlic·i, di t.ntte lf' Jll'O\'f'llÌf'l17.(' <•ra ;;t~11o for.~ i alo in quc:lfultìc·io t ~·nuto d~1ll' i11s ig1W uomo ron alt.o H'lltimt'nto ù i it.;diano <' eli nH•clir·o. '' J ,·mganizzar.ionr <li cpws to gnmdc• rito c·he ce>ll?ùn•rrmo p t·c•q.o, dinanr.i a lmollllllli'JJt o, e h<' si lPn' rà conw tliÙH<l. ù ~<t ala JWl' d uf• anni la no;.:t.ra pas;-. ÌOilt' <l>'I"OrbentP. « )fl'ssa lu \·olont à. ;.Jl di lù. eli og-nio:.;t·ll(·olo, bandite tutt'<· l<' fit•rc di vani , it. a t tl·I IH;tt;t l'insi;;t<•nr.u <'la t('l1;l(•i;l ron una immagin;Jzion<· imp<'tuosa, :tblliHIIto dato :a ll'inir.iatiYa tutl<' l<' più fl'<SdJ(' r :!'O' H" d Ila no;;tra C'nergin . 1~ .•<è btYor:tt o c·on ardor<• <' c·on fedP O\'llllCfliC: JWII'n11ido d<'l g('neraiP o lll·lla P in<·ht :<t't·olarr d i Anr.io, n<>lla ;;eele d<'l la C. H I. e JW~Ii uffici ch'gli orcli11i d.Pi rnc·dic·i. t.nt nwdic•i l' tlligrllti <• Illl'cli(·i cklla R. m<lrina, Jl('gli uffìei cl<•lll· clir~>r.ion i d i s<tllifà n iililan• P Iwgli ospNlali <·i,·ili. '' l 11osni app<'lli appa;;,;ionat.i hanno raggiunto ron la loro vocfl' pai ))Ìtant<• <> C'ommossa tuil i i nwc1 iri tl'ltalia., da l profe,.:sore uniYPrsiitario nll'('TOiC'o n wdi<'o C'oudoHo s p e rduto n<'i pH<·si ll<l>'l'Osti come nidi di aqnilot Li JH'IIl' nost;n' montagne o distesi lH'IIé no;;t.r~ 1tbt'rto:'i(' pian un•. (< 01'clini tli lliNii<:i. Ent.i :-::mi t ari, O!-ipeclali, 111ed id emi~-,rrati. mc<Uei cekl.Jri, nu·<lid o:-;<·ut·i, t,ut t i hanno ri~<J!Ol'lto c·on cuon' grand{' -tutti hanno dal o l'obolo th• Ila ri<:onl:tJJr.a, il pP~no d('] l;~ riconosc(•nv.a.. " Era infall i, tip<>fo, JWI cuor<• d i 1uft,i i m<'dici d'ItaliA il Ù('~>iderio di 11 1m tl'IPhr:Jzior.J<.' dt•i (·nlleg-hi che cadù<·ro s11i f'on1ini (·ht' s<•gnano 1<1 ~loria c· l:t}Hts;;iOJH' dt>lla P;i f ria nostrn. t< Bel ilmonHllll'llto è sorto clal CHOl'<' di tutti i mediei p eJ'<·hè ud r;;si soltant.o <'i ;;iamo riYolt i. Avr<·mmo c·om n w s;:o 1111 :<aC'rilt·gio Kl' aye;;simo ri\·oflo :te! :<lfl'<' Nt f l'I!OI'ie• tli <·itf<td ini il nostro liJIJH'IIo o HVl':<!"illln ll;do a li ~\


LA CELiè llRAZI0:\'1·: DEl.

~n; nwo

279

CADL" f(J l:\' <:t'EHTL\

=--ot t· o~crizion<' quella C"hi:Js;.:os;t f<>:-1ivitit non ct.<•gna d<·,tdi Noi più puri d<: lln no,.:tra. guerra. J~ siamo oggi al t<·mlitH' di'Ila c'otn)Jinta [at.ica. " Riporto qni un riasxunt.o <l<• l l'C' tHiiNHlto HJ IIrninisl ratin> fino al l " apri le l 92-1.. :-iomma r~:c·tolta l L 111),7:{1 ,011 c·Ol1 1pl'<>si gl"in!t•rPssi Hl (j ~~ :

F t>dent zion<· O. :\f.

:~:> ,~ 72,n5

r.

15,:uo,:{o

)h·di('i mi li t ari

l:!:.l,H8,00

( ' . f{.

Rie<lYato venùi t a oJHIS!·olo -'l<.'diri civili in lt<llia .. )Ied i<:i eiYi li emigra! i

3,0!ifl,OO

no,ooo,oo 5.u<;u,oo

cc Ogni !llf'lli<.:u <.: i\·il<• in JH·opm·:.:iul~ <· Il:; tOII t rilJuilo t•on L . ~J .i)(l ria :-<·uno. ed ogni nH·d i<·o Il) i li t <Il'<' t· oli ll:!, :~o dasc·uno. " l:at·<·ol t a una <'O>"Ì c·o.-pic·ua >'OlllllJ:l. abbiautu dato un n·spiro più Hlllpio dla no~ t nt ini%i::t int. \ 't·lll IJ i n popp:t " V<'k :11 n •nt·c,. " Abballclollat i i pl'oi!<·tl i :-:t•mvlic; i t· IIIO<lt•,.:l i di t a rgh<· , di hassorili<•vi, :tb!Ji:l lllO Ìllgigantilt) jj 110:-(I'CJ Jll'II:,!T:IIlllllH <"lll', ~· o r to <J;;) CUOI'(' Ili VO<.'Ili c·onw Z<llllpi llo d':H·qna t·ht· ~· f'ai' llri ~T<' da ,·,•na prol'ontla 1 ha JH't•so le prop orzitl lli di un rito n;~zioual<• . n rt nwnHIIH' Illo, il libro d'oro, la ist ituzi oJH' d E>l l <• Uon;P di slnclio, il lulllillt'l'HI\llo d i HJW lu<"t' sngi!Ps1 iYa la <·elE>hra7.innC' <·Ile sar~t santifi<·ntct da una N' l'imonia rhe I'i111a rrà lll<'lllorahil<• JH'l' la sua gmntliosi1 ~l mist il'a c solt·11nità i<·r;dil·<t clte brn s';Hhl i(·ono a lla profnuda t•ssen:.:a dd rito. " Pel lliOllllllH' nt.o c·i s i:tmo rinJiti a d uno d<'i più gran<li arti,.;( i <:Jw ; ,.~ <·oltando il prO)Jrio <·uon• lavora t· lll<:li!TP ;:<.:ol}Ji s<·t• l in<·<· l' pNl;o;it•ri sulht nml l'l'ili infornw. :.:<·olpiH·<· l<' lin<'t> d t· II:• ~W l g lori;J. " Tu ti i avl't<' :rià H!lllll ir a l o (·onw la sua a rh· ripsf•<· acl t·ftiu·ian ' lo " spirito,<· molti di \'Oi an•t·<' giù not;l(.o c·oJIH' di frontp al conval<•s<·entc•, m<·ra,·igliosa sill1<'>'Ì <li dnlol'<' <'di \'ita. ~ i lJI'O\'Ì !JHI•l St'Ht.imr.nto unwno di <·osa divina <'he solt·anto h· op<' l'<' Vl'l'<llllt-'111<· hl'll<• riPsrono <L dan•. " App<~ na s i disi-'P rlw ilmonunH·nt o ÙOY<'Ya ,.lll'g't·n· a F iren7.<', qn~L t• là da \ ' :l l'l(' jJHl'f Ì s i CO!llill(' i Ò l;l l'l'i\.ÌC:ln•, U poJPnlii\Z;Il'<' . :-5i Yl'tlti)Ò l'idt•a di mf•lt<'r.lo alla hora c!1•l ('ar~o. a fiall<·o :!1 .\lilite Iguoto in Ho111a. I,e ,·ari'~ p t't'l" ,;., J·p port:l \'H no i n ;:è la ronda n n a : nn n polt' lll i r.r. a m m o J!f'l'<' h è ci s<'nlhra\' :1 di oiTPildt•rc.> il c·HIIo dt·i lllol'l i. TI IHOillll11f'll(;o sorgi' a Fir<'nze, perchè dn qu<·sl a ~euola us<·iJ·ono a mii!l iaia i giO\·ani uftkiuli t>J1'Pttivi e di c:nmplt•nwn1o, ardor<• di ~r>ntt' italic:;\ din'l'l':l, pc.·r<'hè in qn<•sta scuola il monnlll('il\.o sia mè1a di duraturo <.:nltol'iYih- alle• giovani gt-nC"mzioni rhe :;i nnri<:('lldernnno. l:iono t.aut·. i gli argomenti clw militn11o in .faYOl'f' di qm'sta nbicazione, ma ornuti Oi!ni polt'lllÌP<l d<•Ye tnN•n' : cosa fatta capo ha. " Il monnnH'nto non n·sta th i n:-:o J1t'l :<ilt•nzio d(>!la. l><'noln. ma nn int<·ro muro del chio~tro lungo 4:1 Hwtri è già st.ato abbattu to<' sarà :-:ostit uitoda unagr~•ndio:->ar.ant•t>lla1a idf'at<\ e t'orginla nella (ucimHli quel mago d<'l ft•rro hattntu rlw chianml-ii ::\Iatt<'UC'Ci.


zsu

LA CF:LEDRA ZIO!'E OEL )fEDWO CADUTO IN Gt:F.RRA

'' Opt'ra quest.a Vl'rtlm<'nte s nperba chP- rolllpl<•ta e flni:-:re nrl st·n~o int.rgrale La gr:wde c oncezione Mine rbiana. L 't•stro vulcanico di qH<•st.o m <tst.ro di'l fl'l'l'O nou s 'è a t.tardato in arzigogoli <' h' nocini , ma sPgiiC'llflo k liH<'<' d ncora t in• s <'mplir i del pit.ton• ::\Ialn,ert'nùi, h a serba t Q alla 111<1teria, sotto l<• impront.E' vi \":Wi d e l rud t• t.r:n·it g lio, q n<' Ila fi;.;onomia in t·u i la. pit't be lla t.r a dir.iOJw classica bPn si arm onizza col più fin<' gu ~t·o di o~gi. << L'as pr<':r.za. 11<'1 ferro, violcutata. dai colpi nwrtt' llatori. dalla Yont ciJ,à, d t·llr fi a mme, hanno b<•n rip1'odotto in spine, stPilt• <' robust i t·ontorl'im c nt:i t 11 tt.o il ma l'ti ri o e !'l;'roi:-;mo llt·ll t• srt l·<' g-iorn:Hr dc•l rnctli<·o. <• ~Ia la c·t•lrbra:r.io n <• di'i lllrd i(·i cadllt'i in g u t>na s:lrc•hlw :-.1Hta inc·ontpJpt.a s e• noi non an·~s i nto ricordat.o di ogni <'1'01' p:li rpisocli rhe li portarono a.l s;~c ri!ì zi o suprf'nt o clt•lla loro vit.a. '' J]} q11i, ~ i gnori, mi t•on~<·llt·<~no c ht' io parli con tono clirci m·go).diol';o llt•JJ'iJinsfr:ti'Vi Jp ]inc•r f!l'llPJ'<tl i di'l !Jibl'O d'oro. È (JIJ(•:;ta Ja fntit·:\ piiJ IIOhi lt• d e l ta. lllia e;:isten~m, illumin a t.a dallt• f t•di tenaci d f' i mi e i f1·entaC'inqn<' ann i. r ,a contpilazione (lt•l Lihro d'oro, e h<' la Cl;'l:o:s<• nwrli ea rlNli('a ai suoi Eroi, Eu :dlitlat.:t a nt<·. L:t Yasr. it:~~ r la nohilt.l\.clt•ll'np<'l'<l in p1'i11JO tt'lllJlO mi f i'C('l'O d11hit·an• tklk mir fm·z<'. )[a il nos tro progr:tnmnt t'l'H IJH<' llo Ili ]HtlTI' io;PillJH<' la volontà ;ll tl i lìt clt>ll'ost;lcolo . " Bt•n doctirimil:t lettrn• :;ono stnte scrit,tt> <' lr indagini, Il' r it·rr<"l tt•, hl ra eroll a d('i vari docnnwnt.i sono st.ntc· quanto nHti a rdu e . t)ll:tllt·O l'~so :-:ia cost.at.o di pazirnza e di tPnada lo :<:tnno soltanto i mi<•i <J rrl<'nti t' t<'na('i <·nll a ho rat.ori : m <tggiorP Rimtld i, <' t.<•n<'n te L o Ri:tnro . '' Esso non nlssomi[.dia a tanti a l tri :d bi d 'oro u st·iti a lla lu<·<' Jlt'l' ono· rare la mrmori a dri f•:Hlnti ; t•sso non è• u na unifornw f' monotona r:tc·t·olt·:t di fotografie con dati biogra fi <'i, ma un 'opl'rH <li ,.; ya p<t:o:s ioJw ><<·rit.l<l c·ou PIPganza di st il(• p nohi ltìt d i forma. E ' la st.orin d c•lla nostra !!llt'l'l':l ri\·is:.nta nej Rno i mil)(' gio rni tli mart.irio t' <li f('(lt• <' tl<'l la tr:l tllil di qtw~ta ril'voc·azione bri llano quà, <' là l<• fìgur<· <ll·i no;;t ri E roi. << Xl'llibt'O: a (·n i IH ( '<um rdit.ri rr Alfìt•ri t' J,a (~ruix rlarà. la piìt lnssno:-<a v<'si-.<' <>ditorinle, sotto ri<'vot·ati t u tt i g-l i ' ' Jlil-'odi di <!u<'sti uo hili m il iri tl<'lht Pat.ria th<• <'~err·itarono il proprio Jlli ni:-tNio t. ra l<• tt' JTibili Yi<·i,;sit udini d ella J.riH'J'l':J 1 COli Sl'll:O:O tli SII Jl<'l'iOJ'(' llll1fLI1ÌJiì. « 1\ Ilo t:h le, alla forrlla, alla tlO:-:I.nt Jlll;:sionr•, è H'llUt o in aiu:.o <:a hrieh· c1'Annunr.io c·lw ron " J1;t ,;u;1 In (·(• in t l'llf•t t u:tl pi<•na <l 'a nton• » t utti Ìlll· m ort.a la in nn 'uniNt Yisi onP d ' inxie nw (' ))n ilio f ':nlltwllo t 1i C'lw in l in<'<' Yi~-:·n · ros<' xilo~ra fi(· hr ha illustrato i \·ari mof"i\·i IJJII:mi <•tl <'Htid (')·e I'MilHtno la fìgu r-1 d (' l llJPtl ico . << Il lihro è di\·j,:o in vent.i <•piHltli, illu,..f.r: tti t·i:~:<<'l t no da un ;l \Ìiogra fìa : " l. l mi'(/ i r· i ('(t rl 11 t i i n r·o m ba tt i nw n to. '' I prodi 111ilit.i tlt•ll a p it•t·~t. P clt'lh1 st•i('nza <·lu• t utto niTrirono<' rtJtlla CltÌt'SI''c'(l .... C (•;1fld<•J'() :-it'l17.<1 :tlti'O ]ll't' llJiO SJH'I':ll't• R<' llt)ll la }!T:lll d<·Z ZH lkiJ'!t'.<J 1i a n ost.ra .

'' ~. Il primo s!Jnlzo ufi1'1!.~ÌI'o, XX IY maggio l!H:). ,, \ -N·sn l<• s;11!1 <' l i Il t't' <l i t·on fin<· <' d i con t.<'!' H d w sc•gn:l n o l:t pas,intw t· iltwtrt.irio d <•llt' JJJ <ttll'i (l<•lla Putria .


LA t'El,f:BRAZIONJ:: D!::L MEDIL'O C'ADl'TO L'\ GuERRA

28 1

<t 3. Ll' tragica. chie.~ett(~ eU D.oberllò. << Giovinezze cadute senza hunl'llt.i. << •!. Le pri11te ba.ttaglie dell' Isonzo. << N~:>ssuno dei ~:;upertiti pretenderà di av<'rne <'tf'ditato lo :<;pirito di ::;acrifizio e la generosità d<·gli impulsi. « 5. L ' offens·i•tJa, nemiea <lel Trentino .

\( Di qui non s i passa. <<6 . .Silu.ra.mento d11i piroscafi « Principe Umberto e Lt•timbro ''·<<La 1·ieonquista degli Altipiani. ,, Quanti ca.nti dì epica granù<;•zz<t, quanti <•roi:-:mi oscmi compiuti con forza di volontà c ardorf' di :-:acrifìzio. <t 7. Gorizitb (agosto 1 9Hi) . u Fu eo-m~-1 l'al11 che non 7asr•irt i11~1m>nta. (( Il primo grido ((1'/'a già presn mont.t<)) (0. d'A.).

n

« ~.

L11 opuazioni autunnali tll'llU16 stllle f1'onti

tridentina e O·i·ulia. << Xf'ssuno clte nnn abbia visl-iuto nPIIe trincee dPI Cinso e sulle mont.agne. nevose del Trenti no, p nù sa !lf'l'C' qua n t a :-o m ma di diì'}}Pl'<l zion0 può stare nel <more di un uomo .

9. Il 8C('Ondo inrl'ntO 'Ìn guerra . <<I soldati d '.HaliH non dov<'\·ano soltanto :sup<•rare cou l'impeto d('i loro cuori le S<tlde di((•se del Carso ma. doYt·,·ano ~fidal't\ l'urlo deiJa tomwnta c df'lla valanga sul le rontra ...,laltf' Yt'tte alpirw. •< 10. Silu.mmento del « P(il'seo ''maggio, 1917. << Oloeausti del ma.J'e nmari~sinro. Yoi sorgete sulle nc·que in un 'apparizione aurorale: state sui flutti come un:l Yf•la rosl<a rwllo inc;endio del l;Olc che sorg~', chf' risorgP. « 11. L(~ duim(t b(lt/((.ylitt dell'bonzo. cc L e ondate che dovevano traYo lgerc il C;mo dO]l O lqrgPnchtrie bat<<

taglie, ricadevano sf.arH•be sulle piMlll.l't' l'Vtto~tnnt i .

(( 12. L'Òrt·igc~m (giugno Hn 7). 1< fl ClWttlfO de(! li alp-i·u,i. '' Xon ei fu che la propria anima. " Che potesse difenderci dalla pazzia. <( 13. La BMnsizzn (! l'Hennad(t (ngosto-sf'l·tPmhre 1H17). <t La guerra che pareva 11011 doveRsc mai più finire si acc<'~C più ornmda : ancora nn a volta la cn.nw viva a contatto clelia ]>i<'t.ra. « 14 . La 1JMola che sign:ifid, srr-nturn. <<XXI V ottobre 1917. (( 15. Il Pif~ve. << Qu!!sf;a è la vena ma<'st,ra della no:str:~ vita, la vena profonda del

cuore della Pa,tria. «Se ::;i spez~a il cuore si arresta l> . (G. d'A).


,, l li. l..:o.<pNit~lt· riN

bombrtrrf,tt(J. •· Dallo :-.trtllllt-nto 1111<1\'0 di anf itl tf' harb;>ri<' f1u·ono colpit<' lE' in:><'.!!11t· c·nwiatc· c·lw i:<]JinlnQ u11 '-'t•n,;o di snli.ùa ielà più ampio I!Pi l'umanità, cht> sn.,c·itano un K<'ntillH'Ilto piÌI nt:~tQ clPlla n st ra ,·ita 11101'1<111'. 11

,., 11U11J

11. Il /n:r, inr~'rttn in guc·r!'rl.

,, Sc·i g-iorni :lll,!!n"d••"i ùPI duhbio. tlt•llc• intmPrital l' ,.:('ia~nr<•, Ùt·i ..:angnino:-:i c·ontr:·--,tati sJH·t·Px:'i. Xazin1w ~"Ù E:~l'l'l·ito tnant<'llll<'l'O xal<lo il c·unr1·. ,·int b ,;p<'ranza <trdt·lll·p la fc·dt•.

" 1 x. J>N i m.Nlit•i rlrllrt Rt•qio 1/Utrina. " Il !!<•rgo c·ht> tranghiott ixt·P i forri 1•tl i !or ,·a..:el'lli tra ,·olsf! la loro fP•lco faxr-iat<1 t! i fPITO c· di <·ora~rgio. Ai loro ..:Ppokrct i Pquon•i ,·arta 1<1 ric·nlHJ:'t<·uza dPII:t Patria in <:ro1·ic:r:t di auinw <·cl in>'onui:t 1Li ric·or<li . " 1!1. T-rt hnlt'l'lli't r{l'l Pio•·ll. (uiu_gno lU I fl). " ( 'hr ti dit•fl la l'otri••?

Tit•ui duro. ,, ('li<' ti dic·1· la G lnri;t ! 'l'il' n i d 111'0.

u ( ' !te· t.i •lir·<· la \i( t mi;t ~ ,, Th·nì duro .

11(1\'1'11\IJJ'P l !) [ ~). t< JJ:t ~IJPrJ'a ('Oli\ J'() 1'.'\.u..:ti'ÌH - rng-JtPl'ia è filli\<1 ... f J'('S(·i di CJIWIJO c-Jtf' fu uno d··i piitvotl'nt i ~'"1'1't·it.i dPl moJJdo ri>'<tl~ouo in tli,..onlint· l' :'c·nza spt·r:tllr,a le· \ ':t Ili <·hP a \ '('nl 110 d i,.:<·c•so <·on orgogliosa sif·llt't>ZZ<I . •t l -na pagiu:t clc·l ,·olunw . la pii1 lulllinos<t l'or::c·, ù lif'<lieat-a al :-ultlatu porta f<·r·i t i A n gelo \ 'a nn i n i. (·hp a h bi a 1110 voluto ric·orcl art> a t.i t.olo cl' nnorc•. d i orgoglio t' di g-n\1 itn1litw. E -so \ nol (·nmpn•ntl<·n· nel ritordo t.ut-1a la sehic•ra osc·ura d<>i x<•ldati c·lw . sot.t o l<' im:<'glW c·rof'iat;e, sui can1 pi tli hatt;J_glia fur0no dispc•nsil·ri di \'ÌI<t in t:\nta l'tl';Jg<· <' JWrimno nbbidl'rH!o ai (•()1\tà!Hlanwllt;i della J'atri<l (· clc>ll'llllt!l llità. fl doWt'P di Chi ('OIHh:JttP l' il do\'t•n• eli dti a:-:1-'i>'tl:' ,:'iltf·ontl'ano in nun thi:n·ità hlminoxa eli ,;af'riJizin ('di l'rOiXllH) . u .A vrl'mllto Yolnto ri<:onlare i nomi di In l ta h lt•g-ion'' inlilliln lli 'Jil<'>'t.i grandi in \'C'>'I·<' umil<>. ma non Pi è' ,;l;tt.o pox:-.ihilt' , poir-h(>. l'opPra clt·i singo li è anonima<' :H·ono~eiut.n .... :.'\filiti dPIIa piN;'t lllll<llla sen:la storia .... la loro l'loria ò qu<•ll:t >-ll'..:s;t d<>lht pi<·lil f' <kl >'at·rilìzio .... La Iom :-q;ori:1 <·onos('iut ~l solt·<llli'O da f(tll'lli ac-ni di<·d<•.rv haJ,.,:llliO Jp loro ntnn i. da qut'lli ::t c·ui nt•llo ;,frazio OlTC•JtdO. nwntrP i nlinnti pa:.;santno !'c·nnditi a ('olpi tli (:an notw, J'n arrl'stato il x:tll.!!UC' rons<H·rat.o fitH·Ill l' .... La loro storia è uot:1 ,.:o lo a l h· nlitd ri ansiosi' . :1:-;Jwl t ant.i. lo n t a1w. 11 V t c·<·l<:hra?.imw d<·i tnNli<-i c·ad111 i in J.!Ut'l'r·a si ;tdltl'll<l ùi nn alt t'o JllfJ(,Ì\' 0 di lu·ll<•zz;t. l .. t: IH\J'I'' <' di -~1wlio 1wr gli orfani lC' rni s<•rnhiallZ'-' gi~1 si mo1 l l'Il a n n ,.:c>( ·o tHl o lP li nC'<' d l'i 1nl< lri 1• h<· ca d d ero IH·r ht P<lt ri a. An<' hP q tH" r. a iniziai j,·a è :-wg-uita <' l'c•c·oJldal;t dalla ,f:!<'llc•rnsità. d<·i nwdi<'i d'[tali;l <' fPl'\C' t ut.t 01';1 J'opc·ra Ili' l' bt ra<·t·o lt a cic·i forHli. « :.!0.

1'11/0t'if!

l'f' lll'/fJ ( [


«La ::-\ngra del nwclico n tpH'sto piccolo :.rioi<•llo ill n,;trato con no bili Romano l\Iay <' f'hE> rarcnglie i'iCritti d<•! D uca D'Ao;-;ta, di G. d'Anmtnzio, di :-::ìem Berwlli, <h·lg-Pn<•rai<' clt>Jia \'allP, di G. Call i gari~ , N:c., v noi e;,;,.,<• re un libro di prqmrazion<> spiri tu:tle :li la celebrazione . Il riNl.Yato clcll:L v<·rHlit<l andrà nppunl;o a benrfkio (!(•Il<' ist.ituende hor~<e di ~tudio. « Karà. organizr.at.a ron ogni cura dal comi1at.o t;, <·<·rimonia d<•ll'iuau gurazione . Si ot.t.erntnnogrnndi fac·ilitar.ioni f!'rroviarie <' deglul a<·<'oglil'nr.a :.:aràfat.t.a ali<> l'ami~lic• dt>i caduti. YNTàdisdplil1alo l'i nt<>rwnto dellt· mppres<'nt.anr.<' uffici:l li, c\(•i L a b:tri, (}(·i :o;uprPnti l'liti ;-;anit.ari, speciali f.rihun<· sa,ranno co~t rui(,(' n('l cltio;-;tro <'si pmvn•deT<1 in modo :;ic:uro. alla I'Ì]WJ'1 izion<' d1•llo spar.io ris<'n·a to alle• nui<' tatrgori<' <li c·oll\'l'I1Uti. << Ed è que,;to compito qnanto mai arduo dt·l ;;ot.torornit.ato onoratl:t.l· e delle inl'c•rmil'l't' volont:ti'ÌP tl<•lla r . R .. I. << Allorchè quc•,;fa prinla \·c•ra s<lT~t inolt.nHa P s;n·il odorante di g-Pisnlllini E' rn•st:a di \'('J'Xtll'l'. al ('('lltl() <h·l no4ro Augn;;t o Sn\T<illn il hmll7.0 d i A. )finNhi s;ll'à illttntinato dall:t glorill di'l più bC' I ~ol<? <li Fir<'llZP. ".\ Ila pamh1 sug-g<•srh-<1 cldl'oratore prind]JC:' s i unir·ù un motiYu or<:lll'l't ra le poss<•nt<' t•tl t'roi<·o clitrtto da Pi<•Lro )fa:-<<·;lgn i. << Qtu•l ~riorno rc>stl•ri\ ndla :;foria d<'lla ('}a,;,;p m<·di<·<l c·nnt<· V<>bt.fo all:l memoria d<·i <·oll<·ghi r;Hlut i IH'l' la ~niiHI<•r.za dPIIa. P <llJ·ia <·d :ti culto dl·ll'au~"t.f'rll n·gligiollt' dPI <lo\·pn· <' dd sac·rifir io c·l w dai lvro grandi ,;piriti ;.;j diffond<' >) . La fPiir <• inlpi'OY\·is:tzimw Ol'ill<ll'Ì<i d.-l eapitano llll'di(·O l;oc·l' llPt t i è :;tata !;;tlnt:tf',;J. all a lìn<• da una ralm·osa ovar.iorw. Hanno }Jreso la pan~l:t cntnpiacetHio;;i v iv:-l!t)(•nte il g<•ttl.'ntl<• clc·ll:c \'a li<•, il pro!'. Gi~l ioli. il JH' oL (:ir;tr.r.i <'la ntar<;lw,;a D<>nti di Piraino. )[irwrbi ha illn;;lr:llo an(·ora una volta il nHJI1U ill<>ll to sul po:<to (' l':t l't ista .\la 11 <'I lre• i lw IJlo,;t ra t·O l<' futogTil fie <l t'l l:l\·o •·o già ult i nta l o. :)ono :<t.ati prp,;i l-p<•t·bl i arrorcli CO li il ;.:of toc·oruitato U:tnw l'd inl'<·rmien.•, ed intìr:t' s'è sh• hilito di vt•n<ltore la « S:tgTa ,, a L. lO a b<' lldil'io ùt•IIP istitncnd<:> hor:-<f' di st ud io. T ]m·sPnti ha nuo lH'l' i pritni 1lato l'<·s<•ntpio . H a parlHtO il rolonnrllo lladnd rin·a !1· moda l i t i\, <·ntt (·ui ntnno Ìl'\1 ituite le hor·:;e di ::~t ullio l'Il infine il gPIIera lr ::-\a nl.nr<'i ILa pt·n11un~ia to 110bilis~mc pa.rolf' a ll'indirir.~o dt•l gt•tl. ntediro F. <lc-Jla \'a llf', dalla rni nwnt c direttiva P cliseiplinata !'lnrl":e (jut•sta c·omplt's''ll nr~a ni~~:r.ar.iont• <)pila <·Ph•bra:-.iouc dd nteùic•i. ca1lu ! i in gu<'IT<L dis~gui di Duilio Cambl'llotti e

Jln ELr11r:tJ rli .~ol/IJ.\1'1 il/uri. -

( ll1J 1011(J l.. :lliti.O~O.n~,).

r ·orp11 ti'Ar111ulu di /h lllfJIIIr ; p rnf. \ 'c•ln L. :,o; tlott. Cn,.;t•·ll .. llnt:n èsi r.. :!O: pro r. Deli ta la L. ;,n; .r .. tl. f iin:.: n l L. C.O: rl ··•tt f';u·e !.. :?:,: d ot t. M oli11a.ri L. ~10; 1lott. L t> urrui l. 1•1: d flll. l i:wl tn i 1.. :W: d1,11 . Cardt L.10; doll. 7.u c<"laini r.. :,o: dott. Di P ar,Jo l. ~.-, : cl o1 1, t;all t L. '!3: c11111 . <:n11111i L. :w: d ot t.. ~ t n.;;otti L. 2::i: pror. Roschi 1.. 1:!0; d olì. •!r·tu.i L . ;,u, ùnn. nruno L. :!fiO: dott. ColeUi L. :lfJ. C01' JIO tl'. lrWIIIO t/i 'f'ri t"</ 1'. -

D<1t i. OIIO(' Iti;1n T.. 20; cloll. Furl ani L. 511: d ott..

Chinati L. lO; doti . Z o•J:nWif'fl L. 20: d ott. T.ins L. 1(1; d o li. Vl\·anl C L. ~U; dot.t.. Husc n. L. ;,o; ùo tt i\lnrfo'n tli 1.. 10: doli . !Sft•nec· L. :?0; dfltl. H nnnnrp r. l L . 10: d o tt.. F a i rHi i 1.. ~O; d ott . :ll i,;ll' ttzzt 1.. 10: d oli. n o•o!'c·ltia L . 111; d• Jlt. :lla qrotta


LA (;.I!:L ~: llRAZIO:-i F: DEL MFDICO CADUl'O l~ (.;Uf:TIRA

L. 10: u ùl l. Cnu ti C. L . 10. 1lott. Conti Z. L . lO; dotL. De Leo L. 10: dott. F erral'lo L. :W: dott.. Pozzo L. LO: dot t. Gra:;so Bio ndi L 10. tlotl Clonfero L. 20; ci •Jtl. l\Jur~ ro 1 ; , 1.. ·:W; dott. llllll·er o L. L. 20; dot~. Da mi ani L. 10; dott. Borghese L. IO; duu. Zagolin L. 20; doli . SaYini L. 20; d ott. P asco letti L . 25; dott. Bertoli L. 10: c1 011. Ht-shy L. 2(1; dott. Gra.sso-Biot.di L. 10; cap. Liccari L . 5; ten. Izzo L. :>: tètl F randttni L. 5; cap. Carboni L. 5: len. Arcid iacono L. 5: te n. Bia n chi L. 5: :<oll ool. F r·rrauclo L. 5; sottot. Campanella L . 5: cap. Palmieti L. 5; ten. coL ~l art(ll'it·lli L. 5: te ti. .Jop L . 5; cap. Ba r hew L. 5: cap . Vardi L. 5; gen. De Luca L. !i: rlolt. La udr L. 1U: dtlll. Gigu riu a L. IO: d otL. \'ish M· II L. l O; òoU. Woldridge L. 211; dt oll. .\ l ali'r L. 2!>: dott. Ho11<•1Hllt L. 20. f'ui J•I• 1/'. l f111Ult1 eli /laTi . :o'o l ltJl, FIOI'PitZ8.110 L. ?8.60; d ott. An tieo L. 20; doli .. Aswl!1 L. ;,u; tll)tt . Bo nomo L. 15; <f<, tL Boecnsin o L. 10; ùott. Botta L 10; rlrJI t. BOIIl)!llese L . IO: dttLl. Civi d a l i L.. 27>: d o t L. Ca t a Idi I.. 'l 0: d o l l. Di Tullìo L. IO: ùr•tl. Di Herardiui L. 10: dott . Fazio L . JO: d ott. Fr-o uzt L . 20; dot.t. Feli· ziani L. IO: dutt. Loq nercio L. 100; dott. .\laufr&di L. 25: d ott. Nisi L. 15: Ordine IJ,., Jltediti dì Aqu tla L. lUO: dt>tl. P etruzzi L. 20; doti. P a ludelli L. 20; dott. :-'i Il· i L. :!.i: 11"1 1. Ha pou e L . ;!O; dt)!f . Han n 1li L . 20; d0tl. R uggieri L . 15; dott. HolllU II l'llì L.:>: ch111. Tangror ra L. 1:>: dot t. T all7:i L. 25: d ot t. T ro isi L . 20; lllilg)!. ~l tgi1C lll i L. :!Il: SoL\ <oL. i\l ng:iaiP tl i L . ~O: SO li t)(. Citc·i 111arra L. 20; doU. f{<tllt tHt tli u i L . :>. (tf1'JIO

cf'..l rwo /u t/i 1'11ri1t(). Prof. i\ltlsehini L .\ l-; 11 7.7.i L. J!i: d oli. Hahi 11o L. 15.

25; dutt. Pi11ca L 20; dott.

l..it>rs L. 11l: dull.

,,,,1(,

t d '. l rt110it1 tli \',,, .. ,li. - Prof. 1)'.\ rri go L . 111U: rlotL Sipari L . ~O; ctotl .\l a:.tttt:Lta L. <?v: dtJLI. Ca~tellana L . 25: doti. Cant.ella L . 20: d ott. Frugiuele C. L. :W: th •tt. Frrt~iucle N. L. 20: p ro r. Cìmmino L. ::!0: t.en. Pecorella. L. 27; ten. La .\l al'll a L i?IJ: t~ll. T!•dt•sdli L. 10: len . P ag-a tH> L. J : fe n . Mo rabi to L. 2: ten. J\Je;;,,.o l. . ~: (l'I L Dlli'((Ht e L. ~: kt t. Yaia u u L 2: tetL Tu lliu L . 2.; ten. Calzon e L . l; 11'11. l lt> l.ura L. 1: tc·11 . ::;rrl! none L. l ; 1<.' 11 . Arena L. 1: l eu. M ol è L . 1: lt'IJ. l ;uglH·I rtlllt'o·i L. 1: h' ll . ll'.-\IW>l't' L. 1; IPtl F•-•lp o l.. 1: J'l'" f. Cliillà L. 5; p rlif L nrrno l.. i: p m r. T or,) L 1: nrof. :-'orr,:ntin o L. 2; ù~>lt. Scandon e L 2: doolt. ~ chia \'0 L . 0.1,:>: d u ll.. t:Ol'llarlo L . t: r!r, tt. Bo rg L . 2 ; dott. Rossi L . 20; 1lutt. Ze~:ca. L. 1: dOJI,L. ;-;,.lrlini L. 5: t1()tl. :Si r ig nano L. 1: doli . Sal!arelli L. 2; clott. 1N,·an t L. 1: dot.t. Il i ~l ar'IH L. 1 : tltilt. (lnatlrino L. 1; r10 tt. De Do minicis 1.. 1: tloll D c :--inwne J.. 1; dott. Col r lla L. 2; d<> t t. \.iul iani L. 1; ùo\L. D e lla Cot't.r· L. 1: iii"JIL. Or·r:llillz7.i L . 1: Alfa110 L. 2: Zat11 u o L. l; dott. Nard ecchia 1.. 1.4(!: dotl. Aren:t L . 100: R.t r.,.o lle rr·a gl i alli<.'Vi clcl prnf. Arena R. Univ<.'r si tà ì'\apr~l i r.. 24.>, dott.. De '\l ;•r,·o L Hl; dott.. F ewro L. 10; do tt. Florio L . 10; clot.t. Capuro L. 10: do!L Fra~~dti L. li!: d ntt. H•Jgalo L. 10: dott .. Casco L . 10; d ott. :-::ra t'p t>ll i T.. 10: iloti. :'lla radri T.. 10: tlc•ll. Parise L. 10; dott. Ho lo ntl o L. 10; clon. :'\ucr. L. 10; d oti. Pr.,,·t·nzatt O L. :lO: Cl•lll. M ilmtese L . 10; cloU . Mars ico L. 1f1: dro tl . r~i li l)er' li L. 10: th•ll .. Ca l rtllot i T.. IO: tl ot.t.. Salrr11i L. 10; dotL. llta r · liuo T.. 111; dott. Cl.tTHù lo L. IO: tholt f>atl'rt.r>str·o L JO: tl vlt Pe~<ce L. 10; doll. ((IPll'o:to l<• L. 1P: tln lt. T tH·r·i L. JU: tlott.. Ai PII() L. 111; dot t. Shorcln tl P L. 10; dot t. P r rTOtla. 1.. 111: d (l li . i\Jo l i t t>rni L . 10; d ott. Jppolr.t.o L. Hl: clt)U De Russis L. 10; dl"ll. P iro 1.. 1<l: rl nlt. (:ard i L. JO, t! ot t. t\lartiuo L. IO tl o tt.. ~1nzzaro nc L . 10; d vt . P ismatar·o L. 10; ùoU. Bn J!Itet ri L. 10: rl ro l l. i\Jol i nari L. lù: rl o( t. C:andia L . 10; tlo tt. B a l'lt'llll l.. 5: rl nt i. F nl.:<•·iuo L. 10: ch>lt.. Musa!·l'l lio L. 10: clo)tl. Capparelli L. 1tl: doti. \ 'flli·rtl i ni L . 111: d o li. \'al t• ntiu•:. 1.. 1\): d1011. lloscal'elli L . JO: dolt. D r :-'nnl u 1.. IO: ()rclillt: d ei HtediP i eli (;o~r rr la. L . lUU. n in•;lfJII.C q,.nrralc so11il ti publllicn. - Prof. .\l('"sea. L. 50: dott. n asile L. 50; doLL. l\1:1!<:<11111· L. :>O: di"Jt t. F:tiiPI'Oili L. 50: fl nt.l. J\1isaflllli L. 30: <Il"(!. La hrnnca L. 25; dnlt. C:mtlel i L. 2:1; dott. Cl!'riro L. :?5; prof. Giardina l. 50: dott. Yalerio L. :?.i: iloti. S i<':t L. Z!'>: pn1f. Car111i fclll l\ 1.. 2:>: doi,L. DI'li r i li L. ~,(): pro f. J\Iag-giora L. :!5: ctotl. \'i,·ald t L. 2:>: rrof. Pt>r;.foln L. :?5: rlott. Hosa L. 25: do tt. Zannelli L . 25; p ror. \.o!"io L . !>0: prof. .\ti ,:;!<ir ul i L . 2.J; ch)t~. \ 'h•la. L . 25; m agg. Carbone L. 200; ma ~~- Carlwne L. 200 (borse rli st.}: ctotl. R anclacci0 L. 25; dott. Magra L. 50: rl!"tr. F ina li L. 50; tloU. Sro:;seri;l L. 100: dott.. cor neo L . 50: do tt. !\lussato


285 L. 30; ùolt. Turlor ici L. ::!5; cl otl . Ster!Jini L 30: doll. Dm~ovaro L. 25; Comune dì ~l arone L. 100: dott.. Aim on t> L. :~o; dot t.. M nrchier·i L. 50; magg. Baldovino L . 100; prof. Pa1'Cl o 1.. 50: ch.ti. llaln>~c·n L. 10(); !('n . t•o l. Sae<·o <I PII!\ C. R. L L . 50. fJrclilll' dd 111 eclic:i rt1 Crnrara . - n on. Sor ag·l!i L. JO; pruf. Orccc:llia L. 20: !In!!. Cl\IICherini L , IO; tl ott. F! f' ng hi L . ~5 ; dolt. Chiari L. :W; dott. Rerbieri 1.. tfl, rlo 1t . 13onalcli L. 10; dot i . (; ori L. IO: <l ott.. B o rrini L. 20: don. Verc iani (2/J vers.) L. 10: dou . <..;a~moni L. 25: d oti. ~Ja gnani Ani. L. IO; dott. Magnani Ab. L. 10: d ott. M entucci L. 25: dott. Anl ouiotti i\1. L. ~5; d ott. Anto·nott.i R. L 25.

Ord.iJte dei. ltu: rti r·, tl>irurgi c i tli l'itlf't'II:H L. :wn. - Dott. Ru ccolini L. 25; òo t.t. Ri cc hi L. 25; dott. Hr mh·u1 t:'O n i J,. 25: ch'\1 1. l'rhaui 1.. ·?5: clo1L Cru cia n i L. 25: <l otw r t; ora<:ei L. 2f>.

Ord i n i' clt·i lltl'cliti di P•Jf.en:.o L. 100. - Pt'pf. Donet.l i L. 100: L eg<L rn erlir;n. ~t nr­ sn.lesL' L. tOO; Orùiue di'i m edit·i rl i Trapn11i L. 100; d ott. Pucc i L. 20; dott. Ago · srinuc:ci L. :?5; <l ott. De <~ i oq.( i L . 20; du tt B ossi L. :.lO; dott. Zappa L. 25; dottor Bra.nchini L . 20: d ott 7.Prllilli L. :!o: ' l ott.. ProYi nc iali L. 25; dott. Carcup.ino

L. 25. Varie. - Dott. Gaullotfl L. 20; doli . Dru{ioni L. 25; dot.t . Z<welli L. 25; dott. De Lama L. ~5; !loll. Dalla !\'oee L. Z5: dott. P ,tnt.al eoni L. 15 ttou . cot agnese L. 15: Cl otL. Cotl<t R nrnw;i uo L. :?O; cl oH . Del Val L. 20: f!.ntl. Trulrlei L. 15; dott. L. 20; dott. Scoll i L . 21l: dtHL. Zii O('<·hi L. 20; d ot t. Zauotti L. 25: dott, Za· rotti L. 25; dot.t. Ne~ri L. :W; dott. Ce lla L. ZU: !lot-I. Moglia L. 2.5; doll. Buscar·ini L. 20; doti. lòalli L. :W: tl ot t. l3nrsr·lli L. 20. Prof . Can<·lli ~ L. !iO: dott.or Rnbet'ti L. 100; d ot.t or Ronctl L. 150: ùoltor Cali L. 511: d ott or LomhartJo L . 25; d ottor· i'.lli.'c·a lit L 2(1; rlor t o 1· Se,·erini L . 5; rlott. L o Presti L. 5; dott. Cara cc l ol., L. 2f>: clntl. Li ott a L. 10; rlott . 1De Blasio L. 10; dott. :Stilo L. JO ; dott. Zocca.l i L . :>: d o tt. Capua Giuffrè L. 10; ùott,. Tlenci L . :,; rl otl. Ci\1:\llr ù 1.. 10: d o l i . :-:C' iauat i c·o L . Hl; <lott F oti L. 10; dott. Zag-a.r ella 1.. 25; rt ou. Abena,·nli L. Z5; rl ott. i\laflui L. '10; tlolt. Cumpi:;i L. 20; dott. Lar.· clolfl L . 10: doll. ~l es><iu ò L . IO: dott. Cnud ido L . 20; rl ou . S a ccà. L . 10; dott. Ce· tr-o neo L. 10; doli. La~anit L. % : <loti. F au tiliari L. :!0: dott. P osito L. 15; rlol· tor Santorn L. 10: dott. P et l'è l l a L. 10; d o l t.. <..; enoYesè L. 10; dott. zanni n i L. 10; rl o!t. Lac ava L. 10; d ott. ~1orab it(l L. IO; t1 0 1t. T ommasi L. 20; dott. Turzolo L. 5; dott. Collorirli L. :, ; d olr . Frt>nota L. ~~: rl ott. Cm npi~ r 1.. IO: d ott.. Zncco L. ~5; dott. Atliw\ L . l.'ll: cl nrl. :'lla111 egna L . 1 ~>; d oti. Ag:o,;ti n i L . t:ì; dott. ~l<tlg-er· r F. L . 10; dfJII . Mnlgerì H. L . 1:1: clo~t. Lan giola L . ::1: .Jo u. ~J. >II r r a L . 50; doH . Tl'op eano 1.. ~0: clott .-\ nllrea L. ;!5: dot'L T anO HP L. !'1tl: dott. Ar1110\'i tla L . :>0: dott. Evoli L. 25: clo t.t. Lin!lnro L :!:,: rJ(It t. Nllm:iarut· L. !Jt): cl n tr. :->er~i L. 10; do lt.. Paon e L. :?o: 11Ph. Palizzi L. 50: dott. Mani L. 1!'>: <lntl. Df. Hla,;iq L. ;!0. dott. Fav;'t. L. JO. dott. loennari L 20; rl ot l . Lo ni l,a.rdo L. '!n; doti . .\-lo nlnll(l tò. L. tll: dot~. Montalto ~­ L. 10: d0U.. Clfinclnmo L. 11); dott. c;arg<-'a r.. IO; dott. Prot ospaclaro L. 10: ùot.l. J)emat·ro L 10: rJc·.tt . D i Lor en w L. IO: rl ott. Br1<·ur ell i t.. 2tl; rl otl. T aS5one L. 25: tl ott . .l ellam o L. ~;i: dott. Cotror. e 1.. :!11: rl ott. Botr<tri 1.. ·~O: doti (;<' nti l e L. ':?0: dott. l.ennP L. ~W: doli . i\·li::tlin icli 1.. IO.

T ~s lCH'i

(o rpn d 'Anllnlu di l'a/ ermo. - 1•0 11 . Ca n lci ll t? L. 5; dott. Fran cayigt ia L. 5: rl o\t. ~ima L. !'iO: 11ff_ !nn. A linh'na L . IO; c!(,r t. (;u tt<.Ld<llii'O L . W; dmt. Ginec-on e L 5: doti. !)agg io L . 5: doti. Sorri;;o L . 10: cl tlll. ~nhrzzo 1.. 20: rl oU. Reina L . 10 : d ott.. L ongo L. 10: dt)t.l. BillrtrMn~~o L. f>; df\ 11 . Vi 0la L. ii: dott. Guanìt L. 5: tl u t t. Al essi L. 5: rìn11. A ll<H;ta.si L. 5: Co ttg- rt ·;.ra:don e ca.rili1 Camma rata L. 10; clott. Accar1li L . :,: rlott . Oi Benedetto A. 1.. :>: d nt t. Di Bcn t>ll PIIn G. L. 5; don. ~c u rl err l-. 5: dott.. P i rroru• L . ~>; clnll Bim' ntì L . 10: ~irularmo m erli.- o Ca t !Il! t a r.. 20tl: A!<so<·inziorw uu;> d h·a C>~ l :-t n i;~ L. 100; tcrr t' llh' 1'<>1onnel lo ì\l a!ì· ><ari L. 50; cl ot l nr· L OII){O L l tl. rlù lto r RE'CIIpero L. IO; dot tor' \'ir)!a L. 10: dottor Ca.ruso L. 10: dotrn:· :\ lht't'I!'O L. IO: rl ()tl Or :\lar(' h ~se L. 20: clnt l o r L o m har·d o 1.. 5: dot i. Co;;t' tll mo L . :,: dott. (' r isaf11 ll i L . Hl; 11•111. lll undo 1.. 5; rl 11l· • - a;,,,.,..,alc di rnt1.1ic inrt 11tililart:. -

fuse. V.

..


2Sfì

.

L A C Rl.RBRA7.10NF. DEL )1 EOlCO ( ' A O 0~'0 Il' OIJ ERR.\

I<.J r Di B e rnard o L. 5. clrJlt.. Li o lta L. hl; pro r. Gm,·ag na L. 5: proL Procopio

L. 5: pro f. i\Jo rg a11 0 L. Hl. ù OII. Bor.:lld ifii PèO L . 5: d o ll. Ta\·ano L. 10: dott. Pul\·ireuli L. 5; d ott. ZtHTarello 1.. IO: rl ott. Fa,ro L. lll: rtott. :'\irotra L. 5; dott. D i ~t e f a r H• L . IO: don . Troiua L. ltl: prflf. Zang hi e d L . 20: pro f. S•I\'Pstri L . 5: pro. f t>:;su t· Cl!n:;oli L. 10; pror. Zan g11ri L . 10: pro f. Franco L. l!>; tl o ll. Barbag allo L. 10; clo lt. AlbE- l'li L. 5; d ott. :-;ch i r ò L . 5: d ott. Pisasale L . 5: d o t.t . Canale L . 10: .to ~L 13e rla L !'>: d olt . Oi (. i or gio L . ;): Sch e d a afflò a t.H •lo tt. L o Presti L. 22: doti.. La R o;.;a 1.•. il: d o lt ljlllr.t:L L . ~>0; d ott. A tc:u ·rll L. IO; dott. Arena L. !i; d o tt. Calì L. 5: d•HI. Canu:ul a L. LO: d o tt.. Li De•tri L. 5; d ntl.. !'iic as tro L. 10: rlult, P~traJi i nfo A . L. !'>: rl n tt. Pa ra11 i11 fC> (i . L. :i: du LI.. P i:;H IHl L. to: do tt.. ~n.lltll o L. 20; d ort . Oi Faz10 L . 10: d n lt.. l.o Re l~. 10: d o li. Prof~ la L. IO; do tt. V t Uard i t.a 1.. Hl: d o tt. :\l a n <· u so L . !'>: d 1H I . Fid L. !'> : d o tt. Rus.w L. ;,: dori.. Pappa lardu L. 10: don. 1\it·o il'lt i A. L . lll: d C1I I. P o r<:ur a L. Hl: dott. ~i •·o l ,• lt i \ ·. L. JO: s a ,·. Di A lasi l 'X (·n.pp ... llauo L . 10: d ol 1. (iius l o ti ~i L. 5; •lo tt. ()ll(uTelln L.:\: Iloti.. Pa l 11mbo L. 15: th•11•. Pal r nt iO L. 1:>: d n ll. Fava r.zt~ L. 10; cJot.t.. Pairw L . IO: d o tt. P e ll egrino L . 10: dott. Fra nco L . 6: cl o tt.. M a r ..-:-:!·i L . JO: d oli . C<~r • n o L . t!'i; d oLI.. E~posi LO L. :?0; d o li :\lul-{lia L. :?O; <l d.l. Z i n)!al e:< 1.. ~O ; d n tl. Reuza 1.. IO; d o ti. Capra. L . 10; d o li. F t:1111la.ca L. lll: d oli. (iau g i G. L IO: ti OII.. ti <llt).!' i .-\. L . W: ra n11. Bruu o L. IO; tl ol t.. Ca pro L. 10: d o li.. ~t e l la L.' IO; cl'>l t . Pu gl i alt.i L. 10; ùoL~. Carciotto L. IO; d o tt. T oi'eall o L. 10: d n tt. Fi on l la L. 1:1: d o ti.. :'i piou e L. 10; tann. Em-

Ht o lo L. IO; d o li . C• n •Ti~t L. 10; rl ntl. .l07.ia L . 5 : d o11 . ({(·;.;11\'0 L . 1\J: d o tt. Astuto C. L. 10: rl o ll. A,stul.o r.. L . IO: d on. ll i~n wato L . 10; d tHt. :\ ~~e nza L. :>; d ott.. Quarta· l'lll te L . 10; clo i.L. Le nt in i L. .l fl: <1011. L co111 i n t Ci . L. !): d ori . Prossi m o L. 10; dott. Lco n1 iui l. L. 5: d oli. \.III' IIIOita L. 10: rl o tl. \' a.ccat·o L. 2U: clo tt. Rran r ato L. 1ù: du Ll. ( i ra ~s i L. 10: tlo~t. Fazi n L . z;,; cl o H. R ir.r.o L . 10: do l t. P mi o l.. 1.. lO; d ott. P r at o li. L. IO; llolr.. lnfu,;o L. IO: d n l t.. Di GregMi o L . IO: d o l i. Co uso li L. 10; d o tr~•r Leolte L. IO: rl oll.. G•oia L. IO: d o l.l . l.a Duc a L. IO: tlo n .. R O II:l.~ t·a. L. 10: do li.. Brauctlt li L. JO ; dOli.. Nu~:c· t t• l.. IO: d o li. Caff:tl't! i l a L . 10: d ull. ReSIIVO L . 15: llnt l. o n . Co!"ra 1.. ttl; d ott. Pa.sn n ì:-1 L. JU; ri o l l. G:'liH!Iti L . iO: •l o\1. Rinaltli L. IO; dur i.. Canllizr.a n ! L. 111: do l.l. Y~> n l lll'a L . lll; d ot t.. :'c u.J pri r.. IO; dott. Calleri L. :15. . f)rd.io-P 1/,J; .,,,.t] ;,.J dt•lln fH ( JI 'i, , ,.;, t /i /Jtll 4't'1n tJ (2·• t·onl l'. ) L. ~00 ~ co l Fa~ r.i o L. 25: nt agg. I-'111111M r eddo L. '?5: 1nagg. t:e n ·l>l it> 1.. 25. m a.gg. Cerni g lia L. 2n; teu . ··ol. Anll·' lll a L J/5: lt•ll. .LOillbarclt• l, . :l:;: te n . c ol. P i azza L. ;?5: il•Tl . c·n l. .-\ rt·aJ'III L. -~;.; •·~ · ·, rot. (ilordan o L. :?:J: n• nl!g-. F iorPn za L . 25: maggior e ' ii <uTu;;so L. ·~:,: 111a ~g. ~1ll f' l1l L. :?é>; 11\:lA';.: . Cta cl'io L. :?5; llla A'::l' 0'Accart1o L . 25: n1a;:{g. Cl\ffare lli L. ;!:,: 1)tag:.r. Cin·o L . :!!'i: llt:J.!.!l-(. ~:n-a riH o L. 25: magg io rP \irillo L. 2:>; ca pi!. Ca s t.ell t L. ·?a: ··ap il. ~111\ '-!' l'ì L. '!:>; cn pil. La Rocca L. 25: a c· p. Pas!'a ia''CJIIa L. :?!i; cap. li r l ~ ltan i L. 2:J; ten . ,\\'ol io L. ·?5; ten. Sava rino L. 25: tc n. P r zz nli L. :?:•. >-ott OIP I\ . Li <'IIOI'<l L. :?5: -"Oit.Ott' ll. nanclnzr.o L. :?5; sotI,<•I.Cn. Z:h'ro L. 25: !W tl o t en . Dot ll i ni t' i L . '!.:.i; .,, , 11 o~.t- n . Prcg-r~ oli t) L. 25; soLt o tell t'III L! Sg:wg ot L. ?:>: ""11 <11·. l'\i<'nlil•l ll L. ;! 5: ,;pll\11, Colli L . :?::i: solto !. Lo ng h il.an o L. :.> 5: :;o tt n tt'IL Dio \" il.l o t·lo L. 2!'i: sntl.o t l'IL Di ì'ì1l t> \'o L. 2:i: so Uote n . Li Gott.i L. :?!J: SOI I Ci e ll . :-;c td rc'l L . ;?;, ; :;n i1 Cil t· l1 . F:ti<'OIIC l.. :!!'j; ,;nttote ll. J)j Li b e rl o L. 25: !';O I IO ie lt . F it1111a ra L. :!(J: -;n li Ot l' l t. Ftli'IHtri L. 25: S1\l iOII' Il . O i GregOI'i O L. 25; ;;cm oten . \ ' i ~ l ielta L. 25; c;ott.Oil' ll . (i t·l\·a,;i L. ~: ~'<ollo tt•l t. .Jarnponelli L. 25; 50ttotE: n . Li pari L. ·! i">: ,·ap. !i igl 111 1.. ·~ .>: r ap. Pl nia L. ~:i; r ap. De Ca st.ro L. 25: ra p. L im1res L . 2:,; t:ap. ~t' : dbi L . '2:., c·:tp . S alou to nt- L. :?.'\: te 11 Paranmfo L . 25: l PIl. P a \'O l 'e L . T>; lt' ll. :-\ \'etlcoll c> 1.. :!!'•: t l'IL C.a:-l t'C ll lflv o 1.. .?:'>: c· a p. Co lo m ha L. 25: 1·a p . s r i Il ir ri L. :?f•: lllag:!. :'l'>' IO l. . 2C>: t ' :t)•. l' izr.:1 rt'! l i 1.. :!~> : 1t• rt. 1.\1 nsumaJTn L. ;2C>: sn l1 o 1P i t.. 1:a rc·toll" 1.. :?:i: c· a p , P i\·,·n • l.. :!:J: l'li p . Tt'c) lltlia t l i l'C L. 25; capita n o Lipan l 1.. :?~.; ll'lt. l'Ili. ~ :1 111 i1 1 i L. IO: m:1;!g , llngHj!li P L . Hl; magg. De l>w nc lli <·n 1.. 1!•: t11 agg. l u d t•licatn L !Il. lltag'g. T.tl iacol w 1.. W: lltagg, Z appal ìt l. 10: 111 ~1.!'1-!'· Fl t ii-!:,!: N i L . 1(1: <·a p. Hc· ll ai 'I ' OI'~i L. IO; r·ap. S1 ·a.rc~·ll a L . 10; c api rau o Zaltl n1 1.. l!l; :<nt.l c) tt' ll. ~IW•·iall• J.. !Il: l':1p. P»IHHt' L. tll: l'ap. ~acc~tra lo 1.. 10; l'a f.'. :-ic· url ~ t·i 1.. l ll: l l' ll. Fo ti l.. IO: d o n . .\l:~ zzo la L. IO: cl n tt.. ~rOp:1 7.;(0 L. IO: d l)ll. Prr!'t ifllip ]" ' L. ltl: d oli. li ian111111 ;;o 1.. Ili: d ott. (;i g-110 l.. 25: !lotLor F inr ilo L.. 23; d t•I L La Pn t•ta 1.. :?::>: rl ol l. 'l'irr it o l. :, : d 111l. D•' lt·l> L. 5: d o ti . D'A· l ,·~"illltlrn 1•. !'> : rl or l. :'apul o 1.. ltl: 110 1.1. s r·ir· ttii OI:t• 1.. IO: rl ott. :\loria 1.. ~:'> : cl iil· 1<~1' I l i' ' 1'1o\·:11o 1.. 1(1 : d illi. S i r :W tlsa L. lfl ; d utt. \ ':lf,·u• i L . :!0: rl r111. H <~tllall o

,.,,1.


I •.<\ CE LF:llltAZlONl~ I>J::I, ~I ED ICO CADUTO IN OU J·: RRA

287

L. 15; dott.. De Fran c;es~o L . tO ; dott.. ::)anti L . 25: do L~. Gìa mllelluca L. 20; dotr tor. Spampinato L. 10. do tt. 1\uh•no L . 10; doti. SaiHu. L. 10: dott. Leocata L. 10: rtolt. M a.sa.raceh io L. 5; clott. BatTes i L. 15; d o u. Bt: r mfato L. 25: tiott. Gangi L. 18; dott. l\lamno L. ~O; d oli. Trallit:an le L . 10: dtltl.. Di M artino F. L . 5; dott. Di l\1ar1111n :'\. L. 5: d Oli . (~b~or:-t L. ICI; d ù n . :-;a kHllifl L. 10; iiOit. ROt'l:O L. IU; doli. ~~~·azz eri L . IO: doli. l"l<'"'~""g l•a L. Hl: doli. l rallliti L . 10; doti. Ra1.1l azzo L . 15: IIOLt, T <.lfilaU L. 15; d Oti. CChHHl L . t:1; do li. Rerbe ru. L. 15; llott. Ca:~telli L. 10: rlu tt.. Pan,;a r~ ll a L. IO: doll. R izzuto i\111 ,;,.;,, L. 1 ~. dotL. Guzzo L. IO: doti. JÙ n1ran:..ra L. IO: don. Di Din o L. 20: d oti. Ret1le L. 1(): d ott.. V~>nLi · uug li:l L. IO; do! t Carai•Jilil L. :!5: dott.. 1\l a.rtonwa L. :l5: tl r)tt.. Margn~lio \'. L. 10; dott. i\l <lr~ugli o O. L . 10; dou. Ale,;sandro L. IO; d iJII. StiOI1ÌJIO L. 25; rlotl.. Castig-li one L. 10: dol i. Lat.!uga L . 10: d o tt.. Nacaluso L. 10: dott. Giudice L. 10; d Oil. i\lismnc a L. 10; St~I H!da atndal<~ dott. Mannino L. H: dott. Vita. L. 10; •lot.t. Di Prima L . 10; dolt. Longo L . LO; d o tt. Gran ozzi L. IO; dott. Privi tera L. 5; d ott. Gin(lice L. 25: d ol t. LPn L. IO; d ott. 13o r·seJlino L. JIJ. dot.t. Spoto L . 10; tloU. Fidam~a L. 10; d ott.. Ror:wl lin o Spo l{l L. 10; clott. Cata nia L. 19: d o t.L. Rao L. 10; d ott . Ma1t·a •:g-a L. lO: sel•c•lla allìtlal.a a , rlot.l.ori 7.ingai P e Salmeri L. 21: tl otl.. Cu telli Pn o l o L . 10; dot.t. Gt ai:iauo Vil o L. 5: dott t;uagenli L. 10; dottor Zangara L. !'l; d o tt. urln ndo L. l!J; u o ll. ì'loYn L . !i; dott.. Rllrt ololla L. 10; dottor Onorai~ L. 10; dott. P<tg-liure ll o L. 5: clotL. Horùona1·o L. 5; doli. Tinebra L. 5; clùt.t. Ge n co L. 10; dott.. Caracì'iolo L. IO: ù0t~. Can ino L IO; rloll . Mag gio L. 15: •lott. Pat<tnè L. 271: tlott. Russo L. ;?:,: tl o l.t.. 1\l arcellino L. 10; d otr.. Ami co L. 10; dott. Masteogiaco mo L. 10; dOIL. Cocuzza L. 10; dott. Bhmclini L . 10; doil. Vacln.là L . 25: d oti . CII \ 'l'l L. 20; do • t. Brancat.ell i L. 15; d o l t Bi n neo L. 25; dott.. P<t· ri,;i L. 2:1; doti. V:dc•nt.i L. 5: clolt. La Gras~a L. 5: d o tt. F o r;tan tl L . 5; dott PaICJmo L. 5; lìOtl. i':aloli 1.. IO; •lot.l. Saggi o L. 10; d ott.. T olla.ro L . 10; dott. Semt· n e rio L . 5; d o li. 1n):!ra o L. fl; d ott. Li c ata L. 5: doti.. B ella\·ia L. IO: dott .. Mastrocinqur L . :?!l: ;;ch r da aNidata cl()lt : Cimino L. 60; !lolt.. Castro L. 5; dottor Cri mi L . 5; u<Jll. B elmontE' L 5: d oli :\ice u o L. .i; d oli. P ote uza L . 5; dott. Mu· smneci L. 5: dnlt. Delfi n o L. 5 : d o li. Li o tta L . 5; d o li. Rozzelli L. 10; dott. Ma· rag liano L. 10: d ot t. Casa u o L. 10: d o li . Mastrot>m i L. IO: dott. De Mauro L. 25: •lott. Paiu o L. 25: do tt. Pa.J;,mara l.. :/f,; dott.. Rodng u<'z L. 10: llott. Di Pini L. 25; dot t. f' l>ll PCk L . 10; d o li. Cont i L. IO; dott.. Sirna ! .. lO; (JOt.!. Sait.la L. 10: d o tt. Sclliliri. L. 10; •ll111. fi l'l 1.. :?5; dott . Mauro L. :>: doli. P a1 anè L. 5; dott Spi nn. L. 5: cloU. T ito L . 5: d oLt.. P a lm i n Ieri L. :,, d Oli. Rh·o ua. L. 20: O t' ti i n e rlei me•li c i Moosiuu (~~ cou t r·.) L . :.oo; dott. Rn crola. L . 10; dott. Lampin si L. lU; dott,. Balrlanza L . Hl. d o tt . :-'t· i an nnn1 L. 10: tlot.t. ClliTip<1~rr i u n L. :1: tlo t.t. Astuti L. 10; 1lott. Cor:uzzu .1.. 10: dot.t. :::itdOli 1.. 3; 11011. Agrip i puo L . .'5: d o ti. Bunif't'i. L. 5; rlott. Rlancliui 1.. f•: d o li. Sl~lltg"a tH~IIi L. :>: dot.t. nn.IJJa L. 5: tlott. i\l onlemagno L. 5: Il oti. Albct·tinì L. 5: 1lotl. Pare ; L. 5: <.loil. i\l ot:rll'·ero L. 5: cJ ot.!. Li cata L. fJ: rl ott. Ginfrrirla l .. tll: clotl.. Ptt:cnlo L. 10: doli . Coniglio L. 25; dott. L ongo 1.. ltl; d t~U. Ha r•J•aga l ln L. 5: cio li. :-io n:1 L. ~U: ùnll. An selmo L . 20; dott. Di Falco L. 5: •LOII . C•l lll tlllo;l l. 5: doli. ;o-;rot•> L. 5: rtm~. F o utnua L. :i; tlo tt.. Sa.Yoca L . 5: lln tt . llr:-:o l.. IO: dnl t. :Vl;~JJ,•,.;~ L . IO; doli. Oi i\·l aggio L. 5; dolr. B onarigo L. 5; llon. PMC<1S i L . 10; du tl . (;uliuo L. W; •lo li. Bonttra L. IO; d o tt. Sa.varino L. 10: d o tL. lmpallllliH.'IIi L. ·15: clot1. !\it'o:-: i a L. 5: cl ot t. C1aalinl) L. 5; clott. Conclorelli L. 3: clottor Cianrìo L. fl; tlo tlm· Ciau ri t.to L . 5: d o tt or (enuni L. 10; dott.or Cililwa..<;i L . IO: ri fl lhll' P oliun t.li L . 20: d ottor· Sa.hatir:n L. 2.5: dotto r J.ihri;r,zi L. 25: clo lro r l.alho L . 2f>: d o u o r· Sf'h tri• l.. IO; ctoU or 1-'rtr•eJ ii L . 10; dotl.or Asrt>nzo L. :!.:1: cl olior Currio L. 10: fl o t.lor Fmnco L . 10; doltor Gurcione L. 15; d ot.t. l.ol l11ra L. 10: cloU. Cn.11zoneri 1.. IO; dot.t.. ~inalra L. IO; tl oU.. Trai11a 1.. 10: cl fl l l. Hnlllpt>lln L. 'W; clo tt ..l nppolc> L. lO: d!llt . Pani,.;sirli L . 10: d o tt. Foti L. 10: rlntt . l'Hrol'rl tt n r n 1.. 10: liCll t. (;ttll o L. 1(1; d o tt . (;uerreri L. 10; dott. Al.· tanasio L 5: tl n1t. T~s l ;~secc·a L. 10: rJo tl. ,\tier·ie h e L. 5: d o tt. Scjajm• L . 5: dot· lo t• Runrn l a L. :1: do tt . L;~ Hnt'l'H l.. 5. d nl l H<IIHJlOIIa L. !i; ti CJI I. Ta~.:l i ett i L. 10; •lott. Bon ifu dn L. 3; d oli . Cir· rar~:>lh' L. 5 : tl u l l . ~ah• n1 o L. 5; (lott. Di L c•o L . 5: fa.r·m. R11 :sso L. 2: llolt. C:ri,;pi L. !i: d ot.l. Vp iJ.a L. 2: •l o l.t.. P iglio11i L. :IO; clott.. Grat'O ii c i L. 5: d oti .. Palr11 t' ri 1.. 3: 1lnll. R izzo L. 1>: 1l olf. P11p:li.>;;i L. 10: ::;cllc·ùa aFfidata d o1t. ~l a.llese L. ZO; cl n ll. La t; r n ga L. L. 5: d o tt. L a. Ge ug-a P. L. 5; d ot.l. Vac<·aro r.. 1.. :,:doli. \ 'iy i ani L . 5: doli . ~ l a lT<I C ill i L. 20: d ntt. Midulla 1.. 20: 1IOU. l\lanr 11so !'i. 1.. 10: rlot l. Ri zzo l.. Hl: d o li. l\lalWII!'fl C. L. 10: tl oll. \la ira L. 10, doli.. Va.('ra.ro F.


1. . .:.: dull . \ ' 1r~ta L :>: .Jo11 KaJJilaz:tl• L . H1: d n11. H r111oo L . tù. clou. Rampello L. 10: d lolt. \li .,lrt·Jta L. :o. tl t•l l. \ a.l i' JIIi L. 11\: cl1111. P i:t?.:l.a 1.. 10: d nl t. Barbara L. ' 0: d••ll. l'a;.!liarl• L. IU: tl••ll. Vr>oll ' '" L. W: doli . 7.d tlno L. ;,; ct.Jit. ~la nuaro L. :>: r an n . ( o:llflfal•l L .): 111111 (ol lj!J IIII L. )Il: dnll 1-'17.7.111() L. Ili: 1-'pr,;o lfWIP. v . s. :"\. L. 100: d otL. H u!o..~ \ '. L. 5: d ot i. t.1gnu L. :l: doti. !--J•<t+-' 11010 L. 5: dott. R u !>,.O G. l. <o: dloll , -.;1)1! 10 L. I O. 11011 T t!rl'& lla l.. 5: rlrotl. LOJ.)!O L. 5: d oti. D i Bo na L . 5: rl••ll \l tlstn:l 1.. 5: dr oll C~t\'alif'ri L. 5: rl nn. Di fli\rl oln 1.. 5: d oli. V e ntura L. 5: dtJII. l'an - L. 5: d o li Ce~•dollllo L. 5. !lutl. Pr.·;:;li 1.. 5: ~t·llell a afflrlala dott. l mJlOt'lalro 1.. 111!: dn!l. :--l'lll E . L. IH: d Oli. A l-!IIP:<i 1.. 111: dOil. 11a rrO\'f'Cd11 0 l. 10: ri otl S t·lt• .\ L. IO: rl•lll. -.;at\·o ClHU::-o L. IO: d Oli. <i1111la L . IO: d nu. Gap1 alb1 L . 10: doli. P II! l'i L. 111: 1)!.11 . . \ llllldt'to L. ltl: ti ()il. B-llle l'a L. IO: dilLI. L11pp11tù L. JO: d loJI, -.;olt nn 1.. Hl: d ••ll. l. oo ll l l l!llllt 1.. 111: d11H . ~I H:<Ial i L Hl: d oli ::ianunartan o L. 10: dOli . ~ l tt'l'li L. IO: dc,u. I.I'A m1ro L. W : d<'ll. ll llrTell aiO L. 10: dOtt. Scar· n·lla 1.. 10: don. Ad a mo 1.. IO: tl ntl. l>r- F 11!ppo L IO: ti ;.t i O P nllar:-t L . I O: oi OI· tor ~a lvo L. tU : ti n ti. P 1azza L . IO: oi n tl. P n ma 1.. IH: d o ti•. ~l t'i\$-ina L. 10: cin ti. R it·t>· nnr, .-\ 11.. L. IIJ: d oli. l.11 na L. 1•1. llc•lt. Hil-l'\'11to A lli. r.. Jù: ri<olt. :-;;ordo L . 10; d ott. l t tnt·lla L . 111: fl•,tt. T t• l r a ls ft\'11 1.. 111: tl n tt.. Fa:<nnar" 1.. 10: dott. Ban·atta L . 211: d n l l \lart<'lll L . 211: titoli. \1 JIJ;..•a lt• l. "!li: dt •ll . Drugo L ·!11: tltott. ;\l a7.7.a L . 111: dtoll .\ I'I' :OIJa-<'!0 l. ;); llc ttl. ;\111:,:'11 L. 5. tl 111t • .\I IIIP L . '!:o: d <>tt :"\ l!' IIIO:'I L. 10. t·on li 1n1 ;1 •.

NECROLOGIO

' \ ~) ',

. .'.-:-., ·,, e /

/

~ J .

\

,--...

' {-: y ~ .-....,. ·) .\ • /

Dott. c:omm. NICCOLÒ BARLETTA

(~~f·

generale medico. Dopo htn'!ll e 1w n o:<A m AIn t t Ìll . d t•r-r•dP\',1 111 Rom >~ i l :li mnrzo t<con•o il J!l' rlt·rnlt· mPdÌ<"I'J Niccolò Barletta. Appu t·lf'lll'\'1\. tt qm•ll>-1 111 11111'1'0:-lH ~dtiPru di rrwtJ ;,.; n d li Ltr i. eh<' moclt>:~t ·•llll ' rHc• N i i11 :< il c·nllin tnl~C·IH'I'f' IH lull j!ll r· o r-r it•1·n, "l'll7..Hhnt 1\l nb :zin ii C' r·lw fJliPII n d i r·oolll)lll'l't' f<<• J' LJ (lO inl<>tn\l'll tt• i l preopr io tJ ,,,·c n •. ('o,..j a ( 'h i!'ll tìd a )ff'><.:i n a, ' '' 11111' din•ltfH't• do Ol<pt•du lc•. Hd ÀJH·o n u N l n .:\'11poli. Cll ll!P d in·tton> di Htl llità do

( '•wpo d ' Armat a , ,.g !J r·nm pì l'np,•nl sw1 con c·t~.<HllliP ·~ t 1i\· i t i l " l'CHI g o·>t ntlt· p<-r i l S tiO f' oll'llt l l'l'<' udMI1HIItlllO St'Jl Jlt' g 11 .1d ' lj!ll'1J'SÌ la :<1 111111 C' r" fTt·t t r. d1·i ~uoi d lJ>""d"n 1 i. All 'u dd< l lllntt u fullliJ;!Iitl . N l in p11·t ic·oltu modo ul fratt ·lln <·d ul g<'llf'I'O ol.-1 I '>II'P (':< tÌJJi n . ll <l:<t i'Ì (•j!J'I'j..(l c-ni!Pghi. i i f,'iOrllfl/(' di 1111'1/ic ill(l mi/ i fart' ill\' i>l j, . )111' 1

N >flli H'II'l1Zll , e

\ ' o\ ' t'

N>n ti nglilli>7.P.

-------

- - "=""=

{)i rettore: ARTURO

ln r~)- Homa. 1 923-2 ~

CAB \ BI Nl. te n en ti· colonne llo m Pd i co.

- StabilinH, tHo l'uligrafi('O p .-r \'nmmi n i.;trm.ioll r tltllo St;~ltl

.


\

Pubblicazioni in :vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare

ROMA -

'

Via XX Settem bre - Palazzo del Ministero della Gue rra

ROMA

•

La lott81 antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 ta· L. 2.50

vo le . . . . . .

Ricerche· biologiche degli Uffici pslco-ftslologlcl di aviazione mUltare; Uo volnme di pag. _236 con 46 figure e 2 tavole.

.

. . ·.

.

. .

t

7.-

Per Leonardo da Vinci nel IV Centenarf..o dalla sua morte. - Un volume di pag. 100' con 37 figure

.

.

.

. . .

.

. .

. . . .

3.-

. • • .

Per Giovanni Maria Lanclsl nel 11 Centenario dalla sua morte. - Un vo· lume di pag. 106 con 28 figure.

.

. .

. . .

. .

.

. .

. . .

3.50

IU COI&•erenza lnteralleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Roma, I ÌltHl). - Refazioni ufliciali e comuoiMzioni.- Un vo lume di pag. 96

o

2.50

t

3.-

•

e.-

»

35.-

l V Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (BruUn volume di pag. 44 .

xelles, 1920). - Rdazioni ufficiali. -

.

.

1 Congresso internazionale di medicina e farmacia miUtare (Bruxe lle s, 1021). R e lllzioni ufficiali dol Corpo sanitario militare italiano. - Un vo· lume di pag. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . • . .

· n Congresso internazionale di medicina e farmacia miUtare (Roma 1923). Atti del Congresso. - Vol: I . - Relazioni ufficiali - Un volume di pag. 41 6 con tre t-avole ·. • . . . . . . . . . . . . . . . .

11 Congresso internazionale di medicina e farmacia milltare (Roma. 1923). Atti rkl Congresso. - Vol. II. - Lavori d el Congresso e comunica· zio ni. -

Un\ volume di pag. 600 con 33 tavo! P. e lO incisioni. . •

• 80.-

Studi e ricerche sulla tubercolosi negili ospedali mDJtarl. tli pag. 48 .

. .

. . .

.

.

.

.

. .

. .

U n volume . . . . . . . .

•

S. -

A. LusTIG - .A. Busmco. l « gas di guerra '», Impiego ed eftettl - Provvedimenti e cura. - Un volum•~ di pag. 104 con t re tavole micrograficho a colori . . . . . .

. .

. . .

. . .

. .

. • . .

• 12.-

F. CACCIA. Trattamento e sgombero del fratturati degli arti lo guerra. -

Pre fazione clt!l pro f. R. D ALLA VEDOVA

.

•

•

•

.

•

•

•

•

»

6.-;_

B. 8ANTORO. Ferite addominali di guerra. -Prefazione d el prof. N. GIAN· NE'IWA SIO. -

Un volume di pag. 400 con 38 figure . . .

• . .

• 30.-

S. SALrN ARI. Insegnamenti deU'ultima guerra sul trattamento· delle ferite osteo-articolari in 1° e in 20 tempo. - Prefazione d el prof. R. A LES· sA.NDRL -

Un volume di pag. 190 . .

• .

. • . .

A. CASA.RINI. La medlcfna mmtare nell'antica Roma. -

. . .

.

Con li figure

• !S. •

L-


Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre -· ~om•

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t. Il Gion1ole di medicina militare Fi pubblica il primo giorno di cia&eun mese; in l ascicol i di tre fogli di s tampa almeno. 2 . L'abbonamento è annuo e decor:re dal 1o getlllaio 3· Il prezzo dell'abbonamento è : • Per l'Italia e Colonie . . . . . . . L . 24,Pe r l'Es:ero • . . . . . . . . • 36 . 1in I talia • 4 ·' Un fasetcolo separato costa . . . . . l all'Estero 4:,1)()

•

,-

Il supplemento contenente i di anzian ità del militare costa

corpo

•

Ruoli 1 in I talia .

sar~itario

•

1 li'E5 l a

.-

• 12,-

•

ero

Jo.-

'l· Per gli Ufficiali medici e chi m ici farmacisti del R. Esercito (in servt:r:to atth·o , in posizione au siliaria, <li complemento. della riserva eò .il riposo) il prezzo dell'abbona· mento è ridotto a L . 12, anticipate. 5· L 'abbonamento non disdetti' prima del ro •lirembre s 'intende rinnovato per l'anno successivo. 6. I s i!(nori abbonati militari in e ffetti \-ità di servizio pagheranno l'importo del · l'abbonamento per meno dei risjlettivi comandi di corpo· e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici (dell' Es~rcito e della Marina). in q u alunque posizione si trovino, è ammesso .m ABBONAMBNTO CUMULATIVO al Giornale d i medìclt1a m ilitare ~d agli A nn;~!l di mcdiclt~a tJava ie l' col<mi,Ji e al prez:r:o di I •. 27 annue. Per ottener~ tale facilitazione cumulativa gli abbonati militacri dovranno far p~rvenire l'intero importo ali'Amministrnzione del l>f!riodico del p roprio. corpo. 8. Ai librai si fa lo sconto del 10 per cento, ma soltan to per gli abbonamenti delle petsone e deg li enti non militari , cbe non possono fru ire della f11cilitazione di cui ai numeri 4, 6 e i·

NORME PER LE PUBBLI,CAZIONI . 1. I lavori originali, le note, le ri viste dattilofrrafa!J o !'critti a mano - de,·ono -occupare un solo lato del foglio L'Ò essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale rnccomauda>ione che q uelli scritti a mano lliano ben leggibili, per modo di e' itare ogni dubbio d i iuterpreta>ion e. In caso contrario, la Dire zione s i vedrebb~ cosUetta a sospenderne la pu bblicazione. 2. Salvo casi ecce>Jonalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla redazion~. anzieh~ dagli autori, per nou ,·ineolare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi po· stali. ' 3· Le spese per gli estratti e quelle p~r l e tavole litografiche. fotografiche, e cc., che accompagnassero le memorie, sono a cadeo degH au1ori. 4. Gli est r atti sono di due tipi: - Tipo A.. Senza copertina e colla ilnpaginatura e numera:tione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontespizio, impagina· tura e numerazione speciale. 5· Il pre zzo degli estratti, per gli autori delle memor ie che li richiedano, è regolato d all a seguente tariffa:

PREZZO DI CI ASCUN FOGLIO DI STAMPA. _ _N_-_u_ 'h_,"E_-R_o=~o_E_L_L_E_-~c-_==-o=P'_,_E~~~~·~-o-gni ~;~~i-na-io-

TIPI DI ESTRATTI

Tipo A. Tipo B.

L.

•

50

100

200

oltre 200

7(1

80 100

120 130

Il O

so

70

Gli estr atti minori di u t1 foglio si. contano come foglio intero per te ordinazioni di too esl-f'llltl o meno. Per qttcUI che <t~perano un foglio. le frazio n i in pitì. . elle nO>l super ano il m e#O f oglio, si contano come metà. purciJè però l'orditlllZÌOIIe ?S On sia inferio re a 50 copie. 6. I manO!'critti noti si restituiscono. (i71~1

-

Rom&. 1023·24 - S t&btll mento Polllf!'a6oo pe r l' A.mm lnbtradone d ello Stato.

'

'


-l

Pubblicazione men6ile

GIORNALE DI

MEDICINA -MILITARE PUBBL I CAT O DA L M I NIST ERO DELLA G UE R RA (Direzione centrale d i . .nità militare)

,

Gioruale di mediciua militare: rSsr-1884

Qiorualt: n1 edico del Regio Esercito e de lla Regia Marina: I88.5-1 895 Giornale medko del Regio E!'en:ito: I SQ6- IQ07

•

ANNO LXXII .. 1924

1 Giugno

Fascicolo VI

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Ricci. - Configun1zioni gii JJ'i.ti c h e d e llo l t:R Ì <~ni o~· ui H J' i in I'tLppono a lla nuova leg ge Hnl k pe n Ric•ni di ~IÌé JT ;l (c·on u u u t avola} . . . . . Pag. :2S9 Br uni. - Ri('eJ·('hf· ;; ull'm;><orb in lPIH O ('r l l' li•niiwzion P <le tlu. c h in in a ><Onl nli n iRtrattt in t ..., ·ot J> tt,· cwnpr·• ·~se " zn cdH•nlt f' . . . . . . . . . . . • :105 CASUISTICA CLINICA : De Marinis. - L'azione d1· l <:lm·idra l o di on•,•tin"' in un l ' H:>O di cpMit c . Tedesch i. -- Eri thema fri><. (Con~ri lmto <'iirLit·o ed istop ato logi('o) RIVISTA DI TECNICA E SERVI ZIO SAN ITARIO MILITARE . . RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRAN IERA.

•

:lt5

,-

:l[ 7

"

~24

:128

Pag. 332 » :133 • :133

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI PE R IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUE RRA . PARTE UFFICIAlE . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

•

:134

Direzione ed amml;;lstrazione · ROMA -

Palazzo del Mintstero della Guerra - Via XX Settembre -

ROM A

Per l~ insuzioni d i pubMicltà r ivoltnst D IRET TAMENTE uii 'Ammiu lstrozi one del G/omole di medi· cina mil~lare - Palazzo del Mintslero fie/In Guerra - Vi(( XX Sr llembre - Roma. •

Pe r le nuove n·o rme circa le pu bblicazioni dei lavo r i vedi cope rtina (4• pagina) .

•

•


Pubblicazioni in vendita ,presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare -,

V i a XX Settemb re

ROMA

F:al azzo del M i n istero della G u err a -

ROMA

l

La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volum~ di pag . 96 c.:on 8 tav ol a .

.

.

.

.

L 5.-

.

Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologicl di aviazione militare. • 20.-

Uo volu me d i p>\g. 236 con -!:) lij:tur<· ~' 2 tH.VCJI<: .

Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volum" di pag. J 00 co ~ 3i figun·

.

.

.

.

.

.

.

• IO.-

.

Per Giovanni Maria Lanclsi nel Il Centenario dalla sua morte. - Un vulnrnE' di pug. J06 cnn 2S ligurt1 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

8.50

111 Co~ferenza interalleata per l'assistenza agli invaUdJ dJ guerra (R oma., 19HI). -

HC~ Inzioni uffìci~~.li ,. cmnunic>l-zinni. - Un v<>lume di p a.g. 96

5.-

l V Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi df guerra 1B ru . lttllles, 1920). - H•-ll.lz ioui uffi('ibli. -

Un volt t11l8 di pag. 44 .

.

.

•

6.-

•

a.-

1 Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (R n •x..lk-s, 192 11. Rcl,.zio n i ufficial i d f· l C•>rpo "" n iLut io rnilitun• it~liano . -

lunw d i pag. 100

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Un vo. . .

li Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (R uma. 1923). Atti tlel Congresso. - Vol. I . - R.·1h\zio11i uffì cinli - Un vol ume di pag. 4 16 con tre> tnvoln . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 55.-

11 Congresso internazionale di tnedicina e farmacia militare (Roma 1923). AIU del Congresso. - V,,!. II. - L nvo1·i d e l Congresso ., comunica zioni. - Un v olume di png. 600 con 33 tavole u Hl in c isioni . • •

Studi e ricerche sulla tubercolosi negli. ospedali militari. d i pag. 48 .

. .

. .

. .

. .

. .

.

. . .

• 60.~

Un vo lumo .

. . .

. .

»

5.-

A. L USTIG - A. BUSJNCO. l t gas di guerra ~. Impiego ed effetti • PrOV• VedJmentJ e CUra. - t: n \'0 111111'' di pug. 104 t'OD lr<-' tuvorc m ÌCI'O• grafìohu a oolot·i .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

_ .

.

• 15.-

.\ . Lu:;no. Brevi cenni storici sulla evoluzione detta maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915-1918). -

Con 14 fìgw·c

•

7. -

•

6.-

F. 0-ACCl.A. Trattamento e sgombero del fratturati degU arti In guerra. -

Prefazione d~l prof. R. DAI.LA VEDOVA

•

.

.

.

.

.

.

•

•

E. SA NTORO. ferite addominaiJ di guerra. - Prefazion u d ol prof . N. O I A N N t:'I:TA~Io . -

U n , ·olurne di pag. 400 crm 38 fig u re . . .. . . .

• 30.-

S. S ALI NAJU. Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite ·

osteo-arUcolarl in 1° e In 20 tempo. - Prefazior ae dt·l p1·of. R.. A LEssANDRI. _:_ Un

vohtmo di p ag. 1!)0 .

.

.

.

.

.

A. OASA.R.rNr. La medicina militare nell'antica Roma. -

.

.

.

.

.

.

Cou 5 tìgu rfl .

• 25.•

5.-


MEMORIE ORIGINALI OSPEDALE MILITARE PR!NCIPALE DI NAPOLI 20" CoM~nssroNE :ltiEDfCA

Configurazioni g iuridiche delle lesioni oculari in rapporto alla nuova legge sulle pensioni di guerra pe•· il dott. Ernesto Ricci, comJnissario ci\'ile.

Una dell(' prove più t.angibili dd rinnovnt o spirito :na.zionale è offùii.a in materia di legiRlazione dal nuovo << Decreto sulla riforma tecil ico-gimiclica delle norme vig<>uti s1ùle. 1wnsioni di gu<.'rra >,, R. decreto n . 1491, del 12 luglio 1923. Qnest,o decreto è vennt;o a buon punto a porre termine a d u.na Rituazione che cominciamL a ùivNtire ca.otic~~ per il ~ovntpporsi di sempre nuove clisposizioui, che, in luogo di facilitar<> il còmpito dei collegi mediri e delle commi!\:-:ioni di appello, lo n•udc\'<Mto burocratico e fantggino::;o, talchr il bisogno della riforma giu1·idica era srntito 11on solo dagli Enti giuùi('a.nti, non Holo da.l Gowrno cl'ntrale c dalle sue dirette erHanazioni, ma. finanche dalla numerosa falange dei veri mutilati e invaliùi di gttena.. J<J dalla. collaborazione fnt i ra11prescntanti del Governo e quelli dei mutih~ti ù scaturito il recente :R•. dc<•l'rto, che può com;iùcmrsi, prr lo meno clal lato giuridico, come la legge pit1 compiuta e pit':t perfetta in t<'ma pensioni belliclu> non r;olo d 'Italia., ma di tutto il mondo civile. Logicament«:> il decreto in parola, come d~·l rt'~to tut.tc le l<'ggi precedent·i e ana.loghe, considera le le:;ioni da un puut.o ru vist.a alquanto geneTico, spec;ialmente pnr quanto riguarda le lesioni di singoli sistemi organici o sensoria.li. Kè potrebb(' JHctendcrsi nel decreto un elenco compiuto delle migli~tia e migliaia di distmbi organici o funzionali che apportino danno all'organismo, perocchè si sovwrtirebbe per esHo lo spirito giuri· dico della legge stessa . Alle nuove CornmL'Isioni mediche, costituite di tre Commissari, di cui due militari ed n'no civile, compete l':.tpplica.zione della legge per qua.nto riguarda la misura d1>l danno subito e l'assegnazione dello indennizzo corrispondente, o sa-rà funzione dello spirito gimidico dei Commissa.ri r-;tessi il riferimento per equivalenza, alla coni!;pondente ca.tegoria di pensione di quelle l€'~':lioni che non siano specificamente elencate nelle tabeJie A, B ed E del decreto. Ta.l e riferimento è facile per alcune infermità ed è sommamente difficile per altre. In tema. di lesioni oculari l'assegnazione dell'indennizzo offre quasi sempre difficoltà e per la :non facile valutazione degli articoli della legge, più che mai se in seno alla Commh;sione giudicatrice ma.nchi' il medico specialista della braDCc'l. e percbè nella legge stessa permane qualche manchevolezza, che, se non rilevata, potrebbe condurre a dispiacevoli :::])erequazioni. 18 - Oim·naJe d( meà\Cina militare. -

Fase. Vl.


290

CO:-<FWURA7.10NI OlURTDlC!fE DELLJ'; LE.SIONI OCULAJH, ECC.

E però ho creduto oppotiuno analizzare le dh;posiziolli del R. decreto riguardanti specificamente le lesioni oculari che ditnno diritto a pensione, e ricercare di queste il1fermità le singole configurazioni giuridiche, lusing~tto dalla speranza che il mio breve e modesto lavoro pos,;a servire di guida a coloro cui incombe l'alta responsabilità del giudizio sui più meritevoli fra i meritevoli compagni mutilati : su quelli, dico, che ebbero la sventura di perdere la vista combattendo per la Patria.

* **

n nuo,·o decreto sulle pensioni di guerrfb è costituito di due parti : il decreto propriamente detto e la ta bella delle invalidità. n decreto tratta delle pensioni dal lato del diritto e da.! lato della procedura : le tabelle, di interes:-;c medico-legale, contemplano le infermit.à ordinarie classific:tte secondo le categorie di pensione. Nelle prime otto ca.t egorie, costituenti la tabclla .A ,sono elencate quelle lesioni od infermità che, menomando l'at.tività lavo.rativa. dell'invalido e rendendolo totalmente o pat·zialmcnte inabile al servizio militare, gli acquisiscono il diritto a.Ua pcm;ione vitalizia o all'assegno rinnovabile. La tabella, B cont('mpla quelle lesioni che, pur menomando parzialmente l'attività fi:;ica dell'invlllido senza, richiedere, per la loro leggPrezza, il trattamento di riposo o di riforma, gli a.cquisi:;;cono il diritto a una. indennità per una -volta tanto. La tabella E st~~bilisce la misura dell'a,<>scgno di superinvalidità cumula.bilc con la pensione, c ~;petta.nte ai grandi invalidi che, per le gmvi e numerose mcnomazioni fu;iche, siano bisognosi di a.<;si~tenza o di continua degcnzl'l> o di ricovero ma.nicomia,le. La tabel1a F infine st~~bilisce la misUl'a degli ass('gni per cumulo di infermità. Le altre tabelle non banno intercE";se medico-lt>gale. Le lesioni oculari che comportano diminuzione della funzione visi-va o alterazioni cospicue del campo visivo sono contemplate nelle tabelle A, B ed E nella maniera seguente : TAUELLA A. L ESIONI ED INFERMlTÀ CHE DANNO Dmrrro A PENSIONE VITALIZIA O AD ASSEGNO RlNNOVABU.E.

(Art. 13, Jo r.omma). PRIMA C;!.TEGORlA : N. 3. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occlti, che a.bbiano prodotto cecità bilaterale, assoluta e permanente. N. 4. - Le alterazioni organiche ed irrepar·abili di ambo gli occhi con tale riduzionP. dPII'lwu1ezza visiva da permettere appl'na il conteggio delle dita alla distanr.a della dsione ordinaria da vicino. SgcoNDA CATEGORIA : N. l. Le alterazioni organiche e irreparabili di tm occhio che ne abbiano prodQt.ta cecità a<>soluta, e permanent-e con l'acutflzza visiva dell'altro ridotta fra un CÌJlquantesimo e un venticinquesimo del normale. TER7.A CATEnORIA : N. l. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi, t.ali da. ridurre l'acut-ezza visiva. binoculare fra un cinquantesimo ed un vcnticinquesimo della normale.

l 1


C'ONFIGURAZl:ONl OIURIUICHE D E T, Lfl LESIONI OCULARI, E CC.

291

N. 2. - Le al w rrazioni organiche ed ineparabili di un occhio, che ne .abbiano prodotto cecità a...:;.c;oluta e permanente, con l'acutezza visiva d ell'altro •·idotta. fra un venticinquesimo e un d odicesimo de lla n ormale . Q U ARTA OATEOORlA : N. l. Le alterazio ni organkhe ed irreparabili di ambo gli occhi, U\li dn. l'idurre l'acu tezza visiva binoculare fra un v en t ic inque simo e un dodicesimo d ella. norm~tl e. N. 2. - Le al w ra.zi oni organiche ed irre parabili di un occhio, ch e n e abbiano prodotto ct-cità. assolut.a e perm anente, con l'a cutezza visiva d e ll'altro ridot ta fra tm dodicesimo e un quart.o d ella normale. . Q urxTA CAT.P:C:ORlA : N. l. - Le alterazioni o•·ganiche i1·re parabili di ambo gli occhi, tali da d d ttrre l'acuhlZ7.a visiva. binocl.tlare t ra. tut d odic-esimo e un quar·to della. normale. N. 2. - J,o alter a zioni organiche ed irrepa rabili di un occhio, cht> ne abbiano proJot.to cecit à a."floluta e permanente, con alterazioni pw·e irreparabili d ella. vision e periferica. nell'a lt.ro, sotto forma. di rcstring imento couoent.rico d el campo visivo di t a l g ra do da la»cinre liber a soltanto la zona centrale o le zone più prossime al cen t m, oppure f<O t to forma d i lacune di tale an• pit>;~za ùa o ccupa re

una metù. del campo vilsivo ~>te!'isO o set.tori equivalenti. S ESTA CATJ><JORIA : K. l. L e alte r·azioni organic he Nl iJTt'pMabili di un occhio, che n e abbiano p1·od ot t o cecità assoluta. e perma.nent.t>, con l'ac utezza. visiva. de ll'altro n or·mule o ridotta tra. un quarto e <iue t e rzi d e lla. normale. N. 2. - Le al ter a zioni orga niche ed irre pe.ra hili rle l\o. vi~:~io ne J.!ei·iferica. di entrambi gli occlli, sot to forma di re., t l'ing imen to concen t ri co d e l campo vic;ivo, di tale grado d i\ lasC'iarnE' libera soltanto la zona ·<'entrale o le zone più prossime al centro, oppure sotto forma di lacune di tale ampiez;~a. da occupare una. m e t.à. d el campo v i:,ivo stesso, o se~tori equi valént i. S ETTIMA OATEOOJtiA : N. l. Le alterazioni organiche ed irre parabili di un occhio, essend o l 'a.lt ro integ ro, che ne riciucano l'acutezza vis iva. t ra un cinquantesimo ed un dodicesimo d ella normale . OTTAVi\ CATEO ORLA : N. 1. Le alterazioni organiche ed i1Teparllobili di un occhio, essendo l'al t ro intE'g ro, che n e riducano l'acutezza v isiva. fra nn dodices imo e un quarto d ella. n ormale. N . 2. - L e alt.erazi oni organiche ed irreparabili d ella vi<sione p orife riN\ di un occhio (avendo l'a ltro occhio vis ione cen t r·ale e pe1·ifl:lrica. normale ). sotto f?rma di r estring imento con centrico d e l campo vis ivo di tale grado da. las ciareo li~era soltanto In. 1.0na centrale o l<' zon e p iii pro:::sim e al centro, oppure sotto forma dr lacwte eli tfl.lé ampie zza da o ccupare una. m età del campo vi:;ivo s tesso, o settori equivalenti. TABELLA B. L ESIONI ED lNlìE Rl\UTÀ CHE DANNO DJRlTTO AD INDENNITÀ PER U N .t\ VOLTA T A NTO.

(Art. 13, 2° comma.). N. I. - Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che riducono l'acute7.7.a vis iva binoculare fra w1 quarto e .i due terzi della normale . TABELLA

E.

ASS EGNI DI S Ul'ERINVALIDITÀ.

(Art. 17, comma 10). . L ETTERA A, N. 2. Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli oc~ht, che abbiano prodotto cecità. bilaterale assoluta e permanente, quando vi sia un altra infermità ascrivibile a. una delle prime cinque categorie della tabe lla. A. - Annue L. 12.000. LETTERA B, N. 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotta. cecità bilaterale, assoluta e permanente. - ·A nnue L. 10.000 LETTERA E, N. 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi ~?n tale rirluzione dello. acutezza visiva da. perm!)ttere appena il conteggio delle ulta. a.Ua. distanza d ella visione ordinaria da. vicino. - Annue L. 6000.


Alla anali!'li d(•lJp c·onfigurazioni

ginridirhe d<>lle

le~ion i

elenrat<'

è opportuno far JH't•rP<INl' a lc-un<' ('onxiderazioni.

Il lPgi:-;Jatorr, 1wl ,·altttare il clanno, non ha riguardato rocchio rome organo, ma l'Ome funzione, <! ha c·otHputat.o la nteuomazionE.' c-:.:dm;ivanwnte> in bast> alla perflit;l dt>l Yi~w;, :;cenlll•ndo prr gradi de~lla et>cità a:-soluta <~Ile atnbliopie li<''' Ì ed alll' rE>eità parziali di uno :-tesso ocrhio, qnali si dPterminano JH'.r.· t'P:-:tringinwnti o s('otnmi d<•l r.:tmpo vi:;ivo. Ha pui di"'tintr twttanwntl' ](' dimimtzioni rli visns in clltf' gralHli snddiYisioni : qurlla in cui. c•s;;pndo 1m m·c·hio r·i<•co , il pot Prt> ,·i-,i ,·o deiJ'altt·o orthio è COlll)H'C'SO fra la <:N·ità as:-:o]ut·a l'ii \'is n:-: llOl'lllllll', (• ]"aJt J'il in etti Hlltl)PdUe gli O('(·hi il<mllo :-:11bìta nna diminuzimw d<'l vi-;us pre,..,..o c·hc• idE>llt.ic·he. Consitl<'riamc> ora J>iù dt>ttagliata nwnt<• h• lc-xioni (']Pncatc•. Alla prima eatPgoria di JWn"ionP n. ;~ il lPgislator<• ha nsc•ritt!' lf> n <~lterazioni organic:lw ed iJTl'par;lhili di a111ho gli o<·wti chP :1hhiano pro<lott.a cN·ità às~olnta <' JWrmanc•llte ''· Sarà lwiw intpncler<:i ~in ùal prÌltc·ìpio, xttl "il!ni fic·ai u da d an· alb ('"}H'C'~l'iOlH' " alt<·ntr.ioni org-anic·.lw Nl inC'J):tJ·al•ili " c> aU';1ltra cc <'C'cit.à a~l<oluta. e pc>rmant•nh~ "Per alterar.io11e organic·a, :t :-;tn·tto ri!!Ol' di tPrmini, dt•\'1' intPnderi<i qnèlla 1<·:-;ione, clw, ali·<·J·:tndo la xtrntt tn·a o 1:1 c·omJWI!ÌllC' dC'i tE>s~nti di cui il bul'ho otuhtrP ò co~tit uito. f> h1 t·ausa dirdta dl'!l'im]H'Ilimrnto funzionali'. ~<'rnhn•rphlw a lll'illla vista· <·hP t·ll111' l<' Ic•,..ioni , che producano f'ef'it.à. 1-Wnza al1t>ra;r,ioni org:tnic·hc•, non ll<'~'"c>ro tli:-iHo ad indetmizzo: così p('l' <'Jo:empio, nmt arnmu-o~i ist<·ric·a, la c·ui dipt'IHl<•nza. da, sen•izio l'ia provat.a., pc•rù che· ent.ra JWI l!rnppo dc• i di"t urbi [nnzio11ali. o v n •ro una N·<·ità p<'l· i<',•doni di'i Ct'ntri ottici (•<•rc·hrnli o th·llc T"ic• di conduzione . Ciò tutta.via non è <'xat.t o, tronmùn tali k~ioni h loro configura.zion<' giuridica o n c>gli ~1 ltri numeri <lPlla xt.l's:-:a ratc•goria, o essendovi rifrribili pc•r <>quiv:tl<·nza in virtù <h·lla. st·t·onda 1)<111<' clPI n. 18 d0lla ;.;t.<'Hs<l. Nttegoria. l/altra c·m·Ptt.rri:.:tic~t d<'lla l<'sion<'. l;l il't'<'11Hmbilità, offr<.' a clito a maggiore tlisc:tL""ioTw. 'Cna l<',..ione organi ca octùart> potrebbe ess<'r<' riparabiJe. sia pc·r nn proce<>so nat umk, ìmmrdinto o tardivo, comvl(•io o parzialt•, <li cc r<'"t.itutio ad in tr~rrum n• ..;i a, <> il (·a"o Tic'Orl'l' :::pc>,..so. tnl•ùiantf' 1111 Ìll1('!'\"1'11t.O OJlPFafiVO.

Appli<-ando il flispo"i o di'Ila h·ggc· ad litkmm, in qnexti casi 11011 sarebbe as:wgnahil<' la. eatPgoria eli pf'n,..iorw in <·ui l'inf<'rmità è clenratn, l.a quale compeif'f<' hbe pN 4LH'll<· so le• h-'sioni (o<·e hi enutlpati, (•,·is<:t'rati, tisi del bulbo, distacthi tota li di I'<'1 ina, atrofie dc>l twrvo ott.ieo) in cui nt·s~un proeesso ùi ri para;~,iollC ò po~sibiJe. A pre;;c·inclt•t·<' dalle riparazioni naturali, le 4uali per C<'li·O non "arPbbcro piil verifica bili trascorso un congruo periodo di tc111po dal tl'<turn<t, quali tE.' n qu:mte lesioni non :;ono per lo meno parzialnwnte modiJkabili con llll<l cma audacPment.e e sapientemente intrapresa llC'r lf' mani di un ahile cbimrgo t Ln, funzione visivit di un occhio, che abbia \Ul:l notev-olis,..irna, riduzione del visus per un leucoma. limitato agli strati supPrfìcin li ddla cornPa o al settore c0n1'rMe e par:tecntrale, è per certo modiJjcahile median1t• un audace intervento ùi c.beratopla.<;tica o una il'idectomia. ottica. Co:osì ancora l'op<•ra.zione di Cl'ltrar.ionc> del cristallino c:H ara tto~o in !-!<'gnito a t rauma potrà e lE> va re il potere vi."ivo d eU 'occhlo


C'ONFWURAZION I (H URIUH' HE Dt-:J,LJ;,; J, F;SIONJ OCULARi, J,;(T .

'

2!)3

aJTetto dalla percezione luminosa ;;t.l visu:; unit ario. Parrebbe adunque cht' per modifìca.bilità della les ione doves~e intendersi anche quella che si può ottenere medi an t.e un intervento OJ)era tivo. Tutt.a.via tnlc int cr]Jrct.n.r.ione 'non ha fondanwnto legale dovNJdosi il d anno valut;,re quali' <>tl:f'H.ivamentP e;;,;o è al momento della constatazione. P er quant o tutto ciò non ;;ia aliPno d a. ;;piacevoli con:-;cgucnze, sia nell' interesse dello ::-itato, ('(l."tl'ùtt o ad una, liquiclazionc maggiore, s ia dal punto di vi.<>ta sociale Nl individmt lP, produceudo la riluttanza dell'invalido a :-:ottoporsi ali 'operazio11e riparat.rice un dam1o all::t l;ocit'tà ed a sè Rte;;:-;o, tutta.via ta le argomen to è già pa;;:;ato i11 giudieat.o e in merito alla l<·gge s ulle pew;ioni d i guerra e in merit o a quella sugli infortuni d el lavoro c in tema tli lPxioni ]wrsonali con te mplat<' dal coùiN• pcnalP e eiYile. I n tema di in fort~ un i è conconhlllH'nt.c· :-;t,a.t uito ehc '' a.tti O}Wrativi veri e propri eli una. cc•r1 a illlportanr.a, dw induda.n o in l'è un certo t a l qua.l c pericolo, ,non si po:-:!"ano imllOlTI' a l malato o c:-;igerne licenza di est>cuzioJH' d:.:t clti pt•r esso «( Borri: Lesioni tntumaticlte pag . 132) . Ciò \'HJP prN•ÌJI1ll'lll1{'11jC JH'l' le Ol H' l'ltZ iOllÌ ('(ll1 SI'C1l tÌVP 1 fatte allo :<<'OJlO di stninuin• le COHH·gu('l1Z{' ddl'iniorhJnio. 'l'al<• è il uo;;tro easo. Co:.: ì pun·, in rapporto n i cod ici, la q111·~t (nn e è st at:l larg<llliL·nte e

lungament.<' <tg-itata (' risolta m'l st•n:-:o clw la numrata riparazionC>chinu·· gica del hL }e:;iorw o VÌC<'v••r:;a ht>'<:ia immut ata la ron figmar.ione g iuri tl iNt del danno. '' X on p uò Junt an• i ] gl'ado legalt• llelhJ, iniputa;o: iolW il [att.o che il ierito ;;wo:-::-;c dovnt,o xot1o;; t ate ;H1 o}J<•ra;.:ion i chirnrgidw ])('l' non aggraVlll'<' le const•gu<·nze d<'lla lesione >l (C~1s:-<;l zÌtHie 11llica . V . -H~3 ). ":Kessuno può essrre ohhliga1o a. sot t.opoT>'i ad uml oventzione <·hirurgica, ~emp1·e perieolosa <'d inr~>Jta, nl'll'int('nto di riarquis1urc· le condizioni flsichr pre<•:-:i:-;t.pn{.i a lla lt's ione n (Lt>~g<•, 1894, JJ, 59 ). Con clndeuclo, per riparabil i1à tl ('V<' in tc•nÙ(•rsi quc•lht. <·he avv i<•l1f' preci})uanwn t.e per proep~:-;o n at urale. Que;;t a sarà dis1 inta in prc:snmibile riparahilità imnwtliata, C[11H>lc è quella che normalmente segu<.· ad o~ni pro<'l'i<:<O acut o o subacuto, e in tal caso la l<·sione non im}>orta il tra t tnmento di pensionE>, e i11 pr<•sumibilo riparahilità tardiva.. Se a mo' d 'e~e mpio , :sia. sotto giudizio un inù.ividuo affetto in a.mbo gli occhi da chPratitl' int<'r~ 1 iziHle cd è og~i a nunessa. la poiisibile nat.ura t.raumatica ddla. Je;;ione, r.on in a rnho gli orrhi il vi:-:us riéloi.to al cont.P~gio delle dit.a a brev<' di ~t;wza. come talvolta a v\·ient\, xarl'bb(:> erroneo considerarlo con)(' cieco <•d asxegnarlo alh~ J)rima. ca tegoria di pensioni', magari sotto form a di asst'gno rinnovabil<·. l ;O si invienì invece i11 un luogo di cura o in licen;-:a., per ricltia marlo dopo llll anno a visita collegiale. )fa s<.! pa:<xato un ll nno, non si s::tr~ ~wu t<b la presupposta ripara zione immedia ta, gli si as~C~f'Jll'rà l'as,-egno rinnovahil<' per d ne o più anni in attesa, della ripara·zionc tardiva . Pas:-;ati i due o più a nni , e perduta. ogni 1ùteriorc ~11eranza di riparabilit.à,, si pot rà proeedere alla a,<>:;;cgnazione a v·it n non ostante c he p roba bilnwnte un d elicato intervento operativo potrebbe apportargli una, parzia le rjparazione. Solo s i terrà con to d ella ripa.rabilit à cbintrgiea quando s i tratti eli in tervento fl i così lieve


294

CONFlOURAZlONI GIURIDICHE DET.LE Lf:SIONI OCULARI, ECC.

entità, per ef>empio lo pterigio, in cui il rifiuto dell'invalido a sottopor-visi denoti in lui uno spirito sp eculativo che torna a suo disonore e lo taccia di indegnità al cospetto dei veri mutilati e invalidi di guerra. Circa. il significato da dare alla espressione<< cecità. assoluta e permanente »provvede lo stesso R. decreto nelle cc avvertenze alle tabelle A e B , , specificando che per cecità assoluta deve intendersi l 'abolizione totale del senso della forma (visu.cs) : conseguontemente si considerano come C.'ltSi di cecità a~soluta anche quelli in cui, abolito il senso suddetto, sussista la sola percezione dei movimenti della mano e dei grossi oggetti, oppure rimanga in tutto o in parte la sola sensibilità luminosa. n carattere di permanenza della cecità è legato a quello di irreparabilità della lesione. Oltre aU.a cecità bilaterale as~;olnta o perma,nente alla stessa prima cat. n. 4 sono ascritte le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi con tale riduzione dell 'acutezza visiva da permct.tere appena il conteggio delle dita aua distanza. della visione ordinaria da vicino. Per distanza della visione ordinaria da vicino si intende al.la. lettera quella di 20,30, al massimo 40 centimetri a cui si compie ordina.riamente la lettura, la scrittura e ogni altro lavoro manuale e corri~pondente ottometricamente a 1 ~ circa di vi~us. Tuttavia presso alcuni ambienti oculL stici, e principalmente presso le Commissioni Ranitarie dell'esercito si giudica con maggiore, ma non giustificata larghezza tale dista.n za. della visione ordina.ria da -vicino quella dilOO ellO centimetri con un valore visivo pari a ~ d el norma.le. Comunque, poicbè l'infermità del n. 4 non differisce da quel.la. del n. 3 già citato altro che per una ma.ggiore larghezza di comprensione, non si spiega, di primo acchito, perchè il legislatore abbia sentito il bisogno di formulare il n. 3. Tuttavia ciò appare evidente riportandoci alla tabella E delle superinvalidità, lettera A. n. 2, B n. l ed E n. l. E vero infatti che tanto le alterazioni oculari che producono cecità a~soluta. comprese nel n. 3, quanto quelle che consentono la conta delle dita alla distanza della visione ordinaria d~t vicino, contemplate nel n. 4, acquisiscono all'invalido il diritto ùclla assegnazione alla prima categoria; tut.tavia l'inf~rmità del n. 3 gli acquisisce altre~ì il diritto alla superinvalidità di lire dodicimila lettera, A n. 2 o di lire diecimila lettera B n. l della tabella E a s<'conda che coesista o m('no nn'alt,ra infermità ascrivibile a una delle prime cinque Mtegorie, laddove l ' infermità del n. 4 gli acquisisce il diritto alla superinvalidità di lire seimiJa, lettera E n. l della stessa ta.bl.'lla E. Infat.ti la suJ:wrinvalidità lettera A n. 2 e l'altra lettera B n. l devono cumula.r.-;i a queLla catl'goria che contempla hl C.('Cità. bila.terale ~soluta e perrn:mcnte che ò apputHo la. pTima n . 3 : in luogo la supcrinvalidità h•ttPra E n. l deve cumular;-;i a quella cat.c•gori.a, che con1.cmpla un abbasr-amcnto d t> l YL-.:u,; 1.:tle da. }l<'l'ml'ttc.• L'P appena. il con t.<'ggio delle dita a.lla dist.}tl17.}t d t'Ila v i;-; ione onlinaria da. v ici no, che è appunto la prima categoria n. 4. Sorge. qui intcre,;snnte un qu<>sito : se l'inV':-t.lido h~~ vi~ta. spenta ad Ull occhio, e con l';dtro conta le dita alla distanza dell:l visione ordinaria.

lo.


CONFIGURAZIONI GIURIDICHE DJ<~LLE T,ESIONI OCut.AlU, ECC.

295

da vicillo, ed è cioè riieribile alla prima categoria di pensione per equivalenza, a quale superinvalidità è assegnabile': a quella di lire diecimila, pur avendo una menoroazione minore o a quella di lire seimila, pur avendo una menomazione maggiore, e tenuto conto che gli assegni di superinvalidità non possono assegnarsi per equiva lenza Y ' È questa una lacu.na del decreto e a tale quesito può solo rispondere il superiore Dicas.t ero. Abbiamo sin 'ora considerat o il caso in cui, essendo un occhio cieco, l'alt ro o è cieco o ha un potere visivo presso che trascurabile. Ma s'intende che, pur mancando la vista di un occhio, l'altro può conserva.re in parte o in toto il s uo potere ·visivo. In tal caso la maggiore o minore assegnazione dell'indennizzo è funzioM esclusivamente della quantità di visus residuale dell'altro occhio. Seguendo tale criterio il Decreto sancisce che, se il visus dell' occhio non cieco è ridotto fra un cinquantesimo e un venticinquesimo del normale, sia assegnabile la seconda categoria di pensione ; se fra un venticinquesimo e un dodicesimo la terza ; se fra un dodicesimo e Ui1 quarto la quarta , e Re fra un quarto e l'unità la sesta. Solo è taciuto il ca,.,o in cui, essendo un occhio cieco, il visus dell'alt ro è compreso fr~~ un cinqua.ntcsimo e un centosessanta·seiesimo ch·ca, corrispondente al conteggio delle dita a lla distanza della visione ordinaria da vicino, a meno che il legislatore, e a me non pare, non abbia considerate equivalenti le due trazioni di visus. Nel c.aso sp ecifico, a f'tretto rigor di termini, non è applicabile il n. l della seconda categoria, poichè la lesione è più grave di quella elen-

cata, senza che lo sia sufficientemente per rientrare nel n. 3° o 4° della

prima. E in ogni modo, anche se ascrivibile alla prima categoria per equivalenza è a.<;scgnabile la superinvalidità, e per logica doV'l'ebbe esserlo, e in quale misura t Circa il modo di computare il visus il Decreto nelle avvertenze alle tabelle specifica che p er le mis ure comprese fra l'unità e 1fi 0 la mistu'a si esegue sulle sca.le murali del tipo De Wecker e Baroffio alla dista.n za di cinque metri. Per frazioni di visns minori di 1/ 10 si farà avvicinare il soggetto in esame all'ottotipo (o viceversa) sino a quando la più grande delle lettere-tipo (che l 'occhio norma.le legge alla distanza di metri 50) non sia riconosciuta . La frazione ;~, in cui n è la distanza a cui la lettera tipo è stata riconosciuta, indicherà il valore del visus. Al di sotto di 5~ il visll$ si determinerà col conteggio delle dita. n Decreto ha considerato ancora. il caso di una cecità, per così dire, parziale di un o stc;;;so occhio, rilevabile all'esame p erimetrico sotto forma di restringimenti o scotomi del campo visivo e ha considerato il c~t-'>0 specifico in cui, qualunque sia il vi:ms, si abbia. un restringimento concentrico del campo vL<sivo, tale da annuUa.r e compiu1iamente la visione periferica. (come nel glaucoma, neuriti, retinite pigmentosa), oppure uno scotoma e.<:;teso alla metà del ca.mpo viRivo, o 1>er lo meno equivaJe11te, ed ha distinto tre ca,<;i : a) quello in cui tale le~ione in un occhio si associa a cecità dell'altro : in tal caso, la lcxioM è a;<;erivibile alla quinta ca-tegoria ;


CONFlùURM\ lONI G !URIDlCliE DELLE LJ~SlONI O CULAIU, ECC .

296

• b) quC>llo ill cui tale lesiolle è bilaterale (c in q uesto rientrano le emiano-psit•) ed è ascriv-ibile a lla sesta categoria; c) quello iu etti !"occhio non les o è p erfettamente normale e la lesione sarà d a ascrh·et'Si a lla. ot,tava categoria. I casi non e,ontemplati specific.'tmen te da.l D ecreto in cui la lesione vrrinwtri('a d i un occhio si associa. ~L riduzione ùel potere vh>ivo dell'altro, tale d::L non raggiungere la cecità, sono a.c;crivibili JlCl' equivHlenza,, alla sesta o alla, sctt.ima categoria,, a seconda dell"t'ntit à dl'i[a riduzion<' del , ·isus dcjj"aJtro oc<·ltio. Il D ecreto considera. inoltre, quei casi in cui h~> diminuzione del potere vish·o di un occhio si accompa~"JJ<L a maggion• o minore diminuzione d el pot<•rl' YisiYo cl<•ll"altro e ùist inguc i s<>gu<>nti casi :

se un occhio lHL il \"isus compr<•so fra 1 / 5 ~ <' 1/ 25 <"OiliJWtcrà la terza ('atPgm·ia di }>CnsiOJH.' se il v isus d(•ll 'a ltro ècomprPsc'i<•gnalm('n tc fra 1/ 50 e 1/ 2 s : e la set.t.ima f:C l ':~Hro O<'f'hio ha. vis us unitario. L ogicamente :-;i a-Ss(•J!nt•rà. JH'r <•quiYa lenza ht quarta, o l:l qnintn , o la ~"<':-;ta, ~<' il vif;U!'> ch•ll"a ltro oc<·hio ò coutpre:-:o t:.nl 1125 e 1/ 12 o in\ 1/ 12 c YJ, o fra ~P 2 f 3. 11)

b) ;;e un oc·c·hio ha· il v isus CO ill}WC•so fnt 1/ 25 P 1112 c·om}H'1<'rà la qua1ta

catPgori:t eli Pl·HsiotH' s<l il vis us d<•ll'alt roè compn·xo f'g"nnl m rntr fra 1/ 25 e 11 1 2 , latldov(• compt•t<·ràfo1t:n>a ~o;<' l'ai1To ocehio ha ' ' il-'n s unit ario. Logi<·HniPUt.t•, s i :lss(•gtwrà prr cq tt iv:dc·nz<l la quinta, l a s(•:-: t<~. o In sH1 ima, s<> il YisttH c!Pil":tU ro (> COlll]lH'SO [ra 1( 1 2 e }4, () [J;a !4 e 2/~ i

c) si' un ON·hio ha \'is u,.; conqn·t>:-:o fra 1/ 12 e% <·nuqwtt>ril. la. quinta cat..-~or i a. di }1elh.. iolt<' :-<f' il Yi:<Hs dc• ll"<lltro è compn•so <·g-ual m cntt fra. 1/ 12 c Y,., hulclo\'C <·otnpNrrà l 'ot t;t.nt. c:Ht Pgoria sP L tltro ot c ltio ltH visu:-: ulJitm·io pc·r il d i:o;p0!-.1.0 ch· l n. 1° ot1 a \'a. cat<'J!Ol'Ì<I. IJogi<·:lliWllte, <lo,·rc·bbf's i as:-:<'1-'ll<ll'C }Wr ('<piÌ\"a l<·nz;J la ~>W~' t a o la. sl't.t i n w , sr i l visus clt>ll'altro oce hio fossc> (•ompr<':-:o fra % e 2f 3 • 'rnttaviH il disposto di'l n . 1o ott:rnt c·atq.wria, <'O"I it.uisc(• un n on :-;(•n,.;o g ituidil-o Nl <\ sino <1 1HI Ct'rto JHillto, iJl<LlJ]lli<"<l hil<•. È noto in(att.i, <·hr, JWr pot·c·n· ~'~'~N<· usx<•f..r'twt.o ad una, d(·il<' ot.t.o clHPg:ori., di p <'nsion e dl'lla t:l hd!a. A, l ogi~lllH'llt e occ·orr<' clw il milit a t' t• :-:ia divenuto totalm en te o varzialm<'nt<• um1 i<lon<·o a l s<•n izio militar<>. :;\[a lc l<•sioni cont<'lllplat<> nel n. 10 ottav<b <':tt<·~or ia. non sono tali, a nl<·nt<' d ella l<•gge s ul r<•cluta m<•nto, da n ·nd crc n on iclon<>i al 1'- t'rYizio. E p<·rò si gilll1J!Prcbbe :Hl una evid (·nt<• s]Jt'rP riu a zionC' (li trat.tamt'n1 o fra il rN·Iuta ndo c il pcnsionaudo, Di qui la inapplic·ahilità dd n. 10 ott ava categoria , che, già cont.t'tn}Jla t o n t!l' All<>ga1 o A <h·l pn'CPdt·lltc• D eC"n•to lu o~. 8 76 d el 20 maggio l \117, fu so]>J)r<•sso d ·ordilJ<.: dd supt•rion• Di<:axtt·l·o, d i<•tro quC'sito avanzat.o dal Collegio m<•tlico di Napoli; d) xe amhl'du C' g li oc<' hi h anno il visus comprPso fr<l %e 2/ll conlp ctl'r:ì l'indennità. una volta tanto e il militare l'arà dielliarato idoneo al servizi o. Il D et:r<'to non conl('mpla il caM in <;ui il militare a hbia. in un occhio una dimiuuzionù di visns compr~:o:a fra. %c 2/ 3 c n<'ll"altl'O visu!'i unitario, e J>Hl'l'<'IJ b(• (']W in sifl"atte eiJ·costanze non dov<'s>;<' af:seg n arsi inù<?nnità

alcuna .


- ''

CONFJGURAZIOXI GIU"RIOIOHE DELLF; L EStoN l OCULARI, ECC .

297

Ciò è per certo esatto per diminuzionj monocula.ri del visus di 2/ a c forse anche di Yz, ed è in a.nalogia, a pre~cindere dalle .sperequazioni in altro luogo da me rilevate (1), con quant;o fu deciso nei più recenti congressi ofta1mologici a propoRi1:o di infortuni stù lavoro. Non cosi per diminuzioni octùari di visus di Ya o di Y.t, che costituiscono una parzia.le menomazione della capacità lavorativa. e per le quali il mancato risarcimento sarebbe in antitesi col dif<J>O:<to del comma 1°, ~H't. l, titolo I della l(•gge in esame e più ancora , col concetto fo'ndmnentalc della, leggi' stf'Sf<:l,, ampiamente sviluJ)pa.to nella relazione minist<'riale al .Re. Comunque, ciascun Commis~:;ario giudichi secondo la propria coscienza, t(•npndo conto della t>~<igl'nza vi~<iva prof(•ssiomtll' di ogni si~­ golo ~Hw. Que::;te in breve, le spel'ifidw di assrgnazioni cnnkrnplat.e dal recente De<'l'<'to. Le quali ho ra.pprest'ntat t> nel grn fico a. parte, c he, oltre a rendere eviden1·(;' la (Li>;trihnziont> fl PUH as;wgnazioni, >;<>mplific:t il compito dei Commissari e:;sendo, in esso, con f;~ciJe <trtifl)l;io, l'il(•,·abilf' in ogni C.'tso, l 'ent.ità dcU'ind{'nni.zzo spettante, non solo st• cont<'mplato dal I>e1 cr<•to, ma a.Itresl se assl•gn:lhiJe P<'T ~;~qnivalt>n:,a. L ' us o th•lla t.avola è st•ntpli<'<'. lJ<' fr;>)l;inni clPll<· due colo nm· Jatc>rali indicano il visus ris])cttivant(•nlc d<>ll'occhio dt':..:tro <-' dt'll'oec·hio Rinist.ro da V = O n V = l. T:~li frazioni sono r<t ggrnppat<' da grappe a s<'eonda. delle citazioni dPl D('('r<'to. VolE>ndo conoscere qnale IWllsiol\(' c·nnt]lC'ta a. un incth·idHO <ti cui <:i sia noto il visw; d<'ll'occlrio drst.ro e dPil'oe<;ltio sini,..tro, si riN' rca n<•lle colonne l:ttC'rali lll· trazione imlic·ant (• il vi:-;u:- di <'iasntn oc('ltio r si eonsi<ler~L la pnn1<'ggiata. rlw riunil'ce i rulmir1i delle grappe in r.ui le [rnzioni Rono comprese. Jje indi('H)I;ioll i d i qtt<'s1 a ]>nn t.eggia t a ci da uno la ca h•goria di p<•nsionc Rpctt.ant.<'. Si supponga., pt•r <:'scmpio, di a. ~'<-'t· rilc•v11to che il tnilitm·e sotto giudhio, corr<'tta la r<'fra.zione, ~thbia O. 8 . V = J). l ., t'O. D. F = 1t 6 . Si c<_·rchi nella colonna laterale di ~<iJti.;;tra la indi<'uzione p. l., la (1uale (\ c·ompre:-:a nella prirn~t grappa a comincia.r e dall'alto. Ri ctrdti poi nl'lla <·olonna laterale di dPiitnt la fra.zioll(\ 1/r, indicante il vi ~n~ dell 'occhio dr~<tro: e:;;sa è comprPsa, nt•lJa, seconda. grappa, a cominci:-ln' dal ba~so . S<·gtwndo Ol'll la punteggiata che congiunge il cnhninc drllc due h'I'Hl11)<' a.geYoltnl'Tl1;f' conosceremo che nel c·aso specifico è assC'gnabih• la qua.rt.a cat('goria, n . 20. A rel1(lere più fac.ìle l:t lettura s i potrà l!:<<\ re un filo colorato o lo spigolo di una riga o di una squadr<.'tta. t.ra~parent,f', eh<-' :-:i farà pasr-;Hr<' pN· il culmine delle grappc. I cerchi concentriei in ba~so r:1JJ}H\!~entano lH alt.Prazion i ùd <·a.mpo visivo e si considerano come frazioni del viF>us. . Qualora fra i culmini delle grappe 11011 esista la pnnt<•g-gi;tt.a, ciò vuol <~e che, non eHsendo il ca~-;o specifico contcm})lato dal D ecreto, la pens~one sarà da. assegnarsi per equivalenza, <' ;t quale cat.rgoria. snrà facile rilevarlo dal g:t'*Lfico Rtesso. (l) Rtccr : Sperequazione nel con•puto d'iuc!.-unitR. pl'r info•·~uni ocu lari • Studium •, Amw Xlll, N. 6, 1923.


298

CONFIGVRAZrQNI OlURlD I OHE DF:LLE LE:SIONI OOUI.A.Rt, ECC.

Co"i, per esempio, se l'individuo in ef'ame ha all'O. S. V= 1 / 20 e all'O. D. V = 1 /~, teso il filo fra i culmini delle grappe, o postovi lo spigolo della Rquadretta e rilevato che il Decreto non cont<'mpla il caso l'pecifìco, agevolmente si rilt'verà altresì che la le.<;ione in giudizio è meno grave di quella che si avrebbe se il visus dell'occhio de.'>tro fosse fra 1/ 12 e 1/ 26 per cui comp<>terebbe la quarta catt>goria, ma. è ben più grave di quella che si avrebbe se detto occhio avesse visus uuita.rio, per cui compet.ercbbe la settima categoria, e però la si assegnerà per equivalenza alla quinta categoria., ris<>rbando alla S('sta quei casi in cui il visus di detto occhio fosse compre.c;o fra 2/ 3 c Y-1· L 'uso di questa t.avola e le considerazioni preccdenterne)lte fatte, io cr<'do pos~<ano giovare al proficuo lavoro delle Commissioni mediche. Tuttavia, poichè non tutte le l<'sioni ocuL.·tri rieutmno nelle tabelle del Decr<'to, e poichè anche fra quelle ch.e vi sono elencate alcune abbisognano di una uwno stretta oggettività. di a.nalisi, credo opportuno, prima di porre tt'rmine a questa, breve dis.nmina., passare in fugace rivista le più comuni lesioni ocul:.1ri, aUo scopo di determinarne le singole confìgmM:ioni giuridiche, qualora e;;se non siano nettamente evidenti. Fra le lesioni delle palpebre devono ess<'re prese in speciale considerazione gli esiti di ferit.e o di ustioni, ossia l'ectropion paralitico e il ci~­ triziale, l'entropion con trichiasi e la ptosi. L 'ectropion cicatriziale, specialmente se esteso o bipalpebJ;ale, ò una lesione di una oort.a gra vit;:ì., poichè, producendo bgoftalmo, e.o;po·no la cornea al pericolo che insorga l'ulcera, da lagoftalmo con forte abbaRSamento del potere visivo . Tale inconveniente può eliminarsi mediante una operazione di plastica f(~tpientemente condot-ta : tuttavia l 'operazione è lunga e diiiìcile, specialmente nelle plastiche per trapianto e, richiedendo per la dolorificità l'anestesia cloroformica, ne espoue l 'individuo ai pericoli. A ~;econda dell'intensità potrà ass(>gnarsi l'indennità per una volta tanto per equivalenza o l'ottava categoria n. 3o, a meno che l'ulcera coe:>istente non produca un abbasxn.mento vh;ivo tale, d a da,r diritto a maggiore assegnazione. Analogamente per l 'ectropion para.ljtico, dipendente da lesione delf<lccia.le e in cui, in ogni C<"Lso, l'a.ssegnazione- sarà fatta per eqttivalenza. L 'ectropion cic.atriziH le, specialmente d<•lla palpebra superiore, riconosco p<'r fattore etiologico in primo luogo il tracoma di lunga data {cd è questo un critPrio importante, per far escludt•re nel maggior numero dci C<ll'li la dipend<'nza ùa s<·rvizio) e in s<'condo luog'o, la ustione della congiunt.iva. Nl il trauma. Costituisce una l1•sione abbastn.nza grave, so accomp<lt:,'lwto d:t triehiasi che provoca ulrerazione, vascolarizzazione e opac.-'lmento della cornea ' con riduzione piì.t o meno iJlt.ensa del potere visivo. Sarà. ass1~g:tmbilc alla jndennità. per una, volta ta.n to o all' ott~wa catt·~oria p<'r equiYalrnza, a nwno eh<' la riduzione del vi;;us non sia tale da dar diriit.o ad una ('at~·~oria più alt.a.. La p tosi de Jla. p;liJW bra superiore di j)I'Tlll(•r;\ da. servizio allorquando la paralisi dd rmno d<'l III p;1io d<'i n<•rv-i rnmici sia con:wgU<'llza di un trauma o di una afft•zioll<' nurkarP contrM.t<l. in s('n'izio, e in quel'\1;o ultimo c~tso, sarà ass()ciata a. ]>aralisi di aJt.ri muscoli inncrvati clall'oculo


CONFlGURAZIONt GIURIDICHE DELLE LESTONl OCULARI, ECC.

299

motore (oftalmoplegia). Può essere di vario grado, sino a ricoprire tota.lmente la pupilla. È quindi assegnabile alla indennità per una volta tanto o ad una delle ultime categorie di pensione. Le affezioni delle vie lagrimati, delle quali difficilmente si potrà riconoscere la dipendenza da servizio, ben di rado raggiungeranno una tale intellsità da dar diritto a p ensione : sono importanti solo perchè potrebbero essere la causa indiretta di una grave complica.n za corneale, quale l 'ulcera infetta,, che può aver esito in guarigione con forte abba.<ssamento del potere visivo o menare alla p erdita del bulbo. Fra le lesioni dell'orbita ha grande importanza la frattura dell'apice, seguita r-;pe~so da cecità immediata per l'Ottura o compressione del nervo ottico, rilevabile all'oftalrnoscopio, e solo in secondo rompo, sotto forma di atrofia della papilla, importante sopra tutto perchè può prodursi indirettamente per contraccolpo. Si ass<'gnerà alla sest.a categoria di pensione n . 1o. Importante pure è l 'e:-:oft:~lmo pulsante, che è dovuto ad aneuri<sma artero-venoso della carotide interna e del seno cavernoso in seguito a ferita diretta o a lesione per contraccolpo. È una ben grave a,ffezione, specialmente per i distm·bi secondari che l'accompagnano, e può a.ssegnarsi per equiva.lenza ad una delle categorie medie o alte, a seconda dell'entità dci disturbi. Circa i disturbi di motilità del bulbo sono da prendere m ispeciale considerazione le paresi o :paralisi di uno o più muscoli per lesioni dirette delle masRo muscolari o per lesioni periferiche o centrali delle vie nervose che ad esse terminano. Senza discendere a. sottile analisi, data la multiforme va.1·ietà dei casi, in tesi generale lo stat.o della funzione visiva non è criterio sufficiente al giudizio. Spesso infatti, l'affetto da strabismo paralitico è meno disturb~1to dal più eclatante dei sintomi, la diplopia, la quale compare solo nella sfera di azione del mu.<scolo colpito dalla para.lisi, quanto dal corredo dei sintomi collatetali, fra cui molesti gli accessi eli nausea, le vertigini, la incertezza nella deambtùazioue. Ad ov-viarvi l'infermo è qua,<si sempre costretto a e.<;cludere l'occhio affetto dalla visione mediante un bendaggio, e però sarebbe ingiusto, basandosi sul solo criterio dell'integrità del visus, non riconoseere al menoma.to il diritto a.Jia pensione che si assegnerà per equivalenza, distinguendo caso da. {:a($0. Fra le malattie bulbari quelle della congiuntiva costituiscono, come le lievi lesioni apicali del polmone, il pozzo di S. Patrizio delle richieste di indennità. Sono da riguardarsi, per la ma.ssima parte, come sospette, essendo noto quale fioritma di forme st.rane di congiutiviti siano stati certi repani delle zone preterritoriali. E poichè l'impudenza è dell'autolesionista, nulla di strano che proprio eolui che vilmente si è sottratto ai doveri a mù la Patt·ia lo chiamava, osi oggi piatirc un indennizzo che non gli compete. Sa.r à bene verba,Jizr.<we negativamente in genere, tutte le forme di congiuntivite senza complica.nze, ed a.ssegnare l' indenni1.à per una volta tanto, o l'ultima eategoria di pensione a.l tracoma complicato, la cui dipendenza, da servizio sia bene accert:tta. L 'indennità per una volta tanto ha il vantaggio di spingere l'individuo a cm·arsi seriamente. È bene far rileva.re, per quanto a prima •·i~ta. appaia superfluo , che le cicatrici


3()()

CONFJtJlJRA:t.I0:-<1 OltJ&LD I CH E DELLE LES!0:--11 OCULARI. F;QC.

con ~iul1 t.i v<tli del tracoma., o><:sia d €1 tra-coma clinicamente guarit o , non devono inùividuàrsi con lo cicatr ici della faceia di cui al n. 3o d ella ottava C:ttf>goria. Nè le conginntiviti m genere, anche se aceompaglll·l te da com plica nze corneali, e dipen<lt>nt.i d aE!a a.r.ione corrodente ch•i ga~, devono individuars i con le lesioni gnwi e permanen t i di app arecchi e si:o;t.cmi org<tnici df'term inat.e da V<ìpori nocivi di cui il n. 5 della :seconda c;a.tegoria. In tali ('a:si di :-cot,tature congiun t.ivali, si terrà invt>cc conto, olt.re che d<:-Ue lesioni corneali, d<'lla possibile aùen•nza fra le congiuntive della palpebra e d e l bltlbo sotto [orma di s imbl<:-faro est1•:o;o P tali da ostacolarE> realmente i movimenti d el bulbo o cuJ ~Lre . Un 'nl tra a.ffczion<> dPlla. congiun tiva bulbare, lo pterig-io, a cui già prect'dentenwnte ho ac<·cnnnto, nwrita. sp eciale c.onsiùeraziolH~ . È not.o c he l 'a.-p ice dello JltPrigi o dal limbm• a vanza. lentamente V('l'SO il C('ntro della cornea, :-:;ino a. ricoprire in gran part<' il eampo pupillare, con adeguato impeùinwnto vi,.;ivo. Sarà in ogni <"Uxo, difficik ri<:on oseC're la dipendenza da St'J'Yizio di questa le;;ione l'Omunque, dn 1a la rel<ltiY<I f:.wilit.à con cui l 'oc·chio può E:'lil'i<'re liberato da lla ;1JfP.r.ioTW mccliallH• u~1 in tt•rvf'nto che llon cos1 itui:<.<·e 1.1n }Jeri<•olo n è per In Yita. uò ]H'r 'l'occ·hio, il non e;;;;t'rsi fatto opcran· tlt•nota n<'ll'af1<·tto uu intPrl'>i><P ><v ecula ti,.·o c·hP non mcrita, pPr vei·o, il THt•mio di una ]lt'll:--ione. Lc les ioni d<'lla coJ·nt-a, c lH' hanno }Wl' <·on ;;<·guc·nJ~a imnwùia.ta la diminuzione <id vi:--us , l'OllO c·on1L'lllplale lWl'tltllt o dal D cervt o. t::;;nà ;;f'm}H'<' oppor1 uno di><t,inguc' rt' TW1tnnwnLP le opa eit à. C(ITI:--c•rutive a fc· ritr·, d~1 CJlH'll€' c·onsc<·u1)ive ad ul<·v1·i <·orllt-ali, dt•lla c·u.i ù ipt•uùc·nna. tla. :sc•t·vir.io in rnolt i <;asi, ><i vuò diseutPrc>. Bi:-:og-nf'rù. 1t•nt>rt- arH·ora. })l'f•sc•nt<' che, per C'OlT<:>r.ione <le·~] i c•vtnlwl li vizi t li n·frazioJW, Ili c•ui nrll<• a v \'('1't,~•nzP Hlla 'J'a bella A, non può init•mit-rs i la <·mTc•r,ionl· d~·llo a><tigmati.-;mo iJTrgolare pì->r tr<tr,iom· eieat r i.r.ia lt•, qwd1• l'i ot t it•nr m Nli:lll1<• il fora nw o l: t fl's>< nl'<t s 1t·noveica as:--o('ia 1a a l<·nte <:orr!'t t i va, non J)oll•ndo;;i j)l't'tt·u · cl<'re l'uso ordinario di 1111 o<·<:hialt· <·o><ì f<~·1 io . :;:iarà. b<'D(' <:onl"idc•rarc <tn<·ora <:IH· i h•uc·orni <·h<• occ·nJ~<IllO la parte c<•nt.rale d<·lla. z01m <1 <>1 d i:-co e <"ILe tli~">1nr ba no in lllHlliNa moùif'a la vi· sione in lontn nanna, ;;pp(·i;dnwnte s(• J'<',.;a nw fu e,.:c•gu ito a pupilla dilata.t<J, :>ot.t.o J' a?.iOIH.' di nn m i(lr i ::~tico é in amhi~_·ntl' non 11101to illuminato, <lil'turhano J)<'J' contro, J!ÌLl intrn,.;<tJJWlJt:<' la visionc prossima })N il n>l'tringimento fll-!iologieo ddla ]mpilla nt>ll<t '' i~imH' in vic•inanr-<1 1• ;l mi:rlior<> illumi · nnzione, la q u:llC' vis i one è, logi<"ame11tc, la p i ìt impmta n1 c a i fin i lavora t iv i. ~nn1 r~nahncn1 <· n <•ees:-:ario conl'idt•ran' clw m•i kucomi a d erPnti, o><sia quelli in cui l'iJ'illP, prolas:-:at o;;i al tni\·Nso lH Irrita della. cornea rim<lxe impigliata nella cic.atTÌCC', è ITcqncnH, l'in~-;org<•re di nn glaucoma secondario cotl aggravanwnto d(•lk• conclizioni JH'<'<'si:-tel!lt.i. Xon si a nà quindi fret.t.a, soverchi~L a ritctwrc tHli lesioni non sn::rt>Hi h ili di modificazione c ad a1"R('gll:lft~ Ja })('nsion(• a vita. D(•l!e lrsioni sdcral i meritano s ]wci;tlf' consit1Prazionc quC'Ilc che in tc · l'l's~<l.lllO la co~iddc>tta .r.onn pc>ricolo;:a, 1-\C JJ<'lWtra n t.i e in 1PJ'('Rs;mti il sotto~tante cÒr·t1o c.iliar<.', e qudlt\ in etti il cor])ù csll'<tllt'O fì'ri1 01'1' sia rima.!;tO n el bulbo. A ta li lr.sioni infn t.1i, sovrw-1a il p<·ricolo ddl:a <:i clite plastie<L, e q nello ancoi'<L più grave d \'Il' nreit,<• :-;i mpa t.ica ùeU 'oc·chio inclennfl, l'eRito d ella quale è s}Wsso la cecità bilat('ll.':llP n><solut a e JJermanC'nte.


CONFIGUR AZ10Nl t;IUJt!Dlf'H J-: UlèLLE LI·:SIONI OCULARI, J•:r.c.

301

Data, la prognosi \'iservata, anche per le ferite penctr:wti del bulbo, :-:arà più opportuno concedere l 'assegno rinnovabilc anzichè la pensione a vita. l!'ra le lesioni tlell 'iridt> è d<>gna di Hpeciale rili<·vo la midria::;i per paraliHi d ello siìntere d<'ll'irid<', iridoplt•gi~~. associ<t ta. o meno a. panllif>i del mus<Jolo ciliMe, ciclopegi~l . Jn siffattc condizioni pot.rcbbe e~>sere normale la. vis ione rcmOM· e grnndt'mE'nt<' ostacolata la prossima, e però il solo esa.nne a lle t,a,voi<• nn:mll i non clarr bbe raggu<tgli s u fficil.'n t;i. Fra l~> l~·sion i d l'ila lt· tll <' eri4<1Uina ha g1·a n de in t<'l'Pssc. mc~dico -l<•gale la c::tt:lratta t ra.nma t.i('tt, 1~1 qua l<• è cons<'~nwn za o di f<'rit,e }>t•netra nti chE' abbiano prodn1ta ]a. laC<'r::t.?.ioJJe ddl<J capsula, o d i gmvi contusioni (c<tta rattc.t da contrHc<·olpo) >'l'lJr.a rottura capsulare. 1\p(Ie Nttaratte pPr ff'r·it,a. c;.rpsular€' :-;;tr:~ bnon eon:-;ig-lio appro[ondirc k ricel'(:he etiologiclu.> allorcbè Htùla cornt'a si noti un solo c piccolo l<•twonnt 1nmtiform<>, Jll'r lo più 11(~] :<l.'tf orP p:n·nc·t•ntralc·. Tal<' lPs io1w va rig-nanlat,a, eom« ;.;ospf> tta. JJa ©tarat t.a. t n •tunat,ica. i> n:l t.mahlWI1t,c pa:-::-;ibik di moùiftcazion i, cd è }lerò opportuno trat.t.t•nt' l'si dalla a:-;s<>gnazion<' tldinit.iva. Nt·l c~a so di cat.nn lttt hilat.t•J':Ili, t' sc·mpl'(' <'ht• il giudic·:lJHio abbia su]H'rat i i cill(jua nt.'anni, sarà. bt'n<· a.p profontlin• Lt' intla~ini s ulla dipt'11d(•n:>.a dH, ~o;(•rvizio. In ogni M :-;o, tlu t a la viok·nza dd trauma s oJl'm'l.o da,l bulbo, sarà op portuno intlagarP s<' 11' nwmhmne profond~> del bulbo non abbiano riport.a.tc· l<'sioni ùi UJU\ c<>rta iJnport allza: <>di riò ci r:tggua.glirr:ì. l'l'sa m<' <lt>Ua proiczioue luminosa. Cir('a. l';l'\SPgllaziollP <ii pPn:-:ionc•, :-:i applic·ll('6L in1 egralmP.ntf' il disposto ùel Decnlt.o, non o~ta.n t<' hl ripant bilit.à. chirurgiCI~. della 1<'-;ioue. S.i sarà caut-i invece, nella. a.::.;st·~tmlzione in e<lso di C<lta.mt.1 a, in viu. ùì ria.~:-: orbi­ meuto. E qni si ]Jro:-;pt>tta un fin(' qtws iLo medico-kgnl<'. Se un individuo, emmE>trope pr<•Cf'dPntP.nwn1<', ha. avuto dapprima una <'~'l.ta.J'atta traumatica in un occhio, la q un J.p :<uccessi\ :tmente s i sia compiut.~tmet1te rias:<orbita., talchè allo xtat o at.t.ualt' :tbbia V = l con + 11 diottri<' e J'nltro occhio emnwtro1w con Yis m; unit.ario, ha dil'it.to, o mPno, <l pensione e in qual misura ~ Parrebbe, di primo l.L<·<'.tlit o, che, a.v(•ndo con conezioue V = l in un occhio e nell'altro, nes1;un indennizzo gli spett.asse. Ma a tale conclu;.;ionc giustamente si pnò obictt,<tre che il D ecreto nelle avveri,enze acct'nna alla correzione dei vizi di rcfrar.ione, laddovc l 'afachia., a stretto rigor di t,ermini, non è un vizio di .rcfrazione ma una. alterazione nella refrazione. L'af:achico è un mut.ila.t.o o la sUlt lt' nt.e correttiva è una, -vera. e propria protesi come l 'arto dell'amputato. Infatti, nello spil:ito del legishttore era il concetto non doversi ritenere lo Stato civilmente respousa.bile di quelle menomazioni professionali congenite o preesistenti, qua·li s i devono considerare la miopia, la ipermetropia e l'astigmatismo, bcnsi di quelle a{:quL-site per causa del servizio di guerra. Ma vi è di pitì. L 'afacbieo di 11 Diottrie in un occhio ed emmetrope nell'altro, non può in nessun modo esercitare la visione contemporanea binoculare. Egli infatti, dovrebbe portare un occhiaie correttivo con un vetro semplice da un lato e dall'aUro una. lel1te positiva di 11 Diottrie per la visione remota e di 14 Diottrie per la visione prossima.


302

CONPIGURAZlONT <1lURI'OICHE DELLE LESIONT OCULARI, ECC.

Ora , è not o che una anisometropia cosl elevata non permette una visione distint:t per la differente grandezza di percezione degli oggetti. Talchè l'individuo, in ~iudizio, impossibiHtato a portare p ur anche quella che sa.rebbe la sua protesi, userà dei suoi occhi col vi-;us che essi banno senza lenti. E poichè normalmente la v.i,<;ione dell'occhio afachico senza lente è comp.re.'la .fra 1/ 25 e 1/ 60, io opino si debba per analogia assegnare nel caso specifico, la settima categoria di pensione n. 1 .. P arimenti Ìllteres!iante dal punt o di vista medico-legale, è la lussazione traumatica del cristnllino. Le considerazioni :fatte più sopra, a proposito dell'a.fachico per cataratta rias::;orbita, si addicono a ltresì all'afachia. per lussazione posteriore d<>lla lente, con l'aggrava.nte che, laddove nel C..'lM precedente l 'e~o;ito della lesione è da rhcn<>rsi staziona.rio, non così nella lussazione in cui le complicanze sono la regola e la. perdita dell'occhio l'esito p:equente. Sa.rà quindi da a&"<'gtll:ll'ili la ~">tN;!ia ca.tegoria. sotto forma di a,.;;segno rinnoV<1.bile, essendo l 'Mtezione sus<:ettibile di aggravamento. Circa le a,ffezioni del vitreo, della coroide e della. retina, tenuto ben presente che solo in pochi C.'l·Si può acce1t-a rsi una vera e propria dipendenza da servizio della. lC'sionc, si applicherà il <li::;posto d<>Ua legge in funzione della diminuzione del visus o dcllt1 alterazioni d el campo visivo. S'int(•nde che, per alcune lesioni retiniclle e fra. esse l'atrofia e il distacco di retma,, s~tra.nno da prendere in at.tenta considerazione <• l'esame della funzione visiva e le alterazioni del campo visivo, per formarRi dalla sintesi dei due r<>pcrti il con cetto <'~atto della. en tità ddlfb lesione normalmente riicribile per equiv~tlenza•. Lo stesfio va.lga per il ght.ucoma., sul cui fattore etiologico diretto o indiretto giove1·à fl.pprofondire le indagini. E il duplice Cl.lame ò altn•sì della massima importanza nelle a.t.rofie del nervo oWco. Si distinguerà in ogni caso, l'atrofhl semplice, nella insorgenza d~lla quale il serv izio bellico potrà. avere t utto al più il valore di concausa, e le atrofie seconda.rie a frattUl'a d el ct1na.le orbitale o a neUl'iti, le quali affezioni pregresse potrebbero (•ssere conseguenza, diretta del servizio di guerra . Si as::;egneranno per equh·alenza, a s<'conda. della i.mportallza della diminuzione funzionale e delle <tlterazioni del ca.mpo visivo. Queste sinteticamen te, siccome all~t brevità dello spazio si a.ddice, le configurazioni giuridiche delle lesioni oculari in rapporto al nuovo Decreto sulle pensioni di guerra. Ciascun CommLc;sario si giovi, se crede, d elle· con.sidera.zioni da me fatte : ma prima di apporre la firma a un verbale, in ogni ca-so interpelli due più a lti e sicuri giudici :la propria. scienza e la propria coscienza. AP P ENDICE. Il""' Nella compilazione di questa breve nota mi sono fatto guidare nei lilniti del possibile dalla più rigorosa obbiettività. Mi sono pertanto di proposito astenuto dalla analisi critica del sistema. di liquidazione adottato, non ostante che mi sia stato facile rilevarne le manchevolezze. Cosi


A))EGNAZIONE

D~TR9

OCCHIO

DEJ6E CATECOQIE o p. l M01'1f~C·~­

ddbmi'tt"-' .... podu(.m Cùni."'

i'l!dllnbl!ll.

o.tt. CÌIIIIJ ~ r/r';:);i·ri•l

m

100

m

1.11

l

l

50

r;o

l

-'45

J~

m. 1.2:0.

m. I A3

m. 1.6fi

.,, 2.00

m 2.li0

m.3.'5fi

m .. ...IO

,., , 5 00

m. l Il

1

l

40

40 l

35

l

m. 1..13

""3:1

~

30

l

m 166

l

_l_ 9.5

m.2.00

l

m.2 .50

l

2F" l

20

20

l

_!_. 15

m~.;l:l

l

n> -l 16

l

l;r'L

l

rn. G,!!!i

l -. 1-

m. l-2.5 0

~ l l~

l:r

_l_ IO

IO

m. 6J~5

_,_

,., 6.3 3

_,_

-~~-

a

5.00

(i

_l_ J

m. J(jJjG

,n ~WO()

l

l

T

T

+

:l

l

rn.!l5.00

?. -.-.,r!vrrd·= l l ~

l

/

'

.

m,50.00

..\,•* \

l

l l

-:,-,,-L,_,,-,,..-,,o-;~

1--R-.a

._~z~....~;:IJ"ì..._.. u

d.:!' l•i'HJ)JN 111)1'1.)

, ·,

~t-.1-.P_,-.r-~-,r:. _.\<_i,-n-<:>-,lf-u-! .

"~c...'n(Qr;~, -~,:.o

d"l Cl'>l"rlflO vbn,;o


CONFIGURAZIONI OIURJDICHE DELLE LESIONI OCULARI, ECC.

303

pure nella compilazione del grafico di cui sopra, non ho creduto risolvere i casi di dubbia interpretazione nè proporre la misura delle a,.,segnazioni

per equivalenza nè delle indennità per una volta. tanto, non volendo in nessun modo forza,re il criterio giudicativa di colui che del grafico intenda far uso. Ove mai però volessim o astrarci da tanto obbiettivismo potr~mmo da una parte completare l'a,nalisi della legge con criterio medico-legale ben più vasto di quello che io non abbia inteso fare, e dall'altra., esaminati e risolti i casi del decreto che si prestano a varia interpretazione, pur sempre .rimanendo nei limiti della legge, pot.renuno compilare un prof'petto di liquidazione che abbia il merito di una maggiore compitezza.. Per ricerca-re le eventuali manchevolezze del sistE-ma di liquidazi<lne adottato, ho posto a confronto la, lE>gg€' delle pensioni e la legge itl1liana degli infortuni sul lavoro, e del risultato eli questa ricerC<'t dirò prossimamente a parte. P er la compilazione di un prospetto di liqttidazi<lne che fosse completo, ossia che contempla,-;se tutte le possibili a~segnazioni e stabilite da,l decret o e a."'segnabili per equivalenza, ho riferito alla C<'ltcgoria di pensione più elev ata quelle diminuzioni visive, che, per essere il limite fra due ass(•gnazioui, possono a seconda del criterio giudicativo dei CommisRari, essere riferite indifferentemente a ciascuna delle due categoria che le contemplano. Ciò ho fatto al solo scopo di rende1·e le assegnazioni meno sperequative. Le lesioni poi assegna.bili per equivalenza, contenendomi nei limiti imposti dal decreto, ho distribuite, per quanto possibile, in ragione diretta della loro gravità. n che ho riassunto nella unita tavola, il cui uso è dei più fa,cili. Si ricerca nella prima colonna a sinistra e nella. p rima riga inferiormente la frazione indicante il viF>us rispettivamente dell'occhio sinistro e dell'occhio destro. Nella casella formata dall'incrocio delle due colonne perpctldicolarmente corri">pondente ai valori del visus trova.ti si legge l'a~segna.zione spettante. L'abbreviazione u alter. c. visivo >> indica le alterazioni del campo visivo descritte dal decreto equivalenti ad una riduzione del visus e per tanto fra le frazioni indica.nte il visu.s contemplate. L 'abbreviazione << pe.r eq. » vuol dire che l 'assegna.zione va fatta per equivalenza, non essendo il caso specificamente contemplato dal decreto : le sottostanti a,<>segnazioni fra parentesi indicano quelle che a mio criterio, e prescindendo dalle eventuali sperequa,zioni per così clire organicamente insite nel decreto, meglio al caso rispondono. L 'altra abbreviazione <<i. v. t. » sta per "indennità per una volta ta.uto >>e l.a sottostante assegnazione in parentesi indica la misura del compenso a mio criterio spetta.ntc, in annualità di IX E> X categoria, a coloro i quali abbiano riportate le lesioni in data anteriore al rE>cente ·decreto e siano conseguentemente tuttora indennizzabili mediante l'assegnazione a queste due categorie di pensione del precedente D. L. 876 del 20-5-17.

·.


;:

Tavola delle assegnazioni di pensione '" rapporto alla rltl uzioue del potere visivo a norma dt•l R. O. 1491 dtl 12 lug lio 1923

o

1'. r•. l lde

l :iO

l j 2;";

1/ 12

1! 10 1/8 1/ 6

1/4

l

\'1 :-;. l

l

\'[

~- l

l

\'I ~- l

l

\' l ~- l

l

•. ,,

\' :-. :!

ll<'r o.>q.

l"''r ,.,,.

( \ ' l)

( \ '[)

(\' l )

l \' Il

lH"' ( \ ')

\"Il

J>t'r ,•q.

l'"'r <'tl ·

Jl<'r '''l

' ''' r l•rt

~- l

( \ "()

\ 'll

pt•r o·q. ( \'Il)

~- ' Ylf

~. l

(\ " \ )

pc•r l'q . (\ ' l )

l P<'r N l - 1 Jl<•r "'1· ( \ ' li )

( \'Il)

l

( \' l)

, ,.., . l'Cl .

IWr

pt•t· t ' tf .

~- 1

per <'ft . (\'Il l )

\"'l(

)ll'r ~(J ..

fi l' l

p ,•r <'<l · (V ll )

VUI

N. l \ l l[ • l'\ . l

(\'Il l )

i.v . t. ( l Xn . 4)

l

, ...~ . l'li

"'l

( \ 'Il l

l

Pl\r l' 'l (\. ll

- --\'

Pl" l' ' ' 'l ·

l \ ' 1)

x. l

llt'1' (' !l o

\'

--- '\fl , ( \' I l ) ( \' I l ) ( \ ' Il l l -----, ... ,. f'll . v 1wr ~ - l

l 1 fl '

l \ ' I l i)

t" q .

(V I I)

( \' Il )

f. Y . l . l ( fI.V. I. JH" r t'tl · :XsL i•) ( I X n . O) (\' l l) l' \'l l

A l t er. o . VI Hh'O l i3

V IH

N. 2 p e r l'Q . (1 . , •. t.) J~ 6 . :!)

por <'ft . 1/'1.

(1. , • . L)

'IX a . l)

1wr <' '1 •

•''l· ( \' I l J

v :--. . l

l l \' l l)

i.\" . t .

l.v . l. (l

l.,•. t •

x 8. .3) (l:X o. A )

2/3

-

l. v. t . (X a . l )

i. v.t. ( X a . :!)

-

-

p e r '-''1·

JK:' r _ , ••• •

l

(1. \· , t .)

( X n . IJ

( X n .:!)

l

2/ 3-

l 2

I.J

l.v . t.

l l

1'<"'1' t·q .

! V Il )

~~·· . _.,. ( V Ili)

l

~.

::

, \Il, .,..

c. •· l . Jv u

'"·r l''l (l,.,

( \'\

t \' )

l \ 'l

l,.,

..,.,. t'tt .

l•t·r '\'1

t \ ')

t \ ')

---

"v

l

~

l

l

111

Ili

p,•r •'• t

Il

:--. . l

( Il i

;-.. l

Ili

l'''r t'ti

Il

' ·l l

;-..

l,.

Jll' r

:-.

,.,,

( Il i

1'> . l

I IPI' l ' il

li l

t' . l

~- l

r \ '1

(\ ')

( l\')

:'\ . !!

ptll' ' ' q

..,.,. ''"

l,.

:x. l :-\ . l

,.

\'

l\ . l

v

~- l

~- l

l

l

,.

". l

y

v

" . l

:-.: . l

~'' IJ •

lh' l

l ' 4' 1' t' q .

pt•r t' \1 ·

(\ ' )

( \' )

POI' ' ' ' l · ( 1\')

,.

Pt' l' t '(.l ·

pt· r· '''l·

lll' f' l ' f l , ( )

l 't' l' t ' Il

(\' Il )

(\' l )

t ' •l l \' l )

t •f\ r' C"q . ( \ ' li l

ttt· t' f't j ,

JH•r Ofl ,

1\' I l )

( \' I l )

( \' l l

t't i

Jt4•r l'Q .

J64.·r Pfl ·

pt •t , . , • •

l \ ' l li )

1\ ' Il l )

( \ ' 11 )

( \'I l )

" . l

:-.; l

:-\

114

l ili

l

--l lg

\ ' 111

\'I l

(\' l )

,., ~ .·

( 1\')

a..,

IV

!'rj

N .~

~

--v -,., ( \' l J .. -" o~ --\' l :l (V I ) ( \'l ) .., -\' l •••a . ~,.. N. l ( VI ) l (VI ) -\' l 11'''r ( \' l' ')'l N ;"l ---\' I l VI l"'r '''l

IH\r t' q

(

l"'

l'l J

Jlt'f ••• , .

~

IH't ... .

~- l

Jw r

~' ' l ·

Jtt ' l'

:0

N l

I l :~·

l 11111

1'. L.

I J~:.

'.:l :t'

;'l

( \ ' 1l

l /1:!

("

1\'

:--. . l

l/I O

o:!

~ . :J

\' Il l

:-.:

:d "N

~

,,

JU• t l'l i ( \'l )

x. l

~

- - o~ ~

' "(\r·' Il) · ·•• ·

~- l

-

( V)

,,,.,. ,.... au•r t•ft

I•C'I' •'ti ·

I HII' f't l

(1\')

(V )

Jl!·r

'''l·

Jfl'r

N ~

--••q 1\'

(V )

pt· t' t'ti

( \ ' llJ

t i Il i

~

"... /,

:-.; . l

-

( l~ lt ~ )

~~~·r

, ...r "'~ ·

1•1'1' l \ ' l•••• ) •

IH'I'

··•t t 1\')

l ••

}h' l' ,. •l ·

(\' l )

--

l

l '

""''· tt; ' t ll ,, "" " )

\'

l

( \ ' Il)

l \ l

il I l l

v

l- v v _.::_1_1~

l , •. l . , ~~··· •.,. . ( I Xo ;,l ( \'111 )

.c ,.

u,•. B. ~ . t

,.

-v-i--v-

t \ ' 11)

r , •l

:-; , l

\' - l -\'

~. l

,.

l'o,." ""'' 'l'.. \

l"'' .,

r ••• l

Ili

l

t

~. 1

l

~. l

,__

l,. ~.

Il

IV :-.: . l

\' :-; . l

\'

- \ ' 111 ·----r --\'Ili VIli VIli

l

ll('r t'f1

'

~

tllt

l •"'

( \ ' Il)

l. v. l. '''l· l ( ll X\' 11t. CIJ crx o ;,, ,.... ( \ ' Il )

(X 1\. 2)

(1 11 1

l•(' r t''l ·

i.\" . t . OX o . 4)

l

s••·r ,.,,

( l\')

Il :-. l

Jlt •l' \'(( ,

l.'" . l .

( IX n .:1)

l *l"l' ,.,.

---

t'• t

l'~'r

Ili :--: . :!

Jl l' r l Hl .

( \- ll l\

:!

J

l,. ~ . :!

Pt'1' ~ ·e t .

]lt•t•

l.,.. t ( IX n .a)

V I SWI

N. 1

l"-' 1' N ] . ( \' J l j

~

-

tu• r P ti .

l,. ~ -~

l"'r ,,tt t i\')

d \ '1

l' ,.,, .

:-.; t

l

11l'l' l'ti

pc·r t'q.

l \ ')

( \'1 )

Il<' t' •·fJ . (\' f l)

\'J l[ N. 1

( \'l )

(\'

~ -!!

)w.o r l•tt \ \ 'l

--- -lh l,. ,, --- \'

l"'' l- P<>r ''' l · ( \' l )

..

r,,, Jt..(1·r\'t'•l1

pt'r t'q.

~ ~-r

l

l\' ~

-

l

o

:'1 "l


305

LABORATORI O DI RICERCHE CLINICHE E BATTERIOLOGICHE DELL'OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI BOLOGNA

Ricerche sull'assorbimento ed eliminazione della chinina _somministrata in tavolette compresse e zuccherate peL" il dott. Nicola Bruni, maggiore medico.

F ra le sostanze medicamentose la cn.inina è una, delle poche, di cui il medico può sicuramente fidan;i, e sarebbe davvero desiderabile che per molte e molte altre malattie si trovassero medicamenti altretta-nto specifici come il divin fannaco per la malaria, c di ef(etto così immediato e certo. Epptll'e, nonost~IJlte questa giusta r('putazione, nonostante gli effetti mirabili, purchè usata razionalmente e a tempo, diverse incognite esistono ancora sul mecca.nismo di azione di essa. Negli anni di guerra, da.ta la diffusione assunta dalla infezione mahlrica anche in paesi dove prima era pochissimo conosciuta e d ato il numero considerevole di individui ai quali fu somministrata la clùnina, molte osservazioni furono possibili sulla effica<~ia di questo farmaco, che ha.nno modificato in parte le opinioni predominanti, sopratutto a riguardo dell'azione profilattica. Uno fra i ta.nti problemi, non cecto il principale; ma che peraltro è strettamente connesso alle necessità pratiche, è la forma di sommini.strazione della chinina. J,a più comoda e la più popolare, specialmente nella profilassi, è S<'nzn. dubbio la somministrazione in tavolette, percbè 1:1 piit facile per il trasporto e per la distribuzione . Però se la pratic.-1 la consiglia, non da tutti(' l'iconosciuta come la più efficace a. r·iguardo della. sicurezza di assorbimento . . Già Iacoangeli ebbe a occupar~:;i, molti anni or sono, di questo argomento, concludendo favorevolmente, sia in base ai da.ti clin ici come 11llc ricerche sperimenta,Ji qualitative e quanliitative. Recentemente però la questione è tornata nuovamente in dìscutòsione, r-;pecialmente in Francia . Blaltchard, in una seduta della Sociét-é de Pltthologie exotiqt1e del maggio 19~2, a.sseriva che l'insuccesso della. chinina a scopo preventivo è da attribuire a.Ua insolubilità delle compresse, poichè, a ca tlS~L delle sostanze con le quali queste :-;ono irnpa,<;tate, nella maggior parte dci casi passano intatte nelle feci. Oonva.lidava, le sue asserzion.i coli i ri<;ultati delle e:o;perienze eseguite su 4J individui, ai quali aveva ;o>omministrato una compre~:;!'ia di chinina. di g. 0,25, di consistenza Tlìerlia, senza aYer potuto nota.re, con il r<'<~·ttivo del Tanret, la comparsa dell'alcalojdt> nelle urine, anche prot.r::wndo J'o:;serva.zione fino a 24 ore dopo J'ingf'~tion<'. Somminh;trando agli stessi individui uguale quantità del farmaco in polvere, questo compariva. nelle urine già dopo xolc 6 ore. L 'a,serzione df'l Blancha.r d dH::;tò un certo ~:umore, speeiahnento n(•ll'ambiente medico delle colonie franct>:-i, nelle quali la forma di compres,;(' è quella generalmente adottata. .Anche la ;;t.ampa quot idiana si impadronì 19 - Gwnwlc di med·icina militare. -

FMc. Vl.


d<'lla qtu·stione e s ubito sc·guir(lllO ri<'erelw di a ltri spt•ri nwn tatori. C'osì L4-',!!P I' <' Ht•diPr, in uHa fnH·c·(·:<siYa sNluta dPIIa st<•s,.a :->ociNà, ri f<>riro no risultati ('OIHJIIc·taJtH'Ilt<• <·cmtr:lrì a q tH:Ili d<•l Hl:.tnc· hard : I)Qidtt' in tutti i 1·asi di somn tìni:.:tra ziolw in t·omprt•:-;s(.' la chinina fn d a loTo constaf.<~ta JH•Ilt· u rì1w. L\ni'!J<• ~~· id<·litl. SJWri•nenUmdo con c·n n1pn•sse di nt:ll'('he in gipsi <' lwlghc·, confc·rmll tali fa vor<'Yo!i ri;;tJi f;a1 ì. ( 'oxì pur<' :-)<•rgcnt, il qual<· rifc·rì eli a \ ' l'l' s<'lltpr(> consta uno, non solQ l a sic•nra efiir'tl!·ia t PraIH·u t.ic·a clt·llc• tayol<'tl<' di c·hinina, ma di a\·c•r risc·ont t':tta cpwst 'ultima nd lt> uri .tH' di tutt.i !-{li in rliYitlni C'saminaf'i 1 già poc·h<' or<' rlopo la :-;ommillistra:~,ic,n<' cti una sola pa><tif,!lia. L 1 8twiétr: de /'rt/ lwlflgie l'.rtl(ittlll', in s!'gnito allc• <lisc·u><)'ioni <l \' \'t'llHi t• :11 rigtnu·d o, !' llt i!'\t' il \·oto <·hP il ~linistc·ro clc•ll<' ColcJnic• f<l<'Csse wrilic·at<· la fahhri<·ar.iont· rl1·lle l'om prt>ssp <' studiar<• qnali ~olio lP CotHii:doni migliori pc·r otl<'l11!1'C.' u na ra picla disgr(·~a zione eli('~»<> t' quill(li un ~<icuro assorbintl'nt.o. fn Italia, d a moli i anni, Ìtl ~talo ~wst isN' d ir<•Ha me nf <' la fabbrkazion<• clt·llt> la \·oiPtt<• el i c·l1inirw, di gnisa rh<• ('sist<' la l'irurezza <·irca la qualità P qtJ antirà d i :<ali in (•sse c·nnte nu tP. PPr qtwsta ragione nJi ì•S<'lllhrato non privo ùi int<•r<•ssP r iprl'll<l<·r<' J'argum<'nto: fantopiìt che riguard<t in lllOI[o ><p<•<·ial<' an(·h<· J'Es(•n•ito. L<' ta\·ol<'tte <·hc> lo :-;tal ò italbnw nwtfl• in !lisiTihuziorH' r-;ono. conw ò lwn noto, di dtt <' tipi, (flll'llt' f·omprc·s;;<• c• lflWih• zm·c·h<•ral<', <'Ontl•rwnti r iasc·u!Hl :.W (;<•nligr'Hillllli di sali <l i c·hini11a, hisolfatu o rlor idrato. Xt•lle t:tvol<·tt.P ~c·rnpl ic·<· nH'llt.c t>omprc•ss<• la c·hininn c'• irnpastatH r o n a<'qna c cf'tilla . 1·on ;JggiuntH s uc:r<·~sint d i bc·n zina r<•ltiJic•:tta P Y;lsl'llina. L 'impast.ocosì ot lt>lllllo viPn<' l'atto <•:-;si(:<·an• inluo~o as<·i nn o. JH·r \·olat il izzm·r la hen;,ina , <• qninui romrn·1•:-;so a lla ntac·<·hina . J_,<' ta volt't l·<' zn<·e herate contengono <llll·ora a rn id o, gormrHl nrabi('a P zm·<·h<·ro raltinat.o, olt n· una piccob1 quan1 il;\ di vaniglinit, <' sc)no <•stl'l'naml' ll t<' <·olo ri t<> in rosa. J_,o zucchl·r·agg-io l'la hrilhttura ~<i p rat ii'H II O in appositi }l ppan·cclli risc'alclat i rol nwtodo ortli ll<ll'io <!Pi c·ont'(•t 1i<'l'i. Jn n·lazionr a quanto Hlanc·hard rif<•I'ÌqJ nPil<' s ut' rirerch<' cin~ la non solubili là d<• Ile <:ornprPsse in HI'!JllH, ww•nclo prl'so un c~rto numl't'O cl<•ll e nost rt• tavoll'ttP . s i;r c·om]H'PSs(' c·ht• r.nr<·ll\·mt.l', Nl avendole po.->1·<' i n a<· q u:t >;<'lllpl i c:e, ho c·o m< l a t a t,o c· !te e Il'<' 1t i nlmP n t P, a IJ;l t,l?mpera t ura ordìn:u·ia: non s i d i~-'gr.-gano c·onlpll·tn nH: n t<> anelt<• la,;c:i;lf,l· p<'r diver;:o tempo-. ~ JWrò l'af·qua ò IP,!!g'Pl'llH'llf,p ac:iduiHta wn ac·iclo <:luriòrico OVVf'I'O il'C si aggi un~e dc·lbt bile.(> sovratut to LasC'iando in f.<'rmo:-;tnt:o a, 370 cd agit a ndo di t.anto in t<~n 1o JH'l' riproùmTC condizioni simili a qtwll<' de l tubo digerc•nt c. la disgrc·gar.iiHH' ?> <·omplPta in p orlw or<•. Ke s i pt• nsa agli energici movimenti dc·llo st.nma c·o e d <•ll'intpstino 1 (> fac·ile arg uire come, in condi;,ioni normali di'l tubo dig~·rcnt<>, la disj!n•gar.ione pos,;a eHsere ancora più f'ueilitat.:l< di quanto non avvr nga eon il so lo sùat1 inwnto. Quindi rirea la f•<~pa<:it.;\. di cli.~gr<•gazionl•, provata in v itro, a liW p art> che debba riconos~'t'rs i che lr nos1r'C t.a vc,lt-Ll·<' rispondono bl•IW. Tu t,tavia, nua, volla in;;orf.o il dubiJio circ:a la :-;olnbilitàdi esse, sorge log-iro anrhe u n altro sosp t•t t o, <'cioè eh<', p ur avn~ ne ndo la. di.<;~rrgazione (JIII·stn. non sia comvll'ta, pot<•ndo i surr lti gast ro-Pn t:c•riei intaccare la Rll}JNfid<• <·xterna <.l<' Il C' ta volctt<', ma htseiar<J ina ltt•rat.o il nucleo cen t r ttl<',


BlCBRCtH,; SUI.L' M;SORBJMF:!>TO 1':0 (:;T,l ,\ JIN.\ZIUNE bELf.A CHININA, E CC .

307

Circosta.nr.a di importanza, non t.raseurabile per la dos(• di ~'Onunini l"t.ra­ zionf' del fa.rmaco . P er chiarire t:1 IC dubbio non è. nat.uralment<' I'U fficiente la dimost.razionc qm'tli t.ativa cl€lla <lv,·enuta. eliminazione dl:'lla cltiuina con l'urina, alli~ quale, eccet1;o Iacoang-eli, si sono genC>ralrncute limitati i precedPnti ri cl'reatori, ma occorre la dct.l•rminazioue 1lclla quant ità eli!llinat.a,, P ex ta le cons idcxazione nelle e,;p<>riPI1 Z<' da mc int.nlJH't'S<', bo aggiunto anche l'<>sH.tne qua nt·itat.ivo. Plll't rop])O pPraltm, se la rir('rca qnalita(.iva è nbùastnnza rar ile, non lo è a ltrettanto q nf.' li H qua nt.itativa, per la mancanza di un w et·odo x<•mplice cd es<lt t o di est.razione. Per la dimostrar-ione qualit:Hiva l:'siste un ot.timo n•attivo, che è quello clel Tanrct (reatt ivo iodo-nlt'n·urico), il qual<• svf.'ia qu ~wtltà infinit-<>simali ùi chinina . .Ma, come (l noto, non è xperiJi<·o pe.l' la xola c hinina , poichè dà precipitato anche con a.11 r i alcaloidi e con albumina. Quindi occorre evit<l.l'e che l'individuo in esa.nll' a.bbia iJI1Todo1 t o nlt.ri fnrrnari. E pl•r cscludf're (' h l' tratt.isi tli alumnina, h axt;a il sen 1plict> risca.Jùamcnto, col quale l 'urina t.orna chia.ra se rint.orbidamento è dovuto acl a lcaloitli, mcnt,re questo aurucuta se è dovuto ad a.Ibumina. Voglio poi accen nare ad un'altra circost:anza, della qua.Je non ho visto fatta mPn:r.ione da pr<'Ct•d!'nt i r iccn•atori e r llf' po1n•bbe e.,.·ent ualment;c es~;ere cansa di enon~ . Ho ciot'l not.ato cht• la precipita:r.iolw con il dett.o rea.t t-iv o può avwnir<1 llnf'ltc in m·ine l}ormali, non cont.I'H<'llt.i cioè alc;aloiili nè a lbumina, qnando la tPn 1per:~ t ura di esse scenda a l di s otto di 10°. Non ;;a pr~i dare t'sa tta. spif'g<~zionc dd fenomeno, m n c0r1 o occorre tf'nerlo pre. ente. · P0r <l>~xicurare alle mie rice.rchP la massima esattf~ zza possihile ho perciò procerluto a ll '<'~ame qualitativo d<'lle urint> se mpre a tempenlt.m·a :;u}1eriore a.i 10o <' uon olt.re i ;no e con opportuni controlli di uri n<> norma.li. A riguardo d(-llla ~f' n s ibilità di detto n·attivo, diver:;arnente giudieatH. dai vari rieercatori, a me ò ris ultato che in solur.ioni at()HO~><' IHi pu ò con <:'l'W svelare la c hinina fino a òiluizione di l a. fiOO.OOO di alcaloide puro. :Nelle urin e la sens ibilità gi nnge solo fino ad l su 100.000, SPll"ibi!it.fL del re.:;to sempre as>mi notevole. Olt re il 1·eatt.ivo del Ta nret., p('r ricerche qnalitat.ive, può servir pure la reazione delllL t;alleiochina, co:,;ì detta da Hrandes (c.olra.ggiuntn di acqua di cloro o di bromo e qualche goccia di ammonia(·a. concentrata., in pr<'~<enza di chinina si ottiene colorar-ione v<'rcle smera.ldo ), la quale p Prò ha nn~L sensibilità Msai minore. Ho potuto difatti constatare che in soluzioni acquose tale r~,>a.zione mette in evi d enza la chinina, solo fino a diluizioni di l a. 5.000 di alcaloide pw·o l\fcJtk, sciolt o con a ggiunta d i piccole quant.ità. di acido cloridri co o solforioo, ovvero mando dirHtta me ntc soluzioni equivalenti in titolo di bisolf.a.to ·<' bicloridrato. N{'ll' urina ricsèe assai mf:lrto evidente, poichè il cloro od il bromo, s<'condo quanto afT~ rmano Giemsa. e Schauma.nn, ve ngono consumati per la seissione d<>ll'urea. Avl.'ndo eReguito ticerche anche a questo riguardo posso confenna.r<' clw, I.'Jie.ttivamente, nelle urine la reazione d ella ta.lleiochina, pur nvvencn.do, si r ende assai poco ma nifesta (solo fino a diluizione di l a, 2000) e credo ebe ciò .dipenda in parte dalla presenr.a dei pigmenti urina.r i, i quali maschera no la colorazione verde.


308

RIC~:RCHE SULL.ASSORBDIE.STO ED F.t.l)UNAZIO:-n; JJJ::LLA CHININA, ECC.

La più sensibile delle rea~:ioni qualitative dOJlO il reattivo del Tanret, è q nella della eritroclùnina.,proposta da Yogel (r..olla aggiunta di alcuni centimetri cubici di acqua di cloro o qualche goccia di acq ua di bromo, indi a.Lcunc goccie di ferrocianuro di pot;a,'lsio a l 10 ~ ~ e uu po' di ammoniaca diluita si ottirne una bella c>olorazionP rossa). Ho constatato infatti che in soluzion(' acquosa di clllnina talE' reazione rie><ce positiva fino a diluizione di l a 100.000. Xell'urina però non ho potuto ottenerla nemmeno con forti concentrazioni. Così la modificazione a qnest.a !"(•azione proposta da Ga.mì.:;sini, che consiste t>ssen.zialrnt>nte nt>ll 'a~giun ta. di ferricianuro anzichè di ferrocianuro di potassio, mentre risultit molto e\'ident,e in l"oluzioni acquose, se pure meno sensibile della originale di Yogel, nell'uri11a non {> utilizza bile. Perciò, per la determinazione qualitativa clPlla chinina nelle uril1e, quando occorre nwlitere in evid<'nza piccole quantità di a lcaloide, <:>ome nelle attuali rict•rche, non r~.>sta eh~.> il reut.tivo del ~ranret, e di que~to appunto nù sono scrvit.o. QualE• prium ricerca, nllo scopo di arccrtare !òìC r assorbimento della <.!hinina somminixtrata in tavolette ~tvvicne oppure no, a prescindere per il mome1Ho dalla misura in cui avviene, ho fatto ingerire a 70 militari una sola. tavolett-a di bisolfat.o (~O centigrammi), zuccherata o :semplice· mente compressa, assicurandomi che fos!:le deglutita intera e a. dighmo <' che nesr-;un 'altra. sostaur.a medi<'.amentosa fosse stata da loro ingerita anche nei giorni preced<"nt.i. Prima della ingestione delle tavolette stesse ogni individuo orinava. Racco~licvo partitamente le urine emesse dalla prima. alla ~;est.a ora. e dalla se>sta a lla dodicesima, e su cia::;cuna porzione pr ocedevo all'esame col n•atti vodel Tanret, tenendo presenti le precauzioni sopra accennate, e con opport.uni controlli con urine di individui non chiuinizza,ti. I risultati Ot·tcnuti, sia in :segnito alla ~;omministrazione di tavolette comprc;;se, sia a quella di ta."Volctte zuccherate, hanno dimostrato che l 'as~;orbim ento d<'l farmaco i\ a.vvenuto sempre regolarmente, poic.hè in tutti gli individui in esame la chinina è comparsa nelle urine nonostante la dos(:' pic><:olis:;ima !-!Olllministrata. In alcuni la reazione era molto evidente, in altri un po' 1m•no, ma in nessuno negativa.. ~opr:H.utto dc·~nc di nota sono le ed peri(~nze fatte su quattro individui nffpf·t i da itterizia catarrale . :Scl dubbio che rassorbimento in loro fosse• più diffic·ile, :-<onllninistrai due tavolette compresRe anzichè una sola e poL<'i in tutti const.atare reazione po;;itiva, e con intensità più ma.rc:a t.a che 1wgli altri. Ciò nat:uralnwnte in r<lpport o con la dose maggiore somruini;;tra1 a. Pc·r t>sC"lucler<' qu:\l;;insi ea usa di errore> llli ero precf'dentemcnt(:' a,.;;sieurato clw il rc•atti \·o d(•l T<IIHPt non dessi' prcc:ipìt.:t.zione nelle tuine ittt'ric·lw d<'gli stpssi inrlivi•ltd anc·lw S(•nr.~l somminis trnzione di chinina. Il ris ultato ottPillli·O in qn('si:i qua ttro indiYiùui, date le non buone c·oTHlizioni di runzionalit:'L (it'lloro i11l1·;-;t:ino a. c'atT;;n clt>lri1 terizin, fa supporn•. a 111i0 lll()tlc•s t.o parc>rc·, (•Jtc~ . PSSI'lldu HV\'C' IIlltO J"assorbinlc:'llt·O in 11liSU1"::1 uot·p,·ol(•, la di:-<gTPg-ar.ioTW d1•1l(' Ut ,·oJ(• t.f,(' sia:-<i ~fl'd t uata in ma--sinra parte n r llo :-:torn:t•·o. Gli (';;ami qwtli1a1 i,·i dPpo11gono c1Httqll e pi('nanwlltc> in fa,·ore. cle1l":t,.;sor uinwnt o ch'Ila rhinina in t·a,'ol<·ltt'. P n ò, come ho ~iù rirord::tto,


RICf:RCHE SULL' ASSORBIM.EN'l'O El) l!:LI:\IU'AZIONE DELLA OHL.'<lNA, J::CC.

309

non sarebbero di per sè sufficienti da permettere di trarre conclusioni anche a riguardo delle misura in cui avviene l'assorbimento, senza. il sussidio di dati quantitati vi. Perciò le attuali ricerche sono st;ate completate con esami quantit~ttivi e comparativi, allo scopo cioè di determinare la quantità d~chinina eliminata da uno stesso indhiduo, sia. in seguito a somministrazione di tavolette inte1:e, s ia dopo somministrazione di tavolette della stessa qualità, ma fina.mente polverizzate. In tal modo soltanto è possibile mettere pienamente in evidenza l'influenza che esercita di per sè la forma sull'assorbimento del farmaco. Come ho già accennato, la, ricerca. quantitativa della chinina nell' urina non è così agevole come quella, qualitativa. I metodi c.ltc ~i conoscono sono, è vero, parecchi, ma nessuno che dia pieno affidamento. Giemsa e Schaumann, bello studio critico s perimentale sui metodi di dosa.ggio della chinina, sono giunti alla conclusione che il migliore è quello della estrazione con etere, del quale si era servito anche Mariani nelle sue importanti ricerche ~·ull'a.ssorbimenlio ed eliminazione della, chiruna. Il metodo consigliato dai detti autori può in breve così riasstimerl·d : a.lcalinizzazione dell'urina con soluzione normale di soda c~mstica, quin<li estrazione con etere (50 centimetri cubici) da ripetere tre volte sbattendo fortemente. Sepa.ra.zione dell'etere, riunione delle t re porzioni di questo e. lavaggio con pic<'ola quantità di acqua distillata. Evaporazione dell'etere a bagno maria sotto corrente d'a1·ia.. Ripresa del residuo con cloroformio. Filtrazione. Eva.p orazione in pesafiltro a moderato calore, quindi essiccamento a 120o per un'ora e pesa,ta . n procedimento che aveva :>eguito ~la­ riaru era sostanzialmente lo stesso; difiPriva. solo in questo che, dopo evaporazione dell'etNe, egli riprendeva il residuo con acido Eolforico, poi al· calinizzava, estraeva nuovamente con etere, evaporava, essiccava a 120° ed in ultimo pesava.. Dopo diverse prove prelimina.ri, sia. den·uno come dell'altro procedimento ho potuto consta.tare che la doppia estrazione con etere pra.ticata da, Mariani fa perdere una maggior quantità di a.Ica.toide, dato che, nonosta.nte tutte le precauzioni, non è assolutamente possibile ottenere la completa separazione dell'etere, e per conseguenza la cst.razione di tutta la chinina. Invece, col metodo seguito da Giemsa, la perdita di alcaloide è assai minore, senza per questo che ne scapit,i la. sicurezza. del processo di estrazione. Perciò mi sono attenuto a tale met odo, con il seguente procedimento: Raccolta delle urine eliminate nelle 24 ore s uccessive alla somministrazione della chinina. Prelcva rnento di 1W terzo di esse cd acièificazione con piccola quantità di acido solforico, il quale, come giustamente ha messo in evidenza ~ [ariani, impedisce la formazione di una emulsione molto intensa. col successivo s battimento con etere, enJUlsione che, una volta formata, è assai difficile da eliminare. Fvaporazione dell'urina. fino a riduzione a 200 conti metri cubici, quindi alcalinizzazione ed estrazione come sopra indicata. Ottenuto il residuo nel pesa filtro ho pesato dopo essiccamento di un 'ora a 120°; quindi, per accertare che il residuo fosse dovut o unicamente alla chinina,, lo ho ripreso con piccola quantità. di acido solforico diluito, saggiando infine con il rea.t.tivo del '!'am·et e colla prova della ta.lleiochina. Un inconveniente di questo metodo, del quale fa anche cenno ~{ariani, è che l'etere estrae, insieme con la chinina, anche i pigmenti urinari. Di-

•


310

RI(' ERC'IfF. SU LL'AS'iORllJMB!"TO El> ELD1TNAZJONE OI•:l,LA C HI N I~A, ~~CC .

f<ttt.i il ùl'l lo aut.or e, ~n>P nùo t ra ttato con etPre a lc une urine <h·l tutto lib !•re da c hinin a é da altri alc·a loidi, una volht estra;.;~e 1 5 milligrammi d i pignwuti e urfaltt·a volt.<l 8 miUigramnti . ~t· lle prove p n•l irninari, qU<IIi risultano d a lla tabella I, nn . .5-6-7, ho o t.t<' n u t o d.t<' d a 400 ce n ti metri cubici d i ur ina norr n a lt' t'et Ne ha estratto da 5 a 10 milligra.lllmi di t.a li pigmenti. L a qu<lntità non è n otevole e pt>r lP a t tnali ricen·lw 'li importauza non P<'Ct'ssiva , t.rattandos i di esperien~ (·ornp arative. Ino lt•·•' è tln t <'IWr f'onto del compenso <·llC s i l'tabilis(:C con la Jll'l'tli ta ddl'a lcaloide, dont t.a al fatto che una piecola. p arte d cll'et.ere 11011 s i :<Ppara dalliquid(J r<>st.ante. Di fatti, dopo la :-;e p~traziOJW. a nc:lw qm11.t do f)Uesta è stat.a prolnn ~ata JWL' pan•cchiC' ore, l'urina conserva Re ruprt> un oùon• l't.erco lwn marcato e, :w la :-:agj!iamo col rNttti,·o del T a nrct, previa ev<1porazionc dt' ll'Nt'te <>d a(·itlific<tilione con acido ;;olforico, .tro· viamo, :wbbt>ne in mi,;ura a;;~;ni tt-n nc, a nc·ora po:-;it i ''a. la rc•aziotw d ella <:hinina. Che l'Hert> non rcstit; uisen c·.ompl<'tanwnt e la <·hiuin a. ronfern1ano i dati riport.ati nelln s t cs:o;a tn bt>lla I (nn . l e 2), dov€' app un to ris ult.n c he coll 'nggiunt.a a :?00 <wnt.im€'t ri cubi ci di acqua d il'ti llata di ctg. 5 eli c hiuina pllra~fPr k , !iC"iolta in p oc hi et•ntimctri cubici di a('ido solforico diluito, la qn a nt.it~ di chi ni na. e;;tratta. è :-;tata di g . 0,0-1::-!fi c di O,O,l-1 3 . TAnr-:Lf.A l. Hùmllati dt•llr:. proiJ(• qumtt-ilttl;t:e J>relimil.ari, rlct .se-n·ire camP, controilo del metodo di e.9tra::;ioo.e. d;•lln chinina.

..

H<•,itlnn d <,f pc::>a.fllt t'O

tltiu i utt o 1 ~ ru In id ic ug· giunta

~st I'UZiOllC

in csu 1110

Al·<]lltl cli:<t.illnta

gr. 0,05

::\let odo (: ic· rn~~l

f:tl'. 0,0425

Ml\tc t·ia te

N.

l

Quonlitll di

200 eme.

con CtCI'Il

c~·H:t i cca t o

l'o l c

tl 120°

Pc•·c·t'ntua.le 85 %

!:!

id.

g r . 0,05

•

jrr. 0,()443

»

88,6%

3

Ur in n normu le 400 eme.

g r. 0,06

l)

g r. 0.522

)l

104%

4

id.

gr. 0,05

)l

g r. 0,0507

•

100 %

"'v

id.

-

»

g··· 0,0049

Residuo cost.itnito da. soli. pigmen t i U1·m ar1

Cj

iù.

-

•

g r. 0,0090

id.

7

id.

-

p

gr. 0,0094

id.

-


RICERCH.f: SUT,L'ASSORBDIENTO ED ELBilNAZlONE DELLA C HlNL-.;A, ECC .

:Jll

Tenendo conto che la qua n t ità di pigmenti che est.rac l'etere dallP urine normali corrisponde prc;;so a, poco alla stes~o;a q uan t ità di chini na che si perde nella estrazione, può considerarsi, come ho detto, che vi sia un cNto comp<>nso fra i d ne fa t.tori e c he quindi i. rcxnlta t: i si< w o a.ttend ihiU con una no1'cvole approxxima zione, quale è 1<Ufficit•nte per quE"ste ricerc he. U na riprova di ta le compeo!-:o st;A n('[ fntto che, avendo aggiunto a eme. 400 di urina norma.}(', ctg. 5 di c hinina pura, ho ottenuto un re;;idno quasi ugua le in p(•so all'a lcaloid(• aggiunto (V. tabella I, nn. 3 e 4). Prcnw sse queste conxiùera:don i a. nceeR~o;nrio <' ltia rinwnto del me1;odo Sl'guito, ripo1·to i r<'sultati ot.tcnu t i nPi nove individ ui sott.oposti ad esame. Come ho g i ì~ acct'nnato, olt.re che qna,ntitative ho crHduto ut ile che le ricerche fo~r-wro m1che comparati ve, uel ~cnRo cii)!\ di tPJH'r conto non soltanto d<>lla. percentualE' di chinina eliminata , ma benf;ì d<>lla qnalltit.ì~ eliminata. dallo stcxso individuo. in seguito a som n1 inis1:razione, sia di t;avolctte int t're, sia p olverizz<1te. r,e l'Omminist.razioni sono state fa t.te a digiuno e a. distanza di ,!!iorni ta le che la c hinin a ùc>ll:t prirna somministrazione foxio~e stnta t utta. t' liminat a, («.> quinrli non più manifesta nelle urine col reattivo del Tanret.), prima di effet.t.uare la seconda, dato che l'climinazione può protrars i anche fino al quarto o quinto ~ iorno. Natu ntl ment.p nessuno d egli individui in esame aveva prl'Cl'den l·c'lllenLe ingerito alt.ri a lcaloidi. Nella ta bella II i-!ono riport.at;i i r C'snltM.i ot.tenut.i rlopo la sommini!'ìtrazione di tavolette zuccherate di bisolfato di chinino. Nella taht>lla rn quelli ottenuti in SPgLtito a ROI1lll1Ìllistrazione di ta volette compresse. Ba.~tn. uno sguardo a <)tWxte tn belle per com;t:tt~re !'!enz'ultro una notevole con corda nz~L nella. elimina::.:ionc df'lla chinina, ~ia. in seguito' a ~om­ mini~trazio'ne di tavolette intere s ia polverizzate. E sistono è vero piccolt' differenze in p iù o in ntcno fra l'una e l'a ltnt somministra.zione, ma ciò dipende da condizioni individuali non solo, ma nello stc:-;so individuo da condizioni df'l monwnto. Difa tti in alcuni casi l'elimin azione è s t H.ta leggermente superiore con le t~wolctj.(' intere, in altri con quelle polvnriz?.a,t e . Circa la percentuale di eliminazione della c hinina. con l'urina, i d ati da m(~ ottenut i confermano che, con la somministrazione a di~iuno, nelle prime 24 ore la eliminazione- varia fra. il20 ed il 30 %. In un solo caso non s uperò ill3 %, ed essendo stati uguali i r<>sultati in t nttc e due le prove, èd'l escludere c he la minore eliminazione sia dipesa dalla torma di somministr azione del farmaco. Tileine dà come media il 21,91 %, Mariani il 24,70 %, Flanùni il 24,60 %, Schmit1dl 19,50 %, Oiemsa e Scha.uma.nn il 25,80 %. Come considerazione d 'ordine generale, sia d a.i da.ti delle 1·icerche qualitative come da quelli delle qua nti tative, creùo poter concludere che la forma di tavolette non ostacola l'assorbi111ento della c hinina, purc hè lo tavolette stesse siano impastate con sostanze facilmente diRgregabili e contengano r·ealnw.nte i sali di c hininn.. E poichè in Italia tali condizioni sono aasicura.te, essendo Ja. fabbricazione gestita. dallo Stato, lafiducia. in ta.le forma di somministrazionc può essere completa. Naturalmente, ouando le circostanze lo permetteranno, come ad esempio negli ospedali, pot rà forse essere preferibile la somntinistra-


w

TABELLA Il.

1>:1

Risuùati delle ricerche quantitatìve deUa chinina nelle uriae, 13.9/!.(lt~ile dopo somministrazione (li tavolette zuccherate di frisolfato di chinina.

eo

~

1'1

:g

Num~ro

d\ tavolette

somm.ln.lslratc

:c

Bmnmiub;truzlono di tuvokltc Y.UOohenll<• poherluate

Sonuntnlstrazlone di ta.-olctle zucchcraLc Intere Qno.utitìl

o

·- :. ._, §.9 ~

totale ~·-:<= Equlva- Qll(tntità Q Ut\11 t it à Residuo dl ce.:-;lente di di chinina ~t::ò ::~"'"" in uri nn del urina PW'U chlnina =-.!! earu:nicllmlno.lu pura delle nata PC!;{llllt re ... l:.~~ nello 1/IS 59 "/o 24 ore 24 oro

Numt>.r·n <li t.a\'o let le

, a_';,; <.;= ... H

ijOtnmlnlstrn.tc

t'l

-<>os Quantità ro;:::c totale o.J;o;qulvo.- Quantità Quantità R<>slduo l!)- C eli lcnl-tt di di cblldna ~lg in urina del urina JllU'& ohlniua Clit\llll· -' ~.§= nat,a pura dcUu ne;,t~~~ fil l t'O olimtunta ~~~ n olio 00 . ,. 1/ 8 21 ore 24 ore H

_,._

.

"'

tf>

~-~

tf>

g

...,..tll ~

!:Il

z

l

>'l

o

!:Il

3 - pnri 1\ c tg. GO ctg. :1;;,~ di blsolta.to

1170cmc. 390cmc. gr.0,0337 gr.O.lOU 28,5

o·. ~ di bisolfato

')'lari 11 ctg. 1\0

o tg. 35,4.

1550 eme. 520 eme.

8'1', 0,0371

gt·.0.0371 31,5 .,.

ti

t'l

t:

a: ~

;,..

S - par i a ctg. 00 otg. S5,-l dJ h Iso1ro.to

l350cmc. 4i>Oomo. gr.u,Mal 8'1',0,1053 29,; 0 ;'., ~ - l>III'Ì IL (Il g. GO o tg. ~5.~ di blsollo.to

N

2220cmo. 740 eme. gr.0,0340 g1·.0,1020 2$,8 . , .

~

('l

~t' r-<

s

pari a. otg. 60 ctg. 3f>,4 di blsol!ato c

1880 ome. 680 amo. gr, O,CJ2:lll gr.O,Uol7

20 °/o

pari 11 ctg. 60

j

di blsolla.to

ctg. au,4

17l>U ome. bi!~ 011\C.

gr. u,tr!-12 gr.0,0726 20,5 . ,.,

o.

o

~

z > pari Bo tg. 80 c.tg.n.z H20omc. <tiGOIUC. gr. 0,0!18 gl'. 0,06$4. di blsoUnto

4 -

l

1~.8 . ,.

~ -

pari a. o (,g. BO ctg.H,2

d\ blsol!oto

1800 eme. 000 cruc. gr. o,c)'205 gr. o,ocus

13 .,.

t'l

o

C'l

-


TABELLA

III.

Risultati delle ·r icerche. quantitative della chinina nelle u·r ine, ueguite dopo BomminiBirazione di tavolette compresse di bisolfato di chinina. ~-

--

--

-----

...

~ :

o

t'l

~

l'l

o

Sommlt>lstrazlone tll ta'•olctt€' compJ·('s;;c Intere

~

f'ommluistrazionC' ùi tavolette compresse poiYerluate

(Jj

Numero di tavolett.e sonunin1Jrtralo

Quantità :;:;~~ o ·totale Equi vii.· Quantità QnnntiLì\ HesldtJO ùl lente di ';~:c dl olùnlna :co ul'ina lu del urlo a pura chinillf\ i:'§!! e11ami· cllmlua.ta 8.=0 nata PIU·a delle IH)t'a Ili tro .. <>'O 59 .,. n<:lle 1·a 2-t oro 24 ore

Q-=

:::\umcro di tavolette :;<lmJulnlbtrntc

~

Quaut.ità :;:;~~ Equh·a· Q\lllUlltà Quu.ntltà Residuo totnle e> .E'E di lente dl di •P :d In urina del chinina ::l~<> w· l n a ~· d vura chinina esami· c pura dello nata vc•a li ltror lhnlna.la <>.=~<i~ ' nelle 1{3 59 °io 24 ore 24 oro f

et g. :JJ.4

lSOOt·mc. tiO\) CJUC. gr. 0.0310 gr. 0.(1930 25.5 °j0

3 rari u ctg. uo di lll;;ol!nt.,

cl g. 35,t

m o

!è

t1l

~

!'l

l 3 pari n clg. 'IO di hlijoiCato

~

t" ~-

~

o

1395t·mc. 4fl5 l'lll('. gr. 0,033-1

s•·. o.wo~ 28,3 /u 11

M

l:l

l'l

c0:: 3 puri a clg. 60 di hioolfa t o

('l g. 35.4

1:!50 ('0\C, 450 (.'1\J(', gr. (},0336 gJ'. 0,1008 2t\5°IO

3 pad o ctg. (IO di bisoitl•t.o

Cl!l'. 35,t

1:.00 C'll\C. &1.)11 01110.

gr. 0,0360 gt·. 0,1080 30,5 .,.

.... z > N

oz · !'l

5 pari a gr. l d! bhtolfnto

t'tg. 59

1200 c-1nc. 4!l0 eme.

QT. (l,0~4

gr. O,ltl;lt 21,s •r.

<.'(g. 59

;, pori a gr. 1 di

2:111\1 eme. 791.1 eme.

g•·.O,Oi>l~

gJ·.O,lS:l\l

l.ll~oLre.to

~6

or

'"

l:l

!'l t< t"

>

3 pari a ctg. 00 d l bi ;:oliato

c tg. 35,4

1410cmc. HO eme. gr. 0,0320 gt·. 0,0000 27

.,.

(")

3 pari a ct.g. f.O di hii!Oi!l\to

et g. S5,4

1670cmc. 500cmc. gr. 0,0340 gr.o,1020 28,9 .,.

~

z

> !'l

6 pari t\ gr. l di bisolfato

c tg. 59

1380 eme. 400omc. gr. 0,0663 gr. 0,1V81l 38,7 .,.

Spari a gr. l ili bisolfato

ctg. 50

.

!6i'>O oroo. 1\50 cmo. gr.0,0-!60 gr.0,1380

2r. •t.

(") (')

-...,

~


31 ~

HlC"E IU'HE SUT.J,'As:;O KI.IDII·: :-."TO EU EL Dli~AZlO ~if: OF:LLA ('lfl!-ilNA, E CC.

zi one <h•ll a c·binina. in poiYrre, ma ad uso prnlì lat.tico e per le necessità co lon inli, nonchè per le 1-r n pJ><' in manona od in guerra, p r r lequa li è a:-;sui in c·omudo il trasporto c la JH't>parazinne del farmaco in polvere, potranno le nnstr<• taYOI<•ttr (':<s<·r(' u tilizza l<' con piena fiducia. lllf\LIO<; B.·U ' fA. Ascou Y. - Lo mflloria.- T twinn. Cnion<' T ip. t;d ill'ic·P, l !ll!i. B ALDO . ! A . Drlt•rminaziflll" qtw11titalira df'/ rltinino nr/l'uri•ta e nel sangue. • A.u i d!èllu :-\ol'ielà pc·r gli ,.;tut! i d(·llu nmlar·in "• Yol. J,)u. BALDO:->r A. Stdlf'l t·•·o zi<m•' che ,,,; !n rhi11ilw lrt!llu trt C'Jn acqua d i r:loro ecl 01ilfll(,niru·a m.<,lto dilu ita. - '' Il Pnlidiuic·() "· sez. m ed icn, l fllli, X. 2. HT.,\~C ' IIAIUJ )[. l A'" ilu:~uccéx dc 1<1 quinilte 7Jr f' l'l!lllire dus à l'i11solulrilité dR.<J rmnJ,ri m cs. " B11llelm df' In ;-o;oc·it'•t<\ d•· Jl>ll h o!()g i" Pxot iq"e ''• maggio 1922. Dr J 'A('~; l. - 8ullr1 thmi1111;iou(' dr ' biclvridrnl'l di clii>lÌIHl 1>i'T le urine.- " La )1,dariolo)!i>l "· agosto l H:'!:l. D rosr,.;r .A. Lr.t malaria ll l'llc 117'/'(' ndent<·. - " Gi<ormtlo ùi medicina mili t.tre "• fuse. fl", 192 1. FL.\\II S I :\L [;r,x,<orhinu•ntu dfl[ lu nmtl'J di chi11i11a IIPi bmn iH'ni ed i l StiO u.•o /JrfJ{ilalfit•fl t; I<Nifl~ttfico mila mrduria ittJ<wfilP. - " Atti dl'lla :)oeictà p e t· gl i s r udi dt•lla nwlaria "• uunv I !!O:i. (! Anr.ro (; , -:dulia i11ir•zirme iporknnica tli cl•>rirlralo d i chil!ii!O C'Oit urela no. " Art i dt'llu ~«t• it>t ÌI t :<'r' j:!li studi d<' llll lll ' ll tl i 'ÌH " • vo l. ; o, 1!105. C:A";\" •\R.<.; r"r D. .J. \'uot't• rrozitmi r.romntirhl' ddla chi11ii•Ct . - ~ Il P o li c lini co. Sf'zione ntl·dirH "· 11nno 11-1 17. fa:-<r·. il 0. C:n: .\1:-lA c· •'-'l' llA l:~tASS. l'lt ;tnrwko!Ofti-~l'hl! wuJ clu ml~<ch. pt.isitJl. S t1ulicn iibrr chinin . - '' .\rt· hiv fii1· >'l'hitis un·! Lro p l'r1 H _q~iPII<' ., , Uipzig, 1907. (;n;)ts,., e H .\LilEHTA .' l . (h~>r dat< l'erhaltrn r/1-s chiuht.~ i11 mttJiliC'hlic.hen Oryani.~utus. " l kut:-;chc :\[c•cl. \\ 'o,. hen«..tu·ift "• !\O 48. 19 17. lAC0.~ :-<'1·: 1.1. ,')u/l'rJ.'jf/!n·bim ell l'l dr/la c/, iwillo in (urnw di ta/1/oidi. - ~ Atti d e ll a. Koc i••t à )lt'l' gli ,.;t w li clrol l,t nwl n rin "· Y<} l. 4 0, · l!lll:l. L A:O:t: l·: aos :\L .A 7,1·upos cle.~ l'ompri m é.• de 11d..~ r/t• quil<i11e . - • Bulletin cle In :-icw it~té de p a tho lo)!it' e xo1 ic1uo "• cl ic-~>m h•·f'> 1!1~2. LE<:J~ n \1. f' Brm r E H. E. La qui11i1tP !JIJ(I.s jorm.e de comp·iméa et son el im i nwio11 1XJI.lr !'w·i11e. ~ Bu!l r t in dt• lu KuC'i•'·l (• -!t> par h n loj:!ie t>xutique, ottobte 1922. ì\[ATUA:-11 F. L 'a .•.wJr!Jimeu to e l'dimino:.ione dt•Un cltiJtiiW e dri suoi sali. « Alti d ••lla 1->cwit:I!Ì pe t' gl i ,:;t uo! t d t>lht nml a ri.a n, Yol. :)<>, 190~. Po KTA)IO T. E.~wm<· dt'/ll' p•ù imt,r,rtan li n cq uisizio11i }o/le duran te la guen·a n rl ('(111I JY> "'' Ila malaria. - ,, li P uliC'I ini co .. , luglio 1!121). Pl·:J> r ~ f:. i':.l'trar·ticm et rlo.9age rle pt·tilrs qw:mlite.~ cws quinine dana l'urin e. " La l'n'•:<;<e nwd ica!t· n, !'l't t~'mbrl" lVI S. Rc:H I AS'"J F. 8nll'ur:tanizzazione dvl srn·i;,io d i pl'u(ìla.~.~i contro /.(1. malaria 1'11>1·nd/' vserrito mobilitulo durante ln. camprtrJIIO !li guerr" 111 15- 1!) 18. - "G iornti l~ di mPclieintl miliJar'<' , , 11)21. ScuL\SS[ F. L a m.tlla?·ia. - Editor<• Cuppl"l!i, Dologna, 1!123. Sl-:IIJI~LlN H. - Au .çujet dcs comprh~tés dP qtàniue. « l-hdl e tin d e la. Société d <' pi\tholog-it' f'xotiql ll' », ottolll'<' Hl:!2. SE IH:EST ET. I•\>Lgy H. t> t CAT \ NE l A. A u ,çu jff rll' l 'élimiuation. rl.e l a. quinhll' ausorbée -~OUS fo rme de rompri més drrtgéi/iés. - " Bullet in d<> la. ;:)ociété d e pnthologi e? cxot iqul' .. , Hl~!!.. x o l. Tr·:tl'IDIAXN lì'. - 1\lini.Yc/te tmrl c'xpr-rimen/Pl/e Sturfi~n itber clic. Chininyewolmung de.:J rnen.~r:hlichvn J( 6·rper.9 u>11.l r/i('. .9fheimb(lr (..'hillin/P-~tiykeit. der i'Vlalari.aplas-

fiWdien . - a D t• u tMC hL' ~h•d . \\'odwnsrhrift •, _No :l:'i, Hll7. - UbPr dif' rt~tfto. FiirhWtfl d1w chiniu.~ cltach P erroryanka.liurn.- • Ann.

Yoc 1,L A.

d e r ci JL'm. ltnrl ! >hlll'm. " · Br!. su, 185:3 (citato da B a ldo ni). Vor;r-:L A. - Ufwr di e chiJtiHreactirm mi t ferracyon kalium. - « Z e it. fiir am1.!. Ch<'lll. ''• Bel. 2:1, l ~!l.J. (i·itu \ o dll Bnldoni).


315

CASUISTICA CLINICA O::ìPEDALE :\(TLITARJ!: PHTXClPALE DI BOLOUXA dir·ettor e colomwllo uted ico L' . STI~FAXO

L'azione del cloridrato di emetina in un caso di epatite acuta infettiva, seguita da guarigipne clinica prr il dott. Aurelio De Mari nis, ctt.pittmo medico.

r.u. numcro:';H cMdstica di guarigioni di <'patiti amebiche con un trattamento razionale di cloTidnlt~o di eJJH'tina. ed il concetto od ierno ben dimostra.t o che l 'ame bia,;i non è sol1.anto un a ma la t ti a dei <'li mi t.ropi<"ali , farebbe scmbrarr il cm;o, che v;tdo a dt•scrivcrc, una. inutile r ipctizionc; ma. sono :.;t.ato indotto a farlo p('l' gli o1 timi risult<lti conl"<'gniti eon il :mddt•tt.o metlic<tm<•nto, in un c;l;;o di cpa1.itc, ad eziologia. oscura. M'. 1.-., soltlo.to tlr llo ch.-;l"e l flO:l . dr l di,.:tt·t'tto di Pf'l·ugia, d e lln 4" compagnia eli s us.c;ist r nza. fu t·ic;O\'C' t'ato d'urgrnzn il 4 st·t t(•nthre l 023nellc oro della srrt~ n l rClHII'to uwclirino, di que;<t.'ospPdale p e r<:h r· impro\·,·isarnente, mc11tre ern in bmudn, fu colto da hri,·idi inletl--<i, 1:'1\"\VM.ione f~·hhri l e . dn. dolo re al di sotto ddl'nreo c•ostale >:ini,;t.ro. Dtte giorni prima. rife risc-~ c he ehhe vomito e dolot·i al l'a dd ome. D~tll'ufti· ei~:~ l e di guanlit~ gli fu prat.icMa ww. inie;don.e di mot·fìnn. e, dopo qualc-he om. c:E'>"o:ato il dolore, l'a.mmn.lato hn ripo::<ato durant e la no tte. Durante la perntaiwnza nel rq>arto medi cina., come •·isulta dalle Oi'St'rvazioni cliniche, ha <Wuto febbre <'Ont.inua •·emittentE', non snpemnrlo però mai la trmpel'!\· tura di ~soo. L'ammalato si la~'llll. <ii dolore alla ,:;palla destra e dolori addominali c011 loealizznzione inteni!-Ìva all'ipocondrio destro. In dato 1o ottobre >'i leggon o i st•guE'uti d ati c linici : individu0 fot·teme nte d c>JWt·ito ed oligoern ico. All'esame doll'>lppni'UtO J'C>>: pimt01io: ipo fo.nesi poste1·io re latc•ntle de l lobo infc>riore del polmone destro, do\'O si ascolt.nno mntoli crepi · tanti; ipofonc!'ii d e lle fos><e "'01ll't\ e !'\Otto chwicohui con qual ch e r1.1.ntolo crepi· tanto a si ni>'tn• e •·espiro soffiantfl a. destm. Addome t~~so. milza aumentata di volume, proba,b ile s ierosite pe t·itoneale, toni cardinc;i de boli. 13 ottobre: TI fegato e la milza sono notevolmente aumentati di ,·olume, addome teso e mctf"orico. 14 ottobre: Condizioni obbiettive inval'ia.te, polso un poc bino migliorato, tem· peratura. m. 3304, s. 3706, 15 ottobre: Ventre sempre molto teso, fegato e m ilza molto gro:>si. 16 ottob-r e: F eci colorate. poltacee, urine scurE\, schiurnose. L'A. appare un poco r>iì• sollevato, ma continua ad accusare dolore mol(~sto alla sp111la dcstl'a; polso piccolo e frequente 92 al m'. Addome teso, fegato all'ornbel licnle lrnsversa, milza g rossa, lingut~- patino'!a.. 17 ottobre : Pol;;o piccolo e vuoto. 18 otfobre : F enomeni di collasso ; polso piccolo e frequente. 19 ottobre: Previo con,;ulto col prof. Ange le~ti, capo t•opa.rto rli chirlll'gia, si t.•·asferi.c;ce in questo repn.1to, cs~enrlo Rtata rinonosciuta, di comnue arc01·rlo, l 'o p · portunità di un intervento operati\'O (la.parotomiu esplorativa), qualom le condizioni dell'infermo lo consentis.-<ero.


316

L'AZIO='E DEL CLORIDRATO 01 E .\ IETINA J.S ti:< CASO DJ EP.-l.T!TF., ECC.

,\]l'atto del ~<uo trasferimento l'A. appart- in uno stt~to di profonda eacht-~<:>ia g('nm·t~le: ha anOrt"","it~ , stanchezza, dL<>turbi nell'alvo. D olore pen;istente ed accentuato alla spt~lla destra e sinL-;tra. A11amne.~i: madre mor·ta a 48 anni. pare in seguito a neopl11;;ia atl.dominale ; il p>l<lt·e lllorto all'età di 64 anni di rnole.ttia che non sa preci...;are. ~ulla a carico d e i collatPrali. Non ha 11offert o le comuni malattie dell'infanzia. E sercita da borghe~<C il rne;;tien• di fornaio. Un anno pr·ima c irctt. di v enire sotto le urmi s i «mmalò di itt<•ri:z:ia cat«rral e . r!i e11i guarì 15 giorni rlopo. ~e,(!a s ifilide e malaria.. ~on ha abusato di ,·ino, non tfumatore. È giunto .;otto l~> anni colla c la,;::.e 1903. Esame obòielli,·o: Appttrt- emì:t<·iM<>, di colorito paglie rin o ; addome tumido c·on appianamento dello cif'~ttric~> onrbf:'llic·ale. Dur·ante la degl'nz.a nel primo n•pMtO medicinA. r·iferi.->ce Ili aver a\·uto d11e epistassi piuttoxto a hbonrlanti. All'e:<tt.rnt> dei vari organi ed apparec·chi !'i rikva quanto appre"-;o: si pro\·oca vivo do lort> all'llia t-putif'a alla palpazione. Alla per·cu~"ione si hanno i sc·guenti rilievi ~<u lla ottu;;ità a.'<soluta, dl'l fegato : snll t~ para.ster·nale e sulla nramnrilln•·c ar·riva alltl. 4" co;:tola.; >nrll'»scelhu·e rn!Xlia a lla 6" co><tola; s ulla ,:;eH polare alla 7• CO><tola; in ba...;so al lin.,llo de lla linea bicrestoiliar;a tra:n·ersa. !\o n sì riesce ad apprezzare la :;uperficie del fE'gato per l'enorme tensione d elle pare t i addominali. La 111ilza aumentata di volume nei suoi di,·er·si diamet•·i; in basso deborda circa tre dita tra.<;\"(~rse tlall'arcma costal e. Que><t'o rgn.no è dolente allu palpazione. :-ii apprezza ><ra rf:a pn·sc·nza di liquido libero nel Ct\\'0 adtlorninale. Ha lie,·i disturbi nell ah·o, le feci di colorito normal t>. LitJ \'Ì fatti catarrali a eal'ico df•ll'nppnrecchio respiratorio. Nulla di pat<llOjZico a carico dC'IJ'apparf'c('hio cardio-n~oseolare. N egativo l'esame del s ist ema nervoso centrale e pe•·ifcrico. ' 21 sellembre 1923. Ri <:er·ca del bacillo di K och n«- ll'es<·r'E>ato : negativo. E.w.m~e clt>.lle feci: l,;on1 di Tr·icoceph!llu-" e presenza di baclerium coli. Non s i r·i IP,.II pre>scnza d i ::.ungu('\ oc·culto cou la ben7.oidina. Yar·ii esami della urina hanno rilt?\'O.lo u·accie di a lbull\ina e lH'PSC'IIZfl· di pigmenti. biliAJ'Ì, di ur0bilina. e di zuoclwro. )ion furono ri;;contrati pal·&;,;iti malarici n el ::.angu e.

Esmne del srmyue : F 'Jnmda lt-ucocita ria; (!;I'O"'><Ì lllOn<Hntc:h'ati 8 °~: forme. di pil.--saggio: 3 °'~; linfociti: 28 %; polinudeàli neutrofìli: 59 ~ 0 ; polinucleati eosinofoli : 2 °~; nor,nobla.«ti a,.:;sP nti. Un :-weondo esame prati(:at.o a bre,·e di,.,tunza. pur restand o Ìn\·ariati gli altri dati, Ira rile\·ato B."':if'll7.A. di nuclcati eo,;inotili. Sierodia.gno.,i per l'echinococcosi: Precip it o •·eM:ione negati,-.,, R e .. zi<m<' Bonlet·Gf'ngou. devia;r.ione del compl('m('nto : ncga.tiva.. La rea7.iOIIé' \\' a.'ISE' J'nJunn pr·atic••ta due volte. n<•gati\'a. !\nn ,:;ono ><Lat i f'-'<P!!lliti i l"a.ggi d r ll n funziona.litÌI epat.ica, e,-:::cndo qne:>ta rimal'<ta inalterata, poichè il fpgato è stato in grado di a,:;similar·e 100 gmnu11i di levu· )osio. · L' Mame radio.•copir·o e rndiogra(u;o hanno d imo:>t r·ato una q ual'<i llR~nlut-a im· lllObilitlt dt'lln cupola diafrarnmatica. de>< tra da attribuir,;i co u o{rni v eros imi~liaut.a, ulln nu.l.:;sa t>pat.ic·a che le sta al di sotto e che appar·e atnncnlul,a eli volume, tanto da arr iv are in alto (a lla rad io:::eopi11 in piedi) al nmrgine inferiore dPilt\ 5 3 co;: t o la. s ul · l'e•nida,·pf\1'1'; iu bas,.;(, al lin>Jio della linea bic·re:<toi.liuea. ~c'sstma ornbr·a di traspnn·nzn. ~<pc>cit~l e è dato di ns.«<·rnl.J'f' Jwll'ombm epat if'a >"ottodiafnlmn·tatiea . .Pf' r· ((lllll rt o le condizioni gener11 li permnnc~Rscro abbn;.tant:a gm,·i. ritenendosi opporitlll C> un inte•·,·ento opentti\·o.sns).lettundo,:;i la p•·e:wnztl di un asce;s;:oepatico. h\ fnmiglia inter·pelluta. e l'amm<\lnto :<tt-;;~<o h~tnno oppo!' t O un reci,;o •·ifì11to, p et· cui s i È' dovuto snpra-;sf'cl('nl all't~tto operat ivo. :Si è iniziata unn cura nr;;enicale pcw bo~c:>l.

11 27 no,·e•nbre venno•·o praticate clue punture esplorat ive nel fej.!ato e:'ltJ·al·ntlo sunguo pu•·o.


ERITHEMA ffitS

In data del 1° dicemhre s 'inizin, una cum ipodem1ica di cloridrato di emetina. nella dose di 6 centigrammi pro rlie e di 2<:entigmmmi ogni iniezione. Tale dose viene in prosieguo aumentat.a somministrando 9 ctmtigra.mmi al giorno e 3 centigrammi per iruezione sino alla s.onunini.<>trazione complessiva d i l grammo d i tale medicamento, che vione tollerato be ni.<;o:;imo. L'A. non ha nausea. non ha vomito, non ha vert.igini :anzi fin dalle prime inie· zioni incomincia. u.d avvortiJ•e nn lieve stato di benc»;;ere generale. Ha stimolo di appetito. Gli viene somministrata la m e7.za ordinaria. Il dolore alla spalla scompare, la tinta. della cut-e ritorna normA,)e. Si nota scom· par·;<a del liquido endoatldominale e in breve tempo la. milza :'<i riduce nei suoi limiti fisiologi ci. Al ter·min"' ùella ctn·a il fegato è qua:;i nei suoi limiti fis iologici. Il colorito roseo. L'A. è aumentato di peso di circa kg. 20. Guarito viene dimesso.

I risulta.ti vera1nente sorprendenti, ottenuti con la cura di cloridra.to di emetina., che da molti illustJ·i clinici (prof. P onta.no) è ritenuto lo specifico dell'amebiasi intestinale, formano un criterio prezioso per auunette.re la natura amebica dell'epatite nel caso descritto, per quanto non si avesse nessun el<'mento per una tale dia,gnosi. BIBLIOGRAFI A. Il Policlinico - Sezione pratica - anno 1915, pag. 1469 •Fegato infetl ivo acuto». Il Policlinico - SEzione pratica - anno 1918, pag. 11 61. La Presse 1lrlédicale 10 ft' bbraio 1919. Patologia Medica, Strumpell.

CLINICA DERMOSIFILOPATICA DELLA R. UNI VERSITA DI BOLOCNA di1·etta dnl prof. D . i\iAJOCCHI

ERITHEMA IRIS ( Oont1•1b u to c lini c o e d is top a tologfco)

per il dott. Nicola Tedeschi, capitano medico, aiuto onor'tlrio.

Le dermatosi iridatc acquiRta.no p er i loro c~u·atteri un notevole int~>resse. I cusi clinici non sono molto frefJuenti c quello da me osservato mi pare sia drgno di essere illustrato per la, sua esplosione, per la tipicità dell<> chiazze iridate e per la sna risoluzione . · Ho potuto srguire la dermatosi n<>lle sue fasi, csseudo il pa.r.ientc un milita.rt' della 4a compagnia di Sa.nità con sede a Bologna. Ho pr«>scnta1;o il paziente nll'osserva,;r,ione del mio illu;;t;re Mnesh·o prof. Majoechi, all'ambulatorio dell~~ R. C) inica. Dermosifllopati(:a, e per suo consiglio ne ho fatto ogg<'t.to della, prc::;ent(~ comunicazione. Dopo il 30 giorno dall'insorg<.·n· della dermatof>i ho c.<:eguito una biop~ia, s ulla quale riferirò.


318

ERtTHt::~IA

IRIS

Soldat o D . Ctu·lo di Gioacchino. c la.«"e I 903, d is t.retto di Tori no. Ma{l r·e morta. n 49 anni d i t.nhereolosi polmonare : pndr·e ,·ivente e !'<nho. U pazie nte è l'nl.t.imo nato di 8 fig li, <li c ui 6 mf\schi e 2 fe mmine. t.utti vive nti e che godono hLLOIUl HctJut.e . Kut o a ter•rn ine . ebbe allattamento mate rno. A l 2 anni soffeL·se di morbillo senza com pl icnnze . A 1li ann i ><i ammalò cl'inflenza con gravi cornplic>azioni d e ll'appal·eecJrio n'spi r·attwio, p er cui l'intc rmo corse pericolo di v it.a e r·imase a le tto o lt.re 40 ~tiorni. ~on ;;i t'o ntttgiò mai di malattie vencree-><ifìlitich<E'. Non lHt mai pnttkato c ure rico><titucnti nc' lX'!' bocc--a n•; pcr iniE>z.ioni. t ron tiHlino: n on è fnrn!\tore . ò par·ro mangintorc. e m odi co hc,·itoi'P ~è poro d edito a · \'onere . Nel luglio l 022 inqH·ovvi;;A.rncn te notò :,;u l'atnbito eutaneo un' C' nr?.ione con le c nrattEwist idw el i qrrf'lla attuale. m{t mPno ('><tf'><a: ilpaz ic>nte lttt.a·ibui l'ernzio ne all"nzione d e i rnl()!i soluri, 1wrclrè egli in CJIIPII 'cpoca miete,·o. La d,•rmatoRi era nccompn)!llul u •lu per·iodiNI fnbb re e pa·ovocny a un senso di intonso caloa·e . c he fu a ttutit o dul pnziE>nt.o con d ei uog Bi quotidia11i p<> r· c ii'('O IO giorni. quant,o !'<a re bbe <lr u·atn In fttst• u<·uta dr e il paziente identifi Nt con quella dl.'ll)l'rrdore. LA d ermatos i si con.;c-rv ò. d odinò e :-4 t<><Hm·ì in c irca, 2 me-;i. Da quest"(• poca in poi n on e bbe a lannc n111r!:' alnm di ><turno . l"u chia.m a t o al le anni con la ;:;ua r-lass(•, a tTuolato n ella 4" co a~pagniu di ~uni r h preso l')tl.rte ulle istn1zioni e agli ordinaa·i servizi d <:> i soldat a. fl 14 mu~gio 1923 cominciò ad 11\'V<'l'tire. S<'nza C!Ht><e nppa·ezzahili, un s<:> nso di calot e . che s'n<'Cent.uò verso s('ra e rilJ!~i unso il massimo d ' it~t f'n tsi lit n el la nott e . 11 senso di moh~:;to ca lo re e>ra aecompngnato d a fe blm'~ e al mattino il pazionte os:::or·vcì l'<>ruzi onP, pet c ui il gir>rno 17 s i p rnst>n tò a vi;:ito. da m('. l\<-llo stesso g iomo accompo.j:!nai il paziente a ll'o::;sen raz ione d e l mio :\ft\esta·o p r·of. Mojocchi. InsistNH cmente interrogato, il p az ie nte c;;clu~e di aver inger ito dei mod icn mc:-nt.i di sorta, no nc:hò d' a nH· m a ngiato c·ibi speciali. come frutt.a d i mare, carne di 1wsne in conserva, fmLtll Q('et·bc, ecc. E g li a.'<sc rl d 'avr•a· t·onstu nat.o il rancio in ' l istri buzione . L 'esame obbiettivo fatto alltL dat a del 17 maggio Hl23 ml;;e in evidenza i segu<"n t i da t i : Individuo di stat.ura nor·rnalc, in buone condizioni di nutrizione e sanguifica.ziono ; A 71pnralo locomotore : normale ; A]Jparato linfo-ghialldohrre: negativo; Ap7mrato respiratorio : iutcgr o ; A ]Jpa·m to circoi<ltorio: fì>"iologiC'amt>nte funzionante; Orçtwli genito-Hrinari: non si riscont a·nno tr·ac<'ie di pr<-gres.~e lesioni, n tì ~'< ul gh innrle, nè sulle mucose d el rprepu7.in : sulla en te de ll'a-<tasi nota. m1a eh iazza c he r·ientra n el quadro d ella. d ermnt osi. Ca1·ottere della dermatosi : al mo nwnto d ella vis ita l' infem10 è trovato affetto da una dermatosi bilatenale . ma n on s imrnotri<'a, Sf'nza sede di predilezion e fa·a lato ostensorio e lato flesso rio, rna a lquanto piìr accentuata alle regioni lombo. I.a d er matosi ò costituita da chiazzi' eritemaLose rotondc~giani ed ovali, dis semi11ate seiYt-a ordine: di grandezza vn r·ia dalla nu mmulare alla seutata. un poco emot·gcnti sul livello <· utaneo. di un colore divet'~'<o a rnisura che dal cent.ro andiamo v e r·so la p eriferia d elle chiazze; esse sono poohi~Rim o dolenti alla pressione e p roducon o un bnrc iore intenso. !,e <·hilctzze non pref<entano s ulla loro s uperfi<'ie nessuna, rilevatezza nè vescicolare, n è papulosa o di altra natura~: le chiazze. p er quanto di g randezza varia, cJj. m ostrano presso a poco la s t.cx><a data di e •·uzione e le tliverse gra.dazioni di colore di c ui s i comp one ogni chia?,za sono quaRi le st.esse. Ogni chiuzza. al centro presenta una macchia puntiforme o 1enticohu·e di colore rosso-bruno, che viene circ-ondata da 2 o 3 anelli concentrici s uccessivi b('n defù1iti, di colore rosso meno int.en.s o e di asp etto iridescent.e.


ERITHE)IA tRIS

319

Le chiaz~e, alla pressione con una la.<:;tt·a d iascopica non scompaiono completamente e si notano dei ptmti bluastri tanto a l centro di esse, che nei successivi anelli concentrici.

Fig. l. -

Fig. l):

Chiazze di erlthoma. lrls aulla. parte posteriore del oorpo.

Di8posizione : la der.m atosi è bilaterale ma non simmetrica ; Fotografia: le chiazze eritematose hanno sede nelle seguenti regioni (vedi V i8o : il viso è indenne da eruzione ; Collo : in corris pondenza del giugulo notasi una chiazza ; Tronco ; anter-iormente : sulla regione pettorale sinistra 3 chiazze ; sulla

ma~aria sinistra 4 chiazze ; sulla mammaria destra 2 chiazze contigue ; sulla epi-

gastrica 2 chiazze ·

'


320

ERITHE.\'IA IRL~

Tronco ; posteriormente : in corrispondenza dall'angolo della scapola. destra 2 chiazze (di queste tma. è st.ata escissa pe1·la biopsia); sulla regione sca.polo-o m erale destra 3 chiazze, di cui due contigue; sulla regione lombare di destra, 2 chiaz ze ; sulla. regione vertebrale Ìll corrispondenza della quarta lombare altra chiaz7.a e s tlllla lombare sinistra 4 chi.a zze, di cui 2 contigue. A ·rto ttuperiore sinistro : sul d eltoide 3 ch iazze, sull'avambraccio all'int<'nllo al t erzo medio l chiazza, sul dito medio all' interno, altra chiazza; Arto swperiore destro : sulla regione flef<i!Or·ia. del braccio, all'unione del t.erzo inferiore col terzo medio l c hiazza; sulla regione estensoria quasi allo stesso livel lo altre 2 chiazze. Altra chiazza all'esterno del gomito ed altra sulla regione int erna d ell'anulare ; Arto inferiore sinistro: sul gluteo, 3 chiazze, di cui 2 contigue; sulla co:;cia al t et·zo s uperiore, 1·egione late rale estema, 2 c hiazze; al terzo medio anteriormente 3 chiazze ed alt.ra nel terzo inferiore; all' interno d el terzo medio, altra chiazza; posteriormente sul teJ'ZO m edio e >ml terzo inferiore altre 5 chiazze. Al ginocchio in corris pondenza della t•otula una chiazza e sul cavo poplìteo 3 chiazze, di cui 2 cont.igue. Alla g~mba lato inte rno al ter·zo superiore 2 chiazze; Arto inferiore dest;ro:: SlJI gluteo 5 chiazze, di cui 2 contigue. Alla coscia Jato esterno, al terzo s uperiore, 2 chiazze e a l terzo medio una; al lato interno, terzo m edio, 2 chia~ze; .11-Iucose: le mucose visibili OT·ali, anali e genitali sono i.mnnmi da qualsiasi alterazione. DtAC.:NOSf.

Esclusa l'inge«tione di medicame nt.i e specialmente d'antipirina, la dermatosi presenta i caratteri clinico-morfologici dell'Erithema iris. Il metodo d'erompere, la forma e la figurazione d elle chiazze, i s intomi s ubbie ttivi di bruciore e gli ult:eriori reperti confermarono la diagnosi. RIC.ERf'RE CLINICHE.

D paziente v enne ricoverato nell'ospedale milita•·e ed ho così potuto eseguire alc11ni esami di laboratorio. Con essi mi proporu•,·o di indagare se il mio paziente fosse affetto contemporaneamente da qualche malattia allo stato latente, essendo ritJSCito negativo l'esame clinico. La siero-reazione di TVas.sermann eseguita 2 volte alla distanza di 30 giorni, è stata negativa (Emolis i completa). La siét·o-f/occt(lazìone (D- M. R .) e la. reazione d'intorbidamento di Jllleinicke (.\i. T. R.) eseguit:e contemporaneamente d ettoro risultato anche n egativo. L'esame delle urine, praticato numero:<~ volte, no n ha rivelat-o mùla di pat.o. logico; non s i sono rL<>contrate n eppure traccie di albumina: la ricerca dell'emat.op orfil·ina tanto per via chimica che allo spettroscopio ha dato risultati negativi. L 'esame ~rom ocitomc·tTico del sang11e : emo~lobina 82 (Flaiscb l); g lobuli rossi 4. 800.000; ~lobtrl i bianchi 9760: Ya lore ~lobulare 0.87. Fomwl<t leucocitaria; polinucl e~;~ti ne\JtroJi li f\4 %; e:;osinofili 4 % ; basofili l %; m ononuc lcati grandi e m edi 12%; linfociti 18 %; fo r·me di pns,;a.ggio l %L'emocultm·a con san~ne preleYalo da una yena della piega cie l gomito, t.ent.atR. t anto nell'acme clelia d e •·m atosi che al suo dec:linare, è rimu:;ta completament e sterile. ],a cutirf'(lzione con tube rcolina umano n on ha dat o nè reazione locale, n è generale.

N'cll'ncme dc>ll't•nrzi<mc 1\ !<Ialo c>;:;<·i,.:~o nn lem bo <l i cute c>orrisponùentc acl una chiazza. Il pc:r.mtto biop::-ato i> ::<tato fi!".« nto c inclu!<O in parafino. L e sezioni furono trnttate N> l\ di\'l'r"i metodi di colm·ll zio n€': eosina e ematol-'silina. Peppenheim, von Gicson e \\'cigcrt..

l

' \


ERlTHI!:MA OUS

321

Rt/perto i8towgico (vedi figg. 2 e 3) : lo strato corneo è più spesso del normale e le lamelle sono in alcuni punti fortemente aderenti e compatte ; in altri sono a forma areolare ed in altri annora si sollevano foi'm!lndo delle cavità. Lo strato lu-

Fig. 2. -

l':eziono mlorotornJoo. Ob: ~-Oc. · ~ Reiohert.

cido è quasi ovunque normale : solo in alcuni plmti è più spesso e presenta le cellule un po' più piccole. Nello strato Malpighiano gli spazi interciliari si spingono più alto che non in condizioni normali : essi sono dilatati e sono evidenti fino allo strato lucido : nello strato profondo si riscontra edema degli spazi interciliari ed in qualche punto edema perinucl•~are delle cellule più profonde. Nel derma si nota un essudato sieroso che dilata le vie linfatiche senza però aversi a~cumulo di leucociti. Intorno ai vasi, più che una. vera infiltrazione, s'apprezza un edema periva· scolare. Le ghiandole pilo-sebaeee e sudorifere sono normali. In complesso si tratta di un'infiltrazione coriopapillare. DECORSO CLINICO.

L'infermo, dopo l'eruzione descritta, che fu accompagnata da febbre, si man. tenne sempre apirettico. L'analisi delle urine ripetuta, non pose in rilievo mai elementi patologici e l'ematoporfit'ina non si riscontrò mai. La dermatosi non è stata trattata con alcuna po,mata o unguento. nè con impacchi o bagni e fu seguito il corso fino a risoluzione completa. Le chiazze conservarono fino alla risoluzione il loro caratteristico colore iridescente, ma il rosso vivo s'affievolì.successivamente dal centro alla periferia e as· 20- Giornale di ' meàiclna militare. -

Faso. VI.


- l 322

ERITHEMA IRIS

sunse la tinta rosso-pallido. Dopo circa un mese dall'esplosione al centro delle chiazze si cominciò a notare una. desquamazione e sottili lamelle : anche la desquamazione si iniziò aJ centro di ogni chiazza per continuare nei successivi cerchi eritema.tosi.

Fig. 3. -

Ingrandimento della sezione mlorotomioa della fig. 2. Ob: 6-0o: 8 - Relohort.

Cessata la. desquamazione residuò una ma{l()hia. di colorito leggermente brunastro che a. poco a. poco scomparve completamente. Le chiazze eritema.tose rispetto al modo d 'erompere, a.lla figurazione, a.l decorso si comportarono tutte allo stesso modo e la. scomparsa. di esse avvenne quasi contempora.neament~ su tutto l'ambito cutaneo.

CONSIDERAZIONI.

n caso di Erithema ù·is mi è sembrato degno d 'illustrazione perchè non è frequente osservare forme cosi tipiche. Non nascondo che appena osservata la dermatosi avevo pensato ad un erithema. da antipirina e solo un più a,c curato esame e la mancata ingestione del medicamento mi condussero rapidamente alla diagnosi di Erithema i1·is, confermato dal mio illustre Maestro prof. Majocchi. Tuttavia quando l'eruzione era pressochè esaurita, ho fatto ingerire al paziente in varie riprese dosi variabili di antipirina che egli ha perfettamente tollerato. Rimaneva cosi escluso anche in via sperimentale l'erithema antipirinico, per il quale era sorto momentaneo dubbio nella mia mente.


ERITHEMA ffiiS

323

Non basta : il pa ziente a-5seriva che nell'estate del1922 una dermatosi identica a quella descritta s'era sviluppata mentre mieteva sotto l'azione dei raggi solari. Ho sottoposto l'infermo a tronco e arti superiori medi all'azione dei raggi solari per tempi va.ri, che da mezza ora sono aumentati a due ore, e nessuna forma eritema;tosa apparve sull'ambito cutaneo. Questo secondo esperimento non ha certo lo stesso valore di quello dell'antipirina. In questo secondo esperimento pur rimanendo intatto il fattore -raggi solari - l'esit o può dif(erire per il fatto che nell'estate 1922 il paziente, oltre che all'azione dci raggi solari prolungata per parecchi giorni e per molte ore consecutive, si sott.oponeva contemporaneamente ad un lavoro fisico intenso; nell'esperimento è mancata l'azione prolungata dei raggi solari e specialmente il lavoro fisico. La diagnosi differenziale con altre forme di eritema non è porta.ta in discussione perchè mi parrebbe ozioso, essendo la forma troppo tipica per paragonarla ad altri eritemi pa-ssivi ed attivi ovvero alle forme di

porpora semplice od emonagica. ETIOLOGIA E PATOGENEST.

Quale è l'etiologia dell'Brithema iris? ll prof. Majocchi sostituisce all'antica divisione di erithemi idiopatici e sintomatici la seguente divisione : l. - Erithemi semplici, come l'erithema calorico, traumatico, intertriginoso (da attrito semplice), solare, ab ac-ribus. 2. - Erithemi infettivi, come l'erithema si.filitico, tifico (roseola) scarlattinoso, vaiolo. 3. - Erithe-mi tossici, cioè quelli prodotti da balsamici, da ergotina, da atropina, da antipirina (e fra i quali si deve forse far rientrare anche la pellagra ). 4. - E1·ithema ess1ldativo, del quale non si conosce bene la genesi. L 'erithema essudativo polimorfo,secondo H e bra, è ca.1·atterizzato da macchie e papule più o meno intensamente rosse od anche da rilevatezza papuloide in forma di giri e semigiri dello stesso colore, di varia gra.n dezza, ora lenticolari; ora nummulari. n colorito è vario e scompa,r e più o meno sotto pressione e con la scomparsa di esso si riduce in gran parte la rilevatezza papuloide o nodosa. In queste eruzioni bene spesso succede ec;sudazioni con infiltrato morfologico sotto forma di grossi nodi rossi, t alvolta accompagnata da trusudato sanguigno. L 'erithema essudativo poliruorfo si manifesta ancora sotto forma di vescicole citrine o rossastre e di flittene. Per la varietà della forme l'erithema essudativo si suddivide in: a) papuloso ; b) nodoso, contusiforme (emorragico); c) vescicoloso ; d) fiittenoso o bolloso. L'erithema essudativo assume una di queste forme elementari isolatamente, ma per lo più invece coesistono e si succedono più forme.

'


324

RlVISTA DI T~:CN fGA E SERVTZIO S.<\.NITARIO H lLITJ!cRE

L 'ErithPma i·ris de~c ritto non è m:ti cambiato di forma elementare: non a.blJiamo mai os~ervat.o la formazione di vescicole e le chia.zze si sono manten ut e isolate : poc hi~si me s i sono fuse per contiguità, ma nt enendo però sempre ciascuna il s uo carattere :principale di cerchi concentrici. L ' FJri.t hem a i.ris è una derm ato~ i a sè o rientra nel quadro della cJinjc~t d<~ll 'critll<.' m a N·su<lat:ivo polimorfo 1 QualchP df'rmatologo tende a fa rne un'ent.ità morbo~a, mentre la. maggioranza a mmett.r <'hP ~ i t ratti di una varif't:à di eritb.ema essudativo polimorto. La, patog<'nesi potrebbe illuminarci e guidarci nelht class ifi<:azione dj quest.a t ipica dernutto..;i: ma purtroppo le couosccnzc che noi abbiamo fmo aù oggi, si fondano s u ipote:;i e s i po.-;souo ridurrr a due : ca.usc rettmatizzan t i ed intossicazione endoge1ta t~rl esog<'na . Nel nos f.ro caso sia m o inclotti a rit('ncre co me più p roba bili i fattori d 'origine reumatica cbe n ell a 1nim1t esplosione della dcrmator,;i >;ono riferibili

nl lrworo sot.to i raggi solari, con cous('guent i sudori c raffreddamenti : nella secon <la in vece qunlla da me clrseritta, l'anamnesi è muta ; tuttavia, dat.a la !\tagione (maggio), s i possono ammettere cause r eumatizzanti, sia p ure s fu~gi tc all'ossPrvazione. L ' Eritlwm'l ·iri8 ò cosi pure l'H erpes iris sono derma tosi con tendenza a rccidira.re, sp<'<:il' durante i cambiamenti di stagione. f.; da pres unwrsi che gli inùi vidui soggN.ti a. qtwsta dermat osi posseggano unn. speciale pnldispo..;i;donc per tare morbose c nell'anamnesi fam ilia re del nostro caso, esiste la tuber colosi. Predispo~ izi one, cambiamenti di stagione, recidive, rappresentano co.n ca.usc allo sviluppo d i quel presun to germe infettivo o virus che con ogni proba bilità è il vero agente patogrno della tipica dermatosi descritta.

RIVIST.\ DI TEC~ !C\ l~ SRH VIZIO S.\NITARIO \tiLITARR Un nuovo modello di barella per l'esercito belga. Al II Congresso internazionale di medic-ina o farmacia milit,are il colonnello merlico V nn d<'r Smissen, direttore p:enera le dei S!'T'vizi sn,nitari al Minist-ero della dife.<;a nazionale. ha pres€1ntato ttn nuovo tipo d i barella, da campagna., idE'ato dal cap itano farrnaeista D i.scry, che merita di esse,·e segnalato pet· la s ua sPmp.licitit e praticità . l. Descrizione. - TI nuovo modello di ba n')lla belga P-i compone di un tela.in format') da tuhi metallici, cui si adattano un tele mobile impermeabile e due cinghie. n t.elaio è costituito d n. due aste parallele riu 1ùte da due piedi s upporti e teJ·· 1ninant i con fJuat.t ro impugnature : i piedi-supporti mantengono la barella solleva t a d a l terreno per cir-ca 16 cm. Il telo, composto di d ne pezzi uguali t.r a loro. ò fì ssat) alle a s te d a fJuattro funice lle, c he po..~sano in a pposit i occhielli di ottone insel'iti ai b ordi d el te lo st.esso (fig. 1). Questa barella è divisibile nel ! ;~ sua metà e perpendicolarmente al s uo asse lon ~Ptudinale in due parti simmetriche, fra. loro nnt crscambiabili : o~ni semi-bare lla a lla sua volta è es:;o. stessa smon ta bile nei s uoi e lementi componenti, che com · pre ndono : rlne mezze aste, un piede s upporto, un mezzo telo impermeabile e d una cinghia (fig. 2).


RIVISTA DI TECNICA E

S~;RVlZIO

SANITARIO l\JILITARE

325

Tutte le semi-barelle sono costruite su un identico t ipo, in gtlisa che per formare una barella completa. basta riunire le estremità delle mezze aste di due semi...,'ll.. )i"'§N'I"$....._,..,.,...-

r-=~~~--.--~--· - · --- -~ . _ "'i',-r.li.i,_....,,..,...

f'ig. 1 -

'

Barella cnmplf·tu 1o~uoita Llcl t<·lo t· d e'Il<' cinghie. (ll cu,;clno ù •·i.,mpito di paglia)

barelle qualtmque, collegate insieme dal piede S1tppOI-to e munito del telo e della. rispettiva cinghia. Le a.ste sono costituit.o da. un tubo di acciaio trafi!a.to e presentano una sezione di 32 mm. ed uno ~;pes~;ore di 1,5 m.m. L ' innesto delle tlue mezze aste si ottiene automaticamente mediante un intacco d' an-asto, ed un nottolino d i

..

u

h'ig. 2. -

Il telaio delle. barella scomposto nello sne SEii par'tf.

sicurezza, fissato alle aste a mezzo eli una catenella, serve a. mantenerle in questa posizione. I piedi-supporti, ugualmente in tubo di acciaio, hanno una sezione di 22 m.m. ed uno s pesaOI'O eli 2. cm. Essi si incal3trano nello spessore delle aste, ed in questo punto d'innesto sono rinforzati e mantenuti fisa: mediante una zeppa di a<:ciaio temperato, ugualmente collegata. con una catenella.. I due mezzi teli sono allacciat.i fra loro per mEY.tzo di qw1.ttro uncini di ottone montati su perno : essi sono ripiegati alla loro estremità. esterna., in modo da costituire una specie eli sacco, che si adatta a guisa di cuscino a reggere la testa


326

RTVISTA DI TECNICA E SF.RVIZTO SANTTAR10 :IULTTARE

del trasport-ando, quando sia riempito estemporaneament-e con paglia, materiale di medicatma, indumenti, ecc. La semplicità di attacco dei teli alle aste facilita inoltre la loro rimozione e ne permette una completa disinfenzione. Le impugnature delle aste sono forma.te da. un manicotto in fibra. vulca.nizza.ta o di al t ra materia isolante, per proteggere le mani dei portaferiti durante il trasporto dall'azione del freddo e terminano alle estremità con un ingrossamento sferico. che se1·ve a. mantenere in posto le bretelle reggi-barella, quando se ne faccia uso. Finalmente due cinghie di cuoio, disposte l'w1a all'altezza del ginocchio, l'altra in corrispondenza. del torace del trasportando, permettono di assicurare una comoda posizione dell'individuo durante lo sgombero : esse si possono facil· mente spostare dall' uno all'altra capo della barella, a seconda della natura e sede della lesione. La lunghezza totale di que.<>to nuovo tipo di barella è di m. 2.35 ; la larghezza. di m. 0,54; il peso complessivo di kg. 9,400. Il telo, quando il cuscino non~ imbottito, è lungo m. 1,85. La distanza fra i due piedi·supporti & di m. 1,25.

II. Considerazioni relative alle attuali barelle regolamentari in dotazione aU'eser. citp belga ed inconvenienti pa.rticol<1ri a ciascu.na di esse. - I requisiti di solidità. di fa ci li t à di trasporto e di comoditÀ. che deve riunire una barella per corrisponder€' a tutt~ le esigenze del servizio di sgombero in guerra, hanno fatto subito eliminare per part.e di una Commissione tecnica, incaricata della riorganizzaz.ione del materiale s.anitario, tutti i mode lli utilizzat.i dai vari stati belligeranti durante l'ultima guerra. e s i è riconosciuta la necessità. de lla costruzione di un nuo-vo tipo di barella, che meglio corri;;ponda ai risultati de ll'esperienza della recente campag na e sia suscettibile di affrontare con successo la. pratica dell'avveni1·e. l. 1.a ba,·olla helga modello 1893 è stata radiata dai m ezzi di sgombero, per· chè troppo pesant.e e di difficile trasporto : infatti richiede sempre due uomini anche per t.ra."portarla scarica. 2. P arimenti sono state eliminate le barelle ad aste pieghevoli perpendicolarmente lungo l'a-sse longituùinale, perchè troppo pesanti ed ingombranti e di una grande fragi lità.. Invero l'art.icolazione delle aste a cerniera J'appre.o;enta un luogo di minore res isten:.>.a al centro della barella, propriamente nel punto dove viene esercitata la massima pressione. Ne risulta che, per poter resistere al trasporto. questa articolazione a cerniera deve presentare la ma.<>sima solidità e robustezza ed essere perciò molto spessa, il che determina tm inutile ingombro ed aumento rli peso: una cerniera d.i flpessore liJTtitato p1·ovoca per contro quasi sempre la rottura delle sue parti e rende di conseguenza inservibile la. bar·ella. · 3. Le barelle chin.~ibili secondo l'asse longitudinale Ro no state dalla Commissione ritenute come tipi pii1 perfetti e furono adottate dUJ·ant.e 1\ùtima. guerra . E s.<>e venivano portate da un solo individuo, arrotolate. sulla spalla ; ma per la loro hmghe-.~:za sono risultate troppo pesanti ed ingombranti. Inoltre presentano l'inconveniente ùi essere sprovviste del cuscino reggi.testa e le varie articolazioni eli arresto s i at-rugin.iscono faci lmente; di piCt non sempre sono bene manovrabili. Infine i piedi-supporti, molto fra~ìl i. si staccano facilmente. iu modo che i portaferiti s i trovano spesso nell'impo;:;;ibilitù di poter deporre a terra la barella, e di prendere un po' di riposo, ciò che ricl"liede la neces:>ità dell 'installuzione di nume· rosi posti di ricambio, hlllgo le vie- eli i:lgombero. 4. Ancho l'idea di combiJlarfl il principio de lla barella pieghevole con quello della barella chiu:<ibilo non è stato accolto favorevolmente dalla Commissione. In realtà. una barella 1Jirghevo[e.c/riu.sibi/e non farebbe che rittnire in sè tutti gli inconvenionti inerenti a ciascuno de i due tipi originali. Per di più, la sua costruzione S1.u·C'bbe s ingolarmente complicat.a dalla llccessiti~ di munirla di tma terza articolazione mediana. fi. Da ultimo, por qnant.o riguarda ì :<i:<tPmi di barellt• orl ele.mrnti separabi.l-i (l:iex11es), la Co1nmi~sione è venuta nella (lotermi nazione di eliminarli. non ostante la facilitò. de l lo1·o tra.<;porto a vuoto. Inht.tti l'eventuale mancanza del portatore dell'uno o dell'altro elemento, di cu i ~ì compone l}liOsl,o sistema, impedirebbe la riCOìltJ'U7.iOne UCIItt barOJIU. e l'Onderchbe forzE~tamente inutile l 'opera dei pOr· taforiti.


RIVISTA 'Dt TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MtLITARY.

327

III. Vantaggi della barella smont.abilc ad clementi scomponibili ed in~erscam.­ biabili. - l . Facilità di trasporto da parte dei portaferiti - Il nuovo tipo di barella belga è facilmente trasportabile dai porta.feriti durante una marcia verso la linea di combattimento e come mezza barella può far pa.rte d el loro equipaggiament-o individuale, analogamente alla tasca di sanità, che viene portata a guisa di giberna (fig. 3). Durante i movimenti in vicinanza d el nemico le mezze barelle, arrotolate nei teli ed ammassate in gran numero nei vari reparti dei carri delle sezioni di sanità, potranno essere distri· buite con tutta celerità e ra· pidità ai portaferiti, i quali saranno cosi in grado di raggiungere le posizioni assegnate, sbarazzati del pesante ed ingombrante apparecchio di trasporto che essi dovevano prima portare in due, ma tenendo invece a tracollo la m ezza. barella., leggera quanto il fucile. Così essi potranno raggiungere sollecitamente il luogo d esignato, per la ricerca dei ferit i, s uperando senza fatica tutti gli ostacoli, saltando i fossi e reticolati e spiegandosi celor· mente s ul terreno. 2. Facilità. di t·rasporto mediante autocarri. - Il vo· l ume estremamente ridotto che la nuova barella occupa q~an~o è ripiegata permette d1 car1carne un gran numero sui camions da trasporto, in modo da occupare tutta la capienza utile del veicolo ed utilizzarne la portat a normale : c iò che non si può ottenere con le attnali, barelle regolamentari. 3. Facilità di sistenutzione. - Le dimensioni di questa barella permettono inoltre di adattarla a t.utte le auwambuJa.nze, come pure agli apparecchi di sospen· Y."lg. s . - Por ta ferl to equ ipaggia to con la mez?.n barella sione, sistema " Simonis », in c la tasca. ùl sani là. dotazione ai treni sanitari. Può quindi sostituire le bat·e lle a ttuali, a m isura che saranno rese inservibili e dichiarate fuori uso. 4. Solidità.. - P er la sua s truttura interamente metallica e per la robustezza dei singoli pezzi, il nuovo modello presenta w1.a solidità che può resistere a qualunque trasporto, anche nelle condizioni più disagevoli, meglio di qualunque altro tipo di barella. · 5. Semplicità. - Semplic ità di montaggio e semplicità di costruzione sono le caratteristiche di questo nuovo mode llo, che pnò essere montato e smontato in pochi secondi dai portaferiti anche meno esercitat i. 6. Ec01wmia. - I vari pezzi, di cui si compone la nuova barella, possono essere fabbricati in serie, il che porta natura lmente ad una diminuzione d e l prezzo, che si presume non oltrepasserà il 75 % del costo attuale d ella barella modello


~28

RI\'ISTA DELLA ST.U!PA

~MF.DICA

ITALIANA E S TRANIERA

18!l3. D'altr·a parte i diveNii e lflmenti di cui si compone sono r·icambiabili, e perciò nessuna barella potrà e!'~ere messa fuori uso. Se uno dei s1.10i pezzi si rompe in seguito a rJualche urto viole-nto. e1<so pt>trà. e.«ser·e subito sostituito s~ù campo. Questo vantaggio merita di es.~e re :;l!gnalato, perch& ha una import-anza con..;;iderevole durante una campagna, in cui un grande numero di barelle avariate s i trova immobilizzato n elle ol1i<'in3 di riparazione od è piì1 frequentemente abbandonato sul posto. 7. Cot!lfJdità . - lufìne que;;to modello permette il trasporto del malato o ferito nell e condizioni pii1 vanta!!giose. Di pitt lo. formo. par·ticolare dei piedi-sup· porti assicura una grande stabilità anche quando la bar·ella viene depost,a, >'u t.er· reno cedevole o fangoso.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA • ]\t[edìcamellta • (Coovcrativa farmaceutica. Milano. 1!);!4 ). È uscita la ter·~:a edizione del mnnuale • :Vledicarnonta o, al rtualo la benemer·ite.

Cooperativa farmaceutica di :\lilano ha posto ogni cura ')1E'r l't>ntll' rl o l"l'mpre più un ·prezioso ed inùi,.;peusabile vade-mecum d èi sunitari.lnfatti il volunw . di t·irca2.300 pagine, stampato in veste elf'J,!ante, con caratt<'ri molto nitidi e su <·a ria e:::pres.<.;nmento fabbr·icata, puÒ fi)(UI'O!'e d<'gnamente in Oi!rU biblioteca mf'dif'a. Fra gli importa •ti nuovi c•lpitoli a!l!!iunti, ricorderemo fJ11<'IIo rigTtardante i materiflli di medicazione asetti<'a eri anti,.;pt.tica, in cui ;:ono de:::rr·itti i varii materiali eli medicazione, i relativi Rng)! i d i controllo cd i metodi di ste1·ilizzazione; quello che t.rat•ta rlella dietetica e regimi alinwntari. con l'al imt>nta7.ione e curo di regime, prop•·ie delle varie et1':1. e ne lle varie manift>st>rzioni mol'l:'>ose; il nuovo capitolo suJla disinfestazione; quello sull'avvclt·nflmento rll\ funglri e da wor-:<i di vipera, e sulle vitamine; ed infine il capitolo cloll' anolis i ch imica. compiNoto con la descrizione dci vari i metodi di analisi volumetr·ica e l'aggiunta d Pi pesi molecolari dei prodotti chimic·i ddiniti. Con sornmo. diligE'nza ed ìtceuratezza e~~ ato poi com pilato il dizionario dei medicamenti, nel qtmle sono stati introdotti ben 400 111ron· voci di pz·o.dotti italiani e stranieri. I noltre tutti i capitoli !<ono stat.i rived uti cd >~p:giornati, specialmente quelli riguar-danti l'orgnnoter-apia, la ><ieroterapia e la vnccinoterapia. In conc lus•onP. il manun.lo • )lcdicamenta )>, unj co nel suo g(~ nc1·e. che por:ta il buon nome di It.alia ol tre i contini d <>lla Patria, f:8rÀ. accolto anrhe in questa nuova edizione dalla clas><e sanitaria con lo st esso favore ed incontrllstato successo delle due precedenti. AnnA.- Manuale tecnico di microscopia e batteriologia (Tor·i uu, Lattos e C., 1924). t u><r·ita in qne;;ti )!inrni lo. J 3 edizione rl(•l .i\1anutll(l t:Rcnico di nrirrosc:opitt e batter·iolop:ia applicate ttll'ig i1•1w dr>) prof. Abba, in 2 vohrmi comph•:ssi,·amcn te di j.m g. 9:\0, co n 4.>8 fìgrn·e. li 1o , -olnrnc contiene la d('iwriziono ed il funzionament.o gf'nE'r>llc ddltt >'IIPJH·II<"tti l~> di labt)l'atorio. lf' pr~>pt~razioni d ei mezzi nutritivi, i nll'todi micm,;copici e bntl<' riol ()gici, le nozioni ~(·nendi sull'immunitù, snlh~ preparazionf' e Liwlazione d(•i s ieri, vaccini e colture, sulla tecnica Riero -diagnostica >'pecitde, ecc. Jl 2o vollllne comprenJe ht trcnica r<'l>\liva nll't•sumc microsc~o pico e batteriologico dellt> :;ost. nz(· alimontt~ri, delle bevandA, cl1•l pulvi ~co lo ~u.mosferico. del tcl'l'eno, esf·rcat.i, (',;sudati, ecc .. a scopo di ,·igihuu.a igil'nicn, for·e1u;e e cl inica: Se!!ttC una c:ornpll•ta rru:;"efma d e lle Hll~lattic infdtivP. pt>r· ognuna delle quali è indit·atn h\ dingnn-<i s p~>rinwntulE' in ho..-:o ttlle piit rPt'Cnti nozioni micro;;copiclw, biologiche, c s iProdiugnost ic·hc. <.:omph·ta ]'(lpt•ra In :"Pl' <'Ìttle ri('erca clell'ar-,;('tlico <:ol metodo hio loj:!iro. lrl di>~gno:::i d1•1lu Rtt•r iliu\ v isibili." nwtlianl<' i telluriti. l'esame d el p ote r<' buttet·i<·icln dei di..:infettonti. il collaudo dq~li appHrecchi p(•r di:::infezione ed un iJJdicC' hibliogmfico di ben l l :~:lauto r·i.


R!VISTA DEl-LA Wl'AMPA MT::DTC'A lTALJANA l! STUANIERA

329

Ciò che r<>nde poi E'tllincntemcntc pt·utica la com:ulht7.ionc clel manuale è la p eriorluzione numerica, pE>r cui il lettorE' trova i richinmi ni dive rl'i ar·gomenti, con tutta fa cii ità. :>E'Il Zie\ pPnle r !Pmpo .u ce rciHIi in fl.ll rP parti d oi volumi. Perciò sneho que;:;ta 4n edi~.i nnE". fmtto di :30 n nn i cii s tudi o e di hwm·(l, ehfl l'A. vn. svoiIH'ndo tw l campo d ell' ic;ien('. n,·ri\ la lllPt·itntn aceol!li('llZt\ ddlc a.nte<'t>dl'nti. C EVIDALLl. -Sui fenomnli di a".~orbimenlo nella tox.~ic:ologia. dell'acido

cianidrico rù•pel/o alla merlicimz leqale ed ai metodi rli disiltjrslmionf!. (A t.! i rl t> lla 1:>ncietà medico-E>hirnrgica di Pu<iovu. ,·ol. II, fu>'c. l. l 92~). L 'A. ha ist itLdto int('rl';.:;;anti ri ct> r-che .-:perimcnt.11li sullu enp.tcit.\ d~> l l'acido cianidrico di e;.:scro o:-sot·hito e s ul la r esistP.nza da C:<."O oppo:-<ta. una volti\ u.ssot·· bito, al suo diiltacco dtll rncz;r.o a..«snr·ben t e , ust~ndo com~ IIII'Z~(t !.1 com une· lana da matera!'so. Fl a constatato che la lana a ,s:;;cH·be wu1 forte qtutntitù di acido cianidr·ico in grado tu le . che iut!'odot tt~ in 1.m11. campolllu. di v1•t ro con una cavia, cileterminA. In morte fulminea- d cl l' nuimnle, e C'he un!t corTE>n•i• d'uria (> inc:tpa.ce di tog!il:'re al l11 lu na una suflic:i('nto qnnnt ità di gns d a reJH)('dn, inoftcn siva, se il p as;:;l'lgf!iO dell'urin non s i prolungn ,;cns ibihnc-nLu. L'A. iuterpn•ho lt1 to><siciu\ dt'l l' ur·ido c-iutticlr•i(•o ttsl'orbit o dalla In nn. c-ol calore d(•Jia ctwin, che ffl ;:; pri ~ion nrl' llllfl. qnont it1\ di tlcido cinnidrico di ~:nm lun!!H· superiore, ed innuhr.undo l 'a r ·it~ d cll'nrnbil:'ntc confinato. n,-<sorhP. e lìsi:tL >111bito una corti\ qunnt itn dd t o;;$< ico. Annlognnwnto nPIIc- rmvi o n l'l ll• cosi' r·nw. i l C>l lor·1• deg:l i uomin i c hr> si t t·onlno ll<'lii' cahim• o nel lC' !"A 11\l'l'ttt e . puù in n nl;r.t•r·" la lt'111JWI'fl t lll'll. n m bi e n i<', C' sp!!Cil.llment<' dd lt• c·oltri. con le:- quol i f- in eontalto il loro rorp<1, in uo odo dtt f.ar liberartJ qunntitt\ di gus non indifT<' t'<'Ht i. . L'A. Cl>nl'ltufp che- non san\ mai olhht\-<tlln'IR ru<·C'(lmand>rhih• In n•gola di vell· tiln.t'e j!)i ambienti ROtto pc1s li al la di:.:i ttl',•sta1_icnw c·oll'ocido ciuniclri<'o tl conl'iglia., quando il j!US ~in s tato ft.ttto ugin~ in concli7.inni di hussu tPlllfl('I'Htum. di risca ld a re alquanto l'nmbientt• o di \'entilurlo C'O li m·ia. ri;.:<'ltldatn prinm di !asciarvi pe rnotture le p ersone. Dr~ i\frCRf:LI~.-

Un ~tuoro .yt~tJI•o eU tubercolo.~i ini::.iale allil.'a del polmoHe (Tubercolo!'i, n . l , 192+). L ' A . ha ossP r'\' Ht o c· be, :>e dalle 11 allo 17 . si 11ppl i cm Oj:tni due o tre ore e p~.>r 1 O minuti il tet·mom<'tt·o p t· i ma ad un C'avo a.<;cdltll'<' e ~wccssivnrnPnt(' all'altro, q n anelo nel polmone ~'si:-tn. ru t focohloio atti v o, specifico, la tl·mrw.-atm·tt. d(' ll ulo cot'l'ispondc·n· te al polmon<' IP:;o :<upent di n.lc nni d ecirni que>lla d C'II'altra osC'clla. Può avvenire che in qu1.1.lche rilie \'o ti'rmomet.t·i<•o h\ t.emperottu·a risulti uguttl e in ambo i lati . ma le mis un1-zioni SllC<'eRsivP non mancano di mettere in evidPn7.a la di!TC' renzfl termica, m ent.ri' se l'aumento di poc· hi d ecimi s i rilen1, ora n E>II'uno ora nell'ultro cavo a:;cel lare, si dovrebbe dedu r•t·e <:Ire il proce:;so infet.t ivo è hilutel'll)(•. Quando un foco lnio, dopo opportune cnt·e, tPndt\ a ritornare ln.t<>ntf' od a risolveJ'Si in p;uurigione. fr·a i prinoi seg-ui del miglionlln('nto l'A. ha constatato la teudt-nza d e lla t<•mpeJ•ntnra. a d i,·Pnture H)!Uale nd le dne ascelle: al contt·ario lo stabil i zza.n'~ i del disli,·('Jio t<'l'mico ind ica che il procPsso n on è :;p ento e che continua ad evolversi.

GINI e DE BERAJ(DJNJH. - Sulle vacci·nazioni a.ntiti/ìr!te nl'l/'esertilo it(ll·i uno durante la guerra (~fet.ron, n. 1-2, l 024). Dal ris ultAoto d ello f>pog lio di una parte dfll materiale ;;tati;:;tioo raceolto dumnt.e la. g.rerra rigun rdante 4ti.J4 cnsi di tifo, g l i AA. hanno fat.to un 'umlli:;i più appmfondita, valendos i di indici stuti;.:tici atti a misurare e <'Onfront.are la intcn ;.:iUt delle relazioni oh o interi'edono fm le cit·C'n!'tnnzo e i cn1·ntteri pre:;i in cons idera;r.ione. D a questa int-et·o;;;.;a nf i,;,.: ima inchiesta si è const.utnto c· ho la Yaccinazione antiti.fìca, sia completa (n. 3 iniezioni). s in incompleta ( 1-2 inil'zionì). ridu ce notevolmente la mortalità pet· tifo. La vaccinazione complettt n<·<·orl'ia la d 1ti·ata d E'Ila n11l.lattia 11 0 i casi in cui uvvPrrà la gunrigione, tanto a confronto d r i non vaccinat.i, quanto a confronto di'i vac('innt i in<'omplc tarnente; In prohU1gH invece n e i casi ad esito lc t.ale in conft·onto con qurlla d e i n, n vaccinati, rnenlro la abbrevia in p aragone con que lla d ei vaccina l i incompletameJtte.


33()

RIVISTA DELLA '3TA.\fPA :\IEDICA ITA.Ll 'L~ A E STRANlERA

L'influenza favore~·ole della vaccinazione antitifica completa sulla guarigione

è alquanto più notevole, se fu praticata 2-4 mesi prima della malattia, che se fu ese~-tuita meno di sessanta giorni prima ; poi s i attenua, pure restando sempre sen· sibilo. La. vaccinazione ant.itifica completa, se praticata da pochi giorni (meno di 30), prolunga la malattia : se eseguita con un intervallo maggiore, la abbrevia, e la sua influenza aumenta sino a raggiungere un massimo dopo 120-180 giorni per di· minuire in seguito. La vaccinazione autitifica incompleta invece prolunga la durata della malattia, sia. n ei Msi seg uiti da guarigione, che in quelli con esito letale, e la sua influenza favorevole sulla 1!\larigione è piìt a lta quando la vaccinazione venne praticata da poco tempo e va attenuandos i col crescere dell'intervallo più rapidamente dell'in· flu enza favorevole d e lla vaccinazione completa. P er contro la durata della ma· Ja.ttia risulta prolungata, per effetto d ella vaccinazione a.ntitifìca. incompleta, tanto meno quanto m a,llgiore è l'int.ervullo in tercorso tra. l'ultima iniezione e la. malattia. L~

perdite rlell' E.•ercit.o russo dur(l »/e la guerra 1»-(mdia.le. d o la Ct·oix R o ugo, u. IO, 19::!3).

(Revue Int<'rnatio nale

Da una recente statisti<:!' uffìei~tle riportiamo questi dati inte ressanti s ulle perdit.e d ell' E sercito ru'lso Jurant-t' la gucrn• m ondii\.I H. Fino al 19 .17 la Russia ha mo bilitKto compl<'><.">ivamcnto 15 milioni di uomini, corrisponùcn t i, pr·e,::;;o a poco. alla somma d e i mobilitati dalla Francia e dall'Inghilterra. I morti n egli ospedali di Ja linea pre.~so l'esercito combattente furono 1.661.804, equivalenti al 12 % d ei c hiarm.\ti nlie nnni. !:ii possono così suddividere: caduti sul campo 664.890; morti in M,guito a ferite 31S.:n8; morti pe1· malattie contratte al honte 130.000: mo rti imrrovvi:;arnento 7.196: morti per ga.s di guetTa. 6.340; morti alla fronti c r·a ri PI f'f\nr.o<;o pe r fel'itc o malattie 50.000; m orti in prigionia 285.000; dis pe rs i 200.. 000. A questa cifra impr·e;.:;inna nte cli pe rdite , bisogna agg iunget·e 350.000 iava· lidi pe rmanenti, n.ltr·i 2.967.357 f<witi pit1 o m eno gravemente o colpiti da gas a sfis· sianti im·iati negli ospedali de lle rett·o\·i e. Di qu esti, è s tatiL fatt.a una statistica su 173.949 ricove rati in un g ru ppo di ospedali t e rri toriali, dalla quale risulta che il 25,2 % fu riformato pe r inabilitò pet·rnanente ; il 2,3 % fu trasfe rito in sa.m~tori e l' l ,9 % fu rinviato a l front e p er i se r\·izi d elle r ett·ovie. Dei feriti e malati ri covt'rati n t'gli ospedali di'Il e r ett·ovit'. s i calcolano 41.500 morti e circa 900.000 invalidi p er·rnan enti. Occorre ino l tr·~ Rggiungt're 2,650,817 affetti da malattie varie (escluse le fe· rite ed i ~u.<:; di g ue rra), d ei quali 1. 1 72,877 sono s tnti curat.i negli os pedali di 1a linea ed i ris pettivi m o rt i ed invalidi sono compr·csi n elle ci[n~ sopral'icordate. I nvece 4i7,940 sono s tati tras fe r·i t i ll<lgli ospedali t e n ·itoriali, e per ques ti s i sono avuti 221 ,000 invalidi ponnanenti, con WH\. p erc;entuale del 15 o/o. Hia.«;:mmcndo, su 15 milioni di m obilitati s i sono a\·uti 12 milioni eli combat· tenti; 1,661 ,~04 di morti sul campo o n elle unith sanitarie di ]n linea, con 350,000 Ìllvt\litli p<~rman cnti n e lle ;;;udde ttE' unità.: ~1 ,500 deceduti p er fe t·it.e negli osp cdA.Ii t crritor·i a li. cou 900,tHIO invalidi [>f'I'111Anenti per fe1·ite e 221,000 p et· ma· lttHia. L'e.;;e t·cito russo inoltnl hu snbìto una d ecimazione di 3,911.000 u omini fatti prig ionif'ri di gtWtTa, sicchè lA. pt't·dit.a complt'ssiva sale ad 8.500,000, \·aie t\ dire a. 2j3 ck·gli eiT,•ttivi in un trienrtio di gue rTa. Le l'piclcmie hanno avuto scarsi~ influenza n el numi' l'O d e lle pe rdite . La s ta· ti:sti ç·o. riporta 291,925 casi di malattie ir1fettive, cosi dis tt·ibttit i: tifo p e t.ecchiale, 2J,O!):l; f<'bbre ric orre nte , 75,429; f<•bbl'o tifoide, 97,522; colen1, 30,810 :di~:;en­ t cr·ia, 64,363; vaiuolo, 2. 708, cifr·e n on ril enmti pPr un esercit() di così gnmde mo le. N a turulm C'nte quc.;t'cn or·me sucl'ificio di uomini chC' In Russia ha dovuto op· porTe a lla d elicienl'.a d ci m ezzi. m o.te ri a li di g ue rTa, s i è riversato n ell'ambiente >!Oe iolo. lnfa t ti n<' l l !) 14 sono stat,i n ·gistrati 172.000 m atr·i mo ni eli m en o ; n el 1915, 589,000, co n 6~m.ouo 11!\.s<'ite di m eno ; nel 1916, 570,000, con l. 786,000 nu.scit(l in men o c finulrncn te nd 1!:117 ,;i sono a.nt t i b~n 2.416.000 di nuti 111 m eno .


RIVISTA DELLA STAMPA MEDTCA ITALIANA E STRANIERA.

331

La. miseria poi ha contribuito nel dopoguérra alla diffu!<ione d elle malattie infettive. I nfatti dal 191 9 al 1° sem estr·e del 1923 sono stati denunciati 8,452,899 casi di tifo petecchiale ; 3,586,826 di febbre r·icorr-~nte ; 327 ,97:l di colera; 427,350 di vaiuolo ; 135 di peste e 2. 727,089 di malaria. S i aggiunrzano i morti nella guerra civile, i morti di fame, con una zorut di carestia es te ndentesi s u ter-ritod abitati da ol tre 10,000,000 di p ersone, per cui in alcune località s i è a v uto fino il 50 % d egli abitanti morti di fame , e sr compr enderà facilmente come la vita di tutta una generazione s ia stata 'travolta e come da que;;t.o immane cataclis ma d e bba e:"Ser e lenta la rinasc ita. NrcOLAS, CATÈ e D trl"ASQUIER. - L'auloemotera pi(' nei processi piogen·i. (L yon Chirurgica!, to m . XX, n. 5, 1923). Gli AA. hanno ottenuto buoni r·is ult1\ti con la emoterapia n ella foruncolosi noi favo e n elle ir1fezioni pio gene in genere, a nch e in cas i ribe lli ai m etodi pi~r sicuri e più moderni, come l'o.utovaccinoterll.pia. E ssi hanno iniettat.o eme. 10 d sang ue dello stesso infermo, ricavato dalla pun t w·a di untt vona d el gomito e prontamente reiniettato nE>IIa r egione g lu tea por cir·ca IO giorni, continunnùo lo. soli ta cura in s ito, senza provocare s('ns ibili r eazioni generali e locali, ma con rapido. diminuzione dei pt·oce:;si infiammato ri e dolla s upul'l'azione. R i)!uartlo a ll'int erpretazione del fenomeno, gli AA., in cons idemzione c he iden tici t'L'<Ltltat i so no stati ottenuti con la eteroomoterapia in casi di contr·ollo, s piegano iJ m f'ncani>Hno rl'azione <>o n un o fl hock e moc lo...,ico, ide ntico t\ quello dell'eter·oprotoin e in genere, ecl e:::clu· Jono pos>:>a essere la consegw:mza di urta \·ace inazion e K AISER. - Ferite clirette e indirei/e da contraccolpo degli organi acldominali parench imaloai. (Mii n chener l\fedizinisch e Woche no:;chri(t, n. :32, 1923 ). Le les ioni d etzli or·gani !\ddorninali per tt·awni diretti s ulle pare ti COITis pond enti >'Ono a.bbastunza fre4 ue nt.i, mentre »i riscontn\1\0 r·t\rarnent(' ferit e 1wr azione indiretta o per co ntl't.ICCOlpo di traumi efiercitnti in punt i lontt\ni dalla sede. L' A. riferi~ce ùuc casi di fer·ite inùmrctte da con traccolpo :nel }o , in Sf'guito a. caduta Ùlll· l' al to s ul fìanc1> d e;;tro, fu cor~'itutat•~ rottUt·a d e lla mihr.a. c he dovet-te e;;:-:t• n· as portata, e ne l 2°, por tmuma al fìnnco ~ini st ro, fu r·ilevata rottun~ d e l fcgr~to. E g li pa· ragona. il comportamento d egli orgo.ni parc nchimatos i in quc,.;t.i ~as i o que llo del CeL·vello, che subisce i t ra umi come se fo>!>'e una rna'ii'a liquida racchiusa in un rec ipiente, e non esclude che a lt ri organi add.omino.li po>~i'ann l'>'>'ere soggPtti l\ questo tipo di lesioni, pur· a.nunett.endo c he la milza ed il fl'!!;ttto, pc·r· Ili lo ro Spt"cia lc struttura p~\renchimu.tosa, por i loro lcgu.m .,nti eli S1Hpcn sio rw e pe r il poso. s if\110 di"posti alle les ioni da. con t r·o.ccolpo pi ù degli a ltri m·garLi addo minali. LAJRD, CONon-:R e BuTTS. - Una I !.UO •"a reazione per la diagno.9i della. febbre tifoide. (The J ow·nal of thc Amcrh::an rncd ica.l Associo.tion, vol. 81. n. J, 1923) Lo. nuova prova. propos t a dagl i AA. è fondata s ulla pr'C()ipitazionc prodotta dalla presenza di bacilli autol iso.ti rwlle escrezioni (feci, urina) d l·l l' infermo, poste a. contn.tto con un siero immune . Per tali indag ini essi emnls iommo una. piccola quantità d i feci d el pa zien te nella soluzione fis iologica e lascia no sedime ntare le part.i in!òolnbili, m cn t r·e d (leanlarw il liqu ido so pm,.;tan te, lo cE>ntr·ifug an o e, dopo nuova d ecan tar.ione, it.g~iungono tPrr·t•H ii rliatom ce e fil tro.no, ott ene ndo CO>'Ì l'est rat to pront.o. pe r ll\ rt»t.zione; allo st(':"SO rnotlo s i può pre ptl.rare l ' urint~., prt> \'Ìa. d ealbumiui zzazion(~. U li AA. l'Ìcon on o quindi a tre tubi dl\ pr·c•<>ipit.azione, nP l 1° d e i quali int i'Oduc-on o un e me. di s ier o immune con un eme. di estr u.t to di feci o di urin1t. not•m ttle ; nel 20 un eme. di s iero con un eme. d i estratto di fflc i o di urine d E> l paziente; e n el :\O infine. eme. 2 eli quest'ultimo estmtto. Lascia no pe r un'orE~ i t ubi a temperatura ambiente, quindi in ghiacciaia per una no t t e e >' IICCessivo.. m en te per· qt~a tt r·o o re a tempe ra tnr·n arnhie n tfl. Se la r·t>azion e è p ositiva. si cletet·rninn. into rhidnrn ent<J o pr·ec·ipitazione nel 2o tubo, me ntre g li alt.ri due rimangon o limpidi. C ii AA. hanno cou:;;tatato positiva la. r ott.zion e in tutti i ca»i eli feb hro t.i[oidc fino al t e1·mine d e ll'ot,tava s(lttiman~~.. ed anc he ir1 un porta t·or·o eli bacill i da ben 8 anni: consigliano pe rt anto il m etod o ru~l prirno ,.;tadio dd l'infczirme e pnrt icola.rmcntP ue i soggetti che sono :sta t i sotto post i in prt•rudcnz a a nwcin t~zi o ne an t i· t ifìcl:l.


CONFERENZE SOENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Dai processi .erbati pervenuti alla Oimiooe c:t11lrale ~i saoili militare dal 1° al 31 11aggio 1924) ì\[m:giore medico Nwoi•.\ Bill: l'Il, Le C<IP li in çons(fft'll Ùl 11·~0 nel no,q, ro esercito. Prende nd o occasione da lla ria:pertum d e llo f'tabilimento di Ca.osaralta., l'O. tratta d e i metod i di fabbricaz ione d ella carn e in conserva, mett endo in r ilievo lecondizioni presc ri tte per l a scelta e la m i!!liore utilizz;azion e d ello cami ecl i vari procedimen t i della lu,·o ra~ione. P arla dc:ll'invecchirunento delle seatole tte e delle altera'l.i oni che n e co nf'C(!II Ono, tanto in rnpporto Rl valo •·e nutl'itivo della can1e, come ai di:-;tul'bi che p ossono d cri \·am e, cd accenna infìne . all'importanza d ella sterili:~~zazio ne ed ai p eriroli J.>l'r la sulute f)nando non sia perfl' ttu. d escrivendo la s in dro me clinica d egli avvel0namcnti, s ta di natw·a t ossica (botulismo), c he infe ttiva (infe:~.ioni gastro-enteriche). l\ILLAN O C..:upitarw n .edi co :::iAL\'ATORE D F: L F:o. - S indrome rli R ay rwtut atipicrr

Bm.om<A -

COI!Rt>culit:n ad Nl.JrJa rtcr i t e obh't eraute. L'O. rrex• nt,a u n r-a:-o d i sind n) mC· rli Bayn '<ucl. cn r >ltterizzuto dn ll.Sfissio. ed•t tllllg'I'!' IHI :-'l'l'Cf\ d\'lh~ fahl ll!;:(' dCIJC' prim•-:" 4 d itl:l d e lla Tn UI\0 d e:-~tn1 , Jcjra ta

aa

nel e n don rt t>r itc· o bi itet'lll•l r· d l'Ila om entl c•. Tntt..t ft dc· Ila d i ugno~ i d i fTcn nzi,l l~, dc· Il A si nt<lmato logia r d.-·llu pu tnJ!C'll<'f<i, l'H1111l('tt!'ndo che in f<C'!-(n ito nl p•·ocl'";::<o endoart.c rit iN• s i :>ÌB prodot 1 a ~Ili!\ ir r it HY.iOil(' d l· Ila re t r• :;ill1J •a t iNt p • •·ivasco laro, da. cui av r<•hbero O..\' Uto ongint· tzl i xp >'smi vn;.on1otori pitJ i nt <' n ~i alle est.rem ità. D 1\ ultim o mN t<" in PYidenzn i r·,pporti t m sirnjHltir·o e glandole E>nd ocr ine. e , rife rendosi 1111 unu proba bile Pti ologi>L s ifilitiç·n. pu:rbt. 1h•i1:1 c·nr•~ m er<"ur iale e d i qut'll a !<iJ1Lomotica, dirPtta. 11 l<·nirc l!' J!nl\·i ,;ofiPrcnze d , ll'illl\'1'1110. ALl'~Jt)iO :'IJu~tE!iore med ico CF.:St'AT.DO CrARRUSSO -- [/alt itud ine mentale al PsPri'ÌZÌ<> m il i lari'. Prt'mes.-;o !'hP oltre ulla d e bo lezza di costituzionE' fls it a E>><i.~le una d ebolezza di costituzione p si!'lti<·n, l'O. i llul'> ira. le nuove d ot.il'in e rle iiH biotipologia in rapporto a lla costituzione d e i vuri ~;ist.l' mi organit i. Tratta d e llo corrd::rzinni endocrine e n ervose. qua li fnttori della éol'tiLuzione n e mo-p~ i c hi ca. d cll'indh·iduo e d ei tom· peramE'••t i n ol'l rutl i e pa tologi('i come d et e rminanti de lle l't'ttz ioni individual i alle catr!<e m ei"ol•)j!Ìc ho l:llnor·bo>'<e. Hi a~;sume in piceoli •· medaglioni p,;ichiat,r ici " tutta la. gamma d e lle d e bolezze e ùld le anoma lie m ental i costituenti la zona g rigia ;;ocia.Je e di:< t ingue 11li oliE?ofrenici scmplic:i dai frE'nttstenici timo-int<>llettivi l'On tendenze anonm\ li, antil'<ociali e con reazioni vio lent e i.n rappod o nii'An1hi<>nte mi litare. D a ultimo accenna ~tlla s imnh.l7.ion e m entale m•lll'Ese)'(·it-o t-d a l t r attamento disc·iplinnre e medico-legato di fronte agl i impuls i\'i, ai reattivi ed ai d elinquenti. TnmsTE. - T !'nf•n t e med i<·o Ar.Fo ~'<O ::-5AVINf:TT r. Contributo allo studio del bismu.lo n ella, tempia Cttlli.~i/il itica. Dop n una brc,·o sintesi d e lla s to ria dl•l bi:-'muto nel trut·.tnmeHt.o della sifilide. l' O. f tL un n:dTronto <·on l'm·:<e•lico e con il m erctH·io, rifel'ondo intere:<,;~mt.i fitat is tich!', fra cu i quello. rl el Pic<'ard i di Tw·ino . E .-p one quind i le p•·oprie ricer·ehe, du cui r·i:Sltl ta che il nuo,·n rimed io, !SO ~~ di gntn lunga sup{wiore a.l morcul'LO. non p11ò cn mpPt!'I'O ron !l:li arscno-beuzo l i, t·hc; r·('gntw o an<•o ra :sOVJ'tlJIÌ in terapia antilucticn. UoLNr' - t:iottotcnonte m cdi c·o \' t='CE~~o B.\rtru. - Un ca.so di }r ott·u.ra del cranio . HifcrisNl la st~orin. clinica di un Ro ldtlto presentant.e frattura. a lla regione t.em· p oro- p~t•· ic-tu lo s inistra det.e rmirtante lW<·t•ssi conn,ls ivi d e~ li arti di d estra: fu pra· ti cnt,u la. t.rttprtnitrmzir>HC d-c l r rnnio. lJr!'l,d(• O<'Pttr-;iono da quf)sto cttso per· trattare de lla c·omm<>zione c c• mpr<.'~sione cerei>• alo illu;.t rr~nù o con rid1ia rni di fi isiopa.to· lo~in le cau~e d e l polso lentt•. dclla r•erditn di <·oscie• zn. dci dist.tu·bi r e;;pimtori, dw m oto e di senso, a.rceunur •do infi11e a lle lesioni d e ll'r.utcria m('nin lea m eclin.


LA

CEL~:BR AZIO NE

333

DEl, MEl>lCO C ADU TO lN C UP. RRA

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Conli11t<a::ionr - Vedi JaliCV.:nli del WL5-LG-17-18· 19-:!0-21-22-23 e

~~)

;\fEli.IGLIA IH RkO~l\1 . (t)

Regi o decreto 7 fCI>braio t9l4 13At1'1ATO Giu scf>pt· , .:apitano mcrlico 74 re~l'-ri m ento f:utt(·ria . Dirigente il !'.enizio sanitario del n ·ggim(>nto , iniziarosi improv\ isa nw nt e il combattim ento, si prodigò in pritn<t lim·a, con ese mplare sprezzo del p erkolo, fiuchè venne gra· vemente ferito - :\f<lnt ello. 19 giugno 1918. n 2J . li1ASS.IR.I L:;mauucle, aspirante ufficiale medico, 66 regg-imen to fanteria. IHcdico di batlagliouc, d i~i ·11 pe;:g-tlÒ con instan cabil e 7.elo la propria attivitù profe~­ siouale duran te un viol ento t'Ot.nbattimc11to. Ac<·ortosi che un proidtile m·mico di grosso calibro ~l\·eva fatto strage tra le fil e di un a com pagnia, accorreva a prestare soccor.;o ai nmner0~i te riti, attraversa ndo una zona battuta eia intense raffiche di mitrag liatrici uemiche. Bello esempio di sere nità e di costanza nell'adempimento del la sua nolJile m:ssione. - Hainsizza, 19-23 agosto 1917. 1124. !HrKOJA Mario, d_n I'ayuJlo nel Frignano (Modena), sottot cncnte medico 3 reggimento alpini. l11 commuta::io11c dcll'ctlcomio sol.:twc i"l"ibulatog /,i dal comando dct 12 corpo d'armat.a co n suo ordi11c del gicJ ruo >1. 91 d el 25 sc ll em b r e 19 16: Uurante un violento bombardame nto che ave\·a di strutto alcuni baracca menti del proprio battaglione , accorreva a pres tar soc~orso ai feriti, sotto il fuoco nemico. dando bello esempio di attività, calma e spre..:zo del pericolo. - Pal Piccolo, 25 luglio 1916. 1 I:!S· Z~:-;1\Ttl Giov anni, tenente medi co 8 reggimento alpini. Con animo ardente di patri ottismo, prodigò l 'abile opera s na di chirurgo e di me&co in difficile e torment{ltO settore montano, espoueudosi ripetute volte sulla linea stessa del combattimento, per la ricerca e medicazione dci feriti; in una speciale ci rcostanza, eseg uiva un'importante ed urge nte operazione chiru rgica, mentre il posto di medica zione era battuto dal tiro nemièo. Co:;tantc esempio di valore ed elemento di coesione morale nel reparto. - Mettagskofel (Val Sugana), maggio 1915-luglio 1916. (c,•ul'iulla). 1122 .

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA Al genemle medico capo F. della Valle, il qmtle aveva fatto omaggio a S. A. R.

la Duchessa d'Aosta di una copia della~ Se.gra del medico», è pervenuto il seguente telegramma, che siamo ben lieti di riprodurre :

" Generale medico Francesco della V alle, - M ini8tero gu.erra, R oma. • La ringrazio di cuore per ilgen'ile omaggio del libro chciniziaglori{icazione dei medici dltalia ·resi sacri dalla morte che li colpiva m ent..re sprezzand.o di.~arJi e p ericoli prodigaV<mo conforto e ·t 'ila- stop - Onorando quelle vittime del (.lovere si ono m l'urna" nit<ì. D ucHESSA o ' AosTA "· Il Segretario generale del Comitato comunica che per mgioni di forza maggiore l'inaugurazione del mo 1umento è r inviata al prossimo autunno. Verrà indicata, a suo tempo, la data precisa. (a) Per le ricompense dal n. 1103 al u. 1109 vedi Gior• ale di medici11a mUitare: fase. XI e X II del t9 zs .

•


334

P ARTE UFFICIALE

----

A) GIORNALE 1\ULITARE UFFICIALE.

(Estratto dalle di8pense n.. 15·23 del 19U)

l) CIRcOLARE n. 224 del 31 d iC'-embre 1923.- R. decreto n. 3171. -

Ordinamento del senizio sanitario per il corpo della R. uuardia d·i finanza. Ar1.. l. - Un ufficiale medico in S. A. P. col grado di colonnello presso il comando generale avrà nei 1·iguardi del servizio sanitario del corpo funzioni direttive ed ispe ttive. Art. 2. - I n ogni legione tenitorial(' è istituitt\ una infermeria per la R. guardia di finanza, sotto la dir(lzione di un ufficiale medico del R. esercito, in S. A. P., normalmente col g rado di maggiore, eccezionalmente con quello di tenente colonnelio. Art.. 3. - L'ufficiale medico incaricato della direzione della infermeria legione.le deve put·e prestare a.."'sistenza giornaliera. agli ammalati in sede, attendere all'igiene dei reparti, eseguire le visite di at-ruola.mento, di rafferma, e per proposte di provvedimenti medico-legali. Art. 4. - Nell'infermeria legionale saranno di massima ricoverat•i i sottufficiali e i militari di truppa, affet-ti da infermità non contagiose, che non richiedano operazioni di alta chi1·urgia. e che s iano preswnibilmente guaribili ent.ro 30giiorni. Saranno sempre inviati agli ospedali tnilitari, oltre i malati di malattie infettive, i bi~;ognevoli di osservazione e quelli da sottoporsi ad accertamenti medico-legali. Potra.m10 esse1·vi ricovemt i a 1·ichiesta. dell'atnmini.<;trazione della guerra ed a suo carico, i militari del R. esercito. Art. 7. - Nei reparti d' istmzione del corpo e nella. scuola allievi ufficialie sottufficiali, il servizio sanitario sarà, di ma.'lSirna, disimpegnato da un capitano medico in S. A. P., ovvero da un ufficiale medico delle categorie in congedo. In via eccezionale il servi?.io potrà. essere disimpegnato anche da un medico civile. Art. 8. -Alla supplenza degli ufficiali mt>.dici in servizio del corpo si provve: derà, previo accordi colla. direzione centrale del servizio sanitario militare, con un "tU'fìciale medico, possibilmente dello stesso presidio. I n casi di urgenza potrà. provvedere per 13 1'\lpphmza anche il comandMte della legione, prfmdendo accor-di ool direttore di sanità del Corpo d'armata della giurisdizione. Art. 9. - Nei presidì che non sono sede d i infermt>ria legionale e dove prestano servizio uno o più ufficiali medici del R. escrcit.o il servizio sanitario per i reparti del corpo sarà d isimpegnato, compatibilmente con le esigenze del servizio sanitario militare, dall'ufficiale medico designato dalla direzione centrale di sanità. militare. Art. 10. - N elle sedi ove non pt·estano servizio ufficiali medici il servizio sanitario per gli appartenenti" al corpo è affidato a medici civili, mediante appositi convenzioni, o ricorrendo volta per volta. Art. 11. - Nelle brigate e distaccamenti dislocati in sedi molto eccentriche e lontane dalla sede di un medico, vi sarà il piccolo armadio farmaceutieo in consegna al comandante d i brigata per il pronto soccorso dei malati e feriti. 2) CmcOLARE n. 238 del 27 marzo 1924. -Cure balneo-termali. Col 1° giugno corr. s i inizieranno le cure negli stabilimenti balneo-termali militari eli Acqui e eli Ischia., ove s i effettueranno dei turni della durata di 15 giorni ciascuno. T ali turni saranno 7 per lo stabilimento di Acqui, che funzionerà per i


335 soli ufficiali, e 8 per ufficiali e truppa per lo stabilimento di Ischia, al quale si faranno affluire tutti i militari di truppa. che avranno bisogno di curo balneo-termali. Per l'ammissione alle dette cure avranno la. precedenza i militari affetti da esiti di ferite di guerra.; quindi quelli affetti da. forme morbose, riconosciute dipendenti da. cause di servizio, con regolare processo verbale del consiglio di amministrazione del corl?o. Solo compatibilmente con la. disponibilità dei posti verranno ammessi i milita.n affetti da. esiti di lesioni o infermità che non sieno state legalmente riconosciute dipendenti da causa. d i servizio. Non saranno ammessi nei due stabilimenti di Acqui e di Ischia invalidi di guerra., la. cui assistenza. è devoluta esclusi· va.mente all'Opera. nazionale. Seguono le norme pe la compilazione d elle proposte modello 458 e per la loro tra..<>missione e le disposizioni amministrative. Per essere ammesso alla cura occorre una visit,a. di a.ccertamento,la. quale è stata effettuata dal 1° al 30 aprile da apposite commissioni mediche, cho si sono recate presso i vari ospedali e infermerie nei giorni fissati. Tutte le proposte dovevano pervenire al Ministero della guerra non oltre il 10 maggio. Il Ministero assegnerà i turni di cura, che non potranno per alcun motivo essere cambiati, se non per provate e.<>igenze di servizio. Sono esenti dal pagamento deUa l'etta soltanto co1oro, per i quali il ricovero avvenga per ferit-e o lesioni riportate in guerra, o in servizio d'ordine pubblico, o in occasione di qualche disast.ro. l ) CmoOLARE n. 257 del 20 marzo 1924.- Tabelle graduali e numeriche degti ufficiali del R. esercito, Articolo unico. - La tabella. n. 7 del fascicolo delle tabelle graduali e numeriche del R. esercito, annesse al R. D. 31 maggio 1923. è sostituita. dalla. seguente: TABELLA N.

7.

TABELLA GRADUALE E NUMERICA RIEPILOOATIVA DEGLI Ull'FlCIALI DEL CORPO SANITARIO J.ULITAB.E.

~

~ o

8

à

...o

c:l

o

o<> :i .,

"bi.

1>0

"'

);;!

E-<

P.

o=

o

o;

,

,1:>

00

-:

::::::~

;i<> o,.

E-<0 ~

-

Uf/ìciali medici (1).

10 Direzioni di sanità di corpo d'a.rm.

10 Ospedali militari princ~ali e ~ 17 Ospedali militari secon ari . . . 11 I nfermerie presidiarie . . . 2 stabilimenti balneo-termali Scuola. di sanità militare. - . Scuole milita.r i (Collegi militari - Accademie militari- Scuola d'ap~l. rH cavalleria - Scuole centrali - cuoia di ~uert'a- Scuola centrale-di educazione sica - Scuola allievi ufficiali di complemento e allievi sottufficiali) . Scuola allievi sottufficiali CC. RR. 2 legioni allit>vi CC. RR. . . . 21 Legioni territoriali CC. RR.. 104 Reggimenti granat. e fant. di linea. 12 Reggimenti bersaglieri. . . 9 Reggimenti alpini. . . . . .

Da rirxwtarai

c:l

~

. .-.

·a...

..

10 10

20 52

-

lIl 126 2 7

l

-

-

-

21

2

-

-

80

5

4

l

-

2

10 67

-

-

11

8

lO -

-

-

-

-

-

104

-

21 104 12 9

152

241

154

-

12

27

40 255 22 2 lfl

21 l

2

21 208 24 36

648


Segue TA BELLA N. 7.

o

= = 8

o<.>

21

80

o

H i porto

t

=

§

.

o

i

..... .....

1:')2

l ll4

24 1

648

)2 Tkggim<>nti di C'>t\'Fl llrwifl. 27 HPgi-(Ìm1·nti urtig-1. da c~1n1 pto!!;ll 1. 3 K").w;imt>nti H rt i ~l. da mont.tcgn a. H P~c;i rn t•nto tll't iglif'ri a a r-n,·nllo. 14 I ~('J;(ginwnti u rtig l. p e". c~om pale .

'27 :3 1 14

27 14

IO

28

IO Hqtg imnnt i nc·tigU. pc:<nnh~ E' dtt <>osta

IO

:?U

Hc11o l•t d'n.rtigli ~>ri l\ controtu•r·e i S t.ll h il imHII t.i d 'tt r t!gl i t•ri11. l 0 }h~[!g rupp. genio <l i ('nrpo cl" a nn tU t~. H<'gl:imPn to md iot<'lt•!(r:llisi.i . . Heg!-(i nwnt.i pnn 1 ieri e lng url'cri Heggi nwnto ferToYiC"r·i. ~ta b i lino enti del w·ni o. Sc•r vizio c himieo m ili tnrc> IO(; Di-;th\l ti mili tàri IO R nggr•o qopnmenti tr·.tsport i. De po~it.i n llc v amento candii Rip>tri i d i <·orr<·ziono c st.rl bi lim Pnt i m i litar i di p c•n a

l 5

5

1()

Totali

12

9 l

12 54 12 2 l

hl l

IO l

J

2

3

l l l

l

2 l 3

l

:;a

5:~

l/)

lO

lll6 20

:l

3 2

21

80

153

394

1

(i

5

ti

18

l

l

l

~

18

22

42

290 (2) 936

U f/iciali chimici- fa m uu:i.sti (3). Istituto chimi co- farrnn<'ent ico mili t are.

Ct,ntro m a t eria le sn nit;u·io.

IO Ospedali rnilita ripriu ci pn li o·lio:-;ppdali milit a ri ~cconrlari l l in fo n n eri·• prc:;iu iurie I .r1bor·>ttor·io chimico·hr·omnt n log ir11. Se rvi?.io chimico mi l itt~r·e . . .' . .

Totali

2

l 2

85 11 2 4

41

52 (2)

123

ll

4

26

(l) Non sono compro•,oi ~li u(floitl li ~.ho sono portali nel fJH3oro orJrnnico dPl R. corpo dJ C(>lou ia li o qu('lfi oddl'tli al Ministero d è lla Jnrt·n·a cd o S(>r,·izl non dlp~ndenti d•d· l'u.rnntiu iKt.ro.zione d "-·ll~:t l(lu•rra.. (2) In part o ))(>,sono <'S~<·rc di cnmpl<'m c nto. (:l) l'nn •ono compresi 1"11 nlll<:i» li eh<· ~uno portA LI n el qm•dro orl'!:nnico del R. corpo di truppe col on ifl li, i l colnon('llo u •l i~ r•n~lz i<mo d~lla dlr ,~ lnu e cen i rnlo di sanlt1\ militare, c gli ufHc iull utldc:lti a se rvizi rwn dipe nd e n t i <lall'onlmlnint ruz!un a d ullu guerra. N. n. - Qualora c~igonzc di RCr\'l7.io ri c hlcd cs~c o·o l 'tt"-•<'tcuuzi"nc di uffi ola.li medio l a. reparti rum oou t<'rnplo t i nella vr·oHculo t.nbclla, snril pl'ovvc<luto c:ou OPP<>rtuui s postamontl ordinati dalle ouw rlt à centrali. trupJl~

Direttore : ARTURO C :\SABINI, tenente oCo lonn ello m edico. (8o8o) · Roma, 1923-24 - Stabilimento Poligrafì.co per 1'ammini!'l'razione dello Stato


•

'


Giornale di medicina militare Direziour cd

A llllll ll ll" t r.l ll!ltH."'.

l't•lol/7H dd .\\iru' lt• tt , deJia Guerra. Via XX Stlh·nthrt' -

CONDI ZIONI

[)I

~v 111 ;.

AI:HHJ NAMENTO .

1. 11 Gio ttralc di mNlici•ra uril rtarc ~i pnhhlica il primo giorno dt ci~scun m~~. in ((,sc-icoli di tre fogli di st~mp:o almeno. 2. L'abbonamento è amruo e decor re da l ro genna i•) 3· Il preY.?.O dell'abbonamen to è : Per l 'I talia e Coloni c . . L. :?~. l'er l'Estero :w.-

•

On fascicolo separato cost;,

1 in

lt nlia t all'Estero Ruoli 1 in l!alh .

•

1all'F.stero

•

Il supplemento coutenrute i di cm: iawlà del corpo sanitario mililn7 t! c0~ta

~. ...i)fl

-·

l•) -

16 .

l· Per gli Ufficial i medici e chimici farmacisn. del R. Es~rci to (in servr1.10 a!livo, iu posizione au!<il iaria, <li complemeu to, delta dserva e<l a r i poso) il pre1.1.0 dell'abbon a· ' meuto è ridotto a L. I l , anticipate. 5· L'a bbonam e nto non clistl~t t o pri mn del t• oli<'emhre ~·inten<le ri nn(J\ntO lH'r l'~nno successi v o. 6. I sign11ri :rhhouat i militati in c fTettivit à rlt ~<endzio l>:>gh<>ran no l'i:n purto d el· l' ahhonamento per mezzo dei ris ;)ettivi comand i di corpo e d irezioni. 7, Per i soli u fficiali medici (dell'Es~r~ito e della \lnri na). in qualun(J lle l>'"i'i•>ne >i t rCJV ino, è nmtni.'SSO .t n ABBO NA i\1 ENTO l'UM l'LATTVO al Giornale di medie/no m ilitare ed agli Amt~U di mcdi.:hra trat'ale r colon/,rle al prez•o di L . ~7 annue. Per ott euere tale facilitazione cum ulativa gli nhbonati militari tlcovrnnno far perHnirc l'intt'ro im porto all' Amministra1.ione de l periodico del proprio corpo. 8. :\i librai si fa lo sconto del t o per C'<'tllO , ma soltanto per gli :'lhbnnamenti delle t•er sone c de~ l i enti non milit,ui, che non po<',ono fru ire dell:1 facilitazione di cui ai numeri 4, b c 7·

!':ORME PER Lf<: PUBBLICA 7-IONI . r. l lavori OTI!-:Ìnal i, le note. le riviste - dattilot:rafnu o ~critt i a mouo - ,\ev(lno occupare un solo lato del foglio t.ld essere accurat:un<?nte ri ved·.ai dagli aut ori. Si fa speciale rnccomand a1.ione che q11elli scdu i a mano siano ben leggibili , per m odo di e' itare ogui• dubbio d i iuterpreto?ion e. Tn easn contr::u:o, la Direzi€one si vNlr<'hhe cO· ~tretta a so~penderne la pubblica?.:ollc. 2. Sal vo casi e~c~ ..ionaliss imi, la correzione delle bone ~arà fatta dulia redn:tiont, n u ~ieh~

daJ:li

tHHhri,

per non vincn1:ue il

l av<"'~·o

f i pogrnlico ngU iu evitn bi 1i rit:ndi P''·

sta ti . 3· Le SlH'se per j:li estratti e quelle pl'r le t:wole li togtnf\che. fotografiche, ecc., che nc~om pngn :1~sc ro le mcmotie , sono a cnr icn del(l: ~t:lori 4· Gli estr:.ttti sono di d u e tipi: Tipo A. Senza coperdo:> c colla in1pagi uaturn ~ numcrru:ione del fa<cicolo. - 'fipo 8 . Clln copertina ~t ampnta . fronte•pi?.io, im pagina · tnra e n umem>.ione speciale. 5· Il pr~<zo <led i ~>'l Utti , 1~cr gl i antor i delle n•eml?rie che li richiedano. è rr~tolato dalla '*'guente tnritrn: i:'l{El%0

--

DJ CIASCUN FOGLIO DI S TAMP.o\.

J_ I'UMER() DF.LI.E COPI E

Ttrt n t ESTR,\TTI

Tipo A . Tipo B.

i>O

10U

l

l

L.

70

HO

•

110

JOO

~00

120 1:10

r rr rt"ntlluuo ••il re 200

·•~m

iO Il (1

l.li e5lrolti wiu o ri di 1111 / <>;:fio si c•> rrfuuo Cl> 111 8 foJ!Iio ilrlero per le ot·diuozioui d/ !Qn

l'Strati / Q i11Et!O.

Per quelli elle .• upc:ratlo 1111 /o)1/i(), lc: (razioni lt! (>irì. , c.he 11 011 supc:rauo il "' czzo f nJtllo, si couloow ca rn e metà, purclrè però l'ordilrazlor.c "o" sia ltrfulore a ~o co{'rc o. T mano~critti non s i restitui scono. (~"·•l>

- Romn. 1112~-24 -

Stabfl'rnont.o Pollgn\tl co p~r I'AmmtniRtrBzlon~ !1 <'11 0 St ato.


fERITE / OS TEO-ARTICOLARI D'ARMA DA FUOC /

GIORNALE

i

.

.,

l

DI

.-

•

.

.•

.·'

{ òl'

MEDICINA MI LIT A-fZ'É P U BBLIC A TO DAL MI N IST E RO DE L L A G U ERRA

-·

--

cDirezione centrale di aanità mìlitare )

Giornale di mediciua militare: 1851·1884

V:ioruale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : Giorn a le medico del Regio Esercito: J8Q6-JQ07

ANNO LXXII - 1924-

l Luglio-Agosto Settembre .

Fascicolo VII VIII-/X.

SOMMARIO

•

Dott. SA LVA TORE SA LINARI colmu\E'llo medico-libero d oreut t• d i clinica cl tirurgicl\

TRA1TAMENTO DELLE FERITE OSTEO-ARTJCOlARI D' ARMA DA FUOCO IN 1° E 2° TEMPO SECONDO GL'Il'fSEGRAMENTI DELLA RECENTE GUERRA . .l[emoria OtiOI"alu dd rn·emio Ril,e;·i per il 19:!:!. con 7J1'(•.faz:iOilt. del prof. Roberto .-:llMSWt dri.

Petg. :3:3!)

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGU OSPEDALI MILITARI PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA NECROLOGIO . . . . . . . . . . . . . . •. . . . . . NOTIZIE . . . . . PARTE UFFICIALE . . . .. . . . . . . . .

•

ii-lO

»

5-!1

• ,,

542 54:i

"

5-l-l

Direzione ed ammlnistrazt'one ROMA -

Palazzo del Ministero della Guerra - Vi a XX Settembre -

P~r Il! inffrzioni di publtlirità rivolgus1 DIRETTAMENTE oii'Ammlnistraziane dei ~ina militarE'· Palazzo del ,\linistero del/n Ouerro - Via XX Seltembrt - Roma.

P er

le nuove

norm e" circa le p u bblicazion i

ROMA

O/orna/e di mtdl· .

dei l:wori vedi coperti n a (4': pag in a).

Prezzo del presente volume per i non abbonati L. 20.


Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare

ROMA -

V•a XX Settembre - Palazzo del Min i stero della Guerra -

La lotta antitubercolare nell' esercito. -

V n \ '••ltllth · •li P"~· !16 c·un S

t-!WOII:!

Ricerche biologich e degli Uffici psico-fisiologicl di aviazione militare. - - l · JnmE' rti po.~. 23() ()On 46 li~llt'f' " 2 tavole . . . . . . . . Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. pa!!. lf'll cnn :n !h :ut·e . . . . . . .

ROMA

L.

2 SO

. ,, •

L' n \'<Jh • ,.

Per Giovanni Maria Lancisl nel Il Centenario dalla sua morte. -

Pn

\'t Hunw

rU p ng. ·l Ofi r"n :?f-S fìgt u·<' . . . . .

3 50

Ili Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra. ( 1-t•Jma. 19 19) - R •·lo.ziuui utlic iali t' r.i>tlllltli<·M.inni. - Fn \'O!lunc eli pa g . 9ii . .

2 50 ·

IV Conferenza interallea ta per l' asslstem.a agli Invalidi di guerra (Brnxelle,., l!J:!O). - Jtclozioni nt'li1·iali. l 'n \'O iumr- d i. pag. -H . . . . . . .

3 --

1 Congresso internazionale di medicina e .farmacia militare ( RI'llx<'lle-: 19:'!1). R •·lu;r.ioni uflìf'ial i d d C'urpo --ani l Mio tn ilitarc i tal iano. . . . . . .

,, · 6

Il Congresso internazionale di sne.hdna e ~amsac a m!litnre (Huwa ltì2:lJ . .-ftti di'l ('Oti-IJTe$80 - Vol. r. - R elazioni ufficiali - Un volume di JlllJ!- 4 16 con trA lavnle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

'

35

Il Congresso internazionale di medic<na e· ;;mnatia militare (Hum-:t. IV.:?3). Ali i dd ron gresso. ,. Vol. II. - Lavori d el Cong•·esso e comunicazioni. C n yo]wl)(• d i pig. llOo f'Oll :l!l t>J.\'niP (' 19 inci.~ ÌI)UÌ -:.... • . . . •

"

60

Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - Un vol. d • pu.;. 4d

''

5

A. Lrr"Ttn - A . B trstN ço. l • gas di guerra ... Impiego ed effetti . Provvedi· menti e cura. Un \"olnml' di pag. 104 cnn t.r·e ta,·olc· micrografìc he ' •.. . · . . . . . a co l on. . . . . . . . . . . . . . . . . ,...

• 12

A. LusTre. Brevi C<!rWi storlcl sulla cvol uzion~ della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915-918). ·- Con 17 figure . . .

.,

7 -

F. CACCIA. Tr-attamento e sgombero del fratturati degli at'ft in guerra. fa?.iPne di'l Pt·of. K. DALLA \·g n ovA. . . . . . .

,.

6 -

l l' IJ·

E. SANToao. Ferite addominali di guerra. - Preì!l,~iollç' ti ,•l Jll'-.11. X . t :t.-\ _ ,_ NE't'TAStO. Un vol. di pag. 400 con :lS figure . . . . . . . . .

• 39 -

S. :-;A Lt N •\Rr. Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento dc:Jit ierite osteo· articolari In 10 e 2° tempo. · Prefazione de l Prof. R AL'ESSANDRt. Un volume ùi

pt~g. l fll) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

-

•

20

-l


l.

DoTT. SALVATORE SALINARI OO I.ONN€LLO 111f:DlCO - LIBERO DOCENTE 01 OLINlCA Olfffil1ROICA

TllATTAllENTO DELLE ~, EHITE OSTEO-ARTICOLAIH D'AIUtA .DA FUOCO IN i E 2° TEUPO, SI~CONDO GL' INSEGN1\UENTI DELLA ll~CE NTE GUEHRA o

MEMORIA ONORATA DEL P REMIO RIBERI PER lL 192;? CON P R EF'AZIONR DEL PROF. ROBER.TO ALESSANDRI.

« Lasclerlt Il minor numero d'Invalidi colui cbe meglio avrà saputo curare le fratture e. CA.LOT.

R O MA STAUlLl~tENTO POLIORAFICO PE!f. L'AMM!NIS'!'RA"--ONB D8Lf.O S1.'A.TO

1924


IN DI CE. PREFAZJO!<E d el prof. R . Ar.E ~S ANORr. biTJtOJ>UUO~E

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

. . .

.

• . . . .

.

.

.

. ...•. .

.

.

.

.

.

l. Fat.tr>ri che h a nno contribuito a rinnov:..re il t rl'tt.ta-JUent.o delle ferite o..;teo-Mticolari di guerra . . . . A.. ~peciali tà degli agent i Vttlnc ranti l:J. Condotta. de lla g ue rra . . . . . C. Condizioni speciali del ferito Il. Tratta mento primario delle fe rite eli :ruerra osteo-articola.ri con parti,-•,)are ril(unrdo alle fe rite d elle ]>arti molU circostan ti . . . A. 1-;uturit primi t iva immediata e Rutura primiti va. ritardata. R. Coru\i:r.i<)ui rir l1ieste p er la. s utum primi(i\'a immeùiatn io e rcu ti ; l ) ::tll' ambic nt.e . . . . . . . 2) ;\.\ ferito . . . . . . . . . :3) al\:1 ferita . . . . . . . . (.'. H a.J ÌOi:t<'O)Jia e radiog rafia appl icate a lla ùiag nosi cd alla eur;t d<'llc ft•ritc o,.;tco-m·tiroluri . . . . . . . . . . ]). M etod i di aue:;tcsia applieabili in :r.ona di l!llena per feriti o,.;teo-art ko la ri . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1~. ( 'u r:t prenper:d oria <!l'il n s ho.-1\ p o>; t . tr:1u ma t ico . . . . . F. (' ura, prcropc ra(nria. rJ pJJ'an Pm i:~. acuta J)()><t -e m o iTag ica . . (;. J)i,.inl c·:r.ione dt: llc •••ani, di'gli st rume n t i e 1lcl t'lllll pO oper::t.torin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11. 'l'l'c·nic·:-t ddla slc•riliz~azione ch in tr;r ira clcllc ferite diafì . "<ll'Ìc~ I'O ill e J}I'C']l:lTU7.ÌOUfl ad Un:\ (' \'('11t na Je :;U t Ul'<l. ]lrÌmiti\·a illlnH•dia ta di c::;sc. . . . . . . . . . . . . . . l li. Trattamrnlo delle ferite c1i a.ft:<arie ).(i:\ in preda a I'OJlS Ì. . . . . A. Tra!tnmell (o prolila tti,·o e c ura t.ivo drl totano . . . . . H) Tntl.I.Mncn l(• protila1ti1·o e c urativo della l!~~ngremt gMso~<n 1\'. Sp<:eial it:'l di trathmén f o 1lrlle ferilo a rti••ol:tri ron fratt ura ne l pc rioclo JH·e - i~cfe!. ti ,·o cd i11 quello in t.rafe hhrile; I'N·ui<:a di esso . \ -. H idu :r.ione. (·on tcn en:r.a. cd innnol>ili z:r.a;r,ioll<'; A. 11dlc fr:ttturc ili:lfi,.::uic . . . . . . . JJ. lh·ll<: fr:t (t ure art.k .nlari . . . . . . . Y l. A lllpntazion i ; iml it•azio n i e tec·uica . . . . Y Il. Tra l t a IIICHlo COII !-IC<: u t i vo delle fc ri te osteo -arLicolari \'lli. Cura dci re liquafi morho;;i dc\ \(} ferite o!ltcn-a r t icolari; .A) Calli l!~<uh1•r:•nt i o tlcformi . . . . . . . . . H) A•·c•c)l'c·i:•nu•nt i •wtr,·oli d c).(l i arLi inferiori . . . (,') P :;e ncl :nlrosi • . . . . . . . . . . . . . . . lJ) A nc·h ilnfli . . . . . . . . . . . . . . . . . H) Fi>.to lo O >'<"<!G <la o><tl-'ifl' cd flil lnonliol ite r•ronic•l lc. F) Mon eo n i 11un r1•gu lari o )Hl l.c1hogi<:i . . . . . . l X. O:<pecbl i:r.zazioue e ;;~omhe ro cld fe riti mdr,o -::nl ico lari P.JLII.fOQRA~'I.\ • • • • •

•

••••....•••

•

•

l'ag.

• • li

••

" •" l)

•

3:3!) 341 :l43

343 3-Hi

349 350 3H5

368 370

»

:l71

" ,,

37:{

li

»

37!1

386 387 3~9

391

• • u

" Il

391<

403 407 40{1

435

»

43ç) 46H 485

"

49ll 494

• •

501 50n

"

"/ 0

491

l)

514

"

5 14 !i2:l

•


PREFAZIONE

L'introduzione, che il col01mello Salina,ri prepoue al suo lueiflè> studio sulle ferite ost<•o-art icolari di gu<>rra, spi<•ga molt o chin,ra mente l'opport.unità dell ~~ puhblicaziotw ~> r ender<'bbe superflua ogni p arola di pr<'f~zione . M:a egli ha desickra,to che io presPntassi ai l<>ttori la sua nwmoria, e volentieri lo faccio, })erchè le conclusioni a cui si è giunti durante la rude fatica. della guerr a e che Ol'a appaiono sPmplici e d ~L tutt.i accPttate sono sta.tc inYece couquistate man m ano con t<'ltacia di sforzo, e chi ha pr<'SO parte attiva a questa modificazioJw 1li idee e di linea di coJldotta sa, qna nto è costato r a,gghmgt•n• l'accordo. E Pimporta n7.a <l<•lla pul>hlicaz iotw non consiste soltanto 1wl 6assum.ere quanto con impr<>dsta e·voluzione l'Pspericn za dt~lla guerra. ha, cosi profondamente mutfLto nei concetti di cura delle fcl'ite e fra. queste specialmenLe delle più importanti per freqnellza e gravità, le ferite delle ossa, c delle articolazioni, non è soltanto prr prepara.r ci e prepfmH'e i chirm~hi ad un ;t nuova. gu<>l'l'a - pmtroppo 11011 lontamL nel! (~ possibil i U~ ! - nut è anche, o direi oggi sopr<Ltutto, per gli inseg1wmcnti che se H~ po:-:sono trnrr<' per b l'hirlll'gia ordinaria. Quanto sia,mo riusciti a,ò. ottt>nrre dm·ante la gn<'lT~L mi glio ~ randu con m.ut a.ti concetti di tnt t tamo11to i ri slùt ~.tti w•gli lùtim i tempi della ca.mpagua, specie nei ri.r!'lU"Lr<li dcJie lesioni ost.eo-art.iC'ohtri, deve esser e ut ili.zzMo c nwsso i n. prM ioa anche iu pace. Se l'int ervento immediat o nelle f1·at ture e nellt? ferite mticola.ri da arma da fuoco, con lesioni quas i sempre molto grad e in condiziolli d i ambiente sf~wore,-o lc, ha porta.t o a r isulta.t i anatomici e funzionali spesso ass<.~ti soddisfacenti e inspera,ti, nella cahna della nostra chirurgia ordin.:n·ia di pronto s occorso, escrcit'<LI a nello cliHiche, negli ospedali chili, in condizioni cioè così differ enti da quelle di guerra, nell(l sezioni di sanità, negli ospedaletti ava.nza,t,i, nelle stesse autoamb1ùanze, i risultati dovraru10 essere indubbiamente e di gran lunga migliori.


I'RIU' .\ i\ I QX I·:

Vi<•n fatto <li p ensare, c hC> allo st <~sso modo che i uost.ri n1ort i H i nostri mutila-ti hn.nuo co~l profondamente <' f<:worevolmont.c influito sull ~L nostm p sicologia d a, farci riacquiRtfLre nel tempestoso dopogn crra l'orgoglio di S('lltirci Haliani, cosi lo scempio delle mis<·r c carni dci nostri feriti, che pm· in noi a.bituati alle soffercnz(' o ai morbi micidiaJi hmmo in ciso uell'a.nimo l 'orrore~ delle spavent.ose fpr ite cli g UPlT<t, rin~rbemno i ,·ant aggi ileU'cspcrif'n z;l! dolorosa sul de:-<1 i no dci fori ti rli oggi c di clomani. Il sa11gue an c ho p er questo non è staJo spal'so in n1.110 : e credo in ciò risieila. l'interesse mn ssimo c·ho viene dall'ottimo rinssunt.o MI S<Llinari. B nn'altnt ossern1zionc <tHùora. JJ'org<lnizzazione dei servizi :o;a11itari e iu ~ pcc i e di quelli chirmgiei in guerra, è 1mu dei eòmpiti ess<'n.ziali d ell a ~anità, mHitar<'; essa dew essere opportuna,men.te> pre1lispost<t pt>r oti·<'I H·rH il ris11lta t o massimo po~si J,ile>. So dttra.ll.t.(• h1 g m·rni., pnr eon l'animo dolorante mi !'>OUo sforr.at o, authc eon pa.role aspre, ch e mi hann o fruttato pers in o denuncit· e rimpro,·eri, <t modificare le Yirte abitudini, e fa.r accettare eriteri più mzionali, mi s i p Prmctta. di t'SSC\l' lieto su meò.il'.i militari dt' l ,-a.lore e dnll'cS}H•timlza del colonnello Salinari riconoscono ora che qn<•lle clirettiYP cr:u1 o giuste, t', come f,!ià il g-eneralo Santucci lJ.ella ~;m~ ottim ~b E> prP<:isa rclazioll.P al Ccmg-re~lìo inh•rnnzional<• di m odiciJJ.a militan• di Roma, sost.('Jl!!a un' organizzaziono ha.sM<t sostanzhtllll('l1to ~n <pwi <'oncetti. Ceri o nf!ssm1o di noi può sapore <>sa.U.amente quale sarà. la gn<•tTa di <lnmani i m~t so inta11to a\Tento predisposto un'organizza.ziou<• di ntcl'ol :a, (ti trasporto e di cma d e i feriti , logica e basata. sui de t l ami (leJJ '<'Sperienza e della. scienza chirurg-ica, p enso eho potremo anehe <·ont are snll 'ag-ilità. nN;ess;tria p er pot<•rla ra.pidam<·iHC <L< lati m·o <t nuoYi bisof,!ni e ~t nUt"'e tecniche di comba.ttiJlH•JII O.

J1a nwmoria. rlol Sa,J in!t,ri risponde a tu t ti questi quesiti ; con dil ìgtliZft somma f' con p erspictut l'l1i<Lter.zn fissa i capisaldi dol tJ:atra.n wnlo, e i C'l'itN·i fli oegauiu:azione cl<·i Ren·izi di raccolta., di sgoml•ew, eli cnm e di r c><·npero i essa. ò di ,-alore gr andissimo per k ùirdt in~ rh·lla prt•p nrazion<' sanitaria e pt'r l'istrur.ione <lei medici milit a.l'i, il eui u\·(· llo eli coltnra, gi~~ migliorato p er le dispos izioni l'<·C<'llf i, <lohhiamo <:erc;ll'(' di t•le,·ar<• 1-lt'lllpr<' eli più.


INTRODUZIONE

Parlare aiH·om clclle f~ ·rit u rl'arma da fuoc;u u.~/!'o-arlir·Olf/ri flopo le molteplici ed im.pot·tanti pubblicazioni convprci:ic in questi 1tltim·i am~i, nonchè dopo le JtiWH~I'OI:it' com unic:a;:;·iuni e tli.scns.~ioni fatte S'lt eU

nei congrrssi rhirurgiei c pn·s:so ft: acradcmic l:ir:ieutifi.! '/te, pott·ebbc p1·ima. ·vi-sta. se m b?'at·e co :sa. ::-IIJWI'jf ua. PJpJmt·c; ·n on vi è rLt'fJOm ento che più 1z.i qwJs to apJlO:Si:iioui il wrmllo chit'urgi.co e che, uome questo, abbia. aucora. bi::-oyuo di 1111 1':8111111' .~r· rc·1·o c pvtlderolo per (HMiL'C'II,it·e ad un eq1w Ct]JprczzamclllO dell e impm·tanti qtu·stioni che atl esso si rifn·is~:ono rd il t·ui x/11dio 11011 st'IIIJII'f' ha dato luoyo a r/1 •i/u:.:i6·Jti pnt1 sse

ti-

tiehe ben dcfiuite c ùcu vnyliatr·. luli d.a e11lrarc .~C IIZfl contrasto ·nel rlo · minio dell' arte e rla ·rin 8f·in; d/ inllis(·u s.«a utilità uon sollrL'IIto alla clti rurgia <li [JII<'rro ma 1>r'll• UtiCO a q11r.lla rLi 1)(1<!<'. D'altr(t ]Wt·fe ·i g1·anrli mac.<Jt1·i, che nel 11oMro I'OIII C' ?IPff/i altri <'Scrr~iti liaJJIIO ]II'C.ç(t ])<l1·te attirn all'11ltima !Jranrlr.: r·tf111pay11a, x1· .sono stati conconli ·Jif•1to amulf'ttrrr· la, 1>rofoucln erol u.~·ion(' r·h'(; aurlalo o ?tta.uo a muuo su.lu: ndn ques to ca · pitolo ([ella rhil'lll'fJÌft rli ffiiCI'ra.J 110/I.Clt è 11Cl ric-OIIOSf!f:! l'e i IIW111CIIti de· f'crm·inanli di tal e ccolu.:::io11r, c sr; 1JIII'f:! f'.~ .~ i hlUIIIO 11d twaltimilà 0011.. c·rctati i ]lt'ÌIIript ed i rTitcrt gr:nf'rrtli r:lic: clcPOIIO d'oro. iu ara11fi 1·r. yolanoJ la cnra. (if'llr. jrTifc tJS/C()·rtrticolari rli ffll'' l'/'1/, 1/IJII ,qi .ç()/1() 1wrrì rr,cco1·dati snllc mocl<tlità. e sui lim ili rli a.pplica.;:;iotw di es.~i; d i qui. una d i ·ve·r sifà di metodi r: eli procr.;.<l8 i rhe autoriz:::(t o. fa.,· pensare <'hc se la. yu c rn~ è da un 1w:::-::o fi11itn ·nel ronipo tafli<'o e loyistico, es.<~rt co nti/11/u~ r: con t.intwnì tlnr·or(t c·hi .~a p r r qurn1f() fi' IIIJW nf'/ NIIIIJlO cl1iru rgiNJ. Non è qui11rli fnl• ·r Ili T.uorfo riprP.ndc r c in csamf', rl11l 11'111tto ili v ista. ri r:lle ?11/0t:rJ orirntaz ioni ch e in l(lt rS ICL (;OJJtl' ncUc 1/{.tre 7n·ruwlu; d,cllu.; r:ltinii'.'JÌU· .sono strrt r. impo.~fr dallo lunqa. r.«prrir·,,~., di fJII1 ' 1'1'a, tuffi (lfi im7>0·rtanti p1·o1Jlt•1wi. cla7Ta· m ed('8 i?ua so11r·rafi. 1>('1' 11otrr con co rrere n da·re loro u.na. <lrfì11itim .'<o1w::ion r r 11rr potrr fltl.t'/1(! JII'III'Orc r·lit: l'arr:•' ll· 11ata di.~ro·rdia è 7Ji1ì fiJIJWreute r·hr ?'<'all' , in quanto r·l/1' 1! !18(1· ?IO'Il ri~ quanTa i prinr·ipi fonrlllmrnta1i rh-fla. c:llirur,qia . i IJ'"''i riman!louo immu.t(Lf.i, bensì. 'l'igurn·(l(!. la. •'!0'11111/U· n()n ben ca.lrola/Jifr· ddlr contiga-n::t: in cui tmt·a.'!i il frril'o N T ·il ~·/iirlll'ffO, il do111inifJ tldlr• lfllltli ffiJif"tlllt' r.s·clu.'!i·,;anumtr: dallo in tu ito di <fiW"f' JiltilnO rllr· fini.~r·t· NP<Ì ]J<'I' t•s.~ (' rr · il !?Olo arbifl·o clf'l blltlllfJ ,. rl,.Z r·aN ;,·o Sllf'1;1·.<uw. Fare oggidi della cliir·u1'fJia di guf'l'ra ·no11 e/IfA rlir<' .• come pur tmppo da molti C1'1'0il<'tllllt'l/te .~i a ed.e . r'ilwn:::·inre o17a. chi.rurgia di pacr, quasi clw qurlla. fo.'!8 e 111111 .~ n i cn .w. ('d 1m arte a. f:r~ t: qna.'!i che il r•hirurgo rlo1·rs.qp fOfl!t itli'Ri dltr ('()'!('ir u~·r dir<'r:<~: 71r'l' 11110 .~tf>.'<IJ('J ca.<~rJ.., .'!t'C011do eh<' il med<'Rimo fJli .<~i prc." euta nelle tnwq11i1l.e co r s ie di •un


l :-:'TI< OD l"ZlO:" E

u:<pt'dal c Cl n('{/.(; tun11tlltto .se 't"i r(· ndc d el campo di baltaylia. Aou si può t •uttavia discollt·c ni?·c che la chir·urg·ia di !JIW't Ta pre~;cn tu cotldizioni -~/'rc iali nicnfr' affatto t.?'08C111'(1Ò'Ìli, h: quali 11er qwmto cst ·ri11scche a. tutte l e O?'f!Ollll' tlla:::iolli d'indole puramr·1dc ,.,('irlllifica., a.t;quistano ?to n <lllncno 1m ' imporfrt1tz a. crcczi(Jilltlc Jlf'l' il fll'<lfi co srolgimentu di esse,

Nl oùf!liyauo il chirurgo a modificare alqttallfo la 1Jt'Opria condoUo. (,Juesti ù!fotti .~uf campo di battaglia. diuan zi ad un f(:rito, ha il dovere '''agire 11rcsto r: bc 11r•, di sr·cylit •f'l' , ('ioè, su due Jlil•di, 11 SO'Ventc n elle pitl .~frrJ/1(: cmufizioni rli trmpo c· Ili folico., l'intcn:r11to miylio·r e c pi!Ì sic11ro r· rli mf'ttcrlu .~1/lJilo in I' .SIX' it;:.iOII(' : il rimandal'/o all'indomani nl"lla .sp(:. ron za elle la. ll()lft: !Ili porti con.~iglio rrJm promc ttcrdJlJc la vita " frw1Wnire d el f e,·ito. foJyli inoltre ha l'ulibligo r1i riparti1-e co11 gi1(.(l.iz io ·iT ~<uo t e1npo e di 11011 prodigarr. 8or,.rc1tic <:lfrt! o 8pcciali feriti , trt18<'U· nwdu yli a.ltri; 1JI'r f'iò COII-~cguirr• dr>r,. ri.~[IIJIIr/1'1'1 ' al cl.iffiòl<: t·r;mpifo eLi fc.rc 1J(J r cia.~r·nno fJ'II(llltO è rmramcutr II C<.·e.sl<flrio, 1/{ll rlirr (j llllltfo può ri1180i1·e ~:cramc· uff· 11tilt• P(l r.ffiNJCI' . JJi qui la 11rcr•s.~itcì. C'ltr eyli po.~.<wgga. 1111a oono.'<CCI'~·a ('g(tlln eli tutte lr ri.<~orse. tnapl'utic!J r, notJrlJ(; ur~a tcr•nica. sir·m·a. r·orrctta_. Jn·r' ri.<•cl. 'l'n/i l' lii!Jf'n::r· ~<ono C!JIICtli .sin ·nr/. chino·go d r Ur: prì1111' linr·r r:hc in qnl'llo dt•llr, rr·trol)it:, dOtff' nrlo e ntramlbi Nu:r•llrt·e in allilit,ì , c r·iò 1Jf'/'(·hc"·. ''"' llfrc 1\ ora.mrti 7Jrom t o c-lt '(l 1/('ll'a vonli o/t e vcL fotta IJIIM<i tutta /11 1·ltirnryia di gurrra,, è tl'alfrn 7>M'fr. t·irolw.<wiuta lfl. "''t'l' .'<!<iftì 1·lir• OfJIIi cltirllryo .~ili in fJI'IIdO eli potrr br'll t!iri,qc l't ' lr• ..,orli di ""'ow ·rnz iou,., aurltr· se f/lll'sfa 11 011 si(l .<;tata eia lui I'.'<('{JII'i.laj altt'i111r: 11ti si ''01'1'1' il riNt ·ltio di J:t·tf,•r fal.<uLtr· Jl(:r tOlW' L'Oli neyl i!Jrmzc lr' più Ril'/lre iudictu: i(Jiti di tl~sa. PllrlrOpJ!O in ('OlllflOff'"' nl· 7'fJ1)(:?"fJ.f(Jrr• 1/1.111/('fl -~])('8.~IJ l'OJlJlOI'fllllifiÌ t/i .~fi!J IIirP il 8 /10 OjJCI'(tlo! f:!,u q1wsfr' 1J11.<i i: sfa/1; n ·dollo iT ,,,.N,f'lltc IHroro. fntf.to di shulio t· di. ('SJlr' rirnzo_. il IJ'IIOle. olfrl'(·h1~ la frddf' f'S7il'f'R.~ionc (li quanto la !f1ten·a. ri h a. iu8r•yttafo .~llll'm·rJomru to. ,;11ol. ('.<.~r· rr· Ollt' lte fa font e dn rui 1•0fl'l'f' atfill[f''~'" rrli f'/r·mr•11ti indisp• • u.~uiJili Jll' r il yit!.~lo upprr::::::amr.nto di mdodi fJÌIÌ Torrtomr·tl(l' Rpr' t'imr·utati. 1/0nnld W'' ln .~<JlN z iou e lli p!'O·

7.lcm·i tuttora iu disr·,.~si()IIC. N 011 .~i 71111ì 11m·lorr tlf'l tra t tru,t·n lo ddlr: ferite o.~ t l'O-O rtif'ola ri 80Lza contcm1Jrn·a·n r·an1f'11fr ]Jarlflrr di qudlo rlcllc frritc dci t rsRu ti molli, 1r quali fa ·t ,uo romullit·m·f' i foco lai di frattllra ed 1. ra ·vi a1·tj. t·r,ltll'i co·n l' amllirntr· r·.~trnto. T dnr trafftWII' IIli ,qouo in i.~lrftta fli . TJIHidl·n zrt l ' uno rlr7T' alfm. rrl è dall' r·sito forfl/ll((fO d f'l .<W('Oitdo 1'111· ''·'~·~rnz iolmrn/1· diw·utlfo la l!II CII/11 riu.w·ito drT primo. f-}utrambi (1- d ' uopo rir·ono.'wr'1'1o) /1111111 0 ~ tt7dta 'f l{'ftli ultimi anni 1111 'impmrri.~n r radir11lr· tnt.~formo ::: iout· . t·osirrhi· onrl11· in ({111'-<io ('(tlllfìO romr nryli alf.l'i, la t·h.it'lll'!l;,,. rli. [Jil f TI'II à '1/.-<r·ifo per r·o."i dirr rinno'l'afa. J)it ' f' l'8i wmo .stati i /fl.ftori rhr: h•1111W ronror.<w r1 f11lr ?"innrJrOtllr' llto. 1'11 -il lnrn .-tnd.io mr. rito di r..,.çt•rr· tnr··'"n a ro,ptJ Ili qur.<do nwm/J.ria.


I. -

Fattori che hanno contribuito a rinnovare il trattamento delle ferite osteo-articolari di guerra.

Se tl<'lle guC'tTt· di'l 'l't'<lll:.:waal, dt>l la. )landnria , dPIIa. Li l1ia, non<·ht• in quelle più recenti dcli<L S crhia c della Bulgaria , la (•rolu:done dell<' ferite osteo·artkolnl"i risnltò in genere favorevole <' 11ou rit·hit>se in pl'imo tempo che rnr:une.11tc l'opna. attira, del c.bit·urgo, ciò fu 1lovnto in ,:•rinc.ipal modo al fatto, òa tutti Ol'amni ri('ono~duto , dw tali fcrit(' ful'ono in TIHH>simn. parte pt·odotte d:.t palle di futile ngl'nti per lo più a g~.·andi distanr.e !' per via. diretta e r.h e a!';sa.i S<·arse furono iuve<:e quelle Ca.ttsnte 1la proiettili d'artiglil'ria. Ciò fece sl eh!' delle ft>tite si pr·esentaasero nel1n gtandc maggioranza. n. rnna1e' ristretto t' rrgola.t*(', ad ori tizi pnntìfl)rmi, ~'i·nza. .la('crn:done a.ppre~.zn hile d("i tt•ssut i moli i é ~n11a a.rrc:-;to del proif'ttilc o cli alt.ri corpi nstranei; p<>r In q nn l co:-;a

i l 100'0 dc>COl'SO fn ,,-hi tna1me.nte benig-no e la gna.rigione a n ·<·uuc a pr<>ft' t'enza twr p_rima.. Il COntrariO F<Ì Vf'l'i(Ì(~Ò llell ' nJtima, guerra ll101lclialc•, JJP!I:l ljllftlf' •lomina.rono sovrani i Jll"l',r.i tli at•tigliPrhL <li '' at·i<t fonn:~ (! ~t·anll or.r.a c.<tricati a sht·a-pnell~'< od n, gl'UWtte , nonchè le honah<' <l· m;tno, qut>llP lanciate merci\ arnesi speeiali (l<lH<>iabomht' e bomhal·<l••J <•d i11fin(: qu(•ll e pl'OVCHienti dr~ll'alto (da ftcroplani). Gli s brappnell!';. por com;er,•n.ndo la. forma primitinl, lH'P!';t' nta.\'ano 1:n maggior potere vulnerant~ n ()n !';O}o per lo aume nto di dimf'n~ione 1:' la efficacia Rt>mpre (:rcsccnte degli esploRivi, ma. ~'"'i anclio per le modi· \\cazioui a. ht>lla postn a ppm•tate m·l ]()l'O contc•nuto; •>t-iR<'.tHlo stati' fram · m iRte a llf' poc·o ll(;.r·irc• pa llottolP l'fPr·i('hf' eli piom ho. dadi (}i ghisa. chiodi, per."'i iufoJ·nJi eli n• hro Nl nltl•t> R{)!';tanu· s imili. Anrhc' le gt·ntwtl' furono l'I'.F:e ~'('lllj)J'f> p i tì mi1·id i a li roll'n;r<'t'<' òl'l.to lnro 1111 i m· o l uct•o cl i ;•ccia.io più R]'lf'!';!';O ~ più rigi(lo. sul rpralP ~<i \'f'tmero m n n ma no a holen<lo lP lince di f t•i'lttlwn pt•esta bilit!' e Ri a nrla m,no !';O~titurntlo a lln c~11·icn. primitiva. altrt• cn-r·khe ri ~ultanti rli poln•re l'lempt·e più {]ilaniatrirr . ehe a''ev.a lo S<'opo eli ft·antumare l<' par·eti in 1111 lliiJH<'r't) IIJa~g-iore <li ;;;c~hegge e di l:mciarf' queste alla. mal'simn rlistanz:a i11 ~i11::m cln ra~· giunget·e n n più ,·n sto J·tt~gio di èlzione e (l;t t>serci ti'll'(' un n mag~iorr Jhl· tenza, Yulnerante. ~i 1ledncouo quimli ron fncilihì i cli!';astri pr·oclotti ela.llo scoppio di una. grani'lta da. ~or,, M l p~so eli olt l'P 400 kg., e<lpa<·(> eli lHHCÌHl't! }(' su(' sch c~goe 1111me rol'li;;;sime r cii gt·antlt>zr.a !li,·c t·sa ton


n•lodtù t> fonm :-::piii'PUro.sa. in ogni "~Hso l~Ù a tlisulllze nu·iaoili d 1C poteva n o ·s•qw•·n t'c· il ('ldlo~uett·o, e ùi r-;ca nwe degli @nonni coni nd t.•J·J't' lHl o .lwlJa. J·o<·<·ia, SJX~<>ta ndo t<'JTa e ~a~i più o meno grossi dJ<' ag-iY<~IIo da pi'Oif't ti li Sl>('(ln rlnri. La stt>-.,.l'<a hom ba a ma uo - diabolico stntutenln di tol'tur:l sc·:llnbiaoile· a prima \'ista. con un ordigno assai priJni t in> - <'ùlla potenza dt•lla f;Ua <·ar:kn e c·og-li nllri ]IE'l'fezionamenti •·a ggiunti, unì cu i pt·odtli'J·(' i pitì ~p:tYente\'oli effetti, che visti una, Yolt.'l. non ~i ùiuwntic:wo mai più. Infine le bombe di aet·oplauo, a pcrcns~io­ ne, ri:sultnnt i di una. caps ul;~ {li rnHt.allo l":p<•ssa 7 -~ nuu. t·ipieua di a,Jtn 1'~-<plo~ivo, p•·oducemuo <•lfct ti dclcte•·1 sht per lo scoppio di questo, sia pt•r la rottnm. <lt:lln <·a.psula in frautnwuti <:hl' n•11h·ano lnuciati in ogni St>llso a fol'1i~sima velocit:'l. A pref;(·illlll:'l'E' 1la Ile u•orti i:stHutnuee senza alcnD<l vil'ihilt• di!Strnzio.n<' !li tl·sl'uti, ùdetwinate dana rapida espansione del contl'IIUto d1•l proit•ttilr. norH.:hè llnllo sh-appamento di intel'i a.rti ••c·<·oUIJ)HJ!HHto <.In shock A'L'H\'C t• bt•ne spe:sso incparabilo, ~i M·entno Jlf'l' H fl'amJut·nt:u<si dt>ll<ì cnp~u la fnit e ]lill o mt>no impm·tanti in tt.n t·e~g~io 1li 7-X mrtri, put· eit<tndosi ca::;i (li :-;('hE'~g-e t'iu:'l<'ite rulmw:wti <llwhc a. li'i-20 e pl'l'!'ino 40 m etri. ~i Nl nl prend<• Il opo t iò c·onw fos.-;e uell ' ultima gnet-ra notew•l mente t·rc•:-;tinto il nmnf>t·o ~l<·llr ll'><ioni ampie, JWofondc. in<'gol:ui, unfra.ttuo"<' 1·on laqrlw zout• !li t·ontu~ion e c~ 1li IIPCI'Il-"i e C'Oll distrnzil)ne ner~·ee, ,·n s<:ol:ni ed osst·P, fl come il ra.pporto tr•• el'st• e le feriti' l'trPtte e punti · for·m i ,Jt•l pinolo <"n l·i hr·o si fo~'~ pt·e~s<whìl Ì1H'Pt1:ito. Bisog-11a poi a·v ere J•l't·~·Jite il fatto d11· i pr·oietti1i anz.idt>tti .non (·olpi,·ano il so:rg<•tto diretbtmt•nte ma 1lopo :rren' Ul'tnto o a!ldi•·ittur·<t strh:dato rwr tE't-ra od aln·m·c : quil!di tTa~eiua\·allo ~Peo i più snlb·iati c1wpi estranei uei <jttali F;j irnhnttP,·ano ltPJTic·f'io, sal<si. Jwzzi <li lPgno o di nwtallo. hrantlelli di n \stia•·io, pnr·ti di pel le. cN; . J. l·:J':si inolrre, i':e animati da ùehole forza di pcll(•tt·a.:-,imw, si a r·J·est'<l\·a uo " maggiorr () minorr profouùità nella spes~t·~.Z<~ tlPi l1•.ssuti, UJCllt.rP. se nano ~pil1ti !la ~··:ulllE' forza vivtt, attravel·sa ,.n uo J!l'fl.'.:si ~'<l'f!ìlH'll tj t li :-n·to, la c·ernndo i tPg-n menti , spa')lpoland'o i ntnscoli. ll'dl' lHlo i Ya~i ,.,l i nPlTi. infnmg:('nclo e f;Cl•cg:rinll(lo le Q.<:;s,"t, ~qua.J•thtndo h· artil'olazioni c lnsti:~mlo <l id1·o rli ~ perdi t<' 1li ~;ostnnzn pi•ì o llJ<'IIO cospit·ne ton or·itizì heanti, :l· ma1•gini ccmtusi. 1·he por'ta.v::wo in tmgiiti la•·ghi c sinuosi. Le· stc>~<se sdJP::r:re O!"st·<', J'(•~'<e libet·e, veniva,no lan<·iah~ lontano C>Ù ag-i\'<1nn qnnli pl'oicti ili st•eondari, aumrntando in t al mo1ln la lat·e>r·;~zicmP clPi tt•ssnt.i. P.p(•dnlnH'lltc micidiali rhmlt.·wa11n h• fnite p•·odott!" tlal le homhr a nw11o, sin. p!"t'l·lu\ rli n .> gC>la ruultiple e di llirn<•flsioni v:wic , ~tante il f;ltto c l1c iljll'nidtilc· n•11h·a h'mcinto da \'i('iuo •·1nd r·o l' a \'YI'l'~':n-io e l n itwoli!t•ra i n piPno <'fllll' molte l'<C·Iwggc in l'n i si di\'idl'\' :1, f' l'i:l ;lllC·]JI" fH'T'tiH\ tirato ('OlliC \111 !"US:<O :1 lllHllO lihrra., p!'ÌIUil tli sr·oppial'l', wdnlan1 ahitnalnwlll<' JW1' pa.l'C'<'<'IIÌ lllf•ll'i sul suolo e colla s11a :->IIJIPI·Iit·il' rli:,!Oi<:t :-:i <'Opri,·a tlt·l t (·nic·t·io <lel le prime litll'e. ).'on è n <'J'l'lh·rr Jll'l'h111to cl11· i proit•t fili iue:\ mi<·iati eli fucile e Ili Hli t r·agli:\tJ·ic·t· ~'<i ~<i;\n<• di111oxir·nU nell'ulti111:1 ~u<•l·r·a. <'o:-1 hc nigni come ll l' llt~ pl't'f'f'<l<'nti. J>i >::rr:\ziat:lntC'lltt'. dal n la 1111ont nwniern. di combattere. cr:~ rennta lllt'llO la ron~<isll'117.<1 rlc·lla loro pl'c>t.Psa uma.rdta.riet:\. Inuan?,i tu l to l<' hJ·p,·i dii<h'tll7A~ a c·11i i rolpi <'J'nno ti l'ati. non pot<>vano evita r!" i llll<L


rn.ITT.\~IE:'\1'0 IIEI . I.f.

l• LIUTI·: Ui"Hll-AI1TIOJI. IIl l II'AII~IA Il~ t'lUCCI ~ t:CC.

;J_.i)

rniciùialì t>fft·fti dello l<(·oppio, spedalnwnte per il fatto dte <:Oi proiettili moderni ta.li •·tfetti si a.nnano an<:he a distan~a tli ~00 metri. l'er conse. guen7H'l· n(~ l'ÌF:ulta.v ano fm·itc elle all<·lle con fOl'lt.rne di en tr<t ta. piccolo presenta.mno il forame di usc ita qua!';i selll[Jl'ù lae<•ro cd ampio, attt·a · ,·erso il qua.le si ,-edevano far (• r·nia mu~<·o1i e fa~-:<·e. Q1wndo poi un osso voluminoso cm. colpito, le le~i umi din' HÌ\'ano ancOl'<l pii) gra.vi t• sembt·av~tno come ~c pt·odotte w·r·aml'lt te ùa 1111 proietti le c·~p lode n t<•. Ciò avvt:>niv~L perchf> la, pa-11 otto la 11(111 soht111{'1l t P st rHo la Ya l' os).o, rna com uni(' a . va. il ruoYituPHto <i.i fmmm enti disgreg-ati <li qne~to l:llldantloli in tutto:> le <direzioni. In secondo ltwg-o, quale <·OtH<Pgllt·nz:L d{'ll<L guer-ra di trincea. i proiettili in<"n-JUida r i <"olpi nuw a. nc h 'l'ssi per lo p i lÌ il !':oggetto ù i rimbalzo, ba tt~>ntlo coutro para-petti e contro r<X:etl; c q n indi si deformavano e si fi·antnnuwa11o mohilitarH.lt>, al p;ll'i tll'i ptoicttili ui arti glieria, pt·oiPttili fil'COndari. Le ut•for Juazioui !>l'aria ti:;sime p<·r gr·n(lo e pe1· fornllt l'in~eintno in g1·an unuwi'O tli !'Ol!';Ì JWI'J>iuo più l!'sive dellt• schegge di bnmhn o di gt·ana.ta. pc1· la tagli!mza e hL incgvhu·itù dci nt~wgini ddla c;u.nicia rotta ('(} estJ·olles>;a .. N è t·iù ha~-:tn, c hi! a. l'elldeJ·e pilì gra.vP l' azione dei proiettili incamiciati, si \J!';a.t·on o da parte dei teùel:ìch i e lll'gli a -nstt·i;wi artifi~l tlin.'r!>i mimuti a metwr·e i colpiti ùefiuitiva-men te fnor·i <·ombattimt·uto. 'l'ali Le pall<• dnm-dnm c quelli' irnper fetbuncntc incamiciat<l, i pL·oiettili P~ploden ti (spt•c·ir di granatt• IIIÌilllSCOle) ed ÌU ti ne i proit'f t iJi L'O\'ClìCi<Ltl. H<> n ltJilg"<l è aòu IHJlie la. ~l'l'i t! dei. fa t ti dtt' h:tllllo t't':o:o ~PIIIJtt·t• pitì t'signo il lllllll<:L'O delle feti te :<tr·cttc e punti fo1·w i, pl'Oùottc da i ptoiPttil i i":lcn.miciati, t~ ehe iHvE'ce sono andati ad a<·c·rei'CCJ'e il Hume ro delle fnite ùel genere d i. fJIH'lle pt·ndoHc• tl<t llt• ~dwgge> d i a:rtigliel'Ìa. Le pa.llettc di ~ltrapp.tw JJ fn t'Olio J•N l:t loro a:-.ione pa t·agonate dai chi.l·urf!hi ~d p1·oicttili di furdlt•; t':<~<P pN!Ì ~tautc la ](II'O ~<:M'Sa forza eli rcnctraziouf', ~~ differenza. di qm·Jii , ùi!licilmc nte pr·o<IHccnt.uo gravi le· t;lOni delle t'W~"'<~, ('h e au zi t n )Ma nuu le a /.!!!l'<' d iYa 110 affat to, o se pure le interessantno, !l'onlinnrio s 'iHJIÌ<·<·lJim·ano in e:<..'-'!' t·iwntu•ndo ~ilen~ios<> o suscitauùo iufezioni lit>ri n ù~(·or~o ht'llig-llo. Conchindcudo si puù dire <"hc l'~''' <JlHtnto J'l).(IIH.l'da !:t ~''·olm.ioue nonclt!\ il tt·atta.rnento dt>ll e fedtt• ostl'<>·<t J·tieola!·i , non ~i ù data impot·· tanza all':nma fcl'i trke JH'l' ~-:t> :-;te~sa ht•H:<ì n i <·a tnt t t• ti a na tomo· patolo gici delLa. fedta ùa, es..':!:l· 1)rodotta.. P <•r eo n~eguenr.a. dal lato pmtico, a-n~iclu'- Dlnntent•J'<•, c•omf' in Jlassnto, In distiHzinnc· tra ferite ùa proiettili inearuidati e f< •J·it<• da l-'Cltc~:.q.da eli gl'auata- o eli huruba, è più J()gico !';talJiJiJ~l qu<>lla n-a fpJ·ita. a. (':tllalP stt·ctto e ton or·itizi o puntifOJ'Ill<• ><ùllZ<1 l<h'<'J';lr.ÌOIH! appt·n~r.a l1i lP di'i tt·s:-;11 ti e ~<·Hz;~ a ITP~to d i proid li !t: ()<li nl1ro ('Ol"PO t>!'h'a11eo e ff'dl{' n nllt:tl<' pitì o ut<'tJO ampio ed 'itTPg"!Jhu·c, ('OH ol'itir.i laq~l1i <'~-<formati, (·on 1-(l'a\·i alten1~io ni dei t.t·~!';nti molli H dellt> u~wa P 1·on anc::.tC> di f·OJ11Ì N•tJ·;lJH>i <li ogui sorta. Quc.-.:ta. nu(lnt cla~;~ificazioue non <~ cl'importanr.a pui·a.rnrnte tt'm'i<"a, ma. oltrt·mollo pratica . poit"hè l'es perienza de lla. ~llt'LTH. lt:t d illlf!~tJ·:t t o c !te m<·u tre l<: prime tli dette ferite j)OSSO)JO !li t'<'I-{Ola t:onsidt>t·arsi cJini<::uuente, ~ non lmttf•riologiramNt't(', a "<•ttk!tr, le ~<<'<·mH1<' iun•<'<' JHill lo !';Ono, nè lo possono tliwnit·f' F:('l1Ul. l' intf'J' nnto t•ner::d <'o t' t<'lll JX's-ti\'O del <'hirurg-o.


3-li)

Tlt iTT \\IE'\TH IJllll

H.lllH. n.,n U·I~T I OJ I 1~1

I) IJI\111 IlA fl t loC'l,

ECC.

OltrP la :<Jwc·ialit;\ th·gli H;.!l'llti ntlut'!"anti. un :<<-(·ondo fattore ba inllniro ~nl uu•n·o intliri'l.&o impt·r·s:<o a l tt·altalltt·nto dt•lle fPritt· o~ten :trtic·olal"i, ,·;tle 11 dit·l' la c·o11tlotra Ùt'Jla ;:nena. t• lK"l' tllin•J·si motid. Jun;t!lzi. rutto rw1· il uwclo di e omlmtt<·rc·. Quando ~ino a poc·hi anni fa pal"lant"i di ~r•wna. inn·nll••,·<~>•i pndan· di qu<>lla IIWIIII\"J·aht, svolg"PJttt>!<Ì a distanr-<l, <·tl ju <:ni un nuntc·ro <·ou,.,idet·e,·olt- tli uomini venint ll t('S!;O Ìll ltl't'I"Ì!<:<ÌillO tt'lll)IO ftHor·i t·OqthaltÌilt(•.nto. f'ltt' (:(lei<l Ìll\"t'<"e è RU('· !'""st, npll'nl tiHt;l <·ampa~rna~ 'l'ntti i ndod ~uno stati l'lln·sciati, tutti i c·akoli s<·Otl\·olti. .\Ila l!ll<'na nj!g-J·~sint e di !<l•ostanwnto da tutti pn·,·ista l'd n~<p<·trata si è im·p~·e t·ontt·apposta qn·PIIa di po~izioue; a l l' urto tt'rriltill' e h t·c·\·C', t·<•t·ottato ctllla ,·itt())·ia th·ll'E>!<C't'(·ito più pronto <' lliPj!lin <'<•lltautlato, si c\ ~<o,...titnit:1 la tt·iurC'a. ('iù dt.l't·a 111()\·iwt-lltO !'li ,·. tm:<fonunto in stal•ilitù P pt·P~'>'intw: t·icì •·h ·em manmTa. c> din•nuto :•tta<·cc. ft·tolltaiP. I >H· sitfntto ntutatuc·nto di tattica :-:oun dt>t·i,·ate ywr la t·hit'lll·g-ia di ;!III'J'l'll (·(lllrlli-;itJIIÌ sfa,·or!'l·oli 1· fn,·nt·(·,·nli ad 1111 t{'rnpo. Tt·n lf' JWitne va pl'itH·ipaluu·Htl' ri<·onlat ;l l'a<·•·t·••sciut-<t ~"l·nvità delle fl·t·ih·, c.ltn·c·lu'. pr· t· la l!i<'t dt>snitta rit·c·lwì.z.a P llti(·idialitù cll'i lll~zzi tlistntt(ivi. )'l'r lt> lot·t-,·issitlll' clistall'l.P iu l'lli !:1 mi>~·hia lta ;Wuto lnog-o e p1·1· i tndodi JtlliJI·i tllll <·ui IJllt'"'ta ~i i- andata l·~·plic·;ttt<l•L 'l't·a l<' eoudir.llllli faym·c ·,·oli ntnno im· e<·~-' ric·m·datC' ]p •<:irr e rt·lntiYnnn:nte <"~<ig-ue eli t't·l'Ìti. c• clit·o u l't>latinllllf'lltc> t'!'Ìg"l!C' >l Jlt'l'c·h~, i'!' lt· !<Ì c·onsitll•t·ano in JIIOlln as.-.:.,futn. ani'IH· IJPJI ' ultirua ~llt'I'l':l tlt•ltH I'Ìft·•• sCJIIO stai<· gT;ltHli. fqJ·s<' :lllf'ltt.> più j!l'alldi l'lw m·IJc· glJPJTe rli mo'I'ÌIIJPtito: 111<1 <•sse non ~i :<(IliO g-i;uHnrai ,·prilil·ntl'. •·ouH• in qu~>st(', in nn lwt•,·issimo spazio di tonpt). Attan·hi s\·olg-i'ntisi i11 clin•rse lo<·.alitù ì' , ... ,·ili•·<.t ntii'i in tutti i g-i<wni pd i11 tnttP lP eli'<' dt•ll'int<·t·ntiHaltil<' tliH·Ilo. ma limitati nello fipazio; m1ni tlloltqllid ma itl\·i..<:ildli rwrx·hè sag-HC('JU<·nt-e HlltJ>chel"a.te e f·l·r·sino ~'""l" l ltl· in hm·l!<' c·opC'rt(• di fJ-ai't·lw. •li:-;tJ'ihnitC> i'OJWil· C'ttari di fpnc·no ptll' rilmiiiP!Hlo eol lc•g"nt<• da. fili !'IMb-iC'i. Rc·min~11·ano il f;angne in modo <nntinuo. •' I'P t·o. Jlla !''otto forlJia <li !':tillicidio, fa<'endo C'inquc dit·d l'(•nU fc•1·iti JWI' ,-olta. Pt>t·siiiO IWÌ utC)nH>nti ~lell'<ttta('CO, quando t•<'t' ap:ire ('J':I g-Ì(wl •fnr7.a \'l'llil' fllot·i dalle• tr·in('ee, qunndo p<'l' avan2.a.re ocC1HTCnt I'('OJ "'i ,.,_j IJ!•Jla m:q.:·~ io n~ p it-lll'Zz.;~ 1](' l pl•r·i<'ol o fa,f:endosi a\'llllt.i ~w n~'all 1'•1 pt'c'ott>%ÌI•IIl' eh<• il \';tl tll'l' c l'impl•to dt•llt• ll'i;\).;se. lA. mi i'tltia sYOlg'PYal'i s<·lllll1'11 in <·:tlll]'O Jimitn to . t> lintitato (•J·a I)UÌH<li il nunwt·o di'i 1·acl11ti. Dal rntuhinat·"i intanto 1li quPst!' dnl' c·niHlizioni. l'fHI'OI'I'\"Ilk l'nna ·- la ~t·a,·c'l.za abituale 1h·lll' ft·ritc - , fanwl·n.l~> l'altnt - il Jlllffii'J'n t·Plati\';llllt•ntt• limit~tto clt•i <·nlpi - . t> rl cril-;~to il 11110\'IJ modo di ('l)mpor· farsi dc·ll;l. ehit·nt·~ia tli j!IH'l' J';l. Son c·r·a. più il <·aso <·on siffatt<• g-ener<• tli ] !!~ ioni di t·imanc·t·l' <·loit·ut·g-italrneute innti. limitanti():<i. ('ome pi>t' il p:tss:1to, a~l 1111<1 ~<t·lnplic·t• spPIIII!'IIala <li 1iutut·a di ic.rlio sE>gn-ita d a trtl'clir-aful'a M<dti('a oc·('\JI,.;int: ma n<·<·ot'l'('\'<t . p<'t' salY:tl'l' dPllt• Yite. ri ·


Tltll'I.\\H::\TO Ut;I. I.E FV.IliTt: Osn:n · ·lllTIC:OI ..IHI 11',\IDI ,\ IlA Fl' !Jr.ll, EC\..

:{.lj

,·otTen> ad un tmttamento t·t·uPuto, e que~o;to, pet· LJOtPt' chu·e d(•i ::;nce.es:si; dorera. e..'ìsl'I'(' ~·net·giC'o ~· lH'Pl~OéP H·d 1m te mp o. La t1·i.ste e.sp~>I·ieuz:t ùPi pr-imi tempi della gtwnn u,·c,·a c1inwstruto l'iursorget·e freqllttnti.s~imo nelle ferite delle più gravi infe;~,ioui a tlct·or:-;o siH•s:-:o mortale; le ricerdte hatteriolo~..rithP UY4'vano t•onfet·Hiato dt<•, trnnne ]e ferite transfo!':f:e da proiettile ùi fucile a tanniP strrtto e con ol'itb:Y puntifoemi, tutte lP altr~:: dovevaJtO <·onfdd<'rm·si ~ome <.'O.Htami11ate. l•~ra. l'infezione quindi t·he bisogunnl combatte1·e, preYeni'JJdone po;,'l'ihilmcnte lo svi luppo o solfocandola se giù in~nrta : e coutro tal n+>mico le difPA "e <>he la praticn. civile ci ave\' a allora. irJJù ica te come più etucad; enaJlsi dimostrate im. potenti: bi!;Hg-uaYa per for?.a J·icorr·<>re al <·oltel lo, ed in tempo. Ebbene, ad agevola.1·c• t a le <·oru p Ho el t t> "i pr{'~rn t a nt n Ilo i n i zio p1·c:ssoc h è inea.liz_ 7.a.hilP, hn n)llt!'ibuito eli molto ln :Sei:On<la· <·otl(lizion<' da noi ripcwtatn. <:ome faYoreYolc>, ml t.lir+> il nunu•J·o limitato tlPi fet·iti t·elativamente al t<-mpo ed nllol'ipazio. ~<lrPhlJt> stata follia \' olrr rispt)Udere a tale compito ll('lle gncne di lllOYillt<•uto collt' in~(·Hti mas~l' di feriti dt<~ in poche ot·e afflHintno thll og-ni p;u·te e che. oltre n. t·etHIPt·c~ a,_,<:olntamente in!':nf· ticieute il pcrHmale ml'dieo. H<lllO ean~a. ù'in~ombro e di pc:s~'>ime condil.ioni igienid11·. l'd obblig-a,·allo <!(l i.mpia11ti fon:o:sameute irupel'fetti tlelloe formazio11i S<tllit;tl'i<• (•tl alla. iu~t;lbilit;ì tlf•lle uuil<~:sime espm;te ;L JUIIOH' I1:.,:i og-ui istante. o <Hl l'~~ere' bomhartl;lte, o pl'eS{! prigioniere, où allont:~uatc dal fronte• ]Wr impt·on-i ~i nvnnz;uueuti o ripiegaiJienti. Detto

.sw

<·ompito 11ou lo :si ~;lt'I'IJiw potuto ;l:s ~olw•l'<', e non lo :;i nssoln•ttt> fli fa-tto, llt.'<HK:.h<' dnra11te h1 prima fmw llelln g-t·atHle g-Jl!'tTll, mentre vige,·a an · ('Ol'lìl> la VN·<:bia tattk-a d lll~'lltf•(', :Hl N>PllJpiO, in poclti giOl'UÌ Si 3,.\'<l\':11101 (:ome a-llo inizio della battaglia d'Ipt·es, <.:t~ut.o Ulilll· fe1·iti pru~shmi, o. l·om P dopo q nella d<'lla l\J ;wna, Nm tod od ici m i la feriti fra neer:,;i. Le cose ruutnrouo ben pt·c~to t:ol s ubcutt·;IJ·t· <leHa. nt10\·a· tattit.·<l, la t;uale .!.:(!<la una, pm·te {1<'1' la· g-t-avezza dellt• f1·t·it<' c11i ùan1 lnogo re<:hl· mant, l ' il1terveuto ('Jtirm·g-ic:o l'H<.·q~ict) <' pt'l'i'llt'l', LH' rendeva uel ecmtempo po~sibile, JH.•t· lo <lte:s:so sno modo di l'~plka t·:si, la. esecuzione in prima lin~a. Ciò appa1·ira {;ome nna rivoluzione \'f'ritit•nt<H,;i n ella C'hirnrgia, eli g-uN·ra sino l\llot·a dominante, sn c ui impet·ant n>me' dogm~1 l'a:;tewsioue opea·atoria.; ma non era. in so~tanza eh<' il ritomo puro e sempli<-e alle 1waticbe c hiJ·JII'gi(·hr drl ~l'<'O]o pt·t••·erl<'ut.e. a ()nelle 1watielm <li (·ui il Poncet si E-ra fa.tto sosim1ito1·e IIPI Con~rJ.·t•Rt'O di chirurg-ia. del 189!) c che dopo le ultime gner·re e t·n.no cadute n<'l più compll•to dic;c J't'l.lito. E' ntrattrri<stko il su<>..reòt>rsi rli fJHf'l'te p1·ofonde tru~fonuazioni nelln. chi rurgia di gu<.>rTa. le qu:tli st.-1nno H41 nttesb11'e sempre più che non aono i canoni della (·hit·nrgin. clw mutano, ma ktuno le drco~hw7,(! iu c.ui la lntta Ai svolgi' c lw ne fanno nniat·l' l'applir.azioHé. Qu:w<lo i chirut·g-lti più in voga, a.lln vig-ilia dPll'n ltiHta guNTa pmrh\nra,·alln ('otnl' pr<'t'<'tto infa.Uibile l'astensione opel'atm·in, qmmdo es!';i a:s:-c>rin1no in c-oro ttmenu si fa, meg-lio ~i fa » Aa·pCntno rU N ::o:erl:' nel Yero, p(\reltè Fe~p•~l'ierna delle g-uene sino allora comba.ttutP qtwl>itO 1n·cnt l01·o in~~nato. Rolo (Jna.n do col c~Hnbhtt·e di <·o.ndCJtta rh• Ila guena. <.~a m ùiò i l gl•nere rle li C' fpl'i te, i c hirurghi fm·o110 a.n.ch 'essi obbligati :1 nwtat• rotbt, e fl.a. frt'\'f'nti aRtt>u· ~ionisti divem te J'O ferv<'nti intet·ventisti.


pr·t· 1111 :111 l'it 11101 Ìl'it, oltt·fJdt(\ (~t'l' Ì (H·'('Il(Ì;li'Ì l'ill'Htt.:ri atlèltOIIIO· patolog'i<:i (]PIIt· ft ·t·itl•, la fllf()\':1 l"l'lldr,rra rh•lla g111·tT;l ha cont l'i huito a fae t·amhiat·p anchP la condotta tlt•i t·hit·m·~hi, eù (~ pet· ::l\'('J·e eRi'él J·psa, a ('a 11!--ia di un <·r,uq•h·ssu <li ci t-eosta uz(', quasi c·o,.ta Jlt<' e per co:sì tlin~ fat;tl e la (·ontaJUiua;drJJn- tlelle ft•t·itc nH·th·,. i m~>. Chi lta vi::;Ru ta audtc pt·r IJt·t·,·r tt·utpc, la ,-ita in tt·iJtt·t·it. ri('tot·dt·t·;) r·Pn ripugnan:r.a il ;.{t'iL\'C iuquinamc·nto c·ui illlol;l\·a ,.:o~r-'t·tto rlopn JHWlt i ;.riot·ni i l suo lo liP~<1 inato ad :HTnldil't't' iu a,..-sai pitt·olo spaziu IIHIIH't·n;;i cs."eri , i qua li d erauo abJ,.u·bil·;tti cnnH• ;.rrautij!Ha :<t·nza pott·t·lo altllllnùonar e in Jw:;: . snna o t·;t. ùt:lla l!iiJl'llata. l'Il t•t·atto ohl•lig-ati il soddisfat·r• s n di es~;o tutti i lol'n IJisog-ui; J'Ìr·rtt·dt·t·:'t anc·ot·a c·n11 pat·i lli\HJO;I·a l'iut it nir.à th•l contat t o r·lw staiJili\·~,si t m i sr1ltlati t'tl il J0;11f>lo lltl'tl(•situo. pPr cui le ma n i la fac·C'i<L t! tutto il 1·nt·po t·imalll'\'iliiO illlltmttati clt•i pt·r>dotti tli quello. 1'11e pr·m·tt·antllo <· si athlrTil\'illiO atti'IH' <lÌ vestiti . H kortlt·J·:'t tli pi ù la posizirJnC (·l><tlbt in cui la Jll'l'!-;fllla rva c·o~tn~ tta riul;llll' J'P Jll'l' l u n~b l' l' luug-lw cn·<· dPIHI'Jiilllrlm:i, <·outro ng-11i suo louon rolen•, r-on !]llì:'lla sozr.;~ fallj!lti~lia. ui'- pr,t<·ndr, eam!Jiat'l' al1iti talrwa. JH'J' mr,.,i e tanto tllt'IIO f:n·c> alduzir>ni di ~<111·ta: ront<' t·it·or·rlt·t·it in lini' la nC'<.'P"sÌtiÌ· in cui il soldato trm·a,·:tsi, se ft·t· ito, ondt· sfug-gi t'\' agli Pft't-tti tenibili llrlll' hotrlf,t·, a i crdpi di l'iwl.:dzn t>rl alli' mflh-ltt· d' intilat:l. tl i tJ';\s<:Ìtlitr si cm·· poni JH'I' i <·.;tutntinatu<·nti l':lllt!11"i :--;ino a r:t~giun~l'J'I' il po,..r<' eli mNii · •·ar.ione o di radunata. l.a c·on>'l'l!lll'lt;(a di ttlllo r·iò t·i,.ultò lwn l'n·sto t·,·ilfpn(c i n t utt;t. In HU;~ l!f'a\·c•zza: lo :-;t:Jitilit•si. c· io(.. di llllil flut·a IJai t(· J ·it·;~ aiJI ~t.>lltlalltt> pt>l· nu·it·tit e qua11ti1ù, an·ntl' una ùoppia ut·iginP: tPIItn·it·:t e ft•c·ale. l p r (•· idtili J·hnl,alzallil() snl :-;nnlo g-i :ì :-;i <:Hl'il:a\·auo dei battl•t1 i delhi p r ima ol'ig-in<:; e tanto t·;.,i <·ltt• i t·ttrpi r•slt·anei lll'i qnali ;;'imhatteva no e ch1· tmH·ina,·ano ~>'t'l'li. ,.:i nn·ir·d1ir:tllll, atnan·t\SO gl'indnlltt•nri e la pelle. an\'1 1 1~ rlt·i g-t:t'tlli tlt·lla st·<:ollda t·at~>;..:-ol'ia. t~d insit:ute c·l)i lmtlldel li eli detti i11d ttntt:nti c di dl'tta JH'I It· lilli,·auo t·oll'ittquitt[ll'e fat;tlnwnte la- ferit~ t. J n i->11f'<·ialmotlo Jwr·ui .. io)-.1 !'ot t o IJltt•sto ""l"'tto ;;ono r isultati i pc~,1.i di ''estindo, di r·11i 11it·r·rdi ft·anlllll'llti di:-:pt· r~<i HPllo s]'~'"~'<H'f' d t>i tes::;uti ltattno J·appJ·t•:<f•Jitalo i wi.~liori ,-.. i~:oli di fH'HPtt·;lzion<· di microùi, t> la tine stJdtlid~<itJnt· f'llÌ 1':--<-i p~tl!· ,·;tuo attdilt't· intnlltt·o 11e ha. f;n·ori ta in modo m<•I';I\'ÌI!lim'<• ht tli~>~·lldttaziOlH' :-:11 larga stqwt·lit·ie. H a ;tcru r-:.tte ri<·r•rclle ef;egni te ~ullv uni f111111 i di'i sol da ti d i rirm·no <la Ile tt".incee è stata p t't)\'' l ta la JII'I'Sl'IIZ:I, t11·l 1110 % ch•i t·a;-;i. <li spore rli ~~·t· m i a11aerobici {'. IIPI !Hl 'Y,, d t lllllnl·t·o,.:t• >'(lllt'l' •lt·l g-J·Hppo dr•l h. pPt·t't·it t;.:-t•n,.:: (· "tato inolb·r· pt·o,•ato l'hP. pt·:dic·ata la ~tPrilizza~.inltt•. lt• f'!IIJI'I' tli IJIIt'st'ultimo g1·11ppo t·i!'OIII(Iai'Ì\'illllt, Ìll ('<1(JO il fl't• ~iiii'JJi, Sll(lf'il diii' tl'l'7.i l·i t·t•il dr•i J1HllÌ;l]OllÌ. I g1·t·mi r·i!-WI>Il t t·a ti 11r·ll1· f'1•1·i t 1• l'l'a no Ha t IIJ':IInwntr· tpwg-li !'itl',.si l'Ìll\' ('· uuti :--;u l suo ln, Kllgli altiti 1· sulla pr·llt• di'i l'oUihattl't tti, e cioè. tt·a, gli lii•J'o!Jij; lo :-;lllfi((l(•()cTO, lo :<ll'l'(ltllt'OI'I'IJ, f't•J il<•J't)l'll('I'O, il t<•ll·ag\:'110 C(J]lt· ,·aril't;Ì. ittll•t·ttu•rli <· . il di(tlnr·or·r·n. l11 ptlt'lltttolmc·illn, il h. pst•udotl iftP · J·it·o. il l·olil>:tt'i llo, il !t. :t Ili t ·:~t·t~idt·. il pio<·i:lftt•IJ; (• ft·a j!li ;tllilf't·nbii: il h. pl't·fl'illl!l'lls, lrJ ~· pol'O;.!I·III'"· il \'ÌIJt·iollt• sl'l t ko, il h. lwllonen!-:ÌS, il IJ. 1lr·l (dauo. T:tli ~·'l·mi 111111 si tt·o\·atto P~H;lltHI'It!l• distl'ihniti ~ull ;1. ~-<li · pc·t·lit-it· rlt•l b f1·t ·i t a. tua itl1honrl.i ,·ano rl i lll'l·fr·t·c·llza n l'l !t- ins<•na ture . .\fa


TII .ITTA~I F.:'- TO

!lti .I.E L'Eli l n . 0:-rt:u 1111 1011 ..1111 il' llt~l \ 11,1 l'l'lll:\i,

ECC.

:Hl)

uellc plichc, utlle sa<TIIC', on· foJ·tna\'allo n:t·i ni•li . al di (;Ui cc•ut1·o 1111 èsam c~ ;tttA!utc) !':\'CJ.);mt pPl' 1,1 più qua.)(;lw minimo t't'LI!>tnlo 1li <thito l) di e ute. Kon octOJ'e UJ.!'g'Ì.t l llJ.!'t't·<· ;!ltJ·o j)<"l' deduJTt• l'impoda11za pratica. di s i: mili con stabtzio ui. ~e p<·r pnto ~i ]){'lisi a l tl'òt:-lptwto eli t ;mta e così varia c·opia. di gpt·mi pntog-<·ni i.n sPno a fl' t·i(l~ dPI J.!'t'll<'L't' di que lle sopmdusct+tte costitll(·uti il tc•!·t·,•no <li l'nltura IIÌIÌ pt·opi1.io p<·t· il Jm·o rip;og-lirH~o sviluppo, i>Ì comprt>ttdt•J·ù il JWl'<·ltè dello inf'c•J·gt•l'e t' ciP! ditfmHll'l'!=:i di infPzioni eli ogni >:J•<'<·ic·. a clN•o t\"0 per lo pitì gTa1·e, t;llom g-mvissimo, •·ontro eui l 'as te nsionismo :,:i rlimosi rù ail'atio ilupot<·n tP. donde ht seril' degl'insuccessi inaspettati. impt'O\'\'isi, iu t•,·itahi li e rptilldi il ~1·iclo fli :l. Ua.rmt~ I'IH~ si lel'ò da tutte l t• part i. Vi fu inn~ro in qn esto cm·o qual~·lu.• \'()('(' dL"<:m-d••. tt>UH~ ad est•mpio quella ÙCJll) J~ lt;lJ•dj tlt t> \'011(• j)l'O(' I:tlllòli'SÌ C lllilllh•lll' l'l<Ì <li'tPII!-òÌOllista non ~l-tanto m·l JWJ·itHlo pl·<.·inf!'ttil'o dt·lla I'N·i ta ma an('li!-' in cpu•llo d ' infezione di<-ldnt·;ltn. « '1'1·oppo, e i <lic<>,·a, ~i è pa.rl<lto di. mit:rohi c troppo si t' tr~sclll·a to il tPnen<l, m('ntr·t• la toll~r·an)'.;l de i tnl"suti è g-l'an di~-.-.:imn, snpN·ionl ali<' pte,·il'iolli . L'int-<:l'\'(•11!11 protiJn ttko non f;t <lls liur.ione tr·:t la tu m l'fa zionc· ci i n a t 11 ra f1 og-istka C' quel h L'C;l t th a s;l n a tr·ice, e pl'g-giorn !';JII'l"f..;O lP <·OJlflb.imti d C'l f~l'ito: esr;o cr'Nl Jlf'l' l' emostasi mal fatta, nn tE>J·r·c•nn f:l\·m·c>n>le al Ja. suppm·azimw H, JIPL' i fatti noti d i ·simhiosi. fa1·01·iH·t· lt1 l'\'iluppo clt•llc• infé7.Ì nni più nn1e c più g1·a,vi. Chi lnterviE'lll" lH'llE' fr·attul'(· òlsl•orta indebitlllu('utc <lPIII• ~><: he ::,~~ l' ne uccide a1t1·P, t<'lll~' <·l1i tr<t ppo attin1m1•nt<• intPL'\'ÌI'lH.' nf' ll c artriti put'IL ](: nte '-"Ì prl"para. a mntilaJ·c•. )) . .-\lft•1·mazioni l'l'J'i\ Ì<.', non ~=:o!';te nn tc dal coufrOJrto dei fatti <' piPnf' d'in·,.' iclil~ t• Ili pe1·if'oli; <'ppel'ò g-iu~tamentE' l'ipudiate dalla m;l!';sima p;ntP it('i f'hiru1·ghi c·he er·:1no nmntaùl'tl'tlti llaU.a e~=:peri1mza clPIJa guerra! La indica1.ione quindi clrll'iutcJ' vl'nto operativo non i'll hi JWI' t·s~<· a 11-u n a ~=:c• ossa.

( ;) -

C O:"P IZIIl :" l Sl'El ' l.\1.1 IlEI. 1-'1-:l:l'f\) .

Per c·oHtpf'I•Hdvl·c> l'infllt<•Hza <:ltc· (jl iC'l'to ti'J·zo fattnrr lta potuto DI'l prp,·a1H!-' ùPllO i11h•rwntismo, oc·('O lTe a1·Pr pr1·scntc l'im portanza che ::;j a"'s<'g-na alla r<•!';i~h·n za <lell 'org alth;mo per combattere lc! infe1.io.ni. E ' no tol'io dte tutto <·iò t·hp lllt>liOiltH o<l a nn\Jlla i s uoi mezzi !li dife~~ orl i11 (jlrali'in«i mnclo Jlf' p<>rtur·ba la <'~p licar.ion c, favori~:e' il t rionfo ò ~i mi<·l·o_l'J.!':llti><ttiÌ patogt·ni. Om. 11011 l'l i può JH'g;n·c che l ' ultima guerra , per la f;U.:l lung-a clul'ata 1:' p('l' le m odalitù P l' ambiente in cni ~i svolse, favol'Ì\':1 in ~Ontllto motlo illo~o J·ì o r1Pi eomhatt<•nii co~tt·ing<'n,doli <1Ò ogni !'\<H'tSJ eli lll'Ìv:u.ione t' pt'Pilf'tnpazi oHP. Pitì eli og-ni nltra, cosa, li CCIDSllntava ]n elimoTa in hinc·•·a. c·ILP, ol.tr·c· ;l p1·inu·c• l'incl il'id tlO eli ogni conforto ma tf't'Ììt le, ne~ ah ha t.tenl· g'I'IHHlr mPnte i l nun-a lP. RP a tutto qne.-.tr> si ~~;!g' illll)!e In ('oJttinnn ti'Hsinrll· !IPJ'\'Osn i11 C'Ili tJ·o,-a,·a>:i l 'org;t nismo per i grnd <• s\-:lrhtti pel'it·oli elle Hl' minac:c: ia1·ann c:ontinml · mente l 'e:;;istl• uzn . si rompt·c•nl\e l' ( llllt· qual~iasi l'll t 'l' l!ia rlm·.-·,·;t JW T' fm·za rima nere fin<><' a ta c q 11:1 lsia!<i l'<•si~h· nzn. ti ><ka sopndl'al bi. :>~pief,'11l'e


.\lt·,.;.-,i de·grindil-i<lui t'-itfatri. iw·apu <·i tldla l•<·H<·h c~ menoJU;\ lotQl . •li f•·•HHC a f1- J·itc innH.:t· tla gt·l1ui prollti a ~eJ·u•ngli:n·~: e pr~cllt.Jnti <omlizioui UH·ra,·ig-lic't';tnttlllt• fan•J·<·,·oli alla nwltiplic·;t;r.iun<• di e::;si g• nui, t'l'a h<·ll natiiJ<tiP dtt> 111• dolt'i'~-'t'l'o eli1·enilv faeil..- J•l'l'(la. A buauc!loltar"t· '111<-...;[j f<·l·iti a!'{· ~ot(·~:<i. etptil·aft•nt a d<'<'l't'l<li'Jit• la JlltWte; e molti infatti. 11011 Jif<•si a tt·Htpo. ltanuo finilo pt·r ~;nc<·OJuhf'l't". Vi ctu i la m·· e·t';;.'-'ilù •lt·lln iutc·n·t·nto c·hiJ·Itq,rieo . il qualP doi'E'I·a mir;ll'f' ~<oprat u tt() a \'(•IIÌI'I' lll aiuto ri<:IJ!' ('OIIIJII'Ollll~l;f;(! difPS!' t!f·lJ'OJ')!:IIIÌ:.:lliO, ~o;O(ll'<l('IHJO ;l 'fiJC•:<[II ];t fiiiiZÌOJH' di P!ÌillÌIJ;JJ'(• i t<•:<~<IJ[i IIIOI'(iii <·:tti (•t[ ;lllidauJOJ1(' Ìll · ,.,.,.,. il c·ÌIIIIpi tn Hl e()lt•·lln J·ipa!'atoJ·<·. ( 'iù lll'l'Ò dm·t·Y;\ fa1·si pt·ima d1 •• il C:tJill·llo ll!l'dt•:<imo . lWI' il fatale ('\'o!l·l'rsi dt·lla )(•:-:ione e J1C'l' il Jll'('\';t . lt·t'l' t],.JI':tzitJIIp :t\'l'l'l':<a dt•i liiÌC'I'OI")!:liiÌ!<IllÌ i n ('l-1'-'1\ gÌ;Ì fWll<·tT':1tÌ, din·IIÌ~>l-lt: illlpOtPntc a r1onlinarP le ronqdiC'azi nni gc•nera li.

Trattamento primario delle ferite di guerra osteo-articolari con particolare riguardo alle ferite delle parti molli circostanti.

Jl. -

f·: CJIIt':<to 11110 dr·i t·apiloli pi1) intt·n·ssallti, più <'~'"'t·nzi;tli c. tli1·ò pil1 IIIJOI'Ì <l1·lla <·hi1·m·g-ia di J.!llt·JT:1 . il qHalt' llloèi'Ìta Jlf't'l·icì 1111 a 111pio N ! ;l(•t•tJJ·a t o srolg i Ili l'Ili o. l'n:111l't lo c·h<' slurl ÌI'I'Ò p<·•· i l 11101111·n t o 'a IJI!I'sliollp :<oHanlo :<ultn l':t~l't'tlO <!'c·ÌPIItifko ·lt·c·Hit·ll . a«tJ·aendo <lallc t'lllll'lllt·J·:IZÌillli di alllllit·lltl•, t• l'i>·<·J·I~;IIIdllllli (]j IJiJ·o• Ìll sl'!!lli lo fjll:tlt• do· \Tt•!Jltc• ('i'l'l•l'l! J'I/I'~<IIIÌZ, HZliiiiP ~allii;JI·ia Ìll r·;lllll'il;.!tl:l JIÌÙ l'i!<JtOII<J<>U(:(o :td 111111 lolll)ll:t ospt·dalizz;~ziiJJil· <• ad 1111- fòli'IJI'I'\'Oit' :<;!lllldJPl'(t di'i ft·riti Oi'(('(J -al'f ic·nl:tl-i. f nll ·rli··i llliliiat·i dt·;di P:<t·J·c·il i. r·lt1• 1111 :tiiiiiJ t"iJT-<1 pl·inJ<I clP l nnst ,... l'llll':ll·ouo iu c·:1111pagna, J'HI'til'<tllo dal c·ro lll'l'llo <:ltc non t-J·a lo arriro ili pJ·i'''" tc'lliiH) dt·i gt•J·m i 111'11;1 ft•J·ita <·ltr> dpt('I'II!Ìnant di J't•J.:'ola la inf•·zio 111', 111:1 Ìll\'('{'(' ]'ai'I'ÌI'O "l'('llll!l:li'ÌII in PSI":l di. IIIÌt•J'OI'g:JIIÌslll i ]!1'0\'t•IIÌt•IIIÌ dal lo alllhit·HII' t•stl'rllo llll'l'<·l\ le lli:IIIÌ e gli sl1'1111H'IIti d!'l t·hil'lii')!O non dd• llll'l't·l• la Jll('(lir·aillnt otl :tliJ·o. ~un <•ra fjllillcli da a;.;c·J' ÌI'Pt·<·loJ·o a <·PIpa :<(', p1• J' ]11'1'\'l'l lil·t• Hf'fllllliO l'illft•ZÌOIII', f•l)llfÌil11<11'11110 ;t l' l'(•tl(•J•(> !'llfiÌ · l'it·Jil<• pPIIIH·llaJ·c g-li n1·ilizi dt·ll:t ft>.-i(a c• l:t c·utl• c·iJ'('I)siallll' f·on 1intul':t di iorlio l'd or<·ludt•l'l' c p rnt<·~l!l' l '!' t·o11 p:11·i pJ·oult•zz:t bt f1•1·ita. (lJ•an• fu hi'II>~Ì I'<•J-rrii'C di noi italia11i l'hC, c•ss~>ndo t·n tJ·aii in J.-:'11('1'1'<\ dopo g-li altl'i r·st·J·cili, 111111 sap1·1111110 fat· U·~ot·o dr·lla duloi'O:<n 1':-<Jli'I'ÌI"n:r,a altt·ui c <'i r·~·poHPIIIIJJO qui11di a ~liiJi l'(' in p.-imo tP111po, ;ìl pari 1l i qnrll i, !t· 1l i:<a . !-di'O~.(' (·On~·<·gJWliZ<' rlt•JI'a:<tPI1sÌIIJliiilllll . ( Jllt·~lo infatti :<1' potc>Ya ;III('O I';t !'SSI' I'I' l-ll')!llÌio llt'lll' fPJ'ÌÌI', l'PJat·ii·:IIIH'IlÌI' ;t~:<ai :<t•:tJ'SI', di jii'OÌt•ttiJi Ìll · <';IIIIÌc·i"l i, pl·(•sulll<' pe1· i Iom t•;IJ·atli·J·i <lnalomn p:l lolog-i t i cliui·r nmcnh' s(P I'Ìli, 11011 pc:tC·I'a illl'l-1'1' l'><~<·J·t· pi t'1 adoliHi o in tutt c> h· :tltl'<' ft>J·itc t·ic·o. Ttosr·inll· -(·lini•·n JIH•IJ((' P hatir·riologif•llfll!'lltl' c·<Hii:tlllill:llc•. ]n qu<•r.:te lo ~'('IIJH I <·l1e "i ,-nl<•Ya t·on ... l·g-n i.-1• <'l'a hf'll di fl'l•t'l•ltte r• h1.·11 c·hi;IJ·n: nr u trali7.· zaJ't' l'azi<,ttl• tlPi J!l'l'niÌ spmi11ati 1wlla fl't·ila, ,-al<• a <lire prt·l·<>nire lo !-.l' iluppo dt· lbL inft•7,ione od at!l'llllal'ne la gTan·zza tH·I t·:t!'O E'i"sa s i s vilupJon~r-1'. D:tJl<• J'Ì('('l'c-111 • l • a((<'I'Ì())fl~i<-JH' (' IÌ~tJ]a f'i'JW I'Ìl'liW cJ iui<;.'l e l':l lliH'IH•,


TB.ITTA~H.:\'1'1) UEI.I.~:

n:HIT~: o.~Ti'O·AitTitlll . ll!l

IO'AII~I.I

IlA FlèOCll, ECC.

:l51

risultato <'he <letti germi pJ·auo nuiahili:<simi e pt-1' natura e per quantità, P per ril'lllemm ~N·OJIÒO le fpJ•He, e t·h(i, in ogni ('ll~'O, vi era un ce11o periodo tli tempo tlnra-ntt> il quale <>x>U, pnr t•sRt!JHlo pr(',c:enti, non nvevano ancora esplkai~ la loro m~ione lNdnt (Jwrinòo preinfettivo o si<le111nte). E importante ria~!';umere in pt•opOi:iitO le riceJ•che f~tte circa. il com· pol·tarsi tlei g<'J'Tni e rh·i h'"'"llti in questo p1·iu1o ]Wriodo. Fu riiPva.to cùe i gt-rrni, pm· Nd~tenclo in mt'Zi'..<) ai tr>ssuti tliHfatti, non proliferavano ancora <lovf•ndo prima , p<•t· <·osì <1irP, at!nttnrsi nl llUOvo ;Hnhiente. 1'utto il lavol'Ìo si ridn<:PI.<L a fcnonwni ùioc·hiluid di proteolisi, cioè a dir<~ alla sd:ssione delle g-rosst• rnolcc;o·Ie a lhnm inoidi protoplnsma tiche pl·ncintte ùaHe dias tasi JH'o tet>litklle. )fa. CJIIt'SÌ<L seissionc ~>i proùueera n ~~mdi, ed i fll'odotti int<•rnH·tlii l'ltr nf' tlt•rivanwo erano dotati di 1m pote1·e e-stt·em:Hilt>DÌ<' tox::.ko loca-1<• P geH<•mlt> . E!o:si quindi non l'ii·'{)Pl'esc:nb'tvauo ~·l~·uwnti di dife~t mn 1li otfe-sa, nel l'<l'llSO ('!w ag-grava.v ano le condizioni dclht f<•rita, tra~formanclo i tc•ssnti in un N'c·t·IIPnte Dll'zzo tli <:ultura e1l intvsl'i<·anòn <·oi IMo prodotti I:ol·gnni!imo; e poiehè enwo per giunta fn.<'ihnenh• tliffHsihili. ~·ostituirnno g-li n~enti pl'iodpali del ln est ensione <1t>i ft>JlOIU<·Hi llec·J·otid. Allo infuori intnnto della t>roteolisi snlldetta, nesl'nn 'a ltra modifi<'azionc not<tntsi i11 <Jncsto primo period··· 111 seno alJn, fe1'ita e ~opra tutto lH'>:.<;u.n xt'J!Ilo di l'<':tv.ione da parte dei t€-ssnti sani. Gli sforzi q11indi <lel C'hiru1:g-o in <]twsto pe t·io{lo tloveva.n o t<•ndere al eon:sr•g-nime11tn tli qu<>slo ~x·opo: evita r e In pl'otcolisi, o, per lo meno. limit;n·ht al miniln11m. po-ssiuile. Ot· hent·, fn rixto C'hP l'unif'o mo1l0 per l '<1)!g-iull~<'l't> tntalmt>ut~. o qnnsi, 1-;iifatto ~copo, r>J ·a quello di (\'leguire pt>l' via dtil·nr~kn una pulizia uH•t·<'~tnka ti(•lln. f<'t-ita, oiò cl1e <·Qnivaleva- a. fare un'ani i~Pp~i me<'r·a,11ic·n . Più rpw~ta- pulizia 1'iusd\7a complr>ta. ed :t.('('lll'a ta. più la fea·it<~ ~i nwtten1 in C'OlHlizioni favot·Pvoli per hen g11m<i l't'. ~e ('Ssa i UY<'<·~ non v t> Ili va fa t t a. 11 n l C'Iii nll'I!O doveva essere fntta c1all 'o l'gani ~Hl0 xll·s:.:o IH'I' 1111a 1·ia iucliJ'I'l ta, lung-a e ,]all nosa, cioè ppr· mezzo dc·lht prott'Olisi, i c·ni prodotti <-h(·, comP si tlis:-<1:, oltre Ml e~l';Pl't' nltremoù1, tn,:.sid . era no anl'hP t'l"tl-~·nlantt•Ht~' t!iffnsihili, a vrcbùcro pol't;tto - r·m1w rfl'(•tt.h·a mt•u t1• pod;w:uw - l't'l'SO il 11(·111 mone r:iJ'('4~S(·ritto, il 1JPlUlllOllP rliltnso, h· J!l'illHii ini'Pzioni nP1·rotkht· tgaFsosP o non), ed infine vH-:o hl I'Wt.ti('PJHi a. gt'llCl'ale. Fn in srguito a quc...-;te c·on::-:tnlazioni c hP i r·hirm:ghi ammisero la. nec:eflsiti\.. uPl p1·imo p<'J·io-t"lo rl<•lJa, fpJ·ita, dello int(•t>,·rnto oprratOJ'io: nHt ciò non ha.:stò, rltè il\'eJHlo e>:si inoltr<~ l'onl':tHtato, p:u·1menti pet· via :o-T)(>T'j mPJ1tale, Sl!':~ai brHe essere ]n. fllll':lta. ~li tnle r<•rioilo, J•iconobbero nnehe la nN·e~itA di el'<ep:uil'<" cldto int<•l'l'f'llt·o il più pl'<•coceJnPnte po~­ Aiùile. Er..('o infatti le r on<·lnsionri. a- l'Il i erano ,·pnuti Policarcl c PMlip -:on ae,rm'ilte ricpr·clle fnt.te sopm l'rammt>uti tli tr·x~uti tl'aumati?.~.a.ti ritirati col rncdliaio all'an·il'<' 1lci feriti h1 una 1111ità anl,ni'.Hbl·. Sino aJlru (]Ulllta ()1'[1 C'Ìl'(':l Ò01)0 il ff•J'imento (fa~!' di F;)th•rnr.ÌO}l(~) !ò:Ì JlOt:wano m~l focoln-io tJ-anmatico roag11li ~=;allg'lli~'11i l~HThiutl.-nti filll'(• di f::to ffe. libr e lacere eli c·onncttivo, unclt>i più o meuo altt>rati, fibl'c nmseolfn·i t •·a.umatiz~;a te, ma non si osse eva.v:t nlrnn fenomeno di rear.'ione da pa.t·te nel trssnto cmmettim e <l••g-li el<'nH' nti Jencodt:n1i. Dalla. <]ninta al ln. nona. Ol'lt (flll':e ùelle l'C::tr.ioni iHi;dali dPi t.<'sl'<nti), :wveniva- la com -


3f>2

fil l 1'1 1~ 1 ~.\IO 11~:1.1 .1·,

FEilllf. ii.'H.II-.IIITi t,OI. \Ili II'AIC.\1,1 Il,\ l' l UCU,

f.CC.

p<tt·,;a di lcuecx:iti polintiC'IPa t·i, di tu:t('rofa;.d. di ed l nh- <·nnnl'ttintli dt·l tipo liufati<:o ; le parli uw~:..dot·uH·ntt· lt·,.:~ riai tntnm;t <·omiuc iavauo ;\ ruo::;tt·arc st•g-Hi di de~etwr ·Hzion<•: il <·aratt<'l'P p,;~cm.iale di questa fa~<· c·t·a. la. pOt'a. i nh· w' i t:ì. d ift.·u:-;i "". Fr·;t ht H<•na P la. dot1it·t·~i ma ora a p pari. ntnn alc uni J.!l'O!';!':i lmttt•t·ii pr< ·;.~o le fibre <li ~lntf<l f' nei coaguli che le o·ottteltcva,no. llalla ùodiC'(li.'-'Ìtua <Jiia \'t'llt<'~ima or·a ~i n::;sif<teva allo svolg-<•t-si ('Ollt<'n1)l0l'lllll'O di ÌJ'(' )II'OI'l'!<:>Ì : a.) moltipli<·azion<' nticrobka note,·ole <li ùnstouciui ed anche <,i c·•HThi (fase politnicrobic-u ) ron ~'Ct·t·p;done rli tos:";inc eli una gmncle <:~t · tJ\'itù. u. giurliet~t·t• dni f•: llonterri <li cifolisi os,;ervati : 1!) fatti r·l·att ivi ùa p<trt<• ù<•i tt>ssnti 1111 poco più ac<·Putnati ma SI'IIIJII'l' JlO<'O intPnsi. I'Oil JH'OdUZÌOIH' rli polillU C)<'HI'Ì.. di llf'Utrofili l' fa g·1wi t i ; r·1 dt·g-t~llct·ar.iouc di h·ut·otiti " loro trasformnzivne in corpuscoli pm•td<•JJti eh(• 1wr r·ssere pod1i <lantuo S4'<tr.Sa copia, di p·u><. Ln c.;n·attl't·ist.ka di CJIW,;ta f'n,;1• ('t'a la 1lt•holez7.a (IE>llc J'('<tzioni di · fr•n:-;i,·c in rn.11trasto roll'atth-itù mk1·ouir'n. D;tlla, \'Pntrsinia alla. trentPsima om i fpuorueni sn d €'sceitti andantno f:ti'PlllloF<i l'<'ll1JH'e pilÌ imponenti, e qua® ahitualmPltte dopo qu;trautotto Ol'e si not;n-a la comparsacleg-li <tn:tCl'Ollii fayorita <lal l'igoglioso :srilnppo degli llet'Oùii i quali con !w mavauo l ' ossig-t•no dPllo nml•i<>nt<•. KHtut·a.lttlPllte ill'lu<:eeclerl'<i eli quesh• fHRÌ el'a- più o 1111'110 I'api<lo in l'apvoJ'to l·ol maggi ore o mi11o1' g-r'tHlo rli ,·it·nle nr.a dei g-ermi, eli alt ('J'H.r.ioni subite dai tl·ssuti e <li rou:-r•gtH~ uk d i,;turhu c ir·l·olat01·io. Yariabile si ~ dimostl'a tu so p m ttutto hL fa:-:e d i ~idHm.ioue; laon!lc si ~piPg-a l'iutcl'l's~e di'l ehir·n1·go di afft·Ht.tre il più ehe po.'isibil<' l'inte1-vt•11to opcr·atorio. Come int<t.uto si clovPnl intN·venir<·'? 1'ntl'i P.t·auo d'Hecot·do !>ulla ue<'essit:l. <li mettel'e la ferita completameutc allo st·opei-to pratica.ndo lar-ghe iuci ~ioni rutlltll'P in clit·t•r.iOil<' cl<·i I't•c·<·,;;:i f' nelle zoue più adatte aJlo ~colo dc•i SCI'l'E'ti, l'bt•ig-lianclo g-t'lll-'t'o;:amc·nte l'apone:no!';i in moòo da a \'l't'e F:otto g-li ewdti tntti i t<·s~n t i i 11 tcJ·N:,;n ti, :K'-pOl·tn udo i proietti! i l' tutti gli :lit.r·i rnr·pi ef.:ÌI'Hil('i , ('Olnjii'('SC J<• Sl'h<'g'g'l! ()Sf;('C librre O )>IX:f> adf'r·enti P quindi prPsunte non \'Hnli , nettando le parti eon g-arza. sterile t· r·intiiO\'f' lltln i h•rnhi ùi t<•ssn t i in via tli disf;ll'irnento, controllando le• st<t t o ll!•i \'H si t• rlt•i llCJ'YÌ qua lorn. 1-'~'~i fn,;.~('l'O lH•lle JIPl'ti n<'HZC df' Ila fl:'l'ita , ~o;taililt>n<lo adatte controapel'tnre, a~~ic-ur·mHio una emoRta~;i a.<·cu -l'nfa eù , i.r1 nua p;n·<•la. tr:~,-.;formaH<Io una fel'it<1 anfl'athH~a l'Il i11fnrcita di <·lc•m cnti llN;liuati ad c:s,;c•J·e diwin:tl i in un'altra l:u·g;IIJl<'llte :1pcrU.t. a i-illpl•t·ftdc t·<~g'<ll:1t'C c sN•fhl Ili p:nti t·hc pott:,;,;(·J't) éostitttii·é Mlf:H·oln ;t] Jll'()('('~,;o oli t·ip;I!'HZÌ (HJ(•. ~folti <"hir·1n·g-hi lirnilarar10 qui l'illlt' l'\'t•JJio: tllnlti altt·i Ìll\'t'l'(' pr·a.uo pitì ra<li C'<tl i. ~iHng-c·nlno. 1·ic,<\ (Jll<ltHlo pntt'\'ano, sino alla l'Uturn. l p1·imi p;u·ti,·ano •lal f'oJtf·(·tto l'ili'. Jllll' pr·.. ~· iJH'It·nclo cln «·on,;illera?.ionj di t<·Jli)HI P di HlllhiPllll'. t•r·a irupm·-.;il1ilt•, )'l'l' qnanlo ~i f;H·P,;,;t•, tl'<J);formal·c· i l :tf<rtti<·ht• dt·ll1· ft•r·iH• di ta l g-c·tH• r·t·. t' pl'l' t·onst>g-n<•nza tC'mt~,·atro l'wmpl·<' In Ìll!';C•t·gpJ'I' pt·Ndo o t a l'di olt·lla infPzinrH·: Ps:-::i qHindi pt·t·frri\·a.no )a ~'-'<'Ì<tl'f' la f<•l'Ìtn <IJ'f'l'in. l l'ii'COJHli, al I'Oltl t·:nio. aYeYallo ];\ convinzionf' r·ht• illtl't'\'t•rwrnln. tn tll!' ~i c'. dp(tn. pt·<•f·o<·r·nH•niP. <·io1'. dur;lntf' il periodo


wdnl'l:.'ttiYo, e non liu1itaudo l•• mauone c hit·tu•git·hc <~ I}Lll'IL(' ~opm itHli· f"Hte rua compll'tand ul e colla t•stis!;ioue ("Ulltplt'ta dt•i tt>:-::-:uti alt('r-uti, in gui~1 dtt e.-;eguire uu;L n•t•;t cst•t·es i , poter a..;i fare allitla·UICUto nella asetric::ità della fetita, almeno l"liuicamettte t>Ousit](•t·a ta, c perciò poteYa,•d pt'OCt"{ll't'P :-:t•Hz'al1To a lla ~llfUt·a tli e:<sa , tntt tlll' nei t·ao;i iu l"Ili qn~>sta n·nd~wa~ i inealiz•.ahilP o ht· s i pr~uJJH'Ya di ùuhhia t' Ìil ~<('ita Jl('l' ntusc i iiPrenti o alla t·egi tJ II (' auntom i<·a to lpi ta, od ai 11':-:snti lesi , od alla profondit;) e :-:ituazio nc· d!'llH· h• t·ita . , Hen•:-;i ai :<t•guad ti pi t l'a ttiww u to apt•t·tv delh· fe1i.tt~ l'an'1't' 1 · i~u · :;dt.ata, con H'<Thie e nuo,·e <ngome utazioni, la contt·oye t·sia, giìt da, tPHtpo :-:opita tm i fautori d elln m t'{licazione ;t-~ettica e quelli <l1' li ~L me<lka.ziont! n ot ist~tt i<-n. },;.\ t·out t·o,·prsia si ;u·c~>utuò maggiot·m e ntt~ iu ln ghiltena, d•ln• le d ml tende nze Yeu nero a bhmcciate 1la. d ne illu)ojtJ•;t:r.ioni del cmupo tuedko, \Yt·i~ht l' \\";tt:-:nn -C'IH•yn<•. ~<·c·ondo qm,.-:to ultimo, la c hit•urgia u:i l it<tl'l' non avHa ll(•gli ultimi tPmp i pro~rt'{lito di un s ol passo perdu'· '''""'" <WCnl tra:-:cumta l"anti:<l'psi ronsid<·J·audo la .<·ome 1·oila antiquata. <' que:-:ta iuoltt'l' n o n an•nt dato ;ti :-:uoi llt•1rigratc1J·i buoni t·i:-;ulbtti percltintaJe app lic·ata. La disinfe zione in pri11to tempo don•nt , a suo tlirl', an•1·e ]ll't' e tfetto la eo m plt•ht 'd istruzione 1lci ha.tte t·i i, i n ~n isn che ut> dm·eva ,·pgnire In ~uat·igiotJ P <·Oulr in una fP r ita oppt·ato t·ia st>nza ttu·he gt' net·ali ,. lO<'n li. E pt>t•riò 1<' ft'1·itP l'ili' ca<lev;t-tw sotto l'o,..;.;<•t'\':tzione del t:hi 1·u rgo sn hito o poc·o dopo il ft• t'Ìnt<•nro dm·•·,·ano e:-::<('t·r sottoposti' a ll 'azionl' di nntis<'ttid Ìl'I}JljiO t'tH'1'gic·i, capaci rli distntgge t·t' i tn Ì<'1'01'g<L·HiF:UJi: i n ,..e,·onclo tl'tnJ!'J poi, qnanrlo ~j;), :<i t•r·ano iuizillti i proC.<'ssi ~t i suppm·a :r.in11t> P 1li gJ'llnnlazionf', anda.nlllO usate: :-:oluzioni più tenui e meno it·t·hauti a scopo pn•,·al<•ntPnwute 1lde1·;.;h·<'· l principii p1'of<•ssat i dn \\'a tst)n-Cill':nw \"etti vano così da lui riassunti: l " il dtit·m·go <]p,·e c· r e•ll' t"(' ne lla. pos:-:ibilil·ù 1li

tli~infl'ttare llllH

f1 t· i t n : ·>o eg-li d<•n' ~<'eglh·t ·p l' anti~Ptti•·o adatto; :~o d<'n· f;u· sì c he qtw~to n ' nga a c·nntattu 1·on o~ui par·tt' !ll'lla ff'1'ita : 4° dt•\'p so1Tt·g-liat·p r·liP l'azionf' flp} nwd e:-;i mo ~ia t'tllllillua. e 1·ht• quindi il liquid tt no n v ~> ug-a uuti n. mnuc·;u·t·. \\"t·iglt t n ttn<:rù \'iolPn temf'n te le concltt!;ion i di C'heyJH' s ir('OHre il Jol'IH1otto di rii'I'J'('ht> l'l('Ìt>ntifiche Pmpil·idlC' e 1li os~C'l'Ya zi o ni e linkhl' insufìiriPu t i , f' ff'l'l' o:-:~<c> t'\'111'(' ehf' se n ou vi può Psi':C'I'C ;\l<·nn dnl)hin 1·it·('.;l la Pllirnein d<•l tll etodo di Li:-:ter conw pt't'\'f' llth·o. \':tlf' a. dirP la po:-:~i h il ih't d i 1li~t t·Hgg~> t'l' coli 'azione profilattica. tli ;wl h;ettici i gem1 i " •lctt•t·mitwJ·e <·osì 1lelk fet·ite no n inf1•t.te. <·ome fa il r ltirm·go, t al P 1"-'ssibilitù n ou t>ntra in rampo nelle fPrite eli gnert·a r l11• ;.;otlO già. infe tti• ~<in dHlln loro Ol'lgÌilt> P s u rui gli an ti~'1'tti<-i, nndrP pratic·nn do g l i :-:lwig liamt>nti ed il clre11aggio, uon g iungono acl ucc id ere i gt't'lll i p:1to g-f~ ni pe r<>hè com binandM•i con qualuuqué l'l peeit' ·di alhuminfl n •ngotr" a pE>rcle t•e, ~ia, il lm·o pot<'1'1' hnth•ricida , ~";Ìa il loro pntC'rt• pPHPtt·atlt• •. Aggiu ngi' inoltt·(' il W1·ight <·hp s1> JHlrE> I'Oil una ,«olHzionp a uti:-:('ttiea ~ i ]'Otesse J'imwit·f' a climinllil·r fortemE>nte il Hllnwt' o 1lei g!'rrui <"Ont~nnti in nna fer·itn , <'iù 11\'l'rhhe R<> llrf.ln impQrt;mza, poi r hi~ i prH'lti g"l'l' llli ~x-am 2 ~- G iornale di 1tUrlicinn 111ilitorf.-

F'11s c . \"Il-\"!ll · l X.


:~54

1'1111 LI~H:;\Tll

pat.i noli tJ·onmdo

llt:J.I.E n .HIH: O.'<n:O·AIITI O )I.,IRI Jl'.llt.\1,1 IlA

Fl ct::o, ECC.

IIL·Irambi~utf'

tolldizioui sf:l\'OJ•enJli di sviluppo. ttH'Df'reiJbet"o a mu1tiplkar"i hr modo mpido ed ahhntH]a.utc. Nessuna "if·nm. <~:t.i one c~li pf•r·ciò an·ot·ù;l agli anti;.ettic.:i; im·t-~:1' imputa l•wo 11u'azione (]annosa nel seu:-:o che :HTt'sta.no in loco pro•·ps:-:i fisiologi ci f] i grande imporhurza nella lotta autiha tlt>r i ~\ e fa\'m·i:-eono 1Wl eonlempo lo in ....orgpJ·e di moditi<-azioui eli tf'1'l'PilO p1·opir.ic pet· lo s\·i!uppo dc:i ~<· t ·mi. B' incon<".epibile, <·OtH·Ind1•n• e gli, tonw nn agente d1e I'ÌCF;ee micidia.IP per i mict·obi nou lo sia l' g-twlmeute p<'l' gl i t·IPIIH'nti <:e llÙiat·i <·oi quali \'iene a coutat to: l'i llonehbc rnu ('iò amtnPttf'l'f' J't,si~en~:a <li 1111 ant.isettieo mi<'mhi<'iilH ma non C'itolitir·o, <·iù c-llf' sino1·a srmhl'a un a.<:snnlo.

Per hen f·ompt·eiHieJ'f' le ·ossPnaz.ioni di \\"J'ight hisog11a che 1roi J·ip ;•pndiauro lo f';tndio clPi ff'uonwni hiologiri c·onnt>ssi al proeN~~o di gnarig-ion .. dPI\a. fc•r·it:l lH'l p11ntn in r·ui 110i l'ahhia-mo hu:wiato, cioò clopo avn•nuta l'anti;.<·p~i 1·hit·m·g-it·a. Oiù clil'Pilllllo dw 1111a fel'ita la quale <~ ~lata lihrJ·nta clf•i c·nrpi estt·mwi P dc>i tp;.~nti mortifi<'ati nel modo rhe più I'ÌP~rP possihilP, b·rHlP a~l a\·\·iat·si alla ~llat·ig-imH• ('Oi Aoli mP;..zi 1li clifc"l"a Jmturale. };p <·<lll~>'('~llf' d1e il mf'gJio C'he si pos~a, fare in tol niiJmento <~ fJHPIIo Ili fanwir(' tali lliPZJ:i di clife.'>;t p lloll di tli!<turbnrli, <'~sc·ndo risultato es:sprc f'ssi ahlml';t;rm·.a pott·uli J~r puiPJ' tl'ionfar·e di'i mic·r·01·ganil"mi sfug-g-iti :rlln pnlir.ia lll<'f'(·anica. ~ehh1•u<· intanto il prohlc·ma assai c·ornpliratn rh•ll<' clifPsP natut·aJi flplJ'ol'g-anil'mo :1 liwllo flelle f<•t•itP non si pnss:1 dir·p f'ompld:·t lll<' ntc· l'isoJto e t-:ian o nf'cps;.arie Hlter·iot·i t·i<-t·l'eht' pc•t· dar lcH·o il g-iust() \':tiPt·e. l<iamo tHH;lYin autc)r·i:t.~.ati atl anrnwt h•.r·p 1'11r• l'c11'g-:1llir.;mo dispong:a pl'l' difeJHlPJ'~:<Ì ùi due mc•r.r,i: d1•lla in tiltr·ar.ioHc I<'HI·nc·it.;nia c• ùc•lla es!-;H(laz.ioue. (lwllltu a Ila nl'imn, la do ttrina I'Ol'I'Pllll' attr:ilmiva ai lel)('Ociti pnlinude:wi neutrofili In fum.iOIII' di llistn~gge rl' i g-f•r·mi IJPt' fHgoeito~i , molti eli t>s."i JWI't'nclo nr•llil lotta F;ot.to form a di pus: quindi l:t citofilaJO;si t·ig-nro~:l !':'impmiCYH. Pet•ò le o~l-:f'tTnr.iolli fa.tt.<• dm·an1'f' la g-nNTa 1Janno p otuto climostt~ne f·hc prohnbilmf'lltP. ouP~1a <']JinioJH' ('(ll'l'(' lltc non (~ r\p] tutto esatta ; l:wrnle ~-;' impoJW\' a unn l'fYi:-;iotw. Tl·a]:l${·ianòo il nH•c·rnnismo tlf'lla fag-o<'ito><i il q11:1lc ~~·mhra non dipe nda - 1·ome si C'l'<~fh•nl - dn una fnn~:iorw atti\';t ti(~ } l1·n<·u1·itn poJinnc·lt'at·t lll'llhofil o . nr;t sia solo in r·appm·tn <·nll lli! Nlilic·:J?.Ìt•ni li><i<·(l·C'hiudc·IJp di qrw:-;to (tr nsinlH' snppt·tit·ialP, \'Ì:-t·nl'ihìl- c\ dilno;;traln c·IJp faj!nl'itosi 11011 <'> :-innniuw di clh:tr·n :t.iotll' ba ftt •l·inJ: i h•tH·<kili inrt>f·(• di tlfTitl«'t'l' i g-t•t·mi possono pt·otPg-~~·rli ('CIII( l'o Il' a :t. inni pstt•I'JH·. <' IIH·nt l'(' t•:-si tnlor·a 11111oiono intOl<SÌt·ati dni prorlot U di sc•c· r·c·7.itnH· d t·i lo r· o :Jltilalor·i od IICTisi clag-li ag-enti <•st<'l'ni. i IIIÌ<'J'Iil').!/LI!ÌSIIIÌ r·!J p l'nltit;IJ10 trO\·attCt tiPI lm·o di~faeimento un m!·ì'.~.n di cullnr·;1 atbtlo e l' i \'P;!'dallo. Il pns qniudi ehi', l'llllle ahhiamo t!!'t t o , ì· il J•l'lldotln tl<·i ]t·u c·u!'ÌI i llJol' l i. 11<111 cfp\·c· pi1'1 <·on:-:irlPI':ll~i. a l pal'i di 1111 :1 l'o lia. qu: tlt• il I'Hillpo di battag-li:l ll'tl<'ol'il:rt·iu: ('i;SO irwr•c·e JIIIÌl flin·n1at·l· 1111 <•c·c·l'llt•t1ft' nw:~.zo di c·nli 111':1 p1·1· il p11llnlar(' rlPi g·rt· mi c•:-:s.·ndn l' ir<·o in fc·rn l('lli i l'd in lll<llt·J·it• )ll'<Jic ·idw c·IJt' >;o n o 1111 ott imo c.JPIIII'IIIO J't'l' C'SSÌ. J't'f'JIIlt•JicJO jnf atfi j] p11;; ili iPI'JIIClS(:t·tO :L :no, si {1!-;F;ÌRt€' :rd un nnlctpullnl:lnu•nlo tl i ;:(·l'lllÌ : ,. ><<' •I'Wl<io iu alcuni ca;.:i mltn.-n. rnnl!!r:rtln l'lw lt· cnl1111·c· faliP si;r11n posi(irt' r clintosi J·ino 1111:1 huon;l


l'lt1T1'.\'II' \T(l llt:I. J.Io; Fl'ltl'n; r~-,TEil·.IUTi t:ttl .. \111 1),\U~I .\ 11.1 FI ' UCO, ECC.

;j.j!.

vitalihì degJi elt•nw11ti hntt(·ril'i, tale m:mt·Hm.a dipende ~!alla nu:ci 11a.ziou€' del mrz:~.o, tanto i'• <·iò nro <·hr tki pni; in(:<1·paci di Iasda.re p:em10gliare alla s t ufa i gt'\nui C'hl' COJit~>ngono possono t•sseJ·e eccellenti me:t.zi di <•n! tura per alt1·i g~·t·m i che ri n •u:;rono ~emina ti. L'nltJ'O 1ue2.zo rli difN;;t, n<l-tu1~1le - ht p,.:i"tt!lal'.ione tl i l iquilli u1·gnn ici clw si WJ·iti<·a nf'lh~ ferite (~o;ie1·o rli ~o;nngne e linfa), ha· op:p:i ar·qni.st<lto un v;ùote al>:>id più graude, e riè1 sopmtutto pt.>t' p:li ~tndii P lP rirf't'rlw tli Wt•ight. Es~a. innanzi tutto, DH~J·cè ~ostau ze sol n bili ron tenute nel l'i Pro che \Vt·igltt f'hiama (•psouin~>. a vrebbe l'a.~ione <li prepnr;n·p·, atth·at•e e ren· clerE> più t>ffknce l'nttivit:ì fnp:()('itar.ia. dei leuroriti ])Olinncleari. Se· cl'\nila.ria.mente. P questa s;wPhlH· l' ar.ione piiÌ important{', il siero ren · p:irebbe c·ontro le a:~.ioui f<'l'IIH'Btntire c·ht> si s\·ol~ono n('lla fpt·ita pt>t' il '&110 ptet·e antitriptko thf' illh•t'\'Pl'l'ehlw nr~lle pt·inH~ ore dopo il fe · t•inwnto. lott:mdo coutro la prott>olisi dei tpssnti. mnrtifieati ed oRU.l· colando la. pullulazione microbka. Tn teno luogo è ~tnto <Huto~>trato che l'es!'>ndnto sieroso infiammatorio ha il pot(•t·e di tisl>:ne il complf'me nto, potere chiamato alexieo e dte ,.a pPt·tlnto quando l'Pssudato !'>i coagula o diwnta pnrnlento. nel qnal c·a,~o Pi<:"O pf'l'<le nnciJ(• il potet·e opsonico <.Hl antitriptiro. ~c·opo t'(ninrli ciel c·llinn·go in CJnc::;to p<'riodo sarebbt> quello d i r('n,Jizza re n l'Il n f('I'ita !:1 pt'P!o;~·n!'.a tosta n tf' <k ll'f's."l id;t t o si<>t·oso <' d'irupeclire la <·oagnla?.iotw ftll'orenilo la rletet~imw c·ompleta eli qnella. P e 1· r.i<ì ottf'tWJ'e il '\-Vt·ight propose il suo metodo consistrnte nel· l ' n!':o ili una ~olmdone f'te1·il<> iprl'tonica di rlo t·m·o rli soclio al ;) 0 {, c•ol · l'aggiunta, rli una. !'IORtanza, antkoa~rttlante quale il citrato eli so<lio al 0,50%. Que:::ta. pt·o,·o<:lu>rebhr. .irt·itn udo In l'H pt•rfic i<' df'lla fet·ita, n nn eR~ndar.ioHC1 !"i erosa a llbondn.n t1>, ~ pro<ltu·p()he <'<>l'l'enti <·•tpillari 11i n' ft<' dnlln, profondità dei t t•:::snti n• 1·~o;o la ff•rita. pl'l' <'ui si an·ebhe in que.-:ta come unn. iniga?.inne dal eli flt>ntro <tl di fuori dt(• potrebbe e>'~·r·ciwl'e nnr bt> un 'azione mec<·a ni<'<t. Y e twndo a co11 t n tto e o i lcuco('iti im111 igrflti nP fanu·it·Phhr la cli~o;truzione t' CJUindi In HH'l'Sil in Jilwr·tù fl ei fPJ' · menti pi'Ot<'nl i tici, t• n l'l ,·ontt'lll p o. n vendo nn' nzione dwmiota tt.i<·a nPgat.h'a. r·idnrt·f• hlw P limitt>t'PhÙt' l' afllnsso lencodtario alla snpc,wficie 1l1•lla fE>l'ita t' 1·on ciò la pl·o1Po]il'i. Si t·pali:~.?.t>rc•bbt>ro in tal guisa. SI'· Cl>tHlo il Wrig-ht, lr migliori rondi,ioni e le pilÌ fl{latte a(! aHia1-e ra-pi · (1;mwnte la fpt·itn ,.,,t·~o ln smt stf·l'ili?.za:done rompleta e qu indi ,·erl"O In g·na rigiont•. I-a Rolu:~.i( •IH' va applicata rmJ dvt•uap:gi di gar·r.n, le cui e>-'tl'Nnità. us,·ruti dall:l fpJ·ita n~ngo11n a tinirl' t t·n strati di lino ht>n~> imbP\' llti d ~Jla, sol11:r.ione t' pi<'g"<1ti in modo <la fol'ma·r e 1m ta.mpon<' sp<'RRO. Qua.l · ('hP tahloidf' ilri !lne sali su dtati {l ùrp01'iitato h·n :rli stt·a.ti !'lnpel'iori ·le1ln. m<>dirntnra pc>r mnntPnere la ronct>ntrnzione de)L'IJ soluzione: •1nindi si rov1'e il t.ntto <·on nn tr~uto impermea.bilP. Nr~li ospedaJi hc·nP impiantati ~i rirorre alh il'l'ign:t.ione continua od interrnitt.enw. r.PI qual ca~o la mNlicntm·a riclncr·si ad nn impa{:('O vola.nte di gar~.a }lpplica.ta. su di nna f•~t·ita hen rl1·enata e tenuta· ~rmpre imhenht rlelln. solm:ione salina: ~i e,·it;1 quindi qualsiasi fasci:ttHr;t. c<l in ~<'nl'rt· qual · Ria.c:i m <."òieatnra- <'apn('P di O!'"tacolare il libero detlnssn della Recrezioue. Il sN·reto, ahhonflnuti!':simo, ,·icnr l'fi<·c·olto in nna bndnelln. Alht soln·


ziiiJtl' ipt·t·tottit·a <·ltP a lltugo ;ttlllat·t· t'illst·in·bht' il'l'italllt·. si fa st·guit·t• . qt~allolo la ft•t·ita ,. . •·otllplt·talltt•ntt• dt·lt•t·sa, la iso tolli.-·a tisiologit·;t. :\1·1 <·;tso ('hl' il fl:'t'ito dm·t>s~•· PS.'<t't'P axsoggt'ltan> ;\1 traspm·to, pèt' potere ll><llft·lli t·l' dt·l uwtodo di l'lll'a snitttlit·atn. ilt·olottttt·llo Ot·a.'· p•·op11XI' l'lls•' di sf'tt1Jdi('i imp;wdai salini xt•nza dt·enag-1-!io l' t·on al tli sopt·a una w <>di • at111·a assol'iwntt•. (~tJI•s ta può riw;lllt>l'c a po:-;tn pt•t· p<tl'eC'clli gim·ni. ( 'outP I'OIIIJtlt·nH·ttln dt·li:J <·nra lisiologit-a d l'Il<> fel"ite inf~c>ttt• il \\' •·iglit HsiÌ la tt·rapia itumnnit<n·ia <·onsistt•Jtlc nt>lla nt<·<·inote•·apia c· ltella si<·t·ott·t·a pia. lt• qn;di sj pl·l'tiggono lo s<•opo di otteune da una l•a •·rt· 1111:1 tlillJittlll\ioJJt· eli l'Psistt•nza dt·i I!E'I'Jui e tlall'alna 1111 aumento ,:i tlift·sa dPII 'o t·g-allisJHO. La rac·<·iuot<••·apÌll =<i pt·npouf' <li far pr·odtu·r·e a l ft·t·ito la ptnp•·ia Ìllllllllltitil, la sil'l't>tPJ'a)lia inn•ef' gli <·onft•J·is<·t• la iHtlltttnitit JH·odot t a in 1111 anirual<•: In p1·iu1a ha nn'aziotw più h•utn ma l•it) ditJ'I'\'nlt·. la !'P<·wHia l1a tm'azione ph'l rapi•la ma d .i 11iù CoJ·ta. tln•·at;J. l-'ia ltt'l' l' u11a ('ltP pt>l' l';lltm ri •' la ditli(·oltù clt•lla moltiplit·itù ~r·allrff' tl1•i )...Yf'I'IIIÌ l'ili' si JIOSSIIIIO (1'0\';ll't' llt:>IJ(' f~·L-itf' t]j J;llt'l'I'LI, g-mWÌ l'Il!· IJi:<oglla più o lli\'IIO t:IJIIIIs•·!'J'I' l' (·oltintt·p p~'>l' pl't'IHII'HI'I' sia i \'acTiui c·ht· i si<·r·i. J><·~li uni e dt·~li altl'i fllt'OIIIJ aiJ,·stiti di monm·a)~uti e po· Ji,·,tl t·nti. i quali l'l'llllt'l'O a JW<>nllt·Hzrt usati <l sc·opo p1·otilatti<:o. J)i nt<'('ÌIIÌ ,.P n'ha diii' polintiPnti d<•l \\'t·ig-ht: l' alltist·psis , t·ontJ·o lo stl'f'Jl(IH'IIt'l'll l' lo st:t fillll'll(•('ll; J'antii!HIIg'I'PIIoso. ('Oilti'O i dtH' gt' l'llli JllllllillatÌ (' piÌI l'llllfl'(l il JlPl'ft•ittgi'IIS. \\'I•Ìilh(• l'g' l' l'<t•g-uill I>I'I'Jlill'ill'OIIO 1111 ;111to pio,·:tn·illo tr·:tttaudo l'Il i indio il p11s d1·1la ft•t·ita t• sotHillinistJ·;III dnlo pc·r- pr·i11111 allo iuf<· r·11111 _: s i an•nt t•ISÌ il tt>mpo d'isohtl'l' i UIÌl'I'Ohi dc Ila fl·t·ita t· Jti'I•JI<II'ill'(' qHi11di 1111 atlt onw<·ino wi:-;to IIH'I'C·t> Il' r ultu1·c )'Ili'(' t)j detti IIIÌt• J'O\)i. ( l';t(T illi Ìlttauto Jll'('ll<ll'ilti l'Oli j tuetOÙÌ 11~1111li klltllll lltO)ii dift•t1i Ìll I'HJIJIOI'ÌO ('SSt'llr.i;lintPIJtf• ('()11 );l ]OrO Jlt'l"[>lH'H · zinu t> : pc·l' lt· lllillll·ltt·\·olt•zzl' di qtll'sta t•ssi i11 j:!l'lt<•r·<• contl"ngono so,·tanzt• e pi'Ìtll'i)'ii Tllllllt>l'osi nltn' tpll·lli n.Juti. i quali ~p<':;;so non sono s1 11r.a iHIIIIt·uza lHH'i,·a ><nll'oq!alli:<llto. Pt•t· t·iu•Niia•~ a dò il Cf'utanui t·ic·oJ·se a lltodalità >iiW('iali int<•sf' ad H\'f'l'(;' nH'<·iJti c·ht> non produntuo •·•·a;r.ioni n•'> lol':lli 1H\ g-PH<·•·ali. ~e p1·<·pu1·ò così di polintlc•nti e di mono · ,.,, h·nti 1~~'1' i pl·itlt'ipali g-t•rm i. Espt·J·iwentati qHPsti \aecini nPi fet·iti di ;.!llena •·on fatti s1•tf i<-i loe;!li <' l!f'll('l'ali. si 11otò nhitnalml'Hh·. dopo la itiÌt·~. i ott<·. nn mig-lioJ·aiJII'IIIu tlt·g-li uni <' clt>l!li a1t11. <' quando CJIII'~to llt;IJ1(•Ò ~~· Ili' l I'(IVÙ la (·~t!ISH tH·Jl:\ p;:Ìstt•Hzn di llll ;!S('\'S~O () di Ull ('0l"J)0 •·:-t rnnt•o. X oH (·t·:-;sialllo Jll't'Ù eli f;t r nota l't' c·ht• la n•r·:t aziom~ dei nt<·cini ,., prt•YPlltil'il·. l' quiudi l's!<Ì YHllllO snmm ini>'ll<tti pC' t' inh•zionc suhito dopo il ll'ilttllla. E' n lli ·(';:Ì Hlilt• rirnJ·d:n·t• dtt• i Ync·dni del Ccntanni ha 1111o sm·c·lllf' spit'l)'abl un'nziorw fii\'OI't'I'Oie aspP1·ilil'il. n1l llit'C' N:pli· •·anu•;:i an.-!11· irt infl'l\ioni sost~•nutP d:t l!f'l'llti di,·c•t·si da l]tlf.'lli coi qua li i ,·;u·c·ini llll'dc..-imi sCI!H\ ;:tali prf'p:trati. T/.\. h:t appol'tato nn pet·fezin· 11a1twtt io :tlla loro preparaziolll'; li lta 1·ioc:' dissl"<·(·at·i e ehiu!'li in tì~t.IP.

:ll'rnnto alli' qw11i ltn po~to tì:tlt· <·on il soln•nt('; in tnl modo i v...cdni ~i 1'111ISC•I'Yi1110 piìl !l lllllg'll (' .<;i ]'IIÙ HIJ't)(·rof"''l'll~ll Jll'f'!'ltO (' riO\'tlnfllll' :tppi'Oilf:ll't• la l'olu;-.il•llt'. J)pj ~il't"Ì . oltt'l' 'Jtll'llo antitl'taui('o •li 1·u i !' nnta l'<•lli1·acia e sul qua l•· lol'l1<'1'1'11tll in i"Pg-Uito, ;:nno d:t riNH·dart•: fllll·lln clt·l Hl'lf:t nti ottt•Hnto


lli.lri ,U II-..\ 11 1 III, I. LL F EIII Tt: IJ."Tt:lh lllTI O H, \11 1 JJ'.IIL\1 l IM l' l ut;i t, ~çç,

:3:,7

t·nl h. peJ·fringen:;, tJUcllo antiheliollell:-:i>< d el Sa<:qm·vée, lfllt'llo del \\'eillou . ..\.u('l! ' t•><><Ì ><ono ~tati ll>'<lti gPllt>hdntente pl'l' d;t ipodt>J·uJica c•d a •: ;rnpo tn·e,·entin>. \'t• JH' :-:ou o di quelli usati però a111: he sulla fe· J·ita. Co:-;ì l'· ('S. il sit•J'(l polintlt•lltl' lli Ll'<·laiucbe c Ya\l(•e . prepam t o siu dal 1H1:! t'oli t'l'ppi multipli di a.<·J·c) bii , <.11 cui fu1·ono in i-il•guito assuc·i;tti cli\'PJ·si tipi di illl<IPI't•hii (1·ilwinJ1t' :-wt t it·o P pf!J·fJ·in~Pnsj. Lo :-i applica, dopo an·r tl'attat;t l'hiJ'Iìll'gicanu::nte la ft•t·ita, Llll'l'Ct~ l!"'·r.a illlh<'vuta del liquido e tlt·cJJa.g-gio ; si ha· t:lll'<t 11Ut·he d'in·igai't' oppol'tnua·nl eute il sil't'O nei r Pc·P.._;;i <' nt>i 1r.nu i; i uotH:ht> n e lle ~:eros<·- T ri,.;ul1a 1i :-:<•t·omlo l'A. t' gli altl'i <:he lo lutnnn spet·imentato, :sal't!hbt·t· t, stati Cl'Ce lle nti e uon "i ~;? rl'hhero avu : i f<•llOllH'lli :tn<t tilat ~ i <· i . ..ln('lw i l Lanfrauchi d i llologua ha :-:tutlil\to e pl'oposto ILJJ sil'l·o JH'l' la c·u1·a lot ale d e llt· f c ritt•. 11 RPmedi I'IIP J'lla usato di<'t• ùi ill't•rne m·nti I'Ìsnltati t·ontradditol'iì. l'eJ· IJIIHIII o *"JH'H sia stata la lotta nJo,...sa dul \\' righ t e dal D elbf>t agli auti,...Pttid, .,,..,..i :<tm o tt1tta1· ia {oJ'lli'lti i' n OliOJ'P. ('nmP è <tn·io suppmTt•, fm·mw lw n pJ·psto st·aJ·tali g-li autisc-· ttid ti:-:sator-i tiodin, "ull\i llta tv , a(;ido felli<-0. ('('1'.) pl' l'C:Jaè fortt•llH'llte Jt•sivi tlllct UifPSil "ia UlllO · J·alr· clw <·PllnlaJ·t· in quaurn <·h t' t'oil g;ulauo lt• alhumillt' dt>l :<Ìt'ro P ch·~di t· ll'llll'llti <·,.Jluliu·i. Ful-ollo )JI'l'ft•t·iti ju\'l\(' f' l!li <tntist>tti<-i cli""ol\·pnti ( i podnJ·iti 1. i qual i sitTOUH' <ll!f>lt ti tli JII'OII'ol i si t•JJPI'gita pn,...><Ollll a l' l'l'e l•lt'l'tto ntilP fai'OI'Pnùo la liqueJar.ione degli t•sslltlati e h ddf•t·:·:Ìollt' 1:t·i tt>ssnti IIIOJ·tilintti, u1a sono an('\Jl• JWI' qnpsto nn o~hl('tllo al Jll'<ll'l'>'sO di llifl"-"<1- !:;i diede la pl·<•ft,•J'('JJZtt. al \'et·cltio liqno1·e di LallanaqttP, c·Jtt. llHkiu t·on a<·<•nJtda prepm·n;r.iont! e~r<:ò t·endt'l'l~ meno inirantl' t• di c·11i f'anl'l :-;i ~tTÌ JH'l' il :;no 111Nodo, {'111' l'iiJlpn•st•ntù 1111a itlnoYar.ion<· n t'illlWIIt<' l!t'lliah• ..,J t•hlw ht>ll JH'I:'stn lilla l!•·aud (' diffllsiiiiH'. Qut"-- :to 1111' · l1•1lo illfittti l'ÌU:·' <·ha a ><tahilir<' 1111 t·outatto inttmo t1·a la ~ o,...tanr.a 1!<'1'. UJÌt·i1la "'d i Htict·oJ·wtnismi e ._ IJIIPI ('h e più impcll·ta., a. JUHuteJH•t·e l' ll:<tilJltl·. l'lllt·;JIItt> la Hla ll·)l)'lit-ar.inlll', il g-J·ado Il i t·nJtl·t•Htt·ar.ioJJP ùella .<:ostanr.a lllt'd('SÌIIIft, ('Oilliiziolli (•)tp l'Pspt•t·it•lli',:J il\'1'\'ll dilllOIXtl':ltP inclisjli'II:<HhiJi )I(·J· C;ttt• JipJ•f> la Stt'l'l)Ì7.7.}1ZiOJH' ili pt·iuto 'tt>UlpO di 1111<1 ft•J•il;t di g'llt'ITH . Ec(·o t'Oillt> il ])aki n pt·epat·a,·a il ~uo lirptido. Egli dis~.:ioglil'\'<1 l -Hl g-J·am mi d! l'l-ll'll()H;ttO t]i l<CHlitl :HtidJ·o fopp!li'P .j.()fl l!l'illlliiiÌ eli t'ill'hllllil11l ,Jj sculio in C'l'h;tallil in 10 litJ·i eli at·qua e , -j a~l!iungeya :!00 gntnllui 1l'ipo<·lc))"ito di <'fllr·io: agitant t• laFO<'ia,-:, d e positaJ·<• pH 11H' Z7.'ora; quindi dl•t·mttal-<1 il liquido cllhii'O filtmndolo at t ran•r:.;n eotnnt•: aggiunge,·:~ in tÌitimo al tiltJ·atn -W grnmmi di af·iclo borico. Tali' ""·nht7.ioup pi'l' conser\':tl'Si dm-t'l'a t•~<!Wl't' tf'lllJt:t al 1·ipar0' dc>lhl lnN' f' l'iuuomtn t)f,.!.'lli 10-l!''i l!im·Hi al massimo. L'a(•itlo hot·i<·o si:'JTh-:t a tii'Utralir.:wt·f' l 'akalinitit rl.-Jia. !<Olnr.ioll P cl'iJ •O(']oJ·ito 0\'dando ('Of'Ì alPar.imtt• in·itantt> cli !*'>'o: f.:t'J'I'int ·iuoltl'l' a st'(llllJIOI'J'<' l1•ntissimam e nte l'ipcwlm·ito JH'r lihP1':1l'f' il \'Pt'O a~f>llte nttil'o rd os!<icla!ltf', cio~ l'adòo ip(wlm·oso, a. r ui e t·a 1lPI'O· l::tn tutta l':ui<llle anti:,;Ptti<-a del p!'E'PlH'l'lto. C'ow'?> uoto, pt'l'!'SO Ili noi il GhtnnPttasio nf.:;l\':1 ~i;) da t<•Jnpo ht so ln~i<lll(' a.nti:wttica a llo i poclm·ito <li sn(lio P Il!' f;H·P\'H ar~onwnto di JWio. 1·i ti\. Bgoli ave,·a fatto pl~paraJ'<' <·olln sua formnl:1 dt>ll<• fia le R<lldatr ;tlla, l:_;mpadll nw-sse in commel'f'in ~otto ilnomP di ('loro~ol, lP qna.li ~;ei·vil·ano hPlli•l'simo Jlf' l' Jll'PP:ll'H·t'f' la. solmdnnl•. Rp<>tta JWI'Ò al (';11"1'1'1 il mnito di 1


:158

fHiriA .\ 1 ~..,111

1 1~.I.I.E

I· EHIIt: l):,ll;.lh\ IITICOI.IHI

U'.IK~I .I

U,l Fl: ut:u, J;(;C ,

a 1 t·rc s isteuwtizr.u t o il metodo. Egli rea.lizr.u vu la h; t i llahioue cou ti una. od i11 t t! l'Ili i tte11te tld liquido in tutte le a n fra ttuositù. delJ<L fel"ita mercè l li Ce~.>l i t.u l>i di go w ma fle.~ibili, ùi 6 D'llll. d i <lht>metro cou 4 m m. di lume, rnli da pulci' t!"""•·c adattati iu tutte le <tufrnttno::<itù s uddette, pur resi · :-;[t'lido alla pn·:-::-:ione dd muscoli e delle fasdature. La loro lungbczza. nu·ian.1 da :!i:', a +O cm.; cd a1<:u11i en111u C'lliu:>i aù una, e:;t1·t>mità c JH'CS!'II · l:l\·anu, a p;11·ti1·<• cla t]llCSta, JH·J· uua h1nglu>~.za \'<ll'Ìil·bile da u a, 10·13·:W t'l'lllimf'tl'.i 1 IIIIH scl'ic· di fol'i ùi wezw millimetl'o di dia.wet1·o ; altri t ubi, :t.pt>l'ti alh• tltH· t•strciJii!ù, P~'""l'ntunum i fol'i n e lla loro parte media iu mo1lo cln ('s.-<t·t·t• "JiiHti 111•lla ft•rHa· t'(lll questa. parte t·onl'otnwta ad <lusa. '"''lltl·t· il liquido eutr:\\'<1 l'l' l' le dtu• e:<tt·t·miL\; alt1·i iuhnt•. a.pct·ti ulle c·st l't!tuitù, an·mnu 1111 ~;olo orifizio laterale . .Nell<' fel'ite l'<•rc nti i t'uhi c:·ano a.ppJ ic·ati dopo ;wt·ul·ata cutOl'<tasi, poic:llè se ju <'S.'>l' tJ·m·nnl,'<i dd saug-uc liquido. il tubo :<1' n~· rie mpi\'a, il ~;nnguC' si t·oag-nln\'a e•l il tuùo rw 1·estava ohli tet·ato. E1·a auehe molte> indicato in fJUCstc ferite fa re uso di t uili I'Ì\'t,'.."ìtit.i di 1111 tt•ssuto a spllg"ll<l, tissato :-olirlamente ad es,..."Ì, J.lel'· tl11' es~<PIIùtwi JIIH'Ol ,;t'(·n·zionc qnrsto l1's:-uto Jloll s'iuqll'eg-na tli e.;sa., IIH'll t l't' stWI'tl IH'11P a 111 :t 11t t•nt•re seuq ll't' a 1'1111 tatto dl'lln :>llpl'l'fide d t.• Ila f<·rita i l .l ifpliùo :uH,il'Jel1i t·o. l tuùi ,·cuivnno di~posti iu modo <·ht! il ]i · qnido :uula1·a a l1agH:Il'l' fildlnH'nh.· tutta la ~upcl'lkit• st'll)',a inti'I'JH11'1'1' w lllJit'>lli t 1·a t•ss i l'il i tt'ss ut i. lnoltJ·<• lll'llil lol'O ~:•·t'lt.a f• clispn:<ir.ion1· lc•Jll·\·:n:i I'OIIIO tholla sPdP d1• ll il fc·r·ita. tlP ila sua I'OI'Ill<l, N·t· .. in g-ui-~ 1 da :tssi•·IJI'òl l'l' 111·l miglio1· ltlodo il t·ont;~t t o dd liC]uirlo (·nlla intl•ra supt'l'· fide. P;n·iwenti SL'eOlldO L.1. gr<lllll!'zw ., Jll'llfon~<lit:ì del.l•l· ferit<1. si a<lo· 111'1 '<11';\lln 111111 o pi 1ì tubi, di:-:pollf'lllln!ll' talo1·a akn11i si11o al fon~!(). :cl tl'i pill sliiH't'lit·ial;uf·lll<·, P 11011 I!'OI"t'lll'ii!H io alt·nu din•l'tic·olo dPibt fc·rit :1. ;-;"l"·a i t ul•i ]Wl' tc>l~e·rli a pus(C) m dtt·,·aw·d c·ontpn·sse di J..!'ill'7.;t l·•l ;I l rfi l'llot·i I•<II'<'ITiri:c 0\' ii(T;t 11011 I'OJII'I't:l da :<tl·:tto iiiiJH'l'llli'Hbil l' : \'t' lli\'a.uo an~·IJe U~<<lti , in,·{!e(' tlc·ll ' o\'Hlt:r. t m ·;lg-li11oli di lr-sl>uto <l :,;pugua, t·lll' poll'l'<lllo lm·:nsi pi1ì nrltc•. li tubo uc l i t11l1i pc>s('anti urlln fl'1·ih1 si fat·f' l':lllo mwil'f' f'uor·i dl'll:1 l'as('i:tt:fl·:r t' si rollt·ga\':1110 pt•l' llll'Zr.o di 1111 pirc·olo tul•o ·li l't•(l'll :<t'111pl ic·(• od a Y c·o11 1111 altro lnho di \'llOllt<·lroue c·lu· l:tc·c•,·a t·;rpo ad 1111 r·c>c·i pit·nl t• !issato ati llllil <·c·r·ta altPZZll :<111 ll'tto cle•l fc ·r·ito •• c·ntlll'll(·lilt• l11 :<·>lllzio;lf•. Qtll'sta la si 1':11'!'1'01 11st·i1·~· nd a gnt:· C'iii ;[ ;!'III'C'i:l l('!,!:lll:tl!dO il 11111111' 1'0 di g'll('f'il' t·llll 1111:1 pill'l.il di :.\[ool' il \' ili' in g'lli:<;t da ;1\' \' l'l' 11 11:1 clis!lJI;rzioll<' l'0111ill11:1 t:rJp tJ;r 111;JII!l'IIPI'(' 1"1'111]11'1' la •'IIJII'I'Ii<'i!• dc·IJ;r f'c·rilll IIIIIPI!a(:l, (1\' \'l'l'O pilÌ "Jll'l'<S(l l' pit) CII · Jll1Hl:t111\'11l<· ..;j 11:<;1\':t Iii dis l il la ziollt' inlt·t'lllit l l'Ili!•, tll•l IJ11111 ('.aso clg"lli dii!' o1·c· si :tpt·il'a l:r p inza c• s i la:<c·ia1·a anlla 1·t· Jlf'Ì tnhi 1111:1 IJII:IIItit:'t di :!O :10 (' 111 . c' llltic ·i cl c• ll:t solnzio111· d'ipo1·lo1·iro t•d i1111'1rt• pitì S\'('IIIHIO la gr;tlldc·zza tl• ·lla t't•J·it:l. Tltllic·t· idc•Ù 1111 pi<ToJ,, :rpp:!I'P<'I'hio :tlliOIII:t · til'o S<":tl'ic·a tdc· o:.!lli diii' un· l:1 q11a111 it:ì ,·,,Juta di liq 1ritlo 111'1 tnho di anlus:<o a ll :1 l'l't'il:!. ;-;i <·oll-<i;,!'lit'l illlc·Jrp d'i11ic·f lnt·l' la dc·tta quanti t;) coli 111111 ('111111111<' ,;i1·inJ,!:l. t'I IJII P 11111'1' si IH'li••Ù dj S(•l'\'ÌI'SÌ l'l'l' <lil'l'l'l"i lllllÌI'i<IJL.Ì di 1111 llllif·O l'c•t·ipi c•lltP Jll'l' la cli:<lill:tziollc•, d:cii.Jo :1 qnc·:-1·o 111\ SOJ';tl"g'l10 lilt•hilt• 1· tr-:ts] •lll·t :rllcl(.]n eli lc ·tto in l t·t1 o. l.;r lllì•dic·atnm aJHl:wa l'in11ò. ,·;eia n:.:ui ~~ o1·c· 1"'1' polc ·1· l11•11 :-c.J·1·c·;.dia1·•· l':tlt'l:tll l!'llto tlt·lln ft•l 'itn. Per ]•t·olc•;,!J!'I'I'I· la Jll' llc• d all' a ~.ill 111 ' it·l·it:!ltl!• clc·l la :-;nllt 'l.inllt' cl'ip<)l'lorito si


TII.IT H .\11-::-iTO Ut::LLI:: HH!Tt: O<;TI::U-AIITICUI..\111 U'All~lA DA l't., IICU, t::l'C.

35lt

<lJ..IpHcanruo :sui ma-rgini ùcllt~ f<:rita ::;tl'i:sce di garza unte ùi ,-a~t'I.Liua sterilizzata . Altre :so::;rauze unti::;cttidH: flll·ouo :s_veriuwntate col metodo <Jarrt·l ili Vece ùel liquiùo ùi Dakin. Hiconlerò tra le altre: a) la tltw irrar in :soluzio11c ùi u11o J!Cl' mille che e:sarlta.ta- dapprima, fil (jiiÌllÙÌ alJbtlllÙOU<.Lta. lJCl'CÙto rkOllVSCÌUta. 0011 CO:SÌ p0tc11te IJattericid<L corue si ùit:cn~ c Jlt!l't:bt~ t:a>lJHl·c ùi 1-ita r·da.t·e il pt·occ::;:so ùi guadgiuue; b) l'eu:solo, prepa1·ato ùi cloro, non \·cleno:so eù u.::;sai aftiue a.l litj uitlo di 1Jaki u, a ùitfcn:11za tlel lJ uale è :sta.l.lile ndJa. cousermzioue e c1uindi arùottabHé in lJO.-;ti i11 tUi 11011 ::;i di::;ponga di u.n chimico per pre· parare la suluzione; (j) la cloramiua 'l' ( tolucue-.-sodiu-:solfoolot·a.wideJ, <bill;h· e:sl>a l'ieu na11tt: nel gruppo cui apprw'tieue illiquiuo di Ut\kiu , a.utisettico prel.io.-so elle fu ::;perilliPltitlto ~u Y<l~ta ~cala da ~~Jyuihau c ricouo~Sciuto persitHJ i-llpt·riol·e allo ipoclurito. 1::~:-;a ucci<.le gli :statilococchi, iu vre:scn:r""' del sier o, in sl)lttziolle cinque volte più debole di quella ù'ipoclorito. E ' solubilllisium e fadlmente dilfu:sihile. ua.kÌll pl'()parò collar cluramina iu J.>Ohet·e (Iella garza, l'OH cui medica va le ferite ; il potente au t1scttico si ~:;ci<r,;lieva. !eu taurcll te uella ~ccre~.ioue vcuctra ndu così ùa.pertutto. l'er ·poter W!lJJOl'l'C di uu a.utiscttko che mentre ave:s::;e <l"'ione ef· . ticace si prest<t::;:-::c per medicare feriti dé.'Stina.ti al tra~porto ~lorison prc· parò una pasta, the dalle iuiziali dei .-suoi compu11cnti fu detta « bipp >> lbismuto, iodoforwio e paraftiua) . Quelli che l'lnwno speriwcnt<tta. ue nwtauo i buolli rU;ulta.ti. Così pure dai t<...(Jeschl rcnue molto lodata, la polvere di ~lendel (bi· ca rbou<1to so<.lico grammi 10; ad do tartarico grammi 9; zucchero grammi 19) , d ~~ cui ~ S]Wigivna acido cnruonko a.Uo stato nascente e che viene insuftht t a w ereè pm·a di gomma. Assai noto è <~uche il metodo della imbalsa.mazione del Meneière cou::;istcnte n<'l rielllpil·e la feri ta 1:011 strisce ili garza ilrtbentte dl quecsta mis1·ela : iodoformio, guaiacoJ, eue<~Jiptolo (<111:1 gt·awmi 10); bnl&lJno del l'cnì (gl'ammi 30) ; etet·e (grammi 100). Il Mo1-estin pre<:ouiz?A'> l' uw del formolo wcseola.to a penti eguaJi <.:Oil alcool e gJiceriU<L; il .Jnnkc propose di usare un mil'cuglio di acido, t 10J·illl'ico c pt>p~i l l <t ; Uunéo é .Rollan<l r:lCCOmaudarono un·ccc l'impiego dell'oro colloidalP loeaJmente oltt·cwlu> per vhL e ndovenosa,. Forse nium1- qut~stion e ehirurgic.'-l> è st.'lta. con t.'wto c.'l>lore dibattuta q un.nto q11ella ·d ella prefcceJw.a, ·Ù<L dare, nella cura. delle ferite trtLttate Hll'apt~rto, a-l metodo di \'i' right od a (jueLlo di Ca.nel. E ' bene quindi esprimere in propo:sito il proptio parere. Premettiamo che, si ricorra all'uno od n.U'a ltro, t~!'< si non pol';~ono -!.-- piegare aJcuna azione efficace se prima. nou ~i t> l'~'eguita coll' iuterwnto c hirurgico la pulizia. meecanwt H.(;cnrata. e precoce delJa ferita. Questa è la prima e sahttare operazion(' <·n i cle,·e aceiug-ct~i il c hiJ·tu·p:o, i n ciò assh;ti to da tutti i mezzi d ' indaginc• <·be p11ò HYN'e a sua. cUspos izioue: e uon è fuor di luogo il ritenere c he ad essa , più che alle !>oluzioui medicamentose successivnmente impief,rate, dt>hha!Si nscrivére il sopranento d(•ll'organic.;mo sull'infezione. La ,.;;t(•r-ilizza?jonc Jl1t'CC<1.11Ì<':\ però non è molto fadlt> ad eseguire.


:~;11

TI<'TTI'II'TII f>f.l.lt. ltllffr. or•H»Ikli•JJIIIII l• IR \11 h \

H l~ ".

U.C .

111· i't·lllpl'l· o·tliUJ•It•t;tiHI·ttll- t'l·alizz:tl,ilf'. L•· touolizitllli JH•c·uliad th·lla ft·· t·ita , •h-Ila l'l·_!ri•m•· in •·11 i IJIII'>'ta "i ll'tJ\'<1 n·ndono molte 1·oht l'ulwl<l dt·l l· bit·•JJ·~o ill>'llflir-it·Dtt·. r<~·u;r,a din• f'Lè ad as>'oln·l'la <:tHut· >'Ì Òt:\"1:~ t·i l'l!it·d•·-...i w·l lllt·tlt·l'iwo l-'1'<~11<1~' :tltilitil tt·tuit·a ,.,11t1-riuuta ad ~sane Dllf.Ì(oni :IJJatotuic-lu•. Llf Htdc· quaudu 111111 :<i,. :<it·tJJ·i dr- li;~ l'ttol'iliz;r,aziolll' 11wt· · l'altit·;t, o• p!'ll>klltt• I'Ìt·oJTI•J'I' alli- itTÌJ!:I7.ÌflllÌ . •\1:1 IIOU t • inditf••I'I•H\1· ll'ltt·c· in IJilabia"'i t1·111po 'JII• llt: di \\' l'il!Ì.t c: ' Jill·llt di ('al'l'l·l. LE> pt·iutt•. :uJ bt·11tpi11, "''" s:tn·lllot•n• 1'1111:-i ~!l i;IIJ:Ii ttt·l pt·riodo prc•infl·tti\'o. t: I'ÌÙ Jll·t•r-Jtt· ili ljllf•,..l() : ft•J'ÌtÌ Slllllt )11'1' )Il )'ili ili i>'l;Jlll •Ji .(!1'<1\"1' l'":llli'ÌIIII•JJIII t'Oli pt'''"'"'Ìioflt• Jo.GIIIJ.:IIÌ;.!Il:t h:ll<>':l. c•s iJ't•lltitil ft·•·ti•IP. pubo dc hoiP. palluJ·,· d1·lla r·tJI I•. :\ lf·tiJti di !'.·si lta11111J ),is<>g'IHJ eli t·,;N•l't• J·iallillt:lti JWI' por•· t· " "J•)IIJI'Iat·t· !':tito ''l "'''alil·o: p1•1· altri 'JlH'>'to ,.; tlt·n· diti~>l'iJ·l' tt'0\';111 do,,..i c·l";.j ili )IJ'I•da :1 ><fltWk piu o fiii•Jil) illll'll,;ll, [;;tp)'Jiqi7.ÌIIJH• tlt•J Uh'· I•Jélo di \\'r·ight in l :t li ,.,,ndizitllli non ftl'(II'OI'!tl·t·t·IJI,p as,.:ai pl·ulrtl oil •111'111.' "''l""lllla l"l'f· r·l·zi•• tH' d1 ;.:il·t·o. e se Jllll'l~ tpl!'sta l-'i ,.,.,·inca"',.:e· a.~·J·t· ltltl· 1111a f'ÌJwrc·us,.:i""'' nowint sllll'oq:auiswo p<"lTitè ne <lllLh'lllP · n·ltiH· lo t·l"allriiiH·ttto. l u d•·t ''' pc·J·i111'l!t inr•·l·<.: l"Ollt> oh L'l'lltttdlo indi1·;Hc· lr· il'l'ij..(a7.ioui alla ( 'anr·l. JWI'r-11<'· lc·HIIH· :-tlohialllll l' il-'111) f. pt·oprio ut-llt· pr·iru1· ot·r· dopo il fl·r·inH'IIIt•. H) ahitna IJILI'llll· JoOII oltJ·c la \'l'lltf>l"llll:l. o·Jtp i J.(I•I111Ì SÌ IJ'IJ\' ;IIJt) ;tfle'Of';t di"·"l"lllÌitH1 j O(·~) i !'ti';Jfj i<II!JCI'IÌ(·Ìati dc•Jia IM<iollf·, ,·:tlt· a tlir1· iu f·ondi ;r,iorH· di ~<11lti1·c l'ar.io111· d1·i nwz:r.i fi,.-if·i t' t· h i tu ir·i <·l w Y;tlgotllt a Jtf'IH'·Ifra l'l' la lo t'l) dislt'li7.ÌCJnr·. :\•m 1·o1-ì piit stltTc·tl•· in 1111 l"''('ll tHio pt:t·iodo qnando i J!t'l'lll i tlogogf·ni :\Ì soiiiJ a ntla t i luttlr i p l i•·au1lo. d i ffOJlld!·lldo c·d apf•J·oftJitdc·JJtlo Jlt•gli "l''~ zi li u fati1·i 1: llt·i •·apill:wi >~:llt)!IIÌ)!IIi ittl·atiPtHlo c·ottllPttil·o, lltllS<:oli <·d apo· 111'\'t'osi, loutaui dal 1-Ìto ,,.,. ftii'O ntl dc·po;.:ti in pt·iliHI tt>ntpo. L a diffll · ~;Ì!IIIP i11 pl·.,fondi t:'l dc·ll<t 1-lllllr.iolft• d'iptwlmi t.o. 1'111111' ;.! iu;.:tatueltte os.~1Ta. lo f-(c·!tia:-.'-i, f·ttll lllll'l"'' ltl•nl· ""JIIio·au tl'l'i. ll()n si d!·t(·rwina. ~iawrua.i in tlm.i ha•..,lt·ntli " r·ou tnod:tlil:'t ndattl' da c·ous!·glfiJ·e Pffl·tti ::-icuramentt· dPir•rc-r1i pt•t· i g-t•rrui paiOj!!·Hi. ~i posst>IIO pt·t·,;iuo \"i't·ilicar·e ~o:intomi $!•'· nc·1·:di d ' illl<tto:sif·alliltlll· Nt·llza (')H' si rl•:llir.fiino a~.ion i loc·ali hntteJ·iddt• l•asfl'l'llli a llfil()ilil'at·l· iu llll'glio il tlc·('ot..,_O rlPII<l f1og-osi . E' I'OJ·gaoi::;mo :-t l c·ou t J·m·io d t!• i11 q 111':-·t 11 l~~' r·i ~~~~~~ 41!•\·e lltl'tfeJ·r· i 11 a tro j F-'Uoi pott:'ri cl i tlif••><a Nlllt t·o I'Pn·llt "'"'' itt."oJ·gt•r·.- dc· Ila illfl•z.iolll' N1 il tou;.."t·g-ueute JW · l'it·r,Jo rl'illto.""if·a)',iloltl': <~ d c ·~i't> r·ltt>. 1111'1'(•1~ i suoi nH•~,;d cn lturali e cel · lnl:wi , c),.,.•. c·on•plPI:tl'(' J'npPl':l iui,iat<.J dal c·hinJl'g'O P pl'O!'<t'g-tlita da~li llllt.i~;c·t tic· i. ] 'pr·r·iò in df'tt·o rw1·indr, souo indic·att:' le• itTigazioni alla, Wri~llf, l1• 'filali lwnno aJ•flllllto pn i~·''l'" eli f'l"altal'e i ))()tf'ri difensid 1-:IIHt·t·!•ll n :t ti. Coll'lis o tlt·ltl' JIH·d""'Ìlltl· la lo l t a uon più s i <."~l'cita· il allo m-lt·t·nlt I'Prso l'in!Pt'llft, Uta I' Ìf·f•\'I'J'sa, r·inr' d:tli;.L profmHliLì n•r'l'<O la l'li· rwrfir·if'. l's:tti ,.,,H ,.:ilfafli ('l'if•·r·ii, ilnwfoclo oli C lwt·P] eomc quello d i ' Vrigh t. P"""'l'flo tlart· Nl h:lllllO dalo inf:tlti otli11ri l"Ì~<tllt'ati. c·IH"<'I'hP ne pensino i l!n•o l'Ì"'Jif>tlii'Ì !l!·JtÌi-rJ'Htltt·i, Jlfftlt i rlt·i quali fiii"S!: o non li l1anno spPril!tf'ulnii :tll':dtn. o"'"' li ll:t tlllO ap)'lic·ati (·on lt> llnt·mr \"t})utl•. A l Carl"('l poi n1 t•it · on•J~·in1o il nwrilo di :JI'f'l' ha;.:ato il p1·op1·io mPtodo s u di una. r•(Jll s talar.iotl<' (]i gTa11r11• it•l)tttl'l:Jll7.il, r·i•H~ l·m llo l'~<llm<' hatt-t>r:iologico delln ft·J·itn. s ia pltl't• f:tl to iu murlo 1-'0illlll:n ·io c• I!'''J.."!<ol;lno ma !SUfficient'(' pPl'


da1·e uU;l ith~a. della e\·oluzione della infe;r.iollc. E~li pal'tint ùal pl'ill<·ipic\ dtc pt'l' quanto l'a~pctto dt!lla ft't·ita nbi>ia grande ÌUlJHH·tan;-.a pt•r ginùi · ca1-e dell'a:>ettidtù o rut>no di e~<~<a. liMI ~'t'JU(Il'e Jll'l'Ò •·iest·e a dm·e- su dò una. nozione preci~;;t; e perciò è ll(.'('I'>'Nil'io <·out•·olla•·ne Je ~,·oudizioui co11 tlll E.'l"a.rue battt•t•io~ogieo. Questo <'~'a me 11u11 r cnira fatto st)tto fOJ'UHl di enltnra ma ~<emplkemeute per nH'ZIIO di ~<tJ·isf'i su ret•·iui, h<lstcrnli ad a!>Soclare >W la ft•I·itn contt'tH•sst' ~enui t'tl iu quale quautitù. Cnsì ptt·o<:Mendo, e~li JH)tt' \'t>dt' I"P dw llt'lle pl'inw on~ dt>ll'arn.> nuto t't•t·imento (•ci a. do<liri) ~li str·i1-1d fatti <·ol ~<angu<· - ' uon Ps ~"(' lltlm·i <llli·ul·a ~;t~J·<·· ?joue - riu~<t·hallo negativi, <·iò <('lie fHt(•ra pellsat·<· the i tllkrorganismi che pure N<i:'ite\·a uo nella f<>J·ita, r1·ano eosì st·a•·~;i e di.-:sPmiuati l'li<· Jlt)'' wetterli iu l'\'Ì'llt>nza ~Hrehhe ot·t'()'J'l'o prafi(·a·re d<'ll{• {·nltul'<'. Dopo Il· tlodiei OJ'P inn~ce ~li stJ-is{'Ì •·iusd\'ano positi\·i , ~<pi-'CiHillll"llt<• l'<<' ;1\'('\' ilfli <·nrn di J·ac<·nglit•I·e il umteria lt> JJPll~ ,·i<·imtJJZ<' di ht'iiJHii•lli <l'in<luml'nti o di a l tri ('O l'pi e~ t l'H li Pi dm·p più p•·<..,~to si sdluppa. l'i nfPz ÌOJH'. Cnì<Ì pul'f' i•t seguito i pl·t'leYamcJJti rlo\'f'ntno e~'<sPJ'I> fatti non dai tratti ~•lng-uinanti di te~,<; nto, lwn~ì da qut•lli rli :t~f'tto g"~·i~i,lstJ•o, quali i punti Jlf'(·J·oti<'i d ei mns<•oli e 11Pll e aponen·osi, l<• ì<li JWI'fit·i 1li ossa fr·;lttnr·atl', i l't'<'t'ssi a.t·ticola ri, <l m·<· h· ~~·(·J·t•zi oni "i ac.('•m•ula ,·n no •·inwlH'll d o a l d paro di'Il 'ml· ttF;Hti<'o. P<'l' unifo nuit:ì tli rep<"J·to g-li t'~~tu1i n.>nin1no fntti ogui 2 o R ~orni H•mpYe 1·on ol>ùiPttho a<l ÌUtlllt'J'~Ì mJP <' ron ocnht.J't' 1l!'-lla l<tPssa forza, e n•11ha no 1111 IIlf'l'<l ti i gf't1ui esistrn t i nel <'iiUl po mkJ•o,.;<>opk:o !>ino ·a c i.Je dò riusciYa possibili•, ra.l dil'e sino a rhe e~si non sup<>J·nva.no i (·inqtHt,nta, (')rè altJ·imenti la feJ·il:.c'l dm·~,·;1si ritrnPJ'<~ JJJolto infPtta. EJ•a no ei'R m in a ti ph) rampi ro11 te m po1·a IINhnH•n t(• e ~"<" llf' I'Ì('<WR vlH10 h> m~lie, rlw f-<IÌ tra.d u<·evano gm fìcamf'ntf' ~'<11 talwlle in eu i i giorni Pra.JlO f':f"{Olllti iu a~wi:::sn f'(l il nnmPJ'O (l<'i micl'ohi in oriliuata, i.n modo cln vf'drre a. colpo ·d'o('<'hio l 'a nda.mento de11a fP1-itn cla.l lato batteL'i<>log.i<"n. Ciò rostituha pPr ('a l'l'l'l la cnrva microbica., c Ile pH la. ~ua scmpl ici t;). poteva, f"RI'<tlfre <'Ompilata in qnRlnuqne unità f'.innitnria. t' d:l• CJHalshH:.i m('(li<'o per poro clH' fo~'<!'e Yer~ato in ba.tterio.Jo~iR. Ln c·uJTa- rnier()h]:('a. nvt-ebbe pr·ovn.to a11'.A., che rolla irrigazione alln iporl,wito i g<'J'mi climi · nuiva.no r;1:piclnmente in coTTi~n(lf'm.a d(•i t<'·"snti non ma.J tratta.t.i, ffif>Jlltl'C E'1':Ul0 p i lÌ l'f'~il'ltenti SOJWI'I, Ì fl'a1)111Jf'Uti eli tf>>;Rn ti Uf'(JJ'Otici ~ nei c·n l cl i s::wro profonrl i. I n genel't' rlopo Hl-12 ginr·n i si ottt>nP\'a la stRJ'i1Ì7.· zn.zionP rompleta di fPrite non molto p1·ofond(' 11f> a nf•·nt.tno!'<P; Df'Ì rn;;i ('ontmrii oc.('o.n·em più tf"mpo. TR i rr-i~zioni nlln ~:u·•·el,

c()me a.hhiamo (lf'tto, !"ouo indicn tr nel r·r:riorlo preinfettth·o ('.('] a, prefeJ'PJ17.::t. in qup.]}p fPT-itt> in ('lli p<>r r·agioni din•J"l';f' l'intel'Yento chirurgko n on può <'f;Sere ('Omplf'to OYV<'l'O n on ~:i pnì) e~guire in tem•po debito. p~r cui ~i ha. t•agione di trm E"l'f' l ' insot'A'ere di 1m pr()C(>.~O infrttivo. Nell<' n.lt.re f<>l'Ìte im·t>('(' in eni la ~:tE'l'iliz?.all i onc Jnf'C<'n n ira. ha potuto t-R"E'l'f" eseg·nita ('O} mnl'~:imo 1'igOJ·r r per le C)Ua li l'i pT·esreglie il t1·a.ttamentn a.ll'n.p~rto, Ri ?- ritf'nnta inclicnta. la R(•rnpli('P rnf'dicatnra a~ttira, tanto caldnnwntl' RORt<>nnta t- l"pe1·imentata. sn va~:ta ,Qr·a.la con ottimi ris111tati dal Rnggi f' tlnlln Rlla ~':<'.nola. La ra~ionevo. lez7..':1 di tRle in.(lic.azione Rta nel g-insto pl'<'F<nppMto rhf' in Rimili rnsi ]p difPf>(' 11aturnH <lf'll' organi-F<mo haf;tnno (ln sole n ga.rantirf' il fnvorPvolr


tlocor:;t.) ùclhL [crita. :\atumhueute :Sj)f:tla ul cuil·uq~o eli UCll tutela,re coll'arte :sua li ue:sto d elica tissi m o la \'Ol'Ìu uifeusi \'O dc IL" otgauismo tl{uco·cri) derueuti lhltiWeni ct~udizioui di dis&· \ el) ' creauùo a ISU<L · \·ulta ao·li ~ o gio. JJreiJUt·c IJcnc la ferit<.L iu tutte le sue parti cù as:sicurare ucl wodo 11iù adatto le vie lli scolo ai seueti di C~Ssa, e<.~o il fatture più impl)r · 1an te dell'llJ(:cc,;:so. ::Se il chiru•·go puù ciò otteuere l!l>"':'guemlo meùica.ture 1·are, è tauto di gua,dagmtto, llltlht eN>euùo più rit-eJ·tato iu g ucna che ù 1·isvarmio di tempo e di materiale da weditazioue. Le ferite osteo·artitola.l'i g1·asi cou lesioni estese delle va·t•ti molti e c he poco :si preiSt:wo pe1· cun~Seguenza alla :steriJhzazioue weccani.ca., IJ:uJuo dimosLJ·;tto di a.rntllt<Jggiarsi immcu:sallicute, iu tutti i pctiodt dd haguo ~:al<.lo pL·oluugato, uwrotlo eli ~.:ura vcr qua.uto ,·e~:.tluo JHll' a ILrettauto razionale ed etlic:.ttc c quindi meriterole di un più htrgo uso. :-!p IIOlH:hè il baco·uo taldo uon \'U O!~'<>'iùì adott:tto colle n!<lute che ne b Ob (·mtsigliarouo un terupo l'<lpplicazione, quali Io impedire gli accumuli (i i vus nel seuo dell<1 feti tu., il soppriwe1·e il ca.tti vo odore, l 'evitare la piuetuia; uen:sl con l'e<.lutc uuon: mirauti a fa,·orire la. lotta t1·a orga· uixUJo e genui illoruu:si, liel :seu:so d 'iutem;itiC<tre illavorìo ematico na.tura lt ~.:outt·o lo sviluppo ùi !JUC:sti e eli dcpura.re il focolaio d ei prodotti L!•s:sici a HJauo a mauo che i medc:siUli si elal..wrauo. Difatti col bagno s i tkH'J·utiua u e lla (.J<tJ'U! uu af.tlu:sso :sanguigno protratto con 11ue:sto di ca.(.'<lt·•tLlcrixtit:o ~:he lrL ÌjJCJ·emia è pa.-;siva in corri:spouùenza. della f~rita li1 ùun.! souo allo~'ati i .rerwi vcro:,;iwilmente per facilitare colraHeuta"' o ' u~t·uto dd drcolu la fuoru:sdt<l Jai capilhti·i tlegli elementi figurati del :-:IIJgue c J el pht:slll<L :>augu iguo, destinati i primi acl i:solare e di..struggere gli dt'II I CIIU Jlogogcui :solidi, il :secontlo acl esplicare :speciaJmcute uua 1'11117-iuue <tHtiLo:<:si<.:::L cuutru i n:Jeui elal.lontti Jai IJa,Lt..erii; 1u eutn~ in uua 1:! l'ga zoua , li m i trofa alla· pn.- cooeute, la i)Jt'reuda è attiva cd agisce a l liHe della difl'l.':t deiForgaui:smo coll'nlimcntare la ~ona precedente forh!'IHiob di 1 n t ti gli clelllcuti di rin.tmbio Jigurati e liquidi. A ll o Sl:opo ùi rueglio aJH:om attiv;u·e quc::,to scambio lo ~cu1aS:si c1·cdè conft·.J·it·t· al lii)Uido <ìllc hc uu·azione biochimica mercè l'aggiunta di soxtallzt· wcùkimtli capaci di alth'arc l't::sosmosi e di determina:re, t·oJu·~~gli fclkcnHmLe si e~priwe, << uuu vera s uzzione ». Le soluziom .la lui U:<:ltC SUl lO : c i OL'lll'O ùi :sodio g1·ammi ~i dOl'Ul'O di potassio 0.il0 i ciO · t·tn·o di cakio l; gluco:;ìu 1,50 i acqua stcl'ilizzata 1000 i onero lu stessa col l'agginH la tli c itrato ùi sotla gntruuti :.! ; idrato di :sO<l io 0,50. Si p r e. fcdsce la p1·ima quautlo 11un tH:..conoHo azioni e:sosmoticlie molto il1tcn>;e c 'Jllalltlo la pr01lt11'.ioue l'sSud<ILint ùdla 1csio1H· uon è estt·emawente <·o(':os;~ : xi t·koiTt' ju,·occ alla se<·oud:L iu <·axo di c·OJ>io~issinuL eHsudazioue quawlo i :-eueti della le:sione tendono a deposit<trsi in forma di poltiglia più o rucno ùeusn iu :seno della fc1·ìta, :wendo il citrato di soda special · n te u te l' ufli<:io di disgregare gli essudati :;o lidi c di fa.cilitarue l'a,Jlonta H<lltt\·HLO ùalla fcl'i ta pcL·cltè questa si mautcnga, sem1H'(! beu detersa ed i'l <'OJHiizioni di <.l\'l'cJ·tire l'infllll'nzn t•so:;;wotic:.t della soluzione . •\I t ri rautng~i .,;i ottP11gouo col uaguo. Con esso si <:almnJio le sofft> · l'l:'llZC dd ferito sia IJI'I' l'azioJu• analg-P~Ìl:a sulle terminazioni nervose, sia a ne hP pc n· h t' lè Jll t:tlkazioni so11o st•IJI p l i fiea t e. lunltre le l'morrngie ~


'1'11.\TT.on:~'JO

UEI. l.l·. rr.111 n : ti.~TW Alfi IWI.\111

11'.111\1 l IlA F l' UCU, ECC .

:JB::

cbe ~i su.:scit~lllO ~;:empre iu llliUOl'C o uwggi\H·c alJIJouuani\;l m•) praticare jl tli:st<tCtO del mat~l'iH)t' di rueuil·atum iisciutta SUllO co ) IJH,gllO re-Sl' iutpo:ssibili, e quindi 11on solo dtWè t·i:spanniata la p('t·dit~t di sangue iu iu(liviùuì già defeù<tti, uta ~<i l'\' ita t'i\Ìandio Jo stalt ilir·si di 11110\'C pot·tc <l'ingl'elS:>O a ll 'inf(~ziolle. 11 li4UÌUO del IJaguo nl t·iUIIOI'<IlO )ll'l'ÌOÙitameJttc c VH Jlla.utCUUtv S€D1pl'e ca ltlo, ciò dte i< i puù o t tL•IIer·f• l<ia aggiuugeuùo di tanto in ta.uto a equa ealùa, shL irumcrgeudo\'i u 11 t<'l'lllofot·u elettrico, sia. i n ti Ilt: col 1·i · :-;calùauwuto dil'Ptto ùcl b<~guu stt ~~--u (la tu pallina (li Schiassi). J.(arto d :S<ll'Ù lllantcunto iwnwt·:so sino a dt•l<•ri<inut' c.:01uplet<t della ferita eù al passaggio di questa allo :stato g-t·anulatc, uel qnal pel'iodo :si sostìt·uit·;) al ltaguo la mctlit·ai\iOnt• as.,or·ltt•ure <'O li g"<lll'Z<L i~l r·otila :stel'ile. Yi è clli apj)lica. il bagno 11.\. ~t·munenw· pc1· la durata -di pa.re...-chi giorni; \'Ì è ÌU\'t!t'C t·lti UC lilllit:t )'uso <ltlllll:t o pit) Ol'l' a) giorno i·W('OlldO la, gt·arit;) -della fet·ita e lo stato ~l'1H'I"alf:' df:'l pai\Ìt-'llfl.'. li bagno a verrna-uenzi.~ è <·et·tanwnte ruolto indi<-ato i11 t·asi di fct·it<· ·ftnttm·e e~teS<! e profonde, p ut· t>si·wud(Jvi iJr queste diriicoltìl :p·andi~siutc per l'ealii\~nre la immohilìi\~azimtt~ e la l'Oiltt>llziollt• di'i ft·alltlllf'llti. !)'altra par·te bi-"tJgll a considerare ehe ili lt•sioui f· osì. g-mri t- la infl•:-,iortt• !'1.1!' ntaggìnt·tue nte si impone, c la f ntttut·a pal<l'a in s<•t·tnrda lin(:'a; seui\a di t·'! che si 1\ anclle tinsciti a utantf•uen: Ìll ct·r·tn qua.l nrot.lo itlllllOhilizi\ata e t·itlot ta uua fr<lttura nel baguo sia upplié<wdo,·i siP<·t·lll! utt'tallidre, ~;ia ~:;ottoponen ­ dola a trailioue )Wt·maneutc w<.·t·c•~ uu sistema di ca nnt·ole sal t! a t.c in giusta posizione sulle p1treti dclbt \'asc.:.t. L'arto sottopo~;;to alla imHH!J' · sionc per· hL posizione alquanto declin! va incontro Ml l tll edema talorn note,·olc, il qua-le 11011 p1·egiudica a.tfatto il <1eco1-so ùt>lla lc!:iiom~ ; esso ani\i contr·ibuisce a. t·endere amdgc.sica la feri ta. e scompa t·e in bt·eve tempo quarulo, applicata uua medit.:atu1·a. a.\iciutta, si pmw l'arto in posi· ;,ione e lent ta·; dò che può esst•re fatto dnrante la, notte limitauùo }'jru nu•t·sitm(' solt.a u to al giorno. Vi sono st."Lti dei pazienti che si sono oppo:-;ti alla intet·t· u~iouc nottuJ'Dit dd hag-no, tanto l'l'H il t·efrigef'io ch'esso loi'O apportant. La 1lor-c ia ipPt'~·uril'-zanlP c:mr ar.i a o, nH•g-lin aut·o•·a , con ossigeno n_::;c:aldati t->He t·dt<•r<·bbe, seroudo Ut'\'I'ITlrou e Yauclre, una grande effienc·ia ~,nJl<t ,J·api•la stl•1·ilii\i\lll'.ione P buona t>n>luziorw i11 f!;CDere della fet•ita. rea Jii\1.a n <l o sn di f]Uf'i<Ut una :·qw.-ie rl i m assaggio t> penetrando in tntti gl'in tl't'i<l i:d 1l i t>sl-'<1. L' ti~<O dt>ll'o~'sig-rno f. JWefrribile sia petx~hè la ft·nqwl·atur;r ne può t•sst·t ·t~ tuag-gim·mt•nte <•le\'ata e ~;ia perclrè maggiore è il potere stel'ilizznute dato lo :-;,·iluppo di Oi\ono. ))a uni 11011 è stata spPt'Ìlll('lltata tome meritant l'azione henf'fka flf>JI'ada e <klhl ] 11(·(' snlk f<•t·itt• di g'llt'l'l'H in gl:'llf're t> s n qul'll<' oRtecHH'· tlrol:ni ìn ispc><·i<'. 111 l·'Y:lllcia, in Ing-hiltf'na ed in <1t>rma,uia e~~a è stata :rdottata f:ll Jm·ga stn la P Yi si sono h:tituiti n !l'uo po gt'<llldiosi OSJH'dali in (' Ili i pai\ienti vt>nhano tenuti in r-or!-;iP apt>rte espo~tc a menogiorno 1· sproni~tr cln questo lnto eli paYE'ti. Qnando non si poteva. disporre in f~l'iHlo ~ntlirientt> •lt>lla lnrc• solnre ~i ri<·m·rt>n1 n !-;Orgenti di ltteP artitidalt> (1;1111Jlllfle a tilamc>nto nwtallic'o, l:mrp:vle ad a1·co <'o n riflettori, JnmpMlf.' eli ()11<11'%0 cliwt'l-lnmf'ntf' prepat·ate): ma ~i romprt>tHle elte in tal


:JIH

frlll l \ ~ n:,,l ll llt:LI.I

H Ili li:. u-HJHHI JUII. 1111 U' \H \1 l I l \

t'l \l ..ll,

tU:.

grlisa il di:-ttt•,.ili\'11 :-;i ('I•Uljrlic·a e tli\'t;'lllii Ìl'l't•a lizz<lhile in t:<IIJljJilgna. 11 J H·ll~t!l si è diJJJOI'tl'itto ati arto t'llrtlsiasta di qut•:sti Ult'ZZi tl:'rapeutid: t·d il L ·ri•·lw ù<~ll't·~pPI'Ìt·llz;a tl1·lla ;.rnt•tTa l1a fl·ano il rom·iu<:iruentv ..I•t· "''' g-li :-;IJrig-liall•l·nti do·llt• ft>l'ite l"Ìt•M·ouo •·u:-;ì \'illlta;;gio:-;i lo :-;j de,·e i11 g-1·a11 pat·u: al fatto <·1•'<':-;:-;i t'l'!'lllt)!'<IIIO le :-;upt•l'liti ,·ulllt:'J'atP all'm~inll t: .t .. JI';II·ia t dt·lla ln•·<• :-;olaJ·I'. h· qnali ag-i:-;rouo l'Ili tt•:-;:-;nti iu 11JtHl11 qua:-:i 111ag-ic·tr (•>W t"(·it:Jlldol' i Ullll :-;tiullllll hiolog-it·o .~lfi !J'' IIt ' /'Ìs t'hl' at·(·l'l t• l·a IIW· 1:1\'Ì)!']ios:IIIII'IHI' la di:<inft•ZÌtriH• t• la ;...'l.lill'Ìg-Ìolle. 111 l'ol'l:llll'.<l il IJJt:'Ct·;lltÌ><IIto di m.in111· i.• qui idt•ntito a qtll'llo ciel lHt· g"lfo t·;iltl<•: fn1·t~: ipen·mia l' ;d,bollrlalttc• p:-;sudazioll.t' :-;it·t·o:-;;1 (']J(•. s(•t·nJidtr l t·:-;ilrltl'k. Ì' di t,l·igint' qrwsi c•st·llfsÌ\·;IIJl(•llte art t• t·itt,...l, t' l'lw ;.!'l'tll·ta 11 11a \'l' l'a Ìll(llll)iil'.ÌIIII(' lll'lfa fpi'ÌIH. 'J';I JP afllll:<:<O sit•l'tiSO fa\'f))'ÌSI'I' <la llllil pa1·t p la fag-n.·iwsi, a l'Ili "'l"'tia. la funzione t·liminan·it·l' ,.. dl·tc>rsi\';1. " d;d]'altl·a pat·te atti1·u la pl·,,lift•raziom· dt•lil- n·llull' ><illll' d1e t'oli t'oti'I'OIHt alla Yi,·aee hl impo l'tantt• l'I'HZÌitllt' tll'i tp:-;:-;uti 1·itali l)'ntt'l't· t·j . l'.•·rw1·atOJ't'). I n tplilll lo all'azitllll' hio<:ltiurin< th•l l'f':-;slllla;.iont· :sit·rosa a1·tt~ 1·ial t• :-;i t'1 t'llll':-i:-<a la ipofl•:-;i <·!Jp ><i t1·atti di 1111<1 n·aziolll' I'IIIIIJll t·· 1111' Ili il f'('.

L't·sl'*'l'ÌPII;t,a ha dilllm:fr:tto ,.JtL' i \'<tUia;.r~i tlt'lla l'>']'ttsiziollt' tli uu;l ft·t·ita all'a ~. iolH· •lt•lla luc·p :-:oi;IJ·t• tlirdta t<ollo iulinit;IIIH•Ilt<· ~11pt·1·io1·i :t tpwlli c·ltp si 1·intrano da lln t•spn"izion•· ;dl u 1111·<· diffusa. L 'l'tft•l ro aual· ~~·~·i<·o rapplv><l'll ta uuo •ft.i p1·i1lli e pi1'1 :<ig·Hilit-anti bf'HI'Iit·ii. !'ht> \'it'IH' l'ist·ntito a Jti'PfPJ't• nza d;IIIP fl·1·ite ];~t·;:ltP P p1·ofondP a c·;JI·atll•l'l' i)H'I'l'· :-:tt•sii·o . .\cl '' ""'" til'nc· dit>tJ·n IJiit·lln ltallt•J·idlla eh(' ><i Pst·tTita tliJ·pt ta · uu·ntP s11i mit·l·or;ranisJui P du·, uotpl·o t.. t·olla lllt·t· solari'. t'- :>opratutt<) g r-JIItli"siiiiO c·oll fJIW IIa ~J1ilif'ia)p df'lJ(• Jnmpnllro di (J11<1l'ZO a YIIJlOl'P tli lll l' l'l'lll'io (l'ilg-1-..; llltl·adolt•ttiJ. Lt• g-t•niali l';.:Jwl·irnu• di DPilK't hau11o llimostt·at o t·be fetitc gt·a H!l.llf'Utf' i ufrl t(• ilopo due g-iorni di <·spo,..-l;r.ioiiP :Jlla l11f'P si moditit·ano a tal pnnto da 1lh·c·uiai'P 11011 soltantt) !'tt>t·il i ma cla 1lm·p Jlt"l'l'iiiO tlt·ll P !'f't•J'f'ZÌOTlÌ d ll' li<.lllllO [tOi l't'e h<lttt•eÌ('Ì(la l' hattPI'Ìil· litko l'"'' il dl1l'i0lu' sl'tti1·0. L1> ff'ritP ostNI ·;H·tirolari ha11no poi mo~tJ·;tto di st'llti1·1· lll<ll.!'g-ioJ·JJII'Illt• il l t~- lll' litit) flpfl'adinolt·l·api:t t·omc· qnl'l la •·l1t· td tJ'I' a favot·it·l• h1 l'liminazionp clt'i tPsl'llli ner·rn!'ati 1-i:imol;n·n iu modo llll't';l\·ig'li nso la J·ig-t•IJI•I·;t~.io!IP 1lt· l l'o"~" alfl·oJJtantlo la fonuaziont> 1l1•l l'alle. l'd n:-;:-;i•·m·andnllP J;J fl<'l'f!'tla t·onsnliclazi(lJw. Qnalt• r·in•m·><o qnintli Jrl'l' liOi t•Jw Jìlll' ;lpp;fl·tt•llt'llllll a]Ja tt•IT;I r](•lla lllt'(' tl<•l !'O]t' aubiaUIO ('osÌ pn(·o p1·otitla to di tali' Halurah· sol'gl•ntP di :-::tlntt'! Kon. :-;j pnù in 1111;1 ><a i;J tli o:<.pc·cl;tlt• P><pot'l'P lilt~•J·anH•Iltl• nna ft>rita. al1':1ria. Il Jillf\'Ì><c·olll l'h" voltf>;.!l!ia lll'llo <llllhiPIItt> I'OStitlli><l't' "-'t' lllPI'f' nn (ll'l'it·O]I) d'illfi'ZÌOil t'. ) )c·Jitt•i l'l'l'(•Ò I'OIIIJS('I'I'I' IJUa](' ><Jlt':<SOl'P rJi g'lll')':;] <JVI't•hh<· potlllo t·cr,.:l i t IIÌI't· 1111:1 Jll'll(l'7.ic•lfl• s11ftit-il'llll'. pspnlll'lldn ·ili una !'aht tl'in fl' t'IIIÌ ntp:-:nh· di l'<·tt·i. lt• llllòl Sl'"l'l•t·t•·. l<· alrl'l' pr·m·,· it<tP <li ~<!l'ati di garza in 11111111'1'0 \'iii'Ì o. ('onsi;IIIÌ c·lip IIH'Iltl'l' )p ]ll'iiiiP PI'I'I'Pil · Linii:O IIIIIJI(•I'Il.SP t•ttJOilil' I(IH•flp ill\'t'I'C' f'OfH'l'll' tla Hlllil'llil qttHttl'l) Rtl'atl di _g;JI·z;c rim;Jfli•I'HIIO stc·1·ili. Fn I'ÌtPIIllln quindi tal g<'lll' l'l' di pJ·ot·rziollP tmflkiPnt!' pf'l' l:t dif1·!':l •1•·11<' fPI'itc· . .\rl ns::dc·lll'ill'<' poi il tlf'f:Jusi'O del sec·•·,·to si t·onsiJ.diì• di silll;ll't' il pn z i<'llll• in llllHlo t·JJ(• ]<> soluzioni di ('Oil · tiunn fo..;!'t'I'O ri1·olll' iu lta:-:s(t. tt di pratif•;JI·e, nl'l I'Hs() c·lu· 1·iù J•iqts(•i,;>:t•


iiii)H);o;!':ihiiL•, dl'IIP l'Oilti'WijWI'tlll't': pn•ft• l·illlit· >'lll'l'llhl•. an•ltilo <l di,;pw;Ì · zione Ulla pt>rsotla ,·apaet•, eli aspm·tal'l' flPI'imlit·aBIL'lltl· l'CIII ;.:a1·z:t il ,..,.. ndc• ·lalle ft·t·itt>. <!ul'stt•, pi'Ìilta di t•s:<et·t• t-spnstP alla ill:<olaziollt', \'alllln ~;,,·att• l'Oli :solltziont• th;iolo;.:il'<l P qui11di IH'IIl' H:<c·iugate ~:nn l!•ll'r.a ~tt•t·ilc·. Le· :-t•c.lutl' dt•\'OIIO l'Sl-1!1'1' d l tlurat;l pt·ogt'P:<:sinllllt>llk ('I'('Sl'l'll te, CoiUÌil · e·iando da 10·1ii mÌilllli Pd otllllll'lltalldo di ~l · lll lllilluti al ;.!Ìlll'IIC• si11n ad n11 IIJ;tssimo di 1111:1 o diìt> ot·e. :\1111 nt'l'I•ITollu >'ÌI'IIIlll'llti J'l'l' misunu·c l't·IIPI'~Ìa dPll<· itTacliaziolli :o:ol;11·i: hH!><Ì:l in p1·ati1·a lituit;11·si a son·t·· gli:II'C l'U!"(e [ll'l' I'<IStl la l'l'iiY.ioll(' lc)('ill!'. A. ) Rl"l'l'IL\ 1'1:1)11'1'1\'A DJ.\U:Ill.\'1'.\ 1-: Sl "l'I ' I:A J'I;I~IITJ\',\ I:ITAIU>A'l'.\,

L:t uw g-giQJ·a IIZ!l di'i 1·lt i1'111·:.,: lt i i llt·o 1·a g-g-i a t a da Il' o t ti 1110 aspetto che, in 1111 tempo più o lllt'llll ht·t·,·e. ot>-SillllOilo lt• fpt·itt" c·ouuUHJII~ tmttate ;tll'apt>rto . t' stata spinta a tt'lltill'l' in 1111 lH'I'iodo st·eon(lario la l'iutura ottenendo ri,;ultHti fa\'ol'l-'\'Oii atwl11• qna11do alll' IPsioui. ùelle p;n-ti moll i lllli\·an~i <ltwlle o~tro·at·ticolal'i. A talt• 1n·ntita ('> t·inl<d to di ~ensibile ~pt·om• pf•t i timidi il t'l'spouso tll'lht <'11 1'\'il lllir·t·olti<·a c·onsig-liata cJa. ( 'at·t·el. Tutto t·iò >'t' ~·('guan: un pl'e.gt·c·s,;o PII OI'IIIl' Jtl'i <·J' Ìtl.'l'ii e 11d ruetod i di trattamento dellP ft.>l'ite Ili ~nl'ITa, llllll r·o:-:tituin1 l~~'':ù l' ultimo pa!>SC) pel' i chirurghi dell'~vnnguar·clia. l'ar·teiHlo cpwsti dnlla pl·t•tuessa chi' si pvtc•s!'le ntt<·tH•rt• met·cè la pii! izht uu•(·t·;IJI ira oppot·tu llilllll'U te cl i~o;c i. pliu:tfn. una \'€L':ì· <· lli'OJWia antisi'JI><Ì chit·nt·gica , c im' .•' tlit·t' dtt• si Hott•s· >'t'l'o Ps'l' idPre c omplt>tanwutt> i ll•ssuti alt~;>I'Hti !'d ;r:-:port.u·,· tutti i t'l.ll'l'' l'>'tt·anei. ro><ì da uwttet·l' la fPdta in eondir.ioni l' hl' in fer,ion i SJW{'Ùll · lll t'HtP :lllll~t·oiJiehe, llOll \'Ì >'Ì potes>'t'I'O ><\'Ìlupp:ll'(' <' C it <• ;JII Clt e ]<~ ('OffiUIIi

piogeuklu• H'Uissr1·o H m;tne;u·e n n·d c•~o;st•t'l' più ntiti (• da an>t·e una. !';(). luzioll(' eli continuo a >'UJIC-'I'tìri nl'tte P faC'ilrut·Htr appouihili t'Otn(' qnell<• eli una frrita rln tag-I io. si ft•cpt•o gi nstlll\11'11 t t> }11'<1 i ti d i h•n t a l'P 1111;1 su hll<t pt·imiti\':t iru111Niiata. Ciò l'il!nifit•anl pPrnwtt('l'f', in 1111 unuH·t·o di <·asi a:,:~ai magg-ilwe del commetn. non l':nltnnt(t la t·t-int+>gra:dnue anatomka, ma, f'iò <·h'c•J'il an<·ora più importantt•, la l't>Ìntl•gmr.itm<• fu ttzionale: si. :,!'llifit:wn. limitat·t~ le muti1ar,iolli t- lP >;tnl·piatnr·t~ [H'I'Illt>ttt•IHio ùi snt· tonwHert> prt•i·n<'emc>ntt• lP padi t·ulpi tP a quc•llo stimolo futnioualt' l'h 'è ;llwhe pc·T· f'Ceellt>llz;l stimolo formath·n . l t·isulta t i frliei t·hc ~i atHlarono a mano a 11111110 mnltil}iicaudo. dic·clPro r·;tgiOIH' eli f•n· proclamnre ht J'l'atira <h•lln riuni<mt- 111' 1' pt·ima si('{·nnw il 1111-'twlt• eli tt•;tttamf'nto iclt•a.lt• tlr Ile> fe1'i t{' t l i !!U<'I'l'll, nwtodo c• ht• og-ni !'h i J'llt·gn il t>,· e ~fo1·za ··~i di rag;!iung<>t'l' tutte> l<> ,·olte c•lw dò 1\ po:-;sihilt•. Quantn ,·ia "i t- rlnnq ue pPr·· c·o•·sa, qu ~nto progt'f'l"so si è const•g-nitn st· per p()(·o ~i pl·n;:i r•be nC'i pri· · rum·dii tlella. g"llf'ITH r iti aws~t' "oltnnto fatta halc>tutrt• la pos~ibilitit tl i ~· imili tf'ntnti,·i F;i\l'l'hhp stato p1·r•so JWI' pazzo! Eppm·p tal!• possihilit:t t•rn stata Yentilata (]n lnn:,!'<' tt•mpo: p~sa, hPnf'IH'> 1·on T'isultati incerti 11· non poteva ess<'t'f' ~ltrimenti), fu t<>lltat.t n<'lla g-nerra rld primo im pero e clt'Ye ritt>HPl'!':i t'hl' ,.i si<t F;t;tto chi l';llthia a11c·.lw in l"l'g"llito rst>gnita eon succef::;;o, tanto YPt·o ehP il Hlll'aHt't:', rcnlll' he11 J·icoJ·rla. I'Aip!';:;;aHdri. n~1 sn0 trattato cli Patologia. pu h h l k:1 t o moltn pt·i 111a d<> Ila giH'l'l'll. l••


~fifl

11111'1 \ ~ 1 ~.\lollltl. l .l: l· lltl'l (

H,TII\III'II C:Cll\11 1 11' 111\IIIJ.I

I·T (lCl),

ECt:.

i111lic·a c hiiii';IIIII'H tc> allcll'c·hc~ clkl': c< Hopo arer· r·inlo~<sO il fL·ammcn1o di ltc,utba o cli gr·anatn l'ili' può tl'll\'ill'~<i ;lJH·m·a in uwz:w ai tf's~uti, si rP.go. l:tc·i:-.~.;1110 i maJ·:xini c·s!'iclvnclo i t!';.;suti di~fatti e ,..j t·iunisce, potendolo, p<•r pTima ÌJ1tl:'n,ione l> . . \nc·h(' 1wlla sc.nola miJHart" frauce~<(> di Yal-dec:,·rcc·c> :-;'ills4'~llHHI cla 1110lto t'('lllpO lo :-;t(>~SO principio (NimieJ·). )la c·hi f11 il p1·imo ad h'Pg'IIÌI't' ];t sutm·a innne-diata al pr·inc:ipio clt·ll'nltima g"llt'I'I'H dupc• la t'J'cwiaia <'Oiltro t>s~<a hnndita e (JII:1IHlo p(•J'F;ino si sost(>llf>\'11 (':<l'l!l'P pl'IIÙ\'Il h• d H• aut hl:' ll' fel'ite 11a tagllo :!li !l l'i!<!;(' l'O Jlf'l' ~··ronda'? Le notizie (·]w si J'Xl~r·g-gono uon permettono r·is:pon<lel'f' c:on fn!Hla tPzlla a t a ](• doma li< la. ~i (HIÙ lll'l'•'• quasi cc>t'hlmentc <l$~erire cl1e ]p prinw Jll'OYP fu1·ono fattt.• in Frauda 1:' t·hp f'i''~t· de>OIIO c~set·e stnte rontcmpOr'}lllPam(>IIÌC in1t·a pJ·t>se rla v:uii dtil'Hl·ghi sE'IIZH d1e l'uno s:ap('l';se dt>ll'altl'O: t'9!->Ì Jmt·e I';Ì puù l11ff't'mflrt• ('hP <Iella fa<•.et>ndn s'intel'N:~ò pe1· pr·i111a i>fl in nuHlo sJH'4·i;t]l' lo• l-ln<·h>t.ì eli Dhirnr·gia tli Parigi. Tu eletta :-ìot·ipt;ì ll ;trtmann anrtnnzi:t,·a ne'Ila sPrlnta llPl !l g-Pnnaio lfll6 tli nvt>r ( 'unl·o l'nlul·rllt' l'nn sH('t'Ps~<o ft'ritP (·.he tlatnn111o da (]naldte 01'11. Nimi er in tpwlla su<·<·pssint d4')11i fPillwaio l'i\'C•nclic:aYa n :-;(• la l't'l'pon>:;1hilit:ì clt>l l't<•todn. c·hc> ~<ill't• hlw stato l'; pt•t·imrnh'ltn h• JH·imr roltt> nella !';l!ll ìll"'nllf<l per iui7,iatiYa di Gau.dier. QnN;ti jnfatti 11(\] nnm<>t'O rlel 27 ma.g gio 1916 clt·l << .loun~<tl rh•s P1·nti<'ic>ns l) atl'ennnn1 di av4•l't' applicnta e fntta appli· C<~re la fllltlu·n immNlintn. Nl rspOltC'\'fl HPi più minnti par•tieolnri h t f'<•Hir.a Sl'j!;llìta. ~ino a cpwl t<•ntpO JWI'Ò, n t]llllllÌO Jlal'l', n mrtorlo (' l'il :-;Wtn !>pt·l·inH•lltato soltanto llt>ll<' f<' t'Ìll' tlPIIP pa1·ti molli. flit'<o~1n arri ,.a ,·c· alla st'd n tn clt:l :!!l ag-ostn Hlllj dPJln sh•ss:a RoriPti\ pt>r ~<Pntir·l· ri · fr·t·ir·t> c·l1P al t l'attanu•ntn t'l';tnn state• :-;ottopMtf' •·•H<·ht> rlt>llt< f<'l'itP osteo. artkol;11·i. Ciò Yc'llint atfpJ•mato i11 ltlln nota ,cJi Loni~'< Ba;~y. lt>tta rln l'i<'ITI' nazy. n o1 wh (l in nn l;l\·or·o <lPI ~Plli'Pl't. m•l (]IHJ.IP <'l'U no ch>!<C l'itte le· mnllm'l'<' <la st•gnÌI'<'. in pl'oposi1o. rol histor:i <' f·Ollo s:ta<•(';IJWL'Ìostio. La sntnra i111mrdiata t>l'<l qninrli rwlla s11a asr<'sa tl'ionfnlP.: <' sr dPile l':Ì!<t>t'Yf' fm·orto rJa. pnt·ecTlti P:< pT'P!<~P a :<no rigua1-òo riù dip<'st> non rlal fatto <·hP sc• 111· llll•tt<•:<s<• in clnhloio la pt'P<'isa iurlifoazione P l'alto ntlore (c•!'illWntko. tllil claJ t ircH•n' c·hl' l"'t·snnp ntfatto int>sperte si l'itent•ssi'J'O antm-iu.atf' a tPutarlil <·Oli P:<ito poC'n favm·c·rnlP. Lf' pnhhli('nzioni an,hl· ,·;mn moltipli(·:lllllosi r c·n11 t•S!;I' lill('C':l\·;mo ]p ~atisti<'hf• op('l':ttol'i(•. l<> qu:tli t nttP J•ifll'lt<•\';1110. olt1·c· c·hp le• fl't·iiP clrll4' parti molli. f]ll<>lll' ostc.>o_ ;ll·tir·ol;ll'i . . \11c·hp in l t;l lia l':tl'g'lllllc•Hto fu ampi:tm(>lltP clil'rust'<o 111"1 l"on }.:;rt·~so clc·lln ~ <w . di ( 'lJil'. tc•11nlo :l Bnlognn 11<'1 mnno J!)J7. Il Rc•mr<li ('(Ili ill':,!lllllf'Hti SI'ÌI'II1Ìiil'i lt wi d;llllt'lltc• (•sposti. il Donati. il nastia nplli t' l'Al P~;:;1Jlllt ·i snlht lln~·c ' eli 1111:1 l:tl'g'<l c•sprt·ipuzn . clifPsC•J'o ron molto r·alorf' ht lomdi! clPl la sutm·n iutnwdiatn: r fn t'alt· l'unnninH• <'Oils<'n~o ('011 cui c•ssn ,.,.,llH' ;lc·c•l'tl;tta !'ltP l' .\l c•ssa11<hi f11 in1·it:lto a p1·c•s:rnbt.r(> in (itw rli c·ong-1·1·:-;so un twdin e> tl l'l g-int·Hn s n nn :llttc· tichH·i;l pi<'lla twl mdodo. Dt!I';Jl :tl'l' tlllo ('ìlltsfala1o c·lct' (·o l I!Ptt:llitc•llhl c·hil' lll'!,:'it·o l':tclintl(' h• f,.r·itl' uc•l 11'1, dPi (':t!'i l "'~~nnn t·itll:llWl'P ;<tl·t·ili sin dopo ;:; g-itwni P ron SPI'Y<ll'P !Wl' c·nllSC'(!Ill' l17.:1 sin nlt l'l' 'Jili'Sto J•t•t·iodn eli lc'll1]ìO la po:-;sihilit;\ tli I'SS4'1'1· sntlll'<l tl', <·;cldc·ggiù la OJl jHII'( Illlil ù di 1111:1 ~ nh11·a pl'imitiv;l. l 'Ì I;n·rt cta <la c•sc·g-nirsi rlal fi'' all'f''' g-ioi'IIO, pJ·pdn I'S<Illll' halh'l·iologico. e c·ir'1 pc• t· PYiim·r• Jlt'l' qll:tnto pi 1'1 c'> pnl"sihil<· gl' ill ~'llf'l'l'l'.<:i tl\'lla s11hll'llr


fii\TTA~ I F:C\TO IJEI .I.f: n :111n: osn:o·.~KTI COI-\111

lfAI1~1A IlA

~TI)l:O,

!>C(; .

;J(j7

primitin1 imWl'diata. I l'isnltati eire l"i el>bet·n con que:,;to .uum·o pi'Ocetli· mento apparvero asl"ai lu~inghiHi rrl in qualclw ~tati!:;tir:a, come ad e~;. IJ\It>lla. del Fra)';er, ri"ultaro.n o per nmuero ~11periori <1 quelli da.ti tlaHa. l:illtura. primitha. immediat.1-. Di eiò per alt1·o em faeile da esi ragione J·illc~tteudo che la ~ut11ra pdmitiva, ritardata si c~eguiva :soltanto n~>llt>

f('rite in rui non era. iu!'oit.t l'illfezimw t• nellt> quali era da. pre.'<liiD(•rsi ebe qtw!lta , dato i l tempo ti<lscorso, non !;i &'\l'ebbe più sYilupp;tta o ~-'Ol­ tauto in f(H'nta a>::-;ai attf·nuata·. Lo ~t'~":,oo non poten1 ~;ur :r·t>elPl'e eolht ~u ­ tur<o primitiva imnu~diab, rwlla quale, andw :«·egli€'ndo i ca~<i ser·oJIIIO l(' indicazioni più rigot·osc ed aurhe srguenrlo la tecuiea riù perfr~tta, quaklle insm·r·t•sl';O si rloYf"\'H ve1·ilkare ogni t;wto, insurCI•!'lso d11• (;l'rb\ lilente non si sa t·ebhe \'et·Hi<-H to se si fm<sL• prestel to i l J)l'<W«14.l ime n t o <leJJ;L :-ntu t'tl· 1wimith·a titaJ'ilnta, f">el' la s<•mpli<-P ragione dt<• ;tlloJ·a, essendo::;i !<~orta la inft-zionr>, non f;t 1-'Hl't>hhe )';Utnra.t a. la- f<·ritn .. Se quindi a. prim;l \'!sta i SIH'<'Ps~i a•ppainno uella. sutm·a primitint rital'data :::npel'iori a quelli rhe :::i ottrng-ono culla sJJtnra. primitin1 immt><liata, in rraltù lr> ft·r-ite <'hP A'nal'i~(·otw <·ou G'JUe~t.• ultima ~ono a~sai più nnmerose, a:-;soln t:tmr>nt(' parlando, di qnelle <·he ~wrisr•ono ('Olla pl'ima. D'alb·a pat't«> la Slltltl'il pt•irriiti\·a imuu>:diatn. otft•e \'fl.ntHgJ!i t.'lli <ln ILYCI'C l>Pne il Ili· 1·itto alln pref('rt'tBI.<t. I11fatti qwwdo ìa :::i <'SPJ.!ll<' r.on tutto il rigoori~uto tr>cnico si ottie ne ,.on r·ssn : a) la rirlur.ion<" noteYok dPll<' soff<•J'Pm.~; b l lo s'!'Pma to prr·i(·olo dello sv il n ppo <l' infr>z.iotti SI'<'OtHl:Hit>, t:m t n frequeuti nelle fHite apet'te: . r') lrt formazione di t'katt·ici n()n tlc•fcH·mi 1-l funziollahlH'III'<' tllÌ · glim·i : d) la 1·iduzione twir'l'ole cl!•lle meclicntlll'f' I'Oll rispat·tHio di tPIIIflll c· rli

matt>rinle; c) la gn;n·igin11c più pronta e, tl'at.tnudosi di ft•t·ite o~t<·o · aJ·ticolar·i , il pitì pronto t> più n<:('entnato ripd~'<tino •Iella funzion;llitù clE•IIa pat1't•. :Kon (~poi nn·o eh!' la sutlll"ll primitint immr<liatn può t·iu>:c~it•E' Pf>J·i · t·olo~><l· p<'T' il pn?.irntr. Re• <'~So infatti i' tmttPnnto nel sito in <'lli fu op(l. mto ,, se è attenh•mrntP sm-vrg-liato si potr;ì ('On fadlit:ì s011ll'r>lld(•t·p allf1 inizio una, infl'r-iOIH' in \'Ìl"l rli :o;vilnppo. P s-i potrù pet· ron,·•' I!IH'll7.<l rli~fm·l' in p;~rte orl in tutto la sntnra, tt·nthtnrlo d ' allot·a in poi l;~ ft>'rita rolle in-ignz.ioni alla ('nl'rt>l. Conchiurlc•nclo. In snttn·a. ])l'imitin1 imuH•rliata, <filando rli sutura :::i può parlar·l', i'. prt>fcdhilf' nlla. snttll·n p1·imit i n1 :o<el'nn<lnria. A f!nf'sta si <l!:'\'(> snlh1nto t·i<'OT''l'Pr e. in \'in <'l'<·f'zicntale: n) in cptt>i ensi nei fJUali il l't•l'ito gittng-e al c·ltit'tll'l!n tll)po mol tr• l'molti' Ol'{' ('(] anchP rlopo qnalcb«> g·io1110, P. (llll'sti l'kmtnsc·l•, ~i;t eoll'!l· ~:a.mf' c·lini<"o P mc> g-li o alt('OJ'a ron qnf'l lo ha tteJ•ioJI)g-i<'o tlrlla ff'J-i t a. eh~ f)ll<'~tn (• tnttOJ'll in c·otHlizioni rli p otPr·r psspr(• ~nturata, mn uou t> ~Ì('ln·n rlel snc·c>E•s:;;o prt·C'hc~ g-ià. intJ·n''<'ÒP una. iuft>zimw in il'l\'ilnppo; l1) in ljll('~li altti p·orhi rn~i in (·ui, pm· t'!'<st>tHlnri tutti' lr> ronrli . ; 1011i J•i<'lrit>~tl' pel' 1111a :-<lltnm primitiva immNlint.l. CfHI'sta. 11on l'li può fa J'f' f'SSf'lHlod cpJnll'lH· oRta colo a l! a sua J'ÌJ!Ol'osn r>~Prnz.imw. r·omr> ad ~ · ~•!>mpio la pl"!'sl'n;~,a (li una. 1'11tnrr:t.!!Ì<l a n;tppo c·ltP 11011 ~i •·ir:<>rr nò ::n··

n ·!'tn re, ecc.


Tll\rTUIL:-- IO lit. l, l.t. l'EHI-rE ll,..1' t,th\RTil.O I. IIll ll'AK~IA IlA

:!fi:-1

Fl llCO, ~:cc .

B J C o:->IJJZIIl:->1 lti• ' II!Jo:s'l't-: l'l·:n 1..\ st''l't ' lc·\ 1'1!1:\!I'J'I\' ,\ Dl:\lf:lll.\'1'.\. ~ el llt· llt·

pJ·oc-lam;H·t· la )olntunt pt·imiti,·<l iwmelliat.t quale metodo di scclt.t

t't·d t e di gtwrra. ;..riù in p1·eeedcnza ~ottt>p•>="te <l :<te rilizzazione ell i ·

l'li q.ri c;~ a IJh i a m o pl·t·su p p osto il (·oncor·!m cl i. a le une rondil',ÌOll i f;L\'Ol"eHII i.

l ~·

quali dernu o t·i<~<C !'P tutte JW+l:->t' ll t i pt•t· pvtt•r· coutidal't' uel :succe!)s(l. Lll ta li t·nt ldi?.ioni ah·unl.' sono ÌIH' t·t-uti a llo ambit>n tc, a ltn~ allo >~tato tle l p:lzi~>ut<•. altt·p inlillt' ;tlla ft-t·it<t. l';trliamont> hJ't•\'t•uu•ntc. l. -

(;filtrlÌ~ l(JIIÌ

iiiNCIIti all'tiiiiÙÌI' IItl' ;

11 ) J J t·hii'UI'!!O elw :-<.i at·t·iug-e ad él:'t'J.{UÌJ·e nna sutu1·a pdmitiva im ·

111ed i a ta. d t'l'C ColHist·t·t·c I.H:ne il )oltJO me:; ti ere; e~; ! i den~ sllJ'I('l~l'i ben g ui · d;11·e n el tam p o in c·ui opt' l'<l t' 1h•n• s.l pt•J· di:-<t ÌJlg'lll'l't' H pl'ima l'i ~w 1 tN:~nti !;ani ùa quelli ~fl'H:il' l<l ti n <·omunque 11lllit1'4t.tt.ati per non portar ,·ia, nè troppo n!?> t 1·oppo po<:rl. 1'alt' ~li>:tinr.ion e 1\ t't'sa fa<'ile a {:bi ba pratita dt>lle ferite tli gHt'tTa. <•d 3 qu e sto !-lnltanto è dato pot~t·t- escguirt." mta P!WI't•s i completa, <·O nH• a l'no te m p·o diJ·emo. 1)) Don•nùo l' o pt:'rnz.ione csiiC~ t·e I'Olldotta <·<,Ila più ::;1·rupolos;t aseplii p<•J• JlOil COLTI' l't' il I'ÌSf' h io d. i U f<•ttm·e llllil- ft>ti ta ClW !l Ì l'l101 l'f;'JI{l(?l'C il più ch'f. posl'ibih· stpJ·ilf', f. tH' CPsN;IJ·io an·re stnnnenti in abbondanza t• tlltto l'ott·ot·t•t•ntt• pe r la p1·onta l'tc rili z.y.az.ion(' di f•ssi. lif'l n uttel'ia le t• di'Ile m<tni tlf'i (·hirm·l!h i: l') f•; JHil'(' illllispt>ns;tldlt• 1111 huon impiH n to radiologi('(l t:he ))('l' · mPttH . oltJ'Pdn'- di I'SP!.!Hil'l' mdi o ~·~"opi<• e r'a•l iogTaliP n E>IIe più snu'iatc· p• ·sizinui. di poh•r p ancltto aspnrbli'P all'oc<·ol'l't'IJ;f.a dei t·twpi e stJ·anf'J l'Ili

fi'O('IISf'Ol'iO : d ) (.; lJPilP ÌUiill (> tlhqtol'l't' di Ull gabiuettl) pt:'l' l'iet' l 't·be hiltt Cl'Ì ()IO · gicht•. 1.~ · H·J·o (']w i dlit·m·g-ld più :w<"n"«litat i non danuo g-rande impor· tnnza a l t·nu t l·olln de~li e~'<nmi hattPJ'ÌOl'topiei e <·ul t urnli HP prima n è dopo la ~·~<·cuzimw rlt·lla :'i utnl'il: <' taluni .li r-itengono aù~liritt•rra sn per· fitti. E~si pn rtono da l C'Oil<·l'tto. c<mfoJ·t~t to (l;dl'<•>:pf'l't('nz.a. Ché st' la l'•·rita è I'f't·Pnte t' !';t' < ' ~ ta ta. tr-attata in m n~lo c·ompleto, ~i df'l't' IWe~<ulliC J'~ ( )lp ' i Il ('S~l 111)11 PSÌHÌ<I IlO ]lÌ lÌ g"('I'JnÌ O H ' 11(' a;: i a IlO i 11 COSÌ pi(\('010 D \IDlCl'(l d:: non ('Oll t J·ointlit·art> la sutm·n. E' infntti ri:;;aput·o r ltt> ~i può ottenert' l':.!. tHtluwnrt• nn<t ~'1.J n ril!ion<· pt•J· prima an<"IH• !<.t ' nella f<>l"ita esi>:touo g<' l'lllÌ Ìllfl'ttid. Jllll'f·]u'. I)IH·~fi s iano S('ill'i<Ì <li llUUH' l'O (' dotati d i UOll ~1·a l Hl<' ,·imiPill'.a P lllll'l·li ì• i h•ss u t i siano Yita li e gli <>letn<mti cellula ri e i!I Ì lllliOI'i ('O JISPJ'I' ino iul<'l!l'Ì i 1(1)'1) pot<·t·i clifl'liNid. Quando pm'€ in U\li ('asi l'inf'<·zimtc> s'iniziHl'l'\', P.-)ola 11on pt~ti·•• IJh!' d itfo ndt>J·s i, JWrChP parall(!· lallll't ll<' ai ft•nomt·ui llnf.!istic·i s i l'l'olg••J'<'hiWI'O 1wl cnmpo th•11a. f erita pr()· t·t·l'!'d .J·if,!<'IH' I'ati ri i n mndo !'ltP tpu•lli nn~ln·ltlll'l'o man mano a ttE>'nna.ndol'i t' l'i'g t'N]I'Il\l r) P ll llll ('0ill)\L'Oll lt1 tli'I'PitiH 'l 'O in i)l'fin it inl )a I'ÌUHÌOll e· 1101'nl31t• d1-i t('~l'llf i. ' l' n t lo fpwsto i> \'l' l'O, \'PriH~Ì IIln: ma ,:;(.' !'O i può cli :;;poM'(> rl PI l•nttf'!'Ìoloj.\'o (' lwiw g-in i'HJ'I•Wtll• p<' J' le> i'Pf!'llt ' nti c·on :;;itlf't':1r.io ni. S e' pur <·ol :-nlo l'l'itt•l·io l'li Il iro 11<-lln SPlt•zinn<' rlE-11~ f<·J· i ti' <' con l n "~':t tta tecn ica


Tii ', TfA\If,"çTII llE I.I.E FEIII'I'E O:iTI' tHIITICUI ..IHI tf,\ll\1 ,\ Il,\

F1. II(A), E~:C.

:l(j9

<t[l(' t·atoria xi an·i\'a ;'L pol'lat·e ht 'r·katt·izzar.i o ut~ ad una l'o t·te IH' t'CPUtualc cpte~bt pot l't~ hhe l'Hg'l{ i u 111-{t' t'e <"O l c· o n t t·oll o ba HP t' imwo pi C'O dft·e ma-g·::,ri ori,

jn quuuto elle <·ou e>;~O si rilen~ t·chbc !>P aù iutel·Yento c hit·tu·gico ulti. ut ;tto, :-;pedalmente se il mede~;i mo non ha uotuto ~-.::,;ere c·ompJeto. c:-:ista no i n t t ora spef' i t ! ha ttf>t'icll<.' rapaci eli da re i n~nc·{'C•sxi c· ome ad e:-:. gli auac~ robii gassogeni l'itf' rol c:ri!erit> c liuictl uon !.> ' iutni-~·<·ono. lnflltn·, J'l' è iucltthitato c·lw s<•guc·tlllo ~wc: uratam<'nt.~ colla :-;ola i lS JWziouc~ (')iniC'a J'enJlnr.ioue di una ferita suturata, allor<:ltè quC':>ta :-:i cnutplil'hi rnu pt·o<Ts~<i ~<Pttiéi, si può giuHgPt·e in nn dato momentc1 per lo apprt·zza JP.rnto di fncili sintomi genera li e lotali - a i'tabil il"e l'indicar.ioue di J'Ìapt·irl;~ nude ('\'ÌtaJ'C compli<·nnze più 1-{l'<tYi, è altr~>'ì intlnbitato <:Ile tnlot·a il solo r~-;ame <:liniro las<-ia JWJ'I•lt•sxo il chit•nrgo F;nlla, c·onaotta tia h ·neJ·c•, e <:Ile !'P quPsto fo~•· ::.otTc>tto tlal contJ·olln ùatt<•l'ioscop ico, r-;'indund>he a t o!!lie rc i punti di l'<ntura molto tempo prima: il c:he <•quiY<ll't'ebhe J>er r-;t' ~<tM~-;o a<l t>Yi tat·c l'i nfc>zioue. r:) T'f'N•]Jè la ~utnJ·a pt·imitira. inlllletliata possa pssPJ'P :-:cg-ulta da stwc·p;,;so, dev'c:s::;L'l'e pratit"ata ne l tempo più pl'Os::imo al ft·rimPnto cd, in og-ui <·nr.n , !"CIIIJll'f' yH·iuJa c·he ~-;ia. tr·ast:ot·so il pt>J'iùiln ]Weinfetti\'O o sidel'Hllt<'. Qtwsto PT'P<·Ptto t·rg-ola 1;0n-ano la t<·rnpi;l clt•IIP ft•rite. QnalP sin il h•mpo massimo eutJ·o il ']nnl<· xi ptlÙ stttlll'Hl'\' nnn ferita di gu<•n:t no11 t'· ti:-;sato di pieuo at·\·orrlo dai <:'hirnt·ghi. ~fa :-;e :o;euc:f> J' affermfl di a\'er :-:11tut·ato con su(·ec>sso dPlle fc' rite clat;tnti ùa, ~-!a 48 cH'e e Legr:t.ud ;nwlu> dopo :JR Ol'f>. non mi par~> si posl'ano !ìs:-:;ne qm•~<ti tN·mini ·<·on1c n-gola !!<'llerah·. E\·iclt>ntPmentc in <·pwsti r.;lsi o la f~:•riln unn era inf<'tta o lo l't'a. in mùi·lo molto att<·uuato. ru,·ecE- tu tt i <·oi<II'O Ph<· ltnn11o c urato f••rit1• rli gner'l'a alla ft·o·nh~ ~-:a.uno cht• le infezioni in gt'neJ·e ~i sviH1ppnno moltn prima. tah-olta

nuc·h~

dopo p oe he O I'C.

Ritc n~o

quindi ('he

JWI'

an•t·t· spr t·anr.a di ~ m·<•(>ssn la lmtm·;t. deYe lll<ltkat·,i<i nellf' pl'ittH' 1~-lri o n·. 'l't·as<·ot·sc• q1w~to tt•m po, i l :-;olo cltit·nrgo rinHill e :n·bitro t! ella siiuaziotH•. Egli lt:t l'obhli~o di vngli:nc lc- cirrostauze rhe po::.sono pitì o 111 e11o indurre a te ntare tul'tom la s utt11·a immediata , las,·ianrlo:-;i più o mt•n o guillaJ't' <l;tl l-(111~1o di gl<lY<'r.r.a tlrlla ferita ttnJH·h<'- dall'ag-t'11Ìl' "n lnt•J'<l·ll tt• . .\'imier e GatHlie>t' ha mto Collsiglia.to ùi no11 fare >;utnJ·e primitH'<' iw metliat<• clut·ant(• i pC'l'iodi eli nzione militare (> ciò pPrr hc?, a loro (lirr, ma Ht· h<•t•ebue i n bili e\·rn ienze a l e h irurgo ];t ra l ma. Nl il tt>mpo neeeRsari pét' t.'S<·~nire interTeuti coRi minuziosi e 1klicati; inoltre pt' t' il gran dc• iH!!Olllht·o di f<'t·iti rit tsrit·cohb<> ill'll'ai tlitlkil(• tratteuet'é a lungo i sntu1·ati ll(~ll' unibì Rnnita1'ia, on~ sono !'tati ope1·nti. sl?m,a. dirt> clte dnrant<• tHii p r t·it>rli il -~wrmhta{J(' tisko <~moral e del ~oldato è molto magg-iol'E' che nt>i p Pt·iorli di <'alrun, <> quiJHli ::.(l·no in questo ~<·t•nwii i mrzzi eli dif!>l'iH di cui rli:-;pone <·onh·o 1€· inff'zioni. P<'l'tì, eome bene ohhietta l ' Ale:;sandl.'i , t:. le <'ODtt•oiu<lirazimJe 11(111 Rt'mht•a hl'll fo11rlata. 11è l'ig-ot·osamPnte esatta.. 'E!';:o:a infntti 11011 dnvl'f·bbe suRsistt->rt' qmHti lo l'<w~anizr.azione r.:nnit;n·in fvs;w hene sist(>mata., C'OmE' diremo in srg-nito ; tl'altr:l part(• ht. sutura non t-. .in fin clPi conti. d1P il <'ompimeHto eli qtwll ' intc)·,·ento f·birul'g-i('o diretto a rr.a lizz~H·e la Rt<>t·ilizzazionC' me<.' ('anicn dPlla frl'i ta : e'poi (·hf· f. tnle iut;(>r,·etlto il più lnn~o ad e:<l'('J·e ml'nato n tE'rmi11e, il no11


3i0

Til 111 \ ) l F.:\ TO IJF.I .L~. I' I:RI n; IJ.--Tt:o ·.IRTI UIL.IIII Il' ~ID I l I)A FI ' UCO. F.C:('

poti' l' f.a t·c· la :-: u t n m p~.: l' lWHtca nza, d i tt'lll p o t'«J n i ,-a nt•l,IJe a rlon·t· l'iJolliiZiau• ancht· alla :<l<•l'ilizzazioltE' iH ]•:ll·oln c• Jlt'l' •·oll:<l'g;llf'llZH nel allda J·p iuc·ont1·n ., qua:-:i ::~il'll l'Ì disal:ltl'i. Inoltre la liruitazion(: su accen llafa, h•ndPt'f'hloP n riclnl'I'P eli 11111lto il ntl or·c;> pt·atko d<·lla Rutnra pt·i miìinl! i111UJ!'11ia ta, lu qnalt- appunto pPt·t: hì· rappl'Ps<•nta il sist~>ma <li c·m·a. JHII l'<I J. Ìollall' P più Jlt'l'ft'tto ha lti:-:og-tto inn•(·e di es~·t'P il più t h'i'• pos:<iloi h• ~<· JH•ra lizzato. :!. -

('onrli.~ioui illl'l't' nt i

al ft'l'ìftJ:

Fin r·l u.: il fnito t'- in statu di :<ho<·k ,~ pt·luh•ntt> non JII'O(·Pdt•re a il ah·nu intpJ·n•utu. lJt•n:<ì c·Pr<·a t·c· di t·outhatlt·J·t• ta lt' <·owplkauza t.:nu -t11tti i nwzzi :<HJ!J!Pl·iri •l alla :<<·it·Hza. L'P~I•PJ'Ì('J17,;t hn dim rls t J·a to cllf' in tu tti CJlll'i {'a"i in l'Ili " i <> Yolnto ag-i n · din·rsamentl·. "i è an1ta la lllOI1:e rlrl fe•·ito. ~~'. d(•n•si <:o nfou!l t• t't' lo :-oho1·k p l'OJ••·iaiUI' IItt.' th•ttn, il qual t• !<egul' iwnwclia tam<·u t<· al fp J·inwut n, <·On qll<' lit· foi'ILH' ll'inl o:-;sira zi olll' a•·utH .c}'oJ·ig-iu<• hattt•J·i<-a, l•• qnali pnr J·assmuil-diaudclsi <li wolto al p1·imu p<•J' il lol'O I'Oiuplt•sso sintmuatolog-ico, tutta,·ia se Il<' diffPI'l'IIZi:tnl~ pt·t·e hè iuso1·g-o no t;ll'llh·amPut.- l'non mai prima di s<·i m·p llal feJ·iuwHtn. Lo 1'\·itm·e ta le c·nnfusio iH' P di somma irllpul'ta-n:~.a JH'l' il c·llir·nt·g-o pe!Thè g-1 i •·i!>pa t·ntia d i in<·nt·J'I' t·e in u u <'nm·<· H· •·a p<·nti<·o. E i'<•not·p !>a •·phue IJUI'StO, (')W t·itf'lll'lldO ('(IJl.H' IJII)Ji Ì :o;Ostl:'ll!-('011 (1 d 'HI'('III'dO (•olJa ÌPOI'Ì;1 ll\'HII · wta da Qn<'ntJ P d a l U<·llwt, c·h<· l o sho<·k a ltro non :-;ia. c-lw l'es pJ·PssioHP di una intos~<i('azioiH' ;wnta dontt:t a lla clisint<•g-razinne nzotata intt" n:-:a <' mpi1la ch•i t<"-"-xnti tJ'anu•atiz:t:;tti <' sopt·atntto ai pt·ndotti (].(·ll'a utoJi!->1 mw-wohu·i <·h<> s<•lll ht·ano n g-i l'l' pt·l·,·a ll'n t<·u lt>Ht·<· snll;l ud<lolla a llnug-;t t a P ~H l f<'g-Hto ( l>f' llWt ) . si sm·<•hlu· indotti jl('l' <·nmhattf'rl' t ali" manift•sb1· zionl' Jllorhosa , <lll:t.if'lll'- a ri ta J·II.tn · lo intPI'\'Pllho. ad affJ·Ptt:u ·lo. nl'lla t·uH\'.Ìm;ionc tlw <·nll;1 P~T issi otlf' di'i t·<'s.o.;Jiti mol'liiic-ati. f'\'itauclo~i la prot~>olisi (' quiiJ(Ji si)JIPI'ÌIIu•urlosi i l foc·olaio g-e n f'r·ato n• fl<•llt.· tnss .i nl',. "Ì \'PI'l'Phht.' :1 ('OIIJ ha ttl'l't' IO ~ lltwk . Lo ~t;ll'lin g- t·itil'llt' (<·n oi ('PiHlirilliamo h1 !-;IIH npiniouf') t:hl' il fat t o J'P <' s~e uzialr clf' l ypr·o ~l11wk, c·ioc~ di IJII(>llo rin,lnuti':Ji :;;nhito dopo il fpJ·inwnto l' non t'Otltpl i 1·nto da l' lllOITag-ia. ~ ia il rist;lgno df:> l ::;aug'JH' JWÌ (':J pill ari 1lil <ltati t', 1'1'()-('<·dr•.nolo JH'l' ria eli. ~'"'· lmdotw nei capilla ri mu 1-wola ri. I p itup01·ta n ti ft•tHflllf'll i biopat olog-ici (dl'holez7.a dc· l po l~o, l'<lf'frf•rltf;lllll'll11l g-c·lll'l';lil•, p:tl lni'('J \' I' IIJ!Oil O a ('OII((' I'IIHII'P taJt> ipotc>s'Ì. 'l'u tti g-J i alt l'i sinion1 i l'Ol io st·r·onolar·i n (JH<•:-:tp tm·hr <·ir·colatm·if>. JJa spit'g-az iniH· • IPI fatto ,-a ,.i·l·c·;da Ì 11 1111 rlisltl'ditH• fuullionalr' <1\'fllih> la x\hl· ttr·ig;inl.' lll•l si-:-<f1•111;1 tl\'1'\'fJso. Ci li notuini in f·orn ha tt ilrlPn to ~i t·•·m·a lllt ilt li Ilo stato di g-1·aulll' ('l'l·il allll'lli <l a1 q ua li' \ ' <l :1J!I!Ì llllto llll(l !>hlto eli ~tlt;l; tonir·i t i't Ulllsc·ola l'l' l'Il :11-11'r iusa. La pr·o,·;~ d i riù s i (> arura misurando ]a JH't•sSÌOil(' SHIJg'lligll;t <fpi !<o lrln ti in tJ-i iH'(';I; la l'i l\ :<l'lllfll'(' Ì l'O\'at;t di oltr r- :!0 111111. 1li IIWI'C'Ill'io piiÌ l'!t·\·;t ln 1li qurlla cll'i snl•lati JI (•Jlp l't•tl'O· , - j(• . .-\1 lltOIIII'llto rll'l ft•1'Ìli 1Plltn llHilllllf' l'incli\'i!luo s·i t r·ora in qnestn· sinto tl i tf'll~<i o r H· n•·tprinsa t'Oli • · os(ri:.~imH· rasai<• g-t•urJ·aiP. Tnl1• :;;t;Jto Ili l'O!>!• pl·oi)aloi)JII! •Itlt• si :l!'l'Pil t ll;l <IJI ('OI';I aiJ'n j to dt>] r('I'ÌIII('IItO Jll'l' la r o l'tl' l'lÌJ1111hlzioJI(' :t l' Ili \'f>llg'llllO SOttoposti i lH'l'\'Ì !>l'llsiti\'i. }fa 11('])0. a)

i,.,


nl,ITTA~IE:'\Tfl

IJEI.I.I( FEIII1F. 0:-'H:fl·.\llllt:OI.IIII u· ~ll.\1.1 IlA I·' I ' OCO, t:(:C .

:J71

stesso tt:'rupo prO\luccnùo:;i un l'ilaxda·JIH:'nto di tutti i wu:-:euli striati, si llfL un elevato tono Ya;;a .Jt~ coll to.uo UllL'lt:òhn•e I·il:tsl'iato; d~llt' co:-:i. HÙ eSSHe a i.Jolito 11110 d t'i p ilÌ gra udi fattori d te !Uiloll tl'llg't)ll<t a.tti\'0 il dt·{'olo nelle llllh"-"C muscolari. 11 :::angne quiudi ristagua. ed i <'apillnri si dilatano: SPgU{' Hll<t •limiuu%ioue <li atUusso ùi m•sigeno, dalla qnah• risulta un'nciflo:-:i lontle: tl l"i h;L in clitiuitint. un deficicnt<> ritor110 di .sangue al c·tH>I'\~ t' ùeliti('ntl• <·ÌI·<'<}Ia;:ione. donde uot~;~,·ole ip<Hensionc ~ i tessuti printti ùel l<wo lllltJ•iuu~uto p•·oduroiHt ariùi tissi inH'l'C di aciùol'Hl'I.Jonico t' quiudi clitHinui:-;C'e la l'Ì:-:t'l'\'a, a-kaJi.na tle>ll'l'<·onomia.. Lo !';lto~k JWI><:iò espl'inw piuttm;t11 uno stato <.l'ip<>rstiwnla~.ione clif• di pa · ra ]ii; i. IJ) aul'l1e nn'<I<T<·ntnata <tllPJllia po:-:t-emoiTag-iea (·ontL·oindic-a. ht sutul'<l· prirniti\·n. ÌlllllWtliata ]Wn-hi• il :-:ntto-p011'(' in tale :statv il ferito <Hl un'operar.imH' Hec~s~a•·ia.nwlltP lung-;1 P che richiNle Fuso di nn aue. xte~ro. eqnintll' n fann·it·.- 'lo sdluppo di nna infp;:ioiJ(• pet· la 1liminnit!L Ptli<'aeia dei m<>i',;:i {l i difc>sa locali e g<•net'lt·li. ~lt-!.dio l'tamponare :semplif•<' ruente la fPrHa. o. nei <'H!';i mf' IIO gt·avi, prerm·l ·arht tutto a.l più per una sntura seronùari;l, il che riclJiedc uua. :ste}·i liz7,a.r.ioue m~ca.nic.'t meno nccnrabt. e quincli un iutenento J)ÌIÌ bre,·e e m eno danuo~o per il ft:rito . .\l!·nni ehit·urghi, eouu> Qul\nu, R<•u<·<·rt, Foisy. Fras<•t·, t>t·<· .• con~i­ g-Hallo eli non f;n· mai la. ~ntnra pl'inlitb·a iJnmediata. qn;tndo il pa.1.iente ha. lllolte ferite, ritenen<loln rontroinclicatn lla.l di lui stato gcner·a.le. T;t le giudi:do P:spr·P..:s(l iu forma c•Qlo.'Ì g-<~1lei'<tli;r,;r,;lota i;Cmhm esa.. g-(•rato. Re n on r·sistono lP dtw romplka?.inni !<O]ll':L ricol'clntf' e se nessuna delle ferite pre:::enta t rn.rt·ie tl'infe;:ioue, uon \'i è motivo alcuno per non ~ntm•n•·e quellf' tm. ei;sp f'ht> si prl'stano a ta.Je tratta-mento pl'e· f'llt'l1ndo ]p alti't>, :-:t• nct·ort·P, ]Wl' la cuJ•a all'aperto e per la- ~ntnra. x<·· tond;u·ia . C.iò t·~t ppt·ei;••nt;L ]H' t i l fc>ri t o 1111 risparmio d i U·m p o e fli soffe· l't>n;:e. K'iutf'nclc che in tali f'as i uon ~ i (lPYP sutur;ne Hun ferita . anche se :~ppm·Pntf'mt>ute si'PrilP. 'la. qunle si trm·i in vidna uza. Ili un'altra gi:\ i11 preda. ad infP?.inne. e In· 1·agione· ì! onia. :~.

-

t'oudiz·irmi Ìllf' IY' IIf i a T! a fl 'l'ita:

L <' rnncli;:imli au:tt()JUO e tisio-patolngiche <Iella fer ita <:of::t.itni~Srono il nite•·io fotHlauwntalt• r lH' deve ~ui<lai'e il <·hinu·go nella s<:elta- c:leHo interH•nto. r lo apprezzanwnto <li l'S>il' \'a affiù:tto (•s<dnsi\·:une.ntr al suo •·etto gin<li?.io ed nlla sn11 per.;;ou ale <'sperieuza. lwne intemlPndé}si che <)l:t>llo tanto pitì f:;n·ù (•satto quanto pitì ~~·a.urle Rar:ì Jr~ pJ'a-tica. a-cqui · :<;tata. nPiln. cu1·a •lelle fpt·ite. V i è stato nn gran 11\lnt<.'I'O eli chil'11rghi chr. pnr ammE>Ul'udo come i:Jtf>n·rnto <·lassko la ~utm·a primitiva imm~cEntn dt>lle ferite delle parl'i moli i pl't-srntn.nti !C> note condir.ion i fa ,·oreYoli, non ' lmnno n ppro. ,·atn talt• lill<"a rli ron•lott.L nell<' fe-rite ron frnttnr<.', pel·chè lw.nno ri tenuto c he in qm•ste sia. più r1ifliicile, per 11011 dire imposl'<ibile, ottenere nna. pnli7.ia. merrnnica a~solnh1 e cht> il miclollo ,s<1ngu inm1tP . s ic<'ome ecr<'lleutc tnrPuo <li <·u ltnra. è lu fOI1llH?.ione di s<'()nc>stt·i osst•i, !<pe -


;fj~

111\Tfi\II,:-,To llt:LI E

Flll ln: IJ.~I't:U · AIIl'l l:!ll.\111 lf:lll\1,\ IlA FLOCO. ECC.

<:iallllt'JltP lll'llt· JJ·at!IIJ'(' t'OIIllllllllltt·. p os,.;ouo t·nutpl'OJut·ltt> J·<· l't·sito della. J<;I:tura. 'l':di all'l'l'lllaz.hlllÌ pe1·ò 11011 t·t•gg-ono tliuanzi a dati di fatto. Le :4at i ;;ti~he, conw innanzi abbiamo rl<•t Lo, stnnno a prOYrtrt' i ~ucce~~i c·ou!;q.{uiti si n tlalla fiue dt>l 1!.11:), e le pt•J·<·enhlali o:-:t.:i llauo tlal IO% nl 71 % . L'e;;p ~·t it•Jiza ha inolll't' st'lllpt·t• piiÌ <·ollfcnnnto <·iù s11 <·ui l'liu dal pl'ÌtH·iptO auhianto J'ir·Jdamata l'ntt{'llZiOtH', ntJ ÙÌt'e d1c piÙ éhe rlaJle l't·at l ttt'L' pPt' s1\ ~1e,.;se )p enntroindic-azinni n·n~ono li>'s<Jtt> dalle cuntem · p ma rtt'<-' h·sion i delle parti 1nolli. a) Le fe1·ite dtc giit atTPIIIIiliiU ad lilla inf'pziotw in via ùi s\'Ìluppo p·o;.;sore iutol·uo ag-li ot·itizi t> :--ui llutt ·~ini. <·o piu tlisneta di !-w.· {'l't•Y.ioue, tellsit)JH' profonda tiPi t<·!;;.;nt i dt•suutihilt· dallt· :,;otfeJ·eur.t' <lei ]',:tz.it•llt•> Jll)ll ;,•pit-gal.lili ('lilla. I.'Stt•us iOII(' ('}a st• tlp d t'IJa f<•t·ita ), ll Oll ~<Ì dt•nmo ~";Utm·n t·e anche ,.;e \' i ~<Ì<I la possihilitù <li Psl'guit·~ nnn ex•·t·t·~.;i ~· ouqdr•l<t,. ( ' on llt:lg-g-iot· t•ag-iollt' \1~·1·p rinunzi:~t·,.;i :lll:t sntm·<t nell e~ ft't·i 7t <,h!• giù colltiudnno a. dat·<· <·atti,·o odot·t~ t-d a l';ll' rilt•\';11'1' llt>ll.t• lwlli · {··ìth' di ;.!il!; ('JttallaJtti da qua lt.:ltt• l'l!CCl'l'it). b) Hi deronu s utu.r arc i>olta11to qtt(•Ji e ft~J·ite ltl'lle t)ll:tli è JH),.;,.;ihil l' ;t;.;pot·tare tomplebtlllellte tutto f'iò <·!t 't· tlloJ·to ntl in ria di JH'Cl'O~><trsi. 1-~ · llt'{:(•;.;,.;al'io t]llitttli che la fPt·ita non ;.; ia molto ~><tf•,.;a in modo (')t(· il ::.a<·l'i fizi o ind i,..J H·ll ,ahill:' dt·ll<l eutt• e sopt·atutto que llo tl('i tull·~t · oli nott sia talP tlot impl'dirP poi. o rt•tuiPt·e diffit·ih•. pnrtal'lll' i lllaJ·g-iui a t'Oli · ta tto l.' ,.;nf n l'a l'li. E' anel11· m •r·t>s><:u·io r·hP la fpt·ita JHI!t ahhia. nn tt·a · g-itto 111olto tm·t11oso t·tm nnntc•t·o~<i t·t·<·<·l':-oi Jwt·<'lu'> in t a l t·as<ì riusdt't•hhe .fliflkile eonf t·,>llat·e !':t• J't>Xf't·l'si ~<ia t<t:tta, o pm· uo. c·ompiNa. )[f'g-lio •tllindi Rill't•l•hf' nllom pt·<•p;ll'<tl'(' la ft• t·ita I H' l' la ,.;ntura pt·itnitha l'itarclata o, t u tt'al più , sllllll'lll'<• pat•zialmt•ntn e Y.afi~'ll't• il t·t•sto, !;:1lvo poi a r·ouqdt•tfu·<' la suttll'a qtt;llttlo. a. 1·apo rli qtt;1lcltt' g-iot·no. to~li t•nt lo g-li %Htli non ;;i rÌ!o:(' Ollt t ·~t inf~>z; •' ttP (snrura. p•·ituitinl l"it:\rdata p <l ninlc•). :-:otto qtt e,.;to pu nte, di ,·ista lr lt'l'itfo c·h<• !;j ]'l'l' stano rli più :tlla fo;Uftn·a lH·i mi t Ì\'lt ittltltf•tlia hl ROJlO f)ttl'll (' (•l tt> )IIJ;.!J!ÌaliO !;OI)J':l llll )IÌiiUO l'('sh;t('liÌl'. ;qoonf~\·J·Ot.Ì('o otl Os!>;l'O, Jl<'l'<'llf'- in I' S!;t• si puto p,.;,.;('t'(' più l<Ì<-ttl'i ùi t·aggi llll g<• J·f~ f;O IJ '('X('}'(',.;i l' Ps f 1'1'111<1 p t'Ofl)ll d i ( ;Ì. r:) La F~Utttra. i:' rotttt·ointlit-lttH in CJilt'lh· f<'t·it<• n Pllt> quali F~n 11o iutr l'l'ott i msi importanti, pnc·h('> i disttli·IJi nuhitid n tWIH' se t <>m pnra lll'i, I'Ìoì~ si n qttanrlo si J·isfahili,.;1·a i l t·it·r·,Jo {·ollatc•r;llP. tlimiunemlo i "llLPZZÌ •li ~ lil'c·sa ln<·alt•. fndlitann lo ,..,·ilnppo di ttllH inft'Zirme: p<>g-c-irl auc·ot·;\. qtHitHlo F~ i IHIÙ fPllll'l't• tllt<t tH·ct·n,.;i yascolat·e . alla tptnlt> in g"t'll('l'(' tiro11 d iPit·o la t;tug-t·(•lla a ll:H't·r,hka. X nn »i dvre q Hi11tli ;.;nturat·e 1111a ft>J·H;L <lc·ll;l g-amha qttando :;o11o ll';.;i wl il tt·r•tH·o tihio-pt•t'nHiero. o tntt<> <ltte ]p tibhtli, od attl'llf• nna t<Ola ti hi;Jl!' ,·iei no nll:l. ol"i~inc• pN•c·ltè in tal<' Hl t imo t·:l s() il tnn11 loo -:i t',..ll'lltlt· ><Ìill• n t· hillclt' l't' il tt·oJt<•() tibitl·lW1'll1tiPt'O. Xon si dr•\'(' dpl p:Hi f'ttf ltt'ill'l' lilla f't>J·ita d0l pnplitt> qnand(l l'a r ir•t·in pnplit P:t è k;.;a , Jll' t'c· lt•• :llll'lll' i11 talr 1'\.PilÌPnr.a hl IH•t·t'0!;i e la C'OH · ~{t·nti\';t c·:ntg-t·t'll:l ~o no ltlcolto I'J·(·IJtll•nti. Pt·t· 1·:1g;io1d <'t n n logltt> alle pr~ ­ <·l'tlt·n l i Il Oti si <lt•\·c· :-: ut n•·ar<· 1111il f1• 1·i ln quatl!lo s1t l1':11·to <' !;tnto appli ··a t o il la c·<· in l'tnosl:t1 it·r, pt•t· 1111 it·mpo molto luug-n, d1e in pt·aticn ~i JIIHÌ fi F~!'<:trc• al tli lù di l t·<· nt·p 1'•1 n llll'llll nllt·ot·n s<' pPI' impt·oprin a.ppli · .c·nzir)ll<' psso :tlobi:t p,.;pJ't·itnla !"tl\'t'l•l'lti;t pt·(•,.;:-:ionf· ""11:1 pat-tP, p<:'l'f'lll'.


allon~ la dt<llit;'L dell'arto è moJto cumproiJlc:ssa, e se put· si 11 :-;t;thilit·e il dr\·olo, ùitlidlmt•utc :<i pottù evil;tt·e l'iuft·zioJJc.

des<:itil.

d.) Ln <·l.mtl"oiuJ ka ;~,iont' JWL' la su t ut·;t pl'imi ti n1 immeJ.iata esiste atu·he in t)tH'Ill• fcl'ite nelle qna.Ji eot'!'ouo ltetTi, Ya.si c tt·ndini iuqHH'· tanii tlte 11011 :<i potrt·hhero p1tlin• l'0111pl t> tatuente se non col rischio <Li i uchledi o d i <·ompt·ontdtt:t·ne la d t<lli tù, dò eh e apptn·tet·ebhc g1·a Yi lli:<turui fu nr.ioua li. · C) E:<~H esiste tld pat·i in quei casi iu <: Ili non si ha, la t·t·dt•zzt~ di a\'Pt·c a~port;tti tutti i e01·pi t•stnutei ~Vl't·ialuwutc i tPIIt tt·i ri eù i l.n·an dt'lli di ~lotfa ; si puù t t'a nsiger1• pt·r <Ielle ~<" l ll'gge nu•t;t.JI id t~', pllt'(•ltt'pPt'Ù ~i !>ia ~1<·uti Ili avt>re e:-;eis!«i iutot·no ad e~::;c tutti i tessuti morti· tiutti 01L in \'ia. 11i mortilicazimH•. ~on si sutet·l•t·anuo g-iaHttJHli quelle· ferite l' he si prP~t·11tano come addirittum. tt' lllJH'~ta.tt> •la ·gmuolini di s;;bhia. o da :.:a;.:~olini t~ rhe f!PI' qnanto si fan·ia 11011 ~i t·it>scc a~soluta· mcnt•! 1L t·ipulil·(• in modo (:omp lcto. Donemuto cwa pnt'lan·· ùclla tc•ntktt da t'twgnirt' nel trattare chirm·gt<:ameute lt' fpdtl' Mt<•o-n.rtit·ol;tl·i; ma <·t·t.>tliamo oppot1: nuo occupa.rd in precedenza, ùi un p l't's'idio d ht.guogti co di cui qnellru in siugoJa:r m od() :<i a\Tanta~g-ia. iutt•Hdo di•·<~ th•II;L H;~<lios(·opia e della. Hadiogl'afia, nott· dtè 1li alf-tmi atti pt·t'liminari ni quali i1 dlirurgo deve nece~sa.ri;~mcntc 1·konere prinHL ~li a~ :eing-ersi ali 'operazione, do è dell'Anestesia nelle RUe n11·ie l'nnul', tlPl 1t·attmuc•nto flpllo ~hock t1·aumatko P delJ'atwrnia l'"~t-Pmon;tgh:a t' d iufitH~ dcllt• pnttiehe 11i di.;.;infel'-ionp ùrl campo opP. t·atorio, d1~g-li sh·unll'nti <' dclll! maui d<>l l'hirnrgo e di'gli a:s.;.;isteuti . ..:\.nc·hf' quPsti at·gouu·ttti lttHHIO tntti ri-:::entita l'iuflncnza della gu<'l'l'll, .;.;n lten<lo a.da tta m e u t i (' moù i fie;~ ;~,ioni d i nwio genc1·e e più o meno impor· trwti che in nn ht\·oro come fJH C'sto rnn impt'l)tlta (•tninPnlc·mPute pl·;ttin~ non pos.;.;CJ.Jlfl t':-<l-'1' n' t •·a;.;t·ut·a ti.

La Hadio~eopia <' la Ha1lit•gt·a fia n111110 giu~taUJeHh' auum·e1·atc tr:~ i nwzzi tli;lp:nnRti,·i P h•t'Upcntid piìt intpOI't:tnti d<'llf' fct·ite di gucrl'<L in gc n<'t'!' P di qtl(>ll!• o~tl!o·nrt irolnri iu i~pet:it~, e cm1 l'll~ionc ::;i è ch•tto tlt\>~:.:e l'lìppresrllt;tttl) pt•t• il (•binll·go ciò t·lte h• Jt•nti J·appl'(~st•n ta no p!•l' il miope otl il tnirrosrl>pio l't't' il hattet·inlog-o. C'ontnt-r iamt•ntt> a qmtnf'o :<i J'itif'n P dai profanj, nella. cura dcii!' fe· rite rli gnena 11011 )':i dont<HHla alla R:Hli o:<copin cd alla Hndiogra.fia eli prefet-enzit la ricPrc·;t fii corpo p,.;ttanei. E' noto inftttti ('l!C ben pothi eli cp1t>"ti •engouo infl11Pm.ati clni l':tl!gi X; i piìt si Rottrag-g-ono <LllfL loro <tzioHP, <' •lisg-rar.i:t tauwnte \'i :<fu~~ono pt·opt·io i f'(Jl'p i P'itt'anei chP, per Pl-'~<·t·e la <·a usa più ft·t>q IH' ll te ciP Ila in fc•;~,ion<•, utag-giot·nwn te ocrot·t•t•rehbc al Jtii'r p1·1•sto .lot·;llizt~:tJ ·p t••L P~ft·;IITl'. nw11t1·e .;.;i 1·in•la1t0 allo l'lthcrmo qtH.'~li aHri La t:ui P~tt·ai'.i onf' <' in1licata soltauto twi cnsi in cui CF:Si iu· dn(·ouo >'intorui impol't:lllti tl'ilttoli<'T':tnzll. A ('osi pott•nti nw~.zi •l'iud;tg'it t ~ il tltit'lll'f!'O JWÌJII'i paltnPli(P ~i ri\·olg(>


3ì-i

l H.\ l ri\11- \Ttl IJI.LJ.t. rCIIITE. l);oTW·MITI Cf)I •.IRI 0' ~11 ~ 1 ,\ OA H ' OUI, ECC.

~ti; t· P~~!'l't' :;n iclat o lll' lla I'Ì<·<•I't·a 1klla ••:-;istpnza, d('llt• mtulalitù l' ùella. iwptlt·tauza Ùl' ll <> lt>si11ni o:-:tt·o·ar·t it-ola1·i. Hkn1·ùiamo rltP a loro si dE've la e•JllOS<:I·uza t·umplt•ta tll·llP l'l'a t tu l'l' e la po,..!<illilitù di 111\il [ll't't'ÌSH· dia t!'llosi di turti i p•11·ti<:olad ùi qllt':-<1<'. i quali p1·iuw passan111o iuossPl'· l'ati. Hi<·o1·diamo anthl:' dH· una st·mplit·<· 1·adiost·opia pmtkata prima. di qualshtsi teurati1·o di J·iduzioB<·. fat·<·udt) <·OHOSC:t'l'<" lwne lo spost~l ­ nH:ntu J<·i framUH'llti. pt·t·lnett<· <li di1·i~.{('l'l' t·l)ll lllt't•xlo le mau<>Hc; dt(~ '~• nwd~inta, J·i pt·t 11 t a dopo l'a p p! intzimu· dell'a ppm·t•cchio <·<mteuth·o, dit agio di <·ousta[al·e :-P la J·itluziollt• ultl'llll tll <\ o put· un, complt·tn tod a!JJH·ilo sullidt·lltt· allo s('npo: l' dll', inlillt·, I 'S\:'~llita p<•r la tc t'Z<'L l'tJ!ta d n l''' aku11i ;.:-i•n·11i, g'io1·a a f;IJ' 1·il•t·1·arc 1111 t'l't•n tHa le spost<tml:'nto :-t r•oJ1cla1·io dtl\' llio a <·nt1i1·o t'HIIì:i .. ll:llllt'lllt) dPll'<tp(lill't'tThio •'li a diri· gt•l'lll' 1:1 ('01' 1'(':.\itllll'. 'SI~ )11!'110 pl'l'ZÌ II!-!0 1\ l':tii!-!Ìlin ddla J';Hlio~C'O(Ii:l llt·ll !.• ft·1·itc ;n·rit·t d;ll·i, :-:llltl'atntto ftt•J· qnanto J·iguanla l'a<:(·t•t'tHIU<•nto di (II'Hetn·azi,nH· o lll t·Ho i11 t'il\' it;ì. Jll' l'l'liÌ• 111olt!' \'olt<> pnleJH]o e~a con. pr·t·<·isiiHH· stal,ilir·t• lH sedi:' di al'l'l'sto dt•l pl·oidtil,•, l'it•n (·osi indiretta · IIJPllte n dilt·g.ual'l' ng"ni tlul,ltin. I l l'ldr·m·g-o l1a quindi il tloq'!l'l', prima di ill'eillgl'l'Si a[ tl'i11t<.IIIH'ilt0 di llll;t ft·r·ila OS!t'IHII'(if·Ohll'l' llf'l l'IlO Jlt'· 1·i<odo pt·t·inf<•ttiYo. 1li fal'l' t•s<:~n ii'P la l';tdini'C·opi;t Jit' l' l'l'Ufl(•rsi I'Onto 1•sai rn qw r· quauro è possiltilt·l dd g'l'a1lo t' tlt•lta t·sti:'UsiOIII" tlt•i guasti ('!'=ist<·uti Ul'l fof'ol;tio tr·allutati<·o 110I1<·lH\ di'i <'Pl'JIÌ <•stl·anei in <'S~"o J'Ì il'l·ahili. :-;t. la J·adiosl'ctpia 11011 lt;tsta nd illlllllillar·lo. t•t!'li di'l'l' J·it·oneJ·r• alla l';\l(jo;,.'1·atia. l11 qualt• llloltP I'IJlte g-li pt>l'IHNtl'I'Ù 1li l'ilt•l'<ll'e sottili t't·,..sur·<• ~tsst'P, di t·ui l<> sdlt'f'llro nou an•\"il dimostrata I'Psish~ ll'l.H e t;Jntv mt·no l't;>~tt· nsiollt·. p•u·ri<-olal'itù qut•st'ultinlit, ('OULf' n •th·<·mo. <li gTnn dissima in•poJ·tallr.a p<·r il ti<tltillllt'lllo. };nn hil'og-na P<' l'Ù dimeHtira.rc d1e In ('l-!f'(·JI;r,iouP 1li u11a J•;t~l io~1·a ti a J·iwlJiPdl• st•mpl't' un <·•;t't o tewpv. mt·lltJ·e ii n n•olt<' til'('osl;lm.l'. 1)11Hll<lo i f~·1·ili ~la e~aminal't' sono num<:'l'osi o CJllaJ!IIo l'inlt•n ·t·nto è lll'g't'lltl', il h•Jli(IO din•nta a~sai pl'ezio:;;u •·rl lll'('lll'l'(' dis pOl'll(' (·tm 1! is('(•J'IIim<•JJto. Ad essa qui n<li hil'O~ll;t J•icot·t·t•l'(:! so)o llllillltlo ì.• indispi'IINlitilt· O qti<IJHIO 11011 \'i (\ JWl'Ì(•OlO Ut;>ll'nttPSa. Xn!IH·I·o:·; issillli sm1n i pt·o•·f•:-si iclt·ati J IP I' la locnlir.znzione dei ent11i <·~tJ·an .. i; t' dnJ'ilflìt• la g'\11'1'1'11 la. l"ifr·il !<t· 11e 1\ tli molto ele\·ata. La maggilll' p•ll·tt! tli Pssi h:tnno pPJ'Ù il difdto eli l'il'l•irdrn· sl'ill'iilt(' Jll'O\'e ut>i din·1·si pialli t'Oli t'il !t-oli lllalt·lllilti .. i llltolto <:OIIIplkati t• di risllltai·t· JH·t· :,:·;u11L1 1li :Jppal'P<·'l·l•i {'Ostnsi <· <l illit·ili a IIHilln\'l'ill't'. J o llllll starò a nulllt'I':Jdi e tant'o JJH'IIn a cll'st·l·in·l'ii; r·i('orckr·ù soltanto 1'11<.' (]j t'ssi al•·I' IIÌ Sllll() J•;t<lirtSI'II(tit·i. illll'l l'ildiog-t·atki f•d ait1·i iii(Ìll(• :-:tel't'OSC:Opi('i. J pl'imi ~ono pl'l·fc·l'illili JH'I' i ('Ol']tÌ IIH>ltO OJIHl'hi: i l\('('OIIIli per hl IÌ('<'l'C:l di ('(JI'pi la c·ui 111-'Ilsit;'t Sl l[t!'l'il di pnc·o fllll·lla dt•i t<·s~nti l'il'ini; i terzi pn i liitiiiiO il l'; lnl<~g-g·in di lliH,_tJ·aJ·p la illllllilg'illl:' dPI Nwpo JH'Jla. :-:na \'PT"a: 1'111'111:1 1· di pnlt•l'lh' l';tl' lllt•!,!lio li~s;ll'<~ i J'appol'ti C'OÌ punti ùi l'l'per<• l'l r·in i t'O!<titll iti 1b1 pnrili ill'tilil'ialllll·lltl• lisl'ati ~ulla ente o da parti dt-llo ~i·hl'll'l l'O. · ()tlnluuqn<' !"iii iulanto il lllt•((lcln P l'appal'f'('t·hio jtl't'f.:Cl'lt.i. il chi 1'111'~0 Il oli di'l'(' Ili H i [ll'l'lll'l'l' d i l' i~ta, l' ttlll(• lwlll' O!<i<('l'l'<l il reru!<sia, il n ·1·o olthil'l t o dt·lla riC"I·r<·a t·l•'ì· qlll•llo tli una loenlizznì.iOII(' C'hl.' nou f:;j :~f·,·on h·H1i di :<l'lll]'l id tldt•J·m iJiil zioni di profou <lito't, <lll COix>hè esatte.


\111 II'AII ~I.\ Ui\ F IHCtl, F.(.C.

III.ITTA~IE:\'TO Uf.l.l.l': FEII ITE l~-ilHl·.I Rl' I C!JI •.

:H:i

ma risponda t•sseuzia l111ent1· agli s<:t•pi t:llit·u•·gki e J;i;L iu gra<.lo <.li ri:sol·

nre i ùiYersi p'robl~mi che le :si ricolleg-a.no, e c ioè la ·conoscCJlZl<l• d elle Hlterar.iouj anatoUtÌ<.'t)·pa t ol ogiclle provocate ùal proiettile uel suo <.le•:ur:so, il g iuùizio progno:-:tic-o J·dath·o aHa pe 1'llliUW!17,;L de l proiettil!~ :<tes:so nei te:<snti t•d ai rise hi ed <tgli t•siti ùeHnitivi delh1 ~ un, estmzio.ne; quindi l' iudicar.iuuc o UtPllo dell'iuterveuto, le direttive per aggredi.J·e il .corpo estratwo e co:-;ì da ; quPstioni tutte dte soltanto pos:souo es:set·c .affrontate ihtl m<~dko 1·adiologo, il qualt' Jll'o<:l' tlc alle ricen·hc con <:ulHI' s<.:C•ID'A.l e •·riteJ'i 1li anatomia, di patologia e dj llledic·illlL opt'l'U<tol'ia e uon da ('hi si pre tig~a nuit-amcntc la soluzione ùi un probl e111a fh;icoma tematico . E questa. teudc·mm ya, apl~rtam ~utl• c•>mbattut.t., per c hè so tto lo> pHl'\'c•uze Ili J'iN•J·c·a t·e la, UJ<t sl'ÌJilil pt·PI'isicJile <·e hi :-;pesso il dt>sideL'iO di alla-:.,ria1·si in nn co mc~•ln s<·mplit-islllo, onde rit•st·<: pitì IK'l'Ìi·Olo!>a che uon ,;i CI'PÙa P può (·oulilli.Tf' 11011 solo ad insu <TPssi dolorosi twll a pratic<b dc"lla dtil'lll'~ ia eli ~ n ena u1a an com ad in:-:en<' l':tl'e un !-'(!nso di J'lidntia. ~~eli '-"C~tli<-i:-;Juo ùa p;11·tc· tld c·hil-u1·~o il qnalt> tah·olta. ~i trtmt. bru po<-o c·oacliu,·ato, talYolta JH' I'sino ing-anuato cla unn Jo,·a·lh:r.xtzioll<' tli pL'oi ettih• fatta co11 c·!'it<·•·i tt·oppo limitati <!Ù unilntc•l·a li. Con riò natnral111(' 11 h• 1llm !''intendi' a tfatto lll'l!arc• l'iud iscnsso nllore clf'i uwtod i che si foll'lhtiiO c•sseltr.ia.luwn(p :-;ullc" mism·e di pl·ol'ou<litù. lll<b si rlt•sidl'll'H ,;ul t;ltlto t·ib<u.l il·e il ('ouc·l'tt'o c-111' il n •rn rrHPrio al qnnle si cl.,,.e i~pirat'l' il radi olo~o nelhb :-;iut('si df'finitim ll<'ll u >;na iutlaginf' cl C' \· 'p~sere il <'l'i · tPt·io a ll<l tomo· to pogm fi<·o. 11 p;u·et·•.: espresso da l l'Pt-lll'sia ~~ con d iv i!';O •t.li più ntlt' uti J'alliologi. La ('mHmi:-;sione iHca•·i<·ata. clello allPsli111ento tlP1k nmbula11zc ra · dioJc;g-ic·lw da se tTÌI'I:' pe •· la 1-.'lH' I'l'a pJ·c•scl'lRe, com 'è noto. rwt· la. 1<H·a. lizzaziou e clt·i c·m·pi ('strau !:'i il mt>toclo usato dal Ghihu·ducci ne ll' Isti tuto mcliologi c-o dc•lla T'nhf>t·:-; it;) el i Roma, m<>todo cù c, qnaHtlllHJllt" appm·tt•JI~a alla ca t(·gorin elci mPtodi ~eom etrki , ha tutta ,·in, dl'll<· <·;na t · lPt·istit·he spN·iali t'lw, olt1·e all'c:satte11za, a!<sicurano nua gt·andc sc•n• · plic-it;\ r t·apidit:'\. di psecuzioHP. E!<r-;o può e:-sel'l' seguito in pochi !<l'-<·olHl i a nc·l•t• llt11·a n h• la racl ioscopia orù in a J'Ì<1 , poit h(> gli ;H·c·t•ssol·i i ri · (·hiPsti sono -~empJicissind, 11011 ing-omiH·:mti l ' t ali d tL potc•1·:-i a.dattat·•~ pt>huant•nl<•ua•nt(• si allo sd•c•·mo gmnclc• r lw !ii'L'H' {li'J' la comun<· ra <lioscopia , !<ÌH ~~~ pic·colo si'IH~ •·nH• fora tu tlcll' m·tO<liog-t·afo. Ma. i-:opra.· tutto ÌIIIJlOI'taute P qu esto IBI"tndo (H-l' c·iò dtl' anehc• negli org<llli l'l'O· fnu•li , C]lt;l.lllll(jlll' ne> .<-:ia lo spPs!';Ol'l' . colla sola ra·ùio~<;oph•· nd in una sola posizimw tlf'l fpl·ito, si può JH'ei'Ì·sare la secle del proiettile a.llo inl'l'nri•1 eli clnl' linl'l' Mtogou.tli cll'fillitt•r i cl<l punti. iWgnati sulfn pl'lle. [ l'il"ultati ;n·nti chll <rhil;lt·•lucc·i sin clui'<Mlt.c i tt·c llH~si che l'a.mbulanza fnnzion c) al ft·ont <', J>iÌa <11 Pnlic linic·o d i Homa, giust ifìt·a no il lusiu~llj(•t·o app•·e r.zanw11to !'ltP del mdodo l~<l· espr<'Si'0 I'Al!•ss;l!ltll·i , il qnalt· •li e>ssn si i- !':t'II1Jll'l' dimosh·ato sorldi~f<lttissimo. Y enen<lo · ~.t•· a a dil·l' p i 1Ì pn rt h·o h11'11l<'U tP cl l'Ila loca.ti?.zazionp· dei proiE-ttili nt>ll<' n!' sa , possiamo anzitntt~o a ffp•·mn re> <'hr la d ia:::uosi 11'è di snlito pol'<sibil<• <HieitP ~nlo in hnsc• all;l ra.rliosC'Opht flpll':nto il flllale rnoti <'t t to1·no al suo •liamc~ t·t·o massimo in motlr) da offl'i1·r stH·c·f'~si\·a ­ mcntP J ~iani rliH·t·si alla Ìll('ÌdP117.il di'i •·a g-g-i: i'l' l'onthra. cle1 [WOiettile


[ll'l" qn;sl:-ia~i g-rado di rol~•~i o u e ddl';nto Jtou si ~'t·pm·;t lllHi ùall'OJUÙI'a oiL·ll' usst•, allom si :wquista seur.'altro Ja, certe~za. elle il cor·po e:struuco si trom i 1111 Ìl:(' h iato Dt>lla COlli paginC' dell'osso. E poit h è cJllesto nella !;n a cmtfonnazionc oU're al ra-diologo molt!!plici punti ùi ritroro ì.• pos-s ibile c·ou 11 n esnuw ~l'm plke e ra più o ]H·cci:sm·e una lncalizzuziou~' a ua tuutotopogtatil·<L •·hl· riusdn\ ,-~~·aJHPllte util e a-l dlirurgo quaJJdo egli si attiliJ.!'I'J'Ù ;ld ag-~J·Nlire il pt·Oi!•ttilc. )\(•lJo stesso t <"mpo P eol medesimo espedic11 te il J·adicJio.go potnì a ndte xta bi l iJ·e la, pt·ofomliti\ <l ppro::;8illlati nL in cui si t l'tJY<l il co q)() e:-tnweo 1:ispctto a.!la- :--1.1 pertici e ossea. potcu ùo·s i colla. l'O t a zionf' eh•Il' art o misnt·a r e la DI i n ima. d i sta uz-a t:.Lu.• i11 un th·tPl'miuato piauv l 'owht·;L ùel Jll'OiPttile JH't•senta. 1·i:spetto al t·ontm·Ho dt·ll 'oRso non sull), ma si potrù aneùe st;tbilin~ :se pet' a.\'•entm·a, H pt·oil'l.till' si millttenga JWl' 11na sua porzione extJ-aos~o qua lont in nua tl(•trl'IIIÌIIàta po:-izh.tu• la sua omhJ·n deltm·di pat·zia lmPnt.e dal .. nntot·no del l ' osso. 'l'u tt i q Ile!" ti J·ilit> \' i, t·tmw hP H >'Ì t·Om )ll'C'llde, sono pH i] th il'lll'g'O di IIIJ ~l-alH1e Y<!JlOl't'.

LH frt>qm·11za l'·Oll cu i i proiettili :s'iunic<·ltiauo nell ' osiS\1 è l'h;ultata q1wlla (·l~t• si e.t·e-de,·~L romuuf'lllt•ute, ed è ~·ta to uot11t<1 t·IH! il f<·nonwno semùra ~Pg'1tÌI'<' llt>tHminatt> lE>g-~i g-rH~::-rali . A11zitntto t>c·c·t>zhmnlmPHlc si t t·ontiiO proit>tti li tli fnt•ilr Jwlla compagilw o~:-:t>a. eotu'<~ 1'<11'0 r.he Yi si r·iu,·pngn·no sC'ltt>ggt> di granata o di bomba: ln. fre· tJilel174'1 mnl'sin1a è data innc'(·<· tlallp pallottolr di :-;ltt·;t.ptwll. lu S'l'tondo l1 tog·o \'Ì sOJJ() ·s l'tli di [ll·rdi lf•zionP ]Wl' la lo 1·alir.za~.ioue tll'i pt·oiettili , le qnali souo rappl'Ps<•utate dalle t>piti:-:i tlt>lle oNsa lun~lw e òa]Jp o;:sn <·orte, val dir<i 1l:t qnt>lle ponioni clt'llo sdtel~>tro fm·nt:ttt• in preferenza. eli !':O· stanr.a spngno~a. con tenue riYe-stinwnto di :o;ost anza comp~t tta . ) ft•Ht t·e di ~olito lr l<•sioni o~see prorocate dai proiettili sono molto ~~·;ni nwilicaudol'(i i hen uoti frltomeni di sc·oppio, nei en~i inv<'f'<' d'in· Ilirc hiamento 1li esl'i nPli'OI'lSO si Rogliono pt>r lo più !'On~1:atare alte;·n~.ioni 11~>=ai ntag-g-iore di

;~:<sai lit-\'i. titlYo lta auzi 1nli da ~fuggire rwr~<ino nll'indàgine rMlio1-{l'atica-; c'osi('c•hè si iHgann<'t'l."hhc t~li molto dii •lall'a:-:scn,.a di numif'<'~t e

lesioni Ol<SN' fosse indotto a negare la, pCll<'t.rar.ione rlel j)l'oiettilc nrll'os. sn. 11 fatto. a tutta ]Wima sin~ola-re. trova la sua- spiegazont> nellA far?..a· ,-jya, J•elatiY<lllll'Dt(• :;;cnr'l'la <ln f·ui d<>V 'f'SI'(t>l'l' nuima.to il proiettile pet· po. tcn·i m·1·c•start' a ll'o,-.:so, e nPll;t JH' <'U liarr stt·uttm"ff, tlf'lle pa.r ti ossee f;c>di Jll'!•dilPHf' rli l ocnliz7.:u•.ionP, m•llc> ()unli il t.l'nne strnto di sostanza. C'Ol'· t it·;t l<· t• le• ft·nj.!'i li t t·ah<•f•niP del In sptt!;llosn pos;;nuo \'N1Ìl'P f. tc·ilm~>ntP in fl-a.n tr, J·imn n endo così eircosi·J•itto il focolaio d i fra t tura. ~";enza, che· n c r·t·ssarianH' Hte JH' risc•Ht ino ]e p:ni i prossimim·i. :Xe rlNi,·n cliP l'os~o in c·11i ~~ :llld:t h l ad ittllit·<: hiatsi it pmidtiiP )11'1' -.:<'nUt a lla l'<Hliogl'afia pr1· 11' più snl;tlllPHtc· nn':tliPl'Hl'.ionr di stt·n tl nnl •klln spng-nosn. lP rni tl'H br('olr nppaÌ\)110 intl'l't'o tt<> P !-l('nmpap:inntp ntPnt·,•e qun P là, lnn~o il tra gitto Jl('ITOI'so <lal pt·oit>ttill' si nntnnn pic-c-nlr. omhl'r te-n ni eò Ìl'l'<':,!Olari dm·tttt• a S<.·IH·~;!I' oss<•<• lllnhilizza tt>, tw nc·lJ(\ lilla Jir,·f' ma('chidtat111·n più in h'll ~ft, rspon<•ntP rli minuti fl'illlt mrnt i mdallif'i ('l'<lnti tln.l proiettilE> lJ IIl~'l i) ~IlO di•Cfr i'S() , 1}11<11lci O )'('I'Ò il Nli'JH) CSl l' l111NI, :tttl':l\'f'T'X;ltil tntt.;~. );t >'JI~'S"I'7.ì'.n dPi l' osso, J·il's<·r> n l';lg-;:?: illll;!l'l '<' la c·ol'ti•·alP rh•l lato oppo>ltn. allo t·;t, ft'PI)Ill'lli<'ll1Pll1r Yi ]II'IH'O('n il rlistaCTO tli 1111<1 pi1Ì g-ro:o.<sa RChf.'g-)!Ìa


'fll.\Tr.I .\Jf.).TIJ OEJ.f.h H :niTC ~~~TEIJ·.IllTI COJ..IJIJ IJ'.~Il:IJ.\ [)A 1-TOCII, ECC.

:~i7

triaugol;ue <·oH bnsr dat..1 tl;llla t·oJ·ric;tlt• ste~:->;t e coll'apirP t·i,·olto \'Cl':->t~ rintel·uo d~>ll'o~so. ~f)JL :->Ì pUÒ diHCOll\'t•Jiil·p <:hr liPl IJI'ÌUJi tt'lllpi dcll;t ~IICl'l';l ()llf'Hto ]ll't'· r.io:-;o t>tl indispensabil e :->U:->sillio thiL·ut·giro renne a Utancare ai mt•tlici ùrlle unit<1 sauita1·ic nnmzate, tl('lle qmlli pvt'hissillle e•·a110 fornite del· L'a.ppa•·eN·.hio F'rrTe1·o trasptH·[al>ilc. clw se- fo:->s<' >.tato alle:->tlto iu HwltiC!-<I·mplal'i. ;\nehhe in gi'<lu JHil'tP l'i:->J)O>'to a-llu sropo, pet·rbè e::-;.<:o pe1~ ~si~uità di pesn c tli dinwn:-;ioni, JWI' l'l':<ist<>nut-, P•' l' fa<-ilit;) P rontillliÌtìt di funziomHuento dant ~aran:r.ia rli pote1·p t>:-:se1·e impi!'gato orunqut· !'e ne sentÌ::.':'ìe il bi~o~no nPll(' piiÌ :sntl'iatt~ <·tmtiug-enr.t• della Yl:'l'<l• chiru 1 ·~ia, di guerra. Detto HJ.IJHU'N'thi<l, adope1·ato da pn:;:o ne t·he "apevano coH,·c·nientemt><nte sfruttal'lo, ha pemt<•:-:so eli ottc'll('l'l.' l'<Hliogra.fie nitide di tutte le rt~gioui dnl {·c>t·po . Quando ·i n >-:t-'gnito l' o1·g-a 11 ir.r.ttzione dei servizi don'> rispondl.'•·e al Jll'iuripio di prel"t:li'P ni fN1ti gt·avi, tra cui quelli con l es ioni (}steo-a rtit·<~l:u·i, socco-rso t· hil·uq:.tieo il più ra pitlampn te po..,.si bile Jl!•lle pl'ilni ~si me lint·t·, l"i sentì il hi:-:ogno di ll<JL'I~ in •tu estt~ nl chil·n1·go l <ll t:->ilio potrute df>llct c•:.:auw t·ni l'<l~~i \: t> :,:i tlon': ric-OtTf'l'P. alla costJ·u r.ione ~lellP ambulam.e r;Hlioln-git·h f' t'hl' nlt1·p n pote1·e· spt)>J.a i·si YeJ·:-so le f<'l'ntar.ioni sanita.J·ip 1\i\'<Ulr.atP 0\'1' più u1·gente em il bisogno, Hmh·auo pe1· di più for·uite di apparPrrhi pHft'zionati P. di tutti gli accPssot·ii .di !IUOY;J ÌOYI'll?.ÌOHC COsÌ tla potPl'l' StJt.M i:-<fm·p il l'ittliol O~O più er-;igentP e d;t pa1·eggia~·e , sr 11011 :supeJ·;u·P, ::l'impianti fissi rli molti o~"pNlali. La l(iffirolt;l. dt•lla co-'-tl·nzimw PÙ il ~r'<tlHl.t> cn~to di h1li amlmlanr.P ncm permi:->c~ di t.H'f' rne molte a (l)sposlzlonP, e l)ninrll non ru ra~~innto l ' oblJif'tt h·o a cui si tendent e t'ÌOt·· t·hp il lcwo ra~~io di ar.io11e n•nis:-:e limitato n. pochP. unitit in ~ui:-:a ùa pot<' t'l' :tct'OJTN'I! subito allP chiama-te f'lte da CJliPStt>. pl'O\'eUiV:lU!l ~· 11011 O~<t':ll'Ol:ll'(< C'Oli 1111 ÌllO)lpOJ·tllllO t·it111'flO il S()('('(l]' :->0 di llT'~('HZfi . ~tahilita la localir.r.M.ione (]pl cnl'po Pi'tmneo. 11m1 è ~<l'lllJH'P con ciò ~o lo resa fa<·iiP al clt it·u 1·go I'Pstraziouf' Ili r>sso; vi sono regioni negli arti c·hc per la. rkrhezut delle ma·lSl:ie mns<·ola.ri come per la pre><enza. di yasi l' di nen·i l'PllÒono l'ac·(·esso tftlora a""ai tliffir.ile c> tlelic-ato r f;lnno · Jl(' l'plt>s;;-o l'opt•l·atort• t'Oil~"CÌO dt•i pNiroli cni a1Hlrehhe in~ontro !'<Hl c·i(•chi maneggi di rict'l'cn. ~i t> c·t•J·cato itt tali <·asi clw l ' op!'l'a dE'l radiolt>gO acc·ompa~ni. prr· r o!-;Ì diJ·c.>, la IIJ<lno tlrl (·hirm·~o mercc\ l'interrcnto ;d trocoscopio. Con talP mezzo questi pnò f'Strarre qualunque p1·oiPttil!' cl;l qua.l~in·si regiour l"enr.a prodnne inutili ~quarc.i a pia.ni. mu~<·olari e xf'm<l· rorret·t> rischio fl ' i nt.eressn re parti vitali. All'uopo, esrgnita la l ora lizr.azione inir.iall', si arrendi' la picrola. lampa-dina. J)Pl' avere Inc·p snffì. c·iPntC' ondt' inC'ideJ'P. gli strnti ~npHficiali clrlla t•egioue. ~i sprgue quindi la Jampaclina e s'illumina il tuho mclioscopi!'o pP.r eMminare i rapporti tJ·a. fc•I'ita. f' proiPttile: l'o-prrntoi'C' in:;:inua in l)nf'sto istante nella fcritn una pi!t?.a rlPnta:tn c• ];t cliri~r n•J·:-m il JWOiPttil e sino a l'ng-giungcl'lo sc i• po:-:silliiP. In n1so nrgnth·o, si tm·na a f;n la hlC!' rolln ln.mpa{lin;1 <' nd inritlrl'O piiÌ pi·ofcmdamf'ntf' ~'linclu' co n nn nuovo colpo rli r;HliO!':l'opi<l non si a l'l'id snl. l'Orpo c>.Strant•o ehr ,·ir1w infnllautPmPnte e!'!h·atto. N'ella, !-<Nlnta 111'1 1" mflrr.o 1!)](ì il Hou('hacnrt presc•ntò nlln Roe. cli C'hil'. di rn1·igi. 1111 app;n·prc·hio portatile th lni cll'tto cc ) filllll(lio~eopin Il . il (!Ullle-


:r;:s

llll l ri\IE\111 UEI.I f: l'f.lli lE U:-rW-·IIll i CII I.IHI IJ '.\11:\1.1 Il~ l'l'll•;o, f.Ct.:

(·t>ll:o'Plltin•hilP ad 1111 racliolol!O di :-wg-11i1·e i h•utpi dcll'operHzionc c fli iltclinu·e ;l ll' opPl'atol'e la pn:-;iziulle pi'Cei:o'a del ptoh•ttilt'. L ' opl'ratore me· dt:siuto :-;i tron:rclJIJc l'lluJ·.i l'nioiH' ch-I [a~eio ~lt•i l'<l~l!i X. La ~ocietà ]'1'1':-<c· iu c:ou:-<ideJ·azioll~ LIJIJHll't·c·('hio , d i c·ni iv ltOU ho ec,no~"' ·enz;J. n Bt' l'g!lltiè di Hoi·dc•UIIX ])asalldth• i :-illl t:utto (•ht• (.'1111 \liW cOt'J'('llte ;Jitt'l'll;lla lUOIICJfa:-<1' :-;i JIOtt•\';t tll-'t Pl'lllill;ll'l' Ìll 1111;\ l'lt'tti'OC<Ihllllita Ull;t .1-('· J·i e Ili m:q.nwt iz1.azi oni :-<t·g'Uìtt· da smagnPtizzazioui, pPu:-<ò uppr·otitÌitJ·nt• IH'l' far YihJ·aJ'L' un pl·oil'tt i!t• nt:q.!'lll'tico sia allo i 11 fum·i l'he allo Ìilh•J'IIO flp] t'lll'lH) lllll<lllO. 'l'alt• t>ll'ttl'Olltil g'III'IC Chl• l'A. (·llia·Ul<L tt t>lettl'OYÌitl'atOI'I' n, pi'Onwa Ulla :-<lft't·t·ssit~ll!' 1·apida di :-;po:-·tam(•Hti cJpJ p1·oicttilc 1'111• si Jll:'l't·epist·ono ne t t anJt•nte da ll:l lliilllO palpante :-;otto fm·ma t! i \'i hl'azioHi. ~tH·stc IJIWnùo il proiettilt• ('. :-<itnato pl'Ofondanwntt• ill una fl' · rila, si t J·a:-<IJlt•t toJJn ;dia :-<llJll'l'lic·it• eh• l la c·u1 t• P~"'' llll<l {'('I'Ì;l 1':-<tt•ll:-<ione JUa •('0 11 1111 !ll;tS:-<ÌIIIII tl'ill!t•IJ,;i[;Ì tiH: \'OI'I'i."iJII'IHit• :Il Jlllllt O ÌlllUJI•cliat<tllll'lltP SO· p t ;tslitn t p ;ti pt·oiPt ti h•. ~P st•).!nt• l'li t> J'ph•tt t·o,·illratore 1'- 11110 :-;trumento J·!·Pzioso di •·itl'tTa e luealizzazin11 t• eli pr·oil't1 ili mag·111·tif·.i , sia prima c·ht• dtll'<1111t• l'atto opt-ruth·o, l' può HJO:o'tJ·:n·t• :tl L:hiJ· ur~o la :>'[rada pitì t• l'P\' l' l' sic·uJ·a pt·t· lH:O(·pdt•J'JI(• a Ila pstl'aziom·. La st:opl·t·ta ch·l Bt•r ·~tntit'- n·I111P :-;uhito 111 ilb.zat;t iu Ft·anc-i;t: (> l)p]lll't, J'ozzi , 'fllnii'J', (ln(• Jitl c· la btqllit•J· Jlt• J·ifi•J·i,·allo i gT<IlHii \'Hlltag-:,.d l-' l•c><·ialntPlltt• quauclo 11011 si p11ù di spmTI' dt>lla mtlio:.11·opia; t u t t:n·ia g-li osjwcla 1i -eia l':tlllJHl 11•)11 poi.- t! t' l'O fa l'Ile· g-r·anrl~> n:-;o non c•ssc•ntlw;i riu sc·it i ;td iu:-<t~ tllal'lo rwllt ~ n•ttun~ radiolog-ic·lh· i'òt:lute la :-<t~tn~a potN1za !lc·l g' I'IIJIJIO t•ldt •·r.gc•Jin eli qtw:-<h•. Ua noi r·hi in t t·oclu>-."1' ]'t•lt·l'tr·m·ihra1111'1' fil il Jll'llf. \'. ~l;t J·;ng]Ì:tiiO (•IJc• ('O) ('IIIJ(•OJ'SO clt•ll'OIU~lt•i 111: ft• ' ('0 >-ll'llil't• nu·ii tipi, el i c·ui :tknni fnt·ono g-t·ntilnH'ntt> mr•s,.:i H· disposizione di ltllitù :-<anilaJ·it> o.tlla f1·onll·. !11 :-<t·gnito il f'omitato r·l.'g-ionalt: tlc•lla, ~·ror·P Hns~-o:a eli (ìt·nont alh·stl un'atltn:tml!nlanza << Eldtrtw ilt~·ator<· 11 pt•l' J' t?STI';J:t,i()J I(• di pmit•T IÌ)i dj g"ll t'l'l'il; ('ssa l'l'St.: S(• J'\'Ì Zi lltOito i!Jl(II'I'Z· )',;l t i . lJisgTazint:HIIt'lllf' tw n tutti i ]tl'lliPttili t·isc•ntono l'azillllt:' di hllt> :--:;;·nnH•nto Uta :-<ollaulo qnPlli tllil).!llt'tit·i. Il pinmho. il l':Hlll.' e l'nttmtP <'lu·· ptll' t·ntl·:tllo ('l rll fi'PIJill'llZ;l twlla <· t•lllJI~""izicmt· ùt>i ]li'OÌf\ttili eli ~m·na. r;·:-;t;ltlfl Hlil'iolutnnH' lltl' ntnti: ri lmtllo Ìll\'(·c·t' il ft·no, l ' af·(·inio. il nikt•l. (~Ht•sht q11alit:ì n<"gatint plltÌ <'"'""~' l'l' utilii'.Z:da <) \'l' oc·tol·t·a IWI' diaguosti c·:tl'l' la ('OitlJIIISi'l.ilolll' dd !'01'111 1 l'SI l'Hlll'tl. l 'P l' lo f'S:tiiiP dr· i ft•J·iti t·oiJ'p]p( t J·m· ilt~·a hll't' ot·tm' I'P <1\'e t'•l' prrsrnti le• Sl';:!tll'l tt i il\'\'t'l'lt•IJZP. 11 ft•l·ilo \ ' ;J ;,it·:-:o lll'iZZOIIt;tllllt>lltl' S\1 tli 1111 )ptto qual,..:iasi l'n lla partp dn PN:1 11Jina .-.. r·oii1J1lt·ht111l'lll·• 1111cla. ]-;:-;:-;o n1 li]JI;'rato tli qn:tl !<i:t !<i O~g"dtn in l't•ITO, in Hl't'iaio. Ìll nik t•l t·:tp<II'P di \' iUt';tl't•. ( Al !<IJ'I IIllt·llt() ,-a lHII't;lto t·o l stio so:-;h'g'llO ar·c·aulo al ll'lto, l'l) t· llispt>-<:to in modo l'ilf• , ;thb:Js:->;ltn, J·p;.:ti, St' po:-<silo ilc·. pt• f'I H'lHii<·HlarP alla l't·~ionf' rJa, c·:.:;tluinni'I' . :O:u I]IIP:-<Ia :-<i ll'";.!;.riaJlo l'i ndit·p t'rl il nwclio eli 1111<1 mano :-;pnztt t'"I'ITital·c• ah·t!lla J>I'Ps"i<•IH' : quindi si f;t nhl!ass;tt·c· l't·IC'ttJ·twihratoi'C in l!lorlo (·hP l'c•stJ·c·nw pol o Ìll fl' l'illl'l' rl l-' 1 nut·lc>o lllc·lallic-o ~lior· i ]p rlita senza t ..t·t·adt>. ~i lltl' lt!' allo1·a in ftllll.inlll' l'npp;tt·t•rc-ltio. ~"il t·lti1·nrgo !<t>lllf' nlft·at·r 1list intanw nlt· :ti di sotto d c·llt• cit ta. l'il ira il lliP<Iin <' pap.;~Pl!g'Ìa •<'ll il'indin' "'" 1nttn la p:n tP rlil' ,-ihm t·c· t·rando il punto clt•llc· Yilmur.ioni


Til.ITH~I!i:>-1'0

OE t. U: l' Eili H : t)..>.;TEII·AH11 CtJI . IHI 1!" ,\11.11 .1 IlA l'CUCI; , t;CC.

:li!J

]dù forti. Quiri , Sl' l'ipeciali rag ioni auatomit:he 11on s i oppongono, CSl'· gue la iuch;iolH! ; altrimenti la :-;pOfit<~ 1111 poco, p111· r csta1rùo n el campo ll<:lla zona. Yiur·an t t>. 1 l1u·au tP l'opt'l<t~ iou e il l'Olltrollo pnù ~:>:ssere iJrterrotto e ripreso t utte le Yulte che ::;i n101l•. Bi:sogua cdt.;u·e l'uso di stnr u.cnti maguetici ,J'Ì(·otTendo a qm•lli eustJ•ui ti di nr etalli mnti all' a.z ione ~ le ! l' c lettror i h l'H tot·t:. 'fa l ora- ,.;on <;•·t~cl e che i cm1>i c:-;t,ra,nei, :-;pcciu-l men te se tra tta:si d i pii·cole :se h<•ggie d i g l'a ua ta, dopo t•ssct·e :sta ti a.v\'i:-;tati nel f ttllÙO della- ft·rita, non più si 1·it t·onwo; ùa:-;ta allora- t•erccu·Ji s ul polo inferiore <lello e lt'tt t·o ,·iura to l ·t• d le l i ha. attratti . Io ho usato e ,-isto Ul'iare l'appar(•t·chio, c ne souo r·imasto st-.lltli ~attis:-;uu(). Vn ultro piccolo stJ'IIJUt>llto di cni i c hir1u·ghi :-;i sono con pt·olitt.t' l:il'n·iti m·II'ultima ~n<•t'l·a è il-cosi dt•tto (( -'l ict·of'ono ))' t ipo Headgt~ar. ­ E~so c·ousist(• in 1111 rkel"ito r·e <'lrP si fi)<:-;.t nll'ol'e<·elrio t·un un~~ c nflia r·o. murw a molla , <•rl ? c·ollt' J:rnto <·oH uu ptJlo , uwllia.u tc un tilo couduttOl'C isolato, a lilla plat·1·a di <'<H'hone da pila , P per l'altr·u, meJ'Ct~ St'COlHlo liln t'l•nd n ttoJ·p, ntl 1111<"~> uwr:-;t'tbl ll!'i eui (lt•nti si può t·hiudt>re uuo spt-"Cillo. La p la e<'H· di t·<t-rltotH• :-;i nttint la sriandola Jl ~' l' nn po' di tempo in nna :;olnziOlw :-;attu·a di sale di c·ur ina . ('iò fatto, la )<i ;tpplica e :o-:i mautient:' -ltd !'t·e n tP alla c ui!' tli 1111<1 pnrrP qualsi;n...-j tlel ft.•dto uwtliaute nua. i.>eJHla <• la mano tli 1111 assis1' l'lltP, an•rHio t'III'Cl di haJ:rtnll'f' bene la. pm-te t: <li ti.'IIPI'P umi<la la pl.t(•t·a <·<)Il <ltmkht' compt•pssa rli gat·r.:l> imbesuta, rlPIJa s"lnzione s<1lina. ~'intt·odutt~ lo stiiPtto twJia. fel'itct colle dehite pt·t•t·a n zioni, c qual ot·(t <:>sso l't•nga a cout:ttto di 1111 proit:'ttile magnetico, anth!' d i t limcnsioni pic<·ol issi me, si :l\"Y('I'ti t';Ì :t l mi<>rofon o 1111 ru utore cara t tt•ristir·o ùi gorgoglìo. f;u lla gnirla d t> llo s)wcil1o f'h 'è t·osì iJI(l\ll>hi:tllH' Il tt> .a 1·iùn:<:>O <lt•l COI' J)O t•st t·a tH'IJ l't•>;tJ'ar.iollt· IIP !<;ll'Ù, assicurata. Aut:lw qll t'· )::to :-;tnwwnto, più semplict· d€'1 pt·<'CNlC'nte e pat·inwHt.i p1·ezio:-;n, ha >;t'llLJll'P ben<> l'ÌSlJOsto og11i volta <:Ire l'ho usa to. Rnl pl'inl'ipio stl•sso. l'li <·ui <'~so è fonrlatn (t·llin:-;ura. tlj dt·(• lli to), :-;ouo >;tati t·ostrniti nuurt'l'osi ~ litt·i piccoli :-;tt·nntPHt.i an·isniori, su l'Ili non tu'iutrattL•ng-o 11011 pr·e~'t'ntautlo t•ssi pt·p~j lll<lg"!.!'Ìtll'i t[p) JH't•rPtlt•ntt·: r~t"· t•ss('IHlo di 111ia eo uo.J<t·en7,a .

D. -

)[J·:'l'Ol>L 111 A:'\1·: :--.-n ::s i A Al'l'LH'.\13TLI J:'\ 7.11.:'\.\ r1I Gl'EnnA !'(:;1, 1-'I·:H ITI·: IJSTE<I· .\IITH't)l..\1:1.

L ' aiH'PO tlPtto <t !-;t'(hl l 'P dolol'f'lll <l iduum Pst '' t\ :-;tato Jllull'o appr·t·zzato Nl au1pianwnt<· llH'~'~'" iu pr·atica lll:'ll 'u ltima. t·mupag-na. f:dtarP od .a ttutiJ't- il tlolm·c ;ti JHl\'t>t·i f(·r·iti rmt·ispoutlt•Y;L oltt·(•t·h<\ ad 1111 s<'nti mt'nto tli nuutuitù, atl 1111 clo\-t:'l't', a~ J una IIO!'nl;t llliJll'l' sci u<l i ltill' sotto il punto <li vist.1 ('lilli('O. Ri rke n "\"allO spP:-<so fer·iti gr·ayi r ll'praun ant·ot·a. :-;ntto J'ar..ionf\ <lello shock tt·aniu<ttit-o (l n'er·allt) ap pPua usc·iti. l più tli (•:-;si. g'ÌiÌ Ìll JII'P-C\n <Hl Ullll \"iO\l'II Ìil d <')' I"(' SSÌOll(• IWI'\'Ol-';1 H CCIIISct. dPJ Jll'O · lunga to xog-g ionto IH'I JWticoln, si tt·m'<tnwo all';tt!o dt'l fpt·imPnto tu>lle peggiol'i cniHlizioni Ili t·<•:-;istPnzn. f' tli reazionl'. Ag-~ inugt• t·p qnin<li uno .•drnd,: OJWt·atorio H<tl'ehlw t~qui\'a\ so a ('OillJH'Ollll'ttt•J·<· l 't>:-<it{) d (' J\'in tel''\"('lltO S(' 1\011 a YNh•t'(' SO('('OlllhC I'l' il p:1ZÌ(•Htl' lllli'HIIh' l;t Pl"I'('IIZion(• di


380

TIIMTA> lE~ TO u~;LJ ,J;

H.RITE o...;rro AHTIUll.\111 lf .\11 , 1,\ UA n .:OCO, ECC.

<·sso o lJOn) dopo. {~H<llt<lo dutH)Itt' si (l imposta la tH:tt•ssitù di nn allo c·ltil'tll'g'ieo illtplicatHe dolore, atH·ltt• :-:t• t·sso uon :-:ia :::bt.to tt·uent<J, l'art e>:tP:o:i<t· ha t·appr·l':-tnt:\tn pt•r il thirnt·go uu obblìgo xact<>~auto, to· m'cr;L JH'l' il f<•1·ito un ~-:act·c >xanto 1lit·i r tt•; i po<'hi che d hanno 1·inuu :dato. ha11uo riHJJt•gato tlllo <lPi pil't met·adgliosi acqui:-:ti th~JI ' artP nostra r·t•gt't•d<·llcln di oltt·t· citHJUil·llt'alllli. Le :st·use a-d •lotte pet· non es<>guil't>.' l'atn·s tl' :-:ia 11011 hanno potuto Ps:-;l't·e consicli·t·n,te nt lid ~ in nessuna cirt·nstattl'.a .. \Ila d<·li(•if'lll'.a (Hl in~·apndtù ciel pt•1·sonalt' l'i :;a1·t-hlw potntn nvvian· st·P~IiP;I(Jn 11110 dei lll<'t<):li nwno [H'1·i<:nlosi P quiutli f;~t·illltt'llt t> app \i ('<~bili eia ogni llll'clit·n od iul't·r·miPt·t• di prn[t'>;sione . 1 pochi miuuti Ol'COL'l't' nti JWl' •ltterH' te l'inst•rtsibilifiL :sa1·•~bb~ ro .stai-i ad usm·a ('0lllpen:-;;t ti cl a Ila ('PIPI"i tù ~ tla Ila p ree i:o:iorw Ul<tggiol'(• con c n i si ~";a r ebbi! potuto ('<HHfJi(•r·p l'<!tto opt•rati,·o. L';tn•t'C l' in<lidduo inget·ito da pocc1 il t·ibt> o IH·I·anda non <1\Teblw ra ppt·t·st·nt.<lto. spt•.-ialwt•nte pt•r t·erti dati lltt'lolli ùi a-nP!"[Psia , nna. st• r·i n t·I)Htroindic:azione: l'ti iuli11P l'alleg-ata. s1Hpt>l'a7.iorw d<·i tt•l<suti nnnc·lu\ l'attutita st•nsib.i litù g<'llt>t·al~> <l<'l f\·t·it.(l H\' l'(•IJIH'I'O [11tt'aJ più <Jm·nto ltlÙUJ'I'l' j1 dtit'lll'go a difft'1'i1·t• J'ntt(~ opt>t·;dh·<,. non a t•·a"<'III'Hn· l'aJH''itt'sia. I.."t·•po<·a dPlla chirurgia hrntah• 1\ (l·ast·nr·:-;a, <• sat·<·hlw dPsillt>t·a,hilc cht• st·nmpat·i l<:-:l.'t·o nnd1e gli ultimi l<llCIÌ l<<IC('I'dOIÌ , ]ll' ITh(• ('()lll(• hf'll ditt· i l \'ig'llPs, l< j} dtil'III'P,O ([e l·'p:-;:-;(•1't~ JIP1' il f(.'t'Ìto J1<11'('CI tli SI'Cll"l<(' IH'I'\'OS(', t'Oillt-' di :-iHIIgllt' IJ , (2uanto alla !<t·c•lta tll'!mdodo e dPII'anPst·~>sit·n vi f> stata durantP h gtrt•rr·n, ('OIIle in tt·ntpo di pan•, man<'Hill'.a di ac•t•ordo tnt i dtirU11ghi: e 11011 si :-;ha~lia. alfP1'lllHlldo t·h<' llt>ll'nna t•iJ'C·ostalll'.a, com<• nf'll'altra. le siutp:\tie pPr fJIIC'sto an;~.idtt~ p<'l' I]IIPII'a ltro fa1·tuaN1 )t;lllllO :n·uto ma~. p;iO!'(' pn·dmuinio dtt~ il' (·Onsitlt>ra7.ioni in<•t·t-nri al J.!'f'llf' t'P rlt•ll'att.o operatin) n<l alla r·q~intu~ :-:ulla f)ll:ll<• <Jlllo'l<tn do,·e,·a es<>gnirsi. ]n g-encrP 1-:i puù dit·<· eh t• la h•tul<•nJI;\ ,Jt.. lla mal<sima parte tlei ('ltiJ.·nrgbi ì!o ~tatn, quella di tenta~·t• il pi1Ì c·ht' pnsl<il•il<.. Ili ridun·e al minimo l'm,<o rlPl r lomforlllio e dc·ll'PtP1'P, se non di hanclil'li addit·ittuJ·a dalla pratica della. ('hinn·gia di I(IIPI'I'a: tli q11i da lilla par-tP Ja r·it·r•J'<:n e lo ~<JH'1'imt•nta.re affaunof.:o tli 111101'<' l<Ostanl'.P da inalm·e JJOIII'IJù eli nu:dic·;luwnti c·;lpnd <li cOiHliUI'Hn'é l'a7.i<HH' eli qn<'stc· n eli pt·l'wuinH' P. mitig;u·ue gl'i.Iwonrenienti. dall'altr·n ~il 1-:I·C'll:t <li UIIO\'Ì lllt'~.JI.i di sOIUlllillil'tl·;ll'.ÌOII(' cl<•Jlp inala7.ÌOllÌ O di 1\lll)\'(> ri <' di appr·t•:·dam<·uto <lPI l'Ìm('(lio . La rlis(·ussinrH·' ha Hssunto iruport.lnl'.a l<l'lll[ll'e 1uaggiot·e a mis111·n tlt<' l'i,·. n •n11lo solti li7.7.<tndo il t·one•·tto tkllo sh<wk rla, n;ll'('O~i t·ont<>mplato iu n•l:l7.Ìollt' eolla fun7.ÌOilP <11'1 t·flot·t'. Giù i11 OI(IIÌ t l:'mpo lo ~<p('ttro doHtinallft• di'l ]Wt·ir·oln illtlltt>diatn 1l<'lla nan·osi elnr·ofot' lllica ('Olll(' in <JilPl l;t PtPI'f' H, P pit't Jll•lla pri ma. l'IH: Il (' ] la s<'f·orHla , (• sl;.ttO l'apparato f·ardio· n \f.:f'Olfl1'(' ; ma ng>gidl si 1\ rnl!tto rl ;ll't• al ft'110tll l'llt) tl<·Jlp diln('ill:"L7.ÌO.IIÌ <li fi Rio·pntologia l'('t'l'illt<'Btal e , lr quali ltauuo por·tato alla c.oncltu~joue pr·;tlif·n tltP con tal g-<·Jlpt·<· tli H<ll'f'Osi l<Ì lw ipotrllsiotlt' at·tt'rinsn P 'l'a~o­ cl i l;~tn7.inrlt' JH' I'ÌTt• t·iC'a. O ra ('Ìal't'llll t·hit·Htg>n si <\ <lomall(lato: coll\·iene l:ir 01'1'l' t'<' l't•m,a al<-1111a pl·p or c·npa:~:iotH' a. dt>tla narc·osi in fp1·iti f'lte pe1• ·:ontli 7. in ni g-i;ì pt'I'Psistt'ltti. C' tal ora ntlf' IH• ]11'1' I'Pn()meni !'npr·a,·,·ennti. <·n nH• ati <·s. '"'" <'lll nl'l'agia tr:ntntnti<-n. t1·nr:tnsi in istato ipotenf.:Ì\'0 f> J .~ng·:~ 1· i ,·a st :-~ lil:tl a ( \ 1.! La l'Ì>')Hist a non poi Pra Cl' l'tanH•nte Pssrt'l' pnsitin1;


TII\Tr.\ ~IE:'\TO IlEI.!.!.\ n ;t!ITE (L•TEO-.IIITit.IJJ.,\Itl

ll'Aft ) IA IJA F UOCO, ECC .

a~:il

allot·a qnali i rimedi? ~ll·H l' P n'et-<lllO l'ile due: o riJ tunziat-e al clornfurlllio t-li all'etl•t·e rit-ot·.r endo ud nltt·e so:stanze che fos:seto me11o pcri~·olo::.'C, onero a-ssoci;n·e a far :sl'gu ire ;dl'u~o del clot·of>Ormio e dell' etere \Hl·dicaJiw.uti 1·upati di prew~H ire o combattet·e i fenomeni ipotenl';ivi e YH~otl iJa tatut·i perifet·ici. Parliamo a uzi tutto d i q n est i 1d t i n d iu considt>razione 1lel risj}etto {'!te dohhiamo ai due p iù \'CC'chi apprezzati e diffusi anestl'tici, che non si ~ono M'fatto :ut·1•~i nella, lotta· di pTerninf'lH.a l' chE' han.uo contato, come I'Olltauo tuttora, quali loro fedeli e convinti ~Pgua<'i, numerosi chil'urghi e dc>i più s timati. I puuti da. tener· •J11'Cs{>nti nella lol'o azione not:.iYa sono : i ritle~;si, i fenomeni d'iuto~-skaz.iont> ed i ferwrueni di asfissia. Contro i r iflessi è ~ato riconosduto rimedio sonano 1'<1tropina, In quale ipodel·tniC"élnreHte sonnniuistrnt.l p1·inw clelia- n;u·c()~i mt>tte .il v;tgo ~otto il pl'opl'io dominio pet modo da. JSl:Oup:iurnre gli effetti del na.l'totico; ne ~c ,no Nlll'l"t><hml'i per pm·itir ùi sc~opo, JSt> non di moc·c·anismo lli azione, In . l<iJIH rteiun,, la 1-;tl'knina, la. !o;C'opola m in a. A l t.m l'i:<:OJ'SH·, desu n 1:1:1: dali n, li~inpatologia P tln lFoq,:-anotf> r·Hpia , f. l'uòl't>nali na , la c·ui azione ipotPn· sira ì.- a tntti nota. l' cbe sotto fm·nw di soluzioni' in sier·o mirwral<> \'H a n d te t>ssa i 11 it>tta t n. prima cl<>lla n a 1·eosi. C'o n tro l 'nzioric tm:sira-, ('(11• in fonclo si (·onrwtte (' oll ';1~: 1i~sul, e che fòta.nclo a st11di recenti è donrt<1 -:.11 1 as~o,·hinwnto clirNto tlPll'<llH'stf>!o;ico <la ptll·tc <lei cuore ((·h'~>ntr·p r·f>h ­ lw iu uno Ntato di t.re-molìo tihrillat·e) cci a, lenta eliminazione cli essu, r·c•stnno conw pt·t>c·<•lti fonclamentali la l'<'Spirazionc artificiale Nl il llla~­ l<!<.tg:;.rio rlt•lla. n·giotH' t<lrtliac<l . corH:onen<lo alla. lot'o nr.ione anche l'a"<lr·prr:tlina: ~~ iu da di t>:-;pel'iuwnto il doruro •li calcio. Va, sPH7.11· dir·.· poi {'h e :LI d isopl'<l· 11 i og-ni <lifcs:L sta. il .s<I·Pt' l' clnroform izzmx' ('Cl <·t f'· l'izzm·r, qtw~titnw qne~ta di f'SC I'1·izio di allenamento. Le intrr'lninaùili di~c·u~~inni dr<"a la. prefel'c>nzn. ù:1o ùal'e · al clorof ormio od ull'<>te1·e hanno appl'odato a ben poi'O; r ia s.eun dtir·m·go r::i è mantenuto fPtlt>lt> a ll 'nnestdico da lni prediletto. (' ciascuno ~e n'è troYato eontento. Uni<'a. <'OII tl'Oindirnziotre per l'u~o dell'et<'J'f> :::ono le <'0111 plil·;tzion i ù r·onco-polmonari. Ed ora pa_rliamo degli nnel't<>sici da ina,lazionc più recenti, cioè a din· dt-1 d01·m·o E' lwomur·o di t>tile c del proto~sirlo di azoto. Xon si t·ornp1•eude per(:ltù l'anestesht generale da clorm·o di etile llOu abbi:t :H·.qnist.utn nPll 'nltim:t 1-{IICtTa qnelht d iffusione ('lte si merit:wn ; ha);ta, t>HUIHt'l'l\l'He lf> rnl'a ttet·istkhe P('l' cotnprl:'nderp· quanto 11e sa r·euhe stato 11tilr ed oppol'tn no l'impiego in (jlltilsiasi se1·Yizio chir·ur·gko campale, e ~Pf><'iH1meHtC:' in f(ndli più a>a.nzati. Il •sonno si rleter·. mina. in modo a~~ai rn.pido: o1·to1·t·ono fln. pocl1i ~f':<·ondi a dnl:' minuti a l ma~simo; rnlruo n'è l'inizio. c·.ome huono ('> il fum.ionanwnto del 1·e~piro -~> rlc>l ri.l·colo. Con pa d ra pidit;ì. Sl'j:!'llc> il ri:-:Yeglio, a cni ticn(• dietro rom. J·lt· to il 1·ipristino tlella eoseit>nza uouchè della- pal'Ola. C:' clell'atth·H:'J ~: d

Il ft>rito 11011 ha nant'Pe. nè vomito, nè cefalea! nè Yertigini: t·iò iudicn la pronta (')iminazionc! cl<>l fnrmacn e la nes!lnna azioni' norivatli 1:'!'1~0 -s u l c·uor·e. ~n l ff>Q"ato, sul polmonf" t> sul rent>. rom(' rlt•1 n·~to i' stnto prMato fnl gli nHri da. '\Tidonx:, il qnale tL·o,·ò che, mentre l'Olia ltnr·rosi l'lnrofor·mka .dopo un'm·n si Ìl'O\'ll nf>l R<lllg'HE' aurora nn trrzo mll~J·olare.


3h2 ddl<~

lli\ 11 1.\Jt\'fiJ Uli_U, ~· uun: IJ-'!Tt:l HRliWUII I ll'AII ) I.\ U.~ flOCU. t::CC.

qll<llltit:ì ~-~~~~~umata c (·olia Jt;tJ·,·o,;i PtPJ·ea ~c ne tJ·ora una i;(•ttiima

p;Hit•, c·nl c·lorut·o di t•tile ~c ne· J·iu\·iclll' ,;olrauto 1111 \'t'lltt!l<ÌUlO dopo·

<tf•pt·ua quattro 111inuti. :-4i etllllpJ·t·ll•lt· qui11d.i di qualt· \'<llll <lggio puù t'>'~et·p qu t::.:to ane,;tc· ,.:it·o ) wt· il (·hirlll'J.!'t• i11 p1·iuw Jim·a dc,ye il tt•Jil)H I di rui ;.i clispcme & ~t ·uqn·c· M·a'~"" t' :.:tan;o t th·l pari il p t•t·,;o n <.t l c di a;;~i:<tt·llza. La Jllll'CO:<i puù t·:.::-.t•J·e attid<Jta a qu;d:.:ia,;i uwdi<-o ed, in maiH'<lllr.<t. an c he ad un Ìll · ft• I'IIJÌt·J·t· pl·atit·o di :JIII':<tl':.:ia: la :-;i pnc) p1·ati<·au• plll' an.> JHlo L"in · fi'J'IJll) illgpt·ito in p!·t·c·t·ùc uza c·il u1 o lJt:\';llllla, nè Ot·t·oJTe elle JH't•c·c•tlano""ll'llli 11 i:.:u·azin11t· cl i JHII'g':l 11 t i od iniPzio ne i pc,dt•J·m i ca pl'en•nt iva di altl'i Jal'lllil('lti . .Ha ,·iù <:ht• io più lll• tProte, tJ·attamlosi eli fe l'itc o;;tt·O-al'· ticolal'Ì. ~i~~ \"111:' il <'h iJ·m·:.ro 111111 ha da CJI't'IIJI<I·J·s i dt•lla iwHwlJilizzazio ne l'""t ·H nt•stt•ska. L'anE':.:tt•"iu da t·loJ·uJ·c, eli et ih· pnù t'sl-'t'L'l' di lm•n· e di IHIIJ!a cltiJ·ata c: pulÌ J· ip Ptt· J ·~i pie) n d tc a bi'{'\'Ì in lc· JTall i senza ;tlt.:llll tl;tnllo: com·i·t'IH· JI"I'Ù ~amuti1·si dalle itnpur·itù dc·! t•t·t>para to, " p e t· l'\·itarlc i'- lwue 1·i rnnt·t·t· al KPIPne. Jl farllla(·o può PSI'I'l't' :-:onmtinistl'a to ;tntb e j,u cler·col,il() n.•ntJ·;I\(•, t•d t\ ottimanH·ntc· tollt·l'ato nPIII' alf<•zinlli l·;u·cliaciJe, polmoll;ll'i p J't•nali, nnuc·h t'· nc•:.di ,;t ati II P)'l't'~'Si\· i iu ;!l'IH'l'e. :O:i l'o lg"li ono distillg'IIC'l't' tl't• fal'i IIPIIa sua a ~.io11t· : tJ.IIa fast• anal g-t•sic·a inizial i' (i l pazit•JIIC• 11011 cl Ol'lllt> :1111·nt·a , tlla g-iù 11011 il\Tel'tl' il do. loJ·c·) : 1111a fa ~<· alll'~'tc•"il'a 1insc·u ~ ihilitù, l'Oli Ilo, risoluzinnt> lllll:.:cola rt•, pt•rdita di ritl ~·:.:" i; l'tlll:.:l' l'\'ati il I'I'I'Jiil·n t'cl H e il'(·o lo ) ~ una fasp au:\1 · gu<ic·a di r itnl'lll> til pazit•11tc· :-:i J·i"'' ~-':t lia. ma l't•"ta iu~t• nsihilc• pC't' poi tcor·flai'P pt·~>..•do al norwah-'1 . I.a sc·oJHjlitJ ·~.;.I d el l'iflt·s~o c·m·nt>ale f. fatt o liOI'lll;tlc· !t o n a llaJ·m;tJJt!·: , ,, talo ,J·a inl'cH·gfJ no cmtnlisioui, YOilli to. c•s:.:i ~ono di ttl'P\·is:-<illla durata c• ('' '"sauo I;~ "C'ia! Hlo l'l'~Jiil·at·(' ::u·ht pul':l: r iù ~ i spic>~a r·olln 1·apida c• limina zic~tw d t>l fat'IIJ<H·n. HisOJ!IIH t e11e 1· I'H'P ~t:' lltc· c·hl' il dnl'lll'o di c•t iiP c'• illtiammat!Ìte>. li hl'Ollliii'O di c:tilt' Il<' C"Oil· d h'idP i ('ill'a t tp J·i c• }';lz iOill'. ~fol ti' ~pe c·ic• di tuasc·lwrP t• eli app:tt·(•r.cbi 1'\tJIIO sta t i eostruiti Jlt'r >'OIIIIIl iui r-;t J·a J·t• l'aliPI'tc·~il'o: 111a ill J!lll'J'l'a :-;i f. ric · o1·~o, c'Olll'è natnl'nlc, ., nu•zr.i ~PIJl)l!ÌI'i d1t> pnssouo lw11c• l'ispowlt•l'!' in qualsi<H;i c' ÌI'C'O!itauza. Es"i r-; i pn!-1:-:nlln l'ipoJ·tal'l' a d up tipi: qtll'llo d<'l B onJ·<•Hu .. · qn<>llo cle i !--i:J\"<II'innd. Il an·imo :-;j clift'!'l'l'liZÌa dal sc•c·onllo i.n· quanto )lt'l'm<•tte c·he. dtll':llllt· l'inaliJ :~. ioJH' . d pfl';tl'i ll :.:i llii')WO ii ai \·apnl'Ì tli KP! t>tw. Ec·c·o emui• pl'O('I'Ill' il Hnll l'l':lll: "" oli 1111;1 ('llliiJll'l'SS;l eli tt• \;1 nhlta;,tanza SJ~SS<I·, Joil'g-ahl in qu:d t m, \'('l'i<a :_!. ;{ ('1111' . dc ·l l 'alw~l t\'-' i t·o t' l'an·ic·ina alla bcWf'lt· dc·! pazic·II(P f;l•l·pJI <lro]r, J'P~pil·;ll'f.' ] nng :llllt•n(t- ·in lllntlo rh<' coi \ ':IJIO'l' Ì •li l'lc Jl'lll'll inh·odnr·a 1111 pn' d i a1·ia. ])opo ptH'liÌ i'l'f'Oilcli t·itwtP la rlose dr' l fat'lll:H·o i<in t·l H• 111111 "i dc·tt·J·mini il l'itllllll. Tu tnl nw1l o c>gli ùn a n<'· ,;! c·tizzatn c·iJ·c·;t :.!000 f'c •l'it-i ~PllZil jJJC·(tll\'(•li Ìl'ld i eli :-;oJ· b 1. Ra\'fti'innd f;l. :1g i l'l' il c·lol'III'(J d :t ~<o l n st'lli'.H c·li<' :.:i 111<':-<<·ol i n ll':n·ia .• \ ll ' nopo appiic·a. ~11! \'Ìi<o dPll'opPl'alltlo ·t-:"1 c·ompl'~'""!' di ~:~l'Zii in m odo c\;1 pl'OtPgf!el'f' gli cwdti; indi l'ÌC'O\'J·c· tutta la tc·,;ta t·on tc•l;t illqWl'lll t':il li iP :1\'I'Ht<' JWl' Jat o 1:0 c·m. in tnoclo c\a. p(JtPl'>'Ì ripic·:.r:ll·c• ('n i qua i t1·o "uni angoli cli<' tl'n la. lt·~t;~ Jltt'dt·"ima t' pl·c·.-;(·llf:udP nn l111<'o a lin·llll dt·ll e n:ll·id. cn"ì pirC"olo cb fai' p:p<:-;aJ'!' a "' l'llli11io l'l'l"tJ·pJilO rlPl t n ho 1li 1\:c •I<·JH· . Ha:-.1·a rialr..m·e


TR.\'I'T,\.1 1E~Tll I!E l. l.l( ff.IIITE (1:-iEO-AIITI CO I. 1111 D'All~l.l 11.1 f l i)C(J,

eCC.

38:3

:-:nll'ol'izzo.utp il fondo di qnt·sto lH't' H\'(' L'P la poh·<·t·i~.zazione <h•l fat·. utaco, come· basta. abha~"<:--arlo Pl'tTiu\ qtwlla <·esl'i snho a l'ipJ·t'ndeda, non appt>Ha il pazieutt• at·ce nni al d:-:n·l!lio. 1 /auton~ alft•t·nw C'Il!• con tnlJo di l:) gt·aturui si. puù an•re tllt 'auestesia di lf• minuti e cht' t·on llll to:<•contlo t uho la si pt·ol.nnpt di nn ;tl.ho tpt<ll'to d'ora , <.~ co~ì. lli :-:<'guitn . •\ ll'an e:-:tf'~ia. <·on pt·otossidt• di awto :-:i è ntnsso auzitntto l'appu.nt.t) l'Il<' 11011 prodm·p umt <·ompl<'ta risolnzioJH• mn:·wolare, etl nn :;;pc·outlo che è qut>llo clt>lla contp l<•:-::-.itù <lc·~li appat'!'{:Chi (li'OJlO"t.i pt'l' h~ s1w :-:ouuuini· strazioue. DP:-."luat·e>:-:t l:'d .\111iot pt'I'Ù U f ' han11o fatto cnstrniJ·€' uno c·he, oltre a tl t>Sse1·e di pmporzioni l'itlntte e trasportabil<•, t·agp;iunge lo )o:C·opo tli t·ompiere l'assorbiruento eontemporaueo d ell'acido e<n·honit·o espi1·a to mellhwte li.·civhb di soùa liquiùa. Atlinch(· poi :si<L e1· itat o all'oq~auismo d'illtt·t)Ùllt'l'e umL tln:-;c <'l'<!.t."""int ~~ letHIP eU protos:-:itlo, ì! ncressa1·io f<ll' pt•twtral'e in esso llll volume eli osr-:igcuo t 11lc tla- assielll'ill'C gli ~<<'~lmbii e mantcH~'re ht \'ita.. ;:-;~ .J(l.;,o lllilligw:nuuli tli pt·otossiclo ~iolti i11 100 <·e. d i sa.ugtl<! a. ]J l'<·~sione a t mosi'Pt'ka 11 OI'lU<tle lta shwo <Hl <LIH•st<•l izza l'l' 1111 anim<tle bisogn;l! pn1 ticamcnte ag-ginng-<·1·e a que)o:ta quant i t.\ di pl'ntns· i;ido llll<l quau titù d i ossig-e11o hastP\'O)(' <Hl t•YHa l'l' l' nMissin r fa1·e 1·he tiù accada sotto una lliOclica ipPt'pl·<•ssioue. f'iù ,-it·u(' t·palizwto <lal l':~pp:li'E'!'('hio •SlHldetto. Qua.tHlo quc•,.,to 1\ p 1·onto, qmntdo In mas(·ltera, • Mtll l'<l eompldam.-ntl' il naso, si las(·ia pPnt•t•·at'1! lll'll'a.p iH'sito pallOJw nu;t. ~ lata qnnntitù di p1·otossido di azoto si uo a quanclo il pallont- ne sia fort<•utt•lttl' •·igoutio. L'infPI'IIIo m•l n·spirat·t· os:-:orht> l ' anestpsieo ta-nto più fac.ilmcntc in qu;wto il gas non •' sg1·achwol<~ ; e dù an·rueu clo automatic<Jme nte, hc·u Jll't•sto dPtl'nninasi l 'mH•sh•sia .•\ppena si manifc · sta la ria11osi flp) 1·nlto e la n·:-:pil·azioll<' si . :l!:t·t• lf>t•n, bisogna f;u· Jlf'l'\'P· nit·e l '<•ssi~t·n o. Il t·l·ill't·i o clt·lla sommiJlistmzionP eli fllll'~o non ?> t·ego· lato da ('ift·t· ma dal l'aspptto dt>l pa~. it•ll tt• ('111• dt•v'essl:'re rn:-:Po ma uou eia natic•o, i 11 gn i)o:a da i ntl it·:ll'l' !'Il(' la l't~spi t·az io n P :<i rom pie in nu)<lO· t·r· golat·p; in dò t•ntt·a ln pt•l·izia clt•l :<ntlllllinistl'ntorP. 11 ris\'P)!Iio si il\'\'l'l'U H(l]WIIa tolta la UIH~·('h!'I'H 1 t'{] il lllt'fiÌ{'Hlll('ntO 11011 )as('Ìa di sè tt·acc·it> :tppt·t•z"'nuili. ~P inc·on\·eni PHti :<i n >t·ilicano, ~ i <lPYOIJo t•:-.c-lnsi\':IIIIPII Ì(' alla Ìlfllllli'EhÌ cl d f:tl'lll;)('o. Chas:<in ed altl'i ('hit·m·ghi si .tl icllia1·ano molto soeltlisfatti tli tal gPllf'l'(' flj ;tlH'Stt>sÌa . J)j lllil;silll;l f'SS;t t·i:,1)011ÙI' IIPlJf'. O(ll'l':t·ZÌOili IIIOito ht'('\'i; lH'l' quelln llllt~ht• t• lal.oriost• l'it·!lit•dt•~"-i l';tg:.riunta cl"l l'int'C)· fot·mio o clt•ll' t' tf'I'P, i l eh~ :-:i pnt) p\·itat·p t·kn t'l'<'ll tlo alhl· ant•stpsia (·Ol KPient.•. ( 'ou fllll~to nltitno 1'anmH·O si sono IH'Pj)ll l'at<' dt•llt• misn•IP, c·OJIII' fJIIt'lla. di H<'hlrich (l'lot'III'O di Ptile tln<~ parti, c·lcwofcwmio tre. l'tPI'e docliC'i) r~ IJIIPll:J di :;;a,·al'Ìallll (<'lnt·l ll'll rli t'ti1(• :'1 ('. r .. c·lot·ofor· mio 1 c. r. .• etere Jii-':!0 c·. t·.) !'IJC' )o:Oilo molto appt'(!ZZate ed nsat<•. D f' Ila so m m i 11 i:<t. t·a zio ne dt•:.rl i :-mestt•r-:iri pPr l'i a retta le. r li ' t> sbt h t H~'<)o::ti llin!l)!ata in fJllt•s ti u!U11ti il.IIHi t' c·lw put· prPse•llht. molti pt·Pgi uon cli)o:giunti da pHl 'P<·c·hi cliff'tti, 11011 pal'!o. perrh1\ <'ssa non (~ nppli · c· a bile a Ila !'hinn ·gi;l fl i m·g-{•Hza ric·hiedt·ttdo lnng-h issimo t c>mpo f.: i a rrr ]a J.! I'I'JI:ll'ilZÌOIH' {]t'I la parte• Ch<• fH'l' l':1ssm·hillll'lltO r]pj f<l t'lllil('O; has ta dire r lH• pPl'l'lu' quer-•to ;lgis<·:l nc·f·ot·t·p sin iutt·ndotto n c>l l't' tlll· ~.:) minu t i p1·ima dell'optwazione.


:\"nn po,.;,.-n ÌllnTP f:ll·t' a utt·nn di p;lrl:t.t·t· <h•lle :l liPStN•iP n·gion;ll i ,. lot·ali , alludt•tlllo c·on le: J11"iun• a lla t·ar·liiatH•ste,.;ia e con le seconrle all'am·:<tl'"ia p~t· inliltl'azionc· t••l a qn<'lla dei tt·on(;lli ne1Tosi (unestesi<}. f' l'ttll\'ll];tt'C'). <'Nbllll('llfP opu•,.;[(• 1101'1\U' 11i Clllést('~-<ia Ù:l.l\llo() DlOllO perduto di'Ila IMo intpOl·lauza dal ntolll<'nto dtC' qn~lla gCill'l'ale col <doru t·o eli .c.·tilt· si l• audata dilfouolt·ndol t• fatlliliat·izzatt~lo . .l't·t·utallg-nno tult;l\'i,;l pPl' t·ssc- .lt·lle j ndit·;lzi .. lli .Jil't'('i:<t·. ('m..1 .ttl t's. olillall:r.i a stat i i:('l'IICT'iili t:{l'al·i ··at tl';tt i o tlal tl'auma :<tt•:,::<o, t·onw In slio<:k e l'un c:mht post-emOlTitg:ica. o da 111alatti!' c·:u·dio-,·asc-nlat·i. pollllnllat·i. t·cnali, N:<· ., qualunque an<'~"<tl'­ l-'Ìi·o sumtuini:,:tt·ato pet· iualai'.iont·. per IJlanJo c·hf' sia. può riu~ire più n lllt'llll dantHo;:n e r·ontprrnnet tt•rc> il J·isu!tatu ùt•ll'opera:~ione. Colle a neH,.,. it• I'Pginn;ll i <• lOl'a1 i si Ol'da i 11\'t>t·c• a tale j ntOliYE'Ilien te. Dica l'i lo s!ei-:~<o alllm·ltì• :-:i ha da J'at·e t·Ota indi,·idu; c·hE> hanno in pl'cceden:r.a subìta l';tzi,lll' <li ~"" di'lt>!l>l'ii. I11oltt'l' l~· l'orme• di ;llJt'st(•sia suddette offrono di'i ntllta/.!:.!.'i <-lw in talnnf' sJol'('iali <·it·cmd-aJti'.<' di gucna. pos:,:ono a-:-::>\1· tnt'J't· l'iutiHJI'taltz;t di \'et·t~ iurliC'azio11i . (:ou \'sse infatti si pnù f;n·c a 1111'11(1 di 1111 ;tssistl•ntl'. t· o;appi:ttun qna11to sp<·!<~O questo nwuchi i<pPd;Ji. ••wt ttl• tJU:Itlllo :-:i IH·<•ten•h· an·l' lll' nuo dtl! sappia mu·cotizzare . Di più l'a n estt•sia. ('XI'g'IU'llliOSÌ Jli'Ìlll;t il"ÌIIiY.Ì<II'~ J'att() Of'Cl'fl,tÌ\"0, 1100 t);\ duraute • q11C'sto llf'S.'illlta. pr·co<.:t'li J•aziotu• .al l'ltit·ltt·g-o, il C]tlillc pnù att<·ntleJTi cou pit•lla tranqnillit:ì 1li spit·ito 1-'t'llr.a tt·ma di c:-:,.et·e i11tcnotto da 11110 di IJIII'i fl'l'IJlH'llti alb1·tu i d H· l'Pllll"no lll'c·<·~::-;m·in la rt·!<pintr.intll' :u·titkia lP. L'inì'l'l'llao pt·t· ;4iu11ta ;ls"i"tt·, p•·t· c·t·sì din•, :tll'intcn·p11to t' pn<) conll·i· louit·<·. con npportnni (•;uJJiaiamt•l•ti di pnsiziont• o•J :tltrc lllilllO\TC :<:UJ!g'l'· t·itl' d:t l d tÌI'IJI'g'O, <l f;l(·iliial'lll' 1'\•st•<·IJZÌOIIP j illoltl'P, fi11it<1 J'opf'l'<t?.ÌOIH; , <·g·l i 11011 ha Hln l t~l' ti<' di ~<ot·ta l' pntì <'l':-il'l'c• ult'tlic:ato se11;-..a rlifficolb' eù n li· n•l·ttlnto 1·nnH> qnalsiasi ;t ] tJ·o indir itlno. I n l'l! JI:ll'ti O"]JNlnliPri lu•nP o• g-a11iu.ati la pt•t·dita eli tP tnpo ltC·<·ot·t·t·n!t· JIPI' la t•:-:ec•nr.ion<' <lell'auè~tt' · :,:ia P fll'L' l'Put1·.ata in azitJill' dPI fnrntat·o può l'l'S(•J·e edt<1ta pr(•pnratHlo ed ntw!'letizzanrl'o i fp1·iti Jn·itJl;l 1li fal'li I' JI1'1'a·t·(' nc·J.la campJ·a <li ope1':1 zitllll'. J n n·t·it·ù ]'l'l's;:o d1 nui 111111 1\ auo·ot·a fa(·il<' <·òntpito :::o!<telH'l'E' ht rac ltianalgf'>ia: i suoi "PI•o:-:ifot·i. tltttoJ·;l IIIIIIH'l'Osi. P:-:igouo da t•ssa la t'ostanza \lt·ll\·,.ilcl t· l'innnruitù 111-ò:<olnta. <:v!<<~ ehr 1101) si !>Ono HIICO l'H potnt'P dPl tntto •·<·;JiizzaJ·t•, P ol'altn1 pal't\' fJIJ:'l.l'nltt·o g"I'IH'l'P eli anl'!':te.~ia (,fft·p !o:ÌIIIi li g'<ll';JIJ7.iP a:<:-:oJtJit•'? ~1111 si IHIÙ ]H' I"Ù <lis("Oll\'('llil'f' ('] W O!!;l:\'Ìtlì ];t Jll"at int do•lll' t·;tl'hian(·~f(~l' if' 1\ 11Jtllro di lf11sa ,l' <"hl' il nunWI'O tli qncllP ll'a ..ss(· Ìllll•:•t·l't•llt' :-:i ,.a I':J<·t'Holo :>PIIIJII't' più ha!<l'O. L 'aY<'l'l' atlottata l<1 lltr\"l)<·aina. 111i pal·t•, al!tll'llll ~<ÌJ JO a qtJ;tlHio non si !·wnpl'n uua ~ostnu2.a llll ('lll'òl llll'llfl j q ~~j(·;J, 1111 )tl'll;_! l'l'Si-:1\ t·:tpifa](•, N]('> Ult'l'itO (]l•IJe ('<JS(' f l'l\11· c·1·"i l';I\'I'I'IIP i'nlaloJ·it·atn 1111:1 c-lll· Poti l l-Iii al di l-:rat t·o (]j qnplln tNle~r:t­ p,] alh1 qnnlP lt:ltlll<• d:tl<l il 1!01111' tli :<int·;l itt;l. Yi· (. <·lti l'atlopPra in l'O· 1Pziotll' ]1111"<1. yi (• l'Ili ri ag-g-iungt· dit·i·i got·(·if' di snlur.ionP n ll 'nno p<'l' milll' di Hdt·t·nalina. LP :-:Pluzi,tti :1: llorow;Jitw '' tli "illcnina piiÌ u~;ltù sl'llO a l -~~:•. nl :-,":.,al ti":.. sinta all'~ " .. : Ila nlt-1111i ,.j urrhn nll0 °{, . La lll'l'fa·zinll,, d t·l ln ll•<·lli<"a <'- 1111a r·/J /Irlifi() .'<ilu' tJIIft 110n JlC'l' la bCtnb\ 1lei l'J>'IIltalo (' )'<'l' la •:-io·IJl'c•~:r.n d <• ll•l in('o •t·mo. Lo ,.;(J'lllllPilhll'ÌO ì• rtwl c·om1'"!-<ltl: "l-!" Il ip(l l ;('Il \ li l'l di ,,jl;r• l ti ·li plati ti() a IH•t•(•l) ('(1\'ttl e ('011 lll:Jil ·


TRATIA~E:"<TO DU.LE Ft;RITE ~IEO·;IRTICOLARI D'AR;\IA DA Ft; OCO,

ECC.

385

drino sterilizza bile <l· ~t·cco alla, stnf<l; :-;iringa di StJ<tnss-Colliu dellu. capadtà di due <·mc. con stàntuffo di amianto sterilizza-bile con bollitura. in acqua pura.. L'infermo yiene preparato al solito modo; per le piccole dosi ."Sino a 5 centig. non è necessal'ia alcuna iniezione ipodermica preparatorhi., o tutto <il più u11a di olio canforato; per dosi maggiori c per interventi gravi e di lunga, durata .si suole pratkare una, iniezione ùi scopolamina-ruorlina. Puntura nella regione lombare al 4" o 5° spa-zio sulla Jine~t mediana, mettendo il IXlzi<,nte in decubito laterale ed a dorso incurvato; evacuazione da, 10 a 20 -eme. di liquido cefa.lo-rachidia.n o, secondo il grado di tens;ione. Siccome da una parte la. maggiore altezza dell<t zona ùi analgesia dipende dalla qua ntiuì. di liquido evacuato e, dall'ltltra, l'ipertensione è il fattore principale dei p1ccoli in-cidenti della, rachiancstesi:t (cefaJea, vomiti) , si ha tutto il vantaggio a dinrinuiJ·e la pre~sione del liquido suddetto: per una bassa tensione (rivela.ntesi eoll'mwita delli<}uido a goccia a- goccia), a.ceontentarsi di 10-15 eme. ; per le tensioni forti (rh-elantisi coll'uscita del liquido a getto) attendere che questo esca a- goccia. per evacuarne ancora 8-10 eme. Adatta.re con cura all'ago la. ~iringa carica, della soluzione c spingere lentamente eon impulso dolce e progressivo, in rngioue di un quarto di eme . pe1· minuto. Fatta l'iuiczioue, 1·imettcre ùolccnwnte l'infermo in posizione dorsale. L'aneste!lia si manifesta con relativa rapidità. e d'ordinario didene completa dopo 10 minuti o poco più; la ::~ua durata va.ria. da, 45 minuti a cit·c;t tre ore ed è in ra-pporto dù·etto colla dose iniettata.. L:1 riduzione d<: lle dosi accresce il nume1·o degli )nsuocessi ed obbliga a ripetere la iniezione di nuova qua.ntità. di farmaco che può %sere equivalente alla prima. Si possono avere incidenti benigni (mah•ssere come di mal di mare, pallore a-l vif-;o, senoo di nausea, e di ango. scia); altri più imponenti , come il vomito durante ed i n sul tinù·e dell'a.nestesia, tendenza a.l eullasso. I casi di vero collasso ::;ono f!C(:e~ionali @e la tecnica è perfetta. H:t molto nociuto alla rachiancsb.•r-;ia. l'addebito fa,ttole dagli incidenti tardivi: nulla. di tutto questo, anzi è n.ppnnto h1 im10cuità. abi· t•Jale post-auestesica una delle rag-ioni decish·e di superiorità di essa sulla narcosi per inalazione. Il male nel ca,.,o nostro è piuttosto che tale fvrma di anestesia poco &i presta per le ferite osteo-articolari. Siccome essa. agisce con più sknrezza nelle ferite degli a.r ti j.nferiori, la sua esecuzione otft·e serie difficoltà. in sog-getti che non possono subire movimenti della parte lesa senza gravi da.uni e sofferenze. Inoltre essa r ichiede un certo tempo per agh·e non<'.llè rigorose pr~auzioni di asepsi difficili n realizza.rsi sopratutto in foqnazioni sa-nitarie avanzate. Sin qu i ho intesQ pal'lare della. rachianestesia. ba!';sa.; ma vi è anche quella generale che negli ultimi anni, secondo l'e..<,-pressione alquauto ironica di R(>.Clus, (> Ticompar!'ia. inno('ente e trionfante all'orizzonte con due pr ocedimenti diversi: quello di Ionnesco elle usa la stovaina-stricnina iniettata ad altezze diverse della rachide e q11ello di Le Filliàtre. cbe usa la cocaina. iniettnta nello spazio loml>o -!';~wralE_! rlopo avere estrattata u na. quantità pintto!';to ingente di liquido C'f'falo-racllidiano. Delmy ispirandosi a.l procedimento di Le Filliiltre ha ott<>nuto, mercè piccoli! z• - Giornale di -medieina mi/·Uare.- Fase VII-VIII-IX.


386

TIUTH~IEXTO OELLE FERITE l).,,lf.O·ARTICOL;IRI o·AR~IA DA

f l"OCO, ECC.

ùo!;i di cocaina ùur·a· :sciolta estemporaneamente in detto liquido eò inietta hL ùi bel nno\·o con ftJI·za i n si~me <·ou e~so, aualgcsie gcnera.Jizz.ate che non espoJ'rt•hhero ad a k11nC1 clegl'inconYenienti immeòiati u t.ardi\i suddPtti; perciò si tratta ùi espcr·imPnti troppo recenti e personali per trarne un gindiziu sicuro e spassionato. Riche, per suo conto, non volendo correre il riS(:hio di ledere il midollo spinale come potl'ebbe an-enire col metodo I onuesco, nè YOlcuùo scrTi1·si <.Iella. cocaina come Le Fillhltre, ricorre anche per le ra<.:hianestesie generali alla novocaina o sincaina per via lombare, permcttendogli la debole to..">sicità di tale sostaru,a d'iniettaruc dosi ele\•ate sufficienti per dette imestesie (un centigr. per 5 kilogr. di peso del soggetto). Anche t!U tale procedimento non è detta l'ultima parola. Ad ogni modo il còmpito rima,ne assai ingrato per coloro che ha.nno intrapresa la riabilitazio.ne della coca.inu. per quanto concerne lu, radtianestesia generale; es!ii a nanno merito se riusciranno a. t rarla. dall'oblio nel quale era caduta. Anche le due forme di a.nestesia locali non :;ono state t rascurate dm·a.nte l'ultima. guerra nelle ferite che ci riguardano e s-pecialmente iu quelle articolari. Al1'anest<>sia per infiltrazione si è proceduto infiltr·a.n-do la l'egione in cui doveva cadere l'atto operath·o (infiltrazione diretta), oppure circoscriYPndo tale regione con una serie d'iniezioni eire la isolano in cPrto modo dal resto dell'organismo in),"Vnsibilizzando i filamenti nervosi che ad essa si portano (i nfiltrazione circolare). Vi sar·ebbe stata anche una terza varietà- l'aucstesia. venosa òi llier- che :;i pratica iniettando la l'oluzione anestetica nelle n~ue dell'arto su cui si cl<',·e operare; ma qm~~ta Yarietù non ~ stata tt.n<:ot·a Rufficientemente spe· rimentata. L'anestesia dei tronchi nervosi o troncula.re si è raggiunta. mercè iniezioni n el tratto pit) prol'ORimo dei ner·vi apportanti la sensibilit.ù alla· r~gione . N(·lfa !i;c·plt.a dell'a nestetico ~;i è in genere preferita la no>oca.ina al 1/ 2 % nell'anesti'Sia per infiltra?.ione, all'l%·2% nel1a. tronculare, secondo la gro:s!>l('zza dei ner·d. L'adrenalina è ~·tata di re· gola un vnlido condiuvantt>, a()dizionata, seduta stante, nella. proporzione di 25 goccie sn 100 c. <'· Si è riconosciuta. ancora più la nece'ssità per chi esegue siffa tto genere di anestesia. di e~~ere un tecnico perfetto ed un buon anatomico, nonchù un sapiente ipnotiz1.a.tore d'infermi. La. in~nsibilitù. completa si è ~empre fatta attendere ~r lo meno dieci minuti. Secondo la ma.gg-ioran7.a dei chirurghi, nelle· ferite osteo-arti, colari est<'se e profou~le il metodo per lo più non ha bene corrisposto, percM mentre non Ri è dimo:-;trat.o (·apace di sopprimere il dolore, si è rivelato pericoloso pl'r quanto riguar-da l'a...~epsi, sovratutto in unità Ranitnrie avanzate. va.ncstN~ia troncnlare inoltre ha sempre richiESsto soverchio tempo per la E'RPcnzione t' per la· eRtrinsecazione. E) CURA L'REOPERA'l'ORIA DELLO SHOCK POST·TRAUJ\IATICO.

Stando alla teoria RU esposta circa. la essenza. di questa. grave com· plica?.ione dovrehbesi ritenere che ciò che più ancom occ·orre per combat. tPrJa. è rialzare la. pressione sanguif,'ila. I.~a cura quindi di essa si potrebbe cosl rin.ssumere: a.) riscaldamento del ferito che si può anche improv-


TRAITAME!\TO DELLE FElUIE OSTEO-ARTICOl.ARI D'ARMA DA FUOCO, ECC.

387

visare mettendolo su di un letto e ricopr-endolo con una. o più copex·te sostenute da a-rchetti e pendenti sino a terra.; ò) posizione molto doclive col capo più ba.'i!so dei piedi per prevenire l'anemia bulba re; c) fleboclisi ri. petute ogni sei ore per la dura,ta pe.r-sino di 24 ore; esse vanno fatte con fo;Oluzione fisiologica a. 40° a.ddizionia.ta con adrena-lina; una prima flebo· clisi può essere di 500 gr. di solmdone con 1/ 4 di mgmo di adrenalina-; le successh·e di 250 gr. di soluzione con J.a, stessa. dose ài adrenalina-. Contro l'acidosi si sono sperimentate le iniezioni di soluzioni contenenti il 2 % ili bicarbonato di soda, e per rendere il liquido più difficilmente diffu. sibile attra-verso le pareti vasali lli sono consigliate le iniezioni di solu· ?.ioni al 5 % di gomma arabica· di cui si possono introdurre sino a. 500 c. c. Il Delaunay è ricorso all'uso del siero gommoso di Loke per via intravenosa continuando cosi le prove di Bayliss ed Burtwitz. Le soluzioni da a-doperare corrispondono alle seguenti formole. Quella di Bayliss consta di gomma arabica gr. 20, acqua gr. 1000, clor11ro di s<r dio gr. 9; si sterilizza mercè bollitura e si filtra. L1t soluzione gommosa di Loke ordina.ria consta. di due soluzioni, separatamente prepa-rate e sterilizzate colla. bollitura, che si mescolano all'atto di servirsene. La soluzione a) si compone di gomma a.ra.bica. gr. 30; cloruro di sodio gr. 8 .: cloruro ùi potassio gr. 0,20 ; bicarhouato sodico gr. 0,20; glucosio gr. l; acqua. gr. 990. La soluzione b) const.-"t di cloruro di caldo gr. 0,02 ; aequa gr. 10. Delauna.y ha notato insieme col L<:riche che le iniezioni endovenose non superanti i 150 c. c. di queste soluzioni equivalgono per i loro effetti alle iniezioni di sangue o di siero sanguigno. Certo si è che l:t cura dello :shock è sempre assai difficile, e non di rado si rima.ne impotenti contro di esso. F) CURA PrtEOPEliiATORIA OEJT,LJ ANEMIA ACUTA l'OST·E.i\!ORRAGI CA.

Le ipoùennoc.lisi e le iuier.ioui endovèuose di soluzione clorurata isotonica, quali sono state consigliate per lo sbook, costituiscono senza alcun dubbio il primo mezzo da tentare anche contro le anemie.. Bene spesso però con esse non si riesce nello intento o questo tarda. ad avverarsi. Il crescente apprezzamento del valore tera.peutico della trasfusione del sangue . fatto durante la guerra ed avvalorato dalla contempo· ranea introduzione di una tecnica semplice, ba generata u-na vera onda di entusjasmo per sitfa.t to presidio terapeutico, ch'è riuscito a ridonare la vita a molti feriti gravi, permettendo che su di essi si compisl:'ero atti operativi gravi aUI·imenti ineseguibili. Si sono abb~tndonat.i i metodi di trasfusione diretta come quello del Orile artero-venoso (dall'arteria del donatore alla vena del rice· vente), sia pex· la lol'o tecnica a·ssai delicata e per la: facillU.\ con cui danno luogo a lla co~igula~ione e sia specialmente per .la impossibilità di misurar e con essi In. copia di sangue trasfusa. Si è invec~ ricorso ai metodd i-ndiretti, i quali !;lÌ possono riunire in due gr11ppi: nell'uno si u~'>ano apparecchi che permettono nn passaggio rapido di snngue non modificato; nell'altro si ricorre invece a mezzi ~he r.e ndono il sangue


388

Trt~TTAME:\'(0 DELLE FERITE OSTF:O·ARTICOLARI D"ARlllA IlA FUOCO,

ECC.

mcoa.gulabile. II primo gruppo è ra.ppre:-;enta.to dal mctollo di Kimpton P. Brown, dalla siringa di Linùemaun e dalla siringa speciale ideata dal Lester I. Unger. La tecnie<.t è la. seguente. Si introduce un ago-cannula nella vena del donatore talla piega del gomito) e vi si fissa. con una legatura. Questa cannula. si può adattare direttam0nte al becco di una siringa ùi 20 c. c . Una c:wnula ideutica si pone nella vena del ricevente. Si dispone di sei siringhe ~imili. Due operatori ~>ono necessari per fa.r presto: uno aspira il sangue del donatore, l' altro lo in ietta. immediata· mente nella >ena del rice,·ente. Un aiuto ha l'incarico di lavare le sii·in· ghe dopo il loro impiego aspira.ndo siero artificiale H· pit) ripresé in t1·e recipienti. Que::.to procedimento permette di trasfondere 50 c.c. di sangue inl0-15 minuti. I metodi appartenenti all'altro gruppo sono più sem· plici e più pra.tid . La. ba,<se sperimentale di ess:i fu gettata. da Runs, Peytan e Turner dell'istituto Rochefeller , e le prime applicazioni s ull' uomo ftn·ouo fatte da Agoti di Buenos Ayres. All ' uopo si preparano separatamente due soluzioni: una. di citrato di sodio, l'altra di destrosio. Si pa.rte da una soluzione madre di citrato al :!0 % (66,5 c.c. di questa soluzione sono pot·tati all'h:otonia, lllercè 385 c.e. <li acqua. distillata). La soluzione di destrosio si fa così : ùesti·osio in polvere 46 gr. (o glucosio li · qnido ~rammi il7,il). acqua di~>tillata gi·. l'lnO. A <Jnesta soluzione in reci · pienti di clm> litri .o:i aggiungono 350 gr. della soluzione di citra.tc) e fiOf) g1·. di ~'11lg'IIP. :-ìi porta in ghiacciaia; le emazie si ùeposita,no ed il li quido superiore resta opa.lcs('ente; se è tinto in rosa. n10l dire f'he il AAn~w· è stato emolizzato e quindi non è più buono ]Wl' hl! trasfusione. Nell'atto in cui que:o;ta. <le,·e eseguirsi si prelent met·c.è sifone il liquido eh<· surnuota :-<nl fondo delle emazie e quel ]jquido s'inietta. a.l ferito. I sostenitori della tra~fnsione eon S<l11gnp puro hanno fatto degli addebiti al nwtodo della trasfusione col sangue reRo incoa.gulabile e spedalmciite hanno illCOlpato il citrato di sotlio di azione deca.lcificantt· sul ~nngue del l'icC\·ente. P erò se si pensa. che occorrono al tt~ dosi di citrato pe1· an'rt> l'effetto sopra accennato e che d'altra parte ogni sna ert'ntuale azione tol'sica JnlÒ e·ssere facilmente ueutraliz1.ata. con piccole dosi. di clonn·o di calcio, si comprendl' rà. cl1e il pericolo è più teorico ebe r eale. Certo è a priori ammissibile che la pl>:\ tica dt>lla trasfusione di sa ng11 é ileh ba portare una modificazione, sia pur li<'Ye ed innO<'Ha, alla rleli<'ata trama sanguigna; ma- ad ~ni modo i Tisn ltati del metodo non sono din~r~i da- quelli ottennti con altri metodi, eò intn.nto si ha il vantaggio di potere peJ· mezzo di ei'!"O avere a disposizione una pror· d sta. di sangue uma.no <la servire con fadlità al momento opportuno: dò che mpprpsenta. tmn rer~t pronidenza in guerra òo,·c le tr~lsfusioni si fanno con la massima urgem.a. e<l in primissima linea.. Coloro <'he donano il sangue devono essere robusti, ed il loro san. gue non deve essere a~glutina.nte dt>l sang11e del ricevente. Questo fenomeno che, normale fra. S.'ldlgue e sa.ngue d ' indhridui di specie dire.r·sl', può vf'rifi<'arsi anche talora t ra sangue e sangue d ' individui della stessa specie, dev'<>:-<sere edtato come indizio d' incipientt> t>molisi. All'uopo occorre sa:rgiare i ~'1ugui da qnesto punto di Yista. per una e\·entn<l le loro incompatibilità.


TR.\TTAME:\TO DELLE FERITE 0&1Ell-ARTICOLARI O'AR~IA DA FUOCO, F.CC.

389

Il sangue the si trasfondc dev'essere, come qualsiasi altro farmaco, dosato. Un donatore può fornire impunemente uu quarto del suo sangue; quanto ne debb<t ricevere il paziente dipende dit Yarii fattori; in media. se ne iniettano 500 c. c. La, sottmzione ec.eedente di sangue nel donatore si manifesta con aumento del polso e del respiro, sbadigli ripetuti e -sosph·i profondi; al comparire di tali sintomi bisogna soapenderla. L' ipertrasfusione nel ferito si annunzia C'Oli ma.lessere precordia.le, cefalea, dolori al dorso ed alle gambe. Il segno però più imporU\nte è <lato da. colpi di to~.<se . Non · si devono introdurre più di :.!00 c. c. di sangue dopo il primo colpo di tos~-o:e secco e breve. Non è ~;tata sinora. sufficientemente precisa.ta la indkazione della trasfusione di sa.ug11e nei gravi rasi di i"hock vE!ro. G) Drsi:-.<t··r::zw:-ao: n~<;r.r.e !IIANr, oEar.t sl'ul'ME:-\TJ E oa-:r. (\\MPU Of'BUATOutCI.

lu zona. di guerr·<t, più che nella pratica civile, 1e maui del chirurgo sono assai di fre•1ueute ~;;oggette ad iuquinarsi perchè obbligate· ~L toccm-e oggetti quasi sempre sporchi; cosi pure esse uon possono mautenersi a lungo disinfettate' fYU\.n te il nume.ro grande di feriti che possono chiedere contcmpom.ncam(•ntc le snc cure. Occol'l'eYa. p(,tel· quiuùi disporre di un mezzo semplice e spiccio qu;lnto sic:uro. All'ttopo è stato da.i più prescelto l'alcool, e saggia.meut~, per-('hè e~:so ha. un grnn potere antisettico e di penct1·a.zionc ath;werso la pelle che fa, n :triiJTe ed indu· rire, mentre riduce al 'lllinimo la. q uantit<ì, di germi in essa. esistenti. Sebuene alcuni usino l'alcool a-ssoluto o quello <lo 90" (Ma·rqui:s, Aiisner), è però sperimentalmente e elinicnmente provato che l' alcool diluito con M:qua. ha, maggiore effìcacht . Ciò si spiega, per il fa.tto <"he nell'azione disinfettante dell'alcool primeggia il meccanismo di p1-ecipitazione dell'a.lbnm1ua,, come in quelJa del sublima.to corrosiYo, e questo meccanismo (·be si eser cita sul protopla.sma dei microrgnnismi è ta.nto più attivo quanto meno il rimedio è igroscopico, val dire quanto meno alto è il titolo dell'nlcool. Ciò s'intende però sino ad un certo punto, chè se scemclo di molto il titolo dell'alcool seema. anche il sno potere disinfettante. L'optimum per l'alcool etilico ch'è di uso più comune si è la, cliluizione tL 70• cir<"a.. Un altro fattore impo.rtante che rende l'alcool diluito assa.i più eflica-ce dell'alcool assoluto è il potere di penetJ'azione negli strati più snperfic:ia,U della cute. Più alto è il titolo dell'alcool, meno esso è penetrante perchè più fissativo, pitì disidratante; le cliluizioni accpwse inveee per la. minore ·dh:idra.tazione òelle celln le si diffondono maggiormente in profondità, e quindi riescono anche per tale motivo più attive e più etlicaci. Un tet-,:o fattore che ha alta. importanza. nel potere battericida. (]egli alcools è il così detto grado di tensione in supeT·tide che regola i fenomeni di osmosi e di peuett"azione, i quali (]eterruina no la eoagulazione deg-li a l buminoid i protoplasma tici. Or·bene, se l'nkool è assoluto, la tensione iu snperficiH è molto ba,<;sa ,: viceve1~a. se esso sn.hisce diluzione la tensione vieue gradatamente eleva-ndosi.

•


390

TR.Ilì.l ~l t:~TO

OELL.I: FEIIITE Q:,'TEO·ARTICOLARI O'AR~IA DA n ; ocO. ECC.

L'alcool diluito denatUI'<lto è preferibile al st:ruplice perchè costa as sai nwnu, non può e~ere distratto fraudolentemente per altri usi e può acqui!>1:ar·e maggiore potere disinfettante ~e le sostanze con cui viene denaturato hanno anch'esse azione antiRettica. ~lercè sempUce la· vaggio e strolinìo per 5-10 minuti con detto a.lcool, sernmdosi a ll'occor· r enza ùi apposito spazzolino, si rag~:,riunge una disinfezione delle mani ehe non è POIS"ibile ottenere coll'u:-oo ùi CJualsiasi a ltra sostanza. ~ I,uò rinuoYarsi t r a un interYento ed un altro ed anche una. o più volte durante lo stesso iuterveuto. Per aumentare il ,·alore disinfettante del farmaco ~i pe.uf;Ò di addizionarlo ad una sostanza adda, essendo \>en noto il pott>re ùi difl'ur-.<ione e di penetrazione di simili so~:;tau:z..e. Il De Ga~tano della Clinica Chirurgica di Napoli, ba. prefer ito l'acido ace· tico con ottimi risultati e nella. proporzione di gr. 100 di alcool etilico a 70" e di goc.cie 20 (un gr. circa) di acido acetico. T ale pratica è ~>tata u ni\·et·~a Imen tE' acce tutta . Il risparndo maggiorr ùi tempo e Ja. neCt>ssit.'\ di doYere spesso in tt-rY~nire senza dilazi011e di l'Orta. ha twclte consiglia.to in guerra. l 'uso dei ~ruanti ~crili di gomma; E' poicltè queRti si alterano se vengono trattati colla bollitur·a o col ntpore a 100•. F:i è pensa,to $Ottoporli a ll'a · zione dei m .pori ùi fOJ>molo a. 55•, i quali m<•ntl·t> rispettano il tessuto dci guanti, aF;sicurauo una rapida cd eftìca<·e stet•ilizzazione. Si possono anche tenere a r>ermnnen7.a sotto l ' nzione di detti vapori a tem peratura normalE' in ca~sette speci<ù i simili a quelle in uso per le sonde uretrali. Poich~ in <:;lsi ili mas~ima urgenza oceon'"t' infilare i gmwti senz<l far precedt•re la laYa.tut'l"b delle man i il Wu!L<;tein pe.rsò d i f<trli disporre nei loro inYoht('ri in modo tale che per i-ufìlarli non fos;;;e necessar io toccarne la s11perfide c5terna. La, co~a però era t t·oppo complicata per essere pr atica . Nella for ma. di guanti proposta dal Fubrmann u1le m · com·eniente è eliminato. I suoi guanti differiscono ilai comuni J)('r la In nghez2-a della. parte: corrispondente alla m:wo. I n questa disposi· zione di arron•sci:.u nento ciascun guanto è chiuso in un involucro di ca.rt..'l. che si apre tiranno una cord.kella; ma di riò si può fare anche a meno b_asta1Hio c·he il guanto a r roYel'lciato s ia tenuto n~>ll a cas~tu1> di formalina. Infiltltolo in una. delle maui, Ri prenderà con una, pinza esterJ13. il bordo E'~tt·emo Ml guanto e si tirern sulla. manica, la par te ro"'e~ciat.-:1 di f's~u; ciò fatto. sar:ì. facile <'Onir e l'altra mano aiutandosi con la. prima a. ro>el'lciare il ~erondo guanto. I gua.nti di filo sono Rtati n flati da Angt>rer per protc>ggere qn<>ll i di ~tomma. ~":Ovra pponencloli ad essi. Altri se ne l':Ono serviti per intervenire in ferite asettiche. Tra un inter,·ento e l'nltro non occorre cambiare· i l!nanti di gomma quando non si ROJH) tO<'ra te fE'ritE' in pr-l"<la n grave sepsi; bastn i mmt:-r gere Ue mani l"in>f;tite <li E'Rf'i in a](',()<)} dl:'naturnto a 70° per qualche minuto e quindi ~":tt·ofin:ule•, IH'r qnakhe altro minuto colJfalcool medesimo. I guanti di filo Yaltno inwce CI~mbiati ogni ,-olta, e perciò non son o prat.i<'j. E<l ora non l"l'!';ta. che dirt> pof'hP parole circa la prepar-azione della ferita. Che Ria ~<tatn, o pur no. mf'rlicata suhito dopo il ferimento. essa


TRHTAME;>;TO DELL.lì: FERITE OSTF:O-ARTICOL\R I D'AR!IIA OA L'l'OCO, ECC.

391

va sempre trattata nel seguente modo. Si disinfetterà innanzi tutto la pelle circostante, strofinandola con un batuffolo -di cotone imben1to di etere .<:;emplice o saponato, o di benzina., o di essenza. di petrolio, o meglio ~wcora dello stesso a-lcool denaturato a 70°, col qua.le più fa<:ilme'Ilte si evitano h:t ùepitelizzazione e lo inwrgere di bolle C<'Lpa,ci di cumpromettere il buon esito della operazione, e quindi la si peunellerà con tintura di iodio. E' un error·e limitarsi sin dal principio a questa. semplice pennellatura, perchè è puro feticismo eredere che la tintut'a di iodio, anche la-rga.mente usa-ta., possa sterilizzare la cute quando su g11esta- aderisce ogni sorta di materia estranea.. V a senza dire che d ura.nte la disinfezione dei contorni della ferita, questa dev'essel·e protetta con compressa di gal"bl1 sterile onde e'•itare lo iuqninamento dallo esterno. Quindi essa va. lavata abbondantemente con solu?.ione fisio· logica o con liquido di Dakin ca-ldo, e se è cospa-rsa di sostanze estranet~. specialmente di gnmi d i sabbi<1 o di terriccio, la si stl'ofina· con un tampone sterile per quanto è possibile per tutta la sua estensione sotto il getto di una delle soluzioni indicate; dopo di che la si asciugherà e la si covrirà con garza, sterile essendo pronta pe'I· essere tratta-ta. Alcuni a questo punto passano su di essa. la tintura òi iodio; altri la imbibiscono con alcool o con etere che agirebbero da so.<stanze fi-s satrici di germi patogeni; ma., a· mio parere·, meglio è astenersi da simili a.pp1icazioni, perchè con e,~e s.i altera lo aspetto tlei tessuti e si rende più difficile il rieonoscere le parti lese che ~:~i d ebbono a.sportare da quellE' f!!n.ne che si debbono rispettare. Le Grand per fa1· cliRtingnere più facilmente i tessuti integri da quelli alterati consigliò trattare la ferita, eon fot'lllOlo al 40% nel quale sia stato sciolto del bleu di metJilene al 5%; ~on questo i tessuti morti liÌ colorirebbero intensa.mentt~, i vivi assai debolmente o niente affatto. I n oltre il formolo ag-endo da fissatore diminuirebbe la proprieu\ di disseminazione di mic1·obi e quindi prolungherebbe il periodo di tempo favorevole per il buon esito delh~ sterilizza~ione chirurgica e consegne)lt<>mente della ~utnra primitiva immediata. Ricordiamo però che le e·sperienze fatte da. Qnéuu e Walther hanno dimostrato che il formolo al 40 % ulcera i ·\'Il-Si e ne dt~termina, la. trombosi e che tale a~ ione nociva esso spiega, bencht' in modo ph) blando, anche se usato al 20%, come in secondo tempo fu <'On.sigliato dallo ste!';SO Le Grand. E quindi prudente rinunziat'Vi, tanto più che, come giustamente afferma.no Gros~. Chaput, Delbet, Thevenot, Tuffier e Fraser, non riesce mai impossibile ad occhio esercit.1to di distinguere ciò ehe si dev<.> n-sportare rla ciò che si deve lascia.re e ne vedremo il come. H) TEC::-IICA OET,I,A STEI!ILlZZAZIO:O.'E CBinURGlCA DELLE f'ERI'l'E OHFif;AI:lF: COME PUEPAU:\ZIO:\E AD UNA EVE:\TUALE SUTUfiA Pltll\HTIVA IMMEDIA'l'A DI ESSE.

E l'operazione, com(> si disse, più imporumte in queste come in tutte l'l altre ferite di guena, e perciò ,-a eseguita con la ma~sima. esattez?.a, e completezza. L'operare sotto il getto continuo della soluzione fìsiolo-

•


!J!)2

TIUTTnH.:\'TO UEJ..U: FER ITE O::TEO .~RTI COI.AIII

O"AR~t:\ DA

H :OCO. ECC.

giC'a rom e fauuo aleuni, o ùi qm•lla <li Gianuettasio o dj D:~kin , come f;~nuo alni, può l.!l-.l<t> t·e lttilc più allo scopo di mantener e h1 ferita iu uuo stato di detersione continua in tutte le sue parti, che a scopo veramente anti~Pt.tico; dt>l l'<'Sto se ne pu<l fare a meno. Ciò che ot·cor'l'e im·eC'e è ili an' re di:-,ponilJili strumenti :sterilizzati in numero sufficiente per t·;uubial'li di frerptentc JWI corso ùell'operazione, sp<.-<:ialmeute quanII J si teme ùi an!r tncc~tto tPs~uti contaminati. L'jdea le ~<ar<•hbe di inc·itlere non attr;H·et·so ma al di là delle parti mortitic·ate in gnisa da poH•t· a\·et·e nn:l fpt·ita ne tta con pare ti e fondo ('osti tu i ri da, tesl'u t i norma l i ; però purtmppo tale tecu i ca non è il più 1lt·ll(• ,·olte applicabile nPlle ferit e di cui ci ovcupiamo. Essa tutto a l più può esse t·e seg-nìta, nelle fCI'ire a, e.-tuale nelle quali coutorna.ta la pet·· dita di ,.,ostam~a eon una, itH: bione sui te~>suti sani, è spesso assai facile proce<let·c col hi:;tm·l i n gui!5a. d;.t rima nere costantemente al ùi lù dei tessuti lP!;i che \·engono a lli<lUO n mano sollen1ti eù allontanati con pinze. Neg-li altri cn:si oecone JWntieare sbrigliamenti ge nerosi n<•lle di · r·ezion i a uatom ic-amente pn•feribHi, compreJld~.:ndo in {'ssi gli orifizi od esdudendo.U dal loro tracciitto per estiùerne a p:~rte i contorni. Se il cellnlare l'ottof'utaneo pre!;enta~i intiltmto I'Cchimotico <!ùemato~o, bisogna. aì'portal'lo tutto !':ino a toc{'at·p qu<>llo normale percbè speossis· Kiruo è in P!-iflO che si mmidtlllO i ~ermi patogeni. Se così fa(.'<!ndo uua pOI'· zione di e ute riruann priYa. di cellul;we, Ja, si deYe portar via altrimenti ~"<al·<·hl! e compronwsso l'e!-:ito òcJia sntu 111; CO~"<i pure si deve all'occor · r <::m.a am]lliat·c il ta.glio (lell'aponi'VI'O!'i in modo da rendere possibile quel ~:rrado di di\·aricamento (lei mm·gini dw cons<'nta, l 'ispezione aecu· rata delle pa l'ti sottostauti, le quali so,·eute presentano lesioni molto più va~ te di q tH"llo che si crede. La esci!:':>ione delle parti muscolari lese !:i fa. mcgl1o <'ou piccoli ~:olp i di forlJice che col bistori, afferrando <li rnano in mano f'O n piur.e i tratti la<:erati o contusi c sezionando a l di là eli quel'to in pi<'no tessuto sano che si distillg"liP per Ja. colorazione rol'...-:a vh·a, (e non feecia di Yino) delle fibt·l?, pt'r la consistenza di es.<:e, per la •·ontra zio ne cui ntnno in<'onh·o quando le si afferrano colla pinza, ma più di tutto p(•t·ehè sangninano al contatto. I eorpi estranei, che, come i l t~>nicC' io, la paglia, i fila mc n t i di c·otone o di la n a cl egli n biti, si sono t:Olt ti tt i ne i tt:'Sf-:11 ti aderendo loro intimamente e spesso compenetra n · doli addirittura, ,·engono in tal modo nella. maggior parte dei casi completamente a!-:portati; i Yoluminosi, me.c:;l"i alla loro ,·olta in lnce, si possouo togliere con facilità,. P er an-:ivare al foeolaio os~"<eo ~>i 1'\cgnirauno, per quanto è possibile, gli intHs tizi mu f.:t·ohu•i; e f]nando eccezionalml"'nte !'\i 1·ende nect>.<;S}trio attrnvpr·sm·e nel loro spl'ssore i mu scoli, l ' incisione sarà. fatta secondo );~ direzionf' delle fibre <'creando di lcderle il meno po!Ssibile; si e\'iterà. in ng ni modo lf.L l'<'d~ione :ln<'ate parziale dei ventri mus<'ohtri come pericolo!-:a. in enso che· si sYih.tppi un fJual!dafli prOC<'I'SO ~;:ettico. In queste (·o n el izioni infatti l ' i nfl'zione si d i !fonderebbe con facilità attr<werso lt- fibr·e recisP, il ponte che fi<'TYC a mantenere la continnitiì del muscolo ca<h·ehbe jn nec1·o::.i, i ruoncoui si ritirer·~>bbt'ro, ed, oltre alle tardive <·n n~c~1I cn :r. l' funzionn li c hf' pronH' het·l'hhl'l'O, essi propagherebbero il


TllATTAMEI>TO DELLE FEIHTE OSTEO-ARTICOJ.ARI O'AR~ti\ DA FL:OCO, ECC.

393

processo infettivo nei tessuti sani e costituirebbero un ottimo terreno ùi cultura. per i microrganismi anaerobi. La esplora?,ione della fe1·ita nelle sue varie pa.rti dev'e&"Sere fatta eon molta delicatezza. procedendo dalla superficie >erso il fondo, riducendo al minimo possibile le lacerazioni, aiutandosi sia col dito che con una sonda scaualata,, fa-cilitando la ispezione per mezzo di divarica. tori e facendo precedere, sempre che si può, l'esame radiografico. In queste manovre si fa.rà attenzione a non oltrepassare i limiti delle zone lese ricordando che ogni scollamento muscolare e vascolare superfluo predispone, in caso d'infe2.ione, ad infiltrazioni purulente minacciose. N el ri-cercare i vnrii reccssi della fer'ita, bisogna la.sciarsi guidare da qualche coagulo nero sparso qua e là, da qualche fibra dissociata., da qualche frangia aponeVI·otica, d~t quaJche venula trombosata o da un po' di sierosit.'\., ed in quel senso estendere l'atto operativo. I vasi, i nervi, i tendini èhe s'incontrano nella ferita vauno a-ccuratamente puliti senza comprometterne la vitaHtà; se lesi od interrotti, vanno convenientemente trattati. L'allacciatura è il metodo comune più rapido e sicuro per il tratta.mento ·dei VU!fli feriti. Come materiale si adopereranno fili di catgut ste'rile di medio ca.libl'O. Non è mai necessario nè consigliabile ricorrt:re alla seta, perchè i nodi dati con questa sono fa-cilmente punto di partenza, di af;Cessolini. Alla sutura sia delle arteri~ che delle vene bisogna rinunzia.re, percl1è essa. se rappresenta sempre un'operazione delicata e difficile nelle migliori condizioni di ambiente, addivelTebbe addirittura impossibile' nelle formazioni sanitarie avan1~te . E imprescindibile dover·e rlel chirurgo ricercare a.ccurat<t.mente tutti i vasi sanguigni feriti, perchè le lesioni di essi se sono misconosciute possono espoTTè presto o ta.rdi il pa.ziente ad ernorra.gie mor tali. Nes· &una migliore o~asione per tale ricerca. della. sterilizzazione meccanica, h'L quale mette ~Lllo ecoperto tutto il focolare traumatico. Ricordiamo che vi sono ferite dei gro!'lsi vasi da schegge di gr:tnata che sfuggono alla diagnosi perchè non dànno sangue (ferite secche del Duval). D fenomeno è dovuto a vari fattori : strappa.mento del vaso con assottigliamento ed allungamento della. tunica esterna ed accartocciamento dell'intima; compressione da ematoma. periarterioso; dimi nuzione della pressione sanguigna e della vLLlidità ca.I'Cliaca, aumento della coa.gulabità sauguigna ecc. Si comprende la grave insidiosit:'\, di questi casi che, noi! rilevati a tempo, costituiscono un'ont.<t per l'operatore. I tronchi nervosi recisi vanno immediatamente suturati; su questo punto non èsistono più dhrergenze tra. i chirurghi. L'intervento pre<'oce ridà più presto l'innervazione alle parti che ne sono state brusca.mente private, senza dire -ch'esso è più facile ad eseguirsi (! di e~ito più sicuro. Bisogna però essere oltremodo -sicuri dell'asepsi clinica del focol aio; se su que$ta esistono d\lbbi o $e sono trascorse più di 24: ore òa.l ferime·nto, è preferibile r imandare la sutura. ad tm secondo tempo. Il prooedimento opera.tivo consiste nello affrontare i due monconi ron c:~ tgnt gro~so e nel riunire esatt'lmente i <lue nevrilemmi con punti di catgut sottile senzn iuter<•ssnr<> Jc> sezioni dei monconi medC'simi.


39-i

TKAlT.\.\IE:-ITO DELLE fERITE OSìEO-AJlTICOLAIU D'AR.\iA DA FUOCO,, ECC.

Se per la notPHtlt' P~"I'Ùita di ~ostauza non ~i riesce, anche dopo a\·ere if;olati per un buon tratto i monconi, ad ottenerne l'atfrontameuto, si cercherà anzitutto conseguirlo mediante una leggiera flessione dell'arto che ~i farà !l{;Ompari-re a poco a poco durante le settimane sueccssh·e all'opera:t.ione, <1ua.ndo pure essa non è utile per altri fini. Nou raggiungendo 11eanclle con questo mezzo il rianicinamento dei capi nen·o!oJi, si procederà, allorchè trattasi di un grosso nervo, allo sdoppiamcnto ùi un tratto di esso. In og.ni caso, ad operazione ultimata, d evesi aYer cu .m . di an·olgere il nervo suturato con tè!Ssuto muscolare allo scopo d'impedire ch'e;.:so contragga aderenza cogli elementi connettivali circol"t<lnti rimanendo imbrigliato nl'lLa cicatrice e più a.ncorn che e"so \'enga. inglobato nel callo. L a ferita di un tronco nervoso passata iuosserntta può costituire in seguito una· brutta. sorpresa per il chirurgo. Anche la- sutura dei tendini è nutori z~ata ed imposta trattandosi di un intervento clte si esegue in campo clinicamente asettico. Vanno a prefe1·euza· suturati con accumtezza quelli della mauo e ùelle dita·. In casi di Hcce~.:~ità si dovrà t·icorrere per lo atfrontamento dei loro monconi ad artitizi di tecnica od a vere plastiche. Pet· i tendini suturati, come per i nel'Ti, bisogna. curare l'isolamento nel miglior modo possibiie onde e\·itare le aderenze. N'elle ferite a fondo deco l'inùicazione del grado dell'intervento verrà data, dallo esame della. ferita dopo lo sbrigliamento. Se il proiettile si tro\'a al di qua del focolai o di frattura e se l'osso non è fratturato comminutivameute in tutto il sno !o;pess<•re, si potrù, a.rguire che con tutta probabHità n e~-;sun corpo estraneo sia. arri>ato al di là della frat . tura. i Jaonde, me~<sa bene allo seoperto la, lesione, si potrà, a,stenersi dal praticare una controa.pertnra; ma, se il proiettile od i corpi estranei si trovano profondamente impigliati tra i frammenti o sono passati al di là, la pulizia dev'essere più accurata e sarà, bene praticare una controapertum per edtar~ r istagni. L'ispPz.ione completa del campo di frattura, speC'ia,lmente se \fllesta c? profonda comminuta e co-perta da coal(llli, può rinf;cire talora, pre!ò;socllè impossibile; di qui la, nece~sità degli sbrigli~menti generosi anche per potere comodamente inten·enire. s~ )a. frattura è incompleta, il chirurgo si limita a. raschiare col cucchiaio le paJ·eti ossee che ne delimitano il focolaio, o meglio, potendolo, le asporta, con una. piccola parte di tei'isuto osseo sano. Quando poi un proie<ttile è penetrato nella spessezza dell'osso, egli lo estrae od nttraver·~o la. via the que11o ha seguìt:11. o tra·panando l'osso in con·ispoml enza del proiettile. Se la cavità che ne residua è piccola, I'abhanclona a sè stessa cauterizzandola col Paquelin; ma. se è di dimensioni discrete c se per giunta è sanguina.nte. la tampona con j!a r~.a sterile l)<l all'iodofm·1uio; ,.a evitato il tampollitmento con gra~so od altre sostam:e che agendo da corpi estranei possono dat•e infezione. Se la, frattura è completa, ma semplice si regolarizzan() le egtremità dei monconi o si re~<e<'a da questi una. sottile lamella ossea per avere supPrfiri regolari di atf,·ontamento, e quindi si escide col cncch i aio il midollo ecchimotico.


TRATTAME:-<ro DEL[.E fERITE OSTEO·ARTI(X)Ll\RI 1l'ARMA llA FUOC(I, ECC.

395

Ordinariamente però le fratture presentansi scbeggiate·, e· le schegge possono essere libere od aderenti. Le libere in genere sono piccole e non sorpassano in htngbezza i 4 cm.; le più lunghe aderiscono per una mag· gìore o minore eRtensione all'OSf>'O, o, pur non avendo più rapporti con questo, com~ervano <tdercuz(! col lJeriostio e cogli a.Jtri tessuti circo· :stanti. Le schegge libere si distinguono da quelle aderenti all'osso perchl'• non seguono i movimenti dei monr.oui o"sei e si distinguono da, quellt· aderenti alle parti molli percbè sono più f;leilmente mohilizl'x'lbili: in molti casi però non ·s i può stahilire il loro \·ero ~ta to che all'atto del · l'inter·vento. · Circa il trattamento delle ::;cbegge i chirurghi non sono stati affatto d'aecordo; eppnre l'argomento è d'importanza. capita.Je sia per il decorso dellà lesione che per i snoi esiiti. Es~-i si dividono in d ne scuole: a) la scuol:t dei conserva tori che limitano l'opera loro ad una sem· plice regolariz?.azione dei monconi, conservando e rimettendo a posto per qua-nto è possibile tutte le sehegge od _almeno rispettando qtJelle tuttora. at(lerenti non solo all' os"o ma anche al periostio ed agli altri tessuti circostanti ; b) la scuola invece degli ag~ressori e demolitori cbe asportano sistematicamente tutte le schegge libere uoncbè buona. parte e talora anche tutte le schegge· aderenti, resecando in primo tempo i monconi. I sestenitori del metod(l conservatore si appoggiano "pec:ialmentc~ sngli esiti lontani deploreYoli che sogliono tener dietro alle asportazioni troppo gene1·ose, qun.li i calli insufficienti. le psendoartrosi, gli accorcia-. menti eccessivi; la onde si \'ede un clùrnrgo come il Calot consigliare di mettere a. nudo il meno che possibile il focolaio di frattura e non to· glierne neppure una s-cheggia. anche se in tutto sta<·rata p.cl orma-i appn · rentemente priva di vitalità,; e si sente iJ Giordano inso-rgere contro co· loro che pongono le schegge ossee fra i corpi estranei e conseguentemente le ricerca.no entro il foeolaio di frattura. e le strappano senza considt·· rare, dice egli, che « una scheggia che oscilla appe~a. ad una. ladnia eli periostio può avere l' importante destino di stabilire un ponte di ossifi cazione fra dne frammenti ossPi elle altrimenti non si f.ialderebbero ». Ora. con tutlta la stima che ahhiamo degli eminenti chirm•ghi che sostengono ht· conservazione dPile sch!'ggP ad oltrauza-. noi non possiamo condhi<Je·re n;ppieno la loro opinione; ed a ciò F:iamo in~otti sia da prin · ci-pii di mas~ima. che dalla larga espf'ril'n za hellka. Il voler segnire la loro condotta, e-quivarrebbe a venir me.no alla norma fondamentale gi:ì ammessa romt> cardilH( dello intervento primitivo imme·diato, vale a dire di p1:ocedere Ìll ogni ferita. di guen·a. ad una complt~ta pnlizi:t meocanka di essa, a-sportando t utti i tt>ssnti mo11:.i o chf' si ritengono deputati alla morte. A si tratto de.<Stino non put'> sottmrsi il tt>ssn to o~S<>·o. LP scbeg'f!<' che per un male inteso ~ concf'tto di conserv:t?Jone YCJlgouo rispetta t(>, cadranno n.ssai probabilmente in nPrr osi, smwitando inf~zio11 i lunglw e pericolose e fin('udo coll'e~~pr·e i Yt.>ri fattori eli quelle con!'egnenzè tal'· dive che colla. loro con~ervaz ione cerrnvasi evitare. C'~rtament.e siamo bt.n lontani dagli ('C('E'S~i di coloro cb(>' arrivano a- resPcare neliP prime ore stgmenti di diafisi solo percbè scorgono in P~si una ff'!':s:nm. e a-d aspor·


:l06

TltATTnlf.:'\TO lJELLE FERITE O.'lTEO·ARTICOLAitl IJ'AR:.IA DA .f t.: OCO,

ECC.

tare ~;iuo ai ~/3 della. dialisi oruerale o femorale coruminutivtuneute fratturata, pl'ltticanùo così ùei veri disossamenti; e riteniamo che ciò poss~L tutto al più essere, in via eccezionale, una dura necessitt\ del pe· •·ioùo :se~:cmd;uio, qmmdo cioè l'infezione :si è ~;ta.bilita e minaccia la vita. del paziente; ma, ù'altm pa.rte, non perdiamo di vista. la preoccupazione gt·ave cd urgente <:Ile dcn~ dominare l'animo del chi.rUI·go, il quale si ac· · t:inge a trattare tma ferita nel :suo periodo siderante, di prevenire cioè. per quanto è a. lui dato, i processi settki e di non perdere nel contempo dj vista il risultato ideale clte egli de,·e perst>guire, che non è quello di ottenere la consolidazione dei monconi os:;ei cercando solta nto di conser. vare la, forma. e la, lunghezza, dell'arto sotto lo specioso prete·sto ili lasciare ai chirurghi degli ospedali tenitol'iali il còmpito di rìpristinarne la funzione, ma quello .di cercare di rcaJir.zare siu dal principio tutte le condizioni che assicurino al ferito il più regolare andamento ope.ratorio. 1l mantenersi a lnngo di suppurazioui anche attenuate è indice· d i una. insufficiente puli?.ia meccanica primith·a, Yal dire, nel caso nostro, d i corpi estrauei (schegge ossee) rin1asti in si t'O; è indice, in altri termini, d i una opent.ziQne est>guita, iu modo incompleto. Cosi pure il contatto prolungato degli estremi ossei di fi•<l.t tura. e dci muscoli che li circonda.no con il pus, uon può condurre elle a.<l un processo di ripa.r nzione sotto ogni rigum'<lo d e test.<l·bile, poichè l'osteomielilte cronica che si stabilisce len~ tamente, la- pref.:enza di sequestri, l'irr·egolare produzione ossea da parte llel periostio ma.la.to, qua.nllo non inducono una. pseudartrosi, determinano la produzione di un callo esuberante deforme, qua.si sempre doloroso, the R·e rve di as8e ~~d nn arto inutilizza,b ile con mu~oli sclerosati ed inerti e con pelle vio1acea, t<.>..<:a, aderente, ternpestatn, di tagli in parte già chiusi ed in pa.r'te ancom suppura.nti, così da fa.r essere dubbiosi se non sarebbe stata preferibile una buona, amputazione -primitiva ad una. catth·a consenazione. Bisogna adunque portar via non solo le schegge libere ma a-nche quelle che, pur essendo più o meno aderenti al periostio ed anche all'osso, lasciano nutrire dubbi sulla. loro vitali!:<\: tutt'al più si p()Ssono consern\.l'e quelle misura.nti una, cm·ta grandezza, le quali non impediscono in nessun modo l'esplora.zione completa del focolaio di frattura nè il libero a<lce'l'SO del canale midoll~tl'e <lei due monconi e che per essere completamente r ivestite di perio!'itio debbono presumerai vitali . Un 'avvertenza va però qni fatta ed è che nel portar \'ia. le l'chegg-e adcrt>:nti non bisogna Rtrltpparle bruRcamente dal loro punto per non trascinare eon esse il periostio e gli altri elementi fertili dell'osso, che sono quelli appunto che devono asf'icurare la. formazione di un callo regolarP e che trovansi t ra lo strato fibi·oso del periostio ed il cilindro dia.fìsario. All'uopo OC· corre fiRsare le Rchegg-e aderenti con una, pinza e, senza fa.re Ru esse ec~f·S\'Sh'e tm?'.ioni o mo\;mt"nti di toJ'RÌOJ1e, liherarle, a, mezzo dello stac· cnperio~tio tagliente di Ollier, dello strato fertile periosteo che deve rimanere sul posto insif'me colhl, lamina fibrosa . Solo cosi è possibile lnsciare tra i due frammenti nna distanza di cinque a sette centimetxi e \'edere anche le fratture più gr·aYi ('Onsolidarsi in tempo brcvis~'Ìmo e con


tllATTùlE:\'f O DELLE FERITE OS'fEih\RTICOLAill D'.\Ri\li\ DA FUOCO, FCG.

397

un callo costituito di elementi saui e re::;istf}uti che non includono alcun corpo estraneo da, eliminarsi nè alcun germe da poter dare infe~ionc. P erchè intanto questa scheggectomia sottoperiostea primitiva sia roronata da successo è condizion~ essenziale farla seguire da acn11·ata esplorazione e disinfezione del canale midollare. L'esperienza ha dimostrato che questo nelle ferite-fratture, e specialmente in quelle del f(~ ·

more, dell'omero e dell;1 tibia, contiene di rt>gola numero~i detriti o:;;sei, bnmdelli di stoffa, fra.mmenti met<.Lilici, gr·nmi l'anguigili, ecc. Ebbt'ne, bisogna aspm·ta.rli tutti con il 1'<1b"Cbiamt-nto del midollo sino a che non si tu·rivlL a seorgere midollo sano. I monconi inftne, come si è accennato, nllluo semplicemente raschiati o !ogorbiati, oHero vn.nno a<ldirittura t·e· sec..ati qualora si Yogliano an~ tc buone superlì<:i affl-ontabili. ' Preparato con una puli?.ia precoce la1·ga e I1Hdonalc il campo opcr<ttivo, non pO!'.<;iamo certamente :11fermare di ;n·ere couseguik'l. l' asep~i della ferita nel senso stt·etto della. parola, ma possia,mo nutrire la ftducia, che ~;e pur dei germi vi siano residuati, qnel-1ti sManno resi impotenti dai tessuti sani pronti a. difendersi. Pc.r ciò di regola i chirui·ghi sono venuti nella determina.zione' di non adoperare dopo l a. sterilizzazione meccanica alcuna soluzione antisettica e, tutt'al più, di i•icorrere aò una. buona irrig:1zione con 1<1 ~oludone fisiologica. à -t0°, la qu:t-lc, mentre serve aù a-sporta.r e meccanicamente i f rammenti di og.ni genere rimasti per c..'\SO nel ca.mpo opemtorio. ar1·eca unu stimolo a i té~;snt.i c vi desta. una· iperemia attiva. che fa.cilita. i procP~ISi ùi l'ipar:tzione. Nel contempo essi pa!\· sano senz'alt1·o nl trattamento ultimo della ferita., il quale, secondo i casi spe<:iali, si esE.'gue o mercè lo zafl'amento lasso con gar7n'l. sterile, o mercè sutura parziale garantita con drenaggio che pesca nel focolaio di fra.ttura, ocl infine mercè sutura totale'. Dh·e con preci.sione in quali casi sia preferibile l'uno o l 'nltl·o di questi procedimenti è difficile, per non ùire impossibile. Possiamo solamente indicar~ dei criteri~ generali che possono servire di guida. La. sutura totale si riserber<'b ai casi in cui si è avuta l'opp01·tunit:ì d ' in_ter· venire prima dello insorgere di qualsiasi manifesta,zione infiammatoria e nei qua.li si nutre il ronvindnH:'Irto ehf" l'intc,rveuto l.ta ra~ghmto lo scopo desiderato. La sutura pa.rzia.Je sa.rà preferita. n ei casi in cui è venuto meno qualcuno dei fattm·i ritenuti indi~pensa.bili a.lla sicurez7.<:l della guarigione per prima, come a~ es. se s'iuterviene dopo 12-15 ore, se sonosi verificate perdite di sostam:e considerevoli che r endono persino difficile il ravvieinamento dei bordi, l'l e resta qualche dubbio circa la completez7~'1 della pulizia meccanic..'l· del focolaio tr·anma.tico, ecc. L ~ a.mpi ezza dell'apertura da la~dare sarà giudicata. caso per caso; nei più favorevoli della sel'ie l a sutura. può esse1·e subtotale lascia-ndo solo un piccòlo tra-gitto per un .sottile stuello di gnrMt. Il trattamento aperto intine sar:\ usato in quelle ferite in cni la sterilizzM,ione mecc..'l·njca non H·n "'\ potuto essere completa per r agione di tempo o per le speciali condizioni di sede, tli estensione o di profonditi\ della soluzioné di continuo. La sutura primitiva immedia.ta delle ferite -fra-tture seg-na. senza dubbio uno dei pitì grandi trionfi della chirurgia di gllE.'rt-a. Non ci na scondiamo ch'essa. conta. tuttavia. molti oppositori· e ~be parecchie dif·


:J98

TIIATIA~JE\TO

DELLE FERITE OSTEU·ARTICOLAI\1

u'.\R~JA

OA Ft.:OCO, ECC.

licoltù. souo ancora da. superare perchè poHsa <were nella zona di guerra ava.nzata la ditfm;ione elle merita. Molto in proposito è stato fatto e molto altro, vint Dio! , si spera ùi fare nel futuro riordinamento del ~Serv izio ,;auitario in campagna, per fadlitarue il trionfo. L'ardm·e che nella bella causa hanno spiegato i nostri più arditi e valenti chirurghi, wme l' Ale:s~;anùri, il B;lstianelli, il Dona.ti, il Dominici, l'entusiasmo 1:h'e:ssi hanno ~:;u~;citato nella numerosa schiera dei loro discepoli, la :serie oramai grande ed lnconh·astata dei su<."<:essi con:seguiti da. noi e èlll'estero, depongono assai favoreYolmente per l'avvenire .e danno 1·a· gione di credere che tutte le barriere saranno n.bbattute perchè la. vittoria sia completa.

III. -

Trattamento delle ferite diaflsarie rià in preda a sepsi.

lìuauùo il ferito ••rrh·a al chirurgo tardi, val dire dopo essere trf' · :scor:so il periodo in cui può essere tentata. con maggiore o minore sicurezza. ùi riuscita la sterilizzazione moocanica. della ferita, due casi si pos• :-;ono dare : o la soluzione di continuo non presenta. ancora, almeno a.p· parentemente, sintomi a.pprezzabi!i d ' inf~zione in atto, ovvero essa è già evidentemente in preda ad infezione. Nel primo caso s'impone in genere una terapia consel'\'atrice aspettante nella, speranza che la ferita continui a <lecoiTere asettkamente, dovendosi ritenere scongiurato il pericolo maggiore che esi~:;te nei primi giorni. Saremo quindi paghi di ma.ntener~ immobilizza.ta !~L parte e ùi sorn~glial't! il paziente, -sia per quanto rifl ette i s intomi loc.ali <:!te per (Jua.uto concerne lo ~tato geuera,Je. Va all'uopo tenuto pre~;ente che nn ferito il quale arriva, dopo qualche giorno da.l ferimento, può presentare una. temperatura, piuttosto ele\·at<1 (38 1/2"; 39") senza, che C!o;i~tano segni locali di romplica.zione settica. E poicbè la febbre può N<sere imputabile al traspor-to, special· mente se lungo e disagiato, prudenza, vuole che ne'an<:he in tale evenienza s'intervenga subito, ma, pre\·ia medicazione blanda ed immobilizzazione a:ssoluta dell':n-to (del qua.Je argomento ci occuperemo in seguito), si laHCerù. il pa?.iente in riposo per 24 ore; e spel'lso ci occorrerà di osserra.re ehe presto la febbre cade' e la ferita ('ontinua a decor·rere nel modo migliore. Con ta-l modo di procedere si sono viste anche regredire alcune infelioni iniziali date da. germi pO<'O Yirulenti quando però le lesioni erano poco estese. Trattava-si infatti di ferite che pur presentando una. reazione infia,mma.toria lO<'ale con anosl'ìamentCI e t umefazione dei ma.rgini ~ scarsa. secrezione siero-pnrulenta o addirittura pnn1lenta, pur essendo circondate ùa alone eritematoso intenso, davano poco dolore, lieve movimento feuùrile e nesuna alterazione dello stato generale. Di fJ·onte ad infezioni di tale mite?.za, qualora la ae·C'rezione fuorusciva liberamente :sènza ristagno, qua,Ju.n qne fo~se stata. la natura del proiettile ed anche ~ il med<'simo permane~o;se nella. ferita, si è sempre adottato un trattamento aspettante, limitandosi a disinfettare pe.r bene i dintorni della ):olnzione di <'Ontinuo e ad il'l'igarla con soluzione :sterile calda o .con ~olnzione di Wright, sottoponendo !{~. n.nche. quan<lo era possibile al~'a-


TKATI'A:\1Ei'iTO DELL;; FERITE OSTEO-AIITJCOLARJ D'ARMA DA f' UOCO, F.CC

3!l9

zione discont inua o permanenti' ùel bagno ea.l<.lo e f~1.cenùola inoltr e·sempre fruire <.lell'azione deLl 'aria e della. luce solar·e. Con questa specie di <H•1 lettatint a t·mata ~>i è visti:~ spesso l 'infezione esa.urirsi senoo. arrivare al foeolltio OSISW, e se pure in qua.lche modo si era a questo diffusa, tutto ha potuto finire <:olio. elimina~ion e di quakhe scheggia ·n ecrosata. Le infezioni che hanno l'evoluzione sponta.nea. favorevole anzi accennata sono però nelle ferite dia.lisarie assai rare. D'ordinario il proce.sso infettivo, una, volta insorto nella ferita, se non viene prontamente dominato dal cbirn.rgo, h~t tendenza a diffonderiSi sia in profondità che Ìll superticie. L'infezione del focolaio di frattura, ·Se non bene trattata· sin tlal principio, può costituire una. delle più gr;wì complìca:~.ionì sia per il pericolo immedia.to, sia anche per la lungbe.zz.a d el decorso, perchè, vinto il periodo acuto d elhL sepsi, rima.ngono t>-pesso focolai di osteomielite con :<iUppn.razione persistente che rappresentano ~Sempre un pericolo P,er l'a·rto e per la vita; ed anche qua.ndo Ja, guarigione .si avverta dopo mesi e talora persino dopo anni di attesa, residuano aderenze tra i va.r ìì tessuti, ckatrici estese deformi infossate e facenti corpo coll'osso, sen· sibili a.lterazioni struttur-ali e funzionali dì questo. Nelle forme infettive suddette quiudi bisogna procedere senza dìla· ~.ione a.gJi s brigliamenti come nelle ft>rite in primo sta.dio, a.uzi, se OC· corre, ~mcora più generosamente, e farli seguire da nettamento r.,birUl'gico esteso e completo, praticato secondo lé norme già, date. Nè si creda che a debellare il processo ,·algano le diverse soluzioni antisettiche o fi siologiche ·SU elencate, chè queste non sp i ~gaJ IO nessuna efficacia se la ferita non è stata, in precedenza. sottoposta alht sterilizza.z ione mec<:<'tniccL; stando anzi all'esperienza si può bene affermare che esse riescono pressorhè s uperflue quando col bistori, colle forbici, col cucchiaio e col di stacca -periostìo tagliente si giunge a Teali~za.re una completa aspor· tazione dei tessuti neer·osati e nem·osabili, a stabilire un esatto drenaggio e ad a.pplieare un'adatta meùicatura assorbente' asettica. In questo periodo la scheggectomia. sottoperiostea dev'esser e pìit rùmpleta. di quella· che si esegue in primo tempo poichè i frammenti per il processo di o.~teìte in atto sono in preda a ne-erosi, e dev'essere a·nche piit generosa la. resezion e ùei monconi ossei, anch'essi denudati ed in preda a disfadmento, reRezione chr devr estendersi tanto qua.nto basta a cadere sul midollo integro. Fa·r agil'e il Paquelin sui monconi r esidui non è fuori posto. Si ricorda che la scheggectomia sottoperioste8> nel pe· l'iodo intrn.febbrile ? N>.l*t più fac ile dallo ispessimento fl~i!';tico rlt>l pei·io1.i.io, il quale{};). nn<:he rn n.gg-iorr affidamento di riprodn?.ione oFIS~~l· per l'tLUmt>ntata attivitcì osteogenica. Nell'e):lcguire gl' interventi chirurgici in f~rite coa infezioni iu atto hi sogna aver cura. di non a.prire alh·e · p<,rt!· at difftmdersì d i qnNste collo incidere tessuti sani. A differenza. di quanto avviene nelle prime ore, in questi periodi tardivi la ferita, come d iee·mmo, è invasa da germi in via di evoluzione e da gran qua.ntità di prodotti tossici; una. incisione ampia praticata. in tel'lsuti sani fa.vorirebhe la inoculM-ione di quelli e la (lift'uRione tanto locale che ·genera.le del processo infettivo, diffusione che s i vuole appunto <·ol nostro iutt'rven-to impl.'dire.· L'a.tto opcra.tivo dP-


4())

lRAlH~IE'\TO DELLE FERITE ~'TEO·ARTICOl.ARl

O'AJIMA !)A FUOCO, ECC.

v'essere iJtoltre il meno traumatil~zante possibile, perchè in tessuti fa· cilmente infettabili ogni trauru<ttismo sopraggiuJDto costituisee una. nuon1 spinta all'infezione. Bisogna pet·ciò evitate d'introdurre il dito anche ingua.ntato nella ferita e tanto meno abbandonar si con esso ad Incaute ricerche di tragitti, di anfra.ttuositù, e di corpi estranei. E' naturale eh~ il trattamento cousecutiYo delle ferite infette de· v'essere sempre aperto. La solur.ioue di .continuo ,.n, drenata. in tutti\ la sua estensione senza che alcun recesso sia escluso e· va medicata con materiale assorbente asettico, elle si rinnoverà a ma.ggiore o minor di· staur.a di tempo secondo che il uisuguo lo richiede. Se si Yuol l'icorret·e all'uso di Qualche :;-oluzioue medicamentosa per iniga~ione, si preferì· rm10o in qnt'sta. tit·eostauza le soluzioni ipertonica. ed ipotonica. di 'Vrigb t, pe1• le t·ngioni già esposte. Pl'eferibile a. tutto sarebbe, quando la si potef,:!':e usare, la immersione dell'arto nel bagno calt!o, permanente od intermittente :-.'t'con<lo la graYità maggjore o minore <lei processo in · fettivo. Inoltre è sempre indicatil'<sima, l'actinoterapia-. Trattate con un procedimento così semplice le ferite, ad onta. della infezione, decorrono di solito nel modo migliore ed entrano presto o tardi nello stadio di tsuppu rnzionc. Il fondo e le pa-reti di esse si co· vrono completamente o quasi <li te!':~ltO· di granulazione; e gr-<tnula.· zioni pullula no <l Hche dalla su pedicie dei monconi, le quali confluendo insieme si continuano ~l"uza intervallo con quelle delle parti molli. :?.i s~'tbili!'lce così tra il tessuto malato cd il sano quella. barriera, che impe. disce O~!IÌ ultcdore 1liffusione loc·nle o complkar.ione generale. Il còm· pito del chirurgo quindi è allora (Jnello di evitru·e qualunque ca-usa che distmbi lo SYiluppo delle granulazioni, la.omle abolizione di qualsiasi irl'igazio11e, pulizh1 acc:umta dc,lln. cute circostante alla ferita, deterg!òndolu ad ogni medicaturn con nlcool o ron etere, e, nel caso che O<'corra., detersione mecc.nnirtt della ferita medesima per asportare i sccreti non assorbiti dalla ga.rza. Nel contempo se si ha. a disposizione un ga-binetto batteriologico si farà il contr ollo, con semplici e·s~uni bat· tA.>rio~opici, della C\'Olnzione della ferita, ; e quando da tali esami ri. snlta. la, scomparsa. degli a-erobi e sopratutto dello streptocoeco, si pro· ceder·;\, alla !'ìutm·a i'l'<'oudaria. Certamente anche se Ja. ferita è 1a~<cia:ta a sè, cioè ·se è cu.rnta con semplici medicazioni asPtticlte, il tes:suto di granulazione (1uisce un bel momento pct· {·olm:H1te Ja. cavitù, p(! !' grande che esl':a. l'<ia.; ma questa te· rapia astensionista, porta con sè p:ueccbi iucom·enienti cia-s cuno dei quali basta da solo a farlo posporre a lla sut\]ra.: a) H p!!l'kolo rli nnoYe inf<~zioni facili ad inscll'g\'re, nouostante tutte le precnuzioni profilattiehe, sopra ampie superfici granuleggia.nti trattate in ambienti ove ospitano n.nche feriti infetti; ò) la più lunga durat.'1 del proces!';o di ckatrizzazione é quindi l'oRpeda.liz:z.azione J>rotr·atta. degli infermi; c) l'ev<>ntnalH:ì di disturbi funzionali tm·divi più accentuati do· vuti a.Jla so~ituzio.ne definitiva di un troppo a.bbonùante tessuto cicatriziale ar teRsuto contrattile muscolare quando la. lesione interessa ptofondamente ed ampinmcnte un gruppo di mn!':('OJi importantL


ìli,\TT.I .I II:;\ l U llM.I.F: l' f.lll'rt: fk;n .o -.\RT H.IJI ..I Ili

Il' .\ll .\1A 11.\ l ' l ' l)CO,

t>u.:

4.0J

E ' noto iu JJJ.·oposito che nelle fctltc le yuali hauuo luugarucntc snp. j•lll'ato c che cit-atnr.:r.ano per seconda .i.ntem:it\llP "'i manife:.;tano due pt·o· -ce:s-;i: 111101 \'l'l'l'i\1 , J't':-;tet·uo, I'I\JIIodstel1te Ìll Yonuar.ione di tes·~Uto di _gn.tnula:r.iuuP, t:><l tllt altt·o, uon anttii'Lt del tnttv eonosduto, n•1·so l'iu l!• l'Il().

E' qncst'nltiiiiiJ li!J pt·oc1•s:;o di scierosi p1·ofouda dtl' iu\'a.de i lllU · stoli iu t'ot:ma di mi<,;.;itc iutcn;tir.i<th: e poda Hlht foYill :tr.wue di tUt blocto di tt•ssuto lilH·n..;o de:-il i nato a ritra.n;i c d'P 11<1 tUta tet·ta importa-nza, nt-lla patologia lontaun. delle ckatrki. ~iceoHH! iu tutti i feriti lo scopo principale delle cure che si pratitauo (· qurllo di ottene1·e il ma.ggior n·cuperQ funzionale possiui le, ~>i I'OJUpt·enùt: q uauto sia lleces:-;ario uon ~OJO llUOl'CViUl'C il JH'riodo di CÌCa (l'i1.7.m.Ìlt11P JUa J'id Il l'l'C al minimO il blocco di tessuto libroso anzidescritto. E' pen·iò consigliabile, nello eseguire la ;;utura seeoJHlal'ia , <li portar da quanto più è l)Ossibile ùel tes· snto di gra·nulazione a.Jlo scopo di diminuit·e <l-1 mas~hno i l tessuto di dca t1·ice. T a Il• a hla:r.iouc sarebbe consigl in t n aui'LH• JH'I' 1111 a l tt·o llt otinl, e r-i01~ per la pt·csenza ft'CIJHCHtc nel t~:s:·mto 1li g1·auular.ione suddetto di CPrpi estmuei mirJ·oscopki per solito perfetta-mente tolleJ·ati, i quali, ciou onostan t<•. c011 serr;:lll d o h t JOl'O se t t icitù ol'ig-iJl<li'Ì<I, dù n no t·agiont· ·dt-1 micro·bi~<HIO lntPntt' rhe HOn di ntùo :<i ris,·f'glia nclll' fel'ite ahban· ·donate a sè stesse ]>et· la c·i!·;.ttl'i ~.r.ar.ioue. ANpoJ·taJ'P qnintli tali Cc,ìrpi iu . ~ienw col t el'isuto di grannlazioue ù prati1·a a priori utile. )la qnautlo J!Urc uon si Yoglia addh·eni1·e all' nb)a'l.i<me in llloc('O di th•tto tP:>suto, ~>i ('Oll~>il-! Li~l a :::pot·ta t·e pe1· lo HH!IlO lo st t·a t o s 11 pc t'fi('ia l t• d i p~,.;o ('h c, <om 'è noto, i:- <·o:-;tituito in maf.:sima parte ùi leucociti polinnclcari e <!istinto pereiù r·ol nome di <c r.o1u~ prorcolitiea· >>. Se a dò non $1 procede, i bOJ•di d••lla f'I•J·ita 11on ndf>J·is<·ono andando t>s~>i :-;og:~t·tti ad 1111:1 specie d i digPstion1· c.he ra-l lenta. l< L sut m·a. Il J'epel'to hattPriologiC'o nt>gativo poti·ellbe f~H·Ri. attendere molto tempo e fo.rsP 11011 ,·edficarf.:i ma-i , JH~l quale caso noi n >rlremmo fru strati -dalla, lnuga Mtesa tnt.ti i vantaggi C'ltt> ('i eJ·avamo ri{JJ'Omesl':i dalla sutura. E<·co come allora ci c.loùuiamo comporta.re. Qunndo per 4: o !) s11rcessh·e UH'>(Iienziolli il t~;>~f.:nto eli g-ranula:r.iOJJC riropt'l'IIÌI~ la f.:(l]nr.ione tli continuo si m:wtieue eli l>ell'a:-ipetto ~t>nr.;t secre?.ione rli liquido pu.-ifOI'DH', l•t.l1ettato da nn leg-g-m·o ,-plamr opah•'sr~;>nte c·ontenente tutt'al più qualchP iioc(' hPtto di lillJ'ina. allo1·a si pll Ò esf.:erf> abbastanza gairantiti e si pnù pr·ot·eclt>l'P nlln sutUJ';J. ~e la solur.ione ù i continuo è molto ampia t• molto profonda , i fili di 1•ssa :->:ll·:tnno pa~<~>ati <tknni ~>IIJlPT'fi . C'ialmente altri pl·ofonrlanwntP. Qut•sti ultimi n~rranno applicati alla dist"nr.a dnt> n tt·e <·Pntinwt.ri l'uno dall'~ltro, e tleconentnno a tutto ;;pessrll·e <' p<>t· tutta la profon<litù. lh•lla itiaga ~;c•r\·t·n•losi , ~>e OC<'Ot'l'e, dl'lJ'ag-o di 1{,.,-p,·din: Pssi lt;lltiiO lo s1·opo di uon htst·iHJ'P spn:r.i lllorti. 1 stqwt·fkiali \'t'l'l'anno intet·pMti tra i p1·of()ncli P f.:t>J'viL·anno <l-Il atrt·ontan• i h1:J·rli in 111odo J'l'~olarP . Xon è nec·essm·io oth!Ht>r•e il eoalito comJ·ieto nella p1·ima ~>Pduta: l'iò rh E" non !;i ~~ ottt·nuto in primo tt.•mpo lo si ottf'J'I'Ù ~l'Hcln alllll'lltl· npllt• f:l'tln tP sut(•f>ssin~ : P. 1b1to Jllll'l:' ('!JP lo .-,;copo non r-.ia ront pl r>t~lm~·nte 1·ag~iunto. molto :<:i sarù ~t·IIIJII'f' ~n:tda­ ;~nato nPIIa rapirlitii. del prore!'WO 1·ipamtorr.

m


402

ilLIT'I',I .\1 f.;-(1'u 'l~:I.I.F. FLI11 n:: ()~iEihiN'li CIJI..\111

O':llt~l,\ Il.~ Ft.:OCU,

FCC.

i5e dopo ropcra;r,iom· <'orupare ()U<tlche gocda di siero pus o di vero pus tra. uu punto e l'<tltJ·o non f. dn· pre(lccup.arsi; la. suppurazioue di regola è beuigna t: t'I'Ùt' in poc·hi giorni ai lavaggi con akool od alle toc· catiue con tintura di iodio. l t-tatti di fettita sla-blu·ati venanuo riuniti con :tltl'Ì puuti di sutura.. ~ on se m p re intanto l'infezione che com p l i et~ le ferite dia fisarie[ll'OCL-de uel modo :;n d escritto. Freq ne n temente essa, a~ume decorso gra-,·e sia tiu da-ll'inizio, sia in seguito a (;lli'C od a manovre inopportune. 'l'a le decon;o nuia molti~simo ua. ra:;;o a caso; spesso è l':tpidissiwo, cd allont- il tr<.lttamento costituhwe uno dPi còmviti più ardui della, chi· t·u1·gia. Ciò si <WYel'à sia iu f<:l'iti dw nou potettero e!1se1·e curati a. tt·Jupo, sia in qnpiJj d~t• furono cul'ati tempestiYaruente ma in modo irrazioua le, nou snbeudo cioè una :stct·ilizr.azi(lllC mPc<'anica rigorosa. e eompleta" ~ia infin::o in altri t·hp t·ssPJHio stati :>orpl'esi. noHost.Jnte ilrt•g-ola re trattamento, da, n na Jim·e i nfer,ione, furono so t topo!': ti imprudenh·mente ad una bt·us(·<L mauona di ri{iu?.Jioue o acl nn trasporto lungo. oJ i Ul'fll'O(li'Ì O. L 'inft•zione assume per Jo pitì aspetto .tlemruonoso o n<>crotieo-gnn· g-renu!-lO l'Oli l'ssndato snnioso, seollamento più o meuo estelio dei lembi t·uianei , ~>lihJ·illamPuto e mOJ·titicazioue deg-li st.r'flti snpPJ'(iciali dei muscoli , iuliltra;r,io11e, da p:ute dell'N>:sudato <' delle p~;endomembrane g-rigiast1·e o \' t!L'cla>:trt•. d t'gl'i lltt:'rsti ~.i m mwola l"i e dei \' noti prodotti rlai proiettili e dalle sciH'gg-c osst'e. 11 proc·esso, oltrechè a Ile parti molli, (· es1(':;o an('hc al l'oeola io tli frattura. dal q na-Ie anzi sJ)('lo;so ha avuto ori· ;.!ÌIII' t' c ltt' ,-i part<~dpa più o meno intt•usal!wnte sl•condo c-he più o meno. in<·ompl••t•t fu la pulizia. mt~ca ni <:a. in ('>:so pr·eeeù,Jntcmente praticata. La infpr,iouf' tL·ont condizioni t:1nto più favorevoli al suo divampare qua.nto magg-iori sono le distruzioni mn~nlari, più a-bbonùanti i coa. guli. <· più Iltllllf'I'ORi , l'\'a.riati •~ cli:;;scminati i eMpi f'Rtt·auei. La dii· fnsioue di e~-;sa (o facilitata dalla esist('llza e <htlla. ('stt'n.:sione di fe:sl'ìnrc m::o:.ee, 1<icchè non (> I'll-l'O c-oust~tare, ,Jnmut<' il suo tlt:'cor>:o, l'insorgere,. nella vkina nrticolazion<~. di ttn'nrtt·ite dte n·ude a-ncora, pil) gl'avi la p1·ognosi e la rur·n. Tutte le ~iC·hP;.!~P. l<ia it' Jiù Pt'l' clte Qut>lle tnttorèt attaccate :li framlllNit.i {Wl' lt.>mlJi <•sili ùi [WL'ÌO!<tio e pt.>rsino (Juellc estesamente aderenti, l':ttlnnn in JWCJ·o.s i Nl iu massima pa1·te :;;i climiJHtllt) ~pontant'èlUH'Jltf• sotto forwa di piec·oli ~C>qu<·:-tl'i. nH:•ntJ·f• alt1'c> ~ono rli struttt> cl:lll!' g-rn · nula?.ioni Nl altre anenra iuelusP nei t!':-"!<llli sono causa dt>l P<'rRistere tli sP.ni fistolo~i erli snppu•·nzioJH' illtPI'Illinahih• a lin•lln tlel cnllo in formazioJW. Anc·h(• il utirlollo t>s><t'O J)I'PJHl(' ahitunlm<•utc• Jlill'tf' nl p1"0<'.f'~~o infettl\·o: P!"f<O ~H·quistn <'nlo•·ito gJ·if!io o u<>rastr·o, Nl :nnnentando dapprima di ccmf<i:;;t·enza .rirlu1·P~'i fJlJindi acl una poltiglia JWl' eolliquazione pn· J'lll<?nta. l'H (•o n~Pf!lH' rlw la nntlizionf' tlt>ll 'o~so nei trntti rorrispon· denti (> compromPt:!'~~ t.> si fot·nmno c·(lRÌ grandi e Jllllllf'rosi sf.'qne>:tri che J·irltirrlono :st>mpr<· nuovi int<'J'\'<'ll ti. Alla mort(' tlell 'os~'O rontril>ni:;;cearu·hf' il nl'r.ro~al'f'i dt>l pHiostio ('ht•, lncHato o eontu:;;o dal proiettile, YiPnt· dal snngut> l' rlal flliS s<·ollnto t'<l inlìltrnto, dond~ la impol':sihili tà


Til.\'IT,\ .\1 ~;-. rn JJEI.I .!\ l'EHI TE lt~HII·.\HT I COUIII U'AR ~ IA lh\ F l'llt:ll, t:C(:.

-lP;$

della r.i parazioue o:s:setl ed il fètcile t·e:siùuare di pst'uùoartt·o:si. Nd cèlsi 111eno gravi però il J>ei·iostio resisti:! alla distt·Hzione ed esagt:l'U la su;.L attìvitù. ostcogenetica, ùando luogo a caJli e:-::ubenwti. L'in tiltra2.i01H! puruleuta inblllto :-::cmpre più )JrOgredendo tUstrugge tendini e fa~:e, scoiJa, ed h•ola ,·as i sa.uguigui ll!:.'HJ';lndone ta l•mL lt: pa · reti già contuse e daudo luogo non di rado nd enwl'l'agic seconda.rie, t:'lt ii1tine intacca ancht' i netTi lH~r quanto siano più resistenti. Lo sta to gene1•ale cleJ ft:'L'ito ~ <·omJH'Oillt':;s(); si ila febb r e più o 111eno eleva.t.a, ina.ppeteuza , in~<ounia, lll·iue se;ll'!'e ed aJuuminose, per cui, r,;e H proccs~o nou si anest:L o non tiÌ doma., sorge lo spettro della st:ttkcmia a ca.usa ùf' l diffonde.r !'i dei g-ermi per . Yia sa.nguigna . L'esame culturale infatti svela nel ):l}Hgne pt·e:setlr.a. dj a('robi congiunti qualcLe rolta ad

a nacrobi. L'in fer.ione puù a:s:;umere in li ne {·ara ttere ùella xettit<>· piemia, Jll'esto a~t.:l's~i Ulf'tn~-o1:a.tici sia articolari <·he muscolut·i. La. cnra. s'hUJJ('l11Ìa qui, ,·ome II!'Ì ca!;i precl~ùeuti, sugli sbriglia menti, sull~L de tet~iont> llil'ec;mica e 1"111 dt·t>na{!gio. Le ini!!azioui abbondanti ('On sol ur.iom• fiosiologica molto ca Ida (4;)"·50°), mt>glio ancot·a., pote11ùo, il h;tgno caldo, c:ompletan o il trattauwnto. ~on si deve esita.re a pol'tat· ,·i;t tutt1· le schr;.rge osst•e lihcr e etl adl•t·rnti, llOit.C:h<\ a pro<·r· · det·e, s1• oC't:Ol' l 'l'. a l la r<•spziolw gt•ncrosa. d l> i monconi, la 'Jlla le·. oltt·t• nel on ial'e HUP suppurnzioni in:<isteuti, mette l;n·gamPute allo sc-ope-t·to il focolaio <li frattura e rrnclc pnssihi le tlll ('Oillplt:to (•ol Pffk.nc:<• ùrPna-g · gio. ::;e, malgraùo tutti gli sfOl~t.i del c-hir ut·go. i fatti loCilli e gclll' l'a.lj persistono. nm.i t:i a<·<·Pntunuo, l' si ha. il tluhhio che per l:![}ee.iali t·ondi· r.ioni fl elli1 f1•rita il rlt·<'nngJ.!ÌO 11011 può spi<•gat'l' t utta la snn Pttil' Hda, si 1'• t•onsig!ra ta dal fA' t·da h1 dl•vi:t'l.ioHP o· di:<1ocn:7.ione assiH ie tPl11poran.,a dt'i ntoJH·oni os!;f'i, ht qua l t• (·ons iste rH• Ilo nstt·o11t•tte1·e dPtti lllOIINilli fuori del frwolaio, tuauovJ~I lwutal(~ clw, llJf'ntrP a pt·e uuon' de al dif· fonde rsi del lll'ON~SSO infettin1, 11011 l'Ì"JIOIIdP :·tJio :;CO)IO f' IH' si pn·tigg-P. doè di b l' lle (•Il ampiamente tli'PIIill'l' la f<~J·ita, o, st• rnol ra~gim1gt>J'e t a le x<·op(), d(•re anch:essa trt·miua l'P t·oll:l· l'('sl'zirme dei 111oncon i. la qnall' tanto vale eSf'J.!llÌl'la senza hL JlJ<llHWI'H :l<'t't'llllata.. ln<·omawudo la mitutccia di una st>tticoemia. si r·rt•rltf't';Ì soliPnll'l', mot·p solito, Io stato 1!<' 11('.r ale. si f:mlll no i n iczioni t ti' e lt>ttnìl'golo, u onchè si spel'Ìmen terà e.on ti d ucia la sinrotl"l'll pia. a pp1·opt·ia t a. :;:<' <·<J11 tutto dò non si ('011· :-t a ta akn n m ig-lioJ·anwuto, potr:'t i mpor:-:i il s:H·t·i fir.io deIl ':lt·to. ~una. c>ui ne1:Pssit:ì non vi sarh più ila <liJ':C'lltC'l'C allorr·hè l'inf<·~.ionE> anà n s~unto J'antlft,meuto di 1111 lo;Pttic·o·pielllin: anzi hil<ngna non p~··it:u·e molto a. cl~~ ntoHt·e, a ltl'imf',nti H sarT'ifìzio t•iu~cirù. inutile . l' si \7 eùono ;t.Jlom comparin· ben

.4. -

'l'BATT.-\::\fl.;:-;1'0 PIHWlL.\TTICO Fl Cl'lli\TIVO I)I·:T. 'l'F.1'A:'\0 .

•

I pr()<:t·~si infet.tid ~inorn dcsc·t·itti sono a preft•J'C'IlZ<l dPtet·mina.ti rlal pullulnrf' nC'l seno clelln frrita <lei rontuni piogeni rstt·eptorocch i, ~o~ t a ti lococdt i, pneumocorch i , b. <"Oli, Cl·<: .) , i qna li od ag-isco un da soli, o l'X.' anche si troyano miJ':ti a grrmi a.naer ohki hauno sn fJIIP~ti ·il pt'l'ÙO· minio ed f'~Prcitano la maggior~> inflnenr.n nello s\·iluppo delle infezioui.


404

TI\ ITT.O II:'\TO OJ::I.I.Ii H.II ITE OSHO·ARTIOJLAI\l 11'.~11:11 ,1 UA FCOCO, f CC.

Esistono ca::;i pet·ò iu cui nella lotta tra i nn•ii clt•lllt!nti patogt>ni il predominio spl'tta a.~Ji anaerobici, i quali o da :soli od asl.'odati d:ìnno lnol{o a dell e fonne iufettive che siccou1e il tet:<wo e la. gangn~Ha ga~:-;o~a. lw.mw un decor~o bm1 altri menti gran·, pe n~hè il materia le da detti g·e rmi elabomto è nltampute to~:;i<-o l'Ù, assorbito dal foc·olaio iutiam · ma.tol'io, agi!i;(·p in modo co:-.1 rapido e deleterio, :spC'Ci;Llmmtte l>nl si · steum ne.no:-;o, sul wio<'ardio e sul S<lngtt<', ùn. parnlizztne l ' organismo nE-i suoi pt·O('t•ssi reatti\'i di dit'e~<l gt' llet·alc t' lontlc, rist·rhanòo heu pocltc spt·t·anzt• a~li sfOI"l.i delrat'tc. EntJ·autl.Je le infezioni surlrlette hanno iu ~1 wdal nwdo iufierito nei primi tellJpi della. gue1-ra JH't>sso wttP le 1wzio ni , sia pere Il è i c•hirurgh! Ri t t·onn·o.no a !fatto imp1·epa ra ti a combattel'le e ~ia. an cb e pere h è allora l'i ebhero le g-im·nat~ sanguinose p<•r CCC t' J1 e IWX:l·. Le dm• inft·~ioni. di <·ui "i cm peJ·tlutu lll' lla pt·ati('a ci,·ilt· qua...;i il rll'or·do e che non a,·ev;.mo fatto p:ulm·e di ~~· m·lle pi<'t'Ol<> guerre p1·P· t·cdrmti tanto rh~< e~serc pe1· cosi dire iguott• a-i gioYani chirurghi, mir t P· t'ono ,·ittime iuch!-:tilltadltt>ntc su tutti i c·ampi: hiOtHh· pre!':SO tutte h! na~ioni l'li fece a. g-aea per tJ•ovarP dt>i rime<li c-ontro i ùne mali. Dal · l'anali"i dei ca~i è risultato che le fpt·ite clw hanno offerta pi1ì largà mes"e allot·o iulirdn• :-;ono "tar<• qtH•lle di :u·tiglif>J·in, le qmtli JWL' e~l';e J·r~ d'orclinarin p1·ol.lotte da sc hrgg-e di l!l·anata e di homlH' , oltre a contA~ · nere nel lut·o setto Ìl'l'l"ÌN·io P brantlrlli d ' intlnmf!nti ~porrhi - abituali vei<·t)li, ('0J11C :;:i dir<:-;P, di mi<·J'Pl'1.!MIÌ~mi auaerohi, ·JWf'SI'llhì\·ano e·ziaudio ,·ao:t<• <·oHtu:-;ioni e lnC'ern~. ioui rlt•Jle p:u·ti m olli, ft·attnre gravi e commi11utf' ùell<• ù><l';u, h•sioui di v11si e di neJ·\•i, condir.ioni tutte ehe ml'noma.no il potl'l't' difc>llsi,·o d t•i tes:-;nti, 11e pet·turb<l.ll() la normalE' nn · tt·i~iotJe P, p<'l'llle ttendo la J·an:oltn di sattg-tw c di a,ltJ·i sect·eti. crr•ano un t<lJ·J·••Uo d i c·nltura fa yot'l?\'011-' allo >:d l n ppo dPi g"Pf·m i ~:<llddetti. ~o n f's('htdia.mo c·on (]lll'sto pPt·ò la possiiJilit;) d<·lla insnt·g-pn:t.a r!Pl tt'tano ~-'della, gang-t'l'IJ;l gas:-;,lRa anC'hP in frrit.t• di p t·niettili 1li pit'<'•>lo I'Olliht·o : e teniamo a far <"iù ri,;ulbw(> perr.hè non si ('l'C'da Ili pot<"''l' dni caJ·:ltt!:'t'i dlc'lla, ]e!'liOJw JH'imitinl T'Ìf'aym·(~ alcun )...riudir.io snlbt mag~i..or·r o minot·(• prohahilit\ di ~\'iluppo dellf' chH~ infp;r,ioni. l't·t· il tptauo, dopo le lWl'{li t <> in!:t.hlli nnttPsi in lllllll Pl'tl 1·ilt-Yantt> pJ·<·sso tutti gli t.""'t'J'C·iti e dlf' in nl<·lllti poRti a~~nnsrro pt·opor·},ioni illl · l•l'PS>:ÌOIIanti. ::;piP:rnhili fon,p colla natnm dt•l tPI'l'<'tW t·in·o di spot·~" tetanklt<', ,-pg-uì 11na impl'OV\'isa P fortt• rlimi nn:~.ionc• rli attncenti. elte po11:ò gratlnnlnwllf'l' alla qnM;i "rompotr!':<t <li I'R!':i. ('iò fn PYirlenteml•ntf' donJtO nlJ'n:;:o gNwt·alnH·n t.e aclottnto dl'llt> inie>r.ioni ipnclpJ·mirlw anti · tt·tnniche a sc•opo pl'ofilattil'o. Gon g-mncle n<·,·m·~inwnto f1 1 dnlh· uo.--tr·e autorit;\ sanita.ri<>, dietro xn~o:;~:c·rituento dt'l t·on:-;u!Piltr•, fH'Of. 'f ir.:t.OIIi, tli:-;post·o ('lt!' nna pl' imn init>· ;r,iotH' \'(' Jti:-;;·p prnt i<·atn ad og-ni t'1•rito. qnaln tHIIH· si fox~e1·o il ~<'1H~ 11' . l ' c~ntihì e la ~~le rlella l~~ionE', <' ch'f":<sa fu:-;"<' pn g-iuntn al più prc:>sto Ps!'g-n i ta ndlc> più a,·anzate formazioni sanitari<', pnr no11 trns<"lll'an!lola <~nthe r<C' fo~spro t l ':l"<'m·~ i pm·<·cc·lt i giorni <ln l f<•rimPnto. La l'llg"iOtlf' l li farla prP~to J·i:-;i!'de n ella n<•c·t'!':"itÌI di far trnntrc• tWI dt'<'Oio sanguigno Fnntito!':r<i na spl'<'ifica prima C'lte In to!'::-;ina. tE'1anit·a si tì!':!:i nelle c-ellule


1"11.:1'1'1 \ 11' \TII llEI.I.F FFIII n; ll"I'FU-AIITil)ll.llll Il' Alni A U.l

t ' l!lCO,

ECC.

4()5

lH·n·o~l',

iu 1110tlo <bt e!<:o~t•J'Ill' Jll'\llltan•PJJte lll'HIJ·alizz;t ta . Son Ull'HO fii.'O\'I"iùél· fn l'a l n·a disposizioltl' di pmti<·an• llll<l Sl't'•Jwla iniezione a-ppena il fpr·ito n·nira •·icm·prato in u11a uuit:ì o~pNla-lie1·a , c ciù :,;ia JH'l' C\' itare <·he aleuuu ,.-fug-g-ilo, rnlnntariatlll'llte o non, alla ]ll'ima init>:.dmw, a\·e:-;se a pre,.-cntaJ·(•, pl'l' mnneanza ùi og·ni protl';.r,ione, fol'lllt' di tehtoo a det·o r:-;o arutissimo e ad <·,.-ito •·apida111entP llllll'tale. P sia auclle per· eleY<ll'e ('I)IJ\'t'lli<·ntf'llll'llt(' il gJ·ado tl'ÌllllllllliÌIÙ, in llllldo cla Jll'l'!';('l'\':ll·c il ;-:o<rcr.:-ttn anl'IH• collll'o illfl•:t.ioni tl:'tani!'ht• :!'l'ari a ]'l' l'it,do d'iiH'Hba7.ione ._, lllolto hl'C\'l' [;j-7 g'ÌoJ·niJ ; (']l(' ;JII:t.Ì nel l·a:-;u vi fosse stato duhhio foJ·te, <· nwg-li<, ;IIH:<JI'<I l'èl'tt•:t.Z<l , eh<• In p1·ima ini(•Y.innP 11011 fol:ise stata Jatta, s'lliiJIOlw\·a ('I!Wpe n~·aJ·JJe la. u•an<·aJiza col pratil:a.rc }n·esso l'oF~pe<.htle nwcll'simo c:uuh•mpO!-;lnean•entc> dnP iniezioni. Jli'PYPntin> au?.ichè una. ~Pile feritl' t·oll g-t'<IIHh· sc·oJHpwsso di (ps~uti si presni~<S<' di fare alla <listanza di x ~;iot'Hi Ù<lllc preted<•nti tllla terza .i ni<·zione, r dò al tìne di alloutnu;lJ·p la JXlx:·dhi lit:ì di t'oJ'llll' di t('t;1no rita nla.to. lnLine fn co.nRi· ~!iato che in c·as i eli clpPl'azinu i (']JiJ·u•·g-ieliè tanlin•, spt•ri<tlmeute se diJ·f'ttP a Ila J·iwnzioJW cl i eo1·pi (•st mne i od a Ila, ri pos.izionl:' tli o~;sa ., si fo:--;f.w pro<·eùu t o ad 1111a n nora init•7.ionE' qua l1mt fos~ero tr·a~corsi più di dil'(·i g-iorni dall'ultima (')o;t"f_Yllila , e dò per il p<>l'icolo d1.:- H virns tPhl.nit·o t'ÌIIIasto pt·(•(:t·dt •iJI<'IlH'IIIP Ìll<'l'tP entro lll'o-fcwmazioui t•nunetth·:t-li. potrs~·.- PSSI'l'l' J·is n·gliattl lll'!la sna ntti,·itoì f•ssc·udo lll~>i<sn a. ron~~

ta tto ('011 tt>SSll(Ì pitÌ Sl'lll'ihi]j, DHti inlpMtallti sono stati •·il-a ntti cla-ll'Pi<JlPI'it>IIZH tl!•ll'ultima guel'i ' il c.it'('<l la diag-Hosi pt·N·oc·t>, In prog-noi<i c> la c·u•·a "Jil'<" itita llrl tl'tan(l iu

eroluziouc. l'Pl' ln dia-g-uosi 1'> ;.-lnto asi<odato l'lH' mPntn• nri non p1·olihl~s;1t.i nna dt·I IP lliitllift>stn:t.inni più [ll'('<·ise f' più iJnpo•·tanti di'Ila malattia t'- il t1·isn 1a fll'('('l'lllllo in ta Inni t·a·si. <lll<·hP pH pal'Pt·(·hi ;,riO I'IIÌ. <la dolot·P alla go l a(~ da •·igidit.ì della paret1• ;ul<lollliualc, nri pt'nfi];lssati in\'1."<'1' il tt'tiiJH) nc >n c·ou1inei;1 qnasi JU;1i col t•·i~n l ;l, ma qllPi<lo.o t'> rih11·dato Nl attt•nnato, o nui11C:<1 cl1•l tuttn. f'(lmp;tiono inn.'('<' il più ~pPsso per Jìi'ÌIIIll lt> <·ontJ·azioni tìln-ilhni 11011 do lo•·o:>p rlc•lla parte fl' J'ita o, più di l'iHlO, una IÌ<'\'P ipl'rtonieilù dei mnsl·oli di'Ila lll<llHliboht- f.'d nna lif'\'t> ip<•J'tollir·i!;Ì 1h•i lliOI>!SI'i('I'Ì. il tntto SI'II IJ11'1' ill't' IJIIl]lil•g'lliltO tlll p .-;~•.:"('1'11 ziolll' <ll'i J'ÌtlPssi l' cla pl·~·sPII'l.ll d<~i <· Inn i. A (JIIl:'Sti sintomi p•·o<homir,i sP~gnono 111'1 l l'la no <l<•i pt·nli]a:-;sati sinto111i l1H'a lizr.nti c•oJtsis lt•nti in sc·ossf• ('loukh!• tlolOI'ox<• t• pitì o meno ft'P.fJII<'nti cll'lle p:u·ti le~r. od in ri~drlit:ì e ("Olltriltt 111':1· tonica driJe l'ÌI'Jlc>lti\·p llHlSS(' 111USt' Ohll'i illSÌPJU(' a 1loloJ·i. a tipo lJPIII'iti(·o. drllr p:n·ti stps:-:1'. T ali f<•IJOnt(•ni lol'fl.li pm:!iono af·eompn;:IHIJ'~i. o pur no. a triRnHI, ch'1':, ronw ~.i dis~e. JWI' Lo ph) ritn•·tlato o<l attrnuatn. B!ii<i pos!-Oono I'OI dt't'OI'l'et·{· òC'lln mnlnttia au-

mentare cl'ini'rw~iti't f• (liffond<· •·s i m;ln rnano ~ino a d.:-tc1·wina1·e for·me <i i tetn no l!PIIe J·a l ir.za t o. R:ll't>h hP p<•J·i •·o l (Iso 11 u i nò i 11 ttpn<l Pl'E' n (•i proftiH.<.'l-';1 ti H tJ·i~ma. prr f<lli'' lR rliag-no:::i, P<l rs<·ltuh.•l'l' c-l w ~i tJ·a t t i di trtano ~olo pPJ·c-hè fJIIPIIo il 0\i<~(·n!t>. E ' ben<> im•ece che il medico si a.hitul :t T-i h•nwr i JWod 1'0111 i. f'hf' fltn·a 110 i n g-r•ltf'l'P 24-48 ore, non<:hè i ~-in tomi lO<·alina ti t·I•P llf>J·mat•g-onn più n h111g-o pPr ~ot·m·eJHiere la iufpzionP s·t Jl suo •·sOJ·(Jio. in ,.Ili f> pilì fnciiP :ll'l'('St;wla. La mnrro-ior ,....,...


4116

TII.\11'.\ )JF.\ '10 llf. l.l .~. FI'JO n: n'1TO· I HT I Ull.\lll Jf ·IH~I.\ IlA Fl"UCU,

FCC.

p<li'Tf' •Ielle pf't'{.}ite per tetano nei protilassati fu dontbl appunto ~Ù· l"e:-;l"el"l' pa:-;sati iuo,..:-;prnlti i fpnouwni iuiziali e ad <lYèr iutra.pre~· l;l cuJ·;I qna.mlo la, malattia si <'l'a llitfu r:;a e fatta minaccio5òa, (Tizzoni). (.'adt·f>hhl' ciel p;ni in J.!l'a,·p (' l't'ul'P f)uel nw,lico dw giudioh~Sc della. g ran•zza, df'l tt"tano nei pt'Oti]a};:-;ati ~;olo ùaJJa. esteu "ioue ed intensità dri ft•nompui loea li t• d~tlla farilitc\ col la CJUale <'ss-i C(ltlouo alla. cura sp<:<"i li<·n , pote11dn h e ni.s :,:i mo 1'iu to:-;ska:d o ne dei cen t ri c;n·dio-bulbari, r :!e,·abili colla. di~owm'llanza tt·a. te mpt· rntura e polso t n orma.le quas i la p1·ima. fl't'<jlll'llÌ{' il Sf'C'OitÙO) C'OUdllt'l'(> fa ta lmente alla morte; and.H' quando tutti g li ;lltri I'PII OUJe ni della malattia sono in a1·anzato l'C· gre:-;so. Qn;~nto alla <·ura . c><·to <·icì Cli P l'e;;p<•r i{' I!Za lta fa.tto rilcrare. C ht· :-;i t t·;t lti " no Ili pt·r,fìlas.-.;ati, è lx•ne co minc·iarhl spmp1·e eon una i nit·· ziOII!' :-;ott(ICJtt:llwa ù i 0-10 t·. l' . di s ie t'O: "" Ju•;;:-;IIJJ tli,.;t ul'I.JO rih~\·;mt l' Ot• St>~uc. si ]II'OC.('d<>r:ì, dopo <·i r ea. due ore, alla puntura lomba.re, fa cendo u~it'(' da 20 a. 30 r. c. di liquido ct·falo-rachidiauo ed arrrstan· do~i i'iolo nel ral';o <-he l.o iufcrmo anmia. cefale a o ve rt igiui. Indi s i inil't1ann l<•n ta uwnt<• m•Jlo s pazio sottO·<ll'<tCnoir1t>c) ~0-2:) c.c. di siPro, <-ÌrH~ J'int!' t'O <·ontc.mnto ùi una d o;;p <.: II·J·ath·a . g· hene però, ::;pt't'Ìa·l· m e n t1• "'-' la [CI'ita t·il"il'dì> tH•gli m ·ti infet·iot·i. iniettare> una. pa r te di d Ptto :-;i<: t '(' a n e h(' l H' Il o :-;pa zio p<>r'illu ra ] (' Ilo n :' pa:-;s a no l e radici ner \'Ol-"(' . All'uopo si c.listacca la. siringa <lall'ago, si c~trne di alcuni mm. I)JìP:-;to P. dopo cltf' <la p:-;so nou si n•<lf• pitì co!a.rc> l. r. 1'. misto a. l'!iero, ,·i l'i riappli!'a la ~<i ring-::t e s'ittiPtta l'altra metà della. do:;:c cnmtim . .;\rllf' 111·i uu• ~-~ ot·p iuli n•<> si pt·atklwranno altr-e dn e o tt'<' inie1.io ni ipod('1'11Jidw <li :-;i<·r·<> (:10-7:-i c. (•. Nllnplp:-;:-;iri) lnn~o il cm:so rlei gros:-:i ti'OH<·Id JWt'\'OXi. ,-al dil·e nPl deltoirh· n 1wl 1wttm·alP tratbmdo5\i di f e· rite cl PI1'<111 n ""f!HÌOJ'(', llf'i :.:dut<'i o n e l f)tta~11'il'ipit<· <·•·nt·alc t1·attan · dosi di ft>rite rlt· l l'a r tn i.uf<·t·i o t·('. ~f'i giorni '""~u<>nti com ·ieue contir.um·e uello st<•:-;so modo. t· iot'~ n11a ini Pl'. iotH' etulo-pt' l'itlurale e, n ell'in · tl•tTal lo , :! o :1 inh•zion i intl'amusc•olari: e (·o:-;ì JH' t' ~1 -4 giorni di s0guito ~:no alla r<'gl'f':-;l"ÌOII(' rlf'i :-<intomi. clw si t· i lt•,·a <lal lo iut·ipil'nte senso rl i hPtH's~c'l'<' cJ p ll'inft•J•JJIC) <· tLtl Jniti~;n·:-;i d<>i !-iinhHui "(pssi. Ol t.re <llle ini•·zio11i ha molia importanza la m f• di c azion<· quotidh111;t rl!•lla f e rita r• la dt·t<·t·:.:ioJ IP cl t•l la lllt' dl';.:inm ('1)11 :-;ic>J·o anli lt·tnnic·o nonc l11., il dr<·· ll<)l.:!g io c·on :-;ott ili stt·isc-p di gaJ·?.;t· im l•e ,·nti' rli SÌP1'o . lnir,iato il t'<'· l!l'Ps~o <lP l la ma1al tia. si J·iducc> il num<•t·o d t>ll<• iniPzioni curati,·<·. C!lilllillalltln p•·i111H la pn.Jom('hidiana <' qninrlì ritlt td•ndo l e in t t·a Jllll · scol:wi: in nltim n ali<' th1si r m·a t ir(' si tm'JH' t'Ù a sostit uir(' fJIIt>ll r.> prf'\'l'llti\'P . (' nl"Ì n t' ll<• fornJt• di C••·rli 11aria g-t';l\'PZza :-;'inidt~ ranno in t·11tto d;1 ~w o n :~:-.o <'. r . tli siet·o. :-:i /1 p!'O\'ato ,•laf' lP ampntazioni fatte' all'inil'. io flt' Ì :-;intomi t eì~t · nic-i !'cm o J!t>l·IHbtnH·ntE> inu t il i: innt·iJi andH•, am.i clannose, rieRro no (jll(•llc· f; 1tte dtmnl!e la f·urn t1<•11;1. illfPzioll<'. pol<•tt~ l o contribuir<' aò :q.rg-1·a ,.a r·la. L a r·Jtt·n " iut o JII<t t i(·a rl.l' \'1' JII'O('t'I](•J'<' 1li pa t·i pa ~so ('nlla specifi('a.: llf'TH'illlf' lt!i llPi c·;1 :-;i in r n i ]H·c•flnm in ;lno i J'C'll i>Jilc>n i :-;pinali (clornliu Rino n 6 g r . ll<'IIP ~~ o r1·. morliua fino a -1 -:i inil'zioni eli 2 rgr. l ' nna J1el l1• 24-


, TRAITA~I ~:-, J'(l

llEI.U: n : UIT" 0 .-'Tt:ll·il ltl ICtJI..\11 1 IJ'AII ~IA UA Fl:UCll, <'CC.

~·l

o

<>re) ; ca rù iocilwtid n ei t·a:si i n <'·li i preJomiua tto le manifPstazio.n i bulbari, cioè dispnea, a ccessi nslittid (olio caufurato, nua iniez.iOlH! ogni 4-5 Ol'C, tintura ùi strof;wto <'t;t:.); inoltt·e ipodermo<:lisi quando vi è teutleuza al cohu-;:so e n•spit·at.ione ar·lifk ialt• <Jllallclo vi è mill<ltda di .a~tissia. Fa,·ot·il'{~ la- ùiurPsi co11 a cque ak;rlint• c teohromi11a; yuotnrc la Vl'SCil·a Sl' YÌ è ÙÌS('Ul'i<t j lliUillem: t·l• SClliJli'C Jihe t'O l'al\·o. l)o.. 11na- stath;ti<-a, magi:--;rmlmeute d O<:IIIliCIIt<lta- ù<1l Tizzoni è r·is ull:<c1to clr{! la, muTtnlitù JWl' tt·tano nei casi in cui l'<~~itn letale non fosse giu~tilkato da clPiic·ienì'.a Ht·ll<l p1·nlilassi e 11ell:l em·a, <" tlPl solo -5 % ; c, come dice bene !'"\. , 1·i~. uJtati mig!i()l·i 11011 l"i potn•bbt>t·o <ht\'· Vfro ÙPside.ra rP.

~011 la stel-lsa t·os<~ :-i può :dft'J'mare della. gan~l't'tla ga<>smm. ~e put·e lo ~cc>mpio chr qnestn te nillile infczioue ft>cr in tntti gli es1.m·iti nel primo tempo dcll<IJ loro entmta in canqHif.!llU·. :si nndù iu seguito pt·o· gt'er--~inunentP mitigando m rn·t' i l perfeziouauwnto lHwtnto alla CUI'<.l> d e lle fe r·ite, nOJJ s i può t ntt<lda dit·c c he si :::ia, giunti a clominnl'la. {)iò Ya ùontto al fat to che, )>l'l' qu:llltO :si ;;iit. C('r-cato, non si è giunti nncora. a trontrc llll nH•zzo dw :tl,hi<i nllot·e ,-e,·ame ntP prolilattko e t<mto U1eno curatiYo. J,a dilli<·olt:ì Jratut·almente r1ipetHir d;llla nwl t(•· plicit;'~ rlei gc>rmi dtr. t·iscontrawsi quali più c·omuni ag-1•nti della iufe . ?jone , e non ancor·~, si dil-lpo tw di tlll sil•ro poli,·alente rhc li ra ppt·e-settti nella, totalit:ì o quasi, s<>nt.n <lit·t> che nou è csdnsu la possibili tà che h· forme pitì g"I';.l\'i df'lln malattia siano donrt<• a. s imhio.·i di gpt·mi anne-robii c>tl a<·t·ol>ii. Sou sono mancnti i tentati,~i r)l'esso i val'ii eserciti; ma, ,e ssi se sono inr·m·a~g-ianti , non si pni) diJ·t• <·hr abhinno ragg-Iunto lo S(·opo. Ciò che ,o:;i può n fft' l'illal'e AOlt<l·n to ~i è che volendo ri<·orrf're :1 mezr.i pr·o(ilnttici e l.'lll'nth'i Ili (Jtt<'s'to g-Pner<> hiSOI!ll<l· \t!'>aJ·Ji in modo assai tt'lllfl<'!'\t.i,-<, perr-l1è :l.J'l'(•.( ·lrinn un ,·antnl!gio. <' hisog·tla somminif;tr':wli in dosi forti C-' t'Ì)wtut<•. L'intima ,· j ~ione tlpl pt·ncrsso intanto fa pt·eYI'<lt•l'f' l'il<' le fnrze imntllllitaJ'Ìf' tJ·ionfPt·anno an<·lre ('Olltro IJIII' · ~t<\

infrt.iCNW. Tl j)('l'ÌI}r]O d 1 Ìli('IJ])Ilt.Ìnllt> {}t•lla gang-t·t~ IHI 1-;H ·~Osa c'• Yat' iO; llt'l! E' fm·me g-I·ad f'i<!''O •' s<·N:o a -li-: t' l'l'l'sin o a :!-b Ol't', m<·ntt·r nellf' f Ol'IHf' l.wmg-n4:' f':-:so ha o~rillato lln ::l a (i ~.ri o l'lli; non sono mmwati c·asi eli romp;nsa t:u·di,-n ;:in oltr'C' H dN·imo ~iorno. Ili sog-llfr far-l' d ia !!·llm:i <lP!Ia mala-ttia fioltant o qllallllo ~-i tl'orano rhtnih• t n ttr. )p n ot(' cliniclr<• t'Il anatomo-pn tolog-irll<' (·llt!<~i<:lw <Hl <'!-<l-l<t :'ll-l~t·g-natc> ~in <lall'antic·hi til, '<' cioil: a ) l'odo r'E' r:na ttrristi<-o rin·lator~> 11 (listam.n 1lrlln infr zion<'. OÙOt'<' <·h<' nnrrtito lilla YOlta 11011 si dinwntica, mni pilÌ e che i\ rosì tPillt<'e dn la:--(' i:tl't' 1li ~-'<' t mccia nelb sala mwlrr ntnl to tr tnfHl clnpo -eh(> J'infc•J'ruo l'ha ahbnndonata e da ÌlllJH'<'g-mtr<' l t> \'l'sti pc) il lll:ttr>J·ial<• IPttel'P(TÌO i11 gui>::t cla non ùilrg-mn·~i IH'JIJllll'e <'Olia ehollizioue p r·olungnta: b) lo svi lu ppo pt'<'CO<'<'. allhnn<lantc n diffnso tli gas misto .' l ~Ìel'O, 1'11110 e J'a JfTo eguallllPIIt(• di:":S('IliÌllnfi in t11tti i tt>Ssut i molli


\

40~

Tlt.ITTA~IE:\Til !IELLE n ;nlrE O.':'TI-:U·Aitl llJl l•.llll lf.liL\1.\ Il,\

FlUCU, FC(.

<·Ile atqui~taiHl pel'ci0 l';t:spetto di u1w ~;pugmL imuenta ùi acqua;. (') la mpiÙ<t eù ÌllVHÙellte gangt'CJI;I i IZ) il CODllJ<l>l'Ìre C l'aggrltVarsi di pa ri pal:'so t.lellc n1aui fest azioni geiH!l'<lli (a ttutimento del sensorio, :H:celt:nlDlCuto ùd rcspir·o, ftl'<Jueuz:t e mollezza del polso, forte aooen ::;iOliC d ella feub J·e ~cguìt;t da. note\·ol<: remissione eui tit~n e dit'tr o uua, Hum·a, c le,·aziriJle tet·Utina le, compa1·sa s ulla. e nte ili pallo r e t.:ou leggent :so.trusioue ghtllo-n:rdastra). Nei singoli casi ues~uua di queste rwte morbosi' caratteristiche fa mai co mplctalll(·lltc difetto; ) H> l'Ò iu ciascuno pre<lomim11 ora. questa or:.~ queHa in g uisa da farf~ assumet·e a l qua<lro morbo:so tlll<L impronta. ~. pe<.:hde . C'osì ta.tora Yi è predominio ùelPedeu~:~, pf'r cui la parte pre~t·ntasi olh·<·moùo t umcf;ltta f' te~a , to n tute di ('olOJ:ito l>ianco-tper· la ct>o, <:oa :wttoeuta.ur.o JJOtP\'Olmente aumen ta to di ~pPs!>ul't', duro e~<·rosda~Jtc al ta~lio, <·011 JIIU~toli gOJifi ,. pallidi l' ton ~o lco di dema.r t·aziout> tt·a. il ~e:.-:1nento lli <~rto colpi to l'{l il sa1111. In nlt1·i casi il <-<•Il · t e mpol'anen p1'0clur1-i di gas e di siero. in mo1lo J·apid o t• eopioso, afft·ptta il dis~<, ldmPn to dei tessu t i danilo alla p;11·t<' l 'a~-;petto di uun. massa· molle ll E'l'Hst J'< l. }J pnt t·<~ i ('asi d.t' lla prima maniera intanto ri!::a n g-o no p<'l' lo p i lÌ cirro;:t·J·i tt i. 11 nelli d1·1la sN·onda. maniet·a invece, Ua t o il gt·;ì.nde pOt{'t·c d i lfu;;;il·o del Jii)U Ìtlo tot·bido erl icoroso sgorgante dal foeoh1io f' del gas da e~::so spri:,.don au t c·~i, <I<'<]JJistano tletorso ra pidamente progress i1·o. D:l qui 1a (·ansa cl(·lla lo1·o maggiOJ·e y;rraYcz1.a cou c·o mpli caz;io ue abituale di s<•tti('Pmi<.l g<111;:n·e no-ga s::;osa, sepnìta da UIOJ't,•. ])el J.'<·stCt n ndl<' i <·rt:--;i dc·lla pi'Ìma IWtllil'l'<t, se n bha.n r1ouati n ] OJ'O str>ssi, o 1-:c• ht J'Ili nel iunpponunameutc trattati, finiscono t·on lo Pi'tPudt•rl'-li e t·o l l'idlit•!lerf' la pl'(lllta . sP p m · baste\'ole . flt>molii:iom•. Xon vi l-' tliH• \'P I'Ì s<•:.,rui pl't'<'IJt·so l·i clt·lla g':lllg'l't' ll<l g-a~so~a st:i quaJi putcr f:H·e nflìdamento. (}r·ro1-re [lt'l'Ò t'~sPrC g-ll<ll'diughi r il·ea llllà sua. Pventunle <·o n• p;n·sa og-Jti YOlta ~"< i ha da fa·n · c·on f<•J•itr eli artiglieria che pres"('JI ta no notE' n no t omo· pa tologid1p CO lli <' q111·l lt• snpraùt~.critte ; e bisogn:~ anl'hr SJli;wc• l"c>\'P11111 a iE> rowp:H-sa cli nun tunwfazio.nr imP ''ov d s:~ e (]Oit•n t.P rlt•lla pal'tr le:o<n , o eli un r apido c·amhiam ennto di rolorito fl~>i musl'nli. o Ili pi<"rOll' nu'tC'r hie r ll hl ll('(• ~ial l:n;tl'e tHiora appena. \'is ibili: 1-:i uto111i tntl i l'in•latm'i della illft'zione, spct'inl ment<' ~:e assodati ad asc·c·nsoinni tt'rntielw il-t'E' g:olal'i <' ncl altri per t m·hamen ti in rsplirahili d ell o 1o:tnto gt'llt'J'alf'. L' e~pel'iem.a c i ha rlimos(J'<ll·o r·he il tra ttameuto ch' ll:l· g:1Jlg:rt>mL ga!';i-:0!-:<1> è f'osoln~inlllH'llt<-' r·hiJ·m·giro, non e~ifiten do !"'i no t·a· rontu·o di e~sa, lll'>:snn 1·i Il l l'd in spr-ri tic· o. ('i ha a ueh<' :1 PI11'Pso C'hl" nelle forme · t·iJ·r·o;:cJ·itte <•gn i nost1·o sforzo tlerf' ~'"'l't'l't· r-in> l to n, <·ollJ-:I'I'\'iiT'I' l'<ll'to. ment1·e ('ltP rwlh· difft H"A-' hi~ol!na ~>sdu;:i,·:~mente pr<•cwtJJJ)llJ'i-:i della, vita. T (·asi eli (JllrRt'ultinw g1' ll<'l'P eht> si r·it:tn() rorur !::'lllll'i.ti devono· attrih11i1·si n sbagli eli clia:;..'1ll).." i . ])iftil'il c· è· in t<m to la posizione dt•l c hil'lll'go P :.r•·a.n d<' la ::: nn J'I'~'JI0 11Sa h i l i1':). don•tHio c•_gl i suhi t-o ri~olve~i " Jll'l' lt1 f'OllH" l'TazionP o JWl' la d!'molizinnl'. D 'altra p;utc> uon :::i J.HH} d;;.:c· t ~ m·t- nil't' r·lcr• 11' mndalil;) eli rl l'<'nt·so ~ono im ba J;tr.zan ti , PSs~ndovf f,,,.IIIP ht·nigtH' :llln ini>.io r·h1• n..,sunHJiln hPn prc•sto una gl'm·ità erccz:nnH I(• ed ;lltt·t• al (' O ilft·<~t·io t·nn clr·c·nt·:-;n i11izialP rll'<tlll lll<ltic•o c;h(\ fi .


TI!XI"I'A~IE:-.:TU

IJEI.I.I: I'I:JI II'E u:5TI::II·AIITI Ctll ..llll 1>'>111~1.1 U..l l'l ' llCll, l.fC.

4Cf)"

ni:scouo col peHlere a Ut<tuo a mauo la IOI'O gravezza. In qnel>te eoutiu· gt.mr-·3 quindi può vel'l\Htentt- atft>t·uJ;n·si che l\ all'ot:chio l':st·l·citato del <:ltirurgo a.ffida.t a. la. sot·te del paziente, la qua.te ad ogni modo è espost;l. ai più gra.\'i riRchi qualunque sia In dote t·he in quello pt·e,·a le, la r iiTOspcl.ionc, dof., o l 'arcbmf'·l lto. Oli sllrigliamenti dt>lla ferita. ùen)llo cs:-se 1 ~, comE' in ue::.-1;uu'alt1~..t. dt'<;OStU.Il7,c'lJ g'l:!llCI'USisl<ÌIUÌ <' 1 :OW('lllldO l'cspn•Ssintll ' l1i .\fm·t:still , t.'IlUl'IUÌ i essi devono tau t o in lun~hezza che in pt·ofonditù l'ag-giu n~ere il ~:sl'U to s::tno: devono e::;~;ere multipli, ùh;tanti tra lol'o alc:uue dita .tt·a>~'YeJ•se. Incisi la cute, il cellulat·e wtto(' llW·Heo, l'nponL'\Tor-;i , si continuerà. per via, ottu:o:a n.d n p1-i1·e in tutta la, loro e>lt('nsionc le guaine a.ponevJ·otic-he <• !-li .~olleta·nno gl'iuterstizi n•nsc·olari sino a che si trova t~dprna; in nna parola· !'i tuettl'I'HHJJO allo ~ro,·eTto t ntte le parti che risult<tllo iHfettt'; quindi ~i applirhE>ratmo drenag-gi di g"lll'7.<1 e di gomlll<l. Al.cnui praticano ·le incisioni anzithè col l>isturì col tPrmocantel'io ; a l tr·i fn 11 no profonde ca u tel'Ìr.za zioni col fe1To roYcute. c he Dut'a·nte ritieue il timt'dio sonano <:ontl'(l la malat tia . <'il'(·a l'm'Q delle soluzinui antisettiche od ipertonithc come coml•l(•tuento dt>ll:t cura. ciJirurg-it·a, basta ripot·tar~· i a quanto sorn·a si è dbtto: t·imt'<.lio etticac:issimo, qna_n do è pmti<:ahile, t\ il bagno t:a lfln a pe1·maucm,a; heni:-:simo Tis ponde anche, come scwpr(~, l'aC'tinntc1·apia. ~ono da· bandire l ' ossig(•no e l';J<·qua t;ssigPnatn (l)m'st'nltima t·iteJ: nt.• in primo t<·mpo qua:>i uno sjW(·ilko), prrcbè fasoriscono il pro fHlgan;i dell'infezione ficnll<IIHlo l' tramna.tizzanclo il t!'ssnto eell nhne en anrlle p('rdJ~ a c·ausa, della forte temd01w c·lie p·t·Cidu('ono nc'i t('ssuti molli peggi01·a.n o lf' condizioni 11'ir·t·orar.ionr sanguig-na cl<'li'<ll'to. Per lo stpsso motiro ya, sconsigliato l'imhallng:gio muscolare proposto dal < 'anwm. 'Gq~f· inveee sostenere con tutti i mezzi po,;:-:ibi li lo stato gene· ral(: : iniezioni di sostnnze e<•citaJJ ti (olio ranfornto. cnfi<~ina, stri(·Bina, adJ·f'JJalinn) ; iniezioni di elettr·argolo; ipode rmo~lisi E'<l anche, nei casi g-rari, tl t-lu,(']isi che nllgono inr<if'm(• t.' ollt' inif':~.1oni eli pil1:carpina e ron lt• nhholl(lauti Mmminish·;l7.Ù)11i di lwntndf' a hl,·a~·c• il snng-ne e li ·

nd nn n do lf' tossi n P.

Specialità di trattamento delle ferite articolari con frattura. nel periodo preinfettivo ed in quello intrafebbrile; tecnica di esso.

JV . -

LP <"onsiclern:doni er-;presse in pl'Opnsito tlel tt·attamentc) (]elle fe·l'it<' din.fìr-;m·if' l'ii adattano in liuea grnt~rale atlle fr t·ite dellf' articola· ztOni: sf• non c he quef<te pf' l' Jn. l oro mn~gior g1·:wc~.za, ben not:,~. a.i. t·birurg-hi che hanno sempre avuto nn sacro orrore per le r-:inoviali, ri<'11icdono (' \ll'e an~o t·a pitì p1·onte Nl €'1H'l'gic1Jt>. nanno ragione di taJ(' grm·ez7.a: (l ') il fort e potel'f' rli n~r-:orhiuwnto rìf•lln :-:ino\'ial~ : b) la. fOI'Hta cnruplirata r h'Pl:'~n. a~>Rlllll r n~Jle principali g-i nnturP. prr•sPnta.n<lo piPg-he e rN'e~Ri rlitlirili n hl"n(' Noolorare P dreHar·l' ed in eni hl. virnlcnz;L miCI'obic:a, tanto pi1) Ri (·~alta. in 'luanto tldt r> a p-pt-nlli<-i , r-:fn~l!o11o aù ng nì po!,)<:ibilc estpJ·iot·i?.r.azione etl t>SJX>·


41 (l

T:! 1"11.1 ~l f.). TO IJELI.F

I'IJ! I l E O>-IJ::U·ARTI alt.\!!1

fi' Mt ~lA DA

I.'TUC.O,, u :c.

:sn.loll<' a.JI·,~ria, ciol' a di1·e a- tutto ciò tl1e co~titui:--(·e il cardine pl'incipa-1<: dt•lla cm·n di of,_rJli ft'l'itn inft•ttil; c) le bo1-:-1.' l.UU<"o:<e, uumero:sis· :simP, l'OJWatutto iu n leune ilrticola~ioui, e pronte, al!on·hf· ueliH f(•J•ita Ri stahili:<<·f' ull<l· infrzio1w, a pal1:t>dpnre al pro<:e~!'>o, rendendolo più gnwc; cl) la· rirea <·ircolaz.ione :--aHgnigna t' liufatica. che farilit~t, ln ca,,'() di sepsi e di coJJ:<e~uente t1·ombol-ii <lPi vasi, il distacco di emboli atti a. <litfon!lere l'infc·zione. Nt•l campo <1!.-'lf{l t·hiru rgia di ~lH'l'l'<l (< fetita articola t·<· n equint.le ;l 11 ft·attum :utknlat·l:' 11 . E:<i:-:t0110 pnò c<.tsi hrue acoertati, nuche du· l'<llltP l'ultima gu(' JTit, <li proiett ili ill(·amieiati o di palJette di :shl'apJ!t•ll o di piNo le RCht·~gic di ~rana ta che ha n no a ttt·:-w(•r>:a t o l'at•tko· laziollP o ,.i sono l"imasti indu!<i ~m~a determinare lesio-n i O!'>Sf'e di sorta. ~'in tE'Ilde dw dò t- p o tu t o a n-rniL·e soltanto nelle giuntul'e rou larga silw\·iale. <·onw la spalla Pd il ginoc.chio, sped:llmt'nte in que· st'ultiuw. a!Jor·<·hìl il pl'OiPttile sia nlpitnto tH'l <'nl di StiCI.'O sottoquaùrieipitalt', (!\'\'t'l'O (til:<o t-'('t'\'ZÌ<maltl qu:wùo \>l':<o, a ~in••C'drio iii'"::-<' n l~;,o, l'lltlJi:l· nttl'ltn'l':<ato dall'nnmti a ll'indietro !'tll'tkoht'l.iOnt> pns· sancln !<Otto la rotu la. sop1·a ];l :<pina tilli;lle P nelln gola <h·lla tJ'()(•Jea, <ll'tif'olrn·e. f'o tne nPilr clialìsi c·osì twlle ginnt.m·e. d !;0110 dh·ersi tipi e grn><li di lesi oHi osse<'. ('osì al1hiamo: n J la !;(JIDplice scnltitturn della supc1·· ticie di un epifi,-.i: l1) i l soli-o più o meno profondo S<·a,·ato in csl';a.; ('ì l'aspol'tazione di un pi<'c·oln, framnwnto di usl';o o di cartilagine: dJ la, frAttm·a più o meno nrtta eon ùistac.co di nu tratto o~~o senza. s<"h<•g-ge: (') l'infn!<S<UJWllto clf'l Jll'<lit'ttiiP H<' l t<'ssnto spugno>;o di una .,p i fi.sj; /l la pl'lrfm·azionP a, ~<·toll<' eli quest<11 pr·oclotta. dn proif'ttile nninutto da fot·za vira melli<l: y) la frattut•a c·on Rcoppio di uno o pitì capi artkolnri, prodotta da. pi'OiC>ttile animato da, fo1·~a dm grande e rlw fl;) lno~n :1 n 11111<'1'0"1.' s..-·IIC>ggt' lanci11tr Uf'i 1ìint<wni nouthi> :t fen dit un' p r·opagantisi JH' ll<· ri~petti re dia lìRi : h) infine la ft·a thn;t n. S<H'('O di no1·i, carattt•t·izzata da \'l'l'O spa.ppnlam{'nto osteo-n.rtieol;n·e p<'t m.ion<' di grol-;.<:O fmuwwnto <li proiettilP di nrtigliHia. Tt·a le fc•l'it(' articol:ui, come tra, l<' diafi.sal'ic, Rono cl;t ritPJH'rr. dini<·am<'lttP n~Pttie!IP 1~oltanto qm•lle n. 1-'etonr con orifizi puntifonut <' c·he si pl'P~unwno <·nu~ntf' da pl'oi<>ttili tli fucile animati da. foJ'Z:.l v:nt· nll'rlia, i quali colpiscono in !'>t>HRO Jll'l'pt>ntlirolare. nttr:wersano . lf' \'(·~ti st' mm tlnlla trnsportarr con loro, ilir:ll'icano più <'h<' lar<>rau·c la Cllt\'. t' tJ·;tf.:(·mTnno g·li nltri trs:;;uti st•nlla pl'(lthtl'J't' guasti rile1·;1· bili. 'l 'u tf<> lP altTr l't·rilr tlPI'(HJ~;i im't><·e 1·itf'HI' I'C hntteriologic-anwnte c> (']init•flJliPll!<' c·ontaminaf·p quintli susr·ettihili ~<f' ahhamlonatf' a. l oro Rt\-ssp, tli nnda1·<· ilwontt·o nel infPzioHe. Que~ta. sPronclo la Hfltnm, la <·opÌil <' In ,·ir·nll'llz.t clPi l!(' t·mi. ~~·c·on<lo la g'l'a,·p:r.z;t ma g1-(iOrP o mi no!'<' ll<·i gn;1!-<l i :ll·fic·ol:ni ('(] <llH'h<' ~<<'(·OtHlo ln s!nttttll':b Rp('{'ialc tlel· l'al·ti(·ola:t.iunl' . pnù talot·a dP<·nr·~o t·apicli ::-'>' imo f' JH'l':<illo fnlmi· 11<'0, 1a l'altr·a c](>f·Ol':<O Sf'lllplic·c•nl<·lth· antto pt•ngr·(•:<sh·o (> tn l'nltrn. in · tìne dPC·m·:<o c-r·mtic·o. J11 g-•·IH'J·c· si sono dinJns!ratl' più pPriro)O!<C' le fPriJ·p rlellc ;.n·andi H1·tic-olazinni l' q rwll<' rh"lle atiknlazinni lnbit·in · tic·lH· d<•l •·;ll'j)O P !11•1 t;ll'sn. Pl·inc·ipalnH•nt(· hanllo pt·•·,w<·upati i ('Iii·

"''"'''<'


TH.IlT.\~I f.:\TO

llEI. U : L'EIIIl"E

U:-<UU-.~HT I COI.,\111

U"AR~I.~

Il.\ l'l.UC:O, I::Ct:.

411

J' lil'ghi <: c:aghmall> h:t·o il maggior llUIUt'l"O tl'in:-;m·ct•ssi le fPrite pt'll\:· tranti uel giltocchio. pur e~,..,ert questa la giuntura. scnòa ùubbjo a ~truttura più C'OHI)olic·.tbt. La rapiditi1 soqH:ellllclltt· <'olia quale ;;i S\'ilnppauo in è:sioie feuon•eni iltfetth"i ad auiJnuwnto pc.l' lo più mina-ccioso, 1:1 lli1lic:o1tù. (!l'l" non dit·e l'impossibilitit, di domin;tdi cc.11 OlleJ'a.zi<•JJ i :sm·ressin• aninmti qua:-;i :.t•m-prc con 1·itawdo, <Wcnt fatto l't•g-na re iu pt·opusi1 o JIPi primi tt>m p i della gucna 1111 pessim ismo che fu in seg-uito l"iteuu t o i ngiusti tkato. Si era. di:sgrazi<ttamentc giunti .-dJa couclu-:sione che al meuoJliO· so:spett.o d'iniezione bisogn<tnt amputs.u ·e la cos<·hl, senz<t pm·ùe•·e tempo c..-oll'al'trotowia o colla n :st•ziolH' ; puret·e questo che co11 tJra~taYa ~SÌHgohu· nwute coll'ottimi~no di a -l cuni <'l•irurgbi deli(' retrodc·. La. l'<t.giont-' del falso ed en:1to cou dnrimento nndant. ric·el'cata 1wl fatto rht• pt·t>st-ntaudo iu genere h• ft•I·ite arti · t·oiari subito dopo il fe t·imento 1'nspetto di ferite leggiere, non pPcoc· cnpan111o a tempo d<:>bHo i dlit·urg·hi dominati tuttora dalla tc•u1·ia dt•)J'w-:tensionislllo; tnlclu~ in esse :-;'iuten·enint, ::;oltanto ad inft~z.ionc

sriluppata t· per di pitì s 'jnt~>n e nint in modo incompleto ed iue1ficacc. Co~ì

<Hl es., l'a l'ta·otomia YeniYa e:sef?:nita come operazi one di Jreua.ggio e 11011 con1t> nn m(•zzo di asp<H'taziotw lli I'Ol')'i <·..;tm.nei; tl parilll l'nli si t·i tc•twnt la resezion e quale ultima \"in. di scampo pe1· lil>el'fll'SÌ rli. un l'ilwlle pr·ocl•ssn ostc·omieli tiéo ~~ 11011 conw uu illlt' l' ,·<·tcto pt·oti la ttin> atto ad impt•dit·c· il cliYmupare di tma. infezion e. Ii'ortuua tnutent~> pere) \·enne per le ferite a-l 'ti coluri In. 1-eazione :::tessa. che Jlt'l' qu<~lle (iiatisal'ie, e ~i d co nolJbc~ per le uue. come per le <~ltt·e, la ncr;~:-:sitù <l<>lla ~t<:'t· iliz~:tzicnle HH'<·eani<·a complct:t e preec><·t•, :::eguìta all' Mco t·t·,~ uza. da s ut tn·a pl"imith·a immed iata. Fn anzi ;\ppunto n t>lle ferit(• atti<·olart rlt(' t al g"t>JH'l't' di ;;utunl t J'Orù il più la.rh"' impiego P dh·~lP i mig-lim·i ri·s ult<lti. <· Ju i11 l'S:-iP che si compirono gli in tl'l·veu ti più o:aò i('a li, g-iungendo ]WJ:si no a prodaru:ll'l' es!';et·c p1·ef<'l'Ìt>ilP corJ'ere Falc:1 di e~>Pguil'e un :tttn op('rath·o supprfluo, pu1· di rnette1·si al sku1·o da. lltla· do lol'Osa sOI1ll 'e~a. am•,ic-lH~ litsciar~i cogl ier·e rla. lfiiPsta. quaJtdo non si è:· pii) in tc>mpo eli poterla <ll'l'P~·f<tl "t· . ('osì Rolo s i poti·I·cmo l'etHh•I'P er.ct~ziouali lt• mot·ti JWI' sepsi e molto pi.tì l':ll'e l t> amputa~.ioni, si J•itl us:-;t• in wodo 11otHnh• il nnmern !lPlle anrhilosi e si ac·crphlwl"ll i l'isultati di ;u·ti<·nlazimli clisc·t·rt:lnH'llt<· mohili t' tli arti funziou:tlrll(mte 1titì utili. ~t·attandol-ìi

<lPilt> feJ·it(• a x~:tone auziclpsc·rith•, di qu p]]p rio(> Jm~ ­ su llte <'lÌl lÌ<"a HH'nte a :-:t-tti<'hl', siano t>XSP sPll/'.a intt•rpssann•uto tlt•t c:lpi nrtkohti'Ì n entup li<·:.tU' a ft·attnte di essi. tJ·asfns:-~. H c·anal<• o a do<'eia,

l'a.tth-itù dt•l rhinn·go si ~~ limitata alla sl'mplit·P disillft-zioue d (•g-li m·ifir-i C'Ut<tllt>i 1•cl alla immollilb.zar.ion<• tlt>lla g-iuntul"a. \falgt·ado le viYe r cazi n ni lc:C<lli. sopl"atutto ltei ]Jl'illli giol'lli, ()lWs1o trnttamE>nto hn llUasi sl:'lll)cl'f' 11uto luog-o a. pt->I'Sistt'ltza di uno l<tato g-Pn e ra)(• buono (' 5>perialmc•nt(' aò a~· ~pnza !li :1.Jte tl'lfliWl·atm·<' e di o~C'illazioni ter· mie-hP Ili pt·O!rllOsi infnn:4a. Cioitm Jost:tnh', non si (> mai trasrur nta l'a,<qt!•Hazion<> m·mata. A Il ore h(• (' inRor.to l'<>marrtro !<(• u'f\ tt'nil:ato clappt·ima i l J·ias:-;oi·himl'nto <·ol ma.-:sngg-io. c·on mm·inwnti pnH1-enti (• nwtcod iri 110Hf'ht\ <·on fasria tu 1·a rompt·c•s,-i\·n: se> c·nn tutto ciù t•sso


412 an~Ian1

1'11,\TT.I \1 E.,·ro U~: I . I .E l't:urn: n-< ITi h \lfl II.OL\11 1 IJ'AH~IA U.• l·Til<:ll, l:f't.

l->l'tll(lf't' più p•·onnu11iall<losi, b•ntlentlo la <'<tpsul;\ llrtindaJ't• e :-:n:-:eitando riYi dolori, :;i è J)]'(ll'l'dn to alla pnutul':l· f'\'ii('IWti·itf• cou tuttt' le I'Pg'ole della più as:-:olnt;l ;lsrpsi. La puutm·a, oltre a calmare i l do!m·t> t~>n si n•, ha i 11 u;!:U i \':l so <' t: li tt·i huito :Hl a.lolJrt>ria re i l pr·o<:l~ eli g-ua•·ig'itlfll' Pd a farol'it·e i1 J"iJ1l'i stino tlella fnnr.iout>. Alcnu i , t·ome \\'iiiPIIIS, hHnHo consig-lintn di l'i<•onet·<· <Hl f'~sa UJOito preeo<·em<•nte pl'l' potPI' ortl'IWI'I' •·isultati pt·nn ti c lusing-hieri. Pl1H.if'nr.a pe t·ò l'i<·l•iede elw, tr·a11111' il t·a:-:o in (·ni la t<•nsiouc· t'IHioartkolltt·p !> <·O!->Ì doloros a d:-1 non l'S~'t' T'f' toll<• J·a ta dallo inft•T'lllO, o l'altro in <·ni sot·gp il sofipetto dt>llo inir.ia,t·si di nna infP?.iOill', uci t·itnaH<•nti 11on si afft·rtti di trorpo l< xvuotanH·n tn di 1111 Ht·h·oemartJ·(). P l'it) per eritHre clw, co!'Ì opeJ·:tn·do, si ''·<'1~T'IIlini una nnm·;, Prnor·r·ag-i:t. :O:t• In T'Pa11ionc fphbrile iui~inlt> t·:ttJ~-o·nta da1J'pm:n1t·o pP l'!·:ixtP nono~tautP la ptmlut~l . "' ~e la tf>mJWl';ltnt·a. l'idin·nnh1 nOI'JIIale J'Ìsalc <li botto, se lo stato ~ener,lll:' è <·nm r~t·nJII('~~o. THlll ~-i Jw r·tla piiÌ tt·ntpn <' ~<i ri<·otTn all'ar-tN>tomia od aJin r·f':--t•zimw S<'f·otHlo il ra:-o t·ichiPd<'. );rll<• fpr·itf' da pt·oi~>tti l i im·:u11if'iati o da pa llt>tte !li shr·a pnell nni111ati da s<'<ll'l"<t fn1·r.a ,·ira P qnindi ;1 r~111al<' in<·on•pl<'to f' I'On at"J'N;to <lP l pr·n it>f ti lP, anc·l•r f.:t' j)ÌC(·olP. a rwi!P s(• rli dnbhia {l(~lldt·ar.ioite, ~illll() sta h·, o ))111' 110, sottopo~tP ;lf( <•:-::Uil<:' t·a{liost·opko, Y:l s<'lllpre pratica,ta, !'·m·tr·oionlin. Ln lll't'<':<~itù dt•llo intet'ì'l•nto imin<"'~linto p<•l' :wrr:;to di rwoiPttili nt>ll'adi(·olaziollp, tanto sP 1~ssi n<·ru pano la ea\'it:ì artit·ol il-1'~ q11anto ~<<:' ~ i l-'oliO <·onfir-eati HE•Ilo !-ipt'ssor·<• dc•llP sHP p:tl·C'ti. fn pl·&·laruata dal Qu t·11n alla Rur. ili Chir. di T)arigi -!': in rlal diet>mhre Hll-l, e, n on o~ t a n t <· i l pa l't'l'l' e o11 h·m· i n rl i :O: a va •·ia-11 <l P d i poc· h i aHt·i. pssa <' !"'ta ta rlpfìniti\':tll!l' lltP :tliiJII<>s~:t tl:tlln mng!l'ÌOI':lll~:t. f)f'l'rhi' non ~i J)lli\ mni pr·t>v<·<li'J'f' ~~· il pJ·oi.l'ttih· (ll'hha malltPn<'J'SÌ srmprr inn oc· n o od in un bel OtOffif'IJ!o ~·lJ:<t·it:ll'l' una inft•r.i(lll<": r. <l'alti';\ par·te. ~~ <litlkill' pott>r ~-:ta" l'ilir·c•. :ttwliP c·oll';;~iuh1 <lPlln t·Mliogra.fia. 1<- f'W•ntuali le~ioni fwticolari <:'d n~si'P rla <>s~o tlt•tPJ11Jinnte. In nn frrito, a<l P!<., oprrato (lal Fasano J•PI' 1111<1 p;tlletbt •li xln·apnl'll (·on(i("(·nt:l nf'llo ~par.io ini'Hcontliloide() (~ono lP pallrtt1• Ili sliJ·<~pnPll r h'f•s:-:Pnclo <lotMr di minot·r forza impnlsh·a e pi1) faciln Jt>ntr !ll'fOT'IIl;lhili rltr non i proiettili di fnc•il<', subi :o:(ono :l~sni piTÌ f;J(•illll<' lltf' l'aJ•t·e>sh:) . i Jisnt·:o:t•l'O p:n·er('hi g:ioJ·ni •l(~po il f<' r·imento frrwnwni lornli r g-rn<>r·ali: f' fn huona. fortnna clw il eol l ~·g:t r•ko•·~<· suhito nll'oprt·ar.io n <:'. pC'rdlè. a.perta. l'articohtzione. si rist·ontr·<ì nf'llo ~par.io intrrt·ondiloidt'O ~ncld<•tto un et·f'pn<>rio r·he iute· l·Pssa.nt tntto il r•n1dilo r~<tc•t'lHl: <·cl. r~tratto il pt•oit•ttil<:'. si t>strn!->sC <1alln. ni<-l'!li:t cln rs)'o'O sc·;tntla.•d •wlla ~ost:-tm::t rart ilng-int>a ed O~(;>a., nn fr·arnm<·nto di hi;mrli rr·i:t. RC'nzo:t <lit·t• (·l•c 1111 altro prt·irolo. meno g-t•an" ma 11on <l i mitHn·e Ìlll JI()l'tnnr.n. inrnlllhP in simili ro np:innture snl fl'ri1o. Nl 1' CJII(•llo r]plla l'igidit;ì artirohwr <·h<' pnò ginng<"rc sino aJF:tnrldiMi. Ri romJH'I'tHlP r-hl' CJualor-n Jn r·i<'PI'l'<l rlrl p1'0iPt·til<' rir!':e}l, l:1hot·ioo;;a. è llll'p;lio t·im r ttPT'I1<· n p i lÌ t:l l'Ili . se nP s;wù il enso. J'f'~<tl'a.­ r.iollr: tntto ~ta ('bf' ] n, frri tn fln f'S~O pl'odotfa sia ('Oll\"f'llÌPllÌC•lllrUte tl'atf:thl. r·lH· rw ;.:ia fat1":1 c·in1\ l n sf(·rili:r,llnr.inut> Jnf'.rr:tn it·a rolh• norme illn<l iiJ<i i11dic•ntl'.


TIIAT'I'\ .\LJ; :-. Tù llELI.t: H :llrfl:: 0:,.1' EO·ARTIWl •.\Hl ll'AIL\IA UA FGUCO, ECC.

41 ~

Le fer·it~, tuu frattu1·a pal'ietalè, :;ia t>ssa 11ua. fes:su1·a llt.l umL :sc<tl· fithn·a, od 11110 schiactialllelltO tta.I.Jecohn·e, dc\'ono e!":-Pt'(' tratta.t.c t·ollo s nrotaurento oxsco appropriato e l 'a spO>rtazione d elle ::;clregge, c ciò pen·hè alle a·~pee:t.zt> os-see re:-;tano non di rado appicdcati r e!"idui or· ganid, l.n·aJJth.-'lli di ve:-timeuta , i qlntli thllllH) luogo fata lme nte ad un .foeulaio di osteitt•. (lue:-::ta o,.;leitc può •·in:sdn• ranto più pt•ric:olosa .iu <JUan to clu· d:ll. tt·atto )p:-;() partono talora ft'l"S\11'<' os:<el' lungc1 lt• qu al i l'infezione, se in:-;urge, pnù H·guire Lilla man:ia progn•:-;s-i\'a , l'enza diTl' che può eosi d c tnminarsi iuft'zionc dl'l midollo chi' solo un ' amputazione giunge <~ tlomil~cu·c .

Con più ragione poi l'artwtomia ,.;t·gnìta da :-::cmplitc st h e~w·ctolll i"" r·ie:;<·<• Ìlll"tdlkie,nte nellt> fe ti tc t·o n fr·;ot t un• estt•:-;e e COILtminuh·, !'IW· dalllleute :-;e prodotte diL ,-.,x.:Jw~rge di granata. o di homha. Chl'\·chè di· cano i :-;uoi solSteuitori ad oltranza., t l'lli cui l'llardouin ed il La rd e n noil", bi:-;oguu, a pm·ete della g-tande maggiora.nzn tlPi c.hiJ·m•gbi, ricorJ.' t•re alla, l'l'-"'eZi(ln(•. ~olument~· dtl' non lSÌ è d':u·eotdo ~u l genere Ji rt-:-;ezio ne ùa applic·a1·1~ . Alcuui, tra c-ui Pot herat, Bn~cu . Bartm<WJ1, Kitmi:s:-;on, Réc lns, ~Jaller e l'iqné, propendono per t1nclla. CO!-iì dett:L atipit-a elle collsistcr·ehbl' Jwll'arwrtura l;u·g-a dt>ll'arHc· ola.~.iOnt:>, nella, ahlazioue di tntti i <·o J·pi t>s•tranci <:h (' :.:'intont.J·ano lll r ntre r-;i Psegm~ la pulizia nwccanica del ca,·o. compJ·Na• le s<'lwg-g-e OSl-'1'<', e nella r e· g<,lari:r.zazionc degli 1'!-'tt·t>mi us>wi mi ta n t~> t>sd ush·a me n te al consegni· mento di superfici r·e~"icln r- più o meno a<lnt tnbili tra loro t> di una caviti\, .ampia ahba:-;tanv.a pe1· ess<'I'<' dJ•t>nat.l. E>•s i partono dal pnn to di Yi st;~ della. t'l"( t' H~"ion t' tlella ft·athll'<t· P ,·og-liono pJ·opor-zimHM·e con ()llè!'::ta la n:.;portazimw <li sostanza osspa. Kc> la frattura è J'imi tata, per es., ìì Ù 11 IlO 1';0]0 dei CH pi 0!-'l"Pi. (lP l"(· h t\ d Ì<'tlllO {'S'~·j , t>stPtHi<•t·p la l"P!"P/'.ÌOIIC an('lit• a qrwllo <·!1 '1\ iHtt>:{ro'! l'rr loro la resPziont• t i pi('a totale appar e un'o pl' l'M.iont• cl1e :-;upenl i1 pitì del!(• ,-o! te• i limi ti 1l<•l tit><·N;:-;aeio: com <' in altl'i l'<ll'Ì us:;ai più nll'i ~11 c·ni oltt·t· allP h•sioni lcwnli esistu110 <lHChP JWI fGcolaio di fJ·nttll t'<l itTil·diazioni elte si portano a disht117R più o meno gr·andi, pnù tletto 1-!:l'll P l'l' eli •·c·:-.~zio•w ri.ns<•ir·c incomplf'ta al pM' i <1ell'atipic·a, f' non t·i:-;pOlldPt"<' allo !"c·opo. A ioJ"O moclo rli ,·edt•rt• quiluli quando mw ft>rita ar·tkolare tlt•l tipo SIHII'<'t'llclato pnù l'Ss!'t't• tmttnt;L C)nalc·lie m·a clopo il ft...J'imento. la l'P!"f'Zioll<' atipic·a. <·ondntta in lllOclo ·d<l l'Ìspo rHl C• t·<• al si11goln <'aso, ì· pt·PI't•r·ihile alla tipiea tot<llt•. D i,-e,.satttc>llt(' la p<'n~"allO Hltrj c·lrit'llt·ghi, t1·a C'Il i Alf1niel", F mi~".'"· fl<>iol't', L c•rkhP f'CC.: src·orHJo flll<-•,.;ti o J'aspm't;tzimw <li ~-e h rgge (' faUa N'O ll OlllÌnlnl t'llÌ(' l'C] H ll O•I'fl 11011 l'ÌC'~I' sPiliiWI' il Jll'f'\"Pllil'(' ]a f"Olll pill'RH• dt·gli IHTi~ lt>u ti inft>ttid, l'llP anzi qurs t i assumono 1111 c·m·attPre piìr grarP ag-J:PuHp:<•ndosi alla ferita i dnnni eli \!Il intf·nento non app.r·o· pria to. ocl <~ fatta in mo th~ ro mplt>to sì tl:l non lnsriat'P dnbhi s ul buon t>F·i to dcll'ilttern,nto, ed nllom <·oll';ll_,lazionl' ùi tutti• Il.' I';C'he~~c· libt•rs~~ pal'zinluwntP ntlt>t't>nti r-;i m1·h·n n (' l'f'<ll"f> nna hr't><:<'in pt'f'!><!':OChP r gnale a fJll Plln <·IH• <hì la· r e;.:rzionr tipic·a 1otalt>. Tu qnt>sto rn:so si rie~·ee :r~> · npJ·almPntH :11l impt..lil·p gli arddPnti infettivi immrdiati. mn 11011 si ltam1o dt>lle s1qwl'fi-ci uptte c• J'('~nlru·i romt• nrlla T'f'H:•z.ioue tipi<'a to tale, e quindi non fli IHI. r nnw in qtiPs tn , olht> all'aziOJw pl'ofilnttiea, l 'H?.ionr


414

'JIIITI\)JE:-.1'11 IIH.I .E FJ.RJTf;

o;;n;u llfiiUll.lrtl 11".1101.\ DA Flvt:O, ECC.

ortopetliea .•·\ppon~o11tJ i primi c·he la l'tta·;r,iol1<· tipica totale multi' n>lte tl:'t hH•gn ad a1·ti c:i<•Htlnlanti {')l(' :;ono as:-;aj pii:. deplOI'l-'YoJi di un'an · t· hilul'i in JIOl'i:duJw <:ol'l'etla e tbe, al ùi1· di KirJUil'Sull. t·Pntlono j!li 1111ii\'idui dw li Jl11l'tano ùei reri iuft•rmi t·ostrdtj a ùipPurlt>l'e a perruaJJcnzn dn un fnùhri cu utP di apparccehi. jfa a queste c-ritiche gli altri J'Ì:-<JH :Ildouo clit~ i eattiYi risultati non l'Olio ùa attribuire ull'OJ.>erazione ~·e1· sè stt·>:sa, ht·lll'l al modu con <:ui c.-;sa ric11e e:-<t'!,'1Iita c più aHcoru alla JttfblH:anza 1li qu~-'llc t·u•·c ('OIJ:<cl·utin, t•he 1'<\Jt'Jll't•scntnno tanta parte del ffiW<:t•sso.

l'H l'i:-:oln·•·t- il ùiltattito tlt'l·vn<·t·ehiJe m ·pre :sott'<kclli litta ricca e lw11 dOClll111-'lllata ntsi:-;tiea, tla cui tJOtel' l'it•a\·are quale dei due metodi ahllia dfettintuH·HtP pt·t•s..ntati nwtagg-i tii:I~J.!ÌIH'i e pt·atk<lllll·nte più imput·taHti; rna ciò non p:o;sl'udo ancom t·Palizz;lltile, bisob'11H far tesoro dq.\'li umm;u·stt·aBJPnti ('hl• I'Ìa>;c:ttno ha ri('antto tl:tlla propria esperienza ,. 111111 dipat·tit·l'i dag-li st·opi linali l'he nelle ksioni ùi eui si tr·attu si rogliono l'H;.!ginug<·t·e t·oll'iutet'Yf'lltO priwitiro immediato. Tre sono infatti <IIH'l'ti ~'(·opi: a) pn.. ,·enit·c o limit:u·e le infezioni; b) ottenere un {.'HUJ po pt·opizio Jlt'l' uua mt'<lkatura. J'a?.iowllc e completa; c) assicu. I'<H'e pet· l 'a,·n·u il·(•, l'(' i l tt·a tta-mcn lo consi;'('LJ t h·o è corr<•tto, il ricupero pitì !'IH:• JH)ssi ltill' <·mHp lt>to d e lla fnnzionc• <lel!a pa•·tt•. Pet· ot IPIIPl't' il p1·inw intt>tJtt) la l'telta ù<·ll'intt:,n ento dt>\''el'sl'l'l' ,..l•·ettanwntP ('ollegata all'itnput·t.u•z•L tlPlle lesit) ni os:we che <Lt:COt.upagl!:tatJO quelle ru·tic·olnt•L On~ a. noi 11011 sl-'mpre è dato appt·P:t.i'..al'e nel lot·u giusto ,-alot·l' tali le· sioui oss<'e col sPill p l it·<' esnmr ohhiett.i ,·o t' ta lot·a Uf·a ne h c colle prove J'<~rHogT;llìclw. X 011 :;;ono 111 a ll(·a t i PSt-'Dl pi ùi fet·itP in cui a l)l"Ìll.ia· \'i>-t.a <·oi varii <'~11111i si (•J·a c·om·luso peJ· una intPg-J·it.ù qna:::i af'l'oluta d(•lie n:-:sa e ut•ll <:> quali ill\'l'<'t' all'atto <~]11-'l'ath·n :-:i ~ouo Yi~'(·ontrate fessm·t' a d<•t·n t·so ta.Jom d i r-e t tu. t a l ora ~p i roidf', rh t• par·tcndo dal c· avo articol<:n~ :-:'iT·r·11tliarauo lt(•Jip Yieiuauze. e, lloll sospt'tt~th·. oJ·iginaYa.n o le più gTa,·i compli('a:doui sdti{lw. l'<• t·it) iuta1rto si ,·eril.ica, in ferite appa•·<·lllt•u~t•ut ... c·o~l heni~nt•, r·on maggior rugione si dcYe Y<'rifieare in qut•ll<· ehc~ lin dal pl'ituo t'l'ltWP lmwiano a,mmcttcre lel'ioni o~teo- eartila­ g-iut·<' PStt•s<•. \'olt>r t'l'Sl'l'l' <•c·otlollliCi in simili C'asi <'()llivale a non (•ssere :-:ictt•·i di pot<•t'<! pOt·taJ· Yia ttttto ciò ebe va aspor-tato, uon Psl'iPl'C sicuri, J·il)t\ ili potl:'t't' ottt•mpel'are nl precetto della. stet·iJizr.azimH• mee<:<lllic a ,·omplrta t> rJniudi rot-rt·J·e H ris<·hio tH gt·a\'i !;orpt·f'st> a. bt·<>n • t-:ratJen7.a. Pratit·a•rdu iu,·t·f·t• nua t·<•sezione tipit·a, la quale, contrariamente a q1:autn :-:i •·t'f'dc> •lalla. mag-g-iomuza, puù essi'J'<' ('ssa pm·e· e<·onomira, C l~ lindta t a p i lÌ o mc• no in a ltrz7.a st·c·ondo il bisogno, !<i ottif'ne di pnter~, giu,~:tu

l l' nOJ·rne r·igcwn~e Ila tf' (l n. Ollit>J·. t'seguire una resezione

stJtt<l(·U:p!<ulo -JH'I'Ìostra, la qua le. Jnt•n tt·1' pe111Wtt t• d i pot·ta.r da. tutto il IIJ<t~agJJato , l'i pt·oponP di rispt'ttm·e la guaina <·:tpsulo-pPrioRtea con i Jigamenti t• lt> itts<'l'ZÌoui tl·tHlitu•(• <> d! sottopoiTI' ('OJH<t'<'Uti\'<Hilt•ttte la lwt·te ad un tntttamPHto p!•st-o pl'rat.or·io t·azimt;t'IP. (~uanto al !':f'{'ondo intPnto, t) inùuhit<ltO <·l11· gl' int<'IT{'Hti ,.,·oJJotnil'i. pr1· q11;1nto hen fat t i , non possono g-at·;lutit'l', IH-'i t·af<i in t·ui i.n~<orgll l'inf<'zione. ta reallzzaziont• di 1111 dt·PtJag-g-io 1·o~ rompl1•to t'Cl t•ffit•otf'l', qualt> può e~ere datr• da uun l'C':<Pzion p tipint totale. Pf'r rignar·do infine al consegui ·


Til\TIA\If.:\TO IJELU·: FJ:RITE u:-;J"E:O· AIITICOUIII

11'1111~1.1 IJA

FLOC0, 1 !::CC.

415

mento del recnpero più o meno completo ùPlla fum.ionalHà dPlla pa·rtc, è da Ol';Sei'Yare col Leriche che nel enmpo artkolat·e ogui operaziQne liro i t.a ta la qua le la~ia d C'Ile :supel'tici (·h t• n o n si c·orrispOlldono affatto o si corri.sp01Hlono male, è una ca ttiYa operar.io11e a nche qua n<lo Ri è a\'uto t:nrn di rrgoiarizzare le :>nperfici in parola, etl è ancora più cattl va a U.cJlx.·lu' su di f'~'~'<' si oono lasda te perditt> ù i !':Osta nr.a cartilaglllea, c·he non Ri 1·iparano con del tc:ssuto omonimo e pt•rdite di so:stanze osseo-ca,·itctrie l'11e .non hanno gt•amh• tt' ndenza a rir·olnul!·si, eostitu<>udo pt.'l' ciò un p(•t·icolo 1)(>1" l'av\·enirt>, :-<Ì:L ·sotto il punto ~ li ,·i:-;.t-<1 dc•ll'inf't'zioue cl•e ,-rotto que Ilo rle-11 ·ortopedia. E· i n oltre da awt· ]W<.'l'en te <·h e la s!'ltoggcdomia semplice e lt> resPr.ioni atipkhe iu genere clanno lu ogo facilmente. a diffc"r<'nr.n. cldlt• t·e:-;c"r.ioni tipiehe . all;t coR1 ùetta art1-ite plastica car<ltterb.r~'ltn da falRe merulmml:' the !':~>pinwntano l'articola· r.ione !'cl , <H'ganizzanclosi. pm·t:mo all' anrh ilol'i. Ora qne:-;tn rh'è Kil'>te· n.a ticauH•n t.- ricer<·ata IW Il.- frri te :n1:kola ri clt>ll';t rto in fPriore, E' "Pe· cialowntP nelle ferite del ;riuoc1·hio, (·omf' (juella c·lw sota g;nantiS<'e una. buona .!'.-1:atica. dell'at·to - ('Ondir.ion<" fonflam!'ntalf' ch'E cammino non rn ppre!':E'U ta t! i C(' l't o r <•sito rlrl'<id<·rato nellE> feeite a 1-ticolari d t>l· l'arto ~uperim·c· . )la au<'hP in queste l'all('hilo~<i coi<t ituirt-llhc• un P~ito tollerahile se la si wrifi!'assr in buona po!':i:don<·; il mal<' si è che, come l'c·spf'rienza ha dimostrato. 11011 !'f'ulpl'l' l'nl'to nn!'hilof."fttn si p1·esenta, a. rur<t 1rltimata, in posir-ioue c01·retta.; dò ncnt~le anche ad t"voluzione Il (ll'ma le cl el proce.<;so p~r· i ncnrht cl el chirurgo o pPr ma le,·olenza. del ferito: mn. accade più di sm·ente qunndo per inl';orta infczj<me si <\ oh· hlignti a rirm·t·t-re ad intern•nti multipli chr, oltr<· a genenwe cicatri<'i :H]Pr enti pd atrofìn e s1·.Jer.usi muRcolal'i, mt>tH1no tnh·olta ad una. de· preC'nta l'Cl<P~.iollt' spcondaria, fatta iu C'nttin• <·otH.lizioni P pet'<·iò clf'l t ;,tto sfa\'OJ'('I'OlP all'<•~'itO funzicmalP finalf'. Pl•t· t.ntte lP I'Hf!ioni l<U l"Sposte, secondo il mio mocl<·~<to parpt·e, alle t'l'~<eziouj n tipi<: h e sono ù:t pr('ferire fJ nelle tipiehe per <'-cee l lenza. le qua-li po:>sono el';sl•re <·ou:siderate com<> operazio11i ideali jn quanto che

pt>rmettono di saharP la vita, dei pazienti, di consenare l 'arto ferito, .li t'idlll'l'f' al minimo il tf'<mpo ueccsl'<aYio alla guarigione e. di gnra.ntire il rniKlioJ·t> ri~<ultato funr.ionale. 1\Ja. perchè es~c diano tutti i beuefìcii c·he ~e ne attendono o(·<·orrr ottempernre ad alcun(' condizioni indispen-l'Hbili eh€• l<ono ~<('nza cluhbio il flegreto del RUccel<so. Innau:zi tutto esse ùm·ono fa t'l'i nel più hreve tempo pol'<sihile dopo il ferimento. devono, cioè a d ir·e, r1~ppresentrtn• l'intet"'l'Pnto primith·o eli scelta e non tt>ner rli('tro all':ll'tl'Otomia com(' un corollr:rio di qnrsta. Le pt·obnbilitù. di cconRe-t-vaziont> clell'arto ,o.;aran110 tanto maggiori cpwnto p-iù p1·ossima a.l fet-:im(•nto sar:\ la J'E'!':t'ziont' in <.'!'>SO praticata. l<('m,a dirf' rhe la medl' Aima. quanto più ,.. m-.ì prPcocc tnnto più !<ad brilla,nte. Con ciò però non bisogna intendere dlt' tr;,1scorse le pl'ime ore dal ferimento si deve J'Ìnunzial'e all'atto op1•ratiro; l'e>speril'TIZ.'l ron('ede per il succes,<;O nn ma t•gine rli u•mpo molto maggiore• sino a- 2.J.-~O ore. spmprf' pe1•ò qna.ndo uon insorga il bend1è menomo sospetto d'infezione. va.l tra condizione cnpita.lP è il maRAimo 1-i.s.pE>tto all'a.sE>psi più assoluta ed alla teeniea più rigida. e se·vupolo.....a. La minima disatt('nzione, il più piccolo errore


Tll.I"IT\ ~It:è\TU 11<;1.1 .~.

4Jft

n ;utn. IJ::-1·J:tHHIIUII . IIII

11' .\li\1 .1 11.\

H ' ll(;!l,

t.CC.

JIO~'~'OliO an:J'L'

('un:-egut>uze in<:akolabili. \"a l't' m~a ùire dH.' l~l resez.iouc de1·'esscre sottoperiu~;tt·a, perclu'- tpw1'1a :-,oltanto può fare sperare iu uu CI)DI pldo l'l'(' li pet·o dt•lla funr.iont•. Te•·r.a cd n l ti m:\ <'Ondb.ioue (uou mrno tlelle altre t'l'~;t•uziale) t- dH• H ehinw~o po><"a seguire f'ino alla. une i propr·i <.•p<•J·ati, perelu'> pe1· ottt'llt•J·e, dopo nna l't'l'l'7-iOnl' dt>l geH<·t·e, UJJa ginntm·a mobile 1:' solida den•si tlat·p Jù mas$illut impoti:wza alht cura JIO~'hJpc•·atinl, la. (Jllale Hllora I'CJitanto è lltile quando è eseguita da pi:'J·solla rorupt>\eJJt<· c·ht> sa tt'll'llo ehe ,·uole otlten<•J·e. 0!--'1li uw.llovra. I.H'Utah•, o~ni nwrimeuto iJ·J·ar.ionall' :sono I'Cgnìti da 1111 anexto nella l n·owr·!'J-siotH' hpllf•fi(· a il<· lla .:..dnua:stkn· artit-ohu·p, lù don· J·i!'hiet.lexi gntnòt> cl!'!"tJ·f•r.r.;,t da p<ll'te di'l ehirurgn e gt'HlHle pa7.ii'IIY.a da parte del f pt·ito. d o,·P ndn~i dar modo t> t<·mvo al t·ostituiJ·xi tli un apparetchio di ~·civolarul'lltn t· quindi :\l formar~i tli 1ma ~;pecie di :o;ietosa iutJo;un·ti<:oh.ll·t•. Rolo st· " i pJ·ntt:>de con taU c·antt>lf' si t>\'it;tllt) t' l'anchilosi cd il ciondola-lltE'nto dell'a rto; e a .Pl't>Yenire (]Ht•f-1'' nltiln o in11uisc·e ntÌche Ì lllffi(' Lli<llotllt' ll t t• la 1'011 S(•ITU t~l J!OÌ('Jil\èl 111\l~(·oJa l'P, l Wl'{· h è l'f'SI'(::l IIÙ O p I'CCQCPIIlell te·, i UtHsro1 i non si a t •·otir.r.n no nù perdolJ(> 11<-lla lo1·o y)g<wi;\, € lli~IUtélllJ:''" ·"i q1Jjndi cnpnci di f;ll'(' ben funY.iOlJiar·<· la ueo:u·tr(,!'Ì. :Sei casi in cui la ferita articolare presentasi largamente 8(Ju:.u'ciHta .con ]psioni os!'<"C eccessivamente este~::e, con ~;omitante umciullamento delle p:u·ti molli ;.u·tieolari c p c J·ial·tic ola.ri e co11 in teJ·ps;;a nwnto di vasi e di Iwrd, la <·on(lottit dc>l chieu1·go de,·"esst>l'c clin'n;a secoudo cne si tr-atta dell'arto s upel'io1·e o dc•ll'inf<'riot·t·. l'f'r il priwo, a meno che non vi ~i;t. intere:sxameuto •h·l J'a~;eio m·n·t•o-\·al;(;ohH·e ·principale dP1l'nrto. hi,;o~JllL fa l'P sc•ntpl'e t t• n 1a t iri di consenazione, perehè si puù JlO!Tl' riparo alle altre h·~ioni, per multiple e nu•te dtP !'.ia uo, ~~ percùè. d'altra pa1·t<·. uu ;wto ('On:.;ernlto, cnm unquP ~i prc·senti. (\ sc>utp•·e pt'<'f<>J·ihile a q nn lsia!o;i a.ppat·e<'('}lio protetico: t•, l"J1et·ialmt'lltt• ~"<' hl f'!'l·ita rignat,Jn la i<palla od il ~~:omito, qnalnnqur. ~in lo stato I'P:·dclnalP di I]IIPsti, nna mano ehe lm le rlit:t Junbili 1\ scmp1·c nn trsom inestilllabilP. l'er l'arto infPl'ÌOl'!' im•p(·(• si pn() r:-:st>J'I:' alquanto più atTPIHlt•\' i: li :·tiJ ' amputaY.ioue sia jl<'l'dtf?> p<•l' f'SSO tlll pistone \'ii]P più ili tlll S!'g'llll'lltO defOJ•rrte (> DO· l:f'\·ohnt>nte i~<'<'Ol't·into r :<ia prrchè il tPmporeg-gim·p ùinnnzi a ferite t1i simil f!P iwr·t> interP~S.'lnti le ~ntit·ol~udoni <lPll'nnf'fl o del ginorchio l)lJÒ far pt>l't1NP il LJrnefkio d~lla s uprema risorsa . Qna,ncln la ft•J·ita :n·tic·olaJ'(' Hnirn al dlit·m·~o qunlt-lt t• ~ior·11o dopo il fpJ•iml'nto. 1·a1 clin' t•·a,.;rOI'l:òO l'o1·din:u·io JH~ J·i()(]n Jll'Pillf<'Hi\·o, ltiso~na compnl't<ll'si 11rllo stl.'sxo m oclc• indkato JWI' lr fpr·ii·r clh1 (isar1t->; \':l} ùi1·e, !>l' il clt>(•()J'l'O clt>lla fHita ì• ;Wt'HÌI'o. lJll:dmupJP si:t stato il p1·oit>ttilP fe~

dtorc•. o<·.c·onf• nstt>Jl\'J'!'i Ila n!!ui intf'l'\'Pnto c• sOl'I'<'J!liat'<' s-oltantCl Il.' <·on1lir.ioni l c:~·,tli e ~Prwrali dt•l par.i!•ntt•. l>i fr·ontto :111 nua ferita, g-iù in p1·ecla ad iltft·r.iotH' sanì, <'OIUt: st•lnpJ·c•, rc•gnla. c·osta11ti' l'illtl'tT<'nto immt·di;no , il quale: H'IT<Ì p1·opm·zionatfl a1la natura tlc•lln h•sitJIH' t'd nlln dr·trlPm.:-ì d<'l pr·on>s~o inf(lttivo. An<'he Ìll fJIIl'StO p~l'iOtJO si 1\ \'OltltO ('Olltl'<lp]'IOI'I'~' ]'at·tr·otomia alh1 l'('St>zinue. R('rnntlo L alllWy. Ha1·nshy, Korlwr, J)f'lore ('ll altl"i. la p1•ima pnò hal>lta n• in ogni c·a ,s o, pn1·r ltt\ si pr·atidlino anrpi(> t•d opportnm• \' if' d'a<TP:-so e .si :1pplklti 1m r·Ifk:H·(• d•·c·nn~gio; (• talt· p:tr·e•·p i<t'llthra aynJlornto thtl


liiAITA~IE~TIJ OELLI:: FFJIITE OSHO-AII1' 1COURI IJ'All~lil DA FUOCO.._ ECC.

417

fatto che og[.!idl pt•r do m imu·e ì più gr·u d !H'()(:t•s~;i locali gran eli prl>gt·e;;::;i si 150110 ottenuti si;l JH?ll'arte di raggiung-ere, :seguendo la guidiL delle (·oguir.ioni auatorui<:be, i più profondi focolai di sepsi, sia in quella di farorin• le <lift'"e orgauit-he e di beue cd etlieacc•uteute flren;u·e. i\fa uou F..i può () iH·o-Jw~·t•re c he spl·sso le più ben ~uùia te incisioni od i più l'azion;tli drenaggi non r ieS(·ono <l· scoprire tutto il campo infetto, nè ad e,·itm·e il proùtH·si d ' infiltJ·ar.ioni pnrnlente <:<IUR<l nou infreq uente di grad settic-c mil' . E' per ciò che il nllot·e dell'aJ'tl'otomi;L a.n... be in qm·sto periodo è molto diRCusso e dai più eflsa è ritenu ta insufficiente allo scopo. :Xei t·asi imbarazr.;HJ ti alcnni pPr non ricorrel'e alla r esezione, pP·r p1·incipio, a,ùòn('endo a pretPsto il Yolt'J'e eYitare lo l'ltock tJ-anmatieo . in pa;denti -deft>dati unudtP l'ape1·tura di ran•~li midollari iu focolai altHmente settici, 8111-,'"g'l'l'i~'CIJllO come pl'on-<limt>nto (li g-m.Jide effi cacia la lus,azione temporanea. ùei capi ;\.I'ticolari, equivalente nella finalitù nlla ùislocar.ionc o dc\' Ì~tr.ione HHsiale tenrporauea pt·()posta JWl' le ferite dl;tlisul'ie e da noi sopl'a aecennata. La manovra già da tempo URata. da.I Nonno e durante la guerra ca ldeggiata dal D onati, cousi!-;teJ·Phlw, come l'altra., nell 'estrotlettere, sia attra,·crso le incisioni già praticnte d1e a. traver~-'O a. nuovi sln·iglianwnti e:seguiti in luo~o adatto. i capi ~trticolari in guisa da ottenere non solo che llllP><ti rimanef;l'et·o larga~ mente el'p()sti e si potessero pratic:-u·e ~11 eli es"i tutti i pic-,coli interventi lu>('<'~-'S<ll'i, ma dte ezianclio nessuna difficoltà persbst~:sse a, dt·enare razion:~Jiarwnte i \·•wi reeef'si. E' JK'>I'Ò <Ja. notare che ccm tale pt·ocod imento, mentr'l' non I'Pmpre si ottiNJe l'f'fl'ettn desidc'J';lto dPI buon dt·l>nng-gjo, :.;i \'a di fr·equente incontro nllo l's..<:icca.mento ed all'altt>rar.ione profonda delle ('<'tl't ila~ini articolari, pPt' cni alla fìue si rlt>re ri<·orrere a quelht rf·~ezioue c ni s i è crt?<lnto sfn~t~:drt> in tempo opportuuo e che el-;(•~rultu invec·e in qtH'sto ruomertto può t·iu~cire a~sai comyH·omettentt>. E' bene quindi f)ttalm·a. !'li ricona nlla lnssa.zione temporant'n, di non prolunga.rla tli troppo JWI' ('Yita re retrar.ioni e<'Cessh·e delle parti molli ed evPntual mente in ~>'eg-uito nn troppo e!':t<•so ~acrifizio clPllo !':Cheletr·o. Ri<-nnoRri utn adunque la convenienr.a di preferire nelle ferite articolari complicate a frattm·e, anche <turante il pt>1·iodo di sepsi, la 1·esezione all'artrotomia. le più valide ragioni milit:.'l no per la. reser.ioue tipi<'a tota le pinttoRto f'he per quella atipi<'a parziale, quelle ste~e ra.gioui cioe'. cbe auhiamo im·ocate per il periodo preinfettivo e che in queF<to JH.'t-:iodo Recondario divenumo più evidenti ed imperioRe. Ed aggiungerò che la t·esezione tipica totale, anche in questa circoF;t.anza, pel'(!hè dia. nu rea.Je benetìr.io d ev'essere praticata di primo acchito, doP 11011 <Lppena il fel'ito, già in pl'eda a l'lepsi, rÀtpita sotto le nostre cure, e 11011 a proees:::o avaur.a.to c.ome uJtimo tentatiYo di chir·ut•gia rou -

sern\.trice. In bai'Oe ai c rite1·i rurativi "u esposti, la te<·nica dell'artrotomia e df'llP l'E'~'\'Zioni ar·tic:olnri f> -~Ma in ncrasione d~~ll'nltima guel'ra rima, n~ggiat:t !'Ompletamente t.>(l a.òattnta n eia!'wnnn delle gt·andi articolar-ioni. Ne sono df'rivate importanti particolarità di procedura c h'è bene t•sporre in modo da·pprima. ~Nw-J·a.Je (> C]nindi s ingi)Jarnwnh' fK:'l' <"insr·mrn al'ticoln;done. t6 - Oiomnle di n~<lici~ta ,,.ililrJre. -

F'A<'C. VII-V Ili -OC.


4Ji3

TR.\TrA~JE:>.TO

DELU: FEfll'rE

Osn:u·ARTICOL,Ifll O'AH~J.I D.~ Ft!OCO, ECC.

Si è innanzi tutto ricou~f'iuto che l';n·trotomia df'n' es:<ere ampia tanto da pem1ette1·e di e"plorare e drt>mll'e tutto il cavo articolare e di fare nPl contempo luce sufficiente ali 'op€'ratorc e spazio bastevole per il modruen t o dc·gl i strumenti. Le iuch-ioni pc t· aggTedire l'articol;tzionP. dt>vouo esse l'e prati rate per quanto più 1) possibile in zone anatomica. mente bt·nc dete11uhmtc, e de,·ono seguire ùi rt'g:ola gl'iuterstir.i museo· lari, in u•odo da non leileJ'e alcnn org"ano, llOll dico importante, ma. a-n che soltanto utile. Sa.J·rbhe davn.)ro deplnre\· ole !'lw ai Ò<Hllli a·rH'f'Jtti dal p:·où~ttile l'opr1·atore aggiunga quelli fatti ùa lui! Kon è consig"liabile utilir.r.a1·e a tutti i coMi (·ome ria d'act'l'i<SO al cnm articolare la ferita. già. esistente; fJlt:tJH.lo riù non ri!';pondn ai fini dell'opera~.iooe nè ai buoni JH·ecetti chirurgici, è pr~>fe1·ihile ese~uire la. incisione metodica e serdrsi erentnalmente del la ferita. fatta. dal proiettile come via di drenag;,!io. Nell'nn l'<lS(J o JH:ll';lltJ·o pe1·ò IJIIC><ta. d!•\'e f~s!';ere, come di con sucto, l"Ottoposta a rigoro~a. pulir.ia me{\canira in guisa. da. trasformarla da. ferita. indubbiamente settica. in fc i·ita. clinicamente sterile. ApC'rtu. la capsnla <ll'ti<:ularf', si proC'erl<'I'Ù a d aceurata rimor.ioue fli tul'ti gli ('n•ntual i coq>i estranei in essn esi)<tl•nti, nonchl- al J'fl!ol<'hia· mento eli tutti i fnc·olai ..;nprrli<·iali di l•~c:ione ossea ed nlla loro em~l:slsi ron tamponnn•PHto t(•llJ]JOl'Ulwo: infine !'; i in('idei·anuo le parti eoutlJse della C':lp!';nla e d1•ll;1 sino,·ialf' e si netter:ì tutto il (·an1 arti<"olare m ercè hatntl'oli di gana sterìl<' . t'ltimah: (·osì la sterilir.zaz.imw rueccnnica, due vie 'l"i. eonw 11rllr fpt·it·e di:l!i~;H·ir, sono npHte al cbiJ·urgo, cioè o suturare la soluzione di continuo o lascial'la largamente aperta. Oggidi è dPfi niti\'a me n te as~o<la t o f'IH• nn 'art i colar. ion(~ ~-;i di f(•nde meg"lio contro l'infer.ion(• in c·omlH•ntt.> qnalJ()o P (')dm;n <'he nnn IJll:llldo è aperta. a. con· dizione che la ('lLilSn. della infP;.:ione !iia soppl'essa.. In conseguenza se la f1' 1·ita r imonta n l mal'<"i111o a l 0 - 1~ O l'P rl.ll ferimento, 1\ n pplicn.hile l n ~utul'a. rompkta ron ri(·nstnr:r.iOJle clelia (·a~}!';Ula. a rticolare e dei ligalnenti. ~r. tale pt•l'ir~du è supe l'ilt( l eli poco, sa1·:ì bPile appli<'are in un an~olo cll'lla. !-iHtura un pit"('nlo ilJ'I'llHg-~io eli :.rn J-:r,a, o di g-omma., o di \'C'tJ·o 1·lH• :ll'l'il'i alla (:apsula ~inm· ialt• s••nza olt1·rpassarln. : il clr·rnag-gio :-i rim1wverù olopo (jl laldw ~iorno in t·a:o;o di ck"'·orso complt.>lamen te a!'ettico. Re infine il fer·imento data da oltre 2-~ ori'. JJOn co1wienr in tre· Pere praticare in prinw tc•mpo la sut um brnsì il ;h·enHggio o lo 7.atfn.nl(·ll hJ )a :;;.,'{) con tra J·za. im;tasillO\·ia lP l 11011 Ill:li encloa rticolare), riRer· hnndosi cli Jn·oceùrn· in i'l'l!,llito <1lla !';Htunt !';f'f'OlHlnria. Qn<'!';te sono le nOI'lllf> el i Jll:l>:~ ima; dohhhnuo pel'tÌ fa1 · notai'(' che la 1';\Jflll':l fn t<'ntat.'tf · <·on 1';11('(·1'~~-o nnf'l•e flopo 1::>·11-'·21 ()l'e, e dn Dnval in tre r,nsi J'Ìt'1pettirarnpnte dopo ~1 -41 - !il oJ·P. r <"IH' <'-""" ndh• f('ritE' :wtieolari riRponde nksai meg-lio clw in fJill'llc• rlhlli><:n·ip, L n teenic:1 n'l> oltremodo se1npl ice: f!:'C'\' in inorHlar.inne cl('] raYo :n·tkolm·c• con ett•J·r dH: si ha f'nra. mNliante op]"llll'tlmi 1110\'imrnti <li f:tr :;?:inll)!.'l'l'f> :1 (·ontatto p r olunga to <li tnttP. le ~;np twfici o..<:sPe e 1li f:u· j)<'IH'tl·;n·c· in tnt ti i r·l'rt\"!';i ac.<'":-;sibili dellu, si· nn1·iale , ~>i c·l1iude con C'al~nt "oltile la hrPteia rapsulo-sinoviale. Se n el ('<1\'0 <- c·ompt'(•so 1111 trnt to tli !';HJH'l'IÌ<":i(• oss N1, ùt>l qnalP nou è garentitn l ' :H~1•ttic·iti\ o fla. c·ui gPnJc' 1](') sanl!'tJP, i'· Jll'lHle nza lai"Cial'lo poK<:ibilmente fnm·i •lt·lla sutuJ·H o JHfl'(' pl·ntir:n·t• sn eli r;.-so nn ~ottile r.affo di garza


rU.\l'T.~ ,\IE:-iTO

Of.LL'

F~:HITE

O::òTEU· ARTlCUL,\Rl ll"AIL\JA DA FUllf..O, ECC.

419

che, quando tu tto va bene, si soppt·illle dopo 2! ore. Si F<utura.uo quindi le altre par1.i molli sopra:;.tanti in uno o due piani :sccouclo la. profou· d1tà della gi1mtura, non trase urauùo sopratutto la· riunione dri tendini muscolari allorcltè sono stati se7jouati. E' im1tile poi d ire che C]ni, tomr per le fet•ite dia1i::-ari<-', oc<~Ol'l'C sorvegli a re :utteJltalllen te i l (lecnl·so de Ila feritit e non a ppl'JH1 l':i constata il menomo acecnno a 1leviazioue dal regola.re andamento di e::;so, OCI'Orre llisfa1·e la s utura e pronedere. Si ricordi però che n(ln bi~ogna dfu·e sovcrchia. importauza a. quei transit01·li rialzi termici che non di rado si verificano nei primi ~iorni clte sr:;nono all'atto opHa.ti,·o; t'sf<i uon devono aff;ltto p1·eoccupan• F<ino a quando l 'articolazione si mantiene indole nte. Co$;l pnre non d eve di molto preoccupare mm improvvi&.'l tumefa;r,·ionc della parte i'.'C non vi (> dolore e se <'f':egucJl(lo uua puntm-a evacuatri('C den fnori d1~l ":u•g-ue; ordinariamente ba!':tn lo snwtamento e{! un:t fasci:ttm·a. comrn·l·:-.F<i.nt- p~rchè tutto fini-s ca bene: !leve inv~ce preoccupare la fuoruscita <·oll'a::lpi•·azione di liquillo torbido. Molti chirnrg-hi in fiJ!E':<t 'ultima (>\"f'lliPltza ran110 ~eg-1iirc allo F<vnota.mcnto una iJ1iezione t•lHlonrtkolarc 1U <'trJ·t:: pl:'t·ò tale cmHlotta. ha l'inconveniente di IH'OYocare nna. brusca. di:,;tensione dl'lla sinuviale che può f;lcilitarc il diffonrlel'~ (ll'lla sepRi in pnnti lontani clnl focolaio pl'imith·o ancora incolumi. Ml'!!'lio è avere il eoraggio di rinprire al pl'imo alJa.t·me: altrimenti si YÌ!>C'hia -eli arrivare tJ'Oppo tardi. Quanto alla mohilizzazhnte dellfl ginnhu·a ('>:.>ì:t ,·n mhinta tJ·;L i 15 ed i 20 gio1·ni dopo l'intervento per attendere non solo che la d<·:J.trir.7.azione f<ia nn-Pnn<ta mn. anrhc f'he la cicatrice siasi consolidata. e rhe sia cornpldamentc >'COmpar:-<o il flolm·e tnnto ~'<pontanf'O che nlla prN;!':ione. La. mobHizzazione pai"s<iva clcv'~~sf'rP fatta rlal chil·m·!!'o. il quale sorveglier;\ parimenti quell'attiva <'Seguita- dall'infermo. ~ello a.prwesbnsi ad nna re>;ezimle <Htic·ol:n<· il <·hiJ·m-~o d<>1·e <~vere eli mira rli o!ltt'JH'l'<' nell'arto sn]Wl'iOrP ln mohilitù f' ])('t' fJIIl'llo inf<'l'iore ln solidità, e C]ni niii n el primo crtF<o rlcYc ct'l'C<Il'C di pt·<>YO<·a•·e una neon.l' · trosi e nel sP('Oildo un 'ancl1i1or;i in po.')ir.ione corr~c•tta. P<•1· a-s-p irm·e al ripristino fnm.ionn1f' non hi:-:og-na l'ft('l'ÌfiC'ar~ nh•nn elenwnt o utile alla. !':olidit:ì e mnhilit;ì ;H·titol:nP : laond<• ocr.m·t'<' C'h<' !P indsi11ni fattr prr ag~re<lire l':wticolazione non intacchino alcun muscolo, a lcm1 tr11dine. alcun l1<'rvo. La denndMdone llei fo<·olai MF<Pi fle,-'I'SS<'l' fath1 collo F<('Ol· laper•io~tio tngliPnte di Ollier. il qnn1<• non ~()]o rlc.>vf' ~t<H'C<11'1' il perio~tio laseia•Hlo ad l'S'iO ade •·eu ti pi<:eole 1111 mcr·ose b1·a ttee ORF<PP che com p l<>· t.n.no lo F<tn1 to osteogeno, ma deve anc!Jc solleva re rim uo,·eJHloli d n lle propt·ir ins<'J':r.ioni i liga menti c~1 psu l n ri rd i t.end i n i, lnf<ciando eo~~ in· tntto tutto ('ic) che pllÒ servire alla cont(-'nr.ion<> attiYa dell'articolazione. Il periosti<• intero col suo ~trato profonrlo, il solo oRteog-eui1·0. dev'I'!':!':C· re conservato perchè g-razie ad rF<so gli eF<tremi Of<F<ei si rip:«>.nel'a no. Ecc· o iJJfa.tti ciò ('he snccede dopo la reRt'Zi(lnl'. A ('iar;cnna Pf'trrmitfl della. p: na i n a, periosteo-ea psnlal'e, a 1ive1lo <l elle po1·zioni pe1'iostec, lo xtm to osteoge11ico prolifern, R'iF<pesxi~('e e dà l uogo a masse fli <'OilF<istenzn. moJl~, di H·Spl:'tto C(}J1flT'O·Ì·d l'. n(l-Jl:> qua.]i .f';Ì effPttJI:I J'o.<.;-.;ÌfiC:lZÌOJle. HisnJ. hl no 1lue mass(' oF<s<'e rli nove>lla fo1·ma.zione r. h e f(murran no hen tosto


420

TR.\TTA.\I.F::'\TO DELLE FEilfTE ù&TEO·ARTlCOLARI I>'AR~IA DA FUOCO,. ECC.

k unm·e estJ'('miuì. at•tieolnr·i, quelle tm le quali si l-itnuilit·à la ueoar· tJ·o...;i. La, conl'erTM.iOnP 1lella guaina ca.p~;uhr1·e è utile pe1· rarii nwthi. (u etfutti detta gnuina contienP uello inte111o elementi epiteliali else fa· vori~f'ollo la r·ig-t>ll er aziOJw siHO\·iale e1l allo e~-teruo una cuntiuuitù. ten· dineo - lig-anwll tt r~a. che limita e nt()(lella la neofonnazione o~s;ea .. Quanto alla J•ig-enNa:t.innt~ t1ella sinoYiale ~i n•J'Ìfic-a ciò che segue: Nei tratti dt• lla capsula r·h·c•st iti <h•lla l'l ieroì"a QU(>:;ta ~S ' ir-:pPssi<>ce sotto l'a,zione del traum;ttir-:mo; la su;' par·tt> f.>JHintt>Uale ('ruettP tlelle espausicmi cellulo· va:-;f'ohni , le quali !';i nmuo l ' un l 'a ltJ'o il1 eonn·o. l'li t·onfondono trn lot'O e se pinwut~tno quelln ehe !';a l";\ più tardi la <"adt:'t articolare. Se la ferita. non .snpp11t·a affatto o ~llf'flUT'<l. ]IQCO, ;;i hanno sul posto in tal guil'a tnt ti gli P le mi> n ti di 110 Ol'g'H no di sc11nimen t o, e h t> la rnohilizzazionE> clolce t<•ntle à llHllltf'II('J"(' dtil'<lllÌC il ~WtiOdO primitiVO tl('Jla Organizza· :don€' .(Jella· fer·iJta. A. poco a poco l'otto l'azione <lei mo\"imenti lt> lae uue s'ingl'<tntlil't'Ono, i >:Ptri ;;i us m·nno, (li>;paiouo, e finalmente una sinoviale nno,·a è rkol'tituita , dò chi' ra pprel'l t•n ta il prot·l'd imento ideale. Quando nl rontJ·aJ·io la fiog-oNi od il tl":tllmatismo operatorio banno di· !'l tnr tJto <tuesti elf'menti ~ iucwiali , t\ b('n pi.ù diftkile arrinu·e, mercè gli i'(Ol'J'inwuti ripet uti clr11a m ohili?.za;done. alla formazione dj unn spede di borsa l<ier-or-:a iuterm:spa , la qnal<' ~H I'iÌ m(:'no prrfrtta e nwno arlatta nllo scopo eht> la sinoviah• t ipkn clel primo eìts-o (LeJ"Ì.('h e). Ri compreufle bene rlopo ciò il perchè nel risnltato finale delle t•eser.ioni, couside>rato tla l pnnto eli Yist.a. funzionale, la te<·nica {' le cnre po~t- operatorie spie· gnno nna influe nza es!<enzin.le; Nl appunto per l'ignoranza di questa <~,·olnzione nnatnmo-fisiolog-i<'H• a lc11ni rhit·m·ghi non h ;I!Jno r he d egli .in su(·CPsr-:i c <'Ondannano le re~cr.ioni. ~!" la con ~t·n1.zione òPila sinov iale <• la sua l'ig"PHE'rar.ione rr-:Prcitnuo unn. gran<le infln<'n za nella cr<>;tzione pDSt-operntoria di una. ueoart.ro.-:i. ciò r he ' '<•ramente fa !'iÌ ch r ]' ;n·tkolal,innP n.on~lla e,·o)Ya sempre più p<>r·frzionando:-i lWI S('lls o t1PI Sll<J tipo tìsiologiro. f. la. ronRervazione int>g-mle rlella cintura · trndino-lig-amcntoxn p eria.r t if'olm·p e quPlla {](>llf:' in~evzioni mur-:cola1·i nei loro rapporti normali con la guaina periosteo· ('aps1Jlare>. QnPstn g na in;l rpsta n do a strrtto ('Onta tto coli<, ossa , agisce innanzi tu t t o conw nn tntot·p dell 'o~teogenesi, limita bt n eoforma.zione os~ea, la ra fft·cna., la ma n tiene a. Rno por.:: t o; poi quando il monwnto è \"f'llllto P!<sn ln nHHl C'lla !':otto l'n:dml (' ,],,i llllll't'oli. Questi nvendo con!'lN'rata la loro inst·r:t.imw :-;ullP p;wt i ch•lla eap~ula c·he I'Orrisponùe,·ano alle tuhrro:o:itù epitisari e. sono rimasti in sito t•rgolarE' ed agi~cono nel l)('nso ahi.t ualt> rlpl le ]ot·o cont1·azioni (Lf•1·ir h<>). Lo SC'Oll;Jm f' nto minuzi(•..:o <l t>lla g uaina. c.'l-p!=:ulare è più inòi::<pE>nsahile nncot·a quanrlo lt> !<•,.:ioni sono molto P~trse f' fJttanù.o tt,ppnnto !=:CID· hrC'J'ehbc !;ntwrllno pn·ruJp J·~i c ura eli ps!-1<'. In c>lft>tti la pPrmanenza delle inset-?.ioni tc·nninc>P s ulla l!llnina assic-U J'<l· la tf>nsione dei mu~coli , per· n•Pttc il J•ia,·,·irin:1111Pnto ~('t·OJHlnr·io <lPlle Ol-iR:l tra loro distanti e le ria-t<ticoln in qu alr·l tP modo; la <'<lpsuht a gi:-;t·c·· nllora come llll t endine prolu n ;.:-atn. <' Pf'l" <'ffrtto di !"s!'ia si po!':sono rPaliu..ure anch€' nelle rese· zioni estPs<· ri~ultati funzionali eonsiclt'I"P\"Oli.


TIIATU~J F.:>:TO D~:I.I.E HlliTE 0.'-IEih\IITICOW\RI lfAII~IA DA n ;ocO, ECC.

421

Sco1>erta. adunque l':t.rticolazioue e scartati gl'interstizi muscolari mercè divaricntor·i, ~'' incide col bistol'i la cap~uln secondo l'al-ise dell';lrto. Ciò fatto mercè lo sta<:eaperiostio t<1gliente solid<Hnente impu· guato :si cammina, a piccoli eolpi tra l' os~o e il periostio mordendo sul l 'osso tHgliando dei vet·i :4ratarelli o:;!>ei, e così si aniva a poco a pO<-'{) a, sollevare il pel'iostio e la. capsula, ed a. mantenere intatta. senza lacerazioni, :-;enza rotture nmt loggia, fìbro·periostca. cile prolunga i llllll'<:Oli ed i tendini. Lo stacca·periostio Ya maupggiato COli lrntezi,ll· peemf.>uÙtl con forza. e dirigendo la mano dritta wr-:-~o l'indire sinist1·o <l!ppog·giato sul· l' indke destro. Ri giunge così COl} nn ro' di abitudine n rlenu.da·re Ietuberosit:ì ossee piiÌ int<gohni, a-rendo del 1wriostio pt·<n·visto di una. SOttile ):WIJicola OSSl'a C}l(' g-\'irup~l'tÌ 8'(•f' Ull:l Sllp(•l'ficie j.tnllllllOI-la hen diversa <1a quell<l li!'dH nel perìostio·tih1·ol'o f::COllato r011 uno stt·ume11to ottuso. Cia ~wnn f1·a m:nwnto osst·o, dascuna sclH:·~gia saranno nello ~'Te~so modO spogliati del }Ol'O pCI'ÌOI'tio D~i-'alldOli llil'l'l'(~ Ìf'llagJic 0 pÌJ11.('. Nel l'csec.'II'e i mom·oni os~<t>i bisog-na t<•nere la g-iusta mi-"<'Ul'a, ei<x! ::~spOJ·tat·e tanto osso f)uanto fi as:solutanwnt<> inrli:-<pensnhih• allo scopo l'he il chirurgo si prefig-ge. Le mi:!liori i'W?.ioni sono qut'lle <·lle pa.'-'1"a.tlO 11elle rpifisi ; per ese~uirle non hisogna, prolnngal'e di troppo il denudamento nel Renf'io nsf'iiale. cio<' wrso la· diafi~>'i, mn nel i:WllR(I . tra~n·1·· S<'l·le sino a poter passare mHt sega a. cawna où nn:t s.E-ga. di Gigli <'Il ah· b1tttere l 'epifisi in buon punto. Qua.ndo si ha.nno S<"heggt· d1e si estl'ndono (ino alla diati:-<i il Le· l'l~~ile consiglia 1li asportarlr. const•J'YHlHio l' J'<'golaJ·ir.zmHto ciù rhe 1·ema della diaosi. ::-;e il périostio r ae<"lll'ataunf'llt<' l'Ì!<pttl1JJilltO, llll t•igoufìa· mento ossf'O YHt·à prPsto o tatdi a :>O!ititnirr il tratto asporta.to <'d a crP:u·e, per co:-i dirt.', una nuoYa epitb;i ;nt.icola t·e. Quand o enh-ambe le epitisi fSOno scoppiatf~ f> frequente Y(:'(]er(' il tnbo dia fi~nrio assiahuenrt:e fissnr<tto. Q n este fesF;urc> pa.J-n Ile lc> coslitn iS<·ono un peri co lo g t·tnHli~:-;imo SI' non si pm ti ca la rt>ii~ziont' e I':E.' il focolaio s'infl:'tta; SOI'gono in tali c•asi le Oliteomit;>liti a('wtr. Prati c:Hndo nl contra.rio ln. re'g-olarizza.zione metodica tlei mouc.oni si n•clono d!t>tte ff•ss m·e costantemente chiudersi; '•C'COI'l'e quincli non pr<'occupur·sene e sezionare le ossa come S'e esse non t>liistt>ssPl'O. Se una. sola f.>pifisi è fratturata come rego1<L genernle non devt•i'ii rinunziare alla resezione tipica totale, perchè è preferibile affrontar!' dne superfici ossee entrambe crucntatc e modellate piuttosto che n11a superficie crnenta.tn, e 1'a.ltt·a rh·estita da. cm•tilaginc, pet·chè in tale !it•rondo caso l'~Hla.tblmellto s.:trebhe qua~i ~t>IIIJH'P 1m•no favo1·evolt>. Trat· tanclo~-:i poi del gu1occllio, in tui si et!t'ca l 'anchilosi, iii avrebbe tutto il ntntag-~i.o a r011 trappone ùue snpt>rfiei ossee Yi\'ific~1te, tanto più che I'R!>portar.ione di una sottile land11a cai·tihlgi.H(•a non aumenta eh~ di po<·o l'll<'C'orcinmento dell'arto. Jn d11e soli casi si può limitare la l'C~'-'C· zione ad nn solo C<~po articolnrt', e"'~<'Ttdo l'a.ltro intntto, ed i' nìlorc\1(\ si tratta. dell'articolazione dell 'anca o di ()nella clella. spn!la., per('hè in d(.'tte a.rticohlzioni ciù di solito basta per nssicurnrH(' 1'('\·olu"'iOn(• lHH' maJ<.: postopt"I'<l tol'ia ed il l'i!>nlta to fu uzi o n a-le. fò\t>gnendo te not•me date a pl·opo..<;ito drll'a.r tt·otomia dm'J't•uuuo anche dopo la l'I'Rezione eseguita, nel p<>riodo preinfettiYO sntnmrt> la fc-


422

rR.IITA~fl:::no lli::J.J.J:: HJIITF. tl~Tf'll.llrf'HJ)f.I UJ 1,-lll~IA IlA FLOCO, ECC.

J·it:t H'IIZH frenarla. ; ma qui la, questione è ben dhcr sa.; la difesa eoutro la i nJp;,ÌoJH' 111111 l< l JIPI't'st·n t.;t c· l ~t· :-;o] o una pa.rte de l IWOblt•.ula. d; t r·ù;vl n •J'e, c biso~n>t anche tP ncr con to ùcl fatto che l' opera zione ba. soppr <·s siL t.u tta o pa rtt' della si norialc e che <è,'a ltJ•oncle occorre stimola t·e l'osteo~ene;: i . Ot·;t il tontatto prolungato d el drcua4!giu ~u i monc:oni. Y<H'r·chùc u<l attin1re la. prolifer·;tr.i()uc periostea; e tJIIÌIIÙi uo1t r.;i può S tiL· l>ilire il pt·iul'ipi o <'he dopo ogni reser.io11C JH"imitiva hiso~na. JH'O<'edeJ·e alla. sutiiJ'a, ma., secmHl o il Le 1·ic.he, qne<;ta. sarebbe co11sig.liabile solo iH quelle a.J·ticolazioui in cui si tend e a,ll'ancltilosi (ginotdlio, collo del piede). l'iscrlx\lldo per le altre in c ui si eer<·a la mobilihì d <·i <·<~pi a.r ticolm·i (spa.Jla, ~olllito. pugno) il tt·a tbtmt·nto po;:t-OJH'I•ttO·l 'io nll'aperto tam pon;UHlo hl!';~ameute con g a t·:r.n a~ettir.a, hL qual!! meutre osta(·oln la. riteur.ione, a t ti va 1.'1 prolifcra:don c del periostio. Anche ùopo le re>w7.io ni second arit• , cioè dopo qut•lle rt>:-;e~ioni ese~uitc in pJ·est'l17-<t di una infer.ione eostHuita, occorr e• la:-dar tutto alraJJI·t1'o e rln•11aT't~. A ditrc• r·enzu di quan to si pratica, tlopo l'art rotomia, nt·lla qn;liP il miglint· u10clo di clt·pna t·e ?> (Jue1lo eli pasl'(at'f' i !lt·e nag-~i t m le bottoniere caps ulari ~en z a a pprofondirli, val dire senza in trod urre d f.'i corpi (•stra n C'i. a nf'bf' :;;p asdtil' i. i n nn a "i(•roi':;L c he male li ~o p porta, dopo la l'f.'S«':r.ion!~ c\ pt·cfc•rihi](' ùre nare t:unponanòo. eonw por'anr.i ,; i è tl('tto . mollc•mt' nte la. eavi tà. risu lt..mte dall'atto opemtin). Tiisog-na pcr·ò an>J't> l'an·rrtrnz1l 1li 11011 la:;;eiare lungnnw nte ;l posto l a medicatura, lwnsì rinnoval'ltl non pi1ì tcn·cli 1li 2 o 3 gint•ni. ~11 h·o 11 dista11r.i:u·r ùi più le merlic·atut·e s nc:c·p;:~in· , fJIIilllcl o tutto pt·o,·erlP r egohn·mente, e dò per n on molN.;tm·e ti'O ppo la fl"t·ita. Orcone audte n on fare ml'di~ttu re t1·oppo ahhondanti. La r attb-;1 al,itntlin(• di ><Pppdlirf.' la fcrit.<t sotto enormi ~t t ·nti eli cotouP <·ol'ìtituii'H·<· un o ~<pt'CC'O ('(l anc·hf' un danno tt·at. tandosi di fpt·itl· c·hc> h:1nno hisogno di essi~ J't' JH'ntett<> sì ma nel <>Ontempo aei·ate. Hip t·tinJu o iulinf' JH'l' r;tli fpt·ite 1·h ' c,,-.s(' pu•·r l'l i nvnmtaggerehbE'l'O molto <lPil'artiuotPJ·apia applic·ata twl modo altt·o\'e indicato. Bel ora rlit· ia HtO ht·•·,·<·rnc>ntc· quanto può l'ig-uaJ'{Inre in modo !';peci.ale c·iasclllta art intln'l.ion!l: A) P!'l' 1:iù c·lil' .J•ifldt~· l:t SJJ(ffla. iu ogui inl<'t'I'Pilto opei-;ltinJ ~i dl'\'t' <1\' t'l'(' 1a Jll't•c·nuzion<• eli I'OIIs(•t·\·m·e gli ntt<H·<'hi t! ln innervar.io ne del clt•Jtoidl•. l l !>UO nciTO, i l <·i t'con (l(>sso, t·IJe nsre11do da li 'ascella si porta rla rl ic•tr·o in :t\·anti r·iJ't·omlanrlo il ('oli o ('}Iintrgi<:o, <'OJ' re qu~tRi p;t t'<lllt•lo a ll';wrom inu da <'Ili dista rla !l a 6 f' m. Com<' massima. quindi oc·c·tli'J't' ,.,·it: JI'!' ittrliP tt·o ogni inc·isinne :1 IJIH'sto livr llo Pl'l.' nou t orrt'l'e il r isdtio eli l«' di' J't' il nc·•·vo c eli p:nal il',Z:II'è la maggior pll l'tt" rle l mu ~r·ol o. L ::. zonn d;t pl·<•f<•t·irc pPt' ];t iuc·isinne è> la antPJ'ÌOJ'e, nn po' in fum·i dc·11o s pa zio inlt•J·dl'lloirlP-pdtor·;ll!' pt•J·icoloso nurh'esso a cansn dc.: Ila \'l'n a <"t'l'n lira.. (;]i nr·i fìr.1 ,Ji entrala c di nl'wita !lei pt·oil•ttilc che t1·m·ansi in fnori di fJII('stn r.ona, 11 011 Rnno vie inclic;ltc pt'l' la E;eOYertn cklla tl';dn- dc•ll'onH·t·o. nta po:-:sono sc r·,·irt' soltnnto eia orifizi òi :-:eolo cla 1liili~%;11'P O('!'O l'I'I•III IO )>N' il ill'l'llag-giO. l111 1;Jltl·;\ :W\'('t·t(ll\Za hi Mgll ~\ an•t'l' JH ·~I'in t<•t'\'('llti :-:u lla spalln . Di qn nlniHJ lH' nnhrm c•ci t'stensione 1'~:-; i :-:ia110 dovJ';JHnn Sl'tnpt·c· lc•t·tni nat·r ('(111 1ma r·ontt·apPl'hn-a posteriOI'P fatt;~ tw l luo~o di e l(•zione, cioè al eli ~OJ il'<l rlPI n. <:irrout-1<'ssn, ntil iz-

'

l


rll.llT.\ .\1 E:"Ttl u~:l.t.~: FEIIITE OSTF.\I·ARTI COI.Aitl D'Ali MA DA Fl; OCO, ECC.

423

za.udo st> orco1-re nuo deg-li orifizi del twoiett.ile. Ciò 1wemesso, ecro come s i dovrà proce1 len~ nei vari ca!'ii. a) jper una ferita c ieea pO!>tcriore, iu cil'ione e~;ploratrice a livl'llo dell'orifizio di entrata l!lellza f•n·la disccndc1·e oltre il limite prescritto. ~c con ciò non si ba luce sufficiente, la si prolunga i n alto liìino al bordo posteriore <lell'a,<.;t·omion, da c~ 1i si distaC{'ber·~); colla sgorbia il deltoide per l o 2 cm. Dopo dissociazioue delle tibrc muscolari, Cl'~>'endo l'arti· colazione apN·ta, se tl'onlsi · una lesione limitata ricl1iedente una sem· plice l!lcheggt•r·tomia, la via sa r·à. sufficiente. St~ al contr;nio le lc~ioni ossee s0110 <>stese, :-;<~ s i tl'<ltta òi unlt frattut'<l ~wh(•ggiata cl<•lla testa r i · c hiedente una resezione, si faTà. l'incisione classi~~ auteriorr, •·he, a,d inteiTPnto espletato, ~<an\. snttll'<1ta set'VCJHlo l':tltra nper·tut·a per il che· uag-gi o. bt Tutte le volte che sin dal primo <>S<l·lllC della ferita )-ii d~_;OilO:iéP la uect•>'si tù ·dc Il a r·p:-;e;r,ionf', "i pmtichet·à senr.'a l tro l'inci~<ionc antel'ior·e !SCI!I'-a. Clll'tU·~i in primo tcmp(> (lcll'orifillio di cntrnta. L'iudsionc pa.rten· do nn cm. aJ (li sotto <l<'lla. ela \'Ì<'ola si pol'tertb iu h<t"~-;o ed i11 fnori nel sc n~>'o •h.•llt• lilH'e del deltoide, e la si fal'ù srendet·e di tanto di qnanto si riterrà. necessa1·io. Se In spar.io non è in alto suflicien te ~>i di,..ta.ccherà per l o 2 cm. il deltoi<lf' dalla cl<l vieola e si ilJWirà CJnindi l'artkolazione. Anche se la C<LJ>.!'Ul<l è lac·erata, anrhe se d .s0110 gmvi alter·a.r.ioni, biso· gna. cet'C<ll'e di condnl'l'e l'int'isione in fuori dd temliine ùcl hidpitc e Jllt· rn.llelamente a qnesto; qualrlle rno\'imcnto di r otaziotte impr<•sso all'o· mero permette rli rintl·m·•·iaJ·ln. Da qnesto lllomcnto non ::.:i d<:ve ht \ 'Ol';tJ·c che con lo st<tcc.·qwri(•Rtio S('guendo h' norme già 1la.t!(>. 8e il proit•ttil<· l,;t

ftatturatu La sola. lllU'te p i lÌ elcnt ta ùella calotta omct·a.le rielnet>ndo in i :<e lt eg~e :-<oltanto la pon~ione i1d I·aalfticolat·e ili es-sa baRtl•i'Ù nettar<' la c<.witù •lei fr-ammPnti osi-WÌ e l'NW<'ill'l' colle for·hki lr punte ~p01·genti ondr dn.rfl! alhl. estl't>mibì omcrale nna formll C'apn.c•• di adatta1·si alla ra· ,·itù glenoi~lt·a· . ~~· lit testa omt>ralf' è stata SJla<'Cllht vertit>almente, s i <'fJ11st>tTHà i1ttnttn ln 1Jm1e eh<> fa cot·po colla dia lisi l'f'g'ohwizr.andola C'olia pinza :1. sgm·hin. Re tutta Ja estremità è i.'tata c:ompt·omt>sl-'<1 ~i )f·n.•r·;) la totnlitit (]Plla trsta, ]al'lciando solnment<' Il· g-n111di srlwg-g-e delle tnhero,..itù sp i> po~sihilP. Orro·l TE.'IlflO si segherà a. l iYeJlo dPl collo chi· I'UI'g'it·n, m;t non più giù, SNlZ<t preoccuparsi d Hlle fèst;ure dia.fìsarie che si t·ipat·:lllll rln ;;('• qwttHio IR ll';;io ll(' J)l'Ìll('ÌJialr 1' st:ltH l'Oll\'l'llÌentrnH!nte tru tta t a. ~,, i11sienw colla ~p i lisi <InCli t• i l t l'atto su ppJ·jorP dell' OltWl'O f> intet'f's~at.o. non si r·icol'l'enì. senz'altro alla, dism·ti<-olar.ione, ma, ingntn dit<t sino al necessario la incisione anteriol'e, si asport<·l·a.IIIIO tnttl' Il' l<· !'òl·llt•J.!:.!"'· IWl' gl'o"sc• che siano. l'i~>']Wttnndo solo fJUell<! eh(• mism·ann uu quar·t~~ ùi rilindro dhttìs:wio <· t·iC'Ol'tlaudo eh~ per far<' l't>ronomht rl<·l. htrto nn11 hi!<og:na Pl'sE'n' troppo N·ouomi di tf's>;uto os~o . Ri !'iono aspor· tati sino a J().J:-,.16 cm . di omer·o riuscendo ad evita,t·e la disa.rtkolaz.io· nc. :tll•t qnnle f> sempre pref<'ri.h.Jilc nn braccio sia pure ballante ma atti· vo e cht> Ila una mano uonnaJe. le cui dita. mobilis:<>ime sono molto pit) ntili di <~U{tlsiasi appat·er.chi(l. ~e Ja. fra.ttum. omerale è complicata con la fmttura <lt>i ('into ·S< · apohu·~~. hl condotta. sm·à. la. $tes~t. e non t;i <lnn;ì. C!·Nll'l'P f·lu• lP lPsioni siano t1·oppo Pstcse per tentare nn trattamento


424

TR.\TIA~It::XTO IU-.1 .1.~. FERITI:: l.l::'TEU .\lll'IUII.AIH

U' AII~IA HA

FTOOI, E(;C.

('lllll'<'r·vati\'0. (lu.rtH.lo :-i t11.utta infine di una frattm·a ùel coq1u d(•ll'umo. pìa t a. o<·<·oJT<' slwi gli a l'l' la ferita se a p o hu·<· l>Ù t> segui re una r,w heg-g-t-ctom ia !!<'lH't·a lP, altl'imt>nti si può am.lar" it11·ontro a.c.l aceid(:'nt.i infettivi gTa\·i nl'llu fossa sottost•apolare, capad di mettere in pericolo la ,·Ha. Rtahilito il 1h·t>naggio po:-;ter·ion• la ft•rita ;lllt<•J·iot·e ~"Ì tampona hl~o~­ s:ruwr1tt• <'OD gnl'Z<I a::wttiea , e quilrdi ~ fa una ruedicatm·a a!':-;oi'IJente t-iù sp<·ssa in <lit•t J·o rhe in H\'auti; in ti ne s'immobilir/6a l'artkolazione. L'l medicatura uou nt <;ambin.ta pr·irua di 3 o 4 gior·ui, anche se ba,guata. PotPJHio, la si lascerà più l111rgauwute a· posto. IJ) !ù•ll 'a.r'tict•lar.ione del {lomito p•1ssono .. ,·w-si f t>r·ite dw, pnr·(' i11 tt~ r·<·:ssa n do su Jwrtidalru<>n te u uo dei c· a pi artjcolari, non penetrano tutta da uelJ'nrticohu,io ne proprianwute detta ; nou l'ri dc,·ono perciò cousidet·arB <·<Hnt> frattnn· tl<'l gomito :Sl' 11011 le h•sioni intcr-t'!':santi al· ~.ueno una ùellc tre l'Jlili:-;i ::rl l'iuh•rno dt•lla sinoviale. D ' Hitt·a p~nte, tpran tunque teorinnnente 1,) .-i amtuet.ta, in pnttka ai rith·tH' quasi Ìlll· pol"!'lihil e eltE> il g-omito pOi;:<H t•ss<>t·p attr·an•r>~ato da parte a parte senza che !'li r·i)';coutriuv IPsioni O~<~'<'e . (~ualnnqne f< ~ rita a ~;etonc, per semplice (']H.\ appa.ia 1:'<1 in qualunque iuciùeuza si verific hi, :si acCOillJH1.gna s<'mpre u le~ioni ostt>o·t<wtilai!ÌHt>e andr(· qmtudo Ja. ra<lio~.,·afia non le l'ilcvi; e se qut:sta imlka (]llalco:«t l'i. dt>H' supporre cht> d è st•mpre più di quello c· be iudit-n. Hisogrw dillida n · ~'OJll<l·lutto di'li t• ft'l'itl:' a forulo cieeo con plCI'olo ol'itizio ('utaueo <' \'iet•n•r·sn con ~ra,· i altE'l'azioni profomle . Beuigu<• ili appar·crli:a , l-iOIIO ps::;e appunto the iu Nl\'it;ì ehiusa fan:n·i ~>t'OilO il r~tpido !s\'ilnppo di Jn·oc<•ssi infettivi ga.ngreuosi. L'<~ J· LH'tt·otumia ~'>i pratka l'incisione Il hainlll'tt.a ('ire tl-Jll'l' ]aJ·I!aliH'lltl• la gr-alHle ~-;inoviale <• quella del collo del ra<lio. 'l'al ge'twre d'intt·JTf>n t o qua n do ~<i tJ·atta, p i t) d1e d i ,·ere fratture intranrth.:ola.ri, di fer'i te ester·ne df'i e api ~n·tkolari, a n che Ke >i sia q11a lch1· f e!SI:illl'<l irra· diata, J·ie:-;ce, se è cst>guita ne lle prime ore, un'c~.:cell cnte operazione, e dù i m i~l ior·i ril'n l t;1 ti se la si fit s<•gu i re da ~;utura immeùia ta delle parti ntnlli. Alla. seht•l!grrtomia hi,<:ogna riro rrt>t·e quando si tmtt~ di \'ere ft·;bttlll·e intraartitol:u·i, ma il'olatt> P pinttHsto limitate•. Rt> inw<'e le 1<-sioni ~o;m1o più t·~!tc·s•• . hi~<«tglra <'"t'!(IIÌrP senz'H ltro la t'I'I'JC7,iOne onde eritar·c· l'anrhilo:<i. C'mi pit'l r·agimw poi quPst;t s ' imponi' n<'llt> fratture l!rad, lH'Yr!H'- e""a t·appt•t>H·n~a il rut•zzo mi~lior·e. :<r non unico. tli prevc·nil'e o di""iparP gli accifiPnti infdth~i g-t~wi ,, di c\'itare l'amputazione'. Alla J't'I'I'Ziotu• sono st:tti fa.tti p<ll'<'<'dlÌ acldt'hiti. Ri Ì> drtto am.itutto ('h'f>~<~'a !\ inutil~> una ,·olta clw l<• lt>:-;ioHi d<•l gomito hanno tl('('OJ'SO ber.i!-!110 <' l!lllll'isrono fHdlHH'IltP <·oll":ll'tJ·ntomia; tlla colm·o t'lu• dò so· l<lt•Hg-nno uo11 po:<..' ' l ii O c·s~:PJ'P ,.Jr!' :!l'i 1·lrit·uq:hi d<>llt' !"ecoutl<' lince, ai CJ'IHii <ll'l'Ìrano i ('asi st>h·zinwrt i ,, ~f11~~e JWl' l'0111'P~llf'll7.H la lit;ì.;1 degli :tntputal·i n cll(• fJI'ime linee; e d'altra p:uie quc"ta Ji~ta uon dà c.lw nn:l Ì11tfl1't·ssinH<' ill l'l'>":ltta, '))(·J·<·hè esl'a 11011 t·onr pl'<'JHI<' il nmue1·o <l<>i mmii. E' i 11111 ile tlns<·orukt·l o: due• tP17.i dt-ll1· l't· ti t l.' d1·l ~omito !'<ono ~.,·a.ri ed <•gni ritardo a lla t>s<•f·Hr.iotw cli'Jla rp,..·w.io tw :-;j pa~a a troppo <·.aro prezzo. !-i i i' ~<<~o'-'t t- nutu a n d te c·hc la St'hl'g-g"IThmrin è più eeonomica déll:l l't':-;('· zi(llli'; (' 11o n ~i J)l'lli;a <'ltP l' N?onontia <kll 'osso iu questo ca~o è a discapi· to d1•1la fun ~ illll l' . L'aldazio lle (li nn :solo coudi lo OlllCrale o di mHI parte


TRtiTTA>'-1 E:\TO OE!.I .E fERITE OSrEO·ARTICOLA!U O'AR~lA DA HlOCO, ECC.

·~:l5

di cubito dà di l'cgola un deviamento dell 'Hnl: mhra{.~io eire richie>de un appa.rerchio prott>tico od una rrs<:>zione t:11·d ivn. ~e poi In sclwg~e<"tomia cade sn due capi articolari l'e.:onomia- è a.ppnrent•· JH>n·lrè >:i AAcrjtica. meno in 1arghe7.u-a ma uon in alt(.'z1,a, ed è questa. che importa nel caso speciale. A nelle nei gran di fl-a<:al'~i fi ni>:('t' coll 'Nl!;f' t't> più economica. la rese:r.ione che la scheggectomia, pere h t'l .colla. prima. può e:-:t>gnirsi la se· zio ne ti'ansepi ti ~ìtria segando nelle grosxe sciH'gge con o t ti mi risn l t<tti. Ri è detto in terzo luog-o che, es!'ft'llclo lr operazioni del tem{X> di guet·ra. eseguite da chir urghi che non banno UJl<1 gra.nde pmtica ddhL thirnrgia, o~!'ll'a; bisogna. consiglia.r e gl'intet·venti più ~"<<'m plici; ma t.ak obbit•zione è la più ~lebole. 1< Non ~i po..<~~)IIO a.mJtwth•r't> >>, dkt> il J,el"icle, « clue <• c h ir·urgie, quella degl'ignoranti e 111H~lla d~>gl'inùividui !'!peri menta ti: c< ed'a.Jtn·<b pa.rte il chit·ur-go cbe fa, hLclrit·ul'gia d<•ll';t.nwti ,t.. ,·e rs.~·1·e in •< gt-ado di praticare tma t'N<'(•rJone sottopPr'Ìo:-:tca del ~omito, la quale •c è cel't<tmt'ute più facile di pare<·chi H.lt.t-i intetTc•nti <·ui egli potrehbe ,, «'~(>J•e chiamato nd è:;{·~nit·e xkcom<' indispl'n ~,ahili pe1· la dtn di nn cc ferito ». L'obbiezione più importante ill\'e<·e eonsi!ite nell 'a ffermare che la. re1w:r.ione dà. risultati fum.ionali ]Wgl,riOI'Ì di quelli deH'm'ltrotomia, pvichè ('xsa. favor-il{c:e il ciondolamento ùt'll'arto, f'~ito a,.;sai peggin1·e ddl'anC'hilO>S'i. Ora innanzi tntto è da t~otare rhe una J·e~'(>zione ]n quale induce uua, perdita di ooso così notevole da. dare il gomito ci11ndolautP, è servita, a,-.:-:a.i pt·obabilmente ad evita.r(\ un';unpublzione. (', come s i di~sc, un bra-ccio inerte con ma.no normale è più utilt· Ù(•l migliot'<• degli '"VP•t,recchi. Secondariamente i cattivi ri<ntltati della re~o;ezione. oltrechè ai saA:rifizi osxei imponeut.i, ~ono da :lf.<Criversi oLI a cH.ttiva tecuica operator-ia, nd a dift"tto ùi cure conl'ft'Uti\'P, fatti ent.ramhi imputabili non ali' opemziOJt(' ma a l c hirlll·go. ~i potrebbe qni os~Prva l'e che 11 n a rN:ezione ritardata di 3-4 giorni ~'<areblw più fn,·ot·e\'olt• )JPJ' l'osteogcnesi di quella. ségnita nelle prime 24: ore i ma. così compcwtatHiosi xi ri&·hic· rt-~bhe di comp1·omettet·e il buon funzionamento mu,.;<·oi;H't' a~o;sni più imJ.IOI•ta.nte .Jella. restaurazione anilrtomi<-a i e d'a ltnt pnl'te i eonfronti l'fl.dÌO);(•Opici )ll'l,lliiO dimm:tnl to CÌlP dopo )a l"('S('ZiO!IP fatta nelle fWime 2-~ Ol'f' le t>~tJ·emi tèt os~er si I'il';tabili ~•~ ono con con torni più rf'golm'i e netti. e la mobilit:\ artkola.J.-e è a~Rai più fa ci le ad ottenet·(~ c he ùopo la r·eRC'7.ÌOlH! rHarda.ta . Una- soln contJ•oitHli<-nzione ri ~nrt•hhe per· la re· E>ezioue primitiya. immedi.atn e ~nebbe ln lH'P~"<~n:r.a di una. frattura della 'iiafisi omeyale O> della parte me«lia <l<'lle o~~n. dell';wambrae!'io; in tali ca,Q], q ua.nrlo le circostanze lo pet'tlwbt-ollo, è meglio a t tendere 111 con solida~,~;ione- delle fra.ttnre diafisa1·ie e fH r·r· mw N·~f>zione tnNliva. Sempre• che !'ìarà. possihilt•. l'ome1·o vet"l~) ~Pgato nella spN;~e?,;r,a •lelle tnberosHà. Di tutte le sezioni è questa In pl'('fN·ihile, anche se pa~sn in l•ieno focolaio di schegge. All'avambraccio la sezione devH c1ulere al di sotto de11 'a.pofì~i coronoide c nel collo del radio. Del resto bi~ogna molte voltt• adnttar·si alle circost:L111.e cd Pssere, ad e~., o'ltt·C'modo economici rmll'omet·o ~ la p etXliÌ<'\ di ~osbtmm autihra('hiale i'> imp01·ta.nte. As~i ""!>C!';SO l'epifi~i è f r atturl11ta, da un lato solo restando dall'altro un tratto sn fficit'ntt• perchf> la Sf'?.ÌOne po~"<Sflt eFf.'ert' i ntmE-pifisaria. ptrrehè sia. ri· spPttnto il pPrio~tio. C<>t·te fra.tture possono obbligare n sega t'<' n livello


4:.W

'rH<ITTA~ l ~:\'I'U

UELLE n :lll'fE OSTI-:U·AIITICOI.AIIl IJ"ARI>I A DA FT:OCO, l:>CC.

<le Il e dia fi~i !>t t•~<>-(!; l>h:ogna aiiOI'a limitarsi ad a;:.-portare le ~hr~gge senr.;~ Jtl'N)('Cnpul·si <Iella fol·llla delle cl'tremità restanti e tanto meno d elle fe~sUt'l' c:he si xt:orgono longitudinalmt' nte nt>ll ' o~;~. Nelle fratture infiue diali:--o-t>pitisa rie si trova quas-i sempre una gt·ossa scheggia che pt·oluuga. la dialisi ; bisogna l'ispe.tbtrla ed al'lportarè le <lltre pre\'io a<:curnto scollameuto per:iostco. Si consf't-vauo ('osì, in focolaio asettico, gli elt>mertti di uua re~<t<tul'NL.ion e assai lusinghieea. Ma .s<! bisogna es~re coxì economici allot•chè F~i è SOl'pal';sat;~ la barriera e pifisarhl , t- un errore esser·lo nl iOI'clu'• la f t·attlll·a l'isiede twlk <>pil1~: a.llMtanarl-li in tali C<lsi dalle rcs~zio11i tipkhe equh·a]e a. pt'I'dl'l'C H bent>ficio di rtale inten·euto, quanto al drena~tgio. ed a romt>t·omettPre H ril';ult<lÌ(I fumdonale espo· nendm;i gl'HJt(lf'nH~ ntr all'aueltilosi. A questa mPnano infatti le emire.sezion.i, le quali nei CH~i più fortunati sopprimono la pronasdone e la s upinazione. La Jllè<lkatura, va fa•tta al solito n11xlo senza sntuea e ,.a la!'ldata. pN· lo m(')JO una. ~'ettimana a posto; n <>l C<'lRO clif' si dt>tE'rmini una !'.'e<'l'l' r..ione ~if't'o- pUl"Ul<'nta, haxta r imuovere g-li ~tJ-a ti SUip<'t·ti. cia.Ji. In pt·(•!;t·nza •li un ;ll'tl'omiz;..;tto ]W l' fr-attura

s<·lw~~iata il qualt• va !lene ((':11';0 ecc·ezionale), hisogna f;n'OJ'i r e l' anchilosi con una immobilizzazionl' rol'l'etta ri~t)I'OJ';H t' t·ime ttel'e l<t l'CsPzione, ove credasi, a più ta-rdi. Una mohi l izzazione i n !C'Hl pel';tint potl'ehhe pro\' oca re in. questi casi gl'avi J'.ÌsYeg'li i nfèttivi. Quale posizione ùovriì c·ercarsi nell'anc.hilosi? Clax!<ic·nmPntP la Jm~i?,ione eli scelta f. l ':mgolo aJqw1nto acuto, siC<.'Ollle qtwllo rhP JIPl'lllPt le il ntiglior· n:o;o tklla. mano. nella vita pt"i>ata., ma non t' In. IH :~ i;-.ionP dw di't n lln m n no maggi<n'e r endimento di la vor·o: la onde fil' l' g li ope1':1 i pnò I'I'!<C're pl'ef'CJ·ihile ]a, p OS Ì?.ÌOUI' :Hl n.ngolo a l•]ua.nto ot· tt: so (1011°) . Ri olthidta di<' il f'pt·ito t\ 1111 uomo a.vanti di èssert> un operaio e (']t<' la tl(•sr-:;ioue ad nugolo <H·uto \':Ile m e,g-llo al lato· dl•!'tt!'t). poic-br\ (~ la mn no (1l'sh·;~ rh t> s!'l'Ye n i pi r roli h i sogni rlrlla vita. : ma l' ohhirzione r..cwe quando si pensi che il primo dovere di nn frrito rlell' nt1:o supPriot·c> drst m è ~llt>llo di appl'PIIdt•t;e a(! (•S~(·re mancino. ::-;p il riiÌ1'11I'I!O si trMn d;t\'anti ;Hl nn ferito (lt>l ~tomito insufficient r nwn tr o pr·1·n t o <' <·OH 1-:11 ppnrn:~,j o ne a hbOtHla n te. i l nwglio che possa fn r c> <-, q ll<'llo di sottopor! o n·d n nn l'r>sr?.ionr> tipi<'a totn lf' sottnperiMt<'a. la qnalf' fll'l't'~'Ìa imnH·· dintnnH'ntf' gli accidt>nti infE'Itth·i e !"Opprinre la F>nppnrnzionr, nonrltc\ {];) comr e~ito nnn I'OildiMac<'ntr l'f'l-ltaurazione clinica P fmt?. ion nl r . 'I'E'{'nÌ(·nnwnt<' r da eyitare rlH' nt>l rlistncco dt>l peri~tio dall'Ppifi,.·i omc>rnlc,> si Vf'lll!'n involontat·inmrlltt>, ]W l' la grnnrle fncilità drllo srolhtntrnto. n, de nnrl:ne la dinfì!'-1, inconvPniPnte JWralb·o al quale !'.i 1·i ml'llir·rrhlw rintdtl'tHlo la gnai nn a p Mi o P fissandola con punti di ('a t~nt a i mnst·ol i po1-:tet·iori. A n ' Priin.mo C'hP a Il n t·P~f~zinn :' in l)IIPf.lti ca !'i hisognn pi·ot·p;J<·rf' il più pi'esto pn1-;sihih·, poi<-hf> il p<'riroln del C'ÌO!l ll ulament·o dell'arto è ta.n to ma~~iorc l)ll:tnto pitì tnrdi s 'inter,·iPnP.. La ra.~ ion e è- fa.cile ad intnit•Ia. a ll orf'hl'' si ]JC'll!;Ì <:hc a talE' rlifetto f'onf J·ihui st·t' l ' in ~nfli r i rnza rlc i mn;;;coli e cl1•i ligamenti. rlontta. a.l)'atro· fia clrllf' nt;tl-S(• mn ~c·o l.wi , C'h 't· t<111 fo più gt·awlr qua,nto più lun~o ?o il t<'mpo 1l111·ante il l)ll:tle la, ginnLur·a rinu111E' immohili?.zah1· in pr•Nla all'infrr.io nr rd nl pus .

, Jf.


fliAITAME:'\'fO DELLE fERITE (lSTJ::lhiiiTltOL.ARL

IJ'AII~IA

OA fU()C:(J, !::CC.

427

<.:) Nelle fel'ite del polso gl'intcrTenti de,·ouo e~<i-'er·e tutti con:sPt·· vatori . Per15iuo nella :scelta della. incisione delle parti molli bisogna domanùat·e a iFanato111ia in qunl puu1o e su qnale linea bi:sogna c._n. dul"la, in guisa che mentl'e pe1·metta ùi sconù·e ed e:;ciùct·c con comoditù lo .scheletro, non :<<t<.:ritichi le p;u'ti dtine. Poichè la facc·ia palmare è perc:Ol'S<l dai principn.li wu~-coli vasi e nervi, occorre attaccaee Ù<Ll ùor~o;o anche JH:!l'Chè Yi ò co:sì fadlit~L !'Omma ùi operare snlle ol':sa. E' ra-ro che vi l:!ia il caxo di ricoucre aù u n 'opera:~. ione tipi<-<t tota.le ; per lo più ba· sta110 o l 'a,rtrotomia con l:>Chcggeetollliu. sottopcl'iostea o le t·esl"t.ioni varzhlli atipiche per C(;Cellcnzn. P e-J'"(;hè cia,'<(;UllO ·ÙÌ detti interventi po:s:sa dit·si seguito da J>ll('Ct'sso tlC'Co ne che :;i eouseguisca non l'anchilosi ossea., hensì u11a pscudu~u·Lrosi ti'brosa, va l dire solida ma d w goùa, nel contempo ù i una {:erta mohiliiù ~enza deviazione della, ma no e colle dita,, e spedalmente eol pollice, agili e possenti. Che la, psendoat<tro:,ri fiurosa s'irrigidisnl c si <:onverta in anchilo!i:i osteo-fillrosn, è picrolo male', ma (·be essa. 11011 sia solid<L abba:>tH·lli'-<L è male gl~tn de. A raggiungere 1'idea,Je occor1·e limitare c.ou prudenza l't~~<teH~<io Hc in lunghezza ùcl tratto OSJSeO a.sport:t w, onde l'~'<Lii:t.z;u·c ln, bn•ritù d t'i lig<tiTit<'llti fibrosi; coutrappOJ'l'P in ~n:-:o perfettaruente traJSvet·sale le super(ici os,.:ee re~irhH', per eYita.rc qnalsi.t~<i dcriazioue laterale ; l'ispettarf' attentamente non soltanto i nlsi, i ue n ·i , i tendi ni ed i muscoli, ,ma anche tutti gli elementi pf~rio­ steoligament;osi suscetLibil; di concotTl'l'è alla. rest.anraziouc della solidi t à; imporrf' infine a.lle dit.a. una ginnnstica quotidiana pas~iva. cd a.t ti va.. An c he nel le t'ct:ite delle pitcole ;u1:kolazion i, qua li ~ono q ne lle <.Ielle· diafisi meta<;arpkbe e digi tali, il metodo con~o:rr,·nti,·o d~v'esse t·e spinto all'ultimo gr·ado. Le operazioni immetlia t~ sono di preferrnza operazioni eronomiche in quai1to per mettono la riunione prr prima con restau ra· zione chiruJ'gir.a dei tendini e dei uervi il•~~uisa chf' si aubia sempre il ric.upero della mobilità della pa·r te. T utte le reioii'Zioni <le\'(lUO essc1·e atipLCh{', rioè limitate· ai soli h-.ttti di o~so <·owp1·omes!':i; il polliee. r·ol'll prezioso, dev' essere sopratutto sa l ragua rùa to. Couset·va r t> 11 n d i t o eorri· spondente ad nn met:wm·po dc' der't·sse 1·e H~ 'fH)J'tato, l~ co~><a inu tile, pt-r ehè coM importa un dito di più o rli ffi(~no spl•dalmcnte st' è uu dito deforme? Al eont1·ario un pollice nnche li• ' difettoso pnù J'(•ntlNP son:•n tH gr-a.JHli sPrvizi. l'ersitto alloL·thè si è ohhlig-ati ad autpntat·~ la tn;tno, tutte le ,·oltr ch 'è possibil~ coll!o;("'I'VHL't> nn mrbl<'arpo, an('hc se ftntturato, col rlito dentruwntc :::b1:ig-liata ron artrit(' pnrulcnta, 110n è più il ('alòio dellc · a•·troto111ie P delle rc>l':Pzioni p::-n-zial i. PH fJUHnto qneste sono indi ~atP nrl pE>riorlo prl'infettivo, pet· altt•ettanto so11o dn o~'letestarl':i nel infpzione co· l':tituitn. Occone a Il ora, fare lo ~,·uotamcn t o completo llPlb Jog-~h~; Cll·l '· piea,. D 'a.Jtra pa.rte non si Jl UÒ lC\-a .r e nn o~so f:Pn:t.a aprire le s iero~ Re al chirur·go ea,pita una fr•·ita df'l polso non opernta. o non l':ll ffi cort·ispnn<lelltP, bi!oiòg'll<ì l'Ìèol·tere :Hl un':lmpUhizionp àtipkn·. Specialmente se tt·a.tta~i del pollice, t utto bi~ogna tentare. D el pari st>r11pre (jmHHlo san\. po~sibil e, si C('rchrl':ì (·Oll s<:r,·a·re lP ro louné. iute1·11a (•d esterna del c:wpo, in gu isa da· pot<•r fonn:ne ht· eosì rlHtt.'1 pillì:a ò i gamheJ'O.


42~

TII\TTUl t \TIJ lttLU: ~ERITl: lJ:'-UO·.\IITI\fll.AIII lf\11~1 ,\ 0.\

fl UW, f..CC.

,·itint•, c, ~e pm·~ <JIIl'l-ìt!:: uou 1-l(JDO <lttaccate rinteJ'YelltO contriiJui•·eiJl>e <•d inft•ttHI'ie. La J·l·~~·ziune totale del caq)O s'impQue senza ritardo se ,·uob-;i t-vitan: il ditioudersi ùt>l processo alle guaine si noviali dei u~ndiui tlc~s .. •·i e le con,.:eguenti fn:-;ioni dell';wawl,I'<tcdo chE:: ohiJligauo :-:eenn daJ'iaJJt<·Jtle ad ;~ntputare . D ) :Selle ferite dell'anca la, profondità. de ll'articola.zione rende dillic·ill' la diagno~i precoN, l'iJHenento operatorio t.'<l il drenaggio in l':t~o ll'inft:";r.iolle cvndam:tta. :-;i !oìart•bbe qua~i tentati ù'imuwiJilizzare l'a•·to e di. artt•ndt·t·e l'illst•t·gt·J··c <lt•gli ac<:ith·uti i1tfett;,·i 1wr agin·: ma. tpu·~u• surt·l,l~ un~1 (;Ollflotta dcploi·e,·<>le. All'<bill:a. come altro,·e e più tii P alt,ro,·c, u•·g-e uua peolila~;~ i opt• ratm·i;t tklht infezi:ont·. Tvvril·alli e lltl~ la <ht·trotomia cou s('h •·gg-('(:Winia può conn·nire a Ct!t·te lt'>-.ioui p:tniali, ptt· CO!:!l dire extr-aarticolari, come alcune· frattu re toaJ·~rinali •lt·l g"l'<liJ ttOt:antei·e; ma. ciò che ne limita praticamente l'impiego è la fi'I''I 'll·t ll'. a J (• lla concomiuwte frattura per contruccolpo ddla tJ-~ta o tlPl <;(~Ilo. );uu ~i d<·,·t· giaJumai <llllllH>ttt•l·t' a priot'i clte la ft·;t.ttUL<I d t•l gran lnx·aJitcJ·e sia ifiola.ta. se uou vi è la. prova r n.<Jiogratica, a meno eht> non l'ii t•·atti di uno ~IJia.cciameJJto t.rahecolare iJJ<·OmlJieto pc t· tJJ·oiet.tile l'inwsto sul posto. Per le lelSiOni articolari pl·opl'iamente tl.ett1· la scl.wg· gecootuia twn fm qu a,'{i i11dil'auioni <.li sut·t;l. l11fatti ì· l'<li'Ì:-<.'<ÌUJv '""-"C I'VH · t·<; all'all<·a ksioni aJ1i('olari o:s:;ec limit.;He. A c·ansa ò<·lla coufot·mar.ione :malmni<·a dPIIo pstt·t•llJO ~;uperio •·e d€-1 f1•more 11011 ~i hauuo che lesioni •·omplPte, d t l' fra ttl ll'e della te:;;ta e d t· l collo. D 'altm p;u·te, ~sc••<.lo l'at·ti<·ol;nr.ioJH' uwlto s!'J'l'ata, l'at·tt·otomia ? una opPmr-ione puramente illu:;o •·ia. Hi~ng-na qniul!i pul'l'c romt· pri 11cipi o che, ~ah· o eas1 rnri g·i11stitiC'ati dallo e:-:amP •·:lfliof,rralit·o. llllil >:dn·~gt·ctomia uon può costi• tt.iJ·p nn t•·attamt'nto >:ni1ir·i!•nte, e bisogna Jlf'l' fOJ~L-a rknnere alla re· IW7.ÌIIIJ(•. QuPsta, sopprÌl1WJIIi o la t('sta ff'moralt>, allontana la lesioue pt·itwipah· e spi<l!la h•r·wtuwnte il fo<:olaio tr·nnmatko; <·osi <.'OtllJl<l>r ta·nr(of-li, si e,·ita qualsiasi infP:donJ>, f' la f ('r·itn dec·orre come tuttP le altre lt·~Ì(JIIÌ di g-u!•l't·a pt·<·c·o('('llll'nlf' e log-i<·anwnte t ra ttate. La rel'f~zione ba ;IJH·o r·a il \'aJJtagg-io •li pe•·nwtt(•re il t•·nttamPntCJ dit't;'tto df'lle l t>sioni di'l hm·do l'Otiloi•l••o e clPl fondo !lt'l ('OtiiP. lu C'l' t'te fl'a ttu l't' cl i:di ~o- Ppi fi>:m1e l a t·esez.ione può a n d te esset·e uti · 1i7.%ata ~P i j.:'IJal"ti mn;:<·olm·i non ~0110 tt·npp<) I'Ollsidere,·oli. Insomma la r<·s(•zioue Jll'imiti\'n P iltdil'ata in tuttP l<' f1':1tture della te~ta e •lel collo l'hf\ 11011 a ppm-tano la mortP i m m('(( iMa t> pPr ];l quale la ('On>:er,·azion~> l"'ò t·s:-e rP trntata.. Ln l'P~c·;r,ioJH' ,-n faHa nPI mollo ph~ tipic·o pnl'sibi)f': gli oritizi di •·nt•·ata c· tli ll:<<·ita <h·l p•·c•idtiiP non po""OllO s('r\'h·e c he quali vie di dre-

lliii!J.('io. La \'ia Ili ncr,p"~O clAN!<ÌC}L è l:t p~t~'l'iorf' ~Ntf't'IM: il più •li r.:o\'t>Hir f•s:-;a p:1>:~;1 luug-o il l!•·•nlllf' glulro. ;tttnt\'t't"J';O il mt>rli·o e•l H pi<'Colo glntf•o, pPt' nntlar<· lìna]n,Pntr, 1lopo npr1-tnr·a dt•ll;l <'tt•psula. a ~r:olhwe ;::-li nt1;t<·t·hi tPntliiH·i riPi m~~;:.c·o li ~luh·i l' ·di fJttPlli peh·n-tr<wantrrici. l n Ull ~ni,.:n ~i ha il ~-rrawlP ,·antal!:.do di (lt·en:HP in punto fl~live; rua il t·is llltato nt1opt"'lil·o lh •linilh·n f. nwlliOC'l'l', l'an('hilo~1 non !':i protht<'t>, il f1·mo1·r :<('Ì\'ol:• nc·lla f n)'(>:a iliar<1 <'!':tc·t·na f' si nwttf' in forte n<Muzinne. Cn t · i~11lt:do m·lopNl i1·n :1>:!-'iiÌ tnig-liol'f' snl qt~all' si p in~i:-:tito rln lungo

-\r·


TII.I'ITA~I ~XTO Of:LLt.: FERil'E lk>TI'.ll AfiTlCOL.IHI

IJ'AIDI ,\ !t\ F) ' UCO ,

ECC.

429

tempo. <\ tinto dalla incisione anteriore, che me na alla giuntm·a l'>euza

-"Hcriti<:<tre il menomo fascio mu~<:uhue é 8l'm.a taglia-re alcun tiletto n(•J·voso. Conserv;mùo intatte le inserzioni del medio e del piccolo gluteo, ri~[)l.tnniundo quelle dei mu~;coli peh o-troJwat<•riei, uonchè la parte più Lruportante <lçlla. caps ula., es~L facilita, l'anchilo:-;i eù a:-;:-;icum per couse· ~twnza un risultato fa.vorevole. Inoltre è più oomO<ht e me no tmuma.t.izzante, e per tal riguardo è specialmente inùicnta negli int~rYénU primitivi. L 'inci;;ione a-nteJ'iore è eouùott:.t f'l"condo l'a:sse della· testa e tlel cDllo, partendo da lla, spina iliaca anteriore-i nf('riore per finire uu po' a.l di là, c.lcll';t.pite d<•l gnmdé troncnn tet e. 11 taglio pt·oce<le nell' inte r· t> tizio com preso tra teusore del fa l'!ci:t la t a t• piccolo g lu t t'O in fuot·i , il bordo f':Stt.-t·no c.lel AArt<wio e (lt•Llo psoa~ iu ut>n tro. Rec:linat.o fortt""rue nte ll piano mmwolare, mer-;~a la cosda ilt ~cmiii••sxione P leggera alHlnzJollc , :-;' incic.le la <:<t'))snla in t utta lit !;na Jnngher.za. Oia>lcun la bl>ro, peeiSo con una pinz<~>, è Hezionuto tl'aJ>versalmeute a li\'PIIO del bordo c otiloideo, c iò che 1'1prigiona il contorno th•lla testa. E' Hllora facile a sporta,re le parti frattnrutl-'. Ciò fatto si stabi.lh:ce un dr<>uaggio po:<;tt-riore e s i Sìltnra. In, f<"rit<\ operatoda. Occorrer:'\, spesso rinno\'arP la meùicatura 11elle ±8 ore; il cloruro <li <>tilf." faciliterà le manovre. Se insm·g<! frhb1·e si cercherà, r-;empre sotto anef'tPsia. di vcdCJ'f' se non Yi fosse una fu· sione puruleltht poxterioJ·t> o fleJla, ritem.ioue intraeotiloidt>a. :=:\e la fc l'ita pt·oredP Hx<·ttkam entE', lt> mcdicatu re saranno a ssai 1·m·e. Ln resezione con t.a.glio anteriore è indic.'l.til· <tnche 1-iP la feri bt (,. iu istato d'infezio11e <l ichia.r-ata; il1 tal caoo all' irumobi lizzazion(' biro~na aggiunger(~ l'est(:'nRione rontinna , l:l: quale fa cilita <li molto il dJ'I'IHtg-gio N•<loa 1f.icohwe. 'R) Le ferite penetra.n ti del ginocchio mentJ•p ne l principio della guerra hanno, come dicemmo, pn~Cnrate ai cbirnrghi le più gravi preoc· cupazioni <' )p più amare sconfitte. in 1111 ~"eco nclo tempo invecf.', mutati del tutto i c.rit(' t'Ìi t1>rapentid, hanno l()J·o da t o i pitì <'011 forta n ti succe:o:l'>i. Non per qner-;to pe1·ò fii fl C'l'ssato di an:•re prr tali fHiti la maxl'rima considerazione e la più grande I'Ìl'><e l'Yn, ('OstitneJHlo tuttora il loro trattamento un'imprer-;a. ::Jf'Rai R<•l'ia. Una prima ditlkoltl). s'incontra rtella scelta. feliee della. via Ili ac<·(•!<xo all'a rt.irolazione, JWOhlema, come è facile intuire, tli \'ititle importanza ::ia se t·iguarda gl ' intern~ nti im· ntt>diati in cui o<:corre ave1·e facile ed ampL'l· ,:;tra<la pr1· potere in una gin.n tnra. <]1Jal'è queRta, ricca. di pieghe e di rcc·('sffi, el'eguire una rigo· l'USa N:;plorazion e' di tutto il cavo ed una completa. pnli7.ia mecran.i ca di PS~'~O, F!iA- I'{Wcin.lment(' Re riflettr ~l'interventi che lwnuo luogo ad iltfezione rondamata., in cui la salvezza del ferito dipende per lo più da. nn esteso, rigoroso ed efficace dN>na.ggio. . ('ominciamo dal contemplare il primo caso, f!Uello cioè in cui l'nrt r otomin. dev'e~ére una inC'isione esploratrice, il primo tempo eli una operar-ione di 1·icerca. e di pu lir.ia. E' a~olu tamente necer:<sario in tale Pwni~ll7-<t '))()tE-re espl or~we la si novi a le in tutte le sue pieghe a ti ne di non l.nscia.r sfuggire ak.un tmwdello sm~petto. Perciò il titg-lio classico rappresentato <la due incisioni iu!'ltarot ulee è insufficiE>nte, come· lo Rono tn gPJH~ J·e tutte le nltr(' incisioni lineari, quali ne sinno il nnnwt·o oo il


!<itu di app]ica:~. i oru~ . Ln ,·ia nrigliote è data d<t utra inl'isione curn1 sottcll·otul<·a a tonres:-;itù inferiot·e . Sc·n:~.a pt·(•cwc·np<li'!'Ì della incisione e·n~ n­ tualuli'Htt· futta JWI' !-'C'~tiÌI'e il b·n~itt(• exu·;taJ·ric·olctt·e ù c•l proiettile, :<i sc.·ziollc•l':'t, !"I'J'Ycnrlosi ]'<'T'Ò eli :.~ltl'i :-;trnmenti, tra:-;,·et·>mlmente il liga· mc•nto t·otuh·o nonchè il pacchetto adiposo. e - &.•gu<·n<lo mau manu 1111<1, mium;iosa emosta.'>i. Si è consigliato, ed io condi,·ido il :-;ng~et·i ­ mc nto. di pratir.are, im·ece dclb seUlplict sezione del t~>udine rotult·o. il distal'cn cu11 un colpo di sgorhia, della tnhcrositù tihiab !oòlllh\ qualP cs:-::o x' illst•t·is.-,., r·isc•r·IJa ndo:-;i :rd operaì'.iunc ultimat·a di J•imcttcre a:· po::;to clc:tt<t tlllwr·CJ:-:it;\ JIII'J'c· t> 1111 dJiodn o :-:nrur·a nwt.<tllira. Lo :o;c·opo di tale prot·!•diHII'nto è quello di ga1·untirc per l'twveuire l'intcgr·ità dell'li{Jpa · r·:lto cli steusot·e di'o· l ginc~~chio, ciò cl1c se non è di g-l'a urlt itn por·t:wza. allorchi· si p t·atit·a la t·<·se zione nel C] Ila l caso l'ÌÒ cl t~· !'i lloruancla all'in te!'· ,·puto è l 'anchilosi, lo è inceve allorchè l'aHo oper·ativo !'i limita a,Jla ::wnq•lit·•· artnllnndn, la qn;lic: s i pre tig-;..:·t· lo :<nlf'O 1li eom•t·n·;ll-l' a.ll'a·rtic·olm~ionr• la maggiore uwbilità pOI'>;ibil e . Ad ogni mc>tlu, fm·tnat•) IH·l uwùo suddetto il le m bo contenente in sè ht rotula. <' t·o,·c:>;cia t o lo i n alto t·nn Ull<L pinza a d e nti, si fa ilettct·e la ga.mba ~ulla (;osc-ia., ed il ginocdtio potrà essere esplorato in tutti i ~'liOi r ecessi. e si pntrauno p .. t·t~tr ,-ia tutti i cor·pi estranei e fn.re la· $nlit<L pulizia ed e ruo:-;fctsi. ~ f· tr·attasi tli sewpli ce estrazione di proiettile e non d soiH1 ll'siolli os:<~•c• apprt•zt,;tl.ili [lCr cui null'altro vi è d a fare, si ricliiutle l'<Ll· ticula:~.ione ton snturn a tn~ l'ia11i (;;i L• r·o-><ier·osa , tcuclino -aponeYrotiea e ellt<tllC<t ), ricostituendo t•sall;llt ti·Hte il te ndi1tc t·nlnleo, e si lasciano ap t>rti ~~ dr<:'nati con garza. J'orilir.io di 1:11tr:tta d~>l proi ettil<• e•l il suo ir-a)!itto c·on,•pnirntemente tr·atlati HIIC'lr'essi. J'uil dat·si t·ht• il proil'ttih> dopo an•r JH'l't·ot·,.;a l'artic·olm~ione da.vanli inclil'lr·cJ !': iasi at·t·<·st.tt() nrl CH\' O popliteo. ln tal C':l!-;O, He coll'art t·o1ollt ia a 11 t. t· i or<' tt'«J\·a:si una l"'l'fo t:a :~.iouc po,.;tpr·iot·P tll.'lla ,_i noriale. P prefN·ihi iP 1'11in<lrre compl<·btnH•nte la ferita O('Pr·atoria cd andar~ alla ~eopc· l'ta cll'l fast·io n•·r·n•o - r:l ~"'·ohrrc <' del proic•ttill·, l'<l~liog-rafi,·amente lo<·alizzato. dalla ria dt>l poplit<' : «'fl!'l :;;i <'\'Ha l;'r s<•zione dl.'i ligame nti acwi;tti c·hf' itctpm·tc·l·ehhP una dislo~tzione di·! g-inordtio, liOCi\':l dal punto Ili ,-isia dc• l la shtt Ì (·n nltrt·io1·c•. Q11alont :qoc;: t··ta, lar·g:tiiH'rr!t· l'ar·rit-olazioiH' :-:i r·isenntt>ano l'Uile su J)f'l'fic·i oss1•f• pic·colP h·sioni ('hr In ra•limwopia. non an•nt ril-clate (nd es. p i ('c·ulc S(·IH•g:_"(' fl'niOra li. sdt in c·c· i :t li !l'Il t i tr·a IH•!·ol:t t· i dt•l p i a n o t.ibia.lP <·on l:t (·<•t·aziolle (';tl'til:t~i m·n . ùi ~ ··olltillltil;\ lissnr·alc •Iella r·otula, et·c.). qnalor·n illoltr·t• si J'inYi r n<> il proidtilc· aHt·or·a a contatto coU'osso nel fili :t lt• ~i f> st·:tYa t o una log·g-ia, si pllù n nc·oJ·a. pr·e do trattamento com·eJl ;pn((• <·d rmosl:wi nc·f'nl·ata, trn t at·p la Rttf nra J:uwinmlo tutto al più pc·r· IS Ol't' , in un ~llli!Olo (lPlJn iu ('is intH•. tlll:l ,;l I'Ìs('ia rli )!<11'7~'l nspttica ada:.da l ;l sopt';l l'n~o . :0:1' le lN:ioni fl)-: :<1'1' ri>wo ntt·atP so uo pi iÌ imp01'bll1t i. 111111 biF;ogna far!' tr·oppo n titl;m?.a con gli i11 tenrnti palliatiri e la f·hiul'int·a immE>dh1L1. Ri r·if· ol'di c·!Je Il• rm·it:'L Ol'i-l'l' clil'lir-iiHH' nt<> si ric·olmano , che l<> perdite r:n·tiln g-irwe non s i t·ip<H'ano c:on I':IJ·tilap;in<', che òegli acl'iflputi infettivi ::!l':t\'Ì p ns!<ono l"·plncl <•r·<· cpr;turlo nr P.nn "i si pPnl'i, nnrhe clopo Ul<'RÌ. e c he


"(ll,\rTAME:'\TO DELLE FEill'ff: O::>TE~l·AIITIO'JL.\111 I)'AR~IA DA ft'\){:0,, ECC.

43J

lufine abitua1Htcute <HICht' t·on tJ"lLttanwHti così b]au<li si ba per esito l'anchilosi. E ' inutile f!Hindi •·i~ehiart' troppo; la I'Cl't'7.Ìone rap,>re~enta il provvedi mento più !'icuro pPr il pn•st•nte c per l 'n vvf"nit·c. Essn- va eseguita sin dallo ini;.:io quando le lt~sioni ossee so11o evidenti e coufer· mate clliarameute Ù<llla. ra{iioscopia. La l'fs<'i'.ione dp,·'el'se1·e ]a. più ti· piea possibile, n1l di1·c ~ottope1·iostea, con a bhlzioue tl Plla rotuht e sezione in tra t> p i tisarht dell•~ due o!'l'<l, pnr essendo m• Ila. a spot·t<• zione a.l massimo gJ·ado c<·ouom id. )la la (~c·uHOIIl i a non va. int<':;a nel se'nso di eseguire delle OlJerazioni. ina;.:ionali dnl lato OJ'tOj){!dico, di fare, cioè, delle sCL.ioni ati]Jkhe a.ff•·ontt~ndo, J!. es., 1111 piano cartilagineo intatto con una supe1·ficie O);~ea. di fl'esco tagliata. Unn ndNdone o:steo-condrica. o non si verifica. affatto o si fiHt'l'<L dopo Lun:.:-o tempo r'rl a!':-;ai ]WllOHa· mente, mentre che tlue tt·atti rli o:;~,o· :-;pgati di fresco :;i !!Hlrlano colla ma,ossima proutez:~,n. L a ver·a. rhinn·gia. erononJiea. dice Ll'riche, uon è quella che ·~~wrilka. meno ll~..;o, ma quella. che !l;'ì nel minimo tempo e coi minori rischi il massimo risultato. Nell'e!'ie~uit·e h~ re:-;czioue :si può usare lo :-;t<'~o lembo curvo desai! to per l'artt·otomia O\· vero una. incisione ;;ul n. Si a:;porterà. collo staccaperio~tio la. rotula, più di Ol;tacòlo rhe di va11t.a~~io in un ginocelliO a-ncl•ilosa to e si soppl'imeranno er.iandio i cnl di :saf'~:O s-in oyiali esif'tenti in torno a il t'ssa e TU pp1·eseutauti dei r<'cessi pericolosi (]lll punto tli vista della. infer.ione. Dopo nrttnruf'nto (lf'l cavo, a~pnda;.:ionP dei co r·)Ji cstJ·a nei , clennrla m(' n t o col la s~ol'iJia rh' gli estremi fm t t ura t i, :-;i a.llontane.rà colla pinza e colle forbici tutta la sinovia k. fac·('nrlo cosl nna sinovertomin (;~ pitì completa possibile; e q11incli si proreder;ì. alle sezioni ossee, le t)lt<tli, lo ripeti<uuo, ~;;nanno le più ecnnomic·h1· pn:<fiihili, ma sempre tipiche cioè pl':ivate dello strato cat·tilagineo, pianeggianti (' bene afl'rontabili hl g11i!:'a. rla ·permettf't'e nn snldnmento rapido. Vi è chi, come il Leric>he, ]Wl' l'endere più facile la medicatm·a. c la, immoùi· lizzazione, non si contenta della giusta posi7.ionc dei fn1.mmenti, run ricone alla fisl'ar.ioHe mcbtllica r he dù mnggior(• si(·JIJ'Ci'.7.a ci r c-a. il risultato ortopedico. Il 'U·ri<"he si serve abitualm<>Htt· di tJ'(' agrafes di T>ujaT·ier, che lascia _per lo più .in sito pcrchè tolll't·ntc. Si procerlc in ultimo :-1lla subn·n a strati dell;J, fl>rita opct·ntOJ'ia. poco curandosi che }p parti molli. clata I'P!':tf'n:;ionf' della. perdita di s(}stnnza, siano in eccesso e formino attorno alle ossn 111\ vero collarP ; (•S!'{t' in poco tempo .~i riclnrranno. Da. ciascun lato d(•lla giuntJJI'Ib sarfl applicato nn drena.g gio a1lagiato sulle ossa, ma non trans-arti<'olut·e. e si nttf'nder;ì, nlla rjpat·:l;.:ione es."ltta. ·d el tendine rotnleo. Il f<'t·ito trattnto <"Orrt'ttnm<>llte coll'artrotomia o coll<l l'(•seziOJle, guat·isce gcncJ·nlmente Sl'llim iladdl'llti. Non è lo stt>:-so P<'I' (·olot·o cht• non sono f'ta ti opt'I'Rti a tt>mpo o lo souo ~l Hti in modo incompleto; e sventuratamente le fratture più difticili a tt·attm'E' f!1WIH1o sono in p1wla ad infe7.ione, !'ono appuuto qnelle del ginocchio. Se il f~ri.to capita. 3 o 4 giorni dopo il ft"J·inwnt(l <·m• nn'artl'ite nl'ntn. ~upp urata. due l'asi pO!l:l':ono darsi: o tr:ttt>tl':i di un'artrite da corpo f•f'traneo F:cm.a l esione OF::-;ca. rilevabile colla radiosl'opia, o s i trnttn rli un ' artrite da f1·nttura nncbP ~e limitata. Nel primo ca~ oc-


(;Ol'I"C <ll"pf)l"lan• il ('01")'0 (•:,O:tl'iliH:'O iJ pit) pl'PSt() pe~~.;:,:ibiJl' e drt:>ll<li'C il giuoc.:cbi(). l'~r dt·t·nal'ln 11on po:,:sinmn eontt>lltiliTi delle iucb;ioni clas~:>iehc; O<'('o i'I'C uwltiplic·at·le e \'ilJ'iHJUt>lltl' di;;purle; meglio ancora~ ~:>el'· 'it~i ddla iuci:,:iolle t·•nTa. aJL:r.idPHt·ritt;l. Co:,:ì plll·c, i11 vista del pri 11cipi o the lv si(·rost· si dift>IHioiiO wt•_glio q11<111do nun:souo a (.:Òutatto con tessuto tt·IJulat·t·, c dt•ll'alu·q priuc·ipio che bi:,:ogna t·Yita r e le infe1.ioni gra.vil$'sillw tll-gli :,;pazi <·t·lltllari. è uenc :>u:stitnit·e aiJa f:empli<-c artrotolllia l' artl'oslom ia , pt·c·t·on iu.ata da T ix ier· e Fh·ux , tioè fissare C'O Il soprag, gitto ai lwnU n1t;u1ci •Jndli tlella sinod<tlé i sp~::<sita . l,;u f<:n·a;.rgiu all'de· l'l~ t·outplctei'Ù il 11eti.auwnto PnùoaJ·titola•·e. ::li viai'.Zl'rà uu Ù11:ma~gio in <:illl"l'llllil ape1-tur·a dt•lla ~--:inodale senza J•e•·ù illfm:!-larlo uelhlr ca-Y ità arti· e~oht l'l' e. t·oll piì1 t·a;.;iuul'. sPllr.a fado J ias~ll't' d<l p;H'te a parte, non :sopJHil'tmHh' le sit•I'O>'P i l t'Oli tatto d i q lll:'sti C(II'JIÌ ('st 1.·a uei ù i u uovo genere . ..:.\onost<lnte la ripu~nanw di'i c·hit·u•·:,!hi pPl' il d•·enagg-io popliteo, dati i pt·t·il'nl i c· he po:-;souo dc· t· i ,.a •·ne al fa ~<l'io n eneo- vascola re, i u a l c uni oasi 1pt·oil'ttile po:<tPt·im·p, ì:'dt>ma e dolore al poplite) :>i farù la inCÌ~'ÌOne del cul di s:H-co rf'tt·o<·o•Hliloideo pc•r da poplitt,a. &·hiassi la L'SI'f."lle abituai. menti· t• prim a delll' altl't' a!-:p<wtando audte uu t1·atto di ca-l»:ula. Se dopo :.: . .J. ~iol'lli gli ac·c.idt·ul i inf1•t tiYi liOll )-,.; arrPstano nè ~i modifi<'a ln cmTa trrtuit ·<~ , nou \'i t'• kntpo da Jll'l'd(•l'fl, hiso(_m:t amputaJ'P. NPi •·;Jsi clpl :,o:(•t·tn tdo ~<'IH•t·c il pt•ekolo Holl derinl tanto dall' artrite f]H:tnto tlall'ostPIIIIJit·litl-'; quindi non s i puù gttal·ire ~ non facendo l'a· ~Spot·tazioHe ('ctlltplt•ta clt·llt· o:,:~;a infl'tte: il ùt·enaggio artkolare in tali c-\l'nit·nzt~ c' a:<;-:oluta.ntPnt<' spm.a etft'tto; soltanto la t·e:,:ezioue pnò sah ·al"e il ft't·ito, e lt> pl·ohahilit;\ di guarigione sono tanto magg-iori quanto più Yi(·iuo è l'atto ope1·ath·o nl!o ini7.io dt-J.di an·idPuti inf<>ttid. Rt- essa non è !it':,!llìta da nna enpida dt>ff'ITel<Ct'tiZ<l nt' da ;ll-rc•sto tlPi fl'nomeni gt•· ll«'t'ali. !Ji~og-na amputat·e set1r.a 1lilaziOJH'. 1-:s:<PIHlo la t·es(•ziotu~ sPCOU<htrin. e:o:Pg-uita io piena suppUI':tzione. è Lt·nr C;tntcrizza t·t>, <·Omt> fa il T>urantt>, le ~liJ ICt·fici di ref<ezione tol ferro ron•ntl· pPt' sottranp il midollo os:,:po, meùia11te l'eS<·:na <·be co~<ì l'i fol'lua. :1 d una possi ui le a ntoi n ft>zio1w. Commentia bile è anche il pTocedintt'nto eli Alqnit· r· {li 11011 a\'\'it:inat·e, <:io<'. subito le 1lue superfìc>i reseeate ma di tPnHie allontattate in motlo dle. il dn'nag-gio funzioni me:.rlio e di n,·,· i<'iual'lr poi a misut'a ('be la suppurazione tliminuis<·<•. Per ottrnen• ciò ~mtt?.<t- don·r t·ifa-rf' più n~lt<• l'a.ppa.r·(>cchio g-t•S&tto a pontt>. Pgli m· t·o;;tt·nì uno l'Ile> pokra e~s<'J'{' acc·ot·dato a ,·ol ontft sn l tipo di quelli dtC• dt'SI'l'i\·t•t·t•lltO j Il ~t'~llÌtO . F) N(•IIP. fpr·it E' clc·l ('o/lo dr·{ T1ir:rlc nhl•andouatt• a st\ ;;h•:,:se l'iT1ft':r.ionp (l f:tlalt·; O('('Ol'l'l' qniudi inlt·t''YPHÌ I'<' di ut·geu?.a. In C~'f<C la rndiogndbL t1:'1 poc·hc· dPlnd1lolzioni: i tt·atti di frattlll'll l'enza sl'o~tumeuto 11on ,-c·n~ono l'in•l:tti , t>tl all'atto O)Wt·atin> s i tt·m·a sempre più di quello C'h\\ ):l:tto it11li(;;1to. L1• vie lli ae\t'Nso l'lil~"~<i<-ht• che rispl'ttA'liiO j trndiui Rono due: una c·~--:!Httn t'Il una inlc·l'lla. L'estl'l'll:l, più impOt'tante. comiuda a 5-6 cm. ;:l tlisopra del nHlllt·olo, !illl hm·do intc·l'l1o d,,, lwt·onc> ('d infuori d e l pc· r o nit·ro la tHal1': r:,:sa pot·1 nsi. in basso ~ino al cuhoi{le nella direzione t li' l la ('0111 m issu m t t·a i l l" (' ::;o dito : p t·l'fl!'lltli<-ola t· m i.' n te a Ila- mt•desima,


TII,\TTA~II:.:'\TO

l!ELU: l'EIIITE IISTf:II·ARTI OJURI D'AIIMA :OA ,fiJUCO,, ECC.

4:l3

<tua~i alla metù. del f5 uo I>ercorso, si diparte \JUa, branca corta di circa ;i <:w. dil·igente:si r t i"!->O l '<qtice del malleolo . Questa. jut i!->ione <Lpre l'a.r· ticolazione peront•o-tibiale infl' •·iure. la tibio-tcu·sica e l'a:-.irag-alo-sca-f oidea ; es~a permette di dil:ihtn:m·e fa.cilrnentt- il li~arnento peroueo-a~Str<.L · ~a lko anteriore, indi di ùenuthn·e il collo ùell'a:>trag alo e la pt'•·ife l'ia dell"artkolazioue ' astragalo-~;cafoidea. La. secouda- ilH:i:;;ione antcro-intt·rua ci•·cnst·J·in· in an111ti il eon to nto tiPI mallt>ol o intenw at'l'Pstan<.lo!ii 1111 pc>' judiet•·o dt• lla. puuta . Dal IJl(•zzo di IJIIC'l'ta indsione t·hf\ t·o ni~-;pond e ;lJia l!ns.' del malleolo l't 11e fa pa•·t it·P nn\ll tr;\ diJ·Ptta in ba~!':o Nl i n a ,.a n ti ,.;i uo a l h·ello d t'Il 'articolazione a:-;tragalo-scafoiden st•nr.a oltrep<Jssare il w. tihiHle antedm·e. Essa pet·mettl' di apl'it•e l'nrticolaziotw t i bio-ta t·:-dca <·Il astrag-alo-seafoidea . V olt·ndo !>('U\'I'ire il cakagno l'inc·isione ùi scelta dev'esse!'e una la l'ga. incil'io ne a~l L hm·clf·~~dantc allo <·l't<'t'IIO il te11di ne di A c h il!e, CJll indi il l n to esterno ùt·lla faC(·ia pla.ntal'e. I tendini J ci peronicri protetti con ùintricator-i saranno spo· !';tati in alto eù in ava-nti. Si ottiene così mol to ~p<lziu c he fJPl'HH.ttte rlì t'st•guire :sul e<tlcaguo wtti gl' inte\·enti •·ic hiPsti. QuPste Jìnc•(' permettono in pl'imo tt>mpo twllt> JWJ·t illc•uze di'l collo <.lei pit•de la. più a m pia esplorar. ione e lu più c:nmpleta p11 l i ?.in meeca nk:t, {'Offi p1·c•s;~ la s(·hpg-~t'domia sottopPl'Ìm;tea t' !a l'go rh i a tu•·n cle !l e nicchie os~t>, uont: lu\ la. sntunt tntal<·. pl'<'\'ÌO la\'ag~io t>nd oa r tkola•·c· con t>ti'J'€', qmuHio la fe l'ita •·imon ta a 11011 più di 1:2 ol'l': alh·imt•ntJ alla sutura si 11gginng-P un pi<'c·olo dJ·pna~g-io ('ht' +<i rimnon• dopo 3-+ giorni quando la Ieritn da la da uo11 piiÌ di 30 m·r: st.> intìne d at;t da più lungo tPlnpo 11011

si sut nm .

Nel t·aso che risultino l e~-:io ni ossee impo1·tan1ti bi~ogml rico1·re1·r alla J'f'l'Pzic.Jw. Qui s'impone, cotue al polso, la 1't'~t'7.ÌOH e parzi;tl<'. e prin cipalmPntt• l ' ;ls tl'a~nlt>rtomia, la qualt> m' lla maggioranr.a dt>i ca::;i rap· pH•s(•n t a un a riso1·s•~ opet·a tori a idea.!e . pen·hè P<'•·mettt• la steri l ir.r.a · zio n<' c·ompleta <lei la ferita., u un. ~mu·igione rapida (r!';s<'ndo n nelle possibile la riunione pt•t· prima.) e h~ 1·est'it·u,tio n-d in t ngrum dc lln. funr.io•w articolare. Nell:b ipoh•~;i peggiore di una snppurar.ioue Pssa è faciluH•nt" <Jominabile pott·ntlosi t'seguire nn pCJf<>tto tiJ·t·na~g-io. Qu;lll(lo JH'l'riò non si è h1>11 1<icuri cl e>lla ~>>-~en s i one Y<'I':J dt>llc- l<·sioui ossl'l' l' quand o 1<i sos petta, interr~<IUll'nto anchp lit·v(' cle> llo astJ·n~a lo , spP<·ial rnt'nte 1<<' 1<i ha la fOI'tUn<l cl'ill t t' l'\'t'ltin> prf'sto. 1\ lw 11e rs<•g-r JiJ·<' st'nz'altl'n ]':tstl·al!al<'<'to mia, pPl'<'hè i11 tnli C'asi ~e l'ii <'!';t'g'llt> la sola sl'lr<'g'!!ot'l'fPIIIia, anrh<' r lw s i eviti r ost.eo-artritc, si ha sempre rome J·isultatn funxiona Il' nn ':tnc·hilosi dolm·osa. L'astragalcl'tmnia (> parimenti la cura. ideale nllOJ'('bè r.; 'inu• rvi(~n r :n sN·o11 rio t l'm po a-d infezionr l'ta bili ta , poi c !11\ I':SR:1, permette di com· . ba ttrrc br n t> la. sc' psi. 'ra le oprra r.ione n1 a 1l 'oc·rorre n r.n complr tata con n no svuotamento ()(] tllla l'f'St>r.ionc pnrxiale del ca ka~o ; e se ~no intPre~ sa-t{' lc> ossa. d<'lla. gnmha, !'Ì rn·nti chrrà. f'l!<·ondo j cn!';i, od uno R\'liOtamento òi e~St?, o la l'N;er.ionP <lt>i malle{)li o quella. della intt>.l'!\. piatt.t.fOI'ma tibiale. Solo quando allo esa.me radiografico risulut. a.ù evidenza e hf' l 'astragn lo ,-. 1nt.egro. si eviteri\. di fame la reser.ione. 27 - Giornale eli m."l'ieimt fili/ila r e. -

F"sc. Vll-Vlll·lX .


434

TR\TT.I~I !:::\ TO

IlE L LI: FEiliTE 0.'>1' f.O·ARTI COI.ARJ D'AR ~IA DA FUOCO, ECC.

Nt·gli e:ootesi interes~:1menti dell'~wampiede, a meno che non d ~:dan.o t'• •n te m pnranPP gntd di:-:h'm:ion i dc•Ile parti molli e specialmente della

c·Hte, nei qnali e;t:o:i nou ~i pot1·:ì fare a meno di eseguire l'amputazione più o meno ed>nomie;t, si p(ls:-nno th·l rimanente metter(' a profitto le l'f'St·zioni atipi<·he di o~ni ;?:<'JH'l'<', ])J'atkando la ~;pacc:atura qna:-:i com· l•lcla cll'll'nntlll)Ji<'de in ùnP lltl't:ì s<•rondo il me:>toùo <li Obalinski rime~Sso in onore da Hf'rali11i Pd l'ffJ·Nlnzzi. All'uopo si pf'nctra coll'nmputante uella tcrw;,a. commis:::ur a interdigitale, lungo tutto il tPt·zo spazio intt>ros sf'o; attJ·aYf'l'Sata l'articolar-ione tra. 3° e -!" metatm·so, poi quella tra, 3> ctmcifot1ue e c n hoi1le, si penetra ill fine nell' intet...-allo tra quest'osso e lo S<:afoide . l n conseg11en7.a di ()Hesto taglio le due pa.rti dell':wam· piede pO!':Jo;OUo aJUpiameute divari car si in modo da aYct-e un v<'ro ~pac­ C<lmeuto eli esso, il quale permette l 'aiiportar.ione delle Oi;l'ia del tal'sO col meto<.Jo ~ottopt~ J·i osteo, il dominio della infer.ione, lo za lfo profondo della cavit~l ùerintta dalla enucleazione dell' astragalo, la nutrizione e la in· nl'n<tr.ione dei due segmenti. Si può con quest.'t procedura curare anche l'iHftv~ion e delle log-ge d el piede ricorclandone la. peculiare òisposizion<' anatomi<'a. L'abhlzione dt>llt> osiia del t;ll'!'10 antcl'iore ~;i può far·e a-nche S(•gneudo le inditar.ioni di Ollier, vnl diJ·e mercè qnattro incisioni dorsali ilirette S('C<lndn l 'asse d~>l piede in g-11i~a da non sacrifìc:lre nè tendini, nè mu. H(:oli, nè va!-:i. n è 1wrvi. L a- l' indsione partirà un po' indietro del tu· h<·rcolo de-llo scafoi<le e si dh·ig-er:\ sino al di là dell'articola~.ioue meta. tars:o·c uniena; hL 2• costeg-g-er:ì il bordo eAterno d ello r>:-:tensore proprio t!l'll'<tll uc·e pet' cvibtl'e l'art!.'ria. pedidet" cb'è leggermente in fuori; la 3• :si or·igine1·à, rlall'articolazione cuneo·euboidiena. e passerà trn -!0 e 5° ten(lille <-xtt•nsore; la. 4a ('OITisponder:\ al bordo estE'rno del cuboide. Se lo scafoirle è iiano si dou<\, lasriare a posto e si doHanuo asportare l"Oltanto i t r·~ euneiformi ed i1 cuhoide. L e os~1 no n sara-nno asportate con hrutaJih\, ma lentamrntt' lavoJ·audo di sg-orhia e riRpf'ttamclo il più cb '?• poR· sihile l ' intrg-rib) lig-amentof'<a. Quaudo oltr·e il tnr~o a nt!.'Yiorc a n che J'a~tragalo od il ea lcagno od f'ntramhe CJIIC'Rte o~:-:a sono inter·r·Rsnte, una tarf;(>rtomia tot.'lle alla. Ullier è un mezzo de~no di I"Rxert' tentato pPr e,·itnre l'ampuèl?lione. In qunsto prorrs~o ·si eon!';illt•l'fl il tarRO fl·attnmto come co~itnito da nn solo osAo J'inforzato da soli!li ligam en~i e non avente che due articolazioni: la tihiot.a rsic·a e la ta l'so-meta tnrsNl. Quando si leva questo blocco ORseo col nwtoclo Mtloperiosteo, resta, come {)i ce Ollicr, un mankhetto suro-meta.t nN;ico c·ìw uniiicc le ossa rlPlla g·n mha allt>, est1·emit.-'1. po:-:te1·iori dei meta tarsi. Questo manie h etto è resistentissimo, e q n ando da parte del p!·rio:o;t io si deter·mina un:l ti~rneTazi<lll e ossea , esso può ricuperar(' una ~o lidi t;\ snfficicnte per· sostt•net·e il pf'so del corpo e riunirf' il mNntaJ'RO alle ossa della g·amba.. P e r ese~uire ln tarscctomia totale si mettono a p·nfiltn lC' in c·i sioni inùirn te pr r· l'nstl·ag-n.Jrctomia, l' qll(~lle te~tè descritte pe1· la tarsectomia anterio1·e. Ri pos,..ono sacri[icarf> Aenr.a prco('eupar.ione le O~';SH del tar~o auterim'C' e l'astragalo, in tutto od in p:wte; al c·ont r-.:wio ~i rc•J·c·hPl':'ì !-:c·mpre rispa1·mim·e Ja. parte inferiore· e la tube ro· sità del l"alc·a;.:uo.


TR,\TTA~fENTO

flE I. t.E FERITE O&'TEO· AHTlCOLARl

O'AR~IA

OA fl.H)CO, ECC.

435

I risultati immediati e l ontani di queste operazioni ~ono ec('eJleuti quando e-sse sono e~~:guite con corretterka ed aècompagua te <.lalle oppM'tune cm·e consecutive. Vanno r-;perimentnte a tempo ~ntcbe nelle osteo-artriti suppu.rate, nelle quali l'amput..uione troverà. 1mltauto la. sua indica-zione quando vi è fusicme purnlenta e stato gene·ra.le graxe di tutto il piede. V. -

Riduzione, contenenza ed immobilizzazione delle fratture. A) RIDUZIONE, CON'l'ENENZA ED ThiM:OBILIZZAZIONE DELLE .FRATTURE DIAFIS.AR.IE.

Sinora abbiamo iJ1dicata- l'opera elle H chirurgo deve spiegare sul focolaio di frattura. con!':iùeil·ato quale parte integrante della. ferita, e, come questa, inquinato sin dalla sua origine e quindi al pa.r di es:-:<~ sog· getto a divenir preda della. sepsi. Ora ùol>biamo occuparci del trattamento vero e proprio della. fTattura, inteso ad ottenere la ripara.zione de:lla lesione ossea ed il ristabilimento, per quanto è po:ssibile, della funr.ione della parte. Da.na esperienza, della guerra sono emer.si in proposito cbiari e precisi i due precetti seguenti: a) entrambi i trattamenti su indicati, cioè quello della ferita ju genere e quello della frattura in ispecie, devono procedere di pa,ri passo, perchè essi s'influenzano a vicenda; b) il tt·attamento vero e proprio dev'essere sino <hi primi giorni orientato in rapporto all'a.vvenir·e fuuzionltle dell'ar-to, tenendo pl'esente, come ben dice il Della Ved(}va., c;he la n·attura non è soltanto una lesione di continuità. dell'organo passivo dell'a.pparecchio motore, a<~com ­ Jingnata da più o meno notevoli lesioni tra.nmaticbe dei circosta.nti tessuti, ma è nel tempo stesso l'ottura del normale equilih1·io. degli organi attivi dell'arto, la. quale rottura <t ~ma volht ra.pprcsenta causa. occasionale dello stabilirsi in essi eli alterazioni più o meno notevoli, neccssat•iamente proporzionate alle mutate condizioni staticl.te. Sono sempl'C' in valore nel tratta.mento di queste frattUJ·e. come di quelle sottocutanee, le dne indicazioni fondamentali di ricomporre i frammenti e di mantenerli hene ridotti dura.nte tutto il periodo della Ct>nsolidazione. La riduzione, come è noto, si ottiene tanto più faeilmente quanto più è precOè<'. ci<1(Ì qmmto è p iù vicina u.ll'atto del ferimento ; l'ideale quindi sart>hbe di poterla eseguire 'lml posto dove l'indivi(Juo è ferito; ma non S('mpr<' è qni possibile l 'ottenerhl e tanto meno l'assicurn:rs:i di a.verla, ottenuta,; invece ciò c be importa conseguire in te'l le circostanza è l'immobilhzazioue dPll'arto per rendere possibile il tl'asporto del ferito senr.a. ~off<'renze e senza danno. Alla, ridnzione n<:>l vero seu!"'' della parola si pt·ovveder:\ quando egli sarà giunto al primo luogo di eura (' dopo che gli sa rà. Rtata trattata c·onvenientemente la fe'rit'l delJe pin-ti molli, ed iYi ancora si ilovrà procede1·c alla scelta ed all'applicazione dell'a.ppa· recchio clefinitivo, qualora il provvisorio sia. insufficiente allo 6Copo.


Cl H' l'i 111111 oiJ il i zzaziolll' rltn·a 11 t p i l tra :-:p<> t"to abbia ~m p l" e Col> ti t u i to Jll'l' i elti1·uqd1i milita1·i 1111 p r oh!Pllt;t ill<~<illaute è d imm;trato d;t l gra-nde Ulllllt'l'O d i llleu.i eù appal·t~<·eh i propo,ti e tlati pe1· tale seopo in rlotazione ;~Ile unit;ì :-:anit:ll·ie di p1'ima li11ea, dt·i l]ttali aku11i bnoni, a-ltr i nH·no l·ispoutlt·nti ai l"t-rplil'iti l"itbiesti, t•, eioè, ù i e:<sere rli fadlc a p p li · <'azione e di pott·re J·ealir.wt·t• nna eo11h·neuzn ed u ua immohiliz:r..azione snfti<·iPIIll'. eù in ,.;t>t·onùo lungo di e~sCI"t' uè noppo ingombrant i uè tro p po Jlf"santi, pcwo (·o!-<tosi P facilmelltl· so:;tituiùili eù impt·o\·\"i~abili col matt-l·ia le di t·tti si ùispollt• in ntmpag-11a. lo 11011 xt:ll·ò ceJ·t,;u11ente ad e n u· met·;nli P ta11to 111!'110 a th·,.:f·1·in;>t·li tutti: pa1·le1·ù l'oltanto ùi qnelli t m i n·cch i d11• l ta 11110 i11C011t1·ato p1·psso i \·a rii e!>4~]'(· i ti com ha tte11ti mag-f!ior· {a\·ort• tl11raute J'ultiul<t camp<q.,'1Hl r di quelli t1·a i uuovi che maggior· IUf'lltf' t·itntiscono 1€' pl'OJli'I'ÌÙ anzich,tte t! che più volentit:r-i si clesirlf'J'f'rehh(• fo!-<)ll'l'CJ tHiottati pn" :<~<O lt' nu~TJ'f' unitù ~anit<ll'Ìe aranzat<> . H i t·ò iuuanzi tutto (·he (}tlltl lltHJIIP sia il tut'ZZO immohili~zaute pn>~~·p]to e~->so ·llt·\·e. eome" n•g-ola a~~o l uta. pl·est•nt;ne tali rlimensioni <la oltl'<·paxs<tl"<! 111~ 1· lo meno, e qttincli l:iss:ne, le ùue nrti<-ola zion i più J>l'(lssime a l fcwolaio di ft·att11t·;t; iu ~->l'c·otH i o luogo, pl'ima eli fissare l'appal'f'{·<·ltio, cwronP otteue1·e. co ll 'aiuto di un iufei·miere p1·atieo. :;;e non la ridtt'l.ione n·1·n e pt·opl'ia f){'l' lo n1Pt1o la posi?j()lle a.-.'>'ialt• dei fmmmrnt i vs!-<ei. 111 tal gui~:t -da nua p;n·tp \"Ì!'JJe f.!H I'ant ito il ripoxo della parte f<'l·ita e dall'alt ra \"Ìt'11P assicurato il rlt'l"lusso dt·l s<>(Tt"to eli t•s,.:a e la JII'Olt•zion(' d!']l ;t ll lt>C]psim;l tla {lg'lli inlltH'IIZll II()CÌ\";t P!-<Ìt'l'll:l. lna ~tc·{·c·a tli tilo nwtalli<-o di 1111a data lung-ltt'ZZ<I, r·ilr> Ri JIC*S<l at·· eorci;nc, l'ipiPgal'e e c·IIJ'\' :H·e a docc·ia, può sct·virt• pe1· qualsiasi fl-attul"tl d t· l l 'tll·to !'ll fH,.I'iot·e. Esl'n oltre acl a n·1·" i prc·~i a nziddti. si pri'sbl n d c•ssf•l'P ~<tt>l'ilizzat.lJ e JWt' c·oni'f':!IH'nza ad csx,•rt• utiliz:r.;tta. in più ca~i. I'iPgat<"L IIPlla cla~xica posizione d<•l l' ;t\·amht'<lC<'iO ad an~olo arnto sn l lmwc·io, ed c:;;tt>sa claJia ~->pall;t alla rnauo, set'\'e af;sai hene per le le::;ioni cl e ll'omHo e ùel ~omito: t·itagliata al ~110 tt·J·zo SII(W t·i.on~ . immnhili:r.7-<l i l ~omito e l' nnlmhra(·cio; ,.,,,_a mwo1·a p i ù ('m-ta. rie~o;c·p adatta per le IN-ioni clt>llo <•~'<tt·Pmo inf<·1·icm• clc•ll'ay;tn1hl';wc·io t• per (]IH~l l e della mano :-ia sr i> l:t~-wiu.tn t'Ptt.iliJwa. e hc sp t\ Ì11c·m·vata- 11 gni!'<<l <li fPrttla, di :-:{·lte· cl(!. Q11a n do con<lizioni spt.>eiali l'i eh iN·l ono clw J·Psti >:('!)p<'d:a ht partt• (•stct·na. dt"ll'arto :;;np<'riot·e, si può con c]Ptta foggi;tt·l' 1111 n·iangnlo isf)· :-:cri e sottoascellare che da un la.to si fir<!'<tl al tronco, e sngli .lltt·i l;t ti la . ~'<'Ì<\. nrlaginre rispcttiva-JJH•nte il braccio e 1':-tYamht·;H~cio, a.ppal'l'<'c·ltio q uc·st o 1"11e JH' l'ntl'ttl' 11 na buona i m mohiliz'l.;tziOJH' i 11 c· a si d i lr~ioue della parti' alta !lt•l lmtrcio rom1we:-;a l'a.rtieolazionc df'll;t !<palla. come JHII'e di }Psioni multiple e compl!~sse. Si è visto che c·on l'a pplka.zione dt,.l t t·iangolo i frammenti sponta-neamente si riducono; e :::e Ul·lora. llt'll (• t'1·atwre deJ teno ,o;ufX:t'ÌOrc della cliaJisi om(•raiP od in q1w1Je del collo c!PII'mu·e t·o ciò non avric·nc•, IWJ·(·hc! nno dei ft·amnH•nti dt·via . è fa{!ile twll'atto di li.s sarc il hrac<·io al tl'i<tn.golo fa1·e pressiouu nel s c,nso voluto fì(W nwtt1•re a, posto il frn.mmrnto de\"iato ~01'\·endosi tli batuffol i di ror<JIIP. o eli altr·o. J'('r l'atio infctiotc una. lunga. stecca ù i l<>gun dw vadtb dalla pal·t·h~ tf>racir;" alla piauta dd pi('(le lungo il lato esterno ùP.U'art.o (steccone d i


Tft,lrr.~ .\Jt::-.m Uf: I.I .F. FelCI TE 1~'-'TEII·AIIl IC:OL.\111 U' AII .\ f tl IlA F uOCO, ECC.

4.37

~la<:- Eweu), eveutua.lmeute coll'a:!giuuta ùi una steel'<\ più urevc - auteriore, po~;teriore o la.tet·a le - rii';o) \'t' i n modo pnt tic o il proiJlertw della immobilizzazione pr·onisol'ia JIPl' le lesioui dell'annt l' del femor·e. Allo lStoccone sud.c.lctto ~può a.ppliC<tt·e il uwoca.ui.-imO della e!Sten,l-liouc c l'VII · troesteu:-;ioue che an-i 11ello stecl'one aualog-o ùi Desanlt; riò ~i ottiene !issando il piede al piantar~ 00 itppliC<IUdO allo e!;trelUO superiore uelkt s t(..'<:ca. la. tiouda. l'ontroesteusil-a. dtc cir<·otHla la radice della co;;cia. PtH' le lcsiou i del ~iuocdlio, ddla gmuua c del pil·dc il migliore nppat·ecchio è la stecca. poplitea (tipo Ha :ssini), la q uale prcl-icllta nn ,·uoto pc1· rice· 1·ere la sporgcuza dd polpacc·io ed una iucisione per il cakagno; la stw· lt~ tta pla.utat·e può au:ostarsi od alloutauat·si secoudo il bisogno rima· ncudo th;sata mercè ùue dti. Tale stecca può e~o;:s<~l'e costru im iu legno sul posto. Gli o.-;pedali di guer1·a i11gle:si erano forniti di docce di a.lluminio, ideate thtl 'l'rew•s e l'be Fl'iteau in Fraud;L }Wl'fl".tionò e t·ese applica.bili tanto all'arto ~-;uperiore c l.tc ull'iufetiort•. So11o costituite da strisl'e di alluminio di luugltt>'z"'a nu·ia, di 1:3 mm. ùi larghezz;\. c eli o mm. di !>11CS· !o;on•, a·n~nti :su di uno dei la.ti lsalchLti, ad 8 cm. di dL-..ta,Jl:t.;L l'uno thtll'alt•·o, ùegli aut>lli appiattiti; ed inoltt·e di ult1·e stl'i:·we dello ste:-;so metaJio, ùelh~ :stl~ssa lurgllezzu, ma più sottili e sfornite di anelli. Per ptepat·a•·c l'appaJ·ert·hio ISi tagliano due st.e<:che dalla shisda JH'O\'VÌsta di auelli, delhl stes,;a lnngl.tczza, e si applicnuo ai due lati Ùl'll'ado dopo aYe t· data. loto la· turra Iteces::~aria .. ~i tagliano quindi dall'a.ltm strh;cia !:>lH'OHista, ùi a.nelli tante <lltt·c stecche <lU<tnti sonv gli anelli che si trovano ·Sulle due prime, a.i q ua.Ji si tilSsa no piega.ndole; e dopo a.vcl' ùato Lo r o la. curva ~ltlti ciente a fornmt·e una. doccia l'<lpaee ùi accogliet·e l'a~·to, si modella qu~~:~ta. per Lene e ;.i ths:-la· alle due cst.remitù cou giri di ht:uùa. Questi ;l.ppat·t•r·cbi anehlwro iJ ,·antagg-io di poter c:-;sen· p1·esto imprOY· rjs:tti ed ;Lpplirati e di pe11Jtt•ttHe la lltl'<lic·a'l.iOut> della ferita: s<>UO iuoltre molto h•g-::.reri t' steJ·ili;,zahili. Pre:<-.<."0 tutti gli e:>eJ·dti alleati poi è sta.ta molto usata e molto a,pprezza ta per la. swt prn tidtù. la ro~-'Ì detta stecca di 'l'homns, a ppli~LbiJe !;l<t a.Jl'a·rto sttp(•l'i01'1! ehe ;\Ilo iuft•d()re. L' Al<"-"-"<I•IH.I.l'i, che Jll' intrcxius.'-'t' p1·esso di noi i primi mo<lelJi rHc.·Yandoli dal f1·oute inglese, l'le ne è mo,.trnto addirittuJ·a entltsiasta , e ron lui tutti gli altl'i che l'hauno potuta hwga mt> n te speri nwu Ìlll'<'. Essa i11fn tti al pt'(>gio dd la st•m plic ità. cl t> Ila c·ostt•uziont• a<TOppin qtwllo impm·ta11ti:-siruo d<.'lla t·n pidit;ì di a p· p l it-aziotw, <le lla. tol!Pl'<lltza e della pos~i bili t:ì. di SOtTE•glia re );t. ferita s11 t utttL la Jnn~-tht•zza e c·.it·cmtfE'l'enza dl·gli arti. Più <"he nua stecca è 1111 n.oro a.ppat·pcchio cltt> si applica ~lopo an~ t· cercato {]i r iclm-re i fJ•amnwn ti. La l'CHI tJ·opsten.~iou<' è alli1la t a. ad n n •l u<•llo t h<• n.hl)l'accia la radice dell ' ;lrto, mentrl' l'N>h'll!'lionP si efft•tt.nn, per il membro infrrim·e, Jiss;LJHlo il pit>de (·nu bende acl una !;tecca. plantnrf.'. Alla sh•(·ca origina.. le sono ~:tnte a-pportat(' moditic·av.ioni inte1-1e n<l t>'l'it:ne c-lw il tallone lh·ll 'a.rto fmtturato poggi Rnlln hnn~lla o sul letto, a mettt-r<' inoltre il poi<"lle in pol-liziOIH' di a:ppo:rt-tio ed a. pote>re' infine applicaJ'C' il ·~istema. della trazionE' rwrmmwnte ('()tl pN:i. A l1 '1H}p0 si è a~t-tinnto innanzi tutto ;llJ'e!;trt>mlt:ì deJI'app:weecldo una specie di c:wn !letto P<''' Ple,·a,r Jo


43

TIIITC \ ) l E,"\ TO OEI .I.t. H :RITE lh'TEO·AIITICOL\111 D'AR~IA D.~ Ft:OCO,, ECC.

~ul

piano del letto tll ottellere uua stahile po$izione dell'arto le.gger· ntente inc·linato vel'I"O il ua<.:ino <.0 in abt.luzione. Inoltre gli si è dato

1.!11 plantai·e uwhilt', ,.;t'OITeYolc lun~o i 1·egoli laterali, in modo che su rii e:sso, tb"'rm<loYi il piet.le. pOl-òsa applicar:-:i la. trazione elastica. o coi l'esi. Jn t(~l'W lnog-o lo :si è fol'nito di staffe, parimenti t~COl'l'e,·oJi lungo i n·gt~li sndd~·tti, IWI' appo:;gio ai :segmenti dell'a.rto <'ile p<:l' il loro pe:so tPtHiouo a<i al,ba;;s.:'lrsi ed asporta.re i frammenti. Per l'uno s uperiot·e la muditit·aziollc utile <:Oll~-'igliata è sta.ta C(uella di flettere la. stecca ad ang-olo qua;."Ì retto; e cosi il tJ·<ttto IH·acLiale prolungato f:lCI'YiJ·ebbe ad Hpplit·a t·e la tJ·ar.ione ela:ni<:a :-:ul "egmeoto pet·iferico del braccio, tneutl't' J'estl·ctnilù antibT'adlialc, spo1·~cntc olti·e la muuo, risponderebbe allo :-;t.esso s<·oJ •O nelle fratture delle due ossa dell'avambm<:cio. Con qtlf"sle mv<lilif'a7.ioni J'appal'l'{'(·laio ~'laoma s ~i t1';1sfot·ma in un vero. a.ppat·ctt·hio irumobi lil':l..antE? ad (•stt>ll:>ione ~,;ontinua, per le f<'l'ite.fratture th·ll'aJ1o ·~IIJof>l'ion.. rnrut> cle'JI'iJJf'pJ·iol·e, da senir·e sia pc1· il trasporto dw, lwnaHo·lac. llt'L' la ('Lil'<~ Jetjnitinr di t·s~e. Di HJl(Hll't'ttlli tipo 'l'homas s i d m' l't•ltl~t!J'O quindi fondre le ruo:-:tre sezioni di !>IHHitù nouchè gli ospe· dali dal'ampo. ~on posso i11finc pa~snre sotto silrnzio ~li appareethi di P{>charllULllt, larganH·nte SlWI'itncntati dai fi·<U-.c:esi <'On lu~inghieri rL<mltati in Italia. :-:e ne snno c·ostt·Hiti pti' l'arto SIIJI€riol'e e per lo inferiore; ·ma. mentre pt·r il pl'imo :-;e ne fahbt·ic·arono soltanto dei definitivi. riten<'nd()si f' ht> r~'~' i l tr·a l"pot·t.o di fe1·iti de Il' arto s upet·iore hallta~scro mezzi }Ji ù st·mplid 1 JH'l' l'at1o inft•l'ior·e im·ccc s'i<lenrouo appaJ·e<:ch i uon ~lo definitid ma, aueltc pl'O\Ti~ori. Ri:-:('J·hnndomi di parlnre in St•g-uito dei pr·imi. di1·ò ot·a :-:oltauto dùi ])1'0\'l'i~ot'i adattabili inùifferC'ntemente pet• l ' Hr'to ol<•stl'fl c·h<· JW I' il ~in ist1·o, <·ni assirurano llll:l buona toatenenza effic·:H·p in tutti i piani. L'n.pp;H·e<·r·hio tipko. <'h'è qtwnto mai semplice. con~ I :L di un a.nello elittico di metallo, ·~l quale sono fissate due lunghe Hst~ rli fpJ·r·o thP si nui,.c·m•o <l ;.!'t ljAA. di !'t'lffa ;11l;l loro e!'lh'Pmità. Tra le a:-te <\situata 1111a do('C'Ìa <li lt>~llfl J'Obnsta. ti~sata ad Csiò;e <·on :welli me· t~ollici fa<·ilnH•ntf' s\·it:lhili. !'(•ehnt·Jn:HJt, nf'ruico dei pla.ntat:i, chf', a suo djl'e, 1111n as~i<·IJJ':IIHJ la fis:-11ziorw (!p] pie(le nc~ I'Pstem.<ione drll'arto. li loa hauditi riai suoi app:tl'f'f·elli. Pc•1· trn~pMtarP il f<.'ritn J'a.nello th'è rlispnsto in piallo ohliquo all'nssp rh•llP al"te \'Ìf'ne ape-rto . e. fm·t('Dlt'Jlte O\':JI wto, ,.i<•JJ rind1iuso attoi'IlO alla radi<·e della. coscia po~g-iando allo p,..t<'rno snlla J·t•gimw d<·lla (']'P.:-1a ilial'a pcl allo inter'Ilo sul pet·ineo. L'Hl'. tu. pns,.:i l,illllrut t' n•:-:tito (si I':lt<·IJfllHllcla !=:opl'lltlitto rli lasciare Ja. Fw:n·pa) 1 posto tTn l<• <lur aste, t·ipo,:a. sulla. tlocd:t ~=:ulla quale de-ne fios. snto <'Oll hf'tllla. R1rlla >'('a t· pa ~i p<l~l":tnn. ]Wl' stnhilit·E' ,·ol f>n tlo la trazione cn11!inua. olne IHtTi oli tt·l:l tli,.:posti a :o:taffa. (tli:<pnsith·o a trazione di Dc·lhct), cl1e vengono fissa.ti a llo e.c;tJ·cmo infe:tior(' dell'nppar<'<'rhin. l )11J·;mte l'11Hima ~JH'rTa si (' fatto g-ran d t• u~o pt·('sso tutti ~rli eser citi oli f:tsdatlll'(' ~(·:-~;of<• J'l'T' ;'t~',.:Ìf'l'll'<ll'P l'immohili~.ì',;);r.iOTI(' flt•11t> frattnre {!m·nnh• il 1t'al':pot1o: r llJOiti r·hi 1·ur ·~·hi JH\Jl hnnno (•sitato :Hl nffrrmare rl1'c•ssc r:1 ppl•rsPnhlliO il l ipo irlc·nlP rli nppart•r·chi proYrÌ!'iOri (NO\'ill'O, l~a ssini. )iig-T·i:-:nli, f':lllli'J'a «'C'C'. i11 lt:tlia: F niF<:V. Qu('lltl e E.·pe<'ialmP.ntc f'alnt r rlisr·t·p.di iu Fr:ln('i;t: :-:nllatl. ElsPt'l' er<·. in n<>rmnnin). E s!'li in-


TIIA1TA .\LE'KTO DELtE n:nrrE OSTEO· ARTICOLAIU D'AlllllA DA FUOCO,

ECC.

439

11anzi tutto fannò o::s:servare che i1 gc:-;so è poco ingombrante e che (•ou una. piccola <]ua.ntità si può confe'~ionare un apparecchio; che, qualora non se ne po.~:sa ga-ra-ntire h1 coH:-;er,·azioue per 1<11 uruiditù dei posti, si puù ricorrere alle fasce gessate, le quali si conservano beni:sshno in a.p vosite scatole <li latta. Ag<~iungouo che non regge la. obbie'.tione che la <vcnfezione di una. fasciatura ge::;:sata richiede più tempo ùell';tpplicar.ione di qual!'<i;usi aUro apparecchio provvisor·io, peechè innanzi tutto il tempo ehe si dedica è abbonda.ntem!'Ute compen:sato dal grande sollievo che si procura al paziente, a l medito ed al pet·sooale di asf;isteuza, e l>'<'condari.amente a. mani P~<ercitate OI'Conono pochi minuti per fare una. buona faRCiatura ·g~>ssata. &.condo Calot dopo pochi gio1·ni di pratica vp;ni chirurgo può divenirne al>Ue t' dt·~tJ·o· ; laondt>, sec.ondo tale t:birurgo, frattlll·a donehbe signi t:ìcart> fn.-:;cia tu t'<'l gN;~<a ta . 'Tutto q ucsto e11 tusia.smo per l'n;;n provvisorio o ~la trasporto tli !>iffatti apparecchi sembra alqua.uto esagerato. Cert<Ull!'Utc~ se •si può di~porre di tempo, di personale provetto e d i mn.tm·iale adatto c se :;;i ha· ùa. fare con feriti che deYouo sottostate ad un viag~io piuttosto luugo e le cui ferite non sono in preda ad infe'hionf', UJLa. fasciatma gessata ben fatta. darebbe le maggiori g[L· ranzie d'immobili1,/'Al·z ioue. Ma. n011 sempre, an;r,i quasi mai, le condi;r,ioni favol·e,·oii :suùclette sono tutte realizzabili in zona ::tvan7,atH; più di ognj altra co~;a fa difetto il tempo. di cui puctl'oppo non !'<i può fare a meno per ht confe2ione 3{:<.:\n·a.ta di apparecchi abbastanza delic.-tti, qualunque sia. la pratica, dr! C'hirm·go, st-m~a rlin' che non vale la pen;1 per traf;porti bred rif'OI'J•er(' a tnl geuc·1·c di a.pparf.'Cclii c he si è obbligati per lo più a di:;;fare. M<~ a pre:;r~inderl' da, qtwstc! eonsiderazioni, vi souo principalmente due gra,·i m0tid che inrlueono a l'leonsi~liare l'uso delle fasriature ge:o<:«ate pér il tra.,..portn : a,) 111 impo:ssibilitù eh\ parte f1el c-hirurgo di sorY<'gli;u·e, come ~i d<>Ye, il focolaio di frattum; ò) l'impossibilità da parte dPll'a.pparecchio g!'ssato di adattar~i a J·a.pid(• eventuali variazioni eli volume dell'arto, t>s~rndo e:-~o niente affatto cedevole. Insisto su q1u~!'<ti due motid, perchè disgraziata,mcnte bo dovuto p;wl'cchie volte, durantP la gnrrra,, date il mio assenso n r1Pmoli7oioni di arti resi nou consrrvn h ili rla a ppa n'cc· bi 1!<'!'<!'\at.i ma.]c.' couf(•ziOllati, e prw·hè - peggio ancora - mi c• to('rato non di rado ~mnzionare casi di morte per gan· grena insorta e flh·ampata. Mtto un gu!"c.io di ge:;Ro stror.zn.ntc ed oc· cultantt•. Fm·se la difNm di una buona causa, spingrvn il Ca.lot a dir-e che og11i medico può in pochi giorni di servizio impHl·are a· far presto e brne nna. fas-ciatura. ge:;s-nta; io invef'f' sono com·into che occone l'lemprt> Ù!'l tPmpo pf'r aeqni!'<tare in ciò la perizia nece~Raria. e che vi si richiC'· dono andlt' (lne doti elle in molti fanno difetto, e cioè l'attitndine e la pa zie1w.a. fTiunto il f!·1·ito al luogo doYe den' far ~ostH, è naturn le c !.te \'(~ ng-a libt"J';lto dell'appa L·eechio che gli è servito durante il traRpo1·to; e, provvcrluto che l'\ia. nel modo che innanzi abbiamo esposto. al tr-attamento delhi. fm·ita o rlelle ferite (•be Pl'e!'<enta, OC('Oi'l'f' pen.sare ana riduzione e ·contenenza della. fr:tttnra. o delle frnttm·e che ne sono ln· complica?.ione più importa.ntC'. Sono qut>l'\ti in veri t;\. dné provvedimenti un po' in antitesi tra loro in quanto che il primo ostacola in modo più o meno grave


il :-"('(·IHHlo; r JWl'dò <L pi'Ìllla ,·i..-ta srtuln·1· r·e hhr lo•JÌ('(I c he, in luogo di f.11'1i pr'Of·t-dt't'l' di pal'i pa:-:~o , Cr}llll.' ~i è detto in princ ipio di quest o ca~ pitol11. s i a\'\'ia;.:~'e prima a gu m-i~i one il tt·attamento drlla ferita. e s i iuiziass<! poi qu t' llo ù<·lla fl'attlll"<t. ~la dò non è J WI·nw~so dalle buone n ·g-11le dt>ll'at·t,·, pPrtl•(> <·ou f'itfatta pr()('eduJ·a il secondo tr·attamento nl'l·in•J•f'hhE' tl'nppo t :ll'lli, ciofla tliJ'f) iu un JWJ·iodo iu eui pel' ridm'l"e e noan tf'n(•t·e ridotta la fl'a ttnt·a <X·(·()l'l'Pl'Cblw ,-incet'P, oltr·e l'ostacolo oppost11 da lla coutt·a tti l iti't ed e las ti<-itù d ~: i m n scoli t' delle t•imanenti patti IUo lli , la r etral'. iotw ronsP<·Ht iya di tutti qu ~>~<t i tes~<uti, la quale s i d H· e pt·t·slllll('l't> n:-.·ai fo r·t p i n nn a f1·a rt u1·a ~<<·hf·g~iata. c·on ,·aste l acerazioni mus(·olal'i, tanto pi ù se ,.i ~1 t';Ì im p ian tato llll JH'Ot<'s!'!o settico. Ed antiH· a non ,-oler d;u· g-ran ]Wl'(> <lll'ostacolo su a<'cennato. in conH: clel'arion(' d l' l fatto <·Ile n u i a hhiamo a nostl'<l dispu~<hioue mezzi di tstPHf;ilme g'l'aduah• e ~-outilltHI r apaei di YÌU('èT'e quall'iasi r esistenza , \Ì ."':We hlH~ un 'a ltl'a pi1ì spJ-:ia l 'a i-I'Ìout' che r.onn·oi ndi1·hf· r·phhe la riduzione tat'flint <' f;:l t'<•hhf' qu<.>lla dt<· le nwuon-p eli 1·iùuz.ioue iutr·akerebhl·ro notrH>lmE>nt<! il na tu r·alt• JH'o<·t>sso ripnratiYO, iJ f]ttale. ~condo acetn·atP ricer·c he i:otologic he, si iuizie.reblw gi:ì d opo le prime 2-t ore. Ya s(·Hza rl i r·e poi ~-Il e i n molte fmttnre di g-uerr-a la riduzione di lll'g\'nza, s'iutponc·. c·om<•. a<l (>~ .. quando la spot·gf'nza nlmormt' di un f1·ammt'n to pt·od ll('t' com pr·pssiont• ,-as<·ola re mettendo in rwt·icolo Ja, lita-litù de l Rtg:mP.nto <li ••r·to Rottopo~<to o quaJHlo i nita e rornpr·im~:- un trm1co ner· ,-o~) ca usando al ,,az.ieutc ~offf't 'l'll z.e intolle r"<:lhili e<l atteut:wùo alla intE'gl'i tà d<•l m·n·o . Hi<-onft-t'DliMrto C]nir1di il p1'('{'Ptto giù enmllciato, e f·toè c i1P 11 tt·attanwnto ortopedico della f t~1ttnl'a <le,-e pt·()(·E'Ile t•p- di pari J •<~f;so con CJnt>llo dr lla fr rita drlle part i molli. J)(') r<·~to l- questa una tpt<·sti1111e clit• \'a ,·atiamc nte in pratic·a t·i;;olu t;J ~<CCu tHlo i Nlsi, in 1-apf•()l'tO non solo HIle part~cola r-it:ì d ella ft'rita ma andtt' ai mez:-.i clJe ~<i

hanno a di"'')Osir.ioue ed HllH po~~ibilit:ì più o m<·no eli tt·attenere l'in fl'i'liiO ~"l tl po~to.

La 1'iùll ziorw delle• ft·a ttm·r di gue1'1'1l non presenta d 'm"<U na.rio le nfl l'idtiede le ste!-iS(• manon·e coordinare cbe nelle frattiJr·e sottorntanec. f'i ò èl dovuto al f;ltto dte m<>n t r e in queste l 'agPntt\'l!lne t·antP. continuando ~Hl a gil·p dopo awr frnttt1rato Po~so . ne òi\a1'Ì('<l· note,·olm e.nte i fmmm enti, ll(•lle fratt111·e d'm·ma da fuoco la- forza llt· ll ' ag-Pnt<• \'lllll('rnute l'li esauris<'e n <>l punto frattura t o : e però gli ~postaruf•nti o ntaueano d<•l tutto o !;Ono p<1co accrntuati. :K<•ll' a1-to snpeJ•iore P!'I!'IÌ sono quasi s(•mp1'<' rli p oca. importam.a e p oco o null.a pr·eoc cnpanti: nl'll'm·to infrr1m·f' po:<sono essPT'P nnrhe di poca e ntità , fatta <·1·<·f'zio11e per l<' f1·attnrr tlel ft•ruor<>, in <'Ili di l'('g-ola l'arto è rot ato allo (•;.:terno ('()abdotto. r P I' Ull :Jltt·o 1110tÌ\'0 ]a ridU7.ÌOile J'Ì(•S('(' ll('lle frattm·p rli {-..,Wt-r·a pitì ag:t•,·ol<>. e ~ i i" rhP in ef's<:' JlE'l' i g-uasti elle si ,-erificu,no nt>llé mll-"-S<' mmwolari. qttPSft> non possono suhi1·e d<>lle forti contrazioni; 1Jrl inoltt<>, pr<•r·('(l<•n rlo al tmtt;-tll1f'Itto orto pròko <Jllt'llo eli pulizill· m~c· rani<'a ò<·l fr><·<>laio con ahlazio11P rli mtM<• f;rlw~rg-e . S<'Cmano ~li ~1:ncoli JH'l' hl C'OT"l'Pttn 1-ipnsir.ion<> rl t>i ft'illìlmruti. Più difficile im·ece riescr <1 \'Y irinar'f' e mant<>nC'l'<' ad rl of;s;1 h • a detti fn1:mm~nti ) p' S<'heggt> pa.n ialmente a.d essi ad erenti , cl1e il <;hirurgo n on ha crerluto asportAre. lr f;tl•s~<r difficoltà


TRA'ITAME:-ITO DELLE FEIIITE ~"TEO· ARTICOl.;\111 tfAR:IIA O.~ fi:OCO , ECC.

441

•1ua.Ji t·oi l oro · f>n~ntuali spostauwuti pos:-;ono costituiec un ~(>t•io pericolo noncltè cHgiott<\ol'"t~ un ritn tdo a l pt·oee:-;;;o- ùi gmu·ig'ion~ della. ferita. Prima. di IH'ocedert· a-lle manovre di ridnzioue O<.'<'Ol1'e cbe il tipo cd il grado della scompo:-;izione dei ft·ammt'nti siano analiz1.ati colla J·adiogrntia., h~ quale twlle frattllt't• ra-ppresenta. il solo mezzo diagnostico dw, all'<Ltto lleiJa. st·elta. •lei uwtnùo, mette in eddenr.a. le dtfHcoltù e g li ttl:'lta-coli che donanno t>~sen• Yinti per ridurre e contenere detti fram uwnti e che dltl'lllltl' il tmttalllento co11sente di controllare se es:-;i ai ma.nteugano n•r·amt>11tc a po:-;to. L 'c~;ame l' a pratil'ato sulle negative e wm Fmlle po~itin•, don• moltt• pnrticolat-itù non si rilemno. La riduzione deY'esst>re il più ch'è possibile completa per evitare i caJli Psllberanti dt(' possouo prmlune disturbi gt'lt\"Ì specialmente in vicinanza, immediata Ili nn'artieolazione od in pl"Oli~<imitù di t111 vuso o di un nervo. Con dò uon rso~tenhtmo che si debhn pretendere una. ridu· :~.ione anatomica 1•et-fetta, bensì nua. buotHl, ridu?.ione clinica in modo l'he Ja, statica dell' arto non ne ,-euga alterata. Essa dev'ej:;sere sopratutto fatta secondo l 'asse <le\l'Ol;ISO fratturato per evitare il più ch'è possibile :!li ac~orciamenti iniziali da sovrapposizione dei frammenti, accorciamenti cbe col procedere della cura., e specialmente durante la convaleseeuza quando il callo non è ancora ben consolidato, possono divenire più accentuati, a prefm·enr..,,.., nel femore. A dHettosf~ mano\'re di ridu;,ioue infatti, più che a reale perdita. di sostanza,, ai devono in •llH:st'os:so i vistosi accorcinmeuti noncbè quei calli a, ponte che per lungo periodo dopo la formazione ~i mantengono debolmente ossificati come dimostra rombra assai pallida della radìoscopia. In qualunque momento dura.nte q uesto periodo, !'ìe l'01:1so (> l>Ottoposto a for-te trazione mn~eolarc e, pe~gio anc·ora, al peso del corpo, s'inclina e lo spostamento 01'iginale si acceu. tua. Ciò ~i Yerifica più facilmente in calli prodottisi in fr·atture settiche, i quali sebbene, vinta hl, infezione, vengano su esuberanti, risultano pet•ò d t>boli ed asRai cPdeYoli alle forze di spostamento. LP manovre t•idnttive deYOno esplicare uno ~forzo lento e ywog1·essivo nell'atteggiamento di riposo della parte per ottc!llere l'effetto desidemto coi meM1i minimi. Re per il trattamento chirurgico dt>lla ferita si è l"Ì · l'or;,-o a1l'altestPsia, ~i cercherà utilizzare lo stato eli rilasciamento dei tessuti e d 'in)o(enRihilitù cl<'] par.ientc. Lo scopo in l')twsti c·a~i òi ridn;,ionc t>stemporclnea. !"arà mg::dunto in un tempo unico; n<''g li altri casi invece lo si raggiungerà ~=:oltanto pt>r azione prolungata continua. (trazione ppr·maMnte). Quando la. mdiobiopF<ia fa. constatar-e la, mancata ricompnl'lizione dopo manone di riduzione, e ne giustifiNl i moti\"i in gui~'<a da far pl't'Yt'dN·e nulli o dannosi ulteriori ttmtativi es••guiti con altri mpzzi, <'utrit in campo la indicaziom· dello intervento cruento, cioè del1'osteo$lDtP.I"i. Qu<'sta. operazione è molto :;.-educente. come quella che m(•~lio di ogni nltro mezzo puù affrontare monconi ossE-i e gr oxse ~'<cht>g~e ribelli alla f:oattazione; erpnre' se esl'la è stata molto usata in secondo tempo per c•>rreggere le pl'eudo:u-trosi, ha. invece incontrato poco favore nel trattamento primitivo immediato delle fratture, in cu i le difficolt:\ operatoriè e•l il pt>ricolo della i nfezione han no re~i titubanti i chin1rghi, nncbe


442

TH.ITTA .\ H::->TO DELI.I:: FERITE Of:.IEU·,IRTICOLAIII

D'AR~lA

DA Fl' OCO, ECC.

p<·r<·hè non ùi ra1l0 f;j f;Qno attx'i.bniti all'atto opl~.rativo gl'insuccessi do-

Yuti per lo pit) alla. p<x·;t ahilità tlell"operatore. Fortunatamente alcuni jJJ·esso di noi hauno t<•n·ato rPaf,ril'<' coutro t.lle fn l so pr€'giudizio coudanfl;tto tìn d;ll pl'intipio delhL guerra. dai chi.rurgbi delle altre nazioni; ed i f;wOn' I'O]i risultati ottenuti hanno fatto enl!'l'l!eJ'C tutto il valore pratico che nf'lle fratturi' di guerra è da attt·il.mire a questo intervento Qll<l!Hlo s'informi a certe speciali iudkazioni e lo si esegua con tutte le più rig-orose <·a ut(•le. Cet·to che non in tutti i casi si è potuta ottenere la r<•stituzi<.,ne complf'ta della funzionalità della parte; ma non vi è d1: ilhio <·he i J'Ìf;ultati :-;arebhero st~tti assai meno buoni se si fol-lse rinunr.iato all'opPl>;tr.ioue aecontentan<losi ilei soli metodi incruenti. Ri è so;;tennto e si so!':tieJle d<ti non fautori' dell'ol-lteo~intcsi che q u ... ><tu. e;;l'g-nita u('l 1wriodo prima l'io iu focolai contaminati, fo.vw·isce co l! n. i n t t·od n~.io1w di <·orpi estra u~>i la i n!>org<•nr.a noncltè la persistenza t' la l'<'CI'IIÙefwenr.a eli a<:.d denti infPt tid. Eppure l'esperienza ha dimostntto ('ltt' la lissai', ione nwcc·nniea d r·i DJonconi, lnngi dal su~cita.re o dall'aucentuare i fatti locali di :oep si Ii edta o li a.ttenua, f;ia, che si tratti di ft·attiiJ't> l'I'C"I'nti <'h<.> di fntttlu·e rlatm1ti da t('mpo più o me no lungo. J >j ciò (> facile tro,·aJ·e l; L Rpit'gar.iou~> n Pila immobilir.zazione perfettn dei frammeuti O!':~ei ehf' coll'atto oper·ath·o si c:oD'-'('I!Ue e nell 'assenr.a di S'J)O. sht lli('IJti st•cotulad di essi capad d'irrit:tzione ùclle parti molli. ~i è sostPnn t o e zia ud io dag-li oppo:o;itori clcll ' o~tco~i n tesi eh t> con e;;;,:t si rinnuzia al nnttagg-io eli fluella pan.iale rip1·odnzione O!>!':CI\ ch'l\ pO!':· s~hile dopo l'aspod;tzione sntfopt·riostPa, di sehegge e cltf' d'o1·dinario p<•t·mNtc• nna g-n;11·ig-ioue eon lii'\'C a('cor·riamento; wa an('he ta le obùier.iOJte non l'Ì!':pontle a n 'ritù, (')l(• anzi si ha coli 'o!':t<'O!ìi ntesi il pit) delle ,·olte nn l'ft'dto opposto in quanto C'he c·on essa è permc:;:;;o <·onservnre rlell(' ::,'1·ol<~e f'<'lieg-g<· c·hp nltriuH' IIti aYrt·hlwro dovuto ef.:s<'r·c j;acrificate. E d'Hltl'<l pa.J·t~> . allllll('~O pul'e t·hl' c·olla ostPo:sintel-li resiclui in defi n iti,·a nn <H'('or·ria!lJ<•llto più .:u·rentua t,o d!•ll'al'to, uon è tltle inconreniente ab bastan za. compe11"ato dallo sc·OIIJ:!iu•·nto JWricolo di una vizi(1sa o <Hld i rittura- ma nra ta cmtsolidazione ùPi fl'ammenti? Che importanza può an· r·p un st·mplie.(• ac·enl'<·iatiWilto 1·hc pPt· l';trto superiore non menoma la f11nzioll•· e JWt' lo infpr•int·p è> ili g •·nn P•••·tc! <'IH·retto dalla inrlinazione del l>a<'ino? :-;j è oss<•rTi1to infine tlag-li oppositori su<lddti c·\t(' tlttando pm·p l'i ~i•m;:ess(' ad <'vitaJ'f' l1) sl·oj:!lio tlc•lla infc•zione, l'ostc>o!;lintesi a1·I'<'hbl' lo "'·a11tag-gio di lasC'iat·<• in f;f'llO ai h•ssuti c-orpi c•stJ'arwi (fili ru<'tnllici. pla<'C'h(•, :tg-J·aft·s. <'f'('.) 1·h(' pnssono ll~n•·:trf' b <:ostnnza oss1>a dt·<·ol';tantP e •lar· liiOJ:!O n Jll•ot·(•,.;,;i 1li d<·<·uhiio P :li n r-e·rosi (·i•·ro!':r r itte. ebe rimrdano la t·onsolitlazionl' 1lc•l ftwnlain •li ft·;tttllt'a. ta11to •·hp ~<èlJ'ehbe ~tnto ~rws~u O><><t'l'l·ato 1'0111(' In t·onxnliolar.icollt• si <·OIIlJIÌ<l ra('i fTiiTuPnte dopo l'allonta li;lllii'IIÌO o la t·limin;I7.ÌOJJe spnut:nH•a tl t•l <·m·po (•stt·HIIl'O. ~la a tnle in · l'Olll'(•llil'ntt• si puc) 0\' \'ÌHI'<• l'<·ndl'udo la fiss:•zionP ml't<tllka temporam•;l, IIIHiltntH' IIilo <·im~ qtll'!->ta in posto "ilio a. rht• ~;i;~ a,·n·nubt la ('onl'lulida 7-iOIJ(' tl<>i fl';llllllH'Illi: l'<lg'g'Ìlllllll t:tll' S('Ojll), l'i pi•Ot•Pdl' Hlla l'S(l'azione di'l 1na tl'T'i;ilf> :tdopPt·ato.


TRA'ITA~lEXTO llEl.Lt: FERITE OSTEO·ARTICOJ.AR I O'ARl-lA O,\ FUOCO, ECC.

443

L~ indica~ioni sono datt>:

a) dalle fi·attu1·e con grande !Spostamento df'i fr<tmmenti, le quali non posxono exsere ridotte, neanche in ruodo 1·elativn, colle manone <!Stei·ne e colla e~>tensione continua. ; b) daJle fratture diUìcilntente contenibili , qua-li a.d. P~. que1le d~lla estremità inferiore dell'omero e della superiore delle ossa dell'a'·•tmbmc· cio, le soprn<:ondHoidee del femore, le fratture isohtte dell'olecrano, tlel ~rande e piccolo trocante.re, della gran(! e tuberosità. <l el ca 1<-agno ecr;. ; c) diblle fratture con e:,;tese perdite di sor-tau7.o<t o molto seheggialt~. in cui i frammenti sono nume1·osi, alcuni complcta.wente liberi, altri trattenuti an<·ora da <Juakhe attace;.o mnscol;u·e, uponenot.ico o p~rio · steo. di cui si sarebbe t entati di fare l'aspoytazioue. E' in questi 1iltirn"! ear-i cb e h Iix;:azione me tal liNI· ricxce a prefet'enza i n dica ta.. Es:-:a 11tilizza sopratutto le schegge ancora aderenti, ma in easi di necessità potrà t·omprendere auche i fmrumenti completamenti' JilwJ•i, i qnàli n Plle frattur e recenti possono riprendere tutta hL loto rita l it;ì, o, r-e non ;tItri), po~souo r-;ervire come conduttori della o:<si ficaziouf'. Per intcrvPnire oCCOl'l·e cl•e uon vi r-i;t procPxso xettico in atto o. ~;e v1 fn, ch'esso sill completamente spt>nto; ehe si tlispon~;l di tntto hl !Stru· rocnt:ì.rio adatto e eli pe1·sonale bt>ue anunae!:itrato, e che, 11ltimato l'atto oprrativo, ln 8olnzione ùi continuo rer-ti la.r gamPntP lu~ante. L'ast')Jl>Ì è una condizione indisppns::~ bile pHchè il tl'ssuto osr-eo si clifende O:t:!JHJ bene degli a ltri tessuti contr·o i germi. e gl'inquinamenti fli er-xo indntono di regola l"UPJ!lll'llzioni di lunga durata e r'<b~>l li a cura. Il proce:->xo dPila ligntnra (cwrclagr~ ), per quanto antico, rimane il più semplice PÙ il più f'ffìcnee; ma si è tentata. sia la. sutura con fili metallici. !:ii a l'a ffrontamen to dei d uc monconi osst•i con una vite, con nu chiNlo, rolle ph1<·d1e di ùunbottt:> e NH ng-n1ft·:,; tipo Duj:H·:er. Il filo pr~>Perito è quel lo di bronzo a llnmin<tto pert!H> per la. sml· g-rantle ]'('Si· stenza può - a ditf~renr-:t. di f!Uello di aq:~f'nto - es~re torto fin quanto orco ne ~·~>nr-<'1 (·Ile ~i rompa, m) v;t inc:ontro eol trm po a<l a llung'alJH'Ill•>. non e~o;r-en do d n ttile. ù i 111od o che co n serva pt•rfettamt>u te la contenzioue dei frnmmenti anche S<' flllt>Rti hanno grande ten<l~>m.~\ a tor·narsi n ~po· stn re. B:JI)no f> anche il fìlo eli feno l'icotto. Ri:t ns:ì!Hlo la legatura che la sutm'a. occ·t•ITe ::p·er·e J'a.\·vprt<!llZ<l , dopn a,·er tesi quanto ()(:corre c• bene atto1·cigliati i <:api clel filo, di la· sc·ia rli 01olto lm.ghi in guis}t che al momento oppm'tnno, al lon:ll.' ~i flc·,·e pt•ocodc·rc· ::Ila Pstrazimu~ rit>rwn facile riePl'carli Nl aspor·l,11·l! All'uOJJO lln rri ha idra to un pkcolo congegno consir-tent<' in due tubetti nH'hdlici, dir-posti e- ç.:alda.ti pn!·allelanH>nte, luugbi ~-4 cm .. c·on un ,\ :-:pran· ghetta t ras,·ersa.le lievemente ineuna1:.'1 alla c~:;trl-'mit:ì c hi' pl'CHde a.ppo~ ­ gio sull'osso fratturato. I n ciascuno dei tubi ~;i fa. pa~'<sare un ca•po del tito nwta ll i co; i due ('a p i, dopo e."HeJ·e sta ti tf'xi. si IU ttorcigliano aJ di fumi dPll'estremo periferico del congegno per ottr.nere 1a stabilità della lt>ga,tura. o l'utura. A l momf:!nto opport uno 1'1i ~eziona. uno dei C<l•pi d<~l filt• roet.!l:ko ~ubito al disotto dell'attOJ·rigliatm•ù. ed nlloJ·a (· P•Jl>~~ihile :H•pnrt:ne in ma:<sa il congPgno efl il filo. De Mars i adOP"l'•l inn>r<• dt•i


444

TH,\TH \lt:\TO DEU.E FEJIITE OSTEO· AHTICOl.ARI D'AR~IA DA FUOCO, ECC.

tul.lt~tt.i

mt>tallici, tulwtti 1li gomma ; sia gli uni dte gli altri colla loro pre:senza, contril.Juiscono al drenaggio della ferita. Cit<·a il tempo dopo il quale il mat1~ riale adoperato J•Pr l:t ,;iut~s i ùt·l·\·:<:<o·t't> tolto non si po:<:<ouo asf;egnare te rmini tissi varia w l o QU!'!'>ti secondo l'importauza delle Jesio11i os:-.ee e il gt·a<lo di attiritù osteog~ne· ti('a spiPgabt dal pct·iosf io. Indice <Iella <·on~Solidazioue aneu nta ~Sarà l' e~ me eli n i co e p i tì a n<·ora il ri~u ìta t.o de li P pro n• raùioh,.ra ti che-. .-\ 1-E•I HE>s}arditt:-: :-:erTiY<tsi pt'l' la >:intPsi o:<S<·a di un manicotto eli maille<'<:hot·t costruito da <.'ollin (a nalogo al h·ncoplasi perfornto). Dopo una i ncisione lat·ga fatta nel punto dcciii' e della ferit<t, 1wofonda sino ali' u~so, e dc,T>O i'inlOtamen to ad i mhuto dellt• J1a t·ti moli i cot•rh;porulent.i, <·gli aspot·t<11·a le sc lteg-l!e lihe1·e e dl•nudatP di pe1·iostio t:> I)Hincli fa<·cva :<<:il'olare a mo' di manieotto attot·no all'osso la hlmilln di maille<:t·hort. ti~sando con forza i morJ<:oni met·cè due holloni introdotti eon forza nei fori dP.l1a lamina, f•tl H\'1'11do hen c·ura eli t'Ìi"J'lettaré i l periostio. Secondo l' A . il cbiJ·nrgo si rende in tal moclo wramentc padl'one della formazione del callo, il quale l'iene à fll~giat·l<i in un tnho conduttore s~.>nza pu>:sihi· litù di ~postam('nti, nè pt't•c<Wi ni• t:u ·lli1·i (per en>n tua li rofhn·e clel fi lo), P ì'eu1-a po!-:sibile int<•rposizionP tli tps:-;uto mus('olart•. Non ~i può però ncgar·e c·h 'f> nssai fal'ilP, twllo introihtrl'(' Nl applicare la lamina, provoC:tl'C scolla nl(>n to P l<·sion i clt•l pt•t·iost io E' deli P pa t· ti molli. sE>nza di.t·e cb e () uestc <litlicilnwntc• si ahitnnno a tollérat·e la pt·P~nza di un I'Ol'IH> esha.· .1eo di sim il g<>nrt·<·. 0ah·f. propm;e l'incnnParnento dei framnwnti sr.olpen do allo e~terno eli uno di rssi un;1 spot·geny,a. e farrndo em'Tispondere allo e~t·emo del l'altt·o nn incavo r apMe ùi acco:r-liere dPtta spot·geu?.n.; costituha cnsì un frammPnto maschio eò uno femmina. Falcone (R) invece eli scolpire Hn 'a•rposita "'porg<·nza. pen~o;ò di nt.i1izzare e mod.-llarc gli Rprroni osS('i abitnalmt"nh> esil<tPnti in uno dei frammenti P d'itH:nneal'li rwl r.:male r..ticlolla.re clell'alt.ro. Ciò ~~gli faccnt nello intento di rendere più larga l' n.pplicazion<' dell'antoiucal'ig-liHnwnto. rwt·chè in tnl modo quasi tutte Jp fe1·ite di g\H't·ra ahllisogtWYOli ll<·ll 'ost('(lsintPsi potrPbbero giovat~i eli q uNito ri pic•go. N è r·isJHllldl' a YPr·it;) l'ohhie1.ione fatta e h(• l'introduzione drl ral'icf'hio nel cana l<• mirlollarp 1listurhi il p t·oct:>sso di ossificazione 1lll parte drl midollo; ;Hlzi 1\ ~tato p1·on;~to <' om'l'~so ne vienP eccitato, non r·ss<'IHlo il <·<ll'itrhio u ~trPtto comh:1ciaruento. \>\'a]k(•r· infitw utilizzal'a un'agrafe spl'dale composta eli (luP r)(>zzi che si th'l<ano "'' pa rataménte sui clue frammenti E' si anastomiz;rA~no poi con un mt><·cnnismo analogo n qnrllo àrl bottonE> eli Mnrphy. Rit·ra è Mlnnl)lte> la SPI'if• cl!.> llP risors<' eli rni il chit·1n·go pnò di~porre. &•sta al sno buon !<('ni'o. (lit·ò lll!'glio. nl :-;no fine intuito nrtil<tit·o il còm · pito rli 5~c·pg-Ji€'rl' qnrlla rlt<' più l'i (·otwi<>tW al ca~ . 'f>E'<'inle, <ld alla !>Ua ahilit:1 t€'cnica l)ll~>llo eli Mtp<•rlo rol't'ettnm<'ntP a pplicm·e. Trattnndosi pt>t·ò abitnalmrnt<' di frattnt·r !'ommjnutirr. molti dei su accf'nnati pro· Ct'ssi non h·overnnno nn facile irnpirgo.

Più tlw alla ricll17.ionp hiso:.rna n<'ll<> frntture di gnPrra prov1·ederE', come Ri diF;s(' , alla. rontrtwny,a t>d irnmoh ilir.1,ar.im1e cl('Ì frammrnti. Qtwste {H'<'~Pntano ill'll'l.'li spE's~o notf>,·ol i cliflkoltà e prr· lo F;tato d i eF;tPso schèg.


TI\ATTAMJ;l'\TO DELLE FERITE OSTEO-~RilCOLAIU D' ARMA DA Fl!OC0,1 f.CC.

445

~iameuto di 1h•tte frattu.r e e per essere le mede:-ime assai spe:s:so complica.te a ,-aste ferì ll' ~;u ppul'a u ti, taio m multi p le, elle ùe,·ono <~:s:,;ere libel'a-

meutc ncc·e~:- ibi li alhL meclita~ionc. Con ciò non si e~>clude cbe esistono fra.tt ut't! eli ~ u c n·a , le quali n>lll~" non ltaiuw t·idtiPsbL la r-idu:~.i o ue, non l'ichi(•dono li t'a n (·ltt• di e~>sere eu n teu u te ecl immobilizza te. · .Nel le ft•;tttut·e di ~U<'I't·a non ra lt<'PJHII"C \'entHata la tl ~e::;tione della com·enienzn, o fii(•Un. di nna immo hilizzazicme l'f'lati,·a alla- Chmnpionnièl'e . ln cssp la iuituOl Ji li~:r.a:dorw dev'es:-;et·e a><soluta siccome quella che hn. lo ,S(;opo 11011 ,;(>lo ùi c:tll':u·e l :l }p;,;ion e .o(·IH.!l <'tl"i.·n, ma t-ziandio ùi con . cot·t·el'e al hno n tllld amruto (Ìf•lle ferite ùclle parli molli, della cui cura è il c:o1u plcmcutu irHlispPlhl ililt•. « :-\e un'appmpriata, JnPdi<:ar.ione d elln fel'it<L - ùic·e il l'u t t i - fa d li b t l:'t g unrigione de ll~L frattura, una c·, pronta e c·ou \'Pn ien te .in ull ob iliz~:nz ione di questa a n-il, nn;-1 decisiva cc inilue nza su l dt•t·ul·xo del la ferita 11 . Kon ~i intmohili:~.r.erù duuque mai tl'oppo e u ·oppo ac·eura.taure11 h,• una fl•t•ita t! i g-ut•na no n <lllcora cou:soli dnta .. 01-[ni li<'Hthi· miui111o xpnxtam~>uto dei frammenti costituisce un montf' ll to pertui.J;r t01·e cl t• i protessi nat111·a li ù i ù ife:sa e di 1·ipa J·azioue, e spnnt! l 't)l'gani"-111 0 al pt·tic:olo eli una tliffnsione in loco e, peggio ancoJ·;r.. d i una inn:t:-;ionr w·nc·rale da, 1Jill't t> dell'elt~me11to patogeno e dei snoi prodotti (•d inline t·e nde posxi})ilc il ùisto.u·co ctl il tra:-;pol'to iu c·ireolo clei piccoli t t·ombi mi<-otici c he c:lt iudono le pk-cole aJ'tPJ'ie <' spP<:hthuente le pit-cole nme. ::-:ono ta nti i IJl'ul' tidi dt•lla iunuohilizzar.ione nrlla cnra. delle fe l'ite di gu e n-~L c· h~> i l Hugg i h L nwl c• rigo1·osanwnte ossenata, e con J·agi oJH~ 1 anc·lw iu q ne l1e fl'l'iie dtP uou souo com p l i<"a t~ a l'r·a ttnra. Tu t ti i moltPplici e dh·<·r·si appaeecchi lH·oposti JWT' la immobilizzazione <lelle ha tt ure di gnena s i ba ~a no sul J>rincipio geuemlnwu te a mmel<sO della estrn:sione seeondo l'a :S!il' . L'uuil'a dh'Pl'g<>nza e>ow;iste nel metodo con <"Ui hl cstensionf' de,·'e:-s<•re appli cclta e ruanteuut;-1. A l rigunr·llo Yi son o due pri nc:ipali punt i tli rist a. SecotHlo l'uno t he ha dominato in p1·ati<-•• per lung-o tPnlpO. hasta tinne l'a Yto sino :ll t·agg-inngimc•uto rlrlla sna completa lung lr c~:r.a e urautPnerlo <·osì merec' un ;a-pparrecltio c-onh>nth·o f1111geutc ll;t tutm·e sino al completo saldanH•nto clell'os;.:o. ~cc·ondo l'aHro p un to di \"i:-tcL la 1·idnr.ione toutpletn ch•lla frat trn·a t'd il mnntcuirucnto di es:<a sollo po:<>iihili soltanto mrrt"è l'aziOnf! continua c gTaduaiP di un pc·so o eli ttll altr·o IIH'Uo chP lo equ'inllg;l. Di qui d ne ca t(•g-o1·ir di apparc•f·chi: et) <)n el li atl c>stPnsionc JH•r·maH(>utP cou pr:o:i; ùl cpwlli c·on g-(':-;xo, fc>IIP!<ÌI'l\ti Oll a. pontP. L'nltim;1 g-nPn<~ ha mr.:-so in grMtde valorr gli apparecchi ad estcn sionè JWI'llHlllentc> e, dich1tu0lo subito. cou g iustizia. Essi infatti offrono dei ,-a ntngg-i e h(' inn1no s i ri chieclouo agli ;tpparc(·chi g-t' s:-;at i t> danno riJS ul tati llefi ni t iYi di gt·;tn llmg-;t snp<• J·iori e ta lora. pe r·sino in!'iperati. U n <tpparecchio <\ tt·azione rontinua peernette innamz.i tutto di ;;on·(•· gliure in ogni t<"mpo lo, ft'l'Ìtu e di mcdiP.nrlo con fndlità f' pJ·opl'ictlì: inoltrt> mentre ese1·cita In nece~snria azioiH! s ugli organi pa!<si\"i dell'a.pp:u·ato motor e J•isponrlPntc allo scopo r k hiP:o;to, esplka invf•(X' ~ugli organi attivi di E's~o la minima influenza nociva, ~ia pl'l' <•:-tensione c he per intensità. e durata; ed infine c'!usentp d 'istit uire al più prt>sto rua


44fi

Tfl.I'I'TA~ft:."TO DELU: H .RIIE OSTEO·ARTICOLMH lfAR~It\ DA F UOCO~ ECC.

tl•utpe:stinttHPJtt!' f]He ll e ap]dic.'lzioui tisìoter·apiche che meglio po~l'ono gic.,·ar·P al J·ipr-isti no analOIIIÌ<:O e fnnr.ionale degli uni e degli a·ltr i. Dt>n·si alla rtu1if•gra li a in p l'in ci pal modo il gran de fa ,·ore c b e prcsl'ut<·nwnte hanno :t<·IJtlistat.o gli a.pp<trocchi ad estensione perma.JI(·Hte , t·sserJdu::i potuto soltanto rncrf'ì1 i l SlJO a.usilio dimostrare che la riduzione ùi una fra rtura. cou :sensihil(• SlWRt:Hnento ùei framwen ti non si può ott!' llf'rc che solo met·<:è l'azione COl>tn.nte e ~1·a<.luale dì nn pe>:::o, me ntr·e che quella dci tutori rigidi rie:>f;<"e in:::ufticiente per la ritlnz.ione <· per la coattar.ione. Se si pe nsa infMti che il fattore princi· palt· dP!It, :-;posta-mento risirdc ue ll ' azione muscola.re e che q ue.~ta, a.n. ~i1·hè rilh·ssa e ,·olonl:nia , dt>\'Pf;i consider:u-e costante e<.l rla,~t ica, t>Ì ('OIIlfli'(•JJ(Ier:ì che 11011 è alt•·int(•nti poss~ihile Yincerla se non con u na, tJ·;~ziolfl' pat·imenti eo!>hmte ed nntoma.ti<·n lungo l'asse osseo. Con q ue· l< t a :-;o) l<tn t o r-i può Ye<le•·c d npo ~-;o le i4 o•·e la r·r:-;isteuza. muscolare so)'mfl'atta c la luuglwzr.a. òell'osso p1·essochè ripristinata.. ~i è ()ssel'\·ato, è ,·e ro, dw coll'u~o degli <-lpp:u·oocbi a.cl estensione pH111a •wnte o:rui DH)\·iwL•nto del paziente alte r·a la ten!'iione cltc da co· st:tlfte si tra1u11ta· in iuter·mittent(·; ciò per·ò non accade se lo inf<>rmo i· hcne f;()J'n:gliato, se il peso è aflidato ad una. fnne che ginoc:1 corr·et·

tamente intorno ad lltHt pule:rgia, e, sopratutto, se· l'arto, oltre ad l!s~c re bene <li;;tc.~o, è bent~ ·sospP:-;o, e L'li conti'Oùsteusione è effettuata., ~>i<.L •Ù:ùl pe.-;o del cor·p o, sia <la. u ml. fa·!'lf·ia tura jm bottit..'l! appl icata. aJht rndice dt·ll'a..to sano e fis~at•~ alla tPsta del letto in modo non solo da. imp e<lire dte l'a11o leso si !';pORti ver~o il pe~;o, ma da per·mette·re a.oche. trathtiHlosi rlrlla ('Ofwia, eli tenere la prld u n po' inclinata verso il lato mal:ttiJ, l';Ì da as!';ienl'm·e l'ahcluzi()nl' del femo r·e rotto, ciò che è impor· ta11te quando lf' fnttt nr·a. è nlta. Ri è anche affermato rhe la. e!:tensione JH'I'nta 11<'11 te i n<lHr·t• <·osta n le ùolure; ciò pe•·ò 11 011 è esalto; eli è, dopo 2J.:I(; m·c•. se l'applll'eC<'hio è stato hen<• a.p plicllto, è ottimamente tolle rato~ tutt'al più q uindi ne~l'indh·idui insofferenti ed i mpresRionahil i orroJ·r·e•·;ì f:ll't: in principio di applic·azione una iniezione di morfina, e subito ,.<·lTà l a ca.lma. ~i è infine obhicttato che gli apparecchi ad esten sioiJP pC' l'llllln<'nte non più riRpon dono i n caso di ~gomhero forzato del fe1·Ho : ma anrlw tale ohhi<>zione non più reggt> oggid ì da-p poichè posser1iamo a ppn J'N·f'hi rln tl'nsporto, c·()mr q nel li di 'l'homas e di P éehannant. n i qna li l'i può con un ~emplict> rlispositivo adattare la estensione perma-

n<•IJt<•. Jn non mi stnnf'ht>t'Ò aclunf]ne (li mnttere li1 evidenza i pregi ine!'rti· mal•i li di un metoclo così J·ar.iona,l e e sit·uJ·o, e mi ritert•ò abbastanz..'\ com· p<'n:<:lto di a\'t'J'P s('l'itta qup:-;ta mf.'moria SP con <:ssa. Sì.H'Ò ginn to a trasfon<l('l'e 1wi miei Jrttori il corwineimcnto ch'esso CO!';titui!'>Ce senza, •li:-wnssionr il mctwlo cla. prrsrr·glirt·si.

All'nppHrrcr·IIio nel estrusione prrmanrnte è giuocoforza ricorrer e 111•llc frritc osteo-a rticolnri largam entc~ snppurt'lnti , in cui l'este'nsione llt>i guasti drJJp parti moll i l'Il il notc·,·ol<' ~(')1rggiamento e di\,a.ricamento dc•'i monc:oni o~sf'i non r·r·nclono assol utamente possibile l'applicazione d i 1111 npp~tl'<><·.rh i o gc•ssnto sotto qunl~i:t~<i for·ma. l risultati in qm•f;t.i C.'l-Ri, per ('Ollf<·s~ionf' pr'f'Rsod11'• mwuirnP rlt>i chinn·ghi, sono meravigliosi , e lo !-.i Rpi<:>gn fari l mcntr JWnsnndo c·hr colla estPnsione permnnentr ~ ottiE-n e:


TllATTA~1ENTO OEL(.F. fEillTE O.':iTEO·ARl'ICOLAIII O'AII\1,\ IlA

a) che l'arto cou~Hvi prl'"so a

Fl'OCfl, ECC.

447

poco la. surl naturale posihione di

riposo; b) che le s uperfici di fl'atture sinuo mes~ a contatto in tutta la loro PStensione e vi rimangano pnr e\·itandosi la p1·essione di un fl·am· meuto s ull' altro ; o) che il drl'Mg~io si :-ta hilisca ampio e completo e furizioni in modo continuo e reg·olare sotto gli occlJi, per così dire, del chirurgo, cui è dato sorprendere ogni più piccolo SYiamento. Col sin qui detto uou iutendiamo, ben inteso, anda.re allo e!':Clusivismo assoluto, e bandire llalla clJil·uJ·gia di guena l'appatecchio gessato. Come ne abbiamo 1·iconosdnte le indicar.ioni nella cura provvi· soria delle fratture, così ne ammettiamo le indicazioni nella cura defi· nitiva. In genere po~siamo dire che esso risponde bene, nelle eo n<li~ion i favorevoli di tem po, di luogo e ùi pet·sonale, in tutte quelle frattut·c nelle quali il tono muscolare tende a mantenere in huona posihioue i mon<>oni ossei senza indurre in essi rotnzione od accavaUauu~nto. Ciò f>i Yerifica. a preferenza, come meglio vedremo in seguito, 11elle fratture aJ-tieolari. Una volta applicato l'apparecchio, &lri\, obhligo tassativo del cbil'orgo di continuamen te sorvegliarlo, non face11do giammai a meno, qmllldo ciò gli è conceflso, di ~ttoporre periodicamente la pat·h' allo esame radiografil·o: Ed un altro dovere in<·ombe al cbiruxgo ed è quello <li lasc·iare l'apparecchio a posto il t<>mpo stJ·pttamente itHlisprn:::abile, rin uovandolo e C'Orreggcndolo se del ca~o. Qmtlor<"t risulti cbe un apparecchio LH'O\'Visorio o da tt'a!'ìporto risponde ai requisiti richiesti per un apparecchio definitivo o da cura, val dire qualora, è provato anche con un esa me r:uliog1·afico che la fellt· tura, è ben ridotta e ùene immobilizzata, c!Je la ferita è acceRsibile allrt me·clicazione e che il d<>corso ne è fnYOl'('role , nou occone cambiarlo (qllit!ta non rnovm·e) .

·

W da notm·e elle l'ath'iuuto di << ùe tiuitiYO >> dato all'apparerrhio per la cura, non implica. il concetto c he tale appat·ecchio debba. rimanere applicato sino a cOilsolidazione eomplcta; che anzi esso \'3· continuamente esaminato, e f!Ualora sorga il dubbio cl•e non più r isponda. allo s<:Opo per cui ftl fatto e', meglio ancora. :;e rhmltH ch'eRS() riesce dannoso alla parte, bisogna disfarlo per apportarvi all'occorrenza i dovuti perfezionamenti o sostituirlo addirittura. L'ideale sarebbe, sPnza dubbio, che, una volta sistf.'mato il focolaio di frattura, e:sso subisse i minori tt·a nmn tismi possibili, e noi sappiaJnCt purtroppo, che qnal~asi manona chirm·gicn, compresa la OJ'dinari:l· medieazioue, rappre:::enta un traurnatismo; ma tra due mali si sceglie il minore, eù è ben raro che una ferita ostco -articol:ne giunga alln fh1e del trattamento seuza che l'apparec-ehio i11 primo tempo applicato abbi<t suhìto ntodifiCèlzione di sorta. Nuovi apparecchi ad f!1<t ensione pennanente si sono agg-iunti du· rante' la guerra ai molti gii\ esi!'tenti, nllo scopo alcuni di H<'Cl'C$:Cere l'efficacia della trazion~ , altri di l'emplificarne e renderne più soppor· tabile l'n.pplica:>~iont>, f più infine pel' fm· si ch'essi pote!':!':E'I'O funzionare dc~stinato


448

TR.ATI.Oit.-'\TO IJELLE H."RITE OI;Tt:O·ARTICOI- IR I O' AR.\IA DA ft:OCIJ,

ECC.

an<· be tluntra te il t t·a~porto ùt'l f<·dtt,, o potes~ro J>t'rm~ttere la e:recu · r !oue di IIIIJviJJII·Jtt i all'arto e tt•IHlere perl'ino possillile la deawlmla · zi•llt t·. I 11 t1ttti, nuod f> n•c·ch i, lu tmzione è t·eaJizzata tner-c:è pesi H J!ll'l'f·è larc-i <• JlJIIIIt> <·la stil· he. Prefei·ihili liOOO i pe~"<i, vetx·bè so no i soli nwzzi dtP a r1·~ist<·11ze c:u,.tauti eontrappon~ouo nna trazione cot>ta n te; gli altr·i IIH'/.zi tla11110 soltanto una tt·aziOHt> iuPg uaJe. ~l'i nuii appar·e ~·c·lti la trazione ~ i <'sercita pr~ ndt•ndo puuto di <'PI"'J.!'J.!'iO o sulla iutt•r·a i'ltpel'f:i<:ie ddl'arto pc·r mc-zzo di uu bendaggio 1011 <·<·roTto ad~·:<i\'IJ Canti('(, Jli'O<·t>~so antl· r·it·<llJOI, o sopr·a lP\'P o spor· gt·IIZP osH·t· !t ipo pr·owt-:<"1' ll t-llll<·<tlliiiJ o ut•l lo spc•,.'1'ore stt•sso dt·llo sc-he · l<•tl'() (tÌ p •J (ll'OI't'SSO ('Odil·i l la). 'l'ra IJlH'lli cJt• ) p l'ÌnJO gt'll('l'e il ]JÌÙ SPUl plio·e p lll'atif·n ,~ q111·11o tlt-1 'l'illanx. lllPJltl'e il più Jlt'l'ft•zionato ma pitì <·otnpli<·arn (. q111·lln dt•l H:IJ•dt-HltPur·. il quall- 01i1·a a <·otTt>;.!~f'n' non Sloltarttl> lo spostamt·llto lnng'itntli llale lli l!l'Cè la tra:~.iouc ~Secondo l'asse, Ili:\ :uH·Ite ~tli spustalli!'Bii laterali lllt·r·(· c~ par·inwnti Jlt>l'li attact·ati coa t f.' f ' l)tt() ~>d a).!'PIIti n<· l :<t•nso dt':<id t• r·ato. A qu l'sti ultimi J•esi ll eitz-Boyer foiost ittlì ''il::>l'iui ùi ;u·ia, ~ t·gl i a ppar·t·c..:lt i ;l Lt·aziiJll é ~i pnò <~ ;.!gi nn~<· r·e n (Jlll':<ta la I'<OSJICil "iorlt·, l;~ qnalt· r·<·tH!t- più loll•: r·ara e più e fti<-af'e 1:'1 p r·ima, e si può ott('· ll<·t·e <'Ili tup;r.;~,i pi1'1 l'<' lll)'lif'i t•tl impi·on· i,:aiJil i. Il più t·i!<ponclem :e allo s<:opo è i l <·o:- id•ktt o "! •pa l't'<·(· lt io :.IIIIPI'Ìt'a no, :<pt'<:it• ~ 1 i a.ut<t<'~t coJJ -~i­ :-;lt· ute in u n 'tnatlr·o IIH'tallico al q ualP souo li~s:tt<~ th• llc hl'lldc di tela i11 11111111'1'0 n11·inl!il<·, di c·ui );1 pl'Ìlll<t pas'<a so tto la pat·te più alt.'l c..l('))a ens!'ia <· l'nltima sotto il h·nd ine ùi Acltill<' imuw diatamcnte al di sopra ri PI <·all'a).!'tto. E sse sono ti~satc a l f1nadt·o P<'J' le lor·o t•i<tremihì mercè sp il li cm;ì las"<wwut.e <la potct·e ahht':lf·c·i;rt·e i •lne tl:'r7.i poi<teri<n·i d ella Cll'c·oufn·pnw flpJ J' arto, la!-:I'Ìflwlo solo più te~a qu e lla c·ltp corrispondi' al p nplilt· ond e slahilirt> una ~perie di ùoppio piano indiuato. L ' arto !!i:Ì. munito ci!'l :-;IHI appat·<•t·elrio estt•nsoJ·t• pog-~ia ~nll'amaca in modo <·h P il ~IHI H~'~<· facTia 1111 :-mg-olo di :!W-:!S0 <"OI piano ùel letto. e quind i l:t <·ontl'rtP!o\t<·u~i•,lH' dt•n<> t-l-:t>g-uita (lal :-wmpli1·t· E'(:'so dPI corpo . Con tale lli:<po;;it i1·o rtH·11tn• si Tt>llllf' o ltrt>modo fac- ile la medicazione della ft'l'it':l onmqnP ('ssa risieda, si e1·ita al pazientt' di g-i a <·eJ·<• s u eli un letto dur·o <·<~!l'arto l<·~o r <l i aTHhn·e incontro n penol'e talalgie , e gli si ron · Rl'lltP 1\i poterr-;i mum·pr p col !,ar ino (• !*' l'sino di ·l'Ptlt>I>si sul letto , senza dire l'Ili.' <·s!'f'tldo clilllittHito l'a ttrito, il peso oc·<'ui'J·e n te per la trazione· t'f'fk:tN! f. noteyoJ uu•nt(• diminnittl. l'<'l' l'dt:tJ 'I:' f'he J'appli c;nio nt> di p<·si t•s:lg:Pr·ati urlle fratture de:rli :u·ti illf'Pr· ior·i induc·psst• :lll lll l~<llll<'llto prrsistt'llt<~ dPi mu:-;coli , r.iJa . !'lfÌ:tntPnto dt·i li;.!:t lll!'n ti P tlc· lhl rapsnla P flllirHli m o,·imeu ti ab normi dpi l':l pi :u·ti• ·ola r·i, H:st·rlt-IlhPnr JH'I' primo p<•nsò Ili ttNtPI'(> 1111 pocbinv il ).!'illfll'l'ltin porH'tlllo r-;otto rl i N:r-;o nn ru~c·iuo Ofl un sac·clwtto di !'!<Il>bia or11lr· r·i ln:<<·i:lf·c i mu sc·oli (' <liminuil'C' l'attrito dPil 'nrto contr·o il piano dc• l 1t•tto. C iò fn 11H·~ l io r r: tl i7.Z;Ito t:•)l l';l ppat'E'C<·h io {l i 7.ti ppillg"f.> l' <·u · st r·1tito 111 llili-<P al pritll'ipio do•ll'n 7.i onp della le1·a pcl a~ente pel' così dire Hlttnsua tknr11e n tt> 11<'1 sr·nso <"hr· il JWSII stesso ùell'ar·to fisl'nto '"ll'ap · J•lll'C!'Tltio produc'(' la riclnzi OIIt' . 11 lwn<la).!'~io a trazione in CJIH' sto npparrcchio, ol tt·e ad nl'~i r lll'are nna Uli~liore g-u:wigione an;l to mica e f un·


Tll.\TT~~IE:\TO j

•

•:

J

•

'

•

DELLE FERITE o::;n:O-AH1'fC01.•ARI LI'AR)1A DA FUOCO• ECC.

#

.l

. i

j

j'

• l

l

.

l

i'

•

i

l

'

449

l

:r.ioua.J,e,_, Permettc d~ poter piedictLL'e la ferii<!- in qm~lunq!le senso essa ~ja u,l1kat<~; la. sua a.ppliçazione t:, però m.,olw diffi.c i.le, ~ ~flli~abb ~sseuclo

basata. ;;uj c:tlcoli ma.te.m~tici. . :M. tillc~· pc~· J?O~er .US~ituire la tmzione .ciò d• 'è importanti~i..ulo ~n. ta.rupflgna- Cf~st.~:n::; ­ >~t~ \tU pitcolo. appa•·(!ccl•io <~ostituito cou due t(lyole -fx:a lo~:p llttic.ol;;tte. Allo et<tl't'mo tlistale di qu_e lla che poggia su~ letto c s,ulla, quale si adagi<\ ~l f01-ito si <tpplkn no. ùnc r~10te ·~u cui scorr~ hL cor<.la. per /•' tl·azionc; 1:a.ttra. tavola tocc\l- ;L tep·a. Fll,(·eutlo. ,-;:u·ifl l'C l':~)lgolo, frp. /e .. al~c prYolc va.r·~e1:i\ PJ.U'<: l' iJ,l;dil••lf.i9~ dcll ~ltrt,Q .. , . ,. . , , ., . , ., . , , .: .·\...nel w. ~"r. ~e .l'tattnre <l'cll';<H'to ::;upm::ior.e, la. çra ~iqne ..\'!J., .t:c~lizzata ma.nteJwu-ùo il fe.l'itt) <lr l~ttQ ed · <ùl>Plicunijp ~ p~si per n~t>7.Y.O I eU ì.:erotto a~Je~:~h·o ;. m~ . in el<s.<l, più elle in ql.•elle. deWarto iufei:ioro, i$i lt. s~J~tito il bh.;og-uo i u ~~~·uel'l'n cti :;ostitu-U·e t~tl.i. . a pparecçhi con nltr:i d l(' ).le.n, solo pcl'lllettl•s::;t>.ro ili potet: , ~:>gombrfl l't' \l ferito ~euz~L intetT(Illl{lC:t~ . la trailioue .m<ù J·,eu•le:;suro .anch-e po:::lsibilt! la ù camlmla;~,ioue; di ~~.-;i .però pHl'· l.el'Pilll) in ;wguitn. , . . 1 1 •• Gon gli ll>pparlie·clti iu (JUÌ lfl tmzione si eserdta ~n levé o sporg~;ll?.(.i n~set' f-li · t·Ntlizz~l! 1ì1 grancte n}ntngg-io c·he l'azione tt·u.ente si "~plica a 11refe1·euzn sullo ~C'hi•let~·o -pel' mPzio df.>H':-'I pollevt'osi,- e- non va i1l gl'an l)Hrte RpeJ•dnta, rome- s1d·c~d(' èo.lllt np{llirazicÌIIIl del ~et·otto-~ in \'incN·t~ l'<•b1~tic.,ità c1c>IJa. pcl·le c (lt'gli -altti tt-sNuti molli ~'<otto~tanti. N{· ·conR<·gtre rll(' ocroJ·J'P minew f!uantiti\ di )X'~>i per umnteneré a ·pMto i fl·nnllliP1lti. Ht>JI11equin ch'è ·l'ideator<.' di tale proceùillH>nto stabilisce c()me capisaldi: a) che l'l'~:ten::;iòn~ · sn.J·à srientifiea 011 elllpiric<l ~~condo c·.hc il chi tuJ·~o avr;l, o pur no, ridotte al minimo le 1'e:::isteuzE'·- ineYi'· tahili erl M·tideJthtli; b) che di tutti i 'punti di :ippog-~io· eire gli arti offt•ono 1w1· h1. tt•H'?.irme (tf'~umenti, -rilievi muscolu,ri, lE"ve o~see, · i"por• g-enze of<spe), i ' ehle ultimi soltanto· Rouo r~ipad -di ttasnwttere· inte-<,•'l·al. mente la, pntem;,a impieg-nta, e quindi su <li loro ·esc.lusiv·tme·nw doco~ :•Jtul~~ia~i Jett.u -

·vranno l'SNHP fis)iati ~li agenti motor i; c) che i · ~gnH•nti ùt:-gli ax•t~ devnno P~Sl'l'P l'i tu ati è ma n ten-nO nella loro po.~izion c· fisiologica. di l'ipo~'n· : d ) 'che iJ1fine ·la tr·azione ù'ev!eRsere• ('Ontinun, p1·n:rrP~sivame-nte ';l·~s('èlliA~ l' JH'Oj)OJ·r.ion;ttl.l. a,lle l'QRistmlilel L'H·] Ipal'eo<·hio ;tipo di lleu, net1uin ,~ qm•H.o pt>l' fraftn:re eli t•.os<·.ia, in c ui, pre via iulb<>t.titura ,di tuttO· J'arfO C"On spP~RO strato di OVattn., SÌ ilpflliC.'\, il l:H:('Ì.O estensore ad ~ in t·ifra- :sull'eRtremo infE"l'iore òelhù eos(·ia. e -Rullo Pf<tremo' snp~ l'iot·e- flell<t .~nmha flu·eu<lolo pn:ssare ~t'd X sotto il giuocchi6. Per .dare alla, ~multa il gt·?Jtlo ' tli fiE"RSiMll' neces~a:rio Ri scure il. mnteJ'M!ib daLl'augolo inl't-riort· ettlTif<pondPute al lato de-lla fTattnra. fino a<l una, mauo tJ•asn•t'S.1 al di sotto dE'Ila piega, del ginocchio e si toglie lH·Ps:,;orhè tutt<t la imbottitnra d i detto tratto pet• ln llwghez7.tt cii 25 tm: eil•e.:i; r<>!\pingell(lo il n•t::to fli tale imbottitura in alto in •g uisn. da dare. -più re· ~i -'4t<''ll7A1 nL pjauo C'lle devo sostem?re ,]a- coscia. Risulta così una specie di vuoto · CJna.drilntero ~léstina to' -.L l'icèvere La gamhu. . tle~aà. : Una! dO<"JCia ~IHtTnita d~ Matta è r-;pinta dolcenicntC" Rotto hL C'osoii~. .>\ll'anello infevioJ•e del laceio estensore si nttn.cclst ton semplice Tiodo la. cordicella

tl<>F>tinrtta .. pe1•1 .j ·pe1'11. :!.~ -

. ', ::: · •- · • •

fJiornol-. fli mt:~licitw militare. -

Fa~.

V11-VT1I -TX.


450

TR.ITTA~II::'\TO ilti.UO: n :RJTE O:; n:ll·AIITICOLtllll U'AIIMA DA Fl:OC.O, t:CC.

\'i ~>OliO dci ca~>i in cui. o per la molteplicità. Ja sede e la. e,')tensiouc· delln ferita. o per la intollerauz<'l; degli apparecchi ordinari, o. più di tutto, per la insufficienza di questi, dato il notevole spostamento rle i framm enti non altrimenti riduciiJile, \'lene consiglia.ta la t•·azio11e <lirt'tta "ullo scheletro. Que~to pl'OC'ed imeH to 1·isponde meglio <.1 i qna lsia8i altro al precetto che le forze d,~stiuate a. c·omlmtter(> lo ~>PO~titnH'IIto de\'ollo, c·o•ue quelle c he lu hanno prodotto, agire sullo sdwll'tro. Esso h;t f)llintli il vantaggio di ridurre iu tempo breYe (' sPJlZa· Hpprezzabile dolore i più forti spostamenti usa11do pesi t·elatiYamente piccoli. Di tutti gli appunti fat.ti~li l ' unico ch e veramente ha pes o è quello del perkolo di una, infezione j ma usa-ndo le più scrupolose cautele a-settiche s i pnò on-iare a tale pericolo e mautenert' al proc~Ro il valore clu~ ~<i UH'l'ita. pm· }imitandone le indicazioni ai ca~i sopradtnti. Il chiodo che il ( ~n tlivilla faeent. pa~sm'~ :nttr;we•·so il calcagno, Hteinmaun infiggeva a ttt'IWf!l'SO ];1; epi li-si inferiore del fC'moJ·e o dell'omero senza iucide.J.'P le parti molli e .-:otto anest~ia lQ('ale. In ~~'~uito lo ~.;tesso chirurgo, a 11zichè tra.pa...,sm·e l ' oRso con unico chiodo, applie<wa un chiodo da •·ial'cun lato (Iella l:'pifi.~-<i. unendo quindi uno all'altro con una s pecie eli ('Ol'Uice f<nlla ()ttale facc'l'n a{.,ril'e i rw~i . La JUOdifica?.ione d('llO Ste in · ma nn, S<> ·rende In..trazione più eftica{'e, an menu\ d ' n lt1·a. parte notc~yol· meute i J>e•·icoli Ili una. infezione. Va considt>rato che i chiodi vcngouo infissi in maggiore vicinanza <lei focolaio òi fmttura do,·e può esister e c·o11 faci lità q uald•e ft·ss uJ•a , JJCJJH' hè in pm:,;si m it:ì di u nn, grande a r ti· C(• !azione : SNtzn d i •·<· d w il pl·o(·c·tliuwn t o cl<•i d m· chiodi pnò, i n ca.sQ eli t•a.J'efaziom• ilPII'osso tciù l'l•c· unn ~~ inft·ec.l uPnte), obhlig:u·f' nll iu · h~J·t·ompere la t •·a1.ionc. Il Fin()(·rllietto di Bneno-.;-AiJ't•s, anzit·hc\ :<l' l'\'il·~i della spc•s~<(')".za rlt·l f.:aka-~uo , rcnscì F:crYiJ•:-:i di quello spazio ch'(•sist~: :-mila fa('ctf\· supPt·iore di clett.o osso, tra la supet·fit·i<' a nt~·•·icwe d~·l tendine di Achille e la po· hteriOJ't> ùt>ll'apollevro~>i rlf'lla gamh<\, l'd ideò eosì la s ttil stntfn. L'ap· plk;w,ione n'è sPmplicissima: pJ·t•\·ia :-:tC'l'ilizzar.imH' con tintm·a Ili iocli1, ~: cl an('sfN;ia lof·nle, il piede t>S;sendc, liQsto in tlc> i<:-:ÌIIIW •l01·sale , si Jll'<l· tif-a una piccola· incision~ cutanea. davanti al tendini' di Arhillc a lin •llo un poco infl•riorc alla faccia superiore d el cnlC'ngno per e dtnt·e la trazione della p elle pt·o,·ocata. dal pezzo nwtallico du r a nte l'estenS;itme. A ttJ•a.verRr) l 'incisione s'illtrod n ce, m<'J'('l\ couùutrm·<'. m1 'n sta. d '••<·eia io Jlit·hP.ht.tn. lunga 2rl C'm., li'l.rg-a ~ m m. l' F:pes!'n- 6 ,~ Hl m. , pel'fOl';l fa a li~ duP est•·.. mitù. A qm•sta. lll<'l'C'<\ dispo~-'itin1 srwc·iale, ,.i applica una staffa In 1·ui C'nn,·pssitù prl'st>n t.l un aue-Jlo rotato1·io C'he serve a ti_ssare la c·m·da rli t•':t?.iono. IL piNlt• \• lHNlknto. fa~ciato e tenuto in fles~ione tJOJ'!·ml<'. La staffa l>iOprnc,lk;me-a· 1U Finc)('chiPtto Ì' ~tatn mol to 11:o;ata clur•;tnte Ja. guerra. !ò:p<'cialuwnte in li'r·anda , c·on lluoui ris ultati e con as~<olnta tollet·anza . OM~e-t. (' f'hauteon l'appli(·;wano fJU•l.si sistemati. c·anwnte anche lH'll<' fratture l'N'enti Òf;'lll\ c·o!'t'Ìn l' dc>-\la gamba (BO · r: omo L.). L'apnnt~nosi p•·ofonda I](>Jln 1-!HUlha garantisc<' i tendiui fks !':ori, i Ya,-:i Nl -i IH'l'YÌ clelia r~ionc>, i fJilali Jl('I'C ÌÒ uon ~<ulli~<Coll'l l"'<'ssiom• o c]e('u bit c> eli s(JJ'ta. A eletto pl'or<•tHmt>H t o si f. J)f'l'Ò giu~tn mt·Hte fatto l'acl«lf'hito c·he, oltJ·e a non sfu~gire, c.ome quello di ('odi·


'I'RIJ1',\.\tE:-;t() Ut;r.r.f; I'EIIITE IJ...;TEtl AIITIWI . \111 11' ,\ lt.\1.1 IlA Fl ' i!CI!,

~:CC.

45 1

rilht , al p~ril'vlo della infl'ziouu, 11011 l'st•rcitct. la tt·a;r.ittllt' KI'I'OIHlo l'a:,;sc 1lell'arto. Iff:'ib.· Boyt>l' proposn a Ila. :O:n·det:ì 11 i C h irn r;.,•·i<t cl i I';trigi nt>lla sed uta .del 35 ott()br~· lHUi, di :tg-g-inngere alla staffa tiPI F ino<:1·hidto uu plautare ùi allu111inio <'011 hot·di J·ialzati J~r il 1alloue e JIPI' i due margini metatursali, èfo;te.t uo ed iuìt·J·uo: propose ill()ltt·c 1·ht• bt st'lffa l' quinùi il pie-de fo!':s<'ro tissati iu qut'lle posir.ioni di rutaziotll' estcrua, ,,d iuterHa (~ di 1lt•ssioue od estt•nsioue c:lw più c·on,·eni~><:sc a l !':ingoio <·aso, rimecli:\11(lo <·osi allo inroll\'l:'lli~>nte de ll'<l·JIP<It't"tthio oti;!in;lll:' di agiJ:e, {'io(l soltanto 111'1 S('ll~O Jougituclillale (> di [arorire l]llilldi pO:->Ì;~,iQUÌ ,·izhtte del pieù(·. Gli <LpptM'eCChi a trazione :tltr.ia<Jt:t'tlll:l t .i ma le• si pt'Pst.wo )H'l' LP fqt· · mazioni !'::tnitat·ie <l\·.quzn,tc, iu p1·imo luog-o pel'<·hè in <·asi d'itllproni..;o trao~;fe rinwnto non I$Ì a.<]a.ttel·t>blH•t·u )tt•t· j l t m sporto il t ba l't' 11:1, laoncl l' oecorrer€'hbe sostitnil'li ton aln·i !';H· t·ifkanrln tt·rupo e rompt·oJHPttt•Hdo il buon risn ltato della Ctll'H; in Sl'COJHio lungo JWJ·cltè, pa te udo purP l'illl:l · rtere i feriti :sul po:-;to, uou f.;{' n• pt·e pot·llwo a Ho s(·opo (' 11 i :<i m i t'a, da t a l'ecces:;:i\'a irrequietezz;L dei fet·iti mctl('simi c l'imposl'<fbilit•\ rli 1111a assidua c coS<'ientt> vigilanza da pa t· te: d<•L pet·soHall' assistent••. Ln n· · rltà, dopo r lte furono in zo11a di g'lll'tTn stabiliti i 1'1']Htt·ti speciali pet· fmttm·ati e che a qm•l'>ti \'Pntwrn 1li lWts:<imn risp:Hmi<tte lP JM"n·gl'ina· r.ioui da un ospedale all'altro, gl'inconwnienti lamentati no11 si fecero più tanto S(!ntire, anc·he penhf. ;tlla pm·i;da tecnica dei d•it·urghi si aggiuul'<et'O la ùilig't'HZ<I, l'P:<ppt·ipnza l' ht nmanit:ì dl.'l p€'l'l>:onalC' assisteute. ('iò non fcc<• JWI'Ù nWtiO st>ntiJ·p il hi:<o:.,ruo rli poter dh:pm'l'C' 1li apparecchi curntid <1· tt·azione i quali pntl-':<!:.<ct·o (·ontintt<IJ'(' a fnnzio r.a.re (hn·ante llll cw·Htnall' t r;t :-pot·to. Di tali :1 ppat·perhi t•si:<l't• n ttna Imi' n ti• 1111 hl• l nuuwt·o già. t·ou fe· ;~,iouati: ma Ja. nlllssinm pal'tP <li l':<>'i pt·P;;enta l'incou\'enicut<\ tli C!>~<'l'(' 1l i diftif'He <·O!';tl'nziou<> c qnindi pcwo pt·atici pt•t· l 'uso di ~nerm. Ril-c)l'· tlia.mo ad e:.::c•m pio la, s1·t·ie eli q IJl•ll i a ,.:sa i ~1mia U idNt t i <hl llt ·llwt JW~· lr• ftoattnre dt•i qHatt1'0 ptin('ipali sl'g:tlll'llti rl1·gli at·ti: più spPr ialmente qnf'lli pet· l'orH<·ro e per il f<•n•cH·c. ] l pt·imo <\ tostituito: a) d;L un :tiTO alò<:elht1't' tdc:,;tro n siuifo;h·n) Hì1111ito ni dttl' Pstt·l'mi eli :nu·lli piatfi JWL pa:<sag-gio Ili una <·ittghia <'he ~1'1'\'1~ fL fi>-HII'C' 1':1 pp:ll'P('(•]tio :11 lUOll(•flll(' tlcJb >'(lliJlll: J':ll'('\) ll>'('l'll:l.l'(J s i rontiuna in :.ri•) con 1111:1 ;\:-;tic·c·iuola lunga <·it·ea Hi rm. , di ~zionp ••!j~fo;OJ<lal<·. lllllllita tli nnrnPJ'osi fori 11éll:'l sua md:\ infPl'ÌOI't' dislauti mez1.0 <·C·ntim<•t1'0 11110 •htll'all1·o: 7J) cla una :,rnida a sPzÌOJI(' t'lissoi<lal<• f':•ne~tr:tta JIPl' lu11~o, ]1(•\la qn n lf' :<('01'1'1' p,.;attamentt· l'astktiuoln <11'1 · l'arco :t·St·t•llnl·<>: ta](' g-uida è· unita ntc•tliatttp un':n·tit'olnr.io11e :1 sfc t·a ad nna lamina mPtalli<·a rirllt'\'a lappog~in ant.ihr:tehialP) fcnc:;;tr·ata. twi èlu<> ~>~tremi ]H'l' il passag-l!in Ili una lwnth~ fissntt·ic·t•: l'l da unn lllolla ~·pi1·:tle c·lti> g-ira attmno a ll a )!Hid:t P f'11f' in hasso Jl1't'111lf' appn:r· gio ~u di 1111 ceJ·cinC' clw fa Ila ha>:1• alht g-uida stt•ssa ecl in alto ag·i:<c·e ronh·o 1111a .shanetta c he ,·irnc i11t1·odott:1 in uno 1lc•i foti rlPll'astkciuola. a.ppn.rtenCll te a ll'a l'('CJ a •..;~: ella t·t•. l,:t st' J'it• dci fot·i j.!'iù dc·sni ~~:i in qnest'nltinHt pf>r·mPtt(• 1li rnnrlifirarc ht lung-hezza, d<'ll ' appat·t•r<·hi@ t· 1li r<•p;ohH·e rnutempm·:ttH'amente l'intensit:ì 4li azintH• tli!'ft1·m•ure cieli.~


TIUTr.I .\ IE;\TO UEI.U: Vt:liJTt: ~1'f:O·AlrfiCOI..IIIl I>'All~l.\ DA Fl)Ot.:O, ECC .

4!i2

.

,

.

,

. I ••. L!II

molti. L'applidt.r.io1w flrli'avpaJ·~·cchio 1' t•strenllllll~1 l le .~empl,i<J(I .: '!~f!T gt1lil t a dppto~fòli ma.th·a mt·n te la l u ngb.-.zza di cSstJ, si mcttt> 111 p():sto)!~JiQO. a~('f•llat'<•, prc•da i1nbdtt.itni·a. con ovatta i Nl'!l~~icumtolo c,o n h' cipg4ia ;l) UJoll('OII(' dt>llll spalla: si ti~sl\ ~u)Ja ·~UperiiCÌP Hlltél'O·eStCI;.Ua -{llllr l'a\":tllllll·Ùcio, '\u·ot(•tta: tla o\';itta, la lalllÌll<l ùi lll~tallo che si aJ:tkf)ht

J.,r'l.liòa. I minohiliz:t.ati ('()~l r tlnl' c~tl't>DIÌ .dell 'a·ppat·~cchio,. -~Jjette t•;w;lllllJI'<t'C ci'o :id an~olo ùi ~o·- 9u~, e lo si . lll<llttieue iu q ues~ PO.'ii , Y.ioue' medin'ute mittella 11i gana <:TIC 1lal. collo sl'ende ,u, lSOil~<mei~e ~q.t,~1~ pél'ifcrico deli'hYaUibr'acdo. Chc<:chè ùicano i fra uccsi, que:sto, a t•Lll~; l'f'CI'Itio è iHllanzi tutto poen tnli<•J·ato, sYiliiJ!JIU. , una. , f\>174 <li~>-:tJ;aentc JHlll ber\(' mi~tJ'ra h ile 111~ fadlmen te m od i fi<:a)Jile. e ra p p~'(,>Rt•n1<ti ,,~t,n_, .1:1i· f:tt•ma poco fl'l ., ·on·,·oit> acl una buona l'iùuzione e .f'oattnzione4 ; J ~~~è la. fot~t.a f';ll~lùt>tta n:-,"Ìs1·<· in ' nua dit·t·zionc dte non co,-risponde t<i•H'.Yiil,;e l}('l bnwcio <' ùi111 è TH'Illull'no pt•tiPttameute ud t·~~o pat·allcla., <.JU\tH\i. la ~Ila <•ftka.('in ò ~<.'nr:-.11. l'~r il f<ltto poi eh~ si r,icWed(' U! tu.,.~·p&ht1l t~ pnl'izione :Hl angulo rctt<) c1cll'anunlmH:do, ; ~>i viene a lfruitar\1 iu DlOOQ noti•Yolc i1 gio1·o ' m:til-ol.<ll'l' · d<~l gomito I'Ollle pm·c il. ,modmcnto d!,!lJ!! al tre nrti'('olazimù, ct·e~.wtlo po:.:tum~ non iuclifl'cJ·cut\ di inatti\'itù .mu 1 "t'obr·e rldl ' ai·to illtE'I'o·. . ..•. !, ,:_.,, Bt•itz-:Royt'l' h n <·t·etlut~l pPt'fezioual'e Fu-ppm:Pr·rhio ùi D~l~t i u ti ~ 117.z;liido ÒIW' ttibi ;l molla <'~h·n1;oti parall<•li <' ~~·P.~IienÙ(I come pu.uti di nppo)_t~o infPriòt·~ 'i'<·pitmclca P l't>pi(·ondilo protf•t ii d;~ un cu))(.·jut:it<~ pienn di <H'hl: ma (LIIf~xto <1.i>~po:,;itin>, oltre a1l <•:-;st•J·e pi1ì <:OUIJ.)Ii<Jat:O\ ,41·11 #:tio pti'nto clÌ <tppn;.rg-io i\:-'(·f>11are ~usdbt dolore e pt•t)Ùuce comw~siOllll :\1 fn~c·io IH't'veo-ynscolan-'. J>npny tle Freuelle J>el' ovviaJ·e a q n~~:;to i ncom·eHi<>nte uonchè n,lla !lC\'iazim1e del fr·ammt"nto os:seo supcl'iot·e. lJa. çonl'iglinto Ili apJih~g-iart" i , tllH~ tnbi n mol la lSOJH·a . un supporto torueico t' "rli r·pg<ol:n·p <:<ln ns'ta· tli ah<lu:r.iont• 11 ·sroni,uwuto il eomh<wiameuto /'(•ll;t

1

<l~i <l;u, fl'iliòmcuti. ~l';ile Jli'Ot·l~dimPnto lim.i:ta .nu~.:ora più la lihei·t.\ ,dei

mo\'imì•nti' rl<>ll ';u·to e lo mdt.t• ill una J)Osiv.ioue fi:sso> a.normalt> \'t~ Hl<'O· lllf11la Ju, t)na1e .non lHIIÌ eskt>I'I' iuclitTcrt•utemeut~ soppOI'tata flem:u ùa.1 mo :-.,.>JH'atntto dcll' al'ticolazioue rlPlln spalla. 'Yaltct' intìne alla ~oc·i<•hì <li f'hlr•uJ•gia di Parir,ti hn Jll'Csl·ntato, a. uonw eli L eder('q, m• tP,O•lello (lj HJ')pHl'E'CChio the TI()ll fliffc>rÌS<'I~ Cla <]11C1JO (lj l)p]hel ~C 111111 pel' Ulla mif!l i m·<> rMtruzione dell'a t·co nseclhre e Il ella p) atta a ntibm.chia le, per t>ni ric~«·e t1h) tollel·ato f' r!i più faeil~> applil-nziOilP; ignoro in cl1e CIHl'!';h;btno le Jltodifkn.zioni. L'appat·rcrhio fii Rih·a;·, pur e:-;st•udo ftHHlatu Hll l principio d€'1· l'N•tt•nsione continua. •• molla, <:OII~L·ntl.~ un'applica-7.ione cd 1111 fuuzit)ll:t · nlt>Hto 11iù 1'<11-it)unli: la i r:tzi<•IH~ si Pst>rcita c.ontf'mporaneatnf'nte ~ul hrMC'io l' ~ltl l 'a,·amhracrio in ~ni:--t~ <·lJe la l 'il:'nHnnte della. fona' vi<!ne Jll'l•sso a pot·t> a c·oinl.:i1h!l'C' (·nll'ns~e del b1·n<·cio i t•s~ forY.a iuolt..ro' vient' J·ip;n·tita J'iiunlltmwaJui'Hte su di una ,.nl'lta $ltperJic-ie co~i da· ri.u:-:r'i re 11hi fòrme ecl inoffPu)';.i va. , · .., .. nt'CChot ))l'l' i i'MSÌ ÌU c·ui <'~iste una f(•ritn. neJI 'n~:;cellu. prcude p\Jllito t)j HJ)J10g'!--riO ih alto lòitl Ulla Rpa]Jctta ~exsata C'OStl'Utta i n mod.O ,che AOVl'<tsti l'm•romion c mant<>nuta da, un le~gt•t·o busto ~e~~afo~ chf' immold l b~zi lwnr In scnpnla. }]' pu11to fli appoggio inferiore è un piccolo


TH,ITTA~lE:'\Til PEI. U : Ft:HITE ll.':>Tf:I)·.\IITIC(ll~IRI O'ARliiA ' '

·Hi3

UA F UOCO • .ECC . ' .

..

maui<:otto g"'~~·•,ttn <:O!ìtruHo. attotuo, al ;;mu~tu ~ !t<' :llJHi t~:if!P !-: . ..tlelj~n ;Hl :~Mij i1et'f o"; i ' flij~ . sP'gT{,~iJti ~o'nci'.~ Jlit'i _il:ì •h!f' "tr,~cì1,I,e f~tcn:s;Nli, pnth Wtt~~·mt~ilt'olla.

1

' •

i

.

•

' , •' " : : • . t·t ·T!\ t.'\ h~~~ {i\'ìt d('gno ()i consicfl'l'il z,ioJ.W, ì: J 'a J.>J ~<q-eC'cldo ,p~ le h·a tt-lJJ't· ct'c• f"M-llllhq d i J>(·!' ha qnmt t ! l·~ss,o J't-.~~~~.ZZ<~ !a , ~·azioxw · ~ n.n~w '}Ja$e Alti!· f

l

1111Hi.t•f1o: Ht )./c·iit h· fel'itc· a~·(·pssihili all;t medka.t.um e, l'.il:ìpPtta h1- molliIWt ~~Hl,Vkjntlb 1: cl't:l · gQm_ito'. !·~ compoi':t.O <li nQ'<ps.t;a. ,uwtallka. pie.· w\ta·'a ''1lot·Ìna <li lT, Ìlalll' (''tti hJ:<lllt·Ue cJiSCl'llllOJJO altre clm: a~tc, l a pMte{·ioJ·e 'pitì lnuga , l'antHioJ·P pitì IJr('ve; a , ~Uej3 te cl m : ,c:<tt: ù ti:s;.-;;~to :~'liteHMmenti:- in hasso un ' :p·nnùe auello é1lt.tk:o. La, ln.;u.ucn ad P. ben& (Wattat'~l, \; Ìf•np applic·nta. ,. ;otto l'a~cdl,èt; lt: aste Yel'ticali St'g'UOllo 'Ì.ll H)1iiifi ' Nf ill(lif'ti-o Ltss<• clc>l h1·a'(·cio~ mentre l';wamiJraccio utl aug;olo rt•tttr suT bl•Hccio i'<'illtJ·Odut:e lWll'anc·Uo l'littico . Jlll;UH~i<Jt;~meu tp ~ott11 il foc~olai9 eli frattm·;t si applica coù fasce P , Ji:;tc di c ~t'l'Qtto ;ulesh·o ìa tra'zioue elle ,·ieH<' l't•golata ~mila est1·emitù iHfeJ·iore dell'ttpparecchio JiW'~1ian te li nn vite e, ,·olPndo, media u t<: uua ruoll<l ('.h~stic:a. Con ta le i tp'i>a:~;f><':t hio il ferito pnò ptesto corupjPJ'f> UJ.tn-imcnti . par-si vi Nl a tti d ct~ lla' (lr !.l lla. e del golllito. Le lh'ite ru<·talJicl.te \'t'l'tit:ali ,possono senir·e r~.mP J>Ù n ti di il pp6~g.io )'Cl' t:Ol'l't·ggt'l'é (·on Oll~CÌ1Wtti n fa~:c-iat m·.c gli ~po~bwlenti dei hlmJcnui ~~ di ~··o:sse l'ldH:~g-t:. , 1· ........ .. ;,v J)~1· le ft·attlll'<' dell'u.vaJUbraccio P c!tltarru;ult lut costt·uito un altro :;;i{u~ul~<·<· <'Ù ottimo appar.P cchjo f.on.ùato tSlll ·principio .· clell' estens\one .,:oJJfiitULt elle. può es~I:eitarr-;i ,-Qlen<).o iu-- 1~otlo speciale ~u dascuna tlcll..c ùtic> P:'~~'~ delr~1nnnbmcdn in r-;upinaziQu~~. l~ no llHtan~·olo. di , ai'U' me· t{t~W;Fb ft.:~ ll' nnaH ù ,1''\ccl.tiul!'a. nna ·ÙHCCi1t· lt~!!!!l'H . ~li :.tHttmini~ ~u !''!} l'ipc,)~a l'a\'awbraccio, :snpiuo. Altra ùoc·.c~t - cmli;imile può <:SSl'l'C ~P i j\l-i~llt\L' ~u!la fa<'t;ia <Ulter~ol'f!. ùi d1..>tto~ 8e.ji;JlltUttO· .tll-'.l1~~a J'to. l !L.'lr tr;w;ifltJÙJ

Y.hmé ' ~atta po~;teriormentc c·on faRr,e. ·e. U:sto di · <:cJ·ntto ' a(ll·~h·+> Bl:l~'••te

al gomito Prl , ;mtea·ioJ·tr~Pllte colLe m ~>(h:sinH: lh~'l.t(• . ni lati (lel }'JUPJIH• <'d a lln W<lltÒ. Il !!l'acl o dt~lln Psh>n~ionct' :::i l reborola eon Ull<l vih~ o m<•l'N~ t' ltu't}l;l!'t•lastit·:\, J'c•r Rta h il ire e mante1W1·e ì<:L };nght'Z~a dcHo spa.zi.o ilt t teh()~scil r-;j J·icm·J'P all'arlJ)lic·;pt.iom· 'li •• .• , , .• , • , r. , ' u·rtt '"ru~:;riuetto '. , ,elastico . ,ùi;;:JHlsLq r1 1 • 1 i'rl !f:C'Jls ~ ·,·e1:tic·a 1!•., !'Il' J ~ll're w tH' i'< itj·:ì. bi~ogn\,, pt•y<·h('>, IJ,Ua l>uoqa ~•·JIJ!l ~c.W:d~de 'fle1l'!q1ptll't>Cchio JH'O\'\"l'fh> da i':t\ all~ì· conscrva~i oue dello spnip iiiVéJ•Hsf('«'\ ' nm·mn h'. tJ al)Jleli't'CChio ~ft•sso (·Onxc·rv:t lihcti .i .mo\·iuwnti, (t~'>) g-Mhito; dt!]Jit! 1hdno e Mllc cli~t .' · ·. , '. · 'l

f. t l"'~ 'J •

. ...

j

l

•.

j

•

,;Jft: ~L /WJ!<_t.~'e:·(:ld_o pi 1lc-lbe_t pt'.l' J~! fi'H tt11 \'1' Ùc•J ft!IUOI"l-.1 JH'\'~'>t'lJ t:l (Jl't'~,.-o l

'l

l

l

• '

•

o

a•, . J.. :H)(·o. !!h ;-;tessL mcnu\·euu~nti cb <]nellp ]Jel' le ~''r·nttur<' del lwacc.lO . ' l i? , l u c•:-;J-;0 il punto ~li app(l~'ii-o su.pru·jot~ ' cì; p1-eso ~op1·a 1111 r-;npporto l

.

~>.,"'"ato., f~m(II'O · peldco JWl' •UH?zlr.n -ùi · due~ ~tCJooh e ç~1e ~· •' hwì~()IJO :t lJ_;1~. 0~ .quf>ll(,) inf.t..l'jt)W fi()J.l·l'll· 'nna. sc;l:l'P<L lg()Sl<<tJa. ;l1a fo1·M di~trirellte V· ll!\.lOÌU\('I!tl'lo e!l<·r•oitatll.. JJ~~ lllll\· lUOllll,· e' [l~l' ft•ltl"Cillt• i('fiiC<t(:e 0('.() 01~(' che tr.Hg4, i,l , p~ù .rh' è ,pQSi<iùjle. fliYal'icMi ·i due ·ma.nieotti tli .gosRo . • ;.l 11\lt];IÌer hn p-ropri~ t o ' ;tll('h <(:gli ~m arr(>'at'eCt'llith !'Jifl ' !';i ' ]we~ta, J}('l' il tfu.~;porto c• c·h'<! nvrei~IJe rhH·hf> ' ~1 pott·gio ' di 'J)òt~>t:.!es~~l'e itprilicnto ju al· OUll~ ft:attuH• rlc>1l'a1·t0,' llt>H~ C'jllflli l tjnéllo' l'H {}e'lhe't 'l!'On ~i' ailuttn: ma tulf' app:lt'l•(·hio f. ~li (litlìi·iiP ·('t.lkh'u~,iont• ·e cpri-nili . por(l pr·atico. l

l

'

.. ,.,

l

'

•

l


)l;tg·givl'i pn•gi a n-eblx• l'a.ppa.reccltio dello Schia~;si ~-e nou uscis,;~ nrwh'e-sso dai limiti eli 'Jll~lla semplicitù ch'è consentita. p er apparecdù cla li~<<Ul' iu cautpagna. Consta (.li un() scudo di gomma indurita, model· lato iu lllodo tln Ps::-l·rc npplicato e fissat•) >':lilla zomt laterali' e posteriore dell'e mihacin(' rner<:<'· tee gl'O~<~ e hn·~?:hc "trisce di tela, nonc bè eli tn· nst" tuiJOinri di feno irrst>r1t;: •!m ilo l'il'lltlo, di cui due corrono p:rr·allc·lp a ll'ar·to IH'l' tutta la sua lun~lrl'z7.a fuor·cl1è iu corr-i spcmdeuz:·~ dPila r·;tclic- t1 d i' Ila <·o:-:da dm·<• dopo arct· <.ksc·1·itto curTI' opportu ne vanno laq~aJHI'IIt(! acl appl iear·si s ullo s<'tHlo, l'uua, l' c~;te•·nl1, in cor•·ispon rlt•nza Ù{')la tt>ginue in t<: r·pol)ta· tr;L gt·;IJr t J'OC'~lnt p t·c P<l ala i lia(·a, l'al 1r·;r. l'illtt· r·ua. in c·o nispolld\'IIZ<l della zc111;r irmn etli;ttanwn te ·sottoposta all;r t11lu·r·osilir isd1iatk;r: In tPr·;~;a :tsta c' :rmorihilc t• può esser e anche ;t l lnn g-nt~l Pc! a cC'c)J·(' iat.;:t a rolo11Lì ; esscl s'in!;c r·is<·f:' da 1111 lato al darauti clc·llo ~wudo , ùall'altro lato su di 1111 :un> di c·Pt'<'hio ('hc a lin~ llo del h·J·zo urt>dio c·ol l1'1'7.t : il1fPr·ion.- clc•ll 'a ppar·t•<:('hio l111Ìst·t• le altrt> due aste. (~ucstt• sl)lln aur·he lllJÌl l• al ltwo t-stJ'I'Il10 Ìl1ft'J·iorv da n11;1 ~alfa a cui è nuJ J(!s;;o 1111 pl;urtal·(> l':ll.• wdlihiiP tli mo,·inwl1ti latl·rali e vet'ticali. Le due> asti' l::t t·r·ali in·o ltJ·(• (Hll'tano ,.l'l'so hl lllt>til 1111a \'Ìte t· he colla, su:\ ar.iorw p!rt• :rllou t:llrat·(• la rucl'ù s\IIH'l'Ì\ll'{• dpll'apparcclrio da quell.1 iuft'11.1m·(·. ~uno infi 1w anJn•sst• ·due ph-colt· tlofTI': nna pe.r 1:1 n~cia. t-<1 1111a per· la gamlb . \'oiPndo llllil tr·m.ioll<· ruodka hasta <1\Ticinare il piede al pia utn r e stt-sso: ma :-:e la tr·azione de,· 'pssc~ )'(~ l loterol (' e se la frattuta l1a s1•dc sOpl·nllot.lh,olare , lo S c·hinssi. rif'ol'l'(' al pr·indpio del ;·biodo di CodiYilla: JIPl'Ù infi~~e le• 1hw riti non m•l cakagno ma nel mezw c!t• i cltw 111 al h:ol i per lal'ciarc t· o m pleta 1iùertù di m o vi me nto a l piedt'. La t1·azion<· poi \'Ì!'JW 1''-'t'lTitat.r ('c)ll un clisposith·() a staffa che ricorda qneiJ;r, di ~t<·inmann nel .~o;uo p•·oN•:o::-:o t t·aus<·olltliloidt>c> eolla differenza c·h'è t'atta con alrPlli Pl;rstici, eli c·ui ..;i può autm·nt:tl'l' il nHIIH'l'o ;\, piaC!' l'c• l'l'<lliz;~;;w c !o <lll<"he 1111:1 tr·a;~;ÌOll(' Ìll !<!!liSO ohlifjl!O. .COHl t' <lJIJl:ll't'('{·lrio dl'finith·o ,.._, ,. la c11ra d elle fJ·nttln·<· tli felllut·c j] l'éelr;ll·manr JH' usa 11110 aunlo~o a qrwllo rl<~s<·r·itto p e r l'uso provvis orio; pe t·ò in esso Jet t ra;~;ione è fatta. ~11lla parte infe 1·io r e dl'lla cosc ia. ron lish· di cl•t·otto ;ldP,..Ì\'0 P l'il) pl'l' IH' l'lllCtti'J'c i modme nti ù ell<L gamha t• tlt·l piPdP nr <'J"\'< ' l':tpplit-a;~;ionl' eli nna docc-ia articola t;t al ginoc(·hio. 1'1·r !(• ft·Htt.nr'(' di ~amha s e rTc lo Mc:-:so appm·c'(:.dJio, p e r·ò l'estcn · siOIIP YÌf>llt' fatta a l di:-:opra di'l }'iNk llll'lTè liste di cerotto adesivo lisJ-"<1 t 1• a Il' a ppa r·c•n·lrio l' la c·ollti'O\·stc•nsionc c·ollo ~tc·sso metodo sn lla part<· snpP1·io1·r• rl<·Lla ~a 111 ha t·\·itanclo s<'lll p1·e l 'a r t k nla 7,ione cle l f!ÌllOC· c·lrio pt•J· 11011 il1tJ·ni<·ÌaJ·t• i llJOiim(•nti rlt>ll'arto. J)i tutti gli ;IJ)Jl<ll'N'Chi RH ch' scJ·itti c dei m olti ultr·i propnsti ne" · ~<nno puù SIIIH'l'<ll'<' JH:t' s<·mplicitir e j))'a t idt:ì. ( pol's-ianw a!It·rmnrlo sen;~;a, f'~<it.rzivnc) qrwllo c1rl 'flwmas, H qnaiP, se rappl'l'l'iCnta il più Jll'l'?:io~n :r l'JI:Il'P(·f·li io JII'O\' \' i sor·i o o da tl·a;;podo, ùhrn ta ('7-Ìa n(] io, opportun:l111t·11fe uwclilic·ato nel mo<lo che sopn1 dicl'mmo, sia Jl<'l' l'arto superio1'1' che per l'inferic)l'<', l'il.ppan•c(·hio tle Uniti,·o di CnJ·a i~l <•alt· Jll'Pst·ntando l n t l i i. r·t•qu isiti J·ichiPsti per tnl g-e Ju~re> di appal·c•<·cld, do<~ di peL'D1ette•·e ,, l't•sfPns itmt· lli PC't·anic:J pel'JJHUH:'Ilh' . e l'<~.;;plor;tzionP lat·~a tl(Jlla ferita. " il con1r·ollo dirdtn dt-lla fmttuJ·a. e lo s~nmh<•J'o llc•l ft·attnr;tto. f'on


Tfi.ITTA)If:XTO DF.I.I.f: FI::III J't: t~n:o·.IHTI COI..\111

rf.\11~1.\

IlA J:r(k;(}, ECC.

·l :ì.)

•·sso s i sono a\·uti ottimi risultati pce lunghezZ<'II e tlireziont· dell'a~"'c •l ella. dia ft~i, come per la forma e volume del callo, per il trofismo dci mnscoli e per la fnnzionP delle nrtieolazioui. Qualità e l1l'egi pl'Cl;SO a poco eguali possorw attrjhuiJ·si anclu.• all'appat'N'Chio fl.· ·Slitta , motlell•> g-enN·ale Bonomo, ar1:icohLto al ginOcchio e mnuito di un pia.11o ili st:<JI·· rinrPnto t• rld si:o.: u·nw a. tr·MjorH- :rpvlicabilc s ul pl.wtare. B:sso permett!~ J'estt'wsioue permaHeHtf', la tlc:ssioue del giuo<·clrio e l'abrhrzione <lr l · l'arto in posizione J·rg-ohu·e del piede. l'azienz;t, ;tbilitìt P pt·P('i~ione richiNlonsi i11 chi !:ii <\Ccinge alla ··ouft·ziolle di llll apparecchio gessato pen:hè f(Ucsto ri<-~pon(hL alla fun zionf' <li tm l'igido e solido tntore incar·icato di garnntirc la revol;rr· . . ··ousolillazione tlf'l (';tllo. •rali tpmlità srnro t;nrto più provate quanto più •·,;tt.•sc ~ono le lesioni tlt>llt pat·ti lllOili e pirì gl'<l\·e si pr!'s<>nta lo staU1 tl'infczioH<> tli esse. )fe~lio intauto t·i~pond(•rà al suo compito eolui il qll:lh·, il·llZÌ~hè att<>Jlel'si H llOl'lllé tis.<,Je 00 IL tipi preshtbiliti, CP I'CI)Pl'Ìl ;ldattar"Ni alle esigeuze del singolo casv. In ncssun'a.ltr:L ('il'<!O~tanza r·o me in que:>b.t le ti~or·sc dell'atte devono sposa.r:si a quelle della. sciemm-. Trattandosi di fratture i:enza seomposi zione in cui la ferita risiede ~ttlla faccia anteriott> dt>ll'arto in mmlo eire a. questo necer.;sita ~oltauto di t•sset·e adag-iato soJH'<L un sost<>;.,•1JO, può bastare umL st>mplice docci:t he11e modellata. A C]ne~ta. si doVI'ù. ricol'l'eJ·e anche in quei c~usi in cui t·lo;it.;tonu coutemporaucalllente ,.u.ri(" ferite eRt~:se Pd infette ner modo .. he non vi sia snperfir.ie suftiriente per l'applicazione della trazione del · rapp;neccùio g-essat1) a pont<: c·he riu~.irt~bbc troppo debole. In tutti di altt·i cm~i si ricorreriì. od all'app:H'ecchio gessato circolare che avvvlge c(Jmpletameute l'al-to fmtturuto e su cui ~i pratica un'unica od una du· plice finestra. secondo che unka o duplice è la, ferita delle ~~~·ti molli, OYVHO ~i ri.<'orrer;\ all'apparecehio ad ansa od a ponte ~ trl'lttasi rli d11.e f('.l·ite ruolto e~S-tese o di ferit<> multiple. . Durante l'nppli~l·zione dell'apparecchio gessttto nell'arto inferiore, ><e nwlffi una J•elativa sicurt:zza, di risultato con un risp:nwio <li diffi. ··olt<). tre n i eire c di :sofferenza· pPr il ferito, bisogna ricon-e•·e ·a dei con · !!;('ogni più o mP.uo S('mplici e prnJ.ici che' r·rgolino la tmzionP. P. r>ermet· Utnù l'appl i<:azione ù<>lle fa f.K:('. Tali sono h: stanghe di Ditte!, il letto rli -l~runf;, C]Ut>llo di Rchedf', q1H~Ilo di R()f"Si, que-llo ùi Riedinge t•, il tt'llttol't> (]i. J..ort>nz, quello òi rutti. ecc. A nw baster:\. descrivere. r~r darne lilla idra. il tavolo del C:wn.zza n i ('b 'è il più recente. Esso cou~t.l 'li due huuiel'e nichelatt~ divise. di cui una s<>rve di :ùppoggio al saceo \reg-gibadno). l'altra alla. grunba.. QltN>t<> due lamiere pogg-iauo en· trnmtw ~n du e aste rli sostPgno in fts~e su di un <:arrello mercè> cui n•n· )!Ono dispo:-:te su di un Uwolo di leg-no rtualsinsi in modo eh~ l 'arto f1·atturatn ~i trovi nella posizione opportuna nonml.le o rli abduzione: •' si fissnuo su l t:-H·olo mer<:t> driodi o vHi affincltè non si spostino dn•·antc la tmzicme. Alla lamiem (ii appoggio della. gnmbn i> ann~>s;;a. una stecca plnn tare clrllo ~tesf;O metallo c pa l'i me n ti smonta u~lt>. :ouH• ·~lht lamierR rli appoggio del sact·o è nmwr.;sa YCI"SO il dan111t1 nn <lSt1~ che ~Pr-ve di an<>~to al perineo. Que::.t'nltima concor•re a lla cou t.rorstf'n. CIÌOHP lll!-lif'IU(' !'Oilit fa·SC Ìntnra CliP ('Ì]'('Ontla COllie a] solito il b:l('lfiO. Ji


456

TIUTH \ l t-;;-. TO DELLE FEHITE I~':'Tt:tHHTif.OJ.,\111 II'All~IA (lA l'CUCO,

ECC.

f'lll'l't~ !lo per l'appo~~io <l~· lla gamba. seotl'(' in nna spPC'ie di slittn. Jm . IJottite ben hl'llt' IH lamier~> , la. .<ltet·ca. pla.n tal'E' t.' FH-~t<1 pt• r·iJwal~:. e-.1 f)\'attato parimt'nti Parto, ~i comincia col f;u<riar·l' il piede, la ~a1uba cd H bacino , poi ~<i fa :::(·oneri' la. slitta lino al g1~1dc ) nt"(·t•l';!--,tl'io lli osten sione cd li que!':tO ]JlllltO si fissa lllel'<'è apposita vitP; dopo di clrt• si COW· pll'ta la fasl'i;ltura gu:sata. ~tando nlle normP dNtate da .C :llot per la l'OIIft>zione di n11 npp:ll'I'Cdlio g'~"~:tto drrolare. dnC? condizioni sonv sop1·atutto llt't't>ssarit' perch(> t•sso l'ispo ntla n IlO' scopo c• J•it•sr a. l.Cne tol. lerato dai ft•riti: a) non inte rpone! tJ·n l ' appal'P('t·hio e IC' pa1·ti da <:H· p l'i l'e 11110 stm t o rl i O\'a tt<L tu le e.l1r pt).-.;sa in :seguito, annna~l'lnndo!'i. p<•t·mettc•J·e a lle oss~t di muo\'PI'l>i entro l 'appal·t•c.rhio ; b) ruotldlarc b~o~~ la f;lsc·i<Jtura s11 tutte le ~;pnrge nze os!;('e jn guil'a t·b't•l:'s<t ri t-l-l(':l ~1 cout4.·· ne1·e i f1·amnwnti Ren:r.a. I?~'~'ITitnrc prt•ssiflne o kllscii:<H't' dolort·. llldlll·ito· intanto il ~l?l'iSO dopo cir·ca mezz'ora, Ri lt•vn (:antnnwnte il' Jl:tzi<'ute rlal c·ougegno cl i~t.H·ta ndo le }amici'<'. sa cm l<• c· ~amba lE>. cl alle aste• sn eui l'OliO iHnPsta te. l' lo si adagia ""l hl\'olo, indi si estra:rJ!oiiO l<' lamiere-

t' la sh•(',t·a

planhll'e, faet?nrlol~ sd\·ola1·r t1·a la imbot t irum eli t:OtOlW c'

la faseintura., lit qual t·o::;a, rir~'<ce facil e ~taut<• la nieht~latm·a cll'i p ez:r.i " più ancora ~'t' ~i col1hf' l;L JW<'<'au:r.ioJH' di IIIIJI·illt·;H·fi con \'SU.wllina. ~ell e unit:) sauit:n·it• ;1\'nJlzate qw•sti <'OII~t·~lli dt>\'OIIsi l'*'' lo più im pt·o,·,·i &ll'C.

.

.

.ApriJ·p 1111 app<,ll't'l·ehio )!t'sl'iato nE'l punto j!insto pe1· :'lt·mTirc la. f .. . ritu non ~ 1·.o~a molto fa cilf'. Un l)u on sJt~gl• rim rnto fn eia to rla OH lot. di n•t·sal'e, l'iot\ snll;t llH'tlieatu1·a ·,1t•llf' g01·r<· di ti11tum di it)(lill clw, erapoJ·anÒ() pl:OI\tnmrHte attJ·an:•t'f':o il gP~so, l-l'i t·eJJilf" Yil'ihìiP ull'<•stc·t· · no. ~i 1\ ronl-ligliato Hnch·! tH spgnar·~ ~u ll'arto sano nt>lla I'i'1g-ione sim · ' . •· ;!t!H ' l a . ma t''•ll rue t n.ca. 1.i t·on t o t· m. t l PIl a 'te!>H)lle pet·' po t pr·sene st•ITI1'<' 111 (Jil l'~<io J·ipi<•go non ~i ha. l'<'lll jH'(: ht. ('l'l'te:r.za c1i apl'it·<· la fim·str~ 11€'1 j)untn vnluto. 1/t'llrma , ' il racc·OI',C'i:ll)lf'11to spnl-lt:tno n ell ':lliO h•su t punti di C'o11f1·onto; la mNlkatnra tH' altf't'a la fOJ·ma ell il voluuw: on (lt> SJH'sso ~~ ~·\'ipJu> c·h(", :tì•t' rta tn ti1w:-:tr·;t , qH<>st~t uo.,) cm·t'i.f.!pontlt! alln, fprita. l'. Jlf'l' c·oJ'I't')!I!E'l'h\, ht "'' ingt<llldi~c:~ sottnH•tHlc'l l'lolillitù~ al· l'appnr<•r<·hio. J>t•t• non il\C Onl~l't• in Rilnili. èl'l'OI'i lo Ast·n•·<>lli fllll!l!l'I'ÌVa il mPz?.o ~'<'l!lH'lltP. NPI P''~'l~araJ'<• l'arto per là illgt•~o:satlll'<l si C'OJWC con sola. ~II'ZH :t pitì l-ltrati qut'l tnrtto {:htl corril'pon<le alla t't>rita e s u cni Ri dovi':\ 'pl';ltit'lll'e 1<1 fì1ll?!-.'tl':l. Ln gn.nn. si ns~ÌI ('011 ~In('! stt·il<t'f' dì {:f'· 1·otto ;Hl X, a' ll~ c tii eJ>tl·emftù l'i applic·ann quattro pinz<• Korlwl' , !t· quali \'NJgollf' scHlt">'<lÌf' da un a!';:·<if.!t+'lll(• oj!ni ,·olta ' dlt' si ÒC'YOHII p:H;· l>l"l·l'<" i l.!ìli •li fa~i:1. Ln. pn~izion1• clelll' pinze, o.Jtr<· '' s(•g1l<tr.- i limiti tl<•ll;t. 1inrsh·a, pP.t'nwtt(·· di l'iufm-z:ll·<' i rontm·ni et>u rl!; IIP fHnle : f·oi'lì c·h<• l'a ppal'I'I'C'ldo çlu~ 111' I'Ìfltdtn 1'~ relnti,·a mPntc' ]ego<,.!f'l'O ma i"olido r foJ't(• JH'l fl·ntto lll Clll 01'1'01'1'(• ff>ll('l'l' Ìll hliOilH po~izÌOIH' h• Oss;l fntttll· 1·ah• p11t' JH'I's('utnndn 1Wi ri!-.1wttivi 1Hlllti nnn o itne ttn .. ~tn•. Gli a.ppaJ·ecdd. · (~jr('olnt:i ff'Ju•st.T'ati sono, c·on tt' <liCC' IIllllo . .:uftlt•it•nti soltauto JWI' l ~· t'l·athn·e pl)(·o pst(•sl', ron lilla od nl lll<tssilllo <hw liJJf'Stl'f' t • (']Jf' dPCO I'l·onc, ;n;dtir·anwnh• n t' o n li<•r(• !",C:"JlSÌ: ]li'T' lt• :'1 ttl'f' sono '(ll'~ft· · t·ihili g li app:ll'<'<·t·lli p:c•~<s.'lti a d anst' oc1 :1 poutf', i quali lfl~eill•no ~l'opcl·ta · IIIIH ('stt•Hl-liOJH' :11npi;t rlPll'nrto ·in g:nisn dn pott>J·t• lwn tìll-.lÌ<':Il'<' P ,.:or··


TR.~TfAMENTO

l

JJELLF. FERITE o::;.n :o -AHTI UJJ.,\Ill

Jl 'AH ~ IA

UA FCOC\l , ECC .

<!Q/

l

veglia1·e h\ ·ferit<L Essi coustauo in so:>tanza ùi due mauit·ntti , ben ltlO· deLlati,. Fuuo a. monte del focoJnio di 1't·att1.u·it, t• l'tdtt·o 11 \'llllP. Questi lll<.lllkotti eli lnughe".:ea. ~utlicieutc ~ono tra loro riuniti per mezzo di thH! o tJ·e .àJll:'t! fatte di Mo ùi ft•rro , o c:.li •·ami d i bambù , o di legno 111'!-'~i­ ùile, che tSi til:'~IUO tOJl le loro t'~trt>m it:ì ai manif'otti liJet·cè giri «li heutla. ges.<s.a.ta,. )Jost s i se1·vc di :;tri..;ee di ft•tTo hu·glte ;$ cnt. P SJH'*'C :~ mtH.. prepa.ra.t e e pieg-;lte iu precedenz;t iu fot·Hu\ m·<·twt:t o tt·;tpezoiuc, le eui estremiti\, vanno inolnse nei manicotti. Hans preferisce le lamìne di al· l uminio perchf. meglio si prestano al controlJo radiografico. I n ogni caso è ~H't'<!li-:S<ll'iO thf' i punti di appùg-gio dd l'P ause 1-'l<\UO ampi · p erchè ht loro applicnzione l"iPsca. rapida. e semplic~ , come è ·nect'SlSarro ;1nr.ht1 r l.te .nei n11lnic0tti ~:>inno incluse le I'ifo;pettin· at·ti colazioni. ;it• il tempo oe.cot·reute ]_)(!l' cst'guire l ' a-ppa,re<:chio <'- tl'<>ppo 'luHg-t> 1· le coudizioui del pa~ieute !>"'no tali da. nou _ p~.>rmette re una ~ola setluhl, si JIO&':louo el:'eguire i manicotti iu due ··se<lHtc suc< :P~sive, dò che darù. a,ll(:Ol'<t· garanzia· ma.ggim·c per il consegnimellto 1lella <"orrezione ùei frammenti t! della uuona ti~~lLZiOJW tlelle aa;.:e . Cm:ì Jllll't' llliiU(ll'OSi COli · geglli rnecc;mici ~uno stati iù('ati 1w1· potel'e !-oem.a disfar<• l'apparecchio riport·c in humm p()l,(iZiotw i frammenti a.llorrht! lo ~postamcnto P l'~c­ eavalJameuto 1li essi si !-:hMw riprodotti. Ne (·~h-tono~~ tit·aggio, alllolla, a, l'l-emngUeJ'a.; ma e~ si, o l he atl esst-n• poeo pratiti perchè di molto r·oj,;to e eli ditlicile applicazione, non impri111ono ai fl-mum(•Hti :-'1:' uon movintenti sopra un solo a~se dell'arto. Per ovvial'e u. btle in<:<mn·uit> n~· P<!e'~ il me:u.to sugp;er·ito dallo Ascu •·Plli. Eg-li ul'lia. C'ireonfet·enza. inft>· ridi1v del mankotto supt>riore Nl iu quella r-;n]wriore dt>l manicotto in · feriote, cirJt\ ill .due punti contrapposti, in c llul~ rwl g-t·~l"o <ltw appi~-tli di ferro, per cu i coJiè tHma li r:hia.nwde del centlllf!J·eio si pnù fM·ilmt>nte th;f'lare t ma. ghi('r-n. pure t.li fet1·o· c he 11e CoRteggi : t.1rtta la ·<·ir·r.rmf-<'l'<mr..n. <' ~:;et'Ta di attacco alle anse clw iltlo~H·i·nrl~i fWl' r·itmil•p i dne manicotti RP.l!a direzione ,·olhht P pet• pr~O<'nrm·ne· il l!r<ldu;IÌe ·allontanamento: 'Va·Le d il'pr, sitivo, a d il· •dell'A., pet·m<~tte di muoym·c i d nH framnwnti o~se i in tutti i s ensi. otterwndonP senza, ~m·zo il s:oll('VIHnento, l'nhlm~-. ~~mento, :l'' a t! d uziom·. · 1':1 h d it1,iom•. la rotazionr~ intet·na e )H rot<t r.i011e el'ltm·na . JWI' fil">"lli·I11i rig-itlanwut<' n Pila ·lirezii)Jl(' du:• ~i ('l'l'Ili• opportuna·. Appa,l'f'c·c hi a. pon tt·· <·M) (•onf't>zi nn n ti t·i<•>~c·ono eet·ta nH'u te d i ~nlud e vnnt.>tg-gin pe1·chù sono semplici ed ecotromici e riescono di facile ap· rl ica~innt' 1'0!'1. gr;tndJ' 1d'Rpm•tùio (lellè fonw flt>ll'Hmmalato. Rsi:i JH.~l' · mettono tli ai;nt('ontaré n ,·olont.'t rlf.'l e hìJ•uJ·g-o lo ~pnzio l'~>'Ì~te ute tra, i thu• manicotti , r(•rulendo c.:o:-i lJOI:'~ihili ]p merlica.tnr·e a,n(·hc tli focola·i infE'tti c:on ahboudanti l';e('rf'r.ioni pu,·uleut e ~-'<•nr.a. c he lP parti ingesRate ~'~' in ~mlidno; permetto'no P.ziandio l'E•sccnzionc <li atti operativi "'' emHlmi ed infine i•en<lono del tntto J'~tcile il controllo radiografit>n. · • El)TI\lf"l~, n ono:;htnte i nnmet·nRi e _g(' llÌ<Jli pt-t·fe-J.ion(\menti , RÌ è do l vnto r iconoS<:ere che, spe~·ialuu~ nte JWI' lE' frattnre rlt>lFnrto infPriot'{'•' gli ll~)pllr{'CChi ~e~sati non b:n.;.t;allf• da ~oli a t:Oll~eguil··• ht Nmtt.'l riduZÌOll~ e cda tta ZÌOilU Òt•l frn,tnmenti Of'~f'Ì , la n t n è dò Vt'l'O che r-i è Re n. tito il bi!'!ogno di a.ggìnnge1·e aù essi la e · ten~ion{' p erma.nente. Lo stesso Ca.J.ot cb'è il più conduto SO!ltenitOJ'l' del gt·nntle applU!('('f'hio ge~i\11\t o

.. '


4.j8

r~·J'

!Ili Il l '. f t...'>f<t tlt.U.l H.RITf.

U·ìUl-\1\1 lt.JiLIRI IL\R.\1.\ D.\ n :i)_l),

ECC.

l t· ft-;Hf 11/'f: di• l fl·tll fJrf•, antnlf::ttk Che, COllE: ii['JI<II'tédU O imruoùiljz. :wiiTf: J>~·r· Il· c·nr1- dHinitin:. ,.,..;.() J'Ìf·,..t·f· !'Jif'>->"IJ ius ufficif' nte. p•·rmettenJo 11n Hlo\·iru•·nttJ tll·l J.adlltJ c·apa•·r· di "JIO!'tar·,. 1-:<lf'r· naruf'n te il ru oHcuoe ,,,.~.,~ '"IJ•Pr·i•.r·•·· f ·;;,;:i c·ofl:-rrata . rn r·J'I'P t-s<tlltr· l'<ltlii)J?I<Ifii·O. auclte in a p· J•:ll·t·N·Ili r·rl>'tr·ttiti ''"" pn·ci,_j, ,,w llt<tlf·tuati.-a. J•t'l"l'ÌO•I .j . :-( J!Ìnnti rlalla ,,,,.,, ;qoplit·~li'.Ì'>III. E JH·J"Ù l·!!li ''lllt,.:Ì!.dìa Ìll :-imi lì c·: ~><i tli mrtflell:ll'e l'ap· r•a l'f•l·l"l.ill :.!l'""" t l) ('(IJnl• ,..,. dlt\'f''<."t; Ì):tl'>tare ·la SOIII '! •li :lg'j!'Ì.UUJ?I"ITÌ l'h·lt·II~ÌIItll' 1'111111• ,.:~· il tiiiiJI'l' rfj g<"i"'ll 111111 pclfp,_Sf' f'!<>'f•Tf' ,.:lllll<· Ì(•Jl tt·. ( ;lj :IJIJIIIIIIÌ I•ÌII ~·t·i ><oliO l<t;tti I'Ì\'f,J t i :tJ!IÌ app:tl'f>('thi !!f'>'>':tlÌ ;t Jlfllllt·. Si :-.IHt'J irwolpal i di l'"lld r·l'l• ar wor·a piu f;wili Hl ;l(·t·t•Jllll;lli ;.{JÌ ~Jtlt-< l:lllli•JIIÌ d1·i IIHIJI('OIIÌ II>',..~·Ì. IH'l't•hi·. a tlitft·J'l·JI7.a tlP)!Ii ;lppar·eec·ltJ t·in·•1lari, t•,.:t•J'f'Ìt:lltlt la lol'lt :t7-iftll!' >'lljtl':t ll 'l:t l'lll>l'l'IÌI'ÌI:' lli('DO Ps! C!':<l dt·ll':tl·ff,. :wzi l-' 'JII'<I "·'"Il' c·irc ·.,,.,,.,·ittl'. :'i :<oru• aUt·lu· l'•·•· 'JliPl-'t::l ragio11c addr·I Jitari Jor·ft i far·ili rlN·tJhiri t· Il· t·><r·:lf·r·. l'ur· Hlllllll'trt•Jlflo iut,urto la ('llllto.Ì,fl•llr.:c di tali app tlllli. 111111 po,.,Ì;IIIll • rl'aJ[t·nlldt• llt·g<ll'(• dt' ('~<,.; i >~' ' "'' i11 ~· :~ 11 l•:tl'll· eia a><• ·r·i\'t•r·•· a dif,.t ! i di fl•c·llil·<l. Cntt ft·~.in uar't' 1!11 b11••11 app:ll'l•r·d.io ;:r·lo-s:tlll 110 11 c• dt·l priruo n·nn tn; tpw,.t o è' IH'Ih' :-:i "appia rl:ti c·h ir1rr;:lti non·llini c·ltt· ,:j t·illt l'lll :tno •·n n ;;11\'(' l'('llit~ IP)!g"l'· 1'1'7-'l.H . .\4•1J'u lf illt:l ;!111•1'1':1 rJi ,.;jff'aiiÌ ;t pJI:li'I'I'('Jri ,.:i (• f;tlll l 1111 11,.;() t•t·('l'.S· ><Ìn1. tlit·fl a11r.i 1111 al • r r~o. N : ,..ì d; \ t•lt·\·:u·.. il oliH urlo qua><i a. ,:ìsu•ma, c l'ii,. a par·tr· l~· :tlrr1• r·aJ.d oui, 1'- \'al:-.:o llta;:;:ior·rllt'llll' a :<('l'f:'{litarlo. l-'1· r•IJ.!Ii app:trl•c·•· lri drliuiti r i d :t uni tl••r·rirri pPr' l'm·to ~<llpPriOJ'L' l'i p11Ì1 r·r·:dir-wr·t· la f' •IJ·;•, atuhtJIHtl•r·ia. 'lll''·"ta 111111 (o as,.:olnt<lment<• appli· c·:tl.ilr· lll'i c·axi di fr·alflll'l' dl'll ':11·1o ill r•·r·i.,,., .. ;lllt·ll•' ,.... la fprita ,·ol;:a r·t·~ol:tJ· Jllf'ltlt· a ;:nar·i;:iorH·. La ..-tar.iOIIP •·•·•·tta o;;l<W'Oia iu tlr>tt\l a;· to l:t c·irr·olar,iollf' \'l•llosa. t· pr·r· <·ollsi'J!111'117-:t i t~>,.;l'llti gr·:tllltlrgg-i:t ulo male c• h~ c-ir·:tll'ir..-.ar.iorH' llr' vif·JH· raiiPnl:lla .-•1 anr·IJf' d('\- iata. ]llrlltt·r• i col pi 1· l!· pr·t·I4.•1ÌI•tti d!·llo t>l>Cfr·c•JJIO d ~>ll'ar·tn si tr·asntf'ttOJt(• più o Ull' IIO fatii IIH·IIt(· al fo<:<1lair' di fr~t. ttn r·a (' qniudi i ft·;tllllllt>IHÌ tt•rlflono a spo,.;tar·,..i uel x•·11:-.:r• f;"·rq·irtt. l nfi11c• ~~~i punti di ai•JIOI!I(ÌO, pt>r quanto brn Jli'O· tt·tti, !<Ì for'lltllltll f:u:i l nH· n!<· 1lf'll<· 11lr·e r·f'. ('ond ir-ion1· JIP I'<"ÌIÌ i1Hl i,.;pt·ll · 1-1:~1tilt· pc·r· l:r ;.(lilll'i;:ioll.· dr·IIP fl-atflll'f' 1l<·ll'ar·to Ìllff'I'Ìfll'f> (~ la clt>gE'm.a d•· l f•·1·iro H l• ·t lo :-<ilio a t'OIIS•IIidar.iollc· conff'l'l1tata. La c·nrn aruhula· tOl'Ì:t ~j JIIIIÌ ll~IJ'(' Slllt:tllfft :tJIOI'(·IH\ )'l'l' )a pota l'l'l'istf'll?.fl· d e] ~ÌO\'ilDP c·allo :<i II•IIH· tli lll'l'ft!!'g'l>t tar·lo a J!l'llltdr· ):1\·or·n, p si pnc't rir'orrel'f' pr-r· In. c·it·r ·o~o~taur-a al lwn noto :t•JIJI:ll'l'f'l' hio DP!Iwt, il qual<' si srr-vc conw p111ll i rli "I'JI"I!~io. i11 altn. clr,ll ' ist·hin ,. tl•·i c·ondili femor·ali pc] in hasso rlr·i c·ortdili til;inli ,, dt·i 11rallc•o li . ~~~ q~tc·sri Jtllllti <'sso ,.;i fi,..o,.:a c·osllwne I'IH· . dlll'altlt· il •·:tm11tinn, il p1·xo clt·l t•t~rpo \' H•Ht; tr·:tsmc·~sn dal Sf'~-?:111Pllto XIIJII'I'iOJ'(• a qu,.Jio illft•J·ior·•• 111'1' lll1'7-7,o d<·ll'app;ll'('('('!tio mell<'simo, e la 1-ig-idil;\ di'i Jll>r-;--.i rli l's~o ~<nppli,.;r·t• a ll" lllilll\'illl7-;t di t•igi<lit<Ì •l ellò sdl{'· lel r·o; i 11111:-<!·oli P J,. ;n·lit·olar.inni dc·ll'arlo fmttnmto e:nn('orrono al nHn·iru•·ll{ll i11 ntodn attin1. l: li npJ•Oxi tnr·i alla eura amhnlator·ia hanno olJldrtt;~tn la illttxiorH· 1lt·i punti di appo;:~io sulle SJJOI',:!:t~ nr-t' osl'èe attl'a· \'(•t·~o~o il tP><~<nto t·Pll•ilo-adipo!<n <· muxt·ol:ll'l', l'intollet·an?.a della pre~o~­ RiniH' Nn pr·a dt·f t1 pn11ti. l'insnfli!-it·rtr.;t 1l••l la ('ontt•rwnza e la possibiliL\ tli uuo ""P"~'taJtll'l•to sc•f·oJicl:tl·io dei fr;nllm<'nti. 1-<l infine il ritar·do o la IIIHJl(·:tn:r.;l di I'Onsnlirl;~r,iou<' dPl <•:tlh1. I f:~ut•)l'i inn·c~ fanno notare


'IRATIAME1\TO DEtL.E Ft:JIITE OSTf.U·ARTICOJ.,IR! 0 ',\R ,\ I A OA fUlCU,

ECC.

_4;i9

ehc con appa.recchi cosi perfezionati si coust.'tta radiologicameutc che i ff';unmenti ~;i ma ntegouo a posto malgr<Hio H <·a m mino, che un certo ;.:mdo di modmeuto nel focolaio di fratt UI'i1 f~worisce, anzicbè o~;taco ­ l:u·c, H ralforznmento del cnJlo, che ht dea.mbulazioue facilita la circola· ;dune d!;'ll'a•·to frnttnr:ctto, i.Iupelli&".e l'amiot L·ofia. e le 1·igiditù arti<'o· ltn·i , ac-<:eJcr;~ la g-u:H·i~it ) ll(' a11a-tmni<:<l· "' funzion;ll€' , ~>'e n?,;l dire dtc t'lil'J't:ita uua infint•nza [aroJ·evoll' :-:nllc comlizion i gt•nel·ali e sullo !'iato llltJL'alc• dt•l f t>l'ito. IS"oi p€'l'Ù 11011 c·i la~c-ianw tr:1:-:rina1·e da sitfa,tto entu:-:ia:-:uw. e l'l'~<tiamo fprmi JH'I pl'indpio {:ile la tleamhulazione pnò tutt'al più spt•J·imPHtaJ·.-:i a. guarig-ione a,·,·eJ·at.l tlcll:1 feattnra o 11ei cnsi di ri tat·do di <·<•usoliclaziolli> eli Ps:--n: ma t he i11 tutti gli altl'i ('a·si le fr:tt· tlll't> rlf'll'artn jufpJ·im·t· IWI't·IH> siHno s<>gnitt> ùa esiti f<'liei ric hiedono la dpg·E>nza a, letto. U ) HIIII'ZI0:\1~. ( '(1:\'J'I-::\E.'\Z.I 1-:IJ J)l.\li•JHLIZZ..•.7.JU.'<Ii Uf:Lf.E Fll.\'1' 1' 1' 1:11 .\I:TI"OL.\1: l.

Hig-nt'O>'HllH'IItl~

padandn and~t• ali•• fratture art it·olurì U('I'UI'L't' ap· jdiCHl'f' il pl'inripin cif'll;t. J·iduzioiH' 1h·i ft·ammcnti. Qn(>sta, però in ('!':SE', r·nmc ì.· on·in innuH~inal'<', Ila ntm importanz;~ assai minor€' di quella .-!11' ha m~ll<> f1·attn1·l' dia.fisarie. Es~a. la ~-i ottiene pe1· lo pi1ì manualmente nell'n.tto di a.pplir:-n·e Fappa.r eccbio contentivo eù immobilizzante t>d 1\ r:t.~·o j l c-;t.:-;o rbe lWt' t·OJISf'gll i1·la si d<'hbn. riconet'l! a. Ila est('ll~io nc

t•<·t·nH\ nentP. J'iù <·h1• la t·i<l m.ione t·ie,:1·on<• a ~-;sai !ip~>~:-:o diJlicolto~e uelle fnlttm·e Htti<:ohwi ht eoatl;}tzione e la immobilizr.azioue ùei frammenti ossei, le quali. tl'alt1·a p;~t·t(', co:-:t itui:-:cono elementi e~:;:=;eHziaH della. <:ura di e~c , a.vcnùo il tJ·i p lke scopo rl i C<\ lmtll'e le ~'Offerenze, di prcwn ire lo ~vi\ u ppo dclltb i nff'zion<•. li i bene i ndirh>.r,ar(' ~~· fa\'(n·irE" il proce::;1-;o di ri pn rnzione. E' an<:h<• <:ònt pito quindi ùel medico che peesiede al posto avanzato di nwdica~ inn(•· di immohilizz!We <lllali>iaf!i fet·ita eh<'~ trtwlt--:i nt'lle perti· nonr.c di tlll<\o gra.ndc n.t'ticolav.ione, ~i...·wo: o pnr no, e\·i1lcnti i siutomi llc·lht peuetrar.ione e della frattura. ; ed a tale còmpito deve con mag· g-io1· l'i~OI'E' rispomlet'f' il e hil'lll'go che imprendc la. cura eli tale fc'rita qua lo1·a il :-:os1wtto 1lclla- pE"JWtJ·azionP e 1lelln. ft·attura Sll'tico}a.re· si conn:rut in rea,ltù. La. grande legge del r iposo e d ella immobiliz7.a.zione qua.l<' l~<tsP d.i nua ru1·;t diretta, {·outro h1. infe2.ione nelle fl·t·ite articola!'i ha dominato sovrana. dura.nte la guerra., e credo clw ucssnn !-;anitai'io ~'<i '~<Ìa· a qnf'sta ,-olontm·ia me nte sott1·attn. Per<) ad essa un'alt.I·a. lf•gg<•, Jl<tl·inu>nti fond::wwnt;lle ec1 indiscu:-:sa.; (~ l'tnt;) a~·snriata , Pd l> quell;t rhe non bisogna. prolunga-re oltre il nCCCl-iS<Irio il riposo arti<'ohn·<>, se non ,·uollii C'OlllJH'oJJwttere il ri::;tabilirsi <lt•lla. funzioualitù clelia. parte. ~e ciò è \'Cl'fl • .- lo abbhtmo vi<-io, nellf\ fe1·itt' dinfisarie, è ancora pii) vr1·o iu quelle clt•lle nrticolazioui, nelle' quali l ' itwJ·r.ia f<n-ori~ce non ~olo il progredire delle rig-iditù c delle atrofie di \'f\l'i tt':-::-:uti. ma più spedalmente lo .s.-ta.btli.r:--i d('lle ftncbilosi. Quando deve avere inizio la mobilizzazioue? Rispomli;uuo <'Oll f ran · ··hczza: non Jll'imn. chE> og11i dolore della pn.rtt' I"Ìi\~i clilf'g-\lato. E ' <llle·


rll l'l T\ .\1 f:.'\TII U~: 1.1.~: n :tun: l~"n.ll-.1111l CII I.<IItl

4(lfl

tl".IR ~l .l UA Fl ' (ICII, t.CG.

,, st n uu a l t ro ea uollt', a cui non hisogna <lt•rogare c d te pot·ta a udH~ a,l ccwollario clt<• la Jo,uhili7,7-<V.ÌJ>nc giù iuil!.iatll· va. SOt'l)('&t ~mi qna iToftn i 111odnwut i 1·ht'- ~i t·scguono e<:dtauo ret·n soffereU?Al fl mituH·t•iano i1 J'Ì · s1·c•:.dio Ili ft.'!}Olll.c11), ittli;umuatot•i. 1J JWimi ·tentntil•i· di mo4~1ir.7.t\7.ion ~ c!t'I'OQO I.'::Ost'l't' (<J.tti ,COli o;.;,trema. <Lolcer.r.;\ e limitazione~ è 11110 slta""lio . . b g mnsst)llo 1'l \'n l t' l'+' otteuPJ·e iu po('ùi ~!ioi'Hi oiò clw 1·id1iede dt'i m('si; t·, <'On u: l~t•ll dite Ollit•t·, se la clodlitù da. Jl<~l't<' d1·l fc·t·ito dew t•sst·~:.- !:1 ~<ua priJUa ,·irbì , la pazimtza, c)a, IJartt> del c bit·ut·gn non (> meuo H<•f·•··" · 's;u·ia . J) 'alttout)<: Jl<lll si tratt a ili. yi.nc·et·u delle t·t•téistNtU•. 111) ~li J·(llll · pct·c,> dt>lll· acll·r·eJlZ+' pt•t' cui ot·cm'l'U. la f~ow.t.n htntu : t>Ì t t•a rta iun•t·e di ti<·qsn·uit·e 1111 appat'l'tThÌI• di ~<'<IITiJiwnto. <' di •·i vt·~anizzm't' lltt;l :;pec·it' d i sh·t·o:-;a iJJtcl'lllcùiaria. l'(' t· que,.to OC('(WJ't- del tempo. t• lt• nHt JIIll'l'C lH'II:·w h t· c pro l 1111 ga.t<; a ppl·odrLno l l il uu t ' i ~< n lt il t.o 1H' lfl't'ta Hl t 'li t<' t·on t1·a l'io. Otcunt• i ulitu• l'l t t' llt·~li iu tt>t'Yitll i d t> lll' (•OJ•tp ~Ptlu tf' Ja. 1'<11-t't• I<' !<;L sia l'i~ot·o~auH·Iltf• im uwllìliz7.<ttn t·d i ft·amHu·uti l'l'stino IH'tll' c·n;\1 l a t.i. La mohilizr.:udollt• Jll't'rc.c·t· t'> iiHliC'ala. ;lll<'ht· rwi t·asi in cui la 1~~-'l'· dita· di soslituza osst'll t' ~tata gt·au<le. Iu questi t'lll'li im·t·r·o !<OHO i HHI · srol i dH~ clt:\·ono <·osti t uit·c i l~>gamt>nti a t ti \'l eh• Il<' n,•o.H·t t·o~i. t • ~<c· a mautl'lll't·si fu1·ti (' d:ro l'ORi ha f•ontJ·ilmito la pt·t•t·uc·itù ddl'iu tt•t'\'t<UUJ. l'C• a. gnrnntit·ne la flll11douc ha pr·oHcòuto la- ~tJ•(!tta app li t·a?.ion~: ùt•l ljWtorlo sol tot'apsnlolw t ·jo~~<·o, t 'llliH' q nello dw Ul' ha t·iKjwtlato l~> ili · s ~1·zionj 1 un p t1Pn,~i i 'l sc~u i t q <IC'/ J}. Iii i Jll't'?..ill J'I'OJ llJIJ.(Itta tl<:tc l'Ili i lla.I'Ut' l'atrofia, ,j ...,·l'si lwu~<Ì c·on lt• lot·o c·ontt·aziuni n mdtol't' po.......,~bilt> lo stJ·t·tlo a fft·on bt nwn t o clt•llt• sllJ)(>l'fid a r·ticola l'i , none· In'· lo s\'i l.u ppo ~t·aclnalc rli nna nt•oartro~<i capa <:<' di l's<'gnit·e lllOI' illl<'nti tli uu';tliiJIÌI:'Zi'-:1 l<Otl.cli .. ra ·<·••ut<• anc:IH• st• la l t 't'I'.~'Y.ÌOl\1' è, :;t~,c.,~ g~· Jit : t·q:;a,. ,,.. 1 l'otwlncl<·tHlo, l'il! inuu.t ft'l'ita a1·tìt:olarc con Jt·attnm· ~<i vnull', dopo l'i~ tt•n·.. n tu l'Ili l'lll'~ic·o, utt(:,ti.'J't~ i l ~·ist abililltt>u t o rlt'llu fnnziutw •w · t'clt·r•: t·rita!·t· l t'(;' :;<·o~Ji : l'i w nwh~ l iu.;t.zioJW, tt·<>Jit 111 l•J·olnugu.tu. la tll•>· l1il i,:p :a zic/Ht', W«W\H'((. 4~ , .l! w )t il i :.GliIl~. ifi-Uo h1111 t 11••· 1( Lt>1:it·lw l. · · • .<:onl.1·o q uc:st i pt·i11ci pii, .frn ti o .ùi una J.uu~a t:t"pet·iC'u;.o.;.t ; i u~<OI'~<e 1111 c·hil·ut·go ht•l~a. il \\'illt>uJ, eli (<TMHL Qtwsti ;!ÌÌ~ •!:1 1\llt'<'r<'hi ;mni si l-MI IIJ'IIti~<I·O a llu inlluoltiliv.zazjc)IH! "i~tt>mutic-;J pl:t lh ftt~ltu ;t rui ~t'll Ì Y:ttHI i'~"!>:.;'~+'ti<,Jii i tt·aumatil'mi tlt•llc• :u·t,iNiht:t.ioni. I,}~Ji t'l'il st a to spt·t·inl· llll~ llf,c tolpito rl;dla, Inuga dut·Htlt t> dlt~li t!tliti ~r·~·!4so ~t'H·Yi tl<'!-!li P1ua1·· t.t·i h-.tlllll<\:tù;i clt-1 giriiJC·chif• t.l.l tto fn>t ttwu ti . twv;Ji iuft•l'tnui ~ul la n n·o. D etò~dera.ndo on· h\l'l' a <;iò, si cl'& spinto a. p n U~l· t·c• i.to mtod ia k\ nn·u t«' J'artkulazjt)ll~. t•cl :Wt>l'll ~list o t:lw qncl;tn ,p tmtut·a 1'\'ll<'\l <IC"t·irP fn t·t•va c ;t~~<:saJ·t:; ht·ust·allH!Utt· la ·di,.,tt• Hsi<nt~ r a~·tit:u hu•l', l~tllXII • pt·ima d<·i tlol11rl• 1tell;1 impot~ uz.a funzic)naJt;". l' riwetteva ~nh i to l'~ l·t.icolaziOIIc nl.'l suo Joi1a to l isiolu~it ·u, xii-c·hO: t'l' Il .J'~>Ho ~>~n bilo pn.... ~i hilt• :t l ft>J·itt) Jli t•nmmiu~ l'l' ~<!' IIZ ·,, ppa t·t•c·ddo t• sPIIza Hh·<·<· h~. A <:tp list ò qui uri i la t•on ,·inzionP dw cp1autt1 più pt ·t~lu U J'l'l'i to <·ntu.l'llinara lltuto IU11111• ,.,, , n . t<mH' I'I'i la ,.,•. pjdi ,·a. dP ) 1·e t•s;HHI'Jttn ~t·llv..<t ohc> questa nlobilizllll~,ioll<> imnit•dinta c• r·nmJ ol ~t ta an·x~t· J'tll' l':11·fleolmr.ivtw alcoli <'lft;'tt.o clanuc,f.lo:- (:bt- amd In f,!'lHtt·i~imw si n ltt•lw\·a i11 por hi ~iom i C(lll tll(f'~ri til llll <ttmuk!t t• fun :r.iottH it' a,.:~:<o l nta. ~~-. ''' illl'tu~. m'• altl'i t·hi\:111'1-{ll i . ~p('()ÌSihlll'lltt• lwJ~i. d1p ad .. l

. '

'•

l

..... ,

'

l

!

•

l

'

•

c

'

.


.•

l'l

Tlf,ITr\.\lE-"1'0 n~:LJ.l-: FEiliTE O:<Tf.IJ·AIIT ICOL.IIll ;

•••

j

;

l

''

l

ll'AII~I l

IlA

~TOCO,

46 1

f:CC.

'

t:lJ·oup . il m~toclo ~ubero ma.i· n ~;eguahn·e inri<li.>nti spiacerolt. Quc~tt• )•l'ime pro,·e incitarono FA ~ ;1- .xoptn·imcl'l' la. mobilizzazi<me in altre l~::iÌMÌ , tr.a.wp.a.iicl.te sino .ad · indudo :L 11ou immobilizz:1re nesstp\;t fm tttll':L, ;,u1:icpli1;1'C .a. .meno che qu~!':ta non 1\.Yt'~>~<· s<.·onn!'l'x:.L In' st.Hi<:<." del l';H:to·. '1:~\lc. motJo1·~l i procedete HVl'ehbe a ,·uto il ,.a utagg·io di ridunc iu ;uoùo ~:.~otc,·oJ~ ,Ja, durata. del trattamento, e lé le~ioui :~rticolari a,,uziJ!hè SUUil'.O:aggraVIWlento sa.rcbuero guarite 1-:CllZ{L anchilosi, atrofi: Jllll!-l<'Ol<H'i i> tli!-i<H'<-Ii n i funziona li iln polt<l n ti. ,' . . 1 •• III · \'\lHI<'tll'!~ ·app1icm'ù ìn i>t'l{uJto ?l :;.uo nu:hJ,yo ~n~-: ~~~~~ILJ:gi~ JJ guet•ra., <:· norr'.':'<Jl? IJit~l(}~·'·a .ne! le fcl'it,o wft~tol:~ i) .')s"·nT ~w_uwhi !i.zu.az~f/lHI!! mar ohhhgnnr. èlSùtndtò Jl fct·tto tHI c~l·gun·c ~m al PP1J.I.O g1oruo <J,e~ l tircoli modnwnti ;'l:tt,i d -e Jlll~:·di'Ì. 2.\è eÌ() lta~ta ,· dll-' certi o ' t•stellÙè'\'à t!etto mH o<h) n l t1·a tt.u\le~ t o ·de Il•• 'a t·t 1·it i · put·u lt•u te t·segueuùo da:ppriu1~ ·Jl:n-tt·o~o_nlia .s<1 uipli~·: c' fati:'JHlo a q11 !~~~a tcm•t·~ irunt(•diat.alul'-I:!Je l!ie~t~ hL mobihzzaMOtl!~ a ttl\'a. l n tal m<Hlo s1 pt·onwa n L la comvLetu, fuoruscita. dt"l• P'l~ 1 spt-eu·~~tldolo, per ('Oi-ii dil'e, da) tan~ . :n·ti<;ol,a~·e grazie ,:nJI.e ('.«m1t';\Zi'Olllf '~t,! " lfil,i~<:Ol i i:' d. :1 }) o S('OI:I'i.llll'll (o', 1k.lll' l'li pel·tiù . jU'.t lCO}al'i. ~~ irDID'I'ag-ini-,' \~t' ''cuLn·il1cel·~-;phe, rh<· si Fo:->l'C ·.tt:attatn di un 'a-t·ttitc pu~ l·ul<•n tti· <lel :tilioc~liÌo; N :eo •·oruP si :;a t·t>hhl'tO- :·m;> lte le uu.UIO\'J'ft t. iuci· 11-ione UIIÌ<'lb ' hil'il.tl:'t·al+~ parai'Otttl<'H· •>ltJ·upas~;ltt h· ~~~ ~<(ipt·;t il : l·.til ùi S:ICI·o, In s(ltt(rln: l,in~n .':n·tkttl:ll'<' : ~(·llz:i: Ìllll'O(llli'.lOlU• ·di , :Llt:t~t' V.t:.ell<!g'giO tH'll'nl:lie di. 1f1Ùlt Fttriioìciit' gnrza, st;n?.;l lavn;.rgi ~IHloarticol:\\i, ~uza. 'l

l

l

•

l

•

l

'

,...._

•

,n

·eFJp tot'ft~i<ìni>. lth•un·a. in c·H\'it:ì, ma toll ;;ul:.t :tpt>lù·m.i~tlll' <li mw. lltl'tdi,e:i.tml'<.t- 111olto la~~t a-ttorno a-lla, ginnt.ut·a l ! :-:ol'n•gliaU?.<l atteuta di cpw!-o'ta. L;t. 111 obilizr.a ziou<' ha Ùw~o n nn appena jl., w~da o ,è fil!'~'~ , !lCll Hl~.­ 'ltus~o 'dPli<l> ·n :h:ço's i. i"ug-g-t•:::tionato JH'I' 1110 1 tli <Un:> thtl chlrurgo, egli f1+'th• f>'(l (>lo-it'nd•• la gnmha, e tMl o:;umw di tali lllm'juwuti !,;i, ,·etlc .u-sdre da-llt• incisioni H ' \1tts ta,Jora. a. ~etto; In Jlt•ssioU<' snmta 1-i()Jtl'atut~> i Cljl 111' 1<tu·t o latc'rn,Ji (' <)ll<'llo tl·,ic:Ìpitale . .m'<·utl'f' '1\·sttnsiom~ , ~a. eff-etto !-;J\!:i·ialnwtite ~ ull'i ~terliHNt. La mohiliz?.a-Y.ion~ d<·rc t>~su1·e m:lst'it)l<h <:j<1~ ~pintH· 'fino ai limiti «•:-dTI'mi, e der'ess.,•t-e iuintenotta, <"io~ 'lJOtl';ltta.

t

id no alla. st·melJCzza, del paziente. ,p priJf!o. ~noYimcuto, il più Jaborios<;»1 il'' l;t' l'l{•\'HY.imw rif'l ta li m t(•; ~·pgumto la tl<>ssinm' e l'P~tensioue; l;wn pt'(•sto \·ient> in ;liuto il rarumino da inizial'i-ii a:<s1~i prima ddla. cicat,t·iz: ~azioHf'. Ln ·mohilizzazio11e passira. ed antlw l;~. mista. vanno scortate prr(')H~ · <:flll~fl. (li <'ltlltf]ll<li.ÌOIIÌ. ('lll'llll'ntc O di connti J1ol:!istici el.te l'Ìbll'·

1h111o 'h\ guaJi'?crioiH~ .' t!'' , Quali sottfl i tii>:ultati: di qtJCl:'lO trattamento'? I nùÌ&'.ntil.JHUlcute ot· t im'i; secoujo IlA.: ' eù i :::uoi ;;egnad. La suppumzione dim.iuui.sce pro. gl'N.;sinlme-ntt~, t> clolH) tW certo tempo, elle mtia .'òf~coudo i ca~\,, 1111\ d1•· ; çerto 1101,1. è molto lu:t're r:-.gginngen<lo semprt:> parecehié. settimane :....... il pus si J'illuce a· poche gocct> ~ino a cessar<•. La. fet-ita. è .<Lbbondnu· temente granuleggiante, la sinoviale rossa ed edeiuato~, ma le <'nrtila~iui hanno a!':petto normale ed i tes~11ti peria,rticolari sono tra.ttabili ed jndolbnti. Al'l'iva i1 ruouwnto in fili ~-;i ptHì cantnmcute proecdcre alla ~uturm se<·otHl<nh\. !'lenza. -ehf> f:i fl.hhia. a. h•nwre l'in,"'<'lt':tCJ'(' di lHI('f'8~i '{k'ria.r ticol;n·i o <'li at-t·o(ie muscolari o di 1;i~itlità :'\ rti<:ola'l1Ì. Si ·potrebbe d<'!:!id<>rnre di meglio? e non l':i ha il rliritto, diuauzi a ri::;ultati così ,,

l

•

i

l

•


4fi2

TRITH\I f: 'iTO ilt.J,I.t: Ft:RITI-: lll,.n;u-.~Rli()JUH I

O'AH.\11 IlA

Fl 'OCO. ECC.

1,1·il lan t i. d i l'in wn· r·p t·olla lllt>ll te al la ~<m't(' {Ielle molte migliaia .J i sul da t i ('O Il IP:ooion i art i cola 1·i l't• i-d f.tMpi d H l fet ic.:i~mo d~lla i m mobiliz. Z<l:t.il)llp '? \'t·r·o t' l'lw il nwttJdo, a tlii'P dt·llo >'l't>.~<su A., ha lt> sue c.:outl·oiudica;-, ioni, elle t·~so, ;;('{·OlHlO atff'l'JWHIO colo1·o dH: d'ha,nuo s pcrimenbt.to. a1wlw >'t' ind ieatn ,. applic·ato <·Oli la uw;;sima t'sattt•;.r,r.a c preci:->iOIH'. pnù nou dal'(' i J·isultati <·lu• ·~<t' IH·.ast•Ntano. L<· t:OHtroiudicnzioni souo l'a1pp1'<'>'1-'llhlte dalla natura •lt·lla iuft>z.inlh' t· dall;'t estt•nsione delle le· ~ioni ().<,-:<t'e. Lt' pioar·tr·iti "'>stl'nutt• dnllo stl·t·ptO(·oct·o, SIH:'('Ì(\Inwnt(' st· in associazione, ,·al dire le pio;u·tt·iti Ycr·amentc ;.rmYi e che sono le più frequenti, non s i gio,·ano delhL mobiliu.aziouc attiva precoce: ne souo suscettibili im·cc·e quelle pitì lwnigne ma assai più rare, doYute allo st.<l·· tiloc<X:co ; di. qui il sn~;.r!'ri nwn to eli Fiolle di Jan·. pr·ima di a <·(·in~er·si alla S<'eltH del nwtcxlo. l't.>stlllte ha.tt~'l'iologico ch·l liquido NHloal·ticolare. La lll\thilizl,aziom· attira (• :nH-lr(:' ill N••·;.rnihi k rwi. ca1Si in <' Ui esistono gl~I\'Ì. lesioni OSs('(! CliC ÌJI(]UCOIIO \Ili \'t'l'O di.~<)()(';\Jll('UW (lei !'il•]IÌ ;u·titohll·i, on-cJ·o in <Jlll'lli t·nn distn1zinn!• pr·imitiYa dell'appnt·ct·t.:l.rio mu · ~"COlo-ligamentoJ-~o, come atl es. laeerazin11e dell'attacco del qua.<lricipite, t.lisim:e,·zione tlei ligamenti cr·ociati, e ,-ia di('(' ntlo. Cause infine no11 iufl·<'qnenti d'insn<·c<•sso (1<•1 lltf'tc•riP sono: il l'ÌtaJ·clo lWil' attn;tzionc' tli t•ssv, ]a, manr;HlZa (li )Htzit>nza t• di l·ollahoi';LZionl' cla p;nte d!:ll'illl't•l'llll}. la pusilla n imitù d i <)U(•sto, la i n i hiz.iou~: funzio11a l t• delle contr·;tzion i tlei muscoli, la cu i patog-t>IH'si è ost·nra <' (·l1e J'<'ll<k impo!>;sibili i modllrt·u t i att'id: inliiH' );l pr·ogl'(•ssinl tlimiunziout• di qn;,>sti dopo 1111 ccr·to JH•J·iodo di agt·roll' nlnbi l izz;tzicollP attiYa, f:rtto pal'iuwnt·i Ìllt'i-lJilÌC~lbile. ~iec-.JH~ fad•JH ln la. SOIIIJll:l rl<•J)(• I'Oiltl'OÌlltiÌI'OIZioii Ì P tlt-:,rJ'illsli('CI'l'Si th>lla mohiliz;mzioue attira pl'tl("O<·t•. s(• si nwl stlll'l' a q nel <·Ire atfel'lluuro g)Ì st(:'S..'<i oslllli f'auto1·i, dohhiOIJIII' l'flllt'l lltlt•l'(' (')l(• l'antÌ(';l t(•J'tl]'i:l lllilll· ti(•Jlp :lll<'llJ'a i suoi llil'itti, sopr;ltuttn in dlir·HI'gia rli ~lH'lTO\, 1• r h'(•ss:l llOll può e:-;SPJ'f! 1 almeno Jll'l' j] 1110lli(•JltO, sostituita. l)ohhiaJIIO ))C:'l'Ò 11t:l (·OHtf'lllJlO ('011\'t'llÌI'C (')l(' i) IIICtniJO .Ji "'iJh' III:O." I'OIJIJII'I'Sl\llta 1111 t!'lltati\'11 t'ire 11011 ;;;j r](on_• i:l!';(;i;Jl• IH'I'ÌI'(', pOi<·)u~. (>sSI) Sl'glla· llll ]'I'OI!J'('SS\) IIOt('\'O)i,; 1-<ÌliiO n1•l hat.tamPnto t)p])p l<"sioni :11't irni;JI·i: t•d t'- n•1·anwnt(• eia (Jt•plll· 1·at'(' clw 11011 lo s i ~ia potuto sptwimcnt.arp ili ~ncr·1~1· :<11 ya,o.;ta ;;ca la t' t·oll l(llt' ] l'Ì"OI'(I,'<i:<IHO l'hl' :<;ll't>loltl' I 'Ìt·)IÌ I~to da Jl\1;) illliiJ\'OIZ.illlll' t·OSÌ l'at1i"' solo pllÙ t·nncllll'l'P :1· •CÌI'cllli.Ìolli :-;t·J·i<• (' •·ont·l'f'h•. r•lll-' t> C"lll' ltito•·ni;llllll i11tauto ~Ili 111*'t1·i pa,!'si t' didnmn ftlrn.kosa •li speciale sulla irnnoobi lizzazilolll' t· :-.<tll ln m o h il iz:t,;Jzio n(' rl i t·ia;.;Cillt;l dt·lle gt·a.rnl i a1·tirolazioui. P ct• qua11 to rigm11·da gli app:11"f•ct·hi immohilizanti fll'O·· · ,- i~ori o dn. tr·Asporto pns;;;ono sel·,·irc pe•· le fnitc :wticoln.ri qnPlli sfps..-.;i i ndic-ati )Wl' Il' fPI·iiP r1intisnl'i<'. ('il·t·a g-li app:t•r cc·rh i llt>finithi si ;Hl:lttnno as~ai ht·IIC pl'l' lt' fr•·ifl:' <lrtirolaJ·i quelli gPs:oo;tti si;t <l doc·re cht: firc·olar·i, feue~tmti nel n pnnt<'. ~pPtta, x'intcmle, al (']ri•·u,·go stahilil·c·. ~<Pt·OJH i o i (';'tsi, il tipo t' ddl'l'lllin:tl'P la cln1·a ta. 1uinin1a rJplf'npplic·azitnH•.

- '.l'l~ltlllntln~i <li fl•f·it<> f'Oil )psitmi os~<·t• impntt~uti l' t'In• si )11'1-'\'t'rl<' ch•hhann tloll't' 1 111:1 >'t'(' l't'/.Ìcolh' ahhoncllllltP, c'. IH' lll', in ,·i:\ Jllll'<llllPIIh' lli'U\'\'Ì~o•·ia, tlopo <11'1'1' ('ÌI'(·nn(lato il llli'llllll·o <·011 ('otont·. lis>'lii'IO al tOJ'fl<'C ron giri 1li ht>111la. tktt<·l'.- l':n·nmhrn('('Ìn ad :1~J~c)IO. Il)

.~pafltr.

-


:~eu t o porta nilo la llHII\O cou tro H petto l' sostt>nere i l go m i t o <>un a l t d giri ili benda pu~ati viJiiqnaltu•nte :-:ull<.~c :-:pa lla S<lllil .•\llol'c lt(• in\'C('(' !<Ì tratta. di ferit.t. <L rilecorso asf'ttico Nl in t ui si pt'l'l't'dt· l'he la JJtl•tlica tura dovl'Ù· rim:tllet·e pat'l'tchi giorui a posto, son·atntto s<' il paziPnte ù ùestiua.tu aù un Jnngu tt·as]HH'tn, si fat·ù uua d!h'l:ia g'l'>-::-;ata IH: l modo ~guente. Pt••'ndcndo dodici :stmti eli tal'latamt an:nti (Wl' lunghezza lw luughezZ<1 ùell'arto- misurata. tlalmom•onc della spali::• n l pollil·l' <:(Il gomito flesso - ;Hwwnta.ta (li ,!0 l'In., ,.i si tagli<·1·ù: 1° una. dot·cia. po~;tl't'O-(':o;tel'llll :-;ul braccio, J'a,·:Lmbt·acciu t.' il uoruo l'ubitale tklla- 111a.n v, av-ente in alto più della. utezza c·h·collfel'l'll:l.a ._lei ht·;u·cio <'O\'ertu dalla mediootum eù in ba:-so giusto Ja m1•z:~.a ('it't:onfct'!•m.a tlell'anuulmtcdo; 2" due le~.cci destinati aù :~bbrncdare il tor;H·t•. ln ;llto la parte superioi·e della ùoccia. bracltiaJ.e forma. la. ea l ott~l :sta pohu·t· a hlJt·ai'('Ìttll t1• .,;olidaruente il lllOJKOJlc dt'!Ea- t;palla ; p1•r a·s:-;icJtt~l,l'e llll adattamento pet·f(•tto ~'~'incro<:ier<lllllo i due lf'g"<H'<·i tol'<ll'ic.i Jll'hua di dit·igt:'rli \'l' l'liO l'a-scella- op[.H}sta. La doccia ge:-;sata. si lit;l'to:t·ù ('Oli g-i1·i {li lwmht <t.ttorno àl torace'. Ri <HTÙ. cm·••· di fare ùue intau·hi in corrii'J>OIItlenza. 'Ciel gomito per potet·e un botti l'<' con ('otoHe la n·~ione flt•:s:-;orhl; e del cotoJH: si metterù nt>ll'a,srt•lla. [H'l' mauteH<'J'~ in t.uoua posir.ione l 'omero tendellte all'adduzione. I.~a doec·ia. !'i puù t•if;ue ~<P si :::porl';t o Ne se 111'

a-ltera la- soliditù. ColUe appa1·t~chiv ùetiniti\'o l'i liNCl'iÌ· I)IH'IIo g-t•:-;sato 1:i1·<·olare f em·stra-to così confezionato. Prcvia. intbottitm·a. del tronro co11 g-;u·z~l- c fis · sazione di <tlle~ta con gil'i di bt~JHla g('ssata P!<tel'i anche alle due spali<' e cla.v icolf', si tmsi'<l la lJpnda l'Ull'arto fHeeuùol e dl';."(·l·irf't'l' in ,-orri ~>ponden?..a.

delln. !<palla qualtltc otto in l'ifra c la l'i fa !-it!·lltlet·e su l bl'accio, l'ava.mbrn<·cio f! la mano s ino a-i meta<-.arpi. 11 Jn·accio -sn.rù

fissato in abduziouc, il ~o mito nn p o· ;lllou bllla to d;~ol tt'niH.'O, l'a ntmbraccio t1P!':~O ('(] in semi pronnzion<', i l polli c<' i n a l to. Una nliwo clon-it ~ingere in llW~<~-'<t il lJra('cio n·t·sv ht <-a,:it:'t g-lenoi<lt>a Jwn·hè il nwto articola,t•c non :-;ia tt·oppo atccntuato. ) fe ntre il ges:-;(~ ISi mHlrù.. clis · S(>(;(·ando si tn.gliel'anno col bi~"tot·i la, fint•stra. o Il! liHc:st.t·e O<'tt•n•·n t i pPr mette t·(' la ferita o lP fHi t(> allo s('OJH'l'to. Q 11e~to <1 ppa recc:laio l'art\ tPn uto sillo a. ci<:atl·iz:~.azionP c:omplcb1, cd in g<•nerc non più di nn me!':r. Ri potl·à <lllot•;), st:l"l i l n i l'l o ron tlll;\. ~"l'lll p l ir<· ~·i:IJ· I'a prl i 111·on1 i nc·i:ll't' la

mobi liz:r.;.t ZÌOIH'. 8e In. ferita o le fl?dte sono !t•oppe cstc•::-;e, si utilizzer:ì l';lppat·t•c-dlio lb poute, il qua le comJH'I' tuler:'l. il tronco Nl il gomito. P er('] H~ il br-nceio tlia mantenuto con un punto di ap poggio ~<tnbilc !<i uldt(•r:ì ncll';tscella. un triangolo metalliro o eli lt•gno, non isns<·ele, an·nte p<•r riasc:11n ln.to lti-20 em. di lun:.rhczza. L'apparec<·hio <·ominret·:ì l'OH un <·ol'~tto t'i<·o· V'ren~e

hl'ne In spall;t. runlat;~o ecl incot·pol·n.nt<'. <·;unmin fa<·cudo il L1 tn toT'H<'ÌCO df'l tria.ngo]o. J,n bPJHla clP~<·rhti'I':Ì qnincli (h•::rli otto in eifr;\ attomo all'<lflC(!!l;t. per· poi di!<<'~tHl<'t'C sul ht';t<·eio inco1·pot';11111o il la.to ome-ra.Je del triangolo. Ciò fatto 1-!i pr01wguil·ìt l' jmoll!i nw n t o eh:l l!''> mito e 1lella ma·n o. Infine si metti'I'Ìt a posto l' ans.'l mct;tllicn. fìl'!':<IJI(lola. con un 'ultima benda S1tll'imhasti tnra- gessata e si scovl'ir:ì. la zonn ove sono lP ft'rite.


464.

TIIA'I'TA.\lt:\TO lJELl.l·: FEI:In OHEO·AIIT ICO IAII I !t'ARMi\ IlA n :Oç(l, t;çç, l

,,

•

La. mobilizzazione della ~'<palla non dovrà es$éì'è incomin<:iatà troppe per tempo. Bisogna infat t i attendere che l'mnero sia sufficientemente fì:;sato contro Ja cavità g:enoidea. Se la re1-:ezione si è l:mitata a lla testa omeralc le manone ·di moiJilir.zazioue s'inizif'ranno non pt•im-a · di un mese; in c a:< o eli pe1·di~~ Oii:sl.''<l: più con~>iùcre\:ole osi ~~ttendtn•à, <;clDCOt·a. di più. Si f<u·ar•no da ppl'ima. e~cgu il·e UlOVimeuti. di •elé\lal;.sioue e d'i ·r-ottt' r.ioJie. L'ahduz.ione, ch'è il mo\·imento più uti.le, ·è il 'Più difficiltni. rre:c.; fu~at·e. l )j regola ~;arc1 viù da. tem!'re una ln~itiL 1 tt·~ppe> lL<..'Centua.ta 1 dl'lln giuutura che FanchiJOl:Ji. •. ,. . • 1 1 ' •• "Cu fel'ito della. ~-;palla. ~ottopost.o a sem:plice · scheggectoruia. ·pUò in casi di Jll"<'.(!~t-~itàt esseJ·e lo!gombi·a to dopo ·una. settima.na. in 1 medi:l!, . muuito ·di appa J·~cl'hio da tl'a~pot·to; dopo m\ n. r~<':zione è prudente trat.tenel'lo lùmeHo .quindici giorni , h) Oomit·o·. - L'immo1Jifilo:l'At7.i0ll(' nelle f('rite d<·l gomito, ).lUI' l'h-hied<'IIIlo:;;i nei primi gioo·ni a,..;~olnta, non dev'essere tuttaYia. hin··.,u· l ... . nten te potra tta; a. ca.po d i 8-9 gi()l·ni, ~<è tutto procede l>c>n<>, bisò:;,'1hi. comitW:iin·e ·r lnMim(·nti. F.'' pt>'l'rit) inntiH> :t·ppHcnl'e uu appareéclliÒ ~f·~>;<tto ~JtHimlo ' 1'iufpi·m<•' tinwne snl pòl>to; basta inv<.><'é polTC i1 'memhi'O in una ·Hoc<·iH. di fi'lo <li f1•n.•o ait angoli) t·<>tto. Rl' qtwllo i'nn'~e rlPvc cs:-;t>J'f' :-;ottoposto a trasfc.>rimcnto , lo s i munìyù. di una doccia.· ~f\,-i-;:rta. cmuP tpwlla l!·i:ì, Ù<'~f'ritta pe1· J.a "pnlla: ("o,ql pm·p M?. flalla lesione-' fun · t·ie~<<·t> molto senc>to, "i t·o~trnhà, un appan•ccllio g~·ssa.to a ponte t<isl'l4~ ùlnte di due manicotti, nnn ~uperlor·c a;l livello 1-h.•lla pal'te medh11 {!el hracch•, l'altt·n infPt1oJ·é•. H· lin>llo d(>ll'nvnmbt':-tedo di~C'endente ~ino· ;r.l pn~no (' -romJH'f•ndt•nte l n · ma n·o leggpt·ment.~ M<llza.tn : L'a va m'braccio ~li·» sitn.ato it1 11('-.<.::::ilaw nel :Hll!CIIO l'f'ttn, in »f'tnipt·o na ~ihtl!~ · col·-po!Hce in aJti't. Due ;\olll'lf' metnlll<•ht> latt>rali faJ•:-~.nno ponte :::ni. lnt i erl nu po' \'C'I':<t) L' Hva. n ti. • '• · ·' A<l' apit'P!ò!~ia enmplpta, :tppPnil l'infermo nou a.vvert<> pil) dolol'e, i:i ehirnrgn cominc·eJ'IÌ, (•gli st<>~so ht tllobili?.zar.lun t• imprìrne11do T•iccoli ruov imenti a-:<s:ti doki di 1 1 e~;"inm~ l' (li• (•"tE>II~iutw, di pronu.ziohe e di supinnzimH.' . ~i· ~ll iH'deJ·ì\ 4lal ><11~-;duwe do!OJ·e. 1lal metttirt> il malato i11 hd:Meì eli difp!-1<1, t> clopo qnnkh~ minHt(l t•iporr;ì l'arto nella doccia:. A capo eli lri ~i orli i o <li ~3 ~t•ttitnn ne, c-ominein·n do l 'n.rticoln.zion<> a. fi:<sar·~>i, ~<c Io :-:i pnù tPnhiJ'(' Renr.n. xnscif:<lre' ~o ffcT·enzc!, ~i soppl'imen.ì. la doe(·in c> ~;'irumohi lizzet·;\ il mt>mbro eon una. sen1 rlice ~:~ciarpar bene a.pplieata. P.x·o 1lopo !'i lnst~t·ù, il fel'ìto qnotidi<IJ.làmente per· quaJchè ewa, Renza. :-;c-iat•pa in modo <·h ' (•gli vrovi a. tenr.t·e · il E>uo nvnmb:raccio !-lOJit>mto e tiP><:>O; ir111i ~l dewra nn o teuture pic.coli movimenti n.tttvi.. Ri hadeY:.Ì· ueg-li P><et•oir.i quotidia-ni <l ·fa.rc eseg-uire la flessione nelle <lue po~>iiioni ùi pt·oru\?.ionf· f' ùi ~;npin;ùdone . La. 1·ipt'esa. dei mo\'imeuti :ltthi (. farilitatn, : i~l'?"ti l'OlllJ>rimentlo colli> ùita. di nrilho le mani la ·1 ·rginue immNlia.tame' ut<> "oprastantP nlht pit•g-;t {!el gomito. J>e.r esegillre ,J~esteu~;ione è ncct>ssal'io · fa r metteve il bl'll:t'cio ne ll'oril'/hOlltn le coll' oleNauo in nltn e dj m·ilinare H sollenunellto d ell'arto, Va Ila s(< che · di htH.ru'm·a s'•ini~ihù il tillts~ggio clt~l ]licipite e fle1 tricipiw.. · Qnn,ndo ·la. flpssionc c• l'C\St('nsione a\'l'anno t·agg-iunLl un' ampiezza di 60•-&o• . .ga,r:\ r<IIJC"~<:l· ogni. ntohilizr.ar.imw p3,i<sÌ\'a. <' l'infet·mo farà. tutto da. sè, pur


I"IOffi\IIVfll llt.ll.h IW III'r:

t ~"ll :o- ~lt'II Oll . llll

lf.\1: ~ 1\

UA

l'll l' \'l'~liandolo :-<•lllpJ·t· e lliiJdt·J'Ollldo il rh·:-idt•r· iu di

l'l'U(;II,

ELt:.

4fj[i

pr·ogJ·t•dit·p tmppu

i 11 fretta.

t ' n at·tr·omir.zatll d el ~.rumito può, iu t·asi di nt·t·t·:-:<it;). t•s:>l'l'l' t•ra t·uato st•Hr.a Jlt'l'Ì\-«)In dopo il tt•r·r.p ;.:-ioJ·no rnrHito di appill'<•tdlio ÌIIIJHOJJilir.r.a llte da tmspm·to. 11 moJnl'ld•l Pl[Ìmn JIPI'Ò :--:tn·blw [Wl' +':<>'O l'ott;t,·o ;.!ÌIII'IIO, \'al dii'(' dopo fatti i tt•Jitilti\'Ì di IIIO ililizY.:I;t.Ìtlll('. l l'f'l'il'('llti I)IÌS:0:0110 (' >'l'ii'I'C lllt•;:si Ìll 1·iag-g-io :<t•!l:t.a daltno n·n-o il quinto 1-!ÌUI'IIo, ma il lltlliiWIItO pitì fa\'01'"\'0II' p<•J' ;•ssi i" n •t·so il qtlilldi t·t·simo g-iomo qumHlu il jii'IH'f'>'SO J•ip;li'HtlliT 1lt•ll;t. fi'I'Ì[a Jll'llSt';.!'lH' IIO!'II.t:lllltt.'ll1(' .•\ll'a tto tl(•!l;b ]'lll'tt'JIY.H li si f:11·ù. accnmpll;,!:ll<ll·t· da 1111:1 ,-;ntl'lla irHlit·:llttt• la- f;l>-t' ·li mobi]i;;.znr.ioue in <·ui si tmrano SI' qul'lla- (• g·i;Ì iuc·ouJ illciata, ed imp«wtant;· pl·el'ise i;:ti'U?.Ìolli >'lllla t·ulldott:t •lt-1 ( l·att,HlH'lltO 11ltt> r·ior·e. t· l l'I)/No. - J lop«• la J'l's1•7.ÌIIIH' di'l n11·po l;t doctia nl· fati;!. HPl sl';.!lll'llt{' modo. :->i tnglh·•·:'t in 1111 p1•r.zo ;t >'I'Ì st1·ati 1l i tathltana nn:L st.•1·ea- mi s nmntt· ln lttn;.:-ltezr.a t·lll' (·m·t•t• dal tc•r· r.o i11f1•1'ior·e del ht·;ll·dt) .siuo <l Jin!llu rlella plka. palnrar·c mt~ dia in gui,_.~, <la l;Hwia•·p lP dita li!J<•I'!•. (' n 1111('Ìil0 I<•LT;Ì l<·g"~l'l'lllf>Htc ·dil':tl'ÌC'OltO il p<JIIÌ!'I.' dall'indi ·c. dù dl'<) il 111i;.dio1· mc·zzn JWI' ,.,·it;ll'l:' più t;n·di la dillkoltà o la, lJ<:'r·dita df'll;l opposir.inut•. l 1a :-;tt·<·r·a <·otttpl'!'llllt·l·;ì ~ll lo ];, meti\. <h•ll;L <·i1·couf•·· 1·t>m.,, rl<•ll'ado i11 st~ tnipl·on;IY.Ìtllll' (·nlla JIJ:tllo Ì'IJ flp~siont• dm·salt·. 0e<'ol·t·t'm·;'t bad;ll'l' the il talloJH' d<•lln- mann sia IH•II ;:ost~>11Ula. A c iascuna JU<'dil"aziolll' . t·he si rereh<·l·;) di I'ÌI1IIOY<II't' a. gl'illl<li iutl'LTalli, p<>1·si11o di settilllillll-', la (!O\·•·ia ~-;at ·;'t J,·,·ata l'a<:PJHlo da 1111 a~>:istente wantcu(•re rigol·ns;tllii'J:tt' la. 111<1110 in tlt•s:.:imw d.ors;tll' . ~f' l'app;n·e('rltio ù 1':1111 Juollito, lo si rifat·it. Esso YH las<:iah> a post<, l'l'l' <:irt·a •lue tut•si, l!l'<t lldP I'SS(•Jl.do Ja tl'!Hlt-'117.<1 Cft•IJ;~ lll:lll ll ;t l'illlel'P JH'I' [ll'lllJI'iO [JP~O e :.:.tantP il pt·('dOUlÌIIio dt>i ntlJ,t·oli tlf'SSOJ'Ì s11gli PStt·II>'OI'Ì. lJi buon'ora s:u·ù p<' t·ò Pst-g-tt ita la lill)bilizznzionP pa;:;:i\·a t•d at.tiY<l dl'lll' dita <:Ire fadlm<'ute s'ini~idis{'~IIH) t-d allt· quali è tliftit-i le rl'ndc·rt' pirì ta 1·di la molrilit:'t liOI'Htalt•. l 11~·o r lln1a uo11 l-i dt>\'P pt'l'dt•J·(' di \' Ìst;l il do ppio ;;~·o1w dH• si ,·noi t·ag-~·itmg-pt·t·: ;tJI(·lril(\si filll'nsa, jn hiiOIIH po · :<iziollt' dd polso c> molrilit;ì. •lt>ll•• dita. Tmttaudosi iun~N· eli I'<'>'Pr.ioue p:11'1.ialP. si p11ò P xl df'\'l' ric·el't':tl'P Hll:t. nwhi lit:ì attira (lp\ polso: e pokh~ ln mano non lra l;l h·ntlt•uzu a eadet·e 011 a, <lt-Yiar·<•, si c·omillc·(~· l'<tltllo di huou o1·a i mm·irlt<•nti tlt,lla g·inntlll'll. 'KI•gl'intt•r·ralli t1·a gli t•SI' I'('ÌZi si l'ÌlliC'tfi:'I';Ì J;t. lllllllll 111•lla dOI'I'i;t ;.!'1'!-'S<tt:J, ('!Il• si ]\•I'('J'Ù llt>fi!li · til'<llllt'lltl' 11 c·aJ•O eli 1:)-:!0 giorni. )it•i (•asi eli amputazinrn· t·;ti'IHHIIl'Ìat<II'Jif:'a parr.ial<·, la lllllllo ,;a1·:ì :-;nstt•nuta in ll'gl{el'<l tit•;:s ioll\' tlo1·";1h• lllf'lTt., 1111a siPtTa J·imontantt> siil<l al tt•r·;w :::Hpf't·ior·(' il<·ll 'ant,ntlll·aeTio e;l i111hottita a lin·llo ùella mnuo t·nn ;..n·an eopin <li eotoiiP. :;;i Jlt'll>'I'I'Ù ·st>mpr·t· Jlt'l' tempo ;\-Ila lllohilir.r.a · ziont• <lrll.c• dita. A C':tpo di -ì~ Ol'P, ~'l' tutto 1· a ht•lll', ">i può sgcHuh1·are >'I'IIZ~l inc-on,·... ltÌI·ntP all'uno un opet<tto di n ..,..;<·r.iPtie pa1·zia IC\ th·l pol:-;o: <lo\' t·auno JIH>:SHI'l' alnH~ll(l S giOI'IIÌ ;:(• tmtta>-i di 1'\'"'('?.illlll' totale, \111 (lft(·O JIH'II«I sp tt·atta~i <li ampntnziollP J'HI·zia l1• a ch•t:n r·s<, f;l\·ol'l'\'l)lt'. J.a doeei .t ;!t-~satn- f](•srr·ì tt:L St'J'I'i t·;ì t la llH'ZY.t: tl i tJ·;t :::po1·tn. ~~~

• Oior>Htlr <li wrcli<·i>l" mililorr. ·- F A't'. V[J . Vlli·I:-\.


dJ ...lhnt. l't·r iutnwlti!iuar-:· 1111:1 r~·•· i l:t tlt•ll'anc·a. t·olnplir:t l : t a fJ·attttJ·a lti~ogl t a l:km·•·••t·l' nlla g-t·;11 td 1· S(!Ì;!a imbolteHilo CIIU uwl l:~ H\'il l la sopra t 111 !11 l<l p:11·1t· p os t t- t·i·tt·t•. l't•r 1""1'1' fari' <"tllllfltlanlt>ll tt• l:deintlltnhilizz:tziollt' st•llza tl·aunt;ttii.Zat·t· l:t p:tt'lt' 1• llt:tlllt·tll"lldtl l'arto iu buona po,;izitlllt•. ,;'jwpt·t!\Tisvt·n 11110 1t·P """tt•g-ni p li ,;i piazz,p t·aUtiO d t•· lti t ;tliiPtllt· itnhottiti Hlltl a lin•llo tlt"lla tt•:-ta. l'allt·o sottn il lllllllo IIH•clin. tlt·l dorso 1·rl il tt-rzo ,;11ttn l l• nati!'IH·. t 111 t i e l l'l' displ!sh su di un;t t;l\' ttla Ìll ,:.!'lli:.;a t•ltt • i dn<• Jli'ÌIIIi ~< i aliti lllohili t·tl il lt•J·zo (i,;so t• (H'OV\'Ì>:(O di 111 1 fll,;ln IIH"iallit ·u 1'!':-: Ì>:tl'lllt' dt•siiuaio a piaz~.:1r>:i llt'lla inl'nJ'i·atn t·a Jll'l'llllltit·;t Ìll 1-!'lli~a di lt·;tt lt•Jit•f'l' iJ il'tllll'tl lllt'IIÌI'I' si f'>'t'ITil;ltlll tt·azÌtlHi ... ull'at·to. l'oiPtltlo •·i st·t·rit·Pmo : t nzil'!tì• di 'JIIPstn tli;.:p,u<irirt) Ìlll)ll't>n-i Sillo di tlll tt 1lt·i t'llll;.!.l'g'IIÌ all'uopo t't J>'I t·uili t•d a l it·ol·l' lltt·t tz io nnt.i (n·• li Ji:l{!. JJ:~J. ~i t llilln j f ]':IZil•Ulll SII (Jil h'< IO (jllil l:--in,;i lt•( In ~ li St>>:lt';.!'lltl, f'CII't' ltrlo tl'll!' t'f• ;d ,do t tla 1111 ai11 t 11 !!li nr i i inft• t•iol·i . ,;'i tll lltllltilizz,·J·it illl(';t ('Oll 1111:1 ,;[(•t'l'il g'(':.:sa lòl a T . ];~ ('ll i l tl'illll':l ol'Ìzznll r:tlt' .. 1' \'ldg"!' l';Ì JH 'I' diJt• t1· t·zi l: t ,·iJ·t·l•ll l'!•l't: n;.a tiPI l•:~<·iuo l' );t n·l'li1·alt·. pitì lung-a, ,;i a ppl i,·h•·l·il t·olllt' tt lt ;.:1·:11 it·:lll;dt· >'Il l" Il;\ la fan·i;~ a lllt'l'iOt'l' dpJ uwutl1l '!1. <·o lnr·o dii' non w· !talltH> l'aiJitndiiiL' qtH~:<tll ap:•nl't'{'!'lt Ì• > JHIII 1·i ·•1· ,.;f'ÌI·;ì sl'lillt't'l tt:·. at tz i >'l'llllti'•'I'Ù paJ·;ttlo>::<alt•. Epptll'l! L'ssn in11nobi l iz'-:-t lll•ltis:-ÌIIIII . !!,'li alttlt•al:tti Yi si lt 'l)l'<ltto Jt t i l·a lnllliPtttl' e (p JIINlit·;t lll 'l·t• ' so11o oli t'l'Illudo f; t~ · ili. La ;.:lt't'l':t 1·is1JII:•d di otto stl':ll i 1li l;tl·l;tl;llla . La );ti'J!H lll'il lll'òl \'l'l'[int lt.: ;t\'1';'1 la Jaq~ltt'ZV.;t Ù!'IJa St'lllil·it·t·llllt'CI'l'IIZ;t tft>JI'a1·to •· tl'l'lliÌill·l·it ntl l . JWI' :thltt·;HTilii'P <·oliP sttt' tlllt• bl';llwl~t• i l pit·tl<• . La lll';llll.'il· o t·iz;wllt;tlt• lltollo ]arg-.t llli>'III'Pl';'t 1111 po' più dPII'altt·r,~.a dt·l )o;H·iuo. E,;s;t s;11·ù pit't ];II'J!òl 111'11:! pm·ziultl· l">'lt'l'll;t l' tlo\'I'Ù 111'] l'ulll · pJ t>sSt) ;t)oiii·;IITÌ;Il'l' i ìllll' tt•l'7.i dt•IJ;t l'iiTt>llft•l'l'IIZòl o){o l ft;II· Ìlll>. ; \ f'Jl] Ì<:a 11~ !'ii·(IJlill'l' tThio. il111alato s;IJ·;\ pOL·t:tto i11 1111 lt' tto il (' liÌ llt;tll'l';t>:so posN·;Ì ,.;n di 1111a {;trohl :1 J' iilll\1 l'l'"'Ì"H·Illl'. ) l <•l'c·t~ q111•sle Jol't·c·allzintti 1• l' illl}lie~o di 1111 t·ll:<!'!llo ad a1·ia. sol lo ]p natiC'hP, si p 11 cì t';tt'l' :t lut•Jio •klla

t.i

r

p,.,.

tl o<'l'i: ~ d i J: nllllt't. ~(· );t fl·t·ita t'• Ì ll ]tl't•d;t a,J iltfl'l'.Ìtlll(', )Wl' ,(ssi('lll';ll'(' il dl'è ll:lg'g'iu

:"L

:t;.r;!illllJ!t't·il :t iF:tpp;l t'l'<·t'liio l'<'~H·m:itllt(' ,.,,lllÌillt:t . ~ :u·:'t 11 1ili' lllfllltl•llt.'l'l' l'illllltllbilizza~.iniH' t!t•ll ' al'to iu ;dotlnzilllll:' JWI' l'!n·a, tn· IIH'>'i. e non :-:i pt•t•JJH'ttPI'iÌ· :rllo infet·mo di .1<•1';11·:-:i st· non dt~pO l'nppJi ,·azioll l' eli nn :Jt • )'ill'l't'l'hio (·irc n la rc g"L'c<S;t(o ('ctlltl'ntiYo. ;\ c·;tpo di ~'·i tlll':<i );;tl';Ì an!o · t·i~.ZiliO iJ ]iltt'I'O (';tatlll ti lto Cllll t•:Jiza.llll'òl- l'h·l·;t[;J l' ('llf h;tf;tOll('. ( l'l'riti rh•ll'ant·n lltlll sotlopo>:li acl O]H' I·a;r.iont· J)I'Ìi otiti\';1 tli p1·n lib1ss i pntJ·anllo. in t·a,..i di nt•<·t•ssiiù. l'l>/<Pl'(' ;.:;,:-oJult1·nti :,;ol i;tltto dopo o[f!~ g-iot·ni t)j Oi<St'l'\';tZÌOlll'. 1111111iti rJj 1111 ;tpp:U·t•c·t·!Jio g'C':<,;;tl() t•it·<·O];l.J•(• ('tHII · I'''(•IHlt·ntc• il l1iltilltJ l' l'a1·to 1·nll:t co,;t·i:t l't· t·iht in l'''"izittnt• di ahtl11zio1w tli ~:;o e )';t i'(O i'otto t.l'iiZÌOll(' tli ~- IO kilo;.:'l'. Hi JIIIÙ <JJII· II è ntilizz;t l't ' ];t stf•t·c·;t g"l'ss;thl s ii dt•snilla. 'fniti g-li ;li t r i fp f·iii :-:ollolttl's>'i a~ltlp:•· l'il'l.iOlll' lltJil tll'\'()1111 p,;,.;et'l' S;.!'lllllill':tti SI' llo!l il pil'l·tl l!' t;~ f'IK' {'dopo ('SSt' 'l 't" sl;lli ~111 posto :tlllH'IIO ):; gint·lli. L'jl],.,tlt• s;ll't'hhp tli 11011 nw( p;.:(al'li e,;ÌIIl) ;t !!llòll'it!ÌOlll' ('1\lllf!]Pi;t , f! naJt• òl(')tilol't'C't ltitl di J'l'ò.IS!Hil' tfl i'i IISI'l';Ì Ja !o:II·C('il su dc:,wri(t;t. ,·nlllpld;tl;t, s(• si JH!Ò, <'tlll una do<·r' Ì;t Honlll't. 11 \' Ì:tJ!;.:-io dm'I':Ì ps:<l't'!' il pitÌ <·odo pm::-;ild lt•.


TI: \TT.Urt::-.1'11 OF:LI.Ii l' Fil i r E n:-n :II· IHII CU I..\UI ll'.lll.\1 ,\ liti

l'l ltCII,

t:r.C.

J(ìj

e) Ginooc·hio. Dopo at·t1·ntmui:L };ttet·ale :-wgnìb da. sutur:~ drenaggio :::i può immobiJizz;u·c· la ginutm·a eon una. ~emplir..e llor·cia. qualsittsi Jm-:teriore ciH· \'a llalht nwtù d«'lla t·o~ehl alla punta del piE-de. Im·ece dopo m·trotonti;,t ad V •>•l at·trostotnia. nn·onc pl'l' fotza, il ~emi-canale ~essato eh~> ;thln·;l.::('i Ja. sPmìc·it·cou t't-'l't'ltza poste 1·io1·t~ ùel· l'a.rto e sia delht >;tf'ssn. lnnghl'zr.n. th• lla dtwl·ia, s11 dl'tt.a . L'at•t.o sar:\ li.s ·ato in po:-izione ele,·a.tl· ·~n c·tlseini. l'na hPIHl<t eli tela applic;lht o.ul otto io dfl'a att otnr> al c·tlllo rh•l pit•dt sad sospesa f'On nn pt·cX:essu quaLosia-s i n.J di ~t}pl'<l del 1<'tto. · Con tlll •lPcot·so asettic·o si l'tli Il i ltl"l-' I'Ù la 111ohi l i zzil zi oli(' tloke n !rso H 15° giot·no, fafendo fnre ùei pic:.l.'oli 11ll\\' itHt·nti a.tti,·i al quarlricipite, e si est>g'llir;ì il ma~saggio ([e lla p;n·t<·. 11 c·ammino ~ar;ì. ;llltorizr.ato non pi'Ìma di tn• -:t•ttilllauc• :;:l' l;L lllnhi lir.r.ar.iont' non ha dt'tC'l'ITÙoato <'hlCliii~l. l'l'<lziollt> lasciando ~ul !l\}Sto dumnh• i prim i se'tte g"ior11i 11mL IUedicatura. t·unqn·essh·a. eht• ÌlHmohilizzi il p:inn('ehio dur·nnte In <leam· bulnr.iom•. ~t> Yi è l<tata ll'sionl' OI"S("'il o Ynsc·nlHl'P };t imnlohili?.r.azio·n e ;H·r·ù la. dtn·ahl minima. di nn 1111·~•·. Jn og-ni <·ast} hi~og:11a twocedel'e con pruùem:a, nulhb f'~SCIHlo più 110c·h·o clte il dt>l<irlerio lli ii\'Pre troppo pt·el<to Ull<t p:1'n t Hl(• mobiliiil. ~l·nz:t

f.J<l ÌnllllObiJizzazÌtlll(' }l;t. Ull'it1l]ll\'llZil '('tH1sirh•l"l•\'OI(;' l"llllil htiOU;~ èVO·

lnzione post·operatol'ia dei 1·eseea ti tlr l giuoc-cbio; e~sa <le,·'c~;sere rigoto· l<i!;sintfh a.nche dopo unione meta Il ic;t <" s11 tun1 delle parti moli i. All'uopo )ll'eferibile a tntto è l'appliearP, llJPiltn• il f<•J·ilo <~ anc·om a~ldorme ntotto , il ela~;:i <:o ~~·micann.le gt•s:;:ato pos1e1·int't> rimontante aJht mctù. .flella. ro~cia e sormontante> l•• dita dPl pil'dP. lt• C)U:Ili dr\'ono Cl<~l'l'P. sostc>nute. L'appa.rel·cllio <leve• l'iD1<~11Pt'P '' po:-tn lill gitwui a~ minitl10. Re hl> ferita ~egrrga nei pl'imi ~iol'lli nbhollllallt(•nwnte, si dt!HHlo J•innov;we medi· c·atul'a. Nl ilppan>·echio l'l'lll]ll'P "'otto aat>stc•l"ia JH:'1' P\·itare f,;JlO!ltnlllenti intP.mpc>sth·i. Re l it f e rita !'<11 pp m·il 11101 11011 01 hhond.an t 0 n1rn t P, non :-;i perd<>t'Ù rli \'i~t:o la imlllnbilb•.zar.ione, c ;..1 ri11110n't';1!llln lt• mcdie.itt.ln·e ;\1\E> umggim·i disin:m.c pos:->ihili. "\gli appar~·tThi ~Pssati eon a-n~e si 1·it·OJ'I'I:'l'OÌ in rn~i eli asl'loluta. 1lC-'{:f's~"il;\. poil' lit\ t·s,.:i han11o JH'l' il ginocc hio 1lci g-t·nnr'lt inc;nm·pnienti. 8 c si fa11110 t1·nppo pt·r·sto. pl'ima (•h<· ln l'f·· i t·azi on~ ilellt~ pa1-t.i molli e la lot·o J·ìtlur.ione rli a1lattnmenti s i a.~i cf· fe ttuata, i m•lnic·otti di gesso inuHohilizzaHo nwlr; .l'altra parte, non c>~sendo il c~wo del popli.tc l'lO~tt•nnto, lo ~<·mTimcnto indirtro dPlla tibia t> qna~i fatale e l'anc.hilosi I'i>mlta per lo 111('110 nn po' yiziosn.. Bssc>nd<t qui11di nhhligati a :>H\"ÌJ'si eli HpJt<11'1'(·c·hi•) acl a11~a, non lù ,.:i a.pplirherù. ]Wirua, ·llt'i ]:) giot·ui. Al.la c·ostrn7.iniH' rli Ps!\o l"i pl'<H'e<l<' come aplwes~'O­ J/arto <' ~olitlnm<>ntP. immoldlizz;tto in t•sh·u~ inu r 1la. nn aiuto s iem·o: l'operato~~ nw~~!) a. l•lwr](} 11<•1 lt>tto. c••l 1111 :1lti'O ai1tto »i si.tun in dentro rlcll:t <·osr.ia. ~i pa~f''il. nll<ll'il <l'nltn il giuoel'bio copt?tto tl[l> nua. mecliCc"t· tn1·a. fl$t>ttira pocn ~rc!\sn. (senza cnt\lll<'L ltM salviettn. di te ln. !'IOffice rhp sc>rYe n. sostcne1·e l'n·l'i:O rlnt·ant<•' la p1·im:1r p:ll·te c:lell'Hpplk:w.ion<\ clell'app:n·Pc·rllio. Qnl':'-1·o I'Ompt·c·udt>: in alto. nn manirotto che vn. dal tPJ·:r.o HllpN·iore tlf'l1:1 f•osein , s ino ;11 li\'c>llo llPila. llH'Iliratnm P. 1li~ce1Hlt> più in hìlsso intlit>tt·o c' h P in a\anti; in basso , nn ;litro mauirntto che> ,.a dal lh·P]I (J clc•lla mc•rlirntn1·a $:ÌllO a (·op t: irc il tallone t•tl il pieclt•


468

'i' IlA T1 ,\ \l E:'\TH UCJ.I .E FF.III

rt 0."1'1:ll· .\ 111' l CUI. liti J) AID 1.1 Il.\ J<TUCO,

ECC.

,..,i t uato acl a.n;{olo •·etto. <' cb,• si anlllil<t più iu alto po,.:tet·ic>J·me nh• n•r:':cl i l <·a,·o de l l'~'plite; due ;Just; tuetalli<-IH• a.,·c·n1 i ' le lll'ata; ht· I'Pt·tirali ,.:n JWI·im·i ]Ìiù <:Ol'tt• ù elle iu fe t·itwi 1 in gn i,.:a <:h e l ' :ll'to l'isulti :su <li m t piallo leg-gcrmeutc iucliuatO in ùok<> )WlH.I'ìo; ps,.:p souo inc·m·por;ltc• lJPI gt~:-;so iu gui:sa Ù<l dare uu doppio :sostegno lat<•t·;tle un pu 1 iu(')inato in fucJt·i t' uon nn·ti<:ah.• ; lilla picToh~ ste<:ca gessata. po,.:teJ·io•·e clellt• ùimen · ,.:ioHi 1li 1111:1. mano applkata 1Wl ca 1·o dd popUte tm i éLUt' tuanitotli ai .._JIHtl i l<:ll·iì i llt;cwpoJ·a t a . . ~i può a g-~hlllg't'l'~ un 1 ;111 sa llll•tl ian a l< \l Jll' •·io t·t• l<l" la si t·ii tPJTÙ llec·t•ssa ti a . l ,u cuusolidar.iont• dt•i ft:lUlflll'llti ril'llit•clt· in lllt•clia cltw nwl<i. ma il t·au••i•ino non ùmTù I'·Sst'1'1' autm·ir,v.ato pl'illl:t di quattl'fl . nw~;i 1 -e :solaUIPntè t!OIJO applita;-;iont• •eli ;\ppneec-d1io ~e.>i~ato c·irc·o-hn·<' immvbilizl .Z<I·Iit'c lwll<' il gi!Hit·dtio l' Jll·<•feJ·ibil(• ;il tHfol·<• di. ('lli>ÌO lllod<•ll:itO còl\ st!T<'llt• In tt•l·a,li nwhlll ic·lw. Oli an· t mm i r,~,ati •tlt'l j!;ÌI!Ol'('hio ill'1' :>('luplit:c• t•sll·azione eli proiettile . •-.c•guìta Ll:1 ):;lltm·a p•·imit.int, potranno ·el<~t·J·c s~omhmti ÙOJH> UIIH :-;(:•1 timana ;wt•ntlt) l"ènt0 in tlot·t·i;t ~Pssnta, ; ~ar<>hùc• ml.'~lio attNlder<• ìll~ ~iuJ·nt>. l.Jn 1-eserato dt'H' efiscl'l' trattenuto più n. lun~o: tlai lil ai :!.0 ~iO T'Ili. ~i nsl'l-:1. st•mprc il semica11ale g-••ssa t o. ]'in/t. - ~i:\. tlopo :u·t1·otOlllÌ<I ('Oll l·Wht-~g(•t:tomÌ:L dt•1 .tollo (]t>] p i Pii!' l'!tt• dopo :Jstl'H;.!:Tl!"1:toJil i<l. ~i in1mobi lizu·rù la· pii l'te c·olla docda gl's~ata pol<tc riol~, descritta. p t'I' il ginoccllio. O('c·one' pen)' qui prendel'(} all'mW JWI' t':lllilic>ni. La Jl<lrl'tP plantlll'C rlt•ll"app:II'f't'tlti(l Ùt'l'«' 1'\'UfH.'l'at·e le ùiuL e :soprn.tutto l<Ostt•net·<> J"allnC'e sino a sor-p:lss;u·e l'ullghia; t:h) l'l'l' t•l·ital·<~ rlw (ff'tt'O dito suhi,.:c·u ]a. th•ssht'llt; }1hl1thil·P. LH parte plnn ! 1'HI'C liiOltn• dt•\"'t•)o;....;tl'(• lll<llltPIIllbl ~llii'Hllt(' j) di~ Xt'(Tili11J!IIt0 ili 1111<1 ]IO.Si · r,i01w t·o1'1'<'1lissillla. <lltrime uti il vit'dt• pnt'> e~st•1·e I·i~·alc<ltò e !-;ovenhifl.· 11H'n lc• fil•sso . .\letliratnJ·p JlPI' qua·Ht{J f. pos.sillile ~Ji~o;tnn;-;iate. :-:;e l'opc>l';tz;Ìnllt! i'· .... ta'ta· t·otHiott:~ bt•JH', a t·apo di qualcht' giot·uo la ~:olnzionr di ·C'OHtinlto doi'L'tf)be ll•I'C1't' il c'c>J·;:o farol't>\'Oie t•, !')nalnnqne l't:'XH sin, Jlou darr c .molto ::;Pgn~ lo. Aù ogni 1110110 si s<·onxig-li.tno fonmd lllc>llte gli app:ll'<'<'<·h' ;.;-t'ssati a~l ansa. <:l1e iuJHJohilii\;-;ullO nJ<11t•. per·metl.ouo le posi;,ioni Yir,io~e (' non ha1uto 11tiliiù d•r ])l'l' 11' ft>l'ite Jll<'~l t t·ati a tt·. J hmmtl' tutto jj C'OI"'il) <lt>l tmtbtlllt'nto post·opt>1·atin1 bisogna arm·t> c·ut·a •klla pc>~i;-;iolll' !lt•.) l'il'dt• (H'l' J':t·ppnrto.· n l la g-amlta: qnaHtlO si è c·nustatHtH la tendt'llil<l alla tlPriaziiHI<' viziosa ili es,.:o 1 or·t·Ol1'C $(~11za pèr· tlPI'P t<•tupo t·ifal'{' sotto anPsiPsia al t·lo r nro di dilt• 1111 11110\'0 appm·e·· · ·ehio ('()J·l'e•t t i,·tl. ' Orf'o t•J·c· ailC' hl" h:id:lf·l' ;.ìl!<• ilit;t. imprimt1 l't' loro lllfl\'i · tht'll ti J'l'( '( ] tH·Hti l'd m;si('uJ·a l'l' loto eia pa l'tt• th,ll":l]l[l<IJ·c·(·thjo 1111 l:<o::.h'}!110 n1l'i Fhi P p<' t ::<i ~tt, u te . :1\'i'IHio e~~i in g<>n<>t·<· la. tPJHl•.·Hr,a :tlln fl (•l';)ò:iml <i pia li t:1t·t· ( pw~ir,ion e ad :n·ti~l io). · · Tl1 .;111tllli'llll 11 0 11 sat·:'i )11;1'1\JPs,.:o c·ll<• in <·apo :t h·e' llll'i'ii t' Oli 1111 tt1tOJ'c> g"!':<~ato·. :\m'• c·i JH"<·fwt'IIJIPI:,.II.IO lH'I' IJIH•st";tl"lil·ofazicmf' aff<ltto ·dt>lla mohilitù ; bPnsì HH>lti,.:,.:imo di'Ila l<n)i clit:ì t•tl i11 ~r~·<·i:tl 1li(H1n dt•lla lnwna eli l't'i\ÌOI\(' . · Il f•·•·ito dpl pic•dt• t- in g'!'llt•J'I' ]ll'<>llto.lllll'lltt' ~~otu l ll'aJtill': ft·a .J$ ., •.,. ipuiJ lfl 11]'1'1':1 t o c·li s\' JJotallll'l\ t o lnc-~11 Ì;t,/.a t o. fn1 11na .-f'tti'minu1 lt"' f)


astt·al-!alt·ethz:Ho: fl"n i 1:1 n i 13 _g-iorni qtH· l lo sottoposto a n•st·ziou<· ]\.IU "eomplicahl. 'l'n tti tle\·ono ~ssen: fot·uiti dtn·antl' il b·aspnt"to dt·fla <lo<:cin ~VS."< l t a. po;:;terio •·e. DQ]\0 s\"IIOttlUll'lltO paJ·zial(' del t:ll'so nuh·l"iot·p il pit•dp sat·ù jmlltfl· hilizzato m•ll:t :4P<')"o'1L do(TÌn. l' l'itlllllobilizza:dnut.' snt·ù l!'llllt:t .lun ga· 111ent(" nnc:IH· dopo Ue<Itl.'izzazÌ\IlH' ]Wl" <·.ct·<·att• di l<•tta t·t· t·ontl'll l'aziottt· "ciit·etta cl<'l tt•ssuto (li ('i!'att·Ì("p c·lto tt•tHlt• a dt·,·iat·l· l'ar:llltpi<•cip nl'l ~n,;<~ cetttdJwto. I l (·:nltlllill o 11n11 ~·at·it JWI"llll'sso elw lungo tempo dopo la ci· nltt·i;r,zaziotH' e solo c·ofl'ttso di una :-w:tt·pn ot·topPdi<;a. j)l) po autPl"O· hn·spr·tumi:~ tnt a](;', )a stessa i mmc,])jj izza zinnt• : utetlica t tn~ ùista u;r,ia t t! di 8-JO gint·ni. All:l p .t·imn di qu<•ste nntasi clw Ja pianta si p1·est>nta eonn·~sa. pe l' t·aggTuppalllt' llto th·ll<-' patti tuoi li; Holl hiso:.rna Jll'èorc n · 'paJ·st'tlf': pot·o a po<·o In spoq~t'IIW si l'ichwt\ erl il •·i sulta.tu til'att·izialt• ùt•linitivo il hnouo. Il t•nmntino pet·ù non di•\·c nn t<n·izzat·si Jll'itua di tt·p o l]ll:tttt·o lllt.'si.

n. - Amputazioni : indicazioni e tecnica . •·\ 1-!lll:'l."l"a ino l1t·t~ta. qnatul<: ,si coutitwiù a f;ll't" · ; (·;th-oli snJI,. Llisaf>h·o,.;p l:onst•g-nl·nze •1li <":-;n,. :-;i riiHa:-;t• oltn•tnotlo co lpiti dal numet(:) e nutnw di IJUttilitti, :-opt·at ntto llH'tt!'ndoln ;\ t·onfr<mto t·on qnt'llo dc>lle ~twrr:t~ pt·P(·eflénti. Le sta t isti1·lt(> fm·nit.P jn pr·opc)siti> 1la Il <· sing-olt• Ìll · tP IHlt•Hze _g-cnP.tali <ht-\'1\JlO tutk dPih~ cifl'P impt·essionanti. lt• qnali im· i, c.·tntno :~ uwditar<' ~p<~ia lm entt' iu lista, flpl pr·oLnng-;11·si d<•Jla g-tll'lTa t: d<•lllloltip li~·ar:-;i ed inteu:-;ificat·~:i di'gli isttmtwnti' di ntfpsa. ( 'oiiH' J•l·t·s· .so lt~ a l tre nazioni c·osl pt·ps:-;o d i noi si <·l' n·ù d· i IHhtg'lll'<' :<<' \'Ì fossl•t·o ''•·Ile t·ansf' <·liminaldli IH·nduttrid di -sintiiP 11a·l-!Pllo. l t·appt·t•sPnt;wti •p i tì a utot't'\'Oli <h•ll'artP nostl·a l't•tl' 1"0 a g-a t"H Jlf:'1" l'in traevi a t<• fJitPstf' <·atlsc e sn:;rg<•t·it·c. gli c \·t~utu :ili t·illl<·tli; tua tlobhiauto <·onfessat·t• c·lw J:L lot·o hnona intt'lli'.ione •·i·m a.-;1' in p t· imo lP tupo ll<'data Ila -sl.mgliatc>IH'PlllCS~P c d:L il1f'satti appl"(•;t,;r,amenti. Ri Yolle at11·ilmirì' l'L·t·c·ps:-;inJ lllii1J4:'1'0 clt~ llf' mutih1zio11i ai difPlti dt>lla llt·g-anizw:t.ioHI' ~<lnitaria .Nhtlla itupPYizia. ri(•Jla· ma~<'sima pn11·.. dPi t·ltit-nt·g-hi ehc> opt·t·a,·allo ;t,lla; ft·outr, e si p e t·rlt'tte <li mim- lo stndio cl!'IIC fe1·itt· fatto in pr·imo tt•111JHI, in zona, an111znta. e 11011 >'l't·OHd<II'ÌOIIIIPnt<· m•gli ospt•rlali cll'lit' l"l•tt·m·ie. Ostilt;ltalltt>.lltf' dominati dHlla iclt>l\ eli t·OHspt·\·:tt'' :td og ui 1·osrr>, rpu:sti 11n,.;h·i Htat·stt·i 11011 si 1'1"01111l ac•t·m·ri dw i lltllt:Jt i t·:t..J:attt·l'i tlP ilt· ll'sinni ohh lign.\ '0111 n la t'hirm·~iOI di ~J;Il<'IT:I ;Hl :t~<'-'lllll<'l"P 1111 inrlil"izz(l alfa tto nnon>, e <:lw il \'olel"E' con In mal.,. inl l'sa idt•a della c·on:-:•·t·ra:-,innt• rtmanol·ar~ ]{• ded~ioni sino n, c·he Pssc cJin·niniiH• pstJ·ptnanH·J1tt· pr1·s~a11ti. fHl"P SPil1fll'f' il IUiJJÌiliO Jlf'l" ti'llHI di [;11"(• t t·oppo, (' fal"lo o.Ml('OI"Ol ("Oli tÌillidit;). qtHNlÙO si c•t·n t·ost•·etti ;td ag-it·P. i'l[lli\·aJt·,·;l <l· t·cl!TI'I"I' il risehio di tt·o; HH'~i )n pt"!'5;enr.<t (l'infp;r,ioui grnYi. ,,, t·apido llt•cot·so. P di t•s>~<·J·t• p1•1· 1':-~:-;<~ frP(JnentemHnte in ritardo. ll pt·o<·<>sso nn•lant quindi f;ttto non a~li no· J.IIÌIIi Jli;J, al ,.<;Ì:)'tl'lllil• (•)JP. llliS("ollldPIIdO sottn 1111;1 f:tls;l. ;I I'Ì<I 1Ji sag-g·pz~.lt t·li nit'l~ il t('I' I'Ol'f> clvllc• t·t•spnnsahilitil rqw r ahn1P, t·int;tlll'\'ll j)l'('S."tl'f"ht: ~lllpl"e d(' lnso llt'lla l' Pa lizz;tziollt• tf' l';l)ll'llli <·a. l' 1'111• (·pn·a111in eli P\'i·


4/U

Tll.lll l ~lè 'TO 11~.1.1.., HIO H. tl~Tt :ll·.\11'1 1011 liti 1,-111 ,\ 1 1 IJ.I H IJ:.ll,

l.CC.

l<~ l'( • dt•!](- illt'i!--iolli t'di o:-:lt·HI:tl'l.; i(PJJt. ~ll:ll't;.!'inllÌ ot((•IIIJ{è• :l po('t) l'l't'nO,

11nt1 .-:i ;t\' \'l•dt·\·a l'h.1·1·a propl'Ìo Psso 1.1 •·;Jtls<~ (ll't• .. ipll<l <Ielle lltul·ti ,.!J,. si a11darano "'''"l'~'~' pitì lltoilijdio·atHh•. dt·;_!li at·ti dtt• si 1·1·a ubl,li;!·ati a l<;\I'I' Ìiit·;tl't• (• di ·JJ I.' f'liiiZÌOIIÌ <"i li' ;t.lldii\':1110 Ìl'l'illletli:tl!illllellt~ (;0111))1'1)· ••w,.;st• . E la t·ulpa ,.,.,.a di tutto qnl'sln stato di eo:-:c and:l\":1 ;Hldcbita.tn. <Ili \Ili l'll llt(llt>:"SI! di (· itTO,I;LIIZI'. l li ~l'ali pal'll' Ìllè\'ilaltili il.ll'ÌII iziu Ji 1111 I'OJJilitlu l'o"i ;.:m •11 l iuso t• c·n:-:ì lt';JI'IIlg'l'lll<·, i 11 ''"l'o al lt~ qnali anÙ:l\·:L tHI'""" la Ìtllpl: rfl'{l:t. lll').!;:tllizzaziorw d•·l s1·r·1·izio ,.;an itario, la qna lt:' 111111 ]H: t·nri.-:•· ai su<·cilati llt:tl';.;tt·i di pot1·t·c JJt·l l'l'ill lo ]'l'l·iodn dt •lla J.!ltt·na SI'· gnit··· da ,.i,·itH t qll:llll o \'Pt·itit·:tl':lsi w·ll1· pt· iJ tw litt t't '. ('nn ('ÌÙ """ si l' llttlt· t•,..\'ludl't'l' t·lw , - j .-:iano ~tal i. "lll'l'iaiJJu•JJte in dt·ltu l'"riodtt. iu pat·t·tThie llllitit :~l·anza i P. dt·i l'tlllq.;lti i qu:tli, <·o l piti dai g·uast i (·ag·inllati •Lti ;.:To.-:si !"·nit•rt ili ltl'l lt• parti tnnlli d t·~li <lt·t i. si 1-'Ì<tllo l'lll t JH'I ·t ipit<~ l•• •·•lftl-'iglio indol l i a dt•llto tlizinni rlte :J\'J'I·I•It••l'o JHI l'l!IO (>SS(•I't• l'ii"p<ll'll li <llt'. E' :Jlll'l))';t \' i\';1 1'1'" 11 d t·ll·· :1·111:11'!' p:ll'lll(> pl't)ll llll zi;ttt· dal t!llt'·lm i11 1111a cll'lll' sedntt• tlt·Iln ~tw. ('ltil'. di P;11·i~i n·dt·Jl · 1losi pot·taJ · tlar;J.tti dllt' t·O.-:I·P :tlllj•llt;lle h· rpt:ili lltlll ]'l't"'l'lll';l\':t,JJO ;1lc1111:~ ;t[h'l'<l7.it>lll' l:tiP d:t ;_:' ÌIIs[i iÌI':II'l' il jJI'U\' n·dimt•Jllo: t•d c'· :1111'111• Jll'(•:,"el\(1! :L 11111 i il t·in>t·dtt dt · ll,l dt~lot m.::J snl'Jd'l'l':l pr·m ·;t.l;l •la i Tlllli t·t· Jt Pllt t :qqll'e!l tlt•J·t· d:ti diJ ·•·Ito:·i di :tl('lllli ,,,.,~·dali dt ·lla l'l'otttt· <"hP 1nllt> l~ ft•1·i1e <·oH ft•;tt\111'1' Sl'l'l'lll':lll' t!I-J g'ÌIIoJt l'itÌO :t\"I'YHJIO l'l'SII lll'('t'I'S:ll'Ì:J l'HlliJIIIt<l · zi o iiP d•·ll':ll'il• '' m·l t'lllli"l :!l:i.l't• in 1-'l'g"lliln, :dlnJ·r·lu'· 1'11 iiH·al'il'aln •l ' i><Jll! ZÌI)II:tl't' i lltii(Ìi:lli di g'llt'l'J':I . iJ liiJJIIt·t·o ~l':tll tli,.:sÌJIIII dt·i lllltliiati d t 1'\I:O:t·i;! lllll(i\';110 ti:t f1 •1'il1· ;ti !,!ÌIIIII'I'llill. :\ì· l :tlllll llll'lill :- i \'lll)lt• (>,.: (·]ud.CI'C ,., ... t11oll i :11·1 i si snHtt tlm·nr i i 11 111t sl't'l\ll,lo tl•mpo ~"<t<·t·ilii' :IJ·e ]Wl' i m · Jll'npt·io trai tanu·nto fatlu lnt·n d:t <·liit· tll·glti illiiii'Ili'I'Ì>'il t i. ~la a q•wst .. llllliln ~<i l"'ll't•l tht• 1'1•\'l's(·Ìat·<· la lllt·da;..::li:t '"dotH:tlld:il'sÌ : IJIIniiiJ• wai sono ~tat1• Ù• dPIItlt!izioni dul' lllt• all't'>'-"l'l "c• ·il l·ltit·tii'J!'" J'illl:l.-:1" inopt·t·o~<o dill;tlt;r.i ;\ l't•t·i ll' ··IJt• l'l•(·l:llll:I\' ;Jil(l di lli ';.!I'IIZ: I 1111 Ì lltt'l'l't•IJin'? ,. IJII:IIItt• I'Ì tl! llnll :-;i Sllll ll Jtt•l'dllli• jll'l' Ìlll'l ' 'l.ÌIIIIi Slll'l t• Ìll Sl'),!llilo ;~ t' IISl ill1jll'tl\'\' i\la ('UIIilot !:t'! La rpll'si i• · np fu nH•.-:sa nPi snoi ,.,.,.i ft'I'Jtaiui s11lo qtt:tlldo ];t l'ldrlll').da di 1-!'llt •I'I';J ~'illljHISf' il I',.IIIIJli{o ('lll'l'iSi'ltllli\•IJ((• allo !o:t:JI :l di f:tli 0 1Jt.lll-' J<•t·it•·; Yal dù·t· q11:111do t'l'l'iii pa;.;~<Ù d:dl':ts1t•ll.-:i o llt· passint allo in lt' l'l'l'ltln atti1·o. JWati(':tlldo in tuttt• !1• f<•t·itl> tht' la I'"Jit'l·it·nzn . , . ,.llf~>t' taì:t da.lle ri· t·pt 't·l~t• di g-:tltitH•IIo. ;t\'1'\'a d'itnost t':l,lo P>">'l'l't! t·On lalll in:tl t• l' •lui lidi solto l;t f'tlld i 1111<1 Ili i II:IIT Ì:I tJ' j Il ft•ziolll•, ]:t pt·oli l:i.-:si 1111'1'1':111 it•:i :,::iù d!':O:('l'Ì Ì j ; t, \ali· tl:t l'l';tlizz:ll't' ili t'S!--P la po,.:siJoi!ii:Ì ti i 1111!< t•\' llltlziollt' !ll"\'tl:illll'lltt' Chi . l'lii'!,!'Ì(':I. ('oli CÌÌI ,_i f:l('l'l<l di I'OllSI')!'IIi'lll':<l tllthli!!O ,.:t t•l'[fO ;1] ('!il1'111'~t) tli !a ;.;l·i:IJ' ]':I~S: II'l' l'o1·a d!' ] ];t pt•ttfi!:t!":O:i SI' IIZ:4 di t•ltt• 1:1 p:ll'l il :l polf'\':l

lltll;

1':-Si•J't• ]'l' l'tllll:t. La indi ..aziul!•· ad :1111]'111:11·•· intnwrli:il:lltll·lltl' .~ t•lii:tl'<l <l iu:t.n:t.i :1 qlll•llt_> \'a"il' 1••!--ÌIIIIi ÌJ ';I\11 11 <11 it·lit> Ìll (' Ili Sl' lltlot•:t t•]l(• l;t llllttÌ]:l7.Ìcl1W si:l ~-;t:lta. fatta dallo s!Pl'sO c·llit· m·g-o. Qn:111d n illl'n.lti 1111 :1t·to ro l pito 1la 1111<1 p:t·ossa >wh!';,!'g"i:t di ).!.'l':l11ilta ì•IJtla;.;i tot:dlllt'llt<' di,· iso lil'lla :-:11:1 c·•mtinuil:'i t·int:llll'lllltl alta c·t•;Jitl .-:oln l'l'l' 1111 pirTolo pnlllt• di ~~'""liti i11 ('Ili ~ ~· t· J,!'Ìllll(;t 11011 (• ('O liiJII'I'S:l l':ll•lt•t·ia [II'ÌtWi!':J]l•. ;t] l' liÌI'III'p:O 11111\ l'illl:till' alil'•) t•Jtp ('llllt]'h· l;t l't• 1:1 "1'1. illll(• (' l'l';_!tol:tl't' il II J!>IIt' llll(' .


l"ll\HI ~Ifo:\ I'U

Oll.l l FI.IC JTE 11-'l'HI· •UT ICO I•.\ 11 1 11. \H \1 l 11.1 1·111CP, t:cr..

-I ii

Xnn lllt·no thiara ì• l'illili•·aziulr~;· 11\l'dt·sÌIH<I lll'i c·asi di !.!T:In• l'l)l'ill:t di tlll arto C'Oli fmtttll'(.' llJU Jti Jol t• !-' I'Oilllllillllt<·, ·>'1'1.illllt' t]i ,.,;,j l'di IICI'VÌ iwpol"tanti, apcttur:·L eli :11'1 Ìl'tllaziolle, vaste J:wc1·a.;r,ioui <kl le ]Hll'ti lliO IIi, I'I'ÌI'PJ I:JJtH'Illn t•stt'"" di fi'LII IIlill'll(i di Jii'OidtiJi e S('OttatUI'(' Ya~tl' . JJ d1Ì I'lll'!,!'<1 Ìl l IJlii'S(Ì t·:tsi pit'l 1'111' al la l'liiiSI'I'I'iiZÌIIIII' dt•Jl'al·to JWIIS(.'I':Ì :\JJa saln•zza dt>lla l'ita. : ,. la sii:~ Jll'<'<>t'I'IIJiaZiuiH- pr·iHt·ip:riP sar:ì (]li <' Ila di far·1· oltrc<·hè lH't•sto :llldlé hrue et•rl'l'~g'l'lldo il HIOJJcone ossPO coll'a:-;port.u·t·, lllt'I'C·Ì• JIÌllZ<I. ~jll:lllill t'- 11l'('t'SS:II·in, l' q11i11di (11'0\'n•dt•IHIO ;\)J;~. JJl<IS14ÌWa ]Ili· lizin- IHPt·c·aniea llc!l(;' parti 111oll i, sl'llz:t t1·a~.·uraJ·c: u<•l <·<•ntelllpO di l'i · ('I'I'C'H·I'P, isol:H·!! ed a ll a<Ti:ll·c• i vasi s;lnguiglli oiJiiterati p er I·etntzJOJlO:! t'ti :ll'('<ll't'OI'l·Ìallll'll fll d<•llt· lllll i1· 111• ÌIIIPI'III' IIIH l>l'l >llti al la. pr·irll:l, O('(·;J~;ÌOJJe a :.:an:' ..nliuar·c•. La l't·l'ita :.:ar·ù Lt:o•·i;r t a htl'"'illlll'llll' ht•:r,tJte f'<Ì un hnon ~ dr·l'nagg-io s t'l'l'il"ù da :-:a il·ag-na1·d ia JWI' J,. il lft·ziuni . .. \ <JlH'SlÌ r·asi tipi<·i t'i li' 111111 f:tllli\J Slli'g'Pl'P JI(•S:-11111:1 tiLJilliliiZ:l U••JJ'<llll 1110 dl' l •·hii"III'!!O dn·a la :.:11:1 c·ondolta. st'"1111110 111n lti :llir·i 1111'110 n...,.l.al·i di ' ~ 1'1'1'(11, llla J':II'ÌJJII•Il\Ì dl•\':l:-:t:lll(i: Sl'lllllll'h Ì· in l'l'SÌ (lo d!'l';lSf:IZÌII IIÌ Jll't' · doruiunllo ùi JH'('fet·t·nz;L in (j iJesto od in IJU<'II'ali t·o tes:.:nto. ::;uno tali c:rsi c·he imhamzzan o \'c• r·a-mr utc il dliJ·ut·go c 1·iclli<•dono tutto i l I'> IIO aeu .. lllt'. J:1 Sll:l l'"(H'I"i<· IJZ:I lJI'O[I'S:<Ìoii:Jit•, iJ :SIIIl itl(IIÌ III ('lillir·o J11'11JILO {' <11•· c·iso. :-:ono ntJ·ii i qiJPsii i c·lll' eg·li si di'H' p o rTI' t' c·hp dPI't' t't'IT:II't' eli J·i:.:oln·Te immpdiat~wwntl~; pr·i111o f1·a qu r:.:ti se pnù non dPIH Oll'lldo (.;OLJG. rla1·e rli ''"''l.!UÌJ:t: 1111:1 pu li%ia lllél·<·anint cowplcta : s<:c·11ndo . :-c, J!tll' rag-J..dHn~PIIdO qnl's t.'ulli mu , pnù spr·1·ar·p w·lla \·iralii:ì tlrl la partE' : tel'Z0 1 se la fel'ita per i suoi c·m·att<>1·i a11torizza a ritPu c re drl' nnn sia. passata. l'ora J11'11('izia JIPI' Ja Jll'llfiJa;;si c-JiÌ'l'lll'l.!Ìnl. l' ('llllSP;_!IIl'llfl•lll('lllt• JIC'I' J'aspc•tta· tinl fll'lllata. L't•sp"l'Ìt•nza inoltJ'I' <L!'n' fal"~li 1·ic·or·daJ·••: '' ) <'ile hiso~na àiflìdlll'(' !'OpratnttcO th·llt• p:1·a,·i h •J·i t('.fl·att Il l't~ rlc•ll':nto infc'l'iOJ·e c ~> )Jl'· l'ia lllit'ldl• di fJIII'IIt• rh·ll:1 <·osc·ia t· dl'l )!illtwr·llio: ••l'l•c JWITi<ì •JI I:tnclo tiPI la r<>,.C· ia l'i :-lt'III'~OIIll fl'llo)II I(•IJÌ t'sp Jt.:-.: i\·j l'l·idt•lll Ì. 1[11<111·111 ;ttl 1'~. il tt'I'Z() :-:npe1·ion• dc•! fpmor·e ù J'idotto in isc·hc·~g-~·, la db::Hli•·olazionc Jli'Pt'OC.: C, :lJIJH'll:~ lo sho<'l-: è Jl<""s:l t o , s'inqH)IH· c·OIIH' 1111ir·o 11li'U.o di ~a J q•zr.a: e rosi put·t•. qli:IIJ<k i mnd il i l't:rn owaiJ t• l:t dialisi ~11 11(1 sc·oppi:1ti, quando le fplltlituJ·c· rimnnhrno sino :ll la p.u·tt· lllf'd ia dt·ll'\'"'11 ic·iù <'111• IHIII c\ r:t l'll) f'rl ohi.Jigano :t<l 11!1 "ar·1·iti•·in t'llll:-Ìoll'I'PI'olt• o liTP i ]:-, c·Ht .. J'inrlic·ai,Ìollt' d i ;~ntp11i:11·e 1\ h<•Jw pi:lzz: tl :l: In 1· lu• in n·•·l' 111111 his.,~n· ~ mai clisp<'l':t i'P tli fpr·ite t·nn>'.illlili riPII':~t·lo ,;tqu·t·io J·p, a qua lllii<JIIl' >'t'~lll<'llto di tpw:.:lo :q op:ttl'tl'llg'H li P, ]asc·i:tlldosi ).!Il id:tl't' Ì11 P~~~· ]ll'l' J:l tJp((>J'Illi 11:1 ;t, ion(• d i ;t.Jll pnt;),J'(' 11M1 rlalla le:-:Ì(I11!' l-WIH'IPtric·:t·, Jtt'l' f]ll:tllto !!:l'<llllle t-s~a. sia, hrnsl. rhtlln. t·1it(•n,;ioue c p1·nfondit:ì t.lt·i guasti riPl le parti nJolli e ùalla p;ntcc-ipa r.ione o mrno tlei va;;i c nf' JT i iinportanti; n) c·ll f' non Ya nt•:lllc·h e verduta 1li mi•·a la rnn zionP dt·lla J>:tl·t l'. t' tlw sntlo ta l 1·ig-ua1·d o bis<I,!!;H:L ;tl'l'l' pl'('"'l'llh• t·IH·, Jlii'II Ì'I'I' IWII"<II'to SIIJWI'itll'l' 1:1 ]H'J'dita t]Ì :-:;osi.:IIIZil IIS:O:I':l, per nu;ta che ~ia, è srmprP (·onq•atihilr, 111PITt\ oppot·tuni intl·nenti ('t1 :uhltt;tnwnti, 1'011 nnn 11tilt> ftJnzinrH·. nPli'al'tn inf<'l·ioJ·<· Ìlll't·t·P qn .. !l:t qnando !'ì 11pe1·a i 1:) cm. fi e,·<' far pt·np<•n rh•rr Ila pt•l' st~ l'cda pt·1· la. rlemolir.ion(': t/) <:ht• nt·C nll'l' •·it.•lif' l'f• l':ti:JHrlio c1·i t i•·i i c·asi rli f1·:rtwr·e p;l':l \'Ì f'tl f':-;te~e (leg-l i :Hti congi unre n f'l'i i'P II.tm L'nto n<lte1·nlc· dc>lle parti 111olli dadi \·tdi••li,•J·ia d'illiJHl:<>'ihilt• 1·imoziont• t• l'lw Ìlldlll'l't'l•ht·t·n • l llll'l<' rli •w])(•om(' l""~

~


t·oi klltati,·i Jll't)~llllg':lii di l'it·H<·a aggl'a \·am~:uto ll<•llo shock già esi stl'lllt· .: e) t'IIP In (!ì saJ'ti<·olm.itllll! J•adio ·r:wpit'u o l'nmJ,ntuziOlJ<• al tt·l·z:l illft•J·itH'I' rk ll'n,·audH·a,·do non h:HlllO altra intLitai'.Ìt>Ht• al l'iufuori <li uno scoppio t·umplt>to ilt•lla mano, )WL' ·<·tli no11 si fa l'IH· t·ompLPbu·e l'ope 1·:1 dd l•J·oil't! il.-: 1:~ soppre;;sinnc <li• IJa. nta1Jo in tntt<· le altre l·iJ·eo;;tam.c th~,.·t>ss< ~ J·e e\·ifata <Vl og-ni eost.,>; fl dH! aneh1• l' alllpllÌ<lzÌhJW. di'l pietl1• non ?> indh·ata !<<' 110 11 quando ,.i i• slala. distl·llr.ion e qwlsi t'OUiplt· ta ù<•llt• Jlllol·ti JUOJii a lin·l lo dPll a piant;t l' ~ l('[ tallone : le IP!<Ìuni P:-A"'t>P al collo tlt>l piecle, quale si sia Ja. lot·o este nsione, non llevooo mai far propendere pet· L .tm ptl h t %i oli(' se l o •sta t o dei tq~ttnJeH ri 1H' t'JDette di SJWL'Hl't' ·in de· tinitint un fu11r.icmamen to nt.ilt! •lP] pit•ol e . \'i lw sclll]ll'f' me%1.1• <li fan• una con!o;ervazi o n e C) uni ora. t a le rou cl izi o1w sia ri>:pettn t n. : l 'n"tJ·;lgnl('('tom i<L t·omhinata, aiJ<L !':du•g-gcctomia 1l••llc ossa. della, ganJlJ;t ed anche alht resE'zione ti hio-penm i era ti piea 1 ht postero-t:nsedomia totale , soprat utto );(! t'Sl';!llÌfa !JI'eC(Wt>llll'lltt•, [}l'l'llll'ttUliO Ù Ì e\'Ìbll'l' il l'(;)(•J•itiC'iO dd pic•de n<•i tal'ii in a pp:trcn,;a più gJ·;H·i a1w ht> s•• i Yfl!;Ì plantn-ri ini <·I'IIÌ. sono interessa ti. Vken~ l'sa- se non vi ha più pelle in ba~!;O cd iu dc•ntro. se i te ndini !Sono lacentti t'Il a:.;pot·tati, se 1' ;H·tel'ia tibialc posterior<• Nl i neJTi sono lt•:-;i, nn'aJuputnziOJlC ha:-:sa imm('.(liata >:n·J·ù nwg-lio JWt· H pl't•st•ntE' e JIPI' l':wnmire.

_\ lt·ltil·uq.:·o ~·u i f11 dato pnt<•t· lloul illal'l' k f<•ritE' ·OstC'I)·at·ticollla·i 11(•) llf'l'io<lO pl·<•inf<'ltiYo, fn 1lato :tnd1 <: potc•J'I(• tlomillot l'l', intt•J'\'PIICIHIO ;L tl'lliJIO (•(] Clfl[l OI'lUilaiJIC•ntt>, lll'l JWl'ÌOÙO Ìlltt·afc•hbi·Ì)P, (·Ì nè ottl inft>ZiOII t~ gi;) :stabilita. Ep]W•rù l ' iutlic·a,;ione dell'amputQtZÌOlll' :-:t·t·oHd;wia m·ll" fpJ•ilt• inf!-'t tr. en.:-;1 ft•eqnente nel (WÙHo IWI'imlo della ~IIPI'I':t , :IJHlcì jJJ l<l'g'tlito, a) ]JHI'i di <) ll l'ila· d!'J)';!lllptthlZÌOIH' pl'Ìill:ll~OI. ;1 111:1110 ;1 JllilllO se<•nJrt.ndo di ft'I'I Jllf'IIZ:J. L 'ideali' sal'<•hl~t' ;;tato <li ,·pd(>J·la Jll'<'~tl<:hè (kl tutto soppr't'-" "" ; ma pur!Jroppo in molti. ca~i non ri(·sc<> in g11rrra- ]lOs· !o;ihil<' h•tiluire p<•t' moti\'i (lin•r·si nn tt·ath1111Pnto tPmp<•:-:t im ('Il cflìf'.iH't'l"i è pt>l'C'iò visto bt•nc• :.;pe~-r.;n rinfp,;iotw tlh·alll[l<ll't' <·rou t>>'lt·Pma do]puza. i 11 poc·he ore la tcm peratura eleva.rsi raggiungendo e per!'> i no f:IIJII'J·a udn j .J()" , ln stato g"t'Jam·a lt• (';lJ•si st' lll)ll'(' piJ) l!l'<l\"(' , tlf'lJ.!OI~ ÌllSOl'I).Vl'(' Ìll ·(' OJTi · F;pon<lPlÌr.a fl!·l1:1 fprita ('Oi he-11 noti NtJ•attPl'i llPlla ~<lllg"J'<'n:t gassosn. l i più di'Il~ wMP ]Wt·ù il JWO(•f':-::-:o df'C·nrt·Pra in fm·n1:1 nwno ;H·uta per Pssrn• J'infl'zionp p iit) mi t i': la lHH'tl' xi a11dnva t nnwfarrnclo (' dirl'nPntlo dolor·nsa: la h•tllpl' l"atltJ·n sa]i,·;t st•u:r.a l'<II).'J.!ÌIIIl)H' I'I' g-ra<li illtissimi; dal In fl' t·i 1a <·ola.nt lif]uido si<' t·o·puru Le nto fe ti(lo e più o uWtln :lhbotHlant<'. fu · sioni 1li pnx ittsot•gro,·ano <la. ug-n i p:nt<' r ln :-;taio g-f'll<'t':l lt• ;1tHlava eli pat·i passo l't)ntpt·onwt tvni10~i. X cll'nn t·a~o c twll 'altm si è l'ÌI·nnost·inta l'intliC'a,;ion(• dl'll'illtrt·vc·nto f' xi <' inh•t'H'nuti difatti c•si'~ I H'lHln HJI(·)w qui Jar~;l t> cmnplda pnlizi:t. nw l·t·nnit·n <1<>1 fCII'tl lolio. ('nn t·jù tnOlt<' volt e l'inft>ziotH" <\ s tata ;.;ofro('ata: mnltt• ;dt1·•· ,·o l t,~ n pflt'c·lu'- il tmtt~Jllll'llto nnn f'l·a o nnu ]10h•1·a I'SSI' l't' in modo (·onw•niPntt• t•-.;t•gnih'. o pt:'l'('h<\ tror)PO tal'lli ln si òl)'plic·a,·a , l) pl·rt'IH' infili<' l:1 infl'ziotH' p l't>s<•nbH'ol!'ii ]Wt S1H1· 11atlH·a i n· dotllahil1•. twssuna 11101lifknzinnp :1ppa1·i,·a iJt•llol ft•rita. Xou l't>sta,·n quill· di a1i1·;1, Yi:1 di s;\ lvPna dw nmpttfnt·r. E ()111':4;1 ri>t il f'hit'1ll'g'l) ha do,·ut;) f:ltalllle>lltr f:<·<-'glil'l'l' 15i11 d;lll'inizio in t11t t i qu<>i C'H r>i in c·td il TH'Ot ra· :.;1in;\1'1' potr\';1 nw l ( l•t·p a I'Ìs('lrio l '<•sist<•nz;\ ll<•llt> infl'l"lliO.


flliTT I ~I E:\. l'f) IWI.I.E

FEH!n; o:-Tièll· \llri ~OI..\11 1

U' ,\11~1 ,\

IlA F l ' I)CO, ~:CC.

4 1~

ln•lic-azi o11e pitì e ltiam IH'L' l'nruput;~ zion e ~ecouthlthl· ~~ :-:tata ùata

dalla. gau~•'l:cna iN(· h it•ru it·a eortsl'dll i1·;1 ad a l h~t·c· ia tm·•· o a.d ohlit<•raziOllt· t t·;Htruatiea. di nn grosso raso. ('oll';rlhH·•'iatllJ·a., r h <> MùinariamPnte $ Ì l>iieg ne nei po:~ti antm;ati, lP ;\rteJ'ic pc>riferiche cc~sauo di pulsare ed il st'g-men to cOlTi,;pond<·n tf' Ùl'll'a r·to si fa ft·e<l cl o, \'i()lao•o, i n:-:t'nsiiJi J ro. ~i 'st;tbili.<. ."'·e ('Ol'Ì moltl' ,·olt1• llllilo g •IIIJ.!'l't' ll<t 1li u rig-in c :tt·t•>l·ios:l drt' n·c·lama Fn;.;vort:trA()nP d r lla IHII'tP ruo1· t i tkata. La sks=<a ~·( ~::;a JHIIÌ precisa1nrntP an-eJ'lU'si alloreltl• un':u'tet·ia. s i oiJlitem. in s Pg-tti to al t ra.umn. 1/i n citlentP f. )Wl' lo pit'I pt·odol to da un f1·ammento o,.;seo 1·lte ht('f'l'<\. in ~t>nt r. con altri tes;;uti andte il wtso ~<ìllg"lli~no, Ja. l:lli intima rctnwndosi obl it e ra. il Ju me ntsa.Jc . 'l'aie lt·:-<ione che può i11 primo 11~ 1u po passare inosserva ta ;Hl 1.111 Psame supel'liriale per ma1Wanza di e rnmTagia., può in se~trito l'iiP\'<I t'si pPl' l<l· is(·lwnlia e cprintli la g-angr·Ptta. <"hP indu!'P. J n si nti]i ca~ i hb aruputnr.ione è indicata ~l'IHw. di.sntssioue. 'l'n tto al più son o di:-:c:n t ibili il n: ouwnto più propizio in <·u i questa tlen~fli ~:·wp:u ire e il t ra tto dell'atto su l quale devesi fa r· <"rtrkt·c il tag-lio. ~e le condiz ioni del ferito lo perm ettono, è pl'udcn te n tt<>utlt•t·c. che il ]Jt·o ce.:;~,:o tl i rlcn111 rcazionP limiti hene Ì tPS:<IIti mul'ti dai \' ÌI'i Ìll guisa !'be iJ s:l<:tificio dell'arto sia limitnto al solo tl'<ttto in ùispeusabile: ~t· ill\'l'l'C! ali!• m anifestazio ni isthie micJw s i s onappnngo no f1•nouu•ni ~c·ttiti, eù in ~pt>da l modo se questi asf;nmono l 'aspetto Nl il decm·so <Ie lla. gangt·t>na ~a:::sosa, l 'a ntpu. 't.tlzioue acquistenì carattet e ùi urgenza . R•• s h~ a Ult'IIZiOJWI't> l'inrlir·aziolll' nll'ampnlazione Ut1·1liv:L in quelle fo rm e di nstl~Oini•>liti t·J·ouiclw l' eli at·t1·itri pn1·uleute (']~e per la loro _1Ull.J!H· ùm·a t a rnn-stt'al ld o-si 1·ilwll i :11! ug-nt tt'attanll'n to . mina ec.ia no seJ•iam!•lltt• rl'intn~si(';ll't~ l'organismo. Dall'atJilit:'t clel c hi1·m·go clipendr• il riu scire in rpl('sti cae-:i 111 g-h1n~!' I'P in b·mpo Jtl' l' rlt•nwliJ·e, put· an'tiÙO· fa t ti in prt->rCtlèuz:L t nt t i i tl' n hnid pc1t· <'Oll!'i(' l'\'a l'l' . L:t. qn<•stione d1'llt> mutilazioni t w l)(~ ft>-t· itf• at·ti!·olat·i di IP H't'l'n no n pttù (':< ~(' l'l' l'i :..:oln ta C'olia tiss;tr.iOII(' <li ll Ol'lllP j)l'o"·i:-<e ~~ <·n;.:f alll i )Wl' etri al rli qua di ut~ c·prto limite his o~Ha l' Ollsi' JT<tt'C' PÙ al di lù ampu tan '. Molti dati talora. avpena. ponùe rabili C"he a e ltirut·ghi esercitati senono d i sprone pe1· la, <·m t sr•r\·azi<~nt>. a. urolti altri pa:-\...:;wo in c~;~.:sPI'Ya.ti (){l in:tppt·e zzati: co:-;l pur·e delle Yit t nl'ic tet·:tpl'utirlw che :L molti ~emhra·tlO prodigi uon ~ono inn•1·(• t·lt(• il t·i;.:Hltnto rlplla più s ana P~pet'Ì<'m,a. e dt>l tin r· huon srnso sorr·etti cla 1[;~ l ~t·of'oud a. ('o no>wP nza d e lla hiolo~ia , del· l'a nato m i a p:11'ologka· l' rlrlla tt•t·n il' a c·hh'ltt·.~..dea. Xon è più il r.aso rli. d isl' n te J'(,, rlon:ndusi s;~ct·itì ra rè 1111 ar tn. :<<' s ia pt·Pfr·t·i!Jilc> J'nmpnhtzinH <' o la disn.rtirol;tziollr'. A )ll't'st in rlPl't• <' h P l';tllt· p11tazÌntlt• ('OstitliÌSt·(~ 1111 llli'(Odo Ili ('>'t'l'l'SÌ l':tpitl o l'Il 1\ tli (':0:!\!' UZÌ OllP Uhh:ts ta nr.a fadk (ci ù !'ltl' 1\ di :-:outnw \':tlt t ng-g:io d n,·<•nd• Jsi in tel'I'Pltire in indil·irlni thP trontn~i lkl' lo pit'! in c·o111lizioni g'PIH'l'Hli poi'O faron·,·oli l, (•,.;:-<a (> nncltr l'operazitHW più t><·O itotuica p<'t'l'hò pnù essl•t·P fattn n lhcllo rlt>lla h•simw nd imtue!liat am<·nt P snpl'll di l's~a . 01'<1 riù rappt·<'!':l'n( a il dc8·ideratwn da.J pnnto di Yi:sta. fnJtzionalc <>d m·topNlieo, ùoveuùo n oi' propon·i tli n:-<:<Ìf'nn·;IJ·t• a l nton•·I>H!' )n. 111<1 :-::-:i ma htn g:hPZ1.n p<)'Ssihil<'. Dn ~"'Jo n1ntag-g:io si an·ehlll' l'i"('g'tH'll•lo la· di ...::ll·titnl uzio n<• l' s:11·ehbe quello· dPlla ma~g-io1·f' st aioil ib) 11(·1 nrotli'Olll', n·nendo i11 IJIIPsto a mmw:tre g l i:


l'IPIIwllfi d\'f.,,., ll:tH ti <·au:-:a di lll't•c·cw<· n 1;11·di1·a :tltt•r;lziunt-: ma tale l':llllH;.!).!"io 11011 !!'illll)..:'f' a l'Oil'IH' IIS:II"I' j [ fll'l'it•o[(J dii' :<i ('UITI' di~aJ"t-Ì<·u l alldO dj :l ]~l·iJ·I• I'ÌIII'. l:!l'g"ll(• !"ll]ll'l'fit"t aJ io ;IS~III"hiJII('IItO flt•i l'l'OI[<JttÌ );l'tlÌ(:Ì. l l:t lll•dt i thi l'llt·glti :-:n1111 ~l alt• dn1·:~ Il l<' lo1 !!'ltel"l"a ri1·ulie nn; L"I.>e ·~ ·J·i lk li e ai t.:Olìeghi t·ltP :;i t•·m·a,·;llto ulla fronte Ùctcl•è quN;ti llCl pra. ril·a l'P le· :llll]•lltaxioui 111111 ~i :ttll'lli'I'~IIIO al i!' rt·g"oiP g·l'IIL'!"Hii rli t·eeHint ll lrP I';il t~J·ia c· ]t•'l' t'OIISI'J.!"III'll"-:1 Jll•ll :11'(·\·:tll o qlt(•i J·iscJit.ati imuu•diali C'hC ;.::II'C'IIIII •I'tl ~lati c[i•sidt•J'<Ihi]j, l't·t· <I]IIJI'I''l.Z<II'i' fli'I'Ù ]a illl ~ ]liiiWtllllilÙ di tali tTitieht•t• d'uopo <1\'t•l'l' pl·t•sc•nti !t• (·ÌITOSI;JII i'.l' tli ll'lll]l" t· di lnng-u in <·ni <·1':1 ,.J,Idi;.rato ad opt•J':IJ·p jl t·ltinll·!.!n d!'ll•· unit:'1 s;lllil<ll'il' nnliiZ<\Lc. llltlllOl~ini:llliO anzit111t11 il tn"'o c·he ,;:rli ;n·e;.:st• dont!o intHn·nh·<' imnH'· di:ltalllt'llll' dnpo il IJ·;IIIIIla. <·lt!• :tl'l'sst· c·ioì· dol'\llo Psl';.!llil'l' un'anqruta· :dune priu~;n·ia. SaJ·t•l!lle J.<talo IH'l' lui di ,.,.golu fa!'i le c·u;;a OJH'J·arc jute;.:. s11fo pc·J·Jpt t:Jlnc•Jitt• ::-nno p<•J· a~sic·urat·f' al s11o a.tto OJH:tati,·o un ottimo risultato: lll<l. t·iò f:H·Pndo, al'l't.:hhe t'!!li sac·t·itic·a.to un St'"UH'lllO d'arto ;o., 1.1·oppo P);(l·so t'd H\' J'I'hiH: t·o"'ì t·outt·a,.,.,.llnto al IH"t·eet t o di <·ssel·e il più d1'è possibile <'t'OilOII Iic·i IH'I' a;-;xil'lli';IJ·e al lltiHICOil(! la mm:simn lunghezza; 1\ pc•J• q11<•:-:10 (·he ltn c·<'l'!·ato eli llllll allolltallaJ·xi Hlolto ctal l:t feJ·i ta . Or·a :se ><i r·om;irlpr·a du• i )ll'l}iPttili in g~'lli'I'P , c quelli di :ut ig·Jieria in ispccie, no11 IJi·aullla(ii'.r,alll' ><olallJ:•Jtl<· i lt·;-; ... uti t'llt'l'isp11ilclt·n1i alla1·t·~innp l'ltl' ati m· \' t•J·...::IIIn. 111:1 a l lt•t·;tllo PZÌall d io In ,-jt;Jlif :'J ··d il ll·odismn di !pit·lli 1·idui, 11~ · i'W;.,: II(• c·ht• I:I!,!IÌalldtl Ì lt'IIIIJi ili ljlll'~li !l'Sslll:i :lpp;ll'l'lll !'IIJl'lltl' S:t llÌ, ll •lll :-i p11i1 Jllli•I'ÌI't' 111 ai la tt'l'f<·zza . ]•1· 1· qli:IJJto Jll'l'fc•t In :-:ia la tt'<·nic-:t IIJH•I';I )III'i;J, t·h't•ssi llttll \';:,d:llll) l'Ili (c•lli] lll ÌII('Oilll'O acl altt•!';J'l.illllÌ (•a j)HI.'Ì d i dPfoJ·IJI:II'P : 1 lllllllt'Olll'. l'iù difli1·iiP :IIH·nt·:t ha don do '''"t'l'P la posi · z1nllt' dt·l t·IIÌJ' Ill';.!ll tlt•ll a ru·i111a lillPa allo•·dd· gli è t·a pitatn don·1· JH'nli· (•;l l'l' llll'Opt•I':JZinlll' SI'I'IHIII<t I'Ì<I,. (jJil'!"l<l Ìll 1!1'11('1'(' \'l'Ili\' ;) ('SP:,!IIÌL~t SII 111;1· );l t· i dt•p(•J'if i pc] Ìll \' i<·ill;lllZ.;J di fi•J·i['l ~ Ìll Jll'l'llno ;t.t) Ìnlfl':t.inlll' P ;.:uppll · J';JIJ{i. ( ')H· c·cdp:1 1Hoit·\·a quindi l'nl':-i nll'oj•t·l·:tltH'I' :-<l', lltalg-l':lll o tnttt' l~ ]'l't•c·:lllziolli tc•c·nil'ht• c· eli :v:-<t•J•si. il IPillhn ] •J·c•spuf:JYa p l'Pslo o l';u·di <11l· l'h't· !-<~n la :-:u p( lll l ':li':ÌIIIIl' <' In ·lll't'l'll:o:i '! lf:dtw:t par·tl.! non dt>rt·~i dinll' llli · c·;JI'P <·IH· le lllli!o'J :-:anitlll'i(· anlltznlt• l'H]IJII~·sPlll:n·ann. pPl' JH'I'I'ssit;ì di !'OXt' . la slazinll<' JoJ·wta eli inrli1·idni <·ott I'I'I'Ìit• illfl'ltP P <'h<', )ll't' qll;tlllt' ('111'1' ~i li!"<I•SS('I'll 111'1 ln1·n ;.!.tl\'t' l'lll l, tdl'l'i\';JJIO •Sl'IIIJ!I'I' cJI')Jt• !'lllldÌ· ZÌ1111i s 1u•e i:Ji i ,l:J pa.dt· dPII'a!llhic•IJII'" tiPI pt·J·slln:t l<' :!l· lp a fanJ1·in· lo in. );01'_!!"«'1'1' dt•II:J !<11ppl11',1Ziont•. Y:u·ii rim<•di s011n slal i "".!!::.!t'l'i ti e ut<'s~i in atto ront1·o incon. \'(:lli<·llli <·n," ì !-!''~I.YÌ "c·md :1hitnali. :-\i,., innanzi tnlln 1·onsi~liilh\ <li nou lll:IÌ :<Ili 111'<1 l'l' i lc•lllliÌ tlt•) IIIIJ'II('Oill' d i <illl)IIII;JZÌ(IJH', spc•c· i:t]lll('lltt• S(' ~N'Oli· d :11·ia. ma illi' Pc·c• di cl n'llitl'li ];u·ganll'lll c• c·d ac·<·HrataJIII'Jltt•, appliranclo stlltantn 111111 o llut• llllllli. più a)Jc) sc·opo tli ('\' i1:11·(' l'<·n•t·sionP t'li essi 1·h<• cli a..;sknr;ll'llt' l'ulliolll' . ~i ,-. pPnsaìn in ol ln•. :lll<·lnt' 11Jl1'1':111dò in JW· l'i111lt1 jii'Pillfl'tfi\'0, <lfll'fl(·, c·i 111\ ;1\'l'llllll r):J l'al'!' ('1\11 lfos~nt i l'a'lllp Jic·!'II1 ('J)t.~ t·onlnlllin:d i mn non in pn:chl a<l in ft·:donf', tli t J':lttm·<', pri111a. cll'llO int<'J'· \' l'Ili 11. l:1 ft·J·ita ;~hl•mnlantt•nH•Illc• t' l'Il t intnm di indio, n rH tcw!'al'IH' la S'IJlf'dÌc· i{• 1'1111 ~O]Il'l. i Oill' al :!0 ~{, tli (•1()1'111'0 Cli zilli'O, C C]IIÌJHli, zafl'at:tbl ('f>ll !!:;ti'Zil ,!<(l'l'i](• , tli l';t~ei:n·Ja ill'('ll l'<l(:lllll'l\(t.> sillO al p1111t0 ili t·ui tl(-l\'C o·;Jdt•;'l' J'iiH'Ì,..iclllf': l'lì]WI':tll\1'1' <J\'\' Il)g'l'l';Ì l'Oli 1111 )1:1111111 !':tl' l'i )izzafn il Sl'g'· llll'llio da <lt·mc.liJ·<· t·nsì pl·t•p:li';J!n. l' JII'OI't'llt-r:ì al n·sto. f

,--.


Tlt.ITT.\ .\ 1~..\TU U~: 1.1.1: Fl-.ltl1 1:: O:-n.o ·.\ltTI Cill.,\ 111 1!'.111.\1.1 Il.\ ITOCO,

t:CC.

47;'>

Xono:-:tank perù ()1 1l'>:l c p1·e<;an:doui , utili n : 1 tam~:nl c:o c talora etli<~·H\'Ì, il più dell e 1·olt e. dat e lP t'<Jndizioui ~l'llPI';di t.lc·gl'inl\·J'1lli , indeboliti

.da llc fatidw e daJ le )Jl'intzlon i, da te sopra tutto le coJulizioni locali d e i te:-:~ nti in m:t:o:~a. ÌIIIJIIÌna ti <:ui linfatie.i prc~i eù H ccllul;ti'C inliHrat o più lontHno di quc•l t:lu> .::; j tl·t>d eY:l. il ktllbO ita· snppu1·ato <·ou hn-~:;t;mtc tre·() uenza. andatHlo pe r ciò soggetto a note,·olc r e t t: a zio ne e d i reHeuùo iusntli c.ieute a, copl"ir<· H monc;OJH.'. l>i qui l'id.Nt Ili ~>'I'<J II'iwe ll'mhi musco lal'i più ampi e più nnt 1·iti dc.ll'onl in;u·i o; ma , ciù f;wendo, si ti sehill\'a, dato c he i lmnlri s'i nl'dtasseT·o, di andat·e itH:ont1·o ad 1111;1 ~>'t·psi prolungat.1. P (•l' ciii o ·.Tia,t·t• l )~sg·ntte:-: e l't·tTin ha1111o cou.sig-liato di clis<•g-nare benffi j lembi più gnweli di qm•lli 111'<•:-wt·ilti dai tt·at tati. ma non cii <•:s;tg-l·mr1tt' le ùimem:ion i.

J lp} re•:-:1<1 1r·nttnwlo:-:i ]Wl' lo pirì di H'tJ]'I 1\ilzioni rli ltt'(T:<si tù . intt:'>i<' a :-:ah·:1t·c> ht \·i t;l dd :-O;..!.j.!.(' llu, :-:i l~ e·l·t·r·abt eli OJlt'l'<l l't' tn n w HH'glio ·;.;i è ]HJtn t o , 11<-l !<(• tt~() S JH' c·ialtiiPll(!' di f:;,1' prc·sto c• ht•IH', l~ di nun <l~gT<W<ll'l! anc·ota più lt· c·on diz i11t1i clt·l p:tY.ÌPTIIP 1·o n 1111 a tto ope1·a t iro ·i'iOn.> r<·!JiatlJ l' Il te tra n ma1i zzat rt P. .l'i ~'t· t· l l <t l! cl o:-: i cli t·dti Li!'a l'l' i 11 spguHo, a Il' oceor· renza, H ruoncoue col J1l'<tlica.J·e 1111 inl tnT è.nto 8Pt-OJJ(brio, il quale es0g nHo in Ulw :-:t;lclio di g'Hm·i ~do 1 H' ;1\'<ttrznta <·ol in mitd i<wi (·OtH.lizioui ùi a.mbientc, sarebbe I'Ìll f<c i lo J'ispondellt l' n,llo ~COJ> O. ll<HHio qniocli alle am· pu ta zi1nri tip it·iu· c·oli P tjll:lli s i ri;;c- h ia1·a eli s;ll · r·ili<· :r ~·p p;n·ti e lte U\'n·lt· he-ro potuto I'>'SI't'(' <tll!'ot·;t. ,·it;rli n di c·c ottsc·rYat't' tc•:-:;.;u t i dtt• an'<•hlJc' ro po. t uto cllio' t·c• po;.;t'Ìn in 11t"<·t·o:-<Ì , t• tuuHo pt·!' f'c•ri U· inn•c·t• lP a t ipidte' <·on· ~ist e n ti ll'c>J·tli H;Jt·io in ' 't'lllplic·P 1't• llili<'azinHe ,](•l i;t feJ·ibt <·ou pnlizia nwc·r:ntit-a l 'Ì!.!·or o:-:;1, cl i l':<~a. e qnindi ·in isolanwnto e )-(('7.ÌoiH' abbastanza al ta d <· ll'o:o:t'o. 'l'<tlf' Jll'tt{'l'dittWttio <'l-:('g-ni h l in ft· t·i tt' <li <lata t'l't'<'nte e non g-t·;t\'f'lllPille infl:'tte. Ila. JH'l' lo più 1·ispo:-:to ;tl l o ~<· o t•n. (' lti 1\ :;:ta to tc•.stillt l\ 11(• cl<· IIP t·onclizimti pielost· in i·ui i11 hrf' \'ÌSI'iimo tem po si ridnce,·nno gli indiritlui a ss;1lit i da g-angr ena gnsso:o:;t ed ha do,·uto JW O\':ìJ'!' l 'at ' gtt~< ·in dt•Jip <•s( t't'lll<' dt·<·i:-<io ni tllil·;ln ti <l C•.tn~wrv;ne una Yit;b seJ·innll'IIÌl' c·oiH J>~'O lll<':<)'<\ , si doì J·ng-itHtf' <l~·ll ' ntiii t.ì <li un nwtofl o d1t•, ('OilH' fjiiPIIo eli ('f•] )'C\, !'iot'> (' Ì1TOhl'l' Nl ;t. sl';t;iO lll~ pinna . t·imN;~(\ Ìll uso (lnJ P a -11 (' lt('t sotto j} n o11t r. di << atllpttt a ;,innr. a. salsi!'l·iollo >> (rn .sa11ci8-~on ) . n c:cnppia. ]; ~ mas:-:it11a J·a pitl itit. t•ou la più g-randt• cc·onomia. possibile. E' u n llH!to<lo c·in·oJate J'ìeJ rza IPtuho; l'arto è sezionato )n t utte le ,o;;n<! p:11·l i molli, imtu <'<l ia t;Un<•n(P al di :-npt·a· eh•ll n l c>>'Ì(11 tc'. con un sol !'Olpo t•(H)l(• CJIH~JJ n di llllfl· lli H llllHÌH· ; ]a S('7.ÌO TH' OS>'I'<l !<l'g'lll' immedin.t a nu>n te s ullo stN•I':O pinno. Ta]f' metodo fu o~g<'tto 1li Yinl<'i cli~ru l':s ioni al l n. Soc. di CJ1il'. d i P a ei~i. Fu tlrfì n i tu la n e~azione dr~ l l a m t• d ìrina OJWl·atm·ia , uH\>p.~ rnziOIIf' :otPll Z<l st•n :-.'ll: ~li f u UJt~,-;o Fapj)Hll!o ·di rkhic•cl<'t·e l';empre nn ~ltto opern.tir o complemcn tarP. ca pat·l' 11i l'illc·stn J·e infezioui gi i\, $0;<>pite : gli fn pc t·;;jno n c:g·nt o il ,·,tntagg-w ·cl<•lla J·apiditù in q ua.nto che· (•!':!<o, nl pa.1·i 1]{•1 nwtnclo c·l:tssiro. J·il'!tit•clP <'hc• si pi'T'da d('l te mpo 1H' l fat·e l'anPstp':;;ia.. l'a lla cr i;1tu1'<1 dci ,.,1:-:i <']a M'Zionr dr i IH' I'\·i. Fu t;r](' l ' a,...1H'f'7.· ;~;a df'llf' cr·it ielte cht• la. Dil:Pziono• g~:m· J·al c• clt·i SI'T'Yizi di ;.:ani tà flt~ll':ll'· mata. pr·oillì in ,·ia, uflir:ia-1<• al Pau;·h<>t di st·1·rir:-:i ulteJ·!ot· nwHte di'] llll'· todo. Il solo Qul'nn, sf'nza ]<Hwiars i trasr inat e èalln l'oncntc, riconobbe <:b'e!':SO -tlorera effettintmc•n tc t·iu:-T it·(• ut.ilt• in cer t i tnsi -:'t JH' d;tli e s'in tc-


4-;"(j

fllln 1\ii\Ttl ltf.ll ~.

Fl.ft t n. tk- IHI \KTI(;tll.. IHI IJ'IIl\1 ~ l'A l'l IICO , ECG.

I'I'>'"<Ì tnnto a l lllt, ft·:-illiO I'IH; quantlù il Pa uc·]H•t, :sc·o:<:so clalle (;l'ilitli er JWII>-Ù appcJJ·ta J'I'i 1111<1 lic·1·1' lllllclitic·azi"n(· 1wl ~<t•n:<o di p1·atit-arc• In ~ · z!11ne o:-;:-:t·a .J n :; c·JJL piì1 in alto di IJIH:ILt dl'llt- pm·ti uuJI Ii , Qué nu si r ilu·IJ ù a talt· llletclilic·nr.itlllc· ~ n:-:tt• Ji t•Julu g-in..;falllt'lltc· <·llt> cpw:-:ta l't'!JÌI':t a fli~ti'II/!J.!'f•l'(: roi'ÌI!ÌII:IJit;Ì t•tl Ì l'c·:tli l';tll tii;!J.!'i cl él nw todo in IJll<llltO che c-lnd1·1·a la t•~<tPt·io t·i zzazi o c u> tlt·i n•s,.: uri pt·ofoncli ,. del le loro :-:11p~l'fid :-:dtic· l ~t•, P l'c·u dc•nl IH'l't·iìJ inqco!;:-:il,ìlc· <·h' p:-;sp potP~<~<('l'O l'~;;e •·e ehillliealll<·nt<· e lisieanu·Htf· dì:-:inft·ttatt•, lauto dò n ·ro 1·lie il f'audH~ t "'te;.;so:-:t•lltira la IIPc·t'l'o(l<!l·;'l eli l'iii'I'OIIcaJtci<JI't• \'Ì\' illlll: lttt• il drc•JI;t '"'Ìo dt>lla ~<11111 · ndt:ì dd <'tJIIO IIIII:<I'OhJJ·(> pt·l· p 1·<·,·pn i1·e il l'istag-no d (.o.i m;te1·iali r<<' ttic·i. !11 ~<t·g-lliìo ;l fa](' llist'll"sicclll' pc] a <t~H· I hl· <tl'l'l'llllta i11 una :-:ll<·c·t·,.:l-1\'a lul'lla la dt·l la :-\twi1·t:'i f'tt'l'~<:t, .tw!la qnn h• fnt·ono Jll't>~l-lltat i n11m·i J'i~nl · ta t i 1':1\'lll't'l'oli, l'I l l'OliO :-:talJilitP h· s<·g111·11ti indi<·;tzinni tl!•l nwtn<lcl : f/1 ga iiJ.!TI'II/1 g-a,.:;.o~.;a: //) ~<UJijliii':JZÌ n lli ~1':1\' i Ìll f l'<lttlll'P JII'O:<I< iiJH' :t\ Jt> I':Hiir·i tk g li iil'l i: r·1 lt•"i\•lli t•sl t•~<p d t·lla pc·! le·; ci i ~< I :Jto g-<•rwr:l lt' g:1·:1\'(' rb :<llcwk od :IIII'IIIÌil. I>"''PIH im:i i11la11tu p1·oc·Pdt· 1·:• a li:J tc•llilir·aziui Jc• ~l'(· ontlari;l clt>l 1111111 ·

com·. pc·1· l'\' Ìt;tt•t• In inft•%iotJI' t li q1H·Ilo dPiinit i1·c• w· Ila: p\·t·nttlilli tù t•h(' dt•l g<·J·Jui t·s i ~<les~<<·•·c, a.u<.:o1·a lWlla piag-a. g-•·nnulante, il Drrag-c: sng~Prìr:t j J ~•·g-11<•111<· a1·ti lizio. ~ i ]Wt·JHia 1111:1 g'l':llld4' r·ompt't"-"·~n: vi :<i

pmtithi 111'1 t'l'l it ro 1111 tw ilizi11 d c•l b. I'OI'IIlil f' d1•lla g1·:11HIP~.za cl1·ll a piag;t <· la :-:i ,iiJ'Icl it·hi >'Ili 111011('1111(' in lltodo l'il<' l:c piag·a t·ÌIIIilllg':l :<f'O\'I:'I'hl. ~i nui:-:(·0 11(} ;tllura. collar <·utr: llH:!ITt'- io:Opl-agg-itto sf'l'l'a to, i m:n·gini dell'or-ifizio <lrll:L ('t Ht l ]'l't 'S>':I fc WIII :!Ilei O d i IJIIf 'Sl il . t't 11111• 1111 Silt '('O c· h t• si ill'l'lt\'1:'"'(' i:t (' ~ j l'il' ID · J'ÌP ('Oli alt l't• 1'11111 1'1'1' >'"1'. r11 t;JI 1110dc1 si ~t ' IIP I ':l ljii:ISÌ 1111 Jli'OlJIIll!'ii•IIH'IItO elc-I 1110111'11111• <·Jw. cel ti'!' acl ;assÌ(-III';tl'l' J';I S(']'SÌ Il(•] (•;t.JUpo OJWI'ill i1·o. I'PII<lt> 1•i l'l a~PI'OlP il lllalll 'gg-ic~ dt>l Jll lllii'OIII' sl(•,.::-:o . Ba!o:t:J allo1·a in fatti prali · t'ili'<' snJJ:-~ s uper·Lidt~ di fJ11P:<in una o cl11r iuc·isioni Jat<·I·ali, lilwl';\.1'1' l'p:<tJ'I'IIIO t .~Sl'<) dal (t'l<>'ll t() t)j t•Ìt·:ttl·it·t~. :<l''l.Ìf)) I;Jl•é Ì l'ilS\'('1':-Ia]IIH~lltP il JWJ·io:-;j io(' J'n:-so n l li n·llo ,·nlnto t'Oli 1111:1 ~<t•ga , (ìig-li l' pal',.:a l·<· ,.:nltanto d ri p11nti di s nl' lll'il Sf·llza st I'ÌIIg't'l'li. l'Ìsc,l·handcc:-:i di l'an• t·iù ;t1 :~" o .J '' !!ÌOI'll<l cll·c· tutto pt·twt•da lwllt>. :-\ tnnclo ~t' ll l ]ll't · 111'] c·au1pn clt·ll<• Hllll tll lazlolli atipi<·ht• t· JH·I· '<'II>'Ì (li1·t> o hhli~a Lt', t·ironlnò quella ~pe<·hil~ f•sr.~nita dal Rontier in alenni cn~< i tli' fl·:ttl\11';1 :l]'f' l'i;! tli'J !!"illHITI!Ìo ~~ qnincli •I'Ìpt·nclotl;l .Ja. ;lltt·i l'llli'UI'g'lti. li Honlic·1· Ìll\'l'I'P tli Jll'alit·; lJ't·l'nliiJtlllaz.ioll" tlt>IJ;t c·oi<(• i;l i111 t·.a rnp n :<illltt. ]a ef'Wg'llil'll in pit•no fOCOlaio 1'11JlJitll'fltltP ('O]J'intenzio ne di diminnjre Dél' !l!ii).!'J.!'iiW Jinti11' ]'11~•:-: Ìlt jJc• J«• Slllli'I'{Ì('i (•J'Ilf' llt:Jtt• di f l't'SI'II l' tli Htifizz;ll't• ]'t'l' ljll:llllll l'i ]t iiÌI !<IIJIPI'fi t'Ì ).!'l'illllill'g'g'ia ll t i. Eg-li f;l<N•\';1 Jll'llt'Ìl'HI'(; ];\. 1:1111<1 :!P! ltis i loi'Ì 111·II P cllll' ta•·g-!t,• int·is·iuii Ì la h •1·:di pt ·atic·il ~t> ant<•t·t'dPillP· llll' llh' )'l' l' l':u·t•·ototuia t' r i1·o ltara il tng:l it·lltt• in t n l )!lli· ~<il dn Ìlll· iclt•r·e t·iù <·llf• •·iiiiHIH'I'il dniJP p;ll"l i 111oll i il pi1ì in hasso po!o:sihill• tla \·nnt i il J!Ì ' llt HTiiio ;l Jin•llo di'] fpg:;ll ll ('llto I'Oilllt•o. ~I>!Jf•l'ill lllo hc•JII' CJII P ~<tn Jt•mhn :JIItt•l·inJ·i· llt t•lt .. ,·a a. nudo il fl' llllll'l' f' lo "•'J.?.':I\·a. ~ict·OJI W i fpl·iti HH'I·ann ;1\·nto in pt·r<·PriPn:ta nna r·oJJtl·oap rl'ttn·n in «:OI'l'il':pon(lt•nza. rl1•l poplitt' . il li!!IÌit• iui'I'I'Ìol·t· di lfllt•:·du i111·i:<i<~IH' sPg·u:11·a il lillli h · d i'l ta~lio tl(•Ji a rnl<' in 1li(•t 1·0. I mnsrnli rle·lln t·P,:.donP ,·c•ninllll) ~<Pzion at i rla :lmho i Ja.ti , l';tl'Ì l<illlg'llig"lli ) c-~;1 (i t• lag-]Ì;JI i . •\d O]IC 'I'iiZiiiiiP finitn l'~<il< t{'l'al ltt tre-


'rli,\"11'1,\ lt::\'ld :U·:J,I.I·: I'LIIITt; 1~'-rJ.,Il \IITICUI . IIIC

Cf\11~1 1

lf.\

r l ' (l(:ll,

Fl:<:.

.f/i

lt·wbi irwgnnli tn rwl·ti di ;!l':tntclit:r.ioui. i11 fn 11dn :li q 1wli :<i :-:r•H·g-c·l·a la ~ezionc dt•U'osroo. :-\c'(·OrHio U outi~·r, :<t•l,Jwnt' il r·is11llato irurrH'tlia to di tah~ lllt'Wtlo appaia t·:tt rinl. qn«'lltJ ~ll'!illitinJ iHn•t·e 11o11 c\ di~pl'c~a<thi l t' . poi: 1'11~·, l'ti):lllt' tht• i IIIOlli'UIIi llOn si 1'\'fl':lg'gl!ll(l, 1•11Ù l'llll:<c•tT:II·..:i ;Il ft•IIIOI'(' IH HggitH't' IHIIJ.!'lll':r.:r.a. •~<IIJII "t·ior·c· ~''' illlll't · a IJII l'lla c· ltt- ;..i <·•.r c:<Pgllit ·~·hhP pt·a tic·au<lo J'a!Upllf:lì:Ìilllt' tipic·;t Ìll· tt·,;:-;11{0 :<:ilio. .

. . (luantlo al diÌI'ltt·g" c\ d:tra J.c st·Pita tlc·l IIH·I••do. O\TOtTt' ('lt'<•g:li pl·c•Jet'l:<èa. t'll.'W JWL' -c·<hH> (Jttt>l lo dtt'. oltt·f> ad a~~<i<· m·:tre la dta ed H lw.oesst->t't' dc•! ft'l'ito, mir·i ;ctl oth'lll'l' t> un lllotlt'lllll' t.tp:wc· di hc•u sc~1Til'si cll 1111 :l('f'OII(•io HJI)'II·I't·CTJIÌ() pt·ott•( i('(). ( 'iù \';t\ c• ad 11 \' Ìt;ll'l' in :-;(•('lltlfll) tPIIljHJ i1 bisogno ù'inlt'l'\'l·llti dt>lit·:ll i <' •li tlctl•lt io .-sito iniPsi noli solo a t'(H'· l't').!"g'PI'(' la t'Oili<·it;'t dt·J IIIOIII'lllll' 111:1 ;t l'•'lllh't'(' IJIII'sfl) ad:lit:Ji)ilt• alla pl'O(I·~·:Ì •

• cr l] !Jl'OhiPIIIH dt•JI<i fUt'lll~ l i'.ÌOllt' di 1111 l)ltOII JllOJII'tHit' di :tlllpttbtzioll('

ù ;J.II!i<·o quantn la l'lliJ·Ht·gia. 111:1 i' tnttot·a loti(:JIIO dall'c•ssc·rT r·isnlto 11 >:c-r·in·,-n ('odil'illa !lt•l 1!11 L i11 1111 t·l:tJo.l!o-i('o l:i\'111'11 ,..1rlla !!l'<tl·ihilitù cll'1 moli · \'Otri: c> dopo aV<'l' 11otaro c·ftp la lll<llll'al.;L sol.trzionc· clel JH'Oblenlil ris ulta

rrou solo dai disttn·bi eire il mOllt'OJH' d<!tt•l·mina ;t~li amputati, ma più nn · .c.·or·;t d a-l lOl'O s<·~w..:o t•(>ndinwnto funzionale. atit•t·nta coli'Fiil'(']l ciH' 1111 IIJClllc·OIIf' {':tgiOlli>l':'c 1:rntn IIH•rto .-:nn·ntt' tl•·i di:-;tur-lli qunnto lllotggioc·c·

J<:Cl'Ù il :<nn ;r·pndimPtlfo. 1-:~--so c[;·lirtist'l' poi pc•t· nro nc·onP beu<• flllli'.Ìllll:tlltl! tJiWllo dc<; JWI'UWt~t:> JH•I mig-lint· lnodo !'11 ..;o tf plla rn·utt•s\. <c Ta-nto piiÌ f· OmpJl'ta. Sll l':L 1:1 fllliZÌOll<' rli llll 111011('0111> IJII<IHIO più l'appat't'{'C'hio di [WOft-Si i<:l!':\ ('(>nsi d(~'HIO t'•llllt' la c·olltillll:l'l.Ìtllll~ dit·\'1 bl ('cl N<c·]H~il'l1· 11\•l llJilll\'OllCJ Il . Per ciò otl.f'nere jJ monc·oue ~ lo \'l'il da solo Sl'J'Yi t'P: a) :r. p oda c·e !'appat·et·c·ldo ns..:ic·Ht'flltcloiiP la pt·c•sn: ù) a tt·a ..-.rtrc•t il·r(• a!l'appar't'c·chio H peso d~>l f·orpo; c) n g-t•twt·n1·e lldl'app:n·<'t·t·hio i mo,·imPnti ('Ice fJlll'slo cl ('l'(' l'lllllJlÌI•t't', )>(~l' ·l'Ì!<JIOil<iPt'!' Il tali l'('(JliÌsili 0('1'1\1'1'1' l' !te• il llllllli'Ol\t~ .a hhia la J u ug-heiw.a (' ln. for11ra rispcmdt•JJ t i allo s.t·npo. E ' stato dt•tto <·On c·Hgionf' e·h<' ogni èellt·imt>tro iu pitì IWiln luu~ht•r.l'.a ~Id lJrnccio <li lem l'<lJIJll'f's<'ttta. un c-apitali• ]'f' t' il mutilato in quanto <·Ice• t là mag-gior ntlot·<• a l ><Ili) 111 Oll<·on<'. ];a lun;rlt<·~.r.a n 011 \':t· c·a lro la tn in :<<'n~o a~-.ohtto .ura iu l'appol'! o tnlln forma d(•l mont·otrc•. Ht~ qut<-.<:to 1\ infa-tti rit-np<'l'ÌO d:l 1111 ~ ttlliric·nte rappn(·c·io di p:n·ti uwlli. anc·on·lt(· llli..:uri 18 e per·r,duo 1:-i c·m ., pu<Ì "'"'set't' l'itPnuto Lli mc·tlia lun~IH·r.r.a; inYet'<' n11 UJtlll<·one dift>tto:-:o llt'l' conidt<ì P 1'111' fa. pt't:>Yt>ckt·<· il b i sn~:tcn ili un nnm·n httf'l'\'l'nto. il qll:t.l<' nr clintinn i t·c'• hhl' la lung-lwr.za. :1ntol'(·l"' misuri ];) . J~ cm., è cla :wuoYPJ':ìsi t1·:1 i lllOJH'Oili C'orti. C'iJ·<·a. la- fo11na, fJUI'stn floyr:'J n11·iac·p !<t-c·nndo il gt>n<·t·t• di mm·i ltwnti dtt:> il mon<"OÙl'. :t~l'll•lo qual<' l~t·:H·<·io ~li lc•nt. dO\'l'Ìt tc·asiiH'ttc•t·t• all'appal·l.'<'('h.io. 11 Hr Ottc·mrt> ad:Jltan(J n"'i <lll'app:n·t't't'hin g-li tt·a><nwtt <· clnt• cwdù1i (li forz~: ft) fcwz<' di lW<'~sionl' st•t·cllrdo la n•rtic·alf': Ùl J'oi'Zf' -di prt'Ss:ioni lat<>rali r·ot'l'i"powll:'nti ai mMÌJltC•nti nngolal'i <lell'nrti · t·nlM.ionP fiottn~-;tantP . Ot·;t l ~~''' l'arto ,'-t!JI<'l'iOI'I' lt• pt·t•:-:siotri lnt<~rali S(;llC) Jp pilÌ ÌmpcWt:tllti. llll'lltl't' jll'l' r:tl'ÌO iltfeYil)l'P j'll'f'\'illgono di g'l':lll lnll~!l )p jll't'><SÌ(llll i-;(\{'1111 1]1) la \'P l'(i(-ak. ]'1 '1'111t~SSI' fJllt>~(f' ('1111Sic1Pt'i17.ÌnliÌ _g('tH>t·nli, P~·<·n qwtli !-11110 11' llot1ll\' nlk qlì:lli si t'- ispirato il t·hil'nt·g-o


pc.·1· tla1·t· a l lnoucout· la f01·wa. c· l t~• nu·gl io ~i all;:tti a lht :o; Jl<l fHn%ionc• rm-Li spgnll'nti rispettinnuente dell'urto superiore e di quello.. in fc·riol'l'. l'L'l' Ja. ùi!<;.u·ticulazùme ùella spu lla e Jlel' l'aUl!JULazioue alta del ill·;H·(·io, data hl s(·a t·sit;) tlt·i 1110\'Ìlll«'lHì JHlssiltili, pot:o intt·l·t·s:-;a :-;eguire un prot:l.'l-iSo piuttosto che uu alt1·o. :-)oltauto den.~si preferire, ogui volta t·be l'iù 1\ J·t·alin;Jilik. l'ampular.iolll' del collo OJJlCl·alt• alla disarticola%ione della sJtalla, pcrehè qut'lla. nou :solo 1·app1'Csenta un intervento· li li' IlO ~"l'a \'l•, Il la dfl·t· a Ili' h C 1111 111 ig-Jiot·e sOsll'g'HO a Ila ]WOiesi . Jl lllOll· <·Olll' }11'1' l'ss~·t·,. ut! liua l1ih· tkn• pt·t·ò an·n• nua l't'l't;J lu ugli (·~.'l.a t·be, st·c·o tll lo J.;: irllli~::o t l , dl.'rc a l u~t·llo 111 ism~Jt't:> i J :3 c·n1. a. pat·tire ùa·l · l' ;l(' l'n.JJJ i 1111 . ):p)f';IIJJJ•Ilfa%ionp al lt•t·zo medio dPL bt·atTio e pit't iu il<t-'-su, da to ~l l'a t l u <·ltt> i l motH·ont• d L'\'(~ t ra;.ntdtt·t·c a l la. pt·ott·~i muriwcn ti in ;trauti, indi!•tt·o . itt fuo1 ·i t'Il in !lt•IJ li'O, !-;ono pn-·ft•t·ihili i p1·nct>ssi a t:iC<ltl·ite tu·mjnal~ t(·itt:ola.re cd a, dnc }cJHhi <'gua•li). l.JO Stl•sS(I l';t )ll';t(Ìt·;_d() llf'l' )(> :1111jllltm. iOJJL th:JI '<t\':liJllhl'atTlQ g'ÌilCthè· in qut•,.;ll' il mott<·om• l's<•g;uc :-ullanto mori11wuti di_ cct·nic 1·a nel pia.no ,.;agi tt;tle st>Hi'.a <:!te si c:-;ct·citi pr(>s,.;ione t ermi n a le. Preme in q uestc alltplllar.ioni !'itP il JIIOIJ!'Ollt> :-ia il piiÌ Jnug-o pos,.;ihill' ianlo pet· il 1.>11011 ;~datblltl 'lllo tlt•ll'apJ••II·t•t·c·lthJ 1li prnlt•si c·ltt• pPt· la fOI'za ed t·sten!';ione dc•i HIO\'Ìllll'llti. Xt'llt• alll)llt (azi nn i dt•l pul>"o si 1'- ltm·;Jto utile il md1Hlo <L lemhc, ;uttt•riot·t· con i sn<li tlt>t·intti, t·o·up qne lli f'ill' danilo una c·i<·atril'r dor:-;;tJc e pcrwcttouo H rirt'stilut•ulo ùcll<! estt·eutitù ossee lllCL'l:è Ja, cute della ,·ula. d.PIIa Jll;lllt>. E pnidu'- I' N.;pl'l'Ìt•uza lta dimostrato dte ](' sporg-enze tlt·llo (•st t·Ptllo i nf<·t·iot·l' tJ ,.J J'anHui>t·at·c·i•) (apolisi stilt)illi, l'<Hiiale ell u l nareJ rie::;c·ono tl'impac·eio a l huon funzio namento del mou roue, ~i e on ,.;i glia aspot·ta l'l c, o, llll'g'liO an enra . sosti lui t·e al la <11:-;:ll·titola zione· d ~>l polso un': tlltpntnziont• tun ll o ha:-'sa dl'll'ant.JJ th:·n{TÌO . •\ pt·o)Ht>"Ìio tl,•ll':lll iJ >IIta:l.imu• della mallo, staudo a dù dte sopta si i· <l1-1to f'Ì tT:t la n1·1·(·s~it:'t ·eli t·ispl'ttal·He il p i t'l dt'l- pos~iuile la con· ::;el'ra.:~.iolle totnle o JH1t'%ialt·, è lo~it:o 1'11c tutti i metoùi atipici sianoaHlol'i~.i',;t ·ti. All'nnpn il ] lt·litn lu t'it·ldum., l ' utt,•H:~.iuJH} sulltL djfl'eren:~.;\ sostati i'. in i<-' <·lt 'f',: i:<l!· tt·a la d i:-a dic·oJ;I?:iont• t~Hiio -c:npica. e la. ca•r po1111-'I;H·a•·pi• ·•J. ~ l l· t ttn~ t·lt<· c·olla p r ima , ]wn· l n~ la !IHlllo artilic·iale go(,I<L di lllt>\"Ìillt'llti attiri , ltisog-lt<l t•:c-tll'l't'l'l' <L liii'IT<I11isllli I'OIII)I)Ì<;ati IU~}i'i~Ì dal gÌ01·o di <ll'tÌI·\IIot:t.Ìt)lli \'it·ÌII(' (~OIIli(O, ~pa!J:t) , CJilJ<I J:;('(;OJHl::t. IJUÒ 1·~,.;<•t·1• JIIJ"sihilt• <·•Ili llll'l'l'a nislllo adatto as~:li p i lÌ St'111plit-P dliu<lrt·<· eli apt·it·p l!' dita !'Oil <·lastir·itù. e f;td liti't sr!l'Jl l'l'lltl<·llti. L'indidrltw 11011 solo ÌIIIJI:ll'H H :'l'l'\ Ìrsi li c•lJa (' l't:!PsÌ i11 )'tll'hi g'ÌOI't!Ì llt'Ì lllO\'illll.!lltÌ <lÙi· tuali ci!'I IP 1lila. 111a puù ];I\'01';1l'P 1· f'tl lii]IÌI·t·c· I"'''" Ìilo atl' i c•he t·it-l1ieclonu 11 11 <·t·rto d i>'pt•ndlo Iii ft~rz<·. ( 'iù )'j :-pi•';!H p<· t· il J':ttto elw :lll'apkt· d<•l l l llllll' t: lll' ('IJSÌ 11llt•IJ11111 s 'iii SPJ'Ì;<I·f>JIO (Ili l i Ì l lllJ:-'('OlÌ di'i piani sllpt•t'fkiali 1· di'l pt·nl'ondn di'Ila 1'1'!-!'Ìoi!P antt·t·iol't~ <ii·Jl'an i ii ii':H:l'Ìn; quiwli :<i solll · lllall•l la J'll l'~.;t oli Jl!'s~Ìlllll' di•J l'òii'Jll' \' IJIIP]J;t ~Jt•Jl(• dit;J. I n ,:.!'1'11\'t'P IIC'I I1· :tlllpttLtzittlli rlt•ll';tl·to stqwl·iot·e IJisog·na it>ll('t' pt·;_·:-><·ult· la 1'1 !'1JIIt'ltZa d1·i llt'lll'lllll i dl'l nlrd iano c de l ('tthi t.J!e·, >:opratuttl)

~è<:untlo i


l'lt.ITTI:II E:> lO ll~ I.U. FEitiTE l):-TEI1· IIITI COI..IHI U'AII .\ 1.1 11.1 ~T l lt:ll,

ECC .

-17!)

llt>llt:- amputazioni dPl ln·:H·cio: (> pt•ITÌÒ d t•l·t·si :W'IIIJII"<' rr:-:t•t ·;ll'(' la mas po:.:sibile tli qm'sti 11!'1·\'i. D o 1·etHlO nei liiOIH·OII i d Pli ':ntn i 11 ft·1·i111'1' iu lt>I'H'II i t't' i n f'('<'<"Ì<tl 11\0do· J.l, fot·;r,a. di pl'E:'I';f'ioue in scuso WJ·tk;llc·, O(:<·on·p n!'p;!i <trti clt•tuo litil·i, di(' in .,,.su si e~ep; H oHo, ùat·t· la Jll'('fl'l'l'lìZa ;1i metodi di HlllJ)llt;I7.ÌOIIt' dte JIOU eondll<'l•llo :1 I'Ìt·a t t·i<·i lt' I'IIIÌIIali <' eht• pPI'IIl dto no di rin•stin! J't•sll'('IIIO tlt') DIOIIt'IIIH~ di tii{P SI'<'SS;\ t d ' itll('l'JHliTi;' j l'il qtl('SI:t· e ]' osst) 1111 <·ou~YJ· n o stn1to •li t < ' ssuli tllt>Jii. :-;o)o itt (pJ tllotlo si possono ottenet·e IIIOIIL'OIIÌ g'l'<l\'ilhiJi, dtH> Ìll >'( ' ltsiliiJi a JJa. lii'I'SSiiiUP (•d ag-li lll'tÌ, CH·J)ad d i poggia t'e di l'et t a !IH·n t p su l la 1n·oti'si <' d i ~<•pp01·ta t·c il c·:tJ·i<·o <le 1 tlll'JIO H'll;r,a clolor" <J sc·nza •li>~ lllt 'lti lllltl'it il'i. ('iù r:b inlrosn a pt·l'ft>t'PIIZ:b JH' I' Ì lll()IICOIIÌ <h:Jia p;<tlllh:l. JH·i IJII;I]i :-•i :l)l)'Jint Sl' lllpt·p la. Jll'tti('Si di l'l' tta. Qu:1nto ai mouroni <l<·lla I'Osd;ì, qnt>lli dt•• <·a~lnno lll'L tl·t:;r,o :-:uperiote, avvalendosi ~cmp1·c d rlhb p1·ott.'si incliJ·Ptt:l ~<llll'isdJio, non occOl'l'e d1P :odano g·J·a,·ahi li: cll·c·ot'I'P •·l1 1• lo sia.Jio itii'PrP rpwll i <·ltc cadmto lllllj!O i tlt!l· tl:'l'Zi inf<•t·inl'i. ]WL' i quali si pt·c•f:•t·ist·l' ogg-idì 1:1 ptotN•i 1Litetla plll' 11011 J·itJnnzianrlo JU:Ii. nll'appug-g-i<> :-:ull'is<·ltio. Dt.'l J·e-sbl se <HJ<:IW per <'ssi la pl'OtPsi pn!!·g-ht c•st·l l t:-:il·anwnh~ sulla t nli(' J'Osit;'t dell'ir.;ehio, <~ :-:<'lli]II'P hc•nc <·li!" :-iallf' indolrnf i JtPJla. lm·o s u pel'lit-ie tt•tw iJW lP, pPtTh<'> Ili! DHtll('II IIC tlo)(•l)[l' d , •));t (•(l.st ·i a Ji 111 i fili llll)ltll ];\ c' :l pacit:\ di canumintny, uwn !Tf' ll<'l <':t su < · ~;ntt·:IJ'in t' 1·osì gntndentPlltt• ut iliz?.a.hile che! i gio1·:wi l'tJJISl'l'Y:liiO qu:1si ckl t·ntto ln C<ipa(' it:ì, lann·atiV<l . Tale rnpHt'it:'t uep;li amp u tati rli NJ:-<(' i;~ dip<·nil<' pitì dalla ('<l JnH·itù. eli dt'lliiDhttlilt'(' c he daJJa ('HJI:I{'ÌtÙ Ili JlOI't:H'e dpl 11Jr) ll l'tl iH' fPIIIO I';t )(> : (' liL rnpacit:1 di tle>;-u nlmlal'(' 1\ i11 t·a.ppotlo inH·t·so ih·ll'Pt.'t rll'l paziente. ut'l St'IISO dw i gior nui si atlattnnn molto uwglio a.}]p 11110\' 1:' cnnclizioui, llll:'llÌI'l' i \'('t!'ltÌ. llOIIO:'tautt> {')t(• i! lllO!It'OlH' (' 1;1 Jli'Otl'si !"Ì:Illll Ìll l'l'j!l)](\, t·nmutin:wo a. stL•nto. R icot'llia m<~ iu ultimo t· h c• g-li a 111 pu t;t U fli ('l}[.;ria enmmi na-IH• piìt t·onH~tlamc·utr r ull a g-:11nha a l1astont> di" rnlla g-amba:lltifit•ialt> la qna l1• 1li sol ito è più ('tllHpl i!';t(a , più JIP>~atlil' l ' piÌI :-:og-g-etta. n d a n11· h•. l1a f Jlll' :-tr-' g'l'llf'I';Jli bì 1'01\St•glll'' l'li(• llf'lht t1is;tl'('ii'(JJ<tt.iOIH' t[l' Jl:l. ('ll~t'Ì<L poic·IH~ i mlltilati g-u;11·iti c:;tmmi Jl:lltO ~nll ' i>··c hio, ot·cm-n' allontaJtat·e la cicatrice cla. questo e rispm·mhu·c•, 1wr ~·oprit·e hlJ·gaUJcutP tale eminenza., una. qnantit:\ suffidente di tPs,.;uti dnlla pat-te interna. ddl<L radice df'll 'a.rto . .f.;i puù iulli tl'el't>Htl' Ht Pntt~ qnindi applÌC'tll'l' la t·n <·(·liPtta antPI'iOt'e' C ];l l'SÌ<'l'llil , f'OIII(: )\11 1'1' si JIIIÙ >il'.~ li i l'l' i J pt·nf•Pd iJII Piltq p i Ìl Sl'rT\j)l Ì('C ç, meno tl'<Lumatizr,a.ntr, cioè ('Om inc·int'l' c·oll'amp u t:ì J'C' l a <·n:-ei1t in sezioJW piuna. pt'i'l'ia lf•g;ttnra 1lc·i. Y<l~<i fPtliO I';tli <L livello <lella· ·~Pzio n r, indi fare una incisione fertien,Je che inizia1Hlosi nn po' i'iOJII'<l· tLPl ~rt·;HI teoca.utere nt.da. a rag-g-i 11 u~erc la !'Ì n·olal'{'. Lungo h1 coseia 1) pl·l'i't'l'i hi l<• ~l'lll Jll''' j] lP111ho ~!I';l!Hlt• :ttltf•J·iot·r· :o;rnz;t. 0 <·l ott il pir-1·olo lt>n1lln po:-tl'l'i ot·<· in g·nisa c:he ln <:iea tl'Ì<·f' >ii porti. sulln l'at·l·ia po:-;tel'iol·t· e l'f'sh·t•nlo oi-~1'0 l'Ìlll:tllg-a hl'n pl'Otrtto ·d:l pa1·ti runlli. ~i può ht>n i ,s~iiHI• J'i ('ot·t·<•n• nn(']w ; l] lllt'lotln np<•t·io:-;tt·o di Uun:.rt•, il qnn·IP nrll'irl<•aJ·lo ,, p:11·tito tlal punto di \'Ì!';f;t rlw, ;1 pt'('sf·imlcJ·p 1loli HC'Ili'OlHi. tre fatt.wi !<0111) cat 1:-:a eli tnOJH'OIIÌ <lolm·oRi: a) l'adt·l'l' IIZI1· <k l callo oss<•o colla <·ute; ll) le prnlifl•rnzio11i JWrio~tee; c) lr prol iff'rnzio u: F: Ìllla pa1·tp


4~(1

TH.Ir'rl ~l f'\TII HEI.I.~

l·l'ltln: u,..·rt:u .IH11 Cf ll.lltl U' \ 11\l.\ 11.1 Fl t~:o.

Ft:C.

lllid oll;H·i >5JHJrg<:uti du.Jia ca1·itù e tOUIJII'ÌUIL'llti i t:Owuni tcgumeuti. Et·t·o ] H' ITÌÒ ('OIII.C{.!I i Pl'0(.'1' d c : n ist>glla 1111 l t'JIIIJO lllli!WOlO-l: ll t aueo l'W · r., ,·int·t· e JH>i ><l'l'Hl'<!· il n·,:to di'Ila llltl>wolut uJ·:l (·on un:t sl'l'.ione l;CUl~­ eitTtlhll·e pustPt·i,n·t-. l:'po:><1a iu I.Jasso il pt·r·iostiu di ii-10 mw. e non Ìll aJtn, ('tl iiW ~ i jtl'alit ·ll {'(lÌ \'I'IThi lll t't(H IÌ: (> !JIIilld i sl'"1l J' OI-01'0 Ìll bo-ui~ ::-, t'lw per td meno ::-, wm. riwauga pi'Ìn> di p criusti'o. Ciò è fatto a.Uo :-:topo di ed tare la hleerazione di t) ue:sta. llleJU bra-n a. me rc·è la. s<.·g~~~ e per cvHsPg'LWlli',a 1'ani1·o sulla. :sll pPJ·Iid P tli s<•zionc tli pit·coli braui di c:ssa-, i q rwl i daudo iH ::;t>~ nilo lno;.rn a m·ofoJ'tllit~.ioui osl'l'{', p ossuuo minaet·iare h~ c;a p<teitù dt·l ruo u<·oue ,,. pm·lal't' . J'c 1· il llltc"tlt•sinll) motil·o ~ u·;­ dli;ti;t Jll' l' 111111 <';!U<IIP \'SI'I'IIl'ÌOIH' }a 1'<1\'ÌtÙ lllidolhl l'l', t' ('Oillp}C't:l jntinè l'atto oper·ntixo. Qna udo l<· eit·t·o~raJIZ{' JWII g-li ltauno pl·t·nwsso di fare all riuwuti, il 1:u11g-t·, pinth.sto tlw sa<>t·iti.-;tt·t· lllnlto osso, ba lt:-lato il ta g-lio (·in·olat·e, spl·tia lllt('llte tr·a tla ndusi llt•l t r·att4.l sl! JI(•t·iol'c del femoré ~

dOn! ÙC\'CSÌ CCl' Ci\ I'C, COIUC SÌ ·Ùi:s::;c, ÙÌ -t;O il Sl'lTIU·c a) IUOU (:Oll e }il Ul:U5l> tllla

Lnug-li<·zza IH' lTiit'- ti sulti più adatto alla t' r·ott·:-:i. l·:gli ha t·itt·nuto di c·iù l'an· :lllplllll' lii PlltP, an·t1dn IH·o,·ato dv· IH'l' la (·ap.tdt;ì tlc·l mo utOliC a p or·taJ·l· 11o11 lta gr;tndt· Ì1lllll:t·Lmza la posiziotH• •!Iella t·ieatrieP c·omt uou l'ha il fatto e lle Ja. guarig-ion(! a,·,·cnga pPr p l'h na o per :second<t inleuziorre f' IH·mu tenu d re ,- j sia o tm·n o lll'tl'ttsi pat·zial<• dd }pmi:Jo • •\1 tPJ·zo inrniol'e d ella l'01-wia \<t1 usato il 1<•rn1Ht g r·aude anttro(•sll•t·uo <> p kl'ulo )Ht::,le r o ·j llft.•r·tro. (~ ll <mclo poi non Yi l•a inl'c1.ionc i u a t t <1. l'i pu ò r·ieor·t·t·r·t• ;.~ II' Opt·l·ar.ittllP alla ( i r itti l's<';.rni ta n<·l IIHHLo tipico. (~ ltt-;..1a ha il 1· an ta;.r~io di IHll't<ll'e ~otto il monc·nllt' os)<(•o Ja. JWIIe llelJa, r t-gionP ;~n tc•dn r·t • dt•l g-iJtU<TIIio ahit ua1;1 a l lt~ lll'Pssiuui P l't'sa pitì spt•:-;:-;a dal tt•lHiitw t]IWdt·id J>Ìtt•: Jt<' l;eiù ·c:· pt·cf,•J·; IJilt·, pm· !-;<J(·t:ilic·au·d u 1111 po' •l i lmr ~ht•:t.za · ·dt•ll'm-to a•JJ'nuq•ucar.ioll!' llltl'HC·t>lldili~·a ~d alla .s t~J:>t\ dism·titobtzio iiP d<·l ~in m.Thio, ll!'llt· quali dr11• 11ltilllc vpPt·azioni it lt'lllbo <\ r·appt·..-s<•utaro (l;Jiia dt- lka ta [H'll•• d<>lla l't•g-ionc anteriOl'\! dt• lla ~arHl•a. In tutte le amputazioni dt·lla c-osti;L hisogn;\. <WCl' t:Ul'il· d .i ben stil'lll'l' e I'C'SI'<'ll l'(' jj Jl('l'YO sdatÌC\1 1 (]IIHIIllllHjllt' j lll'lii'OIIlÌ 4lÌ L'.'-'SII ):Ìalltl mc·no freq11 \'llti c nwno fastid iosi di quelli dei Hf'tTi del bt·;H:do. X l'Ile a ur p n tar. io tr i del In !!"m ha (• n n t o e! H· da un JWZW non ~i anwwttorro pirì le p1·otc•si rh<• !ll'l'lld ono <l,ppog-~io ~:lfll( • ttti.Jf'J'n:-:itù clelia t ihia la:-;<·i;rHtlo il g-intHTltiu tll'sso ••,J imrllohilt·, ltt•rh-.ì CJtH>lle dre perruct· tono la lilteea fl f'ssionf' tlPIIH gamba. l )j qui l' ohltlig-v a ~solu to. l)t'l' i l l'hinn·~·o d i t'\' ÌIHI'l' l<' ri1·;d.dt·i ll·nninali, e ])t'rtic\ il ml'todo pl't'ft't·iùilc .~ qndlo a l<•tJthO p o:-;tt·l·ior·e. 11 mt•tndo o~n·<•pl a~>ti('O tli Hic•t-, oltre a d t•ssl' t'f' lungo c c·om pJic·ato l'd n, :-:arr·iJi, ·ar·~· hnon tr·attn di o-sso, lltm ò ;r pplit·•thil t' in lt•l'l't'ltO non a~l'tti<·n qual'(• (JII(•ll o tlt·llt· J'c•t·ite {li ~uc•rT:L .\ppli 1·ahil<· inYP'I·e I H' I ' 1:t gamlHt. 4'(11111' 1" ''. br c·.lsc·ia, !'- il nw todo di Hur w<• di l'Il i la t t•(·Hi('H è la "'l'"ll< ·lll l' : lt•tllho l'llhllii'Cl antf'J'ÌOJ'(!. ind· ~ ' ~ sion~· st•utii'ÌI·t·o la t·c· po:-:te r·inre (solo <tll:lllcl•) la· kll]tJll11'aZione <' lo spappolaruento dd tc:;:-nti n ou JWl'lllt>ttono t al<> p•·n<·t•dimeuto, l'A . ~i attit• rH> al taglio <·Ìl'('()]al·<·l. lu<-i:-;inHI-' t·in·ol;r t'<' d<'l JH'J·iostio (• !': posta mento di <•):so in lm sso . (> non i11 al to, l H'l' t;-10 111111. ~t ·ga! ttr·n llt·ll'n~so iu g uisa ( •Jtp la Slf}W!'ti('ÌC di i'W'l;ÌOII (' stii'JiiiSsÌ \"l'l'Si\ i] h:tssll (jlH•lla p t>'I'ÌOs tl't\

J


ùella. luugl.te:~.za suddetta; )Jer ciò il tratto conispuuùcute di OS!:iO rilll<Wt.: privo di periostio. Ra.-.:cl1iameuto per nu'eguu.le altc:t.:t.l~ del canale mialollai·e eol C'lHThiaio t<\glient(•. Completalllcnto, naoJ·<· solito, del Fatto opctat.iYO. 11 mctoùo di HuH;;<· hn..dato alla v•·o,·;t ottimi dsnltati e>:>:endosi avuti c un e:-;so monconi i 11 wa,-;siwa pa •·te <·a paci d i pu1·t.a re, ,·al dire che non pre~cnt<wano coli ;~ d<·ambnla7.iou(.' notevoli soffct·cu:!.t'; pochi sono l'tati inn·a·c qm·lli JJJI'LlO ~:npad , pc11: hissimi trl'incapad n<:>l Yf'l'O s~· n.-.:o clt•lla paro l; t. Nt>llc atHput;t7.iOHi del pit•d,! bi.-.:og-nn. an~re <·CHnc tnit·;t predpu~L di oth·net·e nn punto di ;tppntr~iu :solido ecl i rHlolcntc <.la l;CtTirc per la stazione erettfL e per H eu m m i no. I l mezzo migliore a ta.l uopo è slitto J'itenuto da tutti <Jm·llo ili JIOtcJ' tin:'stit·e il moncone colla cute della pianta e eli pot<:>r r<·udct·e atJatto dOJ·i-:al<' h~ cieatr·il'c pwteggendo nel t·ontenqJO l'c>:Lreruo antet·iOt<• con un la·mbo il pitì :spf's~o;o po~ihile. Così 11elh.L disa.rtkola:~.ion<· dt>llt~ cinque dHa, CJII<lllclo 11011 :-<i ~ potuto OlllS~I·­ vM'li tutta la pe!J!' plantaJ·c, piuttosto che aYt'l'C un lt·ruho tmppo corto a· stirato, si è pt•l'ft·t·ito a mpnt:Lt·e a.urbe le tt:ste. dci Incta.ta•·si. :-ìt· l'<rvmupitJtlP ed il tna·;.o antetiure ~ouo eompt·ome:ssi uel le loro Jtilrti molli. 11o11 si pntt·ù in gt•nert• pc•usat~· ad un;~ ('hopart o<l a qual,.:ia~ì OlJl>ntr.ione d<>l ~PIH'I'f': tn:tllthet·ehhe allont la coppt·tut·n. nt·cessaTia 1H' l' Ull monecHw t i pko. C on <·iù JHlu è a ·<l i t·e <: he hil'o~na ronda n n are ,.:('mpn·, c onr p si suoli', J:t Cltop;ltt, a,n<'hc <JlllWÙo d :'<Ìll sto-Ifa snO:lcieutc fK!l' un buon lt•mbo. Le <:'i è ncldehita.t<L l:L tt>IJ<ltmw . <1<>1 moucone a met· te t'io: i i11 Pl'tf'Hl'ione for;t,;t t a, t·iù du: obhlighcrevbc il paziente a cnmmi· Ilare ·l'H li a. gn~<~Hle n poli si de] <·alta g-110 od a n che s r11la. tt·s t a. dell'astra · g-alo.~('jù p<•t·ò <\(;Cade a1Joreh(• la pelle della piotnta fa, difetto, perchè allont· In dca tricc è e;;post:t a ~<o p portare <lellt• prt'ssioni ; ma. se ai ha moltfL pelle phmt.,re e si riesee ~b portare lit, ci~t.tri ce l'Hl dorso, il l'L'SUl· tato •' t-tct>Uent(·: ad o~ni modo tale di:,;,u1:i<'(lla7.ionc n\ riset·batn ,-sol · ta.nto ;ti ca:-:i molto f:worevoli. L'a•mputazione transcak!t!uea, tipo Pirogoff colle sue modifica:~.ioui. Ira t·isposto J<;empre beue ogni volta che, permettcudolo lo $lato del calnlgno, il lembo piantare si è dimostrato sufficiente. Così pure nella di~a,t'ticolaziont! sottoastragale-.1 è risultato ottimo il lembo piantare in te r·no ogni rprahoita, asporta.ndo le OJS~a, si è proceduto a. t'idosso ni q neste in guisa da. la~>ciare le parti fibrose nella :spessezza. del lembo E' ~Si f. avuta In elll·a. rli rCsC(·~~·e il nen·o tibial~ posteriorC'. Nella djsartieolnzione tihio-tfti'·:<Ì<'a il ](>mho di Rvme b11 rhiposto al'::<ai bcue se il tendine di Achille disiusérito a, rido~-;so' del calcagno, è rimasto ooe'rente a.Ua, pellt'. L'amputazione intinf' sopramalleolnt·e c:ol JH'O<'(>s.'IC'I di Guyon ha pet'llle~sa la. protesi con a.ppo~gio <liretto ~;u l mouconè iu quanto il peso d el <'Orpo è ca.duto !'§lilla. JX'lle del tallone raddoppiata del teudine di Achille. Si può usuft•uire di que.-sto lembo anche quando si è obbligati a sacrificare le ossa della gamba, sino a 10 cm. di altezz.c'l> dall'artico· la.zione. Senza dubbio in t.'l.l caso il moncoue riesce iiTegola.re ed antiestetico, ma a. poco n, poco finisce (•ol l'a-datt.'l>rsi e col da.re un risu ltato

f'Ceellente. 30 - Oiorn~lf di 111edi<'ina milifa,.e. -

Fo~<'.

YH·VTII-!X.


Diccnuno elle tra i requisiti che ùe,·e a.vecc un moncune d dt·,·e ,.,.. . sere quello di poter g-enCI·a-r c nell 'uppm·ecciJio i moYiruenti che il mt..>dt~ ~.>imo deve compiere. 1.' ale funzione l'ino a non molto tempo addietro è sta t:'\. qua,<:n conlph:tarnente· negl(-'tta; e mentre gli arti protesici ra.ggiun . gcvano il più alto grado di perfezione per solid i ti\. per leggerezza , pc1· ricchezza e facilitù, di movimenti c omandati elle., i monconi invece erauo utilir.z;lti .nella immensa. maggioranza dei casi come dei semplici supJ>OL'ti passivi di quelli. Re la p1·utt•si poi em dof:.:'\.1:.'1 di modmenti in rapporto <:olla, voloubì. del portatore. f'!':si in genere erano legati alla contrazione delle masse muscolari non gi:ì del moucone ma di altri segmenti più <:entrali dello ~-;t~-:ssiJ ~u-to o di altre parti del coT'pO. Eppure da. oltre un ven tennio, val dire <lal 1H98, Giuliano Va.nghetti aveva preconir.zata e teo.rizY.a-ta, l' utilir.zazione -delle attività muscolari residuate ne i monconi di amputazione per da.t·e vita alla p1·otési, -pt•r fare cioè òi que!òòt;l Ull a-pparecclJio che allo stes!òòo moùo d ell'arto vivo fo~se, per dirla alla Codivilla., dom ina to e guidato dal cervello. Ma· può dirsi che l'idea g'('nia-le òel Vanghelti !òòolo in que~ti ultimi tempi a 1bbia acttuistato concord e nssentimento, c che solo nel1916 abbia, a.vuto fine il primo periodo di cimenti h;olati e ùi studi sparsi, e siasi iniziata un'era novella. di appli(·at..ioui :-;u ampia seala. ~di nnov•! ampie frutt uoio:e ricerche. La guerrn non ha ma.ueato tli rlare n;tturalmente il :;uo gra.ndi s~": imo impulso; ma. ciò ch't~ ,-aJ,.;o ,-emmente afi ap1·ire HÌ \'H.Sti orizzont.i alla c inepla..,tica è stata- la pubblicazione di due opere fondarneuta.Ji: « La vita1i7.zazione ò elh-' mem!Jt'<b ar-lifi<:inli >> d l.'l Vauglwtti ~ « Di<> willknl'l.irh hewegb::w eknnslic bc Ha11d >> d el Sa-uerbrnch . ~IHl d t• pos!';ihile parlai'(' diffu~amentt- di queì-'tO argomento che già rappeesentn una- branca. a. ~è della cltirm·gh1. d<·:;timtt<t !;cD7..a dubbio ad un avvenire. La sua- t uttora non grande diffusione è dovuta al fatto che non :;ono ben ii >~sn.ti i dettagli di tecnica, non ben precisate l~ indicazioni , nè stabiliti i l'i~ultati. Inoltre occol'l'ono gniltdi mez2i meccanici pcrd1è l'opera dr.l d1i rnrgo Ye nga1 effic.<t<:cme)l te utilizzata.; ocCOlTOno a,ppositi ist ituti ricchi in materiale e con personale speda.lizzato percM qualsiasi S'fori',o sia corona.to da, ·s ncces"'o, e-d in fin<' occorrono la sorve· glianza continua e l'educa-zione del paziente . .M.i limiterò inf:.:'l·nto ad espon·e i prindpii fondamentali ùel metc.Y1o, i qua.1i devono essere fa.. nùliari ad og11i chiruT·go, poiel•è, come ben dice il Putti , gl'insegnamenti cb e d<'l'h-n no cla l conc••tto e da.Jla prati(;..'\. della. ciuemati:l.zazionc non si Umihtno al c:nnpo dell'::Mnputnz.ione cinematica. inte~a. i n senso strett(l. ma illumina nn •l i nuova. luce quello più ,·n ~to d ella te<>.nicn g'('ne'raJe ddle amputazioni. La tco1·ia ,-anghettiana infatt i che ci ha apprc!òòo ad utilizzan' al grado massimo le ri!':o1·se funzionali del moncone, ci port a a considerare l'ampntn r.iotl l! non più come ltll iuterY<>nto eh'è fine n F;è stcsl'o, ma come• 11n a tto t'l•it·Ht'g-Ì<'O 4·hc ha p<'r' ·mN;t nl tima ln, c•·ca;,ion4' di un nuo\'o C>IPnwn (n soma Uco, i l q n al<>. i nt.. ~ral· o Ila Ila prot('si. sarù, fn,ttom d i nuora f11mdonc. E ' 1111 pe t·ioclo nuo,·o dell'n 111 pn~l7.i onc q nel 1\1 1·IH• sta, !;c·hinclPtHlo>:i. il p<'t"ir>llo t•lt f' ch•n•si chì amnr·c ch·ll<• amputar.ìoni f'Ì111'11lati<-he . La tniHkT·n ;t dot tJ·in a •lPII'Hmpnlazimw l'a l'i\ q11inlli d'or~l


"rll.~TTA.\IE.''lll J,f.l.l.F.

Ft::UI TE ll._'J'IO:O·A UII UIJ ..IIU

tJ'AIDI,I DA

l'l OW.

t:CC.

4$3

innanzi cahtttc•riz7.:lta : u ) da nua log:ka t·eYi~ion e ùelhl tecu i ca. ù i es::.-e. per eni , tenendo <·onto <.l«;>i fntm·i e lrmen ti f um.ionali, s i <leve l'Ì!'parmill·l"e in ma,..,~e di moto <;ome in le-nt 1-(cl.wJetrkn; b) dalla, volgarizza zioue tlt!lla teoria dl.'i motori pln~tiei; c·) da nn maggiore intrre~sa.men to dei cltir·nrgi per i problemi ·<ll•lla pt·otesi ; d) dalla riforma dei meto<li di coxtr·uY.ione dt>g-li appnTc.·clti pr·ote tici. La. c illrmat izza?.ioue rl•·i Ill oll t:oni è stata. cli~tinta i n p1·imaria, set·ondaria. c tel'ziar:ia, xec·ondo ciLe d cJJe ei'ep;uita in pl'imo tempo dut·an te l';ltt~J demoliti,·o (amputazione cinc mnti<'a) , otl iu secondo te;m po su moncone preparato a tuJc xcupo con un '<uupn ta?.iouc lt•au:sitoria lipociu<•ntati<·a). nd infìtw hll·di,·auwlltt• sn di un m Olii'OllC J't•s iduat'o ad un'amputazioue ordinaria . Fintti'<l· JH'lla chil'ur·::da. ùi guena tntti, o qu:~­ si, i tentn.tivi praticati in ques to campo fnr·ono diretti ad eseguire cinematizza.zion i terziarie. Il meto•lo fu and1e, è ye.ro, ~perimeuta to primit ivamente nelle forma;~,imli sani1nrie antnzntc, ma. St>mhra. con cattiYo risultn.to; infatti in tali circostaur.e è da· J)I'C\'NII•n;i che gli sforzi ùeb· ha.u o fallire, p<·T.'<;hè o l ' operiu.ioue l'i compir. in focolaio con rwoc:<>ss:o infettiYo in atto e subi.st·e le c.OllSt'{,"lii'nze delle comp1ic·mw.e settic l.tr, o quando pnr.- <>s!':a venga, eH!guitn nel [Wtiodo pteinfettiYO e n elle mi.gli<wi co11<.l izioui di ambit>ute, { :CH'l'e l'nlra. tlella fa<'ile nccro.si dci lembi eHta nei do v n ta a, minore re!;istenza, dei tt·s~n ti. Prt>f<~ri hile è q uinùi in ngni e<lxo pr·ep<ll"ll-l.'e opportunamente la parte pel'cl.tè e~a. ·lSÌ possa, prt·stare ad un intervento cineplastico da eseguire in secondo tempo. Di qui la. neces><itù che il chirurgo ch e si trov:L a. do\·cr pra.tica,re un'opc · n1.zione dcmolith·a. sngli arti poR:-c•gga. d ei piani operutorii cbc gli per mett.-·-..no di e~Pgnirla secon<l() l~ nuore <'OJH.:ezioni dPlt-'1 chirugi:L cinema.ticn·. Il concetto hase da, c ui è p:.H'tito i l Va.nghctti è il ~c·gm·ut<·: in una a.mputazione o disarti.cola.?.ione recPnte o prPJ!l'<'><~l , il tt·nfl ine od il IDll· scolo provvisto della. nPeC!'!':aria p1·otezionP fisiologica. (pelle, vasi, nerd ), potrà i1: g-t•uere SPl'Vire alla. protesi c-inematica. qualora ad esso po.<ss..1: formal'~'Ì un punto -di attn<.'<·o art ificiaJe sottopo~to alle mC'de!>inw condizioni di protezione. ì\l otore pla~tico è appunto nua qualunque t'H· titù motorht osteopl:H;tica.Uiente ott<:nuta. Il problema. pri nc·ipnle de lln r.int>m:t tizzn1.i.one si è a d unq1w q nello <lelJa c rea.zione di nn punto di attarco. il cptalt• l'otto l'impulso tli nn:~ contrazione nurscO'lllre sia ca p:wc- d i Ultn (·PI'ta, e~<·uJ·s i one da tl-asmettP're ai v:-~1; st')!lllt'll ti 1lf' lla JWott•>d. E' lwn c1 ift:ir i.lc tt'O\':ll'C qnt>sto punto <li attacc·o in un 1'mll1111C 'lllOll<'OJH'. V ('òiamo, p. Ps. , quali s hmo le con dizioni ìtl nn hr·act'iO amput.<lto. In <'!"sn ]Wl' ~olit·o i mnsC'oli hicipit(> e ti·icipite, o meglio i loro mon coni. Mno ~ u tnrati tra. loro immediatamente a cont.-'ltto dello estremo inferiore del moncone o~seo. Se al con tl·ario, pm· ~nttn·amlc, l'uno all'altr·o i nwnconi di t:1li nln &coli , si ::n ·esse l ' avver·tenza. eli I:J.:-C'iare. ~• (JHC!';ti la m:ts~ima, lung he7.M·, <'SSi, contm~n­ dosi , compirebhrro colle loro e~t.rc nlit:ì :-utura.tl' una, cs{'nr~ione piìt o men o arnph1. (a~l es. ùa 1 a. 2 cm.); c·iò ha s teJ·eblw v erchè nn tir·a.nte <tpplicnto da un<t !HHte ai mn~"t'oli (più o m t'HO 1lin•tt:l111 Pnte) e dall'altr·;~


all'app:tl'(:<:dtio di )JI'ote,;i, cuwuuio ·a~::;c a que,.:t'ultimo un movimento a t w ati uno !;C.: Opo. Jl. e:-:. l a ftc:->;ionc delle ùit.a. ~ht JWITitè que,.:ti muscvli e tl·ltdiui t•tJ:-:-;ano nt:llttt•rH:re que.·ro e<:· ,.,.,.,,.,()di Juug-lwaa <>!TO lTe iuqocolir·e la lo1·o rett·;tzione. I mu,.:coli ,·anno iufatt i int·ouno a tlue f;•>rta d i retJ·azione: la p1·imaria, iné,·itabil!;! dt!;! . ' '"' ' an·t·r·a IIPII'ar to dl•l tag·!itJ, e d!·\·t•si al tono 11\Ul'<:uhtrc : la ~·conùaria, gTacluah·, l'hl' ,.:j ha in >'C-guit n JWI' fatti di atl·oli;t t' di sderosi qnaiOl'.l l't·st r·t·Jli•J sPZÌ'Jl tarP J·iutanga tiiJt·J·o. E' quc;.ta, ultima c·lre l_~i:;;ogn;t c·om · loattl' r·c JWl' impl'tlin: c·lw i 11111:-~·oli ,.:j J' ('t r'a )!g-ano :-iuu a i'l't'IHI\ore cun rarto <-ull'tol-.,.:o . ]'vr· ot!<·Jit·l't c·iè1 ,.j :-ono \;t J·ii Jll'ot·edi lltf•nt.i cldti auti· l't'tl'!ll ti li , lta,.:ati tutti ,.:ul t·OIIt·l'tto eli sllst i tu in· ali(• inso•t·zi <•lli natnra.li. t·uutniHI'It· tl i,.tntt tt•, dt·ll•· iu,.:t•rr.itJni a rtifi('aJi, allo inrnno <'d a iJ 11 'in· fnol'i d t·l l'm·t·J. Tal i· t'. il jll't)(•t•dilltl:'ll[l) ;tlttil1'(1';lrtile jufl•l'IJO ('"(' a llo f'!!tJ·emn lilww tli un lltliS<:Oiol 11 ùall'au~a formata tla uno u piì1 mu:-:coli o tc ·llcliui su turati in:-Ìf'lllt' d :'t 1111 app11g;.rio lbsantloli più o llll ' llt> ~;talJiJ . IJH'IIII• ;Hl llll 1-IJSTt•).!IIO U;t,ll ll ';tl t• tlcJ m·tilit'iale in11•1·no. llll 0!<:-0. lld è>'lèlll · pi(). Alb·o proc('(}illH'Ilto (· tpu·llo lat pwale tlte all<letia il motore od i IJttJtot·i fon11<1li e 1"'1'1<\ i Jan·i all ' t·:-:rt•J'Itn Jlt't· atta<T:trli aol una fenda lil'sa (ad un'a••~'•• lltf'lalli<·;~J, i t·ui l'~'tl't·llti 1-1JIIo solidal'izzati f 1·a i giri . di 1111 utallio·otto g-Ps:-ato t·osll·t ri to ,.:ull'arto a ùil'tam.a dnl punto di am · p11taziouP. Il JH'oc·psso a olt•!-iil·o pucì II:<<JI·si q11a ntl o i motol'i siano soli· dali t'Olia c utt- ; allor;~ t·on ('('J·nt to o c·ou fa>'<"!'. a ttn c:t·atc con adesuh1 od alti'(). s i ]IIIÒ pl·atÌhll'(' llll' !'slt•W<i OIIt• ('ll lltÌIIII<I dt•i 1110tori Stl',.:si. JJ llll'todo Ull't·t·allio ·o lta la sua applit·aziono.> q11:111do il lllOt Ore (! t<tle da f'OI 'Ilil·t• Un <l(l('II)!)!ÌO :Id 1111 qualUIIIJll(' Jll('tTaliÌSJlto CStl!l' llll di J)l'(,&'t C l"''' •·iù tli t J·azintt <" t:Jol es .. qttallllo i l ILlOtoJ'l' t~r·mi11a ingrossa11dn~i DO· H·wlmNl te : nn lac·do e tlei t inHI ti h; t.!:; t a no allora ètllo scopo l. ll me· tollo li l)ero 1'- inlinP quPIIo d1e 11011 si jii'POl't'IIJill rh•l la l't:'t mzione f:e('On· •la ria, pr·rdtè n el caso spet'ialc:> t1·atta;;i di mustOli forti e hen nutl"iti. Xtl fonuan• m1 uwtore 11n11 IJashL oppùr,.,i alla I"t'tl'<lzio ne se~:onda · 1·i;~ tli t'ssr); ()<·<·Ol'l't ma 11tenH;.rli ilndw Je c·on(l izioni n(.'(;essarie per hl vita e per la funzione; occorre, cioè, dargli un rivestiment o c utaneo, 1111a nHwn la l'izza.zinnP r•d un a i n ner·,·;nio nt' . Ciò ott it>n:si i n ,·ario modo secondo le \'arie specie (li motori. Qu esti si distinguono anzitutto in uuimotol·i e plurimotori, ~;econdo c he huru1o moriment i in un solo senso od in più st·nsi. Gli Ullimolol'i possono esset·e selllplici, se fol'lllrtti a spe~ di un solo mufico lo o tendine; o doppi , se a spese di due; e co sì via. l plurim otm·i si d isliug-oJto in altc L'Ilan t i, ~<c lo lSt(·s.-so motore è dotato in 1111 pt·iuH> tempo di un 11111\·im t· nlo in un senso e in un SC<'Olldo tempo ùi un morinwn t o iu f..t' III<O opp<>f<1 o: t>d in COJH.: ate uati, ~ un motore a) . ternante (od un iu~Si e m c d i piÌI motol·i} si a{'c·antllu od iutreecia. :w un altl'o (o ad 1111 in ;: i l:'nH~ •li più nltl'i) . Si possono ro~o<ì arere movimenti Jmmer os i con n ti n<H'<' impiego ù i mus<·oli. Jl motorc:> può ('~SI' l'l' t t·rtn i ua le o la ter;llt>. l'uò a n~re la. forma. di :wsu. o qn<·lla •li c la,·a. rii'W di un iugrossnm<mto qualun«tlle e comunqut~ ott<mu to HIJIJ'pstt·emitù eli t<mùini muscoli ed aponevrosi, atto ad essere afferrato da lJII la<:cio o da nn g-ancio da collegarsi alla protesi. Le clavt> ~ono motori più seulplici, ma uwno perfetti delle anse; t utta.dA e~ -


scudo meno delica.ti ed iu certi casi anche di l'in!icita. più sicura. possouo Ilare in pratica risultati più soddisfacenti. E' impossibile e, d 'a.Itroude, inoppottuno il consigliare e lo abbrac· ciare e~;clusivnmente questo o quel procedimento in mm ur.-wca della chit·urgia tuttora così giovane e così ricca di risorse, n ella quale tanta pa.r. tf' è fatta· alla. iniziatinl iuùiddnale t>•J in •·ni la utHizl'xlziuue dei :singoli r.~ttori non può e»~re disciplina.ta Ù<L norme tiss<~ , nw d1·,·e ii\'Pre la. più libe t·a t• snll'ia t~t a.pplif:a.zione <b second;L 1h•i <'asi.

YII. ·- Trattamento consecutivo delle ferite osteo-articolari. Il con:seguit·c, m erc1\ c ut·e t·aziuuaH , alti opet·ati\'i oppo1·tuni c graude Jla~.i(•Hw la eon:'i('l'\'aziuue di mt ilrto g1·awwente colpito, rappresenta s••uza dnhhio il più gt<ltHk tl'ionfo della (' hit·n t·g-ia. moderna.; ma. perchè qu~.>s(o sit'L <·Oillplt>to nc1·<nTe cile la forma· P più speciahueute l<> complesse

funzioni llt'l Regmento ùi atto ri ~p:u·miato e ùi quelli vicini possano mantenct·si o l'istnllilind in cnlldizioni per quanto è p0~Ssihile norma-li. Lo storpio che 11011 può ~LTil'si dd suo at·to <! assai spl's:-;o più infelice del Hllltilato, {'(!L'tltè in lni si :tc·1·oppia la. pt•nlit<l· 1l e ll'uso alh deformità della pat'tP. E ' Jll' J·dò dw liPlle h•sioni di guetTa dell 'a.ppa·l·ecchio tlel mo,·inwnto :<i tleYc in~i:-;tcl'{.. petTltl> l'aRsbt('uza ute(li c~"\. nou si limiti a.tl a:s~oh·ere l<: illtlic<tzioni trrapi<:he del pruuto :sO<.,cot·so. ma ottE>mperi Pziaudio, sin tlallo inizio cll'll<t tura, e sopr;~tutto durante la. nltl•l-iore l.'\'Ohtziotw dt>lla le:;;ioue, alle importauti esigPnzt• ortomorfidtl' P funzionali. E ' inoltJ'e illlli!">pE'nsabile <·he JWr ri:spoutl<•Pt> a c tli e:si~l'lt:i.e non si ywrda tPmpv. ]><'ITiu'• o~ni g-iotno elle pas!':a costitui::we un elem<>nto che si sottrae al pl·ocesso c per<:llè non uist1gua. c:u ll;usi nella, illnsione 1·be ill "<'l!nito i c:mnp<>nsi teJ·apPutiei ba~t.eranno <L rPstit.uil'e la fuu7,ione ad un n t·to clchilibt to. Qnnndo del l(' <tltP.l'il:t.ioni si !':ono sb1bilite e delle' storpiatttl'<.' si Rono· tes<' inn)te.1~1h'. (•sst• din!lthtno mabm1ahili e for10:e uon compensauili. L' ol'ien tarc il tea ttn-meu to H•J·so fJ twsta 111<'-ta ,. i ,·e ln. .i n modo es~en. zi;tlc> ìa c·ompetenza del (·hirnt·go; ma dis~l';tziab.uuente c~f'.'O non è su1to •lm'<llltl' l ~nltiuw. <•twt·I·a HllfH"ezzato nel RIIO g-in~to v1tlore •la molti medici militn r i, nuoYi bene spesso a. Utle agone, e c1nto weuo segnìto nei suoi p;u·tic:ola l'i, ('h è )..'f il H• frutto cli dottt·ina (' 1li c!speriem:n·. La, terapHutic-n. chÌl'lll'~ÌI':t HOII ,·uol di t'l! tec·nka opt!l'iltol'i<~, HieJtte affatto; qnc · sta c'> teJ·tam<'nte Ult<l pal'tP ps~m.iah•. ma llOn la S11la importante, sp<.'· I'ÌalmentE> n ei U>mpi attuali. Jl l'hirtt1·~o puramente opet·atore, colui ch e (li altt·o wm Ri interes:-:a <'hf' .li fan• c.l<·lla rhil'ln·~ia. ln·illa·ntl.' in pnbh1ico, l> un ehirul')!o inrmnplcto in h>mpo di pll(·e. pitì cbe incompleto ÌJl t.t>mpo 11i gnen:t. rl nr:tllt~ il qunle l'op<:'l<t:t.iont> non tapprr.sentn che il pt·inw atto clel tt-attamt•Hto di u11n f<'rit :l . ('olui <'he t.rnl'cnra. lP cure c·oHRPI'Uti\'(• r·ompr01ud.t e in s<'l·io modo il t·i~ultnto ·di un atto opct·a.tho meg-liÒ I'Oiltlotlo: t>rl (o ht•JH' insistere su qtH: Rto. pPl'<'hè assai s pc;:r;o in J.,'l.Wl'l'<l. JWI' nett•s!-:ihì lll'llidtt' . l'opt•t·atln·t• 111111 pnù sr•g-uire il suo OJW · ra t o Ri nn n l ron seg-ni uu·n t o d t lla g-u;ll·i~iont'. Og-ni rh irnrgo qui n cli ha ~

~


4Sli

f ll.lrTI ,\ 11-:\ H I OEt.J.E n.Hil'E

r.~~ TJ:fl·ARTI CO I-\111

0 '.11<~1.\

11.1 Fl liCU. ECt:.

l'obbligo di esl>le re og~ri pet·fettaruentc edotto del modo con cui ,·allllo appres tate le cure r·onwlementari ad un ferito di un arto, che abbia già subìta nu'op••t<lzionc, e ciò per e~l>Cl'C in grado ùi potet·e, ;wche ~e non :<ia. st~tto l11i l'operatOI'P, bene iudirizznre il P''O<:l'S~O di gn:Higione. Se colui a l qua le nelle ret rovi e viene a.ffiù;t.to un oper<tto non è che un semt•lice t ecnico, ignat·o del yero trattamento che dcresi a dei feriti, uotu:l•~· tlelle regole fondamentali della ctJI·a riparatl'icc •lE'lle loro le:<ioni, sarà ('<HJ&L e lle a.d a.tti operativi perfettame nte indi<;a.ti e magi stra lmentc E'seguiti tengano di<•tro insncce..;~i funziona.li. Ed l- i11 tnl modo clw n~ngono molle Yolte fal>m te per colpen>le iuesperiellza o ru•gl igenza le più :<ieu l"(' indicazioni eli una data O]Jl'razione chirurgic-a (Leric he) . Chi ha. anrto occasione dumute la. gucna di esaminare un gran nu IIWI'O ùi fetiti O:::>teo-:n-tieolari ~<W<ì di certo rima>~to più volte tiolorosa. llH'II te <·nJ pito ne ll' os~:;e n·:rre COlli(' f1·am utcJHi di ossa. già l'itivtti non e·va no 111a n le n u ti pt•r il t~>Jn po ncce:<~ario in ish·etta cong-ruenza. ~econ do le <:onqton(•nti <l~llo spost ;tmc llto, 4lamlo luogo a· scomposi?.ioni secondaJ·ic che l;tn bilivtulO ostacoli a.lla reiutegr<1·zil)ue funziona le; come at·ticolazioni <:M•trrtte )•t'l' e:-:igt•nze di eura alL1 immollilihì era-no situate in attPg-giauwnto stm-r~tt o, c iol- tale da. 11011 pel'mettere che le eveutua.Ji C!;utn:ttturt· ocl anchilosi fnsser1_, ('Ompa.tihili con una limitazione Ja. meno 1lt•hilitante po:s:siuilP <h•lla J'tmzione ~1 •<-"(:ith;a. ,; comp iu appnt't>Cchi immohilizzanti clell'aJto supeJ·i ot'P ex·ano senza akun;r. plausihile 1-agione hup1·igiouatP auche lE' dita., e come in altl'i im-et·e hl mano non compresa nella fasciatura pendeva sconciame nte in flessione con <lbduzionP uhuwt• e le dita pre8entanwsi rigide in csten>~iOIH~ ; e eosì \'ia. Ma l'addebito principale ch'è :-:tato fatto ai ;:a.uitari delle uuit.ù antuzate rontf' a quPili (JeJle retJ·m·it· >~i è quello c he aUorchè l1anno a.vuto in cura ferite ostco.articolari , non ha-nno in genere cercato d'interJ'OlllJ*''C <'L tempo la irnmobilizza?.inne prolnng;.t ta degli arti, fnttore precipuo di atrofia, tl'indeboliruento e di rig"iditi\. o, per meglio dire, non h<IUUO snputo con sauo criiel'io contemperare la- immobilizzazione e la moJ,iJizzaziotl~'. la cui iufinenza hf>uefica nella rip<H'IH.ione dei tessuti rappr esenta Ull<l· deJh.. manifestazioni più par:vloss:.~-li della fisiologia pa. tologica-. B' pn1· ,·ct·o clt r~ nulla 1\ pil't òiJficile <:he apprezzare t:on pr(.'(!isione gli elementi atti ati e,·itnre g-l'iuconvenie11ti etl a. fornire le risoMC che ,·o11ducono ad una ricostitnzioue funzionnle più perfetta c he sia possibile degli arti fr:1ttumti, specialmente qnnndo, più che la cura. delle f1·a t. tu J'e. pn~o<;cu pn la, pJ·ofilal-'si o la eu ra d t> lla inft~zione. Però il problema 1la risoh·ere consiste nel lllCtÌl' l'e in azione si111ulta.ueamente e far pmc<>ll<•J·e (l i pari pn :.;so i JU(•zzi 1·id utti vi-<'on te n ti ,.i P le cure consecutive al pal'i !l<' i y:n·ii atti operath· i iJI(lÌ>-l)PH8abili . ma in ma.nicra ch'essi nou s'intJ·al.-ino reeipJ·ot amente clurnnte tutto il temp11 ù ell;t. c nrn. SUi.ndo all'adagio (( principij>~ obs ta ll , ~i ~ condotti a rkerrarl' i mezzi che cont·iliano i dnt~ trattamenti. il pt·imith-o e d il ('Oill<N;uti\'o; e non è affatto c·hime r·iC"o complPt.n·p la- ('ltim'UI';l di'Ila fl'r·ib1 ill'lle parti molli e la cou><oliùazione del eallo Dl'l te JUpO ~>te:.;ìiO ch(· s ' intraprende l'addolcimento <' l' ;HTé"to d•·lle amintJ·ofil'. )>,,n hi:<<•gna duJHlll\' J·isPJ'I\;11·(' il trattam~'ll ·


t•~ l'llll~">ec·.nth·o dPllc fmtturt- (Wl'

il periodo della, tO U\'ale~C<'llìl:l , \'ale a

d u -e per 11 tctupo che SU$Seguc alla <;onsolidm~ionl!. Conviene al contml'iv rispondere alle indicazioni tardive, co~ comd f.ltlle indicazioni primi. tive, applicando il metoo o propizio sin d;tlle pt·ime settimane d•'l ti'Utta.mento. E' il vero caso, conte dice M.algaigue, che il chit·urgo circondato ,w, .;cogli non rle,·e, J.*'t• evit.;H'm! uno, ri~chinre di m·tare in un altrn . ' ma cercut>t> d i SlllJt'l'arli tutti con rlestre7.7.:t ed ac<.:m·gimento. Il più dPllc volte R'incolpano gli appan-cchi degli esiti detestn,bili delle ferite osteo-articolari. l\l n a prescinderE' dte la ~l'e)ta. dell'apparec chio è devoluta, al cùil·ut·go. che htnto più ù:mì pt·ova del sno sapere e dell'arte sna, qttlHlto più felieH ~;ar:ì neiJa. sce.Jta· di esso, sta il fatto che il valore di nn uppa1-ecchio 1) Ru hordinato alla ru:miera. di scr virsene. Diamo JHll'e la, prefercmm a~li a ppurecchi a tr:\ìlione se l'esperienza. ha dimostrato ch'e~si hanno dati i risult:l.ti migliori; limitiamo pur e, per t(uanto l· pos~ibilc, l'u~o de~li nppm-ecchi ~c~:,:ati, t'e li si r·iten~ono dai più, e non :1 l ot·to, J·t•:spunsahili cl d le pi ìt gra \'i i nfet1nità ; ma. t t'n i amo (H-esente che )';Ì!'\. gli uni cbr. g-li altl'i riu.o:;eirn.nno henefìd o micidiali se-

Mndo l' uso più o meno razionrule l'he sa-prà. fuJ'11C il <'ùirurgo. Ca lot di· r·c\'a, c he eh i i\ esper1:o tu•ll:l ('ur·a rlelle fl'a tturf' riesce quasi scm p re a liberare l<• 11 rtirolaìlion i prima dw i movimenti :si a no in ~<;s:e aboli tJ , e, r.:e limitati, prima r·lte ~i ~in, perduta h speran?.a. del loro ripristiuarsi. Già parlando degli app:w('{'cbi coutentivi nffermava·mo non essere uwi prudente, f)tHtle ~i sia f)ll<'llo prescclto, eli mn,ntenerlo a pof.;to sino

a ~uarigionf' romplf'ta, ed cr·avawo nllom- indotti a. ciò n.ffermnrc dalla HtiteHRi tù che Iii pr,wu, SJX-'<:ia,lmen te :se trattn~i di appa·recchio cbiuso1 ùi poter contr ollare di tanto in tanto le ro11 di?.ioni rlcl focolaio ù i fra.t· rut-;t e tlciJ., pH rti molli cit'<'t~t :m ti. ed t·);~· t·c• in J!l':tdo d i ai-:F;k nrarsi flf'l fum.ionamentn dello appat'~:><'chio e di l'ettifit-arlo o c~mbiar·l o addì· l'ittura ~f' nou ris ponde a llo seopo. Aggiungiamo ora. intanto rhe per un'altra ragione importantissima occorre camhiare una o più volte, secon do i casi, i n una ferita osteo-articolare, l'appnreccbio coutcu tivo, ed è q uella. di ;WN'e -<:0!-<Ì l'opp01·tnu itù. d'imprimere lied movimenti a lle ar· t icol:lzioni vi('iiiP al forol.a io tr~tumatico e pra1irarc opportune manovre tli m:'l<.~~aggio . H i~('gna. uon ('S~Pt'C dinici per non a-pprezzare qna,uto sia delicato st.<tbilit'l' a qua-le int.-t·vallo Ji tempo· cotwcnga. mobili?.za-rd le nwmbra ft·a ttnrate e per ginnt.<'ll complicate a. f<,rita delle parti molli. spesl':o con infe?.ione in atto. S i cn-de da. molti ll\'Ct' tutto detto coll'aver (WOnunziata, la. parola 11 mas.<;.'lggio e movimenti pre<>oci >>, e non si ri. flette e ht- clnl tempo in c ui t-sl4i !>' inizia-uo c dal modo con cu i si ~tppli· f•n uo d ipenrlc il pitì delle volt•l H risultato ùcfìnit.ivo della cum, Anc he in ciò clcwrù t')';XCL'C d i -sommo a-iuto l'esame ràJ<liolo~ico: llUan<lo questo, coufot•mcmPntc all'es.'lme clinico, depone pet· una consolidazione bene <\\'vinta del callo, siamo autoriz7.ati a liberar~ inn anzi tutto le due a.r ti. c•oJa,zioni più ,·icine a l focolaio di frattnm , pur c<-rcando Remprc d i ri· spett are il ca llo medesimo ron piccoli accorg-imenti. Così, p. es., basterà in ta l })('J'iodo applica.rc ai du<' lati del t l'atto frnttu.,rato delle stecche rh .. non ~~~ pt•ri no le int.et·li n re a t'ticolari o clf>i ~~H·chetti d i !'<abbia. Già ~· in t~>ndf• <' hc•' c·lc) ehi' f.;i m ohiliìlìl:\ non è i l fof'olnio •li ft·attnrn. sono hen~l


r lt~ artkolar.inni a (!IH'~<t.u più IH'O~simt~, dell<• qwLli cercasi coll:-:t.'l'\'tl·l't' );\ elasticitù; e t1'1l le medesime ~;i mobilizzerà cou più cura. cd iutere~:;~Sa­ uwnto «JIIt'Jia. l'llt' mag-giol'llll'Utc è sog:gctt<t ad inigidirsi; così nel caso ('la~ la. fmttnl'a risieda. al femore ~i <'Pl'<.:hen\ mohilizza.re di pt·«·fercnza J'al'ti(·ula7.ÌOII«' ùel g-inO<·{·hio. E' di ('ilpitalt> impol'btnza. impa.J tire .J!Ìttoli moriuumti i quali, senza. uuocPI't', bastano 1l:i soli <t mantcllèl'C nelle giunture l'attitudine aJla, funzione. Es~i l'O"'"ono (•sseJ·c• <•seguiti anch<' prima. delh1. compl e~1 con· soliùazione del en Ilo se una tn<Hl\l ti::•si lwne la leYa· os:-:è;L coJTispmHlent(' a.l segnu·nto fmttumto e l'ajltra e--segua la nlaJJO\Ttt• con tutta la dolcer.za. po:<:sibilc. ~~· im·t'l'l' s'imprimono mo,·imeuti l'sh•si «' lwus!'hi, qtJt•Sti in. n·«·<• di <·;\di'l'C >~Pillplitem<>ntc nelk ;u1:kol;tzioni s i ripèl'<:uvtono anclw ~ul f()(·olaio ùi l'l'attu1·n \! pO~'lono lle\'iat·<• il pl'Ot'l'sso ùi ~onso liùa~ioue del callo, costituend o la· <·<HJ!Ia IH'iiUà d<>llo !lta.bilil'si ùi una. pl'endo;J.rtrosi. Sarebbe un éJTOJ'C anche ripetei'(' ogui giol'no le sedute di mohilizza/.iont•, p{•t·cl!ì• das(·IJIJIL di qnt·>~te Jll't)\'Ota fi'JHlllll'lli reattivi nelle l'Ìio;p!•ttin• ;Jl·ti\·oJazillnÌ. i qmtli \<IJ\110 fatti dileguare >~Clllr.<t diJazioue COl J·iJut>ttl'J'C la Jl<llf<• iu IH'I'ft>tto J·iposo Jl<'l' potei'<• dopo la vronta c <.:OUI· pleta et•ssazionc• di <·>~>~i rip<'IRI't' ÌlliJIIIIlt'lllll'lltt• lP IIJ:IIIO\'I'e di moùilizza. :r.iOJw. Di fJUÌ la nt'I'P~<>~ilù di J·iappli1·:JI'I' t.ra una sl'<luta. <! Falh·a l'a.ppnJ'I'«'f' h i D i1111110b i l iz7.all t l'. Alwhc il Hlas:-;al-!giu \'<1· fatlo ton lut•lodo <' st•u:r.a sto>~se. L:l mauu <·hp lo t•scgtH", g·tlidata dalle coHnse<'lli'R auatomt• ·pntologitht', ùen• dco· llOSCf'l'l ~ sotto !a JWIII• t' ;.;pguiJ·p 1·on JH'CI·ision<: i tnll>~l·oli ed i tendini couh·atti. HOUeiH\ i li,!.!alll<'l1ti lact•ra.ti: l'<'nd<•r;:i (·onto dl•i l'i>:nltati d1c a mano mHIIO ~<i realizzauu c UIO<lifkarli. t·OIIl!Jldarli, perfe'zion:uli, con. c·iliomllo in ta.1 gnisa duf' e!Pmenti che dcnlllo )IJ'<I(·t'(len' «li m·<·oedo: b uot.a cliui<·;l PII il trattanwnto 1·ispt'tti,·o. ~nn l'li trao.;ctu·e1·à iuo1Lre ùi ~orvegli.a.J·e t> :stimohll'(~ sonatut1'o l'attivihì fE <pwi mu>~toli che, <·.nnH' a.(l es., gli estPn::;ol'i, souo più >:o~getti a )la. i n su ffkienr.a. fu nzioual•!, in quanto C'IH' la loJ·o <·ontt·ar.iolle de Y<' hilaHl'Ìa l'P l:t l.'lll'l'g'Ì<l <h•gli a.ntago· nisti cù iusi(•mc l':1r.ione tlella gl':witù, non('hè l'attidtù <li quei museoli la CIIi lUillOI'aY.iOil(' ;llld lt' .lit'\'P Jll'O\'OI'll g'l':\\'(' Jllallt':\.JlZil JI(•Jla flllllr.iOU<I· lit~'1 di tutto l'Hrtn t<·oHH> il tl<>ltoi•lp' p1·1· l'ado ~IIJI<'I'iOl'C erl il qwuhidpite t•;:t,•nsorl' JH•I' l 'n rto in fpJ·ioJ·p) . ~~· j] tlt:J,.,;<;t,u·,rjo C 1<1 IUOhiJiì',;r.;J/', Ìillll' :0:11110 staLi I'H'g'IIÌtÌ nd U10Ùfl c nt>lla misum ~~zidctti pl'r t.utta l;t duJ';Jt<l della <:onsolidn:r.ione dtl <·allo, ha;:~pJ·ù dopo .ti 11111·sta. t'Olltillll<ll't' la es<•<·ur.ion(: moditkando suh• la ilJÌPilsitù dt•llt> ma11nv·rt- 1•1l il nnutt•ro dt·I J,. s Ptlntc. Cin·a la <lu1·al!a· e Ja pl'l'Ìntli('i{;Ì t]j lflll'l':Ì(' 01'('01'1'(' sottos!UI'l' aJk I'ÌI'C'OSÌ<liiU! i 11\ D\Ul<SÌJJ1;1 "''' 11c tlon·an 1':11'1' dii('' :d giol'lto tll'lla. uut·ata di aluwJto quindici minuti <·in.-e una. Il ma~sa~gio non COJJt<i>:te1·à, più in m;~nonr di dolcPzza ma audr:\. tl·a..,fnnuanclo;:i pi'Og'l'<'>~sÌ\' Hilll'lll<· i11 t'l'izioni >'«'IIIJ•I'I' pitì in~l'll~<l' .<· p1·n. fonde, in nu ,·et·o p t:t l'ixgii(JC. Co"ì "olo ,·etlr:w~<i IIWil mnno rHlut·st c moclili«·;~l·si g-l'ispl'ssinH·nt i t' lv pastn>~itù pit'1 t·ospÌ('lJÌ. >'jii'('Ìi\IUH'Iltf' >'t' :Il ma.-<sa~g-io si f<lt'Ù sP~Uil'e la, tOIIIJH'Pssic,lw l'lastinl· nwJ·<·<'~ IH' IItlt• tli l!Olll· ma , ng-euti in qtl;ditù ùi tna,~<s:q:;·gio ant<ll!HIIiN> <' «·nntinnatiyo tapa1·P di


modifiea.rc bt dt;~litù tlt:i tessuti !-:ch•totid e di eser c ibwe su quelli infil . trat.i una pl·e:--siuHt· ~·quallil~ P d(t}('(' i11 g-ui:-:u. da sp•·emeJ·c i liquidi che ue riempiono gJi intcrsti:l.ii e dH •·e:-;;ping-t•l·li ,·c·t·so le p;n'ti !';Hflt> o,·e sono fadl m(' n te riassorbi ti. Anche i Uloriml'nti d cn)llo 1'\'lHler:-:i d~ 111<1uo in mano J!ÌIÌ e~mpii e più frcqtwuti , e dcYono essere sia. <ltthi t lre passi\'i (·e•·ca.n<lo di rincet·e in tutti i moùi l;~ rilnt.tanr.a. ehe per quPsti ultimi ntanif('stano i feriti uou tantv per t~rua. di sn;>glia re cle.lle so tf•·•·pJizt' q n a n t o JH'l' i 1 p•·oposi t o tli COUSt·~uhe hl ta.l g-ui:-:a llllll I'PIHiita. Xon s.i l'lllllll'l.ÌI'6l d(•l pari a, l'Ì· correre in ra:si speciali :t pkcoli ;H·<·Mg-i nwu t i t li~ po:-:sopo prevenire inal1ilit:ì th:plOI't•roli. Co-.;ì (linnnzi a lJ'o:-;;tinar.ione del pnzle nt €' di 11011 fa•·e te)lta.tivi ùi flt•Rf<ionc del giuo('chio Jll'l' :-:t auiliJ·Jip la rigiditù, spe· c.ialmente :se l'arto rim:Hif' i11 p osir.iou(· ri~.inta, si fnl'ù ~oll enwc la co. scia a.d aHg-olo tl• tto :-;ul bnC'iuo c la si fa1·it lll:tntl•npJ·c• in questa po!O:i· zione da clue assist;(•n ti. L 'iuf<•t·mn c·ont1·a l't·;'t fortt'nwntt• i mu scoli , ma 1'8SI'l1dO ~Ji t'f;tPilSOI'Ì in:-:ufiÌ CÌ('Ilti. :1 ·( ';IJIO di JH>t• Jti Ì:-:tanti j} ::,tiJHl<'Chio si fiPttet·:ì c !':Hh:ì sino 11ll':wg-olo n·tto. Dopo aver riùata ai mu:seoli in ptu·te la loro nnt •·izione e forza e d opo <WN' combattuta la rigilli.tù a rtic·olare, si comincerù n. sottometter<> l' arto agli ~~:::e t·cizi volontari uwtodintmentc graduati: nel elle oceOITe t·hP il l'lritnt·g•• dimost1·i nn(·o•·a la sua snllt·•·itutlilw per t·onscguire lr~ r·it->d uraziont· dei m od H H· n ti, spe<:ia l UJ r> ntt· ~P t m tta:::i di'l l 'arto inft•· 1·il) 1'e . Egli •lf'W a w t· p•·c•:-:t•n tt• tlw d i qnexta fac-et•nrla. i fHl·it.i non si O<:· cupa.no g-iannnai t·omc tlon·,•hhPJ·o, oltJ·l•t·ltt\ JWI' Ja. maut·;ul;r.rt di confi. tlt>nza HPII'u~() ,)(·Jl'a •·t o. il quale• t·w.;l spt's:-:o din•nt.t il punto tli ol'igine di uno ~:;tato tl'inq>•lti'Hzn JH'''h'1't'~~ h·a , ] 11'1' il mi•·:tg-gio clell:t 1·eoùitn. <h~ cui pssi sono pen:iste ntmuc nte o:-:iw~-::-:ionati. D ere inolt1·e t·onsitlf>l':t.l'P clw e!':b;tono pt>l' 1111 ft-rito dt•ll'm1:o inft•J' ÌoJ·t• din·J·s<' mnHii'J'f' di c·aJulll inare dzios;l!nPnte e t·lw lP im·aliditiì le qu:lli l'II C'C etl'liiO alle l1·:-:iou.i <li dt>tto arto. 11011 St•lliJII'(', (•Oillt' >;Ì J!OÌI'eUh(' CI'Pclt'l't•, Slllll) Ja ('01l:<t';.!lWII7.(l 111<lt<' · J•ia }(• Il<•l la l t>!>: i o ne'. HHl bene >~JH' ~''·-"O l'ono dcw ut<• a c~ttth·a n t t i tudine d e l piede che solo pot t•t•blw nruuwttt•t·:-:i iu h-au1na t i:<mi i qna li abbiano col . pito dir·PthtnWlltt> CJtH•sto :::c•g-nH'Iltn clc>ll';tl'to. I feJ·iti. f!Uantunqtt E' obbli· gat.i (lal c·hiJ·Ut':,!O a l'iltllluiuart• sotto la sua dirt>z.io1w non appena. ch e i1 callo si sia. col<tituito. !':.fuggono a tale obhligo e pref<>ri1wouo c:1mmi· uate colle g-t·ut..l'e. Ora si' du1·antc- il d pt·n hit< ~ d o•·s:tl €' il pi!'dt> t e nde a-1· l'equini~-:mo, · vi f:t>nclc aH<·OI'il di più qtwJulo l'indi,·itlno si i<t'ne dellf: grucce; Ppperò talf' <1U't>t1 o nt s<'lliJII'l' pii'1 a eet·ntuaHdosi :-<i nn a dh·eu t.w<~ pe~ginn• di un 'amputaz.imw. Clrt• bisogna. fa•·e'! l-ì<• h· gru ccl' souo t m a i u t o twc·ps:-:a r·io Il l'i p1·im is>ii 111 i :,rio t'Il i. <lt>nmo l W l'lÌ esser l' a hhauùonat<• dopo unH sPttimana .-it·<·a. <· ~" r.rl'infpJ·nri iH:<Ì>;touo twl sentieue il hil'logno, ruol clin• 1·lw l:l ft·a.t.tum n on i'• anc·m·a. (·•m~oli1l<lta. c ri<·hiedl' una 11l1 e •·! o •·e dP;.!l'llza a. ldto e la riappliea r.in11c dl'l l'appa•·eerhio im · ruohilizzante. Xon ì· roneepibile elle c:o 11 1111 ntllo c ap:u;e di sostene1·e il peso òel cor po !'l i clPIJha. Psse•·e obbligati a. cammin:we co1l<> g-n•cce c ondanna,ndo l'arto all'inazione! :N è è a <·tNlere c·I.Jc l'equinisnw ingiusti· ft('a.to del pied(' s ia l' nni<-a uttitndine dzio:-:a c apili'<: <li can;:a •·e d opo un:l f rnttm·a. i m potenr.f' fn nziona l i gnllldi : hC'n a lt1·e la ~nena ('e ne ba re·


49(1

llt\Trl Il E.\ TO OEI.I.F. FFRITf: o,.:TfJhiRTI COI . IRI

U'AH~IA 01 Fl"llCU,

t:CC.

g-ala.te riguar·dmtti qu e,.to eù al t 1i :;;t•gmcnti di arti, e son sicm·o che si r·irna.Fr·ebùe s tupiti t mortiticati se una s tatistica. fatta· con -serietà e co. s<"if'nza ci ri,·Plasse H nnm('l'o appr~simath·o delle s t.orpiaggini dovute acl irwUJ·ia od a 1n·o,·oca-zioue nu:s:-:o in co nfronto col nnmPro <li quelle a>:nidbili clit·ettame ntc ai <!anni ca u~ati dalla ferita .. Tr~: altt·i ~l! Sf; \di tera.peutici valgono a coronal'e, come l'esperienza d ha dtin.mmente dimostnt t o, . l 'azioue del ma.ssaggio e della. mobiJiz. zazione; la. elettrotct·apia, la tet•Juo-balm:oter·apht e la. kinesitcra.pia. La dettrotcrapia. gio,·a ,.;opratutto a. <·ombatteJ·c le miopn t ic: ost:illlate, ma l'u so di e:<xa otrx·e talora in pratica. difficoltà insormontabili. A parte la mancant.a frequente di 11110 :-:trumenta.rio adatto, è ben raro tronwc dei sanitari cbe pos~>eggauo le <>onoscenze Psatte del rimedio per ben ser· \'i t':<t•nc e sia no in ~rado di con t t·olhu·nc c ru is urarne periodicamente i J'Ì:<rùhr ti. ~l a l t> usa t a e uta le tlo~->a t.a, In eorr·e nte 1>\·e:!li:.'L dolOii intcm· JWSthi, che in iufermi ma l ùi!>pc>.-;ti n ~ottoporvisi costituiscono un eccell«'llt(~ pt·ète:-:to pl'r .illtennmpc>I·la, :<JHc'Cia.Jmente 8IC alle Rofferrur.e si ag. g-iutt:!ono l <' 1n·on• rlt•!la inefficnria. B en altl'i appl·t•zzamenti werHa inn.'<'e l;~ termo·h:tlneotel'<lpin.. di cui la. guerra l1 a oltt·e urorlo ,·olgarizzate le pratkhe e moltip1icati gli xtn.bilimenti , nei quali nn pe rso nale provetto ed esercitato le e~<'guiva s1 •tto la ùir·t·ziouc di t.ot•r,..,one ùe.ll'art~:. La uwggiontuM· dd chirurghi si è pers uasa cklla <·onn·uicnza. di prcserherne l'uso a.n clte per f ratture tii data t·f•<·r·ute. h;tmlt•tH1o rosì il fal:<o timore ché il c allo non ancor.\ be ne Ol'lsificato posi:'H con detta cm·a rammollirsi, anzi dimostrando il fatto opposto dl '('~!'o <'i<W a cqu i:<t;t. in ·r<•sisteJtza ciò che pex·de in eln.:-:t·icitù . L' i11 ft•t·mo ~tc·:<s(• ~ i c'- t·t•!o>o co11 t o tlnra n te la (· ut'lt del p-rogredire <lt>lla c·mtsoli!lnziotw de l t;llllo 11H~!-1:mndo di giorno iu giorno una sicul't'ZZ:t mag-gi ore uei mo\·imenti. 'Xon f. dunque più parsa nna esagera· ziotw rlnpo ta.n ta espt'l'Ìr>nza. J'a.ffe'rmm·e che la tet·mo-balneotera.phL U·U· lllc•nta, la \'italitù d ell:'t pa r te otfei-la· e ll'esalta. H potere trofico, determj . nando }a. cun;:olidaziOlle fli 1111 callo rit:wdato l"<l att('nuando i disordini tli nn altt·o callo esu berante, fl\l'(!Hdo J<Compat·iJ·e gli eclemi reffiduali, tt-ionfando dellP. atrofie mnseolari pro nnu?.iat<', ridonando :~Ile artico· hzioni la Jort) cla!'tieitù 1~d i11 ti ne (·OOl'<lina n do t 11tte le forze utili a l ristabililllen to delle funzioni dell' a·l'tO. D ' m·clinar·io JH:'l'Ò In tet·mo-hahwoterapia. è stata tro\'ata. speclli.l· nwnte inclicabt contro i calli ~ohtmitH.~i-!i, di cui riduee ~ensibi.lmente le proporzioni , con qursto di pat·tirolare, che s i r;Humolliscono e s iri~ · sor bono g-li :-:t r·nti pHiferici. nwn tre la parte rentrale, cioè l'asse del <·a Ilo, g-ua 1la !!Ila i 11 t·psi:<tt·Hza m iJH~I'a lizzandos i. La. kinesitcrapia. si fonda, com 1 è noto, sullo im piego del movimento i n t ntt.e )f' :-;rte forme, di (J nel mo\'Ìilll'nto t h e n.bbiamo vi!'to rappreseu · tal'e uno elci tapi sa.l<li della ~·um òellc ft·atture Rin da llo inizio della lor·o e volnzit111e, m ;t che in <Jtl(•sto pl'riodo risponde ad i odicazioni t1 i n·t·~· e sopra tut t1} 11 0 11 , .,, (·o n f'u>:o coli n m ohi l b,z:nion<'. Que~ta infatti non hn altro scopo c he di \'ÌO('('l'" gli o:<tal'oli i (]ullli mnnwngono l'arto in un'attitudine rigida· e g-l'iwpe!liseo no <li fuuzionarc; la kinesitc rapi.a irtn'<'(' a.g-is(·t• :-.11 1\i 1111 :rr'tn c·lw (•u n:-:c> r'nl In pil>:xihili t:ì di 111110\·f'rRi, ma


T.! l'rl".\ \ l ~:;\TU llE I. U .

Ft:nJn: u.-.:n:u·.~IITIOJJ ~\111

ll'AH ,\ 1,\ 11.\

FriiCU,

ECC.

491

(·· t.rOJIPO debole pe1· muove•·:-;i beue e C0111pletamt-ute ; la.onùe occon c provocaTe w1a. :)cric di t'!-lcr.-i:r.i nei qua li i Jlloriult·n ti si r-nwceclano e "i moltiplichino tiuo a ridona-re alla, p;n·te hL ~ua fnu:r.iona!it:\ no1·male. Sa·I't'hue a::;snrdo intanto pretendere che il m ovimen to metodicamente app1kato po:..:~;~t, gua1·it·e tutti gl'impotent i, derivando spe.-;so· l'impotenr.a Ila, le;o;i oni elle sopvrimono ùetinitinunente la fnnr.ionalità. della pat1:e. E· sta t o pHÒ riconosci n t o (t· ciò anche rl<'vcsi a.Jia t>sperienz.'b della g uena) che le alterazioni aJHLtomk.lw souo pe1· lo più menQ gravi d; que.l.lo C'lw la J!Crùit;l •lt>ll;~ fuHzionc potreblle hll' .credere, ciò che fa· illll tnl'ttet'f• 1' PsistPIIZ<L nell' orga 11 0 d i un"' (:<l pa citi\. fu u~i ona lE> laten t(! la <1nale, ectitatn, sat'<!blle prvuta tl manifelita•·:-oi. D'altra. pa.rte, auchc quamln lt" altem~.ioni <LIHttomi<:hc siano tali da. an!re distrut~'b nell'or. :;ano o~u i a ttivitiì , l'c!Ot'l'cizio po:,sie•le un'ultima ri :::or~a, quella, cioo ùi sustit<ll'P uua s upplenza, {(i fnn:r.hwe. AcJtlehiti graYi soli() st;lti rivolti a gli org:w i:r.:r.a torì d el servizio lianitario militare pe1·e llè CJ'SÌ d ura nte l ' ultimìl! gue l'l'll· nulla 0 poco ha.nno fa tto per evitare o ll litig-al'(• in tempn ut ile i gmvi t!siti ina.b ilita.uti delle ferite osteo-su-ticola 1·i. Qn1>..-;ti addchiti valgono iu spe'ci;;bl modo pet· il primo periodo flclla, tam pagna , Jlf' l qua.Je mancò addirittura ogni J·i so t·~o:;l di'i I!I' Ue rc ; ill<L c~~o:i 11nu tt>ssauo di an!re' ,·a lore ;wcbe per il secondo pel"iutlo di quella, nel. qnal(· se pun~ snJ·~o:ert> Cfll<L e li\, degli stalJilimeHti d i tera.pia. ti><ka. uon si t•l.!l.Je u11a n:.·1·a c propria org:mi:r.zazioue eli co~o:l impm·t.lll t(~ :o;erri:r.iu e lll<IIH:.ù :lJ(l ~·~>~o la. disciplina; t~ voler e~e're sinc(:'t·i . più. che di nn senhin, si t·r nttò di nn db:servizio. Quali le cau se d i c:;;so'! Innanzi tutt.o !'.abituale t<tt·di\'o invfu degli a um1alati ui ct,u tl'i in parola , dopo cioè r he e.<:si aYevn.no a t te'so lungo t('lU po negli OSJW<laJi la gua.l'ig-ione clefiniti>a c talqra a nche dopo c·he <1\'E"\·ano n:..ufruito di licenze più o Ulell(l ghu;titica te. :Kon è possibile ~pera.re n111taggi dalle Clll't' tisù:he dopo eh(~ le alterazioni orgtLnich.e s i sono inveterate e le storpiature stabilite .Altra causa <li disservizio m rkct·ca.ta nella. JH·e:..:niziouc rntinaria delle Clll'e fisiche qualunque si fo:..:st• il gl•He r e (ll:i reli~]ll <lti mot·ho!o:i. Ciò fatt' nt si c he ai centri tisio· tc1·a.pic i afflnis:-:t-ro , o l t r e ag-li infermi chi' d n detti' c ure a vreùbero potuto J·icavat·e i·eali ntnUtggi, m o l t i ~sim i altri r·he o di esse non •• veva.no affatto bi ~f,~no o prescntav;tno a 1rerazitmi t a li da faJ.·e a priori fli'Csnmet·e di unu csset·e più snRc·t•ttibili d i morlilicazioui. 'l'afe irrazio· 11ale iurio pt'odtwcva intanto un jng-omhto t•c·cessÌI'O dei rispettivi centri •·on disenpito e>i lh' ntt~ fh'gl ' iufet·mi utilmente tt'O.~ttabili. E rla n.ll~ura.rsi elle in un futuro ù~pn'<'ato eunento, con umL orga· nizzazione più completa., più armoni(!(t e più disciplinata, si possano ottenere da,ll:1· fisioterapia r isulh1ti 111i~li C\l'i c più inro n•ggia.nti, quan· tunque non esitia mo nd esprime1·e il nostro dubbio a.J riguardo, mossi •lal (.'(tndncimento ~lle ne;liSUu tra.ttamcn t.o di tal geuere può riuscire t:fficace i 11 qua lunqne moflfl lo :-;i a mministt·.i ~::c m:mw il oon~orso coo: peratote del ma.lato. Giustamente il Ca·mus scrh ·eva all'iguardo :«Non s1 o rdina, la fisiotf•ra pia. comP .si ot·d ina, il t hiniuo; il mala.rico cb~ prende .quesh1, medic ina. ne rk:t H~J·;ì gio,·anH' n to, ,·oglia. o non voglia.; il ferito ehe f<L ogni mattina h sua S{'{luta di mercanicotet•apia. non se ne avnw


LtggeJ·:'I !;e nou lo YliOie )) . Ora <:Ili lw èWUto per poco rn·ath:;L dei no:stl·i l't'Il n·i k i lll':-:ite1·a pki :;i (· cloYuto cou dncem che i sold:11ti di.Jnostr<wa.no (H' l' le curt~ i n c:-:::; i p m t.ica t~, m m :p·mu](~ "pa ti a, se non :.l<liri t.tm·a, un n ostilit:ì s<:ot·agginntc. E:-::.;i dO\'e\·:t·HO, p!?r tosì dire, subil'le, e dopo le l-'t.>dutf.', 1·h., <l'altJ'OlHlt> non potemnu <•ssrre nè troppo freqtH~J i ti, n ù di lllllg';J dnmtll ~<I':Jilt(· J'aflhH!HZll ÙPg'li :HlllllP!'si, !<Ì :tlfT'E:'tUtnlllO A ripol'l'e Jl<>ll'a:ssoluta. inerzia e nei \'izio.si n ttcggiamenti i loro arti, distruggendo i n tal m o< l() l'e,·eutu<tle hcneli<·io ri r aYa to dalla cm·a. Così · fatta è ln

mentnlib\ di simile C'lientela, e nou \'i è organiz~:a.zione quabdasi , per qua.nto pcrfctt<t, cht> possa nt.kn· ;~. morlifical'ln. Pii) !i:iWio eonsig1io è :-:fot·~:at·si in tuttt~ )(• mauiPJ·e di Jll'(>\'PIIÌI'<' a. te mpo utile quelle iuahilitt't 1·ht> non :<ouo (·On!-ll•g-ll<' lllla IWt·Pssada. ch•lla f1·1 ·ita e ridm·rp ,,11a minima <'S)ll'«>ssi()IH' qll<'ll~! al t J·c· l'llt• 11<111 ]Hossono as~olutaml'nt(' <•rit:nsi.

V Ili. Cura dei reliquati morbosi delle ferite osteo-articolari. }{1·liquati Jaflll'iwsi di (lg'HÌ. g"l'll<'Ù• :ll'l'tllllp:tg-llano Il~ ftf'ite in parola. T1·a. e"'si :lCCI'lllleJ'('lllO soltanto qHclli che po:<~<Ono coHsiderursi la dipen<lfm~:a. diretta o dellt· lr:<i()ni n:<;<'i' diatisru·il- ~l nrticoln 1·i , o delle eomplic<~ll~:e infettiw! rui qtwstl' anùa1·o11o sog-g-Ptte od infilw d<'l cattiH) tl'M ·

tctmPnto c.ui furono sottopo:-:te. Et·<·,, intauto llll nltimn capitolo :l· e.ui b guerra. ha. appO!'tat() un imnwnso mati:'J'iale ùi stndi e di pratiche appliC'ar.ioni l' c· h1• da Pxsa •" ]'Pt' ,·mlsi'g-tlf'ltr.a. us··ito "~"'ai !iYÌlnppato e l'i 11 no\'a t o.

lu (·ouf;·outo dt•l 11111111\1'0 pl'('~:-o(·h<\ int·;t.Jc:ulabile <.li ,c·alli PslliH'I'allti tlle il dlinn·g-o ha ,.i,.to p;tssa1·e tlantuti ai ~noi 01·<·hi. ht>ll ~;<·a r:-:(, ~~ x t: t t<) i l ltUIJH~ro dc l11• i n d i c·a r.ioni OlJl'l';l t o l'il' pl'('C' i"'<' d<•J·iyn ten1• <' clcgl'intei'\'Pllti Pse;.:-uiti. L~> indic·azioni sono «tal'!• <l;tt\•: a) d:d Ja tllilla<·(·ia dPII;I Ìlltq~I·Ìt;Ì df•i tl'g' llllll'llt Ì JH'I' ('t'('t'SSÌ\':1 Ìl'· l'l'g'tlhtl·itù <h•IJ;t XII JWI'fi('Ìt• th•J t·:tllo O spOI'g'e liZH· di llllll p;tJ•Ì(• tlj f':<~O; f1) da ~inosto~i tlt•ll•· oss:t <lt-ll'ayaudn·;H·t·io ;I(Tell t ttata: t·l tb o:<taenlo indotto ai 1IIO\' Ì111PI1ti rli un ' ;wticolazione: d 1 dalla ('0UIJII'Pssioll<· d i 11n ll l'l'YO o ad<ll·i t t m·: t da Ila Ìlt<·lu:-:iol!<' • <li (':<SO (<' spN·ialllll'lliC tl<•J l'llcli;lll') IH; Jla :':jl('ssl'zza del callo. l'l'enwttin HH) che JWI pon,. 1111a <lell c stH' <·itatc in d il'a~:ioni , il chil'tlf·go 111)11 ha potuto 1':11·<• a. tll(·Ho. pl'ima di ac·<·i fl!!<'l'"'i all'atto opél'<1 · 1i\'lt di tl'lll'l' p1·t•:-wnt(.' la f;l>~:il i t;ì •·o11 <·td po><~<ono aYel~i ri;~c·censioni Ili proce~si i n f1:tthi n pparen trlll<'!l t e n ti elle pos!'QnO f'om pliC'a r e g' l'<l\'\' l llt·ntl' l'atto 0(11'I'H t i,·o metl!•simo. E poi<-ltè J' e;,.p!' t' il'ttz;t h:l <lim<i "1 r:tto l ' ssl •t·<· l'e\'\' IIÌt•nza taJitn più favi h• quanto m1uOl'P è il tempo tr:1seo1·~o dnl mollH'lltu d1•l tt·;llllll<lt·ismo, lwuv <'gli s i è C'Oil1port:1to nel 11011 pt·o<·Pill•l'\' c·o11 t l'opp;l f1·pt t a a simili in t <'t'\'Pnti.

<'

dzio~i

"'re


Tlt.\'rT.\~IFC\TII flEI .I.!·:

n :HI'rt: lk"ri.O·.III'rJt:OI . \111

IJ\It~l .l HA

FIIICII, ~.CC.

.w:s

Diuanzi ad in<lica~.ioni Ùl·l p1·imo geucrl' è I.Ja><ta.t;L la !igOl'IJia.tura. o ht :scalp·~llatura del ca.Uo per alloutauare 1<1 miuatt'iantt- Hsm·;" 0 p~·r foJ·;~zione dei cowuui tegunH•nti c t·;IIII J<I l'l' l ~ 1:n•utuali solferen:.w. ·t":;erie dil:li<-oltù l1a. talol'a J1l'e:sentato H t ta.ttameuto ùelle siuostosi delle due o:::;.;a. d e ll'anJuJI.>wd·io, inteso a tidon;\l·e a. questo i mo\'imc nl' di p•·onazioue t• ùi kUJJÌJtazioJll', IJIW;;i 1h·l tutto a.uoliti. nd a t·unt'gger·t la pu:;:ir.ioue st){'sso assai mnlt·><lù ch•lla uuJllo. Le diUicoltù, erano J'ap· }Jreseutate da-lla. pre!'lellZ<L di uu callo Oì'>l!:O ma:ssiYo intcrmt>lliario, elle nuu ><i prc>:sta \ 'U. a<l Cs..'lcJ·e ;;p:.dollèl to o t•e,;ot·<·a t o i n mu1lo tl.L riùona.re alle c):ssa. kL llH·o i.wlipt'n(lPnr.;t. ln a.l<:uui casi l' o·pt>J·ahll't', _c;;eg-uendo l'esempio di OlliPr, si è couteJJtatt> di <•tt<•Hc!I'P Ja. I'Ot;Jzioue in ma~><<'J d ell 'a,·a tn· bra<: do procedeJH lo, qua lm·a i tllll><<·oli ~<i fo~,..t•ro pn·~eu t a ti in liuouo :,'Ì~tto di COU><t'l'\'<17.ÌOII<•, alla. l'l""I'Zione cJp) J!OIIIitu. 1·:: Ull l'UIIC'ÒÌO 11011 ccrtanwntc• iclc•alf' <.:he d;ì. nn I·is11ltato .neauclce tt•oppo comodo. m;t t}Uallto alla. ftlHZÌOII<Jiit:ì d!:'! hl p:utc• a;.;;.;ai pt·Pfc·l·ihile al pl'imo: <·osi t>er lo mPno n.~~ÌCIIJ';llw IJIWili l'hP ><i ~~mo a dù fH·m·ati. l <'alli \'i~t.o:;i, ltliJ'a·aJ•tic:o l,rri. dis( tiJ'I,ntulo in gT<Jtlu llutc·,·olc 1 mo· vinwnt.i di un';wticolazioHe, hanno non eli r.a~lo •·ir·hit•sta l;t l't•s<·zhHII' atipica (}Jiù ra.ra.men te la. tip i<~a) per rend<•rc al la. giuntm':L llll<L suffi. cicute mobilità. Nei ca.si più frequenli <' più intcec•;.:;.:auti 1li comprt>:ssione o <li in · dusione rli nn netTO 11el cn.llo, r:ivela.ntisi <·ou cli~tu1·hi !-:lllbhictth·i .- fonziOJI<l li., :-;i (~ rit:or~o :·Jd atti ope1·atid ,.,t.rii. :;;ec·OJHlo i ra~i. . quali la ~gorbin tura, del ca.llo, la rP><<.•zione d i es" o, la tlivisio11e di un ponte osseo, o ùi n.11~oli tagUellti , la. iudsiuJI(! di ln·ig-lie tkatrir.io1li ~trOZ·'L.a.nti il netTO, il distacc·o di ade1·enrA:'. c·ls e lo HHH11en(•,·ano cump1'e:-:.-so contro il c~a.llo, ot• \'ia dic.:endo. ~oH è ~'tllto ><t'JUpl'e f<lCi le scop•·it·e il nervo; laoude lo ,qj c'- don1to <·etT;t.l ·e t;~lora in alto, talora, megli o, in l>a~";::>O e ~<eguirlo ~~ttran! eso il <'allo. Pe'l·chè Finb' rveuto fo;;~e eoronato <la successo è IWCOl·sa ~E'Lnpt·•• la libetar.ione <:IJmpJeta d••l m·no in tutta. la sua. ci.rconfet·(!n:r.a.. E:-;:;() si i'; presentato Ji. H·),_l)(~tto mria.bile, grightstt·o, gia.llalStro, r·o~so · fosco, ~empre uniformE'nH~ nte as><ottigliato ecl :lppiattito, qu:tlche ,·olta toitroz7.ato in lia~o .- rigontinto in alto n. mo' <li g<tuglio. ~on F;Qno mancati <"asi eli l':rontinuHù, JlOIJ('ht'- al'111·i in cui il tratto c·orrispon<lente del nervo er;L ra.ppl'esentato d<~ uno o pochi filamenti tibroF;i. I n (]lli'Sti ultimi cal'li, 11011 poten1lo f;n·c• all'ìdamento sul ripristino >!pou to-n c'O d<•lla. coucl uci bili tù ucnosa., si c\ l':ita ti oh bi ig-a ti a. portsn· via il tratto od i tratti grosfiola.na.nwnt<· a ltt'l.'a ti ed a sut.UI'are ca-po a. capo le <lue superfki di sezione. Ad evitnre inoltre nuoYe ad(•rNJze od inglo· hametiti si è an1to cura, dopo la liberar.imw del netTo o la sutura dci monconi lli l'Sso. Ji rJI·otegg-el'lo mercè del g1·asso od un lembo muscolare. ~OJH>l';tante il lungo tempo tJ•ascot-so, la .sutura ha. s per-se volte attec· chito e •la conducibilità nerYos:'b si è ri><tabilita; ne fa..nno fede i casi iso· la.ti di s uccesso riferiti da questo o da quel chil·urgo e cbe confermano per altro qm>lli annunzinti prima !lella, gueJTlt e -ùabmti anch'e~si da molti rue-~ e pe'.l~i.nn da, anni. Ciò òimo"t.ra quanto !'lia. )>C.."-'>imistic.<t> l'atiermar.ioue fa-tta al Congr es!':o intt.•rnlle.<~to del Hl17 della. mediocrità di risnltati pPt· iu t<'l'VPnt.i t.~n·<lid. In c li ~cntihilm.-.nte la pPl'Ccmtuale favo·


J'f'\'t lle

,Jiruinnìst(' t·ol pa:-::-<a1·e 111'1 tc·m po: ma i molti nuoYi ~ucce:-:,.i ili·

t:Ol'ng-g-inno ~empl'C pil't a tent:we, qu:l.luuqtH' ~ia H rH:trdo \'erificato~;i, tanto più c·IH• lo .!S(·npl'inwnto tli uno sdati<·c• o di un rnùiulc in un i1ulidùuo gi0\·:1nc c sano nou preocc·upa. affatto un chirurgo e:sperto. &! il ri:<ultato rill<!'<{'it:ì iH'gatin), nulla :si sarù perd ut o: m.a. se invN'f' t·~<~l

l'Ìllsril':) positho. 1(11:111' impnrtanxa non n~smue1·:\ l'inte1•vento?

(ìJj HC'C'Ol'el:IIIW·IItÌ JJOtt!\'Uii tfq~Ji IH.·ti ÌUfe l'ÌtJ I'Ì, ÙOVIIt.i !_JCI' lo lJIU a. t·a lli ,.i?.iosi d('l ft•mm·e, non pot<>nlno '}Wl' il loro 1\Umet·o e l'entib\. dd distm·bo funxionale la::;ci:u·e inditfct·tmti gli apptHssionati cul tori 1lell'ortopedia. Eppc.'t·ò a.lle !-:<'ruplici e primiti,·e osteodasie oo osteotomie ~-; i sono ~Sostituiti u<::gli ultimi anui dUI~ JH'OC<•:ssi capaci entrambi di J'a·g·g·inngPte l ' intt>nto e l'uno all'altro oppo~'>t.o : il pt·imo sostenuto dal Kir~rhne1· t! con:-:istent.€' uelJ(I :t.llllng:unento dell'a.r to f1·atturato; il ~­ I'OIHlo IIIC:<:<O <1\'ltllt i dni dottori nucning t•tl Utea u rapprr~eutato dall'a<:COl'ciamento pa.J :imenti artificia.Je dell'arto sano. Il Kirschner intcr· ,·eu ne d;1 pp1·im<l· .nel tJ·atto dt·ll'a n tka ft<l ttura., m n l'esperien:t;a, po('u confoH·m1tc d<•i pl'imi <'aHi lo cOil\·in~e l'S>:::J·<· inn'r.l' pt•eferibile sezionn1·'~ I 'O~!-<O Jonta11o ~In. quc.•lla, in \111 natto {)(>] tutto sa.no. I n1ntaggi di que:4o modo di pt·cH·NieYe ~;n·t>lllJ<'l'O: a) ~;i può !;<'Pgli<>rr JH'l' Ja. prf'pal'axione qnel tt·;ltto di o~so du' t('c·nicanwnte J';Ì pnù raggiung0t·c con più fadJitù. e senza pericolo di l~lere oJ·g~mi importanti.; 11) iu un tn11tto Jll'l'fl·tbmentt• iutc•g 1·o l'o...,:-:o si p11ì1 fadhut-nt<· i~ol :we per da ottu:<a ~o;ottope1·iostale senza gr:J.llde emot-ragia e conservnndo un cilindro JK'J·io~t.eo rontiuno d1r nP) tn1ttanwnto po~t.·orwratorio ha grande impor1:.'J.nxa, :-da pere hè insiemE• a i m mwoli i 111 ped is<·e nn a fo1·tp d i~loca~imw aa latu s e sia anche perchè colla. m'o p1·oduzione di o>;so ristabilisce in tempo hr<>w J~t·e:o:.:-:nc·hè la foi'IIHt t' lo s~s~o;ore c](• l f<•morE:': r·) OJwra.ndo sul tes~u t o :-::1no n o n d ,: all'un tilum·~ d'i nfe~.ion c, mrntre opehlndo sul b·atlo offr~o si rmTr il I'Ì>'thio di risn·~ liare ~~·rmi incapsulati ~ JII'O\'IH'Hl'f' nna ~nppm·axinlll' ~ ·o li(• :<IIP collsqrnPIIY.{': di il ]t<'l·iostio èll il utidolto o:-::-:t·o uoYJUali d:t11110 mag-g-iùl'l' allilla.nH•nto di 1111a consoli<laxioll<' t·:tpicla. (• c·n1Pp1Pta: 1") ht. flh· i,.;ionC' d<>i fl·:tll1111N1t i in nu an tiro ca.llo 1C'I'Il ÌCall11'1lt<• P dilli<·il~ P 11011 p11ù farsi !'lu• e<•n lu s-c·alpèllo. Vu solo ntnt:1!..!'! !io h:t 1:1 s l'z imw llt'l tt·atln t't·atturato c•1l ì• quella <·hr ..~istPilllo una. . <;attint po~izioiiP an~ol;tH• riPi fl':lllllliC'llti IJIH'Sbt si può I'OITI'~)!I'I'(' ins1PIIll' eoll'nllllll,!!:tnwnhl 1l\oll'a1·to . .\fa. in qnc-:-<fo (:;H~o a Il<' hl' sPY.io11:1 tlflt l iL fl'lliOJ·p i11 1111 tratto fo:tllO, pnù (·nJTt'J,!'!!f' l'si il (]ifrtto spost<11Hlo in sc·,t~o c·nntJ·ario nll't>sixtPntc• tlC'\'i:1?-iOJw il tr<~tto S!'zionato p pl"O\'\'I'dt'llllo a c·hf' si:1no ~o;nlln. Jllc'{Je;;illla linc•a l'al'lieoL1xiollP d<'ll';ln<:a. il l1W~.xo dd ginocddo (•tl i l (·aiC';J~Ilo. H illlane quin1li 1l:1 pr<•(el·ir:-;i ];~ ~C'zimtC' in tt·:lllo :<;JIJO, (•d il più adatto è quello :dl'unioll(' 1lel tt.•l7,(1 uwdio 1·ol1el'Y.O iHfl•t·io J'I•, e qualora 1:'. fl ·;ttl-11t·a. fn~,_,. :l\'\'('11ll{a. Jll'op1·io in quf'l pnnto . si 1111Ù npenne sul s:111o :<pol'ltnn,]o:-;i st·111pr'e in qnelh dii'I'Y.iOlll' <) ('(>uj P:1 hlll'1 1tP 0 JH'I'Ì{(•l'il·:lllll'lltl'.


Per la tccuÌI:<li Kii-schnt>-1· ritit!IW ehe ••un :-oia il ca8o d i peus:u·e art un tt apia uto osseo da i rnmet te re tl·a i c<lpi sczi<>Ua.ti a gn i:-;a d'iufi bu la.zione, ma che.>' si debba sernp1·e J·iconeJ·e ad 1111:1 ISt>zione osteoplastie.<"L ottenendo poi l'a.Jlungamcnto cou a'pfHH't:>cchio n. tm:d one. J,a. .se:done dell' osso può f:nsi ohliqua faC'er11lo co:sì ~w h·olare i frammenti l'uno sull'altro ; ma vi è l'inconveniente che s(' l'alluug<.t·mcuto dev'esse1·e piuttosto gt<HIÙe, i due frammeut i fiuiseono col tt,oca.n;i .;;uht.mentc colla puuta. sottile e .si ha così poco sa ldo contatto; inoltn· a.Jlo n.Uung<1meuto si uni.•we sempre· con ta.le tf•cuic<~ un certo spo:st<tmeu t o Ja terale. Invece face ndo la. sezione n Z otl a scalino, in tutti i punti il dia.metro dei monconi ol';:-;t>i tOI'!J·isponde alla. met-<ì dt>l norma.Je e non vi è aleuna cl isloe<17.ioue latera!('; quhrdi la. co nsolitlazlonc ;nviene in modo più perfetto, 1Sh4 pe1•ehè !i<lrebbero già 8u flkicnti ·per l;t fu uziouc i h·atti in eu i lo spe!'lsore è metà del normale, !':ia, p('n:hù ad ogni modo rapWa.me·nte si f01·ma. n uovo o~:-;o <:be ri~ta.biliscc ln forma e lo ~pe!'lsorc no1·ma.le del femore, specialmente qua.ndo l 'iudi\'itluo riprende a. camminare c mette così in ope1·a. i fattori di a.da,tta.mento. Riguardo nlla. estensione Rirl'lchner s~>gnendo il p1·incipio che i punti fisiologici per l'estensione dell'osso son o que l·li c ui si a tt.c'lecano i muscoli da di'Stendere (quindi per la frattura, della cosda la testa della t ibia), ha usnto, e cou SlJ(·ccsso, pone il chioLlo ( u~) Codivilla) att11t· ver~o la t<•sta tibia.h:. Con dit>positivi 1::pcc.iali, facili ad intendere, si può dar(~ una leggel'a· tleHsioue a l ginocchio eù a.U' a.nea., mettendo pure que~a. in lieve abduzione. Co~Ì pure SO!:<pCudend•O il piede in a.Jto si può regola-re la ro41zioue dell';_u1:o e ln1 pfr.c:tizione ang-ohH·e dd piede, nonchè iim prime1·e (lei moyjment i a.l l'articoJa,zion(> del giuoccllio. I n genere gl'infermi sopportano il peso ini-t.iale tli 6-9 kilogr. cl1e può venire rapidamente aumentato sino a 18-20 kilogr. Però bisogna subito dimi nttilre la. tra,zioue ~f~ il polso scompare nelle pa.r ti periferiche e l'estremità diviene fredda orl anemica non tollera.ndo i ne1·vi ed i va~i una, eccessiva di sten sione', sa lvo a ritorna re a1 peso fH'imitivo a mano ~ mano che i sintomi d' intoJlera.m~a~ su detti ·~i d.il('gu:mo. Ecco inta.nto come si e~egue l 'inteJ·vent.o. Praticata. l'ir1cisione nel punto di el ezione in d icnto ed n,n"ivati !'lll l pel.'io>;tio, s'incide questo longitudinalme'nte e Jo !':i <listnccn. :t· 111anicotto 1wr· l 'alter.?.a. voluta. dell 'osso. Ri pa~sa. poi uua l:w;!n· $patol;l m~>ta.Jlira sotto l'osso per proteggere le parti molli eù il pel'iostio. Ri s!'~<t per lnngo il frlUot'f' nel mezzo preciso per il tratto voluto con 1!11:1 s{'ga circolare. Le ser.ioni laterali dello sc11lino si fara.nno <'olio sc.a1pcllo i.nta<'cando l'osso ma.n mano uelle due circonferenze ino :-.. compl(}tar~~ la1 sprjone per evitare scbeggiamenti. Se non si clispone di una sP~:'l. cii'<'Olarr ndatt<1. auche la ~ione lougitudinale si far<'t collo sca lpello, mn ot·col•re evitnJ'e sclw:r· giature e fe!';!\."Hre, Compleh1.te ]" ~r.ion i, si lm;~ano fno·ri clelia ferita i rhtf monc0ni per I'S><{''r ~irllli <lrl la. cli,·isimw compl('ta . P~r ottenere l'aHlmgnmento str~>ttamPnh• nece:-sario, lllilllt(•nerlo immu tato sin 0 alla. cousolida~ionc e eomha.tter e la pr(}(lll?:ione di un certo grado di spostamento la.t eralc <lei frammenti, K1l"sehnPr ha. pen~nto servirsi <li una. catena metn.llica ehiu~a :Id :meno chG nhhin la lnnghe?.z.a. ne('.('SS<'Ll'ia


4 !11i

llllrf l \ 11..\fiJ IJEI.I.r. 1·1 lli H : !I., Tl.I HIITilJ II. I k l lt"Ml\I A Ili l· l"riCIJ,

f:(.;C .

:•et· ft•t'lll<tt·e i ft·Hn tlltcuti all'allllt1!!òll.l.l~lltO ,·olu to e che ,·cucra ii:ssata in d1w Jlllllt i I • JIJIO ~ti tli la· c·ircouff·t·(•JIY.a, del femore 11i:.:ta-n ti tra loro in ;llt1·:~.za la 1111'tù de iLtlluugamputo d1e si nwle ottc m·re. ('in·a l't-pur·n prd'cl·il,ilt' Jwt· l'opet-n zione, pukllt> il JH'Ot e .,;;.;v • t>ro· posto JSÌ e:>egue iu uu tratto sa11o ùell'o:sso, nou oerulTl' t: h<• p:t ;s i lungo f t •IIIJHI dalla g11a 1·igionc 1lell a f(•t·ita. 11 p l 'tiCl')..~O Uu tuing-· l.'tc·au ~c JulJm jJ più rnziona l€'. L<' obbiezioni 1·IH! <t. questo s i po:,;son o f<ll'l' sono il pe 1·icolo <Iella in f<·ziont• e fJtWilo rli 1111;4 psl· lltlllartro:<i; 111a S(' l 'l·d t ill'l' J'inft>r.iolll' appaJ:tifmc a lia. pelfett:1 asepsi, l' Hit.at·e la pseutlout·tro:.:i :.:vetta a lla. pnfcUa. tecnica della r e. st>Y.ione c ùe ll :~ riuuio11e ossea : e <·crt;.uueute dobbiamo convenire c he oggi le ùuc po:.::>ibiJjtù uon dt·hhono t>s.-:rt·c fL·equcnti. Data ad ogni modo la nc<:1•s:.:it.i• tli l'at·e qualche c o;;a iu questi indiriùui, è g iusta l 'o~serva . zionc ùt•gl i .\ A. cb e iu fcr.ion<' c pscuùoaJ•tL·osi saranuo più facilmente I'(•J·ilita}Ji li intPJ'\'('IIend o :.:111 lato malato <'Ile ;;ul ~ano. L ll ' altt·a ohbie~.i oll<~ I'IH• si l\ fat ta si 1'- f'IH: , ;t<-c-m·dato J'ns:.:o, j mu::::<:uli pos;;ono restare t r·.,ppn lt111~lli <:ou di ~ t n1· h i fl ll iY.ionali. 'J'all' ubbkr.ione è <"ertameute :.:enr.a ,.;1lo1·r· IH·J·c·hi· <·ouo:.:<·iantu l'adattauwnto rapiolo UHJ>«'ola.r<~ <"Om e l'i.- :nlta, dag li s tP:.:si Jtlllll~I'Osi ('asi eli f 1·attn r a gmtl'iti cvn grandi a ccot·· dam enti, i n eui, !;e non <'sistono lesioni artieola.ri o nervol'lC. la funzione mn •.;cvlart· 1'. Jl<'l'fl'ttL Pall 'alt t·a p;11·tr g-li AA. atre •·nwno cl•e vi sono alt.J't' I'O il~itlPJ·ar.ioni in f;l\·m·c dl'llo iutt>JTPilto dal la.to sa no: o ) l'ope· •·aziolll! i': in ~ssn più l'l·golare potendosi l!Ji:.:uraJ·c esattnnwnte il grado di n<·etll"<·iaml·nttt da olti·Hf• t·c ; /,) l'intt'l'\'l•nto sn l femo•·e sauo in c oi 11o11 ,.i sono c·if'atTic·i nè vi è :.:tata, in ft•zion c pr·~·~1·~~sa. efl in c ui i ra.p· pm·ti anatomici sl•llO nt)J'mali , l"i p n'sl'nt:l· molto più t>emplice che non quello sn d i nn fO<:o]a.io di frattura. guarito con g r itve scomposizione, quantuiHJIIl' dù 11011 più :.:i ,.eJ·itkhi poi(·hè an('he ncll '<l1-to fratt urato s'in· tenicne l'li eli uu t•·a.tto di c>sso sa no; cpput·c ogni pericolo n on è con ciò scongiurato ; C) infiue l'acctwcia m ent~l del fe mo1·c sa.no può rappresentm·e a.ncl11.> Hll gua dag no di tempo, pott>ndosi eseguil·e molto prima. c he L'alluuganwnto ùi quello fra tturato. P er la, ~~l"ecHzione del processo OCCOI'l'C i un;Luzi t utt o l'~H•epsi più rigon,.-;a ; indi Ol'<·orre detcrminn.re b<'ne il til'atto di o~o dn, accorciare c·ù a tale I';('Opo bil'logn:t pt·atic;u·e una. misura. pretisa. dei due aJ'ti. Come incis ione si consigl ia. l'a.nter:iore nella. pa.rte media della coscia t•st és;~ per :W cm . circa. e portata, G'api<Jn.m ente, attra.verso la pelle ed i mu~coli, ~ull'ol'l;.;o. S'isola il fe more dalle parti molli col bi~torì seu1..a intere.o;sare il periostio e si seziona nella pa.r te media e olla. sega eli <figli pal<satagli sotto. La. Sf'zione ::;i dm·!'! c:~l'< 'Ul'e' di farla proprio uella ]Hllte meùia. pcrehi> iri l'osso per un certo tratto si presenta. cilindrico e pe1·ciù con cnliiH·o l' ~ual<· pt>r modo che dopo la. SC'I.ione i monconi possono h<'llC {'ontbtJ·si. Se:~.ioun tn il fcmm·(•, un aAAistente atferrando l a JHH'te inft> J'ÌOl'l' d t>lla l'oscia. fa ;;porge1·e il moncone os:.:eo l'ot·rispondeute <· h(• dPn<' a1f(•J'l'ato con una pillz<• di Fal'a.bcnf in bn~~o in modo c he l'operatoJ·p 1ws:-:<1 f;l.c ilmf'nte ('On 1111a, se~n a{l arco se:donarlo ad L esattamente a metà ~'<[>Cl'sore ~ per uu'a.lteY.za corrispondente a ll' a ccor· <'iamt>nto C'Ile l'i \'IIOif' ottl'llt>l'f'. Df'tta. parte t· n f':tricn clE'l sPgm ento ~

~


1ftATTA.\1E\TO DELLE FERJn; O::,"TEO·ARTICOl.ARI !l"AIIMA DA FUOCO, ECC.

497

posteriore dell'osso. Con iùcnti<:~1 manona si :lSpm·ta un tratto osseo egua-le ùel moncone super iore a spese quP.sut \'Olta della- metù, antet·iore di exso. Si adattano i ùue moneoni che devono cort1~-;pondersi Perfet· mmeute uella se-.tione <1 Z où a gra!(] in o ,e uella totalità il femOl'e sal'IÌ <H"l't: t·cia t o pt·ecisamen te de Ila. l u n~bezza, vol u 1:.'1!. l'et· fissa re i mouconi ~i consiglia la. così detUl· sutura <l quadro od a tela.io ùi Lejars con fì·lo lllt·ta.llko. Uu filo doppio ad aus;t. è girato intorno ai moocoui e rrli esb·emi pas!òi.l ti nell'a.n~·a si stl'i ngouo t· i torna.ndo inùietro sino a l puu"'to opposto ùon! si passa no sotto i tili torccndoli poi nel me?,zo. Ba-•·el>be anche consigliabile tissat·(> i monconi con uuo o, meglio, due nastrini metallici di P utti. Emostasi, lSUtul'a- pe~r prima dei mu~;coli e della pelle. applicazione di una doccia ùi filo di. ferro per fiO giorui.

I numet·osi ... ontributi che tlur;~.nte questi ultim i auni i cl1i.rurghi ha-nuo da,tH a l tra tt~1 mento tlelle pscutlat1 rosi JH·ovano la gt·ande fre· quenza. con cni sitfatto depJo.t·e,·ole esito si f\ \'Priticato nel COl't>O della. guerra; uè poten1 c,.;st'I·e diYet·:<mneute se si t:on:<idcriuo da una· pa t·te la g1·a ,·it?t a hitnale delle h:siou i o--;teo-artico la.ri t• rla IFa ltr;t. il trattaru('nto ùi t•lezione arlott~1to, t> non <t t01·to, in ~imili casi, cioè la !';l'begger·tomia, pitì l) lllf>IIO e"tesa. e c·he ta.Jorn. 11H t'<lg-g-iunto il gtwlo di un vero ùisossamento, t.rattiuneuto t'lte, come !';j è detto, ba ùato in mani espet·tc• IH'illauti t·isnltHt.i, ma che im·er·e ha portato aù edde11 ti insHt·<·t•ssi a110rC'hè · e~;so è stato es-eguito ùa. J»!l'sone non ;lllt:uate a.\ dgorismo della ~cuoia ùi Ollier. Le p~-ietHla-ltt'o!-:i <lovute qnal'i rsclu:-:innuente a. que~'te cn,nse (!d in cni an da vano pl:'r lo più escluse le tarc costituziouali, ÌlJCorag-1-YÌil\'fillO natur·almc'nte i elrw·1n·glti ng-l'intt•t·Y!?Ilti n .u cuti, fidudosi di ottenere t:on C)nesti dei risultati meno nlentorii che nelle p~:;eu­ da.r tosi da. fratturE' sottocutauee. Clinicmnt>ntf• c\ state) talora- <liilkile diff!'l'l>llzial'l' i sE>tllplici ritardi nella c:onsoliùazioue ù~ll c pxt.:WI;ntrosi eollf('rnu1 te, e pt>r diffct·c·uziare gli noi dnll.e a.ltre ha innanzi t11t to giovato la nozione del tempo. Si è tenuto conto elle il tempo clt<' I!II<L t'rattnm può impÌ<'!!•tre per c·o11soli· darsi è molto mn~g-ion• 11ellt" f(•t·ite rFarma. <hL fuMo cltP nell<' fr·atturc sottocutanee, e che, p. es., le frì~ttnre della coi':Cia, comminute infette pos:sono ri<:hiedere per!'li no -l·n rnPsi. EsaJni r·adiogra.fici Tipetuti di muto in tanto hanno contribuito ;t facilitare la. diagnosi, e così pure i segni flogistici residuali cbe pnsso110 esse t·e rh·elati con 11110 dei mezzi conosci uti (modm<>nti fo t·zati attivi e pat--sid , matssaggio energico, benda·g gi ela~tici, U!';O di v:t<"Ti ni nntogt•ui N·c.) . Sperimentati più o mt>no inutilmelltt• i. mP:r.zi. di cuTit, blanda·, la maggiora-n za si è attPnuta. in genel'f' ai due t.nttta-ntt>nti più razionali e pi t) radica.) i aò 1111 tl'mpo, com t-' 'l n t> l li (' h1•. si pt·l'fi~gono ùi so-pprimere direttamente h~ caus<L della. J'ls<•lldm·tro~i, r.io•' a tlit'l' la l't'sezione dei monconi, ~egnìttL o 110 da o~teor-intt·si. t• lc1 ostt•opla~ticn, applicando abitualmente la. prima uei cnsi 11011 ac·eoutp<tgnati da pCI'dita di ~;ostanza e la- seconda invece in qnelli <·on pet·r1it~ ossee più o meno consid<'revoli. :3\ - Giorno/c di n1Cdicin11 •nWl<trC. -

Fa<c. VTf.VUl·IX.


498

1 R.IH:\~1 1':/i:TO D~LI.E FER ITE OSTW·ARTI COL.IRJ n'ARl\1;\ DA Fl."OCO, ECC.

Con(lizione 1n<.li~:>JH!D&I·bile per il successo in entra.mbi ~rl'in tervf'nti f. >'tata d(·onm;ciuta l'<:t-'ì t'pl':i perfettn. Qua.nto a.11a resezion~ sono state ricono:sciute necessarie a.lcune altre prescrizioui che qui riassumiamo e clw decidono anch'e~sc tlel risultato: a) asportare t utte le pa.rti molli

iuterposte a·i frammenti procedendo con cura e uon taglia,udo alla. cieca (vi è sta.to persino ch i ba tagliato il nt>l'\'O raòiale), e, ~ è infrapposto un muscolo, inciùendolo nel :senso delle llUe fibre in guisa da. permettere di a.prire una larga finestra per la, quale si fal'à passare uno dei frammenti per metterlo a Nntatto coll'aUro; ù) con.~nare il peri<>stio e tutt i i tessuti capaci di contribuire a.lla ossiticazione; pra.ticare all'uovo opportune incis ioni per dividere il pel'io:stio e procedere allo scolJa.mento di esso con estl'ema attenzione, evita.udo di dista.ccarlo dai tesi'; Uti periferici e non estendendo, oltre il uec;é:s~-;ario, la denuda.zione dei monconi; c) anivare le e!';tremit~\ dei fl'an•menti ma asport."lndo la. minore sosta.nza. possibile. Più che la 1:wm plic~ abrasione colla sgorbia è preferibile la re8ezione in tutto spe)jsore, non tagliando in primo tempo dte uua 1-'0ttile hw1ina aUo ,~opo di l'ealizzare un perfetto affronta· mento, saln> ad e~eguire nnove se?.ioui in caso ùi uet·t>ssità. Trattandosi d 'altra partt· {li operazioni atipi<:he nes~una rt>gola. può darsi anehe per qua.nto riguarda la linea di r esezione che potr.1 essere trasversale (conn~uieute s<lpra.ttutto a monc.oni a. larga, s uperficie ed a. sposta.mento leggero), od obliqua con o senza tacca di arresto (buona nelle fratture oblique ed in quelle con accorciamento), od a scalino (a.pplicabile allorchè esiste nn a.cca.valla.mento cons.i<ler evole), o cuneiforme .(l'uno dei fra.m· menti tagliato a V f;p orgente c l' altro a V rientrante), o trocleiforme (l 'uno dei frammenti a forma di condilo l'a.ltro a. fol'ma di cavità rice·vente), où infine conica (l'nn frammento atrotico tagliato a punta ed in trodotto a sconiment o nel canale midolhu·e d€'11'a.Jtt·o). L'affrontamento perfetto dei monconi e la immobiliz~azioue rigorosa e protr.1tta. di essi non pot~n do essere ga.rentiti da semplici a.ppa'l·ecchi per quanto bl.'ne a.pp1icati, f;i è ritenuto necessat·io a...sicura.r li col fa.r pt·N·Pilet·f> nll'app:ll't>cc hio l'ooteosi ntesi comunque applir.ata. impiegando a pt·cfe t·,•nza matt•riali di sintesi non T-ial'sorbihili Jlel'Cbè quelli in a.vorio od in osso n on danno sovercbio affidamento dal punto di vista. della ·re· sistenza meccanica. Nei casi frequenti di pseudartrosi intere..-,;sa.nte un osso unito a.d un altro para.1lelo, non essendo il difetto di coattazione riparabile colla. semplice resezione, si è cercato provvedere a.J difetto, trattandosi del l'ava.mùra.cdo, col res~are un tratto egua1e dell'osso vicino; e se in vece si è tmttato d~>lla ga.mba, interessando nelParto inferiore evitare un accol'C'inmcnto, si è ricorso allo innesto (1). (l) Pa.rJ·Pndo ,::pmpr e dal prf'concotto ch e porhl cC>ntim e tri R?t.tratt.i a lla lungh• zza di liD arto s upf\r lOr a n on a rrP<1ano nocuml'n to alla funztone d1 esso, Si Ò COI'I'U.tO, ogni volta ch'è :':'lllt~O pO!<,<ÌQi_lf', n olle pse~darJ~·osi dell'omf'I:o ))1'8foriro allo inn(',.;to o~s\'0 la r est•ztonfl ;.;••guua cla oslco>;mt <'" t m vJ.Sta d.e1 rtsultat i r upidi cd PCCPllnnti ('bo DP C>on;:(•guono eri. a n<·ho p r rchè ndlr~ non rare par<~li><i C(H\tomi t •~nl i d i"J r;~,iialc, l 'nerorciarnC>nl o O:<S(>O ncce><sa ri o p er l 'osteoHint csi facilita di m olto la n eurorrafìn.


TH.Il'TA:IIE:'\TO OELI." FI:.RI1E 0.'\TE!hiRT ICOI.AI\1 U'AIIi\1.1 IlA fliOCO,

ECC.

499

La nece:s~;it,;ì, di rimuovere il matl'l'iale impiegato prr la, protesi me· taJlica non è stnC. da.i più ammessa , essendosi riconosciuto esagerato il perico lo del mict•ohi~;mo la.t4·n t e; tu ttaYia, p~r m i:<u t·a pteC<Ht~.ion a le aJ1orcbè si ~~ rkorso u,lJa ~;utura. od n-1111 legatura., si è consigliato di usar~ all'uopo uno degli e:spedienti altl·o,·e iuù ica ti. Qua-nto allu. vratic.':L ùegl'illnesti, le hlDO\'ilzioni tecniche ~i sono succedute d111·untc la gu~n;~ in modo ruet'<lviglioso itr guisa c he l';n·go· mento è uscito da l c.:uulH• I'i ~;trtttv ùell'ortopeùiat (,>Ù è c11tra-t<> in quello della chirurgia, gonerit:a. Senza. accenua,re neanche n gl'innesti eteropJa,·-ltici ba n d iti ur.llna,i dall'uso, diremo che gli omoplaslici di osso nu)l'to ha nn o un cii 'e"'o;i perduto ogni valore perchè riconosciuti un cattivo ma.te ria.le di trapianto data la loro E~asperante lentezza, di azione; invece ne ha.uno acquistato sempre più quelli allo stato ft·esco rkavati da a-r t i amputati cd · a,nche, secondo Poucet e Uarrcl, da feti n at-i morti purchè esenti da tubercolosi è da sifilide. Gl'innesti più genera,lmente a-pplicati sono stati quelli a.utoplastici osteoperioRtei prele\'ati ordinariamente dalla, tibia o dal pet·one o da.Ue costole. E ssi F;ono stati us;~ti per lo più liberi, cioè p1·esi dac parti lonta.ue dell' orga.t.iJSlllO c qni!Hli dh.:taçcati dal t eJSsu to lllatl·ic<! cunsena.ndo solo il l'ives time utù pel'io!-:teo. Il perone :si è meglio di tutti prestato allo stopo. Previo taglio longitudiDale ùi circa :20 cm. sulla facci;~ estrema della ~nmba, e penetrnziMrC' tra i muscoli (}St·et·ni e quelli posteriori, si è ag~:,"'l·edito il margine esterno dell'osso e, <lisinse1·iti e spostati t muscoli relat hi eome pure sezionab1 ln, membra.na interossea., si è distacca to, mel·cè seg<l. Gigli, in a-lto ed in ba,.o;;so il trattQ da. tra-p iantare, p·t·eseryanrlo i rasi ed i ner vi della. J'egionc e mantenendo intatto il gu· scio perio~;;teo magar·i con qualche libr<L muS<:ola.r e. Della. tibia. si sono utilizzate a preferenza la. pa.r·tc ant eriore e la. c resta. per una lunghe?,za. di 10-15 cm.. su 2 cm. di larghezza,, a.pprofondandosi ~ino atJ.a. cavib.ì midolla.re ma avendo cm·a, di eseguire hb manoyrn. con somma ca.utda, per non eompromettere la solidità. dell'osso. Dellè col'te si sono preferite le spurie reseca-ndole i n gui&l· da lasciare il periostio pootet·iore ade1·ente alla pleur~ onde non attent.:'llre alla. inte'grità di quel'lta.. Tra le suddette va1·i<>t:ì d'intwl'rl:i autoplast,ici r-;ono shlti tJ'ovati preferibili nelle pseudoa,rtro»i dellf: ossa l uu~he quelli di 8e~me nti Ol'li:ei completi o di stecche periostco·OI'l!-:eo-midollaL"i , auzkhè le semplici stec· che osteo-periostee della. tibia . e tiò pPlTlrè con qul.'stc ulti111e è m:).Ucato talo114 od è stato in completo l'attecchime nto dello inne::.-to pel'Cbè scarso lo stimolo aH'o.c:teogenesi. D egl'i nJH'sti pecluncola ti si so n v d i mostra.ti propugna tori speci:ll· mente Hahn. H untington e ('ut"t.illet 11 ::;a.ndoli tr a. pl.'eouc e tibia e tra. ra-dio e cubito. :"iupponen<lo che la perdita. ò i sostanza, esista sulla. tibia, si lavOl'è\ !-:u q uesht come se !-:i 1Im·1·s...;e a p p1ica-rvi l 'inne:-to l~ IJero. I ndi si scopre il tratto peroniero da tr·apia-n btrP rnerrè due incisioni longitu · dinali ·ùi 4-:1 cm. sulla- fn c·rh1 e~.:t~mn, Ùt'll a g-arnba· e :-i tag-lirL coll n, l':cga, Gigli. Rlt01'1\atido ~11lla, tib ia. s'incide il liga;mento interosseo per un tratto <·hP pPr tuctt.'l i n trod 111·r·t" i l JW7.7.0 pe1·oni~>ro llé Ila peNl i ta d i so·


500

TltATT.I~If:;\'TQ OEI.LE FEiliTE O:::;TEO·ARTICOl.llll ll'.~R~IA IlA Fl' OCO, ECC.

::-ta tJ%<1 til•ialc tOU~><·tT:uu.logli il massimo di conn('-.-.sioni nusco lari e muscolo -a.pollt'\·rotiehP. Gli cstretui del pe2.zo n~ngono tuca~;trati rispetti· nwwnte iu (JlH:lli della tibia. Cuttillt>t ha p1·efel'itu trapiunta.re non tut-ta la ~IX'!SSt'Z7-<t del fWl'Oill' lwnsl h1 sola mctù anterjot·e di t:'Sso fa. CPudo pa:<:<at·e il pe1.zo pet· una, lwttonif.'t·a pt•aticata attr<:tvet·so i mu· ~coli ;~ u tet·o-1:-ster·ni ùP'lla ~:nuha ed impiantandone gli eHtrerui su quelli th.>lla ribia. ~eulpiti a fotTa•. l J•i:wltati, a ùir dell'A., !:!<l l'e bbero sta.ti zsoùùisf:t<:en ti. 'futte q ucstt· opl't·a zio n i sa t·t-1 •het·o stiltl' t·cse pussi bi li -dal perfezionamento tlei pr·incipii e dei JU('%zi di tN:nic<l atti ad autm~ ut:u·e in linea genera-le la ,·ita l itù dello innesto, a-g endo <la un lc1>tu su l pt>zzo stPs..<;o innest}tto e dall'H ltt·o sull'alllbieut.., ~lP.stinato ad acc·og-lit>l'lo e pt>t-fczi()nan~lo iuolt·r~> i tappcH·ti tm o~pitt- t' trapi<lllto.

Condizioni indispélls:lbili pt-t· il. succ·P.'<so .;ono qui come in tutte le Opt'raxit'mi delicate cht> si prnti('auo sulle o"sa dopo t ranm:ttismi da · questi :;ubìti: a) la t'St•t·uxiotw dt·ll'osteoplastic:L uon ptima di due mesi dalla ~mt.t•igiotw cotupll'ta <lf'll;1 ferita e tlopn ùi a.ve t·(' pr·es.- quelle mislll't> the pet'lllPttor.u• di Psdltdl'l'(· HJIJ}I'Ossimatin:wH•nte la ('sistenza eli gt~ t·wi làtteuti nt'l focolaio tlt•lh psenrliwtr·osi: b) l 'asepsi assoluta; c) l'e. mo~-t.asi arrumta. sul posto s(•n;r,:t la f:uwia, elnstica che dopo !:1 rimozione dà luogo ad C>matowi; d) la. ti•.,sa.;r,ione aHsi<"uta.ta cll•l ]H' zzo trapiau tato; r·) il dt·l-'t•<tg'~i n capillatt•: [J l;~ sutura a. stt·ati d(' Jle parti molli ; g) l'npplicazi(lue <l i 1111 a pJt<il't't·rh io i tomo bi lixzante·. Ln tissazionc dello innl'stu si il C('rt'ato t·eali;r,zarP o rolht st•mpliee inter·posizion<> del pezzo (nwzzo infiù(•). o <•o lio inca., igliatawuto di •·:<~n n••ll'osso r·it:et-tor·e, o meùialltf' iu•·astt·o in tn.rt'lr(• Jll't><'edl•lltem!•ntt• ~<Colpit", o<l nuc-he tuct·l.'è fili di ht·onzo o ('t'l'<·llin)!;.do alht l' n i ti. t·,..~rud•> stata pro\'nta- ln tollt>t·n.n1.a di tali COllli l'Stl'illll'i 111'1 fot·OI:liO. Di pat·i pa~so <"o Ile psPuJa J'tt·osi d t• Ile O!'sa souo nndatt>, dut·ante la. gnenn, quellt· (l<·ll p ;n·t·i<-oht7.ioni, ('OIIOI·wiutp sotto il nomP di articola· zioni ballanti n ciondobuti. Ht• Jlt' souo \'isn' di <pwlle c iondolanti attiv<', t' ÌOè tutttJJ·a utili od utilizwhili prr avPt'l' nn<·ora i muscoli in huono stato rli. nutt·ir.ione . .-\kuni intfh·idni an!,·:l\·;nro a. l"ollenn·p ('on unn certa fm·za r onrero si 110 a, li~sa 1·lo ue lln t·a ,-i ti\ gl('tiOidf'. A l t t· i p i lÌ t-ner· gici fin ivauo <·ol ~rTit·si •clel lm·o hr·at·t·io pPt' gli nsi tll•ll:t dtn sl'nza <Wer-e bisogno di alc:uu appar(·t·c- hio. P :ll'imPnti iudh·idui t·on gomiti b<ll· lanti, pur JlOU pott·rrdn ('SP~uirl' larm·i tli 1'orza, si St't'\'i\'<1~10 <tbbast.'lll7.U b etw tlell'aYa.mbt·:wco t• tlt•IJ.\. 11\IIHO. !'iJ·;r q1wHtiotW di rit•clucazione muscolare c·he ill'llt' :-;pieg-ata clant l'isnltati Jli'I11WJH'Hti. Yirevct'sa a.ltri l':Oggt'tti prPs<•ttt;l\'iiiiO arti~·ola-r.ioui IJ:rllnnli pa'<:-.<i\'1!. le quali non ln·c,·auo, l)e t· cosi dirt>. più mtlst·oli L' (fllintli uon r r·;~,t~o ati:~t1 o. ;lccmn~)(l:-~bili a. qmtl~ia:;;i fu11:-.ivrw. La nwg-~ior partt' <il'llt• arttc·olnzrout maggtort u:• t\ stat:t• colpita.. \na il più laq,.l'() ('Olltl'ihuto è sbtto clato clalla :-;palla, d;ll gotuito P d:tl g-iUO('('hio. l'eT· )p <.;ioutlolanti att in' si ~oli<) siH't'Ìillt' lltat<! I'Oll pt·ofitto la fiHitl · tt>l'il pia (' Ja Ì)fi ]li('CJ·ter·;a (lÌ H. ; Jll'l' }e jlll!-;SlVt\ si P dun1t0 pf~r· for·za T'ÌCOl'· t"('re n~l nna <·nn•· cnwllta. A l g-incw('ltio <•c l al gomito. in t·asi d'impotenztL c-ompleta, ~i è cC>rc;l tn ùi ot· t(•lH·rt~ l'nn C'Ia ilnsi in poi'iY.ionc corrcttt-. risnl·


Tl1\TT.U H:XTO llt:LU. I'HIITE 0:-.'TW·ARTICOL\111 lfAH~IA 0.\

Fl neo. ECC.

:301

t;~to di 1·ipiego, illil n~rbiUH'nt<• de~i1lerahile: quindi :;i ,, trattata la parte (·on tPenica din:rsa. in te~• ~·mpre a tale $COpo: sutura, i.ncuneame nto

inchiodamento dt-i t·api m1iC'nlari. 1Ia l'ICI' la :;l•llll<l i tl•ntath·i di !-:imii gt·lwr·e eRsendo stati quasi s<'lllJll't' sqruiti da ill~"<lll'f'tsNo, \'al diJ·1• 1la. un callo elle ~;i. arresta d i rt·gola, ll.llo st;t t o ti hl·o:;o, si l! pt•usa tu rkotTt't't' ad a ltl'i mel!zi. ~tern ba CI'H·H·l<' di l'llg~iung-e1·e il dt:>l toid.,. con punti nd U; C t l'O ha cruiJJ·i1·a t o t1·a lot·o i l deltoidt> ed i l t l'< l'"'r.io n "'"lldov1 ,... , a,•r.-riu :-,o una, ..;utnra deltoich•-pt•ttot·alp; Wa!tlwt· ha impiautllto il •leltuide sui m mwoli dell'an t ic a fos!<a s(l)lt·a spiuosa oppm·t• i l g t·n 11 ;JCttorale alla spina dell'omoplata.,. d(•ll'anmniotl. Il Ù'l'i"ht' a:;:;it·UJ'II 11\"f' l't• ;1\·uti soddiRfacenti risultati lli'O<·t•deJulo 1wl st>guentc· modo: iutisione a fel'l'O di t·;wallo, la cui l·tu·n, giunKa <:!l'altcz~.a del h01·tlo tlintis;IJ·io. Oi~t.H·co c·olla. sgorhin d(>gl i ntta<'dli dt>l deltoide, ari'O\'l'st·imn('nto di C')tlt':<to in bassO Sf'll7,<l• lf•d('l'(' lHtllll'll lllH'Iltt' i) 11~1'\'0 rif'C'Ollfii':<So, Ìll ('lSÌ()IIe Ùj tuttO il te..;!-into fibroso iutt"rgh· uo-omerale, disins(!l-;.ion•· tl<• l l'in•:;timeuro tilwo· flt!l'ÌOJ.lteo cla.lla. cavit:ì a.cronlion -cot<U:oidea l'icanuHIOII(' indit>tJ'O m1 lembo qual~illt;i cast·ante in st>n:;o YeJ·tica.le, 1':1\'\'Ìt'!namt•nto df'l hotdo d ÌH·fÌI-!11 l'i O1 SOF:Jlell l-li (IUP lH'I'Oill iOII -OIUI;'l'lLie' t'Il ct.t.:l'OIII io n <:la \'Ì('() hll'l' llll'l'Cè l'il i nwtalliti. sutur·a d(•l lcmho pt•J·io~;tc•o supel'ÌOJ'" al pN·iosteo omet<lle, 1-t•Jns<•n-ione po~<te1·iore de l d t> l toiclt·. '1'«-tltat i\'i isohtti. C'll111t' \'l'·dl·~<i, <"Ue ùimostntnu la huon a ,·olontù eli t t·ion fat·t> l) i uno ~ t a to m()J·bnso eh t- offre le ma~g i ori •liffkoltù t' che fnnno snppmTe <:he ,-:ll'nnno I'CJlttinuati t• >'egulti. f01•s'anc·o . d;\ ;Jltl'i più rispondE-nti a l lo ~<CPJlO.

un

s~

[)l ~A :-=t ' llli.OS l.

La. guerra ha tlelllolito un 'altn1 delle \'l'f'<"hit• alft• t·nw.:..:ioni tlell'a~ten . sionism o: il rispetto, c·iol'l. <lt•ll1• auchilosi iu posir.iOnl• tOJ'l'~·tta l':ÌI'I'Ome l'eSpl'ésF:ione di quanto eli IIH'Kiio pott",·asi J·n~giHn~c·t·t' in sr•J!nito a fe l'itt· a rt icolnri •la aJ'Ilta da fncwo. l11 p;tssato. infatti. tult;l l'att.i\'itù chirurgica snll'nrgonwnto limita\'a~<i n qnaldlt' J·at·;t llllt"l'azioHP c·uJTI·ttin~ di anc-hilosi in fal:;a po,..iziOJH'. Ogg-illl. inn•<·t•. paJ·tt•l':i cla un f't·incipio perfetta mente opposto, \':&1 d i1'!' rh e :;pm pt·t· q 11:1 n do l1• <li tt>razion i a n a tomo·p:l tologitlw loc·ali lo JK'I'lllt•ttono e l•• t·mHiir.iulli di ambiente nou "i oppongono e lo stato s<wia Il• cl c· l pazit>HH' lo J·c•(')a 111a. hi!'!ognn, mohiliz· ZM'<' le a t1icoln;r.ion i a n eh i l osa tt>. a nelw s1• i n posi?,io11e <·on·ett~t. Il l'i eco ma.t.,rialf' fornito rlalla l{llt>J'J"'t, i buoni, nuzi gli splPnditli risultati in molti rasi con;.~•g-tJiti, lnw11o incorng-g-iato <Hl iHt<•ITI' Ilil'C 1·hirnrghi dttppl'ima. Wt)lto dst' l'\'ati t'ÌJ'<'H· In fm·uutr.ionf' di nc•al'trosi, l'cl ha,nno 1\ ltr~l di molto allargata In cCJ·!'Ida dellt• indkar.ioni. ('mJ cicì non si n10le e~<clndere cL t> l'a 1·topln~-<tiC'a <·o n ti t11 t-t o m a ,.,.,.,-:;;wi n n Il li' l'Osi t> rb:pettn h ili. i 11 ll<lli l;\ cnusitlPt·a 11u t' O!li P n n in teJ'\'f'll t o troppu <liffkile l'd azzu rdo~o. aùhisogut>\ o )l;' d i un t m tta mento post ·Opem torio lungo. ves· AAnte, molesto e <·npa1·t> rli dari' quale risulwto Jiu;tlt• un arto t·iondola.ute nsl':<ti peggimt' ùl un tll'hl J•igi•lo in JK'""izimw ronetta. Talchi"·. nouostn nt<• J'entni'iÌfiSUIO tlt•i !jlJOÌ f;ltltot·i l' le <·Ol'l'ellti S('lllPI'l' più f;WOI't'\'O]\


502

TI\.UT,\~IE~TO OEJ.I.I' n :RITE OSTE()-.~RTICOL.\IU O'AR~IA OA FUOCO, ECC.

alla sua ùilfusinue, 11011 ~i può disconrenit·c <:hc quc~<ta branca dell'attidtù chirurgica. opcro.ltint non ba <Ulcorn const•guit.Q un dominio fermo ed iuc.:ontrnstato, moltv t·e~tando a pet·fcziona t·~ e molto a discute1~ circa lo studio e la dctcrmina.zione delle !:<ll~ indi<:fl?,ioui. E:speri('lJ7-'l e t(·<·uica aggrC~>:siva. ha.nno spiuto ad OJ>Cl"<H'e casi sempre più diftici li ~;enza indurre 8('0raggi<Hnou to per e,·entuali insuccessi. ::ii è intel'\'enuti infH.tti ht anchilosi dat.J:Wlti da, molti a.nui con :segni evidenti eli att·otie mulit~OhlJ;: :si :o:ono a~~·Ttdité at·tit:olazioni con g11:tvi alterazioni delle oss.t c d elle part.i più molli, con formazioni cicatriziali c:stk:se tlistm·hanti il cong-ègno mus('olare, pt>t·.· iuo con paralisi d i nerd isohtti nelle nu·ie <·stt·etu i b) t·igide : epput·<• :si sono an da ti aumeu ta ndo i sutcc:o:si t;tlorèl Yenuuentt• sorpt·endeuti, si :-ouo resi mobili dei gomiti e delle ginocchia d~putati ùa, molto tempo alla irumobilizzazione per· petmt e si sono pet·siuo <·ou:..ebruiti risuJI:<.tti fcli('i contempomnei in pa.· re<·cbie giunture dello stesso art<>. Ad ogni modo l'opem?.ioue va. intraprt.>sa eo11 molta ponderazioue e dopo cbe il chirurgo si è t·eso ben conto delle c i'l·co:sla.uzc speciali a. cia,-:<:u n caso. Innan zi tutto c' bene e~amimne attcntam~nte lo sta.to dei muscoli wuwl'i ùell'articolaziorw per noli CIHTCrc l'a,le<~ ch'C~:>Si uou I'Ì t;)}()Uda,no a lla. lvto l'n11zio11c. l~' anche pruJente far noto allo infermo l a ,.,·eutualità ùi un in ~;ucct•~<:-;o. il lnng"o P'~ r!odo di tempo OCC'Orl't'nte per la guarigione, la neccs:sitù eh ·egli contribn if.>ca efficacemente alla cura po~>t·Operatot·ia: cd in ogui caso non bLiogn a, in\'ogliarlo <l<'l assog~ret­ tarsi all'operazione, bcn:sl Ja~ci:uc ch'egli ne dimostri il desiderio. Infine 11011 hi:<og-na Jll'O<:Cilet·t• ;tll'atto operati\'O :se non paretchi mesi <'lopo la. gua·•·igioue della fel'itll, quaudo r i ~ ::.i ha la certezza che ogni traccia. <'lei p l'OC(':o:so iniziale è :-;pentH. Non parliamo elci rnètoùi a.ntirhi di nHldrizzanwnto manualé e stru mcnhde fot'2ato e <li of.>t<'olomia, orama i non pii'l in u:-o, t> .nea.JH:h~ di quelli più recenti ed ;wr.ora. da p;n·ec.:dd c.:hit·u,·gh i adoperati, della res~. zio11c con ruohilizzazion<! Jll'l.'('oce e della rcsczione sottoperiostea alht OllicJ·: tratteni;cmoèi invec<' sul metodo Tecentissimo della. interpo~izion e trn i nuo>i cap i <wticolal'i d i Rostanze or ganiche diver:e e, specialmente, di );ltuine lihrosP 1KI apon<•\TOtiche libere lTiotfnH\1111 ) n<l a. lembo (Ilt!l· fet·iclll. I chil·nrgbi più in \'Oit't e più sp<>eiali~Mti in ortopedia banno da t a hl pn•ferenzn a l p l'i 1110 cl i q uest.i p1·cx·rdi m t• n ti che a:o:sicu ra i risul· tnti ,, <listam.a non t•!'st•tHio a ternet·c le f01mazioni o<~tPofitiche e le eiC•l· tr1d imbriglianti dH' tinil"<·ono per ridurre notevolmente l'escursione tkl lc num·c stitWl'li<-i o~rpo.:n·ti.-nlnri. E tanto più il Jll'On><limeuto è stato a.bhraeeiato in qnan lo <;lu• <•sso in lin llc.'i 1·nuti 11011 l'a rlH· imi btl'e a. scopo cumti\·o qnanto io:i :t\'\'<'t·a nl'l t·nm po patolo!!ieo allot·rhèl la intcrposizioue ::!(•('id c n t a l t" d i fa se· i 11111 :o:t·ol a ti l!<' l W t'a n n:L ps1•n d o a rtt'Oi'Ì. l J(' forme Ili nn(·hilo:o:i st·hit•i ramentc.> o,..s,•(' sono l'isnltat<• all'atto ope· mth·n piiÌ farili a tntttm·f' et! hanno ~t•ucr;tlmrntl' prC'sentata. una. pro· cl'nosi pilì f;l.I'Ol't'l'oh• c·hp non lt> t'onue ùi anthilo:o:i lih•·ns.1. .. l . . Xon t·;tYa~m·ll1f>, Jll'ima cl'iutraprt•nelet·t' 'oppt·azlom·. SI t:' r1cono· sduta la nPf'<-'"":-it;) <li <'"t'~llit'l• nnalc·hé atto ('hirn•·:!ico pt·t·panttorio a llo sf'IIJH) di alluntnnat·t• difl'tti t·IH·. st• nnn I'OI'l'l'tti. a\Tt•hbeJ'O potuto in-


TRATTAl\fE:'\TO DELLE FERITE OSTEO·ARTICOLARl

O'ARlll.~

DA FUOCO, ECC.

503

fluire sul cattiYo l'sito dell'aTtropla:stka. Co~ì. ntl e~ .• si sono estratti proiettili, seque"tri ossei ed <tltd t'\·ent.uali corpi e~tranci, esistenti nel ca~npo dell'articolazione o uei s uoi p<1raggi; si sono conette cicatrici più o meno a-derenti, praticate plastiche cutanee per sostituire vaste zon~ di cutA~ ;t,trotic.L, allun~ati tcudini pt'l' correggere }Josizioui vizioJSe, ccc. L'interveuto operativo principale consta in genere di quattro tempi: a) esposizione ampia dell'm·ticolnzione auchilo~ta; b) separazione clei e.api articolari aderenti e loro rico!>tru7iioue; c) interpo~izione' llrlla, meml.mma intesa ad impedire ht récidiva dell'anchilosi: d) sintesi llelle parti molli. i\' ello scopril'e 1'articolaziont- bi~ogna ri:spn r·n.t ia r:e il più c be è pos· sibile rigol'osa.mente l'a.ppara.t o di mobilit;\ a.ttiva, perdtè preme di aver subito a ùisposizioué 110 efti(·ace giuoco muscolare che dirozzi e modelli nel modo più fine i nuovi capi ar·ticoltwi td il congegno di scivola.meuto arieggiante un;b bon;a. sino\'iale. Lo strumento all'uopo adoperato deve agire da st.accatentlini e .sta(;c·~lmuscoli, liberanc..loli da.lle loro a{lerenze a.l perio::;tio, mentre questo dev·e~sere t<tgliato !';Cmplieemente lungo hl linea <lPll'autica. fes!Sura ar1.icolare e non st<tc<·a.to da.ll'o.o;so come si fa nelle rese2.ioni sottopel'io~Stee alla Ollier, e ciò allo scopo di non .seminare frammPnti delìa membra.na. che •• lungo anda.re finirebbero coll'essere nidi di formazioni ossee nelle pertinenze della futura articolazione. La di\'isior•e deJFa.nchilosi tibrOl'>-n. con 0 senza, ponte os.seo :;i fa con un coltello r·obusto che :sep:wa, le ca.llosit:'ì. spesso straordinaria.mente resistenti ; quella dell'a-nchilosi ossea. si fa mediante scalpello o sega di Gigli o ~;,·ga n-d at·co; è prefel'ibile lo sca.lpello di varia for·mn, e cìu·vat.ura in guisa da potere tagliando incomiJI(;iare :t preparare la configurazione dei fnttn·i ~'::tpi at·t.ieolaJ'i. L'apertura, dell'a.rtkolazione si fa sem]H'e con molta ('autela.. Nella. p1·eparazione dei capi e delle s uper·· tiei aJ·tieolari l'li certa d'imita.re il più ch'è possibile quelli normali disegna.ndo, come in questi le convessità e gl'incavi, le ereste ed i solchi, ed arrotondando i uu1.rgini t~.glienti delle estremità articolari. La. ,Ji:;;tanUI. t.l'H· i capi artkola,ri ùev'e~sen~, nelle gt·andi giunture con e~tensione cotwiderevole, di un centimetro, un C'entimctro e mezzo, sottea.tta. la retra~iunc ckatl'iJ.-iale. Ne risulta che non hisog11a eccedere, ma neanch~ le~ina.re nella ct·uent<lziolle ~lelle a.ntkhc est l'emit<) artico· lari. E' ~::tato dimostrato ch'è mt·glio pr;ltic~tre una rima. piuttosto larga che stretta. OecoJ'l'e pure asport<we senza 1·igua.rdo tutte le caJlositù. e cotenne delle pa1·ti molli; i ~t·Htt.i ::.hlOYia.li ben conscJ·\rati si devono ll.c:'t· turaJmente rispettare. I ligamenti <·roci<Lti, a.I par Ù<'Ì menischi, sono per lo più così <lHcl'ati c.bC' non \·aie h~ pena di rispa.rmiarli. lligamenti laterali vengono mantenuti CJ1l::t\i si trova.uo, e perciò i tagli cutanei per mettere allo sco,·erto la, ginntura uon denmo c:a<lcr(} di ma::;:,;ima. su di essi. Iutiuc occonc Ii urr:n·c e mobilizznl't• mu:-<coli e t~udini ed accor· cim·Ii se troppo lunghi. Uopo a\·et· pl'onrta la l'icom po~izione della nuova giuntura., si pass:t nlln ledg;ttura. tlt-lle ~tqwrfici m·t.icolari mercè lime di varie sezioni per ottt'llN'(' la maf::~i ma fi lll'zza llPi c.ou torni.


504

TIIIITI~I~;;..rQ PEI.l .f. FtJIITF. OSTW·ARTJCOI.,\111 lfAR~J A OA Ft: OCO, ECC.

Protett.1 iutauto la cm·iti\ con Jargbe eompres)S~ di "arza imbevute Ili sulu~.imw tisinlog-iea, (1(>1' imprdiJ'II•• lo iiHJUi!Hllllt'llto e>ell il {]i;;st'Cl:ilo· IIH'Iltu, si prC'[llli'<J, il ùis~H·co dd lembo dall'apoueno,.;i fa~'Cialata. l Jembi Jiht•J·anwute il:tapia l•lat.i ~i !>ono mo:..:tl·ati assnlutament(> pi'<•fel'ibili a quelli pt'{luncolati. Essi n~ugolltJ d.h:te~ <loitolto tnu: iouc abbasta-uza forte ~o;ui I'H j)i m·tit-olaL·i HI'OftWillati e n>ngono <·osì lissat·i ai r{'-;ti sl'lllpt·t· esi· ~o:tf•uti {lei rw ri o~<tio o della C<:L)JI-\t!la con Slltlii'H abhond:~nte di <:at••nt .,. in mudo che :;i ;.tùattiuo a.t] ogni rii1.l;r,o e aLl 1•gni infofisameuto. F e1· tÌle(rlio tis,.;are i Lemùì, o lt 1·e alht. s-utura, ;;i può a·d opPraJ·e la h·gatnrn co11 t·a.t;ut. Ba~ta. c· lw Il(:> sia ('0JII'l't0 un St>lo caro ;lJ•tit·(}la!•t•. B' stat.<l tro\';Jta più iu<.linttl~ per lo :<COJTimeuto la. fa(:cia, mu;;l·oh11·e di'Jl' apouevro!<i. J lembi dt>\·ono t•sr-:eJ·{' ~<·Het·r,si; nl' è da JWPC){·<·upaJ·)Si dt•gli ::;trappi alla fast.:inlata, che si r·ipHrn no cou fa-ciliti!. l ntutaggi -che prc_·:sPntano (!t'L' t·~:-;er!.' pl'esi da qtH'~ta. memhrana souo: il facile a{la,ttameuto, hl rapid;.t ade· ~<ione. la. ptH·a :o;PII~ihilit.<ì. alle a~.ioni meccaniche ed alle infezioni leg ~Ìl'l'l'; sono C}trindi prefel'ihili a,i muscolari ed ai grassosi. Sutura a ~tl·a ti; ordinariamente senza dreuaggio, meno che a.t. l'auea. don~ si cr·ede uti](> appl icm·e ahnl'tl\) p<'J' :!4 or•e uu dr"enagg-io eli ~u·z;t. I lllmoùilizutzione delht par~ e ùopo un giomo estensione per· maneutt> <·on JH'l'i allo st·opo di nH1JlteHt're rlh·aric11te le :supertid . I punti veng-t;no tolti rl()pO 1\1-1;) g iorni, !:'d allot·a <".Omi nci:t la ruobilizza· zione, pl'Pfel'iùiluH•ute atth·a, da nfticlat·e all'ammalato. Tr'l.tttantlo~i del f,.;no<·<·hio i movinJ••nti tli pstemdone ~o;ouo affidati ai l){>~>i. quelli di tl.es· tdone- alle waoi dt>l pwt.if'nt<; dopo an•Te libt>r·ntn la parte dell'app~l·l·ec · chio. E' Hect·"sari·o iniziare pllt'l! ;;ubito i mo\'ime11t.i manuali de lla ro· w la per t>\'Ìt;H'(' c· h 'p:-;~;a }I(ÙeJ'ÌfH'a a.lla gola. intE>rconcliloidea. Alle eJoJE'l'· <:ita.zioui s11ddette seguono quelle della· sospensione; la gamba è dispostn fuor·i del margine del letto in modo drc pel' gradt:ì il ginot:cbio venga a rifletter!3i. Dopo un mese in media s 'inizia la cura chinesiterapica. al completo (ma-s saggio, famdjzzazion(', termotera.pia e moocanoteral)ia). SC' n ('l ('·Ot':-;o clt•lla cun~ si nota un ncut·ualc a.rresto al gr·adml>l~ pr·ogTe<lirC' -dl:'lhl moùilizzazione si tol'lla ad immobiliz7..arc temiJoraneamente l ':ll'to. ~i r'icrwdi eh(! fa.re troppo durante la co nva lt>~wenza ~igni· tica. molto "iW!i!iO far male. Non f.- pos;;ihile fi~;sarl' i tet·mini dt-lla r·or·a post.·oper;ttor·ia. Pll't' lo più occorrOIJ() almt>no tre nw~o;i p('tTht\ l'infe r·mo abha.ndoni l'o~pe•lale, l', quando tutto va hetw, la. nnovn. nrticola.zione si IH·(·o:o;tn, d i molt'l a.l la nor·male. Più pa!<sa il t('IUJHI e più l' opeJ-;tto 3Cl(Uist.a. la pi4>nil :o;icnrezza. n••i morimenti di'Ila par·te. Conf'hiuc lcndo :-: puù aff<~ t·m;n-e: 11• dHJ l<> ~~uchilosi OìòiSI'f' (]('Ile g-randi ;ll·ticoln?.ioni ~o;inc a podJi a11ni fa t J·a~o;l·m·at<> d;li cbit"lll'g"hi poR· ~ono allo :->tato a.ttnale cklla srienr.a es:<('l'l' conl-lidHate conw ·:::ustE>tti· l1ili di gnat1~ionp; :!" cht• il tlt>stino ch•lle IH'<Il'trosi è> in g(>Her P nssai lu· sin~hit·J·o; il mn1·iwento <ll·tkular(• rag-~iunto twi primi m(':o;i si ma.u· tiPJW f' spE";;so <:l'l'l'l'C; 3• cl w le nuon• a J'ticolnzioni pcrmettouo ag-li opeJ·nti eli. camminare a. lnngo e di t·&'(·g-uirl.' l:wori faticosi; .t• dtP la iut('I'· po~o;izicme <l(•) la. fa"'wia lata 1' i"'·~·ferihilf' ~~· quella. eli altre sostanzl' Ol'gU·· nicht• <' !'l1c ii lt·lllh! Jihi.'J'Ì di t•sf:a hanno J'i~posto a-~sai meg-lio flt>'i pe· <lun<·olati .


TM'ITA~IE:'\TO

DF.LI.E FE111'rF. o:>-rEU· MITICéll .~lll ll"AK ~I ,\ IlA FI ' UCIJ, ECC.

i\()5

Cl1i legge qua.nto Olli(:'l' f.:c_t·in~va. olt•·p tn•utn auni fa a pt'opos itc) delle o~tei ti ed osteomiPliti cnmicht• 1'{'siuuat... tlcopo Ja guert·a. de l 70 ti'OYà 1 m:tgi.stmlmen te f' feth:o l me n te delo<rtitt o quanto ... u Cl ne:>to arg-o~ me nto s i è ,·eriticato ancht' dur;mtc l ' ul t inll\t gué •·•·a. Ora. t'ome allm·a , si sono vi.sti dei disgrM:iat.i tJ·a~<dnarsi 1'~' 1' molti mt·si •••l ;llJ<:lte 1~ r anni da. un ospedalf' all'alt1·o sPnr.a <ln·t· tJ·Pp:na uè l'ipo:.:o ; (lupo La calma a.pparenu· di qnn.It-lle )olt•ttimana, f.:PJUpl·c• ntwd t•ialzi feùbrili ::wnuuzianti nuovi ast·t•l->-si da aprir<•, nnon· s<"hq?:)!t' da t' s t mne . 11 I OI'O sbtto g enera le •]t>!Jeriva :l vista d· o cc h io ; es.~ i <l c·o•·u i m p lora va no dal ehinn·go la lillel<tzionf' di ta.ntt• soffeJ·puze. Quale bL c·;utsa <.l i quPsti esiti dolorosi, fast i•lio~;i ~~ pernicim;i ? Lit l't<.'ss.t d1e OlliC'I' Pspcmem in qnt>L tempo, ci oè l'avt!J' \'Ointo i'l'nttare c·olla cons~ t'Yn ~.ione pitì o meno lH;;;o luta. feriti con fratture del femo1·c , dell 'omero. -òell·i! o~sa del piede, ecc., l'a\·(:'ré \'Oiuto <"i(lè mantenere a posto H(·hc~g-t' osl'lee de puta.te alla. morte e che pet·ciò andantno seuz'altro Nst mtte. Ahhiamo più volte i nf:t,tti detto ~ diuw~:"tra t o d H:> l'lO no c1ue:-:tp sdw~g<' C'! H' ma n tf'ngouo la ~-'IIPJlU'l'azioH e in flii:Juto l'llt• din~ np;ouo piccoli ~·qnPstri rhe la »u ppu · J•;tzione tcnùe ad e l i m i n a re• ; eù a hhiamo a H ti H.' pront t o che <li .si ffa t~l gra ve con:o;egueuza, :-;ono irupubtbili nou solo le Sl('hegge pittole e libere cbe, proiettate t ra i muti<:oli e llt> l c<tlhde fiti{lolla.t'e. l';ìppresellt<lllO un os tacolo alla. completa disinf!.'r.ion(' ùel fMnlai o. ma <liH'he quPlle c he appunto per a.ve1·e ~·o m>erYa tP di'Ili' ad<>r<!nze <·oi mollf'On i os)olei e colle parti mollj CiJ"COStanti 1 flll'OIIO ~elosamcnte ('Olll'el'\":lte rlaJ <'hirur gO [)('rcht> da quP::.to rit(•mt tl' .\·itn~!. Ri può qui1Hli oggi Ye uire a11a Rt<'f.:l':'<l· conclu sione a cui a llora. Yelli'·" Ollier, e ciu('> (' h~ gli a (·eident i morh()si auzi accennati fi'i sa.l"f•l.Jl~ero potuti eYibtr·(• ~<!' l'li fo:.:l<t> procecl11to in pt•imo tempo atd una sclH')!~(·cto mia più p:l'nf'I'Ol-<<1. Ciò che mina l:t vit.alitù delle s<"he~ge t\ l1\ tt·omho~<i df•i va,''Ì, Plementi di conneRsioue IDCl'I'Hnira c nut ritizia tr·a t'!';Se ed i tessuti a <:ui ade ri ~<:ono . Stabilitosi nelle ossa il pt·oceR:so iuft:tti\'1) e quindi in · l'òorta la 9Uppnl·a.:ilionc, nn<'hf' h· RcheggP ne Rono pt'l'~. Es.'-'<' ''~'llg'OllO circondate <la :unm n~":si ùi l<'lH' ò(·it i dw (ll"g!lllizzando~i in bottoni ca 1·· n osi trombh.ztlllO i \'a:<i , pl·o,·ora.nòo co~;l la morte di dl•tte RC.h<'ggc e qninùi )a. loro trasfoT'mnzionr in Se(J UeRtri Ò('stinati in ma~'<sima parte ad e~sere eliminati. Le più resil''lfe nti a ll:l infczion ~ YE'ltgono ing-loba i:-! dal callo, ma son o l5etnpt·e in ti d a tt>, epperò ma n tengono quelle fistole intel'Dlinabili che formano ln. dispr i·ar.iout~ ù<'ll'mnmalnto e del chirmw). I~:t fiRtol:t ,... rreneralm<nte è tlll i<'a e risiNh• n lin•llo dt>l f(lt·o <li rnt1·ata ùel proiettile. 1'nlora l'l(' llf> o:-:!'t>l'nmo nn~ !';CCOIHla o più in r ot'l.'i ~ po u · de'nza d el! 'a.perhu·a. Cl delle a pe1·hn·1• !-:p()nta.Jlee o <·hil'lll'briche di a.:scessi. L'esplol'azione arm<tta p<!J'JD(>ttt> ~pesso di sPgnil·t> tutto il t1-a~ritto d elln. fistola e di uppl'('l'.zate lo s tn:t>O dellt! pa.r Mi d('l tramitt> o~'<seo ed il ~on. tenuto di C)tH'i'to in S:('<]tl<~l'ìtri lilw ri ed adt>t·c n ti; llllt 11on ~;cmpre c1ò ù possibile per la. sua i11·egolal't> direzionP: Ili J·adiog;mli;t p uò allOl'<l· il· lmnin:u.·e la. situazionP.


TRATrA~IE:'\TO Ot:I.I,E J'EIIITE o,.,.n:O-ARTfCOI. IRI O'AIIM .~ DA Fl' OCO, ECC.

506

:;;f'coudo il Duja1·ier erl il Ue:-:ja.r·òin:-:, quattro tipi di. lesiotw mant<·llg-OJu> h li:.:tpla ossea : a-) i calli cou seq 11estri. :-ii ossrrn1110 nelle 1u~crosi delle diafisi

fnt.ttur;lte iu sd1tc>gge multiple . L 'o;;teogeuesi per:iostea d;\ luogo ad iper(}l'tosi fusiformi contenenti caNitlt seqnestt·ali 1 a xequestti multipli, son~ nte lont;l!ni g-li nni dagli altri ru:t in g-enere riuniti da tr·agitti tapfi(>~ZH ti da fungosit:\ pnrulente e eoumninmti allo e:-:terno attrarer·!':o pertugi i

lJ l i caJ l i a gP•,de~ (il g'l:'oùt• (> n ua pit>tra sferi'ca con c;a,vi t:\ conte· lll'n te rle1ht. sabbia o ùeH'n<equa); :-:ouo as:-:ai f1•eqnenti e l'3pprE>:-:eutati d"l· cadtil ol's<•e nr·rotonfl~ttR od in<•g"olar·i 11011 coutt•nenti ~W<Juestr·i nel n'l'O :-:em;o della pnrvJn. ma tapJ~zr.:Lte f. ripiene di fungositù, di pus e -ùi St>IJtw~< t J·i pan·ellari. 'l'alvolta In cl\'itù osse<t· P centrale !callo bol· lo:>o) i tal'alt1·a i.· lnt<• m1<~ formante una. JH·omincnza alla, f\UpeJ·tide del callo; t a l'a.Jtm i n ti ne .si nota110 d in•l's~· c· avi tà c· h e appaiouo ~tto fo1·mn cl i :'.011(' c h in rr a Il a l'<Hli0~'1·:1fìa. ;

r) i c·alU ehnruei <·:wattcJ·i7.zati cla JH'Olift't'a7.ioue Ot<sea rsube rnntc, d('nsa~ poco ntscolai~i?'.zatn, :-:<·;H·ata. da piccole cavitù piene di fn ngn~ibì o rn-e(' hi ndt>u ti seq llf'>;tJ·i ; d) le pseud;n·trosi con pe1·dita, di sostanza os<,:ea più o meno

cowside1·evole. Ija fistola. è qui ID<lntenuta da. sequestri intermedia.ri 1:1lle <'sÌI'PJllÌt.;ì ossPt• l' llal.le stesse estJ'(•11litù af'l'ette da o:-:t••iti ed in \'ia di necrosi. In pseuda.rtrosi operate la Ysuppurazione è talora mante. nnta. <la m:ltPrial(• di s-ntm·a .

In ~ostanza ·SOno tutte \':ll'if'tù dd c};1ssi co processo aua.tomo-pato· logic.o dt>IJ'osteomie!ite tr:t nmaticn i cui r.siti c)J·diuari, tanto se trMtnsi d i ossa. <11 :-:truttn r:l c: o m patta clu: cl i o:-:~:L a. struttura spugnosa sono, cc>m'è nnto. ~<-('lllpre d1w: la osteit<~ condensante e la osteite ra.refac<>iite <lo\'utc ulJa. rf'.azion t> nsteogeni('.a <·:-;a~erat.a drl periostio. L'o:-so antie(l \'iene quindi ad ef'set·e im-aginat<, <h~ ques~t nuova. produzione ossen, etc, sp ongin~a e rarefatta in t·(HTispondenza. d<>l focolaio di ft·ltttura, appnrc eburnea a.lla- perif<·ria. di es:>o, limitando in tal gnisib la t·a,·it;\ n:-:s•••L Le clm· .formt• tli ostl'ite (la. conclt~nl'ante, cioè, periferica., e la raJ·efu cente. C'CntJ·u lc) prngtcdiseono di pari p;lsso. Coutem p<H'<Ulf;';HtH•n t(> il midollo dPi {l ur mo n con i cont<•nuti nelle ca.\'iuì. s'infiltra, cli,·e nta l'os~o e molle. e J·igontiandosi. all:trga. il ('n.na.le midolJare, JWI' <'Hi sorg-r o:sta<~olo Hlla- ci J·col:tzione nei ('tlllali nutritizii e l'osso cosi mal nu trito si mortifica; di qui la formazione di sefJlll•stJ·i più o lHC'IlO ~·-r·ossi, più ,} JJH'IIO 1111111t'rosi i'('C'Olld<> che più o meno se ht·~r.data Jn·e~entH,·asi lH f1·attm·a .. La. osteite coudt>nsante l'lw in cll•finita r·appl'<'sPnt:l· il callo, col suo progrediT(' nwnt1·e nN'I'l'S('f' ln speli~'>OI'c~ dt·lla parde ('he limita la ca.,·itù eli detto callo, finisce :1ll·l'lt t• ':oll'ol•lit<'l':tl'<' il ntnale mi<lolhtrt' costi· tuendo cosl una clifl'sa c·onho i l pJ·npaj!il ~-~i della i n fer.ione al midollo osl'<'O. Tale fatto è moltt:> rnl t t! rl i t·apit:lll' i m port:1m.a lH'I' :-:ta-hilire il tempo ju cui. cm\\'i(•ll(> 1HU•J'\'f!lli r·t·. ternpo (·lll' p11ò quindi llt·smuersi


1RA1T.UH::-.ro OELU: FEIUTE OSIW-AilTICOf.AIU lfA1111A OA FIJOCO, ECC.

507

dall'a."'tlol'tt.o llell'om hra l'a1lìogrl.l!fi'<·.a. che rnustr;t UJlO ~pa2.io chiaro

da.ppertutto limi~'lto pt.~rit(!ricarnente d:t altro o:scuro. Nelle -ossa. cor~ e nelle epifisi l'ost<~ogenesi per (:outro è quasi nulla ; sotto lo stimolo tlogi:sti~o l'o:sso si rarefù , per <!Ui :si l.t;\.uno taJli co~tituiti da Cilvitù. sup· purant1, a p~~r('ti fungo:se, I'<l<!<:!hiudenti piccoli sequestli porosi le.ggeri (varietà (6) calli a geodc:s). u· particvlarità ana tomo-p;~tologkbe anzi accenna te non :sono supertlue; e:sse ~rvono a. precisare come il chirurgo deve intervenire nelle varie J'nrme di osteomieliti croniche fistolo-r>(! e ()twudo ùeve in· tervenire. Circa quest'ultimo punto in genere si pnò ùire che quanto più tar-dì si opera, Ulnto più si è ::;k uri che il processo infettivo si è esaurito e che l' iperostosi ha raggiunto il suo svil uppo definitiYo, val dire, Se<!ondo la feliee e-spte~sione del Broca, il morto t->i è separato dal vivo. Volendo però a~Ssegu;ue uu termine minimo, (Jne::;to, <h giu· dizio dei più, non den~ (·~sere inferiore ai tre mesi dallo inizio dello stabilirsi della. osteomieli te. Lo scopo che H chirurgo si prefigge con l'illtervento è quello di ptlter portare via tutta la p~l>rte mortificata e di creare condizioni t~li ùi ra-pporti trn i tesssuti per cui le pa·rti ·sa.ne veng-,1.no a reciprocament~ combaciare tra loro, previa espulsione di quelle malate. Egli in nna parol~t deYe sanare radicalmente l 'a.mbiente. E' na.t urale che trattandosi <li una alterazione patologica a carattere invadente, nonostante h~ pr('<'il;ione della t<.o.cuica, non !>i riese(~ molte volte a raggiungere lo scopo di pl'imo acchito. In ogni caso 'lilt guarigione ta·rda molto a-ù an-erarsi; occorrono 5-6 mesi cd oltee ; e spesso sono neoes· sa·ri intcrv(mti t·ipet.uti e piccoli ritocchi per t·imuo,·e·re dalle profon· dità nidi morbo~>i passati inosserntti e cù.e si rendono manifesti wn riacutizzazioJli esplodenti dopo mesi e r,ersino dopo anni. Di quanto male quindi può essere causa uno i.ntern:'nto primiti,·o timido ed incompleto ! P er queste ra.gioni è nec(':-;r-;ado elle il chit'ltrgu sia. tecnicamente add('strato a tnl genere di opet·a?.inoi, sempre vigile e che non muti durn.nte tutta la, cura. E' a.nche indispen-s abile t:he il t'Hùiologo coad iuvi in modo speciale Fopen1tore e <'h(> gli segni pl~ r cosl dir~ la, via. Egli deY'eH-'>el·e molto competente perchè possa bene interpreta.re i fa-tti, in.dividu;Wt> Ja, fot·nta e la trasparenza, del callo, stabilire la. loca lizzazion~ esatta. delle cavi t:\, ossee · conteuen ti i !o;e<J uestri, l'estensione loro e la lot·o mo! teplici tù. L'opa.cit:\ da.bt dai ~cqut>sh"i qua.ntuuque presenti delle note di ric:ono· scimento quali tw t•:s. le estremità. puntute a bordi netti e dentellati, t.'llora n~u Ai differenziano dalle -schegge dventi e <hi c·orpi estranei di a.ltro gen('rc che non sempre appaiono più opacù.i. Quando la. lesione è superficiale basta il solo ra~;chi.amento; bisogna peeò a:>portare tutto il te:::suto .necrosa.to od in via. di nec1·osarsi sino ad arrh' ctre allo strato profondo sano, che po~~a· e."'~re il punto di partenzilt di graunlazioni plastiche e riunirsi co~>ì colle p:11·ti molli che . si mettono in rapporto con es!o;O. Come giustamente o.o:;serva. Ollier, non occorr~ ra.g~riungN'f' il tPssnto oi'seo compatto, mn ha~t<l che si arrivi su di uno sh·a.to compa.tto con f'<l'gni <·dclenti di osteite prodntth·a, cioè a


508

TR.\TT.I:\J E:">TO IJELLF. VERI TE OSTEO ·ARTICOLAR'I O'AII:\1.1 IlA

H ' OCO, 1::0.:.

diJ·e ~n di 1111 t<.~suto O~>'st'O s pugnoso ~rrato. 11 tcJSsuto compatto è senza ùniJbio indice sic·11ro d el limite <ldl 'alterazimw m:sea , ma es$0 non e~Siste in tuttt· le ~peeie di o.-;teiti llP in tutti i I~l'i où i clt'l JH'OCt'!.:~<O. Se il te~;· suto ~<pllg"lloso >-li'l'l'llto am,i dt>tto non ~>'i trm·;,, 11egli HtJ'Hti sllJ>t'l'tidali, IJisogna JH·atil:nre l 'a hi'H·:l<ioue pwfonùa od il vuota.rueuto de iF o~<HO fa.. CPnclosi g-ui <lare dai proluugamenti so,·etlte il'I"t'golati dt>lla lesione, drc si segui'ramJ<' d;qwrtn tto. Com'(\ on·io t'<•lllJ n·c uùeJ·e . il proct•sso di ripamzione nelle t·a d tà che cosi ne coost~guonu è molto lt•nto ; esso de,·e effettuarsi per gra.n ulazi o n i. t!Ù l!sscnùo le pa l'l'ti os:we non depre!:!sibili, :'l()UO le gra nul.'lziom mt•df':o;ime che J<·wmo cowpi<' l'e tutto il !a\'orìo di c icatriz7.azione. Il perioRtio uou può eontrjj)Uil·e alla bi~>'Og'lla pet'<'lu'• ess~ntlo la ca-dtà ampi<t e profon1la, t·:-<~ uon ha colla m etlP:-<ima. akun rapporto tt·aune cLe pt~r i ma t·gini. E ' per qu<'sto dJC 011ier uei CM,.; i in cui l ' aspetto (lel tessuto osseo fn teme1·e una iusutlicien?x'l. Ùf'i pr~si l'ipa.ratori. s pe· cialnwnte s(• \'i !';j a:.rgiunge il C<ttti\'o s tato ~lei :'!Og~etto. ha consig-liato di a ~portare la. totalità di una, pa.t·ete tleJla. (',a.\'Ìt:il Ol'sea Jl{'>l: 11(>1·nwttere al pel'iostio t•d alle pm·ti molli pe1·ifeddte di a.ffouda.rsi e tii ll.II'~<('Olù·l'e lt• loro gJ·anulaiioni cou quelle f ornite dalle [><t reti dt>lla. ca\'it<ì,; si ,·ert·e bhe <·osì n pi·a.tic<u·e itl\'Pf't• d i un t;\'UOtamento uu;.'\1 l'l'~?.iOtw t'd n, coll\·ertir·e la Nl\'Ìt:ì. in una doe<:ht pianeggiante. E cco in bren• ~;ome ~;" i rlovrebbe proeccler e : Incisione c utanea sulla. fa.ccia d ell'os::;o più fa. ('i lluc n te ag-g-1·eùibilt> · supt:l'<lllflo i li m i t i ùd callo e nou preoccu paudo~i ùt-lla. ·~de dt>lte th•tole. CiaReuna diatiNi ~)~>'St~a, ha., come be n o~sena il Huillot, il sno a cte:o;~o chit'UJ'gico di el<•?.iou~, mer cè il qua.lt- un n1a"~imo di os:-.10 può e~o;~<\'1'<' (·~posto con un mini111o Ji riRèhio. D'altra parte ht li~<to!a o l(• li:-<tole de>lle p;nti molli opportuuamente t1·.'1ttate tini:-:couo col chiudetsi l:lponta.uearucute una YOlta M' viato il processo di gmnigione dt>ll ' o~:o;o. lnc isioue de l pcYiostin ; di~'<tncco «> ~<nll<•vameuto tlei m;lrgini ùi Pl'iRO siuo a ·N<'O\Tire t11tto il trnttn osse-o '<1~1 aspot1;are. ~ealpl'lln­ mt>nto di detto tratto, I'ÌN·rca. diligt•nte dei ·!'>"<'<liiE'.">tli eù e.-;trazioue clPiic·at.a di t~ssi <·oH pinza. e con mtwimenti di ,.,~ (! Yie ni p<'t' non fran· t.nmnrli e uon diN:.:eminare frammt>nti «li eRsi. AIJCI'tur•t e t·as('hia.. men t o ~H tutta Ja, ca\'it;\ t' di tnt.ti i l't't't>~~<i as:sictmtndosi di a.n i\'a,re donmque su l :o;ano. Edtat·e in pl'Oi'iRimit:) dt'll 'e pifi ~ l'apel'tnra. del· l' articolazio11e. Al tc1·mine òe ll' opNnziou<', per fa.\'orit·e il eo<1lito clt>lle parti mnlli. mohilizza t'P ampianw11te Ja. pelle e rE'~<pingere fol'tt>mt>nte t·ontro la superficie o~Rea le alt1·e parte molli sottostunti con znfti di rra rza. t a lllJ)OllH lJClo e ome elice Broca., t1·a n~> Ile e t'A'\ t•ni. Il pel'io:o;tio \':'L J-''· rispt>ttato il più ch'è po:o;sibile r e!;(.'<:ando però le h~t• inie tli t•s:so (' tutti gli alti Ìl'!òKllti sdern>-<lti, nolt(']u' 111St·hiaudo e ch•te1·g-en<ln i t.ramiti fistolosi. Tale proeedim<>nto t·he ronta molti purtil!iani ed ha ùato molt i hno ui risultati non può per ò eseguir!';i nella sna. flt'T'fetta- t·onrezioue ·!'nl t utti i .<:e••menti ~lrllo ~<C h <' lf' ti'O Nl in tuttr le• forme rli calli fistoli?.zati. ... l . ~folti di <pH·sti, Psiti rli frntture il1fet·tt·, f*t' la loro irrego ant~ì <' scon · tinuit;ì ·in più punti non Jlt'l"mt•ttono eli abha.tte•·e hwg-arne>ntt> una p:u1:e sP117.a. inùl'bol!r e l 'os~>o in maniera ineparabile.

• l;')

'

'


llti'J'TAME.'I:TU UELL!ò FERITE OSTEo-ART!COl.AIIl D'ARMA DA FUOCO, !:.CC.

:309

~n tali <;$i 110u rillllWl"euUt: 1~r <•olmate la e<t\'ità OSJ.;C<t <:Ile H piom-

baggto culle note P"''ste del Mtisdig, ùcl Bcck, ùel .Ma.uclaire e Gui· nuebet., alla dora.miun,, e()('•. Ot· bt!ne, tutte le :sostanze inerti ·SOno de:sti · ua te aù elimiuat·si colla, :suppm·azioue, a JH·e~ciuùet·e ùa l fatto che uon 'lt:illlWe sono innocue e nou ~Sempre ùi fa cile u~;o. c·n 11110\'0 orizwntc alla. terapht ùellc o~teowicliti hanno a-perto gli illneJSti e le plastiche cb e lw 1111u èWUto un rda.ti ,.o :s\'ilu ppo ~'pedalwen te dopo le conclusioni cui ~i wmne alla. Cnnfereuza itltci·a.lleata dell'ottobre 1917, SN:onùo le quali il ti'attH·Wcnto ùi dt>ttè1 lllèLlattia ùev'el'i~ere p1·ecoce e consi:stcre nella lm·ga. apm"t.u1·a, ùt!l fO<'O}a.io e nella rit:erC<t mj.11uziosu ed e~t.t·azionc ùei corpi estranei e sequest1·i, mettendo in pi:1no tntta la <·a \~i tà per proceùere poi alla. chiu~ura immt'<liata dd la fet·ita colma.ta da uua autopht:stic<t oppure alla sterilizzazione mecca.· uica, priiJla.ria. di'l r.<l.vo Ol';sP.o pP.l' pt·oc•~clel'l~ in secon·d o tem110 :llht vlastil'il.

ll prilllo t+"utatiYo f u fatto dal ~Pnlx·r col suo pYo<·t$'80 che rAJil · uel1o iHti•lt·t·•~ lougitudinahueute i tessuti .~opra.~tanti all'osso, cllt' si SC()JI(lll0 l' ,-.;j SJH I ;;Ì~lllO SUi tllle !;~ti, t: Jll:'ll'a~pOl'~lte la pal'Pte SU· ]W l'ti eia le -llt>Jia. ca~sn. •li nwtto iu lll<tdo da trasfoJ·uw.J·e questa il1 una Ùl!ccia. Esh·atti poi i :st-.pu)i<tri t:<l allra;.;e e ùibinft•t~tte dili~<~ nwmente le SUJWJ·titi tlella rlo<'ria, st> n\•s<·idono i maq;inl tJ'a-.ronm~mloht iu nua ISIIJH: rticie l(lHP<i piana. ~i n non ~<·iano i l••mhi ..,:ul fondo, si avvicimtno tt·a lcn·o l' :-:i :is>'allo uwdiantt· <'hindi. 'L';ilc! p1·ocl•dimento ~egnò un gran p<l<S~\l Hl'lh~ <'Ul'll· !h•llol. Jlt'ti'O.'-i delle o~~a. poste :snvel'fi<:iallllente cd :t pl't'ferenza tli <JllC'IIe dPlla. tihhi . lll<b non pott·,·a gt'Ut•ralizza r !o\i il suo impiego ~~~ <tut>llt• o~:,;a t·lu· ÌJ'OVèlli:O:i p1·ofond:uuente l'itna.te tra. i tt·~suti molli. :o;uJ·;w aiiOI'a l'idt·a dl'llo impil'go di ll'<lpinnti lilwri <li tE'~snti vi· venti, qnt~li la pPilt•, il ~r·assc). l' o..-.:~o. il lllll~('olo . 1/illll('l:>tO adipO~O · libE'l'ti con!-iiste Jl(•!!' illtl·od::n!\ JH' I c:\\·o osst>u uu hlucr·o tli adipe pre· l(!ntto cl a Ila n a t itn. d a Ila f:w(·ia ì·11 .t PJ·na della <·o~tia.. o dalla parete dello nùdomt> dPI pa:t.ienb•. El fl11·1o ailatt<ll'<' a tutti i 1·eee:o:si della· caYità dopo a\'f>t·e :o:teJ·ilizzat:a a<:eut·atallH'Ilte qnPsta. e1l a~"icnrata.ne l'emo~tasi si~te

pe1ietra. L'inneliti, cUbllwo \'i PJW disS<·c·ato s'+'g<lwndo hl· facl'ia. profonda dd derma ~Pnz~t <·orn pl'éJHll'l'H i l ll'~sn t o ;Hl i pn~o ; t>sso Yi<'ue ~issato ~ulla :snpet·ticie oss1•a ('(Nl punti di i-:PtH ~nt.tile separati c viene contro di t•s:;;a fOJ·teownte <·Onlpt·<>~~<o mer·cf. la Ult-.li<:a,tut·a. QHesti iunesti liber-i molte vol te aderi·s<'ono, <HlY.i il Cafm·io eon r irer c:lte ' '>Pt' l·iuu•uta.li e.•wi!nitc uel!'Tstituto Pa:stcu r aHebbe ac:eer·tato che il gmsso trapi!l:ntato nei cari ossei attt'cchil'CI' J)('rfet.t~t·lm~nte c rapidamente:' c elle in secondo tempo scun1.pa re pel' t>s:-Prc gt'<HhLhuuen te sostit.u i to da neo prod tJ?,ionc da.p prùmt ('otHlroide ed o~tl·oidt• e q uiud i o~::;l'a. ~r.a. poiehè j n pa:reccb i altt·~ c«<;i :si 1- osst•n·a t o che {l<• t ti i mwsti li hl:' t'I ri mmH•va no pt·e~to sepm·a tl dalle pan>ti del tll\'O o:s~eo dall'e:-l'inùato per quanto t-enue ch.e in quella si pt·od uce <' <Juind i <·;H levano ilt ue tJ·o:;;i, si è pcHl;<tto d i u~n.re im·ece i lembi peduncolati adiposi od n.tlipo.si-cutanei da, prelenu·e nelle viciuauzc della Rnluzione di c:ontinno in modo che si potes>.;ero abbattere


510

11UTT.\ ,\I L\ TO 01-. I.I.E FEHITE (k:iTF.O·Al\TICOL%RI lfAH.\IA DA F I:OCO, ECC.

f>Uila :super·ticie <:t·u~ntnra. l:.cco .n propo~.<itv com~ procede il Miller. Xett:Ma a parecd1ic ripre:st' la cadt:à fistolosa <.on garza imbevuta, di :tl(·ool as.soluto, la, peli<' t> e~'C i !.<sa. attor no alht fbstola, le pareti della, cadtà. ossea sunn ra~dtiate e hl cndtà è tt-asfoJ·mat<l iu una doccia a largf~ apertura. ~ei giorni lSt'l:,ruenti la soluzionP ùi èOntiuuo è medicata con sier<? lisiologico. Dopo 4: a 6 st!ttima.ne l'li tagliano nei diJ1tomi ùella ferita nno o due lembi acliposi-cut<Jnei pt!dtuwolnti che s i ribat· tono sulla cadt:). dw viPnt! cotuplet:tmcntc o quasi ta.ppezzati.L. A questo trattamento lo I nghwni aggiung-e l'npplicazioue immcùia.ut, :sulla ferita delle pm·ti molli rima.st:1 lar-gamente beante e sni tratti ossei rimasti scoperti, Ji l<'mbetti derwo·cpi<lermicJ stit<'cati col rasoio <1:'\lle parti limitJ·ofe, allo scopo ùi a.ppoi't:tre unn. nuoYa rete Yasale e rtuinùi una nuoYa font<' di nutrizion<• di origiJH• superti<'ia le cbe si ag· f:1nuge a quella meno r ic:ca profonda e così porre termine iu qualche :settimana a suppnruzioui interminabili. :-ii ,-. te n t" t o i 11 Li Ile ù.i otturare le cavità o~ee con lembi mu:scola,ri, 1tucb'essi p(."duucolati, i qua.Ji dt>vono e:,;ser·e eli lun~he7.za e larghezza ta.li che uua ,·oltn t·etJ·attisi foJ·mino u na mas~n . ~ntnl'iente a colma.re la. c.-wità; e f'e per ln ~ecle speciale non pnò int·itlc>J·si un Jo.:Olo lembo, !Se ne incideran no Ùlll' in mrie direzioni. Nei casi in cui, in vicinnnza del1a feritit , atlipe e muscoli fauno difE>tto, si possono tentm.'<• lembi di semplice aponevro;;i, oppure, non riuseendo a colmare tutta Ja cavità con mu seolo. se lll' colma una. parte ; i ri.s ultati definitivi sono 1lel par! buoni. La ferit:t f;Ì può suturare ma pnrzhllmente per fnvorir(• l'esito tlelle rn e~olte 1\mntiche C'he si formano a l disotto ùelJa. t·tJte. Pnr non potenùosi dire l'ultima parola circ·n il proces~o intimo di gua.rigion e delle fistole os~:~ce trattate colla p lastic::t di tessuti viventi, ~'Opra.tutto per qu:lllto I·igmu·da. le trasforma.zioni che f!UCsti subii)Cono ed il de:;; tino l01·o tina.le, non si pnò .t utta.via nega i·•~ eh 'essi banno dato i risultati più lusinghieri. Ciò si spie·ga percbè essendo molto difficile di~<infl'ttare eompletamente ht cavità ~sea. il te:-:~nto vivente in e!:Sa trapia.nt.'lto r.,:-;i~<te ntl'glio a lla. legger~'! pè'r~>istentc infe~done, è rueglio tollerato, è fagod tu rio C'd osteo~uetico, specia hn<•n te quel lo musc:ola.r: E> l'adiposo. La. ~narigionc per prima· può av<'rsi ~olt.anto nelle oste1tl su perficiali, ma. t- vano attenderla nelle ca.vitù CC'ntr ali di calli volumillOSi fisto lizza ti. P<>r n t) n esporsi poi ad insuccessi bisogna escludere dal trattamento osteopla..«tico qllei casi rhé per 1ma delle r llgioni a 11r.idrtt~> p rE> s.-n t a no rlcllc> l'O n troindica;r.ioni a 11 'uso (li es::~o. Le :ntieohu,ion i ~~ne hilosa,tf- fistolose devono (•~xcre tra tta.te C()}la l'('Jo.:t'zioue da (•r>e~llirsi al pi ìl prP~O po;;~<i bilc '<• nel modo più l~.rgo, JWl'l·hf- sono le re.~zioni Pstc•st• the possouo t:I•ionf:ue <1<>1 proct'sso. Va. S(•11za eli •·e JH'T'ÌI d1e 1<• :<e;doni os.<.:ee. pPr q nanto generose, nou devono snpPJ·:m• i limiti rlellc• t•pifì!fi.


TR,\TTA)1ENTO DELLE FEIIIl'E OSHO·AHTi aJLARI O'ARllli\ OA FuOCO, ECC.

511

F ) Mu.NCONI NON REGOLAI<! O P ATOLOGIC'T

il moncone di amputar-tione, comunque ottenuto, va, com'è noto soggetto a modifica~ioui uotc,·oli, le quali il più delle volte mautengon.si nei limiti fisiologici, ma, talom iunHiouo invetl> il campo della p;ttologia.. ::5ia le une che le altl·c sono state durm1~~ la gnerr1~ oggetto f;worito t.l.i studi, tli ricerche e di utili a.pJ.!licaxioni pratiche. Quanto alle modifit::udoni inedtahili e J)er cosl dil·e fisio lorriche !:> ' si è notato ch'esse sono date da fattori antagonisti, i quali da un lato tendono all'assottigliamento ùel ruoucone e da,ll' altro :~ll 'arrotonda­ . mento di esso. Bisogna infatti, l)er un ,·erso, tenE-r conto della, decongestione primitiva ùelle masse costituenti il moncoue, dcll'att·oti:.~J cui vanno incontro i mu~-coli , priva,ti della loro funzione , e della ip(}trofia. che subiscono quelli c he, pur conservando le lot·o iul'erHt..ioni, re~-ta.no inattivi pe1· tutto il periodo J 'j nerziH funzionale del moncone, della compressione data dalle fasciature con conj:seguente atrofia ischiemica, ecc. Pe-r un altro verso invece dobbiamo aver prel:leute il deposito di a-dipe che si vedfica ma.n mano c be il pa.zicnte va, migliorando nelle sue coudizioni genera-li, il trofismo progressivo di alcuni gruppi muscolari destinati a far agire il moucoue, le moùific.azioni scheletriche (callo· sità) che non mant~tno qua·s i mai, ecc. Tutto ciò ba, un' impo)l'titnz;t pratica considerevole, perchè dimostra 13: necessità· di non a.pplica.re in primo tempo un ~1pparet'clrio protetko definitivo all'ampu tato. Ciò facendo infatti, questo apparecchio, se pur riuscisse perfetto al momento della misura2ione, non più risponderebbe dopo un certo periodo di tempo alle mutate condizioni del moncone e l'uso ne sarebbe quindi inadatto, difettoso, doloroso. Si è cert.:<l to a ciò rimediare coll'apparecchio di protesi provvisoria, il quale mentre permette al mutilato di servirsi al più presto del suo moncone (condizione que.<;ta, favorevolissima alla precoce utilizzazione funzionale di esso), J'ende ezia.ndio possibile l'ap.· plicazione de-lla protesi definitiva dopo che il moncone medesimo ba subito il suo completo assettamento. Molteplici e svariate s0110 poi le modifica.zioni patologiche cui il mottcone può a.ndarc incontro dura-nte la sua evolur.ione e dopo, e che possono richiedere da parte del chirurgo a.tti operativi seconda.rii più o meno impm'i:Rnti e più o meno reclamati. Ecco in hrt've riportate le circosta.n~ in cui è richiestl't l' opt' r-a del ehi l'Urgo suddetto: a.) nt'l caf'O d' i mmfficien;r,a ~-J ~ \J(' -pal'ti molli , ra.rattC't·izz:tU\ pet· lo più dalla cosi detta ulcera di conicità del moncone, e s'intende qui pa1'la1·e di monconi O"ià da tempo assettati e le cui parli molli non pos· ~ . sono qniudi più a.vvanì:t.g-~ia1·::;j clPlln h'l1r.iont• continua,. L ' umco mez?.o é quello di scollare e ruobilizza.re i tessuti ;.werenti a.uo scheletro e quindi , secondo i c:tsi, o r N:<..'('HJ'E' qu(•sto sino al piano di retra:r.ione delle carni, o fa-re una rea.mpntar.iolJe ct·onomin"L mohilitaudo la pelle, o t·i<'orrere a proce~l'ii di p1nstica. •r ra qut'sti nwuo ricordati come più effie<H:i : 1° l' autopla.::;tica, a.ll'italiaua c:h(', prendcu!lo a~l es. nn mon con~

di <:oscia., i:onsiste nel mettere ! '<'~trem o .:,~~ o pP rto tlt•l mon cone in una.


TIHTn\tL:.lU IJlLU fiJl iTE Ct::TE.II·.UITIWL\R I o·.\1!~1.\ DA F l'OCO, ECC.

51:.1

1<~'-f:<.~ JIT'lH it·ata ill<·!dP!trlo

e l"<:(,llando la J•t:lle òt:ll'altnt to!'<~ ·ia e uel :<Pr.itJII;n·c• il pi<Tittolo rlcl lt-U1l1H òiJil~'~'ll;L •llU:I ilft.(J:<i il c c alito di qut-sto: :!'' la •·~>si dt•tla pla~t ita 3 d,.:il'r;l te«cis."illnc• los.1n;.rica econtlmi<:a d(•ll'u l.·t:r-a e dt~ i ,..noi IJrJJ'di <· ntan~::i, t:n:ntu;.duu:nt.e sq;uìra ùa r-ese zione N'IJIIlllllÌt·;t dt•))f) t-~ti'I'IJIO 0:-~<t'OI; rltlimitar.ioU~ di Ull h·ruiJO l'ttt<lllg'Oiare prof•mdtt :-:iuo ai lltiJ:-c·oli. ultol1ilc· agli <'"ti'Ptni Jate1:1U fan•uùo pre!<'iiìO l't•,..rTeJur, dt-1 ;uonr·• ·IH· 1111 t~tg-lio tl'<l!"l'\'l'~de pat·allt:lo al ~mian:u anlf·t·it,l'l• r],..Jia lr;!<an;.ra: tra:-<J>~Wtn di 'JI'~"to J'Pttaug-olo ~<ulla SIIJ~t·tkie rl•·l llJ t ;uc·rmp (;l'l.J(· utara. a n•o' di dsil'l'il, "llllll'aJHlolc, po,.ter·iorwente al wa•·~ilw d!' Ila r· tr t f' <.·ot·J·ispond ... ntc; [IJot,ilizr.a;.ioue d ei ùue lewhi <·Htan.ei sul l; t fat·<;ia :ull f' 1-i ot·t· d+-1 IIHJIIC::IIJl+'. fa<'-'·nùo <:ad t'l'C u 11<1 i ur·i:-:irJIH' lougi. tudinalt· ,.u CJII!•IIa lt·a.s\·el·.:a)(' <kliJnitante in alto il lellJlo(• a \ 'Ì!"iet·a e S<·ollando i duP lt·UJhi tJ·iau~rolar·i dw :Jt> t'f'.:iduano: >'IItH m th:i rua.r•pJ1i inf't•J'ÌOJ'Ì di <JIH'I'l i al Tllill'g'Ìfl(' Hlltt'l'Ìtll'f' d1·1Ja I'Ìl<il'I'U. ('t) iutilll' !"Utlll'<l lt:"tllliÌ (J'Ì,tn)!OJ.II-i: b) lli'IJ'ukt·J'a da shn<·r·o di tl"<tgit t< l listn)Ol"n: t•n·l'io e,:auw r :a·

I'(•I'Ì)'I'II{'il

t]pj <ltW

dÌOg""l'itlit·o. OI'I'O I'I 'P )n ,_t,l·ig-)i;.t.IJIClllO litl')!O dr·l tl'ii).!Ìttll <:<111 ll7.iOJW l)iretil:<l :<Il) ftti'IJiaÌ() di !ooll)l)1 11l';t7;J()JI(' (IWlt(IIJH•Jllf\ di I'!"I'IJ, !<l'l)tl l '!"lJ'O{IIJtli;t) e tJeiJe

Jlan·ti tld :-<t·Jl<) ti~toloso, llllllliliz.r,;IJJ<Iro)p: i t·i ,ult ati so11o .stati l:'Jle!-<:!<0 ntPJ'il \'i;!l io.:i : ~'l ru·llt> c·ont1·attiii'C ciel Ulfllll'lolll': I'ÌII"c·itt' \ ' :1111.' !t• manon-e in· c·r·u<•tdt•. ;:j ri r•O J'I't • ~·c·tllldo i t·;t!"i a miotu;uit> o tt•!JntoiiJÌP: d) nelle ue,·•·algic da n<~ •11·ond o da. iw1J1·iglhuueuti cicatt·iziali tlt•i III' J'I'i : t·.st·Ì.s:<ÌIIIlP dei Jll'lli'I!IUÌ (· <)i 1111 (l'altO d('] 111'1"\'0 Sl'll!"Ì(Ì\'0 ){'SO: tl'atland<n·i Ili 1111 lat-1"\'0 mi!-ito di f·ui ll<•n :-;i ,·u ole cumtll·nm .. t tRre la JHII'H• u.otol'ia, !-.'Ì può ric·orn:r·<· :t;!li !"('h ... oti di loealizi'..m.ione delle fibr e lWll:-"irin• 11\·llo Htotft-1 ed (>.o;cidt'I'C IJ 'It'stt· !<Oiutnto. o,·,·c•1·o :o~i•7.iouarc le c·rJni~<)'Oildt·llti J·al!ir·i ,.:pinali ]H ) •..:tHlori. o pl·ati<·aJ·t> iniezioni encloneu· rinil'lw di i<lllllzione tir<ioloi{Ì<'a o eli ~olnzic•ni <lll"l<tC'!<Ìf'bC'. ecc.; t?J JH'll a ~<C'ar·~a od ali);Pllt<· ;!l'a i ·Ht.ilitil clt·l monronl' clo,·uta a. d· <·att·ic·t• cutal lf':L adet·Pnt~ al lo l',..tn·mo clt·ll'osso, O\'\' l'l'•l :l cicatrice ter· wi11alt· iufo>:>:ata ~'lilla qunle J••·r lo l-!I<J.~~nato ~Hlicinme è sorto ;ntl'l"· tJ·ig-o, K?A'IIla od altro, fJVW't'O a tlq!<'IJPrar.iorw clteloillt• ùolorosa tlel b <·i~·atTir· <> UH•{)(•«inw: o<·f·(ll'l'(' i11 t11tti i <·asi l't•sd~<s ion(' <lt>l tratto di ci· <::ttJ·i,·t• inadalt<L ;ol io 1-;C•I)H) e la t·ipat·aziotl,. (!(· Ila hrt'<·c·ia dw ne r<e~tue o, st• ,~ )HJl'!<ihilt•. r·on <•satto atft-ontanwntn !' sutut·a •lei t'f'siduali ìt•mbi <:utatJt•i wohili7.zati , o t•ieorT<·tulo ad uno tlt·i pt·o<·<•,:"i di plastica, sopra cspo~;ti :

f) in una. hor·site consf'cnti,·a a llogosi di borsa. mucosa preesil<eeondariam<>nte IWI' le OUOI>C f·ondir.iotti •li •·;Jri('O <· rli attr·ito cui il moneou c (o !"Ottoposto: occonoe . ~e la bo1·xit<' ha <lP('OI'l'O sc·ttir·n , ptrll:,!Prla, s1·uotnme il couteuuto ed iui<·l t a m JH•lla ~·a1· itù tlt·l liquido mo1lilit·fltm·e (illt·nol ioflato al 20 ?~); S<' in n •(·<' ha. dPt·ot·so t if·n. (•Cln,·i•·nc itl('idel'la; !'inci;;ione dev'ei':SE>l'C uon molto \ ' S!{•'<a n.a hl•JJ dl·t· nat.l t..o.ù e~<P;!Uita ]ll't'f<'ribilm<'nte in Se(le talt• da uon in1PI'e>ls:n·t· il t1·atto <li <tpplknz.ione <l<' lla p1·otesi; !l' nt•llt- al(I· J·azi on i pi'CIJll'Ìt· lkllv !<Cht·IPt l·o. e;:ponente unico o ru·int: ~ l'io <kllo stato patolog-ko dPI IHon<·oHe (o:-.11-oliti o punte che com· Htt•nte Jl(• )l':tdt) IIOI'lJl;t)(" O 1'\' Ì Jnppabt!<j

s•·•


TRiiT~)t~::-:TO Dt:LLt:: Ft.IIITI: 0:;Tf0·.\RTIC01-1RI D'AR~IA DI Fl'OCO,

ECC.

5 13

prir~10110 od init~lllo ~e patti molli): ocronc o<l nna. srnrplicf' schc:rge<·· tomta con rclnttvo hvellamento clr.ll 'N;tremo osseo, od nna n'sezione vera e IH'Opt·in, seiUJH'<' eco no m kn. ~i può r·km·t·rn• i 11 t n l rm;o, :-;e lo si ritieue IIC'<'t•ssal'in ost<·oliti, al mcloclo •li ~ . dl'srt·tttt). . pt•r e1·it.n·r i: !';pt·otlut·si dp•rli Bunge g1ù Intet·,·t·uti •li tlin•t·:-a ll:tlllt·a. più o meno Ìlt;.!t';.!llt>si e l'Ìspondcnti C]U:l.Si !->1.'11ljll'(' ;tllo )'('OJ'II S(tiJO stai i Jll'OllQStÌ c•d ('SI'~'ltiti Ìll ('aSi t}j ÌIIIJHI.'<· sibi1e o dt•lkic·Htt' til'ilizz:ll.iotll' dd mOIJ(·onc; <lontta, a enn)'e sntl'h\,(C. Così in t·aso di di~<arti(' o l :tzion<' interl'alan~ra in c·ui i tctHlini Jh·s!'lot·i tenclcudo n. 1'(•1t·nt·~<i l't•ll•lonn il IIHHtt·onc i111tlilp 1)('1' non cli t·r ·ituh;u·az. zante. si (: t'nllsig-liafo di fi-.:s:ll't• gli t'slt'f' llti di tali l<'udiui a.ll':tpoltt•· vrosi dot·s:dt'. ('osì dvi pat·i in c·a'<o eli tlisal'tkolaziollc ùc>ll:t . p;tlh~ in c ui l'(.•sidu:l 1111 mcnwnnc eli ~oli must·nli e c·lltt•. il Pl'lyt·. allo IWOJHl tli d:lJ'(' :1 CJIII'S(C) 11110 f.:('ltl'lt>tJ'O 1li :O:OS(I'g'IIO, <:Onsi!_!li:l> t·iCOJ'l'('I'C a tJ·:tpi:l>llti li{>{'t·i tlalla tihi:t, dai prt·utH•, l'l'l'. l -tt;t n.1lta P;.!li l'ic·orsr anc l•e all:1> :-pi11n. della St':l)lft);l l'l'i"('(·;tt;\ d:t]);t !<11:1 )'(•dì' (' t J':ISJHit·fala tll'lla ll1:1SS:J dpltoi · dea, pu l' Jnsri:tllc!Ola. m'tirol :t t a Ili l'Il i a n te 1\u·t'Olll io n rolht chn·ic' Ola.. Jl Pu tti infine• ~i t'. pt·(•ta'l'll)':tln rlt·ll:t ""''tl• di tfi i!'Ì llltlllC'OIIi C\>tti di J!.ttllha "eli ro!<ria di n·c·rl 1:a clata in t'Ili l'O<::"O fnm·iP:-<·c pi1ì o meno ùa un rono tlì pnl'ti molli l·ir·nJ•et·tt· di ~mn u lazioni. le n.a~s<• 11111sc·oh11·i sono atmfiche, . tipatr <tttm·11o all'o;;so, lig-nre : la cute t ('J•minale è anrlaf.:liC:-t. spl'sso :O:('rtg-lio:-::1. t)d altpt·:t(:\ d:dl'azinllt' tli )'l'l'l'l'li i1Til:11tli. \'ano t·in s<-i t't'ulle og-11i te nlatinJ •lit·<'lto :.rl otre nc•r<: uno s<:irohtnH·nto di'l r·nno t· nt;tnl·o o lllll~c·o>lat·r ,.;nll' o-.:~o: \':tll:l. '111<1 t'<'Sf•:r.it~ tH! t'Collnmira. <li C]II<·Slo t'd il tmpi;111lo l1t'dl:11 ('o]ato di 1111 lt·ml.t) di ('nt;• dnll'nltt·o n rto e ~:lnfo pt•g-::;io lllt lt·apinn to alla 1\t·:r llst> od alla Thit't·sc·lt. X111la di pitì in:l tlall<' di C]IIP=-t<' Sli)ICI'fie·i I'SIIit-•·t'<tl1(isi :td IJ!!'lli flliiiÌI!IO ll':llllll<l. tJi (!lll's1i fll(lll· c·oni tl:t c·ni IH''-':0:1111 ;lpp.tlN'C'Itio di pt·nte~i <\ tollt>t':tltl ~-i!llpol'l't•hllr di nec·rs,.;it;'t la t·c•,IIIIJ>ll f:lzinnr , lll:l (•o n lrt'f p:11·ahilp )';wr·ilit·io 1h•lh !nn · !,!hPZ7.:t tll'l :nouc·onc·. E' JWI't·iù c·it'P!.:'li è rinw:<o acl un nwto•lo J':t:r.in nnl t• •li pl:~!<(ÌI':I. ~i :ì 1 ot·iut:t u,::tto. n !-:ll:l ill ,:tpllln, 1l:t H,nlig·_,.,.,. SII tnnt:lali eli J!llèt'f':l, l' Jli'ÌI11:1 di qrH·.·do da :tllt•i. Ct ~ ll h111111Ì t·i:.;rtl(a.t.i. EtTO Ìll rltt• consL"t<' il m1·l o-do: a ) HPsl•zinnp Pt'O IIOill ic·:t· dc·ll 't>sl r·c·tu il :'1 O~<><P.; I <le• hot·•laHtt' dnl lll:tt·g-illc ll'l'llti ll:tiP di'l l'OliO di p:n·li molli: 71) ~luhiliz%:1· :r.ione eli clc·tt.n mat·gine q11asi s~·mpl't' C<l l lo~o. sc·ll'mtic·o. e :-ua J·e~·­ zione f'I•OIIOHtit·:t :-:i11o ati :tn•t·c· nna buona l'IIJWI'fit·h· t! i ta ;.dio: l'l Pt·c· · Jl:ll'aZiOll<' SII di \111:\ tll'lle rat·t·P lÌ l'l lllOIIé.Uil(' 111<•110 ;:olJ('t·it:Jt(' tl:t ll:t. )11'0· tc·si, ÙÌ 1111 }rmho ('Oillpl'C.'tHll'llt(' ('lltC, C<'lllt)arc' (' raf.:('Ì:l l'11)1<'1'fìì'Ì:1]e e lliÌSUl'ante (;t)e :tlllpÌt·z7.a tlll ('UIIl'il'l' t·olllplt>(:lllii'III C' l:t SIIJINIÌt·i·~ tct·· minaJe dc} 11101lf: 01le: C~sO 1\ rnl{o sCÌYOlat·1• SII l)llt•sl:l ~<Ì11t) :1- dtinclt•t•la <·omplct~tllH'IItl' t'd ('. ~ntllmto <·ou 11no clpi !'iuni lll<ll';::ini :Il m;H•g-itH' <'01' · t'il'polld<•ute della fc>l'ita lt-'t'lllill:tlr : d ) Pr~· rolm:u·p il ntnto l:ts1·iatn dnl lembo. plastk:t JWt· s('Ì\·ol:tllll'lllo tlt•lla cutn l'ir inl o c·ltin:-:um in sec•mulo tempo. );('ll:t ~ut111·a <lt·i lPmhi rulanci l'hP di tlt't·<·s~itù an·i<'tH' ~;otto tem~ione sct·vono hcne i pnnli mrtallici a pia~tt·ina. Come n•dt>s.i. il JJr<><:csso eli phts ti ea in pat·ola ras>:omiglin molto a ()11\'111) a ,·isi(•t•a. in· nn.nzi descritto.

32 - Oiort~ale di m •dicin!I m ili/Me.- F'o."'. vn.vrn-rx.


51-t

TR,\TT,\)I E:\TO llEJ.U: H :RITE OS Hll-AI\l lali.ARI ll'AR ) IA IJA Ft 'OCO,

!:CC.

IX. Ospedalizzazione e s_tombero dei feriti osteo-articolari. IJinam:i ;tlle ~itttHzioui ttii0\' 1 ~ cd irupte 1· i~tc ed ai pt·oùlewi strani lll'g'l' tHi ('!te la. ~Hena mvùerua ha pre~entati e che hauno dì punto in uìatH:o ~ronrol.ti i pl'iiH·ipii f•>tHialllent<lii dt• lh~ -~ieuz;b militare i~ sm(•n t iti molti d1•i pitì :so lidi iu~~gnamenti tle lla pt-ati<:;l guet·re:<ca, anc he H seiTizio ~->allitaJ·ìo , co:>ì cnw't•t·a Ol'g.unzzato, si è .sentito immJfil'icutt•, intprcparat o, uìsol'Ìt·tttato. i·:s~o ha tlm·uto qu indi rinuui'. iat·e alht ma~~->illla. partt.! del 1<11'01'0 giù t'atto e J'i<:o,ytnJire su nuo1·e basi l'Pdifizio trarolto ; •• ciò meutJ·t• Ja g'lle l'l'a l'i !-.l't>lg-1'\';t t l•J'J'ihile ed imphlca.bile, e utelltt·e i fpt·i ti e gli ;tntnt<dati di giot·Jio iu gi11l'llo si moltipli{;aYano. Il cùmpito è stato quindi oltt·t•utouo ;;\T<tl·e , t• titanieo lo :-~forz"O compiuto, pat·i a <Jlll'Lio l'ht~ "'i l't•ni\';t conl't"ntp{Jrant•<UtH~ ut..._. :-;,·olgl•ndo nel UWIJIO t.atl'ko c lo:;hstico-. ~i e 1·oiuto d;l molti iunt lp;~re eli ciò la. iutowpleta eù il1ljl\'l'fdta nostJ~l ni'!.!'<LIIÌII:I.<I"-ionc s;~n i ta•·ia di g-uert·a., e l'iò iufatti ·ù \'l'l'O; ma è rct·o alt•·c·:-~ì t ltt• an <:lt1• ~->e qut·sta fo:<st· t·i~ultata pt•I-f't~t-ta , 11011 ;t\' t·ebbt· potuto, dù nonost<.tll~•· , ri:sp•HIIlt'l'l' al le uuove ed imperiose esigenze . l'J·o,·a, rw :-~ia il fatto cht• Jn :-:tl•~->:<o fenomeno si è n•t·itkato JH't•:o~so tutt<· le altL·t.· nazioni I ·,.,Jiig,•~ t ·unti, per·..,mo pre!:;So <.li quelle che, come la Germania, da lnstl'i !'o.ta,-a!lo pn•pa1·~t.r1rlo cou cur a. uwtkolo:o~;~ i nu·i ~-<er·,· izi ed ;lH'I';tiiC) ~li a11iud JH'OHti all'ide;t <.lcll<t guerra. colo:s~:>a.Ie e dei tl·ementi r-<acrifizi IIP<'Ps:s.u·i p er so:stt•uerla. An clt ' cs~ do\'ettct·o trasfol'luare pressoc·ht> c · compl e t<~mt•ut•• il :<t'I'\' ÌZÌo :<anital'io, CO· struil'lo1 (!t'l' COHÌ di1·e1 Ulll'Hilte Je Opt>l'illlit)llÌ à d immagine C ISÌUiilitudine eli t(ll&'Ste. E nou Ol:<:orTe \'sSI'I't\ profeti pPl" atferntat·c ehe lo ~te"so fe nomeno ~:>i ri pdRJ'Ù 1:ol ht massi uta pt·oba bi lHù anc he in Cl'(• n tua li guert~ futurP , in qmmto drt> og-ni gnP.r·t·a. hn un eJ,~mento :<Ilo nuovo ~~d iru pre,·cdibile, il quale molto ùipeude dalle couùi~ioni del teatl'o delle opet·nzioni belliche e molto :md tt' , <·onw ahl1ia Uto I' Ì~->lo 1 dal ca mttcrc che assum<> la ~llt'l'1'<l·. ~i de\'c da questo condutlere elle bisogna l'in uuziarc durante il pel'iorlo di P•H·e allo ....-tudio ~~1 alla. p1'l'JHLt'<l1..io rw di nn piano che possa :<CJ'Yit·e pPl' l 'an·<~niJ·e'! ~:u·ehh~ g-r·a\'(• lt>g'g'f'l'<•zza il :o~o:<tt•nt>t'lo , e g-J·ave colpa da p;ll·tt• <li chi li<' ha- la r·t•spottsalti.litù. ndattal'si a ;;imile modo d i ~riudiC'at·t>; t·nme t:HJ'I' sat·plll)(' oltn·motlo i n;p•·udt•nt•· ('llllarsi 11ell'idea. <:he l'i11·a d<·IIP :,rHel'l'<! <~ fi n ita pel'I'IH' dopo l 'ultimo t>>:pt•J·iu~t•uto i popoli IH' ' J'ifiJ•mit·at!lh) illol'dcliti l'il i g'O\' \'I'Il;ttltj IlOti JlitÌ 1->l dei·Ìdt'L'illlUI) W l"ol"" • i n tin~;u·le. J•:t·t'tH't'! l<L jrllel'l'a ,~ tli t11tti i l\'t.npi : P:<:<a seoppi!'t'Ù ali;~ SUlli ora , orrLche può snona.re domani come pulÌ t.wdal'e molto tNnpo a venire (B t'r·uar·dn t• Brl'zzi). O i qu i h• IH'('t'Jo;:<ilù Iii 1111a buona p t·t-parnzione, la. CJtHtll' nort pott' tlllo J'i:<JHlltdl't'<' a-lle t·,·c•utl!a Ui t>sÌ;!I'IIZt· l' utuJ·P, <l· uoi uatm·almPnh• igitOtt', df:'l't• s i fond;tt·<~ sugli llllllltal':<tr·antPllti ciel pas:-~a-to, tt·;wrHin (la CJIIP:<ti il ma.,·:-~iuw p1·otitto. SJwtla ai nwdil'i milita-ri fa.r t;outp•·•·rllll't't.' ai g-on·rnanti i11 cprali cOtttiug-t·n~.t· t• t·ou quali mezzi rlo-· v r·l"hhl' ·"'·olorprsi il :->I'I'Yizio l'Olllita,r·io in ~·u f•t·r·a, :-;enr,a. \'<li'C<l·l·e i limiti ~ ' -i m posti da Il<• lll'<·p:-;:-:i lù lwllicltt• l' tc·ru·ndo stJ·dtn l'tHtto t! i tutti i. fattori ill d i:o~pt•nsallili: t·tmw :<pPitH ai I!OI'l'l'tlanti di p t'o\·n·deJ·t· ;~ l'itc le Jll'O· ]){)slt• siano tratlottt• in tTaltù. augolo;.-io~i Nl


TR.ITTA~!F.\'TQ ll~: I.I.E FERin: ~TEO·.~IITI COL.\111 IJ'Ail~ I A IlA Fl ' OCO,

ECC.

:il:3

Ycnenùo "inta-nto a. consillt>rnre pirì pmpriau1c•nte quella parte dt•lla org-aniz:wr.iont• sa,nit<tria <:l1e a·illl· tt~· la. ospt•d;tli:~.z:I-Zinuc e lo l'lcrombe1·o dei feriti osteo-articolari, abbiamo ol'amni dei capisaldi sn cui"bnsa.rla. e c·hf' qui t·ia;;sumo: 1° 'l'utte le fel'itc in j)HI'oln t·it-hit>tlorto lo iutei'I'Pnto chirtn••ric:o imm<.>diatl) ue l lPmpo e JH'l modl) snpl'a· (>..<:posto; ,., ~v Tale int(•t·,·ento uon tlPn•rulo illt'l'f' il (';u·;~tt cre di ~;occol'sO pr oi"I'Ì!SOrio ma e:,;sr>re tompleto P 1leli nili ,·o, ril'lth·ùt> chl~ , pu 1· sa<:riHcando in t:,:(•J·to qna l modo ;dla. llt'l't:-::-:itit llll{ll'('i'il'iHdihik per tll'tti feriti Ili .,~.._._ert> sottoposti, dn~. n hi'C'I'Ìs;:jn ,i ,·iag-~i, f'ssi ,·engano sin clal pl'imo IUOIIICIIÌO :\l·riati \"f>t•><ll llllitÙ. ~<<li!ÌtaJ·it• dm·,. poss:lllll t.I'O\'<ll't' tutti i DJe:I.:I.Ì neck!ssa.ri II<~JH: !at> cii;J·ut·~hi ea pat·i {li p<Ht'rli. cnrat•e :;P!'Ondo i più sani

prineipii dell';trte; 3• I f('riti. i11 pa.t·ola non dt>vnun l;tst·iate il luogo dove hanno ricevuta ltL cu ra < ompleta se non (Jua-mlo è ce:ssa.to il pt•ricolo che il tra~porto aggravi o risvegli una. infezione o determini una complicazione; .t• Biso~na d i s<·iplin~u·e Hl'! modo più rigorO!<O l'impiego del per!';OUH IP chil·nrgieo ()(:'l'c·ht• e!':so (Hts~<a ba~<t;tl't' a tntt<' lt~ J·ichie.<;te del mo· mento, e bil';o~na JSp('(·inli:~.zn.re l'm:sistenza chirnl'gica. pt•r·chP f'Ssa. dia ga1·a D~Ìa. di SUC('I'S)>:O. A qne~ti postulati {ÌOYm·a. 1·ispou dere il s<·J·,· i:~.io .«;tllibn'io se si voleva, por fine ai g-nwi inconv':'nienti <:IH~ quotidiomament,e tlu .J·a.nte la, guerra ~i n•rilil'HV:Jll(• nel cam po dt>IJa, ot·gaH ir.zazionP P dello sgomllt>J·o d ei feriti osteo-artieolari; (> del la factPncl;l si (ll'''occup:n·ou o, com 'em ùa prevedHsi. n, pt•eferen:t_,'l i <·hit·ughi di pt·M1-ssione. i quali si a.tft·etta r ono atti april·.: gli occhi <lelRf' antm·iLì (·1mtpetc11ti Ptl a rwoporre loro i rimedi più '"nli<li e più immediati. T1·a, noi i fine ('be più pt·rscro a cuore l 'argomento, ft:rono 1' A l1•~<sanJri e-1l il flas tbuwlli, i quali e per la, competenza. profonda. in m n tt>ria e p(' t· csst•t>si J'e~:i eonto {h'l ,-e t·o slt~'l·to dell~ co:sc in ?.onn. di guena e dm<lltte le più podet"'~ E:' midrl iali nostre llr.ioui oll'f'nsi \·e, erano piil in gnì410 di pokr fnt· sen tire la. lot·o voce e far prendere in serio c:::ame le- loro proposte. Quest.e, a. pat-er mio, sono le più rnr.ionali fra. le t.autp enunciate. ed a rende!'lf' prntiche, cio~ conciliabili con le molteplici e l'f'a·li esig(' nr.e l>elUclre, non mi sembra ch e vi .siano difficoltù inoormoOntabili. tanto è ve1·o che molte di es~e hanno tr·ovato dnrnnte l 'ultimo pl'l'inrlo tlPlln, gntt•J•a in tutto od in pa.rtP la loro applieaziçne. E' brmr premettet•e a.m.itntto t•he qui s'intt>ntk pnrhn·e <li nn'organiz:r.azione ri~ponrl<'ntt~ ;Hl mla g-IlE'l't'a a, JWefet>enr.a. di pol'>izione, ~om e qnella. ultimam<'lltP (·omhat.tuta e c·om<• si pt·e-~o>umf' <loniì e.q:-:ere l'nltra c.he en•ntualment(• :-:i clif'rgna. iu nn più o nwno lontm1o avvPni1-e. Ot· bene. ,·oler t'Ntliz:MHP con ((HCst.o ~enere (li ~nPrra il tratt.ta.men to precodssimo d(!lle ferite· osteo-<lrticolari. eome •li qua.l siasi aHrtL f<>'rib~ impmin.ntP, lH'nJn·io s1tl <·:uupo <li hnttaglia, f:arebbe ~ta.to a~l'lurdo, date lt> vi<-PnclP clt>lla lotta. L'unico nH•r.;r.o pt'l' <:t)J1:-;t>gnire t<tl(>' intento (e lo s'intuì f'Hbito). t•J·a lo impinntn di foruwzioui ~anit:u·ip in prossimitit della. f ronte. All'uopo n on ;.i nl·t•vaJIO eh~ ÙHE' yjp 1ln tenere: o avvicinat'(! il <.·hirut·g-o ~l ft>J•ito , o C(HP~to a quello. 41o


5 l6

Tn l'n' nn..' T() llEL.U: FI·:HtTF. Q.-,tF.O·ARTICOL\IIl o '.\R,\U DA ITOCO, ECC.

~Pile 1-!'H' ITC pa~s.ttt• fu !X>"'sihik e~Seg-ll i t·c ht pl'ima, via ~~~·chè, data Ja pcn·tata d~ l l •· ;~r·mi l'lt1· in q tw ll<· e t·ano ordiu;niam(• ntl' in uso, si pote· ~·auo <::,;1·gnin· opt·t·ai'.Ìoni di alta tltir·nl'gia ;Utr lw a disl:luza. di 4-5 k ilo metl'i. )la, te n t; l t i \'i con si ru ili ~a rebbero riusdti impossibili d nran te l'ultima é-<~lltp;t.gna . pN'l'hè ~";t~tute il genN·e dci mt•zzi o il't·ll~i\'i in t-s..-.:;t prc•dnmilllllll i. n e~ il c·lti t·tH·go nì· il ft' t'itn avrchbt' t'O pot11to tt·o,·are in Hes,·nn posto Yil'ini,..~illtn ;\1](' Jill<·c• al·:tliZ<Ite qtwll'alllbi c nte t r a.uquillo th'è nPc: ~,.;:-;a rio pc t· nprrat't'. Rc.>~ava quind i quak Yia. più razionale r! più pt·ati('a la :-.cron<la.. l'io-<\ n,·,·idtJHI'c• il ferito <ll e ltinn·go. Però ()'<Sa. 11<•1 pt·imo JWt·indo de:lJa gllcJT<l, dati i posti in cui que.'>bt. si :svolge,·;t <· le.• Jllls~iml· c·mH iii'. ioni ùi l'iahilitù, no11 fn tt·o,·at<\ t'<':lli7.7.n-hile percllè l'ÌSIIltnnte di da11110 a} fl'rito e <li. (')RtarOJO allo inteiTento Chirtll'<TÌCO ,., {H'CcoN•. l li f:c t t n, ]Jl't'l lilPtHln- :Hl <'"'· molte> l of':dit~ r]ell:l. t l o>: l l':l t't·• m te, ]Wl' · e laè i ft!I'iti g-ittng-ess<•t·u d;t <.•.!N.." <Li JH·imi 1no~hi eli cura occonE.'va. si sottoml'tt<'s~N·o :11l un 'tl';lspcot·rn ... 11 barellf', al tJ-a\·<·rso callltJtÌ!l;tlltenti ana-nsti e pPt· ,.it)ttoli srose<.•si e pi<·ni eli f-;:tl'l'i , e ciò non {]i rado per 5-6 ul'e . Nè ciù lwRta. dtì· ta}(n·a Ot-curre\'<t• al'JW tt:a·e la. sem JIPI' non c·s~er<' <·olpiti dal nemiro nC'i pas~:t!.!'g-; sco perti: ino.ltJ•e pe r ah:uni tratti H f t·; ~sp<Wl0 lll)tl pMel'a· p:-;spt·e fatto nC':IIII'IiP in bat·t>lla e n n n iufr·erptentt"lltt•ntt• n on <'t':\ c•srg-nihil1' twppnrr. a. do t·~o rli mulo. 'J'J"a!>fe t-ire Ilei ter i ti g-t·n,·i itt qn<•sl<' rntHiir.ioni, ~ol topnt·li Jl<'l' o t·e ed o t·e agli strnpazzi d'nn ittcl'il:thil!' tiOtl!lolaHH'ntn P tli eont iuni 1 itulm lr.i, sarebbe s tato, Pltt'l'· l'ltr'· inumano. e:-;iz!;de dal lato ter·;lp<·utic:o. Epp()l'Ò sor s<> Rpontanen. l ' idc-a. <l<·i post ; l'hirnJ·~it·i ;wanr.ati. sp~t·. i~~ 1li t·k(n-rri hlin1l:1ti o !leU Inli. in.pi:tnlaLi a ht·c,·i~l'l l ta di;:t:tni',;l· (htlll• trincee. nr i rpmli ntlt•nti {'IJit·m·ghi. pir•Hi di <·m·aa-~io e dl ;1hnPg-nzionr·, ~i sono indotti :1 prn.ti· ;·;u•p iuti'I'\'Pllti s11 l'o-iii gt·al'i, tt·:llten<•tHlO\'C•li sinc1 al momento Jn cui ];' Cllllltll .lc:l comh<llll· r·r c l1• ('tllldizioni gtnPr:lli e loc·a li di C'l'si ne permnttPl'Sl't'O lo :o;g-nmhPt·o. I'at·(~t·<·hi Ili l)tH·-<ti 1• o~ti :;;! :111tlarono infatti st;tl,ill"ndo l'rtllc ,-;n·ie ft·outi, n1a lwn pt·<·~lo fu t·iro u nst· inla, l a l oro fHlt<l· oppot·tuHitil. ~~d il Jm·o l<c · al'~o t'< 'lldiHII·nto. lnuam.i tutto di posti s i lf:tlti 111' )'<;tt'l'hhero oc·<'ot·,.;i p:U'('c·dti, i'l ..-11<• itnpot't:n·a fraz·innarc' C(lll g-t·a\'Ìl'l· simn rl;wnn l'op••t·a c·lti J•m·g-ic·;t in 1111 lll01lll•llto in cu i Fimpieg-o di PSH<t. doq•\'a r:-;se1·r fatto eol mGssinto ;!iuclir.io (\C'Olia pit'l gr;ltlllc pa.r simonia- ; in ,.;pc·otlllo lung-o, 1-w <''1'<1 tla :unm it'ltl'(' l'at·tlinwt!! n e !'abllf'g'fl2ione d i <JIH'i pi c•ni<•t•i r·IH• oS<t\'ano opct·ar<• in silf:ll t<' cnntl ir.ioni, cm inYece da, e()mpiallp:t•re la Rot•l.e <h•gli oprt·:Jti, i qu;lli. 11011 pntPmlo ~·~<:t•l'P tr;l.tt<· · un t i l1111!!'n tpmpo ,;nl posto. do,·eynuo flopo qnalt-ltP g io1110 dallo inter· Hmlo. talor·a flopn pndt~' orr. <·~,.:t·t·c >'J.!")I~th t·ati assog~c·tta-tHlosi, dopo J' opet·nzione, a ·q twl di:;nstt·o~o tr:t:o;pot·to a, t·ui non si era- voluto rspo l'li pl'i1lln. OHiwn c.osa nduuque quM:ti po~ti ;t,·nnzati, ma. 11011 per fa,rvi ht g- t·ancl!' !'ltit·ttt·!-!'ia l' tnnto llll'llll cpw ll;\ cl t·g li adi. <~nai e tlttlHpH~ la via di u~l'ita '! E~sft fu pt·Psto t rO\'<lta c fu Ja h nona. Ri CPrt.:ù c·ior?o tli f:w c·oncotTere i due mf>zzi ehe abbiamo a nostra disposizione·, cioè da una, Jl<ll'tt• a,·,·iein;~t·r il c hit·ui'g-o al ft•J·ito JH't' tanto JWI' f)Hnnto l'ittsl'i~se :t· fJHCllo possibile esercitare con efficacia. e .sicurezza l'opera sua salva.lt•it·t·. <· llflll';~ltra. al'l'ìrill<lt'l" i fc·t·iti n.l {·ltit'tn·~o, riccHTe ntlo ; ~ dnr.


TR.Irl"-1 ~ 1 E:\TO

Tlf.l.l E n .llln: I~'H II \IITl t.O I•.IRI o· IR ~I A IlA Fl tiCO, ECC.

ij

17

prorr('<linwuti cl'indi:-:t·utihilt· pJ·atirlH'z'l.a: tuig'liom1·e o r.oRtl'l!i J·<· ntl · ùirittui'H i tn1tti di :< JJ·;Jda c·l~t· intc'JT(•tll-\'1'111() t1·a la l'l'olltf' Nl i. primi luog"hi di c·JJr'a: nth·J·,..,i di'i nwzzi di tm,.;podo più ('t·lt•r·i c pi1ì t.t)mocli at'tn..~~:zn,ndn t• ro,.;tJ'IH'IIIIo \'!'ttuJ·;• <llllomo l•ili :<)l{'t·i;d i a u-ollllllt' \ ' UOt('. a :<òspensione mzi1111ak t• <·on ;tllllllOl'lin,;Jl'lll't• 1ll·Jic· ,.;<;():-;; e. Quanto alLL da.bilitù noi itnlh111i al.ltiamo dato nn I'>Wlllpio lullliJH•~<o (:(lj)l'Pudo r:t· pida.mentt> il nostro tP;JtJ·o di ;..!'111'1'1'; 1 c·nu 1111:1 J't•tl' eli ottime ric in mnl'i· ~<>i ma partP c·ami••nalti li c·lr•· r·;Jg-;!ÌIIIIg'<'\·;rn., lc· lllilg';!'inr·i ;rln•'l.Z(>. ~on COli · tenfi eli IJII P..-,;to. ahl•iamn c·n,.;I J·Jr!lo. );ì don• ;IIIP Yic· 11011 ~ polt'I'<L ntldi,·enirt!, d e l)(• solide tpfpf••rid~t• t·h~· htll1 11n nwg·Jiilit-aiiH' IJte risposto al J'l'Onto tJ·:Isptwto eli llllilll'l'o:<i l't·1·i1 i 111\' 1'«'1~ l'ad.)zioJJe di app()siti C<ll'· rellì. in <·ui qu elli pntP1·ann I'ÌllJ<IIIf'l'<' non solo .s(•duti 111a t'Oinndamentè ~dm iati. Qn Pst~> nlri111o JJit·:t./.tt di t J·a:<lu"·to ... J·ima·ito 1111a. ,.,.J·a eil·elaziou(': ce lere. di fa('ilc · inq• it•g-o. ('""'' soth·;~ (-' ,·;~ (·nn nl:t)!g'itti'P pnssiuilit;\ i feriti al t i1·o nt•mko. (', date> le• c·nndizinni in rui qn<•ll i :lhitualmente \'el'f';a.vano, (' ÌO<' f'Ol H' u:-:orio 1111 po' ntlm:o, non indn('.Pnt neani'IIP n e i pusillanimi e nei non :l\T<'ZZi a t a l W' Ht·J·c di t•·asporto alcun effetto mota l1, perni<:inso. l Jlli'Zzi automoltili JH·l pl·iuto Jtt'l'Ìndn 1lc· lla !!lll'l'l'a fu1·onn pl'C:>."o tli noi molto x(';JI·-:i, pt'l' <·ui non potdl••l'tl PS:<t:>l't• impi<·g'ati IH·I numel'o t'nel modo rit·llil's l,> p<'l' il l1·aspnrto ciPi fpt·iti. Fo1·~c se !H' sa1·<•bhP!'O 1·i!'ava ti lll:l;.!l{iol'i Ya 11 tag-g'i sP ne• i'!lsst•ro :<t:d i lltt·~l io tlh·wi p l i n ari l; ~ di.~r:ihuzionl' e l'uso<' ;;c si l't~s,-.:r• a d nltato sin clal p1·imn tPmpo il ;wnrn'<li mt>uto. a c·ni si arldin·nnc· iH si'!!Hito. rli <·tlii!TII t J'al·li pl'!..'-"'"'n i ~randi Conll-l!Hli e h• Jn t(•lld(•m.~! pt· l· l'al'li ;111luin•. dit'tl'fl 1·i<-hic>stn. Jl(•lk zont~ in (·.uj il Jm·o J:~o <·J·;l •·•·i:la111a fo. ('icì Jll'nl·a l:t lll't·t•s:-:it;\ f·hp Rin llal tl'IIIJl() eli Jl:l('l' si ]>l' lisi al lllrl do t·on c·111 polt•J· disp01' 1'<' subito, nwr<·è \'Ìg"ÌIP t>d nt·ulnta rt•qJJÌsizimw. di'l 1111!11t'l'n 111ilg'g'il11'e pos,..,ihile di a-utn· \'Picoli , nont'hc' a qtu•llo c•cut •·ni poll'l'lll' 1':11'<' t·n:<h·uil't' C'o)la 111a~:-ima faeilil.ù e pl'tllltt:>zza :-:pc:onrlo il bi ;;o~no. Risolnta h~ PI'Ìllla p:ntc> <il'l [li'Ohii'III;L r.,~·ilit:'t (' :-:riluppn dt> i llii'Zzi di !.J'aspn1·to - J·imam·,·a rla l'isoln•l·t· la sc•t·on .la , p:11·imruti -~pi · IIONII·, ('Ì()è IJ11t•lfa l'i)!llill'fl:tllt't• il II IIH)C\ ('tl!IJI• \':t tlÌS!ttt,.:((l il f:f'I'Yizio JH'I't'ltè ai fcdti (tstco-a-J·tic·ohu·i, i qll<l li iu sostanza ra-ppresentano la, m;\g· ~ÌOI':tliZ;l- tm fJUelli d1<• J'f'damnno ht c·ura illlnwtlìata, po:-;s:t quc~:<la real · IUf'lltC liOllliiiÌIIÌ~tJ•as i Jll't)Jitissima JH• Ì Jll'l'iOtli eli ]ltlt·:t afllne nz:l , Od Ìll IIIOtlo r·c•latintnu·ntP pmnto JH•i pt•1·inrli tli ~rane!.- afliiiC'uza . ~c·gtdamo d t•tti ft.>J·iti dal moruPnto in c·ui \'l'llivano colpiti. [ pi'Ì111i ('IJ t• <J,('l' ( li'J'('\';t!IO ili l f · l'() >'I.K'C>~T'i'<() l'l'ilflll Ì poJ'IHfl't'iti, i ljliHii (' 1'11·110 ;m(')te Ìll p:n; (('lllfll) i jH'i:tJl ;tr'LC'fit·i de) l'llf'!~f'SSO 11011 t<JlllO JWI'Chè a.\'('\·auo ctu·a <li Ot·t·lnd<•r·e la fl'J'lfll·. l!tmllto JlC'l'c·hi~ s i afl'r~;~ttantno ad immohilizzaJ·(' l'aJ·to ;tthtttando. "~' ,.:i tt·att;•1,·a d i fJIJt•lln sup••J·ion•, il ht'a<:cio o l'anttuhrac·l'io al tr·o!H'O <' , sp natb11·nsi di qnPIIo infp•·ion~, <JHidnando l' ;trto ft·nttm·ato al ~~IliO <·ni Jllag·g'i OJ'i rig'Uil 1·cli <' h•gn.ndoli <·•.n dPi li<>lll]!li<'i fa.;.-.znletti . '1'1':JI 1and o~i rli fel'itc• ~ l'ad deJl;l co:::<:ia. n dc·lle a1·ticolazioni d cll' anC'a c dl'l giuocehio sa1·ebbc stnto <lesiderabile che i pazienti nou fossero stati mO:s:<i dal luogo do\'e caddero senza che il IIIPdic·n li an•sst· pl'ima ,·isitati f' Jtwdi('ati. L'l'l'Ù <·iù non potf'ntlosi sem·


518

J'll.\Tl I~I E.\TII IIEI.LI. FEHIH

U-'TUHU11UH ..IIII II'Ait~l.l Il\ Fl Ut.li, ECC.

Jll'(.• fa n·. c·:-::<i, t't Il!.· II Jld g-li :dtl'i l't•J·i1i d :· ll';tf'ì.o .n J\•t·~nJ· t·, n : ui\·ann tJ·a:-;pol'htt i in l•a J·piJa od iu qnal:-:iasi a ll1·a UlaUit' J';I piiÌ ~l'wplice a l l•t::<(t> dj lll t'di <·azÌOIH: . J) tl'ii:-Jli :J·to t[Pi l'l'iltllll'<ll i di L'CISC i;t (• rrami.>a o c·oll'ol·diua r·ia. han· lla <\ :-(;tto J·aJ·aJIJt•Utt: riro.rt nsci uto 1111 ml'zzo colli odo i11 g"III' I'J',J o\1' il tc·r·t·c·llo .-. pl'r lo pilt ;wc·idPHtato , lanJHlt• il pe:-o dd corpo ,-il·nt· a ~m.,· itan· sulle pa1·li JP:<e JII'OI'OI:HlldtJ 1·ivo dolore f' danno al fc•l'ito. :-\i ,-. quindi :<t·llt ita la lll'l't':<sit:ì t'11 e per tali )(':<ioni :-i ill'l'Sl<t'l'() di:o:loolliiJiJi rlt>Ji t harr·Jic• l' Oli )'Ì;IIIII Ì11f' lillat·O Sl'lll(lliC(! O ciOpJ>ÌO o dw IJIII':<to n·ui~,,. alh·:<t ito, itiiJWOI'I'is;tJJclolo, s ulla hat·ella ut·ùillttl'ia. l Jc•riti tlt-ll';tJ·to '-'li]'t'l'Ìon·, (jii HI Id o Il' \'O IIdizioni loro l.!'l'llt·t·ali Jo pet·· uwttt'l';lllo , si pnl·t;ll :1110 ai pc 1st i di :<O(·t'(II'St) il pi;·rli . Rin qui lllllliJIIt! Jtlllla di c·:-;:<pu;..iallllt·n t,a rlii'CJ·so da qna11to si f:H!l'Ya !H'lk ;..,'11(• 1'1'{· pd;..salt•. l! (';J JIJIIi<IJIII'iltn ('PIIIÌII<'i;t a th-lillt'ill'Si eoi l·<>Sli c]j Jll(•rJkazi o llt', il t'Ili rnllzillll;lllll'lliol (> 11111101 111 t·ctl llllllat· di I'Ol.ldotta d c•lla g-tll·IT:I. l 11 qll t':<la inl'atti lltllt :-:i ha JH' I' lo piÌI cla fa t·e t:O il 1-!,'l':tud i llliiSSL' OJil' l':tllti, 1JI'11:-Ì ('Oli pi (·r·u)i I'I'JI<ll'ti cht• ('XI'g'llclllll alt:HThi '' ('011 (J·cl;ll t;l(·<·hi I'I' J)(· IItilli O :-'l 1'1' 11111' IÌÌft·SP SII lllltll(;lg"llt· t'l[ Ìll tJ'illtt'C . 11 ltlt'· cl i<·u qui11di 111:11 p11il :-t:H·c·ar:<i d:ti so ldati, 111\ JHIÙ ;trt<•udt•t·e i feriti ·J onl~tno dal liiOg'cl di'l t'CII!Iblll tillll'll lll. Ili qui s i ì• nJ·ig-il1;rra g raclna)(• <' l'JIOII · tant'H la t l'asJ'cJ I'IItil ziollt\ l ~~''' t·tti 11011 )'i :·· ('l't'dillo pitì ('1111\'t'llÌt'llfl• illl· 11Ìilllfal't' il Jlll~t o OJIIÌI'II JH'l' l'< '!!g'iiii(' IHo l' lll'Ulllli' llo IJlll'IIO jlt'l' lmlta · g liollc·, 11101 si ì· :-<t ·ll!ilo il l.i:<c :g llto eli :!l't'l'l' Ialiti lllll't i di >'llt'('OJ·so ljll.lllti 01'i111t) i l'I'Jiill'li Ctjll' l'illltÌ t' ,J'illl)li<llliiln• 1)111':-ti pn:-t i l;\ ll lii'C il lotWil st' I1:<0 <' 1\ •>JH' ri t-II Zil ronsigli:tl';tllc o. I n a l tJ'i h•J·nlini ,i,~ J·iteuuto li<TPS· :.;ario che, <·ome spa 1·si r.1·auo i t'Oinl~;tttcnti , co:-;ì tloresse <~ssel'e dissem i nato il suec·ot':<ll. ( 'oli 1·iù. coltJ·<· a J't'lldc·n· qnt•s to piÌl int!IH!di<t to ~ pÌÌI <•l)i(·:tc·P, :<i ('I'Ì(ill'il òlllt'i rt• lo ad ti(•JIS;li''Ì tJt> j 'I IPdÌc ·i l' tlt-Ì 1Jill'1.ilft'l'iti IIClltl'!rì· l'at11n!J·p <li lllf)lti tt't•J·it i ·c l post<t di llwdit·iJZillTIP t·lr<· !o;!Jl'Phhe ~lato l'Oli piiÌ I'; H·i!il :'t (ll't'>'O di lllil'<l cl;~l ll" l!lic·o . Tl'<lJ:O formazi otw acl u tll) 111~ d c•i JH):<ti tli nwd kazione i 11 po~ti d i so c· c·oJ·sc) rl i rtiii!Jt'ì'n \';il·io. i qlt:ili, nltt·;• ;t 1Jl'fll' l'{'cli'H• ai lo:lll'l'll t'si t• ltil'lll'· ;._:i(·i piu uJ·!,!·c·a!! iu Jllntlo pron Ìl<IIJ'io lc'lltP:< t:rsi. t L'ili'IH·ntont il'. <·a tt'l('· r·ism i t•Jirlolll'rtJ·:di. t'<T.l , . nlnc• acl o<·tlml PJ'P l<• fi'J'itt> tnttOI'<\ :<:t'OJH!l'l l; \' " :'L sonamini:.;tr·:n·e nwzzi di <'t•Uforto ai eolpiti in istato gr:wc, dove . ,·ano r i!' JHtllllt•J't' al <·cì mpito pJ·iudpa1i>•·ilii O dc·lla intmohil izzazimiP pT'OI' · i' i)o:ot·ia clt·lh· fc·l'itP oi'h o-at·ti eo i:IJ·i nt>1 modo altrol't• indil'ato, I'P'Ì cla rPndcre HH'IIù noc·i1·o H traspo1·lo dc·i pazienti ulla :-;czione ùi sanità. 1·: qllÌ f'Ì tJ·m·i:r 'liO ditlilliZi :tll'nnit:'1 ~;tnitaJ · in più tli:-:rn!'s;t ,. pit'l ,.a,·iaute ntr appl·t•zz<lta . l'tJ:.{1io tliJ·c> In sPzionr ùi sanit:). Vi è stato chi n e lta Jll'npost:i l' abolizioni': ma non c·o1npren rlo pcrcbè s i dcbha aholire 1111 Ol'g'llllo l't'l' :m'<lituirlo 1'1111 1111 :lltJ·o c·l11• IH' \ISSillllil In fuuziom•. \'i t· swto inl'l·r·P t·li i lin pt·nJHll<ln eli t'tili ~·•.' J'I'ildn <JIInl 'e\ lll<l ~·~c\ non c\ pos· :<ihilt> t·ol pl·<·s••rttt· nwdo eli t·omhatkr·t· c· ;·nl l!t'llt'l'l' eli ft•t·i!t· c•hp )f' ;u·nri. moti PJ' III' :<o1-!'liao11n pl·n!lui'J'(·. \'i 1\ intiJH' c·lii h• nw1•• aflid:ta·c• il I'ÒIII]lito (')o:l•1n:-:il'll dp) >'I' ITi'l.ill eli ~g'llllllt!'I ' O di l11it i i fpJ·iti d:ti Jlli:<ti d i :<l)('('Ol'l<CI llllt> l'l'll'ol·i!· ,. clt•lln :<llli:<tiltllt'llto eli c•:<si: t• fJIII':-ta :t lll a• spmhl·a la .-oht ?.Ìoue più lo}.!'i1·:1. E' {;1ll' e tanta ln iuqom·tanza <·h" ha ·:1'-<:.:nntu n t>li'ui· tima ~nel"l'il qnPslo sPI'I'izio rh 't•:o:!'O J·:qtpt·t•:<••nta d:t ~ol n 1111 t•òmpito


II!,ITI.\~1 1-::\ TO

llELL.E FERITE U.'ìTI::U· ARTICOI.ARI O'All~IA 0.\

fTOCO, ECC.

5! 9

he11 l!l'ot\'t• pL'L' b ~'<t~zione t> du · i1 1 t·t·r·tt: t·ir·co:..:t:Utl'A' può pet·sino t·iust·it·le ecn·:-:,.in>. n ·altmudc :-.i n•r·r·Phlw eo~<ì a J·ispoHtlcJ·c al p t·itH:ipio della. llllÌl;Ì{;Ì di fiiiiZiOIH', t· 1<Ì l'l'llllt•l'l'hl!l• :lllt'lil• più SP111p)i('t• lo ;r))l!,.,tilllL'IItO de));l I<('Zl01H' 1 H)la IJll:llP )11'1' Htll l illg'l:'ll•'I'HI'(• {'OilfllsÌoiiL' ~·;t.rdiiH• )J('JI(! llranteHet·e J'nntira tll·ltonainazinnt· e n••ll dat·l•·. tOJHe ,·nrr·phiJt' il .\lcn dt•:-:. quella •li ~P:donv ili t1·nsporto (' di ~>Jrr ; st:tlll t 'lllO. . ~<ll'CbhP <lnuqliL' la r<t•7,ionp di :..:anitù ('ht• l':l<'<·og-lier·t'IJIJt: i11 appositi >'l ti di ra<hurata i fpl'il i pru,·t·llit·rrLi dai posti <li JHt>tlit·azione c l'h<' coi :;uoi ntt>zzi ce lt·J·i di tJ·ar< p<•t·to li indil'iv.i'.t'l't>bhe ali:~ :..:taziollt' Ili ~--mi:..:ta· ltléllto. Data, la tli~<t:tlli',;l c·lil' lll'llill<l·I'Ì;lllit'lllt• Ìlll('l'('fi!'I'C Ìl':~ i posti di SOC· t'OI'SU (' ]a sm~illllp di s;IIIÌt;Ì 11011 t. pM:<il1ih• dtP Ì Jll ~t·taferiti J'('g'g'illll'lltaJi tr·a:..:pur·tino a l,t·a cl:i :t i fpt·iti :..:ino a.lla :<la;.iont• •li l'llli~<tam P ilto , lll\ d'al · nuude f> p t·ut.lentp ,-:;t <~ bilin: questa. io tt·oppa l'ieinanza d<'i posti di snt · (·ot·so pet· ovl'it· llli:<nl·t' di jll'ttd1•nza e di :•pportuuitù . E' quit11li lw11e iul · pianta.l'l' questi )11 11'( i di r;~durtaìa ai quali r·it·:<l'l' più t':w i l ~· <·Piarsi d it>tro quakhe t·ipat·o. c•d è IH•flt' che ad es~<'i r<ia pt·pposto llll u!Tkialt· medi<;o :ti'PIIÌ<' a sna di,.;po~<i~, iotH• una S]W<:ie di posto di s<wrot·so ]H'l' pott•r·e , U<·l )ll'tlld<'t't· ili eOtl:<!'g-ua i l't·riti , rin•dPI't• p ('P111pli·l;ll'l', OITIIIT~ ·rllio. )'(Jpt'ra di'i mc<lic·i t·<·ggimputnli, lll'C'f's~<<HianH·nt r l1 111111l tnnri:1 n<>i llt<>IIH~nti di ;tV.iOllf'. ('jò llJCIItl't.• l'IJStitnitt>h!)e llllH g'éll'iiiiZÌll JWÌ fpr·iti ni tpWJi IIOll H;!ITPhhe il• lll:lll(·:lt'e IJPII:· \''ll'LC tappe j] ]JI'illlO ·~O('(' ll l'sO I<PlU(II't' di 11:1 tlll'H pt·m·dsm· i a, Sl'lU p l i lir·lu.> n•bbe a tlr'OI'<l più i l f'Ùill p ilo c] p l] a slar.iont· di swistallli:'Jtto. ] l p1·opo rl't' , ronlt! qualr-unn ha f;ltfo. l'lw i tlire ttm·i dì quer<ti por<ti di t·:Hiunabt pt'OI'\'I'Ilallo al pri111o sllli~< htlllellto tli•i f1 1l'iti , 11011 mi st•miJt·a rar.iOiralt• pt>tT)u\ in tal .r nodo \'PtTt>hhn a tll:tllc·aJ't! ad IIJJ s(' t'l' izio l'IISÌ imp<~l'ralltt> J'unif<Ì d'iutlh·iz:t.(l (• :-;i VC ITPhh~•t•(l a ,;eillllel'l! lt• I'PI<JlOIISHIJililii. t·iÌt l'li!' l<l1l'C1Jlw lOill l! tÌÌ ).('nti'Ì im·ulli'Pid('llti. ('onH· pt·ul'\'t•dl:' l't• int<lnto ;; 11':1ltt·o ,·i\mpito clll' l'nttuah• or·<lina· nu-nto i<llllit<tr·in ili p:ut>t'l'<t :l·~<~~'gun. alla ~ P Zi<IIH• di ~:11 1 il:'1 t• <'lit'. !"<•c·nnllo l e nuo1·c giuste Y<'thttc, le si YOI' t'Cbbc to;:rliei·e, l'oglio dire il còmpito dell:t· •·spc>·dali;.zazionP t' rlt•lla <·tll':l i' r >-iro fl l'i ft>t·iti gt·:·II'Ì ell intl'a~<fHll'l:lbili, tl'n i f)nali nlcuni ft·attnrat.i? Qni non è cllP. da seguil'e la. proposta dello .\Jp;;"alHlt-i (' d,•[ l1;~sti:llH'JlÌ, ltl f111Hle fn gii1 lll('S"':l in I'St'rllr.ÌOllt' jll'ù SSO ,·a.J 'ii c·ot·pi tl'it~·m:~ta. alla ft·o1111•. l ' n pieeolo t·<·l•a t·to l'ltil'tll').('it·o si distan·a dall'Anob11lanza omoniuta . r, lllll' rilll:uwtHlo :tlla rlipPtlllt•nz;t di t)IH'i'ta. si atlianrn alla :..:(;'v.i orll! di sanit:ì t• prnprialliPill" :tlla. ~<t:tziouc• eli smistament·o, allogntHlo:<i pt·eft!r·ihillll"lltt· in una h:n·att·ll<•lta, don• JH'OHPdl" ngli aHi OJW"J':'tth•i ptn tll'f!;l'Hti l'l'l'lamati d:1 <l('tti fet·iti. Il <·òmpito poi tlf>lln ~-'1•<•thllir.r.ar.imtc ~1 11 po:..:to rli ta li O)l{'t·ati, elle <;erta mentE' non pO:<sorw <·!<l't'l'C .snhi t o sgomln·nt:i , Jll •tH·lll'· eli rpr<·gli a.Jtri ft•rit i g:t·a\'i, l\!1(·1!(' :..:e 11011 ll]WI':lti, j qna[i llllll JlOI<SIIllll <Jt-1 p:l.l'i I'S>'Pl'e <l l'ìSilg'· getta.ti a t m f<JlOl'll!. d e n P n tlida t o :111 n n <•~<p(·d:IIL•tt" da t';llll p n a nr h 1NiStJ nffiaut·:ttfJ alla. 8er.ione e quintli al sudd<·lto Hl'p:u'to l'llit·nt·gicn. Tal i.! itnJ}()t·tantt• moclilirm.ion(; .tp)IOl't<lta alla ~~·r.inJH'. Ila tlatn, li\ ùol'e è R' at~ mel\Rel in pra.t :ca, o i timi ri;-;ult.ati, e non pot:-1·a <~sr;ere di vers·rmente. l ·n'nltra quostiiJIIP <'~ ~<{:ttn \'Pntilata, pfl c'> 1:1 ~<t'g'llt>Hte: C'OHI'ie né, <1 pur no. ma.ntcnel·e le ambula.nr.c chirurgiche così come r<ono state costi · tuitc <lUl'alltP la giii'tTa '? Qni t'- hpn<· intl'ndt-t·si 1111 Jlllf'hino. Quando


520

TRATT\)It::O.TO DELI.L HRITE O:,TI:'U·MITI CO I.ARI O'AR)JA DA FCOCO, ECC.

queste unitù ful'ono costituite. <:11se n•mJcro OJ·rra.nizzate coll'obbietth·o ' di potl:'l'<>i rapidame nte spostare }ICI' J-:tlfot·zarc, "'nei momenti di grande nziouc, h : sezioui ùi sanit:\ NHTispondeuti alh· t'ruppe maggiormente im· p<·gHatt· n.-1 <·o•nbattiwento, c IH't' ofl'l'ire loro il mt~t.zo di curare i feriti p i 1) g-•·a,·i, qu<'lli <·inè dte !';~n:-hh<•t·o in lwricolo eli dta sP non fosser·o illlmedia.tamente operati. Pochi giorni dopo il combattimento, avendo <•satu·it.t la. loro rui:s:>iunc eltil·ul'gica. esse an-Pbl.wro t·Pùuto gl'infermi tuttOI'a dmasti affidati alle loro t·m·e <• sar<!uber<, l)<h•satc ùi nuovo a disposizione~ J)t'l' iPlWr·si pru11b• ad accon<•rc in altt·o sito o1·c il bisogno lP tltia.mltsse. La impnmta quincli ùi tali ambu lauze :l\-rebbe dovuto t·sset·c br mol>ilit.ù, c·nn11• lo t'l'<l pct· ]p auto;tmbuhntzc dtiJ·nr~iche fr;tncesi , ~Sulla fals;ti'Ìg;t dt>llc quali esse ftll ' (lliO alh:l-tit<'. :0:1' non clte si riCOllt}bbe hpn pn·,.to (P lo stcs~-<o Baldo H o..<;si, {')w [.;(• ne può considemre il promo· toJ·p, lo attf•stant 1wlla sua THPIIHll'Ìa << Gli ospednli chirurgici mobili di M ilauo >> pnbhlicat:l uella Riù:;ta. o:;pnlolicra. del ma~gio 1918) che .tale mubilitù 11011 anchn·a in!.c$a, nt>l sen>:o che l'amhulan:~. i~ si ùon~S!Se spo~<lal'(! di contilnto J•Cl' JH'O\T('Ih~ J·t· ai ~-;o l i atti opcmtivi las<·iando ad ·-lll·i le <'Ili'<' <·u11sr<·11t in·, l>ensì 11el senso <·h'essa fo!'se iu gt·ado di por· t a l'l'i l'a p ida Ili Cli te <·oi propri lll('ZZÌ là don• I)C<'OITt'>'ISC l' OflC I'<l ~Ua, pur •·imaiH'Ildo tllr r.."J>I'dal<> 1wl Hl'llsu più Lu~~~ della parola, val dire t ra tti'Hcudn gli liJH: t·a ti fì ne· hè 110n fosse 1>os!-ii bi h l e R<'t'\TO di pf>ricoli il l oro :-;g-omhrt·o ,.el\"0 gli ospedali ret1·ostnuti. (Jiò llllllllPsso, l;Ì veniva. ;L toglien• og-ui ca.J·Htt<!l'istka ~twci:th: all<' amlnrl;urze dtin11·g-iehe, ]p quali li11h·ano «·osì <·nll'«'<JliÌ\"fdt•r(' :Hl 11110 di'i nost t·i os1wdaletti da t'<tlll]lO spc· <·bliz.zati ed adattati allo ,:c-opo. In <~fretto ](' amhnlanze hanno finito •·olio immobilizzaJ'si :tlH·h ' t'l'~<<' . t·ome g-li ospcdalt•rti, t: JWI' giuntiL non lwunv pvturo jnunolliliì,zaJ'i<Ì in 1111a linea più .lntuz:~tn, perclrè la. ron· d ott;~ della. g-lh'ITa t.>d il 10J'o modo ùi funzinnat·p non lo <IITPhbeJ'O per· mes,•m. Così st:wdo le t:ost~ , il nome nou Ira pii) ,·alor·c: t·h<· <lrtta, uniti~ si chimui mn\ntlallr.;t <·hii'IIl').{il'a od o~p<'dal<.·ttn . po(·O iDtpm·ta; l'<~sen­ zhl·le Si è che l'i ai.Jhia- J)O{'O J'ÌIÌ indiett·o della ::ol'ZÌOllC lllHI· llllÌt:\. COn pcrsGIHtll' sanitario c.>l'dnxintm~nte (·•HII)l{)stn di ('hinu·ghi. <lì eani<Hit, in mmH•J·o suffic:ieute pt>r pvtcl'e opemt·e ahu+>no in cllw g •·uppi <·ontem· pornm~ameute, c cl ' infermicri al>ili .di pro.fe-:,::--inne, 1.! tOn at·mnuH•nt<trio, t·amerc opp1·a t ol'i e e tllCZi',i <li stc•ri l iz.z;w.ion(• d i tna tc>J·iale <.~hirnrgico. Con nH' Z7.i spmplici, in tt>•upo l~t·evis.. imo, ~;i p(ltt'(;hhe d(•i uo~tri ospe· da.letti fare taute <li clc·t1c unit;ì chil·m·git•lw :o;p<•c·htliz.zatl• quanto si prc· snu lP possH n o Cl l'l'l n·t·Cl'P li<? l' p<' l'Ili l' ttpJ·p n li' ;ts~> ist e 11 z:t e h i rnrgica più pt>t·fptt;l· 11110 f'Yilnppo Nl nna. int<'nsit;ì c·ommil'urati ni biso~nL gd Ì(} Jasciei'l'i all'unità il nome di amlwhtn:r.a c:hirurgica in oma.ggio alla istituziOite che <.li :-è lta. impn~ssa. una· impr,Jnta t·o,;ì Pletta e ~ednc-ente; per·ò tof!licrei :ti ti P•> rome fu coucepito (JtHwto di superfluo e cl'ingomhrante gli fn d;lto 1~r pott>rlo r1>s1 pirì fndlmcntP inc·l!Hl<'l'e IH>Iln. organizzazione "'a nitaria militare•. L:~ stnziOJH> di Htni HtamPnto a<lunqtH? in1·iet·ehbe fli i'<•Uauwue all'a.m· huJa,m.a chirlll'g-ira, i f!'l'iti gravi <·h<> ptll' <·s~<Pnclo sta.ti rironMriuti possibili di trasporto e quindi non trattenuti a.lla Sezione, non pos· oono tntt:~dn I':Opport;ne impurH... mente nn I'Ìll~gìo t•·oppn lungo, tWvc;>t·o


TRATTA.Ill:'\Til m; u .t: n :111 rE 0:-<l' f.O·ARTICOI . IIII

II' ·IIDI A IlA Fl UC11,

ECC.

1)21

lanuno bisog-no di 1111 tll'g-f'nt<• ~o1·rm·so (:llit·u t·~i!·o; c tt·a. t'JUcsti fc•t·iti \'i ~~n·eul.H~ro a n~lte dt·~li <>stPo ·a rrieoJari. N:t t lli';Jintcn te essi l'ken•t·~bhct·o neil'amhnlanza 11011 solln.nto il tt·attnmento dli1·nt·~ico, tH:L anrhe l'u::;r)(~­ tlalizz:tziotw: •li q11i la H<·n·ssit:l l'ltc (IUI'IIa sia ful'llita di abhOIHiaut.i mezzi ùi J'Ì<·0\'("1'11, e j>{'J'elt<\ pos:-a ~opperi1·e a . 111tti i IJisn~ni :IIH:IiP n e i lllQnte11ti ùi aziont' intensa, 1'! stata. ottinta. l 'idl'a. di appogg-ial'ln ad 1111'altl'a 11nitù s:t11ital'ia (uu ospedalt•ttoJ chE> sat·ebh<• b('IIC fos~;e m1•sso a l la. s ua dil'<; tla, dipt·IHl<· nza Jll'l' e1·it:ne !)t!P!:tioui rli competenzl'. Don! d!·\·ono !'s>~<'t'!' intanto snJistati gli :tlt1·i feriti ostPo-articola.ri ('!Je JlE'l' !'SSI'l'C IHPI IO g'l':ti'Ì cJei )ll'!'l't'Cl!•ti ti 111111 1-(0110 )li ' l' !lliP~tO llle!IO iu tct~:;;o.santi an•ndo, l'Ome si è ,·isto, qtwsi tutti IJisog·uo di p,.;,.;p t·P opet·ati e rwl più ln·en~ tt•tnpo, 1·ioi'· non olti·t• il tc·1·rnint• lllas,.:imo nsst·guato al -pel'i od o [H'!'Ì!:fp(t!\·o '? L1• tli·w J·t·pam.l' t.: lt'nano sot·te nndt c s·n quc•slo :u·g-onH•nto, ~;ono o1·awai so t·pas:<all': c tutti u~~irlì r·i1 ·n no~-cono hL llel'CSsitù c·lt .. ta li f'Ni1 i Yeng;lllo dalla ~t.; t1.ione di s)ui,.;talllento di r·ctta.mentc illdil'izz;tti agli ospt'lla l i adihiii in utodo Ps<·lm;in> pe1· essi e ~l'agliouaU a poc·l1i c·i1 iloni!'ÌI'Ì di distanza cbtll'atnbn la IIY.a. Ta,li ospeclali devono <.•ss(•t·r a l iP~fiti t•W liWII'I'iak• 1H·op1·in t • 1·nn per:-;ouale special izzato c•d :lllP ll~l.t() ;l t<Ìilll] g'l'lll•n•. di t'Il i'' '· in ~Ui~<a t!a VOÌ€'1' e:;si SQlll· ministr·at·t• :~, 1 fcl'ito un ]H'Ollto soc·c·o·J·xo t·lti t'llt'git·t· rlelinitiYo uon r hè il ri('(wet·o stnhilc lll•(·c·s~:ll·io JK'I' il huon a111ìnmcnto cll'll' atto operativo, l'enza, esse l'e obbliga t i a s:,?:ontlmu·e ÌJJ te111 pesti v:uuen te sotto la neces:-;itù. dPll'afllnsso di nun1·i rc·l'iti od ammalati c• 111'1' or·diui L.t!is.ltivi Ìlll · pC'r·iotSi. l'a l'l'c'l' h i c·(JI·pi di n r·nta,tn arlottat·n110 a. gupna iuoltrat:1. tale dispo~itivo; e !lot·uw ben chi<u·" c dt>lit1it" fuJ'OII<J \'llt:ttt<ttl~ in Jll'ùJlOFòitO dalle aut01·ità :,;anitaric s upct·ioJ·i f<wc ndo uutat·<' J'utiliUt c l'm·gt•nzr-t del JH'OV\'P<limm;to. L a ~-:p~cializ~.:t:done d t•gol i ospP<'lali J•Pt' i ff.!riti o,;teo:1rticol:ni inf<ltt.i impOL'ta. anzit11t tu P<:ollromi:l tlt-1 p<'l'sol!al !' chit·m·!{iCo, il quale t 1·ova <:o~ì la sua n.•r·a 1: g-iusta dP»ti llaziollt> ~' nou l'imane sparpagliato m•lle variP 1111itù. sauitarit• on• ri rli s<·c t·tdl'l'sspJ'f' o del tutto iuutilf' nd insnfli!'Ì<'tlt<• :1 1 biso~no. Tmpor·ta l'Ziaudio ~ ~~·ononJÌII· dj ma.teriale ~~ di og-g-etti di tn <'dic;lzioue llonC'l10 di stnunenti c hit·ur:rici , i qna.Ji :llr:--A<·lu'- Pl-ìSI't'c in moclo nuiforn•P t• 1·utiwu·io cli:-tyilluiti n. tutti gli Ol-ì]Wil:t li Pll Ol<JICdaiHtti, SO!It) ÌIIW' C' l' Ìll ]ll'iii('ÌpnJ IIHHJO a,.:~c•gnati <~ quPlli tt·a ,.,..~i che hanno il mau rlato di tur·a J'(• f1•riti in ~c·npr·p, <li'!'IHlosi <'Ul'<l· di rlifft•t'(•nzhl l'l! l'a.o.;f.lpgnazione s••eondo il g"Pill•n· tli ft' r·iti <·lw ogni ospcùa le 1\ eh ia ma. t o a SO{'rorr·<•r·c•. Ri <·otnpt·tmde dopo tutto questo l'itiiJHo t·lauza. ma:-;:-;ima del st•rvizio rli smis btmcnto, a ru i ~olo ('. dol'nto hL fP lit e !>Olm.ionp rlt-"1 <·outple~:-;o l'c)mpi to di rlif.ltril>n ire i feriti nstt>o·artkolat·i n<\Ì vari i luog-hi di c ura l'he ai medesimi comJ1Ctono, evitando ritardi, erronee assegua,.,ioni, affollamenti delle singole unit.ì. Chi è prepo,;to a, tale servizio dev'e&sert'! perf;OtJ:l f·ompetcntiss ima , hellP et1otto rklln ~ll<l· <lP.litata missiOJH', :thit uato n..;:n per prone<ler<• e pren~dere n t (·!llpo. E :.d i dC'\' C se m p r e ll\'f>r pre~<'nte i·lte 1> pilÌ ntile per il ft>rito pPrc·(wrerP pochi chilometr i in più :Lnzi<.'h?- vroclel'si procrastinato il ~nc•rm-sn OJWrntivo orl ahhrevia.tn la degenza n<'l lu ogo don! fu opc•ra1o.


522

'1111'11'.1 \l L\ To OELI.E: FEIIITE Q,Tf:O·MITI C(li~IH l U'AH~IA UA I'I ' OCO,

ECC.

Xr lltPilo impo1.·ta11ti sono la o J·g-;rninaziotu: ed j) fnu?.iouarueuto dei J'l'pat·ti w<pt•tl:tlil·t·i . tla. c·ni .-:-:dul>intJJH: llh~ dipt•JIIl(• la :sorte ùi tanti jnfl'lit'i ~> :-:11i qli:tli natJn·:llllll'll t(• JW:-:;1. t11tta Ja. J't'!>pon:-:abilitit dei rhml· htti. E non fn:-::-:1' IH' I' n l t l'l) tlu· p~>t· il J'Ì!,\'0t·o:-o a,c·c·el'tamento di questa, jo tt·o,·o olfJ·I•ntodo ~insto l' 1~ 1z ionale il piano elaborato dai proì:I. Ale:-:· :-:a.nd1i. c Ha:-:ti:.11wlli dd .:-;1·tton~ ~.:hjrnL"gito nuieo per og·ni 1:0rpo di ;nm;tta., a.ventc n eapo, quale dil·etto J·e profl•:-:l>iomtle, un chirurgo speri· DlE'lltato, l~~"d"l'ihillllc' n!t· un t·lìnil'o, la ('lJÌ azione~ l'ii e.s.tendet·(•bbe da i po:,_•ti di soc·c·oJ·:-:o ~<ilio agli o:-:ped;tli d1!ll ~> J·e.tJ·o\'ie. ~011 starò qui a t•ipct!'J·p tnt1c Il' olthiezioni •·i,·o ltr a qnt•st.a sann e geniale co1u:ezione, le quali non pos:oonc, :were più aknn mlotc una Yolta che il piano in p:t.l'Oia lt;t :1\"lt(H la Sll;l ('S!'('II:t,i>•IH' )'I'('S~II J'l'~ t' l'l'itcl fralH'(' S(' e éOU SUC· c·P:-:f.;o. Xt'> Jlli.l'io •b11· ra.!.!io tu· tiPI JH>!Titè si d1·hhn :-:nbuJ·dinaJ'l' a rlitllcoltil tl 'ordillt• )'lll':tlltt' llh· IHII'IH ' I';t t ic·o t' f·i~t• :-i po:-::-:ono f:tdlmentl;' l'liminar e, nn n·1·o <' ~ mndr· intei'P:-osc• d ' intlol.• pl'i,·;~ta c pnhlllka. J >inanzi allo intir•·it·t· di 1111 fl:q..{t·llo I'OilH' la !!"''l'l'a 1ì hPIIP c•lw tnc:<:iallo le mesc!tirw fJIIt'stic:ui di ~r·J ·;n·,·ltia. <' s:ti'I'IIIJc· oJ·amai tc·lllpo ehc. c·nmt• l.wn ·dit·e il l>epag-i•, la ('hit·n•·g-i:t l'l'll)!a pl'atintla IHlll pi ù 1·ol pu:rno <~ (\OlhL :-;pada Llli~ r·ol 1'1'1'\'l•llo e <·ol hi:-:t ot·ì. L'idc•a l1· s;tt·ph),p di t l'al tt•lli' I'P i fe1·it i os(t•o·:n·t·it:ohu·i negli ospe· dali rll'] ,..;f't(m·p :-:ino al la J'oJ·m:lzione c·OJH]'Ir·ta tlt>l <"allo rtl :tl J'P.Ìlltl'gJ·o della fnnzioll(' :11·ti1·obm', ma ,,.. 1':-:Ì)!I'It:t.t~ helliclt(• il p iù tlrlle rolte ciù Ili) li jll'l'lll l'l t oliO. J'c•l't'ÌÙ :->l )'IIÙ tlal'l' ('OIU(' IIOI'lll;t c·JH~. tr<ISC'Ol'S() il \)J'ÌUIO )l<'l'i odo di 1'1 11':1 . 11'1' . qnattJ·o splti.m:IIH' - ~t• ll·an te il qualE' ><i i'• ~;erta· lll <'lltr~ J·a~:.o;innt;~ la stpt·ilizza.zioJll' dl'll:t ft•rita c•1l a,·,·iata. la formazione riPI 1·allo.' ·1ldti feJ·iti JHI:-<sono t•s:-<l'l't' traslocati in t•stH·Ù:\li t c rl'itoriali. J'J'In·,·id:llltt>llll· ;-;i <\ Jll'll~l(t) a ~pt>a·i:lliz1.at·c anr·ht> I'Jlll'!':ti ultimi , e 1·iò Jtt'l'<·lt~'· g-!'inft'J'JH i 1·i pote:-::-:pJ·o !':ia <·oll!inll<ll't' lòt cm·a in cOJ·so, !Olia inizia J·p in t••ntpo n t ile· P nel UtcHin più pt·opt·io l!' l'Il l'e (·omplementari. E' pr1· ljlll·:-:ln c·lt1• tali nspccla) i ~n 11o ~tati foJ· niti di tutti i pl'C!<idii h•· J'n,pPnti,·i. t~~·tnp("di<·i c li:-:iotenlpit·i. P nt·autc· il sCC'OIIclo pcrio1lo clelia g"lH'l'J'a noi 111• a)ll,i;:JIIu an1ti a !\1 ila no, H1·P:-:<:ia, )f;1ntm·:t , P:nma, :'\Iofll'Hn. Holugll :l e H;ll'f'nna ; JH-' I'tÌ 11ou :-:Pntpn:, 11 ~ in tutti. i risultati (·Orl'i:-:pn:-l'r·n nll':tl<IH'ltntint, e dù non tn11to per tlifPtto ùi ot·ganizz;l· ziou<• q un nto JWI' la s(·f'lta 111111 ~~·n qtr t> f<·li<-c• clt>i snnit.ll'Ì inc;tricati drlla tlirrziotH·. Non po!'<:->~l cl tj utlere <t uestn <·n pi tolol Sl'llza racc·nnu1.nùa 1'1• n ne ora nna volta <"he !;ia.uo risparmiati ai fcJ·Hi n!'<lco·a.J·tic·ol:tri il più eh' <\ JlOI'i!'<ibilr le traslocnzioni frPfJih'Hti ('Il nll't·l'ttatl'. P<•r <'Sl<i 1\ st>lliJH\' più vauta;.:·g-i 11so inizi:II'P la c· ut·a :<li qnalsi;lsi ;!Ìar·ig-lio Pll in qnalsi;tsi llltl· dP:-:to amhil'nh· <li n:-:ped:tlf' tln c·nlllpO c·l11• (os:o:t' l'l' tt·:t.!';fc•t·it.i rol più Ctl· mOllo tJ·(· no $anita1·in in 1111 Jontnno nspf'tl:d1• lt'nitot•i.all': l' 1l'a ltra part e <\ jll'l'ft•t·i Ili k l'lu• il re!'i t o ··nm pia un ma~~ior p(lt'(·oro;o <la !hl. prima linPn JIC'I' J·ng-g-iuH~t'l't' J'ospPtb Il' O' '(• pnù :t,l"l'l'l' nn:l :-:o!':tH 111<'110 bJ'E'I'<', nn:r.il-lH~ ;-;tthi 1·r itt pncl1i ~ior·11i •lrllP t t·aslnenzioui -.:ue<·P:-::-oil't'.


523

Rl!lf.TO(~ R U ' l:\.

~hc.

f: :\;<~U relo p rotmtfbl"\~ di pott'l' l'd (l(\ :l_!:!l io m N l l' I Hllf!:trC tut le lo pu uhlicazion i

nrin t:\ e dumn to h g-ucr t"<t . .~ono app<'rf>c :;nll 'a.r_gomonto d a. 1110 tmt tato. ~~·.lvo poch•· ecr.:nioni. ciw rb 1n l l<tnto qu •ll n sia ntjJ:tto u<~_gli ultitui armi o tla ttt O. tUla pnr uua. c ;lw;nltattJ o nell'origittal(l o ll l'. i r i.ts~unt i . fu nwllo d i O!<RC si 1J'ovt-rit ripnrtat:.t la LP.'tumtu r;l prnc:od~11to. !-i''!! tdrò n nll"o!Ptwn "imli<:t- :tlfahotiM d og li ;\lllOl' i secondo l'o rditu~ <}ronolo/,!icu •!oliA lcn·t> pnl!l•lit:azioni. AtHlALH t·: . Ap;mrer·chi 'J~'~"'f!l'i 11mw/i t!he prrmrl/ouo la m.ediNtlllm d~l/P: ferite (Prr-:<s(l 1111!-,dt<'ale HJI 6. 11. 15). AL'RtH:CII T ( L'). l'mliNI chir. in 1111 oRpedrlic <la r·r,npo. P liineh. 11\f'rl. \\'och. l !J 15, Il. l z,. A J. BR.t;CIIT (P). -Sul l rallom••nto nwdt'l'no clelle jnilt•. (\\"imwr 1111: d iz. " 'uch. 192 1, Il. :JO). .ALGr.AVl~ . -

[,(1. t·e.<e::iuM cle.ll"l'f)Ì/i~i onM·m/1' inlaifli'P. (l'mssc 111é1l. 1!116, n. 24). Appm·rcr·hio )Jel texe::ioue <lfl ginor,chitJ. ( l'rc;;~e méd. 10 16, u. 20). ALQtlJER o FA:-<T0:-1 . Lr1 ilf'IU'rf'J~I'Iom,iu ne/l~; ju1Jiuì'e rliafi.~aric. (Soc iotit di Chim r~i" di Parigi. 2:~ n :.tg)!io Il) l i ). ANDJ(t~:u. .l[eili.cn:ion" d elle frrilt. rli gu.erm (l'ar i:; mt;<li'lal, 1915, 11. l!>). A:-;G~:mw (-\.). Tmllam~nlo d elle fmllure del femore. (\[iinoh. mcd. " ·och. 1915, Il. 12). ANZII.Lf)T'rr (n). 1'N:nira d~/lr am.pnlfl:ioni i n rappol'l.fJ rmche alla pmle.~i (Coli · .!!n:~sn rlolll~ S•>CÌf:ti~ ( ia.lia n>• 1ii C hirurgia.. 3-;) nmrzo l Hl i ). ARTO\! or SA•n'.-\mn:;;g ( \·). :jrdla opporlnnitrì rlt/l(l limitn:ione dl'll'u~o clella lintm·a rf.i 'Ì?tUo nella mPtlicazimw di!llP. fPrile di gnrrrf.l. (Policliu ico. !"ò;dono Pra1Ìi•o.t. l !li R. Il . .J.). A.<lf: Atn::u .l (A). - Oon l tilmto n/la /er ni<-a r1-ql i npprrrt>t:cl1i gessn/ i. r.rr•. ( Pc> l Ì(•lin i co, :'t'Y.intu' Pn1.1ica. l !)li. n . 16). · .\ UBE ' tT. . l.pparec:chi gr •sttli. ( PMi;; médìe;•l. 191:3. 11. 27 ). • \ UOII>l< . I;rqrcinisn~·J llt!Ì fer·it.i di rr•u•rrn. (Pros>:e lllécl. 19 16, Il. :Ji). Auc:i:: P L.wO ttQlH~. 'l'mtlmnr.nlo ((Y/{• jeril'l di gn ~rr(r col. Uqt~ido Gttl'l'el- Dakim . (Prf'l'"f' mo'" l. 1916, n. 15). AUVH \Y. Tm'utm•nlo rlì'lle 11 rl r iti prtrttlen/tl rl'Jl gOJnito. (l'r('sso lll6l1.. 1916, n. 23) . .Au\· HA Y. R is ttf.lali ùnm.e.rliali fl;•l/,J inl<:l'l;cnto chilttrqi.co in tre r'rt~i ili. m·tri/.e pulttl..:ttla imtert•R!!Wt./i. rvwvli a.rlicol.r:wi.oni. (:-):>C. fli Chir. Pari:;i, l •J marzo 191 7). _-\tM E:'I. TecniNt rl~li' Wiolempia. (Pr('~!:<l méd. 191!). n. 38). ALQlJIF.K. -

A~fEXTA. (A ). 8u./ln [ftmgrr-no. gns.sosrl. (nio rmt! o di mcdin. militare, giugno 1916). A nes/.P.sir' l 'himrgitxt il i gnei'l'(l . (C mc·hHioni dolla Confe re nza iutomlleata.. 4• so>:· !~ i ono, ùicombro

I !H8).

Cttm delle ferile rtrtic. clrll'rtnea. (C.11wlu;~ioni dolln C:mfe ronz,\ interallenta. 5" sess ioue . 'dic.ombro 1918). Au,;s;<A.NPRt ( R). -

Gl-i austriar:i roveRciano anc.h'r.ss i voumtari<,.m.ent.e i proiettil·i

•li jttcile n elle c<t.rtttcce. ( Po liclinico. 8ezione prati<:a, HH6, n. 31). ALESRA.NDRI (R). e B A8'L'tA NF. l.L! (R ). Proposte pe•· il. serviz-i.o B<mit<vrio chi· rtttg ico ;.,~guerra. (Policlinico, S e zi one Pmtica, 1917. n. 13). ÀLE'3'iANDR! (R). St~llc~ CUI'(f clelle feri/.1}. (Coup;ressG ùella Soc. !tal. di Chir. 3 ·5 marzo 1917).


524

llli.II.10GRWIA

ALE::ii'.\~Dtn

( H). .h~eora sul migliomme·n lo dd St'>--vi.d o liCUiifar-io in- g-«erra. (Polieliuictl, S~>zic, llr· Pratica, Hll7, n. 21)). ALE:S::iA:-: Dt:l ( Rl. 0tt rìtmione 7Jer prima delle ferile in fflll'rta. (G ioruale eli moc!ieiua 111ilit:tm. :t~rosto 1918). · ÀLJ,;S~AN 1)((1 oq. Tm,>illnl·i QSSP.Ì ,u.'lk estese 1'elit'ZiMii. (f'ong. <le•!hL Snc:. ital. ;li d1ir. Trin1<to, 2-:l<)tl obre 1919). Au:-;To :-ir {A). l ferili f'ttra/i. 11 elht Cli.ni,:a eli Pw/.o1'"· (Giom . di ) lndi c. 111ilita,re, xolr PII t bro l ULti). B AG ù h.). Vi certe ferit ~ r.sposll' n/la. ynnyrrna qaiJso-~a. pet li·~ùm i va sali elle lll aoc:om pa[JIIO nu. ( l'o l i;·., ~·z . .Pr:tt., l !) Jì, fig. 16). BAtLW::llT.. [; i.~olmncn/o di nr.r11i e J.en rlini. .m/u.mli per mez-zo di ytwin.f t>erito''''ali. {P:tris ut ~tlic;t l. a;w:;to l Ol.J. H. 15·16). H ALL)<EH ( l ). 8ttf/(l grorabilità dei m ( ltlrt)II Ì di amputazione. ('Vicn. 1\liu. " 'och!liiS. l !) l 5, Il. ll). BAL.').\:110 (i\'{). Su/l'tllll!x/.rxio rel/u/1' ( l{ i f. Mt •clil'<~. l !)20, 11. 37). BAS:"E'l' (A). f 'ou/ril11c::ioue allo IIIUdio d•·llc it'l'ile dei ?tel't"i. degl·i m·f'i. •i.n gnerra . ( HO\'lli) <l•l ('hir .. l ~Il(), 11. 4 ). BA;;,;m.. rA _(A). /'nln/ngìa e C'tCJ'/1 rlfi moncoui di ampulazìo ne. (ArdJi ,·io di Or lCIJW<titt, Il. :!". l !J [IJ). ll As.~oT, vl'II.LAVME· i. OU tS e PEoi'FRAn.B . Gma t/Plle feril-e co·licolari del g·inocrhio. ( Ptl':<:<o lll ~<l. fl!bbraio 1917). BAY IEBA ( V. ). .Lnl'slt.,il' yeurmli di br~ re du-rala. ( RiuHioni ca!<trew<i, :~11 .;ettout hrt> 19lCi). H ~r:otTJ~. Re.<P:iont: cM gomito. ( l'rr~sc; u téd. l!J I 6. H. 18). l H:c.nc 1s. - Rr><r·:itmr E<l'r·mularìn tl<'i rwmilo. ( P rc~sr Ht(·tl. H)l fl. n . 27 ). n ..:a.A •n: ( .'\ .) (' }(()('IlEI! . - Tratto lllf'nio dr•/./1' j('l'ife 1Jenelmnli del gillocchio. {Prel)<;O utéd. l!llli, n. 58). BRLr:I<A:l<O (C'. H. ). - 'rmf/,llll t'll/o clt'/lr fmllttn• fl)tl'rlt• r[, armi elfi fuoco. (TiJ10· ,g r:dia !ler i )!iovaui ch•reliHi, (: r-nlWa. I!J IR). li l.> l. LA:-; DI (E ). L(l lm.:-i<m•• coni in1ut sf<n:rt. pt:s i w· i. nwnron i di o-m fltllr•z-ùme 11011 Rulumti. (J'oli,.J., Nì7.. PraL. Hll8. 11. 5 1). Ih:sA!-li'l (:";). - LI medico _nmtico t' lu rhirt.tl'(/ia tt.i g·u<"M'a - Hll7). B~::-; ,,,;;'1 S). Radiologio <li. gurrm. (l'olir-1.. Scz. J'mt .. 19 18. 11. 13). l.lJ·,IlAIW (L. ) o BAH.lAVEL. ('urrt drl/t~. nrl. .wppumfc (/(·/ gino('l'l!io. (.l:' ro::<o;o mrtl. l !l l fi. n . 47). BtmAtW ( L.). - 1lt·~>e::ione tll'il'anra. ( l'ro:<!<f) rué<l. 1!115. n. M!). B&RAHil (L.). A rtriti ,-.uppurnle di'l yomilo J>Cr ferite cl'arma da fuoco . {PreSSé 1nl>d. 1!! 16. n. :35). B EIW ( :\.) <' 'l'IlA L Il IMER ( \' ). /,a rigMwmzione dell'osso. (Anuals of :-'m·gory, l!Jl$ ).

lll:ll'ZH

Trallwne11/o clt•ll,. p><rudo arho"i. ( !\'J.iiu.th. morl. \\'ochcm<:. 19HJ, 11. 2).

Jh:RG.t:J .. -

B E!;LEV (f<'. \.). 1-!('llll.

B IER {A).

Uura dd/e fnilt eli gu.f.rra. (Snrgél'y. GiitN:c>lo)!y ;!tid Ostèt rics,

1!) 1};.

-

c :,.h•tt.rfjÌII dci('(( .• ;. . .- III C/l?'Ì.• mi. () fiin ch, lltN.l . W<lCÙC' IlS.

1915, n : 11). B !.F.H (.·\ . ) . ::; ttl.l' l'.morr(l(fÌit s:tu;onckn·ia " jP·rite <l'anna. d.a j1wco. (Medt?.i.nische 1\ linik. l'olicl., ~z. PraL, 1918, 11 . :34). B1 LJ.AT (C.). Prim.a mAu1icMi.onr e sgombero iwi ferit.i i.n comballhnenlo. (Thè~ ùo L,von. l Il 16). BION DI (C.). - f>l!rtlf/()parali.<i e conlrallure ·r-i/les1w. (<.:iorn. Ili Medie. 'Milit ., d i('(!lllbrc 19 1i). BUKJ.EY . G11ro <Id/e j-mllure <legli orli mt>r cè !!O>'pMtsi<nl~. (Pres~ 111t'cl., ) !) l i, 11. 64).

ll LAKl:: e


LIII;I.IOtòll IV 1.\

13LAKK FmltltrP ll'amw dn fuo ro tlt•ll'I'Rirrmilrì t!lfl'nll' t;(l/ mrtmlo rmglo·americrmo rlPlla Rospm.<iOnl'. ((' •llt•ct ion Ht>ri:w11. ~1-ti;«on. P:•.ri~; 1917 ). Bos~Ar•.

--: Ap]l((tl'rrhiu Jll!r fra/l.url' rompli!'llle e ll'.;ioni arliN>/m·i cldl'arlo sttpl'riorl'. ( Pro:<~e 1111; d .. 1!116. 11. 'ìl ). 130N S .EAU. Oonl ribulo all' v"IM.;inlr.~i (·o n plrtcrhr. ( P:His dJ i ru rgir1~l. l !l 16, n . :3). Appm·f!,•r·ltio p~'r jmllare comf'licllll? ddl'at'lo ill_il'rim·c•. ( Pm;:,~o mé<l. 191(1, Il. 1:3).

BON!\EA lY. -

130NM10 ( L.). U l'flinruntnlo 11 fun::it~WtiiLenlo d 1'l ~rrt'izio H<lnilorif) in (JIU!rnt (Ù.:>nunJs>"n d!'llla :-:locinl à t r :>li ;t!l:~ tli t'Id m r~ri<~. :{·.i mar7.D l !J l i ) . Bo~ v ~tO (L.).

-

/Jolrr.·ionr

di rt!IJHtrPI'"hi e .•lrrili::::rt:ionP.

tlell~:

ferite eli guc.rru

(G iol'll. di ~In<l.. .\fil.. snt(p tul,re l!Jl!) ). l30NOM'O ( L .). Ui.m/lali l'rm<Jii rÙ.'i ll·aunvrfi,<mi eli 'JUI'rra. 1Pitll'l1. di :'\lt•d . l\Iilil., uta~~l o l V:? O). Bouv.EAU.- .l[ani dn lnt·om per aiii[Htlati. l l'>tris lllt·· ,li··al, tt>:\g;.(io l!JLO ). Bowr.BY (:0:.. :\. ). Su.//r jt:ri l·· in (Jtt''l'rtt.. ( Bri li~h Jo ttr'tutl nf ::\nrg(lr~·. ,l!unnaio 1916). BRACI! g-r. .·llnJII!ht::i.oni -nr/1 ~ tltlt.llldan:r. ( L .v on. l !l l fi) . BRAQl. E II.\V E t' LF.fll t é iii~ H. - - TmllttiiH' IIIO r:hirtuyirt~ ridi~> ferile dd ginocchio ( PI'P~SO ntt>rl.. J!ll6. n. :JJ ). B.RAl·:.-. /l imiti tù•/l'rwe.<lcsia gena<tle. lunt1!ru'P e .~armi,• (J :j " l;ong-. 1'- o(· . trd,):;<;a tli Chi r.. :111 n~:trzo l!J:! l ). ·

Lo "on~Nftuli!::P. ll ori:r.on · :'l[a ~..-ull. Eù.).

A. B1<0C.\. -

o.</<·o-nrticoluri. dd/o ft•ritc di gnP. rra . Collrct ion

A. H1wCA. ApJwrrrdti di prolP.<i t' mf'l.,rfi tli ampula: ion r. ( l'ro><:-o uu' t1., lH i li, lllllll(' l'll i). A. 'BHO('A. T,a pmlcsi rldl'rrrlo i11INiore. ( l'rc•..-:-:r- lllt•rf... l Bili. n.-!!)). . lflfJ"I'PCt>hi JIPI' fral/ttre romtdir·ttle tldl'11t'/o iu_if'riMr. ( l'n·~~e wi-tl.,

BONNEAC. -

IVL6, 11, t:)). BORCII.\ Itn u Snr,nt:PEN. ],,1 chir~o·ftia. li•r/eNcn /11'1/tl gtU'I' I'tt dol IIJ14 al I!HR. ( L(;ip:r.ig. Ftlit. Barth. 1!1:!11). Y . Ban: N.- ::,'a.rcoAi con l{t~lnw. ( fi " z:r.. •1o tdi 0 "11· n cl.. llo ('Jinid,o, 1!1 16, n . 101\ ). F. CACC' fA. .·l)Jpttnl i rli ehim.rqitl di yurrm . ((:ionl. !li :\[nrl. .\[ilil:Jl'(', oilclll'o l !l 1.3). CACCTA (F.). ltalian :~

/•',•ri/r, tl•·l !JÌII?Ct·hiv !! /tll'l) tmll•llnJII/o. ~t; o n~r<'sso <1(•1\a Socil'ti~

.r; Cllirurl!ia. :$ . .) ula rz•> I!Jl 'i) .

F1•rit!: osleo-o r /i!!Oiari tllt llt'IIUI t?u f11'J('O. (Ginm. d i )f•·•l. )filit. marzo 1918. CA.Cr iA. (F.). ! rt~NJIIIII/I.•' Ilfi rlt-lla qu r r,·a 11<'1/a cum ddìe fr'rile-jrttllute d~gli arti. ((: iorn. 1li )[od . .\lilil .. luglio 1\l:! l ). (.'AF'OH IO (L. ). l /.m pianti lib~ri tli o!lipP qtwlc mr :.;o r/.i t>IJiilna.;io~te .rlclle cnr:iltì. oRleom-irl ilichr. (t'on.~rt)~so dC'lla ~or.. I 1 al. <li CII i r .. :! ..3 lllltrzl> l!) l i). CAFOH IO ( T,.). T/rtnP:;Iesia tlo r•lomro rli Plilc i n t•hil'llrgia rli qucrrrt. (:\r.cadnmia mcd . . e ],ir. <l.i ;{a!'uli. ~·~ llmrr.o l!liS. Hifonua .\[tH lin:~, Ull!:l, 11. Ui). CALÒ ( V.). ];e ferile cù:yli nr/i. d<t anna da {11rwo. (P••lirl.. s r, ziono l'm tim~. 1917. Il. 35). C.I..LVE.- J>mce~<xo <li crmllo.;iolle o~.•crr . (Pn·ss1· lll è!l., l!HG, n. :Jt ). C.A)IERA (U.). L(t di-<~e::irme e l'im.lmllaggio rnruwo/rcre m·lla gcwgre1w {/!t.~.~o, a. !Uior. di Mod. ) {ilit ., gnunn io l\JIIi ). CAMERA (U.). - FeJ•ite da scherme di rvmwlr~. da bomi•C. occ. (C: iorn. di Moù. )l ili t., lugl ~o 1916). CAMERA (U.) . - SttllcHtdto·atardimtclvlle jcri'e. (C;.:orn. rli \[utl. \fili t .,ag-o,::t.o 1916). CAMERA ( U. ). d propoR ilo rl«lle otnl ila: irmi. (Poi id., ~oziuno Pra t i(\1\, l !li Il, n. 34).

CACCIA (F.). -


CA~H:l'lA

( L' .). .l/odo di cOIIIJi011u nsi deUc u11ilà ~<allilrtrit· m·an : rtle di nanzi a je 1'Ì/e r/'m•ma do J11oco prnelmni'Ì ne/l'o rlicoln~ùmr del rJinorcltio ed alla ronser.nlira ruofritc purulr nlo. ( l'oli r.l .. i'iczioue Pr:\tir;t, lfJIO, n. 41). CA)IEHA (U .). .Sul lra/lmnen/o dr /le frollurr din/i~<<IIÌt' 11Pf11i O>'f>Nlnli cla cmnpo. (P nl i<·., So7.inru• JJ ntl i<·a. 1!)1 l. 11. 11 ). ( ' AMEJ; ,\ (li. ). .rl pn'Ji''"ito t/l'ila pro/ìlm>~ i ,,1'/[a in ft>::imll' ckllc f~rile. C<'f!. (Go:a)!.

di'Il:• ;-;\w. l tal. eli ( ' hir .. :1 -,i 111arzo Hl! i ). C,uu:,.;. - Hit tlttr a:imw fuu::iolltt/P. P ]>rof-'·•·• imw lc <i<'Ì jl'1·if i . (l'a ri>< r11 érl .• Z \IÌ('UIII· hm IHI6). ( : Al'; E ,.:nw (C' .). -

/rri(ltt:: ioui r·o11 clri'IWfjgio Mflilt.ue IIPl/R f<'l'i'e Bcllirhe. (Polir·l.,

~·Zit Il\) Pt';l fi t1.l .

I!JI-;. l i. 4:?). (L.). - ( 'lt i ru tqin dei 11 e. n •i p r rifPl' ÌI'Ì. ( l 'ou~t. cldht :-'t.C. It:~ l •li ( 'Jdr .. 3· 5 lll<li'ZII 1917). C.u on:r. (.\.). - Jllmllmtl l'nlo oborlil'o rkllc inft~io ni tir!ir ferilr.. (P.rcsi'f' anéd. 1915). CARimT, o DAKTX. ..\'um·o pt·ore.•.• o di di~<il1jr:ionr dl'/lc fe riti'. ( Ri''· mod. di Mcd. e di Chir.. 1!llli, 11. 1). CAI!HBJ. e DJ:;HJ::I, LY. Ii lmltamcn1o tldle (l'I' Ìil1 in irlie. (ColtNl1 ion Horizon, Ma~:<on. PMi,::!'i. 1911). · · CAVAZZA.!\1 (T.). A]JJifll'l'('f:hio 11 tra: ioll l' pN flliwial tlt'l' ~j('~<•·ate n el/P jmtltue tiri· l'orto i11.fe.riorc. !Poli<·!.. ~1 7. Ì OIIH Pmti~l:l. l!ll«, n. t:l ). C AVI X A ( (; .). - intorno 11ile m ul iluz iou i i 11 /.l'Ili po d·i guerra. (Poi i cl. , ~7.iono Pratica, 1916, n. 44.). ('AVI.!'A ( t:.).- 8 u30 l'a,:i di {ftlllfll'I? IW (/""·~o~<n. (Poli<'! .. ~7.ÌOlll' Pr<ttiC'a. 19 17, n. 1:3). C AZ! N. - BI iowrapia ?l l'l/e ferite 'li ywm·u. ( Erli w n : )f:n.Joino. P" rigi, 1917). Cr;cCARELLI ((: .). , I neh ilo~> i po.~l-1 mu mrtlit·ht• del gom ilo r loro t'IIm r.h i·rnrgit'a. ("Riforn a<L i\lctlil'a, Hl l ì , n. 51). CEcc m ; TEI.Ll (T.) -IPPOUTI. :l11 rhilosi e !'igitli!t1 artiro/wre llfi po•tumi di g11erra. (Poi irl., !'Ser. ione Pra t Ìf'tl . 1917. n. 11 ). CEXTA~~r (K). lmmu?IÌ:2tl:ione rmtipiogr.11o nei frt"iti di guerra . (( 'oug. del h~ :::Ooc. Ital. di ('hir., :J-5 ua.trr.o 1917 e (~iorualo di \le d. )lilit .. nprile 1918). CERCHI~NE (L.). -. - Apporrrrhio ge~Fmto et /razione J)l' l' fratture <hl jemOTe.. (P olicl. Soz1onc Praf.H·n. 1918. a. i>J ). ( 'ERNEZZI (A.). A pmpo;:ilQ rlr/la limitazione tklle mutilm::iO?ri. (Pnlirl., ~?.ioun Pra.tira, 1917, n. I). C JI ALIER (A.) e Gu: 1'>ARD (R. ). I g•·nndi fel·iti. di (IW''I'rll. ( Rfn·ne de Cltir., 1916. Il. 2). Cn ALL.ER ( A.). Oanyrelltl gru;sosa. (Gazz. Q;:;pedali f' (Jliniche. 1916, n. 54). C H AMJ>EL. Lrl sclteggectomia in chirm·gia ti i. [/ll·erm. (Thè." c Ile Lymr. 1917 ). ( ' Al'f'Jo: J.I, l

A1)z)rner.dti pa ùnmobili::~:({r6 le fmllure a.i posti di IIOCoorso. (Presse 111M. , 1917, 11. 38). C!L\Pu·r. Artriti 81~P1J!I.I'ulit•c ckl giuorr.hio. ( Pre><:;f' 1111\tl., 191:3, n. 25}. CHAPUT. Disù1je:ione d elle fratture. (Pro;;se 111 é d .. 1!\ 15, n. Il ). CnAPUT. Fra tfu re tkl IXIIlo dRl femore. ( PrtJ>se n1 f-ll., 1916, 11. 4 7). l!HARRJJo:R. - 11 millnclo di W illem~ uri/a cutn d.el/{' eu'/ riti. ptit iilMiliJ. (.Joumal des Prati cien~>.l92l,n. l:l ). C nM:IS IN. Il p1·otos11irw rli a.;oto Nmte rtne~<f,..liico. (Lo J•mt·n. wécl.-pharmaoeut., 1920, n. 9). ('IIASTE :-IET DE (}ÉRY. l/m e/odo rli TVillems nl'l/a <:11ra delle nrtriJi. p1trttlcfl,te. (l ~az. dm JliìpitatLX, giugno 1919). ('IIASTF.~F.T J>F. (;Én:r. L e artic.olazi01ri ball.anli l'i cionrlolanli. ((:,tll. dcs Hò· pitaux. 1920, n. 52). C riiAROI.ASZA ( H.). Uw·a delle fi~>lole og~,e •·onser:ulive a fmllu.n: esposte. (L a Clù1. (.;ltir., :.n uuuzo 1917). ('JJAMBY. -


llllll .l(ll; ll\FIA

.-;:n

1"Hlore rlel/tt I'NP:ionr loto/P IIP/la eurn ddl't~l'lrile purulenfrt <lrl gomito. ((\ nnu rri.•~a;,iou o al C Hl)!. rl"'lla ::i:•c . l t<Ll. di C h i r .. ' l'ri e~h: . 4 otto.

\'ILIAR OI.M<:t..\ ( R. ). -

hrn 1919 - Ri forurn :\lt•rl .. 19 19. p. 9l!l). I'IHAS!'H~!t l !<l ( A.). ~nionn Pmti <'~t. t'IIEit O JH~I

( L.). -

..tlrtMii ru• i d i Ginnn·J/i:.:a;icme rl ·lft~ riJ supetiOI't!. (Policl.. LflUl. n. 5 l\. Tl'<~ lllwiP/I.lo citi fmllural·i iJt yuerm. (Pnlid .. N: ziono Pr:u Ìc<;t,

1HI7. 11. :3). CIIEVIHE!l . Ct,re -•71ecinli cln d11 r.<i 11i fNil·i dcll'llrlo inferiore - f·.'du cazi~ IW 'l'mtlamenlo de/. }JiRd~ eqttilta. (S~1C'i o ti\ 11i ( :hi r urgia. l!H7. rn ag-!.!ÌO !l). C'!iEYR 0.!< -l, AGHÌ':7..t-:. Frall11re ttJu:rle di'gli arti. ('l'hì•"" eta Ho rclRHX, 19L6). ('wsozzr (0.). - 1l pol erP rlilli ll jPII•wtr. ddlc solu zioni di alcool in rhiruryia. (Policl., Sozivne Pmtica, l H22. 11. 2). {'oLEiiC m ( L.). li fliÙ, seiiiJilit·t• l' rrt]litb m etodo di lor·tclizza.:io?rl; dci eorpi e.~tnm e i m crcè i mrmi Ronlqilr~. (L<L lh<linlo~ia Medica. l!'ll :i, n. Z). C rroTH O. l•'rallnre. d<!lfnt'lo injeriore trrcllale (;o/In >~tuUa. di f<'ii!Qcch·iello. (Pre~;se 111 &1., 1!)16. u. 1:3). oCO LOLI AU . 'l'ecn i eu <leli< l l~lioli'l'a pia nrl/n (•u,m di'Ile jcrile. ( Pa l'is m6dita.l, _g<•nnaio l !ll8). CONTINI A. Le frall rue diafìçarù: e dirt(ìsocpifì.~ar ie !lt>l femore prodotte <la a.nna da fuo(·o. ((' hiruq:!ÌI:L d ogl i IH'gnni di :Mo ,·imento. lug li.o 1919. fa,.;e. 2 · 3). COTTE (C.). Della rese;;ione Jlrimrtri,<t. nella ért.rrt rle.l/e ferili' cu/.ico/(lri con jmtl ltl'!l . (Ril \', ùo Chir.. 1!)16. n. 3). COTTl': (C.... - Sttllra/lameni.Q delle jPl'i/e del !JÌfuJcclrio. (Preflse mé<lical. 1917, n. 17). l'OTTON (F.) (S.). La cliJ<i.njt:<ione ·n elle ar/·r iti settiche. ( Bo~ton Med. and :;urg. <Tourn., fl dioonr bro l !l !ii). C ouTEAU O . - TratlaiMJtlo clP/11' jerile ru·ticolari di gtwrrr~. (Prc~~<C nré<l .. 1916. 11. 31). C ROWTER ((;.). L'artrotomia a m-p in del gi,~occhio IJP!]ttÌ/a (/.(, sulu.m compltt r.: (Giom. di Mod. Milit... di<"e mbro 191 i). C OSTA (F.). Tn1wsti .epidern~ici i11 1'tr~lt.> 1>eHli/e d·i. !I()Rfml.:::a. (P()lid. , ~ozione Pra· t ica. 191 R. n. 3!!). · DAKt N. - Lft Olora. m i-na. ( Pro~sc ru érl., 1917, n. 21). D ' ALERS ANDRIA (P.). TrrrH.mnento delle frati·M e esposte del jem.ore da ferile d'a.rma da f'uot·o. (Po1icL. :;ezione Pratica, l 917, n. 44). D'Ar.ES8ANORIA. TmllriiMn/.Q prhna.ri.Q delle f erile in.tra·rticolari tkl g()m ito. (Poliol., ~zione Prat ica, 1017, n. l6). DAtt~:TTr (U.). Gnra rlei frat't<trati cogli appcu·ect,hi Prchttrma.nl presso lll fooe francesi i1~ Ita-lia.. (Policl., !;:n io n" Pratica, n. 8 ). Dat·i statistici s~t 30 77 inrmlitti d·i gttPrm. (Giorn. di i\lod. Mili!.. gennaio 1920). DAVIES (M.). - Profilct88i clf.llr il~fe::riolti delle Jr:r ilr.. ( Arrhiv. do Méd. et pharmar. miJit., 1916, n. 32). DE GAETANO. (L.). Le soll~ioni eli alcool a•·irlificate con acick o ~lico nella pm· tù-A, ohintrgicct. (Policl., ::)Qzione Pratica. 1922. r. :>). D.EHEr.r.y e D U MM! . Teeni.ca della !flrrilizza(;Ì()ne tlelle ferilA.' in guerra.. (Prrs.~o Méd., 1916. n. 26). DEJERINJ> e M ouzoN. Le lesioni dei gra.ntli lrml{'hi 'll-6rvoRi in gu-erra. (P rN<!\f! i\féd., 1915, n. 2H). DEL~E·r_ A.pz)(l.reccMo ail est~nsi.onc nelle frattu-re di coscia. (P I'('::<l>e '!lfM.. l !)l :3. n. 69). DEL-s~·:~. 1'ratta.m.P.nl.o cldle fmttrm; eli 'fiWJ'm co/l'osleosintcsi. (~:>e. Chir. Pàrtg!, gennaio Hl. 1 91 i). Dl::r.BJo; T. lmpie9o dei fì.~satori coloranti 1>rima clll/la disinfezione ?I~CNt-11ica. ( S~1C. Uhir. P a.n>!i, g iugno 20, 1917).

DEr.nt::r. -

Pwcrdlt~ra e liqt~ido Dakin. (P reE<~<O :\férlicale, 1916, n. 7).


l?llli . WioR ·I rJ.I

Le11ioni rlei 1U'11:i periferici IIA.'lle jrrite rli guerm. ( RiYi~<tll Osre· daliC'm. 19 16. n . 15· 16). Dr::n•~ym.; e Tissn:r:. r:hinNto·o SI'MIIfl~trio clPile fpl·i.tc. (:-\ocidà di Chir. Pa ri gi, m n rzo 14. l !H 7 ). DELITAf•.\ (F.). l'mtrNi rit~emalico J>Pr ll'nlJHLiaz.imll' pm·.::iale !lrlla numo. (Congr. ::\1w. Ital. di Chi r .. :3.5 J11.1rzo 191 i ). DM.LA \ ' 1·:uOVA. Pmfilrc.çRi ,z; talunc llr/iiliiMi olti clt>ll'rtppnrecchio del m od· mento ro/I SPt·uth•e a traumi. ( Poi id .. ~z i on<• Pra.l ÌC<l. ) 915. n. 2:3). ])F.I.T •. \ \ 'E nO\'A. T'rr /'asHi~lc n::fl a.i rednci ~torpi tJ mutilati. (Policl., Sozion<> Pratica.. l!Hr3. 11. :31 ). DEr.l •.\ \ Tf.DO VA. Su/mm1el no lmllamniiO rl.:l/e frnl/urc. (Con,!{r. d ella Soc. Itnl. tli t'hir .. l" no1'< ·1n hm lHZII). nE :\lAT<'ii (A. ). fhii'OI'rfl/ìn mrtalli•:ct )>l'QIIUÌXO!'Ìft. (Congr. ::ioc. Ha!. di Chir.. D .Er.IT ..U.A (F.).

:1-5 lllal'7.fl l!lli l. D.~::t.mnn: {E.). -

8ull11 dN•ald/ìNt::iflni' 11<'1/e (r·ri/e eli guerra. CRull. doli'Accad. ò.i .\fNl. 1ti Parigi. HH7. 11. I G). Jh:c.1u :z (L.). - Co shock trruunalieo. (I.iègf' ':\Ié-dic,oJ, 192 1. n. 23). D F.J'.IG~~. J[Piodi di nmpula.:ione dP[Jli arli . (I'rP!<SQ Jl[écl .. 1916. n. ~l8) . l h:P.\ CII E. Fr·rilc' dr{ ffÌIIlJN'hio llftllrlle coll' J;II(IOYI primnria. (Pr<'sso 1\l"éd., l!llfi. 11. (jll ). DlWHY (R.). L't~#i.~ll'li::fl dc· i frrili di 1/lll'ì'rtt a t·w·rt ddl'U.spetlrtle rmtb . tli Pm·igi.. ('l'hr· B •l,;loll \[, ·c l. :liHl ~urgo. ,) oll l' .. m:tg!do' l !) l il). ])}~ ~.\H !.il ( 1·: .).

-

l' rofifox.•i rlf!llr infe::inni f'himrqi rltr nrllr feri le 1l'rtrnw d.ft fuoco

df'lh· r·s/,·tmilà. ((;io rn . rli :,\{11rl . .\l il.. llial!.r.do L!Jl(i). DE:"CIIA \l i'S (P .). T ·po.<li r·hirurgid tti'(II!Zit l i . ('1\•si rli clclltnmio, Pari!r i, 1\) 1.)). D.ESC'Of'~T r P.). lJPfnrmiltÌ netti'OirOIWWli<:lll' dri Jlif'di.. (I'rf'S!<(1 )Jt:<l., 1917, n. 4). l> ESFO:""ES ( P.). 11 lrallamrulo alln C:mT..t 111'1/C jcrile illf••ttr,. (Prf'1;~<0 )fétl., 19 17. n. lil.l). ])Jo~iW()ssJ·:;; r• l{c)Jn:wr . J.a so·• t>Pn sione nrl l mll~tmr·nlo cl!'!le fmllnrP. (Coll('(\t,ion l loriv.tlll, :ll;ts:;t •l•. l';n·igi). Th><~rA~;;'I' A ;\ \lt OT. . l un/t'.<ia. r:o11 pro/os.•id? ,z;, tl zolo e ·r elativo apparecchio. ( J>rl'l'.-<0 )f(·cl.. l!Hfl. 11 . ·H>). ] )Esn \ S o

Po r.w.uw. -

f?iJIIII'rt:inne

rwtopln.•tictt tlr/lr jerilr 1U gucrrrt.

(Pm~~o

:'ILM., l !liti. u. ì l ).

l )};,:c;l)r··l•n;:" (L.) c· l'l~t:HI'I (E.). - I mMIC011Ì rli ronpulraione falli aljroiiiC. (Prc~so :IJM .. l!J w. n. 1). Dn;z (:".). . l rlt~ll!lmenlo iun:io1111k d('qli a;·fi lrawualici. (Pol id., ~·?.ione l'ra· 1i t·:~.. 1nL·J., 111L :n.3·~-:~,;). Do.m~l<'l (L.). ('rilf'ri l'i iniri e trcnic·>·OJlrmlorii (11·1/a ,;ufum 11rimitit•n. itmne· dia la nl'lle fe.-ilr di gurrra. (Gin l'Il. eli Muù. :\Iii i t., fohl,raio l !)J !)). l)Q~ATl ( \[.}. bulÌI!nZÌ.fllli. [ P-f'.nir•fl C 1'Ì>wlfnti clf//o Ìll(CYI'Iln/0 chirurgico pHU·o('(' utili' it•ri/P. di f]ltl'l'l'tt. (Crm~r. <lc· lla Hot·. It:d. tli Chir.. :1·5 lllll1'7.0 1917 o G i11n1. t li .\[c d. :Il ilit .. fohhmio l !J l fl). D o wnF.~ (\\'.). -· - La 1Wibi/i;:::a:ione delle orticola zioni tra twwli::ale. (13riti!'lt uwcl.

.Journ .. 2:! nn l·t,lllbro 1!11 8). DriM~OT-rr (U.). Ltt prole~i. 1tll/ll' paralisi elci n er~;i pt>ri.jnici. (Policl., &>ziono ]'rati<-a. Hll7, H. l:l ). D RAGOTT I (f1..). Dislttrbi ne rvosi ·rif/•~llsi in seguito a ferila. (Policl., Sozione PrnliM. 1917, n 2!)). DH.\\.O'fT I (G.). St?rvi:io srmifn.ri? ttl fronl.e ; confronti. (Policl., ~ czio no Prat.ica. 1918. n. S). DUCROQ1JET. Slttclio clinico e prot.esi drll{J p.~ri( dOIIrhosi dell'omer~> . ( Pr(·~A\) Méd .. 1917, n. 13).


l! l ULJOGIHFTA

529

ProU>Ri dPll'tulo -~ttperiiJrf!: nrnpnta:ione d elt'a,mnbmcoio. ( Pre~;-;c Méd .. 1917. n. 40). DuCROQ U ~>T. J/nn,·ll iltJRÌ tibio·ltm<ira t•tl i di><lurl•i ftntzionuli r.Mtse.,.uli~>i. (Pre!:.~tl

DocROQUET. -

Méd .. 1917. 11. 54). DuculNG ed l'n;.u·. - :lfelndo per Ol>!'ia·rc tti ·l'i~losi a<'<·or,.iamenlt flllil'arlu i•nf~ · riore. (L,von l'hir.. sct."torubr"'·oltoore l\ll6 ). DU1>1AS. Processo rl·i libem::iont~ 1WYtJOfla nei cosi tli f•n·ile (/Ili nen•i. (SoC'. Chir. di P:\ri~i. 2 r(l bhraic> Hll t> l. DUPAGE o VANPt::RVF.(.OJ::. 8ulum seron:lnri!t 11C'llr fm/lu.re apt•rlc. (P rc"Q'• m (·tl., 1917, Il. t:l ). D o P0:\1' o Bn.f,.\UOET. Gan:J'reua gassosa rlel/.'m lo ill feriore sini.~t·ro. ( Prf'ii:;e )[éd .. ]!)) 6, Il. 69). ])uRANn: (!".). Breri nole (li cliintrgia 'li gt~~rra. (Wnt·n. di ){t·d. Milit.. Hovornbrc ltll6). ('ltrn dPIII' jr>rilP ""Pf'"l'llnti d.t'il•· fiNIIrrli n>·tiro/a:ioni. (Cong r. Soc. Ital. di Cltir., :3-:j 111arzo 1!117). D URANTJo~ (L.l. Lo R/rrptococt;o nelle p>·itne fasi <l"ll<' jerile tli gi.Wrra. (Riforma

DURA:-<TE (P.). -

Meclim~,

1!)18, n. 51). ( !ril•'I'Ì bnllniologic' i 1wlln rum tiPI/e jetite fli ffltP.I'ra. (Worn. di )[cò. Milit., febbraio l!Jl!l ). DuvAL. 7'mllam.ento delle ferile de.l gùwrrhio. (Pro'S!;O )[étl.. l !H6, n. 5ì). Eornt (G.). - Sul/11 pla~/i('he t.:inem.atiohe. (Policl., :;e7.ione Pmtic:a, 1918, n. :li). Eou>I ((i.). - La leenica della tmsjw;ione cui 11anyue. (Polilll., Su:t, inne PmtiM., 1918, n. 41). Eomr (G.). - La i'a/.daltP·a fUi fì.li 1nelallil'i nella O$leosi ule~i. (Poi id., ' czione Pratica., 1918. n. 45). EHRENPRETS. llmelodo tli ('rmel. (PreRRO :\léd .. 1917. l1. 2). FALCO:-IE (R.). - R~;~ezione ortopedica de./ gom:ilo. (Congr. Soc. It<\1. Chi r. , 3-5 marzo 1917 ). FA-LCO:-IE ( R.). Z>·rol.esi. prot>l"Ìsoriu nei mulilati di (lllerra. (llif. Mud .. 19li, n. 2:1). FALCOXE (R.). btaiJitità.ftm:::imwli flaferile Ili flllf'l'i'fl. (Hi f. Mnc l. , l918, n. 7). F.u.cos~: ( R. ). Ohintrgin dei nemi periferici nelle ferite eli gu.erm. ( Rif. Med., 1918. n. 8 - Ri,·. sint.). FALCONE (R.). Conl·ri/mto all'wctointat'iglimne-nlo o~<IJt'o. (Gazzet1a ''"'d. ua.poletana, 1Ul8. r.nno l, 11. 2). FANTOZZI (G.). F.n1oormgic secondcui~ nella pralir.fl di gur.rm. (Giorn. di med. milit. f(>bbra io 19~2). FANTfNO (G.). P·ratture complicale deqli arti cl'amw. da fuoco. (Sue. Hai. di Cltir. =~·5 marzo Hll7). FARA!. LI /C.). P,-oposle per il se;·vi>io san ila rio ctllc' jro11le. (Pulit:l.. Soz. Prat., 1917, n. 16). FASANO (ì\I.). lntliw•ionc opPr(I/Ot"ia 11/l·i ca~i eli proiellili tu•lr11rl. dd qinocchio. (Pnlicl., Sor.. l'rat., 1916. n. 17). FASANO ('M.). Nole riaxsttntive di chimrgia. eli gtterra. (Poli!'! .. S(>z. Pr.1t., 1918

L. DURA:-<TE. -

n. :lO).

Sull'ùtlet·vrnlo t:hir. nelle ferile tlr.i nervi cfal'ma do !noto. (Policl., :-)ez. Prat .. 1 91~. 11. 44 e 4 :;). FASANO (!\1.). .- - Tmzione I'Q1t/inna rlei l<'1n(li eli mo11coni di 11111/lll la;il)ne 1W1l stdurcui. (Pol i<'l. :-)nz. Pmt., LU19, n. 15). FAUNTU::r:OY. - UMmrqùt del/n quum etuopea. (Ann. of Snrg-.•ry. <l!lnslo 1917). FERRANNINt (l;.). L·1sio1ti d ~l $Ìm[mtico nella ferite dei 11erri degli arti. (Riforma mc<! .. 1917. fig. 9-10). FASANO (:\1.). -

33 -

OiorMtle d i medicina mi/ilare. -

Fo.~o .

.,.!(-V r IT ·lX.


!i30

BJ l3LfOUR.\fl.\

F.J.mH ,\IU l\ 1. A pMposito di. 1>roietti/i I'S]>iosid nwd. J,c~ale ecc., ftt~t'. VJ. 191 5).

tt:wti rl(rgli (IIU!frioci. ( Riv. di

F n: tlX. - JJo r8"1111iali:zazi0?1e rM/n liinot:iale del gi rw,chio. (Presse m<'·cl. 1916, n. 14). F rou.B (l. o P.). - 11 puxto chirurairo u•·MIZ(I/tl. (ReYuo cle r.hir., 1!)1 6, n. 2). Fwr.LE ( l. ). 1'cNr:Ì:.('(I dt•/l'rsbnziolll' imntNiùr/(t rlei p roiettili all'antb1Clll11l(l. (Tt>.si di P a rigi 1916 o PrNH} u·éd. l!llll. n. 64. Fwr.LE ( l. ). - JlnH•lorlo di ll'illem~ nel/n cura de/l1• a rlrit·i pro·ulente. (Marseille M{•d . l!ll!). Il. 17). F'10x 1 (P.). - l nfez·i one 7a11~o;<a. n elle ferite di guerw. (P olicl., ~ .z. Prat ., 1917. n. )(l). F10H 1 (P. ). PC!·ile rl~>lle MI it·ola:.irmi (/' m ·mrr do f•weo. (Co HJ.!T. ùolla Soc. !tal. di e la ir. , 3·5 111arzo 19 17). POt'R:l'F.~THA I!X . 111'tse.::it)11e dl'/1(1 ~:p(l/ln in ehh urgiu <li guerra. (PrcR.~e lll('<l .• l tllti. Il. :19). Fourn<ESTHAt·x. 1'ral/amenlo drlle ft•l·ilr. r/l'l yinorrhio. (l'rc:;.-;o méd., 1917, I l. Hi. 1-'ornx F:snurx. - lie><e::ion<> clelia 8palla con ùt<'ÌHÌOII.l' poxtn·iore. (Presso méd. ]!117, Il. 2:?).

(M. ). - Le tl1•nwli :io n i Ili'i gmnrli. tmumati:<mi tli guerm . (P olicl.. ~z. Pr:tt ., l U16, l l. 49). F'noXTEAU . Resrzimte cle/ ginot•t•hio 111'1/e o r/riti suppu rnle t.•on !!et/i(•emùl. (Pros:~e 111.:d., l !ll6, n. 6-1). FV JILOU-:'\l\ . G1tMlli tli gom11111 }ICI' mani 1w n .o(l'l'iii:::ole. {:\[ntlizini'>.dJ& Kl iFR.\ xc·1" '

.

nik. I U18, n. 411). - 'l'Ta/lmne11fo di'Ile IPr'Ìte tl•·l gitwccltio. ( Bri L 111 01l. Journ. l!ll 7, Z:i 111)\'e llt hm). · (-;.A'rTJ (c:.).- So:rric·i~ chiJ•urgico . (Polit·l.. ::;.lZ. Pn11 .. 1!'1 18. n. 2 ). (iAZZ01'T I ( (:. ) . Twllaml?nfo del/l' fra/lure tlrll'omNo llt'lle ferile fl'Mlll-fl da flwco. ( Pc ol irl., S.•z. Pmt., l !ll7. n . Il\). c :11 11.. \lWl' Cn (F.). Sopm. ul<'lcnr motlolilà /N·nirlte per rPI!tÙ' l'<' flger;ole. ra]Jidu. e.<allrt lu ,.;c·e-n·a dei IN,suli p<'r me::::o dr/lo liUlio.~c·oliÙI. (l'" ic .. 8 !:7.., Pntt., i !t l 6, Il. 2. c ~ 111 !.A IWl' ('Cl (F.). F ltn ziour dt'lift ] n • t mhulrnt::o ,'tll[io11Jgira al fro nte. ((;ioni. di tuod. mPitnrP., ma rzo HliH). l :E,JL<tn,; ,-. - - TmlftmH'IIfo tlt•111' fmt/urr lld/u dittfì.~i ~'b·ll'omt>m . (Thè;.;e llu Lyou., J!\16 ). FttLl.}~RTtlX.

/'ii'

Prn{rlm<~ i dt>/1•• cli-iormo::io11i tlf'll'u]lJWI'<'ttlrio lol'onwtore pu tmnm,i. (C'ou;.r r. tìoc. It. C ltir.. 3-.>ut:ll'~;, 10 17). c•IA~~ ETTA:"l\1 (X.). - . l lii'JI·< Ì ed 1/n/i.~r!•·•i Ìll ciii,.. di anr,.,·a. ( l{iJ'm·ma lllt·dir.:l,

l; llli.T.l-:'\ 1 (('.) . -

I! Jlti.

11. ~ .\

2H. 27.

c:IOTWA;>/1> (l>. ) . - G~u'rM e •·ltiruryitt.

f ',n_ien• , :o ((' 1110<1 rtll'. lll'llfO Venelo i/14- grnlta io l \1 17. (JW. mt•tL 1017.11. !)) l:uw:-.I n:.). - Tnltfltml''ll-10 ddl'infr::io-ne go .<.<o.<a . (Hi,·i::;t:t ll>')lP<la l. . llla rr.o 1!)16). (:BAY (I L :\L ì \'). Cw·rr dr/le .ft•ri/e rl'onua da /Mro cf,•f/'m·fit•alu:ionr rlcl giIIO(T/tio. ( Brit. Jllètl. ,Jnnrn., 1n)! 1io l UL>). (:nF.r.on:>-: o )Io~DOR. - L a sulum primal'ict 11ellc jeritc tli guPrm . (Pn,sse méd., l!llll. Il. (j!l). 1:xu~:-I ( Y .). 11.

J ).

l'n talla fli lrlmto cu ralo rol siero 'l' i:::oni. /Pulin1., &oz. Pratic.'l., 1919,

.

l. n ~o w>-::< ( Il). . l/cu11i priJu·i,,ii (' pmblrm i •' Ìrt·r1 clu f twNI. (flri t. tn o(·(l. Jnuru., 1!!1 8). (:l.}.l!\ill'\l'HJ-' Z. Il.

111).

il tml/mm•n/o del/i; fel·ite d'anna.

Frticlit;ì ddla ffllllgrenu 9""·~08(1. (Jonr 11. d i'S l'm lidon:=~ , l 91G,


Rlfl LIOGR\FIA

531

Guu.J.EMIN OT. - TrrtllltliiRIIIn tù•llf' rigidilrì tln f>rodolli fìtrro.~ i. enllm/i e pPrijcriC'i. (PrE'~~c m M .. Hll7. n. 26}. GUJLl.EMI K<H. lrnJt ii'(IO di (·•·t'li nff<'nli fì.~ici ltPI l m llom f nlo 1Mie contrattut·e musooùtri e rt'lm:;ioni Jihmsl' rt/l'iui:;io. ( Pr('>'llf! ll lt' d., 1!117. n. 26}. HARDOl.I I N. }.'n/c . 1w :'i l oRSI·rmzioni di frrill' d el yinr>rrllio (1"ÌSullali l.on/a-ni). (Pl'O~<.'<e m (·ù .. l!llfi. 11. 28). HARDOOIN. l?i81tlft1IÌ OI10Jiedif'i hm/ani cld/a 1't'IIP2ÌMII' del/a l!]ltdla ·in chh•urg i<l. di gtiCJ'I'u. (Pre~<se méù., Hl16. n. :!!:<). HARniA);K . Disilljt•.::itml! e riu11Ì011e immc<lùtlo o p?'e('oN! t/elle ferite ,·ecenti. ~oc. Ohi r., gl'lilla io 20. 191()). H ET>OK. La l : as,iusi(llll' rl<i rf11tb(l/i lnntli e ltt tm.~fllSiOIII' clt•l 8ll11f]llll dPjribinato. lP re~<~« m~L l !III. 11. l 4 ). H ElTZ·B(IYl:R. 'JiodifÌ•:,::ÌtiiiP a/ltt llloU(I ili Filw<·t·hietto. (Pn·:<.-<(: m é<l., 1916, 1\, 6). H EITZ-Rù)'}:!l. - l~'malom~1 e gtwg,-enu ga~.w>.<a. (PrM~I' uu'·d .. 1!116. 11. 4!l). IsNA.RDI. - Cum dr·lle feri l e di gtU!ITI/. (Congr. d~lla SOl'. lt:tl. di Chimgi:t, 3-;) llllli'ZO J!)l ij. hfllERT. J,fl rinlar·tt:ioul' dt' l r·t~nwl.ino nei feriti di'gli tlrli iujNio·ri. - (Prc~:;è méd. 1\117 , n. :l!)). JACQU:ET.- Toll<'mlt:a dP/ gi~tor..hio per 1w pmiPIIilP. (Pr<'~'~'' méd. 19li, n. 3i). JAYLE. Trallrt11ll'nltJ rlclle fì~lule os.<er. - (Prfl!'sf' tuéd. 1!!17, u. 47). ,TOSSET. L'autist·p~i idro/e. (PJ'(•ss<· méd. 19 16. n. 46). JunET. - LI' JIRI'Udol'lroxi ./1>/l' om~m rnnser·utit'r olle jnitr di guena. (PrP>'sa méd. J 91 'i, Il. 2~;1) . J t:' D ET. - Tmltomrnlo .Zr·llt• ali ilurli 11 i CÌ:!iosl! dd <''Ilio rb'l ]liPclP <'lliiAeru.tire a jr ...ilt di gutw w . - (=-'o<·. di l'ltintrl{ia. l'<ttÌ>!Ì, :~. n<n·. IDio). Kmscn~En. .ll ~>fodo P'' '' on·itU'I! ai uo!l!l'oli arcorcimneuli di un m·to Ìlljtwit:>rt!. (li<' il t~l)l.'fl z. Kliu. Citi r. :LJ!(>~1o l 1)16). KLAPP. - Ab/Mionr di llt;hi'[/{/P os.~tt• l! ~PfJtt • siri. {)[iiu<'lt<'ll. nli·Cl. \\'och••~l. 19 l.i, n. 49). KI.APP. Lt~iutli gtrt1·i <lrlla 11111110. C\liit:dt. Jl i i'Cl. " ·N·h. l!JJ(i. 11. :1:2). B r• rtiuM K'in. \Yctdl. I Ul(ì. Kò}:RTl::. - T;i.r>tmnf,i/i frì ut•11e ll'ssioui ariÌ<'tJ[trri. n. l ). Ku:ERTr:. /-'Prilr illfP/If' di'ili• ''''·'' " l' tMir lll'liN,/1/:Ìolli. (HNI. Klin. \\'cw.h., 1916. Il. z. Ki:iNW. nol'l'itt ll)i ÌC'fl'l't/11' j)t'i' ·i l llll'dit·Q 111'111 Ìl'fl. ~J[ iilldt. 111(' 11. , ,. o eh ., 1!) 16. n . .''i. Kt:E1 T:o:t;.- llllf"''l'w :n l/el ba!J"'' ~ ·olt/o. (\liicwlt. uu•<l. J..,Af'f:YHE (:\ . ) . - · J,' IUII !'IIIo::inllc' (Pari~ l> tt'·d. l !t! t\. n. l ~ ) .

LAPF-YRI':

( ~. ).

-

\\'odl.. 1!ll6. 11. ì). prenwf' urllr· ymri leximti c/i.•lntllire t!c1Jii o r li.

!.c t''"" p/;,., n:c yw>'tJ.•I' d'' /le fPrilr• ti i yttl.'rm. ( l'rf'<'~tl m•:d ..

19lti. n ..H ). L ,\RDt::-<N•Il". -

TmlltuiiPIIIO io1111Niiui•J dr·l/1• {Prilc rtrfienla ri. ( l'n'&~~ mc'·d., Hll6.

n. 4-S).

· lufrzioui mttligul' dd/e ferile tt'amw tla fuoco per min ·ubi 111/llt•t't•hi. (l'n·,.S(• m<'·d .. J!)Jiì. 11. G:l). LA\m~::sn~ . Jl uu·lor/11 di lt'illt·mx II(•Tia <'1/1'/1 dc•Ue ul'/rili ~llfiJIUI'IIII'. (.Tourn. olf'>t Pra lit·if'u><, 1!1 Ul. n. -t.)). LA\"AJ, (E.). ·- J:mliJ• illti!ÌrliiP i )/ ~·hidtt'!fÌu eli !Jitl'l'w . (llul1. mé<l .. 1016, 111!1~~io :W). . LF. T<'0Wf. - Tt't(/1<111/PIIIrl tiraTi (lf'('f)I'(•Ìii)IIPIIIi r7r•lle lllll il'll l! fiallllre dd jem.OI'f'. (RitntitJI•I' dt•i lllf'fii f'Ì del/n la A l'limite jflllleelif. ill'rile Hl l !Ì). L'EGRO~ . - (:aug,·etllt yas.•o~tt . (l'rC>'>'e Jlli:Ù. JHli. n. l 1).

LARDF.:-:.\(1( ,< <' B .\1 . \ll·: t.. --


lliBI.IOGitlfl~

Sutura p1·imaria di fni te iu guerm. (Lyon chir., 1918, n. I, volu me 1.3). L~:Rt (.\.). lJejonnità neuro-lrmunatidte dei 11iedi. (~ouvelle l t·ouographiede la SalpHrière. n. z:J. 1916-17). LENZ. - '{rall<tiii C» I-o (lelle fmllure (le/femore. (:lliiueb. med. Woclum. 1915. n. 12). !.EnD,\ ((;.). - Le dis/or·azi() IIÌ o.<8ee lt>ntpnmnee ltl'lllt r·1~m delle qmri iufe:rioni selliclte delle fmllure dia(isarie ul arliculari. (Polid., 8ez. l'rat.. 1916. 11. 20). LElHCII t:: (R.). - - lA I"I'Re::irme uelle ferite (11'tiC. del yom ilo do 1>miell ili d i gr~e:rra. (Journa l de t·hi.J:., l9lf5. IL 4.). LEIUCirE (H.). Tf(ll/(tlllelllo d•·lle fmll11re ttrlien/ari. ((:o\lectinu Horb:un-Masson, Pari~ri, 1917). LF:RT('IIF. {R.). 'l'rttllamen/o delle frallttre dia(isnrie. (CoiiE>.t·tion Jlnri:wu -.Masso n. Pari~ò. 1917). I~J::lUCHE ( IL). T/nR]Ifll"(a;:ioue ,qotl&perios/e.a lro·ya t/ei frammenti lliisei iu 1>~im.o t.empll ""' lrallaut l! lllo d r./le ftalf·ure <la 7>roif'll il i rli guerm. ( l'r(•:::<l' l t lt;tl. 19 18. Poliel.. Sez. Prat., 191 ~- n. 36·). J.F~STEH T. UNGER. L'imporum:a tnapeulica della t.rnsjtt!!ione Aanf1t1Ìf!lttt. (,louru. of the Amor. mcd. A:s,:;oe .. 13 set.tembre 1919). Locnwoou (A . L.). '!'mllnmrnlo delle fel"ile d'arm(t da frwr·() tlrt tJillol·cltio. {llrit. mcd .•Journ .. 2!) gennaio 1916). LEMAITRE. Conclolla da tenere nei ca8i 1li ferile do arma rln ìnoco. (l'r~:;~t' mtid.,. 19Hi, n. 13). LOEYY. Tmll<tmento delle ferite all'aria l ibera. (Pre:;,:;e m l-d., l !H6. IL l). LOltF.NZ (A.). ]\'1tOI'O me/Qilo di lmllrun enlo della 1JI'III"1WIIrtro.~i del r·ollo del femo-re. (Re:\! e A1·C'a.d. di ~led. eli Roma.. 26 tlkembre l 92t)). LoCMi -CII .UII'IO:->:-<IKRE. 11 metodo TVille m s nella curn del/P m·lrili Jlllrulente. (Journ. de méd. et t·hirurg.. lO aprile 1919). LuSE:\A (G.). Frrite dei n1'1Ti e loro lrallam elllo t·ltinugi(·o. (( 'ou_!.:"t". ~(H" . H ai. d i chi r. 3-5 marzo 19 Li). Lo::;:<ANA (S). Osser-m:ioni sullo sltor·k emolil·o. (Giom. di lll('tl. milit., filhbraio 1918) . .M.\FH (.<\.). Op]JOrluwilrì d' iul61"t'I!Ttli per eslrazimte di rn·oielli/i. (Riunion6 mediri 111ilit-ari ùi l"errara-Rovigo (VIII) 21 gennaio 917). MAFFJ (A.). Gl"inlr.rvtnli (tl trocoscopio rudl<t chin•rgi,a di !Jttur/1. (Polil'l.. :-;r•;r.. Prat.. 1 918. n. 1:~). MAGRA~!"' l (A.). L'elioterapia ne·r feri/.i cl-i gu.erra. (Congr. !1cu·. l h~\. di Chi r .• 3 -:'i mar;:o l!) l i). ;\1ALIER e. Gt•.r-~:-IARD. -Le grandi feti/e di g1ten·a . (Rev. Ile cltir.. Hll7. marr.oaprile-twlggio ). MA~ CrN t (<'.). ftle(]if,a.::ùme l'on cero!/() ade.•iro. ( l'olic.l. Sez. Prat... l!liS. n. :Ja). Cara delle ferile d ella ma11o dn lJYoiellili di guerm . (Conclusione d ella ('onfcrenzi"l intemlle,~ta. di cembre 1918). i\l.o~.RA GLn xo (I>.). Cttra delle ferile di gue>·ra. (Congr . Sor. l tal. di Cùir., a-:> 111arw 1917). ;\{.\RAGJ. l ,\l\0 (l>.). L 'ele/lroribralore (li Beryonnier. (Gazz. O::pedali e (.;Jiniehe. Hl! i , 2-1- marzo). MARCIIAT. Fmll1~re di ('Osee tTallnle eoll"ap]Jm·ecrhio Df'lbd. (Presl'e m(,cl., 19 16. n. 20). MAuco:.r 1 ( \". ). - Conl•ribttlc eli n ico e l.erapeulico sulla camgre11a -gn~>,;n8rt. ((; ior n. di mcd. 111ilit. ottobre 1915). )lARlON 8teN:he di allun~in·i.o p er frallure, BJJeciaJ.mente se comp/i('nl!'. (Pre~,:c• mc\<1 .. 191 :>, n. 2.). )[ARION 'l'mtlcunento d elle ferite di gucrra. (1916). MA~CHIK (Il.). La cura delle ferile infet/.e. {Wien, klin. Woc·h .. 1!!20. n. :'i l ). LE\lArTRF:. -


BIBl.IUloi\\FIA

.A ppuut.i <li dtirurf!ia eli guerra. (H if. mcd., 1916, n. 33). (C:.). J.'o><IPo.<illleliÌ 1111'/al/it•a lll'lif! p.~rudurlro.~i tlell'omero. ( Rif. med. 1921, n. Zi>). MART IN. /<'trite p('uetranli del yitiOeC'Itio. (He \·. <le c·hir.. 1916. 11. 4). M ASSt\T.\. ((~.). nri'/'Ì 1'0/IHÌ(/(•ra:ifllli di chir. di {/111'1'1'(1 . (f; il>rn. tai med. Olilit .. lug lio l 9 lfi ). ?lf ARQ.UI!:!. - l tre priwÌJittli lll'lllicì dl'/le imllurl' t/i. ynerm. ( l'n•l':<l' 111c·d. 1916. 11. 8). i\'JM;;oiJJ\H. L1: coUl'llli n[lrruulr wl allo frrqueu:u uellrallllliiPIII~J de/Je ferile. ( Ri\·. osrw.d., 1!)21. n. ~ 1 ·22). M ,\R:irGT.TA ((-i.). ~1AR:-!1GLIA

l\fATRONOf,A C:. -

'J'r(I,(/(IJill' ll lù ÌIIIIIIIJflialo del/e. jnitc d<'l gillOet•hio. (l'hil'\ll')!il\ degli organi di movimento, din•111b1·o I!JI5. f11,;('. 5 · U). ~1 AYE1'. Sulttre ox11re al cal(!lll r.romalo. (Pari::; 1'11irur~r., l!ìl6. n. :l). MA GCL.\li<F.. Frrilr JIPU~<Imuli (il>/ yì~t~wl'/do. (:->cw. di d1ir. l'ari;ri .lu)!lio 2.1. l~li). ~L\.YO· Hon:<os. l' mgre><<Ì r·hiru,·yiC'i n<·llmlltlllt('l!lo del/t· /N ili• duoutll.' la {Jlll!rra. (13 ri t . mt:cl. .loum., IUIS). 1\l,gpP-A. l A· fet'ÌI(' dri n erri J>l! riferi,·i. ( 'out·f'rl!n:ioui <'<Pllrl'u .~i. (Poli.-!. S<•z.

Prat.,

l!Hij,

11.

l i)).

SI'!Jui 1'/iuit·i di /!•.,ioni ddl'app<trl•cdtio xim]'"tit·o .e drll'r<t•Jiiii'IW<'itio l'ftl?l'o/nl'f' uri itnili dr•yli (t r ii. (l>r<'~:<l' Jlli•d .. l!)lii, Il aprile). M t-:NOES (l:.). l oxt'[/llflllll'llli di'l/a [JIINI'<< sui >~errizi xrwi(,u·i I'IIIII.J11di. (Pol ic·l., :;e;,~o Prat.. l!llì. 11. 1). 1\h::-;n}~;:< (l:.). .lnt·u,·« a fii'Of)O•>ito di'i l'nl·i:i .~tu/Ìta,-i 1'11/IIJi(l/i. (Polid .. ;o;l'z. Prat. , 1017. Il. Il ). MESZJ E:<. Ln l'tifi! di'l/t• jNilF ~<f'lli,·hr t·ollr~ ltlt'C di 8ÌWf1Rt)ll. (T he LatH·ct 4

-'h:t< ;E ( 1·: .). e lh::-t,·r·y (A.). -

l!llfi), Il rlrf'IIII!J!IÌ'I filifo t /11('. (l'n·~"c n H;d .. l !l i i. 11. :H). ~f JH ,\~IUNIJ llf: L\W>lJl'~:Tn:. Suon· illll"•fÌIII' .~ulra~iolle baflericfda rlf'llt1 .<olarf'. (.\un a !. d i;' l'l u>'tit, Pa><l!·ur. i!llx. 11. ~ ). lllltfZ!l

~h: Hc'APt:• . -

/t/1 ('

1\l mTo. f)u.~lt•O<ÌIIIP.•Ì iu t·hinugiu Ili fJitf'l'/'11 . ('olll'f'l'.<. rlt·l 9~'"JlJIO l'mpngomla ,[·i Mil11o11. ( l'.,li{·l.. ~{'Z. pral.. 1!11/1. 11. ~). MJGN AI'I '.\. } ,",.,fi:: n : i1""' rotlwlr~tjÌI'fl Plllrnuri. - (Hid,;la criti<·a di .-!in. IOI'd., 1!117. :?:l "l'ltc·luhn•) . MO<' l,>t ' l.;T ~~ .\ lt>:>:oll.

.

t/d,.,,.,,;

F1•rilt> t/t>/ yilltw'•hio JIPI' fii'Oil'lli/i di !JIII'ITII. ( 1 1 rf'.o;.~l'

mc'·d.,

l !Il 7. Il. :;4). J\101:11 ~;

(!". L.). -- I .I'>'Ì'III i o.•lco·a rl i l'li In ri per proi1·/l ili !Jiiiii<T!tio. ( f'a.ri,;, \ 'igot l•'rì·n•,; <•d .. l !ll.'i)).

J\J c o)I<)U . -

d i yunm rt 111'11/'fl'.~llllli il

'f',t•fl Ìt'll N/ i /lr/ it•(I:ÌOIIÌ rft•l/'nllt' .<(('><Ì(I 1'(•/la/1'. (l'n·~>'(' Jtl(•<l. l!) l O !) d i<'('lll hrf').

~foXPI!OT'tT fl ('"t ' P.T\'. - -

Tmfl~'llli'/l lo 1/r//e jrallttrl' d1•l go~t~ilo drt proj,•flili di t·hinugio di'i flfJ><li flnlll:ali. (l'ari -< uu'·di<·a l. 1!1 18 . 11. 1.1). ~lorul.\f!lrr. f'11m t/d »loll'" 1·hinu<Jio di 'JIIf'l'l'lt. (l'uri" llll·dic·al. 1!) 1.'>. 11. li ). J\lloRo (<:.). - .'1111/'i llll',.,.,."'" pti'I'<J~e 11"111- jl'tile dei 11er!'i. (t 'ong r·. !"oP. ltal. di ('ltir.. !JII ~rm 111'1/t (

;l-:3 lllano )!Il i).

Mownm (< :. ). - ('ur11 radit·fllr cli'l/1' ji,,tolr• ox.<t'l' . (Rifol!'lna u~t•d i('a, 1!11!), 11. 21). M o:;,;~: (l L .\M .\ rn:. - r;,IJIJI(Irt'l'f·h io di JJdbt:l (/(l ""'I'II>'ÙJ/1(' per fraltw:e de//'(1/1/CI'O. (l 'rl·>'.-;(' 1111:d i\'alc>, luglio l !Il .1 ). Mo~Tl ( IL). Le· iufnit,ui 1/1•1/e jNile tli fil/l'l'l'li e low <'ltrtt. ( Hif. ured .. l!lli, n. l !l). Mo~;TJ (IL}. l/ lmlltrmrlllo rll'lle fNik di ytlf'l'fll t•ol -"ÌI'I'O atriÌfiÌ(I!Jt' IW f)t)lit·r<· lentr ( Policl. . ~ ~·z. Pnll .. l !l l t\. 11. Il). MOPLO :-<c;u~:T. 'f 'mll<ultf'nfo dd/e /f'l'i(e eli 1/11('1'1'•1 di'/ yiuon·hio. ( Pn',;~(' lllt;d .. U)Jo. 11. 61).

·

Mouc1u-:•J· Il C:ot•Yr•:Hx 1-:1 H. La ,-,•,w•:io'"' tlt·l 9''n•ii'J udle lllu·hi/u~i per fe,.ile 1li !}tterra. (.l ouru. de 1·hir. J !llti, 11. ·L vol. I:J}.


UIRI l llGRAf i A

MoY~liTAX

19 17,

un

,z;

(uwo rli t·hirurgia ortoprdica guura. ( Prc~:<e méù., l!H 6, n. 1). (B.). - 1'mllnmculo delle ferite <l'arma cla /1101'0 . (P olid.. Sez . Prat.,

M OUCILET.[l .

:38).

X OVARO (G.). -

( 'ri leri clil·t'fli1•i nella ·1rwlira:ùme moclerua delle jrri/1•.

(Congr.

::>oc. Hai. di (.;llir.. :l-5 marzo 19 17). Nov,\.RO (G.). Ct•ra delle ferite. d'arma da fuoro. (Uiorn. di tne1l.mili t., feb-

b ra io l'!HS ). OLIVA (C). La gangrena fJOBROiia nel/.e jNile eli gtterm. ( lt irurma m e tlit·a, HH7, un. 7. :S, 9, 10). o~u:mEDAl\NF.. Ganytl'llfl fJORR08(1. (P resse l lllq .. 19 15, n. 5). (I)JRREnAK~o: c LF:Il<)l tX . LoMlizzrc:zaciune ed eslrcaionr dt!l: ?•roil!llili. (Col lect io n H orizon - ~[a..-<:o;o n. J>ari)!i ). O«leo.~ùtt e ...i ·nelle fm/lu,·e di ffiiNI'a (t:xdu6t' le [li>l'tldartm.~i). ( 'onrl·ruioni della ( ',mfncn::cr rltir uryir·a iu/e,·tlllrnla 4 t<e:ione ( 11-I U llllii'Zo I HI6). (PrP""C méd. , 1918. Il. 2 1). PAtJLF:TTT ( \ ' . ). Lw.<l'flllnmrnli cl••lla guPI' r'll ,,,; .~erri: i .•auil(lri r·awp(l/i . (Poli!'! .. Sm:. J>rat.. Hll 7, n. 7). 1' 1:<1\' 1 (IJ.). ],c fì.•lolr o~I"O!irtlidt~ llt·•·o~tdari'' , fedlr eli gut>rra. (t : inrn . tl i med . 111Ì l. , ft•hb r:lio 1 91~) .

Sulla pt~roli~<i globale dellll mano e ddlf' dila o di lf/110 l'1u/o su· pPriore ·~'t>ruu'C'Itlim a pit·•·ola ferila d'a rma 1l•t ftt()(·O. ( Il ifnnw1 nwd . . HH 7. n. 6 ). PAt' CJII·:T (V.). L "anrp!tla:ionr dr,lln ''· eu •Wltt·is~Jon" (pro•·e.;.•n 1'('/,w). (P ressa

J'.\ST I XF. (C. ). -

mt•tl, l !JI ii. n. 2). (Y. ). - L'ampulw:ione piana e1·on•1mim. ( P resse uu'·d .. 1915. u. 42). PAU(:lJ P.T (\'.) . Uttm dr/le ruseutlor'lro.<i l'O/l gl'i.lllll'><li 0-<~Pi . (Pre!i~C Uléd .. 19 16, n . 68 () l !) l i tli c·e!Hbn•).

PAt; C'JLF:T

l>Al"•' II E'r (V.). -- Urtr·hiuueslt•"ia. (Pr<:>~:<e I'AU C H ~:T (• L .\HAT. -

m<'·d .

l!ll7.

n . 3!\).

Aun!Pxia ref)ùma le. (.fm ll'fl. m l'tl. franç.. 1920. f:tSc. 9).

J'Al'R. Ti'mllnre d eyli (lr'li e ferile ilrlle m·ti,·olm:ioni. (Mii•wh 1ncd. \"Voch., aprilo 19l.i). :r.\ YR. - Frollure ill'ffl i ari i e jnile delle 11 rlit·ola:: imt i. (( 'ougrc•:<:m m•"•l. e C'h i r. . l !) 16 ). l' .\YR. ! Jù•ri mwi di arlroplnt<lira . (Zentralhlatt f. d1ir .. 1!"120. n. 14). P.t:I, LJ-;U il l :\ 1 (A.). ('onlri/mlo cliiiÌI'O allo s:tudìo tiri/o r'ÌIIf]JI(/.,fil·o. (Riforuaa m elii<'a. 1\) I S, n. :u~). PF~ I,U:c.;rUN t (A.). ( 'onlribulo clinico·></alistiro altr> sltrdio d P/la <'i?l ep lnsl'i iXl. (Jtifurma nwù. 19 19. n. l ). Pr.r.l.J-:< ;~e l :-:1

(A.). - ('inrp/(("ti''fl e rittl'ptole~i. ( Hifor111a llll.'t l.. 19 19, n. 5 1). PEHF.Z (G.). 1'rallamtulo (/t/lr jnill' .<rllidte. ( l'olirl.. Ser.. Prat .. 191 6. n. 2). P~;1n; z ((:.). l'er limilrrre le '1/llllilruioui. Hrla::irme .~rolll! 11el gmfJpo eli fJTt)pll · qrr111le mnlir·hl' di !fltl'l'rll di J / ilwro. >rNI111a ./1'//'11 mll!fgio 1!! 16. (P olic l., Sez. Prat., 1\Jli . ra ..,.. J:> ). ]'1-:rn:z (l:.). - ,-,\ul jtnt~ionrllllrliiO drlxcn•i:io xtlllilurio di !f'lrr·ro P- dtri grnp]>i ch·i· 1'111'{/i•·i. (l'olit·l., :3t·r.. Prat .. l!Hi, n . :l-t). J'P. I·W:I:-< 1,\. J,ocrr/h-:rr::il)/11' rwliol~l{liNr dei ro>pi e.:lmnl'i. ({: iom. di merl. milit., a.gc,:;lo 1.91U). 1'JCQllÉ. 1'mllruuru/r> immerlìolo 1/P.//e jnilt> arliro/uri in uu 'mnlrttlanw a vanzata . (l'\tH'. el1ir. )'a r i)!i. l !H 6). Pn:r: trc<·r (f :. }. - lA t•!mr d Pile ,ieri/e cl i gurrra <'OI l iq11 ido f 'arre.l-Dclkin . (Giorn. 1li uw<L milit.. )!<'1111aio l!lli). l'n:nr' <'r'l (U.). ).' uot·r> ttflprtrerl'hio di eiill'nMione fll'l' jrCIIIure c7.-ll'omno. (P olicl. ~cz. P1·at.. l!ll i. n. Il ). PrLo:-:. - fml iNr: irmi lnapr•llirhe nelle jcrile uriiNt/ol'i tll'/ gium·r}l'ìo. (P rP."S6 méd. , l!JlG. 11. ::!2).


BIBLIOGRAfi.\

53G

PtSANÒ (~. ). -

L 'opem::ùm e precoce clei fer-ili; le prtll11glie chinugi~:he. {Policl., Sez. P ra.t.; 1917 , ·n. 34). PISANÒ (G.). Appunt.i r/iniri di chiru.rgia di gul'rm. (CTiom. di mE'd. milit., aprilo 1919). PtSANÒ (G.). Ap[>tnlli clinici di ,•lt irt~rgia rli guerm. (Wornal e di med. milit.,

aprile 1920). PISA~Ò

(G. ). - A.pJHIIIIi t"linh·i lli chil'llr(lia di gturra. (Gioru. di mcd. milit.. luglio 1922) . . POMPONJ. Nuoro lar,·io emolilaliro pneumatico. (P oli!'!.. Se;r,. Prat., 19li, n. 15). P OI\ T J.NO (T.). - Per li n~itare le 11111 pulu.ziont:. ·(Poli<: l. Sez. P rat. , 1916, n. 30) . P osTEMPSKI (P.). Prim o merlif·nlum 11el/e frtile di guerra. (C~inrn. di mrd. mi!.. aprile 19 17). P OLICARD e Putur. Ferile dd ginoN·hio. (Presse métl., 1916. o. 43). P ozz i e A. P.E OR€T. J'mllamt>nlo dellr jralft~re <li ro11cia. (Re v . de d.tir., l \1 l (ì, u. 2). P rotesi e Pseudfrrl.ro,çi. - (R('/ti dP.l ( 'ongr e.<so dr//lt, Sor. ili Ortopf'llin lrnttln in Bolognct H.I-21J olio/n'e J!) 19). P UGLIM (S. ). Trattmne11lo del/1• gmri illje:ti?ni ch ir., sper.ie fle/1(1 fl''ngrena gasiiOSa. (Congr . Soc. It.. Chi r. 3-5 1uarzp 191 i). P uTTl (V.). Le.çirmi dei nen·i periferici d<t jerile eli {JlMI'I'a: pa.m/i'i dt.'l 1w:liale . (Soc. mea. chir. di Bolog na. (<'OiliiiiiÌI'llZillne fatta il 12 llOVt'l!lbro 1!)15). F' uTT I (V .). Plnsti<·cr. rli lt ecessilà nella regolarizzazioue rlei mmtMIIi 1·orli eli gamùrt e eli coscia. (Gougr. clt>lla Soc. l ta.L tli Chir. :l-.'> marzo 1!1 17) . P uTTI (V.). - - Ampula~ioui e ·prote.• i ciurmat.iclt.e. (Co ngr. della Soc. Hai. di Chir. 2-5 ottobre 1919). Qu ÉI•i'U. - A1npul<tzi<me 1'irrohue 7Jicrna. (P rc:sse ru~d., 19 1:3, n. l:'i). QuÉNU. Ampnlazio11'i parziali clrl pi.rch in ferile JJenr/r(~nti rln proiellili di gncrra (Pre.-;~e mud., 1916, n. 16). . QlfÉNU. - .Artrite !!Upp-ttrrz/(t libio-la.rliiNr. ( Pre~e. méd., 19 16. n. 18). Q UÉ:su. - 1'mt.lmnen lo de/lP ferile <li ytl 2rm <'Ol melo:lo eli ()arre/. (~O<\ . ù i chir. dJ Parigi, maggio 191 l ). Ql'ÉN U . Note sulle gtaudi fni lc clel piede (/a pmi.ellili rli guerra.. ( 1-'rc><~e méd .. l!H7, u. 27). RADMOND ed EnRr:NPH:f:r". Rit·erc!te balteriologid1e s111la 11/eriliz::a:ifme dei • !fua?lti eU gonww coi vapoti di .fonao/{) e sul mlo1·e disinfcllmtle de/l'al•·"ol. (Rin· nione di medici e c·hir. della iP Arma.ta, 30 marzo 191 i). RAN uccr (F). A zione del/n 1-rwhirmeslesi<t snlle fu.m:ioni del fegnto e de-l 1·ene. (Policl., Sez. Pra.t., l 921. n. lU). R EGN I ER. Delh:1 ,ricdu.wzione j1wzionale dei ferii i. ( Revne de eh i r. , 1916 . n. 5) . RATY USKI e B E:ttGACONNE. Gurlt delle ferile eli ff" erra r.olla medir(llttra al sa.. 1>&ne. (Presse mM .. 1916. n. 63). R AZZA60N I (G.). ])l'Ife com7J/-il)(.tzion·i e:r.trarf~,:olari (lelle fetile n rle.COl'><& settico deU'a.rticolazione del ginocchio. (Rif. med .. 19 17, u. 7). · RAZZABONI (G.). E'morragie renose secomlm·ie conl!ecttlire a {t rite eli guerra .• (Rif. med., 1918. n. 17). REMEDI (V.). Sttlla cura delle jrrile eli gu.erta. (Cou:xr. della Snc. i U~L di Chir .. 3-5 marzo 1917). RE~IEDI (V.). Cura. dei jcriti di gttcrm ricol'era.t i n el/(t Cli1~icn di Sienft. (Giorr1. di med. mili t .. gennaio 1920). REYNY (H.). Ncwc 1nc~i di chiì'Utf!ia. Rulfroute cli Verdtut. (ll 1tll. de l'At·aù. ÙE' méd .. 1915, n. llO). R OCUER . R ùmltali di operati <li te~ezio11 e delle gram~i arli•;o/u;ioni. (P rcil8e mc1d. 1916, n. 48).


536

81ULIOCRAFIA

ROLA~fH) (~.). -

Impiego dell' dellroribmlore nell'estrazùme dei proiett.iti. (Rif. 111ed .• 1917. u. 7). ROLANDO (~.). Fm·ielà rare rli ferile di grossi vttsi o~Rerrnl.e al fronte. (Accademia m~d. ùi Gennnl. 21 :~prile 1918). HO!'ATt (13.). Ossen:azioui e propo~>le sui sel·t•i:i clti,·urgici ilt guerra. (Giom.

di mcd. mi l.. aprile J!ll7). Anel!leRÙI da donu-o di etile. (Le Jonro. m~d. frane:., 1920, n. 2). Ho;;"' (B.). - (,'/i ()J;pedttli chimrgh·i wo/,ili fli ..llilano. (Rivista. ospedaJiera a uno Hll fi, u. 9· 1U).· Ro~,:I (B .). Higenerazione o~sPa nP/1(' frnllure d'orma. da fuoco con esie11n perdita di. Atiiìlon zn (Nnulwi,.azione< falla alla !;oeicti1 lon1barda di sdenze med. e l1iolog. in ·~lil;mo. iJ 16 lu<tggio 1!:!1!1). ROUTI~:n. La sdl('!Jrfl'domitc 111'/le frullure diafìscuie. (So<·. di l'llir. <li Parigi, 19li). J{Ql'YI EH e P ,\KTJig:i.H. JJell'arlmlomia rlel gowilo. (PreFstl m t.':d .. 1917, n. :H). H ur.r- 1 (G . ). l 11loo10 ulla f'llm delle ferile selliche d'anaa da fnoro . (Polic·l., . cz. Pral., 1!116, 11. :3.)). l-ìACCO (H.). Ant·hiloRi nl cnlro]Jlaslica del yhwt·t·hio. (<•iorn. di rned. milit., gt• nuaio l !1~:!). RAC'\ll ''f:Pì::~; . (hrii!JfP/1(1 rta><f'O.•(( t/elle ferile di !JIIi'l'l'(l. (Prt•.,;,:e m~d .. 1916. n. 2.)), ;-;AI.A c \· ~-:n<:A . L e lt>8Ìfllri t/t•i nari pcrierit•i ttelle ferili' d'ccrmn rla fuoco. (Policl., :-i('"-· l'r:lt.. l!Jl(i. n . .t!l). :-:.\1.1~.\HI (:-;.) , lw•r•fflllllllfllli chirurgil'i ricomli dalle ul/i111C guerr••. (Giorn. ,Ji IJIC'd. nlil., apr:l<' 1!11 4). 8AJ.I :-<A iu (:-;.) . Il 11/IO!'IJ orieltlfllllrulo della t·hirurgia di yuum. (Giorn. di mcd. Ili il., !o(ill:.!n<l l !I l i). ;-;AI. IS' AIH (!':\ ). f'olllr il,u lo n/lo 11111dio eri olia cttm delle jerilf.! d'anna. da ftw•·o dr·yli alli. ( Rif. n1Nl. , I!Jli. nn. :n c :l$. !5.11. \I OS' (c\.). l 'aloqt' l•c•si rlrlle {lfrmlisi. dd/t• t·mtlrcrllure e ,Z,../lc ipcrlm1ie mtt"('O· lnri r·otou>c·llfi,·r o/le jNile eli rfllt'l'rrt. ( llilorma wedit·a, 1917, n. ·12). ~.\V.\HI.\Fii . . I III JIItltc.: ioll e n /eu1bi. (l're,.:;~e m\·d., 1915, n. 3f5). ~AVAH l ~l ' Il. l .'flut•s/N;ia ('ol t•loruro di Plile iu c!tinc.,·gia t/i guen·a. (Presse m.\d.. 11 i:t.!!).!i•J l !J l H). SA\' J O~Z.I. (J>dem;inle~<i. (C'li 11. f'hir., l !ll6. n. 2). Ro::J::NTHAt, . -

~.\\'IIJZZ.J. ~~'ALO~ E

l nf<·::iollc dr·llc fNi le. (('liuic·:t c:hi rnr~. , 19Hi. n. 4).

( l. ). -

. L pmpMiio clt•lle

111111 ila..:iou i.

(l'oliel., sezioni} pr!J.t.,

l !l 16,

n. :3+). l-'C 'AL<>~ E ( l. ). -

Su/ rort•.•l'ia mrllio c/f•i pruiell il i a n.•trial'i da jul'ile. (Polic·l., Sez. l'ral., I!JI/, n. Iii). :-:i<.:At.<>XE ( l.). l l!·ntlli t·ttlauei 11 fllmlt• uf'llmllameulo pri't'l!nlim llPlle ca.~te cit·a· lrid ,·Pimlli/i. ( P c>l i..J .. ~('7.. Prar., 1!118. IL lt<). .liNfi,·t~l u ,-o a/1'11/'l'rlo del ll' frrile i'u J•['lualr . (.:\liì n.-!1. m ed. \\' ocb ,, :--icr:nJ>: (F.). !!!lì ). foìcJJU,~L .Yuo1·o llfi}JfU'e<·<•llio pe1' fmllurati dell'ul':o J!Jl(j, IL :t~). ~C' Ili.\ -<~ 1. -

iujrr iore.

{Riforma med .•

Il lmllilllll'lllo /1iolo(JÌN! del/P i11 (r:io!li dii m rgit·he arute degli uri i. llll'(l. dlir. di Bolo!o(na, 14 aprile l!IHi). ~f'IIIA>':'t. f.tt '·himiolria Mlfi~<t•lfi,·a ,,t/. illmllamrnlo delle frrile injelle. (('Otll,fl' · ::io•·· IL eli f'llir .. :3-ii nHli'F.n 1!117). :--;E~ CF. It'f. 1-e /etile tiri 1'118 i. (C 'o l led iou llorizon-.\1 a,.,~on. Pa.rigi HH i). ~.t::x~::c·JJAL. f 'ndtiii!Jrtio rmt jiliJ lltf'la/lit·o nPy/i. si'II P()!Jillmeu li clelle os11a ltwghe. (PrC'-">'e mi·cl.. IHiì, n. H ). ~EHA F l S'l ('(l l' FFH ~: 11 L: r.r. r. La re~>e::iooe 8<'Nmdc O bali n,;ki ltelle artriti. pu rtt · l('ltle rlel/11rso. (La c·hir. dPt!li nrJ!<llli di movimento, 191!1, n. l, vol. 111). (~oc.


El61 l (lGHIF I A

li37

La. tero.pia fiwiCft neyli es·t:ti delle fcritr. (Polid .. Sez. Prat., 1917, n. 42). S J::RRA.(A.). 'l'rallante-nlo orl ope<liro delle rigidità e drlle ancllil<Jsi. (Congr. della Soc. Ital. di Ortopedia, 9 novemhre J920 ). l'EV}~R (W.). Pral/u.re clel collo femowle. (The Bos ton med. Joum , L9L9, n. 2). SERENA. -

SrCAlto. -

Su.ltue nerm~l'. (Pari:< n1t'dic:al, 1916, n. 8).

SLLvE:o;TRl:\ 1 (L.}.

- &ul lmllantenlo delli• fnile sc•fliche. (Poli PI, Sez. Prat., n. 3). Hirnrhe su/l,, pre.<NtW tli llJJnt'e ballt•riclt e tuuterobiclte sulle twijonn t: milil at'i. ( Prcs:;e méùi <·àle., 1!117, u. ll ). SITTIG (0.) . T'n t·a~<o eli llWIIIl!>lcrlia .<pina !P~pa.•l iNt rlcl /)r(lccio dc~ colpo di (11"111(1, d(t. jltOt"Q. (~e uro lo~-:. Centralbi<Ltl, Hi 110\'Cillbre 19 16). S II EHMAN . - · Ctua dl'lle f1'rile .sel/ù·he r•olllt slerili::::a::io11e p enuane11le. {Rir. mcd., ~JliiONns. -

19]7. Il. 8). 8or.A Rl) (v.). - l/ i ndim::irme oriii/JNI ;,.a ul'i l mlltt.me!lto delle /reti/ ttre al ca ntpv. (<'vng r. ::;:,('ietil I taliatH~ ui dlil'lll',!.?;t<l .. 3-5 m;mr,n H)Jì). SPEL1'A ((; . ). ('onlril~t!lo t·ThtiNJ alla ctua rh·llt• jmllttre drll'omero medir11tle il qumlri/(1/ero yesPalo. (l'o lie 1.. SI? l'. .. Pra t., 1920. n. 4;) ). ::;I'I N'F. J, J.l ( :\1. ). J)a.-1 i no/ero pia nelle le~< io n i di guerro. {Tipvgr. !'Ifel fi e J ocle, ~apoli. J!ll.i ). STAIU.INO {E. A.). -- Sullo •wlum c "''71;-oll<tlnPitlo dd/o ~ltm·k dtiruryico. (,\ rehiY. m•',d. lwl).!'e,:;., di<'Pll<bro l !l l t>). f;TEFA:\ 1. .S uoro .,l,·t~m e ltlo - lo si i/()jano •·ibmlore. - ZJf'l' la rirerca dei corpi e.</trtnl'i mt•la/lit•i. (L.I·on c•hi rurJ!i•·al. 19 17. n. 3). T ADDEI (D.). L'apJla,·t<t•dtio inrlmoriliilt• nelle rure c/r/IP. frollure.. (fiifo r. med., 1921, Il. 11 ). TAN,;IN 1 l. ). . t rl rolo m in )l t> l/e o r / ril i ·''' J)f!lt<'ctle del gi llnt·t·/t io. (Cong. della Soc. lt. di (~Ili r .. :~-5 marzo l !J l i) . TAN,;ll'\ 1 ( 1. ). Nt!IIP galt(f'I!II C. {Politl., St>zl Pr:lt., l!tli. 11. 19). 'l'AR,\)ITT N I (.,;;.). -Su lrt< cw<i rli f'lllll/'1'11(/itt .•t><Ta . (Pol ic·l., Sc:z., Prat.. 191 8, n. :l4). TAYl,{1J{ (li..). - !.et g(lltfjt'l'ott ym<iloso. (An·hiv. de 111~d. e plmnn. milit., 1916. n. :?S). 'l'AXTOl\. ( 'alfi vi:im:i de/. t•o/111 dt•f JIÌrdP. ( l:f'\' IH: 1lf' t·ld r .. ,!!iiii!IIO 19li). 'I'EJS!òlJO::R. {;l! t'e.<r:: ioni tla fl,·t•nayyi•l dr·llc fjl'lllldi nriÌt'tJ[a::inni. (Società di chir. , Parigi , :3 III>Vl'lllhre 1!)1()). TERRA·At{RA~11 (1: .). J.•:>~iti di lrtttt!lltfii><IIIÌ di !]tte/'1'11. (t:iom. 11\Nl. mil it., febbraio 19li). Tu0~1 r,;o:-~ ( l. ). J/t>l otli twolt~uttl ·t·him t'(lici Jll'r at·(·('dl'!'e allo .<dtdflro dry/i. arti. (.At lll. of :o;urg<'ry . J !) l !l. ><<:flt'lllhr~) . 'fHOKJHllOi . Uli. exili tlt•jilliliri rft /lf> .< ttltU'I! t/i IH' ITi. (Brit. nu:d., JOIII'II., 25 t'l'~· tem l>rCl HJ:?O). 1'1!-'." IEtt (li.). -

:::;,,f[,, florn llfti/I')'Ìt•tt delle ferite tli (/llt>rrll. ( Boli. th~ I'A<·ad. de

11\l;d., :H o t tobro l !J lfi). Tl zzoxr (1:. ). -- Xorm(' 11''1' l'u.• o dt•l xiao anlildt~uit·o l!ti{(l protilax~<i e nl'llrr rum del telruw. (Uiol'll. di 111t>d. milit .. ,;1• 1 l t' lllbro l!Jl7 ). · TIZ7.0N r (1:.). .'<lo/ix/iN~ del /('{ano tt f> /ltt linllnglia d,·[ l'itn·e. (Gi(lrn. di tlletl. mi l. , dir·cmbre J 9ll3). '1'7'(t8jousione del 8ang •te. f 'mll'lttRioui tl•·lla l'onft!l'!'ll?.<t t·h irurgil'il i utcra lleata., -l-8 f3cssione (11·16 wor:::o l!)JS). (llalla .Prc><~C HH;d .. W1S, 11. :21). 'frlt,Bfusione tlel sangue. Jf P/.t.id i rt·<'l'lt li. ( Paris m t; d .. l lllal-(giu J!) l S). T OFFIER. La rtHI'Zione del giiiOt:l·hio. {l'rt'i'r;e mé•l.. 191 5 . n. 2ti). T UFFI ER. Tratla111r.nlo delle ferile OJ'Ih·olf!ri del gil1m·<·hio. (Prcl'~e m(·d. , l!Jl6, n. 13}. TOFFlER. TralltHiltltlo d Pile fn i le rli g>1nra. (PrcsFe 1111:ù .. l !116, n. 63).


:'i3d

L f' twtputazirm i rintnmlit·h e ( Bull. tle I"A e aol.: m . tle m èd., seduta l 3 !!t-uuai., l ~20; . \" .~~ G II F.TTI (C; .). La i>rrJieHi riMnL't/ira . ( R iforma lllE'rlit·a, 1919. n. t ). \"F;ST CHELL! ( f~.). ('flttlril.mtQ allo 111vdio /JIIIItriflloyit·o !IP/(P ftrilt di guerra.

TITF'IE R. d~:-1

( l. io rn. ùi lfl (•t l. 11ail.. gt• nnaitl 19:!2). \ "F;RI;A ( (~.). },e~ÌUftÌ tli rt•terra dr/ ~ ixlf>!tW ttl'fl'll"fJ JINÌjPfit·tJ . (Co ngr. ù~:-lla ::>cw. Jr. tli l"lair., in Trie,re, 2-.) otrohre Hll !l). ,-,G~()T. r:angrf'll f> 11/'lltr' h l'. ( Prc:>,.e n n:rl.. U)l i'o , n. :! l ) . \ "JGL'I::R. L'alrMI pn la di~infnion!' d elle nvtni. ( l' r\'.<~c nH:Ù .. li)Ji, n. 41 ) \"r:>r r: .,-T. } ;t' fni l f rli !J•term e la projila~s i (h/lt> inje::. ehirurgit·lte. (Presi\(· méd .. J !lli. o. i ). \"l:>r•::>T. - .Ywu·( u"~"''''tuiuni Prtll'argom enlo. ( Pr(•-<:~(.> mi·ol .. !Hl i. n. 18). \"r~n: :>T. J! n /i, alllra prfì/ilollirn d t•I/P ferile nlpoklo tli ii(Jt'l'Orxo. ( ~01· .. tli t· ltir., IH i ul!liu l !.lli ). , .,,x E 1,EJ.Jn: 111;. - [,, m(dù·o::ione dt•lle jrrilt• di !JIIetro. ( \\'iener 1\.lin. \\ . ...,('h •• I !J l :'i. n. i ). \\' ,u .T!IEH. Ferii,. dtl llm('rio. ( Pr<·.-<... f' w~d .. l !) l.i. n. 2:!). \\' Eli' P (;J<fi,;., 00IIfjrl'llll !JIIi!kOiln. ( P rt:'~:\f• IIH:d .. 19 1;). Il. ;l). \\' F.LUI e AXI>F.It~r>:-;.

-

[,,..;,,;

l'Il e[iPIIi r/i.~trullrir i di'Ili' bombe •li rinnplallo.

( Brit. nt (·tl.. .l 011rn .. 19 aJ!o,.to 19 16). - ) .n fì~kii:Ì(JIIf' ltiP/(11/ÌNI l f'lti(II)Y(IIIf!l di'i fmwlllf'/1/Ì 08~f'i. (f..\'00 rh ir .. l H l ti. o. J ). \'\'ILLElf~. (/Ju/1. 8flr .. f 'ltir .. l'ari.>~., e r ·,JII~fYt'f..~<tJ jn111N~tSf' di t·lt inuyio. 19 13). \\'iLI. ~:,! :' (C'h .). .llr11uwlf' d i d1 ir11rgi<1 di f/ltPrrtt. 19 l 6 ). \\'i(Jr:ll'r (A. f. .). St~i ml)t/i rli rura del/t jNilc injl'll~> tli f/UI:t'm. (The Lancel. I li Sf'IJ(·whn· ltl lli). \ \'JLI..\RTI .

\\' 1m;11T (,\. E. ). S ul fmllllm Cnlo delle ferile infelle ooi m etodi /i><i ologici. (Tbc Lanef'l, l i ~i u~no l !l W ). Zc CCAlU (F. ). f 'ura rn t~ sf'n·ali•·a nelll! jerilt 1'11 11 jroll11re <Tan~<CJ da fuocn àegli arli . (è.'o iJg r. !:)uc .. ll al, di l;lli r ., :1.;, man:o l ll li ). Z LTCARJ ( l•'. ). llwe>~li e plaxli<-lre 111'/ln rum (/P/le ORLrili t>d osteomiel ili CTifnicke jiH/1)/IJHP r()n ~<p~>l'ia/P riqua rrlo all'a uiiJploklii'Ct mu~<t·<Aarl'. (C; iorn. di mt>d. milit., di(·. 1920).


539

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Somma rio d egli argom enti trattati (lai prot!ssi verbali permo!i alla Di~ione centrale di sani!\ militare dal 1o al 30 giugu 1924) )faggior!" tnN iico A e H t r.LF: AR.'\. Du;? ca~i di emi7>aresi da m~laria . L'O. preron ta clne e x m ilitari affetti d.a. infezioni' maltHica contratta in

BRESCIA -

guena e colpit i entmm' li da e m ipo.r·e.;i d e.;t ra. A c~c.:ennato ai nui mornenti etio · logici che po >so no r·au~ar·c la ,.:i n !r·om!" ::mddo: tf\. pas~a in rtH~egna gli st udi anatomo-pa•oloj!il'i d~!lle lus ioni m a lar·iche in t·appol"lo l~l si:;tt' rnu. ne t·vo.;o cE' n· trale e pe rifet·ico, e nnn1cmndo tut ti i qnad r·i f'linici e ln!'t te inlirte in rilie vo una pel'fe t ln COtTi-;ponciPn>,a tr·a la part ic.:olat·e ~<inlom!ltologia. pr·ese nhua dagli infermi e lE> s indro mi ne r·,·n•e eiltti<.' dugli autor i. Hot~o tenE' nte 111Nlic: ..• Vr~c-r-: :-:1.0 TANT U RRr. Un caso di ajasin, sensoriele amn e.~t ica. L ' O. rifcri.;e!" il <·n•o (·liuk'o eli un t.rauma.t izza t o d e l cnpo d a pro ietti le. con p erm anen·tt1. di ,;;c· heg!{<' m e ta!lichc:- entlocranic·ho. c he pr·est' n ta gnwi dist\H'bi del sist,emf\ ner'\"o.~o. f' , m .;i,r :•ttl·i in t1. • t a er h i epi le . t ir· i. a fa..; la scnso rial e nnttl"sLica incompleta e principio di sordi tit p s idrir;a. Par· la !lt•llo (i;; iopa:ologia d.e l ,.;i.-;tenm ner·vo.<o cent •·ale in relm:ione alle a fa .;ie t>d nllc amne:.;ie cd ammette che a pro· v ocare l' afa<it~ :;;c•n ,or·ialt> am·le.;tiet\ n on ba.;t, ~ la lesione di qua l ttn:)lle zona "'en-;oriale, ma occtHTe ~(·mpr<' una co nc:om'tun!e le->ione d e lla zona uditi\·a cor· ticale. Si intt'atlie ne cln ullimo ::;ulle Hloclifìcazioni ps ir hiehe iwle>ttP dali" afas ia che po;;flono raggiung:P rl' l11. r·ornpiPt a d c mt nu\ e s ulla t e rapit\ chinu·g ica, che non dà però :::icure zza. di not.evoli migliomm"lnt i. Mn.AXO -

C1lpi tn no rnNlic•o L u JM )!AFf'EO . S ulltt pre.sunta jw1zionc eudocrina delle ton(lille jarÙI(JCU e pahrtill.ct . L ' O. espone un con t ri b ·tto pet·,:ona,le ;mila tLncora. in'loluta. questione della funzione en•locrin'l <l<.' IlA t.Qn-<ill~ ipor· r rofìr-a ìarin~<'l\ . Hl\ ri<:ereato >'li 53 ade· noide i col ml"!to:lo di Uri~ ton•, lf\ pre;e nr.•t drlla. colc<tor-in~ n r lle to rt'lille ipot·trofìche, come puee dE>IIe g::an ulu">.in n i lipoicliehe eol me todo CiaC'cio; ha stu· diato inolu·e il si• U mt ipo ~i-;a ri o n Pg!i n.de n 'lide i a m ez:z.> d ~ l l ' intnHlem10reazione o con lhuiùo e.;tmtto cln ll" ipofisi t::>tale. pr·ivato d egli a.lbtuninoidi. Dalle ~=;uddet.te e•perien~~:e e ri-;11ltato che l' ttttività ~ndocr· im\ de llt' tom•ille ' non d eve ritenor.>i leg,tta al 1a. fr·,tzione lipoide rlei tes;:;uti e tanto meno a quella oole<terin 'ca. rtò alh pri'<<'nY.a d elle ,.;osta.:\7.€' lipoi1lic he. :'llentre ò dimo.;trabile una disfunzione ipofharia. nogli tLd en oirif•i, è s re uro il bencfì.zio immediato che la ablazione d e lle adenoitli può reCt\ro alla [unzicmo ipofi sa.1·ia. NAFOLI -

Ro~rA

- Capitano medico G u wo Zuc-C'HI. U11 ca:Jo di morte ti m ica. L' O. comunica il r bmltato d e ll ' autop;;:ia di un l<Oida.to morto imp•·ov,·i::.a· mente. ril evante t ma co4ituzìonE> timi c·J·linfatica. Accennato alla mode rna teor·ia ormon:ica. in rapporto n lle co ,t itllzioni del simpatico e del parasimpa.tico, ritiene che la morte s ia stat.a Cl\ll"'l ta da l pnwalere d e ll'ormone timicO· \' ugotouico-tr·opo su quello arlrenal o-~im patico-tropo. E> quindi d t\ paralisi cardiaca sn un CUOI'E> a. fibm flacc ida facilmente e <anritr> ; l;r. cau~a a "c identi\le ;;nrt> bbe stata detcr. minata da nna pa~·ti ta tli calcio, alla quale il milital"e ave n\ pri:'>O ptu·te poche ore prima della morte . Accennato infine ai ca•·a tt!"t·i e ·;tt~mi ed »·Ila fis iopatologia d ella costitu<>:iont> timico-linfatica., l' O. illus trn i u tc.,;ti <le i t.irno » propo~t i Jl<"l" l"I('O no.scet·o lo stato e l'attiv ità di que.;ta ghiandola cndoct·iru~.


540

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare

Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (Cmttinua.::iolt~

• r~<l~ jascieoli del l!JIS -111·17·1S· l !l-20·21-2:! ·23 e 24}

U. D I'CI"I"IO 11 moggio ~924.

z87. G tt·so Guiricl, t c:nt·nte nt~clko 9'' rq;:-s.rinH.• u to famt-rin . ln una cr uenta azion i', im pi:una•:rt person:dm< ·Jtt e <'<•Il )ili ~rar:: i mcui di,.pc•ttibili un po~to di mc:di,•::tzio nc a pco('hi pa!<;.;i dnlln linea ùc:l fnocc>, i u 7<!11 3 «cOj)l'l'la e battuta da l t it·o u<:ntìco, e co11 mir:tbilc zelo, culnti\ e ;;pr<:no dd pt•ri<·olo, prtsla,·.a la sua opt•ra di :<occor~o ai numc:rosi f<:riti. S<>~t itnito il suo reg~imcuto nel la posizione da altre tr nppe. j)t'l' le: ingetJti perdite "nl•ite, cnntim1aYa a riman<'re allo stesso po"to di llJt·di cal.iOII\', p<:r pr~<tnn.: le ~ne <.'lire ai kriti dd n·ggirneulo ~ubeu­ trante. Jntcn~illcata~i sempre ptù l'a1.ione, n · ni,·a c:r an:mcllH: feri to. - :\l. )fr;~li, otl<,br<: 1915. :\JcDAGI.IA

l?

01

BK0~7.0

lkc:rr/ o 11 moggio 1\P-: -

Jt~n .

. \J.ZO>' Callo, da Tori11 o , tenctllc.: m <:dico .:; r<:g~inll'lltn :tlpini. {'fficiale lllt·• it,·u .1dcl<:ttu <•Ò una IJalllt~hull<: a l piHo, d:n-a ~·~·~tante pro\'a ùi \'ah1 re ed .:Jlllt<.:~lti.ÌOnc. alnranl(- :tl'(';tlti to e proluu~atc- ~·ollthattim<·JIIO, ~pr<:nnn t e ù<:l peri<.'colu, ~i pnrltlnt tH:i punti pit't :t l':lllz:tti, u ltrc la linea, per ,CK't.'Orr(·r (' fc:riti nn;.tri c n t·mi<·i . J>cr qnattr<> giorni c qn:lltr o notit r c:,.ta\'<J .•nlla \'t:ch:tta alla rin•r ca d<:i kriti en·ntna lt11 cn tc di;;Jwrsi, no11 ritirando~i <"h c dopo esplic it o ordin e. l<L·givm· .\ dam d lo , .t<· · aprile.: . t·:, nl:'l)!!fÌO 1<110. 11 .. 7. l..' tt•ot.: o:" F. Fcrcliuaudo. da L:uwiano (Chit:ti). tenelll<' medico 1.1 rq:~g imeuto hc-r"n.t:li•-ri. .\d<kttc• a m: ltntt<t;.; lio na.: t.<:r>':l.!.dic ri , l"'~<.·tHio illtpl"''ihik il tra "porto dci feriti, s pn:7.zanlc di ogtti p<:ricolo e :wint:llo .;(l]o da altu :-t:ntimcnto ·dd dc•\·c: rc·, si rt:UI\·a ~~ pn·:<t ~arc la "lla t>p'!Tll 11111anitari"', pcrcorn:ndo 1.on e battnti-.,,..im< ,lal fuon • 'll'lllic·o. Ril;ut:wa ro:<tant<:mcnl<: l 'a'· ,· il·cndanr~;u(,,, p<'r e:<~cn: -.,<:mpn: iu pri111 a linea c·oi s 110i hcrsar:-licri, ln~ci:md<> il p<':<to di ('Ont lmttiIIWII\o ,.C'In in sc:gnito a gnt\'C ferila 1 i portata. :\lonto:: Urappa . 16 n cwemhre-1.: di..-<.· lllhl c h) l;. J 12~ .

Fu1kl

l 1rtO/t) ,

._1;, J.. erici

((~t.•n o\·:-~),

ttl !lg"~ic.re

Jnf>tlir·o n..;pt·clnle

l ':l111pO.

-

l'on

<'<>l':t)-!;.!l<• cd <'llt rgia 'illg,>lar i, i11 lltom<:Illi pnrtin•la rtli<:Jllc diflìcili, tenne alto lo ,.pi r ito <l<·i dip~·n .kuti cht, diH·iplin:lli <: t'U111patti , <'<>ll<ln<,..e liuo alla nuova linc:n di f1·:-i<l<:n7a. dopo ·li c.:s-cre riu~eito a ricuperare la m:t<~ima parte d e l ma1<-ri;dl' di 1111 o-.pl'dall'ltu da t'<tlllpo , affronlan<b ~c:r•·n ;utren te disagi e pericoli di og11i (!<:ll<rc. - Jsnii /,O·l'Ì:l\'<: , 2h •>ttohr('- J<) llrJ\'(: ltlln·,. l<)lì' 1~<). F \N, , ;,; t " 1 ca,·. Frema$<<>. t la L••,·mt t o (C<:nm·a l, m:tg)~ i orc m c<li co 11 divisioit<.: di fant<.ria. l'<m tln·ato l'piril<> <li .;nnili,·io .::: l''Jnt inuo l'prczz<> de l p_<·ricoln, ilnrnnte <angnin<•<'!.' giornate, ~(ll \o \'i<•ll'Tilis - imo fno~o . perenrreva rljw! nt:ml<:llle ](' printe liun JWr ri oq:::111ia:lzC pll-.ti rli m <.'dk:t7iouc.: travolti dn ,·iuk·llta 111i,.,·hi:t e j)l'l' lllt·gl ic , c·<• ll<'<>rrt:r<: <~11'< pt·ra .-li ;:·..>rrnrt<o cl~i llum cro•i ft n ti, rbndr1 mira ili h- <'l'l l' p io di :<t·Tl'IH, enrng-gio c rli \'lTIPro":l ahnt•gazionc·. l'<'JJIC di l' i:t n:.~. Bi :n~io ùi Colhtlt:1, l.'-2·.' j!ingno 19 1$.


541 FRA:-<01! .:a\. Luig1, dr. Zogno (lkrgamo) , mag1,1iore medi,·o ufficio sani tù •9 cti,·i!>iune - l .o mol••m:itmc dt'ila we.tcH;Im dì hro~t;;o con{aìtag/.i con de' rcto Luognlt." •ll'll: ial,. :2 dlcc·m br•· 1918 è sosllluilo C'.JII lo scgllc'ulc: : - Capn

u,w.

ufticio di sattilà di un a division e, in prima lim·a. dr~,·a co,;tanlè e bella prova di valor mili t nr.,, oltr e dte di ~rnmlc perizin tcrni<·n, ro:oca11dosi qun~i t11tti i giomi :oi po<ti di ltlt'tlicazioue, spt·""'' impiantali sulla linea elci trinccratllenti, :tnche quancl'> più imc:nso Na il fnu<'<: n"mico. In una critÌ\:a l'ircO><t:tnz::., s i distin).,"l•cvn p•·r · ~er.: na c·alma e noncurnn~a elci perko lo, an·nrrcndo personnltllt:nte a pre~tare sccc:orso ai feriti sotto intcn~o b(lmbardaJnento avversario eJ incitando i milit ari prcsl·nti ad eutulndo n <:lla snr~ gcn~.:rosa e cora~giosa opera. - Carso, ago,to-scttemb re 1910; \ 'ogrenki ('l'oh• tino). HJ aprilt: Il) l;. 1131. ~I.~ ~,;.;11 K 1 N i cola, capila nn mcdit•o 2.\J n : parto sumcggiato della :1:1 se;don e sanità. · - trfì1çi.11c n!l·tlko, ~p -t'7.>.a nk dd pcr:c<•lo e .:nn grand e nhne~n,.ione prodi~ava la sua opoaa per la cura e lo s~oloth<:ro .lei nnmcro:-.i feriti rima:>ti alobandnnnti i11 un v•llaggio ,·ioi(·JHenJt·nt<· IXJmiMrcbto. Sut•cc:::sinune!·Jte, in condizioni difficili~simc ùi :>Ì.:•m.•z7a c di viabi lità, orgnn iua,•a in modo ammircvùlc il , •: ;\'Ì>:Ì\l s:>. nit.Jrio durante pii1 ~innwte tli t1no ~·o•nhauiutento, <hmdo in ogni occas•onc pro"a di u obili sc utim cnti cd ch:''<l le ,·irtiÌ militari. - Cogollo-lo! onte Zovt:'lt<•, gin~tlf.) 1<_.16. I r J r. PM.A<;•:I Dmnenico. :<c;ttotc:nt•nte nu.:diço 7 reg~imento alpiui. t'fficiale mcdi<'o rli lmttn1:lione 11lpino, ~···hhem· febt.ricitnnte , con nl to ,.;entimenlo del dovere., cl)nt iu•H) p<"r pitì giornatc di fiero comiJa ttinte nto a prodigare le sue cure ai numerosi {l·riti, find1i· rima~t' (crito {·gli :<tesso con con scs::-ucnte inYaliditù di guerra. - )!onte l~rappa, 24·.;o ottobre 19•8. (Coni iuuo).

LA CElEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA Obla1.ioni ra.ccohl' ]JI'r le bor8e di -~ludio agli orfani df'i medici ca~luti in gu erra. comun~ di M OI.t >uto (F orli ) L . ZOo; si~.na D€' !\J<u·ciJi (rar colte fra stutlt:! lit i •li ru edicii'a a Firen ze ) L. t6.l-i0; dott. Dodcloli L. 30: prof. Cac cia 1.. 2!>: prof. Biancl:ini L . t5. SO!L()t F !li!U(l' l 1.. 5!o.4tl; SOt to\. P i.:<"HJII L. 55.40; ma.gg-. !:'t'rio L . 20; sott. Menozzi l.. :W: t E' IL col. Pi gnH t.c lli L. ::o; tna:.t!.(. sa...~~·li L. :!li: l"<Lp . Battaglia L . 20: cap. Ci1)11ini L . 2U: <:ol. Hnuomi L. tn: tcn. rol. ~f·ocl e,;tini L. :IO ~ d ott. Miuo ia L. :!O; ll ll\.~1!- Bampi; t.€'n. l'n!. Andisin L. 20: ta p . Co:;•a L. :!0: cap. Mn..o;tro anni L. 20: cap. t\l ol n1ari L . 20: c·ol. !\lng-g('si L . 2tl: <>ar. S<Jh!lt,ini L. tO: cap. Durazzano L. 20; cap. Gra.~,;i L. 20: r.Hp. Vi::;co nti L 20: c:tp. Ferri L. 20: 1e11. col. Tit elli L. :!0: 1e 11. c: ol. Ponu L. 20: •' ap. Ciaranfì L. ~O: o,;ap. Casella L. 20: mai!g fla!-<<;i L. 20: cap. P e r!'ano L . 20; sott.Ot. n 'Angelo L. 20; ma4-:'g. Var.nor·ri L . 20: cap. Pt>ti'OCT!Ii L. :W: lllllJ.!~. Bortlnll t' 1.. :!Il: ten. ~I111Tn L. 20: mag-g-. R(lmbol:\ L . :.'0: l'iiJl. C~> rìor.ì L. 2tl; 11'11. Mo r i L. :W; !'!Lp . f1iaawllini L. 20: Utp. T onielti L. 20: I.Pn F iln::;rana. L. 20: soUot. T erzi L 20; soUot.. Val e nzano L. ~O: sot.tnl. Vit.al!' l. :!11: SOl-l. Vi ola. 1.. 211: sottnt. C.arM~'IIi L . 20; !<Oilut. R o.s si 1.. :.!0: ;;otl<lt. Marocco L. 20: ffiil.).(ll;. ~la.u g-eri L. :.!0; prof. Cnnlg-nis L 2:-1: clott. !ll nrzulo L. 10: 11o1t.. t.:n~p•'n ni L. :?0: d ott. s,,l\·a lii'Cl L . :.!0: <lc•t t . Anrrltelen !.. 10: doli. ~<.à.rruni L. :>: c\l •lt.. Pa'<qualint L. 20: dott. Ptzz.,li L . 10: llOII. Tn:•vi:-.an L. ;!• 1: rlott. n ergmann L. 20. ( Coli Li nuo ).


NECROLOGIO DoH. eav. aff. GIUSEPPE FRAU tenente c olo nnel lo me d ico .

Questo hl'l llliiM rrA i lllif[liOri ed i pitl mnnti llel Corpo AAnital"io militare non è pi\1 du• 111m ;\femoria., alla quale col cuore rAtt•·istn to diamo ora .i l tributo dr l nostro compin nt o. Chi ebbo In ' 'e n t m·a d i lWero n rumpngno di lnnH'o r-d nmico il tene>ntc colonnello Giuseppe f ra u, sa quale perdita dolorosn s ia toccata. alla nostra grnnde fnmigl ili. e rJ1mlc Vlmto. E gl i las(·Ìa ncll'nuimo nvs 11·o nn vh·o ri!'or·r!o olt'ila >"UA nobile vita. con.'>a· craia td lo Rtudio, All 'Ese rc-ito cd aliA pi1'1 )HII'H •' co;:tu11te d il'e iplinlt del rlovere. Lo ebh i d•sc·L•po!o JwiJn l';euoht di App li(·nzione di >lllllità mi litare ed a:;si· ::nr·ntc> di l'hinn·l!in ndJ'O;:pe<lnle mi litnrc> di Firrnzt•, e. l'ioeordo la svegliata e t·ifl c·,.,iqt s11r~ intt'lligo>n7.u. il ronr amore ngli st udi cldrurgici, che predilesse, la l>nntl\ dr! l'nH imo e la di!>t inln Si!!lwrilitò. del curnftere. .Appm·in,IICJ fin d'nllo1·a il l" uJnetiC'nte ll'>'\'t>niH~ proro•!>sionale e le spic:cate •me ullf1udini 11lht cniTieJ'll militnre. <"d Pbhi ragione d'inco•·ag-gim·Jo a rimanere nl' li'Esc•J't•ilo. dw cli,·enue la su,~ famiglitl idf'tlit•. )lf.•nt.rt' :sni,·o cpt~•sti pt·n:sini di ril'\'Ocozimtt e dJ rin t pianto per la fine imnl>ltura. u 44 111111i. nella t'tllllpiHa muturitit dellu lll<:'llt.e ~ della l':sperienza, dell'nmico intp<ll'<'l!giahil•· (' dp) f'l•llnga clist.intn. ehe fn ch·coro del Corpo :SI)..ni· t.orio rnilitun•, tor•unltO alltt ntia ntente gl i Rllni lontan i qu11udo Jo ebbi a><sicluo ..rt Rli<'7.ionuto c·o1npngno {li lltVOI'O nt'l le esc1·cituzioni annt.omiche e frA. gl'in· fprmi, che eirco11dò di tl'IJ!'N•:~.zn fratPrna.. e sf'nto ancor vi, ·n la ~:~ua ,·oce A.mi~ irttOIUIÌ>\ St'lllj)l'f' ll C[II<'Jitl ;;c·J~' IHI dofl'lc7.7.ll d<·IJ'nnilllO c tl Il q IIPlJO !>pirit.o di Cll· rit~) ehr• fnnno di'Ili\ mi:<sit•ur <f,.l nwdk·o ·1111 apo,;tolnto di sc i••ur.o. e di umanità. 1-'iglio dt•l lu fru·t<t:> j.!~·nll· snnl>l, il c·ui , ·n ltn1> ril'ulse pre lllllj:(Hifìri ('roismi, }'lf'f' ,:aldù ch:.;c-i plinn t' JWr \' i1·t.i1 wilita•·i m·l!a j:n·nnde provu d,•lla g-ut·rra., Alter· wint• dd cor,:o !W Ila :-\('nola di npplì('azionc· di !<nn i ti\. mi lita re ris ultò fra i primi d a><:<iflcnì.i. l>t"st i un t o !l Il' O:<pt•rl~t !~:> m ilito~ue cl i FirenzE' I'Orl O!'( ) i no di vitA. e con n tl't~)do 11C' IIn studio A<:erl'hhC' il !'<IlO patrimonio >'r·if'nt ific·o cnlt,i,·audo con parti· <·•tlm·c 1\llJOI'f' lt• olisciplino> d1iruqrieht' (' Jn rudiol(•gitl. m·IJn tJllì~le ncqui>'tÒ ~pe · t·inle competenza quundo <'l'Il di pochi Jn pndrwwnz>t d<>lla tt.:cnir·a e dpJII\ tlill):.'ll r>st i <:!l nH l i o! ogi eu . Ce>n cltiara e p1·rt·i,;a \.'i;.:imw th·llr lHOlt<•pJi,·i funzioni dd mrdico nrll'E"'C'r· t·Ìt4>. jli'O\' Hit• illllli!IO:<IlllWIItl• IH'J.di OI'CIÌIHll lll'lli·Ì Sl111ilttl'i di jl:ll('l' l'a, coltinì JlW'C' l'igit>Jh' e h' elini"" lltC'dicA cou In cpm:P si ('<>ntpl<'ta h• p<·•·i7,ia diagno!'t,JCt\ e tcnqkuti('n, di'l ('}ururgo. e- c•on un tal<• indi.ri7.zO. npprolit.tnndo d<'l materiale rli

:<t11din <• di ptTI\·7.innnn1f·nto di C'l i Ì è- stllto s<'n qmo' J'Ìc·r·o il nn;.:[ l'O Ji>t,itut.o ;;cien· t ilif•n di Firt'uzr•. ,;[ f1•1·mù tptd JlHIJ'imonio intPII<,tlualt> e <111<'11" lm·w proptlt·a· 7.Ìilllt> rwnff·s,iOillll•·. d i <'Il i dc·IIP l111nim,.~a pro,·n J)l'Ìll1!l m·lltl gnt•rra l ihica. uel· I'O!<pPdlll<' militru·p di Y<'I'OIIII poi. t' pn)'f'in ;.:ul tl·>ttro dl.'ll>l gtu·JTH itnlo·ll\lRtriR.C'A. In 1!111''-'l!l .storico pc•J·i n dll d,•!ln vita nn:>..On>ll<'. 11d (jll!tlc· ti lu<'<lico militare it.ulia110 pnr1ù tlll>t fol'll' j)I'•' Jlèll'il7.iotw kc·uica t· logi><t.ic·a . ~· fn sPmpr.; ~ll'a l tezzl\ dd ,:uoi do,·c••·i. In lij.!lll'R dt·l to·11r·ntc rolomw.llo nwdiPO Fra u occupa un posto di 01101'<', (•d impn•:<:<O HPII!L rniu ll>t?Bta fnt i ric·ordi pii• curi d el la !-.'ll<'l'rn. ]n Cjll!'l YH~tr• t'lllll}lll di ntt Ì\'itìl. nC'IIA glnri0~n J lJn ,\ rmuta riìulsc• l11 pro· Jllll'l17.inll(' l<'t·Hit•>l (' logj,[,ÌI'!\ 1•tl il C'O,.,tldl(l' C'd illtllllll!lhi]0 ('ljtiÌ !ihl·io dr-} l.t>ll ']W· t·;nlh•fltO di Giuseppe Frau. Ln sm~ OJII'I'fl intdlil!•·llt(: c•1l aJnc'I'O rieca di JH'IHil.P. llli7inti\'0 nl'lltt )nlln nntleniP>'Ìf"fl ck•i ch1r p<·rind! l'pid .. lltir-i dd 19 15 o ch•l 1916 lo fn >liiHO\'f•rar(• frn ~li u flio·iali nH·di<:i dtr p iii ,.,) lidtllll<'nte contribuirono al


543

:"OTJZJE

risanamel)to t>d allR dif<"><il profi hutica dt>l le truppe d e lla lii• Armata contro i morbi infettivi. Dot-ato di carattete Pnf'rg ico cd eq uilibrato, di t.at.to squi:::ito e di chiaro discernimento pr·a.tico, nPIITffkio eli 1-'anità di Intcnc!cnzn d~'lla ~ona di Cervi· gnano tenne con uutor·itìl P compt>tPnza nlto il decoro dd Coq)o sanit-ario milit-are. Nelle grandi giornnte ddle azioni guert-e><rhe, qm1nclo piit ttlto era il compito r;he ci fu afficlato, ropt>r·a. di Giuseppe Frau ha impresso nell.a mia mente ricordi incaccellnbili. Otte nne per· qnE>::<lfl opem la pt·cm\O;;ione n mHI=!J:!ÌOre ptw merito di gueiTa. Con questi ri (·ordi e col ettOre l'tlt.u ·ist.ato dalla fine dd colk·ga. e del l'amico, che ha chiuso i suoi giMni rwB piPno vigore clt'gli anni e d e lla. mente, il nostro pensiero si rivolge alla smt mc-rnorill, nwntr<• ::<<:riYiumo il s uo nom., ira quello degli uffiuia li nwdici che hnnno onornto ti ('or·po o;unit:trio milit.art>. LORENZO BONOMO.

NOTIZIE PER LA VISITA DEI SOVRANI D' ITALIA IN SPAGNA. - l n O<'cosion~:> della visita dei no><tri Son·ani in ~pugna rlC\'Olti O\.lii\(Jlle rol p ii! \ 'Ì \'1'1 ent11s iasmo, il Capo della Sanità militHrC" pres.-;c) il ~li11istcro della l!llf'tn~ a. l\l!idrid, con gentìiP p!>n><if•ro, ha invi~tto n l CPrh'l'lllc• nwdiC'o cnpo dc•lla VHII C il sE'gnent.e telegramma. che siumo bC~n l irti (li riprodutTC':

Con motir·o cle la ho11ro.•a risi/.(~ Ile ruest1·os illu.~tres n·ye.~ .11 pTùrci·T>e de Piemonte. rl ('uapo c:ltj i/(/.ll'Ìd<LCI milila·r l'·''flallol Ralud.(/. con eutusiasmo a.l ne Italia, l·xpresandole su a.dm.irac/011 !l lo• de.~eos calurosos cle uniom•s e.~7Jiritt1ales çon el r, ue Um mlero~a y brilla.ntenH'IIlt• /m contribuùlo a la rtra.n g·uerra a la gloria det ej~trtito le salu,lo con espl'.cinl af••cto. Il (:ener>Jie- dC'IIn V11llc J'i;:;B>0:-<1! rol ~egn€'tJtE' t-E'l<>grnmma:

Capo Sanità Jfilitarc. - 111 inistc•ro Gu erra - Jladrid. CorJ>O snnif(trio militare italiano . .~~n.•il,il'e l'·i/;ra.nte wluto. 1'/Ntm/.Jia sensi pTofondo crpnc:ratismo, lu:nc au<1picrmdo cl, ,~ti11i. son!lla na:i011e lat ina. P l' t' il li<'l.o R\'\'Pn imcnto tmPitt• il farmnci~ta cnpo L eopoldo I.opl'z. del clifllll'timE'nt.r. di CMlice. hA. dil·e tto u l c:l'nt?l'A II.' m edico rnpo questo tE>legrnmma: Ocasion Jdiz ll•'[tflrla rw·.•lro!' Ullf/ll·•f08 nyt:s .solwlo fratl'l!la[mrmte br<lla?lfe cye.rpo S(wi.rlwl militar enca mn1•rlo ,.uJm.irrr!Jl<·m~n te no/dc pueldo italirtno, rl'iterando a.gradec.imie11to projundo por a/ellc Ì OII I'S Ìltll!t/11eraliles oto·ryaclas imbon·able e:r;i;:;lencict g/'1/mliosos actos çonyr<'.<rO iotcmacion<~l ho!J repctimos lw cemo.ç 1·ot:os pro·~perida(l ntolt•ra h.-rmo.m ltetcion. J,eO]Jolclo Lopez, farmaceutico jrjc d cpartamento Cculiz. Deleg(l.(lo ofìcial gobiemo E:<panol Coo.gr''SO Roma. Ed t'(·cn la ri"posta del Gt'nt·ralo clel ll\ \",lJlC : L ··opolrio Lopez . .farm'lcista. ca.po - Cadice . fJra./o a,fft'lt•lo~o p:~n~il·ro. t'ic'tm/1io 'l<flr<'.~ <ÌOite L·h·i.~sima coll~ywtza, inkrprele sentimenti t utto Corpo srwita rio militare italicmo. Lo !'lt'"""'o fo.rm»ci;:t.n capo Lope?. h n tr!l:::me,::,;:o n ltro nnhiJL~l<imo telf'gt·ammn a l ColonHcllo cltiruico·flll'mnc·i,..f;~ ~uzzi. che pltrf' ha rispo:;to r·mgraziando. Il CI'IOilné·llo mN.li(·o .Ju><è Potnn;:;!< ~lartiuez. prof('ssun• alla l:icuola di g11erra. <li Madrid. h n. irrfìne d irett.o n l < :e>ncnde medi co delltt \'allo una lctt.<•ta. inneggiante alln '' in~ colleganza dei C'or·pi ~aniLari dPIIC dne .Xazion i sorelle.


P ARTE UFFICIALE d.)

GIOR:'.' A.LE MILT'l'ARE UFFlCI.-\.LID.

(Estratto dalle dispense n. ~4-28 d el 1924 )

l) C ancOLARP: n. 366 d €•1 12 g iugno 1924. - ,)'omminì'itra:ione. di me<licinali e. og!}1!1/i di mediwtura a{lli uj{u:iali ed altri p cr>ioaali. La cireolar-e contif•ne r!is po:>izioni a·igu~rdttnti ltt ><omminist.m 7.iorw rlei medic inali e d Pgh o~gt·tti di anedicatunr, n pt'tgtunento, ngli ufficiali Pd altri pet·· sona li. }~s."e vanno in vigore col l 0 luglio l !l24. 2) Cmc-CIL.~n~: u. 367 d e l 12 giugno HlN. 'Parifla d1·i nll'dìci"ali, cll'yli oyqeUi (/i meclicatura, delle .so.Ytan ze accesM>rie, d ei 1·eage11ti . dt~i proclott; chimici pw-issimi per u.<ti .scirmt i /ici, etc. E' pu bhlicnt.>l ht " Nuova tarifì'a dei m e rli c innli, d t ·~!li oggPtti di m cdicatut-a, cte iiC' sostam.t> acces><oa·ie. etc. ,., la qunlé andn\ i11 vigort' il 1° luglio 1924, in s ostituzioaw della. t.ar1fì'a, edizio ne l" Luglio 1922. D etta t.ar ifl'a è CO>'Ì cli >'tribuittl: n. 50 co pit? al i>~ dir<'z ion e ccntr·ale di sanità militare, n. 50 all'uf!ìuio d o l colonn(•llo chimico fru·nrauistu, n. 2 H cia:scuna di rez ione di sanità di co rpo d ' nrmtlta., n. 20 nll' is tiLIIto clnmiro furrnuct'utico milit.ure, n. IO a cia~cun o;;pt·dal~> militare pa·jnC'ipah'. 11. 6 u cia:::cun ospt?dale mili tan· secon•lnrro, n. lì al centro militare dii di:4a·ihuzaonE> di mat.e riale sa nitario, n. 4 a cin><cllna ìnfermC'rin presidiaria. n. 2 a g li ,o;tnhilintf'nti balneari, n. l ai sanatori milit.ar· i e al hlborutorio chimico- bromatolo!!ÌI·o.

3) C m c OLAilf: n. ~68 del 12 giugno 1924. - Uf{ìcinli 111ed ici e chimici jarmacist?' in :r~eui=io attivo permaneute a11sistenti alle cliuirh r. w1inmsit.arie ed agf.i ù•lit.ut-i. scie11ti/ici del R egno. Anc he p e r il pros::;imo anno nC'cademiC'o uffì r·inli 11ll'dJ<'i e c himici farmacisti in :::;, A. P. ;;aaanno in\·iat.i 111le <'linich,• lmivPrsitnriP cd agli i:<tituti scie nt ifiC'i d .... l Rq~no quali a s!'< i:>t,e nti rni lit.al'i pt' r 1111 n alitO, su l\' o al i\lini::~ tt:ro ltl t;wolt.à di confe rmarli p e r un s<'condo . . L'tl~'<C'gau\zionc s nrà limitnta com e ::;Pguo : :'lla~gic>t·i rnc dic·i in S. A. P., u. 2 pos ti pre;;..;o le cl iniche m e diche de ll e R. U niv e rs ii·IÌ: capitnni m edici in S. A. P .. n. 4 po-;t.i pa·esso le cliniche chinu·gie he : c·apitani m C'di ci 111 S. A. P., n. 2 pos ta pros><o g li is tit.uti d ' igi e ne; capitani nwdi.ci iu ~- A. P., n. 2 pos ti pre!!so le clinieho. neuro -p><ielaiata·ir·hc ; capitani m eciiri in ~- A. P., n. 2 posti pres.c:o le clnoiche ocul istiehc; capitani chimici-fa•·nlacisti. n. 2 p osti pre><>'O istituti di chimic·a.. Potranno concorrere tutti ~li u[fit' iali del gr·ndo so p a·11indicato pe•· c iascuna drill' :-; p ec ialità, e:;clusi q~telli comunque in a::;p<'tt.atinl o 111 lir~·uza di convalesc·Pn7.a. Le domand o dovranno pen·enire al ì\linistt'r<> p Pr il tl'}ttnit.e deJJo Dit'flz ioni di sa nit-à unitamentc agli .eve ntuali tito li o doc·aunenti dimost-ranti il pos,ws.-<o di attitudine genCJ·ica e s pecific-a a lla spea·ialiU~ ric·lril':.<ta. J direttori dJ »u nità di Corpo d'nrmata trasmette rt~nno d o m •lll<k t' dtu·umC'nt.i al Ministero awn oltre il 1° settembre p. v., accompil.~ml.ndo c iasewm tlornnnda con una breve relazione, !11. ql•al., ponga in e ddonza i t,it.oli d c i c·Hndidat.i.

-- -- --=-===== Direttore: ARTURO CASARINI, tenPn ti' ('OIC>nnello m r dico. (Sn36 ) ·Roma, 19:l3•:l4 - Stabilimento Poligr.afico per l':11nmini,:~razione dello Stato.


. .

r.. 5 -

S . SALINARf. Le lesioni traumatiche del centri nervosi. Merno r·i11 onòrut.a rl»l 1wernio Riher·i. - Romf~. 190:)- U n ,·ol. di pag. :~20 . . . . . . . .

7 -

-:\L CoSANt. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sa: . n:tarlo iu campagma - l 914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

6 -

A . CASA k l'N f. · La medicina militare nell' antica Roma. -

Con fi fìg-1 u 'l' .

•' L Cus.un. Espo;lzlone sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanlt~rlo in campagna presso l'Esercito italiano - 1906, . . . . . . . .

" 5-

{ '. Dm CESAR E- Studio delle mediastin itl (modino.; t init.i ,.;11p pur·ati~·e, 1\i< 'f'>so m~dia~PniC'o)

- R oma, 1900. - Un ~-ol. di pnf!. 144. . .

5-

J>. hmarAco. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile lfaHano ili piccolo calibra, in confronto con quello di medio caJibro. (fitudi sper·imeutnli con 15 · tavole di foro10·•lfì e f' r"Srliografie ripr·ò'(lo~ t~ in fototipia). - Ro:-rul. J!l()3 . . . . . . . . . . . . . . .

8 -

P . IM13RIA CO. Le opera1.ioni p:ù frequenti nella ch irurgia d i guerra, r·<m Il i ngur·c - Fireme. 18!18 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

8 -

ANTRoro~mTMA :'.lrLrTAR~> -

Risultati ottenuti dallo spoglio del fogli sanitari delle classi 1859-1863; due volumi iu-4° l 'On at.lante ; Vol. I (dati antropologici ed etnol.o!Jici) con atlante d e lla geografia. antropo logit•a dolI' Italia - Roma, 18\W . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 36 Vol. II. ( Do.t~ demogm.fici e binlogid) · H o :na. 190.; . . . . . . . . · " 15 -

F. BARO~'FrO e c. s~·ouZA- Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessìone d'.America. - R oma, 1888, 4 volumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 40 -

L . BERNAROO C> C.

BRt;;z:tt. lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Memoria premiata a l concorso Riborì . 1 9~- Un volume di pag. 27() cou 27 fì.gur·e e ta\·o!e gmfiC'Ite · Rotna, 1005 . . . . . . . . . .

•

8 -

A. CASARINr. La fatica nella vita mllitare. 1\'Iemor·if~ premiat-a al c oncorso Ribori, 1~5. U n volume di pag. 3:10 co n (Jfi fignre. · Ron ra, 19()8

• 12 -

A. CASAJUNl. Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 190fl. (Jn volume di pag. 402 con tavole g rafiche e st.a.tistic he · Homa., 1908 . . . . . . . . . . . . . . . .

,, 18 -


Giornale di medicina militare Dlrtzlone rd A mnoinistraz oone: Paiano drl Mi nistero d ella Gu erra, Via XX Sellrnobre -

•... .,.

..

Roma

CONDI ZIONI DI ABBONAM ENTO . 1. 11 Gio rnale di 111edlclna militare FÌ pubblica il primo giorno di ciaacuu mese, i n f&•dcoli di tre fogli di stampa a lm eno. ~- L'abbonarut'nto ~ a.nuuo e decorre dal gennaio 3· Il preno ddl'abbonameuto è : Pe-r l'Italia e Coloni e .L. 2-l,Per I'Es:<'ro .... l 116, 1 in ltnli a .. 4.u n fascicolo separato costa • 1nli'Estero • 4, 00 Il supplemento contenente i Ruoli 1 in Italia . o 12,di anzìanilà dt'l corpo sanil.ttrio l ali' Estero • 16, -militare cùSla

,o

4 · Per gli Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. Esercito (i n serv1z1o attivo, in posizione ausiliaria, òi complemento, de lla riserva ed a riposo) il prezzo d e ll'abbonamento è ridolto a L. 1~. anticipate. S· L'a bbon~mento non disdt'ltl" prima del 1° olic-embre s 'intende rinuo\'ato per l'anno s uceessivo. 6. l si~n ori abbonati militari in effetti vità d i scn·izio paaheranno l'importo del· l' abbonamento per me•zo de i rispettjvi comandi d.i corpo e di r ezioni. 7· l'er i soli uf fi ciali medici (dell' Eso:>rcito e dd la Marina). in qualunque posjzione si t rovinò. è ammesso oln ABBONAMENTO CUMULATI VO 111 G iornale di medici na m ilitare ed a~t li Atw3li di medi(iua na11ale c coloniale al prezzo di I .. 27 annue. Per otten ere tal e facilitazione cum ulntiva g li abbonati militaTi dovranno far pc-rveoire l'intero impano A 11 'A1mnini-trazion" <lei periodko dal proprio corpo. 8. Ai lihrai ~i fa lo s~'Onto del 10 per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle pe1 sone e det( li enti non milit.ilri, t'be non po~souo frui re della faciJitar.ione di cui ar numeri 4, 6 e 7·

NOHME P ER LE PlJ BBLICAZION I. 1 . l lavori ongi nali, le n r.te , l e rivis te dalli lografau o "!'critti a mano - devono oeo:u pare un solo lato d el foglio t:d essere accuratam~nte rbed•Jti dagli autori. Si fa speciale raccomandazi on e elle q uelli scritti a mano siano ben !eggibiU, per modo di e' itnre ogni du bbio di iuterpreta7ione. In t'as o con tra r io, la Direzione !lÌ vedrebbe cost retta a sospendeme la pubbl icaz:one. 2 . Sah•o casi eccetìon'll issimi, la corre7.rone delle bouc s arà fatta dH:Ia redazione, Anzichè tlagli ancori, per non ' 'inclllare il l:w oro tipografico agli inevitahi li ritardi posta li. 3· Le spese per ~;li estratti c quelle per le tavole litografiche, fotograficht', e~c., che accompagnassero le m em oJie, sono a carico de~H au tori. 4. Gl i <'St ratt i sono di due tipi: Tipo ;!. Sen7-a co pert:na e colla impagina t ura e nuo1 ernzion e d"l fascicolo. - Tipo B . Cnn copr.rtin:> ~~~mp~t~ . frnnte~pi?.io . impagina· tura e num era>.ion e speciale. 5· 11 pre<>:o degli estr atti, per gli a utori delle memorie che li richi edano , è· regob.to d all a segut>nte tnri ffa :

l'.R~7.ZO

DI CIA SCU!" F OG LIO DI STAi\H' A.

,--=l ;;o

N~'McRO DELLE COPI F 1 1oo 1 200

TIPI DI ESTR ,\TTl

L.

T ipo A Tipo B. Gli es/ ratti >•numi di

1111 _fo;:lio

70

so

l

l

Per

ogni cenlinaio oltre 200

---..,.------

80

120

100

1:30

iO IlO

.<i cnutat iO come fo~:lro intero prr le o rdit1aziotrl dt

""' e ~ t . altt o >>J(Ilo.

Per qu elli elle ~,prw~:o "'' f oJilio, le frazioni lt1 f>itì . ''' c non wperiltlo Il tuc:w tor,lio, si cm1la>w come mcltl, pu >cl•è f>etò l'o rditraztonc tlOtl sia ltlfetiore a so copie. 6# I ·n an t)~tdtt i non F-i rc sdtui~cnno.


1~030 u •• ,.. 00

-

l

l

Pubblicazione mensile

GIORNALE

.. ~

DI

MEDICINA .MILITARE PUBBLICATO DAL MIN'ISTERO DEL-LA GUERRA (Direzione c entrale di aanità militare) Giornale d i medicin a militare: t3,5J ot884

Giornale medico del Regio Esercito e della Regia M11riua : Giornale medico del Regio E~ercito: .t 8Q6-IQ07

----ANNO LXXII - 1924

l Ottobre

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : lustigo - Btoevi ceu 11i st.o t·ici ~•t ll fl ('\'Oiuzionl.l d E'Un m nsc hora contro gn~; dutoante la guerra mondiule (101 5 -l918) (t:ota 3•) Pag !)41) Ciotola. - Dell'artri te dt't'ormt~ntf' girJvnnilo . . . • 560 CASUISTICA CLINICA : Comelli. - Cont6buto a lla coono~cenza del le fl'lltotu re il'olat,e clell'npofì~i stiloide cl e ll'ulna . . . o . . o o . o . . . . . . o o . . . o . o . 1>66 Sacco. - Ossificaz ione m11-(:olnrc> dn trauma o conJcoificnzione di ematoma 1 lO 572 De-Marlniso - ( Tn ca>:o di Of'teontie litoo cronica, con as;;cmm d i sintomi clinici. o . . . . . . . . . . o . o o . . o o . . :ns o

••

••

o

••

--------

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRAN IERA . . CONFERENZE SCIENTifiCHE DEGLI OSPEDALI MILITARI PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA

NECROLOGIO . . .

..

NOTIZIE . . o o . . . o o . o o . . o . . . . o . o PARTE UFFICIALE o . . o . o . o . o o o . . . o . .

Pag. 580 » 583 585 • f>86 »

:i86

>)

587

" 588

Direzione ed amniinistraziòne ROMA -

P<t.lazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

-----Per le inserzioni di pubblicità rivolgcrst DIRETTAMENTE a/1°Ammlnistrazlorte del Gtamole di nttdt· etna militare - Palazzo del Ministero della Gtterra - Via XX Serteml>re - Rvma. Per le nu ove

norme circa

le pubblicazioni

--·-----dei la,oori vedi copertina (~ • pagina).


Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare ROMA -

Via XX Settembre - Palazzo de l Ministero della G uerra -

la lotta antitubercolare nell'esercito. -

ROMA

Un volume tli pag. 96 con 8 tavole L. 2 50

Ricerche biologiche degli Uffici pslco-ftsiologlci di .a via zione militare. - Un ,-olume di pag. 236 con 46 figuro e 2 tavo le . - . . . . . . . . . . .

r.

7 ·-

Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un vohlme di pag. }(10 con 37 fìgur~> . . . . . . . . . . . . . . . .

,,

3 -

Per Giovanni Maria Lancisl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un vohune di png. l 06 r·on 28 figt ll'<' . . . . • . . . . . . . • . . . . .

•

3 50

111 Conferenza lnteralleata per l' assistenza agli Invalidi di guerra. (Roma, 1911)) - Relazioni ufficia li e comunif'a:zioni. - lTu vol\une di pag. 9li . .

•

2 50

IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bruxeu~~~. J920). - R<dazioni uffì<•ioli. - Un ,·o1tm1e tli png. 44. . .

"

3 -

l Congresso internazionale di medicina e fannacia militare ( Bt·t~xt'l :es \U21 ). R c·ln;r.ioni uffi ciali d<> l Cot'jJb sa n itnrio mi litare italian o. . . . . . .

»

6 -

Il Congresso internaziona le di medicina e farmacia militare (Roma l 92:1). Atti del C'ottgresso - \'l)l. I. - Helnzioni ufficiali -- Un vohum, d i pug. 416 con tt·e tt1 ' ·olc . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . .

• 35 -

Il Congresso internaz ionale di medicina e farmacia militare (Roma., 192:1). Atti. del Congresso. · \' ol. Il. - Lavori dol Congre:::;;o e nom unicall:ioni. l -n ,·nlume di png. fiOO con ::!::! trwol<' <· lO inci,.;ioni . . . . . . .

• 60 -

Cn ,-ol. di pag. 48

• ·5 -

A. L uSTrG - A. B us rx uo. l " gas di guerra ''· Impiego ed eftetti · Provvedi menti e cura. Un ,·ol ume di pt>.g. 1(14 c<m tro ta,·ole mi twogl'afì che n. colori . . . . . . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 12 -

.

'

..

Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. -

.

A. LusTw. Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro i gas du"

7 -

.

•

6 -

E. :-\ANTORo. Ferite addominali di guerra. - l~t·efm:ione del pt·.->f. N. GrANXfo:TTASIO. - l ' u vol. di pa~. 400 f'Oll ::18 fìgut'6 . . . . . , . . .

>o

30 ·-

f::i. S.H. I NARJ. Insegnamenti dell' ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo artlcolari in JO e 2 0 t empo. . l'I' P[E\7.ÌOile di'l r,·of. H. Ar.E"i; .I NT>I'I. I. Un \'olume d i J>llg. Hln . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

" 20 -

rante la guerra mondiale (1915- 918). -

Con 21 figure

. . . . . . .

F. CAC'ClA. Trattamento e sgombero dei fratturat i degli arti In guerra. fazi~no

del Pro f. H. D :I LL,\

, .IWO\' A

. • .

.

.

. .

.

.

. •

Pre. .

( St(lllt ,1• P"IIÌtW dd/o! C(>(Jti'IÌIW)


:J

MEMORIE ORIGINALI

BREVI [fftftl STORI[I !UlLA EVOLOZIOftf DELLA MAUHERA COftlRO l 6AS DURAftlf LA 6UERRA MOftDIALf (1 9H-1 918).

!~d~~l

3• no tu del p l'o f. Alessandro Lustig, Sen. dC'l R Pgno, già cohmnello medi co di compi ('f."r- Y

~)

/''~

r;-K' 'a e~;s ,,.· y~/4· ._, /

..J -

\

III. -

MASCHERA TI PO

FRANCE~E

T. N. - 1:[At)CHER-A AD

IMBUTO ITALIANA- MASCHERA DEL TIPO M 2 FRANCESE - MASCHER.A POLIVALENTE ITALIANA TIPO Z - RESPIRATORE INGLESE- APPARECCHIO TISSOT.

l. -~'[ASCHERA TIPO FRANCESE T. N .

T,a mascherett.a all'iposolfito e carbonato di sodio fu tenuta in servizio durant(' il19161 ma fino dall'aprile di tale anno cominciarono a com· parire al fronte nuove protezioni analoghe per forma al tipo francese T. N. ideato d~~ certo Tambuté (Tambuté: Nou-relle imprégnatiO?t). Era. una masch.era che doveva proteggere dal Cloro, dal Bromo..~ dai relativi idra-cidi, dall'Anidride solforosa, dall'Acido cianidrico e dal Fosgene, nonchè dai derivati ~tlogena.ti aromatici e da altre sostanze analoghe la.crirn~gene.

2. -MASCHERA AD UIBUTO ITALIAN A.

La maschera ad imbuto francese era formata di 38 strati di garza, mentre la. analoga italiana. (fig. l) fu progettata ed allestita con 64 stra.ti di ga.rz~ ,

(l ) Vedi t a e 2& nota : Giornale di m edicina militare, fal;C. H , pag. So ,, fase. V, pag. 237, 1924.

~J

J't'/

.


{)46

BREVT ('E:-;Nt STORICI SULLA EVOLUZIONE DELLA MASCHERA, Ef'C.

suddiYisi in due cuscinetti o falde di 32 fogli ciascuna. Una faida era trattata al nikel e saponedi ricino e precisamente: prima con solfato di nikel cristallizzato, poscia con una soluzione al 5 % di idrato di sodio ed infine con una soluzione di olio di ricino, alcool a 95°, glicerina e idrato sodico a 36 Bè. L 'altra comp1·essa era preparata immergendola innanzi tutto in una ~>oluzione di permangaiHtto potassico all'l % e poi dopo dissecc:tt~t, veniva imbevuta in una soluzione calda di solfenato sodico, acqua, glicerina, carbonato sodico cristallizzato e ca.rbonato potassico secco. Queste due compresse o falde dopo esRere state a~ciug~1te e piegate in modo conveniente erano unite assieme ed avvolte in maniera d a forma.re un unico cuscino a foggia di imbuto che veniva rifinito e munito di legacci e di nastri eiaFig. 1. - ì\1nsch<'rn n<l imbuto stici neC(.'SsMi per appliC<'trlo e tenerlo aderente Ita liana . al viso. La maschera. siffatta si adattava alla fa<:cìa, facendo pa,<;;sare sopra la t.esta il na.'Stro elastico con la fettuccia scorrevole nel centro, ed a-dattandoa-1 viso una. !aminetta di piombo, che era cucita nel bordo superiore della protezione, in modo ùi iarla aderu·c all'of;so del na.so e sotto le occhiaie ; quindi si lcga.vano dietro la, nuca due fettuccie Rituate inferiormente e :;e ne stringevano altre due colloca-te inferiormente cosi da arricciare sotto il mento il bordo inferiore della ma·~chera raccomandandola poi fortemente sopn1 il capo. Gli occhiali, a cercini di gomma, si mettevano in ultimo curando che chiudessero pcrfcttmncnte le occhiaie. Indubbiamente tale maschera richiedeva tempo c pratica per e.<;sere indo:;;sata. Si diede a tale protezione [orma ad imbuto per creare davanti alla bocca del soldato una p:ccola camera d 'aria, la quale gli concedesRe maggiore libertà di respirazione c gli consentisse di parlare a.nche speditnmente. Fu ini?.iata la distribuzione di questa. mMchera alle nostre truppe in linea nell'aprile del 1916, ma nei primi mesi del 1917 }a mar-;chera in parola fu sostituita con una protezione, pme a due falde di garza come la PI'CC<'donte, bensì munita di occhiali applicati nella parte superiore della protezione.

3. -

~L~~CJIER.A FRANCESE M.

2.

Infine si passò al tipo della .M . 2 Francese (fig. 2) dotandola di occhiali di << c.clophane u compoRto celltùosico, che possiede in alto grado la proprietà di non appannarsi.


BREVI CENNI ST01!1Cl SULLA EVOLUZIONE DELLA MASùffERA, ECC.

~7

Tale protezione fu tenuta in servizio fin verso la fine del HH 7 •· doveva. essere sostituita rla. una. maschera analoga di garza a 72 !!trati>

Fig. 2. -

Mabchera M 2, Franco~.

dettl\ Jl1 <<Zu, nella quale il solfoanilato di sodio doveva essere sostituito con solfoanila,to sodico in eccesso per garantire contro l'acroleina. 4. -

MaSCHERA POLIVALENTE ITALIANA TIPO Z

La maschera. "Z v ( figg. 3, 4) esaltata da tal uni, ma a torto, per la sua sicura poli valenza, non fece tempo ad arrivare in line11, perchè dopo Capo·

f ls. 3. -

Mn~chcra poHnllcntc italiano liJ10 • Z •


548

DREVI CENNl STORlet SULLA 1-:\' 0LVZJONE OELLA MA'iCilERA, ECC .

l'etto nel novembre 1918 il Comando Supremo, per iniziativa del proprio Ufficio tecnico, vincendo le nou poche difficoltà happostcgli da.i faut.ori della

Fig. 4. -

Mnschcra polh·alcntc Italiana tipo ,z,

ma-schera., cosi detta. polivalente -tipo italiano o francese -ricorse al Ministero del tesoro per chiedergli i fondi per poter fornire subito il nostro Esercito in linea come lo era quello inglese, di un r espiratore a filtro che fosse roa.lmen.te dotato d-i notevole poUvalenza, onde rappresentasse, con caratteri di massima solidità, una indiscutibiJe protezione contr;o i prodotti aggressivi di varia nat nra e di impressionante concent.razione, quali il nemico andava sempre maggiormente impiegando s1ùla nostra. fronte. Il respiratore che il Governo inglese forniva al nostro in cominciò ad arriva r·e alla fronte carsica nel gennaio 1918, ed esso portò a1lo rwiluppo di una speciale magnHìca, gr~tnde e perfetta organizzazione che varrebb<> la pena di illustrare in modo speciale e pa.rticolareggiata, la quale dette riSilltati mirabili il 15giugno 1918, quando le difese d all' A.<;tico al Piave furono dal nemico violentemente urtate c potentemente inondate di bromm·o di cianogeno c di bromo acetone.


!IREYl C ENNi STORICI SULLA F.VOI.UZlO~E DELLA )!AS t' HERA , E CC.

549

5. - R ESPIRA-TOltE rNGLESE. A) Descrizione del respiratore ·inglese. - il respirat ore inglesf è costituit.o essenzialmente di tre pa.rti (figg. 5 e 6) : 1o Scatola-filtro;

zo Tubo adduttore dcll'nria; 3" :,\la:-:chera.

1o Sl'atolct-/iltro. - È una scatola di latta (fig. 7) pi~na di un miscuglio solido granulan• di sostauzc assorbenti c 'neutralizzanti. La

f•'l:t. ~.- ncsplratorc lngle"<'·

RCtttola porta nel fondo uu foro <'irroh.n·c>, lH:l quale l! adattata a Jlr<·~~iont• l(t val1•olrr, cii inspirMionc·. Quc•st.a valvola 1\ formnt<t (la un JlÌH1t<•llo Hwt.alliro, t•on 6 larghi fori quali r<•s(auo normahlii'D(I' <.'hiusi Ila un disto di gomma, dc•lla st<'ssa. ùimi'Mion<.> del fondo <> !issato al suo ('l'nh·o c·on un <·hiodo. dnlla parte esterna del piattello. In que.<;to moclo. il tli~·c·o eli gomma si h·ov<t n~l fondo, i

nell'interno di que~t'ullimn, co;-;iccht- l'rn·ia pn(l c•lJtrarc nf'lla :;;cntola attravcrRo la valvola, ma no11 ns<·irne. 2° Tubo addutlnrt~ dcll'al'ia. - È M~t it UÌ(O lli tn• r>nrti, (' cioò: a) il tubo fl.es!5ibile rli t<'i-l'mto imrerm<>abilo: b) il tubo nwtalli<·o a gomito. colla valvola di es}haz;one à· farfalla sallla(<l al tratto or;~zontal<' d<'l tubo e volta 'n basso. E:-;sa permette soltanto rusc:ta <lcll'ar;a ma 11on l'ent1:ata. po;chè è format Il· di d ne htmine pol igon<lli di gomma sn l data. tutto intorno. tranne <'he in tluc lati non conti~ui della vah·ola è PI'Ot<•tta.


!i50

UREVI CENNI STOR ICT SULL;\ EVOLUZ)ONE DELLA !IIAS('HERA, ECC.

dn. uua guardia motaUica; c) l'imboccatura costituita da un tubo di gomma indurita che, all'estremità libera, è rinforzato internamente da un p ezzo di tubo metallico appiattito e contornato da una lamina di gomma da introdurre fl'a le htbbra e le gengive : porta due appendici, pm·e in gomma, da stringere fra i denti. La scatola e le varie parti del tubo adduttore, nell'ordine indicato, sono saldamente congiunte fra loro. 3o Maschera. -La masehera è formata da una sottile tela rives tita internamente di· gomma e perciò a,.,solutamente impermeabile a i

Vtrh•o/a (l' i>MJlirllziotte __

Fl(:'. 6.- ::icll<'mn rli OOi<tllllzione clel •·espiratore iugh•<c.

ga,.,. Nella pa.rte anteriore ò attravE>rFnta dal tubo a gomito, al <1uale ò congiunta c tenuta perfcWl. Nella maschera si notano : n) gli occhiali di C'<'llnloidc, mon1ati ~u C(•rchi mctallki af;~ai ampi, in modo da pormot.tere nn vasto campo vi~ivo ; b) le bor:;e lah•raU agli occhi;Lii; c) la pin?-a stringi-nal'o; d) il nastro con spill~t e gli elastici. Nella st•eond~b metà. <1<'1 1917 i tedeschi inaugmarono l'impiego di arsine (gas irrit.anti-st<'rnutatori, solidi, !'uddividentisi in minuti~!'ime partic(•lle).ll' quali pos<>ro in flifetto il filtro inglese per('hè riu..'<civano apenct.nwlo <>d a giungl\te, IH'l tubo di inspirazione, ll('ll'interno d<>lJa. maschem r<>cando gra.visf;imo f<h-;t idio a.l sol<lat o. Gli in gh~si cors<'ro ai riprtri rd intt>rcalarono in Wl primo t<'mpo gli as,;orhenti E'd i ll(•ntri~>lizr.ant.i del filtro con ~h·ati di cotone idrofilo, mate-


BREVI CENNl STORICI SULLA EVOLUZIONE DELLA MASC'RERA, E CC.

551

riale che si era dimostrato adatto ad arrestare i mentovati pulvisC'Oli. Ma con l'impiego sempre maggiore di tali prodotti e di fumigeni a base di cloruri metallici anche siffatte barriere non furono sufficienti, così che l'Antigaz-Depart-ment ricorse al sistema di avvolgere internamente il filtro con un jacket di cellulosa {da 24 a 30 fogli) trattata con solfato di sodio. Jin tal modo le irruenti arsine furono vinte. B) La borsa di tela i-mpermeabile, in cui il respiratore è contenuto, presenta superi'>rmente un lembo munito di due bottoni a pressione p e1·

Lamiua /ortua a ~wmpo

-- ·

Rm di /ilo ài ferro

Lami tra /Cirala a stu~npo

~]~~~~~~~~~~~~~~~

narw. Jl;fiscela assurbente t~eutraliz· Molla zantc

Aliscela aMOrlialte 11eulralil:·

zante

Lami-era forala a 8Wmpo

Miscela cr88m-bente m:utralie· umte (carbone d l legno In t rucioli o granuli d! <'lllce soda ta al permanganato) J.coqero strato d'ovatta

Disc/tetto di oomma (Va l vola di ospitozlone)

F ig. 7. -

Soatola ft)trQ per res piratore lnglosc.

la sùa chiwmra. Internamente essa è divisa in due scompartimenti da un setto della stessa tela, di modo che, per chi guardi la b orsa tenendola col lembo chiuso e piega.to verso la propria persona, ne.Jio scompa.rtirncnt.o di destra è contenuta esattamente la scatola del respiratore; in quello di sinistra viene ad essere riJ>Osta convenientemente piegata la ma5chera, mentre il tubo flessibile si dispone a forma d'arco passando al disopra del setto di separazione. Nel fondo dello scompartimento di destra, è fissato un sostegno formato da a lcune spire di un grosso filo metallico, allo scopo di


552

DllE\"1 ('F::".:-;1 STORI('l !:WLLA E\'Or.UZIONE DELLA MASCHEllA, ECC.

impedire il contatto fra la valvola di a.spirazione e il fondo di tela d ella borsa. I due lati verticali dt>lla faccia quadrata dPlla borsa, rivolta 'Verso l'osservatore, portano fh;sati due anelli rettangola.ri di ottone a un terzo di distanza dalla ba,-:c. Al vertice superiore di destra della stes!-la faccia. sono attaccati una cordicella t'd un taccuino ; il taccuino contenuto in una busta di pc;>rgamena., porta esteriormente delle strisce di cerotto per la chiusura di eventua.li fori nella. maschera e serve per annotarvi varie illdicn.zioni. La cordicella è lunga m. 1,20 e si riponP, nello scompartimento di ùei>t.ra della borsa. sopra la scatola del respiratore. La borsa, è inoltre munita di robusta <'inghia di tela, con corsoio, della lunglwzza di cm. 5, alla quale, un po' a sini<:tra ùella metà, è saldamente fissato u11 bottone nwtaluco. La cinghia ~ i aHacca ai due lati della bor::;a, mediante due anelli di ottone. Sulla parte J.at<>rale sinistra della borsa e nlqu:wto ::-otto all'attaceatura d<:>ll 1~ cinghia, è fì,;~a t :1. una lingu<>tta di cuoio munita di occhiello. Nello ~compa.rtimento di :;iniMr::t della bor:sa è riposta una scatolc;>tta di cartone contenPntc un t11bet 1o di sostanza :-tnthiJ:lpannante per gl i O<'chiali e nn pPzzetto di panno }Wr h1 loro puliv.ia. I nfine, il lembo di chiwmnl <l<•lla borsa porta s ulla JHH'tc esterna un numero che in<lica La gra.nd(•r.za clelia m:.ìl-'Ch<'ra. C) Gmn.i.ù•:;::a llelllt mrcM·lt(' ffl. -

Poichè t>ra nece:o:;;ario che ciascun m ili tar e al fronte fosse fornito eli rP:<pirntore, la cui maschera si adnt · tasse bene n-11<1 f<lecia, eosì ne fnrono in distribuzione 5 grand<'zze, inclicntP progrP:ssivamcnte coi numeri (.]n, l n 5. Siccome alla. grande maggioranza dC\ i mi l it ari 'Va n no bene le tre gnmd<'r.Z<' i n t erme d ie, così furono distribuì t i alle truppP i tre numeri 2, 3 e 4 ndle proporzioni indicate, mentre lepiccol<' quantità d c i n. l c 5 restarono nei mngn.r,;r,ini delle grandi unità pt>r Ja distribuzione in r nsi specia lissimi. Pro11nrzimti secondo ('ll'i debbono t8SI'rc, eli rcyoln, prelerate le diverse grtmd~·zzc di ?na,schere.

N. 1, <>xtra piccola 3 %; n. 3, l)iecola 30%; n. 3. media 65 %i n . -:1 , gra11de 10 %; n. 5, extnl j:rrande 2 %· D) D ttmln del l'(?.~pil·aft,re. -

JJn lln rill a. rornplt>ssi Ya (per t>>:<>rr it<lzioni c P~'r a.ttachi con ga.") della ,;<·atol:1-filtro del re>:piratore è di oltre 4 O ore. Il re>><}) i ru toro ga ran t'i,.;<•c :t nel w eontro j 01·t.i concet~tra1:·ioni d i gas ç;ome qui' Ile c he <;Ì producono nella v'i<-in<ìnr.a ddl'<'>:plosione di proi<>t t i o bombe a liquidi ~'l'eciali.

E) }; orme per l'·uso <lel re.<.iJiiratore inglese. - Il re~-;piratore ingle:-c dt•ve <>s:wre iutlos."<ltO al di so}lrfl di ogni YE'stc o di aUro equipaggianwnto. E.~;;o JHl Ò port;~rsi in due }lOsir.ioni dh·er-;e a st><'(J!Hla. della zona in <'UÌ i mi li t ari ;;i 1rovano, e c;oè: 1° })O';ÌY.Ì()Ile Onlill:l.J'ia j 20 posizion(l di allannt>.


BRE\"1 C'E:-<NJ S TORlCl ~FLLA EVOLUZIO!:'I:: DI::LLA ::\!AS('H f:RA, ECC.

.

553

1° La pos·izionc ordinaria con~dste nel porta.r e il re"pirMore a tracolla colla cinghia sulla >;palla de-;tra e la borc:;a di tela a sinistTn, col lembo

di chiusura rivolto verso la. persona. 2o La pos-izione di alla.rme consist<' ucl portare il re:-q)iratore appeso s ul petto. Per mettere il respiratore in posizione di allarme, pa.rtE'ndo dalla posizione ordinaria, si d€'bhono eseguire i s<•gucnti movimenti ; Si passa. il braccio sinistro sotto la cinghia, in modo che il respiratore venga a trovarsi contro il ventre; quindi, aHPrrnta. con la mano destra la linguetta di cuoio con occhiello e, eontemporaueamente, colla sini;tra la cinghia al livello ùel bott.on<' tMtallico, si fa s('orrcre la c·inghia lungo il collo c si !>olleva la bors<t all'altt•zza del petto, fino a introdurre il bottotw nell'occhicllo.)fon resh'll allora che a,bbottonar<' il lembo di chiusma,estrn.rrc la cordicelht, fari ::t pa."sare :;ucel.'ssiYamt•ntf JWll'anello nwtallico di d(>st r~. della bor:s~, dietro la ~->c hjeua, lll'll'a n<'llo di si nistra e fis><arlrr r.on nodo sfmplice. Ad operazione ull ima t a si ripi('ga il lt•mbo contro il p<>tto m<l .;enza abbottonarlo, in modo da coprire il rrspiratort>. La. rna:-;ch(•J'H può ('ssere rapida men1 c iudoss;l·t a p~rt('ndo sia. da Ila ]JOsizione otdinaria, sia d:'l.lln. posizione di allarme. Essa Yiene ('str:1tta dalla borsa, e adattata all:t farcia, ]Wsi'antlo gli <'la:-t id di<'tro la. nucH; in borca s'introduce l'imhocratma t'il naso viN1<' c him·o dalla pinza nasale. S<'llc zone 7Jiù. pf!ricologc, p1•rchi\ vicine ali~ Jim•e lWttlif'hf', e chf' n•ngcmo ùelimitat<· dai Y:lrii Comandi , il re.. piratore deve c:;:-;ere portato in posizionc1 di nllrtrme. };t'Ile zone phì W'l'clrot.e, in c:ui il per· colo è n w no fri'([Ltcnte, il J'<':>J>iratorc è port'<l(O n<·lla po..: iziotte ordinaria. F) L'crolu~ion!l rlf'l filtro.

- )It•rit:t· s peciale nwnzione iJ filtro del rc8pira.tore inglc·sc, p<•rchè esso ha. su hìto n d \'OIJ,r<'re 1li breve l Cll1J)O n !la, evol uziou e. 1° tipo (li fi/tf'(). - I l primo filtro ùPl p ie<·olo rc•spirator<' a s<'aLola , <~Box rc.~pirator» o

meglio « ~t:mtlarù Box J{ (•spir<ttor (:-).B . R.) , U.V<'V~~ il volume di 673 cm . 3: il -Hl % !'l'H riempito con earùonc di leg no granulan• (legno di bntulla) ed il f>O % eo11 granuli di enlc·e sod<tl:t;

2° t.i po di filtro . -Oltre al cm·bo ne di l<•gno e cl nll<t e:tlee ~otlata ebbe un 'aggiunta di o;;sido di C:<llt·io 2 % c 2 % di }11.'J'IDHllg:uJ<1to eli pota~­ sio, sostituito dopo poro tempo eon pcnuangannto di ~odio; .

3o ttpo cl1 filtro : Carbone di legno (;;<'ntprc di hct ulla) . . . . . . . 50 % (A)

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 % (A) Kicselgulu· (o pietra pomil'c, o ùintomile, o C{'mento) 12% (.1) Na . .Mn. 0 4 • (Pcrmanl!~tna.to di sodi o) . . . . . . . . . . . . . 5 % (A.) Urot.ropin<L (esamct.ilcntctr:tmina) . . . . . . . . . . 3 %

(~a](>e ~ochtta

-.1° tipo eli filtro . -Venne aùottato dopo comparse l<' arsine. l"t

<'Ostituito dall'alto in baxxo d::ti seguenti ~t ra.ti : r<'tc nwtallica, ; cotone idrofilo ;


554

BREVI CEXNI STORICI SULLA EVOLUZIONE .DELLA MASCHERA, ECC.

clu-bone assorbente : cotone idrofilo ; assorbenti e neutralizzanti [come in (A) vedi n. 3]; cotone idrofilo ; assorbenti e neutralizzanti [come in (A) vedi n . 3); cotone idrofilo. 5o tipo d·i fìl,tro. -n carbone è fatto coi semi di frutta e si ha l'avvolgimento interno dei materiali assorbent i e neutralizzanti del filtro con 48 fino a 60 fogli di carta disincollata preparata coll cellulosa al solfato d i sodio. Il respiratore inglese cosi perfezionato ha effettivamente corrisposto. E ;;so difese cotro i gas allora in uso e anche a forti concentrazioni.

6. -RESPIRATORE TISSOT. È di origine fra.ncese, fu adottato nell'aprile 1917. E sso è costituito di una ma,<>chcra di gomma., di un tubo pieghevole di aspirazione e di una cassetta filtrante portata sulle spalle dal solda.to. La maschera è munita di due occhiali di acetilcellulose incastonati in una solida guernitura metallica . Dal tubo di aspirazione (figg. 8, 9 , IO e 11) si dipartono normaL-

Fig. 1:1. - RcspLrat.ore Tlssot (Modello piccolo).

Fig. O. - Rospiratoro Tissot (Modello grande).

mente due t ubet.ti i quali sboccano nPU'intcrno della maschera in corri:;pondenza degli occhiali . I due getti di aria aspirata uscenti d ai tubetti indicati di'!Ripano l:t nebbiolina. che si è deposita.t a sugl i oechiali per effetto ùella traspirazione del viso e dei rifiuti della respirazione.

·,


BREVI CF.l'Nl STORICI SULLA EVOLUZIONE DELLA MASCHERA, ECC.

5515

La scatola filtrante contiene carbone assorbente e calce ::~odata i ed allorchè apparvero le arsine fu aggiunta alla scatola stessa un piccolo

Fig. 10. - Re8plrtlt.ore Tlesot (Schema della Jllpa).

Fi,:r. 11. - ReRpiratore Tlssot (Cartuccia complementare).

filtro pri~matico o cilindrico con garze e. cotone per arrestare i prodotti irritanti. IV. - MASCHERA TEDESCA MASCHRRA .AUSTRIACA "M ASCHERA }"RANCESE TIPO A. R. S. (IMITAZIO-' E DELLA. TEDESCA). Per chiudere l'argomento svolto nella semplice e mode.<>ta nostra compilazione, riguardante quanto fu fatto presso di noi e gli Alleati per la difesa individuale a.ntigas, accenneremo ancora alle m~scbere che furono in uso negli Eserciti tedesco ed austria~o ed all'ultima maschera fl'ancese tipo A. R. S., che è una derivazione da. quelle. Il 22 di aprile HJ15 i tedeschi, nella famosa sorpresa a gas fatta al salient-e di Ypre:;, impiegarono una mascheretta di garza e di cotone idrofilo simile alla maschera italiana tipo Ciamician-P<'sci. T/esercito austro-tmgarico, che seguì in quas i tnt,~ le sue manifestazioni tecniche i tedeschi, ebbe anch'esso, fino al luglio 1915, una analoga protezione a cuscinetto, che all'inizio della nostra guerra trova.mmo sul Carso, specialmente nel settore di Monfalcone cd alle Cave di Selz. Sulla fine del mese di luglio 1915 i tedeschi mutarono la protezione antigas so ,t.ituendola con una maschera a filtro, costituita da una testiera di stoffa gommata, provvista di occbiaH di celluloide, fissati a tenuta di gas e portante in basso uua. base met.aUica (fig. 12), a cui si avvitava la scatola filtro (figg. 13 e H). La testiera della. maschera. presentava lateralmente ed in corrispondenza delle tempia due rigonfiamenti di stoffa gommata (fig. 12 : a), i qm~li potevano essere Inandati in dentro, fin contro la superficie interna degli

occhiali per pulirli quando si annebbia.va.no. Il p1·imo tipo di filtro conte.neva tre st.rati filtranti, separati da reticelle nell'ordine seguente: a) strato esterno : granuli silic..ei (dia.tomite), imbevuti di carbona.to di potassio i


()!)(;

BftEVI C'ENNl STORJC'T M'LLA l!:VOLUZlONE DELLA 1\fASCHF.:RA, ECC.

b) : t.r~to interm<>(lio : granuli di carbone attivo (Kohle .\. che proveniva da A ttssig in Boemia) ; c) strato interno (verso la boera) : granuli si licei (diat;omite), imbevuti di carbonato di potassio. . Gli austriaci, i q11ali fornivano il carbone assorbente ai t(~d<>,Schi. I)Ostit uirono alla diatomite del ma.ttone pe•.,to. Nell917 i tedeschi, ver difetto di gomma, inaugm·.nono una mas<:hera

8asl' mela/l/ce

'

'

l·'i~.

12. -

)la ~c· hl.'l'fi a

lllt ro tc·cl eRc·s .

con t.estiera di cuoio parti<·ohtrrnpnte conc·iato, la (( Led(•rmaskc • (l)~ ottim::t c resistente, munita di sca.tola filtro P conten<>nte : a) strato esterno : granuli silicei trattati con carbonato cti potassio; b) strato intermedio : ra.rhone a.<>sorbcntc (granuli cù urot.ropi na, (csamctilentetra.mina) ; r) ~ tmt.o interno (verso la' bocca) : (;ome quello e.'ltcrno, ma, con ht :-~ggiunl a

di urotropina. · Gli aw;tT'iaci aclott a.rono un filtro analogo, i eui compon enti fmouo a.nalizr.ati dal prof. Angelo Angeli, flocente rli cltimi<•a organica nell'lstiiuto di. ~indi !'SHpCiriori in Firenze. ( l ) Ist.nw.ione su i gas 1920, Esercito Ceko-I:Hovacco.


BJH:n C'F.NlSl !'!TO}tiCl SULT.A EVOLt:?t()'F. I>F.T,L \ 'l \Sf'HERA, 1~('1'.

l Rdlna - . _ / Fhr. 13. - Scatoll\ Oltro por ma$chera austrln<'n.

Fig. u.- Scatola filtro per maschera austriaca vllfta di sotto.

;);)i


558

BREVI CENNI STORICI SULLA EVOLUZIONE DELLA .MASGHF.RA, ECC.

Il risnlta.to de:l'anaUsi fu il >eguente: a) Cont.enuto .del 1o strato (gr. 70) : mattoni in granuli; polvere eli carbone ; carbonato di potassio ; mercurio ; d) Contenuto deJ2o strato (gr. 35): carbone in granuli; urotropina: c) Contenuto del 3° strato (gr. 29) : mattoni in granuli : urotropina; mercurio. Scopo dell'urotropina era quello di arrestare il fosgcne: il mercurio. sotto forma di ossido, di proteggere da.i composti del cianogeno ed anche contro il fosgene. Nel 1918 il filtro ted(',sco subl un'importante modificazion'c, percbè costituito con soli due strati : quello esterno, di carbone assorbente in gra-

Fig. 21. -

Fllt.ro IA>dcsco. con boc<'hcruol n c !<trlnginlli.i<>.

nuli con urotropina; quello interno, di a,<>sorbent.i cbimici : ca.rbonato di potassio, su di un supporto di pietra. pomice (silice) (1). Per ovviare a.ll'iuconveniente dell'annebbiamento, gli occhiali fUTono tnUlliti di laminette formn.te di speciale gelatina, atta ad assorbil·e e tra-ttenere l'umidità. Queste laminette denomin'ì te << Kla.rscbeiben '' <>rano tenute a sito nella cavità interna degli occhiali da armature m<>talliche a sei raggi. Nell'aprile del 1918, allorchè fu genernlizza.to ed intensificato l'impiego dei proietti a croce azzurra contenenti le a.rsine o miscele eli arsine, (J) Der Gnska.mpf und die Ga.sr<chutzgeriite in We lt Kriege (1914-1918). Von Obe rrat Ing. Gus ta.v Riba, T eplitz, Schònau, 1921.


BREVI CENNI STORICI SULLA EVOLUZIONE DELL.\ MASCHERA, ECC.

5fJ9

e di N-etilcarho?.Ol, i tedeschi, seguendo l'esempio degli inglesi, mtmirono il filtro di speciale protezione contro ta.li tcmibj)i sostanze irritanti ester-

nutatorie. Essi applicarono esternamente sulle g~·igl ie dei fi ltri una copertnra costituita da cellulosa e da una speciale fhtnella,. T ale copertm·a em destinata a-d anestare mecca.nicamente le particelle di arsine mi$!ra.uti a forte velocità nell'a.ria, perchè proiettato violentemente dall'alta. carita di scoppio dei proietti a croce azzurra . Gli austriaci seguirono l'esempio tedesco nei riguardi della protezione contro l e ~ rsine. Sullo scorcio dell'agosto 191 8 furono rinvPnute sui campi di Francia alC1me mascl1ere tedesche munite di boccheruole di ferro-smaltato e di stringinaso (fig. 21 ), ed altre con un lungo tubo adduttore seanalato dd tipo di quello della maschera inglese o degli ~wtoprotettori Draegcr. Il sistema con bocehcruolo di ferro smaltato e con Rtringinaso dO\' eva servire ai pioniel'i, mit.raglirri ed a ctuelle altre tn1ppc de~:;tinate a.d agire od a lavorare in ambienti infetti da gas ad alta concentrazione; il tipo di protezione con boccheruole, stringinaso e tubo adduttore era stato coni posto per gli aviatori obbligati ad a.t terrare su zone fortemente ingasate. I tedesr.hi dissero che nell'adotta.re tali congegni avevano tTatt.a la. inspirazione dal loro a.utoprotettore Dracger della nota e(l an t.ica ditta , la. Draegertuhben di L nbecca. ; gli ing' esi asserirono invece che il respiratore inglese servì di modello ai tedeschi, i qnaJi certamente avrebbero dovuto a.dot~are qualche cosa di analogo, se la guerra si fosse a.ncora protraUa. Indubbiamente il regpiratore tedesco a filtro servì eli norma ai francesi nella definizione della maschera. A. R. S. (Apparci! Respiratoire Sannier), pe1·ehè quest'ultimo, t a.nto nella tc-st.iera ehe nei fìltri, è indcntico al pl'imo. La masebera A . R.. S. si differenzia soltanto dalla maschera tcdesra., perehè oltre ad essere munita di un ingegnoso giuo<'O di v~tlvo le, (valvola, di iospirazione e va.lvola di espirazione), è provYednta. giudiziosamente di di un dispositivo per lo snebbiamento degli occhiali sul t.ipo di quello che per la stessa funzione trova.si applicato nel respiratore Tis::;ot. L'a.ria,, en trata nell'interno della maschera }Jer J'a.pposita valvola di inspira,zione, passa in un corridoio fino a lambire la superficie interna degli occhiali che pulisce, e quindi è inspirn,ta. dal soldato. ·La. maschera A. R. S. venne mtmita nella pa.rte interna del filtro di tm cuscinetto di garza o di cotone per impedire il pas:;;a.ggio alle arsine, cuscinetto che, a nostro parere, risulterebbe insnfficiente per la violenza che sempre più a.vranno le arsine ed altri prodotti solidi , come certi fum i irritanti a base di cloruri metallici (ad es. il tet-raclonu·o di Rtagno). Per cui, di fronte alle predette in. idie, i fil t.ri della mnscbera dovranno essere protetti da feltri della miglior la.na, i quali soddisfino in giusta misura alle due esigenze, che sembrano di per sò stesse antitetiche, di arrest.are sicuramente il passaggio agli agcmti sun.ceeunati im · petuosi e fa tidiosissimi, senza dare fastidio alla respirazione. Tale è il criterio che, a no ~tro avvL-'0 1 si dovrà seguire per le nuove protezioni individuali anti-gas.

;


ii( i()

O S P E D A L E :\[I L I T A R E P R I N C I P A L E D I R O M A ro REPARTO CHIRURGIA (Diretto dal tenente colonnello medico prof. F . CACCIA)

pt·t· il d o t t. Alberto Ciotola. cnpit!\110 m edico, a!-l:>istent.e.

Trn.le entità patologiche da poéhi anni illustrate e mesf:e in luce, una d (' li!' più interessanti(! senza dubbio l'llrtritc deformante nella sua, forma infantile e giovanile. 1'a.lc malattia, ancora dagli autori discm;sa nella :ma (\Y;s<>nz<l l' nella. sm~ p a.to~C\ne.c;i, è ormai hen fissata nella sua ~intorm>tologia. clinica e sopra.t.tntto nel s no aspetto radiografico, che in n1~ssuna altra formit morbosa., come in questa, risolve spesso da :-;ola il problema ding-nostico. Illustrarne mwvi casi c mettcrnc in luce i vari caratteri differenldali non è opera inutile, perchè t.a.li af!'ezioni morbose era.no, e sono ancora. per lo piì1 diagnosticate erroneamente. La confusione con le form e tubercolari ad un c~m.me superficiale, è inevitabile, e non v'è chi non veda quant.o uno sea.mbio diagnostico sia in tale caso deplorevole e per la diversa terapia. e l'oprattutto per la. prognosi essenzialmente diversa. ~ é tali forme costituiscono una rnrità eccezionale, come credevasi dai primi osservatori. perchè, studiando più accuratamente le forme di artriti, se ne è vista .l a relativa frequenza, come Io dimostrano anche le ormai numerose comunicazioni in proposito. L'artrite deformante, riconosciuta (tb an.tirtuo come malattia essenr.ia.lmente senile e ritenuta retaggio del periodo d ' involuzione, è ben nota neUa sua essenza e nella stta sintomatologia, e non occorre che ne siano ricordate le a,Jterazioni. È o})portuno, però, ritenere cbe essa, secondo le vedute più accettate dagli anatomo-patologi, è caratterizzata da peculiari processi delle estt·emit,à articolari contemporaneamente dL~trnttivi e prolifemtivi o meta.plastiei, conseguenti ad alterazioni della ca.rtila.gine diartroida.Ie. Per tali c:u·atteri è nctta.mentc difierenziabi 'e dall'<~trofia F·enile l;Cmplice, da-ll'artrite mica, d·d reumatio;mo a.rticolare cronico progre·;~>ivo : tutte f01 me con le quali nei tempi p::k;sati veniva rcambiata. ~el1909 Leg di Boston studiava in piccoli pazienti un'a.ffezione speciale dell'anca in cui l'anda.mento benigno e la sintomatologia consistente in claudicazione con limitata abduzione dell'arto contrastava con il referto radiografico ehe dimostrava alterazione notevole dei capi articolari. Subito dopo Calvè nel1910 su 500 casi di coxalgia esaminati neriscontra. dieci con gìi stessi cara,tteridell'affezionedescritta da Leg. Perthcs infine nel 1913 studiando il problema, etiologico con clude ver l'assoluta indipendcnz~~ di qnest.e forme dalla tubercolosi e ne stabilisce il quadro clinico esattamente, dando loro il nome di Osteoch.oncl1·it-is deformans juvenili.s. Da molti autori ta.Ii forme vengono successivamente studiate e variamente denominate col criterio di nwglio distinguerla. dal-


ii61

l'art-rite deforn1an1e C'lassÌ<'a, e numerosl' o:.:servazioni puhhliè;tte dal W aldenst.ron e da a Itri ne fi>;sano n<'Ha mcnt(· i <·;na t t<'I'Ì d itYerenz iali. E tra qnPsti il piìt importante <'onsiste n<•lla progrrssivHà delle a lterazioni dclrartriLe deformante, il cui esito (> di solito la rigidità dell'a.rt icoJazionP. :Nell' osteo('on<lritc invece nonost<m1 e la dt•forJnar.ione anche di ca1)i articolari importanti, <1uale la, t Psta f('morale. la mobilità n'sta complete• u quasi, e le alterazioni dopo un certo periodo di mesi o di anni si arrest:no e la fnni'.ione. o ritorn<L nonnalc. oppurP si determinano altPrazioni definitive non più sn:.:c<'ttibili di 111etamorfosi (p. e.~ . la coxa plana) . Gli sericchioli raratteristici dell'A. D. mancano completament<> nel quadro cliniC'o . Ana 1nmo-patologic;\nHmtf\ i ('aratteri differenziali sa.rebbero pitt netti. perchi> nell'of;t<>oc.•ondrite, secondo il concetto di Perthes, si trattPrebbe esi>f•nzialmente di un processo s ubconùrale, anzi sceon<lo il nostro Uffreduzzi. ùi una vf'ra c propria epifisite attorno alla. quale si avrebbero segni di Teazione ùclle parti vicine. Nell'artrite deformante, invece, le alterazioni d<'lla eartilagint> articolare sarebbf'ro costanti: primitive cd es..;enziali. ?.Ia nPgli st.udi snccessivi sempt·e più approfonditi delle le!>ioni ossee ed ar ticolari, aiutate sovratntto dalla J'adiogmfia che costituisce per l 'apparato scheletrico veramente un~L radiobiopsin, eome <>gregiamen te si esprime il Dalla Vedova, si sono viste l<' alterazioni caratteristiche dell' artrite d eformante apparire anche in individui di media età con tutte le possibili formo di transizioni tra queste altcrnioni e quelle ritenute peculiari dell' osteocondrite giovanile. 2)[a non basta : a carico di particolari piccole ossa e di estremità articol~ni sono state osservate alterazioni speciali consistenti essenzia.lment.e eù egualm<'nte in proces~i proliferativi c distruttivi e che rivestiva-no dinkamente 1111a. ;;intomatologia. ben determinata, ~";Ì da permettere la· formazion e di sindromi cliniche da. alcuni ritenute come nuo ve cntiti1 morbose. Tra queste sono specialmente da ricordare, pcrchè meglio illustrate e già: fornite di una discreta, casistica, l'ostcocondrite o scafoir7ite tarsica. o morbo eli J{ohlcr, l'apofì8itc tibiale o morbo di Schlatter, l'apofi.çite calrancarc o nwrbo rli. l '1tlliet. Riesce allora logieo di pensare che tutte queste alterazioni non siano che diversi aspetti <li una. stessa entità, morbosa e cl1e le differenze siano legato esf'lusivament.e al fatto della. diversa loealìzzazione e della diversa epoea di sviluppo. L e o:::sa, in genere, e spcrialmentc le epifisi nella succe!lsione dello sviluppo e dell'involuzione, presentano profonde differen?.e nella struttura, nell'irrorazione sanguigna e nell'attività funzionale, onde, localizzandosi in esse un processo morboso, ne conseguono inevitabi lmente ca.ratt<•ri anatomo-patologici e clinici essenzialmente diver-si. E i fat.ti clinici e le lesioni ana t.omo-patologiche ùell'osteo condrite e dell'artrite defonnante nelle s ue svariate forme prexentano tali affinità da fa,r ritenere trattarsi di una affezione unica che. sebb ene si manifesti con molt;a maggiore frequenza nell' età senile, po~sa. dare egualmente i primi segni nella prima età e n('ll' adolescenza . D:t quanto abbiamo detto facilmente s'intende come varia possa essere la sintoma.tologia di tali forme morbose e come la maggior parte dei sintomi non abbia un 'assoluta caratteristica. :IS - Giorna?e di 'I>J.C(licin1 mililur~.- Fn··c . X .


:"\d l':11't itolaziolli:' dcll'annr la limitazione dell'abdnzioue è uno d€'; fc•noJnPni 11iù l'(Jstanti donlta. all' inizio, aù uno spasll1 0 degli udclut 1(ll'Ì: più tardi a!l una cleiot·m:\ziona penuanc•nt(' dell'evifi:;i f'emora le suJH'riOI't'. JL dolon• suhict tiYO J)l'OYOn\to è di solito s<·an;o e cumpl<•tamcnte assente. L<~ dearnbulnzion<: quasi sempre elaudieanre ealmn i distmbi

clw insoq~ono ai }>rimi passi. Hadiologir·anH·nte all\nizio d<'lla n1alattia si o~sc·n·a no nell'interno d ell'c·pitisi dei foc·olai di rarPfazion(• e dei difPtti r11•1 tcs .uto osseo, cosir:c·bì• la. te:;ta fc•mora.:t> può ap])arin• frammenta t a in ùue o più parti. l.::t linea f<'ulora ~ t·, mai a!t· e r<~l a ìnizia~ mt>Utt>, n<•i <·a!'<i ll\'anzati appare c·ome spr!zzcttata, in n' C'uni punti so::;tituita da te:-;suto o:-;s<'o, in a.ltri a llargnute::;i in zone <:hiar<·, l'be si continuano con i tratti di rarefaziouc• ch•lla testa. Yienc ro;;ì a <·ost il uirsi a c·aric·o dc•ll;t lin ea articolnre mùmagine dimos trante pc<·tdiari pro<·essi di trnttivi, 1ll oliferath" i e metaplasUC'i, che mnl si ditl'erenzierebùero da quelli dell'artrite deformante ('la;;sir·a nel suo stadio iniziai<·. 11resto della tl•sta femomle non n•sta normale: spt>sso J)reseuta una. den,.;i.t à mag-gim·c• ckl norma l<': D<'l collo, OPI fpmore, si trov:1no negli angoli superiorE> ed (•st<'rno parti chiare, ndle quali la nol"llwle struttura. oss<>a ncm (• più c·oll:-:<•t·Yata. Con questa rarc-fazione si spi C'~a, 1'01111:' l'epifisi non piil ;;uflic·i<'utemeule n•siHtenll' tnolle volte si :q·hiaccin ::;otto il ]1<'SO <lPL torpo dando luogo ad nllNazioni d<·tiuitive r lr<' rimangono an('lre cpwndo è sp<·nto il ]li'OI:t'sflo. ('on:-:iclerar11lo ('Osì tutte que~t.e form<' in un. <JU:Hlro pa1 olog-iro unico H problema C't iolo.!!ic·o div('nta. di )lÌÌt J~otevole import alliz:..t ; quale> può ~·,.;:::en• hl e;Ju,.;a di qu<•st'ent iti't tllorhosa <"Ile disori<'nta i ]Jl'O<·e:<xi Yit<\li di una (J più ar1 i<·ol:lzi(llli, intlllcf' ad un t<•mpo fatti prolif<'l';ltivi e distrutti d 1 ~lolt<·pliei s(!IJO lt> ipotl•si pro~pdtate in propo~ito ed ogni autore }JOlo>SÌl'flC '1111<1 opinioni:' JWI'XOil<.\J(! :::ull'importanz;J lll'P\':ì[('J)te di Ull0 1 piuttOf\10 cht· di un a ltro f:..tttun• <.>:iolog ic·o. Il trau rwl im ontto co1nc st·mpre in tultf• le n 11't•zioni articolari ed ossc<' collle <•minl' lll <' falton·di lo<·.:tlit:zazione di proc·<•ssi morbosi non può spit>J:(an~ da. solo tut t a l:t complrssa patog<Wt'~i dl'll'art ritc d<'formantf'. Ac('ant o alla i-\ll':lonlinaria fr('(pJellz<l di t nwmi artic·olari di tuttf' le• spt'(·.i<' è al:'f>ai s1·nrso il ntmwro dell•• fornw morbo"~" in qll<'~tione, onde occorre inYotar<' qnal('l1<' al tro fattore' determinante che conl·ona col

tnwma. L 'tH'if!'ÌUt' infl't 1iYa troni Jnagj:!ior <·nH forio rwll'i<l<'ntità riscontrah\ tnl le alt erazir1ni clell 'A. D. c i<' lt•sioni ll<'llc forme di rert a originr infc•ttin\. qw1li lì! c•pili,.;iti ;1e ulc <' subMute dj origint• >:LtniiO<'OC('iea e nc•l reperto h;1tlt>rinl ug-i('o posit iYo in alcun i easi <li A. D. gioYanil(•. I noltre è noziouc ormai aL"quistnta C'h<' nluuni gc•rmi palogc-ni possono rimanere nc·ll'epitìs i ,1llt! ,_t;do eli lai('IIZ<l pN uulun~ro [H'J'iodo di tempo ed iniziHr<· una })i il o nwno mauift·sla attivit ~1., quando ca,;nalmcnte v<>ngn a <'Oncorrc•rc 1111 secondo Jat l ore. st.inwlant<'. 1l llHJnH·nlo :->in t i,;tic•o, !';('(·ondo ntolti. sarebhe invcc·e l'nnicn eausa d<•t<'rtnin an t('. e tut ti i fattori et iologi<'i :li!ÌI'rbbero altNando le condizioni s tatid1c nC)rJll al i c·on ('Onsegnrntc iuroug>· ueuza art itolare, p<.>r ('UÌ Le pari i


:)()3

fuori c·l)ntatto si atruli;t,;;r,(•rehhrro, llll·nlre ,;i stahilin•hhPro altl'raxioui capsulari ed osteolit i cotne teutatiYi di corn•;.;ionc e eli adattamrnto. ~a teoria funziona l e più ('<:r·let.ica ri1 h• n(' e h c

r al Ll't'a ;.;ione enrtilaginea.

CO$tituis<·e l 't> L<•menlo primitiYo f' necc;;;.;at·io ullu ;.;,·ol,u-iwento ulteriore di tutto il pro<:N;so~ nel ~<'n"o che i movim~>nt i ~taLici e dinamici non possono rspliear<· la loro azione determinante se non al lorqn;tudo la cartilagiut> ha. 1)('nlntu ln propri~l intcgritù. DcLerntinl•rcbbcro la dcg<·ncrazione ddl:t o:artìbè!in<' al't icol:n·e i lr:tumati><mi, il c:tric-u nn ilat('t·alc,

la lu nga staziont• <:r('t!a, le alterazioni di nutrizione lo<·ale f,Jrfcnwnte in<'rruti alla senil i tù. l<' alt('razioni statkhe, h' anomalie articolari congenite, ecc. Secondo g li a ttwrieau i auclH' stat.i discrasil'i gt·nerali prodot.ti da distut·bata fun;~,iont' intP-stinnle per ptosi ùell'inte~tino o di una delle sue parti (iko·ptCisi, {·olo-ptosi) pu1rehb<'l'O produrre a ltt•razioni nutritive nelle c<tl'tilagini articolari cd H quadro c<ìJ',I tteristicu dell'artrite deformante. l-:ìe<:ondo alcuni trattcrebbcsi ancora di forn,e articolari dov11tc a tossi ne tu bereoHtri sC(:oudo il concetto di Poncet : seeonc1o a.ltri sarebbero artropatie ncrY os~·. (' In fr(•q Llt'll te h ila t cra litil con \'H lide rebbe tnle ipotesi. È da sl•gna lare. in li n<', C'hc il Calot ritien e tutte IC' forme inf;wtili e giovanili ~L caric·o dr ll 'articola?.ionc coxo·femora le come dcformil'il. congen ite ahi1·nalnH•nte iu rapporto H Rnhlu-;:--a;~,ione con~u·nitn, dell'anca, JlCr cui si stabilir('i.l>cro nella te:-;ta f<'Jilorale altl:razioni simili a quelle dell'A.. D. Egli ritiene l'ent.ità patologica. illus i rnt-n. da Le:r, Calve\ Perthes come un mito pntologico invc•ntato in seguito acl erJ'OJH'i apprPr.znmcnti di radiogralie. :-:icnzn. ~·ntr;ne io discn;;sione cirra t a li' g·iudizio. uon ;;i può disco nollcer<'~ <·h c le a l t era xioni n n;\ tJ1110· p a tologitiH: s o n o troppo h c n individua.l i:t,:att.c da, "'"ser·o tuentit,e l' uuu si CU IIIJH'~:JUl.lt'J'clJhe pui un iusurgere tanto tar<li,·o tlei dist urhi in lf'~ioni congenite: pc•r altro una fonn:1 di snblussazionc congenita può cont-ribuire a <l<'tcnnill<ll'<' una Yera artrite deformante. VeJlCnclo ora a consiclentrn il ca:::o c:tpitato alla uo;;tra ossl•rvazione, Ile espOl't'l.'ll\0 bt'('\'f'll1CiltC !;t ;;toria e l'c:-:a.me Ol.>hiC'ttivo : G. So:>'tino . fu :\ir·o)ht c·I>IJ<,:C> l!lf•3. llJI(>!II'tt>llente al ] Q R. f!'rnuatiet·i. Entra nll'o!\pCdAil' il 20 ,!.(<' llll!lin I!J23: i1wiato in u,;sN·,·o.zio rw pt•t· coxite tuhcl'ro lnro dc~tn.t. A ntuniH'Si : P11clro> morto di m enin)!ite. ;;emhn\ di nn t ti l'Il. tubcrcoln.re, madt•e vin:-nte C' >iHilft. l'n Ìrn.Wllo 0pen1t0 rl110 voltO per molattia dd femore. di cui ilpalr.Ìt'l1te n on sa ~pi>c·i1i<·a re In notlll'n. Nul la di neotevolc •wll'amuunnesi rPmota; nP~n mola1ti t> vC'net·ee. Dn drN• .J. nu'"i lic,·o dolenzia Hl lC'VI\l'si dal leito in <·orTi:<pondenza d ella re~ione C'OXo-femontle di dc.>,;tra. dul c •tzin. dte ~comparivi~ colla. drt~mbLùazione. Prol!re><si,·nm<'ntc. in f'Cguito •t Ile> fntiche tlclle e:screitnzioni militm·i llunmto il periodo di rn1uwvre.i <lolori ;;i [c<·C't'O piìt intl•JJ:;i. permanenti anc·hr dunmtP la deambulazione e nella po:sizione e•·C'tUI. 111 qote:.:t i u ltimi tt>mpi a<:C'f'n1nazimtl' notC'vole dei disturbi con lic,·e clnudirnzionr. fl d olurP (• rimasto scmprP loC'aliz:mto a ll'nncn senza il'radiazione . Le condizioni !!<'newli snno rima:<t.e inalterate. l!J. O. Co><titnzione ;;<·h<'IPJ.I'ien•·egolaro, lonp-it ipo, mR«:-:e mu.:;colat·i trofiche, sangui t-ìco.zionc b•tona. Nc~~;ntÌ\'O l't'hllme d.cg)i appnl'llti ed organi interni. La ~mmba destra ap)'are alqutlnto runtata all'cstemo: non esiste ipotr'ofia a carico d ella cosPia e d ella g>lm hn. N'orma le la lordo~< i della colonua v ertebra le, che non s i motUfico colla fle;:;,.:iorw delle (luo co:;cie altcrnati\'Aillente. La t-esta femorale non appare ri:;alita alla ntistu·nzione dci tt·iangol i femornl i. La pt'rCtLo;sione sul gr:. troca.ntero è dolorosa e il dolore ì: rift>r ito nell'interno d<'ll'articolazione; eguule risult,at-o ùii. la ::mccus:;ione in toto dellA gambo e la pressione sulla tc~t>\ praticata nella regione in-


!::llinak. .\J n , ·intPnti ntt i,·i P ( ~>1-<si,·i t H t ti pn:;-; ib ili. 1n11\11(• il m (n- itnNtl o di abduzione t·hC' (· limit a to e doiPntl•. La 1lr·n 111hnlnzinnl:' s i cc" n J>i<' N> l in !!am h n. rigida tw ll 'art ir·oln :~:i ono l'O X n · fcmrwa.Je, co:;ì cllC' il mnvinw nto <'• nlctunnlo o11dnlunte pc•· proil:'zionc d<> l t'OI'(H> indi<' t ro \ 'CI'$0 In pnrtto> d• •st1·>1.

C utirnnzi.,nc g,,n,• rulf' (' localt• n c~~:itt in1. Rlldiv!lmfirt: 111111 t'f'triorw t•oxo-ft- tÌvu·n 'J ,• rl••,f m si o,st·rTtl dct•flkifìt·Azi<JnC dC'IIa. ksta clC'I l'l' IIIOre . linPa ut·tieol!trl' ultl:'t'ata. c·o11 irrl'l!olnrith p<>r pro lifenlzio ni ostcoti · tiC'Ite illt(·ot•a lrn,·i. ma ~pC><'inltnP n tC' <'Y idPnti al mnn.d11e infci'ÌorP. L'sn t'n ÙC'II a Cfll't ilnginf' Vf' l"'l) lu p>trte <'f'n tntlt• (H,.r. l ). A ><i lli -<t ra: lo ><te...;-;e Alt.l' t·azio n i. 11111 111<'110 p,·idc· ttl i : e..; iste rt!•t·•ll!·ifil·a.-.ione d.el coti le o d c•l lu tc;.;ttl dPI fcrno r!l. Il 28 di,·wH f.,..,. l H2:l il pttz i.- ut f' v ic n H dimesso con proposi n di lic·enzu di c·on,·n,. [e,.;cenza di 1111 nnno in sel!ui to a «nhitA ra-<~N!n a .

:\<>l r.ost r·o l'a so i l d 11 bhio diagnos tico 11011 s ussistt>va n (' i rigua nli della forma tubrl'(·olarr . Or·a L\le malattia pott' \'fl f:H·ilm <> ••t e PSs<'l'<' t•srlnsa dal ~<<'mp li <'<' csnnw obhil'tti\·o. 11 1<1 solo il reppt·to raòiograti.ro ha potuto illuminarc·i c·irca hl Yf'r:1 rnt ità dt'll'alì'l' zione, c·h e pot€'va f'l'st>rc sos})ett.atn ma non :l.<·cprtata.. ~on rra nos.fm duupito praticare alt-nna tt• r·apia, dat:> ch~> il soggett:o 'eni\·a inviato p<•r srmpJi<-e os;;e.r vazione; nò la terapia. in ge nero, d i tali forni~> morhosl'> pt·rspnta risòl'f;<' tali da ~io:~<' l'è tenta t a in breve periodo di t<•mpo. Hono ;.:tati JH'Oposti preparati allo s<·opo di fl1)portare modificazioni rip:na triri nPl eh imismo ca rtila~inPo ~: d'impt>dir<> t<'mpor aneamentt• il c·ontatto fra lr superliri dei tap.i al'ticolari. In Get·mania è s tato adottato il Hanart.hrit. di Heiln<'r, speetale estratto di cartilagine anitnnle ott enuto mt>d iant e un processo c\himico P l'Hurnanoì di ~usban, s oluzione di ,grasso umano ricavato dn, intcrv t•uti ch irurg ic i. È stato a.ltrcsì tc>ntat';J l'introduzionr allo stesso 1-i!; Opo nell 'nrticolazionf' di vasellina e d 'olio iodoformiz:zato: ma i "ucces~i, in gen <>rale, non sono st.ati brillanti . 1f<>glio Jw.nno risposto le applicazioni dintermir.h<' ll<'L periodlo <Hmto JH' t' c·altn a re il dolore e migliorarE' la funzionP. ~t·Ue form e gravi (• st ata praticata anche. la res(•zione articolar e p e r tissare un 'art i<·olazione che fosse già, resa inutile a Ila. funzion E>. In America. è st·ata p1•aticata la ileoPolostomia, la colcctomia n ei casi in <·ni si pensava c he la ptosi foss<· la. ca nsn. dell'artropatia. Ma tutti i metodi, in complesso, si sono dimoiitt·ati Yani, come s uccede in tutte le mal:l.tti c d e ll e qua ti ci sfugg(' il mom<>nto <>t io logico . soao i succesiiid studi. portatuloe i mal{gior<> luce s ui fattori pntogeuetici, c i daranno anche i mcz:d di 11:;a re una terapia, veramente Pfficace. Ringr<IZio sentita mc>ntc il tetlf'ntl" co louue llo medico prof. F.Caccia, che mi è stato largo di con s ig li e mi ha pel'ulesso l'illn::;t razione d el caso cl i n i c· o . BIHLJOG HAFIA. BA'RGEI..l.I~J. - Bt'luzivne al ('onrrres.qo rli ortO?)(•dia, GALI':.V .ZI. .Arch i•·io d'orlopNlin, 1922. '\>{EOR0::-<1. A.rchit·io r{"ortoprdirt, Hl05.

1!118.

CKlAS><r:HJNJ. Policlinico. :::;(=:,. pr(l/ir.a . Ul21. Ascou ~L - P olicli11iro. S ez. Chirurqirct, l 92:3. DE R .WFAELE . Chirurgia dca!L organi. di movinvmto,

UFFTmnuzzr. -

c.. r.OT. -

Idem.

Prrs.•e J/ édicctle, l !l22.

1923.


F ig. 1.


.566

CASUISTICA CLINICA I;:;TJ1TT0 Df HADfOLOC:IA DELLA ( 'LIXTCA :'llEDfl'A

IJELLA R. CNlYEH~lT.-\ JJI BOLQ(:NA dirf'tt.o dal l'rof. A. BP:>l

Iontri~uto alfa mnouema delle fratture isolate dell'apofisi stiloide dell'ulna per il dott. Um~erto Comelli, C:t\!Jitan(l Jnt•dico, nssistt'nt.• wilitflr0.

È noto r!lf' l:t rnlftllr';l tlt·ll' apolisi stilo i(k (kll'ulnn \'l'll inl (·onsi<lcrata come c·omplic·anza N>..:tante de lla ifraiturn dt•l rndio ('l'illanx): talchè 1:1 più p:ntt> degli os..:PLTntori dalla pr<>sPnza d! <'><sa Ri crPdevano autorizzati nd nmnwtt<'n· in vi;t indiretta nna 1<'..:ione d<'l radio . 1I a :~ri à Peti t (De Paris) :-tudiando :Hl easi di frallur·:~ c1<·1 t':tùiO]Wte,·a dimo::-trar<' e hc solo in 6 ca~i Pra pr<>s('Jltt> un cl i...; ( ;H·I·co <h•ll'}l]l01isi s: · lo ·d l· drltuhito. c• Alban "Xt' st Kolb, d;d ht os:-pn·M:itliH' rad iolof.!'iNt Ili !)il 1·asi d i .fl':l t t nra (lei radio, solo tre volte l.ro , ·ant la r·orH·omitanzn di. IP.-<ioni di a ltrP o,.;,.:n d<.•l pol:-::o. l~e<'Pnte­ mC'ntc Rdtinr.. cl<:ll:1 ('lini<·a c·hirtn·g-i('a unint·sitaria tli 7-nrie·o. ritiPne tllc il distarco d<·IJII'O'''·s.~u.• -'<lifoid'' ll·' ,!f,lttc· :<ia più fr<'qucn t e di fpta nto g-cnern lmentl• ;;:i (·t·t-da . c• ;1;;so1·iaio non solo ('011 la fntt tnra. d<>ll'epifi,.:i radiai<', ma a111·hP t·on la lussaziorw i:-olat a <kl <·uhito. (·on la l'rat tura d l'l naYitolnre , <.·011 la h t:'sHzinn<· c• la frattura <lt•l hnhl\o. P o<:hi,.:..:illlO (·ono;;f'intn . sp('<·it> prima dt· IJ' C' poe;~ t·adioloJ!,'it·a . è inH•ce la frattu J'H isuLt ta d C"ll'apotisi stiloidt' d<>ll'ulna. d1<•. tuttma, 1lc.• w <:ou,.:idf'ra rsi un·<', eniC"IIZ<t assai ran1. Jl 'l'<ln ton. (·h<? snll'argont<'nlo riporta la sbtti>~t.i<·a ('<'l'la lnente più nttrnProsa P <·ita Jp os,.;('r:vazioni di va ri autori (Es<IÙ. B.mtig t H'>~. l'lag<'lll ;l!1 ) JW 1·ita :!~ c-a:-:i IH'I s uo lH'<'g"P\·oll' trottato s ulle fJ·at t un•. llo potuto o:<t-ll'l'\' lll'<' una di tali IPsioni in un inrort una t o in,·ia to per esl-'1'1'<' sottoposto ad P:<Hlllt' ntdiolngjto ed ho prc•sentato il caso illustrando i relativi radiogrannni al ~o C'onn•gno dE'i 111cclic:i irlfort unisti tenutosi nel gennaio n. s. in Bolr>g nn. I n sPguito sono t··u:<(·ito n ntfTOgl iPre alt ri qunttro casi in n\ric• migl iai;\ di tranmatizzati Y<•nuti al l' os~f't'Yazion<.' d e ll'f~<titnto di Assietu·azionl' ~aziona i <•. Comit~to di Bologna ( l ). Hiass nmo brewnt<'l11'1' <· lH'r ordinC' rronologi(·o lt• pTinc·ipali note c·linic-IH' Pd il t·mTispondt•ntt- n•prrt o rl'!rliologir·o: Crt.~f? 11. l ) . - P. K. di am ;i 2!; f'l0ttri1·i:-tn . CnddC' il28fC'hbraio 1916da m ensola p os tn all'tt iH•zztt di ~C' ti<> ntt>tri {'Ìrc·n . bnttPHdu n tena il dor,:;o o punt.ando l1· pa lr nC' driiC' mani.

(l) H ltt~t't ·nz l•• •li t'it};, tl<•ltor· (;. l'uh7.ucc hì, cvn""l~llt<• nwflito,NI il ,J.,It. ~l. :lht<•,,Jti ttdi'Istl-

4: uto hlt·:o-... u.


L'e:;plonu.ione rndio lo!.(it·a dd la regione del poi,;() ol' ~1m be• i IM i O!"l",! rn ita m•lle duf' proiezioni ortOgonali , ha nw,.:,;o in r,· idenzn nn di stnc-ro dc·lla punta dcll'apofii'i ,;ti loid o ;.ini,;t ra cd una. fratiura t~ll!t ba;o;P dc·l prnc·(';.;:-tc) Rti loidco ulnnrc d(') lato dr:- t ro (Tax. J : fig. l E'd l '). Ca.~Q n. 2). }'. .-\.. di a nni 45. hraec-ittnte. Il 21 nutrzp 1[)~ 1. rnr·ntJ'C' !'l<tvA. per \IS<: iJ·e da Hna gttil('r·ia l'f'rTovinrill (lV(IInvor·a,·A. ine inmpA nf'l JIÌf'il't1ltll-' f' c·ndde da ci rca h<' 1netri di n ltezzalmtt<'ndo In numo :-:ini::~trn :<O]Wil tra,·i I'IH' :::i tronH·nno sul terTeno. T enne pr r· ,·rnti giomi un npparecTltio ,! !r,;snto. L'P>'amc obbirt.t i,·o pra· ticato subito dopo il tt·autmt ha fai t o t•ile,·nrP: pt'Pi'I'IIZ>l di t'><<·ot•in7.ioni multiplo alle mani, ::Wttza deJ'o r·tniU• importanti d <'ll~.t l'('g-ionf' dr l p oi>'< l: lin1itilltt la flE•::<sione clori':nle dd cm·po n mPno di un t.rrzo. li E>\·rmPllt.e inf'cppati i mo,·imenti dc>lln l'Il· rliorarp ica : ill'tic·olazione del pollice ingrossnta <'Pil <•:.:ten><ionr ineomplrta.. Kormalo In, chiu::: urn d ol pug11o. B><un1e clett1·ico nej!ati ,·rJ. Otto mesi dopo il tn11tma fu ri seontratattna limitnzion('dci 1novimenti di flp,.:sione C' ::;pPeitlinwni e di esten:::ione d e lln mano. mnvimnnt.i di s ttpinazione o promtzìotH.' h fln c·vn>'Cl'\'al i, lie,·e rigidità clell'articolaziorw del pol lic·e. L 'c><tl m e rad iologieo, pmt i('f\to ron due proiezion i o r· togonali, dimo><trò ltt pre:<enza di un di:<tn<:ro tlPll'apicr rlell'apofi:.:i t<tiloido \tlnare. {fil!. 2).

C:o.•o 11. :{). - O. P. eli anni :Hi br·nc·dantf'. Jl 5 g<'nnaio J 922 nd di,c<· rHlf't'e con lacariola J'a r·gine del Posri,•olòper il ~hincrio e cn~ld e battendo la pnlrna della. mano si ni ><t m n terrn. E,;amo ohhid.ti,·n: tumf'fnzionf' dt> l do1·;:o d PIIo• mano. ;::pecie alla t'fl<l icE' ,[<>1 p01lic·e clt<> f. dolente nei moYimf'nti. Kulla di note,·ole a earico dt• ll'arti<·<>lnzione de l pobo. Tre mo:::i dOJJO il tnwma. fu ri><C·t•nt.J·nta una dnlorabiliti1 nell'atto di rotM.ione <>stC'rna dPIIa mano, ingr·''""nmPnto in CO tT i:;ponùenza df'll 'n pofi" i st iloide d.el l' ulna. scomparsa d ella t umcfaz ione d<:>l d or.~o dd la ma· 11 0 . J:cspl ora:t.ione ntdiolo~iea eseguita in due pro ie:t.ion i orto~ron ali;hH climo:-:trnto 1!1 p resenza di un di,;t.ac·eo cll·ll'upofi::;i stilo ide dell'u lna con l i H~>il di f1·att11l'l\ nlln ha><e d i e,.,;n (lig. 3 ). CastJ'/1 . 4). - :F. \'.di anni .38.C'ontadina . Il2'i l"rulg!Zio 1 \l ~;l endd<• dn ungel>'o <lnii'Rltezza di circa trC' metr i battend o a tPrra la pnltna dt'lla mt~llo :<ini:;tt'tl. T <:'une appltl'ecclrio go,;sato al polso por r il'(:a 15 t:io,·n i. L'e>'nmP ohhi<:! 1i,.-o pratif'ato :;\thito dopo il t.rnumn. ha fatto rilrvt\re una turnPhtz io rl(> della regione dPI )'!•l"o Rini~'<t ro e><te;.a. all'avambraccio OOITÌ><pondent e con dolot·Hb ilitù 11ei mo,·imenti. Tt'O IHC;;i dopo si notò la pres<>nzA. eli una d C'forn1ih\ · df'l pol:<o p~'l' tumdAziono d!!llt\ rt?g:inn o e deviazione della mano d n l lato nlnare. RigiditA dell'a•·ti('olazione del poL<so <·on flp.ssiono dorsa le ridotta di un terzo t·is pPtto a quella di tle:;,..iuue palnrarfl; i movimenti di late r·al itt\ e s upil'lltzione a lctunnto limitati; troli;;mo con:;c r·,·at o. Sei mesi dopo il trauma i fatti obhi Pttivi si pr·<>sontnno poc:o mowfic~1ti : inuare viene messo in evidenza tlll ingro,:;snmento con ùo1orabilità dl'l l' apofi...:;i s t iloide de ll'trina e Migmate di ar·trite deformante d elle dita l"'f':<{Hlt i anche ùal lato oppo:<t o . Nove mt>::;i dopo la cadutll si riscontra: migliMamento nei mo,·imenti della radiocarpicaede.lle dita; la chius ura d <:> l pugno p<"r s is tepo('O valida; il trofismo è pre\'1,\ lentcmenteadest.ra. L'esame radi ologic·o, c;;eguito in dne pt·oie7,ioni ortogonal i. ha fatt.o rilevare una irregolaritì1 dell'apice dcll'apofi:::i st iJo ide nlnare, esi lo eli l'raltura (fig. 4).

Caso 11. 5). - P. E. di anni 43 operaio. ( 'olpit.o da ralcio di caYallo nell'ottobre l !)23. a lla regione d orsale del polso sinist ro. B sam<> ob biet t i\·o : nulla di noteYole all'ispezione, do lo rabilit.ù. alln pre:<siono, spec·ie s nll'apotisi st iloide clcl l'ulua, limitati e dolenti i movimenti di fles;;iono ed estens ione della numo e di lateralità, specie quelli di inclina.zione CHbihlle. L'<>;;plora'l.ione rsH lio logrf'a ('!'<('f!IIÌh\ in due proiezioni o rt.ogonali ha l'atto rilevare Lm d istacco d<>ll'npofi>'i s til o ide nlnarc, <:on ltnea di frattm·a alla base di es;;a (fig. 5).

Jl prOCeSSO stiloidCO deJI'u'na, originatosi di DOl'IH<l da llll punto di o:;sificazione complementare e più precisamente dal punto epifì"m·io inferiore, che appare dal sesto al nono anno e chG si consolida con la diafìsi intorno al venticinqu_esimo anno di età, è un proCI?f;i;O of>seo c·ilindro-conico, verticalmente di:;posto mcdialmente ed indiC'tro dt•lla t<>~: tn del cnhito,

L


cLtlla qtwh' ritnane COII ll' :-:P]Janltu. in fuori cln una fa<·<·etta di inst'J7.ione di dut:> lc:g-antc•nti . intliC'tro da una tltw<·ia lrn1gitudinnle <lesi inata al pa;.:>'nggio dPI tPn<lillt' dt-1 mnscolo c·uhit.llc postPrioi·c. J..: <'ost ituifo <li lf·s>'uto o"-:eo spug-i10so n fili<' tr·ahC'<·ol:ltn. Il mallf'nl o nlnan' litnil'a mPdinlnwnte la· c·a\ it:) gl<'noi d<• ani ihr:lehialP llPstiU<ttn. a rac·cngliere il <:ondiln carpico, di tui risulta c·o:-:1 if uila la diart ro;.;i dc•! poJ;.:o, d te, c·irc·otHL<Ita da tt WI c·;tpsnla lihrosn . YÌI'TH' ;Hle,-spn• rinforzai:! da cptalfro k)!anwnti e llalle l'lll'd(' tendin<'t: c-lw >'<·<·ndonn d;li rnu~<toli cL,•ll'anu nhrnc·c·io. Ad <>sso ;.:i ÌII>'Prisrono il f:ls<·Ì() t•nhifo <·:trpa)f• d<·ll<•;!<lllll'lliO Hllt('l'ÌOrl'. JlùllC'h(' J'<t]IÌ C'f' eli qnel clis(•O fihro-<·<~rl ilagirwu intc·rart il'ni:II'P o l<')!anwnlo t riangol:lr<' nHlÌ\)·Uln:ln'. il (:Ui ,.;ig-nitir·ato llt\ll'folo,l!i<·o non :-:t'mhra arH:ora <·ltiariro. ma du• ll:l il dupli('(• s<·l•po di tlnirP fl'à loro radic, c• tuldt·o e di <·wllpl<'larc <·<•:-:i la Ca \·ità d<:ll<l tc>:.:ta di'l <·tthito rnanlt·nt·tlllo il r:qqJOrto fra l<' dtil' sn ]Wrti t·i art it·ohtri. Jllqpmwnto lntl'ralc :dn;;erisl'P all':tpic·c <LPI Ell'ot·l'sso si iloidPO r·hl' di solito l!H'a))}lllt:<·ia (Trstu t ). l't•t'T'igtwnlo ai 1110\·inH:Itt i è da ric·ordare d11• qtwllo di flc·ssionc d<·lla 111<1110 è- il piit t>s(eso <' ;.:i r·otnJIÌ<' spt·da llllc·nte n<>ll'arlitol::~.­ ziont> nwtlio-c·arpic·a, nwnl l'P cpwllo eli estt·n:-:iom• ha JH't' ('t'ntt·o l'artic'olazionc• r:ulio-empit·;l. X<'i tltO\·inH•nti di latc>rali tà il c·orulilo c.-arpi('O >'i ,;posta iu dir<>zion<' in\·l'l':.;a almo\·itnPnto di inc·linnziune dt>lrnar~in<> della 111;1110. l:iprcrHlPndo Ol'a in <':<allll' i dati n·lal i\·i al trauma d te ha agito nei cnsi i'OJH'<l c:itaU, si rilt•\-;1. anzipttto <'IH· si tr;tl t n in ogni c·nso di azioni tratunal ùthe <Issai rilPvanl·i <> c·lr<' pniono c·.ontm:-:t·ne c·on la prodwdonc eli nn a. l<·sion<' an a t Olltit·:t iu un Jll'O<'esso o,;st•o Ili C'osl mod<>ste proporzioni. CousiiiPr:anrlr) IH'l'ÌI le <:.O!Hiizioni nnatontic:he tlianzi ac·l'énnate p<'t' cui il pror·t•;.:so :;1 iloid('n dPII"nlna. prr la ~ua J>O~i7. ion <• httcr:.~lizzata ntetliale, lH'r In lH'\'~\'liZH <1<'1 Jc>ganwn to trhtngoi<u·p d1t: fa rptasi da cnscin<'t to c per l;'t, fon11a sh's~a cl<'!l P 1·ont r·:~ ppo,;t P o::;.-:i(·ine del (:arpo. vienr a trovarsi distat1te dall<· nwrlc>;.:inw P ]trr c·osì dire iso!nt ·1 e, cl';lltm parte, N>lltl? prot<•! l o cl:lil:l ~JH)I'J!('I17.a d<•lla testa ulnar<', si pnò <·ompT't·rHlcre <·ome per agl!r<'dil'lo sia nN·<>...;saT·io nn ft)l'l <' t r.1unra. Qnaul.o al nWCC'an i:-nto di produzione tlPila fmttnra . è da o!<sen·:u·(· <:11(' soltanto rwl c:aso ~. i'i fu determinata da un t.r:ntma dirrtto (c·akio tli ravallo). mentre negli aliTi f'asi ilmoment.o eziologico P r;1pprp:.;r•ntaro da nn traum:t indirf'tto, <' piiJ pt'N·i,.;;nnrnt<' da. una t·aÙllhl su lla p:l lm a ddh1 mano. Dne ti'Qrir ;.:i pos>'ono c·itare lJ<'l' la f'[IÌ<')!aziorw dc•lla lt~>'ionP r 1'11 e corrispondono agli <ltteggia tnPot i istintivi <·hP U!SSIUtH' la mano Hell:l r·1Hlnta. La prima consilit•ra l'n7.ione di tntzionc <'H·r<·il a t a riai lt:>g<lllWnto nntf'riore e latPrale in l c•rno as:-:ai re;.:i:.;tt•ntt• (Delhet l rwlllL Parlut;t snll 'eminl'nza ipot.enarl', t·ioi• c·on in(')ina7.iOnP radialP clr•lla 111ano iu flc·s~ ion <> dorsnlé. In qnr!'iln, <'Yenicnza il condilo c·arpic·o clall'nrto i rwontrato sttl trTT<'HO viene portat·o ht·ushtlltc·nte lhlll'intc·rno all'eslemo, mt•nt re L'l.'ioìtrc•mità- articolm·c <lr•ll"a\':IJlll.>J'aCTÌO si :'\pOsi ::J, ll(•) S('ll,.;O ('Qlli·I'Hf iO sotto J'azi0110 della, forza (po t·c·nza) rappn •:-:pntata dal prso 111'1 <'Orpo uc·l llHlllWDIO tl1>l trauma. :::ii ha co:;;ì la l'rattur·;1 r-l:tssi<':t da :-:t.ravpnnwnto analog-a a quella del malleolo r·adia ll• s pcri nwnta lnwnte dimostrata sH! c•ada\'C'T'!'. L'alt t'H invec-e:-<i basa snlr(•,;(Wt'Ì('llZ!I dt>l Hl'Osard. DPstot. nnlois. t~uesti antoriltamw tlimostr·ato c·hC' l:l 1\•>'la clrl r·nhito e1l ilmallrolo di t>:.;so nell aclduzionr I'Oft l'in1·Iinazinue ruhit;tlc rldiH marto v<•ngono a eont~btt.o eou il ]>i r·anJidaiP. Tnolt n• i· uoto c-lt<> lo ,;fato <li flc•,;sion c dor·salP <·hc la mnuo


r·o~ THIIH "'fO AI.L;I

\ '0:-;'ll:-H '1·:>:7..1

PI·: LLI~ FllATTl ' IU: 1<;0 LATI·:,

t·: n •.

.)6!)·

subi,.;ec• tll'lhl c·aduhi ~mila pa1111a. sospingl' il r·(Hltlilo <'arpi<:o <·ontm il sisteUla tt•ndineo-ltponPurot ir·o della ,.;npcrtìcin ;,mU•t·im·c dC'ILnt iC'ola%ione già in fa!'.e di te11si•mc. IJI' e si :ìlTr>st a disponc•IHim;i con la C'Oll\' Pssitù itl alto. È cosi clw il mallPttlo C'uhitall' vietw <l ll'onnsi fra poien%<l rappresentata dal JH~~o del rorpo i rastness;l ù:lll'tlttwro ;Il c:11 hito c rc•:-:ist euz;t ra PJH'<''wn (a ta dal condilo <·arpic·o trai iPnttio e !issato ('ontm il v:dido nwzw contPni ivo già. cit.atn. D;\IJ'a:;sotiaziotH' di qtw,.;1 <' <il.u<· c·o11dizioni (· t'a<•ih· l'Ompn'lltl<·t'<' c·ome si possa pt·ofilltTI' la t'nttl ma dt·l prot"esso ,.;f iloitlt• 1 d1~11'n l na. Qual<• <1Pi due· lll<'l'l';tnismi ahhia ag'ito lll'i ntsi pnw•ntati, 111111 Ì' l'a<"ile din• <'Oli sintn·zzn, t nlf taudosi di slahilirr• elc·nwnt i l'l Il' si'ng'gono allo stt•sso J)<lZil'ntP. il quale, JH'l' Jttollt'pliC'i <'d O\' YÌ(• r:tgioni . non sa l'l'IHh·rsi esatto C'onto di tut t i i pari i('()]ari ilwn•nt i alla <'ati n fa.. T;iu<Ia::itw nHiio!(lg'it'a può dir<·i. sc•nza duhhio. lllt•lto a qn<•;;lo riglJ<Hdo. lnfntti o;::sc•rvatHlo i radiog'r:tlllltti rt>latil'i ai <·n,-i di cui si tratta (v. taYola) possiamo s<'IIZ.altro preeisan• la s<·<IP di'Ila !PsioH<' dtP,I'IIlll<' risulta <lallL• lig·urPn.l,!!<· ·LintPre,.;sa la n•gione api<·al<• tiPI proc·t•sso st iloidN) <'<l in qut>ll · n.l' e:~ la ha~o:E> dPI proc·esso StC's>'u. ~e poi >'i c:onfro11tano gli sl<' S>'i r:Hiio::t'<llltllli, :-~i nota sultiio <·IlE> la stiloidt' nlna <· prP>:(•nt:J 11110 s\'ilnvpo 111<-I,!!J.!iot'P 11el s<·s>'o masf'hile pfl ha1111a. ('{•rta vari<>til di forllla r·lw pr·t·ù r ou (• in rapportoc·onlas<>d<>d<'llalesione che in essa. si stahilis('t'. fnolt l'<' se si c·onsitlet'a la dislal tr.a ùl'l prol'l'SSO sti loiù<>. 1htl h01·clo <:<·t'alito di' l pinnnidal<'. vc•di:UilO c·hr llH'IItl'<' n<·E<' ligm·<· l, 2 l' 4 i> normalf', in qH<'Il' n. l. 1 1 P:{ Ì.' lltillor<', il (·)t<' ::iu:-;tifka l'imprc•ssionl' <·he si ba dall'esantr di qupsf i t·adiogl'illllllli eltr hì mano si<.l in r~ontlizionp <li ~les­ siotw nlniU'<' dw non può c•s:<en-· Ù<'t<~rminata da un ùifetto di proirzione, ma di'l una attituclin<• cualt:ì dal traun~;t. f'iò a<·qnista un <·ar<ltt<·re di parti<'olar<' c·1·idenza ù:tl <:01ù'ronto flp))(o in1111<1gini rad i o~Tafir-11<• dte si rifNìs<·ouo al <·a,.;o 11. l, in <·ui ahbi;wto. IWilo ,.;t·<•sso sog'}!'<.'l t o . una frattura bilatNalc d<.•l11 stiloid<.•. nta ;t :;1~de divl't'Sll· i' f'll~> <:nrrisponrlc ;tgli al trggiamenti dcll;L mano a l IIJOill<'nf u dd tnwllla. l ~Lilizzan<lo dnnqne qu<•sti d:1t.i di !';tifo tlw l'Psplorazimw Hontgcn ci <lilllostn\. P<l int<'graudoli con i ùati del la t ranmat.ologia sperinl<'UI a lt} e della l'linif'a, possia1110 venir(' alla. ('OIH;lusion<' <'11P n('i casi ra J.lJH't•scntati dallr fi,l!. l,:! e -J., si 1Tatti di frattura fla strappanwnfo leg-a tll<'rlt 1s0 c da. fWhia<TiHn l<'lllo JH'I' <·ompr<•,.;sione ri,ÌJ'<'f tn twgli altt·i d n<'. t·nsi, dw si r·if('J'Ì· >;f'Oiln all· fig. l L <• :L Riepilog-ando, i lJI' in<·ip:di dati <· lini('i rilcntli nei (~asi <li eui :-<OJH'a, sono:

1° trnn tttnll'l'ar.ione di' Ile [htrti tnolli. twriartieolari clt•lla regione dE'l polso e d~>lla rnano più o m<•no intensa, nnt pr<'<><'lltc in Ol-!lli <·aso, in l'apporto eon la violen:ta dt• l tnuuna piì1 che cnn J'rstrnsion<• delln Jpsionf'. 20 Ridu:tiom• dei movitU<'tlti di flessione c ,.;pt•<:ie di quello di <'St<'n sione rl<'lla ntano eonii'ipOndente al Ja,to <'Oipito ; q twst'ultinto avc·11ùo per f>ede l'articola :tione r;Hlio-carpil'n, d<>tl'rntimt una maggiore ùist <'nsiotH.' dei i<>g<Lill<'nti e quindi· un do lore piì1 vivtl d<•lla partr' t:on con"qnwnte Jimitn,zione di dif<>sa. :Jo li dolore in corrispoudPnza d~' il'apot·ixi xtiloide dP. ll'nlna, dato come P<~tognomon i<'O, >'Ì è a v nto i n un primo te m p o in nn solo e a so (~ . i'i) ed assai tardivo in un secondo (~. 4), con <:onsc,·ntiYo ingrus...,aiiHmt,o . obbiettiv!lmente rikvabile delh l'('giom• ;:te-.:sa.

'


,)iO

1' 0:'\THIBlTil .\1, 1,\ I ' O-;o:-;cE-;1.,\

r>l•:r.J.F FJIATTl.'RJ·: I"IIL\Tt: . t:(('.


C:O~TnlB li TO .\f.LA t'O:'iOSC F::-;Z.·\ Tlr; r, J.U: FltAT'f GR" I SOLATE, F:CC .

i'i"; l

In comples>;o si può dire ehe dal lato elini<.:o non risulta nulla di ca ratteristico e eioè fatt.i riferihili a, l<>sioni comuni del poJ:.;o che, t11tt'ul più, possono indurre nel sospel t o di una frattura srnza prraltro poterne precisare la sede e. l'e11tità. L<t durata. cl<>i fatti ac•nti inerenti alla lesiont> vatia ed oseilla ent ro limìti che si possono Jissare fra i lr<' Nl i novt> IYIP!".i. e:on f'siti <"lte ~wml> rano in rappor to con l'età d<>! sog-gPtto, con malattie (;Oncomitanti cd nnchf con l'applicazione di apparecc-lli inunohUizzanti. A qneRto propo;;;ito cado acconcio ricordare che. per qwmto questi t ranmatir.zati abbiano tench.•nz::t, per ovvie ra,gioni, ad t>>lngemre i }n·opri disturbi, è r<>rto cltr ht ft•at t ura del malleolo cubitale guaris(•<' }JPr pxeudoartro::;i fìhrosa tipi<'a, !'.ia per la trazione esercitata dai IPg-amenti, che per ùeftei<'nte nutrizione del f'rnmmento pseudo-artrotico (Pntti). Il Tillmans ed nltl'i dopo di lui, vure ammrttendo questo fatto, sostengono c h e la gna ri~ioo r ~i E>11'ett ua R0nza disturbi funziona Li di parlicola.re importanza . Si potrebbe da <'iò pensare che il fran:uncnto di n·attma pos;;a, col tE-mpo, subire nn pro<·C"Rso di inYolHzion<> C"d atrotìa, fino ~d essere ria:<sorbito, ciò chi:' JH.'rò non t1·ova c·onfel'lnn da dati di fatto, ed io stesso ho potuto ossE-rvare rec·pntC'rnentt> un ex miUtaTe preseutatosi per pensione di guena, il quale, unitan~<·ute ad l'si t i di ft·att nr;l ùPl radio, presenta\a. una pseudoartrosi tibro~a del mallrolo cubitale ili a.ntiea data, col frantnH•rlto pseudoa.rtrotico nncora in pi(•nn. cvi(lenr,a. E::;:IÌ.lritien t' in vP<'<' clw il frammento di frattnru, rinuuwndo comC' f•Orpo esb·aneo posi'a, c·ol tempo, de1Nminar<'· dei Jnth di artrite reattiva tanto da rendNsi n<'cessal'io, in talnni <·<l:<i un intrrvento chirur~d0o eli estrar. ione. D 'af\cordo nel ritenere che la pTeS('nte qnPstione non po~sa essere ri.c;;olta in via ~ener:\ le. m :l inY<:><·t• si:1. llQC(>S>,~n·io r ih•rtrisi al ca::;o -per caso, è evidente però eh(• una diagnosi esattft e preco(·e. fatta specialmente con il

{'.oncorso dclrindagine R.ontgen ed un trat.tamento f'on::;centivo octtlato della le.«ionc. possono hcne!ieamente influire ::;u l dC'corso e gli eRiti di essn.. Ciò che implka in IIH'dicina leg-ale milit<tre la inabilità. t<.•mpormle<t con revisione ad intervalli non suprriol'i ai due o trr mrsi, allo sropo precipuo di tenere in osserniziotw il tra.umnt izzato per definire la posizione di Psso nel momento in cui, se persistPnt.i gli c•siti della. lPsionc, abbiano carattere permanente. Dal punto di vista cleiUnt<:'rprctar.iooe ra.diografka è dn t.enere presente l'eventualità della prf>senza dell'os triangolare 8. intt>rmNli um (mtibra('hi.i, di cui è ~tato illustra t o un caso dnl Biffi, c cosi pu1·C' d<>ll'cvcntualità di un'apofisi stiloide sviluppn tnsi da nn s uo vroprio c distinto nudeo di ossificazione e non <'O ng-iun t~L con l' ulna da sost.a nza, os~e~L. Trattandosi poi di me t terc in evidenza minime lesioni anatomiche per poter sceverare da. frequenti complicanze e da certe particolarità di struttura cbe pur essendo normali come la cicatrice epiftsaria, in ca~ i atipici possono trane in errore, è indispensa l>ile che l'indagine rndiologira, per dirlo con le parole del Bnsi, sia compiuta. con arte. tnnt.o da ottenere lu maggiore finer.za di p~rticolari sul radiogramma..


BI J3LI0t: R.-H'J .\ . Un n: ~· Riu,i<.~m• l.'udi•Jiurli J·;,,;{itwi- o tt vbrc 1!1:?:?. H n<1: In T IH icll'i. - Trutlf\W di "''tnc•in loJ,.'in ti..:it'ft o d in~:nostit·o c·lti t'llrgicn. "C ni on6 T ipnJ.!Tttliea . Ecli( ric·1· T ot·i u P,.t·. l !I:B. E <;.-\ ù : ( O sdu:r-;JeiJI'tl ). - r"oli c• t'l (' l-' nH' t lll' cl c-,. r t'O('o""'Sil" >Jt j lqi d l'u;; ulnuu. D rusi che .llcdi:;itli.~r·h" lror-hw•r-h riJI . 11. 'i ì ebrt;ar, l !ll2. pn!!. :1:12. ..,: K <JE-D : Cc>hc·t· sc iH·t w t'f• ll tlltclw tu·xnlv••rletztutl.!Pn iw H iitlll!<'llbild e . - B1 i lr. ju r K li11 . ( 'hirur[J. Bd . i3. ll dt J . P F:TIT ( De P ttri-. ) L tl i l'l \l't l ll'e th·s c· lu111 fie m·,:. - ./(JIInt•Jl•f, /,'wl iul•nfÌC. i a 'i<.'ÌC 21- 1!) l O. P t'TTt : /:JtJU. li • 11'1 ti• fl, .'V ti 11Zf' .Il uli··lu . - H ul'll.!llH, llllll'7.0 l !Hl'i. ~t:Ht"7.: Ur t· AIJ hnwh di'~ P t~lt'f''""" :-)ttl•>idPth ulwu•. - .1/wwiH·u•r Jlulizùoi>~rhe Il',r-/" ''""" ri!l 1t. i i• ·hn1u r l !12:1 pa~r. 21 'i. T .\:STO:O: : F t'lh't111't"' c·11 l.!•·n•·t·.tl. l:•lif/,.;r' cl F ilx l !tl.i. Pu1·i-.. pa!!. 44S e ::;ell. T E-<Tl'T : A mHoHlln uuuuu1. - OMIO[o<fUI l ·. T. 1~·. '/'. 1!1111. T rr.J. \1 \:S>;: T mttnt11 di p»tnluL:ut !.(••ttl'J'Ilh· e -<pt••· tulc r·ltiruq.!H'Il.- Yol30, p~tg. 536. l 'allorrli. TtLJ-.\l; X : T•·•lltHtq di !U1Htr111t iu t opn!{ l'tl lit·l~. -

\ 'o l. 1" . l'ull11nli.

OS~Ifl[ftZIOnE MU~[OLftRf DA TRAOMl O [Al[lfl[ftliDnE DI EMATOMA 7 1 ,.,. i l dott.

Rosario Sacco, r·upitHttu nwtli co .

Il $t·J!uPutc> 1·:1 ~0 rl inh·o, f'•·J!uit o sin d n l pt•imo lliOHu'nto iu cui a"vennc il trauma, mi ha dato orl':tSiont• di S<"rin•re la prPst>ntc nota per due r agioni: 1° Pc•r<" hÌ• J't•s ito dt•l t rattllla ha (lll't•!'lO Ullil dupJire discussione pat U!!POPtit·n : ~o I'C'I't·h i· si (· prp-;(at u dal

lato militat·c ad ah·unc ('0Us id('r:1zioni lltt!tli<·o-lt·_gali auli (')f<·ll i dt·lla JH>ns ionc. :-:oldnto H ... ('urlo."'"""'' l!'11:1. 1!10 l't'!.!!!ÌIIIt ' lll" f•nt lt 'l'tll, d11 ( 'n,.;-<Ì n•• =-'piuolu.

fu

J'Ìf'"''"''"'" d 'orw·nl.u " " ' Ht•Jutt't" r·hit·uq.!iu . il 1-''""11'' Il .,,.,,,.llll)l'c- l!l~:l.

Hi1c ·1·ì l'hr• ulll· 'i t ., dd tllllll l lt"• lllf' t1 ll'l: ,j ,.,_,•rr·itll\11 oli " "hurt P i>tZZ>I d ' ..\r1ni, ('llddc· lu11 t<tll du l h'l' lt ·J ~'H c·ol pn lliiiJ do·ll a 1111111 0 oh·-. t l'H nd urt o •·:< ll'~o. A,·,···rtì :<li · bit11 in t<•11 ,.;n dolw·t• Hl j.(lliiiÌ!I•. l'ili' in h n·,· i,.;s ÌIIIO tc •tJI( HJ ,.;1 go nfiò . .:\ t• l ll lll lll l' ll{ll tl o•l t•it•u\ , .,.., llo•l l't'Jl: ll to (>l'• '~I'IILII\'Il : :\ 1·(,<1 >'l l(ll ' /'/111'1' dt·~l/'11 111 !t·j.!~l 'l'll ..,!'IIJÌtlo·-.,.,JIIIH' 111 ).!lllllitn. (; OIIIÌIO e {(' 1'/.(>:- UfJI' • TÌIH'I' do•JJ'unull lll'llt'l'ltl ).!llllfill t•d I'IIUI {ti"O. J>r•J• (llllllllll u-.-.111 tl olm·o,:Ì, i 1111)\'Ìilll' llti di fl• ··~ I O/ll',. di o·,tc•n-.ifllto' tf.•II!111/11Lt1 t• (JUdJi dj Jll'lllllllilllll' t' I'UJlllliiZÌ illl(' ddl'll\'ll/11· hrn<'l'ln """" d i-..c·r.-tanwn t l' po-.-<ihi li pao;«Ì\'UllH'IIl<'. Ep1 1 •·odt·n. olt•(•t'llll"ll 1•ol t·pwotuliln 11dln -.t,·-.-.u lltll' ll . .\f>t lll'illl7.:1 a<,.oluta di flutt.uut.iCHtl' >t li• · p ·~'"'" lull·mll dd In o1Po·ra non. ~ttpPI'Iir·u• "ntl'riorc dd jiOJnit o t'-;t rf'lllllllll'lllt' olll t'll. t•IJtl' Ìt1Tlt'11V'IIIP lt'~ll. 11"11 t•\·iclt•n{.(• la 1Ìll('l~ trll~\'<'l'"'ll 1e ClltQnCII ur·t Jt·olmt·, .·\ •T"/1111• ud c•t•f•ltfl""'l. l'ol-'0 d t·ll'nnll'1'111t· t• dl'IJO rudiulo• Jll't':'f>ll tl'.


OSSIFICAZIO!Io"E lU vSCOLARr:: D.'\ TRAt,;)JA 0

C.U.( ' IFICAZIO!"E , Et"(' .

573

Esame radiMcopi co. - Xl.'ssuna l(•i<ione os<en n•': alterazioni di conliguitit fra i capi ossei articolad d el g0rn ito. J,inC'I' articol.tri e;hiaratnCHte \'isibili l"l'I.!Oial'i, ma non diastaticlw per ve1·,;am<•nto cndo·aHticolara. KeR--sunu nmhra nei te:<:<uli molli .il cui con tomo ,;i mostra alquanto marcato. (vedi fig. l). Gum.- Al necessario riposo clei due pr·imi giorn i St>guirono le graduali e sue· cessivo pruticll(' tt:-rapiche richieste dal Cit.-<o (arto in po;sizione t·levata, impacchi di

.

r-

t o

Fig. l.

acqua. di Goulard, fasciatura adat.ta. por l'assorbimento cldlo stra vaso, massaggio, movimenti dell'articolazione, bagni ealdr, ecc.). Gradatamente si raggiun.<;e l'estensione qual'<i complettl dell'avambraceio sul braccio e la flessione ad un angolo poco maggiore dell'angolo ret.to. La. pronazione e la. supinazione furono sempre dolorose e limitate. Dopo 22 giorni dalia data. del trauma. si cominC'iò a. no tarl', nella flesRione dell'avambntr:cio sul braccio, e h~ il movimento veniva a.n·estato non più da.! dolore, ma dall'urto, chla1·arnente porcepibile nel movimento passivo, di tma neoformazionc, poco resis tente, cont.t·o l'omero. La palpazione fece altresì localizzare tra gli strati profondi della superficie anteriore del gomito w1a massa rlella. grossezza di una noce, non psnttR.mente limito.bile, di


;jj{

O,.;i<II· IL' A710:-.o;; \fl:St'OL.\rtl·; l)A '1'R.·I .l' .\IA 0

C'AL('Jfi('AZlO~J,;. r·:('('.

C'Oil><Ì:<t<·IIZtl llH•ll<· elm.. t i c-a. unu do!.-~: h· .. d n "'liJl"l'fiC'ÌI' npp<•na h<'l'lli'I'C'Illutu. (~ntdll­ ttlltlf'lll !' lu n eoì.u·mnzi<1HP din· mlt' du.ru lupidc~t. Fu <·~t-')!UÌtll unun\diogl'afia (\'l•di

tu.v. 1 ) d !'l go urito in p!JsizicoJw ltH<·ro- h-ttl'I'Hh·. La nHiiucrufiu fe<·<• (;ltiurHut<•nt... ri h ' \'t\I'P f'lw " dnll\•,.,t I'PIIlÌtÌ\ :-.llj)C'J'i OJV dv i ('llbiltJ ,;'illlllliZ>I\'>l niJ ii<jl ii\IIIE'llt(' \'l'l'i<O il t e rzo infPri nn• dt·ll'oJn<·ro, ><<·nzn ud<·rin·i. uu'omhrtt n·ttllll/!('lnre di <h·n:<iti• 1niuore

qu..llu dHtl'l dalle o,;stl. J.u II I~>H·itil non •·•·n tu•ii\' J'IIh'. mo lu:<dnva intrtt~·ed cn~ alt·••••i nwuuli l'< >t t11Hiq!)!iu11t i •·ucc-hiu,;i fra """·i•· ,;u·i<• torti' " :<p irAlr "· Oupo .jo ;riorni di d~·gpuza 1wl r(' Jl>lrto i 111o\·inw111Ì dt•l J.!•>noito J'itm·narono qliHI'Ì llOI'IIlllli. llll'llf/ l11 (h-,.;:<Ì(IJJI ' I:Oillplt'l>\ rh•lJ'Il\'H illiJI'>\('I'ÌO. (•h(· \ 'l'llÌ\'11-.;(•JIIfli'C' Ili'• I'L·s tnln u ll' au!-'•>ln n·tto lllt'C'euni<•~tnu ntl' dulln d<'-~erìttn nt•ofnrnHtZÌOliP, lu quule - ro11w 1111 p111tlf·llo --- AJTI'>'ltl\'11 111 ...-hiu,_;ura cl•·llu t:c rni(·ranrtiroln•·e. TI 30 noYembn• Hl:?:l il IL. rifit•IÒ l'inl!.'l'\'t' ntQ <:hirnq.!ico. Fu tttdndi inviato iu lirt' llZ!'l di con · di

\'Ui•'>'!'l'IIZtl di ll ll\' Hill:l

gìont i.

Il !ltll>ll"t.o l!l:1 -L il B ... ,-r·Jtll<' dA l <"<wpo ill\'Ìili.O >tll'infc.>rHu•ria p<•t· ,.,.l•ntuali prO\·,·•·tlillll'llti nwdir·eo-lq!Hii. (·s~•·utl oj.!li :<tttlH ron><i tlentll\ l.ll,~,- ione d ipendente dn C:Hil,..(.' di :-('1'\'ÌZÌll (• d•)l'('ttrJo h) >'lt•:<,..ll ,.,.,~t>J'(' f'•)lt![t•dnto <:OÌ IIHti d1•l 1Wi1110 t J'illlù:;tt'(' della ''"" dn><""'· Fu pratu:ntu una :<<·t·ondn 1·udin)!rnfia. L'om hrn ìu ri-<contrnta l q.( ~t·rtn l' nte di· 1nint1it>t di \ 'nlurne. :-ioll tt jll\-< l llll \'i,.,iht <·oll••j!Ì>tk-, fu giudit•ato ilnli>ilt· >\ l ~~-n· i zio mi lì tnn' pPl'tnflhlt· t hl Sll." <.:dtibiJP di Ht ti t• IIHodìfìntzit)J tt•, c•d >.J:<><<•J:(J\!1(0 Hil'utl>l\'tl Cttt<'goria df'IJe j)t:ll· ;;ioni. JWI' t·quindcnzu, CO l< u""'t'g'ni di an11i cln<·.

·11 1 ntutna, conw si è vi;;to, determinò snhito una. non indiO:ereute r ac('olta. ematica sotto ~tpon evrot i('a. nella regione lHltt'riorr del gomito, ed al t<'I'ZO Stt lWriore <lell'avambrar<"io de!->tro. L'f•ntatoma dovette >;egnire alla bru~ca, distra7.ionc dei vari t('ssnti delle dette regioni nell'atto della caduta ed alla cm1scg-uente rottura. di piccoli vm;i, ehe fu determinata ùalh su<·f·e..:.;siva distensione dei te:';snti. I/e;.;atnr mdiologico nulla fece notare di sprciale uelh1 rima n.rticolare del gomito, uè nello !'(pcssore dc•i tessuti nwlli poti: cs,.;rre const-a.t a.tala miJl.ima ombra, (·be si foSS(! potuta ev(•nttwlmcnte attribuire a distacco di bratte di 0"!->u. Durante le Jll'OI!ressive rure nece!'(sarie di riposo, di blando massaggio e di movimenti attivi e passivi moderati, al ~:! 0 giorno, quando la nhtssa dell'ematoma incominriò a t•iasr-;orbi.rsi, si potè pn,lpa.r e nei tessuti della Te~ione anteriore ùel g-omito Jn, neo -formazione sopra descritta. la quale facilnH'nte ::;i sdtiacciava sotto le dit;t palvant.i e nel movimento di ilei<.-;ione dell'avambratf'ÌO sul bra<·tio. La. massa. nel volgere di podti giorni <li venne ùi consh;tcnza tlum lapiÙt'a. o la raùiogralia n e mo~trò i ('a rn.tt<?ri arceuuat-i. È un caso di miositc ossi licantc oppuJ·e è una cnlcilìcazioue di elwttoma f La, prima impressione dlagno~tica. fu spontanea. Si pensò sub ito a lla. miosite o,;sifìca.nte traumatica th•l nnu;r.olo brachiale anteriore. È ris<lputo clw il mus1·olo brachiale anterior<' occupa il primo posto ncU 'ordinc dci musc.oli che possono os~if·itarsi in >Jegttito a frntturr, lnssn,zioni e contusione J...'l'ave del gon1ito (Brrgman, Fredct, ecc.). E varie sono le ipotet-:i aJ1atomo-evolutive. con le quali da. ta.nto tempo si t~et·c·a di spiegare il me<;cn,nismo compli(';lto della O!%ificazione del muscolo hraehialc anteriore in seguii o a trautUa, sul gomito. Alcuni ;111tori alfcrmano che le lesioni traumatiche del gomito possono JH'OYocnre l'ostoe~enf'"->i del mur-;colo brachiale anteriore, sia in seguito ad ematoma. orguuizzn 1o sotto· periosl e o, sia in seguito a. strappamento della inserzione delle fibre Imuscolnri d a ll 'osso (Bert.hier: Lange). Altri pensano


che in s('~uito al trauma po:-;:-;;1 110 PtttigTar<• nel {'OlltH' I ti,·o o lll'l 1\\lts<·olo osteoblasl i da uu qlt<ll,.;ia:-;i punto dt•l pC'rio:;t io e che trasportati dalla conent(l l'atlg"lligna \' i formino l'o:-;h:otna (Tilhnans , 11an ). 1Iarl(•j ritit•ne l'itl' ~tli osteolJiasti HtignHi giungano iu 'un c·o<lgulo o nel mu~;colo contuso 1' lo organizzino in 1t-:>suto u~tPoidt>. È stato <la P<ll'C'IThio tC'IllLJO diHJO>;trato (J,e l>l'utu! Rt>ikert., Ombred<mn } che un Pnwtonm in un muscolo pu~, ossiticarsi e che lP. cellule di un tessuto rnesoblast ieo (sctnguc, eonncl'tiYu, 111m;(·o lo ), pro l iferanclo in Hl:'gnito ad un tra.tmla, 1JOS>:iOllO Hotln ioj/nru::c 11011 bene noi" riprendere t R fa<·oltl\ osteogPnolica e rifa n' f essnto o~set) 1 aYt·n<ln TJC'T' int<>rmC'diari dementi em hrionari (tierra). Ed infiue, vo!Pnclo trnl'rP anc·orn. lume da nltn• ipotesi: cf"erotipi~b etnbrionaria {li gNm i [l bberr<lllt i (Conh<•inl ). s<' samoidi ahlwrran.ti (Barcl), periostismo l:ttc•ntc• (PinkuF<), diatc:-:i <Jssiti<·a. (\'irrhow). si ù,tTiva alh~ teoria pii1 semplitc basata, sulla. formazione 1li (l,;so ,,·i luppa to su piccoli lembi lJeJ·iostt•i htc·t• t·at i. spost<lti e prolift'rati succ·es;;i,·aHtcntt> ( Bcrgmnnn) ed alla spieg-azione mi(')'obiologic·a di Lt•ric·he e Poli<:ard. sc•tondo i cptaJi s i l)tlÒ a \'l~ re sv i l nppo d i tessn t o osseo a nrhe nel gioYi ne tr:-;suto di granula zione p(•r la ripre~a di <·aratt(lJ'i embrionari nd (·onuett i,-o. p C'r cui giovani celi n l<> po:::sono asstmH•re. in t erti:' (·o n t ing:<>Hze, <·ara lteri morfologic•i e f uuziona li ùi (;('[ lui<• ostC'o-:reiH't i t l!C' (J·'en·a d n i). "Jla a lt·uJw COJH;idera zioni radiologic·he ecl an~ttOtllii'IH~ impongt\110 i l dubbio a ,·an t i rspresso e tbc non avrehb<· a \'rtto r n}!icmr d i esistere, ;;e ~; i fosse· potuto pl'<tlic·;nr l 'e;-;ame is toJogic·o clt•l pt;•z;r,o. Anzituuo 111:1111':1 nel primo (':-'<llliC radiostnpil'o rosSl'l'VHZÌOllf' d ' ull<l qualsiasi on1hra ·c:hc an•s,;c potnto far pensare allo stra.p po di una. brat.tea ossea, éh1lla qnak llYE'S!;e poh.tto trnrn• ol'i.tdnc· la precoe.e osHificaxiont•. L 'omhra cl<"lla n l:'oformar.ion(' non ha la )'; t(•ssa dens ità ùel tl'::;suto osseo <lello sC'ItelPtro d<'l ~omito e non dilltOstra una strntttLra trabecolarc, ehe ricordi quella dl'll'osso, nta piuttosto si prei<enta. conw nn in><it?me con tonrtlità d 'omhnl assai omo~-:cnt><l e lll;l}!giormente uc.:<·enluata alla pel'iferia. Inoltre l'c>matomn non è stato sotto tH'riosteo. nta diÌnra111cnte rapvortnbile agli strati sottoc·ntatWi. Vif'n(' m eno p(lrr·iò la pl'Oiif(lraziont' os:o:c'<1 <lo\' Uh1 alla iiTifa;done dl'l foglietto profon<lo del p<'riost· o, la. cni l(•;.;ionf' <1Nermina strn \';h-; i piìt u meno f41'<111di di sang-ne, che, mentre di solito JlOSsono venirE' assorbiti :-;rnr.a a lc una. c·ons(•guenza, non di rado producono Ul1<1 pcrios t·it(' trnumatica oss ifìcant(' l'lte <:onduc·e allo ispe:-;.<:;inwuto (1\•ll'osso stC'sso. E eosì pure si deve eseludcre la possibilit à <l ella evohtzionl' d i un ost·cc>ma sorto su d i m1 tr:tt t o di periostio stmppato ncll':itto del tr::n11na. Da qm11(• pnrtt> s i sarebbe dovuto :;trapparc il periostio se f. noLo clte dove si in:;Pri:-:cono i tendin i ed i mux<:oli non d è pcriostio ~ Il pc>riostio infatti manc·a in c·otTispondcnza ùcll'ins<' rzione d ei tcncliru e dei lega-

menti, perrltè i fa sri ronnetti,•i di questi :ùnst•risèono di.rettarnE>nto nt>ll'osso c penetrano sotto forma di fibre Sbarpey Tl(~ lla, sostanza ossea ('l'es tut, Beaunis- Bouc ha.rcl) . Il tempo impi(lgato (22 giorni) pcrc·hè nella sede dell'ematoma si fo;;sc potuto chiaramente sviluppare nn o.-;tcoma non è stato quello, che a.v rebùe neccs~ariam ente rir!Jiesta l'evoluz ione di una esostosi.


fiili

0::<.-<JII\'.V .JO:>:J:: )II ' Sl' Ol..\1\1': IJ.\ TI<At '.\1.\ O c·.~l.l"ltli".\ZICI:- t~ . 1•:(' (' .

D ùpo C(l t e~tE' ragioni<' ùa1à la Jll'(•c·o(·t• ùme;,r.a•l<'ln•siduo dell'Prnatoma, :;i lHIÒ nnc·lu>11ensan• ad un <lepo:-:ito ùi ~ali <:llknrci <·onse('utivo al riassorhiHWnlo ch•llo. tntYaso s<tng-ui~no. B <·hP qtwsta supposizione ahbia nna base di av,·i<'itlitm<•nto a l v('ro. lo dimostrano la <"Onsistenza dirPi quasi molle,

spa-polahii<' drlla mct:;sa in nn primo tempo <' la con:-i.-tenza dura, Ja,piclea dc•lla ~t<•ssa rnas:-:a qnarHlo si ,·<'rifi<-ò il <·ornpkto ria:;sorbime nto ùella raccolta, li q uida. ,\ pr<•scinclcrc 1·h"' la hllc:i li c·;lr.ioll(' ~ nn. fpnonwno ben più comnnc rlt•lla <•ssilil'azionc ( Fc·rmrini ). P l't•\·c•niPn;,a (o g-c•JH.'l':ìlnwnte anunessa nel senso <·ltc• " in ,·ari ca:<i lo stra vaso sanl!uigno ~ i ùiss<>rc·a ed al suo pOI'tO in XPI!Ilitn <l d<'po:-;izione di s<tli c·alc·m·c•i si fornr;tno clC'Il(' C'Oncrcr.ioni creta('('P " ('fi llmanns), anehf' ,·arh• ric' NC·ftp hanno portato ad ammettere l'orig-in<' sangnil!na ùc•g:li inliHranwnti t'alc:aJ'<'i in alc·nni le:-;.-,ut i ed in :;peci;tli ciri'Oio>IUJlZ('. Anr.i è ><tat.a bene assodat~t rorigirw Ranguigna dell'infiltramento <'ah-areo (Dc Ga<'l ano, .\ lo i). Ed id rigu~ll'<lo l ll teoria di Virchow - sull'a llit·1·oJ i Il H'n t o lisio log-ico e ~n ila insnllid<>n t<' nn t rir.ione di.' l tt'Ssuto- >'PÌ<'ga <·ome avv(•nga il dPposito di sali eakarci, e la tc>oria, di Rindflc~<dl :-;pil'ga h• condi.r.iorw ('h imic·a }'t'r la quale i sa li c·a lc-arC'i, che normalmcntl' si sc·iolgono per la gr<;~ n d e quantità di <H'i do earhonico che c ircola nc>i tc•xsn! i, in alcuni easi prel'ipitano per la !llinorata tombustione organica e per il diJuinnito indic·e di Yihllità. dei t c·ssnti st Pssi . .:\on Yoglio J.ll'gaJ'é <;!w alla. <:alei lkazione clell'euwtom<L preeoeemPnte lllanifN<ta1asi abbia potuto sc·guin• la forrnazimw ùi tt>~<suto ost('oide. 1/c·sa nH' istolog ico d<•l JW7.zo sarobbr st;lto dt•f·isiYO. Purtroppo nf'lla .vit.a militare- <:ome IH'Ila prat.ic·a. dc•gli infortuni- l'ades('à llH~nfo della pensioni', di solito f1t ritìut<trc a ll'int('r('s!'lnto qn;t );;ia~>i proposta d'intcrV('nt·o <:lw pnssa frrr diminuir·c o togliPrf' il male. J,<' o>:sifiC'azioQi da trauma<' la rakifi<:azione dt•gli ('matomi dt•l gomito sono sb11<' 1rltinramc>ntt• ron tntta c·omp<'tf'nza- tc•rwndn pr·<'~<f'nti gli studi di He111.1· - valutati' da l F<•rr11 rini a l rignflrdo clc•lla in val idi t à, lavorativa (•hP appo·rtano tH'i <·omuni iufort nn i. Il Ft•tTarini Jiqnicl.a dal :W Hl :!?\ 0 0 d 'ill\'Hiidità JWrnJanc•ntr parr.iale agli infortunati qtumdo sono t•onrpronrPssi i mcn•imenti di ftc>;;~ione del gomit.o e di supinazione <' pronar.ionP d('ll'a l'amhrac·c·io. Ritif'ne pt' rò cbo gli nstc•orni dc>l gomito :;;p sono aN•omp~lgna1 i da ottimo trotì:-;mo dell 'arto, da normal<' pronazion!' (' supinar.ion.e e la~dano all'at·t irolnzionc! un~t fles~>ion(• <·lu• va, da. 7f'>0 a 10!">0, non pos;;ano fat· liqnidar(• rntro il prinro nnno del siuist.m più del 1 i\-llì 0 ~, JH'r l'arto hp·orativo C'<l il 12-1:3 '}:, per l'arto non htYOrativo. Da.! punto di vista. mPdkn-legale militarC> non mi è riu~t·ito di rinven ire giudir.i espres,;i in qtrl•sti ultir11i anni. TI noxt.ro generale nwdico prof. Tromhetta. twlla sua =< Guida alle perizie medico-l(•g-ali " HlO~ , non a<:N•nna a lle ossifi<'ar.ioni muscolari d(•l

g-omito. Conf<idcrnmlo 1wrò ~Ii o~t<'onw c!C'i cavnllet·izzi si e!=lprime in questo modo : u l;<' gli osteorua dei ca va li C'rizzi arq uista.no un rla.to Yohune da ostacolare hl· fuuzionalit:\ dell'arto, motiYano il passaggio n ei veterani n. Nelle « Istruzioni complcm<•nta.ri al rc•golamento ~u l redut.amento (R. derreto

2 luglio 1R90, § 4H9) è dètto '' i militari ai qun,li spl.'tti il pas.'Sa{!gio ai vetenwi e pr<•fe1·isc-ano il congedo :r><soluto, possono o l t Pnerlo dichiarando di


OSSIFICAZIONE MUSCOLARE DA TRAUMA O OALCIFIOAZIONE, ECC.

577

rinunziare a qualunque benefizio p oi servizi prestati. In questo caso sono congedati con la gratificazione di un anno di assegni (L. 360) )). Oggi ·i postumi delle lesioni traumatiche avvenuti e giudicati dipendenti da ca,use di servizio sono dal punto di vista della pensione compresi nelle dieci categorie del D.L. n. 876, 20 maggio 1917. Perciò le tre vaste categorie del " Regolamento p er l'esecuzione del testo unico delle leggi sulle pensioni civili e militari, 5 settembre 1895, sono sostituite dalle otto categorie di pensione, che ricbiedono la inabilità al servizio militare, e dalle due indennità corrispondenti a.lla nona e decima categoria, che si assegnano per lesioni che non menomano l'idoneità al servizio nlilitare. La lesione studiata, non essendo considerata esplicitamente nelle malattie elencate nelle va.l'ie categorie, ha richiesto un assegno per eqttivalenza. Ora poichè << l'anchilosi totale in flessione dd gomito destro è assegnabile alla sesta categoria e quella del gomito sini!>t.ro alla. setti111<1 )), nel caso in esame si è dovuta diminuire l'assegnazione della, categoria (8a.), perchè la lesione non raggiungeva la alterazione anatomic:t voluta dalht sesta categoria c non si ò potuto asf;C'gnare una delle indennità (9a. o 1011 categoria.), perchè il paziente non poteva essere dichiara.to idoneo acl incondizionato servizio militare, essendo la lesione - per il notevole ostacolo apportato alla funzione del gomito - · considerata nell'articolo 25 dell'Elenco A· (Imperfezioni cd infermità riguarda.nti l'attitudine fisica al servizio militare). Va senza, dirlo, che l'ostcoma da trauma. o la cn.lcifìcazione di ematoma al gomito, qua.lora non apportino impedimento notevole alla Hessione dell'ava.mbra.ccio, lascino alquanto libero c ht supinazione e la prona.zione e l'arto non a.bbia un evidente ipotrofismo - note r.he non diminuiscono l'attitudine fisica al servizio militare - debhano (•s:-;ere as.<>eguati in caso di provvedimento medico-legale per pensione ad una. delle due indennità (91' e 1oa categoria), che sara.nno vagliate, caso per caso, ~~ seconda dei vari gradi della ca.p acità hworativa, che la lesione potrà. apvortm·c. L'al:lsegno dell'sa categoria è ~:;tato temporaneo nel caso studiato, p erchè la lesione è suscettibile di utile modificazione, potendosi la neoformazione riassorbire od assumere una grandezza compa.tibile con tutti i liberi movimenti dell'articola.zione del gomito. B I BLIOGRAFIA. TILMANNS : Patologia chit'urgicn. PAINTF.R: i\liosit.e ossifìco.nte t,raumnticH. The Boston med. a Sw·g. Jo·u rn, 1921. ALO! : Sullo infiltramento calcareo di un allnco got.toso c di unn cicnkiee dellu

coscia. RiJo?·rna rnedic.a, l 919. TROM IJETTA : Guida a\Je perizie medico·lt'gali, 1908. FRED'ET : Ost.éomflS mnsculo.ires. Oh·ir. Repar. el. Orthoperl. SERRA : Ossifìcazione traumat.ica e frattura condilo int.crno f(•moral\). La Aledic.

degli lnfort. del Lav. e delle Assicura.zioni sociali, 1914. ossificazionf\ dtL traumn. Ohi-r. Org. di 1\1101:irn. 1922.

FERRARINI : Contributo {LI\o studio ùolla

36 - Gicrnale ài nwticina militare. -

Fase. x.


OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI BOLOGNA direttore: colonnello medico U . STEFANO

Uft [1!0 DI OUEOMIEUTE [ROftl[l, [Oft A!~EftZA DI !lftTOMI [Liftl[l per il dott.. Aurelio De-Marinis, capitano m ed ico.

Alcuni osservatori nello studio dell'osteomielite furono colpiti da un punto speciale : dalla intensità. dci fenomeni generali ; donde il nome di tifo degli aa-ti creato da. Cbassaigna.c (Fourgue) ; ora l'assenza di qualsiasi sintoma in un caso di osteomielite cronica. infettiva è tm'evenienza, se non r ara, certo non t anto frequente, ma in t utti i modi di un notevole interesse, per il criterio di una decisione medico-legale, nei ra.pporti di concausa tra infermità e trauma perchè, dico subito, che tale mala.t tia già in grado avanzato, è stata messa in evidenza soltanto incidentalmente nella ricorrenza di un leggero trauma so!Ierto dal soggetto. A. D .... , solda to del la cl a~sc> 1903, dc>l 72° rrggimento fantol'ia, d e l distretto militare di P r rug ia, il l 9 gennaio u.s. \'C'Ime r icoverato nr l l'c part.o chirurgia di questo ospedale, con dia!Znosi d i distorsione della s palla sini:-:tra. Egli t•iferiscc che due g iorni prima, nel sollevare in cucina. una marmitta ripiena. d i rancio, avverti un vivo d o lore a llt\ spalla s inistra ch e gli determinò s ubito una li mitazione funzionale:' del braccio. Gentilizio n egativo. Non ha soffer to le conmn i malAttie d ell'infa.nzio.. A ll 'età di 15 ann i si ammAlò di bronchi te, di cui g na 1·ì in breve t-empo. Quattro ann i fa gli s i tn>\nifc!'ltò, pare Renza. n lcun a. causa apprczzl\bilf~, a l terzo infe riore d e lla coscin. sini:;tm, regione (•;;tem a, un ascesso che fu preceduto e accompagnato da febbre, e d olori wr<'bnmti n carico d el femore'. Vis itato da vari sanitari fu giudicato affetto da ost('omielìtt• ncuta infct.tiva c gli fu consigliato l' int e rvento operativo, ch e egli subì. Uual'Ì completamente di tale muhH.t.ia a capo di due mesi cir ca, n on avv<:>1·tendo piì1alcun di st.urho n caril'o dcll' aJ'tO, por cu i potè continuare ad ~tt.tcndere alle sue ordjnarie occupazioni. Giunto :;otto le arm i con la classe d el 1903 dopo a \'er p t·eso parte t~ tutte le istruzioni d e llt.'! t·cclnt.c, fu adibito al servizi o di cucinirre. Da. q uattro Jl\C$Ì H quc~ta. parte ttv \·crtì un l e>~~<'l'O dolore n.IJ';trtinolazione d ella spalla sinistra, c he d c> l rc>!'<t o n un f.! li i t H ]l<'cl i \'O d i tlt·t.(•nd(• r(' al :<no nr<linn rio servizio. Non ha mai. avuto febbre n ò n l\.J'O ùistw·bo gc> n<'mlc . N(•ga contugio vt·ncJ·eo o si filitico. E . O.: indi viduo rli sviluppo !<Ch<>letrico normale ben m rt.rito, o;;an~nifi r-ato . Nulla d i p atologico s i rik•vtt. u, curic·o d c i va1·i o rgH ni e n.pparccc.:hi. All' ispE'zionc non si appn·zza nlcmu\ n ltcrozione n natomi<'ll a cnnco dello. s palla. s in istra. L'anml<rlnto s i lop:no d i un d olore loralil.ZtJto a lla n·gione d <'ltoidea c he s i accen tua a lla pal pa:t.ionc. L tl cute è in te,rrn. I mov imc•nt i. a quuttro giMni d i distanza. dal truuma, e d i imnHJbilitlt relath·nllell'm-tico!.tzionc ci<' lln s palla, si com· piono quas i n ormalmen te. Ai lnti dclln COl>CÌI~ sini11trn nrl trr7.0 inf!•riorc f'i l'ik·,·•,no duC' cicnt.ric i lineari della lunghezza ci rca di c inque cen t·imctri, con di 1·,•zion e clrl ll'nlto in bn,-sosecondo l'asse longitudinale dl'll 'art.o e da ll ' int.t•rno ver:.. o l'•·stt·n w, ocrouliclw, adcJ·cnti e1i indolenti, E'Sito ddl ' inten·ento chinrrgico ;.;u bìto. Kitlto di trnfìsmn d ell' nrto nur: male. A cad eo de ll'epifisi inft•J·io r·c di' l fc>JllOre :<i npp1·ozza llllu lPggcro scabrczz1t 1'11 quest'osso. Nega Li \ 'O l'esam e <.l cl l'appo recchio li n t'n t,ic·o. P c r:<istcntl o un leggero do lore con limituzion e parziale dei movimenti, si immobilizzò l'articolazione sco polo-


UN CASO DI OSTEOMIELITE CRONICA, CON ASSENZA DI SINT'Obll, E CC.

579

omerale e l'arto superiore sinistro con tma fMCit\tttra. adotta. Fu presa ogni quRttro ore la temperatura. ascellnre che si mantenne costantemente normale. Dopo dieci giorni di degenza l'ammalato dice di non avvertire più a lcun disturbo: la fasciatw·a vitne rimossa ed i movirnenti appaiono no rmali. Pmtica.ta. la. reazione Wus::sermann dette esito negativo. La cutireazione del Pirquet rwgntiYa. Reperto ra.diologico. - L'c,.;ame radiografico de lla spalla sinistra ha messo in evidenza l'esistenzR di tma ca.vità. della grandezza d i un soldo (nuovo conio) cLrcoudnta da tessuto 1·eatti,·o neo-formata situato ne lla metafi;;i superiore dell'o· mc1"0. Vi è pure una zona perio::;titica della stes;;1.1. regione. (fig. 1).

Fig. l.

l precedenti morbosi dell'individuo, l'età, l'azione della fatica e le azioni

muscolari che hanno agito nello stesso senso per lungo periodo, la sede, inxta-epifisaria, i caratteri dell'affezione stessa sono elementi chiari o sufficienti per una precisa djagnosi del caso in esame : Osteomielite dell'omero da comuni piogeni. Difatti si può eseludro:e trattarsi di un tumore osseo (osteo-sarCOlna) per il decorso lento e sopratutto percbè l'osso non ha subito nessuna alterazione nella sua forma anatomica; nè di osteoma perchè questo tumore difficilmente guarisce in un punto per comparire in nn altro e per la. localizzazione iniziale al midollo osseo con ipertrofifli reattiva del periostio, nè il segmento osseo è alterato.


580

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA

D t?.~l i

altri processi infiammatori cronici è da, escludere la sifilide 114'ganùo l'infermo qual. iasi contagio, c~scndo stata nrj:!ntiva la r eazione Wnl"sct·mann, nè <'s!<cndovi al<·una manifes tazione morbosa che ci possa far pensare a tn le infe:~.ione. Kè è da ammettere la tubercolosi, per la sede, ~w endo q tteMa, predilezione per le E>pilisi e non ri<;cont.randos i in altri organi nc~sun cenno di tale I]Jahlttia: nè per le condizioni gen<>rali di :;\·iluppo ùi nutriidotw c san~ui licnz ionc ottime: nè per la guarigione rapida c COlllplcta (lt>liH'oee:sso 1110rboso 111anifestatosi quattro anni prima al terzo inferi cm~ dc Ila cosci <~ s inistra. B1 BLfOGRAFT.\ 1-ionF.!'T : Q,;teomi<·li t•• e W'c•·o,:i dc·lll• os-:o . B ollell. rlelle Cliniche, 1919, n. 8. DE C A IO:TA :-:o : O:>te(l111 idi te c ro niCtl. rlll piogeni. R if. 1\:l eclica l !J20, n . 34. Dl':LLA (.';\ N'ANCA : Os t eomie lito cronica du. pi•>geni. Casa ediLrie"' D o! L tl.uro. T e ramo 1920.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA LA • f>TO)lOSr.<A • AN1'JGONO COC"CJCA C"r:NTAw.n- D'ordine del Minis t.e ro d ella guena sono si n.te eseguiti d egli osporirn e11ti con In • St.omosina ~ a.ntigonocoeeicu Ccntanni s ug li nnunalaf i ricoverati nei reparti de t'moceiLic i d egli ospedali militari rli R.oma e ( '&>"erta. Le • Stom osiuc • vengo no ric:avato eia aut olizzati di colture batteriche sottoposto ad oppot'tune !'Cis...;io ni o di «intE'g t·azioni. ::>ocondo il pro f. Centanni . le stomosine t\\'t'f'bbero la prorript.il. d i n<'ntrnl izzar~ lo <'ndntos:;i nC' cl i scomposizione ba t tor-it:a ed i prodott.i sco,·inl i dM i vati d ugli e lf:'ment i istologici offesi. La stomosina antignnococcica viene p ost.n in commercio sotto forma di Lmn, polvere gialliccia in ampolle cii vett•o chiusa alla fi amma o riempite con un ,!~A!! inert-e. Al m ornento ciell'u~o s i Hpre c.o n una lima l'ampolla e si prepara la. soluzione con nn c. c . di acqua bidistillata e st.erilizzata, che si trova giù preparata o cont.enuta nelle s tesse scatole dove sono le ampolle de lla s tomo~ina. Le esperienze furono praticaw su ammalati di for·mo acute e s ubaeute di uretrito blenorTagica e d elle complica,.ion i di es."a (orchic pididimite, deferentite, prol'\tatit.e ed in un cn~>o di artrite). L e iniezioni furono praticate di preferen1,a n elle masl<P f.:dutee eri a .~iorni a.lterni, rla un minimo di 4 ad \111 ma~simo di 6 iniezioni. N ollc forme acute. dopo una breve esac11rhnzi<>nc del processo, caratterizzata rla un ma)!gior d e flu:;so d el pus. fu n otat.o un n ot.evole m ij!lioramento s in da lle pri· m e iniezioni, fino a scompnri•·e q unsi del tutto la S<>crezione dopo la quarta iniezione. Nello forme s uba cut.e i n voce la r·oazione fu meno !'<entita e fn neoossul'io un maggior numero di iniezioni. unit.ame nte alla curn, locale . per ottenerE' un miglioramento. N elle COn1J ,Jicazioni la stomo:<ina an t igonococcica. s i dimoPtrò abbas !anza e fficace, abbreviando n o tevollne nte il decorso cii'! processo mo•·boso, at,tennanctone i fE"nomoni fl ogistici o facondo ce:;~art' il dolore. l n un caso di prostatite. dopo le prime due iniezi<mi, scorn por,·e il doloro e l' Atnmnlato uscì !2'111\rito d nll'osp cùtllo dopo aver pratico. t.o 6 iniezioni e d opo soli 17 g iorni dnll'ini'lio d ella <'nrn . ] n concln!>ionc, In. " :)t.o mosintt » nntigon ococcica Con t ttn ni è nn ottirno s ussidiario nella. cur·a d el lu bleno•·rngia, e rl t>llo Rll <' com plicazioni in isp ecio, e pur non guarendo d f\ sola le nffc,.ioni go uococc·icho, d imostra un'cfficaC'e u~.ione ncll' at.te. nuazione d e i s intomi e n ell'abbreviazione del d etOI'So d cll ' infoo:ione .


RIVISTA DELLA STA)JPA

~IRIHCA

I1'AL! A N A E

STRA ~U:RA

58 1

L<> otopatit> ttci jrt·rorieri: '(Jroposte rti r ijnrm1• alri(jl'lli'' r('yfllomento .9nnitario. ( At·thivi o Ituliuno di U to lugi a, Ct' l'. \ 'ul. .XX S.. V, fa :<(', J l. , l !t:Z-t).

CALDERA. -

Att.u n lnw n tc nd l'o;;:-;un z io n r d l'!-d i agt·nti f<'tTOY ia t·i , · ige la co n ,.,ul:'t udine di f!Ot.topo l'li od una v i;;ita g-r-nt• t·n l<> pt•nLi<·nLa dn tnNi ie i <li !'IHllt), tl\HH:hi> o.ll'tsm ne d ella vistn. t'd l'L quP IIo dd l' ,tdi to in rnppr•rto u lht Jll:'l'l'l'"-innc d· ·lla votc ~duna : nl qua le u ltimo pro p osito. p t• t· il p en•onule , ·ing,e.!inul!· o di li m·a ,: i esige una buo na pe rtf'z ione rl c lln voec at'otHI alla rfi,..tnn/.!1 di :< m<'tt·i p•·t· n t·I·I'C'Itio. Om l' A . in quf':'<ta n ota fa. g iw;ta1111' ntc> n otare dtt' ranrlidut i o ll 'a lnntÌ,;..;ion c n PII e F e rro vie po~,<;ono posst•dPro i m et ri d i ,-o,·•• nfon a l'i c lrie;;:ti. Jll>~ po:;sou o esse1·o affett-i da a lt e ra z ion i >mot-o mollttt.o lo)!idw (adC' nou l i:-;mo. st\-nosi n n:<u ll·, salpingite e u~t.n c hiana, i•·l10ill\'lli entiH't'Ai i d..t l' o rE'<·•·hi v lll("diù, cc·C'.); alt Proz io Hi Hllnt.o m opatolog irhl' <·osti t uc nti un to,·u.~ wi11ori.9 t'l'8istntt iclt' di ff'()nt c ai tratt111 i tK'll· s ti 0i prllf,·,.;sionnli e cl 1<' n llu v isi t.a di t't·vi ,.. iOIW <if'gli agent i stc>s;;i n e p1·0vc>cano l'eliminazione, p<'rC'h t; !,Ann o ru,·o•·it.o tul p t·ggio•·an,cn to d cll'tul ilo di gl'!ldo magg iore o minorE". C'Oll danno di f'"si ng•·nt i tm•dC''-'ÌIII i e con dann o dt'lln Amminis tnt7.Ì o tlfl, e h!'. o ltre a do\'(•l'li prO\' \'f'<kt'l' di p <'n >'ione d i quicscc•nut , dovrà so!ltituirl.i con n ltro pC'I'>itlll a. le. L ' A. propono pe rc iò chf! : L n \'i;.:i! l' d i ns:;;tuw.innp d e l p Pr><t,nn.ll' fPtTOV Ìl\l'io d e bbono in Ol!u i cn!-:o con:4nt'l' : 11) d c-I I'Psn m<' f!t• n l:' l'n lf' m e di<:<t -cltii' UI'fric·o da pratica rs i dai c:ompt-tt·nti 111l'd ic i f<•f'J'tJ\' Ìll r i di ruolo d <·J.d i 1<-'pl'ltltn<t-i: 1,) rlel-!l i E'Sa.mi i:pl'c ial is ti ci otoiat.ri<'O col oculi><tico, d c·i cptrtli th·vc e>'><!·rc data d ettt\· gli11ta re lazio n e s<' rit.ta; c) dt•gli eso mi spetinl izz;tt,i ""'nplenwntari che l'Jl'\prttorato ;;au itari() c n' d o d i poi c•t·c e>< il(t•rr. r'11"n pN· cllso. p r r utug!2:iotl-' s ua gn ranzia.. C irca l' c:-t\mr otoitltrico. il l'!lndidnto dc>Yrt•bhl' : a) r~sere i nt~nunc da impe rfezioni no a t o llli <'IW d d l'ol'c'e<·hio. na-;o, rincofnr in t.!e e ltu·iugo; b) 1x •ssvl•·rl· una dist>tnut u rlit ivfl l)(' l' la voc(• nfonA. d i ,t] uw n ·<t 8 tt w tl'i pc••· luto c [11.'1'<'<'!-Jil·,• il monocot·d e di St.t·u_,·ck<'n fino al lt• IS.l)l)(l , ·ilmtzironi; c) 11\'<'t'C \IIHl. p <>rfl't-t.>\ funzionalità d e l la! >irinto Vf'st ibolarC' : AUt~ vi.-;ite di rp,·j,.; io n <' dnvt·f'l:>be t·ssc•t'l' dnta autorità a ll o ,.;peei nli:-;t,a. otoitl· t ra di propo n e in ln1sc a.l r c·pPrto oggt·Lti,·o e fun zinn niP, ove lo n ·rdn. opportuno, il C'nn1hio di rp 1a lii·ir:n. <f plf',,g,•ntf', nn.lt• tllH!ltl' IU·rlo in "f'l'\·izio tut.t• lan don e 1' inteJ:trità fì s iea c ('(Jfl tern ponlllCIIIHentc• lilW llu dC' l pul,IJI ico, c !te fn 1isr·t, d e i scrvi1.i fo·ITO\' Ìllt'Ì. P e r l'tmlll1Ì>'"'i(lfll' d~'gli Agl•nt i d<' l sN·ondo g ruppo (ra ltlt' I'H i. battilll AZ7.H , fucinatori , l'Cc.), ùo\Tob iJo h •nr·•·;;i conto dd la fa<·o lt h udit ;,,-o. !flol,al<· ( •· uttt i i~u;; ,. d e l GnHI(m Ìg(l). fl t· iot; ;:ot.tnpnrr-c• a d <'14H ill O il ('ttnditlat •). llii•Jit•I'O ha. c•nt.l'lll n b i g li OI'E'!'Ch i n.pt•t·ti e vo lge le spnll e nii'C'"ltlllill>\tnrC', nr·ll l' •tun li cond izion i s i potre bbf' c~ i gcl'C Lma bu o n a uurdz io u e ull tL ui,;tnnzn di metri 5 per lu ,.o ,·c di con versat.ionC'.

CASELL" . -

L e le.~iom: tmumaliche rlrfl(/ drtrirolrt . l.'ud O\·u, l!l :! -1.

Pre rno:<~o i <IPt.tagliat i r·ic hium i :-- ~tll'unt~tnmhl dello. dtl\·icolu e 511llu fun;r.inm• c•he c;;;.a ntle tnl)i<', cnn o ri q imtl i co n-<id<·razilln i d<'lln s ua Stl't lt (nra, trAtte d n ll' c~am e rad iogr>~ li e'J di lllllll<' l'tt<;r• cln,·il·olc· (d 11 qu<'llc di f..! o a te rn1in c sin o n l / tW a nno <li f'tÙ), l' A. in qur-sla int~> l 'r·~sn nto monog ntiÌa, C' Il!' fu I<";.Ì di lihl' m 1]1). ce1tza, e,:ponc con 11\lOve v Pdu to il lnc '(·('un i:<tl\t i p tt.to.,:•·tw t ico cf plft. frattu re ti'HII· ma.ticlw. che so n n pn·sc i11 <"H\ tll t! ]HLrt it·o lu n nl·n t(' >;t·<:OJH io i div!'r:o:i st•gmt·nt i in cui l'o:--so , -it·nr d i,·iso. f;tiCCf'!l!'<ivtt.ITI<' I tl~· ill u.-;t m IC' compl i ,~nnzc• _ s ia in111ìl'dint<• c lr1· tnrdin•. ~~~sin· tomato log ia tl (· ll<· ft·nttu t·t•. e il lo1·o t l'lltiftrlll'll tn. in<•rllt'lll O e c•t'tH•nt o, <' in tnt CII · pitolo 1·icco di o;;-<,• r vHzioni ori)!i lwli p >td >t d Plll" lu ....-<rv.ioni trallnH\ti <·h<•, " " o lgenùo &1npiurnnnte il IOl'li lll C'f'l'lii Ji--;lll<J p ntr•J.!''" ' '' i<·o, !'l iol<•g ii·<J e t l'Il t Lanci,, r-on la rghc·zza. di vl'd llt l' o IHcirlill\ di e,;pos i7.innf'. i d i''" r"i nwtodi Ctt i'JI I i\' Ì. Uno ;:l"'<·in l•• l!ll.pitnlo ?· riRf'I'VC\(0 ftlf f' f••ritl' d 'lll'lllt~ cf,t ftLOf'O, l'Cl Il i\ IIft I'I\ lllf!l lt•(•ni<·ll dvlfo :<t lldio radiol ogir.o d olla c lttv icnla. Un e:-; tp,.;o indi ce• h i bl i ~>~ntlic·n r·mnpl.·t!l in(hw il ln,·nro r. he CO lma V !' I'HI11!'1l t0 11!'lla IIIH (I'H lctt.vnttiii'H lllllll lHCUIHl SII '[\l!'S( <I lll'j.!/111\l'II[Q di tanto iotore:;:;e pm t ico. ·


582

lUVlSl'A DELLA STAMPA liiEDICA ITALIANA E STRANIERA

De PAOLI. - Come mori Napoleone l . · (Roma, Casa edHr-i ce Pozzi, 1924). Le dil igenti indagini, che il prof. De P aoli ha compiuto sulla catL<>a della morto di Napoleone I, sulla r:nttopsir~. sulla ereditarietà della famiglia e sulla patologia d el Primo Console ne i suoi tempi eroici, non ha soltanto il valore di curios it.à storica, ma ra.ppr·p;;enta un notevole cont.ributo scientifico, che ricostruisce la pntologiA. d e l grande cor-,;o a t traver:so i rlocumenti dell'epoca.. L 'A. infatti, con gramlc ucourate>:t:za, ha raccolto tutti gli elementi storici che pot.{l\"O.no illuminurci sul le condizioni eli salute di Napoleone dmante la sna vita t' li ha rnesso in relazione con i risultat,i rkll'»utpsia che condussero alla diagnosi .li carcinoma dt>llo st.o maco, come caus a di morte , mn che l'A. mette anche in reln?:.ione con un substrato tuborc•)larp. [l compito prcfi'>»!l"i dall'A. non ò stato C(lrtam cnte agevole, quando si pensi allo "tal o ([('lltt scil:'nza mC'di<:a in quei tf'rupi ed alla. sctwsith dtli ùocurn enti dis ponib ili. s p r:;-.;o in contraddizione tr·a loro. Egli però ha super·ato feliC!lmento le diffìclJltiL e c i ltt\ pn·sE.>ntato um~ stor i•~ patologico di Napolt•one sotto ogni riguardo eompkta. Infìnc ha fu.tt<) una gitL«tn r·iabilitazionc <ki m edici che a><:::istcttero negli ultimi g iwlizl l' c:;ul o di 1';. Eknn, fra cni l'itnlia.no Antotnarchi, :wonta.ndo lo t\C· utL<;C ehc furono li n oro, rno;:sf' di nL•g l igonza e di ignora.nza. e mettendo in doverosa

luce la loro abnegazione . ScHltOr~·r·!·~; r~- R i l icr•i e coNsiderazioni 81Al colpo di

calore (" Revue d'Hygiène • ·

no. l , 1U24). L'A. ha avuto orca><iono di s<•guire per cinque giorni truppe in manovra nella n',!!inno rrwridiounle d ella Dalrnar.ia e di rilevare parecchi cas i di colpo di calore. Dalle suo ossnrvazioni ò inuot to a concluder·e che p er le spedizioni noi paesi caldi é nccP"""" '·io evit are le mAr"ce di giomo, specialmente quando vi è grande umidit-1\ nell 'aria, e !imitarle nPllo oro nottumo. P er quanto riguarda la prolilas:<i, tanto n olle zone tropicali quanto nei posti di lavot·o tl\J nlta temperatunl, consiglia di somJninistnue b evande t emperate e di mantenere pe1· mezzo di bagni caldi in attivitt\ appr opriata In secrezione cutanea. l sirri ·•Jdx·i(ici nel/n cura clclle malattie in]cllÌI'e. ('l'b e Jow·nal of the Auwri<· 111 IIIL"di<·al A~~O<·ial Ìt>n, n. 7, 1!1:?:~). J) ,\. rn!!u nq•pn i Hiori in 4 rnl.Pt:orie: JOdi azione sintrn (anti<lift.cdro, antimenin gn<·u<·~: i<·o) ; 2" di uzionl' 7Jrobabile (a ntitetanico, a ntiant rn.ce, antidissentei"Ìco); :lo di azio11r• ]"J-''iil.i/r (o ntipllennwC''>t·co. <l n l i<·an~ren,'L. ant.ito,;;.;ina del botulismo, nutipc,.;tr, fl llli<·ol<-ra, nnt iuonn<·o('(·o, s i<·ro <ki pltzicnti gua r it.i da !>CArlattina, da poliorniPi iiP); 40 di rr.:if)IIC llf.J/t tfilllus/mlu (nHi it ilìco, ani i>;t r<'ptococcico, antituberc•> l urr. PN·. ). ~<'eondl) l'A., o!!lli mir·rurgnni:;mo (• condizionato n fai tori <livcr·,-i : p<'n::iò i ruPtod i ~:he po,...~ono vulcr·e l"''" l' un o. non :suno ''PJIIic:abili ugli a ltri. P e1· ot.tcnrro ''PtJiit·aziuni prul id rr, il probl r ma <IL-ve e,.;:;re ar1con1 :;tudiHto in rapporto s pecialnwntc al IIIC("(·tuli->rno di inl"cziCJue. ni t.ipi ba!h>ri<·i, ui uwtudi ùi i•Hmunjzzazionc, nlln produ:t.inuo di nn ti l o-.;-,inu. alla ronccnt rn;r,itHJO d(:Kii an t ic·orri, ai fttttori riguar· da 11!i la rP,-i>'l<'uza naturale ed ac·qu is ita, od infiuo, alla via dil'lomministrazione del ;.iero . L>~ sit·r·ot era pia, dopo 3ii an n i di ricerche, è ancom allo stat{) primordiale come ;;<·it>nzu . o va o;Ludiu.ta r·innovnndo som p1·e più lo diverso veduto, da. CLlÌ la si eonsid em. T'u iolo e l"acr·ilw:::ivnl! rmt i l'aiolo.sa i n Inuhilten·a. - (The J otn·nal of the Amer·i··,ut rn cdi r nl Assot·in.t.ion. n. 1, 1924). Da stntisliche nflìciali 1·is ulta c he in Inghilterra la vaccinazione Jennetia.na è nndtltu in quo,-ti utimi anni sensibilmente decl inando. Infat.ti, mentre nel 1913, sop ra 1111 t ot>lle di I li ,8 1a nn;;cito, s i sono praticat-e 54,052 vaccinazioni antivaiolo.~c, ne l I!Jifi cnn llJ ,:l:Hì nat·i :;i so no avuti 47,!J98 va-ccinati; nel 1917, su82,746, 110 so11o ><C!!noiHt.i 37,77(); n('] 19 18, su 73,0.)1 , se ne hauno 33,356; nell919, s u S.i, l U3 ve rw "0 no 38.37!1 : nel 1920 s n 123, Hl6 se ne hanno !i6,1 20 e fìnahnent.e nel l !l21 s u lU2,uU2 sono regi,- r.rate soltanto 43,047 vacc-inaziorù. Nel complo:;so, si pnù N.tl(·l)lUr(• t•lw una hnona metà di btHt•bini che nascono n Londl"a non sono attualmente pitl vucr;inat,i. IJA Y -


CONFERENZE SCIENTIFICHE DEOLI OSl'EDALI MILITARI

583

Fortunamente la pronta applicazione di 1ni!<uro pi'Ofì lnt.ticho, o sopmtutto il rapido isolamento dei colJJiti e la vaccinazione obbli~atoril\ dello famig lie, O\"O si 1; sviluppato il va.iuolo, serve a frenare la diffusione della malttttia, sonzt\ però impedire che si manifestino esplosioni loca li, come a Gloucei<l.er , in alcuno ;r.one del nord e del cont.ro, in cui il vaiuolo si può ritenere virtuulmf'nto endem ico. Soltunto nella~ d ecade del dicembre 1923 si sono verificati non meno di 89 casi d i vuiuolo neii'Inghjlterra. e nel Gallw, Q~twti dttt.i rtlppre~;en tano ttn' a ltra prova ovi<!c11te dell'efficacia della vaccinazione antivai olosa. BROADEBENT. - Poltmonite e sue com7Jlicanze (Thc Lancet,, n. 5, 11924). Dopo avere esposto le varie manifest azioni della polmonite e dello sue complicazioni, l'A. viene a parlare del trattamento specifico. Il vaccino può ossero ellicace, se somministrato all'inizio doHa malattia e se l'agente di CSi<a è il pn('ttmO('(>cco clossico; l'esito invece è incerto n egli sto ti di intossicazione con bosso t emperature. L'A. ritiene che, trascorso il secondo ~iorno, il vaccino si r ende qua..<Ji inutile, poichò di solito i pneumococchi sono di giò. ent.rati in circolo e se non vi è produzione di ant itossina p er parte dei pneumococchi vivi, che sono passo t.i nelle ghiandole, tanto meno vi sarà probabilità di ricavarne dai pneurnococchi morti. Infine, se la risoluzione della. mala.ttia. è ritardata ed i s intomi clinici 11on accennano a seompari1·e dopo una settimana, potranno essere di granJe vant.aggio i vacci1ù aut.o geni, ed anche dopo un'operazione per empierna. essi concorre1·anno ad alì'rotturo la guarigione.

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Ili processi verbali pervenuli alla Direzione centrale di saoita militare dal 1o luglio al 30 sellembre 1924) Ln·on:-;o -

:'lrng!!i<H'<' 1no:d it:o At:c)s'ri~O DI·: ( ·.,rtls -

L>t

JII'OI I'illolrmJ•irt.

eleroyenn nell<t cura delle uwlallie i1<jellire.. L'.O. t•ifcrisce su i ri:.;ttltt.lti nttl'nuti <'nn il ('u,.;t'>\1-cnlr·ic·o BllldnN·i. >~ pt• ritth·nl>liP nelreptu·t.o nw1licina dcll'oRpf'du le :;u vm·i ini'!'rmi n m<'zzo d i ini<'7.inni illtn< lllll~r·n­ hu·i di 5 cm<:. Ha constntnto che ('$;,;n dù buoni ri!<tlltni i IWII<l <'111'!1 <l<·llf' IIHl ln t tiP infC't.tive acute (forme influpnznli, br(HH;O polmoniti. p<>lnwnit i. fd)hri tifoid.t·P <·d infet.t.ivC' di (JUill><iH.<<i na.tu1·a, t'C'limai i:<nli lll't.i!•olùl'i, 1'('0.) ,. In 1'1111\'lllt·:-;<·PH;r.u prn<'P<Iu piì1 rapidam(•Jl t(l. 11 pn:pMutn può IJ>;ttn<i ill1f'h<' in <'H><i di l',.;ll·t•n\11 gr.l\· itiÌ , l'>'>:<<'lldn ben tollf'n1.to; i l );UO dietto 11tilP è piìt (' \' it kntc 1wll•· llHIII ifr·slllzion i ,;d t io·l'tllt<· ltt• !!l'· n('r-ali. Dopo la prinul ini<~7.ione gf'n<' t'llirnPntl' In tf'l>l)l't' cadP lll'l' !·risi, <·d è oppo1·· tuno som11tinist rare co nte tnpor·nllt'am<:'nt<' d e i ea rdi or:inPtiti . Mr LANO. - Capitano medico MARIO CroVINr. - Semeiologia. (ì.sico-funzionole di epalOS]Jlenomegalie. D opo avere trattato dell'anamnesi delle epatopat.ie in gonere, l'O. parla diffusamente deiJa. cirrosi di L aennec nello sue varie etiologi<', e d<• Ila c irro;; i Ji H iu10t. illust.r·a.ndo la si ntomatologia ed indica.nùo la. via per la· diagnosi col sussiRcl io dello piò moderne ricerche di laboratorio. Sulla guida òol ricco materiale clinico inviato a.l gabinetto batteriologico dell'ospedale, rifor·isce di a ltre eput.o J)atie e in particolare dell'ascesso del fegn.to e d e lla cisti da echinococco ~>uppurata. o mono. Passa infine alla trattazione di casi di splenite splonomeg a.Jica, tipo Ba.nti, illustrando con intendimenti critici la clinica dell'addome in genere e le relativo indagini di laboratorio neH'elabora.zione diagnostica.


~" ror:.1.

- 'I'PnC'nto colonnello m od ico RAFF.\t·:I-B P·' t.~ t !ER I. - Un C(UJO di lepra. L' O. p1·cscntn un CASO di lqwa t·i sco nt rDt o in nn in:;c·riLto di leva inviato in

o:<~C'n·azimw . deg no d i notn. perc; lu' nffl'o l<' d ne fom \C' < :linieho d~c'lln infe-Lione, cioè la f•JrHH1 t uiJl'rcoltll'e alla fnccia o lu uuH·ul l•M an P:.:I N i<·n agli a rti. La malattia Ù!\ta d a qual<• hp Anno o ,:;i munii<'><fò nr: lrindividuo 11\C'lltre crn emigrato nl Bra:;ile. L'O. , d• >ro !\Vt're illn><t ratn In s lorin e In. g('ogl'll.lia IJo><C> I o~ic:a della le prn. frequente in Euro pa ne l illcdio F,,·o, quu.-i scom.pnrsn n('] sPcolo scorso, e che ora va ricompar·endo co n litta certa frcquPnza per i g mndi movimPnti mig:rntori d e lle popolazioni ouwp Pc, ncconnn. d a nhiu10 ai moderni lllet odi di cn t·n od al la ricereo. nel muco na:<nlc d el bac illo ùi H n11.,;cn , che ù stato puro rif"co nt.n\to nel :soggetto in esame.

illag!.!iore medico ANTONIO PANAl:JA. - La t11bf'rcolo8i di gw!rra consideruta dal punto di t:istn med iro-lf'{Jnle milita.re rcl infortunistico. P osto il problcrna n. ehi \'Crnmcnte spotii l'appel lativo di « tubercolotico di gttN'I'a n, l'O. fa mu\ disominn rlcl con<'l-'lto di tubcreolo;;i nell'adulto, mettendo in C\'idcn:tA la 1wimo-infczi one d<'ll ' infa m.ie, lo s tato di nllcr~ia. ad essa consecutivo, NOVA HA. -

il ruolo d "'ll tl l't· in f<:>z ioni e so vril i 11fezion i. e !'> l ud ia n do tutt o le cnu,;e che po;;sono rompern 1\>qui lihrio in;;tnbile c<,>'tituito dnllo st ato tl li E't'a;ico, prima dal punto di vi,;ta gencmlo d<'lht vi tu o rd inario. o quindi in t'tlppot·to nlln spC'cialP ,·ila di guerra. Sotto l'al'pC IIO m odi co· legalc milihu·e. ro. sostiene che le tubercolosi di guerra d c h bono es;;C't'C con!'idel'll te come d i pcncknt i da vf:'rn e pmpt·ia causo. d i servizio e no11 n!,(gravuto cd uccusio11nte dal :>Cl'vizio stcs~o. mc ntt·r in baso alla comune iufortuni sticn ammette clte ad cs"o >< i poi'"nno a pplicare i :;ingoli attributi dt>ll'infortunio (o.ccidentaliti\ o<l impr,.vcdil.Jilitil. lesiva, cAl.tf'a violenta, occu<;ione di lavoro, ecc.). L' O. tratt.a in RPguito d elle tt tbercolosi t rullmaticbe in genere e particolarm ont <:l delle polmonnri e tli q tiC'II<' co nscc nti\·c nll'inalflz io ne di gn,; tossici e conclude atl'er·m1mdo che l'accel'tnmonto tlol tttllerc,lluso di guprra deve essere quant.o mai ri~oro,o, ma, una v olltl p os ta la di agnosi . il provvedime nto medico-legai"' per essa rlf•ll può ~sere altro cito lo. pc n:;ione pri\· ilegiata di g uetra. N O \' ARA. - Sot1ot,encn to m edico MARIO l3AC:LtA~r. tati ~:on iniezione emlrn;enose eli urotropina.

ltteri inft'itit•i beni~tni trat·

E,;post i gli :;tut! i pii t recenti s ull 'Dzio ne c ;;ul com pot'lamento d cJI'urotropin&, l'O. ilht'J I,n:t IO ensi d.i iitc ro inic l,tivo in milit.u·i cum~i ne ll 'osp edale con iniezioni endovenose di w·olr·opiwt con sol11zionc 111 a:J •;~ (8 cc. pe r iniezione), e riferi,;ce le riccrclto cscguit(' RUI compot' ta~t w n1o tld la biliruhilltl. nel siero d el sangue e del· l'urobilina n elle nl'ine,, faPnnclo rilc•v11re come g iil d o po lu p t·inut iniezione, si nota lu ricomparsa dol col un· gin llo·vPrdustro uc llc feci. L'O. concl \H IP ri(cnC'ndo che l'n· rotropina. hu nzione tenqH·ttt iea ntpi<ln C' :;il·llrn. pe r<•hò o; i elimina attn:w er!'<o il fegn to o lf' vi e bi linri RVOI![<:>ndo una. c·oulplo;;;;;a azione di:<into$.<icante e di sirLfet.tante, t·ipri;:; tinando l' nlt<·t·utn, l't~ nzi<JIIO cd lu lar·o e riùonando allu bile la s ua.Ho t·malev ia di elitninaziono e la. s ua fi:siolog iea co:>titnzione . R OM A. -

Capitano m edico RA F.FA1·:r.F. CARf.tJCCl . -

Un ca.so di sporotricosi cu-

tanea di.~.~emina t.a (Jliiiiii!08a ulc<·rata. L'O. illus t.ra. nn <·n:>o d i $porot.ricol'ii cntnnca disseminata gommosa. ulcera.t.a, con pl'CRCllhlZiono di propanH i Jnicr·o!<co pi c i c di cultlu·o di >:porotrichum B P.tll'·

mnnn i. io::;posto il ft tutrlr·o Ri ntonti eo d i'I ln rnolat.t ia., c he fino pochi 11.1mi or :;ono v~­ nivu coltfll:'<a,con 111 ;;ifilidP, ('011 la t.ubcrrolo>'i, con la. morva. e con l'ac t inomicos t, l'O. tr·atln dl'll'cti o lo!.(ia l'della s in t.olllntologia . crnindi d ella d iat.:nof' i clinica, cnltu· ra lc, mil·ro><copica e bio i <J~ica e d e lla curn. c l,c i• tro. le pirt :semplir:i. es:òcndo basata s ull a so mrninistrazione di iodut·o di potas:sio, che, in gcuerc, g uarisce in poche set· timane l' affezione.


PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense a[ valor militare per la campagna di guerra 1915-18

28.'>. (J\l; J. JA.'\0 dott. J>or~tcnico . tla Fi~<'iano ISalem o) , ten ent e me<l i,·o 7 bat tagli on e eritreo. 1.·11/a III !! II IOria l. - Att accato il ba ttagli one ùa ;:o,·cn: h iami fo1·ze ne01id H::, esplicò il suo com pito con :;en:na ferm ezza <'ìl m11111irevole ll lt rui smo ed aboega%iOJ1 e. ~e ll'adcmpimenl<> ne l :,no pil'to$o i)o,·ere inì·onl rò morte gl orio~a. ~l ar~a Brega, 11 gi n~ no 192,'\.

n .>.>. \'.~1.1. 1\11\.'\1 Fmn ccsc<J , ll»pi rante medko 1 i sezio11e sanit:ì. - :\ ridetto nd uu re pnrto som e)!g'l!l to di -'t·zion e ~:111itt\, clopo a 1·er eflica<·em t:Ille .:<Jadi nYa to il proprio com nn d;; ute nell o sgom b<·ro dei h:riti g rav i, trm·ati ln11 g-o 11111:1 llllllattiera ime nsauu: nte bat t uta <IH ll'artig lierin nemi~·a , 11011 curante del pe ril:olo si r eea va con un a forte aliquo ta in zo na a1•anza ta pt>r po rtare ~on:orso ai c11 dnti c· con<'Orre,·a elticacemcnte nell 'org-n 11izzazione dd servizio di ;;gombero dei fer it i, che ,.:j svo be 111 m odo pt:rfetto. Col del G<t llo, 15 gi u$r110 1918. /~r•gio

decreto 3 g iu g rw l 9?.·1·

I l3.:J. :\1\sso.-.:g dott. Giaco w o da Borghe tto D'Arro~cia (Porto :\la ur iz io\ , capi t<tiiO 111edko, 82 reggìmtnto fanteria. - Addetto al .-:eniz io ,;a nit:trio del rlistaccam~e uto dell'82 fanteria, ma lgn1do la p~enuri a <lei mezzi, la ~ear.~i tà d 'acqua, l'esten ua n te temperatura e la N•ntinv:t te11~ìon e nen ·osa, assolse il s uo compi to, dur a nte 64 ~iorn i di a~sedio, ron <·alm a, abnegazione ~ coraggio. Durante la pri!.!Ìonia per,;everò nella s ua missione piHo-<n, rcn tiH.Iosi sovente in cerca di cibo pe r g li a mmnlati, and1 e in lontane rabi le, incuran te del pericolo, a ca usa della g ue rrisdia tra gli arabi. In oltre. pur s11penclo <lì ri:<dJiare la vita, im·i•'• al Governo perk>diche inform azioni ;;ull a situazione loc<J ie. E 1'3>'0 dopr1 32 m esi dì prig io nia, e gi unto a Tripr>li, l'hiese ed ,,u r mw di recar;;i al fronrc in Italia. - Tieni l ilid CTripolitania). 6 Jn at(gio 1<)15 - li fdJIJra io 1918.


LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA Inaugurazione della lapide al medici dell'Ordine di Roma caduti in guerra. [ l 22 lug lio scor·.-;o, rwll'tllllt~ <ldla R. Act•acternia nwù ica a l P o licliuieo, ,·enne solenne m ''llt·e inaugunll.t~. alla pr·c~t·n7.a <!l'Il e cHltOt'ità civil i e m.ilitari, una lapido in nt~' rnot·ia dt>i rnt>clir.i tleii'Ordine u mnrli di fe r't'O o di contag io ,, n e lll\ ,!!'t·anrll• guerr>~. .

Dopo il d iscm·so d e l pre ..;ide nte dell' Ordine, il generale medico capo della Valle, a nomA d ella !:it\nità militare, pr·onunc iò il ~'<egucnte disC'O r"o : ,. Il pt·ofondo raccogli me nto dello :spiri to, col quale ho ;wgLLito g li elevttti pensieri clc•ll'illustre Presidente dPLI'O rd inL' dei med ici di Homa, ha rievocato r·iconli e de,;tate in m e ~;en.so7.io ni da r·PntlL' re l'animo mio n ou so se più orgoglio>;o o commo:;:so n el prPrLclere la ptM'oln. L'a ltO uflic io che mi fu conferito allo scoppiare della guerra, ave,·a, ìra gli altri cornpiti, quello delicati:.:;;imo della assegnazione dei m edici al grande q uarh·o clt'iln or'f!l111Ì7.Ztt7.ionr :<R tlitaria, rendendomi così quasi arbitro in,·olo utorio dei loro d e.'lLin i. I modiri cho inùos::;ar·ono la onorata d i,·i,-a superarono i 14 mila; c iò ch e vtLOl d i l'e che ra pprt's(•n ta va,nu t u tta la pa t·te o t t i \'l:t della saui tà italiano. L a organiz7.a7.ione sttnitflt'itt di guerra, pe r unaniml" consenso, fu sot,t,o ogui riguardo m irabile e oggetto a nc he di Ammi r·Rzione da parte dei numc:- ro:::i J'•\[>)>t'CSPuttmti d'Esct·cito clt:lle Nazioni con,·enu t,i a Roma nel 20 Congrf':'<>'O in· t·f"r·rwzionule <li rnedirina e farmacia militare. Rit'nl;;ero O\'LUlCjlle fl.tti eli eroi:smo e tli :sncrifh,io c he non devono perire. I n omi rlei no;:;ni m1wtiri e dei no;:;tri e roi. che col 6Rtt.e.~imo d r l sangue sauti · fiearono lo. no;:~tra divi;;a, i'lO no gemme che d e vono essere incastonate do\'E~ piir gc lo><a rw è la custorlia, piìr ..;ugge><tivo il ri cor·do. Rornn compie O!!gi que;:to Jovf'l'l', lld il), capo della Sanità militl\l'e, a que~tr. crorimonia htnto solt'nne, por·to l'omaggio di t utti i miei colleghi con la vibrazionl' di un ani 1110 pro fondamente commo:.::>o, da quello ;otes;;o sP.ntiment,o d i frateruit:ì, d i came1·atismo e d i o1·goglio c he ho. fm;o indelebi lme ntc tutte le sanità in una sanità solo , con la coscit::nza ,:;icnra della it.ffe,·mazione eh<.> il medico ita liano è semprtprouto a compiere con entu:sia.~mo, l'<enzn rist>rvn e senza t t>strizioni, il proprio do· \·ere, ovunque e comlJIH! ll<' ne fftCC'iaa ppello la difesa d e lla nost.ra Pat.ria ». W . l'Italia ! W. il Re l • La cerimonia, au.o;t~ra. n e lla. sua St>mplic itit, lasciò in tutti gli in tervenuti il più gradit<> ri cordo. L'inaugurazione llel monu mento ai merlici caduti in gue1'1'8, in Firenzo, è stata th;>:<ata a l 1° novembre p. , .. Ne parlet·emo diffusamente nel pro>:Rim fascicolo. f.!'"'·P:~~ ;,~ ; ~....., ~~· ... .

l

.... ;..

~~;:. ~

NECROLOGIO Prof. ca•. aff. FEDERICO ZUCCARI

(~}

_,..-)._.'

. : ·/-.-,,~

'·~- ~~·'/J C,, '-·. v/ ·..: ' \'l)

tenente colonnello m ed ico in P. A. S.

Il 2 agosto scorso, a soli 4~l anni. in sPgu ito a. repentino e fieri;,sinw IIIOrbo, spegne ,·asi in ì\I.ilano il tenente coiC>nnello medico Federico Zuccarl. È un altw gn\\'e lntto per il Corpo ;:;anitario mil itare, che n ello Zucca ri perde uno dei suoi pilt di::;t.inti e eolti u ffie iali, per il carattere adamantino, per la scrupolosa coscienza del cloYere, p er· la dottrina. e ><opr·at utto pe r il suo alto valore professionale, specittlrnente nel c·ampo chirw·gi<·o.


:i R7

:'- liT l Z H :

Fin d u i p i'Ìtni a nni clelia ,;un ca1Tie ra Egli :;!.'ppe fnrs i va lere pe t· le s ue brillanti d o ti scien tilieh e, m ontli e mi litfl t'i. I11segnant.e aggiunto di traumntologia d i g ttet·•·a , pa•es1<0 la S('uola di ,;auitìt mili t.at·e ed a iuto d el gener a le 1:1edi co proL B ono m o. che lo ebh e frit i piì• ca ri e fl t.imat.i discepo li, dimostr ò bt"n pt·csto s piec·ate a ttitudini alle discipliue c hirurg ic he, c he r ifulsero mnggio nne ntE' n e l biennio di ass isten te o nora ri o p re>;so la clinica d el pro f. Dma n t-e, e c he g li fru t t a ron o la libera doc!.'nza in tmuma to logia . Fu im·ero c hi r urgo pr·o,·e tto ed ap peezzato p er In s ic •u·cz ut d ella diagn o~< i. per l'intet·,·en to Of>portnno, l'a pido e preciso. por la luc idi t à e mo<lernitit d el le a pplicazioni chiru.rg i<' he, p er le numet·o~e e-d irn pot·tant i p ubblicazioni d e lla specialità, si d a m erit a r-si In stima d e i colleg hi m ilita ri e c ivili. PreRe p!Hte ino ltre alla c·ampngn a. italo -t m·<·a quale ro manda nt.e eli sezione ui sani tà. di:stiug uendosi per coraggio ed u.bne!!nzio ne ne i fa tti d'arme di Zanzw· e S idi- Bilal. ehe ~li Ya lsc>t·o la t•iro mpenaa. d e lla medn.glin di bt·on zo n l vnlot· militare. N ella g ue rra ita l<>·aus tl'iaca di mostTò a ncor pii• le su e elett e qua lità scienl.ifiche ed org anizzM t·i<·i . consegu endo la protuozione a t e nent e <"Oion.ne llo per m er iti eccezionali. R idtia mut o in zona t erritoria le, con f!Ta ud e pet·iz ia N l ubilità s is te mò i ser v i7.i chil'llrg ici d e i numerosi osp edali d i riser nt di :\l ilano, dei q ua li fu n omina t o , ·ic·c dit·cttor e. 1 funera li, cnmn Hl\'Cnt i tw lln loro !'t"m p lnc it ìt, riuse iron o un' im po nent e d im ostrazio ne d 'affetto ,.e1·so il caro est into : pronunciarono ele ,•a to p(U'OIE' di compianto il t en en te colo nrw llo med ico l\Ias:;aro t t i in ra.ppre~en tanza ci<-IIH nostra fam ig lia :'lanita ria, il pro f. P nt ella ni a no me d egli uffi c ia li in congedo e dei med ic i c ivili ~>d o~pe. lu l i e l'i ed il gen et•a le R oc co co•nanda nte In D ivi,..ione. Il (h'ornale di medicina militan. di CHi lo Zuccari (n ant.ico e prezioso collabora to re e d a m i<·o <·ostan!(• e clc ,·ot.o . s i 1mi><C'e a l p le biscito eli d olorE.' f'd in v iu alla poYet·n m am m a f'1l a Ila d esola t a ro nsort e le piìt :<E'n t i t t' C'o ndog l ia nZ<'.

NOTIZIE Nella direzione generale della sanità pubblica. --- 1\e lla c i1·co.stanza d t•i m o, ·tm enti avvenut i ne lla Direz io ne ge nera le tlc> lla sun ità pubhliC'a. il gener A-h: m e dico capo F. della Vali{' hn dire tto al cav. d i U•·· croce d ott . A. Lutrar·io la S€' gtten te lette ra : Roma, 26 lug lio 1924. N el m omento in cui (Il S. V. , a s ua dcun anda , lasria la Di rezion e general e d ella sani tà pubblica. p et· rlPtliea t·c tut ta li\ ;;ua a t ti v ità a piì.t a lt t' m is!'< io ni, C'Oll>'Pn t'' che io , a n o me anch e d el Col'po ;:ani t.a r io m ilita re, Le mandi il più eorcli a le sa lut o. I v inco li d i coll egan.~:a (• di comune la \'m·o, r·in;;aldati n el pt- riod o diffic ile d e ll t\ n o:'ltra gu erra di r ed enzione, ha nno segnat.o 11na traccia. c he, per le alte fina lit à. socia li cui mir a , n essun e ve nto potrà modifica t e . N ella cer tezz a c he l'ope •·a illuminata, che la S . V. continuerà a s volfrt- 1'<' n e!Zii impot·tlmt i istit uti inte mazio nnli clei qua li fn J)l!\l'tf' , l'ia ffC>rme rà St"mpre piìJ le n o b i li t radizioni scientiflehe d ell' Italia, mi è g ra tn E'slwinw t·L e il mig lior e angm·i0 e con fermarL e i sens i d e lla mia s in cera amic izi!\. E n e ebbe la sel!ue nt.<> t·isp oi'.ta:

R o ma, 28 luEZiio 1924. Sono molto gt·ato a lla R. V. p et· le espre;.sio ni che, anc he a nome d el C'ol'po san it ario militare, Ella ha volu to r ivo lger m i. D €?ll'opera comune svolta, ne lla piena colleganza tm Sanità pubblica. e Sanità m ilitàre, in m o menti g t·a,-i e d iffic ili p et· il nos tl'o P a ese , serbo Yiv issimo il ricordo. come ho pr·~ente la s oddisfazione dei mag n ific i r is n ltati ot tenuti. E con quest o ricordo, Le ri cnmhio i ~'<enf'.i d ella min cordin le amic izia t"rl i p iù a.ffett.n 0~'<i s alu t-i. A. LI ' TRAHlO.


PAR1~E

UFFICIALE

--- --

.,t) GIQR;\iA.LE )JILJTARE

UFFICIALE.

l) (;UH'OLA tu; 11. .tll clo· l :{ lng:li<> 1!.124 - ~Vomùta a .~ollote111mle di complemento 11el Corpo sr1nitario (Huolo n(ficiali medici e nwlo ufficiali chimici far ltl aci::;t i).

J sottotcLwnti di C<llllJ>h·mc:nto ct.•llt: vttri c unni c corpi du~ n::<pirino alla n o utintL t\ ;:;otlotcncntc d i compl•· nw nto ne l corpo l'nnita t·io militar~ d ovrnnno so,;tenere prel!'flO lt> direzioni di snnit!\ di corpo d'armntft: per ~li aspiran t i a sottot 1•ncnt.e m edico un e;:;nme tc•orico s ul ser\·izio sn n itn t·it) m iliturc in pace e in guerra; p•·r q net ti a ;,ottOt!'nt>ntl' c himico-farmari<;t n un esami:' teo rico ,;ulle speciali man,.;ìon i d ell' uffìcia lc chimico-farnml'i:?tn nel se rvizio sanìturio in puce e in guerra. Le commis;. ion i f'l'nm inotrici sarann o composte prc>:;so ogn i Dirf':r.ione di ,.;o~u it ii, rld diret.t.ot·t> dPII'os pc>ti atP m ili tn t'P principnle e di un ufficiale nwd ico supt·riorc pc•· g li u(lic·iali mNli C'i ~· di un ullieia le !>Upt>riore c him ico-farmaci$ta, pet· !!li Hflicin li ftu'lnHd~ti. rln nominRt·;;i rla l C'o)nando dd Corpo d 'armatn. Le donu\ilde, corredati' dd tito lo di studio t ichiesto. dovntnno t•swre inviate nl )Jini,;te>ro d t•ll n guetTH pt'l tram it e· cl<·l <'()lllè\ tHio clf'l (listt'!'tto mil ihu·e per gli t~,;pirn.nti in congedo o dd Comu nd o d e l ( '01·po dn cui dipcndono tWr quelli in ser,.i'l.io, unitamc>ntP ad una didtiamzionP ~u llc condizi oni di idont.:itt\ ft~i<'a dell'uf1 ir·it~ l t• .

:?) (' ut cor.Ant: 11. 4fi2 rlel 24 luglio l 924 -- l!Jo'litO dei COIICO?'o'li a jJremio ?Jer lavot·i

temi militar-i . Ln connni;.,.;ionc Cl'nt.ralc, incaricnt<l di g iud icAn• i lttvot·i su tt•m i mi li tari pt·e:<Pnhtfi nl conrot·~:;o ba ndito con ci•·cola rc n. 61 1 dd Gioma le l\lilitare 1!)23, lta ritt·t tuto m eritevo li di p •·<'mio IC' memor ie dc•i :"ot.ton otal i nfliciali medici: t't>lonnello ml'clico R. Bernncci. -Note di gcoyr(tfìa medicn della q,'ripolitania, (2<• p re mio) : L. 500. 'fen.,.nte colonnello mecliro A. CHì>arini. -I-et .~celta dei 1Jiloti ]Jer la R . A eI'OIIattlirct, ( IO premio): L. 1000. :\raggiorn m ell ico E. Basso - Come ~~i può orgrmiu.nre un oapeda.le da campo. (:!O prc>m io) : L. 500. Capitano mod ico F . B ocche ti i - Le cole n ie sanitnr-ie m<Jrine militari, ( to p•·e mio): L. 800. Capitano m edico N. Rodinò. La profilcu;.•i delle malattie injcti'ivc domillttnl i nelle rwstte colonie, ( Jo pre mio): L. 800. 811·

u. 5 16 del 9 agosto 1!)24 - R . Decreto-lefJYC n. 121/i. - :\'oudna a sottolenente meclico di complementc degli aspira11ti mcdù;i Laureai i in medi-

:~) Cl.RCOLARE

cina e chirurgia. t~ti aspiranti medici, che, a lla da.t..t d e l 3 1 rlicem h1·e 1923, abbiano conseguito la laiH'ea. in modicina e c hirurg ia. saranno nominati sottoten en ti medici di complemento, purchè n on abbiano >;uperato alla data stessa il 31)0 a1mo di c:-t à. Pot.ranno otten ere la n omina a n e llo g li aspiranti medi<' i laureati che al 31 dirembre 1923 abbiano :;upen\to il 39° a nno di et,à, purchò ne facc iano domanda entro fi mesi d a lla data di pubbl icazione del decreto (3 giugn o 1924). L e nomine saranno effettuate con anzianità 1° gennaio 192+ e i nominati samnno dispensati dal p t·estare il prescritto periodo di servizio di prima nomina.

-

Direttore: A.RTURO C.\SARINI, ten ento colonn ello m ed ico. ( IIÌ!)J) ·Rema, 1923-24 - Stabilimento Poligrafico per l'amminis~razione dello Stato.


l

A. CAs..&.Ju'NI. La medicina mUitatè nell'antica Roma. -

Con 5 figure . . .

l

S . 8ALI.S A.Ql. Le lesioni traumatiche .del centri nervosi. :\1emo•·ia onorata dd premio Riberi. - R oma, 1900- Un vol. di po.g. 320 . . . . . . . .

:1\1. C OSANI. GuJda del medico militare ~r le esercitazioni pratiche sul servizio sa-

L. 5 -

"

76· -

n itario in campqna - 1914. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ~r. CuSANI.

Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario In campagna presso l'Esercito italiano - 1900. . . . . . . . .

»

5 -

•

5-

Italiano di piccolo calibro, in conrronto con quello di medio calibro. ·• (Studi sperimentali con 15 tavole di foto~·afi e e mdiografi e rip,.odotte in fotot ipia). - Roma. 1903. . . . . . . . . . . . . . .

,,

8 -

P . lMBRl .\ CO. Le opera1.ioni più frequenti nella chirurgia di guerra, con l 12 figure - Fit-en'l.e, 1898 . . . .· . . . . . . . . . . . . . . . . . .

»

8 -

C . D E CES ARE. Studio delle medlastin lt l

(mediMtiniti suppurative, a scesso mediastinico) · Roma, 1900. - Un ,·ol. d i pag. 144. . . . . : . . .

P. bmRIACO. S~ll'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile l

l

l

A.NTRO.POMETRtA ~ltLrTAlu~.

R!sultatl ottenuti dallo spogHo del fogli sanitari delle cl'àsSI1859· 1863; due volumi Ìn·4° con a t lante ; \'o l. I (dat·i antro· pologici ed etnologici) con a.tlame d e lla geog rafia an Lropologi<'a de ll' Italia. · Ro ma, 18H6 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. II. (Dati d emografici e biologici) - Ho ma, 1905 . . . ·. . . . .

" 36 " 15 -

F. B,monro e C. SEotuA. Compendio di chirurgia dì guerra compilato sulla storia medico-chirurgica dell.a guerra di secèss1one d'America . - Roma, 1888, 4 volumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

u

40 -

<'on 27 tì.g nre e ta.vo!o g•·afichc - H..oma, 1905 . . . . . . . . . .

"

8 -

A . CA$ diUNr. la latica nella vita militare. ?l[e morio. premiati\ al concorso Kiberi, LU05. Un volume eli po.g . :l~O con fi;} ti g ure . · Homa , 1908

~

12 .-

A. CA S ARtNl. Le malattie e gli infortuni nella vita m11itare. :\[e moria premiata al conco•·so Riberi, 1906. U n 'o lume di pa.g . 402. con tl.lo\' Oie gl'alì c he e Htlltistic he - Homa., 1908. ·. . . . . . . . . . . . . . .

• 18 -

L. RRuN ,\.RDO e C. R{!.I~Z:t.l. Lo sgombero degli ammalati e feriti In guerra . .\'lemoria pre miata 'al concorso Ribe ri. 1904 - Un v olume di pag . 2ì(i

..


Giornale di medicina militare Olrnlonc t-d Amministrazione: Paiano del Ministero della Guerra. Via XX Settembre - Roma

CONDIZION I DI ABBONAMENTO. 1. 11 Gior~1ale di medicina wllitare si pubblica il primo giorno di cia&eWl mese; In fascicoli di tre fogli di stampa almeno. 2. L'abbonamento è anuuo e decorre dal 1° genna io 3· Il prezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e Colonie . .L. ~4,Per ! '&~ero • 36,1 in ltnlia 4.Un fascicolo separato costa • . · · 1ali 'Estero • 4;oo n sup.pleu•ento contenente i U110/l ~in l.taliu • 12.di anziani/li d~l corpo snnlt4rlo 'l' 16.militare costa . a 11 .\Slcro

4· Per gli Ufficiali medici c chimici farmac.isri del R. Esercito (in servizio attivo, in posizione ausiliaria, òi complemento, della riserva E'cl a riposo) iJ prezzo dell'abbona· mento è ridotto a L. 12, anticipate. 5· L'abbonamento non disdt"tto prima del 1• •lkembre s'intenòe rinnovato per l'anno successivo. 6. l signori !lbbonati mililati in effettività d i !iervizio p:1gheranno l'importo del· l'abbouamento per mezzo dei dspettivi comandi di corpo e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e dciiR Marina ), in qualllntJUe posizione si trov ino, è amntesso lln ABBONA M EN'J"O CUMULA TI VO al Glort1ale di m edicina militare ed agU Au113ll di medlclua na v ale t: coi011i•lle al prezzo di I •. 2; annue. Per ottenere tale facilitazione cumulativa gli abbonati militaTi dovranno far per\'euire l'intero importo

nli'Atmninislrazior1c del pctivdico dal proprio corpo. S. Ai librai si fa lo sconto del 10 per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle petsone e degli enti non mili•..ari, che non possono fruire della facilitazione di cui ai numeri 4, 6 e 7·

NORME PER LE PUBBLICAZIONI . 1, l lavori ongiuali, le note, le ri viste dattilografat.t o ~critti a ntano - devono occupare un solo lato del foglio cd essere accurntaml!ute ri ved'.lli dagli autori. Si fa speciale rnccomand!lZione cbe quelli scritti n mn•w siano ben leggibili, per modo di edtare ogtJÌ dubbio di iuterpreta >ione. In caso cout 1~rio. la Direzione si vedrebbe cO· st retta a sospenderne la publ.>licaz:one. 2. Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle boz1.e sarà fatta dklla redazione, anzicbè dagli autori, oott vincc•lare il lavoro tipografi co agli htevitabìli ritardi po·

per

&tali.

3· Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie,- sono a carico degli autori. 4. Gli estratti sono di due tipi: Tipo A. Senza copertina e colla impaginatura e numerazione del fascicolo. - Tipo U. Con copertina stampnta, front-espizio, impag-ina· tura e numermdone speciale. S· Il J>1"~1.zo degli estratti, per gli on tori delle memorie cl•e li richiedano, è regolato da \In seguente tariffa :

______ --

PREZZO Dl CIASCUN FOGLIO ni STAMPA. - - --· .., ---NUMERO DELLE COPIE

TIPI DI F.STR.\ TTI

1..

Tipo ,A. T ipo B.

•

;;o

100

200

70 80

RO

120

1(10

l :lO

- ..

l

Per

ogni centinaio

oltre 200

70 IlO

Gli es/1 altl "'luorl di "'' /O'~Iio $1 c?utauo ro one / <>gllo iu k o·o pet le o rdlt~aziOfll di 1on estratti o met1o. Per quelli e/te suf>e•auo '"' j t>f, lio, le jr.uio•li In ('ili. ~he ttOt1 superano Il m ezzo (<>g llo, si contano coms metei. purcht pctò l 'o rdimuion.: tlOtl sia lnjcria rc o so co pie.

6. l ma.o oscritti non si restitni scouo. (111031

- Roma, IQ24· 2fJ -

SIAhtl!mnuto Pollgro.flco 1111r I'A rnmlnl~tl'llzloM di'IlO ~11\to.


Pubblicazione mensile

GIORNALE ':

DI

\

MEDICINA MILITARE PUBBLJC·ATO DA L M I NIST E RO D EL LA GUERRA (Dir ezion·e centrale di s anità milit ar e ) Giornale <li medicina militare: t 35I · l884

Gioruale medico del Regio Esercito e de lla Regia Marinn : nionwk llll'<iin• de l Rl•g-io E <>t.:r<' Ìlo: 1896-H)IIi

ANNO LXXII .- 1924

•

Fascicolo X/.

1 Novembre

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI :

Caccia. ...._

.

Trl\ttamcnlo e sgo111ben> d1'i fntt1tln\ti <lt>g li oJ·t i in ~llf'l'J'O..

(P•·efa.zione tlt•l }H't>f. R . DALLA Y t;;llO \'A ) . . . . . . . . .. . . . . L'O(! JS!J La mod!'l'ml tt-cnietl. T'H.rl iogrnfir·a . . . . . t . . . . . . . . . )) lil7 Bagllani. - lt tc1·i Ìllf('tt ivi henign~ 1 rrtt 1t~ti .cn n i nic~zi ti ui cndu\ Cltoii<' di

Manfredi. -

lll'0 tl'l>j) i ll ll-

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

..

,

,

.

.

.

.

.

.

RIVISTA DI TECNICA E SERVI ZIO SANITARIO MILITARE RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA. PER IL LIBRO D'O.RO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUE RRA . . .

ROMA -

..

li24.

..

Pag. li27 li32

. .." ~

Direzione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via ..XX Settembre - ROMA

634fì~{!)

'

Per le inserzioni di pubblicità ria•olgersl DIRETTAMENTE o/l'Amministrazione del Giornale di medicina militare - Palazzo del Ministero della 0 11erra - Via XX Settembre - Roma.

P er le n uove n o rm e c i rca le p\Jbblica>:ionl

dei

lavori vedi cope rti n a (• a pagin a) .


Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare

ROMA

ROMA

V ia XX Settembre - Palazzo del Ministero -della Guerra -

•

o '

La lotta antitubercolare nell'esercito. -

•

(;n \'llllllll" rlì pag. !16 con 8 ltwole

L.

2 50

Ricerche biologiche degli Uffici psico·flsiologici di aviazione militare. - l'n ,·oltmw 'rli p:'l.g. ~:~!i enn ~ti fi;,fme e 2 liwole . . . . . . . . . . . .

"

7 -

Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla SJJa morte. pttg. Lc•n c•t•n· :3i fi ,L!I ll'l' • • . • • • •

lo

3 .-

•

3 lfiO

t!n ,·o lunoe di

Per Giovanni Maria Lancisl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un ,·oltiiHr;, tli pn~.:. l ()(i f'on :!!' ligur1· . . . . . . . . . . . . . . . . .. 111 Conferenza intera licata per l'assistenza agli invalidi di guerra. (H.oma.. l!) l !l) - H••la.z iuni uffir·ìa li l' t:OI111111Ìr·M:inn ì. - U n \'Q itllll l' di pag. :Hi . .

2 50

IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelle><. J!JtO). - Hdazi onì uftiC'ialì. - Pn \ 'Oltl!tlt' ùi pa~. 44. . . . . .

3 -

l Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ( Bmxe lles l 02 1). · Hd M. ioai uffi cial i <lo•l (.\li')'O l:ltLUitnrio tu il ilare il a liano. . . . . . .

"

II Congresso internazionale di medicina e fannacia militare ( Ho n.•a. J 9:!:3). Atti di'l Cougrc8so - \' o l. l. · H.clazioni ufficiali - U n \'O i tliiW di pttf!. 41 6 con h ·c t.1wolc . . . . . . . . . . . . . . . . . . · . . .

• 35 -

6 -

Il Congresso internazionale di medicina e fam1acia rnilitare {Roma, l!l23). AUi d el ('ougresM. · \'ol. J l. - Lavori del Coltp:re>':>O e comunicazioni.

r n \'Oillntf' d i J)ltg. ()Q(l ('Ili\ 3:{ hL\' Oft' !! J !) ÌUCÌ<; ÌO Ui • . . . • • . Studi e ricerche sulla tubercolosi negli ospedali militari. - 1:n \'Ol. di pttg. .t8

>•

60 -

.,

5 -

•

A. L usTu: - A. Bust.'I('O. l " gas di guerra •.. Impiego ed effetti · Provvedi·

menti e cura. ·Un \'Ohcmt· di P"!!· 10-1- C(ltl t •·c ta,·olc 1nicrogmfìche a colori . . . . . . . . . . . . . , . . . . . . . . . . . •

o

'' 12 -

A. LusTw. Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro i gas durante la guerra mondiale (1915-;918). - C0u 21 fig ure : . . . . . . F. C A CCL\ . Trattamento e sgombero del fratturati degli arti in guerra. fnz.i one del Pro f. H. D .uc,A \'rmO \'A . . . • . . . •

7-

P ro.

»

6

E. :5A~TOJ.W. Ferite addominali di guerra, - l'refa~ioue del p1·,1 f. X. <! 1A~>"E.I TAS IO . - Cn ,·ol. d i pag. 4Jl(l con :\8 fi!Ztu·c .

n

30 -

. .

S. ~M.lNARI. Insegnamenti dell' ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo· articolari In to e 2o tempo. · Prcfa7.iono:o d el l'rof. H. Ar.E:>S.\1\rJ rl.l . LI\ \ ' OlUIIle

..

di p t Lg . l!JO • . . • . . . , . , • . .

)) 20 (S(!JIIC 3' ))Of/ÌIW ticl/•1 C01)Cr/ Ì IW )

•


..

MEMORIE ORIGINALI

TIAllllfftlO E !fiOMBERO DEl fRATIUHATI Df6LI IRTI 1ft fiUERRA (l) Filippo Caccia, t t n. colonnf"IIO mc dico, libero cl ocfnte in haumot olog ia n('Jia R. l1 niversit À. di Roma.

Pn'fazione c](•) pl'of. R.. DAr.Tu\ V F:l)OV A.

R onw, 8 ttprill! 1!121.

Caro Oru·<'in, JJ.i. 1·hie<ii dur 1·ighe di prttfa.zione alla tua rncmografì-<1, che ha.i roluto chr io legrjt>s-~i wimlt degli altri. I n rnitlt le ri.terrei fmprrflur ; per che (T('dn che p-iù a..~sni che IIMt. In ·mia pa.roln l"ttlga. .a mlori:::::are q11esto t'UO lcH·1n·o ·i l lm·go ·ricono.~eirnrnto ddh' tun rnmpe/I' IIZ(t rhirnrgif"a e traumatologira da ]Htrte eli quanti htw?to rn·uto enonPutqtu, lct 7>Mr.~ibililà di 8i'ff11irti nrlla t11a e81)licxt:::ione profe.~sio1111/e. e se.ientifiea; ma in .~pN'ial ?>wdo d<t tutti quelli elle ti hanno ctt"'"itilln/o d·urnn/l~ l"immnnr con flitto , nfl quale la. ltp]Jrezzata. indfja.tica.bile tua. a.ttirità rd f.~prr i enza .•wuu stalr così amJ>iamente me.s~te a profitto <lf't nn.~tri

ferili.

A on pnta nto - r!lfa. tu<~ corte.se in si .~te n::: a - eorri.~ponào di t• hi ara ntlC~ mi pitnn.mr•ntr· cnn,.; n to d1r la recenlr. g·uerra. lla pn"IIICI$.Wi nlle nostrr <·onof5Nnze di. patologia di affìnMsi al crog i·uolo del controllo e dt>lla. f!lf1Jeril'n~a. di n1mu•ro.~i o.<w•rmlori su t11tte l e fronti. B CTedo elte liia. pre::::o df'll.' upe.ra. dt~• l!l abbia mfSIJO i·n et·iiùnza che la ferita. d'an1ut da fuOtiJ - luug_i. d<tl ri.'lpll>ldl'/'1' Cl qul'll<t le.~ion.e 'l'ltenu gra.rt. , che lf' ormai .~orpas· Ralr dispute .w l t( JJroiettih· umrmitrwio )) ltrCI'ano il7usoriamrnte lasciato .~u pporrf'

-

IH'lla

gnwrli.~8irna

?MI{Jgiomn.:a

ri~·i

crui

~

lrsio ur

pri11~iti ca -

m rn te M ·ntami ttalfl : l' che ln Nmtamina.zione è lil'lllO pNì. eo.~pic·u<~ quanto 1JÌ iì. i•1n,portanti l'urpi. e.~trMt fi 110no st.<~ti trasri?ta.ti .~reo ·nrl tragitto di'l prnirttile (in rlitJrn.dr·nza della .~un forma , di.me?Mi01~i, qu.alit<l dt>lla. .<>uperfir·i t, forzn rira, f(~r.); ·i n ÌS]>ti:Ìnl m odo jlott•~; ti i fru.<;toli <li 1'tsli.ario, ·rf>{tt~ri di gl'nn i rfdla flom i ntfl!ti nale e drlla. floHt ltll·uricct. Quindi l!~ inrll'rO!JIIbile m'l·f.~.~ità delltt detPI".~ÙJIU del f'l'agitlu: dl'!('l'.~iouP tr~ntn più l'{ficw·f' quanto più pl'l'f'nl·r, !il' c-ioè 71ratirnll~ quaudo i grrmi l'On/rnniu,uili non lwuno ant·orn prolijPrtrto o ht!II JW appt' JHt inN>mi!l(·ia/rJ a 'l'll''fli plit·arsi.

( l) Mt·rnorit~ d :cltimata dC").! tUt di stu u. p u ùallu Cotrun is>< i('u e twr g li e;;p ('ridi avtutr.nmtmto t•. ><<"l'I l a d l'i tencntt co~onncl l i medtci.

lll• nti


·'" 1" fJ-t it,, rJ., fl, p11rti ,,,.,u; ~i , r~·•,m p'''l"" ,..,.,, /""'"""' di ..... )ottN >~•• Ulti[jgi tJr; P'''!rmtiìta P tlri!f'' ''''""ita d1/ tr•I'}ÌU•• , [,, m•uNi"r•· attri:Ìfi:TV d;i 11-lf~ll/i Tl·tllf.tmt, fl 'fli'IJTa più imp;rir•.>~tt l11 indif'tl:i""" 11 dr lrrgt-r1V' il (rtlm i t;o; ont·hP [r'fl•l/1) NIII/'J 1·hP i p••l• ri d i dif' <"11 dd{ ~ob? ' 'rn •; /fl"(lfir Ì P (IJ rrrr: ÌI1Y1~ f fo(><f1 r1{1-'ffVIIIfl ini</ltlll(l" è itt ftf'l /J'f Jl" rldÌ tlf'P

tf, li IJitlfll. la

11 /TUl/IITfl df•{/' llf'Jilftl). J/ a. pt,jt·hi> ''fluÌ

fTFttl"r'tto p• r q•ullt·Jc.- tw.>~• è in• tJr, nl/11 a tti•ita iJ,.fliNL " ''rra l•lf~U'r" ~rg•,mbNIJf•, r/"11-1 .:''n'l d•·ll·· op-rll:i .. ,i. 1: ~ 11.flll frt~t­ l•tr'' t:hillil'' di{ N,mbtJf(FuiP lll :.,r,fa Ìtii[Ìf'a:i••,l• (()•flit·fl d11 tvo<•./r rr,. Ìl~ 1Jilrtl-'1 (PmJ!I) iffiTa qufo(/11 dPJ m fl/tffi.(/IWVIt/'.1 Yfl Òti ÌUI•J di'l fi•N•{llÌ•I di {1-"Ì"II(. i' qt~irtdi d,p{ rf i ~togi ll m i n i7fl'l dF/ 'ftlft(ltfrfi(J dttTfi11/F Jr, Jt.9t• lfli_,'T' ' (lllttia dr{far[IJ /neo) . tvll~: jrtJl/llfP r~tUWJiironti a l/l) "9Q11lfHrl) d•trrà prrr• tl• Tt il (rrt/(IH1Vnl'1 prtJfi/.rtttir-r, (rll-tl'f..,iMl" m•·rNt 1lÌI'M . . 'orpr,klfll[tJ il pnir·r,[,, dl-/ln. infr.:i,,ll" q•lhl/i j rfltf;~rati c..m. qui'// i a f"Jtturt' n1,n ,.,,mplit'llftl r[r,•·rmtW• prtl~"r fntirr di tutti quti JroF·::i thF ~~ ~­ lrif·;• rfl.lcO Nn& Ili pi ù P><tlllrt rirlu:i,,n, P t·tm /11 più ,.,, mpl• Ili ('11/l[f'll:i••n~. i l mÌn"' ' Wlllfl'• ,, [!t, flltiorbilità. 11PIIfN,[tlrr l' rlrti•·,fttrP. èhe rnppri'Sf'"l\(tl la r.1mdizifJrv 1lN'" IIfllttia n/ p i ù Ctlfll]Jl'·t, rit'll/il'ffJ (/) llr1 f'tn:irmJ>. Corrv J,Oxllrov, rtVglio l'IIJ1Ne nx:~~r•IIP /11 i ttrlit·n:i'>Jl.J' prr•fil•tftif'fl. qttdh&. nnatmnil·f!. e q ul'/ln f•tn::iunn/.t>, e ro1n" m •·fflio 111'1/P r·ari•· Nmtin rp n:l' ocNtJrirma/1' ifAfl,, Y'll'rra 'fiVJri~>nw poKxtt nl) /rl)rare 1tpplira::ir11v i l'ti /l 'mi drllct. trrtumr1.t ,ft,gin. fJ"nl'rall' e 8pn·itt/t , in qunrJr, l<lt'Of'' 111 dilft·uti l'(l (';t po n i d11. pttr /!li/, E~l io m i lim i ti) rul ~'Kpt'Ì m "rti la m :a rira. co m pii!N' n::a d i ri /Tt>l'(lfl' i11 prim'' linnt fra. gli Kturl irl!fi d•>lht orgtwi.:::a:irm~ drl s;rrri.:ifl sa nitario di guum , il rPrr:hi'' amit·(J e t:ompogurJ d i fJI·uo/n e di tl)r.~ia : nel q utt!P fl(Jn i n rn·r·llir, f'Pniwrit1Jt.1WJ nè /4 jN[P W>lll4 lt~'te>Ssilà di cnrlifit·nre e l'"lgari:::tfi Tii il jrutltJ c/f-1/tl rN'P11(t' PitpNil'n::rl a r tmlaggif) di trP n /llal i futu ri

crmflittì . .... quc,l! D1·u ~ aH;r·tat ' (.',,n anti(·fl . llillNrrr t1mici::ir'

Aff. m i) R I CC A.HDO DA.LLA T"EDOLl


Per ;pot;er bene t>sporre il trattamento e lo l'gomhero dei fratturat.i (legli a.rti in guerra, è neccs~5ario qualche accenno storico sulle idet> dominant,i sull'a.rgomento prima del 1914. 1° F-ra.tt m·e espo.~te. - Compito del chirurgo em quello non di impedire, ma d i dE'limitare il piit che fosse possibile l't>stensionc molto temuta. della suppurazi01w. Tale preoccupar.ione dominava talmente la. t<'ra;pia delle fratture da, far trascurare la guarigione funr.ionale delle medesime. Qualche timida. prova di st.erilir.zazione profilattica delle fratture esposte ;wevano tent.ato parecchi chirurgi, ma erano sforzi isolati, spesso vau i, pen~hè nun regolati da una tN~nica razionale che la grande guerra ba per[eziot~a~o . 2o .lr'mtture chiuse. - In tali fratture invece, la. guarigione f unzionalE' cost.ituiv~ il principale obbiettivo. E pa.rtendo dal princjpio che la. gna1·igione anatomica è nno dei fattori della guarigione funziona-lo ict(lale, c>ra n':lturale cbe ~i cercas~e d i ottenere la prim<ll)er Te~1lìzzare la seconda. Ed è cosi nata la dottr ina d<'lla r iduzioue cn1enta e del! 'osteosintesi delle fratture. Di contrapposto a questa. si conservava il vecchio m etodo in.eruento, co11 il quale si cercava di ottenere la gna•·igione funziona.l e la piìt perfetta possibile, ma. non ~i <',.onsiderava Ja. gua.rigione anatomica talmente in1liflpensabile da. doverla realizzare a costo di un intervento operatorio. Come mezzi di eontenzione gli uni davano la preferenza. ~tll'immo­ hilizzar.ione negli appai·ecclti rigitli ; gli altri n.U'estensione continua (trazione con cerotti, metod o Reunequin, metodo di f'odivilla -Steinma.nn ). · Ambedue i problem i, la profilassi dell 'infezione nelle frattttre cspo!ìte, ed il tra t.ta.mento ortopedico d('lle frn-ttnre in genete, era110 rifloluti nei loro principi ~f'twrali, ma non s nfficientemente met.odizzn.ti. Paf<siamo ra-pidamente in 1·ivista i pl'Ogrex:«i r<>nlizzati dm·antc la. guerra. nfllle d ue import.anti questioni: la tel'apia, (lellc frat.tnn• !-':'lpost<', i mezzi di eont,enzione dcllt' frat.ture.

Evoluzione sul trattamento delle fratture

durante l'ultima guerra. Tutti i progr<•xxi re<~ l iu·ati nella terapia delle fr attur·<' ne'ILa. grande ~twrra ~ono !<:ll'f'ttamente lt>gat i al trat.tanwnto delle ft•rite in gcnt>n•. Ll' t·onqni:4<• nuo,·c ::;ono dovute allo ,;tndio dcll:~ patologia delle fNite in

guerra. Tl primo p1•riodo ehirnrgiro della guerra f. rarat.teri>~zato dalle rrranòi infer.ioni. 'l'utti ricordano la vera. ec-atombe del prin<·ipio della gtr<'lTa P<'r infer.ioni dre obbliga,·ano ad )\tnputan' nuntl'I'Ol'i tnf'ntbri <·on una lliOrtalit à. shalordit i;.·a.


5!12

TRATT.\ .\IE::-:TO 1!: ~(:O:UU~:HO l>El t"IIA'l"rl' RATI TH:GLI ARTI 1:-.' ( : l"ERHA

-

In tale periodo~ :;npposta c confermata la. grande influenza <'lit• c~t'r<-ita va.uo gli anat•robi e le a~soeiazioni rnic·robiehe sullo sviluppo dellP infer.ioni. Il r imedio che fu allora eRc·ogitato furono gli est-4.'si sbr igliamenti. ·La nef'P::...;ità di abbreviar~> L't 1-!Harigione drll<' va.ste lesioni <'Ond uss<' natur·alment<' allo studio della loro disinfeziont' - P , eonseguen teruente alla c·ono~c·t•nza, dc•lla loro fora batteric·a...\ quesfepo<'a, 191!>, rimontano i In v ori di f'arr(\1 sulla natura dt>i mi<'robi. la numerazione d<'i gMmi e la a ppli<:azione d e ll<' inigazioni delle ff'ritc <·on l"ipoc lorito di sodio <·on ·le notE' modalità. A pr<'st·indere chll valore tt•ra pen t ic·o del nwtodo d 'irrigazione delle fe•·it.<• pn•<·onizzato ch~l \ a,n(•l certo <·;~li ha prin<'ipatmt>nt-e il gran de merito di av<'re introdCitto n E'llo studio dell<> ferite un metodo srient.itico, obhiettivo , t:•e è sta.tc) il punto di partenza. per le ulter iori rict>r<'he in t.ate t·l\ntpo, c·o!lì ft,rtile di buoni l'Ìf'•lLtnti. Lo studio battE>riologio, unicarnPn t P quantitati,·o nei primi tempi . fornis(·e un ('rit<•rio obbiettivo della stt•riliu.azion<' prog-re:>!>iva dt•lle ferite inf<>tte t> suppuranti; sterilizzazion(• rPlativa, ('birurg-ica <·ht> p~'rmette lfl ~ntura- l'(•<·ondaria.. Costitnis<·e <p l<~to il primo p:1:<Sn cteeil';ivo gig-anh•st·o; poi<·hè ben prE>st.o i risulta.ti s'inlpOn/.!0110 e ù il nu•todo si gent>raliz;~a. }la lo s tudio dt>lla patolo::d<t dt>!le ferite nnn si ane;;ta E' h(•n JH't•sto mettE' in evidenza l'importan;~a dei fattori <IPci~i'· i nellt• inft>r.ioni dell1· fpr·ite: <·o:-:tituiti dalla stt.<;c-<'ttibilità delle mede:-;ime ad iuf<'tt.ar:-;i. L 'osst>rvar.ione f'linic1t- o lo l')tudio spcrimenta.le fanno lwn pn~sto rilt•varP la parie prP.pondPrant e ùovnta. n<>llo sviluppo delle inf<·zioni, ai tp:-:suti in(H;ti o dt>;;t inati a, neerosa.rsi per h\ <·ont-nsione dc•l proidt i li'. ai t<Jrpi stnwieri trasportati dal medf'~inw (fntmmt>nt-i di ve~~ i ti . di C'H lP, taprll i, etc· .. C'arir-hi di gNr11i e di spore di ogni l!encre). alla t·ir<-olar.iOJH' intc•JTot t a o (·omprOIIII'""a d;li t.es~·•t-i h•»i ('ht> ostacola l'arrivo 1ino ai te.;snti rontaminati ùd Liquidi org-anic·i di di.fe~a (Linfa). ] ,a zona di contusioJW a.tlullfJU<', t·ostituisn' a d nn tempo un rner.zo ùi rultma prn·vizio allo !'viluppo dei germi Pd un ost.a<·olo alla diff'sa urganic·a. E eo::;ì il trattanwnto ehirurg-Ì<'o anzi<'hè <·umtivo di v iene pl'event.ivo. ~i fa ti o(· La f>t.e rilizzazione chinu·J!i<-a delle fl'l'it e- asport.ando il Joeolain trauma t ieo. i g<>rmi inoNJiat i l' tutto c iò che può favorirn e lo sviluppo. c 'ome st'llllH'r, i c- hirurl!hi g-ià prima ave,·ano prati<:ato r preconizzato tal(' ntt•todo l·llt> )!l i studi di laboratorio hanno conferm ato. l / t•sa rue ba t'i.t•riologieu e biologico d eli<• fprit t' drt·t·r~e c hiru rgi<:amentl• ha <l' "tn"t··lltO chP :-:i jlllò ot lt•nPr<' l'<tst>psi assvluta, ha t h'riologic~t. Pe•·cì i l pi(t d Pl lt· Ynl t t' la stNiliz;~a;~ionc· ~ relat i\·a r si mantiene t.11le per alcuni ~tiorni. ])a <'iò Il <' è cl<•ri\":lta la sutura ~t·c·ontlari;t pr<'<·oce od anchr det-ta 1•rim!ti n1 ri ta nhtta. Jn finc• nn'ultilll:l ta ppa (• f'Oslit uit-t dalla sn·ìura immc<liata , anr.lw t··~~~ fa 1hl d:li c•hirurgi IH'illl<l rlt>gli ,;tudi lmt.t(•riologiri. <~ut>st. i peTò ltauno il .)!l'<lll<lP lli<' J'iltl di a,·<•rn<· clisc·iplinalo !t· incl it•ahioni dopo taluni insu(•rt•ssi llfH·Iw gra \ i. L'v.-;ppJ·ipnza inl'a1t i tlimo~t rò c be gl'in~uc·<·!':<~i cons<.•cntid alla. srrturn p.-irnit i,·a, prinrit in• ritarrht t a ~ ~N·ondaria t'l'allo <lun1ti all'infezione cla st l'l' )ltO('I)(:t::O , )) j ('()ffSl'l!lll' ll1.<l 1 1:1 Ile(•(',.;:< i 1à di ('0 llljllt't;lt'(' J'~•;:;t Ili t' hat terio)o)!Ì(•(l qu;lntitntivo (·on l'<•s;Ulll' tpta li t atiYO.


Tli.ATTAli!.Jo;NTO E SG0~1Bl!:l'W D],;L Jo' RATTURA1'I DEG LI ARTf lN GUERRA

59:'J

In conclusiont>, lo scopo pdncipale del trattamento delle ferite tli ~terra è di rendere ~torile il for,ola.io t.raumatico chirurgicamente e JlOssibilmente di p1·at.irare la s utura. innm•diat.a, quando le condizioni eli t<•mpo, ùi durata rl"ossen azimw e d 'affluenza di feriti lo permettano. Tali postulati furono successivamente a.p})lieati n.nche a.Ue fratture , praticando alcttni la, scheggect·omia r-;ot.toperiostea completa ed :tltri la schegg(>e.tomia. più o meno economica, oltn• alla. profilassi na!<,c;1nica del!<> pa.rti molli. La pPrf<>r.ione sembra co~.ì raggiunta. Però, rif~H·.enrlo la Htorin delle guerre anteriori noi po:-;;.iaruo convincerci che mol t.e cost• sono ri vissHtl~, alt,r(l si sono evolHte adattandosi a Ile nuove cogn izioni ar.rluisite di patologia tli gncrra. Insom111a la. guena mond.ialf' , per la sua. durata e la gua vari<\ bili t à 1 ci ha fatto a.o;sii->tere, con una vù;ion<' rapida., ad una rieapitolazione I'iasstmtiva della storia chinn'gi(·a ùelle guerre a.nta•dm i. Nel dicia,-;settesirno e diriottesimo sN·olo, dopo l'astenflione sistemat.ica. dci tempi pa.ssati, la ~e11inlc seove1·ta. di Ambrogio P :ueo, della legatura im me.ò ia!.:a dei va.si , HC;lt.enò la furin d<•llt> a m p uta zioni, giusti ftca te d alla guerra di grande movimento t> dalla gravitìt dl.'lle infezioni s€'ttiche. La r<•azion€', già impe)!natn da Percy meTeù le rt>sczimti dia fisarie , ::;i aecentuò ncll848 e piìt spf'dalmf'ntc quando il principio d~ rQnsNvazione veniva. a,;sicurato merrè i sncC<'ssi, dovuti alla !'icover1 a rlell'ani.ist>p;.i. Ed anche nella cura conse rvativa, d turono i r-;ostenitori <ll'lle l'C~"<'?.ioni diafi..<~arie estP~w, sostenute d~l Baudens nella guE>rra di s-ect>ssione e n<·l 18701 ed i sostenitori della scheggC'f·tomia moderata difesa da Sarazin, C'hampt>nois e J~eguouel'r.. Troviamo adottat.a l'inigazionC\ peruw.nente ed anche la ~mt. ura. primitiva.. Fu tentata n eli<• guerre del .Primo Impero, ma con ris\ùtati incerti. Du.rant<>, nel suo t.nttt.Hto di Patolof,tia èhirurgica, molti anni prima della grande guena, pArlanflo della cm a d t> Ile ferite d 'afnta da Inoco, di c<: : u Dopo aver rimof{so il fr:uumento di bomha o di granata. <'lte }HlÒ trnYarsi aneora in mer.zo ai tessuti, si l'Pf!Olarizr.ano i margini esciùendo i t.('ssnt.i ùisfàtt.i e si riuni>we, pot(l ndol~, per prima intPnzione ''· N<'l principio della guerra monfliale, ~t>gnendo le orme della guerra del •rransvaal, fli :\fa.nc·inria, ùei Balcani e della !Jibia, la tattiea aveva l'ohbiettivo dell'offensiva e quindi il sf'rvizio sanitario doveva, per necessiti\, basarsi ~mll' ast.ensiOJW primit.iva, c l'eva.cuazione rapida.. A. tale principio N'ano informa.te le nn it il. snnit:a rie dei di versi f'serciti. B(ln prest.n vcrò, avenrlo assunto la grande campHgna la fisionont i;\ della guerra rl.i posizion(• , tutto dtwù modi fic.nrsi Nl orientarsi a ques·j,p nuove esigcnz<>. C-erto, i Sf'rvizi 1-<anit.n.ri di tuLti gli esercit.i. nell'inizi o d<'Ila <•;l!HPHJ!n<l, non erano prepara.t.i all'imm<li1C disit!;tro eh(• !;L ò violl'ntemf'ntP e rapidamente scatenato. Quindi organiuar.ione e servizio tecni<'o hanno di nec<·ssit,à proceduto a. t.appe e dai disastri dell'a;:f,ensione in }HÌIIJO tempo. si ì'' andati progressivamentl' v~~rso nn intervt"ntismo ;;emvrc più <·orag::rio~- o fmo aUa perfezione degli ultimi anni. A dire il vero il !wrvir.io s<mir.ar:o d ell'ese-rcito italiano, entrato più tardi nell 'imma1w conflitto, si i'• orientato


<:on tua~giot·e rapi di t:\ IH'r<:hf> ha pot.uto far t('soro dell'el,;perienza già fatta tw~tli t•s(·JTÌI i alleati. Ed il progresHo non ri~tlélfda :-olo il trattamento chi rur;!i<·'> <l<· i fra t tura t i, 1na atwll(· il tra ttamento ortopedico, eau;;a an eh 'esso di tanti disastri ndl'inizio th•lla ca tllp>tgna, perchò l<' nuità S<lnitarie erano fornite di lltt'iiZi as:-;olutamentP inadatti ed immffi1·irnti. Erl è facile illlmà~inat·t• quali danni JHOCLtrant lo ~;gmHbero nei [rattnrati non convcni<>n11'1lll'llfe ÌlllllltlUiJizr.at i, spN·ialniPII!(' ll !'i prillli trmpi, U('Ì quali l'a.<:t.en:-iotH' <·ost.itui,·:t la rrgola. J>r<>nwss <• qu<·,tc n•1tizìc , dì<'ìamo c·osi storì{'hc s uJl't> ,·oluziQne drl sf'rvizio H<lnit,ario, C"']lOilJ!O separatamente in lin<'a gPnerale, i dive u;i tratta nwnt i ai quali un l'ratturato di guerra d(;'\.·(':;sere H!-lsoggett:Ho, e ])Oi par1<-rò 1h•llt• applicHr.ion i pratif'IW di qul'sti concetti n ell<' diver~e unità sani t arie, n<>lw guer.m di lllO\' illH' nto e di posil',ione. L:~ t c r:-1pi<t moderna d ei frattn r ati cornprendP : 10 H trnLtamento prolil:tltico : ~o il IT<It1;1Jl1l'IILO d(•IJt• inft·r.iuni: ;~o il tr:•ttamellto ortop<'<lico.

Trattamento profilattico. La tt'rapiu id,.al<• , co st.ituila dal tra t tanwuto <·hirurgico pro filattico <lP i fra t turat.i, è ~~a t a uJt 'applicar.ionC', come ho già d etto, della patologia delk fC'rit.<•. PPn\ se rwll<> fl'rit.e d,lle parti molli la VC'ra profila;:;si chirurgica i' ><tat.a raggiuntH a. tappe, (]HCst.e sono !:ta.t.e ancora più lente nelle fra tt.ur(' a ptrt.c·. ln fatt.i, nt•l prin!'ipin di'Ila guerra l'fino a lla finC' d(•l19l?i, non xi trova indir.io 1l i al1·una. moctifi('ar.iotw P:-;senziale nrlla cura <h•lle frati;ttrl'. In talt• cpo(·a la prl'oc·cupa l'.imw dPi c h i rnrg i <'ra eselusi vamente ri volt:t ai n w· todi di rontPnr.iont'. ~on si anaava oltr<> l<> semplici incisioni e sbrigliHmrnt.i con <'st.razion<> di corpi <•:-;tranei <' l'asportar.ione dellt> parti necrosatt·. Fu rwl 191H, ehe e;ominciò ad applicarsi nei focola.i di frattura l'axport ar.ionC' di t.utti i tPssuti eontnsi, l'ep/n('hagr r7t•llu ('Jmpllt, fa c.,nrlo segttir., l'irrigar.ion<• ('Onrinua eon soluzione di ipor-!orito di sodio secondo il mctollo (';IJTI•II. Fu in t.<liP ('po<·a dw furono ott(.>nuti i primi risultati di sutnr<• se<·orHiari<• in fratturati ancltC' di <·o~l'ia . <lopo pocl•e Hl:'ttimane di talE' t; rattanli'JHO (fklli'JI:· (' Duma~, )font prolit, PC<·.) . N<•l 1917 DPpage fa 1111H collt unil·ar.inn<· ~ull;~ tra~rormar.ionr Ù<•l1e fratttu·c apertP in frattnr•• c·hiust· <' dir11ostra sl'ltant:H·irtqtH' c-asi, fra i quali numrroi!P fTattm·e di c·o,.;<·ia (~o<". di ('hir. (li Parigi. st•ùuta Ù('l 7 g<•unain (' J .J fpflbrllio 1917 ). 11 nt<•todo adnpl'l'<tto t'l':t il ~egu1•nt<': largo sh r·i~linnJrnto del focolaio di t'm t lnra , n•s<•r.ionP di'i ~rssuti con1uxi PÙ <•st,rar.inJte dei corpi estr anei, s{'hl'ggN·tomia, risJH'II,:l tlllO Il• s('hcg~C' v itali, inigar.ione c:on il liqnido di D akin, eontrollo batfl·riolof.!ÌC'O ogn i due Ol'<', ,.;utura quando la curva mi<·rohi1·i1La n·s ta\'a a "-<' l'O dopo du<' o tri' ('Ham i sncc<'ssivi. In genere~ la sutura vc•uiva pr:tli<·ata dopo quindif'.i giol'lli 01l un mesp dalla ferita. La fr:tt tura tm,.;fo rmala da apt•rta in c·hi uxa, funzionaltnent<' guarha (JlllHÌ t·nnw fossl' !'ltiusa.


'l'RAT'rA.\lF:NTO E SOOMDEHO l>EI .FRA'l"l'UR.>.TL D};( ;LJ AJtTl J~ (:IJElU<A

595

Irnmediatament,e. dopo tali risult;.~t.i un nltro progrex><o ancora ;;i ottiene con la ~utura immectiat.<l. Fin d<ill';tgost,o d e l 1916, ~(•ncert conlliglia, la sutura imrne(Jiata uellt• fratture a.pt'rtt', fatto ardito dull'esperienz~~ già fatta. :;('guono i ra~i favor('voli di Gr(•goire (' .M"ondor, Guillaume Louif;, J,agont;te, l.,icot.. l~ouvillois, ecc. Anche in Italia nt•l Congresso della. Socit>t.à it1~liaua ù i chirurgia., t.<- n uto n Bologna. nel lliiHi\o 1917, Alessful<l ri , Ba/it.ianeUi t• Dona t.i ri ft-'ri rono d i avere uflato con successo la sutura jll'imit,iva nell«' ferit.e di guerra. Ri::;tlltati fa,Torevoli di sutura. J)l'iutitiva nellt• fra t.t.ure pnb bi il'a •·ono A less;wd r·i d n ppri rua e poi Caccia, J ,cotta, B. Roi!:-:i e ;tlt.ri. TECNICA. - La modalità clell'inten-ento è n•golata d<t duC' indicfl.zioni d('Ciflive, l 'una d 'ordini' biologico o bat.te1·iologico, l'altra. tl'orditw traumatico o anatonaico. l. I•'ATT0Hr·: BlOL(H.HCO. -Le ferite d 'ar·ma d a fuoéo per un certo p eriodo di t(•rnpo 1;ono semplicemente t•out.aminate <· solo dopo un C('rto numero di ore possono dir·si infef·,te. QuirHti la. ~eelt.a dell'int~>rvent.o da ><c~nirc dipcndf' molt.o dn.l periodo di tem po t rascorso dal fcrimcnf·o. Lu. puiJ ulazione flei gt•rmi in comincifl pit't o meno ]H'PCOt(•mente : dalle sei alle otto ore in rrredia. P1>rò non è possibile flegnare limiti pr('Cisi. In alcuni <'H:-:i di suturi' prat.icatP anche dopo 2-1 ore :-;i è avut.o P~;ito fl'I\'OI'Pvolt>, in alt.ri in vt•c(·, OlH!rat.i dopo qualche ora, f>;Ì è veri{ica.t.a. snppur<~zione. l)uperi(> ha riscontrat,o il B. perfringt>ns nel midollo osseo dopo due ore. fJ limite rrrcdio è Ji dodici ore, ma si può giunger~' tino allt> 2-1. :! . l<',\TT 0 R E TltA L\! i\ TT C O : "l) Condizioni getteral-i del fr.rit.o. - l:;e il l'<.>rito f> in preda a sho('k prima <li tutto bisogna combattPre qnest.o r.on i llH!z;~i piil opport.uni c :-:olo quando lo sho ck è stato vint,o si ~lp presterà il :soccorso p iii con vt·nientt', a ~;econda del t empo traseorl-iO dal ff'rimento. Al<•uni ritengono eh<' lo shork >:i a de tf' rruirt at.o da. un as,..orbim('nto di prodotti to,..~o:i(; i d<>l'i v: m ti (la i tesliul i cont.u!ìi e necrosa.ti, sC'eondo queM.i l'amputaziorw mi~liorc>rPbbe In s hock. TJa pral;ica dimostra il contrario. Nei cu~ i di aJH'lmia post>"E.' morragi ca·, eonw giustamente oxserva il Dominici, non convier.:e sutm"u·e, è m<'~lio hnnponare la ferita. e prepararla per una sutura. secondario. La sut.ura prinwria in tal caso, nl i>OggeWt a facile inff'zione per la diminnitn effica cia di'i trwzzi di dift~sa ed inoltre riehiede troppo tempo, dov<"ndo fa.re una ;:;terilizzazione mN·t•aniNt più ac(~

ura t. a.

b) Condizioni <L1/.fttomo-biologi<:lte del focolaio di. frattum. -Le condi ?.:ioni a.na torni(·.lle e fisiopat.ologiche dei focolai d i rr·a ttura va r·ia nn a s1·c·onda. dell'ag<•ntf' vttlnNant.'! c d e lla clistanza di ferimento. l proiet.t.ili di fncile a rm~li a. d iftanza, le palio t tole di s h ra pnels, l t• piC<lole l'Ch~gge di grana.t.l\· producono in gener1•, orifici puntiformi sopt·atntto a.ll'ent.t·a.t.a. La. distruzionè d elle p ;lrLi molli è minim~, i framnwati di frattura in g(•ncre, sono a.bbast;.~nr.a rontennt.i. S(' in ta.l t·aso non esi-


59ti

TRA'rrA:MENTO E St:OMBERO DEl J-- JlATTURATI DEVLl .~RTI IN (';UERRA

,;1.ono ]H'Oit>ttili ritenuti, certo si hanno condi:~.ioni favore' oli p er r a«t'!nsion(>. :Nei nasi invP-cf.' ordinari di ferit<' da proiettili d 'artiglieria, cii bo mb(• t• d arw hl:' da pa Hottole d i fucile a cortH d istanza (azione esp lo~;iva). defonHa1-e o di rin.b1il:o si JHOducono h•sioni 1110lt-o gnn·i erl e~tese ch•lle }lllrti molli e delle o:<sa con ::;c·h(\~tge libt' r e ~>d aderenti. La magg'ioranza

dPlle sC'beggP sono proit>tta.te a disÙtnza d.all'mto del proiett ile, sono mo· hili at1.acca1e a lt.>mbi di periostio o di museoli contusi. Il midollo i> eon1-nso (' ripieno di ('orpi l'St.l'llll('i t' di grumi sanguigni. Iu tali ('(1:-:i il vericolo !lcll 'infczionc è dupliCl', pot.endo svilupp arsi dalle p:u·1;i molli h11·gamenw aperte e eont.aminatl' da c:orpi estranei nun•ero:;i, port·atori di gel'lni, e dal midollo anc-lù•s;;;o dis;wrninat.o di d etrit.i iu quinati. Allora l'int:«-rveuto ~'intponl.' . ~i t'lWguE• !<l cura con:-cJTiltiYa o l'coxrresi, a -.t•eoncla dei r·a s i.

A -

TKNl'TAi\IEN'l'O CON:)E!WA'fl VO PROFILA 'l:TICO.

L'idealt> di t.ale cura è duplic-e. L~ <lisinfeziorw profilatt.ica e la rf•sta urazione funzion;~le t<,nto de.Jlf' parti tuolli, quanto dC\l focolaio os;.;~·o. Prima di tutto è IH' C<>ss~tri a una h1rg;... via rli acci•sso sul focolaio traumatico, qninùi la 1\l't't.>:-:sità di grandi irwisioni, s i•gucr.do i rappolti an<~tomir.i dPlla regionf'. l~ nee(•ssario a~portare tu1te le pani motti c ontus<• <.' nec>rotic·bE> ti•lO al tl•ssuto :<n.no, d<•gli orifiei e dt•l traf!il t o. Ver l;1. pellr, l'apOJW\TO«i l'ti il tessu t.o :;oHocn t a Il t'O bisogna ant•stm·:;i q natlllo il tessuto :;anguina ecl ha, asp<.'tt.O sano. Xei mw;c:oli le (lontrazioni fibrillari, rindmiml'nto tl<.'l mus<'olo t.ra le branche d e llf' forbici indicano la loro ''it.-:tlità. Dov<.' l'int(•r·V<'nto a(:fJnh•ta maggiore dc>licatezz~t ò Rul focola io osseo. L e rielw, fort.t> dt•ll:t tec nica sottopcriost.t•a C'11e Ollier avt-Ya affermato nella :-;cuoia lionese. (• fa.ut.ore ent~tHi asta d<•lla scbeggt>c.tomia. l:ngil immediata.. Hei1:z-:Roy<-r :-;i {'l<.'va c·ontro il disossauwnt.o prPmatu•·o; 'J'unton. Drlorme si dimostrano fautori tli una selwgg(•l'tornia moderata. Dentt' h e Vonckf'n condannano !a scbcggN;romia :;enz:l 111isura e prat.ic·a.no la. sclt~>~tg~·ct.omia nee(•:;:;;ar·ia al 00lllplf>t.o dl'f'11<ltrl!iO del forolaio (li JraHnra c speeialnwMe del midollo. J,a s<·lwg~tf'ctnm i a drv'es"t.'rc proporzionata a talt> -"Copo. l:\CJ-ll~t:c;p:("l'O-'tl ,\ L\HGA l'lUM I l'IV ,\.

(L<·ri<:l•t·). -

P<•r prat.ica.J'la. hi:;o-

gna. denudar~> ('Ofl c·nra, con nn distac·c·a-p('riost·io t·a;.dit-ntc di Ollier 1 t.ut.te lt> sc·lu•ggl' <~<!c're nti e h<• }HJssouo ost<t<·olare il l iht·ro drenaggio; fatt.a l'asvort.aziorw tnt•c·c·a nie>t d<'i t('ssut i 11\CJlli c·ont usi, riruo:;Hi i corpi e«trauei e lt• stbcoggr oss<·c' lih(·re, lJ<'rithe con un pic:t·olu Da viPr affcrn1 ad una ad nn n t u1 1<· h• sc·ltt\ggc- os;;P<' :llll't·en t i <·!te di'nuda a<wnn\1 illUf'ht·e d e l periol'tio, non Jll'l' lilwran• i fi':JJIIIll <'nti ossPi, mn IWI' l a~c·i anw la c·oYerttn·a p<>riost!'a. n mio :<t·opo. E gl i tlic·(', è di far una ÙN'nrt.irazione identiea :t qul'il:t •·lt<! s i pra 1Ì(·:t tlt'l l~t 1W<P%iotw aJ·t i<-ohrre, non ri~]Jl'tllllldo JH'lll:l fl'l'it.i.l. tra gl i t>;;frc>rni di:dis<ll'i. <'ht• i soli fra mtll('ll1'i o:-sei molto g"l'flll(li t' ~'>OV('IIt.<' sarrifieando auc·he CpH'sti, htx(~Ì:trHlo :;olo il )H'riostio dd fnlllllllt>llti asportati . 1~gli ha «n pprp;.;;.;o t.alvoltn flllf'ht> un tra1 to tli os«o conxidet('\'Oit' li11o a c·ill!JIH'. s<'i t•d :•n t·IH· sl'ft e l'<'llt' nwt ri eli l~tn;:dwzz< ! ; l'hhPnl'. Egli <1it·t·.


TRATTAMENTO E SOOMIIERO DEI FRATTURATI DEt;LI ARTl lN CUEHRA

597

t-iCtnpl'e i frammenti si sono ria v vicinati e saldati e le radiografie t-ili C· cessive gli. ha.nno pPrmess<l di vedere che le riparazioni proveniYìUlo da.J periostio. A <iuesta. operazione di profilassi ideale, t•nnnciat,a. d a Leriche, Alqui!W e T~mton hanno opposti argomenti molto decisivi, costituiLi da dimostra.?.ione di risultati disastrosi ottennti in operati rli seheg~ectomia larga, alla maniera di Leriche . La scheggectomia sottorwriostf'a ~'<'rttpo­ losa ha per esito, n(>lla maggioranza d<>i casi, la. pseudo-a.rtro;o.;i. Nella migliore ipot<>si la comwlidazione della frattura avviene con un af'corciamento con~<iderevole equival<mte alla perdita di lnnghczza dt>lla sostanza (I.">SE\a .

AlquiPr <' Tanton ricordano l'ins~:>gna.utento di Olli~:>I" f'he prescrive la, resezione tranmaticrt dia fì~;aria al q uarLo g iorno almeno, uwglio al quinto ; in modo da operare ;o.;u un pt>riostio congestionato e già isper-;sito. Quindi concludono c; he in primo tt>mvo i<L se.lwggectomia totale i\ cla 1·igettarsi, pc'rehè clanoosa. p:.;pouendo alla, p;o.;l:'udoartr·osi. Heiz-Boyer conclude nEII meclesimo senso, da.ndo una pereentua.lf' di pseudoartrosi o per lo m eno di tUl ritardo (ii eonsolidazion(> del sessanta. Jl(>r cento ch•i casi osservati. Fatto importante Heitz-Royer curava i suoi opera1,i con restcnsion~! continua, quindi la lunghezza vrimitiva clell 'os:>o scbeggectomizzato era rnautennta integra. Questo è un fatton' capit.alo che va molto considerato nc•lla. revisione dei risultati dellt> operazioni di ~>'cheggectomia la rga primitiva. Infa.tt.i, se i~l nn opNato di scheggectomia primi tiva m<·ttiamo i due frammf~nt,i a contat.to in modo da r accorria rt! la lunghE>?.lll <lei membro, non possiamo pi1ì ttltribuire a l solo periostio la rigenerazioLe o:-;~;ea, ma dobbiamo conside rare che il midollo delle due cstremitiì. dia.fi~·lrie partecipa alla fornu•zionc d<'l ca llo c questa. part;eeipazione può ess(\re anche preponderan tc . JJa sclicggectomia larg:l primitiva adunque, per l"a;;sc•nza dC\ll<L rigen!!razi.one ossea, espone alla non consolidazione della fr:.~tt nra o per lo meno al raccorlliamnnto dell"a.r to. J;e const;atazioni anntomo·J)atologiclw e fisi ologiche conrennan'' i f<ttt.i cliJtici. Tn fatti il periostio, prima dt>l1:1 drcima ora., è di una sottiglirzza est,renw, a partire dalla H'nt.iquaf.t.n•sin•a o•·a s'i ndivi-i nal izza in qnaleltc modo e rwi casi di ftogo ..;i acuta si distacea portando ~>CCo il prezioso strato sotl,ofibroso, già rea t t i v o. Ollicr e .Faraben ff ha n n o dimostrato che il periost.io adulto, p!\1" riprètHh•rt> le sue proprieti't. oste o -genl'ticho, ha bisogno rli un "ilTit,azionc p<\tolog-ii·n.. Concludendo la scheggef'tomia este~a, fatt.a nelle prinH• ore, dPvt\ <'»seri' pr·cwrrit.ta nella grande maggioranza dei t·<Mi. SC'HBGGEC'I'O~rrA BCONOMJCA PlH!lfl'l'IVA. -

Anch<' in quP.-;t,a operazione è necessario prima <ti tntt.o fare sbrigliamenti coll\cnient.i (!l'Il(• feriti' in m odo cht dominare completa menti! il foc:olaio di f1· att;u ra. n In\ t tanwn t o delle parti molli ò identico a qnello già esposto. Rt>'ativamente al focolaio O•s~o, l'lC si riscontrfuw pHrforazioni incomplete con rit.enzioni di proiet.tile, si esegue lo ;o.;gorbiamento della nicchia o~sea che è bene e~~ut<:-rizzar<' anche con il Pa.quelin. Nel caso che trat.ta.si di le~ioni os>;ee eJ)ifisarie eon in tt:>ressa.rnen Lo d e l ca" o articolare è ncec!s,;ario mH·lw f.a ce il t.ra tt.a m t> n t o completo ben noto <lollft f(>r·ita. urt;icola,re.


X<·il<' fratturi' eompl<·te commiJ•uti\·e la scbegg<•ctumia dev·esJ;ere j)t·oporzionata allE> lesioni rositivamcnt.r osservate (r<'perto radiografico), i n modo d a pernwttl're l'f'splomzion<• l'd il tratta mento del midollo ed anthe la l'(•st an razione OSH'a. Quindi i> da rigPttare la formula restrittiva che si l i m i t a a togliere !(' sole s('hegg«.' l i bert>, rispettando le fi(•.heggf:' aderent.i :-;iano o non sia nn mobili. Così contpresa la ~;rbeggectomia non rispondr a.lla rPalHl ù~>lle !Psioni os:-oeiTatf' l' perde tutta l'importanza prolilattica. Biso· gna <tdunque non solament•• togli<•rt' lP :;clwgge dcvit.alizzllte o su:;cet.1i bili d i ('sserlo (se ht•gge li b<'l·e ed adf•n·n ti mobili), ma p<> n E> t rarf', regola rizzart> t•d al hisogno rrsec-~:u·e I't>st.remità ùcllf• sehegge aderenti poco mobili, quando <':<~<E> ost.arolino l'a<:r('~o;so al c·analf:' midollar<•. Bii<ogna t.f'rminar<> l'opPl'aziotw eon il raschiamentu d<'l midollo, ripieno sp<>:-;so rli detriti d 'indumt•nto, di proiettile, di Irantunti o~o;s<"i, di grumi sanguigni l~C<'. A t a l propo,.;i t o ,.;ono ist rntt i v<' le ric<'rche cl in iche ed an a t.omo· p a tologidtl' di lll.'itz-Boyer. N<>ll<> fratture diatil'ai'Ì(' il midollo, ;;('condo il c hinu·go l'ran<"~'"~-'• pr«>senta alterazioni solt>mto n<•lla imnwdia.ta ' ' icina.n7.a ~lcllP fra t turP, nwntre a poc:a 1i~<tanza si trova subito midollo norma.lt•. Xellt• lP:<ioni del t<•s:;uto ~puj!noso epi lisa rio inveCf' le alterazioni d al midollo ~· ono <•onxid••revohuentc piiu•!o.t€'se, ar•·ivando fino a quattro cm. dal focolaio. Quindi bai<t.<>rà una, dt>ruolizioiie superficiale della sost.anza midollare nell(' diafil<i, nwntre si richil'de n<!ll'epifi:<i un ·a~<portazione molto più genNosa, t·:<st·udo il midollo facilment.e esposto alla 11N!rosi ed all'inft>zione . (,.lm•sta di~o;inf('zione mccNinica ùf•l foc·olnio di frat.tnra de\··esser<' r·ondot t a <·on maggior~> a<·curat('zza di qut>lla dt•llc par1 i molli, perchi'> rosso pos~<iPdP 1ninori tiift>;.;(' delle parti molli. J,p parti molli sono provvist<> Ili una cir<'nlazionl.' sanguigna P liJJfatica attiva e quincti, dopo la detcrsiom• ehirur~ica., si ha. una. linforrea abbondante. J,a, linfa versata nel foeolaio tranmatic·o, per le sue propril'tà hiologiche, <'ont.ribui~c.e larganwntl' a llrantent•re inoJTensivi i gE>nni eh<' possono rimaner., nelle fcrit<>. Nell'osso, al rontrario, la difesa organica è rlifettosa, poichè la circola7.iont:> sanguigna i> :<carsa e la circolazione linfatica. ~ qua.~i nulla. Di conse,l.!n<>nz<l n<• ri>~ulta rhc l'os-<o cont.uso non ostacola affatto la pullulaziono d(>i gel'lni ciii' jwr·nHl.ngono dopo la profilasl'i chirurgic.a <' per consegucn1.a 1<1 al<Pt ti l'i ti\ non pu?> I'Si<Ne ottt•llllta C"lw c·on sacrifici di osso aUe \·olf,p importanti. In C<'rti r:asi il fatt.on• trattlmtti('O pnc'l imporre dei limit.i incowJHI ti bi l i •·cHl l<• C'~<ig<·nzP ba t t <•riologidt<'. l11 l'a t ti J><'1' lo !':eht>ggia me n t·O o 'sen, aggra\ alo clalla. r(·:<~·zinrw f'hi•nrgi{'a, la <"ontinnità dell'os:-~o puù e,-<scrc <·omprom(•:o~:<a ; quinrli la mi n<H'l'i:t delhi p~<Pndoartroi<i arrt'sta. il f'hirnrgo rwlla :o~tm OjH•ra di stC'rilizw:ziunt' operatoria, lintitandosi al buon drf'nag_g-io midollarp r rinunc·iando quindi alla sutum immediata. Nt>ll<• fratture• ad :.~la fli farfa ll:-r .-;i pos:sono a;.;portar<' lt• l·Wh(•ggc di un::~ mN:\ (t~mii·t•st•­ zinnl.' dia fisa ria la t t•r:ll•·) in n.otlu <la p<'l'lll<'t 1-t'n• h~ di:-oila ft•lf.ÌOIW (' il dr<'nllggio clt>l f"lna lP midol h•r• , H•<·Htn• l'nltra nwt ù m;~nti<•n<· la continuità(' la lnn!!h<' zza rlt•l s<•gnwnto :-~f'!u•!fotrir·o jJPr lu nt>c·c•s:saria rip:nazi()ll<'. :-;f• hl ~<t<•rili7.zazion<' <·hirurgirn invN'<' lw potuto c·~sl'r<• eondotta a t<·rmint·, si <>:-oPgll<' la i< li tura inrnH•tliat a. 1wi cu:-i po:o~i<ihili. Dopo aven· <:> xph·t.ato il 1T<bft-anu•nto pr-ofilattic·o dc•! foc·o laio di frattura, si pratica li Il H il'l'igazion<• ('ahla enn soluziotw fi:siologi<.:a o eon i>Oluzionc> d 'ipoclorito a lln :sc·OJHJ ni a,.._portan·1uttP l<> partirPllt> di lc:-~suti J'('S<'cati , i grnllli sangui-

'

l


l'RATT.UfENTO F: S<:OMBERO Df:l f'R:\'l'TURATI DEGL[ APTJ IN GOERRA

599

gni, i detriti osse i, in una parola tu tto ciò che(' potuto sfugg-iTe 'l!la vista. l,'iiTigazione ('.alda ha 1W<'be il nwtaggio di es:sere e mosta (.ica. P er tN·mina re la tol<>tta d ella ferit.a, il e.hirm go ca.m bi a gua n ti e strumenLi e poi , assknn'l.tosi d t> Il 'e nw~;tasi completa, esc·gue la su;.ura a piani, ndopet·ando K<ltgnt pt>r i punti perduti c k<'ta o maglie m<'tallirhe • per la cute. "\ proposito delle gutnre immedia.t(• mi piace eli Tiport<lt'f' le t.cstuali pamlc del prof. ..:-\.1(':-:sandri : .c Oggi dopo <'hf' i tenta-tivi <la prima. t imidi si i'ono moltiplicati e le opposi;r,ioni Lt'oriche a.!la pratica d ell:t riunion<' 1>er prima banno man mano <'<'fl ntcl dinanzi al molt iplicarsi <lei s neeessi cll a ll 'evidenza degli enormi vantaggi, pos-;iamo clire nhe qnrsto nwtodo di trattamento delle ferite di gn<'rra r!lJtlll'Pi't'nta. l<l rnra. ideale, <'be llOhhiamo sforznrci di raggiungere, e ehP po~siamo ragg-iungere, rnrchi' il t m sport;o d<'i feriti e l'organizzazionE> d(') 1-'er vizio chirurgi<'o al fronte siano opportnnamente stabilit i. E neee>;sario infat-ti che il f{'ril .o rag~iung-a nn 'ttnit i\, s\lnitnria cla cui po~<:-:fl aveJ'(' il :-:nccol'so <>hirurgico <'Ompleto nrl tempo pìLt breve possihiiP, nelle prime dodici. st•diC'i, n.l ma:-:simo ventiqmltt.•·o ore da-l rerimento, e ehr nell'nn; t;\ sa ni tar·i;~ si<l prPdispost.o un sf'rvizio c:hirurgico, che per p ~ rsonall•, Jl<'r !ll nbi?n tf', pPr organizzazi'Jlle di nwzzi, sia capace d 'ei-:egui re l'int(•rvtwto d~>lirato (' pr(•ciso nd mof!o sopra accennato. (~ua.ndo qnest.e condizioni ;:i , ,erifichino, nella maggior pMta d ei casi noi pos:-:iamo e dohhiamo tentan' la det.Nsiorw ruecca.nica delle ferite .e la riu nione per prirna. Son ('oggi più neepssario ::J <Ilte'ltO scopo pl'Ocederl' ad nsami batte-riolo~id, lunghi(\ difficili in ospedali av::~nza.ti. l J +' nozioni in base alle ricérclte giit (at.te sono ormai acqnisit.e ; a priori possiamo presmner(', se la fe.-ita ~ re('.ente e !-lt' l'int"t'rvenl.o è sta ~ o comp~et.o, che non esistano genni e la. riunione :-;i pos~;a compiere per pri n w.. Del resto ~ètppiarr·o pure che non è IWrl'iò as:-:olntn.mNltP necessarifL la sterilit-à completa » . In ogni modo. dil;ponendo di m+>zzi adatti, mi :sembra consigliabile, il sistema adopera-to dal prof. B:tlllo Rossi nel Ill'imo OSl1eita-le chi1 urgico " Città di J\lilano ''· Nella nutggtontnza, d(•i Msi v~'niva hlsciato iu nno o più punh <l<>lla fenta snturat.n u11 drenaggro filiforme costituito da un piccolo fm.;cio di nini di Pirenz('. al doppio sc:opo : di favorire il deflusso all'esterno della s i('l'08ità o del sangue c he e'ventualmente si r ll<:cogli<•ssero sott.o la su tura <· insi('tne di potere·, estraendo qtwsti fiU ad uno arf nno dopo 6, 12, 24 ore, et"i:ettua.rE' dei prclevfmwnt i di secmto dalla. profondità della. ferita per un controllo bat. t.l'rio~-;eopico metodico. In ca...o di presenza di streptococchi è consiglia.bile l 'immerlia ta riapertura della [erita-. Quando si abbia dubbio, per ragioni diverse, sull 'efficacia. della cul'a llleCC'-anica profi lattiNt, ovvcw pet· eontingenze d i servizio non s i llossa seguire il fC'rito, ::tllora. è consiglia bile praticare un lasso zaffamento a,<;ett.ico, drenando il midollo, salvo a suturare in secondo tempo, quando le condizioni favorevoli locali e contingenziali lo permet.tano. Tanto. anche non sntnra.ndo, nei casi di decorso asettico che costituis<·ono l!t norma, se lll cma. profilattic;.~, è sta.ta tecnicamente ben condotta. e la cura consN-


600

TRATTA)IE:>i'I'O E SC:O~IB~;no DEl FHA1•rL•HATl DEl!Lf .\.ll1'1 IN I!UERIU

v a t i va. i' appropriata, i11 ::r<•nt-r<' la f<'r ita d<•lle parLi molli f-;a ri\. d('atrir.z;IIH prillla cl<•lllt c·onf-;olidazion<' d el ca llo che rir.hiedP per lo meno due o t.re nw~i. f n ogni modo qnalc lw punto di ~ut. urn pt>r n·st ringPTP la :<HpPI'fìCie rllwnt :! , in tali c·:h;i, è> :<Pill}Jl'P utile.

· Tale JJJl'lodo f'O!l~PlTativo può d:wc ott.imi tisult<lti nnllP ft·rih· J'ratt ure da furile con J1i(•toli fori d 'iugrcsso e <li t'gn•~s o , a n r.h<' cnn IN;ioni ossee piuttosto v i,.;t(ISl' . Q ual<: IH• volta è utile ~uwh<' n<'i s(•toni d <1 palll!l tl' rl i s hra.p1wls-; o pieeo!P S(' h~' l!g'l' di g •·ant~tH ('On lc-;ioni O:<Ht'e non l'Ciata n ti :t ft• rite e~o;ternt' minime. -~"ll'a pplie az illn(' di t a lr Ul('todo i> nec·t•ss;nio, :;Jwcia lnwute nei primi 1.dorni, una l'ontinmt cd ol'ulata vi_gilanza, poid11' lt• soqH'l'sP "ono sem pre p o:;sibili an<'IIP in t;tli fprite (· ht• onlinariauwntP P\'Oi vono <'Oli rleec,t>=O <llWtt ÌC'O. Infa tt i nell<' fer·if.l•·fr<ltt un· int erPssa Hti i capi a l'1il'olari, parti<>ol:.rnwntc n<•l ginoc(·hio. sono fatili i vl'r:;;fl m l'llt·i ematiri, eh~ ì• x·~mpn' lwn~· aspirare• S<' asxumono proporr.ioni un p ò ae<·t>ntuate . E non eli rado è ll <'f'<'~­ sario ri{Wt<•n• l'axpi r.. udo n e piÌl ' olte, !<Pguita. o nwun <la init>r.ioni di liquidi modifìt:atori (<>tt•rr, l'tN<· i•)<I<IIO: eten• iodofo•'lllic·o, N·c.). N e l r ('Vl'Il ien:t.ll li j l'O Ili pliC;I zio n i flogi:;t'ic.ht•. S('lll p re pnssi bili. n o n <·xseutlo, come < ' b Nl n oto, nt'J! JHII'C' if• rerih• da fu ('i h• c~o n le moda lit :\ <l<·:·writ.t? m ai comple t·u ,lle l'tl' st.erili , no n bisog na in t.t•HtHr..;i m·JL·n..;tl'nsionismo che p otre h bi.' ri u::;d re disa"tro~o f' IH'j)}HII'P ncenn te n t a l'si rh•i xP mpli c~ sbri~Jianwnti cb<' non r oggiun gono Jll<li lo sc·oJw: ma bi!';of!tl<l subito int:Nvc11ire con la -;<:lwg-g<·<·tomin. complet:r t·itard a rn •·on k mo<illiità clc::;cri tte in prosi<'gu o.

(' -

EXJ·;HE:'l.

t)uando 1:1 fnll tura ?• tnoltu <'slt-:<'1 ton \':l>:t o spappo l:tmento dellt' parti molli P h•sioni \':ts;lli lo' JH\t·vc,st>, (' inutilP f<tl'l' 1\•nlali\·i di conselT:t ziont•. In q uPs( <' con d ir.iou i In. porzitmc• 11 ist<IIP (it•ll' art,o, e a ncrt>n <Hulosi. ru <'• l'OillJ)l'Ollll'tl'el'(', P<'l' lo S\'Ìluppo d l•ll'i n l'1•7.inne ga.~sos:r, la vit.n d t>l fNito. Jn quPsti l'aHi t' huona J't•go la t•>wguire l'amp nt ar.iru.<' a;::portando tu(.t<' !1· p <l r'ti mol li •·nn t ns<' !' n•golarir.r.aurlo il ntonNtll!' pmssim:llt• d i frat(,ura in IIIIH IO tla f:ne un 1Tar t an tt'll to ('rlmph·to pt•o ti lat.tic·n c·ourm l'infi'Zivlll'. Tn <pwst i ('a-<i, t'O II\1' 1\l'll '' n•g-olari:t.~.aziont• tki mOllroui })('! <·ol pi mutilanti, Jli'(Hlotti da ~ros,;t• "'l·hl•ggl> fii grallafa o di hn111h~· . si p uò pr,tli<':lr<' la :<u t.uru C'OlllJlkLa Il!• l lH'I'iodo pr·•in l'l'11 i \·o, i n gPn<•rr lWllt> prime ::! ·~ nn• ; ;tlfriuwnt.i trattanwuto n1wrto c) qua:<i in primo t<'ltiJHI.


THA1T.U!f:KTO E .'l!:O)tRERO DEI F"r!A1v!'L' RATI

O~;(;L[ .\liTI

1:-: (;"f"J-:RHA

001

Trattamento delle infezioni. l. t;('IIEG(iECTO~IIA :-iOTTOPE!tfOs·n :A IU'l'AJ{D ATA O ~E<'O:"DA il l A. Purtroppo nei feriti (li f!tt<'rra, per ragioni indipendenti du ogni volontà , non sempre è poxsibil!' fare il trattamento chirurgico d e t crsi v o JH'e<·om•, l'unico ,·<'ramcntc prolilattico contro le ioft>zioni, c ùi nc•cessità. allora hi!':ogna riconere a.) trattamento ritardato nel co!>ì detto p .eriodo intrafPb· hl'ilf'. ()tHlnùo cioè l'infezione, tauto facile •l svilupparsi nella maggioranza ùellc fp,·itt--frntturt> di guen<J, ~già conclamata. Ta.it' rondotta alk· volH• può essNe imposta, oltre <·hP da inPvitabili ritardi di tra.sporto. JH! l' ragioni n1ilitari o logisticlw, ancht' dalle condi· zioni dPlla f<>ri ta (tn1gitti di.fficili à<l <'s plo,·an·, perc.hè multipli (• t.orluosi, lt·.~ione éti V<-~si i m p oti a n ti, N:(·.) ù del ft•ri t.o (<·o n com i tanti gravi )(•sion i cl i a l tTi org,mi, gra v(' .:hoe k t.ru u ma ti('O. grave arwm ia. C('C'. ) 1 c h e non <·on. sl'nt·ono un intt•rvrnt·o immNlhtto di nna CNia ent·ità. La eondol t a di'l <'hirurgo , nel periodo d 'infeziont>, c]p,·'<•ssen· p i t't radicali- ancora c·lwn0l primo periodo an ti flogistico. Gli ;;briglia m :n ti puri e s<'lll· 11liri, pf'i' qnant.o esf;p:-;i, non sono ~utlìcienti ;Id arrE>st.nn• r vincer!' il prQ· <'<'~"o inf<>1ti ,·o, spc•sso molt.o viru lento. I tessuti devitalizzai i, Jas(·i,lt.i in ,;if.o, eost i t ui:-;rono un buon rN r<'ll() di eult.ura di'i nnrni'I'O'>i gc•rmi in l'd.ti vi tl':nport.ut i vi dai proiett.ili 1 sfH.•ri·11nwrH<· n·artigliPria. ~è d('\\' r·; t,rrwrsi ('h t• 1 H de bt•Jlarc i l 1•1'0('('-;s() in fef.tiYn, nll~;l l'USO d t'))(' d i \'(>l'st' >IO Ili· zioni anr.i::;<>ttic•lw o nu•no propo.-;1,<' . !1:1 rHia esperienr.a I'OllfC1'11Hl quell a di 111olti altri f'IH• <'-'>'<' ri(•.;cono utili :-;olo quando pn•r(•(}p hl det.crsione nwe· <::tnira. E po,;so anclw aft('l'man· JH'l' lur g.t Ps]wrirnza l·lw , riuscendo a !JOI'N fa •·e c· o n il l'>ist ori , con i l d i:-;1 ace a· prr;o,-t io t ag:iL•n ~l:' t' con i l· e u c·<· h i <l io, ltll<l compiC'1·.a a,-.por1 aziorw dt•i te!-;suti 11l'('l'<h:tt i o nt•troxa bili, <:on una c·onvPn ieutP mrdir.a1 unt a.:.:cint! a :-;i po..;sono ri~>par miare i ht\";1ggi. H o P-:perinwn tato ;\tlC'Ill' " f'tJ.t,o ~pc•ri nH•tJt.a.r~· ai nti<>i a'lsistt>nh i divet'li sit•ri <• ntrclni aut ipiog;·ni, nn purtroppo tut !.i un:l!limi si:rmo r imasti dubt·,iosi ,.:uiJa. loro l'P<tl(:' effic<-~ti:t, almeno tli quelli <'IH• :n·cvamo di:-;ponibili. t ~n ndudrndo, anche nC'l periodo infetti vo, è n<>t<•ssario far<• un tr·atht· ttH' ni.o il piit c•ompld.o po,sibil<' in m odo aa pot<'l' ampianwnt.e drC'nare la

pn• tP. J\ s p orbtY.iotH', quindi. di t ut.t<• l<' parti molli c·o.Jtusc• d(•i fori c d<'l 1t'<lgitt.o; rimo;.:ion<• di t utti i corpi (':-;irarwi, ùf'gli emntonri, sbri:rliantc•nti opportuni spr·onùo i ntpport.i anfll omi<•i cl<'ll:t H',\!Ìone; schrggt'CIOIIIÌll r·omplcta ..;ottopt'I'iost ,·ù ancor piì1 aruuraln tli quella primitiva, poi<· hl·, in i.:tle p~riodo, i fl'arnrnC'nt.i prr il processo di o:<t.Pit·. e in atto sono in preda. a nt•(·r·o:-:i <> qHindi vanno tutti n~pùrbt· i; rasrhianrc•tlto e ca. utcri~r.zazion<• r·on il Paqm•lin llc·i mon('oni n•xi<lui. l Al ;;t!H•g;,rN·torllia so1topt>rio~l<'a, in t.a]e pt•I'ÌOil O 1'- più [a{'Ì)Ì[ala J>Pl' J'isj)('S>;ÌIII(·I110 ftt)gi~;ti<'O dt>J ])C'l'ÌO;..tio, il qua,k età 1n nllre nwggiorP atlid;tttu•nto di r ·gl'rwr:u!:ione oxs<•a per J'aunt<'ll· rata ati i vità os1(•o-gNwt.ira (Oilil'r e Fa.raheufr). Na.t.uralmr.nte 1 in tale periodo, il tr:tit.;t nu•nto <:O]lx~>:·u ti \'o dPv·e:-;s<'l't' "Pmpre :-t.p<•rto (cura Carrell, nwdicattll'<l ast·iutta, ec·<·.) e r·ieoJTen• solo,

..


602

TRATTAlfJ•:NTO E g~:OMBP.RO DEl FRATTUTlATJ DEC: LT ARTI IN C: l ' .ERRA

dopo domata r infer.inm•, xe è il caso c dopo gli Of).lJOrtuni acccrt.nnwnti batterioscopici noti, alla lint ur:l s.ccondaria.. ~l

:?. À:UPl"l'M~IONI SECO~DMUE. - IJe indicazioni delle amputar.ioni secondarie pos;.;ono essere precoci e tardive. Co!'ì le amputazioni ;.;ccon(!arie precoci s'impogono qua.ndo, n('ì t.entativi dì cons<.'rvazlone eli arti, insm·gono rapida mcntt• infezioni gaRsOS(' dif(tt~e. o cancren(' asfittiche. Altn' indica,zioni xono f'Ostituite da. canc:rene ga,.;sose ma~sivc ::;viluppat.esi per la mancata cura dovuta al ritardato traxporto ovvero p<>r la cunl chirurgina ineompldn, limitata pe r necessità p<.'r le !(•,;ioni lllttltiple e gravi <'O<';.;i>;ten t.i. Se k' infezioni gassose sono limitM<' (flem moue g-aiisoso) sono sufficienti gli ampi shriglillmenti con la rimozione d<.'i t<'>;snti llE>f'rotici, corpi e,.,tra1wi, <>cectera, c le nwdicatur<' con soluzione cl"ipoclorito. Se invece la cancn•n;~ gassosll, nelle :>HE' diverse forme, è estes:J <t tutt,a J:J, periferia df'll'arto o qnnsi, l'unico mezzo di ~alvezza, sebhene anch'esso spf'sso insuftìcientt>. i" costituito dalla. dt'molizionc rapida. fino ai t<·s~uti sani. I chirurgi francesi, n<•l ~weondo Congrl's,.;o internazionale di medicina e farmacia militare, tenuto a Homa o el maggio 19~3, hanno sostenuto eh l· la lotta contro gli a.THtHoùi, provocatori della cancrena gas!';osa, in ha:-;e ai risultati della. loro esperienza, è st·at.a risoluta con l'impi<>go preventivo del ,.,iero ant.ianaerobico. (( A l'heure près<>nte nous }louvon,.; considcrer comme acquise la pr(~scrvation contre ln g;lngrène ga7-eus(' grftc!' à. la sitirotbera.pie a.ntigangreneuse (l) ''· Gl'italiani (('accia f' Grixoni) ed i rappres <'n1,anti inglN;i non hanno cond iviso peri) tale ottimi:<mo, al quale hanno aderito i rnpprcsentanti helgi. In ogni modo, tutti però sono coMordi che il p t·inci}Jale lll"<•sirlio del ff'rito è la cura chirurgica rhe non deve mai ritardarsi . Alt.ra indicazione di amputazione è costituita òalle ostco-mit>liti setJ',idlc gravissime d~·l frmore . Le ostro-mieliti delle altre o: sa lunghi.' snno rneno gr::tvi ed in genHe si esauriscono con la. cura. conservativa. Tnv('('(,' le ostco-mi<>lit.i femorali, data la :->C<'ll'sa. r·esistenza individuale, <'O!Hil'<'Utiva. ai grllvi <li,.:llgi òd >:CJlrhlto in c:unpap:na , lllle vol1·p non :-u' N' lliH\l1n :1

migliorare. L 'abt.ondaut.e suppurazion<' an('mizza e dcp<'ri~cP pro l!res~inl!lwntt­ il fc•rit.o, min..m<lonl' gli organi più d<'Jieat.i (<lc•gt>n<>raziolll' :nniloitle). In tali rasi, x!' non ~i prende lJIHI ùf'cisione a t(•mpo OJll>Ortuno, ll<'ppure l'ir:t<·n·<·nto d<'molit i,·o rìt.ardat.o varrà a scongiurarP il <lN·Ps:-·o. Jnl'atti. in llll e<•r'f o IWriodo d<'lla nostra gucna. jt<'l' In xon•rchiH r<'azionP :Il le ampu tazioni a bhondau t i rl<>i -primi t.empi ùl'lla c·an1pagna si t> nlqmmto i'~age­ ralo nc· lla ('ura r on,:('l'\'a1i,·a c•d (• dirninuitn ('osì la f-i'ati,:tien d<'lle arnpu1azioni, 111:1 ù :u·c·rl',:c·i lt1 a doloro,:nm<'n t P q tiPI hl de'i ch•<·<•;o;si, r0nsc•ru t i \"i <~llt• gravi in l'1·zioni. l,n prat i(·H rd il >'<\IlO ('l'itt·J·in dPi chiruq.{i tkll:t :~.on ;J (li gu<'l'T:l h<1 prl'"lo r inw~so h· ro,.;l' !Wlla gin,.;ta d a nlzinrcalc'.

( t) . ! Il i l{r·l TI ( 'rlllgr. l l t!r n•II Z. di .ll r·d . c F orli/. militr1r''· \ 'ol. f. pn:;r. :;:! •

•


·rR.A'M'A:II:E"'TO F. St:tnlJH;QO DEl FltATTURATf Dw:Lt ARTI 1:-i <:rERRA

6()3

Tsiel'i ed i vacci.ti contro i piogeni, per paren concorde, si 1;ono dùnostra.t-i poco effie~lci o :-iamo completa.mente rli1;armati cont.ro lo strepto-

cocco che è il pri ncipale respon~abile d elle gravi infezioni "f'ttiche. n i;iero veràmenLc efficac(•, "l'I n eiò l'nccot·do è unaninw, ò ~.:olo quello aor.iteta.nif·o, specialnwnt.c !)roventi vo .

Trattamento ortopedico. )folto è :;tato ~C'ritto e n•alizr.ato i-\ U questo importantt:' argonwnt.o nell"nltima grande guerra. fo non ho neppure la pretesa di enUJnerare tutti i diversi a.ppa.rE'echi eseogitati nellt' diverse Nazioni per ri<>olver e ·rassillantt· problema della contenzione e del trasporto dei frattumti, mi limiterò ad U(!Cen nare solo qli(~Jii pirì importanti c he banno fatto buona. prova all'atto pra.tico comE> appa.recC'hi di eontenzione, di trat.tament.o o di tra~­ porto e che ritengo consigli~tbili per l'avvenire. Cer1~u molti progressi sono stati compiuti durante il periodo della g.mnde guerra e possiamo affermare con CO!;Cienza che, ne::rli ult-imi anni della, campagna, la questione della cura meccanica era stata brillantemente risoluta in tutte le Nazioni. Il t.rattamento ortopedico dei fratturati ha lo scopo precipuo di re ndere la fum:ione a ll 'arto cutato. Nelle frat.tnre aperte un tale problema incontra d i fficolt.~~ non indiJierenti, quando esi;,t.uno IE>nc;ioni specia lmen te multiple l'd e:-:tf',<>E> e che richiedono medi<:azioni più o meno frequenti. Tra gli innnmere>oli apparecchi escogitati o riesumati per la oirco~<ta nza , io pa-sserò in rassegna i più comuni e frequenti.

A -

APPt.RECCRl GESSA1'f.

1/apparecehio g<'s:-;ato, qmwdo è possibile 3J>plicarlo, cost.ituisce umt b uona rismsa t ant o con1e. a.pparecehio di contenzione che di tra~porto. L<' nwd ic·a t.ure rit>scono indolori ed i trmsporti :-;ono ben sopportati. Purtroppo <.'he l'a,ppareCchio gessa.to, S}WeialmentC SC applicato in primO tcwpo, può da.r luogo a d il.lConvcnicnti non liE>.,.·i, poichè, per qua.n to fenestrato, nun permette sufficientemente di controllare la regione ferit~t. Nò è consiglia.nilc xostituire gli appa.·ecchi gt•!;:;ati fe.nest.ra.t i con HJliHlfeccbi gp:.;sat i così dl'tti a. 11ont-t- c.on anse di forma. e materiale diverso. Essi, è \-ero, pref;Pntano il nHH aggio della facile mt•<lica.tura, sono ])iìt agcvolrnt"ntc t enut i pulit i: pt>rò h<tnno il serio ineonvenif•nte della cattiva rontt.'nziolJC di'i (rammenti, che Uf' Consiglia ùefinit ivi:.JHent.e rahhandono per le noJ;cvoli d+'[ormazioni riscontrate in segnit.o all 'uso. Inoltre, gli app(trecchi gPssat.i ha nno l'inconYf'nicnte di irnmobilizr.nre le an icolar.ioni sopra e s(•tt.ostnnt;i alla fra ttura con il (lon,;egueute ostacolo alla. rapida rcint<>grar.ione ftlllr.ionaiP. lJa formazione del ca.llo, anche per dò vicne ritanlat.H, poiC'liè è nn hdto, Ol'<Hmli bPn ncqt>iRito,


60-l

TRATTJ"'~li·::-<TO F: SllOMllF.RO D:E r FRAT'lTRATI DE~:LI A1t'l'L lX CUE RRA

c he la mobili~za~ione dci membri fratt.urati t.ra gli n Itri vantaggi, pol'i sicd<· quello :wt•he di attivare la formazion<' e la <'onsolidazione dE'l ca llo. Adunque, l"apparccchio gessato l:ìi può <1ppliMre in primo tempo solo ai f ratt urat i, <· urati con l 'a.;;tens ione, n t• Ila l'l lll>llOsi zio ne d i un possibile d ecorso as<'ttico. Pt~ rò la durata non de,•e p r otrarsi mai ccce:-;sivamente, anclw q uanuo il dN·(H'so proseg-tte a~ett.ico. E eonsiglia bile, dopo un certo p e riodo, negli ospedali delle ret rov ic, sostitnir e <tll 'apJHtrecchio gessato quello ad es1;1:'mdone continua, <'on il quale i'l posl'libile l'inizio d ella mohiliz~azionf'. ovvero gli apparec<"hi ambulat.ori (Mod. B. R.oMù o di D<'lbet p<'r coscia e gil m ba). Inoltre, gli a pparecchi ge!'lsati possono ess<'re a pplicati Uef!li op<·rMi <:he d econono aH·tticament.t> come apparecdù contentivi pN lo ~gom bero. Però ne1 femorali d1 norma è utile applicarlo m narcosi , con controllo radiografico, s u tavolo ort.opPdi co, t ipo ::'<"hede . A tal~ scopo, potendo d iJ't)Orn• th mezr.i a datt i, è <:onsiglia bile il h•tt.o di Ke hede rnodifìcat.o ed adottato d a Gavazzeoi a l tav olo fTocoscopico, adoperato nell'ambub111za ehi rmgi<·a n.~ . diretta cln.l prof. Ah•ssa ndri, <'h<' ne rii<•va i vant.nggi.

B -

D OCCE.

lJ<' dot:ce metnlli<'IH' di filo di f(•no (tipo HonnP1) po:-:so no riuseirf' utili nelle frattun• s<•nza :-:post·a me n t o dei frn m menti, spt><:.ia l men 1e ne lle fe rì ti:' art.icolari con l<•s ioni ossN• iJJ<'omplPte. Esse, di facile applicazione, pcrnwttouo inoltr<> agPvultu~>ntt> h1 tnedieaziooe e la mobilizza.zione d ell'arto. N'Pil E' nostr(;' dottlzioni d egli os jwdali da <•ampo D<' t"sistono 4 t.ipi, 2 p<'r gli }\1'1 i s npt•riori , 2 JWr gli arti in fE-riori. Xegli arti s nrH'tiori esi,.,t<• un tipo di doc<:ia per <wa mbra.ccio e mano 1lestra t> sinistra, ed una doccia d etta pPr art.o Ruperiore dest.r a <> sinistra (quindi 4 vnriPtà). La doccia per arto supNiore, per l e fr:H tnre omera.li , non currispo11de, perch i' con essa. non ?! possibili' una buonH. contenzione dei fra mnwnti, ma n c;: n do l 'a ppoggio nel! 'a.:o:<"ell:.t· o n e lmon<"on<• della sp a lla. Quella per a ,-:tmbrac<:io e m a no, oltrr ad es:<er<' ingombrante, an<:b 'ef>sa non riRponde a llo ~;copo di un a bnona contt·n~ione 1l<'lle fratture doppi<' df'll'a\•a mhra<:l·io , JWI'<·hè i bordi d('lia doc(.'ia o~ta('.o l nno n.na fa.sciat.nra <·ont<'n( iva. (~n indi Il• do <:C~(;' JH'r l'a rto snpcrion •. IH'r h' r<~g ioni dette, doYr<'bh<·ro t·~:-:<'n' <lboli1<' <· pot.rPhbero <·:-:st>re utilmen t~;> so:-;tituite da un a.ppan•<·('hio unit·o di filo di ft·rro piatto angolato, t•gualf' n elle due fa ce<:', da :--e rYil'~> JW I' gorllifo, nnH1lbra<·<·io e mano. 'l'alt• nppar<•cchio unico è poco ingomhran t.l•, sc•rn:• incl iiT<·r·l'n1f' tlll'll te J><'l' i due lat i f' può a vere una più larg-a Hppli c·aziolll' d('ll e quat.no v:nil'tà ]Wl' arto RnJ)t>rio1·e rsistenti nell<> no:-;tr·<' dma zioni . Pl'rù ('O~ ì nwd i li1•at n nn tal<• appan·C"<'hio di filo di ferro angnlarr-, d o\TPhlw t'lc·ncarsi fra l<· ~tN·I· It e o fpJ·nlt•. P <•r g-li nrti inf~;>riori Psi:-:tonQ lWIIt• dot azioni d<•gli OS)J('{lali d a C"a rnpo anf'i•<• <l ut• 1 ìpi di docee. una }l('T ba d no c CO!'(·ia, de:-;1 ra e sini~tra, una pPr g .lluha t' p it·cl<'. TI ti po ]Jf'l' ha c·ino (• <'Ostia non risponde a llù ilCOp o cd è mnltn Ìllgtllllhralltt'. \ ' edrt'lllO fl t al ]ll'Oj>Osi(O q11ali HJlJl<ll'N"(•)Ji J'espericn~a 1ll·lla guNra ha rlimo..;tralo utili. J/<~111'0 t.ipn 1li drwei;t JWI' g<~ mba e pi<'d<•


TftATTA:\lENTO E S00)1BERO DEl FltAT'I'l' RATl OE(~Ll ART! lX C: t:J<:HRA

(ìfl.)

dte si può adopNnre a nche pN il ginocchio, purcht'> un p o · piì1 lungo, r,onserva sempre i s uoi buoni va.nta.Q:gi, negli ospedali d a. ca mpo, per le fmttnre incomplete s pecie articolari, ed in quelle comph~'te di nn osso sol o . Lf' doccE:' gessat.e possono avere le m ed esim e iudica.zio·ni; però es:st• va ono soggette (o,cilmente ad insndicinrsi e quindi a ra.mmo!Hrsi, con dife tto ('011 l'f'gu~nte di mancanza rli solidità. Per tali ragioni sono sta,tf\ J)OCO uxatP nell' nltin al. gnerrn. infatti con 111olt a opportunità, ne .ll e tlostre dot.nzioni, ~ono stat(• abolit<'.

C-

STECCHE -

FERUJ.E -

Ci.' EJ,E ::U:E'rALUCitE.

T ali a ppare<'dù sono i pitt ~(·utpli(:i E' sono quelli che possono J·<·ndet·e maJ!giori servizi nel primo socc·o1'so dei t'ntt.tumti, s p e(•ialmente nei post i di llledicn.zionc reggimentali e tli ha.tta::dinn<'. Solamen t<' !ì!l rf' bhe ut ih• sem Jllilitn.rli !llolto, riducendoli a t i}Ji ùen det(•nuina.t.i Nl uniformi per Hrti s n]wriori ed inft'riori. :o;olo cosi t- possibile he n disciplinare tale importante ~t·r·,· i zio c· ht> ta n t i bf'tH'Iici potrehbe appo rta r e a l dN:orso fa ,-o rt>\·ote di fprili rosì numero!;i f' s]wsso gravi. l Jln.s t i di rm•dicazione rPg~imt•ntali che per JH~N'!;~<irà rl eùbono (•ssen' l'<u·ilnwn te spostahili, ]Wl'Cll (> possano assolvf're il loro manda.to ùi ~l ppli­ f'<ll'f-' un appan>r<•hio content,ivo pron•isorio che permet ta il tras por1o rapido dPi l'rat t nra ci. •' nt'c'.('i'ìsa rio eh<• dit;pongano di ln<ttl•riale m o lto st>nl· J)lice, poc-o ingornbntP. ì f', di uxo facile e shrig~tt i vo . . \ t a l(' scopo c·onispondono b Pn<' lE> t(-'le meta.!l il'lrt>. Es~o;e s i ]lOsso no

utilizzaJ'(' 1·onw fNule e eome do cer, preparate già o da prep:.u arsi rwl monwnt.o d <' ll'uso. )l'elle no;,;trC' dol~ azio ni rf'ggimentali +' di battaglionP 111olto (Jpport nu ame n te (•ssP Psistono già :·on f<>ziona t<' in pr <•<:<'<lt'Ozil, pron tt• lH'l' l'uso. JJ~' rwst.r<' sono sra~na 1e ecl or IMe e ve n t• sono pr<'Jlarat e pt>r ln·ae<'io , <t\'atuhrar·~·io ('m ano, bac>ino f' toscia , ginocchio e g~1 m ba . Xegli art.i in f(• riori i :.! i ipi pc•l vi -<·rnr<~l <' (d est'nato a immobilir.r.are h;l(·i no (' c·oscia) e d t·l ~inocC"hio t• p:a tnha (per l'immobi lir.zn.zione d('lle rratt ll l'f' <le i ginocchio, !!ambi! e pif'rlr) po:-;sono comlrinars i 0\' 1 mcdt'simo arto f' < ~nsì rrali zzare un ~l· sutfi.cif' nt<.• immobilizr.azionf' provvh;oria. A ltro gran de nmtH:!gio di qut·st.o s iste ma srmpliet• d 'immobilizza,.iorw è quello di potPr "'pplieate nc llf' s{•zioni di s;Hlità, nn rtpp<ll'ètchi o eon l N'l t i vo di efficac·i;l incti:-;<:nxsa, com<• quello Thomas., ciò cJw vedremo in Jli'Osieguo, ~>Pnz a r·illlttOYen• l'a pparecchio provvi~orio dei post.: .rrggimcntali o di battaglione. Bem' corri:-;ponùono a n che, corlw ~tpp aret:chi pt·ovvil"ori, l <> st<'cche ]Ja llll<lri picc:ole, lunglw f'<i articolate per fratture delle !ll a ni. a van1brace io e gomit;o. P<'r il hra.cc·io sono d;t rig<• t t a rxi le st.f'cchE' di IPgno a n che c·om~> a1Jpareccbi provvi!'iori. P r r gli arti inferiori corrispondono b(' t:e, !'emprc eome appa rE>cehi 1)1'on-isori pt>r tras port o, le sf.pl·C:h<· lunghE' laterali est<>J'lH' a lla Maf' Ewen J•Pr le l'ra lt ure (li eosc.ia 1-\ le ::t.t'C<'Ile poste.rior i eon plan1<11'<> ver lefrattur" dl'l g inocchio, gnmba e J•Ì(•d <'. A.n<'hf' il cartone moclella.to uelwomenf o d e ll'uso a. :;f:p(·Cht' o a d oe('e , ]Jnò Pxsf'!'E' ut ilt• p lé'r a ppar<'cch i pro,·visori di haam·a dPII'arl o xnJw· r !ore.


T.J -

APP.\BF.CCJII ,\D E::\TE:\:->101'\E CO"'TINL\ .

(~111 '><1 i n pJ>art·t·<·hi <·l w ·1nn t o xi :<ono Jlt'rl"l'zion;ll i dunln1 P la gut•l'J'<t e thr un<t c·oxì lwrwfit:a inflnrnza ltanno <':<('n·i1aro, rwgli nltimi a llni lli t•s:-a, su l hHtlll alu b• nwn t-o dei fral'1- nra1 i, llH'l'i1 ano sp0(·ialt• nll'nzione. S<'lia J'id uzion<• eh• l l(• fra t t ur<' Pxislt' ttna {·C•lta po,.;izioiiP rle!Ltrto, llt·lla qn;tlt- si può oth•n<•re 1111 massirno n•ndirnento di riduzione e cont enziont•. l~ il t·osì d 1"1 i o a H<<' l!~ i a 11 H'lll o at:a Ili<\ 1i e o, C0111L' con t>:;;presxiont• ft• -· lit·l' lo ha ddi,lito il prof. Dal la \'<>dova, il qmtl<• ricluc<.' alminirno la som 1n<L th•llt• tt•nsioni 11111:-<·ol ari fisiolog-i<·lt"' <:lw xi P><Prcitano xu tìi un :<E'g11wnto di art o,<' quindi :JIH·ht• sui frarllllll'll . i tli fraH 11ra quaurlo ((lll'l-(10 sia. int.l'rrotto. E i nst)IIIIIW la p o..: i r-ione d i ri p0o.;o li ·doloj!il'a dE'i mus(·o l i. n<'lh~ qua l<• la ar.ioll<' <iPlln loro rontrati il it~ t'tl ei a~ . it·i i à, (·ht' tllnlo rontrib nisre a Cl'I'<H'l' t· rHa11ll'l1t:>l'<' to s postaHiento ùt•i frarmut·nti, è ridotta al minimo. Pm· ogni rrai t.unt cliafi,.;aria f'sist l' una posizionP :H'<tlll<ltil'a. RP s i ric•scP a const'r\':trla, la [una Ili trar-ione llNwsx:triu p('r nt ~uJtt•nere la currezionc i! mol1 o minor(' ùt•lla ir;lr.ic)llt> c·h<' o<'rorrr r·ehbe JH'r v in cl'rc la. r<·si<;trnza (](•i mu!;('oli in contrazion<• od aut·lw ii<•mpli<·t·mento allo stato di tNlsion<• . P(•t ogni frat.turn dinlisaria aduii(JII<·, bisogna risolvere un problema di fi"iologia muscola rE' c.lw ridtieùl' una r<Hro,.,c·enza pre<'i»a dellt> inserzioni e dP.lle funr.ion i dc•i mu~<'nli c he agi,:c·ono l'Ui ùu<· framnH'nti. P<.>r il fc•morP hl soluzion<• i'· facile. ~<·Ile frattun• d~·l terzo superi.ort• <' ùel tt>no medio, il frall'IHH'nto ~<Up<'riorr è ahclotto, ruota1o in t<•nwlllf'lltll <> ft<'sso. Que:-;tt> deviazioni sono dovu'le all'azionr dE'i muscoli ~lut.ei, dci rot.a to1·i esterni (' del muscolo })soa:s iliaco. Non axt>ndo mezzi pN l)otcr agiTe sul framm<•nto snpN·io1·c, si agiscE' su ll'infNion~, portandolo i n a h<l ur. iont~, rotazione i n t<•nHL è in fll:'s~>ione ~mi bacino. I noltre, si ftE'tte la §!a m ha su li~ t coscia per nwtter<.> in riposo i muscoli tlt•s/o\Ol'i ed il trieipito snrale d1e potrebb<•ro spostare indiE'tro il frammento inferiore. L'att<'ggh•nwnto acamatico è però controindicato n e lle fratture del (·ollo del femon•, dovt• invece l'arto devo <•sxerP posto iiempre in estE'nsioJW, ot.t,C'nendo così lo scopo d i spi ngt·rf." in a vn n t i l'est.remo su peri ore del fra m nwn t o ttia ti sa rio e d i m;m t.<'IWrlo l:iss:.H o eon l·l'O la pan·~.c mll.erior<.• della <·apsnla dist<•sa. ( 'olia t\t>ssioll<' t !t'Ila tosria :-~u l h;ac-ino non :-~oio :'ii favorirc:•hbt:> la tcnd<·nr.a d (•l fnunmC>nto p<'ri[niro a ;wivolarc in *lùietro (specialrnente nelle fnlt1Hrt' ~'"tra<· ap"tliari) <•Ll a vorsi in rotazimw <•slt•f!Hl, ma l'li corre Hncbe il .JH•ri!'olo d i n t. t t·IWI"(' un;l <·cm sol id ;t zio n<' Yi r. iosa <•o l fra mnwn t.o peri [erieo in at.teggiant<>nto !li tlt•so.;iurw rispl'tto a qtwllo <·Pntr;dt" cbe nou st.' lllpre ,.;i :<po:-:1.a JH•IIa st·('""\\ din·r.iorw: (! noto tl'<tltra J1art<· conw. dnr;mt.(' il ]H·riodn tli ri]l<li'H7.iOIH' eli ([1H'X1<• fr;~1turc·, si manil'l'sl·i nn a x<'n,;ihih· t'Pll<lC'IIr.a ;tlla fh·:-:siotH' tlPiln c·o,wia, dw può di\cl·nir(• 1(11 att<'ggianwnLo !isso at11·ltP qnandu l'arto (• stato !llall\l'll\lto JlPl' luugo t<'ll1J!O in l'iitensione (B . .Hoxsi) . Tn ;(!'!!llil o n ril·!•n·llP "JH'l'Ìilll'll t<rli ~111 <·atl:l\·l·rt•. \\'i'l nwnll pntù stahilin• dH'. qualttllqw' sia la ~ l'i\1' dt·lhl frat.l ura u<'llrat l o <·<·JTÌ<·:dl' tkl fPlliOl'('. -.i puù 0t1t•Ht'l't' 1111<1 IH'I'I't·1ta ritlnY.iune l' <·oalt::zimll' dt•i franmwnt,i por1<11Hlu la c•nst·i:l llPII ;t tua:-sima abdnzionc· posxi h iiP. o:-:l'ill:tllll' fra i -1 5t'-550


<><l in rot.aziOJH' int.Prnn. Col primo lllOYinwnto, i muscoli pelvi-trocantPri<·i si rilns<"inno " C·f'~~a no di att il'arc il moncon<> dirdisario verso ralto ed in rotazione t.•st.Prna ; lo t>soaR. gli add uttori f'd il manicot t.o cap~mlan• si t\'ndono e colla loro wnsione contribuiscono a t.cnen• intim<llnPntP <lJ)piÌ('fltt' l<' ~o~upertici di frattun1 dPi . duc rrarnlllt'nti. S<'llf' lrat.t.urc ùelromC'ro il problema de!la riduzione il scmJJlitt•, HlH:hc nelle fmtture del collo anat.omico. Jn questo caso i musroli rot.aLori (sopra e sottospinof.:o, piccolo rotondo) fan no fa re alla 1est a un movivi mento di rotazione estl'rna, proi<>ttando in fnori la superficie frattura ta.Il moncone distale inv<>ct> pPt' il proprio p<'>iO e per l'azione d<•l gran JWttoralc e del grau<ic rotondo suhi>~cr nna rotazione interna. q,wste deviazioni dei frHmnwnti ('sigono per il combacimuento dc.lle :mperfici fr at.t.urate che sia Jiss~lt,o il braecio .in abd nzione di !)Qo ed in rota zio ne esterna d i 18ti)o (Taddei ), facendo co>~ì iHesa. ll<'l' la correzione snlt framln<•nto diathario, <'s:-wndo impo;.;sibile l:~i rc std piccolo e profoncl.o fntmmento epi.fi:-;a.rio :mperiorè. n problP.ma della frattura del radio invec(', è molt o più complicato. :Nel radio sono i mu~coli rotatori che. compiono la funz ione più importante i eoRì illlron atore rotondo compie. la. sua funzione quando ilTadio t\ intP{FO; in c:n·:o di frnttnnl invt>r.e, Psso sposta verso il cubit o, nello spazio iltt(•ross<'o, il frammen to s ul quale s'iu:serisce. Per t>vitare que:-.t.'azion~ 11 r)t'Ì va, biso~m1 tltet.t ere il m m· colo in ript>so, flettendo l'<t\.-a m braccio s1tl hmcc·io. Inolt-re, agiscono a ltri muscl)li; l:iul frammento s upNior<' il bici! pit<· ed il cort o supina.tore, snll'inferiore il pronaton• fJnadrRto , l'aziotw tlt•l fJIHtle è cornbnttut a dalla posizione in supi n azione della mano. Insomma, è n<>cessario sUtbilire, t.enendo conto del punt.o fra1;turato, qualr posizione corrispond(• nwglio al riposo fi:.-iologico di t utti ·i muY<coli . LI più delle volt·l' eoni~JWTHle la J>O.:>izione in flessione del! 'a va m braccio sul hraceio, tlt>~>~iont· ed a b<l u zio ne eu bi tale de'Ila. ma no e po~iziono i n t,erntt•tlia. fl'a la l'l'Ona;~,ion e 1• la supinazione. I;a forza di i t'<t zionC' IH'<'Pssaria alla dd uzione ed alla contE>nzion<> i''! ri<l•lt t <~· <·osì al minim-o (·on l 'att<'~giamento aramatic:o, come hu ben dimo"ll'Hto lo httppin$!C't', l'<lpostolo convinto di t.alc nwtodo, eon ricc•Tch<> ac.cnnt tr' di nwecauita fhiologiea dei muscoli. II~f;ltt i, s i o-;;i.iNI{' il mcd t• ~imo el'f<'tt.o eon una. trazione di :)-6 chilogr:unmi s u un feniore IraHur: 1:o, pm;to in posizione acamati<•a ; ed nn:: i:razione di 25-:{0 chilogrannni sul nwde:-;imo arto pos'iJo in JlOsiziOl:<· !'stc·sa. Tale trazione in p osizione aMmat,ic:a, rie:-;ce ancora più etlkace sL~ l'<ll'tn in luogo di ripos<tr(' ;;ul piano delle1 t o è })O>'to in ;;ospension<'. Con l':nto in so:,;pt>nsione la. pol'iizione di ripo>~o mm;c·ol~ne è molto piit facile ad ot.t(•nersi, il fprito si può muovt' r<' ltl!'~lio c n·golare <'l.{li ~;tp:-;~o la posizione migliore. Le mNlit•:tture sono ]Jitl bcilitf.te, la mohiliv.zazion~ s'inro n1i1Wia >~ubito ed il fPril.o c lw non seut.p <lolore, flni~· cp con il div('rtir!ii. a farP i suoi <'i't'rcizi di mohilizzazione. l o ho rP:: l i zz:l t o lll'lla zona d i guena q tH·st<l eur~, fa cC' n d o la t r :· zion~· r·on ~~ Ti>'<'(' !.li (·t·rot. l o ilulla porzimw JWrifcriea dell'ai to fratttm:to e poi so:-;pPn tlendo l'ar1.(1 in pos izione> eli riposo tllu>'colnn' ~ ~~ a m~:<·he improvvis:t t<• eon pt•zzi tli lq!'llQ <' :-;t.,.i::<'<' tli tela t<·~P st•comlo il bisogno.


6/1

TR A TT.Ui f: ~TI) E S(. O)trJ~~HO PEI tltA'l"rL' R.\T I IJE(!J.f AHTI !:" ( : l'ERRA

La j)osizionC> dei fnnnnwnti de,·e essere <·on trol!., [a rctdiograficanwnt'l• •·d in ca;;o òi !'po;;;tanwuto latC>nllE' si pnò agirf• facc>ndo t.razione adatta. in 1nodo da ott<'nen• una buona riltuzion<> e coni e nzionf'. '.fa!P sish·ma di cura si può anelw applielll'<' su apparecl'l!i Thoma~ nwclifkat i. l:t ili moùifieazioni sono c·ertanwn t e quelle apport at<· dal profr~l'lOI'f! Baldo l 'tossi, per l'arto in fE'rior<'. Oltrf' la trar.ione indiretta con i ecro·i l i, con 1111anirntto gl·ssato con aùa ttament.o di staJie di t(•!a, con nosl' muui tt> di i'lta JTe, cer., :;i è anelt<· <l!lorwra t.o . specia lmente nc~gli esPrciti esteri, la trazione dir('tt a. Tali appli<·azioni non sono chr una fi li<'lzione ù<•l chiodo di Codi,·illa nel Ntlcagno. TI piì1 aclopt>rato 1\ :.~ atu il chiodo di ~l'<' inm ann . du: attl'a\.('l'sa i t·ondili fE-morali. Ki ~ usat a anc· he hl ~talla di Finoccltietto, c·lw n ~od:-<·<' per 1Tazionr !lis-<'11a s ulla racda. sup<'rion' <IPl ~al<·a.gno. 'l'ali nH:-t odi hanno incli s<·ttt ibihn<·n~ e lt· loro indi('azioni e p ossono l'end<·J·p o tfimi xt>rvir,i, m a , n<>~li o~p<'dali da campo, li ritengo pococonsi~di<l bili. lo, m·lla zona d i g-uriTa . non li ho 11l<li adopt>rati. ('(mw appnrP<·!·h!o a t rnzinnc t> ot1 im o, <·onw ho gi~·~ ù<>tto, Lq)p<l· l't•c<:hio 'fhotw•x, ma io ritN•go dPbh<l p t indpalnw(l t !' <•s, E'rc u:.;a t o tOlll<' :•ppan•<·<·hil, di tra~porfo <' di na tt<lmento primit i,·o. };'(' <.'~ i ~te nn modello p nr l'nrto ;;uJu•riort• Nl un Jli(Jd<'llo pt·r l'n to in f<•rior<.', clte l'ono ut.ilizr,ahili l'~-' l' t nt t.p l1> fnttt arP d<·~li ;Irti. E,;so si c·ompoiW di òn<> aste di I'N-ro roh•n•lo, più lunglw d<>l llH'lllÙro da immobilizzan•. Alla loro <>str<·· 1n it à. in fNiore lr du0 ast f' r;ono rinnit<• da un ·a.,t a trasvNsa)P nn po' piìL IHn:nt driJ'(•stn·mil:1 infl'riorr ch•ll'nt•to l'i10 eircorH1U. Que~t(' rtue :H;te si a llarl!.tnO man m;I no c·he ri;;ali=<<·onn v<'I'S(I la radice th•lnw mbro; a quel<to li ' '<•il<> ps:o;t' :-;ono r i unitr da 1111 t:l'r<•hio onllarP o ,·attal o, c·he pr<>ndt punto di appotrgio f'u ll'ischio t'la hn: nra isehio-pubic-a al barino; :-;Hl eavo d~:l­ l'asc·pJin w•r il br a<"rio . L ·a~t a es; erna è: p ii1 hlr)!a deirint f'l'IHl, in modo che l'atwllo (':sit u at o obliqt>anwn1t.~ da fuori in d<·nt ro P dall'a lto in ba!;SO. T;e dt!P ;ts!P la t Pntli posson o f'.-;,:er<• riuuite per nw r.r.o di pt'r.zi di fa scia o di w l:t, tlw formarli> :llll ~H·a IH'r far<.> riposare l 'aTt o. Pér il 1nlxport o ed a Ilo sc•opo di a ssi<"untl'<' un :1 <·omplera innnobilità d <•ll'art o si fa una fa~chlhna. l,a (·on1 ro-f'stt>nsinne si <·sc·rdht JH' r nH'zzo dcll'atwllo, s ul h~lrino 1wr la ('()S<' Ì <l , ~~~~ (~H V I) d<·) \';t;; (; (;' Il a JH'l ' il hn\t•f•JQ : )' l'io\ti•IJ:.;iotl!' fl ,;n)lld 0 ('l){'fgt<·;lll)('TII I' 1'1•;;t r<·rni t à infNiorP d<•il'al)Jl:.tn'<Titio . P1•r il f raspor1o la fi~· , azirJ11(• l'i fa JWl' lllPzzo d i una fa:o:(:Ì<I o di un 1 rian_g-ol1J <"lt(· a hbl·a<·l·ia il c·tJll e\ d<·l piPdP o il pol~o.

E -

APl' \l~ECCH(

Df "L\HCL\.

Kono h11o n i g li :IJ•I nm•<·c·IIÌ di H. ]{o:-:si, tli J)t>IIH't, <pwllo a t razione ll H'(·(•H n i l ·~l )lP!' l!l ('O:'f•i:t (' IJIH' liO j.!P>:>:H •O p t•j ' l:l f!:ll!Jhll. _E .;,.: j JWl'Ò f J'OVllllO

l1· loro h1 1111W indi <·<l zinlli IIC'ld i ospednli <1<•111' l'P\ I'O\' Ì<' "' prirl<'ipalm(•Jltl' <kltt•JTitl)rio. i n rr:IJt lll'l' ('(Jll lit•\'(' ~po,..;1; lll)l• l)t o. tli LH·il<' r itlnzioiW, o S(' llZ:l ~ IH1'<1 :tlt)(·l1\ O.


F' -

O :;;TIWSlNTE::ll.

È :-;taht· adop<'ra.ta in I talia ed a.u·estero ma limitata.mente n ella ?.Oll<t di guena. I o l'ho adoper<lta pa rer·<'hio in pacl' ('On vantaggio; una sola. vult,a. in :r.oua di ~n erra e non me ne sono trova t o soddisfatto.

Riteng-o che in zona di guC"rr;l rosteosiutt>:si debb<~ C'ostituire un llH•zzo d i con trn :r. i o n<> t•c•<:e:r.iona le, in cons iderazione prin<'ip a.lnw11 te d<'lla >wanm r(':-;i:-;tenr-a d t'l soldato in ca mpa,g-na t> d elle eondi1.ioni s p('l'iali di ambiente. TR \TTA~JENTO FTNZfùNALE.

La reiu t,(•g-ra:r.ione fnnzional<' d t-Il' a.rto fra t t nnl t o deve costi t n ire hL preo1:c·up<t:done c:o:<tant·e d el chirurgo n el corso del trattament.o di 1ma fratt ura. Egli pcreiò devP c•er<'are di adoperare m ezzi di riduzione e di c·ontc•nzione <'he g li pNIIlCttono la n.wbili:r.zazione prccoc·e dE>ILeartieolazioni vi.ciniol'i all'art.o fratturato. E ciò si può otiPIH'r(' fadlmcntc> usando la tra;done C'ontinna, speeialmt>ntc>. su a.ppareN·.I.Ji a sospensione . 1-\'itH·ominC'ia dapprima la mobilizzazione p-a,-;siva e progrc~siv:tnH.• ntE' l'att.iva. diminuendo la. t rnzione dura n t ~ tali nwnov t·e, che d<>bbono farsi piì.1 volte al giorno. ('osì rf"golandosi, si evitano le rigidi til. articolari, si JJu:tnt·iE'll<' l'elastic· it~L mnscola.r<' ed il periodo di r on \'alesccnza viene sen:-;ibilrU('l1tl' ridotto. I noltre, la rnobilizz;lzioue preco<·e, fa ci lit.ando ~~~ I.Hio nn. r irc:ola ziont• d el· l'arto, attiva, la forma:r.ion e d el <:allo e ne agevola la eonsolida.zione.

Già nel Congresso c:hirnrg iC'o di guerra, te nu to a Bologna 1wl ma.rzo l 91 l , dissi f'l1 e <( il microseopio dell(' [(';;ioni osscc" è l'appa.t'<"cc hio r·adio~trali('O n. Prima di ogni internmt.o, IH'i fr;ltturati. J'('Slt.lll (' c·linico ac·e ura to, pet· qnnnto sotnnuH·io, deve c>sser<> :->empn: int(>grato da C)uello radiografit'o <:> radios<·O t)ic·o. LH prima radiografia d e \·e <'s><f'rP :<<'lllpre fatta n elle due posillioni OI'togon<lli (a.nt.cro- poslt•t·iore P lat<·r:tlf•). S u qu(•>;to purtif'olar<> non s ·insi:o>t(' m a i nbl>a~>t:tnlla. ~ss(' ndo bC"n noto c·.hc> "l'osta11wnti unclu·

fonsiclert1Jr,f.i

pM.~ouo

pnsscu·e i?t088l'l"l'('.ti qtwurto si di.~]JI•tt l' 'li· llllt'

.~or.a

ra rfirJgra.fi a. Lo studio aceura.to delle due radiogralic permetter~. <Ltppre:r.zare l'E>>'<1 t- nsion<• degli sposh1n1cnti ossei ed il ~'<'nso della loro d evia zion e, farìt notare la. pl"l.'sen:r.a di s<·hegge, di t·orpi estran<•i e la loro sitnar.io ne. Da questo esam e il rhirnr:ro ne d('dunà le indh·azioni nece:-;>;arie per il trattamento opcrat.ivo ed nnopedi<'o. P otrà <·osì L'op<>l'a.torc r<:>golarRi }H't lo incisi.oni da es<'g-nire ed a'.Tà una buona ;.:uida per l'est('nsione <lelh~ se hrgg-eC'tom i a. ~t' L t r atbtJm•nto lliC(·('ani<·o t)ermett.erà a l c hirurgo di apprez:~are i

ntovimenti c.: ile Egli den' fare pt'l' l'Ciitituirc all 'arto la sna direzione nor· male e per a rrivare ad una coaHazionc dei fralllmen t i il più chP è poR:-;ibil<' pc•rfetta. La radiogralia pot!'l'l ('s:o;c>r e di guida preziosa sul .~~enNe> di appar N·c·hio da applicar{'.


lnollrl' ~~importante il con;rollo ralliografic·o dopo .l a riduzione e l'np pli r<loÌOJlt' dnll'apparN·chio e nt> l eor"o d el t ra tta mento JH'r poter apportare il r inwdio t'f)kaf:t', i11 ea,;o <li ma11cata riduzimw o di pos;;ibili ;;po;;tallH'JHi uli t'l'i ori. Jl rni~liorarc• 1111<1 r·orr<•Jdone in~uftki<•n i·<' o ron un :lullrPuin di J)(>:-;o o eon una traziorw latet'all', il far<> a tempo leggert> c•m·n•r.!oni tn•r ,;po-:.t,a nwnt.i :-;ovra n ·c·nut i. >'ono tant i PIPnwuti eht> contrihui;;eono efl il-a<·<•utt•ntP allu reintPgrazione an a i ontit·a dd JM·olaio di fr:rt.tttra . lnolt n• la radio_gcatia p <·rnH•tt e di c·on;;ta!aH• l't>volnzione dl'L callo. 0 11 imo a LI l<' sc·opo è l'app<t1'1 'C('hio portai il<' (tipn FPrrt>ro di f'!lY:llh•rl<·:>ne) dv•. duranti' l:r g necra, ha rt> ..;o JlP•' j.alP gc•JJ!'i'P ùi 'll'<l nrui llll ott imo "t' .T ;;.rin. 1~ ;;;o pn•<ruta iuol tn• il pn•gio non indiJr<•r<>ntr di pott'r fa l't' Il• rarliografìe a l I<'H et eh·! malH t.o. pn·('a nzione iJHiisiWll>'ahile per alrnnc fl':ìtt nrl' d<•gli art i inf('J'illl'i. >'pcc·ialnH'llH' <h' l (rn1on· .

Organizzazione del servizio dei fratturati. .\Il o s1·op:> !li pu:t•r fa re• unà <'nra n•ralll(•nt<! rar.inHalc' di'i t:ratt urati, st·(·ollf l o lP i n d it·a r. io n i JH'c•<·<·dPnt e•mpn·( c• P>'jlMt <', ò i n d i>'IH'll>':l b 'le un a h no Il a OIX tnizr.a r.ionr rlrl sriTizio . .Priunt di t ntto i• nt•rc,~sario rrenrc per ogni ('o1·po cl'tnnw1:1 alln<•no un'unità sanitaria. s]Wcialir.zata eon nrezzi rapiùi <·nn :thbontl;m·i r ]Wr..;on alc> 'lt•rniro e eli ~'~<'rvir. io e materiali:' a<lnHo . Tnh• n n i 111. 1l<•,-~· a VP l'(' un a h:lst• co n m o lt i l (''i' ;;i, d is~ ;m\.t' 10-00 ch i Iom et ri e cl an r l w più cl;tlla zon<L <li opc•razimw, ed alll!cno due gruppi ehirtll'gici od aml>nlanr.<'ltè av;mza1·<' n<•i pre,;si d<·ih' d n<> ::;<·;doni di S<lnit.à divisionali, forll il i <l i atré.Oil1Czr.i su ffini ent i i n m od o da po ~f'r ris pond<'re agli spost-:1· ment i nP<:ess:ui per l<' , .if't•ndt> bPIIiriH' <•d al t.nlsvorto. eonv<'niente dd Jral t-Jn·a,!. P<' l'<' h è poi t:lli 11 n iti1 :-:l H'<· i a l iz;.:a ti' po:;sa no l'P al nwute curn re t utti i fratt 1tnli i dt'l Corpo d ·al'mat.a ò tH~c·<>.;sario che i tlirPttori di sanità. ed i dilli'Tilkn1,i e<tpo-utrit·io tl i ~ani i· i'l divisionali orga ni zr.ino 1111 ocuhti.o xervir.io di sgom lwro dai!P linN' di <·:Jn lh·•t:i nwnto Ul'll<' l'nddeti;e unità avan7.<He. ()1H':o:t-c·, a loro nJlt't, giurtie·lt<'ranllo, rmH1inva t,i dal pel'>'On~le. medico clt·ll(• xPzion i di xa;liUt. qtn~i fra tt urati donanno tratt t•Jlt'l'l:' JWI' l'iJHerv<-'nt.o illllltl'tlia t o e <p PII i l'ilr prowgnir<' JH'l' l'nni1 à base• . A.l t.'a <.'O ndir.ione essenziale è1 la J)irtlàfllul ft•r·nil'll anir·n di t.. tli unitit sanii ·trif'. ~olo così le <'lll'<' d P i frat-i urar,i rnn , . PiliPnt .tl ll"ll f P inir.iat-t' potranno t·nndursi a buon termine lino alla gua rig<onl' t•h irnq:(ea, SP<·oJHlo lt• nonm• tN• nielw cost anti del t·hit•trrgu diril!,·n1t;> . .-\.Ilo s(·opo eli llutnt' nt.arl' il pcr,;ona l<• trc nico, cluran t<' le azioni bellicbt>, furono f':>n rn u' l 1 llpp:>t't.tPlit.à ist.iruiti dalle nost.n' autori1.à. ;;auitarir tlirig,•nt : i g r u p p ' c.:h;rw·g·c;, JHO\·rnic•nt i lhl terri t orio. P<·rò auche que=-ti nu tno b '11 di:-tc·ip :ina!.i, <'<"i 11un tlcbb:mo f' ..;x<>re indijH'llth>nt i, ma debbono 1'~.-H' l'(' a~g'l'<'g tt.i il t[ tl!l.LL'l it<'l g ; ~L flLlll'.iO~lall i'·l' in Y.011H d <g'lli ' IT<l.t' a lla ÙÌ1Jt'l1([!•lt 7.a L<·<·n iNt dt•l <•hirurg,) dirig<•nt.t• 1li (•.;,.:;t c·h<' ha gii\ pPl'fezionat a la x pe"hiP t ;•c;nic· t p r up1·ia a qtwx1:i tr:nlltPiti..:mi ùi gn:'l'l"L


TRATTA)JHN'l'O E S! : O)IIH:RO Tt~; J

I' Jl :\TITR .\T I nr.( ; t.l ART I IN !!l' t;HHA

(i) l

Trattamento e sgombero dei fratturati nelle diversa unità sanitarie di guerra. L - ::;x;Rvrzr<' or ll.\TTAc:uo:'\E E Ht::l; t;J.\Jt·::X'I:\ LE. -- XPi po;;ti di hattag-lionP o reg-gimentali il medito clt·,·e solo litnit"ar;;i a ll a nlt' dit·atltl'<t as<·iutta. eovrendo le ferit<• <·ou il mutPrialt· st·t·ri lt> del· f!UUI<' di:;pone. In <·ai<o di PlllOrl'a~ia de' ve ~'<'ntpli('<'ll•rnte linlitari'i allo zafl'anwnto ton fas<·iatLua t·om]n·p;;sinl. ;:em iH'P ril'jJOJl(lt>niP allù !;C'Opo Df'llt' fet·ite di ,\inena , <·on proihizionP a":-;olufa di adoperare• illat·<·io t'JJ:ostati1·0, 111'1/I Ù'O gi,nltu della <:onsl'l'\'at.ione d<•gli arti. li la<·cio infatti, n<>i principi d<•lla u;rande guerra, f> sal o 11110 dPi prinripali agl'n t i etio logici delle cangTNl<' g'<tl<,.;(),.;Q ed asfitti1·lll'. lO f11i t• ;:ono fautore C :OIII' inlo Ùl'liH xmt auoliY.iOllt' n PII(• formaz io o i sani t ari(' rpg·gi n t t• n t ali. ( 'òtnpito principale di'gli ullieinli llll'<lit·i di. battaglione c l'('J.udrnt>niali è l'immohilir,r.ar.ione pron·isoria <·on i nwr.r.i :wruplif·i gi;\, expost i (tel<' nwt;llliche prl'paratc per i div<>rsi ;;Pg-lllenti di nr·ti f' s.tecr·h(> fli lPgno) ed il r·a pido sgom bf'I'O nPllt• s<·zioni di ,.;anit:t. ~- · - ::;F.ZJOl':l m 8 .\.Nl'I' À. L(' >if'Zioni di "anità dehbono a\'('l'e il I•rintip<lle <·è~tnpito dello >imistamento e dello sgoml:'<•ro. La sezioni' quindi, ]1t'l' i frattnrati, non deve far altro che avvial'li :;;ollr('ihtnH'Ill·c alla fonHazione sanitaria a,·,w,ata spcf'ializzata ]H'I' frat-turati (grnppu <!hirurgiro o <llllhnlan7.e>tta av<ll1zata nei pres i della :o;<>zione ). < ~nt:>,.;t'nnit;\ sanitari<~ s 1wf'ializzata. si r·egolE>rà in lllodo dil't'l'"n IH'i JWl'i(lùi rli gra ntle affin<>u r.<l e nei pc•riod i d i ca.hlhl, nella gnerrn d i posizione t>d in quella di movinH"nto. ;\ci p<>riodi di f!nl.ndc allluenza, anehe nella gtll'l'1':3. di posizione oltre i "0l'C:Orsi d 'nrg·enza ]Wl' t'morrllgic, [Wl' shOt·k, ]Wl' C'<lllg't'E'lHt gassor;a in <·a"o eli t·.ras]lorto rit::ll'(bto ]Wr mgioni diver;;f', ili c11reranno i frattiil'ati pil'r g-nt''i r·un il traU;IIlH' nto ehirurgico prolilattico primiti vo giù. e;;posto, "f•nza suturare le ft>ritP <·Ìlf'. 1WI <·a~o. pntnu1nu l'"~<·n· ~uturate, ;;u(·<·e>;;;iV;JIIIt>llto nell'unit:'l b<t"l' (sut nn\. prianaria ritardat :t o "N·ondarin, secondo il flt-'t'Ol'SO). );ei !Jt:>l'iodi di <•alntH il trattanaento proti lattico <"ltirurgit•O ]l l'i n aa rio. n l'ila guerra di po~iziotw, deve ei'sen• fai' t o indistinta me n t e a. tntti j fratturati <·Ire ne hanno hiso,zno. );('Ila guena. di movinrento invece hisognn limitnrsi a.i soli fr<\itamenti di urgenza ed alla eura antifloj.!istica ll('Ì casi più ur:renti . Meglio anc:ora. st• "i dispone di treni :-:ranitari vicini, s)!Ombr:ne direttanwnte tutti i fntttnra ti r-;u questi, dove saranno praticate le cure del Paso già esposte JICl' poi trasportarli in r Ppa.rt.i specializzati negli ospedali arretrati. Còmpito . iniporta.nte di tali m1ità san itarie antn,ale è> la revi~ione degli apparecchi pro v,. iso ri . Ed è fJUestn unità che incominriano ad avere In loro gra.nd(> ed effi<"ace applicazione gli appan-!eehi 'l'hom;.Hs, s p ecialmentR per fratturi:' om<>rali, femorali e delle due ossa delle gambe. 'Tanto per i fratturati che si sg-omberano senza trattamento, ta.nto per quelli che si ;;g-omberano dopo opPrati, l'ap-parecchio a d esteo::~ione eontinna drl Thoma!'ì. <·onvenientementc adoperato, corriflponde rompleta mente a llo ~copo.


.\lt.ro Yantaggio dell'appa-recchio Tboma!:l è quello <:h'es:-.o puo t:>.'<:·wre appli<'ato ;tl disopra dt•gli indumenti e degli apparecchi provvi:=:ori fatt i con n't,i m<•talliche nei post.i di battaglione o reggimentali, quando qu~st i. non corrispondono allo S<'opo per il trasporto in autolt'ttiga a distanzv. E talt• Yant.aggio, per gli sgomberabili subito a distanza senza, trat-tamento, {\ molto impofi:ante per l'c ~onomi~< del tempo, così prezioso durant.e le gra ndi ntfiu(>nze, e per la rapidit à dello sgombero. A tale compito deve coadiu•arll ('IJi<':tC('Hient.e il pN:-;on~tl{' tecnico della sE>;r.ione, spE>cinlHwnt.(.' <ldde~trr.ro nc•ll'applica.zionl' rlc•gli apparerchi Thomas, nei non t.rat tati chirurgi,·:tuwnte nelle uniti\. avanzat·\.

L,.;o.;ITA U .\:-iE. -Quest'unità può t•sser<' costituita da un ospl'thtll' da C<t mpo SJWC·iali7.zato fornito di autouwz7.i, di })('J'SOil<tl<' e nutlt.• :~. -

rialf' aclatto ovvero da un'ambulanza chh'nrgif'a. Pnr• avPI't' srdP 1wl h'rritorio del ( ' Ol'}>O cl'arlliM:-t o dell'..-\ t'I1Htta. l At wra. eum chirurgic·a C'Omplet.a., liecondo i dettami di t ecnica giìL e,;po;;ti, può <''<~cn· fatr.a o completata in q nE>;; t a unità. Tnfatti, con un ;;(>rvizio ùi :-:gomhe ro bf'n organizzato, non i>: difficili' tra~porrart• gli ostf•o-articolari anche a tli;;tau7.a di Ml, :10 , 60 chilometri entro le pritne J.0-1:.! ore tla l feriment-o, ccr"i,o non oH rr le ~.t., s;l l v o circostanze ecccziona.l i. A tn li distanze il ferito è più tranquillo ed il chirurgo ha tutto l'agio di pot<'r Eare ;;('rf>nanH>nt:e la cura chirurgiea -profila.tt.ica più >~.rcura1a. con tut.t i i ntf>7.zi ù 'indagine cht' la scienza moderna consiglia. Oltre il tratta · mento complet.o <"hirur:tico, in queste unità arrf'trate è JlOs><ibilr farr il t,rat.tament-o ort ovedieo più razionale, proprio a.d ogni s ingolo sPgmeiHo d ·arto. Così n<·llc fratture d€'1 collo dell'omt>ro do\·e è neeessario pone l'arto in a bduzion~ a 90° .-d in e;;tensionc, può servir<· l 'avpare<'chio Thonr a:-; modificato angolare pt•r arto ~o; uperiore e me:tlio aurora l'appan•cchio di Borf'hgn~vink, farilment•• costrnibil<' dal fal<'gmtme dcll'osp('dale, OYY(•ro il quadrilatero dPl T acldci, nei qu<lli si aJ>J>lica bene J'est.emdone eont.inua. );t>ll<' fratture dt'lb cliafisi omenlle e de l gomito ri;;ponde beuP l'ttp]>an•(·c·hio di !~el i ce Hossi, che è una buona modilkazione ù<'ll'apparcechio 'l'hon nts . Il pr·<'gio princ·ivale ddl'apparee<·hio de l Kossi f. qtwllo <;h<! il sno }Htnto di appOgf.!ÌO J>rincipale f> sulla spallH, eon 11(':-<sun disturbo }Wl' il fNih>, nwntrl:' l'api)UH't.'('.lti o 'l'hom<t;; ed ancht• quello di Alquit>r a. t.razione mPc·r.alli<·a, esen·it a uo ttna pressione s ul C;tvo as('(·llan• <'ht:• pnò _prodmTe ~nl\·i moh·st i t'. )/'el!'ava rnbrn c<"io, se le lesioni sono lilnit at.t•, r<·tHl<' ot.1 imo senizio l'apparE>echio g<>ssato, in ;tl<·nni easi lt' st<'nclw palmari corrispon<lono <·mnplt·t <unt>n1t>. J./<tppart>l·<"hio ad <>st,pnsionP nont.inna con <·e rotti ~·tl tt ,;n;;pr nsionP <·o n dispo;;it i vi far·ili ad inrpl'OV\'i;;are, può t•ss<'re HPI•lil·at o f·on f!'l 'an<h• \·antagg-io nPlla ruaggioran7.a riellt> [t'rit(•-fmtt.ure rlPll'ano sU JlE'l'iOl'l'. :.--l'Il<' fra t t m·<' fl'llwrali l'apJHirc'cdtin gt•ssat.~>, ('OIIH' appar<·cchio (·orJknt.ivo P di trasport.o, r i:;pondr· allo Sf·opo nt•i casi con <lN·or>;o a;;<'itit·o senza o eon liPvo :;po,;t.anll'nto d<·i fr:lm nwn t;i. Nf'1.di altri casi è V<tnta!!· g ro -.:u >lllopPr·ar<' appa n·<·<'hi ~~ t.raziolll' <:ontinua in po><izion•· af'amati<"<t t•<l


a sospem;i(lrl<', nei qnali l'arto ì> :-;ostenuto in una doecia o in nn'amat·<L (:-;ospèsa ad un tt>laio sovnt~>tantf> e l'lollecitata da gr·avi) . Il pN;o del norpn t'Sf'l'(:i t a la controcst(>nsione. Con tali appar~'ceh i, oltrl' ad aven~ il massimo renùirnento per la rcinÌC'.!!razione anatomiea del focolaio di frattura, è possibile fare agevolmente la tura ('arrcll ed iu genere lE' nwdicature nei <:asi con dt'corso ~>t'ttieo t•d inol.tre si può iniziare il trattamento funzionali', tanto importante JH'r rel'lito definitivo dei i'l'<\tturati. ); el ginoer h io e ue.Ue gambe, nei casi di dcr.or·so a:-~cttico, rispond P ben<> l'apparec<·hio ~es~a.to. Xrg-li altri ea."ì sì pu(l adopenne l'apparec('hì·o a,d estensione <·ont iuua. ~elle fraf.ture del ginot·chio, :-wnza :-;postament o dei frammenti, c·(J!Tispondono anc·he bene Le doc't'e ovvN·o le ferule di legno posteriori. I n qnrst.e mrità, in (·a:-;i pt'l'ò eC't!'zionali, si può apptieare il metodo ùella trazione ùirPth\ lmllo ~owhel~'tro, ideato da Codivilla pN· esereita1·t~ tra;r,ioni di notevolt• intensità, perft•;r,ionato e volgarizzat.o da Steinmann. :Nella r·ecl•nte g-uNra è stato adoperato il rhiodo di :-:;tl•inmann, come la :-~taJfa di ::;rhias:-;i e di FìnOC'('hil'ttO, lf' viti di Villems, ec<:. Inoltre da Depage è l'itat;l applieata direttamente allo s<'h<'letro an<:hCl la trazione t.rasv<.•n:;a.ll' od obliqua. mediante l'uncinament:o << <lccrochag<l ,. di uno o di amh<'duc i fr ammenti. C:oncludendo, in quE>ste unità i'anitarie il trattanwnto chirurgico l'd ortopedico deve e:-;sere l'a:t.ionall' (• completo e protrarsi po:-;sibilrneute fiJro a Ua guarigione eh iJ·m·gi(:a. 'l'ate coudot ta poi dE> ve costi t n ire la norma costa.nte per tuttt• le fratture, nelle quali sia. stato pos~;ibilc trnsformarle da a.pf'rte in frattur·c chiuse, 11lPt-e<- il trattamento protila.tti<:o primitivo ron sutunl! imnwdiata. I n tnt.ti i fl'riti, poi, primit dell'ulteriore ::sgom twro, d~we t•ssere in ogni caso assicurato il buon andamento d<' lle le:-;ioni riportatP e degli atti operativi pratit;ati. ln tali r·ondi;.;ioni favorevoli, c solo per UPCel'lsità di posti-tetto d i:sponibili, qnaudo la gmtrigione chirurgif·a non è anf'ora ott(•nnta, appJi, <'ati gli appa r·ec•<·hi ortopedici adatti p<-'r tra~porto, già enumemti (appa.n'c·<·hi Tbomas e suoi derivati, apparecehi gPssat.i, e<'e.) si eseguirà lo sgornbero merc·(• treni san.itari, ambulanze tluvìali, ecc., in reparti appositi di o:-;p<~dali delle retrovie nella r.ona di gut>na (ospedali di primo sgomb<'ro, d'intendPnza. o di tappa). . ln questi ospedali dc>llt> retrovie dell'arnrata. sarà pro:-wguita la cura sotto la. medesima dir·ez:ionP t(•cnìea del chirurgo eoul'lulente. In tali ospedali, forniti in genere di mi.tdia.ia di posti-letto, la c•nra. chirurgica ed ortopedica pnò e!')sere completata o lo smistamento per· lo sg-ombero dovrebb(• a ve1·e le st•guenti diretti ve : 1o Rctnperabili subito, g-uariti chirurgic-:runent,e e funzionalmenw da inYiarsi per un certo periodo in convalesc·enz'iari della zona dì guerra. ; ~o Guariti <:hiru.rgicamente. ma non funzionalmente, d<l in,·iarsi in appositi centri fisio-terapici del territorio ; :3o ~on guariti chintrgic·amentt> per procexsi oss<'i di lunga durnLt,, da inviarsi in appoxitì rc~parti oxpedaliPri d••l territorio.


Modalità di sgombero. l. Zo:-; E :\ro~ ·n:-; E. Lo ~goonli><'I'O d t-i f(•rili nf'llc• zon(• piatll•ggianl i, forni tE> i n 1.!'<'11<'1'<' d i c·onH•da Yia h ili t à. non uf)'rr difnc·oltiì. ak11na ; non <lllr<'t·t;I nto ~i può aiTPr'mare [Wl' l<' zone Jnontuo~c· e ><Jwria lnwntf' P<'l' l'alta monla)!na. l><Pll'ultima gm•na. tWIII' nostr<' zone tuont:lll<', si fel'C lar~to u~o <·nn nru1<1g·gio di nu·r.zi slittanti impt·ov,·isati o l)l'<'>'labi lit i o\·\ '{'1'0 si utilir.zarono l<' t<'lt•f<'ric•he chP rh.;c•ro 11n ottin10 st•rvizio pN lu ronlodit il P la rapidità ciP Ilo sgo1n h<'rn. ~i lll'HIOIIO anc·ht> i posti eli conispondcnza r·o;.:tituiti rla otto uomini d i ll!ili7.ia tt·ITiiPrio•le. sn1glionati og-ni :.!00-:~00 nwtri lungo il'[lt'l't'orso di IIHHltzlgna. (~H<'~li pmtat ori, quHitro <l quattro. rit<'\'t' ntno il ft•rito in har<·lla dal gruppo ~uJ.lc•riM<' pPr paF-:~arlo al l-\IIS~<<·gnentf', pC'I'<:orrendo ;;ol1an lo il hn•,·<· tratto c· h<' "' '' <··Yano imparato a cono;;c<'re pel'fettnnu.• nte, in 1110do da polrr c:onmniC'are lilwranwnt<> atH·h e nt'llr notti più oxe11n' :'<Pnza. pe·ric·nlo d· in<·iden ti. Il t'<'rito ri~<' ntiva <·osì pcwa pena . P<'t'l'h(> ,.<'niva 1nt~portnto per ogui tra! 10 eia uomini f'ic·uri e non ~tane h i ( ~autu~<'i ) . :.!. 1-\J::ZIO-:<;J:; IH RAl\' ITÀ f'Lt'\"J ,\Lf: o LAl;l':'\ ,.\lH; . Xol :3° ('oll~ I'PSXO inl<'l'll<1l.ionalt' di nwdirina e fnrnntc·ia mi l il ar'<', il tapitano lllì:'dico del hl HP~.d <1 marim1 .\. ~alotti h<~ riferito sullilmodalità dPILO ~:romhero fluviale <' lag11nart>, pra ti<·ato dalla H. lllariml n<•lla r.ona Pia \"t'- Venezia . l<'u c·oxl ituita una s<'zionr di sanità ,.<·ra <' propria f'Oil mer.zi speciali di trasporto e di o~ Jwdalizzal.ione adatti aUa zona pr<•v:tlf'ntrnwnte fluYiale. Essa en~ l'onnala da due• vaporetti-osperlnlc•, cos tituiti in poc·o più di due :;riorni, trasfomwndo i rontuni vapor<>t ti , laJ.!unari da pa;;s(>gg<>ri di VctH' zia. Tali Y;lpnrPtti. r·on una velo<·it:\ di ùodid miglia all"on1 t•d un }H's<'ag-}!io rli m. 1.:~0 erano fariltnl'nte manovrahili. Erano dc·ll<' navi-o~pedal<> in 111iniatura. <·omt· f(·liN'Ili<'Uf·e le c-hiama il S~1Lot!i 1 <·on tU('<:<'Ite e (·anwr:t lllWI':t10l'ill. l noltrc• cii>;pom•va tale !'H' ziorw di tr(' rnotoi':rafì-amlmlanz<- rla H-H\ mi.g-li<Jt. prr :!-li -8 ft•r·iti ~T;I vi<' (·nn Ht>dili JWr feriti o 111ala.ti legf!eri. T Yanfaggi di unn tal<.' ;;cziorw flu,· ialc sono i s<'~ut>nti : ,, H<tpidità di tr:t~porto ~<<·nza :-wos~<:>. l htfa la dotazione poi r flrlusiva d<·i t<'lai -han·lla Hos<•lli (Wl' i posti eli ha t l<lgliont' c la id Pnti(·a uttrt'zzatura d<'i IIIOIO~hdi C' vapor<·tti ~i t•vil cl il clan1w~o tra~pOI'to da una barPllH all'altra. fìapiditi\. di scH·eor;.:o in awhiPnte adatto. Ospl•dali7.r.azione temporatwa de'i !!Tavi. Difc·;;a an t iga:;;. potc•ndo fac·i'liii<' IH(• di;.:porre speciali rhiu~<urc• a pi;lno indiua1 o <·on tl•nd<•. Jtl'<'l'isn ntPJltP tom<.' nei rif'OV('ri u tl'rra. Fac·ilt• tra~portahili Ut. Hapiclo slni;:lalll<'llto in o~pc·clali anetrati. lm;onnna <·oxtitui;;c·on<> l'idl'aiP eli una r.<'%iOIW di "-H nitil <·o•wiliauclo LI' necessità rlell.o ~g'lllllherO ('OJle <':<Ì!!Pl1ZP t<'l'HllPIII idH• l>.

: t - .- \n .\ZI O:" I·: :o;Ac-1 1'1'.\111.\.- Il prohl<•IH:\ d(•ll'u1ili%r.azionl' d ('l \"l' lholo JWf il sPr vizio 1'\Hilif;lrio, ha fatto 111olti progrrssi speeialmente in J.'randa. I 11rim i l<'nlat i,· i furonn fai ti •wl l !111 nPlL<' pE>nose <'ircostanze d i'I la ritirafa <l<·i sf'rhi: <la P riz-r<•tHl <1 :-;c·Hfal·i (SO C'llilonrefri) furono tm:-.portati in \' ('li,·olo una <lm7.ina di fPril i. intra:-;portahili nltrimenti.

.


PNò ilprintO n•lin1lo ~anilario fu I'Palizzato ll<'l l DI l dal doH. ( 'ha;.;l':ting- r-h<' imtnaginò ttn ùi;.;po:-:it i\·o JH'I' tr;l!')lot·tan• due feriti eorieati.

\'on tali appal'l:'<:<'lti si ft•c·f>rò lr:tspnrti fhlpprinta <l \'illaeouhlay , di poi JWII'.\i;.;np, dove' in ,·c·ntic·inque n1inufi furono tras port·;tti feriti in nn·allthuhtnzn :-:i t uata Sl'!'santa eltilontdri indietro.Tali l'!'lH'ri<•nzP funmo ri p~·ltttP m·l '[aroc·c·o <'011 ta li buoni risultati c· hP il dott. ( 'hasi<aiog ot t Prule <li far Jll'c•p:wan•. ><c•c·ondo il s uo di!'JHisiti,·o. liO appat'f'('C'Iti Brrgu~t l-!.\.:.!. Prt·ù. pc•r rag ioni di,·<>rsf', i prinìi ,·t•li\·oli sanitaTi, hpo ('hassainJ.!, furono c·o;;t i tuili in squadrigl.ie al Lc•v;ut tL• c•d al 'hu·c•ec·u !'O l<• w•lla pt·intavNa dc>l l!l:! l . lhll lllarzo al 110\'f'lllUrP di tale anno, piìt di 700 fc·riti fut·o11n 1.'\'<U·ual i :-:c•nzn ac·eidc·nti , uè inc·irlc,nti. lll<-l lgraòo )(• diltit·olf"ìt dc• Il e• prove. L ·a ,· iazionc• ~an itaria si \ 'l'lllll' l'O!'i alf~>rmando c·nnte lll ezzo pt'Pzio;;o t·d inclis]Wll!'ahilc• in paPsi sprovYixti di vie', l'Ol1 (·Otttunk·azioni ùiffìl'ili. <LO\' <' l<' O]l<'l'a;r,ioni lltililolri c·n•ano po:.:izioni molte d{'lic·atc• pc•r il sl'rv izio sanilario. ('olon rw <·un Yi\·rri c' on tati troverehlH•ro gT;mdi tlitlic·oltiì ad t->spl<>tarr i loro lJiani tattir·i s<• e,;sc• dOV(' Xsc•ro arn•slar·xi o ntll<>ntnr:-:i }JN la xit-tll'<·zza e l'lli'H flpi frt·iti. [n tali l'<lxi Ltviazionf' :-:anitaria toglie d"imhar;tzzo c·otl l'C'vaeuaxiotw. Juoltr<' pPnndlt• d'allc'gg-erin• ilmatt•rialn :.:anitario e xaln.t f<'rit i gravi da li n~> pipf·osa. :\cl ~I m·ntTO nc,ol 19:.!1 furono trasportati 18 fNiti gT<tvi (HO kn1. ) in :~;; lllinuti, tragilt'o rl11• nN·C'ssitava di tt·e g·iorni p<'r via <JJ'òinaria. ;\l•llo stc•sso anno in I~t·V;ìntc>, ,;llii'Eufrat<·, furono tn•sportati -1-~ feriti gl'<ì\' i in :\kppo {:!i:i(} knt. ) in lltPnO eli due orc>. Xc•ll'c•stat·e clrl l!}:!:! in F'mnc·ia è stat·, o adottatt> tllt altro tipo di vC'IiYolo solnit;Lrio (limoul-iine sanitaria). Qu(•~<lo appan•c·thio !Wl'fl-'zionatv pr•r·mette di trasportare due f<•riti barPilati in condizioni utolto pii1 c·nnfort!:'Ynli l'Oil l'aec·ompal!narllc>nto di un mcdic·o o di 110 infet·rHim·P. È prov,·isto di Ill<'zzi di ris<~Hldant(;'nto, d'appan•c·dtio prr inalazioni di ossigeno P d<•l n<•c·t·ssario per cure> nrt.?:enti duranti.' il trasporto. :'\onoi-ltanlP l ali prog-1·psxi, l'ul ili;r,zazionf' tlC'II'avia:.: inrw s;1nitaria, nc•lle colonie• fmtH't'sÌ. i' r isC'rvatll lli c·asi gravi, on·pro twlle :-;itun:doni d iffit' il i. Tl Jl<'r<'OI'!'O e ll'<•tl ua to ha ragg-iunto un ma:.:simo d i -!?lO k 111. T/Italia, twllt• ulti111e azioni !'Oionìali, ha utiLizzato i ve]i\'Oli, per tm,;porto dei feriti, n t trezr.ando l<· earl.inght> eon con1ode barl'llc• opportunnnwn!P soxJW~'é (~antm·ri). Rec·c•nfc•HIC'Ote anehc• eia noi ~i (> ;qwrto il f·onrorso per Jn c.:ostnt;r,iorw di nn vf'lh·olo SJH•c·iall' da scrviJ·e al tra:;porto d<>i ft>riti in Tripolita nia . .\11c·he gli ~tati Cn iti, in cpH•sti ultimi tempi, hanno rralizxat·o alcuni trnspot·ti di malat.i e f<•riti c·on apparec:ehi non l>JWc·ializzat i. La. ~pagna lta. ac·cJuist.ato rc<·c·ntemento velivoli sanitari del tipo franc·csl' Rt·f>guet, limous ine 14 •r his . .·\dunque raviazionP sanitaria ha, realizzato ~;cosi bili progT<'s:-:i e promel t t• di a fft•t·marsi se m p re più ne Il 'avvenire. B conc:ludendo, rif(;'ri,;c-o CJuanto ha giustamente espoKto il gt•nPI'nk Sautne('i a, tal proposito, nel :!O ('ougTèsso internazionale di mt'di<:ina e farma cia milita re :


'' È un ottimo nwzzo an<:ht> q uN;to , il qualE• oll"r(' il grand<> \'anta;,rg-io <h•lla stmonliunria rapidità del trasporto, ma pr<•s('ntll J'ineonv('ni('nt(' di

IJot"cr tra>'port arf' solt a nto poehi fNiti e riehierlere anche pPrsonal<' nwùien abhonc1ant'e, poieh?> ogui veli volo dovr<•hi)(' r•i>!<C'l'C' ;l ccompagnato da un uwdico xc tra:>porta ferii i gra vi:;sirlli ••. '1. TI.UmLI.E ED .\PPATIE< 'C'HI llJ TR.\SPtlRTO PI·: R FHAT'f i'IL\Tf. La grandi' g'lll'ITH Europ<•a ha in:-t>gnato c·h<•, in a\·venù·e. le gtH'I'l'C xnranno <:OIIlbattutt• fl'a moltt· nazioni. sc·hi<•rnt<• in duC' t'ampi a.v,·<·r:-:.•n·i. Quindi nt•lla suppo:>izioJH' di nn<l tale <',·<·ntualitù. ;;ar<•hlw util<' rhf' lt> na zioni all<'at(' stuùiax:<PrO fin dal tc>mpo di pa<·P i tipi di app;U'N:<·hi, 1w r fratturati, più utili e pr·atil'i lWI' lt- ;:in_golc• eonting<·nzP di J!ll('JTa. st·e~!'liPncl o quanto .<~ ·è di meglio in ogn i l'ingoio p a<'xe. For:::l' in hllt• c·ampo umanitario ,. altruistiro, ~;i pot rebbe ragg iungere un ;H·c·(H'ÒO, ;Hlnttando tipi fi;;si e<l c·ostanti di appar·rc('l1i P<' r lt• di,·<·r·;:e (' \'C'IIienz<' n(•ll<' formazion.i sanitari(• di guena (post·i n•ggimt>ntali. >'Pzion i di sa nit à , o:-;pPda li da c:lmpo, lr<'ni ;;anitari, e<·c.) In tal modo ;;art•hhe f;H' il(• lo :-;(·ambio tra l(' nazioni all('atc> di tall• prC'zioxo matt>ria lc• i>anitnrio, ull't'I1('!Hlo grandi va nH1gg-i per il ;;t·t·,·izio d<'i ft•rit i. Inoltre, con i tipi ('Ostanti di appnn·tthi di trasporto JH'I' frattur<•. è }Jiit age\'Ol<' dit'l'ondern<• la prati<·~• ~ in dal trmpo di pnN·. in modo d1l abituare il personaiP nwrlir o ,, tli sPrvizio, al migliot'<' rPndimrnto a Yanhl.!!gio dei sol'l'en' nti. · Altro pl'oblcma importanH•, molto dillkile a risol\'l'l'l'. (> lo xtmiio <1<'1 tipo unieo di hm·ella. da ado t t are in morlo c·he xia po;;sihil~· il tras porto <l<•l fratturato d<.Li posti di battaglione rPgg iuwntau , aiiP anto-amlmlanz<' . ai tr·eni sanitari, e<•c., s<•nza dover· ric·OJTPI'I' ai tnlxbordi da una h:lr<•lla all'altra, dH• tanto t<•111J)O prPzio::;o fanuo pertlet•e e tauto fnxtidio <' sp"""'' an('IH• danno, ap portano al f<·rito.

( '0 ~(' JX:-\1 0~1.

TI trai tanH' IIIO dei fra t tura ti jn _guena (> di grande importanza ,, ri<·hi(·dl' qualità h•t·nit·h(• nt>i c·liirurgi. H!' non ~npPrÌOI'Ì. N•rtament<• nou in f\•l'iOJ'i a qu<'llt• t'i<·hil•ste ]Wl' i ('avit.ari . Ì~ f~tt· il <> ]H•r nn c·hirnl'go p<'rfezionar'<' ];t tetni<·a nelle op <'razioni <·avitaril', rwlll' q ua li la vari(•t;ì di f<•rit(' f-;0110 limitai<': non a lt1-cttanto f<l<·ilf' ~ la risolu;r,ione d Pl prohl(•llJ:l <.: omplt>KSO d<>liH <'lira dci frat.tnnlt i. Lt• \'HI'il•lù sono 111olt <·, il trattamento chil'ltrg-o dev'<•xs('l't> <'Oillj>lt·lato da <pwllo ortopNtieo <•h(' ri<·hiNlf' abilità. l t•nctl'ia (•cl nhrw~aziotH' non c·omuni, hlri!IH•;r,z;.l di nwzzi <· pf>rsonal(' adtlPst ral o. TalP important<• s~> tTi z io non i' stato in tutt<' lP ':\azioni ~utlitil'lltl•­ uw nt<· ap pr<'z:t.at o. :-;j sono <·n•atl' arnbulauze SJWeiali JH'r ra,·itari. lll'f sjwl' iHliì~t Ot·ulari. radiolog-idl<' t· non JW.r fr;llturati. Ki soÌ10 in(•aricati pl'l' l ah• H<'n·ir. io os Jwd a li tla <·alliJlO <·hf' JH'I'Ù non <lifo; P<'n<' \· ;~no di 111ez:t.i ade~rtlat i . Eppnr P llH·rit u ,!!ran<l<- i m pori anza la <·onsidPra ziorw C'l H• i fratturati ra p pn·,<·ntano un 'alta Jl<' n·t·nl nal<· <li tnt t i i fc•rit i eli g uPrra.


«H7

In una 111ia statistica ùi 3098 feriti curati nell"o!ipedaletto da campo 4 7 le ft>rite degli arti raggiungono 1.1L cifra del 70,35 per cento con 21,20 per c•ento di lesioni o:-;set' ed art,icolari. Iu nn 'altra st.a.tistica (li 2470 f<•riti ~ur'1 t.i ne Il 'osr1cdale da l" HlllJJO (li'i7 le ferite ossee ed :u li colari n1ggi ungono il 26,60 JH'r cento. Altro fa.tto rileva-nte per· la crear-ione di unità speciali~zato per frattunlti è quella. che con una cura razionai.- e ra pida, a preferenza ehe negli alf·.ri feriti gravi ca.vìtari, sì pnò ott.<'nere 111aggiore speranza di successo inulwc.lia.to c reintegrazione fnnzionale tale da pennettere in molti ca::;i 1111 1-ic·upc' ro a

<;cadenza non molto lontaua. :-<olo chi ha combattuto p er IH'tl'cechi anni con <lcficienzP del genc~rc, ricorrendo a ripieghi ed a. lavoro enorme con riRultati spe;.;so non <"orrispouflent.i all'entità d ello sforzo, JlUÒ compr(\ndere in tutta la vera estensione· <L'lllllto t:tle proposta si;l. ;.;acrosant<l· e come ne sia doverosa l'applicazione. B chiudo qnt'ste mie brevi not.,. con un vo1 o ehe vado ri11e ~en<lo tutti i giorn i ai gionmi medici militari. La grande gu<'rra Europea. che tanti d anni inca lcolabi!i ha ane \.'ato a fa1niglie ed a popoli, a. noi 1nNlici, in mez7.o '1 tan ti disastri, ha apportato insPgna.me nti preziosi ccl ha segnato piet.re miliari di ~cc ni ca c.hintrgicà perfeziooatn. Che tali insel!name11ti non s i climent ichino, come tropj>O si è proclivi a fan' ~ il loro ricordo c la. loro t•!<:at.ta applica,:àone apport<'riì inunensi vantag-gi all'umanit:iL sofferent(" in pa cf' c in guerre [uture, JHtr1<roppo fat.almente inevit;lhili.

•

OSPEDALE MILITAR 1·: PIUXCIPALF. D[ BOLO<:XX direLto re colonnello mcclic·o U. :· n:FA~O.

LA MODERNA TECNICA RADIOGRAfiCA lx-'r· il dnt t. Vincenzo Manfredi, capih\no rnedico, dir·ct t or·e del ga binetto racliologico. ~•1lla

te<"nka rndiografic·a non è- ciNta an<:om l'ultima p;u·ola, forse ]JC'n·h(> ::nH·ura la ti~ira di'i nlggi X non è- c·ompletanH•nte ronoseiutlL. C'on )ppr!Jnle si può dire r lre vi sono tante tc' <·nil'llc quanti radiologi, ma d t• è. vpro fino ad un (·erto punto, pNc·hè r onqhtmndo i cliv{'rsi metodi :;i n•de suhito eh<' l:'sfli difl'Pristouo JH'r sfnnHtture. Jn ,;in1<>si pt'rò si a.rriva a !-!tabiliJ·e ,.ht> fino a ic>ri <loe e1·ano i metorli pilt usati: 1° <t~wllo dt•lle luHgh,• posP: !!0 q uc: llo delle posP brevi. Per quanto riguarda il ris11ltato dt'll<' iuclag ini radiogTalidte ~milo 1'\<·hC'lr·tro Ì' eNto Clr<' e.-;so t•1·a U)!Uf.llme11te hnono sia c·hE• si usassl' il primo, quaHto il sf't·onllo nH·torlo: nn ginocchio, un cranio rndiognlfato con posa lung:n o <'Oll }lusa ùreq~ era , ad inda)!;inP Cfwguita da persona <·ompct.,.nte. ll!!U ftlnHmtP }WI'fl•t t o . L:l difl't'l'\'ll:t.a eomin('iava a Jhltarsi c·,·identis;.;illl:t


•

ni'IIP r:ediogntfìt• clt·gli or}!ani intemi dot :1ti di una ce~·ta mobilità. .\llo ra il p!·inw mrtodo ~i mu:;travn twttamt•nt e in ft· t·io r·p :'\l se1:0nùo: non t'i> J!at·a:;ùlll' tra l'iu11nagine eli un torar<' ottPmrta c>on una po;;a di sr-ttP Sl'· I'Ond i, an<·hr d i qual tr11. e 'Jlll'lla ot ft•nuta r.on :3 10 di ~<·tond o . Xon parlu pt•i .l r llP racl i o~rali<' cltollo stc•n•a<·o. l'Ilo :::totnac·o ottenuto <·ntt mra pos:1 di l :! od :HH·IJ l' d i ::; ~~·t·OtHli (> a:;.."iOitltameute un ammass<, rti g-hiri~uri do\'llto all'at·c·a \' :tlla r><i di utHle JWri;;talt i<"l1e (le P('(·ezioui si l•atH10 so lo quando :-:i tratla d i stouwc-o a to ni c·o ~ in cui nulla si può 1<>;::-g-ere. F. quf'sto i• gT:I\· t· u}!'gi l'In· la radiodiag-nol"i <!l'IlE' lps iuni §!a.,tl'idH• e <luodc•uali si fit snprat ut l o s u si n t (ltlli raùio log ie i diret ti <·lw sono piÌI <litnostrativi . \' t·llo :-:ln ltt:'te·o vc·dt•n• en n <·ltiar.. zza una ni<·<·l!ia :-:il!nific·u \.('dl't'l> l' n lt-l'l'a in 111òdo a",;oh ttt,. n<·l d uwkno \'(•df'l'l' la s ind ro me di .\kt•rln n rl :o:ig·nilint pnft•t' f:tJ'C <·on l't'I'II'Z~.:t la di :t~no:-i di IPs ion<' lJ]('('Jat iva. Quanclu qm•sto è po,.;s ihih· i> quasi ittutil<' ;ttlard<nsi :-:ui Rintomi indi r<•lt i d<'llu sto llt<ìi·O JIÌt·· <·ol11 dl'lht ÌIH'l'Jl<'J'ixtalsi <•flfJ nwta tnento r apirlo e I'P:-;iduo •'lo pu 5o Il ore. :-ii tt tolll i qupst i <·IH· alla fi n li ne :::ono ~e mpre eli probabilità. La n<•(·c·l"s i1~L clt·llr pos<• In ng-lw n C'l pri mu metod o ù€'ri nwa : 1o <la ll'uso di ILJstn· ton un solo s<·IH•nno di rinforz<l: :.!O dn ll'n.~o rli l uhi rnolli: :~o dal bas:;o ntillialltpPr:lfo!f!iO. l ,,. post• hrP\' Ì clt•l :.!'1 ll!Ptodo l';i O H <' IH' \' à llO p el' ru~o : 1° di }H:> Il il'<ll(' a t.l t~p pia t' llllllsion(.> <' doppio s<·ltet'llto, Il la RCiprat ntto per l'uso : :! 0 <Ji [ort e Jllilli:llll JWI'<Ig").!iO ( Hl.tiO). In quu.nt<1 <tlla durl':~.za flei tuhi (!W!'lo s(> utpt•e dei hrhi a ~n,;} usata nei du<• nwtorli .·i p nò dire> c· l,p H<•l pr irno t•ssa, diffl•rendu da I'l'i'!ÌOU<' a r<•gion~ ost·illava fra :3-li \\'. <"In· P quanto <iirt· <'111. 4-R ·lO eli sci ntilla eqttivaiNJI P, llll'lll t'(• l'! tt• u,.J sf'•·•md•> tn t·! od o osc·ill:t l pm· riltla nendo difTt•r(.>nt{• da n•)!ÌOIW a t·<·g-ion <•) ft'<l c·11 1. ~- 1 ::! Ili sc·int illa per a rt·iYare a l.) :-:olo nel)(' ind:l· g in i S!tllo xtom:u·o <•d il tl l'SI iuo. Prin<·i pio t'OIIllllll' duJHIH<' a i du<· nwtudi i' l'a rlattnrc la clu t't'zzn dd tubv a lle c·ottrlizion i d<•ll<· cli,·<·r:-:e rPg-ioni ; ciiiiJ nsti'PI'Ò più tardi <·ht' 1t.tto c·iil P p<•rfelh-tttu•nt e in util<•. :'lft·ntrt> dH.• lc> <lilh•renzt~ ~;i hauno udl'u:-:o di din•ri'O lll:tt!-'riall' fot•lgT:tfi('O (lastre pOC'O I'Niditizil' o pellic·olt• ra pirlis-<in tf'\ e s(lpra tu tt o uell' wm rli milliamperag-)!'io ha>'f->•) JH'I primo l!H'· 1.ud o, :\11o Il l'l st·<·(H1do. \ fr,•rnl:ltusi il F:<.'t 'IIIHio md odo. le l litll" ('ostrut·l riPi lt<IIIIJO faf (l a g':11'a il prOtllllTI' :IJIJ):ll'(·t·t·lti :o;\'lli)Jl'(' j)ÌÙ (·:tpai'Ì eli I'(>Jldl'l'l' alt is>'Ìtllù i) Jl l illi:llllJ •I'l':l!!g'Ì t) l• qu indi S(' 111pl'(' piit ('t )>'!Oi-:Ì. [{ ii<IJ'tll·:·c'l 1\ltl'!ll';l s n qnl',;to ]111111n IWI' clitnos1r:ln• t·lw :tlldlt' qnp;;1o <· )n<·dtu dc•\'(' p:-:sl'l't' ri \' t ·d u t o. :"t•ll'ull inw ('olt~l'l':-:>'o radiol!og·ic·o di ~l odt•rJ:l, il <·tti l't':<IH ' O!Ito i> xl;~{o puhhli<·alo in .. l: :tdiiii<J)!i:t li•Ptlit·a ''· il prof. c:orf:tn d i Trit•:-:tp lta 111\l:O.tl':lhl di'ili' o lli lllt• di: JH•..;i ! i\'(• di l O!';tl'l' i r·tti radioli!T:III IIHÌ P l'l1 11 0 Sl;lfi Ol{ r>Jiltti in :{ (•('ttlt·:oillìi di " •'I'OIIII O (' di l'f':tlli<• Ìlt ÌJll•i<k tt:t.<l SÌlt(·ipilO lll('llllllli<'l'll in tlll :o-l'f'IIJJC(o t• II H';t.%0 <•d Jta I·OJII tllliC·:tfO l'il(• Cf1H•i l':tdiogT;IIIIrlli Jj :l\ 1'\':1 PrTt•· 1111 fi •·nn 1111 \'t'l'l'lti•• appar<•<·<·hio t·<·dt•sc·o <·h•· solto una t••nsinrw di lin<·a di 1111 \ ' . as:-:OJ·h i\';1 al prillt:trio ·:n :IIIIJl<\t·c·s (' t·o n \Ili 1uho a ~w" <·lw :l :!O \l. \. :l\'1'\H nn:t st·intilla <'(JIIÌ \':tlc·n!t• di:!:) •·<·nt inii'IJ'i. ~< ()11 <'~'1\' JH'O\'<' dio·<·\ a il <;orl:tn t ·i ~· alorizz:tiiO i \(•c·c·lti :tpp:ll't•C·I'hi r ill'llltf'i di poc-o r,•ndillll'llf ,, .


11 prot'. Hu:-;i ri~po nd pva l'h e dii (•lte il nortan ll h)Str:IV ..! Pl'a g-iH ~lato radiolog i<'O th>lla f' li n i<'a nwtliNl d i Bo logna t'he da tlue a nni l:ì\·orò con tubi <Luri (' ehe i ri:-;ultati cli1wnde\·a no dali" elent t o Ya lor<> d Pil a tPnsione :-;ec·on<laria <' h f> ve n i \'H n~a t a, pert !ti· ;-. sta.to di tn o:;tra t o eh è razione r a d iogTa lic·a dei t·ag-g-i X è Jll'upol'i.:ional~> a l q tl<ldrat.o dt'IJa tt'll~i011(' ~l'l'Oil dH l'Ìil 111011 ipJieata pt'l' l'ill t(•llsit;\ cJc•!la t'IJI't'('lltC <"lte attraver;;a il tul1o e p<'l' il ten tpo dll l'H1J t·e il qnalt• i t~a;rg-i h<llliiO a~dto. ott~nu to dal Yall.-nl i <lt•l (;ahi netro

Infatti tre :::uno i f<ttturi che 4?ntrano in g-ioeo : quadrato tlt•lla tl•tl;;iotw intensità uel t uho P h-•mpo. l~ tl:1lla lrg-ge rieordat-n dal Bu" i ùeriva <:lte qualunqu(\ d ci t re fattori il t'isul tato può ~·s~el't' V<ll'iat-o se11za elle ::;i nwclifi<'lti ~o;e in clefinit i va nei di vl:'rsi ('sperimt•t1ti il prodt>tto di p:-::-:i no n vru·ia ; è in<lif1'en·ute <'io!> t.·orit•am t' llit' allungar~ il Ì·l'llll'O di posa o sollevare il milli a mpera~g-io o iunalzare .la t en!>iOIIP :-:l·cuiH1ari<L )la nl'II:L pratica occorre, nelle indagini ~u organi dotati <li uwl t·erta 1110hilità. t·idmre il tempo a.l minimo poss ibile. Per raagiung-erc q ll('sto sc·opo lì no a ie ri. e ra. canone. innalzare i.1 milliampe raggio, donde la. uet·essità di a pparecchi potentissimi e costosissimi, ma oggi l'e!':pE>rinwnto ci ricorda e eì conferma. <'ho d ei tre fa tto ri che concorrono, a.Jl'effett.o radiogralìC'O il piìt importante nou è J'iuteus ità uel tubo ma ~ la tensione Rl'Conllaria t·h<' in<1uce un c ft'et.to radiograiÌ<:o uguale al proprio quadrato. Il metodo dunque cl1e sfrutti a preferenziL la tensione st>eunrlaria ~­ quello dest inato a domina.re ! A me pare di si, pe:r le r agioni che seguono 11 eh~ noi radiologi militari dohbiarno obbiett.ivamente va.lutart', la.<;ciando da. parte le pr~>fereuze di scuola o di abitudine, s ia, per pot4?r m ctt l:'rci in ~oudizio ni di la vora re s<'.ient ifìca.mente con gli apparecchi che a ttuallliente abbiamo e ~ia perchè doma,ui ci pot rà ca pitare di essere ricbiext.i del nostro giudizio cons ult ivo sull 'auquisto di npparecchi c·he per il f!rau nt~mero inducono allo Sta t o una spe::;a. di ntilioui. · 'l'orniamo dunque a. g uardare pin da. vicino i clue nltimi metodi, val<' a. dire, quello che si avvale di forte intensit.~ DI'l tubo e q1wllo the dà l:t })referenza all'elevata tensione secondaria non te nendo <:onto del metodo ddle pose hmghe ch e non ris ponde alle e1<igenze delle indagini pit'l importanti: IO C'ome b ellezza di la" oro r a.diografiro non c 'è ò.iiTcreuza l'ia che s i u:si l'uno o l'alt ro metodo ; tutti due danno nBgàtive nitide e ben ('Ontrastate. E non(> d a menw ig liarsi : il coneetto che i raggi duri d e1-1~~·o negat.ive dure e grigie si poteva forse ammet.tere q uando si u sava.no le Jast l'l\ ma cou le• pellicole le r-ose staruto di ver;;;amen t P, per quanto personalmente }JOtrri di.l'e cho w;a HdO last re con ral!gi d nri io ho avuto negative g-rigie solo quando non ho caleolato bene il tempo, ma quando il t.em po ~ lwn calcolato ho ll('~il.ti ve viene di tono come Qll<'lle c he danno i raggi m olli. Ju tnt t i i mocli con le pellitole il p<:t·ieolo delle prove g rigie ò Pliudnat o ~c tttpre ~c s i laRt:~conda.ria,

vori b enP. 2° I t ('lll]li di l'O~a di'l nwto<lo ùt-lb ten:-:ionl' c~l eval<l sono inferiori a quelli rlnlral tro tnet:orlo, ci() ell e ra pprC'.--;t•uta un V<111la;rg-io non pi(·c·olo. A chi non Ì' rnpitnto eli tro,·ar~i iuna11zi a ,\!c•nll• d~t• ;:otto il t'asc·io t•a<lia nte


620

LA )!OOE:H:-; .\

T~:(':\l( ' A

R.AOIOt:n.-\FI('A

,;i nHIO\'f'! P~.>nsia1110 ui visitandi per pensioni e •l'bi ha. la,·or:lto in Gahi-

IH'f ti bnr,!!hC>:-;i p<'n~i a,!!li Op()rai as.'<ic·urati alla Cas...;a naziona!(' infortuni. ~<1 TI nwtodo d<•ll'alto ndlliampt-rag~io prt•lm pponc un apparecchio j u t rnsi v o d i a lt o (·osto ; il nwtodo d eli 'a lt a tenr-;ione sf!ronrlaria presu ppone in n•cc un ('Orn une apparN·ch io. ):1' , -ietH' òi cow;rguenza che se noi 1-adiolugi. militari vogliamo lavorare c·on tN·ni<"a •moderna dte i' poi qnrlla f·he O•ttiene i risultati in t('mpi infinitamente l))'(_•,·i, noi dohhiamo inrlirizzarci verso l'ultin10 metodo, pcreh~ i nostri apparef·i·hi, mf'ntT<' non sono intensivi potentissimi,~onoperò viu rh1· ('àp:wi di sv iluppar<' q1wl lllil Ssitno di tension(l Sl:'l·ondaria ehP OC"I'Ol'l'<l P~" l' q na lsia~o; i istan h1 ne a. TI milliamp<'raggio- come x'è rlimostrato- non(> tutto; piì1 di e:-:.so ha importanr.a la tC>nHiono ~-'t.'coudaria. Hopo an•r rif1•rito in ~;intC>si qt~;mto a.ttualmenl<> si fa, mi si<l pcr!lte~<so t'~lJOIT<' hrevPmf'ntc• il metodo dw io tengo nL'I llJio hworo. Lo f:H·<·io JH•n·hi> franhtnH•nH• dà ottillti ri:o;ultati, come possono attt·star<' rarlio:ogi 111ilitari <"ltC' hanno vi!<to le n1iP provP e r adiololti hor~hesi nhf' mi ha nno yi,..to ht,·m:ll'('. Dirò s11hito f'!1P io sfrutto soprat-utto il fattore <• tt·nsin1w ~'<l'(·on,laria "• tt' ngo in pu1'!1issimo conto il fàtton· inttnl'ità. ltcl tubo. ho xom111a cura di ad<'gnar(' il t·Pmpo di posa a lle <'ÌI'<'t>"tan:t.(:' di lavoro (tf' H~ione Sl·<:ondaria, spt•;;sezza della n •gio·ne, ('C('.). J>retlll'tto ('ht:: nPl pas~ato ho lavorato C'ol metodo dt'lle ltmghe po,.:c e indi c·on (Jll(•llo fklralto milliamper aggio. Questo ult,imo lllt'todo, l'ltf' ho potuto a.ttnare solu iu varte perchi> in tuho m olle il mio UJ>pa.rt·cchio non 111i dan1 più <li 10 )f. A. , mi ha dato rld ri,.:u!tati otti mi quandv l'altro in d Ptl't'llliHaiP indagini non nt(' nC' d<n·a akuuo i p4"rò appena un mt·H' dopo, TI('] lll:ll':t.o U. S. J'ho dOYUtO alJb<lllÒODaH•. L<· ragiou i sono q m·ste : tlt'l Cl n h inetto rad iologii'O di Bologna (<·ome rll'l rl:'slo san\ i11 tutti i ,!!ahinl'tti militari) il numero nelle riC"hi~,>~te~iorna­ li(•l'c ost ili;! tm :?O e :lO. C'ir(·a In metà ~on o ind:1gini raòiug-ratich<', diwodo <"h e, ~e si t i(•Jl<' prest•ntl" <'Il (' n eli<• iJHiag-ini s nl duodeno, <·h e sono freqll{mti. l' qualtllP volta anc·he in QH<'Ile sul <'ranio, sui rPni e :'IUIIa <·olonna vertt•hra le Il' pro y <' radiogTa fìclw nc•(·('s,;al'ia 111en t·e devo no essPr<' multi p l(', s(:' s i vunlc· n pprodan· a quaiC'IH· <"Oxa di tt•rto in quanto a mdiocliaguosi. si t·a pisc·t• <·h<' i l la V Ol'O racl iogrn fi ('(• m i asso rh<· n 10 ltissi m o t.empo. PPr pott•l' fai' fronft• ali<• t'ithl'ste io 1lnnqnc• avPYO visoguo eli uu metodo Chl• nel llìt'll fl'(' llli di'SXt' btìOIIl' jWO\'(' Jlli faf'('SS!' g ua<la1-!11U.l't' tPiliJlO. T t'IWI'<' nnt ul10 pN i tor:1ti. 11110 pl'l' gli alti, un altt·o pcll•t·:tnio. nn altro aiJf·m•:t Jlf'T' lo ~to n l<tt-o . ~(·tnpl'<' in lllo\·imento, <'l'a una perdita di t.empo, t l! t JH' r it·ol<• di rot t um: st an• n ra n•IIWll irP e ad ind~1rirP i tuhi sarehbe ~tat<l un'altra llt'l'clita di l<'lll(JO e S(· iupìo di materjall.'. DN·is i perc·ii) di farmi nn n1C'todt1 1·ltt· llli JH'rtllt'ff<•,.:se di fan· tuH<' l<' i111la~ini dnlla mano al cranio. da l tora<·r ;lllo xtont<H'O c·on 1111 sol luho e Sf'nza uxarP mai ilrnmmollit (Il'('.

'1\•nPntlo Jil'hwnt<' la lP~.rg-c· ll<·ll';~r.ion<' ra<liog-rafiC'a dei rap:gi :X, pensai di IPll\'1'1' in I'Oitltl r·d:1t i' o il nt illiampPra:r.!!io e ùi puntm·e decù;allll' lltl' sulla 1•·nsiolw trO\<tJI(lO ~Jl<·t·inwnt;tlllli" Jtl f' i· lempi di posa.. Questo 1wl n1arw . .\ n111Wi JH·r gru di: un \'(•(·l' Ilio ùundelatll cun seintilla lO ~i


L.>\ MODER:\'A TECNICA RADlOC:RAFI('A

62l

mi }H'rmi:-;e rli avere tutte le regioni (~tomaco ('l';(']uso) in tcmpi rclatintmente brevi e naturalnwnte diversi. Stahilii <·osi speti mentalnwnte <·he il\ que!'ltione dell'adattare la durezza d<>l tnho alla reg-ione anatomica era unn cosa tra~curahiil!. La qut>;;tiouf' era solo di t.emp<l. Lavoranèio il Gnndelarh passò a 11 di s<·intilla, poi a 1:'! . H H, l' attual-

ment,e è ::1>14. QuAnto più la durezr,a tipontnneameotc. è ~'\alita, tanto più ho ridott.o il tempo e i ri~ultati sono rliVNluti s<'mpre pii1 brillanti. A Clll. 13 di sdnt.illa. m i è stato gi<ì. possihilt• ndiografan' anche lo stomaco in t('mpi minimi. . ro~il·C'IIP il mio lavoro ora ~i f. ridotto a f!uesto : nwtto in moto l" a pparecthio, fi:-:so a 1-l lo spint<'rometro, do corrente nel tuho fino a rlw ;;cocca la srintilh1. n tubo è- ('OSÌ pl'Onto per qualsiasi rl'gione. In tali rondizioni il milliamptoronwtro st•.)!na, lli-18, nwntre il n•ostato è esclu~o solo p(·t' 1Tl' quarti. Ho ancora fì altt·i tubi inviati dal ) finistt'ro ehe dormono trnuquilli e che forse non usNò mai. I trmpi che a ttuallll<'ll te uso sono : '111 i 11 i mo, un dE.'éi mo.<li seeondu l H'l' la rnano; ruassimo, dm• st>coudi <.!otto d('(·irni prl cra nio in intidcnza sincipito nwntoni('ra; pel lot·ac·r tn• dt•rimi di SP('Onclo ; !Jl'l' lo stonw<·o cinque detimi di »N·ondo. 'C;;o pelli.role X Kodar; e app;ln'cchio Cot·bino-Trahal'chi nornHtlt• antiro. Ho pure un Ralz<H'ini-T>e:-:Kauc•r a ll 'ortosropio rou un pilon con cm. l!l di >'l'intilla a -1 milliampèrPs. QuarHlo faccio radiograliP ln sl'rie per lo studio del duoileno mt> ne servo in moclo semplirissinto: i.'-"<:ludo tutto il reo:-;tato C lantio J'alt,a tPnRÌCJne !Wl tubo, in tali CO!ldiziOUi la sc·intiiJn (> di cm . 1 'i e il mi lliampPronwtro st'gna lO : po~o per il-lO (li secondo e l'immaJ!Ì IH' del duode.no i> pPl'frttu. Questo dico sopratutto ver dimostrare h1 rE>Iati,' a itHportanza drl 111illiamperaggio; con 10 M. A. i' po:-;sihile avere l'im magi ne più <l i flicilt> : q nella d(•) d uulll•nc,.

* ** Qu~sto dunque è il mio metodo dl lavoro clw si hasa sopratutto ~n ll o

sfruttamento èiel fMtore (( t.en,.ionc secolHlaria "· Forse ~ 1wnc thiaramellt<' stahilire che in esso non ?> e:-s('uziak nè l'uso dPi tnil' i tt>mpi, nl> rnso <lt' lla scintilla fì f<~a rli cm. l ·L ~~· così fo!lse, non a vn>bbe nulla di c·arattPr'i!-;tÌ<'o ht q nanto che si ril'ad rr b he nelle modalità Òl'ld i a Itri lllt"iud i ( nwtc•do 00l'tll n iuclm;o), nei q nali è indispensabil-e riportare sempre la srintilla ~l dct(•rminata lunghezza. I/(';;.<;pnziale n~] metodo è piuttosto : 1° r so di tem;ioni :-(•C'Oildaric mai jnferiori a 11n minimo di 1:~ di Rcintilla equivalPnte, t<>nendo po(:o ('Onto rleUa intensità n<•l tubo j ~o rso di un tubo nnico (per tuttt' le I'Pgioni ) t:he non deYP e:-;;;;en' ma i ranllnollito perrhè a volta a volta elle iiJdmisl·t• bnsta riùon·e s('mpli<:E>mel1t<' il telttlJO di posa pèr a\'t'l't' ch'gli ottitni rndiogrammi. :Xon è t'~:->enziale clice\·o la scintillfl fì.~8a di (·t n. 1-l, lJl't'dtr dif<ttti Si può la.vorare ~\ s('inti! l(! più lun~lte. Il Gortan cut ll t' ~i t- tl~;>tto lta lavorato a, crn. 23. La. scintilla t'quivall'nt.e Ili 14 erl an<·ht> di n r:tp]H'('!-<('llht la :>('Ìntilla unica, minima, che per·mette l~ mdiog-ratit• di tutte Ì<' rc•g-ioni: clall:t 39 - Oiornt~1e rli m<·dicillfl mi/ilare. -

L-'o~('. X l.


6:?2

1•.~ )l<liH;H:-;.\ TF.l' :'\" l(' J\ HA DJQ(! RA FICA

nw110 al (·ranìo, d;tl lot·ac·•· ~11lo :;tutnato, in lt•mpi minimi in qu<'slo nwtodo in ('Iii si t ic•u poto c·outo del milliampl'ntJ.!'r,!io. Ti:.-sa è, diciamo c·o;.ì. ht :-w in t i l la i n izialc• nN·t"i-isari;l. n l cl isotto d t'Ila qua li.' nou si rlevE> •lla i s<:endere. Poi('lt(• c>s:.:;l basta JH't' tnl'tt> le indagini non n•do le ragioni perc-ùè sia liu clall·iuizio piìt lung-a e tnnto nwno pt·n:hè- ùt•bba (',._st>re di printo ac(')aito di C'm.~:~,t:onae ne~·li cspc•rintt'ntiùt'IGortan,i quali, st' sono importanti fH.'I'('h(> ditn()str·anQ spt>rimc•ntalmt•ntc t:.hc la tensione secondaria ha magg-ior gioco dell'inlPnsità, in radiografia ris<>ntono d'altra parte dei metodi :utt ichi in q u :1nto <·h i' in d etti c;:p(•t·intc•nti si ~up}lone e d eve el'<set·e semprQ c·ostante h1 sc·i n t'illa di <'m. 23 e il milliamperag~io di 20, ragione pe-r cui ogni Yolta qll(•,.;ta ,.;i t ua7.iotw di fan i si modifica nl ripristinata. ('o~t~indalllo dnoqnc il lavoro con <·m. 14 (li seiutilla, tanto il tubo la \·orando finirà col sollm·arla prr (·onto proprio. Io non >:ò se un carico 1·o:.:ì forte c·cHlle (• q u(•Jio the i m pont> il Gortan al sno materiale a lungo audan· non riehba risoi\'C•r;-;i in uno ::;forzo troppo ]>Otleroso c pt'ri<'oloso pt•r apparec·<·hio e tubo, ml'ntn• chf' mi risulta c·on cc·rtezza rhe un ca-rico equi\' al,•ntc a c·ut. 1-l rli S<'inti ll a ini;dalc>, sc·intilla che per le mie csperieuzo n •sta a lun ~o t·ostanh·, non inctucc altun incon\'cniente. Ho studiato I'PtTrt to del mio metodo sul materiale e l'ho f<Hto ~tu­ di<He ad un tN•ni<·o molto c·ontpeh•ntr, f' posso afJrrmare che sotto il re~ime drtto il mio appan•c<·hio ha ra~~iunto una .l?nmdP. stabilità di rendimeli t o e non e.<- da lllera \' i~l iar>;i ; il Corhi no- Tra ba<·f'it i r ('<l )W.l'(' di :<\'ÌlttpparC' cm. :{5 di scintilla: il D essauer altrettanto e pit'1; quando dutHJnE' si la v ora cou c111. 1-! di sf'i.utilla non ~;' imp<'gua <'h e m<>no della nl<'t à rlellu lol'O pot1•n:t.ialità e (qut•sto è ben da tenersi preseut.e) per tempi infìnitanu~ nt.e piccoli. 11 t n bo poi resiste in modo mirabile; non si riscalda, l'a equa non t•nLra iu eboli il;iouc, l'a o t i catodo non presenta era t.1:ri 1 il gratlo di durezza resiste a lungo immutato.

D 'altra parte il metodo presenta. i seguenti v~lllt.lggi: JO P ermei 1!1 <1i otu:nt•re rL-;nJt.ati scioutificament.e seri senza a pparN·l'lti ('O:<tosi e ;;enza tubi Coolidge. quello che attualmente si richiede è l'istantanea. Qu<•sto metodo J'as,.icura iu modo p(•rfetto e in frar.ioni di tt•tn]IO, t:IJC col tllètodo dell'alto milliamperaggio non (l possibile ral!ginn~N·c; 2° Rende inut.ili le costose dotazioni di tubi che attualmente :-;i tm\·ano in t.utti i Gabinetti radiologici.In raùiog-mfia non più un tubo per g li :11·1 i, un t uho ]Wl <·rauio, un tubo per il torac·e, un tubo per stomac·o f' iJ1lc•sl i no P<i alt n'ti an ti di ric·amhio, ma nn tubo solo ]H'l' tntte le rt>gioui, l' ~" si vuolt>, uno eli ris<·n·a . J\c ckriYa un ri"Jllll'mio di parecchie decine di migliaia di lire pt·t: lo ~lotto (nc·l <·a.<<o nostro); ao :\ssi<·nra lilla Yita piìt lung-a a ()li('SIO 111lil'O tubo, ]JNChi> tnUi 1->;lp}liallt() dw qtl('l)o l'it<' lop-ot';l i tubi l'Ono }ll'Oprio lt• <·ontinu<' manovn.> sul ramntollirorP })('l' ada l t are la durezza alla regione. QuC':;;tu P. inutiiP; non c 'è hj "o~no di nuunu>llil'e ;

,,Il

I:Puclc• vo~:-- iloili' l'ntili~Z;t7,ione !)j t nhi YC('dti, Yale à dire di t-ubi dttri c·ltc· ti11ct a i1•ri }H'rc·ltc• lroppo duri e difl idlnwtttL' r:lllllllollibili erano pt·iana ]'a~sal i per uu bn•\' 1' lH•riodo eli t Plllpo in radinst<•lJÌa e poi dl'fioit i\ <IIIH'II tC Jll('S<;Ì da paJ'Ip ;


lTT'EHI J:XFJ-:TTJ\'1 Bf.:\' IGNI THA 'J• rATf C O~ I:X I ~:ZfO~I J-::XDO\' J,;: :-<0~~;, E CC.

623

5° R.idur·c 1ft grande tecnica radiogTatìca. modt-m:l, ad una semplicità. banale; 6° Risparmia al rc~.diolo~o una gratl quantit'iL di tempo. Per que:-;te ragioni io sarei lieto se qualche collega vol<'sso provarlo e volcs.;;e riferirne sul Oiornalc di m edicina 'militare nell'interesso nost ro scientifico e ue.Jl'iutcresse dell' Erario.

O S P E D A L E :\li L l TAR F. D I N O V A H A direttore te n. colonn&llo m edico L. VrnmLI

tneri infettivi benigni trattati con iniezioni endovenose di urotropina J1CI'

il dott. Mario Baglianl, sottotencnte medico.

L' tu·ot,ropina ha acquistato in terapia 1ma grandissima importanza: ne fanno fede le sue molteplici applicazioni, con risultati in !!enere buoni, uon mai nocivi, c como disintossiC'a nte c come disinfettante nelle più svariate forme morbose. l> a noi è stat,a usa t a nella <'tu'a clcgl i itteri. L~~ qut>stione se l'urotropina si elimini o meno per le vie biliari, se lf~ sua azione d i.;;;infettante s ia !(•gata alla urotropina come tale o alla sua ulteriore scis~ ione in for·maldeide, è ormai ril;olta.. i i. S. J. Crowe ha. RpPrimentalment.e provato che l'm·otropina si elimina per te vie biliari. In cani, con fistole separate dei cana.li biliari c panc.rea.tici, ha dimo::;trat.o il passa$!gio nei secreti dell'nrotropina. In quattro ca~i trova nella bile abbondanza di bactcrium coli e t.ifo ba.cillo, che danno c:oltttre con rolonic abbondanti: somminil<tra. m·ot ropina e s nccesl'iivamentc vede. elle le <'ulturP danno colonie minime o n•stano sterili del t utto. A. Buzello. iniptta ti in un uomo per via endovenosa grammi otto di urot.ropina in ~~;o l uzionl:' fi:;iologita. al 40 %, prelevati a. distanz ~~ di tempo alcnni e me di sang-ufJ e nw~si a <·oniatt;o con una so~;pcnsione di bacteri, poi distt·ibuiti in pia~trf', ha vi~to <'IIC dopo un'ora ùa.ll'iniezione i gf'rrni erano sulle centinaia ; otto, dodici ore dall 'iniezione~ erano rari o zero. Comt• ~ i V('dc. una. gran de potenza baC'tericida. Chau!Tard: !'On l'aiuto di Qnenu e d i M. Grigant, confernl<l l<• eRperieoze del pas~aggio nc•ll:l. bile dell'tuotrop ina. e eosi pure constn.tn. il ueone. Rign:1rdo poi all'azione disin fdta,nte dcll'urotropina, di per sì.' è pcrehè lib('ra, formaldeide an<'lw in amhient.e nPutro ed alcalino, molt-E-plici sono i dati speri nwn t a l i. ~el 18!19 ); ieolaier dill!O);t r;~ l'la~ l'nrotropina è un pro(lotto poco :-iht· bile c lih<'r a forma ldcide a ll:t tf'm p<•J·atura d t' l rorpo : ~lleC<'"-"i ntmentc nel 1904 stabili::wc che I'urotropina. <l)!Ì>'ce hetw conat• clisinfc t ta n t·p andac in amhie nte nrutro ed akalino; dati qtwsti. c·onfPrma ti d:~ altri :lui uri.


ti:?-!

IT'n:RI l>"FETTI\' J H~::-;1<::-:- 1 THA'l"l'ATI CO:-: rNIE7.10li:I ENDOVF.I\OSE, ECC'.

) 1. Crjniamwki prova ehe rttrotropina ha di per Rè un potere disinft-t tante clH' pone come attiYità tra racido ft•nico ed il s ublimato: difatti alla ~oiU?:ione t l t'l 0,5 % essa ha una spirca t a azione haderic·ida. G. Albano o>:st•n·n che bt <:OHCPntrazionc (']e,·ata dell'urotropioa nelle vi(' nrinariP lP r('nde sterili Pd (• poco to:-;sir·a IJer gli emuntori. Da.lle eiht te espE'riemw si dPd uce c hf' : l' urotropina si elimina colla bi lt> in maniera t·o:;;tante t> rnpida; romP tale, o sci&'<a. in formaldeid e, ha nn oHinto potere disinfettante; è insomma nn buon :mti~>Pttieo biliare e poco tu,.:si<"o per il f(•g-ato. L ' uro!Tnpiua è st.ata usata, da noi in soluzione al ~5 % : 8 eme. per inieziom•. Xon s i sono avute tla huncntare intollerauze e(l inconvenienti. I c·a::;i tratta t i sono dieci e l i espongo brevement.e :

l. - L. A. Ent l'A il 3 agosto l!l23, sintomatolo~in inte;;tinale. T. 40, 1 polso !l:l. Co tldizi on i Muziottat'i P -;ino al gio rno !l, in (·ui cornpP.re uno tinta subittcricR •it'iltl :;dr-l'ti. Il 10 a rwiH' le ru h: c' i t t eri<:a. L' rimt: piu rm·nt i bilin1·i.urobi lina. Reazione di Van De Borg ><ul siero : positi\'a ]}1 rrazion!> dirt-I ht. l"<")!nto cltr d e borda cm. 2. punto cistico dolente; reazione uùd o ntina] (· di diie"><ll tll q utldt·fulte SIIJIPI·iore d e~tro. \' idal pos iti,·a per il coli. Pl'im!l inir1. iouc e nd ove nosa di llt'(lt rnpi na. T1 ;W a!!o>:t o: T. :HU) pol:<o 70. Le t'cei sono in parte Hco lorate (cP nere), in parto coloml<' in ui~c~l l o . t.: rine: pigme nti biliari. m·ohilina. Seroncla ininzionc endovrnost\ di urotl'opina. I l :?:? a)!ost•>: T. :n, polsc' RH. L e t'cci !<Ono co lo ratE', venli. T <'t'ZH inic·z io nc e ndm·t>no.:;A t li ut·ot t·opina. 1l :?3 agosto t- t\pit·t'lt ieo. il punto ri"'t ico uon b piìt Jol<,nte. li fegfltn appPna. tlppt·rzznl>il c. n<ul viù piit t't'azionP di difeRa. Il pat.iente migliora lent.ament('. Il :?.1 a~o!<f,o quarta in if'zinnP di m·otropinn. fl 27 t1g()sto quinto ini<'t.ione di III'Otropintt. Tèmpe,·aturA. normole, polso 62. J) 31 1\~0:;t() )JHSSfl nP] repO,I'L() l'Ili l'li l'gin. [IP.I' (lf;<'('SS<l pat·otÌdl't> de>:~tl'(l.

2. - .:\L F. l·:ntrn il l S a!!o~to l!J23. l1 f': 1nratismo art ic· o lnr<' >tr·11to 11 dN·w·su t'Pbht'·ile senza cnm plicnzio ni sino al 22. l l:.):~ H!!()sto c·ompn rt• ittf'r·o. 'l'. :11.:1. ~titi<:he--lz3. Il 2!l ac:nf<tO l~o1 tinta ittet·ic·a persiste, ioci ::<c·olor·att?. colot· conf'rfl. Urina: l'Ì1!nwnt i b ilin1·i. 111'1lhilina. Reaziont' \'an De Bet·~t d it·f'llfl. T. 2t>.4 pols~l 50. Prit na in iPZ Ì(llltl f'lldov!'nosa rli urotropina. J l 30 ll).!'o,..[o l<· feci f<~Hro colorale. gialla.«tre. Il a l ngn><to ff'r•i c·•>lornH'. l 'rinp: pitrml?nti hilitu·i. 11mbilina. T. 36,3, poi. 50. :-ic•entu ll't i n Ìl' ZÌ n ne ond O\'t11111l'<f1.. l l ti sNt<'tn htv le condizioni !!Pner·ali Honn bu0 ne. la tinta ittcriPn ><i attenua. F .,ri t·•>lnrut.c•. l ' t·ina: pigmf'nti bili>\ri (trMc·e), urobilin11. Tt•t·za itri <'7.innc <'llllo\·cnnst~, t>d ultinu\. r;;r·C•!.!IIIlr it o pnr·hi zinnli d opo. <:li .nl!t·i c>ttn <'R-<i, che nunwm dnl tre n l diPt'i (<'fll'lelle elinic•lrf! n. L07l:! prot.), prP~Pntaun ft•tt di lo ro una gmudc ><tHniglianza; e l' ittc•·o da solo ha dnto il quadro dinit·•>. Li t·iu-<><t iiiiP. · . T t'lll]'C'l'tl ( tira i(' hlw i l..- l ÌC•\'('. r·ht' l<l(·c·u >\l mlls.'<i 1110 i Bnv l ir·ard ia. Pol i<O 48IH'Ì pnni !!im·ni . . \ nm·P.<;< in. ;:ti l id tc-u.n. ]·'t't'i "l'o lurat e•, c·olor CP11t'rC. Esame urine: )'ignH' Il t i bi l in ri. uro bi li nn. n.<st'nza d i n l hrnni n a . l{ enzit>nù d i V an De Bel'!.! d i l'P t t a. In 1lt1P ;.;o l i ca1si tf'l!>l t n e n ti lzii pa l p>\ bile . non dnlt>n ~ i. eon s<'inlotTf'a. :\Tai )H'U,·it.o . Do11o IH prim11 init'zion<' <'lldow•no~n. di urot ropitHI, gi:'• il ginrno s ncce,.,-,i,·o le fC'<·i di,·Pntatw t!inllc <'in tPrt.a l.!im·rtutu. l'''it.t it·ntn la :>P<·ondtJ iniP7,ionf' Pndo,·eno><a, le fc•t·i diYI'll tflno \'t'nln-<!t·c'. Ln iPbhro '<t'tHnpa t·e dopo ln pt·ima iniPzionc t>rl il pol:<n :st fu I'Ììt ft·c•qut' llll'. Xt•lle lll'iw· pt!! tll(o'llli bili>tt·i onrniJilina din .inuisc•onO(' sPompaionn in t•i n ·>t. )Il.];, !!iorni. ~ on st t' mni t·ic·m•i<n f\ piìt di duP iniPzion i en<loveno><e. Xci dut' o·a,;i itt (·Ili il J<'!!>:t l<l e l>\ mi l1.n e rano pnl l>tthili si sono ridntti rnpidome nrc, como i· S('""' l 't\1'~11 ,: ubito lu scialotTt·a.

:n ..).

;;o


La riccrc:a della. bilb·ubina nel siero del :mngue <:on metodo di lljmans V<t.n Dc Berg lut. :>empre dato positiva la rea?.ione diretta. Ho <\\lrcato di studiare il comportamento clella. bilirubina nel siero con tale metodo, prima e dopo l'iuie:Gionc di urotrovina ; per questo ho prelentto del sangue immediatamente prima e l'ispettivameute due e sei, quattro ~ otto oro dopo l'iniezione. S un a. vendo colorimetri a. d isposizione per vedcrt> se la bilirubina a-umenLava o diminuiva, ho fatto diverse diluizioni in :ool md o ne fi8iologi('a clel siero prelevato <·ol di:>taet;O di orE' sopra dett 1, <'tl ho tenuto conto a quale dilni?:ione la rNtzione non compariva pil1. Cito le cil're di un ca.so, il unmNu sei della snN·c•ssiouc•, per esserC' vilt ehiaro : tre sieri prelevati: immediatamente primn dell'init•zioni; due on• dopo. sei ore dopo. J,a rea?.ione dirct.ta è aneora pl·est'nte istantarwauwntc itl tutti e tn' i !;ieri sino a.Ha diluizione 0,3 siero 0,2 soluzione ti!;iolo_gi<·a.. Alla <lilnizionc 0,2 siero 0,3 soluzione fìsiologica si uot<l· rPazione. irnmedia,ta nel ;;iero preleva,to prima, ritardata di ~O " nel siero prelavato ò.m• ore dopo, ritardaLìtl di l fi" nel siero prelevato sei orr dopo l'inil.'zione. All;l rliluizionfl : 0,1:3 siero 0,37 di soluzioni' lisiologit-a la rc>nzio1w non (> più presente nel siero prc)(',·al o sei ore dopo, (> pn•sentl' in l ' nel sil•ro prelent to due ore dopo, l> prese n te in H! " nel si(>ro pre)p,·a t o vrilna dt•ll'init>ziorH•. Dal rornplesso delle rh·el'<·lw fati,~} risulta elle la rl'a.ziom.• di Van De BE•rg, a pat·ità. di diluizione, è J.H'f'~"ente nei sieri rac<·olti prinw, n'nn i· piit prpspnt.e nei sieri racrolti dne, quattro. sei, otto ot·e dall'ini<>zion<': tra qnPsti sieri raccolti dopo, <\ pr<'s<•nte aJwor~L in quPIIi ott<'nuti n<.>llt> ore pro!;sime, ment.re progr<>sflivarll(mte non avviene m•i sit•ri ra(•<:olt,i uellt• or<.> pii.t lontane dall'iniezionP, st>mpre s 'intende a parità di diluizione. Ho 1mre escguit.o il rlosaggio del la nrobilina nelle urine rnct•oltt• prima. e s<>i , dodici or<> clopo l'inier.ionP., col motodo <:sm>;igliato eia Ilo Zoia . vol<·ndo \'Niert". a qu::.,le diluizione dell'm·iua. non ott<lll"\O piò la ~tria i;p('ttro;.:ropi<·a di assorbimento caratteri:~tka. rlell'm·obilin<l· (t-ttria 11'<1 1.;. rtl P. deiiP lirwP <li Fraucnhofer). Ho visto che twllo urirw l;l qu;mtità. di urobi liua ùimiJllJÌs<·<• dopo l'init•zinn<•, poi<·hè, ad Ps<:mpio, alla. diluizionr 10 in n:·qn;t dis1 illala dd l' nrirllt raceolta prima. dell'inieziorw e;.:i>;te st! ia rli a;.:;.:qr))inu•nl'o; l'urina ntc·t·olta. :;ci ore dopo alla, stessi~ diluiziollc IO non dà piit lu l;tria. ùi ass orbimento. . So ne deve c·onclu<lern ehc, :-:ia, la bilirubina rwl >;i<•ro, sia l'ui'Ohilina nciiP urine diminuisee rlopo l'iniPzionP. Un aJtro faJ.t.o cost.mte notato nei nost l'i f•a,;i ò d te• le fc(:i. da l.!.'l'igio c·.l'rWre, divf'ntano gia.llo-verdustrc già il gior:w slls:i<·~nrc•nt<• all'ini t·:doJw. Se J'Ì;IvviciJ1Ì<UliO qtwsti tre fatti:

Dimin uzionc rlt.>lla bi li rul>iua nel s:t IIJ!lH' : Dir11inuzione dt>li<L urohiliu<t. ncllt~ urine; f':'l;mbiautento <lt•lla. <"Oiorazion';! ùelle fN·i, da gr1gro cen •re in ~dallo V\.'l'd:t stro, f'SJ)r<>s:;iOlll' (•iot~ tH J'liS~llg.!;iO di hi1e ncll'inte>;f Ìll ' ), facilt• ne deriva la dNlu7.iorw f'ht l l'ur:)tropiun ag-i,;c·n t•IPt t ivanwntc sul l:egal o e ~ullt' vie biliari.


Di più l'ilumcntato pn.-::-;ag-~:do di bile nell'intestino non dà luol!o. in questi c·a:;i. ad aumento di urobilina n<'llt.' urine, aumento <"lw, per chi amlllCttE' l'ori14inc inte~tinalc Jwll' nrobilina, donehbe avn•nirP. Dali~~ breve c~posizionc fnt.ta si vPde che! in otto dci ca;;i OS!';l't"'ati J'i tU•ro rli ]H!l' S(! ha ùato il t)nadJ·o clinieo (itteri C'at:'ltrali o itteri gastroduod<•nllli !';('<·ondo )(' anti('IH' distiJ.u:ioni, ittt>ri inft>tti\'i benif!·ni sc>condo ](' J'N·<•nt is:-;imp clal'lsifi<·nziooi di J'.oia c eli Brulé t' Garbau); in \lne l'ittNo in:;mgn eome complicazione di HJahlttie iufctt.ive. In tutti P dieei i C'asi, l'ar.ione rlE~Il'uroiTopina è Atnta id(•ntiea : ti i m in nziont> dC;>lhL bili ru l1i lht tH•I si<•ro : diminuzione della nrohiJina 1Wilc 11rinf': ri pri...;t in o del passaggio df'l l a bil<• nell'iute::; t in o con sco m parsa dei fl'llOJllClli dovuti .ai sali biliari (bradil'aJ·dia, scialorrcil) ; riduzione rapida rh•l fe~ah) <! mil7.a nei limiti fìsio1og-ici. T:uro1rnpina thc !-:i elimina ntt ra Vl'r'SO il fcgflto c l<> YiP bilinri, !-:YOI~I'I'!Ùo una coinJ.ll~>ssa uzionc> dhdtllossieantr e disinfethtì'l.(~> ditetta, t'ipi'i;;1 in:tndo Llltctata funzione• <·Pilular<>, ridonando alla bile la sua normale vifl di t'liutina:don(• e la sua 1isiol o~ic·a. c.ostituzione, s pi<'goa il rapido sue<:<'R..;o tt•nqw u t ic:o ottt'nuto. Dui ri::mltati a\'uti mi se111hm di poter ('Qncludt>rc c·he l<> inic>zioni f'ndovenose di urot ropina (~ rmc a giorni alter ui di una !'loluzione rlel :3;) 0 ~) sono di cffiniein t<>rapcutil'a rnpid.ò <' ;;iew·a nf.li cn,<;i di ittero infettivo lwni~no.

HlHLJOCHAFIA. L. Z OlA. - L•: iliN'izie (('uppt>lli, 1923). E . s~:R(ll::NT. - rl'raité rlt' PfltholorJit'. (Foi et, Pnnc rons : CA:< tuignc Brulè, etc). .ì, CAR"l';llt:NJ:: P N. l•'n:sst)I<:Ert (.~tulfldie rlu Poù; et des Voi"" Hiliaires) R(H:}o; P... lVOU?'HJII '1'1·aitr; 11<: m~dPcine C'HAUVPARD . L 'urotrOJJhra nd tmttamento d!!lle in.jezion .i l>iliari acute, etc. (·"''emttiltc JJ édicff ll!. n. IO: ltl i l). T.oKI'E B et <:nm<ulnt EH. f11 in.io11 i endo~;enose eli 11m/rapina nelle mafaltie injrllir·c·. ( PrO[Jl'''·9 mf(liro/t• 11. :Hi, !!JJ8). L EO!\R l'ulianu~di,·a. J;:; .~rtte ml)Y!' l !122. :\1 1:-> ET. Sor·ietii 111Nlii'O "''gli Q,,,)('(/(1/i 9 luylio 1020 (Pr1!88(' wrditnfe, 14 /ti· ylio l !l~fJ ) . ( ' EW\\' 1': . Hul/ nj. tht• ./ofn,s fl op 1\in.• llospitttl. Fol. 2:l, 19 12. Nt( '() J, .\IJ;;rt. - 7-l>it.~l'!l?'ilt l. rlin. m('(/. JJrl. XXX\' 111, lX!l!J. A. BHzt,LW. - ( IJ.-•(1. j;(•lt.,rhri ft /1ir ('hiruryil! HiS llll. ) J:n 8tmnnh1i.•tm::io11r per ?'ÌCI <!wlon' liQ.sc di urotrop i na n r•llc setticemie. Polidinit·o 11. ltl, Hl24.


62i

RIVISTA DI TECNIC \ l~ SEHVIZIO SANITARIO MILITARI~ Il trasporto dei malati e feriti per via ferroviaria e per via acquea ne.ll'ultima guerra. L •>::<p:orn lwro d<'i 1nnlati <' d<·i if'riri d111ln z<•mL di ~lll'rt'tl hfl co><titui!o una dc•lle pit'l J.!l'lt\'i JH'<'O('CII JIHZinn i dPII>t :-itlltiiÌI lltÌiitarl'sin dall'ill i7.i0 dP! iu f'!Ulljlfl(.(llfl. 11\'PIHlO l'l·:sl'•·cito ihdiuno iniziai•) Il• o><til it•\ (·nu liu1itnti n.c•zzi di tr>I"'P<H'IO. eiH' (llltinrono poi >'I I<'C'e;;;<iv;.unen U· i n: c't lsilif'n 11< lo;<i tino A rA!!!;{i tttlt!PI'<' 1111 rq.:olam o rornplc·t o innziOiln tnPnt.o. Ci ><crrtlìl'a 'tu indi ;l<•!!no di qnaldtc intPrH><>'r l'>'flOIT C') un e(•nno somm11rio >"ul t r n,.;pnttn dc•i mu l>\ti r• iPrit i t•r· r viu i<'tT<>Yi>ll'ia <' JH'r ,.;,, ac·qtlf!ll pt'<'"-"0 il no>"tro (:'sc·t·c·ito mobi lit••to, rhf> lon r·n:-.1 itnito 11110 elc-i pi(• importanti nwz:z i di ,:gcmdH:•ro dtll'•lllt(' la !!llt'ITS, A) 'rl-tA~POHTO PEH \ 'lA FEHHO\' I A IHA. Lo sgomb!'w df'gli s(>thi limPnt.i :-;nnito;·i d!'lln :~:onn d i gu!'tTH J><'r \' it\ fcrro,·iaria 11\f'ZZi: to Coi trc•tl i aftrc'zzM i 1'\ltt \'>liTi nwn·i u ,·<"ttnrc' di :\'1 t• ln;.;s.- [\l'l' l<> sgnrnh('t'O dci mnlut i r~ l'l'riti IP!.!l!C't'Ì : 2o Cni tr·c>tJi \'i!l:I!.!iatnri o roi trt>ni di trn,;porto cicli(' truppe e mnlt>ri~tl r• h~'>l· li~n di t·ilot·no. p<'r lo ><l!OIIIbN·o dP1.di infPrmi eh<' pntP\'HIII> \' iM!!!ÌOI'f' ~···c!uti . pt·o,·· Y<'dc>u t! o a l loro M'C'O ln pH!!IlH m <•n(n c·<m J'f't'>'onn i':' so n it n rio. :Jo Coi trf'ni oilpl'duli dc·l l>t ('. R . I . e df'l :-<ovmii(Jill ilit>li'COt·di iH' rli :'l lnlta, P"L' il t ra...;porto d<> i tr>r it i "d infc·rm i piìt !!l'll\·i, Il ti\ tut l>l\'ill i11 r·ntHiiz inni di v ÌH!!f! illrf'. ]Il tn l modo i11 f>U""'ihi lc> P:<C)!liÌI'P un III'Ìtno ><c:ntllht>ro c·on tl'Pni ntlrl'zznti o;ui I11P:.::Iti 1li nu·a p:ì1 vir·iui; un :<rc·c>nclo tra:<pnrto d1• qm·;-:t i ultimi t11di <I"IWdali di ri· ~PI'\'Il impinntnti in zona di !!t tC' ITt\ .-d Hs,;c•rznnti nll' in11>ndf'n:t.>\ : un tl·•.rzn sgombf't'r\, sP n<?c·e:-<sl:lJ'Ì<\ 1 dtr cpt<'sti l11o!!hi di c•nn1. H!!I Ì O'>f'"dnli piìrlonl>tni m!';;si fl disposizione df'll<> ,.:in!!ole !l l'mlltl'. Qn<';.to m.<\vinwnto. itnpn"t(l dallo c·nnli;.!lll'H7.iont> !f""l!rnfir-n d<.' l .Pnl',.:(', Yc>nnf' a poco a JH"'o ,..,·iluppand n:-:i l' perfPzionHndn"i <·on grnnclr• mpiditù e t'<'!!Oiari!:l. Lr> dirl'z ioni el i "nn iti1 d'nrm>'tH ril'ltit•dl'\' t\110 ni dc· lt>)!>lti dPi tm~pcw li pr<.';::,;o le flrrwtt'C" lo S!!<Hllb(•rn d e i •nn luti <.' f(• r it i cht!!li ""'Jl!'dali di l'' li ne'" n <JII<'IIi di ri." l'l'\'fl loro H-<-<t•!.!n•lt i. e p!' t' lo "!!OIItb<•rn ><n!.d i o-< pe•dali d i ri-;ct·vn. dt•llt> l'(•tro,·ip in t <' t'<'><"fl\ 'allo 1' lnff' tHll'nzn. l!f'lll't':tl"'. la qwtiP r~>!!fl l>t\'O lo smi...;111ttl<'llto 11 i'l•r·rotuhl dt>llf' t!is ponih ilito't dP i po:-:ti l<.'lto dw \'Pni ql n(l ><t'!!nfllnti dnllr• din·zioni l\'tTito•·i>lli di sanità \'('llllC ciÌ'et(UOllO L'~li Sl')!IH' IIli

o~ni

tre !!inl'ni.

l'Pl' t >l f i >';!ZO illiWri "i f 11'0\' \ ' ir lf• ad llll!L HSS<'!!II!IZiOill' cft•gl i f):<!'<'dn i i d j ri.;f'I'VA. ;o i· tu rni rw ll'[talia :<t'ltPntrion•liC' nlil· nu·io fn t<'ll dr'IIZ<' el i nrnuttn. tll1in<· lt i· pot P:<,.;ero efff'ttuare i tra:<pnrti dallP v•n·if' nnitir sn.nitarir> dC'I !a zouu di L!tH'tTA. di(WIIdenti a mezzr) d i t.rf'ni :>tlni t a t• i Il. lnro d it·~> t t. n ci i:<posizione. l'i i " "'"l'trnat·ono i tl\·c•c·(• all' t n t cndPn;;a gcnat•n le gli o-<pNiali di ri:.:erva piì1 ec·eC>ntric·i, ><itlltHi twlltt parte ll of"rid iona lo l'd ÌW' IliRr'>. J'fll' lo ,.;!.(om lwrn mC'diAntu tt·cn i s11nita •·i e nnvi-nspC'da lP. ci C'i JIIH iati <' fer·it.i dagli Cl:<pPdali di rist>rva., !'f1'<'f.ttt>~ndo>'i rm;ì un mcl\· int<'nto a r·nl('lltl, ft·a !<LI<'· l'C:<>' i vi luo!!h i di r·ttra.. d r<' J'f'n nett<•vn la <'ompl!'t a 111 i li:zzazicmo d i t.nf 1 i gli ospE'<Ìal i i~ t itniti ne l torritot·io nu.-; ionalc. s!'nt.>l li mitnrf' 111 pC'n'<'l'l'<'llZH lllll.~~it"PJ\ dc-i tr·en i l'Un itnri. n,~ll a d i no t a i' n In V>\Sta OI'!!AIIizz.Hzi one p t·o!ìlutt ic·tt elw l'i d cw<'.t te itnpi'O\'\'iSAmente di><pOITC' td rnHttifl'"ftll'l<i dc>i pri111i r11;oi eli c·olf't·a twl lC' t ri tlf'N' del Podgorn ai I'I"Ìm i dd l11!!lio l !ll:i. l'na eotnmis:<iono Ì><J>('ttin1 . nlln di t·c>ttn dipe ~t~lcnl.l\ dd· l 'lnti(:>HdPnZR> genc-rn lr•. C'fili i11nzioni i>'pdtivc- prf'>':<<> lo >'ÌIH!Oic> HI'IHilll? o ,·mr u!lic·itlli d i .'·irrilunza :-;unitaria J'C'I' lfl nH·iC' lcwn lith o lt rc- lll t'r·orrti<'t'» . nPI .!i""Jl'>tT!' q11d tnll· ~rfi<:>o COlljZCJ!llO di dif<',.:n <.'di pn,fìlas:<i c'onlt·o il tC'tT ihilc rncod\0, c·ltl' a·iw•c·ì minl· hrlmente Il "'l •P!!nPrln in pnr·h i nw:<i. re;w for-t.llllltn!'HI<' j•Ììt diflic·iiC' il giù C'omple,:~o meccanismo d i sgomh<'ro. \ '('llllt" ><ubito Mn l.ilita nnn zona di pri111n sgonol)ero C'ot··


Rf\'I>;TA U l Tl':<":"ll'A E SEHV IZI<) SA:\'ITAP.IO lliLITARE

ri-,,onriP!ot .. 1•re,;;s0 a poco a l t<>rTit orio a..-"l't!nato aiL-\ 1·mata in zo na d i guel'l'a, e-<tt>:<O p iì1 tardi anc:he ad alc-u11i o:<ped8l i di ri -.;en·a llt>IIR. zona t<'JTitoria lc . l n tale -tona tutti i Ìf'ri t i !' malnti pr•)vcni•mti dnl fr.>nte su hi\·auo l'os,.:en·azionP per un pPriorl<> mrnirno di li !!iorni. p••r es~l'f·e poi in grttn f'lll'tf' 11110\'amente tra;:,f eriti 8\1 o..:p,.dnli n 1Hl11·nte netta riln·w iatu dopo l 'os,.:E~n·azio n e C'linic·!l e snpnltutto dopo I'Ìp(>tuti P:<Onoi cl c•lle fr>r·i. I treni O<;pNioli furnno qua-;i ~ellt prP n t i l i~.zati al mn .~-"Ìilll• d t> !lA cRpncit il di c·~u-it'n, e ciò m·lla c:onsidt:l'8.zinn e di poterP uo;;uintil·c di m o rua)!~iore nti!HP.ro rli po,;ti-letto rli:<ponibili n P~Ii ,:;nthi limPnti ><aniln ri e per non ele\'a rP !;en,.:il,i!n1Pnte la ~'1"'"8 p!'r 'll!lli infcnnn ,- iìH!!!Ìant<•. C'O rTi.• pvndcnte e C'ÌI'Nl L. ~O ì"' '' lt'PilO·t'hil t'· no~·t t'l>, qualunque fo,.:sf• i l no otn!' t·o d<•;;li s;.:<>lnhnni. r1) T nr.~t .\TTfiE:7.7.. \Tl. j.."t' I'I>JIÌ :

Dt'i t..rl'ni lltti'P'l.ZI\ti !>i utilizzurorw i .segu011ti

r.

l. 1.'ren; nttr·•:ztrfi C'OH Nrrri Tn 1111111('1'() tli ) l; <"1'1\111) ('O,.:tituiti do\ ParTi F flt'r tru:;pon•> 111t'r<'i c·ont t·Addi.~t.inti cnn la rnnrt..:H T. A. e coi nurncr·i da l a 18 . Og:n••no dì qtt~t. i tr<-n i. c r·a r·ompo>'IO di l (} C'nr·r·i mi"I'<: Ì Rttrezz8t.i p e r 12 btuclle e di )l) l'arri .~ i:;tcnu-.,ti ,,.,,. 1 ~ . in rnodn da 1\n::·,;i una raptH-i t>l totale di 3(HI barelle . :\[a la xtrllttu r·il d i qut>:-ti <:arri non c·<HT Ì'-p0rHienJ. ''~"'ol utemE:> ntt> nllt- f',;il!f'l1'l.f' i~ic·nidoe. nf> a qtteiiE' di 110 t t•Jltpo rAne'' t'ih>\"(• r·o di mAIRti l" fE'1·i ti. ln olt 1·e tàli tn•ni. utilizzabili ,.;o lt anto p e 1· il tr8>'p<>rH• di infermi e ft-riti le!!!!l't'Ì a hre,-i distanze. nre:<en t f\ \'ttliO l'inc·onvPuien te di 1111 pP-"0 c>r·c<>.•,.. i\'0. Fttr·nno p~'r,.iò ridolti a pr·nt•nrzi.,ne piir rnodf'.;t>l. t' pt''r l'Vll'IJ't'nso ne ftll'l)tlO a!IP-;t it i altri 6, tli>'tint i c·<>i ltUJtlf'ri dal i !' al ~4. i qnt\li. pu re csse11do tPntJti di rì"erva r non attr<>z7.Ui i. pot.('van o ~m J•rl" Ci'!<l'l'C inapi f':.!il.t i in ('ll.»O di tln!CilZH.

2. Trer1i trt!rr>zzrrt i co11 rorroz:r- 11 Cflrr.-!/o . - - Fnron0 alle~titi in IHitt\t-ro di U e con t radd istinti <·orr 1ft mar!'a T. A. t> t'n i rounwr·i dtt 2:> a :~S. A In me v <'t t tH'E" t-t'aH o n t t r!?.?.ate 1wr 22 l>t'll'<'l lr- ••. r·o11w p<' i tr·<'ni pre<"edenti. la <"8(lflt·it it •·nmplE"ss ivtl E' r!l eli :$tJO hart'llc, et1l , -A ntn:?gi o di '"'t>r" t111t e le c·arTnzz~ intc•rc·omuni•·ttnt i.

3. Tr•· rd rrl/rc::z11/i t:Q/1 rr1rro::ze ('. 'l' .. lipo •tt R . .-l. - ~e fru·ono utt r('zza t i. I O, NHllr!lddi..;tint i <·<>!l 111 11111rC"a T.!-\. P !HII •rrrAti •lA :3!1 fl 4i!, T.l'l •·R•·a·cll;Ze <·nntE'nentn<> c·it~"'<'llllU 18 bnr·••llr-. r:on una Ctlpa<' iti\ c:om!'l<',.:si,-a di :WO. 4. Tre>• i attr~=~nl i con co rro:zz1• CL co rrf'lli . t i J>O l !)()ij. !IOi. !l In. - l n n omr!'ro d i Il furono di;;tinti c·oi 11111111!1'i d a ·Hl a ii 4 con c:a r·rf)zze Attrt'7.Zflll'l pl'll' :32 bart>ll~>. allr- qut~li r: r·a R.!!J!i omto un r·a1·r·o per tl'fi'<IH> rt o mahnn infelt i,-j ( 12 ht\J'f'f!<>) ed tma c·Rn·ozza per i11fermi f'he p<> tevnno v iaggiare sodut.i . Ln e:a JlllC il h totale de l tH•nc• f'l'l\ di 21:14 mnlati" Ì~"riti . di c·ui 4!) ,;erluti t> 2:.1() in balln' llfl. Tut! i i tr·P.ni tttnt•zzHii ,.:opr:tdi,.:i inti ilXC\'1\ IILl innlt-re un <'81'1'0 dt-i<tinnto tl caJllt'l'a di nwclièttz imw f' tli Jor·onto SIH'c·orso (A ihwr·iatrrn\ di urQt-nz:i di ,-1\;:i . i n C'll!;Odi ~·llt OI'!'Ill!i», rini!O\'O di me:licnlti!'P, CC'('. ) t'rltrn c·arro <'UC'innl•t:'r il , -i rt odt>g! i infermi. E i l l'l\'-'O q 11 i d i ace·•· n n n t't 1\ w:!t e AIla fc·t·r·m· i u d •'n t n t tt . lA cp rA !C' 1111 i>'<'t' 1' a 1t i l' iR no di A:'iUI!O nlla o;o tto"!t nntf' p iantlt'll n·nC'Ifl "<Uf>P!'andn nn di,; Ji, ·el lo di Ht)O mf'tri ; ('(!l' s p<•c iH le t rf'll•> a ttrPz'l.>\ l o c01npvst0 dì 14 v ctt nre in me nn d i :l il l't' sì potf>\·a ..t)'<'illt>H'C' lo -;l.(nm lwro di <· in·n ~tHl mA lat i n Ìpr·iti. l (.l'C'Ili èlttrf'zzflt i rnn r·arTi anf>rr·i emno " 1'1'<>\'\· i:;;r i di ,.i,;tPT111l di ri"f'Bldamento. pe1· cu i non ftll'"llO rlrrrHnl<! la >'llt:tinnc itJ\'f'rnnlP triilizzllti C'hO in eir·c·<>;<tl\nz<' E'C'C'C· z inn nli . nPI qual••R-;n iu C'OII\'E'nit>attc·nH'IIIP outnPn t aH\ lu d otnzi<ll1P del le cop erte. Jn ,·f·<·<· i it'<'ll i L\ltn·zzat i •·nn ettrTOZt.t- ernno Ìt>rrtiti •li 11 11 ri,.:<·aldttu\Plll •t normali:' p e r lllt'ZZ•••l<·l vapnro h•l!u ln<·otttotint ''di Hp f•P-;Ìta UlltlltllfHI·i<·<'. i'f't' i t reni dal nllm l't'o 2.i al :lx,. d n l 4!l ul :H :<i n-lttUÙ llllt<H'Il Ili\ ri-;('aldalf\Ca!IO Ru,.;iliario i atto COli ,;t 11fe auoc•rif'H tW ( uni\ p<•r· \'f'lltrt'll). L n.lul'ilta• lf'i sinunli \' tHJ.!!!Ì. •·he,..t-<·on<lt> ilr·c•l!olutnt'nto non B\T(•hhe mai d o ntt () 1'-'-;"t'P suprrinrf' 1ol lr• H t•r·t• . f11 qtl(t-;i ;.••mpn• '! II J"'Ì'IIIIl. <ltlll\ la di,.,tnnza riC'Ih> ll'>'I C' di lino'•.> d>n.di :-,tilhi littwnti di ri('o\'1'1 '<) d"lla zona di guerrn f' dt>llù zonn t CtTitoria l p a-<-;<'!.!11111(' :dlt·llt'lll>ttf'.,.. .;i dt>V<'tl<' qunkht> V<> l tn jlt'<IC·('df't'<' tlllo sr·o.a·iC'o e COil"<('l[l11l di t't·l·iti () 1111\JI\IÌ !l ~tfli'.iiHli Ìnl('fJTll'diP. f•:t:I'!'Z.ionali (1<'1'Ù fun)I!O !!fi il11'1)fl\'CIIÌPI1 ti altril.uibili n Ila lull::doe~:za tiPi \' il\~)!i. f'd nn<'lte i <·t~..;i di dE-'f'<'-"SO :-<ui t reni s i rid tt><,.('l'O nd una r-iirn in-<ÌI!IIitiNtntn. :-;iN·Il!nf' p<~i 'f"l''ti trc>ni nore,·nno <·o:>titu il'f" 1111 p t•r·i t•nln•o Y<'il.'olo di inf,•ziom•. <'<I"Ì fumrro dl.ltHti in J!I'Undc qunntit il di tli -<i nft•tt!lnti,


RIYJST.-\ DI Tl':CNJ<:A E >;E:RV17.JO S A:-IlTARTO MILITAHE

629

di pompe i"pruzzatr·ici o di altri apparecc-hi di dis infezione; e furono inoltre istituiti speciali pol"ti di ,;occorso f~.>rroviari pei colpiti da malattie intottive. li perRonale dci t roni attrezzati er·a costituito r:ome !;Cgue: a) uftiriali: un capitano medioo dirf:ttore t.ecnico amministrativo e 3 ut'fìdali medici s ubaltPmi, a>:RÌ· stenti, tra(;ti dagli ullkia li di compl('lmento e di mil izia territoriale; b) 2 sottufficiali, 5 nintanti di sanità e 35 infe~·rnieri della M. T. b) 'fHl~Nl PRO\Tl"lOtH E TRENI \'UOTI 01 RITORNO.- Questi t,reni. di CIIi n l n. 52 d el R ~>.~0 lame n to. doi tmsporti furono prntirnmente adottati soltanto all'inizio •Le llo operazioni, CJnnn<lo erano ancora lll.Olt.o limitati i t.r·eni sa.nit.1.u·i ed il numero dei !JO:>ti letto. e se1·vir·ono soltanto al lo sg-ombero di fet·iti o malati leggeri che potevnno Yia~:;darP sed uti. D ott i t reni, cn>:t ituit.i per lo più da materiale mobiLE' vuoto di ritorno e promiscno, furono talora improvvisati con carrozzn di 28 e di 3" clus~e. ma non essoncl<J in tercomunicant i si !tvflvano non poche tlifficoltÌI ne l YP.ttovA.gliamento e nell'as:<i.:;tènza durante il viav:p-io <)()gli infE-rm i. c} 'l"HENI OsPEDAT.r n :n r.A C. P.. I. - .-\Il' inizio d E'Ile os tilità l'Associazione· de lla C. H. I. rnouilitò l) treni ospndali, ma dopo pochi nrosi dovette aumentarli a 22. Jn seguit.o si co>:titni un 'altro t.rcno p er la :-;icilia. Ogni t1·eno O!"pedale, rhe oJ·iginariam<'nte a.ve,-a una capnC'iti\ di 2(ì6 infet·mi. dopo opportune modifkazioni fu in grarlo eli trasporta re ri l'CII 300 c;OJ'icati su let t uccio-barolle. Q11cste unih't, JH'<•vviste di t-utt•1J'occonente pt"r la. Cllt'a ed il ,-itto df>tdi infermi per parecclri giol'lli di vingg io, CJ'Itl1() formatP. eh>, Clll'l'OZze di 3a classe, Ìllt<'l'COJnUniCan ti, attr-ezzu1'e ad inffln nerir., con portÌPt:e allnrgablli P"J' il caricamento, sin di t.esta.. che eli finnco. Ogni vetttu·A.. dotatn rlei piì1 moderni sistemi di illuminazione, di risPaléln.mE'nto 0 di ventiJa?.ÌOlle, pOtE'Va C'Ontcoere a6 barelle disposte in t 1-e Ordini C divise in duC' r E> pArti d i l R. A qnf'ste carrr-zze si a)!l!iuo'<ero a ltre destinate al l'allo!!gio del perso nn le direttivo ed eventualmente a, ynello clc lle infermiere volontarie, nila iarmncitt e !<ula di medicazione, all'alloggio del pE>rsonalo di assistenza, alla cmcina, al magazzino ed alla mensa. Le vettun' er·nno di::;po;<t,f' nel seg uente or·<line: 1° Ra!:!Ul(iiaio non i.ntercomunicanto por collocarvi gli indumenti doi malati e feriti; 2<> Carrozza JICr l'alloggio del pet-sonalc direttivo; :~o Can·oz.zn cuC'illa ; 40 Carmzza per ufliciC>, sala da pranzo ufTkiali, magazzino viveri o l'C'parto pE'r 12 infe r·rni ; r.<> Go -;-o So uo lO" J Jo: CarrozzE' pc>t' :3(~ infermi : 120 Carnnza con n:~ pn.rto pe r· l 2 ulfì cinl i inicrmi, per sala di mC'rlicazione o p E- r ìat·mRI!in; 13o Carrozza per nllou~rio clol pt:rsonttle di a,:sisten:t.a; ltll Cnl'l'ozza per· 14 infet·n·ti da isolarP. non int~rcomun icanto. Du r•ante ltt rnnrpagna fu n t'ce;;,:n rio ugginnl!f'r·o 1111 :;C('('lldO bagA.gliuio. l"sSf'lldo risult>.tto insntticiente il po>:to destinato nel la 4" vettnm per il ma)!azzi!lO ,·i\ 'Cri e per il rnat.eritlle sanitnr·io di rifornimento. In l!~.>guito l"i H!!gitm!'e al treno una ('fiJTOzza. eli :.la C'losse pt>r l'eventuale trasporto di in fermi ~f'cluti in soprannumer<• c che :;ucc~.>~><iwtment.e venne sostit 11ita con a ltra at.t.re:t.zllh\ a trt> ordini. Al servizio di ogni t.r·eno ospP.dalo fu a;;st>1[11fl.to all ' ini:do dc·ll a mobilitRzinnc rl l:>eguente peJ·;-onnle. c·he nel co r·so dfllla gtH'r·r·n 1mhi qunlrhe r·idtt7.ione: a ) rrlli.f•iali : l ispettore ammiuistrot.ivo: l rneclic·o c·Rpo: 2 medici a~:<istenti: l far·mnci><ta: I commis><at·io ammirri~tr·Ativo: l contabi lf'; l cappC'Ilano; 4 infennier·o vl)lontA.t·ie: b) tntppa,: 2 Ntpi SOl'VI"j!lian t i di [a e za (')asse; 8 !!Ol'Vf'Jt) ÌOO ti di Ja l) 2<• f')(l>'!if': 24 infermieri; 4 in;;cn rionti; l cu oco; L a iutante di cucinu; 2 :>).(llA.ttcri: 4 att•mdenti p er ullkiali. T treni o"'pedul i dt>llo C. R. I.. ]J(18ti alle dipE>ruiE>nze dell' lutell(lenza gener·alf'· furono uti!izz.nti per lo :<1fornbero rlei rnnlnti e feriti dagli ospeda li avanzat.i a qllt-111 d e lle re t rov ic e da (jli!'St i ai !!rand i ~tabilim ent i territora li. Pf'r dimostrAr~" ill•~"'z i o­ so contributo appnrt ati), basti r·if'Cwclnr·e rho. mcntr·f! nl"ll'offensiva del luglio l !lUi. con un mn;;;;imo di 6000 fe r-iti in :j ~ i ol'll i OL'COI''"~ rit·c·a J nw-;P p<'l' lo >:!,(OJII IWrO com -


IH\'I S T.-\

l)[

' fF:I ':\" [('.\

F: SF.H\"tZ I O S \:"ITA IU O )IILIT.\!H:

pl r- t<J , twll' o t !olJrl.' :> n,·c·f.':<:<ivo ill Vf.'<·e. ron un n o11,.;~ i11 0 di 2.:i.l)flr\ !' I.'Oll una ofl'cnsiva u-.:;ni pi ìt luu l!o. ,;' impie!!Ì> so lt<tnlo un n1 <:,... l' n1 <:zzo. _..\ uli!!li nnt rl.' lo 1<\!f)tnl•<' t'O con t t ibnirono l<> di.--pn--i·t .ioni pii t r nz ionnli C'ircn il m o \' i lll~' nt u <k·i f r(·ni, c iu' uf· i m o nH•nt i di ttc><·•·•-<n il c-J ,t. .. ro la [ll'et•NI<·nz~t ,;11 rutti s:r!i n itri, utl n •1ppnrtnnn' f' Ì-<tPt nn zi<•n c> df·i )'i nni t·nri,·ntnri ed una mi..r liore Ot'!!llllizzat:i nn~ d elle n pernzioni d i r->uico. che L'!'rnoi><ero. abbre-viando la S<J-;ta do'i trt>ni in >'t•lziutw, d i nltldnppmr<> ]('<"<H'>*'· P (' r ilt·i tllJ•ntt·in ti r i pt·igioni<' ri l<lhf'rC'nlo tit·i si rit f' tll<l'l nt•po rtun o a llPs tirc un t reno con t 11 tttH<' i a il', al q uu l<· ,.i ng;:!:i un-:<· una \'l' t tu r·R n t: rczzn t a . lula da dat:::ri>lt o ri. e d n na pc• r ''<l"itllt. (,lnl.'.•to t rf'llo ><pc,·iRiizznto (·omp! n >go lnnu e nte il set·\·izi o di tra :<pu t·t o "flricand o :3'\11 infPnni , di f'Hi ltl utlic·i n li c !Iii «o ldo'tti di truppa iu hn...:.• lla. J::-.;su n•nn<> r-o«tiLilit o ''Uil l'or~ u uieo J!I'I'\'Ì:<to JlPt' i tre ni atlr<''l.7.tlt-i t' \'(· tme vd ihito n i t rR -<pnrti dalla front i l't'il pcJ o l t t'P :;ul (·i>nt ro di nweo lt n di X f•t·vi . p.,,. il ~<'n' i'l.io poi di -<fo llanol'nto d C' i tubl'rN• lot id d >l!!li <•"Jll'dH ii di ."\c r·vi ai snnAt OI'Ì dPII ' ltnlia c•·n t m lP v f'nt •o: >H l iIJi t o x lt t'<J t •·<>no ""'l'<'d" 1€' P<>lll prJ,ilO i n l C't'HH te n l t> d i n~ t t li t'E' a barC'I h•. L'ntti,· ito\ <if'i tro:> ni o~pPdali clc·lln C. R. L, 1- JJ i•·g~lta d11l m fl!!!!io 1!115 al 30 !'<Pitl'mht·P l H l s . s i p <HÌ t·in-<:<tl mPt'P n <'i li' "''I!IIPIII i c·ifn' : int'f' rmi lt·u:<purtati lUil,.>()l ; \' Ì;lg!!i l':<c·;:• 1i1 i 4,5i1 ; l'hi lum C't ri pr' t'f'nt ><i 2.814.1) l !l. rL ) T H~:'l 1 o,.wE o .\1,1 DEL S. O. :\1. J> 1 ~L' LT.\. L'A "'"'w iazimw d PI I' Ot·d i n e tl i) l alt a, ll!)iH•tnl inddt n In mnh ilitRzio tH' .•dJ <-,1 i 4 trl'ni o<: pi>•IRii . t!PIIalnnglo<:zz!l e in;;:cuno di 1 -~ 1 1 IHI't ri (' ('l ~tnrosti di ]] l'l\l't'IIZ7.1' di 3a (• Ja:<.-<t>.dPll f' <tll>oli IIIUI j ll'l' iJ j)l'l':iOtlflie rJi 1'/'l t i" o . "''n Jl" '' il pe t·,;on n le d i n,;,; ì,.:t eJ ;zn. t' 1c• Ilil t'e !t p l'l' l! li i 11 ff'rm i : d i 2 \ 'Ctt m· e C. T. a t Prraz7.ino. di t:n i unn atlihi1a 11 l' tl"inu. J',tltrfl o n·pnrto di i~ol::tmfo'nt.o r.on ttt lln il llt>P(''<sflr·io JWt' di,.:inic•z.ioni, di l l»r!!udi aio p <l r il tl c positorifo rninwnro d e )!! i ott t·ezzi f' tll·l rfult c r·ialf' di t1l l'di f·:1 zionf'. In prin(·t pio q u C!~ t i trc>ll i ""!>t'dal i f'J'Illl<) n d li C' o rdini d i h tH e ll c p o><t i in ;;:e n;;;o lnn!!i lo tdina lc e d o., ·enmo Ullfl c·n J•Ill'itil di :?(lflpo,.;t i p i>r infc' rmi CMic>lti. 111 SC!:!uito, oitt·(• il.o! IJJl i\ \'P>Hnra cent r·ai P <)p,.:tinnta R ~<>t l !t di nH•oli<·Hzion(.> eon ricc>o nr'l111tnwnt Hrio <"i!Ìntr!!ir·o . ,;i il!!!! in nR<~ 1111 :~n o rdi11 P di li>l rd l<• p~'r frriti m e llO l{t'a\·i. pvr·tando ,.,,,;i la ' 'll llllc ilil d c i p• lSf i R :~ r)(i. l l l '~'~'"'male di r iaf<CIIn tr'<'rw era eo,.:ì (•o.-l itnito : o) ufli l'inl i : 1 rlit·f't.\nt•(l ( mnul!i Ot't'} 1 m cdir•o r·npo (c·a pitnno). l mcdieo ns,.:istrnto (tPIICnt c), 1 uiTif'ial c di nrnmini~<t t·nzi<mf', l t·nppellano c 4-suon-' di <'nritil; b) t t'lt ppll: 2 ,.;of tnfTì,·inli. 20 infcrmi<•ri. l c ll oco. 4 inRc>rvic•n•i. lil't\11\' itnNt ln rlf•!!li inf<·nni S!!Olll hcn\li rif\1 !!ill!.!llO lH I1j ol diccmbrc JO](ì fn d i ~~~ 1.0117 ff>r·it i e :lt;.4!1S mal a t i. con 37 2 , -ia!!gi ed rm pe n:ot·f<o r·r•mpl e;;:.;:;i ,.o d i eh ilornetri :Jfl 7.1::!1. B ) TRASPORTO PER VTA .-\ l'Ql·l~.\. a.) A)ll3l; L .\ NZA l-'l. l ' v 1A 1.1': " t. ITT,, • · I tra~<po •·t i pPr via fhn· in le ("},}wro d 11 rnn t e la !ZIII.'tTil 11110 s vnlgim<·nlo lir11itntt1 nrmoshtnlf' l<•f!lcwiost-' tn1di/.ioni italionodelln navi!!Azion<" intl'r·nn , r•hf' <Jru t0nd!:' lc n ilc>f'm<'I11C' n rinq.!>IIIÌY-7.111'.-<i. li Jo g in)!nO Hl l !l pet• i<ldCv'l i<• iniziat iva d PI ( 'otnitoto r·e ntralf' rl t>ll a ('.H. l. VCIIII€' n101Ji lituto l'amhulanzn flnviH I<· '' A. Lt 'I'T'A ». l':rn r-n-<tirllilt1dtt 5 bnrr-oni. di c 11i 11110 rl c::;tinat o al p t>r.<OnA lt> din~ ttin1. nl111 fannnc·ia , Hl lu <·nnwrH di mr-dit·nziotw f'd nlla <'IW ina, g li altri 4 nd illft~ t'tiiC ri c . c·on ·W bHr<' IIP e IO pos ti n sPd<' t·r• l'C't' o!!l1111lo : il C<lii\' OI!li () <•n~ messo in lllOt(• rla lt nn o tlu<' t·imo rr·lointori Il \'Hl""'''· 1./appt·os~<itnursi ddl11 sl ll!!io nt· tl• ·llt• tl<'hloi <', '"'lu• ·t~lu JJtÌ In lll;lvhw~iotH:'. le tliifìr ·o lt ,'r di r·i><C'A ldn mf'nto dPi h1-1rr·o11i dl!!'>l.lltr· h• ><llt!!i "m~ in,·er·mt.le c><l Altri' ra g io ni dC'It' t'tninarono lo ;;ospe11:<iot ol' dt·i , ·i•l !!l!i oli !tHI':;In spPcinJ,• formnzi o ne :<anit m· ia, c lo e> fnnt..ionr) ,;roltulll " •hr l ln:.:l in ul l'oll" l'rr' ! !ll f> c-o n lpit•nd o 14 traspo t·ti e >'JrOm hrancl o com pii';;,;i nu n~n t<' l t l;)! t i nfc·rnr i. /, ) A ~llil ' l ,,\l'7.A t.Af!l::-<t\lm. l ndf'IIH lo mnhilitnz io n <>. il Comitntn R!'~i onA ll' ddhl ('. 1{. J. di \ 'pnc-ziu . p n':<<• ll<·<·ot•rli ('MI il (.'o ntnlld<' in c·npo di I'JIIClln pia-zza m ar·i tti mn, dispo:<l' pc> r l' i 11111Wdit\to nl lt·:-tinH"n!o ddi'Ambu lanzn ln.ll:uWHe, c he si t t'O\'<\ in pi!'nn f'llil'iPnZI-l il :!l\ mn~!!in l !l l :>. Qn!'~tR uniti1 ern r·o:::tilu itn di:{ J•f'n t P (l>ill'(•o ni ). ul!nnnn delle qnali m·nd o tata di l R 1->arl'ilf': r·mi('f'it<\ il c·Pn\'O!.dio. tHP:<><O in mc>! l> cl n n no o p iii moto><<"afi. po te va 11'1'1 -<pOt'l flr'C :)4 l'c•riti in bAt·c• lln P c·<m q<:l' lli :<<'dnt i n in pi1•di t·i t'''fl 2(•U.


11 1\"I.,_TA DI TF:(":-;l("A

~

~;J·:R\ " J)'.Jf)

SA!'l"l"AR!O ;\1li.ITAHJ;:

l i :li

Quc~< t n a•nh~thlnzn, C'ile unitnnu•nlc- al l ' Ruto~•·aio" R0giun Elt•nA • 1> ad al<'uni balt,•lli n \'apu rE> fl.f,t.J·Pzzati. pff<•ttw'> il trll"Jlmto df'i ieri! i P dl'i mal~1li dai treui ai vari n.< pedali e , ·i<'<'' "t: J·sa, poti• :;~omb<'t">lrl' dal ll\0.1"70 n l giu;.!nn l !l l ~ ben 4i<.3;:;:3 i niermi . '') THA;<POR't'J l'"tt \"lA t.At "I I..\LF: . An~"' hl' i trasp01·t i pc>r \' in .l n C'uAIP furono for·znhw1l'nl e l imitt~ti, )'"JTiti' illn!!P ~f ngginre t' (Jud lo di Con w nnn erano ro n cpn'." i nella z.unu d\•Jle- aziuni. bel li<"loC' Pd illas::0 di Gar<l>t 11011 fu nm·i!!:lbilt•. Jlf>I'lutto il >"110 p C>I'!'oll'"ll, <'hP dnpt• l',u·rolistil'.in. Tuttii\' Ì>1 pl'l' par·IP dellA R. l\1!\i'Ìr\tl , fn !>t udiflla la p o:-:-< iiJil itil. d i taili t •·ai<por-ti peri i ln!.!o d i (:nrt!a cisllfnlt'ndo : lf'i pim><c<rfidiqul•ll"i ln· JH·,•<fl di nn , ·i!WZ. iOIIC. o·lle Il<' 1\V(:\"fl in es~·n·,·iz. i u 7, enn Y\·lw·itli v:<a·iantc d n l li 1l ~() Ili igl itt. · ~i J>nti· anzitu!to n.r"t"ertare <"hE' pet· una hasfrii"I~Inz.iorw f'<Hnph•tA in IIIIVJ-trn f:'j'Orto di mulati P ff' riti >'ll.f'<'bl,no ;;wti lldatti soltnnto i :~ pin•:::r:11fi piì1 l!f'andi . lll f'llfrt• n on si :<>ln'J,l,.•r'o l'I"P><tati ehe m .o lto impet-lctlarnenle i 4 oli mi rlo r tonnel ht:.!~iu .. \n z id u'o o·i(·t)ITCn' illlliii U ><[!UC'iull' att.r<'zzmnento . ... i ritellllt' JH' rC'iù piìr pnltÌI"Cl c- com·t-II Ì<•nt.t• di dot>no i piroz<enfi di nn <'Ong r·uo numero di hAo·dlt• ( lOOp<>r· ogn un o dci ~1'1111di c> .ìlllll'l" trii a ltri ) c> di :"!!a b e lli piPI!lu•,·o li in <'JIIant i t l1 ug11n l,.. ]IPI" 1<'11<'1' sol. levatt.> l ~ i>>.H<' IIC' dal suulo: lllli'Pih• e sgabo•lli C'hO i m·"di<· i inr·ari c·nti ti PI t ro.-hoi·do dt•i ff'r· it i nvro'bh!"ro poi di->po-<tr> nE'l mndo cliC' l01·o fo,,:;c >W cHhrAto pit• nppo1·tuno, se1:•m<lo k c.-i~enz0 d<• llc v8rie tmver,.;tlte. In t aln't<•tl<> f'!l) ll i 7 pii"Of'C'!IIi c:omplt'R«ivmn<>nt<~ l' r·<)Jl un "Ili via,:!.! !in (! io o·n,tJic>l'n >;! Silt"f'bbc>ro pot u~i t J•a:::portar·e 150() inff'mli. di c ni :iOO in hnrl'lht. •li ,..t •·ibuit i 11<'1 mod n ·' t 'L"llf'IIH' : )llf ) in Loarella c 2110 snt! uti J)PJ' o~nu110 d r·i piro:-;c·tlfi J.!r:1ndi; :iO in hnt·.. lhl e l 011 seduti per o~mmo dt•i piro=-carì d i minor· tonndhl!-!L'iù. O l t rE' c hl' :.11g li xgnb<>lli, i i"twiti l<"ggl'ri an·~·bbN·o potuto trovar po:-;to undoP s111!~· nurnr•J"O><<> pnnc·loc. di (·u i ogni piro,;r~tio Nll b<•n fm·nit·o. d) SEZIONE DI SANIT..\ FI.U\"I .U.Jl: E "l.At:ITNAHE. - PPr il >'l'r·viz.io di sgOl!l)JE'I"O d t> Ila b1·igat a ;\lari na nel l>~ dii"f"i'H d C' l bas;o;o Pi>tv<.', cnu1pr t'ndent"t' r· il"(·a ~oon n omini t t·a (Arlli c r·Hn Jt oni~> o·i. fu isl i tn ittt una. ~p~cialo >'t'Zilmc di sa nit.'o ~·nn no\'".l'. i di tra. s p orto e di ospr•da li7.'l.az.ione adatti al lll 7.onu prcn1leutC'men1e f! .. , ·inle. Questa srziono. idea!a dal ~· apit.n n o mcdieu · IC'Jia R. )larin;~ Snlo tti. ct·a fm·mnta <l>t 2 , ·n p nrettj -ospt>dali ri<·nvati dt~l!a trt~slornHlzion<:' rtei c·omuni ntpor<"t t i la!!CIIIIlri di Venoezitl, fac·i lrncnte mnn.ov r·nhili con Yf'loriti\ di 12 mi!!li1t l' ><isit>mati, in. modo da cost itu ire due p1ccole na,.- i.()"'J'''dn.lf'. cloi u s<' r·cHnplettlntr nh~ o JH"nra e a poppi! da vrtri e dota~~~ di t utt.o l"indi'"' J '~'I t sabil<' pe r r·iC>ovf' rl\r<' ntn lali P fc·riti gr"wi e P"•· potC'I' C>on·q •i<>t"€' qua lsin:;i inteoTcnto ehinll'gico 1l"nr,~:renz.a in nm!Jient<> in b li(HW en ndiz.i nn i di 1.\f:(' psi. J" nfatti es>-<' c·Oill]H"t'> Jld (· ,·ono u n rt'J>111"tn A pron1 ;.:ish'ITll'lfn a cuCt'<'lh' ,;nwntabili in numero d i nna tr<:'nl in a. ;;ovrappo>'t<' n <'Onv<'nif'nil' di>:tnnza (' I'O;o;titllit ('da f(·lni-han,•lla Ro..;c>lli c:on tnilt•·•ras><ino. C'In J·imnn<' nlc f>Cll·zionL' oli poppa . 1·idotta a !<O l<1 npcra t n ri1t. C' dota t a d i t.11 1t o i l 111111 Priu le· n<'<.:<:':<>'llf·io : a c:; t re ma poppa 1111 picc<J:o al: <~!!t!i o p c•r· l'11 llic·i.al r rnctlic(l. La :-:Pzinno di ~itnitil. pos-;edc,·n inoltr<> trt• m otO!:Cafì-llmhuhuw.a dn J.J .I(i rni ~litt lltr t'f'ZZI'.ti tinclo"o:-;><i ron L(' lai-harell:n Hos<:'lli l'~' '' S t't'riti gl'fll \'i n C'Oll ><ed ili P"'" lflllla t i <' l"J"iti lf>!!:!!<'ri. ()11P:::ti motns<·n!i CÌOVC'\'>l!IO rcears i fino alle tri1w••o c !tll<· b11l· tf'J•ic• ,;pn r'.~f' lungo i fiur11i <' n\o:r-olt i i it'riti trn;;portnl"li ui ' ".HJ><Irf'ttÌ·<>»p<'dali in ei r-:·t~ mf'z7.·o,·a da qcH<IunquP znm1 d ella nn,:tra fr·ont0 . . Il p<> rz<omllc snnittt r·in ndtkttl) era c::u><tituito da 2 uf"li<-ia li nnecli(·i . dn IO iufermit"r·i C' dn una :-:quadra di p01·t n-fe1·it.i. C'o11 <Jr!r,sf i no r·z'l.i el i trn;,J>nrto si p oti' in un ;;nl fiionw a\·vinrf' a!!li o,.. p t'df!l i d i Vl"nPzia o l t re· :./lltl Ì~' riti r: nC'I!(• !!iOI'ItlliE' dcìl"l:t\"Oilzat a dd P iave Nuovo olt re un ~ i ~liaio polct·o~to <•sscrt> <·tn·>~ti e smi»tl'lf i: ìnrono inoltrP l'Ompjllti con h\1011 f':::it.o "1lf'OJ"b1nti intervf'nt i cllir11miei. ") THA SI'Owro rr:H VI.'\. or 0\l .AT<E. Tl trasporto con navi Ql';pcda lc si ~>s<'p:uì spec·ia l nl<~nte JH1I" lo sc:omb,..ro dali'Aib1tn in e dnlla Muced<,nia. (.,!,wsto si eH"t'ttw~ llltenlAtinunente nel HIH5 p e '" mezzo d o i pi ro,:;cnfi A/baro . Jtrdirt e Pala.s-ciano,dop:h nsprdfl li dn ('F.trnpo di quell€' r r>p: ioni >;us::li stah ilim c nti territ o ri>Iii (lc lln. :!'\l1zionc. D al potto di sbarco dd i.'Adt·iauico un t.rl'no Oi' IIC'doiC' -<l!••mb ruvn i mHhJt.i e feriti ><ua.!li M.ahi lirne nti t.c n :ito riuli di )O ~-' 2o s.romhero. F111·ono in JnP.diR tras p01-tn.ti circ·a 1600 militar·i Ili rnc;:e, di CUÌ il !)Q O:;, en1 mpprPsen(nto da lll>ti>11'iCi.


Hl\' fS 'I'A J)ELLA ~TA) fl>.\ )IEDII ' A lTALI.~ NA E

STHA!'fi::R.-\

Fin n al 2 nl!osto l!lltlla nave,, F l'l'dinanrlo Paln>'<;iano" lunzionù da o"l'Pdnlt> !!HIIt'J!~ian t c• nd pnrto di \'all ona. e . dn,ta la d efìc ienza di po,.;ti·l~'tt o n c ii'AibRnill

IJIPridi onH II' nll'inizio di'IlA no><trl\ r>r·c-upM.ion<:>. i fluii poiltl di l'Ili pN<Wa dispc>ITC la IIH\'(! >lf',.Sil furonn d ' in l't~lc·olul, il<· \'1!1111ttgl! i0. Alla fine tlt•l 20 ~l'nw:<trè okl l !liti l' In t c!ll<h'nza aPnPraiP A''*''!tlÙ 11c·r l' e , ·nc,Hzi cm e d,•lln zona · l i 1° s)!<• lnbf'ro s ud · OI'iPu · talf' un tre n o nttrezuun e l'iLI ttu·di 1111 altro di n t:rwo mndf'IJ (). t'•mq•le.~,;j,·anv•tll(' . chu·ante il 2•> -;~me~t 1·e l !l i Il, fllJ·on o 1'i1n1Hlt1·inti dnii'Orie ntc· m·i porti di Hnri. Ht•iJH ii~i e Catonin Nlmplt•,;,.i\'AIIlt'IHf' 111.6/l! tnlllali e fer·iti. di l'Il i l !l,;)l!3 U OII1 in i d i tmppfl (' :l-HJ li flit·ia l i : e J>ÌÌI prc•c-istll11Pilte da l r A l han in iniPI'l Il i 11. !JJ,,;g , di c·ui 22Juflic·iuli, ,. d >tlln :'ll!wed011in Il. }(),()fl4, di (' Ili );28 nllkiali. QnP><ti ;:Q:omheri iurnno C'o1nhinuti tru il R . l::'-'N<'Ìto l' la H. ~larino. fl le JH\\'Ì o>'ph lttle C\'<<'l!nirmu) Htwla\" t l'Asporti da Cl•no,·a po1· la l'ic·ilia e Sarde gna di fc>1·it i n•du r· i dt11 l ;l'llfiJl>l . <.)ufll1d o :-~ i pote ,·u a t t ruf'C'!li'P nll r· band1in e di l'l'l tnmPntC'. l'imhar<'o av\'eni\' ll rw l l>mttuu e : ult.rÌm C'nti. ~c >' Ì ··ff•·ttuava a mare lflrl!<> . i nlftlflli dai pontoni e d:ii pinH·wafi ··i i...:."n·nnn <·o i f <' l u i -ho r"lln Ro:-:ell i i 111 n '"~"i n<'lle h l 'Ili H" ' in l! ll'i< i. sn;; p f'><<' C'O li p t'lrù n co i" p N•ifl le, agi i 11 llwri d i r·n ri <·o . c: !te p e l'l n P ti ent no d i ~(lllenul i ><enzA s<·o;<s<~ l>il iutro dnl'li n<'i <'cH-rid"i t- n c•llt' b Ali i'I'ÌP ai I'<'Jltli'LÌ nw· lic-i o r·hii'III'I!Ì (' i, IWÌ (J•Hdi ,.;i p o lt'Villl" •':-<<"ZII ire:> OI<C' I'azioni un..Jw eli a lta importanza. Le 1111\·i-ospPd a iP-ei'IUH> innltr<' dotllt<" di gnhiut>U i rndiOI[I'fl lìc i e hn:tC'I'Ìolo;.:i('i, <.)nc-st i ula inti furono t nnto pii • II HI'I'>'>~fll'i. <tllflrlflo :si trn s i>OI'U~ I'f\110 di>""C'nte !'Ìr·i n i laz·t.n rf' l~i d i ('o trono o C'ol<' ro-<i >~11'.\.-intu·a (),[n ::\rfii'>' ÌI!Iia n'' Bi;:;f'rtn,enei <·u.-idi IJIHIIIJ'Ì('i. 0(•(• . Le C'orr..mi,..-;; ioJJi " unit a rie> c·ontumnciali •·e>< id Pnt i n 13ari esi J.,:e,·nn•> nnc·h". ]"'~' pnfl-rc• inoltl'flre ;.ui !t'l'lli ·O>< Jlf'dn iA n d llltl't>t:Znti i 11\IIIHti e fPt'iJi. l'ltf'f';;s i fn~-<r- ro stnti ..;ottopost i. c·cm>P "i J'l'nti (·n,·~· a bord o , nlln b o nifi C'a con ho:rno !!C'llC'I'S ie f' ''" Il nhurn d·•i pt• li CCIII l ro i l tifo l',.:nn !l·mllti co. :'i nvc,·n11o i n o i t l't' lond i >"I' J>fl nH i p<' l' p ;>i,·opa • iC' i ngit ilt i e p er c·n:-i !ll'll"i""'imi. d te v e nivano 1·ic·overa ti in re pm·t n "l'r·c- iale. c·o n unn ,·ola tìln eli c uN·e ttP . al quaiP ...; 1Hl!Pv{t (ll•f:l'dPI'O c:c•n IH IIIJH!~ Ìore farilil>'l. l'j•Cr iuli p n;;ti di 1111111() \ ' 1'1\ Jl"l' s a h- a t >),!!!!iO f uruno i nfi 111' nel o ti a t i p e r c-oloro c !te IHH ('\'t'ttlO n<·(·F'd<'l'\' i col " al \'l\!!ent ('. 1111'1111'" i lmre llnti \'OII i\' tltH) p o rtati diro t.tnnwnt e dni portnf<'rili alln loro illlbnr<'•• · 'l~ H H lP.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ""'J

T E.'-'A n l.tA. ( 'ull fl·i/1//tu R/l!dio ·9ttllr sr.r,(i((ì pruje.sxil)llfllì ( ..\rdti , ·io ltaliuuo ti i Ot o logia . l !J24. fosc·. TY). ;->ulln ho -;(• di f''<Hmi obhi<'lti,·i auri colat·i c funzionali uc·ustici r·omplc-t i in :2.) ''l .,•mi nel d C' t ti n Ila huni nn l'.i nnc> di J!r O:<s i tu h i d i ar<·iaio f' i n f:iO I) J>PrH ie nddNtt> niiH I C':<sitw·n t>d alla pn·pnntzi <H><" di t <'l':< uti eli sPIA. l'A. vic•11 c Alln :-;(•guente <'011· t·il>sin n t·: Pt·r In prwluziotH' rwll'nr·Ht:l'ltio intc~r·no di lc•sioni rifc 1·ihili alle• co:-<itl!•!t(' -:t\nli l >'l Jll'tlfl',,sio nnli cH ·r·o tTt' : l ~ d lP i t rnnrn i SH·ust i<·i si ono c-ontinui. intl"''-'~An1 i. Jl<' l' Hlllli. in 111nclo do t·,n nl'i l·r• lA im·zu di resistenzn dc•i mPzzi di dif<'sn ddl'on!nno: 2'• l'lw (-'s-;i ahhinno tllll1 s p• ••·inlr· tnnnlit>'t M·ntn ( n n lu :~~(' In ;;a otHl\·n) hHIW <pt<'llfl d11' I'IIITi -; p nndc· nlla zouil di rnH I!l!it•n' SPil><ihili uì c' \ ' nln p,·n hi!ii ÌI cl t' llil lnmina :-<t•imlc' d l'l lll dtioc·c- ioltt : i 11111i b assi e gl i ar·uti:-.~illli n n 11 sllll\> tnli dn IC'rl Crf' l!l i el~>· IIH-'111 i rli JH'I'I'I'ZÌilll!' udit Ì \ '1\ : ;~ du• Hl>hÌfllll) 11111\ illll'll:;i l Ì\ Jlfllf'\'ll t(' . ln nlt1·p tut1<' lP nmlulti<' in nHo o I' I'<'J.! I'€'S:·H'. si11 d Pll' nl'f'('l· hio m e dio eo me d t>l· l'intt·rnlt. d1e ('<lllll lll'l"" 'pn r·n lizz in c> !Hl ostueolino il l ibt•1·o fllnziono nwnto d qtli Ol'l!lllli dt•IH II!l(Ì All i\ dall'SII clo•ll'app111'1ll(l di JlPI'f'CZillll<'. fnV<II'Ì :<f'Clll O in lliOcl(l pit'1 n 11 11'1111 llnlt•\·nlf' l>< 1n·otluzioru• d PII e lc>si •mi :-;jp,.;se. Quindi. da l Jato d<·lln ml.'clic·iJin l<'l!lliC' 111i litnn•. l!li :-;tucli dl'l•·nllr•l!fl c•n nÌ<'I'll llllHI llllìl voltn d i piì1 qnunto )ZÌÌI dn nnni lrnuno ~~·,·iJ t o Osi i no. :\i,•cldu. Luzznl i, <'<'1". <'il I'("Ìc> r<'nt f' nH'rl f'si lll o dl'llll ll f'l'e:<.... ilil t' I11Ì• dt>IIJ\ iiiii•J!rÌI ÌI llllllllllllic·n e funzÌ (>llO IO cl C' IIt• t'll \'ii.\ 1111!<11li. fnrilll!l' fl e dt•!.!li •>r<'r•c·lll nC'Ì I' Ril•lidnti ullir·inlt di nrt igl iPI'iH n•l l l solo. ma nntlil' n ei militnl' i di Il' \ 11. d a u:-.,;<'!!n>H-si ulln Il l'l i!!lil'rin >'lc-:<stl . BAJ.J .A.


UI\'IST~\

DF.LLA STAMPA )t!';I>J("A J'rAr.IA:-lA

l~

STR.\ N JEHA

CIO nN 1. M f!d i asti 11 i te l ueticrt. Flebite oblitera ntP della ca l'li sup,.riore e ciel trom·o renc,so b-m ch il)-cejolico destro . ( .. Il pen:o;ie ro medico, , lugl io 1!)24).

L'A. 1'ife1·isre il ea«o di un pens ionato di g-uC'rra. p e r tubercolosi polmo nar·e. uel q ual<" lo studio d a lui <'ondot.to p01·tò al la dia~nosi rli media~tinit e luetiNl. si r ile t·is<'e ad tul uomo di ottima co:-t it Hzione e ben nutrito. pre:>o.>nt ante nn impoll t•nte c ircolo ve uo:-;o torneo-add omina le. cnn con·ente sa ng11 igua diretta da ll' a lto a l bns~<>, e pc 1· la maggio•· pa r te la.te ralizzato a d t>stm. Il ci r·c~, J o ve noso, d~>putnto al compeuso di u na dife ttosi\. per·vif1·•'t d ell a (·ava s upe t·i o re . assumf'nt la sua mass inu• e:-< pre..;~i one nel de<'ubito s upin o ed al la fin e d ell'esp ir·ozione e si al"soc ia\·a a turgo rE' e c i a no~ i del vo lto. del collo c de lla. pt~rte s upf' ri()J·e de l torace. in al>:st>nza di ogni ed e ma da :-ta:si deg li a rt i infe riori. L'A. e.,pon f' alcune con~iderazioni di di n:;rn o~ti<'a d ifferem;iala, p e r c;> ui a vn nt i di proc·eder·e ad urut c ura s pecifica Sll!l)!erittl da R. \V. fortem e nte po::;itiva, sottopo:se l'infernH) a d iver"l'<e prove di labonltor·io Jle t· la fun zion a lità re na le. C'alom e lmto e neo><a lvar~:;an. pur realizzando un modesto migliot·amento, non ri11:<rir·ono 1t modifica re la reazio ni·' . Fu iniziata anche una c• u·a con neobiolo, prodotto in c ui All'a rseni co è as:-cw iar o il hi::.muto; A p~w ln prim>l volta la R.\\'. ,-i usc•ì nPI!nt.ivA-. nl>t nello s tesso campion e di s ie ro, r iuin.m ne pO:•iti va con l>o lo qualclt e u t tenuazione d'int e n:<ittJ. dopo una settimana. L a c ura spC'(·ifiea d e l malato vli'nne proseg uita, n ono><tan te In poca sper·nnza eli poter mnclifìcarl" lf"<; io ni t ro ppo tardi riconosciute ne ll a loro et io logia e pr<":<llm ibi lment e trnsìmmanti In <'ava, per un Ju·oc·e:-:so di Ae b ite oblitel'ante, in un cor·d o n c- fibro:<o. :'II.-~..uT F:I, I.I. - Sifilide iun omta e st·r rma . (Napoli, lcl clson, 1924 ).

E ' 1111 gros:so vo lume. che ba,.ta da solo a mettero in primis:.;irna linea la !f't.te ratura m l"cli <'lL italiana. E' redatto con molta <·u t·a.. documl'nt.uto a clovi'l.ilt e r ic~hiss inw di c>ri t icn ::<ever·a e di l!iud izi pe rsonali, busa ti so pra una piattulon na eli <'O itura amttomo-}.k\tologic::a in genere ed ematologica in ispecie, con re for-,;e nc-:-:<111\ sifilr-g •·nfo italio.uo o !<tranie 1·o in precedenza tweva dato. R itengo questo lib1·o utilissimo a tutii. ma indispensabil e in oj:!ni biblio t eca os poda lie ra e particolarmente in que llE:> dE:>gli Jstitut i. ni quali fann o capo colo ro ~ ho d evono dare giudi:r.i m edico- legt\li o fi:>('ali, com<' i medici dell'Ese rc ito e <lc lh\ :'IIa rinn , de lla !-ianitil. pubblica, e~·<: . l ' nico rl ifetto. c he per noi è un grand e o nore . è qu e.!lo di e:;:;cl'e scrit t o in lin~ua i taliana, poco conn.'1ciut a dai medici s tnlnieri. l\'Ia tu le inet>nvenie nte potrà essere e liminato . proc ura nd o che, a.ncot·a prima che s i csaur i:-;ca lA :<eco11da edizione itnliana. l'iO ne fac(·ifl. una t.fl r·za in ling ua francese, P le su<·ce,.s ive in lingua inglese e t cdrst·a. La repu taz ione d ell a scienza .medica ita liana no n pot rit che J!uada_gmwvi. i\h:NDJNI.

B.'\ \'LA . -

(Jousiderazioni eJ>idcmiolo[fich r .su/fa jeb!Jre tijoi<le. ( uL >t rnecl icina ila· liam\ ••, n . 2, 1924). Da o,:;scrntzion i fnttc p<-r· oltrf' vC'n t'anni , l' A. ha pot uto tH'C<·•rt~c~ r·<· c lw lr loc·nlizwzioni rionuli rappresent.ano la <·tu·at.t f' r is t ieu l ' pid <••n io logica d ella ff' bbr<· tifoidl' in }filano. F:sclusi i contu~ti din' tt.i, l'nccpru . il ln t tt'. lt• verdure. le o;;tridle e le cami· in cons<'I'\'Q come \'Picoli di in ft·zio ne. l'A. non ha tro \·ato nemm~no Wl r·n ppv rt~J dt'llttd i ffw·IÌune dt·llu rnulat tiu tJt•t·q uu nl o ri~uanla le· ht\'llnd t..-ie, le >nosc he, gli e\'EIIIt unli la , ·ori rli :<te rro . mn ha r il<'vutn dw 1>1 tifoidc· è- un ' infc~.iono el i :"ta· g ione in rt'luz iorw co n la tempet·atura tttmosft'r·icn. : in in\'f'rn o, o in primu,·ern JJOchi r asi ~;pon1diri, menti'<' in (•:;tute ed in nutunno In nttdAttia a::;sumc C<Jrntte •·e epid Prn ieo. TI llt tl s:-imtl d C'i <'<'" i s i \'<'t·ifi ca in ngosto o s<•tt(•mbt·e o rnr·AtrH•nt e si hann o diffus io ni C'piderniche JWitwl\·<·r·i li 12 sol" i11 vcJ< t't~ t nli). Do po ltt g ue iTt>si Ì' notato un ' inn•r:< i•>lll} d~· J r·nppC>t·to fra i rlllt' se;;si a pn1po,;it n ~J e i CO )piti d a tifo id l! : rt) ('Jl t J'() p1·in111 d E' lJ>\ g uerm si 11\'1:' \'llnO JO() J11AsChi SU !_l:! lerrunirw, n e l pNiodo 1-<u<;cc;.;.•:ivo :>i <· hhf'rO itlW!CE' 100 rnu:;chi s 11 l :iO· l (;Q fl.'rHrniu P. Questo f>ltto ò intl' rprPta tn dall'A .. p iìr che dall 'cftil'uc ia. d l" llt· iuif'zio ni untitifit·l w lWA.!icntc· nei m ilittu·i rlw·uut E- il pt• ri l" lo bellico. tln !la. ~li'lt>ziorll' riC'i mn:;chi n·rificnta• i clurnnl(· 111. 111 11).!>1 t'>lii1 Jlll i.\'1Hl L' clulla loro immtmizzll'l.H•rw in con~egtwnza ·<lP. Il a \·it a d i tr·incea <:nutro le [n! nw i111et t in: in g<' lll't'".


('3!

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare

Ricompense al merito della Sanità pubblica :\11·. 11\I:I.IA u'mw (1).

/-?. deo·t'lo 19 luglio

1 9~4 .

o(>rC JIHTI Fc.it l'i!;O, \':lpÌI.III<J llh:d i!'(J, - Durante la prig-ionia iu Gc::nnallia fcct de lla sua pr(lfcs~ i onc di 111cdicn 1111 n:ru apo~tolato e din:-<:'c c011 ogni atti\'ità 1:~ lotta

<'Oillro il tifo p~:l<''-'l'hinlc l:d altre 111alattic C'OIIIO!gi o>-c da un:ntaroe ""'';Hili dnil.: .\tlturitio Ìllll:rnllnllt: cd alidi\' 11\'lllidoe, e lull~>ra .!iri~c da l'i nqnt: auni il Sanato rio d i .\nzio in mm1o .- npcrior<: ad ogtoi elogio.

Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18

!<.. decreto 25 luglio 1924. 229. ~[11.1:\fl : ln., t,,lc-mo . da Sa n Ht•Ju.• dNto L'tlano (Co~e nw) , capitano mcdko x !.C:doll~ llli l ixic a ll>ath:si. /11 C<JJIMIItlla:imrc d Li/a aoce •1/ "'''ilo di g11crr,1 cMI.fcrìiag!i dal coma11do del :'\Xl ct"' f>il arumta: Iu ~uccc~st\'Ì <:rnen ti c.nnha ::J-

1!ll·tHi, m·tl'arlo:.:mpiml'II\IJ dl'lla ,;11:1 tn i,o;~i(m e ad immerliato contatto delle truppe di prima liru:a, dant l'o,;ì aLo t:Sl·n tpio di sp reno del periçolo e di abncgazoonc tla SII';CÌ tart: r ipc tutnmcttl.: l'a ntllt:mziullc ddlc milizie. In uua l'pecialt:: circot'l a nza, ~otto Yi l'O f UU{'n ue111 ico. s i r t·c::wa a rat·<:c,g-l iere ed a <;occor rere nn miJ.itare ferito ali 'ndtlunu: <·adulo ÌJ I un burrone c lo tra~.:,·a a sah·ameulo. - Ostro' itza-Hcrd t l:\ l han i:t ~l <!ridit~n:t lcl, niAg-gio e agos: u rQr8. 2:;0. Tt:>Tl A I'IIJ<lll<IL>, da :'\t, natllola ( ~ l<Xle nal , H ·m ·mc mcr\ico 3i re-g,.{irnetlto arti· gltlria canrpa)!n a. - /1 ! om:mt•la:il>lrc dd/a m··daglht rli brou::o confC'l'i lagli COl' d•<ro·to IIW,C't>lt'lll'll .:iol .: luglw 191i: l>untn :.., 1111 iutenso bolltbanlamt:ttt•> ttel!lico, e·"•· tu lo ''·~•lO f<·ritc, iu.;iem.. :11! altri Jn ilitari ~d.al l o st'oppio rli un proi etto di gros,/1 t'alibru , incllralttc di "''-'• Jll''n·,·idc a !<(l('t'urr<·t <' gli altri ftri:i eù a .;ollt:\'tl rne l<• ~pirito. lll'll'e,l·l11Jtin di <'<•rAggio , ahncg:tt.ionc eù C'Il \'étto ~<.:tttrm.:nt" m ili tare. - ( ;ah~ie l lolt-nic, r_; sl'ltcltlhrc 191(,.

,o

)l r.n v; 1.1 1 oli

lm0:\70.

R. droclo 1_; lu.!!lio I 9l·! ·

n ;:_;. ~~"~11(0 ~i,T:u·clo, (':tpitnno nl\·.lit·o zttl rcggiut~: ul o f:llllc ria. - Dnraltte un ,·iolenw hnmlmnla!n,·nto , con t'ahu:t e .;,·n·nitiì <·onlinui) a prl':'\:.lroe l'<,pera ~11:1, fin ,·hè cndcll' ('vlpito a m"rtc. - (avri.:O l'l'rl·' i~o). 16 giug-no 1y1S. lJ) 1":. la .:;r<"~ll ila mt•rl.:u.!'lin ;l"orn al mcritH ddl:l ~a1t1t:\ puhhlka 'he: vh:nc Ct'nh:rHa .a tl u ~./d3~i u crl.ci <kl R. l.-.t tl-·itfl , d• •P'' 'IH~o.'lln a""'~tq'll;tta al \ 4.'11t·11 l\' ,_.,,J,,t1U '- Ih, Fanlo li. ll r;, ••lwlr tll mt.luo~a lu:/ l!ltl'l "'l'~l\.~ IWI .;;un libr<' t)'ool() t"H1! \ ' Ì\'i!-':::;imo ('01'111,!\C nl t ttl·'l l'n' in ::~·un: ,u .. L d lt! tn~ :n.atl llllurc dì tut w il tunm sanit:trit'. c'l tu via al ,·olh:l(tt Hucdtdti k pl1\ ... :.J•, :t• '"'n:t::.o tul.•l.HJ:ll.


Ir.)l'i. HP'I \'O drH: .

<'il \ '.

rYic•>itl, cla l'ol i"H:llll

$ l'tg"g':nt:..·JJLO Lt·n .. n~~lleri. -

(K<·ggio (';tla l,ria), ,·ap it:1110 uu:dit•o

!_2u;un-nuc.1nc non at H:ora ,l! tHtrilo da lesione ripor ta t a la st· i;wa \'oloillarinm~: l l '~· J'ospcdlllc c :orna\'a a l :> no

Ìll ?.CH ia rl i çomt.attiJn t:lllO, l>ur:llllc 1111 l'Olllb:! tlÌ llh: ll tO, di propria iui>:iati \·a, ,_; re<'a\' a s nlln l:llt·(! d i fuoeo a lllt·diean:: i fC:riti a llo sropcrto, fa('endo rimanere in lin ea i ferili l<:~,!!<·ri. \'t•ri lit·n tr>~i . poi, nn cont r"'llacco m·m :,·u, pn·ntkYll parte dirdta alla r c~i<.e ;:z:~ rl<.:lh: .:r uppe, r !Jc r iu,..,· i\ allo a m autcncre la po~izi11nc. St:lo d i ~ama Lu cia in Tolmi n o, 22 u l H•bre 1915. TC:):~Ìmt·t;IO.

ll:ìi· 'l'L'CCI .\"icoi<J. da )larzi ( l'v~<·uza l , c:tpi t:111 u nu: d it•o :;n n ·gg- imcm o arti)::'l ieria , - · /11 CtlllllllllftJ :i(I I!C ddl't:' II (CIII! ic> SVÌc'IIII C /rihll/•1!<1,(:/i CO l i /), l_uc1J.:11I<' II ~ II:;itl/t; r:; o!fol>~·c 1')15: A rrnrlo~i che g-li u!lki ali ck·lla hatkr i::t e r a uo rompld<l lll t'lllt: Lllpc·:rna: i :1t'l •l irigcrc il fuoco c d1<~ il S<·n·iziu d: riforni·IIICIIIO nlnlli;-;ioui era J.:1'll\"\: lllellte <'~l<ll'ol<• lo da viole nto t iro IW\'t:r~:lrio, ,·on di.sp<,-;iy~otti C>p p o rtune c preci,;e c con per~otwh: prestazione, otte m1 c il pt·rfc t to fu nzio na tn cnto del s~r­ v izio. - :'llon tc Cukla, 1,3-q :cbbra io I9J6.

l!JS. V~;r,r. ' Riaardo, dll Calta!-.rironc (Ca.ta nia), c:apita no med ico r6 sczi(me sa nità .

n.

-· La 1110/i<.•a::ioi/C' dc/h~ llll'dll,!!li<l di /)roi!:;Q CCIII/L"rila,(!li (Q I/ LII OI C! II t> ll:i<tlc .:;o ua•·c ml>re 1917, Ì' sos liluiln (("' il SC.J!'III'Il l c: tlJi e nosi a so.'-"t it uirc col proprio reparto SOIII<'KI-.riato a ltro n •pan:o di sc;dou ~ di ..a n ità, s i diJJt os trò i n fautic:~bi lc

e sprenantc di Ol{ll i 'J)f'rit:do uel percorrere zone aspra lll ente h:tttme da l nemico. :>epvc in foutkrc ni s uoi clipe!Hic u li la propria ca lma ed euergia e provn ·dert: rApida m e n te l-d dlit-ll.('<'mentc aKli n·t•czic.nali hi:«>gtl i del st.·n ·izio sa nit:trio, e spcci;Jbtn ente a :.Ol."COrn: r c e sgombrar.: i feri ti. \ 'alle d i J a miano (Ca rso), 24 m a~;:g-i o-6 gi ngno H) l ] .

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA ~1entre

qu<'r-to fascicolo V(\de la. luce, in Firenze, dinami alle 1\Iaestà del Re e della Reginn, di S. A. R.. la Duclte..<.;..<;a, 'd'.Aost<~, d e lle piu a.lte .Autorità dello St.ato, delle famiglie e d elle rappresentanze civili e milit.a.ri di tuttn la ~arJone, la classe meilica italian a, celebra. la. << Sagra. 11 in onore d ella qnadru.plice centuria dei meilici caduti in ~terra. Da tutte le contrade d 'Ita lia, città e pae>;i, s i ~ono mos:-;i a. migliaia i :-;unitari per circonda1·e in qtw~-;t'ora solenne . con mi:;t.ico ri to, rara monumenta.le, c be porta inc iso sul granito dclhL :-;toria, i nomi dci compagni caduti, e che E-ternerà. nel ricordo l'er oismo s ill'nziost> di quanti nella ptua. d ignità del do vere e d el sacrificio fecPro dono d<'lla. propri<L vita, per salva.re qnella dei fra telli doloranti. Con viva COIIIIllOZiOne qnesto vecchio vetioùico, ('.he h ;t l'orgop·lio di essere sorto tt·a. gli a lbori del Ri:;or~imento e di ~tvcr sq~uìto con trepida a.ns in. le sort i d e lla famiglia s!lnitaria, attraver:;o alle eampa)!ne d ell'Indipendenza . ri.evoea in qut'st.'ont memo1·anda il puro olm:ansto d ci Colleghi, c he lasciat.i i libri f' ùa lz:lti d ' un tratto dalle tranquillt· corsie d 'ospcda.Jc, a l pìit aspro t iroeini o di gtwrr:l., iu llll<l> a.. p ira ziotw d i xnpcriore umanità.1 :uwla.ndo la vit1ori.a, c hiusPro ~li ot c-!ti m•lla snblilnc visione d e ll 'l:man if à. P. tl<•ll :t Patria•. Et1 in q11t·sìo t1ionfo di Y(.'ssilli e lli bandier(', di fhtmmanJ.i gnglianiP1ti c di n of<•i di sant.a l'raiellauzal depone sull'am il fiore de' Ila ric:onuseeHzn, (•tl il la uro cl<-l la g loria.


LA

CF.L~:nnAZJ O :\F:

DF. L :}IEDICO {'ADt.:TO J:S G l 'ERR A

Oratori de lla m emora nùa cerimonia, <"Ile a!"sume il carattere eli manifcstazionP nazionale, ~o no ron. S indaco di Fir(•nze, il generale medì<'o capo d e lla Yall~> , :-;. E. il Soaosegretario di Stalo pPr la guerra, cd il gTande mutil ato Carlo dt>l C'roix , l'Aedo dei tempi nnm·i, il veggt•nte dw :- i le\'a su tutti <·on la fede eroica e la luce del vjvente sacrificio. l'n rito sirnboli<'o rend e p:ù suggestin1 la solennità. Un autocarro, J!~>nial<> cr eazioue dl'll'ar<·h :t etto J_,om hard i. d<-'lla r cuo ' a d el Brasi n i, ra ppresentante un'ara coperta del !a squama e d <'l (·uoio dellll lorica roma na, ed ornato dc: ..;imbo li sacri tra i drappi <lell<-' bandiere tricolori e <'roeiato di ro:;so, ha portato da R o m a a Fin•nz<-' l'alloro dci Pal ~t i no, attnl\·ersaudo le> nobili c ittà e le> ùoici cont r ade d el L azio, li<'IITJHbrin , dcl'a Toscana . ed ha recato i fiori della gratitudine ai procli che tut to ulfrirouo (' nulla (·lt :<'sl'l'o. E da Por ta Rnman:l tr~:-forma t o in C'anorcio <' ornato da altri m oti vi pitto rif·i d a ll'a rte d : G a lileo Ch ini, trainato da 4 p,lia di buoi dalle> gl.tal<lràpJW ro:<so-<:roci ate, ù o po a ver perf·orsn la cit tà in giro tl'io nfa !P P var<·ato il f.'randìo~o cancello rlei ~1-lttc·ucci. seguito dal lungo .~tnolo dt' llc donne croceross· nc ìndo~sa n ti la vt•stl' di p ietà e C'On a <:apo la duch(•ssa d 'A ost a , ha. J'(•<·ato ai j)Ìf•di d e l monumento l'omaggio d(•i hnu·; d e l P ,llnt ino, crnue il bnc:o dPt!'l; rbt• immor!a lc. La banda C'Omumtlc di 'Roma . d 'retta dal l'illu:-tre n1aestro \e~..;e lla rendP più rommO\'Pnte la cerilllonia con mn~iC'a <·h1ssiNL ~el pomerigg-io. <l Pal azzo Yee:c hio, uel ~a l one dei ('inque<·<·ni·o. eseguirà 11n0 scclt is.;;ìmo <:Otlr'l'rto, il cui riNtYa l o sarà <h·volu t o a bt'nf>fi<'iO per la h;tHuziont> d(•llc horse di studio p e1· i figli dci mediei mort i in gnen·a. 1,a ('i rtà di FirPnzt•, che conosce tutte l<> devozioni e tutte le gen tii<'.zze. t utt i i ,atrifici e tutte le nohiltà., Rarà de-gna st'de di sì grandio:.;o e mistico rito. A c-ura del Comitato org-anizzatore sono state d :i:itribui te due eleg-a n t i pnbbl !razioni <·on rnagn fìehe prefazioni di Gabr'Pl<' d'Annun;do e di'l prof. Auglts: o 1\Iurri. L'una contenente il vrog-t·amma della grandiosa cerinH)IÙt, f' l'a ltnt a Il libro d'oro )) ' c-he Ja. c::l ~ sse mrdica d ed 'ca a i suoi glor osi C<Hlut i e <"hc ra ppre~<e nta 1111 vero (:apulavoro d 'ar te. P t' l' comm elliOr<1l'e rlc•~.rn•wH·nte i l gran <le a Yvrninwnto il Giornale Ili ntNiir·ina militare cl<·di<·lu.. n\ il pmssinto fal'r.ieolo di gennaio unicnllren1·p a lla (·<'khr·azione d<' l lllNlil'O c·aduto in guen·a, portando così il ~uo moclf'sl n <'Ont l'ihn1o di fpd(> c di amor·e alla nwmoria dei fratelli illl llH I);It i. E m·l c·!Jiud<·I'P qup;,(c• un·,·i lHJte afTret httc• non può a mf'no di ti<-'YO(·an· quan to ~·<·ris.'-'P GabriPI<· d'Annunzio: u .. $1> o~.rgi tu tte le ferite d i gut•na ri lianmH•gg i as~l·r·o n(') la nwmoria. dPi nwd ici snperst i ti, essi <·r·<·rlt•rt·hh<'ro .trià l<·,·a ta l'atn·or·:t ma~tnm Jim a ddla P<\tria. ?Il a i medici radu1 i. m:L i mari iri d<•ll 'amorc inYit t o, non a n oi :-<'m brano immersi in <tlll' ll'aurora 'l ):on la tPna npa('a li eopre. U cirC'onfonde la luce "('Jlt}lil ema d l'l ~ang-ue> ('hc t's~i ristagna rono ... >>

- - - - - - - ---:-----=:==-.,---====:===:=:===:=:===== Dirt:/l.ore: ARTURO C.\S AR I Nl, ten ente colonnello m edico.

(~'1t>0) -Roma, J<)..!.)-..!5

- Stabilimento Poligrafico p er l'a mm ini~~razione dello Stato.

~l l

,,


A. L:ASAn. r:-.:r. La medicina militare nell'antica Roma. -

Cou :; lìJ.!IIre . . .

L.

5 -

K. ~" 1:.1 K Hc.r. Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. :\h- noriu oaon11 a tld

p remio Ribel·i. - HonH\. l !lll') - r u \'ol. dì pn~· . :J:.?O . . . . . . . . l\1. CÙSAN 1. Guida del medico mil{tare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna - W 1 ~. . . . • • . . . •. . . . . . . . . . . .

7 •·

J\1. CusA~r. Esposizione sommaria dell'ordlrÌamento e funzionamento drl servizio sanitario in campagna presso I'Eserc;to italiano - l !ltl(;, . . . . . . . .

65

('. l h : C..:-;arc.r.. Studio delle otediastiniti (llwcliH"t ini t i s• •PJl'll't\1i\·L·, u"·c ~~<> mediast inico) · H omo., 1!1()(). - tJn \' O!. <.li pt\g. 1-H. . . . .

•

5

P. hll'mrACO. Sull'azione degli attuali fuc :li da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confrontò con quello di medio calibro. (StiiCiì :;periml'nb\li ~ 'Hl l!\ t~\\·o1n d i foto!!ral it> E' radiog1·a:il' r rpro__dottc in fotot i pi•~J- - Ho1111l. l!lO:I. . . . . . . . . . . . . .

•·

8

P . bruru,., co . .Le opera1.ioni più frequenti nella ch' rurgia dì guerra, c·on I l:? tig111) - Fi reme. l 8!)1:; . . . . . . . . . . • . . . . . . . .

8 -

A:-~1·nor•o~n:T1tr.\ 1 I tLt1'AHJ:: .

Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle classl .t859-1863; due \ 'Ohuni itl·.J:o c-on allo.; tl e ; \ 'ol. J (dal i rur / 1' 07?ologici <>-<l etJwlogici} con atlante d e lla ~('Q~ r ·~tli'a ~n(r·opo!ogiNt d,.. ll' !h\lia · Ro tJ)l:t., 1891\ . . . . . . . . . . . . . \'ol. (IJah d i!nW(fl.-a/ic i c l;ioloyi~i) · H o !na, HJU.') . . . . ~ • . .

rT.

" 36 >•

15 -

>•

40 -

F. BAROF~'!O e C. Sr:ortzA. Compendio di chirurgia d! guerra compilato sulla storia rnedico-c!tirurglca della guerra di sec~ss ione d'America. - R o1 tta. 1888, 4 \ ' O] 1111\Ì. •

• •

.

.

• • • .

.

• .

• • .

.

.

• •

L . B ~~ttXARDO e (.;. Brtezzr, Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. ) ·fcrnoria p1·e111iata a l concon;o Rihc t·i. 1904 - Fn ,·olu rue di pag. 271i con 27 flg u n.: o ta\·olc grafiche ·- RQtnt~. 1!}1).) . . . . . . . . .

"

A. CAsAnh<r. l a fatica nella vita militare. ;\lcrnor i ~~ pn•Juiah~ al l:Ont·or:;o H.ibcri, l!lOn. Fn Yo lnme .di"'p ag . 3:.!0 con (.i;) lig ure. · Roma, 190!:S

" 12 -

A . CASAR t NT. Le malattie e gli infortuni nella vita militare. ;\{cmoria prem iata al coucor so Ribtn·i, l90li. "C'n \·o lu tnc di pag. 402 con tavoli;) g r afiche' e s ttlt i!Stiche - Hollla, l !IO!>. . . . . . . . . . • . . . . .

• 18


Giornale di medicina tnilitare DirtZtOM tol

f':•lll>:to dtl \ltntste.o J•lla Guetr3.

Anlllliii.Olr3ZtoHlc :

CO~ DIZ fONI

\ "ia

XX Settemtue -

Rom a

DI A BBONAM~:\:TO.

11 1A<Ht:~lr. di medic!ua t nflì/a re ~i pùl,b!ira i l p rimo giorno di ciascun m~se . in <li tre f••;:li di ~t~llll ., :llmenu. 2. f.'abbon-.·n.-ntr• è annuo e oieo:oorc dal to geon~ h 3· Il J.re~lO tieil'aLl.ton arueuto è: 1.

fd~cicrJii

!•er l'Italia e Colonitl'cr l'Es:<:m

. L. ~~.-

• :m.-

1 in l:··lia

L: n fascicolo ~J,arato costa .

-1-.-

. " . "lall'E>l ero Il SllJ•tlemento c<>nteucute i l?t~oli 1 in !:alia . , . di a•:zio uil ii del co• po saullario 1 a 11 1,~t.-ro "'ili tat l! cvst a

•

.j.,->(1

• lo.• 18 . .

.. l'e r gl i t'fliciali nH••lici e chimici fa rm3cis:i de l R E!>ercit o (i u ,;ervizio auh·o, in poSi%ion e '""il:aria, <l i comple meuto , della rise rva «l a ri poso) il prezzp dell 'abbona· mento è ri·1ottrJ a L. 1 2, an.Ucipate . ...• 1 i' ;,rt·;t.-1+ ,;, l ... uJ: 1•Uh.1'1" ~t J ''· S· J.'ah!.on,,tnllltO ll'JU d i!«Jrlll• prima del :o olir~mbre ~·i ntenòe ripnovato pe r l'anno 6. I ~i:.:niJri ahltrouati milit~ri in ettetti,itil ù: -.c:rdzio p:tgher~n no l 'im porto del· dsj""Jeah·i C'tJJnttud i di cor J>O e •:lirezioni. ;. l'er i " •l i ufficiat: mc•! ici l<l<'li'Es,•r.•iò o e <Iella ~larina ) . in qualunque p<>sizione si trovino, è amm.:sso .m ABBO:-<A~IEK'J'CJ Cu) fl' L .-\"I'JVO al Cimncle d i m ediciua m ilitare ed :t;!li An01:1!i di "'""li.-itta 11 n7·ale c coloni<~h' a l prezzo di I. 27 arume. Per ottenere tale f:tcil it ~1i11ne ~nmn hrti ,·a ~ li abbonati m ifitari <lovran no far per venire l'intero importo dl' \:l1l'siH.~tl;PI.,11t. '''l j4tri·..cli .• , thl l pr•,r>ti· ~ c~oq .. ~. l 'ahltout.~ :nento J.A. r n~t·?.ZO Jei

8. ;\ i li 1Hai >i fa lo ~ron tn òc l m per ctnto. ma soitantr> per rrli nbbonamenii delle 1•e:•oue c <!~!i err li non mili•Mi , c:he nc•n po.osono ln6re clelia facilitazione d i cui ai nU:Jler i t, 6 e 7·

NOI1ME PER L& PUBBLICAZIONI. le tHo!P, l<>.ri,·iste - tl.lttil()Jlrafat> o ~critt i a ruau o - de ,·ono csl'e rc accu:ratam•~nte ri·:ed•Jti da~l i autori. s: fa &J.ed~le scrilli a mauo sia no ben ler:gibili , per modo di C\ it:lfC ng ni dubbio d i im~rpreta? inu ~. l n cnso con trario, la Di re1.ione '!<i vedrebbe coRlretw a so<pendcrn(' la pttiJhlica>.:nn c. ~. S:rl"o casi e<oc:ezional i ~s im i, la cr,rre1.innl' rle!lc hozze saril fatta d:. Ha redazione, a n1ichè <l:tr:li autori, pe r non ,·i nc• !are il hwo:o tipografico agli inPvitahili r itardi post ali . 3· l.c spese per g-i i (Ft r.ttti e quelle pe r le tavole litografkhe. fnto,;:rafkhe, ecc., cbe acc(,nJpag nnssc rc, le ntr: nto1ie, -.ono a C'arirt) de~l~ f'l l! :f>ri ~- Gli estratti !;On 'l d i due 1i pi: Tipo A. Sen1.a copert:na c colla im pagi natura e nu mera?ionc <lei fascicoli). - 'l'ipo B. c. ~n coperti na rtamp:un , fronte!'pi7.ÌO, impagina· tura e 1Htmer:t?ionc speciale . s 11 J)H~J.ZO rle~li ('Pt r att i . 1•er ~l i nn lnr i delle memorie clte Ji richiedano, è regolati} dll ll:t segnenle tari ffa : 1.

l

l:~,·nri orr~inalr.

~olo lato <lei i(J~!lio cè mccOl'Jand~7i•me che quell i

oc< ttp)l:e un

!•H!;?;ZO fil CIA SCt'.:-l FOC I.lO DI S'l.A:'t-IP.-\ .

T

Tipo A. Tipo B.

NU.\IERO DELLE COPIE

l

Per

1 - - -- - - - - - - - - , - -- - - ogni centinaio ·l ilO l 00 200 oltre 200 •

TtPI DI ESTR,\TTI

L.

70

so

~o

120

70

HtO

J:Jo

l IO

r;u e.<l •altl 111i11ot, di 11 11 f ••;:lio si c•mlano cn 111 e joJ;lfo l»~ l ero per l e orditrazioni di :0<'> ntralli o " 'etto. ,.,., quelli eir e .< 11 {>1'111110 "" f(>~lio . 1.: (razio ni ili {>ile, e ll e uo n superiJt~o il 111 ezzo /<lf!llo, si Cl)lt /all o com e 111 r tà. {>tot cltè {>c1 i} l'ordi11azit>t!o! IlO /l $Ìa iufeliore a 50 copie. 6. l nr anMcritti nnn si r estituiscono.

- - - - -- - - - I:!•JtiOl

- Roma , IO H-2!• -

St a hll!menlO P o !i1!7&tlco per l'A mm l nJit rnzlone dell n i'ltoto.


La profilassi anticeltica nell'Esercito Pubblicazione mensile

GIORNALE DI

MEDICINA MILITARE PUBBLICA T O D AL MINISTERO DELLA GU E RR A cDirezi o ne centrale di oanit à militare ) Ginrll'tle d i m eol icina :nilitare: tS,S t· t~ Giornale:: medi cv del Regio Eso:t·ci tn c della Regir1 ;\lar ina: c: ivrnal. tm·d i.·• • .!d He~io Escr.·iv,: i:XJo-I 4<'i

ANNO LXXII - 1924

l Dicembre

Fascicolo Xl/.

SOMMARIO MEMORIE ORIOINALI _: De Berardin!s. Ln p t·c,fìlu,-,.,i a rti ic~· lti nt n e ii'E:st·t·ci\1• diii 'U il lC J 't~11110 1923 Pag 6:~7 De Berardinis. ·- Lu pr·otìlll"" i a u t icel ti eu n ell"E,ocrcit.o . . . 646 , Angelinl. - An<'tl ru s 11lla tJl'Ofilu,.,.i uu tkt>lti('ll twi militn.ri . . . . . . . ~ 652

CASUISTICA CliNICA : Cali. - Ln t•on~ i until"ite prinul.VOJ:i le in r e lu ·tiotH' allf.' tlln'/,ioui E>ndnrrm c Pag. lifJ5

P ag. G7 J

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA . . . . . . . LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA . . . . . . . . . mo CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA 1:: FARMACIA MILITARE INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER •L' ANNO 1924 . . . . . . . . .

- - ----- --- --

ROM A -

Direzione ed ammi(listrazione Palazzo del Mi nistero della Guerra - Via XX Settembre -

"

673

"

fl7fi

674

ROM A

-------·--Pu- ---- - ·- - - lt mserziom di pubbllriUt rivoigerllt DiRE7'1'AMI::NTE all'Amministrazione del Giornale di medi· 1/na militare · Palazzo dti Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.

Per le nuo ve

no rm <O circa

le

p u bb!ica~ioni

- - - ··-- -- - - - - d ei lavori

ved i c op er t ina (4•

p agina).


Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare

ROMA -

V i a XX Settem bre - P ala zzo del M i n ist ero d e lla Guerra -

la lotta antit ubercolart- nell'esercito. -

Lìn ,·.,JuiHC di pag. 96 c·on l) tavole

Ricerche biologiche degli UfHci psico-fi.siologlei di a via1.ione militare. ·- U n ,·o111m•· di pf\g. 236 ,.,n 4() fìgur·p E' 2 t~l·ol o . . . . . . . . . Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. p>lg. l P\ l ron :r; tìgtll'f' . . . . . . .

- l -n ,. .,l1111te di

ROMA

L.

8 -

•· 15 -

,,

Per Giovanni Maria La ncl.s l nel Il Ce ntenario dalla sua morte. - Un vohnnf' di IJHJ!. l O!i 1·on 2t< fi f!UI'P . . . • • . . . . • . . . . . . • .

88 -

III Conferenza lnteralleata per l' assistenza 'agli invalidi ~ ~ guerra. (Howa . 19 19) - RduY.inn i uffi cin li o entituni<·tt7.ioni. ·- l ' n volwnl' rli pag . 91i . .

p

IV Conferenza interallea ta per l' assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles, 1921\). - H<'ln?:ioni 111'fivin li. - l '11 volume di pa~. 44 . . . . . . .

..

5

-

l Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ( BI'IIx.•ll•~" l !12 1).· · R c>hn; ioni nffir•iu.l i di'l ( 'mpo ">tnirn.r•ìn militar·(' i tt~l ìano . . . . . . .

•

6

-

Il Congresso internazionale di medicina e fannacia militare ( Roma. l 92:{). Atti del t•o11gresso - \'ol. L. • ~IA.~r.ioni uffkiali - U n v olume di pa,z. .1-W r.on tre ta1·nll' . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• 35 -

Il Congresso internazionale di medicina e farmacia mil itare (l-torna. 1 9~:{) . Atf.i d.el f'on{!rCJIBO. • \ 'ol. Il. - L !WOI' Ì del Conp;m~<so a com rm irA.'l.ion i. lJu ,·olun'" di tMg. 1\00 1·on :tl ttl.I'Oic· c> I!J inci,..ion i . . . . . . .

'' 60 -

Studi e ricerche sulla tu bercolosi negli ospedali militari.

La profilassi anticeltlca nell'Esercito.

- Cn ,·ol. dì pa)!. ~ 8

'

6

5 -

l'11 \ 'O i. dÌ )>H ,t!. 4.1- . • . . . . . .

5

l' n vol. dì puj!. ti t con 17 fig

8

La celebrazione dei medici caduti in guerra.

A. LllSTH: - .r\. Hus1:-~ co. l " gas di guerra ''· Impiego ed effetti · Provvedimenti e cura. Un ,·olunrc eli pt>g. IO-t con trt' t1wole m ic rogra ficltr a. c'olori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

.. 12 -

A. L cr>lT t(: . Brevi cenni storici sulla evoluzione della maschera contro l gas durante la guerra mondiale ( 191&-918) . - Cn n 21 fìp;nre . . . . . . .

7 -

F . 0 A C.UIA. Trattamento e sgombero dei fratturati degli arti in guerra. - P•-efnzi•me del Prof. R. DAT.!, .\ Vf:nov~ . . . . . . . . . . . . . .

•

6-

E. S ANTOR.o. Ferile addominali di guerra. - P refa zion e doT prof. ;\. Uu:-;-

è'Jt'r't'MHn. -- tTn l'O!. cii pa.g. 4110 r.on ~8 fìgure . . .

. . . . .

,, 30 -


MEMORIE ORIGINALI MINISTERO DEI,IJA GUERRA DIREZiO NE C I~NTRALE DEL SJ:atviZI.O SANITARIO MILITARE

(Di visiO?tt' I - Sezione II)

lA PROfiU111 AftJI(flJl[ft ft[Ll'fUR[ITO DURAnH l'Anno 1~ll per il do tt. l uigi De Berardinis, te nen te colonnello m edico capo della • 'ezioue statistico. sn.u ital'ia.

S. E. il ~IiniRtro d(;'lln gnerra, in d;Ha, 31 genna.io c. lL emanava la seguente circolare : )[TNTSTJ';;-RO DEI.t.A G UERRA

OIREZIONE UnTRfl LE OEL SERVIZIO SRniTRRIO MILITflRE

OC:C: ETTO: Serviz io igienico - profilattico. ' A·i Ooman(li (li Oo1·po d'Armata: Al Oomanrlo /) ivisione .11ilita.re di Cagliari.

I/osp(·ric n7.a de lla nwcnto _gno rr;1. ln m~sso in pari il'nl;tro o vi ll<'nz:t qnalo importaJ tza :lilbb un n bnnn~t ori!•W izr.az iolltl d o i !<Prvizi i!!Ì011ieo-J1l'Oftlattici por mautonore int,.gra la l' llki<'u7.a be llica <lf·i eoutbattPnti ('U iutpndiro la in!<ol'f:'NI Z<~ o il diffonder si do lio m nlatt io npido111it he a n <: ho in Ct>n frnnt.) tlolln popol:aziono, d vile . Xè 1ale iu •port:mr.r~ :;coma. por l'E~n rcito in tr11npn di par·o, poichè è cvklrmto c hc !a ri ~n ro1<; 1 di;;ciplina di una br· n n >g'nlata i~i e11o individua lo" rnllt'tth·a non solo eontribui,l'(.\ o Jfir":le<~ nttJ nto a rinvi!{nrirnl:o :;n h1 tn cll'l sul<l:lto. mn a ri(lP~taro ;dtn:si o rin sa]dHrO. con La prov:~ th·Ll 'r' SJÌI'rieHr.a , nC'II 'aninw s uo e, por na t uralo rifl<'ssiono nelht !<U:t fam iglill. ln nor.ionH di quni san i priltc:.ipii di difc~<a igiPnica cho concorrono n forma n' t ma co!<t·ionza s<'ovr;~ di prngindizi, o llleglio ri spundout e alle athw li esigflnzo !<t•tia l L · Pt' l' questo intnn dimC'nto il :\Iini!<tC'ro ha piìt volt(l r ichiamato l'atteur. iono do i Conutnrl>mti ù i Corpo d 'annata, :mila ri)!<>rosa, osHel'l'ili l~a delle uontll) igionieo profilatti(·hn ns:<r•)!Hl1Hdo lllL uflid:dn mcrlico ig icl!i!;i.:'t ed una so r.iono di di s infc:sta.zinno atl o;:rn i tl irczimto di ~~~n it iì m ilit:n·c 1c; rritori a le. l'on rpu·s'tn di l<pn!<iz ion i ò stat o pm;:-;ib ih1 intf'nsifìt··ltm le prnt.i,,J.o tl111Lo d i~<infe ­ ~ta.?.ioni pl' r ht lotta contro g li in!<<·l,ti, qHc llo por lo vac•f•ina;,ioni. CJI'Ill:ti afYorm aws i cont ro O,(!Hi fa h;a prcwmr.iunc, o la lot.t<t cont ro lo nwlatt io venerea morcè la isl ilnr.ionu <klln can10re di prnfi1as1<i antiel'ltica . Co;;ì puro, ]'l'l' la prevenzione rLC'll<t mal:nia . <l ~t:t t.o po~!;ifJill'at 1nH l'l' ;;u piil lilrga scn ln. lo mi:;nn• per la prolila!<s i in ~OllùJ'O, o por la bonilit.:l\ dt.:l terreno o ùd u1:da rici. · Dai buoni ri~u l 1 ati oHt•nuti, eu mc ;;i l'ilo va dallo rclnioni ch o porvcnguno, il .Ministoro trao nlgiono tli \1i~·o contpiaci ruonto, p or l'intnres!;allll'Hto a tt i,·o cho i Uolll:IHdi di Corpo d'armata JHr•ndono all o itnpo r timti!<s imo proble ma.


LA PnOFII.ASSI A~'fl CELTI C'.\ :S.ELL'F.SERCITO l)[;R.U<TE l.' ANN O 1923

638

Ritiono pPrtauio opportnuo cho l'opera de,:(li utfil'iali lUfldki igioni:::ti sia in{(·g raia cla conff'l'l'llze pcri(Jdieho. fatto dagli utnciali •nedici dei corpi agli ufficiali e mi litari di truppa sui più iu1portanti argon•cnti ù'ig.it•ne e di profilassi. Lr 11onuo più comuni di igir·ne pH!"onale e del quartiere non possono però osst•ro npp liento so non sono co~<tnntomcnt.o ricorclnto o sorvegliate, cou•o l'attiva pmpa~antla sui poricoli dclll' inf('zioni, ~;pocio vcJwr<•o, è il mor.zo forf'o più onorgi.co }H' l' com bnt (l'rio. 1:: in qu<•~<tlt opera. n co;1dìu Ynr o l'aziono de l medico, devono con correre effiC<l('énl(ln(c i CouwHllnnti rl ni repn r1i. i quali '' h·c·nclo a contatto dello tnrppo, pos sono, coH unn cout in\m o vigi le ::WJTt>p:lianr.a. eon la loro parola porRuasiva, meglio tradurn, in pnlti<';\ lit11lò1ZioJW i :m~goriJ I I<'Ilti d<'l le Autnrità R>~nitaril'. l'ontiùo nd vivo ÌllhH'('S~il llii'JJTO <li cod<>sto Con11111dn d l'sich•nmdo rho l 'E~er­ cito elia. lnl i pri111i, l'csenqJio, anr!Jo in qursto calllpo, d<>lla riJlllo\·ata coscienza d,•J P a t'SI' . il Jllinistru: DrAZ.

Con quc::;ta <'ii·colarc S. E . il ~Iinistro ha voluto t>spr imere il :::uo compiacinH'nto JlCr i benefici e1Ict,ti che sono Rtati ot,tPnuti da.ll:t intensificazion<' fl.(·i provvediment i igienici c profihlttici, c riehiamarc l'attenr.ione dei Com:tntli di Corpo d 'Armat:t !iulJa. opportunità. di ~ll l arg<lrc Sl'mp re di più l'op<·m Ili ('Ùu<"azionc ig-ieuiNl· eh(' i mNlic~i militari e i Comandanti di r e I>art i po!isono fa.rP a vantaggio dPll'Esercito c dPlla l\azione. Tn un:~ prima. pHublicn.zione " Un s<>m<:>strc di profil:lssi a nticcltica dl•ll'Esercito »1 Giornale <li medicina militare fasc·ieolo V del 1 923 sono state riportate aknnc noh' stat.ist.iche ed 01<~>ervar.ioni :::ulla. cffic.'lcia che l'i::;ti t.ur.iOJw del xt'JYizio ùi profìlnxi;i ~nticdtica. aveva <tpJ>Oltaf'o nell'E~<'rc i to nPI 1o s<'nwstr<' ddla ~ua applicazione. LI' rilrn1zion i sLatist.ichc a.lrigunrdo sono state continuate a.n che per il l!l'.!:-1 l' n('td i s]WCC'hi che sel-(uono ne sono rin.xsunti i ris ultati. N. L

SPF.C('HtO

Militari che eseguirono la profilassi distinti per corpi d'Annata e per mesi. COIU'l

o

o

..."'

Q

D'AR~lATA

.Q

o N

~

...

...c.

~

-?

t:

;;;:"

-<l

T ori 110.

,,.,n

:);;8

407

564

Mi Inno.

4 77

4:!4

oo:.

'V ('ronu.

237

240

o

o

o

1:1;

&

~

l ;:;:"' "'

<:

o

~

~

"'I:Lo

..."' .<>

.." c

;::

~

...<..

~ :,

e

..."'

-=c ,.."

"'

-

'rotn li

o

o

,...,-:;

.-:

v.

o

;..:

o

o

67f•

fl6.~

!.i\!l

476

631

45:i

4 :ll<

523

6:1 14

535

42.~

44~

a:"'

!W)

5 17

~97

l :16ii

4i•t

52:45

2a6 1 2i6 :}46 1

524

398

!!62 l

aH

4 i>;l

5!J:)

074

750

50'J9

~09

898

s:;:1

!JO~

200

61H

;,:1(1

452

612

6779

11\:1

78

l9i

07

82

lill

:lO l

183

323

2082

l

~

B ologna .

-i·l

o- ·

6H

l'rl~stc

3JI

I O~

.1-'lrc•nzc·

891

l\:! O

w:.1

127:1

1219

Hl7

889

$78

I:!IU

l lfll

1:2:!!)

1471

!3470

R orna.

'i-16

7 10

ROS H»<

1117

oo:.

S.S3

400

762:

63G

5i4

511

8:155

]'; li l) o) li .

432

:\21

:161

4;,4

l~O

40:!

212

!SII

:j Il

~14

sg:l

Sf.$

39'Z3

lla.ri •

1!):~

75

138

1()8

f>25

u

14

13!1

G7

85

13:.!

285

l 78S

p tlh'rmtJ .

674

7•~2

739

sa:1

~2

2711

279

11!9

3 4S

fj(l\)

:)46

379

5880

16:. l

- - - - -~- -- - Tolalc

4i32 {47:! .

~()(t~

l 02011 f•9 l f) :d78

:;.-::-1

---5$875

bH2 482\l 1 4772 5666

.

-

t

1


LA P ROi'' ILASS f A:'<TICEL'ri CA SE(.T:ES EllL' l'l'O Dt;RANTB T.'AN':'-<0 1023

639

I militari che csPgnirono la profiln;;si a ntic<'ltica dmautc l 'anno 1923 furono 5-8,875 a confronto tlt•i 1 9, 73f> elle la ('S<'guirono nel ~o senwst-re del 19:.?2. Ciò rapprc:>s<•nt a un a umt•lltO che si ritic11C dovuf o s in alla propag<HHla, :;ia alla ist i t u:r.ionP di nuoYc camf'r<' di profìla;:si. Anc he tWl 19:.?:~ , come già 1wl 2o sPmN;t ec d1·l 10:.?:.? il Corpo cl"armntn. di Firt•nzc ò stato qm:llo, elle, in ci[rc a;.;solut<', ha da to iln1ag-ginr nunwro di intlividui prolilas~o;ati. St•~-:ccnro X.

!l.

Denuncie di malattie veneree fra i profilassati, distinte per Corpi d'annata. (Ci!t·o IISsoluto c prupnrzi onali a J()O Jn·ol\la:;sat i).

COR P I D'AIUL\T.!

::-\ wnt")ro

)\uJil<'r O

dd

ù,·llu tlcnuucic

p rnfllaM:J. t i

t t"!l i prOiiiO,,t\1 i

o~ ù c l von! AKi

[n\

l Jl roflla~-n ti

T o.-ino

ti31 ·1

65

1. 04

l!ilnno .

fi245

31

o.(jl)

\'eronn,.

'

50:39

;)5

l. IO

Bologna

.

6779

52

0 .77

Trieste .

2082

24

J.J()

Finm;-;c.

l :!4 70

117

0 .87

R oma

S3:i5

!)4

l. 13

~a poli

3!)23

2!J

o. i4

Bari

1788

:!:3

1. 8:)

P>\k•rmo

5~80

ili

l. t't

58875

;)6 1

0.!)4

T01'.~LE

Dallo specchio sovra riportato appare. che m(•n tr(\ la perc<·ntunl<> d~i con t::tgia.ti sul totale dei I)rofilassn.t i è di 0.9-!, le sin gol<' per<·cntuali dci corpi d 'armata presen ta.no for t i oscillazioni da un minimo di 0,60 pel' il Corro d 'armata di Mi lano ad un massimo di 1 ,85 per il Corpo d 'armata d i B ari. Queste oscillazioni potra nno, se così ::;i vuole, attribuirsi in parte ad una m aggiore o minore qua ntità di elementi contagianti, variabile nei divers i corpi d 'arma.ta, m a, forse, è più logica attribuirla alla maggiore o minore accuratezza con la quale viene esegtùta la profilassi.


LA PR0f"lf.A$Sf A~TIC E:LTI CA :-<EU.'ESERC tTO DORANTE T.'A::!iNO 1923

640

Infatti ricercando fra gli estratti dei «Registri della profilassi anticeltica, e fra le 11 ùetnmcie di malattie celtiche» quali fossero i corpi che davano un maggior numero di profilar;sati ed un minor numero proporzionale di contagiati, si è ril'lcontra.to che ad e~si appartengono le scuole allievi ufficiali e sottufficiali, le legioni allievi cara.binieri, alcuni reggimenti del genio. Tali reparti reelutnno elementi aventi una certa i!!'truzione, e quindi, in grado ùi meglio comprendere l'importanza delle pratiche profilattiche t> di meglio cseguirle. Qui appresso sono riportati i risultati veramente convincenti dell'effLCacia della profilas:si a.nticeltiea per alcuni dei reparti suddetti , scelti fra quelli eh<' davano un maggior numero di profilassati.

SPEC'CHIO

N. 3.

Risultati della profilassi anticeltlca In alcuni Reparti. ~= "' d

.....; N<•i contagiati la pro61nssl _d~ <$-

...

;1:.

A Ilio,· i Ufficiali o Sottufficiali di Torino

..

l

2

l l"l l l

4

-

l

-

-o .. "'"'

~<C

:l ~

o

~

c. 8~

~eu o le.

Legione Alli<'d Can1biuieri Tot·ino.

o

·H 9

9641 -

t><O<t>

fu llseg\tlta a dibtau?.a. dal coito di ore

~ .,i: -d "&.!"'

- - -

-

;:::·--

6

-...:;,

- -

2

-

-

-

4.)

-

-

-

15

22

::>cuoh1 AJlio\'i Cfficinli e So t t ufliciali di L•tet·a

ì41

3

2

l

SC'uola )I.JI icvi fiqtt ufficiali C'tu· a hiniel"i d i Firem.A'.

2606

1:)

=~

n

-

-

-

2

oli

Reggimento <:erùo <.li Firenze . . .

IRS!l

14

;J

3 -· -

-

-

h

13

61!:>

l

-

l

-

l <l

5t!4

4

:.!

l

li0 jO

Rt',l!gi IUE'Ut o ( !eniu di Ronu~ .

Sc·uole. Allic\·i Ctu•ubinicl'i ùi l'lt'<SÌ!lO.

---- - TO"J'\LE

78511 41

IO 16

-

o

t

-- -

-

Àllnolazionl

8:!~

6

5

3

l

s=~

~ci contagi fr n

i protllt.ISsatl il dcouno1ato n o 110lo ouso di si· tulde, In oui l proftlassl fu praticata do 111> duo ol'('.

- - - - 33 ·- - -2 l - - 12 189 l

Altra ragione che può evidentemente influire sull'efficacia della profiJa.o;;si oltre l'acctu-atezza con cui ne vengono eseguite le varie pratiche. è In. prccocità con la quale ad essa si ricorre.


LA PROFILASSI A~Tl('ELTI('A NELL'ES~:R('ITO DL'HAK'l'l> l.'ANNO 1!)23

641

È stato accennato nella pubblicazione relativa alla 11r0filns:;i anticdtica nel zo semestre del 1922 alla opportunit.à di contenerP- le I'ilevllr.ioni ~ta.tistiche in limiti ristretti c precisi al fine di evitare dubbie intcrpreta;doni e facilitare la. raccolta. dd dati. È CO>lì che nemmeno qm·~ta. >olta può ricercarsi qua.nto il ritardo ora accennato nrlla profilassi vo~~n infinìre sullo scoi'\tùmento dalla media delle pe>rcf'ntua.li dei contagi fra i profilassati. Poichè però la semola allievi ufficiali e sottufficiali ùi Torino <' ht legione a.lJievi CC. RR. di Torino hmmo avut,o cura di riepi logar<' il numt>ro dei profilaxsa,t,i, tcne11doli distinti anche per l 'intervnllo di tempo tra scor~o fra contatto S('"sua.Jc e profila,.:;:o;i 7 a titolo di saggio se ne ripùrtano i <lati })er l'anno 1923.

.

Jn{(:tVIIII<o rrft ('(lltlllt t o Rf'S~un l e

c )ll'Ofllast<i

CORPO l h

l l 2h

:\h

l l l 4h

207 148 fiO 22 '"''' ""'"; ~ N" mo•·o doi P''""""" ti . Ufficiali t -- -Sollufficiali Torino %sul totale tleiprofilo.f'><ati 41ì. 1 33.0 13.4 4.9

--

i> h

7

Totnlc

, .. tli 6h flll

~

2

449

-- - - -- - 0.4

100

(\ i) 4 587 32-l 30 8 L•gò"' nl. ~ ,.-ume•o d•i P"Ofil&'-.W litvi ~arabi-- -- -- -- - - - -· nieri Torino %sul tota le dei profì la!<~'<ati 61.0 :~3 .lj 3.1 0.8 0.:) 0.6 0.4

964

l. i)

0.7

100

Le denuncie di ma.lat.t ie celtiche fnt i pro.filassati :,;ono : per la scuola allievi ufficiali e sottufficiali : quattro di eu i 2 in profiJn.s,c:;a.ti dopo 6 ore (100%), una dopo quattro (4,5 % ), una dopo 2 ore (0,7 %) ; per la. leg-ione a.llievi : nessuna. Vi sono invece per la prima 22 denuncie fra i non profilassati e l>('r la seconda 45. Nello specchio s<'guente sono c~poste le cifre totali delle varie denuncie ne?i profilassati e nei non profilaf'sati, tenendof'i conto pcr i primi anche dell ' intervallo trascorso fra coito e profilassi. È notevole in questo specchio il numero dei contagiat.i di sifilide fra. i Profilassa.ti entro la. !)rima orn. del coito. Si è cercato rintracciarne Ja, ca·u~a e~aminando le denuncie c si ò notato elle due ca>'si appartengono allo ste><~o corpo ed alla l'tfssa camera di proftlas:;i e per un altro caso, la. profi!M(o;i ris ulta praticata 32 giorni prima della denun?.ia. Poichè questo ca-so è denunciato come sifilide accertata per manif(•sta.zioni secondarie, il tempo trascorso fra profilassi cd accertamento sembre-


642

LA rROFILASSl Al:'TICELTICA :.IELL'ESEHCITO D UR A !o/TE L ' AN~O }!!23

rebbe t roppo breve pf>r poterne riferire il contagio al contatto sessua1e cui scgul 1a. profilassi. Gli altri due ca,->i, essendosi verificati nello stcs"o corpo, fanno pen1'are ad una poclL accurata esecuzione dE'Ila profila1'si.

SPECCHIO N. 4.

Casi di malattie veneree denunciate nel 1923 distinte a seconda che l malati avevano o non avevano praticato la profilassi, a seconda della malattia e del tempo trascorso fra contatto sessuale e profilassi.

11hm or rag ì Il

t: lco:rl ' 'CDC'rCC

.. ...

"·--

,;,

-~ ·-

~~

-l

ora

2 or·e

3 ore

.

"' ~~;

-

:"! ·-

..

.;.,

~;;.

~~~

...:::.

- .... rs.

~

~

TOTAL&

Sifilid e

_., _, -- "' - ~ ·-- ..'='··- s~;:: -Ci c i ~E~ ~ .-

~--::

...

~

:::.

:"' ·-

..

--x :::.

l

;)4

!')2

6

112

_, <>-

37

3

G7

2

li5

.,_,

26

-- -Il

l

!(t';

116

--

--

4 ore

LI\

!)

l

26

15 ore

15

(i

l

22

li ( Jl'O

15

8

l

24

pi ì l (i O l' C

] :) l

!l3

Il

2:i5

11 6

14

327

TO'l'll LI•: J',\ rtZ r A T. ~;

-TOTAT.F: PAliZIAI .E:

--

234

197

- -

- T OTALE:

(;l~ :-i f: HA LI':

304

.

--

3574

232

2:'!92

') -

_ ;)

liçJS

l

5Gl

6:i65

t

Acl ogni modo lf> <'onsiderazioni che s<>guono non tengono conto di queste oss<.'rvniou i per le qunli potr<'bùe nn cbc esser logico il togliere quc.o;t i tre casi dal numero dei contagiati di siftlide, che a >evano praticato la profilassi nella l)rim.a. ora dal coito.

'


LA PROFILASSI ANTICEVr lCA NELL'ESERCITO DURANTE L'ANYO 1923

643

Le denuncie di malattie veneree !)ervenute all\Iinistero sommano in totale a 7126, cosi ripartite : Blenorraggia, profilassati BlenoiTagia, non profilassati

304 3575 Totale 3879

Ulceri veneree, profilassati . Ulceri veneree, non profilas~llti Sifilide, profil a~sn.ti Sifilide, non profi.ht~sa ti .

232 2392 ))

2624

))

623

25 598

Toblc 71 26 ~el totale di 712f5 denuncit>, 5G2 soltanto sono

le denuncie a, carico d ei profilassa.t i e cioè su 100 denuncie solo 7,8 sono ~t carico dei profila.s sati. Tale rapporto varia, per le diver:-;e malattie: }Jer la, blenorragi<t è de} 7.84 ; per le tùcer·i vent>rf'e, d eli '8.86 ; per la, si filidc !'olo del 4 %. }fentre si può r iferire il numero dei contaginti a, quello dei profila::;sa.ti, non si può fare, JWr ovvie ragioni, un r apporto a.nalogo peri non profilassati. · Il primo rapporto acl ogni modo può ser•ire per essere paragonato a quello ottenuto pcl zo scnH':-:tre del 1922. In tale semestre si ebbero 472 denuncie per 19735 profilas:,:nti: un rapporto cioè del 2.4 P<'l' %: nel 1923 tale rapporto scende a p oco meno dell'l % (0.9-1 ). In quest,o scmef;tre ~:; i notò come il numero dei malati che praticarono la profi.las::;i dopo più eli tre ore dal coito fosse m::~ggiore del 50 % : infatt.i esso raggiunse Ja cifm del 70 % . P ell923 ta.Jc percentuale arriva solo a 58.2 e sembrerebbe quin<li Ilotcr dedurre che col diffondersi della, pratica prescritta, i militari v i ricorrano piit sollecitamente : ladisccsa,dellapereentuale dei contagiati fra. i protìlasf;at i nelle prime tre ore, da 0.72 a 0.40 potrebbe inoltre deporre p er una maggiore accuratezza. nella, esecuzione clelte n1hure profila t ti che. La piccolezza eli queste dfre pc.>rcentuali pur tenendo conto di ogni più larga riserva f;tula attendibilità di Cf;SC quali indici della efficacia protettiva della profila.ssi, deve richiamare l'attenzione dci medici militari e clei Comandanti eli reparto su.i va.ntaggi che sarebbero apportati all'Esercito ed alla Nazione eh~ una più larga dif(usione di tali pratiche. I n relazione appunto al vantaggio che ne deriverebbe in ispecia.l modo alla Nazione è interessante egaminare anche quest.a volta il comportamento percentultle delle varie infezioni nei profilassati e nei non pro ftlassati. Esso è riporta.to nello specchio seguente :


S!'E<Ttl!O ~- ,;_

Cifre proporzionali delle varie infezioni su t 00 casi di malattia, nei profilassati nelle prime tre ore dal contatto sessuale. nei profllassati dopo tre ore o più e nei non profilassatl.

-

~

~

111<-uùr-

t;lo;•·l'i

l'A J;ri:l

\' .'Ul'l'\'C'

~irl lid•·

T <JT 1 r.~:

- --Pr·ufi lai<i'll t i entro le pl'irnù ti'<' oro

-~--·· 7

-l !l."'

-t.$

!()Il

Pt·ofì ln;;;.;a ti diìpl) tre Ol'O () piìr.

(il). :l

:n. -~

4. ;{

Jil(l

Non pmfi '''""nl i

fi4 .4

:36.4

9.2

100 ~

La comparaziolll' di qu<'xto ~]Wcchio r-on l 'analogo ù('l 2o !';emestre dl·l 1922 porta alle "-l'f!lH'Ill i constata-zioni : pe1· i profHa;;xati <'lltro le prime tre ore ln. ll<'Tcentuale cl<>lh~ sifilide ò la st<>sRa (4.8 nel 1922) ; una. differenza. sf'nxi bilE', invece, ~; i 1H1 per la b!enona,gia. (Ql.G % nel 1922) e per h' Ul(·eri VCIWr<'(' (33.6 D l'l J 922). È diflkile trovare una spkgnzion(' pN qtwRt<' diff<>r<'nze ('d è opportuno prima di azzlìrdal'ne qnalcnna di a t l('lldl•re eh<' ulteriori o:-servazioni pos,;nno stabilir!' i limiti t>ntro i qunli il fenonwno JHI Ò os,~ilht~·e. Intanto si può notare che le dificrenr.e lH'f i protilaRsat i dopo tre Or(• sono m olto 1111'110 notevoU (Bif'llOl'l'~lgia : 1922 = ti~.O ; ] 9~:~ = fiO.:~: l'J(·Pri velH'H' C' HU2 = 31 .6 ; 19:.!;{ - 35.4: xdìlide 19:.!2 = 6.! ; 19:!:{ = .J.:1). Per i non vro1ilas!;ati le difi('J'(·n;w sono :wcot•a nw11o JW1t>\'Oli DlE'nm·r agia, : 1922 = 5~.9 : 1!l~:1 = 54.4 ; rlcf'l'i Yc·n<·n•t• 1!12:! = ;!5.0 ; 19:!:~ = 36.4; Si filid<> H!:.!2 = 11.1 ; 1H:3:~ = !1.2: <'dò ù fari lnwnt(' s pi<>gabil(·, poidH) per qu<' ti non int'<'l'\'<'Hg-nno <·;w,.;e elle po>:" ono inftuPnr.ar<' il ri,.;ultat.o Ùt' lla profi la:-si, quali a<l <'X. l'a<·c•Hrah•r.r.a <·un la ()uale e:-~<:1 f1t p,.;pgu i t<~; l<• distanze di i'<'llllJO dal coito, t'<'<' . Ad o)!lli modo ancu(' 11<'1 Hl:.!:~ La 1)('1'<'(' 111 ual<' <h•lla ,.;ifjliilc }l<'r i no11 JH'Oiil:1s:-at i è ])J't':.:l-'0 a JlOl'O il doppio c!Jc Jl<'r i pmtìlas:-<:tti, ('Ù ò tla H11gurar:-i (' Ili' con l<• li!IO\'ll lli;;vo:-izioni l<>,gixlative JH'r ln tlii<·sa drlle malat l it• n •lll'll' l:' si giu11ga aiJH'<'('OCe isolanwnl u <1(']1(' dn111w f'on lll:lnif<•l'tnr.ioJJi coHtagiant i di ;.:ifili<h'. i11 modo ehc anc·h<' JH' r i nnn prolil<~>:~at i s i JH),.;::.; a di111innir<' la }ll'l'('('lltttalt• tklln sililid<• su tu t t<' h! JH<tla t1 i<• <·<'l l·it h<'. Prima ùi ehiucl<'r<' l't'spo,.;iz ion(' <li qncsti dati s1at,i;;ti<:i c dPII<' n•lat in• oss(•rvazioni è O]Jporluno <lgg iungl'l'C <:h<' non è 1J<' rvcnuto al Minist<·ro alcun ra]>porto indicant e <·hc l 'appli<·<lzione d(•Jla, proftla:-si abhia dato l UO:,!o ad inconvcni<>nt,i.

.

.


J1a Direzione di San ità militare d el Corpo d 'arma-ta di Torino ha I'Olo s(•gnala.to c he quaic·he milit:tre evitava le prntiche p!_·ofilatt ichc per llUll fa re iscrivcre il propl.'io nom<' s1ù r<•gistro d clla profila~s i antiveneH•n. tl'nut o D<' Ila came1·a di protila,.;,.;i, AIH:ltt> qualf'!H• Comanda n t<' di IE~l1<H1 o ht•mbra c ho a.bbia nutalo e,.;:-;Pr«' ciò un 1not iYo ('ht~ potPva il1dune a t ra:-<<'tu':lrc l:t profilas-;i 1 <>cl il ~linistero ba. a ut orizza to s uhito a tralasd<tn· l'obbligo di ù!'ntUwiarc il noHl<', JimitaJ ttlo:-<i a pr<•nderc notn, n<'l J"egi:-;tro. clc>l numero di ma1 ri <·oht o <li <tdotta.re a ltro :-ist<'ma couv<•nzi(m ale ot.dt~ poter controllare ('sattHlllt'llte l'avV<'11U1<~ }lnJ l ilas~ i in ca.«o di sueC<'l-':<i ,·a dc, nunzi;L di mal<tt.t in. n Jat.to rikvato ùall~L Direzione di Sani1<'1! di Torino è s t<tto uot:: to anche ne ll'e:-;crcito ittg1Pf'(' 1 secondo il rapporto del m:.~ggiore medico J hlw..:on aL II Congr<'s;;o intc'rnazional<• di' nwdit·ina e farma c ia. militare, t<·n ut osi in Ronr•t nel mag-gio 19 ~:~ (v. ~<\H i dPL Oon{!rf',.;so, vol I). ~ell 'opcra di propagan<hL ig ienica. è opportuno quindi <·he s ia tennta presl;'nte questa. oHscrvazionc, la quale fors <' può spit•ga.re il P<'I'Chò mol1 i ri tardino a compier e la, Jn·ofùassi. n segreto della canwra di profìla:;:-;i Ù<'Y<' csRere consl.'t·vato come un s<•greto professiona,}e non :-:olo dai m.-dici , lllll· anrhe dal p<'rì'onn l<• a dd et 1o ed il milit.are che non ha s:1puto resiskn' ni prop1·i istinti sesHJa!i ÙPY<' c,.;sere p<>rs ua;.;o che ll <'H~ UIHL menon1 a zionP- può a vere dal conJPssm c> il suo fallo e d <tl cercar<', 1wi limiti <l<'l JlOssibil<>, e h'<'HO 11011 ~rti prod1wn dannose conxcgupnze. L a raccolta dci da ti :;t.<1 t istici per l<• m a lat t i P vencrN· s<~l~t. <·(•rt ~ m <'H t<' continuata <' può con fidar:-; i r he gli n ffkiali n t<•dici c.oneorrH no l arg-amcn te· <' con fede , come già rilevasi da qualche pubhlirnzionc (v. L<•pri, J,a l ottll antivenc•rpa, ne pre~;idio militare di Pis:t; Oionrale di medicimt mili\:11'1' anno J,XXII, 192J fase. 1) c d ali<' annotazioni es}1licative <'he molti nfii c·ia,Ji medici apponl!ono a lt(' s<·h<•<lt:>, non solo n ell'o]wra. <li p ropagnnda . nta anelw' twlla st•grtn.l<lzion<' d<>gli inronvrniNlt i rhc le dispos izioni nttuali poti'SHI'l'O JH'e:wntare ~ clPII <' proposte\ eh<' la loro <'"Pf'l'ÌP l l Z~L pe rsona li' }'uò consig liare. Le con clus ion i <·lw <·hindt~ vano l'espo<;izion(• ò ei dati rar('olt i 11<'1 ~o ~r m est.r e 1922 po:-:sono p:-::;<·rc~ riport a t P in \P gl'H l m<· n t P :\n e hc d 011o le• os;·er' ':t zion i d el lH:n <' •ioù : 1° D s isU•nt<ì di profihl,.;,;i a cl ot t:tfO pc·i militnri ha g-iù, ridotto C tf'IIC 1l' •• n<Lun·<' il nnnlt•ro <lPi tollt;l,!.!i ]Wl' malattil' v<·llf'J'I'C ; ~o L e infC'r.ioni ..;ililit il'llt', Jlf'i profil;t:-:~:d i, ,,ono in propor zion<' l'Ot<•volmc ntc minori i11 C'oufronto d<'i non prolìl:ts:-:at,i. Ed affinchè t a li C'onl'lusioni non f:tC'C'iano sorgc'rr tropll<' syt•t<lii Z<· <' non fll<:c iano tr:t>ctmtn• qut'lla }JJ'O}l:tg"atuln liiOr<t lc <·he è la, mi!!lior(' })l'oiìlas;;i <li ogni degradazione, ~ i riport:mo l<' <'onc·lu:-:ioni <"he nPi rignnnli <l<'lla profila,;~ i d i'li<' malattie V<'llcrce fmono H}Jpro,·at(.\ all"unnnimità Jwl 2() CongreRso intern azionale di 111edi(·ina e farmar ia militar e (Y. Atti dt'l C'ongres:)0 1 II volu mc). l. All'infuor i dell'astine nza, c he è s('llllJl'C raccomlmdahile, DCì'>'UllO <le i m etodi in uso per 1:1 profilassi an ti V<'ll<'rNt offre garanzia aflsoluta di corrispondere a l suo x<:opo .


646

LA PROFILASSI A~TICELT!CA NELL'ESERCITO

2 . È opJlOrtuno dedicare le maggiori cure alle condizioni di vita d el sol1lato, tanto nei riguardi dell'alloggiamento delle esercitazioni militari, eh<> nei p eriodi di riposo e nei giuochi (ca;-;e del soldato). 3. Bisogna f~~r conoscere al soldat.o i per icoli delle malattie veneree pt•r mezzo di disrgni, di lettuxe, di conferenze convenientemente illustrate, di ftlms educative. 4 . Si deve istruire il soldHto s ul modo di praticare la profilassi anticcltica (in part.ieolar modo la profilass i indiYidual~>), ma facendo ben comprendere che i mezzi impi<•gati non sono infallibili. 5. Occorre mettere mHoùicamente in opera tutti i mezzi per la diagno;;i prc('oce, e provv('dcrc al piit prrsto possibile un efficace trattanwuto terapcntico, css(•ndo una cura ii:L'mfliriente causa eli u na più facile ùiffu,;ione della, m<llattia.

LA PROFILASSI ANri'ICELTICA NELL'ESERCITO (l) JlCl' il do t t. luigi De Berardinis, t C'•u•nt r f'olonnPIJ o me<l i<'O. :::\ell'antt·:!lll't'l'H i rniUt;ni di truppa ap]HlrtenPnti aii'I~H't'cito elle furonn ritOVI'rati in tutti gli :$lah ilimcnti eli cura p<'t' malatti(• \'t'l1t>rC'e, risultano, p er il \'(·ntic-itH]llt'n nio 1HR9-1!):!:3, d;illn ta lwlla I , all<•gata. nl'il<• dfrc nssoluH• c nel!C' eifre pr·oporzio11ali l)C'r 1000 di l'urza mc·ùia. J.1a relar.iorw stai isli\·a che abbm(·Cia. il p<·riorlo 10 w•nnaio l!)Ofl3 1 luglio 19H lH't'Ò manea d<·ll<' partir·olari indiPH:doni ril!uardanti ~li t·ntl':lti ne)2'li o:-:p<•<la li militari clie risultHnO dal i<' colonnt> :~, -1, 5 ,7 1 ~ c !) th·lhl t=:tHlcktta talwlla. Dm·ètntP la g"llPlTH qul'ilo d<•ll<' m a lattie Peltll'l1e fu 11110 dei primi pr·ohl<·m i ehe r;"inq>u;o;e sotto due principa li punti di ,·i:.:! a e eio(• (Jil(•lio milit;ne e qu<•llo soeiale. Dal punto eli vi;;ta lllilit:m•, occorrr,·a lirnilat'<' il piìt pos!';ibile i rontagi Y<•rwrd ano :;(·opo di non diminuire gli effettivi utili Pd a qn<'llo di non distoglil•n• nwdi<·i e ]Wr"onale di assisten.za per la cura di tali infermi, e loeali c letti per i l ril.'o,·ero di essi. Da l p n n t o di v ista soC'i:tlo non ocrorre d i O'ond<•r;;i sulle ragioni cl! t• cnnsigliaYanrJ di porre mnggiori fl'rui al dibgart> dPIIc inft;>7.ioni. f:i<•nr.a entrare nei par·ti<·ohtri dell<' provvi<l('OZe adottate durante la. gnl'rra su cni, la Direzione C'C'ntrale dC'l f:krvir.io f:;anital'io militare 1111 già. pulJblicato una r11emoria, n<'l fasci<·olo VII dC'l Giornale di mrdiri1111

( l) C'omunit'aziono al l Congrc:s-so nazionale di eugenetica sociale, Milano. ><ctttC"utbro 1924.


LA PROFILA)SI-ANTlCELTI('A NI::LI.'ESERCITO

6H

1niz.ita-re del 1921, si può dire che il servizio di profilassi anticeltico pres~o l 'esercito fu fondato sui seguenti c.oncetti : 1° istituzi.one delle consulenze anticeltiche nelle armate affidate a medici pa.rticolarmentce versa.ti nella specialità e ricovero in luoghi di cura specializzati dei <~eltici e dermopatici. 2° Considerare il militare affetto da malattie veneree come sorgente di infezione e quinrli isolarlo precoc<'mentc c curarlo a l Corpo n a ll'osp(:'dale fino a seo .nparsa, dello manifestazioni contagianti. 3° Stringere con le autorità. sanitarie civili o di pubblica sicur<'zxa una intensa collc'tborazione allo scopo di ri<'erc·are le fonti di contagio, isolarle c cura rio fino a seom parf>a delle manifestazioni con ta~ia n ti. -1° Procurare luoghi di ritro,-o o ricreazioni pt>r i soldati. !)o Istituire mcr.zi per>:oMLi di prolìlasl:li individuale o locali pt>r la profilassi post-coitnm. Le stati;.tiche non sono ancora in grado di dire quale s ia stata La, diffusione delle ma lattie N•lti1.:h<> dmantc la gnlò'rra, però (> <·onvinzione c;nmune, basata sugli aecrrt amrnti compiuti dmanlc la guerra, che col progredire c JH'rfeziunarsi npll'appli<·ar-ion~>. pratic.:ha, dei conrctti fonclanwntali ora detti, Le m;lblttic r·c·ltieh(·, Rpt>ci(:' nt>lla zona. di gu('JTa, anùas:-;<'ro lJrogre...;;;inlmente t• sensibilmente dirninn<'nòo , !lli'JJti·~· rc>stavaJto freqnc·ntissimi i casi di nuova inrt-zionc, contratf i al di fuori dcll<l uma. di gm•JTn, :<peeie ùa. militnri c·he rit•ntmvano cl;llla li<·t•n7.l't. ~cl pt>riodo d<'lla smnbilitazione l'organizzar.iont• sanihnia militari" fu costretta a ritornare progrrssivamenlc, c sp(•;;so troppo rapidamrnh•, ai COmpiti d<•ll'antcgUCI'l'lt C V('lllll'l'O COI-\Ì a C<'SS;ll'<' ed a ridursi 110ti?VOI111Cnt(', le consulN1r.e, i loc·ali di ric·o,·ero SJWCiaUzzati ed a1whe quella intima collahorazione fra autorità. sanitaria militare c CÌ\'ilc che si ba~<l ,·a S}Jecia lmente s\Jlla opPra delle commis;-;ioni mi>:te. ~on poteva xrugg-in• alle autorità flin' ttivc ch·lla s;mità. militare>, q1Hmto fo>:se import<ll11<' l'arginare la difTusionP dc•lln malattie t:eltic·lw ne:i militari che l!iung-c'\'<lllO nnuvi a li(:' :nmi, spec·i(' di un pPl'io<lo in c·ni la rilasciatczzn, dri cm;tnmi P<l il forh1 ùc>sidt~rio eli ogni godi mento cost ituivano i'lerio p!'rirolo di unn più vasfll diì!usione. Fin dall918 veni,·a ri(•lth1mat<l l'allt>n'l.iOm\ dci Comandi<' delle Dii'Pzioni eli Sanità, sull'impo1tanza dt'll<l profilassi antic·c·lti!·;l, ma i risultati ottenuti non c:oni;.;pm;c•ro interanwnlE' agli inte ntlinlt>nti dt'l ~linistc>ro. I rili<wi stahstiti da\'ano un aunwnto srnsihill' clc•llc• infrz'oni Velll'rc•P cl1e nel 1921 per i rieovrrnti JWi luoghi di eum, raggitmsr·ro le ~>egu<•nt i cifro a~;solutc: Infezioni blenorragiche 5.1HI - Clc·eri veneree e bubboni 7.82.'3 - Sifil ide 5.209. In totale liUiil. I~a Dirc;done Centrale rlcl Bcrvizio sanitario militare, per l'cspcri(•nxa tratta, dalla guerra o nella persuasione che la cnf>titù, unico ::;icuro rimedio a questo male, qnantunCJue soUccitnta, anchbe ecrto corrisposto in modo non completo, ha, nel prin<'ipio dell922, detta.tt' le norme [)('!' la profilassi a,n ticeltica. nell'Rscrcito, fondandola sni seguenti concetti : a) gli ufficiali merlici c delle armi o rorpi tendano ad elevare l'educazione igienica c morulc del ~:~oldn t o ;


fi-18

l .A l'Il! l t'l f..\SS l .\ :-o;TII'EI.TWA :-o;J:;LI.' ~:<:;ElH' JTO

b) ri"t itmione> rli c·ase del soldato, di luoghi di trattenimento, valga a 1li~trarre dalle zone 1li prllstituziom• i militari. I danni che le malatti('

l'rlt irltc anPc·ano agli indiddui ed alle famiglie. opJ)Orhmamentc dimo~trati ai s0lclati, !;<'1'\":lno ùi timoroso fr<•no agli istinti sp;::;uali; t') l'istituzione dt-lk· così elette c·anwre di Jll'Ofilassi offra la possihilitù. di rimrdiarf•, )lf'r quanto possibi l<', alle c•onseguenze ili contatti inl'Pt t i: rl) g li 11iTi<·iali nH•di<"i, <·hc• lumno >wguito pl'NiSO le cliniche uni\'N sitnrie rorsi di JH'rfezionaulento de lla ~pecia li tà , provvedano a cm·an' prec·ocem<•ntr e radiC'alnwntc i contagiati in appositi r~parti ospita.lieri. Og-gi o.!{ni prc•sidio lllilitare ha una o pit't eamrrt> rli profi lassi, sotto la d in•zione d eli T ftic:ia le· Ili C'd ic· o del <·ot·po ed in e~<~w, sol <l n ti, particolarmen t c· ist rni t i, sorv1'gliauo l'e::P<'nzione rlc•Ue pratiche pro lì lattiche. (~ue.-;te con,.:i,.;tono in lawtggi d(li genitali con acqua ti<>picìa ~aponata: n<>lla istillazicmt~ <'IHlomctral<> di soluzione di tn·ota!·golo ; n<.•Lia applicazioue della poma t n d i )f<'teh io ikoff modifi<'a t a da Gaudur·hcau. D al 10 lnglio del 19:!2 si è ('OIIlinciato a raccogliere con apposite riII'Yazioni statistiche il movimento delle camere di pTofilassi e gli element i cLii (jtwli potevansi traJTP un giudi;do sull'cffi<>aeia di tali mc:~.zi di profilax::i I risnltati :;;ono riportati in due memorie: la prima della Sezione sta t istica. Hanitaria della Dirf'zione ( 'ent-rale <h•l Srrvizio Sanitario militare <'riguarda. il :2° senwstrc ò.el 19:?~ 1 la !':(>Conda, an~nte per titolo la profilas::i anticeltica 1'wii''Esercito twll'anno 19ì:3, che ho redatta in ba:;;e ai documenti ;;tat.ist iti racc·olti dall<' Direzioni ò.i ~anità (V. rispettivamente Giornale di mrclirinfl m"i/iittrr anno J9:!.1 fa::cicolo V e la Jn·ec·edente memoria pubhlic·nta iu q11e;;to f;H;c·ic·olo).

I)e conclusioni i\'i es)Joste :;;ono le srgnenti : 1° Jl ~i StCll'IU. di Jli'Ofi!assi adottatO pei militari ha già ridottO e fena, ridmre il numero dei contagi per malattie cclt.iehe. 2o LE' inf('zioni sifìlitic:he, nr>i profilassati sono in proporzioni notevolmente m in ori in confronto dei non profìlassati. Oggi gra:~.ic all'aulcH'izzazione dc•l gem~ral<> )1oclico rnpo della Sa.nit;t rnilitarc, il dott. Franc·Psc·o clc·lln VnliP, sono in grado rli ag-~·inngere altre notizir :-:n i risnlt n t i già. pu h hl if'a t i c <·he dimostrano c· ome l<;> provvidt>n7.<' prpse dalle antorità sanitn1·ic• 111ilitari abhi;lno ]lOrtato un notevole eontl'ibuto alla li11 litazimw dl'lla diffusioni' df'll<> mHlattit• reltièhe. Oc·rol'l'<' )H'<'lll<'t\1'1'<' 1·11(• lP rilentzioni <li stati~tic·a san.ital'ia fw·ono, rH·l 1905 1 llloditic·at<• Pd fllllpliatP dal compiaJlt·o :;rt>nc·rale medico prof<>:-:;;nre l~idolfo J,iYi Pd una dd.lt• più inter<•ssuut i ll 1odiii1·azioni In (Juella 1'<'httiva alle Jllalat t ic• n•HPJ'o 'C . J-:,;;:;\. di~po;;p di ll'llC'I'<I ùist inte le malattie ,·c·JWI'N' iu <lut' grandi g-ruppi: qm· llt> c;ontral"t<' tn·ima dPLLtrrnol.amento e qtwllr <·ontrat t c> dopo l'<ll'l'l!Olarnc•nlo. Ciasc·uno di questi !!I'Uppi <•r·a poi snddi,·iso in cluc i;Ottogrnppi a Sl'c·mHln. t·lu• )!Li anJllnlhlt i Nano ri<·oYPrat i in <·ura JWI' l.a prima volla-opplll'l' ]Wr la sc•Pollll:L voli a. ì~ c· h iaro lo >'<·<lpo (·h e ra l i suddivisioni volevano rag1-!'ÌIIIlg('r(l: qllf'llo r-ioè di t·onl)idc•mre quanti individui avE>ssero contratto rnalatliP cPit iehe durante il S(•rvizio milita1·e e quello di di;;tinguereinuo,·i

tl('


contagi (entrati in rura ]Wr la prima. voltn) da <"Onta)!i già rCJ!is iTati (<'ntra-ti in cura per la SN:onùa volta ed oltre). Le distinzioni volul<• dal g-r11cralc medico Li,·i furono ntiJizzatc nellt· "R t'ln zio n i medico st<l t istit-hP sulle eondizioni >::t n it nrie dcll'Eserc·ito pu hhlic·.ate rlaU'I spcttOl'ittO di :->anità militarr dal HIO:) al 1908 <>d io sono torlhlto ad util izzarl<' dal Hl:!l al 19~.''{ per (JUl'i'\la t'Oiltunic·aziou<•. La tavola n aliC'~ata ùit randalllt'11 10 in (· ifn' as,.;olutr ('proporzionali l'Wl' mille rkiJa f01'7.:1 )ll't•$:t•J1((' a JI.e lll'llli dPif<· llla)a( 1ic• YPJ)!'l'('C Jl<'i militari di truppa del H . E:.;t·n·ito 11<'1 fJli<tdriPnnio ant<',!!lii'J'I'a JHOl.l-lUOti-1007 t' 1908 c nf'l trit•nnio pol't-b<'l l ic·o 1!)::!1-]9:!~-HI:!:.>. A i fini d('lla tonstaiazimw dell'<•ftì cat'ia dt.Jht proli la.-::xi, L<' ti[r~> f'l 1<· pos:-ono interesxa rt> >:ono qucll<· n•lntivc a li<' int'Pzioni c:ontmtfc dopo a ll';lrt'nolamento. Di (jll<'i'\t<' : Le c ifre assolute cliranuo il nnnwro deg-li individui <:h<' <'~tono dan·r,. ~Prcito con una ta.l'a. c·hC' sovrnsta pii1 o nwno gravenwutP ~;ug-li individui f" sulla prole na,.;ei 111ra, mentr<' le ri fre proporziona l i alla forza media di mostrf'ranno L'anrlanwnt o dei contagi c faranno pre:;nHWI'fl l'cfhcacia dt'liP ]>ro\·videuzc profilntti<"he. ùetfafe dal !(' autorità. m ilitari. Nel quadrit'nnio 190:3-1901'1 il ruasximn dci celti<'i ricoverai i nei luo~hi di cuta per malattie <•nrate ])Cl' la prima. Yolta, fu di 1 :?.8 01 infermi di cui 1Rl4 per sifìlicle. Il minimo per il tota l.e dei malati celtici, si e bbe nel 190ti con 11.914 ricoverai i, nwntt·e il 111inimo dei sifiliti<'i si ebbe nel 1907 <'O li J .523. Le cif1·e propor:donali st>g-uono invece un a,ndamento dilfcrentf': raggiungono il ma,~.~imo (:"iH.2 per mille) n e l 1907 per il totale dei ccltiti. m entre il ma.g.çimo pet· i contagi di sifilid e, verifkatil'i dttt'ante il RC'rvb.Jo milita.re, è raggiunto nt'1190fi f•on 1'8.5 per mille. 1 1ninimi per il totale> d l.'i <·l•ltic·i, si chhc nrl 1908 con 5fi.1 p er mi llt· 1.' pf'r i sifilitiei, nt>l 1907, c:on 7.!) p<'r mill<'. Le osciUar.ioni fra i ma:-:,.;imi cd i minimi. sia pt>r il tota le d(•i celti<· i (.'39.2 ma,<;:;,imo-i'l:i.l mini111o) ,.;ia per i sililitici (;-t,!) ma:-:silllo-7.ii minitno) sono ben poco st'nsibili il tht' c\ p et'[ctt;Hn<'ntc ,.;pi<'gahile, non p:-svndo Dl•tatJ uellc rc•Lar.ioni ntedi<·O stnti;o;ti<"lle> di'l H. E,.;prc·ito, da t·ui qu<•sl i clat i :-:ono tolti, akHn fai l o nuo,·u, nèo nella llill'u:;iorw d !'Ili' llla lnt 1ie. IIÌ' in S JH '· 1·iali mis mc cl i dift•sa. Il trienni.o l!):H - 1.!1:!:~ t'Oit1J)rf•JH1<" tll l anno, il 1!'1:! 1. in t·ui le c:ondizioni di difesa profilai' t ir·a ft1rono simili a quf' lle d<·ll'ani<'I!UI'IT:t. ; 1111 anno. i l lfl:l:!, in cui si inir. iò nel 20 SI'IIH'>'tn'. la profilass i, intc•n,.;ific·;lrlllo,.;i lP pn•' 'idcnzc morali e impianf·anrlo LC' <'<lnH•re di vmlil:t,.;si <'ll intiw·, un anno, il 19~~~~ in cui il "<'n·iz.io di p roti las>< i si p H<'l d ire funzionasse al c·oJn plt•t o. È inten:ssantt• vt•flere qtt<llt• sia sta(o in t:ifrc as!;Olul<~ El proporzionnli l'andanwnto ùc•i riCO\'('ri in l itflg'lli tli CII !'<l· in c!Pt l O trit•nnio. l casi di rirovcro p<>r la prima volta in cun1 lH'l' nralat tie c<·ltithc ront.ra.t.tc dopo l'arruola mmi'to ~<t lgono n e l 19:.n a 1 5.0:i9 con soli ·1 .000 contagi per blenorragia (il c·he fa suppone che n tnlti nhùttl s iano s t:lli c•m·a.ti ambulatoria mente come allora. era presC'ri1to). 1':\c La <:i fra. as~o­ luta del totale dei celtici snper·a, d i molto quelle di.'IL't111teg ucna. ln C'ifra })roporzionale alla· forza. media rima.ne presso a poco allo stPs~o livello essendo <li 60.7. Considerando però fra. qut>sti i casi nuovi di sifilide li


LA PHOFI LA'>S I A:-;TJ('J':LTII.'A !'<ELL'ESERCITO

Yc<liamo S;llire a 3.9R5 con una J>toporzione alla forza media del 1 6.1 lH'r nJille sol<lati prt•spnt i, cio-è il rlOJ>pio d<·ll':mtcgu<:>rn·l . L e fon ti di contag-io quindi per la sitìlide d<>hhono e:<s<:>t·e state molto più numerose che n•m nell'antrgu<'rra. ~<'l Jf!:.!:! le c·ifre al'i,.:olute ;;<·<'n<lono S<'nsihilmcnte. Si hanno in totalt' 11.7-.J.O uuo,·i <·ontagi di C'U i :3.0ii:! lJ<'I' s ilìli<l<'. n1a molt o piit s<:>nsibilmeute se<'ndono le cifre proporzionali alla forz.<l nwdia, c·hf' d anno un totale di c·pllic·i d<·l ·IT.!:I per mille fra cui il J2 .5 di contagi pc1· :::ililide. Il l !1:!:3 ::wgna i minimi linma rag-~innti s ia n!:'lle cifre assolute sia in quelle proporzionali. Si hanno infatti solo 10.01-l casi n novi di lll<llatt ie cPltidtc ed in es,.:i solo 2.0!)!) <'asi di ><ililiùe. Il total<> dE'i ecltic·i rapprcsenta. solo il :32.-1 prr mille di forza a confronto ùrl H0.7 d<>ll9:!1 e fra <:>;;si i casi 1li sililidL' ~ono il 7.9 per miUl~ di forza. a f'Onfronto dd lG.l del19:!1. È ùìflieile d ire quanta })Hl'(C spetti, S U questi l'iiìUltati alla propoJ!HI1d<'l cd all'as:-:i:-;h•nzn m orale fatta ai solrlati e. qn:Jnta ai provvcdim<'nti di prolìla~si po:-:t-<·oitum . t anehc p iù diflìci le stabilire s<> la, falsa sicurl.'zza di prot<>zion e c·he le pratiche di JH'Oiil<\."si possono dare abbiano aumentato Il' prohahilità di conta~do, C<'Tto è, rllC, se mai r iò fo>;sc accaduto, i casi di nuovi cont:\gi, dopo l 'ist ituzione d~:llc camere di protì la.ssi è and ato diminuendo in modo sensihi lc. È l<'C·ito prt·(·iò concludeTe elle, se pure il voto che è nE>ll'animo di t 11tti - della scomparsa eiol.\ eli una così tt>rrihilc piaga - è irrag-giungihilc, i militaTi che uggi torn<\DO ncll'amhiE>nte ci,·iJe, hanno una, minima pcrceutualc di celtici, mai r<~ggiunta prima ùc·llc p rovvidenze profilattit hc aee~nnate, crl hanno an<·he conoscenza di prc1·etti morali eù igienici C'he surehbc augurabile non dimen t icas:wr0 e <1ilfonde&>ero.

Il Pn'l,;iJento 1l clla Commi,;:;;ioue c:<f'cut iva dei ' I Cong rc;;so it;d itl i\ O di eugrnPtiço,t !';OP iule ho.t. ringrM.iAt'> il gcnentle medico rllpO delht ~>tni1à militRJ'e <l<Jtt. cav. :Fr<~ncc::;co della Ynlle, d'essersi futto nlpprc-:o;<'nt>ll'C a l Congresso e di aver inCùricuto il tcn. col. med. De l3cnmlinis di esput're i tl at i su !l ,~ pt·oti· lll!>si Rntic:e ltica nrli'Esrrcito. H tl inolt•·e pu•·tccipttto che in seguito u!l11 comuui<,azione Sòpr.l ript;lt'tlltu, 1,1 Commi,;;ione, con ,.,)ti tJuunim i (prof. P.:ttel111ni, JWOf. Boni, pi'Of. (; ini,g iudìc·c nvv. JH'OÌ . ~lc>d ll)!no . ,! Iiudice uvv. Tolu, T'•lg . Bel.lu:<io) IJ•t prcscntHto o! Congresso, dtc l'hu uuaniHtttntcnto approvttto, il srguente or· dine df'l ginl'l10 : " [l pi·imo CongJ'C':<so Tt>ll inno di PU,I.!<'ll<'tÌC'<l. l':(lriule, ron;;tatando i not e,·oli • p•·ogn~ssi delle JlJì,.;•n·c pr·ofil>tHichc >tnticrlt iehe nl'l H. E-;crcito. f>l \·oti che tn le " lottt\ contro le mnhlltio YCJlet·ce o sifiJitiche continui sempre più intensa, anche • in visti~, degli eifctti sullu rd<'-:G!l » .

) •


651

LA P.ROFILASSI ANT IC'F:LTl f' A NF.T,L 'E"ERC!TO

In.

TABELLA

Militari di tn.ppa del R. Esercito entrati in luoghi di cura per malattie veneree. ~: N 'l' R .\

.A.!\ XI

P (·r· 1000 cl<.:l la !or·z,, t·rll rru ·o11 o

'l' I

ru•c:lt o • p ~:d n li mi l i t a ri in t u lt i gli lèlcc:.·i s t niJili ment i A fr~ zion i ,.,c:n e t·cc • ifl tlll t> D lt·U lJ I'• sauitnri c ra.;.cic hc bubbo ni

in t Il t.lì ~Cii

l

n •·rdl "~l"·dn ll m ili t a r·i l ' lr•t· r i

~tnt.i lì ·

:\Jl\·zinni

Dlt' ll t. i

b i 1' I1UI' •

S1:1 11 it.a ri

o

Rit11itlc

I'U.K i Ch e

bnhbo n i

\' t'l tt·r t.""<-~

l 1889

21633

5385

6846

188(i

99

24.6

31. 3

8. 6

1890

23123

5595

7029

3032

104:

2!'i.3

31 .7

13. 7

1891

22754

ljQ{j()

6776

3083

103

27. 4

30 .7

14.0

1892

2143Ci

54!l4

62()l;

3101

100

25.5

:29 .4

1893

207 12

55!10

577fl

2fi0 1

97

2(). l

~6 . 0

14 .5 12.()

1894

1790 1

5 145

41i77

238f>

92

26 .4

24.0

12 .3

1895

J72Hl

52 19

4627

2442

85

:15. 7

22 .8

12. 0

1896

19283

5!)74

5(l23

270S

97

27. 3

29 .0

13. 2

1897

19099

;)755

4877

209fi

93

28 2

23 .9

13.2

1898

225-tO

7423

474,5

3122

9(1

31. G

20 . 2

13. 3

1899

19287

6503

4266

2774

93

31.5

20.7

13. 4

1900

17843

6137

4184

2402

!)O

30 .0

21. 0

l 2. 1

190 1

16577

572 1

:ltii4

2379

87

!:lO. l

19. 4

12.5

1902

18242

6536

4fl55

2584

!) l

32 .8

20.4

13 .0

1903 1904

17596

6253

400 1

2323

85

30.3

11. 2

18814

6375

4290

244i

89

30.3

19 .4 20 .4

1905

17748

UOS2

44\(\

2877

81

27.8

20.2

13. l

1906

16:lG4

13533

41 GO

2fi82

77

26.2

19 .7

12.7

1907

15205

530 1

3914

219:3

75

26 . 2

19.4

10 .9

1908

15488

57fi7

37!)7

2393

71

211.5

17.3

11.0

1909

1()444

-

-

-

82

-

-

-

1910

14867

-

-

-

70

-

-

-

1911

18 127

79

-

-

-

21489

-

-

191 2

-

90

-

-

-

191 3

15823

-

-

-

73

-·

-

-

11. 6


652

L A PHOFJ L ASSJ ANl' ICELl'JCA NELL'f;SERC IT O

Militari di h uppa del R. Esercito ti coveratl per malattie celtiche in tutti l luoghi di cura.

l

Cirro nssolutc:-

l

Alolotlia cou trai l a

('i f r•· pt•op. per •' X~) cl e li a for·t.a J.ltt!dln

l

l

)lalotl in COIILI"Ulta

l--------:----:---:----

... .

·"' §

1

c=

"- ..= l ·"

c:.

E

.,~.... ~ c

:..E: -;::: _ ::. _

"

c

;4 -

;_

§"

J

;:~

) l ulut t j,,

.\ [ u luli Il\

cunLrHLta

Ct)ll li' >l \.La.

.--~ ;;:-

_c Q:

~= o::::: -

~~

t

-

..

.. -

.:...

. ..

~~;--..

cl l'li~> !onm mcùla

o-

._

~~

t

..

.. ':'1 .:...

l

·E~

.;r..

1.-

..

:.-

"

~

~= -:_;, -

:... · .ç;E _...

~g

E~

, .. -:-• :--

:5

~

Q

':'l(:)

l...

'E!.. ~:.. ::.-:t

5; : : t'- !: c~

~?

r""'

·:... l

,. - c.:;:... ~ ; ~ -;: t~ c..c>

i:

~=... =-~ S!. e.~

!;"""'

..

-4.::.., ~..::

,:_..

.... _ ~- .-~e:--- ... ~ ~ -~=--z . ,. ..

::.

~-~~i:!. ~.-g

-._re:: v=-=-~~--=

C"""

_...,_ ... ~~=~e>.= :5~

l ~~t:.: ~ ~ -: ~ == ~~>

- ~ -5 z.::,:..

t ~~ ~:::;~

.,....~~ ,..:.~. .123.~1..... ,.~ . ,.. ~ . . . .H~, ,...:r:~5 711~1. . ~g.;,. . ,. . . ,. ·,.

lnft.!?.ÌOJH:

lJh:norrugiea ll(·Prl ' r n t•rt><; <· bubboni Si !l lido

_o

~~ ~;o l --...,--_!._.: -~ "--"'7-.;--=::C:.:.:;:...è--·1 t>< ~• t:o> ~ 1--~ . -~-..:.-; = ~~ ::.> ~ ~t d , ~.;.. ~ == . ~1 ·= .,.. !1 :.. ~ =-= .. :i .:: :=. ~ - :: =;3 .. -! 1.: ~ -:; ; :: ii ::: 1::s t 3 ~~ !:-"3 .;;!:.. :-:; c..... =e ~.:g ~ . -3 2. -.:;~ ""= .:;;... ~· ~ :=. 3~ -:~o:~ 7.: o ~ ,_:ò -· l - - - : S' l :. . ,- --' ~ :: • :.,. - , =... "0 :...

-

~:

l'trn· prov. vur 1000

C'if"t·c u, solulo

Ml•l

I.~ H

SWo

--

-,-

3.1~7

l:!l!OJ

l~tr a·ztnnr­ ùkut.r•rn~tica

i>2<>l1 H~<;;

l,;Jc(·ri vt·t•c.•rt"'l' o hu lJ tmoi

~S~7 j

Silll!•lo

J;,;o;

60'! 71">

1 -

11111 1 3tJ(l~ -

11 t.;; 1.4 j (l.3 :!!<.0 7tl74 22'1 1.9 0 . 9 0.:!31.6 2!1 1 279, 3202 ll.:J. L l 1 1.!1 1:..0 39H:, 567 ;,:,2 Ili& l [.:!119 16.1 2.3 2 .2 0.4 21. 0 1 75 61:15

31(1

1.3

- - -1- l- --il- - -.T -~--·- -:~1

1

ll :!f> &.1;, 1 7H:y••.CJ. 1 ~.3

-,.;-

s.o !.~I l. i :t11.:. 4~76 f>IH 201

3::<7 3f>9, 7'tl4 :!5 ...

1

1 41 &tl:<:<2:!.1Ji 2.!1' 0.~ 0.:!:!6.9 44(1-!

1\IS

tu;

1

~63 '"" '·''1

1

- - - - - -

~. 1 1 3.1 1!1.1 lf~>:>'J 107!> 111-liS 3H lt.'1&l ~0.7 ~.S 4.2

'·'l- 1- - 1[_ -1

o.o " " ' ·'' ••'

:!3-< 11 1

7 7 5 17;, 17.' :! .3 ~3 479418 .0

l.f1 ò3 . 2

1.1 0.3 21.1

1. 0 11 . 4 0. ~ 10. 6

m '" _s!lIJS71' 12 .t _1." _ ~.v _0.315 .7 1

i!\~ 6!KI I tl:J(q;,II. J I~.2 il.i{ 3 .1 i7.:.,!tlHU,.27a 617 :W\1 13~3~47.9 5.:! 2.5 0.11;,6 .4 -

-

-

-------- - -----·--------------Tnr.. zi01w bll IIOI'I'llfliCtl \;ll' t·t·l n·nPrct• o b uhl><m i Si O!id c

,.,) "" ,...~":.",..,! ...... ~ ··:,:;.QI 3(,().1 3jl : ~~ ~ ~:·:207 1:1.~ 1.3 511~1 1f>:!3

1

4l .1 .s 0.8 o ·• 2i'J 31'10 101

3irl

Jf•!l

37 i>'\trJ ::r•.

579

J:ll

JSI :!:1<71 7.:.

2.\>

81

IJ.6~ O.ì 11.7!1 ~l•'fl ~l'l ll'j

o.v 0 .415.8

33 322i> 11 .3 0.1 0.3 n . 1 12.1 !!:! :l::,S:! 7.9 (I.::S O. i

0.3

9 .~

- - 1- -- -!·- - .- - - - - - - - - ~ ~ nw ~~~· ~ l(J.s ~~~~ ~~~~~l~ 3:! ,, ~ . 5 1

t. 9 o.:;s; . G-

1 lnft•zl<mt· blt~tiOI'I'Il,:C ku

Ulc·cri ,.,.,H•r(·•·

l 1

f~I[;J

H:l4

4~1 ::...1 77:!1 :!~.0

·lfoiS

3tl<ò

15:1

Ji i'l)

l :,;u

~· IJubiJunl

::;iO lido

1908

~-

ll~,;u :!31lu

l- - -

1-1; 1:.; 7:!1

fl. t

1."

r,a ' f1l:!li :!1.1) ). 7 O. i

l

~n.a~

~. t

0.2 t:l.ol

! z.n o.; t>.G 1t.t)l

- ---1-- 1- - -1 4:!:, t :Jt'""~l;-,;,, 1 l Q, ; I 3 . t f J .s IO.~

--~-- -- ,-~--~-- -- .1


653

LABORATORIO DI IGIE~E clì•·etto dnl ten. col. ml'd ìco prof. GIOvANNI Gnrxmn

SGt:OLA DI SA!'<'TTA :IHLITARE -

ANCOHA SULLA PROFILASSI ANTIC~LTieA NEl MILiri,AHI (l) pN· il

dott. Antonio Angellni, capitano mcd Ì<'O, assistcntt'.

La pl'l)lìla:o:::-;i dl'lh• Juala l t it' :-;<•s:;J.mli, alla quale la. ::n·ande gue.rra. dett<> tanto impulso di risvt-j!lio, (> fra i vitali obhi<·ttivi delle ~l.ttiv it à <' delle vedute che oJ!g:i <~gita no il ferondo campo della medicina sociale. Questa nobilissima lotta che si comhattt• contro le malatti<> sociali, di cui le veneree ::;ono mas>;imo Cf:pouente, non a mm<'ttevn, dilazioni. 'l'ra.ttasi infatti di re>ìtamare e difendert>, per la. maggior grantlczza della Patria, il patrimonio umano ])l'O\·ato cluram(' ntt> dalle vicende b<>llichc. l nostri mort i sui campi di ba t t<tgl ia , n<>gli ospedali in segu ito a ferita, in prigionia, a,-;cendono a n:w.ooo con una perdita di vite del 12 ,H per mille in rappOTto alla popolazione t ota l(' della ~az ion e . La, cifra dei no:-;tri gloriosi invalidi di guerra ra~~dunge il mezzo milione. Ag-giungasi a qm•sto triste bilanc·io il numero delle vii l'ime llliet ut c dalla terribile ondata dipandemia influenzale dei1918-HH9, la qua leavrcbbe spento in tutto il mondo 20 milioni di esi~tenze. In Italia. la. diminuzione ùclle nascite cJT<'tt'ivc c prcrmnte per il pl'riodo 1914· 1922, ammonta ad 1.812.186 . Di <J u<·sti non na.t i, tenuto conto dcll'inditt> di mortalità, aVI·ebù cro raggiuntn I'E'tà di 20 a nni, 1 .30-.L'i 44. Ciascuno di questi ventenni a nebbf' a.vut.o una speranza di vita. di 35 anni, con il corrispettivo rendimento economico nei riguardi d el benessere della :Kazione. Accanto a qut>sti d imni ca l co l ati~ altri ve ne sono non v~dnt-abili esattamente, ma senza dubbio gra.vi: intendo alludere, fra ~li altri, alla falange dei mala ti <'elt ici di ambo i se>lsi, che le condizioni create dalla guerra moltiIJiic·a.rono. Di quest;+ falange, meritano una specia le cous idera?.ione d 'indole sociale, i militari co n ged1~t i nel dopo guerra. Questi, sifilitici H blenorragici, in una fa>~e di trattamento c urat ivo pii1 o meno inoltrato, ma. p e:- for~a di co:;e non com plcto, g ià ma riti o divenuti poi, si riversarono in gra.n parte nellf' ea.mp:ttrne clov~ piit difficilment.c l'ausilio tcntpeut ico anà. potuto ginngerc. Dinanzi a questo stato di cose e diuau7.i alla fer v<•nie opera resta,ura · . trice, la figura del medico militaJ'c emerge luminosa in tutta la. sua importanza sociale. Il compito protìlattico è plwte essenzia.le e preponderaute dell'alta sua missione: sopra tutto p er questo Egli può dir>'i il custode vigile della pa r te migliore di nostra gente. Quand'Esso tutto tent.a per ~trappare tante balde giovinezze a l gravissimo pericolo venereo, porta. alla profilassi socia le uo~L v ita!L;;:; ima forza di contributo. La profilassi antivonerea. nell'E!<orcìto I taliane. (Alti Il COit· Internazionale di Medicina e Farmacia Milil.cue, Vol. Il, Roma, 102:!).

(l) A NT;F:LIYr. yrMso

41 - Giornule di mcdici11a militare. -

Fase. Xlf.


A:o;<;OU .l StJ!.LA l'llOFTTu\SSI ,H<TfCELTIC'A Xt:l )lti..ITARl

Oh.e silil i(l<' e gononea. siPno fattori incalzauti e minacrio:-;i ùella poo;crti\. e cl N';\! li m eu t o dr Il n razza, non h a bi;:;og-no di d imo~ t razione. È r>gnalmente noto r·hl:' In siti licle, fnttricP mas8ima di ~Lbort i , sia p1u·e. corne· ht 'tu lwrf'olosi !' g:li f'l'rori di alinwnhlzionP, la. in,.;idiosa. rt-spon~;;~hile d eli e lt• ,.a t o indice di mo1 ta lità infan ti· e. Il grido di a' la ~ me è sta t o elcv::tto d 'o:!ni p nrtc dH igi<.'nistì <' dtt medici. Xi un grido però<>leva.no, come sarebbe dt:'s itlPrahil<•, le masse dc•i profani. È ormai infatti fatalità che la pandt>mia ,·r•wn•a, drbb;t <lr<·OlTCI't' in ;;i1Pn7.io (' s('tJZa uno spra zw di drammnt i<:i (•pisod i cJm movcu ti la fan t a,-;ia p opohtr<>. 'fa li <>p isodi sono imrnanc-a bi li nel c·or~o di epid<>mie, ~<pec-ie se esoti('hC. Eppure è' tnuwurabi le il rlnnno di c·ni sono apportatrki le malat-I ie t>sotirhe c·osì l'<'mnte, a con fronto delle ::«•~;­ :;u;tli. A.l C'ongrP.s;;o .ì \1('dieo Au~trialinno del 19U, una. C'orumis~ion(• a~-.<'­ ri,·a ('~sc··r c·t•rto «·hP fos~~>ro si lilitic i il 1:?-15 °~, degli abita nti d i Bel'liuo e l'a rigi. ~o n è pes~im i:>t i<:o }JE'll:·;a re ad t•gna le pt•rc·en tua le pC'r la, blenorragia. I n ItAlia duti stat istic:i a!ltCo'hellic·i, ealeolan1no a 45000 i sifì litic i rra i ~O C'li i -IO anni . Tn Rm~sia nl'l Hl10 la rifrn d('i sifi litici era di 1.~00.000. )ipJJ o stcs;;o a uno in Prussia ;;u 1000 JWt·sonP fra i 20 rcl .i ~O anni, si c·ontaYnno :H sifililiei P. :WO h iPnor·•·agici. :\<•1 Hll:! in 1~us:-<ia \i ernno !:l-!.99:3 f'a;;i di ltw prim:nh1, :\7?U~:.!5 di lue sPI'Ondat·ia e !571.00-~ di iC'rzhu·ja; inoltre ·!Hl.-10:$ rasi di blC'uorragia c 150.508 Ili uiCC't'C' molli. Douglas-lVhit!J <;:t i c·olù rh c a n n ua l m('ntc• si \'Cri li eh in o a Londra. l~:! .500 n novi <'asi eli ruahtttiC' HJWI'<'l' crl ~OO . Oou uf>l Hrgno l.;'nito. rn F ranl'ia. in die<"i anu i la h•t• ha uc-ciso !>00.000 lH'I'sonc• ,os:-<ia quant t• la g-m·rra in quattro ann i. r,,r/,l•'rl·il'i<·tw (• Jw twgli Si ati l ' ni1 i l::~ pen·<'t'tual<• <h•i sifìlitiri sia del ~O 0 {1 fra i gio\·ani. dd 10 % n<·lla lWllOia.lliorw g-lobaiiiH:'Iltt> c·on:-;iciera la e ù«>l ~o-:HJ % fra i pa;~,:l.i Nl i c·rimiuali. ~;trt>hhe a:-;sai intrn•ss;mtf' val utare la rst.en ionf' d<'l fenomeno, ontnqne nC<:Prtato, c·lt,• anc·hr i paesi e l<• rampagne sono di vf'nuti, in seguito a Ila gurna, i m JrOrt a n l C> <' t·t• m ihi le ri1'<'l t a<·olo dc•gli agc•n t i <•tiologi<:i d<:Jle a n·l •z iou i \'('llC'I't'tH< i ti l i t i<'lH'. La j!raYitù dpl problPma ''<.'IWI'<'O (• andata dunque di consenso con i'l'VIJh' Nsi dd tempo c l ul to ciò dw è progr<'sso :-;cntbra avere fll!J!ÌUt rte dillkol1à nel c·ontew•r·la. È legittimo p('nsare <:hc un non roseo xtato di é•O>'<' llhhia. (•Oll!-li~linto F<tringt'r(• un po' i fr<'llÌ nf'lln nostr·a, profilos;:i puhlllic·a iu prnvo:-;ito. :\li ;.;pmhrano a quP:-;to rigunrdo 111vlto :-:ignificati\·c le >:«·.! !IH'nti <·ifn· «·umparalin• dPgl i p:-;posti :-;ililitic·i e Ò<'gli t•sposti morti sililititi in H onta: nel l!H-t Hi t·blw rispc•ttivanwnl<> fl,i'i~ %, e 8:16 %: twl 1919 il JH,Jl ~;,e il 1:3.Hi3 %. l 'on il nuovo R<'golamcnto si sono flpportatc princ·ipahtH•ntC' qua11ro Jli'OYYid<• innova;~,ioni: la. cl<•ntHwia di qualunque t•aso ùi sililiclc• in vrriodo 1'<>11Ltl-(ioso risc·ontralo JlE'lle c-ollettivit.}\, ci\'ili e nri l itari: la di lrusionc d (•i d ispc•n~<ar·i }Jer eu m a 111hulu toria; In istituzione del nwdi<·o vi~itntorP inv('s1 it o di funzioni di ~taio: la tf>s:;;era sa nitaria per l1• IH<'l' <•tt·ic·i (·l and<'~<l inr. (i ii• sino clal 1!):!2 erasi f:1t to un passo verso una piì1 <'"auri«>nle profilassi, (•on la di:-:po:-:iziunc eli nn rilevamento nurnPrico dt·i ,. Prwrc·i, aduli anelo un prosrwtto .riassunti-.·o in cui è rispettato il se)!n•t o prof<•ss ionalt•. T'no s g uardo ag li indic·i di morhi ' il:'t n•lti(·a uC"gli E ;.;ercil i, ci mostra 1111<1 ~<iltwziOIH' pcwo l n111quilliuan1e. La llllstnt Dirc•zion<' Ct'ntrale ciel :<t·n · ir. io :-<cl n i t a •·io 111 i l i t a n · in • t · u ~<«>l' IPsl r e d i ]H'' ·ti lassi a 11 t i<·••l t i ca, ueii'E;.;er-


,\ :-;\ 't)R..\ S l: LL.-\

l'lttl F if, ASSI

.\~TW~:L' I' , t ' \

~1·: 1

,\ I!LIT\ 10

<·ito •> de> l ma).!J.!iO 1U~3, fa ineiùPnlahlH•Il t<' no t a l'\' c·nnu• In c·ift·a tlll'liia d P i contagiati JlPII'ant<'J.!Il<'tTa si nggit·Hsse s ul f,:! o;, 0 rh•lla forza annuali' P f•lte q11esta, proporziOI1\' a.h biasi ant·lw oggi, sc·biH·tH' qualt'lt\' sag-gio fatTi<~ prevedere eh c sia in aumcnt o. l Lf\'110ltH'no dell'in tl ic·e> morhig-c•ncJ V\'tH'I'l'Osifilitic~ a:>sa.i pii:t P)eYato p(·r le• guarnig-ioni del lllc'r.zo.! !iorno, pe>t·siste an(·ora, c·om<' ebhe a fa r rilP\ ur<' il g<·nt:ral<' 111(>dÌ.\·o Hr'rntu<ci in tma d<'Ha)!liata rl'ia r.iont• ::n i sc•nir.i protilattiC'i de : ùnvn f!lll' t'l'a, HiiH:lzioni sia t isticlte riportate• dal CMIRiylio danno per la si lìliòe pri maria quott• ma~<sinw elci 11-20 °/00 eli c·olpiti fra. i :-;oltlati clt-lk gum·nig-ioni di'l ~<ud, a (' lJ ttfnmto dc·! 1, -1- 3,~ 0/ 00 fra qnc·lli ch'Ile guarnigioui d(•l sc•lh•ulrit>IW. ~PI totalt• delll• forme Ct'ltielw si è ra)!'g-iunto il J HG 0 / 00 a ~a ]lo li: il lliS 0 / 00 a :\lex:-;ina, il 1-17 °/00 a ::::-~l<'rno, il l :~ o 0/ 00 a B ~u·j <'d a Palt·r· nto. li f\>lliJIHenc, non t• h<'n spiegnto, m:t cl'soll(lll deYf' C'SS\' l't' cstr;lneo a condizioni •ifl<'ll\'nli la profiln.~::;i pubhlic:l. .\ Sl)iPgarlo non pni'l ehi;lllll\1':-;i iu c·aus;l c:iù c·hl' l:l ,Q'N'gT:lli:t nwdica. ius(·g-nl\ I'Ìt'('ll la mal!'gior«' rl'<:ctt i\·itì~ JH'l' l<' nwlat t iP 'c•nt>t'l'(' d ei nati nel nwzzogiorno, IJI'l'l'hi· qni non Yi sono n•p;trl i eli truppa a l'<'<"lut.lm eu t o l'(>g"i o n :d(:-. 1/ultÌl:lla l!l'aHùe guerra ha invl'rl ito il vl'l'ehior:lpporto 111'1\a pn·pondPranza dei <'OI]Jiti da malatt ia iufettiva sui colpit.i d 'anna da ruo(·o. (~tiC­ sta constata zione c·he toma ad (JUOrl' somn10 l'l' l' l'ig-it•nn militai\:. non potrà for;;e includerl' le malattie <:cltic>lw c·h .•, lel!atè com e sono ;1 nwlt ;,~­ plici fattori, molti dei quali insiti all'amhi<'llll' (·ivilc, furono nott•volc p iaga, s(>hlwuc le forze lllf'ssc in opera pi'l' lH')!'ittarla fo>~sero ;H1c>guat<' ;tl lo seopo. XeJl 'pser('.ito francese d:1ll'aprile all'agosto H.llG s i <'hhPro 2-I.!IS-! c·a;.;i di malattie Yen cre(\, di c·ui 48~{-t <'asi rli sifilide. fl tota le <lPl ll' infPI'.Ìtllli :;ifil.it.iche era in qu e!:!to Nwrtito di lOOO·ilOOO alnH·se, ossia. !iO.OOù-lìO.OOO all'anno. L 'es<'rcit.o tedesco alla. tinc di fehhmio J.91 5, s ul soh) t·(·JTitorio belgfL, avev:~ avuto 30.000 easi di 11l<lial t iP \'<·ltit·hc. Tale impl'\'ssionanrP ciint g iushlica l'ardita. proposta del X risN,.,·, il qua le> vok\'<1 Ri pratic·assC' t'O ini~zioni <li Ralvarsan o di JH'\' parati IU\•r<·uriali :1 1 ut t<" le JH'Ostil ul e che tro\·avam;i a contn.tt·o dPlle truppe ; c·osì l<' sililiti t he l~\'l't•hht•J·o poluto rh;anarsi, m entre le non ><ililitic:hc nou a vn•hh<•t'O ric:evnto danne) llal trattamento. In Austria su 7 milioni di uomini mohilit:di nel l!)lH, c·:li<"olasi ve 1ce fossero vc'Jh~ rc•i dai iOO agli 800.000. l t·oHting-euti anH•ric·a ni al fro11te frar\C'.ese, ragginns<•ro iu qm1lc he :>c'l tol'\' il ~Hii ,il 0 / 00 cli c·clti<"i. "Un i m porta n LP' f c> nomc>Bu o n tu q uP oss<'r Ya to durante In !!li<'l'l'a fu l'aulll\.'Uto c:ou:-;i<l('L'<''·oll' dPi casi di sifiloma illi?.ial<' exstra;.rPllitale. 11 fenònwnu dipendc•ute dali<' auiiH'ntate caust• eontag-ianl i, t'l' a hl con· fcmna. del dilagare clt•lla s itilide. E :;;;.;o JWr:-;i ~tent cla. noi nnd:t' IH'I (l<•corso anno, in c·ui :;i <•nlc'oht\<t <'lte di Hlh•re• linn• c· x,;tr<ll!<'llilali se nt• o~1;\ll:Yussero il (i-7 % frn gli liOHtini t•d il IO-l:! % h':tlP donnt•. Dopo q u«>sta tri1·i1 e p:-;po:<it,ÌOnP di fa t t i e di c-ifri', sembra rasxerPnarci la notizia, le tta iu que ti ull i llli ~inmi, dw 11el primo quadTirnl'strc di quc~-;t'anno l<• mnlal tit• \'<'tH'rt'<' l~ la sitilid(' sarehht·ro in uol t•\'ùl<' d('(·r·e•>:c•enza in Italia . Au!;(uriatnol'i r·he il fatto, s<·g-n :liato <lllc·ltt' iu Frmu·i;l per la F~ i­ filide, ahbia. ampie conferme. Esso si potr:·L e·osì hl'nPfic>ana·nte ript'I'<'HOft·I'(' n\•IJ 'amhicute milit ar e, il <Jil<ilP è tnulo ~'P''~so 1 in materia di l'pidemiolog ia, lo s pe<'<·hio di q 11\'llo d vile.


l)fi(j

* • • Diuanzi nl l:l ocli<'t'na ra~iou~>voli>:><ima tendenza di fa.r ntrcnre la sogl in <h•II<• collt•tti ,·i t à c·i ,.i l i a Ila profiill.-;si a n t i venerea, non può non pensarsi <:on ~o1ld i>:f:1zi o ue \'iva c lw il nu: tro R »er(•ito e la no~tra Marina hanno g-ià imprp;;;;a orma notp,·ole ~'ltlla Yia tanto s<:ahrosa di quella profilassi. i';n talt• JH'iorità non può PSsN1·i~ t rt>do, cluhl•io alrnno n e ppure in ehi nel passato lf'Htù ch•nigTare il Corpo Sa uitario Militare. Kò può mcnoruat'<' I'inq>ort :lllr.a cl(' l la inir.iath a, entrata da, J)Oc:o in una fa~c rli ra:donale appli<·azi<JllC pralil'!t, l'indice a n rora el<'vat.o della morhilità celt.ica, legata eom'è a molt~>pliei fattori e di svariata indole . Di e:s.<;i non tutti ~ono propri alla eoiiPI t i1·ità 111i litarP e di <JlH'Ili elle lP souopeculiari, alcuni :-ono di rC?moziuJl C' dilti<·ili s~ ima , a ltre poi, conw l'età- d<'l re<:lutame nto, addirittura itTCH10I·ibili. Ante br/lu1n. ni· ali P tnisur<' ùi pt·otìl a~;::;i individua!<', uì· alle nozioni di ig-ieu(' S<-ii:;ualt• racc:ollla ndnte nel nostro R egolam<'nto di norme igit>uil'IH', to(·cò la sorl~> eli nna difJu:.;ione r.ontinuativa c si~t<' mftti ea . L a gnena mondi a le>, col eort<'ggio d ella imponcnt.e diffu;;ionc del!<> rnalat·ti<• ses:.; uali, riportò st•riam('ute sul tap11eto la grave qu<'stione a.ntiV<'JH't'ea1 e le itnprrsse nn indirizzo nuovo, di rui esposi in altro la"or o le fonctanwnt ali lin<?e di azione ed i presumibili re><ultati ottenuti. Ogg-i, so t t o gli :Hl~ p id d~> ll a esperienr.a larga c fe ronùa della guerra, profila:-;s.i iudi,·iduale, pi'Opagauda eli educazione sessuale, riecrea. d e l celti<·o e sua e tu·a, forrn;mo i capi:.;alù.i del nostro piano militarf' difensivo contro la miH~tet · ia venerea.

Profilassi individuale. L 'adozi<Hl<' di mi~mc pr<>vcntivc indi viduali flù-~ t coilum, l'imonta n!

1900. ~i trattò l>iit eh e tutto dJ tittùdi tenta tivi, etti non erano estrane<' prcoeeupar.ioni di d a re incremento al vizio. Anc hC? innu~>diatamcnte prima d t·ll a ~ n e rra , nul la eravi di ol•blig-atorio per il solò.ato ll('i riguardi <Ielle misnrc> in parola. ( 'cm molt n :-;oùdi,.;faì\ion e di mediri e di eitt arli11i, eonst.atiamo come c·ia~C'ttn quarticn' s in:-;i Ol!f!;i ohbl ig·atoriamente arricchito eli un nuovo lo<·a lP : q1H'IlO Jwr la pTolìl n:-;si anticeltkn. Non scn?.H ra~ione ho detto arri(Thit (J 1 p<>rdt(· parmi c-he qut>J;f a pro ti lassi c·osì s<;hidtamentc so..: iaie superi in itnportanz~l le Jlrofila,..~i l' p<•Cific h<> c:ni ogni militaa·c dPve sottopor:-;i nP l h1 <·;uwnna: l'antivainl o,.;a e Lwtitifo-paratinca. l n pali:-;ato, quando affirhn·asi al solcla to l' occorrl:'nte pe r potersi disinidhu·f' s ubito <lopo il ('Oito, u(• cla noi nè in altri E,.;t•rriti s i ottennero rc!iu ltati d(•gni di nota. È in t uit-ivo infatti che nella. g-rande magg-ioranz:1 d ci ca~ i, il :.;o lcl a t·o non !-li cl<>hh<l~ o JH'~' ig- nl)nmr.a o per Ut'p:ligeuza , profila:-;sarc a ùnvt•t'(' . Hi eonsicleri a ltresì la 1)0!-lsiuni:-:~ima e venit·uza che il sist ema potrf'Ùh<' Ti u:-;<·irc di h1<' t• nf iYO agli ampl<~:.;si S<'>'suali. Contro lo stc,<;so pt•ricolo urta l'alt t'O sist«'m a, tt•ntnto nu·i anni or ~ono cl;!lla nostra Mal'iua., di spalmai'(' poma t a ant icdti1·a ~ui genita li cii tutti i milit:ni aJI'atto d ella liùera


ANC'ORA SULLA l'RO~'ILA$$1 A:'IT ICELTlCA >lEI lllLITAlH

G5i

uscita . L~t fa cile incuria poi nel conserva re il materiale prcl>crva t ivo, porterebbe ad un ragguardevole spreco. Ricordjsi quanto di fn'quent.e :;i rlovt>nt in guerra, an c·he in }leriorli di non combattimento, distribuire i parcltetti di medicazione, smn.rrit i o rf':>i inservihili: eppu.re.J'a.ttaeca.mento inilivicluale a quest i doveva esser e b<•n più spiccato di quanto p os8a avvenire per un pa.c chetto anticeltico. Val quindi meglio j)rofìlass:ue con un po' ili ritardo, ma bene. I dat i statist.ici, r esi. noti dalla nostt·a Direzione centra le dt'l servizio •a nit.ario militare, rigua rdanti 19.735 trat.la,rHenLi aotivencJ'ei, :;Pgua.lano il 0,72 % di contagi fra. i profihw<a.ti entro ~~ ore dal coito. St atisLiche americane, ~ u 10.000 disinfezioni, registrano : 8 ins uccessi dopo un 'om dal coito, fi 5 ins uccessi dopo 2 ore, 77 insucccs.<;i dopo 3 or<>, 157 iw.:ur.ccs~ i dopo 5 ore. Le SO!;ta.nze e himiche propostt> per la toelettc aut i vctH'rNt sono numet·o:-;e : dal suhlintato, permangana t o òi potassio, alle pomate varie a base rli calomelano, ca lomt>la no e timolo, calomclauo e tricresolo, calomelano fenolo e eanfora., r.alomela.no ecl ar girolo.L<>mditi e Sa:erar. hanno raccomandato l'unguento a base di tartaro hi~nmktto 1li pota:-;sio o sodio, (·ome a tti,·o an tiluetico se usato entro le prime 4 ore dal t·ontagio. t pure vanta,ta. la propriet?t antigouoeoeeica del t.anrocohtto sodico in soluzione. J.a, pomn.ta di Jlfcil'lmikoff o quella di Onzuluclteau (t.imulo gr. 1,75, calomel a no gr. 25, vas<>lliua gr. 2;~,25, Ja noli.n a, gr. 50) usate nt•lle uo~tro sale a.ntic:eltiche insieme al lavaggio <·aldo sapouat:o ccl alla,iustillnzinne c•udomet;: }dc di protargolo in ,oluzione glicel'i<:a, iu,;pir<t no oggi la lll:l gg-ior fiduci a pre~ernttrice. La poma t a di Ga ud ucli ,;u:u poi, grar.ie a l suo eontcnu t o itl ti molo, possiede spicca t a proprietà. hattcri<:ida anche sul gonococco. T l.lOrpi grassi non ostacolano per nulla. l'azione dl:\1 timolo, il quale ad l :!000 uccide il vibrione col('rigeno in pn>senr.<L di fort i proporzioni di gra:.::;i o di. albuminoidi. 'C'n medico c·he depo;.;c a piit ripr<':.:P s ul proprio ment o urinn.rio l"f'Cl'E'to gonococci<:o di Yaria JH'o\·enienza e hatteriologicauwnte f'ontrollato, sfuggì sc•nqJre a lla iu[L•zioue mcrcè l'uso <lella. pomata anzidetta. Facendola dunqne dehitanwnte penrtt'<ll'e D<'lla fos:;et.ta n:witolarc, a:-sic urandosi l~hn vi ritunnga, cs:.:n può ut ilmente :;emplificare le prati<:he dis infettanti, climinaudo la instillazion<\ di prot·argolo. C'iò, ben s'intend<•, se nou ~arà R tf'mer~i che a,pplica.zioni endourctr ali dellr~ pomat.n, SJHJeh• :,;o ripetute e ravviciua.t <•, non producano un fntto irritntivo locale In ·. orentc l 'attecchimen to del gonococco. l nfa t ti il timolo ha, nella m uco.-;a urctmle azione lH'netrantP, etti i~ ituputahile il selì,'iO di brueio!'C an-ertito dai JH'ul'i l agsa ti.

Il Gtwdurhect·n ha su cce~si\·a mPnte mo<lificata. la primitiva. sua pomat.:L C' Oli l'aggiunta di 10 ct>nt.igra nuni di cianut·o di nterc·ut·io. TAL pomata co:;ì

modificata fu ~1wriruent ata neli'f•scrcito lrancese, ma, scmvra, s1•nr.a ,·;wt aggi p1·atici. Oauclur·heau, stesso racroma nda di non applicarla. piìt di l't'e volto a lla s t>ttirna n a e sùgnnla t·nsi òi 111'4'tl'ih>, COll );Pf:uf.i\· i nll'usn eli p,;:-;l , protrattisi }JC1' 2-6 giorni . ~elle sa.le di dis infezione an t ice.Itir.a (• prudt>ntP rifugg-ire dall'uso del prmniscuo pezzo di sapoue e delle catinelle, pericolosiJ l'ut~ O ed ancor più pericolose le n.Jt re. Le ea tinelle potranno se mai e!';:-;en~ ammc•ssc soltanto come mer.r.i di rac:('olta dei liquidi di la.vaggio dci genitali, sui quali la proiezione dell'acqua c;alda per l'asporta?.ionc del sapone si farà con un eomuue


6.)1\

ASI'Oil .\

!51'1.1.•\

I'HUVIT •. \SSI .\;\"TII ' I,: LT lVA ='l" )LILIT.-\1~1

irri!!:d on·. ('on n tr •l ro Yautaggio igiPniNr il :o;aponr in JWz~:i , a rueno <:lr<• CJH('~ fi nou ;;iano iudivirlnali. »i potrn ~o.;tituir<> eo11 pi('(·ol<> rontpre,.~e di g arza I'OIIse. v ;~ i(· in r<•<·ipic·ntP r·hiuso, d:t rishdclare al bisogno, ovc sia stnto tli:.:<'iolto in nhborHlan:t.:l dt•l buon ;;nponP. La prl':.:t•nz:t. >'i pnt'• dire immanc·ahil<>, di Jp;;ioni eli <'Ontinuo n<>lle rP~tioni S!IJH'ro-inf<'rrw dt•ll e <·o:<l'i<' twi !'olrlati, spe1·ip se di a rma a c·avallo, cl,.,.<' no:! far mai ft':I~<C'I t rarc:> di t>sfc'tHI<'I'I' l:l disinft•r. ion!' a rpws te llilrt i :qH'l f<' ,,] (·trut:l.!.!'io. Kic·<·om<' il ~o ldato n<•lla sala antic·c•ltirn Ò<'Ye p ossihiltill'!lie urinan• c·<•nlpl'ÌnH' tHI () ogni tan to con lt.> dita. il g'm1de in c.orril'pondc•n:.:a dt>l lllt':l tn. è nH·eomanclahilc> la disinf<>zimw d el lP S\11:' mani , pc·r <•,·itarc· un fnl'i lt• tra;;; porto rli ruafl'riale <·on tagiantC' all 'occhio o :: lh1 111111'0:< '· na;;a h • P <h •ll:t h oc·t·a . Mi ~<c·mhrano non pri,·i rl'intc•r<'s;;(' la sc·clta dt•l pusto d'impianto nPlla c·asc•nnn rl.t>lla c>:lilll'l'<\ :tnti<·c'ltic·a <' ;\le-uni partic·olari ;.;ul >= HO fmrzion a mentc1. ( 'n:do c·hc• nn ÌllJ.!t'esso :1 qtu•;;to loc·nlc· in luogo vi~ibilissimo e frf'quen lat o dPl qual'tii'J'C. <'sfH•n•blH• H ri<'i1iamnni pochi di quelli e he hanno cousulltllto r atto l'PSSll<llt•. La 11l(>l.ltalit:ì. (]p! >:old a.to, COlli(' delr('sto quc•lla di qual'i lutti ~li stra ti scwiali. l· pnl'trCìppo forgi;tta alla cr('(lcnzache l~ rualat tiP """"uali s ia110 ;;inouinlo di disonore c ùi V<'l'J.!Ogna. È naturale quindi ('!rc• il s(lldMo :.:i dt•bba avvic·i na.n• con tifuhnnza (• c· in·o>:pczione ad un aml liPnle c::lw qnl'll<• ntalat tie gli t <ltnnwnta . L'imJ)ia nto nt' llo st('s;;;o edili cio clt•lla infc>rnwria l'PJ.!J.!Ìlllc'nt a ll' o v ic·ino ai l<wa li d Plh1 v isita mattinaiE:', e,·j. l:rndo però un innil<'tliato tontntto c·ou tali a!l1hirnti , potrl'bhr attruuare w•sa i qnc•sla inn a ta sttl'l <·Pftibilit à di'Ila psiehe dC'! soldato. lnJorrnando!-ii a tall• :-wwpf t i l 1i lit ~\ . t·omnJH' a lla J.!rande massu <kl popolo, non pocbi ~t udic1si th•lla IJII<•st iotw <·c·lti <·a rwll' ~ll llhit'nt· <' c·i,·ile, hanno in;;;is tit,o :;:ulla opportunit:ì di non app;trtarr troppo ùag-li o;;;]wcla li ~PnNali i !'<'parti di \'PU<'n·i P di illducll•n • g li :lllthnlatori antierltiri Jll'i Joeali di polia mbulafo l'io. C'iò ai lini IWoli lat Lit i di più f.t<'ilnlt•ntt> r if'JJhtlll<lrc i malati v er:o:o i ]ll'Psidi <·llt'a1 iYi. In Yisla poi <l{•! fine• <•<lllrati vo eli :<<'nllll't' »alvaj!uanhii'E' il sen~o di ]lltdnrl' d<•l s •ddato. oc·c·otT<' s i;;t t•llhìl'<', ,;in pun• con ~rn tplic-i nw:t.zi di ripi<'g'O . la sal:t anti<·<·l tint in nHHlo I'IH• J:.t intiHt:\ toelf'tt r proJìlattie'a !'i faccia al riparo dP.!d i indis<·r<·t i sg-nardi di'i <·Otlltttiliton_i C' h(', ~ pcc-ie in s<'l'atc donwnit·ali. pos;;ono lro,·ar:.:i in nwlfi afl att<·n<h' rP il Loro turno di dis infe:.:ionc. 1-\i iu sist<•n't 'Jlt'rc·hì• in clc' flo lo<·alc ;;;l l':lgj!itwga un I'P.rto tonfort c·irnt luci', ,.,dm·1·, arn•da rnento. ( 'ii'r n on pott·;\ chf' g iova r!:' indir<·t tam!'nte alla Jl(l;;fnl c·nus·t protihitli<·:t e c·ontribuirù }llll'e utiltnrnt(• n qn €'1 prestig-io rh<' og ui loC'a lt· di <·n;;;<·l'llta d ovr<'hh<' ;n·t•n • dinan:.:i a l!:t nwnt1• òl'l ~oldnro, rome il (hi.l'IIIIÌ h·t rac·c·ollt<llH lato s ino dai suoi primi 1:1\·ori l;ull'ig ir n<> dl:'ll'atPa~~·rm:tllH'Ill o,

J)o\T<'hlH· <•;;sc•n• tlis.p o;;izionr intl'rna tl i ea:-;pnna, qtwlla di acéOlllpélg:n art' :dia sa la amir·l'lf Ì \':t Jll ' l' l'opporlllllO trat"tatnrnto, ('hiunqne ril'utri i li stato eli 11hriac·h <'ìl:t.:\; tiò p<'r la fa<·iliti\. <·llC p:-;so JH>s.-;;1 nvrre a.vuto rapl'appnrti sessu ali t• Jl"l.' il fatto, da taluni ,;n;.;reuuto, clte l'l'tili~lliO a<·uto :tg't!'l':t \ i i l lll'l'ii'O]o \' I'IIPI't'O. t i11duhi ta to c·hP i buoni n·sultat i pm1ilall id òi 11na sala a n t icE:>ltica. sono in t·a.t!'iOtH' tliJ'(•tta dPIJ'inl<'r<•:<;;:lllH.'Uio, Yigi l:rm:a (' òir<>ttivr d!'gli ltflic·i:t li llll•dic' i. i'·: f'tlrc • <'l'rio l)I'I'Ìl c·h<• l'llp<'ra piìt Yi~.dlt• <>d assidu a di t·s~i,


A~COl<A

1'l' l. LA

l'HOI'ILA~SI

AXTICI•: I.TH 'A x~;J ;\lli.ITAHI

6.)!)

véJTE'hhc ad Csf;<'J't' frus trata dalla inettitudine o nonc!nranza dt•l p<'rsonalc lçlf'alt>. fJ<\ qlWf;tione clunq ue della pr<'par:.t· :-:ione adeguata, dt>l solrlato dif;iJJfettm·e, coiiE>gata. <l i ~uo S<'nso di r·<'~llon:-;a­ hilità, deve sta,re a cuor<' di og-ni Comando di Corpo, all"<ttto dclla ctf;:<<'gn:tzioni per il prc>scri tto <:orso . ~Hid t>ti"O n l fnnzionanH'nto del

Propaganda di educazione sessuale. È <·n t rata da po<·o t Pm po a <·o l ti rnn• la eosc:ieuza igi<>nic·n d<.> Ile noRtre tn1ppe. SP 11n g iùrno, eh<' ang-nriauto viduo, sorgPrà in ogni <'HM·rma una. s<:nola di igiene es,;a sarà mrrg1w. prrrs dc•lln rlitru:-:ioHe di nornw igienieltc• SC's>'trali. Questa importa n tf' propaganda Ya oggi dit1'ondeJI(losi nell·am hit•tttf' cidle, don~ la nostra .As:o;ocia:don<' X<Jzioualt• pPl' l'igien<', ha di IW,<>nt e <'nràta la distribn?.ioue ai gioYaui di 10000 éOl)ie di llll foglietto di i:o<truzioni popolari contro l<· ma la t tiC' venert'c. Chissà <'h e in tPmpi di pilt maturato seuso igirni<·o -pO)JUI<li'C :lktuw nostre ::;t:uole, ora. più che mntc in fat-to di nozioni t>dueat iv<' f;t•ssuali, ne cliYengano propahltrid t't•:t i lol'o altumi. J,a. propaganda di ig-iene ~t'ssualc pPr le tn1ppe cle,·e e;;>;c•rc (·ondo! ta c·o11 assoluta rontirlllit:\, tf'naeia rd eUt'l'l..da. :-\<' !inis·e per rilu,;sar!'i o peggio anc·<,T~l per <•:-:i;.:t l'l'P soltanto ;.:ulla <·arta, darehhe pit>na. ragiotll' a <:o1oro <'IH' sostengono non doversen<> :1 t t<:>ndc•re 1·::l!lp:ibili re;;:ultati. Hf'n· ('strinsecnrsi con JinN• nf;'ttc• e !'Oli vl'rO sen:-;o di respousahilità. A)JpOf;ÌI(' (.'otmni,..:s ioui elett.e in da~('nn (•orpo con elementi fattivi e ~omprc:o~i tldla loro mission<', sono le migl iori propaggini dri s uperiori organi sanit:wi J)l'<'posti alla v igila rw1, nnti<>dtic<'J. L e (•onuni:-;sioni di <:orpo, yjq~nclo a contatto delle truplH', si troY:mo uelle condizioni più ad:ntte per segnin' la campagna profilattica, cogliern<' g-li in con\'enienti e subito rinwrlia.n ·i. I ... a propaganda n nà pers<'p:tli t o i l suo fin<· migli ore, se avrà plasma t o l c> IÒOYani menti ai seg-urnti printipi : lP wala.ttie YenPrec mina<:.('iano St'ria meute l'individuo, hL fami)!lia c la società ; ('S:-;e vanno consid<•rare alht stregna di qualunque a.Ura malatti:1 ; la. pmfilassi individuale cs;<'gnit:L lJen(• f' piìl}JI'C'sto possibih·, pr<'St·n:<t ()nasi sicuramente; tutte l<' prostitutt> c·laudC'stine souo malate, e p<:>ri<"olosi,.,situ f' se111pre : biso_gna rifuggir<:' dalle ('tll'f' dci ciarlatani; l 'uomo rlrYe avere cosc it'uz<l, della responsabilità cin·a il Yalore della propria salute. · 'l'utto questo occorr(' rappr·<'scntare al soldato ealcando Jc tinte, allo s copo di maggiormente impr<'ssiouarlo e piìt fatilntentc ro1winc·erlo. T.Je couferenze di molto agevole t·omprensionc,lt> proi<'zioui, le fìlms c·incmatografiche, i musei ambulanti, i d<'raloghi antivt>nerei·, f;a,ranno i piìt acconci mezzi per ottenel'e lo s<·opo. La Yigile propag·anda donà pure sradicare la <'l'<'denza molto rounme fra i soldati éhe chi ha una. ma la Ltia <·eltiea possa dar:-;i a l l il!ertinaggio. con la s icu1·ezza di UOll})Otcr JH'endc:>re un'altra !li ala ttia venrr<'<l. La <:n·dt•uza •\ eYidentementecrronea, pC'rth(• colll·l- naturale, ne:<s una incompatihilit:l esistf' ft•a le iniezioni celtiùhe, c per la stes~a sin !id(' ,;ono oggi dimostrate, scoben(;' non frequenti, le reinfrzioni e le superùlfr7.ioni.


660

A::oif'ORA S!JLT.A PROFILASSI ANTICl':LTIC'A NEl -:1-IILlTABl

Sarà utile famigliarizzare al soldato quei fac·ili rilievi, <'i:t'guibili d:1. qualunquf' profano sulla donna, eleYandoli dinanzi alla sua mente a sicure stigmate di llla.lattia ceJt.iea. (gangli alla' reg ione posteriore del collo, a.U'inguine, a ll'epitrodea: eruzioni cutanee, biancheria. con macchie giallo verdastre). Occone però la debita octtlatezY.a. in q11<>sto nostro suggerimento, che potrebbe riuscire anna a doppio t aglio: a,ttcsa la mentalità del soldato, niente di più fac.ile che questi. non rLo;;c·ontr ando i :-;egni predetti, rred asi autorizzat.o a. ritenere samt la t'lonua cd a t;rnlascian• poi il gabin<'fto ptofllattico della caserma. Non dovrà- <·ertamente essE>r<' tralasdata La. buona occasione di dare i wigliori con:<igli pTofilatti<'i a. qu(\Jii iscritti di lE>va che possono C'ssere dic:hiarati rivedibili, in forza, dPll'avver-tenza che fa S(·guito a ll'art. 7 dell '<'lenco A delle infermità <'d imverff'zioni. Infatti questi rivedibili sono degli a.tl'etti da sifilide, non della gravità in a hilit,:mte eontE>mplata da Ilo st<'sso art. 7, ma pur sempre con mao if<':'ìtnzioni sec·ondarie in atto. Sarebbe dPsirl(•rahile che quel->ta nostra propagnnda s i iniziàsse g ià dalla presentazione dC.' g-li iscritti al Com::igl io di leva, con la d ist ribu zio ne di fogli volanti con u t ili avvertimenti<' c·onsigli. I,a v isita del consiglio di leva, :-;ebbene di m eno oggi tol s i'lh: ma dell~l Com missioni mobili di arruolanwnto~ richiama , forse per la. prima volta., nHtsse di giovnni lnt'sperti in città: OYC non m ancano ades<·ament.i vrnerei (' pericoli di contagiarsi : l'inizia tiva. potrebbe <'Ssen• presa, di comune a('eonlo con le prefettu1·e, d a lle società o leghe contro il pericolo venereo. Può la propaganda. di igiene se:-;suale riusc·irc istigatrict• al ' 'izio ! )ion pa.re log ico amnwttcrlo, da l momento t'he es:-:a non fa. io ulti111a ana.lir-i clw lJl'OSpettare il lato lJP.l'Ì<:OI0!-~0 di una fnnzione. J{icordisi ehe in tempi nei quali neppur vi si pensava, l'indice niorbig<'no celtico dcll'eserdto era a:o;sai elevato. Ciò trst imonia, pur tenendo ronto che aliOJ•a, il soldato era a:;sai meno salvaguardato in v ropo;o:ito, elle <:erti ardori dei ventenni non banno bisogno di speciali ;;t imo l i. D ·al tnt parte non c i sarebhc certamente da a:;;pcttars i eh t> qu<·gli a rdori pot0sse frenarli una propaganda spesa tuth1 a fa.v ore !l ella <:astit à. L 'uflì <:iale dovrebbe nella Seuola milita 1e ricevere nn a hase solid:t <li nozioni igieniche sess ua li; lrt cosa gioverehbe molto a lui c lo porrebbe in con d i ;~, i on i di <'sserc poi il con v in t o jJt·opa la Lore di Cl twlle nozioni in llli:'ZY.O a i vro pri :;;oltla ti. I C(Hliflnda n t.i d i l'<'pa rto doYrchhero iueoral!giare i propri dipendenti a recarsi a trovai'e i compa~rn i ll('gPnti n0i. l'<'!Jflrti ve1lC'rei, allo seopo di abituar(' sPm]Jre più a l concetto el1e le ri1alattit' :;;p,.:suali no n sono da. otc·ult.arsi pt'r<"hè non Y<'rgognose. Lu vista poi d e ll'ospedaiC' potrebbe rius!'irc d i utile n·mo: a al vizio od alnu:no incen tivo a >m h·ag-wt nla rs i li pitt po,.:sibile. Gli ultimi d nti s t a tist ici J)nbblit·ati l'anno de<'or;.:o rlalla. Din>ziooe centrale dd :>t'l'vizio sanitario 111ilitan>~ St>gna la,·auo che in un SC'ml"stre sì erano :1v uti nt'i nostri diC't'i Corpi di Armata t <>nitoriali, -1:!87 celtici, tutti fra. M,!!~<· t i che non a\'Ha no N>Pguita In prC's(·I·itta pr11lilassi indivicluale. È prevedibiiP c-h e tale gran~ coH:<tnta;;donc non :si Jarc·hb<' og-g:i: colllunquf' è t·l'rto cliC' sohtllll'lllc 1111a propagandn atti ,·a ed il pungolo cli>wiplinarc potranno evitar<• <'llt' essa al,bia a riJWI!·r~i.


A"l\CORA S \ "l ,LA I'RI)F"I LASSl A='TI L"ELTJCA NEl ;\[lf.ITARI

(.i(l ]

La ricerca del militare celtico. A qn('sto proposito vi.en fatto di pNlsare a1la importanza curativa, profìlattica e sociale dPl een!,;.inu•uto ù('i venPrei alratto ddl"arruolamento. La. ri ct>rc~a cl t> l c.-lt iro Ò<.'V(' farsi senza o m bra di so t terfngio, pPrchè ciò sa.rebb(' ncttament(' contrario al principio ver il quale combattiamo di fm·e dE!llc malattie ses~uali malattie scu.za n:•r~togn<t. La pre::<(•ntazion(' delle rct:lufe o ric·hiamati ai Di-;trt>fti P.tl ai Corpi costituisre sempr(' un punto Ut•ro per l'epidrmiologia milit·ar(l; qut>1;ta. legge Jlratka vige a nrhe per lt• mala1tie venereo-sililiti<'hc. l l perito sanitario avrà quinrli a c·uoi'(' quPst.e malattie <:ome· ha a cuor(' ùi ricetcarr impcrf<>zioni e lesioni (•si me n ti da l !';l'l'V izio o d i c·ogl iere nn ,;in tomo ]H"(' IllOnitore d i una, malat.tia infetti va diffusibile. Xon clovl'(•blwro mai tras (·urars i le indagini :-;icrologiche in qt~t•i ROil:g-ell i the possano pn•s<.'ntare :--:ospetti anc·h~ lontani di lue (Wa::;SPrmann. t:ac·hs-Georgì, )fl'inkhc·, Bnwhl. :--::.(•f'onùo rit'erche fat.te nt>gli Stati l'niti da l" nlrlt'l' ~~~ J56i n1ìl itari, menti'<' il solo rsame clinic·o aveva in essi :--:c·op<'l'IO il :3,-1 % di s ifìlilic·ì, con il stts:--:idio delta Wu>:sermanu la 11Cl'l'ell(lla le si (•lc·vò al 12.ti4 °{,. L'ufficialt- medièo di c:ast>rnw ha molto a c:ilc fare ron i tPnt<ttìvi di occultamento dellE> lll al::lttie s c•s:--:tta li. 11 soldato(> in g rnl'rt' n •stio al pmprio ricovero in ospedale JWr qualfouna di <lette malut.t i<>, JHil' prl'sl·indendo d~tl senso di Yergogna c-hr JH'O\·a ]Wr Pi-:S(' : quindi con f;H·ili t it nascondl'. P('l· seoprire non v ' ha di llH'glio r lw il 1110lto ril!orc delle d :--:it<' ~anib1rie fa t te a sor prrsa e sem:a fn•tta, a;:~'<ieura n d o~ i tilr 11(':--:suno sfugg-a E> rispl•tt an do il pudore .individuale col tog-li<'l'C og-ni visitando alln vista dd <'fUHCl'l1ti. O~ni ulcerazione ~enitah· so:-qwttn rec·l;uua l'invio de l sogJ!l'l-to al l'I'}Ja r t:o venerei. ~f' non fos::.e su bito po1:1xihile rli farlo 1 xi pre>;crin·rà un intpa.c·co di acqua xteril<' oppur<' una semplice medir·:ltura con una poln>n> in<'rte per non modifi<'Hre ht Ji~;ionomia <](•lla. lesiOJl<' the l'PIHl<•rPhbc poi difficile il criterio din~rostic:o . .l n O!-ipeda l<• xarà sollccitauwntc· stabilita la natura ricorrt,ndo all"indagin(' llli(·l·ouiolo:ti<'a della siProsit à. rlPII'ukera cun i noti m etodi B~1rri , Gil'm.~n -.Po·HLalttl- 1 'l'ribonrlr'an, o 1·on l'oss(•rvazione in c·nmpo oM•uro col contl(·n~ntOJ'<' paraholoiflr, c·IH1 non dovreblw mancare fra i mezzi di inYe>;tigazione di un luogo di <'Ut'a pPr· c·cltic·i. Re rulCPr;t .;ospetta fu trattata co11 eausi ici o :-:t a per gunl'il'f', l.• diffic:ilixsimo rinvPnire la spirocheta pallida, JHU' rssè!Hlo di natura s ifiliti(·a la )(•xione. 0<:COl'l'O allor a invorare ra.iuto della rirel'(;a sit!rologi(·a, a.pplic·abile r><'rò non prima di 10-J::) giorni dall'apparizione d<.'li'ukrn'l. Il tatto di ogni uffìc·ia le lllNli('O non ma11d 1 Pr~t 1li con V<'lli~>ntem('nt P indagare ogni \·olta gli~>nl' capiti il destro, snllcJ stato i-:<tnitario rl1•ll"uffìc:htlt• in rapporto ad ath~;~,ioni ~ws" nali, p('l' prodiga,re pnrok bPncfi('}1(' di con::.iglio. Una. vi:-;ita gc•n<'l'ale 1·hf> ogni anno fc1~~e pl'<.'xcritta JH'I' tutti gli ullil'iali, port~rebh c indisl'util>ili \·anta~gi alla (·a usa ~o(·ialt> aut iv<•uereo-sitìlitira.. ,.~ Rin tnH•(·ianclo dnnqu(' il militare ulf ieo con <ptell"illq)('gno che ci proviene dalla profonda I cd c. 8i as~oiYP un tri p !ice alto compito: sal vagum·dare la popolazione ùi (·a:-;cnna, ~ah·aguanlar<' la popobz i ont~ è i \'ih·, cw·an· il malato p er il suo bt•Jw {' ]JPr il :--:uo a \"\"Pn irP.


Trattamento curativo e venereo-sifilitici. ~on int<'ndo oerupar111i d<'lle modalità t> particolari della <'nra. perclt(>

l'"lll<·r<'hh<' 1lal raratt<'rc di'l lavoro. Vog-lio ~oltanto, i'i<'ìllpre ai fini profìlattie:i. \'(Hlsiil<'rar<' la importallz<l e U('<·es~itil. elle l'ammalato di forme sessuali rag~iunga. durante il st>rYizio militarP, il pii1 largo Yantag-gio dalle eme <·ni l' assoggettato. ~ella ff'rma ridotta, a confronto dt•l lJa:~~ato. cht> il nostro soldato è (·hi:tmato a rumpi<'n'. è tutLtltro eh<· fa\:ile ott<•npre la stNilizzazione di'! ~ifilil ito, JWl' il qual\' u('C'Orre q\tindi ahbondar<• iu prevideu7.a, affiochi' non ,!!li twm1·hi una eura int <>n~iYa e ad alto potc>n> treponemicida, eondottn da t•Rperta lli<IJH>. Le di,.po;.iziooi ,·i:renti. con ~<t,!!<lee intuito profilati ieo, "~"i1·urano <'h<· il hwtieo. <limes~o dnllnogo di <·~tra, sia segnito e ~Ol'H'gli ato :ti ('Ul'}JU. Però rambi<>nte di (•;tSPl'll1a (• tutt'altro elte propizio p et· resplelatll('ntu di wriodi rnratiYi anti~itilitiei, e tanto Jn<>no o~gi che, do\·endo:-li c•u;·r·~il'nmcnt(> c11rare, si donà. r.i conerc di preferenz<l a. pn•parati nr~eno ­ twllzolic·i e lll;tgari bhunuti<:i. ~e qut>:-:ti ultimi linimn,..no coll'iwpor~i definiI in11nrntr l :in;•nnv<>!' iPntf' ;\ r timinahilr ;·nn f:H·ilit:'l JWIJP ~wnnigioni ~edi di o~pNialt• prinl'ipalr o RC'<·ondario o di inft'rnH•ria pr<>:;idinria, purchè al rPparto H ' ll<'rf'i si appog-gi un amhula1orio d<.'lla ~peeialità, O\'e i miJjtari dt•i f 'orpi po~;,.:ono reear;.;i in quei dl.'tt'rminati g-iorni. Jn molte delll' g-uarni~i1111i ,-;Joruitr di luogo di cura militc1re. l'inc·onvPuiente è pu1·e eliminabili, 11.1 una c·on\'rnzione autorizzante i militari a frequl'nflue i di"pco,-;ari antir·;·ltic·i l'Olltunali, che in forza d1·l }{pgolaniento 2:i marzo 19:23 sono re~i o!.hligatori JWr ogni C'apoluog:o di provincia e pc>r tutti i comuni aYcg.ti popolaziùJW ecc1·dente i :10.000 abitanti. Così il rualato può cs><ere invigilnto <' con;;ig-liato, eventuali m:mifestazioni pn~sono e:<sel'e ;;;uhito sorprese, la cnra }>IIÒ essere c·ontrollnta e g-uidata dall'indagine sif!rologica, insomnca ~i pro,·vc~clP 1Wl miglior modo ~d i a ~ol't<> dd malato s1 esso. Le spese ;;:m•hlwro <'OiliJWnsatc> dal bene <:he indi,·idu o c sol'it'tà D<' ritrarrebhero. Per i blmorrngid. dime~si clall'osp<'dale non eompl<>tam<•nt ~ g:miriti, i l pnJ.-;f·~u i tii€'U t o rld la loro eu ra al Corpo di viPnP q ue:;t ione a n che più ardua. Cn indirizzo n:rativo <"hP può e~sN<' di,·er~o da quello prima fatto, il clover <·urare senza la possibilità di esami anc·lip gn);:solnni di laboratorio a t0ntwllo f' e:ritcriu della tt'rapi<t, }>O~sono <·rNlre ùei ~ronorroid cronici 1·on rvicknte s\·nntagxio dPll<t vroJìh\ssi. Anrhf' pE·r i 1wis~erinni t.• dunque dl':-lid<'ra bi l i:<~im a la fr1•q m• n za dq.rl i :un buia tori o d ispeuRari come per i "itilitic·i, t• for~e più elll' per quf'~ti. Augurìau10ri eh<' JH'i repar·ti \'<.'l1érc>i, riclu<·P rttlosi alminin10 il nnmc>ro dr·i rontag-i nwrd.• l'attuai<• regime prolilattic·o, si de,·i a regola di trath•n<·r<· i <lf'gPill i c·on hlf'nOt'l'agia sino alla loro guari)!ionf' batteriologic~t. Chi a J,hia pratica di vita di e;l~f'nna, b<'n sa <"li<' i hlt>norragiei, conii nati e:ontc d<·hhouo es~<'l'<' in qna1·tier(' pet·elt(· non l10('(·iano <li eli fuori, !'òOllO freqnc>ntc fPntite di indi~<<:iplina, e uon passa g iorno che non domnndino, e non a torto RJt~·~so, e::wnzi;me dai ~en· izi \'èll'i. Fiui><tono l'osi 1wr riwwire di scarso n·ndina•nto e gr:ln parte di es:;i. o J)l'illla o poi, ri;'ntra .in ospedale. 11 trnttanwnto d(•linitiYo th·g:li arnhnlaturi di tn1ti i venereo-luetic-i rc·~olen'hlw un' :.~ltnl gnn·c· qu<'~t io1w. nl;'lla qtt<tiP può t~tlvolla entrare

1


A:-I(;OitA SUl.L.\ l'H OH iu \$:;1 A::--'Tlt:El.'l'll'A

~H~I )fU.IT.\IH

663

rescl u;;i ,-o eri te rio dei eomandant i di n'parto : la q ne~ t ione eioL• d('] le litcn7.e da con<:edersi a. questi amm;.l.lat.i. Ad ogni ric·hiesta di li<'E:'n za. doneùihe sempre a.\legarsi,sal\'0 ca~i ('C.Ceziunalt, il nullaosta :-:anitario rila: ciato ,qub •·onclilionr ehc il i<ifiliti<·o abbia. òi t'E'<'C>ntf> ef:.qrn'to m1 periodo curativo segnit.o rla Wa~scrmann negat.iva., c per il bl«>norragi<'O dtr sia stata n<>gativa la ricerca del p:onococ:c·o JWII'event naie ~t'cret.o o nel sedinwnto urina.rio, previo tratta111ento provo<'atore (nitrato d'argento, aleouliei, vaceino gonococci<·o é('C). (~ut'l'itO rigOJ·ismo rius<·irebhe eli ~pro ne agli a Itri a sa L,.a guardarsi da Ile ins idie di V eu ere. Un fatto ('Ili non può pen:;;tr::;i senza un fWnso di orrore, oecors<' in Franeia dunmte la guerra c dovrebb('si, <·ol ~uo triste racconto, impressionare lf> truppe, qnalldo loro si parli ùel perirolo venereo. Un l'Oldato vennto da l fronte in licenza con si fìl i dc in a t.to, <:o utagiò la 111ugl i c ; da questa, <·on placche orali, si chhe una. fìlia.zione di altre c·inqne conta111inazioni nella f[; miglia , cornprrsi qua t.t ro ba m bini !

* * * All'epo<·a, del congt'ùamento della cla~sl.', n1•l \'etlerP al'ontanar~i da noi tanti giovani, di cui tutelammo ron ogni l'ifor7.o l'integ-rità, sentiamo t·onfondt'r~i alht intima nostra fierezza un qualche eol';a di iudclinibilc, qna~i non fos:-;imo del tutto appng<'lti di quanto facemmo . .Pensiamo infatti qual proficuo e grandt• completamPnto df>lla no~tTa. opera :>ar<•hhe il s<.>g-nalare alle civili autorità san itarie, pt•r gli ulteriori conseguenti provY<>dimenti, tutti i s ifilitici che rientra-no tlPl turhiue della Yita ci ,·ile. Ciò nou (' com;entit·o fari:' eù oceorre ehe l'igiene ceda alla larghe7.za del regime profilattico anti<~ (·ltiro civile, clw ha ragion d 'N;S<'I'e nella psicolo~ria ed indoli' d elle massi'. JJe f'ili·e sbtt.istichc r.i dinnmo di tutt.i coloro che n ella vita militare Sl'aJuparono ai dauni rlelle malattie ~essuali, sebbPne le molteplici condizioni nelle quali e~sa deve ~\·oJgC'rsi, siano propizie al loro incremento. E :<arà C'iò nuova. conf<"rma ed a>;si<>urazione che è sfatat.a ineluttabilmente l.a <:reclenza che quelle malattie foss~ro retaggio eli caserma. i\Ia tutto quc>sto non sia l'unico e maggiore compiacinwuto dell'animo nostro. Il più ambito premio p<>r quanto lott.ammo, s ia la sicm·a coseif•nza di nulla. a·vflr tra~o:curato nel contributo portato eon entusiasmo a.lla formazione rlella coscienza. di nomini. A vTemo s icuramente s pianata la via ai ci vili organi ~'anit ari direttivi in materia di profilassi a.nt.ivenerea. AVI·emo trasfuso nel popolo clementi prepara t i a comprendere ed obbedire, se circostanze nuo"c consigliassero od imponessero limi tazioni alla vigente molta libertà individuale dei Jllalati celtici, anche f.:e non si giungerà a quanto ~-;i fa, iu Svezia, Daniwa.rca, ::;t.ati Unit-i eù AtL!'!tralia, dove (• obbliga.toria la ctua dE'l vc>nereo-silìliti<:o, il quale è Ì.UIJ.lt'igi on~to e processato st• contamina o semplicemente espone altri al pericolo di contagio.


13l13Lr0<; HA FL\.

ANDRt::f.ZJ. Annali d i 111edicina. Nrmtle e Colo!lia/e (Vol. I,l<'asc. III-lV, l !H!J J· ALLAIN -A m:A t:xF: l1 R. Archi1:e.ç d.e médecine e~ de phrtmwcie militflire.'< ( n. 2 .

l !1:22 n . 3. l \J2:l). BELLI.- Amulli rl i

m:xlicina nctmle e culunirtle (Voi T. Fase. V-VI l!J I G).

BERNARI). -- Vl'rs la -srtnté ( n. l. 1922}. l3E~tN UC'I'L - CiOrllfllt: rli.lleclicinu. .llililrtre ( Ftl.~C . Xlf. 1922). Br,mt. - R et·ue d'hygiènP (n. 4, l!JL!l). BnuN r e Trx1. - lg ùme .Hodernct (n. (S. HJ2;{). CA.RLurc·r.- Uio·m aul di J1 erlicina ' .l f ililttre ( n. 4, 1923). C.A.unur·<·ro. - - Oio·r~wle eli M erli cina J / il i lflre (n. 7. 1!)2 1). CA\'AL I- INI. Annuii rli 11/C<lici.,.(t S rn·alc c Colonillle (Yol II, Fa;;c. TV-V 19 14}. UENAS. - Rt•f·ue d'hyqit!Ji e (n. 4, 1918; b. 3. J!JI;i; n. 3, H1 121; n . 2, 1922}. CLARKJ':. Rivi81n illtt•maziollale Scmitrì Publicct (n. l . Hl20). CoN;nm.ro. (:iomllle rli. Jledù:illlt Jl ilitru·e (Pusc. 1921}. D.\(·co. - (:iomtt/P rti .llllllicina ,lfil itare (Fu.-;<'. lV, 1917 ). DE LF:O. - Uiom(l/i' di .11 e'l icina Jl il ilare. ( Fn-<c \'J, 1922).

rv.

D El. Vr.cemo. - A nnuli M ed ici nn Sa mie e C'o/tmiul" ( Vul. IT, Fn<>c. V li, 1923). D V YARJU C DI': L ,\ Rr,· J r::Rr~ . - R erue d'hygiine (n. J, 19:!4). D Ut'HF:Y. - P olil'linico. Se::. Pra/ . ( 1022, pag. 4 73). E)tr:Rrc. - Rectu' ci'II!/(/Ìèll<' ( Il. 12, l!J23 ). FAJ\' f<J;. - Jl,' rnc d'h!!rtiilu:: ( n. 2, 1918: p. tit57, l!H7; n. 3. 1922). Frr.1 P PINI - Pront~ta rio dell' lgienistct (Ed. P ozzi, 1923). GAUDU<' HÈ :\l ' . - · Urrue rl'h.•trJii:.IW (n. 12, 19 1!); n. 6, 192: n. 3, 102 1 ; n . 2, Hl:!3). (;OULN. Nt•t'!te rl'higi1;ne. (n. 6, 1918). ( :ouC:Elt()T. - .-l re h i1:e.~ de m éd•'cine et t le Jlhrtrntacie m ilita ire.~ ( luglio 19 1S). CHA \ 'l';[.UI . - Att i n Congres-90 ]Jit. J[edicinn e 1-'111'111/I('Ù/ Jlilitare (\'ol. n. 1!)23). GmxoNr. - Giornale eli .\[ e!lir:inn .lli l ilare (Gennai o l!ll4). C ruxo :-~r.- Alli. li COil{fYCSWI lnt. Jfpt{icina e F rmnaci(l, .lfi l i tare (Vol. I, 1023). ( .;ruxoNr. J.,e;;irmi cl' l giPI<C Jl il itm·e ( J !H 4· I ii ; I !121 -22 ; l H2:l-24). LF.PHL Uiomrde di .lledicinrt .11 i.litm·e ( Fa'<C. I , 1924). L ERE ODE. - R tvue d'h;t(Jiìme (n. 7-8, 1920). ) b:.\1.\IO. Uionwle d i .lf edicil,a .1/i l i tm·e. (Fn><c. I, IH:2~}­ )lo~n:sANO . An11a!i di Igie11e (n. 2. l!) Ili}. P I ('('A RII(. l'o'idinico, se~. Prn!. (JO tl!)I'Ì i ù l!ll~ ). RHo. - ..j n11ali d i .l/C{lit·ina. Nru·ale e Coloni<tle. (\' o l l, fnse. IV, 19 U ). :-5:\ L:UO~. Remte (l'ltyyihle (11. 2, l!l16). Tt-:01-:Sf'H l. Alli l [ Cr)/I (JI'eliSO f ili . .lledicilla e Fnrmnria .li ilitare. (\'ol. 19.'~3). TJ·:~ni. (;ionw/P. ,[i Jfedicinfl .llilita re (png. 3~:l, 1!'10). YER:-~~o:s. H enu· in tematio11ale d'h!lrfit~ne publirfUI! ( n. :?, 1!121). \ ' ro r.r<:TTE. - HPrue d'hy{fitlle ( pag. ~:W. l!qt;; n. 2, 1!)2:3} .

n.

.-\~ 1\ALl n'rùll>:>~F. ();umcri l , ~. l!IJG).

ld. 'Id.

id. id.

( :'\11111CI'i i, IO, 1!!17}. ( X . 4, l!Wl ).


A~~ALr o·H:u::-<E

(X. l. 1920). Id. id. (:'\umeri 3, 7, 1921 ). Id. id. (:'\umet·i 3, 5, 7, l 922). Id. id. (X. l, 1923). l ei. id. ( X. 2. 1924). BcLL. 0E"nC E I~TEltNAT I ONAL J). H Yl: l b11.-: P UB C!Qt:E (n. 5, 6, 1914 ). I d. id. id. id. (n. 4, 5, 6, 7, 1915). id. id. Id. id ( n. 9. 10, 11, 12, l!H6). lei. id. id. id. (n. l, 2 J 3, 4, 5, l g 17 ). Id. id. id. id. (n. l, 2, :~, 4, 5, 6. 9, 1921 ). I d. id. id. id. (o. 3, 5. 6, 7, 1922 ). itl. Id. id. id. (n. 12, 1923). Id. id. id. id. (n. l, 2, 3, 192-l). Dr F"ES.\ sOf'IAJ.E . - ( nunt('t·i l. 2. 3. 4. :>. 6, 7. HJ22 ). Gt ORNALF; or "n:m<; rNA lll tLt 't'A tH: (fa;:<' YI, VU, 192:3). Id. id. (fn.sc. II. VII, IX, 1915). Id. id. (iasc. \', 192:3). HEn: E o'HYGIÈNE (n. 4. HllS ). lei. (n . a, 1919). Id. ( n. 3, 1921). Id. (11 . 2, 1922). \ ' ERS LA SANTI;: - (n. 10, 1!!22). I d. (n. 9, 1923).

CASUISTICA CLINICA OSPEDALE :\[!LITARE PHIXC'IPALE ])[ \" EHOXA Dirl"t! un:1 colo nnello l llC'd i("O

n. 13~;1t:-1L'CCL

LA [0ft61DnTIVITè PRIMiniDlE 1ft RfUZIOftE AllE fOIZIOftl EftDO[Riftf l"''" il <lof.t. Cali Domenico, ... ottnt(•nont-3 rnotli<·o.

Circa r Pziolog-ia dPI catarro pri rna veri l~>, o~gi si va a flNmando it con<:etto d ell'Angclucci che esso s ia, in dipenden:r.a ùil't>tta di una tmbe Rilllpatica e del Lodato che il di~tltrho, cioè, pos:-;a es:>('re dctenninalo da uno sqnilihrio endocrino. 11 Ro:o:;si recentemente clalL'oRsenrazionc di parecchi cm:i di caburo primaverile è venuto alla conclu;;;ionc che se dil:iturbo endocrino c'è, questo d eve consistere in una i pol-o n i a d~lla sezione s illll)at ic·a. propriament e (letta, con prevalenza della funzione paras impatica.


Il Bahla:;;;;ll'l'P poi , CJr·uli:;ta. in l "din(', in a ie n ne flUI' e;;periN1ze, <·u ranclo il t·:thllTO 1n·imav(•rile eon l'adrenalina, sarebhe venuto alla eonc:lnsione che d <>hh n. tn\ttarsi eli una ipofunzione del s istema. <'ndoerino-simpat ico-snnena le . I r ecenti st n di tendono a. dim ostrare elle le funzioni d ella v ita vep;<>tativa sono in stretta dipendenza di elementi umorali, mc'ssi in circola?.ion<l da ::-pe<:.iali ghiandole, le eosidPttc ghiandole a secrezione interna . Queste si dividono in d ne grandi gruppi : il 1° g-ruppo con prototipo; la. gltiandoi.<L tiroide, inoltre! l'ipotlsi, la. sostanza. croma ffine; Il 2° gruppo eon protot.ipo la ghiandola t imo ; inoltre le parat.iroidi, il pancreas, i genitali~ la cori l'Cc ia s mTcnale. Qnesti due gruppi di ghia ndolE', con il loro secrcto sono d eput ~1ti al mant<>niJHento del tono di rlue distinte c antagoniste sozi.oni d el sistema d l:'l :<impati~o . risp<'t tivamcntc il sinlpa.tieo p1·opriamente dett o e il para;;im vat ico. Dal controhilanriarsi d ell'att ività funzion~lle di queste due sezioni, :;ra tmi. ·ce il normale svolgersi della vitfL v egetativa . );o viene di conse~Ut'nza. che l'ipofunzionc di una st>zione debba dett>rminare tm preval('J't:> d eU· a zione d è Ila sezione a utagonista. Cos icchè nell'ipcra.ttività d el simpatico avr<'mo: rica mbio a.ccelerato, ~pertensione. ta.<·hicardia, ecc. ecc. ; ment re neli'iper a tt ività. d elvarasimpnt ico, si ha ri<·ambio torpido, bradicardia., ipotensionE', eosinofilia, asm;l bronchiale nervo:;o, ccc. ecc. ; sintomi questi, che si possono ben mettem in eviòenza. eon sostanze fa rmacologiche simpat icot.rope (adrenalina e tiroidina), e parasimp~tticotropc (atropin a, ad a.zioue inibitricc ; piloearpina, ad azione s t imok'tntc). Quindi, qua ndo v'è d eficienza. nell'organismo di un ormone, per poterne riparare le c·om;eguenze pa.tologicbC:', ehe n e eonst'guono (rs. nel ca;;o nos tro ron~iuntiv il <l primaverile), t- ncces:;ario introdurre in esso organismo orlllon i c·orrisponùenti alle ghiandole, di c ui si nota una ipofunzionc . ); el c·aso della <·ong-iuntivite lH'imaYerile , ehe come s'è detto, è stai<\· IIHJ,<;~;a in r a pporto con una ipofuuziono del sistema endocrino-simpaticosurrena!P, oeeorro ~omministrare nu ormone :;impa.ticotonico corrispondl'nt<l, l \\ dl'<'mllina , di(J è un ormone ormai hen tito!ato c ben conosciu to nc·lle s ue fun:~.ioni . Occors imi t re cnsi di co n~iuntivite primaverile~ ho voluto a.p plica ro q tu'sto nuo\·o roncetto tc•rapeutico. ~el c:ampo de Ua. terapia d el catarro ]Jt'itmt ,·eri le non è il pri111o tenta tivo : anche il dottor Baldn~-;sa rre (1), come dissi, O('u lista in Cd infl, ebbe a sottoporr<> anch 'egli tre soggetti, a. simili iniez ioni. JO r:n.•o. - SoldHt O F. :\I urio . d ..mni :W. d el di3t.retto d i Parrnn. Entrato i! 1!1 lu!!tio H12-l . ...!tta/lu ll·~ i. - !\(';;,;un l•r<•<·~<d C'nt o i mni linro. ll u a:wduto quu;;i .~I?IIIJ••·o buonrt ,;nlnt f'; 11\R t-. da ui<·Hui anni . ,;offe•·pnf€• ugliO(·(:hi: le .;uo :<offC't'(' l\7,c, (•.h a t<msi:<t ono so pmt tu tt o in u n :<<' I'L:<o ùi brut· ior<', in lm: riuuw:io11è o fot.oio bin, s i accen t uano nt>i llw-;i <'n lrl i ; mcnt re s i nf.tc>nnnno c <'<'l't i n nn i si no q t Ut."< i nd un completo bc>n e:;,;crC', "":l'i n vC'r no.

( l ) /Jollettillo t[Ì Oru/i.~t., '\. a, ;\[arz·> IIJ:?:l, t\l t ll<l II. pt\g. I:l5.


r:.qr()ll" obfli,llil:f). In li\·idno di m •·.lim·;·(' ("Cl:<titll'f,l(\1}(' fi.~i(·H.. (•utt· l' lliii('(N() vi..,ihili pollidE'. panni<·olo ndip03U mt>dioerC'IIlé'HIA -<vi!up 1lt\to; torL~i lh• ipC'rtrnfi<'llO nutcvo lmcntl' p<'l' prf'gr·p::;-<e intiamrn•wioni . :\lueo."a nn.-m!o ip<•r·crn i(·a. Xull>\ Hl l'esame tora<'o-addominRie. Licv0. \'fJricocele :<ini...;tro. Ln O. O. le congiunti,-e pr!'· -;entano un colorit o lattescente ed un lieve sviluppo papilla.re, specie rwll e paipebre s uperiori. A r.arit·o della. congiunt.iva. bulbar·e. in cotTi.;ponden'l:a della rima palpebra l!". P p rer-isarnente attorno al limbn;:. ;;et t.ore in temu ecl estf'rno. l'i os.<('l'· vano clolle pl'()mirtenze di forma irTt>_g olanuont!' triangolare . .-l'a..;petto I-(Ciatir1o..;n, gio ll o-rosf'o con sfumature el·igiast.rc: qn~':<ta formazione gelat iniforme. menne dal lato com!iunt ivttl<' \ 'l\ lentarnen!o ,:;fumnndo. dal lato ddla cor·n<'n, invf'<'e. lut un limite piit nett•1, ed in qualche ptmto s i sovrappone ad e~.<a eornea. Kintont•> oculo-cardiaco del Dar.tnint manife.~to. Prova dd Li>t>vvi neQ:atinl. Eo:<inofi lin ne l sangne e nP.l sccrNo congittntivale . Cu:ra. - Prat.ieo n giorni n ltcm.i, 22. 24, 26. 28. n<•lle m!IS!-1(' m11:-<c nl>11'i J!llltN', nna iniezione di ~~;. di milligl'ammo di ndrenalina nl millesinw. Jl;su.ltati. - - All'inrlomnni d<'lla prima inilo'zionc, l'nmmalùto d ichiara <'lu3 JWOVO un ;:cn.•o di herv:-:-:""''<': non ho. p i\1 il forte bruc·iot·o dl•i gior·ni pt·N·cdenti. D•'· po la ter·:t.a inif•z io nf'. le le:<ion i t·ongiun tivnli pcriclu"nlticlrc appaiono un po' lll!'Hn e,:;tcsE> e piir pianc!!!.!Ìanti. Dopo l'u lt ima inil'zionf', l'amrnnlat.o dice di non an·r-r·t.ire a lc tmn :<offerenzt\ !l!.(li occhi : le l'onnnzicmi peri<·hpr·ntiC'hP ~ono flllt'or· meno ri levate, e sopratutto piìt non ,;i os,;er·va la loro sovrnppo~ izion<" nl la t·Ot·nca. L'a~petto lattesc·tml.o e lo svi luppo papillaredf'lla t•ongiu nt.ivn p>llpehrnlt> 11011 hanno ;;ubit.o modifìcazioni nppn~zzahi l i. _,\ll'indontfln i dell'trlt irna i11iczione. il :<intomo del Dagnini era mol~o meno a ppariscente. In prova dol L oevvi si è c·fm· ,:e r·vuta della medl';;ima intl'n.<itù di pt·ima. Eo>:inotìiia mo lto nwno manifesta, :<pc-r.ic nel secret.o (;ong iuntivalc. li 31 luglio l!J24 l'ammalat-o viene d ime.-;so. •

2<? Caso. - ~oldnto !\f. Afro, d'amai 21, di Borgo Sa.n Donnino. F.ntntt" il 2 agosto Hl24-. .An..mnne.si. - Qt~ e lla ftlmiliar·c nC'g-fttiva. Non Ira avnto Hlc11na ma lnttia d<'!!l1ù eU nota.. Lt1 sue sofferenze oc u lul'i ri:<algono n qt~nttro nnni 0 1· ,;ono. :)pt'c-ic m•i me!'li c:stiv i. av,·eJtc notevo le brneiore e pc;;ant·P.zza. part i<·olnrrnonto nt'll'occ·lri l> dest ro, e .~pm;;;o ha tllut sensazione d i pr·csenza di sabbia sot-to le palpebre. Esame ol>b-icttivo. - Individuo di di,:cr·ot.a costituzione fì,..i ca. cute c mu('ose ,. i,..ibili lrevPmontl." pallide. prr:>:onza di gh iando le mohi li e piccole fllie regioni IMe· m li del C'Olio e all'inguine. Nulla a ear·ic:o dard i organi torn<'o-ad d ominali. In O. O. le palpebre sono l ie,·i~;imamcnte pto~i<·hr•, dando all'ammalitto un'e;:pr'P:>siorw :li o;;onnolonza. Le con!!iuntive pa.lpobrali supC'r·io ri :<i mostrano Jtettamente I11Ht'· «conti e •:i si nota pr·esC'nza d i. numerosissime papille piutto~to ucurn inn tP. lun!!o la zoru1 di pa."i'lll!!!io. ira il Mt-:<o e il fornict'. L a f'ongiunt-iva t.at~ale l· istH"s"it.a P<l h>t, una. con:<i.-<tenza qHn'li gr•latino:'iil: in essft :< i notano. spnr;:;P rjlttl e 1:\. d t> ll0. JlA I•i l!o notevo lrn.enl.o ampie ed appi11t1 it.f'. Le (·on~iunt ive pulp0brali infPr·iot·i pn•scntllll\} mode,< :imnmf'nte un colm·it.o latt.escf.'nt,e c vi è <;olo un nc('<'nno di -~'· i luppo pn pillare. Que-.;te al1o<' r·azioni sono mo lto piìt notevo li nf'li'O<·('Itio de'<t.r·o. xella ro~ ione dei fornici .~ i rie '('P n m N t.ere in C\' id enza quald1e sot.t-ile tiocf.'o rl i muco. La cougittntivn bulbnro non pn'!;.:enta ne,:;suna pnrtil.'olare alterazione: hn perduto 1!'. :-~ua lu~;t>ntezza. ed ha un colorito t.ondente fil giallo-bntlliHtt·o. Sintomo cie l Dag-nini evidente. Prova clt>l f.oevvi nop:ativa. P""inofi lio. mnnife~<tn, tanto rw l ;;an_!!ue come ne l sec r·ct.o con({irtntivale. Cura,-- Prat-ieo. con:e nel prf'C'<'dt~nte cn><o, le iniezioni di Y4 di rnil ligramnH) c: i adrenalina a l mille.~irno nel.lc: rP!!ioni p-lutee, a l!iorni a lterni , e cioi·: 7, 9, J L l:t Ri.mltati. - Holo dopo la t(' r·ztt inio>z ione i l pnzieute ll:<l'<t>r•i:.:ce di 11Vv<'r1 it·•~ un alleviamento della ->ensnzione tli bt'l rciore c di pc:-<o. Nc,;sun~t modifit-az ione oiJbiet.tiva. All'indomani il<' li ultima. iniezione. il pazit''nte confe rma il nti!!lio r·nnwnto IIO· tevole dello .;;offer·enze. L e altt>razion i c:onaiunt ivuli non hanno subito mt>dificazioni apprezzabi li: solo si nota !'iac lo svilnf'pO pap illnro dclic: con~riuntivP pulpt·br•ali appare meno nccentuat.o. All'indomani dC'I I' 11ltirna iniezione, il Daj!nini ò appenit accennato. Il L òcn•i negtttivo. Eo<inofìlia di poeo Sli]Wt'iMtJ alht nnn11n. :.:in rwl sanque cltf: nel .;ec-r0to. \ ' iene dina c~so il lU agusto 102-i.


!lO Caso. -

~ololato S. Y it.tc•rio. ol"anni

211, di T orino. En tralo il d l 8 ll)!O·

<;f o l !1:?4.

•

.·l •uonnPqi. Xu ll11 eli nntl'\'nll' in <f'tPIIa famtliar<:. Jl paziente a 10 anni lltllllullò d i diftPJ"itP. Un al,.uni tnbt lu1 un liPve scn"'O di f~t~tidio adi occhi . e-..1 in qur--.t i uh itni qui udir-i uiorui 11\. VI'rtc indc•letlZtlllPJl io ai hulbi. c nota una ;:;ecre7. iOn<' piuttosto ..:c·at·.- a d i lllli CO . .;pc•c·JP lo mattina . /~'.wun .: o •.!,i,•lli•·o. ludiv idun di d··hnle c·o.-.t itu ztnrtP rt~iea : rute e mu c·o,;P tnnni fo>st<l iiWIIte pHIIiolt•; l'ic·c·olc !!ltinnd u iP duri' e mobili allo re!!ioni inl!ulllnl i. L n te:-;ta d Plr<·pidioltruo :-inistrn i· 111 1 l'o· pii• l!rco-.,.-.u di qudlu oll•ll'ultr"o lat o . In O. O. le <:lliii{Ìltlltivf' offruiHJ d ,·olito a.-.pclttt lutti'~<·Ptltt'. c prc:-entano i v a.'-i ttlcptantn dilutnti : wu1 vi,.; not i\ nlc·tuw ,.;,·ìluppo di papill••. A c·at·icn della ronzi un· t int l>ullwrc 111\'t>('l' pr•.,._., il rnat'l!uac· <'orneult>. in r,o~·rr-p<Hlllt>n7.a dd la rima pui· IK·hrnlc·. SJWCif' twi ...;·ttort inH•rut ..... u.,-;.en tl la Jlr<"'<'ll7.tl cl!·lle <:araneri.:tidtE' ìor· nu•zi•mi d n:-1K>tto 1!"1111 inn•o. di N>lorito bia rH'O·!!J'iJ.!tA:-tro. Q1w~t c forma7.Ìf)IIÌ "Ottn <·u~tiluitE' da una :-Pt'il' dt pil·C·oli nocluli di:<poo.:ti a m~urio atwrno al limbu->. e clt p iìt ·wiluppatc ,.;i :;o\-ruppon~onn 11lla cornE-a. l l l't'l-li> di'fili C'mH...'liJT1tÌ\'I\ bulbat-e t• J•PJ1.1'1tllmt·tH(' nonttttlt•. :-.mtomo tiPI U agnini : lln·be oli<' rnoliali. ma non apprc.t· 7.Hhile rullt•mnu1PJtt o . Il Loo•,·, ·i tW).!ttl ivv. Eo:<inofilia:<ia twl Nill!.t'lte che nell'et-rl'lo f•Oili!Ìitntinlle . ('um . - Pr11tic·o. tltwltr in 'Jlll'"lo ..:ù1!!!Nto. qwtttt·o in ic7.i nn i di 1:1 di mill i~rrttYIIIlO di a dn•twli• m nl naiii C',.,into n<'lle t'PL(Ì!Jni J!lul<'<'. n )! im·ni t.! tC'rni. ossitl !l. Jl , 13. 15. 11ì11ultnti . All'llld o ttH\Jli dr·ll11 1u·ima inie?.imw, il pn7.iPnlc aA'erma c h e l!li o<·dai 11on !.!li dìtnnn piìtalc·unn snfTt·rt•Jl7.11.. Jl giorno 1:1 i pitToli n oduli limbari so n o n wno e , ·idt·nl i. •-\ ll'indnllulni ch•ll'ult ima ini<•zione. il p u7.aPnll• <:o nfc n na di n on a v · \'t·t·ti r·!' paìt al•·un fn.-tJdtt! aglt oc-elai. l ttnduli .~ono qua,.. i dC' l 1 111 t o !'Compnrsi: ~olo di quelli. Che 1\)l)'lll'i\'81)0 )llil !WilupplliÌ . ]>f'rtlHlllj.!OIIO th•IJC )JÌCl'Oif' fo rmaz.ioni Ul'l t utto ptll.nl't:!Òattli. Il D tiJ.(IIÌt\Ì a ...-.t•nlt-. Il l.ol'' ' ' ·i tll'!!llti,·o. I,:~inolilia molto me1w mnniil'.;tu. U itn(':-:-0 il 17 tl1!0~W l !1::! -l .

('0 :\~1 UERA7.10S l .

Dall'inl'lit•Jnc' d<•i ris ultati ottt•nnti pos:-;iamo ufTI•rm;\r(l che il migtiornnwnto l- stato piit n()tevole nelle forme bulbari clelia eon{!itmti~ ite in parola. mentre Il' manif<•stazioni a <·aric·o d elle eon~iunti,·e p a lpebrali n on hanno r i>;c•nt ito <·hC' uno séars issimo benefì<•io . l n 1utti inoltre si è antto un manif<·sto mi!!lioranwnto d e i sintom i s uhietti,·i. È d a nwt t Prr in rili<·,-o <·hP. nwntrt> prima d('lfa tura il sintomo oculo<·;ndia<·o è appar:-;o manifrsto. P m r ntr<> l'cf's inulìlia (•ra più a<'centuata. dopo la s<•rit> llPII<• init•zioni in,·N·<>. il Dagnini, in due e;1si (> risultato tH•ga.ti\'o <· l'l'osinofilin si 1 a,·vidnata alla nonna. I n qu<•siP Psp<•rienze adunque. :rhhi:1m0 a ,·uto in<luhl!ianwut<' nn mi~IioranHmto in tutti e tre i casi, par. t if·ohu·mpn((' n<> l ~o. 1-3<• da una parli' non si pnò JWr ora <'~rludcre l'imprrfe tto risultato pe1· l' in<•omplNa j!UaJ'iJ.!ione, d'altro c·anto è <:onfortnntl' il troYarsi di fronte <'l risultati in cor aggiant i tali da indun·<· a S('J.!nire an c·ora pitl diligentemente. l-U pii1 Yasi a :s<'ala. l'intwdu7.imw. ll(•lla tempia. dl'll 'adrenalin::t per YÌ<l l-Oti o<·utanC>a. Jl mi~lioranwnt o n P i casi nost ri tl•tHl<• a ('OD fermare che la <·On)!i un t i,. it" prin1a v<'rih• sia c•fl'pt t ivam<'n i e in rapporto con un disquiUbrio en do<·rino, e Jll'<•<·i:-:mwnl <' <·011 \111:.t ipofunzionc endoerino•simpaticosu n rna lt>. l'n or~anismo n lt•ll lJH'ranwnto ~impat it·o-tonico reagisce in -

j l


}

J

,. :•

~

l'

ll'nx;M11t•nt.P alla ini<•zione in ri rcolo ant:lw ùi %di milligTa.mmo <li adl'enalina n.l m iIl esimo con vn.ri fenonwn i, q ua.li t:wh i <·ardi ~l . ip~rten~ion<' v:L-<a Il·. st•nxo d'an~oscìa. ìsrhemia, di'Ila rntc, brivido, f'C.C. ecf·. Tutto qtw~to cortt'o di f'intomi nf'i nostri ammala.ti l> ~;t;)t.o per·f<·tt.a~ ntNltl' rwgativo. Gli nmmalati bann :) 1'0-pportato b<'nisf'imo le inie?.ioni di adrenalina, senza. <:hl' in essi si sia v<'rificato nessuno df'i succit ati disturbi. C:iò potn•hbe esser·e rousidcrato xe non c:ome pro\a. di una ipotonia simpatiea almeno come prova r h<.' l'individuo non ~ n tcmpenwwnto simpatic·o1011Ì('0. Qnakh<• giorno prilll;-t di inir.iare la serit' delle inie?.ioni, ho avut.n <·ma di instillare nel sacto <'Ongiuntivalr degli ammalati alr.une g<w<'ie di arlrPnalina pt>r ntrtU:>.re in p·viri<'nza la {'aparità midriat.i<'a di <•sso ormonr i (' notai <·he, anehl' dopo rip('1ute inxtilla1.ioni , non si ebbe altun 1·enno didilal azioni pupillari. spetie nel {'axo piì1 grave; laddove (. JHrio rlw n<·~di organismi a U>mp!'ramento ~irnpatiro-tonieo la pupilla si dilata in utoclo !'vidente (::;<'/!IlO di Locvvi). QnP:o;to fatto può es:-;er(' ronsid<>rato eom(' un aJt.m indice rli non temperamento simpatico-tonico. frJOltr(-' , (s'iut.endn prin1a di inizial'e la sE'rie delle init•r.ioni di adrl'nalina} init't.t;mdo, una volta sola. nelle ma::;se glutee, la pilotarpinn., aHH <lo;;<> di nn <'"'ntigrammo, sotto forma di cloriòrato, ho a.ssistito ai s<•gueuti fPHOtllt'ni: saliYazìone abbondante~ sudomzione col'lpinHt. l/ammalato areusnva senxo di calore. C'oustatai il polso molto lt>nto, abbondantl' sc<'t'('zione lacrimale, rnim~i. Sintomi quE"sti alqmmto piì1 evid enti 11el ea.so piìt g-r·a vf'. Quf'sto espNimento vuò es::;cre ('onsic!erato come una riprova inrliretta di una ipofunr.ione del simpatico, e come u'na constntazione dii'(•Ha c] i una conseguente spiccata S<'nsibilità dt>lla sezione parasirnpati<'ll. TI riflesso oeulo-cardiaeo del Dagnini, prat.icato rwima di iniziarl' la. SPI'iP drllf' ini<' 7.Ìoni di adrenalina, apparve abbn,<>tanza evidente nE'i prinri dnP r-asi. Jlrntirato. dopo, non fu possibili' rnct.terlo hene in rilievo. J)al complesso dei vari arc·prta.menti sintomatologi<'i s i potrehhc dc•t t'Pbbc dedurrP {'he, mentre in s imili sog-g-<'tti, prima dell'inocula?.ione dell'adnmalina, s i aveva una apprezzabile disfunzion<· simpatica.. con pl·<•valen;m della fnnzionf' vaga le. l'ormon<> simpatieo-toniro i> va 1::-o a risollf'varr il tono della st>zion(' del simpatico propriamentE' detto, talt> da cont.rohilanciarlo al tono del sist('ma an tagonista, il qnalt> c-osì divi<>ne meno Rnsecttibil<~ di irritazioni. Era mio int€'ndinwnto in essi n m malati speriment.are per quanto h •mpo sif\'atta azion<> di equilibrio si sarehh<> prolungata : ciò, che anebbc potnt.o indirctt·amt>ntt> svel:wo la p roba bi l<> dura t a di permancnzn dell'orn1onc nf'll'organismo, ma <'iò non fu po:;sibil<>. 1wn·hl> furono dinwsxi dal l'(' parto. l o prop('.ndo a rn·derP rh e n(•lla rongiuntivitf' prima.vf'ri lt>, oltn• alla cli~po~i?.ionl' generalf\ organien , r apprcs(•ntata, dallo stnto di ipofunzioll<' ~IPJ. Ristema cndorrino-simpatico-surrrnale, dehha concon·<>t'<' anc ht>, pt>t'(•hi• 1 ~:<;r.ntomi eongiuntiva li s i manif<>r-;tino 1 una disposi?.icme lornl!• d ell'organo vtsrvo, f'ioè una scmsibilito\. regional<•, un. IO<'UN mi11or i.~ rr8i.qfmtinr a quPII'agrnte X~ (•hf' è <·fiUXH. dirP.tt.a Vll lnerante dc>l t·r;;;suto rongiuntival(•. f·~ mott.o prohabilt> C'he in ciò d chba <'OD(·orrcrr l'azion(' e~ri mg-gi nltTa-Yiol<>tti, cni c·omnnl'nwnt(• si Httrihnixc·(• l'origirw drlla malnttia. -l:! - Ginrnnle d i. 1urtì. irina militare. -

Fa xc. X LI

•


E !'\i eco mc p er il r«'pclto pos it iv o del! 'cosinotì lia (che anche nei no;.; t r i ammalati, praticato prima dell'introduzione in drcolo dell'adrt>na1ina , tslltto })O~it.ivo } da alcun i autori (Lag-mng-e) ~i (> ,-oJnto mett('re il catart•o primaverile in rapporto con un s ubcll t ran te sta 1o a nafi la ttiro, io opi no f'he n0g-li organismi, in cui esist (' nn a ipofunziont· simpatico-s urrenaiP, <lrbbano <>sser lnnr.iati in c•ircolo d<'g li <'lt•ml•nh , ad <·sempio, spl'<' iali pro t<>ine. Una <·ansa s pf•cialt>, c·h<• d itninuist·ll la r e,..;ist enz<l d«'lla mtwosa rong iun t ivale. ÙIVOrirPbhE' ratti"C·c.hime nto di llll ag('llfl' ~ Oli10JH'Ot('ÌC'O, di aziOlll' pr<>ttanwntE' elettiva, con o S<'nza lWt>ntunli assof'iar.ioni et<>rogcnee ta li da. dar luogo, }Jer potere adòiziounJ<, dl"lle sostanze to:-:sif·he. a manif~>sht­ zioni di un vero s hM·k nn :tlilaH ico, palcsato eon IC' note' altc>razioni d~l c· a tnrro primaveri !r . Dal c•lH•, con('!ndenno. S<' ne dNluc·l:', <'11<' la t erapht d ove avc>r <li mira. non ~olo l'orga nisn10 n<>l suo spec ialc> s ixtl:'nJ;l, inf l'l'IIO alt«'rnto, ma. an<'IH• l'oc·rhio colla sua precl is posizionc lo1·a le e l'O l sno aw•H f e '7ttlnt>ran1 C\ : 1o I/ orgrw is mo. rinw1t<' tHiolo in rq uilihrio nrl sis1<>ma. endocrino altl'l'a1o. con l'adr<'nalina. :,!O r_, 'orehiO :

fl} eYitando il dt•tt~rmina.rsi fh•l /o,•u.~ III'WI, ·1.~ N•r islrt~fi(lr' <' O\'C' qu<';:;t.o f'in dato da m ggi, polv<•rc•. ralon·. f'<·r. <'<'<' .. ovvia re c·ou apposit-<• l<·nti; b) allontanando. con mezzi athllti, l'ag-ente vultwrante (for:w una :.;o;.;t·anza protei<·a dPIIa t;f<•ssa natura Iii quelhl eventualm<·nte r irC'oJ:;mte n plJ'org-ani:-:mo pPt't.urhp dPI!'f•qnilihJ·io Pndof'r ino, <·on o sPnz:l a ...soti n ;~,ioni

et r rog-<'nee) .

Ed è inùubbio quindi c·lw c);dl'Psat 1a <' rldinitiul I'Ollo:H:<' Il:t~a d0lla s ne('iale alt'Cl'a7.ionc• <·o::;tihll.ionaiP. C' ch11la sropertn dPll'agt' llt.(' X vn iUNantP, diperHI<•rù la fPiic·<' <' radi<·a lp t'ura <lt•lln r·ongiiwth·ite prim a ,·c•riiP.

n 1m,ror: R r\ P' l:\. A:-~c;gr.I Tf' l. - -

A 1-rhi1·io d'Ottrtfmnlor!iii.

AXF.XYEI.O. -

Happor! .•ur '" C11trtrrhr Prinlouirr. Ptni;oc , (; ,

\'.

l ~0$.

St...,inhl' il. o•clil l't tt' ,

IliO i. fl~LI)A'<SAHI! E . -

~U!fÌÌ ('(jt•/(j d c•//'mfrt' li(I/ÌIIfl 1>1'1' u.<O ipodt' rllt ÌNI lll'i f'tli<ll'/'11

nlfii'I'1'Ì{c. l3niJ. d'Ot•lt !. ;\, ;~ tlt'l IIHH7.<> [ !12 :~

JII'Ì·

pu!!. l :3:):

LA<iHANt:E. · - C'onioli<'li,·itc•.~ rnforrludi'S, tll/(1)) /uf{o,rit• merliNr/.· l'l II'OIIii!M

Ntdo-

crint'.~ . Ar<'h. ci'Ophl , \ ' -X .'\ XIX. po~. thn'. nnno Hl::'::'. PJ:NllF., - · f::ndvcri11olouia. \ 'nllardi . 1 ~1 :20. I•'•·: J!H ,\ '!11:-."lN't. - - , 't>m r iotira lllttliutfi.<ìr•r,,. jiiii:ÌI) IIitlt• :l' ~dizioni'. ltlo•l><nn. :\11 pnl i. 1 ~JJ n. po(!g. s. :iU2. :>uli. 13~ttuNro . I l 1'i,flr-~.ç" nruln-t·,,r,liw•o liti roiiiiTO pril!ull'l'ril~ . An·lt. t li Ot 1.. 11 1111'7.0 l !1::'·1. 1»I!.!Ì I111 l :l'l,


67 1

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA l'AJ,)lil':KI .- J.e bof<n,iti.

· ?\upoli, 1!124.

Pre nw:;;-; i alcuni Nmni :<to r ici su l l'c v ol u~ione uP)!li "' udi l' c[l~llt> •·icerdw ><li li" lmlun iti. fino ui giorni n ostri. cd CSJlOSto un co mpl eto su$!giv istolo!_(il·o tlel tf'{!ll· nwn t o l':<tum u d ul lo{hia ndc' Iii d~;>lht luruinu inl el'll ll dd prl'pnzio. l'On pu rtic:olare l'Ì).(lf!li'Cl<> ulilt dib•HH1ta qtr C'st.ione d f'll a esi:< re nza o ruPn o dl'l ll} ~ilianch> le d ei Ty:.;nn, l'A. d o po RV<>r· nctJamen t e cltiar·ito c.> dPiimitatc> il con cet t o noxologi<'o f' clinic•> d<'! le halaniti. fa •u>u c•ompleta e ruz iorHJic• d id sione d e lle baln n iti in sei g1·uppi: l ) Ut/lrcnìl1' semplici pl'iwit h ·P. ehf1 Ctl•nprendon o t utte le forme e he insorgono pri .. mitivamcnte, in sel-{tiÌtu ad un a <:nu"a irri tan te qual:-;insi. dttlll\ bul.ttlnite ipe re· mi ca alle formo tnrru ll•ntf': :1) /'J(I/rmili .~eborroh·h e . Cflntti.e rizzat.e d ft iperfo•·· ruazionc di snwgm a : :1 ) Ba/an ili 8t'C()ndflrie. co n><cr•lf1 i\·P. ei<h' n.d tllt•·e affezioni ge nc ntl i v loeal i. partic·olunn~n t o al d i>tbote. a lla ble rH)ITU!!ill. td la ,.; ifi lid.e . eù<•. 4 ) U<tlm•i ti $])erifidtf'. c·ioè d i or i ~ri no ba ti E-rica locale f' Jll'f'<·i,..v rn ento In bu iH. nite pu st.<•iO-IIIeoro,;n d i Du Ca:<ti'!, 'JlWlla e ro><ivo-l·ircinnata di B\~ l'<lal, qui'! la u lct»J'o-rne!IL· hrano:-~a cli (,.)m;_vrut. la lu1 lu raite <'tlng:r·c no ..;a, cN:.; i)) Hrtlflltit i di O/'Ì!Jine l 088ir:u. <•o nw qm•lla jod i<·o- rrt.~·r·c·urin l ~· di ( 'or·dic•·, <Jlldl n da :-;uhliml.\t.o, ecc ; <ld infine f}) Ha lwu1pu.~t ili t'l'unir·h<:, l'lu: n \ ' t!Hdo q Ufi>' i pc•rd 1.1 t o i l c· a n\ t t C l 'C ca !-tHru lc, :;on o d n nlcun i A.utori c;o n,.id Prf\!1'1 r·nme \'C I'C e pr·o prif• d rr rrmLn:<i. E di cin,;e un .l!l'lljii>O sono H<·t·rr · ratame n te d e:-;c rill c la nut uru. l'eziologia, la pntogenosi. la s intomntologiu . il d<· · (·o•·s o, gli esi t i. le c·omplic•ttriZC c lu H' l'l'lp irt . .'\ote vo li son o le •·iccr<· la r IH' i.gi na li dl' ll'~\., c·he ,.;i t!- hmgu m e nt e vO:CU)Jittu ùi 'tlle:.;to argomento ali>~ Cli ni cn dtn·nw:-:ililopntica. di !\n po li. Por la ba l11ni te sempli ce p•·imiti\·a, e~li pone il quesi to . :;c lo va ri~ formo <'o mpt'<'so in ques ta <:ntogorin siano m ahHt io cli,·o r-se o no n p iutto:.;t o n.-;pl'tti diversi o ftt:-<i di ttn ' u11 icn c n ti 1h no»ologica. c i' >tlfl·o), SI' e:-; istan o ge rmi :-:periflci J)t.'l' q at<'Rlll f<[JO<'i<' di hnh1!1ite c• pe t· lt• .-;no d i \·er~t' ior·mP. Pe r In lmlunitc !' ro:-;ivt~·ci rcinnata l'A. inda;..(a quale liin il _ge rme o i l~<·rut i pu to!!(·•n i d ella rna latt itt (e d rsc rivf> vari tipi di vihnoni r di s piro<'lwt i, pw· no n con cecl\•nclo IH I e,.,:; i un a irrq•cll'tnnza dc>c· i s iv~\ ) . Studin iu o ltt•e la fnrma <' li nir·a POJ'r·i:o;po n · den te uo lla d o nna . d tt l' Ili onlinn•·i•lment e s i as:-;um e il eo n tn!!iO ; c•d in qua l<' a ltm n tc>tlo pns:-:n <:ont l'lll'>ii la n ta l>lt tifl indi! >("tl<lcntt•nwnt:• d >tl (•o iLo. Il la \' 01'0 d t• l t 0 11. t·olonnellr, nwd ic·c> P n lmil•ri toJ'III.I d i g r·ilfHie vantuggiu al u tP-di!'o prntico. in I)Hant.o nc>n tli:-l!iUit)!<' 'Jll<'ste r·ice•-elac s:·ie n1 ifil'lae d alla tmtLa· z i•me di tutto r·iò (' h<' può avere r·nl'llt t e rf' di JH'Atien uti l it1~ ed attual ità. ed c'l r<:>sn p itl int c;•·r.-<:<Rntr d a ntmH·•·o:<e fh.cur<.' e mirrofotogrtlfie. t' d>t lllll\ ri('(·a bibliografia. f' tHAs. - f.'li accidc•11li r /i.e :si pf>S~oll'' 1•cri[icu r e nelle operazioni eli rl.isinje,~tazicnw e di d<•ritllizzQzionc con l' tu·iclo cirtnicirico ga.9.90Sfl. (L'i,a:it-11<' mode rno. n. l) . 1924). l'e l porio di C: t•novu lfl operazioni di rlisinfc:-;tu7.ionc e di dcrattizaziono pE-r· m ezzo d e ll' ncido eianich-i<·o gusso:;o, ;;ia A bordo dcli e nav i c he nei maga.7.zini, &i <·nmpiono con mol tn fr·('IJ II<:>nzn. In fH!l operazio ni pr·aticatc in r1ue;;ti ulti m i tempi l'A. h11 ri(I'\'RLO c·l>e i p od1 i ll('(• i<lent i \'Of'ifì<·at is i liO il O XCill J)I'C dipf>"i dn itl0~:'\<'1' · vHnzn ci PIIP ntwr..;sari e JH'e<"tu~ioni com uni >l t.ntt.i i m e tod i,(' per<:iò d evon o t•itenor;;i com e no n a,\'l'lll i in fluonza sulla •tt.iliz:r.a ziPnf' d e l pror~::li,.;o C> dim oilt rano liOitt\nto lu. neC>f's:.;ilit di llllù c:ontinua rd ac·r-w·atn ;;on •eglianza e eli un ]li' I~On•tl.l "c·dto.

L" ·lrl'lln•·ùt H~<!fli CiiCI'citi . LavRLIZt>ll<·, P>LI' i.s, 1924-. ~;nn inapo rt11 nt e lavoro . ft·• 1tto ddln lun,g a ~'" fH?rieuza. l.lC(jUi><ita. dagl i AA. du · rnnte due r:aiYIJ Hlg n~ anlinaalnric:he compiute in O•·ionte. ~c:i p•·imi cu pi t<l li so n o indiNHe le condizi o ni c hr rr nd ono nec•essn1·ia J'i::.t it uzio nc di o •·gn ni specia lizzati )J!;'r il "'<'l'Vizio antima(ari<•O ()n'~SO le t ruppe com battenti. (~U <'sti o rgani diretti d.a pO!'Sonalo di non dubbia conapeLc.m zu in JHittcria., forniti do·( mut.el'ia lo occo r•·on te per p1·oocd e re n ila identificazione d E>i mallll'ici. a lla profi la:-:,; i ed a lla. c ura ehininioa. alle opemzi(J ni più 111'~onti d<'lltt picl'olu botrìfi<·n (luvo ri di drenaggio del terre n o, Vr:<B Et'.,l C' L H 'AZE. -


( ·-·)

"-

ltl\ I :ST.\

lll :l.f., \ ST.\ .\11'.\

~ll::l>ll'.\

l'l'.\Lf.\.'1 .\

1·: STI! \1\I~:K .\

la"'lf'i 111 t i u Ìa\'or·i•·e il ddluss.. df·llo a•·quc· st tt~!ll>ll lti , d ilt·"'a <·<HIIt·o lt· zuuau·<·. di,.; t J'liZ,iOIIP d ('( Jp lul'\'E') . cltiVI'P hbt•l'fl )!<>rier·f: rlt·(Ja p ii l llll'l!l.\ >llltfJIIUIIII!l l' tf('(Ja

IIHIL!•

l!iun• c·on ,,. l t· r·t~.ziom• pn·-;,.;o i t'<>Hl'>lld i. Xi·i SIH't:~sivi •·api toli >~uno illtt-;trati i <·<>uq•iii c· h c i nwdir·i nddt•tti a qu l'~<tu :<!'rt-iz io ~on <> r·hilllllllti ud f\s:-;oh-c•rc• P :<i SII!U•·•·i.<c·C>Il" utili f' pn1t i<· i <·un><i l!li s ul ,.,,.,,<',.,,.,durre le ind1i~stt> p e r r·At·co)!l ie •·e 11 01 i z ie ""Ila C"onforrnaziom' J.!t·ouralita. ,.;ull tt s t nrttlll'l.l gf-olo!!rnt. sulla ('limatolouia e :o:ulla e tu o !!nllìa dd lP (()(·ulitil. rwll <" •patii ..,·t•lltllahne nte d t>bba fWOl!!er·si la canrptt~;na untimnlur·iNt <' Jl<'l' Pntrare in prKo;e.~so di t·tnti que,1.di eiC II Il'llti •' !'iderni() lùll iti pf'i quali sol() ;,. pussi b i le <:ll!lÌPrir•· la II'Htggi cll'e ><icurezza a ll t· cli,·e•·"" p•·ovvirl~>rwe. t 'rtn 111111 <:hilll'll e :<11bria f•s l""izitm e g li A.A. pa,.,~ll <l quiwli a l'll\~>' UIIWI't~ l<· •·>~rUtl t- rÌ>' ti c l,c llll) r•io l•,~i<"' H• <:' biolt>g i<'IH> d c i p».rus:.;iti d i'Ila malaria: e rnf'nt r·<· 111111. 1-1i fp r·rntHIO s ull o atH·oru dil mt tuta que'-'IÌollf' dt'lla uni ci t i1 c· d cll u plura litÀ d i s p e<· ie di pu •·a-;,.;rti. s i llll>'ll'l\11 0 ili\"!"<'<' faut<H'Ì d e lhi sdliZ<!gonia pnnngou e t ic·a di ~~·l•audiru1 . l'na •·apida. J'<l>'>WJ,!III\ fanno poi d e lla tc<·ni<: a pe1· lP r'ÌL'\'I'(' iu,· l' lllatol rogi •·Ju.. c• clr· i t·•·ite>r i l'il<' •·iflll'llll\ 110 lt~ d i n ~tnn.~i ,.;i•·ura dt"i din·r'l>i p o •·n,.>'it i. :'ll .. lt rl i rri e ressu11ti son <J i 1'8 J'ÌI <>Ii che t m ttan o df' i portu to ri di paru:<.-<iti. lu "''l.!llii<J ai l'is11lt>Hi th•l k • •·ir-l' rd• ~' l'0111piute in :'llac·edonia !-!lÌ AA. I'Ìtf' ll).!:OIHI ,.Ju• l' ìnclll·f! endemit·o >< p le nico. 1:0111<:: pure l'indit·L· ende mico l'IIUHi<·o n e i fantiulli d a i 11\ nws i ai l O anni di età, :.;i ano p iì1 elenlti e c·o~tanti che 11 0 11 Ol'.!!ii ad uli i e ch e lariI'I'I'Nl. d ~ ll'indi ce enclelllico spleniC'o si a se111pre il m ezz o II IÌ)! Iiorf' p e r o.;tabilir·" lu ~tm,·itù d e ll'infe ziorw palnHtre n f' ll o divf'l'>'<' lo<·al it /1 . l 'nn t ratt a ziorw nlt•·f'ttanto <' l,ior·a c ,:;obria i' fAtta d i' Ile \'OIIo,;ccn:t.t' llmll <Hnic·hO ,. bi"l'>!!i{'he d€' i ' 'nlir:idi <" ddl c> IHI OÌC' lina . ~ Pi l a par·t•· anntomic·n :<c•no c·spnst e d c t· ragliate noti .,; ic s ulltl pratic·a di dissc7.ionc d e lle :..dandol e sali\'at·i c d <' l lo sroma<:o. d e ll e unc,fc iJIIC e s ull e r11odulit;t che pcrmettonrl di s tubili1'1l la JH' r<·entuak d<~:.di indi,·idui iniP-Stati dt\ s pomzo iti. 0 ::;.-<f:'n·az•o ni >'tlila l'f'><Ì:<tcnza d c> ll c· larv<" <"su lla l·att ura d e ll e "'>va <Idi ~· lllt' \'è, d c·ll e nini<>, tl<>gl i insetti. ,;u1l' t1 lh~ \·amr>nt o dPi m c· dt•si1ni, co mp letano l'argoment.o d n l lntn hiulrJt!itn. l'~r IJII!ln to ril!ll llnll.l la pro(ila.;si. 1-(li .-\A. afT.,•,·num o c•h c> C',.~· lusi,·a m ent t> agl i ,.,·~uni s pN·inl izz>~ t i n<>i sP1Ti11:i unti mahHic· i ><Jll'l li il cò rr rpi10 di s<:el! li <>re le lof'alitll on• d u hbono IH'<'IIIllJIIli'>'Ì t ruppe . unit ìt :<anita t'i<'. :<t a1.Ìu11i di lappu. Cl'l' .: e ciò per un ''"'"J>IP.-<.sn d i t> o n d i1.io ni <'h e P'>"""l '" c.•,.:t•rp. d N PJ'Il1 i II tH<' e d appr0zzat H agevo lm f' llt f' >'ol" dH IJ"''"'"IIP. <·ompctcnt i n t>l pn1hl e nn\ n•Hiari <·O (<·ondizi o ni d e l t e rren o: " "Pt'l'· fi<·ic·. a lt i t nd ili <'. ''"II(ÌI!III'fl:t.ionc. o rit• ntan•e •H o . 11>1t ura. l'><pn,.;izione ni venti. l'Oli· dizi o ni dt .<Ai nh•·it ìt). Fra Ln ind agini t\:<l'n lutnmc nt-t:• nt' f'Cs:<tll'i(• pC' l' g iungere ;l tpte· " t <' 11lli1nr:' l·ono:<<'<'II<:C s' irnj><!I11!0illl qrl(ll lc• c·he p~>•·noctt ono di formulan' l'indie·(· \' t i< le mie·() rmdttri<"o dell e p opola:t.iuni e di stabili1·e la p1'<'"f'.l17.fl <.lf'llu anofl' lillt· t·ntro 1111 tf'l'l'itcll·i<J ('ir<"oslante p o r la prnt'on ol it1\ dai 15011 ai 200(1 m e tri. U• (11'1>\"\'i d e iiZC' s pt·t·ilklte fomi,;c•ono agli AA. •Hg<ln~<mto (Wl' lllt!l diffusa t t'Ili· ta~.i t>ll l'. l'n c·apit u lo \· ri servnt.o alla. pr'Oillil!anda, the, a loro erite•·io. d O\'(' '"'-"C rr· ,;, ·.,ha l"'i lwipalmc nt<" dal p e r><onale ndd€•tto al ,:;prVizio antintt1l>tri('o. Jn rlin•,.,i g r·•tppi J'iuni,.:c·o no lt:' m1surr· prolilaltiche : qtwllo pc •· la di,..t•·uzit>n<" d c llc lar\'P. qr wl lt• p e •· In tl isb·uziwr t· ti Pglì in,..c tti adulti, que lle p e r la bon.iti C' A umana (('ura cl<>i 1" ••·t n t o•·i d i ~ra11H' I i) ; q tH!IIe p e r In protez ione Jn (l('r·a n ica i n d i viduale da Ile a110f r>l i n o : qtu •ll o J'(' r 1111tt olifes1:1 dt!J!li iudi\'idui <:he pm·f' hanno :mltito l'agu•·es:;ion e tiPI le ano· t'Piinu o d eb bono pu1'111UI1f'I'C in local it it malari<·n (c hininizznzionc rn·twe ntivu ). E t11tli rp •est• c·r~pilttli so no illustmii da IIIIIIIC'I'O>'C us><f'rva.,;ioni p e rxonnl i e d n dc• ttu · l!li l l•<·Jiic·i vt•rttmt•ntl' illt<~r<*'i<allti p e r Ju lo ro pratic·its\ d'azione . Lo s t tu li <> d<'i doLt. \ 'is hc·(''J e La<·az~> llll'tita p e r c iò cJi esser(' c·ono,.;e11tto rhti Jllt·dic·i ru ilitAri. J'Rppn·sen t antlll 1111fl guid>~ vcmm e nte JH·ezios•l a llo lott,a L'OIIi·f'O l'llrf•·zi.,n•• palu,;tr<·. purtroppo Ulll' ()i'H di./ì'u :<n n e l t l'nit~tri<•mtz itii H\lf' C'd i11 c·olo11iU.


LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA .-\11'.-\ngu:<l;r I>I"C><<::IIZU delle LL. )L\[. il Rll e In Regina, di ~ . .\. R. la Du·

chossa di Au><ltt. di S. E. il ~fini::;tro dci ll"tvori 1Juhhlid San<><:ehi e di i-i. E. il :-iottosegreturio di ~tuto per In gnerm, gencru le Clerici. in nlppr·esent.n m;a del Oo verno. e roll'utter·vento d e lle più alte Autoritl\ c·ivlli e militari, dello familo(liu dei r11o r·t i e rli rn ig linin di >!tlnitn r·i ronvenuti in pio pe llegt·inaggio du ogrn Jllll'tc• d'Jt!lliil . il. [ o w)\·c·rnbre :<f"Ot":<O, n e l ch iostro della 1-icuolu di ><!lnit.ù militare eli Fireu:r.c, è stato in'l ugnmto il monumento ai m.edil'i cudrtti in guerra, dello seu i· tor·e A. :\line rh i. Lu. cer·imonitt non pott>nr riii><Cir·t'l pru :-<olcu rw e <;ortllllu\·entc, ('d il (lio ri!C!ie rli Jlte(lù:in a milita re, t;on11• J{ià r·rfl: ri mrno. a ricor·do del grn udf• u ,. \'CIIi ruent,o, illiL.ier11. il ;,uo sctt•mttttrel·simo ttllll<l di v ita rlctlicu nd o il pmso.;imo fn,;r•icolo e:"du· si v amen te n l h Celebrazione der 111cdici cnduti in gucrn1. Xl'l g iorno rne rnomnclo t! e ll•) <..'clobrnziouo tlt>i' rnilit i del h• piet A. è 11:-wiLo il • Ubro d'o-ro •. c he i medici italiani tle dicano ai loro e roi. [n questa ma!.!;nifìea publ,licnzionù :mno stoto r·i co mpo,.:te lince. pensieri e figure di quest i nobili <wl uti p• r· lu · P atr·ia. che ost>r·c itunmo il proprio m.ini:::ter·o t rt_t le tcn·ibili vicissitudini della guerra, con tm ;;cnso di superio re umanità. Pagine ùi vita e di pas:::ione r·ievocano 1•d illus tJ·ano gli epi:-:orli pet· cu i. il dovere di chi combatte acl il dover·e di chi assi:'ìt(l !-<i incontrano e ,.:i tempt'tlno a v icenda in nna comunione rli mutua J2'1'atitudi ne. Il ••Li bro d'ifrOn. che hu richiesto circr\ due nnni ùi t-enace luvoro. non è u11a uniform.e o morwtontl t'accolta di fotografie con dati biografici. rna un.'oper·u 'oli viql. p!lSSiOI\0, s!; r·itt f.l, (•1)11 OOmtnvzioUO <Ìi s tile . È la storia della. OOSt t·a ~UGJ'l"a rivis::;uta ne i s uoi mille g-iorn i di m a rtido e di fede. e nell11. tr·amo di rpHlstD l"Ìo· \"uCa:~:iune brillnno le figure dei no.itri eroi. fl libro è divi ><o in tre parti: La j)t•irnu corupr·ende i nredi<·i, g li aspiranti lllccl ici e gli studontt di medicina caduti in comhatt illlento. ~cl i medici morti d e llo si::><Ro mo rbo cho cut'a\·a n o negli osperln li ptw ('OiltHgios i: di o~ni eroe è r·i i .r·odvt ht lu fot<>gntfìu . ' r.n sl.'conda ptÙtc Cotnprende i m e dici c g li n .;pi nlllli rncdi.. i morti ]Wt· nrtt· lattia con11me La tet'7.n part{! <·otJJ~Jremlo tutto k• JJwtivazioni u l Ynloro dello meclrudic di •n·gc nto e d i b ronzo in numet•o di hen rnill oq uattrocento conce><so tti 111edici d'It,tliu. [noltl'<.> a lcune tngine sono dedicato ai rnPdi c i c·t:dJJti in Colonia, ui rnodic i irTodcn ti ctttluti in tcl't"n str<~ nier·a ed nn a jJtlgi nu. Il'>~ le pii.t lunrino;;e, ò rleuicatn <~l >;o ld Htn portu fer·iti An!.!;('lo Vttnnini, urn ili:.:simo, f r•it ~li umi li eroi, doccJJ·nto di ntcdnalia d 'oro ul vnlor r11ili t-a re. L 1 c:nmpllnzionc del " Libro olo,.o "· cho lo. c la:-;,;e medi(·tt Jlltbblict' in OHpr·u dei ><JJOi l.'roi. f11 r. IYidatu. n l Segretnrio generale d e l ('ornitnto. <:ttp i t~tno rrh,dico .1''. Bc)r·ch~tti, che IH>Il pot.ent assolvere pii.t d egnarnentf' il ponderoso e de li t~lllo tncai"Ì('o. [ prinri ,:rlcwne nti ed i primi dati s u medici cadnti fumno mccolti co11 nwlt.o for·vot'E' chtl dott. E. Morpurgo di Paclovtt o dnl proL L. ~i l vagni di llo· lo.u-na. Uli a ltri, ><U circa m ille medi ci morti durante la gm•tT : . :-<ono slitti rtlc· cc>l ti d alla ~P~t·f'teria ri PIIa CC'Iebr·nzionc. ('irctt dodiv irrti la INte ro sono stnto diretto tHI l<;nti snnits ri , Pr·~>fet.t.ui'C, RC>g· gi~rr cnti . Depos iti, :\[inister·i. Comun i, l"urnigli.e, e<·c., per· pote r· t>><s<•r· prC'c·i,;i t• C:tYnrpleti. l<:d in du<> u nni di luvoro, condotto con g r·ancle puzic rrz c e htll!.!;<> •~.moro, nurr1cr·ose indagini. r·icel'c ho e controlli f'Orto shtti fatti pe r ov itnre o rrr is· <> lOtti iuc rosc in,.;('. r vuri documenti d e l sucrifi zio di ps><H ione, del mtu·tiri<) eli t utti t rncdici morti in ~uerm :<Ono qu i rigidanrcnt.e t·i; l><sunti, e, !<Cn:r.u t\lJ.dier·(• la cotn tno'l.i<mc <h.• llo spitito, lu. llllJT<~z ioml ,;i è l"ivestita d i C]ttclla forma :-<obri a c he meglio :-:i cnnvien~· tl lla. SP\'Ot·i th del li bro elte In ìnrniglitt sanit!tria d edict\ ni :suoi o,;curi ero i. li llutgnilieo vr>lunu·. eli r·in·a l'iO() pngine , :;u r·at·tu di lu:-;><o. i· l.ltTir·c hi to d11 :1011 r·it ratt-i. eia t avole t\H•r·i t('st\1. da f<Jtografic}, disegni t! xi lngrafie di Duilio t'u.rniJI' l· JotLi. Utt bric lu d'Atll llllt:r.io, 111udic·u delle ttllillrc. r·onro qdi :;i i· ddinito. 1111 inviai<>


li i-l

t·•·•·

il Liln·o rl 'o,.<> . 111111 ""'HI.diu1110 ml'sSH,L!'~Ì•I 1 pcJ il pmf. ,\ugw<l.u :\l uni l ca d•·l· lato 11!\tt :<ph·•H IÌdl\ pn•t'a;r.ionl': ,, rJ medkt1 nc llct putt' f' ndl A guerra . L' up<'rn d 'nrtC' sc1pcr h n (• 1'"-'t>l in y('ndittt al pu bhl iev n l prezzo di L. (jH, c lt• •·i· dcit·stc dO\·orcu c;-:st:~·p im·iott• lll.( li Editori A lfie1·i e Lueroix. Yia ::ltoronc 11. u. ::llilanu.

111 Congresso internazionale di medicina e farmcìcia militare P arigi

Apri le 1925

Sutt•1 l'Alto l'at•·omltu del Sig. Pn·sid1~ nte dl' lla H1·publolien. ,.i tl'tTÌI in Pu ri,t.!'i du l 20 n l z:; nprik dell'attuo venturo i l l Il ('ll)l{lfi ',S.WI iii/1'1'/I(IZiOiurlt> di mr·clicilla l' larUIII('ifl militari'. A dcttll riunimw !<un o Ìll\'it lcti llll t i gli utli<:ia li m f'di ei d oll'Esf'c·dt !t 1• ch·lla .l\larina. i 11na li 11ppHI'lf'lli-(IJil" od at.biun•> lll'l't\!'tenuto H ~uzioni cli iPtHt•. ussoc·ittlc·. o Ju•ut ··~· . I l ('onci t uto III'J.!Unizzntorl' (• Jll'<':'it•dulo dal !.!cm•t·alt• nct•oli <:o i:-pPtLor·e \ 'i n ceni c· ( 'o mmissurin gC'JH~ J·HIC' •IPI ('onL!n':'su ,: ii111C'di<:<• IH'i llf' ipnlc di l" Clu:<:<f' l'zn<: . cl('il•• J> i rczi<>n c d i'i SE"c'\'iili sanitari lh'I':<:<IJ il :\fini:<tcro dPIIn guentl. ( 'o tlll' ).!iit rift'I'Ìilllll<l. i t t• nci nlliei111ì d e lib\'l'llti nl t'olll!l'l'S:<O di Hullll:l m·lln :W· rlcJtn dd 2 giu~no IU:!3, sono i Sl'~ucnli: · Jo I)PI Iu spc,wù:l lizza z i<Ht (' tN·ni(·a c·<Jilll' bu"c di fullZÌCIII!llllCnto del st·rvizi n s>~ niturio. Suu npp lit:nzioae ai din•rsi :<C'>I!!Iioni dP I st•t·,·izio di su nit>\ . Pae:<i t-e lu · 101'i : 1-'·rwu:in e l r!tmdfl. 2° .\[cloclo di :<elezioni' clc•gli c·ft'ctti,·i (t: <Hl pu1·t it·o la t·c riguur·do alla tubcr·Pok•si) . Ptlesi r olato ri: , ..,.lttiCÌII, J>ultmifl ~. Argr•Hiiltl/. :~u l~zi()logiu l' t rnttunh>nto del lo• urtrit·i ft'llllltl!ltic· lw e loro postumi. P>wsi rdut u c·i : l"m111;i" e /Jt·lt,io. 4"' )Jotodo d'un~eli~i cJ,.J tllntc•r inll• d i n ll'dit·H;.i"'w e di ~lll tll·~. P11Psi rl'l!lt.m·i: ,.-,.,,lf'ÌCI e H tllllf'llifl. n•go httli~'Hlo clo•l l'oii!.!I'P:<-<o l' l ttllia . ~· l w In st•dc• do·lln prc•epdente riunioni' ittft'I'IHlziunule. n on fiL":urct fru i pac·si l'l'illtut·i d(•i t em i ullkiu li. SttrHnno iti\T<:l' ac·t·Niute CO()Jltllnirnzioni inrn•nt i P:<c· lusi,·rtnt(•ntt! o i t ent i pu:<ti >l li' ordino dd ).!iUI'Il O . (• itp non do\TI11Ul0 SIJ I' I Iti:-SH I'(' [!(:l'Q )(';:;c i pngint• di :<tfllllJlll l: cJO\'I'llllllO I>P.t'\'l'lli rù n Ila Sce!rf'tl't'i>l dd l'oll,l! l'l':<>'•l IHl n piì1 tardi d e l 1° npt·ile 1!IZ!i. \ 'enn rrno oJ'I.!'Illlizznw u \'HI~ de-Unir·C' dt•llf' di111n'<trazioni prn t ichf' d e l nult<'· r iulo· tN·IIit•tl dd sf't'\'Ìzio s>llti t n r·i o 111ilitnrc• c•osti tuitn in for·n ttlZÌolli eli ennrp!lj! ll<l o•d nJt.\'SIJOs izione iw lnst rinlc• di st nnnt>nti dlil'ur~i,·i. upp~trccdti e matPriuli da JnedicnziotH'. stt'tllllC'nti ~~·it>tifi<"i. dotazioni 1><'1' litl>ort\tori di ntdit)login. bnttet·iolo).!iu, c·hi~t l i Nl . elo•t!rut.f'ml• ill. prodotti farmHt't'llt ir·i. lt tl' Zili di traspiH't.(t p el' mola t i ,, f<:'r·iti. nl'roplnni :<1111itnri. ('<'C'. ()ltn• i •·il·t•,· inl t·nti uflit•iali. il ('u111ital\> d't>q.!fllli:r.1.tW.iom·. l'c·n i ' 'n t·i ft•stPggin· 11wnti. J.u ·irul<'ltu nna !.!ilt1 a \ '(·t.,..nillt•:<. llll ll ntppn•:-t·ntllzi•ml' uii'O/ilr•r. d1•1Jp ('S('lll'· <inni fniN>ltnt i,·p fl l•'o ll t llÌ II < hl t>nu . H ( 'h11111 il h · o \ 'pnh ua. ('tt'. Ln q nola d d l'onl!t'<'""o \• lì:<satfl in :30 fra;tehi fnutc'l'Hi t•<·t' ~ l i oflkinli t•d i11 211 frHtH:hi pl't' lP siunore p lil!lir- dc· i t'llllL!I'Pssist i. Li.• udt•sitllr i clcwnulllo pl' ITt•nir<· piì1 tardi dc•l 1° ft·bbrHi<• l !t~.ì >t i ( 'otnllll><>'flriato di' l ( 'onu:r rosso, liti HnP clf' Hel le. t·lta:-<:<l' Pnris ( \.Il ), f' lu •t uolf' rc•lllti , ·c don·nnno cs,;t'I'C' ÌtlYitlte uii'Cilidalt:' eh u llctnin i'itruziun<·. t~·s•ll·ic •·c rll'l ('onL!I'l'"so. nl lo ,,t!':<!<O indiriY.7.0. Il Uiorwdt• di lllf·l/ìc·n"' milit"r;•. <"IH· di c•d •· tn1 1a lll :<ll>1 moclestH op!'nl ulln 1,·. li<:l' t·insc·i ttt •Il-l 2'1 ( 'oll!!n·:<,..o inlt' t'IIUilionu l<• svo lt n,;i in H onat lll'l l•) Sf'I>J-:<11 >1111111, nn,.;pic·u lin d'cH'H il t111j!linrP sut·c·c•s"o d··llu pros,.i nvl l'iHIIitiiH' intt:'t'tl!l'l.ionnk. uo ll u t·Prkzzu c·lw il ( '11rpo ,;,u;itnrin itnlillllll. fi !!tll'f'J'Ù dPgnum<·nt<' nndu.• in quC><d:l t·ic·· r·o.~ tauzo c conÌ('I'IIH'I'it le• "'"' 1u•l>ili t mdizinni .

p,.,.

""li


INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1924

Memorie originali. RAI.TX ARI :'iALYATORI<:, rol1 •n nr llo uwtlit•o. - Tnttt.Hlll <·Ht.n d1'll" Ì•·•·it<• o;;too-ad icoltwi clu tll'IIH\ da ÌHON> in l~ Il 2 0 tE'm[1<1 sec•ondo g li i11>S<'I!IH1111('1l ti del !.1 n·•~<'ll t e gt H' tTA. - <.'o n pn•ftnion~ d(' J l)l'of.

H. Ar.r·:ssA:-<on r: Prefttzione . . fn t r(ld uzionc . . . . l. Fntt-•> ri che h•1nn o conh·ib tti to a 1 in n o\·urr il tn•ttan1ent.o d<• Il,.. ff' ri t<' ost.t'O·nrt iroh\ t'Ì d i gue rTil. . . . a) l-lpN·in lit à dt>g-li Agenti \'u hu.;rnnt i /) ) C'orulottl.l d clltl g uE't·•·n . . . . . . c) C'ondizioni SIH'cinl i d t• l fedto . . . Tr. Trnt.tnrnent o JWÌrml.l'io d i'Ilo f<~•·itn eli gllf•t'l'tl. o.~tt'O ·ttrt. ico ltH · i e1H1 llltrti<:OIHrc ri,!!nHr·d o Alli' f,•rit.<> clf'Jic• pttrt i molli c irco~tanli . . o

••

•

••

o

•••••

o

•

••

o

•

o

•

Po(f.

a) Sutura primiti,·a irnm('dÌHhL 1:' :;uturn prirniti nL ritardnt.fl

:J!l!l ~l-H

o

..

:l~ :l

,,

:l4:l

..

:1.10

Il

:l(;:)

:!.Hl :l4!l

il) ('ondizioni rÌI' hio•;:j(' p<'' l' Ju Slltllt 'IL J)l'ÌiliÌtivt\ imnwrlÌiJ(,fl Ìtll'l'l'l1ti:

l) n ll 'ntrtl,il!ntr. 2) al fer ito . . .

)\

,,

:31 alltl ferit,ft . . 1') Radiosc·opiit e rmliogrnfitt 11ppl icat.P a lla dinJ:,rno;:; i t'Il alln <'.ut·a clf' !l t~ ferite o;:; t t>O·Rrt.ieolari . . . . . •/) ~f<:t<)d i di iUH:~<te.< ia upp li'lt\hili in znnA di gu~·n·u (W •· Ìc t· it i ""teo -n r't i co l111 i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . r•) C:u n1 p•·rolwrat.or·ia rlt•!lo ~hnck p o,..t-tn\lllltl\1 ien . . . . . /) Curo, preOpP t'atoria d <•ll'an t.>Jll iit. acui a. posl·<•monngi ca . . (/) D i;::;in fez ione rl0lle rnnn i, clegli "'t t·u m('nt.i C'd ~' l <'fttn p o n pe ra t n r io h) 'l'Pcnicu clclla "tcri li:r.Y.azio nc chir ut·gif'n d (' llt• fc•ri t.f' rli>tfì ;;at·ic c•>me pt·cpu ruzi<m f' Fld unu .,,·ent.nale ~ut nm primit.i,·a irnnwd iat.a di c::::<c. . . . . . . . . . . . . . 11 r. Trattam••nto <klk fpJ'Ìt<:> diafisa t·il' già in pn•rlu a H('[l"i . . . . a) trat.t.nnwnw p t·(•fì lutticn <· <'llrHf i, ·o d e l t e tttn(l . . . . . . IJ) Tratt.,u nento p t·otilatlicn ,. cur·nti,·o d d i<L go ng l'l'J\a gn;:.'<O:'<tt T\' . FìpN•itll it il d i t m t tlllllt'nt n dd l•· f<• t·ite an i<·•)lat·i con fnt tt lll'H. nt-1 perio•lo pre- infl'tt h·o Nl in ti" ·Ilo inl·l'll.fC'bhrile; h•<'n icn di

:371

" )o

,,

"

:37!1

:186 :~s7

:J~U

:l!)l :1!!$ 41):! 407 ~ O!l

es:-; o

\ ". H idu:r.ione . con !A:nf:'nza. <Jd inm10hi l iY.r.Hzionc : n ) Dr Ile: frntt·.11·e cl iafì,..arie . . . . Il) D.,lle fruttme urticolo ri . . . . . \'1. Amput.a7.Ìoni: in·licnzione e t.cr·ni!'u \ ' l T. Tl'attnml'nto con:<N•.ut i\'l' d<'lle f<>rit e osteo -n•·tiC'olnri . V Il f. Cul'a. rl<'i r <'l iqnati mOJ·bo,;i d ••llo l'et· i te (),;tt•o-urt iroltt ri : aj Cull i e~'llbl' I'Rnti e d t• fo mli . . . . . . . . Il) Acoo•·c iamL' lli i notc•\'C•! i dr>gl i m ·ti in ft>ri ori r) P~C' 1 1dartt·osi . . . . . . . . . . . . . . . ti ) Anch ilo!'li . . . . . . . . . . . . . . . . •·) Fistolo os>;O(' rh• o:;te il·l' Prl o"fPo mi t> litf' l'rnn i<·hc· /) )foucon i n o n L't'lW'ari o p ntolog ic i . . . . . . . IX.. Ospe,l nlizMzinn.- e sc:ondh' I'O d E'i f<•riti o:;IPo·l\.1'1 Ì<'Ohll'i

:!()>; :l'il i

~:{.i

,1:{!1

•

~ li!J

u

~~:'\

.. ,, ,, .. "

" "

4!1:!

404 .t!)/

:iO l ii(l;) :) (4 .i l -~


67fi

l 'a g.

:i23

• •

2~

A~mNTA

A:"TOl'INO, t.tmcnLt' colomwllo nwdif'o. - Contrihntn alln chi rurgirtl dC'II'n.ppPrHiicite . . ... .-\Nr:t·:t.J:-<r A:'\1'0:-<IO. r.•tpitnno medie(). .\ ncm·n su lln tH·otila,:,:;j untireltica nei militari . . . . . . . ..... . BAc:r.IANL 1\fARIO, sotLotenent<' m~>dicn . Ln. rf'nzionl' rli ('o,::t.fl 11(• 1 (•tunpo della m<>rlidrM milit.ar,. . . . . . . . . . . . . ... BAI'LIAN! .1\[ARJO: sottotcne-nle medico - Htr t·i inff'lti,·i hf'nigni tr·att.nt.i con ini t>z ioni !'lld ovenosf' di ltroto·opinfl . . . . . . . llH I'!'T N! CO T.A, mHggior·e nwdien. - Hie e rr·hl' Rtdl'n;;sor:)Ì tnl'nt.o C'd t•lirninazio n P <lf'iln C'ltininn snrnntini;.;tt·atn in tn,·nh•tt<· rn tll]WN<:<t• (' ZIICChPl'fltt'. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (·UI'It

(lid

"

Hl:3

,,

112:!

~

:;o.ì

n

iillH

" ,,

20:1

('.\t't'lA J.''rUf'I'O, l <·IH'ni c col(lnnc llo m E>dit·n. -- Tt·nttnrnc•nt o •' ><Jò!Oilt·

hem dei frat.t ~~t·ati de![li .u·ti in gurr ra . - ('•m flt'f i>tziorw d(') prof. H. D11lln \' t:don\ . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . <·A sE I.J.A DA N'l'P., mng!!iot·<:- mNl ico. - l 'n anno twl rC>pnrto C'ltinn·· gi<·o (now•m hro 1!.122, d i•:•• rn hr<? 1!12:1) df'II'O.~p!'dnlt• milit:m• ><P· <'ondn1·io di J'adnn~; . . . . . r •·tAl'TU RO!=lOT.t;-..o, h•m•nte co lonn,, ll o ntf'diC>o . • · Tt tril\lisnto an»· tomo-eliniro <kllft tnbc-wrolo!"i. . . . . . . . . . ... ('toTOLA Ar. tu: HTO. r.Ap it ano mP.diC>o. - Dc! l'n d rit.e defornumt<' JZÌ<> · \'ll.I1Ì[I' .

.

•

.

.

•

.

•

.

.

.

.

.

••••

"

•

•.•

•.

l ;'!:l

.ifiO

••.•

('o~m ·LLI FMt.mrtTO.

CUJJ itano 111!.!dico. --- Lndug-ini e><('g uit·•' ;.;ul torRf'<' in 1111 anno tli t'>"Prcizio ratliolog-ieo <·on :<pC>c-inl<· rig-u»t·do niiP 1 11>.111 i f!'stnzion i tuhrrcoh11·i in iz i11l i . . . . . . . . . . . . . . HERARDl:>:lS Lt •tr:r, tenente colonn!'llo 111Pdi('O. - Ln prnfìltl;<><i unticeltictt llf'II 'N<C'rrit.o dut·nnt·-<· l'anno lfl:l:l . . . . . . . . . . lh: J:h: ttATlDI~I!-< Lr: tr.r, tenenti' C'n lonrH'IIo tnedieo . - LA pmfiht:<:<Ì An ~ice l t i ca n c li'F.sl'rc·ito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . <:ozzA:-:0 J\.fARIO . ,:ottot('BPnlf' mNlico. l'n n•u"·" nwt ndn psi<·o· fì><iologico Pf'l' s ,·el are lu i<Ì II11tlttziotw d<'lilfl ,.;ttrdità . . . . . . C:ntXOXl GtOVA:-:.~-n, t~·Jwnt<• rninnnello tnC'dio••l. J><•r tlllH nuo,·n rtJ.zionf' ulimPnt.•u·(' df'l ><oldut.o i hdittno . . .' . . . . . . . . . LF.PRJ G l l'J.l(), lllll!"j!ÌOI'f' ll t(•d i!'O. .Ln lnt1 '' nnt Ì\'\·IH' I'f'll n<'llwe;.idio militi\!'!1 di Pisa . . . . . . . Lo v ,\l:LlO Roce v, nut{rgiot·<-' 111ed i<'o. :-i t w l Ìt) rl<'! la )li if'!'llliil su un gntppu d i tnht'rf'ulnt i c i. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lus1'1tl At,ES!'JA -:DH<•. tn·of. :<Pn. - Bnwi cenni ,;!ori<' i :::ull'cwolm:i01w dt·lh\ rnn!'<c·h,•t·a c-ont-I'<> i g11~ dur·nnt<• In /-(tiE'lTR mondin iC' (l!l l :i· lt))

l.i:~

nr,

t::~;

..

(ì~(i

r,.-;

"

1s.;

"

~~~

~

14(\

"

•• j;J. :n;· ('

:\IAt, I('F. AILf:SSA"IHlO: ('\j)Ì t !luh tncdiN>.

l 'n Cll>'fl di unomulia do>f. . ....... . Ln tn<'dl'l'll n tf•rnictt

l'a r lel'io nsc••IJttt'l'. . . . . . . . . . .:\fANFltEDI Vn:n:xzo, r·H JJÌflltlo 11l4"dit•r>. t·a 1iognmcA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . :\lA!tCOZZl ALDO, :<ntt.o t e nPntc• rnedir<•. - Cult,!tntl'l'tlPin. . . . . . . ~hDD!O Gt 0 \'AN~I. tt'nf'nte colonn!'llo rn t·diro. Il >'t' tTizio san ittu·it> mi l itat·t" m•ll'ult irnu g tt<•nll . . . . . . . . . . . . . . . . . . .\lt·:.\tMO (: 1OVA:-::"1. f e nPnt<' colon n!' .lo n ted iC'o. - :\um·o indiriz7.o n<' llit t.Pt·upia di nlc-nn r wulntt.i<' inf<>tti''<'. . . . .... . . :\II·:,, DtO C: 1 o vA :'\)Il . trnt:nl.(' f·o lntnwllo trtNI ÌP•>. J l ,.,, i11o:o twll' Jo:. ,.;(•t'l' Ìi n itAlintao (' In :<\111 pt·nfiiH:<:<i . . . . . . . .. .... . Hwt •f Jo:H;>;t·:wro. dott. (\anfigllt'llZin ni !"Ìuri•lidlo• d··ilt' ),•si n ni oc·tt I11 1'Ì in l'llj!fHII' l<> ulJa 11110\' !1 h·~!!C :-IIIJ,• ji(" Jl;<irtni dj f:(llf'ITU • • • ~ .\ll~t·: t:~·• . To.\1 .\1.\.<:0. c·npit-mw mC'di\'n. l,u tD ll11>11 t in d i' l • L k l nh " 111 lr tpnltl/111111 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

••

;).j.)

((li 1il7

205

.. "

!li

IO.t

~


(j";7

To:.r.\:a.-r~ LJ::A:-IORO, ùot.t . -

tim icwbtmt Ton ta.rkiu " Roma . . . . . . · . .

2-4 casi di polnwnitc c urut.i cvll' • AnHPli 'O:::pcdu lu n t il itm·f' p 1·inci pale d i

Pag.

!Hl)

I'oy.

l'iO

li

25!1

Casuistica clinica. BrA:-<('HISI .-\nu!'nO, <·••piLu n o ntc>diéo. Alututi cn~i di t.ubt·t·t·<•losi p•>ltotonat·.: tntttat i t:<> l •· ( 'ntiYm·cino ~mtitubt•J·<·vlut·.~ " di l'on· ndorl . . . . . . . . . .· . . _ . . . . . . . . . . Born1 TEt:EsiO, t.t~ltt-lltc· ll~<·dil·u. L' n cu,.,o tli "'•·ningitc ccrl·bt·ospi.nale epido11ticn . · . . . . . . . . . . . . . ... . . C'AJ.l DOMEX I<'O sotlntencntt' 111ed ic-o. -- Lt\ eott,t.:iuutivitt- pri11oove· rile in t'llflJ><>I'Io al l.- funzoutti t' ttd<>ct·itw. . , . . . . . . . . . <.:n:n~:: r.u l ·,,, u~: R'l.'o. capitano tnf'dico. ( 'ontl-i hut o al la c·unosccnzu delle ft·attut·c i><olEtte dell'l:t[)(ltìsi ><til<>idc dt> ll'ulntt . . . . . . . OE ~fA.RI!'Ls r\ u a~~L.IO. c~tpit.ann med ict•. L'!t7.ione dd clo t•idt·ato di crnctina in tut <·a:-<o d i •·pnLiL<· uc:uto i~tft• lti , ·a, "''IWita dtt. ~llltrigiune cl in i C'a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . D ·E :\ I AHI~ IS \.urn:uo. t:>tpiiHilO Jll<'dicu. ru t·:-t---<1 di 1)-<((•omielitc cr<)lliC'tt con as:<l'mm .-Ji >'intontì t·liuici. . ......... . L.urA A '>~on,o. <·upitano nwd ir-o. 1-'undi-;i ugitnnt~' :-<t•nztb agita-

zionf'·tH.:rnciunosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ptccr~IN1 li uo, maggiore lllt:diuo. - Euw tut n i<-1 i11, (•un >~iudt·i•JilO di in tel'l·uzione mid ollaL·t~ compl\'t.tt, da iperfll•:<:<imtc <ldla co· lonua cetTil- al<· . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . REITA)o'l (.Tç:o. capit.mw m<>.dico. Su tt-lt-uni Clts i ùi oworbut,c> . . i'ACOO Hos.~RIO, ca.pituno mcdinl. os. . ifit·nzitme HlliSC'Oiure rla trauuotl o c~o~lcificazkii.LO di e r n>~toma·: . . . . . . ..... TEnF.!'iC:HI i\ICOI~A. cap itano mE'IIico. - J..:ritltc·ma lt·i,.; (Contributo clinico ed i:<topatologico) . . . . . . . . . . . . . . . . . . T!::NAGLIA Gn: SEPPE. maggiore medico. :--luprn du" c·n,;i r.li cisti dermoidi del na:-l<> . . . . . . . . . . . . . . . VrTOLO EMA.i"UF.l.~:. maggiot·•• medie<>. - ~n Al<·unc nt•<•fo ru ta?.ioni benigne d!•lle tonsille p>~latine . . . . . . ...... .

••

(ili.)

"

:)oli

Il

:j).)

~

i') il\

..

li+

u Il

"

:.MI 2 11 .)'; :!

l)

~ 17

n

207

u

lO!J

Pag.

262

Pug.

115

l)

215

Rivista Sintetica. Lu e a mc <'<mgdu ta

Rivista di tecnica e servizio sanitario militare. Il linguaggio delle citn' uelltt statistic.~ >:S ttnitnriu <lt>IIA ~ll<' l'l'll tWlll· ùiale- JHI4-BI8 pPr I'E:>ercit.o frn.Jwe><e. . . . . . . . Il tJ'Ii-i>pOt·to d(·L nw !at[ c fc:-riti pt>r viu at>rea . . . .. . I mezzi di traspo•·ti dt·i naulnti t• t'c:-riti nell'l~st't'c i to frttJtl'(\~1· Un nuovo modello dì ba t·ella per l'E;;:PI'cito beJg11 . . . . . . Il trasporto dei ma lAt i e J'<>t·i t i pc•· v tu fen•ov illl'io e per vit\ a<·'! uea nell' ultim a guerra . . . . . . . . . . .

,,

268

•

324

"

Ozi'

Pag.

Gil

•

329

Rivista della stampa medica italiana e straniera. Acido o itmid •·ico gRssoso (Gli tl.CCi1lent i che >;i pv~<:>O ttiJ vel'ificure n e ll a operazioni di disinfestuzione e d ì dernt[zzaz.iune con). - PrRAS Acido cianidrico (:Sui fenomeni di assorbimento nt~lla tos;;ico logia dell') rispett.o alla. medicina legale ed ai metodi di disinfestazione. ·- CEV'IDALLT • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


. \ru~~<>IOÌn . fi-,iologia Pd igi<·u e n pp licttt<> all'esc r·r.izio fisi co. - - PAOLl ~ ~ A l r'()O )i,;mo n oi manìromi puhhl iei i t.a l inni (Gli t>f'pOn('nti ne li ') n e i r-i ~otuarrli Òl' i n~r·i g r·otppi JH·ofc>s<:ìonali. - A~IALO! . • . . . •

Ant< oemot o rap in. ( L ' ) n,•i pr·oc·r•,.;si pi ogt>ni. N"rr o i,AS C: A T~: 0 UPASQn i~ R. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Bt~lolll i ti ( L e). PALm~: IU . • . . . . . . . . . . ( 'o lpn di calorf' (Ri lie vi e c:un><ìùerazìoni :< ttl ). - !-;rmHH:rn~B. t'o 111e m o r·ì ::-\~tpolt~o n o T. - De: PAor.·• . . . . . . . . . l'o11 w :< i nrl:<t1<' t• com e '!Ì muore in ft>~ lìl\. - t'Bl::;TAJ. I.l . . . COII ~e r\'tiZiOI H' rl eg li ~tlime nti (Ddla). - C' HIODl. . . : . . . Diabnt-e 111e ll it.o ( Ln e n r'l\ dt•\1 ') c:•ì n .l'ins nlin>L

('

Ft.~:(;T" R-

Png.

121

•

1 22

• ,, "

:1:11 :)82

•

582

c fii !

220 •

i:l

BA :-tTI!:. ( 'A.'fPJll·:r, L

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

12-1-

J>i,..t-ur·hi t-tu-di v i d !'Jif' J!tLHr·igion i (l ). -· ( ;RIWP! Nt;. . . . . . Dueuto~1 me<li11 dt ·lht vi t>~ ( La ). Dt'Bl.IX F.fTr•tl i fi::; ioln g ìrì <lì 111111 " ,[1\I.'Stnntl • al :\{aro)('('() (<:Iii. - AB~At TD, ('HAZAI. . . . . . . . . . . . . . . .....

n

i-11 2-1

•

22H

F'ttti<·a (1 fe nHt· n~i rlo•l sn ngttt• nel ln).

•

I"I!:Rr·::q . . . • . . . . •

Feb lwo t ifo ìd f' (('on~ìdf'mzion ì c:pi<lem io log ic lu. sulla). · - BAYt.A • F eh lm• t ifn idt• (Un o. nu nvn r oHzionc: p o r lA rliR,!!Il of'i d <'Jin). LATR O .

('OSO\'I':R c B U TTS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l •\'ritt> dirf'ttl' t·d ìnrlirt>t \ €' dn cnntt·ll r-(•() lpo n eg li (lJ'g>tni >tddomillltli prue rtl'hìrn nto!li. · ('Al<;F:tt. . . . . . . . • . .. . .. Fmt-t Ili'<' sot.t oeutn n e<• ( TI t.rattnntf' nt o c r ru•nto di'Ilo ·). (;,A ":-.'1;;1.r.r ),f':< iOII i i 1'11\lllll\t i t· h<' d!'IIH c J.n- ìr·olR. - ( 'AS ~: t.LA L os io ni lr'HIIli\HI i•·lt,, olt·l rh•r'\'1) <· nhit·tl!(•. C:I,\RRl' H:<O ,l,1IM'Ì>I ( L >t} lll'l!li <'"'l'l'l·iti. \'t SHf'l ''~ J<: L .\(' AU; . . . :'I(Ala t.tif' \'t' IWI'I'I' <' s ifili t ir·lw IW i <'tll'pi t ni lilari t' militnrizzt~ti (L <'). . . . . . . . . . . . • . L UTil.ARlO . . . . . . . . )JnmtH ic ! N· nit·o di ulil·r·oseopiH t' batte ri o logia. - ABU .\ . • • . . .\1Arr·iu. ( ln llu<' IIZU r)piJn ) s ul :-<: is t t• u u\ c·an lio-\'A,..I'olaro' (' sul l>\ fun z iono temtogPnica nr- i r·n~uzzi - Dt " IOI'TIT . . . . . . " t>rliH,:t init t' llrPiit'tl. Flf'hi t t.> n-blit('rHnt(l d <' il l'l c·n,·o. -;up<'t'iore e dPI ll'tH\1.'0 Vf'llt!St) hn~t•ltio·N'f>-l li t:t) di'sin>. - ('((1\' lS I ,, ~T c!d icamenttl " . . . . . . . . . . . . . . . . . . .\Lt>tn<!o t·npido di c:o lomzio n e d <• i but•illi t u lw r·<·O I>~ri ('on so luzioni tli'!<JIIOse di <'O iot·i di 11nìtìnn. - .\lt t7.ZA1H: T.T. I. . .. . . ~l oncu:oli l' milizi;t. - CANI1'.\SO . . . . . . . . . . . . Oto pllt ie ( J.e) n <'i fcrnn-i cwi : pr·oposlf' di ri fonn11 1-11 \'Ì)l<'nl<• l'f'J,!o l ~tnoe n to :<a nil tll'io . - ( 'AI,O'F:R.A . . . . . . . . . . . . . . .. . . PArll-""iti int«>st irt>tli ( l ) IWI!'I<;>'N'cit<> rl <'~ li St.ati l 1 nìti rlurant.o Il\ gueiTa l !l l -1-91!!. . K o Fmo, KOJtHAt 'St: n. e Pr.ATI,; . . . . P e u :< io ni mi rì t11ri tl ii (•\'Ì dirninnzioni rl'ac u t.f'ZZR \ 'Ì::tÌ\'A . DoR P e rclit.tl l lt 1 1 ' 1·:~f" n · i to r·u,:sn (L e) 1hmmte la ;cuerrA mo11rl ìa.l <' P olmonir;;c l' s ul' compli c>l nzt'. - BBOAOK!n::-IT . . . . Pro cc•,.;so Ìtt!toc-it;ario nella fati<.'a ( Il ). PA L~1t f:Rl . . . H t• o ~.io1w t r'O IIl: \ ti l'Il d r·gl·l C>l )WttorH t.i per la d ingno,.;i d i t u h<'I'('O · l osi. - G !m~Hl'O. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Hi n~'""o r•ot u ll'o (Xm>v o n wtodo p l' t' lll ri<'c r·C'a cle l). - ,J vS1':-tAX. SiPri s p N·ific· i (I ) nella c ur·l\ dc•lle nu~h~tti<' int c>tti\·p, - C1A Y Xìfilidf' iguo>n11fl €' St l'llllll. - :\fAilT I·:U,l . . . . . . . . . . . . .

220

•

6:l~

,,

:tH

:3:11

,,

218

•

;)!l\

.. •

Ili l

•

72 328

•

124

"

n:tl :-!28

,,

7:l 2 19

"

<i8 1

•

221

"

:l~O

•

; :l

•

122 123

,.

•

n

74 5~:1

582

6:1:1


(17!)

:-;,,nlit1Ì proh•-<siomdi (('ontrifnt\,o ullo ~4nd io !'llllf'). - T~:!'AC f.fA Xt orno!'imt (La) mtt 1!-(0twcc iea Cc·ntanni . . . . . . . . . . . . . Tnchit·tudiu ( La ) r In gtH•r·m. l.J;;('O!'>Tt·: P T1 s~f: . . . . . . . Tt·attRnwnto tthnd.h·o dPlla hl<·not•t·ngia (l i). "!\'IAS~l f' Ptr.T,ox. Tl'l\urni ~df'll'm·e<..-hin. - Tt::>~At:LIA. . . .. . Tuhe rco l o~<i in c i piPnt r (~u Hlc·tmi >«' j!lti d1'1 1u ) ,. =-ul!u loro intcqH·•·· L>tZÌOlh'.

HOEl{l

-

Tubf'l'C<>Iosi inizi1dc utt ivu dd polr nnn<' ((: n mwvo '"' J;cno di). Dl>: ~h(' H ET.F. . . . . . . • . • . . . . . • . • . • \'a•·•·itH:Iziont· Ant.itific),,. (Su ll<·) ueii'Bsroreito itnli!liH> durnntP la gut·rTR. - l: i .'ll c DF. BER .HWI.'ItS . . . . Yat:c·innterapiH nc•ll~t fphlw(j t ifoick. \ ' Jc :oT . \'aio lo t· \'>l('<' Ìlltil.iOII C' Ili\ t ÌVIlÌOIO><It in Jnghilt t'l'l'Q

.."

6:12 :iSO 221 12:1 2111

"

219

Prtg.

,,

\)

32!~

..

n

3:W 12.3

>•

582

·Cnl'~' t-:rtJ-:'\7.1•: !<< ' I I·:.'ITII-'I< ' IIF. nEut.t OsPEPAL! )fiT.lTARI

l't·:R I C. 1.1118 0

Pa.fl. 74 12:>. 175. 222, 273. 3:12, 53!). liS;l o'c)IH) lli·: L CORI'() SA'o;IT.•\HJO )lli.ITARE . • . . • '' 75

J21i, 22:~, :!:!:l, :;.w, 58.5, 6:~ . . . . . . . i6 J2R. 176, 224. 274. r~:n 541 . 5lltì, 635. t~n

LA l'~:J.~: HRAZ'I<l:--IE ll l•: t.. ~1 1-:lJlt:O ('ADl''l'O J:-1 (!II~~RR.\ .

LIT ('0~1:rn:~:-:o

t :-Tt,H:"A7.IO~At.F. m

\IEllli'IKA R ~-,,R~t.-'o(' I A MILITAnF.

.•

674

Prtg. ))

28R 234 542

li

i:iR6

Pag.

81

"

130

..

181

»

587

Necrologio. .HARLt-:'l•r.\ ;'~;te ·coLÙ. g.•n<•ntlt· m c d i c· o

.

.

.

.

Bur _.. M At' RTZJO. !l:f'nProiP meri i co. . . . . . . FRA U 011·;;~;PPE. t<"nf'nt.c• colonne llo nwdi('o . . Zt:cc.~ BJ fr.PF.Rl\ 't1, H' IWnt~> <'olormf'llo mt>dil'(>

Notizie. L'.l:;t.ilitto el c- I na,;lrn wt.zuro fra i dPcorati til valore p 1 ~1 :'lanit>Ì uti litRt'P. - Pe t· lu \ 'Ì:;ittt dc·i ~m'l'urt i di :Spagna in Italiu. C'nnft• t c•n't.>l ,;n i ~~~" di f!UPtTR dPI pro f. !<('Il A. L ustig nf'lia H<'pubhlil"a Arf!f'lll ir1t1. - Anuni>">"ionf• allx Scuola di san ità milil·t\l'f' rli uspin:mti Hlla nomini\ tt t enent~· rnt•dico in S. A. P. As!':i><h·nti milit.H.r i aiiP c linicdrt• uniYf'r·sita.rio ed Istituti SCÌE\uti fici. E<"hi <1<' 1 2" c....fl l'f':<..'<(l intc·rnn~.iOilftll' di nwdir·ina. (' fAr -

mar·ia militan•. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

l

l~ t'l' ~- :\. K. il D w· n d' Aost>t. ( :uhitw t t i :<cien r.ifid presso la Sc· uo l>~ <:<•nLr~th • n•i litart;) di c'<luc:azion1• fì,.icu tt Ro.nm. <'onkrenzt> rncod ir·lw u ll'l' n io n P lo m ha t-dtt. rlt-~~:li uffìt'ial i in cougedo. P f't' Ìl pt,}f. Lon•nzo B orri. Liht•t·c• d oCt>nze. - Esp osizione

di nuttC'riH.IC' NJ.IIÌI!li' ÌII it.Aiiann nella RApubblica rle ii'.J<,;quatort.PPr· S. A. R. il Duc·u ri'Aost->~. E spcrinwnti per l'avanzamento 11 se(> l l~ d t> i t~::n•'nt i <"<'lonnt' lli medie• i. - K"r•·rimenti p c t· l'avan?.t~montn Ari >1117-Ìt~Hit..i dPi c·npit-Ani 111Niid. f'tflt t-<t ic-St cl('i nwclic-i i11 It.aliA . . . . . . . . . . . . . . . . Per la v iHita dci :-i!I\' J'ani d'ltnli11 in t::;pagnn~ . . Nella Dir·Pzionf' !:!;f'n<'rll l~· d e lla snnità pubhli~ .

544

Parte ufficiale. ..J) (;Hil<NALJ:: ~ULlTARE l;}'FJC'lAI.E.

l . Circolare n. li2!l d el }O novE"mbre 1923 - Concorso p er lo nçmina ad insE"gnunti tii.olat·i di c himif'R.-farmaceutica e tossic·0lof!ia e rli bromntologia pre;:;;o la Scuola di s a.rùtà militare . . . . . . .2. Circola.re n. 630 ciel JO novembrco 1923. Corsi accool<'rati di istl'nzionf' pet· mi!itari a;•pirRnti alla nomina a 1<ottotenente fnr · ln.f\('1/<l•a d i comrlenwnto . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Pag . •


---------------·---

-.,....

- .. ....._ --·- -- ------------

-

l

l

(i$0

3. C'irN,frtrt• n. !i-14 dell '~ UO\'Cillhl'<' ]!)2:( - Exito dt' Ì co u t·u1·xi o pn·mio IWI' ht\' v i'Ì su Le mi mi lita1·i . . . . . . . ... ·L ('ircQ/w·e "· OfH d<•l :l;i o ttohn, l\J23. CmH·t•1·:::i a. pl'(·mio P•' t' lfl\'OI'Ì ,.;u l t>m t 1t1ilituri . . . . . . . . .... . . . . .. . 5. ( 'in·oll/1 t' n. !i;'i'i <14:'1 27 xctt<'lltbrc l!J23. H. l ),., ...,·tu 11. ;,?;{.'):! t'111• rifot'IIHl la coxì,ituzionn dt•i r·()l ·.~ig l i d ' nllllniniM.nw.iont• t>•' t' g li "~lwclldi noilituri pt·iu c ipuli e st·cnnd ari . . . . . . . . . . . . (i. ( 'i rl'tJ/(11'1' Il. 4 dd 2:.! di <:<'lllhl'(' w~:l. L'otoCO I'"(O Hl JU't'lllill Hi hl"l·i JH't' ~!li ut'!it·inl i m t'diei dd H . E:<<' I'C'it" t• dt•lltt H. -' lH.I'ina :-:t·mh·n l<' il :11 dic·l'lllln·c l!r2+ . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. ( 'irrn/on n. 12 d..! :3 gt·llHHÌ<I l!.lt.t. Suilu ri t'tH' Il lt~ tt·,·nic o ~11 1· 1idif'.t d..JJ,. n n t·rtH' , ·igcnti s ttll•• IH'n xioni di J!liL't' t'u. .\ <·t· • ,.. t .l n w td i dt·llo dii'''" ' if.uzn d.., •·uu,;e d i xen·iz in . . . . . . . . s. c,:/'('Q/11/'1' Il. :W tJp J· 17 g'f'l lllllÌO ~~~4 . DPl'l't'to llliJlt:<l<' l'ilLII· I'Ì · gu>t-rd :t nt ' · l1• "(' CJ III pa.rt.i nwn t o d t> ll ' A1111n i 11 i:<t•t'>l:r.iUJil' c·('n t rn h: dr llu ).!11>'1'1''" i11 nttni di ,.;e• r,·izw. cli,·i,..io:t i. xt•ziuni, ,.rJ t~t'fic·i. Hda· t.in· >~ltri l ,.t:r.irrti . . . . . . . . . . . . . . . . . .. .. 9. f 'ir m lar" 11. fifi dd :!!l 110\'t• n,l,.·c 1!!2:1. l.eg!-(c 11. 2i,~l l. ;\ull t ll ll~ n sottlll <'tll'I1W m•·dit·o di t:v ltiJlh' IIIPillO di fl,.:pin\ .lti tll \": li<'i laul't~tlti in nH.)dif:iua t ' (·l•irun..dl'l . . . . . . . . . . . . . . . . . lO. C i r cQ[ur•· 11. 1:~ ' " ' ' 311 tli• ·P n o!Jrt 1!):.!:$. l\. l>. n. :.!!J\11 1 h ,· ubo· Ji,..,.,. ltt ,·ati'W"·i•l d P~o!l i 11ffi<-iRii d i :\1. T. t·d opporw rno:! ifica ziolli ull<· nor11w NlllePt'll•'Hti 11 ,.,•dnlllltt<' llltl, gli ohhlij!lti di >«' n ·i:r.it> ,. l'>I\'Hnza not•nto tf.,.![Ji nìfi c·itdi di e(lmpl~nwnto . . . . Il. ( 'i'l'rolan• 11. !!il d d :!H fpl,hrtltll IH:!4. - ~OI'liLE:' P<'l' I'E'-"'C< u:till tte eh• Ila kgge :!fl llll\'l'nlhrt• l !!2:3 n. :!.i!)J, rl.'ltlti,·a !\Ila nomina a xottoLetwntP ln<'dico di çoutpl.·nof'lltO di axpit·nnt i nte rlic·i laul't'u· 1i i11 m e di1·iun P <'it irw·gi11 . . . . . . . . ... 12. ( 'u·cnlarl 11. 224 d..J :1 1 tlil'l:IIIUI'P 1 ~12:.1. - H. U. 11. :111 l . Ut·d inalll<'l1 t ll d••l :<<'1'\'ÌI'.Ì<I :<a nit>~rio per il Corpo della (;11111<1in di T<'inanz.a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1:3. C'ircoltln 11. J~li:'i dd :n tmu ·zo 1!•:?-i. ( 't~r·P buln•·o·tt·r tnali 14. ( 'in·11/nre. n. 2:il elci ~n lllHI'I'.O 1~ !:.?4. Talw ll<> gmduali HHITI PI'iu:,E' d<·~li uf(if'iali dt·l H. E :it>r·,·it.l•. . . . ... . ...... . . ].j. (.'ircolart· n. :ll;(i de l 12 giugno W:?-1. SutwlliHis traL.iotw di t<IPdir·iuali e og~ctti di mcdi \'1\tUra agli uifi r iaJi ~d llitl'i f)OI'!"Ollali I n. ('Ì1'i'Oiu re 11. :l(;7 del ll1 giUj.!hO l!lU. - Tar iffa doi meùil'inali. li<'gli o~g<•tti ù i m e di< ·ntllrH, •1<·11<> >'Ost.unze ac•,·c:::::~ot· i<-' . dei t'<'a· g<·nti, di'i JWOd ot.t i <'himie;i plll'iS:;imi per u:;i s cit•ntific·i e~:c· . . . 17. Circolare. n. 3U1:! del 12 g iujrnO IH24. - l'ffll'iflli metl ic:i e r·hi ruir·i fitt'mnr·i;:.ti in ~en·izio tttti\'O pernrnnPntP u,.sistE'nti uJJ,• r·linil'lr<' unive;rl:'itu.ri e <f'd agli is tituti sr·ientifit'i d..-1 Rrgnn . . . . . . . 18. Circolare n . 411 d e l :! luJ;tlio 924. ~- X omi n>t. <l s u t tlJtt•tn•ntl:' di t•nrnp!Prnrnto noi Corpo ~1\11 i t nr·it~ ( R noli) ufìicin l i tll Nlici P. l'Il o lo ntli<·ioli clriulici lartrrttt·is ti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . Hl. C·i rl'olare n. 462 d e l :.!<~- ltt;IIin 1\12-t. .Es it11 .J ~·i t'(Htt·on<i H prPIIl it> trrr lilv<JI'i su temi militori . . . . . ........ . 2U. i..!-ircolare 11. 51U dl: l H Agosto !!)24. - R. dt:en: lt> lqzKe 11. 12 16. Nomi11n 11 sot tott:nl'nte m e di et• r!i conrpl cmeut o d e? li nspiranti !lted ici h·w n•u ti in tlll·dic i n a e c iti t'U I'g ia . . . . . . . . . . . . f3Tll'J•:XJ)l, ASSP.I ::-;"J El> J:-;l)EXXlTA D~~l'L l l' Ff' lClAI,l ,\l lèlH C l llEL

a. E s1-: w ·rTo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Pag.

S4 S4 H-t

,,

l :1 1

•

l ::l~

1::>3

Il

.... l

., ..

•

:)H

~

i\44

"

:i!!l'

ii!l t<

•

588

n

132

IJ ) .\J t~I STE I~O t>f:LLA t:l'l, llll.\

n IIH>Z JO)(E CF: \;'I'RALE DI SANI T.~ )Il UTARE

l.

n. l :!i- 1\' d e l 6 ff'bhl'l\ io 192.J.. - Serv izio igienico pro· li lat.t i<•o . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. -=--- --:..- -----=-:Dìreltore 7'espon.sal>ife : .-\RTURO C.\SARINl. t e n e nte col onnello m edico.

(' i rm(CL?'I'

~--

2:i6

:~--=--

(3322) · Roma. 1 <)1.1·15 - Stahilimento Poligrafico pe r l'ammini::trazione dello Stato.


"S. SALLN"AlU. Insegnamenti dell'ultima guerra sul trattamento delle ferite osteo· articolari in to e 2o tempo. - Prefa.:r.ionA de l P•·of. R, .-\ r.B><SAx DRI. lJ u volumi" di pa.g. 1911 . . . . . . . . .1 • ! . . . . . .

__.. _ CAs.uo;.l. La medicina militare nell'antica Ro_rriii.

L. 20 -

- Con !5 fi io[t~re .

3 . Si .,.LINAJtr. Le lesioni tràumatlche dei centri nervosi. Men10ritl onont!a d..! pr·emio Riberì. - Roma, HlO!l - Un vol. di pag. ~20 . . . . . . '

·)(. CuSANI. Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sa-

nitario In campagna - Hl l4. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 'l

5-

•

7

,

6-

(

M. Cu;;A.NL Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'Esercito italiano - l 006, . . . . . . . .

!)

5-

•C. DR CE:~ ..uuz. Studio delle med iast initi (n1edia:<tiniti :suppura t iqJ, u.:<<·t•><,o mediast.inico) - Roma. 1006. - (Tn , -ol. di pA.J!. 144. . . . . . . . .

• 5-

P. huHUACO. Sull'azione degli attual i fucili da guerra e specialmente del fucile Italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (1"\tudi spe,·imeuta.l i con l n ta vole di fot<>g,·afie ~ radiog1·afìe rip1·o! dotte iu fotot.ipia). - Roma. 1!103. . . . . . . . . . . . . . .

"

8 -

"

8 -

P. 1M BRtA OO . Le opera1.ioni più frequenti nella chirurgia di guerra, c·on 11 2 '

•

6szure - Fi•·euze, 1898 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ANTROPO~n:l'lttA )fJLlTARE. Risultati ottenuti

dallo spoglio dei fogli sani(ari delle classi 1859-1863; due volumi in-4° con a.t.lante ; Vol. [ (dati ant1'0· pologici. ed etnologici) con at.lam.e della. geog1·afia. antt·opolo~i('a,. J.tJl1' lta.Ua. · Roma., 189!i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vol. U. ( Dat' demografici e biologici) · Ro111.a, 190ii . . . . . . . .

• . 36 )) 15 -

F. BAROh'll' IO e C. 8Jo'ORZA. Compendio di chirurgia di guerra compilato .sulla storia medico-chirurgica della guerra di secessione d'America. - Roma, ,IR88, 4 volnmi . . . . · . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ':., ''' 40

L. BEJ:L!'AltDO e C:.

B1~t>:I.Zt. lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. '::v.re moria premiata al (·oncorso Ribel'i. 19W - Un ,·olume di pag. 27f\ con 27 figUt'e o ta,·ole g1·afìche · Roma, 1905 . . . . . . . . . .

·;, ·

à

A . OMlARJ:NI. La fatt...._::lla vita militare. )!emoria premiata al c:onco t·so R i.beri, 1905. L.t' volume di pa.g . 330 cQn l?5 figure. - ·Roma, .1908

" 12 -

A-:-&ASAltiNi.' Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi, 1906. Un ,·olume di pa.g. 402 con tm·ole grafiche e s tatistiche · Roma, 1!}08. . . . . . . . . . . . . . • •

• 18 -

,.


Giornale di medicina tnilitare - - - - - - --

CO ND IZfONI 01 ABBONAMENTO . 1.

li IJi•>P ratc di medi,;iua 111ì1Ua• e l'Ì pu hblica il primo giorno di ciaeeun mes.:, in· d i t re f'>gli ,li M:nn pn a lmeno.

;;,~ciculi

!.'al>bon:uue nto è amm o c d eco rre dal 1o geau :tio 3· l i JH<:'zl. J <l d l'abl!onam t>nto t-·

~-

l'c r l"Ìral ia e Colol1 lt' Per i ' Es:~:ro

1..

=~6. 1 in

Ll n fasci.:o!<) sepamw costa ~npplt-menw

Il

:!4. -

lt:t l i~

~.

•

t all ' l:!~tero

·l·.il41

lo.• 18.

conten ente i krto/1 1 iu It alia . corpo sa ni tario 1 all' P~tno

J i cm ~imr ilir d.:l •u i litare cus ta

l· l'u gl i Ufficiali 11H."<lid c chi mi ci fa r mnci su <lei .IL Esercito {i n ser vitio atlivo, iu posizione au.;iliar ia, rl i com plemento , della r ise rva c<l a riposo) il prezzo dell'abbona · m ento è ri<lotto a L. 12 . anlicì pa t e. ,.,, i l pn·>/.u <ll'l ~u pplenl('n tu a L o 5· f.'ahl><>namcu to non d isdetln p!Ìm~ de l 1• clkembre s 'intende rinnovato per l'auue>

6 . i >-Ì!<IIiJIÌ :ohlo•>ll!\l: lll i1ha ri in e fiettiv ih\ d i -terv izio p::tgh cr:onn<> l 'im porto del · l' abboname nto per m• ·ao dci ri~pet,t ivi comand i di corpo e direzioni . 7. l ·cr i ~oli uolic:iali me•lici t<lell' Esercito e <klla ~l a riun ), i n qu~lttnque po~izione si trovin o, è :uuwns~<• .rn .'\IJBC•N.~ :'\t E N TO C\J ì\l t' LATTVO al Glornole di >n edicitla militar( t"'l ag li l n>1 11i d i tiiCdlciucl llet••u!c <' colouiale al prezro di I.. 2; annue . Per o ttenere t ale fac:i licazion e cu mnl:ttivn )!Il abbona ti_ mili tat'i dovran no' far p erven i re l' inter o imponn

Iii' \mliiii!Ì:.(I,\'lÌ'.>U(• Ù~l J•<•riodÌCO ÙaJ prQ)JfÌO COTJ>O.

8 . .-\.i lihmi si fa lo sconto del l't'IHJil~

10

per cc1:to, ma $Oltnnto per gli abbonamen ti delle

c de!,! li t'm i non mil i\.!ri. che non po<J:on t> fnJ ire de ll a facilita.zione di c-ui aF

numeri J, 6 <: 7·

NORME P EH LE P UBBLICAZIONI . 1. l Ja,·or i on)!iual i, le note, le rivist e d attil ograf aLI o ~critti a mano - devono <>CL uparc un solo lat o de l foglio t'Ò essere accura tam-:nt e rived•tti dngl i :u: !ori. S i fa sr~ciale rnccoma nd:tzion c che q uelli sc ritt i a mano sia no ben legg ib ili , per m odo di e" •ta re .,gni d ubbio d i interpret o•ione . Jn caao con t rari(l , la D ire zi one ~<Ì ,·edrebbe CO· •tretta a so~pendeme l:t pubblicazione . ~- Snlvo cas i eccezionalissimi, la correzirme delle b(lzr.e sarà fotta dkll a red azione, a nzìcbè <lngli au w r ì, per non vincolare il lnvom t ipoRrali co agl i in r. vit:~hili ri t a rdi po· sta li. 3· Le spese per gli estra tti e quelle per le t a vole Iito~raficbe. fntog rl\ ficbe, ecc., che ac••om pagnass cro le nu-m ode, sono a carico deg li au tori . -· .J. G li estr ~tti sono di d ue t ip i: Tipo A . Senza copertina ' ~ colla im p&ginatura e num t.> razionc del fa.sdcolo. - Tipo B. Con co perti na ~tampat~ . ìroutes pi?.io , impagi na· tll!a e n ume raz ione s pecia le. ' 5 Il pre 1.zo d egli estratti, p er gli au tori delle >llcmorie che li ric hiedano. è re golato d:~ lln segue nte tari ff<1 :

!'REZZO Dl CI :\ SC UN F OG LI O DI S T AMPA. NUMERO DELLE COPI!::

T IPI 01 E~TRATT I

-------

--------· ;;o l !IO - ---1'iO so L. so 100 •

l

.'

:!()O

120 130

~

Per O).:n i ctntinAlO

olt re 200

------l

70 I lO

"'"',; di 1111 Joxlw si c •.•u la t!O ~om e jogUo i u tc,·o pe r l e ordi11ozlo11( d.l J?MIO '"' fog lio, l e Jrazla••i in più. ch e no n S1tpe r lmo Il tuuz<> mclà , purc l1 è peri> l'or dinazione n on sia l nfe r loré o 50 copie .

( si r estituis cono. ,l -

St.abU!men to PolllrJ'BftCO pe r l'.&.ntm lnlatre.v.lone d e llo Statco.

•


Il -f J

l

Pubblicazione mensile

•

GIORNALE MEDICINA MILITARE DI

PUBBLI C ATO DAL M IN'ISTERO DEL L A G UERRA ~Direzione centrale del aervizio •-itario militare)

Giornale di medicina militare: xSsx-1884

Giornalt: medico del Regio E sercito e della Regia Mariua : ~8Ss-x89s Giornale medico del Regio Esercito: x8<)6-IQ07

ANNO LXXII - 1924

Supplemento

Supplemento

a/ Fascicolo l

al Fascicolo l

l o Uennaio

1° Uennaio

RUOLI D'A NZIANrrÀ DEL

CORPO SANITARIO MILITARE (UCftclall medici ed utftclall cblmlcl farmacisti In servizio attivo permanente) al 1 genn a1 o 1924. Direzione ed amministrazione ROM'A - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

ci Per ,te Inserzioni di pubblicità rlvolgerst DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giornale d l medino mtlttare - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX S eyembre - Roma.

Prezz o d e l pre l!lente Snpple oJeoto p e r i non abbonati L. 12.


·. •

..

"

•

•

l l

l

l


SUPPI;EMENTO AL F ASC. I •

del Giornale eli medicina militare -

1924 -

(ANNO LXXU)

RUOLI D'ANZIANITÀ DEL

CORPO SANITARIO J\lliLIT ARE (OI!iclall medici ed lllliciali chimici rarmacisUin servizio aruvo permanente) a l 1 ge.n..n.a..t.o 1.924

A VVItRTitHZA.

l cortesi abbonati, che riscontrnS!l(•ro ne i pr<'sent.i n10li qualche errore od omissione p('r le indicazioni 'che loro riguardano. sono vi'Hl.mt>nte prcgat.i di darne sollecita comunicazione aUa Dir<'zionc do! Giornale di medici11<s tmlitare, Ministero della guen·a, R oma, valemlosi d e ll'apposito modulo che trovasi a p!~g. 3.

•

R O:JI A STAUlLlliENTO POUI;RAFICO l'ER L'AUì\llNISTRAZIONE OELLO STATO

1924


............... ..

.............. ~---~----------

'


AGGIUNTE E VARIANTI ai RuoU eU anzianità degU UfficilaU medici e degli UfficlaU chimici fannacfstl in servizio attivo pennanente

Pagina·········'·············· ................. ........................................................................................................

Grado ............................................................................................................ .............................:........... Casato e Nome

• •• •••o• oo ooooouooo• O••• ••o oo oooooooooo oooo o oooooooo ooooooooooooooooooooooooo oooooooo ooooo~ ••••••• o o•• ••••• •• • •••••••••• •• •• •• •••

Data di nascita ................................. ................................................................................................. Luogo di nascita ............................................................................................................................. . Stato civile Laurea in medici.na e chirurgia. o in chim ica (Università e data) e titoli

accademici , ;,..

oooooooooHHoooOoo O•HHoooo~HOoooo Hoo;,., ;o,,,, ,,;;;;,,,,,,,,,,,,, ,,,,,,.;4,0.o.oooooòoooiio·ooooooo•ooi~OHUUanu

. ;., u.;ooii..

..

D ecorazioni e ricompense .............................................................................................................

Campagne ...................................................................................... :.....................................................

Anz.iar li t à nei n 'wi grndi .............................................................................................................

P osiziorle ..............................................................................................................................................

A ....................................... , (Zdclì ........................................................... IQ......... .

L'UFFI CIALE

SI prega staccare e spedire d'ufficio al più presto Il presente modello, colle aggiunte t varianti, alla Direzione del " Giornale di medicina militare, - Roma.


SPIEGAZIONE DEl SEGNI INDICANTI LE DECORAZIONI E LE ABBREYIAliONI

Medn~IIIL ""'""i zinna. Cavu l •e•-e dcll'Ordiuo Militare di Savoia. Id. dei Ss. l\Ja u ri zin c Lau;nro. Id. d olla Coa·nna d' It.a llu. co!otùll!O tlolln St.cltn d'ltt\lla. !d. oc ( Oa·un Ca·ore. (; 1 i rln '":\.n l i n i ~Pgnl clé1IA rlooorn z inni Ftnprn ) n1'1\11ti_e umt'io lo.. Cnnmaoo d ntore. ~ in d icate l'tlkiule. () Med nl-!lln d'oro pel honomerltì della. salu te p n bhl!cn. Id. id. pei benotnorlt.l del lca·a-emoto 19 08 . Medutflla d'ur,::euto a l \'Olor militnre. Id. a l valnr civil e. nl Vtllnr d i rnn rinu. ,!) l d. Id. nei t..memcri ti della. s~ In l e pu hl •Il ~.a. <t Id . poi benE'mt>•·itl del terremo! o del 1908. IS O :\Iedng liu d i hrfln Z•• n! . al u r noililnre. O I d. al v;ùot civile. ~ Id. r•e i h•men oori(.f della ~o l01e pubhlico. O I d. poi l·onemol'il i del tor•-emoto del l U08. :\) Medn"li(l <'om n•emnrnliva J)<'l' le campa~ne J'Africa (1). Q l d. rea· la. cnmpa~~;no d •· ll!l Ci nn ( l ). ld. P'W la oonq"'"'"l <!Pila Libia ( l ). l ''pua· la CJJmpngna ila Jo.an~trlo.ca 1!11 :i-18 (l ). Id. pel bcn•-mel'iti del t en~mot o del 190!1 C•·oee d ·,.ro con corona per anzianità d i servizio Id. per :•n zionità d i servizi". ·~

l

l.

3

•o o

w P romoz ione per lllfll'iln di gu f'r1·u.

.-t•JUU. in/er. Aspettativa per infermità. .chpdt. mot. 1pec.

Com. com.

Aspt~l.tall?n

per motivi speciali.

Com ando .

comandai n. Li boro d ocente u niversitari o. Dir. ce n tr. sorv. san. mi l. U irt•zion,, ccntrnlt· de l $ervlzio sanitario mil itare. Coli. mecl. sup. Colkgìo mNlicn su podore. Dir. San. Dìrezinne di Sanll à. Dir. ~an . Dir<'ttoro di snnil à .

L. D.

(l8Jl.

osped.\le pl'inoi p ul o o aecon<lario.

Dir. OSJ) . D ii'Otto ore d cll 'osl'edule mil i ta re principale o secondnrio In f. lnfcrmol"in p resid lar in. Soz. ti i siri(. S..zinnr· d i <li sin(,·zion~ tlf corpo d"~<rmo.ta. Dl.str . mil. Dbt•·ctto n•llita a•c. c. o.. oorpo d 'o rmuto.. Ist. ohJm. fo.rm.

mll.

t ~ tituto

ohituico flu•mnoo ut.ioo militare..

Sc u ub dl s1Lnit1\ milft~• ~'~'· InSO ! Ill\nt.: t ftnhlrc oli 1o g rl\<lo . In~egnank t itolare tl l 2" gra·to. a. ammogliato. c. ceÙ he.

Se. di san rnil. Ine. t ft. 10 g r!vlo Ins. tit. zo grn•lo

v. vedoYo.

Cl l l o•unerl espoOAiotf Indi cano l e CMl1 1>&&'1le.


8

DAT A

CAS ATO E N OlllE

3 !l m

L UOGO DI N ASOITA.

I'O~IZIONE

di

DECOHAZIONI E C.\MPAGXE n811Cita

Ufficiali medici Generale medico capo. a

Ca.serta . . . . . . . . . . • • . . • • • .

"/.. 2.5$ della Vali" Francesco, C. e. G.U . ~.

.

~ " ' "", ~. ffi.

Dir. goo. mln.

guerra,

CAPO eerv. san. mU •

Oenerall medici. dal n . l !\l n . 3 e. Carrara (;\1n<;sa)............

GiOI'amrl, ;\DI. U. e, C.

16. S.!>!l ncrnuccl

<!'1, ® U·U. • • !t t iJ• U !tl. ~- e. a

NAvelli (Aquila) . . . . . . • . . .

9. 2.63

•

0

o;.t, Santuccl.'il,{ttriO, U, e . C~. C

0. ~ti&·U•! 1•11 1 IPJ, !J. ~ . ~. O) •u.u,

L.D.

;.B. In ooullstlcn uclln R. di Torino. e.

Fontanella ( BNgamo) ..... .

7 .11 .5\)

per iapczlonl.

Pr<.lll. Coli. Med. Sup.. .

U.,

• ('.olegari Gio. 1Jal/181rr. ~fl\1. U e.

(• ~, ® tT U C Ut•t fl• t fJ ~ tl t·U · IJ•It •· ~. ~. !!l q)"'·". m. 1

A. d1sp.

~ t tl•h•U•U,

A. dt sp. por Ispezioni. ..

0

Colonnelli medkl. dal n. t al n . 3 n

Guasta.Jin (Ro~-glo J•:111111a) .. 16.11 O~

'111 Gua Idi Carlo, U. e . C t!>. O. O O.

Dir. >an. :'\ap oll .•.. .•

® ......... ~. Q<' ......, .t . ~. !D. L . o. in rotologin l<PCdulc medica nella R. u. di Xavo ll. Hh·n Umloerlo, e . U. ~.

.,...

Modena

:11. 1.07

•

e. Ctlgllnrl

19. 5.112

Cnnnns 1\"icolo, e . U <Ro. O. ® """, Q.[!!.~. ~ "'""'""", c!J, i-p. L.D. In ocnlist ira n clln n.u. ul Torino.

a

ID. ~ ......, <t. 11•.

Id .

Id.

Id.

Id. Trieste .... . .

Roma . •.. ...


7

ANZIA ~ ITÀ

PARlAZIONl

LA UREA

dur a ftle l 'Oft110

Colonnello

Tonooto oolonn olio

1\faggiore

Capì-

In

t& no

Tenente

Sottotenente

9. 9.917 16. S.91S 30. 6.912 l. 1.008

2. 11.90

27. 8.87

IO. 9.84 Napoli

s. ~ .9 1!' 31.1\!.011 17. 6.906

11.10.88

27. 2.81

\l t. l 0. 8 1

Generalo

20. 6.918

m ed iol na e ohiMlt'll'la

PQdOva . .. 27. '1.8 1

23. 7.918 18.11 .916 6. 7 .!H 5 l. 1.908 Il. 3.900 20. 7. 90 1. s. Sll Naroli

s. ( .919 29. 7.915 1.12.91 2 llR. 5.908 s. 3. 94

7.1 1.917 28. 9.915 ~o. 9.910

~.

..... l. 8. 83

... 17. 7. 87

8. 4. ss 2:1. 11. ss Pavia .....

6.99 19.12. 89

• . 7.84

8. 12.87 Parma ... .

' · 7. 87

fd.

4 .12.9 la 3 1.12.9 11 2. G.902

3. 4.93

l 'l. 7.90 Modena . ..

4. 7.89

Id.

16. !.91R :1 (). !Ull O 19. 5.98

Ul.12.89 10. 7.87 Cagliari ...

7. 8.88


8

(Segue) C'OLO!\NKLLI

CASATO E NOME LUOGO DI N ASCITA

POSIZIONE

dJ

DECOfu\Z!ONl E CA M PAGNE onscita

l.

l dal n . 4 al n . 19 v

Olgl iari . . . . . . . . . . . . . . . . . .

5. 6.63 l\larrOB Ru(Joelc, ft, U <l!>. O. @ "·@,

Dir.

san.

Torino . ....

*· I <l.

ld.

Pulomto ....

EB

~ fl :.•t•·U•Ul

:!. J.(\2 l\.! ad in a;11,;eppr, Q . !!+. O <t>. O. O. ® ....... (l;., fl:.• l &•l 1,ffi,

a

Pian11poli (C~taozaro) . . . . . .

a

~rootofnlcooo

(Beno,· euto) .. 1.5. l.fl3

Altobell i .41bcrlo,f;U.<F.ot.@"·",@, ~ •••·t•·n-ss. tP, L. D . io igiene ne) R. htitut .. Sup. F uc11zo.

Dir. se. san.mll. ..... .

a

Palena (C'hlcti).. . .. . . . . . . . . l 0.1 ~.6:l

n~c~blon<· Ettore, \V, U <l!>. ~. @, @ ,

Dlr. san. Ml18.DO ......

s

~

t•

lfU •It•H 1

Fircuzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28. 5.1)2 Clwlc1!cltl ('ami/In, (;i, <§:,O .~ ® ••·",

©. a

fD

e ....... EV.

Porto Ceresio (VnrO$o' ...... l b. 7.62 l\h>uri f.1,;yi, U ~.C oJ!:, O. <t.~-~. 0)11 h · U ..

® fU•!••J1•.1l (!1, Q}1tlt•U 1 m.

a

Ro'<rgio C<\ln lll'll\ ............ 26.12.62 Giaonua Giuseppe, $ , <l!>. @"'",

n

Mioglia (Gouo,·tt)..... . . . . . . l 8. 6.63

o, ~ •••-n-n, *' m ~ tl,•li•U·•f•tO

1

+•

COOC<1rdia (:llodona) ........ 28. J.r.r. Bon<nni Goctano, ;:., + . @"·", !f) ,.,. tu-n,

Vorona . . . . . . . . . . . . . . . . . .

7. 9.67

9 •u·n, +·

Leonforte (Cat.ania) ........ 22. 2.67

Id.

Id.

Firenze . ....

Id.

l d.

Ba•l ......•.

Dir. Rnn. Vcrouo Id. Osp. Flronzo ..... .

.+. ® """, ~"'

!d.

1<1. Triest... ... . . .

Fazio Gu.cltmo, <#o.@ u-u, cl), ~ .,. ... ,

Id.

id.

Saggio! ErCiriSIO, • tlt•H·U

o

Bologna

fB,

n S . Agata Fcltr·ia (Pl'onro) .... 22.12.65 Trovnndli Luioi, fil, <lf, O. ®.,..., ITJ. <1), 9 .... t~ -U-1 t1

a

id.

Odùcrn Ll<i(}i. $ l ; <t'• ® " ·". !f) ..,. ., Vlct>·Pf'CS. Coli. med. su p. ll•U

a

. ....

I <l.

U•ll 1

~

+•

+

Roma .... . .. . ............ 17. 7.70 lllemolo Oiot:rtnni, &. C' tf:, ~·. ~ . ...... /..

IO], !!!. @,

<t. <t,

+. L. D.

Palermo

Mio. guorro Dir. cnp~· dlvls. Incarica t-o ...... .

in Igiene nella R. U. di Roma.

n

)!ontorosso (l\lonteloono)... .

5. 9.65

Lo Grotteria Pasrnwle. U @ ••·••. tf). ~ U l-lt-n-u,

n

n

~'

<!>. O.

+.

Dir. Oap. l\apoU ..... .

®"·", !f),

Id.

hl.

BÒiogna.. . . .

\"letri sul )fare (Salerno) .... 20.11.66 C'imi no Franccsca.nto-n;0 , tji>, ® .....

Id.

ltl.

Rowa ..... .

Ato!II!n (Chict.i) ............

5.11.65 St('(nno Umberto, •• oK<.

e

IU•U•U•te,

+•

o. oo. Q), g ........,.... +-

l


9

ID·: DIO l

A~ZI AN ITÀ

L AUREA

f' ..t. IRI A Z I ONI du r ante t ' anno

Colon ·

Tcn0ut.o

Mag·

Capi·

Te·

noi! o

colon· noli o

'!!"iOI C

l-ano

nen te

20. 1.91 8 HL 1.9Hì :11.1 ~.!lO!! 9. 12. 26 . J.9l ll

l tl

·:\t. 3.!11

19. 3. 9 18

Id.

30. (l , 9 1 l 23.9.9 fll

t <l .

Id.

:$0. 9. 911

Id. Id.

.

o

Oi

Id.

l •l.

.

in med icina. e chlrurgin

l. S. $7 Ca;.diari

...... 20. 7. 8S

7. 7. 89

r(l.

u.:1.ooo 20. 7.90

l. 8.88

ld ..... ..

Id .

I d.

Fironzo

Ici

I ti.

N np o!l ... .

29.9.!!00

~ l.

4. 6.9!1 19.12. 89

22. 2.!12:1 14. 12 .0 i C 2. 1 .91-1 2 0.12 . 90~

I d.

Id.

Id.

Id.

Id.

7. 7 . SG

10. 12. 89 IO. 7. :>7 Napoli ... . 17. i. SG

S. t2. 8 i

Id.

4. 7 .!15 11. 7 .!.12

6. 8. 87

... 14. 7.87

o

7. 5 .9 16 ;) l. ~.!•12 '!0. 1.!101 t O. 7. 90 l. 8. 88 Oen o ,·a

I <l.

...

7. 9 1

7. 5.01fi :l i. :1.!)12 1O.f;.!I OO

22. 9.918 1ft. L !IlO :ll . 9.9 1z (). 12.919

5. 3 .99

19.12.89

Solto· toncnto

o

••

3. !;.87 /').

S.S-7

... 14. 7.$ 7

l3olo~nn . ..

14.11.91

s. 7.90

Id.

9. 5.92

Jd.

8. 7.903

hl.

11. 7.92

I d .......

:l L 3.914 16. 4.90:!

Id.

8. 5.92 ::-lapoll .... 22. 8.90

30. 9.9H 16. 4.903 I<t.

31. 3.923 1-1. 1.9 17 30. 9.!114 5. 4 .905

•

••• o

o

6. 7 .!l l

5. 1.99 2!1. 4.97 Roma .... 10. 7.94

!

.... 16. 8.90

l d.

Id.

3 1. 3. 9 14 8. 7 .90;1

4. 7.!!5

8. 6 .02

:>~apoli

Id.

l ti .

16. 8 .914 3 . 4 .904

Id.

l d.

Bo lognll ...

Id.

15. 2.917 !lO. 9.9J.i

Id.

Id.

5. 7 .92

11. 7.92 Nupoll .... 24. 7.91


10

TRXl':NTI

DATA CASATO E NOME LUOGO DI NASCITA

di

POSIZIONE

DECORAZ10NI E CAMPAGNE

na.s cit.a

dal n. 20 al n. 23 v

B~sano (Vicenza) ..........

13. 3.69

+· O. ~. ® Dir. Osp. VeroDa ..... . ............. o. ITJ, +-

Bernucci Rodol/o, •· ~

a

Picinisco (Co.sorta) . . . . . . . . 24.10.68 Tobia Arturo, •· U :j!>, (j, ~. ® "·••,

® ........., ~. +

~

a S. Donato (Caserta).........

4.10.67

Tempest.ll OQ8tanzo, • • + . O.®,..,. ~'

a CMcrta.. . . . . . . . . . . . . . . . . . .

l. 7. 7 2

·-

~ fU·I••U•IIJ

+•

Ruta ScbMtiano, • · <§>, @""'', 4>.

@ ••·~·u, +

Di8p Mi". Fin.anu

..

Dir. Os p. Dari ... . ... . {d.

id. Torino ..... .

Tenenti colonnelli medici.

dal n. 1 al n Il a Oirgenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . l l. 6.69 Ferro-Luzzi .Massimilia11o,

Il. ITJ, Q), ~ ........, +·

a Chiaramont-I (SaMarl) . . . . . .

a

:n. 7. 70

Orixoni QiQva1mi. •· \9 .,..,•..,.,•. t§o, So. san. mll . !in~. tlt,tll. ti>. ~ +. L. D. iu Igiene nella R. u. 1° grado) ........... . d i Siena.

Ve ntimiglln(Palormo)....... 16.12.Gi Santini F e<lerico. ilf, '!'· @ ..... ~

a

+.® ••·", Os p. Rorn!l

........,, o. (!]. +·

Bi ella (Novnrtl)............. t2.11.1l7 Coda Carlo, •· <~=. •;.\) »·••, 4).

+·

a Vont.otone (Napo lì ) ........ 25. 1.71

a Alossandria

..

Je.oono FrafiCesco, cft>.O. O. ®"·"·", 4),

~ t U •If•U•U ,

Id.

Id. Ca"lort.u... . ...

~.Q) ....... ~ .,,.

Osp. Vorooa

F:u$i(I(Mo, $. cft>. O. O. O.

ld. 1\apoli

.............. 18 . 4.7(\ Pa,·iaCaliman, •••-n-1• ~. ~1inìglitì

+•

•·+·

Dir. Osp. PadO'I'R. •.•.••

*· 4), é!i} .,, ..., Id. id. 0('nov-a ..... .

a Treja (Macerata) ....... . .. 22. 1.72 Casto:Uanl Romeo, •· ~ -+

9 '"'",

O~p.llle~lna ........ ..

a

Spinazzola ({lari) ......... .

a

Zogno (Be rgamo)... .. .....

o. ~ .......... ITJ, (!), *· >to 7.10.70 Fran c hi Lui{li, +. O. o. O. Q), Se. npl)l. art. e genio.

a

T orre d'Isola (PM·Ia)

30. 5.71 Castold i

1.11. 70

~ • u -u-u .

a

Castroreale (.\[esslua)

Ellore, •· ~. O. @, Q).

Osp. Livorno

..§.

l 2. 8.69 De :\lal'i a NiC<Jl(l, •· U 'li'· O Q) •u-m ~ t U •1t• H·Jt,

~~.

Co ti. mcd. su p.


li

ANZIA:-\ I TÀ LA UREA

1'4RI4ZIONI durofttc: l ' on!l o

Colon· nello

T ononto col on · nello

Mag·

Capi·

Te·

Sotto·

1.:ioro

taoo

neute

tenente

In •uedlclna e chlrnJ"lrla

. ~o. 9.1!~3

15. 2.9JT 31.12.914 29.1:?.90 l

s. 9.06

l . 7.94 Padova

... 31.10.93

l d.

ld.

I <l.

29. 9.!104

I d!

Il. 7.03 Nat•nll •... IO. 8.9 2

I d.

2t. • . Ult

I d.

29.12.90-!

5. 9.96

l. 7 .94

Id.

.... 21.11.93

Id.

l ti.

I d.

'!1.12.905

5

1.09

4 . 1.97

l tl.

.... 25. ~ 9'

l

t !l. 4.911 31.12.9U 31.12.905

:;. 1.99

l. 7.95 Roma

.... 4.10.93

' [d.

Id.

I d.

Id.

2!1. 6.905

Id.

ld.

Id.

l. 4.906 13. 5.900

4. 7.97 Sas.•arf . ...

i. 7 .96

8. 9.96 28.7. 95 :\'ut•nll . , .. 16.10.93

Id.

l. 7.94 TorJDo ... , 15. 7.93

. lO. 6.911

Id.

l

Jd.

17. 6.906

16. 5.9 15 15. 3.906

5. 1.99 11. 6.!10 Roma ..... 12. 7.95

Id.

13. 11.95 Napoli .... 25. 8.9 4

Id.

I d.

17. 6.906 26. 5.98 17. 6.96 noma .....

Id.

Id.

l. 7.90!1

Id.

8. 11 .95

2l.i. 4.97 N'o.poll .•.. 16. 8.95

Id.

30. R.915 21. Il. 906

6. 1.00 Il . 6.06 Torino .... 27. 7.05

Id.

3 1. 8.9 15

Id

Id.

l d.

Id.

Id.

16.12.906

Id.

l. 5.07 :\u.poll .... 14 . 8.94

Po.vla .....

'

5. 7.95


DATA

l

CAS ATO E NOME di

LUOGO DI NASCITA

POSIZIONE DECORAZIONI E CAMPAGNE

nascita

l l.

l

dal n. 12 n) n. n a

Perugia ................ .

~lariottl

t. !l 71

llin n c hì Oio. 8ntlis/a,$ ,

+. Osp. Perugia

r fJ. n. 10

Q). ~ ••4·••·•'·". ~~ ~- ..

anntornia pntolugica ne lla R . U.

d i Roma.

W. Ca<:<' h• Filippo. $,•~·.!;), (TI. <[> "'"". J rl. Roma ............ .

a "coprìto (.Aquila.) . . . . . . • . . . I G. ;i.'iO

~

u .}·••· P·u,

tolo~ln

+. L. D . io trau1nn·

nella R. U. <lì 'ROUllt.

W. F'ruu Oiusqmr, !!L •2-, Qo, ~ . ~-

c C."tgiiAri

Dir. O> p. Cagliari ..... .

~'-? 'JU•!f• ~··

29. 1.10

a

il "d lino

a

Dasù (C'ut.nnznro) ....... • ..

a

l

Oc ~tlrl() J~utJcwio. t!:. ~ •u-l•-n. f!\ Se. 61\'11. lllll. (ins. tit. 10 f,. o. in olini~l chirull'gìca oell a g,.n<IO) ••...•••• • . .. •• H. U.di Plsu.

+.

19. s.r.9 PoJrnit·ri llaOoele, a. <!>- ~ .......". l [!?, •!'( f"npoli (Aquilu ) ... ... ..• . . . 9. 6.1)~ De Slr•Jlllllnis Oi11srm>e. '$. +• O. ® u-~~•-•:, \Q ·~ •o•. ~ u~-·· .:IJ, V , + ·

Osp. Napoli . ... ..... .

(d . F'i "-'nze ......... .

a

:-,r,,,·ara ... . ........ . ...... 22. 4.il

F'rn11oli Oiut;o,;;;, ~- ~•....... . ..

D :r. Osp. Piacenza ....

a

Chiaramontt• (f"ott•nza) ..•... 30. 6. 71 G l! icci Sera(ttw, $. C. •t-'. <!>. ~ ........,, i!]. ·~· 1-. D. in Putoìo~-:ia rhir. j nella .R. U . Ili Homa.

Osp. Rom n .. .. , .....

<!!P Cn~n\1 Pietro. $. C. rb, O. O. Q,

1<1. Roma ......... . .

I

a Reggio Emilil~ a

•

o

Acciono (Ailllil:\)

o

o

•••• o

•• o

•

••••

•• -

•••

IO. S.7t. 15. 4. 71

o,o, Q)

Rlzi Ltri(Ji, •}<.

t U·U 1 ~ tU•U•ll-U,

*· rJ!>, U

t{oe,

@, 4), ~ ,,..,.,

a l'unr.>ttior·l (C'osenza) ...... . . 22. 7. 72 Rizznti OiuseJ)'P,(, $. ti>, <!>, U'l'•l f• <V, +•

*·

~ .,.....

a Fo•saoosin (Chlotl) ......•... 27. 5.R0 W. Buc...ilaut<:.dl/rtdc. $ , U •!'· O. Q),

a

Nota (Casorta).............

4. 12.i7

o Carmngnola (Torinn) ...... .. . 12.11.74

Usp. Roma .... , .. . ..

~, ~ ~

+. Q),

Id. 1'\npotl .... . ....

Mareugo Lcrenzo, llt, U tJ!;, O, 0 : ~

Accnd. Milit are T orino

G l\lazzcttl Loroto.

® t1t•ll•l1

~.

~' ~ •n·tt·n,

a

Dir. San. Flreoze

L. D . iu oculi· nella R. U. di Rouna.

,~ ~~~-~ •-n·", ~tica

Id. Chieti ...... .. .. .

+

tt.

+·

LI v orno . . . . . . . . . . . . . . • . . . ~3. 4. 7 O Gi Ilo o e Carlo, $ , +.O.<!). g.,,.,......., Osp. Torino ...•. . ..•.

+ a Tori no. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15. 2. 76

Ot·sso Ell!I<'»ÌO ,J/vrio. ·~. O.~·. L. O. in oculìstica odia n. U. di Roma.

.~spe#. 'in/enti .


J3

COLON!'iRLLI M EOIOI

AN Z I ANIT À

LAUREA

Y..I. R I..I.ZIO NJ

Colon· uel lo

dvr a nt e l'a n n o

.

T ononto col on· nello

l l l

Mag· f(ÌO I'O

Otpi· tano

T o· nouto

Sotto· tooonto

.

lo medici na e chlru rjtla

.

l 10.

6.917 31. 8.915 16.12.900 13. .5.!100

4. 5.98 Roma ..... 11. 7.96

.l l l

l<l.

21. 9.9 15 1. !.90S 16. 7.90 1

2. 7.98

I d. ......

8. 7.917 19.10.915 3. -1.!113 20. s. 90() 20. 8.907 Cagliari

l

-

I d.

.. 29.6.906

11. 6.9r. :-\a poli .... 14. 11.96

Id.

Id.

16. 12.906 13. 5.900 28. 3.97

Id. . ..... 12. 9.94

Id.

Id.

17. 3 907

I d.

Id. . .. .. . 13.11.94

Id.

Id.

Id.

I d.

Id.

6. 11.915

Id.

20. 11.915 3 1. 3.911 31. S.9(1!i 22 . 11.!103 Romu

Id.

27 . 11.915 16. 6 .!107 l :s. 5.900

•

M.

l

2.11.915 1.10.906 15. 1.09

3. 7.90

Id.

l. 7 .908 1!3 • 9.901

Id.

Id.

211 7.9 17 26.1:?.9 15 3(1. 6.912 l. o !107

l d.

13. 8.95

5. 3.97 ParmA.. . . . . IO. 7.95

18. 1).09 Napoli ....

.. . 5.11.902

Il. 6 96 :-.'a poli . ... 13.11.95

. .....

8. ~.9G

•l . 1 97

hl.

l. 9.905

1•1. .... . . 19 . 8.904

9. 1.016 3 1 l :? .!l ! o 31. 8.005 22. 8.90:3

2S.10.017 16 l.!llG 1$. J.9M 23. 0.901

3 7 .Il~

Id.

•••• o

23. 8.!18 Torino ....

l. 8.002

6. K.96

ld

111.

:!2.12.907

Id.

Id.

Id . . . . . . . 28 .11.95

Id.

!d.

l. 1.908

Id .

Id.

Id . .... • . 2 -1.11.96

.

.l j


14

DATA CASATO E NOME LUOGO Tll NASCITA.

POSIZIONE

di naacll a

DECORAZIONI E CAMPAGNE

dal n . 28 al n. 45 a

Carpi (l\!odcnal ............ 26.

~.73

Tit'<'lli J.::tio, • · <J!:, ~- i§ ,,. ..,.., ~ + .L. D. In cli nica chi r. o modi· cìna operat. ndln H. u. di Mo-

O~P-

Firenze

dena.

a

&LI~ Congilina (f'alorno} . . . . .

3. 7. 7'l

Yolpo Jllw::;ini, • · C. cjf>, 4), ~ "''", 1~ . D. In otorionlnriogoht.ttlll

+.

Olr. San. !'la poli

0<>1111. R . u. di :\'UIIOII.

4.11.6!) Vir-gill Luì(li, tjì>, 4).+ ............

D ir. Osp. Novara .... .

a Sio•m ............. . ..... . 26. G.70 Gc rulll Andrea, oji:,Q, I!;', ;0 .,•.,...,...,

Dir. Sau. Firenze .... .

a

MOBslgnauo (Ascoli l'icono}..

+a

C~liari

... ............ , . . 2 1. !i. 71

CUdcddu .d/IJn-l<>.tt. ~- @. ~ . ~ - ~t'"''"·

a S. l\!artlnoSann1ta (Bonovon·

@ .,.......... nalcal,

R, Truppe ooloo . {Cil'e-

t/9 ......., ..., .m.

4 .10.70 Ccrza Fra·ncesco, e§o. 4), ~ .,, ....,,

+- Osp. Napoli .... . ..... .

to)

a CUgllarl

28. 1.72

~ •ll-lt-11-1&1

o Ave llino

*· O, <l>• Id. Genova

Bcmt\rdl Lu-i(l'i, • · e§o,

+·

a

VigcnlnO ( Pa \" fu ) •.•.......

9. 9.72

Sarti l 'itlorio, • · •!>. O. t!), +- ....

a

.\lodcnll . . ....... .. ... .... 20. 8.76

Fcrmri·Ldll Francesco. • · <]!..O. O.

a

XO<:(lra l11fcrioro (Salerno) . . 26. l!.72

U il\nocll l Alcsscmdro, • ·

a

PoUtaran<"o (Pisa) ..... . ....

~7. 3.7:1

.

I d . Napoli

24. 9.72

ITJ, ~ tl ~·lt · ll·l •, ~. +.

o, *' Jì, ({_), ~

Fun~i•)li ~

~.

Se. san. mll .. . ...... . .

'*· O. 0 , Oap. Bologna .. . .... . .

I U•U•l1•1t 1

fìartan o,

u J ~u·n·H

Id. :MIIo.no

4)

+•

""'"",

+, L. D. io antro.

>:c. san . mll (!ns. tit. JO grQ!Iu ) ............. .

r>olog. crimln. nella R. U. diToriuo.

c :\lontorlo (Tornn11.l} .. .. ... .

2S. l. 7 3 Poolh"i Aclol/o• •;.. (j, Q;, ~ ....... , ... ,

a :';orlino (~irncnf<.,.) ......... .

3. ~ . 71

o. lfl -+ Coh un bn C'e11arr.. ~~ O . tV •u- u., ,,,_,.~ ~

c

l"•·rrÌI'I'C (l'lnc.'t'llZ!I) .... • .. . 211. 6.73

·····1·•·.

~4,

Co,.npiutu Gincmmi. El ~.- 0.

.!J, Q) , tl 't ·II •JI•l•

a

'I'•J•·Ino

11.10.73

r·nmlhiMnO (C'~a<>rta} . . . . . .

!l. l

7l

:\l•>n~.n l \"0 (AIL••tUI.n<irln)

•...

2.10.73

+•

*·

I nt. Oorl1. i a

9 •n-a-u-u

+.

Xapolilnni JlflchiorT'. <!<, ·~· 4) '"' " , "r.; l l 'i·

"'

~t

Trill]r.I OitlCinto, '-!~, (l_;,

~-

a

Osp. Rorna (Se. cout, cd. ila.)

l·-··-· .

AU<Iiijio l 'ir.lr<>. lif. <f•, IJ.] , ~." ''"

·I<

*·

Osp

A lo.,.ondrln

Int. Parma ... . .. .... . Di.~p. m ·in.. f11tnn.ze

...•


16

OOLONNEU.I JolEDICI

ANZI ANITÀ LAUREA

T A BI.4ZIONI

ci ura nh l'anno

Co'on· nello

Tenente colon· nello

H ag· glore

Capi· tono

Te· nento

7 11 917 16. l.IJ l (l 1. 1.90~ 16. 7.901

tu

Sotto· tenente

medlciDa e chli'UJ'I'{a

3. 7 .os Firenze

. ..

6. 7.97

3. 7.98

16.11.917

I <l.

Id.

23. 9.901 18. 9 99 N'apell ....

2.12.917

Id

l d.

13 6.900

l. 7.97 Roma .... . 16.11.96

Id

Id.

Id.

16. i .901

28. 6.08 ::;iena .....

2. 7.96

Id

Id.

1<1.

Id.

4. 7.97 Cagliari ...

6. 7.96

Id.

Id.

Id.

Id.

20. 7 .!18

~apoll •.. .

20. 8.98

I d.

Id.

ld

Id.

l. 7.08

Id.

Id.

Id.

Id.

' 3. 7 .98

ld.

Id

Id.

3. 2.98 Pa"ia ..... H. 7.97

IO. t.91t'

. Id.

Id.

Id.

l. fl.902

l. 9.900 Modena

Id.

Id .

Id.

tG. 7.901

3. i . 98

Id.

Id.

l d.

Id.

h l.

[ ti.

Id

Id.

23 9 .90 1 26. 11.9!) Roma ..... 22. 7.97

3. 3.91-'

Td .

Id.

21. 8.\J01

12. 8.09 C'atanil\ . .. 27. 7.97

13. 6.!1 1 ~

Id

Id.

Id.

25. 8.9!) f'nlrrmo ... 12. 7.98

23.

6.!11~

J ti.

Id.

23. 9.001

Td.

Torino ... . 12. S.!lll

28.7.918

ld.

Id.

l d.

hl.

:->n poli .... 12. S.97

2'' 9 91~

Id.

Id.

l d.

ld. . ..... 23. 7.96

Id.

Id.

o

o

~ieoa

•••••

16. 8.97

... 4.. 7.99

••••

•

.....

5. 7.97 3. 7.97

18. 9. 09 Torluo .... 19. 8.98


16

"1

D ATA

OABA.TO E !\OME

LUOr. O DI 1\ABCIT.A

POSIZIONB

d

naso it&

DE CO R AZIONI E CAM PAGNE

dal n. 46 al n. 64 a. Tricesimo (Udlnol.......... o

6. 6.75 Znnutttnl Prh>W, <!!>. 4), ~ ........,,

+ Osp. U dLno . . ..... •• .

Pal or rno ..... . .. ... .. ..... 22. 4.73 Viola Pietro, U .<j>, ~.......... ®"''"'

Id. Palermo . . ....... .

~ ·+·

a Volturara (.~<"oll ino ) . . .... .. 21. 5.73 Pcù.netti Cesa·re, e~, q;l ' ", + ... .. .

Id. Napoli ...... .. . .

Lombardo Lwnùl4, • • <§<, ~ .,,.,,..,

Id. Pe.lorrno ........ .

a

Trapani . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22. 7. 71

+a Sn.ssnri. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1. 9. H

Crult.lgllola Orlmuro, • · U. e§>, q;l '"·'" • u ·1G,

a lfodoua.

OOp. Mi.t~. Oolonie ....

~ •u- ••·n, C -{o~~ .

16. S.76 Cn.sarini .Arturo, • · U+. O. !Il, ~·u·

U ir. oentr. san. miJ. ..

Jt)•. -{..

a. Perugia . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29. 5. i 2 Hnyo n EdmoNdo, •· <!:. O. (!), q;l, ~

....,., +·

a

nrescia ..... .... . ... .. .... 17.11.74 J<'oreatl .dlbcrto, • ·

a

Ttog~io ~:milis .. . . . . . . . . . . .

2. 6 . 74

o TorropoUico(Toriuo) ........ 14. 2.7:l

Ferretti .Jrrioo, •E• ......... ... ..

armnud·Ugou Giovanni., • ·

Osp . Bologna ..... . ... .

+. q;l, Dlr. San. MHe.no ... . . .

i\lurtogllo r ertlinamlo, E;, U :Ko. ~.A ~

I d.

Id. R oma ..... .

....... /t . >{• .

a C:ilJulllnn ('l'rt\pani )..........

9. 2. 7~

Clauri Rosolino,{i , =io- O. ~. ~- 4), ~ L. D. In patologia speciale mc·dioe nella R . U. di Na· poli.

Osp. Roma

a Lentini (i"i racusn) .... .• .. ...

l. (Ui

è ('onsir:d io Placido, !':1, •!=.O .[!], @ ,

Id Roma

.......,.,. +.

~ $ U · I&·P.

a Vorll .. .... ............... 22. 3. 75

+•

\lp BetlC'i Mauri~io, ~. <§,, O. ~.

(L. <J) ,

2 .10.7-1

l

+. ~. q;l, +· ... D Lr. Osp. Brescia .... .

~ ·····, +. o Catania .................. 27. 9 .74

Osp. Mlla no . . .... . . ..

~ ·~~~,

"nntil·)lurin ~,.,., •• >{•.

11!1.

...., -{4.

Al/,crto $. (' •!•- 4>, 1:.. JJ. in oculistica nC'IIf<

.\IIn. guerra. D 'r. capo div iltcaricato.

H. u. t.li "-'avoli.

a Lugo (H,\\'ODlla) ......... . . .

7. 7.7 5 Casograndi O!uttco, ilt ·~· 0.0. \9, ci> ~ "·, •!•. L . U. in ocnlistica 11ell n

Coli, mo<t . ~up .

n.. u. (Il l'a •l nva.

a Ah>SAAn•lrin . . . . . . . . . • . . . . . l 4 . l Il. 7:l

~lar~rarn

C'escHe. 1!1. l!>- ~ - ~ ,.,.,•• •!•

Osp. A.!Oossandrla. ..... . 1

a <.:tlst\lhordino (Chioti) ........

~ lolisani

Al/l"edo. "i,< . ~. tg.,, ..,

Id. Roma . . . ...... ..

L 2.71ò

·~ -

L. D. In ot<>riuolal'iugoinLria nolla R. u. di Hollla,

c

Tonninl (l'alornHl) ... . ..... .

3. l. 74

Piazn 8n•iami-no. $. tlf, Q, II], !D. ~ • n , •}-.

Id. Palermo


17

OOLOSSKI. I.I \I•:IIWl

ANZIANITÀ LAUREA

V .I.Bl.I.ZIONI dv rante

/ ' O Jifl O

Colon· n~'lo

Tenente colon· o ello

-

Hag·

giore

Capi· tano

.

Solto· tenente

In •nodlcln~>

e chirurgia

l

l

l

Te· n ente

2Z. 9.111!1 16. 1.916 l. 7.908 23 . 9.90~ 18. 9.99

PadovA •.. 16. 7 .9~ Palurmo ... 22. 7.98

6.10.91!!

Id .

Id.

1•1.

Id .

13.10.1l l l!

Id.

I tl.

Id.

I cl.

Napoli ....

27 . 1 0.9 1 ~

Id.

1.11.908

Id.

Id .

T'alormn ... 27.12.!\7

hl.

1<1.

1<1.

Id .

Id.

~a..'41'5l\ri

J\1.

I Il.

Id.

Id .

7. 11.918

Id.

31. 3.909

Id.

Id.

Id.

3l. 3.009 12.10.903

2~.

... 1), 8.9tl

8.10.901 Mod o m• ...

l. 4.909 25. S.902 25. 8.900 Flronr.o

7.98

6. 7.900

...

~.

7 .96

1.9.902 2t. 7.900 Pavia .... .

:!. 7.99

Id.

Id .

6. 7.99

Id .

)d .

Id.

Id.

Torino .... 11 . 7 .99

Id.

I d.

Id.

Id.

Id.

Roma ..... 16. R.99

Id.

Id .

30. 6 .909

Id.

:o.

P alormo •..

l. 9.90 0 Modena ...

9. 8.98

11. 11.91 8 tZ. l. !Il G 30. 9 .909 5. 1.902 2!1. 7.900 Roma ... .. 16 . 7.99

Id.

t l!. 1.91 6 31. 3.910

2'-1 1.9111 27. 7 .9 1tl

.

:1 -

l. 9.900 Ptwln ..... 2\/. 11.90

.

l. 9.902

Td.

l cl.

1!1.

!'>UJtOII •••• 21(. 7.90

Id.

Id .

31.12.1109

1<1

hl.

Catnnh• ... 26. 7. 99

Id.

U . Jli. IH6

Id.

Id.

l d.

Torin o .... 21. 7.99

31. :1.!12:!

Id.

3 1. 9.910

Id.

Id .

Bolotrua ... 2. 7 . 119

Id.

Id .

30. 9.910

Id.

Id .

Palonno ... Ul. 7. 98

Ruol( d 'anmnU4 dd Corpi) San ltmio Militare.

.


·~

MAOUIOIIJ

= ;:; ~

DATA

l>

CA.S A.TO E NOME LUOO O DI =-ASClT A

3

.s

POSI ZI ON E

dJ

nascita

ITl

DECORA.ZlONT E CAHPA.ONE

l

--·----------------~-. --~------------------~.---7----------------

.. dal n. 65 al n. 75 o S. Stufano Camastra (Me~:Sinal :26.1'l.Hi

zo.mro .Antonino, • · rio. 4\• .!1.11)"'·" ~ ti ~~ S. •IT•U

1

+

+ Os p. Roma

a

Urbino (Pesaro) ............ 10.1 1.75

Frisoni Paolo, • · T • lbl ~ ··•·"·",

a

Spezia .. . .••.......... •• .. t7. l l.H

FoooEdoarclo, • • t§o.O,(!),©.~~­ ~ u ,.-u-u,

a

Castoloorlolo (Aiossandria) . ,

4. S. 7 5

Coli. med. SUJ), •..••.• .

+·

Montanari Attilio, ~'· @, 4;,~ ..,.......

Id. Milano Dir. San. Torino ... .. .

+c

N n! 'l" l c:-:assarl)

~H.

7.75 T c d d o

Oit<sep11e.

~ • U· tt-n-u,

+-

• •

T•

Q) \)),

Osp. Mi~DO

..... -.- .. l '

+ .. Id. Napoli ...... .. ... a Santa Ninfa (Trapani) . . . . . . 16. 5.74 Accardi .Iliorio, •i>. Q).~,,. .....,...,+. Id. Palermo .......... a Triggiano (Bar i) .. Id. Bari -- .. .... .... 20. 6.77 Surdl Donumico, • · + .O. O. !!l. Q), >%< a Terlizzi (Ba-ri)

a

14. 3. 76

Rloti (Roma) .............. 21. 8. 76

Barile [fe/ir.e, • · <j!>, $. ~ "'''',

Balestra Duilio, • • T • Q, f!l, @, ~ ·• .# ·1• - n,

a

+.

Parhri (Francia) ............ 21.12.76 Balla Alberto, ~

.

u ; ·••-u-u.

+-

U

•!>. 11. [!], 1!)1.

Modona .................. lO. 1.70 Ga.z.za .Aie~sandro, • · ~ ·U ·l•·r:-u.

a

+, ~-

+

Dlr.centr .san.mll. S~. O~p.

Torino

Id. Verona

Maggiori medld. dal n. 1 al n. 7 Trecasali (Parma.) . . . . . . . . . . 28. 3.7 5 Corradl Numa, • · cj!t, O . I!J, Q), @ ••

a

a J:.evanto <Oenora) . ......... 17.10.77 Famggiauo. Frauccaro, !J!•, O.

Se. appl. fant. (!ns. tlt. 10 gr.).

o. Q . ~ di6p. min. /inane-e • ..• , l

~. ~ • 1•-u-n.

!\apoli.. .. .. .. . .. . .. .. .. .. 30. t 1. 78

a

r-tonnco Arturo, ~

Pietro, • · ~. <b' •n.u •n. u , •"

.............

hl. lo'henze ... ..... ..

Iannlzzotto Ccrrrnelo, rl!>, il) .......•

Id. Mllano .. . ...... .

C'AI.R'l iarl .................. 30.12.78 Porru

a n

+· O. B. f!l, 11). Oep. Napoli ... ....... j

. ... u ,

l

l

Chiaramonte (Sirncosa) •... 18. 7. 7 8

c Cnstronovo (Palermo) ..... .

.

l

(!l. il) .......

Accad. mUit. ~todena . .

lllodesUnl Paolo, • • ~. [), Il) '"· ••, ~

Osp. Firenze ....... . .

9.1 1.79 AliOORO L•ti(fi, • •

a r As.•isi ( I'Or\tgia) ..... ........ 27.10.77

'*" O.

~

+· !& • u·u.


19

Mt!DI CI

ANZIAN ITÀ L• URE A

VARIAZIONI dur at1 le l'anno

Colou-

n olio

'fcucn to colon-

)l{ng-

ginre

noli o

Capitano

In

Sotto·

Tounente

tenente

medicina e ch in1rgl,.

31. 3.923

'

11.12.916 30. 9.!110 1U0.903

6.10.!101 Rema . ..... 20. 7.900

Id.

Id .

l d.

Id.

l cl.

I d.

Id.

Id.

Id.

}'1 .

Genova ... l a. 7. 1!9

Id.

I <l.

Id.

Id.

Id.

'l'orino .... 25. 7.900

ld.

Id.

Id.

Id.

l d.

Stlllsari

Id .

Id.

Id .

Id .

Id.

Napoli .. .. 21. 7.900

l ol,

Id.

I d.

Id.

I d.

I d.

ld.

Id.

Id.

ltl.

Id.

31.12.910

Id.

Id.

Roma

I d.

ltl.

31. 3.911

Id.

l d.

Tfrlno .... 20. 7. 99

l d.

I d.

ld.

Id.

ld

Motlona

31. 8 .905 2~ . l!.903

Id .

00

00

ooo

00

Id.

.21. 7.900

00

00

9. 7.900

oo26. 7. 99 ool2. 8. 90\!

•••

000

13. 7.!101

5. 7.901

14 . 1.917 !H. 3.911 19. 9.905 24. 2.90~ Modt'na •• .. 20.1 1.9 01

l

l l

o

Id.

Id.

Id.

?0. 9.01 l

Id .

at. t2 .911

Id.

Id.

Id

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

10. 6.00

)

l

6. 6.904 Genova

00

.30. 7.903

5. IS. UOlll l l!. 7.90 ·1 N apoli . . .. 28 . 7.902 126. 7.901 Cagliari ... 28. 6 .902

Id.

Roma ..••. 12. 7.96 2

l. 9.906 22 . 8.004 P alermo •.. 25. 7.903

Id.

Id.

Roma

00

..

lO. 7:!103


(S~!IIIt) liAOOIOII

DATA J.U()QO DI XASOlTA

CASATO K NOME

di nn601ta

POSI ZIONE DECORAZIONI E OA.X PAGNE

d~tl

n. 8 al n . 29.

a

Oottolcugo (81"C9Cia) ... .... . 12. 9.77 Secchi Francuco, +. 4), ~ .,..,........

a

Amatrice (Aquila) .. . . . . . . .

a

Torino.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24-. 3.79 Grosso Vituww, U +.O, ~. O) ''.''", +

Osp, Bre6Cia ......... .

3. 4.79 De BeMlrdlniR Luigi, • • <!•, Q, Q, 1!1, Dlr. centr. san. mll. Sclf. Cl), ~ . g ........ .,. ~,~

Osp. Torino .•.... .. , •

n Cagliari .................. 12. 1.79 VIllasanta Oitt8cppt, u. <!•, O. ~. So.sao. mll.(lns. tlt. 1rr.l ~ •li•lt•H•II, 4) U l•U.

u Ll'roora Friddi (T'nlcrmol. ... 15.10.77 Giordan o Giuuppe, + • O. ITJ, (!}, Osp. Palermo ........ . 19 .,..,..,., L. D. In clinica ocnll· stica nella R. u. di Palermo

a Rarbanll\ (Torino) ..... ..... 24. 6.77 a

GalotUoo Carlo.

Id. T orino ......... . .

Nola (Caeerta) .•......•..• 16. 5.78 Rlnaldl Ono/rio, tj!o,

4) ' 11 • 11 • • • • • • • •

Inf. Ca\'a T lrrenl .... •.

Michtl~.

c§,, Q, 4) .,..,.

A~tt. 8081J, impk(IO,

c llf•lii'Simo (Genova ) . . . . . . . . 11 . 9 16 &:Anella ~

"

<!>. ~. • • • . • . • . • •

Soa,·e (Verona) . . . . . . . . . . . .

!1.10.76

u:·n

Pnmlnl Gufdo, <li'· 4), CE. g .,,.,..,.,._ O,.p_Verona .. ... .... .

a Vazzano (Catanzaro) .....• .. 14.1 1.77 Con.elatore Domenico, <§•, Cl) 111· " , @ •t$•1C•1':•t•. a Conselve (Padova) ...•.•.. 1:1.2.77

I d. L 'voruo ...•......

DologuGino, • . + .Q. @, Cl),"'·" (• ) Coll. mcd. sup •....•... ~ •t)•lt •U •

6. 6.79

n

Sa~sarl

a

Pollenza (:\lacerata) ........ 31. 7.79

a :lladdalena <"'as'lnrl). .. . . . . . .

2~.

S l m ula U ba l d o, <§:, ~ • .,,.,., Infcrm. Sassari ....... . ~ .,..,........ L . D . in modloltu1 o pc. ratoria nella R. U. di Stl3~arl. Lapponl Guido, • · <~. ~. ~ .,,.......

Dlr. centr. sao. mll.Scllr.

8. 79 B8880 Ermcteuildo, • · :E:. 4) m-u Q, Osp. Geuo,·a .•.•...•.. ~ t1 l · • •·l':'•l•.

a

• · <J!>, 4), .,..,.

Id. Napoli ...... ... .

Flcrro M;che~. <§>,@ ...•.••••••••

lnfer m. Bolzano •.. ...

Polla (Sale-rno) ............ 27.11.79 Cu r e lo Sa"erio, ~

e CapuQ. (Cru~erta) .......... 11!.10.77

• u -n·U·•t.

0

+, @ ....... .

Osp. Oiloo\·a

11

!.<'lnalmarlne. (Genova).... .. . I l. 7. 78 Plantelll Oitu'-PTJt,.

a

Plllcrmo . . .. . . . . . . . . . .. . . . 22.12.ll0 Fiorenza Ionazio, <§>,Q, I!J. Q? , ..... .

Id. Palermo ....•.... .

a

Roma • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11. 5.79 lllongnuf Umberto, • · ·~· 4) ""·"·", ~ t U•1C •l1•U • è . + •

Id. Novara .. ••.•....

o Salò(B re6Cia) ..............

8.10.79

L andrian! Roberlo, <§:, @ , ~

o Nizza Sicilia (:Messina ) ..... .

)

Invalido di guerrtl,

1 Id. Milano . . . . . . . . . . · \

9.10.79 Drlgugllo Sa~tti, <§t,Q, Cl).~.,..,..,.,.

Id. Messina

+. Q, ~. ~ .,, ...., ...

I d, Pado.-e.

4.) n•, u, u, u, u

0

l

t u -U•J1•U.

n l ._nna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30. B. 79 Casella Dattte,

(

!P.

l

l

......... 1


:u ANZIANITÀ LA UREA

Y .4RJAZIONI

dur a n t~:

Colon· nel!o

l ' anno

-

Tenente Co!on· nel.! o

Ma«·

Cap i·

g lore

tano

Tenente

Sotto· tenente

In medicina e chlrursta

-

u . 1.917 31. li.9U l . 9.906

22. 8.901 Bologno. ..• l. 7.903

Jd.

Id.

Id.

Id.

Rom&

Id .

Id.

Id .

Id.

Tor ino .... 15. 7.9,03

Id.

Id.

Id.

Id.

CaglJarl .. 30 .6.003

Jd.

Id·

Id .

Id .

Palermo .. 10. 7.903

Id.

I d.

Id .

Id.

Torino .... lO. 7.903

b.

Id.

Id.

Id.

Id.

Napoli .... JS. 8.903

1r

Id.

{d.

30. 7.907 26. 1.905 Cagliari

o o

27 o 6.901

Id.

Id.

28. (.907 118. 4.905 Bologna

o o

2. 7.90S

Id .

Id.

27. 7.907 27. 7.905 Napoli

o o o

.8. 8.903

Id.

l d.

19. 8.907 19. 8.905 Cagliari

o

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

30. 6.912

l. 9.007

~~

, <-~~~ ... ((' '

o·_. <:l ' ;r.

c-1~~

l;p ~-~ ~

-~·~< ~<>

Id.

o o o o

l Il. ' .903

.ll8. 6.902

. , Zl. 7.903

Su11sarl

20. 8.905 Rowa .... 18. 7.90'

SM63rl ...

~11. 904

25. 1.917 \l. 7.9U 15. 1.010 15. 1.908 ::\apoll ...

1 • .§.905

11. 3,017 30. 6.912

l o 0.907

Id.

l. 9.905

.

Id..... 17.12.904

Id .

Id.

15. 3.008 6.10.905 Gonovl\ .. . 11. 7 .90(

Id.

Id.

21. 3.908 21. 3.906 Palermo

Id .

Id.

5. 4.008 6. 4.906 Torino ... 16. 7.004

22. 4.911

Id.

Id .

Id.

20. •1.917

Id.

hl.

Id.

Id .

3.10.912 l. 9.008

l. 9.906

Id.

00

•••

H . 7.904

27. 10.904

l\Ic~sloo.

20. 7.904

Sassari ...

6. 7.905


22

(StU<H:) M.AOOIOI\1

DATA

Ll! OOO DT NASCITA

CASATO E 1\'0li(E

di

PO!!IZIONE DECORAZ IONI E CAXPAONE

dal n. 30 al n. 51 lltev.zoltlso (P~tlermo) ........ 15. 9.7 9 Crlsolone Gaetano, <!!•. 4) ' """

c

~

a Pizzo (Catanuu·o).......... . 25. 7.79 Accorlntl Jli11<;e>ooo, <lf, O. [f], <P, ~ I U•It•O • h'

Catania

u

••• o

••••••••••

•••

•

25. 3.80

.

Osp. R<<~na

• n·•••U•It ,

Id. Nnpoli

®.

Giarrusso Ot>tU<tltùi, •§>, 4;1. ~ • ''"'' ..". L. D. lu clin ica nct:ropsichlatrica nella R. l!. di Catnnitt

I d. Pol ormo .. ....... .

.. ........ .... 21. 2.80 CollttJ Silt>io. '*· ~- 9 .,..,...,..... . . . l d. Napoli ......... . " Gargnano (Brescia) . . . . . . . . 7. 1.81 BcrtclJI Enrico, +, O , Q , Q;! • n-n D,i r. San. V.;.•ronn ..... . c

Ct\mpOI.I!iSSO

u •-••--n-t', ~' (f'J.

~

c Napoli ................... .

~-

0.84

c Caprorola (Romu) .......... tS.ll.SO

do Porcelllnis Corio, ~. cp "§.,,.,........ ~·abrizl ,'yicola,

•· U. ~. O, cp "'·

~ h $·1•·0 ·1'. ~ t

Osp.

1\'aPOli

D:r. rentr. ssn. mi l. St.-gr.

~-

*·O. lV 9 "'"". 0 >Jl. Flron7.c .. · ....... .

Il

S . Calogero (Cilt.anzaro) ..... 16. S.S1

Rombolà .d11Jcmio,

a

Palorll\o .................. 16. ~.SO

D'Anna Oi ..sepp~. t •U.•I::•II 4) IU I • I f • l1

(3 , ~ '"'

Int. Catan2:Jro ...... . .

n Volturara Appula (FO~t!l'i(<) . . 16.11.80

Dllnncla Cos/.a?1ti11<1,

!D ... :..

Id. Foggia · . · ...... .

c Susa (Torino) .............. lS. 3.83

Gnttl Di.oni{li, • •<if:.@,® " '""""·", ~

0 9p, Tl'icst•} ......... .

Forino Salvatore, <!>, @, ,,.,

Ici.

~fontcrorf.o (A \'Oilluo)

a

27.12.81

•·*• lTJ. + '* O.

~apoU

~ IJ , •II·H·U,

c R011111 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 .l l .84

lngravalle Alfredo. •• <1!:. C>. O. O @,Q';) •u·••·••·a. ~ •••·••·n·a•, + •

Torino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15. 3.82 1\Insscrano (Ji"ulio. ~'• 0. ®. ~. 19"'

a

S. M. Esercito Osp. Torino ...... . .. .

•n·t:·u

Voroua

11

4. ~.83

Pellegrini Frnncescl>. :!>, 1J "'"" ~"'­ IU •·•";"·h•

~footalto

a

Marcho (AscoH Pi· 19.12.81

<bt +•

Caudidori E11rico, ~. tD. ~ •u-t•-u-u.

Dir. San. Verona . . . . . . Osp. Romn

.. ... ... .

1<1.

. ... . •....

ceno) c

Rieti (Romll)............... 11. 6.79 TuriUi ~

o Cortoua (Al'0?.7.0) Vouo~u\ ('Pot<"ll7.U) . . . . . . . . . .

a

Antonio, •§:.

C>. O, <l:'"'""

Id.

• n ·tt•n•r".

15. 3.Sl

Druul

l-L 1. 80

L o,·aglio Roero, tft'-:, <J) •u-u-u-u-u

Nicu/u.

Olr. ::ian. Do!ogna.

Id.

Id.

·l

·l

... . ,

B"ri. ........ l

~ • uo -lt•l'•l t .

1

Il

:-iorrnsh-cttn (('o tn nza ro )

tG. 7.80

<if:.

Osp.

Puclon~

a

Palormn

24.12. 78 Snlom Alessm1dro. ~'· ~ .., ........ .

Itl.

Palermo

!':ln~tlitico (Jiu~CllfJt, tf. ~ .., .....,.,•.

. ;.· .... .. l

~·*· c • <"'llgllarl

l

1. 1. 6.112

Humhy l'Ilo/o, * · .v•u-11. ~ • u ·~t ·t =· • ~ .

~- ~ .

5<•. 111\U. m il. (ins. t1t. SO grado).


23

A.NZIANITÀ LAUHE . .

"P' ARI AZI ONI

d"ra n te l'nn no

.

Colon· nello

Tenenb co'on· ùel'o

In

Sotto·

Mag·

Capi·

glore

tano

29. 4.917

3.10.912

Jd.

Id.

19.10.908 19.10.906 :-<a poli ... 31. 7.905

I d.

Id.

ll. 3.909 19. 7.906 Catania ..

6. 5.90~

Id.

Id.

25. 4.. 909 29. 3.907 Napoli ...

7 . 8.906

Id.

Id.

20. 8.909 20. 8.907 Pat·ma ... 13. 7.906

Id

I t\.

Id.

Id.

Napoli ...

Id .

l d.

Id.

Id.

Roma

Id.

Id.

Napoli ... 19. 7.906

Tenente

tenente

l. 9.906 Palernw

l. 9.908

27. 5.917 29. 6.913

medicina e cblrurgla

30.11.906

... 19 . 7.906

10. 6.917

Id.

Id.

I d.

Palermo

17. 7.906

Id.

Id.

Id.

Id.

!\apoli ...

7. 8.905

~d.

Id.

Id.

Id.

Torino ...

7 . 7.906

7.10.917 2. 7.914 22.12.909 22.12.907 Napoli ..

-

.

. 26. 7.906

Id.

14. 1.\)15 26. 1.911 7. 7.910 Roma .... 30. 7.909

Id.

2.10.913 28. 8.909120. 8.907 Torino ... 16. 7.906

Id.

5 . 4.914 LO. 9.90911-1.10.!'107 Padova. ..

Id.

Id.

"

zo . 7.906

2S.11.901l28.11.907 Roma.

l

2. 7.914 30. 4.1)09 30.11.907

Id.

7. 7.906

... 10.10.906

Id. ..... 2!. 7.904

l

Id

Id.

10.12.909 10.12.907 Pisa ..... 12. 7.905

Id.

Id.

28. 2. 91 o 28.11. 907 Napoli

Id.

15. 4. 910 15. 4.90S

I<l.

l

Id.

.. . 28. 7.906 ... 25. 7.90-1

l

16. 8.914

Jd

l

Id

l l

l

ld.

l. 7.910 29. 7.908 Pal ermo

Id.

19. 9.905

16. S.OOR Ca~rlind .. 2$. 0.907


(Seow;) lJAGO IORI

DATA IXOGO DI NA SCIT."

CASATO E NOME POSIZIONE

di

DECORAZIONI E CA~WAGNE IIOKOita

l

dal n. 52 al n . 74

l

..................·. I O. :1.8:1 ~Il Errouto. +, 0.10. ~ .,,.,. .., ....

Os p. Firenze •.•.....

c

St\\"OIHL

c

Roma.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15. l. 2

llattl~<tini Camillo, • ~. ,!>.Cl) • •••••

Id.

a Tonda (Cuneo\ . . . . . . . . . . . . 16. 10.8~

Pcr rier SI~{OfiO, • · ~. ~.o. 10"'· 11 ,

Scuol& di guerra ....

t U•U

~

Roma

tl:.-u-•:·••.

o A' ·eu.trno(AquiJo ) . . . . . . . . . . 29. 3.81 Do Bornardinls Virai n io, •· tf>, ~. ~. C'A>ll. med. su p ....... ..

Q, [!l, ((> •n-ti', tn-u, ~ C'nglla ri . ... ... . .......... 16. 7.8 4 Creapollani Onrlo. <f>, o.~. 4) ~ ,.,.

u

tU • I1•Jt 1

o.

o Sambuca 7.abut (Clrgcntl) .. 23. 7.81 Claoo l o Vito, <!•, rtJ, (!) "''"•"'· " . ~

Osp. Flroru:o

•....• .•.

I d. Palermo ......... .

t U -It-n-a•.

a

Palombara Sabina CRoma) .. 2 1. 5 81 Forti l aino. <é>. O.~. 4). ~ ' " .....

Id. JWma ........... .

c

~nw.crooo Camorina (Siro eu· 84)

Id . Venesla .••••.....

13. 4.1! 3 :.raoganaro Canne/n, <§>, @, 4) "'·" ~ t U •It•lt·U .

B. o. 4.ì.

Hcrcoto (Parma l . . ..... ... 20. 7.8 1 Vlsoooti GiU3e1Jp~. ~.

o

t9 ..........

o

Carbonara Scrivi n (Aie,osan· 2 1. 2.83

Carbone Vi11cc•u:o.

drln)

'*'· @,

Int. Parma 1Com. s tab. Xcqul ).

~ "''". Q)

Os p. Venezia .....• •. ..

O VII t.o rlo (SirocttR8)

t9 . 4.83

Pan~~gìa Anto11ino, rR ,, O. 4) ~ ' "'" ' "

Id. Novara .. ......••

Monl'('ttlc (PolerlliO)

20. 7.!!1

D' Accardo Saltwtore,

•. l!J,

I d. Palermo . ........ .

.................. 17.12.8 1 Ciarlo Sildo, <!:, ® 1,-. ~ ......... ..

Id. Trento .....•....

u

<l) • 11-U, ~a,·ona

u

t§1,

~ t U•If•U•U,

o ::!an ltonoo (Porto :\laurlzio).. . l O. 2. S l

Rampl Pìdro, •!,, ® ~ .,,.,...,..........

Id. Placcnu

c :-oapoll

••...•.•......••.. IO. l l. 4

Abate .tles&andro. et>. 4), ~ • 11· ". . .

Id . ~apoll

Canna (CoSf'nro ) . . . . . . • . . .

R. 5.S I

Pitrelll X i cola, v.<E'· O. q}. ~....

I ti. Chieti · .......... .

o Andria (Jiuri)..............

l. 1.,4

Slnlsl Cui® • · ~. f!), ~ . 4.ì "'. " '

IX<p. min.. col. (SomoJin)

a

.•..... ...

~ • U ·I••J :l•lt •

c

Rorna . .. .............. ... 30. 7. R4

c

Vizzi ni (Cnt.u nia) . . . . . . . • . .

I. uccl Ammco, •·

'*"· ~ .Q)..... ... Osp. Romtt .....••...

S. 4.S2 Co tTnrelli Bencddto, tjp, 1], q}, ~ ....

.......,.

o Spczin . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . 20. f).~ l cnrnoriano Pitl.ro, ~. ® L . l). In pa· tologla chirurgica mlh• R. U. di

Id. Palermo . . .•...... Id. Gouova

UCIIO\'Q ••.•••••••••••• ••••.•••

c Mc."'ìnn

Dc

Dmn~nico Fratl~fCO.

+. Cl), O

I d. ~Iesslna

~ •l• • U · l ~ -h.

a

Roona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

:i. ll .ft2

c Sorano (CroAAeto) ....•.•..•

G.

1. ~3

:\lam Gi~tscppc, <§>, ~. ~ .,,.,.. • • • • ~(·h·l Giuromri, •• tlt• l1•11

1

1

c§;,

' q), ~ ... .

I d. Trento .......... . Id . Genova ......... .


25

Mt:Dif'l

ANZIANIT À LAURE,j.

Y .ti.RIAZIONJ Colon·

dt~ranh l'Cl nn o

nello

T enente colon· nello

-

-

l

In

Sotto-

Mag-

Capi-

gloro

t.ano

7 . l tl.9 17

4.1 0.914 8. 5.010 8.5. 008 Napoli

Tenento

tenenl.ò

medi cina • chlruraia

hl.

Id.

Id.

Id .

.. ~9 . 7.907 Roma . .. 3. 7.907

Id .

Id.

Id .

Id.

Torino

... 18 . 7 .007

Id .

I d.

Id.

Id.

Roma

... 19. 7.907

Id.

Id.

Id.

Id .

Id .

. Id

Id.

f-Pe.lermo

Id.

Id.

Id.

Id.

Jd.

Id.

Id .

Id.

... 19. 7.907 :-lapoll . .. 22 . 7.9 07

I(l,

3. 1.915

.ld .

Id.

Parma ... 15. 7.907

I d.

Id.

Id.

I d.

Genova

Id.

Id.

Id

I d.

Napoli ... 26. 7.90 7

U. I 0.917

Id.

Id.

Id.

Palermo .. 28.11.i07

}d.

Ju.

Id.

Id.

' Gonovt> ..

I d.

Id.

1<\.

14. 1.915

Id.

Id.

I d.

31. 8.91 0

2. 12.917

I d.

26. 1.911

Id.

Id.

Id.

Jtl.

Id.

Id.

Id.

Id:

l. 7.910

Iu.

Pis& . ...•. 9 . 7.908

Id.

Id.

Id.

Id.

:Ucsainn .. 3 1.10.907

ld.

Id.

Id.

Id.

Roma

Id.

Id.

Id.

21. 6.90S C&gtiarl .. 28. 6.907

l. 7.910 !Il.

27. 7.907

Roma

.. Il. 7.907

1. 7.907

s.oos Pavia .. . . 19. 7.907 Napoli . . 20. 7 .906 Id. Id.

Id . . ...

7. 7.910 Roma

Id.

3 . 8.907

... 18 . 7.908

Dolegna

3. 7 .909

Hl. 8 .908 Pal01·mo . 28.11 .907

26. 3 .909 Pavia

... 17. 7.906

...

2. 7.908


(S~u~) ~IAC OIOltl

26

DATA L UOO O DI N .A.SCIT.A.

CASATO E l'OKE POSIZIONE

di

nasclta

DECORAZIONI E CAMPAGNE

o o

dal n. 75 al n . 97 a

Lagonegro (Potenza) . •.. . . 25. 7. 83 O a 11 o t t i

a

Pontremoli (l\IaSIII\ carrara).

9 l l4•1t•H,

Gio~unni, •

· c§o, 4), ~.

~.

......., .,.

Osp. Oon<>va . ... .. .. . .

c SMeari

21.10.82 Costa lr'a"u8JQ, • • •§o, <t .~. @, ~ "'·",

D ilp. Jn(n. col. (Eritrea)

c

Ph•n Custngnalo (S iena) . . . .

7. 5.82

Dassl GiiUJ~ppe., '*'· O. O, [!],

~ ..,.

Osti. ~·irenzc ... .. .. .. .

o

Villafranca (AJMsaudrlu) . . • . 26. 8.82

Oggero Cc$ftt·e, <§:, <), !f), 4)

® "'·

I d. Torino ..... . •...

2. 6.84

Sa vini Gualtiero, • ·

Dlr. oont. san. mU. Seg.

·~·

o Orsogna (Chll'tl) . . . . . . . . . .

o. 11J. 4) + ..

>!<. ® .......

i. 2. 8:3 'fonoglh\ GitiU ppe,

+. O. [f]. Q). Dir. San. Mllanu .. . . . .

~ •H · h.

a

llfontasarchio (Bcnunmto) . .

9. 5.82 Iapoco Anl<>11io, oj!>, *· O.@, 8. 1!).

® . u:u•I:•IIJ,

a Collino Attanas io ('foramo) .. 17 2.82 d c Alhonti is Guido, <§:, fil, Q)••.• .•. o

c

Catania ... . ..... .. ........ 25. 3.SG

c Marsala (Trapani) . .. ... .... 25. 6.8 1

Osp. Trieste . ...... .. .

•

Inf. Aq111lu.

® ,,..

!;:c. ali. sou .. C(". R n. F i· row:e

~ignorino Rosario, o§o. @, ~ ~.,..,..,,..,

Oep. Palermo ....... .

l\Iaugorl NicolO, ojp, O. @ , Cl). •u-u-t'

o Aquila .................... 17. a.S;; Piccin in! Uoo, ojp. <l), ~ ' " """".....

Id. T rieste

c Molitorno (Pot<-n?.a) ..... . ..

l•l. N t\PIJl i

7.11.85

Germlno ~

a

Alfredo, ~.O. 4) ,"', "'·",

•n··•• ~- ....... .. .......... .

.:-<"apoll .................... 2 1. G. SG l\IarniJl .4/l•erl<>,

*· +.

(!; ..........

lei

Romu .......... ..

o Acireale (Catania) ........ .. 24. 5.83 Ind elicato Giuscppe. +.o.o. o.~.(f) Id. lii..!filsinn ......... .

g, tU•Jf•t1•U ,

o. ~. @ . (f) +· Dir. Sa n. Palermo

a Palermo

l. 4 .SI

'Ìi'·

c Salerno

18. 4.$ 4

Duonopanc Carlo, <1!=. O . Q) .•••.••.

Osp. ~a peli

7. 2.82 P ellegrini Oreste•• U, <i!>,1) "' ~ ......

Iù. Homo

.. .. . . ... -

a

Bassano di Sutri ( Romn) • . . .

a

Recanati (Macerata). . . . . . . . 16. 7.85 Fcliciaugeli Gt•«w. T · ~ "' ..... .

Id. Ancona.. .. . ......

c

Cl\tan•.aro .. . . . . . . . . . . . . . . . 12. 4 S3 Sorb•tra Emilio, T

Id. Trlest.· .... .......

a

Cl\gliari . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17. 4 .85

~ ... ........ .

Fndcln Siro, <!,, O. Q;l, 4) "'·" , ~ " ''

•

•• o

••

I.l. C.<s:-liari. ....

•

•

•

.

o

.. . . .

t lt~tf·l•' ~.

c R c!lalbuto (Ciltn r.la ) ........ 27. 8.' 3 a

Hm-o <Il Pngliu ( Bnrl) . . . . . . 22. 5.84

Fium e fr è ddo Vincenzo. ~.O.O.

<lì tll· l t '

~ · " · lt - ti· l ll ,

+-

Calclarola Frcmcesco. + . O. O, O, ®

Dir. Sa n. J>alt)NUO .. o.

l

l d. Da•·i . . . . . . .

.

Id.

~ t U• U •H•U•,

c

Anl<t\UO tt..gll [rpinl (A ,·cllilw) 24. 2. ~5

Rossi A11lonio,

*· <P ... .... .... . Oav. l\'npoll ..

•

•

•

o

•

•

•

o

l

\ l l


27

ANZIANITÀ

LAUREA

J7 .4 IU.4ZIONJ Colon· nello

cl1u• an t• l' anno

Touento Colon· nello

.

•

l

Sotto-

In

tenente

medicina e chirurgia

Haa·

Ca p l-

gtore

tano

l!. t2.017

a . 1.0• ~>

2. 2.917

I d,

I d.

Id.

Parma ..• 10. 7.908

Id.

Id.

I d.

I d.

SBSSarl ..•

l. 7.90

I(l .

I d.

Id.

Id.

Siena ....

s. 7.90

Id.

Id.

Id.

là.

Torino

Id .

Id .

Id.

td.

IO. 1.9i8

Id.

Id.

I d.

l d.

Id.

t d.

Id.

I d.

Id.

26. 1.911 7. 7 OJ O Napoli

Ld.

Id.

l. 7.910 l

o. 8.909

Id..... 23. 7.90 7

I d.

Id.

2(1. 1.911

7. 7.910

Id..... 16. 6.90 9

M.

Id.

Id.

Id.

ltl.....

Id

Id.

Td .

Id.

I d ..... 28. 7.90 9

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.....

20. 1.91$

Jd.

Id.

19. 8.005 Palermo .. H . 7.90

I d.

Id.

Id.

7. 7.910

I d.

I cl.

Id.

Id.

J d.

Id.

Id.

Id.

Id ..... 20. 7. 90 9

23 . 6.91 8

Id.

I d.

l d.

Id..... 19.12.90 9

Id.

Id.

t d.

I <l.

Ca~liarl .•

28 . 7.91~

I d.

Id .

Td .

Napoli ... 11. 8.9 09

22. 9.918

I d.

Id.

Id

I d,

I <l.

1<1.

Id.

ltl.

Id ..... 15. 7.9 09

Tenente

t. 7.910 10. 8.000 Napoli ...

•

l. 12.908

.. 23. 7.90s !\"a poli .. 5. 8.908 Id....• Roma

s. 8.90

.. . 16. 7.908 .. 12. 7.909

l. 9.90 9

7. 8.90 9

l•

.

Id..... Roma

2. 9.90 9

.. . 23. 7.909

9.10.9 09

... 14 . 8.909


I.Sq,ue) MAGOIOJtl

28

DATA

CASATO E NOME POSIZIONE

di

LUOOO DI NASCITA

DECORAZIONI E CAMPAGNE

nascita

dal n. 98 al n. 123 o Tropea (Catanzaro) ........ 27. 6.8v

Loiacouo 4nt<>nio, t§:, 4ì ......... .

Oap. Mtl<>~ina

n Varallo (Novaru)...........

21.12.8~

Bacchia1onl .dd()l/O, ~. O ID '"'"·

Id. Udine . . .. .. .• ..

c

3. 2.Sa Fusi Pidro. •!!'>, [fj, 4ì ~ " ''"'"'"...

Id. Verona ......... .

a Poligtc na (Reggio Calabria) .. 25. 2.8:1

Romilno Nicola. + . 4ì. !!),~ .,, .,,.,.,,

Id. Roma ..•.. .. .....

a

Ronl& . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

9. 1.8·1

ROIII!i F'~ruccio,

a

Moliterno (Poten1.a).. . . . . . . .

6. 1.84 Galante Carlo, <!o. O. 4ì . . . . . . . . . .

o

ACI'f'('ozn <Potenza) ........ 22. 6.84

Galluzzo (Fironzo)..........

o Sommatino (CaltanissettA).. .

+. O, ® .,..... cp. l Rag. n.cr. :\lltnno ... . Dir. Suo. Bologna. . ... .

Pelosa Vinccm:(), !J',O.O. ® ............ Coli. M.ll. Roma

cp.

1.11.85 Cammaro.ta Qi()Vatlfli, <!!=. 4ì . . . . . .

c Sestu (Cagliari) ............. 15. 2.83 Mcrcu .Ro80Zino, +.O. Q) ........ .

Osp. Roma (com . .ll{in. guerra) Id. Cegllsrl

a

Craco (Potenza) . . . . . . . . . . 5.

l .$2

J\Uadonna .dnumio, •Ko, O, 4ì.. . . . .

Id. Bori ........... .

a

Bra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 . 2.82

Petti t! P<I811Uole. ~. O. 4ì "'... . . .

Lcg. c.c. R.R. Torino ..

c S. Apollinare Chietino (CitloU) l 7. 3.82 ::'l!azzoccouc Camillo, ~. ~. (!J, 4ì . .

Osp. Chieti. .......... .

+.O. [fj, cp on-u ••••

Id. Bologns ........ ..

6. 4. 84 Ritucc i·Citlnnl .4fl06ti•w. ~. ~. @,

Dir. San. Roma .... .. .

•

Palermo ..... . ..... . ...... 30.1 1.8:? Riccò F:ttore,

c Vasto (Chieti)..... .........

~ •n ·t.J ~

5. 6.8:1 i\Ugliaccio Rommw, ~- <!;. ITJ..... .

o Felitto (&\!orno) . . . . . . . . . . . c

• u·U:

B ernalda (Potenza.) . . . . . . . . l 6. 2.8, Rinaldl Giuseppe, •·

o Pomaro (AI<'ssanrlrla) . . . . . .

7. 9.82

1<1. Torino . .. ... . .. . .

Rizzo Corndio, <!•. <:).O. O. O, Q. cp

1•1. Lhorno ........ ..

Vlglinnl Fcd{lrico. ,;,,

l. 2.8G

O. Q) "'·

Id. Bologn.u .. . ... ... . 11 ,

tu .. a:a

n JaksonviUo·F1orlda ( A.merlca)

'*'· [fJ

n~.,,

o Oollelongo (Aquila) ......... 25. 6. 83 De Caris 4a<>slino, :§o, <!) [f] ....... .

s. Angolo::'lfuxaro (Ch-gonti ) ..

Osp. Firenze........ • ..

Id.

Id......... . .

7. 5.81

CircoOi.tt<~eiiPe, <!•.Q)""·" ~ "''""'"·"

Id. Palermo ....... ..

28. 1.84

Fiorini MuZ'io·Fcrntccio.

+. O. O.

Id. Verona......... ..

o Martina FranCil (Lecce) ..... 2S.I2.S2 Basilc...Julonio,<j>, Q,O. ~. @. cl) ..

Id. Chieti ......... .. .

a

c ùal>bionota (Cremona)

q} l U·IIJ ~ • •J •It• iJ• U,

c

A tolln (Potenztt)

c ::'llontesarohio (fiCili"~'Cnto) ..

2. !Ul2 ' c1 tuzlnln

l

J. 9.!1:!

~

a

J,ecce ....................

,12.

&. O. O . [jj, <D.

Parente Fcrdin{}.ndo, :§o, ~. ~ . !!.)'"·" ~

v Sarno (~alorno) . . . . . . . . . . . . 24. 2.81

ON'o~flt> ,

............. ~

Jd. RomA Dir. San. Trll'&to . .... .

• n -••-n-u•,

Otcri Vincen.w, <§-, ~. Q) ......... .

Osp. A neon& ......... .

Id. Rari ....... .... .

l


~U<DI('I

ANZIANITÀ LAIJREA

VARIAZIONI '"r an t ~

t• un n o

Tenente Co'onn ·Ilo

Co'onue' io

M~-

giore

Capi· tono

Tenouto

22. 0.9111 u. 1.915 \!6. 1.911

.

Sottotenente

ln

medicina e chirurgia

7. 7.010 Roma ....

~ . 10.909

Torino ...

7- 9.909

1<1.

l d.

Id.

(d.

(d.

Id.

l!. 7.909 1-'lreozo •. 26. 0.908

Id.

hl.

1<1.

6.10.911!

Id.

Id.

--- 31. 7 908 7. 7.910 Romo. --- 2. 9.900

13.10.918

Id .

fd.

Id.

Id.

Napoli

Id.

Id.

Napol i

(d.

1<1.

Id.

Id .

I d.

Id.

I ti.

Id.

Id.

Id.

~-

27 .10.918

Id .

Id.

2 1. 6.9011 Napoli ... 23. i-!107

Id.

8. 4.111 6

Id.

17- 6.1109 Torino ...

Id.

14. 1.916

Irl.

21. 6.008 Xapoll •.. 3 1. 7.908

Id.

8. 4.91 5

Id.

8. 7.009 Roma .... 31. 1.908

1<1.

14. 1.916

Id

7. 7.010 BoiO!l'ntl.

I d.

Id.

Jd.

8 . , ,915

Id.

Id .

I d.

Id.

26. 1.911

Id.

24. 11.918 J7.11.91 6

Id..... 13- 6.909

Pulermo

l

ao. 1.9oo

7.909 Cagliari ..

l

s. ;.908 0. 12.9 09

5. T.!J09

2. 4.1111 !1. 7.900 :"<apoll ...

5 . 6.90S

Id ..... 3 1. 7.908

--. Il. 1.90!1

Torino

4,912 15. 7.911 Catania...

27. 10.91 8 u . 1.9 15 26. 1.911 7. 7.910 Roma

.

-- 13. 6.909

6, 7.910

--. l! O. 7.9 0!1

Id .

Id.

le!.

27. 7.90 7 Palermo

Id.

Id.

Id.

7. 7.910 Pavia .... 16. 7.1100

l ti.

Id.

l•'.

Il

Id.

Id.

Id.

I d.

Roma

Id.

Id.

lt.

Id.

Napoli ... 211. 7.907

Id.

lol.

Id.

4. 2.909

Id .....

Id.

Id.

Id.

u. 8 .108

Id. ... lT . 11.107

16. 7.906

7.909 Xapoll •.• 10. 8.108

--. 20. 6.908 u . 8.t08


30

(Seg~)

DATA LUOGO DI NASCITA

CASATO E NOME POSIZIONE

di

nascita

li>JAGGIOl<J

DECORAZI ONI E OAHPAGNE

l

l

~~----------------------~--------------------------------~------~----------------------- '

dal n. 124 al n. 148 a

TrinitA (Cuneo) ............

7. 2.84

Muratori Oarro-Fclice, rjfl, ®, ~ ,,._,.

Osp. Torino . . ... . ... .

~ t U •U•U•It •

a

Partinloo (Palonno).. . . . . . . .

:1. 1.85

Savarino SatJeric, :f., ~. ~. ~ .,..,..

I d. Palermo ... _ ... ..

U l' -11

ZappatA Oia«mW, '*'·O, I!J, ~ n•-m

a

nammacca (C&taula) ...... 26. 10.82

c

Coglie Messapica (Lecce) .... 18. 1.84 Suma Co3imo,

+.

~. ~ • u-u-u-u

Id. Messina . . . .. .. . ..

..

Id. 1'rento ... .. . . .. .

o M0881na..... . . . . . . . . . . . . . . 21. 2.81

Ruggerl .dnll:>nitw, <§o, Q, ~ ~ . . . .

l d. Meesina . ....... . .

o Saluzzo .. . ............... Il. 7.84

Bocca T iro, r!>. ®.,., " • 11 , 11, " · ~'"'"

Id. Torino ...... .. . .

I!J, ~-

I d. Fl!'llDZO .•.. ..... .

Crunblsc Ettore, ~. IIJ, <D "''", ....,.

Id. Roma ..... . .. ... .

a

Montecatini Val dJ Cecin&.. .

6. 2.83

® •.,.... _

Vannoccl

QuitJt-ilkJ,

~. Q,

~ t U • It•lr•U.

a

Pei!oi:na (Aquila) . . . . . . . . . .

l. 2. 82

~·u-u- n - u.

a

Cnrlentlnl (Siracusa)..... . .. 19 11.8 2 Sesto AttloniM, tj!.>,Q, @ , IIJ, ~ '"•" ®

o

TorrigliA (Ot>n<n•a) •...• . •.. • 2\!.1 O 8 3

Cro•lglla

'*'· 9 .,,.,. ..,.,._

E 'Ctu-isto,

lnJ. Catania ........ . O sp. MJIAuo

......... .

,. Napoli .. . _ ....... _. . ...... 30.12.82 De A ngcll s Arduitro, +. Q, q), l!] ~ t i :O • It•U• U.

a

I~rl

(C'a;wrta )........ . . . . . . . 27 2.84 S tnn]Jì Vi ncm:w , :!•.

*

4;1 ~ .,,.,,.,_,._

I ti. Perugia

a S. Bencdot.t.o do! Tronto.... l 2. 2. 84 Cameranesl Ditw. t§:. Q. 4:1 •• • ..•

ld. Bari . • ... . ... . . .

t. 2. 83 Porcara l sidoro, :§<, <!) •••••••.••••

Id. B ollll!'lla . .. .. ... .

o

Benestare (Reggio Culabrla)..

a

Tori n" ...... _. . . . . . . . . . . . . 22. 11.84 Valen te Gioacchino, <f>, Q. <!) ••••••

I d. Ra~lg:iiUlO . ... .. . •

Gelormlnl L11iui. T · O. Q, <!) ..,_,._,.,

I d. P&dova ........ - -

o Ca,qtoJJucclo fl.o ·s anrl (Foswia). IO. 2.!ll

(!]. ~ U 6 ~1t• U• I•,

c

Olldono (Cl•mpoba.<<I!O)

H. 2.8 1 Del Vasto G IU8"PPe. t§:, 0 , Q, Q, Q.

Id. Roma ...... . .. • . .

a

Casale Monferrato .. . . . . . . .

7. l .S4

Ara A.cllille, ~.Q. Q, ~ ........,.,. 4} .

l d. Bt-..'>ola ....... • . . .

c

T orraca (Sale rno )...... .. . ..

2.11).8 4 VIggiano .AI/r(l(lo, tJ!•, 1!], ~ ..... . •.

Id. Venezia .... . .. .. .

a

Chiavari .. ......... -. . . . . . 13. 3.135 Noce O• ~cmni, t§:. Q, 4;\.~• u ·oo·n·••.

Id. Verona ...... . .. _

c

A~lago ( Vi ccnY.a ) •. . .. . .• .. •

<D e t i)• U•IT,

16. 8.84

Ferrari Gìova.mt( Aurelio, <!>.Q, @. Scuola appl. ca~ .. . . .. . 4),

+,

~ 11 6•11,..• P· II •

o llacahnut:o (01.-gcntl) ...... 16. 11.8 2 Grlllo Girolamo. t§:, 4;1, ~ .,..,.•.,.,._ n

JWma ................. • .. 18 . 9.82 Cogllatl-De zza Oitule'PP~. >!>,Q, (!], q)

Dir. Sau. Palermo O ;p. Roma .... . . . . . . .

~ • a.t.•lt • U • II,

a

Cuserta . . . . . . . . . . • . . . . . . . .

-&. 2. 82

Ploa21o 4nlonio, t§:. <!),

~ ....... .,.,. .

Id. Caserta .... . . . . . ..

a

S. Pietro Orv~llana <Campo-

7. 11. ~3

Perilll Oìouanni , T· Q, Q, 1!], !P.

I d. Roma. .... .... ..


31

M&UI<:I

l

AN ZI.UiiTÀ LAUREA V .&Rl.AZIONI durante l' an•~o

Tenente Colon· nello

Colon· nello

Mag·

glore

"Capit.ano

In

Sotto·

Tt~nentt~

tenento

medicina e oblrnrgtn

l

l 7.11.918 8 . 4.915 26. UH l

.

7. 7. 910 Torino • • o

s. 7.909

... 24. 7.909

In .

l d.

Id.

l d.

Napoli

Id.

la.

Id .

I d.

Catania ..

Id.

I d.

Id.

Id.

Na pall ... 26. 7.909

ld.

Id.

Id.

27. 6.907 Messina .. 20. 7.906

Id.

Id .

Id.

7. 7.910 Pavia

l cl.

Id.

Id.

Id.

Pisa .....

I d,

Id,

Id.

I d.

Roma

Id.

Id.

Id.

Id.

Napoli . .. 2 1. 7.908

Id .

Id.

Id.

Id.

Genova . . 24. 7.908

Id .

Id.

Id .

Id.

Napoli

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

I~.

Id.

Pisa .. . ..

Id .

Id.

Id.

Id.

Napoli ... 21. 8.909

Id.

Id .

Id.

Id.

Torino ... i 6. 7.909

Id .

Id.

Id.

R. 7.909 Napoli ...

Id .

Id .

I d.

7. 7.910 Roma

Id.

13 5.915

Id.

Id.

Id .

Id.

4. 7.908

.. 21. 5.909 8.12.909

... 15. 7.908

'

-

.

l

Id .

..

7. 12.908

. ... 27.11.909 8 .12.989

3. 7.908

... 21. 7.909

Parma ...

9. 7.909

Id

s. 7.909 Napoli .. .

6. 8.908

Id .

Id.

7. 7.910 Bologna . 20.11.909

Id.

Id.

Id .

Id.

Padova ..

Id.

I d.

Id.

Id .

Napoli ... l S. l 0.909

Id.

Id.

Id.

I cl.

Id.

I d.

Id .

16. 4.909 Roma

... 19. 7.907

2 . •.911 27. 6.907 Napoli ...

Id.

s. 7.909

Id.

6. 7.909

2. 8.906

. . 23. 7.908


32

DATA LUOGO DI N.\SClTA

CASATO E N'OME

di

oasclta

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAMPAGNE

da.l n. 149 o.J n. 166 Ippoliti .JrTLaldo, • · <@, , Q. Q, l!J, @ , 9 t i\· U-11•11 <1),

S. M. Esereit~ ....... .

8 S. Giorgio di Catania • . . • . . . 2G. 2.83 llfJgneml Francesco. ~. (!), ~. • • . • .

Osp. Anoona ........ . .

a

Pescina (A'tn!ht) .... •• ... . . 14. 8.83

0

Ou.Uarato (Milano) . . . . . . . . . 14.11.85

Binoghi Alberto, + .Q, Q , q;. . . . . . .

l>is. Min.. Fi.nanll{' .. .. .

Il

Maddaloni ((.'asurta) . . . . . . . . 28. 7.85 Coreloul Corradirw, cj!o. @. ~., ,.,..,,

Osp . Ca sorta ........ , .

c

Roma ...... . ....... . · · -···

o Marcianise (Cn.';('rta).... . . . .

3. 11.80 RinaJdiPietro••• * .O. ~®"''"'"'"·

Dl.r.San. Roma ...... .

A.JIInolfl Saltalore. rf>, Q, ® .,......,.,_

Osp. Trieste .......... .

s. 2 8:1

Q; •n~u.

a

Feltr•• (BPllnno) .. . . . • . . . . .

5. 6.83 Gaggio. Emilio.Q, dj). ~ ·"· ".!!), @,<P.

Id. Bologna ......... .

a

Pil'B

7. 6.87 Lepri Gitdw, O. Q, Q, ~. ~ .., .... •·••

Jd. Livorno ......... .

~

Noccm I n fortore . . . . . . . . . • . 1 l. 1.82 Vito! o E11t1nat1ude, "i> .(!J. ~ "··••·~>·•t<Jì.

Id. Bologna ......... .

a Sìraootsa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13. 1.84. Bordone Oarnulo, O. <D.~ ,.,.,. ..,.,.

Id. Flre11Ze ......... .

a

.. . . . . . . . . . . . . . . . • . . .

Montelconl' d t C'olu.bria..... 22.11.85 Perrettl Oritiotoro, ~'·Q, Q , g .,,. Leg. ali. co.r. Roma ... u:-1t, Q)""'u.

a

Co.mundona (No,•ara.) .... ·... 20. 1.82 Sogno Armando, <D . • • • • • . • • • • . • •

a

::ltlrrn S . Bruno (Catunzn.ro)..

c

!.lari. .................•... 13. ;.~4

26.6.82 Tedeschi Giaccmo, <-§>, O. Q , Q, •· f.!), ~t ~ - ~ t U•I•• I:•l•,

Oep. Torino ....•.•.. . . I.nf. Catart7.aro

Dc Liso O«rlo •!>. 0. ~. <1.•"''""'·"...

Oep. T.ieatc .•....... •

c Torino

19.11.81

Rattar.zl T1ùlio, !P. ~ " ' .,..,.,. .....

I d. Milano

o SRntamarina (Salurn o) ...... .

3. 4 .!!4

Pollcgrlno Lore>vzo, Q, ~ '" "'" <l) •u-n. tlt•tlt •••.u, •u .11, • •~·".

Id.

Ud1no

a

Nupoll

5. 0.85

Mancini L!ti.(Jl, O,

<!) ........... .

I d.

Tric~t.c

a

Arrccifll5 (Bnonos Ayrcs) .... 12.12.83 Oattl Giuseppe, 4), ~ . ............... .

.. . . . . . . . . . . . . . . . . .

. .... .

...... - ...

Id. S1 vigliano ... - .. .

Primo capitano medlc:o o

Praloru•o ('l'orino) .........

1~.10 .76

Hcla Giaromo, <!) ............ .....

Oap. Plaoenza ...... · ·

capitani medld

dal n . l al n . .2

to. 3.83 Lopresti..:f1dm\(no, + , <!J. ~......., ... _ l gran ...... . ...... .. o Santhià (No...rn) ........... u. 1.86 Cl\l.abrera GiOtruio, Q, ~ " ''", <!), ~- Dl.etr. mi!. AlcssaudrJ& ..

a

Palmi (Reggio Calabria)-....


~=

M~;ltll ' l

AN%IAN1TÀ

l

P' .JRI.IZJONJ dur111lle

Tenente

c o:on-

l'ttU1'0

Colon· n ello

n l''io

)fu~·

C..pi·

,.d t , re

tano

DIPI,Q;\lA

Te· ncnte

te nente

2. 1.!)11

/(, i .90:1 Xar><>li • ... :?:L i .!lo-

Sotto·

i Il

r o r on n c 111

l

l l

7.11.!)1 8 1:1. .;,!11.> l d.

lol.

1tl

hl.

I ti.

1rl.

Jd.

Id.

Id.

15.1!?.!lll!

111.

:n. 3.9n G. i .!J 15

.

l .

l d.

Id.

C'utunin . .

i. i.!llO Pn ,., ..

Id.

l\11 """

1. 11.912 8. 4.91 o Hnmn.

Il. 1

.oo-

... :!0. 7 .!)(J!J ... 2!l. ll .90!t

... 17 .J 2.!105

2. 4.91 1 s. 7 .909 Nn poli . .. :n . 7.008

Id.

Id.

ltl .

Oolos.rnn

Id.

11.11.915 l. 4.!ll2 J.j. ?.!Hl Pisa .. . ..

l ti.

6. 7 .!JI.'i 2. 1.911

lo l.

!l. !J.!Il ~;

'''·

LI . 11.!11.;

l ti. L

7 . i.90l' 7. 7.910

s. 7.009 :-\upnli .. ... 2tl. 7.9()1! 7. 7.910 J ti. .... 14. 8.909

·1.012 l .... 7.911

Hn 111u

...

.. n

7.910

r. a.

I d.

1•1.

l. 2.90!) Torino •.• 2:!. 7 .!IOS

l l.

Io l.

lo l.

l. :!.909 Catanln .. 21.11.90 7

hl.

ti .11.!)1:.

1.1

1 <1.

II.II .U I:i

l d.

I ol.

l <l.

]ti.

.... i. 8.91o l. 2.910 T ori nn ... 19.11.90s IO. 8.910 :->npuli ... o. 8.90 9

Id.

1<1.

1 ti .

I d.

ld.

1<1.

1~.

7.911 X a poli

la.

Id..... 2G. 7.90 9

1.10.910 ~icuu . .. .

:1. 7.90 9

. :10. 9.91 o Il. G.!lO:!

l 1.1 1.015

•

't -

Ruoli d' uol=Wnfltl tic/ Corpo :-<ttll ilmio M tlil•trl'.

ltl.

l. 9.901 Tori ll(t • ••

7.110 o

... 2!!. 7.9 .1 o 15. 7.911 Turi110 ... 12. 7.91 o

l. 4 .!Jtt l Il. 3.!) l l

Id.

2~.

Ho m n


- -. :li

LlA TA

~U)lt-:

C.\$.\TO E J, UOOO DI XA.SC!TA

POSI.ZI O N E

di

DEI 'U1tAZIO.:\I }~ C.\~P.\0~1!: nu&eiln

dal Il. 3 ~~~ e

.\ 1c-:'"'trHiria

o

Vcrc•olll

c

Pano (Pe~rf>) ... ..........

l:!. l . ~li

"f uJ,:·utl

f'f'itrtrf'.

Il.

:!7.

Q. t,. v

~o u -u -n _ . . .

11<-l'liuctli .1/art·rllitw, O, O, •....•. l~l. 7.$~

C )EUI'OS (:-:a.•"'ot·i)....... . . . . . . l t. :J.~H

Piccoli (NtJrnJOii. t~·, )~. y

4 b("r4 . . . . . . . . . . . . . . . .

:;:1 f•H•L .... , .. .. ..

..

••

:! tu·L. c:utnp . . . . . . . . .

.\funt·uni J/ it•/t('/e, (l; Y "'"''""""· (i( J,. )l. iu Pl"l'inolurimwintrfll Ul'ilu Il i Homu.

O-p. TI01ru.a , ......... .

llu-11

n. {.'.

u T<lc'l'lgl in ((;c.noça) ......... :?l. k.~til

:"l

lmp(•l'ittl(•

('~$1tr~.

J,,

2 t1•·19·l)·~' .

Cii•~· ~laJ/i.<lll , ~~- : ~:··"·"·".

c

)foullo\·1 . • . • ••• •..•.•..•••.

n

Cu•uldunl (Ocnc,.coto) ... .. :lO. I. , r. numurut t,r""""'· O. l .1~,(L ......

n

G io\'C (Perugia) .. .......... .

5. 6.S;; )Jarinuccl .lfari110 ,

,.

ç,.,,ll·l ~ - J .or<.>nzo (:'<ul<·nll>) ..

!!. lll.~-1

("'

:'Jlf''?,),l

n

L•·rwlu (C'a"'t'l'hl)

...........

~Hl . s.~ i

c

~!irto ()h"'-·iwo\ .. . . . . • . • . . . .

2. 9.:-:1

n

l'rll<'ilfu ();apuli ) ............ :19. 1.$:1

c

,..:llliii.IIC'.I•hll '"''

a

Cn•1na

c

(',.,..,.,,,.!"unnilll (11<-ut•\' •·111<>).

5. 7

13u;<o

Jd

·~: .

1;.

~

:\fulf<·o J.lliu; . .;<;· • .: . Y toU·l ~·u

, , .,.

p ttl•

Ocuu v n ...... • ...

l o•·t.. mont......... . o~ p. ~~~po'i

......... .

l Se. ali. u11'. Ho111o. •... U~J'), ~H flUii

, ..... , ..•

:; ort. JW ~ •.••• • ••••.

(Cir'VI'Ill i) . . 11.1 n.~ l

Tutnrclli J.. ui!d. ) .. •n-tt-U • It ~u:.-n.

tbp. Ct\ ... rl'h\

)!ndoi .';1'/,a..tiut•o. O- \. ~ '"·"·

il\ !aut ... . ......... · ·

1 ',')_••

C"Mta._liolu .lnlotlif>, O. 3 . q) ..... . C'tllllJli~i Bttl</(l.<.<•rrrf', ~' t .u-a: (J).

o. o. '2 ....

l IICIS. O! p. i\lilnno ...•......

!cl. lln:>t'lll ..... . . .. .

1.11.!'5

Pildlll Al.-.,,mulro, '!·'-

0. Q. ©.

l)i-lr. cilil, l1om11 ..... .

~ ltn•·lf·t:,

n

Pì ,.,.,l ì Fronrrl'l<'(J , Q . .) .

('utuuiu

4 fan t............. · · •

<h"'""~

c

1-'runrtl\"illu ().•·t'l'<') . . . . . . . . . ~:l. t.iHi

* <!:. :'fJ. O,

Al'l<'<'ntiun O io. Ualli>la, ~. :i:toi:•J"•I•, ~: "11·11 0 •t:-ll.

Il

:-:t-Ilio (Vic·t·n?.u ).. . . . . . . . . . . . 31. 7. ~.)

JJnl ('otlu _luyu~lo, ® •n·u, o;

n

C~tpnnnoll ( l 'isa) ........... :lO.lZ.lq

Ciuuini Cliulio.

... Po•·to

~In 11ri>.io ......... ....

Il

.•\ "'tl'i.. (nn ri)

c

)[U7.7...tll"tl

c

\"ai'C'\4~· Li~1u·e ((;t.,uo,·u) ......

<'

f t•>-1

••••

(Trnpulli)

(.\ n~o11o)

o

••

•••• ••

••• o

o

o

•••

.. . . . . . . . . . . •

, O. :?"'""'""",~ Co'·: Alc>•nn•\du ...... .

Dnn•·ri (;fulòi'fJ IU' , Q, Q') . . . . . . . . . . .

) ~.

Ci \'l t o UaUarlr. O, 9 ai4•11•HI

:?n. G. ~ti

~

1.1 J.S:I

' a:. .. -.

CII> t dii J~pifr~uio. ,f,, <Q .. .........

I O. 2.'(i )latf)IIIO D<triu.

l:•linc ..... ... · ·

Jd.V cron11 .......... ·

2G. V\1 l .il-t

p_

~~~~.<f) tJI •U

~ nrin Vi~>ccn::•l, !'J,

. ... ..

EL(!. .,,........

•

5 l>('ri, ..... ......... · 0~]).

l;latl

............

ld. PuJurmo

o •• •

••• ~ •

H faut. ......... ...

.. '

O-p. Anconn ........ ..


llf.ltJCI

l

,\ :\ z l \ ::-~ 1 T A 1..\ L'P. E A 'f'A RÌ . IZTO .Vl

à u r ,, h t e

, . ,,,,n

'

Colon·

n··l!"

T l'lll'JI H'

!

(;n l uu~

)(;IJt·

Ca p i-

l

,.rio1 (•

l t n no -------

11<'1 111

l

T cncnt.•

l

l

-

J rl.

Jù.

l <L

1<1.

l ti.

Dolo~; nn

ltl.

I Il.

l cl.

Roma

l <L

Ici.

l ti.

Ot·nnva .. ~:? . 7. !11 0

ftl.

hl.

l ti.

TIH'ifiO .. o

l<L

1<1.

Id.

:\111•01 i

lrl.

M.

l rl.

lttHlH\

Ici.

1•1.

l ol.

:\a poli .. . 1:?. ~ .!110

lrl.

ltl.

Id.

J',•riuù .. .

Td.

1<1.

111.

:\llJI••II ..• 2~. i . 91 o

I d.

fù

tu.

l ,uh••·nw

2 7. 4 .!) l o

l <L

ld

Id.

:\n p oli . ..

4. s.!) l o J r. . l 2.!l 10

.

l

Torino ..• I O. ì.!ll O

ld. l

-

tllt•tlidull e' t•hi l'lll :;!'in

touontc

l LJ I.!JJj. L 4.!JJ:! l.i. i .!J Il

l

in

S·Jtlo·

l ù .. . .. 10.1 l. Il iO l •

i.!llO

.. . l". 7.U l l)

9. 7 .!)1 o

... "· ~-!)l o .. IIU :!.!Il O 1 ~. 1 UllO

l r\.

j ,J,

l ·L

f ,o l t'l'n)( •

i:!i. ll.ù l :.l

I •I.

I ti.

T'n '"la •

.. 12.IUII O

Id .

I d.

111.

R<>nta

.. . 16.1 2.910

l cl.

l rl.

l Il .

C'utania ..

Id.

l cl.

Ici.

:\urroli ... l o. 7.91 0

Id.

Id .

lJI.

l>a(JO\'IJ.

..

7. 7.910

Id.

hl.

hl.

Pisa . . . . .

9. 7.91 o

Id.

Id.

I li.

Pa rm a • •• 18 .11.910

Id.

! t i.

h l.

:-lapoll ... 28 . 7. 910

b.

Id.

111.

Ocno'"a

Id.

I d.

lù.

l

l

(

4. 7 .910

.. J.>. 7.910

I d . ....

G. 7. 91 0

.12.915,14 . J.!l l 5 l O. S.!)O!) )fo<lcna .. I S. i .!lOS


(Sryur > C.\.l ·rL\ :-> 1

CASATO E

~OME

PO S IZIONE

eli

l.UO(; Q DI :".\SCIT.\

rw~citu

DECOHA7.IONT E CA M PAGNE

. - -- --- - - ----

-~ -----------------~--dal n. 28 al n. 51 o.

Mcd unu eli Lin·nr.n (TJ-c,·iso ). li. 9.Sl

tia<·COH1Hnt Uinryio, ~. u .:.-''· q) •u-•n tU•fll•

c

l'ululi\ :\\ou lccl >iu ro (ùtrgcnU ) 18 .1 I.S-5 Va)ola /1;(>ez,r~u o, O. 0 .0. ~ ...., .., 21 art. cnmp. . . . . . . . .

a

!:!. Elln n Pianisi (Cnmrohns.~o) 'l5 .1 0.S.~ 01 l'nhHn l'i>lccn~o. <!) •'E . . . . . . . .

Od

t. q. inr. (com. uo art. oamp. ) . .. . • . .. . . . . . .

D <lnudco Villo•·io. ~ ,,..,.,. ........

Osp. lJnri ........... .

lP "''"... ..

l<l Cawrtn (com. :ll in. g uerra) ............ .

Catania •.................. 11.10.8 1 Di >:ldnno OiuMppe. •!>. ~ .., ...., .,.. <!)

lJisLn·tlo mil . .<\ t'ir<·u lr: .

,,

Bnri ...................... 25. 6.84

a

Cus amarciu Ho (('n,;crtu ) .. . . 10. 10.85 Graziano Cfl rmin~. ~.

a

c Acil'{·a lo (('n\unin l .. . • .. .. . 28. 2. 82 Todt'ro (lim·muti, 4). (!J,

~ .,..,..,..

11 nrt. calll(' . . . . . . . . . .

Turi nn . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

7.12.8 1 F\.·rro.ri ~llario. tj::, CC •n. •u -u......

2 pcs. euntp .. . ....... .

11

f:!u cch ·o (C'us.;rtu) ...... • .. .

7. 3.82

a

~ruu.nno Big li (I';H'ill ) ...... 27.10.53

c

Sis~a

c

Calice Ligure (Gcnonl) ..... . 12. 2.82

a

Pa ,·llnico (Pnlcrtllu)

,, •. u.:o. C'

(l'arma)

Palumbo fliuseppe, .I, •U•h 4)

r!·. C. O

Osp. 1'\apnli . ... . .. .. .

'*· :.TI ~ pcs. ClllliJ>. • . . . .. . .. 1. 9. 80 !\·d rini .,,h,tonio, •!\ O, ~ '* .... . . 2. Scz. eli in l . .\ii lu no

12. tl.S I

C!'i Jsidoro, <!•. O. ~ ....... lP·

Senna vino XctTiro, I!J, (!) • • • • • . • . . • Gi~lloutl>Orclo

.....,

. .

!"f'\t n-•a

Batt. ~cuolu aviatori

Or l! s t e.

tn

n Cannlo (Cun ..o) ....... . .... 14. 1 2.~:1 Cnsctt.'\ C't$ore, Q) . .•...•.•••••..

Hcgg. !o:rro,·ic-ri ....... .

c

R<·gulhu\~ (Cntuuia) ........

15. 8.8-l T cr•·nuova Al/lo, ~: 0, ~ ., ,.,, .., ..., 4) Cuv. Pil'lll. Hci<lo .. .. . .

c

Roseto Vnlr•lrt<.~ ( l,.ol,"f;'iu)....

6. 2.~.;

De Ccsnro Vitu:en::o, O. @, ()). . ....

Os p . .o\.nl'Onu ......... .

J 3. 5.1!4 Aro mondo At~Vclo. Q) " ''" ..... . .. .

Id. Caglia r i ......... .

a Com isu (i'iracu.sn). .. ...... . . 18. 8.85 Dinu:rlino Nicol(), @ . ~ .,,.,. . .. ••. <1.

s.ss ~cnrrirri Ce$Ctrf. O. ~ '

11 11 "

-u, ~ ,. , .

157 tant.

79

ltl ......... ..... .

t tt• t!'•U,

u

~neo

(Ilari) . . . . . . . . . . . . . . .

:;, S . S~

Gnllo Artum. tj!>, 0. ~ .,,.,..,.,,.,._4). Osp. Ho ma . .. . ....... .

a T r·npuni ... .... . .. ... . ..... 25. 5.~5 Giglio n occo, <!>, ~ .,,.......... <!), ~n

~.

c

Calmw (Turiuu) .. . . . . . . . . . . . li. :l.:-16

Glust'l'l'" (l 'nltrn ro ) .. . ... 28. 1.\.S:j

Sunst•ri Oiw.<CJJJlC, •i'. g

,,..,..,. (!) ..

l'llFSI'I'B 'l'mwrtdi. ~ ,., ....... <!) "''"•

Leg ion e CC. RH . Pt.~lcrmo

Os.r. l 'alt'l'llro

Hcgg J><'Utlt•ri lugunarl.

• •, . • t,

16.

.SG Mcs llco Francesco, •!>. ~ "'·", g t lt •af ·U,

..,.

3G raul.

. . .... .... .. . .


37

l\!ED ICI

l

.ANZIANITÀ

l

l'

Jf .JRI.JZIONI du r a11l<1 l'ant&o

Colou· nello

Tom·n~c

<.;olon·

::llng·

glot·o

Capi· tauo

LAUREA fu

T e·

Sotto·

nente

touonto

nwùlcina e chirurgia

n ella

.

. .

i

•

l

l

.

7.!11 o

l, 4,!JI:!

1(1.

Iù.

Iu.

:-<a poli . . l:?. $.!)l o

l d.

ld.

Id.

Ho ma

Iu.

Id.

Id.

NA110li

lù.

Id.

!d.

Id.

-

..

15.i,!ll l Padova

Ia.t2.90;;

2. S.IJ 12 6. 9.008

lÌ .

... 20. 7.910

... 14.11.910 Id. .. l. 8.010

.. . 18 • 7.008

Romr~

l<l.

Id.

29. 9.908 Catan ia . .

lrl.

Id.

25.10 910 Parma ... l"

la.

Iù.

2511.910 Napoli . .. t !l. 7.907

Id.

Id.

15. 12.910 Pavia

Id.

Id.

25.12.011) Parma ... IU. 7 .!107

Id.

Id.

31). 1.908 Genova .. l o. 7.907

Id.

Id.

25.12.910 Pa lCL'IllO

:10.11.!)06

Iii.

]d.

L G.9ll Mod..,na ..

3.1 uno

Id.

l d.

15. G.!lll Catania ..

4. 7.91 !)

l d.

Iù.

Iù.

Napoli .

Id.

I <l.

Id.

SGSijai'Ì •.•

Id.

Id.

Id.

Napoli

7 . 7.907 7.!)1)5

. .. :10.11.908

.. 2~. 7.!)10 l. 7.!109

... l J. !1.910

!S. G.911 nologna ... 10.12.910

Td.

1<1 •

l ol.

Id.

Id.

l cl.

ILI.

lù.

ILI.

Id.

Id.

[d.

Palermo

.. JG.Lt.!llO

[ù . .

.(d.

Id.

~fodcua

.. 2G.l J.!)Oll

Id.

Trl.

~1.

Nt\poll .... 2::!. 7.!) 111

:!.!Hl Roma

o.

o.

1:?. 1>.91 0

.... h'i.l2.!110


("')f(JU~r

c

Lt.iOGO l1 I .1\.\SCI'I':\

rAJ~ll\~1

POS tZIO:-<E

di

HEC'OH .\ZI0:-.'1 E C.\ ) 11'.\G NE

dal n. 52 al n. 75 ' a

C•\lalJrittn (.\\'t•lli no ) ... • ...

1 11.11.~4

Cul'l"'·c·i Ual!flclc. :€;-:, Q, ~

l

'· Hu:::~:". lra.tport i R urua

;,l t~l:

c

Xat>oli .................... Jl.li. S-1 tl'.\k><antlr<> dlr,.~anrlrn, (>. O. O.

c

Bari ................. .. ... . 2:\.l(J.!\;j Criotin l Al/rcilu. '!:-·

:1 2 (un t. .. .. . . . . . . . . ..

.J , g "''"'''. O.p.H •Jitn.(eom.~.Guilr. )

.v •u~ ~oa.t• ·U · '.. , Q, ~ . . ,., .... . .. ,

c·

.\ngC'lillo

X n l a (Cu-;cl13) .. . ........ . .

.ill/vi!SO,

~-

C; .

~

"'

30 rnnt.

([; tU -U • fU. ,

a Accmlin (.\ ' cllino) .. . . . . . . . ~l. S.i-:1

Ya~~n ll i (;ivrtunti . .-!_· . ~- •u·u ~ ....,;. U•ll

t'<'rni~ li n

l Jomr11it·nt V

• 1 ~ -n

:a: •n ..u.

F. q. in/t'r. (com . _ !\II J•Oli ).

"""·l

D i r. :::an. l'alermo ......

III•U

c

,\ lo lf<::!Ut (Bur·i).............

3. 2.S'i

So.llu~tio Luioi.

·~

Q; .., ... 16.

c;nr:\

M C111ro.

O. ~

OsJ>. .:'\ a poli ..........

O. O.

Id. n.. to~na ... . • . . . .. 1

1., . . .... ,;10•1•.

"

T h·oli ( I!IJinn l ............ .

n

Xolicntt.u·o (Haril .. ... ..... t5. fU·O

I O f•111t. J.l.

5i

11

F. holi (:5ah-roo) ............ ~ 1. ~.!'3

Cutlicn Rll!ftnia, 4:;.. ............

G S<>z. Di•in!cz. Fircuz!'

('

Corn~t~J·.sunu (BA ri) ...... , . . .

l'tt rw lli l"UIInlmt.iQ, ~ut·l•·n·u.t.•u ·n,

t')

tS. I Q. :J

i

nrt.. ctunv . ........ ..

t ta -u

c

C'u.J;tlitu·i . . . . . . . . . . . . . . . . . .

7. 1 .~ 1 7. urlùos .Si/cio. ~:+. ~' O. ~ ' 1 ~ · ••~~;~u

Q) t u-n, • u-u ®.

c ) fnntnlcineo (:::i(-nu) .. . . . . . . .

G. l.~ 'i

A.ngdiui AIIIOilio, ,,.,-•: ·•"

0}.

flc~ ..··•ul i(lt<:l. (C·•m . MI. - ~ n:stcro gucr ra)

0 , 0. 1P. :? "'- Se. ~nn. m ili tare (lns. tit. ~ gr.) 9:1 fdnL

............ 1

R

'l't:r·ud n i l nlt·n·st· ( I';.Jc•·mu) ..

c

:-:i.-ucu::a

S. ll. ~fl

C'nssirù~

c

T1·ani (Dari} . . . . . . . . . . . . . .

!). 1'1.~:,

Hiui lJo,-nenico, Q.), ~ u•-u-'• .. .. ... Osp. l'At\l,vu . .. .. . _ .. .

t:ao, r.!•-

13 nr·t. CIJIIlJl.

C'oro;i . 1/frrrlo. 'f>· O. ~ " ''"· if.o ""'

I tl. Xapnli

I!·IJ •U

l\

A~-~~~ !l 't•I'II!!'ÌIII........ . . . • .

:! 1. 12.;.7

)foimouc /)Qf/(1/iltQ , .;..

~ ... ......., •• ~

[cl.

noma (Colll. :l lini·

.t3.tor<• gu c1· n\)

" GraS<i'lllO (l'nft•ll7.ll) c

)f~~'iru•

f•

A nell'in (Bori). . . . . • • . • . . • • . l l . G·l'(G

.. .. .. .. . .. .. .. .. •

i . l ().t< l

ç:onilauo Sm·etito. O. [.'.... ...... .

Id. Hari .. . .. ..... . .

~ .. .. .. .. ..

ltl. )les-i na ..........

Bounc•·on,o Lclkriu, Powo l-'elice.

~ " ' '"'"'"

~.

....

l

Il ht•r-... • • ... ..••.....


:1!1

li F.IHO l

.\ XZI.\ NIT À

L AURE.\ J7AR1 . 1Zl0N/

du r a n te l ' an un

<..:uiJln· Il<' Iln

Ten<·ute Cnluu·

.\lng·

C'>~ p i ·

Te·

Sotto·

giOI'\'

tnnu

nento

lùnent<'

t~<· Ilo

13. 1:Ultti "l. 8 !I l ~ '!1. :;.H l l

.

In nw<IIC'Inn e

cblru r~:lu

xfi Jl"ll .... ~w. i .!Hl!•

Id.

l d.

l ll.l2.1lll

l ti.

. ... l :1. :l.!Il"

l ol.

l ol.

lfj.

l d.

o

1u. l.!ll G

l d.

I d.

l ".

. ... 13. lì.!H ò

I li.

l ti.

l t l.

Ld.

.... l'' '.!JIO

l d.

l ti.

!ti.

.. ..

I ti,

l".

t".

'''·

lo!.

Id.

l ti.

l ti.

I d.

l. ~ .VI:l

Td.

l ti.

I d.

lo!.

l•t.

l.

2. ~J l :!

1.!1 1 ~

•••

Il.

..

~.!) l l

7.!11 1

.... '.!~tl:!.HIO

o

•••

'· 7.!H I

lo!.

H w no

lo l.

.... 17. j .!)J l :ll. G.!IU' :-.;li Jltlll . ... i .tiOi 7. i.!llO lo!. . . . . Il . ~.00!1 5. 2.!11 l hl. . . . . w. ,,!lO!)

! ti.

l d.

l'· lò.!) l l

1:n1nn

l o!.

Itl.

:! 1. ~.!Il~ ('ugii url .... :n tò. 111 1

ltl .

td .

1(1,

l d.

h l.

l o!.

Jtl.

Id.

l d.

[ t i.

Ltl.

J ti.

t ti.

l ll l

..

o

•••

10. 1:!.!1111

:l.!) l !?

:;ietaiL

l •l.

X tiJ)()JI . ... :10. 1.111 t

•••

o

t l. 11 .!111

l ol.

l 'l'"

l

l ti.

Hn111u

l

Tol.

Xu pnl i .... :!O. ; • !) l l

l l •l.

Id.

• • o. l l . 7.9 11 o •••

l <. 7 ,Il l t

. .•. 'J •• i .l) Il

l

lù.

t.t.

I li.

l

..

~.

l ti .

l hllO!liiO.

Id.

[ ol,

Id.

l o!.

ltl.

.... li 7 .!I II l'ntnultl .. IO. 7.911

Il.

hl.

l ti.

X o p<•li . ... i. 7.!111

r

7 .!l li

Xnpon


l St!IU< 1 O A P L'r A ' 1

DATA CASATO E NO)!E di

L UOGO lJI NASCITA

POSIZIONE IJ}:CORAZIONI F; CAM PAGNE

nnseitn

dtll n. 76 al n . 104 a

Bruno Carlo, ~.

HocctHlèbahli (Cuneo) ... .. .

<· Cugllu r·J

•u·t•·''· q) •u..

~

Nizza cavati. . . . . . . . .

92 (unt.

17. G.tlG ('utu bnzz u "l/orio, f U·ll,

il

~[1 1 ..~-tillU.

•

l. 8.85

Huiucrl Umbert.ri, ~,.,.,. ..,...,q) . .

O.:~p. B~-scia . . . . . . . . . .

). ~~

lt usco .Jn(ldo, ~ "'·". <D • • • • • • . •

10 ro;.q;r up. trosp. T urino

.......... .. . l s. 1.8~

Pc~<:c Xic<>lo, q) .... .. . ... . . .....

Odp. Bari . . . . . . . . . . . .

( 13olol-(u n ) ... .... . 2:1. !l.S!i

P os.-nti Alberto. <t:, 4} . . ....... ...

hl. Bologna ..... .... .

Q, 4}. .. . ....

1•1. M~«s ina ......... .

••• o

• • • • • • • • • • o. o

c HI!Jilcanùidu (l'otcn?..a) .... 13.

..

CuuOc(L ( IJiu·i)

c

tAl8Lcllll~f)

c

~ft>ssl ua

Il

C:Unlcaltin ì (:-'iriiCUliU) ...... 20. 1o.... n Ln "R~>cea f'aolo. ~.O,<!)"''"'" ~ , ,.

n

l'in ti.<• (.\"uvnm)

a

Comi•o (Sit·uc u~r• ) ... ..... .. 25 . S ~(l S<'llli\:ri l'i11cenzn, Q). ~ .......... d'9. .

•• •••••••

o ••••••••

3 1. lU~G

.......... 30. 7 .lt(l

a :':ipùJ·Ionga {('tlhlWI11) . . . . . . . .

4. ti.M

Scnrcclla

Our~;o

VillUIIZO,

f'il'rillo. Q . <D

'l' rnn i f'fwlo, <!),

g ......., ....

I O" Sl'z. rlhìnt o~v

PaiC'rmo

. .\"OVI\1'8 • • • • • • • • • •

75 r ant . ... ....•.... ..

~ ........,.,..... ..

Dir. San. Nap oli .. . . . .

a

AC<JUafornro•n (Cosenza) .... 10. 10.!!5

Buono /Jcmefrio. <1) •••• . .••••••••

Dlstr. ru!l. cnst.ro.-illari

tL

<.:o~cnza . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

<:or·iglin110 Enrico, tjt, et'• O. q) ""'"

Id.

S. :l.S~

~

a

Canna (Co.cuza) . . . . . . . . . . l !l. tl.S7

c .\dcutcnn (Catania) .........

~7.11J. '(fl

C:n tunzo.ro .. l

Rngu Gior·amri,Q , ({;•"''"'" ·"·"g.,,.,.

l 5 fl'nt. ............. .

g.,,.,. ..... ...

J.,•g. C. C. R.R. Messina.

.,,.,..,<!)

20 fant. ............. .

([~... .. . . . .. ..

Os p. }lari . .. ....... ..

1'uln11~

L ucio, IJ),

a

Fm-ruzztwo (ltl'!-'l{ÌO ('ulnt.r·ia ) J·> ~ ltf>

~lisiluno ùivr·om>i, <~:. Q, ~

c

\'ic>tc (Fuw•.tln) . ..... .. . .. .. J•>

Ca!'silto i"runresco.

1.81

iù.

•a•·n-n.

f rl. Uologna .........

a

:-<pcrlongn (('tl"cr·t u) .. ...... 2~. 1 2 . s:l

Trani I ùlfulino, (j, ~ .,, .,........ <1).

16 !~tnt... ... .. ..... . .

c

Fran~l\'ilhl ( ll rindi~i) .......

.\lur·cùonio .M iclltfltli!Jt'io, t~>

L cg. oli. cnrn b ... ... . . .

:!O.i .S:l

•••, Q; • n - u -a•-u.

*,

~

c

.\"iro,iu (Catania) ........... 1:1. 11

J

,\lu,;trojnnni .drdo1ti>to, <V "'·".....

H fnnt .............. .

c

ViltvriR (f'ir·uc;u ...a ) ... . ..... J O. G.:!4

:lhtzzn HtJSurio, O. cl).............

.di"}Jelt. mot. 8/>« ... ... .

l\

Cll•lro,· illnl'i ... . .. . ••..... . :!2 JCI.~ .; Cn••llHC!ic Oiu.•tppr. ~ "' "'. ~ .,, .

ll i<tr

milil. 'fora n t.' ..

•a ••t•, fl) fho·U,

o !;pcrlougu (('n'<·J·tn).........

4. ti.i~ l

!:;crtlfnli ~111Jn1<~. (,!' , 4),

Bdndl~l. ..................

4 . 2.Sr.

Ott3dnh1J•i l<ol,erlo, <!:. (j, Q, 4)....

o

o :\fanrrcùonin (Fo;:ginl ....... Il. G.ò;'J Ouerrl\ J'ine<tiUI, o C1mosa di l'mrllu tUol'll'lt n) .. 23. !J.S~ c

~lllii i'IIO /('a tnnin) ...........

c

Ul·rnczzo (Cum•u) ... .. ...... ~7. 2.!1;

~ ,.,.,. ...

y .,,.,..,..,. •J ), d9.

• l s,xlt. ù tfcnlt. .. . ... . .

2 rng~r.

O<p.

uor~)~li~rl

. . ..

H<11111:1 . . . . . . . . . ..

Paulil't•lli 8•<1•11w, •ii; @, q) . . . . . .

DisJ). Min. Col . (Eritrea!

~ .,,.,..,.,..

2:12 rant. . .......... .

M•·lnl'l'l J.uiui. Q,~· . . . . . . . . . . . .

Osp. Torino . . ........ .

2G. 10.1'12 :\laz1nt·itHl C<tmulo, q).


MBOICI

'l

Al\Z!Al\ITÀ

LAUREA

J7 ARI ~IZIONJ

414 r a,.,e l'anno

C:<~lvn-

llt>.lo

Tenente Colon-

:\lug glorc

C&pit a no

T eueuto

Sotto· lonent l'

nello

l 16. 1.916

-

l.

In medlclnn e r b lrnNitt

l

4.9JIO.

3.!11:? Torino ... 17.11.!11 1

Id.

30. 6.913

[d .

Cn~rllnrl

o

o

30. 6. !l i l

Id.

Id.

l d.

catania

o

o

15. 7.!111

Id.

!ti.

ld.

Nnl)oll ...

7. 7.911

Id.

l d.

I d.

Jd.....

t\. 7.910

hl.

Id.

[d.

notognn

l d.

Id.

hl.

Napoli ... Il. 7.\JII

!Il.•

Id.

ld.

Pnlornw

Id.

Jd.

Id.

l'lsn

Id.

Id.

l d.

Catania .. t 2. 7 .Il i l

Id.

Id.

Id.

NUJlOII • , • 15. 7.911

Id.

1. 9.91 :1

Jd.

Id •....

I d.

Id.

l ol.

Id..... 20. 7.911

Id.

1.10.913

l. 1.912

ld ...

I d.

Id.

Id.

catonln .

o

1:1. 7.911

Id.

Id.

Id.

:\a poli.

o

7.11.9 11

hl.

Id.

I d.

Id ..... l 3. 7.9 11

Id.

Id .

Id.

Id ..... :!U. 7.1111

Id.

1.11.913

I.d.

Id .....

Id.

(d.

Id.

Ho n m

Id.

hl.

Id.

<.;ntanln. .. 15. 11.1!11

l d.

.Id.

Id.

Id.

Jd.

Id.

Id.

25. l.IIU I O. :1.012

•• o

10. 'j .9 11

••

~- 7 \J l l o

7. 7.!111

:.!li

•

7.91 l

l. 0 .911

... 21.12.911

Id . . ...

8.11.911

Nupoll ... 10. 7.!110 Id ..... 13.1'2.911

.. . 20.12. 911

Id.

Jù.

Id.

Id.

29. Z.Oit nolognn

Id.

I d.

17. 3.912

Id.

6. 7.011

Roma

~·1ronz11

11.11.011 o

o

~.IUI\1

o.

9. 2 . 90 9

Id.

10. 5.9U 24.10.912 cat.anll\

Id.

30. 8.914 l G. 1.9131 T o rlu<l ... 15. 7.91 2


DATA

I.Ut•GO Dl l'.!SC fTA

<li

POSIZION E DECORAZIONI E CA)IPAONE

cio. l n . l 05 o. l n. 133 Partinico (l'uh·nun) •.• •. ...• . 2~. >..:-7

c

PmunlnCCJU!l C:ioru:chino. :§•, O, 4) ~

O"P · f'ul!.'rfllo . ....... ·. .

•a••l':•u

dc )turri nn Uol,crlo. ~ •u-n-•• J) .. ..

C'a rccr·c Mil . ~apuli ... .

~HJ. l 1. ~:-:

fli<lgini (lionllmi, 4) ........•....

9 tu u t.

c

!.t'n l in i (l-'11-ll('U:<a) ........... ~:1 . !l,,q

llu(diurcll u Fcrleriro, O. ~ . . . . . . . .

Osp. Tric• tc ... ...... .

11

SnnioYct·o ................ .

•. 1.~~

)fali~c .•fle.-u:<OI(lro. -~:,().0 ~taH•·••·zo

Se. san. mi l. (l ns. Ut . •

:'\n poli

ll

o :o:;ienn ..... . , . . . . . . . . . . . . .

d~ grn<lo)

a

1

8. Ciiu-.,·ppu Y t·::nviniHl t :\n· poli)

n

Aquil a

Il

C.._l~lt..•l l ll.lllliiUI"'

·

·; •••••••••••• o

l . r,.~;

l.Ullftt·llu Frm•l'csco. *· O. O.![)'"·"

Ars. costr.

Art.

Torre

A uunnzinta

•• •

( Tmptt lll) .... I O. 7' .S7

c Torntur\\·n ~farglwriltl (Trn pa · I2. 7.1\<

l'lula J\'al ale, ·~·. 4).

g ..,... ..... .

Do Cos tro lo•w:io. ~.

6 !unL.

~ ,., . .,....

SU 1(1 ••• • •• •••• • •• • •••

;1).. ....... ..... ..

USJ), 'forino . .. ...... .

Il i)

( :-..-twnrn ) . . • . . . . . . . . ~9. :$ ••'{7

Fcrrnro Prwlu

Il

J)(~~ fLIU\

Il

S . Paolo dì Cl\· i t.~ lo ( F'otggia.l. . :!2. 7 .~(l

Lomhartli J-:nriro. ·"' . . . . . . . . . . . .

Id . Ancona ... . . . . .. .

t:

(;i ' 11111110\'1\

(Tc •·nmn) . ....... IV. :l. l; i

.IJc ~hrrt ii• Ouxtm·o...... ..... ....

l•!. Chirll ... . . . . . . . .

f'it1remro. O. q:J . . . . .. . ..

.uwtt. so.•pet•.•. imp . . .

Cu~nni ..llor{anu. V •• t·••- •~ . . .. .. ..

Aspttt. iu,ltrm ....... . .

c' l l'~l1<'7.7.!lllll (:"altrno) ....... . l s ... ·" 1

Fltof<' Cerouifl .. . . . ............. .

In f. Cwm Tirre ni .. ... .

o l Hi l>~ltrnn"rmo (.\ ~<'c>li Pir·c•Jt<•).

Cl"llini Luigi Q) . -~ " ~·"·•=-~~ .. ... .

u nrl.

'I'anc-rt.·dl ..dristid«'. ~ •u·u·n·n . . . .

Osp. Dologoo ........ .

Cieco Oi<JI'I!rmi, O . .f). ~.,,.,. ..... .

J art. pes. ca m p .. .... .

o ~'"'11<'0. (;\f,.,,;nn) .. . . . . . . . .. a

1

l

c H Oli H\ .••• • •••• •••• •• ••••••

) ,\t;

l1

Canknt.t.iui (:-o:il·a<·ll:-,1\) . • • ••• .

~r.. t O.Siì

·'. I.S7 .:\accurato Jo'ilit>f}O. :J!:, O. (}j. V ..

3 rout.

)l n~si l·~'milio. ~. :Q ... . ......... .

1 aln.

?"

,.

Hon tn ........ . ............ :!.").1 l .l"i

l'

H t'CO 11" ti

c C"

l

Tns~ano

t

A11clrin (lllll'll ....•...... . ..

tl

11

i.ll.'i

:'\n)'nli ....... . ...... ..... . :!1.

........ ......... l :1. l. Qf, Gior-gi Uior!}io. o. !:. '! " '·" . . ....

~nmnghl'O ((;agli nrt) ....•. .. I n. !J.~~

)In m Sal!·alore A notlo, Q), ~ '" '"'" ~

Ft'ÌJ.tllt\JIO )[a ~tdi)J't· (('n ... t•s·tu ) .

..\lup:Unlu AI/MI$0.

2i. i-~"'

J.. y .,.,., ... ,..,....

p~~ . cnmp . ..... .

13 a rt. ('~'l.lllp • • • • • •• , , J>i•t r . lllil. Livorn() .... (),p. Fil ~nzt•

Il

l C'OIILO ( F('rm ra )............. Il. n.'i

(•

Cn.<LrogiOYUII n i( C'n I Ul n i~~t·t lu J 2·"· 1. .......

PuliZl.Ì AnloJdO

c

11••e<·n cii .:\ct<l (<:ntAl117,1\rl>) ..

I.HU•(j

-"'nct' O RtJSf<rio, o . -~

c

:'ir. ttkt\ (Coso11zn) .. .. .. .. .. .

!l. JJ.!;V

Roc<'ll Micllelc .. . . .. .. . .. .. .. .. .

31 f nnt.............. .

n

l)uraz1.t\nO (!3cti<'\ U ilu) •..•• ~l. 1'.~3

r·;,.un:o, tJr. <l).~,. , .,..,.,.*

Scuoin san . mi l. (in<. tit. 2• grn à o)

c

IJ•>rgh .·tl <> cl ' .\l'fi)•Wifl (Porto t 7 . S.S9 ~llliii'Ìlr.iO)

( 'ouwlli l ·,,,,,,.,.lo. Q . Q

T c·lc-;<'

~ ••.hu-n ..

l•t. Ih•logun

~ •• '- ·11 . • • . • • • • • •

I cl. GNll)\'0

...... ('>'; .. .., ••,... 1 ur. c~; "1l7.11ro •..•• •.•

""'

.-....) t l ,l.•lt•t'

..


~IIWI C I

l :l

l '

.~:\%1.\:'\IT .\

Jl .:IRLIZJONJ

d ur on tt:

l' ttuno

---· C'fll011· H<· Il o

Tl'IH:nl e t•Q[Oil •

.\In~-

L'llJl̕

'l'o·

Sotto·

,.dnro

tan u

ncuto

teno 11to

LAURE A In mt.•d lciun a chirurgi&

ucllo l

l

w. 1.!!1 G 30. 15.!11 1 t. 1.91 3 l'nlcrtno

-

. .

.

1 3. i .9 12

... 25:~ . .'9 12

I ti.

Id.

Id.

Iù .

28 .1 2.913 Sicun ....

4. 7.91:1

Id.

Id.

16. 1.913

18. 7.912

}ti.

Id.

Id.

ltl.

Id.

Id.

hl.

l d.

Itl.

11 1HlHl.

Id.

Id.

Id.

Palor1ur)

1<1.

Id.

2 R.12.!11 ~!

Id.

Id.

J t!.

Id.

Id.

Id.

.. 1 ti , 7.912 {d. Gcnnvu . . 16 . 7.91'! 2 .12. 9 1:1 :"t\P''' i ... 21. i .913

I cl.

ltl.

J(;,

l ti.

Iù.

1!8.12.91 :1 i\:-tpnlì

l(!.

I d.

Id .

Irl.

16 . 1.9 13 B olo, un

Id.

l ti.

Id.

l d.

... 20. 7.912 28 .12.!11 3 T o rino .. . 14. 7 _g 13

1<1.

1<1.

l (;. l. !I l :!

Id.

l d.

28.1:! .o 1:1 rtoma

lù.

fd.

ld.

l •L

I cl.

l d.

l d.

C'aglin ri

. . 30. 6 .9 1:1

Id.

" a p uli

.. . 23. 7.fl l 3

20 . 7 .!Jlfl l l. 1.!) l.)

Irl.

:>I n poli

Ct~Lnuit\ ..

:'\n poli ... t9. 7.912 Iii. .. . .

7. 8 .!112

... 23. i.9L2 12. 7. !li'.!

Id .....

2~.

7.913

l lj, l.!ll ;j To tino

1.9 13 C't\t<u&in .. 18. 7.912

Id.

... l o. i .91 3 I ù. .. 28 . 7 .(H3 6. 7.91 t

:1 0.1 1.91 :l Rnmn

Catan ia .. 15 . 7.9 12

... 12 . 7.91 ~

.. . :! l. 7_.913

Id.

Id.

:!::l . 9.!1 12

D l>h>{I'!IIL

2. 7.911

Id.

Id.

1. UJl2

Catani:~ ..

15. i .911

l ti.

l d.

Id.

Id.

Id.

6. 6.9Jt

I •l .. . .. 28. 7.913

w.

l d.

IO. S.\110

Id ... .. 26. 7.909

Id.

hl.

l. 2.!114 G <•IIOVI\

~1\pO iì

. . 7. 7.911

.. 12. !.OU


DATA

>

CASATO E NOME

nl

I.L'OGO DI 1\ASCIT.\

POSIZIONE VECORAZIONI E CAMPAGNE

dr\1 n. 134 al n . 164 Bibbion;J. (,\ rczw) ... . ...... . l :l. !1.!111

l'•'l'l'i Ottillo, $. 't'•O.* ,®. :t), ~.,,.,.

O•p. Fit·otozc

n T•;:-mcino ( Homal .. ......... t. i. ~ - ~~

GonznJcg .-1/frrlÙJ, C. Q, <!), ~ ,,. •.,.,.

Id. Ho ma .......... .

a C'ti,! d .\torrone (Ca.-;,·r·fal . ...

('flpN·clntro Ettore, Q.... .... ....

Asptll. ;trfer .......... .

li

~. 2.~ ..

....... .

,. ( 'ohlar·ula ()loc·('r·atu) ....... ., , l.l'S Ol'ifl 1-'i/ippo •l ., 2> .,.,. . . . . . . . . . . Scuoln Hall . m il. (in·. ...

ti t. 2• grado) .. .. .. . .

c

Tsolu tlol <:r·1111 =-'~<S"l ( T cr>\1111•) 1(1. :'."Il

'l'atWII i FUmo.~. <t;,~., ..,.... . .

Oop. T r·<·11t<'> .•.•••• • ••

c

C()lJcitJttll (Cuutt•ot.n~~~~l .. ..

.\la~t rant on io

R. truppo <-•;1. (Er i t rea)

c

~lrm\A.!JJulchliiO

c

Homa .................... 20 II .St\ !-io\·inl (Ju(llidlllo, Q). IT.J. O . Q . . ..

A spcll. iufer.

c

Frol tar u~g,::ior<' (:'\Apoli ) .. ..

17.

~ .,,.,_,._..... . ..

O,p, 1'\tt poli ......... .

c

;\lomt.dlo L.;\[_ (COlliO) •• --.

!J. (i.'>7

o. ~ - e. f. .....

01•11·. lllil. P a\'i a . . ..•..

~lon:lli .1/(lri•) , , , , •••••.• , , , • , • , •

Dir. ~un. Fi·eu;t.c ..... .

. . . . •. . . . . . .

~!1.

:uq;

Vit ,ctnzo . . . . . . . . . .

5. i U.l> O Cllilllcn!i Faditwlldo.. ... ........

1..~1'

Pczr.nllo J.tti!/i. G!I~JIIH11ll u · ·••

r.iulio .

D isp. mi11. col.

( Lil•l u ).

2 nlp.

C

fir<>HZO

14. ''-"7

n

Tlovo (l 'iaccnwl . . . . . . . . . .

l.lil.n

&

;\lanun rrla ( lloggiuC'ulahrill) . . 2(ì.JO.R7

Agostino l'iurm:o, :!·.O

. . . . . . ..

D h•t. 1111 1. lh·gg-lo ('..al...

c

I.imbucll (Cntanzar•>) ... . • .. . 10. 10.S!l

L nzznro Fo·rmcrsco Anlmo i o . .......

.·f.~pet •. 11wt. SflCC ••• • •••

a

llelgirntc (:'\u\'"nl'n) .........

'.?:s. ~- ..;:-;

Gurbugni Oius~'l'iJf. C. ~ •l •·u·n·'"

()-,p. T miuo ......... . .

c

Savillru> (:\aq lf>li) .. ..•••. •.

1:1. !l. ~ i

~l uurrc-d i

25 ari. <W m p.

c

T orino.. .. .. .. .. .. .. .. .. ..

7. ~.87

Bas~l

c

~nlllllltttlurl (('!<lto\IIÌ"-'"tta l

a

f'a~tcllttlll l lllltX' (!'-'o l•·rn<>) ....

. . 1i'.IJ.$ 5

J!i. IO.S!l

•.... .•. •..• . ... .. :10.1 O.l!5

''i Pcurar.zi Arrigo , O. t.~.,.,...,.,, 69 fo 11l. . . . . . . .. • . ... .

Al/rrdQ.

* .. ... .......

Uao. . .. .. .. . .. .. .. .. . .. .. .

l)i,;t•·· m i l. G• no' u ....

\'c-mh·a So/rrr/.,tr'.. ......•.•..•.•.

7

J.)c L eo f:it<il'"lorc.. ............ .. .

Osp. Milano

FuggioU Carlo,.};,

••••••

H art. po<.

Osp. :0: a p oi i

~ ~· ·· •· 1

11

fili l t.. ...... o • • • •

•••

('

F<-rrnrn

8

Hnri

... .......... . .......

2 i . l 0.~ 7

)Ion tt.. lcono l 'inttnV"J, t!l . ..... ... .

c

l'tllrno . .. .. .. .. .. .. . .. .. ..

11.12.$~

Cu h ·nn i

....

Ici. Hom.a .......... .

c

~- Croc:c Camer i nn (:-'ir·or·u~o).

D. 6.~!1

l-'rollio Oi&wn ni, <D'"·" . . . . . . . . . .

4 r·nl."grnp. gt·nlo ..... .

c

Vico E<tnr·nsc (:\n l'"li ).. . . . . . :Hl.

r..~!l

D n lohiusi K>nilio.. . . . . . . . • • . • . • . .

0'1'· Al~-i~l\l1 drln ... ... .

o

Hcl~ignnnn (.\lt·>-"'•IHII·i~t) .•..

:lO. l .~!i

!'-'111'7.11110 Lui(li, Q, IV .. ..•... . ....

<18/)tll.

U

Jllll'i..,, •••• . . • . . • . . • • , . . .

J J. J.<:~

rt•JI('

'

Tu.urnl'-i (:\ \'"l·llin••) ......... .

Fcdtrico.

~~ . .......,.,.

} /u(J0(/10, il)

:O:nnt uli PctH~/tUtlino. ~; . . . . . . .. ... .

~fl>nr<Wlè ( Pult•l'lllo) •..•••...

in/er .... ... .. . .

l t nrt . com p

3!J

....... . .

(Hitt.

ili. l. l.~i

<::

Oa11i<'l"hin ( l'ul e nza )........ .

a

Tcr&mu ................... '1·~. i.i(i

Fior<~

.1Jario

J, ... . .. . .. ......... 4 art. p Cfl. camp.

rJ) Pi.:tiJli .Aiht1lcJ, :!·. •!• ..........

U:-p. P(·tu~iG ....... .. .


~\lt-o; U(t'f

A:SZIAXIT l. LAURE A

V Alli AZ lO N l d " r unte

l ' a n 11 ''

('uluu ·

w·llu

'l'<•1wnh·

Colon·

Capi·

Te·

Soli o·

tu no

ncnto

tenont<-

In medicina e cblrur«la

111'1111 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ __:__

_ __ _ _ _ _ _ _c__ _ _ _ _ _ -

l :w. .. .!hti 1·1. l.:l l·l :!l!. l:! .!113 Fl r<>ll7.<' !d.

1•1.

Id.

l <1.

IO. 7 .!li :1

lhi1HI\

13. 7.!113

l •l.

2.111.!11 :1 :\u110ll

IU. 7 .!li :J

Id.

hl.

6. G.tll ~ l·'irt.mY.o,,

7. ~ .01 J

lei.

hl.

l 1i.

1.:11 a Ho ma

21. 7.!'1 '!

Id.

Id.

R. 5.0 1·1 :\Il Jl'lll

Il . 7 .IJ l~

Id.

Id .

28. 5.1114 Sh·tHI

Id.

1•1.

~ $.1:'.!11:1

Ruuut

Ili . 7.!113

hl.

Id.

hl

:\a1•ull

:!'l. 7.!1 1s

Id.

Id.

Id.

l•a, lu

9. 7 !J l ,

I ti.

Id.

1•1.

Firl"n7t'

Id.

hl.

I ti.

G.IO.!ll \i i:!O.I 0.91~ IO. 3.9 1:!

.... 5 . 7.0 l:·

•

i. i.tH:!

1•1. ••• • :!~. o !Il:, lo l. ....

4 . 3.!Jii ~~- 1.915 l i. fo.!Jll :\up"ll

hl.

I•L

lei.

G. G.9l!

l cl.

28. .i.\11 l Tt\rlno

5. 7.911 21 . 7.!11:1

I•l.

Il. 7.!11:1

!!!l. l l. !l l :1

hl.

ltl.

Id.

Ici.

Id.

7. 6.914

l cl.

1<1.

l' G. !1.!11 :1

llO IIl(l

:!2.

Id.

Ili.

G. G.!J l~

:\0p11JI

2'. i .!ll:l

Id.

I cl.

21. 5.!J l :l M<uh·11u

l

Id.

ld.

2!<. [o.9 14 :\Uf.(lll

2:1. 7.01:1

Id.

Id.

1. 4 .914 llo11111

20. 7 .l) 13

Ici.

l <l.

:!8. 5.01 1 HoioJ(tlll

Id.

15. a.u 1"

Id.

Id.

l. 4 .!J l!! )k•lrnu ..

Id.

Jcl.

2S.I 2.91'1

hl.

Id.

Il,

Id.

Id.

!l. G.lìl:l l':l lt•rH10

Id.

l ti.

2'.12.01:1

Id.

(l. 0.9H

3l.lt.!lll 25. 7.!101

:\ lllll)ll

2S. i .!Il :1

Ut•ln~un

a. 7.!11 :1

:-;n poli

~1\ftuli

7.!11~

o. !•.!li :>

i .!J 13

... 2:1. 1

l) l~

7. 7.!1 11

. .. ~!1.11.!11'~

Id ..... l !1. 7.!) l 'l

~nptoll

13. 7.!)1 t

... :?l!.

u~~tu~llll

~.01:1

l tl.ll.!lli:J


IG

D.\ T .\ C'ASA TO E :\OME LUOGO nl N,\ SCITA

di

POSIZlOKE DJ<:COHAZIO:\T E OA)IPAGN I!:

nascita -----------------~~--~~--------------------~---------------

dal n. 165 a.l n. 195 \ ('Jll'roni Carlo, -~ . Q, Q , ITl

o,,,, )li•o uo .... .. ... .

3 ..<.; <.;luwpa R<>molo.. . . . . . . . . . . . . . . . .

231 rant ....... • ••.. ••

4. J.S4 Battaglia Gioacclìino, ~ ~ ... .... .,...

Osp. Fircll7.c .... . ..... .

.\m oroso Barlolnmto .. . . . . . . . . . . .

25 rant . . .. . .. ...... . .

S!dcrno .... ...... ......... 11. 7. S6 .:\.rganlni Teof/lo, O, <bi. ~ .,...........

7 art. oorup.. ..•.••• ••

, Q, O . . . . . . . .

Osp . Ancona ........ .

c Romn .. ........ .. ......... Il. 3.S9 D'Avnck .dl/redo.................

4.$7)(11. 7110t. $J)l!t.:• • •••••

Felsanl Gi11ci>~w. u. <§=, ~ 4) ....,...

Osp. Napoli ...... , • .•

c

Pavia .. .. , ...... •• ..•.... 19. 5.84

u

Varzi ( Pavin) . . . . . . . • . . . . . .

c

flnrl<>tta .. . . . . . . . . . . . . . . . . .

a

.\rnala !DPnC\' t•nt<>) . .... . . .. :l(l. i.S·l

c

o Sala Con~l ll na (Sakmo) . . . .

2~.

3 . 4 .8~

Cappelli .dljrcdo,

c

Ka poll . ............... .' . . . 25. 4 .S9

c

Rieti (Roma) . . . . . . . . . . . . . .

o

Londra

r em. O. o;:.. ~ ....,•., ... ...

:l art. pes... .. .. .... ..

n

Vltu.rlo (>'lrtv·uw) . ......... 18 8 .56 Llnarca Anorlo,IJ)............. . ..

I O nn.g. . J:"cnio Pttlcnno

l. I O 57 l'nsq u ali Rcmi{lito, <bi.~ ., ,.,. ..,.,.....,. 6S f8ut •........ . .•.•• ~!erUuo

o Misterl•lu n co !Cnlanla ~ . . ... . 14 t. '~

Scudcri Oitt.SCJ'Yfl•· ) •• ~ .... ,...,,.,, ••

4. art. COdta •...•....

c CMsino (Caserta) .. . . . . . . . . . Ili. ~.~9

del Foco 01/orino.. . . . . . . . . . . . . . . .

0 61'. ;\apoli ... . . . ... ..

n. ~s

P.atrone 41/onsc .........•.•.....

I nf. RaYennn

~.

C

)!MIII Ainn l (Cn•ort(l). ... . . .. .

8

Tnmtluurn (:-'ulN·no)•. ..• .•• • 17 tt.S8 Oanùlo Euoe>~io, 4), ~ .,, ...., ... . .

c l l"in:1111 !<:milio ( ;\[O<lena) ..... . 25. t. eli Ouaraldi Carlu, Q. J .. ..... . ..... .

l S. ~1 :tl'i8 ('a~tdlu lm t. c (:'!nlct·u.) 17

O~p .

Verona

Ca ,. . Snlu<zo

Ro51~>1Jo Lui11i ..... .. . . ..... . . .. .

74 fauL••. •. • . ..• • ...•

11

Paglieta (Ch iull) .. ........ 25. 5.57 Di N ella Nicola, O . . . . . . . . . . . . . .

Osp. AlcsStt ndrla .... . .

a

Porto Salcl (Egitto) ....... . 15. 12.9·1 E'errare 4mumdo ................ .

l d. Bologna .. .. .... . .

c

~. So6a di :E piro (Cosenza ) .. .

c

Acquafondata !Ca,.er·ta) . . . . . 17 . l ll.S9

Pastore Franci!Sco, O. O Q, 4)"•·•• ~ ,,..,..,,

Dcp. genio zapp. e telcg. Roma.

c

Snnlut•l (0\llllari ) . . . . . . . . . . .

Lnmpia Edoc1rdo, <!) ,.,..,. ~ "''"'"

O~p.

o

K!lcera Tnfcriore (Salerno). . . 17. ~ S9 D'Alessa ndro RoUruk... . . . . . . . . .

Ju.f. c:avu dc' Ti rrcnl ..

c

ùiari'O (Catanln).. . .. . .. .. .. 1G. 7 .S!J Pa.tanè ()armelo . .. .. . .. .. .. .. . ..

1 rnnt............. ..

n

Mcstro (Vonczin) .. .. . . . ...... 25. 2 ..-;it

De Cntll Gaela-nc (!.) ........... . ..

Inf. Oorizln. . . . .... .. .

a Modica (Sh'O.CWitt)..... . .. . .. 23. !J.DO Barone Giouanni,1) , ~ ..,.,. ... . ..

75 tant .. •. ....... .... .

c

. !.~(;

13. 1O.D l

4. 2 S9

Dugliarl Giuseppe,

o. ~ W·•• . . . . n. trupp~ col. ('!'ripol. ) . .

a

Perugia ........ ........... H . 4..~s Caterinl Federico,

c

Accadia (A\'clilnll ) .. ....... . 30. 1 0.~9 Ciccarclli

a

PO<'.cioli (l>isa) .. . . . . • . . • . . .

7. !U~ Catarzi OUcrhi.O O), ~ '"·. . . .... .

13 art. pc~. oomp ..... .

a

:3u!l(lgana (Treviso) .. . . • . . . . :11. 3.90 Prosdochuo Emo .... ............ .

.dspett. mot. spec. • .... •

c

l Pisticci (Potenza.). . . . . . . • . . . 25. 1.$9 Sillotti !lf icluilc, ~ ....,•., .... . .. . .

29 ruut •.......•... •. .

~

.,..,,. .,...

Verona .... .. . . . .

Domimico. ').),

~

Os p. Perugia ......... . 64 tant.


'l

l

j

.l :-iZI.\)1 lTÀ

L.~ v11E,\

'P.·l'R1AZ10N1

l

d ur tllile

l ' (t1l1lf)

C"olnll · ndlo

'l"t'lh·rtt c.·

Co lon ·

:\ l:q:.

ç,..,;.

Te·

So~lu ·

J.:iOrt•

t n no

netatu

l<:ncn l<

In nh:didun 6 Ch ii'UI"I(iU

Jw Ho

l

l l

~-

l

l

Id.

lt~-

id.

l d.

tt S. (U)Il

rei.

Jtl

l i.7.!Jt0

l!l.

Itl.

21. 1.9[2 J3,,Jog110.

l

l l

l

l

~ .!J t t

PHvia

.!Il)~

:l.fiJ2 >.'!I (H.oli • ••• :!0. 7.9 11

.... l:) ; . !)()!) I ti . . .. . . 1 ~. 1:! !JII!)

l <L

l O. IO. !li l

Id.

Jcl.

l et.

l cl.

3. t:!.~H 'l Ltoma

. . l o. ; .!JI I .. . :!'L i.!ll'l

r.I.

Iù.

IG. 1.91 :l :l:apoli

... 1 2. 12.!11 2

lll.

Id.

I <l.

R omn

... l ~. 1 1. !11:!

Id

lei .

l!l.

Iù.

. ... :! !l.l l.!) l '!

l"·

J<l.

20. 3 .913 C:1t~nia ..

l d.

Id .

ls. 5.91:{ 1<1. . . . . l i . i.!IJ:.!

1<1.

J d.

:!1'. 12.91:1 Ho ma .. . :lO. ; .9 J :1

Id.

I <l.

l d.

:-\UJII' Ii

1<1.

lo.J.

Id.

Id.

Id.

Bolo.mlt . .

4. ; .!l l :1

Id.

.

... '.?1 . 7

Irl.

3.!11; II.IJ.!JI .i

1<1.

l

l

j

.

Id.

:-.'n p nli

1 ~. 1 1.1! 1 :!

.. . 2l. 7. 913

.... :!2. ; •!J l :l

Tt l.

Id .

l ''v • J.!JH :-\a p oli . .. .

!. 1 ,1111

Id.

Id.

17. !),!) t4 Bologn a ..

:l. ; .!) l~

]cl.

I cl.

l.10 .91 4

>: upn li ...

l. X. !.li~

Jd.

r.t.

Iù.

Boiogn:~ . •.

q_ i.() l l

Id.

ltl.

l d.

:-.'!l p oli ... :so. i.9H

Il.

r.r.

f<l.

l3olugru•

I cl.

Itl.

tù.

X o poli ... 2.}. i.9H

l d.

1<1.

Id .

Catnnia

..

(Ì . 1.()11

Jù.

l <l.

l d.

T'a cloni . .

i. ; .l> 14

Id.

ld .

Id.

:o-:ttpoli

•! l. 7 !Jl l

Td.

I<l .

Iù.

Bolo:;:no.

i. 7 .fil .l

Id.

ltl.

Id.

:-:apuli ...

l. 8 .911

J.J.

Id.

Iù.

Sicno. .. ..

5 . f.!)l l

Iù.

l d.

Id.

Patlo vct

.. l ., 7. \) 14

Ltl.

l".

Tcl.

~ 1\)10ii

... t:J. t z.n 13

4. 7 .!JI l


(.'it'Y1H I C.\ I 'ITA~ I

DATA L UOùO DJ :-=ASClTA

CA.S.\TO E

NO~IE

POSIZIONE

<lì

DF.CORAZIONI E CAMf'AGI'E 11c.ISCitt\

- -- - -- ____

__;

___

l

-':--- - - - - - - - - - - - - ' - - -- -- - - dt\l n. 196 al n . 224

:n rnut. •........ .. .. .

C U\' 1\ÙII. (.\lt·.-;."lUitll"lu l .... . . . . .

e

.\J onto•bn~Cii o,;n ( f'oH•Itzn l .... 21. 3.00

ç,.~(')la

c

:o. ~13iagiol'llll<l111 (C:in.cl'llti) .. . 21. 9.~9

Gunrn!tcciu (llrolamo. ID ...... ••. .

c

1 ~<-hltcllu W<•K~.tia )....... . . ..

c

Gt·otte di ('n.•t •·o (Homo).. . . . 25 . (ò.S!J ::it>Ct1l pan i ElJddio. ~ .....,. ., . . . . . .

liO rant. . ........•..•.

•!>. ~ - ~ '"·.. ...

Al!pctt. ill(u . .. . ..... .

;\lo'<clacLtn Gi(JW1111i. .. . . • • .. • • • ..

14 !an t .............. .

4. 6.8!1 Sal.latitti Arturo, <t:. O,'iç. ~ ,., .........

Dlr·. Rtlll. Romn ...••. . .

Zounini ùtdyi, &. ,.,.,. ..,... _.......

AaPe/1. it1/t:r. •........

u .\[•Jittocnh·o I r pill<• (:\ ,·t'llìtlf•/ 2ù. ll.ll7

~·ouzone

Lort11:o. Q:;.. . . . . • • • • • . . •

Se. a li. ~ottur. Il C. d ·u. .•

(' ( 'ultctorlO (('runpnhthMI).....

5. 2.1t!J

Dc- DCI'Illlrdo Frau. A1liOIIÌO. ~ . ,.,.

n. truppe ool. (Eri tre-o)

c

llit.outo ( f hwi) .. , . . . . . . . . . . . 16. ~. S 7

Modu~'110 l>vmenico. O . . . . . . . . . . .

Os t•· Tric.slt• ........ . .

c

~fc·1c (Gcno,·a). . . . . . . . . . . . . .

l O. 8.S9

l\loutero l-orenzo.

~7

<'

:-:. V i\.oChi<·lino (('hi~ti } .. .... l2. G.S9

ll'la.rino Pasquale.

A spcft. mot. l!cPtr . ••••.•

11

)[ontcpul chlno ( Sicun) ...... 14. l.S!l

Ciannottl Dino,

c

lk lia (C.'al touissc,ti.a).. .. .. .. . 2~. I.!lO

llntl>c •·i Olltn·io....... .. .. .. • .. ..

4:1 id.

11

L'a «tiglion dl'l lougo (Pcrlll{ia).

S. S. !li

Hlunchini Arrisio, O. ~-- ~ ' "·:•·"·"

Osp . Firc•nzo; ....... . . .

o ) fuul:O\'ctùc (A'<<'llinol . . . . . . .

lO. G.S 7

Doc-chtl ti 1-'eflcrico,

11. ~farciunisc (Cas<·r·ta )...... . . .

c

/Jencdello.

~ .,..,. •.,.,

Osp. F irenze ........ . . 5 taut.............. .

S. 2.SS dc Cutn Domcuiro, O......... . . . . In r. Ca,·a do' Tirreni .. 23. 5.!!0

Ca •t i~liono ~l<'«<'f·r Huitnflll<lo l 7. 2.SS

Orauso A/berlo

(T ommo)

c C'it·o (Cutnnznro) .... ·:.. .... a

:\~oh> (Tt·<· ,·isol .. . ........ ..

3 1. 7.8!!

~ .,,.,. ..,.. ......

Et.

'~• O.

tf.'

rnnt. ........ ... . • .

8 4 fant.............. . .. ......... .. ..

Id R <mu• ( eufJip.

'au.

AHZÌ'I)

c

c 'ataH7.tll'O .... .. ...........

l ~ - 9.$7

Dll l'nris AII{JIIslo.. ...... ........

26 a1·t.. onmp. . . . . .. ..

o

T.h·orur. .. .. .. .. . .. . .. .. ..

l. 8 .84

<;lp Polesc JYello, O

~ .,..,...,.,.....

11 "C><. dl, inf .:"ut•oli. . ..

c

)lomi olco uo di On· irto (l'c- 12.12.$8

z>omw(J..... ....... . ......

QijJ). Pc•·Hgia •••••••.•.

,. :\lr;;s.uull'ia . . .. . .. . ........ L'i. ~. S9

l-' errori Uoo. 0 ....... .'. ..........

Lal>. prc-o. art. Romo. ..

r;. 5.90

Di1111ehl r-illo•·io, 0.. . . . . . . . . . . . . .

Diw. mi!. col. (Sornalin )

:J. l. S9

Dc l' liii?Jo Francesco.. . . . . . . • . • . .

152 ra.nt. .. .......... .

5. 12.!10

lldloni Vuo.

!';c vc:'rl

l' ll!:ia )

c -""''' (:-'h·.. cn"» ) .. .. ...... .. c

.\ loni~'C".t.~tl'llo

"

Puul<' s. Pit'lro ( llc•'K>IIno) ... 2~,. 1 0. 89

1 (.

f :n t~ liHIIf) in

( _\1<-«nn<lriu ) . . 10. 3.!10

t "liiU)'n11 ÌU ( :'\tl·

o ...... ... .. .... .. . Dt.;tr, mll. 'l'orira<> ..... .

f'iccotti Eyidio. ·~·· g

,...... ".''· ~

Cnltom·o A('!rillr, O. Q;>, ~ ' "·

4. 2.!111 Snrudli

Id.

Id.

Di.~T'. min. ~o/. ( Li l>in).

poli)

<· --'il h'r nn . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

9 . 12.!111

f)c C<'$UI'C T.11i!JÌ . . . • • • • • . . . • • • • • •

7 art. pcs. ca m p...... .


r1 ~rED!OJ

49

.

-

ANZI ANI TÀ

LAUREA

Jl' .tl RI A.ZIONJ

clura .. l•

l ' anno

Colonnello

Tenento

Colonnello

Maggtore

Capi· tono

Te· non !h

Sotto·

lo

tenente

medlolna o chirurala

l

. l'

l

29. 4.917 11.11.916

1.10.914 Genova .. 27. 7.914

Id.

Id.

Id.

Bologua

6. 7.9H

Id.

I d.

Id.

PuJcrmo

3 1. 7.914

Id.

Id.

Id.

N avoli ...

10.7.914

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

... 15.7 .914 Napoli .. . t 5. 7.914

Id.

Id.

Id.

Sie na ....

Id.

Id.

Id.

Roma

Id.

Td.

Id.

f'ado'<'a ..

10.7.914

Id.

Id .

Id.

!Irapoli .. .

9. 7.914

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

·-. 24. 7.914 Napoli ... 20, 7.914

Id.

Id.

Id.

Oonova . . 17. 7 .914.

Id.

Id.

Id.

Napoli

Id.

Id.

Id.

Siena

Id.

Id.

I d.

... 6. 7.914 Napoli ... u . 7.9H

Id.

Id.

Id.

Firenze . . 15. 7.914

Id.

Id.

Id.

l'torna

.. . 19. 7.914

Id.

I tl.

Id.

1\apoli

.. . 30. 7.9 i4

Roma

8 . 7.914

... 23. 7.914

nmna

.. . 25. 7.914

... 22. 7.910 23. 8.91 7 11.11.915 1.10.914 Bologna s. 7.914

4 -

25. 6.91 7

l. 6.9 1(1

3. 3.912

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

31.12.914 Pisa

Id.

Id.

24 . 1.91[) :\!l poli . . . 14.12.914

Id.

I ci.

Id.

Oolog:na

Id.

Id.

Id.

Torino

. . 19.11.9 14

Id.

Id.

Id.

l\1ocl'-'na

14.11 .911

Id.

Id.

Id.

Napoli .. . 14.12.9 I-l

Id. '

Id.

Ruoli à' ansùmità dd Corpo Sa>ti lario Militare:

..

Id.

Roma . . . . 12. 7 .91<1

.... . 5. 7.91:!

3 1. 1.915 Ro m n

l. 7.914

.. . 12.

~.!)U


r

1

DAT.\ ~: ~0:\l.E

0.18.\TO Ll 000 DI N I SOI 'l.\

tU

POSI UONE T•~.CORA-ZIONI

nascita

E OAMPAONE

da.l n. 225 al n . 25 t t•

Crula~lo"" (<.:.e..!t•rta) •..•••••

30.

t;.~$

~ '""' . . . . . • • .

Ceutore ..llllollitw,

Ubtr. mU. C'4.·l'tta

..

o Oot.tru;eooa (Cuneo) . . . . . . . . . 13. 7.87 Oc::rmuno GiustpJU, O. f,iJ • .,•., • . • •

Legiono C.(;. H. n. To- , rino

a Sannicandro Garganico (f'og· 25. 5.8:! gla)

PaciUi Alfredo, O ... . ..... . . ... .

Cav. Monfl'rrnto ..... .

o Capannori (LuOOil) . .. .... . ..

.Bertoluccl Oin,o, O. ~ .,..,..,_,. ....

2. 6.90

1

Osp. Verollil . .. . .. ... .

c Crultropigno.no (CampoOasso). 13. 3.89 Spagnuolo Nicola, O. ~ '" . . . . . .

Coli. mi l. Napoli ... . . •

9. 10. 8 7 Scambia Giovanni, ~ ,,..,..,.. . . . .

In!. Catanzaro . . .. . .. .

o Motto. S. Giov anni (Reggio Calabria) a

Oa<'-cavono (CIImpobMSO) .... 28. 2.86

l\roauro Aurelio . . . . . . . . . . . • . . . . .

a

Pttlermo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22.10.8 7

DI Filippo

:! grtwat.

10 art. pes. ca.mp.

Viucell~. ~ 111 ' " ' " '11 , .

c Oon(wa . . . . • . . • . . . . . . . . . . . 25. l .84 Costo. Oi-Wit'PJ)t .d uuusto, ~ .,,.,,.,_,. 0~

. ....... ... .

6 Id.

id.

ld.

• . Q; ···-·•-tt-tl.

o Bri atico (Catan zaro ) ... . • •.. 15.12.SG Gra88o Filirmo.

~ ........,.... .....

Ernesto, O. ~ ' "

' Osp. Dt•e><<'ia . .• .•.. •• Id. Oeno",. ...... .... l

u

:\{oconcsl (Clono ,·a)

28. 2.87

<~ueirolo Emilio

a

~luz1.o

......... .

21. 2.86

Chiabrcro Oarlo Luigi ... ...... . .

IXsp.

22. 2.Sx

Buccl f'aolo .. .................. .

Osp. Trie~to . ..... .. .. J

a &a tut.i (Salerno). . . . . . . . . . . . 30. 10.84

Laugclla Danùle, ..... ••• ... .... .

.dspett. injenn. .... .. . .

o auard inlf\E!ra (Campobasso)

o Ol!nova . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

~-

6. S7 Callgaris Carlo .. ...... .••• .......

.)6

mi~&. <"ol. (F.ritreJJl

!aut, ...... ....... .

a S iena. .. . .................. <!6. 10.:1(; Gramcgun Oiomnni.. .. .. .. .. .. ..

3 aJp... ..... ....... ..

c Casal t· (.\ los.'lllndrio ) .... •. ..

!

(lanorn Romualdo,

c

Voltri (Ocno,·a) . . . . . . . . . . . . 17. 6.~$ Fabinul Pietro.

o

~{alorì (>'1\lurno ). . ......... .

f!

Slrnon~ n

a a

~·i ronr.o .. . . . . . . . . . . . . . . . . .

r .anl'!ltuu> (('hl.,ti ) .......... .

*· 1..

~ .,..,..,

Lug. CC. HU. X a p oli . .

Vince11.:o . ."!J ... ....,....

4 f fUlt .......... . .... .. ,

5. 10.83 Scal isi l gm.ao, ~ .,,.,..,..... ......

* San•lulll

c A \'~.>l lino.. . . ............... 12. 6. 89

J>i('tro,

Carv~llo Edoa rdo,

6. 4. Sll 6. 6.84

nrt. fli'.,. .-au•p.. ...

1J OO.:s.

Conralonu RaOodc.

111.1 1.00

. . . . . . . . . . . . . . . . . . 19.10.90 Tt-ombatort:

c A i(·ntuo ('l'rnpani) . . . . . . . . . .

'*'

Scuola oli. ulf. Palt>!"Dlo

O 0, O.

Do Pusq un Gluse!)lx,

llis tr. mil. B\llumo ...

*· 00.

~

0 8p. Trlc::tr...... ... ..

~ ,,..,..,. 'l C'M·. Flt·cnzu . .. . ... .. . l

l

l

7. 5. S4

c S . Valentino (Sa h •"""l

!1.

Oondero Gio'l'(mrti . . • . . . . . . . . . . .

Nnpoll

6.

_l BJJell. in/erm. . .. •... .

5.~5 D o ~lllri11i~ . htrrUo. 1) . ~ .,..... . . O • J>. llo~n~rna . .... . .. .. l 1

5.91 1Ciotola .·l/berlo . • · l

c

: !

. , • •, .

c Oc nova .... . ..... .. . .... .

l

•

,\b, ~- ~., .... , ... 1 111. Rnma ......... .. .


,j l

ANZIANITÀ LAUREA

V A RI AZIONI dur an te

Colon-

,. ll llf\0

nello

lTent>nte Colon·

Mng-

Cnpi·

g iul"e

tano

Te· nentfl

In

Sotto·

toneutc

" chlru~:~ti!\

mc<1icit1a

nello

-

l l

l

•

l'

l 2:l. tUl17 11.11.916 J ·1. 3 .915

l

Id.

lei.

[d '

-Tù.

Td.

Td.

Ici.

ld.

Id.

Id.

. ...

4 .8. 914

Id.

hl.

21. 5 .915

)d .

...

:;,7,!11~

Id.

l <l.

Il;. !l.9 l li Po.leriiH>

I Il.

l <l.

13 . 5.915 G~u.ovn

''

lll . 7.907

Id.

Id.

'2\ •. li.ll LJ :"'lttpoli ...

S.II).:J 12

[ •J.

lo l.

~11

5. 7 .YI:!

[cl.

Id.

Id .

l r".

l <l

tll.

l t!.

Id.

lol.

hl.

I <l.

l

2;i.

=~l)'

Fh·cuzr· . . l't.ll!.913

. . 15. 7 .91-t

3.nla 1\np oli

~11.7 .\JH

.';,(Il ' • Uoh)lt!'IIU

Toriuo

.. . 1 6. 7.9 H 7 . 7.91~

6,0ij lluli>l!:na

l, co 6. \-JI,j X ;qm l i .

l,;. l.i.!l l .) l l

'

10. 12.9 1:!

Id.

.. H. G.\113 'rnrinn .. G. 7.913

(;, !J l ,;

~;o poli

. . l:!. 7.912 '.

(;t•llfl\'ft,

'

Id.

] d.

Td.

fd.

Io...

G•\JHJ\'"t\

[d.

hl.

I cl.

)\ulll>li . . .. 20. ;, !) 14

i:! L

6. 7.9H

... 30. i) .!) l .) l ol. fd. s. 7 .!J l.S Id. .. . 6 . 7. 912 2!. ~.!)1 (i 17.6. 91[> )\apuli . . t. ~ .914 l d. ~ 3. 6.1! L!; l. :i .\116 16. 1.91 :l l•' i l'tH t 7.\~ . 4 . 7.9H [<l.

-

... 20. 7 .!l l l·

~llJ•oli

ili.

I cl. l

l

18 . a.9 15 To1·ino ... 1 a. 7.91-1

Jd.

Id.

)\"""'i ... :10. 1.91 4

hl.

hl.

H 0 1110.

'

\

2 ~.

l ti.

Ld.

:lO. 5.915 )\tJ)11ll i ...

Id .

ltl.

19. 3 .915 Genovt\

. . IO. 7.014

7 91 :1

Id.

~ .12 .9 1 2

N'a poli

. . 29. 12.91 0

l ol.

Id.

'!$.12. 913

Io l.

...

6.

i.~ll

5. 7.91t


l

LUO f;Q DI NASOITA

l

!lATA

CASATO E NOME POSlZtONE

di

l uaJ;elto.

DF:COHAZIONI E CAMI'AO:\E

dal n . 252 al n . 282 o

HoSO'to Qap<oSpullco (Cosenza) I n. 9.86

~

Manfredi Vincenzo,

, ,..,._,. . ..

O.·p. gen.lo zapj) . e tclt>gr. FircnY .c.

o Voghera .................. l \!. 5. 87

Boretta Giuurme......... .......

S fan t .............. .

<'l Torronn;nia (Salerno). . . . . . . . 26. 8.8 7

Gi rardi

~ t u-u.n .. . . . .

Dir. San. V erona .••. •.

o S. Cesario sul Panaro ( ~Iodc•na) G. l O.Sf\ Colli Re~~.U>, @ ,,..,. . ........•. . .

.J speU. in/erm . ....... .

GitUJtppe

c

'fo ,·crola (Cu,;crùl). . . . . • . . . . 19 . 4.119

Pl:corar lo RaQaclc. o.~ .<!).~OU-lt•l1•1t

Osp. Firenze . . ....... .

a

Tc·rraciua ( l toma)........... l O. :UIS

Sal vini Cesare..... ............. .

157 fant. ........... ..

"

1>1<>1.-I>:M DO (ll.f llaoo)

....... 29. 10.89 Monti Oada no. ~ ... ....., ... ... ....

o~Jl- Perugia ...... - .. .

c

Go.nKi (Pale rmo) . . .... ...... 28. 3.90 Centlneo Sante. O. ~ •·•·••·n-u . . . .

86 fant ......... ..... .

c

Vo.zr.ano (0\tllnzaro) ........ 15.11.8 7

L uciano

Fuscà Felice. ~ .,..,.•.,. .

1a. Scz. distn!. Torino ..

a

~a lerno

17. 9.90

Corrc'llle Lllfr tdc. O.

c

Tcrarno

12. 5 .9 1 Vctuschl P(JlJI/Ual~ .. ... . . . ... ... .

o

R oma .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16. 7. 88 D'Amico OimePI>t,

c

Frosinone

c

Oaaor·ta

c

~'lonn.qt.crnlo

c

,...,•.., ..., O

~

10 a rt . com p . Dir. San. Bologna ....

e ,,..,...,. ..... Oap. Roma .. .... •.. .

..•. .. • . ... • • .

13. 1:!.89

Dccirm Uumillo . ..... •.. ...... .

Disp.M(n. Ool. (Somalla)

.. . .. .. .. . .. . .. .. .

9.10.91

So6o Sante, O--. .... ............

31 fant ....... ...... ..

l. 2.fl6

Bruru:t.tl Giuseppe, O.

~ ' "'"'" "•

Osp. Sa .-igliano ....... .

Rc•..-gio Caluhria... . . . . . . . . . . l :l. $.87 Sur o.ci Brun{). 0 , ~- ~-- ... . . . .. .

Id. Miùluo .. .. . . ... .

(Cuneo)........

c CaJ,•Ruo (:\npoli) ... ... ...... 25.12.8!1

...

Lanoa l.eoni.da . . ........... .. .. .

R. truppe col. (Trlpolit.)

Antonio. ·~ •u·t ~·tr-u . . . . . . . .

27 !ant. .... ......... .

.,. G.!lO Rlc·ci a Ca~telplrmio (Ancoou) ..... . c

:\o vara ...... . ............ 20. :l.!JI

Prtronll En~o. @, ~ .,.., , _., . . . . • • . •

R. truppe col. ( € r iLrea).

a

S. Giuliano ) 'l ilunc'c' (:\lilnno) .

l . 2.91

Cari moti Oiti.Sl'P)lt. o..... .. . . . . . .

Dir. San. Mtlauo . . ... .

c

S . R <:rno.. .. . . . .. . . . . . . . . . .

G. l 0.!!4

Pigntl Oìo11mmi. ~ .,,.,...,. ., . . . . . .

42 faot.. . ........... .

~1(4!uinl

Ca>. Sav oia.. .... ... . .

c Dc•ruta <P<>rn~ill) ...... . .... 20. 7.90

J•:ne(• • . • . • • • . . • • • . • • • . • .

I d.

Guido ....... . .. .

t•

Sp('rono (A \"Ollinn) . . . . . . . . . . l O. 5. 90

R Qll)!'ll Gat'ltmn . . .. ... ..•..... .. ..

c

l acuf'llu (('.atanzn.rn).. .. . ....

Outtil v (lius~mr, ~. 'b .,..,. .g ....,.. 7• Sez. d i~lnfl.'zlottO R oma

2. 12.00

•u·u

c Olso ( !,f'COO) • • • • . . • . . . . . . • .

2. i .90

ll ucci Prwtllalt'............ .......

L2 bcrs ....... . •..... .

o flmmlìn. ~nnfromonrlo (norw·

3. 4.9 0

D •· B ln~io G-ui1o. O. ~ .,,.,...,.., ....,.

4i fa n t.

Cnlomhnro fkl.ido, O

61

<"c•nln)

c

Morlwllo (Ah·•snu<lrht l .... ... 27. :l.SS

c ..-aluzzn (f'un~n ).... .........

ici.

!i . 7 .IJO

::'l l nrhro Etlrico............. .....

9 1 i.d ...... . ........ ..

('b it•li& Emm111r.le . • • • . • . . . • • • • • . .

Ost•. Verona • .........

*•

IY-"''"'11' 10

43 fan t. .. . .......... .

L conùln, <V"'·" . . . . . . . . . .

Osp. Doln~t~rn ......... .

c

llnnliglwm IPnrto ~runrizin) .•

2~.

a

O<'nnva

l R.l O.!lO Snleri Uiorunrli,

c

;\Ianl•wrt . . . • • . . . . . . . . . . . . . L'o. :U~9

. • . . . . •. . • . . • . . . . .

..... . . .... .

$. !12

Cic pra

O.~-


53

.\1 F.DIC'[

l

-

ANZIANITÀ

LAt: REA

'P'.&Rl.&ZI ON l

4wr a nC•

T enente Colon· noli o

Colon· ueUo

L'a11 11o

i\lng·

Capi·

To·

glortl

tano

1141!11& ·

In

Sotto· tenente medicina o cblru.,.la

. 28. 7.1118

.

.

l. 5.916 20. 5.91[)

Nl\tloli

.. 30. 1.916

Pa\·Ja

.. . 22.12.9 13

Id.

Id.

J.10. 9 H

Id.

hl.

28.12. 91:1 Napoli .... 22. 7.913

I d.

Id.

ld.

[<J.

Id.

l<t

I d.

Roma

Id.

Id.

I d.

Pavia .... 26. 7.914

1<1.

I d!.

:!4. 1.915 Palermo .. 18.12.914

I d.

[(1:.

25. 5.915 Nnpoli

Id.

[ cl.

Id.

Ici.

I d.

Id .

Roma

l

I d.

Id.

Id.

Id.

l

Id.

. Id.

... llll. 7.911 . . 8. 7. tu

11. 6.916 Nl\poll

.. 10. 5.916

.

.

l

•

I d.

Id.

Bologna ..

s. 7.914

1.10.914 Napoli •.. \!4., 7.914

I d.

... 19. 7.913

ld.

. . 5. 7.913 . . 20. 5.916

IO. 6.915 Bologna ..

Id.

1'or loo

6. 7.916

I d.

Id .

I d.

I d.

I d.

Id.

Id .

I d.

7 . 8.915 Fl rcns e ..

e. e .915

Id.

I d.

17. 6.91 6 PM· la ....

6. 5. 916

I d.

Id.

I d. '

I <l.

I d.

I d.

Id .

Gonovn ..

I d.

Id.

I d.

B ologna .. 29. 5.9 16

13.10.918

(().

Id

Napoli

. . 12. 4.91 /i

I d.

Id,.

Id.

Id.

..

I d.

I d.

Id.

Id.

Id . Id.

I d.

I cl .

. . 12. 4.1H5 . . 21. 4.9 U

I d.

Ici.

l d.

GonoTa .. 12. 8 .915

Id.

Id.

Id.

Torino . .

I d.

Id.

3. 7.916

I d.

Id.

I d.

24. '6.916 Bologna .. lO. 5.916

Id .

Id.

. . 29. ll .912

6. 6.916 Catania . .

I d.

I d.

9. 7.913

. . 27 . 7.916

Napoli

. ... 30. 6.916 l. 8.911

18. 4.914

15.0 9 U

. . 10. 6 .916

Fl ren&e ...

6. 5.915


.i l

DATA LUOGO DI NASCITA

CASATO E NOME PO~IZIONE

<li

DECOHAZIO :'\I E C'AM P AON E nascita

~-----------------+-----7----------------------~--------------

d>ll n. 283 1\l n. 3 10 l c 1 Aqui1t1

7. 7. &> Propel'zi C'urti B 1medeUo

0 i ~. (;('llllt\ 1'0 (C'Il.'l<:I'U'I ),, , , , , , , .

18. 6.89

l ca..

D u Burnurdn

F 1'«1U:UCO,

L<og. tnr. CC. RR. R oma

-y. •s •·u . ,

2~G

font.... . .. .. . .... .

Frtmce..•co ........... .

R. t·ruppc col . ('Tripo~it.)

27 . 3.90 )Uictt.i Erne8W, O . . ............. .

8 art. P <·e. canrp...... .

c Carinola (Cn~c:rta) ...• .... . . l G. •1.88 Lepnre Lui<Ji. ~ , ,.,..,.,..,,... ...

Se. sau . militar<· (ios. tìt.

c

~IIJO

Irpi.II<J (An'llinf> )

o

o

C • Un111to (Avolltno) ...... . ... .

2!1. 5. 91 Ma-<•i m o

2 gr).

C..... . ... . . .. .

Osp. casert............ .

Plcca rrcta Fran«SCC, o. tl§ •u-u-n . .

9 ragg. genio Barì ... .

Froggio Francesco,

~ .,,.,.., .... ,.. .

151 fan t .. . .... .... . . . .

Polito Rosario. © . ~- "'!!. .,..,...,.,.. .

Dir. San. B>tri . ...... .

c

S. Marco ArJCentann (C'oscnza l 15. 5.~1! lllanfrodl A ma/tlo . . . . . . . . . . . . . . . .

82 fnnt..... . ........ .

c

S . St<'fann tll O •mnRh·a (li Ics· 27 .1 1.8!1 Zltfflro Oi.ot:anni, ~ ' "'"·. .. ... . ..

O~p. )lct~~~ina ..•..•• . ..

Rlpa<mmlida (Potcu~) . .....

a

4.1~.:<!1

n C<>rnto (Bari)........ ... .. .. 1!!. 3.1l0 c

a

l

?\'lontolcono (Cat~tn zaro ) . . . . . . Il. 1\.!l(t

1

NicotertL (CI\tan.zor<>) . . . . . .

9 . 1\.~>!1

)iu~t.o Pal!q«a/c,

~inal

o Palermo .. . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 1. 7. ~H

B<>llomou to Fili1>P<> • ..•••• . •••..•

Itl.

T·rie~tt.· .. ... . . . . . .

a

Ganll'i ( l'ale nnll) . . . . . . . . . . . . 11. f;.~!l

.

Lo Vecch.lo OioaccJ1ino, O. ~ .......

17 tant .

c

»olarluo (Siracusa) . .... . ... .

6. 2.92

D'Agostino Auostino, !V. ~ ....,. ..

3 art. camp ...... . ... .

a Sot·tlno (:';it·acusu) •.••.•••... 25. 4.90 C>lssonc Giuseppe, @ . ,..,. ..,..., @ .

2 fant. . . . . . . . . . . . . . .

c

Modica (Siracuso).. . . . . . . . . . 12. 2.S9

Ci aceri Qi.oruw..... . . . . . . . . . . . . . .

Osp. Roma ...... • • ....

a

Nicosia (Catania) ........... 27. 6.88 Salomone Gitlseppe, ~. ~ .,,.,..,..,.

22 at·t.. camp. . . .. . .. .

c

lltilaoo .................•

Cipollini Ulis~e. O........... . ..

Se. ali. uff. Milano ... .

9 '"'"'"'" . .

Osp. Cagliari . . ..... . . .

Z.I2.S5

c Osilo (SIWlltri ) .............. 10. 10.91

Dottori Gio. Maria.

o Bologna ...

U1 ongo Frcmco .

00

00.

00

00

00

00.

00

27. 7 .!li

00

4. 5.SS Scole ri Salva/ore,

00

00

00

00

00

00

00.

Distr. mi l. Bergruno

00

00

*· .,,.,..,..,. .. 12 fant............. . . ~

o

Uornalda (l"otcnro) . . . . . . . . .

a

Sora (<Ja;;orta) . . . . . . . ... . ..• 23. 2.85

Veoditti Emilio, O. ~ .,,.,,_.,.,, . .

Dt'> tr. mll. Frosinone ..

c Scafati (Snlernn) ............ 14. 5.8!l

Budi Ra0ffe/e ..•.......... . ......

Cu v. Niz~n

o Moncucco Torinese (Alé.'!SUU· 21.1 1.87 Borello Qjo. GiU8eppe .. clria l

oo o o .

oo oo oo

Q~p.

Torlm• ........ ..

c

Dolianova (Hoszgio Calabria) .. :lQ. ·1.~8

I•amon e Va/crio,

~ .... ,. . ., ... ,

4} ..

hl. f'n dova ......... .

o

TorTi~ollo >liCttl'!l (Toramo) ...

Mc rlini

Camillo,

~ .,, ..........

@ ..

Leg. CC. RR, L ivorno ..

R iglti Gi148Cppe, Q , <H:. ~ .,..,••.,.. . .

87 tant. ....... . .•. . . .

5 . 3.Sii

a l Figlino (Fircnzo)..... . . . . . . . ll.I O.Si o

Monto~an Plotro ( Oolognn )

00

28. 4.87

Qsp. Bologna

l


~tEDlC. ' I

ANZIA ~lTÀ

LA URb:A V LIR1 4 Zl0Nl

àurr111te l' a 11 no

Colon· u•·U<>

Tenen t-e

C.:olon-

:liag·

eu pl·

T e·

~doro

tu.no

o ente

Sotto· teneoto

In

me<liciun e chh·unria

n ello

. 13.10.918

.

.

/

1'. 5.9l(l 24. G 915 Roma ....

:n. 6.915

..

l. 1.915 Ili. 5. 915

Napoli

[d.

Id

Id.

I cl.

I d.

I d.

Id, ....

Id.

ltl.

!cl.

I d ..... 20. 5.915

Id.

Id.

Id.

l d .....

Id.

Id.

Id.

lti .. . . . 27. 5.915

Id.

Id.

I <l .

Itl .. .. . 27. 5 .915

Id.

Id .

Id.

id ..... 27. 5.916

! ti.

Id.

Id.

Id.....

I<l.

Id.

Id.

Roma .... 31. 6 .915

2i .10.918

Id.

I d.

t'a poli

Id.

Id.

I cl.

Palermo .. 31. a.!H 5

I il.

Id.

Id.

Io .

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Polermo .. 29. 5.915

Id.

Id.

Id.

Napoli. .. 29. 5.9l5

Id.

Id.

Id.

3. 5.915

3 . 5.915

.. 29 . 5 .91:> ..

Id.

1. 5.1115

)<n poli. . . 27. 5 .91 5

Id ...... 27. 5.915

.. 10. 5.913

Jd.

Id .

Id.

Pavia.

Id.

Id.

Id.

Sassari

23. 5.915

Id.

Td.

l d.

Bologna

20. 5.915

Id.

ld.

Id ,

Napoli ... 12.

Jd.

Id.

Id.

Id

. ....

I d.

I d.

Id.

Id.

. ... s. 3.915

Io.

Id

Id.

Id.

I d.

Napoli .. ..

Id.

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

fd.

Id.

~.915

5. 3.914

12. 8 .915 Modena .. 12. 8 .915 17.8.914

.....

6 !!.911

19. 8.915 Sionn. ....

9 . G.91 5

Id.

Bologno .. 30. 5.915


.. = o

.. 00 ~

DATA LUOGO DI ="ASCI TA

CASATO E NO.\lE POSIZIONE

dl

nasctita

DECORA ZIONI E 0A...'1PA GN E

-- ---------------~--~------------------~------------

da.l n . 311 al n. 317 c

Bltouto (Bru·l ) ....... . ..... .

2.ll.8 7 AJubrosi Lui(Ji, ~~ ~ • n.-u-u-u

8 atp..•.•.••....• ...

c Gioia. Tauro (R()flS'. Calabria) . 13. J2. SG Ginnuetti Bernurdo, ~t;'. . . . . . . . . . . Mes.~ina

Angelo, ~ ,,. . .,

Se. ccntr. tant. (Cinta..-.)

O . . . . . . 9 art. camp. . . .. .. ... .

o

Cru;troflllppo (Oh·gcnti) ...... 15. 3.87

c

Pisa .............. . ....... 29. 4.8 9 De Ricronymis Ruooero......... .

SS rant............ .. .

0

Gualdo Tadino (Paru~in)..... 19. 4.90

!\ano! Carlo.

g ......., ... . . . . . . . .

,a. st·z. di><ln.t. Bologna

o

!;)a,•iano (Caserta) ...........

6. 3.90

Allocca .'111lonio . ~. ~ .,,.,. . • • . . .

l art. co.;! a ..••.• . .• .

c

Mandltrio. (Locce) ...... .. ...

4. i .90 .\fUSilarl Viucenzo. 0- ~ ,.,.,...,.,. . . .

Di »tr. mil. Barletta ....

Tenenti medici, dal n . l al n. 23 c Sorra. S. Bruno (O•tanzat•o) .. . 10. 1.90

Tedeschi ]\"icola, ~ •n -u-t., -u . . .. . . .

..'l spett. in/errtt.

o Morh01:00 (Sond rio) ..... . .. . 18. 4 . /l7 .A.oudio M anlio .............. .. . c Manto..-a.

•

•

o

••••••

o

••••••• o

6.t0. SS

Id .

Urtoler FeriWii<lo . ...........•...

. ..... .

Id . .... . ...... .

JS tant.. ............. .

..... ... 12.11 87 Fedole Pasquale, o. (j, ~ .,,.., .. c OJ.~Inall (A\'(:lliuo) .... ..... l. 1.87 Vitale Nko/a., ~ ,.,. ., ........... .

Distr. mll . .-\vellino ....

Colombo. Ionazic, O. O . ........ .

S5 tant . ........... . . .

9.12.90 Carbono TeresW, Q;, ~ t a·s•·n ..u ..

2 a.lp............... ' .

.

c Minturno (Cnscrtn)

c T rnpanl

•• •

••

o

•

•

••••••• •

•

o.

o l'l'locca d'Aiha (Cuneo) ..... .

21. l. !)l

Dep. ali. cav. Grosseto

' o !:\tonto..-hloo (Atnerloo) . . ..... 26.10. 89 Boragno Gi1UICP1Je Etmr. (j, e "''" ..,.., 87 tant. .. . .... . . . . .. . o S. Minlo.to (Fircnzo) .. ... . . . . l 2. 7. 90 Frosini Dino, 0,

~ ..... ,.., ..... .

78

id.

c (Jnivano (:-\apoli ) . . . . . . . . . .

5. 8.92

De Rosa. Umbcrlo •.... ... ...•. ...

63

Id.

a

s. 9.88 Labruna Francesco .............. .

63

Id.

Avellluo............ .. .....

.

o Alvito (Caserta).. . . . . . . . . . . . 23. 2. 93 1\io.zz<:nga Giacomo . . . . . . . . . . . . . .

20 art. ca.mp . . . .. ... .

o. Catania ........... . .. . .... 20. 2.92 Lipani Antoni no, €:>'" '" "", 0 ,®,00.©

4 fa.nt ............ . .. .

Alessandria . .. .. . .. .. .. .. . 13. 1.'90 Gatti Gicvaml'i.. .. .. .. .. .. .. .. ..

5 ·art. oamp.......... .

o Casaloorm elll (Ai cs~andria ) . . 30. 5.90 Boiùi Tercsi<> . O.~. @ , ~ ,. , •.,.,,..,

37 fant ...... . .... . . . . .

c

o Nola

••••• o

••••••

o

c Troia (Foggia ) .....

••• •

•• ••

4. 4.91 Scala .h:nrico, ID, ~ " ' . . . . • . . . . .

63

Id. . ... . ....... . .

,. ....... 5 8.'90 Saurino Daui<le . . . . . . . . . . . . . . . . • O.sp. Chic t l .. . ........ ,

o Paola. (()<)senza) ............ 14. 1.91

Clodaro Ro(Jacllo. ~.O. 4). ~. ~ ,.,.

Infcrm. Catanzaro . . ... .

t lt-11-lt

o Portici (Napoli l .... . ........

6. 4.90 Torre Salt:morc. ~ ....... . ...... .

R. trupp • col. (Eritrea)

c

28 .11.91 Pecorclla Gi011anr.i, ~ ....., .... • . .•

40 tant . .. ........... .

8. 3.92 Petitbon Lodot~ico . .............. .

O~p.

Foggia

• • •• • • • • • • • • o

•••••••

c Roma .....................

o S. Mnria CA.l)U(I V. . . . . . • . . l 9. 8.91 Papale Oirolatll(>. 4),

~ ..,., • ... .. •

c Corleone (Pah!rmo) .. . . . . . . . 17. 1.89 Gennaro L11ciano. ~ .,, ..,... ....... .

Ca.gaari ........ .

Se. oontr. rnll. cduc. ll s:loo

l

De p. aU. 00'\', Bonorva ..


MEDICI

:\NZIA!'\ITÀ

LAUREA V .J.RI4ZJOSI durante l'anno

Colonn olio

Tenento Colonnoli o

;\lag-

g l o rl'

l

Capitano

in

Tenente

SottoToncnto motllc!na o ohlr·urgla

--

-

31. 3.923

~- 3.

..

s. 7.912

Napoli ...

7. 8.912

...

3.10.913

!117 IO. 1.913 i'l rcuzc

Id.

I d.

Id.

Id .

Id.

l. 2.914

Id.

Id.

Iù

Iù.

17.12.9U Bolojfua

Id.

Id.

·1. 6.916 Napoli ... 27. 5.9111

Id .

I d.

Id.

. 29.11.914 Pisa ...... 20. 7.914

Id.

nologno.

8. 5.915

29. 5.915

....... 5. :l.917

3. 7.916 Torino ... 27. 5.915

Id.

12.1 1.916 1\'lodcno. .. 17.11.914

... 6. 7.914

Roma

111. 3. 916 Napoli . . ,.

•• 7.915

Id.

1:.1.11. 915 Roma .• ..

6. 7.914

..... 16. 7.915

Id.

I d.

Id .

Id .

Id.

Torino ...

6. 4 9 16

Id.

JJ.

Genova ..

6. 4.916

I d.

Id.

Firenze ..

3. 4.916

Id.

Iù.

Nl\poll ...

3. 7.916

Id.

Id .

Id.

.....

l. 4.916

Id.

Id.

Ca tanl o. . .

6. 8.916

Id.

Id.

Modonn. .. 27. 3.9 16

Id.

Id.

Genova . . 3. 4.!116

Id, Id.

•

I d.

Id.

!d.

l·

5. 7.916

Id.

Id.

.

4. 6.915 Cntanla ..

. . l. 4.916l. 11.916 ="l\ POli ... 8. 5.!ll 1\ Id Id. .. . . . 3 . 4.916

24. 8.91 6 Po.rml\

.

Id.

I d.

Id.

••• o. 10. 4.916

Id.

Id.

t d.

.....

l. 3.9 16

Id.

I d.

Roml\ ..•.

4. 4.916

Id.

I d.

Napoli .... 8. 4.916

Id.

22. 4.917 Palermo

l. 4.9 141


DATA LUOGO DI NASCIT.\

CASATO E NOME

•Il

P OSIZI ONE IJECORA.ZTONI E CA.)!PAGNE

llllSC·itn

dal n. 24 al u. 56

c

Oioiow lomict• 1 l't. Caluhrl<1 l' 10. ~~- ~9

Horlinò •Yicoltudowio ........... .

49 tant.

l'ictHra (Mr·~ino) .......... H. 2.(1~

Fcrraloro Gius~m>e. •p .

H

21.10.89 Lo ria. (fiovmmi. 1. .

c

S Giovanni in PioJ'f• ((;OP('JtZO.)

c

Mnlfctta (llnl'i) . .......... .. 1:1. G.Ot

~

id.

R. trllJ>IH' col. (S o malia )

.\fuRTone Amedeo . ~ " ''"'"· . . . . . .

8:2 font ... . .... ...... .

••••••••

12. 1!.91

Di MoBO<'O [>aride, ~ . . . . . . . . . . . .

10 art. COIDI>· .... .. . .

c

Cerignola (~'oggial...........

2. 2.90

Dengcnio tlnltmio, O. li? ,,.....,

..

tl; p . TJ·Io~tc ....... _ ..

c

J"881lno (Dari ) ........ ... ... 12. t.UO

l'otcnza Luir1i. O................

51 funt .. ............ .

c S . PriSCO (CHSl'l'tll)

c Monopoli (Dari)............ .

3.12.88 Darnabu :-<X~ nardo ... _ .......•...

11 art. camp .

c

Nt\poll . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

3. :1.89 Pagnotta Umberto.. ~ . . . . . . . . . . . .

Cav. J.' Jrenzo .. _ ......•

u

VìllamrmtCJ'Ch i (A.rozzo) ..... 20.10.85

AJberU Ettore, g

c

Villarosa Wn ltmlit!i<t:llll ) ..... Z3. 2.59

L'l Porta Arturo, éj9 .,,.,.., . ...•.

c. S. Romo (Port()JJl8Urlzio) . .

'"'" . . . . . . . . . .

2. 1.90

Den?AI RatTade, ~ •. . . ...........

15. 9.91

Cela Francuc:J. O.

c

s. Olw;eJ>J>c Vc:<u'"ionu

c

llu.soll cc ( llo-né' '<'ntn). . . . . . . . 24 . 1!.!12

g ,,...,.,. .....

*, '"· ,..,..,,

Oep. Non.. a ...•....•-.

00''· V. E. I l. Osp Verona. ... ..... .. G faut .

.. . . . .. . . . .. . .

c. Bart'afrauCJl (('tìllnnìR~t·tta) . . 16. 3.90

Paraninfo .t.hi{Jelo.

c 'l'uri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

4. 2.91

t~~""t<,llaneta. Vi1tcen.zo . . . . . . . . . . . .

Osp. Dari .. . ........ .

o

5. 7 .92 Mll&'a Filippo .. . . . . . . . . . . . . . . . . .

R. Truvpo col. (T rJJ)Olit.)

Siena . . • . . . . . . . . . . . . . . . . .

c Cbiaro.,ooute On lfl ($it·t~cnea).

9. 1.93

o Stt!maLia (J,ecc ·)..........

29. 5.:-it; Mas trolla Silv-io.

\~?>

lc.nnizzott~ Antonio. ~ ,,_,_,

~

....

l O ber~.

Id .

id. (E tltn.>a ) .

c Torni ................... .

22. 7.93

.. .. .. .. . .. .. . Ln Martina Rosario. 0 19 ,..,...,... f'o r is l E11nio. O. ~ '"·"'" . . . . . .

c

13af:mone ( lllus~u Cnrrara) ..

l. 2.94

Cortc.-;lnt Guido .......... . _......

c

Naro (Git·g<•uti ) ........ .. .

15. 4. 9 t Co6tt'Onovo Oaeta~to ......... ... . . ;6 fan L . . ............ .

c

Bari ........... ... ...... .

S.

o

VIcari CPalcrmo1 ..........

13.10.92 l.umc ndola FiJ.ifJPQ...............

7 c.rt. CO.Illp. . . . . . . . . . .

c

Taranto..................

8.12.0:1 l•'lec hdti Giu$eppe . . . . . . . . . . . . . . .

R. truppe col. CErltroa).

c Palormo . . . . . . . . . . . . . . . . .

2. 2. 9 1 l\'lonrlola Gcrotamv . . . . . . . . . . . . . . .

-t bc!rs ..... .. ... . . .... .

o

Portolnndolfo (.Oone.-entol..

16. i. 91 Rinnlolf Orazio . . . . . . . . . . . . . . . . . .

R. truppe col. CEri t rea)

a

Aci reale (Catania)...... . ..

21. 9. !12 ~·(,ti

Al/io. ~ ..,.,...,_,, .. .. .. .. ..

:1 !ant. . ............ ..

c

NardO (Lt-ccù) . . . . . . . . . . . .

11.11.92 Fllog1·nna PaJiquale . . . . . . . . . . . . . .

6 rllgg. t.t•a.epertl ...... .

c

O l <li& del

Ma~'>'l . . . . . . . . . . .

23. 2.1!3

Oiannautoni Mario,

c

Dado lato .. . . . . . . . . . . . . . . .

27. 4.91

Pultronc IWOaele, ® "''" . . .. ... .

c

Kar>oll . . . . . . . . . . • . . . . . . . .

18.

c Cefalù ..... .. .... .... ... . 20. 11.92

3 art. costo. ........ .. 6 alp . ...... . . ....... . D~p. min. col. (Somal iA)

R. trup p E< col . (Erilroa)

a. 92 Jklì~tw!o Giulio ~ '" ... .. .. . .. .

z.u;;

~ ,,..,.,.

.. ..

•

•••••• o

••••••• •

R. truppo col. (F.ritrea) .

Id.

id.

(Id . ) ...

('aTanlglla 4l/redQ ..• .....•....•. R. trupp.· col. (Trlpellt.)


;u

'l

ANZIANITÀ LAUREA

J7 .iJRl <fZIONJ

l

clUf' ll7l f t

Tcncnt•· Co lo u·

Co lo o· nello

l' (Ila 11n

ì\lag·

Cupi·

giOI"C

t. n n()

Tu· n on te

l

l

a c-bJMlt'(li U

Hl C< li() i IlO

l

l .'

. .

-

l

l

l

5.

'

tenente

nello

l

l

in

Solto·

~.917

l. 6.9 LG

Rnmn

I ti.

hl.

l• l.

.

... o.

o

o

5. 4.916 l. {.916

l

I t l.

ld.

l\ a poli ... 10. 4.915

l

hl.

Id.

I d.

ld.

Id

Id.

.I d.

Id .

Id.

Id.

Id.

B••lognn . .

1R.5. 916

Id.

~- 6.916

l'\npuli ...

7. 8,915

h l.

20. 7.916

[d.

....

4. 4.01(1

!ti.

ltl.

Hn ruu

...

5. 7.913

l

16.12.9 17

. . . . 3. 3 .9 111 . . . . 4. 4.916 . ... s. {.916

1.12.916 t:atnnlo .. 1:1. t l. !Il Il

l

ld.

15. 7. 917 1 l't\ÙO\'fi ..

4. 4 .917

'

Id.

l. 6.917

I<l.

o

•••

4 . 4.1117

Id.

Id.

Id.

....

4 . 4.917

Id.

I d.

lrl.

....

4. 4.9 U

Id.

Id.

Id.

ld.

Id.

l cl.

... . 4. 4.917 .... 3. 4.917

I d.

Id.

Id.

Id.

I d.

Homa .... l !l. 6.917

l. :1.\J 18

l d.

Padova ..

4. 4.IJI7

l. 7.919 Roma ....

l. 7.919

r

-

l

-

l

l

l

l

.

l

l. 9.9t0

~

.

l

•

•• o

3. 4.917

Id.

Id.

J 'iH!L

I d.

Id.

Palormo .. 20.12.919

Id.

Id .

Napoli ....

Id .

Id.

••

20. 6.919

l d.

Id.

B ologna ..

8. 7.9 19

Id.

Id.

Pal ermo .. 18•12.919

Id.

I d.

Napol i ...

l il.

Id.

('nt.an in

.. 12. 7.919

1ù.

Id.

)\"pOli

... Il. 7 .!119

l. 11.9'ZI

l. 1.911

I JHdOV~l

..

3. 4.917

I cl.

l. 9.1!1!1

:-;u poH

.. .

6. 8.1H9

Id.

l. 8.!1'20

Id.

Id.

•• o. o

o

o

30.1.919

6. 8.919

9. 8.019

... 24. 7.9'2o


( Seaue l TE..."E..'"TI

DATA

CAS.~ TO

E NO)IE

POSIZIONE

di

L UOGO 1)1 );ASCITA

uMci ta

:OECORAZIONI E CAMPAGNE

dal n . 57 al n. 89 "

l'erugla. ....... . .. ....... .

13.\l.!IO

111'11:11 Az>l Guido,

c

n o.na ................... .

26. !).!12

"inihnldi OuoUetm.o,

e

Maglhwo <ld

c

R() ~ .. auo

Ma.r~l

~

.,,.,.. .,

iU fan t .......... ..... .

€ .,•., . . . . . . R. truppe col. (Cirena.lre J

!J .~J

Ili L nr.·nzo Odoard<> • • ...••••..•..

Id.

id .

(Somalia ).

15. 1.05

Olli<IO Oiormmi ................. .

Id.

1d.

(Trlpolit. )

e Mnnt,eouuvl•iu......... . .. .

lll. 5.95 &·os·<lu pa.ow Florimln ............ .

Id.

ld.

( Erltr<:a).

a S q uillace: ................ .

17

5.!)1;

Squiilal' ioti Rn(Jaelc, & ""'' ..... .

1•1.

Id. (Ch·enalcn)

0

Il. 9.!)4

Al'tutn Giuseppt ... ......•...•...

~·-pett.

3. :l.!l-1

M ur1"U

Calabt·u

...... .

........ .

Sortino

2.

Gincom.o. i( •u -u-n . . . . . . . .

c

Gr<Jttnft-r·rnt.a. ...... . .... · ·

l. 3.!12 Tat>tll Primo................ . .. .

0

Vallelunga ............... .

15. li.fl.t

0

:'\apoli .•... ••. . .. .. ..•. ..

1~.

~.0 1

l't·n.-.uYf'C~hlo

. lnllmiu<>...........

mot. sw:r.

C'!\Y. Ah'i<~o n tlriu

13 art. cr•mp..... . .... . R. truppe col. ITr ipollt.)

Pahntart Al/rrd<> • • • • • • • • • • • • . • • • • . R. truppe col. (C'Ir.-ns.lca)

c

~o]a ............. . ...... .

3.11).!).1

Tu(ru~o I?ot!Mie. ... . . . . . . . . . . . . . .

.Dì$p. m i 11. Col. (Eritrea )

0

Ti>'("iano ................. .

1.12.0·1

G(>gl io.no Dorn.cnko . . . . . . • . . . . . . .

R. truppe col. (Cirenaica)

0

l'nrUni<·o .... . ........... .

2. 2.95 A n· lione Gncl<trw ............... .

c

C'MI<- n ti n i . ............ . .. .

2. 2.0.1

Fa ilio Soh'<l1ore. . . . . . . . . . . . . . . . . .

35 fan t.

"' S. Severo ............... .

23. 4.!11

('a s~ano Lorr-n~ . .g tlt ·IC·J'.... • • . .

225 id.

nunorva ... ... .......... . 23. 5.!1:1

:\urra .-1/do"i.o. ~ '" . . . . . . . . . . . .

I>i#). m(n. Col. (E ritrea)

R. truppe Col.

c

Id.

id.

(Trlpollt. l

c Torino ..........•........

2R. 9.!)5

Ros>l Jfori.o, ~ ... .....,.,. .. . . . . . . . .

a

Bo,;:<'c:uua rl!Jlj.fo ........... .

11.11.!10

loe Miclwll~ Corrado.

c

('ava Tirr·.. ni. . . .......... .

30.10.!16

16 to.nt.

a

f:o Il t' O . , , • . . . . . • • , • , . , .• , ,

26. 4.9G

fl2

o

l'a.rtlnlco ........... .. .. .

26. 6.9.S

Passrtlncqun Ra(J(~//v.. . . . . . . . . . . .

5 alp.... . .. . ...... .. .

n. S(>r.oud igliaun .... .. ...... .

2 i . 6.!)1

0r)nsanto .l me<lto. ® ,,...,.,_,._,_,. .

R. troppo col. (Cirenaica l

o

VIttoria ................. .

l Il. 5.(11

<. Ultt·4, nl' Saloolore,

t9 ..,......n.u . . . .

SO ta.nt . ............ . . .

C

.<\ lH(U~ tl\

. , . .. , . , . . , , , , •. , ,

22. 6.!!3

Patta,· ina J)cmumico .. . . . . . . . . . . .

R. truppoeol. (Cir('naioo )

o v ,·narro ....... . ......... .

3.12.95

.\lnn7.o Rti{J{Jicro •••.•••••••••••••

Id.

hl.

~

Cuta.nia. ................. .

3.1 o. !l'l Masum tll·ra .Yicnlù . ............. .

Id.

t.l. (Erltr<oa\ . .

c

NaJ>OII •• ..••... ••.. .•••. .

~4.

4.!11

Fiuurc Guu/iclmo. ~ .,..,. . ..... ... .

Jd.

Id. (1'rlpolft.) .

c S. O rCì('.,rlo Magno ....... .

l!).

~.HG

Ootrret.li L 11 i.tri,

....... .

Id.

Id.

(Cireua.lca )

o I'OI'ticl .................. .

~- 1.!15

Orurlionc Anionio. @ •n·••·u ..... .

Jd.

l ti.

(Eritreo.) ..

c

.\ c-t·•·ra. .... . ....... . , ... .

lR.I 0.95

Bntti!!'llusw :Vichelc ........•. .. ..

I tl.

Id.

(Trlpolit.).

a

llf·· •~ina.. .....•............

18 . fi.9H

Mas trogiaco mr) Guido. ® ,.,. .,... ..

2 tO.nt.

a

Rivt• ................... ..

ti,

Rosso

2.!)2

® .,..,. ..,.., . .

~ ttt~n·u

Pi~tro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

(Id.) ..

1 nrt pc s. cn mp ..... .

id.

<Somalia)

... ...... ......

R. truppe col. (1'rlpolit.l


fi l

M ED Il' l

l

. ANZl .\~lTÀ.

L .\l' HEA

V A.RI ~7.10.\11 dura11te l 'OtltiO

Colon· D" IIO

Teul·ntc Colon·

~l!lg·

glo r e

Dl' IIO

.

Capi· t an o

Te· n ente

Id.

.. 5. 4.916 l. 6.917 Padova .. 3. 4..917 1. 8.019 Roma . .. 21. 7.919 l. 8 .920 Id. . .. 5. 7.9-20 l. 7.11'20 Nnr•oll . .. 26. 6.920

I ti.

l. 8.920

Id.

Ili .

l. 1.(120 Cutanio. '. 10.12.919

Ili.

1.11.919

S!l~ijnr i

Irl.

... 30.10.1ll!l l. 1.920 R oma ... 20.12.1H9

Id.

t. 1.921

Pal(lrmo .. 13.12.920

IJ.

1. 1.919 N ttJ>Oit

hl.

l. 1.920

I d.

Id.

l. 8.910

I d.

Id.

l. 1.921

Id.

l. 1.9'!0 Catania

Id. Id.

-

l ei.

.

l

r.t. Id.

.

l

1•1. I ti. Id. Id.

l

... G. 8.91o . . ' 13.12.919 . .. 31. 7.019

Pulcrmo .. 13.12.920

.. Il. 12.919

... 12. 6.919 l. 8.920 SCl•:.ari ... 11. 7.920 Il. 7.915 Torino . . l ti. 2.1121 13. 2.921 Pado•a .. t ·> 4.917 t. 8.920 :\n poli . .. 21!. 7.020 l. 7.919

!d.

Napoli

PClruU . .. 24. 1.920

13. 2.921 Pnlcrmo .. 13.12.020

ltl.

Id.

l. $.920

:-.'tlpOII

I d.

Id.

I tl.

l ol.

1.11.921

Id.

l d.

t. :< .!120

I d.

1·1.

Td.

:\It•s,inn

l d.

w. l.!i21

Pa \'1 8

Id.

.

. . . 6. 7.920

... J. 4.916 Id. ... 13.12.910 1. 1.920 Id. l. O.O I!l . .. 2. 8.910 Id. ... 17 l. 1.921 l. 8.9 19 Catn uln . . 7 . 7,011)

I d.

.

mcdil'ina o t-hiru• gla

~lN!IIZC

Lo! '

-

in

l. 5.0Ul

l. S.!l21

l

Sotto· tenente

Id. Id .

l. 5.916

Nnpolt

.1~.920

... 15. 7.!l'lO . . . Il!• 1.11'!0

... 30. 12,920 . . . 16 • 7.920 . . 15• 7 .9'20 ... 27 .11.9'!0


DATA LUOGO DI NASCITA

C:ASATO E NOME

<lì

nascitA

POSIZIONE DECORAZIO:Xl E CAMPAGNE

~--------------~----~-----------------~------------- ,

l

dal n. 90 al n. 120

c

~f\h•.ni

ç

Vita ............. ·. · ... · ·

17. " ·\•:, · l'rtl'io •otlC' Giuseppe

232

c

Naro .................... .

l (;. 4 .!);l

.Dii<p. min. col . (C'fronalcal

a

l'1LRI!fti10 nl Jouin ..•.•.•.••

l i. 4.!10

Osp . Pinconza

c

~('aun(l .......... ... ..... .

l i. tt.:H

R. truppe col. (TriJ) <>lit.)

t

FMmic'ola .........•....•.

17. (i,!l~

I <l.

fcl. (C:ircnalca)

S ..\ polli nar•· ....... . ... • ..

22. 5.8!1

Mnlloozzl • lmerioo ... . ...... ... . .. .

Itl .

Id.

( hl) ...

c

.. .. .. .. . . .. .. . .. .

~:UI.lol

l'tlHi aiuse7J~ . . . . . . . . .. .. .. .. . .

L n l'n'~ l i Pasquak

n1 f ant . . ........... . Iii.

~- :! -~'"

()a~purl'lni

Nicola, ~ "' . ..... • ...

I<l.

hl.

( 1 11) •••

<·a·<l •·ll•lllw l'<' dì Stnhla. ....

!f. 1.1•3

E.-posito Jll ichrl~. ~ "' .... .• ....

Id.

iu.

('fl"ipollt . l

r·

~la l'l nn

2. ,:,,!16

Li-t~

D omenico . ........ . ....... .

Id .

id.

(Somnt:n )

c

:'\a poli ... . ............ • . .

t~.

fi.03

Buoulucoui ru : lntonio . .......... .

I ti.

irl.

(T ripoli t )

<·

PaRanica ................ .

:Il. 8.95

Olncobl o Coo·ra<lino .......... • ...

Id.

id.

(I li.) . ..

o

Snlcnlo ..... . . .. .. ....... .

~l.

1.97

Sono pu .d n(lioli no.. . . . . . . . . • . . . . .

r nr. Trc,·iso .. . .. .... .

c

Anclrl.a ..... ... .......... .

l i. ~.!)8

Trepicciont Emcmmù.... . . . . . . . .

n. trn;•pc col. (Tripo llt.l

('

MO,'llll.l.ltltO

:10. 3.97

I.'MtdolO Edoartlo... . . . . . . . . . . . . . .

~

o

Palermo ................ . 13. 9.96

J,o Bianco Dom•nico.............

59 lnnt, ............. .

"

:\oto ................... .

21. 8.91

A\·ollo 0(V'O Gui<lo........... . ..

IO att. pe,. . . . . . . . . . .

o

Roma .................. .

:!2. 7.92

Gdl\liZC Ctluti11o . . . . . . . . . . • • . . .

n. truppe col. (Trìpolir.}

"

O•tuoi . . . . . . . . . . . . .. •...

~t .

b.9(ò

Santo1··o'a Oomrwico . . . . . . . . . . . . .

:16 raut. . ........ .. . .

e l'c"clno ...... ... ........ .

tL .~.9.'>

Tnrq uiai Crtiroli . . . . . • . . . . . . . . . .

n. tn•PP<· col. (J<:rlt <'<''-'l

.-.

Vlttol'la ........•.........

:_;n, 5 .9:!

l'noli Ilo :::,'tani.•lan . .•.•.••.• •. ..

G art. 11e.~ .

('

Onccluoto ... ....• ...• , ....

12. 4 .91i

BollcU i Carlo. . . . . . . . . . . . . . . . • . . .

R. truppo col. (Erilrcn)

c

Pnlt<r1110 ....... ......... . J 17. lò.!) l

o

:"nr<lò . ... , . , ....... • . . . .

~O.IO.VII

!\fan ieri A lbcrto ....... . : .. .. ..•.

c

Nlcnlooi .............. . .. .

( . 4,!)1)

TJongo Onutt1tiio . . . . . . . . • . • • • . • .

c

Pnl<•r1110 ..•..•••.•.•••...

(1.1 l !)(l

La Rnc·cu. }fnberto . •........•.••

l d.

hl. (Cirenaica)

a

Teano ...... .. , ......... .

~.

7.9G

<:i prlu no .SCI/mlor~ .........•.....

Id.

Id. (Ttipolit .)

o

Romano T.oml ao·do ...... .

s. 1).90

.\fori ..!luni.bak , .. . .• ....•......•

4

c

'ra•·n n to ....

17. 4-.97

(:Juollce Crrmi/lo

R. to·upp o ('01. (Erilrt'n l

s. fi.!IG

:1\!otai'UZI.O I.11f'W .• ....... • . ....•

1<1.

Id. (Trlpolit.. )

z. I.H5

Snt11h·••tti Er11csto . • .•.• •.•• ••... •

I ci.

Id. (('irenakal

C (.'a~kiRI'Illl<k "

('

<'tHnh ·c>Jino .......•

. •. . . . . . . . . . .. .

AC)UIIIL . . . . . . .'. . . . . . . . . . ..

<Wt. pes. . .... . ... .

l d.

. . . .. . ••. . . • . •. .

l cl.

(l rl.) ...

R. truppe col. (T r ipoli t . l

nrt. pes......... ..


ANZI A NITÀ 1-.~U R l!JA

l

'P . IR IA Z IONI

d urutd c l' o n no

Capi·

:lfag· gin.,.

Co !on ..

n d In

l

l

'ferwnrc

('()llll\•

11\00

In

Sotln· t ononto

JUetlh'HHI

l , ~.H2 1

l. I.!J:Iù

l'n lc·t· nto .. I X. I I.III!

Id.

!d.

T o· nc-n to

o C'hirnr~u

nel:o l

o

l

l

l

o

l

'l

i l

l l

.

'

Id.

Ili.

l d.

... 1 ~. 12.!Jt o 19. 1 1.!)2 0 FirOtiZH . . 14. 4.9:1 u

lo l.

l. ~.!.rl(}

:>:a]Wiì

l ol,

l. -'.11:.!1

hl.

W.l :!.!117

.. . 15 . 7 .!l'l\1 l ti. . .. :1 0. 7.!lh ltluua . . . :17 • 1.9 17

Id.

l. ~.! 1~!()

:>::qiOii

1!l.

l. l. !Il!)

Id .

... 2:1. 7.!1'!0 . .. 17. 7 .HI!t

l <l.

l. ~ . :t~{)

r' L

... ).), 7.UI!1

l i l.

l. ~.!H~

! ti.

... 1 ~. 'l,:ll'

[ ol. o

'

o

l

l o

.

l

'

l

'

}H

)li,)II.!J:Il

l\••1 oli

... 'l l. ; .:•:! l

J •l.

:!U. III.!I:!U

l ol. 1ol.

l. 6 .!l:?U

l

•••• 12:1. 7.!J~ l.

l l

l ll l

l

l

l

o

Id.

l l

w. 9.1! 17

.. li. L!l:'' (;u l il II . U .. l .;. .UII t,

l d.

t . 6.917

J>a lny(l

.. "!. 1.:1';

l

.. . 'l~·- 7.!1.! l

l l

15. S.9 W

;'>;t\Jonll

1!1.

l :l. 5.1!:1:!

Honm .. .. 241. i . U:!It

l

l

l ti.

1. 2.!.120

l';~tUU1iU

Id .

7. lt),!l2 1

l

ll

Id.

~=~. f;J)J{;

I li.

l. .~. !12(1

It.l.

l ol.

I d.

25.1-.!.Hifi

l ei.

1.1 2.!121

:"111•ul i .

Id.

2:l.IO.Ola

J,u ,~ ia . . .

1•1.

~- i\.92 1

Pn 1<'J'U\o • .

1•1.

25.11.021

;'>;n poli

l1l,

!cl.

l

l

l

l

l

l

raiCI'IIlO

l ol.

ll l

l d.

l

'l l l

l l

. . . 17. 7.! :\n v o l i . .. •• 7. t::n Huuw ... I l. ; .:J'.!' H.lllll~L

JIU, 9:t:l

o

.. . l :U2 .91!

1•1.

o

.. :16. 1.9:l<) '>:n p oli ... ""· 7.U:Il •)•

J'tt lt•I'Cll (l , ,

~- J .!)Jij

no""' .... 12. i .H:.W Id.

.... 15. 7.920

Pu 1-.: rtt\O .. 15. i .!121

. . o. 7.!121 . :';. lj,!JI5

...

('nglitwi ...

7. (i,!)21 !).

i .!121

4. 7.~21


61

, ~ D ATA LUOGO D I NA!'!CITA

CA SATO E NOME POSIZIONE

di

nascita

DECORAZIONI E CA:\1PAGNE

dal n . 121 al n . 150

c

C<>falù .... ....... • •..... .

l. I.!) l

J'crn 'cc Vi~tccnzo, ~ ..,.,. . . . . . . . .

R. truppe col. ( E rit rea)

0

Vairano ............. . .. .

15. G.9i

Zanfag11a R'icc<udo . . . . . . • . . . . . . .

Id .

Id.

(Somalia)

c

Vittoria ..

26.111.98

Salmè EUnrt ............ ....... .

I d.

id.

(Tripollt.)

a

Palermo . . . . ......... . . . .

:.. l !)(l

!\1ona-tra Sa/11(l/ore ............. .

5 a rt. )>03.

a

SettinjZiau o (Cnt uJJzarol . . . .

26. 1.96

Virg ilio Sat>erio . . . . . . . . . . . . . . . . .

19 Jant. . ........... .

a

Parlu la ................. ..

20. 4.0:l

t\c•·cttn Am.Ucc.rt,

o

1'11!1011 •... .•..••..•• . .• • •

3.95

o

Id.

...

g .,..,...,.,. . . . .

rahllCrQ r·(}O, ~ • n·l f•H ·t,l

17. :!.97

olc

• • • • • • • •

Ce,arc Gitmni11o ... ... ...... .

Il art. )>CB.

oamp.... •

7 tant.

R. truppe col. (Trlpoltt.)

o

Ariano ri l Puglia... . . . . . .

2. l.!li

l'urcar o Giuseppe .............. .

Id.

Id.

(Erltrl'a )

c

Pct•·l.zzl . . . . . . . . . . . . . . . . . .

J 5. 6.9.;

Araet·i Anl<:mw .........•.......

Id.

id .

(Cii enalca)

c

S. Stefano Q ui~Qnill 'l . . . . .

18. 9.9:s

Cacclatoro Domert'icO, ~ ,.,.,. •.,.,. ..

Id.

Id.

(Trlpolit.J

0 c

Cnl\'1 Ri <orto . ... . ..... ..

8.12.05

Zonn ])c mPtrio, ~ "', ()) .. . ... .. .•

Id.

i cl.

(Cirenaica)

Cn-.or t.a . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2 8.97

lnsulll .\lario

Id.

Id

(TrlpoUt.)

0

Quan ia............... ...

2. J.!J6

Aiello Gittsem>e ....... . .......•.

0

Napo!l .. .. . .. .. .. .. .. .. ..

12.10.92

Oa·g in:o F ronceBet> ............ .. R. T ruppe col. (Trlpollt. )

0

Vit.u!a.uo ..... • ..... . ... ..

9. 12.07

S claldon<• /Jarlolomeo, 9 '"'", (\; . .

Id.

Id.

(Cirena·ca)

0 Tn\' C I'DII • • • • • . • • • • • • • . • • • c Tot<no . . . . . . . . . . . . • . . . . .

13. 6.9·;

l'asPatJIO (Jannine .. . . . . . . . . . . . . .

Id.

id.

Id.

l t. 6.95

Hizzu Carlo, ~ , ,..,..,..... .... . ...

Regg. art. cav.. .. .. . . .

c

Vit.<••·bo........ . ...... . . .

17. :l.9i

Mozzru·oru (!Womo, ~ "' • • . . . . . .

51 fan t.

a

Arano oli P o>glia. . . . . . • • .

31. 11.9G

Calcagnu A mato,

~ "'

lll•lga~che

&~tl - ·lt~I J •)I

~7 .

11.93

............ , ... . .

Carlo. \!5I

l'e rrilli /i. ngtlo.

.......... ••••••

~ .,..,. ...... ... .

-16 fant. •.•...... . . . ••

70

. . .......... .

Id .... .. .••...•...

11 art. cam p. .. ...... IO fo.nt.

BitoJti.O ................. .

2&. 5.9 ;

o

Ol'ra.c~: 1\l!u·inn .......... . .

Il. 3.9 '• Oi na·Ioo .Jlficltcl.e,

c

l'h i 11:<a Sclafani (Pul <>t'IIH>) ..

7. 2.97

L o1111 •u·tli Salootor~. ~ ·~. . • . . . . .

9 alp ... .. . . . ........ .

n l'Hiazwlu-Acrcitk • ... , , . .

12. J ,!/5

llio,~ino.

Af/rcd·o, ~ ,...,,.,.........

C'en tro oY·M. Parma . •

c

l'aletJR (('lliCt.i ) • • • . • . . . • .

:l. :1.9.-

l.'umpauu A11l<mìo,

'9"''"........

55 fan t ..... . ........ .

Il

Aid o n e (( 'nlt aui-<>Ctla) .. ..

•>-"') , 1.94

C

(;ioi6 del ('r~lll' .... .. , , . .

25. (t .!).j

l'nn111 0

c

L ll<oA"W<IUIIl (k\'CIIi nc>). .....

2;l. -1.9~

('

n o t·g o

s. J)tonnlno . .. . ... .

9.J 1.9!>

o

~ • u · lt•u-u . .. . . .

...

22

Id.

Id . . .. .. ..... . .. . .Li.nf01~io. ~ • u ·lt•l'1·ll,. . . . .

n. truppe c.'Ol. (Er:trC'a)

Sum•o 2'mmlflt.• o.

'9 '" .... ~.....

('ampo' lll'laz , Talicdo . .

Go:nld i

~ .,..,..,,_,,

Vitii'C11.:{),

••• •

2 art.. mont. ..... . . .

l

'

•l

'


~mDIO l

o

ANZ I ANITÀ

LAUREA

V ARIA7.lON/ d •trt.r n t e

l'(ltllt ()

Tenente

Colon·

Colon·

nell o

ncllfl

.Mag·

C'ari·

Tt.'-

Sotto-

In

gior o

tano

DE'L\ l C

T e nente

medic ina e c hirurgia

l tl. 4.22

l . lì.l!)

r<L

~0.10.2 1

Id.

T<l.

:l). 7.21

[Il.

•

Id.

5. 9.21

Il.

. .. . l l\. 7 .!)21

lo l.

l. 7.20

I ti.

l. 5. 19

Id.

1<1.

:lO. IJ.I (l

hl.

•

....

•

j

l l

l

• >

o

l

l

'

.

i

.

'l

, :. l

l

ll

J

!

l 5 -

Rucl-i r/'un:iunild dd

C.'orpo 8r~uil•rrio .11-i/Uare.

29. 7 .!H!l

... !i. ~.921 •• o

!\"l~poli ... •••

o

•

o

•

an. 7.!)11 zn. (;.!)20 17. .1_!)1!) 7 . ~.fllfl

r ol.

20.10.21

I<l

I ti.

1. 7.20

Id. .... 30. i .!121)

I ti.

IU1.2l

lo l.

l<l.

l. ~.19

Palermo ..

Itl.

28. 9.2 1

1\nroli . .. :l l. 7.!l21

Id.

22. 9.2 1

1<1.

I ti.

1. ~. 10

Catr.m in.

! ti.

l t l.

)\a poli ... 21. 7,91!1

Id.

20. 5.17

[ 11

Id.

19. 9.2 1

[d.

l. 7.92:1

'

Pal~rmo . .

•

•

o.

2. 7.921 l G. 7.921 ~l!.

7 .!JI!l

. . . . 8. 7 92 1

..

z~.

7.9 19

.... 3. R.921 . . IO. Ul2 1

:1o. t r. ozz ;vtc>~ina ..

3. 7.922

[d.

7 . t 1.922 Romt\ .... 20. 7.921

Id.

19. 11.»21

Id.

.. . . )9. 7.921

Id.

l. 2.920 T ori !lo

.. 27 . 1.920

.T d.

7. 2.922 Napoli ....

Trl.

19. K.!J20 Rom<l ... . 21.12.91~

Id .

7. 2.922 Pa le rmo . . 27. 7.!121

lo l.

9. o ~·:! !. Xnp )l i. ... 2(1. li. 920

VI.

20. 1.922

l <l.

7. 2.922 Pal t•rm• > . . 27. 7.!12 1

!.t.

1.11.9'l2 !':n poli .... 2 1. 12.!121

Id.

l 10.!122

[ •1.

t. R.91!J Pnrmn . .. .

I ol.

Id.

ii . J2.!12 1

.... 12. s.O:! 1

.. . tH. ; _!121 t. 7.!Il!


l

l 1111

tTFPIClAJ.I

naTA ~:

f'ASATO

J,1J0011 ltl

~ .\:WIT \

•

XOM:F.

PORI 7.1 O!\ ~:

•li ~;

OF:COHA?:l 0 :'\1

I'A)l PAO:KE

IIU!lCitH

d a l n. 151 al n. 161

...

t·

Chiotl ............... . ... .

!'l.l 2.!)1J

A morosi 08t'(t/<10, ~

,.

Caltf1l!'irouc .•••.... . .....

:w A .!Jf)(l

Xl<"nstro .drl11r0. ................

a

ActplttYh'a f'olkcroN' .... . .

:;, 1.!!2

Ralnell l Cflrr(ldino,

€

c·

Camh<o

12. i .!17

Dt>rl IIIIC Oiu.<eprx,

~

<"

:\f Otlcna . ..... . ......... . .

1.97

.\<In mi Fdicr. ~

Il

l :\'Il J)UJI · • • • · • • • • • • • • • · • • •

(:';frnen•a) ....... .

l ,. :=:orti un (:-\h·acnsal ........ .

,.

:'llonlonu Ant lliu ...... . .. .

t;,

u. fi.!l7 ~:!

. .. ... .. 7 a lp. . ....... .. .... 9 l'OJll)1 • . .... ...

...

•

•

•

•

o

o

pe~.

••

~

............ "'v••:·t• ••••••••

l l

ra nt ....... . . .. .. ..

Sen no flwtxmni. ~ "' ..... .

ll7

i.). . . . . . . . . . . . . ..

...

•

""

o

r

A •l'oli Piceno ...•...•....

1 l. .;.H7 1 :-'1\C('bctt l Xil'oln,

c

C'a~tcl bott ut>do(Ca •npoba'l•nl

;"L

c

.'\.lblti"<Jto di BMrcolnrlJ ....

1 i. :-.. 'l7

. . ... . .. ..... l art. mon l . . ..... ..

l

A•l n lo (limlrlltiO, ~ ' " •.•••••.••

:$.!1!!

.g ' " ......... .

s.m l Do L i•l•• Gwt~tltlli, ~ ........... .

.. l ....' () n~

1

l

a r t. camp .

..,.......... .

T 1·i fllctt i l {Jinu,

:?li. 1.97 1 Dd

,..

• . . • • • . • o.

f"n •

l<rrt "

..~;: •H•If•1f•lf! ••• • ••••

ulp.

:t n lp.

i

4

hl. ..... . ... •.. .

;!

io! . . . . . . . . . . ..... ,

l

Id . . . • . . . . . . ....

l

Ufficiali chimici farmacisti Colonnelli chimici farmacisti

l

d u l n. l ttl n . 2

Mnrtinotlf <lnlt Cflr/u, • · ('. <f

a

D<·s""" ·(:->ovn•·u) .... .. .. . .

4 . 12.1i5

"

<'•·~~~~n (Fnrll) ........... • .•

:!li. 5.72 Suui doiL 1-'iliPI"'· EJ, t·.

<<·.

F'. H. D is11. .\/in. Fuuu1P 1'.

Olr. C··nt.. •a n. tu il . ...

l

Dir. 1>1. l'him. fnnu.nu

l

..; ··~··· ......... .

Ten. colonnello chimico farmacista \1 o·1fl (l •nt ,. 11 1.n ) • • . . . . . . . . . . 3 1. f!.. 7 7

11

Pn~tnlclln ti<>U. A l l r((!O, U ,;;, L. D. i u

l'hlm. bN'no . nclht R . 11. di Rl)ma l •

Maggiori chimici farmacisti. cl:•l 11 l :•l l

n

:\)Otlt'' llvo ( \1t>.-nn•lrin ) ..... .

11

3

:1. 12.lll' Ccrruti tlntt. Rm110iu. :lh,

~ ..,......

O•Jl. Roouu ...... . .. ·

<' 1'nl"1'tnn .... ....... . ....... l !l. ll.70 ('onadi Ucmo. •lf, ITJ ............. . ii.l t .7 l l Palhulinl tinti .1/nri<J. ·!· . . ....... .

Te\. PniC'r11lO ....... "l 1•1. t'hilllil'n

l

fllllll. 111

(no111 . Sc·nnm'"')


li7

l'111M IC I· Y.!.RllA<' Iil rl

.-\ N Z I.\ N l 'l' A. L~UHE.\

VAHl.dZJU.\'1

Cu luu-

1luranl c l'unun

noli o

Tcu" nl·~

Colon·

in

Mag·

CUJII·

'l'l'·

:;otLo·

gì oro

L!l no

n ente

Tcm·ut.e mu<l 'duu e <:hil·ul'!(i<\

nello

l. 7.U2:i

n. 4i,U:!I XIIJmil . ..

9. l.Utl

hl.

:!l. t o. !12t l'a hH"UI•I •• l:J. "<.0:!:!

111.

7. 1.\HS No.poli ....

H. ILt/17

Id.

20. 5.917 J>ulcrruo ..

:1. 7.021

Id.

:u. 7.921 llodrna .. u . 7.921 ~.U:l2

:1. l!.fl~ t

[(l.

~.

Id.

l. ~.U22

•••

!1. ~.!12 l

ld.

1.12.!122 nonu\- . . . .

7. 7.022

Id.

'·

8.!122

Nup oll ....

Id.

o

l ti.

•• o. 30. a.ll~:!

Id.

19. 3.922 Napoli .... IO. !!.1121

Id.

19.10. 922 Parmn .... 2:.!. 6.n:z

Te· nen te

d e ll'eu· truto. In scrv1zlo

ANZIANITÀ. VAll l 4ZTONI auranl~

Colon·

l'anrw

noli o

l

5.921

I rl.

Tenenti: Colon · nello

0.\TA Mag·

gìoro

Capi·

La n o

15.12.915 3u. U.912

:w G.!ll't ~.

S.913

hl.

o luurco. lo chimica rnrmu clu

.. 20.11. 1! 4

18.1 l. lS5 T orino

15. t\.911

4. 7 .!.12:! IO lj,!JJ:;

DIPLOMA

•

2. 7. !16

Bolo~:na.

11.11.901

~avoli

IL.

'·

... 2~. l.!IO:!

!)li Cau\ul'Ìtlft

15. (1.902 P>1 lcl'lll o .. l ti.

7. 7 . !H

Roma ..•.

1 ~.

7. :< l

:1. 7.UIJI (1.

.i.902


(l>ryllr) Cl'FICIAU

l

D.\ TA

LUOGO JJ l N.\SCITA

...

CASATO E NOli!E

P OS I Z I ONE

di

l UIISCita

OECOHA:t;IONT E CA MPAGNE

dal n . 4 al n. 21 a

Galatiua (l,•occè)............

.78

Reg!u·d dott. Pietro, U * ·.........

Dir. San. Rowu

a

:-i a poli . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . l 7 7.6S

Giordano l 'itlc('luo, '~· il) ....... .

Osp. Cn.crt.a ........ •.

8.

c Perugia ................... 24. 9.72

~Iuzzioli A ntowio, •

•f1·••1

oo, <f). €

<!>. @••·••, <t) •oo Id. Porugia . ....... . •. ti: . . . o •

o

l

••••• •

Cont.i Carlo, <!> . .. . ............••

Dir. :;anit:l Fircoz·t' .. .. l

•l.··· ~ '" Uorlinctto dott . Ore&lc, 'E'· ...... .

Osp. Pado,·a

24. 4.77

Todcrini dc i Guglitll'dJs della \ 1o lta no b. dott. 1'eodcro, i:. ~ "''" . .

Dir. Snnitil )filan v.

a Pntlwn•

Il. 5.7 ~

Ghcra rdini !lott . .Yttldo, eH=. 4;1, •.•.

Osp. Bologna

n

Perugia

17. 7. $1

~farini

n

Bo!Oif<lll ..... . .. .. . . . .... . . :t5. I.S·I

MozzRna dott. <:arlo, ~ ..........

a

Homa ... ..... . ........ ... . l a. 6.~2

J,ombarcliùott. .tl/anlio,tft>,il)9 ,......, Osti. R••mo.

()

l?errerc (Aic.ssnndrin) ... . . . . . 11.12.8 3 AccO!I.<ato dott. Emtellc(Jildc,

a

::) . ~Uuiat.o (Fir·onzc). . . . . . . . . 29. !l.G!J

a

Ro,·ct·~do Ct:dinol . . .. •.. . ...

a

.Mila11 0..................... 15. 5.75

v

Pad<>va

20. 11.70 Del Piero Oio. Ballista, 4

5 . 11 .~:J

dott. Carlo, <!>, 4;1, •••••• . .

Oor rcta dott. Carlo, rJ!. ~

.... .. ..

Id . OoD0\'8 Iot. c hlm. Car m . . . . ... .

* ..

Dir. Sanità T orinn

.••..•..

!st. c bi.ntico f ttrm.

a

Auconu .. .......·. . . . . . . . . . 22.10.82

Miche! i 1't'(HbJrico, •§,, !!], C!). • . • • • • •

Os p . .Ancona . .... . . ..

c

llocc.ttlohaldl (CunM) ....... 2 1. 1.82 Sol01·o d ott. Alr$SOI!l/r o, ·~· 4;1, • •

I~t. chimico farm . noil ...

c

Vlu;iu i (GIIt~\u it•) .......... .

!\

~lorcattllo (l'éaaro)

n

;\[on tccatiniVul di C<>eilllt ... IJ.IJ.!'9 <:upp~J i i dott. Oiu~mpe, ,~.C!).~ •"·"

1.12.87

Vi ta 1lott. Oaetmw, <!>. ©

......... H. 3.Sù Pnrri ùott. W o lter. •f.', q;.

l

Id. Piaccn:?.o.

Itl.

id.

id.

Osp . v dineo I d. Roma. (Com. Miv. guonn) ........ ... .

Capitani chimici farmacisti. dal n. l a l n. IO c

(; ilf\1111 \'alle Pinna

l . l .:;.J

Fol'!.nnato Lcouardo, :~ (!;\, ~ •.,.....,

o

G<l.;><iuu,;cv (Aic;;surulriu l . . . . 14 . 6.86

Rouùa Cl<wdio, ~ ' " ....... ... . .

........

O•v. Napoli .. ..... . .. Id. Torino . . . . . . .. . .. '

c

Cor·noliano •l 'Albo. (CnnN•l .. . 17.11.86 Siccordi (hlitlo, ©. ;t>

Ld. Savigliano .... .. .

a

S. E:gi<lio l'l'er·nmo) ....... ... 17. 4.84

Farina Felice, •~=. 4>

l <l. ('b le ti .. ...... .. . .

a

Jlitont<"> ( Uori ) . . .. ...... . ... 20. 4.85

Saviu o f''il"

•!• .. ......... . ..... .

I d. Bari _ ......... ..

a

Vcn czitl .... ........... .... 23. ~.83

Florin.i d of t. Dante ............ . .

Oir. So.u . llolo~na ... .

o Ali•\ (Pt\lormo) ........... . . 13. J. 85 Gl'ignan i Euoenio . ...... ... ..... .

Osp. Paleruoo ..... . ..

JIIIIRSO /~lirico •• , . . . ,., ••• ,,,,, ., .

Id. Mili<flO • ' . .. .. . .. .

t

Pd.,illCIII!O (No,·ar/1 ) , , ,, ,, ,, 13. lJ,85

(' Il !Jt·o~to (Catnn ia) .. . . . . . . . . . s. 4.1;9 l ,;oln Emilio a no,·•to (C~onm) . . . . . . . . . . . 21. 5.88

"" ...........• . .

Id. Pcru~eìa ..... . .. . .

l\hlrl'fi Gi1tSC7>PC • . ••.•••••••• • • .• •

I\1. 'l'rcnto ...... .. .

~


60

CRlllJl'I•F AJU1Al'l8'fl

A NZ I

A NITÀ

D ATA

J7 A R1.1ZIONI

Colon· nello

dvr<n• le l' ontoo

Tenente Colon· nello

:\Iag·

Capi·

glore

tano

Te· ncnlc

dell'eu· t rata lu Morvlzio

OIPLOM A

o lautca In ohlmiC'o. rartotLoiiL

l l

o. 6.915

l

12. 5.90 l ) l oùcua .. 25. 8.93

Flrcuto .. 27. 6. 92

6.12.04

Perugia ..

Id.

3.U.OO

Pisa ..... 28. 6. ou

14.10.916i

17. 9.90

PadO\'IL ..

!l. 7. 9~

IR.12.91.~

1.~ .

...

4 • 7.001

29. 7.915

Id.

.

l

9.!)02

P~tvln.

l. 5 .91(;

16.11.902 Ptu•ntn

1.12.916

28. 1 2.00~

3. 6 90

... 22. 6.!10·1

l d. ..... 22. 6.910

l. 3.917

l. 2.907 Camorltlo . 17.11.908

Id.

l. 1.909 T orino ... 25. 7.908

1<1.

30. 4.908 Roma

4 . 8.9 1~

Id.

.

l. 7.922 l. 5 9U

... 13. 7.907

l. 2.900 'l'orino ... 26. 7.907

1.1\!.908

Id. ..... 23. 7.907

27. 2.913 Poruscln .. :.! 5. 6.907

Id.

l. i.9H

Id.

Torino ... 13. 7.907

I d.

1.10.914

Id.

Catania ... 27. 0.!108

Id.

29. 7.915

Id.

Torluo ... 27.12.909

Id.

18.12.915

l. 5.914

.

9. 7.902

Id.

30.ll.909 norot\

s. 6.91~ 'l'or tuo ... 12. 7.908 27. 2.913 ltl. .. . :.li. 7.008

1.10.91-J

Id.

zs. 3.915

Id.

Id.

Id.

t9. 7.915

Id.

... 29. 7.911

Iù.

... 21. 7.008

Oamoduo. 18. 7.008 Dari ..... 27. 7.009

'.!7. 2.912 PMIOVI\ •• 11. !.90S 18. 10.910 24.1 1.913 Palermo

l. 7.916

Id.

Id.

I d.

Torino ... IO. 7.909 Catania .. 19. 9.010

Id.

I d.

Napoli ... 25. 0.910


711

~--------------.---~------------------~------------- 1

, ~

H .\TA

("_\,.,_\ T U

~;

1:\II~H;

I I ~;('C HL\:-110.:-If

E

C.DII'. \t :~}!;

oli

.s,,

Il

TIUUII~<I

l •.....•.•...•••.•.•

't

'

nu '-~(' i t t1

dal n . Il al n . 21

,Il. :!. 6 La bruzzo _lJe11olli. Cl}. Y , ...... ,.

Osp. Homa . .......... .

"

Fiuuwfrod.to lJt-uziu (O•,.·ura)

!.1. 10.1:1:1

dott. Filippo, V ..... .

l)lr . • au. XaP<•Ii •. ....

u

~l unti (Girgunti}. . . . . . . . . . . .

l :.. a.~5 Valenti At~hmiuo, O) • • • • • • • • • • • •

Oap. ~o,·aro . . . . . . . . .

llnZ>:IlroU('

·• 1•'vlglui d.ott. Oiorqio, ·

0

c

'· ar bu gua ( ,•1 · ) • • • • • ·.• 1. 1·.•. • .. ~ Cò!>U.Til1J 'IU

"'

t·

Poirino (Torino) . . . . . . . . . . . 20. :Ula

Arpino

o

.\foutullu. (Aic.•~on<ll'iu 1... . . . Il . 7 .l\5 l Migli no Mario, 4) •••••••.••.••.

u Nt\ poli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25. 4 .IlO

'G' .,, . ., . ,. ..

Preiro, 4), ... ..•...•.•..

Cortoa.~ Silçio, il) . .•..•.....•.•

c tiorrn5trctto (Clit.lmzaro) . .... 12. :!.X6! Mlron to Unlbcrlo •.......•....•... o

Offida (Ascoli Piceno) .......

27.1!!.~G

::inccoccla Entidio, ~ ' '"'' ....••.•

1 c Tu!TI1no•·aBracciolini (Arcuo) 1O. 8 'I l J .Potntinl. .dnqiolo, 4) .........•.... o

('n.."ll lbordouc (Clliotl ) ....... 27

IJir. ,.;an. \"crnuu .•... . Dòsp. min. .eo/. (Li bit• ) .•

Osp. 1'rio~ll<l Td. Roma guerra).

l

. . . ...... l (com. )!In.

Dir. San. Palermo ....

l

D iB. min eol. (E r itroo) .

Osp. Firenze ......... .

:!.''I l Mollsaui dott. R ieetmlo. il) .•••••.• l &t. chlm. tarm. m D. (com

l Tenenti chlmlci-flmliCistl

Scanzano)

dal n. l al u. 8 (l

S. Mul'ili Cupua v.,t,wo . . . .

Il. 1.!16

Plllmlol'i dott. M ttrio ........... .

I~t chluo. farm. 11111 . • •

C

Sll-'Will'i

. . . . . . . . . . · ,. . . . . •

l ' • 1.\l!l

rJay ([o t t. Dino . ,. ... ........ ..

O~ p.

R o111a . .....•.. .

t:

Fu~""

(A1111llu) · ... ·. ·.....

l L !J.I)IIII Placldl dott. Ellcrr . . . .......... .

ld .

Id . . . . . . •. . . . ..

c

:-:ilrado!ln . . . . . . . . . . . . . . . .

1!). 1 ~ -~~

C:~<.rgi dott. awrqio ... ........... .

lsl. chlm. tarm. m il. ..

c

V!l" ri (Chieti) . . . • . . . . . • . .

l '· .•. ll.l

Ale.;sandro dol t. L111ql ...•••••

Os p. ~ari ..........

c

Haccouigi . . . . . . . . . . . . . . . .

l '' i .9' 1 ReYeUI dott. OiooreMno .. ..... .

Id. Firenze ....... .. .

•·

Borgamw;co (A fc,•a.ndria) . •

I O. l :/.!IIUI Braggio dott. Oiot:<mni .... ..... .

Id . Alessandria . . ... .

•·

Su-a (T orio()) ........... .

l

:1. :1.11:1

lv

Zio! dott. Oiot'<lntli ...•. .. .......

l

l

"l

I st. chtm. tarm. m il .. .

farmacisti militari Farmacisti capi dul n . l Ili n . 5 o

~ocuiH (l'armo)... . ....... . .

3. 11.11 1 <:nrchia Primo, <!:, A u.••..........

Os1•. ~liluu o ....... •..

n

t'urntc l.nrio (Como) ........ :?G. ~.fo J cornt'lli Comt.Jio, 'l'· A . . . . . . . . . •

ltl. Al css&Ddria .... . .

Il

Alghcrl) (tiossari) ... ........ t :l. 3.6t;

Noni.! O~o!amo• •• t:•i•, \ "'""

n HivùrOnu (~lés.<tintldtil.......

7. 7.6 7 E'orcuN·Io L11if7(, ,., . . . . . . . . . . • . . .

n

:1. 3.711 AtJ pioli i dott. /i'crtlintmd!l, 'ft' . .. .

Torino . •... . . ....• . .....•.

l d. :\lll'Oli .... . . . . . ..

Di.•p. mi11. finanu .. •..

l Ist. chim. rarrn. tu

li ... 1


71

MlLITAl<l

ANZIANITÀ V ARlLfZIONJ

Tenente Colon· l) ello

('olonnello

durante l'anno

·-·~·1 ""'~"'

DATA dell'eu· tratn

DIPLOMA n laurct\

in

Tenente

in chimica rswmnci(l

86rvlzio

l. 1.917

5.914 Napoli ... 24. 6.910

).

Id . .

Id.

Roma

... 12. 7.910

20. 9.11l!l Palermo . .

l. 2.91 i

Id.

L 3.917

Id.

Pavia

5. 7.909

... s. 5.91 l

l. .'i,!)l .J Torino .. . 10. 5.910

l. 6.917

Td.

Id. .. . . . 15 . 7.911

Id.

l cl.

Id. ..... !l. 7.911

l. 8.91 i

20. 9.9 14

~apoll

l d.

4. 8.918 l d.

... 31. 7 .90S

Camuriuo . 14 . 7.909

23. 5.91.'i Stona .... 23. 6.907

Td.

Id.

...

6. 9.912

~aDOIJ . ...

3.11.922

..

2. i .!)22

Roma

l. 8.922

1. $.922

Id.

Ili.

SMsari

Id

lo l.

Roma .... 15. 7.022

I ci.

ltl.

Torino ... IO. 7.911\

J<i.

Id.

!cl.

Io.

l ei.

Id .

l".

l d.

Td.

ld.

Ici.

l Irl.

... 22.11.923 . . . 25. 7•!)22 ... 25. 7.922 . . . IO. 1.921

l

ANZ I ANITÀ

-

l!'at'mnclst. a

-

l

di di di capo di C!l.PO di Jll c~asse !"' classe !' olaaae 211 olasse sa classe

D ATA dcll'entt·ala in -ser\rizit•

Dl PJ,OMA

.

in f11rllli\CIII

.... .......... . . . . . . . 9. 7. 87

16. 2.907

5. 11.87

s.l l. 87

Parma

15. 8.913

Id.

1.10.902

15. 3.87

l:'i. 3.87

16. •• 914 27. 6.910

l cl.

25. 9.902

30.12.85

Pavia ........................ 29. G. 87 Sassari ..... . . .. • ...• . ...... 19. (1, 92 Torino . . . .

~-

8.91:!

Id.

l. ~.!)13 2~. 2.907

Id.

25.10.910

Id.

Id.

25. 5.92

I cl.

l4-.11.1112

Id .

3. 3 .90~

3. 3.904

Id.

•

•

o

••

o

•••••

o

••••••

••••••••••••••••••••

o

7 . 7. !)2 l!li. 7 !lO l


l

1 ·,1

INDICE ALFABETiCO

24 Boli n A /berlo l !\I Borag"llo Giuseppe 51.1 Camoriano Plaro :>2 CamJ)8Da ~nùmio 64 4 ~ Bordone Carmelo Bnrhc ri Ollat:io A bo. te A ICS~fllrtfro t l Barile Felice IS Borello Olo. Oitt· Co.mplsl Baldauarn 34 Accordi Marw I ii Dnrno.IJa Leo?wrtlo [,~ 8e}}J)C ~~ Cnndidor i Enrico 2t AOO -.tla A mi/rare G~ Bnrouo Giovanni 40 Borllnelto Orrste G6 Canopo. Romoln 4f. AOCO loti VillCtiL:O 22 naronio Dario 31 Dos i Osmltfo Accossato 1-: rmrnc· Canitano Sai1Uitt t~ Bragg!o Giorxmni iO 3" Basile .A nlo11 io uildo 60 ('anoo.s Nicola i!B Brezzi Oiovanni 6~ Do..'!.~ i O i 118'-PI>C 6 Atltmli F r l irr GR Uuo 20 H Briguglio .Santt Capecelatro Ettore H Adlnolfl Salvatore 32 Un8SO Ermetlt{lilclu Illi Brunetti OiU$tP'flt 62 411 Agostino Vincenzo H 22 Cnppclli Al/mio :li 13rnnl N icoln Gio. Balla Aiello OiuNp'()(! 40 Giuseppe GS 13runo Carlo (i4 BotlaflllO. Gioocchi· A lherti Ellor~ ~8 50 Capra Leonida 411 Buool Paolo 11() ft2 Altonso Luiul IS Bo.tllstl ni Canti/lo 24 52 PaMJuale s,; Car bone Tn-uio Allocet• A nto·n io 56 J)p.yon Edmondo 111 nucclonto Alfredo 12 Jlinuuco 21 !j.l A 1{111~0 'Rll{l(lfno r.o Bcdcl lltaurizio Ili Oudl JlaQnele Altobelll Albtrl o S D~li~arl o Oinlin 5S Buglillrcllo Federico ·l2 Carimo.ti Giuuppt ~2 Alvlginl Oiorqin iO Ut>lh·lli Cttrll• (;2 Bugli ari Oit~MPPt 40 Carluooi RaQatle · 3~ Ambrosi J.uiui ;,r. n cllomontc Fifip· Cnrvagllo Edoor® Duonirlcontro An· A mor osi wltlo 1;1; GZ Cl\8ag1'andi Glauco Ili 54 Ionio 710 12 A moroso Ilo riolo· Horunrdl L~<ioi 40 CMO.Il Pietro 11 Buono ])emetrio men 41l Bc rnn(l('l Giovon11i n nuonopnnoCar lo 2!1 Coso.plnt.a Giovanni 14 .\ng~llllo Alfon~to :1>1 Rodo//<> 10 Buttiglion r Jficht· C'081lrinl Arturo 1r. A ngclini A nlonio :~.; ncrrclta Giusep~ :,2 60 Co.sella Bc~d~llc 48 le Danu 211 Aondio Jlnlllio "" Bcrt!'lli E11rico Apploti.l Ferdilw111/u1fl JJcrtlncttì Jlaruf· Caeotta Cesare 3tò .<\l'O Achille :10 liiiO Coesanese Giuseppe 40 31 ,\rnc•·l .A u1<111io Gl Bcrtolucci Gino l't"''llnr. JA~rn1zo HO Antonini T cQ/Ilo ~ 6 ucrlonc Gi1UCP/JC (j(l Coi'Sinis Uoo 3::\ A r~:cnti nn O io. JJat- ~ Bc~,o F.ugcn 10 • 11 Cos..'ùtto FrmlctiCO 40 • a· ti4/tL .) l :! Caccio. F"iliPI)Q 12 Cul'l!ono GitMtP1X M 1 riO Armo.nrl-Ugon Gio · < 'liC~io t(m: /) l) m e · Cnl'tell&nct n l'i,.. 12 t:amn: Jiò Bingl ni (liovann i mro Gl ce n«~ 5:' Aromau<lo .o~h>o•lo ,,; Hinnc hi l'il/orio 4 ~ <.'O'<Ic<l<ln ~11/lulfl 1 1 Costcllanl Jlomt'o IO Arpino l'itiro 70 Hlonchini .Acrisia l ' C..fforelll JJeneddfo 21 CMtciU Epi/o•~io 34 A~tuto flirMm1111 6G llllnncitt Coslanliuo t~ CalcnllllO ilwtlo G4 Castel novi Lodo-cù:o l S fli~tlt'Pt•c liO Caldarola 1-'rtmcesro 21i CosLlgliola. Orlando IG Aruli.;io J'irlro 1<1 llinnKhi .o~llbcrlo :l 2 c alcgori Oio. Balla o1cestoldl Ettore IO 1 J\\' PIIou o (/(tc/mw 100 IJìnl JJntnenico :1~ Caligorl 11 ("m·lo ;,o ('a ><LI'Ono,·u Gnc~r·

A

l

.;o

o...

c

\,·olio Cum (1,;,/o fl'! Uorra Tito IIO<·t·helti Fcù~riC()

B

lloitll Tc.-sio

311~Colvnnl

Federico

1, ('omhll1.ZU .ll"rio •. Cnmbl•c F.llore ·'" ca mcrnnN.J JJiuJ)

1

nacC'hinlllnl Atlcdfn z, nonucc<••·•o /.A"It.rio :l< Ca m m o rn.ta O io· IJnkRII"O f)uili" 1' lì•nwmi florlauo s i VMHii

H 110 IO Catapano Edoordo :w C'a t erzi Ollorino

:m Caferlnl Fedcrù:o

lootl.anco ..dc/Iii/t' 2 ~>i('two1Jo EII!Jeuio

3S 46


(Seque) INDICE A.T.FA.DETlOO

73

cavanlglla .J.ltredo 68 Costa Giuseppe .<tu· D ol Fattore Guglùl· Ce! Inàoro so a~ so ntO 62 Celllnl Lutql 42 Costagliola 4nionio 34 Del F oco Ottorino 46 Centlnco Sante 52 Orespellanl Carlo 24 De Lisio Giooonni 60 Centore .J.ntonino 50 Criscione Gaeklno 22 De Liso Carlo 32 Fablanl Pietro 50 22 Cernlglla Domenico 3/l Crlstlni 4.!/redo 3 8 della Vallo Frnn· F a brlzi Nicola 26 C'.errutl Romclo 6G Croslglla. EtJari~to 30 ct aco 6 Fadda Siro H Cervello U oo 26 Cult r onc .Salvatore 6\1 Delle Gr o t taglie Fagg!oll Carlo 14 Curclo Sancrio 20 GiotJanni 46 ~'aUla Gio~~anni 44 Cct"Zil Franusco Cbeleschl Cami/Jo R Cusani Mariano 42 Delogu Gino 20 ~alvatore 60 Chl&brer& Giorgio 32 Cuttica Euoen:io 3i! Del Piero Gio. Bai · Fanelll Vitm1ionio 38 12 Chiab rero Carlo ti~a 68 FantoU OiuUo Luigi Del Senno Giovanni66 Fara.gglana Ji'ran · 60 Ch iesa. Ematlu~le 52 18 Del Vasto Oiu.sep · cuco Cblmentl Fertlìnan· pe 30 Faraone J'alerio M 68 do 44 De l\larla Nicola I O Farina Felice D Ciaccio Vito 24 De l\iarlnls .durelio 50 Fazio Gaeklno s Clacerl Giorgio :;4 De Ma.rtlie Gualat•o 42 Fedele Pasquale de Martino Robcrlo 4 ~ Fellclnngcll Guido 26 Claprlnl Gino -12 D' Accardo Salva · 411 Ciarlo Si111to 24 ton 24 De 1\lichelis CorraFeleanl Giacinto Claurl Rosolino lfi D 'Ag ostino Auo· do 60 Ferra.ri Giova.n ni 30 Clooarelli Domeflico 46 stino 54 Dc Nunzio Fran· Mario 36 48 Cieco Giot>anni 42 Dn l Collo .d «Utt$lo 34 cuco 48 Uoo Cimino FrancuCCI D'Alessandro .tl. les· Dcoza RaOae.le 68 Fcrrnrl Lelll Fran· Antonio 38 De Pa~~ qua. GitUep· cesco H 8 satldro Cloda.ro Ra(Jaello 70 pe . 50 Ferraro .Ar>natulo 46 56 Lu.iui 42 Cionlol Giulio 3·1 RaOaele 46 De Pnrls .d uousto 48 Pacio Ciotola. .d lberto 50 D'Ambroslo Gim. 38 De PorcellinJs Car· Fer ra.l oro Giu· Cl pollinl U lisse lo 22 seppe 58 54 D'Amico Giu,•tppe b2 Ciprian o Salvatore 62 Daneri Giuseppe 34 De Rosa. Umberlo :;n Ferretti Arrigo Ili Circo Giuseppe 2d D'Anna. Gi11.8eppe 22 De Sa.rlo Euuenio l Z Ferri .ti. n tonio 60 Civita Ra(Jaele 34 Dattilo Gi.u seppe 62 De Stcphanls Giu· Guido I O D'Avack Alfredo Cod.a Carlo 4.6 seppe 12 Ferro-Luzzi Maa· Cogllati·Dezza Giu· de Albentlis Gui<lo 26 Dottori Gio. Ma· similiano IO 8eppe ria b~ Ficrro Michele 20 30 De Aogells Ardui· Ocla. F'ran.cuco 51! no 30 Dcugenio 4ntonio a8 Fllograull Paaqunle 58 Colittl Silvio 22 DeBera.rdl nls Lu.i· D iana. Euoenio 1;2 Flore Geremia 42 !;2 gf Colli Renzo 20 Di Fili p p o Vin· Marie H Colomba T~o 56 De Ber n a. r d l n l s cenw ~O Fiorenza Fernando 40 Colombnra. Guido f>2 Viro!nio 24 DI Lorenzo OdoorIanozio 20 Oclumba. Cesare H De Bernardo Fran• do GO Fiorini Dan.k 68 Comelll Umberto 4'.! 5·1 DI Martino NicolO 36 lllutio Ftrruc· cesco Conciatore Dome· Francuco .dn· DI Monaco Paride 58 cio 28 nico 20 ionio 48 Di Nella Nicola 46 J•"lschettl Giusepve 58 Con!alone Ra(!aele 50 De Bllllllo Guido 62 Di P a. l rn a. V i n· Fiume Guolidnw 60 Consiglio Placido 16 De Ca.rls .tl.uostino 28 cen.ec 36 Fiumefreddo Vin· Conti Carlo l18 De CarU Gaetano 46 Di Salvo GiuJJeppe 44 cenzo 26 18 Corchia Primo 70 De Caro Nicola 38 D l Sto t a n o Giu· Foce Edoardo Corclonl Corradino :12 Dc CMtro Iona..-io 42 seppe !lG Foleua. Umberto 38 CorlgUano Enrico 40 De CaLa D01nenico 4S Dona.deo Vittorio 36 ~'onzone Lòrenzo 48 70 Cornelll Corndio 7O Oe Cesare Gianniuo 64 Dondero Giovanni iiO Forcherlo Luigi Corradl NutrUI 18 Luiqi 4.!1 Donsan to .tl.ntedeo 60 Foresti .Alberto 16 &mo 66 Vincenzo 36 Dubbiosi Emilio 4A Forino Salvalore 22 24 Correale Alfredo ·s2 Decina Cam'illo 52 Fort.l Tqino Corsi 41/redo 3S De D omenico Jtran· Fortunato Leonar68 Cort.Msa. Sii~ 70 usco 2~ do Cortella Francuco 4S Degil Azzl Gl4ido 60 58 Foti Al/io E IO Corteslnl Guido Si! De H l ero n y m le Franchi Lu.igi 26 Corti Luiui 24 RUQoero 5\1 Franco Vincenzo Costa Fa.alo 26 De Leo Saltmiore i4 Esposito Michele 62 Frau Giuseppe 12 6 -

Ruoli d 'anzianità del Corpo Sanitario Mi/ilare.


• 60 Laudrian! Roberto 20 Mautoro Loret~zo Frisooi Paolo t 8 Oolrredl L14iui 411 Frogio Francesco 5~ Oonzales 4.1/redo ·U Langella Daniele 50 àlarengo Loreru:o l :l Froaln1 DiM 56 Oorreta Carlo 68 Frar1Ce8CO . 4\l ~largara CUOl'e l ti 14 Oramegna G-ioMtl · Funaioli Gadat~o Lanna Leontdo a~ .\farini Carlo 68 -!0 ni Fusco ..<f ngelo 5\1 La Porta 4. rturo ''~ Mar lno P.-uqu,ole 4$ 20 ~larlnuooi MariM 34 -.!8 Ora;;so Filippo 50 Lapponl Guido Fuai Pidro Orauso A /berlo 4B Lo. Rocca Paow ~OMa r lotti ·Bia.n· Graziano Carmine 36 Roberto 6~ chi Oio. Balta. 12 Grazlo)a. Gerardo 28 La 'forre Paolo ·U Marra 0\U8t1Jpe GS Marras Ra(!atJe Greco Domenico 2S Lazzaro Francuco l5 G Ori t\ FUippo 4~ Mat·ttnetU .Marctl· « Antonio Vtncenoo 3~ Loporc r'rt111Cfsrn ~~ !iliO Grignanl Eugenio 68 M l\:lart!nottl Carlo L"i(IÌ Oaf~ Malteo 38 Grillo Girolanw 30 Lepri Giulio 32 Martoglio F'erdi· 46 nando U....a-ia Emilio 16 32iOrixonl Giovanm: 10 Llnaros Atl(l~lo O t~ glle.uo Domc\ioo 6U Grosso V utorio ~O Li pani An!onitw 56 Mal'ulli ..<f lllfflo 26 Gagllone Anlonin 6010nadalupi Roberto 40 Lieta Domenico 62 Massa Filippo 68 Oalottlno Carlo 2U Gualdi Carlo 6 Lo Btaooo Domenico 62 M688&tl Vincenzo 66 GAlante Carlo 2S Vincenzo 61 Lojacono 4.ntonio 28 Masserano Oi111io 22 Gallo ..<frturo 36 Ouaraldl Carlo ~6 Lo m bardi Enrico 42 Massi Emilio 42 Oallottl Gioronni 26 Ouan1accla Girala· Manlio 681\fasslmo FraHct· Oanora Romualdo 60 mo 41! Salt:alore 6~ .co Oarbagnj Giu4eppe •4 O uerra V iriCetiU> Hl Lombardo Leonido 16 .\I1188one Giacomo 42 Oll11rlulo Francuco 64 Gurgo Pierino 40 Longo Domenico 62 Mastrantonlo l"itt· 0Mp&rini Giulio H Guido (fWI:rmni 60 Lopresti .J ntonirto 32 cenzo « Oasparrlui NicoiC& 6t Lo Presti Po&qwale 62 MastroJrlacomo Gui· Oa t ti Dionigi Loria GioMrmi 58 do M Giot:anni 56 Lovagllo RocM 22 àlastroJannl .dn!o· GiU~eppe 3t L<"-ecchio Oioac · nirn> Gana ..<fleuandro 18 chino 54 Mastrolla Siloio Gelandl CdutitlO 6! Lucangell Giovanni 22 Mlt.taraszo L'IICio 62 Oelormlnl Luigi 30 Lucoi Amerigo 24 Maugori Nico/6 26 Oelm&ro Luciatw 56 J,uclano F'u•~• Fe· ..\lauri Luigi 8 , lacono Frrmr~B<"Il 10 Germano Ghueppe 0 Uce 52 Mazza Rosario ~ 1 1 a n n l z z otto Orrr· Germino ..<fl/redo Mazzarino Carmelo 4 O 18 Oerulli Andrea u t1lelo Mauarone Filippo 70 .4.nlonio 611 Oherardlnl N aldo 68 I nto . Mauaronl 01liCOflw 64 26 • apoco A mo :'>lazzenga Oiocomo 66 OlacobbeCorradino 6. I M . M iltie111 ~ 64 Ma.zzettl Lordo 12 OJallom bardo Ore· C 34 1 ~n per1a 1e -ea_"re •le 36 l\lazzoccooe Ca· Oianazza Gimeppe 8 Indelicato Owtep· lllacodonio Mirht· millo 2S 26 Oiannanton1 Mario 5S pe lanuf/O 4\1 Melnerl Ltligi 40 , JugrM·alle Alfredo 22 01an ne111 "" 1essa n· , Ippoliti Arnaldo .1\Iachl StllaJ.<tiar~o 34 :'>lomruo Oioran11i s 32 1• Madia ()iusepp~ 8 lllendola Gerolamo !,g dro Isola Emilio 68 lfatl'co Luigi Giannetti BeNun-· 34 llloreo Bo10lino 28 do 24 Morllnl Camillo M Matll Girl8tP1>e Glannottl Dino 4S à1agllulo .-llfo,..so 42 Merlino V tt"O Giarrusso Gesualdo 2·z )Jagnlnl En~a 52 Me881na Angelo Giglio Rocco 36 Magro ne 4. med"o 58 ..41/redo 61 Glllono Carlo lZ L :\lo.lruono [)wali110 3l! :\lestloa Fra,nl!f:BOO 36 Olongo Franco :il M n.Ileo A leaaandro ~2 Jllladonna Antonio 28 Giordano GiU~eppe 20 Malloz~i 4.merigo 62 Mlchcll Teodorico 68. Vincenw 68 Labruna Francesco 56 :uancini L11it/i 32 Migllaccio Romano 2R Giorgi Qi.o r(lio m. 42 Labruzzo Me11otti 70 Man coui "llichc/e 3~ M!gllno Mario 70 Giorgi Giorgio t. 70 La Orottcria. Pa· J\la.nfredi .AI/rnto 41 l\lignaoi J7(ttorio M mrardl Uiuseppe 52 squale M 1\Ugnomt FranCtBCO ~ 8 Arrwldo Oludloo Camiilu 69 Lay l)'rto iO V in<"tii.ZO f>2 .Mil ottl Emulo Giuliano Celelltilw 62 La Martina Rowrio ·'·' lltanganaro Cnr· )[!raglia Eu$1ac1oio 10 Giurato Ral!aele 21 Mirante Vmberlo 70 64 Lamendola FIIJppo mdo Oiurleo .l1icl•t:Lt 62 i\UKitano Ginrrrnni 40 fil J,am p i~ l':<lorrrflo 46 llanlerl 4.1/Jtr ln

6

5SI

..


(Segue) Jl~DIO.t: ALl' ABEl' l CO

15

64 Pi ocart-ota France.: Rlna.ldi Pietro 32 110 100 M Rltuool · Cbllltll AMarta 70 Plcoininl Uoo 26 goatino 28 i\f o d o g n o D<m~e­ 48 Ra(faele 12 PIOI'A>II Giovanni 34 Rl va U mbert.o 6 nòco 64 Pa.lumbo Gitl4tPJ>e 36 Pleoottl Eu\dio 12 48 Rlzi Lui{ri Mopftobe Carlo 16 Pa.na.gla. Antonino 24 Plgati Gio~anni 62 Rizzo Cat·lo 64 Mollsani AltrtM R(ccardo 70 Pandolfl Edoardo 62 Pllella .4leuanàro 34 Comelio 28 18 Paollllo Stanvloo 6\l Plstllll Alberto 12 Monaoo Arh.ro H Rlzzutl( Giustfl9e H Pltrelll Nicola 2t R.obba Claudio 88 Mona$tra Salrolore 64 PaolioJ Adolfo 411 64 P l vetti Franct3CO 34 Rocca Mòchele l!onguszl U>>ii>erto 20 Paolnool, .Alberto 66 Pla.oldl ECiore 70 Rodlnò Nicola 68 Montanari .AUilòo 18 Papale Girolamo Paraninlo ..4noelo 58 Pla.la Natale 42 Romano Omn<tro 3~ Monteleone Pi-n· U Parente Ferài· Poleso Nello 48 Nòcola 24 ce~ 52 nanào 28 Polestra Giu-t~eppe 24 Rom by Paolo 22 ~fonti Gaetano U Parlsl En>lio 6!1 Pollto Rosario M Rombolt. .Antonio 22 Morelli Marl.o 6Z Pa rona Enzo 62 Pollzzl .Antonio 42 Romeo Giambarlolo 26 Mori .AnnUiale 28 Ronp Gaetano 62 Morino Enrico 62 Pa.rri Walter 68 Polosa Vincento Pasquali Rellti Dio «6 P olveri n! Jn(liolo 70 Rostollo L-uifri 46 Mosohetta Gio· ~8 Vi ncen.w 38 Pominl Gilido 20 Ro881 Antonio 26 1101ll' ' 68 Passalacqoa GioacPomo Felice 3l:S Ferru.ccto 28 ~fozzana. Carlo. U chino !2 Poroara /8idoro 30 Mario 60 Mura SalvaJore Ra(!adlo 60 Porru Pietro ~foratori Carlo Fe· 18 Rosso Piuro 60 30 Pa.asante Carm,nt 6« PoBB&tl AIÌJerlo 40 Ruggorl .AntOftino 30 l \ce 60 Passera Tancrtdi 36 Potenza. Lui{)i 68 Rota Sebltftiatlo 10 M urro Giacomo 68 Pa.atore Francuco 46 Properzi·Cnrti Be· Musso Enròco 54 Musto Pasquale 6-l Patanè Carmelo i G nuletto M uaumarra. Niool<l 60 Lucio 40 Prosdoclmo Emo 46 .\1 uuloll .A'IW>aio 68 Pattavina Dom•ni· Pultrone Ra(faelt 58 co _ 60 Puroaro <Rmt'J)'Pt 6« Patti Gi1Uepp• 62 Saba~lni Anoelo 34 Pa.ulloclll Sarino ~o A.rluro 411 Pavia Calfman 10 S&oohettl Nicola oo Pavone .Antonfo 64 Sacco Ro8Qt'io 42 E!Q(:ooeO!a Emidio 10 Giweppe 62 Na.coara.to Filippo 42 66 Peoorarlo Raf/aele 62 Sacoomanl GiorDio 36 ~anni Carlo P ecorollu. Giovaflno 66 Quelrolo Jilmflfo Er· IlO Sa.ggin l Ellat'Uto g N ap ollta n l M.Za Pedrar.zl Arrigo AUto Sa.lern A.lu8andro 22 eltiorre 06 Pedrlni ..4nlonio 36 Sa.Uostlo Luifri 38 NloBStro Arturo 30 Pellegrini France· Sa1m6 Ettore 6« :-loee Gwvmmi Salomone Giu~eppe 54 70 BCO 22 Sonla Gl!rolamo R Sa.! vini Cuare 62 t!O Ort8U 26 N nrra .4 nt011w Pellegrino Lorenzo 32 Sandrettl Emulo 62 Pennettl Cuare 16 Raftonc .41/onao 46 Sand ulll Pietro 60 Pensoveooblo .d n· Ra.go Gmanni 40 Sa n te. Ma.rla A l· tomno 60 Rainelll Corradin 66 berlo 16 Pepe Ra(faello 44 Ra.lnerl Umberlo 4 O Santlnl Ftderl..co 1O Porilll Gwvantti 30 Rampl Pietro 24 S&ntoli Pasqualino U 8 Pomice Vincetaeo 64 Ra.sorl Francuco 22 Santorsola Dome- • Oddera. Luigi 2G Pcrretti Orl.81oforo 32 Ra.ttazzi Ttùlw 32 tiÌCO 62 Onoro Cuare 28 PeM"icone Gi meppe 62 Rccohlonc EUore 8 Se.ntncol S tefano 6 Oterl V lnctnU> PetTier Stefano 24 Regard Pietro 68 Sar nelll Tommaso 48 Perrlnl Angelo j8 Sarno TomnlaJJO 64 64 R oltanl Uoo Pesce Nicola 40 Iteve!U GiooccMno 70 Sarti P'iUorio 14 Petltbon Lodovioo 66 Riecl .Antonio 52 Sarza.no Luigi H Pettltl PaBquale 28 Sera/IAo 12 Sassoli Emulo 24 Pczzulio Luigi U Riccò Ettore 28 Sa.urlno Davide 66 Paeilll ~ltredo !:0 Plantelli Giuaeppe 20 Righi Giua(;f)f)e 54 Sava.rino Saterio 30 Pagniello .Alfredo 66 Ple.zza. .Anton(no 64 Rlna.ldl Gim(;f)f)e 28 Sa vini GuaUiero 26 Pa.~notta U mberlo 58 Beniamino 16 Olwtrio 20 Guglidm~ -14 J"alla.dln l M ario 06 Pieazio .A nlonio 30 . Ora~o 68 Savino Vito 68 50 Pa.lmera Ugo 18 Pa.lmierl .Alfredo

Moauro .Aurtlòo Modeatlnl Paolo

s

Q

«

o

•


71;

(Silqm) INDICE AU'AOE1'100

Scala· Enrico 5fl Solerl Gwvanni 52 Tlrelll Elf.o H Vannocol OtdtdiScalfatl Alberi<> 40 Sorbara Emilw 26 Tob!a .d.-turo 10 lw 30 Scallsl Ignazio 60 S pagnuolo 1\"icola 50 Toderlnl del Oa· Vaase.lll Giol>aftn( :18 Scambia GWvanni 50 Sporapanl Elrridio 48 gUardia Teod. GS Vendlttl Emilw 54 Scan&vlno Ze(J'Lro 36 Squlll&oloU IWtlaeTodero Giovanni 36 Vendra Salt!alore 4~ Scardaj>6ne FWI"in· le r.o Torre SaltiOicf'e 56 Veneronl Carlo 46 do 60 Stefano Umberto S T oscano Vince.aeo t2 Vetusohl PQ8qUale 62 Scarpa .dn(lf.ol(no 62 Soma Cosimo 30 Trani Natalìno 40 VIggiano 4.lfredo 30 Soarplerl Cuare 36 Sunserl Gimeppe 3G Paolo 40 Vigllanl . Fethrico 28 Scarcella Vincenzo 40 Suracl Bruno 62 Treploolonl Ema· VIUasantaGimeppe 20 Scarzolla Michele 20 Surdl Domenico 18 noule 62 Viola Pietro 16 So !al d o n e Bari<>· Suzzl Filippo 611 Trlftlottl luino 66 Vlrgill Luigi 14 lom:o lU Triulzi Giacinto 14 VlrgU'o Saverf.o 6~ Scllllorl Yincertl!o 40 Trombatore V inVIsconti Gimeppe 24 Scolerl Salvatore 54 cen..o 50 VIta Gaelano 68 Scudorl Giuseppe ~~~ T Trovanelll Luigi 8 VItale Nioola 56 Socobl Francesco 20 Tulauo Ra(Jaele IlO Vltclo Emanuele 32 Sela Giacomo 112 Turllll .dnt<>nw 22 Volpe Mauini H Sei vi Gi011anni 24 Talenti CesMe 34 Sesto Ant<>nino 30,Tancredl Aristide 42 Sovorl Pomp~o 481Tappl Pfimo 130 1 S icoardi Guido 68 Tarchl Vir(liUo 44 Signori no Rasano 26 Tarqulol Cnirol( 62 Slllettl Michele 411 Tatarolll !.,.;q;. 34 Urtoler li'eT11(mdo 56 18 Sltnula Ubaldo 20JTM.toni l<'ileno H Zaftlro ..4nWtt(M Si napl Vincenzo ~O Tecco Pasquale 14 Gf.otumni M Slnglltlco Giwseppc 22•Tedde Giuseppe 1~ 7.anCagna lticcard1J 6. 4M Sloibal<li Ongliel· Tedeschi Giacomo 32 V Zannlnl Luigi mo IlO Nicola .iG ZanuttlnJ Pritno 16 Slnlal Guido 24 Toloso Vincenzo 42 Vajola Nauareno 31l Zappal~ GWcom.o 30 So!lo Sante 52 Tempest.a Ooatmtao IO Valdamert Gi\Ueppe 34 Ztni Gwr,ann., 70 64 Sogno Arnwttdo :12 Ten'*Ho. Ò-iuseppe 26 Valente Gioacch. 30 Zono. Dtcmetrf.o >lolaro Al,88. 6i\ Terro.noYa Alf/n :lfi Valenti &ntonino 70 7.uddas Silt!W

u

z

l

•


l

Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione : Palazzo del Ministero della Guerra. Via XX Settembre - Roma

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO.

•

x. Il Giornale di medicina militare si pubblica il primo giorno di ciaecun mese, iu fascicoli di tre fogli di stampa a!Jneno. 2 . L'abbonamento è annuo e d~orre dal xo geanaio 3· Il prezzo dell'abl>onamcnto è: Per l'Italia e Colonie . . r.. M,Per l'Estero . ·. . ... 36,. . 1 in Italia . 4.Un f asmco1o separato costa . . . . . all'E'stero

•;oo

•

1

Il supplemento coutenente i Rt<Oli ~in Halia di anzia•~ilà del corpo sanitario !l'E a stero ttu stare costa

• 12.15,-

·z·

4· Per gli Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. Esercifo (in servizio attivo, in posizione ausiliaria, di complemento, della riserva e<l a riposo) il prezzo dell'abbona· mento è ridotto a L. 12, anticipate. 5· L'abbonamento n on dlsdett(l prima del 1o rlkembre s'intende rinnovato per l'anno successivo . · 6. I signori abbonati militari in effettività di servizio pagheranno l'importo del· l'abbonamento per meu.o dci rispettivi comandi di cC oo e direzioni. 7· Per i soli ufficiali medici (dell'Es\!rc.ito e della Marina), in qualunque posizione si trovino, è ammesso an ABBONAMENTO CUMULATIVO al Giornale di m eàlcitla militare ed agli Ant~ali di medicit~a 11av ale r coloniale al prezzo di I •. 27 annue . Per ottenere tale facilitazione cumulativa gli :tbbouati ntilitari dovranno far pervenire l'intero importo all'Amministrazione del veriodico del proprio corpo. 8. Ai librai si fa lo seouto del 10 per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle pe•~one e degli enti non mili!~Ti. che non po.< sono fru ire della facilitazione iti cui ai numeri 4, 6 e 7·

NORME PER LE PUBBLICAZIONI. t. I lavori originali, le note, le riviste. dattilografaLI o ~critti \1 mano - devono occupare un solo lato del foglio cd essere accuratam'!nte riveduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione che quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo di evitare ogni dubbio di iuterpreta1ione. In caso contrario, la Direzione si vedrebbe CO· stretta a sospenderne la pnbblicaz:one. 2. Salvo casi ecce1Jonalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta d11lla redazione, anzichè dagli autori, per non vincolare il lavoro tipogralico agli inevitabili ritardi po· stati. 3· ~ spese per gli estratti e queJle per le tavole li-tografiche, fotografiche, ecc., cht' accompagnassero le memorie, sono a carico de.gli aU1,ori. 4. Gli estratti sono di due tipi: Tipo A. Senza copertina e colla impag;natura e numerazi()l).e del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontespizio, impagina· tura e numerazione speciale. 5· Il pret.zo degli estratti, per gli autori delle memorie che li richiedano, è regolato dalla seguente tariffa:

PREZZO DI CIASCUN FOGLIO DI STAMPA. NUMERO DELLE COPIE

------,-----,...,---..,----~-

TIPI 01 ESTRATTI

Tipo A . Tipo B.

i)()

L.

•

70

so.

l()()

200

80

120 130

'100

l

Per

. -

ogni centinai(\.

oltre 200

70

IlO

Glt estratti minori di un foglio si couta110 come foglio it~tet•O .per te ordinazion.l di estratti o me11o. Per q t< citi elle m pe1ouo 1111 foftliO. le frazioni in pitì.. elle no11 superano il m ezzo foglio, si co11tano come m eta. purcl1è f>c•ò l'oràitlazione n ott sia Inferiore a copie. 10<>

so

6. I manoscritti non s i restituiscono. (26~71

- Roma. 1023-24 -

Stahll!mento Pollgraftoo per l'Amm lnlet.r&zlone dello Stato.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook